Source: https://www.miolegale.it/norme/regolamento-consob-16190-2007/
Timestamp: 2019-10-16 09:18:23+00:00
Document Index: 104339344

Matched Legal Cases: ['arte 2', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 18', 'art. 6', 'art. 18', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 28', 'art. 25', 'art. 29', 'art. 24', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 52', 'art. 79', 'art. 55', 'art. 196', 'art. 196', 'art. 103', 'art. 18', 'art. 6', 'art. 31']

Home Banca Borsa Mercati finanziari Regolamento Consob 11690 2007 Attuazione del d.lgs. 58/1998 in materia di intermediari.
Deliberazione Consob 29 ottobre 2007, n. 16190
(Gazz. Uff., 2 novembre 2007, n. 255 Suppl. Ord.)
Deliberazione Consob 29 ottobre 2007, n. 16190 – Adozione del regolamento recante norme di attuazione del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, in materia di intermediari.
È adottato il regolamento di attuazione del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, concernente la disciplina degli intermediari. Il regolamento consta di 113 articoli e di 4 allegati.
La presente delibera e l’annesso Regolamento sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e nel Bollettino della Consob.
REGOLAMENTO [Parte 2 di 2]
b) «gruppo»: l’insieme dei soggetti determinato ai sensi dell’articolo 11, comma 1, del Testo Unico;
c) «servizi e attività di investimento»: i servizi e le attività di cui all’articolo 1, comma 5, del Testo Unico, e di cui alla sezione A della tabella allegata allo stesso Testo Unico;
d) «servizi accessori»: i servizi di cui all’articolo 1, comma 6, del Testo Unico, nonché i servizi di cui alla sezione B della tabella allegata allo stesso Testo Unico;
e) «sede di esecuzione»: un mercato regolamentato, un sistema multilaterale di negoziazione (MTF), un internalizzatore sistematico, un market maker o altro negoziatore per conto proprio, nonché una sede equivalente di un paese extracomunitario;
f) «supporto duraturo»: qualsiasi strumento che permetta al cliente di conservare informazioni a lui personalmente dirette, in modo che possano essere agevolmente recuperate per un periodo di tempo adeguato, e che consenta la riproduzione immutata delle informazioni;
g) «sede» o «dipendenza»: una sede, diversa dalla sede legale dell’intermediario autorizzato, costituita da una stabile organizzazione di mezzi e di persone, aperta al pubblico, dotata di autonomia tecnica e decisionale, che presta in via continuativa servizi o attività di investimento.
AUTORIZZAZIONE DELLE SIM E INGRESSO IN ITALIA DELLE IMPRESE DI INVESTIMENTO COMUNITARIE ED EXTRACOMUNITARIE
a) «albo»: l’albo di cui all’articolo 20, comma 1, del Testo Unico;
b) «sezione speciale»: la sezione dell’albo prevista dall’articolo 60, comma 4, del decreto legislativo 23 luglio 1996, n. 415;
c) «sezione imprese extracomunitarie»: la sezione dell’albo nella quale sono iscritte le imprese di investimento extracomunitarie autorizzate ai sensi dell’articolo 28, commi 1e 2, del Testo Unico operanti con o senza stabilimento di succursali nel territorio della Repubblica;
d) «elenco»: l’elenco delle imprese d’investimento comunitarie allegato all’albo istituito dall’articolo 20, comma 1, del Testo Unico;
e) «succursale»: una sede che costituisce parte, sprovvista di personalità giuridica, di un’impresa di investimento e che fornisce servizi e/o attività di investimento e servizi accessori dell’impresa stessa;
f) «Stato comunitario»: lo Stato appartenente all’Unione Europea;
g) «Stato extracomunitario»: lo Stato non appartenente all’Unione Europea;
h) «Stato membro d’origine»: lo Stato comunitario come definito dall’articolo 4, paragrafo 1, n. 20 della Direttiva 2004/39/CE del 21 aprile 2004;
i) «Stato d’origine»: lo Stato extracomunitario in cui l’impresa di investimento ha la propria sede legale;
l) «servizi e attività di investimento»: i servizi e le attività come definiti dall’articolo 1, comma 5, del Testo Unico;
m) «servizi accessori»: i servizi come definiti dall’articolo 1, comma 6, del Testo Unico;
n) «servizi ammessi al mutuo riconoscimento»: i servizi e le attività come definiti dall’articolo 1, comma 1, lettera s), del Testo Unico;
o) «partecipazione qualificata»: quella determinata in via generale dalla Banca d’Italia ai sensi dell’articolo 15, comma 5, del Testo Unico;
p) «partecipazione rilevante»: quella determinata dal Ministro dell’economia e delle finanze ai sensi dell’articolo 14, comma 2, del Testo Unico.
1. Nell’albo di cui all’articolo 20 del Testo Unico sono iscritte:
a) le SIM;
b) nella sezione imprese extracomunitarie, le imprese di investimento extracomunitarie;
c) nella sezione speciale, le società di cui all’articolo 60, comma 4, primo periodo, del decreto legislativo 23 luglio 1996, n. 415.
2. All’albo è allegato un elenco in cui sono iscritte le imprese di investimento comunitarie.
(Contenuto dell’albo)
1. Nell’albo, per ogni SIM iscritta sono indicati:
a) il numero d’ordine di iscrizione;
b) la denominazione sociale;
d) la direzione generale;
e) gli estremi dei provvedimenti di autorizzazione all’esercizio dei servizi e delle attività di investimento, con l’indicazione dei servizi e delle attività di investimento autorizzati e le relative limitazioni operative, ove esistenti;
f) gli estremi dei provvedimenti adottati ai sensi degli articoli 53 e 56 del Testo Unico;
g) i paesi nei quali la SIM opera con o senza stabilimento di succursale, con specificazione dei servizi e delle attività di investimento interessati.
2. Nella sezione imprese extracomunitarie, per ciascuna impresa di investimento extracomunitaria iscritta sono indicati:
e) gli estremi dei provvedimenti di autorizzazione allo svolgimento nel territorio della Repubblica dei servizi e attività di investimento e dei servizi accessori, di cui all’articolo 28 del Testo Unico, con l’indicazione dei servizi e attività autorizzati e delle relative limitazioni operative, ove esistenti;
f) le eventuali succursali nel territorio della Repubblica;
g) gli estremi dei provvedimenti adottati ai sensi degli articoli 53 e 56 del Testo Unico.
3. Nella sezione speciale, per ciascuna società di cui all’articolo 60, comma 4, del decreto legislativo 23 luglio 1996, n. 415 iscritta sono indicati:
e) gli estremi del provvedimento di autorizzazione;
f) gli estremi dei provvedimenti adottati ai sensi degli articoli 53 e 56 del Testo Unico.
4. Nell’elenco allegato, per ciascuna impresa di investimento comunitaria iscritta sono indicati:
e) i servizi e le attività ammessi al mutuo riconoscimento che l’impresa può svolgere nel territorio della Repubblica;
f) gli estremi dei provvedimenti di autorizzazione all’esercizio nel territorio della Repubblica dei servizi non ammessi al mutuo riconoscimento, di cui all’articolo 27, comma 4, del Testo Unico, con l’indicazione dei servizi e delle attività autorizzati;
g) l’eventuale succursale nel territorio della Repubblica, individuata ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 1, n. 26, della Direttiva 2004/39/CE.
(Pubblicità dell’albo)
1. L’albo è pubblicato nella parte “Albi ed Elenchi” del Bollettino, istituito in formato elettronico in apposita sezione del sito internet della Consob.
PROCEDIMENTO DI AUTORIZZAZIONE ALL’ESERCIZIO DEI SERVIZI E DELLE ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO
1. La domanda di autorizzazione allo svolgimento dei servizi e delle attività di investimento, sottoscritta dal legale rappresentante della società e in regola con la vigente disciplina sull’imposta di bollo, è presentata alla Consob.
2. La domanda indica:
a) la denominazione sociale, la sede legale, la direzione generale e i relativi numeri telefonici e di telefax;
b) i servizi e le attività di investimento per il cui esercizio viene richiesta l’autorizzazione;
c) l’elenco dei documenti allegati.
3. Nel caso in cui la domanda di autorizzazione abbia ad oggetto, anche congiuntamente, i servizi o le attività di:
a) collocamento senza assunzione a fermo né assunzione di garanzia nei confronti dell’emittente;
d) consulenza in materia di investimenti, la società precisa altresì se essa richiede l’autorizzazione allo svolgimento di tali servizi e attività senza detenzione, neanche temporanea, delle disponibilità liquide e degli strumenti finanziari della clientela e senza assunzione di rischi da parte della società stessa.
4. La Consob, entro 10 giorni dal ricevimento, verifica la completezza della domanda e comunica alla società la documentazione eventualmente mancante, che deve essere inoltrata alla Consob entro 90 giorni dal ricevimento della comunicazione a pena di inammissibilità della domanda.
5. La domanda prende data dal giorno della sua presentazione ovvero, in caso di documentazione incompleta, da quello del completamento della documentazione.
(Documentazione da allegare alla domanda riguardante la società richiedente)
1. La domanda di autorizzazione è corredata dei seguenti documenti riguardanti la società richiedente:
a) copia autentica dell’atto costitutivo e dello statuto munita della certificazione di vigenza rilasciata dall’Ufficio del registro delle imprese in data non anteriore a 90 giorni dalla presentazione della domanda ovvero apposita dichiarazione sostitutiva resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445;
b) certificato attestante l’iscrizione della società nel registro delle imprese rilasciato in data non anteriore a 90 giorni dalla presentazione della domanda ovvero apposita dichiarazione sostitutiva resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445;
c) dichiarazione dell’incaricato del controllo contabile sulla società attestante l’entità del capitale sociale versato nonché l’ammontare e la composizione del patrimonio netto al momento della presentazione della domanda;
d) per le società già operative, una situazione patrimoniale, redatta con l’osservanza delle norme sul bilancio di esercizio, riferita a una data non anteriore a 60 giorni dalla presentazione della domanda. Alla situazione patrimoniale è allegata una relazione dell’incaricato del controllo contabile sulla società;
e) elenco nominativo e generalità complete di tutti i componenti degli organi di amministrazione e controllo con l’indicazione dei relativi poteri e delle eventuali deleghe assegnate, nonché dei direttori generali e dei soggetti che svolgono funzioni equivalenti a quella di direttore generale;
f) copia del verbale della riunione dell’organo di amministrazione ovvero, in caso di amministratore unico, dell’organo di controllo della società, relativo all’accertamento dei requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza di cui al successivo art. 10;
g) elenco dei soggetti che partecipano direttamente e indirettamente al capitale della società, con l’indicazione delle rispettive quote di partecipazione in valore assoluto e in termini percentuali; per le partecipazioni indirette andrà specificato il soggetto tramite il quale si detiene la partecipazione;
h) documentazione relativa all’accertamento dei requisiti dei partecipanti al capitale di cui al successivo art. 9;
i) programma concernente l’attività iniziale, ivi compresa l’illustrazione dei tipi delle operazioni previste, delle procedure adottate e dei tipi di servizi accessori che si intende esercitare, redatto secondo lo schema di cui all’Allegato n. 1;
l) relazione sulla struttura organizzativa della società, redatta secondo le disposizioni emanate ai sensi dell’articolo 6, comma 2-bis, del Testo Unico. La relazione illustra altresì l’eventuale affidamento a terzi di funzioni operative;
m) documentazione attestante l’adesione della società a un sistema di indennizzo a tutela degli investitori riconosciuto ai sensi dell’articolo 59 del Testo Unico.
2. Nei casi in cui la documentazione specificata al comma 1 sia già in possesso della Consob, la società richiedente è esentata dal produrla. La domanda indica tale circostanza e la data di invio alla Consob della documentazione medesima.
(Documentazione relativa ai requisiti dei detentori di una partecipazione nella società richiedente)
1. La domanda di autorizzazione è corredata della documentazione prevista dalle disposizioni della Banca d’Italia ai fini della verifica dell’idoneità dei soggetti che intendono acquisire una partecipazione qualificata in una SIM e del gruppo della SIM ad assicurare una gestione sana e prudente della società e a non ostacolare l’effettivo esercizio della vigilanza.
2. Nel caso in cui il soggetto detentore di una partecipazione rilevante sia una persona fisica è presentata la seguente ulteriore documentazione relativa ai requisiti di onorabilità di cui all’art. 14 del Testo Unico:
a) dichiarazione nella quale sono precisati l’entità delle partecipazioni dirette ed indirette nella società, nonché gli estremi identificativi delle eventuali persone interposte, delle società fiduciarie e delle società controllate attraverso cui è detenuta la partecipazione nella società stessa. Alla dichiarazione è allegata copia degli eventuali accordi sull’esercizio del diritto di voto;
b) la documentazione prevista nell’Allegato n. 2.
3. Nel caso in cui il soggetto detentore di una partecipazione rilevante non sia una persona fisica, i requisiti di onorabilità di cui all’art. 14 del Testo Unico sono posseduti da tutti i componenti dell’organo di amministrazione e dal direttore generale, ovvero da chi svolge funzioni equivalenti.
L’organo di amministrazione o, in caso di amministratore unico, l’organo di controllo di tale soggetto verifica la sussistenza dei requisiti.
4. Nel caso di cui al comma 3, viene presentata la seguente ulteriore documentazione:
a) dichiarazione nella quale sono precisati l’entità delle partecipazioni dirette ed indirette nella società, nonché gli estremi identificativi delle eventuali persone interposte, delle società fiduciarie e delle società controllate attraverso cui viene detenuta la partecipazione nella società stessa. Alla dichiarazione è allegata copia degli eventuali accordi sull’esercizio del diritto di voto;
b) copia autentica del verbale della riunione dell’organo di amministrazione o, in caso di amministratore unico, dell’organo di controllo, del soggetto detentore la partecipazione rilevante, nel corso della quale sono stati verificati i requisiti di onorabilità. La relativa delibera dà atto dei presupposti presi a base delle valutazioni effettuate. La verifica va condotta distintamente per ciascuno degli interessati e con la loro rispettiva astensione, che risulta dal verbale dell’organo competente.
Al verbale viene unita, in originale, tutta la documentazione presa a base delle valutazioni effettuate.
Nell’Allegato n. 2, Sezione II, è indicata la documentazione minima che la società acquisisce in sede di verifica e sono richiamati i requisiti formali di tale documentazione.
Non sono tenuti a presentare la documentazione di cui al presente comma i Ministeri nazionali.
5. Non sono tenuti a comprovare la sussistenza dei requisiti di onorabilità coloro che, al momento della presentazione della domanda, rivestono funzioni di amministrazione e direzione in:
a) banche, istituti di moneta elettronica, SIM, SICAV, SGR, SICAF, italiani, società di gestione di mercati regolamentati di cui all’articolo 61 del Testo Unico, società di gestione accentrata di strumenti finanziari di cui all’articolo 80 del Testo Unico, intermediari finanziari di cui agli articoli 106 e 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, imprese di assicurazione di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 (1);
b) banche, istituti di moneta elettronica e imprese di investimento comunitarie, nonché società di gestione UE e GEFIA UE (2);
c) banche ed imprese di investimento extracomunitarie comunque autorizzate a prestare i propri servizi nel territorio della Repubblica;
d) enti pubblici anche economici.
6. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche a chiunque, indipendentemente dall’entità della partecipazione posseduta, controlla la SIM ai sensi dell’articolo 23 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385.
(1) Lettera modificata dall’articolo 2, comma 1, lettera a), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(2) Lettera modificata dall’articolo 2, comma 1, lettera a), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(Verifica dei requisiti degli esponenti aziendali della società richiedente)
1. La responsabilità della verifica, ai sensi dell’articolo 13 del Testo Unico, del possesso dei requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza degli esponenti aziendali, ivi compresi i sindaci supplenti, è rimessa all’organo di amministrazione o, in caso di amministratore unico, all’organo di controllo della società. Il verbale relativo alla delibera con la quale si è proceduto alla verifica dei requisiti dà atto dei presupposti presi a base delle valutazioni effettuate. La verifica va condotta distintamente per ciascuno degli interessati e con la loro rispettiva astensione che risulta dal verbale dell’organo competente. La documentazione acquisita a tal fine è trattenuta presso la società e conservata per un periodo di cinque anni dalla data della delibera per la quale è stata utilizzata.
2. Dai verbali di cui al comma 1 risultano le specifiche attività svolte da ciascun soggetto e la relativa durata valutate ai fini dell’accertamento dei requisiti di professionalità.
3. Dai verbali di cui al comma 1 risulta, con riferimento a ciascun interessato, l’indicazione puntuale dei documenti presi in considerazione per attestare la sussistenza dei requisiti di onorabilità. Nel verbale va fatta menzione di eventuali procedimenti in corso nei confronti di esponenti per reati che potrebbero incidere sul possesso del requisito in questione.
4. Ai fini della verifica del possesso dei requisiti, gli interessati presentano all’organo amministrativo la documentazione comprovante il possesso dei requisiti. Nell’Allegato n. 2, Sezione I, è riportata la documentazione minima da acquisire in sede di verifica e sono richiamati i requisiti formali di tale documentazione. Resta ferma la facoltà della Consob di richiedere l’esibizione della documentazione comprovante il possesso dei requisiti.
5. Gli esponenti che, in qualsiasi momento, vengono a trovarsi in situazioni che comportano la decadenza o la sospensione dalla carica o nei cui confronti sia stata avviata l’azione penale per reati che potrebbero incidere sul possesso del requisito di onorabilità comunicano tempestivamente tali circostanze all’organo amministrativo.
1. La Consob, ricevuta la domanda, accerta la ricorrenza delle condizioni indicate agli articoli 19, comma 1 e 59, comma 1, del Testo Unico per il rilascio dell’autorizzazione e, sentita la Banca d’Italia, delibera sulla domanda entro il termine massimo di centoventi giorni. L’autorizzazione è negata quando dalla verifica delle suddette condizioni non risulti garantita la sana e prudente gestione della società e assicurata la capacità dell’impresa di esercitare correttamente i servizi o le attività di investimento. Nei casi di cui all’articolo 60, paragrafi 1 e 2 della direttiva 2004/39/CE, la deliberazione è preceduta dalla consultazione preventiva delle autorità competenti degli Stati membri interessati.
2. Qualsiasi modificazione concernente gli esponenti aziendali e i detentori di una partecipazione rilevante nella società, nonché qualunque altra modificazione degli elementi istruttori di rilievo ai fini della decisione, che intervengono nel corso dell’istruttoria, sono portate immediatamente a conoscenza della Consob. Entro sessanta giorni dal verificarsi dell’evento, la società provvede a presentare la relativa documentazione.
3. La Consob può chiedere ulteriori elementi informativi:
b) a coloro che svolgono funzioni di amministrazione o controllo, ai direttori generali ed ai soci della società richiedente;
4. Trascorso il termine di centoventi giorni senza che la Consob abbia deliberato sulla domanda, la domanda stessa deve intendersi accolta.
(Estensione delle autorizzazioni)
1. Le SIM che intendono essere autorizzate allo svolgimento di ulteriori servizi o attività di investimento inoltrano domanda alla Consob ai sensi dell’articolo 7. Analoga domanda è presentata da parte delle SIM, già autorizzate allo svolgimento dei servizi e attività di:
d) consulenza in materia di investimenti, senza detenzione, neanche temporanea, delle disponibilità liquide e degli strumenti finanziari della clientela e senza assunzione di rischi da parte della società stessa, qualora le SIM stesse intendano svolgere le medesime attività con detenzione, anche temporanea, delle disponibilità liquide e degli strumenti finanziari della clientela ovvero con assunzione di rischi da parte della società stessa.
2. La domanda è corredata della seguente documentazione:
a) programma concernente l’attività iniziale, ivi compresa l’illustrazione dei tipi delle operazioni previste, delle procedure adottate e dei tipi di servizi accessori che si intende esercitare, redatto secondo lo schema di cui all’Allegato n. 1;
b) relazione concernente le conseguenti modifiche della struttura organizzativa della società, redatta secondo le disposizioni emanate ai sensi dell’articolo 6, comma 2-bis, del Testo Unico. La relazione illustra altresì l’eventuale affidamento a terzi di funzioni operative;
c) dichiarazione del soggetto incaricato del controllo contabile sulla società attestante l’entità del capitale sociale versato nonché l’ammontare e la composizione del patrimonio netto al momento della presentazione della domanda, nel caso in cui gli ulteriori servizi o attività di investimento di cui al comma 1 comportino la modifica dei requisiti patrimoniali stabiliti dalla Banca d’Italia;
d) nel caso in cui sia stato necessario procedere alla modifica dell’atto costitutivo e relativo statuto, copia autentica del verbale di assemblea e documentazione attestante la relativa iscrizione nel registro delle imprese.
3. La Consob accerta la ricorrenza delle condizioni per il rilascio dell’autorizzazione e, sentita la Banca d’Italia, delibera sulla domanda entro il termine massimo di centoventi giorni. L’autorizzazione è negata quando dalla verifica delle suddette condizioni non risulti garantita la sana e prudente gestione della società e assicurata la capacità dell’impresa di esercitare correttamente i servizi o le attività di investimento.
4. Si applicano l’articolo 7, commi 4e 5 e l’articolo 11, commi 3 e 4.
(Rinuncia alle autorizzazioni)
1. Le SIM che intendono rinunciare all’autorizzazione all’esercizio di uno o più servizi o attività di investimento, presentano apposita istanza di revoca alla Consob. La Consob, sentita la Banca d’Italia, delibera sulla domanda entro il termine massimo di centoventi giorni.
2. Si applica l’articolo 11, commi 3 e 4.
(Sospensione dei termini dell’istruttoria)
1. I termini stabiliti per il compimento delle istruttorie di cui agli articoli 11, 12 e 13, sono sospesi:
a) nell’ipotesi in cui la società istante si sia avvalsa nella predisposizione della documentazione da allegare all’istanza di dichiarazioni sostitutive di cui all’allegato n. 2, quando risulti necessario controllarne la veridicità, fino alla data di ricezione, da parte della Consob, della documentazione dal soggetto o dall’amministrazione competente;
b) nelle ipotesi di cui all’articolo 60, paragrafi 1 e 2 della direttiva 2004/39/CE, per il tempo necessario all’esperimento della consultazione preventiva ivi prevista;
c) nelle ipotesi di cui all’articolo 11, comma 2, dalla data di ricevimento della comunicazione concernente le modificazioni intervenute, fino alla data di ricevimento da parte della Consob della relativa documentazione;
d) nelle ipotesi di cui all’articolo 11, comma 3, dalla data di invio della richiesta degli elementi informativi, fino alla data di ricezione da parte della Consob di tali elementi;
e) nelle ipotesi di cui agli articoli 12 e 13, ove siano in corso accertamenti di vigilanza nei confronti della SIM rilevanti ai fini dell’istruttoria, per il tempo necessario al compimento degli accertamenti.
2. Nelle ipotesi di cui al comma 1, la Consob dà comunicazione agli interessati dell’inizio e del termine della sospensione dell’istruttoria.
3. Nell’ipotesi di cui al comma 1, lettera d), l’istanza di autorizzazione si considera revocata ove la società istante non invii gli elementi informativi richiesti entro il termine di quattro mesi dalla ricezione della richiesta di elementi informativi inoltrata da parte della Consob.
(Decadenza dall’autorizzazione)
1. Le SIM danno inizio allo svolgimento di ogni singolo servizio o attività di investimento autorizzato entro il termine di dodici mesi dalla data della relativa autorizzazione, a pena di decadenza dell’autorizzazione medesima.
2. Le SIM che abbiano interrotto lo svolgimento di un servizio o di un’attività di investimento autorizzato lo riprendono entro il termine di sei mesi, a pena di decadenza della relativa autorizzazione.
3. I termini di cui ai commi 1 e 2 non decorrono o sono interrotti nel caso in cui siano in corso o siano avviati accertamenti di vigilanza nei confronti della SIM. In tali casi i termini decorrono per intero dal momento del completamento degli accertamenti.
4. La decadenza è pronunciata dalla Consob, sentita la Banca d’Italia.
5. La Consob può differire la pronuncia di decadenza qualora la SIM abbia omesso la comunicazione di interruzione dell’esercizio di servizi o di attività di investimento autorizzati prevista dall’articolo 16 e ciò sia necessario per la tutela degli interessi di cui all’articolo 5, comma 1, del Testo Unico.
(Comunicazioni sull’esercizio dei servizi e delle attività di investimento)
1. Le SIM comunicano immediatamente alla Consob ed alla Banca d’Italia le date di inizio, di eventuale interruzione e di riavvio dell’esercizio di ogni servizio o attività di investimento autorizzato.
PROCEDIMENTO DI AUTORIZZAZIONE RELATIVO ALLE IMPRESE DI INVESTIMENTO EXTRACOMUNITARIE
1. La domanda, sottoscritta dal legale rappresentante dell’impresa e in regola con la vigente normativa sull’imposta di bollo, è presentata alla Consob. I termini dell’istruttoria sono sospesi finché le intese, previste dall’articolo 28, comma 1, lettera d) del Testo Unico, non siano state integrate al fine di consentire la vigilanza sulla stabilità patrimoniale e sul contenimento del rischio, nonché sul permanere delle condizioni che devono sussistere al momento dell’autorizzazione.
b) i servizi e le attività d’investimento e i servizi accessori per il cui esercizio viene richiesta l’autorizzazione, con la specificazione di quelli che l’impresa intende svolgere mediante stabilimento di succursali;
c) l’elenco dei documenti allegati;
3. Nel caso in cui la domanda di autorizzazione abbia ad oggetto, anche congiuntamente, i servizi e attività di:
d) consulenza in materia di investimenti;
la domanda stessa precisa altresì se la società richiede l’autorizzazione allo svolgimento di tali servizi e attività senza detenzione, neanche temporanea, delle disponibilità liquide e degli strumenti finanziari della clientela e senza assunzione di rischi da parte della società stessa.
4. Si applica l’articolo 7, commi 4 e 5.
1. La domanda di autorizzazione è corredata della seguente documentazione riguardante l’impresa richiedente:
a) copia autentica dell’atto costitutivo e dello statuto sociale certificato vigente dalla competente autorità dello Stato d’origine in data non anteriore a 90 giorni dalla presentazione della domanda;
b) dichiarazione da parte dell’incaricato del controllo contabile sulla società o dell’organo, comunque denominato, titolare di funzioni equivalenti, attestante l’entità del capitale sociale versato e l’inesistenza a carico dell’impresa di procedure concorsuali o altre equivalenti;
c) elenco nominativo e generalità complete di tutti i componenti degli organi di amministrazione e controllo con l’indicazione dei relativi poteri e delle eventuali deleghe assegnate, dei direttori generali e dei soggetti che svolgono funzioni equivalenti a quella di direttore generale;
d) indicazione del soggetto che esercita il controllo dell’impresa, secondo la nozione di controllo di cui all’articolo 23 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385;
e) mappa del gruppo con indicazione della localizzazione territoriale delle sue componenti e principali rami di attività;
f) situazione patrimoniale riferita ad una data non anteriore a 60 giorni rispetto a quella di inoltro della domanda;
g) programma concernente l’attività iniziale che l’impresa intende svolgere nel territorio della Repubblica contenente, in ogni caso, la descrizione dei tipi delle operazioni previste, delle procedure adottate, ivi compresa l’illustrazione delle modalità di ricerca della clientela, redatto secondo lo schema di cui all’Allegato n. 1;
h) copia autentica dell’autorizzazione allo svolgimento dei servizi e delle attività che l’impresa intende svolgere nel territorio della Repubblica, rilasciata dall’autorità competente dello Stato d’origine.
2. In caso di stabilimento di succursali, ferme restando le disposizioni di cui al comma 1, la domanda è altresì corredata della seguente documentazione:
a) descrizione della struttura organizzativa delle succursali redatta, ove compatibile, secondo le disposizioni di carattere generale fissate dalla Banca d’Italia in materia di organizzazione amministrativa e contabile e controlli interni degli intermediari del mercato mobiliare, contenente, in ogni caso, la descrizione dell’eventuale affidamento a terzi di funzioni operative;
b) documenti riguardanti i responsabili delle succursali:
verbale della riunione dell’organo di amministrazione o, in caso di amministratore unico, dell’organo di controllo, nel corso della quale l’organo ha espresso il proprio parere sui requisiti di professionalità e di onorabilità dei responsabili delle succursali, nonché sull’inesistenza di situazioni impeditive o di cause di sospensione dalle cariche di cui all’articolo 13 del Testo Unico.
Al verbale deve essere unita la documentazione di cui all’Allegato n. 2 presa a base delle valutazioni effettuate. Nell’Allegato n. 2 sono richiamati i requisiti formali di tale documentazione;
c) dichiarazione dell’avvenuto versamento del fondo di dotazione della prima succursale di ammontare non inferiore a quello determinato dalla Banca d’Italia ai sensi dell’articolo 19, comma 1, lettera d), del Testo Unico.
3. Si applica l’articolo 8, comma 2.
1. La Consob accerta la ricorrenza delle condizioni indicate all’articolo 28 del Testo Unico per il rilascio dell’autorizzazione e, sentita la Banca d’Italia, delibera sulla domanda entro il termine massimo di centoventi giorni. La delibera è comunicata all’impresa richiedente ed all’autorità dello Stato d’origine.
2. Qualsiasi modificazione concernente i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione o controllo, i soci esercenti il controllo dell’impresa di investimento, i responsabili della succursale dell’impresa stessa, nonché qualunque altra modificazione degli elementi istruttori di rilievo che intervengono nel corso dell’istruttoria, sono portate immediatamente a conoscenza della Consob.
Entro sessanta giorni dal verificarsi dell’evento, l’impresa provvede a presentare la relativa documentazione.
a) all’impresa richiedente;
b) a coloro che svolgono funzioni di amministrazione o controllo ed ai soci dell’impresa richiedente;
(Lingua degli atti)
1. La domanda di autorizzazione di cui all’articolo 17 e le dichiarazioni e le notizie da fornire ai sensi degli articoli 18 e 19 devono essere prodotte in lingua italiana o nella lingua di uso corrente nel settore finanziario; fermo restando quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, i documenti i cui originali siano redatti in una lingua diversa devono essere accompagnati da apposita traduzione in lingua italiana.
1. Si applicano le disposizioni di cui agli articoli 12, 13, 14, 15 e 16.
(Stabilimento di succursali)
1. Per l’esercizio dei servizi ammessi al mutuo riconoscimento, le imprese di investimento comunitarie possono stabilire succursali in Italia. Il primo insediamento è preceduto da una comunicazione alla Consob da parte dell’autorità competente dello Stato membro d’origine.
2. La succursale può iniziare l’attività dal momento in cui riceve apposita comunicazione della Consob ovvero, in caso di silenzio, dalla scadenza del termine di due mesi dalla comunicazione di cui al comma 1.
3. La modifica delle informazioni contenute nella comunicazione di cui al comma 1 è preceduta da apposita comunicazione alla Consob da parte dell’autorità competente dello Stato membro d’origine.
(Svolgimento dei servizi senza stabilimento di succursali)
1. Le imprese di investimento comunitarie possono esercitare in Italia i servizi ammessi al mutuo riconoscimento senza stabilirvi succursali a condizione che la Consob sia stata informata dall’autorità dello Stato membro d’origine.
2. La modifica delle informazioni contenute nella comunicazione di cui al comma 1 è preceduta da apposita comunicazione alla Consob da parte dell’autorità competente dello Stato membro d’origine.
(Servizi non ammessi al mutuo riconoscimento)
1. La Consob, sentita la Banca d’Italia, autorizza l’esercizio, nel territorio della Repubblica, dei servizi previsti ai sensi dell’art. 18, comma 5 del Testo Unico non ammessi al mutuo riconoscimento, da parte di imprese di investimento comunitarie.
2. Il rilascio dell’autorizzazione è subordinato alle seguenti condizioni:
a) effettivo svolgimento nello Stato membro d’origine, in base alle disposizioni ivi vigenti, dei servizi che l’impresa di investimento intende svolgere nel territorio della Repubblica;
b) presentazione di un programma di attività nel quale siano, in particolare, indicati i servizi che l’impresa di investimento intende prestare, ivi compresa l’illustrazione dei tipi delle operazioni previste, delle procedure adottate e dei tipi di servizi accessori che si intende esercitare nonché, in ogni caso, se i servizi stessi saranno prestati attraverso una succursale;
c) adozione di un assetto organizzativo e patrimoniale compatibile con il servizio da autorizzare.
3. La domanda di autorizzazione, sottoscritta dal legale rappresentante dell’impresa di investimento e in regola con la vigente normativa sull’imposta di bollo, è presentata alla Consob.
Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 7, commi 4 e 5, nonché l’articolo 20.
4. La domanda indica:
a) la denominazione sociale, la sede legale, la direzione generale ed i relativi numeri telefonici e di telefax;
b) i servizi che l’impresa intende prestare;
5. La domanda di autorizzazione è corredata della seguente documentazione:
a) attestazione, rilasciata dall’autorità competente dello Stato membro d’origine, che l’impresa di investimento ivi svolge effettivamente e regolarmente i servizi per i quali è richiesta l’autorizzazione, in base alle disposizioni vigenti in tale Stato;
b) programma di attività di cui al comma 2, lettera b), contenente, in ogni caso, la descrizione delle modalità di svolgimento dei servizi e di ricerca della clientela, redatto secondo lo schema di cui all’Allegato n. 1;
c) relazione illustrativa dell’assetto organizzativo e patrimoniale adottato per lo svolgimento del servizio da autorizzare.
6. La Consob, sentita la Banca d’Italia, delibera sulla domanda entro il termine massimo di centoventi giorni. La delibera è comunicata all’impresa richiedente ed all’autorità dello Stato membro d’origine.
7. Trascorso il termine di centoventi giorni senza che la Consob abbia deliberato sulla domanda, la domanda stessa deve intendersi accolta.
8. La Consob e la Banca d’Italia comunicano all’impresa di investimento le condizioni, ivi comprese le norme di comportamento, secondo le quali, per motivi di interesse generale i servizi devono essere esercitati. Si applicano le disposizioni di cui agli articoli 11, commi 2 e 3, 12, 13, 14, 15, 16 e 20.
1. Le disposizioni del presente Libro si applicano anche alle istruttorie in corso alla data della sua entrata in vigore.
2. Nelle ipotesi di cui al comma 1, la Consob può chiedere la documentazione integrativa necessaria per l’istruttoria ed i termini per il compimento della stessa sono sospesi fino alla data di ricevimento da parte della Consob della documentazione completa.
PRESTAZIONE DEI SERVIZI E DELLE ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO E DEI SERVIZI ACCESSORI
a) «agenti di cambio»: i soggetti iscritti nel ruolo di cui all’articolo 201, comma 7, del Testo Unico;
b) «intermediari autorizzati» o «intermediari»: le SIM, ivi comprese le società di cui all’articolo 60, comma 4, del decreto legislativo n. 415 del 1996, le banche italiane autorizzate alla prestazione di servizi e di attività di investimento, gli agenti di cambio, gli intermediari finanziari iscritti nell’elenco previsto dall’articolo 107 del decreto legislativo n. 385 del 1993 autorizzati alla prestazione di servizi di investimento, le società di gestione del risparmio autorizzate anche alla prestazione del servizio di gestione di portafogli, del servizio di consulenza in materia di investimenti e del servizio di ricezione e trasmissione di ordini, le società di gestione UE che prestano in Italia, mediante stabilimento di succursale, il servizio di gestione di portafogli e il servizio di consulenza in materia di investimenti, i GEFIA UE con succursale in Italia, che prestano il servizio di gestione di portafogli, il servizio di consulenza in materia di investimenti e il servizio di ricezione e trasmissione di ordini, la società Poste Italiane – Divisione Servizi di Banco Posta autorizzata ai sensi dell’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica n. 144 del 14 marzo 2001, le imprese di investimento e le banche comunitarie con succursale in Italia, nonché le imprese di investimento e le banche extracomunitarie comunque abilitate alla prestazione di servizi e di attività di investimento in Italia (1);
c) «cliente»: persona fisica o giuridica alla quale vengono prestati servizi di investimento o accessori;
d) «cliente professionale»: il cliente professionale privato che soddisfa i requisiti di cui all’Allegato n. 3 al presente regolamento e il cliente professionale pubblico che soddisfa i requisiti di cui al regolamento emanato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze ai sensi dell’articolo 6, comma 2-sexies del Testo Unico;
e) «cliente al dettaglio»: il cliente che non sia cliente professionale o controparte qualificata;
f) «ordine con limite di prezzo»: ordine di acquisto o di vendita di uno strumento finanziario al prezzo limite fissato o ad un prezzo più vantaggioso e per un quantitativo fissato.
(1) Lettera modificata dall’articolo 2, comma 1, lettera a), della Deliberazione CONSOB 9 maggio 2012, n. 18210 e successivamente dall’articolo 2, comma 1, lettera b), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
INFORMAZIONI, COMUNICAZIONI PUBBLICITARIE E PROMOZIONALI, E CONTRATTI
Informazioni e comunicazioni pubblicitarie e promozionali
(Requisiti generali delle informazioni)
a) all’impresa di investimento e ai relativi servizi;
(Condizioni per informazioni corrette, chiare e non fuorvianti)
(Informazioni sull’intermediario e i suoi servizi)
(Informazioni concernenti la salvaguardia degli strumenti finanziari e delle somme di denaro della clientela)
(Informazioni sugli strumenti finanziari)
(Informazioni sui costi e sugli oneri)
(Informazioni su OICR aperti)
1. Il documento contenente le informazioni chiave per gli investitori relativo all’offerta di quote o azioni di OICR aperti redatto in conformità alle pertinenti disposizioni comunitarie è idoneo ad adempiere agli obblighi informativi previsti dall’articolo 31, nonché dall’articolo 32 limitatamente ai costi ed agli oneri propri dell’OICR, incluse le commissioni di entrata e uscita (1).
(1) Comma modificato dall’articolo 2, comma 1, lettera b), della Deliberazione CONSOB 9 maggio 2012, n. 18210 e successivamente dall’articolo 2, comma 1, lettera c), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(Modalità e termini delle informazioni)
(Informazioni riguardanti la classificazione dei clienti)
(Informazioni su supporto duraturo e mediante sito Internet)
i) tale modalità risulti appropriata per il contesto in cui si svolge o si svolgerà il rapporto tra l’intermediario e il cliente; e
a) l’utilizzo del sito Internet risulta appropriato per il contesto in cui si svolge o si svolgerà il rapporto tra l’intermediario e il cliente;
1 Gli intermediari forniscono a clienti al dettaglio i propri servizi di investimento, diversi dalla consulenza in materia di investimenti, sulla base di un apposito contratto scritto; una copia di tale contratto è consegnata al cliente.
2. Il contratto:
a) specifica i servizi forniti e le loro caratteristiche, indicando il contenuto delle prestazioni dovute e delle tipologie di strumenti finanziari e di operazioni interessate;
b) stabilisce il periodo di efficacia e le modalità di rinnovo del contratto, nonché le modalità da adottare per le modificazioni del contratto stesso;
c) indica le modalità attraverso cui il cliente può impartire ordini e istruzioni;
d) prevede la frequenza, il tipo e i contenuti della documentazione da fornire al cliente a rendiconto dell’attività svolta;
e) indica e disciplina, nei rapporti di esecuzione degli ordini dei clienti, di ricezione e trasmissione di ordini, nonché di gestione di portafogli, la soglia delle perdite, nel caso di posizioni aperte scoperte su operazioni che possano determinare passività effettive o potenziali superiori al costo di acquisto degli strumenti finanziari, oltre la quale è prevista la comunicazione al cliente;
f) indica le remunerazioni spettanti all’intermediario o i criteri oggettivi per la loro determinazione, specificando le relative modalità di percezione e, ove non diversamente comunicati, gli incentivi ricevuti in conformità dell’articolo 52;
g) indica se e con quali modalità e contenuti in connessione con il servizio di investimento può essere prestata la consulenza in materia di investimenti;
h) indica le altre condizioni contrattuali convenute con l’investitore per la prestazione del servizio;
i) indica le eventuali procedure di conciliazione e arbitrato per la risoluzione stragiudiziale di controversie, definite ai sensi dell’articolo 32-ter del Testo Unico.
3. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano al servizio accessorio di concessione di finanziamenti agli investitori.
(Contratti relativi alla gestione di portafogli)
1. In aggiunta a quanto stabilito dall’articolo 37, il contratto con i clienti al dettaglio relativo alla gestione di portafogli (1):
a) indica i tipi di strumenti finanziari che possono essere inclusi nel portafoglio del cliente e i tipi di operazioni che possono essere realizzate su tali strumenti, inclusi eventuali limiti;
b) indica gli obiettivi di gestione, il livello del rischio entro il quale il gestore può esercitare la sua discrezionalità ed eventuali specifiche restrizioni a tale discrezionalità;
c) indica se il portafoglio del cliente può essere caratterizzato da effetto leva;
d) fornisce la descrizione del parametro di riferimento, ove significativo, al quale verrà raffrontato il rendimento del portafoglio del cliente;
e) indica se l’intermediario delega a terzi l’esecuzione dell’incarico ricevuto, specificando i dettagli della delega;
f) indica il metodo e la frequenza di valutazione degli strumenti finanziari contenuti nel portafoglio del cliente.
2. Ai fini di cui al comma 1, lettera a), il contratto specifica la possibilità per l’intermediario di investire in strumenti finanziari non ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato, in derivati o in strumenti illiquidi o altamente volatili; o di procedere a vendite allo scoperto, acquisti tramite somme di denaro prese a prestito, operazioni di finanziamento tramite titoli o qualsiasi operazione che implichi pagamenti di margini, deposito di garanzie o rischio di cambio.
(1) Alinea modificato dall’articolo 2, comma 1, lettera d), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
ADEGUATEZZA, APPROPRIATEZZA E “MERA ESECUZIONE O RICEZIONE DI ORDINI”
(Informazioni dai clienti nei servizi di consulenza in materia di investimenti e di gestione di portafogli)
1. Al fine di raccomandare i servizi di investimento e gli strumenti finanziari adatti al cliente o potenziale cliente, nella prestazione dei servizi di consulenza in materia di investimenti o di gestione di portafoglio, gli intermediari ottengono dal cliente o potenziale cliente le informazioni necessarie in merito:
a) alla conoscenza ed esperienza nel settore di investimento rilevante per il tipo di strumento o di servizio;
2. Le informazioni di cui al comma 1, lettera a), includono i seguenti elementi, nella misura in cui siano appropriati tenuto conto delle caratteristiche del cliente, della natura e dell’importanza del servizio da fornire e del tipo di prodotto od operazione previsti, nonché della complessità e dei rischi di tale servizio, prodotto od operazione:
a) i tipi di servizi, operazioni e strumenti finanziari con i quali il cliente ha dimestichezza;
b) la natura, il volume e la frequenza delle operazioni su strumenti finanziari realizzate dal cliente e il periodo durante il quale queste operazioni sono state eseguite;
c) il livello di istruzione, la professione o, se rilevante, la precedente professione del cliente.
3. Le informazioni di cui al comma 1, lettera b), includono, ove pertinenti, dati sulla fonte e sulla consistenza del reddito del cliente, del suo patrimonio complessivo, e dei suoi impegni finanziari.
4. Le informazioni di cui al comma 1, lettera c), includono dati sul periodo di tempo per il quale il cliente desidera conservare l’investimento, le sue preferenze in materia di rischio, il suo profilo di rischio e le finalità dell’investimento, ove pertinenti.
5. Gli intermediari possono fare affidamento sulle informazioni fornite dai clienti o potenziali clienti a meno che esse non siano manifestamente superate, inesatte o incomplete.
6. Quando gli intermediari che forniscono il servizio di consulenza in materia di investimenti o di gestione di portafogli non ottengono le informazioni di cui al presente articolo si astengono dal prestare i menzionati servizi.
7. Gli intermediari non possono incoraggiare un cliente o potenziale cliente a non fornire le informazioni richieste ai sensi del presente articolo.
(Valutazione dell’adeguatezza)
Una serie di operazioni, ciascuna delle quali è adeguata se considerata isolatamente, può non essere adeguata se avvenga con una frequenza che non è nel migliore interesse del cliente.
2. Quando forniscono il servizio di consulenza in materia di investimenti o di gestione di portafogli ad un cliente professionale gli intermediari possono presumere che, per quanto riguarda gli strumenti, le operazioni e i servizi per i quali tale cliente è classificato nella categoria dei clienti professionali, egli abbia il livello necessario di esperienze e di conoscenze ai fini del comma 1, lettera c).
3. In caso di prestazione del servizio di consulenza in materia di investimenti ad un cliente professionale considerato tale di diritto ai sensi dell’Allegato n. 3 al presente regolamento ovvero del regolamento emanato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze ai sensi dell’articolo 6, comma 2-sexies del Testo Unico, gli intermediari possono presumere, ai fini del comma 1, lettera b), che il cliente sia finanziariamente in grado di sopportare qualsiasi rischio di investimento compatibile con i propri obiettivi di investimento.
(Informazioni dai clienti nei servizi diversi da quelli di consulenza in materia di investimenti e di gestione di portafogli)
1. Gli intermediari, quando prestano servizi di investimento diversi dalla consulenza in materia di investimenti e dalla gestione di portafogli, richiedono al cliente o potenziale cliente di fornire informazioni in merito alla sua conoscenza e esperienza nel settore d’investimento rilevante per il tipo di strumento o di servizio proposto o chiesto. Si applica l’articolo 39, commi 2, 5 e 7.
(Valutazione dell’appropriatezza)
1. Nella prestazione dei servizi di investimento diversi dalla consulenza in materia di investimenti e dalla gestione di portafogli, e sulla base delle informazioni di cui all’articolo 41, gli intermediari verificano che il cliente abbia il livello di esperienza e conoscenza necessario per comprendere i rischi che lo strumento o il servizio di investimento offerto o richiesto comporta.
2. Gli intermediari possono presumere che un cliente professionale abbia il livello di esperienza e conoscenza necessario per comprendere i rischi connessi ai servizi di investimento o alle operazioni o ai tipi di operazioni o strumenti per i quali il cliente è classificato come professionale.
3. Qualora gli intermediari ritengano, ai sensi del comma 1, che lo strumento o il servizio non sia appropriato per il cliente o potenziale cliente, lo avvertono di tale situazione. L’avvertenza può essere fornita utilizzando un formato standardizzato.
4. Qualora il cliente o potenziale cliente scelga di non fornire le informazioni di cui all’articolo 41, o qualora tali informazioni non siano sufficienti, gli intermediari avvertono il cliente o potenziale cliente, che tale decisione impedirà loro di determinare se il servizio o lo strumento sia per lui appropriato. L’avvertenza può essere fornita utilizzando un formato standardizzato.
Mera esecuzione o ricezione di ordini
1. Gli intermediari possono prestare i servizi di esecuzione di ordini per conto dei clienti o di ricezione e trasmissione ordini, senza che sia necessario ottenere le informazioni o procedere alla valutazione di cui al Capo II, quando sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni:
a) i suddetti servizi sono connessi ad azioni ammesse alla negoziazione in un mercato regolamentato, o in un mercato equivalente di un paese terzo, a strumenti del mercato monetario, obbligazioni o altri titoli di debito (escluse le obbligazioni o i titoli di debito che incorporano uno strumento derivato), OICR armonizzati ed altri strumenti finanziari non complessi;
b) il servizio è prestato a iniziativa del cliente o potenziale cliente;
c) il cliente o potenziale cliente è stato chiaramente informato che, nel prestare tale servizio, l’intermediario non è tenuto a valutare l’appropriatezza e che pertanto l’investitore non beneficia della protezione offerta dalle relative disposizioni. L’avvertenza può essere fornita utilizzando un formato standardizzato;
d) l’intermediario rispetta gli obblighi in materia di conflitti di interesse.
(Strumenti finanziari non complessi)
1. Uno strumento finanziario che non sia menzionato all’articolo 43, comma 1, lettera a), è considerato non complesso se soddisfa i seguenti criteri:
a) non rientra nelle definizioni di cui all’articolo 1, comma 1-bis), lettere c) e d), del Testo Unico, nonché nelle definizioni di cui all’articolo 1, comma 2, lettere d), e), f), g) h), i) e j) del Testo Unico;
b) esistono frequenti opportunità di cedere, riscattare od ottenere altrimenti il corrispettivo di tale strumento a prezzi che siano pubblicamente disponibili per i partecipanti al mercato. Tali prezzi devono essere quelli di mercato o quelli messi a disposizione, ovvero convalidati, da sistemi di valutazione indipendenti dall’emittente;
c) non implica alcuna passività effettiva o potenziale per il cliente che vada oltre il costo di acquisizione dello strumento;
d) sono pubblicamente disponibili informazioni sufficientemente complete e di agevole comprensione sulle sue caratteristiche in modo tale che il cliente al dettaglio medio possa prendere una decisione informata in merito alla realizzazione o meno di un’operazione su tale strumento.
(Misure per l’esecuzione degli ordini alle condizioni più favorevoli per il cliente)
1. Gli intermediari adottano tutte le misure ragionevoli e, a tal fine, mettono in atto meccanismi efficaci, per ottenere, allorché eseguono ordini, il miglior risultato possibile per i loro clienti, avendo riguardo al prezzo, ai costi, alla rapidità e alla probabilità di esecuzione e di regolamento, alle dimensioni, alla natura dell’ordine o a qualsiasi altra considerazione pertinente ai fini della sua esecuzione.
2. Per stabilire l’importanza relativa dei fattori di cui al comma 1, gli intermediari tengono conto dei seguenti criteri:
a) caratteristiche del cliente, compresa la sua classificazione come cliente al dettaglio o professionale;
b) caratteristiche dell’ordine del cliente;
c) caratteristiche degli strumenti finanziari che sono oggetto dell’ordine;
d) caratteristiche delle sedi di esecuzione alle quali l’ordine può essere diretto.
3. Nel rispetto dei commi 1 e 2, gli intermediari adottano una strategia di esecuzione degli ordini finalizzata a:
a) individuare, per ciascuna categoria di strumenti, almeno le sedi di esecuzione che permettono di ottenere in modo duraturo il miglior risultato possibile per l’esecuzione degli ordini del cliente;
b) orientare la scelta della sede di esecuzione fra quelle individuate ai sensi della lettera a).
4. Gli intermediari evitano di strutturare o applicare le commissioni secondo modalità che comportano una discriminazione indebita tra una sede di esecuzione e l’altra.
5. Quando gli intermediari eseguono ordini per conto di un cliente al dettaglio:
a) la selezione di cui al comma 3, lettera a), è condotta in ragione del corrispettivo totale, costituito dal prezzo dello strumento finanziario e dai costi relativi all’esecuzione. I costi includono tutte le spese sostenute dal cliente e direttamente collegate all’esecuzione dell’ordine, comprese le competenze della sede di esecuzione, le competenze per la compensazione nonché il regolamento e qualsiasi altra competenza pagata a terzi in relazione all’esecuzione dell’ordine.
Fattori diversi dal corrispettivo totale possono ricevere precedenza rispetto alla considerazione immediata del prezzo e del costo, soltanto a condizione che essi siano strumentali a fornire il miglior risultato possibile in termini di corrispettivo totale per il cliente al dettaglio;
b) la scelta di cui al comma 3, lettera b), è condotta sulla base del corrispettivo totale. A tal fine, sono considerate anche le commissioni proprie e i costi dell’impresa per l’esecuzione dell’ordine in ciascuna delle sedi di esecuzione ammissibili.
6. In ogni caso, qualora il cliente impartisca istruzioni specifiche, l’intermediario esegue l’ordine attenendosi, limitatamente agli elementi oggetto delle indicazioni ricevute, a tali istruzioni.
(Informazioni sulla strategia di esecuzione degli ordini)
1. Gli intermediari:
a) forniscono informazioni appropriate ai propri clienti circa la strategia di esecuzione degli ordini adottata ai sensi dell’articolo 45, comma 3;
b) specificano ai clienti se la strategia prevede che gli ordini possano essere eseguiti al di fuori di un mercato regolamentato o di un sistema multilaterale di negoziazione.
2. Gli intermediari:
a) ottengono il consenso preliminare del cliente sulla strategia di esecuzione degli ordini;
b) ottengono il consenso preliminare esplicito del cliente prima di procedere all’esecuzione degli ordini al di fuori di un mercato regolamentato o di un sistema multilaterale di negoziazione. Tale consenso può essere espresso in via generale o in relazione alle singole operazioni.
3. Ai sensi del comma 1, lettera a), gli intermediari forniscono ai clienti al dettaglio, in tempo utile prima della prestazione del servizio, le seguenti informazioni sulla loro strategia di esecuzione:
a) l’indicazione dell’importanza relativa assegnata ai fattori di cui all’articolo 45, comma 1 o della procedura con la quale viene determinata l’importanza relativa di tali fattori;
b) l’elenco delle sedi di esecuzione sulle quali l’intermediario fa notevole affidamento per adempiere al proprio obbligo di adottare tutte le misure ragionevoli per ottenere in modo duraturo il migliore risultato possibile per l’esecuzione degli ordini dei clienti;
c) un avviso chiaro ed evidente che eventuali istruzioni specifiche del cliente possono pregiudicare le misure previste nella strategia di esecuzione limitatamente agli elementi oggetto di tali istruzioni.
4. Le informazioni di cui al comma 3 vengono fornite su supporto duraturo o tramite un sito Internet nel rispetto delle condizioni di cui all’articolo 36, comma 2.
5. Gli intermediari devono essere in grado di dimostrare ai loro clienti, su richiesta, che hanno eseguito gli ordini in conformità della strategia di esecuzione.
(Verifica ed aggiornamento delle misure e della strategia di esecuzione)
1. Gli intermediari controllano l’efficacia delle loro misure di esecuzione degli ordini e della loro strategia di esecuzione in modo da identificare e, se del caso, correggere eventuali carenze.
2. Gli intermediari riesaminano le misure e la strategia di esecuzione con periodicità almeno annuale, ed anche al verificarsi di circostanze rilevanti, tali da influire sulla capacità di ottenere in modo duraturo il miglior risultato possibile per l’esecuzione degli ordini dei clienti utilizzando le sedi incluse nella strategia di esecuzione.
3. Gli intermediari comunicano ai clienti qualsiasi modifica rilevante apportata alla strategia di esecuzione adottata.
Ricezioni e trasmissione degli ordini e gestione di portafogli
(Misure per la trasmissione degli ordini alle condizioni più favorevoli per il cliente)
1. Nella prestazione dei servizi di ricezione e trasmissione di ordini e di gestione di portafogli gli intermediari adottano tutte le misure ragionevoli per ottenere il miglior risultato possibile per i loro clienti tenendo conto dei fattori e dei criteri di cui all’articolo 45, commi 1 e 2. Per i clienti al dettaglio, si tiene conto dei principi di cui all’articolo 45, comma 5.
2. Ai fini di cui al comma 1, gli intermediari stabiliscono anche una strategia di trasmissione che identifica, per ciascuna categoria di strumenti, i soggetti ai quali gli ordini sono trasmessi in ragione delle strategie di esecuzione adottate da questi ultimi.
3. Gli intermediari forniscono informazioni appropriate ai loro clienti sulla propria strategia di trasmissione stabilita ai sensi del presente articolo.
4. In ogni caso, qualora il cliente impartisca istruzioni specifiche, l’intermediario è tenuto ad attenersi alle stesse, limitatamente agli elementi oggetto delle indicazioni ricevute.
5. Gli intermediari controllano l’efficacia della strategia di cui al comma 2 ed in particolare verificano la qualità dell’esecuzione da parte dei soggetti identificati per l’esecuzione degli ordini, e, se del caso, pongono rimedio ad eventuali carenze.
6. Gli intermediari riesaminano la strategia di trasmissione con periodicità almeno annuale, ed anche al verificarsi di circostanze rilevanti, tali da influire sulla capacità dell’impresa di continuare ad ottenere il migliore risultato possibile per i propri clienti.
7. Il presente articolo non si applica quando l’intermediario che presta il servizio di gestione di portafogli e/o di ricezione e trasmissione degli ordini esegue altresì gli ordini ricevuti o le decisioni di negoziare per conto del portafoglio dei suoi clienti. In tali casi si applica il Capo I.
1. Gli intermediari che trattano ordini per conto dei clienti applicano misure che assicurino una trattazione rapida, corretta ed efficiente di tali ordini rispetto ad altri ordini di clienti e agli interessi di negoziazione dello stesso intermediario.
2. In caso di ordini di clienti con limite di prezzo, in relazione ad azioni ammesse alla negoziazione in un mercato regolamentato, che non siano eseguiti immediatamente alle condizioni prevalenti del mercato, gli intermediari autorizzati all’esecuzione degli ordini per conto dei clienti adottano misure volte a facilitare l’esecuzione più rapida possibile di tali ordini pubblicandoli immediatamente in un modo facilmente accessibile agli altri partecipanti al mercato, a meno che il cliente fornisca esplicitamente istruzioni diverse. A tal fine gli intermediari possono trasmettere gli ordini del cliente con limite di prezzo a un mercato regolamentato e/o a un sistema multilaterale di negoziazione. Si applica l’articolo 31 del Regolamento n. 1287/2006/CE.
3. Ai fini di cui al comma 1, gli intermediari adempiono alle seguenti condizioni quando trattano gli ordini dei clienti:
a) assicurano che gli ordini eseguiti per conto dei clienti siano prontamente ed accuratamente registrati ed assegnati;
b) trattano gli ordini equivalenti dei clienti in successione e con prontezza a meno che le caratteristiche dell’ordine o le condizioni di mercato prevalenti lo rendano impossibile o gli interessi dei clienti richiedano di procedere diversamente;
c) informano il cliente al dettaglio circa eventuali difficoltà rilevanti che potrebbero influire sulla corretta esecuzione degli ordini non appena vengono a conoscenza di tali difficoltà.
4. Se l’intermediario ha la responsabilità di controllare o disporre il regolamento di un ordine eseguito, adotta tutte le misure ragionevoli per assicurare che gli strumenti finanziari o le somme di denaro, di pertinenza dei clienti, ricevuti a regolamento dell’ordine eseguito siano prontamente e correttamente trasferiti sul conto del cliente.
5. Gli intermediari non fanno un uso scorretto delle informazioni relative a ordini in attesa di esecuzione e adottano tutte le misure ragionevoli per impedire l’uso scorretto di tali informazioni da parte di uno qualsiasi dei loro soggetti rilevanti, come definiti dal regolamento adottato ai sensi dell’articolo 6, comma 2-bis del Testo Unico.
6. Il presente articolo, salvo quanto previsto dal comma 2 e dal comma 3, lettera c), si applica anche agli intermediari autorizzati alla gestione di portafogli.
(Aggregazione e assegnazione)
1. Gli intermediari possono trattare l’ordine di un cliente o un’operazione per conto proprio in aggregazione con l’ordine di un altro cliente solo quando le condizioni seguenti sono soddisfatte:
a) deve essere improbabile che l’aggregazione degli ordini e delle operazioni vada a discapito di uno qualsiasi dei clienti i cui ordini vengono aggregati;
b) ciascun cliente per il cui ordine è prevista l’aggregazione è informato che l’effetto dell’aggregazione potrebbe andare a suo discapito in relazione ad un particolare ordine;
c) è stabilita e applicata con efficacia una strategia di assegnazione degli ordini che preveda in termini sufficientemente precisi una ripartizione corretta degli ordini aggregati e delle operazioni.
La strategia disciplina il modo in cui il volume e il prezzo degli ordini determinano le assegnazioni e il trattamento delle esecuzioni parziali.
2. In caso di esecuzione parziale di ordini aggregati di clienti, gli intermediari ripartiscono le relative operazioni conformemente con la propria strategia di assegnazione degli ordini.
3. Il presente articolo si applica anche agli intermediari autorizzati alla gestione di portafogli, ad eccezione del comma 1, lettera b). Il comma 1, lettera b) si applica nel caso di istruzioni specifiche del cliente.
(Assegnazione a seguito di aggregazione di ordini di clienti con disposizioni per conto proprio)
1. Gli intermediari che hanno aggregato operazioni per conto proprio con uno o più ordini di clienti non possono assegnare le relative operazioni in un modo che sia dannoso per un cliente.
2. In caso di esecuzione parziale di ordini aggregati di clienti con operazioni per conto proprio, gli intermediari assegnano le operazioni eseguite al cliente prima che all’intermediario. Le operazioni eseguite possono essere proporzionalmente assegnate anche all’intermediario se, conformemente alla strategia di assegnazione degli ordini di cui all’articolo 50, comma 1, lettera c), senza l’aggregazione non sarebbe stato possibile eseguire l’ordine a condizioni altrettanto vantaggiose o non sarebbe stato possibile eseguirlo affatto.
3. In ogni caso gli intermediari, nel quadro della strategia di assegnazione degli ordini di cui all’articolo 50, comma 1, lettera c), adottano misure volte ad impedire una riassegnazione delle operazioni per conto proprio eseguite in combinazione con ordini di clienti secondo modalità svantaggiose per il cliente.
4. Il presente articolo si applica anche agli intermediari autorizzati alla gestione di portafogli.
1. Gli intermediari non possono, in relazione alla prestazione di un servizio di investimento o accessorio ad un cliente, versare o percepire compensi o commissioni oppure fornire o ricevere prestazioni non monetarie ad eccezione di:
a) compensi, commissioni o prestazioni non monetarie pagati o forniti a o da un cliente o da chi agisca per conto di questi;
b) compensi, commissioni o prestazioni non monetarie pagati o forniti a o da un terzo o da chi agisca per conto di questi, qualora siano soddisfatte le seguenti condizioni:
b1) l’esistenza, la natura e l’importo di compensi, commissioni o prestazioni, o, qualora l’importo non possa essere accertato, il metodo di calcolo di tale importo sono comunicati chiaramente al cliente, in modo completo, accurato e comprensibile, prima della prestazione del servizio di investimento o accessorio;
b2) il pagamento di compensi o commissioni o la fornitura di prestazioni non monetarie è volta ad accrescere la qualità del servizio fornito al cliente e non deve ostacolare l’adempimento da parte dell’intermediario dell’obbligo di servire al meglio gli interessi del cliente;
c) compensi adeguati che rendano possibile la prestazione dei servizi o siano necessari a tal fine, come ad esempio i costi di custodia, le commissioni di regolamento e cambio, i prelievi obbligatori o le spese legali, e che, per loro natura, non possano entrare in conflitto con il dovere dell’impresa di agire in modo onesto, equo e professionale per servire al meglio gli interessi dei suoi clienti.
2. Gli intermediari, ai sensi del comma 1, lettera b), punto b1), possono comunicare i termini essenziali degli accordi conclusi in materia di compensi, commissioni o prestazioni non monetarie, in forma sintetica, comunicando ulteriori dettagli su richiesta del cliente.
RENDICONTI E REGISTRAZIONI
(Rendiconti nei servizi diversi dalla gestione di portafogli)
1. I clienti ricevono dall’intermediario rendiconto dei servizi prestati. I rendiconti comprendono, se del caso, i costi delle operazioni e dei servizi prestati per loro conto.
2. Nella prestazione dei servizi di esecuzione di ordini, ricezione e trasmissione di ordini, nonché collocamento, ivi inclusa l’offerta fuori sede:
a) gli intermediari forniscono prontamente al cliente, su supporto duraturo, le informazioni essenziali riguardanti l’esecuzione dell’ordine;
b) nel caso di un cliente al dettaglio, gli intermediari inviano al cliente un avviso su supporto duraturo che confermi l’esecuzione dell’ordine quanto prima e al più tardi il primo giorno lavorativo successivo all’esecuzione o, se l’impresa di investimento riceve la conferma da un terzo, al più tardi il primo giorno lavorativo successivo alla ricezione della conferma dal terzo medesimo.
3. Le disposizioni previste dal comma 2, lettera b), non si applicano quando la conferma conterrebbe le stesse informazioni di un’altra conferma che deve essere prontamente inviata al cliente al dettaglio da un diverso soggetto.
4. In aggiunta a quanto previsto dal comma 2, gli intermediari forniscono al cliente, su sua richiesta, informazioni circa lo stato del suo ordine.
5. Nel caso di ordini per un cliente al dettaglio relativi a quote o azioni di OICR che vengono eseguiti periodicamente, gli intermediari si attengono a quanto previsto dal comma 2, lettera b), ovvero forniscono al cliente al dettaglio, almeno ogni sei mesi, le informazioni di cui al comma 6.
6. L’avviso di cui al comma 2, lettera b) contiene le informazioni seguenti, se pertinenti, anche secondo quanto previsto all’allegato I, tabella 1 del Regolamento n. 1287/2006/CE:
a) l’identificativo dell’intermediario che compie la comunicazione;
b) il nome o altro elemento di designazione del cliente;
c) il giorno di esecuzione;
d) l’orario di esecuzione;
e) la tipologia dell’ordine (ordine con limite di prezzo, ordine al prezzo di mercato o altro tipo specifico di ordine);
f) l’identificativo della sede di esecuzione;
g) l’identificativo dello strumento;
h) l’indicatore acquisto/vendita;
i) la natura dell’ordine, in caso non si tratti di acquisto/vendita;
j) il quantitativo;
k) il prezzo unitario;
l) il corrispettivo totale;
m) la somma totale delle commissioni e delle spese applicate e, qualora il cliente al dettaglio lo richieda, la scomposizione di tali commissioni e spese in singole voci;
n) le responsabilità del cliente in relazione al regolamento dell’operazione, compreso il termine per il pagamento o la consegna nonché i dettagli del conto rilevanti, qualora tali responsabilità e dettagli non siano stati notificati in precedenza al cliente;
o) se la controparte del cliente è lo stesso intermediario o un’altra impresa del suo gruppo o un altro cliente dell’intermediario, a meno che l’ordine non sia stato eseguito tramite un sistema che realizza una negoziazione anonima.
7. Ai fini di cui alla lettera k) del comma 6 quando l’ordine è eseguito in tranche, l’intermediario può fornire al cliente informazioni in merito al prezzo di ciascuna tranche o al prezzo medio.
Qualora venga fornito il prezzo medio, l’intermediario informa il cliente al dettaglio, su sua richiesta, in merito al prezzo di ciascuna tranche.
8. L’intermediario può fornire al cliente le informazioni di cui al comma 6 utilizzando codici standard, a condizione di fornire una spiegazione dei codici utilizzati.
(Rendiconti nel servizio di gestione di portafogli)
1. Gli intermediari che prestano il servizio di gestione di portafogli forniscono ai clienti rendiconti periodici, su supporto duraturo, del servizio svolto a meno che tale rendiconto sia fornito da un altro soggetto.
2. I rendiconti periodici di cui al comma 1 forniti ai clienti al dettaglio includono le informazioni seguenti, ove pertinenti:
a) il nome dell’intermediario;
b) il nome o altro elemento di designazione del conto del cliente al dettaglio;
c) il resoconto del contenuto e della valutazione del portafoglio, compresi i dettagli relativi a ciascuno strumento finanziario detenuto, il suo valore di mercato o il suo valore equo (fair value) se il valore di mercato è indisponibile, il saldo contante all’inizio e alla fine del periodo oggetto del rendiconto e il rendimento del portafoglio durante il periodo oggetto del rendiconto;
d) l’importo totale delle competenze e degli oneri applicati durante il periodo oggetto del rendiconto, con indicazione delle singole voci quanto meno per ciò che riguarda le competenze di gestione totali e i costi totali connessi all’esecuzione, compresa, ove pertinente, la dichiarazione che su richiesta verrà fornita una scomposizione in voci più dettagliata;
e) un raffronto del rendimento durante il periodo oggetto del rendiconto con il parametro di riferimento eventualmente convenuto tra l’intermediario e il cliente;
f) l’importo totale dei dividendi, degli interessi e degli altri pagamenti ricevuti durante il periodo oggetto del rendiconto in relazione al portafoglio del cliente;
g) informazioni circa altri eventi societari che conferiscano diritti in relazione a strumenti finanziari detenuti nel portafoglio;
h) per ciascuna operazione eseguita durante il periodo, le informazioni di cui all’articolo 53, comma 6, lettere da c) a l), ove pertinenti, a meno che il cliente non scelga di ricevere le informazioni volta per volta sulle operazioni eseguite; in tal caso si applica il comma 5.
3. Nel caso di clienti al dettaglio, i rendiconti periodici di cui al comma 1 vengono forniti a cadenza semestrale, salvo nei seguenti casi:
a) se il cliente lo richiede, il rendiconto periodico è fornito ogni tre mesi;
b) nei casi in cui si applica il comma 5, il rendiconto periodico è comunque fornito almeno ogni 12 mesi;
c) quando il contratto tra l’intermediario e il cliente al dettaglio autorizza un portafoglio caratterizzato da effetto leva, il rendiconto periodico è fornito almeno una volta al mese.
4. Gli intermediari informano i clienti al dettaglio che essi hanno il diritto di presentare richieste ai fini dell’applicazione di quanto previsto dal comma 3, lettera a). Il rendiconto periodico previsto dal comma 3, lettera b), è fornito con cadenza semestrale in relazione ai portafogli interessati da operazioni su strumenti finanziari di cui all’articolo 1, comma 1-bis, lettera c) o di cui all’articolo 1, comma 3, del Testo Unico.
5. Qualora il cliente scelga di ricevere le informazioni volta per volta sulle operazioni eseguite, gli intermediari forniscono prontamente a tale cliente, all’atto dell’esecuzione di un’operazione, le informazioni essenziali su supporto duraturo.
6. Nel caso di cui al comma 5, qualora il cliente interessato sia un cliente al dettaglio, l’intermediario invia una comunicazione di conferma dell’operazione, contenente le informazioni di cui all’articolo 53, comma 6, al più tardi il primo giorno lavorativo successivo all’esecuzione o, se l’intermediario riceve la conferma da un terzo, al più tardi il primo giorno lavorativo successivo alla ricezione di tale conferma.
7. Il comma 6 non si applica nei casi in cui la conferma conterrebbe le stesse informazioni di un’altra conferma che deve essere prontamente inviata al cliente al dettaglio da un altro soggetto.
(Obblighi di rendiconto aggiuntivi per le operazioni di gestione di portafogli o le operazioni con passività potenziali)
1. Gli intermediari che svolgono il servizio di gestione di portafogli per clienti al dettaglio o amministrano conti di clienti al dettaglio che includono una posizione aperta scoperta su operazioni con passività potenziali, comunicano al cliente eventuali perdite che superino una soglia predeterminata convenuta tra l’intermediario e il cliente non più tardi della fine del giorno lavorativo nel quale la soglia è superata, o, qualora tale soglia venga superata in un giorno non lavorativo, della fine del giorno lavorativo successivo.
(Rendiconti degli strumenti finanziari e delle disponibilità liquide della clientela)
1. Gli intermediari che detengono strumenti finanziari o disponibilità liquide di clienti inviano, quanto meno una volta all’anno, a ciascun cliente un rendiconto di tali strumenti finanziari o disponibilità liquide, su supporto duraturo.
2. Il rendiconto delle attività dei clienti di cui al comma 1 include le informazioni seguenti:
a) i dettagli di tutti gli strumenti finanziari e delle disponibilità liquide detenuti dall’impresa di investimento per il cliente alla fine del periodo oggetto del rendiconto;
b) in che misura eventuali strumenti finanziari o disponibilità liquide della clientela sono stati oggetto di operazioni di finanziamento tramite titoli;
c) l’entità di eventuali benefici maturati dal cliente in virtù della partecipazione ad operazioni di finanziamento tramite titoli e la base sulla quale tali benefici sono maturati.
Nei casi di operazioni non regolate, le informazioni di cui alla lettera a) possono essere basate o sulla data di negoziazione o sulla data di regolamento, purché la stessa base sia applicata a tutte le informazioni di questo tipo contenute nel rendiconto.
3. Gli intermediari che detengono strumenti finanziari o disponibilità liquide del cliente e prestano al cliente il servizio di gestione di portafogli possono includere il rendiconto di cui al comma 1 nel rendiconto periodico che essi forniscono ai sensi dell’articolo 54, comma 1.
(Registrazione degli ordini telefonici ed elettronici)
1. Gli intermediari registrano su nastro magnetico o su altro supporto equivalente gli ordini impartiti telefonicamente dai clienti, e mantengono evidenza degli ordini inoltrati elettronicamente dai clienti.
RAPPORTI CON CONTROPARTI QUALIFICATE
(Rapporti con controparti qualificate)
1. Sono controparti qualificate i clienti a cui sono prestati i servizi di esecuzione di ordini e/o di negoziazione per conto proprio e/o di ricezione e trasmissione ordini, definiti come tali dall’articolo 6, comma 2-quater, lettera d), numeri 1), 2), 3) e 5) del Testo Unico.
2. Sono altresì controparti qualificate le imprese di cui all’Allegato n. 3, parte I, punti (1) e (2) non già richiamate al comma 1, a cui sono prestati i servizi ivi menzionati, nonché le imprese che siano qualificate come tali, ai sensi dell’articolo 24, paragrafo 3, della direttiva n. 2004/39/CE, dall’ordinamento dello Stato comunitario in cui hanno sede o che siano sottoposte a identiche condizioni e requisiti nello Stato extracomunitario in cui hanno sede. Gli intermediari ottengono da tali controparti la conferma esplicita, in via generale o in relazione alle singole operazioni, che esse accettano di essere trattate come controparti qualificate.
3. Alla prestazione dei servizi di investimento, e dei servizi accessori ad essi connessi, a controparti qualificate, non si applicano le regole di condotta di cui agli articoli da 27 a 56, ad eccezione del comma 2 dell’articolo 49. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 35.
4. La classificazione come controparte qualificata non pregiudica la facoltà del soggetto di chiedere, in via generale o per ogni singola operazione, di essere trattato come un cliente professionale ovvero, in via espressa, come un cliente al dettaglio. La richiesta è soggetta al consenso dell’intermediario.
5. Quando, ai sensi del comma 4, una controparte qualificata richiede espressamente di essere trattata come un cliente al dettaglio, si applicano le disposizioni relative alle richieste di trattamento quale cliente non professionale di cui agli ultimi tre capoversi dell’allegato n. 3, parte I.
RAPPORTI TRA GESTORI DI SISTEMI MULTILATERALI DI
NEGOZIAZIONE E I PARTECIPANTI
(Rapporti fra gestori di sistemi multilaterali di negoziazione e i partecipanti)
1. Nei rapporti fra intermediari autorizzati alla gestione di sistemi multilaterali di negoziazione e i partecipanti ai medesimi sistemi non si applicano le regole di condotta di cui agli articoli da 27 a 57.
(Agenti di cambio)
1. Gli agenti di cambio sono tenuti all’osservanza del presente regolamento.
1. Agli agenti di cambio si applicano, in quanto compatibili, ad eccezione degli articoli 156, comma quinto, 157, 158, 159, commi 1, 2, 3, 4, 5, 7 e 8, 165 e 165-bis, le disposizioni della parte IV, titolo III, capo II, sezione VI del Testo Unico e gli articoli 145 e 145-bis del Regolamento di attuazione del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, concernente la disciplina degli emittenti.
2. La società di revisione, oltre a quanto previsto dall’articolo 155, comma 1, del Testo Unico, verifica:
a) che l’organizzazione e le procedure interne garantiscano il rispetto degli obblighi di rendicontazione e di registrazione degli ordini e delle operazioni eseguite per conto dei clienti;
b) con cadenza almeno trimestrale, la consistenza delle singole posizioni dei clienti e la separazione del loro patrimonio da quello di pertinenza dell’agente di cambio anche sulla base degli estratti conto emessi dai subdepositari.
(Conferimento e revoca dell’incarico)
1. L’incarico conferito dall’agente di cambio dura nove esercizi e non può essere rinnovato o nuovamente conferito se non siano decorsi almeno tre anni dalla data di cessazione del precedente.
2. L’agente di cambio revoca l’incarico quando ricorra una giusta causa, provvedendo contestualmente a conferire l’incarico ad altra società di revisione. Non costituisce giusta causa di revoca la divergenza di opinioni rispetto a valutazioni contabili o a procedure di revisione. La società di revisione a cui è stato revocato l’incarico continua ad esercitare l’attività di controllo contabile fino a quando non acquista efficacia il conferimento del nuovo incarico, ovvero fino al conferimento d’ufficio da parte della Consob.
3. La Consob conferisce d’ufficio l’incarico di revisione e ne determina il corrispettivo qualora, trascorsi sessanta giorni dalla scadenza dell’incarico ovvero dalla comunicazione prevista dall’articolo 163, comma 5, del Testo Unico, l’agente di cambio non abbia provveduto ad un nuovo conferimento. La Consob delibera nei quarantacinque giorni successivi alla scadenza del suddetto termine.
(Comunicazioni alle Autorità di controllo)
1. L’agente di cambio comunica alla Consob e alla Banca d’Italia il conferimento dell’incarico e i contenuti dell’accordo nonché le motivazioni dell’eventuale revoca.
2. La società di revisione, senza indugio:
a) trasmette alla Consob e alla Banca d’Italia la relazione sul bilancio di esercizio;
b) comunica alle stesse Autorità le eventuali irregolarità riscontrate nel corso delle verifiche previste dall’articolo 61, comma 2.
PRESTAZIONE DEL SERVIZIO DI GESTIONE COLLETTIVA DEL
RISPARMIO E COMMERCIALIZZAZIONE DI OICR
[a) «regolamento ministeriale»: il regolamento di cui all’articolo 37 del Testo Unico;] (1)
b) «servizio di gestione collettiva del risparmio»: il servizio come definito dall’articolo 1, comma 1, lettera n)[, nn. 1), 2) e 3)] del Testo unico (2);
b-bis) “regolamento (UE) n. 231/2013”: il regolamento delegato (UE) n. 231/2013 della Commissione del 19 dicembre 2012 (3);
b-ter) “gestori”: la società di gestione del risparmio, la SICAV e la SICAF che gestiscono direttamente i propri patrimoni (4);
b-quater) “soggetti rilevanti”: i soggetti definiti dal regolamento adottato ai sensi dell’art. 6, comma 2-bis, del Testo Unico (5).
[c) «fondo chiuso»: il fondo comune di investimento in cui il diritto al rimborso è riconosciuto ai partecipanti solo a scadenze predeterminate e non riservato agli investitori istituzionali di cui al regolamento ministeriale;] (6)
[d) «investitore»: persona fisica o giuridica alla quale viene offerto o prestato il servizio di gestione collettiva del risparmio;] (7)
[e) «investitore al dettaglio»: l’investitore che non sia in possesso dei requisiti previsti per i clienti professionali privati dall’Allegato n. 3 al presente regolamento e per i clienti professionali pubblici dal regolamento emanato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze ai sensi dell’articolo 6, comma 2-sexies del Testo Unico. Gli investitori riconosciuti dalle società di gestione del risparmio e dalle SICAV quali operatori qualificati ai sensi della disciplina previgente, sulla base di parametri similari a quelli di cui all’Allegato n. 3, sezione II, al presente regolamento e al regolamento emanato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze ai sensi dell’articolo 6, comma 2-sexies del Testo Unico, possono continuare ad essere considerati investitori diversi dagli investitori al dettaglio.] (8)
1-bis. Ove non diversamente specificato, ai fini del presente libro valgono le definizioni contenute nel Testo Unico (9).
(1) Lettera soppressa dall’articolo 2, comma 1, lettera e), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(2) Lettera sostituita dall’articolo 2, comma 1, lettera c), della Deliberazione CONSOB 9 maggio 2012, n. 18210 e successivamente modificata dall’articolo 2, comma 1, lettera e), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(3) Lettera inserita dall’articolo 2, comma 1, lettera e), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(4) Lettera inserita dall’articolo 2, comma 1, lettera e), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(5) Lettera inserita dall’articolo 2, comma 1, lettera e), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(6) Lettera soppressa dall’articolo 2, comma 1, lettera e), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(7) Lettera soppressa dall’articolo 2, comma 1, lettera e), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(8) Lettera soppressa dall’articolo 2, comma 1, lettera c), della Deliberazione CONSOB 9 maggio 2012, n. 18210.
(9) Comma inserito dall’articolo 2, comma 1, lettera e), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
TRASPARENZA E CORRETTEZZA NELLA PRESTAZIONE DEL SERVIZIO DI GESTIONE COLLETTIVA DEL RISPARMIO
(Regole generali di comportamento) (1)
1. Nello svolgimento del servizio di gestione collettiva del risparmio, i gestori (2):
a) operano con diligenza, correttezza e trasparenza nell’interesse dei partecipanti agli OICR e dell’integrità dei mercati;
b) assicurano che l’attività di gestione sia svolta in modo indipendente, in conformità degli obiettivi, della politica di investimento e dei rischi specifici dell’OICR, come indicati nella documentazione d’offerta ovvero, in mancanza, nel regolamento di gestione o nello statuto dell’OICR;
c) acquisiscono una conoscenza e una comprensione adeguata delle condizioni di liquidabilità degli strumenti finanziari, dei beni e degli altri valori in cui è possibile investire il patrimonio gestito, anche sulla base di sistemi di valutazione corretti, trasparenti e adeguati (3);
d) assicurano parità di trattamento a tutti gli investitori di uno stesso OICR gestito e si astengono da comportamenti che possano pregiudicare gli interessi di un OICR a vantaggio di un altro OICR o di un cliente;
[e) operano al fine di evitare che agli OICR e ai rispettivi investitori vengano addebitati costi ingiustificati.] (4)
1-bis. In deroga a quanto previsto dal comma 1, lettera d), i gestori, limitatamente alla gestione di FIA italiani riservati, possono operare un trattamento di favore nei termini previsti dal regolamento o dai documenti costitutivi del FIA (5).
1-ter. I gestori applicano, altresì, gli articoli 17, paragrafo 2 e 18, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 231/2013 (6).
(1) Articolo sostituito dall’articolo 2, comma 1, lettera d), della Deliberazione CONSOB 9 maggio 2012, n. 18210.
(2) Alinea modificato dall’articolo 2, comma 1, lettera f), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(3) Lettera sostituita dall’articolo 2, comma 1, lettera f), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(4) Lettera soppressa dall’articolo 2, comma 1, lettera f), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(5) Comma inserito dall’articolo 2, comma 1, lettera f), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(6) Comma inserito dall’articolo 2, comma 1, lettera f), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(Prestazione del servizio di gestione collettiva del risparmio) (1)
1. I gestori applicano l’art. 18, paragrafi 1, 3 e 4, del regolamento (UE) n. 231/2013. Limitatamente alla gestione di OICVM, i gestori, per ciascun OICVM gestito (2):
a) acquisiscono le informazioni, affidabili e aggiornate, necessarie per formulare previsioni ed effettuare analisi;
b) definiscono le conseguenti strategie generali di investimento;
c) prima di disporre l’esecuzione delle operazioni, effettuano – tenendo conto delle caratteristiche del potenziale investimento – analisi di tipo qualitativo e quantitativo sul contributo dello stesso ai profili di rischio-rendimento e alla liquidità dell’OICR gestito;
[d) assicurano che le decisioni di investimento siano attuate conformemente agli obiettivi, alle strategie di investimento e ai limiti di rischio dell’OICR gestito.] (3)
2. I gestori conservano, per ciascun OICR gestito, la documentazione inerente alla prestazione del servizio di gestione collettiva, da cui devono risultare le analisi realizzate, le strategie deliberate e i controlli effettuati (4).
(1) Articolo sostituito dall’articolo 2, comma 1, lettera e), della Deliberazione CONSOB 9 maggio 2012, n. 18210.
(2) Alinea sostituita dall’articolo 2, comma 1, lettera g), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(3) Lettera soppressa dall’articolo 2, comma 1, lettera g), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(4) Comma modificato dall’articolo 2, comma 1, lettera g), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(Particolari disposizioni riguardanti i fondi di tipo chiuso)
[1. Le società di gestione del risparmio, per ciascun fondo chiuso gestito:
a) definiscono e aggiornano un piano previsionale patrimoniale, economico e finanziario, coerente con la durata del fondo e con le condizioni di mercato (1);
b) ricercano e selezionano le possibili operazioni coerentemente con il piano di cui alla lettera a);
c) valutano le operazioni selezionate in considerazione delle opportunità e dei rischi complessivi da esse derivanti;
d) effettuano le attività di due diligence eventualmente connesse alle operazioni prima di disporne l’esecuzione;
e) monitorano l’andamento della gestione del fondo rispetto al piano di cui alla lettera a).
2. Le società di gestione del risparmio conservano, per ciascun fondo chiuso gestito, la documentazione inerente alle attività svolte in base al comma 1.] (2)
(1) Lettera modificata dall’articolo 2, comma 1, lettera f), della Deliberazione CONSOB 9 maggio 2012, n. 18210.
(2) Articolo abrogato dall’articolo 2, comma 1, lettera h), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
Esecuzioni di ordini per conto di OICR
(Misure per l’esecuzione degli ordini su strumenti finanziari alle condizioni più favorevoli per gli OICR)
1. Nell’esecuzione degli ordini su strumenti finanziari, ai gestori si applica l’art. 27, paragrafi 1, 2 e 3, del regolamento (UE) n. 231/2013 (1).
[2. Per stabilire l’importanza relativa dei fattori di cui al comma 1, le società di gestione del risparmio e le SICAV tengono conto dei seguenti criteri:
a) gli obiettivi, la politica di investimento e i rischi specifici dell’OICR, come indicati nel prospetto [informativo] ovvero, in mancanza, nel regolamento di gestione o nello statuto dell’OICR (2);
b) le caratteristiche dell’ordine;
c) le caratteristiche degli strumenti finanziari oggetto dell’ordine e delle condizioni di liquidabilità dei medesimi;
d) le caratteristiche delle sedi di esecuzione alle quali l’ordine può essere diretto.] (3)
[3. Nel rispetto dei commi 1 e 2, le società di gestione del risparmio e le SICAV adottano una strategia di esecuzione degli ordini finalizzata a:
a) individuare, per ciascuna categoria di strumenti, almeno le sedi di esecuzione che permettono di ottenere in modo duraturo il miglior risultato possibile per l’esecuzione degli ordini;
b) orientare la scelta della sede di esecuzione fra quelle individuate ai sensi della lettera a).] (4)
3-bis. Limitatamente alla gestione di OICVM, nel caso in cui una SICAV abbia designato per la gestione del proprio patrimonio una società di gestione del risparmio, quest’ultima deve ottenere preventivamente il consenso della SICAV sulla strategia di esecuzione degli ordini adottata ai sensi del presente articolo (5).
4. Limitatamente alla gestione di OICVM, le società di gestione del risparmio e le SICAV rendono disponibili agli investitori informazioni appropriate circa la strategia di esecuzione degli ordini adottata ai sensi del comma 1 e su ogni modifica rilevante della stessa. Tali soggetti forniscono informazioni appropriate agli investitori circa la strategia di esecuzione degli ordini adottata ai sensi del comma 1 (6).
(1) Comma sostituito dall’articolo 2, comma 1, lettera i), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(2) Lettera modificata dall’articolo 2, comma 1, lettera g), della Deliberazione CONSOB 9 maggio 2012, n. 18210.
(3) Comma abrogato dall’articolo 2, comma 1, lettera i), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(4) Comma abrogato dall’articolo 2, comma 1, lettera i), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(5) Comma inserito dall’articolo 2, comma 1, lettera g), della Deliberazione CONSOB 9 maggio 2012, n. 18210 e successivamente modificato dall’articolo 2, comma 1, lettera i), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(6) Comma sostituito dall’articolo 2, comma 1, lettera g), della Deliberazione CONSOB 9 maggio 2012, n. 18210e successivamente sostituito dall’articolo 2, comma 1, lettera i), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(Verifica e aggiornamento delle misure e della strategia di esecuzione)
1. Nella verifica e aggiornamento delle misure e della strategia di esecuzione, i gestori applicano l’art. 27, paragrafi 4, 5 e 6, del regolamento (UE) n. 231/2013 (1).
[2. Le società di gestione del risparmio e le SICAV riesaminano le misure e la strategia di esecuzione con periodicità almeno annuale, ed anche al verificarsi di circostanze rilevanti, tali da influire sulla capacità di ottenere in modo duraturo il miglior risultato possibile per l’esecuzione degli ordini su strumenti finanziari utilizzando le sedi incluse nella strategia di esecuzione.] (2)
[2-bis. Le società di gestione del risparmio e le SICAV devono essere in grado di dimostrare di aver eseguito gli ordini per conto degli OICR gestiti in conformità alla strategia di esecuzione adottata.] (3)
(1) Comma sostituito dall’articolo 2, comma 1, lettera j), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(2) Comma abrogato dall’articolo 2, comma 1, lettera j), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(3) Comma aggiunto dall’articolo 2, comma 1, lettera h), della Deliberazione CONSOB 9 maggio 2012, n. 18210 e successivamente abrogato dall’articolo 2, comma 1, lettera j), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
Trasmissioni di ordini per conto di OICR
(Misure per la trasmissione degli ordini su strumenti finanziari alle condizioni più favorevoli per gli OICR)
1. Nella prestazione del servizio di gestione collettiva i gestori applicano l’art. 28, paragrafi 1, 2, 3 e 4, del regolamento (UE) n. 231/2013 (1).
[2. Ai fini di cui al comma 1, le società di gestione del risparmio e le SICAV stabiliscono anche una strategia di trasmissione che identifica, per ciascuna categoria di strumenti finanziari, i soggetti ai quali gli ordini sono trasmessi in ragione delle strategie di esecuzione adottate da questi ultimi. Le società di gestione del risparmio e le SICAV non possono concludere accordi per l’esecuzione di ordini che non siano conformi alla strategia di trasmissione adottata ai sensi del presente comma.] (2)
[3. Le società di gestione del risparmio e le SICAV rendono disponibili agli investitori informazioni appropriate sulla propria strategia di trasmissione stabilita ai sensi del presente articolo e su ogni modifica rilevante della stessa.] (3)
[4. Le società di gestione del risparmio e le SICAV controllano l’efficacia della strategia di cui al comma 2 e, in particolare, verificano la qualità dell’esecuzione da parte dei soggetti identificati per l’esecuzione degli ordini e, se del caso, pongono rimedio a eventuali carenze.] (4)
[5. Le società di gestione del risparmio e le SICAV riesaminano le misure e la strategia di trasmissione con periodicità almeno annuale e, comunque, al verificarsi di circostanze rilevanti, tali da influire sulla capacità di continuare a ottenere il migliore risultato possibile per gli OICR gestiti.] (5)
[5-bis. Le società di gestione del risparmio e le SICAV devono essere in grado di dimostrare di aver trasmesso gli ordini per conto degli OICR gestiti in conformità alla strategia di cui al comma 2.] (6)
(1) Comma sostituito dall’articolo 2, comma 1, lettera k), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(2) Comma modificato dall’articolo 2, comma 1, lettera i), della Deliberazione CONSOB 9 maggio 2012, n. 18210e successivamente abrogato dall’articolo 2, comma 1, lettera k), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(3) Comma sostituito dall’articolo 2, comma 1, lettera i), della Deliberazione CONSOB 9 maggio 2012, n. 18210e successivamente abrogato dall’articolo 2, comma 1, lettera k), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(4) Comma abrogato dall’articolo 2, comma 1, lettera k), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(5) Comma abrogato dall’articolo 2, comma 1, lettera k), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(6) Comma aggiunto dall’articolo 2, comma 1, lettera i), della Deliberazione CONSOB 9 maggio 2012, n. 18210e successivamente abrogato dall’articolo 2, comma 1, lettera k), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
GESTIONE DEGLI ORDINI DI OICR
1. Nella gestione degli ordini i gestori applicano l’art. 25 del regolamento (UE) n. 231/2013 (1).
[2. Ai fini di cui al comma 1, le società di gestione del risparmio e le SICAV:
a) assicurano che gli ordini eseguiti per conto degli OICR siano prontamente e accuratamente registrati e assegnati;
b) trattano gli ordini equivalenti degli OICR in successione e con prontezza a meno che le caratteristiche dell’ordine o le condizioni di mercato prevalenti lo rendano impossibile o gli interessi degli OICR richiedano di procedere diversamente.] (2)
[3. Le società di gestione del risparmio e le SICAV adottano tutte le misure ragionevoli per assicurare che gli strumenti finanziari o le somme di denaro di pertinenza degli OICR, ricevuti a regolamento dell’ordine eseguito, siano prontamente e correttamente trasferiti sul conto dell’OICR di riferimento.] (3)
[4. Le società di gestione del risparmio e le SICAV non fanno un uso scorretto delle informazioni relative a ordini disposti per conto degli OICR in attesa di esecuzione e adottano tutte le misure ragionevoli per impedire l’uso scorretto di tali informazioni da parte di uno qualsiasi dei loro soggetti rilevanti, come definiti dal regolamento adottato ai sensi dell’articolo 6, comma 2-bis del Testo Unico.] (4)
(1) Comma modificato dall’articolo 2, comma 1, lettera l), della Deliberazione CONSOB 9 maggio 2012, n. 18210e successivamente sostituito dall’articolo 2, comma 1, lettera l), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(2) Comma abrogato dall’articolo 2, comma 1, lettera l), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(3) Comma abrogato dall’articolo 2, comma 1, lettera l), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(4) Comma abrogato dall’articolo 2, comma 1, lettera l), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
1. Nell’aggregazione e assegnazione degli ordini, i gestori applicano l’art. 29 del regolamento (UE) n. 231/2013 (1).
[2. In caso di esecuzione parziale di ordini aggregati, le società di gestione del risparmio e le SICAV ripartiscono le relative operazioni in conformità con la propria strategia di assegnazione degli ordini.] (2)
[2-bis. Le società di gestione del risparmio che hanno aggregato operazioni per conto proprio con uno o più ordini disposti per conto degli OICR gestiti non possono assegnare le relative operazioni in modo che sia dannoso per gli OICR stessi.] (3)
[2-ter. In caso di esecuzione parziale di ordini aggregati di un OICR con un’operazione per conto proprio, le società di gestione del risparmio assegnano le operazioni eseguite prima all’OICR. Le operazioni eseguite possono essere proporzionalmente assegnate alla società di gestione del risparmio se, conformemente alla strategia di assegnazione degli ordini di cui al comma 1, lettera b), senza l’aggregazione, non sarebbe stato possibile eseguire l’ordine a condizioni altrettanto vantaggiose o non sarebbe stato possibile eseguirlo affatto.] (4)
(1) Comma modificato dall’articolo 2, comma 1, lettera m), della Deliberazione CONSOB 9 maggio 2012, n. 18210 e successivamente sostituito dall’articolo 2, comma 1, lettera m), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094
(2) Comma abrogato dall’articolo 2, comma 1, lettera m), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(3) Comma aggiunto dall’articolo 2, comma 1, lettera m), della Deliberazione CONSOB 9 maggio 2012, n. 18210 e successivamente abrogato dall’articolo 2, comma 1, lettera m), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(4) Comma aggiunto dall’articolo 2, comma 1, lettera m), della Deliberazione CONSOB 9 maggio 2012, n. 18210e successivamente abrogato dall’articolo 2, comma 1, lettera m), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
Incentivi riguardanti gli OICR (1)
1. Ai gestori si applica l’art. 24 del regolamento (UE) n. 231/2013 in materia di incentivi.
2. Ai gestori di OICVM si applica il comma 1, limitatamente alle attività di gestione e amministrazione degli OICVM medesimi.
(1) Articolo modificato dall’articolo 2, comma 1, lettera n), della Deliberazione CONSOB 9 maggio 2012, n. 18210e successivamente sostituito dall’articolo 2, comma 1, lettera n), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
RENDICONTAZIONI E REGISTRAZIONI
(Informazioni sulle operazioni eseguite) (1)
1. I gestori adempiono agli obblighi di informativa sull’esecuzione degli ordini di sottoscrizione e di rimborso nei confronti di un investitore previsti dall’art. 26, paragrafi 1, 2 e 4, del regolamento (UE) n. 231/2013. Limitatamente alla gestione di OICVM, nel caso in cui le società di gestione e la SICAV ricevano la conferma dell’esecuzione da un terzo, essa deve essere fornita all’investitore al più tardi il primo giorno lavorativo successivo al ricevimento della conferma dal terzo.
2. I gestori applicano l’art. 26, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 231/2013. In caso di gestione di OICVM, la conferma di esecuzione dell’ordine contiene, altresì, le ulteriori informazioni seguenti:
a) la data e l’orario di ricezione dei mezzi di pagamento;
b) la natura dell’ordine (sottoscrizione, rimborso);
c) il numero delle quote o azioni dell’OICR attribuite;
d) il valore unitario al quale le quote o le azioni sono state sottoscritte o rimborsate e il giorno cui tale valore si riferisce;
e) la somma totale delle commissioni e delle spese applicate e, qualora l’investitore lo richieda, la scomposizione di tali commissioni e spese in singole voci;
f) le responsabilità dell’investitore in relazione al regolamento dell’operazione, compreso il termine per il pagamento o la consegna, nonché i dettagli del conto rilevanti, qualora tali responsabilità e dettagli non siano stati notificati in precedenza all’investitore.
3. Nel caso di ordini che vengano eseguiti periodicamente per conto di un investitore, limitatamente alla gestione di OICVM, le società di gestione del risparmio e le SICAV, in alternativa a quanto previsto dall’art. 26, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 231/2013, possono fornire all’investitore, almeno ogni sei mesi, le informazioni di cui al comma 2.
(1) Articolo modificato dall’articolo 2, comma 1, lettera o), della Deliberazione CONSOB 9 maggio 2012, n. 18210e successivamente sostituito dall’articolo 2, comma 1, lettera o), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(Rendicontazioni periodiche) (1)
[1. Le società di gestione del risparmio e le SICAV:
a) mettono a disposizione degli investitori, nei luoghi e con le modalità indicate nel regolamento di gestione e, ove previsto, nel prospetto informativo, i prospetti periodici dell’OICR e i dati sul suo rendimento percentuale nel periodo di riferimento;
b) in occasione della redazione dei prospetti periodici di cui alla precedente lettera a), mettono a disposizione degli investitori la composizione del portafoglio degli OICR offerti al pubblico indicando, in ordine decrescente di valore, almeno i primi cinquanta beni di cui al regolamento ministeriale e tutti quelli che superano lo 0,5% delle attività;
c) con periodicità semestrale, su richiesta degli investitori che non abbiano ritirato i certificati, forniscono, su supporto duraturo, un prospetto riassuntivo indicante il numero delle quote o azioni degli OICR di pertinenza e il loro valore all’inizio e al termine del periodo di riferimento, nonché le sottoscrizioni, i disinvestimenti e i proventi unitari distribuiti. Il prospetto è inviato al domicilio degli investitori o, con il loro consenso, reso disponibile secondo modalità diverse.
2. I dati sul rendimento percentuale degli OICR comunque diffusi dalle società di gestione del risparmio e dalle SICAV sono sempre confrontati con quelli del parametro oggettivo di riferimento, se esistente, o accompagnati dalla misura di rischio sopportata, confrontandola con quella riportata nel prospetto informativo.]
(1) Articolo abrogato dall’articolo 2, comma 1, lettera p), della Deliberazione CONSOB 9 maggio 2012, n. 18210.
1. I gestori registrano su nastro magnetico o su altro supporto equivalente gli ordini impartiti telefonicamente dagli investitori e mantengono evidenza degli ordini inoltrati elettronicamente dagli investitori (1).
(1) Comma modificato dall’articolo 2, comma 1, lettera p), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(Commercializzazione di OICR propri) (1)
Art.76-bis
1. Ai gestori che procedono alla commercializzazione di quote o azioni di OICR propri si applicano gli articoli 26, 27, 28, 29, comma 1, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 41, 42, 43, 44 e 49, commi 1, 3 e 5, del presente regolamento (2).
2. Alla commercializzazione di quote o azioni di OICVM propri da parte di società di gestione del risparmio e di SICAV si applica l’art. 52 (3).
(1) Articolo inserito dall’articolo 2, comma 1, lettera q), della Deliberazione CONSOB 9 maggio 2012, n. 18210.
(2) Comma sostituito dall’articolo 2, comma 1, lettera q), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(3) Comma sostituito dall’articolo 2, comma 1, lettera q), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(Società di gestione UE e GEFIA UE con succursale in Italia) (1)
Art.76-ter
1. Le disposizioni contenute nella presente parte si applicano altresì alle società di gestione UE e ai GEFIA UE i quali prestano in Italia, mediante stabilimento di succursale, il servizio di gestione collettiva del risparmio.
(1) Articolo inserito dall’articolo 2, comma 1, lettera q), della Deliberazione CONSOB 9 maggio 2012, n. 18210 e successivamente sostituito dall’articolo 2, comma 1, lettera r), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
TRASPARENZA E CORRETTEZZA NELLA COMMERCIALIZZAZIONE DI OICR
Commercializzazione di OICR di terzi (1)
1. Le società di gestione del risparmio che procedono alla commercializzazione di quote o azioni di OICR di terzi osservano i principi e le regole generali del Testo Unico in tema di distribuzione di strumenti finanziari (2).
2. Alle società di gestione del risparmio che procedono alla commercializzazione di quote o azioni di OICR di terzi si applicano gli articoli 26, 27, 28, 29, comma 1, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 41, 42, 43, 44, 49, commi 1, 3 e 5, 52, 53 e 57 del presente regolamento (3).
[3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano anche alle SICAV che procedono alla commercializzazione di azioni di propria emissione.] (4)
(1) Rubrica sostituita dall’articolo 2, comma 1, lettera r), della Deliberazione CONSOB 9 maggio 2012, n. 18210.
(2) Comma modificato dall’articolo 2, comma 1, lettera r), della Deliberazione CONSOB 9 maggio 2012, n. 18210.
(3) Comma sostituito dall’articolo 2, comma 1, lettera r), della Deliberazione CONSOB 9 maggio 2012, n. 18210.
(4) Comma abrogato dall’articolo 2, comma 1, lettera r), della Deliberazione CONSOB 9 maggio 2012, n. 18210.
PROMOZIONE E COLLOCAMENTO A DISTANZA
(Offerta fuori sede)
1. Nell’attività di offerta fuori sede di strumenti finanziari, di servizi e attività di investimento e di prodotti finanziari disciplinati dall’articolo 30 del Testo Unico, le imprese di investimento, le banche, gli intermediari finanziari iscritti nell’elenco previsto dall’articolo 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, le società di gestione del risparmio, le società di gestione UE, le SICAV, le SICAF, i GEFIA UE e la società Poste Italiane – Divisione Servizi di Banco Posta autorizzata ai sensi dell’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica n. 144 del 14 marzo 2001, nel rapporto diretto con la clientela si avvalgono dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede al fine di adempiere alle prescrizioni di cui al Libro III (1).
2. Nell’attività di offerta fuori sede di quote o azioni di OICR, le società di gestione del risparmio, le società di gestione UE, le SICAV, le SICAF e i GEFIA UE si attengono ai limiti e alle previsioni di cui agli articoli 76-bis e 77 (2).
3. Le disposizioni del comma 1 si applicano anche all’offerta fuori sede dei servizi accessori e dei fondi pensione aperti da parte delle imprese di investimento.
(1) Comma modificato dall’articolo 2, comma 1, lettera s), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094 e dall’articolo 1, lettera a), della Delibera CONSOB 17 marzo 2016, n. 19548.
(2) Comma sostituito dall’articolo 2, comma 1, lettera s), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
1. Le SIM, le imprese di investimento comunitarie con succursale in Italia, le imprese di investimento extracomunitarie, le banche italiane e extracomunitarie, le banche comunitarie con succursale in Italia e la società Poste Italiane -Divisione Servizi di Banco Posta autorizzata ai sensi dell’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica n. 144 del 14 marzo 2001, autorizzate allo svolgimento del servizio di cui all’articolo 1, comma 5, lettere c) o c-bis), del Testo Unico nonché, nei casi e alle condizioni stabiliti ai sensi dell’articolo 18, comma 3, del Testo Unico, gli intermediari finanziari iscritti nell’elenco previsto dall’articolo 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, autorizzati alla prestazione del medesimo servizio, possono procedere alla promozione e al collocamento mediante tecniche di comunicazione a distanza di prodotti finanziari nonché di servizi e attività d’investimento prestati da altri intermediari.
2. Le SIM, le imprese di investimento comunitarie con succursale in Italia e le imprese di investimento extracomunitarie possono procedere alla promozione e al collocamento mediante tecniche di comunicazione a distanza anche dei prodotti e servizi di cui all’articolo 78, comma 3.
3. Le società di gestione del risparmio, le società di gestione UE, le SICAV, le SICAF e i GEFIA UE possono procedere alla promozione e al collocamento mediante tecniche di comunicazione a distanza di quote o azioni di OICR in conformità a quanto previsto dagli articoli 76-bis e 77 (1).
[4. Le società di gestione armonizzate possono procedere alla promozione e al collocamento mediante tecniche di comunicazione a distanza limitatamente alle quote o azioni di OICR.] (2)
5. Le SIM, le banche italiane autorizzate alla prestazione di servizi di investimento, gli intermediari finanziari iscritti nell’elenco previsto dall’articolo 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, autorizzati alla prestazione del servizio di cui all’articolo 1, comma 5, lettera a), del Testo Unico, limitatamente agli strumenti finanziari derivati, nei casi e alle condizioni stabiliti ai sensi dell’articolo 18, comma 3, del Testo Unico, le società di gestione del risparmio, le società di gestione UE, i GEFIA UE, gli agenti di cambio, la società Poste Italiane –
Divisione Servizi di Banco Posta, autorizzata ai sensi dell’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica n. 144 del 14 marzo 2001, le imprese di investimento e le banche extracomunitarie nonché le imprese di investimento e le banche comunitarie con succursale in Italia comunque abilitate alla prestazione di servizi e attività di investimento in Italia possono procedere alla promozione e al collocamento mediante tecniche di comunicazione a distanza dei propri servizi e attività d’investimento (3).
6. Non costituiscono promozione e collocamento mediante tecniche di comunicazione a distanza le attività svolte nei confronti dei clienti professionali di cui all’articolo 26, comma 1, lettera d).
(1) Comma modificato dall’articolo 2, comma 1, lettera t), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(2) Comma abrogato dall’articolo 2, comma 1, lettera t), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(3) Comma modificato dall’articolo 2, comma 1, lettera t), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
(Limiti all’impiego di tecniche di comunicazione a distanza)
1. La promozione e il collocamento mediante tecniche di comunicazione a distanza non possono effettuarsi e, qualora intrapresi, devono essere immediatamente interrotti, nei confronti dei clienti che si dichiarino esplicitamente contrari al loro svolgimento o alla loro prosecuzione. A tale fine è fornita espressa indicazione della possibilità per i clienti di opporsi al ricevimento in futuro di tali comunicazioni.
1. Nella promozione e nel collocamento mediante tecniche di comunicazione a distanza i soggetti di cui all’art. 79 osservano le disposizioni del Libro III.
[2. Nella promozione e nel collocamento mediante tecniche di comunicazione a distanza di quote o azioni di OICR, le società di gestione del risparmio e le SICAV si attengono alle previsioni di cui all’articolo 77 del presente Regolamento.] (1)
(1) Comma abrogato dall’articolo 2, comma 1, lettera u), della Deliberazione CONSOB 8 gennaio 2015, n. 19094.
COMMERCIALIZZAZIONE DI SERVIZI D’INVESTIMENTO ALTRUI
(Offerta fuori sede e promozione e collocamento a distanza di servizi di investimento altrui)
1. Nell’offerta fuori sede e nella promozione e collocamento a distanza di servizi di investimento altrui, gli intermediari interessati si organizzano in modo da assicurare il rispetto delle regole di condotta applicabili al servizio commercializzato.
2. Nell’offerta fuori sede e nella promozione e collocamento a distanza di servizi di investimento altrui, l’intermediario è responsabile della completezza e dell’accuratezza delle informazioni trasmesse al soggetto che presta il servizio. L’intermediario che presta il servizio è responsabile della prestazione dello stesso sulla base delle informazioni trasmesse.
DISTRIBUZIONE DI PRODOTTI FINANZIARI EMESSI DA BANCHE E DA IMPRESE DI ASSICURAZIONE
a) “prodotti finanziari assicurativi”: le polizze e le operazioni di cui ai rami vita III e V di cui all’articolo 2, comma 1 del decreto legislativo n. 209 del 7 settembre 2005, con esclusione delle forme pensionistiche individuali di cui all’articolo 13, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252;
b) “soggetti abilitati all’intermediazione assicurativa”: le SIM e le imprese di investimento comunitarie, le banche italiane e comunitarie, gli intermediari finanziari iscritti nell’elenco previsto dall’articolo 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 e la società Poste Italiane – Divisione Servizi di Banco Posta, autorizzata ai sensi dell’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica n. 144 del 14 marzo 2001, anche quando operano per il tramite di consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, dipendenti, collaboratori o altri incaricati.
(1) Lettera modificata dall’articolo 1, lettera a), della Delibera CONSOB 17 marzo 2016, n. 19548.
(Distribuzione di prodotti finanziari emessi da banche)
1. Le banche rispettano le disposizioni di cui agli articoli 27, 28, 29, comma 1, 30, 31, 32, 34, 35, 36, 39, 40, 41, 42, 49, 50, 51, 52, 53, 55, 57, 78, 80 e 113, commi 2, 3 e 4 del presente regolamento nonché di cui al regolamento congiunto Consob-Banca d’Italia nelle materie sub lettere d), e), i), j), l), m) e n) dell’articolo 6, comma 2-bis, del Testo Unico, anche quando procedono alla vendita, in fase di emissione, di propri prodotti finanziari.
2. Il comma 1 si applica anche alle vendite effettuate con tecniche di comunicazione a distanza.
(Soggetti abilitati all’intermediazione assicurativa)
1. Nella distribuzione di prodotti finanziari assicurativi, anche mediante tecniche di comunicazione a distanza, i soggetti abilitati all’intermediazione assicurativa rispettano le disposizioni di cui agli articoli 27, 28, 29, comma 1, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 39, 40, 41, 42, 49, comma 1, 50, 51, 52, 53, 57, 78, 80 e 113, commi 2, 3 e 4 del presente regolamento nonché di cui al regolamento congiunto Consob-Banca d’Italia nelle materie sub lettere d), e), i), j), l), m) e n) dell’articolo 6, comma 2-bis, del Testo Unico.
b) il riferimento al registro degli intermediari assicurativi di cui all’articolo 109 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 in cui sono iscritti e l’indicazione circa i mezzi esperibili per verificare che siano effettivamente registrati;
3. Previamente alla conclusione di qualsiasi contratto avente ad oggetto prodotti finanziari assicurativi, i soggetti abilitati all’intermediazione assicurativa devono, basandosi in particolare sulle informazioni fornite dal contraente, quanto meno precisare le richieste e le esigenze di tale contraente e le ragioni su cui si fonda qualsiasi consulenza fornita su un determinato prodotto della specie. Tali precisazioni si articolano diversamente a seconda della complessità del contratto assicurativo proposto.
4. I soggetti abilitati all’intermediazione assicurativa rispettano le istruzioni impartite dalle imprese di assicurazione per le quali operano.
1. L’informativa da fornire ai contraenti a norma dell’articolo 85 deve essere comunicata:
2. L’informativa da fornire ai contraenti a norma dell’articolo 85, commi 2 e 3, deve essere trasmessa su supporto cartaceo o altro supporto duraturo disponibile ed accessibile per il contraente. Detta informativa può, tuttavia, essere anticipata verbalmente ove sia necessaria una copertura immediata del rischio o qualora lo richieda il contraente. In tali casi i soggetti abilitati all’intermediazione assicurativa provvedono a fornire l’informativa su supporto cartaceo o altro supporto duraturo subito dopo la conclusione del contratto e comunque non oltre i due giorni lavorativi successivi.
(Imprese di assicurazione)
1. Alla distribuzione di prodotti finanziari assicurativi, anche mediante tecniche di comunicazione a distanza, effettuata dalle imprese di assicurazione si applicano le disposizioni di cui agli articoli 27, 28, 29, comma 1, ad eccezione della lettera g), 31, 32, 33, 34, 35, 36, 39, 40, 41, 42, 49, comma 1, 50, 51, 52, 53, 57, 80 e 113, commi 2, 3 e 4 del presente regolamento nonché di cui al regolamento congiunto Consob-Banca d’Italia nelle materie sub lettere d), e), i), j), l), m) e n) dell’articolo 6, comma 2-bis, del Testo Unico.
3. Le imprese di assicurazione si dotano di idonee procedure per garantire l’adeguata formazione, l’aggiornamento professionale e il rispetto delle regole di comportamento di cui al comma 1, anche quando operano per il tramite di reti distributive, e ne verificano in concreto l’osservanza.
(Distribuzione di prodotti bancari e assicurativi e servizi di investimento)
1. Gli intermediari che svolgono sia il servizio di distribuzione di prodotti finanziari emessi da banche e/o da imprese di assicurazione disciplinato dal presente Libro, sia il collocamento di strumenti finanziari e/o la consulenza in materia di investimenti, considerano unitariamente il rapporto con i clienti al fine di adempiere in modo uniforme e coordinato alle regole di condotta applicabili.
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI FINANZA ETICA O SOCIALMENTE RESPONSABILE
1. Fermo restando quanto previsto dalla normativa vigente, nel prospetto informativo redatto secondo gli schemi di cui all’Allegato 1B del regolamento adottato con delibera n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modificazioni e nei contratti di cui all’articolo 37 del presente regolamento, relativi a prodotti e servizi qualificati come “etici” o “socialmente responsabili”, i soggetti abilitati e le imprese di assicurazione forniscono le seguenti informazioni:
2. Una sintetica illustrazione delle informazioni di cui al comma 1 deve essere resa disponibile nel sito internet dei soggetti abilitati e delle imprese di assicurazione.
(Obblighi di rendicontazione)
1. Fermo restando quanto previsto dalla normativa vigente, almeno nell’ultima rendicontazione dell’anno relativa a prodotti e servizi qualificati come “etici” o “socialmente responsabili”, i soggetti abilitati e le imprese di assicurazione forniscono con riferimento ai dodici mesi precedenti:
a) l’illustrazione dell’attività di gestione in relazione ai criteri generali di selezione degli strumenti finanziari individuati ai sensi dell’articolo 89, comma 1, lettera b);
b) le informazioni in merito all’eventuale esercizio dei diritti di voto connessi agli strumenti finanziari detenuti in portafoglio;
c) le informazioni circa l’eventuale destinazione per iniziative di carattere sociale o ambientale di proventi generati dai prodotti offerti e dai servizi prestati e la relativa misura.
2. Le informazioni di cui al comma 1 sono rese disponibili, in forma sintetica, nel sito internet dei soggetti abilitati e delle imprese di assicurazione.
ALBO E ATTIVITÀ DEI CONSULENTI FINANZIARI ABILITATI ALL’OFFERTA FUORI SEDE (1)
a) “regolamento ministeriale”: il regolamento adottato dal Ministro dell’economia e delle finanze ai sensi dell’articolo 31, comma 5, del Testo Unico;
b) “Organismo”: l’Organismo di cui all’articolo 31, comma 4, del Testo Unico;
c) “albo”: l’albo unico dei consulenti finanziari di cui all’articolo 31, comma 4, del Testo Unico (1);
d) “ consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede”: il consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede iscritto all’albo di cui all’articolo 31, comma 4, del Testo Unico (2);
e) “sezioni territoriali”: le sezioni dell’albo indicate all’articolo 98;
f) “soggetti abilitati”: i soggetti che devono avvalersi di consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede a norma della parte II, titolo II, capo IV del Testo Unico e delle disposizioni emanate in base ad essa (2);
g) “prove valutative”: le prove valutative di cui all’articolo 31, comma 5, del Testo Unico;
h) “contributo di vigilanza”: la contribuzione prevista dalle disposizioni di attuazione dell’articolo 40 della legge 23 dicembre 1994, n. 724;
i) “contributo dovuto all’Organismo”: la contribuzione prevista dall’articolo 31, comma 4, del Testo Unico.
(1) Lettera modificata dall’articolo 1, lettera c), della Delibera CONSOB 17 marzo 2016, n. 19548.
(2) Lettera modificata dall’articolo 1, lettera a), della Delibera CONSOB 17 marzo 2016, n. 19548.
1. Nella tenuta dell’albo, l’Organismo:
a) procede alle iscrizioni, previo accertamento dei requisiti prescritti, al diniego delle iscrizioni per difetto dei requisiti stessi ed alle cancellazioni dall’albo, comunicandole agli interessati, nonché alle variazioni dei dati in esso registrati;
b) rilascia gli attestati di iscrizione e cancellazione dall’albo;
c) svolge ogni altra attività necessaria ai fini dell’iscrizione all’albo, compresa l’indizione e l’organizzazione dello svolgimento delle prove valutative;
d) predispone e rende pubbliche le procedure adottate al fine di garantire un efficiente esercizio delle funzioni svolte, indicando, tra l’altro, i termini dei procedimenti di propria competenza;
e) aggiorna tempestivamente l’albo sulla base dei provvedimenti adottati nei confronti dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede dall’Autorità giudiziaria, dalla Consob e dallo stesso Organismo (1);
f) verifica la permanenza dei requisiti prescritti per l’iscrizione all’albo.
(Vigilanza della Consob)
1. La Consob può richiedere all’Organismo la comunicazione anche periodica di dati e notizie e la trasmissione di atti e documenti con le modalità e nei termini dalla stessa stabiliti.
2. Nel caso di impossibilità di funzionamento o di continuata inattività e conformemente ad apposite previsioni statutarie, la Consob può sostituire temporaneamente con un commissario gli organi dell’Organismo. L’indennità spettante al commissario è determinata dalla Consob ed è a carico dell’Organismo.
(Informazioni tra la Consob e l’Organismo)
1. La Consob e l’Organismo si scambiano informazioni al fine di agevolare l’esercizio delle rispettive funzioni.
2. Al fine di garantire un più rapido ed efficace scambio di informazioni, la Consob e l’Organismo utilizzano un unico sistema informativo nell’assolvimento dei propri compiti. Le modalità di utilizzo e di accesso ai dati di tale sistema sono stabilite dalla Consob, nell’osservanza di quanto disposto ai sensi dell’articolo 4, comma 10, del Testo Unico, mediante apposito manuale operativo.
3. L’Organismo, qualora venga a conoscenza di circostanze rilevanti ai fini dello svolgimento dell’attività di vigilanza sui consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, ne dà immediata comunicazione alla Consob. Nei casi rilevanti ai fini dell’applicazione dell’articolo 55, comma 2, del Testo Unico, l’Organismo verifica preventivamente presso l’Autorità giudiziaria competente le informazioni di cui dispone, acquisendo idonea documentazione che trasmette senza indugio alla Consob (1).
(1) Comma modificato dall’articolo 1, lettera a), della Delibera CONSOB 17 marzo 2016, n. 19548.
(Trattazione dei reclami contro i provvedimenti dell’Organismo)
1. L’interessato può presentare alla Consob reclamo contro i provvedimenti adottati dall’Organismo entro il termine di trenta giorni dalla comunicazione. Qualora ravvisi un’irregolarità sanabile, la Consob assegna al ricorrente un termine per la regolarizzazione e, se questi non vi provvede, dichiara il reclamo improcedibile. La Consob formula le proprie osservazioni entro sessanta giorni dal ricevimento del reclamo (1).
2. Ove il reclamo non sia manifestamente infondato, la Consob comunica all’interessato e all’Organismo l’avvio dell’esame delle circostanze oggetto del reclamo. In esito all’istruttoria, previa valutazione delle eventuali osservazioni presentate dall’Organismo rispetto ai contenuti del reclamo, la Consob comunica all’interessato e all’Organismo le proprie considerazioni.
(1) Comma modificato dall’articolo unico della Delibera n. 16736 del 18 dicembre 2008.
(Requisiti di rappresentatività delle associazioni professionali dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede e dei soggetti abilitati) (1) Rubrica modificata dall’articolo 1, lettera a), della Delibera CONSOB 17 marzo 2016, n. 19548.
1. I requisiti di rappresentatività delle associazioni professionali dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede e dei soggetti abilitati di cui all’articolo 31, comma 4, del Testo Unico sono i seguenti (1).
2. Le associazioni dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede (2):
b) devono avere tra i propri associati esclusivamente consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede regolarmente iscritti all’albo (3);
c) devono avere un numero di associati non inferiore al dieci per cento del numero dei promotori iscritti all’albo al 31 dicembre dell’anno di riferimento ed un’articolazione sul territorio nazionale in almeno dieci regioni; alle regioni sono assimilabili le province autonome.
3. Le associazioni dei soggetti abilitati:
b) devono avere tra i propri associati soggetti abilitati che complessivamente si avvalgono dei promotori finanziari in percentuale non inferiore al dieci per cento del numero dei promotori iscritti all’albo al 31 dicembre dell’anno di riferimento.
(3) Lettera modificata dall’articolo 1, lettera a), della Delibera CONSOB 17 marzo 2016, n. 19548.
DISCIPLINA DELL’ALBO
(albo unico dei consulenti finanziari) (1)
1. Sono iscritte all’albo le persone fisiche in possesso dei requisiti indicati all’articolo 99.
2. Per ciascun iscritto sono indicati nell’albo:
c) comune di residenza e relativo indirizzo ovvero, per i residenti all’estero, domicilio eletto in Italia e luogo di residenza all’estero, con i relativi indirizzi;
d) data di iscrizione all’albo;
e) per i consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede che esercitano l’attività, denominazione del soggetto abilitato per conto del quale il consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede opera (2);
f) eventuali provvedimenti di sospensione cautelare o sanzionatoria in essere nei confronti del consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede nonché ogni altro provvedimento incidente sull’esercizio dell’attività del consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede (3).
3. L’Organismo tiene a disposizione del pubblico l’albo aggiornato con modalità idonee ad assicurarne la massima diffusione, anche attraverso internet.
4. La Consob trasmette tempestivamente all’Organismo, per gli adempimenti di competenza, i provvedimenti adottati e comunicati ai consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede (4).
(1) Rubrica modificata dall’articolo 1, lettera a), della Delibera CONSOB 17 marzo 2016, n. 19548.
(2) Lettera modificata dall’articolo unico della Delibera n. 16736 del 18 dicembre 2008 e successivamente dall’articolo 1, lettera a), della Delibera CONSOB 17 marzo 2016, n. 19548.
(3) Comma modificato dall’articolo 1, lettera a), della Delibera CONSOB 17 marzo 2016, n. 19548.
(4) Comma modificato dall’articolo 1, lettera a), della Delibera CONSOB 17 marzo 2016, n. 19548.
(Sezioni territoriali)
1. L’albo è articolato in sezioni territoriali corrispondenti alle sezioni territoriali dell’Organismo.
2. Le sezioni territoriali dell’albo sono individuate dall’Organismo in numero non inferiore a due e nel rispetto del principio della sostanziale omogeneità delle sezioni stesse con riferimento al numero e alla distribuzione geografica degli iscritti (1) .
(1) Comma modificato dall’articolo unico della Deliberazione CONSOB 3 dicembre 2010, n. 17581.
a) essere in possesso dei requisiti di onorabilità prescritti dal regolamento ministeriale e non trovarsi in una delle situazioni impeditive di cui al regolamento medesimo;
b) essere muniti del titolo di studio prescritto dal regolamento ministeriale;
c) aver superato la prova valutativa di cui all’articolo 100 del presente regolamento ovvero quella prevista dalle norme vigenti all’epoca in cui la prova valutativa è stata sostenuta ovvero essere in possesso di taluno dei requisiti di professionalità accertati dall’Organismo sulla base dei criteri valutativi individuati dal regolamento ministeriale (1).
(1) Lettera modificata dall’articolo unico della Delibera n. 16736 del 18 dicembre 2008.
(Prova valutativa)
1. La prova valutativa, avente carattere teorico-pratico, è indetta con cadenza almeno annuale dall’Organismo con provvedimento pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e nel Bollettino della Consob. La prova valutativa deve consentire di verificare l’effettivo possesso da parte dei candidati delle competenze necessarie per lo svolgimento dell’attività di consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede (1).
2. La prova valutativa verte almeno sulle seguenti materie: diritto del mercato finanziario, disciplina dell’attività di consulente finanziario autonomo abilitato all’offerta fuori sede, nozioni di matematica finanziaria e di economia del mercato finanziario, nozioni di diritto privato e nozioni di diritto tributario riguardanti il mercato finanziario (2).
3. La prova è organizzata e valutata dall’Organismo, il quale a tal fine si avvale di commissioni esaminatrici composte da soggetti dotati di provata competenza professionale, nei cui confronti non ricorra alcuna delle cause di incompatibilità stabilite dall’Organismo. Ciascuna commissione esaminatrice è composta da almeno tre membri. In ogni caso la maggioranza dei componenti la commissione stessa deve essere rappresentata da soggetti non iscritti all’albo dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede né esponenti o dipendenti di soggetti abilitati (3).
4. L’Organismo stabilisce le date, le sedi e le modalità di svolgimento della prova e rende pubblici tali elementi ed ogni altra informazione relativa alla prova valutativa.
5. Per partecipare alla prova valutativa il candidato deve essere munito del titolo di studio previsto dal regolamento ministeriale.
(2) Comma modificato dall’articolo 1, lettera a) e b), della Delibera CONSOB 17 marzo 2016, n. 19548.
(3) Comma modificato dall’articolo unico della Delibera n. 16736 del 18 dicembre 2008 e successivamente dall’articolo 1, lettera a), della Delibera CONSOB 17 marzo 2016, n. 19548
1. Previo accertamento del possesso da parte del richiedente di tutti i requisiti prescritti, l’Organismo procede all’iscrizione all’albo, con l’indicazione degli elementi di cui all’articolo 97, comma 2.
2. Il provvedimento di iscrizione all’albo è adottato entro il termine stabilito dall’Organismo con proprio regolamento. Qualora entro tale termine non sia stato adottato alcun provvedimento, la domanda di iscrizione si intende accolta (1).
3. La domanda prende data dal giorno della presentazione ovvero, in caso di sua incompletezza e irregolarità, da quello del completamento o della regolarizzazione.
4. Il procedimento di iscrizione può essere sospeso, a seguito di richiesta della Consob all’Organismo, per il tempo necessario allo svolgimento degli accertamenti disposti dalla Consob nei confronti del soggetto interessato. L’Organismo comunica all’interessato l’inizio e il termine della sospensione (2).
(1) Comma sostituito dall’articolo unico della Delibera n. 16736 del 18 dicembre 2008.
(2) Comma inserito dall’ articolo unico della Delibera n. 16736 del 18 dicembre 2008 e modificato dall’articolo unico della Deliberazione CONSOB 3 dicembre 2010, n. 17581.
1. L’Organismo procede alla cancellazione del consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede dall’albo in caso di (1):
b) perdita di uno dei requisiti per l’iscrizione all’albo richiamati dall’articolo 99, lettera a) ;
c) mancato pagamento del contributo di vigilanza;
d) mancato pagamento del contributo previsto dall’Organismo;
e) decesso (2).
1-bis. La domanda di cancellazione prende data dal giorno della presentazione ovvero, in caso di sua incompletezza o irregolarità, da quello del completamento o della regolarizzazione (3).
2. L’Organismo procede alla cancellazione di cui al comma 1, lettere a), b), d) ed e), previo accertamento della sussistenza dei relativi presupposti. L’Organismo procede senza indugio alla cancellazione di cui al comma 1, lettere c) ed e), al ricevimento della relativa richiesta da parte della Consob (4).
2-bis. La Consob accerta il mancato pagamento del contributo di vigilanza di cui al comma 1, lettera c), e ne dà comunicazione all’Organismo, che procede senza indugio alla cancellazione (5).
2-ter. La radiazione, deliberata dalla Consob, comporta l’istantanea cancellazione dall’albo (6).
3. Le ipotesi di cui al comma 1, lettere c) e d) ricorrono decorsi quarantacinque giorni naturali e consecutivi dalla scadenza del termine stabilito per il pagamento del contributo.
4. I consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede cancellati dall’albo a norma del comma 1 possono esservi nuovamente iscritti a domanda, purché (7):
a) nei casi previsti dal comma 1, lettere b), c) e d), siano rientrati in possesso dei requisiti richiamati dall’articolo 99, lettera a), ovvero abbiano corrisposto i contributi dovuti;
b) nel caso previsto dal comma 2-ter, siano decorsi cinque anni dalla data della notifica della delibera di radiazione (8).
5. Il procedimento di cancellazione previsto nelle ipotesi di cui al comma 1, lettere a), b), c) e d), può essere sospeso, a seguito di richiesta della Consob all’Organismo, per il tempo necessario allo svolgimento degli accertamenti, anche di natura ispettiva, disposti dalla Consob nei confronti del soggetto interessato. Il procedimento di cancellazione è [inoltre] sospeso per il periodo di efficacia dei provvedimenti di sospensione cautelare di cui all’art. 55, comma 1, del testo unico e di sospensione dall’albo di cui all’art. 196, comma 1, lettera c), del testo unico. L’Organismo comunica all’interessato l’inizio ed il termine della sospensione (9).
6. La cancellazione dall’albo [nei casi previsti dal comma 1, lettere a), b), c) e d),] non preclude l’applicazione delle sanzioni di cui all’art. 196, comma 1, del testo unico (9).
(2) Lettera modificata dall’articolo unico della Delibera n. 16736 del 18 dicembre 2008.
(3) Comma aggiunto dall’articolo unico della Delibera n. 16736 del 18 dicembre 2008.
(4) Comma modificato dall’articolo unico della Delibera n. 16736 del 18 dicembre 2008.
(5) Comma aggiunto dall’articolo unico della Delibera n. 16736 del 18 dicembre 2008.
(6) Comma aggiunto dall’articolo unico della Delibera n. 16736 del 18 dicembre 2008.
(7) Alinea modificato dall’articolo 1, lettera a), della Delibera CONSOB 17 marzo 2016, n. 19548.
(8) Lettera modificata dall’articolo unico della Delibera n. 16736 del 18 dicembre 2008.
(9) Comma modificato dall’articolo unico della Delibera n. 16736 del 18 dicembre 2008e dall’articolo unico della Deliberazione CONSOB 3 dicembre 2010, n. 17581.
(9) Comma aggiunto dall’articolo unico della Delibera n. 16736 del 18 dicembre 2008 e modificato dall’articolo unico della Deliberazione CONSOB 3 dicembre 2010, n. 17581.
(Obblighi dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede nei confronti dell’Organismo) (1)
1. I consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede sono tenuti a comunicare senza indugio all’Organismo (2):
a) il luogo di conservazione della documentazione di cui all’articolo 109;
b) ogni variazione degli elementi informativi di cui alla lettera a) e all’articolo 97, comma 2, lettera c) (2).
[2. Fino all’emanazione delle istruzioni operative di cui all’art. 103-bis, comma 3, i promotori, entro cinque giorni dal verificarsi dell’evento o dal momento in cui ne hanno notizia, sono tenuti a comunicare all’Organismo:
a) la perdita dei requisiti per l’iscrizione all’albo;
b) la variazione del soggetto abilitato per conto del quale operano ](3).
3. Nell’esercizio dei propri compiti, l’Organismo può chiedere ai consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede la comunicazione di dati e notizie e la trasmissione di atti e documenti (4).
(3) Comma modificato dall’articolo unico della Delibera n. 16736 del 18 dicembre 2008 e soppresso dall’articolo unico della Deliberazione CONSOB 3 dicembre 2010, n. 17581.
(4) Lettera modificata dall’articolo 1, lettera a), della Delibera CONSOB 17 marzo 2016, n. 19548.
(Obblighi dei soggetti abilitati nei confronti dell’Organismo) (1).
Art.103 bis
1. I soggetti abilitati comunicano all’Organismo il venir meno in capo ai consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede di cui si avvalgono dei requisiti previsti per l’iscrizione all’albo (2).
2. I soggetti abilitati trasmettono all’Organismo i nominativi dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede con cui hanno iniziato o cessato il rapporto di prestazione di lavoro dipendente, di agenzia o di mandato nel corso del mese precedente (3).
[ 3. Gli obblighi di cui ai commi 1 e 2 decorrono dall’emanazione di apposite istruzioni operative da parte della Consob] (4).
4. I soggetti abilitati collaborano con l’Organismo al fine dell’accertamento dei requisiti di onorabilità e professionalità dei richiedenti l’iscrizione e degli iscritti all’albo.
(1) Articolo inserito dall’articolo unico della Delibera n. 16736 del 18 dicembre 2008.
(2) Comma modificato dall’articolo 1, lettera a), della Delibera CONSOB 17 marzo 2016, n. 19548.
(4) Comma soppresso dall’articolo unico della Deliberazione CONSOB 3 dicembre 2010, n. 17581.
ATTIVITÀ DEI CONSULENTI FINANZIARI ABILITATI ALL’OFFERTA FUORI SEDE (1)
1. I consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede svolgono i compiti ed assolvono gli obblighi loro demandati ai sensi delle disposizioni disciplinanti l’attività dei soggetti abilitati, sulla base e nei limiti dell’incarico loro conferito (1).
(Modalità di aggiornamento professionale)
I consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede sono tenuti all’aggiornamento professionale mediante partecipazione a corsi su base periodica, a conclusione dei quali sono rilasciati attestati di frequenza. A tal fine i soggetti abilitati si dotano di idonee procedure per garantire l’adeguata formazione e l’aggiornamento professionale dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede operanti per loro conto (1).
1. L’attività di consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede è incompatibile:
a) con la qualità di sindaco o suo collaboratore ai sensi dell’articolo 2403-bis del codice civile, responsabile o addetto al controllo interno, presso soggetti abilitati;
b) con la qualità di amministratore, dipendente o collaboratore di un soggetto abilitato non appartenente al gruppo al quale appartiene quello per conto del quale opera il consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede (1);
c) con la qualità di socio, amministratore, sindaco o dipendente della società di revisione incaricata della certificazione del bilancio del soggetto abilitato per conto del quale opera il consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede (2);
d) con l’iscrizione nel ruolo unico degli agenti di cambio;
d-bis) con l’esercizio dell’attività di consulente finanziario autonomo di cui all’art. 18-bis del testo unico (3);
(3) Lettera inserita dall’articolo unico della Deliberazione CONSOB 3 dicembre 2010, n. 17581 e successivamente modificata dall’articolo 1, lettera b), della Delibera CONSOB 17 marzo 2016, n. 19548.
1. I consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede devono comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza. Essi devono osservare le disposizioni legislative e regolamentari relative alla loro attività e a quella della categoria del soggetto abilitato per conto del quale operano. Devono inoltre rispettare le procedure del soggetto abilitato che ha loro conferito l’incarico (1).
2. I consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede sono tenuti a mantenere la riservatezza sulle informazioni acquisite dai clienti o dai potenziali clienti o di cui comunque dispongano in ragione della propria attività, salvo che nei confronti del soggetto per conto del quale operano e del soggetto i cui servizi e attività di investimento, strumenti finanziari o prodotti sono offerti, nonché nei casi di cui all’articolo 31, comma 7, del Testo Unico, ed in ogni altro caso in cui l’ordinamento ne imponga o ne consenta la rivelazione. È comunque vietato l’uso delle suddette informazioni per interessi diversi da quelli strettamente professionali (2).
(1) Comma sostituito dall’articolo unico della Deliberazione CONSOB 3 dicembre 2010, n. 17581 e modificato dall’articolo 1, lettera a), della Delibera CONSOB 17 marzo 2016, n. 19548.
(Regole di presentazione e comportamento nei confronti dei clienti o dei potenziali clienti)
1. Al momento del primo contatto, il consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede (1):
a) consegna al cliente o al potenziale cliente copia di una dichiarazione redatta dal soggetto abilitato, da cui risultino gli elementi identificativi di tale soggetto, gli estremi di iscrizione all’albo e i dati anagrafici del consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede, nonché il domicilio al quale indirizzare la dichiarazione di recesso prevista dall’articolo 30, comma 6, del Testo Unico (2);
b) consegna al cliente o al potenziale cliente copia di una comunicazione conforme al modello di cui all’Allegato n. 4.
2. Il consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede consegna al cliente o al potenziale cliente la dichiarazione di cui al comma 1, lettera a), anche in caso di variazione dei dati in essa riportati (3).
3. Il consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede assolve gli obblighi informativi nei confronti del cliente o del potenziale cliente in modo chiaro ed esauriente e verifica che lo stesso abbia compreso le caratteristiche essenziali dell’operazione proposta (4).
4. Il consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede verifica l’identità del cliente o del potenziale cliente, prima di raccoglierne le sottoscrizioni o le disposizioni. Il consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede rilascia al cliente o al potenziale cliente copia dei contratti, delle disposizioni e di ogni altro atto o documento da questo sottoscritto (5).
5. Il consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede può ricevere dal cliente o dal potenziale cliente, per la conseguente immediata trasmissione, esclusivamente (6):
a) assegni bancari o postali, assegni circolari o vaglia postali intestati o girati al soggetto abilitato per conto del quale opera ovvero al soggetto i cui servizi e attività di investimento, strumenti finanziari o prodotti sono offerti, muniti di clausola di non trasferibilità (7);
b) ordini di bonifico e documenti similari che abbiano quale beneficiario uno dei soggetti indicati nella lettera precedente;
c) strumenti finanziari nominativi o all’ordine, intestati o girati a favore del soggetto che presta il servizio e attività di investimento oggetto di offerta.
6. Il consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede non può ricevere dal cliente o dal potenziale cliente alcuna forma di compenso ovvero di finanziamento (8).
7. Il consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede non può utilizzare i codici di accesso telematico ai rapporti di pertinenza del cliente o del potenziale cliente o comunque al medesimo collegati, salvo che il contratto stipulato dall’intermediario con il cliente lo preveda e sempre che (9):
a) vi sia il preventivo, espresso e specifico consenso scritto del cliente all’utilizzo dei codici da parte del consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede (10);
b) l’utilizzo avvenga con modalità tali da far constatare all’intermediario l’impiego dei codici da parte del consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede (11);
c) l’utilizzo da parte del consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede comporti l’automatica disabilitazione dei codici stessi (12).
(1) Alinea modificato dall’articolo 1, lettera a), della Delibera CONSOB 17 marzo 2016, n. 19548.
(5) Comma modificato dall’articolo 1, lettera a), della Delibera CONSOB 17 marzo 2016, n. 19548.
(6) Alinea modificato dall’articolo 1, lettera a), della Delibera CONSOB 17 marzo 2016, n. 19548.
(7) Lettera modificata dall’articolo unico della Deliberazione CONSOB 3 dicembre 2010, n. 17581.
(8) Comma modificato dall’articolo 1, lettera a), della Delibera CONSOB 17 marzo 2016, n. 19548.
(9) Comma modificato dall’articolo 1, lettera a), della Delibera CONSOB 17 marzo 2016, n. 19548.
(10) Lettera modificata dall’articolo 1, lettera a), della Delibera CONSOB 17 marzo 2016, n. 19548.
(11) Lettera modificata dall’articolo 1, lettera a), della Delibera CONSOB 17 marzo 2016, n. 19548.
(12) Comma modificato dall’articolo unico della Deliberazione CONSOB 3 dicembre 2010, n. 17581.
1. Il consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede è tenuto a conservare ordinatamente per almeno cinque anni, nel luogo comunicato ai sensi dell’articolo 103, copia della seguente documentazione (1):
a) contratti promossi per suo tramite;
b) altri documenti sottoscritti dai clienti o dai potenziali clienti;
c) corrispondenza intercorsa con i soggetti per conto dei quali il consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede ha operato nel corso del tempo (2).
2. Si applicano le disposizioni previste dall’articolo 57 del presente regolamento e le disposizioni previste in materia di conservazione delle registrazioni dal regolamento adottato ai sensi dell’art. 6, comma 2-bis, del Testo Unico.
1. Le sanzioni di cui all’articolo 196, comma 1, lettere a), b), c) e d) del Testo Unico sono irrogate dalla Consob, in base alla gravità della violazione e tenuto conto della eventuale recidiva, per qualsiasi violazione di norme del Testo Unico, del presente regolamento e di altre disposizioni generali o particolari impartite dalla Consob.
2. Fermo quanto stabilito al comma 1, la Consob:
1) violazione della disposizione di cui all’articolo 31, comma 2, secondo periodo, del Testo Unico;
2) offerta fuori sede o promozione e collocamento a distanza per conto di soggetti non abilitati;
3) contraffazione della firma del cliente o del potenziale cliente su modulistica contrattuale o altra documentazione relativa ad operazioni dal medesimo poste in essere;
4) acquisizione, anche temporanea, della disponibilità di somme o di valori di pertinenza del cliente o del potenziale cliente;
5) comunicazione o trasmissione al cliente o al potenziale cliente o alla Consob di informazioni o documenti non rispondenti al vero;
6) sollecitazione all’investimento effettuata in violazione delle disposizioni di cui alla Parte IV, Titolo II, Capo I del Testo Unico e delle relative disposizioni di attuazione;
7) perfezionamento di operazioni non autorizzate dal cliente o dal potenziale cliente, a valere sui rapporti di pertinenza di quest’ultimo, o comunque al medesimo collegati;
b) dispone la sospensione dall’albo di cui all’articolo 196, comma 1, lettera c), del Testo Unico, in caso di:
1) inadempimento degli obblighi informativi previsti dalle disposizioni richiamate all’articolo 104;
2) esercizio di attività o assunzione di qualità incompatibili ai sensi dell’articolo 106;
3) violazione delle disposizioni di cui all’articolo 107, comma 2;
4) violazione delle disposizioni di cui all’articolo 108, comma 3;
5) violazione della disposizione di cui all’articolo 108, comma 4;
6) accettazione dal cliente o dal potenziale cliente di mezzi di pagamento, strumenti finanziari e valori con caratteristiche difformi da quelle prescritte dall’articolo 108, comma 5;
7) percezione di compensi o finanziamenti in violazione dell’articolo 108, comma 6;
8) inadempimento degli obblighi di tenuta della documentazione di cui all’articolo 109;
c) irroga la sanzione pecuniaria di cui all’articolo 196, comma 1, lettera b), del Testo Unico, in caso di:
1) inosservanza degli obblighi di cui all’articolo 103;
2) violazione delle disposizioni di cui all’articolo 108, commi 1 e 2.
3. Per ciascuna delle violazioni individuate nel comma 2, la Consob, tenuto conto delle circostanze e di ogni elemento disponibile, può disporre, in luogo della sanzione prevista, la tipologia di sanzione immediatamente inferiore o superiore.
1. Ai fini dell’eventuale adozione dei provvedimenti cautelari di cui all’articolo 55, comma 1, del Testo Unico, la Consob valuta la gravità degli elementi di cui dispone dando rilievo, in particolare, alle violazioni di disposizioni per le quali è prevista la sanzione della radiazione dall’albo, alle modalità di attuazione della condotta illecita ed alla reiterazione della violazione.
2. Ai fini dell’eventuale adozione dei provvedimenti cautelari di cui all’articolo 55, comma 2, del Testo Unico, la Consob valuta, nei limiti dei poteri alla stessa attribuiti dalla legge, le circostanze per le quali il consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede è stato sottoposto alle misure cautelari personali del libro IV, titolo I, capo II, del codice di procedura penale o in base alle quali ha assunto la qualità d’imputato per uno dei delitti indicati nella norma citata ed, in particolare, tiene conto del titolo di reato e dell’idoneità delle suddette circostanze a pregiudicare gli specifici interessi coinvolti nello svolgimento dell’attività di consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede (1).
1. Con successive delibere, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale, verrà disposta la data di inizio di operatività dell’Organismo e l’entrata in vigore delle disposizioni di cui alle parti II e III del presente Libro.
2. Fino all’entrata in vigore delle disposizioni di cui al comma 1, restano ferme le disposizioni di cui ai Capi II e III del regolamento approvato con delibera n. 10629 dell’8 aprile 1997, e successive modifiche ed integrazioni. Le Commissioni regionali e provinciali per l’albo dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede continuano ad operare fino alla data di inizio di operatività dell’Organismo (1).
2-bis. I soggetti iscritti alla data di entrata in vigore delle disposizioni di cui al comma 1 all’albo unico nazionale dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede tenuto dalla Consob sono iscritti dall’Organismo all’albo unico previsto dall’art. 31, comma 4, del testo unico nella medesima situazione in cui si trovano iscritti all’albo unico nazionale dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede tenuto dalla Consob (2).
3. Fino all’entrata in vigore delle disposizioni di cui al comma 1, per la comunicazione o trasmissione alle Commissioni regionali e provinciali per l’albo dei promotori finanziari di informazioni o documenti non rispondenti al vero è prevista la sanzione della radiazione e per la violazione dell’articolo 11 del regolamento approvato con delibera n. 10629 dell’8 aprile 1997, la sanzione pecuniaria di cui all’articolo 196, comma 1, lettera b), del Testo Unico. Per le violazioni individuate nel presente comma, la Consob, tenuto conto delle circostanze e di ogni elemento disponibile, può disporre, in luogo della sanzione prevista, la tipologia di sanzione immediatamente inferiore o superiore.
(2) Comma inserito dall’articolo unico della Delibera n. 16736 del 18 dicembre 2008 e successivamente modificato dall’articolo 1, lettera a), della Delibera CONSOB 17 marzo 2016, n. 19548
2. Gli intermediari provvedono agli adempimenti in tema di informazioni nei confronti della clientela in essere alla data di entrata in vigore del presente regolamento, di cui agli articoli da 29 a 32, 35, comma 2, 46 e 52, comma 1, lettera b1), in occasione del primo contatto utile o, in mancanza, non oltre il 30 giugno 2008.
3. Nei confronti della clientela in essere alla data di entrata in vigore del presente regolamento, già classificata quale operatore qualificato, la comunicazione di cui all’articolo 35, comma 1, quale cliente al dettaglio, è effettuata in occasione del primo contatto utile o, in mancanza, non oltre il 30 giugno 2008.
4. I clienti privati riconosciuti dagli intermediari quali operatori qualificati ai sensi della disciplina previgente, sulla base di parametri simili a quelli di cui all’Allegato 3, sezione II, al presente regolamento, possono continuare ad essere considerati clienti professionali.
5. Le società di gestione del risparmio e le SICAV provvedono agli adempimenti di cui all’articolo 67 entro il 29 febbraio 2008 e agli adempimenti in tema di informazioni nei confronti degli investitori in essere alla data di entrata in vigore del presente regolamento, di cui agli articoli 68, comma 4, 70, comma 3 e 73, comma 1, lettera b1), in occasione del primo contatto utile o, in mancanza, non oltre il 30 giugno 2008.
6. Le società di gestione del risparmio e le SICAV di cui all’articolo 77 del presente regolamento provvedono, nei confronti della clientela in essere alla data di entrata in vigore del medesimo, agli adempimenti previsti dai richiamati articoli 29, comma 1, 30, 31, 32, 35, comma 2 e 52, comma 1, lettera b1), in occasione del primo contatto utile o, in mancanza, non oltre il 30 giugno 2008.
Le predette società di gestione del risparmio e SICAV osservano il comma 3 del presente articolo.
7. Dalla data di entrata in vigore del presente regolamento è abrogato il regolamento adottato con delibera Consob n. 11522 del 1998 e successive modificazioni.