Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2009/03/novita-fiscali-del-18-marzo-2009-esercizio-non-coincidente-con-lanno-solare-modalita-di-presentazione-di-unico-e-di.html
Timestamp: 2018-07-20 06:26:42+00:00
Document Index: 28244767

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 3', 'art, 5', 'art. 11', 'art. 19', 'art. 1', 'art. 19', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 19', 'art. 30', 'art. 13', 'art. 19', 'art. 1']

Novità fiscali del 18 marzo 2009: esercizio non coincidente con l’anno solare: modalità di presentazione di UNICO e di versamento delle imposte; socio di coop edilizia decade da benefici prima casa se rivende la casa prima che siano passati 5 anni dal rogito; IRAP: determinazione base imponibile per coloro che non hanno fatto l’opzione; cessione di contratto di leasing di autovettura; bonus famiglia; abolizione libro dei soci: software Fedra; extracomunitari: detrazioni per carichi di famiglia | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 18 marzo 2009: esercizio non coincidente con l’anno solare: modalità di presentazione di UNICO e di versamento delle imposte; socio di coop edilizia decade da benefici prima casa se rivende la casa prima che siano passati 5 anni dal rogito; IRAP: determinazione base imponibile per coloro che non hanno fatto l’opzione; cessione di contratto di leasing di autovettura; bonus famiglia; abolizione libro dei soci: software Fedra; extracomunitari: detrazioni per carichi di famiglia
1) Software di compilazione Bonus famiglia
2) Fisco al servizio dei Contribuenti
3) Abolizione libro dei soci: Software Fedra
4) Istat: Indice dei prezzi per le rivalutazioni monetarie
5) Soggetti extracomunitari: Detrazioni per carichi di famiglia
6) Irap: Determinazione base imponibile per coloro che non hanno fatto l’opzione per i criteri previsti per i soggetti IRES
7) Cessione di contratto di leasing di autovettura
8) Base imponibile delle cessioni di autovetture usate
9) E’ cambiato l’esercizio solare della società di capitali: Ecco come si presenta il Modello Unico
10) socio di coop edilizia decade da benefici prima casa se rivende la casa prima che siano passati 5 anni dal rogito
Sul sito delle Entrate è stata resa disponibile la versione del software: 1.0.0 del 16.03.2009.
Si tratta del software “Bonus famiglia” che consente la compilazione e la trasmissione telematica dei modelli per la richiesta appunto del Bonus famiglia.
Tale prodotto informatico può essere utilizzato:
– Dai singoli contribuenti che intendono presentare direttamente in via telematica il Modello per la richiesta all’Agenzia delle Entrate;
– dai datori di lavoro per la trasmissione all’Agenzia delle Entrate dei Modelli per la richiesta al sostituto d’imposta e agli enti pensionistici relativi alle richieste pervenute dai propri dipendenti e i dati relativi agli importi ad essi erogati;
– dagli intermediari abilitati alla trasmissione telematica che sono stati incaricati dai singoli contribuenti o dai datori di lavoro della trasmissione dei modelli di richiesta.
Il bonus, il cui ammontare può variare da € 200,00 fino a € 1.000,00 in considerazione sia del reddito sia dei componenti del nucleo familiare, può essere richiesto dai cittadini residenti, lavoratori e pensionati, incluse persone non autosufficienti, che facciano parte di una famiglia qualificata come a basso reddito.
– Chi sceglie come anno di riferimento il 2007 deve presentare la richiesta al datore di lavoro o all’ente pensionistico entro il 28 febbraio 2009, utilizzando il modello “sostituto” predisposto per la richiesta del bonus al sostituto d’imposta o agli enti pensionistici. Nel caso in cui il beneficio non sia erogato dai sostituti d’imposta, la domanda potrà essere invece inviata, in via telematica, all’Agenzia delle Entrate entro il 30 aprile 2009, utilizzando il modello denominato “agenzia”;
– coloro che , invece, scelgono il 2008, devono presentare la richiesta al datore di lavoro o all’ente pensionistico entro il 31 marzo 2009.
In tutti casi in cui il beneficio non sia erogato dai sostituti d’imposta, la richiesta può essere presentata, sempre in via telematica, all’Agenzia delle Entrate entro il 30 giugno 2009.
(Agenzia delle Entrate, nota del 17.03.2009)
Nel 2008 servizi telematici in crescita e uffici sempre piu’ operativi
Oltre 9 milioni di servizi erogati dagli uffici locali, in aumento del 7% rispetto al 2007, servizi telematici in forte crescita con un aumento del 75% per l’utilizzo del cassetto fiscale e del 9% per i versamenti con F24 online.
Sono questi alcuni dei numeri più significativi del 2008 per quanto riguarda i servizi erogati ai contribuenti dall’Agenzia delle Entrate.
Il 2009 si apre nel segno della semplificazione con l’introduzione di Unico Mini, delle Locazioni Web e del VoIP, nuovi strumenti per migliorare sempre più il rapporto con il Fisco.
Fisco a portata di mouse
Più di 37 milioni di dichiarazioni dei redditi presentate telematicamente (+ 3,7% rispetto al 2007), 30 milioni di versamenti F24 effettuati online (+ 9%) e oltre 175mila contratti di locazione registrati in via telematica, in leggero calo rispetto al 2007 a causa della flessione registrata nel mercato delle locazioni a fini commerciali, in particolare del leasing immobiliare.
Sono questi i numeri del “Fisco a portata di mouse” che, in crescita anno dopo anno, consacrano il successo dei canali web dell’Amministrazione fiscale, Entratel e Fisconline, che facilitano gli adempimenti tributari e offrono informazioni e servizi in tempo reale a circa 1 milione e mezzo di utenti.
Il primo viene riservato agli intermediari, e nel 2008 ha visto oltre 10mila nuove registrazioni.
Il secondo é a disposizione dei singoli contribuenti, e lo scorso anno sono stati circa 340mila i nuovi iscritti.
Una considerazione a parte merita il cassetto fiscale, il servizio che offre la possibilità agli utenti Entratel e Fisconline di consultare, direttamente da casa e in sicurezza, i dati fiscali in possesso dell’Agenzia.
Il 2008, infatti, é stato un anno da record con 7 milioni di accessi, il 75% in più rispetto al 2007, in cui le consultazioni erano poco meno di 4 milioni.
A contribuente che chiama il Fisco risponde
Sfiorano quota 130mila le correzioni di comunicazioni di irregolarità, gli interventi correttivi e gli sgravi su ruoli operati dai Cam.
Sono stati questi, infatti, i principali servizi erogati dagli oltre 600 funzionari dei Centri di Assistenza Multicanale che rispondono alle domande e risolvono le problematiche fiscali di contribuenti e professionisti: nel 2008 il numero di chiamate, contatti e-mail e risposte via sms ha sfiorato quota 2 milioni, in calo rispetto al 2007, a dimostrazione che i processi di semplificazione in atto stanno producendo i risultati sperati.
Sono stati in totale 1.909.434 i contribuenti che hanno contattato l’Agenzia, di cui circa un milione e mezzo via telefono attraverso il numero unico 848.800.444.
Faccia a faccia con il Fisco
Al successo dei canali telefonico e telematico si accompagna quello del canale tradizionale di contatto con i front office dell’Amministrazione fiscale.
Sono oltre 7,6 milioni, infatti, i contribuenti che hanno preferito confrontarsi faccia a faccia con i funzionari delle Entrate – il 4,6% in più rispetto al 2007 – recandosi in uno dei circa 400 uffici dislocati sul territorio nazionale.
In particolare, sono stati oltre 9 milioni i servizi erogati – un più 7% rispetto all’anno precedente – tra cui quelli di maggior successo risultano essere l’assistenza su comunicazioni di irregolarità e cartelle di pagamento, la trasmissione telematica di Unico Persone fisiche, la compilazione delle dichiarazioni e la registrazione di atti.
Sono inoltre in aumento i contribuenti che hanno prenotato un appuntamento presso gli uffici delle Entrate, nel 2008 sono stati oltre un milione, il 2 % in più rispetto al 2007.
Tra gli altri servizi svolti dai funzionari delle Entrate c’é l’invio delle comunicazioni ai contribuenti.
Nel 2008 sono state oltre 11 milioni le comunicazioni di regolarità, mentre sono state circa 4 milioni quelle di irregolarità che hanno consentito di incassare più di 1,2 miliardi di euro.
2009 partenza con sprint
Agli ottimi risultati raggiunti nel 2008 si aggiungono le molte iniziative volte alla semplificazione introdotte con il nuovo anno.
Un importante traguardo é stato sicuramente raggiunto con l’introduzione di Unico Mini, una versione estremamente semplificata del Modello Unico PF, composta da solo 4 pagine, utilizzabile da circa 4 milioni di contribuenti che presentano situazioni reddituali più comuni e meno complesse.
Tra le altre innovazioni messe in atto nei primi due mesi del 2009 ci sono sia Locazioni Web, il nuovo servizio che permette di registrare i contratti di locazione e pagare le relative imposte con pochi click dal proprio computer – sono già 400 i contratti registrati e 750 i pagamenti effettuati – sia l’introduzione del sistema VoIP, che rende il call center delle Entrate più efficiente con tempi d’attesa ridotti e meno costi.
(Agenzia delle Entrate, comunicato Stampa del 17.03.2009)
L’art. 16 della Legge 2/2009, con l’abolizione del libro dei soci per le S.r.l., ha posto l’obbligo di comunicazione delle integrazioni alle risultanze del registro delle imprese a carico degli amministratori.
La dichiarazione va fatta per via telematica, tramite il modulo B e intercalare S, mediante l’uso della firma digitale.
Nel sito webtelemaco.infocamere.it, nella sezione Fedra è disponibile la versione di Fedra 6.1 Beta, predisposto per permettere una corretta presentazione della dichiarazione d’integrazione con i dati del registro e quelli del libro soci.
(Infocamere, nota del 11.03.2009)
Indice dei prezzi al consumo Periodo di riferimento: febbraio 2009
Variazione percentuale rispetto allo stesso mese dell’anno precedente
Variazione percentuale rispetto allo stesso mesedi due anni precedenti
(Istat, nota del 16.03.2009)
La legge finanziaria per il 2007 ha stabilito le modalità per la richiesta delle detrazioni per carichi di famiglia da parte dei soggetti extracomunitari fiscalmente residenti in Italia.
In particolare, i cittadini extracomunitari che richiedono, sia attraverso il sostituto d’imposta sia mediante la dichiarazione dei redditi, le detrazioni per carichi di famiglia (di cui all’art. 12 del TUIR), possono attestare lo status di familiare a carico presentando la documentazione descritta.
Come è stato chiarito in precedenza (circolare n. 34/2008), per usufruire delle detrazioni relative ai figli residenti in Italia dei lavoratori extracomunitari, è sufficiente, al fine di documentare il legame familiare, la certificazione dello stato di famiglia rilasciato dagli uffici comunali dal quale risulti l’iscrizione degli stessi nelle anagrafi della popolazione.
In coerenza con tale orientamento, l’Agenzia delle Entrate, adesso ha precisato, con la neo circolare n. 8/2009, che il cittadino extracomunitario, ai fini della fruizione della detrazione per il coniuge non legalmente ed effettivamente separato e residente in Italia, può documentare il coniugio attraverso il certificato di stato di famiglia rilasciato dagli uffici comunali, a condizione che il matrimonio sia stato riconosciuto e, quindi, trascritto nello stato civile del lavoratore extracomunitario richiedente la detrazione medesima.
Viceversa, se il coniuge non è residente in Italia, il legame di parentela va documentato nelle forme previste dall’art. 1, comma 1325, della legge finanziaria per il 2007.
Tale disposizione prevede che:
Per cittadini extracomunitari che richiedono, sia attraverso il sostituto d’imposta sia con la dichiarazione dei redditi, le detrazioni, la documentazione può essere formata da:
c) documentazione validamente formata dal Paese d’origine, ai sensi della normativa ivi vigente, tradotta in italiano e asseverata come conforme all’origine dal consolato italiano del Paese d’origine.
Alle Entrate, con la lunga circolare n. 8/2009, è stato posto anche un quesito sulla determinazione della base imponibile per i soggetti di cui all’art. 5-bis del Decreto IRAP.
In particolare, è stato chiesto se per le imprese che determinano il valore della produzione si sensi dell’art. 5-bis del D.Lgs. n. 446/97 (che non hanno optato per i criteri previsti per i soggetti IRES) non siano deducibili i costi classificabili tra “gli oneri diversi di gestione”, mentre siano deducibili i costi per servizi.
In sostanza, se le prestazioni di servizi classificabili tra gli oneri diversi di gestione (costi di manutenzioni su beni particolari, ecc.) siano deducibili o meno.
Dal canto suo, l’Agenzia delle Entrate, non si è discostato dal precedente parere reso con la circolare n. 60/2008, con la quale ha specificato che i costi per servizi si individuano facendo riferimento alla disciplina fiscale dettata ai fini delle imposte sui redditi dal D.M. 17.01.1992, secondo cui per prestazioni di servizi si intendono quelle indicate nei commi da 1 a 3 dell’art. 3 del D.P.R. n. 633/72 (Decreto Iva) e quelle elencate nel comma 4 dello stesso art. 3, nelle lettere a), b), c), e) f) e h).
Pertanto, il costo è ammesso in deduzione dalla base imponibile IRAP, a prescindere dalla classificazione operata in sede civilistica, tutte le volte in cui tale voce (di costo) sia inserita tra quelle elencate nel suddetta normativa.
Naturalmente, i costi classificabili nell’ambito delle prestazioni per servizi ancorché siano individuati dal decreto non sono, tuttavia, deducibili qualora siano riconducibili nelle categorie di costi che lo stesso art, 5-bis ritiene indeducibili.
In particolare, si tratta delle spese per il personale dipendente e assimilato, dei costi, dei compensi e gli utili indicati nel comma 1, lettera b), numeri da 2) a 5), dell’art. 11 del decreto IRAP, della quota interessi dei canoni di locazione finanziaria, desunta dal contratto, delle perdite su crediti e dell’ICI.
Parimenti, non possono essere ammessi in deduzione, tra le spese per servizi deducibili, gli oneri per interessi passivi, trattandosi di costi comunque indeducibili nel sistema IRAP.
Ad es., costituiscono prestazioni di servizi le prestazioni verso corrispettivo dipendenti da contratti d’opera, appalto, trasporto, mandato, spedizione, agenzia, mediazione, deposito e in genere da obbligazioni di fare, di non fare e di permettere quale ne sia la fonte, le concessioni di beni in locazione, affitto, noleggio e simili, le somministrazioni di alimenti e bevande, ecc..
Con decisione n. 2007/441/CE del 18 giugno 2007, il Consiglio dell’Unione Europea ha autorizzato l’Italia “a limitare al 40% il diritto a detrarre l’IVA sulle spese relative ai veicoli stradali a motore non interamente utilizzati a fini professionali”.
Al fine di coordinare la normativa Iva nazionale con il contenuto della decisione sopra citata, il legislatore ha modificato il Decreto Iva.
In particolare, la legge n. 244/2007 ha sostituito la lettera c) del comma 1 dell’art. 19-bis1 del D.P.R. n. 633/72, prevedendo che “l’imposta relativa all’acquisto o all’importazione di veicoli stradali a motore…è ammessa nella misura del 40 per cento se tali veicoli non sono utilizzati esclusivamente nell’esercizio dell’impresa, dell’arte o della professione. La disposizione non si applica, in ogni caso, quando i predetti veicoli formano oggetto dell’attività propria dell’impresa…” (articolo 1, comma 261, lett. e).
L’art. 1, comma 261, lett. e), della legge n. 244/2007 ha previsto anche la sostituzione della lettera d), del comma 1, dell’art. 19-bis1 del n. 633/72, disponendo, tra l’altro, che l’imposta relativa alle prestazioni di cui al terzo comma dell’art. 16, tra cui rientrano quelle dipendenti da contratti di locazione finanziaria relativi ai veicoli stradali a motore, è ammessa in detrazione nella stessa misura in cui è ammessa in detrazione l’imposta relativa all’acquisto o all’importazione di detti beni.
Per effetto di tale disposizione, l’acquisto di veicoli stradali a motore mediante contratti di leasing è equiparato, ai fini della detrazione, all’acquisizione tramite compravendita.
Poiché attraverso la cessione del contratto di leasing (che ai fini IVA costituisce una prestazione di servizi, ex art. 3 del D.P.R. n. 633/72) si consente al cessionario di acquisire il bene interessato dalle limitazioni della detrazione, secondo il parere delle Entrate, la predetta cessione di contratto va trattata, per il caso di specie, alla stregua di una cessione di beni.
Ne consegue che, qualora la cessione riguardi veicoli ad uso promiscuo, per i quali è prevista la possibilità di portare in detrazione solo il 40% dell’imposta relativa all’acquisto, la base imponibile va ridotta al 40% ai sensi dell’art. 13, quarto comma, del D.P.R. n. 633/72, ancorché tale norma faccia letteralmente riferimento alle cessioni di beni per i quali la detrazione è stata ridotta in forza di previsioni normative di indetraibilità oggettiva.
In caso di cessione dell’autovettura per il cui acquisto l’imposta è stata detratta per il 40%, la base imponibile è assunta in misura corrispondente.
Quale trattamento si applica sulle rivendite successive?
A tale quesito, l’Agenzia delle Entrate, ha così risposto:
Per effetto del nuovo testo dell’art. 19-bis1, comma 1, lett. c), del D.P.R. n. 633/72, sono superate le previsioni contenute nell’art. 30, commi da 4 a 6, della legge n. 388/2000, che consentivano l’applicazione del regime speciale del margine anche alle cessioni dei veicoli usati in relazione al cui acquisto il cedente avesse ricevuto una fattura recante l’esposizione dell’IVA addebitata per rivalsa, calcolata su una base imponibile ridotta al 10% (15% in virtù della legge n. 266/2005).
Per l’acquisizione dei veicoli l’IVA era ammessa in detrazione nei limiti del 10% (divenuto 15% dal 1° gennaio 2006), e l’applicazione del regime del margine poteva ritenersi conforme alle disposizioni comunitarie proprio in considerazione del fatto che la percentuale di imposta ammessa in detrazione era di ammontare molto ridotto.
In tale contesto normativo, infatti, poteva ritenersi sostanzialmente rispettata la condizione che presiede all’applicazione del regime del margine, per cui, in un certo stadio della commercializzazione del bene, l’imposta non è stata detratta neppure in parte.
Chiarito ciò, l’Agenzia ha fatto presente che, ai fini della determinazione della base imponibile, il quarto comma dell’art. 13 del D.P.R. n. 633/72, introdotto dalla legge n. 244/2007, prevede che per le cessioni che hanno ad oggetto beni per il cui acquisto o importazione la detrazione è stata ridotta ai sensi dell’art. 19-bis1 o di altre disposizioni di indetraibilità oggettiva, la base imponibile è determinata moltiplicando il corrispettivo per la percentuale di detraibilità.
Tale criterio di determinazione della base imponibile si applica in relazione a tutte le rivendite poste in essere da soggetti che abbiano esercitato la detrazione nella misura del 40% dell’imposta addebitata in fattura dal cedente.
9) Esercizio non coincidente con l’anno solare: Modalità di presentazione della dichiarazione e di versamento delle imposte
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 66/E del 17.03.2009, ha fornito chiarimenti ad una società che, con atto notarile, ha modificata la data di chiusura dell’esercizio sociale, posticipandola dal 30 novembre al 31 dicembre di ogni anno.
Tale modifica ha effetto a decorrere dall’esercizio sociale compreso tra il 1° dicembre 2007 ed il 31 dicembre 2008.
Nel caso di specie, tale modifica statutaria determina, per il periodo compreso tra il 1° dicembre 2007 ed il 31 dicembre 2008, la formazione di un esercizio sociale di 13 mesi e, a decorrere dal 1° gennaio 2009, la coincidenza dell’esercizio sociale con l’anno solare.
Poiché il periodo compreso tra il 1° dicembre 2007 ed il 31 dicembre 2008 non coincide con l’anno solare, il contribuente non può avvalersi della dichiarazione in forma unificata, ma deve presentare distinte dichiarazioni secondo le regole ed i termini loro propri.
Ai fini IVA, per l’anno solare 2008, la società deve presentare, tra il 1° febbraio e il 30 settembre 2009, la dichiarazione IVA in forma autonoma utilizzando l’apposito modello approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 15 gennaio 2009.
La dichiarazione IVA doveva essere presentata in forma autonoma anche per l’anno solare 2007 (comprensiva anche delle operazioni relative al mese di dicembre 2007).
Ai fini IRES e IRAP, per il periodo compreso tra il 1° dicembre 2007 ed il 31 dicembre 2008, la società deve presentare, entro il 30 settembre 2009, la dichiarazione IRES utilizzando l’apposito modello approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 31 gennaio 2009.
Non è, pertanto, condivisibile la soluzione interpretativa sub 2), in cui si prospetta l’utilizzo del modello Unico 2008 SC.
Con particolare riferimento all’IRAP, poiché il periodo d’imposta 1° dicembre 2007 – 31 dicembre 2008 è “in corso alla data del 31 dicembre” sia nel 2007 che nel 2008, occorre individuare, tra le due, la data corretta di riferimento per la scelta del modello da adottare.
Interviene, in proposito, l’art. 1, comma 52, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria per il 2008), ai sensi del quale “(…) a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007, la dichiarazione annuale dell’imposta regionale sulle attività produttive non deve essere più presentata in forma unificata e deve essere presentata direttamente alla regione o alla provincia autonoma di domicilio fiscale del soggetto passivo. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro il 31 marzo 2008, sono stabiliti i nuovi termini e le modalità di presentazione della dichiarazione IRAP e sono dettate le opportune disposizioni di coordinamento.”
Dal tenore letterale della norma discende che, nel caso di specie, le nuove regole di presentazione della dichiarazione IRAP si applicano solo a decorrere dal periodo d’imposta 2009, giacché “successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007”.
Per il periodo d’imposta 1° dicembre 2007 – 31 dicembre 2008, invece, la dichiarazione IRAP deve essere presentata utilizzando il modello IRAP società di capitali 2008 – periodo d’imposta 2007, e comunque in forma autonoma, stante la non coincidenza dell’esercizio con l’anno solare e la conseguente preclusione, recata dall’articolo 3, comma 1, del D.P.R. n. 322 del 1998, all’utilizzo della dichiarazione unificata.
Versamento dell’IRES e dell’IRAP
Infine, riguardo il versamento dell’IRES e dell’IRAP a saldo per il periodo 1° dicembre 2007 – 31 dicembre 2008, ed in acconto per il periodo 1° gennaio – 31 dicembre 2009, occorre utilizzare un distinto modello F24 per il periodo non coincidente con l’anno solare, barrando l’apposito campo, sia i codici tributo indicati.
La procedura corretta da seguire, nel caso di specie, è, quindi, la seguente:
La società deve:
1) presentare la dichiarazione IVA in forma autonoma (trattandosi di periodo di imposta non coincidente con l’anno solare) utilizzando il Modello IVA 2009;
2) Ai fini IRES e IRAP, per il periodo compreso tra il 1° dicembre 2007 ed il 31 dicembre 2008, la società deve presentare, entro il 30.09.2009, la dichiarazione IRES utilizzando l’apposito modello (Modello Unico 2009 SC) approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 31.01.2009 (non può, invece, presentare la dichiarazione IRES utilizzando il Modello Unico 2008 SC);
3) presentare la dichiarazione IRAP in forma autonoma;
4) effettuare il versamento a saldo ed in acconto per IRES ed IRAP utilizzando due distinti modelli F24 compilandoli come di seguito specificato.
Saldo IRES/IRAP (modello con barratura del campo «anno d’imposta non coincidente con l’anno solare»):
IRES cod. 2003 anno 2007
IRAP cod. 3800 anno 2007
Acconto IRES/IRAP:
IRES cod. 2001 anno 2009
IRAP cod. 3812 anno 2009
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 66/E del 17.03.2009)
10) Cooperative edilizie – Assegnazione di alloggi ai soci – Decadenza agevolazioni prima casa – Termine quinquennale di inalienabilità dell’alloggio: decorrenza
Il socio di una cooperativa edilizia assegnatario di un appartamento per il quale ha goduto delle agevolazioni “prima casa”, decade dai benefici se rivende l’immobile prima che siano trascorsi cinque anni dalla data del rogito notarile e non dal verbale di consegna con cui è avvenuta l’assegnazione provvisoria.
Infatti, il periodo quinquennale di inalienabilità decorre dalla data del rogito notarile che dà luogo al trasferimento del diritto reale di proprietà dalla cooperativa al socio assegnatario.
Le cooperative a proprietà divisa, o individuale, hanno come oggetto sociale la costruzione e l’acquisto di case da assegnare in proprietà ai soci.
Rappresenta una prassi consolidata quella per cui il socio della cooperativa è immesso nel possesso dell’immobile di cui è prenotatario prima della stipula del rogito notarile di trasferimento.
Fino all’assegnazione definitiva (trasferimento) al socio, la cooperativa rimane proprietaria dell’immobile e la legittimazione a possedere l’alloggio – successivamente al verbale di consegna – deriva da un diritto personale che l’assegnatario vanta nei confronti della cooperativa in dipendenza del rapporto sociale.
In tal senso anche l’indirizzo della Corte di Cassazione.
Tenuto conto della inidoneità della natura dell’atto di assegnazione provvisoria a dar luogo al trasferimento del diritto di proprietà dell’alloggio, l’Agenzia delle Entrate ha osservato che la nota II-bis, punto 4, posta in calce all’articolo 1, Tariffa parte prima allegata al TUR, stabilisce che ai fini dell’applicazione dell’imposta di registro con aliquota agevolata è necessario che sia posto in essere un atto traslativo del diritto di proprietà di case non di lusso, ovvero atti traslativi o costitutivi della nuda proprietà, usufrutto, uso e abitazione.
La medesima disposizione prevede, altresì, che il periodo quinquennale di inalienabilità dei beni acquistati godendo dell’agevolazione tributaria in esame decorre dalla data del loro acquisto.
Peraltro, solo la data della registrazione della compravendita “… segna la nascita della possibilità (e del dovere) dell’ufficio di acclarare la non spettanza del beneficio, richiedendo il versamento della maggiore somma dovuta in applicazione dell’aliquota ordinaria…” (Cass. Civ., Sez. Unite, 21 novembre 2000, n. 1196).
In conclusione, a parere dell’Agenzia delle Entrate la soluzione prospettata dal contribuente nell’istanza di interpello non può essere accolta, posto che il periodo quinquennale di inalienabilità decorre dalla data del rogito notarile che dà luogo al trasferimento del diritto reale di proprietà dalla cooperativa al socio assegnatario.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 67/E del 17.03.2009)