Source: https://chiediloalalla.orizzontescuola.it/2014/02/09/allattamento-e-congedo-parentale-chiarimenti-per-la-madre-che-vive-da-sola/
Timestamp: 2018-06-24 18:40:00+00:00
Document Index: 123830741

Matched Legal Cases: ['art. 46', 'art. 46', 'art. 47', 'sentenza ', 'art. 155', 'art. 155']

Allattamento e congedo parentale: chiarimenti per la madre che vive da sola | Chiedilo a Lalla - OrizzonteScuola
Allattamento e congedo parentale: chiarimenti per la madre che vive da sola
Maria– sono un’insegnante di italiano per stranieri presso Ctp. ho un bimbo di un anno e mezzo e vivo da sola. Essendo famiglia monogenitoriale e non avendo famigliari stretti che possono vivere con me, ho diritto alla precedenza dell’orario di lavoro oppure no?attualmente abbiamo poche ore al mattino e poche il pomeriggio, ma, puntualmente le anziane non sono d’accordo. cordiali saluti.
Dal momento che il bimbo ha già superato il primo anno di vita non hai diritto a tali riposi o ad altre “precedenze” sull’orario di lavoro.
Potrai invece fruire del congedo parentale:
Il primo mese è retribuito al 100%, gli altri 5 al 30% (questi ultimi riducono le ferie e la tredicesima mensilità).
Inoltre, nel quesito affermi di vivere da sola. In alcuni casi il congedo parentale è elevato a 10 mesi. Non conoscendo però la tua situazione personale ti indico comunque quando è possibile:
Circa l’estensione, fino a 10 mesi, del periodo fruibile a titolo di congedo parentale, con circolare INPS n.8/2003 è stato precisato che l’ipotesi di “genitore solo” prevista dall’articolo 32 lettera c T.U., ricorre qualora si verifichi la morte dell’altro genitore, l’abbandono del figlio da parte del padre o della madre, oppure l’affidamento esclusivo ad un solo genitore.
Sul piano di interesse, il padre che intenda avvalersi del congedo di paternità oppure il “genitore solo” che richieda gli ulteriori mesi di congedo parentale è tenuto a produrre, unitamente alla domanda, la certificazione attestante la sussistenza di una delle predette situazioni che rendono possibile l’esercizio dei diritti in questione. Tale onere, com’è noto, può essere assolto dal genitore interessato attraverso specifica certificazione rilasciata dalla competente Amministrazione, oppure, ove non escluso, attraverso l’autocertificazione: dichiarazione sostitutiva di certificazione sottoscritta dal richiedente, se trattasi di stati, qualità personali e fatti elencati nell’art. 46 del DPR. 445/2000 (data e luogo di nascita, stato di famiglia, nascita del figlio, ecc.); dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà se trattasi di stati, qualità e fatti, non inclusi nell’elenco di cui al citato art. 46, ma che siano a diretta conoscenza dell’interessato (art. 47, DPR. 445/2000).
In particolare, riguardo alla documentazione da richiedere in relazione alla fruizione del congedo, si precisa quanto segue.
Nell’ipotesi di affidamento esclusivo del figlio, il genitore interessato è tenuto a presentare copia del provvedimento con il quale il giudice ha disposto l’affidamento stesso. Con particolare riguardo alla sentenza di separazione, la circostanza che il figlio venga “genericamente” affidato al padre o alla madre (ai sensi dell’art. 155 Cod. Civ.) non integra l’ipotesi dell’affidamento esclusivo; occorre, infatti, accertare che l’affidamento sia disposto in favore di un “solo genitore” – nella fattispecie, il richiedente – secondo quanto disposto dall’art. 155 bis del Cod.Civ. (introdotto dalla L. 54/2006, c.d. legge sull’affidamento condiviso).
Posted on 9 febbraio 2014 by paolopizzo nella categoria Maternità e Paternità