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Timestamp: 2020-08-11 23:58:55+00:00
Document Index: 13097593

Matched Legal Cases: ['art.12', 'art.2', 'art.1', 'art. 174', 'art. 92', 'art.12', 'art. 12']

La dott.Randaccio ammonisce i politici sardi: "La Sardegna non ha bisogno di modifiche statutarie!" - Sito Ufficiale della Zona Franca in Sardegna
La dott.Randaccio ammonisce i politici sardi: "La Sardegna non ha bisogno di modifiche statutarie!"
Martedì, 15 Ottobre 2013 14:34
Cagliari, 15 ottobre 2013 ore 13.40. La dottoressa Maria Rosaria Randaccio, dopo alcuni giorni di silenzio, esprime in questa breve comunicazione tutta la sua perplessità nei confronti di un'azione - quella del voto alla Prima Commissione di giovedì scorso - che è servita solamente a riparare un gravissimo danno e la messa in pericolo dell'autonomia sarda con la proclamazione della nuova Legge n.20 del 2 agosto 2013. A parere della Dott.ssa Randaccio "per rivendicare il nostro diritto ad esistere come Zona Franca dell'Italia, non avevamo e tutt'ora non abbiamo bisogno di apportare modifiche all'art.12 del nostro Statuto, approvato con Legge Costituzionale n.3/1948 ai sensi del quale è stato emanato il Decreto Legislativo Attuativo n.75/98, che, richiamando nel suo contesto i regolamenti CEE n.2913/1992 (Consiglio) e n.2454/1993 (Commissione), non poteva non individuare l'intero territorio della Sardegna come territorio "Extradoganale" in quanto Zona Franca! Infatti sappiamo che anche i punti franchi erano stati individuati come "Territori Extradoganali" dalla Legge Doganale n.1424/1940, extradoganalità dei punti franchi e delle Zone Franche successivamente confermata non solo dall'art.2 del DPR n.43/1973, ossia il Testo Unico Doganale Italiano ancora in vigore, ma anche dalla normativa comunitaria che siamo tenuti a rispettare in quanto nazione aderente all'Unione Europea.
Infatti ci risulta che il suddetto Testo Unico (43/1973) sia stato emanato in ottemperanza alla Direttiva Comunitaria n. 69/75/CEE del Consiglio del 4 marzo 1969, che imponeva agli stati membri l'obbligo di adeguare la propria disciplina in tema di Zone Franche, alla Normativa Comunitaria, e per semplificare le cose, all'art.1 della suddetta direttiva si premurava di fornire una definizione giuridica dei territori a cui si applica il regime fiscale delle Zone Franche.
Precisava la suddetta Direttiva che: "con qualunque nome definite", per Zone Franche si dovessero intendere vasti territori comprensivi di citta e villaggi dove le merci prodotte, lavorate e consumate nel suddetto territorio dovessero venire considerate come se si trovassero fuori dal territorio doganale della Comunita Europea (extradoganali) agli effetti dell'applicazione di ogni tipo di tributo fiscale".
La suddetta definizione giuridica delle Zone Franche è stata confermata nel tempo dagli artt. da 166 a 181 del reg.CEE n. 2913/1992 del Consiglio e dagli artt. da 799 a 814 del Regolamento n.2454/1993 della Commissione, ai sensi dei quali è stato emanato il Dlgs n.75/1998 che ha istituito come Zona Franca Extraterritoriale l'intera Isola della Sardegna.
Che si tratti dell'intero territorio dell'Isola è contemplato dall'art. 174 del Trattato di Lisbona, che non poteva contraddire quanto gia previsto all'art. 92 e 234 del Trattato di Roma. Per quanto sopra esposto chiediamo ai nostri politici di voler rinunciare a farci fare delle figuracce in Parlamento, dove ci rideranno addosso per la nostra IGNORANZA, come se non sapessimo che la normativa prevista nei Trattati risulta di rango superiore rispetto a quella di rango costituzionale quali l'art.12 della Legge Costituzionale n.3/48 e del suo regolamento di attuazione emanato con il Dlgs n.75/98, e quindi e ovviamente (superiore) rispetto alle modifiche che si intende apportare all'art. 12 del nostro Statuto. Per cortesia non fateci perdere ancora del tempo prezioso!!! Non vi bastano i 64 anni di inefficienza?!"
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