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Timestamp: 2019-02-18 02:35:17+00:00
Document Index: 34918007

Matched Legal Cases: ['art.6', 'art.7', 'art.5', 'art.7', 'art.5', 'art.7', 'art.7', 'art.21']

Lo Statuto: ANAM Cavallo Maremmano
Percorso: L'ANAM / Lo Statuto
domenica, 17. febbraio 2019
3: La Commissione Tecnica Centrale.
4: Lo Statuto.
5: Il Libro Genealogico.
6: Il Disciplinare.
Lo Statuto, redatto al momento della costituzione dell'Anam, è stato modificato il 23/12/1980, il 29/10/1983, il 16/05/1987 e il 3/12/1988.
COSTITUZIONE - SEDE - DURATA - SCOPI
L'Associazione Nazionale Allevatori Cavallo di razza Maremmana (A.N.A.M.), legalmente costituita il 28/05/1979, ha sede in Grosseto ed è regolata dal presente Statuto.
L'Associazione è aderente all'Associazione Italiana Allevatori (A.I.A.) di cui accetta lo Statuto. Essa opera nel quadro delle direttive generali dell'A.I.A.
L'Associazione svolge la sua attività in tutto il territorio nazionale, nel cui ambito, con deliberazioni del Comitato Direttivo e sentito il parere dell'Associazione Italiana Allevatori, nomina propri delegati e delegazioni.
L'Associazione ha carattere tecnico ed economico e non ha fine di lucro.
L'Associazione si propone di promuovere ed attuare le iniziative che possono utilmente contribuire al miglioramento, alla valorizzazione ed alla diffusione degli equini di Razza Maremmana.
Particolarmente:
provvede all'espletamento del lavoro di miglioramento e selezione della razza e, previa autorizzazione del M.A.F., cura il funzionamento e la gestione del Libro Genealogico della razza Maremmana sotto la sorveglianza del Ministero medesimo;
promuove ed incoraggia studi e ricerche diretti a risolvere speciali problemi tecnici in collaborazione ed intesa con gli Organi Statali e Regionali competenti, con Istituti di ricerca e di sperimentazione;
adempie ai compiti ed alle funzioni delegate dagli Organi di Governo Centrale o Regionali o dell'A.I.A.;
promuove ed organizza Manifestazioni Zootecniche e sportive atte a mettere in evidenza i progressi realizzati dagli allevamenti, integrandole e sviluppandole ai fini economici;
Attua il miglioramento e la valorizzazione economica delle produzioni, curandone la difesa economica, nelle forme previste dalla legge;
cura la redazione e la diffusione della stampa tecnica;
promuove ed attua ogni attività intesa alla valorizzazione della razza.
Possono far parte dell'Associazione quali Associati:
le Associazioni Provinciali Allevatori comprendenti le sezioni di Razza Maremmana e in via transitoria, fino alla costituzione delle rispettive sezioni specializzate, le Associazioni Provinciali Allevatori comprendenti nel loro ambito territoriale allevamento del cavallo di razza maremmana;
le organizzazioni interprovinciali, regionali e nazionali che agiscono nel settore.
Gli organismi di cui all'articolo 5 che intendono far parte dell'Associazione, devono inoltrare domanda al Comitato Direttivo dell'Associazione stessa, dichiarando di accettare incondizionatamente lo Statuto.
Sulla ammissione dei soci delibera il Comitato Direttivo.
Contro la deliberazione negativa può, entro un mese dalla ricezione della comunicazione, essere presentato reclamo all'Assemblea dei Soci che si pronuncia nella prima seduta valida inappellabilmente.
Alla domanda deve essere allegato quanto appresso:
copia dell'atto costitutivo e dello Statuto dell'organizzazione richiedente;
copia del Regolamento della sezione specializzata ove essa sia costituita;
comunicazione sull'entità del patrimonio equino di razza Maremmana complessivamente rappresentato dagli allevatori soci.
In tali comunicazioni devono essere precisati:
il numeri dei riproduttori (stalloni, fattrici);
il numero dei capi iscritti al Libro Genealogico;
Il numero complessivo degli equini allevati.
Ogni socio ha diritto ad avere da un minimo di 1 (uno) voto ad un massimo di 3 (tre) voti in rapporto all'entità dei capi iscritti al Libro Genealogico in base alla seguente tabella:
fino a 100 soggetti
da 101 a 200 soggetti
oltre 200 soggetti
QUOTE DI ISCRIZIONE - CONTRIBUTI ANNUALI
Ogni socio deve versare:
una quota di iscrizione "una tantum" uguale per tutti, il cui ammontare sarà deliberato dall'Assemblea dei Soci;
una quota sociale annua proporzionata al numero dei voti attribuiti ad ogni soci secondo l'art.6 il cui ammontare sarà stabilito dall'Assemblea;
quote sociali annuali per esigenze d'attività nel campo del miglioramento e della selezione da fissarsi sempre con le norme ed i criteri stabiliti dall'Assemblea;
eventuali contributi straordinari relativi ad iniziative approvate dall'Assemblea.
contributi sociali integrativi per iniziative ordinarie, determinate con delibera del Comitato Direttivo e ratificati dall'Assemblea.
L'esercizio dei diritti sociali spetta ai soci regolarmente iscritti ed in regola con i pagamenti dei contributi di cui all'art.7
OBBLIGHI DEI SOCI
L'adesione dell'Associazione comporta:
l'osservanza delle norme statutarie e delle deliberazioni regolarmente adottate dagli Organi dell'Associazione;
l'astensione da ogni iniziativa e dal compimento di atti pregiudiziali ai fini perseguiti dall'Associazione o alle attività esercitate dalla medesima;
la non appartenenza o partecipazione ad Organismi ed Enti i cui scopi sociali o la cui attività siano in concorrenza o in contrasto con quelli dell'Associazione;
la comunicazione annuale entro il mese di dicembre di eventuali variazioni della consistenza del patrimonio zootecnico o della qualità del prodotto rappresentato, ai fini dell'attribuzione dei voti.
La qualità di associato si perde:
per la perdita del requisito richiesto per l'ammissione;
per dimissioni, le quali devono essere comunicate, con il preavviso di almeno sei mesi, tramite lettera raccomandata, all'Associazione;
per esclusione ai sensi del successivo 4^comma.
La perdita della qualità di associato viene deliberata dall'assemblea per i casi di cui ai punti a) e c) ed ha effetto dalla data della delibera.
Le dimissioni hanno effetto con lo scadere dell'anno in cui scade il termine di preavviso delle stesse (punto b).
L'esclusione viene deliberata dall'Assemblea a carico del socio che non abbia adempiuto agli obblighi che gli derivano dal presente statuto trascorsi 30 giorni da diffida inviatagli a mezzo lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.
Il socio che comunque abbiano cessato di appartenere all'Associazione non può richiedere i contributi versati né ha alcun diritto sul patrimonio dell'Associazione.
l'Assemblea Generale;
il Collegio dei Sindaci;
i Probiviri.
ORGANI DELL'ASSEMBLEA
L'Assemblea Generale è composta dalle organizzazioni di cui all'art.5, le quali, di norma, si fanno rappresentare dai Presidenti delle sezioni o dagli altri delegati competenti nel settore dell'allevamento equino.
L'Assemblea Generale viene convocata in via ordinaria ogni anno e, in via straordinaria, ogni qualvolta il Presidente o il Comitato Direttivo lo ritenga opportuno, ovvero su richiesta del Collegio dei Sindaci o dei soci rappresentanti almeno 1\10 del numero totale dei soci.
La convocazione è fatta almeno quindici giorni prima del giorno fissato per l'adunanza, con raccomandata con ricevuta di ritorno, indirizzata ai singoli soci ed ai componenti il Collegio dei Sindaci.
L'avviso di convocazione deve contenere l'indicazione del luogo, giorno ed ora della riunione in prima e seconda convocazione, nonché l'elenco delle materie da trattare e nel caso di proposte di modifiche dello Statuto, l'indicazione degli articoli da modificare con il testo delle modifiche proposte.
La seconda convocazione dell'assemblea non può avere luogo nello stesso giorno fissato per la prima.
Ogni socio non può in Assemblea rappresentare per delega più di due soci.
La delega per essere valida deve risultare da un atto scritto, anche in calce all'invito dell'Assemblea, e deve essere rimessa al Presidente prima della riunione o all'inizio di essa.
L'Assemblea Generale è validamente costituita in prima convocazione quando sia presente o rappresentata almeno la metà dei soci più uno; in seconda convocazione qualunque sia il numero dei voti presenti o rappresentati.
Per le deliberazioni che importano modifiche statutarie è necessario, anche in seconda convocazione, che siano presenti o rappresentati almeno i 3/4 tre quarti degli associati ed il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
Per azioni di responsabilità da promuovere nei confronti dei membri del comitato direttivo per violazione del mandato e delle leggi è necessaria la maggioranza di almeno 3/4 (tre quarti) degli associati.
Per deliberare lo scioglimento dell'Associazione, la devoluzione del patrimonio e la designazione dei liquidatori e dei loro poteri occorre il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei voti dei soci presenti o rappresentati.
Il sistema di votazione è stabilito dall'Assemblea, la quale può demandare la scelta di tale sistema al Presidente.
Le elezioni delle cariche sociali vanno effettuate con scheda segreta o, in casi particolari, per alzata di mano secondo la volontà dell'assemblea.
Pure con scheda segreta vanno prese le deliberazioni per le eventuali azioni di responsabilità nei confronti dei membri del Comitato Direttivo.
Delle adunanze viene redatto, su apposito registro, il relativo verbale firmato dal Presidente e dal Segretario.
L'Assemblea è presieduta dal Presidente dell'Associazione o, in caso di assenza, dal Vice Presidente.
Il Presidente dell'Associazione o chi ne fa le veci constatato che l'Assemblea è validamente costituita la invita a nominarsi il proprio Presidente.
Assume le funzioni di segretario il Direttore dell'Associazione, in mancanza, la persona designata dal Presidente dell'Assemblea.
Spetta all'Assemblea:
nominare i membri elettivi del Comitato Direttivo;
nominare i membri elettivi del Collegio dei Sindaci e dei Probiviri;
l'approvazione delle relazioni del Comitato Direttivo nonché del bilancio consuntivo e di quello preventivo;
tracciare l'azione che deve svolgere l'Associazione con particolare riguardo ai problemi di importanza fondamentale;
la determinazione, anche in forma forfettaria, delle quote di rimborso spese da corrispondere ai membri del Comitato Direttivo, al Presidente e l'emolumento del Collegio dei Sindaci;
la determinazione delle quote di cui all'articolo 7 punto a), b), c) e d);
deliberare, previo parere favorevole dell'A.I.A., l'adesione, fusione ed accordi con altre organizzazioni nazionali ed internazionali;
Il Comitato Direttivo è composto da un minimo di 5 ad un massimo di 7 componenti eletti dall'Assemblea e da un rappresentante dall'Associazione Italiana Allevatori quale membro di diritto con voto deliberante.
Essi durano in carica tre anni e sono rieleggibili.
Partecipano alle sedute del Comitato direttivo i membri del Collegio Sindacale.
Alle sedute del Comitato possono essere invitati, con voto consultivo, persone che la presidenza ritenga opportuno invitare in dipendenza degli argomenti previsti all'ordine del giorno.
Funge da Segretario del Comitato il Direttore dell'Associazione e in mancanza, un componente designato dal Presidente.
ATTRIBUZIONI DEL COMITATO
Sono attribuzioni del Comitato Direttivo:
nominare il Presidente e il Vice Presidente;
deliberare sull'ammissione dei soci a norma degli artt. 6 e 10 lettera a);
curare l'esecuzione delle deliberazioni dell'Assemblea;
deliberare sull'istituzione e sul funzionamento degli uffici dell'Associazione;
determinare l'organico del personale ed il relativo trattamento economico;
nominare e licenziare il personale stabilendo le attribuzioni di ognuno e le eventuali successive varianti e deliberare nel merito anche riguardo al Direttore;
amministrare il patrimonio sociale, compiendo tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione;
predisporre i bilanci, consuntivo e preventivo, di spesa annui, che insieme con il programma di attività da svolgere nel nuovo esercizio, saranno proposti all'approvazione dell'Assemblea e, successivamente comunicati all'Associazione Italiana Allevatori;
deliberare sullo stare in giudizio;
ogni più ampio potere deliberativo ed esecutivo non espressamente attribuito all'Assemblea;
designare i rappresentanti degli allevatori in seno alla Commissione Tecnica Centrale del Libro Genealogico;
proporre all'Assemblea le quote di cui all'art.7;
deliberare le nomine di delegati e delegazioni di cui all'articolo 3 comma 1.
Il Comitato Direttivo è convocato almeno due volte all'anno ed ogni qualvolta il Presidente, o chi ne fa le veci, lo reputi opportuno presso la sede dell'Associazione od anche in altra località, è convocato anche quando ne facciano domanda scritta due Sindaci o almeno un terzo dei suoi membri.
Le riunioni del Comitato sono valide con la presenza effettiva di almeno la metà più uno dei suoi componenti.
Il Presidente dell'Associazione presiede di diritto il Comitato Direttivo; in sua assenza lo sostituisce il Vice Presidente.
Le deliberazioni del Comitato sono prese a maggioranza dei presenti.
Ogni componente del Comitato ha diritto ad un voto. In caso di parità di voti prevale quello del Presidente.
I componenti del Comitato Direttivo che non intervengono e tre sedute consecutive del Comitato stesso senza giustificato motivo, decadono dalla carica e vengono sostituiti dal Comitato Direttivo stesso, in ordine di graduatoria tra i non eletti dall'Assemblea. La stessa procedura viene eseguita in ogni altro caso di cessazione della carica. Il nuovo membro rimane in carica fino alla prossima assemblea.
Dell'adunanza è redatto su apposito registro il relativo verbale, il quale verrà firmato dal Presidente e dal Segretario.
La carica dei componenti il Comitato Direttivo è gratuita.
A detti componenti spetta, da parte dell'Associazione, il rimborso delle spese di viaggio ed una diaria giornaliera da fissarsi dall'Assemblea.
ATTRIBUZIONE DEL PRESIDENTE
Il Presidente ha la rappresentanza legale dell'Associazione di fronte agli associati, ai terzi ed in giudizio.
In caso di sua assenza o impedimento lo sostituisce il Vice Presidente.
Il Presidente dà le disposizioni necessarie per le attuazioni delle deliberazioni dell'Assemblea dei Soci e del Comitato Direttivo.
Il Presidente convoca i rappresentanti degli Allevatori in seno alla Commissione Tecnica Centrale del Libro Genealogico tutte le volte che si renderà necessaria in ordine al mandato ad esso attribuito.
Il Collegio Sindacale è composto da tre membri effettivi e da due supplenti.
Uno dei membri effettivi sarà designato dal Ministero dell'Agricoltura e Foreste, uno sarà eletto dall'Assemblea nell'ambito di una terna di nominativi proposti dall'associazione Italiana Allevatori, il terzo Sindaco effettivo ed i due sindaci supplenti saranno eletti dall'Assemblea anche tra persone estranee all'Associazione. I Sindaci durano in carica un triennio e sono rieleggibili.
Il presidente del Collegio dei Sindaci viene nominato dall'Assemblea tra i componenti iscritti all'Albo dei Revisori Ufficiali dei Conti.
I supplenti subentrano agli effettivi in ordine di anzianità in caso di legittimo impedimento da parte di questi ultimi ad esercitare le loro funzioni.
Il Collegio dei Sindaci esercita tutti i compiti attribuitigli per Legge:
controlla i dati del bilancio e del rendiconto consuntivo dell'Associazione:
verifica la regolarità degli atti amministrativi e l'esattezza delle relative scritture contabili e, in generale, vigila sull'andamento della amministrazione con la facoltà di prendere in esame tutti gli atti e documenti di ufficio necessari per l'espletamento del suo compito.
Deve inoltre compiere la verifica dell'esattezza di cassa, dei valori custoditi presso l'Associazione e deve accertare annualmente l'effettiva consistenza dei beni di proprietà dell'Associazione vistando il relativo inventario.
Dell'esito delle proprie operazioni il Collegio redige regolare verbale da iscriversi in apposito registro.
Il Collegio dei Sindaci partecipa alle riunioni dell'Assemblea e Comitato Direttivo alle quali deve essere invitato.
Esso si riunisce, convocato dal proprio Presidente, tutte le volte che questi lo ritenga opportuno, e su richiesta di un Sindaco.
Al Collegio dei Sindaci devono essere presentati il bilancio ed il rendiconto con tutti gli allegati, almeno un mese prima della convocazione dell'Assemblea Ordinaria, per la compilazione della relazione.
I componenti del Collegio dei Sindaci ricevono un emolumento nella misura stabilita dall'Assemblea, a norma dell'art.5.
Qualsiasi vertenza fra i soci, o fra questi e l'Associazione, nell'ambito dell'attività dell'Associazione stessa, è devoluta all'esame di un Collegio di Probiviri, i quali pronunciano le loro decisioni secondo equità.
Gli associati sono obbligati ad accettare il giudizio dei Probiviri come se fosse la manifestazione della loro volontà ed a dare ad esso immediata esecuzione.
Il Collegio dei Probiviri, costituito da tre membri di cui uno designato dall'Associazione Italiana Allevatori e gli altri due eletti dall'Assemblea dei soci, dura in carica tre anni e di suoi membri sono rieleggibili.
ATTRIBUZIONE DEL DIRETTORE
Il Direttore provvede all'organizzazione e direzione degli uffici della sede del cui buon funzionamento è responsabile.
Egli attua le disposizioni del presidente al quale sottopone i problemi, le soluzioni e i provvedimenti che ritiene utili al conseguimento degli scopi statutari.
PATRIMONIO SOCIALI - FONDO DI ESERCIZIO
a) dai contributi corrisposti dai soci al momento della loro iscrizione in base all'art.7 lettera a); b) dai beni mobili ed immobili di qualsiasi specie che per acquisti, donazioni o a qualsiasi altro titolo vengano in proprietà dell'Associazione; Per i beni costituenti il patrimonio sociale viene tenuto l'inventario.
Il fondo di esercizio è costituito:
dalle quote sociali annuali (art.7 comma b e c);
dai contributi straordinari;
da eventuali contributi autorizzati e concessi da ministeri, da enti pubblici e da privati non destinati a particolari iniziative e forme di attività;
dagli interessi del patrimonio.
L'esercizio sociale e finanziario ha la durata di un anno, esso va dall'1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno.
Ogni anno deve essere compilato il bilancio consuntivo al 31 dicembre, da sottoporre all'assemblea ordinaria, insieme alle relazioni del Comitato Direttivo e del Collegio dei Sindaci, entro il primo quadrimestre dell'anno successivo.
Tale termine potrà essere prorogato a sei mesi nel caso che particolari esigenze lo richiedano.
Per la natura e le finalità dell'A.N.A.M. l'esercizio sociale non potrà dare luogo ad alcun utile.
Eventuali eccedenze dovranno tassativamente essere riservate od a iniziative statutarie da attuarsi negli esercizi successivi od a diminuzione dei contributi sociali di cui alle lettere b) e c) dell'articolo 7.
Qualora il Comitato Direttivo ravvisi l'opportunità, al fine di meglio adeguare gli interessi della categoria e degli associati a nuove esigenze, di attuare fusioni ed accordi con altre organizzazioni, deve convocare l'assemblea per esaminare le proposte e deliberare in merito, sentita l'Associazione Italiana Allevatori.
Qualora venga deliberato lo scioglimento dell'Associazione con l'osservanza della maggioranza di cui all'art.21 c.c., il patrimonio sarà destinato ad iniziative zootecniche di pubblica utilità, di cui sarà competente a giudicare il Ministero dell'Agricoltura e Foreste.
In caso di controversia è competente il foro di Grosseto.
Per quanto non previsto nel presente Statuto si applicano le norme del Codice Civile.