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Timestamp: 2017-10-19 07:25:15+00:00
Document Index: 112658826

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 117', 'art. 18', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 16', 'art. 17']

Principali novità istituzionali in materia di istruzione in "Il Libro dell'anno del Diritto"
Principali novità istituzionali in materia di istruzione
Numerose sono le novità normative più significative occorse negli ultimi mesi in tema di istruzione. La più risalente riguarda l'emanazione del Regolamento di organizzazione dei percorsi della sezione ad indirizzo sportivo del sistema dei Licei, n. 52 del 5.3.2013. In sintesi, tramite questo atto viene istituito l'indirizzo sportivo all'interno del percorso del liceo scientifico. Tale sezione consentirà agli studenti l'approfondimento delle scienze motorie e sportive, pur lasciando invariato il monte ore totale del liceo scientifico tradizionale.
Del 25.3.2013 invece è il Regolamento che modifica il d.m. 10.9.2010, n. 249 sulle procedure di formazione iniziale degli insegnanti1. In particolare, il Regolamento introduce il “Tirocinio formativo speciale”, attualmente percorso abilitante speciale, grazie al quale le Università possono gestire percorsi abilitanti all'insegnamento a cui potranno partecipare docenti non di ruolo che, sprovvisti di abilitazione o di idoneità per la relativa classe di concorso, abbiano maturato almeno tre anni di servizio in scuole statali, paritarie o in centri di formazione professionale a decorrere dall'A.S. 1999/00 al 2011/12 incluso, senza che abbiano mai superato prove d'accesso.
Sempre in materia di formazione, il Regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione - n. 80 del 28.3.2013, ma entrato in vigore il 19.7.2013 - si propone di elevare l’efficienza e l’efficacia del sistema educativo di istruzione e formazione sulla base delle priorità strategiche della valutazione individuate dal Ministero, unitamente ai criteri per assicurare l’autonomia del personale ispettivo e la valorizzazione delle scuole nel processo di autovalutazione. Il Servizio Nazionale di Valutazione, inoltre, fornirà i risultati conseguiti ai direttori generali degli uffici scolastici regionali per le valutazioni dei dirigenti. Alla base dell’introduzione di tale sistema, come emerge dall’Audizione del Ministro del 6.6.2013, non vi è alcuna volontà sanzionatoria o punitiva ma anzitutto l’intento di attivare «processi di auto-miglioramento della qualità dell’apprendimento, della didattica e dei comportamenti professionali degli insegnanti».
Di particolare interesse, infine, è il recente d.l. 12 settembre 2013, n. 104 (Misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca)2. Tale decreto introduce una serie di misure di applicazione immediata a favore degli studenti, delle famiglie e delle scuole per affrontare uno stato di difficoltà causato anche dagli interventi di razionalizzazione della spesa pubblica che, negli ultimi anni, hanno interessato il settore dell’istruzione. Nei limiti significativi imposti dalla difficile congiuntura economica, il decreto destina all’istruzione una quota ingente di risorse, evidenziando l’intenzione del Governo di considerare i settori dell’istruzione e della ricerca come luoghi e motori di investimento e non, unicamente, come fonti di spesa pubblica. Tale finalità, peraltro, corrisponde alla volontà politica manifestata nell’Audizione dal Ministro Carrozza il giorno del suo insediamento ovvero il riconoscimento dell’istruzione e della ricerca quali fattori determinanti per lo sviluppo economico e la convinzione del legame diretto dell’istruzione con il tasso di sviluppo economico di una certa popolazione e di un certo Paese, in un dato momento storico.
Il testo è articolato in tre Capi. Il primo riguarda misure a favore degli studenti delle scuole secondarie e delle università e le loro famiglie, costituite da borse di studio e altri servizi diretti a rendere effettivo il diritto allo studio e la tutela della salute nelle scuole. In particolare il Fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio di cui all’art. 18, co. 1, lett. a), d.lgs. 29.3.2012, n. 68, è incrementato nella misura di 100 milioni di euro annui. Tale fondo costituisce attualmente, com’è noto, una delle fonti di finanziamento dei livelli essenziali del diritto allo studio che devono essere garantiti sull’intero territorio nazionale, ai sensi dell’art. 117, co. 2, lett. m) Cost., insieme alle risorse proprie delle regioni e al gettito derivante dalle tasse a carico degli studenti, ai sensi dell’art. 18, co. 1, lett. a) del d.lgs. 29.3.2012, n. 683. Anche tale incremento corrisponde all’indirizzo politico manifestato dal Ministro Carrozza nell’Audizione citata, laddove assumeva l’impegno, segnalato nel documento dei saggi nominati dal Presidente della Repubblica, di «aumentare in modo consistente il Fondo integrativo statale, anche per sottolineare che lo Stato intende offrire reali opportunità verso gli studenti meritevoli provenienti da famiglie meno abbienti».
Sempre alle intenzioni manifestate dal Ministro in sede di Audizione corrispondono le misure, contemplate dall’art. 7, dirette ad evitare il fenomeno della dispersione scolastica, particolarmente nelle aree a maggior rischio di evasione dell’obbligo che consistono nel prolungamento dell’orario scolastico per gruppi di studenti, con particolare riguardo alla scuola primaria. L’avvio, in via sperimentale, di un Programma di didattica integrativa diretto al rafforzamento delle competenze di base ed, infine, l’adozione di soluzioni innovative e percorsi specifici per studenti maggiormente esposti al rischio di abbandono. Tali misure corrispondono all’obiettivo politico, manifestato dal Ministro, di offrire «apprendimenti di qualità per tutti e ciascuno … al fine di salvaguardare il principio di inclusione e solidarietà e…dare attuazione concreta all’art. 3 della nostra Costituzione».
La convinzione per cui una formazione migliore del capitale umano ha un impatto sulla crescita economica si accompagna dunque, nell’impostazione del Ministro, a quella per cui sia necessario intervenire sulla diseguaglianza economica e sociale al fine di favorire la mobilità sociale degli strati più umili della popolazione. Oltre all’apporto che la riduzione della diseguaglianza può avere sulla competitività economica del Paese, è altrettanto presente, nell’indirizzo politico del nuovo Dicastero, la percezione del ruolo che l’educazione e la formazione possono svolgere al servizio della qualità della democrazia e della partecipazione civica.
Il secondo Capo del decreto contempla misure a favore delle scuole, volte a potenziare le loro dotazioni umane e materiali e l’offerta formativa. In particolare, all’art. 16, si prevedono iniziative per la formazione obbligatoria del personale scolastico, rivolte in particolare ai docenti delle zone in cui i risultati dei test di valutazione sono stati meno soddisfacenti e a maggior rischio socio - educativo. Per tali attività è previsto uno stanziamento dei 10 milioni di euro, oltre alle risorse previste nell’ambito di finanziamenti di programmi europei ed internazionali.
Anche tale disposizione appare coerente con la volontà, formulata dal Ministro, di garantire la qualità degli apprendimenti attraverso la valorizzazione e il riconoscimento del prezioso lavoro svolto dai docenti. Tale valorizzazione discende anche dalla constatazione che ai docenti, oltre all’istruzione e alla formazione, venga richiesto, nell’attuale contesto sociale, l’assolvimento di funzioni educative generali di accompagnamento alla crescita personale, di sostegno alla fragilità psicologia dei minori e di costruzione di opportunità per ciascuno.
Di particolare interesse è la novità, contemplata dall’art. 17 del d.l. che introduce un nuovo sistema di reclutamento dei dirigenti scolastici, che sostituisca quello attuale, dai risultati notevolmente insoddisfacenti. La nuova disciplina prevede un corso-concorso selettivo di formazione bandito ogni anno dalla Scuola nazionale dell’amministrazione sulla base dei posti che risulteranno vacanti e comunicati dal MIUR al Dipartimento della funzione pubblica e alla Scuola nazionale di amministrazione. Potranno essere ammessi al corso-concorso i docenti in possesso di un adeguato titolo di studio e aventi un’anzianità di servizio effettivo, in posizione di docente di ruolo, di almeno cinque anni. Le prove concorsuali si articoleranno in una prova preselettiva (eventuale), in una o più prove scritte e in una prova orale, seguita dalla valutazione dei titoli.
L’ultimo Capo contiene, infine, ulteriori norme, relative principalmente al raccordo tra scuola e università, all’istruzione universitaria e alla ricerca scientifica.
1 Su cui mi sia consentito il rinvio a Cocconi, M., Diventare insegnanti: le nuove regole, in Gior. dir. amm., 2011, n. 3.
2 Nelle more della pubblicazione di questo scritto, il d.l. n. 104/2013 è stato convertito, con sostanziali modifiche, nella l. 8.9.2013, n. 128.
3 Su cui mi sia consentito il rinvio a Cocconi, M., Il diritto allo studio fra i livelli essenziali delle prestazioni, in Gior. dir. amm., 2013, n. 1.
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