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Timestamp: 2017-11-18 03:02:59+00:00
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Cancellieri a Strasburgo: "l'Italia sta ridisegnando il sistema penitenziario"Diritti Europa
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Posted by: Dora Tucci in Categorie Violazioni CEDU, I diritti in Europa, Tortura e violenze 18 novembre 2013
È dell’8 Gennaio 2013 (Sentenza Torreggiani v. Italia) la sentenza della Corte di Strasburgo che accertò l’ennesima violazione da parte dell’Italia dell’articolo 3 della Convenzione (divieto di trattamenti inumani e degradanti). Ennesima, sì, perché oggi il nostro Paese è al secondo posto per il numero di ricorsi pendenti davanti alla Corte, la maggior parte dei quali riguardano due situazioni in particolare: la lunghezza dei processi e la situazione delle carceri.
Nella sentenza Torreggiani, per l’appunto, la Corte giudicava inumane e degradanti, ai sensi dell’art.3 CEDU, le condizioni di vita di alcuni detenuti, “stipati” in una cella di soli 9 m2 nel carcere di Busto Arsizio, e di altri, detenuti nel carcere di Piacenza. In questa sentenza la Corte non si limitò però ad accertare una violazione e a predisporre un risarcimento a queste vittime; ma la tipologia di sentenza utilizzata è stata quella della sentenza “pilota”. Questa peculiare procedura viene avviata quando la Corte riceve molti ricorsi derivanti dalla medesima violazione. La sentenza pilota ha il compito di verificare quale sia l’insufficienza e il problema strutturale dello Stato in relazione ad una determinata circostanza, e indicargli gli strumenti necessari per risanarla.
La sentenza Torregiani ha evidenziato il problema delle condizioni dei penitenziari, un’ avversità che l’Italia, fino a qualche decennio fa, non conosceva (o forse non voleva conoscere!), e ha “obbligato” lo Stato ad intervenire concretamente per risolvere questo scoglio. E’ stato indicando anche un termine, fissato in un anno, entro cui la situazione dovrà cambiare. La scadenza è l’8 Gennaio 2014, protratta poi fino a Maggio 2014, a causa del ricorso dell’Italia.
Pertanto entro il Maggio 2014 le strutture dovranno essere sistemate, gli spazi riorganizzati, i detenuti in ogni cella dimezzati.
Il 5 Novembre 2013 il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, durante un incontro a Strasburgo, ha illustrato il piano d’opera del Paese. Questo si sviluppa principalmente sotto 3 aspetti fondamentali:
1) Intervento normativo: con un decreto legislativo, infatti, il legislatore italiano ha voluto rivedere l’elenco dei reati per i quali è previsto il carcere, eliminando quelli di minore entità e rafforzando invece quelli più frequenti negli ultimi anni, quali ad esempio lo stalking. Ha poi preso in considerazione la possibilità di accorciare la pena detentiva nei casi meno gravi, favorendo l’accesso alle misure alternative. Il d.lgs. vede inoltre la detenzione domiciliare come strumento utile nei casi di soggetti vulnerabili e bisognosi di maggiore tutela, al fine di garantire il reinserimento sociale .
2) Intervento amministrativo: con questo, il Governo ha voluto focalizzarsi sui detenuti richiedenti misure di media/bassa sicurezza. Per costoro, è prevista un tipo di detenzione definita “aperta”. La cella non sarà più dimora abituale, bensì luogo di pernottamento: con questo provvedimento infatti si vuole spostare la routine del detenuto all’esterno della cella per attività lavorative e socializzanti. Si stima che di questo intervento usufruirà il 79% dei detenuti entro l’Aprile 2014.
3) Intervento destinato all’edilizia carceraria: è necessario infatti potenziare le strutture, adeguando quelle già esistenti, e costruendone di nuove. È vero però, come ricorda il Consiglio d’Europa, che “l’ estensione delle strutture edilizie penitenziarie deve essere una misura eccezionale, poiché non offre soluzioni di lungo periodo al problema del sovraffollamento”.
Oltre a questi principali provvedimenti, l’Italia ha voluto creare una normativa particolare per quelle che sono le due maggiori categorie della popolazione penitenziaria: i condannati per produzione e spaccio di sostanze psicotrope o stupefacenti (più di 23 mila detenuti) e gli stranieri (22.812 detenuti, circa il 35% del totale). Per i tossicodipendenti infatti il loro reato sarà considerato come un reato di “lieve entità”, comportando dunque una minore sanzione. Per gli stranieri, invece, è prevista una misura alternativa specifica che permetta il rimpatrio dello straniero, sostituendo così gli ultimi 3 anni di restrizione e favorendo altresì il reinserimento nel proprio Paese d’origine.
Inoltre, per coloro che hanno subito trattamenti inumani e degradanti all’interno dei carceri il Governo sta studiando un modo per cui possa essere scontata la pena, proporzionalmente al periodo sofferto in violazione dell’art 3 CEDU.
Con queste linee guida il nostro Stato si propone di ridisegnare quello che è l’attuale sistema carcerario, per poter adempiere all’impellente esigenza di riforma sottolineata dalla Corte di Strasburgo nella sentenza Torreggiani.
Il ministro Cancellieri nell’incontro con le alte cariche della Corte ha espresso fiducia: “La complessiva macchina del sistema giustizia in Italia sta avendo un momento di positiva attenzione sociale e di impulso verso una più efficiente risposta alle domande dei cittadini che a tale sistema si rivolgono fiduciosi.”
Effettivamente, questi nuovi provvedimenti rispondono all’ultimatum della Corte Europea dei diritti dell’Uomo, ma è sicuro che rispondano anche alle esigenze dell’Italia? In questa situazione sociale, culturale e politica così delicata, un provvedimento che vede favorire i detenuti può essere una buona soluzione? Ma soprattutto, è certo che i dati che il Governo si auspica di raggiungere saranno realizzati?
Tutte queste domande troveranno una risposta il prossimo Maggio, quando scadrà il termine fissato dalla Corte di Strasburgo, e costateremo se il nostro Governo ha sbagliato a fare i conti. Un salatissimo conto invece sarà quello che l’Italia dovrà pagare a titolo di risarcimento danni a tutti coloro che hanno adito e adiscono la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in relazione a questo argomento in caso di fallimento della riforma.
Emergenza carceri e processi «lumaca», Cancellieri riferisce a Strasburgo – www.ilsole24ore.com
Giustizia: Annamaria Cancellieri a Strasburgo – www.giustizia.it
Intervento del guardasigilli Annamaria Cancellieri –www.giustizia.it
Strasburgo rigetta il ricorso italiano. Un anno per cambiare il sistema carcerario – di Luca Gulino, www.dirittieuropa.it
Sentenza Torreggiani e altri c. Italia – Hudoc Search Page
Annamaria Cancellieri Art 3 CEDU Italia Ministro della Giustizia	2013-11-18
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