Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-della-strada/art-104-codice-della-strada-sagome-e-masse-limite-delle-macchine-agricole
Timestamp: 2020-07-11 01:29:44+00:00
Document Index: 12005845

Matched Legal Cases: ['art. 61', 'art. 57', 'art. 10', 'art. 15', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Art. 104 codice della strada: Sagome e masse limite delle macchine agricole | La Legge per tutti
Art. 104 codice della strada: Sagome e masse limite delle macchine agricole
1. Alle macchine agricole semoventi e a quelle trainate che circolano su strada si applicano per la sagoma limite le norme stabilite dall’art. 61 rispettivamente per i veicoli in genere e per i rimorchi.
2. Salvo quanto diversamente disposto dall’art. 57, la massa complessiva a pieno carico delle macchine agricole su ruote non può eccedere 5 t se a un asse, 8 t se a due assi e 10 t se a tre o più assi.
3. Per le macchine agricole semoventi e per quelle trainate munite di pneumatici, tali che il carico unitario medio trasmesso dall’area di impronta sulla strada non sia superiore a 8 daN/cm² e quando, se trattasi di veicoli a tre o più assi, la distanza fra due assi contigui non sia inferiore a 1,20 m, le masse complessive di cui al comma 2 non possono superare rispettivamente 6 t, 14 t e 20 t.
4. La massa massima sull’asse più caricato non può superare 10 t; quella su due assi contigui a distanza inferiore a 1,20 m non può superare 11 t e, se a distanza non inferiore a 1,20 m, 14 t.
5. Qualunque sia la condizione di carico della macchina agricola semovente, la massa trasmessa alla strada dall’asse di guida in condizioni statiche non deve essere inferiore al 20% della massa della macchina stessa in ordine di marcia. Tale valore non deve essere inferiore al 15% per le macchine con velocità inferiore a 15 km/h, ridotto al 13% per le macchine agricole semicingolate.
c) la lunghezza complessiva dell’insieme, data dalla somma dei due sbalzi e del passo della trattrice agricola, non deve superare il doppio di quella della trattrice non zavorrata;
f) il bloccaggio tridimensionale degli attacchi di supporto degli attrezzi deve impedire, durante il trasporto, qualsiasi oscillazione degli stessi rispetto alla trattrice, a meno che l’attrezzatura sia equipaggiata con una o più ruote liberamente orientabili intorno ad un asse verticale rispetto al piano di appoggio.
8. Le macchine agricole che per necessità funzionali hanno sagome e masse eccedenti quelle previste nei commi dall’1 al 6 e le trattrici equipaggiate con attrezzature di tipo portato o semiportato, che non rientrano nei limiti stabiliti nel comma 7, sono considerate macchine agricole eccezionali e devono essere munite, per circolare su strada, dell’autorizzazione valida per due anni e rinnovabile, rilasciata dal compartimento A.N.A.S. di partenza per le strade statali e dalla regione di partenza per la rimanente rete stradale. (1)
11. Chiunque circola su strada con una macchina agricola eccezionale in violazione delle norme sul bloccaggio degli attrezzi, sui pannelli e dispositivi di segnalazione visiva di cui al comma 9 oppure senza osservare le prescrizioni stabilite nell’autorizzazione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 168 a euro 674.
12. Chiunque circola su strada con una macchina agricola eccezionale senza avere con sé l’autorizzazione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 41 a euro 168. Il viaggio potrà proseguire solo dopo la esibizione dell’autorizzazione; questa non sana l’obbligo di corrispondere la somma dovuta a titolo di sanzione pecuniaria.
13. Dalle violazioni di cui ai commi 10 e 11 consegue la sanzione amministrativa accessoria prevista dai commi 24 e 25 dell’art. 10.
(1) Comma modificato dalla legge dalla legge 29 luglio 2010, n. 120 ( G.U. n. 175 del 29 luglio 2010 suppl. ord.), il cui art. 15 comma 2 dispone: “Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano alle autorizzazioni rilasciate successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge. Sono conseguentemente raddoppiati gli importi dell’imposta di bollo dovuta ai sensi dell’articolo 104, comma 8, del decreto legislativo n. 285 del 1992, e, ove previsti, degli indennizzi dovuti ai sensi dell’articolo 18 del regolamento”.
Questo articolo del Codice stradale regola le dimensioni e i limiti di peso che tutti i macchinari agricoli devono rispettare. Nel primo comma si fa riferimento all'articolo 61, il quale spiega che ogni veicolo deve essere largo al massimo 2,55 metri (specchietti retrovisori esclusi, purché siano mobili), alto al massimo 4 metri e lungo al massimo 16,50 metri (compresi eventuali attacchi per rimorchi).
Nel secondo comma si impongono i limiti di peso dei veicoli agricoli, variabili a seconda del numero di assi che possiedono. Tuttavia, viene citato l'articolo 57, che sottolinea delle eccezioni. Ad esempio, il limite delle macchine agricole semoventi e operatrici a un solo asse è posto a 0,7 tonnellate (700 chilogrammi) compreso il conducente. Inoltre, il peso del rimorchio potrebbe incidere sul limite di peso dei veicoli agricoli: infatti, se il rimorchio pesa al massimo 1,5 tonnellate è considerato parte integrante del veicolo, quindi il limite di peso imposto dalla legge deve comprendere anche il rimorchio; se invece il rimorchio supera le 1,5 tonnellate è considerato attrezzatura a sé stante, perciò è escluso dal limite di peso del veicolo che lo traina.
Esempio: un trattore a tre assi traina un rimorchio di 1 tonnellata. In questo caso, il rimorchio è considerato parte integrante del veicolo, perciò il limite di 10 tonnellate comprende anche il peso del rimorchio. Se invece il rimorchio trainato pesa 2 tonnellate, è considerato attrezzatura a sé stante, perciò il limite di 10 tonnellate deve escludere la massa del rimorchio.
Nel terzo comma si prevedono dei casi in cui il limite di peso dei veicoli agricoli semoventi (quindi dotati di motore) o trainati (e dotati di pneumatici) può aumentare. In particolare, il limite di massa sale rispettivamente a 6, 14 e 20 tonnellate se i veicoli esercitano sul suolo stradale una pressione fino a 8 decanewton per centrimetro quadro (cioè 80 Newton per centrimetro quadro), oppure se la distanza tra gli assi supera 1,20 metri.
Nel quinto comma si specifica il limite minimo di pressione che i veicoli agricoli devono esercitare sulla strada. A veicolo fermo, l'asse di guida deve applicare sulla strada una pressione superiore al 20% del peso del veicolo in movimento. Per le macchine che circolano al massimo a 15 km/h il limite minimo è il 15%, che scende ancora al 13% nel caso delle macchine semicingolate. Questa norma si basa sul fatto che un veicolo in movimento risulta un po' più leggero rispetto a quando è fermo, perciò stabilisce un limite minimo di pressione per garantire l'aderenza al suolo e la stabilità dei veicoli.
Nel settimo comma si citano alcuni termini tecnici di cui è meglio dare una definizione:
Attrezzature portate: sono agganciate al veicolo che le traina con specifici attacchi. Scaricano tutto il loro peso sul veicolo stesso.
Attrezzature semiportate: hanno una o più ruote, perciò scaricano parte del loro peso sul veicolo trainante e parte sulle ruote.
Sbalzo: se anteriore o posteriore, è la distanza tra un'estremità del rimorchio e l'asse più vicino del veicolo. Se laterale, è la distanza tra un'estremità laterale del rimorchio e il centro esatto del veicolo trainante.
Per capire meglio le dimensioni massime che può avere un rimorchio, facciamo un esempio:
Consideriamo un trattore di 8 metri di lunghezza. Lo sbalzo anteriore può essere lungo al massimo 5 metri; lo sbalzo posteriore può essere lungo al massimo 7 metri; la lunghezza massima di trattore e rimorchio insieme può essere al massimo 16 metri.
A partire dal decimo comma si stabiliscono le possibili sanzioni, diverse a seconda del comportamento tenuto. Se si circola con un veicolo che supera i limiti di dimensione o di peso fissati dalla legge, bisogna pagare una multa pecuniaria che va da €431 a €1734. Questa sanzione non si applica se le dimensioni del veicolo non sono superiori di oltre il 2% della massa permessa, a meno che anche questa minima eccedenza non faccia scattare l'obbligo di una scorta [1].
Se ci circola con un veicolo di dimensioni eccezionali senza rispettare le disposizioni della propria autorizzazione, senza utilizzare gli opportuni strumenti di segnalazione visiva (come pannelli catarifrangenti e luci di posizione), oppure senza rispettare le norme per il bloccaggio dei rimorchi, si deve pagare una sanzione amministrativa variabile tra €173 e €695. Inoltre, l'agente incaricato impedisce al conducente di proseguire il viaggio e gli intima di rispettare il fermo amministrativo, finché non si sia munito dell'autorizzazione o non abbia provveduto ad applicarne le disposizioni. Se il proprietario del veicolo non rispetta il fermo, si vedrà sospesa la patente di guida per un periodo da 1 a 3 mesi (da aggiungere al pagamento della multa pecuniaria appena indicata) [2].
Infine, se si circola con una macchina agricola eccezionale senza un'autorizzazione in corso di validità, si deve pagare una multa pecuniaria che va da €42 a €173 e si deve tenere il veicolo in fermo amministrativo finché non si presenti l'autorizzazione. È bene ricordare che, anche se si presenta un'autorizzazione valida in breve tempo, la multa pecuniaria deve comunque essere pagata.
Come impugnare una sanzione
Per ottenere l'annullamento di una sanzione, bisogna dimostrare la presenza di determinati vizi di forma nel verbale. I più comuni sono quelli di compilazione da parte delle autorità, ad esempio l'indicazione errata di: generalità del guidatore o dell'auto (targa, marca, modello); data e/o ora dell'infrazione; norma violata per cui si ammette la multa; importo da pagare. Si può contestare una multa anche nel caso in cui l'infrazione sia stata commessa dal precedente proprietario del veicolo, ma anche se una stessa infrazione è stata verbalizzata due volte.
In tutti questi casi bisogna rivolgersi all'ufficio che ha emesso la sanzione, per ridurre i tempi e i passaggi burocratici della Pubblica Amministrazione. Se questo ufficio non dà una risposta soddisfacente, si può fare ricorso al Giudice di Pace (pratica frequente tra gli automobilisti): questo procedimento civile non richiede la presenza di un avvocato a difesa del cittadino, si può presentare entro 30 giorni dalla data di notifica della sanzione o (se diversa) dalla data di contestazione della stessa, ma solo se la multa non è stata pagata. Se anche il giudice dovesse rigettare il ricorso, sarà necessaria l'azione di un legale. Perciò consigliamo di consultare un avvocato già prima di avviare l'iter di contestazione.
Ad ogni modo, prima di iniziare questi procedimenti, conviene chiedersi se davvero ne vale la pena. Infatti, una piccola contestazione spesso non basta, quindi si rischia di imbarcarsi in un'impresa che costerà più di quanto si risparmierà non pagando la multa.
[1] Art. 10 cod. strada co. 24.
[2] Articolo 10 cod. strada co. 25.
Cassazione, sezione II Civile, sentenza n° 14032/07 del 15.06.2007
Questa sentenza della Cassazione stabilisce dei criteri precisi che determinano la legittimità o meno di un trasporto eccezionale senza autorizzazione. Nel caso di specie, il guidatore di un veicolo dotato di attacchi per rimorchi stava trainando un camion in avaria verso un autodromo (destinazione iniziale del camion), ed è stato fermato dalle forze dell'ordine. La Cassazione ha dato torto a questo guidatore per due motivi: il traino non era diretto all'officina più vicina (come invece stabilisce la legge); il trasporto è stato eseguito il giorno dopo il guasto (quindi non si poteva invocare la circostanza dell'urgenza). A questo link si trova il testo completo della sentenza.
Giudice di Pace di Volterra, sentenza n° 8/2013 del 03.05.2013
In questa fattispecie, il conducente di una mietitrebbia di misure eccezionali ha circolato su strada senza autorizzazione in corso di validità. Tuttavia, la sentenza ha annullato il verbale d'infrazione perché la norma citata era errata: infatti la necessità di autorizzazione della Provincia di Pisa è richiamata dalla Carta di circolazione (e non, come indicato nel verbale, dal Codice della Strada). Perciò, il conducente ha avuto ragione; la stessa decisione è stata poi riconfermata sia dal Tribunale di Pisa, sia dalla Cassazione.