Source: http://www.prontoprofessionista.it/articoli/1637/separazione-personale-dei-coniugi-e-addebito/
Timestamp: 2018-01-16 07:33:32+00:00
Document Index: 80339012

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 360', 'art. 54', 'sentenza ', 'art. 433', 'art. 360', 'art. 13', 'art. 1']

Separazione personale dei coniugi e addebito - avv. Mariagrazia Caruso
3.2) La censura appare invece inammissibile nella parte in cui lamenta un vizio di motivazione della sentenza impugnata, versandosi in tema di ricorso soggetto - ratione temporis - al disposto dell'art. 360 1 comma n. 5 c.p.c. come novellato dal dall'art. 54 I comma lett. b) della I. n. 1341012, che ha ricondotto tale vizio all'omesso esame di un fatto storico, principale o secondario, la cui esistenza risulti dal testo della sentenza o dagli atti processuali, che abbia costituito oggetto di discussione tra le parti e_abbia carattere decisivo (vale a dire che, se esaminato, avrebbe determinato un esito diverso della controversia).
Nel caso di specie la corte territoriale ha esaminato tutti gli elementi addotti dalla L. a prova della pregressa insorgenza della crisi matrimoniale, ma li ha ritenuti inidonei a vincere la presunzione di addebitabilità della separazione alla violazione dei dovere di fedeltà che le incombeva: non ricorre, pertanto, l'ipotesi delineata dalla norma citata, e ciò a prescindere dal rilievo che le censure svolte dalla ricorrente si risolvono nella richiesta di una diversa valutazione, nel merito, degli elementi probatori in questione.
4) Col secondo motivo la ricorrente, lamentando violazione dell'art. 433 c.c., sostiene che la corte territoriale avrebbe respinto la domanda di corresponsione dell'assegno alimentare senza considerare che la sua impossidenza emergeva dagli atti e che, tenuto conto della sua età, delle sue effettive capacità e del contesto sociale nel quale ella vive, non le è data alcuna effettiva possibilità di svolgere un'attività lavorativa retribuita.
Anche questo motivo, che, benché qualificato ai sensi del n. 3 dell'art. 360 I comma c.p.c., si risolve nella denuncia di un vizio di insufficiente motivazione, appare inammissibile, attesa l'omessa indicazione delle circostanze decisive, ignorate dalla corte territoriale, dalle quali si sarebbe dovuto desumere lo stato di bisogno della ricorrente.
Tanto potrebbe essere deciso in camera di consiglio, ai sensi dell'ari_ 380 bis c.p.c.
Il collegio ha esaminato gli atti, ha letto la relazione e ne ha condiviso le conclusioni, peraltro non contrastate dalla ricorrente, che non ha depositato memoria. Il ricorso va pertanto rigettato.
Non v'è luogo alla liquidazione delle spese processuali in favore della parte intimata, che non ha svolto attività difensiva.
Dispone che in caso di diffusione dei presente provvedimento siano omesse le generalità delle parti e dei soggetti in esso menzionati.
Ai sensi dell'art. 13 comma 1 quater dPR n. 11512002, introdotto dall'art. 1, 17° comma, della I. n. 228 del 24.12.2012, si dà atto della sussistenza crei presupposti per il versamento da parte della ricorrente di un ulteriore importo a titólo di contributo unificato, pari a quello dovuto per la stessa impugnazione.
articolo del 12/04/2015 alle 18:46