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Timestamp: 2018-02-25 14:20:31+00:00
Document Index: 107392769

Matched Legal Cases: ['art.267', 'art 266', 'art. 266', 'art.267', 'art.268', 'art.276', 'art.276', 'art.270', 'art.272', 'art. 273', 'art. 274', 'art. 275', 'art. 276', 'art. 277', 'art. 278', 'art. 279', 'art. 279', 'art 4', 'art.41', 'art. 280', 'art. 280', 'art. 280', 'art.281', 'art. 243', 'art. 243', 'art. 243', 'art. 244', 'art.260', 'art 25', 'art.260', 'art.261']

LA SICUREZZA NEI CANTIERI NASCE A SCUOLA. Da Studente a RSPP Progetto sperimentale per gli Istituti superiori per Geometri della Provincia di Modena - PDF
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1 LA SICUREZZA NEI CANTIERI NASCE A SCUOLA Da Studente a RSPP Progetto sperimentale per gli Istituti superiori per Geometri della Provincia di Modena La valutazione dei rischi in relazione alla relativa normativa di sicurezza:il rischio biologico docente: Dr.ssa Roberta Bergamini INAIL Sede di Modena Modena 2 dicembre
2 Rischio Biologico 2
3 Rischio Biologico incontro-esposizione agente biologico infezione malattia 3
4 Definizioni Capo I art.267 agente biologico : microrganismo coltura cellulare endoparassita umano malattia 4
5 NORMATIVA NAZIONALE Decreto Legislativo 626/94 Decreto Legislativo 81/08 Decreto Legislativo 106/09 5
6 D.Lgs 81/08 Titolo X Esposizione ad agenti biologici 266. Campo di applicazione 267. Definizioni 268. Classificazione degli agenti Biologici 269. Comunicazione 270. Autorizzazione 279. Prevenzione e controllo 280. Registri degli esposti e degli eventi accidentali 281. Registro dei casi di malattia e di decesso CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI CAPO II OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO CAPO III SORVEGLIANZA SANITARIA CAPO IV SANZIONI 271. Valutazione del rischio 272. Misure tecniche, organizzative, Procedurali 273. Misure igieniche 274. Misure specifiche per le strutture sanitarie e veterinarie 275. Misure specifiche per i laboratori e gli stabulari 276. Misure specifiche per i processi Industriali 277. Misure di emergenza 278. Informazione e formazione 282. A carico del DL 283. A carico dei preposti 284. A carico del MC 285. A carico dei lavoratori 286. Concernenti divieto di assunzione in luoghi esposti 6
7 Campo di applicazione Capo I art 266 tutte le attività lavorative nelle quali vi è rischio di esposizione ad agenti biologici includendo anche quelle in cui l esposizione agli agenti biologici è potenziale e/o riveste carattere di occasionalità 7
8 Campo di applicazione Capo I art. 266 ESPOSIZIONE DA USO DELIBERATO Ad esempio, nei laboratori di analisi microbiologiche ESPOSIZIONE DA USO OCCASIONALE SORVEGLIANZA SANITARIA REGISTRO ESPOSTI ACCIDENTALI REGISTRO DEI CASI DI MALATTIA E DECESSO 8
9 USO DELIBERATO USO OCCASIONALE Qualora gli agenti biologici siano introdotti deliberatamente come materia prima, substrato o prodotto in un processo lavorativo Qualora la presenza, anche concentrata di agenti biologici sia facilmente prevedibile e riscontrabile, ma tali agenti non siano oggetto dell attività lavorativa 9
10 Settori lavorativi che fanno uso deliberato di agenti biologici/1 SETTORE LAVORATIVO ATTIVITA SVOLTA Università, Centri ricerca ricerca e sperimentazione nuovi materiali e processi utilizzanti agenti biologici laboratori di microbiologia (diagnostica e saggio) Sanità ricerca e sperimentazione nuovi metodi diagnostici farmaci contenenti agenti biologici (uso e sperimentazione) prove biologiche (su animali e su cellule) laboratori di microbiologia Zootecnia e Veterinaria ricerca e sperimentazione nuovi metodi diagnostici farmaci contenenti agenti biologici (uso e sperimentazione) prove biologiche (su animali e su cellule) laboratori di microbiologia Industria biotecnologie produzione di microrganismi selezionati Farmaceutica ricerca e produzione vaccini ricerca e produzione farmaci processi di biotrasformazione separazione, concentrazione, centrifugazione e produzione di sostanze derivate ricerca e produzione nuovi kit diagnostici prove biologiche (su animali e su cellule) 10
11 Settori lavorativi che fanno uso deliberato di agenti biologici/2 SETTORE LAVORATIVO ATTIVITA SVOLTA Alimentare produzione per biotrasformazione (vino, birra, formaggi, zuccheri,etc.) produzione di microrganismi selezionati laboratori di microbiologia per prove di saggio (ricerca patogeni) Chimica Energia Ambiente Miniere Agricoltura produzione per biotrasformazione di composti vari (detersivi, prodotti concia cuoio) biotrasformazione vettori energetici (etanolo, metanolo, metano) usando residui agricoli e agroalimentari o altre biomasse trattamento rifiuti uso di microrganismi (batteri) con funzione degradativa aerobica e anaerobica recupero metalli uso di microrganismi per la concentrazione dei metalli da soluzioni acquose fertilizzazione colture uso di microrganismi azotofissatori inoculazione micorrize sviluppo nuove sementi uso di antiparassitari microbici: batteri, funghi, virus Industria bellica produzione armi biologiche 11
12 ESPOSIZIONE POTENZIALE OD OCCASIONALE AD AGENTI BIOLOGICi (All.XLIV D.Lgs.81/08) Attività in industrie alimentari Attività nell agricoltura Attività nelle quali vi è contatto con gli animali e/o con prodotti di origine animale Attività nei servizi sanitari, comprese le unità di isolamento e post mortem Attività nei laboratori clinici, veterinari e diagnostici, esclusi i laboratori di diagnosi microbiologica Attività in impianti di smaltimento rifiuti e di raccolta di rifiuti speciali potenzialmente infetti Attività negli impianti per la depurazione delle acque di scarico 12
13 Definizione di agente biologico: Capo I art.267 Agente biologico microrganismo, coltura cellulare o endoparassita umano che potrebbe provocare infezioni, allergie o intossicazioni Microrganismo entità microbiologica in grado di riprodursi o trasferire materiale genetico Coltura cellulare il risultato della crescita in vitro di cellule derivate da organismi pluricellulari 13
14 Pur non essendo espressamente compresi nelle definizioni del D.lgs. 81/08, andrebbero comunque considerati tra gli agenti biologici: I metaboliti o i derivati dei microrganismi (tossine) prioni prodotti cellulari di origine vegetale o animale artropodi 14
15 Classificazione agenti biologici capo I art.268 infettività: capacità di penetrare e moltiplicarsi in un ospite patogenicità: capacità di indurre patologia in seguito ad infezione trasmissibilità: capacità di propagarsi nella comunità per trasmissione da soggetti malati a soggetti sani disponibilità di efficaci misure profilattiche 15
16 GRUPPO I GRUPPO II GRUPPO III GRUPPO IV Ha poche probabilità di causare malattie in soggetti umani può causare malattie in soggetti umani e costituire un rischio per i lavoratori Ha poche probabilità di propagazione nella comunità Sono di norma disponibili efficaci misure profilattiche e terapeutiche Può causare malattie gravi in soggetti umani e costituisce un serio rischio per lavoratori Può propagarsi nella comunità Può causare malattie gravi in soggetti umani e costituisce un serio rischio per i lavoratori Nel caso in cui l agente biologico non possa essere attribuito in modo inequivocabile ad uno tra due dei gruppi indicati, esso va classificato nel gruppo di rischio più elevato tra le due possibilità. Sono di norma disponibili efficaci misure profilattiche e terapeutiche Può presentare un elevato rischio di propagazione nella comunità L allegato XLVI riporta l elenco degli agenti biologici classificati nei gruppi 2,3 e 4 Non sono di norma disponibili efficaci misure profilattiche terapeutiche 16
17 GRUPPO II GRUPPO III GRUPPO IV Virus dell epatite A Virus influenzale A, B, C (V(c)) Virus del morbillo, della rosolia della varicella Virus dell epatite B HIV BSE, altre TSE animali Virus Ebola Clostridium tetani E.coli (ceppi non patogeni) Pseudomonas aeruginosa Staphilococcus aureus Salmonella spp. Aspergillus fumigatus Candida albicans Entamoeba histolytica Brucella abortus Escherichia coli (ceppi patogeni) Micobacterium tuberculosis Salmonella typhi Coccidioides immitis Blastomyces dermatitidis Echinococcus granulosus Plasmodium falciparum 17
18 Comunicazioni all autorità competente Capo I art.276 attività lavorativa con uso DELIBERATO microrganismi Datore di lavoro USL Ministero Salute 18
19 Comunicazioni all autorità competente Capo I art.276 Attività che comportano l uso DELIBERATO di agenti biologici dei gruppi 2 o 3 Il Datore di Lavoro comunica alla ASL competente Quando: Almeno 30 giorni prima dell inizio dei lavori Cosa: Nome e indirizzo azienda e titolare Documento di valutazione dei rischi 19
20 Richiesta di autorizzazione Capo I art.270 Attività che comportano l uso deliberato di di agenti biologici del gruppo 4 Il Datore di Lavoro richiede autorizzazione al Ministero della Salute Durata autorizzazione: 5 ANNI e rinnovabile Cosa: Nome e indirizzo azienda e titolare Documento di valutazione dei rischi Elenco degli agenti che si intendono utilizzare Il ministero della Salute comunicare alla usl l autorizzazione ed eventuali variazioni 20
21 USO DELIBERATO: COMUNICAZIONE E AUTORIZZAZIONE Chi intende utilizzare organismi geneticamente modificati del gruppo II, nella comunicazione all organo di vigilanza territorialmente competente sostituisce la documentazione richiesta con il documento previsto dal D.Lgs. 206/2001 (impiego confinato di OGM). I laboratori che forniscono un servizio diagnostico (che non rientrano nell uso deliberato), sono tenuti alla comunicazione alla ASL e alla richiesta di autorizzazione al Ministero della Salute. Non sono, invece tenuti alla comunicazione al Ministero della Salute di ogni nuovo agente del gruppo 4 utilizzato, nonché di ogni avvenuta cessazione di impiego 21
22 USO DELIBERATO: COMUNICAZIONE E AUTORIZZAZIONE NUOVA COMUNICAZIONE Si verificano mutamenti nella lavorazione che comportano una variazione del rischio biologico per la salute dei lavoratori Intende utilizzare un nuovo agente classificato in via provvisoria Si verifica l impiego di un nuovo agente o si cessa l impiego di un agente del gruppo 4 22
23 OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO Capo II Art. 271 Valutazione rischi normativa letteratura scientifica. classificazione degli agenti biologici (secondo Allegato XLVI o effettuata dal DL) informazione sulle malattie che possono essere contratte potenziali effetti allergici e tossici segnalazioni o raccomandazioni emanate da autorità competenti conoscenza di eventuali patologie a carico del lavoratore sinergia dei diversi gruppi di agenti biologici utilizzati 23
24 OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO Capo II Art. 271 Valutazione rischi Applica principi di buona prassi microbiologica Adotta le misure protettive e preventive di cui pres.tit.. ripete la valutazione ogni 3 anni ripete la valutazione in caso di modifiche att.lav. consulta RP prima della effettuazione valutazione RP ha accesso ai dati integra il DVR fasi del processo che comportano rischio di esposizione n lavoratori addetti esposti generalità RSPP metodi e misure adottate + misure preventive e protettive programma emergenza per protezione (agenti 3 e 4) 24
25 Misure tecniche, organizzative, procedurali capo II art.272 cerca dievitare utilizzo di agenti biologici nocivi limita al minimo numero di lavoratori esposti progetta adeguatamente processi lavorativi,; adotta misure collettive di protezione ovvero misure individuali per evitare l esposizione adotta misure igieniche per prevenire e ridurre al minimo la propagazione usa il segnale di rischio biologico Il Datore di Lavoro elabora idonee procedure per prelevare, manipolare e trattare campioni di origine umana e animale definisce procedure emergenza per affrontare gli incidenti verifica la presenza di agenti biologici al di fuori del contenimento primario predispone i mezzi per la raccolta, l immagazzinamento e lo smaltimento dei rifiuti in sicurezza concorda procedure per il trasporto di agenti biologici in sicurezza all interno e all esterno del luogo di lavoro 25
26 Valutazione e prevenzione del rischio infettivo CRITICITA Non è nota la Dose Minima Infettante (DI 0 ) di tutte le specie che possono comportare un rischio per la salute quindi per molti microrganismi si considera, al pari del rischio cancerogeno DI 0 = 1 La suscettibilità alle infezioni è variabile tra individui diversi Il bioaerosol è una miscela complessa di agenti biologici diversi Non ci sono dati epidemiologici sufficienti a stabilire relazioni dose risposta 26
27 Valutazione e prevenzione del rischio infettivo CRITICITA E difficile misurare l esposizione reale, spesso valutata in base ai monitoraggi ambientali I monitoraggi ambientali non sono standardizzati e sono influenzati dal campionamento stesso Non esistono limiti di esposizione, quindi non esistono valori soglia L esposizione individuale deve sempre essere ridotta al più basso livello possibile 27
28 MODI E VIE DI CONTAMINAZIONE Contatto diretto o indiretto con una sorgente di infezione Contatto diretto o indiretto con un serbatoio di infezione Raccolta, manipolazione o trasporto di liquidi biologici infetti Utilizzo di microrganismi in ambito industriale Via inalatoria Contatto cutaneo (soprattutto se la cute presenta lesioni) Ingestione Contatto con mucose (oculari, della bocca) Parenterale 28
29 VIE DI CONTAMINAZIONE INALATORIA ORALE CUTANEA PARENTERALE Particolarmente pericolosa data la difficoltà di attuazione di efficaci interventi di prevenzione e controllo Si può prevenire efficacemente adottando semplici misure di igiene personale e ambientale Si può prevenire facilmente attraverso misure di igiene e l utilizzo di DPI Si può prevenire attraverso l adozione di procedure e l utilizzo di DPI difficilmente circoscrivibile data la natura del veicolo più facilmente circoscrivibile data la natura dei veicoli 29
30 Misure igieniche Capo II art. 273 I Servizi Sanitari Gli Indumenti I DPI Protettivi Gli Indumenti di Lavoro siano adeguati, dotati di docce e se del caso di lavaggi oculari siano disponibili antisettici per la pelle idonei e riposti separatamente dagli abiti civili ove non siano mono uso, siano controllati, disinfettati e puliti riparati o sostituiti se difettosi siano conservati separatamente dagli altri indumenti siano controllati, disinfettati e puliti se necessario distrutti Attenzione a mangiare, fumare,bere conservare cibi, usare pipette, cosmetici 30
31 Misure specifiche per le strutture sanitarie e veterinarie Capo II art. 274 In sede di valutazione rischi attenzione a possibile presenza di agenti biologici nell organismo di pazienti o animale o loro campioni e residui ad al rischio in base a tipo di attività svolta Nei servizi di isolamento che ospitano pazienti o animali che sono o potrebbero essere contaminati (gruppo 3 o 4 ) attuano le misure di contenimento per ridurre al minimo il rischio di infezione previste nell ALLEGATO XLVII In base a valutazione rischi provvede a definizione ed applicazione procedure per manipolare decontaminare eliminare materiali e rifiuti contaminati senza rischi per operatore e comunità 31
32 Misure specifiche peri laboratori e stabulari Capo II art. 275 Nei laboratori di ricerca,didattica,diagnostica che utilizzano AB gruppi 2,3 e 4 e nei locali destinati ad animali da laboratorio deliberatamente contaminati. MISURE di CONTENIMENTO Allegato XLVII In caso di uso di materiale che può essere contaminato e nei lab. di animali possibili portatori. MISURE almeno del 2 Livello di contenimento In luoghi in cui si fa uso di AB non ancora classificati ma con rischio grave per la salute lavoratori. MISURE almeno del 3 Livello di contenimento 32
33 Misure specifiche per i processi industriali Capo II art. 276 Nei processi industriali che utilizzano A.B. dei gruppi 2,3 e4 le misure da adottare sono tra quelle elencate in all. XLVIII Per A.B non ancora classificati le misure da adottare sono quelle corrispondenti al livello 3 di contenimento 33
34 Emergenza Capo II art. 277 I lavoratori segnalano immediatamente qualsiasi infortunio o incidente relativo all uso di agenti biologici In caso di dispersione di agenti biologici dei gruppi 2, 3 o 4 i lavoratori devono abbandonare immediatamente l area, possono accedere solo gli addetti all intervento ll datore di lavoro informa l organo di vigilanza territorialmente competeinte, i lavoratori e il rappresentante per la sicurezza. 34
35 Informazione e formazione Capo II art. 278 Fornisce informazioni e istruzioni su: i rischi per la salute le precauzioni da adottare le misure igieniche, gli indumenti di lavoro e i DPI, le procedure, la prevenzione degli infortuni Sul luogo di lavoro sono apposti cartelli ben visibili su cui sono riportate le procedure da seguire in caso di incidente o infortuni Il datore di lavoro assicura la formazione e l informazione ai lavoratori prima che siano adibiti alle attività e successivamente con frequenza almeno quinquennale 35
36 Sorveglianza Sanitaria - Prevenzione e controllo Capo III, art. 279 Valutazione rischi Necessità Sorveglianza Sanitaria 36
37 Sorveglianza Sanitaria - Prevenzione e controllo Capo III, art. 279 Mette a disposizione misure speciali di protezione Vaccini efficaci ( MC ) Allontana il lavoratore (art 4) Effettua nuova valutazione dei rischi Informato da M.C. si risultati degli accertamenti sanitari Informa il datore di lavoro - se gli accertamenti sanitari evidenziano anomalie Fornisce informazione ai lavoratori su: - controllo sanitario - necessità di sottoporsi agli stessi anche dopo cessazione attività a rischio- - vantaggi e svantaggi della vaccinazione e non 37
38 Visite e accertamenti sanitari Visita e accertamenti sanitari preventivi Visita e accertamenti sanitari periodici Visita e accertamenti sanitari straordinari Visita preventiva in fase preassuntiva Visita precedente alla ripresa del lavoro Profilassi post esposizione Sorveglianza sanitaria del personale in formazione Vaccinazioni Sorveglianza Sanitaria e Rischio Biologico Modulistica: T.U. art.41,comma 5, alleg. 3A (cartella sanitaria e di rischio) 38
39 REGISTRO DEGLI ESPOSTI E DEGLI EVENTI ACCIDENTALI Capo III art. 280 per ogni lavoratore che fa uso di agenti del gruppo 3 o 4 datore di lavoro istituisce e aggiorna un registro per il tramite del medico competente L attività svolta Gli agenti utilizzati Gli eventuali casi di esposizione L RSPP e il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza hanno accesso al registro 39
40 REGISTRO DEGLI ESPOSTI E DEGLI EVENTI ACCIDENTALI Capi III art. 280 Il datore di lavoro - consegna copia registro a ISS, ISPSEL e ORGANO di VIGILANZA e comunica ogni 3 anni ( e in caso di richiesta da parte loro ) le variazioni intervenute - in caso di cessazione rapporto di lavoro: Comunica all ISPSEL e all ORGANO di VIGILANZA la cessazione del rapporto di lavoro registro Consegna all Ispsel le cartelle sanitarie e di rischio - in caso di cessazione attività: Consegna copia del registro all ISS e all ORGANO di Vigilanza Consegna copia registro + cartelle sanitarie all ISPSEL - in caso di assunzione lavoratori già precedentemente esposti a stesso agente chiede ad ISPSEL copia cartella sanitaria + annotazioni individuali contenute in registro 40
41 REGISTRO DEGLI ESPOSTI E DEGLI EVENTI ACCIDENTALI Capi III art. 280 Il datore di lavoro - Comunica tramite il medico competente: ai LAVORATORl interessati le annotazioni individuali contenute nel registro e nelle cartelle sanitarie e di rischio al RAPPRESENTANTE per sicurezza i dati collettivi - Conserva le annotazioni individuali contenute nel Registro e le Cartelle Sanitarie e di Rischio fino a risoluzione del rapporto di lavoro (l ISPSEL sino a 10 anni dalla cessazione della attività che espone ad agenti biologici) - D.M. Salute n. 155: modello per la tenuta registro e cartelle sanitari - ISPSEL trasmette annualmente al Ministero Salute i dati dei registri ( disponibili a richiesta per Regioni ) 41
42 REGISTRO DEI CASI DI MALATTIA E DI DECESSO Capo III art.281 I medici Le strutture sanitarie pubbliche e private che REFERTANO casi di malattia o decesso da esposizione lavorativa ad agenti biologici trasmettono all ISPESL copia della relativa documentazione clinica PRESSO L ISPESL E TENUTO UN REGISTRO DEI CASI DI MALATTIA E DECESSO DOVUTI AD ESPOSIZIONE AD AGENTI BIOLOGICI Su richiesta, il Ministero della Salute fornisce alla CE informazioni sull utilizzo dei dati contenuti nel registro 42
43 copia registro cessazione attività variazioni attività rischi Istituto Superiore Sanità cessazione rapporto lavoro cartelle sanitarie copia registro organo vigilanza ISPSEL cartella sanitaria casi di decessi cartella sanitaria annotazioni registro assunzione lavoratore esposto a stesso rischio casi di malattia 43
44 REGISTRI DI ESPOSIZIONE RISCHIO CANCEROGENO E MUTAGENO Titolo IX Capo III - art. 243 per ogni lavoratore esposto Il datore di lavoro istituisce e aggiorna un registro per il tramite del medico competente; in esso sono riportati: Attività svolta Agente cancerogeno o mutageno utilizzato Valore di esposizione (ove noto) a tale agente L RSPP e l RSL hanno accesso al registro degli esposti Il medico competente istituisce e aggiorna una cartella sanitaria e di rischio 44
45 REGISTRI DI ESPOSIZIONE RISCHIO CANCEROGENO E MUTAGENO Titolo IX Capo III - art. 243 Il datore di lavoro - Comunica ai LAVORATORI (su richiesta) le annotazioni individuali contenute nel REGISTRO e tramite il MC i dati della CARTELLA SANITARIA - in caso di cessazione rapporto di lavoro: Invia all ISPSEL la cartella sanitaria + annotazioni individuali registro Consegna copia all interessato - in caso di cessazione attività: Consegna il registro + cartelle sanitarie a ISPSEL Consegna copia registro all ORGANO di VIGILANZA - conserva le annotazioni individuali della cartella sanitaria e registro sino a risoluzioni rapporto di lavoro (e presso ISPSEL fino a 40 anni da cessazione attvità ) - rispetta il segreto professionale (relativamente ai dati custoditi) 45
46 REGISTRI DI ESPOSIZIONE RISCHIO CANCEROGENO E MUTAGENO Titolo IX Capo III - art. 243 Il datore di lavoro - consegna copia registro a ISPSEL e ORGANO di VIGILANZA e comunica ogni 3 anni ( e in caso di richiesta da parte loro ) le variazioni intervenute - consegna copia registro a ISTITUTO SUP. SANITA (su richiesta) - in caso cessazione attività consegna copia registro a ORGANO Vigilanza -in caso di assunzione lavoratori già esposti in precedenza (a cancerogeni) chiede copia delle annotazioni individuali del registro e copia cartella sanitaria all ISPSEL (o al lavoratore). -D.M. Salute n. 155: modello per la tenuta registro e cartelle sanitari - ISPSEL trasmette annualmente al Ministero Salute i dati dei registri ( disponibili a richiesta per Regioni ) 46
47 REGISTRI DI ESPOSIZIONE RISCHIO CANCEROGENO E MUTAGENO Titolo IX Capo III - art. 244 I medici Le strutture sanitarie pubbliche e private Gli istituti previdenziali assicurativi pubblici e privati che IDENTIFICANO casi di neoplasie da esposizione lavorativa ad agenti cancerogeni ne danno SEGNALAZIONE all ISPESL, tramite i Centri Operativi Regionali, trasmettendo le relative informazioni di cui al DPCM 308/
48 copia registro cessazione attività variazioni attività rischi Istituto Superiore Sanità cessazione rapporto lavoro cartelle sanitarie copia registro organo vigilanza ISPSEL cartella sanitaria casi di decessi cartella sanitaria annotazioni registro assunzione lavoratore esposto a stesso rischio casi di malattia 48
49 REGISTRAZIONE DEI TUMORI RISCHIO CANCEROGENO E MUTAGENO Sistemi di Registrazione Regionali INPS MEDICI L ISPESL realizza sistemi di monitoraggio dei rischi da cancerogeni e rende disponibili i dati al Ministero della Salute, Ministero del Lavoro, all INAIL e alle Regioni INAIL ISTAT ALTRE ISTITUZIONI PUBBLICHE STRUTTURE SANITARIE 49
50 REGISTRO DI ESPOSIZIONE E CARTELLE SANITARIE E DI RISCHIO RISCHI DA ESPOSIZIONE AD AMIANTO Titolo IX Capo III art.260 In caso di attività che possono esporre ad amianto Il medico competente: - effettua la sorveglianza sanitaria - istituisce ed aggiorna la cartella sanitaria e di rischio (art 25). Dati disponibili relativi al rischio sono forniti dal Datore di Lavoro Il datore di lavoro: nel caso in cui vengano superati i limiti di esposizione (0,1 fibre cm 3 in aria o 0,01 nell aria filtrata dal DPI): - iscrive i lavoratori nel registro di esposizione così come previsto per il rischio cancerogeno e mutageno e ne invia copia agli organi di vigilanza e all ISPESL, invio eventualmente ripetuto su richiesta. 50
51 REGISTRO DI ESPOSIZIONE E CARTELLE SANITARIE E DI RISCHIO RISCHI DA ESPOSIZIONE AD AMIANTO Titolo IX - Capo III art.260 Il datore di lavoro alla cessazione del rapporto di lavoro trasmette all ISPESL, tramite il medico competente - la cartella sanitaria - le annotazioni individuali contenute nel registro degli esposti L ISPESL conserva i documenti per 40 anni dalla cessazione dell esposizione 51
52 REGISTRAZIONE DEI MESOTELIOMI RISCHI DA ESPOSIZIONE AD AMIANTO T.U. 81/08 Titolo IX - Capo III art.261 I casi accertati di mesotelioma, sono inseriti nel registro nazionale tumori istituito presso l ISPESL, nella apposita sezione ReNaM (Registro Nazionale dei Mesoteliomi). 52
53 FINE GRAZIE per l attenzione.. 53