Source: http://www.teverenotizie.it/articolo-stampa,3955.html
Timestamp: 2017-11-23 07:34:38+00:00
Document Index: 50984351

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 364', 'art 630', 'art. 3']

Illecito sportivo ed obbligo di denuncia: cosa accade a chi sa e non parla
L' "omessa denuncia" e cosa prevede il Codice di Giustizia Sportivo
Prendendo spunto dai recenti (e non) fatti di cronaca sportiva, il dato che emerge è che l’altro grande tema che riguarda i calciatori coinvolti nelle vicende del “calcioscommesse” è quello della c.d. omessa denuncia. Infatti, a mente dell’art. 7 comma 7 del Codice di Giustizia Sportivo: “I soggetti di cui all’art. 1, commi 1 e 5 (ossia le società, i dirigenti, gli atleti, i tecnici, gli ufficiali di gara e ogni altro soggetto che svolge attività di carattere agonistico, tecnico, organizzativo, decisionale o comunque rilevante per l’ordinamento federale, nonché i soci e non soci cui è riconducibile, direttamente o indirettamente, il controllo delle società stesse, nonché coloro che svolgono qualsiasi attività all’interno o nell’interesse di una società o comunque rilevante per l’ordinamento federale), che comunque abbiano avuto rapporti con società o persone che abbiano posto o stiano per porre in essere taluno degli atti indicati ai commi precedenti ovvero che siano venuti a conoscenza in qualunque modo che società o persone abbiano posto o stiano per porre in essere taluno di detti atti, hanno l’obbligo di informarne, senza indugio, la Procura federale della Figc”. Quindi, tutti i soggetti suindicati devono obbligatoriamente denunciare alla Procura Federale della Federazione Italiana Gioco Calcio tutte quelle situazioni delle quali siano venuti a conoscenza (non importa il modo), e che abbiano lo scopo di alterare il risultato degli incontri (c.d. combine o illecito sportivo, consistente, come meglio specificato dallo stesso art. 7, co. 1 del Codice di Giustizia Sportiva come “il compimento, con qualsiasi mezzo, di atti diretti ad alterare lo svolgimento o il risultato di una gara o di una competizione ovvero ad assicurare a chiunque un vantaggio in classifica”).
In caso contrario, ove cioè costoro contravvenissero al suddetto obbligo, sarebbero soggetti alla “sanzione della inibizione o della squalifica non inferiore a 6 mesi e dell’ammenda non inferiore ad euro 30.000,00” (art. 7, co. 8 del Codice di Giustizia Sportivo): in tale ottica vanno lette, dunque, le eclatanti condanne inflitte all’attuale allenatore della Juventus Antonio Conte (anche se risalente, ormai, allo scorso anno e accusato per non aver denunciato, per l’appunto, due combine, all’epoca in cui allenava la squadra del Siena), e al giocatore della Lazio Stefano Mauri (più recente).
Tra gli addetti ai lavori si discute circa l’eccessiva pena prevista in caso di violazione di tale obbligo, anche in considerazione della sua (per alcuni) genericità, e per il fatto che addirittura nello stesso Codice Penale esso è previsto solo a carico dei pubblici ufficiali e di incaricati di pubblico servizio nell’esercizio delle loro funzioni e, in capo ai “privati” cittadini, in ipotesi ben definite e ristrette (delitti contro la personalità dello Stato, per i quali la legge stabilisce l'ergastolo, ex art. 364; sequestro di persona a scopo di estorsione, anche solo tentato, ai sensi dell'art 630 del Codice Penale e dell'art. 3 del decreto-legge n. 8 del 15 gennaio 1991; detenzione di armi o di esplosivi da parte di persone che non possiedono l'autorizzazione della questura del luogo in cui le armi sono tenute, tranne che per le armi di cui al decreto del Ministero dell'interno n. 362 del 9 agosto 2001).
Certo è che se chi ha il coraggio di denunciare deve poi rinunciare a giocare in Italia, come accaduto al calciatore del Gubbio Simone Farina, che nel 2011 segnalò alla Procura il tentativo di combine avente ad oggetto il risultato della partita di Tim Cup che la sua squadra avrebbe sostenuto contro il Cesena; non è certo un segnale incoraggiante per tutti gli altri che, forse, vorrebbero seguire il suo esempio. La prova del nove, forse, si avrà con David Mounard, che lo scorso mese di maggio ha denunciato un tentativo di combine in occasione della partita Salernitana-Gavorrano, incontro valido per la trentatreesima giornata di Lega Pro, Seconda Divisione.
Chissà se il nostro dimostrerà, innanzitutto a sé stesso, di poter essere un Paese di onesti…