Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2008/11/enti-non-commerciali-trattamento-fiscale-della-raccolta-di-fondi.html
Timestamp: 2019-08-19 23:30:30+00:00
Document Index: 178573014

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 143', 'art. 2', 'art. 143', 'art. 2', 'art. 25', 'art. 20', 'art. 18', 'art. 22', 'art. 2219', 'art. 22', 'art. 8', 'art. 2220']

Enti non commerciali: trattamento fiscale della raccolta di fondi | Commercialista Telematico
Enti non commerciali: trattamento fiscale della raccolta di fondi
la raccolta pubblica di fondi costituisce una tipica modalità di acquisizione delle risorse necessarie all’ente non commerciale (tra cui rientra ad es. l’associazione culturale, assistenziale, ricreativa, ecc.). L’articolo chiarisce e mette in evidenza i punti più controversi della relativa disciplina fiscale
La raccolta pubblica di fondi costituisce una tipica modalità di acquisizione delle risorse necessarie all’ente non commerciale (tra cui rientra ad es. l’associazione culturale, assistenziale, ricreativa, ecc.) per il perseguimento delle finalità previsti nel proprio statuto sociale.
Per fini di controllo, l’art. 20 del D.P.R. n. 600/1973 prevede l’obbligo, per tali enti non commerciali che effettuano raccolte pubbliche di fondi, di redigere, entro 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio, un apposito e separato rendiconto dal quale devono risultare, anche a mezzo di una relazione illustrativa, in modo chiaro e trasparente, le entrate e le spese relative a ciascuna delle celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione indicate nell’art. 143, c. 3, lett. a) del Tuir.
Dal canto suo, l’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 59/E/2007 ha precisato che, per agevolare l’attività di accertamento, gli enti devono specificare nella relazione illustrativa oltre all’importo dei fondi raccolti che risultano dai documenti attestanti i singoli versamenti, le somme effettivamente destinate alle attività ed ai progetti, descritti in modo dettagliato, per i quali la raccolta fondi è stata effettuata.
Questa specificità della relazione illustrativa viene ricondotta alla successiva richiesta dell’Agenzia che la maggior parte dei proventi della raccolta fondi vada destinata al progetto o all’attività per cui è stata attivata e, quindi, che i fondi raccolti non siano utilizzati dall’ente per autofinanziarsi.
Alle raccolte pubbliche di fondi si applica il regime di esclusione dall’I.V.A. (1), inoltre, la raccolta pubblica di fondi è esente da ogni altro tributo sia erariale che locale (art. 2, comma 2, D.Lgs. 4/12/1997, n. 460).
A tal fine, è da ritenere, che se l’ente non commerciale (a parte la raccolta fondi) non esercita attività commerciali, ma solo l’attività istituzionale, non debba richiedere la partita IVA all’Agenzia delle Entrate, e per la riscossione dei proventi della raccolta possa rilasciare delle semplici ricevute (non quindi ricevute fiscali).
Non imponibilità ai fini delle imposte sui redditi
Ai sensi dell’art. 143, comma 3, lett. a), del D.P.R. 22/12/1986, n. 917 (T.U.I.R.), non concorrono in ogni caso alla formazione del reddito degli enti non commerciali i fondi pervenuti ai predetti enti a seguito di raccolte pubbliche effettuate occasionalmente, anche mediante offerta di beni di modico valore o di servizi ai sovventori, in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione.
Per le organizzazioni di volontariato non costituiscono redditi imponibili ai fini Ires i proventi derivanti da attività commerciali e produttive marginali, qualora sia documentato il totale impiego per i fini istituzionali dell’organizzazione di volontariato.
Tra le predette attività rientrano le attività di vendita occasionali o iniziative occasionali di solidarietà svolte nel corso di celebrazioni o ricorrenze o in concomitanza a campagne di sensibilizzazione pubblica verso i fini istituzionali dell’organizzazione di volontariato.
Le condizioni per beneficiare delle agevolazioni fiscali sono le seguenti:
– Si deve trattare di iniziative occasionali (per cui la mera assenza del carattere di abitualità dovrebbe essere sufficiente per ottenere il beneficio dell’agevolazione);
– la raccolta di fondi deve avvenire in concomitanza con celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione;
– i fondi pervenuti a seguito della raccolta possono derivare anche da offerte di beni di modico valore (es. cessioni di piante o frutti) o di servizi ai sovventori.
La Circolare ministeriale del 124/E/1998 non ha chiarito il significato sostanziale dell’espressione “modico valore” riferita ai beni offerti, né tanto meno ha individuato quali siano i servizi che possono essere resi ai sovventori in esenzione d’imposta.
Quale ulteriore aspetto negativo, relativo alla importante agevolazione fiscale concessa dal Legislatore, è quello che a tuttora, si è in attesa del D.M. a cui l’art. 2, comma 3 del D.Lgs. 460/1997 rinvia ai fini della precisazione di condizioni e limiti affinché la raccolta pubblica di fondi possa considerarsi occasionale.
Pertanto, anche per tale circostanza, prima di iniziare l’attività di raccolta fondi, si consiglia di presentare istanza di interpello all’Agenzia delle Entrate.
Associazioni sportive dilettantistiche in regime speciale di cui alla Legge n. 398/1991
Per le società/associazioni sportive dilettantistiche in regime 398/1991 non concorrono a formare il reddito imponibile i proventi realizzati per il tramite della raccolta pubblica di fondi per un numero di eventi complessivamente non superiore a 2 per anno e per un importo non superiore al limite annuo complessivo di € 51.645,69 (art. 25, Legge n. 133/1999).
Obbligo del rendiconto
Considerata l’importanza di tali agevolazioni di natura fiscale, l’art. 20, c. 2 del D.P.R.
600/1973 sancisce un obbligo generalizzato di redazione del rendiconto per la raccolta pubblica di fondi, indipendentemente dagli obblighi contabili cui gli enti non commerciali siano tenuti ai fini civilistici, fiscali o in virtù di leggi speciali.
Anche il regime contabile prescelto (contabilità ordinaria o semplificata di cui all’art. 18 del D.P.R. 600/1973) non ha rilevanza al fine di stabilire l’obbligo di redigere tale rendiconto.
Come premesso, il rendiconto deve essere redatto entro il termine di 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio.
Il rendiconto deve essere tenuto e conservato in osservanza delle disposizioni di cui all’art. 22 D.P.R. 29.09.1973, n. 600:
– Deve, quindi, essere tenuto a norma dell’art. 2219 C.C. e numerato progressivamente in ogni pagina, in esenzione dall’imposta di bollo.
Ai fini pratici, tale rendiconto può essere riportato in calce al bilancio, sul libro dei verbali delle assemblee dell’ente; in alternativa, può essere istituito un apposito registro dei rendiconti senza la necessità di alcuna formalità iniziale, stante la soppressione dell’obbligo di vidimazione iniziale per effetto della modifica all’art. 22 D.P.R. 600/1973, apportata dall’art. 8, c. 3, L. 18/10/2001, n. 383.
Come gli altri documenti contabili, il rendiconto deve essere conservato, agli effetti fiscali, fino a quando non sia divenuto definitivo l’accertamento relativo al periodo d’imposta cui il rendiconto stesso si riferisce e, quindi, in caso di controversia, anche oltre il termine decennale previsto dall’art. 2220 del Codice Civile.
Infine, per agevolare l’attività di accertamento da parte degli organi preposti alla vigilanza sulla raccolta fondi il rendiconto deve essere accompagnato da una relativa, concernente le entrate e le spese afferenti a ciascuna manifestazione, nella quale devono essere illustrati i seguenti elementi:
– L’importo dei fondi raccolti risultante dalla documentazione attestante i singoli versamenti;
– le somme effettivamente destinate alle attività e ai progetti, dettagliatamente descritti, per i quali la raccolta fondi è stata attivata.
Un esempio (1)
RELAZIONE ILLUSTRATIVA DELL’INIZIATIVA DI RACCOLTA FONDI
“…………………………………..” DEL …………………………….
Descrizione dell’iniziativa/manifestazione pubblica
L’associazione ……………………………………………………., in data …………………………. ha posto in essere un’iniziativa/ manifestazione denominata ………………………………….., al fine di raccogliere fondi da destinare al progetto: (breve descrizione dell’iniziativa e delle finalità) …………………………………………………………………………………………………………
Modalità di raccolta fondi (Entrate)
In relazione alla manifestazione sono stati raccolti fondi per un totale di € …………………. (totale entrate).
Le donazioni libere si riferiscono ai contributi e donazioni su c/c bancario-postale ottenuti da società ed enti privati/
pubblici per un totale di € …………………..; le entrate relative alla manifestazione si riferiscono, invece, ai fondi raccolti durante le giornate di sensibilizzazione da parte dei nostri volontari, per un totale di € ………………….
Spese relative alla manifestazione (USCITE)
Per la raccolta fondi sono state sostenute spese relative all’acquisto di ………… beni (n. dei beni/qualità, prezzo unitario) …………………………………….. Le altre spese sono relative a ……………………………………………………. (dettaglio spese con relativo importo).
I fondi raccolti al netto del totale delle spese sostenute sono pari ad € ……………………
Lì, …………………… Il Presidente …………………………………………………………
(1) Come, peraltro, rilevato, in Ratio n. 1/2008
Le attività decommercializzate
Enti non commerciali in genere
Ass. sportive dilettantistiche e Pro Loco
– Fondi pervenuti mediante raccolte pubbliche in concomitanza di ricorrenze;
– Contributi erogati da enti pubblici in regime di
convenzione o in regime di accreditamento
– Proventi connessi all’attività sportiva per un numero di manifestazioni annue non superiori a due;
– Fondi pervenuti mediante raccolte pubbliche in concomitanza di ricorrenze.