Source: http://docplayer.it/10093349-Comune-di-castelvetro-di-modena-norme-tecniche-di-attuazione.html
Timestamp: 2019-03-26 04:45:07+00:00
Document Index: 164016173

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 2', 'art. 11', 'art 6', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 10', 'art.8', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 38', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 5', 'art.9', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 650', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 16', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 76']

COMUNE DI CASTELVETRO DI MODENA NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE - PDF
Download "COMUNE DI CASTELVETRO DI MODENA NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE"
1 COMUNE DI CASTELVETRO DI MODENA (Provincia di Modena) NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE CLASSIFICAZIONE ACUSTICA DEL TERRITORIO COMUNALE 1 1
2 INDICE PREMESSA... 3 CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI... 4 CAPO II TRASFORMAZIONI URBANISTICHE ED EDILIZIE CAPO III ADEMPIMENTI NELLE ZONE DI POTENZIALE CONFLITTO CAPO IV ADEMPIMENTI NELLE ZONE SOGGETTE A PIANO DI RISANAMENTO ACUSTICO (PDRA) CAPO V INDIRIZZI DI GESTIONE DELLA CLASSIFICAZIONE ACUSTICA ALLEGATI ALLE NTA ALLEGATO ALLEGATO
3 PREMESSA La zonizzazione acustica rappresenta uno strumento di governo del territorio la cui finalità è quella di perseguire, attraverso il coordinamento con gli altri strumenti urbanistici vigenti (PRG, PUT), un miglioramento della qualità acustica delle aree urbane e, più in generale, di tutti gli spazi fruiti dalla popolazione. Le presenti norme costituiscono lo strumento tecnico che definisce le prescrizioni, gli adempimenti ed i requisiti atti a conseguire gli obiettivi assunti con la classificazione acustica. La struttura del documento si richiama direttamente alle indicazioni contenute nel paragrafo 5 della Direttiva Regionale n. 2053/01 Sintesi tra la classificazione acustica dello stato di fatto e di progetto e si articola nei seguenti capi: CAPO I CLASSIFICAZIONE ACUSTICA DEL TERRITORIO COMUNALE: contenente indicazioni di carattere generale sulle norme, sui limiti di zona e sulle sorgenti sonore (ivi comprese aree e sorgenti soggette a prescrizioni particolari). CAPO II TRASFORMAZIONI URBANISTICHE ED EDILIZIE: contenente prescrizioni e requisiti necessari per mantenere una condizione di compatibilità acustica nella fase di attuazione e gestione della pianificazione territoriale vigente. CAPO III ADEMPIMENTI NELLE ZONE DI POTENZIALE CONFLITTO: contenente prescrizioni da adottarsi al confine tra zone omogenee con limiti che differiscono per 10 o più dba, ma dove le misure non evidenziano una situazione di conflitto acustico (rispetto dei limiti). CAPO IV ADEMPIMENTI NELLE ZONE SOGGETTE A PIANO DI RISANAMENTO ACUSTICO: contenete prescrizioni da adottarsi per aree in cui si verifica incompatibilità tra classe acustica assegnata e livelli sonori misurati (superamento dei limiti). CAPO V INDIRIZZI DI GESTIONE DELLA CLASSIFICAZIONE ACUSTICA: contenente indicazioni inerenti durata e aggiornamento del piano di zonizzazione acustica, coordinamento con altri strumenti urbanistici, strumenti di verifica nonché provvedimenti amministrativi e sanzioni. 3 3
4 CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI 1.1 ELEMENTI COSTITUTIVI DELLA CLASSIFICAZIONE ACUSTICA La classificazione acustica è composta dai seguenti elaborati: Relazione Tecnica; Regolamento per la protezione dall esposizione al rumore degli ambienti abitativi e dell ambiente esterno; Norme Tecniche di Attuazione; Analisi delle criticità; Cartografia Tav. 1a e 1b (scala 1:10.000); Cartografia Tav. 2 4 (scala 1:5.000). 1.2 QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO DPCM 01/03/1991 Limiti di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell ambiente esterno; Legge 26/10/1995 n 447 Legge quadro sull inquinamento acustico; DPCM 14/01/1997 Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore; DPR n. 459 del 18/11/1998 Regolamento recante norme di esecuzione dell art. 11 della legge 26 ottobre 1995, in materia di inquinamento acustico derivante da traffico ferroviario ; L.R. 09/05/2001, n 15 Disposizioni in materia di inquinamento acustico; Direttiva Regionale n 2053 del 09/10/2001 Disposizioni in materia di inquinamento acustico: criteri e condizioni per la classificazione acustica del territorio ai sensi del comma 3 dell art. 2 della L.R. 09/05/2001 n 15 recante disposizioni in materia di inquinamento acustico ; DPR 30 marzo 2004 n. 142 Disposizioni per il contenimento e la prevenzione dell inquinamento acustico derivante dal traffico veicolare, a norma dell art. 11 della Legge 26/10/1995, n ZONE OMOGENEE In applicazione dell art 6 della Legge n. 447 del 26/10/1995, Legge quadro sull inquinamento acustico, il Comune ha provveduto alla suddivisione del territorio in zone omogenee nelle sei classi acustiche previste dal D.P.C.M Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore. I criteri adottati per la suddivisione del territorio comunale in zone omogenee (UTO unità territoriali omogenee) e le modalità di attribuzione delle classi acustiche sono quelle indicate dalla Direttiva Regionale n. 2053/2001. CLASSE I - Aree particolarmente protette Rientrano in questa classe le aree nelle quali la quiete rappresenta un elemento di base per la loro utilizzazione: aree ospedaliere, aree scolastiche, aree destinate al riposo e allo svago, aree residenziali rurali e di particolare interesse urbanistico, parchi pubblici, ecc. CLASSE II - Aree Prevalentemente residenziali Rientrano in questa classe le aree urbane interessate prevalentemente da traffico veicolare locale, con bassa densità di popolazione e limitata presenza di attività commerciali ed assenza di attività industriali ed artigianali. 4 4
5 CLASSE III - Aree di tipo misto Rientrano in questa classe le aree urbane interessate da traffico veicolare locale o di attraversamento, con media densità di popolazione, con presenza di attività commerciali e di uffici, con limitata presenza di attività artigianali e con assenza di attività industriali, aree rurali che impiegano macchine operatrici. CLASSE IV - Aree di intensa attività umana Rientrano in questa classe le aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività commerciali e uffici, con presenza di attività artigianali; le aree in prossimità di strade di grande comunicazione e di linee ferroviarie; le aree portuali, le aree con limitata presenza di piccole industrie. CLASSE V - Aree prevalentemente industriali Rientrano in questa classe le aree interessate da insediamenti industriali e con scarsità di abitazioni. CLASSE VI - Aree esclusivamente industriali Rientrano in questa classe le aree esclusivamente interessate da attività industriali e prive di insediamenti abitativi. La carta di zonizzazione individua le aree e le relative classi acustiche con i colori e le campiture definiti dall allegato 1 della direttiva regionale n. 2053/01. In particolare le campiture piene si riferiscono allo stato di fatto e le campiture rigate allo stato di progetto dove la previsione urbanistica prevede una destinazione diversa rispetto allo stato di fatto. In caso di dubbi interpretativi od eventuali errori presenti in cartografia si deve comunque fare riferimento al contenuto delle presenti norme, alla normativa generale che disciplina il settore (par. 1.2), al Piano Regolatore Generale Limiti di zona In relazione a ciascuna classe acustica in cui è suddiviso il territorio, il D.P.C.M. 14/11/97 stabilisce i valori limite di immissione, i valori limite di emissione, i valori di attenzione ed i valori di qualità, distinti per i periodi diurno (ore 6:00-22:00) e notturno (ore 22:00-6:00). Le definizioni di tali valori sono contenute nell art. 2 della Legge 447/95: valori limite di immissione: il valore massimo di rumore che può essere immesso da una o più sorgenti sonore nell'ambiente abitativo o nell'ambiente esterno, misurato in prossimità dei ricettori (Tab. 1); valori limite di emissione: il valore massimo di rumore che può essere emesso da una sorgente sonora, misurato in prossimità della sorgente stessa (Tab. 2); valori di attenzione: il valore di rumore che segnala la presenza di un potenziale rischio per la salute umana o per l'ambiente (Tab. 3); valori di qualità: i valori di rumore da conseguire nel breve, nel medio e nel lungo periodo con le tecnologie e le metodiche di risanamento disponibili, per realizzare gli obiettivi di tutela previsti dalla presente legge (Tab. 4). 5 5
6 classi di destinazione d'uso del territorio Tab. 1 - Valori limite assoluti di immissione tempi di riferimento diurno ( ) notturno ( ) I aree particolarmente protette II aree prevalentemente residenziali III aree di tipo misto IV aree di intensa attività umana V aree prevalentemente industriali VI aree esclusivamente industriali classi di destinazione d'uso del territorio Tab. 2 - Valori limite assoluti di emissione tempi di riferimento diurno ( ) notturno ( ) I aree particolarmente protette II aree prevalentemente residenziali III aree di tipo misto IV aree di intensa attività umana V aree prevalentemente industriali VI aree esclusivamente industriali
7 Tab. 3 - Valori di attenzione Classificazione del territorio I aree particolarmente protette II aree prevalentemente residenziali III aree di tipo misto IV aree di intensa attività umana V aree prevalentemente industriali VI aree esclusivamente industriali Diurno ( ) Riferito a 1 ora Valori di attenzione (dba) Notturno ( Diurno ( ) Riferito a Tr Notturno ( classi di destinazione d'uso del territorio Tab. 4 - Valori di qualità Valori di qualità (dba) diurno ( ) notturno ( ) I aree particolarmente protette II aree prevalentemente residenziali III aree di tipo misto IV aree di intensa attività umana V aree prevalentemente industriali VI aree esclusivamente industriali
8 1.3.2 Prescrizioni per le sorgenti sonore All'interno del territorio comunale qualsiasi sorgente sonora è soggetta al rispetto di: 1) Limiti massimi dei livelli sonori (immissione ed emissione) propri della zona di appartenenza I livelli sonori prodotti dalla sorgente (o dal complesso di sorgenti) devono essere misurati presso il confine della proprietà cui appartiene la medesima, e più precisamente dove sono i ricettori. 2) Limiti massimi dei livelli sonori (immissione ed emissione) propri della zona limitrofe I livelli sonori prodotti dalla sorgente (o dal complesso di sorgenti) devono essere misurati all interno delle zone limitrofe in prossimità dei ricettori sensibili: ambienti abitativi e/o spazi realmente fruibili da persone e comunità. 3) Criterio differenziale (art. 4 del D.P.C.M 14/11/97) I livelli sonori misurati all interno degli ambienti abitativi devono rispettare valori limite differenziali di immissione (definiti all art. 2, comma 3, lettera b) della Legge 447/95) di 5 db per il periodo diurno e 3 db per il periodo notturno. Tali valori non si applicano nelle aree classificate in classe VI (aree esclusivamente industriali). L applicazione del criterio differenziale è vincolata al superamento di uno dei seguenti valori di soglia al di sotto dei quali ogni effetto del rumore è da ritenersi trascurabile: Rumore misurato a finestre aperte: 50.0 dba nel periodo diurno e 40.0 dba in quello notturno Rumore misurato a finestre chiuse: 35.0 dba nel periodo diurno e 25.0 dba in quello notturno Tali disposizioni non si applicano alla rumorosità prodotta: dalle infrastrutture stradali, ferroviarie aeroportuali e marittime; da attività e comportamenti non connessi con esigenze produttive, commerciali e professionali; da servizi e impianti fissi dell edificio adibiti ad uso comune, limitatamente al disturbo arrecato all interno dello stesso. Le aree e le attività soggette a regimi legislativi specifici sono trattate in dettaglio nel paragrafo successivo 1.4 Zone/Attività particolari. Le tecniche di rilevamento, la strumentazione e le modalità di misura del rumore sono quelle indicate nel Decreto del Ministero dell'ambiente del 16/3/98 Tecniche di rilevamento e di misurazione dell inquinamento acustico. 8 8
9 1.4 CONFINE TRA ZONE CON DIVERSA CLASSE ACUSTICA La carta di zonizzazione acustica individua una classificazione per ambiti territoriali omogenei (UTO) definita sulla base delle destinazioni d'uso previste dal P.R.G. In relazione al confine tra due diverse classi acustiche si profilano tre situazioni: a) CONFINI COMPATIBILI Confini tra zone omogenee i cui limiti non differiscono per più di 5 dba, in cui non risulta allo stato attuale una situazione di conflitto acustico (clima acustico entro i limiti di zona). Per tali aree non si rende necessaria l adozione di un piano di risanamento acustico; La situazione di compatibilità viene mantenuta attraverso gli adempimenti di cui al Capo II. b) CONFINI DI POTENZIALE CONFLITTO Confini tra zone omogenee i cui limiti differiscono per più di 5 dba, dove comunque non risulta allo stato attuale una situazione di conflitto acustico (clima acustico entro i limiti di zona). Per tali aree non si rende necessaria al momento l adozione di un piano di risanamento acustico. La situazione di compatibilità viene mantenuta attraverso gli adempimenti di cui ai Capi II e III. In relazione alla loro potenziale problematicità, tali situazioni dovranno essere oggetto di monitoraggi acustici periodici in quanto la modifica alle fonti di rumore nell area di classe maggiore potrebbe provocare un superamento dei limiti nella confinante area di classe minore. In caso di superamento di tali limiti si procederà alla predisposizione di un P.d.R.A. come al successivo punto c). c) CONFINI INCOMPATIBILI Confini tra zone omogenee in cui risulta allo stato attuale un non rispetto dei limiti delle rispettive classi acustiche (clima acustico superiore ai limiti di zona). La situazione di incompatibilità viene superata attraverso gli adempimenti di cui al Capo IV (piano di risanamento acustico). La situazione di compatibilità/incompatibilità lungo i confini tra le diverse aree deve essere rilevata con l ausilio di misure strumentali. Le definizioni di confini compatibili, di potenziale conflitto e incompatibili mantengono il loro significato anche qualora siano riferite all attiguità tra zone relative allo stato di fatto e zone relative stato di progetto (trasformazioni urbanistiche potenziali previste dagli strumenti urbanistici) 1.5 ZONE CON LIVELLI ACUSTICI SUPERIORI AI LIMITI Zone omogenee in cui le misure evidenziano un non rispetto dei limiti di zona (clima acustico attuale superiore ai valori limite di zona). Per tali ambiti si rende necessaria la predisposizione del piano di risanamento acustico di cui al Capo IV. 9 9
10 CAPO II TRASFORMAZIONI URBANISTICHE ED EDILIZIE Ai fini dell applicazione delle norme di cui ai paragrafi 2.1, 2.2 e 2.3 si intendono Piani Urbanistici Attuativi : i Piani Particolareggiati, i Piani per l edilizia economica e popolare, i Piani per gli insediamenti produttivi, i Piani di recupero, i Programmi Integrati di intervento ed ogni altro Piano o Progetto assoggettato a convenzione. Si considerano Interventi Edilizi Diretti : i permessi di costruire/d.i.a. ed ogni altro atto di assenso comunque denominato. Tutte le trasformazioni urbanistiche ed edilizie devono perseguire il mantenimento della compatibilità acustica o il miglioramento di una situazione di criticità esistente. 2.1 PIANI URBANISTICI ATTUATIVI Sotto il profilo acustico i Piani Urbanistici Attuativi devono garantire: a) il rispetto dei valori limite definiti dalla zonizzazione acustica?entro il perimetro dell'area di Piano; b) il rispetto dei valori limite definiti dalla zonizzazione acustica all interno delle zone limitrofe, qualora queste siano interessate da rumori prodotti all'interno del perimetro di Piano, ovvero l'esecuzione di provvedimenti, interventi ed opere, in grado di garantire un clima acustico conforme a detti limiti. A tale scopo è indispensabile che, in sede di formazione dei PUA, gli obiettivi progettuali tengano in considerazione le seguenti problematiche connesse con l inquinamento acustico: l integrazione dell area di Piano con l intorno esistente o futuro in relazione agli aspetti a valenza acustica (funzioni o attività insediate nelle zone limitrofe, viabilità ecc.); l individuazione delle condizioni di maggior tutela per le differenti funzioni da insediare, realizzando, se possibile, micro-ambiti acusticamente differenziati all interno dell area oggetto di intervento (es. individuando sub-comparti maggiormente omogenei); Attraverso una razionale distribuzione dei volumi e delle funzioni, localizzando opportunamente le sorgenti e/o attività rumorose nonché i ricettori sensibili, è infatti possibile mettere in atto e graduare numerose azioni protettive variamente combinate tra loro. In sede di presentazione dei PUA dovrà essere allegata una Relazione di Impatto Acustico, redatta da un tecnico competente, contenente: 1. Documentazione di Impatto Acustico e/o Valutazione Previsionale del Clima Acustico come definite ai successivi punti 2.2 e 2.3, che dovranno attestare la conformità alle prescrizioni a) e b) contenute nel presente paragrafo. 2. Eventuale proposta di differenziazione in più zone acustiche per il comparto oggetto di PUA a seconda delle destinazioni d uso. 3. Indicazione per ogni zona acustica dei seguenti parametri calcolati considerando la massima capacità insediativa: tipologie d uso insediabili (aree verdi, scolastiche, residenziali, commerciali ecc.); densità di popolazione (abitanti/ha); densità di attività commerciali (sup. commerciale/sup. zona); densità di attività produttive (sup. produttiva/sup. zona). L obbligo di prevedere le opere di mitigazione è di chi immette nell area del P.U.A. un livello di pressione sonora superiore ai limiti previsti se il P.U.A. è conforme alla Classificazione Acustica sia come stato di fatto sia come stato di progetto
11 Se una variante urbanistica produce una riduzione di classe acustica rispetto a quella prevista dalla Classificazione Acustica, l obbligo di prevedere le opere di mitigazione è a carico del realizzatore del P.U.A. o dell intervento previsto per la quota eccedente la precedente classificazione acustica dell area. L assenza della Relazione di Impatto Acustico è causa di improcedibilità della domanda. All atto di approvazione dei Piani Urbanistici Attuativi deve seguire il contestuale aggiornamento della classificazione acustica. 2.2 INTERVENTI SOGGETTI ALLA PRESENTAZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE DI IMPATTO ACUSTICO In applicazione dell art. 8, comma 2 della Legge 447/95, alla domanda P.d.C., denuncia inizio attività i competenti soggetti titolari dei progetti devono allegare la Documentazione di Impatto Acustico relativa alla realizzazione, alla modifica o al potenziamento delle seguenti opere: a) opere sottoposte alla V.I.A; b) aeroporti, aviosuperfici, eliporti; c) strade di tipo A (autostrade), B (extraurbane principali), C (extraurbane secondarie), D (urbane di scorrimento), E (strade urbane di quartiere) e F (strade locali) secondo la classificazione di cui al D.Lgs. 30/04/92, n. 285, e successive modificazioni; d) discoteche; e) circoli privati e pubblici esercizi ove sono installati macchinari o impianti rumorosi; f) impianti sportivi e ricreativi; g) ferrovie ed altri sistemi di trasporto collettivo su rotaia; h) cave. In applicazione dall art. 8, comma 4 della Legge 447/95 e dell art. 10, comma 3 della L.R. 15/2001 la Documentazione di Impatto Acustico deve essere altresì allegata alle domande per il rilascio: i) di permessi di costruire relativi a nuovi impianti e infrastrutture adibite ad attività produttive, sportive e ricreative ed a postazioni di servizi commerciali polifunzionali; j) di altri provvedimenti comunali di abilitazione all utilizzazione degli immobili e delle infrastrutture di cui al punto precedente; k) di qualunque altra licenza od autorizzazione finalizzata all esercizio di attività produttive. L assenza della documentazione di impatto acustico è causa di improcedibilità della domanda. Nel caso di denuncia di inizio attività la documentazione di impatto acustico deve essere presentata al Comune, il quale può decidere di chiedere il parere di ARPA. In base all art. 10, comma 4 della L.R. 15/2001 le attività produttive/commerciali che non utilizzano macchinari e impianti rumorosi ovvero che non inducono significativi aumenti dei flussi di traffico possono avvalersi di una procedura semplificata denominata Dichiarazione Sostitutiva alla Documentazione di Impatto Acustico (Allegato 2). La Dichiarazione deve essere presentata allo Sportello Unico del Comune a corredo della domanda di permesso di costruire/d.i.a
12 2.2.1 Contenuti della Documentazione di Impatto Acustico La documentazione di previsione di impatto acustico è una relazione capace di fornire, in modo chiaro ed inequivocabile, tutti gli elementi necessari per una previsione, la più accurata possibile, degli effetti acustici che deriveranno dalla realizzazione del progetto. Nel caso che la previsione dei livelli acustici sia stata ottenuta tramite calcolo teorico, dovrà esserne data illustrazione. Caso 1: Aeroporti, Aviosuperfici, Eliporti La documentazione di previsione di impatto acustico per gli aeroporti, le aviosuperfici e gli eliporti di cui all art.8, comma 2 della L. n. 447/1995 e al D.M. 31/10/1997, nonché per le aree destinate agli atterraggi e ai decolli degli apparecchi utilizzati per il volo da diporto o sportivo, deve contenere, oltre a quanto previsto all articolo 1 della DGR 673/04, i dati e le informazioni di seguito elencate: a) l'indicazione della Circoscrizione e della Direzione aeroportuale, della classificazione ICAO dell'infrastruttura; b) le caratteristiche della pista, gli ausili per la navigazione, le modalità per il controllo del traffico aereo (ATC), gli strumenti di assistenza ed indirizzamento del volo previsti per l'infrastruttura; c) la valutazione dell'inquinamento acustico nello stato di fatto e la previsione di impatto acustico effettuata o con idonei software previsionali, opportunamente descritti, o avvalendosi di misure su analoghe infrastrutture già in essere. Tale previsione tiene conto dei livelli dei singoli eventi (SEL) e del livello sonoro equivalente sull intero periodo di riferimento (LAeq,TR), considerando anche il giorno con il maggiore numero di movimenti, sulla base di una distribuzione stimata dei medesimi durante la giornata e nella settimana; d) le diverse alternative nelle procedure di decollo (initial climb procedures) e di atterraggio prese in considerazione e quelle proposte al fine di minimizzare l'impatto acustico; e) l'indicazione delle infrastrutture stradali o ferroviarie che, in seguito alla costruzione, modifica o potenziamento dell opera, avranno significative variazioni nei flussi di traffico e conseguentemente nei livelli equivalenti di pressione sonora di lungo termine (LAeq,TL) per il periodo diurno e/o notturno, con la descrizione di tali variazioni. Per la redazione della documentazione di cui al comma 1, art. 2 della DGR 673/04, ai fini della descrizione del previsto impatto da rumore, occorre descrivere in dettaglio: a) almeno due scenari di previsione del traffico aereo relativi ad 1 e 5 anni, nonché lo scenario previsto nell ipotesi di massimo sviluppo; b) la distribuzione dei voli e del mix di aeromobili e di traffico nei due periodi della giornata e durante la settimana; c) la descrizione del modello di calcolo utilizzato nelle stime di rumore aeroportuale e relativi dati di input; d) le curve di isolivello di 60, 65, 75 dba LVA sulla base dello scenario a maggiore impatto scelto per la previsione, e, nel caso vi fossero pochi movimenti nel busy day, l'indicazione dei livelli di rumore (LAeq,TR), prodotto dalle attività aeroportuali, previsti in un numero adeguato di punti in prossimità di zone residenziali; e) le stime della popolazione esposta e dei livelli di rumore complessivamente prodotti durante tutti i sorvoli e per gli intervalli di tempo individuati dalla normativa, utilizzando i descrittori acustici in essa previsti ed in particolare quelli in grado di descrivere il rumore derivante dalle attività aeroportuali (LVA), il rumore residuo ed il rumore ambientale (LAeq,TR)
13 Caso 2: Infrastrutture stradali La documentazione di previsione di impatto acustico per nuove infrastrutture stradali, loro modifica o potenziamento di cui alla L. n. 447/1995, articolo 8, comma 2, lettera b) deve contenere, oltre a quanto previsto all articolo 1 della DGR 673/04, i dati e le informazioni di seguito elencate: a) indicazione della tipologia di strada secondo le categorie individuate dal D.Lgs. 285/92 e successive modifiche ed integrazioni; b) descrizione del tracciato stradale, con relative quote, nonché la previsione dei flussi di traffico nelle ore di punta, del flusso medio giornaliero, suddiviso per il periodo diurno e per il periodo notturno, della composizione per le diverse categorie di mezzi (leggeri e pesanti), specificando le relative velocità medie; c) misure fonometriche volte a caratterizzare lo stato ante operam. I dati devono permettere l individuazione e caratterizzazione acustica delle singole sorgenti sonore preesistenti all opera; d) eventuali modifiche dei flussi di traffico e variazioni, tramite stime previsionali, dei livelli equivalenti di lungo termine (LAeq,TL) per intervalli orari significativi e per i due periodi della giornata, indotti in corrispondenza di infrastrutture stradali già in esercizio; e) individuazione in planimetria, anche con l'ausilio di rilievi fotografici, di un numero di punti sufficienti a descrivere l'impatto acustico dell'opera in prossimità di potenziali ricettori. Per tali punti devono essere forniti i dati previsionali dei livelli sonori desumibili da opportune procedure di calcolo. Inoltre, per le infrastrutture di valenza sovraccomunale o di scorrimento, deve essere descritta la propagazione sonora tramite curve di isolivello ad un'altezza dal piano di campagna di quattro metri. Per le strade di tipo E (strade urbane di quartiere) ed F (strade locali) deve essere prodotta la stima dei livelli sonori attesi ai ricettori maggiormente esposti; per esse non sono richiesti i dati di cui ai punti c), d), e) e al comma 2 dell art. 3 della DGR 673/04. Le previsioni post operam devono essere riferite a scenari ad uno e a dieci anni dopo l'entrata in esercizio dell'opera. Il parametro descrittore del rumore LAeq, potrà essere integrato da indicatori specifici o altri descrittori utili alla caratterizzazione dell'immissione sonora da traffico autoveicolare. Caso 3: Infrastrutture ferroviarie ed altri sistemi di trasporto collettivo su rotaia La documentazione di previsione di impatto acustico per le infrastrutture ferroviarie nuove o soggette a modificazione e/o potenziamento di cui alla L. n /1995, articolo 8, comma 2, lettera f), deve contenere, oltre a quanto previsto all articolo 1 della DGR 673/04, i dati e le informazioni di seguito elencate: a) indicazione della tipologia di linea ferroviaria e delle fasce di pertinenza ai sensi del D.P.R. n. 459 del 18 novembre 1998; b) descrizione del tracciato e delle caratteristiche geometriche dell'infrastruttura con l'indicazione del numero e della tipologia di treni o materiale rotabile previsti a regime (traffico nelle ore di punta diurne e notturne, traffico massimo previsto per il periodo diurno e per il periodo notturno, composizione per categorie di convogli e tipologie di treni). I dati devono fornire, inoltre, indicazioni del traffico nelle condizioni di massimo esercizio compatibile con le vigenti norme di sicurezza ferroviaria; c) misure fonometriche volte a caratterizzare lo stato ante operam. I dati devono permettere l individuazione e caratterizzazione acustica delle singole sorgenti sonore preesistenti all opera; d) individuazione in planimetria, anche con l'ausilio di rilievi fotografici, di un numero di punti sufficienti a descrivere l'impatto acustico dell'opera in prossimità di potenziali ricettori. Per tali punti, devono essere forniti i dati previsionali dei livelli sonori desumibili da opportune 13 13
14 procedure di calcolo. Inoltre deve essere descritta la propagazione sonora tramite curve di isolivello ad un'altezza dal piano di campagna di quattro metri. Le previsioni post operam devono essere riferite agli scenari di traffico di cui alla lettera b). Il parametro descrittore del rumore LAeq, potrà essere integrato da indicatori specifici o altri descrittori utili alla caratterizzazione dell'immissione sonora da traffico ferroviario. Nel caso di realizzazione di parcheggi di interscambio gomma - ferro, la valutazione di impatto acustico dovrà essere estesa anche a queste infrastrutture ed al loro effetto sulla circolazione stradale nella zona. Caso 4: Impianti ed infrastrutture adibiti ad attività produttive La documentazione di previsione di impatto acustico per impianti ed infrastrutture adibiti ad attività produttive, di cui alla L. n. 447/1995, articolo 8, comma 4, deve contenere, oltre a quanto previsto all articolo 1 della DGR 673/04 i dati e le informazioni di seguito elencate: a) tipologia dell'attività, codice ISTAT e categoria di appartenenza (artigianato, industria, commercio, ecc.); b) indicazione delle eventuali modificazioni al regime di traffico veicolare esistente nella zona indotte dalla attività; c) descrizione del ciclo tecnologico relativo alle sorgenti di rumore previste (impianti lavorazioni, ecc.). Per le sorgenti che danno origine ad immissioni sonore nell'ambiente esterno o abitativo occorre indicare la loro puntuale collocazione, specificando se interna od esterna, le modalità e i tempi di funzionamento. La descrizione delle sorgenti può essere fornita da dati relativi ai livelli di potenza sonora e/o ai livelli sonori a distanza nota forniti dal produttore o disponibili in letteratura oppure ottenuti con misure fonometriche effettuate su impianti o apparecchiature dello stesso tipo; d) i livelli sonori (post operam) previsti al confine di proprietà ed ai ricettori presenti al di fuori. Tali livelli devono tener conto delle caratteristiche di emissione delle sorgenti sonore (presenza di componenti impulsive, tonali e tonali in bassa frequenza) e consentire altresì di valutare il rispetto dei valori limite differenziali negli ambienti abitativi. La documentazione di previsione di impatto acustico relativa a impianti industriali deve inoltre: a) descrivere le caratteristiche temporali di funzionamento diurno e/o notturno specificando la durata (se continuo o discontinuo), la frequenza di esercizio, la eventuale contemporaneità delle diverse sorgenti che hanno emissioni nell'ambiente esterno e le fasi di esercizio che determinano una maggiore rumorosità verso l esterno; b) specificare, per rumori a tempo parziale durante il periodo diurno, la durata totale di attività o funzionamento; c) riportare i livelli sonori ante operam rilevati in posizioni rappresentative degli ambienti abitativi e dell ambiente esterno. L Autorità di controllo può richiedere al proponente la verifica acustica sperimentale, ad attività in esercizio, tese a dimostrare il rispetto dei valori limite in coerenza con le stime previsionali prodotte. Caso 5: Centri commerciali e grandi strutture di vendita, discoteche, circoli privati e pubblici esercizi, impianti sportivi e ricreativi La documentazione di previsione di impatto acustico relativa ai centri commerciali e alle grandi strutture di vendita, di cui al D. Lgs. 31 marzo 1998, n. 114 recante Riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell'art. 4, comma 4, della L. 15 marzo 1997 n. 59 deve contenere, oltre a quanto previsto all articolo 1 della DGR 673/04, i dati e le informazioni di seguito elencate: a) tipologia e caratteristiche dei locali o delle strutture; b) eventuali modificazioni al regime di traffico veicolare esistente nella zona indotte dall insediamento; 14 14
15 c) descrizione delle attività, degli impianti, delle apparecchiature con riferimento alle sorgenti di rumore previste (carico/scarico merci, ventilazione, condizionamento, refrigerazione, diffusione sonora, etc.). Per le sorgenti che danno origine ad immissioni sonore nell'ambiente esterno o abitativo occorre indicare la loro puntuale collocazione, specificando se è interna od esterna, le modalità e i tempi di funzionamento. La descrizione delle sorgenti può essere dedotta da dati relativi ai livelli di potenza sonora e/o ai livelli sonori a distanza nota forniti dal produttore o disponibili in letteratura oppure ottenuti con misure fonometriche effettuate su impianti o apparecchiature dello stesso tipo; d) i livelli sonori (post operam) previsti al confine di proprietà ed ai ricettori presenti al di fuori. Tali livelli devono tenere conto delle caratteristiche di emissione delle sorgenti sonore (presenza di componenti impulsive, tonali e limite differenziali negli ambienti abitativi; e) dati e notizie specifiche devono inoltre essere fornite per le aree attrezzate per il carico e lo scarico merci e le aree destinate a parcheggio se le stesse sono prossime ad aree esterne con presenza di ambienti abitativi. La documentazione di previsione di impatto acustico per le discoteche e per gli impianti sportivi e ricreativi (intendendo per impianti ricreativi strutture fisse e permanenti, anche ad esercizio stagionale, come parchi divertimenti, impianti con giochi acquatici, luna park, etc.) deve contenere, oltre a quanto previsto all articolo 1 della DGR 673/04, i dati e le informazioni di seguito elencate: a) tipologia e caratteristiche dei locali o delle strutture; b) eventuali modificazioni al regime di traffico veicolare esistente nella zona indotte dall insediamento; c) descrizione degli impianti e delle apparecchiature con riferimento alle sorgenti di rumore previste (ventilazione, condizionamento, refrigerazione, diffusione sonora, etc.). Per le sorgenti che danno origine ad immissioni sonore nell'ambiente esterno o abitativo occorre indicare la loro puntuale collocazione, specificando se è interna od esterna, le modalità e i tempi di funzionamento. La descrizione delle sorgenti può essere dedotta da dati relativi ai livelli di potenza sonora e/o ai livelli sonori a distanza nota, forniti dal produttore o disponibili in letteratura oppure ottenuti con misure fonometriche effettuate su sorgenti sonore dello stesso tipo; d) i livelli sonori (post operam) previsti al confine di proprietà ed ai ricettori presenti al di fuori, considerando anche la rumorosità connessa alla presenza degli avventori, all utilizzo delle zone di parcheggio e degli spazi utilizzati per l'accesso ed il deflusso dei mezzi di trasporto e delle persone. Tali livelli devono tener conto delle caratteristiche di emissione delle sorgenti sonore (presenza di componenti impulsive, tonali e tonali in bassa frequenza) e consentire altresì di valutare il rispetto dei valori limite differenziali negli ambienti abitativi; e) per i locali collocati all'interno o strutturalmente connessi ad edifici con destinazioni ad ambiente abitativo occorre fornire la descrizione delle caratteristiche acustiche passive degli elementi strutturali attraverso i quali può avvenire la propagazione del suono. Per la realizzazione, l ampliamento o la modifica di circoli privati e pubblici esercizi che non prevedono la presenza di sorgenti sonore significative, cioè tali da perturbare ovvero modificare il clima acustico normalmente presente nell ambiente esterno e negli ambienti abitativi, deve essere prodotta dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante tale condizione, ai sensi dell art. 38 del D.P.R. n. 445/2000, da parte del titolare dell esercizio. Per gli altri casi occorre predisporre adeguata documentazione di previsione di impatto acustico contenente, oltre a quanto previsto all articolo 1 della DGR 673/04, i dati e le informazioni di seguito elencate: a) la capacità ricettiva massima dell esercizio, l orario di apertura al pubblico, l eventuale utilizzo di aree esterne nonché la disponibilità di parcheggio per i veicoli; b) la collocazione e la descrizione delle caratteristiche di emissione sonora degli impianti e delle apparecchiature rumorose, i tempi di funzionamento delle singole sorgenti e le stime dei livelli di rumore immessi negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno, considerando anche la rumorosità connessa alla presenza degli avventori e le caratteristiche di emissione delle sorgenti sonore (componenti impulsive e tonali). Per gli ambienti abitativi maggiormente esposti, occorre stimare i livelli sonori di immissione differenziale; 15 15
16 c) per i locali collocati all'interno o strutturalmente connessi ad edifici con destinazioni ad ambiente abitativo occorre fornire la descrizione delle caratteristiche acustiche passive degli elementi strutturali attraverso i quali può avvenire la propagazione del suono. Occorre inoltre valutare ed eventualmente impedire qualunque tipo di propagazione per via solida (vibrazioni), indicando opportuni accorgimenti od opere. L Autorità di controllo può richiedere al proponente la verifica acustica sperimentale, ad attività in esercizio, tese a dimostrare il rispetto dei valori limite in coerenza con le stime previsionali prodotte. Caso 6: Particolari attività a carattere temporaneo Per i casi previsti dalla D.G.R. 21 Gennaio 2002, n. 45 per il rilascio delle autorizzazioni per particolari attività rumorose a carattere temporaneo, la documentazione o relazione tecnica redatta da Tecnico Competente in Acustica dovrà fornire le seguenti informazioni: - Cantieri: a) planimetria in scala adeguata dalla quale siano desumibili le posizioni, oltre che delle sorgenti sonore, anche degli edifici più vicini alle medesime; b) tutte le notizie utili a caratterizzare acusticamente le attività, le sorgenti sonore e le tecnologie utilizzate ed gli orari di funzionamento previsti: livello di potenza sonora oppure livelli sonori a distanza nota ottenuti sulla base di dati tecnici dichiarati dal costruttore delle macchine utilizzate ovvero sulla base di misure sperimentali in cantieri che hanno svolto la stessa attività o utilizzato la medesima tecnologia; c) stima dei livelli sonori attesi in prossimità dei potenziali ricettori più vicini; d) durata dell attività oggetto della richiesta di deroga ai valori limite; e) misure di mitigazione acustica adottate o che si intendono adottare al fine di ridurre l emissione sonora. - Manifestazioni: a) planimetria in scala adeguata dalla quale siano desumibili le posizioni, oltre che delle sorgenti sonore, anche degli edifici più vicini alle medesime; b) tutte le notizie utili a caratterizzare acusticamente le sorgenti sonore e le tecnologie utilizzate e gli orari di utilizzo previsti: livello di potenza sonora oppure livelli sonori a distanza nota ottenuti sulla base di dati tecnici disponibili ovvero sulla base di misure sperimentali in condizioni analoghe; c) stima dei livelli sonori attesi nell ambiente esterno in prossimità dei potenziali ricettori più vicini e dei livelli sonori attesi per l esposizione del pubblico nonché descrizione degli accorgimenti e delle misure di mitigazione che si intendono adottare al fine di ridurre l emissione sonora. 2.3 INTERVENTI SOGGETTI ALLA PRESENTAZIONE DELLA VALUTAZIONE PREVISIONALE DEL CLIMA ACUSTICO Alla domanda di P.d.C., D.I.A. o altro atto di assenso comunque denominato deve essere allegata la documentazione relativa alla valutazione di previsione di clima acustico per le aree interessate alla realizzazione delle seguenti tipologie di insediamenti (cfr. art. 8, comma 3, L. 447/95): a) scuole e asili nido; b) ospedali; c) case di cura e di riposo; d) parchi pubblici urbani ed extraurbani; e) nuovi insediamenti residenziali prossimi alle opere di cui ai punti del paragrafo 2.2 delle presenti N.T.A. f) nuovi insediamenti prossimi a situazioni di potenziale conflitto
17 La Valutazione di Previsione Clima Acustico deve essere presentata anche nel caso di edifici esistenti per i quali viene presentata domanda di variazione della destinazione d'uso a favore degli usi scolastici, ospedalieri e per case di cura e riposo. L assenza della Valutazione di Previsione Clima Acustico è causa di improcedibilità della domanda. La valutazione di clima acustico deve essere presentata al Comune, il quale può decidere di chiedere il parere di Arpa. Per la realizzazione, l ampliamento e la ristrutturazione di edifici residenziali al di fuori delle fasce di pertinenza delle strade e della ferrovia, prossimi ad attività produttive e in generale da sorgenti sonore rilevanti, i titolari del progetto possono avvalersi di una procedura semplificata denominata Dichiarazione Sostitutiva alla Previsione di Clima Acustico (Allegato 1). La Dichiarazione deve essere presentata al Comune a corredo della domanda di denuncia inizio attività Contenuti della Valutazione Previsionale del Clima Acustico La documentazione per la valutazione del clima acustico, oltre a quanto previsto all'art. 1 della DGR 673/04, deve comprendere: a) la descrizione, tramite misure, dei livelli di rumore ambientale presenti nell area di interesse e del loro andamento nel tempo, con riferimento alle specifiche sorgenti sonore presenti. Detti livelli sonori devono essere valutati in posizioni significative del perimetro esterno che delimita l'area interessata all insediamento o, preferibilmente, in corrispondenza di eventuali ricettori sensibili previsti e relative pertinenze. Per tale descrizione possono essere utilizzate anche specifiche norme tecniche quali la UNI 9884 e la IS Le misure possono altresì essere integrate con previsioni modellistiche con o senza l ausilio di software dedicati. Per entrambi i casi devono essere comunque esplicitate le metodologie, i calcoli e le procedure adottate; b) planimetria dell intervento edilizio corredata delle destinazioni d uso dei locali e delle relative pertinenze nonché la disposizione degli impianti tecnologici e dei parcheggi; c) le valutazioni e/o le stime dei livelli sonori presenti e/o attesi riferite ai valori limite di immissione sia assoluti, che differenziali, tenuto conto dell altezza dal suolo degli eventuali ambienti abitativi. Se la compatibilità è ottenuta tramite la messa in opera di sistemi di mitigazione passiva dovranno essere fornite le caratteristiche tecniche di tali sistemi
18 CAPO III ADEMPIMENTI NELLE ZONE DI POTENZIALE CONFLITTO 3.1 ZONE DI POTENZIALE CONFLITTO Sono zone di potenziale conflitto le aree adiacenti a confini di potenziale conflitto di cui al capo I, paragrafo 1.5, lettera b). Per come sono definite, l identificazione di tali aree richiede una verifica strumentale che accerti l assenza di conflitti acustici reali (clima acustico entro i limiti di zona). Nelle zone di potenziale conflitto si applicano gli adempimenti di cui al capo II. Inoltre, per le opere soggette alla presentazione della documentazione d impatto acustico che si insediano nelle zone di potenziale conflitto, dovrà essere presentata, in sede di richiesta del certificato di conformità edilizia e agibilità, una Relazione di Collaudo Acustico redatta da un tecnico competente. L Amministrazione Comunale si riserva di effettuare verifiche strumentali al fine di accertare il rispetto dei limiti propri e delle zone adiacenti come dichiarati nella relazione di impatto acustico. CAPO IV ADEMPIMENTI NELLE ZONE SOGGETTE A PIANO DI RISANAMENTO ACUSTICO (PDRA) Ai sensi dell art. 5, comma 1 della L.R. 15/2001, il Comune adotta il Piano di Risanamento Acustico: a) nei casi di contiguità tra zone omogenee incompatibili (le cui classi acustiche si discostano per più di 5 dba), in cui risulta allo stato attuale un non rispetto dei limiti delle rispettive classi acustiche; b) nelle aree in cui si verifica un superamento dei limiti di attenzione. L identificazione delle aree soggette a PDRA richiede una verifica strumentale che accerti l esistenza di conflitti acustici reali (clima acustico superiore ai limiti di zona). 4.1 PIANO DI RISANAMENTO ACUSTICO FORMAZIONE E CONTENUTI Il PDRA deve essere coordinato con i Piani previsti dalla vigente legislazione in materia ambientale e urbanistica, con particolare riferimento al Piano Urbano del Traffico (Art. 5, comma 3 della L.R. 15/2001). Il PDRA recepisce il contenuto dei Piani di Risanamento Acustico predisposti dagli enti gestori delle infrastrutture di trasporto pubblico in conformità al D.M. 29 Novembre Il PDRA recepisce il contenuto dei Piani di Risanamento delle Imprese di cui all art.9 della L.R. 15/2001. Il PDRA deve contenere (Art. 7 Legge 447/95): a) l individuazione della tipologia e dell entità dei rumori presenti, incluse le sorgenti mobili, nelle zone da risanare; b) l individuazione dei soggetti cui compete la realizzazione degli interventi; c) l indicazione delle priorità, delle modalità e dei tempi per il risanamento; d) la stima degli oneri finanziari e l indicazione dei mezzi necessari per la realizzazione; e) eventuali misure cautelari a carattere d urgenza per la tutela immediata della salute pubblica e dell ambiente (da adottare in attesa della realizzazione delle opere di risanamento previste dal piano)
19 4.2 AREE SOGGETTE A PIANO DI RISANAMENTO ACUSTICO Il PDRA è suddiviso in singole unità di intervento corrispondenti alle singole situazioni di incompatibilità evidenziate dalla mappatura acustica del territorio in seguito ai rilievi fonometrici eseguiti. Per ogni area soggetta a PDRA la documentazione da predisporre dovrà contenere: a) una descrizione sintetica dell area sotto il profilo urbanistico; b) elementi di criticità da mitigare o rimuovere; c) l identificazione delle più idonee ipotesi di intervento articolate in: - obiettivi da perseguire; - azioni da attivare; - strumenti da utilizzare; d) eventuali norme di salvaguardia; e) individuazione cartografica. CAPO V INDIRIZZI DI GESTIONE DELLA CLASSIFICAZIONE ACUSTICA 5.1 DURATA E AGGIORNAMENTO DEL PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA La classificazione acustica del territorio comunale ha una durata di 10 anni a partire dalla data di approvazione della medesima. La revisione e l aggiornamento della classificazione acustica avviene con specifica deliberazione del Consiglio Comunale. L amministrazione Comunale persegue l obiettivo di coordinare sinergicamente la classificazione acustica con gli altri strumenti di gestione e pianificazione territoriale. Pertanto, l aggiornamento della classificazione acustica interviene contestualmente: 1) all atto di adozione di Varianti specifiche o generali di P.R.G. O di P.S.C. 2) all atto dei provvedimenti di approvazione di Piani Urbanistici Attuativi contenenti una proposta di modifica della zonizzazione acustica. La classificazione acustica e relative norme tecniche di attuazione dovranno essere oggetto di verifica e revisione in caso di mutamenti sostanziali del quadro normativo di riferimento. 5.2 STRUMENTI DI VERIFICA La classificazione acustica ha valore su tutto il territorio comunale. Per i comuni con popolazione superiore a abitanti, il principale strumento di verifica è costituito dalla Relazione sullo Stato Acustico del Territorio da effettuarsi con periodicità biennale in conformità all art. 7 della Legge 447/95 e all art. 6 della L.R. 15/ NORME DI SALVAGUARDIA Nelle more di formazione, approvazione e attuazione dei PDRA sono considerati compatibili con la Classificazione Acustica solo quegli usi e quelle attività che non sono in contrasto con le definizioni delle classi acustiche di cui al paragrafo PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI E SANZIONI 1. Qualora sia richiesto da eccezionali ed urgenti necessità di tutela della salute pubblica o dell ambiente, il Sindaco, con provvedimento motivato, può ordinare il ricorso temporaneo a 19 19
20 speciali forme di contenimento o di abbattimento delle emissioni sonore, inclusa l inibitoria parziale o totale di determinate attività. 2. Fatto salvo quanto previsto dall art. 650 del codice penale, chiunque non ottemperi al provvedimento legittimamente adottato dall autorità competente ai sensi dell art. 9 della legge 447/95, è punito con una sanzione amministrativa del pagamento di una somma da a Chiunque, nell'esercizio di una sorgente fissa o mobile di emissioni sonore, supera i valori limite previsti dal D.P.C.M. 14/11/97 è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da. 516 a in analogia a quanto disposto dall art. 10, comma 2 della Legge 447/ In caso di mancata presentazione della Documentazione di Impatto Acustico o della Valutazione Previsionale di Clima Acustico, nei casi previsti dalla presente normativa tecnica, il Dirigente del Settore Territorio provvede, mediante ordinanza, a richiedere tale documentazione. Il mancato rispetto dei modi e dei tempi previsti dall ordinanza comporterà l immediata sospensione della procedura autorizzativa, nonché la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da. 258 a così come disposto dall art. 10, comma 3 della Legge 447/ Inoltre ai sensi dell art. 16 della L.R. 15/01, la mancata osservanza delle disposizioni in materia di tutela dall inquinamento acustico, previste dalla legge medesima, comporta l applicazione delle seguenti sanzioni: a) pagamento della somma da. 516 a per la mancata presentazione, entro il termine, del Piano di Risanamento Acustico (art. 9, comma 1 L.R.15/01); b) pagamento di una somma da a per il mancato adeguamento ai limiti fissati dalla classificazione acustica comunale nei termini previsti (art. 9, comma 3 e 4 L.R. 15/01)
21 ALLEGATI ALLE NTA 21 21
22 ALLEGATO 1 DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA ALLA DOCUMENTAZIONE DI CLIMA ACUSTICO Allo Sportello Unico Io sottoscritto/a nato/a il residente a in via n. C.A.P in qualità di della ditta Sede legale in via Iscrizione alla CCIAA C.F. o P. IVA Richiesta edilizia Tipo di intervento Si dichiara sotto la propria responsabilità che l intervento oggetto della richiesta NON E SOGGETTO alla presentazione della documentazione di clima acustico in quanto non rientra nell elenco del paragrafo 2.3 delle Norme tecniche di Attuazione della zonizzazione acustica (da art. 8 Legge 447/95), trattandosi di: Ampliamento di edifici esistenti Nuova edificazione residenziale Ristrutturazione di edifici residenziali già esistenti In quanto l intervento è ubicato: all esterno delle fasce territoriali di pertinenza delle strutture ferroviarie così come individuate dall art. 3 del DPR 18/77/98 (distanza superiore a 250 m dalla mezzeria dei binari) in area distante a attività industriali o artigianali lontano da autostrade o infrastrutture viarie con notevoli flussi veicolari in zone in cui non sono presenti altre sorgenti acustiche di rilievo In conseguenza a quanto sopra indicato l intervento non è soggetto alla presentazione della documentazione di clima acustico in quanto non sono presenti sorgenti sonore di rilievo nell area. Il sottoscritto si impegna a prendere visione della normativa nazionale in materia di inquinamento acustico, del Regolamento comunale per la disciplina delle attività rumorose temporanee ed a rispettare quanto previsto nell autorizzazione dirigenziale. Confermo che i dati e le notizie forniti nella presente domanda corrispondono a verità, consapevole delle responsabilità e delle pene stabilite dall art. 76 del DPR 445/00. 1 Data Firma 1 Ove la sottoscrizione non avvenga in presenza di personale addetto, allegare copia fotostatica non autentica del documento d identità del sottoscrittore (Art. 38, DPR 445/00).