Source: http://agriregionieuropa.univpm.it/it/content/article/31/8/finestra-sulla-pac-n5
Timestamp: 2016-05-26 10:30:29+00:00
Document Index: 73121420

Matched Legal Cases: ['art. 53', 'sentenza ', 'art. 69', 'art. 6', 'art. 69', 'art. 6']

Dal canto suo, la Commissaria continua a mantenere un atteggiamento ambiguo. Rassicura sul fatto che nessuna riforma radicale sarà discussa prima del 2013, ma, al tempo stesso, annuncia che tra gli argomenti sul tappeto nell’ambito del controllo sullo stato di salute ci saranno il totale disaccoppiamento degli aiuti per tutti gli Stati membri e tutti i settori (ma il passaggio da un aiuto storico ad un pagamento forfetario per tutti è rimandato alla discussione sul post-2013); l’aumento del tasso di modulazione obbligatoria; l’imposizione di tetti all’ammontare di aiuto che ciascun beneficiario può ottenere; l’abolizione del set aside e l’armonizzazione dei differenti tipi di titoli attualmente esistenti [pdf].
Riguardo alla tempistica, nell’estate di quest’anno dovrebbe essere pronto uno studio della Commissione sui costi amministrativi del regime di pagamento unico, che dovrebbe affiancare le relazioni previste dalla riforma del 2003 su regionalizzazione del regime di pagamento unico e condizionalità (che potrebbe essere pubblicato in marzo). Per il 2008 sono attese le proposte della Commissione sull’health check [pdf], quasi in concomitanza con la pubblicazione di un Libro Bianco sul riesame intermedio al 2008/09 di tutte le spese e le risorse dell’UE previsto nel quadro delle nuove prospettive finanziarie. Il Libro Bianco, la cui pubblicazione è prevista per fine 2008 - inizio 2009, avrà lo scopo di valutare le priorità politiche dell’UE. In tale documento una particolare attenzione dovrà essere posta agli effetti dei recenti allargamenti e di quelli che si delineano in prospettiva. L’adesione di Bulgaria e Romania, infatti, rende ancora più impellente la necessità di rafforzare le politiche strutturali dell’UE. Anche per quel che riguarda l’agricoltura lo scenario che si delinea per la Politica agricola dopo il 2013 è di una sempre più realistica riduzione degli stanziamenti di bilancio dedicati al settore e di una sempre maggiore pressione per uno spostamento delle risorse residue verso politiche di sviluppo legate al territorio.
Notizie: Notizie Flash
È stato emanato il Regolamento (CE) n. 1629/2006 che modifica il Regolamento (CE) n. 1010/2006 [pdf] relativo ad alcune misure eccezionali di sostegno del mercato nel settore delle uova e del pollame in taluni Stati membri [pdf].
Al fine di migliorare la trasparenza e l’accesso alle informazioni sui beneficiari della PAC, la Commissione europea ha inserito sul sito della DG AGRI una pagina web contenente i link alle banche dati di 14 paesi [pdf] [link]. Il contenuto di tali banche dati è abbastanza eterogeneo per quantità e dettaglio delle informazioni, ma l’approvazione delle modifiche apportate al Regolamento Finanziario (regolamento (CE) n. 1995/2006 [pdf] che modifica il regolamento (CE) n. 1605/2002 [pdf]) garantirà l’omogeneità e la piena trasparenza dei dati sui beneficiari dei fondi agricoli e strutturali. Infatti, a partire dal 2008 la Commissione metterà a disposizione informazioni sui beneficiari dei pagamenti effettuati nell’ambito dei Fondi strutturali (relativi ai pagamenti 2007) e, a partire dal 2009, saranno pubblici i pagamenti effettuati nell’ambito della PAC (relativi ai pagamenti 2008) [pdf].
Per ulteriori informazioni [pdf].
Per informazioni sui beneficiari delle sovvenzioni [link], sui beneficiari di contratti pubblici [link].
Il Consiglio europeo ha emanato il regolamento (CE) n. 1759/2006 [pdf] che definisce quali spese sostenute nell’ambito dell’OCM pesca e acquacoltura [pdf] sono finanziate dal FEAGA, il Fondo europeo agricolo di garanzia istituito dal regolamento (CE) n. 1290/2005 [pdf]. Con successivo regolamento (n. 2003/2006 [pdf]) la Commissione ha definito le modalità di finanziamento di tali spese da parte del FEAGA.
È stato emanato il Regolamento (CE) n. 1737/2006 della Commissione [pdf] che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 2152/2003 [pdf] relativo al monitoraggio delle foreste e delle interazioni ambientali nella Comunità.
Con Decisione 2006/769/CE [pdf] la Commissione europea ha stabilito l’elenco delle regioni e zone ammissibili al finanziamento del FESR nel quadro degli aspetti transfrontalieri e transnazionali dell’obiettivo «cooperazione territoriale europea» per il periodo 2007-2013. Per l’aspetto transfrontaliero (livello NUTS 3) per l’Italia sono ammissibili al finanziamento 42 province. Per l’aspetto transnazionale (livello NUTS 2), delle zone italiane individuate, 8 appartengono all’Area alpina e 18 al Mediterraneo. La Commissione europea ha inoltre emanato il regolamento (CE) n. 1828/2006 [pdf] che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1083/2006 [pdf], recante disposizioni generali sul FESR, FSE e Fondo di coesione, e del regolamento (CE) n. 1080/2006 [pdf] sul FESR.
Con regolamento (CE) n. 1989/2006 [pdf] il Consiglio ha modificato l’allegato III al regolamento (CE) n. 1083/2006 [pdf] riguardante i massimali applicabili ai tassi di cofinanziamento (di cui all’art. 53) per tenere conto dell’ingresso nell’UE di Bulgaria e Romania.
È stato pubblicato uno studio richiesto dalla Commissione europea per una valutazione di impatto sostenibile della liberalizzazione agricola tra UE e MERCOSUR [pdf]. Il Rapporto ha esaminato due casi studio – zucchero/etanolo e carne bovina – che rappresentano due dei prodotti sensibili attorno ai quali nell’ottobre del 2004 si sono arenati i negoziati tra l’UE e il blocco dei paesi sudamericani. Negli intenti della Commissione le trattative con il MERCOSUR potrebbero riprendere solo se dovesse fallire il tentativo di riprendere le discussioni sul Doha round.
Il regolamento (CE) n. 1714/2006 [pdf] ha distribuito tra gli Stati membri il quantitativo massimo garantito di fibre corte di lino e canapa per la campagna 2006/07. Sulla base delle informazioni in possesso dalla Commissione, è stato deciso di attribuire un quantitativo nazionale garantito solo a Danimarca e Italia (rispettivamente 2 e 241 tonnellate), escludendo da tale assegnazione Grecia, Irlanda e Lussemburgo che nella campagna in questione si prevede non avranno produzione.
La riforma dell’OCM zucchero ha previsto un regime temporaneo alla ristrutturazione finalizzato alla riduzione delle quote di produzione di circa 6 milioni di tonnellate, compensata con un aiuto decrescente negli anni [pdf]. Per la campagna 2006/07, la Commissione europea ha fissato gli importi degli aiuti alla diversificazione, dell’aiuto supplementare alla diversificazione a dell’aiuto transitorio destinati ai paesi che hanno rinunciato a parte della quota di produzione [pdf]. All’Italia spettano 85,2 milioni euro come aiuto alla diversificazione e 42,6 milioni come aiuto supplementare. Tali somme sono state calcolate in base alle tonnellate di quota di zucchero rinunciata nella campagna 2006/07. La Commissione ha reso noto che nella suddetta campagna, nel complesso dell’UE, sono stati revocati circa 1,5 milioni di tonnellate di quota, traguardo che non si ripeterà per il 2007/08, in quanto le rinunce ammontano solo a 708 mila tonnellate [pdf]. La Commissaria ha dichiarato che i suoi servizi stanno studiando delle soluzioni per rendere più efficiente il regime di ristrutturazione. Nel frattempo, per salvaguardare l’equilibrio strutturale del mercato sembra probabile una riduzione temporanea di 2 milioni di tonnellate delle quote zucchero al fine di rientrare nei limiti imposti dall’accordo WTO [pdf].
Sempre in riferimento all’OCM zucchero, la Commissione ha deciso di autorizzare la rivendita dello zucchero detenuto all’intervento per la sua successiva esportazione [pdf] [pdf]. La misura riguarda 852.681 tonnellate di zucchero detenuto dagli organismi di intervento belga, ceco, spagnolo, irlandese, italiano, ungherese, polacco, slovacco e svedese.
La gestione dei contingenti tariffari soggetti ad un regime di titoli di importazione è stata recentemente modificata. Il regolamento (CE) n. 1301/2006 [pdf] ha infatti definito norme comuni che dal 1 gennaio 2007 avranno il compito di semplificare e migliorare l’efficienza dei dispositivi di gestione e controllo dei contingenti tariffari. Tale modifica rientra nell’ambito delle attività della Commissione in favore della semplificazione. Sono esclusi dalla normativa i contingenti relativi allo “zucchero preferenziale ACP-India”, i contingenti per l’importazione di granturco e sorgo in Spagna e di granturco in Portogallo, i contingenti tariffari relativi alle importazioni nella Comunità di banane.
modificato le modalità di apertura e di gestione dei contingenti tariffari relativi alle carni di pollame e di taluni prodotti agricoli (regolamento (CE) n. 1938/2006 [pdf]), ai cereali (regolamento (CE) n. 2022/2006 [pdf]), al riso (regolamento (CE) n. 2019/2006 [pdf]);
definito le modalità particolari di applicazione dei regimi di titoli d’importazione ed esportazione nel settore dei cereali e del riso (regolamento (CE) n. 1917/2006 [pdf]);
definito le modalità di applicazione del regime di importazione delle carni suine (regolamento (CE) n. 1940/2006 [pdf]), e del latte e dei prodotti lattiero-caseari (regolamento (CE) n. 1984/2006 [pdf]);
definito le modalità di apertura e gestione di un contingente di importazione di riso originario dal Bangladesh (regolamento (CE) n. 1964/2006 [pdf]) e dai paesi ACP e PTOM (regolamento (CE) n. 2021/2006 [pdf]);
definito le modalità di applicazione del regime applicabile all’importazione di taluni prodotti nel settore delle carni suine originarie dai paesi ACP (regolamento (CE) n. 1939/2006 [pdf]);
modificato le modalità di applicazione del regime di importazioni di pollame dalla Turchia (regolamento (CE) n. 1961/2006 [pdf]).
Ancora, in relazione alle norme settoriali, la Commissione europea ha aperto il contingente tariffario 2007 per l’importazione di ovicaprini e carne ovicaprina (regolamento (CE) n. 1994/2006 [pdf]). La Commissione ha, inoltre, emanato una serie di regolamenti volti ad aprire o a definire le modalità di applicazione di contingenti tariffari applicabili alle importazioni di alcuni prodotti da determinati paesi. Per quel che riguarda i paesi legati all’UE da accordi di stabilizzazione e associazione, sono stati emanati il regolamento (CE) n. 2006/2006 [pdf], sull’apertura, a partire dal 1 gennaio 2007, di un contingente tariffario annuale per lo zucchero proveniente dalla Croazia, e il regolamento (CE) n. 2008/2006 [pdf], sulle modalità di applicazione dei contingenti tariffari relativi ai prodotti «baby beef» originari da Croazia, Bosnia-Erzegovina, ex Repubblica Iugoslava di Macedonia, Serbia, Montenegro, Kosovo. Nelle relazioni con i paesi ACP la Commissione ha emanato il regolamento (CE) n. 1789/2006 [pdf], sull’apertura e modalità di gestione del contingente tariffario per l’importazione di banane per il 2007. Nelle relazioni con la Turchia, il regolamento (CE) n. 1712/2006 [pdf] modifica i contingenti tariffari applicabili ad alcuni prodotti originari dal paese. Il regolamento (CE) n. 2020/2006 [pdf] introduce nuove disposizioni di gestione del contingente tariffario WTO per il burro proveniente dalla Nuova Zelanda a partire dal 1 gennaio 2007. Il nuovo regolamento tiene conto della sentenza della Corte di Giustizia dell’UE e stabilisce che, nell’ambito della quota di 77.402 tonnellate, il 55% delle licenze d’importazione di burro sia attribuito ai tradizionali importatori e il 45 % ai nuovi importatori [pdf]. La Commissione ha inoltre definito l’apertura e le modalità di gestione di un contingente di olio d’oliva dalla Tunisia (regolamento (CE) n. 1918/2006 [pdf]).
Il Consiglio, accogliendo la richiesta presentata dalla Commissione [pdf], con regolamento (CE) n. 1897/2006 [pdf] ha temporaneamente sospeso i dazi autonomi della tariffa doganale comune per alcuni prodotti industriali, agricoli e della pesca. Il regolamento ha l’obiettivo di semplificare la normativa attraverso la creazione di una lista consolidata di tutti i dazi sospesi, allegata al regolamento stesso.
La Commissione ha infine concluso due accordi, con Brasile e Thailandia, su un nuovo regime di importazione di carne avicola cotta e salata che modifica le esistenti concessioni tariffarie e introduce nuovi contingenti tariffari [pdf] [pdf].
A poco meno di 4 anni dalla sua emanazione, la normativa sulla riforma della PAC risulta notevolmente complicata a causa delle numerose e frequenti modifiche apportate al regolamento orizzontale (regolamento (CE) n. 1782/2003 [pdf]) e alle sue modalità di applicazione. Anche nel corso dei mesi di novembre e dicembre è stato emanato un certo numero di regolamenti che hanno ulteriormente apportato cambiamenti al quadro normativo. Il regolamento (CE) n. 1679/2006 [pdf], oltre a modificare alcuni termini per la semina del riso al fine di poter beneficiare dell’aiuto specifico e “riparare” a dimenticanze ed errori della consistente normativa sul regolamento orizzontale, fissa nuovamente le superfici di base per l’aiuto per superficie per i seminativi per includervi Francia, Spagna, Malta e Slovenia e per escludere i paesi che a partire dal 1 gennaio 2006 non applicano più tale pagamento. Il regolamento (CE) n. 2002/2006 [pdf], accogliendo la proposta inserita nell’ambito del Piano d’azione sulla semplificazione della PAC [pdf], trasferisce dalla Commissione agli Stati membri la responsabilità di autorizzare i produttori colpiti da calamità naturali o prolungata siccità ad usare le superfici ritirate dalla produzione per l’alimentazione del bestiame. Gli Stati membri possono così reagire tempestivamente ed adeguatamente al verificarsi di eventi calamitosi dovendo solo notificare (e giustificare) la decisione alla Commissione. Il regolamento (CE) n. 2012/2006 [pdf] adotta la proposta presentata a settembre (si veda Finestra sulla PAC di ottobre 2006 [link]) e introduce le seguenti novità di rilievo:
Il regolamento (CE) n. 2025/2006 [pdf], infine, adotta un ulteriore opzione in discussione nell’ambito della semplificazione disponendo che nel calcolo degli aiuti specifici per superficie siano conteggiati anche gli elementi caratteristici del paesaggio che sono già considerati ammissibili al sostegno nell’ambito del regime di pagamento unico. Il regolamento snellisce, inoltre, le procedure di gestione e controllo degli aiuti per canapa e zucchero.
Il Piano d’azione sulla semplificazione della PAC presentato dalla Commissione nel 2006 [pdf] ha definito le strategie della DG AGRI in merito alla semplificazione tecnica, definita come quella operazione che mira a snellire e rendere più efficace il quadro normativo, le procedure amministrative e i meccanismi di gestione, senza modificare la politica sottostante. Concretamente la Commissione agisce su due fronti: la revisione di un numero consistente di regolamenti (per l’esattezza 20) e la definizione di un unico quadro giuridico relativamente alle misure di mercato. Alcuni dei regolamenti che hanno subito modifiche in virtù di questa semplificazione sono attinenti al regime di pagamento unico (si veda Notizia Flash precedente), altre riguardano la gestione dei contingenti tariffari, il sistema agro-monetario, le misure specifiche nel settore agricoltura delle isole minori del Mar Egeo.
Sul fronte della semplificazione, tuttavia, la novità di rilievo è rappresentata dalla presentazione della proposta sulla istituzione di una OCM unica, in sostituzione delle 21 esistenti [pdf]. Nell’ambito del regolamento rientrano anche le disposizioni relative all’apicoltura, alla bachicoltura e all’alcol etilico di origine agricola. L’adozione della proposta comporterà l’abrogazione di 35 regolamenti. L’obiettivo è di costituire un unico regolamento di riferimento per le misure di mercato, da affiancare al regolamento (CE) n. 1782/2003 [pdf] sui pagamenti diretti, al 1698/2005 [pdf] sul sostegno allo sviluppo rurale e al 1290/2005 [pdf] sul finanziamento della PAC. Il regolamento è strutturato per strumento (intervento pubblico, ammasso privato, regimi di contenimento della produzione e così via) e, là dove necessario, si ha una specificazione per prodotto. Per ogni strumento si definisce il settore produttivo di applicazione e si tende a costruire un linguaggio comune. Ad esempio, nell’ambito degli interventi di mercato si fissa, per 8 prodotti, un prezzo di riferimento che, per cereali, riso, burro e latte scremato in polvere, corrisponde al prezzo di intervento, per carni bovine e carni suine, al prezzo di base.
A partire dal 1 gennaio 2007 l’UE si è allargata a Bulgaria e Romania, completando il quadro delle adesioni iniziato nel 2004. I due paesi si sono impegnati a continuare sulla strada delle riforme del sistema giudiziario e della lotta alla criminalità e alla corruzione. Riguardo alla sicurezza alimentare e ai controlli veterinari, altro punto critico che ha ostacolato il rapido accesso dei due paesi all’UE, è stato predisposto un periodo transitorio [pdf]. L’allargamento dell’UE a Bulgaria e Romania ha comportato, inoltre, la necessità di adeguare la normativa agricola comunitaria. Si è reso necessario, da una parte, adattare l’assetto normativo contenuto nei regolamenti orizzontali relativi alla riforma della PAC del 2003 (regolamento (CE) n. 2011/2006 [pdf]) e ad altre disposizioni comuni concernenti il magazzinaggio all’intervento e il regime degli scambi con i paesi terzi (regolamento (CE) n. 1847/2006 [pdf]), dall’altro, rivedere la normativa settoriale relativa ai prodotti lattiero-caseari (regolamenti (CE) nn. 1919/2006 [pdf], 1993/2006 [pdf] e 2018/2006 [pdf]) allo zucchero (regolamenti (CE) nn. 1832/2006 [pdf], 2011/2006 [pdf] e 2031/2006 [pdf]), ai cereali e riso (regolamento (CE) n. 1996/2006 [pdf]), ai prodotti vitivinicoli (regolamenti (CE) nn. 2016/2006 [pdf] e 2030/2006 [pdf]), alle carni bovine (regolamento (CE) n. 1965/2006 [pdf]) e alle carni avicole (regolamento (CE) n. 2029/2006 [pdf]).
L’11 dicembre 2006, il Consiglio dei Ministri degli esteri, accogliendo le raccomandazioni della Commissione [pdf] [pdf], ha deciso di congelare le trattative per otto dei 35 “capitoli” negoziali, tra i quali il capitolo 11 “Agricoltura e sviluppo rurale”. Gli sviluppi della situazione saranno valutati attraverso i consueti rapporti annuali redatti dalla Commissione.
Nell’ottobre del 2006 Parlamento europeo e Consiglio hanno emanato il Regolamento (CE) n. 1638/2006 [pdf] che istituisce, a partire dal 1 gennaio 2007, uno strumento europeo di vicinato e partenariato (European Neighbourhood and Partnership Instrument – ENPI) volto a fornire assistenza comunitaria a 17 paesi partner dell’UE finalizzata alla creazione di una zona di prosperità e di buon vicinato. Il regolamento si inserisce nel quadro della European Neighbourhood Policy (ENP), sviluppata nel 2004, che offre relazioni privilegiate ai paesi vicini sulla base di un reciproco impegno verso i valori della libertà, della democrazia, del rispetto per i diritti umani e le libertà fondamentali, dello Stato di diritto, dei principi dell’economia di mercato e dello sviluppo sostenibile. L’assistenza comunitaria è fornita nel quadro di accordi di partenariato e cooperazione, accordi di associazione e altri accordi presenti e futuri che stabiliscono rapporti tra l’UE e i paesi partner, ma va oltre le relazioni esistenti per fornire un più profondo legame politico e una più ampia integrazione economica. L’elemento centrale della ENP sono i Piani di azione bilaterali, conclusi tra l’UE e ciascuno dei partner, che fissano un’agenda di riforme politiche ed economiche. Attualmente sono in fase di implementazione gli accordi siglati nel 2005 con Israele, Giordania, Moldavia, Marocco, Palestina, Tunisia ed Ucraina [pdf] [pdf] e sono al via quelli siglati con Armenia, Azerbaijan e Georgia. Seguiranno quelli con Libano ed Egitto. I Piani di azione non sono stati ancora attivati per Libia, Siria e Bielorussia. Con la Russia è stata, invece, attivata una Strategic Partnership.
Per quel che riguarda i paesi del Mediterraneo coinvolti dal “processo di Barcellona” e con i quali sono stati siglati accordi di associazione nell’ambito dell’Accordo Euromediterrano, i Piani di azione della ENP rappresentano un accordo complementare con i quali ciascun paese si impegna bilateralmente con l’UE nel raggiungimento di determinati obiettivi economici e politici e porta avanti delle riforme interne. La ENP cambia dunque il quadro di riferimento del Mediterraneo, inserendolo in un più ampio contesto di relazioni dell’UE con i paesi attigui. Al riguardo, in un recente discorso al Cairo, la Commissaria M. Fischer Böel ha affermato che ai fini dell’impegno di una creazione di un’area libero scambio al 2010 è rilevante l’apertura del commercio “sud-sud” e la realizzazione di una apertura “simmetrica” dei mercati [pdf]. Inoltre, ha chiarito che il nuovo strumento finanziario a supporto del processo di liberalizzazione del commercio nel mediterraneo è l’ENPI (di cui al regolamento 1638/2006) che lega il finanziamento alla realizzazione di programmi o progetti nazionali o sopranazionali (quali, ad esempio l’assistenza al raggiungimento di adeguati standard sanitari e fitosanitari (SPS), un progetto di marketing per la promozione della qualità dei prodotti mediterranei, temi legati allo sviluppo rurale).
Per saperne di più consulta anche lo Strategy paper sul rafforzamento della ENP [pdf].
A 3 mesi di distanza dalla presentazione della proposta (si veda Finestra sulla PAC di ottobre 2006 [link]) nel dicembre 2006 il Consiglio ha approvato la riforma dell’aiuto ai produttori di banane (regolamento (CE) n. 2013/2006 [pdf]). Il nuovo regime di sostegno prevede il trasferimento ai programmi POSEI (regolamento (CE) n. 247/2006 [pdf]) dell’aiuto elargito ai produttori delle regioni ultraperifiche della Comunità (per un importo pari a 278,8 milioni di euro) e l’inclusione nel regime di pagamento unico degli aiuti erogati in favore dei produttori di banane di Grecia (il cui massimale nazionale aumenta di 1,1 milioni di euro), Portogallo continentale (100.000 euro) e Cipro (3,4 milioni di euro al 2013), comportando la necessità di apportare l’ennesima modifica al regolamento (CE) n. 1782/2003 [pdf].
Per maggiori informazioni sulla riforma del regime di sostegno alle banane si veda: [link].
Il sistema di intervento per il granturco è destinato ad irrigidirsi ulteriormente. Nell’ottobre 2006 la Commissione aveva reso più restrittivi i parametri qualitativi per la consegna ai centri pubblici di ammasso (regolamento (CE) n. 1572/2006 [pdf]). In dicembre la Commissione ha presentato una proposta di regolamento [pdf] che mira ad escludere questo cereale dall’intervento a partire dalla campagna 2007/08. Le stime della Commissione indicano che, in assenza di cambiamenti, nel 2013 le scorte potrebbero superare i 15 milioni di tonnellate (dai 5,6 milioni della campagna 2005/06 quando comunque rappresentavano il 40% delle scorte di cereali detenute all’intervento). Tale situazione è determinata da prezzi di mercato troppo bassi, che rendono poco convenienti le esportazioni, e da un prezzo all’intervento che è invece molto attraente in relazione ai bassi costi di produzione delle aree eccedentarie (il 93% del mais detenuto all’intervento si trova in Ungheria). L’intervento è così divenuto uno sbocco privilegiato della produzione, perdendo la sua funzione di rete di sicurezza. La proposta dovrebbe contribuire a riportare in equilibrio il mercato del granturco, così come è successo per la segale esclusa dall’intervento nel 2003, ristabilendo la competitività del granturco prodotto nelle regioni eccedentarie dell’Europa centrale. Attorno alla proposta, non si è ancora costruito il consenso necessario alla sua approvazione (maggioranza qualificata). Un gruppo di 10 paesi (Ungheria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Romania, Austria, Francia, Grecia, Polonia, Portogallo e Slovenia), infatti, si è opposto alla proposta. Altri paesi concordano con l’analisi della Commissione ma non con la soluzione.
Leggi anche [pdf].
In seguito all’approvazione del quadro finanziario 2007-2013, avvenuto successivamente all’approvazione del regolamento generale sul sostegno allo sviluppo rurale, si è resa necessaria l’emanazione del regolamento (CE) n. 1944/2006 [pdf] che modifica l’art. 69 del regolamento (CE) n. 1698/2005 [pdf] (rettifica [pdf]) che fissa il limite massimo degli stanziamenti del FEASR complessivamente assegnati ad uno Stato membro e provenienti dai Fondi strutturali. La Commissione europea, inoltre, ha emanato due regolamenti che stabiliscono modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1698/2005. Il primo (n. 1974/2006 [pdf]) contiene le modalità di applicazione del sostegno del FEASR (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale) allo sviluppo rurale. Il secondo (n. 1975/2006 [pdf]) riguarda l’attuazione delle procedure di controllo e della condizionalità per le misure di sostegno allo sviluppo rurale.
Per saperne di più [pdf] [link].
La Commissione europea ha adottato una nuova normativa in materia di aiuti di Stato al settore agricolo per il periodo 2007-2013 [pdf] [pdf]. La normativa si compone di 2 regolamenti, uno di esenzione e uno per gli aiuti de minimis, e di una Comunicazione sugli Orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo e forestale 2007-2013. Il regolamento (CE) n. 1857/2006 [pdf] permette agli Stati membri di non notificare determinate categorie di aiuti concessi alle piccole e medie imprese attive nella produzione primaria di prodotti agricoli (aziende agricole), purché siano soddisfatte determinate condizioni. Il regolamento (CE) n. 1998/2006 [pdf] definisce, invece, le regole de minimis applicabili agli aiuti di Stato al settore della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli (modificando, di conseguenza, il regolamento (CE) n. 1860/2004 che continuerà ad applicarsi solo alle aziende agricole attive nella produzione primaria). Il regolamento stabilisce che sono considerati aiuti de minimis (non sono, cioè, aiuti di Stato) gli aiuti concessi ad una medesima impresa il cui importo complessivo non superi i 200.000 euro nell’arco di tre esercizi finanziari. Il regolamento è entrato in vigore il 1 gennaio 2007, ma ricadono nel suo ambito anche gli aiuti concessi anteriormente a tale data alle aziende della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli se soddisfano le condizioni previste nel regolamento 1998/2006. Come già detto, il regolamento (CE) n. 1860/2004 [pdf], così come modificato dal regolamento (CE) n. 1998/2006, stabilisce che gli aiuti inferiori ai 3.000 euro concessi nell’arco di un triennio ad una singola impresa agricola dedita alla produzione primaria non sono considerati aiuti di Stato se rispettano determinate condizioni. Una di queste è che gli aiuti de minimis complessivamente erogati da uno Stato membro non superino un tetto massimo, che per l’Italia è fissato in 130,164 milioni di euro.
Gli Orientamenti comunitari, infine, definiscono le norme applicabili agli aiuti notificati [pdf]. Completa questa normativa il regolamento (CE) n. 1184/2006 relativo all’applicazione di alcune regole di concorrenza alla produzione e al commercio dei prodotti agricoli [pdf].
La Commissione europea ha adottato il regolamento (CE) n. 1898/2006 [pdf] che reca le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 510/2006 [pdf] relativo alla protezione delle DOP e IGP dei prodotti agroalimentari.
La Commissione europea ha adottato un pacchetto di misure volto a combattere i cambiamenti climatici, promuovere l’occupazione e la crescita, limitare la dipendenza energetica dell’UE dalle importazioni [pdf] [pdf]. Il pacchetto istituisce una Nuova Politica Energetica dell’UE che ha come obiettivi:
3) il risparmio del 20% del consumo totale di energia primaria per il 2020, rispetto al 1990. Il pacchetto prende le mosse dal Libro Verde del 2006 su una “Strategia europea per un energia sostenibile, competitiva e sicura” [pdf] [pdf] e dalla più recente Comunicazione della Commissione sui cambiamenti climatici [pdf].
Commentando l’adozione del pacchetto, la Commissaria all’agricoltura M. Fischer Böel ha dichiarato che esso offre concrete possibilità per creare un più vasto mercato delle bioenergie e, con esso, di aumentare l’occupazione nelle aree rurali [link]. Gli obiettivi obbligatori individuati, che impongono di sviluppare la produzione di bioetanolo e biodiesel, possono avere un impatto positivo sugli agricoltori, offrendo una valida alternativa ai produttori di zucchero e mais interessati dalle modifiche dei relativi regimi di sostegno. Secondo la Commissaria la bioenergia potrebbe essere una carta da giocare in futuro, avendo tuttavia presente che la funzione primaria dell’agricoltura europea è quella di produrre cibo. Particolarmente importante è anche l’impatto ambientale della produzione di biomassa. A questo riguardo, la Roadmap per l’Energia Rinnovabile e il Biofuel Progress Report (atteso per il 10 gennaio, ma non ancora pubblicato), che fissano l’obiettivo del raggiungimento di una quota del 10% di biocarburanti sui carburanti complessivi per trasporto, contengono le disposizioni per assicurare la sostenibilità ambientale della materia prima utilizzata [pdf] [pdf] [pdf].
Per saperne di più:[pdf].
Consulta anche lo studio: World Energy Technology Outlook 2050 [pdf].
Il 5 gennaio 2007 è entrato in vigore il regolamento (CE) n. 1/2005 [pdf] che prevede nuove disposizioni per il trasporto degli animali, al fine di ridurre lesioni e sofferenze inutili. Il nuovo regolamento prevede l’uso di veicoli equipaggiati per assicurare spazi, acqua e riposo adeguati in quantità e qualità alle specie e alle taglie degli animali trasportati, oltre a strutture di carico e scarico che preservino l’incolumità degli animali. I veicoli usati per trasporti superiori alle 8 ore dovranno essere dotati di un sistema di navigazione satellitare.
Inoltre, conducenti ed operatori adibiti ad accudire gli animali dovranno essere in possesso di autorizzazioni e certificati di idoneità [pdf]. Prima della fine del 2009 sono attesi due nuovi regolamenti riguardanti i tempi di viaggio e la densità di stoccaggio, aspetti non trattati dal regolamento (CE) n. 1/2005. Per la metà del 2007 è attesa, infine, la presentazione della Strategia 2007-2013 sulla salute degli animali che dovrebbe svilupparsi attorno ad una strategia integrata di gestione del rischio focalizzata sulle misure preventive. Il tema, nel novembre 2006, è stato oggetto di un convegno durante il quale sono state discusse le conclusioni del rapporto redatto da un gruppo di esperti indipendenti e commissionato dalla DG SANCO sulla performance della Strategia sulla salute degli animali 1995-2004 [link].
Il Parlamento europeo ha definitivamente approvato il bilancio generale dell’Unione europea per l’anno finanziario 2007, il primo del nuovo quadro che terminerà il 2013 [pdf]. Per quel che riguarda l’agricoltura, l’accordo prevede, rispetto al 2006, un aumento del 3% delle risorse per lo Sviluppo rurale, che raggiungono i 12,371 miliardi di euro (compensando in minima parte la riduzione di spesa del 30% subita nel contesto dei negoziati sulle nuove prospettive finanziarie), e risorse stabili per la voce legata al Sostegno del mercato e pagamenti diretti (+0,6%) che si attesta su 42,714 miliardi di euro. Rispetto all’anno precedente le voci legate all’Ambiente godranno di un aumento di risorse del 17,9% raggiungendo 246,6 milioni di euro.
Fisheries market (11 – Fisheries and maritime affairs)
La Commissione europea il 24 gennaio ha presentato la proposta ufficiale di riforma dell’COM ortofrutta [pdf], le cui caratteristiche salienti sono:
Il MiPAAF ha emanato le modalità nazionali di attuazione del regolamento CE n. 1010/2006 [pdf], relativo ad alcune misure eccezionali di sostegno del mercato avicolo [pdf].
Il MiPAAF ha fissato nel 31 luglio 2007 [pdf] il termine ultimo per l’adeguamento delle Unioni Nazionali tra le associazioni dei produttori agricoli ai requisiti minimi richiesti dal Decreto ministeriale n. 135 del 17 gennaio 2003 (art. 6, comma 3) che stabilisce le modalità per il riconoscimento, il controllo e il sostegno delle Unioni nazionali [pdf].
Nel marzo 2006 il Consiglio europeo ha emanato il regolamento (CE) n. 510/2006 [pdf] (le cui modalità di applicazione sono contenute nel regolamento (CE) n. 1898/2006) che ha modificato la normativa sulle denominazioni di origine. Per adeguarsi alla mutata normativa comunitaria, il MiPAAF ha pubblicato le modalità nazionali per il riconoscimento delle DOP ed IGP [pdf] [pdf] definendo: i soggetti legittimati a presentare domanda di riconoscimento, la documentazione da presentare, le modalità di compilazione del disciplinare di produzione, l’acquisizione del parere delle regioni nel cui ambito territoriale ricade la zona di produzione e le fasi in cui si snoderà la procedura ministeriale di registrazione.
A seguito della pubblicazione del regolamento (CE) n. 1507/2006 [pdf], che stabilisce le modalità di impiego dei trucioli di quercia nell’elaborazione dei vini, il MiPAAF ha emanato un decreto [pdf] che vieta l’utilizzo di tale pratica enologica nella elaborazione di V.Q.P.R.D. italiani (vini D.O.C. e D.O.C.G.), definendo dunque delle condizioni più restrittive rispetto a quelle formulate in sede comunitaria. Contro tale norma è stato presentato ricorso al TAR.
Il MiPAAF ha emanato una serie di decreti relativi all’applicazione in Italia della riforma della PAC del 2003. Il primo decreto (4 agosto 2006) [pdf] estende al 2007 le misure relative ai pagamenti supplementari di cui all’art. 69 del regolamento (CE) n. 1782/2003 già adottate per il 2005 e 2006 e relative a seminativi, carni bovine, carni ovicaprine e zucchero. Il successivo decreto 1 dicembre 2006 (D/668) [pdf] ha inserito alcune varietà di grano duro nell’elenco delle varietà certificate che danno diritto al pagamento supplementare. Il decreto 8 novembre 2006 (D/624) [pdf] consente agli agricoltori che richiedono l’aiuto per le colture energetiche o che utilizzano le superfici a set aside per ottenere materia prima di avvalersi di tutte le deroghe previste dagli articoli 25 e 146 del regolamento (CE) n. 1973/2004 [pdf]. Tali deroghe consentono di utilizzare tutti i cereali e i semi oleosi corrispondenti a determinati codici e alberi da bosco a rotazione breve (solo per l’aiuto alle colture energetiche) come combustibile per il riscaldamento della propria azienda agricola o per la produzione, nella propria azienda agricola, di energia o di biocarburanti. Il decreto 27 novembre 2006 [pdf] proroga al 30 novembre 2006 il termine fissato per l’assegnazione dei titoli all’aiuto definitivi, prima fissato al 15 agosto. Infine, il decreto 1 dicembre 2006 (D/669) [pdf] ha modificato l’elenco delle varietà di grano duro che a partire dalla campagna 2006/07 possono beneficiare dell’aiuto specifico alla qualità.
Infine, con decreto 21 dicembre 2006 [pdf] il MiPAAF ha adottato le norme relative all’applicazione della condizionalità per il 2007. Come si ricorderà, la normativa comunitaria aveva previsto una entrata in vigore della condizionalità, per la parte relativa ai Criteri di Gestione Obbligatori (CGO), progressiva e scaglionata nel tempo. Il 2007 rappresenta l’anno di piena applicazione di tutta la normativa includendo, tra le norme da rispettare, anche quelle relative al benessere degli animali.
Con decreto 16 novembre 2006 (D/642) [pdf] il MiPAAF ha proceduto alla ripartizione e assegnazione tra le imprese di trasformazione delle quote di produzione di zucchero e isoglucosio. Il Ministero ha inoltre pubblicato il programma nazionale di ristrutturazione del settore bieticolo-saccarifero [pdf], conformemente a quanto richiesto dall’art. 6 del regolamento (CE) n. 320/2006 [pdf].
Il MiPAAF ha definito le disposizioni nazionali da osservare a partire dal 21 gennaio 2007 per la gestione dei fondi di esercizio e la stesura, valutazione e rendicontazione dei programmi operativi nel settore dell’ortofrutta [pdf].
Nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni è stata raggiunta una intesa riguardo alla procedura da utilizzare per il recupero delle multe (pari a 1,5 miliardi di euro) comminate ai produttori di latte dalla campagna 1995/96 a quella 2005/06. La Commissione europea ha già trattenuto tali importi all’Italia. Ora spetta alle Regioni e Province Autonome recuperare tali somme dai produttori interessati. L’intesa prevede che, ove tali produttori percepiscano altri contributi agricoli, comunitari o nazionali, erogati tramite organismi pagatori, questi ultimi trattengano, a titolo di compensazione, le somme dovute [pdf] [pdf] [pdf].
Nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 1 del 2 gennaio 2007 sono stati pubblicati due decreti ministeriali riguardanti l’attuazione del regolamento (CE) n. 1290/2005 [pdf] sul finanziamento della PAC. Il primo [pdf] designa il Dipartimento delle filiere agricole ed alimentari - Direzione generale delle politiche agricole – del MiPAAF quale autorità competente per le funzioni istruttorie relative al rilascio e al ritiro del riconoscimento degli organismi pagatori. Il secondo [pdf] [pdf] riguarda il riconoscimento dell’AGEA quale organismo di coordinamento tra gli organismi pagatori riconosciuti in Italia. In quanto «organismo di coordinamento» l’AGEA avrà il compito di:
La Commissione europea ha accolto il Piano Strategico Nazionale (PSN) [pdf] che contiene anche la ripartizione tra le Regioni degli 8,292 miliardi di euro a valere sul FEASR spettanti all’Italia per il periodo 2007-2013, sulla quale si era trovato un accordo nella Conferenza Stato-Regioni del 31 ottobre 2006. A seguito di questo atto della Commissione, le Regioni potranno inviare i propri Piani di sviluppo rurale a Bruxelles per ottenerne l’approvazione.
Oltre alla distribuzione delle risorse FEASR tra Regioni, la Conferenza Stato-Regioni ha approvato anche la sua distribuzione per Asse e per Regione [pdf].
Relativamente alla passata programmazione, il MiPAAF ha reso disponibile il quadro delle spese sostenute dalle Regioni Obiettivo 1 attraverso i Programmi Operativi Regionali (POR) nel periodo 1 gennaio 2000 – 31 dicembre 2006, distinte per anno e per misura [pdf]. Per saperne di più: [link] [link]
La Commissione europea ha pubblicato le statistiche del commercio agricolo che forniscono informazioni, in quantità e valore, sui flussi di commercio dal 1995 al 2004 separatamente per l’UE-15 e i 10 Nuovi Stati membri [link].
La DG AGRI ha pubblicato il n. 3 del suo “Monitoring Agri-trade Policy” che analizza la struttura del commercio agricolo e la posizione nei negoziati WTO di alcuni importanti attori, al fine di valutare le offerte dell’UE nel Doha Development Agenda (DDA) [pdf].
Per scaricare il documento [link].
EUROSTAT ha reso note le stime del reddito agricolo per unità di lavoro 2006 nei 25 paesi dell’UE [pdf]. I dati aggregati mostrano un aumento del reddito del 2,6% rispetto al 2005. La crescita maggiore si registra in Olanda (+17,6%). All’estremo opposto, l’Irlanda è il paese che fa segnare la maggiore riduzione (-10,2%). Per l’Italia si stima una riduzione del reddito agricolo del 4,2%.
Nel dicembre dello scorso anno la Commissione europea ha pubblicato un Fact Sheet sullo sviluppo rurale 2007-2013 [pdf]. A gennaio ha reso pubblico uno studio teso a definire lo scenario di riferimento dell’economia agricola e rurale dell’UE al 2020 [pdf].
Tematiche: Europa e PACRubrica: Finestra sulla PAC Accedi o registrati per inserire commenti.
Utente non regi... (non verificato) Gio, 01/01/1970 - 01:00 Collegamento permanente ortofrutta
sono iteressanti questi approfondimenti. certo sarebbe importante comprendere se nel settore ortofrutticolo vengono inseriti anche produttori singoli di ortaggi in serre. Nella mia zona sarebbe importante (sicilia sud-est) dove i ricavi degli agricoltori dipendono sempre dal mercato locale che penalizza i produttori e i consumatori dove viene destinata per ultimo la merce, quindi visto che non c'è un serio controllo in questo senso sarebbe utile un aiuto per questi produttori. grazie della vostra disponibilità ad ascoltare