Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/risoluzione-agenzia-entrate-n-167-del-01082003.html
Timestamp: 2016-10-25 19:19:01+00:00
Document Index: 65460647

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 19', 'art. 10', 'art.\n10', 'art. 10', 'art. 99', 'art. 99', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'sentenza ', 'art. 4']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 167 del 01.08.2003
Istanza di interpello - Art. 10 n. 18 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633 -
Esenzione IVA per prestazioni sanitarie - XW s.r.l.
La Direzione regionale del..... ha trasmesso un'istanza di interpello
ai sensi dell'art. 11 della legge 27 luglio 2000, n. 212, presentata dalla società XW s.r.l., relativa
all'applicabilità dell'esenzione di cui all'art. 10, n. 18, del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, alle prestazioni
fornite dalla società ad un'azienda ospedaliera in forza di un'apposita convenzione.
La società ha stipulato una convenzione con la
ASL.... in base alla quale fornisce la disponibilità di attrezzature, macchinari, materiale di
consumo e quant'altro occorra a medici dentisti che svolgono attività professionale intramuraria per conto della stessa azienda ospedaliera.
Come stabilito dalla convenzione, la società provvede ad addebitare
direttamente all'azienda sanitaria le forniture dei materiali e l'utilizzo dei macchinari necessari
perché il medico possa fornire le prestazioni sanitarie al paziente dell'ospedale. In particolare, l'art. 6 della
convenzione stabilisce che, a copertura delle spese sostenute dalla XW s.r.l., l'azienda sanitaria versa a quest'ultima una quota pari al 60%
dell'importo pagato dal richiedente la prestazione, mentre il restante 40% viene ripartito tra ASL e medico dipendente, secondo quanto stabilito dalla
normativa e dai contratti collettivi nazionali. "La società rilascia contemporaneamente per lo stesso importo a carico dell'Azienda apposita
fattura quietanzata esente da IVA ai sensi dell'art. 19 ex 10 del DPR 633/73, trattandosi di prestazioni sanitarie".
Pertanto si chiede di conoscere se gli importi addebitati all'azienda
ospedaliera possano essere considerati esenti, ai sensi dell'art. 10, punto 18, del DPR 633/1972.
La società ritiene che, trattandosi di prestazioni sanitarie svolte
direttamente dall'azienda ospedaliera con medici dipendenti in attività
intramuraria, gli importi addebitati debbano essere esentati dall'IVA ai sensi dell'art.
10, punto 18, del DPR 633/1972, anche in considerazione del
fatto che il legislatore ha inteso esonerare dal pagamento dell'IVA il consumatore finale, nel caso in cui fruisca di prestazioni di particolare
utilità sociale, come quelle sanitarie.
L'art. 10, punto 18, del DPR 633/1972 prevede l'esenzione dall'IVA
per "le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona nell'esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a
vigilanza, ai sensi dell'art. 99 del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con R.D. 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni, ...".
Per effetto di quanto previsto dal decreto interministeriale 17
maggio 2002 dei Ministri della salute e dell'economia, l'esenzione IVA si applica a tutte le prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla
persona da: medici; esercenti una professione sanitaria o un'arte ausiliaria delle professioni sanitarie indicate nell'art. 99 citato;
nonchè biologi e psicologi; odontoiatri di cui alla legge 24 luglio 1985, n. 409; operatori
abilitati all'esercizio delle professioni indicate nel d.m. 29 marzo 2001, che eseguono una prestazione sanitaria prevista dai decreti ministeriali di
individuazione dei rispettivi profili.
La Corte di giustizia - da ultimo nella causa C-141/00, con la
sentenza 10 settembre 2002 - ha affermato che l'applicabilità dell'esenzione IVA alle prestazioni mediche deve essere valutata in
considerazione della natura delle prestazioni fornite, anche a prescindere dalla forma giuridica che riveste il soggetto che le rende; il legislatore
comunitario, cioè, ha inteso stabilire l'esenzione dall'imposta per le prestazioni sanitarie oggettivamente considerate.
Ciò che consente di usufruire dell'esenzione, che ha carattere
oggettivo, è quindi la natura sanitaria della prestazione, che è tale se è resa da soggetti in possesso delle qualifiche professionali richieste
dalla legge. La stessa Corte aveva già chiarito, inoltre, - con la sentenza 14 settembre 2000 nella causa C-348/98 - che non tutte le
attività svolte da medici possono godere dell'esenzione, ma deve trattarsi di cure prestate
alla persona a titolo di prevenzione, di diagnostica o di riabilitazione.
Nel caso prospettato, pertanto, occorre distinguere la prestazione
resa dai medici dipendenti dell'ASL nei confronti degli utenti, da quella effettuata dalla
società, che mette a disposizione le proprie strutture per permettere l'esercizio
dell'attività odontoiatrica intra moenia da parte dei medici dipendenti dell'azienda ospedaliera.
L'unica prestazione che presenta carattere sanitario e, quindi,
può beneficiare dell'esenzione prevista dall'art. 10, n. 18, del DPR 633/1972, infatti,
è quella resa dai medici che esercitano l'attività odontoiatrica.
L'attività svolta dalla società istante nei confronti
dell'ASL, che consiste nel mettere a disposizione le proprie strutture, con locali,
macchinari, attrezzature, costituisce, invece, una prestazione di servizi imponibile a tutti gli effetti.
Si tratta di prestazioni distinte ed autonome, che intercorrono tra
soggetti diversi ed hanno fruitori diversi; pertanto, non è neanche possibile configurare un eventuale rapporto di
accessorietà tra le stesse.
Infatti, perché si delinei un rapporto di
accessorietà tra due prestazioni è necessario che la prestazione accessoria sia posta in essere
dal medesimo soggetto che realizza l'operazione principale e che non costituisca per la clientela un fine a
sé stante, bensì il mezzo per fruire nelle migliori condizioni del servizio principale offerto dal
prestatore (vedi sentenza Corte di giustizia 25 febbraio 1999, causa C-349/96; risoluzione Agenzia delle Entrate n. 230 del 15 luglio 2002).
Nel caso di specie, invece, la prestazione effettuata dalla XW s.r.l.
non può essere qualificata come accessoria rispetto alla prestazione sanitaria, in quanto proviene da un soggetto terzo, con il quale gli utenti
finali della prestazione odontoiatrica non hanno alcun rapporto.
Pertanto, nella fattura emessa dalla XW s.r.l. a fronte del
corrispettivo ad essa versato dall'ASL a titolo di copertura spese (pari al 60% dell'importo pagato dal richiedente la prestazione odontoiatrica)
dovrà anche essere considerata l'IVA con l'aliquota ordinaria.
La risposta di cui alla presente nota, sollecitata con istanza di
interpello presentata alla Direzione regionale, viene resa dalla scrivente ai sensi dell'art. 4, comma 1, ultimo periodo del DM 26 aprile 2001, n.
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