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Timestamp: 2018-02-20 19:07:33+00:00
Document Index: 143130189

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 19', 'art. 21', 'art. 52', 'art. 17', 'art. 21', 'art 34', 'art. 19', 'art. 2135', 'art. 17', 'art. 50', 'art. 10', 'art. 52', 'art. 17', 'art. 20', 'art. 17', 'art. 17']

Novità fiscali del 4 maggio 2007
1) IVA – FATTURAZIONE E RISCOSSIONE PER CONTO TERZI: OBBLIGHI CONTABILI<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
Per i concessionari, che riscuotono i tributi comunali (tra cui la Tarsu), le relative somme incassate dagli utenti per conto del comune costituiscono solo delle mere movimentazioni finanziarie, e tale titolo vanno versate ai comuni.
E’ il Comune che, poi deve mettere in atto tutti gli altri obblighi contabili, dalla registrazione delle fatture alla liquidazione e al versamento dell’imposta dovuta.
In particolare, anche se la concessionaria emette, bollette a carico degli utenti e riscuotono sia i corrispettivi della tariffa rifiuti e dei canoni idrici sia l’IVA ad essi relativa, l’obbligo contabile e del versamento dell’Iva ricade sul comune.
L’art. 17 del D.P.R. n. 633/72, comma 1, nell’individuare i soggetti passivi ai fini IVA, stabilisce che l’imposta è dovuta dai soggetti che effettuano le cessioni di beni e le prestazioni di servizi imponibili “i quali devono versarla all’erario, cumulativamente per tutte le operazioni effettuate e al netto della detrazione prevista nell’art. 19, nei modi e nei termini stabiliti nel titolo secondo”.
Tale norma definisce debitore d’imposta colui che operando nell’esercizio d’impresa, arti o professioni effettua cessioni di beni o prestazioni di servizi rilevanti nel territorio dello Stato, riconoscendo allo stesso il diritto a detrarre l’imposta assolta sui relativi acquisti e assoggettando il medesimo soggetto a tutti gli obblighi previsti dalla disciplina IVA (fatturazione, registrazione, liquidazione, dichiarazione, versamento, ecc.).
In caso di emissione della fattura da parte del cliente o di un terzo, la fattura stessa deve contenere, ai sensi del comma 2, lettera h) dell’art. 21 del DPR n. 633/72, l’annotazione che la stessa viene “compilata dal cliente, ovvero, per conto del cedente prestatore, da un terzo”.
La circolare n. 45/E del 19 ottobre 2005, ha precisato, tra l’altro, che “nell’ipotesi di emissione della fattura da parte del cliente ovvero di un terzo non incaricato della gestione della contabilità, la fattura emessa deve essere inviata al cedente o prestatore (…) affinché siano posti in essere gli ulteriori obblighi di registrazione del documento, di liquidazione e di versamento dell’imposta dovuta”.
Nel caso di specie si tratta di soggetti che sono concessionarie dei servizi di accertamento, liquidazione e riscossione dei tributi e delle entrate degli Enti locali ai sensi dell’art. 52 del D.Lgs. n. 446/1997.
Per eseguire l’incarico viene eseguita la seguente procedura:
– per la riscossione dei canoni per la fornitura dell’acqua potabile e dello smaltimento delle acque reflue e loro depurazione e della Tariffa sui rifiuti solidi urbani, al concessionario viene riconosciuto un aggio pari al 9% calcolato sull’ammontare lordo complessivo delle riscossioni effettuate;
– le somme riscosse dal concessionario per conto del Comune sonoo versate allo stesso ente al netto dell’aggio, comprensivo dell’IVA relativa;
– sia per la riscossione della Tarsu sia per la riscossione dei canoni acqua e acque reflue il concessionario, provvede, tra l’altro, all’emissione e alla notifica delle fatture, proseguendo l’eventuale iter della riscossione coattiva delle somme evase.
Pertanto, in tale contesto, ai sensi dell’art. 17, comma1, del DPR n. 633/72, la soggettività passiva ai fini IVA ricade in capo ai Comuni, che devono adempiere ai conseguenti obblighi disposti dalla disciplina IVA e a versare l’imposta all’erario.
Riguardo la fatturazione dei servizi, eseguita dai concessionari in virtù degli accordi intercorsi con i Comuni, le fatture emesse devono, comunque, contenere tutte le informazioni di cui al comma 2 dell’art. 21 del DPR n. 633/72 e, in particolare, devono indicare espressamente che le stesse sono compilate per conto del Comune, esecutore del servizio.
Quindi, il concessionario deve versare al Comune tutte le somme incassate dall’utenza per suo conto, sia a titolo di canone e tariffa sia a titolo di IVA, che per il concessionario costituiscono una mera movimentazione finanziaria.
Il Comune, poi, deve porre in essere tutti gli altri obblighi contabili, dalla registrazione delle fatture alla liquidazione e al versamento dell’imposta dovuta.
(Agenzia delle Entrate, Risoluzione del 03/05/2007, n. 82)
2) AZIENDE AGRICOLE: COMUNICAZIONI TELEMATICHE
Le procedure di trasmissione telematica dei dati da parte delle aziende agricole sono state implementate con l’acquisizione on-line dei Registri di Impresa. Pertanto, la trasmissione della “Comunicazione di avviamento al lavoro” può essere effettuata dai soggetti autorizzati con due distinte modalità:
1) trasmissione telematica del file contenente i rapporti di lavoro di una o più aziende;
2) acquisizione on-line dei rapporti di lavoro, distintamente per ciascuna azienda.
Il servizio, denominato RI Internet, consente inoltre la consultazione delle comunicazioni trasmesse (indipendentemente dalla modalità utilizzata) e del numero dei Registri Presenze per ciascuna azienda, e la gestione degli adempimenti relativi ai documenti di lavoro obbligatori (libro matricola, paga e presenze).
(Circolare INPS, n. 80 del 27/4/2007 e pubblicazione nel Sito INPS del 03/05/2007)
3) BILANCIO IN FORMATO XBRL SPERIMENTALE
Dal 2.05.2007 InfoCamere (Telemaco) ha reso disponibile gratuitamente i software per redigere il bilancio nel nuovo formato elettronico Xbrl.
In questa prima fase sperimentale il bilancio in formato Xbrl sarà un ulteriore allegato della tradizionale, e ancora insostituibile, pratica di deposito di bilancio ed elenco soci.
4) VERIFICHE E ACCERTAMENTI: PRESENTAZIONE DEI RISULTATI DEL 2006 E DEI PRIMI MESI DEL 2007
Il prossimo 8.5.2007, alle 11,00 il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Massimo Romano e William Rossi, direttore Accertamento, presenteranno ai giornalisti i risultati delle attività di controllo e accertamento svolte nel 2006 e nei primi mesi del 2007. Nel corso della conferenza stampa, che si terrà presso la nuova sede dell’Agenzia delle Entrate – Roma, Via Cristoforo Colombo 426 c/d – saranno illustrati i dati e le strategie di contrasto all’evasione.
(Agenzia delle Entrate Comunicato Stampa del 03/05/2007)
5) IVA AUTO: A BREVE LA DECISIONE DEFINITIVA DEL CONSIGLIO UE FAVOREVOLE ALLA DETRAZIONE FORFETARIA
Entro la prima metà di maggio 2007 la Commissione europea (Ecofin) dovrebbe approvare le deroghe alle direttive IVA che consentono all’Italia l’introduzione della detrazione IVA pari al 40% per gli autoveicoli.
L’autorizzazione del Consiglio Ue sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee.
6) IVA – SOCIETA’ AGRICOLA: ANCHE SE MUTA LA COMPAGINE SOCIALE, PERMANE LO STATUS DI IMPRENDITORE AGRICOLO E COMPETE, QUINDI, L’OPZIONE PER IL REGIME ORDINARIO
Un’azienda agricola (società semplice), che ha per oggetto la conduzione di fondi agricoli e l’allevamento di bestiame, quale imprenditore agricolo può validamente esercitare l’opzione per il regime d’imposta ordinaria ex art 34, n. 11), D.P.R. n. 633/1972, anche in presenza di avvenuto mutamento dei soci e a prescindere dallo svolgimento di attività commerciale.
Ciò non è, invece, possibile se si tratta di società di comodo.
In particolare, una società semplice che, in regime di deduzione forfetaria, aveva detratto l’IVA ai sensi dell’art. 19, D.P.R. n. 633/72 chiedendo il rimborso del credito, poiché non erano state ancora effettuate vendite.
Ma l’Amministrazione finanziaria, aveva ritenuta scorretta la detrazione ordinaria operata in luogo di quella forfetaria, sul presupposto che solo nel momento in cui la società, i cui soci erano nel frattempo cambiati, aveva iniziato l’attività di allevamento del bestiame, poteva dirsi iniziata l’attività di impresa della contribuente; prima di allora le opzioni non avrebbero avuto rilevanza agli effetti IVA giacché compiute dalla contribuente società semplice in veste di privato e non di imprenditore agricolo.
La società invece, nonostante il mutamento dei soci, è rimasta lo stesso soggetto ed è, pertanto, titolare del diritto di avvalersi del regime ordinario di detrazione IVA.
L’inattività di una società (salvo che si tratti di società di comodo) non può dar luogo infatti alla sua degradazione ad un soggetto persona fisica.
È imprenditore agricolo non solo colui che alleva il bestiame ma anche e soprattutto colui che si limita a coltivare la terra, poiché, ai sensi dell’art. 2135 c.c., la coltivazione del fondo e la silvicoltura sono attività agrarie per intrinseca natura e quindi individuano di per se il carattere agricolo dell’impresa.
(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 23/04/2007, n. 9569)
7) RISCATTO DEL FONDO PENSIONE, PER CAUSE NON ESPRESSAMENTE PREVISTE DAL TUIR, E’ SOGGETTO A TASSAZIONE ORDINARIA, ANZICHE’ A QUELLA SEPARATA
Le prestazioni in forma di capitale derivanti dal riscatto esercitato per effetto del pensionamento o per la cessazione del rapporto di lavoro per mobilità o per altre cause non dipendenti dalla volontà delle parti (riscatto non volontario) sono soggette a tassazione separata.
Mentre, la locuzione “a seguito di pensionamento”, si intende nel senso che il riscatto deve essere esercitato in conseguenza dell’effettivo pensionamento, non essendo sufficiente, ai fini della tassazione separata, il mero raggiungimento dei requisiti per l’accesso alla pensione.
Pertanto, le prestazioni in forma di capitale, erogate a seguito del riscatto della posizione individuale maturata presso il fondo pensione interno dell’istituto di credito, (non derivando dalle cause espressamente e tassativamente previste dall’art. 17, comma 1, lett. a-bis, del Tuir), sono soggette a tassazione ordinaria applicata sull’ importo delle prestazioni medesime al netto dei redditi già assoggettati ad imposta e dei contributi non dedotti.
Con le modifiche introdotte dal D.Lgs. n. 47/2000 tutte le prestazioni erogate dai fondi di previdenza complementare, in forma periodica o in capitale, sono qualificate redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente ai sensi dell’art. 50, comma 1, lett. h-bis), del Tuir.
Nell’ambito delle prestazioni pensionistiche erogate in forma di capitale viene incluso, tra l’altro, il riscatto, anche parziale, della posizione individuale.
Per i riscatti, vengono individuate differenti modalità di imposizione a seconda che il riscatto sia non volontario – cioé esercitato per effetto di pensionamento, di cessazione del rapporto di lavoro per mobilità o di altre cause non dipendenti dalla volontà dell’iscritto – o si ricolleghi a diverse cause.
Per le prestazioni in forma di capitale a seguito di riscatto volontario della posizione individuale ai sensi dell’art. 10, comma 1, lett. c), del D.lgs. n. 124/1993, le stesse sono disciplinate dall’art. 52, comma 1, lett. d-ter), del Tuir, che ne prevede l’assoggettamento a tassazione ordinaria.
In sostanza (circolare n. 29/2001), qualora il riscatto dipenda da cause diverse da quelle espressamente previste, il capitale percepito viene assoggettato a tassazione ordinaria per il suo intero importo, decurtato dei redditi già tassati in capo alla forma pensionistica e, comunque, dei contributi eventualmente non dedotti dall’iscritto.
L’oneroso regime della tassazione ordinaria é stato previsto per le somme percepite in via definitiva prima del completamento del piano previdenziale, o prima dell’effettivo pensionamento, giacché si tratta di somme che non rispondono alle finalità proprie della previdenza integrativa, ma rappresentano una forma di realizzo di tipo finanziario degli importi versati, per i quali il contribuente ha, comunque, fruito del beneficio fiscale della deduzione a fronte dei contributi versati.
Invece, le prestazioni in forma di capitale derivanti dal riscatto esercitato per effetto del pensionamento o per la cessazione del rapporto di lavoro per mobilità o per altre cause non dipendenti dalla volontà delle parti (riscatto non volontario) sono soggette a tassazione separata ai sensi dell’art. 17, comma 1, lett- a-bis), del Tuir.
In particolare, ai sensi dell’art. 20, comma 1, del Tuir la tassazione separata va applicata sull’importo della prestazione erogata, al netto delle quote corrispondenti ai contributi non dedotti dall’iscritto ed ai redditi già tassati in capo alla forma pensionistica.
L’aliquota d’imposta applicabile va determinata con gli stessi criteri previsti per la tassazione del TFR.
Secondo la circolare n. 29/2001, è stato riconosciuto il regime di tassazione separata esclusivamente alle prestazioni della previdenza complementare che vengono richieste e percepite solo al momento (e, quindi, non prima) dell’accesso alle prestazioni del sistema previdenziale obbligatorio pubblico, cioé, successivamente all’effettivo pensionamento.
Nel caso di specie, gli ex dipendenti hanno cessato, in precedenza, il rapporto di lavoro con l’istituto di credito senza aver contestualmente maturato il diritto alla percezione delle prestazioni di natura previdenziale obbligatoria.
Inoltre, nel momento in cui é stato esercitato il riscatto della posizione individuale tali soggetti non erano effettivamente titolari di pensione.
Il riscatto della posizione individuale non è stato esercitato “per effetto del pensionamento” nel senso inteso dall’art. 17, comma 1, lett. a-bis, del Tuir, giacché gli ex dipendenti, all’atto dell’esercizio dell’opzione, non erano effettivamente titolari del trattamento pensionistico obbligatorio.
In sostanza, il piano previdenziale si può considerare completato solo al momento in cui il soggetto accede effettivamente al regime previdenziale obbligatorio di appartenenza.
Pertanto, le prestazioni in forma di capitale, erogate a seguito del riscatto della posizione individuale maturata presso il fondo pensione interno dell’istituto di credito, (non derivando dalle cause espressamente e tassativamente previste dall’art. 17, comma 1, lett. a-bis, del Tuir), sono soggette a tassazione ordinaria applicata sull’ importo delle prestazioni medesime al netto dei redditi gia’ assoggettati ad imposta e dei contributi non dedotti.
(Agenzia delle Entrate, Risoluzione del 03/05/2007 n. 83)