Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-23449-del-06-10-2017
Timestamp: 2020-08-15 13:17:49+00:00
Document Index: 152911801

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 53', 'art. 142', 'art. 146', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 53', 'art. 53', 'art. 15', 'art. 53', 'art. 69', 'art. 71']

Sentenza Cassazione Civile n. 23449 del 06/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23449 del 06/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 06/10/2017, (ud. 06/09/2017, dep.06/10/2017), n. 23449
sul ricorso 24638-2014 proposto da:
V.V., elettivamente domiciliato in ROMA, VIII COSSERIA
avverso la sentenza n, 10080/2013 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
depositata l’8/4/2014;
– con la sentenza impugnata, la Corte di appello di Roma ha confermato la decisione del locale Tribunale che aveva riconosciuto il diritto di V.V., appartenente al personale precario della scuola, assunto con ripetuti contratti a tempo determinato, agli scatti biennali di stipendio nella misura prevista dal c.c.n.l. comparto scuola del 2,50% a partire dal terzo anno di servizio e condannato il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca a corrispondere al predetto le differenze stipendiali come quantificate in ricorso;
– la Corte territoriale, pur dando atto che le doglianze del Ministero appellante erano basate sulla normativa di cui alla L. n. 312 del 1980 e sui contratti collettivi di comparto (che non avrebbero attribuito ai dipendenti non di ruolo gli scatti biennali di anzianità), ha ritenuto risolutivo il principio di non discriminazione sancito dalla clausola 4 dell’Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato, trasfuso nella Direttiva 99/70/CE del 28 giugno 1999 e recepito nel nostro ordinamento dal D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 6; ha, così, svolto le seguenti considerazioni: – le condizioni di impiego, rispetto alle quali sussiste il divieto di discriminazione, comprendono in conformità con quanto chiarito dalla Corte di Giustizia, tutti gli istituti idonei ad incidere sulla quantificazione del trattamento retributivo, non essendo idonei a giustificare una diversità di trattamento tanto la mera circostanza che un impiego nel settore pubblico sia definito “non di ruolo” quanto la specialità del sistema del reclutamento scolastico; – la clausola 4, in quanto precisa ed incondizionata, prevale sul diritto interno laddove la natura, la durata e la frequenza delle prestazioni lavorative non differiscono, in fatto, da quelle del personale assunto a tempo indeterminato, irrilevante essendo la modalità di selezione del personale “non di ruolo”;
– il lavoratore ha resistito con controricorso;
– con l’unico articolato motivo il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca denuncia violazione e falsa applicazione la L. n. 312 del 1980, art. 53,dell’art. 142 del C.C.N.L. compatto scuola 24 luglio 2003 e art. 146 del C.C.N.L. del 29 novembre 2007, del D.P.R. 23 agosto 1988, n. 399, art. 3, del D.L. 13 maggio 2011, n. 70, art. 9, comma 18, come convertito con modificazioni dalla L. 12 luglio 2011, art. 1, comma 2, della L. 3 maggio 1999, n. 124, art. 4, della direttiva 99/70/CE. Assume che: – i rapporti di lavoro a tempo determinato del settore scolastico sono assoggettati ad una normativa speciale di settore, sicchè agli stessi non si applica la disciplina generale dettata dal D.Lgs. n. 368 del 2001; – il principio di non discriminazione è correlato all’abuso del contratto a termine, che nella specie deve essere escluso in quanto il ricorso alla supplenza e alla stipula di contratti a termine del personale scolastico trova giustificazione in ragioni oggettive e non è maliziosamente finalizzato a consentire al datore di lavoro un risparmio di spesa; – il lavoratore assunto a tempo determinato nel settore scolastico non è comparabile a quello di molo, perchè ogni singolo rapporto è distinto ed autonomo rispetto al precedente; – la L. n. 312 del 1980, art. 53, ha regolato il trattamento economico solo di alcune categorie di docenti e dunque non è invocabile a sostegno della pretesa;
– quanto al primo aspetto, le doglianze del Ministero sono infondate;
– è stato affermato da questa Corte che l’invocata attribuzione degli scatti biennali di cui alla L. n. 312 del 1980, art. 53, non può trovare titolo nel principio di non discriminazione, posto che tali scatti, a far tempo dalla contrattualizzazione dell’impiego pubblico, non hanno più fatto parte della retribuzione del personale di ruolo della scuola, docente, tecnico ed amministrativo; da tale momento, infatti, l’indicata norma può dirsi vigente ed efficace solo relativamente ai docenti di religione e ad alcune particolari categorie di insegnanti che, sebbene non immessi nei ruoli, prestano attività sulla base, non di supplenze temporanee o annuali, bensì in forza di contratti a tempo indeterminato previsti in via eccezionale dalla L. n. 270 del 1982, art. 15. Anche il richiamo a tale disposizione ad opera della contrattazione collettiva deve, così, ritenersi limitato ai soli insegnanti di religione, per i quali è prevista la perdurante vigenza della norma, così come integrata dal D.P.R. n. 399 del 1988. In tal senso si è espressa questa Corte nella decisione n. 22558/2016 (alla cui ampia ricostruzione normativa si rimanda) con la quale è stato affermato il seguente principio di diritto: “L. 11 luglio 1980, n. 312, art. 53, che prevedeva scatti biennali di anzianità per il personale non di ruolo, non è applicabile ai contratti a tempo determinato del personale del comparto scuola ed è stato richiamato, D.Lgs. n. 165 del 2001, ex art. 69, comma 1, e art. 71 dal c.c.n.l. 4.8.1995 e dai contratti successivi, per affermarne la perdurante vigenza limitatamente ai soli insegnanti di religione”, principio che, in questa sede, va confermato;