Source: https://www.omceomi.it/faq
Timestamp: 2020-07-11 13:11:43+00:00
Document Index: 80180522

Matched Legal Cases: ['art. 65', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 65', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 348', 'art. 348', 'art. 10', 'art. 21', 'art 31']

FAQ - Direttori Sanitari
Con quali modalità devo comunicare all’Ordine l'assunzione da parte mia della Direzione Sanitaria di una struttura medica o odontoiatrica ?
Può inviare una comunicazione, allegando copia del Suo documento di identità, anche via e-mail e precisando il luogo, l'indirizzo (c/o Studio ..... via ........... comune - provincia) e la data di inizio incarico.
Cartella PEC
FAQ - Cartella PEC
Come devo inserire nel mio profilo l’indirizzo pec per poter richiedere certificati online. E’ possibile inserire più di un indirizzo mail?
Risposta: dal Suo indirizzo PEC può inviare il messaggio alla PEC dell’Ordine segreteria@pec.omceomi.it. Il certificato di iscrizione può essere richiesto online accedendo all'area riservata del sito dell'Ordine e cliccando su 'Richiedi certificato' che trova nella sezione 'Servizi Personali': il documento verrà inviato all'indirizzo PEC comunicato.
Possono essere inseriti più indirizzi di posta elettronica.
Sto cercando offerte lavorative... potete dirmi dove posso trovare informazioni, richieste ove poter mandare il mio CV? Nella sede dell’Ordine esiste una bacheca dedicata?
Risposta: Può inviarci CV che verrà posto all’att.ne del Presidente per eventuale pubblicazione sul sito e posto in bacheca a disposizione degli iscritti. Nella parte riservata del sito dell’Ordine, alla voce ‘Cerco e offro’ può consultare le proposte di lavoro
Sono titolare di uno Studio Medico e per ora lavoro da solo: sono esente dal dover compilare il documento della valutazione dei rischi ?
Risposta: Ove il professionista svolga la propria attività da solo, questi non sarà soggetto agli adempimenti di cui al D.Lgs. 81/2008.
Si chiede un parere in merito all’interpretazione da fornire a quanto previsto dall’articolo 65, comma 3, del codice deontologico dei Vostri iscritti
Risposta: La posizione del medico/odontoiatra varia di molto se amministratore/socio di capitale o socio lavoratore in un’impresa commerciale con attività estranea alla professione sanitaria. L’art. 65 comma 3 del Codice di Deontologia Medica, infatti, non potrà mai prescindere dall’art. 1 comma 2 del medesimo Codice che recita “… Il comportamento del medico anche al di fuori dell’esercizio della professione deve essere consono al decoro e alla dignità della stessa, in armonia con i principi di solidarietà, umanità e impegno civile che la ispirano. …”. Ciò detto, se da un lato ci sentiremmo di sconsigliare la possibilità in capo all’iscritto di partecipare a qualsivoglia atto di commercio posto in essere da società di persone (e ciò per evitare il disdoro che un’eventuale decozione della stessa potrebbe arrecare alla categoria), quanto alle Società di capitali ci permettiamo di consigliare al professionista di ben valutare l’attività commerciale della stessa, senza assumere al suo interno alcuna posizione di rilievo né – ovviamente – prestare per essa alcuna attività lavorativa, chiedendo eventualmente un parere preventivo all’Ordine di appartenenza.
E’ compatibile con la nostra professione e il nostro codice comparire in un video musicale nel quale verrebbe inquadrato il mio volto associato ad una scritta con un nome, una professione e uno stipendio fittizio?
Risposta: Il Medico deve sempre rispettare quanto disposto dal 2° comma dell'art. 1 del vigente Codice di Deontologia Medica, che espressamente recita: "Il comportamento del Medico, anche al di fuori dell'esercizio della professione, deve essere consono al decoro e alla dignità della stessa". Pertanto, in linea di massima e ad un primo esame, quanto da Lei prospettato non sembra gettare alcun disdoro sulla professione medica.
Vorrei sapere se la MASSOTERAPIA e la IONOFORESI possono essere praticate senza la specifica abilitazione da un Medico non specializzato.
Risposta: Il Medico Chirurgo abilitato ed iscritto all’Albo professionale può svolgere l’attività medica in ogni sua branca (compresa, pertanto, anche l’attività fisiatrica) ad eccezione della Radiologia, della Anestesiologia e rianimazione e dell’Odontoiatria (per l’esercizio della quale è stata addirittura specificamente promulgata la L. 409/1985).
Come posso trovare un Consulente Tecnico di parte esperto in Anestesia?
Risposta: Egregio Signore, in riscontro alla Sua mail La invitiamo a contattare gli Uffici del Tribunale – Cancelleria della Volontaria Giurisdizione alla quale è assegnata la tenuta dell’Albo dei Consulenti Tecnici e dei Periti Penali http://www.tribunale.milano.it/index.phtml?Id_VMenu=351&daabstract=146
Esiste un tariffario massimo per le prestazioni mediche?
Risposta: Gentile Collega, il tariffario nazionale che stabiliva solamente le tariffe minime (non sono mai esistite tariffe massime) non esiste più in quanto abolito dalla c.d. Legge Bersani dell’8/2006
Un medico e una persona che non è medico possono fare una società (società di capitali o società di persone) o eventualmente uno studio associato per svolgere attività medica? Il medico fa le prestazioni e l’altro socio è solo socio di capitale?
Risposta: La presenza di un soggetto “non medico” esclude a priori la forma associativa, prevista quale possibili solo tra professionisti. Quanto, invece, alla costituzione di una società di capitali (non di persone perché un eventuale fallimento potrebbe portare disdoro alla categoria, rischiando il professionista “in proprio”) richiamiamo l’art. 65 del Codice di Deontologia Medica che recita “I medici sono tenuti a comunicare all'Ordine territorialmente competente ogni accordo, contratto o convenzione privata diretta allo svolgimento dell'attività professionale al fine della valutazione della conformità ai principi di decoro, dignità e indipendenza della professione. I medici che esercitano la professione in forma societaria sono tenuti a notificare all'Ordine l'atto costitutivo della società, costituita secondo la normativa vigente, l'eventuale statuto e ogni successiva variazione statutaria ed organizzativa. Il medico non deve partecipare in nessuna veste ad imprese industriali, commerciali o di altra natura che ne condizionino la dignità e l'indipendenza professionale e non deve stabilire accordi diretti o indiretti con altre professioni sanitarie che svolgano attività o effettuino iniziative di tipo industriale o commerciale inerenti l'esercizio professionale. Il medico, che opera a qualsiasi titolo nell'ambito di qualsivoglia forma societaria di esercizio della professione: - garantisce, sotto la sua responsabilità, l'esclusività dell' oggetto sociale dell' attività professionale relativamente all'albo di appartenenza; - può detenere partecipazioni societarie nel rispetto delle normative di legge; - è e resta responsabile dei propri atti e delle proprie prescrizioni; - non deve subire condizionamenti di qualsiasi natura della sua autonomia e indipendenza professionale. …”
I medici sono titolari di un diritto di rivalsa nei confronti dell'ENPAM?
Risposta: Si premette che la rivalsa previdenziale è una facoltà e non un obbligo.
Nel caso dei medici, poichè l’Enpam, a differenza di altre casse previdenziali, non prevede la contribuzione integrativa, tale diritto non sussiste (si veda l’art. 3, comma 1°, del regolamento del Fondo di previdenza Generale, ai sensi del quale l’unico versamento dovuto dai medici a favore della quota B, consiste in un contributo previdenziale soggettivo commisurato al reddito)
https://www.enpam.it/previdenza-regolamenti/regolamento-fondo-generale-2/4
Iscrizioni e Riconoscimento Titoli
FAQ - ISCRIZIONE e RICONOSCIMENTO TITOLI
Sono un medico iscritto all' ordine di altra città. Posso iscrivermi al registro di Medicina Estetica del vostro Ordine?
Risposta: si comunica che I’iscrizione ai Registri medici Istituiti presso l'Ordine di Milano è aperta. esclusivamente. ai Medici c Odontoiatri iscritti all'Ordine di Milano.
Sono una specializzanda del 4° anno di una scuola di psicoterapia riconosciuta dal MIUR. La scuola mi ha autorizzata a prendere pazienti in psicoterapia. Posso scrivere sulla parcella "seduta di psicoterapia" anche se non sono ancora specializzata?
Risposta: Per l’esercizio della Psicoterapia è indispensabile l’iscrizione nell’Elenco degli Psicoterapeuti istituito dall’art. 3 L. 56/89. Il medico o lo psicologo non iscritto che effettua sedute di psicoterapia compie il reato di esercizio abusivo della professione (art. 348 c.p.) punito con la reclusione sino a 6 mesi e con la multa da 103 a 516 euro. Solo dopo aver conseguito il diploma ed aver richiesto ed ottenuto l’iscrizione in detto elenco potrà esercitare la Psicoterapia.
L’iscrizione nei registri della medicine non convenzionali è obbligatoria? Inoltre, ho il diritto di conoscere dal Vostro Ordine eventuali carichi pendenti di un medico di cui vorrei avvalermi?
Risposta: Egregio Signore, Le comunichiamo che, ai fini dell’esercizio delle Medicine non Convenzionali, non è al momento obbligatoria l’iscrizione ai relativi Registri. In questo ambito non è corretto parlare di “specializzazione” in quanto tale termine può riferirsi esclusivamente a titoli di tipo universitario. L’iscrizione ai Registri delle Medicine non Convenzionali vuole pertanto essere un riconoscimento, da parte dell’Ordine dei Medici, del percorso formativo perseguito dal medico nella specifica disciplina. Per quanto concerne la necessità da Lei manifestata di conoscere i “carichi pendenti” di un nostro iscritto, ricordiamo che tali dati sono considerati quali sensibili e come tali tutelati dalla normativa vigente.
Come può un Medico di nazionalità straniera, trasferito da poco a Milano, esercitare la Professione Medica? Come avviene l’iscrizione all’Albo?
Risposta: Come prima cosa il Medico dovrà ottenere il riconoscimento del proprio titolo di studio dal Ministero della Salute (www.salute.gov.it > Indice A – Z > Professioni Sanitarie > Modulistica per il riconoscimento di titoli). Emesso il Decreto, dovrà allora recarsi presso l’Ordine professionale competente per provincia (per residenza, attività lavorativa prevalente o – trattandosi di prima iscrizione – domicilio) e richiedere l’iscrizione al relativo Albo. Solo dopo ottenuta l’iscrizione con dedicata delibera consiliare, il Medico potrà esercitare in Italia senza incorrere nel reato di esercizio abusivo della professione (art. 348 c.p.).
Ho effettuato richiesta di cambio di residenza presso il comune di Milano. Vorrei sapere se è necessario cambiare quanto prima Ordine iscrivendomi al vostro o se è possibile rimanere iscritti all'Ordine di provenienza fino a scadenza dell'anno corrente
Risposta: Egr. Dottore, se la Sua attività prevalente rimane nella provincia di provenienza, può scegliere di restare iscritto nell’ordine di provenienza. Se invece sia la residenza che l’attività vengono trasferite in altra provincia bisogna attivarsi per il trasferimento. Sul sito del nostro Ordine potrà trovare tutte le indicazioni e la modulistica da presentare seguendo le istruzioni: www.omceomi.it • in prima pagina cliccare alla voce Info Point • cliccare alla voce Iscrizioni/Cancellazioni • cliccare al punto n. 12 Restiamo a disposizione per eventuali chiarimenti.
Sono un medico di Milano e mi sono trasferita a lavorare in Belgio per un periodo superiore a un anno. Sono tenuta comunque al pagamento della quota di iscrizione all’Albo?
Risposta: La quota è dovuta per il solo fatto di essere iscritti all’Albo, ex art. 10 lett. c) D.P.R. 221/1950, così come il pagamento dei contributi all’Ente nazionale di previdenza e di assistenza (ENPAM – art. 21 D.Lgs.C.P.S. 233/1946).
Può un Medico esercitare una attività professionale senza la relativa specializzazione? Quali attività mediche possono essere svolte senza specializzazione? Esiste un elenco di attività praticabili con/senza specializzazione?
Risposta: Le specializzazioni che richiedono ,secondo le vigenti norme, il diploma per poter essere esercitate sono : anestesia e rianimazione, radiologia. Per quanto concerne la medicina non convenzionale non vi sono specializzazioni o norme di legge specifiche. Presso il nostro Ordine dei Medici esistono registri relativi alla medicina non convenzionale ove i medici, che esercitano tale attività possono, su loro specifica richiesta, essere registrati. Il referente presso il nostro Ordine per le medicine non convenzionale è il Dott. Tamborini che è disponibile per ogni ulteriore chiarimento.
Medicina Generale e Continuità Assistenziale
FAQ - MEDICINA GENERALE e CONTINUITA’ ASSISTENZIALE
Vorrei informazioni sull'organizzazione della guardia medica a Milano, in particolare se è accessibile al medico specializzando, come sono organizzati i turni, tipo di contratto, e se è necessario aprire una partita
Risposta: Gentile Collega, rispondendo per quanto di competenza, ulteriori informazioni potranno essere richieste al Dott. G. Bonfiglio, previo appuntamento telefonico al numero 02/86471413. Il medico specializzando puo' effettuare servizio di guardia medica. Non c’è necessità di partita iva. I turni di servizio sono di 12 ore e per un massimo di 24 ore settimanali. La invitiamo a contattare, per eventuali ulteriori informazioni sul punto il Dott. G. Campolongo, che segue questo tipo di problematiche all’interno del nostro Ordine.
Vorrei alcune informazioni sulla organizzazione del Servizio di Medicina di Base. In particolare orari di apertura, accesso e prenotazione, visite domiciliari.
Risposta: In risposta alla sua richiesta di delucidazioni sulla situazione relativa al Servizio di Medicina Generale nel suo Comun di residenza Le comunichiamo quanto segue: 1) Lo svolgimento dell’assistenza, erogata dal Medico di Medicina Generale a favore dei propri iscritti, trova la sua specifica applicazione in relazione a quanto disposto dall’ACCORDO COLLETTIVO NAZIONALE (A. C. N.) PER LA DISCIPLINA DEI RAPPORTI CON I MEDICI DI MEDICINA GENERALE, ai sensi dell’articolo 8 del D. LGS. n. 502 del 1992 e successive modificazioni; 2) L’attività medica viene prestata nello studio del medico, o a domicilio, avuto riguardo alla non trasferibilità dell’ammalato (Art. 47 c. 1); 3) Lo studio del medico di assistenza primaria è considerato presidio del Servizio Sanitario Nazionale e concorre, quale bene strumentale e professionale del medico, al perseguimento degli obiettivi di salute del servizio medesimo, nei confronti del cittadino ( Art. 36 c. 1); 4) Lo studio professionale del medico deve essere aperto, agli aventi diritto, per 5 giorni la settimana, preferibilmente dal lunedì al venerdì, con previsione di apertura per almeno due fasce pomeridiane o mattutine sulla settimana e, comunque, con apertura il lunedì, secondo un orario congruo e non inferiore a: - 5 ore settimanali fino a 500 assistiti; - 10 ore settimanali da 500 a 1000 assistiti; - 15 ore settimanali da 1000 a 1500 assistiti; L’orario di studio è definito dal medico, anche in relazione alla necessità degli assistiti iscritti nel suo elenco ed alla esigenza di assicurare una prestazione medica corretta ed efficace e, comunque, in maniera tale che sia assicurato il miglior funzionamento dell’assistenza (Art. 36 c. 5); 5) LE VISITE NELLO STUDIO MEDICO, SALVI I CASI D’URGENZA, VENGONO, DI NORMA, EROGATE ATTRAVERSO UN SISTEMA DI PRENOTAZIONE (Art. 36 c. 8); 6) L’AZIENDA SANITARIA ha il compito di verificare l’applicazione di quanto disposto dall’Art. 36 c. 5, espressamente richiamato al precedente capoverso n. 4 (Art. 36 c. 6). Dopo avere doverosamente illustrato quanto disposto dalle vigenti disposizioni normative, si ritiene che, come già richiamato al punto 6, le eventuali discrepanze, da Lei rilevate in tema di applicazione dell’ A. C. N. , con particolare riferimento agli orari di svolgimento dell’attività medica, debbano essere indirizzate all’attenzione della locale Azienda Sanitaria Locale, competente in materia.
Sono a Milano per lavoro per un periodo di 2 mesi. Cpome posso regolarmi avendo bisogno di un medico di base?
Risposta: può recarsi da un qualunque Medico di Medicina Generale convenzionato con il SSN per avere assistenza pari a quella che Lei ha presso la Sua residenza. Dovrà tuttavia corrispondere al Collega la visita occasionale ambulatoriale o domiciliare.
FAQ - MEDICI OSPEDALIERI
Sono dipendente ospedaliero, non ho la partita IVA. Qualora mi venisse fatta qualche richiesta in merito a visite extraospedaliere, è possibile rilasciare la ricevuta di prestazione occasionale anche se sono assunta presso un Ente Ospedaliero?
Risposta: Per quanto concerne le visite specialistiche extraospedaliere nel rapporto di lavoro che prevede l'intramoenia, non è possibile rilasciare ricevuta per prestazione occasionale. Nella fattispecie è possibile effettuare la prestazione previo parere favorevole della direzione dell'azienda ospedaliera.
Quali sono le vigenti normative che disciplinano la libera professione per i Medici Ospedalieri? E' lecito che un Medico convinca i pazienti, durante la visita nell’ambulatorio pubblico, a servirsi invece del proprio studio?
Risposta: La normativa sull’attività libero-professionale del personale medico risale al 1997 (D.L. 20.6.1997 n. 175 “Disposizioni urgenti in materia di attività libero-professionale della dirigenza sanitaria del Servizio Sanitario Nazionale”, convertito dalla Legge 7.8.1997 n. 272), così come al 1997 risalgono anche i Decreti Ministeriali emessi in argomento (D.M. Sanità 31.7.1997 “Linee guida dell’organizzazione dell’attività libero-professionale intramuraria della dirigenza sanitaria del Servizio Sanitario Nazionale” e D.M. Sanità 31.7.1997 “Attività libero-professionale ed incompatibilità del personale della dirigenza sanitaria del Servizio sanitario Nazionale”). L’opzione per l’attività libero-professionale intramuraria o extramuraria deve essere dal sanitario ben espressa alla Struttura Ospedaliera alle cui dipendenze si trova. Il sanitario che abbia scelto l’attività libero-professionale in extramoenia potrà, quindi, professare, oltre all’attività di dipendente ospedaliero, anche quella, per l’appunto, libero-professionale presso uno Studio privato. Il sanitario dipendente di una Struttura Pubblica è vincolato da clausole contrattuali che, ovviamente, escludono la facoltà di distrarre pazienti a favore di pari attività prestata in campo privatistico. Ove ponesse in atto tale comportamento, incorrerebbe in sanzioni disciplinari oltre che in violazioni penali (Titolo II – “Dei delitti contro la pubblica amministrazione” Capo I – “Dei delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione” Codice Penale).
E' necessario stipulare una polizza personale oltre a quella normalmente prevista dal contratto per svolgere le attività di reparto intra ospedaliere? Dove posso raccogliere informazioni a riguardo?
Risposta: L'attivita' di medico specializzando, sotto il profilo assicurativo, è normata dal decreto legislativo 368/1999 che prevede: 1-PROFILO PREVIDENZIALE per i contratti di formazione specialistica stipulati fra medici, università che erogano il trattamento economico e regioni, nel cui territorio hanno sede le ASL nelle quali si svolge la formazione dei sanitari, il rispettivo ateneo è tenuto ad effettuare il versamento dei contributi dovuti alla Gestione Separata INPS 5 ; 2-PROFILO ASSICURATIVO, l'Azienda sanitaria presso la quale il medico in formazione svolge l'attività formativa provvede, con oneri a proprio carico, alla copertura assicurativa per i rischi professionali, per la responsabilità civile contro terzi e gli infortuni connessi all'attività assistenziale svolta dal medico in formazione nelle proprie strutture, alle stesse condizioni del proprio personale previste dall'art 31 del CCNL. Ulteriori informazioni si possono reperire su un importante articolo pubblicato nel 2012 sul bollettino dell’Ordine dei Medici di Milano a cura dei Prof. Farneti e Prof. Zoja http://www.omceomi.it/Home/BollettinoNewsletter/ArchivioBollettini.aspx
FAQ - CERTIFICAZIONI
In qualità di Medico Chirurgo specialista in odontostomatologia, posso ritenermi abilitato a rilasciare Certificazione di sana e robusta costituzione per attività sportiva non agonistica , previa accurata anamnesi ed E.O. ?
Risposta: Allo stato, nulla osta a che Lei possa rilasciare, ovviamente dietro accurata raccolta anamnestica e visita, certificato di sana e robusta costituzione al paziente, che lo richiede, per la pratica di una attività sportiva non agonistica. Ove invece la richiesta – sempre nell’ambito del non agonismo - riguardasse attività parascolastiche, attività organizzate dal CONI o da società sportive affiliate alle federazioni sportive nazionali o dagli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI e che non siano considerati atleti agonisti, Giochi della gioventù nelle fasi precedenti quella nazionale la certificazione è rilasciata solo ed esclusivamente dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta (D.M. 28.2.1983 artt. 1 e 3).
FAQ - MATERNITA
Sono assunta a tempo determinato come dirigente medico specialista in radiodiagnostica presso un’A.O. pubblica. Alla settima settimana si è verificato un aborto spontaneo....
...Vorrei sapere come mi devo comportare e se il reintegro, dopo la malattia, prevede subito la ripresa all’esposizione a radiazioni ionizzanti ed a turni notturni e festivi.
Risposta: Con un’interruzione di gravidanza si perdono tutti i diritti ad essa connessi, senza alcuna eccezione, compresa la collocazione lavorativa.
Sono una specializzanda di medicina interna al 5 anno, dovrei specializzarmi entro sei mesi. Al momento sono alla 5 settimana di gravidanza ...
... e volevo avere alcune informazioni su come potermi gestire nei prossimi mesi. Non ho mai usufruito di periodi di maternità durante la specializzazione, ma so anche che l‘ENPAM fornisce una copertura.
Risposta. La specializzanda deve fare riferimento per la maternità alla GESTIONE SEPARATA INPS: ha diritto a 12 mesi di astensione nel corso dell’intera durata della Scuola di Specialità; solo dal 2014 ENPAM interviene per eventuali periodi di maternità obbligatoria oltre tale limite.
Venendo a te, nel caso tu usufruisca solo del congedo di maternità obbligatoria, dovrai interrompere la frequenza dal 2° mese prima della data presunta del parto fino al terzo mese successivo (salvo flessibilità).
Nel caso tale periodo coincida con il termine della durata del corso, dovrai fare riferimento a ENPAM per il restante periodo. La formazione specialistica sospesa dovrà obbligatoriamente essere recuperata al termine del periodo della maternità.
Lavoro presso un Ospedale Pubblico ed ho un contratto da libero professionista. Sono attualmente in gravidanza ...
... e desidererei avere delle informazioni sulle normative riguardanti il congedo di maternità per donne non dipendenti
Risposta. Il medico donna che svolge attività di libera professione medica, chirurgica o odontoiatrica, iscritta al Fondo Generale per la quota B fa riferimento all’ENPAM per ottenere l’indennità di maternità. Questa viene percepita per i due mesi antecedenti la data del parto e per i tre mesi successivi alla stessa. Per ottenerla bisogna presentare la domanda all’ENPAM a decorrere dal 6° mese di gravidanza, non oltre 180 giorni dalla data del parto. L’indennità è corrisposta indipendentemente dall’effettiva astensione dall’attività per le donne libero professioniste: esse infatti possono continuare a lavorare anche durante il periodo coperto dall’indennità di maternità senza perdere il diritto al mantenimento dell’indennità erogata dall’ENPAM
Come viene calcolata l’indennità di maternità erogata dall’ENPAM?
Risposta. L’indennità è calcolata sulla base dell’80% di cinque dodicesimi 5/12 del solo reddito libero professionale percepito e denunciato ai fini fiscali come reddito di lavoro autonomo (non vengono rilevati altri redditi) nel secondo anno precedente a quello dell’evento (denuncia dei redditi dell’anno precedente). L’indennità non può essere inferiore ad un minimale calcolato in 5 mensilità del salario minimo giornaliero stabilito per la qualifica di impiegata) e non può essere superiore a 5 volte l’importo minimo come sopra determinato
Sono una giovane collega e ho da poco saputo di essere in gravidanza. Da sei mesi ho un contratto a Partita IVA ...
... con una Casa di Riposo per effettuare turni di guardia notturna. Come mi devo comportare?
Risposta. Purtroppo se il contratto prevede solo l’effettuazione delle guardie nelle ore notturne, siamo di fronte a uno dei casi di possibile risoluzione dello stesso. La lavoratrice in stato di gravidanza infatti può essere licenziata solo in caso di giusta causa, cessazione di attività della azienda, scadenza del termine e ultimazione o venir meno delle condizioni alla base della prestazione a cui era addetta la lavoratrice
Sono un Medico di Continuità Assistenziale e non mi è chiaro a quale Ente debba rivolgermi per ottenere l’indennità di maternità. Esistono dei limiti relativi ...
... all’orario di lavoro? E’ vero che non ho diritto alla maternità facoltativa?
Il medico donna convenzionata con il SSN (assistenza primaria, continuità assistenziale, emergenza territoriale, pediatria di libera scelta) fa riferimento all’ENPAM per l’erogazione della indennità di maternità. La richiesta va effettuata dal 6° mese di gravidanza fino a 180 giorni dal parto. Viene erogato in unica soluzione e corrisponde all’80% dei 5/12 del reddito professionale da libera professione percepito nel secondo anno antecedente la data del parto.
Non esiste diritto al congedo parentale per le maternità erogate dall’ENPAM.
Ricordiamo che alla donna in gravidanza è interdetto il lavoro nelle ore notturne, fino al compimento dell’anno di età del bambino/a. E’ quindi necessario tenere conto di ciò nella organizzazione dei turni di lavoro
Sono un medico dipendente in un Ospedale Pubblico. E’ vero che ho diritto a 6 mesi di astensione obbligatoria retribuita al 100%?
Risposta. Il Medico Ospedaliero usufruisce di un periodo di astensione obbligatoria di cinque mesi (2 prima del parto e 3 dopo, ovvero uno prima e quattro dopo, usufruendo della flessibilità). Per il settore del pubblico impiego (ospedalieri) anche i primi 30 giorni della astensione facoltativa (congedo parentale) sono pagati per intero
Sono una Specialista Ambulatoriale. Quali diritti ho relativamente alla maternità?
Risposta. Nella specialistica ambulatoriale il contratto prevede che per l’assenza per gravidanza e puerperio l’Azienda corrisponda l’intero trattamento economico per un periodo massimo complessivo di quattordici settimane. Per il restante periodo ai 5 mesi previsti di astensione obbligatoria l’indennità di maternità va richiesta all’ENPAM
E per quanto riguarda la Medicina dei Servizi?
Risposta. Per le madri medico della Medicina dei servizi la convenzione prevede che in caso di gravidanza o puerperio, l'Azienda mantenga l'incarico per sei mesi continuativi e che durante la gravidanza e il puerperio l'Azienda corrisponda l'intero trattamento economico goduto in attività di servizio per un periodo massimo complessivo di quattordici settimane. Per l’ulteriore periodo ai 5 mesi previsti di astensione obbligatoria, va inoltrata domanda all’ENPAM che provvederà alla corresponsione dell’indennità di maternità come sopra previsto per il periodo non pagato dall’Azienda
Ho partorito quattro mesi fa e sto per rientrare al lavoro. Sono Medico Ospedaliero e lavoro in un ente Privato Accreditato. Vorrei sapere se è vero ...
... che posso evitare di fare le guardie notturne e fino a quando.
Risposta. E’ vietato adibire le donne al lavoro notturno (dalle 24 alle 6) dall’accertamento della gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino. D’altra parte il lavoro notturno non deve essere obbligatoriamente prestato dalla madre di un figlio di età inferiore ai 3 anni. Ovviamente andranno valutate le singole esigenze di servizio
Sono una Anestesista. Ho appena scoperto di essere in stato di gravidanza. Come mi devo comportare?
Risposta. L’esposizione a gas anestetici è considerato un fattore di rischio non compatibile con la gravidanza: è vietata l’esposizione nei blocchi operatori alle donne durante la gestazione e il puerperio/allattamento fino al 7° mese di vita del bambino. Sono invece consentite le attività ambulatoriali
Sono un Medico iscritta al II anno del Corso di Formazione in Medicina Generale ...
... ho diritto a una tutela della maternità? Sono alla settima settimana di gravidanza.
Risposta. I medici del Corso triennale in medicina generale possono assentarsi per brevi periodi per un massimo di trenta giorni. Assenze più lunghe quale quella per maternità (5 mesi di astensione obbligatoria) sono giustificate, ma comportano la sospensione temporanea della borsa; ovviamente il medico dovrà poi recuperare questi periodi con la frequenza in ospedale e ai seminari, con ripresa della corresponsione economica, col corso successivo di tirocinio pratico. Durante l’assenza dei 5 mesi di astensione obbligatoria per maternità l’indennità di maternità verrà corrisposta dall’ENPAM previa domanda nei termini dovuti