Source: http://www.silb.it/area-legale/area-legale-2/?ID_categoria_file=41
Timestamp: 2019-01-16 14:33:14+00:00
Document Index: 22276318

Matched Legal Cases: ['art. 100', 'art. 100', 'art. 9', 'art. 100', 'art 16', 'art. 62', 'art. 62', 'art. 1', 'art. 62', 'art. 18', 'art. 5', 'art. 681', 'art. 86', 'art. 86', 'art. 18', 'art. 14', 'art. 100', 'art. 100', 'sentenza ']

E’ possibile restare aperti per la sola attività di somministrazione
D. Vorrei sapere se ai sensi dell’art. 100 del TULPS il Questore può sospendere la sola licenza per trattenimenti danzanti o anche quella relativa alla somministrazione di alimenti e bevande. E nel caso in cui viene sospesa espressamente solo la prima, è possibile restare aperti per la sola attività di somministrazione?
R. L’art. 100 del TULPS è riferita a tutti i pubblici esercizi, inclusi quindi i bar, ristoranti, stabilimenti balneari, alberghi, ecc. Peraltro, l’art. 9 della legge n. 298/1992 prevede espressamente la facoltà per il questore di sospendere o revocare la autorizzazione per la somministrazione di alimenti e bevande ai sensi dell’art. 100 del TULPS. Ove poi, con riferimento ad una discoteca, la sospensione suddetta riguardasse esclusivamente l’attività di trattenimento danzante, quella di somministrazione potrebbe essere svolta solo nel caso si fosse titolari di un autorizzazione di tipo A o di tipo B, mentre quelle di tipo C rilasciate in connessione ad una prevalente attività di trattenimento e svago resterebbero ovviamente paralizzate dal provvedimento che sospende quest’ultima.
Esistono disposizioni di legge che prevedono un orario determinato
D . Desidero sapere se esistono disposizioni di legge che prevedono un orario determinato in cui la Polizia Municipale, i Carabinieri o la P.S. possono accedere nei locali per controllare le licenze. Capita infatti che nel corso del trattenimento e con l’organizzazione dell’esercizio in piena attività siamo costretti a trattenerci con le Forze dell’Ordine per banali verifiche che potrebbero essere svolte in altri orari.
Titolare di una discoteca della Sicilia.
R. Le autorizzazioni alle quali è subordinata l’attività di trattenimenti danzanti con annessa somministrazione di alimenti e bevande hanno la natura di "autorizzazioni di polizia". I gestori sono pertanto soggetti all’osservanza dell’art 16 del TULPS, ove si prevede che gli ufficiali e gli agenti di pubblica sicurezza hanno la facoltà di accedere in qualunque ora nei locali destinati all’esercizio dell’attività e di assicurarsi dell’adempimento delle prescrizioni imposte dalla legge, dai regolamenti o dall’autorità.
E’ veramente necessaria tale iscrizione
D. Mi è stato notificato un verbale di violazione amministrativa, contestandomi che avrei adibito all’ingresso della mia discoteca personale non iscritto nell’elenco dei portieri e custodi previsto dall’art. 62 del T.U.L.P.S. E’ veramente necessaria tale iscrizione ?
Titolare di una discoteca della Marche.
R. L’art. 62 del T.U.L.P.S. è stato abrogato dall’art. 1, comma 3, allegato B, della legge 24.11.2000, n. 340. In ogni caso, anche in vigenza della disposizione, la Suprema Corte aveva ripetutamente stabilito che l’art. 62 del T.U.L.P.S. era riferito solo a chi svolgeva attività di sorveglianza e di custodia di beni immobili, escludendo dal campo di applicazione la cosiddetta "maschera" nei locali di spettacolo e trattenimento.
Il verbale va pertanto contestato con la procedura prevista dall’art. 18 della legge n. 689/81 e se il locale è associato al SILB può beneficiare dell’assistenza legale gratuita prevista dalla polizza SILB-ARAG.
D. Nella mia discoteca ho l’autorizzazione di esenzione dal divieto di fumare, ma in occasione di un controllo mi è stato contestata comunque l’omessa esposizione dei cartelli con la scritta "vietato fumare". A me sembra una contraddizione. Di cosa si tratta ?
Titolare di una discoteca della Liguria.
R. Nei locali che hanno ottenuto l’esenzione dal divieto di fumare e che sono dunque muniti di impianto di ventilazione o di climatizzazione, il D.M. 18.05.1976, art. 5, dispone a carico del titolare l’obbligo di applicare cartelli luminosi con la scritta "vietato fumare", la cui accensione avvenga automaticamente in caso di mancato funzionamento degli impianti di condizionamento dell’aria o di ventilazione, ovvero quando non siano rispettati i limiti di temperatura e umidità relativa fissata dal decreto stesso. Tali cartelli devono essere almeno in numero di tre, esposti in posizione ben visibile, di cui uno all’ingresso e due all’interno. In caso di violazione sono previste sanzioni pecuniarie amministrative.
Limite di capienza
D. Nel corso di una verifica mi è stata contestata la violazione del limite di capienza del locale, accertata unicamente in base al numero dei biglietti emessi durante la serata, senza che nessun conteggio fosse eseguito. Ora mi trovo a rispondere della violazione dell’art. 681 C.P.
Titolare di una discoteca della Lombardia
R. Esistono numerosi precedenti giurisprudenziali che escludono la responsabilità penale del gestore nel caso da Lei segnalato, in quanto non sarebbe raggiunta la piena prova della violazione.
Infatti, per effetto del ricambio della clientela in entrata e in uscita, il numero dei biglietti emessi durante l’intera serata non corrisponde al numero delle persone contemporaneamente presenti nel locale.
Naturalmente ove la differenza tra i due dati fosse abissale (es. capienza n. 200 persone, biglietti emessi n. 1.500), in sede di dibattimento potrebbe anche essere raggiunta la prova della responsabilità, in funzione delle dichiarazioni testimoniali rese dai verbalizzanti.
Mancanza dell’autorizzazione di autorimessa
D. Il parcheggio della mia discoteca è costituito da un piazzale scoperto, dove per la sosta faccio pagare due euro. La Polizia Municipale mi ha elevato un verbale di illecito amministrativo con relativa multa, contestandomi la mancanza dell’autorizzazione di autorimessa prevista dall’art. 86 del T.U.L.P.S.
Titolare di una discoteca della Lombardia.
R. Secondo la più recente giurisprudenza l’attività di parcheggio a pagamento di autoveicoli all’aperto non necessita dell’autorizzazione di pubblica sicurezza prevista dall’art. 86 del T.U.L.P.S., la quale ultima è necessaria solo quando l’attività viene esercitata in un locale chiuso.
Contro il verbale va pertanto proposto ricorso ai sensi dell’art. 18 della legge n. 689/81.
Tale azione è peraltro prevista dalla polizza di protezione legale SILB-ARAG, per cui se il locale è associato al SILB potrà aprire il sinistro e le spese legali saranno pagate dall’Assicurazione (vedi il certificato di iscrizione al SILB).
Mancato possesso del libretto sanitario
D. Mia moglie svolge le funzioni di cassiera al bar della mia discoteca e nel corso di una ispezione dei N.A.S. le è stato recentemente contestato il mancato possesso del libretto sanitario. Ho subito contestato verbalmente l’addebito asserendo che mia moglie non svolge funzioni di barista. Chi ha ragione ?
Titolare di una discoteca del Piemonte.
R. Purtroppo la contestazione dei N.A.S. è da ritenere fondata. L’art. 14 della legge n. 283/1962 dispone che il personale addetto alla preparazione, produzione, manipolazione e vendita di sostanze alimentari deve essere munito di apposito libretto personale di idoneità sanitaria. All’obbligo sono sottoposti anche il datore di lavoro ed i suoi familiari che prestino attività, anche a titolo gratuito, nell’esercizio di somministrazione. La cassiera è comunque presente nell’esercizio e vi svolge attività lavorativa, per cui è senz’altro da considerare soggetta all’obbligo suddetto.
Mi consiglia di contestare il provvedimento
D. Ho subìto un provvedimento della Questura di chiusura del locale per 15 giorni ai sensi dell’art. 100 del TULPS. Il provvedimento è stato causato dal solo fatto che durante alcuni accertamenti, effettuati a distanza di tempo, la Polizia ha trovato nel locale dei pregiudicati, che però non avevano creato nessun problema e si comportavano come normali clienti. Mi consiglia di contestare il provvedimento ?
Titolare di una discoteca dell’Emilia Romagna
R. La giurisprudenza amministrativa ha più volte statuito l’illegittimità del provvedimento di sospensione della licenza ai sensi dell’art. 100 del TULPS, adottato sul solo presupposto della presenza nel locale di pregiudicati. Il provvedimento del Questore va pertanto subito impugnato al TAR, chiedendone la immediata sospensione e l’annullamento. Il ricorso va fatto anche per evitare il rischio che in caso di nuova, analoga contestazione, il Questore possa addirittura disporre la chiusura definitiva del locale.
Se il periodo di chiusura è stato già scontato il ricorso va fatto egualmente in quanto, oltre a scongiurare i rischi della recidiva, con la sentenza favorevole sarà possibile anche ottenere dallo Stato il risarcimento per i mancati incassi e per i danni all’immagine e all’avviamento del locale.
Il ricorso è peraltro previsto dalla polizza di protezione legale SILB-ARAG, per cui se il locale è associato al SILB le spese legali sono coperte dall’Assicurazione (vedi il certificato di iscrizione al SILB per il 2002).
Sanzione amministrativa per violazione della legge sul fumo
D. Mi è stato notificato dai N.A.S. un verbale con sanzione amministrativa per violazione della legge sul fumo n. 584/75. Sono regolarmente in possesso della autorizzazione in deroga del Sindaco, ma in occasione del controllo non ero presente e i miei collaboratori non ne erano al corrente.
R. La legge n. 689/81 prevede la possibilità che il destinatario del verbale, entro 30 giorni dalla comunicazione dello stesso, possa presentare all’Autorità competente indicata nel medesimo verbale scritti difensivi e documenti per contestare la violazione attribuita. Nel caso segnalato vanno pertanto prodotti tempestivamente a mezzo lettera raccomandata a.r. i suddetti scritti difensivi, allegando fotocopia dell’autorizzazione del Sindaco e chiedendo l’archiviazione del verbale dei N.A.S.