Source: http://www.giustiziaquotidiana.it/dblog/storico.asp?s=&m=&pagina=352&ordinamento=desc
Timestamp: 2019-06-17 18:47:13+00:00
Document Index: 48012449

Matched Legal Cases: ['art. 275', 'art. 576', 'art. 4', 'art. 58', 'art. 380', 'art. 609', 'art. 609']

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ANM: Audizione alla Camera sul D.L. Sicurezza Pubblica e Contrasto Violenza Sessuale
Di Loredana Morandi (del 19/03/2009 @ 10:02:36, in Magistratura, linkato 1345 volte)
AUDIZIONE IN COMMISSIONE GIUSTIZIA CAMERA
SUL D.L. IN MATERIA DI SICUREZZA PUBBLICA E DI CONTRASTO ALLA VIOLENZA SESSUALE DEL 17 MARZO 2009
Il testo del decreto legge in discussione si propone una tutela più incisiva per le vittime dei reati di violenza sessuale.
Gli obiettivi politico-criminali sono perseguiti attraverso la riduzione degli spazi di discrezionalità giudiziale, attingendo al repertorio degli strumenti tradizionalmente più suggestivi e simbolici del sistema penale: custodia cautelare obbligatoria, pene fisse, divieto di benefici penitenziari, estensione del rito direttissimo .
L’intervento, in particolare, riguarda: a) le modifiche al procedimento cautelare nella parte relativa alla scelta della misura, estendendo il regime previsto dall’art. 275 comma 3 c.p.p.; b) l’applicazione dell’ergastolo, se dal compimento di uno dei reati di violenza sessuale deriva la morte della vittima (cfr. modifica dell’art. 576 n. 5 c.p.); c) il divieto di applicazione dei benefici penitenziari in caso di condanna per reati di pornografia minorile, induzione alla prostituzione minorile, violenza sessuale, atti sessuali con minorenni, per via della estensione del campo di applicazione dell’art. 4 bis dell’OP, fatta salva l’eccezione di cui all’art. 58 ter per chi collabora con la giustizia.
Vi è inoltre una integrazione dell’art. 380 comma 2 c.p.p., laddove si prevede l’obbligatorietà dell’arresto in flagranza per il delitto di violenza sessuale (art. 609 bis c.p.) , con l’esclusione dei casi di minore gravità, e per quello di violenza sessuale di gruppo (art. 609 octies c.p.). Tale novità sembra finalizzata all’esigenza di consentire la celebrazione del processo con rito direttissimo.
A) La estensione alla gran parte dei delitti sessuali del meccanismo di obbligatorietà della misura della custodia in carcere, con presunzione di sussistenza delle esigenze cautelari in presenza di gravi indizi, sembra peccare di ragionevolezza, atteso che quella soluzione normativa appare adeguata in presenza di contestazioni relative a reati riconducibili ad associazioni mafiose (avendo la legge fatto tesoro di certe massime di esperienza in tema di pericolo di fuga, di inquinamento probatorio, e di reiterazione di reati della stessa specie), ma si rivela criminologicamente inappropriata rispetto a categorie di reati che non presentano caratteristiche analoghe. I delitti di violenza sessuale sono reati particolarmente odiosi, nei quali l’ordinamento penale deve prestare massima attenzione alla tutela della vittima; ciò non toglie tuttavia che il sistema cautelare debba, anche per questi reati, essere adeguatamente modulato lasciando al giudice la possibilità adattare la misura al caso concreto.
B) L’intervento sul versante della esecuzione penale, si muove nella medesima prospettiva.
Ci limitiamo a segnalare che una scelta di quel genere pare abbandonare definitivamente la prospettiva del reinserimento sociale del condannato per concentrarsi sulla sola neutralizzazione di pericolosi autori di certi reati.
Nel testo, inoltre, si prevede l’introduzione di benefici penitenziari per chi collabora con la giustizia. La strategia che propone il binomio rigore/premio nel trattamento sanzionatorio, efficace sul versante del crimine organizzato, non è detto che sia opportuna per un settore della devianza che ha caratteristiche completamente diverse, legate alla particolare indole dell’autore del reato.
Per ulteriori valutazioni delle questioni relative si allega un appunto predisposto dal Coordinamento dei magistrati di sorveglianza.
C) Quanto alle proposte di estensione del rito direttissimo, la valutazione dell’ANM è positiva. Così come le novelle dell’estate del 2008, anche questa soluzione mira a ridurre gli spazi di discrezionalità del PM sulla scelta dei riti alternativi. Il tutto avviene in una ottica di celere definizione del giudizio penale, maggiormente sensibile alla posizione delle vittime dei reati.
D) Esprimiamo, infine, apprezzamento per la introduzione di disposizioni dirette a punire le condotte di stalking, intervento che colma un vuoto legislativo da tempo avvertito dagli operatori del settore. Si segnala peraltro l’opportunità di una migliore definizione della fattispecie con particolare riferimento alla modalità delle condotte suscettibili di integrare il delitto. In tal senso utili indicazioni possono trarsi dai numerosi disegni di legge presentati nella scorsa legislatura.
17/06/2019 @ 20.47.11