Source: http://scuolaincomune.it/index.php/2015/02/01/il-trasporto-scolastico-gratuito-per-i-disabili-solo-per-la-scuola-dellobbligo/
Timestamp: 2018-05-25 04:44:35+00:00
Document Index: 15839089

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 28', 'art. 28', 'art 3', 'art. 433', 'art. 97', 'art. 38']

Il trasporto scolastico gratuito per i disabili solo per la scuola dell’obbligo – Scuola in Comune
Il trasporto scolastico gratuito per i disabili solo per la scuola dell’obbligo
1 febbraio 2015 di Redazione·0 commenti
Decisione TAR Liguria 1 febbraio 2005, n. 133 Trasporto disabili scuola non dell’obbligo – Gratuità – non dovuta
sul ricorso n.462/03 proposto da Ragni Mauro e Carrara Ragni Maura rappresentati e difesi dall’avv. Andrea Bava ed elettivamente domiciliati presso lo studio dello stesso in Genova, via alla Porta degli Archi n. 10/27;
previa sospensione dell’esecuzione, “della nota 28.01.2003 prot. 1152 del Comune di Campomorone, nonché per quanto possa occorrere della nota 12.02.2003, e della nota 28.02.2003 prot. 2262 della stessa Amministrazione, previo annullamento del regolamento approvato con la deliberazione del consiglio comunale di Campomorone del 27.06.2002 e portata al n. 19 Reg. Ver., avente ad oggetto ‘esame ed approvazione del regolamento per l’erogazione di interventi, servizi ed emolumenti economici del Sistema integrato di servizi sociali e di assistenza scolastica’ il tutto nella parte in cui viene assoggettato a parametri di indicatore della situazione economica – ISEE la copertura del servizio di trasporto da e per la scuola del giovane Marco ragni, invalido grave; – della nota 23 /07/2003 prot. 8370 con cui il Comune di Campomorone comunicava alla Sig. ra Maura Carrara Ragni che, in base all’attuale regolamento comunale 19/02 (che sottopone a valutazione economica l’intero nucleo familiare) e all’attestazione ISEE presentata, la signora medesima, per potere usufruire delle prestazioni sociali agevolate, avrebbe dovuto partecipare alla spesa nella misura del 96,32% del costo del servizio”
Uditi alla pubblica udienza del 2 dicembre 2004, relatore il Referendario Luca Morbelli, l’avv. A. Bava per i ricorrenti e l’avv. M. Florino in sostituzione dell’avv. M. L. Sarni per l’amministrazione resistente;
Con ricorso notificato il 29 marzo 2003 al Comune di Campomorone e depositato il successivo 8 aprile presso la Segreteria del TAR Liguria i ricorrenti, genitori dell’invalido Ragni Marco, hanno impugnato, chiedendone l’annullamento, previa sospensione dell’esecuzione, gli atti in epigrafe con cui il Comune di Campomorone, previa adozione del regolamento comunale per l’erogazione dei servizi ricompresi nel Sistema integrato di servizi sociali e di assistenza scolastica, ha assoggettato l’erogazione del servizio di trasporto scolastico del disabile Ragni Marco alla verifica di ricorrenza dell’indice ISEE.
3) violazione e/o errata interpretazione di legge (art. 3, comma 2 – ter, d.lgs. 31 marzo 1998 n. 109, come aggiunto dall’art. 3 d.lgs. 3 maggio 2000 n. 130) in quanto erroneamente il Comune avrebbe preso in considerazione non già il solo reddito del sig. Ragni Marco ma bensì quello dell’intero nucleo familiare.
Con atto notificato in data 16 settembre 2003 e depositato il successivo 18 settembre 2003 presso la segreteria del TAR Liguria, i ricorrenti impugnavano, con motivi aggiunti, anche la nota 23 luglio 2003 prot. 8370 con cui il Comune di Campomorone comunicava alla sig. Maura Carrara Ragni che per potere usufruire delle prestazioni sociali agevolate avrebbe dovuto partecipare alla spesa nella misura del 96,32% del costo del servizio.
Il ricorso in esame è rivolto avverso gli atti con cui il Comune di Campomorone, previa adozione del regolamento comunale per l’erogazione dei servizi ricompresi nel Sistema integrato di servizi sociali e di assistenza scolastica, ha assoggettato l’erogazione del servizio di trasporto scolastico del disabile Ragni Marco alla verifica di ricorrenza dell’indice ISEE.
Per prestazione sociale agevolata si intende ai sensi dell’art. 1, comma 1, d.lgs. 31 marzo 1998 n. 109, la prestazione o il servizio sociale o assistenziale non destinato alla generalità dei soggetti o comunque collegato nella misura o nel costo a determinate situazioni economiche. “Fermo restando il diritto ad usufruire delle prestazioni e dei servizi assicurati a tutti dalla Costituzione e dalle altre disposizioni vigenti, il presente decreto individua, in via sperimentale, criteri unificati di valutazione della situazione economica di coloro che richiedono prestazioni o servizi sociali o assistenziali non destinati alla generalità dei soggetti o comunque collegati nella misura o nel costo a determinate situazioni economiche. Ai fini di tale sperimentazione le disposizioni del presente decreto si applicano alle prestazioni o servizi sociali e assistenziali, con esclusione della integrazione al minimo, della maggiorazione sociale delle pensioni, dell’assegno e della pensione sociale e di ogni altra prestazione previdenziale, nonché della pensione e assegno di invalidità civile e delle indennità di accompagnamento e assimilate. In ogni caso, ciascun ente erogatore di prestazioni sociali agevolate utilizza le modalità di raccolta delle informazioni di cui al successivo articolo 4”.
Né costituisce ostacolo all’assoggettamento all’ISEE della prestazione sociale erogata al sig. Ragni Marco, che frequenta la scuola secondaria superiore, la previsione di cui all’art. 28 l. 118/1971, che prevede il diritto al trasporto gratuito dell’alunno disabile, limitatamente alla scuola dell’obbligo.
Ciò non esclude la possibilità di un prestazione sociale di trasporto dell’alunno ma semplicemente esclude che tale prestazione rientri nella previsione legislativa di assoluta gratuità di cui al primo comma dell’art. 28 l.118/1971.
A tal riguardo l’art 3, comma 2 – ter, del d.lgs. 109/98 stabilisce: “Limitatamente alle prestazioni sociali agevolate assicurate nell’àmbito di percorsi assistenziali integrati di natura sociosanitaria, erogate a domicilio o in ambiente residenziale a ciclo diurno o continuativo, rivolte a persone con handicap permanente grave, di cui all’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, accertato ai sensi dell’articolo 4 della stessa legge, nonché a soggetti ultra sessantacinquenni la cui non autosufficienza fisica o psichica sia stata accertata dalle aziende unità sanitarie locali, le disposizioni del presente decreto si applicano nei limiti stabiliti con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri per la solidarietà sociale e della sanità. Il suddetto decreto è adottato, previa intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, al fine di favorire la permanenza dell’assistito presso il nucleo familiare di appartenenza e di evidenziare la situazione economica del solo assistito, anche in relazione alle modalità di contribuzione al costo della prestazione, e sulla base delle indicazioni contenute nell’atto di indirizzo e coordinamento di cui all’articolo 3-septies, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni”.
Appare di tutta evidenza come il decreto del Presidente del consiglio dei Ministri riguardi esclusivamente le:”prestazioni sociali agevolate assicurate nell’àmbito di percorsi assistenziali integrati di natura sociosanitaria, erogate a domicilio o in ambiente residenziale a ciclo diurno o continuativo”.
appartenenza, come definito ai sensi dei commi 2 e 3 e quale risulta alla data di presentazione della dichiarazione sostitutiva unica di cui all’articolo 4.
Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sono stabiliti i criteri per l’individuazione del nucleo familiare per i soggetti che ai fini I.R.P.E.F. risultano a carico di più persone, per i coniugi non legalmente separati che non hanno la stessa residenza, per i minori non conviventi con i genitori o in affidamento presso terzi e per i soggetti non componenti di famiglie anagrafiche.
Le disposizioni del presente decreto non modificano la disciplina relativa ai soggetti tenuti alla prestazione degli alimenti ai sensi dell’art. 433 del codice civile e non possono essere interpretate nel senso dell’attribuzione agli enti erogatori della facoltà di cui all’articolo 438, primo comma, del codice civile nei confronti dei componenti il nucleo familiare del richiedente la prestazione sociale agevolata”
1. Ai fini del presente decreto, ciascun soggetto può appartenere ad un solo nucleo familiare. Fanno parte del nucleo familiare i soggetti componenti la famiglia anagrafica ai sensi dell’articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, salvo quanto stabilito dai commi seguenti.
b) se non fa parte della famiglia anagrafica di alcuna di esse, della persona tenuta agli alimenti ai sensi degli articoli 433 e seguenti del codice civile, secondo l’ordine ivi previsto; in presenza di più persone obbligate agli alimenti nello stesso grado, si considera componente il nucleo familiare di quella tenuta in misura maggiore ai sensi dell’articolo 441 del codice civile.
b) quando la diversa residenza è consentita a seguito dei provvedimenti temporanei ed urgenti di cui all’articolo 708 c.p.c.;
5. Il figlio minore di anni 18, anche se a carico ai fini IRPEF di altre persone, fa parte del nucleo familiare del genitore con il quale risulta affidamento temporaneo presso terzi disposto o reso esecutivo con provvedimento del giudice, fa parte del nucleo familiare dell’affidatario, ancorché risulti in altra famiglia anagrafica o risulti a carico ai fini IRPEF di altro soggetto. Il minore in affidamento e collocato presso comunità o istituti di assistenza è considerato nucleo familiare a sé stante.
6. Il soggetto che si trova in convivenza anagrafica ai sensi dell’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, è considerato nucleo familiare a sé stante, salvo che debba essere considerato componente del nucleo familiare del coniuge, ovvero del nucleo familiare della persona di cui è a carico ai fini IRPEF, ai sensi delle disposizioni del presente articolo. Se della medesima convivenza anagrafica fanno parte il genitore e il figlio minore, quest’ultimo è considerato componente dello stesso nucleo familiare del genitore.
7. Ai sensi dell’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109, e successive modificazioni, in relazione a particolari prestazioni, gli enti competenti alla disciplina delle prestazioni medesime possono assumere come unità di riferimento una composizione del nucleo familiare estratta nell’àmbito dei soggetti indicati nel presente articolo”.
Con il quarto motivo aggiunto, dedotto avverso la nota prot. 8370 del 23 luglio 2003 con cui l’Amministrazione comunale ha comunicato che la sig.ra Ragni avrebbe dovuto concorrere alla spesa nella misura del 96,32%, i ricorrenti deducono eccesso di potere per illogicità, violazione dell’art. 97 Cost. sotto il profilo della trasparenza del buon andamento e della imparzialità, violazione dell’art. 38 Cost., carenza e/o totale assenza di motivazione, carenza di potere, in quanto una compartecipazione così esigua da parte del Comune al costo del servizio determinerebbe il venir meno dello stesso concetto di prestazione sociale agevolata con conseguente vulnus dei principi costituzionali di tutela della salute delle persone disabili, con conseguente violazione dei livelli essenziali di assistenza pure previsti dalla l. 328/2000. Sotto altro profilo il Comune, attesa l’esiguità della partecipazione alla spesa non avrebbe posto in essere nella determinazione del costo del servizio tutti quegli accorgimenti concorrenziali tali da contenere il costo del servizio stesso.
handicap trasporto scolastico
Precedente Articolo precedente: Calendario scolastico 2014/2015
Successivo Articolo successivo: Legge di riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione