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Timestamp: 2018-07-18 06:21:03+00:00
Document Index: 57312156

Matched Legal Cases: ['art. 801', 'art. 26', 'art. 55', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 47', 'art. 48', 'art. 49', 'art. 59', 'art. 59', 'art. 59', 'art. 39', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 151', 'art. 18', 'art. 18']

Studio n. 1185/7/1996 - La volontaria giurisdizione e il diritto internazionale privato	- di Gennaro Liguori
L’art. 801 c.p.c. regola gli “atti di giudici stranieri in materia di volontaria giurisdizione”, stabilendo che “quando si vuole far valere in Italia” tali atti, si deve ricorrere alla disciplina degli artt. 796 e 737 c.p.c., “in quanto applicabili”. Nella interpretazione di siffatta normativa, si pone anzitutto il problema di cosa si debba intendere per “atti di giudici stranieri in materia di volontaria giurisdizione”. Si ritiene (VITTA, Diritto internazionale privato e processuale, 1988, pp. 91 ss.) prevalente l’opinione che debbano intendersi come tali quegli atti di autorità straniere che nell’ordinamento in cui sono emanati vengono considerati di volontaria giurisdizione oppure quelli, che se fossero emanati in Italia, sarebbero da considerarsi come di volontaria giurisdizione.
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Studio n. 1185/8/1996 - La pubblicità degli atti relativi ai diritti reali nel nuovo sistema di diritto internazionale privato	- di Pietro Boero
Né nel testo delle preleggi del codice del 1865, né nel progetto delle preleggi del codice del 1942 era contenuta alcuna disposizione in merito alla pubblicità degli atti relativi a diritti reali. Il testo definitivo del codice del 1942 conteneva, invece, la specifica previsione dell’art. 26, 2° comma disp. prel. c.c., formulata in questi termini: “Le forme di pubblicità degli atti di costituzione, di trasmissione e di estinzione dei diritti sulle cose sono regolate dalla legge del luogo in cui le cose stesse si trovano”. Ora, l’art. 55 della l. 31/1995, n. 218 dispone: “La pubblicità degli atti di costituzione, trasferimento ed estinzione dei diritti reali è regolata dalla legge dello Stato in cui il bene si trova al momento dell’atto”.
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Studio n. 1185/9/1996 - La riforma del sistema italiano di diritto internazionale privato - Successioni	- di Marco Ieva
1. Successioni per causa di morte (art. 46 1° e 2° comma). - 2. La divisione (art. 46 3° comma). - 3. Capacità di testare (art. 47). - 4. Forma del testamento (art. 48). - 5. Successione dello Stato (art. 49). - 6. I diversi momenti di intervento del notaio.
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Studio n. 1185/2/1996 - I titoli di credito nel nuovo sistema di diritto internazionale privato	- di Mario Stella Richter Jr
1. L'art. 59 della legge 31 maggio 1995, n. 218 introduce - come è noto due nuove norme di diritto internazionale privato: la prima per i titoli cambiari , la seconda per gli altri titoli di credito. I primi sono disciplinati per mezzo di un rinvio recettizio o materiale alle convenzioni di Ginevra sulle cambiali e sugli assegni (art. 59, commi I e II); per gli altri titoli di credito la nonna di conflitto rinvia alla legge dello Stato in cui il titolo è stato emesso e per le obbligazioni diverse da quella principale alla legge dello Stato in cui ciascuna è stata assunta (art. 59, comma III).
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Studio n. 1146/1996 - Condono edilizio e riduzione dell'oblazione per abuso di necessità	- di Giovanni Casu - Antonio Ruotolo
1. Premessa.I commi 13° e seguenti dell'art. 39 della legge 23 dicembre 1994, n. 724 stabiliscono, in materia di condono edilizio, un'oblazione ridotta per favorire l'abitazione principale. Contemporaneamente, peraltro, apposita norma (comma 15°) prevede che se l'immobile sanato sia trasferito, con atto inter vivos a titolo oneroso, a terzi entro i dieci anni dalla data di entrata in vigore della legge n. 724 (legge entrata in vigore il 1° gennaio 1995), occorre versare la differenza tra l'oblazione ridotta e l'oblazione normalmente dovuta. Questo il testo delle norme richiamate. "Per le opere realizzate al fine di ovviare a situazioni di estremo disagio abitativo, la misura dell'oblazione è ridotta e l'oblazione normalmente dovuta.
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Studio n. 1290/1996 - Condono edilizio e vincoli artistico-ambientali	- di Giovanni Casu - Monica Velletti
Gli ultimi decreti-legge sul condono edilizio (D.L. 24 gennaio 1996, n.30; D.L. 25 marzo 1996, n.154) stabiliscono che, ai fini della commerciabilità del bene abusivamente costruito, occorre che nell'atto risulti, a pena di nullità, "il parere favorevole dell'autorità preposta alla tutela dei vincoli per le opere di cui al terzo comma dell'art. 32 della legge 28 febbraio 1985, n. 47". A sua volta l'art. 32, terzo comma della legge 47 del 1985 stabilisce che il rilascio della concessione edilizia o dell'autorizzazione in sanatoria, per le opere eseguite su immobili sottoposti a determinati vincoli, è "subordinato al parere favorevole delle amministrazioni preposte alla tutela del vincolo stesso"; e prosegue con la seguente frase: "qualora tale parere non venga reso entro centottanta giorni dalla domanda il richiedente può...
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Studio n. 1183/1996 - Poteri di rogito dei funzionari degli IACP	- di Giovanni Casu - Gennaro Liguori
E' stato prospettato il problema se sia legittima la dismissione del patrimonio degli IACP ai sensi della legge 24 dicembre 1993, n. 560, realizzata con la stipula degli atti di assegnazione da parte di funzionario dell'ente in forma pubblica amministrativa. La risposta va affrontata su un duplice versante: a) da una parte accertare quale sia la normativa in materia; b) da un'altra parte identificare la sfera operativa della normativa stessa. 1. Normativa in materia.Viene in primo luogo in considerazione l'art. 151, 3° comma del R.D. 28 aprile 1938, n. 1165, recante il testo unico delle disposizioni sull'edilizia popolare ed economica.
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Studio n. 1251/1996 - Autorità competente alla sottoscrizione del certificato di destinazione urbanistica	- di Nicola Raiti
Si è posto il problema se il certificato di destinazione urbanistica, prescritto dall'art. 18 della legge n. 47 del 1985 sul condono edilizio, debba necessariamente essere firmato dal sindaco, come stabilisce detto articolo, o possa essere firmato anche da un funzionario del Comune. L'art. 18, 3° comma della legge 47 stabilisce che "il certificato di destinazione urbanistica deve essere rilasciato dal sindaco entro il termine perentorio di trenta giorni dalla presentazione della relativa domanda". Altra volta il Consiglio nazionale (Nota del 3 luglio 1992) aveva espresso l'avviso che il certificato di destinazione urbanistica dovesse necessariamente essere rilasciato dal sindaco ed aveva motivato questa conclusione alla luce degli interessi che...