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Timestamp: 2016-10-23 23:52:30+00:00
Document Index: 87821851

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 74', 'art. 74', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 373', 'art. 374', 'DTF ']

4A_320/2011 (04.10.2011)
Il 30 maggio 2011 A.________ ha presentato al Tribunale federale un ricorso in materia civile e un ricorso sussidiario in materia costituzionale con cui postula, previo conferimento dell'effetto sospensivo al gravame, la riforma della sentenza di appello nel senso che la petizione sia respinta. In via subordinata domanda il rinvio della causa all'autorit� inferiore per nuova decisione.
Con risposta 16 giugno 2011 l'opponente si � unicamente pronunciato sui ricorsi, proponendo la loro reiezione.
La Presidente della Corte adita ha conferito con decreto 22 giugno 2011 effetto sospensivo all'impugnativa, dopo aver constatato che n� l'opponente n� l'autorit� inferiore si sono determinati sulla domanda di misure d'urgenza.
Il ricorrente riconosce che in concreto il valore litigioso non raggiunge la soglia di fr. 30'000.-- prevista dall'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF per l'inoltro di un ricorso in materia civile in una causa di carattere pecuniario. Egli ritiene per� che nella fattispecie un tale rimedio sia nondimeno ricevibile, perch� si tratterebbe di una controversia concernente una questione di diritto di importanza fondamentale nel senso dell'art. 74 cpv. 2 lett. a LTF, "segnatamente in tema di onere della prova e degli obblighi di collaborare nell'assunzione delle prove".
A torto. La nozione di questione di diritto di importanza fondamentale � infatti da interpretare in modo restrittivo (DTF 135 III 397 consid. 1.2) e spetta al ricorrente spiegare perch� si sarebbe in presenza di questa eccezione che permette di derogare al requisito del valore litigioso (DTF 136 II 489 consid. 2.6). Ora, per quanto attiene ai temi menzionati dal ricorrente, la Corte cantonale si � basata sulla DTF 119 II 305 e secondo costante prassi, quando si tratta unicamente di applicare i principi sviluppati dalla giurisprudenza ad un caso concreto, non si � manifestamente di fronte a una questione di diritto di importanza fondamentale (DTF 135 III 1 consid. 1.3). Ne segue che il ricorso in materia civile si rivela inammissibile.
3.1 La Corte cantonale ha dapprima premesso che, nell'ambito di un'azione fondata sulla ripetizione dell'indebito, incombe al debitore procedente provare - e quindi sopportare le conseguenze di un'eventuale assenza di prove - l'inesistenza del debito e non al creditore convenuto dimostrare l'esistenza dello stesso. Essa ha poi aggiunto che nella fattispecie il principio della buona fede impone per� al convenuto di dare il suo contributo, fornendo segnatamente la controprova, perch� si tratta di dimostrare un fatto negativo (l'inesistenza di difetti dell'opera) e che tale collaborazione va valutata nell'ambito dell'apprezzamento delle prove. I Giudici cantonali hanno inoltre segnatamente preso posizione sui singoli difetti fatti valere dal qui ricorrente (insufficiente temperatura nel bagno padronale, rottura del cristallo nella cabina della doccia, fuoriuscita di sola acqua calda dal lavello nel bagno al pianterreno e rottura di una tubatura in giardino), giungendo alla conclusione che questi non possono essere imputati al qui opponente, che aveva soddisfatto il suo onere della prova.
4.1 Per quanto riguarda la mercede chiesta dall'attore, la Corte cantonale ha riconosciuto opere a regia per l'importo di fr. 5'207.25, rilevando, segnatamente sulla base delle deposizioni dei testi C.________ e D.________, che esse concernevano lavori iniziati da un'altra impresa e per i quali l'attore aveva effettuato varie modifiche volute dallo stesso convenuto e dalla moglie di questi. I Giudici cantonali hanno inoltre respinto, basandosi sul referto di delucidazione e complemento della perizia, la censura attinente alla fatturazione di impianti sanitari, perch� la contestata posta di fr. 1'987.-- non contemplava gli stessi.
4.2 Il ricorrente ribadisce di non aver mai richiesto o approvato simili opere che sarebbero semmai gi� comprese nelle prestazioni retribuite a misura o state direttamente fornite da lui e ritiene che la controparte non abbia adempiuto il suo onere probatorio.
5.1 Sempre per quanto attiene alla mercede, la sentenza impugnata indica che il qui ricorrente ha invano contestato la fatturazione "a corpo" delle serpentine a pavimento ritenuta dal perito, perch� in base all'offerta manoscritta del dicembre 2004 per l'impianto di riscaldamento "fanno da base i prezzi del capitolato".
5.2 Il ricorrente afferma che il Tribunale di appello non avrebbe tenuto conto n� "delle effettive pattuizioni fra le parti" n� del capitolato che avrebbero invece previsto una retribuzione "a misura". La sentenza impugnata sarebbe inoltre contraddittoria, poich� al consid. 6 essa recita che in caso di contestazioni si presume che le parti non abbiano pattuito una mercede a corpo giusta l'art. 373 CO, motivo per cui chi pretende di avere diritto a una mercede diversa da quella calcolata secondo il valore del lavoro (art. 374 CO) deve fornirne la prova.
5.3 Nella fattispecie la Corte cantonale ha accertato che le parti hanno pattuito una fatturazione a corpo. Ora, quando un fatto � accertato per apprezzamento delle prove la questione della ripartizione dell'onere probatorio diviene senza oggetto (DTF 130 III 591 consid. 5.4 pag. 601 seg.) e il ricorrente pu� unicamente prevalersi di una valutazione arbitraria delle prove. Per formulare un'ammissibile censura in tale ambito non basta, come invece in concreto fatto, apoditticamente affermare che i giudici cantonali non avrebbero tenuto conto delle - non meglio specificate - pattuizioni delle parti, rispettivamente che il capitolato avrebbe invece previsto una retribuzione a misura.