Source: http://lamministrativista.it/rubriche/news?page=2&classificazione=639
Timestamp: 2019-07-17 11:11:39+00:00
Document Index: 129349406

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art. 95', 'art. 111', 'sentenza ', 'art. 50', 'sentenza ', 'art. 97']

Art. 95, co 10: è legittima l’imposizione agli operatori di indicare ab origine i costi della manodopera.
10 Gennaio 2019 | di Guglielmo Aldo Giuffrè
È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, in relazione all’art. 41 Cost., dell’art. 95, comma 10, del d.lgs. n. 50 del 2016, laddove impone agli operatori di indicare ab origine i costi della manodopera, in quanto la norma riflette proprio i limiti costituzionali alla libertà di iniziativa economica, onerando gli operatori dell’indicazione, sin dal momento della presentazione dell’offerta, dei valori e dei costi suscettibili di incidere sulle modalità di svolgimento dell’attività lavorativa e sui diritti dei lavoratori, prevedendo, nel contempo, i controlli di spettanza dell’amministrazione.
L'errata indicazione dei costi di manodopera comporta l'esclusione dalla gara e non il ricorso al soccorso istruttorio
07 Gennaio 2019 | di Alessandra Coiante
La definizione del costo della manodopera integra un profilo essenziale dell'offerta stessa, sicché la modifica dei valori indicati non rappresenta una mera integrazione di carenze documentali superabili mediante il c.d. soccorso istruttorio, ma rappresenta “una variazione essenziale dell'offerta” ammissibile solo nell'ambito dei “limitati aggiustamenti” praticabili in sede di verifica della congruità dell'offerta stessa”.
Anche il CGA investe la Plenaria delle conseguenze dell’omessa indicazione degli oneri di sicurezza nel nuovo Codice dei contratti
23 Novembre 2018 | di Flaminia Aperio Bella
Dopo le rimessioni già operate dalla Quinta Sezione del Consiglio di Stato (cfr. sez. V, ord., 25 ottobre 2018, n. 6069 e 26 ottobre 2018, n. 6122) anche il CGA investe la Plenaria della soluzione del contrasto giurisprudenziale registratosi in giurisprudenza in ordine alla portata escludente della mancata indicazione separata del costo della manodopera (e degli oneri di sicurezza).
Alla Plenaria la legittimità dell'esclusione per mancata indicazione separata “meramente formale” degli oneri di sicurezza aziendale
31 Ottobre 2018 | di Guglielmo Aldo Giuffrè
La Sezione ha rimesso all'Adunanza plenaria del Consiglio di Stato le seguenti questioni di diritto: «1) Se, per le gare bandite nella vigenza del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, la mancata indicazione separata degli oneri di sicurezza aziendale determini immediatamente e incondizionatamente l'esclusione del concorrente, senza possibilità di soccorso istruttorio, anche quando non è in discussione l'adempimento da parte del concorrente degli obblighi di sicurezza, né il computo dei relativi oneri nella formulazione dell'offerta, né vengono in rilievo profili di anomalia dell'offerta, ma si contesta soltanto che l'offerta non specifica la quota di prezzo corrispondente ai predetti oneri. 2) Se, ai fini della eventuale operatività del soccorso istruttorio, assuma rilevanza la circostanza che la lex specialis richiami espressamente l'obbligo di dichiarare gli oneri di sicurezza».
Sindacato sull’anomalia dell’offerta e limiti esterni alla giurisdizione: il punto delle Sezioni Unite
27 Settembre 2018 | di Flaminia Aperio Bella
I motivi inerenti alla giurisdizione sindacabili dalle Sezioni Unite della Cassazione ex art. 111, co. 8 Cost. vanno identificati o nell'ipotesi in cui la sentenza del Consiglio di Stato abbia violato (in positivo o in negativo) l'ambito della giurisdizione in generale, o nell'ipotesi in cui abbia violato i cosiddetti limiti esterni della propria giurisdizione (i.e. quando il Consiglio di Stato abbia giudicato su materia attribuita alla giurisdizione ordinaria o ad altra giurisdizione speciale, oppure abbia negato la propria giurisdizione nell'erroneo convincimento che essa appartenesse ad altro giudice, ovvero ancora quando, in materia attribuita alla propria giurisdizione limitatamente al solo sindacato della legittimità degli atti amministrativi, abbia compiuto un sindacato di merito). Il sindacato del giudice amministrativo compiuto sulle valutazioni della commissione di gara in sede di verifica dell'anomalia di un'offerta, non attenendo al merito dell'azione amministrativa, ma all'esercizio di discrezionalità tecnica, non può configurare un'ipotesi di eccesso di potere giurisdizionale per sconfinamento.
Clausole sociali e garanzia della retribuzione
La c.d. clausola sociale, prevista dall'art. 50 del nuovo codice dei contratti pubblici, non obbliga l'impresa subentrante ad assicurare ai lavoratori assorbiti le medesime condizioni salariali vigenti nel rapporto con l'appaltatore uscente, ma comporta invece l'obbligo di salvaguardare i livelli retributivi in modo adeguato e congruo.
Limiti alla discrezionalità della stazione appaltante nella determinazione dei criteri di valutazione delle offerte
13 Settembre 2018 | di Veronica Sordi
Nel caso di una procedura indetta secondo il criterio dell'offerta economica più vantaggiosa, nella scelta discrezionale dei criteri di valutazione dell'offerta la stazione appaltante deve dare adeguata e autonoma rilevanza agli aspetti tecnico qualitativi rispetto ai profili attinenti al prezzo o alla convenienza economica della medesima proposta evitando elementi di commistione tra offerta tecnica e offerta economica, che possa minare l'autonomia e l'indipendenza dei Commissari in sede di valutazione.
Gara da aggiudicare “a corpo” e rilevanza delle indicazioni contenute nell'elenco prezzi
11 Settembre 2018 | di Francesco Renda
La sentenza afferma che, negli appalti a corpo, in cui la somma complessiva offerta in gara copre l'esecuzione di tutte le prestazioni contrattuali, l'elenco analitico dei prezzi risulta irrilevante e connotato da un valore meramente indicativo delle voci di costo che hanno concorso a formare l'importo finale.
L'Adunanza Plenaria risolve il dubbio interpretativo sulla determinazione del “fattore di correzione” ai fini del calcolo della soglia di anomalia
04 Settembre 2018 | di Francesco Pignatiello
La soglia di anomalia, in base al metodo di cui all'art. 97, co. 2, lett. b), deve essere determinata avendo come riferimento, sia per il calcolo della media aritmetica dei ribassi, sia per l'individuazione del c.d. fattore di correzione, tramite la somma dei ribassi offerti, una platea omogenea di concorrenti ammessi, selezionata al netto del c.d. “taglio delle ali”, di cui alla prima parte della medesima disposizione. L'accantonamento delle offerte interessate dal taglio delle ali opera sia in relazione al calcolo della media aritmetica dei ribassi, sia in relazione alla somma dei ribassi offerti dai concorrenti ammessi.
I limiti di modificabilità delle voci di costo in sede di verifica dell’anomalia
Il principio di immodificabilità dell’offerta riguarda le sole dichiarazioni di volontà e non anche quelle di scienza rese in occasione delle giustificazioni sull’anomalia. Ne consegue che la modifica della voce relativa al costo della manodopera non comporta l’esclusione dell’operatore economico, purché risulti preservato l’equilibrio economico complessivo dell’offerta e sia salvaguardato il rispetto del trattamento salariale minimo inderogabile.