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Timestamp: 2018-09-20 07:57:20+00:00
Document Index: 77026430

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 100', 'art. 1079', 'art. 1079', 'art. 24']

Diritto alla speciale elargizione di cui alla L. nr. 466 del 1980 2005 (Vittime de lDovere)
Ai fini della concessione delle speciali elargizioni di cui alla L. nr. 466 del 1980 2005 occorre far riferimento alle disposizioni di cui all’art. 1, comma 563, della L. 266 del 2005 che hanno esteso e fissato il campo dei soggetti beneficiari.
In tal senso è prescritto che: .. [..] “Per vittime del dovere devono intendersi i soggetti di cui all’articolo 3 della legge 13 agosto 1980, n. 466, e, in genere, gli altri dipendenti pubblici deceduti o che abbiano subito un'invalidità permanente in attività di servizio o nell'espletamento delle funzioni di istituto per effetto diretto di lesioni riportate in conseguenza di eventi verificatisi: a) nel contrasto ad ogni tipo di criminalità; b) nello svolgimento di servizi di ordine pubblico; c) nella vigilanza ad infrastrutture civili e militari; d) in operazioni di soccorso; e) in attività di tutela della pubblica incolumità; f) a causa di azioni recate nei loro confronti in contesti di impiego internazionale non aventi, necessariamente, caratteristiche di ostilità”. .. [..].
Nella interpretazione della norma la giurisprudenza del Consiglio di Stato si attiene ad un criterio rigoroso proprio per evitare, in una materia di grande delicatezza per gli aspetti civili e umani coinvolti, sperequazioni di trattamento e violare la sostanziale ratio dell’istituto che intende riconoscere uno speciale riconoscimento per i dipendenti che affrontano specifici rischi nello svolgimento dei compiti di istituto quando ricorrono le circostanze in cui essi si trovano ad affrontarli.
Secondo la giurisprudenza più recente del Consiglio di Stato per il sorgere del diritto alla speciale elargizione prevista dalla legge per le vittime del dovere non basta pertanto che l’evento legale sia connesso all’espletamento di funzioni di servizio, ma occorre pure che sia dipendente da rischio specificamente attinente operazioni di polizia preventiva o repressiva o all’espletamento di attività di soccorso e, in sostanza, che il rischio affrontato vada oltre quello ordinario connesso all’attività di istituto. Analogamente, nella giurisprudenza meno recente, l’evento deve essere connotato “da rischi specificamente attinenti a operazioni di polizia preventiva o repressiva o all’espletamento di attività di soccorso. Inoltre si richiede che il rischio stesso vada oltre quello ordinario. In altra recente sentenza si nota che “il concetto di “vittima del dovere” presenta caratteristiche speciali rispetto a chi è deceduto per “causa di servizio”. Il concetto di ferite o lesioni nell’espletamento di attività istituzionali” enunciato dalla norma presenta, quindi, caratteristiche speciali rispetto al genus della causa di servizio”.
Pertanto l’evento che è potrebbe in astratto consentire certamente il sorgere del pieno diritto alla pensione privilegiata e\o all’equo indennizzo, a volte non può essere un valido presupposto per la concessione della elargizione straordinaria che deve essere attribuita, ai sensi della normativa e della giurisprudenza richiamata.
Sottufficiali richiamati dal congedo .. pensione o stipendio ?
Recentissimo successo del nostro Studio Legale dinanzi al Tar del Lazio che ha accolto il ricorso presentato da un ex sottufficiale volto ad ottenere l’accertamento del diritto alla riquilidazione del trattamento economico di attività, più favorevole rispetto a quello pensionistico, maturato nel corso dell’ulteriore periodo di servizio prestato per effetto del richiamo ex artt. 25 e 100 del R.D. n. 3458 del 1928.
Più segnatamente il ricorrente, richiamato dal congedo, aveva continuato a percepire per il periodo prestato dopo il collocamento in quiescienza il pagamento della pensione sebbene avesse provveduto a presentare apposita istanza onde ottenere il più favorevole trattamento stipendiale.
Il Tar di Roma, investito della riferita materia del contendere, ha statuito con la recentissima sentenza che ci occupa l’accoglimento delle preteste avanzate dall’ex sottufficiale stabilendo – così come normativamente disposto dal Legislatore con l’art. 100 del R.D. n. 3458 del 1928 - che “l’Amministrazione è tenuta a riconoscere al personale richiamato in servizio il trattamento pensionistico solo ove più favorevole rispetto a quello stipendiale, - specificando che – grava sulla P.A. l’onere di verificare quale tra i due trattamenti (pensionistico e stipendiale) sia più favorevole, procedendo così alla relativa corresponsione”.
Ne deriva che per il servizio prestato per effetto del richiamo dopo il collocamento in quiescienza resta fermo il diritto ad ottenere l’erogazione dello stipendo o della pensione secondo il criterio della scelta più favorevole al lavoratore e che, dunque, sussiste la possibilità di agire giudizialmente al fine di ottenere la riquilidazione del trattamento economico secondo il richiamato criterio del favor lavoratoris, spesse volte disatteso dall’Amministrazione.
Il diritto alla speciale elargizione prevista dall’art. 1079, comma 1, del D.P.R. n. 90/2010 per l’infermità “Linfoma di Hodgkin seguito da decesso”. - l’applicazione del criterio probabilistico-
Una triste pagina della storia del nostro paese è macchiata dai drammatici effetti che l’inquinamento bellico ha comportato sulle condizioni di salute di coloro che hanno subito l’esposizione ai metalli pesanti rilasciati dalle scorie dei missili Nike e Milan.
Il “tragico attentato” alla salute è stato ulteriormente aggravato dalla posizione assunta dai Comitati di Verifica per le cause di servizio, tendente a non riconoscere alcun indennizzo sulla scorta dell’impossibilità di dimostrare in modo univoco il nesso causale tra il servizio svolto e l’infermità da cui è scaturita la morte.
Invero i pareri espressi da questi Organi, privi di qualsiasi reale motivazione, sembrano essere un’ingiustificata ripetizione l’uno dell’altro giacché, considerato il numero impressionante dei casi di morti c.d. sospette registrate sia tra la popolazione militare stanziata nella base sia tra quella civile residente nella vicinanza, non può non evidenziarsi il nesso causale tra l’esposizione ai fattori di rischi, quale appunto l’esplicazione di un’attività lavorativa condotta in un ambiente altamente contaminato dagli esiti di esplosioni di munizionamento di ordigni convenzionali e/o sperimentali e l’evento morte.
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Leggi tutto: Applicabilità della L. 104/1992 e succ. modifiche (art. 24, comma 2, della legge 4 novembre 2010, nr. 183) anche alle forze armate
Leggi tutto: La causa di servizio