Source: https://mednat.news/liberta_cura.htm
Timestamp: 2019-12-09 13:44:30+00:00
Document Index: 154259516

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art.32', 'sentenza ', 'art. 32', 'art. 41', 'sentenza ']

LIBERTA’ di CURA per le MEDICINE NATURALI
vedi: Diritti Umani + LIBERTA' + Liberta di Cura 2 + Liberta' di Cura 3 + Liberta' di Cura 4 + Conflitti di Interesse in Medicina + Perche' vaccinare ?
vedi anche: CNR e Corruzione + OMS + FDA + Universita' in mano a Big Pharma + MINISTERO "SALUTE" informato sui Danni dei Vaccini + Medici una minaccia + Medici impreparati + Medicina ufficiale + Rapporto Flexner e Dichiarazione di Alma Ata + FARMACI e CONTROINDICAZIONI
vedi: Ricerca nelle mani di Big Pharma + Riviste scientifico-mediche pilotate da Big Pharma + Proposta di Riforma della Sanita'
Il Cittadino ha il Diritto ed il Dovere di conservare la salute fisica e psichica. Lo Stato, deve pero' garantire al cittadino il Diritto alla Salute, non può tenere conto soltanto della componente fisica delle malattie e dell'eventuale efficacia organica dei trattamenti, bensì anche degli aspetti psichici-spirituali del soggetto.
L'art. 32 della Costituzione deve essere letto anche in relazione all'articolo 13 della Costituzione, il quale recita: "La libertà personale e inviolabile").
Ciò significa che il malato ha il diritto di curarsi come desidera, spetta quindi al malato decidere a quale cura o terapia sottoporsi per i suoi problemi - nessuno (neppure il medico) può sindacare o contrastare le decisioni del malato.
Il malato ha Diritto di scegliere la terapia, ha quindi piena Libertà di Cura; e’ libero di decidere e di scegliere il modo in cui curarsi, nel senso che può optare per una terapia ufficiale o per una considerata dalla medicina ufficiale, oggi imperante, "alternativa".
”La Repubblica Italiana tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo” (Cost. art.32), salvaguarda quindi il principio del pluralismo scientifico e garantisce la libertà di scelta terapeutica da parte del cittadino e la qualificazione professionale degli operatori sanitari, valorizzando in particolar modo l'autonomia del medico nelle scelte terapeutiche.
vedi: Corte di Cassazione, IV Sezione Penale, Sentenza n. 301, 8 febbraio 2001.
Questo “Dovrebbe” essere lo stato delle cose……ma in pratica cio' NON avviene, la “sanita ufficiale” NON permette, negli ospedali la Liberta’ di Cura, ne’ istruisce i medici su tutte le possibili tecniche sanitarie, ben note alla Medicina Naturale.
"Crediamo nella libertà di scelta", "non si può costringere un ammalato a curarsi contro le sua volontà", "sacra è la vita e sacra l'autodeterminazione". Sono alcune delle frasi dei cinquanta mila cittadini che, in questi giorni, hanno aderito all'appello per il diritto alla libertà di cura- www.appellotestamentobiologico.it
Sono voci che rappresentano il Paese (Italy) e che vanno considerate nel momento in cui il Parlamento si avvia a fissare, per legge, alcune regole che riguardano la fine della vita. Il mio convincimento è che vada garantito sempre e comunque il diritto alla libertà di cura come previsto dalla Costituzione, un diritto che esiste in teoria per tutti, ma che non può essere esercitato da chi ha perso l'integrità intellettiva e con essa la capacità di esprimere le proprie volontà.
OBIEZIONE di COSCIENZA - vedi: Legge Consuetudinaria + Storia della Obiezione di Coscienza
L’obiezione di coscienza quindi può essere in generale definita come la pretesa di chi rifiuta in nome della propria coscienza di obbedire ad un precetto giuridico, alla cui osservanza è tenuto in quanto destinatario delle norme di un determinato ordinamento giuridico.
(Italy) - La Cassazione (sent. n.301/2001, sezione IV, depositata il 25 gennaio 2005), ribadisce il principio della libertà terapeutica del medico, secondo quanto stabilito.
Nella realta' giornaliera in Italia i medici che seguono il giuramento fatto di "Curare secondo Scienza e Coscienza"...sono sottoposti dall'ordine dei medici a: richiami, ammonizioni ed anche radiazioni.....sempre motivati dal fatto che quei medici "non seguono i protocollo ufficiali".....che di fatto sono veri e propri Dogmi farmaceutici....di cui l'80-90 % non comprovati e dimostrati dai risultai !! - vedi: Ricercatori osteggiati
Continuano purtroppo in Italia gli attacchi mediatici vergognosi, e non solo, ai Medici che seguono in Scienza e Coscienza (e per il Bene delle persone sofferenti) non seguendo i dogmi della scienza medica ortodossa.
Dogmi che sono stati imposti dall'establishment corporativo delle multinazionali del farmaco che controllano le istituzioni e le baronie universitarie.
E questo nonostante i dati epidemiologici delle cure ufficiali dicano che a 5 anni dal trattamento la sopravvivenza è del 2,3% - 2,5% - www.pubmed.gov autore Morgan pubblicato su "A Clinical Oncology".
Nel 1978, l'Office of Technology Asessment (l'organismo del Congresso Americano per la valutazione e l'approvazione delle tecnologie), ha pubblicato un importante studio sulla medicina scientifica, le cui conclusioni sono che dall'80 al 90% delle terapie e dei protocolli utilizzati in medicina, non erano provati da studi clinici controllati, cioè venivano ampiamente utilizzati pur non essendo dimostrati scientificamente.
Nel 1985 la National Academy of Science riprende lo studio e giunge alle stesse conclusioni (notizia riportata da G. Lanctot nel libro "La mafia della Sanità", Macro edizioni).
Questo significa che la maggior parte delle terapie mediche sono potenzialmente inutili o dannose.
È da notare che la fonte di tali statistiche è un organismo ufficiale del governo degli Stati Uniti d'America, paese dove le multinazionali farmaceutiche sono potentissime (tanto da piazzare un loro esponente, Bush padre, presidente dell'azienda farmaceutica Lilly, ed il figlio alla presidenza della nazione).
Altro esempio: In Italia nel 1991 la vaccinazione per l'epatite B è divenuta obbligatoria non perché utile o benefica, ma perché la casa produttrice del vaccino (SKB) ha pagato all'ora ministro della sanità De Lorenzo una tangente di 300.000 euri (600 milioni di lire); dopo la condanna al carcere del ex ministro, la somministrazione di tale vaccino a tutti i neonati è rimasta obbligatoria...chissa' perche'...?....la forza di Big Pharma
In Olanda la Cura e' libera !
Si, avete letto bene. Chiunque abbia voglia di dare consigli ad altri per curarli, o chi abbia un qualche metodo non invasivo di terapia, in Olanda può stare tranquillo.
Non verrà messo in prigione.
Non potreste neanche praticare iniezioni, incisioni o defibrillazioni cardiache perchè le pratiche invasive o comunque delicate sono riservate ai medici.
Ma avreste tutta la libertà di imparare un'arte curativa e praticarla! Questo è quanto dice la legge quadro sulle professioni sanitarie, che dal 1994 è in vigore in Olanda.
Qui da noi, invece, si fa a gara per incorporare nella medicina "ufficiale" tutte le pratiche più appetitose.
Ci sono varie proposte di legge che vogliono proprio questo: curare una qualsiasi malattia sarà sempre un diritto esclusivo del medico, o almeno per curare gli altri bisogna comunque aver eseguito almeno tre anni di studio ed essere iscritti ad un albo e quindi attenersi strettamente a quello che l'iscrizione a questo albo impone.
Quindi una persona che conosce l'arte del curare con terapie naturali o ha il dono di guarire una persona con le mani o dovrà seguire comunque un corso di studi e in seguito iscriversi all'albo dei naturopati, omeopati, pranoterapeuti, agopuntori ecc.
C'è chi sostiene che è tutta una messinscena per far fuori una concorrenza scomoda o comunque di imbrigliarla e tenerla sotto la propria "giurisdizione" o all'occasione "far fuori" i personaggi scomodi screditandoli, dandogli del pazzo o meglio ancora mettendoli in prigione.
Tratto da: http://www.newmediaexplorer.org/rinaldo_lampis/2007/10/12/in_olanda_la_cura_e_libera.htm
Veneto: Proposta di legge Liberta di cura PDF + Riforma Sanitaria
vedi anche: Liberta di cura: obiezione di coscienza PDF + Liberta di cura: storia della obiezione di coscienza PDF
Associazione Medica Mondiale (AMM) - Dichiarazione di Helsinki
AA. Introduzione
5. Nel trattamento di un paziente, laddove non esistano comprovati metodi preventivi, diagnostici e terapeutici o questi siano stati inefficaci, il medico, con il consenso informato del paziente, deve essere libero di usare mezzi preventivi, diagnostici e terapeutici non provati o nuovi, se a giudizio del medico essi offrono speranza di salvare la vita, ristabilire la salute o alleviare la sofferenza. Laddove possibile, tali mezzi dovrebbero essere fatti oggetto di una ricerca disegnata per valutare la loro sicurezza ed efficacia. In tutti i casi, le nuove informazioni devono essere registrate e, dove opportuno, pubblicate. Tutte le altre linee-guida di questa Dichiarazione devono essere seguite.
Traduzione By Antonio G. Spagnolo - Direttore dell'Istituto di Bioetica - Facoltà di Medicina and Chirurgia "A. Gemelli", Università Cattolica del S. Cuore, Roma
Tratto da: aix-scientifics.de/it/_helsinki2004.html
Le regole messe a punto da Bruxelles prevedono innanzitutto che per le prestazioni al di fuori dell'ospedale non sia necessaria alcuna autorizzazione. Che invece dovrà essere richiesta alla propria ASL in caso di cure ospedaliere.
La direttiva mette inoltre le basi per una ricetta europea: le prescrizioni di un medico potranno essere utilizzate in tutta l'Unione, per consentire a tutti i cittadini di acquistare ovunque il farmaco di cui hanno bisogno.
La novità sta nel fatto che l'autorizzazione non potrà essere rifiutata se il ricovero in un altro paese è più "appropriato" e se i "benefici attesi" per la salute superano "le conseguenze negative". Ma la proposta di Bruxelles non si limita a questi casi di necessità. Stando alla bozza, basta semplicemente il criterio della "preferenza soggettiva" o del "minore costo" per garantire al cittadino europeo il diritto di scegliere un altro Stato per farsi curare rispetto a quello nel quale abitualmente risiede.
Una persona è libera di intraprendere una strada terapeutica piuttosto che un'altra, e soprattutto un medico, in scienza e coscienza può - per aiutare il suo assistito - decidere la cura migliore, anche se non riconosciuta e se va contro gli interessi delle lobbies del farmaco?
Un medico del terzo millennio, nonostante il giuramento di Ippocrate (che recita, "primo non nuocere":
la chemio è non è un veleno mortale ?) e nonostante la Dichiarazione di Helsinki del 1964 (dell'Associazione medici mondiale), NON può scegliere una strada terapeutica, ma DEVE sottostare ai protocolli ufficiali, (NdR: tralasciando la parte del giuramento di Ippocrate che afferma, "...secondo scienza, cioe' tutta la scienza medica quindi anche quella Naturale, e Coscienza.
Personaggi come Geerd Ryke Hamer (radiato e incarcerato), Tullio Simoncini (radiato), Liborio Bonifacio, Aldo Alessiani, Rudolf Breuss, Luigi Di Bella, Gianfranco Valsé Pantellini, Romano Zago, Giuseppe Zora (radiato), Giuseppe Nacci (ammonito) il ricercatore Giuseppe Puccio e moltissimi altri, hanno avuto il coraggio o l'incoscienza di mettere davanti agli interessi economici, la salute delle persone.
Cosa questa estremamente pericolosa per l'establishment medico-scientifico, che mette invece il dio-denaro dinnanzi ai pellegrini-malati.
(Italy) - Obiezione di coscienza, per Suprema Corte assistenza obbligatoria dopo Ivg (Interruzione volontaria della gravidanza)
Il medico obiettore di coscienza non può rifiutarsi di assistere la donna dopo l'aborto. Lo ha stabilito una sentenza della Cassazione che ha condannato a un anno di carcere, per omissione di atti di ufficio, una dottoressa di un presidio ospedaliero di Pordenone. L'obiezione - ha argomentato, infatti, la Suprema Corte - non può riferirsi alle cure antecedenti e conseguenti l'interruzione volontaria di gravidanza: in alter parole, l'obiettore può astenersi dal praticare l'intervento, ma non può in nessun caso negare l'assistenza alla paziente in imminente pericolo nelle fasi post-operatorie.
Appare, dunque, ancora complessa l'applicazione della Legge 194 che mira a contemperare il diritto alla vita e alla salute fisica e psichica della donna, con la tutela dei diritti del concepito e il diritto all'obiezione di coscienza. Del resto, è cronaca recente che, a soli due mesi dal potenziamento dei consultori pugliesi, si è avuta l'obiezione "in massa" dell'équipe di ginecologia e ostetricia del San Paolo di Bari, ultima struttura pubblica dove era possibile accedere all'Ivg nel capoluogo.
«È ipotesi fantascientifica pensare di poter organizzare un servizio di Ivg concentrando il personale non obiettore in uno, o al massimo due ospedali per Asl, magari promuovendo anche l'adozione della Ru-486 e mettendo queste strutture in collegamento con i consultori?» chiede Marida Leuzzi, dell'Associazione "Un desiderio in Comune", all'assessore alla Salute, Elena Gentile. Situazione di emergenza anche in Liguria, nei cui ospedali quasi tre ginecologi su quattro si rifiutano di praticare l'Ivg.
E il ricorso all'obiezione di coscienza è sempre più diffuso anche tra anestesisti e personale non medico, pregiudicando l'accesso al servizio da parte delle pazienti. Di qui la richiesta avanzata da Sel (Sinistra, Ecologia e Libertà) alla giunta regionale di garantire la presenza di almeno il 50% di personale non obiettore nelle strutture sanitarie liguri, consultori compresi, di costituire una commissione di controllo e verifica, e di concedere ai medici la possibilità di eseguire gli interventi anche in strutture private autorizzate dalla Regione.
MEDICINA ALTERNATIVA: L'ESPERTO, USATA dal 23% degli ITALIANI con RISPARMI al SSN per € 40 Milioni all'anno
Roma, 15 Gen. 2009 (Adnkronos Salute) - Omeopatia, fitoterapia, agopuntura.
Sono solo alcune delle medicine alternative scelte nel 2008 da oltre il 23% degli italiani, secondo dati Censis.
Una fetta importante di cittadini che, convinti dell'efficacia delle cure non convenzionali (MNC), le utilizzano nonostante debbano pagarle di tasca propria. "Proprio perché sia le terapie che le visite non sono rimborsate dal Servizio sanitario nazionale e dunque non gravano sui bilanci pubblici, si stima che ciò possa far risparmiare al SSN, in termini di ricoveri e altre prestazioni evitate, ben 40 milioni di euro, come risulta da dati di Omeoimprese".
Per quanto riguarda gli operatori, sono circa 12.000 i medici e i veterinari che fanno parte delle 25 associazioni e società scientifiche che compongono il Comitato per le MNC in Italia, che rappresenta tutte le MNC riconosciute dalla Federazione dei medici (FNOMCeO) e dalla Federazione dei veterinari (FNOVI).
Ed è fondamentale sottolineare che molti sono i “camici bianchi” che hanno completato un iter formativo pluriennale postlaurea a profilo definito per acquisire competenze in una o più delle MNC riconosciute come di esclusiva competenza del medico e dell'odontoiatra, e cioè: agopuntura, fitoterapia, medicina antroposofica, medicina ayurvedica, medicina omeopatica, medicina tradizionale cinese, omotossicologia-medicina fisiologica di regolazione, osteopatia e chiropratica”.
Eppure, ancora c’è ancora molto scetticismo nei confronti delle cure alternative: ingiustificato, secondo l’esperto, dato che “i medicinali omeopatici e antroposofici si trovano esclusivamente in farmacia e sono presenti nella quasi totalità dei presìdi italiani: la spesa per le cure con medicinali omeopatici nel 2007 in Italia è stata di circa 300 milioni di euro.
Nel nostro Paese operano nel settore omeopatico circa 30 aziende che impiegano oltre 1.200 dipendenti e l’Italia è il terzo mercato europeo dopo Francia e Germania. Il settore continua a crescere, con una media del 6-7% annuo nell'ultimo decennio”. “L'Organizzazione Mondiale della Sanità - continua Roberti di Sarsina, autore con Costantino Cipolla del nuovo volume “Le peculiarità sociali delle medicine non convenzionali” (FrancoAngeli edizioni), scritto per fare chiarezza sulle questioni normative, scientifiche e sociali che investono le discipline e le pratiche mediche non convenzionali nel loro rapporto con la società moderna occidentale - l’8 novembre 2008, in occasione del Congresso Mondiale sulla Medicina Tradizionale tenutosi a Pechino, ha emanato la Dichiarazione di Pechino sulla Medicina Tradizionale in cui si richiede, tra l'altro, la necessità di azione e cooperazione da parte della comunità internazionale, dei governi, nonché dei professionisti e degli operatori sanitari, per assicurare un utilizzo corretto della medicina tradizionale come componente significativa per la salute di tutti i popoli, in conformità con le leggi dei singoli paesi.
Va quindi riconosciuta la “doppia libertà” di scelta terapeutica del singolo e di cura da parte dei medici, adempiendo compiutamente allo spirito dell’art. 32 della Costituzione. E’ quindi urgente e indifferibile l'intervento legislativo del Parlamento, al fine dell’approvazione, dopo venti anni di attesa, di una legge quadro nazionale sulle MNC”.
L' Art 32 della Costituzione Italiana recita: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dello individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso (NdR: neppure nel caso dei Vaccini) violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana".
Cure palliative, diritto negato a 9 bambini su 10
Un diritto che sulla carta i piccoli malati italiani hanno già. Un diritto che, però, resta sulla carta per il 90% di loro. "Il paziente pediatrico per molto tempo è stato escluso dalla medicina palliativa e, tuttora in Italia, gli interventi rivolti al bambino sono limitati ad esperienze isolate: non più di tre, quattro centri". A richiamare l'attenzione su questa carenza dell'assistenza sanitaria italiana (le cure contro il dolore dei bambini colpiti da malattie inguaribili) è la Fondazione Maruzza Lefebvre D'Ovidio: "I bambini italiani con malattie inguaribili continuano a vivere per lunghi periodi e morire in ospedale", dice la presidente, Silvia Lefebvre D'Ovidio.
Ben il 90% di loro, spiega, non vede riconosciuto il proprio diritto alle cure palliative e, quindi, ad una adeguata qualità della vita.
In Italia sono circa 12 mila i casi di bambini con malattie inguaribili e terminali.
Finalmente una proposta di legge che regola l'esercizio delle medicine complementari da parte di medici, odontoiatri, farmacisti e veterinari. L'ha votata alla unanimita' il Consiglio regionale toscano. La legge garantisce il principio della liberta' di scelta terapeutica del paziente e la liberta' di cura del medico sotto stretto controllo scientifico e punta a tutelare l'esercizio delle medicine complementari.
La legge stabilisce che gli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, veterinari e farmacisti istituiscano elenchi dei professionisti che esercitano le medicine complementari e rilascino specifiche certificazioni sui requisiti.
Soddisfatto Fabio Roggiolani, dei Verdi, primo firmatario della legge: ''La Toscana afferma il suo primato per l'utilizzo delle medicine. Questa legge puo' fare da apripista".
Dal 2002 sono stati riconosciuti in Toscana tre centri di riferimento che erogano prestazioni delle medicine complementari piu' utilizzate: medicina cinese e agopuntura a Firenze, omeopatia a Lucca e fitoterapia ad Empoli.
La legge sulle medicine complementari consente ai cittadini toscani di avvalersi in maniera integrata di tutte le conoscenze mediche a disposizione dell'umanita'.
Piu' del 20% dei cittadini italiani fanno riferimento alla medicina alternativa.
Tutti i "pazienti" erano a conoscenza del fatto che l'imputata non era medico.
Una ispezione condotta nello "studio" della "consulente scientifica" portò alla scoperta - come unico strumento "diagnostico" - di un iridoscopio. La "consulente", dopo un colloquio con il paziente e la lettura dell'iride si limitava a consigliare preparati omeopatici che i pazienti acquistavano in farmacia.
Il Parlamento Europeo chiede il riconoscimento.
Un commento sul "Rapporto Lannoye" che chiede la libertà di cura per alcune metodiche diverse dalla medicina ufficiale e che il Parlamento Europeo ha adottato in forma di risoluzione.
· Relazione sullo Statuto delle Medicine Non Convenzionali
· Il Consiglio d'Europa ha approvato una Risoluzione invitando gli stati membri a regolarizzare lo status delle terapie alternative o non convenzionali.
By On. Paul Lannoye
Altre proposte di legge che vogliono "integrare" le cure naturali con il sistema vigente:
· Proposta del deputato dei Verdi sig. Galletti vuole permettere ai medici di usare altre forme di cura...……ma i medici non debbono avere un permesso, essi devono utilizzare, per il benessere dei malati, tutte le tecniche sanitarie, e quindi anche e sopra tutto le Medicine Naturali.
· Proposta dell’associazione di B. Passagrilli, l'MC4, che propone il riconoscimento di alcune discipline, riservando però al medico alcune delle cure...
Proposta per una legge veramente "Liberatrice" dalla dittatura sanitaria attuale
· Il modello olandese - Riconoscere la Libertà di curare
PROPOSTA: LIBERTÀ di CURARE e CURARSI
La scomparsa del divieto dell'esercizio della professione medica senza autorizzazione significa la fine del sistema delle professioni protette. L'esercizio delle funzioni mediche non è più ristretto a certi professionisti medici. La nuova legge introduce un sistema di protezione dei titoli di un numero limitato di professioni. La protezione dei titoli può avvenire per legge o per decreto ministeriale.
La differenza principale è che l'albo delle professioni solo nel primo caso viene istituito e mantenuto dal governo.
La legge stessa individua otto professioni a titolo protetto che hanno dei regolamenti per quanto riguarda i corsi di studio e le competenze professionali. Le funzioni ristrette (vedi sotto) ricadono in una o nell'altra di queste otto professioni. Si tratta delle seguenti professioni:
La registrazione non è automatica. Necessita di domanda e del pagamento di una tassa. E' previsto anche un limite temporale dell'iscrizione con la necessità di ripresentare la domanda e una conseguente valutazione della competenza professionale. Il registro è aperto al pubblico, cioè può essere ispezionato sia dalla persona stessa che dal pubblico in generale.
Nel corso degli anni si sono sviluppate delle specializzazioni che non avevano finora delle regole individuali. La nuova legge permette di dare dei regolamenti a queste specializzazioni, proteggendone il titolo ed assicurando la competenza degli operatori.
Il principio di base della nuova legislazione è che l'esercizio della medicina è aperto a tutti. Ma la legge fa certe eccezioni a questa regola. Alcune procedure possono essere messe in atto solo da professionisti autorizzati per legge. Queste sono le procedure che comportano un alto grado di rischio per il paziente se utilizzate da persone non esperte.
E' un fatto penale l'utilizzo di queste procedure senza la dovuta autorizzazione. Si tratta di:
Le procedure riservate possono essere utilizzate da due gruppi di persone: quelle che hanno l'autorizzazione diretta e quelle che possono utilizzare una procedura su ordine di un professionista autorizzato. Autorizzazione diretta è data dalla legge ai medici, ai dentisti ed alle ostetriche, specificando per ogni professione quali sono le procedure ammesse. Sono state stabilite anche delle regole sotto le quali un professionista non autorizzato può utilizzare delle procedure ristrette, su ordine sempre di un professionista autorizzato.
Le misure disciplinari sono graduate e vanno dal semplice avvertimento alla radiazione del nominativo dal registro.
Chiaramente, ho potuto descrivere questa nuova legislazione solamente a grandi linee. La pubblicazione informativa del Ministero della Sanità olandese, sulla quale mi sono basato per questi cenni, è comunque disponibile a chi ne fa richiesta, anche via fax.
Certamente, non ho la possibilità di proporre una seria riforma delle leggi sanitarie italiane sul modello olandese.
Questo sarebbe un lavoro per una commissione da istituire. Credo però che sia indispensabile adottare un nuovo approccio su questo complesso problema anche qui in Italia. Occorre essere coraggiosi nel ribaltare vecchie logiche e vedere la situazione in un'ottica nuova.
Bozza revisionata Settembre 1998 - Proposta di Legge:
f ) le procedure che richiedono l'impiego di sostanze radioattive e radiazioni ionizzanti;
m) l'inseminazione artificiale.
A - l'esistenza di un codice deontologico della professione;
B - l'esistenza di un programma strutturato di insegnamento della materia;
C - l'esistenza di almeno una scuola e/o un istituto di formazione sul territorio nazionale;
D - la presenza di un elenco dei terapeuti operanti in Italia riconosciuti dalla società professionale.
Diritto alla Scelta Terapeutica
Quanti in Italia sanno che il Tribunale di Bolzano ha sancito che ogni cittadino può consigliare ad altri qualsiasi prodotto omeopatico senza violare la legge ?
Se al prodotto omeopatico non si riconosce la qualità di farmaco (paragonandolo all’acqua fresca), non si può neanche accusare una persona che lo consiglia di esercizio abusivo della professione medica. E’ il caso di dire che anche per l’Ordine dei Medici vale il vecchio detto che non si può avere la botte piena e il marito ubriaco… rl
Dalla rivista “essenzialmente energia”:
L'attività della (Omissis) iniziava con un colloquio, vertente sulle abitudini di vita dei clienti, proseguiva con la lettura dell'iride tramite uno speciale strumento e si concludeva con la somministrazione di una serie di consigli, relativi al modo migliore di regolare la propria vita e all'assunzione di prodotti omeopatici, acquistabili in farmacia o erboristeria.
…Orbene mancando qualsivoglia definizione legislativa dell'attività "omeopatica" non è possibile qualificare la stessa come pratica terapeutica "non convenzionale", facendola confluire nell'alveo dell'esercizio dell'attività medica, per la quale è quindi richiesta l'iscrizione all'albo professionale.
Soccorre a tal fine l'insegnamento costante della Suprema Corte (cfr. Cass. n. 22528/2003), la quale, nel definire le pratiche terapeutiche "non convenzionali", ne delinea i caratteri che le qualificano come attività medica: una diagnosi di un'alterazione organica o di un disturbo funzionale del corpo o della mente, l'individuazione dei rimedi, la somministrazione degli stessi da parte del medico.
…Proprio partendo da tali premesse, va desunto che l'attività omeopata integri gli estremi del reato d'esercizio abusivo della professione medica unicamente nell'eventualità in cui essa si sostanzi nella diagnosi di una malattia, ovvero nella commercializzazione di prodotti o preparati medici, comunque perseguenti finalità terapeutiche.
Orbene i detti tratti salienti dell'attività medica… sono del tutto mancanti nell'attività professionale posta in essere dall'imputata.
Nessun compimento di atto medico è riconoscibile infatti nell'attività svolta dalla (Omissis), non avendo la stessa nel corso delle proprie consulenze mai ispezionato il corpo dei propri "clienti", né tanto meno usato strumenti invasivi o altri mezzi idonei ad effettuare analisi o misurazioni cliniche, né emesso diagnosi o prognosi.
Anche a voler assimilare poi il prodotto omeopatico ad un prodotto medicinale non bisogna sottacere come la letteratura scientifica sia divisa sull'efficacia dei rimedi omeopatici, tant'è che l'orientamento dominante li considera alla stregua di non farmaci avuto riguardo alla quasi totale assenza di principi attivi.
Questo dimostrerebbe, d'altro canto, come il rimedio omeopatico opererebbe quale "placebo di lusso" in forza di una fortissima potenzialità suggestiva basata sulla sua diffusione internazionale e sull'apparente fondamento scientifico.
… L'evoluzione scientifica e tecnologica determinano sovente la possibilità che nuove attività professionali non riescano ad essere incasellate nelle professioni ufficialmente consolidate, ma ciò non può essere motivo per una dilatazione degli ambiti delle categorie professionali riconosciute, fino a comprendere nella riserva loro spettante, attività solo analoghe, complementari, parallele o ausiliarie rispetto alle professioni protette.
Fatta questa necessaria distinzione e non essendo stata data prova al di là di ogni ragionevole dubbio, che la (Omissis) abbia posto in essere atti tipici propri dell'attività medica, bisogna concludere nel senso che la sua attività professionale da definirsi rispetto all'ordinamento "atipica" , è tutelata e protetta dalla previsione di cui all'art. 41 Cost.
Tratto da: www.essen.it
Nel 2007 questa sentenza e' stata annullata dalla Cassazione....e la dittatura sanitaria prosegue...
Proposta di Legge UE
Riconoscimento di Medicine non Convenzionali
Proposta di legge per le terapie non Convenzionali
Chiesto a UE riconoscimento di Medicine Naturali