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Timestamp: 2018-03-17 17:12:46+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 26', 'art 1', 'art. 21', 'art. 38', 'art. 45']

La Mediazione Culturale nella scuola - PDF
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Giorgiana Manzoni
1 La Mediazione Culturale nella scuola PANORAMA NORMATIVO A CURA DI: NORA LONARDI RES RICERCA E STUDIO, TRENTO
2 DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI ONU- 10 DICEMBRE 1948 art. 1 : Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti. art. 26 : 1) Ogni individuo ha diritto all istruzione. 2) L istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti dell uomo e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l opera delle Nazioni unite per il mantenimento della pace.
3 DIRITTO E DOVERE ALL ISTRUZIONE NEL PANORAMA NAZIONALE La Costituzione della Repubblica italiana (27 dicembre 1947) fissa i principi cardini del diritto/dovere all istruzione. Secondo tali principi l istruzione deve anzitutto attenersi al fondamento democratico dello Stato, ossia l uguaglianza e la parità di tutti i cittadini. Art. 3, Costituzione Repubblica italiana - Principi Fondamentali. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali Inoltre la Costituzione dedica alla scuola uno specifico articolo, all interno del capitolo Diritti e doveri dei cittadini (Parte prima. Titolo secondo: Rapporti etico - sociali). Art. 34 Costituzione Repubblica italiana La scuola è aperta a tutti. L istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.
4 DIRITTO E DOVERE ALL ISTRUZIONE NEL PANORAMA NAZIONALE Dall ultima riforma del sistema scolastico nazionale emanata nel 2003 (la cosiddetta Riforma Moratti dal nome del Ministro allora in carica Letizia Moratti), non si parla più di obbligo ma di dirittodovere all istruzione e alla formazione, anche se permane la norma di un limite di obbligo scolastico che, con la L , n. 296, art 1 c 622, è stato fissato a 10 anni. Tale obbligo, oltre che nei circuiti della scuola primaria, secondaria di I e II grado (scuola elementare, media e superiore), può essere assolto anche nei percorsi di istruzione e formazione professionale. Ciò incide direttamente anche sull età minima di accesso al lavoro (età sotto la qua le non è permesso ad un minore di lavorare). L'istruzione impartita per almeno dieci anni è obbligatoria ed è finalizzata a consentire il conseguimento di un titolo di studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale di durata almeno triennale entro il diciottesimo anno di età. L'età per l'accesso al lavoro è conseguentemente elevata da quindici a sedici anni.
5 DIRITTO E DOVERE ALL ISTRUZIONE NEL PANORAMA NAZIONALE Il ciclo scolastico italiano è così suddiviso: Scuola dell infanzia (fino a qualche anno fa, ma anche oggi nel linguaggio comune, definita scuola materna, non obbligatoria). 3 anni Scuola primaria (o scuola elementare). 5 anni Scuola secondaria di I grado (o scuola media inferiore). 3 anni. Scuola secondaria di II grado (o scuola media superiore). Cinque anni/ Istruzione professionale. 3-5 anni
6 DIRITTO E DOVERE ALL ISTRUZIONE NEL PANORAMA NAZIONALE. AUTONOMIA SCOLASTICA L'Autonomia scolastica decorre dall'anno scolastico 2000/2001. Trova origine nell'art. 21 della legge 15 marzo 1997, n, 59, e dal successivo regolamento: D.P.R. n. 275/1999 Art. 1. Le istituzioni scolastiche sono espressioni di autonomia funzionale e provvedono alla definizione e alla realizzazione dell'offerta formativa, nel rispetto delle funzioni delegate alla Regioni e dei compiti e funzioni trasferiti agli enti locali (...). A tal fine interagiscono tra loro e con gli enti locali promuovendo il raccordo e la sintesi tra le esigenze e le potenzialità individuali e gli obiettivi nazionali del sistema di istruzione. Art. 2. L'autonomia delle istituzioni scolastiche è garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale e si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo, coerentemente con le finalità e gli obiettivi generali del sistema di istruzione e con l'esigenza di migliorare l'efficacia del processo di insegnamento e di apprendimento.
7 DIRITTO E DOVERE ALL ISTRUZIONE NEL PANORAMA NAZIONALE. ALUNNI STRANIERI I minori stranieri presenti sul territorio nazionale hanno diritto all istruzione indipendentemente dalla regolarità della loro posizione in ordine al soggiorno. Essi sono soggetti all obbligo scolastico: D.L.vo n. 286, 1998, Testo Unico, art. 38 : I minori stranieri presenti sul territorio sono soggetti all obbligo scolastico; ad essi si applicano tutte le disposizioni vigenti in materia di diritto all istruzione, di accesso ai servizi educativi, di partecipazione alla vita della comunità scolastica. L effettività del diritto allo studio è garantita dallo stato, dalle Regioni e dagli enti locali anche mediante l attivazione di appositi corsi ed iniziative per l apprendimento della lingua italiana D.P.R. n. 394, 1999, Norme di attuazione, art. 45 : I minori stranieri hanno diritto all istruzione indipendentemente dalla regolarità della loro posizione e nei modi previsti per i cittadini.
8 DIRITTO E DOVERE ALL ISTRUZIONE NEL PANORAMA NAZIONALE. ALUNNI STRANIERI Il Decreto del Presidente della Repubblica n. 394, 31 Agosto 1999, stabilisce che i minori stranieri all arrivo in Italia devono essere inseriti alla classe in base all età anagrafica o, sulla base di una decisione del Collegio dei docenti, a quella immediatamente inferiore o superiore, in relazione a: ordinamento degli studi del Paese di provenienza; accertamento delle competenze, abilità e livelli di preparazione dell alunno; corso di studi eventualmente seguito nel Paese di provenienza; titolo di studio eventualmente posseduto dall alunno. Circolari ministeriali (73/ /95) stabiliscono che la non conoscenza della lingua italiana non deve influire sull anno di iscrizione.
9 DIRITTO E DOVERE ALL ISTRUZIONE NEL PANORAMA NAZIONALE. ALUNNI STRANIERI I contenuti del diritto allo studio affermati dalla Legge , non sono stati modificati dalla più recente , e si sostanziano in: Obbligo scolastico per tutti i minori presenti sul territorio, Diritto alla partecipazione degli studenti e delle loro famiglie negli organismi elettivi dei vari ordini di scuola, Alfabetizzazione degli adulti. Il diritto all istruzione e alla formazione professionale è riconosciuto a tutti i cittadini stranieri regolarmente presenti; viene garantito il diritto al conseguimento dei titoli di studio di licenza media e dei diplomi di istruzione superiore attraverso il riconoscimento dei titoli conseguiti all estero e l attivazione di percorsi di insegnamento integrativi degli studi sostenuti nei paesi di provenienza. Educazione interculturale. In una prospettiva di tutela delle diverse identità intese come risorsa per un arricchimento reciproco la scuola persegue l obiettivo di educare ad una società plurale, a prescindere dalla presenza o meno di studenti stranieri.
10 DIRITTO E DOVERE ALL ISTRUZIONE NEL PANORAMA NAZIONALE. ALUNNI STRANIERI Educazione interculturale Il modello educativo dell istituzione scolastica italiana è rivolto alla costruzione di una integrazione paritetica intesa come processo di scambio reciproco sulla base della valorizzazione e sulla complementarietà delle diversità Alla luce del principio della valorizzazione della diversità, il modello di integrazione si svolge in quello di interazione, che implica il coinvolgimento degli alunni italiani e stranieri in progetti interculturali comuni. Circolare Ministeriale 2 marzo 1994, n 73: Proposte e iniziative per l educazione interculturale. Dialogo interculturale e convivenza democratica. L impegno progettuale della scuola.
11 DIRITTO E DOVERE ALL ISTRUZIONE NEL PANORAMA NAZIONALE. ALUNNI STRANIERI Educazione interculturale Alcuni documenti redatti a livello ministeriale e riguardanti i contenuti di base dell'apprendimento nella nuova scuola italiana [Mpi 1997; 1998] considerano l'educazione interculturale come una componente strutturale di tutto l'insegnamento e di tutto il processo di apprendimento, quindi non una materia in più né un insieme di pratiche aggiuntive ai programmi curriculari. Per definire le funzioni di un'educazione interculturale così concepita questi documenti adottano il concetto di sfondo integratore, che in ambito pedagogico viene inteso come strumento che collega e conferisce coerenza ai diversi aspetti dell'agire quotidiano nella scuola.
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