Source: http://www.civicasrl.it/dettaglio-normative.aspx?id=2775
Timestamp: 2019-02-22 14:11:05+00:00
Document Index: 141345592

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 16', 'art. 31', 'art. 33', 'art. 23', 'art. 32', 'art. 30']

AL 31 MARZO SI CUMULANO LE SCADENZE.
Comunicazione agli Interni degli importi tagliati dalla spending review e non utilizzati per l'estinzione o la riduzione del debito. Invio al Mef della certificazione relativa al Patto 2012. Avvio della centrale unica di committenza. Tre scadenze importanti per i comuni che si sovrappongono tutte nella stessa data: il 31 marzo 2013.
Il primo adempimento (previsto dall'art. 16, comma 6-bis, del dl 95/2012) riguarda solo i municipi soggetti al Patto dello scorso anno (sono esclusi, pertanto, quelli sotto i 5 mila abitanti).
Esso impone di comunicare alla Prefettura-Utg (che a sua volta la inoltrerà al Viminale) la quota del taglio previsto dal comma 6 del medesimo art. 16 (pari, complessivamente, a 500 milioni) eventualmente non utilizzata dagli enti per ridurre il proprio «rosso» e che, quindi, verrà decurtata sulle spettanze 2013. Al riguardo, si rammenta che si possono considerare utilmente perfezionate le operazioni di estinzione o di riduzione anticipata del debito per le quali il relativo impegno di spesa sia stato effettuato entro il 31 dicembre 2012 e il relativo mandato di pagamento risulti emesso entro la medesima data del 31 dicembre 2012, anche se poi tale mandato risulti estinto dal tesoriere nei primi giorni di gennaio 2013. Il Ministero dell'interno ha anche precisato che saranno valide le comunicazioni effettuate entro il 2 aprile, quale primo giorno seguente non festivo successivo alla scadenza del termine.
Analoga precisazione, invece, non è arrivata rispetto al secondo adempimento, ovvero la certificazione del Patto 2012 (regolata dall'art. 31, comma 20, della l 183/2011). Pertanto, è opportuno che l'invio alla Ragioneria generale dello Stato della raccomandata contenente il modello e i relativi prospetti, debitamente sottoscritti dal rappresentante legale, dal responsabile del servizio finanziario e dai revisori, avvenga entro domani (farà fede la data del timbro postale). Anche in tal caso, sono esclusi i piccoli comuni.
Questi ultimi, invece, sono interessati dalla terza scadenza, certamente la più complessa. Entro il 31 marzo, infatti, essi devono rendere operative le centrali uniche di committenza, accorpando gli uffici che gestiscono gli appalti per la realizzazione di lavori pubblici e per l'acquisizione di beni e servizi. Lo prevede l'art. 33, comma 3-bis, del dlgs 163/2006, introdotto dall'art. 23, comma 4, del dl 201/2011, la cui disciplina si applica alle gare bandite successivamente al 31 marzo 2013. Due le modalità attuative: in via prioritaria, l'unione di comuni ex art. 32 tuel, ovvero, in subordine, un accordo consortile (da intendersi verosimilmente come convenzione ai sensi dell'art. 30 Tuel). In mancanza, scatta l'obbligo di rivolgersi alle centrali di committenza già esistenti o di passare attraverso il mercato elettronico della p.a.