Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-23321-del-05-10-2017
Timestamp: 2020-08-15 14:34:52+00:00
Document Index: 114964926

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 380', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 36', 'art. 360', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 23321 del 05/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23321 del 05/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 05/10/2017, (ud. 07/09/2017, dep.05/10/2017), n. 23321
sul ricorso 29722/2014 proposto da:
B.F., BA.AN.MA., b.f.,
M.G., F.S., M.R., C.D.,
CH.AL., elettivamente domiciliati in ROMA, VIA UGO BARTOLOMEI n.
23, presso lo studio dell’avvocato ENRICO IVELLA, che li rappresenta
e difende unitamente all’avvocato MASSIMO TIRELLI;
avverso la sentenza n. 225/2014 della CORTE D’APPELLO di VENEZIA,
che il Tribunale di Verona, in accoglimento del ricorso proposto dai controricorrenti epigrafati – docenti alle dipendenze del MIUR in virtù di una serie di consecutivi contratti a termine -, dichiarò il diritto dei predetti al riconoscimento della anzianità di servizio maturata nel corso dei rapporti a termine e condannò il Miur alla corresponsione delle differenze retributive dovute a tale titolo;
che di tale sentenza il MIUR e l’Ufficio Scolastico Provinciale di Verona chiedono la cassazione sulla base di unico motivo, al quale hanno opposto difese i docenti, con controricorso; che la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., è stata comunicata alle parti, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in Camera di consiglio.
2. che viene denunziata violazione e falsa applicazione: della Direttiva 99/70/CE e dell’Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, D.Lgs. 6 settembre 2001, n. 368, artt. 6 e 10, D.L. 13 maggio 2011, n. 70, art. 9, comma 18, come convertito con modif. dalla L. 12 luglio 2011, n. 106, art. 1, comma 2, L. 3 maggio 1999, n. 124, art. 4,D.Lgs. 16 aprile 1994, n. 297, artt. 485 e 526, D.Lgs. 30 marzo, n. 165, art. 36 e degli artt. 40 e 78 CCNL comparto Scuola 2006/2009, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, assumendosi che i rapporti di lavoro a tempo determinato del settore scolastico sono assoggettati ad una normativa speciale di settore, sicchè agli stessi non si applica la disciplina generale dettata dal D.Lgs. n. 368 del 2001 e che il principio di non discriminazione è correlato all’abuso del contratto a termine, che nella specie deve essere escluso in quanto il ricorso alla stipula di contratti a termine del personale docente trova giustificazione in ragioni oggettive e non è maliziosamente finalizzato a consentire al datore di lavoro un risparmio di spesa;
4. che, invero, la sentenza impugnata è conforme al principio di diritto affermato da questa Corte con le sentenze nn. 22558 e 23868/2016, con le quali si è statuito che “nel settore scolastico, la clausola 4 dell’Accordo quadro sul rapporto a tempo determinato recepito dalla direttiva n. 1999/70/CE, di diretta applicazione, impone di riconoscere la anzianità di servizio maturata al personale del comparto scuola assunto con contratti a termine, ai fini della attribuzione della medesima progressione stipendiale prevista per i dipendenti a tempo indeterminato dai c.c.n.l. succedutisi nel tempo, sicchè vanno disapplicate le disposizioni dei richiamati c.c.n.l. che, prescindendo dalla anzianità maturata, commisurano in ogni caso la retribuzione degli assunti a tempo determinato al trattamento economico iniziale previsto per i dipendenti a tempo indeterminato”; che a dette conclusioni la Corte è pervenuta valorizzando i principi affermati dalla Corte di Giustizia quanto alla interpretazione della clausola 4 dell’Accordo Quadro ed evidenziando che l’obbligo posto a carico degli Stati membri di assicurare al lavoratore a tempo determinato “condizioni di impiego” che non siano meno favorevoli rispetto a quelle riservate all’assunto a tempo indeterminato “comparabile”, sussiste a prescindere dalla legittimità del termine apposto al contratto;