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Timestamp: 2020-04-09 22:45:55+00:00
Document Index: 161521884

Matched Legal Cases: ['art. 165', 'art. 4', 'art 165', 'sentenza ', 'art. 4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Avvocato Santi Delia, Autore presso Studio Legale Avvocato Santi Delia - Pagina 25 di 45
Avvocato Santi Delia 2 Maggio 2018 0 Commento
Avvocato Santi Delia 27 Aprile 2018 0 Commento
Trasferimenti dall’estero: il CGA respinge gli appelli dell’Avvocatura. I nostri ragazzi possono continuare a studiare a Messina.
Avvocato Santi Delia 26 Aprile 2018 0 Commento
Nonostate la Plenaria, l’Avvocatura dello Stato aveva appellato le nostre sentenze favorevoli innanzi al C.G.A.
“Il Collegio ritiene che le ragioni poste a sostegno delle doglianze dell’Amministrazione appellante non sono tali da mettere in dubbio la motivazione della decisione dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 1 del 2015 che merita, per logicità e ragionevolezza, di essere applicata anche ai fini della presente controversia. L’interpretazione delle fonti interne e dell’art. 165 del TFUE prospettate nel ricorso in appello non sono convincenti e non giustificano una disciplina degli interessi qui in esame diversa rispetto a quanto deciso in primo grado.
L’art. 4 comma 1 delle legge n. 264 del 1999 non è applicabile al caso di specie che non attiene a studenti che intendo iscriversi per la prima volta al corso di studi. Le fonti applicabili utilizzano indistintamente i termini “ammissione” e “immatricolazione” così che chi si trasferisce da un corso di studi di un ateneo al corso di studi di altro ateneo non è tenuto a sostenere le prove previste per chi si iscrive al primo anno.
Se lo studente appartiene a uno Sato membro dell’Unione europea deve essere rispettato il principio di libera circolazione e soggiorno e ciò indipendentemente da quanto previsto dall’art 165 del TFUE. L’Amministrazione universitaria appellante non era vincolata ad adottare i provvedimenti impugnati con il ricorso introduttivo. Detti provvedimenti sono pertanto illegittimi come peraltro correttamente affermato dal giudice di prime cure con la sentenza impugnata. Dalle superiori premesse emerge con sufficiente chiarezza che il provvedimento del Consiglio di corso di studi del 27 febbraio 2014 impugnato con il ricorso introduttivo è illegittimo per violazione dell’art. 4 della legge n. 264 del 1999 avendo l’Università degli Studi di Messina ritenuto la domanda dello Studente inammissibile “in assenza di superamento di esami di ammissione a numero programmato”. Conclusivamente l’appello è infondato e deve essere rigettato. Conseguentemente la sentenza impugnata merita di essere confermata”.
C.G.A., 26 aprile 2018, n. 233
Avvocato Santi Delia 23 Aprile 2018 0 Commento
Diploma magistrale: arriva il parere dell’Avvocatura di Stato, la nostra posizione.
Avvocato Santi Delia 21 Aprile 2018 0 Commento
Avvocato Santi Delia 19 Aprile 2018 0 Commento
Avvocato Santi Delia 16 Aprile 2018 0 Commento
Avvocato Santi Delia 13 Aprile 2018 0 Commento
Il Consiglio di Stato, prendendo atto della tempestività di tutte le nostre impugnazioni, ha emanato un provvedimento motivato che conferma l’iscrizione nelle graduatorie di seconda fascia di tutti i ricorrenti patrocinati dall’Avv. Michele Bonetti e dall’ Avv. Santi Delia, difensori dell’Adida.
Secondo gli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia: “la nostra battaglia sugli ITP parte da lontano e da sempre abbiamo creduto nella validità del loro titolo, considerando che non sono stati messi nelle condizioni per abilitarsi. Abbiamo agito tempestivamente impugnando il decreto ministeriale n. 374 del 2017, ed ora stiamo proseguendo con la proposizione di ricorsi al fine di far accedere i nostri ricorrenti ITP al FIT, a cui si può aderire consultando il seguente link .
Avvocato Santi Delia 12 Aprile 2018 0 Commento
Il quesito è il seguente: “Ai cittadini italiani, residenti in Italia, che abbiano compiuto i 66 anni e 7 mesi di età, privi di reddito quale prestazione previdenziale è riconosciuta? a) Pensione di vecchiaia; b) Pensione di anzianità; c) Assegno di inabilità; d) Assegno sociale.”
È notorio che l’assegno sociale, lungi dall’essere considerabile una prestazione previdenziale, è piuttosto una misura di carattere assistenziale. Dello stesso avviso la giurisprudenza della Corte Costituzionale, che con sentenza n. 400 del 29/10/1999 ha chiaramente evidenziato la natura assistenziale dell’assegno sociale: “ad impedire di estendere alla disciplina dell’assegno sociale le valutazioni della sentenza n. 88 del 1992 è – più ancora che l’attinenza delle stesse al limite di reddito cumulato – il quadro complessivo della riforma, in cui si inserisce la nuova prestazione assistenziale […]. Una riconsiderazione della complessiva disciplina dei rapporti tra misure assistenziali e prestazioni previdenziali, nella materia delle provvidenze per i soggetti sprovvisti di reddito è imposta anche dal passaggio graduale ad un sistema previdenziale di tipo contributivo”.
L’errore commesso dai compilatori o da chi ha stampato il test rende, evidentemente, illegittima la somministrazione del quesito e, per quanto qui interessa, l’esclusione di tutti i soggetti che a tale domanda NON hanno risposto esattamente e sono fuori per 0.55, o che hanno omesso la risposta e sono fuori per 0.50.
Anche nel caso in cui, oltre alla domanda di cui sopra, siano stati riscontrati errori in altre domande, scrivere per info a santi.delia@avvocatosantidelia.it