Source: http://www.iusetnorma.it/articoli_commenti/esecuzione_forzata_contro_la_pubblica_amministrazione.asp
Timestamp: 2019-06-16 06:52:39+00:00
Document Index: 43771516

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'art.7', 'art. 830', 'art. 53', 'art. 823', 'art. 4', 'art. 514', 'art. 147', 'art. 44', 'art. 617', 'art. 615', 'art. 615', 'art.617', 'art. 4', 'art. 14', 'art. 44', 'art. 480', 'art. 14', 'art. 11', 'art. 479', 'art. 156', 'art. 497', 'art. 617', 'art. 548', 'art. 553', 'art.14', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 2740', 'art. 828', 'art. 11', 'art. 159', 'art. 585', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 517', 'art. 547', 'art. 159', 'art. 1']

Esecuzione forzata contro la pubblica amministrazione, Ius et Norma
La Pubblica Amministrazione debitrice: i principi
Di fronte a sentenze di condanna al pagamento di somme di denaro, la posizione della PA è uguale a quella del privato (cfr. da ultimo, Cass. 5/5/2009, n. 10284), così come non ci sono differenze per la qualità pubblica o privata del soggetto debitore al fine della formazione del titolo esecutivo.
La natura del debitore non influisce sui requisiti del titolo esecutivo, dato che il GE si limita a controllare la liquidità del credito portato dal titolo (Cass. 11/1/2006, n. 234).
Sin dal 1979 le Sezioni Unite della Cassazione hanno affermato il principio che, a seguito di sentenza di condanna al pagamento della PA da parte del giudice amministrativo o del giudice ordinario, il pagamento del debito è un atto dovuto, rispetto al quale la PA manca di potere discrezionale, con la conseguenza che, in caso di inerzia, la situazione del creditore integra un diritto soggettivo tutelabile dinanzi al giudice ordinario attraverso l�esecuzione forzata per espropriazione (Cass. Sez. Un.13/7/1979, n. 4071 e Cass. Sez. Un. 25/10/1999, n. 740).
b) la non fallibilità, con la particolare eccezione degli enti locali, dei soggetti pubblici, che non possono considerarsi insolventi: l�indisponibilità di beni per l�adempimento delle obbligazioni non determina lo stato d�insolvenza della PA.
Gli strumenti di limitazione della responsabilità della PA verso i creditori privati acquistano più spessore per il concorso di due fatti: la tendenza della PA a ricorre al diritto privato come forma alternativa per la cura degli interessi pubblici, rispetto alla tradizionale via pubblicistica e l�impossibilità di ricorrere, per i vincoli di bilancio posti dall�appartenenza all�Unione Europea, alla svalutazione del potere di acquisto della moneta quando lo Stato non è in grado di adempiere regolarmente alle proprie obbligazioni.
Non è solo verso il creditore privato che si pone la disciplina speciale sulla espropriazione dei beni pubblici: essa difende la PA dal rischio rappresentato da funzionari pubblici che, applicando le regole del diritto processuale civile, si sottroggano ai vincoli di spesa posti dalla finanza pubblica, ora dal c.d. patto di stabilità, non resistendo alle pretese dei creditori privati.
Sino agli anni �80 la possibilità di espropriare somme dell�amministrazione pubblica detenute dal tesoriere era nella pratica difficile, essendo l�esecuzione attuata nei limiti delle somme che dal bilancio risultavano destinate a scopi di interesse generale, attribuendosi, così, alla PA il potere discrezionale di effettuare i pagamenti in maniera graduale e di fatto incontrollabile.
Il mutamento avviene negli anni �80 grazie alla giurisprudenza della Cassazione che esclude il potere di scelta della PA in presenza di una condanna al pagamento.
Contrariamente rispetto al passato, i bilanci e le procedure di pagamento assumono rilevanza sostanzialmente interna alla PA e sono trattati come norme d�azione e non di relazione, con il rilevante effetto di essere inopponibili ai creditori (vale lo stesso per il patto di stabilità , <trattato di Maastircht?).
Il principio che si afferma è che i crediti e le somme di denaro dello Stato sono pignorabili, salvo siano destinate ad un pubblico servizio o all�attuazione di una funzione istituzionale dell�amministrazione, per disposizione di legge o di un provvedimento amministrativo. Solo in presenza di questo vincolo di destinazione, le somme ed i crediti diventano patrimonio indisponibile (Cass. Sez. Un. 13/7/1979, n. 4071; Cass. 8/11/1983, n. 6597; Corte Cost. 21/7/1981, n. 138).
Il regime dei beni pubblici nel codice civile, artt. 823 (condizione giuridica del demanio pubbl.), 824 (beni delle provincie e comuni soggetti al regime dei beni dem.), 826 (patrimonio dello stato, provincie e comuni), 828 (condizione giurid. dei beni patrimoniali) , 830 (beni degli enti pubblici non territoriali)
a) appartenenti ad un soggetto pubblico ovvero alla Patrimonio dello Stato s.p.a. (istituita dal Min. Finanze ai sensi dell�art.7 D.L. 15/4/2002, n. 63, conv. L. 15/6/2002, n. 112), c.d. beni pubblici in senso soggettivo;
La disciplina del cod. civ. suddivide in tre categorie i beni appartenenti alla PA:
Come si acquisisce la demanialità?
Il modo di acquisirla distingue i beni demaniali:
-demanio naturale, per il fatto che esistono, non è necessaria una disposizione amministrativa, basta la legge,
-demanio artificiale, per una legge che lo dispone, con individuazione da parte dell�autorità amm.va (beni a c.d. destinazione pubblica, bendi destinati ad un pubblico servizio, art. 830, c. 2 c.c.)
I beni demaniali si distinguono a loro volta in beni del demanio necessario, appartenenti necessariamente allo Stato (demanio marittimo, lido del mare, spiaggia, rade, porti, lagune, fari ecc..; demanio idrico, fiumi, torrenti, laghi, acque pubbliche ex L. 5/1/1994, n. 37, beni ex artt. 942 e 946 c.c.; demanio militare); del demanio accidentale, che sono demaniali solo se appartengono allo Stato o ad altro ente pubblico territoriale ovvero alla Patrimonio dello Stato s.p.a.(demanio stradale, strade e autostrade, demanio aeronautico, demanio culturale, ex art. 53 D. Lgs. 22/1/2004, n. 42).
I beni demaniali sono assoggettati ad un particolare regime privatistico: non possono formare oggetto di negozi di diritto privato, sono inalienabili (art. 823 c.c.), non possono
formare oggetto di possesso e conseguentemente non sono usucapibili, non sono pignorabili e non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi.
Appartengono solo agli enti territoriali. La PA ha il potere di tutelare in via amministrativa la proprietà/possesso di detti beni (c.d. autotutela esecutiva).
I beni non demaniali appartenenti ad un ente pubblico territoriale si definiscono �beni patrimoniali� e si distinguono in beni del �patrimonio indisponibile� e del �patrimonio disponibile�.
I beni del patrimonio indisponibile sono alienabili, purché l�alienazione non li sottragga alla destinazione pubblica (c.d. indisponibilità), ma non sono usucapibili. Possono formare oggetto di diritti a favore di terzi col limite anzidetto.
A differenza dei beni demaniali, possono appartenere a qualsiasi ente pubblico.
Non possono essere pignorati, ma possono essere espropriati per la realizzazione di un�opera pubblica (art. 4, D.P.R. 8/6/2001, n. 237 T.U. espropriazioni per pubblica utilità).
Col D.L. 63/2002 è stata costituita la società �Patrimonio dello Stato s.p.a.�, alla quale possono essere trasferiti con decreto del Ministro dell�Economia i diritti dello Stato su immobili che fanno parte del demanio o del patrimonio, disponibile o non; gli immobili possono essere ceduti solo alla Infrastrutture s.p.a., ora fusa per incorporazione nella Cassa Depositi e Prestiti s.p.a.; il trasferimento non modifica il regime di demanialità dei beni.
L�oggetto sociale della società non si limita tuttavia alla sola cessione, ma è più ampio di quelle assegnato alle s.r.l., di cui al D.L. 351/2001, potendo la società valorizzare e gestire gli immobili.
l�effetto principale del pignoramento è di sottrarre al debitore la disponibilità dei beni pignorati, l�art. 514 c.p.c. individua come impignorabili quelli che sono tali per disposizione di legge: in questa categoria rientrano i beni demaniali e quelli del patrimonio indisponibile.
I crediti della pubblica amministrazione
In forza di questi principi Cass. 15/1/2003, n. 493 ha chiarito che l�obbligazione della banca avente per oggetto il versamento a favore della PA delle somme incassate a titolo di tributi ha natura pubblica e tali somme sono impignorabili.
Diversamente dai crediti di diritto pubblico, per i crediti di carattere privatistico della PA, esiste un�impignorabilità relativa se sono destinati al soddisfacimento di una finalità pubblica.
Esecuzione forzata nei confronti delle pubbliche amministrazioni (conv. L. 28/2/1997, n. 30, modif. art. 147, L. 23/12/2000, n. 388 e succ. art. 44, c. 3 D.L. 30/9/2003, n. 269, conv. L. 24/11/2003, n. 326)
E� la norma fondamentale in tema di espropriabilità dei crediti della PA e si applica gli enti locali (Cass. 16/11/2005, n. 23084) ed agli enti sanitari.
La norma - comma 1 - ritarda i tempi dei pagamenti da parte della PA dei titoli esecutivi giudiziari, impedendo l�azione esecutiva per 120 (originariamente 60) gg dalla notifica del titolo esecutivo.
Il decorso del termine dilatorio dei 120 gg costituisce dal punto di vista sistematico una condizione di efficacia del titolo esecutivo e di procedibilità dell�esecuzione, che ha superato più volte il vaglio di costituzionalità (v. Corte Cost. 142/1998, Id. 463/1998; id. 343/2006, che ha confermato la legittimità dello spatium adimplendi riconosciuto alla PA per approntare i mezzi finanziari occorrenti al pagamento e per evitare il blocco dell�attività amministrativa).
La violazione del termine è rilevabile d�ufficio (T.A.R. Lazio, 24 gennaio 2008, n. 531; l�ordinanza che la rileva è opponibile ex art. 617 c.p.c.); si discute se la violazione debbadedursi con l�opposizione all�esecuzione (giurisprudenza e dottrina maggioritaria, ex multis, Cass. 14/10/2005, n. 19966) o con l�opposizione agli atti esecutivi (giurisprudenza precedente al 2003, Cass. 21/12/2001, n. 16143, ripresa recentemente da Trib. Bari 31/5/2006, n. 1536 e Trib. Pinerolo 19/4/2005).
Secondo la dottrina (MONTESANO � ARIETA, p. 1329), l�opposizione è da qualificare ai sensi dell�art. 615 c.p.c. in quanto diretta a contestare il diritto a procedere ad esecuzione forzata, come è dimostrato dal divieto di notificare il precetto.
n.b. distinzione tra diritto a procedere all�esecuzione (deducibile con l�opposizione all�esecuzione, ex art. 615 c.p.c.) e procedibilità dell�esecuzione (deducibile con l�opposizione agli atti esecutivi ex art.617 c.p.c.).
Secondo l�art. 4 D.M. 2/4/1997 (G.U. 5/5/1997, n. 102)i tesorieri dello Stato, in caso di notificazione di atti di pignoramento/sequestri contro amministrazioni dello Stato, devono controllare il rispetto del termine ed effettuano i relativi accantonamenti solo nei casi in cui da (ndr. dal testo di) detti atti esecutivi si desuma che il titolo esecutivo è stato notificato all�amministrazione e questa non ha provveduto nel termine dei 120 gg: diversamente, la tesoreria si astiene dall�eseguire l�accantonamento (ndr. è una forma di autotutela, non essendo necessario che il tesoriere, terzo assoggettato all�esecuzione, si opponga agli atti esecutivi). Durante il termine non può pertanto essere notificato l�atto di precetto, pena la sua nullità (art. 14, c. 1, secondo periodo, cit., modif. art. 44, c. 3 D.L. 30/9/2003, n. 269, conv. L. 24/11/2003, n. 326): il termine dei 120 gg, sommato a quello dei 10 gg previsto dall�art. 480 c.p.c., fa sì che l�esecuzione non possa iniziare prima di 130 gg dalla notifica del titolo esecutivo (in realtà di più, dovendosi aggiungere il tempo necessario per la notificazione del precetto).
Luogo della notificazione del titolo esecutivo, precetto, pignoramento, sequestro (art. 14, c. 1bis):
-Amministrazione dello Stato : a pena di nullità, l�atto di precetto si notifica ex artt. 480, uc. c.p.c. e 144 c.p.c. direttamente all�ufficio amministrativo debitore e non presso l�Avvocatura dello Stato ex art. 11 R.D. 30/10/1933, n. 1611, norma ritenuta applicabile solo agli atti giudiziali; tra l�altro, nel processo esecutivo si applica l�art. 479 c.p.c. che prevede la notificazione degli atti esecutivi alla parte personalmente (Cass. 19/12/2003, n. 19512, contraria Cass. 28/2/2007, n. 4665).
-Ente pubblico : a pena di nullità (rilevabile d�uff.) la notificazione degli atti di precetto, di pignoramento/sequestri deve avvenire presso la struttura territoriale nella cui circoscrizione risiedono i soggetti privati interessati e negli atti devono essere riportati i dati anagrafici dell�interessato, il domicilio ed il cod.fisc. L�errore/vizio della notificazione dà luogo ad una nullità processuale, alla quale si applica l�art. 156, c. 3 c.p.c., secondo cui la nullità non può essere dichiarata se l�atto ha raggiunto il suo scopo, come avviene con la partecipazione del debitore al processo esecutivo, che sana il vizio ex tunc (v. Cass. 27/1/2001, n. 1184, quanto alla costituzione del convenuto nel giudizio civile di cognizione).
(ndr. è dubbio se questo criterio si applica alle asl, regioni ,enti locali)
Il pignoramento di crediti perde di efficacia quando dal suo compimento è trascorso un anno senza che sia stata disposta l�assegnazione.
La previsione dell�inefficacia introduce una condizione ulteriore a quella contenuta nell�art. 497 c.p.c., secondo cui il pignoramento perde di efficacia se entro 90 giorni dalla sua notificazione non è chiesta l�assegnazione o la vendita (problema del giudizio di .
La norma parla di compimento del pignoramento e con riguardo all�esecuzione presso terzi decorre dalla data della notificazione del pignoramento, il cui effetto è quello di vincolare il credito pignorato. L�inefficacia consegue ipso iure per il decorso del tempo; si tratta di un�inefficacia relativa, non rilevabile d�ufficio, che il debitore può eccepire ai sensi dell�art. 617 c.p.c. (rimane aperto il problema dell�applicabilità del termine di efficacia, quando sia stato promosso il giudizio di accertamento dell�obbligo del terzo promosso ex art. 548 c.p.c.). L�ordinanza che dispone ex art. 553 c.p.c. l�assegnazione di crediti perde di efficacia se il creditore, entro un anno dall�emissione dell�ordinanza, non provvede all�esazione delle somme assegnate (art.14, comma 1 bis cit.).
Per quanto riguarda il dies ad quem, la norma parla di esazione, termine che indica l�attivazione delle procedure di riscossione. Trasportato nella procedura esecutiva, il termine intende la notifica di una diffida ad adempiere a quanto prescritto dall�ordinanza del GE o della stessa ordinanza di assegnazione. Impedita la decadenza, il diritto del creditore resta soggetto al solo termine ordinario di prescrizione.
Art. 14, comma 2, assenza di disponibilità finanziarie (D.M. 2/4/1997, art. 1)
La Procedura di pagamento c.d. in conto sospeso è utilizzata dal dirigente responsabile della spesa per effettuare il pagamento in assenza di disponibilità e si realizza con l�emissione di uno speciale ordine di pagamento rivolto al tesoriere, da regolare in conto sospeso. Il pagamento avviene con una sorta di prenotazione presso i fondi del Tesoro.
La norma prevede l�obbligo di procedere nelle forme dell�espropriazione presso terzi in caso di pignoramento o di sequestro nei confronti degli enti soggetti al sistema della tesoreria unica,ove l�esecuzione abbia ad oggetto le somme che affluiscono sulle contabilità speciali ad essi intestate presso le sezioni di tesoreria provinciale dello stato.
Per i pagamenti, alle Regioni si applica il criterio di priorità stabilito dall�art. 7, c. 7 D.Lgs. 7/8/1997, n. 279: il tesoriere regionale deve eseguire i pagamenti utilizzando prima le entrate proprie depositate presso le banche, comprese le liquidità temporaneamente reimpiegate in operazioni finanziarie e poi le entrate giacenti presso la contabilità speciale e cioè assegnazioni, contributi e quant�altro provenga dal bilancio dello Stato, direttamente o indirettamente.
Limitazione del pignoramento contro la PA (art. 11, D.L. 18/1/1993, n. 8, conv. nella legge n. 197/3/1993, n. 68): l�art. 11, c. 1 ha introdotto una limitazione alla responsabilità patrimoniale della PA ex art. 2740 c.c., stabilendo la non pignorabilità dei fondi pubblici vincolati per il pagamento delle retribuzioni al personale dipendente ed i conseguenti oneri previdenziali (per i tre mesi successivi), delle rate dei mutui (scadenti nel semestre in corso) e per l�espletamento dei servizi pubblici essenziali.
Come già osservato, per giurisprudenza consolidata della Cassazione i crediti della Pa sono pignorabili, salvo abbiano ricevuto per effetto di una disposizione di legge o di un provvedimento amministrativo, una precisa e concreta destinazione ad un pubblico servizio. In tal caso i crediti e le somme di denaro diventano indisponibili e non possono essere sottratte alla loro destinazione se non nei modi previsti dall�art. 828 c.c. e, quindi, sono impignorabili per il soddisfacimento di crediti di terzi verso la PA (ex multis, Cass. 5/5/2009, n. 10284 e Cass. 12/2/2008, n. 3287).
Il pignoramento dev�essere eseguito solo presso la banca incaricata del servizio di tesoreria dell�ente:l�art. 11, c. 1-bis D.L. 18/1/1993,n. 8, conv. L.19/3/1993, n. 68 vieta il pignoramento presso soggetti diversi dal tesoriere regionale.
Pignoramento su fondi vincolati: la nullità è rilevabile d�ufficio, se non dedotta con opposizione agli atti esecutivi, anche se per le Regioni non è prevista espressamente la rilevabilità d�ufficio come per gli enti locali (art. 159, c. 2, D. Lgs. 18/8/2000, n. 267).
Le contabilità speciali Le contabilità speciali costituiscono un particolare sistema di decentramento della spesa, realizzato delegando un organo periferico a provvedere autonomamente alle necessità funzionali del suo ufficio, ponendo a sua disposizione fondi con accredito presso la sezione di tesoreria provinciale dello Stato a favore dell�organo delegato. Al Ministero dell�interno fanno capo 103 contabilità speciali intestate ai Prefetti, ai Commissari delle provincie autonome di Trento e Bolzano ed al Presidente della Regione Valle d�Aosta. Esse sono simili ai conti correnti: si tratta di conti particolari accesi a favore delle amministrazioni, enti o funzionari pubblici presso le Sezioni di tesoreria provinciale, utilizzabili dai beneficiari per effettuare pagamenti mediante l�emissione di appositi capitoli di spesa. I conti sono alimentati dalle somme versate a favore dei destinatari.Le contabilità speciali devono essere preventivamente autorizzate dalla Direzione generale del Tesoro e, di regola, non possono essere costituite con fondi di bilancio, salva l�eventuale autorizzazione legislativa (art. 585, c. 2, Reg. contabilità pubblica). La norma in esame riguarda le contabilità intestate a prefetti, corpi militari dello Stato e si effettuano a mezzo di funzionari delegati; presso ogni sezione provinciale di tesoreria è istituita una contabilità speciale a loro intestata ove affluiscono i versamenti autorizzati, con ordini di accredito mensilmente emessi dall�Amministrazione centrale del Tesoro. Gli ordini vengono eseguiti con l�accredito dell�importo nel conto di contabilità speciale. Il sistema della contabilità speciale consente di soddisfare le richieste mensili di fondi, mediante somministrazioni di fondi, che costituiscono �anticipazioni�. Per ogni ente viene emesso mensilmente un distinto ordinativo: quelli per il pagamento dei fornitori o dei creditori è accreditato sul c/c postale dell�ente. Gli ordini sono esigibili dai tesorieri degli enti stessi o dai responsabili di cassa, con emissione di quietanza; ogni qualvolta questi soggetti si recano presso la Tesoreria a riscuotere gli ordinativi, il funzionario responsabile compila il c.d. �trittico�, composto da matrice contabile, atto di riscossione o delegazione e avviso di riscossione. Riscossi i fondi concessi in conto anticipazioni, gli enti beneficiati trasmettono alla Direzione una �dichiarazione di ricevuta�, contenente l�indicazione della somma ricevuta, suddivisa per capitoli di spesa. Le contabilità speciali derogano alle regole ordinarie di gestione del denaro pubblico, perché costituiscono conti (di entrata e spese) di cui sono intestatarie determinate amministrazioni per finalità specificamente determinate.
Questi conti sono accesi presso le sezioni di Tesoreria provinciale e non sono sottoposti alla legge ed al regolamento di contabilità generale dello Stato (R.D. 2440/1923 e 827/1924, ma alle regole del patto di stabilità), con l�importante conseguenza pratica, di consentire alle amministrazioni intestatarie l�immediata necessità delle somme di cui necessitano per far fronte alle urgenze che si presentano.
a) Autorizzazione Min. Tesoro (o Min. Interno),
Contabilità speciali, Prefetture, FFAA, GdF, Servizi segreti, Protezione civile, Ministero della Giustizia (art. 1, D.L. 25/5/1994, n. 313, conv. L. 22/7/1994, n. 640, modif. art. 14 D.L. n. 669/1996, conv. L. n. 30/1997, art. 1-ter, L. 13/11/2008, N. 181 ed art. 10, D.P.R. 20/4/1994 n. 367/1994, Regolamento di semplificazione ed accelerazione delle procedure di spese e contabili)
Le peculiarità dei fondi di contabilità speciale a disposizione delle Prefetture hanno indotto il legislatore ad individuare una specifica disciplina (estesa alle FFAA ed alla GdF) a tutela delle finalità cui sono destinate gran parte dei fondi.
Sono impignorabili i fondi di contabilità speciale a disposizione delle prefetture, delle direzioni di amministrazione delle FFAA e della GdF, nonché le aperture di credito a favore di funzionari delegati degli enti militari, della polizia, dei vigili del fuoco, destinati a servizi e finalità di protezione civile, di difesa nazionale, di sicurezza pubblica, al rimborso delle spese anticipate dai comuni per le consultazioni elettorali, nonché al pagamento di emolumenti e pensioni a qualsiasi titolo al personale amministrato (comma 1).
L�art. 1-ter , L. 13/11/2008, n. 181, in vigore dal 16/11/2008 ha esteso il regime dell�impignorabilità dei fondi di cui all�art. 1, D.L. 313/1994, ai fondi destinati al pagamento per servizi e forniture aventi finalità giudiziaria o penitenziaria,nonché agli emolumenti di qualsiasi tipo dovuti al personale amministrativo dal Ministero della Giustizia, accreditati mediante aperture di credito a favore di funzionari delegati degli uffici giudiziari e della Direzione nazionale antimafia del Ministero.
Il sistema di tutele costruito attorno alle contabilità speciali è uscito indenne dal vaglio costituzionale (Corte Cost. 28/9/1998, n. 350; Id. 10/7/1996, n. 263).
I pignoramenti e i sequestri aventi per oggetto le somme affluite nelle contabilità speciali dei soggetti suindicati, si eseguono esclusivamente - a pena di nullità rilevabile d�ufficio - con atto notificato al direttore di ragioneria responsabile presso le prefetture o al direttore di amministrazione od al funzionario delegato dell�ente militare, nella cui circoscrizione risiedono i soggetti privati interessati (comma 2).
Nell�atto di pignoramento il creditore dovrà indicare i fondi che vorrebbe assoggettare ad esecuzione, individuando la contabilità su cui intende agire.
Il funzionario pubblico che riceve la notificazione del pignoramento o del sequestro è tenuto a vincolare l�ammontare, sempreché esistano sulla contabilità speciale fondi con destinazione diversa da quella del primo comma, con annotazione sul libro giornale (comma 2): l�effetto del pignoramento è quello di sospendere ogni emissione di ordinativi di pagamento ed il funzionario pubblico ha l�obbligo di annotare il vincolo sul libro giornale, a condizione, naturalmente, che esistano nella contabilità speciale fondi suscettibili di espropriazione.
La somma vincolata deve corrispondere all�importo del credito per capitale, interessi e spese, di cui all�atto di precetto, aumentato della metà ex art. 517 c.p.c.
Sono nulli, con nullità rilevabile d�ufficio, i pignoramenti dei fondi di contabilità speciale effettuati presso le sezioni provinciali di tesoreria dello stato (comma 3).
Si tratta di una forma speciale di pignoramento, obbligatoria per i fondi degli organismi statali specificamente indicati, che rientra nell�ambito dell�espropriazione mobiliare: essa si effettua con la notificazione di un atto di pignoramento predisposto dal creditore e non direttamente dall�Ufficiale giudiziario; ha per oggetto somme di denaro, senza tuttavia la loro materiale apprensione da parte dell�Ufficiale giudiziario, sostituita dall�annotazione del vincolo sul libro giornale dell�amministrazione.
Di fatto, opera in modo analogo al pignoramento presso terzi, con la notifica dell�atto di pignoramento ad un soggetto che provvede a vincolare le somme pignorate, le quali vengono poi assegnate al creditore; dell�espropriazione presso terzi manca tuttavia la fase della dichiarazione di quantità davanti al giudice, di cui all�art. 547 c.p.c.
La Corte Costituzionale con la pronuncia n. 350/1998 ha prospettato la possibilità di procedere all�accertamento in sede di cognizione ordinaria della veridicità delle dichiarazioni rese dal funzionario responsabile in merito all�esistenza di fondi non vincolati, senza ricondurre questo rimedio all�accertamento dell�obbligo del terzo.
Dopo l�emissione del provvedimento di assegnazione da parte del GE, il pagamento a favore del creditore deve avvenire attraverso l�emissione di un mandato di pagamento da parte del funzionario responsabile del debitore stesso.
Un cenno particolare all'art. 159 del D.Lgs. 18/8/2000, n. 267 Norme sulle esecuzioni nei confronti degli enti locali, c.d. TUEL
(comma 1) I creditori possono aggredire solo le somme giacenti presso le rispettive tesorerie: il privato creditore non può intromettersi tra l�ente ed i propri contribuenti e tra l�ente e gli utenti dei suoi servizi. Il divieto è posto a pena di nullità, rilevabile d�ufficio. (comma 2) A pena di nullità, rilevabile d�ufficio, non sono soggette ad esecuzione le somme degli enti locali, che hanno un vicolo di destinazione, in quanto destinate a :
Quindi, gli elementi costitutivi della nascita del vincolo d�impignorabilità sono due:
Esecuzione contro le asl: art. 1, comma 5, D.L. 18/1/1993 n. 9 (conv. L. 19/3/1993, n. 67) Misure urgenti in materia sanitaria
- alla nullità, rilevabile d�ufficio, del pignoramento che abbia colpito somme impignorabili,
- al divieto per i creditori di procedere al pignoramento presso soggetti diversi dal tesoriere.
L�intervento della Consulta era dovuto perché la norma, sancendo l�impignorabilità dei fondi di pertinenza delle asl, conferiva � in deroga ai principi generali in tema di pignoramento delle somme degli enti pubblici � ai bilanci ed agli atti amministrativi interni delle ASL efficacia esterna, consentendo di eccepire l�impignorabilità dei fondi sulla base di stime presuntive, con lesione dei diritti dei creditori.
Non è sufficiente, né opponibile al creditore pignorante una delibera programmatica di destinazione della spesa, essendo inidonea a creare il vincolo d�indisponibilità, per il quale occorre uno specifico collegamento tra le disponibilità presso il tesoriere e le singole uscite. Una successiva delibera di specificazione della destinazione, se adottata dopo la notificazione del pignoramento, è inopponibile al creditore.