Source: http://bdsmcultura.blogspot.com/2016/09/bdsm-e-legge.html
Timestamp: 2017-07-23 18:31:17+00:00
Document Index: 2340777

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 581', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

La consensualità su cui puntano così fortemente i sostenitori della formula SSC trova dunque non solo limiti per effetto della entità delle lesioni ma anche sul fronte più generale del diritto che ogni cittadino ha o … avrebbe di disporre liberamente del proprio corpo.L’art. 5 del Codice Civile recita infatti: «Gli atti di disposizione del proprio corpo sono vietati quando cagionino una diminuzione permanente dell’integrità fisica o quando siano altrimenti contrari alla legge, all’ordine pubblico o al buon costume».Una sessione di gioco Bdsm comporta un atto di «disposizione del proprio corpo»? Per dirimere la questione a nulla vale l’art. 50 del c.p. che dice: «Non è punibile chi lede o pone in pericolo un diritto, con il consenso della persona che può validamente disporne».Dunque anche l’art. 50 del c.p. sul consenso dell’avente diritto pone limiti alla possibilità di essere titolari di questo diritto di disposizione del proprio corpo.Nella multiforme tipologia dei giochi SM che possono andare da un cerebrale gioco di umiliazioni verbali all’introduzione di un ago in un capezzolo o una seduta di ballbusting, lo spazio per disquisire se i giochi SM tout court configurano atti di disposizione del proprio corpo esiste. E più ci si sposta dal primo esempio, fatto or ora, verso gli altri due, più la probabilità che tale atto si configuri, aumenta.Ma un’analisi più concreta et aderente alle modalità dei giochi SM mi induce a ritenere difficilmente invocabile la norma dell’art. 5 c.c. dove comunque le 4 ipotesi sono elencate in via esaustiva e non meramente indicativa.L’art. 5 c.c. parla di impossibilità di disporre del proprio corpo se comporta:-diminuzione permanente della integrità del proprio corpo-atti contrari alla legge-atti contrari all’ordine pubblico-atti contrari al buon costume
Alcuni sub avevano dovuto ricorrere alle cure mediche e i loro Dom erano stati incriminati anche se le parti lese avevano dichiarato che erano perfettamente consenzienti. Vicenda finita davanti ai giudici che nei vari gradi di giudizio hanno sempre dato torto a coloro che avevano arrecato danni personali ai loro compagni di gioco. Vicenda portata poi anche davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Strasburgo) che ha riconfermato le sentenze inglesi pur senza entrare direttamente nel merito della questione SM ma sostenendo che uno Stato ha il pieno diritto di vietare le attivitàsadomaso consensuali nell’interesse della salute pubblica.
Nel codice penale oltre alle norme citate sulle lesioni personali esiste il reato di percosse (art. 581) che dice: «Chiunque percuote taluno, se dal fatto non deriva una malattia nel corpo o nella mente, è punito, a querela della persona offesa, con […]».E’ importante notare che qui si parla di querela della persona offesa.La percossa si può definire, perciò, un atto violento privo di conseguenze lesive.Abbiamo visto prima il sottile confine che separa la fattispecie delle lesioni da quella di percosse.Queste ultime sono comunque caratterizzate dall’avere causato sensazioni di dolore.A mio modesto parere sotto la fattispecie di percosse ricadono la stragrande maggioranza delle attività Bdsm: dal colare cera allo spanking, al bondage, alla fustigazione, alle mollette, al calpestamento, vari tipi di sodomizzazioni,clistere. Ovviamente salvo casi deprecabili di brutti incidenti come possono capitare per calpestamento, sodomizzazione, clisteri male eseguiti.Il concetto della querela della persona offesa che prima ho voluto rimarcare non fa che rinforzare anche sotto il profilo giuridico la necessità imprescindibile, per ogni gioco Bdsm, del consenso. Un consenso che deve essere pieno ossia libero e con la persona nel pieno possesso delle sue facoltà mentali. In altre parole il consenso non è valido se la persona, per qualsiasi causa, anche transitoria, è incapace di intendere e volere. E questo come vedremo più sotto, è riconfermato anche da una sentenza Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
Orbene fino a qui abbiamo visto la legittimità di azioni nel rapporto tra chi compie quelle azioni e la normativa vigente.Ora parliamo brevemente della legittimità dei comportamenti alla luce del rapporto interno tra Dom e sub.Una perfetta armonia tra due persone spesso si rompe per i motivi più disparati. Inizia la lite e non si sa dove essa possa portare. Si spera ardentemente non davanti un giudice, ma comunque soffermiamoci ancora sul tema del consenso e vediamolo sotto il profilo della durata per il tempo del gioco o della sessione.Si dà qui per scontato (trattasi di SM o BDSM come definito all’inizio di questo articolo) che ad inizio del gioco o sessione la persona sub sia pienamente d’accordo ed abbia espresso in maniera diretta o indiretta (solitamente indiretta ma ciò non vuol dire che non sia un consenso chiaro e valido) il proprio avvallo / piacere / desiderio alla sua sottomissione. Ma poi il gioco dura 1 ora o forse 7 ore o forse per 2 giorni interi. Il consenso espresso all’inizio è sempre valido? Oppure la persona Dominante ha il dovere di prestare attenzione a che il consenso ci sia sempre?Una risposta ci può venire con l’analogia per il consenso nei rapporti sessuali di cui c’è giurisprudenza ed anche di Cassazione.La Suprema Corte di Cassazione ha espresso il concetto che, nei rapporti sessuali, il consenso deve perdurare per tutto il tempo dell’atto e che in qualsiasi momento il consenso originariamente prestato può essere revocato “a seguito di un ripensamento o della non condivisione delle forme o modalità di consumazione dell’amplesso”. (Cass. sez. III, 24.02.2004 n° 25727) . Anche nel 2009 la Cassazione si è pronunciata nello stesso senso.Questo sembra dunque l’orientamento e la sentenza di Cassazione che viene citata come avversa a questa tesi lo è solo in parte perchè annulla la condanna di un ragazzo pur in presenza di un rifiuto della donna a proseguire il rapporto sessuale, ma sulla base del fatto che era “necessario verificare se il giovane si fosse concretamente reso conto del rifiuto della ragazza avvenuto durante il rapporto, dopo il consenso della stessa.” (24061/06 del 12/07/2006). La Cassazione in questo caso ne fa dunque solo una questione di prove concrete da cui si deduce che se fosse provato che il ragazzo sapeva del cessato consenso avrebbe dovuto fermarsi.Trasportando questi principi al mondo SM si deduce che il consenso deve perdurare per tutto il tempo.Sia la dottrina ( si veda avv. R Mazzon) sia ancora ben più autorevolmente la Cassazione hanno precisato che per escludere l’antigiuridicità della condotta lesiva, non basta il consenso del partner espresso nel momento iniziale della condotta, essendo, invece, necessario che il consenso stesso sia presente per l’intero sviluppo di questa; pertanto, la scriminante in esame non può essere invocata se l’avente diritto manifesta, esplicitamente o mediante comportamenti univoci, di non essere più consenziente al protrarsi dell’azione alla quale aveva inizialmente aderito (Cass., I, 16-6-1998).Non semplice però calare realisticamente questi concetti giuridici all’interno della realtà di un rapporto SM o meglio di un gioco o sessione.I “no”, i lamenti, le suppliche fanno spesso parte integrante del gioco. Il superamento dei propri limiti (del sub) è tema caro a molti e molte (vedi articolo sui Limiti nell’ “Ingresso” di questa Casa) ed anche questo complica la vita di chi deve capire se l’accordo c’è sempre.Non pare dubbio che quindi il venir meno del consenso nel rapporto SM si deve manifestare in modo molto esplicito, molto chiaro, molto inequivoco.
Qui tutti ora pensano alla safeword. (vedi articolo Safeword). Certo, la safeword è una soluzione e direi la principale e più facile da adottare. Tra persone che poco si conoscono, tra persone che sono agli inizi del rapporto la safeword risolve molti problemi ed anche questi di ordine giuridico.Dimostrare con mail, sms o altro che gli accordi erano di un gioco che prevedeva la safeword, porta a dire che se il gioco è proseguito, lo è stato perché c’era la voglia di entrambi di continuare.In caso di litigio tra i due ci sarà un problema di prove che vedo alquanto complicato ed arduo sia per l’uno che per l’altro.La stessa safeword verrà invocata da uno per dire che è stata pronunciata e dall’altro per dire che non è stata pronunciata.Mai arrivare a questi punti perchè è una sconfitta per entrambi i contendenti e nessuno uscirà veramente vincitore.Il Dom deve sempre prestare la massima attenzione agli umori del sub e capire se, al di là delle parole, la persona sia sempre convinta del gioco. Nel dubbio che senso ha proseguire?Ciò a prescindere da quanto dice la legge che qui nulla risolve e si può solo impantanare in questioni di prove e controprove.
In questa disamina ci siamo imbattuti in scarsa giurisprudenza. Qualsiasi altro tema giuridico sarebbe stato trattato alla luce di più e più sentenze, di orientamenti di giurisprudenza prevalente o meno, di molta dottrina.Per nostra fortuna il tema BDSM ha finora dato poco lavoro ad avvocati e giudici. E speriamo che continui così.Abbiamo però visto articoli di codici e principi generali espressi dalla Cassazione.Voglio citare la Suprema Corte che con la sentenza n. 9801 del 10 maggio 2005 e richiamando analoghi concetti espressi dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 561 del 1987 ha affermato che “la sessualità costituisce uno degli essenziali modi di espressione della persona umana, che va ricompreso tra le posizioni soggettive direttamente tutelate dalla Costituzione ed inquadrato tra i diritti inviolabili della persona umana che l’ articolo 2 Costituzione impone di garantire”.Non sembri poco!!In un periodo storico non molto favorevole alle libertà individuali qui si precisa che la sessualità è uno dei modi di espressione della persona ed è un diritto inviolabile. Qui “in nuce” vi è la riaffermazione del pieno diritto alle diversità sessuali. Alla luce di questo enunciato nessun giudice non potrebbe tenere in debito conto la realtà BDSM e le sue Regole e – alla luce del diritto individuale di ognuno di praticare la forma BDSM della sessualità – valutare solo la conformità delle azioni in riferimento alle norme del codice.Pare poco ma non è poco.
BDSM e legge. Aspetti legali della pratica BDSM in Italia,