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Timestamp: 2019-03-20 16:18:21+00:00
Document Index: 150700147

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 21', 'art. 1', 'art. 16', 'art 28', 'art. 21']

DECRETO DELLA CORTE DI APPELLO DI MILANO - tangobond.it
Messaggio da rolieg » lun feb 11, 2008 4:50 pm
All'esito degli accertamenti ispettivi effettuati dal 17-4 al 14-8 2003 dalla Banca d'Italia su richiesta (ai sensi dell'art. 10, comma 2, D.Lgs. 24 febbraio 1998 n. 5 della CONSOB riguardanti verifiche sull'operatività della Banca Intesa (e di altri intermediari bancari) relativamente al servizio di negoziazione per conto proprio degli strumenti finanziari bond Cirio e obbligazioni «Argentina» nel periodo dall'1-1-1999 a tutto il Novembre 2002, la Banca d'Italia trasmetteva alla CONSOB in data 30-10-2003 la propria relazione, cui seguivano, a riscontro della richiesta del 3-2- 2004 della CONSOB di ulteriori dati e informazioni, note del 12-2 e del 10-3-2004.
Oltre a ciò, si ritiepe che non sia infondato neppure il riferimento fatto da Consob alla disciplina legislativa stabilita dall'art. 21-octies (Annullabilità del provvedimentoj, secondo comma, della stessa L. n. 15/2005, secondo cui «non annullabile il provvedimento adottato in violazione di norme sul procedimento o sulla forma degli atti qualora, per la natura vincolata del provvedimento, sia palese che il suo contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato. Il provvedimento amministrativo non è comunque annullabile per mancata comunicazione dell'avvio del procedimento qualora l'amminitrazione dimostri in giudizio che il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato». Nel contesto del procedimento promosso, si rileva (usando le stesse espressioni di Cass.Civ. SS.UU. 24-1-2005 u. 1362) che le sanzioni amministrative per la violazione di normee in tema di intermediazione finanziaria possono essere irrogate: solo nei casi tassativamente previsti dalla legge. Gli artt. 188-195 D.Lgs. n. 58/98 non lasciano alcun dubbio in proposito e sono quindi espressione dello stesso principio stabilito in via generale dall'art. 1 L n. 689/81, cui del resto tali disposizioni fanno implicito (ma non per questo meno certo) richiamo, dichiarando inapplicabile l'art. 16 in tema di pagamento in misura ridotta (artt.188 e 190 D.Lgs .n. 58/9: tale precisazione non avrebbe alcuna giustificazione, se l'intera legge 629/81 dovesse essere ritenuta nella specie inapplicabile (Cass., sez. un. 11 luglio 2001, n. 9383; 11 febbraio 2003, n. 1992). L'applicabilità, nella specie, di quest'ultima legge rende poi certo che la concreta applicazione delle sanzioni deve avvenire sulla base di criteri (ali. l l. L. n. 689/81) e secondo regole procedurali (artt. 13, 14, 18 19 stessa legge) che escludano la possibilità di valutazioni discrezionali.
Ultima modifica di rolieg il mer mar 26, 2008 10:03 am, modificato 2 volte in totale.
Messaggio da rolieg » lun feb 11, 2008 4:51 pm
Messaggio da rolieg » lun feb 11, 2008 4:53 pm
La lacuna sulla sussistenza dei presupposti non può pertanto che sortire l'effetto dell'inadempimento dell'obbligo di fornire informazioni adeguate alla clientela retail, attraverso procedure o strumenti idonei ad assicurare (anche grazie alla possibilità di ricostruire le modalità, i tempi e le caratteristiche dei comportamenti posti in essere nella prestazione dei servizi, imposta dall'ari 56 D.Lgs. n.58/9 che l'informativa, completa di tutti i requisiti (oscuro, rischi, implicazioni) indicati dalla norma regolamentate contestata (art 28, comma 2, del Regolamento Consob n. 11522/98, adottato ai sensi dell'ara. 6, comma 2, del D.Lgs. n. 58/98 ed in attuazione del precetto generale di cui all'art. 21, comma 1, lett. b) del medesimo D.Lgs.), non potesse essere in alcun caso ovviata o eludibile.