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Timestamp: 2020-04-04 14:11:22+00:00
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Corte Costituzionale sentenza 17 del 21.1.2010 - testo integrale Sentenza
Corte Costituzionale sentenza 17 del 21.1.2010
305 cpc · fallimento · riassunzione · procedura civile
"All’udienza di prima trattazione, il giudice concedeva i termini per il deposito di memorie, ai sensi degli artt. 183 e 184 cod. proc. civ. (secondo la disciplina previgente), ed all’udienza del 17 maggio 2007, fissata per l’ammissione delle prove, il difensore dell’opposta dichiarava l’intervenuta pronunzia di fallimento della Beta s.n.c. e dei soci illimitatamente responsabili, avvenuta con sentenza emessa dal Tribunale di Biella depositata il 17 gennaio 2007.
Con ricorso depositato il 14 settembre 2007 l’opponente, dichiarandosi interessata alla prosecuzione del giudizio, chiedeva la fissazione di una nuova udienza; il 29 ottobre 2007 erano notificati il ricorso ed il pedissequo decreto ed all’udienza del 12 febbraio 2008 il fallimento della Beta. s.n.c. di Caio & C. si costituiva eccependo, in via preliminare, l’estinzione del processo perché l’opponente non avrebbe riassunto tempestivamente la causa.
In particolare, ai sensi dell’art. 305 cod. proc. civ., il fallimento riteneva che il processo dovesse essere riassunto entro il termine perentorio di sei mesi dall’interruzione e, tenuto conto che in virtù dell’articolo 43, terzo comma, della legge fallimentare, come introdotto dall’art. 41 del d.lgs. n. 5 del 2006, l’interruzione opera automaticamente a seguito dell’apertura del fallimento, la riassunzione era da considerare tardiva, atteso che il fallimento era stato dichiarato in data 17 gennaio 2007 e la riassunzione, invece, eseguita con ricorso depositato il 14 settembre 2007."
"nei casi d’interruzione automatica del processo (artt. 299, 300, terzo comma, 301, primo comma, cod. proc. civ.), il termine per la riassunzione decorre non già dal giorno in cui l’evento interruttivo è accaduto, bensì dal giorno in cui esso è venuto a conoscenza della parte interessata alla riassunzione medesima."
nel giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 305 del codice di procedura civile promosso dal Tribunale di Biella, nel procedimento vertente tra la Alfa s.a.s. di Tizio & C. e la Beta s.n.c. di Caio & C., con ordinanza del 6 marzo 2009, iscritta al n. 165 del registro ordinanze 2009 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 24, prima serie speciale, dell’anno 2009.
2. — Il rimettente riferisce che, con citazione notificata il 24 giugno 2005, la Alfa s.a.s di Tizio & C. proponeva opposizione al decreto ingiuntivo emesso dal Tribunale di Biella, su istanza della Beta s.n.c. di Caio & C., per il pagamento della somma di euro 16.768,08, oltre interessi e spese, a titolo di prezzo per merce fornita, che l’opponente contestava di avere acquistato.
All’udienza di prima trattazione, il giudice concedeva i termini per il deposito di memorie, ai sensi degli artt. 183 e 184 cod. proc. civ. (secondo la disciplina previgente), ed all’udienza del 17 maggio 2007, fissata per l’ammissione delle prove, il difensore dell’opposta dichiarava l’intervenuta pronunzia di fallimento della Beta s.n.c. e dei soci illimitatamente responsabili, avvenuta con sentenza emessa dal Tribunale di Biella depositata il 17 gennaio 2007.
305 cpc Fallimento Riassunzione Procedura civile