Source: http://www.quandoilprocessoetelematico.it/categorie/pct-processo-civile-telematico-processo-penale-telematico/page/2/
Timestamp: 2019-05-24 18:49:58+00:00
Document Index: 90026758

Matched Legal Cases: ['art 2', 'art. 16', 'art. 44', 'art.35', 'art. 35', 'art. 16', 'art. 35', 'art. 111', 'art. 137', 'sentenza ', 'art. 159', 'art. 18', 'art. 16', 'art. 543', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 547']

Processo Telematico | Quando il processo è telematico - Part 2
Archivio della categoria: Processo Telematico
Quando lo spritz è telematico: un aperitivo insieme per discutere di processo civile telematico, per trovare e proporre soluzioni
Dopo la mozione non potevamo mancare con un evento ad HOC!.
Tre associazioni Amadir, Il Commentario de Merito e Movimento Forense con il sostegno di Giuffrè Editore saranno presenti al congresso con un aperitivo telematico che si terrà Giovedì 9 Ottobre 2014 dalle ore 18 presso la Prosciutteria Dall’Ava a Rialtro – Sestiere San Marco, 3989. L’evento sponsorizzato da Giuffrè informatica sarà gratuito sino all’esaurimento dei 40 posti disponibili. Per informazioni e iscrizioni info@giuffrevenezia.it. Sarà inoltre possibile prenotare il proprio intervento programmato inviando una mail all’indirizzo info@amadir.it. Nell’occasione presenteremo la nostra mozione congressuale volta ad estendere il deposito telematico degli atti processuali a tutti gli atti del processo.
VI ricordiamo che i testo della mozione è disponibile al seguente link:
http://www.amadir.it/documenti/archivio/materiale-vario/mozione-congressuale-sull2019introduzione-della-facolta2019-di-deposito-telematico-di-tutti-gli-atti-processuali
Questo articolo è stato pubblicato in Eventi, Processo Telematico il 09/10/2014 da Nicola Gargano.
MOZIONE SULL’INTRODUZIONE DELLA FACOLTA’ DI DEPOSITO TELEMATICO DI TUTTI GLI ATTI PROCESSUALI
Come sapete la prossima settimana si terrà a Venezia il XXII congresso forense. I temi esulano dal PCT ma, il titolo del congresso “Oltre il Mercato – La nuova avvocatura per la società del cambiamento”, credo lasci spazio ad argomenti che vadano ben oltre la cosiddetta rappresentanza politica dell’avvocatura e che possano essere trasversali, come quello che sto per proporre. Partendo proprio dal titolo del congresso, credo che il cambiamento principe con cui l’avvocatura sta facendo i conti e proprio il tanto amato e odiato PCT, tema di questo blog. Tra i tanti dubbi e paure quella affrontata più volte qui è la famosa questione del deposito telematico degli atti introduttivi e di costituzione in giudizio, di cui peraltro si è tanto dibattuto in dottrina. Ad oggi, infatti, pur iniziando a poter contare su una giurispruenza favorevole quale quella di Vercelli, dopo le scellerate pronuncie di Pavia, Foggia, Torino e Padova, rimane da abbattere l’ultimo muro! Un articolo di legge che chiarisca con certezza che possiamo depositare telematicamente qualsiasi cosa, ponendo fine ad ogni dubbio e polemica. Per questo motivo io e la collega Maela Coccato rispettivamente presidente e vicepresidente dell’associazione Amadir abbiamo pensato, con il sostegno di altre associazioni forensi (Il Commentario del Merito, Movimento Forense e UDAI) di preparare questa bozza di mozione che trovate in calce a questo post e che potete trovare anche al seguente link accompagnata da un nostro comunicato http://www.amadir.it/documenti/archivio/articoli/amadir-verso-il-xxxii-congresso-nazionale-forense-mozione-congressuale-sull2019introduzione-della-facolta2019-di-deposito-telematico-di-tutti-gli-atti-processuali
Ai lettori di questo blog chiedo di farsi portavoci nei rispettivi fori di appartenenza e condividendo tramite i social il link della mozione. In ogni caso, se potete, vi pregherei di condividere e sostenere l’iniziativa per il bene di tutti, per essere liberi da dubbi amletici su cosa si può fare e cosa non si può fare in telematico, per dire addio alla indegne file al di fuori delle cancellerie e raggiungere finalmente il traguardo di una completa digitalizzazione della giustizia.
to be continueed……..
MOZIONE CONGRESSUALE SULL’INTRODUZIONE DELLA FACOLTA’ DI DEPOSITO TELEMATICO DI TUTTI GLI ATTI PROCESSUALI
Proposta da associazione A.Ma.Di.R. Alumni Master Diritto della Rete (nelle persone del presidente Avv. Nicola Gargano del foro di Bari e vicepresidente Avv. Maela Coccato del foro di Venezia)
Il commentario del Merito Movimento Forense U.D.A.I.
– Che l’art. 16bis del decreto legge 179/2014, coordinato con l’art. 44 del decreto legge 90/2014 prevede che, a decorrere dal 30 giugno 2014 per i giudizi iniziati dopo tale termine, e dal 31 dicembre 2014 per tutti i giudizi pendenti, nei procedimenti civili, contenziosi o di volontaria giurisdizione, innanzi al tribunale, il deposito degli atti processuali e dei documenti da parte dei difensori delle parti precedentemente costituite ha luogo esclusivamente con modalità telematiche, nel rispetto della normativa anche regolamentare concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici.
– Che l’articolo 44 del dl 90/2014 prevede altresì che, prima del 31 dicembre 2014 nei casi previsti dai commi 1, 2 e 3 dell’articolo 16-bis del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, gli atti processuali ed i documenti possono essere depositati con modalità telematiche e in tal caso il deposito si perfeziona esclusivamente con tali modalità.
– Che tale formulazione esclude la facoltà di deposito telematico degli atti introduttivi e di costituzione in giudizio, tutt’ora possibile solo in quei Tribunali provvisti di decreti dirigenziali del Ministero della Giustizia emessi ai sensi dell’art.35 D.M. 21.2.2011 n.44, che contemplino l’attivazione del processo civile telematico (trasmissione dei documenti informatici) anche per quegli atti non previsti dalla legge come obbligatori.
– Che, tale grave limitazione, pone gli avvocati in una situazione di assoluta incertezza allorquando, al momento di depositare un atto introduttivo o di costituzione in giudizio, li costringe a verificare di volta in volta attraverso il portale ministeriale (pst.giustizia.it) i tribunali realmente abilitati al deposito telematico di tali atti.
– Che non vi è alcun impedimento o filtro tecnico ostativo affinché tali atti siano effettivamente depositati e successivamente accettati dal cancelliere che dovrà inserirli nel fascicolo informatico e sottoporli all’attenzione del magistrato.
– Che la stessa circolare del ministero della giustizia del 27.6.2014 prevede che, nelle ipotesi in cui le parti procedano al deposito telematico dell’atto introduttivo o di costituzione in giudizio in assenza di specifica abilitazione per il tribunale in cui si procede, la valutazione circa la legittimità di tali depositi, involgendo profili prettamente processuali, sarà di esclusiva competenza del giudice. Di conseguenza non spetta al cancelliere la possibilità di rifiutare il deposito degli atti introduttivi (e/o di costituzione in giudizio) inviati dalle parti, anche presso quelle sedi che non abbiano ottenuto l’abilitazione ex art. 35 d.m. n.44/11.
– Che tuttavia in giurisprudenza si sono sviluppate opinioni contrastanti in tema di legittimità di tali depositi, in taluni casi dichiarando la contumacia del convenuto costituitosi telematicamente. (cfr. Tribunale di Foggia, ordinanza 10.04.2014[1]; Tribunale di Pavia, sez. Civile, ordinanza 22 luglio 2014; Tribunale di Torino, sez. I Civile, ordinanza 15 luglio 2014[2]; in particolare sulla contumacia cfr. Tribunale Padova, ordinanza 28.08.2014[3]; Tribunale di Vercelli 31.7.2014[4])
– Che non sussiste alcuna motivazione tecnico-giuridica ostativa ad estendere la facoltà di deposito telematico a tutti gli atti e in tutti procedimenti civili, contenziosi, di volontaria giurisdizione ed esecutivi, in ragione anche delle recenti modifiche, apportante in sede di conversione del d.l. 90, agli articoli 111 e 137 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile, per cui se ne esclude l’applicabilità nell’eventualità di deposito telematico[5].
In ragione di quanto esposto i delegati firmatari della presente mozione
Al congresso Nazionale Forense e al CNF di approvare e fare i propri i contenuti della presente mozione sollecitando un intervento normativo, affinché in sede di conversione in legge del decreto legge 132 del 12 settembre 2014 si specifichi che l’art. 16 bis del D.L. 179/2012, convertito con legge 221/2012 deve essere interpretato nel senso che, fermi restando i casi di obbligatorietà del deposito telematico previsti dal predetto articolo, è sempre in facoltà delle parti depositare telematicamente gli atti introduttivi o di costituzione in giudizio, anche in assenza di D.M. emesso ai sensi dell’art. 35 del D.M. 44/2011 presso i Tribunali e le Corti di Appello. Si auspica altresì che l’applicazione della predetta norma possa essere estesa agli uffici del Giudice di Pace e alla Corte Suprema di Cassazione non appena le circostanze tecniche la rendano applicabile ai predetti uffici.
[1] in Altalex, 18 giugno 2014. Nota di Maurizio Reale (http://www.altalex.com/index.php?idnot=67989)
[2] In Diritto e Giustizia, 1 Agosto 2014. Nota di Nicola Gargano (http://www.dirittoegiustizia.it/news/8/0000069410/Deposito_telematico_dell_atto_di_costituzione_in_giudizio_Si_consiglia_il_rispetto_dell_elenco_di_atti_riportato_nei_decreti.html )
[3] In Altalex, 8 settembre 2014. Nota di Maurizio Reale (http://www.altalex.com/index.php?idnot=68683 )
[4] In francescominazzi.net, 26 settembre 2014. Nota di Francesco Minazzi (http://francescominazzi.net/2014/09/26/pct-trib-di-vercelli-ammesso-il-deposito-telematico-di-qualsiasi-atto-anche-in-formato-non-consentito/ )
[5] L’art. 111 disp. Att. c.p.c infatti prevede che il cancelliere non deve consentire che s’inseriscano nei fascicoli di parte comparse che non risultano comunicate alle altre parti e di cui non gli sono contemporaneamente consegnate le copie in carta libera per il fascicolo d’ufficio e per gli altri componenti il collegio. Ebbene tra le modifiche introdotte dalla legge di conversione si prevede che quando le comparse sono depositate con modalità telematiche, il presente comma non si applica. Disposizione speculare è stata prevista per i procedimenti pendenti presso la Suprema Corte di Cassazione laddove, l’art. 137 delle disposizioni di attuazione prevede che le parti debbono depositare insieme col ricorso o col controricorso almeno tre copie in carta libera di questi atti e della sentenza o decisione impugnata. Ebbene anche in questo caso è stata posta una determinante aggiunta che prevede che, quando il ricorso o il controricorso sono depositati con modalità telematiche, il presente comma non si applica.
Questo articolo è stato pubblicato in Eventi, News, Processo Telematico il 03/10/2014 da Nicola Gargano.
Quando il processo è esecutivo e soprattutto telematico (le novità del decreto legge n. 132 del 12 settembre 2014 e vademecum per il deposito di atti telematici nelle procedure esecutive)
Siamo già alla seconda settimana di ripresa dopo la sospensione feriale e torno a pieno ritmo su questo blog, dopo una estate fatta di qualche straordinario, per via della conversione in legge del d.l. 90 ma anche per le puntuali urgenze che, come ogni estate, arrivano puntuali.
Una sospensione che, (aimè!) proprio a causa della norma in commento non sarà più così lunga come lo è stata quest’anno e un rientro che si apre con le numerose novità introdotte dal decreto legge n. 132/2014 che influiranno anche nel PCT e precisamente nell’ambito delle procedure esecutive.
Ma cosa cambia esattamente? Di fatto non sarà più l’ufficiale giudiziario a depositare in cancelleria il verbale del pignoramento, titoli e precetto, e non sarà più la cancelleria a creare il fascicolo dell’esecuzione ed il relativo fascicolo informatico. Si realizzerà, invece, ciò che di fatto si è sperimentato in questi anni nei Tribunali in cui, nelle procedure esecutive immobiliari il pignoramento veniva parallelamente inviato telematicamente all’ufficio giudiziario e consegnato all’ufficiale giudiziario cartaceamente. Con queste modalità, infatti, si consentiva una facile iscrizione da parte del cancelliere che, invece di inserire manualmente i dati del pignoramento nel SIECIC ricopiandoli dagli atti restituiti dall’ufficiale giudiziario, avrebbe semplicemente accettato il deposito telematico dopo aver ricevuto dall’ufficiale giudiziario il pignoramento cartaceo, su cui, l’avvocato della parte istante, avrebbe dovuto preventivamente evidenziare l’avvenuto deposito telematico.
Ebbene, tale modus operandi, viene di fatto recepito nelle modifiche apportate al libro terzo del codice di procedura civile che viene modificato come segue:
a) l’articolo 518, sesto comma (esecuzioni mobiliari presso il debitore), è sostituito dal seguente:
«Compiute le operazioni, l’ufficiale giudiziario consegna senza ritardo al creditore il processo verbale, il titolo esecutivo e il precetto. Il creditore deve depositare nella cancelleria del tribunale competente per l’esecuzione la nota di iscrizione a ruolo, con copie conformi degli atti di cui al periodo precedente, entro dieci giorni dalla consegna. Il cancelliere al momento del deposito forma il fascicolo dell’esecuzione. Sino alla scadenza del termine di cui all’articolo 497 copia del processo verbale è conservata dall’ufficiale giudiziario a disposizione del debitore. Il pignoramento perde efficacia quando la nota di iscrizione a ruolo e le copie degli atti di cui al primo periodo del presente comma sono depositate oltre il termine di dieci giorni dalla consegna al creditore.»;
b) l’articolo 543, quarto comma (esecuzioni mobiliari presso terzi), è sostituito dal seguente:
c) l’articolo 557 (esecuzioni immobiliari), è sostituito dal seguente:
«Art. 557 (Deposito dell’atto di pignoramento). – Eseguita l’ultima notificazione, l’ufficiale giudiziario consegna senza ritardo al creditore l’atto di pignoramento e la nota di trascrizione restituitagli dal conservatore dei registri immobiliari. Il creditore deve depositare nella cancelleria del tribunale competente per l’esecuzione la nota di iscrizione a ruolo, con copie conformi del titolo esecutivo, del precetto, dell’atto di pignoramento e della nota di trascrizione entro dieci giorni dalla consegna dell’atto di pignoramento. Nell’ipotesi di cui all’articolo 555, ultimo comma, il creditore deve depositare la nota di trascrizione appena restituitagli dal conservatore dei registri immobiliari. Il cancelliere forma il fascicolo dell’esecuzione. Il pignoramento perde efficacia quando la nota di iscrizione a ruolo e le copie dell’atto di pignoramento, del titolo esecutivo e del precetto sono depositate oltre il termine di dieci giorni dalla consegna al creditore.».
Ebbene, dalla lettura dei predetti articoli si evince che le incombenze che ora appartengono all’ufficiale giudiziario, vengono di fatto trasferite all’avvocato che dovrà egli stesso ritirare il verbale, i titoli ed il precetto e procedere con l’iscrizione a ruolo rispettando la ristretta tempistica indicata nei suddetti articoli.
La novità più eclatante tuttavia sarà che, i predetti depositi, dovranno effettuarsi esclusivamente con modalità telematiche a partire dal 31 marzo 2015. Si prescrive poi che, unitamente alla nota di iscrizione a ruolo sono depositati, con le medesime modalità, le copie conformi degli atti indicati dagli articoli 518, sesto comma, 543, quarto comma e 557, secondo comma, del codice di procedura civile. Ai fini del presente comma, il difensore attesta la conformità delle copie agli originali, anche fuori dai casi previsti dal comma 9-bis.
Cresce dunque il potere di certificazione dei legali che potranno attestare la conformità all’originale delle copie informatiche dei documenti allegati al deposito telematico del pignoramento, a mio avviso semplicemente inserendo tale attestazione nell’indice o nella nota di deposito che allegheremo come atto principale in corrispondenza di ogni documento.
Tra le modifiche segnaliamo inoltre che, la nota di iscrizione a ruolo delle procedure esecutive, dovrà contenere, ai sensi dell’art. 159bis delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile, l’indicazione delle parti, nonchè le generalità e il codice fiscale, ove attribuito, della parte che iscrive la causa a ruolo, del difensore, della cosa o del bene oggetto di pignoramento. Si prevede inoltre che, il Ministro della giustizia, con proprio decreto avente natura non regolamentare, può indicare ulteriori dati da inserire nella nota di iscrizione a ruolo.
Si prevede infine che, tali disposizioni si applicano ai procedimenti esecutivi iniziati a decorrere dal trentesimo giorno successivo all’entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge. (cfr. art. 18 co. 3 d.l. 132/2014 “ Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano ai procedimenti esecutivi iniziati a decorrere dal trentesimo giorno successivo all’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge”)
Quanto invece alle norme sul potere di certificazione, a parere di chi scrive, le stesse devono intendersi immediatamente in vigore in quanto, lo spostamento dell’entrata in vigore, riguarda per espressa previsione normativa i soli commi 1 e 2 e non i successivi, in cui sono contenute le norme sulla data di entrata in vigore dell’obbligatorietà del deposito telematico e l’estensione del potere certificatorio del difensore per gli atti contenuti negli articoli 518, sesto comma, 543, quarto comma e 557, secondo comma, del codice di procedura civile che peraltro, pur non essendo ancora in vigore nella loro nuova formulazione, già contengono l’indicazione di titolo esecutivo e precetto.
Tuttavia la domanda che, citando un noto conduttore televisivo, nasce spontanea è quid juris prima del 31 marzo 2015?
La norma attualmente in vigore (art. 16bis co. 2 dl 179/2012) prevede infatti, che nei processi esecutivi di cui al libro III del codice di procedura civile, la disposizione di cui al comma 1 (deposito telematico obbligatorio) si applichi successivamente al deposito dell’atto con cui inizia l’esecuzione. Tuttavia, la disposizione di cui al comma 1 prevede che, condicio sine qua non della natura obbligatoria del deposito telematico, sia la previa costituzione in giudizio della parte, requisito sicuramente improprio nel processo esecutivo dove, allo stato attuale, non esiste un vero e proprio atto o momento di costituzione in giudizio, atteso che, fino all’entrata in vigore delle nuove norme, il fascicolo d’ufficio dell’esecuzione verrà formato dal cancelliere, che, inoltre, indicherà anche gli estremi del difensore del creditore e nel contempo creerà sul SIECIC il fascicolo telematico, inserendo quindi il codice fiscale dell’avvocato della parte richiedente il pignoramento, che potrà così ritrovarsi il fascicolo su polisweb semplicemente cercandolo nella sezione esecuzioni tra i fascicoli personali inserendo semplicemente il nome della parte e così venendo a conoscenza del numero di ruolo, elemento indispensabile per depositare l’istanza di vendita, nelle procedure esecutive mobiliari presso il debitore e immobiliari, e la nota di iscrizione a ruolo con relativi allegati, nelle procedure esecutive presso terzi.
Seguendo il ragionamento anzidetto, peraltro già condiviso da un buon numero di tribunali, ne consegue che, l’avvocato della parte creditrice, dovrà fin da ora depositare telematicamente l’istanza di vendita e, nei pignoramenti presso terzi, la nota di iscrizione a ruolo unitamente al titolo esecutivo ed al precetto (che ai sensi dell’art. 543 attualmente in vigore vengono restituiti al creditore) e se presente la dichiarazione del terzo. A parere di chi scrive, infatti, l’obbligo di deposito telematico, che scatterà il 31 marzo 2015 è da riferirsi ai nuovi adempimenti previsti dalla riforma del dl 132/2014 e non a quelli attualmente in vigore.
A parere di chi scrive inoltre nel regime transitorio, ovvero tra l’entrata in vigore delle norme del DL. 132/2014 ed il 31 marzo 2015 il deposito degli atti e documenti previsti 518, sesto comma, 543, quarto comma e 557, secondo comma, del codice di procedura civile potrà in ogni caso effettuarsi per via telematica a prescindere da una specifica abilitazione del Tribunale ai sensi del decreto DGSIA, in quanto lo stesso articolo 44 del dl 90/2014 prevede che, gli atti e documenti indicati nell’art. 16 bis del dl 179/2012, tra cui rientrano anche gli atti delle procedure esecutive, possono essere depositati con modalità telematiche e in tal caso il deposito si perfeziona esclusivamente con tali modalità.
Tuttavia rimane il dubbio sulla effettiva volontà del legislatore e del significato che si è voluto dare al termine del 31 marzo 2015, che, secondo alcuni studiosi di PCT, sembrerebbe voler escludere l’attuale obbligatorietà del primo atto successivo al pignoramento. (cfr. Luca Sileni)
Al momento tuttavia, ancora in mancanza di un regime certo e chiaro, ci si deve purtroppo affidare ancora una volta alle discutibili prassi dei tribunali che, nella maggior parte dei casi, richiedono fin da ora il deposito telematico del primo atto successivo al pignoramento, con notevoli problemi di carattere pratico.
In primo luogo infatti si rimarca come tali atti non potranno essere depositati, qualora non si conosca il numero di ruolo del procedimento che tuttavia, se il cancelliere ha già provveduto alla formazione del fascicolo informatico, potrà essere agevolmente reperito da una ricerca dal punto di accesso o dal PST sezione esecuzioni, utilizzando la funzione “agenda” o “pratiche” e cercando il fascicolo con il nome di una delle parti.
Quanto poi alla tipologia di atto da depositare, non si dovrà depositare un atto introduttivo ovvero “atto di pignoramento”, almeno fino all’entrata in vigore della nuova normativa che prevedrà una vera e propria iscrizione a ruolo e quindi un deposito di atto introduttivo senza numero di ruolo. Dovrà depositarsi invece un tipo di atto denominato “istanza di vendita” oppure, nel caso di pignoramento presso terzi, una “memoria generica” o “atto non codificato”.
Nel caso di istanza di vendita l’atto principale sarà costituito dall’istanza di vendita convertita in pdf testuale e firmata digitalmente all’interno del redattore, mentre, nel caso di pignoramento presso terzi, l’atto principale potrà essere una semplice nota di deposito di cui riporto un esempio:
– Creditore procedente –
– Debitore
– Terzo pignorato
3) Copia titolo esecutivo di cui si attesta la conformità all’originale ai sensi dell’art. 16bis comma 2 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179
4) Copia precetto di cui si attesta la conformità all’originale ai sensi dell’art. 16bis comma 2 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179
5) Copia dichiarazione del terzo ex art. 547 c.p.c.
6) Ricevuta pagamento contributo unificato
Come potete notare ho già inserito la formuletta per attestare la conformità del titolo e precetto già pienamente operativa, nonché mandato, che come sempre potrà essere scansionato e rifirmato digitalmente all’interno del redattore, ricevuta del pagamento del contributo unificato, nota di iscrizione a ruolo ed infine la dichiarazione del terzo, qualora ne fossimo già in possesso.
Sperando di essere stato esaustivo e, ripromettendovi di aggiornare le mie conclusioni anche a seguito di ulteriori “indagini” presso le cancellerie dei tribunali, vi ricordo che le novità introdotte dal dl 132/2014 non si fermano a quelle commentate e comprendono qualche altra novità telematica e non, tra cui la ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare e il monitoraggio delle procedure esecutive individuali e concorsuali e deposito della nota di iscrizione a ruolo con modalità telematiche, per l’approfondimento delle quali vi rimando alla lettura integrale del decreto legge.
Questo articolo è stato pubblicato in News, Processo Telematico il 22/09/2014 da Nicola Gargano.
Quando il processo va in vacanza
Ci siamo, anche se è 6 agosto e la tanto attesa sospensione feriale è arrivata da quasi un settimana, mi ritrovo solo ora a poter spegnere il pc (si fa per dire visto il cautelare agostano sempre in agguato) e, almeno per qualche settimana, a non pensare più a redattori, PEC e affini. E’ stata una stagione intensa quella che si sta per chiudere, un “anno scolastico del PCT” che mi ha visto protagonista di tanti giri d’Italia che, a volte in solitaria e a volte insieme ad altri amici che come me si occupano di PCT, mi hanno consentito di vedere tante realtà e di crescere, aiutando numerosi colleghi a districarsi nel mare del PCT.
Un anno fatto anche di numerosi scambi di opinioni con colleghi e amici, il cui continuo confronto ha contribuito non poco alla crescita di questo blog stimolandone i post e i successivi commenti. Un anno iniziato con lo spauracchio dell’obbligatorietà e finito con una annunciata proroga, arrivata come spesso capita con un decreto legge sul filo del rasoio, la cui conversione mi porterà sicuramente a fare gli “straordinari” a fine agosto.
Un anno fatto di nuovi e vecchi amici con i quali si è parlato e discusso di PCT arricchendo sempre di più il mio bagaglio di conoscenze. I ringraziamenti sarebbero tanti ma qualcuno lo voglio fare ed è doveroso. Il primo ringraziamento va all’amico Massimiliano Ponchio, colui che mi ha spinto a crearlo il blog contribuendo il più delle volte a dare quell’apporto tecnico indispensabile quando il gioco di è fatto duro. Il secondo ringraziamento, anche qui per l’apporto tecnico, nonché per le innumerevoli segnalazioni di casistiche patologiche del PCT va all’amico Paolo Della Costanza con cui ho peraltro condiviso le mie due esperienze editoriali in materia di PCT. Un terzo ringraziamento va al gruppo del “Processo Civile Traumatico” che cito in rigoroso ordine alfabetico: Adriana Augenti, Patrizio Galeotti, Francesco Minazzi, Maurizio Reale e Fabrizio Sigillò. Un gruppo di colleghi, ma prima di tutto amici, che accompagnano le mie giornate con interessanti discussioni di PCT spesso spunto di post e di articoli. (http://www.altalex.com/index.php?idnot=67989)
In un ultimo, ma non perché è il meno importante un ringraziamento speciale va a mio padre, che oltre ad essere un padre, è anche il collega titolare dello studio dove lavoro, e che, in questi mesi ha creduto in ciò che facevo consentendo le mie “fughe” dallo studio per i numerosi viaggi del PCT.
Detto ciò mi rendo conto solo ora di aver scritto un post di soli ringraziamenti e saluti quindi, se sentivate la mancanza di un post ad alto contenuto giuridico, vi accontento regalandovi il link al mio ultimo contributo pubblicato su diritto e giustizia relativamente al deposito telematico degli atti di costituzione in giudizio. (http://www.dirittoegiustizia.it/news/8/0000069410/Deposito_telematico_dell_atto_di_costituzione_in_giudizio_Si_consiglia_il_rispetto_dell_elenco_di_atti_riportato_nei_decreti.html)
Quanto al resto non posso che augurarvi buone vacanze a modo mio e cioè, con una delle slide proiettate agli ultimi convegni, che rappresenta il PCT non come un obbligo ma come sinonimo di libertà, magari lasciandovi preparare una busta telematica mentre siete in aereo di certo, però, non quello che vi porterà verso le meritate vacanze.
Questo articolo è stato pubblicato in News, Processo Telematico il 06/08/2014 da Nicola Gargano.