Source: https://www.exeo.it/free/giurisdizione-commissioni-tributarie
Timestamp: 2019-05-20 11:17:03+00:00
Document Index: 26356067

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 12', 'art. 102', 'art. 2', 'art. 30', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 102', 'art. 102', 'art. 102', 'art. 102', 'art. 102', 'art. 2', 'art. 62', 'art. 24', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 102', 'art. 175', 'art. 102', 'art. 27', 'art. 2']

Sintesi: Il giudice tributario può risolvere, in via incidentale, senza autorità di giudicato, ogni questione pregiudiziale alla pretesa fatta valere nell'ambito delle controversie rientranti nella propria giurisdizione con le sole eccezioni delle questioni in materia di falso o sullo stato o la capacità delle persone diversa dalla capacità di stare in giudizio.
Estratto: «3) Con riferimento al quarto e quinto motivo di ricorso con cui il Comune contesta i presupposti su cui si fonda l'impugnazione dell'avviso di accertamento, con particolare riferimento all'appartenenza dell'area allo Stato, il Comune si è limitata a chiedere la dichiarazione della piena legittimità dell'atto impositivo, previo riconoscimento dell'appartenenza dell'area patrimonio comunale, richiedendo e, comunque, trattandosi di un accertamento meramente incidentale da parte del giudice tributario sull'appartenenza dell'aria al patrimonio comunale, senza alcuna efficacia di giudicato.Il giudice tributario può risolvere, in via incidentale, senza autorità di giudicato, ogni questione pregiudiziale alla pretesa fatta valere nell'ambito delle controversie rientranti nella propria giuri... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...n le sole eccezioni delle questioni in materia di falso o sullo stato o la capacità delle persone diversa dalla capacità di stare in giudizio. Il giudice munito della giurisdizione sulla domanda ha, quindi, il potere-dovere di definire le questioni che integrino antecedente logico della decisione a lui richiesta, fino a quando le stesse rimangano su un piano delibativo e incidentale e non aprano, per previsione di legge o per libera iniziativa delle parti, una causa autonoma, di carattere pregiudiziale, sulla quale si debba statuire con pronuncia atta ad assumere autorità di giudicato (Sez. U, Ordinanza n. 2814 del 24/02/2012; Sez. U, Sentenza n. 6631 del 29/04/2003).»
Sintesi: La giurisdizione delle Commissioni Tributarie è totalmente indifferente al contenuto della domanda in quanto dipende unicamente dalla materia del contendere.
Estratto: «Con una prima eccezione si contesta la sussistenza della giurisdizione del g.a., relativamente allo scrutinio delle censure volte a contestare l'imposizione a carico della ricorrente degli oneri relativi all'occupazione di suolo pubblico.L'eccezione è fondata.L'art. 2 D.Lgs. n. 546/92, nella formulazione i... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... tempo di presentazione del ricorso, prevedeva infatti che "appartengono alla giurisdizione tributaria tutte le controversie aventi ad oggetto i tributi di ogni genere e specie, compresi quelli regionali, provinciali e comunali e il contributo per il Servizio Sanitario Nazionale, nonché le sovrimposte, le addizionali, le sanzioni amministrative, comunque irrogate dagli uffici finanziari, gli interessi e ogni altro accessorio". Il ricorrente, in parte qua, non si limita a censurare l'eventuale illegittimità derivata degli atti tributari, in quanto fondati su una situazione contra ius (occupazione di suolo pubblico illegittimamente imputata al ricorrente), spingendosi invece a contestare l'an della stessa pretesa, e cioè l'astratta possibilità per il provvedimento impugnato, di essere fonte di obbligazioni tributarie. In base alla giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione l'attribuzione alle Commissioni Tributarie della giurisdizione in "tutte le controversie" in materia d'imposte e tasse (L. n. 448 del 2001, art. 12), comporta una giurisdizione esclusiva, non circoscritta ad alcuni aspetti soltanto, ma generale (C. Cass. 2007/7388), ovverosia estesa ad ogni questione relativa all'an ed al quantum del tributo. La giurisdizione delle... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...i Tributarie è quindi totalmente indifferente al contenuto della domanda in quanto dipende unicamente dalla "materia" del contendere (Cassazione civile, sez. un., 05 agosto 2009 n. 17943).»
Sintesi: La Commissione tributaria deve essere considerata organo speciale di giurisdizione preesistente alla Costituzione.
Sintesi: Il legislatore può modificare la giurisdizione delle Commissioni Tributarie, purché tale modifica non snaturi le materie attribuite a tali giurisdizione e sia garantita la conformità a Costituzione della medesima.
Sintesi: La giurisdizione del giudice tributario deve ritenersi imprescindibilmente collegata alla natura tributaria del rapporto: da ciò deriva l'incostituzionalità della norma, per violazione del divieto di istituzione dei giudici speciali, che attribuisce ad esso controversie non aventi tale natura, sia attraverso l'attribuzione diretta della giurisdizione sia attraverso l'erronea qualificazione di una materia come "tributaria".
Estratto: «1. – La Corte di cassazione, in un procedimento per regolamento preventivo di giurisdizione promosso dal condominio di un edificio sito in Ercolano nei co... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...la società per azioni che gestisce il servizio idrico integrato in quel territorio, con riguardo al giudizio pendente fra le stesse parti davanti al Tribunale di Napoli - sezione distaccata di Portici, ha sollevato, in riferimento al secondo comma dell'art. 102 della Costituzione, questione di legittimità del secondo periodo del comma 2 dell'art. 2 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546 (Disposizioni sul processo tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nell'art. 30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413) – come modificato dall'art. 3-bis, comma 1, lettera b), del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203 (Misure di contrasto all'evasione fiscale e disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 2 dicembre 2005, n. 248 –, nella parte in cui stabilisce che appartengono alla giurisdizione tributaria anche le controversie relative alla debenza, a partire dal 3 ottobre 2000, del canone per lo scarico e la depurazione delle acque reflue, quale disciplinato dagli artt. 13 e 14 della legge 5 gennaio 1994, n. 36 (Disposizioni in materia di risorse idriche). In particolare, la rimettente afferma che la norma denunciata víola il divieto di istituzione di nuo... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...speciali posto dall'evocato parametro costituzionale, perché attribuisce alla giurisdizione tributaria controversie che hanno ad oggetto prestazioni che, come quella del pagamento di detto canone, non hanno natura tributaria. 2. – La questione è fondata. Al riguardo, va premesso che, come più volte affermato da questa Corte, la Commissione tributaria deve essere considerata organo speciale di giurisdizione preesistente alla Costituzione (ex plurimis: sentenze n. 64 del 2008 e n. 50 del 1989; ordinanze n. 144 del 1998, n. 152 del 1997, n. 351 del 1995). Ciò posto, si perviene alla conclusione della fondatezza della sollevata questione attraverso i seguenti due passaggi argomentativi: 1) la modificazione dell'oggetto della giurisdizione dei giudici speciali preesistenti alla Costituzione è consentita solo se non "snaturi" la materia originariamente attribuita alla cognizione del giudice speciale; 2) una volta che sia esclusa la natura tributaria del canone per lo scarico e la depurazione delle acque reflue, l'attribuzione alla giurisdizione tributaria – ad opera della norma censurata – delle controversie relative a tale canone "snatura" la materia originariamente attribuita alla cognizione del giudice tributario e, conseguenteme... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...te;ola l'evocato art. 102, secondo comma, Cost. 2.1. – Con riguardo al primo passaggio argomentativo, concernente il limite entro il quale la Costituzione consente al legislatore ordinario di modificare, senza "snaturarlo", l'oggetto della giurisdizione dei giudici speciali tributari, va ricordato che, come affermato in via generale da questa Corte (sentenze n. 196 del 1982, n. 215 del 1976, n. 41 del 1957; ordinanza n. 144 del 1998): a) l'evocato art. 102, secondo comma, Cost. vieta l'istituzione di giudici speciali diversi da quelli espressamente nominati in Costituzione; b) la VI disposizione transitoria della Costituzione – ad integrazione della disciplina posta dal citato art. 102 Cost. – impone l'obbligo di effettuare la revisione degli organi speciali di giurisdizione preesistenti alla Costituzione («salvo le giurisdizioni del Consiglio di Stato, della Corte dei conti e dei tribunali militari») entro il termine ordinatorio di cinque anni dall'entrata in vigore della Costituzione medesima. Questa stessa Corte ha poi precisato che, benché l'indicata revisione non crei nell'ordinamento «una sorta di immodificabilità nella configurazione e nel funzionamento» delle giurisdizioni revisionate, tuttavia il legislatore ordina... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... nel modificare la disciplina di tali organi giurisdizionali – incontra il duplice limite costituzionale «di non snaturare (come elemento essenziale e caratterizzante la giurisdizione speciale) le materie attribuite» a dette giurisdizioni «e di assicurare la conformità a Costituzione» delle medesime giurisdizioni (ordinanza n. 144 del 1998). Tali pronunce evidenziano che il menzionato duplice limite opera con riferimento ad ogni modificazione legislativa riguardante l'oggetto delle giurisdizioni speciali preesistenti alla Costituzione (sia in sede di prima revisione, che successivamente) e, altresí, che il mancato rispetto del limite di «non snaturare» le materie originariamente attribuite alle indicate giurisdizioni si traduce nell'istituzione di un "nuovo" giudice speciale, espressamente vietata dall'art. 102 Cost. L'identità della "natura" delle materie oggetto delle suddette giurisdizioni costituisce, cioè, una condizione essenziale perché le modifiche legislative di tale oggetto possano qualificarsi come una consentita «revisione» dei giudici speciali e non come una vietata introduzione di un "nuovo" giudice speciale. 2.1.1. – In coerenza con i sopra evidenziati princípi e ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...co riferimento alla materia devoluta alla cognizione dei giudici tributari, questa Corte ha rilevato, in numerose pronunce, che la giurisdizione del giudice tributario «deve ritenersi imprescindibilmente collegata» alla «natura tributaria del rapporto» (sentenze n. 238 e n. 141 del 2009; n. 130 e n. 64 del 2008; ordinanze n. 300 e n. 218 del 2009; n. 395 del 2007; n. 427, n. 94, n. 35 e n. 34 del 2006). 2.1.2. – Da quanto precede deriva che l'attribuzione alla giurisdizione tributaria di controversie non aventi natura tributaria comporta la violazione del divieto costituzionale di istituire giudici speciali. Tale illegittima attribuzione può derivare, direttamente, da una espressa disposizione legislativa che amplii la giurisdizione tributaria a materie non tributarie ovvero, indirettamente, dall'erronea qualificazione di "tributaria" data dal legislatore (o dall'interprete) ad una particolare materia, come avviene, ad esempio, allorché si riconducano indebitamente alla materia tributaria prestazioni patrimoniali imposte di natura non tributaria (sentenze n. 130 e n. 64 del 2008). Per valutare la sussistenza della denunciata violazione dell'art. 102, secondo comma, Cost., occorre accertare, perciò, se la controversia devoluta al... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...zione tributaria abbia o no effettiva natura tributaria.»
Sintesi: È costituzionalmente illegittimo l'art. 2, co. 2, secondo periodo, d. lgs. 546/1992 nella parte in cui attribuisce alla giurisdizione del giudice tributario le controversie relative alla debenza del canone per lo scarico e la depurazione delle acque reflue.
Estratto: «2.2. – Con riguardo al sopra menzionato secondo passaggio argomentativo, concernente la natura del canone per lo scarico e la depurazione delle acque reflue di cui alla norma censurata, deve rilevarsi che detto canone, in quanto dovuto, nel caso di specie, per un periodo compreso tra il 3 ottobre 2000 ed il 3 dicembre 2005, si identifica con la quota della tariffa del servizio idrico integrato riferita ai servizi di pubblica fognatura e di depurazione, disciplinata dagli artt. 13 e 14 della legge n. 36 del 1994 e applicabile, appunto, con decorrenza dal 3 ottobre 2000, per effetto dell'abrogazione dei commi 5 e 6 dell'art. 62 del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152 (Disposizioni sulla tutela delle acque dall'inquinamento e recepimento della direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dal... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...nto provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole), disposta dall'art. 24 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 258 (Disposizioni correttive del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, in materia di tutela delle acque dall'inquinamento, a norma dell'art. 1, comma 4, della legge 24 aprile 1998, n. 128). Come affermato da questa Corte con la sentenza n. 335 del 2008, la suddetta tariffa si configura infatti, in tutte le sue componenti, ivi comprese quelle riferite alla fognatura e alla depurazione, «come corrispettivo di una prestazione commerciale complessa, il quale, ancorché determinato nel suo ammontare in base alla legge, trova fonte non in un atto autoritativo direttamente incidente sul patrimonio dell'utente, bensí nel contratto di utenza. L'inestricabile connessione delle suddette componenti è evidenziata, in particolare, dal fatto […] che, a fronte del pagamento della tariffa, l'utente riceve un complesso di prestazioni, consistenti sia nella somministrazione della risorsa idrica, sia nella fornitura dei servizi di fognatura e depurazione». 3. – Dalla evidenziata esclusione della natura tributaria del canone per lo scarico e la depurazione delle acque reflue dovuto a partire dal 3 ottobre 2000 e disciplinato dag... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... e 14 della legge n. 36 del 1994 discende, dunque, l'illegittimità costituzionale della norma denunciata, perché questa attribuisce alla giurisdizione tributaria la cognizione di controversie relative a prestazioni patrimoniali di natura non tributaria e, pertanto, si risolve nella istituzione di un giudice speciale vietata dal secondo comma dell'art. 102 Cost. 4. – Gli artt. 13 e 14 della legge n. 36 del 1994, in relazione ai quali è stata espressamente sollevata la sopra esaminata questione di legittimità costituzionale, sono stati abrogati, con decorrenza dal 29 aprile 2006, dall'art. 175, comma 1, lettera u), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), e sostituiti dagli artt. 154 e 155 dello stesso decreto legislativo. Tuttavia, anche questi ultimi due articoli – analogamente alle disposizioni abrogate – precisano che le somme dovute dall'utente per i servizi di pubblica fognatura e di depurazione sono componenti della tariffa che costituisce il corrispettivo del servizio idrico integrato. L'analogia tra le suddette normative succedutesi nel tempo rende evidente che anche le quote di tariffa riferite ai servizi di pubblica fognatura e di depurazione disciplinate dai citati artt. 154 e 155 hanno n... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ributaria, con la conseguenza che le considerazioni dianzi svolte, in ordine alla violazione dell'art. 102, secondo comma, Cost., valgono anche in relazione al "canone" corrispondente a tali quote. In conclusione, ai sensi dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, va dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'art. 2, comma 2, secondo periodo, del d.lgs. n. 546 del 1992 anche nella parte in cui attribuisce alla giurisdizione del giudice tributario le controversie relative alla debenza, a partire dal 29 aprile 2006, del canone per lo scarico e la depurazione delle acque reflue, quale disciplinato dagli artt. 154 e 155 del d.lgs. n. 152 del 2006»