Source: http://www.spigarellimariano.it/2017/09/Sconto-o-premio-di-fine-anno
Timestamp: 2018-07-17 11:00:03+00:00
Document Index: 125531805

Matched Legal Cases: ['art.2', 'art. 2', 'art. 26', 'art. 3', 'art. 26', 'art. 50', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 26', 'art. 5']

Sconto o premio di fine anno - Approfondimento di Spigarelli Mariano dottore commercialista
Sconto o premio di fine anno
Il ns. commerciale ha concordato con un cliente estero, lo sconto di FINE ANNO da liquidare trimestralmente.
- È corretto regolare l’esenzione iva con l’art.2 come per i clienti ITALIA?
- Va fatto l’intra con nomenclatura “specifica” visto che si tratta di un “premio” e non di una correzione del prezzo della merce?
Dal tenore del quesito si rileva che l’azienda considera il premio erogato al proprio cliente INTRA, una componente non rilevante ai fini IVA, seguendo l’impostazione della Suprema Corte (sent. 5.3.2007 n. 5006), secondo cui solo lo sconto, incidendo direttamente sul prezzo della merce compravenduta o del servizio scambiato riducendone l’ammontare dovuto per le singole operazioni, consente al fornitore di avvalersi della procedura di variazione; per contro, il premio di fine anno, configurandosi quale contributo autonomo, riconosciuto indistintamente a fine esercizio al cliente al raggiungimento di un determinato fatturato o comunque per incentivarlo a futuri acquisti, rappresenta una corresponsione in funzione liberale senza alcun collegamento causale con singole e determinate cessioni imponibili (in quanto tale escluso da IVA ai sensi dell’art. 2 co. 3 lett. a) del DPR 633/72).
In merito l’Agenzia delle Entrate (ris. Agenzia delle Entrate 17.9.2004 n. 120), ha fatto la distinzione tra “bonus” quantitativo e qualitativo, evidenziando che:
- i bonus quantitativi si traducono in una riduzione dei prezzi originariamente praticati, sicché sono equiparati ad abbuoni o sconti previsti contrattualmente (art. 26 co. 2 del DPR 633/72);
- i bonus qualitativi rappresentano, invece, il corrispettivo di una prestazione di servizi, imponibile IVA (art. 3 del DPR 633/72). Fatta questa premessa, va detto che se l’accordo contrattuale tra fornitore e cliente è finalizzato ad incentivare le vendite, la società produttrice ha la facoltà di attivare la variazione in diminuzione dell’imponibile e dell’imposta, procedendo ad emettere nota di credito ai sensi del citato art. 26 co. 2 del DPR 633/72, se, invece, dalle pattuizioni contrattuali non emerge tale volontà, ma anzi emerge la volontà che il bonus o premio remunera un obbligo da parte del cliente, il bonus deve essere assoggettato ad IVA, secondo il regime proprio dei bonus qualitativi (ris. Agenzia delle Entrate 5.2.2003 n. 25).
Nel caso specifico, sembrerebbe che non ci sia un obbligo da parte del cliente di effettuare una prestazione a favore del proprio fornitore, e per questo la società fornitrice, ha la facoltà di non emettere nota di credito, corrispondendo la somma di denaro senza alcun adempimento ai fini IVA.
Sempre nel caso specifico, trattandosi di premio che non si considera rientrare nella disciplina IVA, non si procederà ad effettuare alcun adempimento ai fini del modello INTRA. A tal riguardo il Decreto ministeriale 22/02/2010 - Elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie - Art. 5 - Contenuto degli elenchi - Parte fiscale – evidenzia che “1. Salvo quanto disposto dall'art. 50, comma 7, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, negli elenchi di cui all'art. 1 sono riepilogati i dati delle operazioni registrate o soggette a registrazione, ai sensi delle disposizioni in materia di imposta sul valore aggiunto, nel periodo di riferimento di cui all'art. 2.”
L’Agenzia delle Entrate - Circolare 21/06/2010 n. 36/E - Recepimento Dir. 2008/8/CE e Dir. 2008/117/CE – evidenzia che “Nel caso di variazioni, effettuate ai sensi dell’art. 26 del D.P.R. n. 633 del 1972, di operazioni già poste in essere ed indicate negli elenchi riepilogativi - siano esse cessioni di beni o prestazioni di servizi - i documenti relativi (fatture integrative ovvero note di accredito) vanno indicati negli elenchi relativi al periodo nel corso del quale dette rettifiche sono state registrate (art. 5, comma 5, del decreto).” Nel caso di specie non trattandosi di operazione rilevante ai fini IVA, tenuto conto delle premesse di cui sopra, si ritiene che nulla debba essere fatto ai fini della compilazione del modello INTRA.