Source: https://www.wikilabour.it/Controllo%20dei%20lavoratori.ashx
Timestamp: 2020-07-15 02:28:55+00:00
Document Index: 141591521

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4']

Viola la normativa sulla privacy il datore di lavoro che controlla il dipendente disponendone il pedinamento e l’accesso all’account di posta elettronica senza dare atto delle ragioni e delle effettive modalità del controllo. Non può essere configurato come legittimo ai sensi dell’art. 4, co. 2 St. lav. il controllo effettuato sull’account email del dipendente in assenza dell’adeguata informazione prevista dall’art. 4, co. 3 St. lav. Le predette violazioni comportano l’inammissibilità delle risultanze ottenute dai controlli occulti e, dunque, l’inutilizzabilità delle informazioni acquisite. (Trib. Milano 13/5/2019 n. 17778, Est. Perillo, in Riv. it. dir. lav. 2019, con nota di S. Sonnati, “La ‘nuova’ giurisprudenza sui controlli occulti: normativa privacy e disciplina giuslavoristica cominciano a dialogare”, 639)
Non è applicabile la disciplina sul controllo a distanza dell’attività lavorativa di cui all’art. 4 St. lav. quando il datore di lavoro si limiti a stampare la cronologia registrata sul browser di navigazione perché in tal caso i dati non sono raccolti attraverso un dispositivo di monitoraggio installato ad hoc e poiché l’art. 4 St. lav. si applica soltanto a quei controlli che rilevano dati sulla produttività ed efficienza nello svolgimento dell’attività lavorativa e non, viceversa, a quelli che riguardano condotte illecite estranee alla prestazione di lavoro. (Cass. 1/2/2019 n. 3133, Pres. Di Cerbo Rel. Bellé, in Riv. it. dir. lav. 2019, con nota di A. Ingrao, “Il potere di controllo a distanza sull’ozio telematico e il limite del diritto alla privacy del lavoratore”, 414)
La qualificazione dei dispositivi aziendali in termini di strumenti “di controllo” o “di lavoro” non può prescindere dalla scomposizione dello strumento in tutte le sue componenti hardware e software, rispetto a ognuna delle quali dovrà essere indagata la potenzialità di controllo. Di conseguenza, anche l’informativa predisposta ai sensi del comma 3 dell’art. 4 St. lav. dovrà essere dettagliata, specifica e rivolta ai dipendenti non in modo generico, ma in base al loro utilizzo. (Trib. Torino 18/9/2018 n. 1664, Giud. Filicetti, in Riv. It. Dir. Lav. 2019, con nota di C. Criscuolo, “Potere di controllo e computer aziendale”, 3)
Se all’esito di un controllo occulto, ammesso al di fuori delle strette maglie dell’art. 4, in quanto diretto ad accertare un illecito del dipendente che incide su beni estranei al rapporto di lavoro, vengono portati alla luce dati riguardanti l’esatto adempimento della prestazione lavorativa, i dati medesimi non possono essere usati per altri fini, come per contestare al lavoratore la violazione di un obbligo di diligenza. (Trib. Torino 18/9/2018 n. 1664, Giud. Filicetti, in Riv. It. Dir. Lav. 2019, con nota di C. Criscuolo, “Potere di controllo e computer aziendale”, 3)
Il controllo del dipendente per il tramite della rilevazione dei dati di entrata e di uscita attraverso le timbrature del badge aziendale, ove tale modalità non sia concordata preventivamente con le rappresentanze sindacali e ove si traduca in un controllo sul quantum della prestazione lavorativa, è illegittimo e viola i limiti di cui all’art. 4 St. lav. ante Riforma. Diversamente, è legittimo l’impiego delle risultanze del badge ove finalizzato allo svolgimento di indagini aventi a oggetto fatti illeciti del dipendente, fra cui l’utilizzo abusivo del badge aziendale. (Cass. 21/8/2018 n. 20879, Pres. Manna Est. Tria, in Riv. It. Dir. lav. 2018, con nota di S. Ortis, “Il badge aziendale e i controlli a distanza: le contraddizioni dell’evoluzione giurisprudenziale di fronte al novellato quadro normativo”, 811)
Il controllo di una agenzia investigativa non può riguardare in nessun caso né l’adempimento né l’inadempimento dell’obbligazione contrattuale del lavoratore di prestare la propria opera, essendo l’inadempimento stesso riconducibile all’attività lavorativa, che è sottratta a suddetta vigilanza, ma deve limitarsi agli atti illeciti del lavoratore non riconducibili all’inadempimento dell’obbligazione, e ciò anche nel caso di prestazioni lavorative svolte al di fuori dei locali aziendali. (Cass. 11/6/2018 n. 15094, ord., Rel. Amendola, in Riv. It. Dir. lav. 2018, con nota di V. Nuzzo, “Sull’utilizzo delle agenzie investigative per il controllo della prestazione resa fuori dai locali aziendali”, 800)