Source: https://www.exeo.it/Articoli/7924/risoluzione-controversie-appalti-pubblici.aspx
Timestamp: 2019-09-18 14:16:56+00:00
Document Index: 32640882

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 167', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 54', 'art. 23', 'art. 5', 'art. 340', 'art. 35', 'art. 4', 'art. 340', 'art.85', 'art. 20', 'art. 34', 'art. 33', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 29', 'art. 28', 'art. 29', 'art. 340', 'art. 340', 'art. 13']

Per l’espletamento della C.T.U. è stato necessario esaminare attentamente tutta la documentazione contenuta nei fascicoli di parte, senza necessità di condurre operazioni peritali in contraddittorio con i consulenti tecnici di parte.
Stante la complessità della vertenza, come consta dalla voluminosità dei fascicoli agli atti di causa, prima di fornire una accurata e dettagliata risposta allo specifico quesito postomi, ritengo utile -ai fini della ricerca di una necessaria chiarezza- esporre in poche pagine, in estrema sintesi, l’oggetto della vertenza e le considerazioni del sottoscritto.
Ciò in quanto la natura strettamente tecnica dei quesiti e la loro complessa articolazione possono portare a far perdere il filo logico per la ricostruzione complessiva dell’iter dell’appalto.
La parte attrice si è aggiudicato il contratto di appalto per lavori a misura: l’ampliamento della scuola elementare di ...
I lavori riguardavano la ristrutturazione di un fabbricato es... _OMISSIS_ ... nuovo corpo di fabbrica in perfetta aderenza ad esso.
Compito dell’Impresa era anche di predisporre il progetto esecutivo delle opere in c.a..
I lavori furono riconosciuti eseguibili dalla ditta sia in sede di formulazione dell’offerta della gara d’appalto e sia al momento della consegna; i lavori stessi sono iniziati il ……… e, secondo le prescrizioni contrattuali, dovevano concludersi il ………….
È sorta una controversia in merito alla rispondenza del progetto struttura predisposto dall’Impresa e ritenuto estremamente oneroso e non rispondente alle effettive necessità connesse alla natura del sito o a vincoli derivanti dalla norme tecniche di progettazione, dall’Amministrazione Committente, prevedendo la realizzazione dell’ampliamento in un corpo di fabbrica separato e non in aderenza a quello preesistente.
Altro punto fondamentale oggetto di vertenza è il presunto mancato rispetto delle prescrizioni di legge riguardo la condotta dei lavori e la tenuta della contabilità degli stessi, con particolare riferimento al R.D. 350/895.
In definitiva, si è addivenuti alla risoluzione unilaterale del contratto ed addebito di penale, fatti contestati dalla stazione appaltante (par... _OMISSIS_ ...ere adeguatamente indennizzata.
Nel riferire al quesito seguo lo stesso ordine tenuto dal C.T. di p.a. nelle “note critiche” alla mia C.T.U. del …………... Quando ricorra il caso faccio riferimento alle considerazioni degli altri C.T. di parti convenute. Nell’esprimermi sui rilievi mossi alla prima C.T.U., per facilitare la comprensione delle mie conclusioni, oltre a nuovi elementi, riporto le parti essenziali di quanto già espresso nella stessa C.T.U., facendo comunque rinvio ad essa solo quando l’argomento comporta una trattazione alquanto lunga, su approfondimenti tecnici, inutili da riportare quivi integralmente. Spesso il C.T. di p.a. è ripetitivo degli stessi argomenti, mi sembra però dovuto, al pari, riferire puntualmente anche su temi già trattati in precedenza.
“Se la nomina del Direttore dei lavori, da parte della Amm.ne Com.le, è stata regolarmente effettuata secondo quanto prescritto dal R.D. 25.05.1895. n. 350, richiamato in contratto per la regolamentazione del medesimo”.
Nella sostanza, non c’è contraddizione tra quanto precisato dal C.T. di p.a. ed il sottoscritto circa l’obbligo di legge di designazione del D.L., quanto meno prima dell&r... _OMISSIS_ ...i nelle more della nomina, nella C.T.U., ho considerato il fermo del cantiere fatto non imputabile all’impresa (il periodo …………- ………….). Non è d’accordo il procuratore del Comune, avv. …………….. (cfr. comparsa conclusionale pag. 4-5), il quale sostiene che la nomina dell’ing. ………………..era formalmente necessaria solo per l’espletamento della specifica pratica presso l’Ufficio del G.C. e quindi solo dal momento della presentazione del progetto “conforme” da parte dell’Impresa.
Sottolinea poi il procuratore del Comune che l’art. 17 della legge 64/74 non inibisce ai geometri la possibilità di eseguire progetti in zona sismica e che quindi la nomina di un D.L. delle opere in c.a. è stata solo dettata da una maggiore cautela voluta dal Comune.
In ogni caso, nella comparsa di costituzione e risposta ex art. 167 c.p.c. a favore del geom. ……………., l’avv. ………….. ha chiaramente sostenuto che, nella fattispecie, la direzione dei lavori e la progettazione esecutiva, esulano dalle competenze professionali del geometra.
Di fatt... _OMISSIS_ ... legge 1086/71 in materia di opere in c.a., per individuare le figure professionali abilitate a progettare e dirigere i lavori (ingegnere, architetto, geometra, perito industriale), rinviano alle competenze fissate dai rispettivi ordinamenti professionali.
Al geometra sono consentite tali attività nel caso di modeste costruzioni civili. La delimitazione dell’ambito di definizione delle “modeste costruzioni” è oggetto di copiosa interpretazione giurisprudenziale, spesso contrastante, stante la carenza nella norma di indicazione di oggettive caratteristiche delle costruzioni, sulla base delle quali pervenire ad una univoca identificazione della loro modestia. Infatti nel merito delle considerazioni di cui sopra entrano in gioco molti aspetti: tipologia della costruzione, consistenza, destinazione, caratteristiche del sito di fondazione ,...........
Nel caso in esame, pur trattandosi di una costruzione semplice (ad un piano), perché ubicata in zona sismica e per la sua destinazione d’uso pubblica e specificatamente a scuola (sicurezza e suscettività di polivalenza d’uso in caso di calamità naturali), a mio parere, non può parlarsi di modesta costruzione.
Quindi, concludo, la presenza dell’ing. ………….. non può essere considerata una libera scelta dell’Amm.ne Com.le, ma dettata dal... _OMISSIS_ ...ge (presenza di un direttore dei lavori laureato).
“Se la documentazione concernente i lavori nonché la contabilità degli stessi, tenute dalla Dirigenza, risultano conformi, per quanto riguarda completezza, sostanza e forma, alle prescrizioni di cui al R.D. 350/895:”
Di fronte al parere espresso dal sottoscritto nella C.T.U. che, in sintesi ritiene la contabilità tenuta in maniera non perfettamente formale dal D.L., ma comunque sufficiente per le finalità tecniche-amministrative che essa si prefigge, il C.T. di p.a. attrice sostiene principalmente quanto segue.
1) Liste settimanali - Il C.T. di p.a. tiene ad evidenziare che non vi è corresponsabilità dell’Impresa nella mancata compilazione delle liste settimanali.
Nella C.T.U. quando ho parlato di responsabilità, mi riferivo al comune impegno di Impresa e D.L. nel far iscrivere a questo ultimo negli atti di contabilità ogni lavoro eseguito e quindi anche le liste settimanali. In ogni caso l’omissione di una partita di lavoro o la sua iscrizione con errore materiale può essere sempre recuperata, fino al collaudo, come in effetti è avvenuto nella rideterminazione dei compensi (cfr. risposta al quesito 1.2).
2) Nuovi prezzi - Il C.T. di p.a. evidenzia che l’uti... _OMISSIS_ ...l 1° S.A.L. di nuovi prezzi, per i quali non era stato predisposto verbale di determinazione e stipulato atto di sottomissione, costituiva una contabilizzazione provvisoria da regolarizzare successivamente.
La riserva sulla mancanza di nuovi prezzi per contabilizzare i lavori già eseguiti è stata iscritta il 30.06.95. (trattasi della riserva n. 2). Di fatto però non vi è stata contestazione dei nuovi prezzi fino al n. 10, per il quale era già stato predisposto un verbale di concordamento seppure non formalizzato.
Con la stessa riserva vengono proposte dalla Impresa n. 6 nuovi prezzi (dall’ 11 al 15), fissandone l’entità e senza presentare una controfferta per i nuovi prezzi fino al n. 10. Quindi è da presumersi che l’Impresa abbia accettato tacitamente i NP fino al n. 10, almeno per quelli utilizzati in contabilità.
3) Ripresa dei lavori - Per il semplice fatto che questa sia stata sancita con ordine di servizio e non con un verbale di ripresa dei lavori, il C.T. di p.a., come indicato dall’Impresa nella riserva inserita all’atto della sottoscrizione del verbale di collaudo, ne vuole sostenere la mai avvenuta ripresa.
Quanto sopra in considerazione che l’Ordine di servizio... _OMISSIS_ ...dell’Amm.ne, mentre il verbale di ripresa dei lavori essendo redatto in contraddittorio con l’Impresa avrebbe consentito l’iscrizione di eventuali osservazioni di interesse di questa ultima. Inoltre, senza citare gli estremi della relativa documentazione, viene sostenuto che l’Impresa “ha fatto presente all’Amm.ne, in via sia breve che formale, in ultimo con la riserva apposta in occasione della emissione del certificato di collaudo”, come non ritenesse ripresi i lavori.
Al sottoscritto, salvo la riserva iscritta successivamente all’emissione del certificato di collaudo, non risultano agli atti documenti della fattispecie.
Infatti apparirebbe strano come l’Amm.ne, di fronte ad una esplicita segnalazione-richiesta della natura suddetta, non avesse provveduto “a scanso equivoci” a sanare la ripresa dei lavori con un verbale formale, o comunque a contestare quanto sostenuto.
Agli atti risultano, invece, molteplici documenti di invito all’Impresa a sbloccare il fermo del cantiere (cfr. Ordini di servizio n. 3, 4, 5,6, n. 1-ing. ………, delibera G.M. n. …………..dell’…………..).
È da chiarire preliminarmente che, contrariamente a quanto sostenuto dal C.T. di p.a., i lavori -dal momento in cui il D.L. si è espresso sul progetto esecu... _OMISSIS_ ...i.
Riprendere i lavori significa partire dalle attività preliminari strettamente connesse con questi (predisposizione del progetto come da pattuizione contrattuale cui sarebbe senzaltro seguito il deposito presso l’Ufficio del Genio Civile, a cura dell’Amm.ne). Evidentemente, per cause non prevedibili quale ad esempio un ritardo nell’approvazione del progetto da parte del G.C. , si sarebbe potuto concedere una nuova sospensione.
Al riguardo faccio osservare che, secondo quanto previsto dalla legge regionale, decorsi venti giorni dal deposito del progetto presso l’Ufficio del G.C., questo deve intendersi autorizzato qualora non formulate osservazioni contrarie.
In ogni caso, continuo a sostenere che l’avere ordinato la ripresa dei lavori con ordine di servizio e non con apposito verbale costituisce solo un’irregolarità amministrativa per il mancato rispetto della forma del documento e ciò perché il contenuto dell’ordine di servizio, come conosciuto anche dall’Impresa, rappresentava la specifica volontà dell’Amm.ne (vedi incontri tra Impresa e Amm.ne) e non del solo D.L. e perché lo stesso ordine di servizio non è mai stato contestato e tanto meno con le modalità (iscrizione di riserve nel registro di contabilità) previste dal R.D. 350/895 art. 23 (più volte invocato anche dalla ... _OMISSIS_ ... 4) Modalità di comunicazione delle decisioni dell’Amm.ne sulle riserve. Il C.T. di p.a. continua al riguardo a sostenere la necessità che le decisioni sulle contestazioni insorte fra Amm.ne e appaltatore siano oggetto di risoluzione ex art. 23 del R.D. 350/895, ivi comprese le riserve iscritte ai sensi dell’art. 54 dello stesso R.D. In definitiva, il C.T. di p.a. ritiene che le decisioni dell’Amm.ne sulle riserve dell’Impresa e le controdeduzioni del D.L. debbano essere comunicate all’Impresa affinché possano essere impugnate.
Nel caso in esame poiché al momento della iscrizione delle riserve era già in piedi il giudizio in argomento, sicuramente è da ritenere che l’Amm.ne fosse informata dei fatti.
Per lo stesso motivo non aveva pareri da notificare all’Impresa oltre gli atti di causa, attraverso ordini di servizio del D.L., influenti sui lavori stessi sia per la natura delle riserve sia perché a risoluzione del contratto intervenuta.
In merito a quanto sopra, pur prendendo atto delle nuove argomentazioni prodotte, rimango dello stesso parere espresso nella C.TU. e, a rafforzamento, preciso quanto altro segue. Il disposto dell’art. 23 del R.D. 350/895 ha un significato tecnico-logico ineccepibile nel regolare corso dell’appalto e soprattutto per quelle riserve aventi influenza e/o significativ... _OMISSIS_ ...lavori.
Tuttavia è prassi comune (consolidatasi anteriormente all’entrata in vigore della recente normativa sui LL.PP -lg. 109/94 e succ. modif.--) per la quale --quando le riserve riguardino semplici richieste di maggiori compensi su opere già realizzate- , nel corso dei lavori è sufficiente la iscrizione nel registro di contabilità delle controdeduzioni del D.L. ed il rinvio delle definitive decisioni dell’Amm.ne dopo l’esame da parte del collaudatore (cfr. ad esempio il testo “La pratica amministrativa e contabile nella condotta di opere pubbliche “ di A. Valentinetti -ediz.-giugno 85- Vannini - pag. 209-211 o il testo “L’appalto di opere pubbliche” di A. Cianflone - paragrafo 590, pag. 795-798).
“Se i pagamenti degli stati di avanzamento lavori sono stati erogati secondo quanto contrattualmente pattuito.”
Lo stato finale dei lavori, come risulta dalla risposta al quesito 1.12, dimostra che dopo il 1° stato d’avanzamento, i lavori eseguiti avevano un ammontare inferiore al minimo di € 7.500,00 previsto dal contratto. Per quanto concerne gli interessi per ritar... _OMISSIS_ ...a C.T.U., stesso punto.
Quesito 1.4 - “Se la prima progettazione delle fondazioni elaborata dall’Impresa per il nuovo corpo di fabbrica, è conforme alle indicazioni generali fornite dal progetto di massima allegato al contratto e dalla legge 64/74, nonché alle prescrizioni di cui al D.M. 24.01.86, con speciale riguardo all’art. C.4.2 di questo ultimo e degli ordini di servizio n. 3 del ……………. e n. 4 dell’………………...”
Nelle controdeduzioni (cfr. penultimo capoverso, pag. 14) il C.T. di p.a., alterando completamente il pensiero espresso dal sottoscritto, asserisce che, come fatto conclusionale, dalla C.T.U. deve desumersi che “ non poteva riconoscersi il progetto di massima allegato al contratto conforme alle normative per le zone sismiche”.
Nella C.T.U. sostengo semplicemente che il progetto presentato dalla ………… rispondeva alle norme suddette; di contro, ciò non può significare assolutamente che il progetto di massima è in contrasto con le norme stesse e quindi irrealizzabile.
Anzi in risposta al quesito 1.5 della C.T.U., pag. 13, preciso (ed ho sottolineato l’espressione) che le prescrizioni impartite dall’ing. ……………. (per il rispetto del progetto di massima)... _OMISSIS_ ...tecnica di progettazione.
Chiarisco che l’asserzione per cui il progetto prodotto dalla ..................... non rispettasse gli ordini di servizi 3 e 4 della D.L. era conseguenza del fatto che gli ordini di servizio richiedessero implicitamente -e non poteva essere altrimenti- una realizzazione aderente al progetto di massima.
Infine il riferimento all’ordine di servizio n.1 dell’ing. …………….., fatto nella C.T.U., anche se non espressamente oggetto di quesito, è stato posto per evidenziare quello che il progetto esecutivo delle opere in c.a. avrebbe dovuto prevedere per rispettare le norme tecniche ed il progetto di massima.
Ciò premesso, preme far rilevare come il C.T. di p.a. ha preliminarmente fatto riferimento alla normativa per la progettazione in zona sismica citando il comma 1 e 2 dell’art. C.4.2 del D.M. 24.01.86 .
Come già precisato nella C.T.U. in risposta al quesito 1.5, la norma suddetta prevede che nelle zone sismiche, si possano costruire edifici contigui in due condizioni:
- il comma 2, nel caso in cui i due edifici formino organismi distaccati, prevede il distacco &ldquo... _OMISSIS_ ...i di fabbrica, con la realizzazione di un giunto tecnico; il distacco è proporzionale all’altezza dell’edificio nuovo (nella fattispecie cm. 8).
Il C.T. di p.a. presuppone che il contratto prevedesse la costruzione in perfetta aderenza (caso comma 1) e si dilunga a evidenziare l’incompletezza del progetto in quanto non prevede gli interventi per realizzare la continuità statica tra i due corpi di fabbrica.
È più logico e deve pensarsi il contrario e cioè che il progetto, in quanto di massima, prevedesse la realizzazione in aderenza (fatto architettonico) rinviando al progetto esecutivo (fatto statico) realizzare l’aderenza a mezzo di giunto (di cm. 8 e non di oltre cm. 100, come proposto dalla ……).
Tanto più che in questo caso gli interventi di consolidamento della fondazione del fabbricato preesistente potevano essere liquidati a misura con l’utilizzazione dei prezzi già presenti in contratto.
In definitiva, il progetto di massima è realizzabile in conformità alle norme tecniche per le costruzioni in zona sismica, mentre quelli presentati dalla ....................., pur rispondendo a quanto previsto dalle medesime norme tecniche, peraltro adottando la stessa soluzione tecnica del citato comma 2, non rispettano il progetto di massima e quindi le condizioni contrattuali (giunt... _OMISSIS_ ...ei pochi cm. necessari per soddisfare l’obbligo di legge).
La voluta rispondenza dell’opera al progetto di massima non corrisponde ad una mera “ripicca” dell’Amm.ne ma ha riflessi sulla funzionalità della struttura scolastica (diretta comunicazione tra l’ampliamento ed i locali preesistenti), sull’estetica e sui costi di realizzazione (anche se con modeste differenze).
“Circa tale progettazione elaborata dall’Appaltatore, quando, come e da chi furono formulate osservazioni ed impartite all’Impresa direttive e se le stesse risultavano formulate : a) con piena competenza, sia professionale che formale, di chi le impartiva; b) in piena conformità alle prescrizioni: tecniche, dettate dalla legge 64/74 e del D.M. 24.01.86, con speciale riguardo all’articolo C.4.2 di questo ultimo; formali, prescritte dal R.D. 350/895, con speciale riferimento a quanto riguarda le comunicazioni alle Imprese.”
1. l’Impresa aveva presentato il primo progetto prevedendo delle fondazioni conformi al progetto di massima e che successivamente le ha modificate per rispettare quanto indicato dalla D.L., senza convinzione, in quanto la forma quadrangolare è quella più efficace (quindi anche di quella... _OMISSIS_ ...lla D.L.) per contrastare le azioni torcenti indotte dal sisma. Questo aspetto è poco rilevante in quanto il progetto esecutivo delle opere in c.a. è stato rigettato dalla D.L. non tanto per la forma delle fondazioni ma per la realizzazione dell’ampliamento in corpo staccato, fatto ben più importante. Tanto è vero che il 2^ e 3^ progetto sono stati ugualmente respinti, pur prevedendo le fondazioni della forma voluta dalla D.L..
Come disquisizione puramente tecnica, preciso che la sicurezza di una struttura (fondazione) non è conseguenza della sola forma, ma anche di altri fattori, per cui una sezione a “T” può conferire alla stessa un pari grado o anche superiore di sicurezza rispetto a quella della sezione quadrangolare, e comunque quello previsto dalle norme tecniche.
Infine, in rapporto alle condizioni di contratto (prezzo art. 5 per il cls in fondazione) la forma a “T” sarebbe risultata meno costosa di quella quadrangolare, anche considerata la maggior armatura che la prima avrebbe richiesto rispetto alla seconda.
2. la realizzazione dell’ampliamento in aderenza al fabbricato preesistente, come sostenuta dal D.L. e come avallata da me C.T.U. è una “interpretazione” della norma, mentre la soluzione prospettata dalla ..................... è “applicazione” della norma. Il C.T. di ... _OMISSIS_ ...on può portare alcun argomento a giustificazione.
Nel richiamare le motivazioni da me riportate nella prima C.T.U., aggiungo di non capire la critica visto che anche il progettista designato dalla ………………. ha proposto la stessa soluzione tecnica -a mezzo di realizzazione di giunto tecnico- salvo la più volte accennata differenza sulle dimensioni;
l’Impresa segnalò la necessità di eseguire qualche opera di salvaguardia, viste le condizioni di fatto, lo stato dei luoghi.......;
l’Amm.ne non voleva recepire tali argomentazioni e non intendeva eseguire alcunchè a tal proposito;
comunque qualsiasi intervento di tale genere sarebbe stato certamente più costoso rispetto alla proposta presentata dall’Impresa.
Mentre -come già precisato nella C.T.U.- nel corso dei lavori potevano rientrare modesti interventi di consolidamento della fondazione del fabbrica... _OMISSIS_ ...n economia o a misura, con prezzi (e, in mancanza di computo metrico di dettaglio, forse anche come quantità) previsti dal C.S.A. quali: demolizioni, scavi, getti di cls.......
Circa l’entità dei lavori proposti dall’Impresa mi sono espresso al precedente paragrafo di risposta al quesito 2.3.
Erano questi i lavori rifiutati dall’Amm.ne e non certo quelli modesti sopracitati e che comunque, in caso di non riconoscimento, potevano formare oggetto di riserva di maggiori compensi.
In merito all’ultimo punto suddetto, senza documentare con conteggi, il C.T.U. asserisce che tutti gli interventi di consolidamento al vecchio fabbricato per costruire in aderenza sarebbero stati più costosi rispetto alla soluzione proposta dalla …………… di costruire l ‘ampliamento a distanza di circa un metro.
Ciò è senza altro vero se si fa riferimento all’intervento indicato dalla ..................... (palificazione, costruzione del muro, ......) assolutamente non vero se si considera la soluzione proposta da me e, prima, dall’ing. ......................
Ma anche se -cosa però difficilmente possibile- con questa ultima ipotesi di lavori si fossero avuti maggiori oneri, questi avrebbero fatto carico all’Amm.ne e non certo all’appaltatore.
Infine, in merito... _OMISSIS_ ...p.a. nel penultimo capoverso, preciso che il Comune non ha inoltrato il primo progetto redatto dalla ..................... all’Ufficio del Genio Civile non perché lo riteneva non correttamente approntato, ma perché non era rispondente al progetto di massima.
Non c’è da dimostrare, perché più volte esplicitamente anche da me affermato, che il progetto redatto dalla ..................... è in armonia con la normativa tecnica.
“Se la tipologia di fondazioni con travi a sezione di T rovescia e l’inglobamento dei pilastri nelle murature perimetrali esterne, come imposto dalla Dirigenza, poteva ritenersi soluzione migliorativa, dal punta di vista statico, e più economica, rispetto alla soluzione, con travi di fondazione e pilastri a sezione quadrangolari, progettata inizialmente dalla ......................”
Con queste contro deduzioni, il C.T. di p.a. -senza rilevare preliminarmente che non è questo l’oggetto principale della vertenza (tanto che i progetti successivi al primo predisposti dalla ..................... recepivano queste imposizioni e ciò nonostante la vertenza è proseguita)- vuole sottolineare quello che in sostanza ho già riconosciuto nella C.T.U. e cioè che la soluzione progettuale proposta dalla ............... _OMISSIS_ ...e; razionale sotto il profilo statico e di semplicità realizzativa.
Il C.T. di p.a. aggiunge però che la stessa soluzione progettuale era la più economica per l’Amm.ne.
Con l’approssimazione che l’accertamento richiede, condivido altresì la stima di un maggior onere di circa il 5% (percentuale perciò notevolmente modesta ed assorbibile dalla alea di indeterminazione tra valutazione preventiva e a consuntivo) tra la realizzazione dell... _OMISSIS_ ...soluzione presentata dalla ..................... rispetto a quella sostenuta dal D.L.
Benchè contestato dal C.T. di p.a. continuo a sostenere, in linea generale, che è compito del progettista di sottoporre al committente tutte le soluzioni tecniche possibili (e quindi in armonia con la normativa) per la realizzazione dell’opera e che in definitiva resta a questo ultimo la scelta definitiva.
Quali siano state allora le ragioni che hanno guidato la scelta dell’Impresa ? Sembra la tutela da responsabilità penali del progettista e del costruttore (secondo il C.T. di p.a.) ovvero la salvaguardia dell’Impresa da rischi e quindi oneri connessi all’esecuzione degli scavi sotto le preesistenti vecchie murature del fabbricato da ampliare che sarebbero restati a carico dell’Impresa, considerandoli oneri generali connessi alle opere appaltate (cfr. comparsa conclusionale di p.a., pag. 44).
Ne l’una, ne l’altra, per i motivi am... _OMISSIS_ ... sufficienti a giustificare l’inosservanza delle disposizioni impartite dal D.L.
“Le ragioni che hanno determinato il prolungato fermo del cantiere.”
2. Dall’…………..(ripresa dei lavori) al …………… (data di comunicazione all’impresa della nomina a D.L. dell’ing. .....................).
Fermo cantiere da imputare all’Amm.ne Com.le . Nulla ha da obiettare la parte attrice. Il procuratore del comune (cfr. comparsa conclusionale per il Comune, pag. 8) invece sostiene che il fermo è da imputare all’Impresa in quanto non aveva provveduto a presentare “un progetto esecutivo rispondente alle esigenze architettoniche”. Prosegue: trattandosi solo di una non rispondenza architettonica, la competenza professionale per il rigetto del progetto poteva perciò essere assunta dal geom. ......................
Invero per... _OMISSIS_ ...to del progetto architettonico è imputato a fatti specificatamente tecnici inerenti la progettazione strutturale in zona sismica e pertanto fuori delle conoscenze e competenze professionali del geometra. In ogni caso la presenza di un tecnico laureato da indicare all’Ufficio del Genio Civile come direttore dei lavori era stata riconosciuta anche dal Comune (cfr. stessa comparsa conclusionale, pag. 5, “La nomina dell’ing. ............................. si rendeva formalmente necessaria.......”).
Quindi la nomina di questo professionista doveva essere effettuata, quanto meno, dal momento di deposito del primo progetto esecutivo delle opere in c.a. Già in quel momento questo professionista avrebbe dovuto rilasciare il proprio parere (sulla veridicità o meno per l’aspetto tecnico-strutturale di quanto asserito dall’Impresa) e far provvedere o meno all’inoltro del progetto all’Ufficio del G.C. , incombenza a carico dell’Amm.ne Com.le.
Non appare altresì sostenibile l’altra tesi di parte convenuta secondo la quale, precedentemente alla nomina, l’ing. ..................... abbia operato come consulente esterno dell’Amm.ne perché anche tale incarico si sarebbe dovuto notificare all’Impresa, così come le sue indicazioni tecniche, sarebbero dovuti risultare da elaborati debitamente sottoscritti.
_OMISSIS_ ...azione della nomina di consulente esterno, giustamente -per i motivi contro dedotti dal C.T. di p.a.- l’Impresa non ha preso in considerazione le soluzioni tecniche proposte dal geom. ....................., perché, se proprie, provenienti da tecnico incompetente e se avanzate dall’ing. ..................... (peraltro, come detto, senza elaborati tecnici sottoscritti) come introdotte da terzo estraneo all’appalto. Per questi motivi confermo, in detto periodo, il fermo cantiere per causa imputabile al Comune.
3. Dal …………. al ……………, per assenza di comunicazioni in merito da parte del D.L. ing. ....................., a fronte di una progettazione depositata sin dal ………….., il fermo cantiere è ancora da imputare all’Amm.ne Com.le.
4. Dal …………… all’………………….. (data di risoluzione unilaterale del contratto da parte del comune), il fermo cantiere è da imputare all’Impresa, perché non ha depositato un progetto esecutivo adeguato alla formale richiesta del D.L..
Nulla ha da obiettare il procuratore del comune. La ..................... inv... _OMISSIS_ ... della decisione dell’Amm.ne Com.le e quindi il fermo non era ad essa imputabile. Inoltre chiede che questo intervallo sia articolato in due sotto intervalli dal …………. al ………… (periodo concesso per la redazione del progetto e quindi non imputabile all’Impresa) e dal ………… al ……… (periodo in cui l’Impresa restò in attesa della decisione dell’Amm.ne sul terzo progetto).
Questi due fermi di cantiere dovrebbero essere imputati all’Amm.ne.
La richiesta non è condivisibile perché per il primo sotto-intervallo non fu concessa sospensione dei lavori e, per il secondo, il progetto presentato dalla ..................... era palesamente non conforme a quanto richiesto, tanto che fu comunque ritenuto inaccettabile. Ne tantomeno la ..................... successivamente al ……… ha presentato ulteriori progetti, tanto da far ritenere che, se l’Amm.ne si fosse pronunciata tempestivamente, l’Impresa avrebbe potuto ridurre i tempi producendo, appunto, un nuovo progetto.
In ogni caso, come ipotesi principale, su tutti gli intervalli di cui alle lettere suddette ed in particolari b),c) e d), la ..................... sostiene che i tempi di fermo non abbiano comunque influenza ai fini della penale perché i lavori erano da riten... _OMISSIS_ ... formalmente ripresi.
“Da chi e con quale scopo sia stato redatto il progetto fatto pervenire dalla Dirigenza all’Impresa con nota n. ………… del …………. e se questo costituisce aggravante per l’interferenza nella progettazione delle opere posta in atto da parte della Dirigenza.”
Il C.T.di p.a. tiene ad evidenziare nuovamente come l’invio di questo progetto debba considerarsi un’ingerenza del committente nell’attività di progettazione a carico dell’Appaltatore.
Ritengo invece che l’azione della Dirigenza possa essere considerata più spirito di collaborazione.
Collaborazione, in questa fase, respinta dall’Impresa mentre più volte dalla stessa Impresa viene invocata una scarsa cooperazione del committente per portare a compimento l’opera (cfr., ad es., comparsa conclusionale della p.a., pag. 51).
Invece la circostanza da cui ha origine questo quesito, torna utile per dimostrare che al ………….. l’ing. ....................., formalmente non aveva alcun incarico (nean... _OMISSIS_ ...tanto che questo progetto non reca la sua firma (nel caso, come sembra, sia stato da egli stesso redatto) ovvero è accompagnato da una relazione che esprima il suo parere favorevole.
“Se la ....................., con l’avvenuto deposito delle più volte ripetute progettazioni esecutive, aveva assolto agli obblighi contrattuali per poter procedere all’esecuzione dei lavori.”
Nella prima C.T.U. ho evidenziato che l’Impresa con la presentazione delle tre progettazioni esecutive non aveva assolti gli obblighi contrattuali perché le stesse non rispettavano il progetto architettonico.
Il C.T. di p.a. continua a rivangare tutte le motivazioni già oggetto di risposte a specifici quesiti, quali: la responsabilità dell’Impresa, l’ingerenza dell’Amm.ne, l’irrealizzabilità del progetto di massima, la maggiore economicità della soluzione proposta dalla ......................
“L’applicabilità dell’art. 340 della legge 29.03.1865, n. 2248, all. F, in occasione della decisione della Am... _OMISSIS_ ...ontratto.”
Di fronte alla mia affermazione contenuta nella C.T.U. con la quale riconoscevo e confermo tuttora l’applicabilità della suddetta disposizione di legge al contratto in esame, il C.T. p.a. formula 6 osservazioni.
Al n. 1 evidenzia che le disposizioni impartite dal geom. ..................... erano portate da persona professionalmente incompetente, anche se sostenute dall’ing. ...................... Infatti l’ing. ..................... fino al …………., per quanto constava alla ..................... ed agli atti, non era né consulente esterno dell’Amm.ne, né D.L. delle opere in c.a.. Concordo con quanto asserito ed infatti di questa circostanza ne ho già ben tenuto conto quando nella C.T.U. ho affermato che la nomina a D.L. dell’ing. ..................... è stata intempestiva e perciò ho imputato il fermo del cantiere dall’……………..al ……………… a colpa dell’Amm.ne.
Di fatto, nella C.T.U. la inadempienza dell’Impresa l’ho principalmente collegata al mancato rispetto dell’O. di S. n. 1 del …………… dell’ing. ....................., data alla quale questi rivestiva la qualifica di D.L. del c.a.
Al n. 2 sostiene che l’Impresa non... _OMISSIS_ ...ha inoppugnabilmente dimostrato che le sue scelte progettuali erano le migliori possibili e che comunque queste sono state modificate, a malincuore secondo le istruzioni imposte, ma fin dove la propria responsabilità lo consentiva.
In sostanza ritiene ancora il progetto di massima e le istruzioni impartite dall’ing. ..................... irrealizzabili.
Al n. 3 sostiene che non vi è stata contravvenzione alle norme contrattuali. Tale asserzione è infondata in relazione a quanto appena espresso all’osservazione di cui al punto 1 suddetto (non adempimento dell’O.di S. n. 1 dell’ing. ..................... con il quale si dispone il rispetto del progetto di massima e quindi delle condizioni contrattuali).
Al n. 4 evidenzia come l’Impresa abbia sempre manifestato la volontà di riprendere i lavori.
È vero, ma non dimostrato dai fatti, forse perché intendeva eseguirli a proprio gradimento -senza giustificato motivo- in contrasto con il progetto di massima e le istruzioni impartite dall’ing. ......................
Al n. 5 il C.T. di p.a. indica altre strade che l’Amm.ne avrebbe potuto seguire per la definizione della contestazione.
- L’invio del progetto esecutivo predisposto dalla ................ _OMISSIS_ ... G.C., ma per quale motivo? Ottenere il benestare su un progetto non rispondente alle norme contrattuali!
Definire la transazione avviata. Ma come sarebbe stato possibile vista la lontananza tra la posizione di partenza assunta dalla ..................... (richiesta di €. 70.000,00) e quanto ad esempio da me valutato in risposta al quesito 1.12 (circa € 20.000 ivi compreso il danno all’Impresa per fermo cantiere e da mediare con le giuste aspettative di rimborso di danno all’Amm.ne per il ritardo nei lavori per il periodo imputabile a mancanze dell’Impresa)?
Al n. 6, il C.T. di p.a., limitandosi a citare solo una frase riportata nella C.T.U., distorce il mio pensiero dicendo che ho accertato la legittimità della richiesta dell’Impresa per l’ingiusta risoluzione del contratto.
Invero, come si evince leggendo l’intera risposta al quesito, si capisce chiaramente che si trattava di una ipotesi preliminare a sostegno delle considerazioni a seguire, nel caso fosse accertato -da chi di competenza- la legittimità della richiesta di danni all’immagine avanzata dall’Impresa.
Quesito 1.12
“L’ammontare dei crediti maturati dalla ..................... per: lavori eseguiti; revisione prezzi; parcelle erogate o da erogarsi ai professionisti, per la ripetuta progettazione dell... _OMISSIS_ ...ione di due progetti fattili pervenire dalla Direzione dei Lavori relativamente alle medesime opere, per consulenze tecniche e legali, connesse allo sviluppo della vertenza; interessi e more per ritardati pagamenti ex art. 35 del D.P.R. 16.07.1962, n. 1063 e art. 4 della legge 10.12.1981, n. 741; danni connessi al prolungato fermo del cantiere, ivi compresi quelli subiti da macchinari ed attrezzature lasciati a disposizione per la pronta ripresa dei lavori; danni all’immagine, ricevuti in relazione alla deliberazione di rescissione del contratto in base all’art. 340 della legge 28.03.1865, n. 2248, all. F e relativa notifica al M.LL.PP.”
Determinazione dei crediti dell’Impresa per lavori
In via principale il C.T. di p.a. chiede che le riserve iscritte in contabilità per € 10.256,00 quale credito per lavori eseguiti, siano totalmente accolte a favore dell’Impresa per la mancata decisione dell’Amm.ne sulle riserve.
Per i motivi già esposti quando ha contro dedotto alle risposte al quesito 1.2, per quelli già addotti nella prima C.T.U. ritengo non accettabile questa domanda.
La mancata decisione dell’Amm.ne sulle riserve costituisce motivo per la messa in mora dell’Amm.ne stessa e rendere procedibile la lite (cfr. lodo arbitrale Roma 19 aprile 1966, n. 18 in “Schede giur.”1969... _OMISSIS_ ...o;Appalto nei Comuni” di A.M. Franceschini, pag. 320).
In via subordinata, il C.T. di p.a. determina il credito dell’Impresa in € 9.100,00, attenendosi ai conteggi eseguiti da me C.T.U., salvo le seguenti differenze:
Per la demolizione del marciapiede il C.T. di p.a. valuta il maggior compenso in € 825,00. Dalla C.T.U. risulta invece un maggior compenso di € 38,00. Infatti il C.T. di p.a. comprende nella valutazione una quantità di lavoro eseguito nel primo stato d’avanzamento (mc. 68 dei complessivi mc. 72 circa).
A prescindere che la contabilità di tale quantità di lavoro, realizzata nel 1^ S.A.L., è stata sottoscritta senza riserve dall’Impresa (quindi deliberatamente accettata per la quantità e per il prezzo applicato, presente nel C.S.A.-art.85, anche se lo stesso capitolato prevedeva un articolo specifico per le demolizioni), appare giusta la liquidazione effettuata dal D. L. al prezzo di uno scavo in quanto si trattava molto probabilmente di marciapiede semi-diruto, inconsistente, rimosso con l’escavatore come se fosse stato del terreno; inoltre l’altezza dello stesso sottofondo -viste le caratteristiche generali dell’edificio preesistente (costruzione modesta)- appare esagerata in cm. 50 , ma , a stima, ritengo che, di tale altezza complessiva, la metà potesse essere stata occupata da massicciat... _OMISSIS_ ...aturale (come riconosciuto anche dai C.T. di parte -vedi verbale di riunione del …………..-).
Nella determinazione della quantità di demolizione afferente allo stato di consistenza finale, per la quale era pienamente valida la riserva dell’Impresa, ho ritenuto di accogliere la riserva (in effetti questo tratto di marciapiede poteva essere più solido), comunque applicando una doppia tariffa perché la demolizione deve limitarsi allo spessore della massicciata (metà altezza dello scavo, cm. 25).
Per la sistemazione del giardino, opera irrisoria costituita dal livellamento di circa mq. 100 di terreno come descritta nella C.T.U. (e non con riporto di altro terreno, come riscontrabile sopralluogo), il C.T. di p.a. ritiene equa la corresponsione di € 500,00, calcolato sulla base di un nuovo prezzo unitario, anche esso al pari degli altri nuovi prezzi mai pattuito.
La richiesta non può essere accolta in quanto il lavoro è liquidabile in economia con i prezzi previsti dal C.S.A. e complessivamente € 153,00 (tre ore di escavatore e operaio al piede per rifinire), più che sufficienti in rapporto alla sua entità.
Infine il C.T.di p.a. chiede il reintegro di € 900,00, della maggiore somma di riduzioni apportate dal D.L. per imperfetta esecuzione dei lavori.
Di tale somma, nella C.T.... _OMISSIS_ ...,00, per l’incompleta realizzazione della rampa di accesso per portatori di handicap (manca non solo il cordonato ma anche il pavimento).
Pertanto confermo il credito netto dell’Impresa per lavori in €. 6.500,00 .
È da precisare, contrariamente a quanto affermato dal C.T. di p.a. come - a norma dell’art. 20 del Capit. gen. di appalto delle OO.PP: approvato con D.P.R. 1063/62-, il D.L. può apportare decurtazioni per non completa o idonea realizzazione delle opere, all’atto sia della iscrizione in contabilità sia in ogni momento (cfr. art. 34 ultimo capoverso stesso Capitolato Generale).
Nella fattispecie, la principale decurtazione, si riferisce alla rampa opera incompiuta che non doveva perciò essere registrata al 1^ S.A.L. (ovvero, lo si sarebbe potuto fare in forma percentuale); probabilmente la contabilizzazione è avvenuta bonariamente, per non danneggiare la ditta, essendo il D.L. certo che presto sarebbe stata completata.
Più correttamente il D.L. avrebbe dovuto registrare in partita provvisoria le opere incomplete o carenti e successivamente, al completamento o adeguamento, confermare o modificare la liquidazione già operata. In ogni caso sarebbe stata facoltà e dovere del collaudatore imporre il completamento o adeguamento delle categorie di lavoro o in caso di inadempienza operare le decurt... _OMISSIS_ ...nzia.
Non risultano dovuti compensi della fattispecie alla Impresa in forza delle disposizioni di cui alla legge 41/86, art. 33, comma 2, come modificato dall’art. 3 del D.L. 333/92, convertito nella lg. 359/92.
Nella C.T.U., dovendo rispondere ad un quesito improprio per le competenze professionali dell’ingegnere (valutazione spese legali) ho indicato in via del tutto approssimativa il compenso per spese legali e notule professionali a carico della ..................... in € 4.000,00.
Per quanto concerne le prestazioni tecniche, stante il nuovo lavoro prodotto dal C.T. di p.a., appare equo rivalutare il compenso alla nuova misura di € 2.500,00.
Per quanto riguarda il compenso al professionista per la redazione del progetto esecutivo del c.a., il C.T. di p.a. continua ad indicarlo in € 12.400,00 somma che ritengo non vada riconosciuta perché il progetto stesso non è utilizzabile per le finalità dell’Amm.ne (costruzione in aderenza).
In ogni caso, la determinazione del compenso è sproposita... _OMISSIS_ ...il C.S.A. la struttura sarebbe costata (cfr. art. 2 somma voci 3, 5, 6, 7, 8, 9) € 24.300,00, quindi il compenso per il progetto pari al 50% circa del costo dell’opera. Aliquota assurda.
Per ogni finalità, preciso che un equo compenso, comprensivo di onorario e spese, può assumersi, con l’applicazione delle tariffe professionali, in € 2.250,00 circa.
Nell’esaminare i conteggi esposti nella C.T.U. per il danno riconosciuto all’Impresa, per fermo cantiere, il C.T. di p.a. chiede:
1. Considerare il danno per il fermo di gg. 367 e precisamente dal …………… (data di attrezzaggio definitivo del cantiere) al ………….. (data di rimozione delle attrezzature). Nella C.T.U., ho considerato gg. 292 di fermo ipotizzando il cantiere già attrezzato all’……………. (data di ripresa dei lavori) e valutato il tempo fino alla data del ………… (O.di S. n. 1 dell’ing. ..................... con il quale l’Impresa formalmente veniva messa in mora per l’inaccettabilità del progetto esecutivo presentato). Pertanto, alla luce di detta precisazione fornita dalla p.a., debbo ridurre il fermo del cantiere al periodo ………….. al …&... _OMISSIS_ ...di a gg. 267.
2. Nel confermare il valore delle attrezzature in € 98.000,00, il C.T. di p.a., riferendosi a tabelle per la revisione dei prezzi (forse per le analisi dei prezzi) chiede di assumere nel 20% la percentuale di ammortamento delle attrezzature, da me stimata nel 16,6%. Ritengo che la richiesta possa essere accolta e pertanto rivaluto il danno per fermo macchine, già stimato in € 13.000,00 a € 14,337,53 (€ 98.000,00x0,20x267/365).
Non può essere in aggiunta riconosciuta la somma pagata per leasing; l’indennizzo sopra determinato o il maggiore onere, documentato, per leasing (rapportato a gg. 267/365) possono essere, semmai, alternativi.
3. Il C.T. di p.a. chiede il riconoscimento di € 1.000,00. per il trasporto in officina di macchinari danneggiati e € 2.250,00 per riparazioni ai macchinari stessi.
Di fronte a costi non documentati, confermo la somma ridotta di € 3.000,00, già accertata con la C.T.U. (Somma ottenuta riducendo le spese per il trasporto da € 1.000,00 a € 750,00, valutando un semplice trasporto dalla sede in Roma dell’Impresa ad una officina nella stessa città e non presumibilmente come richiede la ditta da ……………… all’officina e ritorno, non essendo stato l’escavatore riportato a …………).
... _OMISSIS_ ...osce congruo il compenso per maggiori spese generali nello stesso periodo per € 3.000,00.
Complessivamente, per effetto della rivalutazione di cui alla lettera b) suddetta, rettifico il compenso per fermo cantiere in € 20.325,00
Compensi per danni all’immagine
Con la prima C.T.U. ho precisato (cfr. pag. 30-32) che i danni della tipologia in argomento possono ricondursi a due distinte nature: danno monetario e danno morale, entrambe da correlarsi al riconoscimento in sede di giudizio dell’illeggittimità del ricorso da parte del Comune alla risoluzione del contratto.
Inoltre il danno monetario può sussistere solo nel caso che effettivamente la ditta venisse sospesa dall’Albo Nazionale dei Costruttori.
Cioè determinare il danno per una eventuale ingiusta esclusione da possibili gare di appalto per effetto di una sospensione dall’Albo nazionale dei costruttori, da me calcolato per un periodo di sospensione di mesi 4,5 (tempo medio ipotetico di possibile comminazione di sospensione, adottato sulla base di informazioni assunte presso l’ANCE di Roma) e sulla base del volume d’affari annuo medio dei lavori svolti dall’Impresa negli ultimi nove anni.... _OMISSIS_ ...rere andrebbe considerata anche la potenzialità operativa dell’Impresa stessa come risulta dall’iscrizione al suddetto Albo, perché in qualsiasi momento l’Impresa potrebbe aggiudicarsi uno o più appalti ciascuno del valore prossimo a quello massimo per la quale può competere.
Deve darsi atto, però, anche della possibile sopravvenienza dell’ipotesi limite contraria e cioè che l’Impresa, nel prossimo futuro, possa risultare non aggiudicataria di alcuna gara (ipotesi non disconoscibile visto l’attuale rallentamento dei LL.PP). Stante la lunghezza del periodo di osservazione (nove anni, massimo possibile in relazione alla data di costituzione dell’Impresa), ritengo che l’arco temporale assunto a riferimento sia sufficientemente significativo per rappresentare il volume d’affare medio dell’Impresa.
In relazione a quanto sopra confermo l’importo di € 8.000,00 Albo Nazionale dei Costruttori (e non in ogni caso come sostiene il C.T. di p.a.) per un periodo di mesi 4,5, ovvero da rapportare all’effettivo periodo di sospensione.
Il C.T. di p.a. continua a sostenere che i lavori non sono mai stati ripresi: per la pendenza del giudizio in corso, per la mancanza del prescritto verbale di ripresa, per l’illeggittimità della riso... _OMISSIS_ ... sospesi.
Diretta conseguenza è che non può parlarsi di decorso del termine ultimo per il completamento dei lavori e quindi dell’applicazione di penali per la ritardata esecuzione dell’opera.
Secondo importanti testi guida per la gestione di contratti di appalto per la esecuzione di opere pubbliche (Confr. il testo “La pratica amministrativa e contabile nella condotta di opere pubbliche “ di A. Valentinetti -ediz.- Vannini giugno 85 - pag. 257-259 dove è indicato “Nella ipotesi di rescissione del contratto inadempiuto, disposta dopo l’infruttuosa scadenza del termine di ultimazione, tra i danni dei quali è passibile l’appaltatore inadempiente sono da comprendere quelli dovuti al ritardo, che dovrebbero stabilirsi non già mediante la clausola penale (la cui applicazione, risalendo ad una norma contrattuale, non si concilia con lo scioglimento del contratto) ma attraverso una valutazione estimativa. Per avere un riferimento alla durata del ritardo, è da tenere presente l’art. 29, ultimo comma del vigente capitolato generale, con il quale si è ritenuto che essa vada computata, non solo nel caso di esecuzione d’ufficio ma anche nella rescissione in danno, fino alla scadenza del termine fissato all’appaltatore a norma dell’art. 28 del regolamento (rilevando peraltro che tale artic... _OMISSIS_ ... procedura finalizzata alla esecuzione d’ufficio)”. e il testo “Appalti dei Comuni” di Aldo Maria Franceschini - ediz. - Sole 24 ore Laserdata s.p.a. -gennaio 97, pag. 275 dove è testualmente riportato “Anche la risoluzione del contratto esclude la possibilità di applicazione della penale.”.
In effetti la penale inserita nel contratto o nel capitolato va considerata una sanzione economica rivolta al rafforzamento del vincolo contrattuale e non come un’anticipata liquidazione del danno e trova la sua piena valenza nel caso di una gestione ordinaria dell’appalto che porti l’opera fino al completamento.
Questa clausola contrattuale ha l’effetto di limitare il risarcimento, per inadempimento o ritardata ultimazione dei lavori, alla prestazione promessa, se non è stata convenuta la risarcibilità del danno ulteriore.
Pertanto, alla luce delle considerazioni sopraesposte e a rettifica di quanto espresso con la C.T.U., allo stato, ritengo tecnicamente più appropriato il suddetto criterio (sviluppato, ad es., dai due autori sopracitati) di determinazione del danno per il ritardo, indipendentemente dall’importo della penale prevista dal contratto e contestualmente a tutte le altre forme di danno subite dalla stazione appaltante.
Tuttavia in risposta al quesito, ove il sig. Giudice ritenesse in... _OMISSIS_ ...nalità per ritardo stabilita secondo le norme contrattuali, provvedo comunque al relativo calcolo.
Riguardo all’argomento il procuratore del comune di ....................., così come il collaudatore, fanno coincidere il momento della risoluzione del contratto con l’ipotetico termine di fine lavori e rapportano ad esso i giorni di ritardo cui applicare la penale giornaliera.
Per una più corretta applicazione della disposizione di capitolato generale (appr. con D.P.R. 1063/62 art. 29, salvo l’incongruenza rilevata dall’autore sopracitato -Valentinetti-) il termine di raffronto per il calcolo del periodo di ritardo è da considerarsi quello della scadenza imposta all’Appaltatore per provvedere alla contestata inadempienza. Nel caso in esame la diffida all’Appaltatore è avvenuta con delibera n. ………….. dell’……………..notificata (presumo il …………..) ed essendo il termine prefissato di gg. 15, la scadenza per ottemperare ad esso era fissata al …………. Pertanto avuto considerazione che i lavori dovevano concludersi il …………… e della concessione di n. 76 gg. di sospensione, i gg di ritardo ammontano a 129 ed essendo la penale giornaliera di € 100,00, quella complessiva ammonta a € 12.900,00.
_OMISSIS_ ...ta precisazione circa la decorrenza del termine di partenza, per la commisurazione del ritardo, è ininfluente visto che ritengo potersi concordare con il procuratore dell’Amm.ne Com.le- (cfr. comparsa conclusionale pag. 12) per l’applicazione della penale per ritardata esecuzione dei lavori nella misura ridotta di € 6.900,00, limitata al 10% dell’importo contrattuale.
“All’esito degli accertamenti di cui sopra, il C.T.U. indichi le eventuali poste attive o passive per l’Impresa attrice.”
Riporto di seguito l’elencazione delle poste attive e passive in raffronto tra quelle da me determinate e quelle richieste dal C.T. di p.a. (a destra, in corsivo)
Per acco... _OMISSIS_ ... - 14.357,50 - 14.357,50
Ammontare della penale 7.188,41 0,00
Da quanto sopra si evince che, anche al lordo delle ritenute di garanzia, non era maturato l’importo di € 7.500,00 previsto dal contratto per liquidare uno stato di avanzamento lavori.
All’esito favorevole del collaudo (nel caso in esame, con la definizione della vertenza) devono inoltre, ovviamente, essere restituite alla ditta le ritenute di garanzia operate dal Comune.
Altre poste positive per l’Impresa, a seconda della valutazione del sig. Giudice, possono essere, oltre la disapplicazione della penale, le seguenti (avuto riferimento... _OMISSIS_ ...ella presente C.T.U.):
In caso di esito favorevole della vertenza in favore del Comune di ..................... deve essere riconosciuto allo stesso il risarcimento del danno previsto dall’art. 340 del R.D. 350/895, avuto riguardo (come esposto al precedente paragrafo relativo alla trattazione della penale) alla applicazione o meno della penale per ritardo.
“Quali errori professionali siano eventualmente ravvisabili nell’opera del progettista e del direttore dei lavori e quale l’eventuale nesso causale con i danni lamentati dall’attrice.”
Il C.T. di p.a., si sofferma dapprima a discriminare sull’ingerenza dell’ing. ..................... nell’ambito della progettazione affidata alla ..................... e quindi poi, correggendo il tiro rispetto ad altri passi della stessa memoria tecnica, a non considerare più irrealizzabile il progetto architettonico in sè per sé (il cui rispetto era stato imposto dall’ing. ..................... stesso).
Correla ora il fatto al “diniego esplicito da parte del Comune” di provvedere a realizzare alcune opere provvisionali necessarie “anche secondo il parere del C.T.U.”
Inoltre impu... _OMISSIS_ ............ la provocazione dell’adozione del provvedimento di risoluzione del contratto ex art. 340 del R.D. 350/895..
Ciò premesso e fatto riferimento a quanto riportato nella presente C.T.U. a pag. 9 circa la natura delle opere provvisionali proposte dalla ditta e rifiutate dal Comune, non risulta al sottoscritto alcun atto dal quale sia desumibile la volontà del Comune di non voler eseguire modesti interventi, ma implicitamente connessi (e quindi previsti) con l’esecuzione dell’opera secondo il progetto architettonico, come prescritto dal contratto ed imposto dall’ing. .....................
La relazione dell’ing. ..................... che ha provocato il provvedimento di risoluzione, era un atto dovuto da parte del professionista.
Ribadisco quindi che non vi è stato errore professionale nell’attività dell’ing. ..................... e come non vi è stata ingerenza nell’attività dell’Impresa, ma semmai cooperazione.
Il C.T. di p.a. imputa al geom. ....................., D.L. coordinatore (ovvero responsabile unic... _OMISSIS_ ...appalto -come più precisamente evidenziato dal procuratore del Comune - comparsa conclusionale a pag. 4 e riconosciuto anche dalla p.a. comparsa conclusionale di replica, pag. 2 ) i seguenti errori professionali: aver mantenuto una documentazione ed una contabilità non conforme al dettato delle norme e non aver inviato, come Capo dell’Ufficio tecnico Comunale, all’Ufficio del G.C. il primo progetto predisposto dalla ......................
La non corretta tenuta dei documenti e della contabilità è una inadempienza lieve, solo formale (molto probabilmente giustificata dalla pesantezza dell’assolvimento dei compiti istituzionali quotidiani) e non sostanziale.
Infatti dalla documentazione è stato possibile ricostruire l’iter completo dell’appalto e l’esatto ammontare dei lavori eseguiti e dei pagamenti ricevuti dalla ditta.
Per quanto concerne il secondo punto, il geom. ..................... per specifici adempimenti ad obblighi di legge (art. 13 del R.D. 350/895), in qualità di D.L. non poteva inviare il progetto esecutivo all’Ufficio del G.C. perché esso comportava variante all’opera rispetto al progetto architettonico e quindi al contratto.
Inoltre, riferendo in forma generale, bisogna osservare che già da progettista architettonico ha dimostrato competenza proponendo un’... _OMISSIS_ ... /> Nella seconda funzione di D. dei L., stante in particolare la necessità di dover assumere decisioni in materia di corretta applicabilità o meno di norme tecniche che investono principalmente le competenze di tecnici laureati, ha chiesto ed ottenuto di avvalersi dell’operato di un tecnico competente (ing. .....................), non ha evidentemente colpa se l’Amm.ne Com.le non ha formalizzato tempestivamente l’incarico.
Comunque le decisioni assunte con gli O. di S. da Questi disposti e le informative all’Amm.ne, nell’ambito del contratto di appalto in esame sono risultate professionalmente corrette.
Da quanto sopra concerne che non vi sono errori professionali imputabili ai suddetti tecnici e perciò nesso causale tra il loro operato ed il danno ... _OMISSIS_ ...