Source: https://www.laleggepertutti.it/133297_punti-patente-il-saldo-prossimo-allo-zero-non-va-comunicato
Timestamp: 2018-09-20 03:54:18+00:00
Document Index: 95321208

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 126', 'art. 7', 'art. 126', 'art. 115', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 126', 'art. 126', 'sentenza ', 'art. 13']

Punti patente: il saldo prossimo allo zero non va comunicato
Revisione della patente: è possibile recuperare per tempo i punti perduti prima di essere costretti a rifare gli esami di guida, ma deve essere l’automobilista ad informarsi sul saldo punti.
Quanti punti ho sulla patente? Sempre meglio informarsi prima di perderli tutti: il che si può fare consultando il portale dell’automobilista o il numero 848782782 (leggi Come sapere quanti punti ho sulla patente). Si tratta di una verifica che è opportuno effettuare periodicamente: se infatti l’automobilista ha commesso numerose infrazioni del codice della strada, collezionando svariate multe, può correre per tempo ai ripari e recuperare i punti persi onde evitare la procedura di revisione della patente. Se, diversamente, dovesse rimanere totalmente a zero sarebbe costretto a rifare gli esami di guida (leggi Se perdo tutti i punti della patente che succede?).
Come ha giustamente chiarito una sentenza di questa mattina della Cassazione [1], il Ministero non deve comunicare in anticipo all’automobilista il proprio saldo punti della patente, né il fatto di essere rimasto con pochi punti tanto da arrivare all’azzeramento: a ogni conducente infatti devono essere note le varie decurtazioni ricevute. E se le ha dimenticate, deve provvedere a informarsi da solo, senza attendere che sia l’amministrazione a dirglielo. È peraltro sempre lui che deve premurarsi di frequentare i corsi di recupero per evitare l’azzeramento e la consecutiva revisione.
In base a quanto si legge nella sentenza, ai fini della iscrizione ai corsi di recupero del punteggio non può essere richiesta la previa comunicazione della avvenuta decurtazione dei punti. Inoltre, il provvedimento di revisione della patente, che è atto vincolato all’azzeramento del punteggio non presuppone l’avvenuta comunicazione delle variazioni di punteggio, tenuto conto che l’interessato conosce subito, attraverso il verbale di accertamento, se e in quale misura gli sarà applicata la sanzione accessoria della decurtazione punti, e può conoscere in ogni momento il suo saldo-punti.
[1] Cass. sent. n. 18174/16 del 16.09.2016.
Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, sentenza 8 giugno – 16 settembre 2016, n. 18174
Ritenuto che il sig. Z.D.T. ricorre, con quattro motivi, per la cassazione della sentenza del Tribunale di Udine, depositata il 20 maggio 2014, che, previa dichiarazione di nullità della sentenza n. 601 del 2013 del G.d.P. di Udine, ha respinto l’opposizione avverso il provvedimento di revisione della patente di guida emesso dalla Provincia di Udine in data 3 settembre 2012;
che, per quanto ancora di rilievo in questa sede, il Tribunale riteneva inapplicabili al procedimento di opposizione a sanzione amministrativa gli artt. 7 e 8 della legge n. 241 del 1990, ed escludeva che la previa comunicazione delle variazioni di punteggio della patente di guida, da parte dell’Anagrafe nazionale dei soggetti abilitati alla guida, costituisse presupposto del provvedimento di revisione della patente;
che la Provincia di Udine resiste con controricorso.
Considerato che il ricorso è affidato a quattro motivi, con i quali si deduce: 1) falsa applicazione dell’art. 126-bis, commi 2, 3 e 6, del d.lgs. n. 285 del 1992, e si contesta la mancata applicazione dell’art. 7 della legge n, 241 del 1990; 2) violazione dell’art. 126-bis, comma 3, del d.lgs. n. 285 del 1992, e si assume che la previa comunicazione delle variazioni del punteggio, da parte dell’Anagrafe nazionale, costituisca presupposto indefettibile del provvedimento di revisione della patente; 3) violazione dell’art. 115 cod. proc. civ., per avere il giudice d’appello affermato che sussiste un onere di contestazione del saldo-punti risultante dall’Anagrafe nazionale; 4) violazione degli artt. 2697 cod. civ. e 115 cod. proc. civ., con riferimento alla presunzione di conoscenza della decurtazione dei punti-patente;
che le doglianze risultano complessivamente infondate;
che il provvedimento di revisione, con il quale viene ordinato al titolare della patente di abilitazione alla guida di sottoporsi all’esame di idoneità tecnica per avvenuto azzeramento dei punti, partecipa della medesima natura del procedimento di applicazione della sanzione accessoria della perdita dei punti, a seguito delle singole violazioni di norme di comportamento nella circolazione stradale (ex plurimis, Cass., Sez. U, sentenza n. 15573 del 2015);
che deve essere pertanto confermato l’orientamento consolidato di questa Corte che esclude l’applicazione degli artt. 7 e 8 della legge n. 241 del 1990 dal procedimento di applicazione delle sanzioni in oggetto, in quanto procedimento compiutamente retto dai principi sanciti dalla legge n. 689 del 1981 (ex plurimis e da ultimo, Cass., sez. 2, sentenza n. 4363 del 2015);
che nel sistema delineato dall’art. 126-bis del d.lgs. n. 285 del 1992, l’applicazione della sanzione accessoria della decurtazione dei punti dalla patente di guida è conseguenza dell’accertamento costituito dal verbale di contestazione della violazione del codice della strada, che deve recare l’indicazione della decurtazione (comma 2);
che il comma 3 del medesimo art. 126-bis prescrive che ogni variazione di punteggio è comunicata agli interessati dall’Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, e inoltre prevede che ciascun conducente possa controllare in tempo reale lo stato della propria patente con le modalità indicate dal Dipartimento ministeriale per i trasporti terrestri;
che la comunicazione della variazione di punteggio a cura dell’Anagrafe nazionale è atto privo di contenuto provvedimentale, meramente informativo, la cui fonte è costituita dal verbale di contestazione (ovvero dell’ordinanza-ingiunzione che, rigettando il ricorso amministrativo, confermi il verbale anche per la parte concernente la sanzione accessoria), ed è espressione del principio di trasparenza dell’attività amministrativa;
che il provvedimento di revisione della patente, che è atto vincolato all’azzeramento del punteggio, ed è anch’esso fondato sulla definitività dell’accertamento delle violazioni stradali in esito alle quali sia stato decurtato l’intero punteggio dalla patente di guida, non presuppone l’avvenuta comunicazione delle variazioni di punteggio, tenuto conto che l’interessato conosce subito, attraverso il verbale di accertamento, se e in quale misura gli sarà applicata la sanzione accessoria della decurtazione punti, e può conoscere in ogni momento il suo saldo-punti;
che il sistema così delineato garantisce la possibilità del recupero dei punti decurtati prima dell’azzeramento, per evitare la revisione;
che, sulla base della ricostruzione operata, è altresì evidente che ai fini della iscrizione ai corsi di recupero del punteggio non possa essere richiesta la previa comunicazione della avvenuta decurtazione dei punti, ed in tal senso si è espressa da tempo la giurisprudenza amministrativa (Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza n. 6189 del 2012), alla quale si è adeguato il Ministero dei trasporti, con circolare n. 11490 in data 8 maggio 2013;
La Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, liquidate in complessivi Euro 2.700,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre spese generali e accessori di legge.
Ai sensi dell’art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del comma 1-bis dello stesso articolo 13.