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Timestamp: 2016-12-09 03:53:34+00:00
Document Index: 8759397

Matched Legal Cases: ['art. 2214', 'art. 459', 'art. 459', 'art. 633', 'art. 640', 'art. 633', 'art. 125', 'art. 641', 'art. 633', 'art. 639', 'art. 482', 'art. 137', 'art. 650', 'art. 648', 'art. 648', 'art. 642', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 647', 'art.\n395', 'art. 404', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza\n', 'sentenza ', 'art. 669', 'sentenza ']

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Titolo I: DEI PROCEDIMENTI SOMMARI
Capo I: DEL PROCEDIMENTO DI INGIUNZIONE Art. 633. Condizioni di ammissibilita' Su domanda di chi e' creditore di una somma liquida di danaro o
di una determinata quantita' di cose fungibili, o di chi ha diritto alla
consegna di una cosa mobile determinata, il giudice competente pronuncia
ingiunzione di pagamento o di consegna: 1 se del diritto fatto valere si
da' prova scritta; 2 se il credito riguarda onorari per prestazioni
giudiziali o stragiudiziali o rimborso di spese fatte da avvocati, procuratori,
cancellieri, ufficiali giudiziari o da chiunque altro ha prestato la sua opera
in occasione di un processo; 3 se il credito riguarda onorari, diritti o
rimborsi spettanti ai notai a norma della loro legge professionale, oppure ad
altri esercenti una libera professione o arte, per la quale esiste una tariffa
legalmente approvata. L'ingiunzione puo' essere pronunciata anche se il
diritto dipende da una controprestazione o da una condizione, purche' il
ricorrente offra elementi atti a far presumere l'adempimento della
controprestazione o l'avveramento della condizione. Art. 634. Prova
Sono prove scritte idonee a norma del numero 1 dell'articolo precedente le
polizze e promesse unilaterali per scrittura privata e i telegrammi, anche se
mancanti dei requisiti prescritti dal codice civile. Per i crediti relativi
a somministrazioni di merci e di danaro nonche' per prestazioni di servizi,
fatte da imprenditori che esercitano un'attivita' commerciale, anche a persone
che non esercitano tale attivita', sono altresi' prove scritte idonee gli
estratti autentici delle scritture contabili di cui agli art. 2214 e seguenti
del codice civile, purche' bollate e vidimate nelle forme di legge e
regolarmente tenute, nonche' gli estratti autentici delle scritture contabili
prescritte dalle leggi tributarie, quando siano tenute con l'osservanza delle
norme stabilite per tali scritture. Art. 635. Prova scritta per i crediti dello Stato e degli
Per i crediti dello Stato, o di enti o istituti soggetti a tutela o vigilanza
dello Stato, sono prove idonee anche i libri o registri della pubblica
amministrazione, quando un funzionario all'uopo autorizzato o un notaio ne
attesta la regolare tenuta a norma delle leggi e dei regolamenti. Restano salve
le disposizioni delle leggi sulla riscossione delle entrate patrimoniali dello
Stato e degli enti o istituti sopra indicati. Per i crediti derivanti da
omesso versamento agli enti di previdenza e di assistenza dei contributi
relativi ai rapporti indicati nell'art. 459[1], sono altresi'
prove idonee gli accertamenti eseguiti dall'ispettorato corporativo e dai
funzionari degli enti. [NB: l'art. 459 � stato abrogato]
Art. 636. Parcella delle spese e prestazioni
Nei casi previsti nei numeri 2 e 3 dell'art. 633, la domanda deve essere
accompagnata dalla parcella delle spese e prestazioni, munita della
sottoscrizione del ricorrente e corredata dal parere della competente
associazione professionale. Il parere non occorre se l'ammontare delle spese e
delle prestazioni e' determinato in base a tariffe obbligatorie. Il giudice,
se non rigetta il ricorso a norma dell'art. 640, deve attenersi al parere nei
limiti della somma domandata, salva la correzione degli errori materiali.
Art. 637. Giudice competente Per l'ingiunzione e' competente il giudice di pace o, in composizione
monocratica, il tribunale che sarebbe competente per la domanda proposta in via
ordinaria. Per i crediti previsti nel numero 2 dell'art. 633 e' competente
anche l'ufficio giudiziario che ha deciso la causa alla quale il credito si
riferisce. Gli avvocati o i notai possono altresi' proporre domanda
d'ingiunzione contro i propri clienti al giudice competente per valore del luogo
ove ha sede il consiglio dell'ordine al cui albo sono iscritti o il consiglio
notarile dal quale dipendono.
Art. 638. Forma della domanda e deposito
La domanda di ingiunzione si propone con ricorso contenente, oltre i
requisiti indicati nell'art. 125, l'indicazione delle prove che si producono. Il
ricorso deve contenere altresi' l'indicazione del procuratore del ricorrente
oppure, quando e' ammessa la costituzione di persona, la dichiarazione di
residenza o l'elezione di domicilio nel comune dove ha sede il giudice adito.
Se manca l'indicazione del procuratore oppure la dichiarazione di residenza
o l'elezione di domicilio, le notificazioni al ricorrente possono essere fatte
presso la cancelleria. Il ricorso e' depositato in cancelleria insieme con i
documenti che si allegano; questi non possono essere ritirati fino alla scadenza
del termine stabilito nel decreto d'ingiunzione a norma dell'art. 641. Art. 639. Ricorso per consegna di cose fungibili
Quando la domanda riguarda la consegna di una determinata quantita' di cose
fungibili, il ricorrente deve dichiarare la somma di danaro che e' disposto ad
accettare in mancanza della prestazione in natura, a definitiva liberazione
dell'altra parte. Il giudice, se ritiene la somma dichiarata non proporzionata,
prima di pronunciare sulla domanda puo' invitare il ricorrente a produrre un
certificato della Camera di commercio, industria e agricoltura. Art. 640. Rigetto della domanda
Il giudice se ritiene insufficientemente giustificata la domanda, dispone che
il cancelliere ne dia notizia al ricorrente, invitandolo a provvedere alla
prova. Se il ricorrente non risponde all'invito o non ritira il ricorso
oppure se la domanda non e' accoglibile, il giudice la rigetta con decreto
motivato. Tale decreto non pregiudica la riproposizione della domanda, anche
in via ordinaria. Art. 641. Accoglimento della domanda Se esistono le condizioni previste nell'art. 633, il giudice, con decreto
motivato da emettere entro trenta giorni dal deposito del ricorso , ingiunge
all'altra parte di pagare la somma o di consegnare la cosa o la quantita` di
cose chieste o invece di queste la somma di cui all'art. 639 nel termine di
quaranta giorni , con l'espresso avvertimento che nello stesso termine puo`
essere fatta opposizione a norma degli articoli seguenti e che, in mancanza di
opposizione, si procedera` a esecuzione forzata.Quando concorrono giusti
motivi, il termine puo` essere ridotto sino a dieci giorni oppure aumentato a
sessanta. Se l'intimato risiede in uno degli altri Stati dell'Unione
europea, il termine e' di cinquanta giorni e puo' essere ridotto fino a venti
giorni. Se l'intimato risiede in altri Stati, il termine e' di sessanta giorni
e, comunque, non puo' essere inferiore a trenta ne' superiore a centoventi.
Nel decreto, eccetto per quello emesso sulla base di titoli che hanno
gia` efficacia esecutiva secondo le vigenti disposizioni, il giudice liquida le
spese e le competenze e ne ingiunge il pagamento.
Art. 642 Esecuzione provvisoria Se il credito e' fondato su cambiale, assegno bancario, assegno circolare,
certificato di liquidazione di borsa, o su atto ricevuto da notaio o da altro
pubblico ufficiale autorizzato, il giudice, su istanza del ricorrente, ingiunge
al debitore di pagare o consegnare senza dilazione, autorizzando in mancanza
l'esecuzione provvisoria del decreto e fissando il termine ai soli effetti
dell'opposizione. L'esecuzione provvisoria puo` essere concessa anche se vi
e`pericolo di grave pregiudizio nel ritardo, ovvero se il ricorrente produce
documentazione sottoscritta dal debitore, comprovante il diritto fatto valere;
il giudice puo` imporre al ricorrente una cauzione. In tali casi il
giudice puo' anche autorizzare l'esecuzione senza l'osservanza del termine di
cui all'art. 482. Art. 643. Notificazione del decreto
L'originale del ricorso e del decreto rimane depositato in cancelleria.
Il ricorso e il decreto sono notificati per copia autentica a norma degli
art. 137 e seguenti. La notificazione determina la pendenza della lite.
Art. 644. Mancata notificazione del decreto Il decreto d'ingiunzione diventa inefficace qualora la notificazione non sia
eseguita nel termine di sessanta giorni dalla pronuncia, se deve avvenire nel
territorio della Repubblica escluse le province libiche, e di novanta giorni
negli altri casi; ma la domanda puo' essere riproposta.
Art. 645. Opposizione L�opposizione si propone davanti all�ufficio giudiziario al quale appartiene il giudice che ha emesso il decreto, con atto di citazione notificato al ricorrente nei luoghi di cui all�articolo 638. Contemporaneamente l�ufficiale giudiziario deve notificare avviso dell�opposizione al cancelliere affinch� ne prenda nota sull�originale del decreto.
In seguito all�opposizione il giudizio si svolge secondo le norme del procedimento ordinario davanti al giudice adito. L'anticipazione di cui all'articolo 163-bis, terzo comma, deve essere disposta fissando l'udienza per la comparizione delle parti non oltre trenta giorni dalla scadenza del termine minimo a comparire.
Art. 646. Opposizione ai decreti riguardanti crediti di
Quando il decreto e' stato pronunciato per crediti dipendenti da rapporti
individuali di lavoro, entro cinque giorni dalla notificazione l'atto di
opposizione deve essere denunciato a norma dell'articolo 430 all'associazione
sindacale legalmente riconosciuta alla quale appartiene l'opponente. In tale
caso il termine per la comparizione in giudizio decorre dalla scadenza del
ventesimo giorno successivo a quello della notificazione dell'opposizione.
Durante il corso del termine stabilito per il tentativo di conciliazione,
l'opponente puo' chiedere con ricorso al giudice la sospensione dell'esecuzione
provvisoria del decreto. Il giudice provvede con decreto, che, in caso di
accoglimento dell'istanza, deve essere notificato alla controparte.
Art. 647. Esecutorieta' per mancata opposizione o per
mancata attivita' dell'opponente Se non e' stata fatta opposizione nel termine stabilito, oppure l'opponente
non si e' costituito, il conciliatore, il pretore o il presidente, su istanza
anche verbale del ricorrente, dichiara esecutivo il decreto. Nel primo caso il
giudice deve ordinare che sia rinnovata la notificazione, quando risulta o
appare probabile che l'intimato non abbia avuto conoscenza del decreto.
Quando il decreto e' stato dichiarato esecutivo a norma del presente
articolo, l'opposizione non puo' essere piu' proposta ne' proseguita, salvo il
disposto dell'art. 650, e la cauzione eventualmente prestata e' liberata.
Art. 648. Esecuzione provvisoria in pendenza di
opposizione Il giudice istruttore, se l'opposizione non � fondata su prova scritta o di pronta soluzione, pu� concedere, provvedendo in prima
udienza, con ordinanza non impugnabile, l'esecuzione provvisoria del decreto, qualora non sia gi� stata concessa a norma
dell'articolo 612. Il giudice deve concedere l'esecuzione provvisoria parziale del decreto ingiuntivo opposto limitatamente alle somme non
contestate, salvo che l'opposizione sia proposta per vizi procedurali.
Deve in ogni caso concederla, se la parte che l�ha chiesta offre cauzione per l�ammontare delle eventuali restituzioni, spese e danni (1).
(1) La Corte cost., con sent. 4-5-1984, n. 137, ha dichiarato l�illegittimita costituzionale del presente comma "nella parte in cui dispone che nel giudizio di opposizione il giudice istruttore, se la parte che ha chiesto l�esecuzione provvisoria del decreto di ingiunzione offre cauzione per l�ammontare delle eventuali restituzioni, spese e danni, debba e non gia possa concederla solo dopo aver delibato gli elementi probatori di cui all�art. 648, comma primo, e la corrispondenza della offerta cauzione all�entita degli oggetti indicati nel comma secondo dello stesso art. 648".
Art. 649. Sospensione dell'esecuzione provvisoria Il giudice istruttore, su istanza dell'opponente, quando ricorrono gravi
motivi, puo', con ordinanza non impugnabile, sospendere l'esecuzione provvisoria
del decreto concessa a norma dell'art. 642. Art. 650. Opposizione tardiva L'intimato puo' fare opposizione anche dopo scaduto il termine fissato nel
decreto, se prova di non averne avuta tempestiva conoscenza per irregolarita'
della notificazione o per caso fortuito o forza maggiore. In questo caso
l'esecutorieta' puo' essere sospesa a norma dell'articolo precedente.
L'opposizione non e' piu' ammessa decorsi dieci giorni dal primo atto di
esecuzione. NB: l'ultimo comma diquesto articolo � stato dichiarato illegittimo (sentenza 120/76)
nella parte in cui non consente l'opposizione tardiva dell'intimato che pur avendo avuto conoscenza
del decreto ingiuntivo, non abbia potuto, per caso fortuito o forza maggiore, fare
opposizione entro il termine fissato nel decreto.
Art. 651. Abrogato Art. 652. Conciliazione Se nel giudizio di opposizione, le parti si conciliano, il giudice, con
ordinanza non impugnabile, dichiara o conferma l'esecutorieta' del decreto,
oppure riduce la somma o la quantita' a quella stabilita dalle parti. In
quest'ultimo caso, rimane ferma la validita' degli atti esecutivi compiuti e
dell'ipoteca iscritta, fino a concorrenza della somma o quantita' ridotta. Della
riduzione deve effettuarsi apposita annotazione nei registri immobiliari.
Art. 653. Rigetto o accoglimento parziale
dell'opposizione Se l'opposizione e' rigettata con sentenza passata in giudicato o
provvisoriamente esecutiva, oppure e' dichiarata con ordinanza l'estinzione del
processo, il decreto, che non ne sia gia' munito, acquista efficacia esecutiva.
Se l'opposizione e' accolta solo in parte, il titolo esecutivo e' costituito
esclusivamente dalla sentenza, ma gli atti di esecuzione gia' compiuti in base
al decreto conservano i loro effetti nei limiti della somma o della quantita'
ridotta. Con la sentenza che rigetta totalmente o in parte l'opposizione
avverso il decreto ingiuntivo emesso sulla base dei titoli aventi efficacia
esecutiva in base alle vigenti disposizioni, il giudice liquida anche le spese e
gli onorari del decreto ingiuntivo. NB: l'ultimo comma di questo articolo � stato dichiarato costituzionalmente illegittimo
(sentenza 303/1976) nella parte in cui non consente la liquidazione delle spese e competenze
all'istante che abbia gi� a proprio favore un titolo esecutivo.
Art. 654. Dichiarazione di
esecutorieta' ed esecuzione L'esecutorieta' non disposta con la sentenza o con l'ordinanza di cui
all'articolo precedente e' conferita con decreto del giudice che ha pronunciato
l'ingiunzione scritto in calce all'originale del decreto d'ingiunzione. Ai
fini dell'esecuzione non occorre una nuova notificazione del decreto esecutivo;
ma nel precetto deve farsi menzione del provvedimento che ha disposto
l'esecutorieta' e dell'apposizione della formula. Art. 655. Iscrizione d'ipoteca I decreti dichiarati esecutivi a norma degli artt. 642, 647 e 648, e quelli
rispetto ai quali e' rigettata l'opposizione costituiscono titolo per
l'iscrizione dell'ipoteca giudiziale.
Art. 656. Impugnazione Il decreto d'ingiunzione, divenuto esecutivo a norma dell'art. 647, puo'
impugnarsi per revocazione nei casi indicati nei numeri 1, 2, 5 e 6 dell'art.
395 e con opposizione di terzo nei casi previsti nell'art. 404 secondo comma.
Capo II: DEL PROCEDIMENTO PER CONVALIDA DI SFRATTO Art. 657. Intimazione di licenza e di sfratto per finita
locazione Il locatore o il concedente puo' intimare al conduttore, all'affittuario
coltivatore diretto, al mezzadro o al colono licenza per finita locazione, prima
della scadenza del contratto, con la contestuale citazione per la convalida,
rispettando i termini prescritti dal contratto, dalla legge o dagli usi locali.
Puo' altresi' intimare lo sfratto, con la contestuale citazione per la
convalida, dopo la scadenza del contratto, se, in virtu' del contratto stesso o
per effetto di atti o intimazioni precedenti, e' esclusa la tacita riconduzione.
(Vedi anche nelle guide legali: Il procedimento di convalida di sfratto nelle locazioni ad uso abitativo)
Art. 658. Intimazione di sfratto per morosita' Il locatore puo' intimare al conduttore lo sfratto con le modalita' stabilite
nell'articolo precedente anche in caso di mancato pagamento del canone di
affitto alle scadenze, e chiedere nello stesso atto l'ingiunzione di pagamento
per i canoni scaduti. Se il canone consiste in derrate, il locatore deve
dichiarare a norma dell'articolo 639 la somma che e' disposto ad accettare in
sostituzione. Art. 659. Rapporto di locazione d'opera Se il godimento di un immobile e' il corrispettivo anche parziale di una
prestazione d'opera, l'intimazione di licenza o di sfratto con la contestuale
citazione per la convalida, a norma degli articoli precedenti, puo' essere fatta
quando il contratto viene a cessare per qualsiasi causa. Art. 660. Forma dell'intimazione Le intimazioni di licenza o di sfratto indicate negli articoli precedenti
debbono essere notificate a norma degli articoli 137 e seguenti, esclusa la
notificazione al domicilio eletto. Il locatore deve dichiarare nell'atto la
propria residenza o eleggere domicilio nel comune dove ha sede il giudice adito,
altrimenti l'opposizione prevista nell'articolo 668 e qualsiasi altro atto del
giudizio possono essergli notificati presso la cancelleria. La citazione per
la convalida, redatta a norma dell'articolo 125, in luogo dell'invito e
dell'avvertimento al convenuto previsti dall'articolo 163, terzo comma, numero
7, deve contenere, con l'invito a comparire nell'udienza indicata,
l'avvertimento che se non comparisce o, comparendo, non si oppone, il giudice
convalida la licenza o lo sfratto ai sensi dell'articolo 663. Tra il
giorno della notificazione dell'intimazione e quello dell'udienza debbono
intercorrere termini liberi non minori di venti giorni. Nelle cause che
richiedono pronta spedizione il giudice puo', su istanza dell'intimante, con
decreto motivato, scritto in calce all'originale e alle copie dell'intimazione,
abreviare fino alla meta' i termini di comparizione. Le parti si
costituiscono depositando in cancelleria l'intimazione con la relazione di
notificazione o la comparsa di risposta, oppure presentando tali atti al giudice
in udienza. Ai fini dell'opposizione e del compimento delle attivita'
previste negli articoli da 663 a 666, e' sufficiente la comparizione personale
dell'intimato. Se l'intimazione non e' stata notificata in mani proprie,
l'ufficiale giudiziario deve spedire avviso all'intimato dell'effettuata
notificazione a mezzo di lettera raccomandata, e allegare all'originale
dell'atto la ricevuta di spedizione. Art. 661. Giudice competente Quando si intima la licenza o lo sfratto, la citazione a comparire deve farsi
inderogabilmente davanti al tribunale del luogo in cui si trova la cosa
locata.
Art. 662. Mancata comparizione del locatore Gli effetti dell'intimazione cessano, se il locatore non comparisce
all'udienza fissata nell'atto di citazione. Art. 663. Mancata comparizione o mancata opposizione
dell'intimato Se l'intimato non comparisce o comparendo non si oppone, il giudice convalida
la licenza o lo sfratto e dispone con ordinanza in calce alla citazione
l'apposizione su di essa della formula esecutiva; ma il giudice deve ordinare
che sia rinnovata la citazione, se risulta o appare probabile che l'intimato non
abbia avuto conoscenza della citazione stessa o non sia potuto comparire per
caso fortuito o forza maggiore. Nel caso che l'intimato non sia comparso, la
formula esecutiva ha effetto dopo trenta giorni dalla data dell'apposizione.
Se lo sfratto e' stato intimato per mancato pagamento del canone, la
convalida e' subordinata all'attestazione in giudizio del locatore o del suo
procuratore che la morosita' persiste. In tale caso il giudice puo' ordinare al
locatore di prestare una cauzione.
Art. 664. Pagamento dei canoni Nel caso previsto nell'articolo 658, il giudice adito pronuncia separato
decreto d'ingiunzione per l'ammontare dei canoni scaduti e da scadere fino
all'esecuzione dello sfratto, e per le spese relative all'intimazione. Il
decreto e' teso in calce ad una copia dell'atto di intimazione presentata
dall'istante, da conservarsi in cancelleria. Il decreto e' immediatamente
esecutivo, ma contro di esso puo' essere proposta opposizione a norma del capo
precedente. L'opposizione non toglie efficacia all'avvenuta risoluzione del
contratto. Art. 665. Opposizione, provvedimenti del giudice Se l'intimato comparisce e oppone eccezioni non fondate su prova scritta, il
giudice, su istanza del locatore, se non sussistano gravi motivi in contrario,
pronuncia ordinanza non impugnabile di rilascio, con riserva delle eccezioni del
convenuto. L'ordinanza e' immediatamente esecutiva, ma puo' essere
subordinata alla prestazione di una cauzione per i danni e le spese. Art. 666. Contestazione sull'ammontare dei canoni Se e' intimato lo sfratto per mancato pagamento del canone, e il convenuto
nega la propria morosita' contestando l'ammontare della somma pretesa, il
giudice puo' disporre con ordinanza il pagamento della somma non controversa e
concedere all'uopo al convenuto un termine non superiore a venti giorni. Se
il conduttore non ottempera all'ordine di pagamento, il giudice convalida
l'intimazione di sfratto e, nel caso previsto nell'articolo 658, pronuncia
decreto ingiuntivo per il pagamento dei canoni. Art. 667. Mutamento del rito Pronunciati i provvedimenti previsti dagli articoli 665 e 666, il giudizio
prosegue nelle forme del rito speciale, previa ordinanza di mutamento di rito ai
sensi dell'articolo 426.
Art. 668. Opposizione dopo la convalida Se l'intimazione di licenza o di sfratto e' stata convalidata in assenza
dell'intimato, questi puo' farvi opposizione provando di non averne avuto
tempestiva conoscenza per irregolarita' della notificazione o per caso fortuito
o forza maggiore. Se sono decorsi dieci giorni dall'esecuzione,
l'opposizione non e' piu' ammessa, e la cauzione, prestata a norma dell'articolo
663 secondo [ora terzo] comma, e' liberata. L'opposizione si propone davanti
al tribunale nelle forme prescritte per l'opposizione al decreto di
ingiunzione in quanto applicabili. L'opposizione non sospende il
processo esecutivo, ma il giudice, con ordinanza non impugnabile, puo' disporne
la sospensione per gravi motivi, imponendo, quando lo ritiene opportuno, una
cauzione all'opponente.
NB: Il primo comma di questo articolo
� stato dichiarato costituzionalmente illegittimo (sentenza 89/1972) nella parte in cui non consente la tardiva
opposizione all'intimato che, pur avendo avuto conoscenza della citazione,
non sia potuto comparire all'udienza per caso fortuito o forza maggiore.
Art. 669. Giudizio separato per il pagamento di canoni
Se nel caso previsto nell'articolo 658 il locatore non chiede il pagamento
dei canoni, la pronuncia sullo sfratto risolve la locazione, ma lascia
impregiudicata ogni questione sui canoni stessi. Capo III: DEI PROCEDIMENTI CAUTELARI Sezione I: DEI
PROCEDIMENTI CAUTELARI IN GENERALE Art. 669-bis. Forma della domanda
La domanda si propone con ricorso depositato nella cancelleria del giudice
competente. Art. 669-ter. Competenza anteriore alla causa
Prima dell'inizio della causa di merito la domanda si propone al giudice
competente a conoscere del merito. Se competente per la causa di merito e'
il giudice di pace, la domanda si propone al tribunale. Se il giudice
italiano non e' competente a conoscere la causa di merito, la domanda si propone
al giudice, che sarebbe competente per materia o valore, del luogo in cui deve
essere eseguito il provvedimento cautelare. A seguito della presentazione
del ricorso il cancelliere forma il fascicolo d'ufficio e lo presenta senza
ritardo al presidente del Tribunale il quale
designa il magistrato cui e' affidata la trattazione del procedimento. Art. 669-quater. Competenza in corso di causa
Quando vi e' causa pendente per il merito la domanda deve essere proposta al
giudice della stessa. Se la causa pende davanti al tribunale la domanda si
propone all'istruttore oppure, se questi non e' ancora designato o il giudizio
e' sospeso o interrotto, al presidente, il quale provvede ai sensi dell'ultimo
comma dell'articolo 669-ter. Se la causa pende davanti al giudice di pace,
la domanda si propone al tribunale. In pendenza dei termini per proporre
l'impugnazione, la domanda si propone al giudice che ha pronunziato la sentenza.
Se la causa pende davanti al giudice straniero, e il giudice italiano non e'
competente a conoscere la causa di merito, si applica il terzo comma
dell'articolo 669-ter. Il terzo comma dell'articolo 669-ter si applica
altresi' nel caso in cui l'azione civile e' stata esercitata o trasferita nel
processo penale, salva l'applicazione del comma secondo dell'articolo 316 del
codice di procedura penale. Art. 669-quinquies. Competenza in caso di clausola
compromissoria, di compromesso o di pendenza del giudizio arbitrale
Se la controversia e' oggetto di clausola compromissoria o e' compromessa in
arbitri anche non rituali o se e' pendente il giudizio arbitrale, la
domanda si propone al giudice che sarebbe stato competente a conoscere del
merito. Art. 669-sexies. Procedimento Il giudice, sentite le parti, omessa ogni formalita' non essenziale al
contraddittorio, procede nel modo che ritiene piu' opportuno agli atti di
istruzione indispensabili in relazione ai presupposti e ai fini del
provvedimento richiesto, e provvede con ordinanza all'accoglimento o al rigetto
della domanda. Quando la convocazione della controparte potrebbe
pregiudicare l'attuazione del provvedimento, provvede con decreto motivato
assunte ove occorra sommarie informazioni. In tal caso fissa, con lo stesso
decreto, l'udienza di comparizione delle parti davanti a se' entro un termine
non superiore a quindici giorni assegnando all'istante un termine perentorio non
superiore a otto giorni per la notificazione del ricorso e del decreto. A tale
udienza il giudice, con ordinanza, conferma, modifica o revoca i provvedimenti
emanati con decreto. Nel caso in cui la notificazione debba effettuarsi
all'estero, i termini di cui al comma precedente sono triplicati.
Art. 669-septies. Provvedimento negativo
L'ordinanza di incompetenza non preclude la riproposizione della domanda.
L'ordinanza di rigetto non preclude la riproposizione dell'istanza per il
provvedimento cautelare quando si verifichino mutamenti delle circostanze o
vengano dedotte nuove ragioni di fatto o di diritto. Se l'ordinanza di
incompetenza o di rigetto e' pronunciata prima dell'inizio della causa di
merito, con essa il giudice provvede definitivamente sulle spese del
procedimento cautelare. La condanna alle spese e' immediatamente esecutiva.
Art. 669-octies. Provvedimento di accoglimento
L'ordinanza di accoglimento, ove la domanda sia stata proposta prima
dell'inizio della causa di merito, deve fissare un termine perentorio non
superiore a sessanta giorni per l'inizio del giudizio di merito,
salva l'applicazione dell'ultimo comma dell'articolo 669-novies. In mancanza
di fissazione del termine da parte del giudice, la causa di merito deve essere
iniziata entro il termine perentorio di sessanta giorni . Il
termine decorre dalla pronuncia dell'ordinanza se avvenuta in udienza o
altrimenti dalla sua comunicazione. Per le controversie individuali relative
ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, escluse
quelle devolute alla giurisdizione del giudice amministrativo, il termine
decorre dal momento in cui la domanda giudiziale � divenuta procedibile o, in
caso di mancata presentazione della richiesta di espletamento del tentativo di
conciliazione, decorsi trenta giorni. Nel caso in cui la controversia sia
oggetto di compromesso o di clausola compromissoria, la parte, nei termini di
cui ai commi precedenti, deve notificare all'altra un'atto nel quale dichiara la
propria intenzione di promuovere il procedimento arbitrale, propone la domanda e
procede, per quanto le spetta, alla nomina degli arbitri. Le disposizioni
di cui al presente articolo e al primo comma dell'articolo 669-novies non si
applicano ai provvedimenti di urgenza emessi ai sensi dell'articolo 700 e agli
altri provvedimenti cautelari idonei ad anticipare gli effetti della sentenza di
merito, previsti dal codice civile o da leggi speciali, nonche' ai provvedimenti
emessi a seguito di denunzia di nuova opera o di danno temuto ai sensi
dell'articolo 688, ma ciascuna parte puo' iniziare il giudizio di merito. Il giudice, quando emette uno dei provvedimenti di cui al sesto comma prima dell�inizio della causa di merito, provvede sulle spese del procedimento cautelare.
L'estinzione del giudizio di merito non determina l'inefficacia dei
provvedimenti di cui al sesto comma, anche quando la relativa domanda e' stata
proposta in corso di causa. L'autorita' del provvedimento cautelare non
e' invocabile in un diverso processo. Art. 669-novies. Inefficacia del provvedimento
Se il procedimento di merito non e' iniziato nel termine perentorio di cui
all'articolo 669-octies, ovvero se successivamente al suo inizio si estingue, il
provvedimento cautelare perde la sua efficacia. In entrambi i casi, il
giudice che ha emesso il provvedimento, su ricorso della parte interessata,
convocate le parti con decreto in calce al ricorso, dichiara, se non c'e'
contestazione, con ordinanza avente efficacia esecutiva, che il provvedimento e'
divenuto inefficace e da' le disposizioni necessarie per ripristinare la
situazione precedente. In caso di contestazione l'ufficio giudiziario al quale
appartiene il giudice che ha emesso il provvedimento cautelare decide con
sentenza provvisoriamente esecutiva, salva la possibilita' di emanare in corso
di causa i provvedimenti di cui all'articolo 669-decies. Il provvedimento
cautelare perde altresi' efficacia se non e' stata versata la cauzione di cui
all'articolo 669-undecies, ovvero se con sentenza, anche non passata in
giudicato, e' dichiarato inesistente il diritto a cautela del quale era stato
concesso. In tal caso i provvedimenti di cui al comma precedente sono
pronunciati nella stessa sentenza o, in mancanza, con ordinanza a seguito di
ricorso al giudice che ha emesso il provvedimento. Se la causa di merito e'
devoluta alla giurisdizione di un giudice straniero o ad arbitrato italiano o
estero, il provvedimento cautelare, oltre che nei casi previsti nel primo e nel
terzo comma, perde altresi' efficacia: 1) se la parte che l'aveva richiesto
non presenta domanda di esecutorieta' in Italia della sentenza straniera o del
lodo arbitrale entro i termini eventualmente previsti a pena di decadenza dalla
legge o dalle convenzioni internazionali;2) se sono pronunciati sentenza
straniera, anche non passata in giudicato, o lodo arbitrale che dichiarino
inesistente il diritto per il quale il provvedimento era stato concesso. Per la
dichiarazione di inefficacia del provvedimento cautelare e per le disposizioni
di ripristino si applica il secondo comma del presente articolo.
Art. 669-decies. Revoca e modifica Salvo che sia stato proposto reclamo ai sensi dell'articolo 669-terdecies,
nel corso dell'istruzione il giudice istruttore della causa di merito puo', su
istanza di parte, modificare o revocare con ordinanza il provvedimento
cautelare, anche se emesso anteriormente alla causa, se si verficano mutamenti
nelle circostanze o se si allegano fatti anteriori di cui si e' acquisita
conoscenza successivamente al provvedimento cautelare. In tale caso, l'istante
deve fornire la prova del momento in cui ne e' venuto a conoscenza.
Quando il giudizio di merito non sia iniziato o sia stato dichiarato
estinto, la revoca e la modifica dell'ordinanza di accoglimento, esaurita
l'eventuale fase del reclamo proposto ai sensi dell'articolo 669-terdecies,
possono essere richieste al giudice che ha provveduto sull'istanza cautelare se
si verificano mutamenti nelle circostanze o se si allegano fatti anteriori di
cui si e' acquisita conoscenza successivamente al provvedimento cautelare. In
tale caso l'istante deve fornire la prova del momento in cui ne e' venuto a
conoscenza. Se la causa di merito e' devoluta alla giurisdizione di un
giudice straniero o ad arbitrato, ovvero se l'azione civile e' stata esercitata
o trasferita nel processo penale, i provvedimenti previsti dal presente articolo
devono essere richiesti al giudice che ha emanato il provvedimento cautelare.
Art. 669-undecies. Cauzione
Con il provvedimento di accoglimento o di conferma ovvero con il
provvedimento di modifica il giudice puo' imporre all'istante, valutata ogni
circostanza, una cauzione per l'eventuale risarcimento dei danni.
Art. 669-duodecies. Attuazione
Salvo quanto disposto dagli articoli 677 e seguenti in ordine ai sequestri,
l'attuazione delle misure cautelari aventi ad oggetto somme di denaro avviene
nelle forme degli articoli 491 e seguenti in quanto compatibili, mentre
l'attuazione delle misure cautelari aventi ad oggetto obblighi di consegna,
rilascio, fare o non fare avviene sotto il controllo del giudice che ha emanato
il provvedimento cautelare il quale ne determina anche le modalita' di
attuazione e, ove sorgano difficolta' o contestazioni, da' con ordinanza i
provvedimenti opportuni, sentite le parti. Ogni altra questione va proposta nel
giudizio di merito. Art. 669-terdecies. Reclamo contro i provvedimenti cautelari Contro l'ordinanza con la quale � stato concesso o negato il provvedimento cautelare � ammesso reclamo nel termine perentorio di quindici giorni dalla pronuncia in udienza ovvero dalla comunicazione o dalla notificazione se anteriore.
Il reclamo contro i provvedimenti del giudice singolo del tribunale si propone al collegio, del quale non pu� far parte il giudice che ha emanato il provvedimento reclamato. Quando il provvedimento cautelare � stato emesso dalla corte d'appello, il reclamo si propone ad altra sezione della stessa corte o, in mancanza, alla corte d'appello pi� vicina.
Il procedimento � disciplinato dagli articoli 737 e 738.
Le circostanze e i motivi sopravvenuti al momento della proposizione del reclamo debbono essere proposti, nel rispetto del principio del contraddittorio, nel relativo procedimento. Il tribunale pu� sempre assumere informazioni e acquisire nuovi documenti. Non � consentita la rimessione al primo giudice.
Il collegio, convocate le parti, pronuncia, non oltre venti giorni dal deposito del ricorso, ordinanza non impugnabile con la quale conferma, modifica o revoca [669-decies] il provvedimento cautelare.
Il reclamo non sospende l'esecuzione del provvedimento; tuttavia il presidente del tribunale o della corte investiti del reclamo, quando per motivi sopravvenuti il provvedimento arrechi grave danno, pu� disporre con ordinanza non impugnabile la sospensione dell'esecuzione o subordinarla alla prestazione di congrua cauzione.
[NB: La Corte Costituzionale con sentenza 253/94 ha dichiarato l'illegittimit� costituzionale dell'art. 669- terdecies, nella parte in cui non ammette il reclamo ivi previsto, anche avverso l'ordinanza con cui sia stata rigettata la domanda di provvedimento cautelare.]
Art. 669-quaterdecies. Ambito di applicazione
Le disposizioni della presente sezione si applicano ai provvedimenti previsti
nelle sezioni II, III e V di questo capo, nonche', in quanto compatibili, agli
altri provvedimenti cautelari previsti dal codice civile e dalle leggi speciali.
L'articolo 669-septies si applica altresi' ai provvedimenti di istruzione
preventiva previsti dalla sezione IV di questo capo. Sezione II: DEL SEQUESTRO Art. 670. Sequestro giudiziario Il giudice puo' autorizzare il sequestro giudiziario: 1 di beni mobili o
immobili, aziende o altre universalita' di beni, quando ne e' controversa la
proprieta' o il possesso, ed e' opportuno provvedere alla loro custodia o alla
loro gestione temporanea; 2 di libri, registri, documenti, modelli,
campioni e di ogni altra cosa da cui si pretende desumere elementi di prova,
quando e' controverso il diritto alla esibizione o alla comunicazione; ed e'
opportuno provvedere alla loro custodia temporanea. Art. 671. Sequestro conservativo Il giudice, su istanza del creditore che ha fondato timore di perdere la
garanzia del proprio credito, puo' autorizzare il sequestro conservativo di beni
mobili o immobili del debitore o delle somme e cose a lui dovute, nei limiti in
cui la legge ne permette il pignoramento.
Art. 672 Abrogato.
Art. 673 Abrogato.
Art. 674 Abrogato.
Art. 675. Termine d'efficacia del provvedimento Il provvedimento che autorizza il sequestro perde efficacia, se non e'
eseguito entro il termine di trenta giorni dalla pronuncia. Art. 676. Custodia nel caso di sequestro
Nel disporre il sequestro giudiziario, il giudice nomina il custode,
stabilisce i criteri e i limiti dell'amministrazione delle cose sequestrate e le
particolari cautele idonee a render piu' sicura la custodia e a impedire la
divulgazione dei segreti. Il giudice puo' nominare custode quello dei
contendenti che offre maggiori garanzie e da' cauzione. Il custode della
cosa sequestrata ha gli obblighi e i diritti previsti negli articoli 521, 522 e
560. Art. 677. Esecuzione del sequestro giudiziario Il sequestro giudiziario si esegue a norma degli articoli 605 e seguenti, in
quanto applicabili, omessa la notificazione del precetto per consegna o rilascio
nonche' la comunicazione di cui all'articolo 608, primo comma. L'articolo
608, primo comma, e' applicabile se il custode sia persona diversa dal
detentore. Il giudice, col provvedimento di autorizzazione del sequestro o
successivamente, puo' ordinare al terzo detentore del bene sequestrato di
esibirlo o di consentire l'immediata immissione in possesso del custode. Al
terzo si applica la disposizione dell'articolo 211.
Art. 678. Esecuzione del sequestro conservativo sui
mobili Il sequestro conservativo sui mobili e sui crediti si esegue secondo le norme
stabilite per il pignoramento presso il debitore o presso terzi. In questo
ultimo caso il sequestrante deve, con l'atto di sequestro, citare il terzo a
comparire davanti al tribunale del luogo di residenza del terzo stesso per
rendere la dichiarazione di cui all'articolo 547. Il giudizio sulle controversie
relative all'accertamento dell'obbligo del terzo e' sospeso fino all'esito di
quello sul merito, a meno che il terzo non chieda l'immediato accertamento dei
propri obblighi. Se il credito e' munito di privilegio sugli oggetti da
sequestrare, il giudice puo' provvedere nei confronti del terzo detentore, a
norma del secondo comma dell'articolo precedente. Si applica l'articolo 610
se nel corso della esecuzione del sequestro sorgono difficolta' che non
ammettono dilazione. Art. 679. Esecuzione del sequestro conservativo sugli
immobili Il sequestro conservativo sugli immobili si esegue con la trascrizione del
provvedimento presso l'ufficio del conservatore dei registri immobiliari del
luogo in cui i beni sono situati. Per la custodia dell'immobile si applica
la disposizione dell'articolo 559. Art. 680 Abrogato
Art. 681 Abrogato
Art. 682 Abrogato
Art. 683 Abrogato
Art. 684. Revoca del
sequestro Il debitore puo' ottenere dal giudice istruttore, con ordinanza non
impugnabile, la revoca del sequestro conservativo, prestando idonea cauzione per
l'ammontare del credito che ha dato causa al sequestro e per le spese, in
ragione del valore delle cose sequestrate. Art. 685. Vendita delle cose deteriorabili In caso di pericolo di deteriorazione delle cose che formano oggetto del
sequestro, il giudice, con lo stesso provvedimento di concessione o con altro
successivo, puo' ordinarne la vendita nei modi stabiliti per le cose pignorate.
Il prezzo ricavato dalla vendita rimane sequestrato in luogo delle cose
vendute. Art. 686. Conversione del sequestro conservativo in
pignoramento Il sequestro conservativo si converte in pignoramento al momento in cui il
creditore sequestrante ottiene sentenza di condanna esecutiva. Se i beni
sequestrati sono stati oggetto di esecuzione da parte di altri creditori, il
sequestrante partecipa con essi alla distribuzione della somma ricavata.
Art. 687. Casi speciali di sequestro Il giudice puo' ordinare il sequestro delle somme o delle cose che il
debitore ha offerto o messo comunque a disposizione del creditore per la sua
liberazione, quando e' controverso l'obbligo o il modo del pagamento o della
consegna, o l'idoneita' della cosa offerta. Sezione III: DEI PROCEDIMENTI DI DENUNCIA DI NUOVA OPERA E DI
DANNO TEMUTO Art. 688. Forma dell'istanza La denuncia di nuova opera o di danno tenuto si propone con ricorso al
giudice competente a norma dell'articolo 21. Quando vi e' causa pendente
per il merito, la denuncia si propone a norma dell'articolo 669-quater. Art. 689. abrogato Art. 690. Abrogato Art. 691. Contravvenzione al divieto del giudice Se la parte alla quale e' fatto divieto di compiere l'atto dannoso o di
mutare lo stato di fatto contravviene all'ordine, il giudice, su ricorso della
parte interessata, puo' disporre con ordinanza che le cose siano rimesse al
pristino stato a spese del contravventore. Sezione IV: DEI PROCEDIMENTI DI ISTRUZIONE PREVENTIVA Art. 692. Assunzione di testimoni Chi ha fondato motivo di temere che siano per mancare uno o piu' testimoni le
cui deposizioni possono essere necessarie in una causa da proporre, puo'
chiedere che ne sia ordinata l'audizione a futura memoria. Art. 693. Istanza L'istanza si propone con ricorso al giudice che sarebbe competente per la
causa di merito. In caso d'eccezionale urgenza, l'istanza puo' anche
proporsi al tribunale del luogo in cui la prova deve essere assunta. Il
ricorso deve contenere l'indicazione dei motivi dell'urgenza e dei fatti sui
quali debbono essere interrogati i testimoni, e l'esposizione sommaria delle
domande o eccezioni alle quali la prova e' preordinata. Art. 694. Ordine di comparizione Il presidente del tribunale o il giudice di pace fissa, con decreto,
l'udienza di comparizione e stabilisce il termine perentorio per la
notificazione del decreto.
Art. 695. Ammissione del mezzo di prova Il presidente del tribunale o il giudice di pace, assunte, quando occorre,
sommarie informazioni, provvede con ordinanza non impugnabile e, se ammette
l'esame testimoniale, fissa l'udienza per l'assunzione e designa il giudice che
deve procedervi. Art. 696. Accertamento tecnico e ispezione giudiziale.
Chi ha urgenza di far verificare, prima del giudizio, lo stato di luoghi o la qualit� o la condizione di cose, pu� chiedere, a norma degli articoli 692 e seguenti, che sia disposto un accertamento tecnico o un'ispezione giudiziale. L'accertamento tecnico e l'ispezione giudiziale, se ne ricorre l'urgenza, possono essere disposti anche sulla persona dell'istante e, se questa vi consente, sulla persona nei cui confronti l'istanza � proposta.
L'accertamento tecnico di cui al primo comma pu� comprendere anche valutazioni in ordine alle cause e ai danni relativi all'oggetto della verifica.
Il presidente del tribunale o il giudice di pace provvede nelle forme stabilite negli articoli 694 e 695, in quanto applicabili, nomina il consulente tecnico e fissa la data dell'inizio delle operazioni.
Art. 696-bis. Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite
L'espletamento di una consulenza tecnica, in via preventiva, pu� essere richiesto anche al di fuori delle condizioni di cui al primo comma dell'articolo 696, ai fini dell'accertamento e della relativa determinazione dei crediti derivanti dalla mancata o inesatta esecuzione di obbligazioni contrattuali o da fatto illecito. Il giudice procede a norma del terzo comma del medesimo articolo 696. Il consulente, prima di provvedere al deposito della relazione, tenta, ove possibile, la conciliazione delle parti.
Se le parti si sono conciliate, si forma processo verbale della conciliazione. Il giudice attribuisce con decreto efficacia di titolo esecutivo al processo verbale, ai fini dell'espropriazione e dell'esecuzione in forma specifica e per l'iscrizione di ipoteca giudiziale.
Il processo verbale � esente dall'imposta di registro.
Se la conciliazione non riesce, ciascuna parte pu� chiedere che la relazione depositata dal consulente sia acquisita agli atti del successivo giudizio di merito.
Art. 697. Provvedimenti in caso di eccezionale urgenza
In caso di eccezionale urgenza, il presidente del tribunale o il giudice di
pace puo' pronunciare i provvedimenti indicati negli articoli 694 e 695 con
decreto, dispensando il ricorrente dalla notificazione alle altri parti; in tal
caso puo' nominare un procuratore, che intervenga per le parti non presenti
all'assunzione della prova. Non oltre il giorno successivo, a cura del
cancelliere, deve essere fatta notificazione immediata del decreto alle parti
non presenti all'assunzione. Art. 698. Assunzione ed efficacia delle prove
preventive Nell'assunzione preventiva dei mezzi di prova si applicano, in quanto
possibile, gli articoli 191 e seguenti. L'assunzione preventiva dei mezzi di
prova non pregiudica le questioni relative alla loro ammissibilita' e rilevanza,
ne' impedisce la loro rinnovazione nel giudizio di merito. I processi
verbali delle prove non possono essere prodotti, ne' richiamati, ne' riprodotti
in copia nel giudizio di merito, prima che i mezzi di prova siano stati
dichiarati ammissibili nel giudizio stesso. Art. 699. Istruzione preventiva in corso di causa L'istanza di istruzione preventiva puo' anche essere proposta in corso di
causa e durante l'interruzione o la sospensione del giudizio. Il giudice
provvede con ordinanza. Sezione V: DEI PROVVEDIMENTI D'URGENZA Art. 700. Condizioni per la concessione
Fuori dei casi regolati nelle precedenti sezioni di questo capo, chi ha
fondato motivo di temere che durante il tempo occorrente per far valere il suo
diritto in via ordinaria, questo sia minacciato da un pregiudizio imminente e
irreparabile, puo' chiedere con ricorso al giudice i provvedimenti d'urgenza,
che appaiono, secondo le circostanze, piu' idonei ad assicurare provvisoriamente
gli effetti della decisione sul merito. Art. 701 - 702. Abrogati
Capo III bis: DEL PROCEDIMENTO SOMMARIO DI COGNIZIONE
Art. 702-bis. � Forma della domanda. Costituzione delle parti
Nelle cause in cui il tribunale giudica in composizione monocratica, la domanda pu� essere proposta con ricorso al tribunale competente. Il ricorso, sottoscritto a norma dell�articolo 125, deve contenere le indicazioni di cui ai numeri 1), 2), 3), 4), 5) e 6) e l�avvertimento di cui al numero 7) del terzo comma dell�articolo 163.
A seguito della presentazione del ricorso il cancelliere forma il fascicolo d�ufficio e lo presenta senza ritardo al presidente del tribunale, il quale designa il magistrato cui � affidata la trattazione del procedimento.
Il giudice designato fissa con decreto l�udienza di comparizione delle parti, assegnando il termine per la costituzione del convenuto, che deve avvenire non oltre dieci giorni prima dell�udienza; il ricorso, unitamente al decreto di fissazione dell�udienza, deve essere notificato al convenuto almeno trenta giorni prima della data fissata per la sua costituzione.
Il convenuto deve costituirsi mediante deposito in cancelleria della comparsa di risposta, nella quale deve proporre le sue difese e prendere posizione sui fatti posti dal ricorrente a fondamento della domanda, indicare i mezzi di prova di cui intende avvalersi e i documenti che offre in comunicazione, nonch� formulare le conclusioni. A pena di decadenza deve proporre le eventuali domande riconvenzionali e le eccezioni processuali e di merito che non sono rilevabili d�ufficio.
Se il convenuto intende chiamare un terzo in garanzia deve, a pena di decadenza, farne dichiarazione nella comparsa di costituzione e chiedere al giudice designato lo spostamento dell�udienza. Il giudice, con decreto comunicato dal cancelliere alle parti costituite, provvede a fissare la data della nuova udienza assegnando un termine perentorio per la citazione del terzo. La costituzione del terzo in giudizio avviene a norma del quarto comma.
Art. 702-ter. � Procedimento
Il giudice, se ritiene di essere incompetente, lo dichiara con ordinanza.
Se rileva che la domanda non rientra tra quelle indicate nell�articolo 702-bis, il giudice, con ordinanza non impugnabile, la dichiara inammissibile. Nello stesso modo provvede sulla domanda riconvenzionale.
Se ritiene che le difese svolte dalle parti richiedono un�istruzione non sommaria, il giudice, con ordinanza non impugnabile, fissa l�udienza di cui all�articolo 183. In tal caso si applicano le disposizioni del libro II.
Quando la causa relativa alla domanda riconvenzionale richiede un�istruzione non sommaria, il giudice ne dispone la separazione.
Se non provvede ai sensi dei commi precedenti, alla prima udienza il giudice, sentite le parti, omessa ogni formalit� non essenziale al contraddittorio, procede nel modo che ritiene pi� opportuno agli atti di istruzione rilevanti in relazione all�oggetto del provvedimento richiesto e provvede con ordinanza all�accoglimento o al rigetto delle domande.
L�ordinanza � provvisoriamente esecutiva e costituisce titolo per l�iscrizione di ipoteca giudiziale e per la trascrizione.
Il giudice provvede in ogni caso sulle spese del procedimento ai sensi degli articoli 91 e seguenti.
Art. 702-quater. Appello
L�ordinanza emessa ai sensi del sesto comma dell�articolo 702-ter produce gli effetti di cui all�articolo 2909 del codice civile se non � appellata entro trenta giorni dalla sua comunicazione o notificazione. Sono ammessi nuovi mezzi di prova e nuovi documenti quando il collegio li ritiene indispensabili ai fini della decisione, ovvero la parte dimostra di non aver potuto proporli nel corso del procedimento sommario per causa ad essa non imputabile. Il presidente del collegio pu� delegare l�assunzione dei mezzi istruttori ad uno dei componenti del collegio.
Capo IV: DEI PROCEDIMENTI POSSESSORI Art. 703. Domanda di reintegrazione e di manutenzione nel
possesso Le domande di reintegrazione e di manutenzione nel possesso si propongono con
ricorso al giudice competente a norma dell'articolo 21. Il giudice
provvede ai sensi degli articoli 669-bis e seguenti, in quanto compatibili.
L'ordinanza che accoglie o respinge la domanda e' reclamabile ai sensi
dell'articolo 669-terdecies. Se richiesto da una delle parti, entro il
termine perentorio di sessanta giorni decorrente dalla comunicazione del
provvedimento che ha deciso sul reclamo ovvero, in difetto, del provvedimento di
cui al terzo comma, il giudice fissa dinanzi a se' l'udienza per la prosecuzione
del giudizio di merito. Si applica l'articolo 669-novies, terzo comma.
Art. 704. Domande di provvedimento possessorio nel corso di giudizio petitorio
Ogni domanda relativa al possesso [1140 ss. c.c.], per fatti che avvengono durante la pendenza del giudizio petitorio,
deve essere proposta davanti al giudice di quest'ultimo.
La reintegrazione nel possesso pu� essere tuttavia domandata al giudice
competente a norma dell'articolo 703, il quale d� i provvedimenti temporanei indispensabili;
ciascuna delle parti pu� proseguire il giudizio dinanzi al giudice del petitorio, ai sensi dell'articolo 703.
Art. 705. Divieto di proporre giudizio petitorio Il convenuto nel giudizio possessorio non pu� proporre giudizio petitorio, finch� il primo giudizio non sia definito e la decisione non sia stata eseguita.
Il convenuto pu� tuttavia proporre il giudizio petitorio quando dimostra che l'esecuzione del provvedimento possessorio non pu� compiersi per fatto dell'attore.
NB: questo articolo � stato dichiarato costituzionalmente illegittimo (Sentenza 25/1992)
nella parte in cui subordina la proposizione del giudizio petitorio alla
definizione della controversia possessoria e all'esecuzione della decisione
nel caso che ne derivi o possa derivarne un pregiudizio irreparabile al convenuto.
Della Sospensionee Dell'estinzioneDel Processo
Dei procedimenti inmateria di famiglia edi stato delle persone