Source: https://www.tv15.it/index.php?Disciplinari-di-produzione-vini&Sannio-Doc&realblogID=272
Timestamp: 2017-11-24 01:58:46+00:00
Document Index: 156126658

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art.1', 'art.1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1']

Disciplinari di produzione vini – Sannio Doc
Ti trovi in: Home > Disciplinari di produzione vini – Sannio Doc
CONTROLLATA « SANNIO»
Approvato con DM 05.08.1997 G.U. 204 - 02.09.1997
Modificato con DM 27.11.2001 G.U. 294 - 19.12.2001
Modificato con DM 30.09.2011 G.U. 236 - 10.10.2011 (S.O. n. 217)
Modificato con DM 30.11.2011 G.U. 295 - 20.12.2001
1.1) La denominazione di origine controllata «Sannio» già riconosciuta a denominazione di origine
controllata con decreto ministeriale 5 agosto 1997 pubblicato nella G.U. n 204 del 2 settembre
1997, è riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente
disciplinare di produzione, per le seguenti categorie e tipologie:
1. Bianco anche nella categoria frizzante;
2. Rosso anche nella categoria frizzante e nelle tipologie superiore, riserva e novello;
3. Rosato anche nella categoria frizzante;
4. Aglianico, Aglianico riserva, Aglianico Passito, Aglianico novello, Aglianico spumante,
spumante di qualità, spumante di qualità metodo classico, Aglianico rosato, Aglianico rosato o rosé
spumante, spumante di qualità, spumante di qualità metodo classico;
5. Aglianico-Piedirosso, Aglianico-Piedirosso rosato;
6. Barbera, Barbera Passito, Barbera spumante, spumante di qualità, spumante di qualità metodo
7. Coda di volpe, Coda di volpe Passito, Coda di volpe spumante, spumante di qualità, spumante di
qualità metodo classico,;
8. Fiano, Fiano Passito, Fiano spumante, spumante di qualità, spumante di qualità metodo classico;
9. Greco, Greco Passito, Greco spumante, spumante di qualità, spumante di qualità metodo classico;
10. Moscato, Moscato Passito, Moscato spumante e spumante di qualità, spumante di qualità
metodo classico;
11. Piedirosso, Piedirosso Passito, Piedirosso spumante, spumante di qualità, spumante di qualità
12. Sciascinoso, Sciascinoso Passito, Sciascinoso spumante, spumante di qualità, spumante di
qualità metodo classico;
13. Spumante e spumante di qualità
14. Spumante di qualità metodo classico.
1.2) La denominazione di origine controllata «Sannio» è riservata anche ai vini con la
specificazione di una delle sottozone sotto indicate, che rispondono alle condizioni ed ai requisiti
stabiliti nel presente disciplinare di produzione, per le seguenti categorie e tipologie:
I.«Guardia Sanframondi o Guardiolo»;
spumante, spumante di qualità, spumante di qualità metodo classico ;
II. «Sant'Agata dei Goti »;
III. «Solopaca»;
10. Moscato, Moscato Passito, Moscato spumante, spumante di qualità , Spumante di qualità
13. Spumante e spumante di qualità;
IV. «Solopaca Classico»
1.Bianco;
2.Rosso;
3.Rosso riserva;
V. «Taburno»
4. Aglianico Passito, Aglianico novello, Aglianico spumante, spumante di qualità, spumante di
qualità metodo classico, Aglianico rosato o rosé spumante, spumante di qualità, spumante di qualità
10. Moscato, Moscato Passito, Moscato spumante e spumante di qualità spumante di qualità metodo
2.1) Le denominazioni d'origine controllata di cui all'art. 1 sono riservate ai vini, con o senza
specificazione della sottozona, ottenuti da uve provenienti da vigneti aventi, nell'ambito aziendale,
la seguente composizione varietale:
« Sannio » bianco, bianco frizzante: Trebbiano toscano e Malvasia (bianca di Candia), da soli o
congiuntamente, minimo 50%; per la restante parte possono concorrere altri vitigni a bacca bianca
idonei alla coltivazione nell'ambito della provincia di Benevento, da soli o congiuntamente fino ad
un massimo del 50%, iscritti nel registro nazionale delle varietà di vite per uve da vino approvato
con D.M. 7 maggio 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n° 242 del 14 ottobre 2004, e
successivi aggiornamenti, riportati nell'allegato 1 del presente disciplinare.
«Sannio» rosso, rosso superiore, rosso riserva, rosso frizzante, rosato, rosato frizzante, novello:
Sangiovese: min. 50%; per la restante parte possono concorrere altri vitigni a bacca nera idonei alla
coltivazione nell'ambito della provincia di Benevento, da soli o congiuntamente fino ad un massimo
del 50%, iscritti nel registro nazionale delle varietà di vite per uve da vino approvato con D.M. 7
maggio 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n° 242 del 14 ottobre 2004, e successivi
aggiornamenti, riportati nell'allegato 1 del presente disciplinare.
2.2) La denominazione di origine controllata «Sannio» seguita dalla specificazione di vitigno e
tipologia, con o senza specificazione della sottozona : Coda di volpe, Coda di volpe Passito, Coda
di volpe spumante e spumante di qualità, Fiano, Fiano Passito, Fiano spumante e spumante di
qualità, Greco, Greco Passito, Greco spumante e spumante di qualità, Moscato, Moscato Passito,
Moscato spumante e spumante di qualità, Aglianico, Aglianico riserva, Aglianico Passito, Aglianico
novello, Aglianico spumante e spumante di qualità, Aglianico rosato, Aglianico spumante e
spumante di qualità rosato, Barbera, Barbera Passito, Barbera spumante e spumante di qualità,
Piedirosso, Piedirosso Passito, Piedirosso spumante e spumante di qualità, Sciascinoso, Sciascinoso
Passito, Sciascinoso spumante e spumante di qualità, è riservata ai vini ottenuti da uve provenienti
da vigneti composti, nell'ambito aziendale, dal rispettivo vitigno per almeno l'85%; per la restante
parte possono concorrere alla produzione di detti vini, da sole o congiuntamente, le uve a bacca di
colore analogo provenienti da vitigni idonei alla coltivazione nell'ambito della provincia di
Benevento, da soli o congiuntamente fino ad un massimo del 15%.
2.3) «Sannio» Aglianico-Piedirosso e Aglianico-Piedirosso rosato, con o senza specificazione della
sottozona: Aglianico e Piedirosso congiuntamente, purché la varietà minoritaria sia presente per
almeno il 40 %.
2.4) La denominazione di origine controllata «Sannio», seguita dalla specificazione del vitigno e
dalla menzione spumante e spumante di qualità, con o senza specificazione della sottozona, è
riservata al vino spumante e spumante di qualità ottenuto, con il metodo della rifermentazione in
2.5) La denominazione di origine controllata «Sannio», seguita dalla specificazione del vitigno e
dalla menzione spumante di qualità metodo classico, con o senza specificazione della sottozona, è
riservata al vino spumante di qualità ottenuto, con il metodo della rifermentazione in bottiglia.
2.6) La denominazione di origine controllata «Sannio», seguita dalla menzione spumante e
spumante di qualità, con o senza specificazione della sottozona, è riservata al vino spumante
ottenuto, con il metodo di rifermentazione in autoclave da uve provenienti da vigneti composti,
nell'ambito aziendale, dai vitigni Aglianico e/o Falanghina, da soli o congiuntamente, minimo 70%;
per la restante parte possono concorrere alla produzione di detti vini, da sole o congiuntamente, le
uve provenienti da vitigni idonei alla coltivazione nell'ambito della provincia di Benevento, da soli
o congiuntamente fino ad un massimo del 30% ed iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite
per uve da vino, approvato con D.M. 7 maggio 2004 e successivi aggiornamenti, riportati
nell'allegato 1 del presente disciplinare.
2.7) La denominazione di origine controllata «Sannio», seguita dalla menzione spumante di qualità
metodo classico, con o senza specificazione della sottozona, è riservata al vino spumante ottenuto,
con il metodo della rifermentazione in bottiglia, da uve provenienti da vigneti composti, nell'ambito
aziendale, dai vitigni Aglianico e/o Falanghina, da soli o congiuntamente, minimo 70%; per la
restante parte possono concorrere alla produzione di detti vini, da sole o congiuntamente, le uve a
bacca di colore analogo provenienti da vitigni idonei alla coltivazione nell'ambito della provincia di
Benevento, da soli o congiuntamente fino ad un massimo del 30% ed iscritti nel Registro Nazionale
delle varietà di vite per uve da vino, approvato con D.M. 7 maggio 2004 e successivi
3.1) Zona di raccolta delle uve
La zona di raccolta delle uve per l'ottenimento dei vini atti ad essere designati con la
denominazione di origine controllata «Sannio», comprende l'intero territorio amministrativo della
provincia di Benevento, così come già delimitati con decreto ministeriale 5 agosto 1997 pubblicato
nella G.U. n 204 del 2 settembre 1997.
3.2) delimitazione della sottozona "Guardia Sanframondi" o "Guardiolo"
La zona di produzione delle uve, comprende l'intero territorio amministrativo dei comuni di
Guardia Sanframondi, San Lorenzo Maggiore, San Lupo e Castelvenere in provincia di Benevento,
così come già delimitata con decreto ministeriale 2 agosto 1993 pubblicato nella G.U. n 193 del 18
3.3) delimitazione della sottozona « Sant'Agata dei Goti »
La zona di produzione delle uve, comprende l'intero territorio amministrativo del comune di
Sant'Agata de' Goti, in provincia di Benevento, così come già delimitata con decreto ministeriale 3
agosto 1993 pubblicato nella G.U. n 196 del 21 agosto 1993.
3.4) delimitazione della sottozona "Solopaca"
La zona di produzione delle uve comprende l'intero territorio dei comuni di Solopaca, Castelvenere,
Guardia Sanframondi, San Lorenzo Maggiore e parte del territorio dei comuni di Cerreto Sannita,
Faicchio, Frasso Telesino, Melizzano, San Lorenzello, San Salvatore Telesino, Telese e Vitulano,
tutti in provincia di Benevento, così come già delimitata con DPR 20.09.1973 modificato con DM
12.10.1992 e DM 30.10.2002 pubblicato nella G.U. n 271 del 19 novembre 2002.
Tale zona è così delimitata: partendo dalla confluenza dei confini comunali di San Lorenzo
Maggiore, Guardia Sanframondi, San Lupo e Cerreto Sannita in località Ripe del Corvo, la linea di
delimitazione segue verso sud il confine orientale prima e meridionale poi di San Lorenzo
Maggiore, fino ad incrociare quello di Vitulano che segue verso sud sud-est fino ad incontrare la
mulattiera a quota 349 che segue verso sud-ovest e da quota 305 si immette sul sentiero, verso
ovest, passando per le quote 272, 162, 165 e 219, dove incontra il confine del comune di Solopaca e
lo percorre verso sud e poi ovest fino ad incontrare quello di Melizzano che segue verso ovest fino
ad incrociare in località Acquaviva la strada Solopaca-Frasso Telesino. Prosegue sulla strada per
Sant'Agata dei Goti sino al ponte in prossimità della Masseria Calabrese a quota 315. Da qui lungo
il corso d'acqua, verso sud raggiunge il confine meridionale di Frasso Telesino, lo segue verso ovest
e poi in direzione nord sino alla strada Dugenta-Frasso Telesino che segue verso nord fino in
prossimità della quota 165 e poi, sempre lungo la strada, procede verso sud per circa 100 metri sino
a prendere, in direzione ovest, quella che passando per la quota 74 in località
Torre Maiorano, raggiunge in prossimità della quota 39 la strada Dugenta-Telese, segue questa in
direzione est per la strada che conduce alla località Piana che costeggia passando ad ovest della
medesima fino a raggiungere la carrareccia in prossimità della quota 72. Da qui segue una retta che
raggiunge, superato il torrente Maltempo, l'edificio contrassegnato con il segno convenzionale degli
opifici sulla strada che porta a Melizzano. Da tale punto segue detta strada in direzione nord-ovest
sino a congiungersi con quella di Dugenta-Telese, la percorre sino al ponte della Calce da dove
prosegue, in direzione nord-est, lungo il confine del comune di Solopaca, sino a raggiungere in
località Pagnano, la carreggiabile che delimita a nord la località Santo Frate. Segue detta strada
verso ovest per circa un chilometro e 250 metri e piega poi verso nord lungo la scarpata tra le quote
52 e 45 fino a raggiungere a quota 52 la ferrovia che verso nord attraversa l'abitato di Telese. Segue
poi la strada che, in direzione est, va ad intersecare il confine comunale di Castelvenere che segue
poi verso nord fino ad incrociare la strada per Massa La Grotta. Da tale punto di incrocio la linea di
delimitazione prosegue verso nord-ovest per il sentiero che, passando
per le quote 114 e 112 raggiunge, in prossimità di quest'ultima quota, la strada per le cave di pietra,
la percorre per un tratto di circa 350 metri, segue quindi verso nord il sentiero che, passando alle
pendici della collina Della Rocca e attraverso la località Vigne Vecchie, raggiunge la strada per
Massa, in prossimità della quota 162, prosegue sempre verso nord lungo questa strada fino quasi al
centro abitato di Massa, seguendo all'altezza dell'incrocio con la strada per la masseria del Barone,
quella che aggira ad ovest l'abitato, raggiungendo così la sponda del torrente Titerno. Segue verso
est la riva del corso d'acqua sino ad incontrare il confine comunale di
Cerreto Sannita, da qui segue l'affluente di sinistra del torrente Titerno passando a sud del centro
abitato di Cerreto Sannita fino ad incrociare il sentiero che si congiunge alla strada per il convento
dei cappuccini in prossimità dei ruderi. Una volta incrociato il sentiero lo segue verso sud
costeggiando le località Lomia di Spita e Cesine di Sopra e passando per le quote 380, 424, 425,
433, 415, 417 e 379; raggiunge il confine comunale di Guardia Sanframondi che segue verso est
raggiungendo, in prossimità delle Ripe del Corvo, il punto di incrocio dei confini comunali da cui
era iniziata la delimitazione.
3.5) delimitazione della sottozona "Solopaca Classico". Le uve destinate alla produzione dei vini a
denominazione di origine controllata « Sannio», sottozona "Solopaca Classico" devono essere
prodotte nel comune di Solopaca limitatamente alla zona di seguito specificata: partendo dal ponte
sul fiume Calore "Maria Cristina" in località "Fontana Sala", si percorre la strada provinciale
Bebiana in direzione ovest, fino a raggiungere la quota 64 e voltando a destra si percorre un tratturo
per circa 100 m fino a raggiungere un dislivello naturale; si percorre il margine superiore del
dislivello, ancora verso ovest, fino a raggiungere la comunale in c/da Vatecupo, e ci si immette
proseguendo sempre in direzione ovest, passando per la masseria Abbamondi a quota 67 e fino a
raggiungere la masseria Ferri a quota 79; da qui si percorre il sentiero, andando in direzione ovest,
fino alla quota 55, immettendosi sulla comunale S. Pietro e proseguendo sempre verso nord-ovest,
passando per le quote 55 e poi 50, fino al bivio che forma la via comunale con un sentiero che va
verso sud; a questo punto si percorre il margine superiore della ripa naturale, ancora verso ovest
superando la strada comunale in c/da Arena, e proseguendo sempre sulla ripa fino a raggiungere in
località Varriciello, la strada comunale del Procaccia; immettersi sulla strada e percorrerla ancora
verso ovest e raggiungendo la via Bebiana proseguire ancora verso ovest fino al limite di confine
del comune di Solopaca, in località Ponte della Calce; da questo punto si procede sul limite di
confine comunale in direzione sudest, passando in prossimità delle quote 152, 179, 181, ed in c/da
S. Vincenzo si incrocia con la via provinciale proveniente da Frasso Telesino, la si percorre in
direzione est, verso il centro abitato di Solopaca, fino a quota 212; a questo punto imboccare lo
stradone posto a destra e poi immediatamente proseguire a sinistra percorrendo la mulattiera
raggiungendo il serbatoio e proseguendo sempre sulla mulattiera dopo il serbatoio verso destra fino
a raggiungere la quota 332 località Gesucristiello, svoltare a destra sempre percorrendo la mulattiera
passando per quota 281 e poi 228, cominciando a scendere in direzione nord voltando a destra
secondo il dislivello naturale in prossimità delle case, proseguendo in direzione est, passando per le
quote 196, 197 e sempre in direzione est si raggiunge la mulattiera proveniente da quota 201 a circa
50 m da questa e sempre in direzione est si passa per le quote 214, 268, 273, 265 e fino alla quota
404, limite di confine tra Solopaca e Vitulano; lungo il limite di confine comunale, si scende verso
nord raggiungendo la strada proveniente da Paupisi; si svolta a sinistra, verso il centro urbano di
Solopaca fino ad immettersi in uno stradone posto a destra dopo la prima quota 86, raggiungendo il
sentiero che passa per le quote 62, 64 e 76 in località Campaminico e fino a quota 82; da questo
punto scendere a quota 60 e percorrere il sentiero in direzione ovest fino al ponte "Maria Cristina",
3.6) delimitazione della sottozona "Taburno"
Apollosa, Bonea, Campoli del Monte Taburno, Castelpoto, Foglianise, Montesarchio, Paupisi,
Torrecuso e Ponte ed in parte il territorio dei comuni di Benevento, Cautano, Vitulano e Tocco
Caudio, tutti in provincia di Benevento, così come già delimitata con DPR 29.10.1986 sostituito con
decreto ministeriale 2 agosto 1993 pubblicato nella G.U. n 201 del 27 agosto 1993.
Tale zona è così delimitata: partendo dal confine tra i comuni di Apollosa e Benevento e
segnatamente al km 256 della via Appia, strada statale n. 7, la linea di delimitazione segue verso
nord il torrente Serretelle fino ad incrociare il fiume Calore. Segue questo confine per due
chilometri circa fino ad incontrare la linea ferroviaria Benevento - Caserta, seguendola verso est
fino ad incrociare la s.s. n. 88 dei due Principati, che percorre fino al confine del comune di
Torrecuso a quota 248. Segue questo confine deviando ancora ad est al km 80 della stessa strada
statale n. 88 e prosegue sempre lungo il confine comunale verso ovest, quasi sempre sulla direttrice,
fino ad incontrare il confine del comune di Ponte. Segue detto confine comunale di Paupisi fino ad
incontrare quello di Torrecuso a quota 720. Segue per un breve tratto il confine comunale di
Torrecuso fino ad arrivare alla località Monte S. Michele nel comune di Foglianise. Lungo lo stesso
confine si arriva, poi, al torrente S. Menna, risalendo lo stesso fino alla località Madonna degli
Angeli a quota 582, per un tratto di tre chilometri confinante con il comune di Vitulano. In località
S. Giuseppe la delimitazione prosegue lungo la strada che collega casale Fuschì di Sotto, casale
Resi e casale Tammari, svoltando verso sud all'altezza di Fontana Reale e segue il torrente del
Palillo fino ad incrociare il confine del comune di Cautano. Scendendo ancora verso sud la linea di
delimitazione attraversa la strada provinciale Vitulanese 1° tronco, a quota 291, si immette nel
torrente Ienca e, proseguendo ancora, arriva ad incrociare la strada comunale Luciarco a quota 282.
Segue detta strada per un tratto di circa 10 chilometri fino ad incrociare il confine del comune di
Campoli del Monte Taburno all'altezza della strada provinciale Vitulanese a quota 423. Arrivati a
questo punto la linea di delimitazione prosegue lungo i confini di Campoli del Monte Taburno fino
a quota 502 per immettersi poi sulla strada comunale Cesine del comune di Tocco Caudio, che
viene percorsa per un tratto fino ad incrociare la strada provinciale Friuni, dello stesso comune.
Seguendo la strada provinciale Friuni, si scende verso sud fino ad immettersi nel torrente
Castagnola e, proseguendo, si arriva ad incrociare la strada comunale Casino-Friuni a quota 559. Da
questo punto si scende e, percorrendo sempre il confine comunale di Campoli del Monte Taburno si
arriva ad incrociare il confine comunale di Montesarchio in prossimità della località Sperata.
Seguendo il confine comunale di Montesarchio si incrocia quello di Bonea in località Sorgente
Rivullo. Da questo punto, la linea di delimitazione segue il confine comunale di Bonea fino ad
incrociare di nuovo quello di Montesarchio alla quota 269 nei pressi della s.s. n. 7. Segue il confine
comunale di Montesarchio fino ad incontrare in località Tufara Valle, quello di Apollosa che segue
fino ad incrociare il punto di partenza.
4.1) Condizioni naturali dell'ambiente
di origine controllata «Sannio», con o senza indicazione della sottozona, devono essere quelle
tradizionali della zona di produzione e comunque atte a conferire alle uve, ai mosti ed ai vini
derivati le specifiche caratteristiche di qualità.
Sono pertanto da considerarsi idonei, ai fini dell'iscrizione allo schedario viticolo, i vigneti di
giacitura ed esposizione adatte, mentre sono esclusi quelli impiantati su terreni di fondovalle umidi,
quelli non adeguatamente drenati e quelli non sufficientemente soleggiati.
È vietata ogni pratica di forzatura; è tuttavia ammessa l'irrigazione di soccorso.
4.2) Densità di impianto
La forma di allevamento ammessa è quella a controspalliera e la densità minima di viti per ettaro
non dovrà essere inferiore a 2.500 piante.
Per i vigneti esistenti prima del decreto ministeriale 5 agosto 1997 di riconoscimento della
Denominazione di Origine Controllata dei Vini Sannio, sono consentiti sesti di impianto, forme di
allevamento a spalliera, controspalliera, raggiera e pergola e sistemi di potatura corti, lunghi e misti
generalmente usati e comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve, dei mosti e dei vini
4.3) Resa uva per ettaro
La resa massima di uva per ettaro dei vigneti, in coltura specializzata, ammessa per la produzione
dei vini a denominazione di origine controllata « Sannio » deve rispettare i sotto elencati limiti:
TIPOLOGIA / PRODUZIONE MAX DI UVA t/HA
Sottozona GUARDIA SANFRAMONDI o GUARDIOLO
Sottozona SOLOPACA CLASSICO
Sottozona TABURNO
SANNIO Bianco, Bianco frizzante;
SANNIO / T14
Sottozona GUARDIA SANFRAMONDI o GUARDIOLO / T12
Sottozona SANT'AGATA DEI GOTI / T10
Sottozona SOLOPACA / T14
Sottozona SOLOPACA CLASSICO/T12 (solo bianco)
Sottozona TABURNO / T12
SANNIO Rosso, Rosso frizzante, Novello, Rosato, Rosato frizzante;
Sottozona GUARDIA SANFRAMONDI o GUARDIOLO / T10
Sottozona SOLOPACA CLASSICO/T10 (solo rosso)
Sottozona TABURNO / T10
SANNIO / T13
Sottozona SOLOPACA /T 13
Sottozona SOLOPACA CLASSICO/ T12
Sottozona SOLOPACA / T13
Sottozona TABURNO /T 10
SANNIO Aglianico Passito, Aglianico Novello, Aglianico Spumante e spumante di qualità,
Aglianico spumante di qualità metodo classico, Aglianico rosato o rosè Spumante e spumante di
qualità, Aglianico rosato o rosè spumante di qualità metodo classico;
SANNIO / 12
Sottozona SOLOPACA /T 12
SANNIO Aglianico, Aglianico Rosato;
SANNIO / T12
Sottozona SOLOPACA / T12
Sottozona GUARDIA SANFRAMONDI o GUARDIOLO /T 10
SANNIO Aglianico-Piedirosso, Aglianico-Piedirosso rosato;
SANNIO Barbera, Barbera Passito, Barbera Spumante e spumante di qualità, spumante di qualità
SANNIO Coda di Volpe, Coda di Volpe Passito, Coda di Volpe Spumante e spumante di qualità,
spumante di qualità metodo classico;
Sottozona SANT'AGATA DEI GOTI / T11
Sottozona TABURNO / T11
SANNIO Fiano, Fiano Passito, Fiano Spumante e spumante di qualità, spumante di qualità metodo
Sottozona GUARDIA SANFRAMONDI o GUARDIOLO /T 12
SANNIO Greco, Greco Passito, Greco Spumante e spumante di qualità, spumante di qualità metodo
SANNIO Moscato, Moscato Passito, Moscato Spumante e spumante di qualità, spumante di qualità
SANNIO /T12
SANNIO Piedirosso, Piedirosso Passito, Piedirosso Spumante e spumante di qualità, spumante di
SANNIO Sciascinoso, Sciascinoso Passito, Sciascinoso Spumante e spumante di qualità, spumante
di qualità metodo classico
SANNIO Spumante e spumante di qualità, spumante di qualità metodo classico
Sottozona SANT'AGATA DEI GOTI / T12
Fermi restando i limiti massimi sopraindicati, la resa per ettaro in coltura promiscua dovrà essere
calcolata, rispetto a quella specializzata, in rapporto alla effettiva superficie coperta dalla vite.
denominazione di origine controllata «Sannio» devono essere riportati nei limiti di cui sopra, fermi
restando i limiti resa uva-vino per i quantitativi di cui trattasi, purché la produzione globale non
Il superamento del limite del 20% comporta la decadenza del diritto alla denominazione controllata
differenziata nell'ambito della zona di produzione di cui all'art. 3. Nell'ambito della resa massima
migliore equilibrio di mercato dandone comunicazione all'organismo di controllo.
In questo caso non si applicano le disposizioni dei cui al comma precedente
4.4) Titoli alcolometrici volumici naturali minimi
Le uve destinate alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Sannio» devono
assicurare i sotto indicati titoli alcolometrici volumici naturali minimi:
TIPOLOGIA / TITOLO ALCOL. VOLUM. MIN. NAT. % VOL
SANNIO / 10
Sottozona GUARDIA SANFRAMONDI o GUARDIOLO / 10,5
Sottozona SANT'AGATA DEI GOTI / 11
Sottozona SOLOPACA / 11
Sottozona SOLOPACA CLASSICO/11,5 (solo bianco)
Sottozona TABURNO / 10,5
SANNIO / 10,5
Sottozona GUARDIA SANFRAMONDI o GUARDIOLO / 11
Sottozona SOLOPACA CLASSICO/12 (solo rosso)
Sottozona TABURNO / 11
Sottozona GUARDIA SANFRAMONDI o GUARDIOLO / 12
Sottozona SOLOPACA CLASSICO/ 12
SANNIO / 11,5
Sottozona SANT'AGATA DEI GOTI / 12
Sottozona SOLOPACA / 12
Sottozona TABURNO / 12
SANNIO / 11
Sottozona GUARDIA SANFRAMONDI o GUARDIOLO / 11,5
Sottozona SANT'AGATA DEI GOTI / 11,5
Sottozona SOLOPACA / 11,5
Sottozona TABURNO / 11,5
Sottozona SANT'AGATA DEI GOTI / 10,5
Sottozona SOLOPACA / 10,5
SANNIO / 9,5
Sottozona GUARDIA SANFRAMONDI o GUARDIOLO / 10
Sottozona SANT'AGATA DEI GOTI / 10
Sottozona SOLOPACA / 10
Sottozona TABURNO / 10
5.1) Zona di vinificazione
Le operazioni di vinificazione, di elaborazione, di spumantizzazione, di invecchiamento e di
imbottigliamento dei vini denominazione di origine controllata «Sannio» devono essere effettuate
all'interno del territorio della provincia di Benevento.
imbottigliamento del vino a denominazione di origine controllata «Sannio» con la specificazione
delle sottozone Solopaca e Solopaca Classico, Guardia Sanframondi o Guardiolo, Taburno,
Sant'Agata dei Goti, devono essere effettuate per ciascuna sottozona all'interno del territorio
amministrativo dei comuni compresi, anche se solo in parte, nella zona di produzione delimitata per
ciascuna sottozona all'art. 3 del presente disciplinare.
È in facoltà del Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali, sentito il parere della
Regione Campania, consentire che le predette operazioni possano avvenire, con esclusione delle
sottozone e relative menzioni geografiche aggiuntive, anche in stabilimenti situati nel territorio
della Regione Campania, a condizione che le ditte interessate ne facciano richiesta entro 12 mesi
dall'approvazione del presente disciplinare e dimostrino di aver effettuato tali operazioni prima
dell'entrata in vigore del presente disciplinare. Le deroghe sopra previste sono concesse, con
esclusione delle sottozone e relative menzioni geografiche aggiuntive, dal Ministero delle Politiche
Agricole Alimentari e Forestali, sentita la Regione Campania e comunicate all'Ispettorato Centrale
per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari (ICQRF) e all'organismo di controllo.
Restano valide le autorizzazioni in deroga fino ad oggi rilasciate per la vinificazione fuori zona,
anche ai fini dell'imbottigliamento, ivi comprese quelle relative alle preesistenti citate
denominazioni che sono state inserite in qualità di sottozone nel presente disciplinare.
Conformemente all'articolo 8 del Reg. CE n. 607/2009, a salvaguardia dei diritti precostituiti dei
soggetti che tradizionalmente hanno effettuato l'imbottigliamento al di fuori dell'area di produzione
delimitata, sono previste autorizzazioni individuali alle condizioni di cui all'articolo 10, comma 3 e
4 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 2).
5.2) Arricchimenti
L'aumento del titolo alcolometrico e le eventuali pratiche correttive sono consentiti ai sensi delle
5.3) Elaborazione
a) I vini a denominazione di origine controllata «Sannio» passito, associati o meno al riferimento ad
una delle sottozone di cui all'art. 1, deve essere prodotto in via esclusiva da uno dei vitigni come
indicato all'art. 1 (Aglianico, Barbera, Coda di Volpe, Fiano, Greco, Moscato, Piedirosso,
Sciascinoso), ed elaborate nel rispetto delle norme vigenti per tale tipologia, sottoposte in tutto o in
parte, sulle piante o dopo la raccolta, ad un appassimento tale da assicurare un titolo alcolometrico
volumico naturale minimo di 16% vol. E' vietata ogni aggiunta di mosti concentrati o mosti
concentrati rettificati. Il vino non deve essere immesso al consumo prima del 1 giugno dell'anno
successivo la vendemmia.
b) I vini a denominazione di origine controllata «Sannio» categoria spumante e spumante di qualità,
associati o meno al riferimento ad una delle sottozone di cui all'art. 1, devono essere ottenuti da uve
elaborate secondo la specifica vigente normativa.
c) I vini a denominazione di origine controllata «Sannio», categoria spumante di qualità metodo
classico, associati o meno al riferimento ad una delle sottozone di cui all'art. 1, devono essere
ottenuti attraverso la tradizionale rifermentazione in bottiglia e deve permanere sui lieviti di
fermentazione per almeno 12 mesi a decorrere dal 15 novembre dell'anno di raccolta delle uve.
d) I vini a denominazione di origine controllata «Sannio» con la menzione novello, associati al
riferimento ad una delle sottozone di cui all'art. 1, devono essere ottenuti con almeno il 70% di vino
proveniente dalla macerazione carbonica delle uve intere.
e) I vini a denominazione di origine controllata «Sannio» categoria frizzante, associati o meno al
riferimento ad una delle sottozone di cui all'art. 1, devono essere ottenuti con il metodo della
rifermentazione naturale.
5.4) Resa uva/vino
La resa massima dell'uva in vino passito non deve essere superiore al 40%
5.5) Invecchiamento
I vini a denominazione di origine controllata «Sannio» rosso riserva, «Sannio» Aglianico riserva,
associati o meno al riferimento ad una delle sottozone di cui all'art. 1, devono essere sottoposti ad
un periodo di invecchiamento obbligatorio di almeno 2 anni, a decorrere dal 1 novembre
I vini a denominazione di origine controllata «Sannio» di cui all'art.1 del presente disciplinare
devono rispondere rispettivamente, all'atto dell'immissione al consumo, alle seguenti
«Sannio» bianco:
sapore: secco, equilibrato, a volte abboccato o amabile;
«Sannio» rosso:
odore: floreale, fruttato, gradevole;
«Sannio» rosso superiore:
«Sannio» rosso riserva:
«Sannio» novello:
colore: rosso porpora;
sapore: secco o abboccato, morbido;
«Sannio» rosato:
odore: delicato, fruttato, floreale;
«Sannio» Aglianico:
colore: rubino più o meno intenso, tendente al granato con l'invecchiamento;
odore: floreale, fruttato, caratteristico;
«Sannio» Aglianico riserva:
«Sannio» Aglianico passito:
odore: intenso, caratteristico, floreale, fruttato;
«Sannio» Aglianico novello:
odore: fruttato, caratteristico;
«Sannio» Aglianico rosato:
«Sannio» Aglianico spumante, spumante di qualità e spumante di qualità metodo classico:
colore: paglierino più o meno intenso, con eventuali riflessi rosati o aranciati;
sapore: fine, di corpo, equilibrato, nelle tipologie extra brut, brut ed extra dry;
«Sannio» Aglianico spumante, spumante di qualità e spumante di qualità metodo classico rosato o
sapore: fine, caratteristico, equilibrato, nelle tipologie extra brut, brut ed extra dry;
«Sannio» Aglianico-Piedirosso:
sapore: secco, armonico, a volte morbido;
«Sannio» Aglianico-Piedirosso rosato:
«Sannio» Barbera:
odore: gradevole, tipico, fruttato, floreale;
sapore: secco, caratteristico, a volte abboccato, amabile e/o dolce;
«Sannio» Barbera passito:
«Sannio» Barbera spumante e spumante di qualità, spumante di qualità metodo classico:
colore: rubino o granato più o meno intenso;
odore: fine, fragrante, caratteristico del vitigno di provenienza;
sapore: fine ed equilibrato, nelle tipologie extra brut, brut ed extra dry;
titolo alcolometrico volumico totale min.: 11,50% vol;
«Sannio» Coda di Volpe:
odore: delicato,caratteristico;
«Sannio» Coda di Volpe passito:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 16,00 % vol;
«Sannio» Coda di Volpe spumante e spumante di qualità, spumante di qualità metodo classico:
colore: giallo paglierino più o meno intenso, con eventuali riflessi verdognoli o dorati;
sapore: fine ed equilibrato, nelle tipologie extra brut, brut ed extra dry ;
«Sannio» Fiano:
odore: caratteristico, floreale, fruttato;
«Sannio» Fiano passito:
«Sannio» Fiano spumante e spumante di qualità, spumante di qualità metodo classico:
«Sannio» Greco:
odore: caratteristico, gradevole, delicato;
«Sannio» Greco passito:
«Sannio» Greco spumante e spumante di qualità, spumante di qualità metodo classico:
«Sannio» Moscato:
colore: giallo paglierino più o meno intenso, talvolta dorato;
odore: caratteristico, fruttato, intenso;
sapore: aromatico, caratteristico, a volte abboccato, amabile o dolce;
«Sannio» Moscato passito:
«Sannio» Moscato spumante, spumante di qualità e spumante di qualità metodo classico:
sapore: fine ed equilibrato, nelle tipologie demi-sec o doux ;
«Sannio» Piedirosso:
«Sannio» Piedirosso passito:
«Sannio» Piedirosso spumante e spumante di qualità, spumante di qualità metodo classico:
«Sannio» Sciascinoso:
sapore: secco, tipico, a volte morbido;
«Sannio» Sciascinoso passito:
«Sannio» Sciascinoso spumante e spumante di qualità, spumante di qualità metodo classico:
« Sannio» spumante e spumante di qualità
odore: fine, fragrante;
« Sannio» spumante di qualità metodo classico
colore: giallo paglierino più o meno intenso, con eventuali riflessi dorati;
sapore: fine ed armonico, nelle tipologie extra brut, brut ed extra dry ;
È in facoltà del Ministero per le politiche agricole modificare con proprio decreto i limiti minimi
sopra indicati per acidità totale minima ed all'estratto non riduttore minimo.
7.1) Nella designazione e presentazione dei vini a denominazione di origine controllata «Sannio» di
cui all'art.1 è vietato l'uso di qualificazioni diverse da quelle previste dal presente disciplinare, ivi
compresi gli aggettivi extra, fine, scelto, vecchio, selezionato e similari.
É consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati non
aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno il consumatore.
Le indicazioni tendenti a specificare l'attività agricola dell'imbottigliatore quali «viticoltore»,
«fattoria », «tenuta», «podere», «cascina» ed altri termini similari sono consentite in osservanza
delle disposizioni UE e nazionali in materia.
7.2) Caratteri e posizione in etichetta
Nella designazione e presentazione del vino a denominazione di origine controllata «Sannio», la
specificazione del nome della sottozona può figurare in etichetta anche al di sopra della
denominazione «Sannio», in caratteri diversi e dimensioni superiori a quelli utilizzati per indicare la
denominazione di origine.
7.3) Annata
Sulle bottiglie i vini a denominazione di origine controllata «Sannio» deve sempre figurare
l'indicazione dell'annata di produzione delle uve, ad eccezione delle tipologie spumante.
7.4) Vigna
La menzione in etichetta del termine «vigna» seguita dal corrispondente toponimo è consentita in
conformità alle norme vigenti.
8.1) Recipienti e dispositivi di chiusura
Le bottiglie in cui vengono confezionati i vini a denominazione di origine controllata «Sannio» di
cui all'art. 1, per la commercializzazione devono essere di forma tradizionale, di vetro con
dispositivi di chiusura ammessi dalla vigente normativa in materia.
Il tappo a vite è ammesso esclusivamente per le bottiglie di contenuto inferiore e/o uguale a 1,5
litri. È altresì consentita la tradizionale commercializzazione diretta al consumatore finale del vino a
denominazione di origine controllata «Sannio» condizionato in recipienti fino a 60 litri.
Per detti vini è consentito l'uso di contenitori alternativi al vetro costituiti da un otre in materiale
plastico pluristrato di polietilene e poliestere racchiuso in un involucro di cartone o di altro
materiale rigido, di capacità non inferiore a 3 litri.
Sono esclusi da tale opportunità di condizionamento i vini denominazione di origine controllata
«Sannio» di cui all'art. 1 con la menzione "vigna", "riserva", "superiore" oppure di una "sottozona"
o di una delle menzioni tradizionali complementari previste dal presente disciplinare.
8.2) Volumi Nominali
Le bottiglie di vetro in cui vengono confezionati i vini a denominazione di origine controllata
«Sannio» di cui all'art. 1, per la commercializzazione devono essere di capacità consentita dalle
Inoltre, a scopo promozionale, è consentito l'utilizzo delle capacità da litri 6, 9, 12, e 15.
1)Fattori naturali rilevanti per il legame con la zona geografica
La zona geografica delimitata comprende l'intero territorio amministrativo della Provincia di
I suoli dell'area sono i tipici Regosuoli. Il substrato predominate è costituito da rocce tenere
L'orizzonte superficiale lavorato presenta struttura generalmente grumosa e, meno comunemente,
facce di pressione. E' generalmente poco profondo, talvolta esile. Immediatamente sottostante è
spesso presente un orizzonte a drenaggio lento, che costituisce la principale limitazione d'uso
l'impiego di adeguata meccanizzazione e con appropriate pratiche agronomiche, considerato che i
mm) e di conseguenza risultano generalmente elevati i valori dei contenuti d'acqua a diversi punti a
potenziale caratteristico. La capacità per l'acqua è generalmente elevata e, come per le altre
all'esplorazione radicale delle coltura arboree.
Dall'esame complessivo dei caratteri generali del territorio, dei caratteri costituzionali dei suoli
dominanti e dall'esame dei dati analitici, emerge che l'area risulta fortemente vocata alla
La distribuzione delle piogge segue l'andamento tipico delle aree interne, con massimi di piovosità
Nel complesso l'intera zona presenta caratteristiche climatiche particolarmente favorevoli alla
dell'atmosfera. Ciò comporta un sufficiente arieggiamento delle colture che costituisce un fattore
favorevole all'attività vegetativa e alla sanità delle produzioni.
appare profondamente modificata, tanto che l'area può essere considerata in Campania come quella
E' così avvenuto che la raggiera, forma di allevamento adottata nella quasi totalità dei vigneti, con
ceppo distribuite in 4 "archetti"), capace di indurre produzioni unitarie molto abbondanti, è stata in
gran parte sostituita da forme d'allevamento a ridotto sviluppo per un maggior controllo della
formulate dall'Amministrazione Regionale nell'ambito dei Piani di difesa.
da una parte il contenimento dei costi di produzione dall'altra un miglioramento qualitativo delle
Negli anni '70 la provincia di Benevento è quella che ha visto più radicalmente delle altre province
campane modificare l'originaria base ampelografica. Il Trebbiano toscano, le varie Malvasie, in
impianti, ma consistente è stata anche l'introduzione del Montepulciano, del Merlot, del Lambrusco.
dalle categorie e favorita dall'Amministrazione regionale sia mediante una profonda revisione della
piattaforma enografica provinciale, sia mediante l'attivazione di opportuni interventi di sostegno.
la Falanghina, la Coda di volpe, il Greco, l'Aglianico e il Piedirosso, che sono stati largamente
denominazione. In considerazione dei successi commerciali dei vini prodotti l'interesse dei
viticoltori si è in particolare concentrata sull'Aglianico che oggi rappresenta oltre il 50 % della
superficie vitata iscritta all'Albo. Nel caso dell'Aglianico viene data preferenza a cloni di Aglianico
genetiche e sanitarie e sull'omogeneità del materiale impiegato.
prevalenza adottando forme di allevamento che rispettano criteri minimi imposti dall'OCM.
L'irrigazione solitamente non è una pratica usata nella provincia di Benevento. Può essere adottata
Non a caso dalla consultazione dell'Albo e delle rese per ettaro si evince che la resa in vigneto, pur
Di fondamentale importanza nella produzione del vino Sannio DOP sono i fattori umani legati al
territorio di produzione.
affluente il fiume Calore che attraversa l'intera provincia di Benevento.
Anzio e venivano utilizzate in un area compresa tra l'Etruria meridionale, Lazio, Campania e
d'Italia veniva venduto al mercato vinicolo di Pompei secondo solo a quello di Roma.
vino nel Sannio è stata contemporanea se non precedente, all'epoca romana.
Pugliese attraverso i quali hanno portato nel Sannio i vitigni greci dell'Epiro.
ateniese della seconda metà del V secolo a.C., che parlava dell'eccellente vino di Benevento dal
Historia, il quale sosteneva che il vino Kapnios avesse nel Sannio una delle sue patrie d'elezione. Il
delle uve o dall'affumicamento di queste, ma addirittura dalle caratteristiche stesse dell'uva.
Un'altra importante testimonianza che i Sanniti si dedicassero alla coltivazione della vite e alla
cambiamento del gusto del mercato romano che scoprì i vini più leggeri e profumati dell'Italia
importarono vitigni di origine pannonica, ma protessero le vigne dall'espianto addirittura con la
alla chiesa che intorno all'anno 1000 si ebbe il definitivo rilancio della coltivazione della vite che
di smistamento dei vini per l'intero Mediterraneo e per i mari del Nord.
A Napoli in quegli anni venivano trasportati ingenti quantità di vino dall'entroterra Beneventano ed
conoscere le produzioni della provincia di Benevento e di ricostruire le condizioni economiche
sociali e gli stili di vita della popolazione sannita.
ed extra-regionale; quelli di Sant'Agata dei Goti venivano venduti solo sul mercato provinciale,
la capitale, 79.229, contro i 31.281 di Airola, i 12.557 di Solopaca e i 10.470 di Sant'Agata dei
Sempre agli inizi dell'Ottecento c'è testimonianza di un ottimo vino prodotto anche nei comuni di
Circa venti anni dopo Frojo, fu il Ministero dell'Agricoltura a fare un'accurata analisi delle uve
L'Aglianico restava il vitigno predominate, seguito dal Piedirosso, l'Aglianicone, il Gigante, il
Tra i vini a bacca bianca si notano il Bombino, l'Amoroso bianco, la Passolara, il Greco, la
Dopo l'unità d'Italia nel vigneto sannita vengono coltivate anche altri tipi di vitigni nazionali ed
cinquemila dell'Enopolio napoletano, ma dall'altra lo sfruttamento dei grossi mediatori nei
In realtà neanche la creazione dell'Enopolio di Solopaca contribuì a migliorare la condizione dei
organolettico, caratteristiche molto evidenti e peculiari, descritte all'Art. 6, che ne permettono una
chiara individuazione e tipizzazione legata all'ambiente geografico.
In particolare tutti i vini bianchi, rossi e rosati presentano caratteristiche chimico-fisiche equilibrate
in tutte le tipologie, mentre al sapore e all'odore si riscontrano aromi prevalenti tipici dei vitigni.
L'orografia collinare e montuosa del territorio di produzione e l'esposizione prevalente dei vigneti.
all'espletamento di tutte le funzioni vegeto-produttive della pianta.
territorio e dei vitigni dai quali si ottiene il vino "Sannio DOP".
Viale Cesare Pavese, 305 - 00144 ROMA
Telefono +39 06 54228675
Fax +39 06 54228692
Website: www.agroqualita.it
La Società Agroqualità è l'Organismo di controllo autorizzato dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 2), che