Source: http://dsiassociati.it/glossario/list-15.html
Timestamp: 2018-12-15 05:43:47+00:00
Document Index: 163292075

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 6', 'art. 1907', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 489']

Il parto è fatto fisiologico e non ha - salvo sue complicanze - caratteristiche di malattia. Come tale, quindi, nelle polizze riferite appunto al Ramo Malattia non potrebbe essere indennizzabile, anche se comporta degenza. Tuttavia molte polizze di questo Ramo lo ricomprendono, con le più diverse formulazioni (a forfait, con sottomassimale, ecc.). Sempre, comunque, ogni polizza prevede un periodo iniziale di carenza non inferiore a 10 mesi o a 300 giorni.
Condizione di penalizzazione, pertinente al Ramo R.C. auto, settore veicoli per il trasporto di cose, che viene applicata se nel periodo di osservazione precedente sono stati pagati più sinistri. La liberalizzazione delle tariffe rende questa norma di applicazione facoltativa da parte delle imprese. In concreto, l'applicazione può avvenire nel seguente modo: •	se nel periodo di osservazione, sono stati pagati 2 sinistri la misura del pejus corrisponde al 15% del premio; •	se fossero stati pagati 3 o più sinistri, tale misura diventerebbe il 25%. Vedi anche: Bonus-Malus
È la perdita o diminuzione della capacità lavorativa, subita a seguito di un infortunio, che viene determinata applicando direttamente od analogamente una tabella delle percentuali di invalidità permanente (di norma A.N.I.A. o I.N.A.I.L.) predisposta per le perdite anatomiche. La perdita dell'uso funzionale di un organo o di un arto viene parificata alla perdita anatomica.
Locuzione che sta ad indicare il Ramo assicurativo di cui al numero 16 dell'elenco allegato alla Legge 295/78. Tale Ramo riguarda un complesso di rischi eterogenei (rischi relativi all'occupazione, intemperie, perdite di utili, spese commerciali impreviste, perdite di fitti e redditi ecc.), accomunati dal solo fatto di tradursi in una perdita di denaro. (L. 295/78.).
Periodo di tempo per il quale opera la garanzia assicurativa a condizione che sia stato pagato il premio corrispondente. Salvo il caso di polizze temporanee, esso è normalmente di un anno. Relativamente alla Responsabilità Civile Veicoli a motore e natanti il periodo di assicurazione - che corrisponde a quello per il quale è stato pagato il premio - appare sul Certificato di Assicurazione, mentre sul Contrassegno appare solo la data di scadenza della assicurazione.
PERITO (ASSICURATIVO)
In genere, libero professionista incaricato dall’impresa di assicurazione di stimare l’entità del danno subito dall’assicurato o, nelle assicurazioni della responsabilità civile, dal terzo danneggiato in conseguenza di un sinistro. I periti sono iscritti in un apposito albo professionale tenuto dall’ISVAP. Al termine degli accertamenti compiuti egli compila un elaborato peritale, per determinare l'entità del danno e per consentire all'assicuratore di liquidare (o respingere) il danno stesso. Limitatamente all'accertamento ed alla stima dei danni ai veicoli a motore ed ai natanti, soggetti alla disciplina della L. 990/69, derivanti dalla circolazione, dal furto e dall'incendio degli stessi, la L. 166/92 ha istituito il Ruolo nazionale dei periti assicurativi.
Le persone che siano affette da particolari situazioni patologiche, forme di alcoolismo o tossicodipendenza oppure che abbiano raggiunto certi limiti di età (predeterminati in polizza), vengono definite persone non assicurabili oppure assicurabili a particolari condizioni da pattuirsi specificatamente. Termine che trova applicazione nel Ramo Infortuni.
Polizza di assicurazione che garantisce il pagamento di un capitale da parte della compagnia di assicurazione.
Polizza di assicurazione che garantisce a scadenza il pagamento di un somma vitalizia da parte della compagni di assicurazione.
Polizza di assicurazione che paga un capitale anche dopo la scadenza del contratto. Pagherà quindi un capitale in caso di morte dell'assicurato in qualsiasi momento essa avvenga.
Prassi in uso in diversi Rami e soprattutto nel Ramo R.C. auto con la quale si consente a commercianti, muniti di specifica autorizzazione, di assicurare i veicoli posti in circolazione per prova, collaudo o dimostrazione, per un periodo continuativo non superiore a 5 giorni.
Contratto di assicurazione sulla vita che prevede il pagamento di un capitale al beneficiario qualora si verifichi la morte dell’assicurato. La polizza caso morte può essere temporanea, se il contratto prevede che il pagamento sia effettuato qualora il decesso dell’assicurato avvenga entro un determinato periodo di tempo (la durata del contratto); può essere a vita intera, se il pagamento del capitale avviene comunque alla morte dell’assicurato, indipendentemente dal momento nel quale essa si verifica. Vedi anche: Polizza caso vita, Polizza mista, Temporanea caso morte e Polizza a vita intera.
Contratto di assicurazione sulla vita con il quale l’assicuratore si impegna al pagamento di uncapitale o di una rendita vitalizia nel caso in cui l’assicurato sia in vita alla scadenza pattuita. Le polizze caso vita possono essere con o senza controassicurazione. Vedi anche: Polizza caso morte, Polizza mista, Temporanea caso morte e Polizza a vita intera.
Documento comprovante l’esistenza ed il contenuto di un contratto di assicurazione. Tale documento contiene l'individuazione del contraente, delle persone o delle cose assicurate e le condizioni che regolano l'assicurazione, il premio, i limiti di garanzia ecc. È firmato dall'assicuratore e dal contraente. Della polizza, l'assicuratore è tenuto a rilasciare duplicati o copie a richiesta ed a spese del contraente, con la facoltà di farsi presentare o restituire da questi l'originale. Nella pratica esistono polizze individuali, collettive (più soggetti assicurati sulla vita), cumulative (più soggetti assicurati contro gli infortuni), globali (comprendenti più coperture rientranti in rami diversi, come ad esempio nel caso della polizza globale fabbricati), ecc… Nel linguaggio comune (e anche nella dottrina) la polizza è anche definita "contratto" (di assicurazione). (Art. 1888 C.c.).
Recente tipologia di polizza vita di capitalizzazione ad elevato contenuto finanziario generalmente legata a indici di mercato o di Borsa. Solitamente, il contraente versa un premio unico in cambio di un capitale pari al premio versato rivalutato in base all’incremento registrato dall’indice di riferimento nel periodo di durata del contratto. La sottoscrizione di soli premi unici “a tempo”, ossia che possono essere sottoscritte solo entro una determinata scadenza, oltre al minimo garantito e alla controassicurazione sono le caratteristiche del prodotto. Non è previsto il consolidamento.
Polizza di assicurazione che paga un capitale ai beneficiari in caso di morte dell'assicurato solo ed esclusivamente qualora la morte avvenga durante la durata del contratto: terminato il contratto viene meno la copertura assicurativa.
Contratti di assicurazione sulla vita ad elevato contenuto finanziario che rappresentano una via di mezzo tra le normali polizze vita e la sottoscrizione di Fondi Comuni. Sono polizze legate all'andamento dei fondi cui sono agganciate (linked). Sono previste sia in forma a premio unico che unico-ricorrente. Questa tipologia di contratto non prevede consolidamento e minimo garantito. In assenza di garanzie di capitale o di rendimento, la prestazione può anche risultare inferiore ai premi versati dal contraente.
È costituito dalla globalità degli affari assicurativi di un singolo Ramo o di tutti i Rami, appartenenti ad un'impresa ovvero gestiti da un'agenzia o da un broker di assicurazione ed è generalmente commisurato alla sommatoria dei premi. (L. 295/78 (art. 6) e L. 742/86 (art. 6).
Il premio rappresenta il prezzo che il contraente paga per acquistare la garanzia offerta dall'assicuratore. Il pagamento del premio costituisce, di regola, condizione di efficacia della garanzia. I premi possono essere: unici, periodici, unici ricorrenti. Il premio, sia esso unico o periodico, può essere rateizzato (o frazionato). Il premio versato dal contraente si compone di diversi elementi : il premio puro, i caricamenti, le imposte. Sommando i primi due elementi si ottiene il premio di tariffa, mentre se si aggiungono anche le imposte si ottiene il premio lordo.
Per i Rami Danni il mancato pagamento del premio comporta la sospensione dell'assicurazione. Se il mancato pagamento riguarda il premio iniziale, l'assicurazione diventa operante solo dalle ore ventiquattro del giorno di pagamento. Ove trattasi di premio successivo al primo, la sospensione inizia alle ore ventiquattro del quindicesimo giorno successivo a quello della scadenza. Non spettano tuttavia i 15 gg. di mora all'assicurato/contraente che abbia inviato tempestiva disdetta. (Art. 1901 (1 e 2 co.) C.c.).
Si ottiene sommando il premio puro e i caricamenti. Aggiungendo al premio di tariffa le imposte si ottiene il premio lordo
Estinzione di un diritto, in quanto non esercitato dal titolare del medesimo per il tempo determinato dalla legge. I diritti derivanti dal contratto di assicurazione, si prescrivono in un anno. Quelli derivanti da trattati di riassicurazione in due anni. (Artt. 2934, 2943, 2944 e 2952 C.c. e Artt. 481, 547 C.d.n.).
Ciò che ci offre e garantisce la compagnia di assicurazione attraverso il contratto di polizza assicurativa.
Forma di copertura che assicura, in caso di sinistro, una determinata somma senza che questa abbia relazione alcuna con il valore reale dei beni in rischio. L’assicuratore si impegna a indennizzare il danno verificatosi fino a concorrenza del valore assicurato, anche se quest’ultimo risulta inferiore al valore globale dei beni assicurati (valore assicurabile). Non si applica dunque, con questa forma di assicurazione, la cosiddetta regola proporzionale. Esempio: Se si assicurano beni contro il rischio di furto per una somma pari a 100.000 euro, al momento del sinistro che ha provocato un danno di 50.000 euro può risultare che il valore dei beni sia pari a 150.000 euro, superiore quindi al valore assicurato. A prescindere dalla differenza fra valore assicurabile e valore assicurato, l’assicuratore indennizza, entro il limite massimo del valore assicurato, il danno subito dall’assicurato, senza le riduzioni conseguenti alla applicazione della regola proporzionale.
Forma di copertura che comporta l'esposizione del valore esistente, ponendolo in relazione al danno che l'assicurato ritiene di poter subire. In polizza devono essere indicati sia il valore assicurato, che rappresenta il massimo dell’indennizzo ottenibile dall’assicuratore, sia il valore delle cose assicurate (valore assicurabile). Il valore assicurato non può essere inferiore al valore complessivo di esistenza delle cose stesse (valore assicurabile). La dichiarazione del valore di esistenza è il presupposto sul quale si fonda il principio della proporzionalità, che non viene quindi derogata, fra valore dichiarato e quello di esistenza accertato. (Art. 1907 C.c.). Se, al momento del sinistro, il valore dei beni assicurati risulta superiore al valore a questo titolo dichiarato in polizza, l’indennizzo viene ridotto secondo la regola proporzionale. Esempio: Assicurazione di beni contro il rischio di furto per un valore pari a 100.000 euro (valore assicurato), con indicazione nella polizza di un valore dei beni assicurati pari a 250 milioni (valore assicurabile). Al momento del sinistro, che ha provocato un danno di 50.000 euro, può risultare che il valore effettivo dei beni (150.000 euro) sia superiore al valore indicato in polizza (125.000 euro). Il danno indennizzato, in questo caso, è inferiore al danno subito dall’assicurato. Trova infatti applicazione la regola proporzionale secondo cui, per la determinazione dell’indennizzo, il danno subito viene ridotto in proporzione al rapporto tra valore dichiarato e valore dei beni al momento del sinistro: 50.000 x (125.000 : 150.000) = 41.500 euro
È il principio per cui l'assicurazione deve sollevare dalle conseguenze economiche di un danno, ma non può costituire mezzo per conseguire un lucro. Tale principio è salvaguardato da numerose disposizioni del Codice civile. Nelle assicurazioni di cose l'indennizzo non può quindi superare il valore delle stesse cose al momento del sinistro, indipendentemente dall'importo per il quale l'assicuratore ha contrattualmente assunto l'obbligo che rappresenta soltanto il limite massimo della sua esposizione.
È promotore finanziario chi, in qualità di dipendente, agente o mandatario, esercita professionalmente un'attività di intermediazione finanziaria. Tale attività deve essere svolta esclusivamente per una sola società di intermediazione mobiliare. È inibita in ogni caso qualsiasi forma di consulenza porta a porta.
E' la regola per cui resta a carico dell'assicurato la parte di danno proporzionale alla differenza tra il valore risultante al momento del sinistro (valore assicurabile) e quello assicurato (valore assicurato), in quanto l'assicurazione copre solo una parte del valore della cosa assicurata. L'assicurato rimane quindi assicuratore di se stesso per la parte di danno rimasta scoperta. L'assicuratore risponde dei danni in proporzione della parte suddetta, a meno che non sia diversamente pattuito. (art. 1907 C.c).
Chiunque voglia far valere il proprio diritto al risarcimento di un danno subito deve provare che ne sussistono le condizioni. La prova da dare riguarda la responsabilità, l'ingiustizia del danno, il nesso di causalità, l'entità. (Art. 2697 C.c.).
È la remunerazione degli affari assicurativi gestiti e procacciati dall'agente, dal broker o dal produttore e corrisposta a questi dall'impresa (o dall'agente al produttore, subagente, segnalatore). Tradizionalmente la provvigione è distinta in: •	provvigione di incasso, destinata a compensare l'attività di incasso del premio, la gestione amministrativa del contratto e, in qualche caso, anche l'esecuzione di determinati compiti in caso di sinistro; •	provvigione di acquisto, destinata a remunerare l'attività di acquisizione del contratto. La provvigione di acquisto, nel caso di contratti con durata poliennale, può essere corrisposta in forma ricorrente, ad ogni incasso del premio, o in forma precontata (anticipata) sul cumulo di tutte le annualità di premio previste dal contratto all'atto dell'incasso della prima. Per i contratti di durata annuale la provvigione di acquisto è corrisposta solo ricorrentemente, ad ogni rinnovo. In alcuni Rami assicurativi (es. R.C. auto) la provvigione di incasso e di acquisto è corrisposta in forma unificata.
È l'acconto sul risarcimento disposto dal giudice penale con sentenza a favore del danneggiato costituitosi parte civile nel caso in cui con la sentenza non sia possibile procedere alla liquidazione definitiva del danno. (art. 489,489 bis C.p.p.). Vedi Acconto.
Le conseguenze delle punture di insetti sono abitualmente escluse dalle polizze Infortuni. Anche se i loro effetti portano raramente a fenomeni di una certa gravità, è consigliabile derogare alla esclusione in presenza di soggetti che svolgono particolari attività (apicultori, agricoltori, ecc..).