Source: http://adiantum.it/public/3485-sottrazioni-internazionali--il-20-a-roma-le-proposte-di-adiantum-a-roberta-angelilli.asp
Timestamp: 2020-08-05 04:53:39+00:00
Document Index: 119207952

Matched Legal Cases: ['art. 574', 'art.388', 'art. 280', 'art. 391', 'art. 280', 'art. 381', 'art. 381', 'art. 3', 'art. 280', 'art. 391']

Sottrazioni internazionali: il 20 a Roma le proposte di ADIANTUM a Roberta Angelilli - Associazione di Associazioni Nazionali per la tutela dei Minori
Sottrazioni internazionali: il 20 a Roma le proposte di ADIANTUM a Roberta Angelilli
15/01/2014 - 19.12
Il prossimo 20 gennaio, a Roma, il Vice Presidente del Parlamento Europeo Roberta Angelilli incontrerà Una delegazione di ADIANTUM composta dal presidente Giacomo Rotoli, dal consigliere Fabio Nestola e dal delegato nazionale Marco Di Marco. All'incontro saranno presenti anche l'associazione Figli Sottratti in Slovacchia (con Salvatore Basile), l'associazione Figli Sottratti (Vincenzo Antonuccio) e Andrea Tonello, il papà di un bambino vittima di sottrazione internazionale.
Durante l'incontro le associazioni intervenute esporranno alcune proposte per arginare il fenomeno delle sottrazioni internazionali, che negli utlimi anni ha visto un incremento preoccupante del numero dei delitti, che spesso si accompagna alle difficoltà normative e operative di far eseguire i rimpatri dei minori. A volte, gli stessi tribunali italiani distruggono, con provvedimenti abnormi, quanto di buono viene fatto nei tribunali stranieri.
Infatti, vista la disapplicazione della convenzione dell’Aja del 1980 in caso di sottrazione internazionale di minori ed il fallimento del regolamento Bruxelles II-bis da parte dei paesi firmatari europei, occorrono nuove proposte per rendere effettivi gli ordini di rimpatrio, il diritto di visita ai genitori stranieri e le comunicazioni tra minore e genitore, senza dimenticare di attuare una politica comune UE verso paesi terzi che non applicano o non hanno firmato la convenzione. Tutto ciò potrebbe essere attuato attraverso alcune misure specifiche:
1. COMITATO DI CONTROLLO EUROPEO
- Creazione di un Comitato di Controllo Europeo che verifichi le procedure di rimpatrio nei rispettivi paesi dove sono avvenute le sottrazioni, per controllare la regolarità dello svolgimento delle udienze e l’effettiva esecutività del rimpatrio, inviando ispettori in quei paesi.
- Ogni paese membro della comunità europea dovrà nominare un suo delegato di questo comitato, in modo da rappresentare ogni cittadino europeo ed ogni lingua comunitaria. Ogni delegato avrà il suo ufficio competente per le segnalazioni delle avvenute sottrazioni oppure della non ottemperanza del diritto di visita in un paese estero comunitario.
- Il Comitato di Controllo Europeo terrà almeno una riunione annuale per verificare se tutti i paesi europei hanno rispettato le convenzioni dell’Aja sulla sottrazione internazionale di minori ed il regolamento Bruxelles II-bis nei casi di sottrazioni internazionali di minori, nonchè rispettato i tempi di 6 settimane prestabiliti dalla convenzione per i rientri, come anche i diritti di visita per i genitori stranieri. Per i paesi non ottemperanti il Comitato potrà chiedere immediate sanzioni economiche e procedimenti di infrazione.
- Il Comitato di Controllo Europeo potrà proporre, anche annualmente, aggiornamenti alla convenzione dell’Aja sulla sottrazione internazionale di minori ed al regolamento Bruxelles II-bis, ed in caso di necessità proporre modifiche o creare ulteriori regole europee a tutela del rispetto della convenzione dell'Aja e dei regolamenti in vigore a garanzia della loro applicazione. Il comitato di controllo studierà e potrà proporre alla Commissione e al Parlamento Europeo anche una politica comune europea verso paesi non-UE che non rispettano la convenzione dell'Aja o che non l'hanno firmata. Il Comitato potrà anche proporre negoziati bilaterali tra UE e un paese non-UE nel quale si verificano sottrazioni senza rispetto delle convenzione dell'Aja o in mancanza di questa.
- Il Comitato di Controllo Europeo verificherà che in ogni paese comunitario sia rispettato il diritto di visita permanente per il genitore straniero verso i figli in caso di smembramento della famiglia attraverso la sottrazione internazionale di minore. Tale diritto è da estendere anche ai rami parentali del genitore vittima di sottrazione nonni, zii e cugini.
- Il Comitato di Controllo Europeo sarà in diretto contatto con i servizi sociali nazionali di ogni paese membro della comunità europeo per garantire i diritti di visita del genitore straniero, che siano questi provvisori o permanenti.
- Il Comitato di Controllo Europeo potrà avvalersi dell’appoggio delle istituzioni umanitarie che vorranno collaborare con lui (ONU, AMNESTY INTERNATIONAL, UNICEF etc), le quali daranno il loro sostegno nel supportare il diritto di visita del genitore straniero mettendo a disposizione le loro strutture e personale qualificato per agevolare gli incontri genitore straniero-figli sottratti.[1]
2. NUOVE DIRETTIVE EUROPEE AI PAESI MEMBRI (da integrare nei regolamenti) e POLITICA BILATERALE UE – paesi non-UE
Durante le fasi di giudizio già dalla prima udienza di rimpatrio, i giudici dovranno garantire in modi certi:
a. il diritto di visita provvisorio nei confronti del genitore straniero vittima di sottrazione internazionale di minore,
b. contatti telefonici e per mezzo di tecnologia VOIP col genitore straniero e con i rami parentali vittime di sottrazione internazionale di minori,
c. l’immediato ritiro di tutti i documenti (passaporti e carte di identità) dei minori e del genitore sottrattore, per evitare ulteriori fughe in altri paesei.[2]
d. l’esecutività degli ordini di rimpatrio dei tribunali non attraverso le forze dell’ordine di quel paese, bensì esclusivamente per mezzo dell’Europol e dell'Interpol, con la supervisione delle ambasciate estere presenti nel paese verso dove è avvenuta la sottrazione, visti i fallimenti dei tempi passati.
e. la creazione, con l’aiuto dei fondi europei in ogni paese della comunità europea, di un fondo per le vittime di sottrazione internazionale di minori, per pagare le spese legali, di traduzioni e quant’altro, anche per sottrazioni verso paesi non-UE.
3. PROPOSTE NAZIONALI
Occorre sensibilizzare la magistratura italiana, le forze dell’ordine e il Parlamento verso un impegno maggiore su questo fenomeno. La magistratura italiana, in casi di sottrazione internazionale di minori, deve emettere mandati di arresto cautelare e mandati di cattura europei[3]. Inoltre, è necessario creare corsi di specializzazione ed aggiornamenti dei giudici dei tribunali italiani, dei servizi sociali e del personale consolare all'estero, velocizzando tutte le pratiche di rimpatri nei casi di sottrazioni.
Dal punto di vista normativo, è ormai improrogabile la trasformazione dell’art. 574-bis c.p. (sottrazione di minori) in 605 c.p. (rapimento di minori), perchè con il 574-bis la pena massima è di 4 anni e, grazie al decreto svuota carceri e all’indulto (che prevede la pena a partire da 5 anni di condanna) il sottrattore non corre alcun rischio - il 574-bis è un reato ai danni del genitore che subisce la sottrazione -; mediante l'applicazione dell'art. il 605, invece, il danno è nei confronti del minore, quindi la reclusione parte dagli 8 anni e c’è la certezza della pena, inoltre con il 605 scattano automaticamente le intercettazioni telefoniche, la segnalazione all’Interpol ed il mandato di arresto europeo.
Il governo italiano, attraverso il ministro degli esteri e l’omologo ministro degli esteri straniero, potranno studiare e proporre accordibilaterali con i paesi esteri, UE e non UE, dove sono avvenute le sottrazioni internazionali di minore e si hanno le maggiori difficoltà nel garantire gli ordini di rimpatrio.
[1] Si potrebbe adottare il modello dell’UNICEF slovacco (progetto di Gabriela Krupcikova).
[2] In Gran Bretagna a Londra è la prassi nel tribunale specializzato per le sottrazioni internazionali di minore (non ho documenti a riguardo l'esperienza diretta è di Helenio Camilli). Allo stato attuale dei fatti i diritti di visita provvisori non vengono fatti rispettare, nelle maggior parti dei casi non vengono neanche concessi su espressa richiesta rallentando inoltre le cause di rimpatrio.
[3] Sul modello della procura di Vicenza che in passato è riuscita a risolvere il 90 % dei casi di sottrazione internazionale di minore.
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14.27 di martedì 11/03/2014
scritto da Luca Putin
Subito ho cominciato a leggere con entusiasmo questa proposta ma poi quando ho visto che ad esempio si cita la procura di Vicenza è cessato ogni entusiasmo , mia figlia sottratta in Italia e trasferita arbitrariamente in Germania è ora rientrata temporaneamente ma non certo grazie alla procura " non si tratta di un furto di un´auto " " non pensi che io mandi qualcuno a prendere sua figlia " , e alla fine ...richiesta di archiviazione per la madre tedesca considerata si , come responsabile di sottrazione di minore ai sensi della convenzione aja 1980 ma non per la procura di Vicenza che tra altre motivazioni dichiara " non vi sono elementi sufficienti per configurare il reato di sottrazione 574 bis " ....cosa posso dire ...si certo ...bell´esempio ! Ho fatto opposizione all´archiviazione ...ovviamente .
12.51 di giovedì 16/01/2014
scritto da roberto nocciolini
Esatto... quello che ci vorrebbe ..specialmente spingere il mandato d´arresto e formare i giudice totalente incopetenti ( nel mio caso sono stati una decina di errrori) che hanno portato dei ritardi di molti mesi...ci vorrebbe una relazione sul modello vicentino da fornire agli incompetenti.
Non vorrei aggiungere una cavolata.. visto i tempi urgenti che i regolamenti europei avvalgono l´inserimento di questi reati da trattare con " procedimenti in camera di consiglio ?) La sottrazione di minori è un reato permanente quindi uguale alla flagranza di reato...considerando poi che spesso ci sono anche le "aggravanti" mai considerati dai tribunali,maltrattamento di minori,art.388 ecc.ecc..
L’art. 280, c. 2, c.p.p. è norma incostituzionale.
Secondo l’art. 391, c. 5, c.p.p. l’accusato può essere mantenuto in carcere solo per i reati di cui all’art. 280, c. 2 c.p.p. (cioè quelli che hanno una pena massima di almeno cinque anni: tra di essi non rientra la sottrazione internazionale di minori) e per i reati elencati dall’art. 381, c. 2, c.p.p.. Sfogliando l’elenco dell’art. 381, c. 2, c.p.p. si nota che manca la sottrazione internazionale di minori ma, in àmbito analogo, v’è la corruzione di minori, punita nel massimo con tre anni di reclusione. Ora, ciò significa che, se l’accusato è stato arrestato per corruzione di minori, all’udienza di convalida dell’arresto il Giudice può decidere che quella persona rimanga in carcere; se l’accusato è stato arrestato per sottrazione internazionale di minori, all’udienza di convalida dell’arresto il Giudice non può collocare quella persona in carcere. E questo, nonostante la sottrazione internazionale di minori sia punita più pesantemente della corruzione di minori.
In diritto una tale situazione viene definita come “irragionevole” e contrasta con l’art. 3 Cost.. Merita, quindi, di essere sottoposta al vaglio della Corte costituzionale, affinché dichiari l’illegittimità della l. n. 94/2013 laddove è intervenuta sull’art. 280, c. 2 c.p.p., ma non sull’art. 391, c. 5 c.p.p..