Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-31800-del-07-12-2018
Timestamp: 2020-08-14 06:16:04+00:00
Document Index: 129243242

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 380', 'art. 569', 'art. 157', 'art. 617', 'art. 360', 'art. 325', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'art. 13', 'art. 1']

Sentenza Cassazione Civile n. 31800 del 07/12/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 31800 del 07/12/2018
Cassazione civile sez. VI, 07/12/2018, (ud. 13/09/2018, dep. 07/12/2018), n.31800
sul ricorso iscritto al n. 01729/2016 R.G. proposto da:
COOPERATIVA EDILE MULTIPLA AVANZATA A RL, in persona del legale
rappresentante pro tempore, da considerarsi, in difetto di elezione
di domicilio in Roma, per legge domiciliata ivi presso la CORTE DI
CASSAZIONE, rappresentata e difesa dall’avvocato EDOARDO GIMIGLIANO;
ITALFONDIARIO SPA, in persona del legale rappresentante pro tempore e
quale procuratore di PALAZZO FINANCE DUE SRL, da considerarsi, in
difetto di elezione di domicilio in Roma, per legge domiciliata ivi
VINCENZO ROMANO;
GEST LINE SPA;
avverso la sentenza n. 1131/2015 del TRIBUNALE di AVELLINO,
la Cooperativa Edile Multipla Avanzata a r.l. ricorre, affidandosi a due motivi con atto notificato il 07/01/2016, per la cassazione della sentenza n. 1131 del 09/06/2015 del tribunale di Avellino, con cui è stata rigettata la sua opposizione agli atti esecutivi avverso l’ordinanza di vendita nella procedura espropriativa ai suoi danni intentata da FONSPA spa – cui era succeduta Palazzo Finance Due spa, rappresentata dal suo procuratore Italfondiario spa – e con l’intervento di GestLine spa, adottata in udienza la cui fissazione non le era stata comunicata;
delle intimate resiste con controricorso la sola Italfondiario spa;
non consta il rituale deposito di memorie ai sensi del medesimo art. 380-bis, comma 2, u.p..
dei motivi di doglianza (il primo, di “violazione e falsa applicazione di legge: violazione art. 569 c.p.c. e art. 157 c.p.c.”; il secondo, di “insufficiente contraddittoria motivazione su un fatto principale decisivo per il giudizio”), come pure delle difese della controricorrente, è del tutto superflua anche la sola illustrazione, per la manifesta tardività del ricorso;
infatti, pacificamente inquadrandosi la controversia in un’opposizione agli atti esecutivi ai sensi dell’art. 617 c.p.c., essa è esente dalla sospensione feriale dei termini (si veda affermato tale principio anche ai sensi dell’art. 360-bis c.p.c., n. 1: Cass. ord. 22/10/2014, n. 22484; tra le innumerevoli altre, pure con riguardo alle opposizioni a precetto: Cass. n. 10874/05, 6103/06, 12250/07, 14591/07, 4942/10, 20745/09, ordd. n. 9997/10, 7072/15, 19264/15, nonchè: Cass., ord. 07/04/2016, n. 6808; Cass., ord. 10/02/2017, n. 3670);
pertanto, nella specie è stato violato il termine – ormai semestrale, per essere il giudizio in primo grado iniziato dopo il 04/07/2009 – ex art. 325 c.p.c., essendo decorsi più di sei mesi dalla data di pubblicazione della sentenza qui gravata (09/06/2015) e la notifica del ricorso per cassazione (non prima del 07/01/2016);
il ricorso va pertanto dichiarato inammissibile per tardività, con condanna della ricorrente, soccombente, alle spese del giudizio di legittimità;
infine, va dato atto – mancando ogni discrezionalità al riguardo (tra le prime: Cass. 14/03/2014, n. 5955; tra molte altre: Cass. Sez. U. 27/11/2015, n. 24245) – della sussistenza dei presupposti per applicare il D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, in tema di contributo unificato per i gradi o i giudizi di impugnazione e per il caso di reiezione integrale, in rito o nel merito.