Source: http://www.mimmobruni.it/2018/09/24/sulla-sentenza-che-non-ci-riguarda/
Timestamp: 2019-10-18 04:10:57+00:00
Document Index: 7526509

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 3', 'art. 51', 'art. 97', 'art. 17', 'art. 55', 'art. 55']

…SULLA SENTENZA CHE…NON CI RIGUARDA – Mimmo Bruni
Pubblicato il settembre 24, 2018 novembre 3, 2018 di Mimmo Bruni
…SULLA SENTENZA CHE…NON CI RIGUARDA
Premetto che avrei evitato volentieri di fare questo post, ma viste le richieste che mi giungono da più parti, esprimo un’opinione ben corroborata dal nostro “Pietro il Grande”.
Come gruppo e associazione abbiamo scelto volutamente di non schierarci, non siamo abituati a tifare per uno o per l’altro, semplicemente vorremmo come sempre riaffermare un principio: va trovata una soluzione giusta e corretta per tutti nel RISPETTO di un ordine diciamo CRONOLOGICO dei diritti conseguiti negli anni.
Colgo l’occasione per dire anche che siamo lieti che si possa garantire con certezza, attraverso le eventuali modifiche del D.Lgs 59/17 un accesso certo ma nel TEMPO alla terza fascia, sia esso un nuovo PAS o altro strumento.
L’importante che da parte di tutti si riconosca un accesso cronologico come ama ripetere Pietro e Nicola.
Tornando all’Ordinanza, per quel poco che si evince dal testo diciamo che la cautelare rimane, come dice il testo:
“Ai soli fini della sollecita fissazione del merito in primo grado” che resterà in attesa di quello che stabilirà la Consulta in merito alla COSTITUZIONALITA’ della richiesta.
La motivazione è chiara, in quanto nelle considerazione si dice:
“tuttavia l’accoglimento di tali istanze comporterebbe, per l’elevato numero degli ammessi con riserva, un mutamento della natura dello stesso concorso in esame, in assenza delle esigenze di certezza e di continuità che nella specie solo la pronuncia della Corte Costituzionale può dare…”
Perché se così non fosse ci sarebbe, sostengono i giudici:
“in definitiva, detta situazione si risolverebbe in una sostanziale sospensione della stessa fonte legislativa primaria, prima che sulla sua legittimità si sia pronunciata la Corte costituzionale.”
Nel nostro piccolo questo è un primo contributo d’interpretazione. Poi ci saranno gli avvocati che spiegheranno meglio, ma anche come insegnanti tecnici siamo in grado di leggere e interpretare da soli.
Comunque in ogni caso e per farvi un’idea precisa vi riportiamo anche l’intero testo “comune” delle varie Ordinanze e il link per leggerle da soli.
– sono state sottoposte all’esame della Sezione una serie di ricorsi in appello con richiesta di misura cautelare che attengono alle modalità di svolgimento della procedura concorsuale di selezione dei docenti della scuola secondaria di cui all’art. 17, comma 3, del decreto legislativo 2017, n. 50;
– in particolare, il legislatore, con la riforma del 2017, ha previsto un doppio regime di svolgimento del concorso pubblico: i) un regime ordinario regolato dall’art. 5 del suddetto decreto con requisiti soggettivi di partecipazione allargati, tra gli altri, anche ai laureati e con un successivo percorso di formazione; ii) un regime speciale, qualificato come transitorio, regolato dal successivo art. 17 con requisiti soggettivi di partecipazione ristretti soltanto a coloro che hanno determinati titoli, quali, tra gli altri, l’abilitazione ovvero lo svolgimento di prestazioni di servizio per un determinato periodo;
– la Sezione, con ordinanza 3 settembre 2018, n. 5134, ha sollevato questione di legittimità costituzionale di tale disposizione – per un possibile contrasto con il principio di uguaglianza e di ragionevolezza di cui all’art. 3 Cost., con il principio del pubblico concorso di cui all’art. 51 Cost. e con i principi di imparzialità e buon andamento di cui all’art. 97 Cost. – nella parte in cui ha previsto un regime speciale ritenuto ingiustificatamente limitativo del diritto di partecipazione;
– la stessa Sezione, nella medesima camera di consiglio, ha concesso le richieste misure cautelari, ammettendo, con riserva, gli appellanti a partecipare alla procedura concorsuale speciale in esame;
– all’odierna camera di consiglio sono state presentati, unitamente a quella in esame, molti altri analoghi appelli cautelari di docenti che chiedono di essere anch’essi ammessi con riserva al medesimo concorso speciale in attesa della decisione della Corte costituzionale, pur in assenza dei requisiti prescritti dall’art. 17 ovvero di un titolo che possa considerarsi abilitante (e conseguito entro i termini previsti dalla legge);
– tuttavia l’accoglimento di tali istanze comporterebbe, per l’elevato numero degli ammessi con riserva, un mutamento della natura dello stesso concorso in esame, in assenza delle esigenze di certezza e di continuità che nella specie solo la pronuncia della Corte Costituzionale può dare;
– in definitiva, detta situazione si risolverebbe in una sostanziale sospensione della stessa fonte legislativa primaria, prima che sulla sua legittimità si sia pronunciata la Corte costituzionale;
– nel quadro che si è delineato successivamente alla precedente camera di consiglio, il Collegio ritiene, all’esito di un complessivo bilanciamento degli interessi pubblici e privati coinvolti, che le esigenze cautelari degli appellanti possano ritenersi adeguatamente soddisfatte mediante la definizione nel merito, che dovrà essere la più sollecita possibile, della presente controversia innanzi al primo giudice, ai sensi dell’art. 55, comma 10, all’esito della decisione della Corte costituzionale in ordine alla questione sollevata con la citata ordinanza n. 5134 del 2018;
– i motivi posti a base della presente ordinanza giustificano l’integrale compensazione tra le parti delle spese della presente fase cautelare;
Il Consiglio di Stato, sez. VI, in sede giurisdizionale, accoglie l’istanza cautelare ai soli fini della sollecita fissazione del merito in primo grado, ai sensi dell’art. 55, decimo comma c.p.a., all’esito del già proposto incidente di costituzionalità.
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