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Timestamp: 2019-03-23 17:16:54+00:00
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Matched Legal Cases: ['e contrario', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'art. 1', 'in fine', 'in fine', 'art. 1', 'art. 1']

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Lo stato giuridico dei docenti universitari
PubblicatoCarlota Natali Modificato 5 anni fa
Presentazione sul tema: "Lo stato giuridico dei docenti universitari"— Transcript della presentazione:
1 Lo stato giuridico dei docenti universitari
LA MORATTI NON VUOLE IL CONFRONTO E “BLINDA” IL MECCANISMO DI RECLUTAMENTO DELLA DOCENZA Tutto il dossier relativo all’iter parlamentare del disegno di legge delega sullo stato giuridico dei docenti universitari
2 INDICE 1. lo stato dell’opera 2. i nostri interventi
3. gli emendamenti presentati in Commissione 4. emendamenti e sub-emendamenti per l’Aula 5. i comunicati stampa 6. alcune considerazioni 7. le ultimissime dichiarazioni – 8 marzo 2005
3 Lo stato dell’opera Le proposte di legge all’esame del Parlamento:
-	Progetti di riforma dello stato giuridico della docenza universitaria sono contenuti in diverse proposte di legge d’iniziativa parlamentare sia della maggioranza, sia dell’opposizione [per il gruppo Ds, v. in particolare AC 3022-Grignaffini ed altri, istitutivo della terza fascia della docenza universitaria]. -	Il Governo ha presentato un apposito disegno di legge-delega, AC 4735, recante Delega al Governo per il riordino dello stato giuridico dei professori universitari, assegnato alla VII Commissione Camera il 9 marzo 2004. L’iter parlamentare: - La VII Commissione della Camera ha iniziato l’esame delle proposte di legge nella seduta del 25 giugno 2003 (rel. On. Santulli). Interrompendolo poi, di fatto, in attesa di una preannunciata iniziativa del Governo, nonostante la richiesta del gruppo DS (On Martella, seduta ) di scorporare e accelerare l’iter delle proposte riguardanti l’istituzione della terza fascia dei professori universitari, come condizione e premessa per ogni eventuale ulteriore progetto di riordino più complessivo. - L’esame del Ddl-delega del Governo, con abbinate le Pdl istitutive della terza fascia, è iniziato nella seduta del 16 marzo 2004 (nuovo rel., On. Pepe) e proseguito - anche con una lunga serie di audizioni informali - fino alle sedute del 31 luglio 2004 (completamento votazione emendamenti) e del 30 settembre 2004, con rinvio della votazione del mandato al relatore per l’Aula per la mancanza del parere della Commissione V-Bilancio. - La ripresa dell’esame è stata calendarizzata, in Commissione VII, per il 17 febbraio p.v. e, in Aula, per il 21 febbraio p.v. Il provvedimento sullo stato giuridico dei docenti universitari, all’esame del comitato dei nove in Commissione VII alla Camera dei Deputati, ha subito una nuova riformulazione alla luce di nuove proposte emendative del relatore approvate in Commissione. In Aula era prevista la votazione del provvedimento uscito dalla Commissione per l’8 marzo 2005, ma, è stato deciso dalla Commissione di rinviare ulteriormente l’esame del provvedimento che tornerà, quindi, in Commissione.
4 I nostri interventi Resoconto stenografico dell'Assemblea Seduta n. 589 di lunedì 21 febbraio 2005 GIOVANNA GRIGNAFFINI. È una solitudine testimoniata dall'assenza degli esponenti della sua maggioranza; peraltro, nessun membro della Commissione appartenente alla maggioranza è iscritto a parlare. Non c'è neanche il presidente della Commissione... Mi si faceva notare giustamente che è presente il presidente Elio Vito, che credo sia venuto a darle una prova d'affetto e di solidarietà. Signor ministro, la invito ad esaminare la relazione del collega Mario Pepe, che, per metà, ha parlato del suo provvedimento e, per l'altra, ha illustrato, in modo burocratico, quello del Governo, preannunciando emendamenti da parte sua e della maggioranza. Perché siamo arrivati a questo punto, addirittura con una proposta di cambiamento del testo, su cui poi voglio tornare? Credo che questa materia, per la sua delicatezza, avrebbe richiesto da parte sua un altro atteggiamento, un'altra delicatezza, un'altra capacità di ascolto; di ascolto e di confronto vero, non di quell'ascolto che fa trascorrere il tempo in Commissione. C'è stata la mobilitazione di tutte le università, ci sono stati i rettori che hanno minacciato le dimissioni; poi, è vero, si è costruito un tavolo tecnico con la conferenza dei rettori, da cui lei ha tratto importanti indicazioni. C'è il movimento dei ricercatori, dei dottori di ricerca; tutto il corpo docente ha manifestato contro questo provvedimento; c'era un iter difficile, ancora molto aperto, in Commissione, e lei invece ha chiuso il dibattito e il confronto, presentandosi in primo luogo con una legge delega e - al di là delle acquisizioni su alcuni principi - con la «intrasformabilità» dei punti che costituiscono la vera e propria ossatura di questo disegno di legge. Ci voleva più delicatezza, perché la materia di cui stiamo trattando è di rilievo costituzionale, atteso che, quando si parla dei diritti e dei doveri dei professori universitari, si parla di valori costituzionalmente tutelati: la libertà della scienza e il suo insegnamento; l'autonomia della istituzione universitaria. Ci voleva delicatezza, ascolto, capacità di confronto, perché, quando si parla di università, si parla del luogo della comunità vivente, della trasmissione e della formazione del sapere, del luogo di formazione delle classi dirigenti, ma anche della capacità di una comunità, di una società, di immaginare il futuro, di radicarsi nel suo passato, di procedere verso scoperte scientifiche, tecnologie, e così via, verso il proprio futuro e il proprio progresso. Ed oggi sappiamo - lo sappiamo non solo dopo Lisbona - che il sapere e la capacità di avere più sapere incorporato nelle tecnologie, incorporato nei processi di formazione e di apprendimento, incorporato nella vita quotidiana, incorporato nella professionalità, è la grande sfida, è la grande capacità di avere quella che viene definita la società della conoscenza, la società più capace di competere negli scenari futuri. C'era l'idea di un paese, c'era la sua identità, c'era il rilievo costituzionale, c'era l'idea di futuro, c'erano i diritti e i doveri, c'era l'autonomia: ci sarebbe stato bisogno di altro. Lei invece ha scelto lo strumento della delega; una scelta sbagliata! Come opposizione, l'abbiamo criticata fin da subito e abbiamo chiesto con forza in Commissione il ritiro della delega, in quanto strumento improprio per rispondere all'articolazione di tutte queste problematiche. Oggi - tre giorni fa in Commissione, ma oggi ancora di più - veniamo a sapere che forse la delega, quanto meno per le parti che vanno a coprire lo stato giuridico, sarà ritirata o almeno sarà trasformata in un disegno di legge ordinario. Noi ci rallegriamo di questa decisione, ma, signor ministro, perché non ci ha ascoltato un anno fa? Perché non ha ascoltato tutta l'università che le diceva questa cosa elementare? Prima è stato detto che abbiamo perso un anno: mi viene da dire che l'abbiamo perso a causa sua, visto che tutti eravamo concordi sul fatto che la delega fosse uno strumento improprio...! Adesso nella memoria che lei ci ha presentato in Commissione la settimana scorsa troviamo scritto che il provvedimento verrà per grande parte coperto da un disegno di legge ordinario e solo per la parte relativa ai concorsi si continuerà ad usare lo strumento della delega. 1
5 I nostri interventi Noi non sappiamo se sarà così - faccio fede sulla memoria che ci ha consegnato -, ma se è così, per quella parte ce ne rallegriamo. Credo che sia una vittoria dell'opposizione e dei movimenti sviluppatisi in ambito universitario; sicuramente, però, abbiamo perso un anno. La riforma, certo, era urgente e necessaria; tutti lo abbiamo riconosciuto. Il nostro sistema universitario, però, non è riconducibile allo scenario apocalittico descrittoci dal relatore, onorevole Mario Pepe; non so in quale nazione pensi di vivere e di quale università ritenga di averci dato un resoconto con le sue dichiarazioni. Infatti, il nostro è un sistema che ancora, quanto alla capacità di ricerca, al raggiungimento della laurea da parte di un numero sempre maggiore di studenti ed alla abbreviazione dei tempi connessi al detto conseguimento, nonché alla capacità di tenere insieme ricerca e didattica - ma di tanti altri elementi si potrebbe discutere -, mantiene, nonostante tutte le difficoltà, un livello sufficiente di competitività rispetto agli altri paesi europei. Presenta, però, molti profili critici, sicché talune situazioni vanno modificate. Ad alcune di queste, ovviamente, ha cercato di ovviare il disegno di legge alla nostra attenzione; infatti, nelle nostre università, circa 20 mila ricercatori sono senza stato giuridico, il che rappresenta un grave problema, in quanto si tratta di persone che da anni garantiscono il funzionamento delle nostre università svolgendo insieme ricerca e didattica. Si tratta di lavoratori che non hanno alcuno status, pur svolgendo importanti compiti dal punto di vista della didattica, specie con i nuovi carichi di lavori derivati, per l'appunto, dall'attuazione della riforma. Qualsiasi osservazione si voglia fare al riguardo, in base ai dati della CRUI - la conferenza dei rettori delle università italiane - il rapporto tra docenti e studenti, nel nostro paese, si attesta in una forbice che va da 1 su 24 ad 1 su 32 (a seconda che vengano o meno considerati gli studenti fuori corso); ciò, rispetto a tutti gli altri paesi europei - che invece si attestano tra 1 su 11 ed 1 su 17 - costituisce uno degli elementi che, per così dire, mettono alquanto fuori competizione il nostro sistema. Dunque, abbiamo bisogno di più docenti e di più ricercatori: non vi è una sovrabbondanza di questi ultimi nella funzione didattica; è esattamente il contrario. Invece, lei, ministro, anche con altre misure adottate, ha lasciato l'impressione di volere varare provvedimenti per eliminare una pletora di insegnanti e di ricercatori, quasi fossero un costo, e non una risorsa. Rappresentavano, non un patrimonio ma un elemento di cui, per così dire, sbarazzarsi al fine di rendere più efficiente il sistema. Sicuramente, considerate le politiche di finanziamento che il suo Governo ha attuato tra il 2001 ed il 2003, con i tagli alla ricerca, il blocco delle assunzioni, i tagli al finanziamento del fondo ordinario, tale misura era qualcosa di più di un'idea; era praticamente la sua concreta politica. Registro positivamente, però, come, nell'ultima finanziaria, sul piano dei finanziamenti, si sia registrata una inversione di rotta. Anche ciò costituisce un segnale che valuto positivamente; dovrà semmai spiegarci come si sia verificato questo suo parziale ravvedimento. Infatti, dal punto di vista sia finanziario che delle proposte presentate la settimana scorsa, sembra che la sua posizione nei confronti dell'università sia una riflessione in cammino e che rispetto ad una certa rigidità maturata per tre anni - che ha portato allo stand by di oggi - vi sia invece la convinzione che qualcosa si possa rivedere. Si pone dunque un problema per 20 mila ricercatori; su ciò, la nostra proposta, come Democratici di sinistra - analogamente ad altre forze dell'opposizione - è stata fin da subito l'istituzione di una terza fascia ovvero un pieno riconoscimento del ruolo docente dei ricercatori. Va in questa direzione il Governo? È questo che ci vuol dire, quando afferma che il modo con cui è stato risolto, nel precedente disegno di legge, il problema dei ricercatori, è la messa ad 2
6 I nostri interventi esaurimento del loro ruolo? Se è così, registriamo positivamente il fatto che il Governo ha cambiato idea ed ha accolto indicazioni che provenivano dall'opposizione, da alcuni colleghi della maggioranza, dal coordinamento nazionale dei ricercatori, dei dottori di ricerca e dei docenti universitari, che si sono espressi contro la soluzione della messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori, previsto nel disegno di legge ordinaria. Se si va in tale direzione, discutiamone. Vorremmo capire, tuttavia, sulla base di quale testo, sulla base di quale indicazione avviene ciò, perché è ambigua la formulazione che ci viene sottoposta. La nostra università sicuramente ha un problema di invecchiamento del corpo docente e, quindi, vi è l'urgenza di una massiccia immissione in ruolo di giovani studiosi. Ciò è possibile attraverso lo snellimento delle procedure concorsuali, ma anche - ed è una nostra proposta - attraverso la subitanea immissione in ruolo di circa 5-6 mila giovani ricercatori, studiosi e docenti, che rappresentino una reale risposta al problema che ha costituito un vero e proprio «tappo» nella formazione e nella funzione del sistema universitario italiano, per cui un'intera generazione attualmente si trova fuori dal sistema universitario stesso. L'università italiana perde il sapere, l'esperienza, la passione, la conoscenza di un'intera generazione. C'è bisogno di giovani. Ciò rispetto anche alla questione della «fuga di cervelli», che sarebbe troppo ampio riprendere in questa sede. Allora, se tutti riconosciamo che l'invecchiamento del corpo docente e del corpo ricercatore delle nostre università è un problema, attiviamoci per un piano straordinario che consenta alle giovani generazioni di entrare all'interno dell'università. Anche il modo in cui è stata risolta la questione dei concorsi, per noi non è soddisfacente, dal momento che si tratta di una modalità che ripristina, anzitutto, il vecchio criterio del centralismo ministeriale nella definizione e decisione circa i posti da mettere a concorso, e che, inoltre, riporta un elemento di dirigismo centralista, fortemente lesivo del principio dell'autonomia. Allo stesso tempo, riconosciamo che, così com'è stata gestita e si è strutturata, negli ultimi anni, la riforma delle procedure concorsuali ha generato anche quelle forme di localismo che rappresentano uno tra i problemi della nostra università. La domanda è: a quel localismo, che ha avuto comunque un effetto benefico e positivo, consentendo di mettere a concorso una moltitudine di posti, dopo che - tra gli anni Ottanta ed il si era assistito all'immobilismo più totale, con tre concorsi banditi in 16 anni, come si risponde? Siamo pertanto disposti a discutere delle storture e del localismo, ma riacquisendo l'idea che, attraverso l'autonomia e i concorsi decentrati, si mantiene quella capacità di risposta territoriale e di efficacia, con maggior controllo da parte della comunità scientifica nazionale, con l'immissione di docenti europei di chiara fama nelle commissioni e con l'eventuale possibilità di eliminare la doppia idoneità, che ha rappresentato uno tra gli elementi di gestione localistica del sistema. Stiamo ragionando su questo? Sono temi che noi abbiamo portato e riportato - e riporteremo - all'attenzione della Commissione e del Governo. Se c'è questa disponibilità - e concludo, signor Presidente - si tratta di capire quali sono le forme migliori per arrivare ad un risultato utile, innanzitutto, per l'università italiana. Ritengo che la forma migliore sia un rinvio in Commissione. Signor Presidente, i temi (non li ho elencati tutti, perché non ne avevo il tempo) che saranno oggetto di revisione emendativa, riguardano praticamente l'intero articolato. Allora, allo stato attuale, non sappiamo di quale testo stiamo discutendo. In Commissione abbiamo licenziato un testo su cui, però, il ministro ha già detto che vuole intervenire: la cosa migliore sarebbe ritornare in Commissione, anche in tempi limitati. Si tratta, peraltro, di una sede trasparente, mentre il Comitato dei nove è una commissione tecnica di lavoro, che predispone i testi per l'Assemblea. È la Commissione nei suoi pieni poteri il luogo della rappresentanza, del confronto e del dibattito. A nostro giudizio, pertanto, sarebbe importante rinviare il provvedimento in Commissione 3
7 I nostri interventi ANDREA MARTELLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor ministro, stiamo svolgendo questa discussione sulle linee generali del disegno di legge per il riordino dello stato giuridico dei professori universitari in una situazione davvero paradossale. In aula, come è stato detto poco fa, ci siamo solamente noi. Non ci sono i colleghi della maggioranza di centrodestra; solo noi stiamo partecipando alla discussione, mentre le aule delle università, i rettorati, proprio in queste ore, sono occupati dalle proteste, dalla mobilitazione che sta interessando tutte le componenti universitarie. Ciò è paradossale, perché ad oggi non sappiamo quale sia il testo che dobbiamo discutere; non conosciamo il testo degli emendamenti del relatore, cui prima si è fatto riferimento, e quelli del Governo. Manca il parere della Commissione bilancio della Camera dei deputati che ha steso un primo testo, con molte osservazioni e critiche puntuali. Certo, conosciamo l'articolato approvato dalla Commissione. Alla suddetta abbiamo dato un nostro motivato parere contrario, chiedendogli di ritirare il testo per riesaminarlo in maniera approfondita. Alla fine poi il testo è stato emendato; abbiamo presentato alcune nostre proposte che sono state puntualmente respinte ed oggi, in qualche modo, ci vengono ripresentate come intenzioni e non ancora come norme, dal momento che non conosciamo il testo di eventuali emendamenti. Vale la pena di ricordare che non sono due anni che si discute di questo testo, in quanto è vero che la discussione è iniziata il 25 giugno 2003, ma poi è stata interrotta su iniziativa del Governo nonostante la richiesta del nostro gruppo di scorporare e accelerare l'iter delle proposte riguardanti l'istituzione della terza fascia dei professori universitari quale condizione irrinunciabile per un eventuale progetto di riordino più complessivo. L'esame è ripreso il 16 marzo ed è proseguito con una serie di audizioni, fino alle sedute del 31 luglio e del 30 settembre con il rinvio della votazione del mandato al relatore per mancanza del parere della Commissione bilancio; ci siamo poi ritrovati il 17 febbraio, quando si è votato il mandato al relatore (votazione alla quale non abbiamo partecipato). Nel frattempo vi è stata una grande mobilitazione in quasi tutti gli atenei contro questo disegno di legge che la comunità universitaria, in tutte le sue componenti, ritiene sbagliato ed inefficace, persino dannoso se dovesse essere approvato. Si tratta di una critica molto forte, con manifestazioni in moltissimi atenei, che condurrà ad uno sciopero il prossimo 2 marzo e a diversi incontri - anche la Federazione Uniti nell'Ulivo ne avrà uno domani - con una delegazione delle varie componenti universitarie. Lei, signor ministro, intanto ha dichiarato alla stampa e in più sedi anche istituzionali, come la CRUI e il CUN, di voler modificare il contenuto del disegno di legge. Dunque, dopo nostre pressanti richieste, si è presentata in Commissione fuori tempo massimo, lo scorso 17 febbraio, affermando che alcuni problemi relativi al blocco delle assunzioni e ai finanziamenti necessari sono stati superati con la finanziaria per il 2005, dichiarandosi disponibile a modificare il testo in cinque direzioni, che tuttavia restano delle mere intenzioni dal momento che non disponiamo di testi sui quali poter ragionare. Insomma, lei è venuta a dirci che aveva cambiato opinione, che i provvedimenti diventeranno due, uno di legge delega e uno di legge ordinaria, e che esiste un nuovo testo della riforma dello stato giuridico che però solo lei conosce e che nessuno ha ancora visto. Così, muta anche la natura costituzionale e l'oggetto stesso del provvedimento istruito dalla Commissione, mentre l'Assemblea non sa ancora su cosa dovrà deliberare. Signor ministro, si tratta di un comportamento davvero poco corretto e lesivo delle prerogative e delle procedure del Parlamento. Riteniamo dunque opportuno riaprire l'iter in Commissione, vedere finalmente gli emendamenti formalizzati dal relatore e dal Governo per poterli subemendare. E, anche per quanto riguarda le soluzioni che lei, signor ministro, ha affermato di aver trovato con la 4
8 I nostri interventi finanziaria per il 2005, vorrei ricordarle che in realtà le università nel triennio hanno ricevuto complessivamente solo 109 milioni di euro in più rispetto al finanziamento del 2001 e che l'aumento di 338 milioni di euro del fondo di finanziamento ordinario, disposto con la legge finanziaria per il 2005, non compensa i tagli del precedente triennio a spese della scuola e della ricerca. In ogni caso, non è vero che i problemi sono esauriti, dal momento che la Commissione bilancio non ha ancora espresso il parere di sua competenza. Allo stesso modo, per quanto riguarda le assunzioni, vi è un nuovo blocco dei concorsi per tutto il personale universitario. Ad appena un mese dallo sbandierato sblocco delle assunzioni lei, signor ministro, prima con motivazioni pretestuose, ha rinviato di oltre sei mesi le elezioni per le commissioni di nuovi concorsi, poi con una semplice nota, ha sospeso di fatto sine die tutti i concorsi nelle università, tanto per il personale docente quanto per il personale tecnico-amministrativo, per i rapporti sia a tempo determinato sia a tempo indeterminato. Il provvedimento è a nostro avviso illegittimo e rischia di compromettere il più elementare funzionamento delle università. Eppure, riteniamo che la riforma dello stato giuridico dei professori universitari sia urgente e non più procrastinabile; è assolutamente necessario completare l'architettura della riforma universitaria. Questa riforma finora ha investito gli atenei, ponendo al centro di essi l'autonomia, che si è dispiegata dapprima sul terreno organizzativo e finanziario, poi su quello degli ordinamenti, attraverso l'autonomia didattica, e che oggi deve necessariamente completarsi con la piena attuazione del processo di valutazione e l'aggancio ad essa dei meccanismi di finanziamento. Il quadro dell'autonomia, dunque, deve necessariamente concludersi con la realizzazione di un nuovo ed adeguato stato giuridico dei docenti. Esiste, infatti, una stretta relazione tra tali riforme e lo stato giuridico dei docenti, e quest'ultimo non può essere considerato una variabile indipendente sulla quale intervenire trascurando ogni raccordo con l'autonomia del sistema nei suoi diversi aspetti. Questa riforma è necessaria, perché l'attuale ordinamento risale al 1980: sono trascorsi 25 anni, durante i quali sono intervenuti numerosi cambiamenti. Vi è stata l'esplosione della domanda di istruzione superiore (oggi oltre il 50 per cento dei diciannovenni si iscrive all'università); è in atto un processo di innovazione e riorganizzazione complessiva dei saperi; è intervenuta l'autonomia degli atenei; è intervenuta la riforma del reclutamento; è intervenuta la riforma degli ordinamenti didattici. Si tratta, dunque, di una riforma urgente e necessaria per superare gravi e annose anomalie del nostro sistema universitario, alle quali ha fatto riferimento l'onorevole Grignaffini e su cui non intendo ritornare. Cito l'esistenza di 20 mila ricercatori senza stato giuridico; l'invecchiamento del corpo docente (nelle nostre università è presente uno dei corpi docenti più vecchi d'Europa); la mancata ridefinizione della materia dei diritti e dei doveri dei professori nell'università dell'autonomia; l'assenza di un adeguato sistema di valutazione. Lo stato giuridico vigente è dunque superato e sono necessarie tali innovazioni. In un appello firmato da oltre docenti universitari, intitolato «Diamo voce alle università», si sostiene che occorre stabilire doveri e diritti di ciascun docente in un sistema di università autonome, recuperare il senso di una carriera basata sul merito, premiare l'impegno di chi sceglie di dedicarsi esclusivamente all'attività universitaria, attrarre ed inserire nella carriera accademica i giovani migliori, tenendo sempre presente che la ricerca e la didattica sono le funzioni primarie di ogni ateneo e che la loro copresenza costante caratterizza l'università. Guardando ad altri paesi, è facile accorgersi che la contrattualizzazione selvaggia e senza prospettive proposta dal Governo non corrisponde affatto a modelli stranieri di successo e, soprattutto, non garantisce di vedere migliorare il funzionamento dell'università italiana né sul piano scientifico, né su quello didattico. Si tratta 5
9 I nostri interventi di un appello firmato da migliaia di docenti che non è stato preso, purtroppo, in alcuna considerazione. Il disegno di legge, dunque, è necessario ed urgente, ma il Governo ha scelto, sia nel metodo sia nel merito, una strada sbagliata. Quanto al metodo, abbiamo avanzato critiche formali e procedurali sull'adozione dello strumento della delega. Tali critiche sono state formulate anche da tutte le rappresentanze del mondo universitario, dalle organizzazioni sindacali al CUN, con particolare nettezza dalla CRUI, che ha dichiarato di ritenere indispensabile l'adozione dello strumento della legge ordinaria anziché della legge delega, nell'assemblea svoltasi il 4 febbraio scorso. Si tratta di uno strumento istituzionalmente improprio per la materia, stante la rilevanza costituzionale dello stato giuridico della docenza universitaria. Esso rende impossibile, per il fatto stesso di non indicare le specifiche soluzioni e le effettive implicazioni della riforma, un confronto parlamentare ed allunga i tempi di attuazione, rinviando la normativa di dettaglio e l'entrata in vigore della riforma ai successivi decreti delegati, il cui iter è particolarmente lungo e complesso. L'efficacia di una riforma si valuta con riferimento alla sua capacità di affrontare e risolvere i problemi del settore. La riforma proposta dal Governo, invece, non risolve e non affronta alcuno dei problemi dell'università italiana: non definisce lo stato giuridico di 20 mila ricercatori, ma ne abolisce la stessa figura, inserendoli in un ruolo ad esaurimento con il titolo poco gratificante di «professore aggiunto», assimilandoli ai tecnici laureati (gli antichi assistenti), disconoscendo la pienezza della funzione docente ed imponendogli, senza aumenti stipendiali, incarichi di insegnamento nei soli corsi di laurea di primo livello. Non rende più stringente la disciplina del tempo pieno, del tempo definito, ma la abolisce, così premiando, di fatto, i docenti meno impegnati nell'università italiana. La nostra università rimarrà quindi l'unica al mondo a non prevedere, come invece sarebbe normale, la figura del professore interamente dedicato all'università. Questo provvedimento non amplia né accelera il reclutamento dei giovani ma lo ritarda, dilatando ulteriormente l'area del precariato col sicuro esito di intensificare la fuga dei cervelli e prevedendo al tempo stesso il ritorno alle antiche e rovinose pratiche dei concorsi riservati. Non ridefinisce i diritti e i doveri dei professori nel contesto di una università profondamente mutata, né configura - ed è questo un passaggio fondamentale - alcuna carriera professionale della docenza fondata sulla valutazione periodica della produttività scientifica e didattica. Eppure lei, signor ministro, parla spesso di valutazione dei docenti e del sistema, ma della valutazione non v'è traccia in questo provvedimento. Questo provvedimento non responsabilizza gli atenei nella selezione e nel reclutamento dei migliori docenti. Non prevede finanziamenti per una politica incentivante della didattica, della ricerca e dei servizi per gli studenti. E non c'è traccia di copertura finanziaria del provvedimento. Può essere mai credibile, mi domando e le domando, signor ministro, una riforma dello stato giuridico dei professori a costo zero? Chiediamo davvero, ed è un appello che rivolgiamo seriamente al Presidente della Camera, di poter riprendere seriamente la discussione in Commissione e di poterlo fare in maniera aperta, con il tempo necessario, anche se vorremmo poter svolgere questo lavoro nel tempo più rapido possibile pur cogliendo i risultati che devono essere colti. Presenteremo una serie di emendamenti - oltre a quelli già presentati ne predisporremo degli altri, se sarà il caso - quando avremo conosciuto il testo dei vostri emendamenti. Proporremo di istituire la terza fascia docente e l'inquadramento in essa degli attuali ricercatori. E se ciò avverrà, dovremmo ribadire con forza che è un risultato che giunge per il lavoro parlamentare e per la mobilitazione che è in atto da molte settimane e da mesi nelle università italiane. Proporremo un programma straordinario per l'assunzione di almeno diecimila giovani studiosi 6
10 I nostri interventi nei prossimi anni. Proporremo l'istituzione di un'agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario, con natura giuridica e poteri di authority, per la valutazione periodica dei docenti, per la loro produttività didattica e scientifica e per la valutazione degli atenei. Perché è solo questo il modo per poter garantire equità, efficienza ed anche competitività del sistema universitario. Proporremo una disciplina precisa dei compiti e delle responsabilità dei professori. Proporremo una ridefinizione della disciplina del tempo pieno, del tempo definito, con previsione della figura del professore interamente dedicato al lavoro universitario. Faremo ciò come sempre con molta serietà, con la consapevolezza che queste modifiche devono essere introdotte perché vi sono richieste dal mondo dell'università e perché rappresentano assolute necessità sulle quali bisogna intervenire, tenendo conto dei problemi dell'università nel nostro paese. Ci auguriamo che la maggioranza di centrodestra (che, per la verità, nell'ultima occasione in Commissione si è resa conto di come fosse improvvisata questa discussione in aula e ne ha chiesto il rinvio), il Governo ed il ministro comprendano che la strada scelta è sbagliata, nel metodo e nel merito, e da essa bisogna tornare indietro, prima che sia troppo tardi. Purtroppo l'azione del Governo di centrodestra si è caratterizzata in questi anni per la totale assenza di un disegno strategico nel quadro di quegli obiettivi che, da Lisbona in poi, dovrebbero essere raggiunti. Il nostro paese è indietro, sta colmando il suo divario con l'Europa e si è caratterizzato per una serie di provvedimenti estemporanei e di emergenza che determinano la progressiva destrutturazione del sistema universitario, la ripresa di una linea burocratica e centralistica e lo svuotamento dell'autonomia garantita agli atenei. Quindi fermatevi, almeno rispetto a questo provvedimento; ascoltate la voce di chi lavora, studia e vive nelle università; ascoltate la voce dei gruppi parlamentari che, su questa materia, hanno svolto un lavoro approfondito e oggi vi stanno proponendo degli emendamenti che, se accolti, vi permetteranno di realizzare una riforma efficace ed incisiva, e non sbagliata e perfino dannosa come quella che vi accingete a varare. 7
11 Gli emendamenti presentati in Commissione
AC-4735/A Art. 1, c. 1 Nell’alinea, dopo la parola “sede” inserire la seguente: “primaria” Martella – Tocci – Grignaffini – Buffo – Capitelli – Carli – Chiaromonte – Giulietti – Lolli – Sasso Sostituire il periodo da “la gestione delle università” fino a “della ricerca” con il seguente: “La gestione delle università si esplica nel quadro dei principi di autonomia e di responsabilità sanciti dall’articolo 33 della Costituzione, nonché degli obiettivi strategici del sistema universitario fissati ogni tre anni con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sentiti il Consiglio universitario nazionale (Cun), la Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui), il Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario (Cnvsu) e le competenti commissioni parlamentari.” Martella – Grignaffini – Tocci – Colasio – Bimbi - Buffo – Capitelli – Carli – Chiaromonte – Giulietti – Lolli – Sasso – Volpini – Carra – Gambale Dopo il secondo periodo, aggiungere il seguente articolo: “Art. 1 - bis (Compiti e doveri dei professori) 1. I professori universitari hanno il compito istituzionale e l'obbligo di svolgere funzioni di ricerca e di didattica nella propria università, con piena libertà di scelta dei temi e dei metodi delle proprie ricerche nonché, nel rispetto delle indicazioni di programmazione e di coordinamento deliberate dai competenti organi di ateneo, dei contenuti e dell'impostazione culturale dei propri corsi di insegnamento; i professori di materie cliniche esercitano altresì funzioni assistenziali inscindibili da quelle di insegnamento e ricerca; ai professori competono inoltre attività di governo e organizzazione delle università e delle sue strutture; i professori esercitano infine liberamente attività di diffusione culturale mediante conferenze, seminari, attività pubblicistiche ed editoriali nel rispetto del mantenimento dei propri obblighi istituzionali. 2. L'organico dei professori di ciascun ateneo è rideterminato ogni tre anni, entro il limite di spesa del 90 per cento dei trasferimenti statali sul fondo per il finanziamento ordinario di cui all’articolo 51 della legge n. 449/1997, dagli organi competenti dell'ateneo in base alle esigenze didattiche e di ricerca, nonché alle strategie di sviluppo dell'ateneo.” Martella – Grignaffini – Tocci - Chiaromonte – Carli – Buffo – Capitelli – Giulietti – Lolli – Sasso 1
12 Gli emendamenti presentati in Commissione
AC-4735/A Art. 1, c. 1 Dopo il secondo periodo, sopprimere la restante parte del comma, da “l’attività didattica” a “strutture universitarie”, e aggiungere il seguente articolo: “Art. 1- bis (Sistema di valutazione) 1. Le università sottopongono periodicamente i loro professori ad una valutazione delle attività di ricerca, didattiche e organizzative svolte da ciascun professore in base ai seguenti principi: per quanto riguarda la ricerca, sono valutate la qualità, l'intensità e la continuità della produzione scientifica e della sua diffusione a livello nazionale e internazionale; per quanto riguarda la didattica, sono valutate la qualità, la capacità comunicativa, l'impegno e la dedizione dell'attività di insegnamento condotta nei corsi di studio universitari ad ogni livello, nelle iniziative di orientamento e tutorato degli studenti, in particolare per la preparazione delle tesi di laurea specialistica e di dottorato di ricerca e nell'avviamento dei giovani alla ricerca; per quanto riguarda la gestione, sono valutate la partecipazione qualificata alle attività collegiali di indirizzo, programmazione e governo delle attività universitarie, nonché l'efficacia di azione nei compiti di responsabilità assunti per la direzione o il coordinamento di strutture universitarie, permanenti o temporanee, afferenti al proprio ateneo o al sistema universitario nazionale o internazionale; la valutazione è effettuata su richiesta degli interessati ed è affidata a professori universitari esperti del settore scientifico-disciplinare e alle autorità accademiche, secondo norme, procedure e criteri stabiliti in appositi regolamenti universitari approvati dal senato accademico ed emanati con le modalità di cui all’articolo 11, comma 1, della legge 19 novembre 1990, n. 341; nel caso di valutazione negativa o di mancata richiesta di valutazione, la progressione economica di carriera del professore interessato rimane sospesa fino al successivo giudizio valutativo. Nel caso di mancata richiesta di valutazione per un periodo di otto anni, il professore interessato è sospeso dall’impiego ovvero, ove possibile, collocato a riposo. 2. E’ istituito un sistema nazionale di valutazione, mediante la trasformazione - entro 180 giorni dalla promulgazione della presente legge - del Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario (Cnvsu) e del Comitato per gli indirizzi della ricerca (Civr) in apposita “Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario”, come agenzia autonoma e indipendente, con funzioni di authority per la valutazione esterna della ricerca, della didattica e degli atenei, nonché del sistema universitario nel suo insieme. All’agenzia sono attribuiti, in prima attuazione, i compiti e le funzioni attualmente svolti, per l’ambito universitario, dai precitati organismi. L’agenzia rende pubblici, mediante un rapporto annuale al Parlamento, i risultati delle proprie rilevazioni ed analisi.” Martella - Grignaffini -Tocci - Chiaromonte – Carli – Buffo – Capitelli – Giulietti – Lolli – Sasso 2
13 Gli emendamenti presentati in Commissione
AC-4735/A Art. 1, c. 3 Dopo la parola “definisce,” aggiungere le seguenti: “ogni tre anni,” Tocci – Grignaffini – Martella - Buffo – Capitelli – Carli – Chiaromonte – Giulietti – Lolli – Sasso AC-4735/A Art. 2, c. 1 Nel primo periodo sopprimere le parole da "unitamente" a "rapporto di lavoro". Martella – Grignaffini - Tocci – Chiaromonte – Carli – Buffo – Capitelli – Giulietti – Lolli – Sasso Sopprimere le lettere a), b), c) e d). Grignaffini – Martella - Tocci - Chiaromonte – Carli – Buffo – Capitelli – Giulietti – Lolli – Sasso Sostituire le lettere a), b), c) e d) con la seguente: “a) il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca stabilisce con proprio decreto le procedure con cui le università provvedono alla costituzione delle commissioni giudicatrici delle valutazioni comparative di cui alla legge 3 luglio 1998, n. 210, e alla copertura dei relativi posti di ruolo sulla base dei seguenti principi: le valutazioni comparative sono bandite per settori scientifico-disciplinari o gruppi di settori scientifico-disciplinari affini elencati in apposito decreto ministeriale in modo che a ciascun settore o gruppo di settori affini afferiscano non meno di cinquanta professori ordinari; i professori universitari, distintamente per fascia e gruppi di settori scientifico-disciplinari affini, provvedono ogni due anni ad eleggere fra di loro coloro che sono designati ad assumere il ruolo di valutatori e garanti della valutazione in tutte le valutazioni comparative che si svolgeranno nel successivo biennio in numero pari al venti per cento degli elettori; trascorso il biennio i professori interessati non sono più rieleggibili, nemmeno per settori scientifico-disciplinari diversi, per le due successive tornate elettorali; i professori universitari eletti ad assumere il ruolo di valutatori e garanti della valutazione hanno diritto, a richiesta, ad aver ridotti o sospesi i propri impegni didattici per il biennio corrispondente; le università, per formare le commissioni giudicatrici di ciascuna valutazione comparativa, ne sorteggiano i membri all’interno dei professori eletti di cui ai punti precedenti, escludendo comunque i professori del medesimo ateneo; le commissioni giudicatrici sono tenute ad utilizzare nel proprio lavoro di valutazione criteri oggettivi, nonché il parere comparativo sui candidati o su gruppi di candidati espresso in forma scritta da esperti internazionali, di cui almeno due stranieri, garantendo loro l’anonimato; ciascuna commissione indica all’università esclusivamente il candidato giudicato più meritevole a seguito della valutazione, ferma restando la possibilità per l’ateneo di non procedere alla sua chiamata con delibera motivata;” Martella - Grignaffini- Tocci - Chiaromonte – Carli – Buffo – Capitelli – Giulietti – Lolli – Sasso 3
14 Gli emendamenti presentati in Commissione
AC-4735/A Art. 2, c. 1 Sostituire le lettere a), b), c) e d) con la seguente: “a) il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca rivede con proprio decreto la disciplina per le valutazioni comparative di cui alla legge 3 luglio 1998, n. 210, limitatamente ai punti di seguito indicati e sulla base dei seguenti principi: 1) le modalità e le procedure per la formazione delle commissioni giudicatrici, nonché le cause di ineleggibilità e di incompatibilità dei componenti, prescelti in modo da assicurare alta qualificazione scientifica, imparzialità di giudizio e rappresentatività delle relative comunità disciplinari europee e da garantire comunque la presenza in ciascuna commissione di docenti universitari di altri Paesi dell’Unione europea per almeno un terzo dei componenti; 2) ciascuna commissione indica all’università esclusivamente il candidato giudicato più meritevole a seguito della valutazione, ferma restando la possibilità per l’ateneo di non procedere alla sua chiamata con delibera motivata.” Grignaffini – Martella – Tocci - Chiaromonte – Carli – Buffo – Capitelli – Giulietti – Lolli – Sasso Art. 2, c. 1, lett. a) Dopo le parole “settori scientifico-disciplinari”, aggiungere le seguenti: “o gruppi di settori scientifico-disciplinari affini”. Martella - Grignaffini – Tocci - Chiaromonte – Carli – Buffo – Capitelli – Giulietti – Lolli – Sasso Art. 2, c. 1, lett. a), sub 2) Sostituire il numero 2) con il seguente: “2) le modalità elettive e le procedure per la formazione delle commissioni giudicatrici, nonché le cause di ineleggibilità e di incompatibilità dei componenti, prescelti in modo da assicurare alta qualificazione scientifica, imparzialità di giudizio e rappresentatività delle relative comunità disciplinari europee e da garantire comunque la presenza in ciascuna commissione di docenti universitari di altri Paesi dell’Unione europea per almeno un terzo dei componenti;” Martella – Grignaffini – Tocci - Chiaromonte – Carli – Buffo – Capitelli – Giulietti – Lolli – Sasso 4
15 Gli emendamenti presentati in Commissione
AC-4735/A Art. 2, c. 1, lett. a), sub 3) Sopprimere le parole da “e il limite” alla fine del periodo. Martella – Grignaffini –Tocci - Chiaromonte – Carli – Buffo – Capitelli – Giulietti – Lolli – Sasso Art. 2, c. 1, lett. b) Aggiungere, in fine, le parole: “sentito il Consiglio universitario nazionale;” Martella – Grignaffini – Tocci - Chiaromonte – Carli – Buffo – Capitelli – Giulietti – Lolli – Sasso Art. 2, c. 1, lett. c) Sopprimere le parole “e al conferimento dei relativi incarichi”. AC-4735 Art. 2. c. 1, lett. d) Sopprimere la lettera d) Art. 2, c. 1, lett. e) Sostituire l’intera lettera con la seguente: “e) le università possono procedere alla copertura di una percentuale non superiore al venti per cento dei propri posti di professore di prima e seconda fascia mediante chiamata diretta in ruolo di professori italiani o stranieri in servizio stabile presso istituzioni universitarie straniere o internazionali con sede principale nell’Unione europea, ovvero, esclusivamente su posti di prima fascia, di studiosi italiani o stranieri di chiara fama impegnati stabilmente all’estero. L’università procede alla nomina a seguito di giudizio valutativo sulla qualificazione scientifica del candidato espresso da una commissione internazionale di esperti nominata con procedure stabilite nei regolamenti dell’università. La delibera di nomina è sottoposta al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca che, entro il termine tassativo di sessanta giorni e sentito il Consiglio universitario nazionale, può concedere il nulla osta o rifiutarlo motivando la propria opposizione. Se il nulla osta è rifiutato, nel caso di professori di università straniere o internazionali l’università è tenuta a rideliberare confermando o annullando definitivamente la nomina, mentre, nel caso di studiosi di chiara fama, la delibera di nomina è nulla;” Martella – Grignaffini – Tocci – Colasio – Bimbi - Chiaromonte – Carli – Buffo – Capitelli – Giulietti – Lolli – Sasso – Carra – Volpini – Gambale – Rusconi 5
16 Gli emendamenti presentati in Commissione
AC-4735/A Art. 2, c. 1, lett. f) Sostituire l’intera lettera con la seguente: “f) le università, sulla base delle proprie esigenze didattiche e scientifiche, nell’ambito delle disponibilità di bilancio e nel rispetto della normativa statale e comunitaria in materia, possono stipulare contratti di diritto privato a tempo determinato, denominati “Contratti di ricerca e di insegnamento universitario”, per l’espletamento di funzioni didattiche e di ricerca presso le strutture dell’ateneo, con studiosi italiani o stranieri in possesso di qualificazione scientifica adeguata alle funzioni da svolgere, aventi le seguenti caratteristiche: i contratti hanno durata al massimo triennale, sono rinnovabili al massimo una volta e non danno ai titolari alcun diritto in relazione all’accesso alla docenza universitaria di ruolo; il numero di tali contratti non può superare, per ciascuna struttura universitaria presso cui sono attivati, il 50% del numero dei docenti di ruolo afferenti alla medesima struttura, anche ai fini del rispetto dei requisiti minimi necessari per l’attivazione dei corsi di studio; i regolamenti universitari disciplinano le procedure per la scelta dei titolari dei contratti assicurando la valutazione comparativa dei candidati e la pubblicità degli atti, garantendo comunque priorità ai candidati che siano impegnati all’estero in attività didattiche e di ricerca da almeno un triennio con rapporto di lavoro continuativo e che abbiano acquisito un’elevata qualificazione scientifica e professionale riconosciuta in ambito internazionale; il possesso del dottorato di ricerca, o di un diploma di specializzazione, o di un master universitario di secondo livello, o l’essere stato titolare di assegno di ricerca costituisce titolo preferenziale nella scelta dei titolari dei contratti; il trattamento economico dei contratti è determinato da ciascuna università nei limiti delle compatibilità di bilancio; la partecipazione dei titolari dei contratti agli organi collegiali universitari è determinata nello statuto e nei regolamenti dell’ateneo; i contratti di ricerca e di insegnamento universitario sostituiscono a tutti gli effetti gli assegni di ricerca di cui all’articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e ne utilizzano le relative risorse finanziarie ;” Martella – Grignaffini – Tocci - Chiaromonte – Carli – Buffo – Capitelli – Giulietti – Lolli – Sasso Nel primo periodo, dopo le parole “per l’insegnamento nei corsi di studio” aggiungere: “e per la ricerca”. Tocci – Grignaffini – Martella - Chiaromonte – Carli – Buffo – Capitelli – Giulietti – Lolli – Sasso 7
17 Gli emendamenti presentati in Commissione
AC-4735/A Art. 2, c. 1, lett. f) Nel secondo periodo, dopo le parole “contratti a tempo determinato”, aggiungere le seguenti: “per didattica e ricerca”. Martella - Grignaffini –– Tocci - Chiaromonte – Carli – Buffo – Capitelli – Giulietti – Lolli – Sasso Nell’ultimo periodo sopprimere le parole da “e tenuto conto dei criteri generali” fino alla fine. Martella – Grignaffini – Tocci - Chiaromonte – Carli – Buffo – Capitelli – Giulietti – Lolli – Sasso Aggiungere in fine il seguente periodo: “La partecipazione dei titolari dei predetti contratti agli organi collegiali delle università è determinata dagli statuti e dai regolamenti dell’ateneo;” Grignaffini – Martella – Tocci - Chiaromonte – Carli – Buffo – Capitelli – Giulietti – Lolli – Sasso “I titolari dei precitati contratti non maturano alcun diritto in relazione all’acceso alla docenza universitaria di ruolo;” Art. 2, c. 1, lett. g) Sopprimere l’intera lettera. 8
18 Gli emendamenti presentati in Commissione
AC-4735/A Art. 2, c. 1, lett. g) Nel primo periodo aggiungere, dopo le parole “di ricerca”, le seguenti: “e di didattica”. Tocci – Grignaffini – Martella - Chiaromonte – Carli – Buffo – Capitelli – Giulietti – Lolli – Sasso Aggiungere, dopo le parole “di prima fascia” ovunque occorrano, le seguenti: “o di seconda fascia”. Conseguentemente, dopo la parola “ordinari”, aggiungere le seguenti: “o associati”. Grignaffini – Martella – Tocci - Chiaromonte – Carli – Buffo – Capitelli – Giulietti – Lolli – Sasso Dopo le parole “ posti di professore di prima fascia”, aggiungere le seguenti: “in numero non superiore al 5% del totale dei professori di ruolo della medesima fascia”. Martella – Grignaffini – Tocci - Chiaromonte – Carli – Buffo – Capitelli – Giulietti – Lolli – Sasso Sostituire le parole da “a coloro che hanno conseguito” a “qualificazione scientifica e professionale” con le seguenti: “a persone in possesso di adeguata qualificazione scientifica e professionale in relazione al programma di ricerca, individuate mediante specifiche valutazioni comparative di cui alla legge 3 luglio 1998, n. 210” Tocci – Grignaffini – Martella – Colasio – Bimbi - Chiaromonte – Carli – Buffo – Capitelli – Giulietti – Lolli – Sasso – Rusconi – Carra – Volpini – Gambale Sopprimere le parole da “le convenzioni definiscono il programma” fino alla fine della lettera. 9
19 Gli emendamenti presentati in Commissione
AC-4735/A Art. 2, c. 1, lett. h) Sopprimere l’intera lettera. Grignaffini – Martella – Tocci - Chiaromonte – Carli – Buffo – Capitelli – Giulietti – Lolli – Sasso Art. 2, c. 1, lett. m) Sostituire la lettera m) con la seguente: “m) ferme restando le incompatibilità di cui all’articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e il regime autorizzativo di cui all’articolo 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, il rapporto di lavoro dei professori universitari è compatibile con lo svolgimento di attività professionali e di consulenza esterna; il trattamento economico complessivo dei professori universitari che scelgano di dedicarsi interamente alle attività universitarie, ivi comprese le eventuali attività di didattica, ricerca e consulenza professionale condotte a favore di terzi per il tramite delle strutture accademiche di afferenza, e di garantire la propria presenza presso le strutture universitarie per almeno mille ore annue, è incrementato del cinquanta per cento; per il personale medico universitario restano fermi gli obblighi derivanti dallo svolgimento di attività assistenziali per conto del Servizio sanitario nazionale;” Martella – Grignaffini – Tocci – Colasio – Bimbi - Chiaromonte – Carli – Buffo – Capitelli – Giulietti – Lolli – Sasso – Carra – Volpini – Rusconi – Gambale Art. 2, c. 1, lett. n) Sostituire le parole da “fissato in 350 ore annue” a fine periodo, con le seguenti: “fissato in non meno di 350 ore annue, di cui un numero di ore compreso tra 60 e 120 da dedicarsi alla didattica frontale in base ad un regolamento approvato dal senato accademico dell’ateneo.” Martella – Grignaffini – Tocci - Chiaromonte – Carli – Buffo – Capitelli – Giulietti – Lolli – Sasso 10
20 Gli emendamenti presentati in Commissione
AC-4735/A Art. 2, c. 1, lett. o) Sostituire le parole da “ad esaurimento” fino a “ricercatore” con le seguenti: “di professori universitari di terza fascia. I professori universitari di terza fascia svolgono attività di ricerca e tengono ogni anno almeno un insegnamento ufficiale nei corsi di studio universitari; godono altresì dell’elettorato attivo per tutte le cariche universitarie.” Grignaffini – Martella – Tocci – Colasio – Bimbi - Chiaromonte – Carli – Buffo – Capitelli – Giulietti – Lolli – Sasso – Rusconi – Volpini – Gambale Al secondo periodo, dopo le parole “di associato”, aggiungere le seguenti: “, nonché dei professori di terza fascia,” Grignaffini – Martella – Tocci - Buffo – Capitelli – Carli – Chiaromonte – Giulietti – Lolli – Sasso AC 4735/A Art. 1, c. 1, lett. p) Dopo le parole “seconda fascia” aggiungere le seguenti: “, nonché per i professori di terza fascia,” Art. 2, c. 1, lett. p) Sostituire le parole “ed è abolito” con le seguenti: “e, per tutti i professori di ruolo, compresi quelli attualmente in servizio, è abolito”. Martella – Grignaffini – Tocci - Chiaromonte – Carli – Buffo – Capitelli – Giulietti – Lolli – Sasso Art. 2, c. 1, lett. q) Sopprimere l’intera lettera 11
21 Gli emendamenti presentati in Commissione
AC 4735/A Art. 2, c. 1, lett. s) Sopprimere l’intera lettera. Grignaffini – Martella – Tocci - Chiaromonte – Carli – Buffo – Capitelli – Giulietti – Lolli – Sasso AC-4735/A Art. 2, c. 1, lett. t) Art. 2 Dopo l'articolo 2, aggiungere il seguente: "Art. 2-bis (Piano pluriennale di assunzioni di giovani professori) 1. In considerazione dell'alta età media dei docenti universitari italiani e quindi della necessità ed urgenza di predisporre un congruo e tempestivo accesso di giovani alla docenza universitaria, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con i Ministri per la funzione pubblica e dell'economia e delle finanze da emanarsi entro il 31 luglio 2005, è adottato, sentiti il Consiglio universitario nazionale, il Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario e la Conferenza dei rettori delle università italiane, un piano pluriennale di finanziamento per l’assunzione di professori universitari di ruolo presso gli atenei statali durante il quinquennio 2. All'attuazione del piano di cui al comma 1 si provvede mediante stanziamenti da iscrivere annualmente nella legge finanziaria. 3. Lo schema di decreto di cui al comma 1 è trasmesso alle Camere, corredato di relazione tecnica, ai fini dell'espressione dei pareri, da rendersi entro trenta giorni dalla data di assegnazione, da parte delle commissioni parlamentari competenti per materia. 4. I finanziamenti sono assegnati alle università con il vincolo di utilizzarli esclusivamente per l'assunzione di professori universitari di terza fascia entro dodici mesi dall'assegnazione e sono trasferiti all'ateneo a decorrere dalla data di assunzione degli interessati. Nel caso di mancata utilizzazione entro i tempo prescritti, l'assegnazione è revocata.” Martella – Grignaffini – Tocci - Chiaromonte – Carli – Buffo – Capitelli – Giulietti – Lolli – Sasso 12
22 emendamenti e sub-emendamenti per l’Aula
A – EMENDAMENTI AGLI ARTICOLI DEL D.D.L. – AC-4735 e abb./A NON INTERAMENTE INNOVATI DALLA COMMISSIONE - RIMANGONO IMMUTATI, E SONO PERTANTO DA CONSIDERARSI RIPRESENTATI, I SEGUENTI EMENDAMENTI (v. stampato Assemblea n. 2/Emendamenti del 23 febbraio 2005): Art. 1 1. 255 1. 257 1. 256 Art. 1 - bis - NUOVA FORMULAZIONE DELL’EMENDAMENTO AC-4735/A Art. 1 Al comma 1, alinea, primo periodo, dopo la parola sede aggiungere le seguenti: primaria della ricerca. Martella, Tocci, Grignaffini, Buffo, Capitelli, Carli, Chiaromonte, Giulietti, Lolli, Sasso Al comma 1, alinea, primo periodo, dopo la parola sede aggiungere la seguente: della ricerca. 1
23 emendamenti e sub-emendamenti per l’Aula
AC-4735/A Art. 1 Al comma 1, alinea, secondo periodo, sopprimere le parole da: nel quadro fino alla fine del perido. Martella, Tocci, Grignaffini, Buffo, Capitelli, Carli, Chiaromonte, Giulietti, Lolli, Sasso Al comma 1, alinea, dopo il secondo periodo, aggiungere il seguente: “Ai professori universitari è garantita, ai sensi dell’articolo 33 della Costituzione, piena libertà di scelta dei temi e dei metodi delle proprie ricerche nonché, nel rispetto delle indicazioni di programmazione e di coordinamento deliberate dai competenti organi di ateneo, cui essi partecipano, dell’impostazione culturale e dei contenuti dei propri corsi di insegnamento.” Al comma 3, lettera e), aggiungere in fine le parole: e della ricerca. 2
24 emendamenti e sub-emendamenti per l’Aula
AC-4735/A Art. 02 [Sub-em. all’Art ] Sostituirlo con il seguente: (Istituzione della terza fascia dei professori universitari) 1. E' istituita la terza fascia dei professori universitari. 2. I ricercatori universitari di ruolo e coloro che saranno nominati in tale ruolo a seguito di procedure di reclutamento con bando pubblicato nella Gazzetta Ufficiale prima della data di entrata in vigore della presente legge, nonché gli assistenti di ruolo ad esaurimento, i professori incaricati stabilizzati e i tecnici laureati in possesso dei requisiti di cui all'articolo 50 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e successive modificazioni e integrazioni, sono inquadrati a domanda nella terza fascia dei professori universitari, previa verifica positiva, con modalità stabilite dagli atenei, dei titoli scientifici e dell'attività didattica svolta e documentata per almeno tre anni, anche non consecutivi. 3. Le facoltà indicono, con cadenza annuale, tre sessioni di verifica al fine dell'inquadramento del personale di cui al comma 2 nella terza fascia dei professori universitari. La prima sessione è indetta entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. 4. Per il reclutamento dei professori della terza fascia si applica la procedura di valutazione comparativa prevista per i ricercatori universitari dalla legge 3 luglio 1998, n. 210, e successive modificazioni, integrata con lo svolgimento di una prova didattica. Nelle procedure di valutazione comparativa per la copertura di posti di professore di prima e seconda fascia i professori di terza fascia sono esonerati dalla prova didattica. Dalla data di entrata in vigore della presente legge non possono essere bandite valutazioni comparative di cui alla legge 3 luglio 1998, n. 210, e successive modificazioni, per l'accesso al ruolo dei ricercatori. 5. Agli inquadrati nella terza fascia ai sensi del comma 2 continuano ad applicarsi le norme rispettivamente vigenti per i ricercatori universitari di ruolo, per gli assistenti di ruolo ad esaurimento, per i professori incaricati stabilizzati e per i tecnici laureati in materia di trattamento economico e di stato giuridico, salvo quanto previsto dalla presente legge. 6. Nel quadro della programmazione dell'offerta formativa, e in coerenza con le relative esigenze, nonché assicurando la piena utilizzazione del corpo docente, le strutture didattiche attribuiscono ai professori di terza fascia, in relazione al settore scientifico-disciplinare di inquadramento o a settori affini, la responsabilità didattica di corsi non coperti da professori di prima o di seconda fascia, ovvero regolari attività di insegnamento pienamente funzionali agli obiettivi formativi dei corsi di laurea, di laurea specialistica, di dottorato di ricerca, di specializzazione, nonché dei master universitari e delle altre attività di perfezionamento e formazione permanente, previsti dal decreto del Ministro dell’istruzione, dell'università e della ricerca 22 ottobre 2004, n 7. I professori di terza fascia sono componenti degli organi accademici e partecipano alle relative deliberazioni, eccetto quelle di cui all'articolo 2, comma 1, lettere f) e g), della legge 3 luglio 1998, n. 210, concernenti le procedure per la nomina in ruolo dei professori di prima e seconda fascia, nonché quelle relative ai trasferimenti dei medesimi e alle designazioni dei componenti delle commissioni per la valutazione comparativa per la copertura di posti di prima e seconda fascia, e, in generale, quelle relative alle persone dei professori di prima e seconda fascia. 8. Ai professori di terza fascia spetta l'elettorato attivo per tutte le cariche accademiche. Il loro elettorato passivo è regolato dagli statuti dei singoli atenei. E' escluso l'elettorato passivo per la carica di rettore. 3
25 emendamenti e sub-emendamenti per l’Aula
9. Ai professori di terza fascia si applicano le disposizioni vigenti per i professori di prima e seconda fascia in materia di verifiche periodiche dell'attività didattica e scientifica, di trasferimenti, di alternanza dei periodi di insegnamento e di ricerca, di congedi per attività didattiche e scientifiche, nonché di accesso ai fondi per la ricerca. 10. Le accademie militari e gli istituti di formazione e specializzazione per gli ufficiali delle Forze armate possono attribuire gli insegnamenti anche ai professori di terza fascia, previo nulla osta del consiglio di facoltà, relativamente alle materie afferenti al settore scientifico-disciplinare in cui gli stessi sono inquadrati. Presso le predette accademie e istituti, con decreti del Ministro della difesa, emanati di concerto con il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca e con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono rideterminati gli organici del personale docente con l'introduzione di posti per professori di terza fascia. I decreti prevedono altresì la contestuale riduzione di posti di professori di altre fasce ovvero dispongono che la copertura dei posti di terza fascia possa avvenire utilizzando le risorse resesi disponibili per la vacanza di altri posti nell'organico del personale docente, con esclusione di qualsiasi onere aggiuntivo per il bilancio dello Stato e nel rispetto dei limiti previsti dalla programmazione delle assunzioni nelle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni. La Scuola superiore della pubblica amministrazione e la Scuola superiore dell'economia e delle finanze possono attribuire insegnamenti e attività di ricerca, nell'ambito dei propri fini istituzionali e delle proprie disponibilità finanziarie, anche ai professori di terza fascia inquadrati nei settori scientifico-disciplinari cui afferiscono le discipline di insegnamento e di ricerca delle predette Scuole, previo nulla osta del consiglio di facoltà. 11. Il comma 6 dell'articolo 1 della legge 3 luglio 1998, n. 210, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente: "6. Ferma restando la disposizione di cui all'articolo 3, le nomine in ruolo e i trasferimenti di cui alla presente legge sono disposti con decreto rettorale e decorrono dal 1° novembre successivo, ovvero da una data anteriore in caso di attività funzionali alla programmazione delle attività didattiche da svolgere nella parte residua dell'anno accademico. Nel caso in cui l'interessato provenga dai ruoli di altra università, l'anticipo della decorrenza può essere disposto soltanto a seguito di nulla osta della facoltà di provenienza, approvato dagli organi accademici competenti". 12. Gli statuti degli atenei possono disciplinare la costituzione di apposite giunte di facoltà, composte da professori delle tre fasce. La giunta di facoltà, oltre a coadiuvare il preside nella gestione della didattica e negli altri compiti attuativi, propone al consiglio di facoltà la programmazione annuale delle attività didattiche. La giunta può esercitare altresì funzioni e compiti ad essa delegati dal consiglio di facoltà. 13. La lettera b) del comma 4 dell'articolo 16 della legge 9 maggio 1989, n. 168, si interpreta nel senso che le facoltà devono essere rappresentate nel senato accademico da almeno un rappresentante per facoltà. Grignaffini, Martella, Tocci, Buffo, Capitelli, Carli, Chiaromonte, Giulietti, Lolli, Sasso 4
26 emendamenti e sub-emendamenti per l’Aula
AC-4735/A Art. 02 [Sub-em. all’Art ] Sopprimere il comma 1. Grignaffini, Martella , Tocci, Chiaromonte, Carli, Buffo,Capitelli, Giulietti, Lolli, Sasso. Al comma 1, primo periodo, sopprimere le parole e al conferimento dei relativi incarichi. Martella, Grignaffini, Tocci, Chiaromonte, Carli, Buffo,Capitelli, Giulietti, Lolli, Sasso. Sostituire il comma 1 con il seguente: 1. E’ istituita la terza fascia del ruolo dei professori universitari. Le università provvedono alla copertura dei posti di professore ordinario e associato in conformità alle procedure previste dalla legge 3 luglio 1998, n Per la copertura dei posti dei professori della terza fascia si applica la procedura di valutazione comparativa prevista per i ricercatori universitari dalla legge 3 luglio 1998, n. 210, integrata con lo svolgimento di una prova didattica. Nelle procedure di valutazione comparativa per la copertura di posti di professore di prima e seconda fascia i professori di terza fascia sono esonerati dalla prova didattica. Grignaffini, Martella, Tocci, Chiaromonte, Carli, Buffo,Capitelli, Giulietti, Lolli , Sasso 5
27 emendamenti e sub-emendamenti per l’Aula
AC-4735/A Art. 02 [Sub-em. all’Art ] Al comma 1, primo periodo, dopo le parole e associato aggiungere le parole: , nonché dei professori di terza fascia, Martella, Grignaffini, Tocci, Chiaromonte, Carli, Buffo, Capitelli, Giulietti, Lolli , Sasso [Sub-em. all’Art ] Al comma 1, secondo periodo, sopprimere le parole da anche a carico a fine periodo. Martella, Grignaffini, Tocci, Chiaromonte, Carli, Buffo,Capitelli, Giulietti, Lolli , Sasso [Sub. em. all’Art ] Sopprimere il comma 2. Grignaffini, Martella , Tocci, Chiaromonte, Carli, Buffo,Capitelli, Giulietti, Lolli, Sasso. 6
28 emendamenti e sub-emendamenti per l’Aula
AC-4735/A Art. 02 [Sub-em. all’Art ] Sostituire il comma 2 con il seguente: 2. Le università possono procedere alla copertura di una percentuale non superiore al venti per cento dei propri posti di professore di ordinario e associato mediante chiamata diretta in ruolo di professori italiani o stranieri in servizio stabile, con qualifica accademica equipollente, presso istituzioni universitarie straniere o internazionali con sede principale nell’Unione europea, ovvero, esclusivamente su posti di ordinario, di studiosi italiani o stranieri di chiara fama impegnati stabilmente all’estero. L’università procede alla nomina a seguito di giudizio valutativo sulla qualificazione scientifica del candidato espresso da una commissione internazionale di esperti nominata con procedure stabilite nei regolamenti dell’università. La delibera di nomina è sottoposta al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca che, entro il termine perentorio di sessanta giorni, sentito il Consiglio universitario nazionale, può concedere il nulla osta o rifiutarlo, motivando la propria opposizione. Se il nulla osta è rifiutato, nel caso di professori di università straniere o internazionali, l’università è tenuta a rideliberare confermando o annullando definitivamente la nomina, mentre, nel caso di studiosi di chiara fama, la delibera di nomina è nulla. Decorsi i sessanta giorni, il nulla osta si intende concesso. Martella, Grignaffini, Tocci, Chiaromonte, Carli, Buffo,Capitelli, Giulietti, Lolli , Sasso [Sub-em. all’Art ] Al comma 2, sostituire la parola dieci con la parola venti [Sub-em. all’Art ] Al comma 2, sostituire le parole da di studiosi stranieri a chiara fama, con le seguenti: in ruolo di professori italiani o stranieri in servizio stabile, con qualifica accademica equipollente, presso istituzioni universitarie straniere o internazionali con sede principale nell’Unione europea, ovvero, esclusivamente su posti di ordinario, di studiosi italiani o stranieri di chiara fama impegnati stabilmente all’estero, 7
29 emendamenti e sub-emendamenti per l’Aula
AC-4735/A Art. 02 [Sub-em. all’Art ] Al comma 2, sostituire le parole da A tale fine a fine periodo, con le seguenti: L’università procede alla nomina a seguito di giudizio valutativo sulla qualificazione scientifica del candidato espresso da una commissione internazionale di esperti nominata con procedure stabilite nei regolamenti dell’università. La delibera di nomina è sottoposta al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca che, entro il termine perentorio di sessanta giorni, sentito il Consiglio universitario nazionale, può concedere il nulla osta o rifiutarlo motivando la propria opposizione. Se il nulla osta è rifiutato, nel caso di professori di università straniere o internazionali, l’università è tenuta a rideliberare confermando o annullando definitivamente la nomina, mentre, nel caso di studiosi di chiara fama, la delibera di nomina è nulla. Decorsi i sessanta giorni, il nulla osta si intende concesso. Martella, Grignaffini, Tocci, Chiaromonte, Carli, Buffo,Capitelli, Giulietti, Lolli , Sasso [Sub-em. all’Art ] Sopprimere il comma 3. Grignaffini, Martella , Tocci, Chiaromonte, Carli, Buffo,Capitelli, Giulietti, Lolli, Sasso. 8
30 emendamenti e sub-emendamenti per l’Aula
AC-4735/A Art. 02 [Sub-em. all’Art ] Sostituire il comma 3 con il seguente: 3. Le università, sulla base delle proprie esigenze didattiche e scientifiche, nell’ambito delle disponibilità di bilancio e nel rispetto della normativa statale e comunitaria in materia, possono stipulare contratti di diritto privato a tempo determinato, denominati “Contratti di ricerca e di insegnamento universitario”, per l’espletamento di funzioni didattiche e di ricerca presso le strutture dell’ateneo, con studiosi italiani o stranieri, non dipendenti dall’università, in possesso di qualificazione scientifica adeguata alle funzioni da svolgere, aventi le seguenti caratteristiche: i contratti hanno durata al massimo triennale, sono rinnovabili al massimo una volta e non danno ai titolari alcun diritto in relazione all’accesso alla docenza universitaria di ruolo; il numero di tali contratti non può superare, per ciascuna struttura universitaria presso cui sono attivati, il 50% del numero dei docenti di ruolo afferenti alla medesima struttura, anche ai fini del rispetto dei requisiti minimi necessari per l’attivazione dei corsi di studio; i regolamenti universitari disciplinano le procedure per la scelta dei titolari dei contratti, assicurando la valutazione comparativa dei candidati e la pubblicità degli atti, garantendo comunque priorità ai candidati che siano impegnati all’estero in attività didattiche e di ricerca da almeno un triennio con rapporto di lavoro continuativo e che abbiano acquisito un’elevata qualificazione scientifica e professionale riconosciuta in ambito internazionale; il possesso del dottorato di ricerca, o di un diploma di specializzazione, o di un master universitario di secondo livello, o l’essere stato titolare di assegno di ricerca costituisce titolo preferenziale nella scelta dei titolari dei contratti; il trattamento economico dei contratti è determinato da ciascuna università nei limiti delle compatibilità di bilancio; la partecipazione dei titolari dei contratti agli organi collegiali universitari è determinata nello statuto e nei regolamenti dell’ateneo; i contratti di ricerca e di insegnamento universitario sostituiscono a tutti gli effetti gli assegni di ricerca di cui all’articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e ne utilizzano le relative risorse finanziarie. Martella, Grignaffini, Tocci, Chiaromonte, Carli, Buffo,Capitelli, Giulietti, Lolli , Sasso, 9
31 emendamenti e sub-emendamenti per l’Aula
AC-4735/A Art. 02 [Sub-em. all’Art ] Al comma 3, primo periodo, sopprimere le parole da sulla base di criteri a fine periodo. Martella, Grignaffini, Tocci, Chiaromonte, Carli, Buffo,Capitelli, Giulietti, Lolli , Sasso [Sub-em. all’Art ] Al comma 3, secondo periodo, sopprimere le parole da sulla base di parametri a fine periodo. Al comma 3, aggiungere in fine i seguenti periodi: Il numero complessivo di tali incarichi non può comunque eccedere, per ciascun Ateneo e settore scientifico-disciplinare, il 15% del totale degli attuali posti di ricercatore universitario, professore associato e ordinario. I titolari dei medesimi incarichi non maturano alcun diritto in relazione all’acceso alla docenza universitaria di ruolo. La loro partecipazione agli organi collegiali delle università è determinata dagli statuti e dai regolamenti di ateneo. Grignaffini, Martella, Tocci, Chiaromonte, Carli, Buffo, Capitelli, Giulietti, Lolli, Sasso 10
32 emendamenti e sub-emendamenti per l’Aula
AC-4735/A Art. 02 [Sub-em. all’Art ] Sopprimere il comma 4. Grignaffini, Martella , Tocci, Chiaromonte, Carli, Buffo,Capitelli, Giulietti, Lolli, Sasso. [Sub-em. all’Art ] Al comma 4, dopo le parole specifici programmi di ricerca aggiungere le seguenti: e di didattica Tocci, Grignaffini, Martella , Chiaromonte, Carli, Buffo,Capitelli, Giulietti, Lolli, Sasso. Al comma 4, sopprimere le parole da , che prevedano anche l’istituzione temporanea fino a cariche di preside di facoltà e di rettore. 11
33 emendamenti e sub-emendamenti per l’Aula
AC-4735/A Art. 02 [Sub-em. all’Art ] Al comma 4, dopo le parole fascia dei professori ordinari aggiungere le seguenti: o associati. Conseguentemente, dopo le parole economico dei professori ordinari aggiungere le seguenti: Grignaffini, Martella , Tocci, Chiaromonte, Carli, Buffo,Capitelli, Giulietti, Lolli, Sasso. Al comma 4, dopo le parole posti di professore straordinario aggiungere le seguenti: in numero non superiore al 10% del totale dei professori ordinari e associati dell’ateneo. Tocci, Grignaffini, Martella , Chiaromonte, Carli, Buffo,Capitelli, Giulietti, Lolli, Sasso. 12
34 emendamenti e sub-emendamenti per l’Aula
AC-4735/A Art. 02 [Sub-em. all’Art ] Al comma 4, sostituire le parole da a coloro che hanno conseguito fino a: qualificazione scientifica e professionale con le seguenti: a professori che abbiano conseguito l’idoneità da ordinario o da associato in valutazioni comparative di cui alla legge 3 luglio 1998, n. 210. Tocci, Grignaffini, Martella , Chiaromonte, Carli, Buffo,Capitelli, Giulietti, Lolli, Sasso. Al comma 4, sopprimere le parole da Le convenzioni definiscono il programma fino alla fine del periodo. [Sub-em. all’Art ] Sopprimere il comma 5. Grignaffini, Martella , Tocci, Chiaromonte, Carli, Buffo,Capitelli, Giulietti, Lolli, Sasso. 13
35 emendamenti e sub-emendamenti per l’Aula
AC-4735/A Art. 02 [Sub-em. all’Art ] Sostituire il comma 6 con il seguente: 6. Le università, assicurando con proprie disposizioni idonee procedure di valutazione comparativa e la pubblicità degli atti, possono stipulare con laureati che abbiano conseguito il dottorato di ricerca o titolo equipollente in Italia o all'estero, contratti di ricerca e di avviamento all'insegnamento. I titolari del contratto, oltre all'attività di ricerca, svolgono esercitazioni, seminari, attività di orientamento, di tutorato e assistenza didattica agli studenti sotto la guida dei responsabili dei corsi di studio. I contratti sono disciplinati dalle disposizioni del presente comma. Hanno durata triennale e sono successivamente rinnovabili, anche annualmente, per non più di tre anni, previa valutazione positiva dell'attività svolta. I contratti non danno luogo a diritti in ordine all'accesso al ruolo dei professori universitari. Non è ammesso il cumulo con borse di studio a qualsiasi titolo conferite, tranne quelle concesse da istituzioni nazionali, comunitarie od estere utili ad integrare, con soggiorni all'estero, l'attività di ricerca e di avviamento all'insegnamento dei titolari del contratto. Il titolare in servizio presso amministrazioni pubbliche può essere collocato in aspettativa senza assegni. Il trattamento economico è pari a quello in atto per i ricercatori confermati. Il numero dei contratti è determinato da ciascuna università nei limiti delle proprie disponibilità di bilancio. Dall'anno accademico successivo alla data di entrata in vigore della presente legge, sono abolite le borse di studio di cui all'articolo 4 della legge 30 novembre 1989, n. 398, e gli assegni di ricerca di cui all'articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n Per la stipula dei contratti di cui al presente comma le università utilizzano anche le risorse finanziarie di cui all'articolo 5 della legge 19 ottobre 1999, n. 370 e successive modificazioni e integrazioni, già destinate al cofinanziamento degli assegni di ricerca da parte del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Nei cinque anni successivi alla data di entrata in vigore della presente legge, possono concorrere alla stipula dei contratti di ricerca e di avviamento all'insegnamento anche i titolari, per almeno un biennio, degli assegni di ricerca di cui all'articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n Nell’ambito del piano programmatico di investimenti di cui all’art. 1, commi 3 e 4, e dei relativi finanziamenti è realizzato un programma straordinario per la stipula, nel primo triennio accademico successivo alla data di entrata in vigore della presente legge, di almeno seimila contratti di ricerca e di avviamento all’insegnamento per giovani studiosi, in ragione di almeno duemila contratti per ciascun anno. Martella, Grignaffini , Tocci, Chiaromonte, Carli, Buffo,Capitelli, Giulietti, Lolli, Sasso. 14
36 emendamenti e sub-emendamenti per l’Aula
AC-4735/A Art. 02 [Sub-em. all’Art ] Sopprimere il comma 7. Martella, Grignaffini, Tocci, Chiaromonte, Carli, Buffo,Capitelli, Giulietti, Lolli, Sasso. Sopprimere il comma 8. [Sub-em. all’Art ] Sopprimere il comma 9. Al comma 9, sostituire le parole sulla base di parametri definiti con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca con le seguenti: in conformità a parametri definiti con apposito regolamento approvato dal senato accademico dell’ateneo. 15
37 emendamenti e sub-emendamenti per l’Aula
AC-4735/A Art. 02 [Sub-em. all’Art ] Al comma 9, sostituire le parole secondo i criteri e le modalità definiti con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca fino a Ministro per la funzione pubblica con le seguenti: in conformità a parametri definiti con apposito regolamento approvato dal consiglio di amministrazione dell’ateneo, sentito il senato accademico. Martella, Grignaffini, Tocci, Chiaromonte, Carli, Buffo,Capitelli, Giulietti, Lolli, Sasso. [Sub-em. all’Art ] Al comma 9, sostituire le parole da in funzione della durata dei programmi di ricerca fino alla fine del periodo con le seguenti: a valutazione, sulla base di linee guide definite dal Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario (Cnvsu), d’intesa per quanto riguarda la ricerca con il Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca (Civr), sentita la Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui) e il Consiglio universitario nazionale (Cun), approvate con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Tocci, Martella, Grignaffini, Chiaromonte, Carli, Buffo,Capitelli, Giulietti, Lolli, Sasso. Al comma 9, sopprimere le parole da Ai professori a tempo definito fino alla fine del periodo. Al comma 9, aggiungere in fine le seguenti parole: Il trattamento economico complessivo dei professori universitari che scelgano di dedicarsi interamente alle attività universitarie, ivi comprese le eventuali attività di didattica, ricerca e consulenza professionale condotte a favore di terzi per il tramite delle strutture accademiche di afferenza, impegnandosi a garantire la propria presenza nelle strutture universitarie per almeno mille ore annue, è incrementato del cinquanta per cento. Grignaffini, Martella, Tocci, Chiaromonte, Carli, Buffo,Capitelli, Giulietti, Lolli, Sasso. 17
38 emendamenti e sub-emendamenti per l’Aula
AC-4735/A Art. 02 [Sub-em. all’Art ] Al comma 10, sostituire le parole e associati con le seguenti: associati e di terza fascia Grignaffini, Martella, Tocci, Chiaromonte, Carli, Buffo, Capitelli, Giulietti, Lolli, Sasso. [Sub-em. all’Art ] Al comma 10, sostituire le parole ordinari e associati nominati secondo le disposizioni della presente legge con la seguente: universitari Al comma 10, aggiungere in fine il seguente periodo: La presente disposizione si applica anche a tutti i professori di ruolo attualmente in servizio. 18
39 emendamenti e sub-emendamenti per l’Aula
AC-4735/A Art. 02 [Sub-em. all’Art ] Sopprimere il comma 12. Grignaffini, Martella, Tocci, Chiaromonte, Carli, Buffo,Capitelli, Giulietti, Lolli, Sasso. Sostituire il comma 12 con il seguente: 12. I ricercatori universitari di ruolo e coloro che saranno nominati in tale ruolo a seguito di procedure di reclutamento con bando pubblicato nella Gazzetta Ufficiale prima della data di entrata in vigore della presente legge, nonché gli assistenti di ruolo ad esaurimento, i professori incaricati stabilizzati e i tecnici laureati in possesso dei requisiti di cui all'articolo 50 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e successive modificazioni e integrazioni, sono inquadrati a domanda nella terza fascia dei professori universitari, previa verifica positiva, con modalità stabilite dagli atenei, dei titoli scientifici e dell'attività didattica svolta e documentata per almeno tre anni, anche non consecutivi. Nel quadro della programmazione dell'offerta formativa, e in coerenza con le relative esigenze, nonché assicurando la piena utilizzazione del corpo docente, le strutture didattiche attribuiscono ai professori di terza fascia, in relazione al settore scientifico-disciplinare di inquadramento o a settori affini, la responsabilità didattica di corsi non coperti da professori di prima o di seconda fascia, ovvero regolari attività di insegnamento pienamente funzionali agli obiettivi formativi dei corsi di laurea, di laurea specialistica, di dottorato di ricerca, di specializzazione, nonché dei master universitari e delle altre attività di perfezionamento e formazione permanente, previsti dal decreto del Ministro dell’istruzione, dell'università e della ricerca 22 ottobre 2004, n.270. I professori di terza fascia sono componenti degli organi accademici e partecipano alle relative deliberazioni, eccetto quelle di cui all'articolo 2, comma 1, lettere f) e g), della legge 3 luglio 1998, n. 210, concernenti le procedure per la nomina in ruolo dei professori di prima e seconda fascia, nonché quelle relative ai trasferimenti dei medesimi e alle designazioni dei componenti delle commissioni per la valutazione comparativa per la copertura di posti di prima e seconda fascia, e, in generale, quelle relative alle persone dei professori di prima e seconda fascia. Ai professori di terza fascia spetta l'elettorato attivo per tutte le cariche accademiche. Il loro elettorato passivo è regolato dagli statuti dei singoli atenei. E' escluso l'elettorato passivo per la carica di rettore. Ai professori di terza fascia si applicano le disposizioni vigenti per i professori di prima e seconda fascia in materia di verifiche periodiche dell'attività didattica e scientifica, di trasferimenti, di alternanza dei periodi di insegnamento e di ricerca, di congedi per attività didattiche e scientifiche, nonché di accesso ai fondi per la ricerca. Grignaffini, Martella, Tocci, Chiaromonte, Carli, Buffo,Capitelli, Giulietti, Lolli, Sasso. 19
40 emendamenti e sub-emendamenti per l’Aula
AC-4735/A Art. 02 [Sub-em. all’Art ] Al comma 15, sopprimere le parole da A decorrere fino a n. 210. Martella, Grignaffini, Tocci, Chiaromonte, Carli, Buffo,Capitelli, Giulietti, Lolli, Sasso. Art. 2 [Sub-em. all’Art ] Sostituire il comma 1 con il seguente: 1. Il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca procede, con proprio decreto, sentiti la Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui) e il Consiglio universitario nazionale (Cun), nonché le commissioni parlamentari competenti, al riordino delle procedure con cui le università provvedono alla costituzione delle commissioni giudicatrici delle valutazioni comparative di cui alla legge 3 luglio 1998, n. 210, e alla copertura dei relativi posti di ruolo, sulla base dei seguenti principi: le valutazioni comparative sono bandite per settori scientifico-disciplinari o gruppi di settori scientifico-disciplinari affini, elencati in apposito decreto ministeriale, in modo che a ciascun settore o gruppo di settori affini afferiscano non meno di cinquanta professori ordinari; i professori universitari, distintamente per fascia e gruppi di settori scientifico-disciplinari affini, provvedono ogni due anni ad eleggere fra di loro coloro che sono designati ad assumere il ruolo di valutatori e garanti della valutazione in tutte le valutazioni comparative che si svolgeranno nel successivo biennio in numero pari al venti per cento degli elettori; trascorso il biennio i professori interessati non sono più rieleggibili, nemmeno per settori scientifico-disciplinari diversi, per le due successive tornate elettorali; i professori universitari eletti ad assumere il ruolo di valutatori e garanti della valutazione hanno diritto, a richiesta, ad aver ridotti o sospesi i propri impegni didattici per il biennio corrispondente; le università, per formare le commissioni giudicatrici di ciascuna valutazione comparativa, ne sorteggiano i membri all’interno dei professori eletti di cui ai punti precedenti, escludendo comunque i professori dell’ateneo che bandisce la valutazione comparativa; le commissioni giudicatrici sono tenute ad utilizzare nel proprio lavoro di valutazione criteri oggettivi, nonché il parere comparativo sui candidati o su gruppi di candidati espresso in forma scritta da esperti internazionali, di cui almeno due stranieri, garantendo loro l’anonimato; ciascuna commissione indica all’università esclusivamente il candidato giudicato più meritevole a seguito della valutazione, ferma restando la possibilità per l’ateneo di non procedere alla sua chiamata con delibera motivata; 20
41 emendamenti e sub-emendamenti per l’Aula
AC-4735/A Art. 2 [Sub-em. all’Art ] Sostituire il comma 1 con il seguente: 1. Il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca rivede con proprio decreto la disciplina per le valutazioni comparative di cui alla legge 3 luglio 1998, n. 210, limitatamente ai punti di seguito indicati e sulla base dei seguenti principi: a) le modalità e le procedure per la formazione delle commissioni giudicatrici, nonché le cause di ineleggibilità e di incompatibilità dei componenti, prescelti in modo da assicurare alta qualificazione scientifica, imparzialità di giudizio e rappresentatività delle relative comunità disciplinari europee e da garantire comunque la presenza in ciascuna commissione di docenti universitari di altri Paesi dell’Unione europea per almeno un terzo dei componenti; b) ciascuna commissione indica all’università esclusivamente il candidato giudicato più meritevole a seguito della valutazione, ferma restando la possibilità per l’ateneo di non procedere alla sua chiamata con delibera motivata. Grignaffini, Martella, Tocci, Chiaromonte, Carli, Buffo, Capitelli, Giulietti, Lolli, Sasso Al comma 1, lettera a), dopo le parole settori scientifico-disciplinari, aggiungere le seguenti: “o gruppi di settori scientifico-disciplinari affini”. Martella, Grignaffini, Tocci, Chiaromonte, Carli, Buffo, Capitelli, Giulietti, Lolli, Sasso Al comma 1, lettera a), dopo le parole professori associati aggiungere le seguenti: , nonché dei professori di terza fascia, Grignaffini, Martella, Tocci, Chiaromonte, Carli, Buffo, Capitelli, Giulietti, Lolli, Sasso Al comma 1, lettera a), sub 1), sopprimere le parole da svolgersi presso le università. Tocci, Martella, Grignaffini, Chiaromonte, Carli, Buffo, Capitelli, Giulietti, Lolli, Sasso 21
42 emendamenti e sub-emendamenti per l’Aula
AC-4735/A Art. 2 [Sub-em. all’Art ] Al comma 1, lettera a), sub 2), sopprimere le parole prevalentemente a sorteggio. Martella, Grignaffini, Tocci, Chiaromonte, Carli, Buffo, Capitelli, Giulietti, Lolli, Sasso Al comma 1, sostituire la lettera a), sub 2), con la seguente: 2) le modalità elettive e le procedure per la formazione delle commissioni giudicatrici, nonché le cause di ineleggibilità e di incompatibilità dei componenti, prescelti in modo da assicurare alta qualificazione scientifica, imparzialità di giudizio e rappresentatività delle relative comunità disciplinari europee e da garantire, comunque, la presenza in ciascuna commissione di docenti universitari di altri Paesi dell’Unione europea per almeno un terzo dei componenti. 22
43 emendamenti e sub-emendamenti per l’Aula
AC-4735/A Art. 2 [Sub-em. all’Art ] Al comma 1, sopprimere la lettera c). Martella, Grignaffini, Tocci, Chiaromonte, Carli, Buffo, Capitelli, Giulietti, Lolli, Sasso Al comma 1, sopprimere la lettera d). Al comma 2, sostituire le parole della presente legge con le seguenti: del o dei decreti legislativi di cui al comma 1 Tocci, Martella, Grignaffini, Chiaromonte, Carli, Buffo, Capitelli, Giulietti, Lolli, Sasso del primo decreto emanato in attuazione del disposto di cui al comma 1, lettera a). Conseguentemente, sostituire le parole di cui al comma 1, lettera a) con le seguenti: di cui al medesimo comma. 23
44 emendamenti e sub-emendamenti per l’Aula
AC-4735/A Art. 2 Dopo l’articolo 2, aggiungere il seguente: Art. 2-bis (Piano pluriennale di assunzioni di giovani professori) 1. In considerazione dell'alta età media dei docenti universitari italiani e quindi della necessità ed urgenza di predisporre un congruo e tempestivo accesso di giovani alla docenza universitaria, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con i Ministri per la funzione pubblica e dell'economia e delle finanze da emanarsi entro il 31 luglio 2005, è adottato, sentiti il Consiglio universitario nazionale, il Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario e la Conferenza dei rettori delle università italiane, un piano pluriennale di finanziamento per l’assunzione di professori universitari di ruolo presso gli atenei statali durante il quinquennio 2. All'attuazione del piano di cui al comma 1 si provvede mediante stanziamenti da iscrivere annualmente nella legge finanziaria. 3. Lo schema di decreto di cui al comma 1 è trasmesso alle Camere, corredato di relazione tecnica, ai fini dell'espressione dei pareri, da rendersi entro trenta giorni dalla data di assegnazione, da parte delle commissioni parlamentari competenti per materia. 4. I finanziamenti sono assegnati alle università con il vincolo di utilizzarli esclusivamente per l'assunzione di professori universitari di terza fascia entro dodici mesi dall'assegnazione e sono trasferiti all'ateneo a decorrere dalla data di assunzione degli interessati. Nel caso di mancata utilizzazione entro i tempo prescritti, l'assegnazione è revocata. Martella, Grignaffini, Tocci, Chiaromonte, Carli, Buffo, Capitelli, Giulietti, Lolli, Sasso Art. 4 [Sub-em. all’Art ] Sostituirlo con il seguente: 1. All’onere derivante dall’attuazione delle disposizioni della presente legge, valutabile in Euro 500 milioni per anno, si provvede mediante apposita voce nel piano programmatico di investimenti, e nelle relative risorse finanziarie, di cui all’art. 1, commi 3 e 4. Tocci, Grignaffini, Martella, Chiaromonte, Carli, Buffo, Capitelli, Giulietti, Lolli, Sasso 24
45 Comunicati stampa UNIVERSITA':CAMERA;OK COMMISSIONE STATO GIURIDICO PROF./ANSA CDL, ASCOLTATO MONDO ACCADEMICO; UNIONE, FANNO SOLO DEMAGOGIA (ANSA) - ROMA, 3 MAR - Via libera dalla commissione Cultura della Camera agli emendamenti del relatore Mario Pepe (FI) al disegno di legge sullo stato giuridico dei professori universitari. Alla votazione in commissione non ha partecipato il centrosinistra, che ieri aveva manifestato ''sconcerto'' per le proposte di modifica del relatore, giudicando ''inaccettabile'' la decisione del presidente Ferdinando Adornato (FI) di chiudere le votazioni questa mattina. Dopo un primo passaggio lo scorso 21 febbraio, il provvedimento tornera' in Aula martedi' 8 marzo profondamente modificato da emendamenti della commissione a cominciare dalla forma che prevedono il mantenimento dello strumento della delega solo per il reclutamento dei professori, mentre per lo stato giuridico dei docenti e' previsto il passaggio alla legge ordinaria. Completamente riscritte rispetto al testo licenziato lo scorso 17 febbraio per l'Aula, le norme sui ricercatori: si chiameranno 'professori aggregati' e dovranno obbligatoriamente (a differenza di oggi) ricoprire un'attivita' didattica, sebbene la loro categoria rimanga comunque ''ad esaurimento''. Per sostituire gli attuali ricercatori nello svolgimento delle attivita' di ricerca e di didattica integrativa le universita' dovranno infatti stipulare con le nuove leve contratti di diritto privato a tempo determinato di durata massima triennale, rinnovabili per altri tre. Al termine dei sei anni le possibilita' per i 'ricercatori' in questione sono due: o vincono il concorso per 'professori associati' conseguendo la prevista ''idoneita' scientifica nazionale'', oppure, nel caso di valutazione negativa, confluiscono, previa apposita selezione, in una nuova figura professionale, quella degli ''aggregati per la ricerca'', terza fascia di docenza cui sono affidati prevalentemente compiti di ricerca, didattica integrativa e tutorato. Per quanto riguarda poi i giudizi di idoneita', viene proposto un meccanismo per consentire a tutti i ricercatori, che oggi in Italia sono circa 21 mila, di tentare il concorso senza limitazione numerica per diventare professore associato. I promossi formeranno una sorta di serbatoio dal quale gli atenei, a secondo di necessita' e possibilita' economiche di ciascuno, potranno attingere volta per volta.[...]agnani - che desiderano svolgere ricerca e dedicarsi all'insegnamento'', per questo il comportamento dell'opposizione che non si e' presentata in commissione rinunciando al confronto ''e' quanto di piu' deplorevole si possa immaginare, perche' i margini per la discussione c'erano, e gli emendamenti presentati dalla maggioranza accoglievano lo spirito di alcune loro proposte''. La verita', aveva confidato ieri il relatore Mario Pepe, e' che quella del centrosinistra e' un'opposizione ''strumentale e isolata'', perche' ''il mondo accademico apprezza nella sostanza il contenuto della legge''. Dagli atenei la voce che si e' levata ieri e' stata quella assai critica dei rettori, che, riuniti in conferenza mentre docenti, ricercatori e studenti protestavano in piazza, hanno bollato come ''approssimativo e demagogico'' il modo con cui parlamento e ministri stanno affrontando le tematiche chiave dell'Universita', sottolineando ''la scorrettezza di un atteggiamento politico confuso e contraddittorio che non tiene conto delle esigenze del mondo accademico''. Parole che la capogruppo Ds in commissione Giovanna Grignaffini definisce ''la cartina di tornasole'' per valutare il vero orientamento degli universitari sulla riforma e sul modo ''cialtronesco, superficiale e demagogico con cui il ministro Moratti ha cercato di mantenere la propria linea, sbagliata, malgrado alcune concessioni demagogiche che rappresentano solo degli specchietti per le allodole''. Ad esempio quello dei giudizi idoneativi per 'professore associato' senza limitazione numerica, ''e' un meccanismo farraginoso e burocratico, che non rappresenta un concorso ma solo una valutazione, scaricando in questo modo sulle Universita' i problemi relativi alle vere e proprie assunzioni''.(ANSA). 1
46 Comunicati stampa UNIVERSITA': DS, MORATTI BLINDA RECLUTAMENTO DOCENZA E RIFIUTA IL CONFRONTO (ANSA) - ROMA, 1 MAR - Il ministro Moratti ''non vuole il confronto e blinda il meccanismo di reclutamento della docenza''. Lo affermano i deputati diessini Alba Sasso e Walter Tocci della commissione Cultura della Camera ''Una nuova farsa - affermano - si e' consumata oggi in commissione Cultura alla Camera dove riprendeva la discussione sulla riforma del sistema universitario. La Moratti, con un ennesimo colpo di scena, ha inserito nella legge delega il meccanismo di reclutamento della docenza. Risultato? Il Parlamento non potra' entrare nel merito della questione: il ministro vuole esautorare il Parlamento delle sue prerogative costituzionali. Quanto sta avvenendo - proseguono i due parlamentari - e' inaccettabile. Abbiamo discusso per circa 1 anno e mezzo su un testo che di fatto non esiste piu'. Moratti non vuole il confronto, rifiuta qualsiasi incontro con gli attori del mondo dell'universita'''.Secondo i Ds, alla luce di tutto cio', l' agitazione indetta per domani degli atenei ''appare come sacrosanta e come una naturale risposta alla totale chiusura del ministro della universita' e della ricerca''. (ANSA). UNIVERSITA': DS, LEGGE TRASFORMATA, NUOVA PROVOCAZIONE MORATTI =(AGI) - Roma,17 feb. - "Un atto di inaudita arroganza, siamoalla farsa". Cosi' Giovanna Grignaffini, capogruppo Ds in commissione Cultura alla Camera, commenta la decisione delMinistro Moratti di volere portare in Aula a Montecitorio la riforma dell'Universita' spezzata in due tronconi: meta' leggedelega e meta' legge ordinaria. "Siamo di fatto in presenza di un nuovo testo di legge, ma la Moratti rifiuta di rendersene conto - prosegue Grignaffini -. Il testo presentatoci oggi in commissione e' cambiato nella sostanza rispetto a quello discusso nei mesi scorsi. I Democratici di sinistra e le opposizioni hanno deciso percio' di non partecipare a questo voto-farsa. Anche nella maggioranza si sono manifestati evidenti malumori per la forzatura procedurale che il ministro Moratti tenta di imporre al parlamento". "Quella di oggi e' l'ennesima provocazione del ministro Moratti conclude Grignaffini - che calpesta le piu' elementari regole di dialettica parlamentare: agiremo contro questo testo dai contenuti impresentabili e che mette in mora il futuro dell'universita' italiana". (AGI) UNIVERSITA': SIT-IN RICERCATORI DAVANTI A MONTECITORIO (ANSA) - ROMA, 22 FEB - Alcune decine di ricercatori e precari hanno manifestato stamani a Montecitorio contro il disegno di legge delega sullo stato giuridico dei docenti universitari. ''Contro la riforma classista dell'universita''', ''La ricerca e' un diritto,privatizzarla e'un delitto'' recitavano gli striscioni appoggiati dai manifestanti alle transenne antistanti la piazza.Folta soprattutto la rappresentanza di ricercatori. ''Ma questa - ha tenuto a precisare Marco Merafina del Coordinamento nazionale ricercatori - non e' la protesta di una sola categoria, coinvolge tutto il mondo accademico. E sia chiaro - ha aggiunto riferendosi alle dichiarazioni fatte ieri dal ministro Moratti - che il mondo accademico non si riduce a Crui e Cun. Da sole non rappresentano le esigenze degli atenei italiani''.''Tanto e' vero - osserva Nunzio Miraglia (Andu) - che il documento partorito dalla Conferenza dei rettori prevede alcune modifiche che non cambiano la struttura e il significato della legge Moratti. Hanno tirato fuori dal cilindro il coniglio dell''aggregato per la ricerca' che, in sostanza, sarebbe il ruolo di chi fa prevalentemente ricerca quando non riesce a diventare associato. Insomma, e' stata ripescata la vecchia figura dell'assistente, ancora piu' subalterna, peggiorando, se possibile, l'impianto gia' esistente''. A parlare con i manifestanti e' scesa in mattinata il capogruppo Ds in commissione Cultura Giovanna Grignaffini. ''Il primo dato politico importante - ha sottolineato parlando con i giornalisti - e' che la Moratti e' stata lasciata sola. Ieri in aula non c'era nessun esponente della maggioranza e neppure il Presidente della commissione. L'onorevole Pepe, relatore di maggioranza, si e' limitato a fare un'illustrazione burocratica della proposta del Governo. La maggioranza e' intenzionata a presentare emendamenti e e la stessa Moratti non e' piu' d'accordo con il suo ddl dal momento che ha ammesso che ci sono punti di criticita' per cui lei stessa presentera' emendamenti''. In particolare, secondo quanto riferito da Grignaffini, la delega dovrebbe restare soltanto per la parte relativa ai concorsi mentre tutta la questione relativa allo stato giuridico, come peraltro chiesto da tempo da piu' parti, dovrebbe essere disciplinata da una legge ordinaria. Modifiche dovrebbero essere proposte anche per il controverso ruolo dei ricercatori e per la parte relativa al tempo pieno e al 2
47 Comunicati stampa tempo definito. Il ministro, secondo quanto si e' appreso, avrebbe intenzione di presentare il proprio 'pacchetto di emendamenti' al Comitato dei Nove, una sorta di comitato tecnico di istruzione della Commissione Cultura. Intanto, dopo l'occupazione dei rettorati e le proteste che hanno coinvolto ieri oltre una ventina di atenei in tutta Italia, ci si sta organizzando per lo sciopero e per la manifestazione indetti da tutte le sigle della docenza universitaria per il 2 marzo. Nelle prossime ore saranno decise 'location' (tra le ipotesi c'e' anche quella di una manifestazione pubblica, con il coinvolgimento di parlamentari e forze politiche, in un cinema romano) e modalita'.(ANSA). UNIVERSITA': CAMERA; RELATORE RISCRIVE NORME PER RICERCATORIPEPE (FI), CONTRATTI TRIENNALI; UNIONE, E' DEQUALIFICANTE (ANSA) - ROMA, 28 FEB - Contrari i professori, contrari i ricercatori, contraria, sebbene disposta a dialogare con il governo, la Conferenza dei rettori degli atenei italiani. Ma il ddl Moratti sullo stato giuridico dei professori universitari prosegue il suo iter parlamentare. Dopo un primo passaggio in Aula a Montecitorio lo scorso 21 febbraio, domani, la commissione Cultura della Camera si riunira' per esaminare gli emendamenti proposti dal relatore Mario Pepe (FI), che modificano 'in nuce' la figura e il ruolo dei ricercatori universitari. Emendamenti che, denuncia l'opposizione, riscrivono in maniera sostanziale, peggiorandola, una legge che ''non solo non riforma le universita' italiane ma e' profondamente dannosa per il mondo accademico''. Critiche al testo della Moratti sono piovute nelle settimane scorse non solo da opposizioni e mondo accademico(che mercoledi' incrocera' le braccia in uno sciopero nazionale contro la riforma del governo), ma anche dalle file della maggioranza, tanto che il pacchetto di emendamenti presentati da Pepe sarebbe servito, secondo alcuni, piu' a scongiurare il rischio di 'franchi tiratori' all'interno della Cdl che ad accogliere le richieste del mondo accademico, il cui giudizio sul testo resta infatti fortemente negativo. Le modifiche proposte, fanno sapere le organizzazioni della docenza, ''non rispondono a nessuna richiesta proveniente dalle Universita', non prevedono nulla di nuovo, nulla di praticabile e, anzi, tentano di scaricare demagogicamente sugli Atenei ulteriori e insostenibili spese in quanto non copribili con il Fondo di Finanziamento ordinario''.Ma quali sono le novita' contenute nei 18 emendamenti di Pepe? I meccanismi di reclutamento su base nazionale dei docenti assieme al trattamento economico degli stessi rimangono molto simili al testo licenziato lo scorso 17 febbraio per l'Aula, mentre e' il ruolo dei ricercatori, gia' trasformato nella formulazione dello schema precedente in ruolo ''ad esaurimento'', a subire modifiche strutturali. In sostanza, per sostituire gli attuali ricercatori nello svolgimento delle attivita' di ricerca e di didattica integrativa, si legge nel pacchetto di emendamenti, le universita' potranno stipulare con le nuove leve contratti di diritto privato a tempo determinato di durata massima triennale, rinnovabili per altri tre. Al termine dei sei anni le possibilita' per i 'ricercatori' in questione sono due: o vincono il concorso per 'professori associati' conseguendo la prevista ''idoneita' scientifica nazionale'', oppure, nel caso di valutazione negativa, confluiscono, previa apposita selezione, in una nuova figura professionale, quella dell' ''aggregato per la ricerca'', cui sono affidati prevalentemente compiti di ricerca, didattica integrativa e tutorato. Prospettiva che per il deputato Ds e componente in commisione Cultura Giovanna Grignaffini e' ''dequalificante rispetto al ruolo svolto in questi anni dai ricercatori''. E la promessa del governo ai ricercatori di bandire un primo concorso per professore associato senza limitazione numerica, afferma la deputata della Quercia, ''e' una colossale presa in giro perche' se anche le selezioni fossero passate da tutti, le Universita' non avrebbero comunque le risorse per il passaggio di grado dato lo strangolamento finanziario che subiscono da questo governo''. ''Lo stesso ruolo di aggregato - conclude la Grignaffini - si trasformerebbe in questo modo in ruolo precario ad esaurimento''. Nient'affatto, ha replicato Pepe in commissione, ''le mie proposte accolgono le richieste provenienti dal mondo universitario, e in particolare proprio dai ricercatori'', i piu' bravi dei quali avranno ora la possibilita' di emergere nei giudizi di idoneita' a professore associato, restituendo in questo modo '' vitalita' ad un corpo docente invecchiato e paralizzato da regole rigide''. Di emendamenti ''ampiamente migliorativi'' rispetto al testo originale parla anche il capogruppo azzurro in commissione Cultura Fabio Garagnani, che sottolinea come tutto l'impianto della riforma sia centrato su ''un criterio meritocratico'': chi vuole far carriera, questo il ragionamento di Garagnani, non puo' pensare di non affrontare nessuna valutazione da parte di una commissione competente.''E d'altra parte - prosegue Garagnani - la contrarieta' dell'opposizione mi meraviglia perche' questa e' una legge che va incontro alle esigenze del mondo universitario, in primo luogo dei ricercatori, che saranno ora valutati sulla base di meriti effettivi''. 3
48 Comunicati stampa E lo sciopero di professori e ricercatori confermato per il 2 marzo contro la legge? ''Ingiustificato'', taglia corto l'esponente azzurro, ''opera di una minoranza politicizzata che tenta di stroncare una riforma che, come ho constato di persona in commissione, incontra il favore di molte componenti del mondo accademico perche' ha un solo obiettivo fondamentale: quello di riqualificare l'Universita' italiana e la sua docenza''. (ANSA). UNIVERSITA': DS, DANNOSA LEGGE SU RIORDINO DOCENZA (ANSA) - ROMA, 30 SET - Il disegno di legge delega sul riordino della docenza universitaria ''e' inefficace e dannoso''. Cosi' Andrea Martella commenta la decisione del Gruppo Ds della commissione Cultura della Camera che, nel corso della seduta pomeridiana di oggi, ha chiesto al governo di bloccare l'iter parlamentare del provvedimento. ''Il nostro gruppo parlamentare in Commissione - spiega Martella - dopo aver chiesto il ritiro, ha compiuto ogni sforzo possibile per correggere i punti piu' critici di questo provvedimento attraverso un numero consistente di emendamenti che purtroppo non sono stati presi in sufficiente considerazione dall'esecutivo e dalla maggioranza di centrodestra. Il testo in esame non aiuta il sistema universitario ma, al contrario, tende ad acuirne i problemi penalizzando i ricercatori, non favorendo il ricambio generazionale, non definendo in maniera organica lo status, le funzioni, i diritti e doveri dei docenti universitari. Inoltre manca di copertura finanziaria e si colloca in un contesto di permanente blocco delle assunzioni e di reiterate riduzioni di risorse finanziarie al sistema universitario''. Secondo il parlamentare il Governo ''come gia' accaduto in altre circostanze, agisce in aperto scontro con l'opposizione parlamentare e con l'intera comunita' accademica''. ''In questo modo - conclude - qualunque riforma assume i toni dell'apertura di un conflitto e per queste ragioni tale provvedimento va al piu' presto bloccato''. (ANSA). UNIVERSITA': MARTELLA (DS),INUTILE DDL DOCENZA UNIVERSITARIA OPPOSIZIONE CHIEDE DI BLOCCARE ITER PARLAMENTARE PROVVEDIMENTO (ANSA) - ROMA, 30 SET - ''Il disegno di legge delega sul riordino della docenza universitaria e' inefficace e dannoso''. Il diessino Andrea Martella, spiega i motivi per i quali il centrosinistra ha chiesto al governo di bloccare l'iter parlamentare del provvedimento.I ds, ha riferito Martella, hanno ''compiuto ogni sforzo possibile per correggere i punti piu' critici di questo provvedimento attraverso un numero consistente di emendamenti che purtroppo non sono stati presi in sufficiente considerazione dall'esecutivo e dalla maggioranza di centrodestra''. ''Il testo in esame - prosegue il membro Ds in commissione Cultura - non aiuta il sistema universitario ma, al contrario, tende ad acuirne i problemi penalizzando i ricercatori, non favorendo il ricambio generazionale, non definendo in maniera organica lo status, le funzioni, i diritti e doveri dei docenti universitari. Inoltre manca di copertura finanziaria e si colloca in uno contesto di permanente blocco delle assunzioni e di reiterati riduzioni di risorse finanziarie al sistema universitari''.(ANSA). 4
49 Comunicati stampa FINANZIARIA: MARTELLA (DS), SIAMO D'ACCORDO CON I RETTORI (ANSA) - ROMA, 26 OTT - I Ds si dicono d'accordo con la posizione dei rettori e dei ricercatori per il rilancio dell' Universita'. Lo afferma il diessino Andrea Martella che fa parte della Commissione cultura della Camera. Martella riferisce che questa mattina c'e' stato un incontro fra le opposizioni, la Conferenza dei rettori e i rappresentanti dei ricercatori. ''I nostri obiettivi e la battaglia che condurremo nelle commissioni e in aula sulla Finanziaria precisa il parlamentare - vanno nella stessa direzione auspicata stamattina dalla presidenza della Conferenza dei rettori e da rappresentanti dei ricercatori che, come opposizione, abbiamo incontrato''. A suo avviso, va rimosso il blocco delle assunzioni che deriva dall'applicazione del tetto del 2% alla spesa pubblica e va aumentato del 10%, dal 2005 al 2009, le risorse per il fondo di finanziamento ordinario dell'universita'. ''Le maggiori risorse per il Fondo - osserva ancora Martella - sono il minimo indispensabile per evitare il tracollo dei nostri atenei gia' ampiamente denunciato dalla conferenza dei rettori. Siamo poi a fianco dell'universita' sia nella battaglia per la riforma dello stato giuridico, al centro della protesta di questi giorni, un disegno di legge di cui abbiamo chiesto il ritiro e ora la sospensione dell'iter parlamentare. Un disegno di legge contro l'universita', i giovani e la ricerca''. (ANSA). FINANZIARIA: MARTELLA (DS), NO BLOCCO ASSUNZIONI UNIVERSITA' (ANSA) - ROMA, 26 OTT - Rimuovere il blocco delle assunzioni che deriva dall'applicazione del tetto del 2% alla spesa pubblica e aumentare del 10%, dal 2005 al 2009, le risorse per il Fondo di finanziamento ordinario dell'universita': lo chiede Andrea Martella (Ds), della commissione Cultura della Camera dei deputati.''I nostri obiettivi e la battaglia che condurremo nelle commissioni e in aula sulla Finanziaria 2005, - afferma - vanno nella stessa direzione auspicata stamattina dalla presidenza della Conferenza dei rettori e da rappresentanti dei ricercatori che, come opposizione, abbiamo incontrato. Le maggiori risorse per il Fondo sono il minimo indispensabile per evitare il tracollo dei nostri atenei gia' ampiamente denunciato dalla conferenza dei rettori. Siamo poi a fianco dell'universita' sia nella battaglia per la riforma dello stato giuridico, al centro della protesta di questi giorni, un disegno di legge di cui abbiamo chiesto il ritiro e ora la sospensione dell'iter parlamentare. Un disegno di legge contro l'universita', i giovani e la ricerca''.(ANSA). Apc-UNIVERSITA'/ DOMANI SCIOPERO PER BLOCCARE RIFORMA DOCENTI - 2 - _Nel mirino merito e metodo delle proposte del governoRoma, 1 mar. (Apcom) - I contestatori del ddl si oppongono ad unaserie di novità che dovrebbe portare il disegno di legge, come l'abolizione della distinzione tra tempo pieno e tempo definito, la messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori e la reintroduzione del vecchio ruolo dell'assistente nella figura dell'aggregato alla ricerca. La riforma, sempre secondo i sindacati, ignorerebbe inoltre l'urgenza di far fronte ai prossimi massicci pensionamenti e proporrebbe l'idoneità a numero aperto per il ruolo di professore associato. Contestato anche l'iter legislativo scelto dal Governo per far approvare la legge: "La maggioranza parlamentare - si legge in una nota unitaria delle tredici sigle ed associazioni sindacali - ha deciso di proseguire l'8 marzo in Aula la discussione del provvedimento, anziché, come istituzionalmente più corretto, farlo ritornare alla commissione Cultura. In queste condizioni la discussione in Aula risulterà meno concreta e più 'politica' su un provvedimento blindato, basato su quello che si configura come un accordo tra ministro e comitato di presidenza della Conferenza dei rettori". "La gravità di questa operazione rivolta contro il mondo universitario - conclude il comunicato unitario - è stata denunciata anche dagli onn. Grignaffini (Ds) e Bimbi (Margherita) in una delle sedute della commissione Cultura della Camera della scorsa settimana: l'opposizione e alcuni deputati della maggioranza si sono detti concordi con il movimento di protesta". 5
50 Comunicati stampa UNIVERSITA':RICERCATORI, SCIOPERO E MANIFESTAZIONE ENTRO MARZO (AGI) - Roma, 2 mar. - A questo proposito e' stato durissimo l'attacco alla recentissima proposta avanzata dal relatore del ddl di riforma e che riguarda "giudizi di idoneita' ad associato senza limitazione numerica", ma secondo una prassi 'una tantum' e non permanente di scorrimento da una fascia all'altra. I docenti chiedono quindi che il reclutamento per concorso riguardi solo chi e' fuori dalla docenza. L'istituzione della figura di "aggregato" per la ricerca, sostengono, significa "mettere ad esaurimento i ricercatori". Perplessita' nei riguardi della Conferenza dei rettori che "si sono fidati del governo e non avevano capito di avere a che fare con interlocutori irresponsabili e inaffidabili". Pioggia di critiche anche su un altro versante, quello del decreto che reca "disposizioni urgenti per l'universita' e la ricerca" in discussione al Senato e che dispone che in un triennio il 7% in piu' di risorse sia devoluto ad universita' e istituti superiori non statali, attinto pero' dal fondo per l'universita' pubblica. Docenti e ricercatori in sciopero hanno potuto contare sulla solidarieta' dei parlamentari del centro-sinistra. Maria Chiara Acciarini, capogruppo Ds in commissione cultura del Senato ha promesso "massimo impegno a bloccare il provvedimento quando arrivera' al Senato", spia di "un malessere della categoria al quale il governo risponde scompostamente". Di "confusione e pasticci sul provvedimento" ha parlato Titti De Simone, capogruppo del Prc in commissione cultura della Camera. "Il ritiro di un provvedimento inemendabile - ha detto – resta per noi la parola d'ordine" e le proposte del relatore in commissione, a suo giudizio, non migliorano la situazione: "in modo demagogico e propagandistico buttano sul terreno del precariato una proposta del tutto illusoria di riconoscimento, senza alcuna certezza di stabilizzazione. Chiediamo che il provvedimento torni in commissione per riaprire il confronto con il mondo accademico, i sindacati, le associazioni e i movimenti. La mobilitazione non deve cedere nemmeno di un passo". Per la diessina Alba Sasso "bisogna saper costruire proposte alternative oltre a dire dei no. Questo provvedimento e' un colabrodo che da' a chi chiede creando infinite figure professionali senza ordine logico. E tutto questo - ha aggiunto - si e' deciso altrove, esautorando il Parlamentodel suo ruolo". Anche per Franca Bimbi della Margherita, il ruolo dell'assemblea legislativa non e' stato rispettato: "ministro e maggioranza - ha affermato - hanno impedito di discutere proposte reali. Il problema non e' la delega, ma il metodo e i contenuti". UNIVERSITA’ – GRIGNAFFINI (DS): DA GOVERNO DELIRIO DEMAGOGICO, SCIOPERO SACROSANTO “Nel ribadire la solidarietà ai quanti, ai tanti, che oggi, in tutti gli atenei italiani, stanno manifestando contro la riforma Moratti confermiamo la nostra posizione di totale critica ad un provvedimento che cambia solo nel nome ma non nella sostanza. Questa riforma blinda, grazie alla delega, il sistema di reclutamento, moltiplica le figure dei docenti azzerando l’autonomia delle università, non disciplina e non entra nel merito dello stato giuridico dei docenti e, cosa più grave, non dice nulla in merito alla cosìdetta terza fascia”. Lo afferma in una nota la diessina Giovanna Grignaffini, capogruppo in commissione cultura alla Camera. “Il governo però, in un delirio demagogico che non ha precedenti, consente ‘virtualmente’ a tutti i ricercatori (circa 20 mila!) di accedere a concorsi per professore associato senza però dire che non c’è una lira in cassa e senza fare alcun riferimento ai criteri o ai tempi entro i quali verranno banditi i concorsi”. 6
51 Alcune considerazioni
Il Ddl-delega del Governo (testo originario) A) critiche formali/procedurali: l’adozione dello strumento della delega è stata contestata sia da tutte le rappresentanze del mondo universitario (OO.SS., CUN, etc., e con particolare nettezza dalla CRUI, che ha dichiarato “indispensabile” la trasformazione del Ddl-delega in legge ordinaria ancora nella recentissima assemblea straordinaria del 4 febbraio u.s. [v. comunicato stampa]), sia da tutti i gruppi dell’opposizione, in quanto la delega: * è strumento istituzionalmente improprio per la materia, stante la rilevanza costituzionale dello stato giuridico della docenza universitaria; * rende impossibili - per il fatto stesso di non indicare le specifiche soluzioni e le effettive implicazioni della riforma (in una materia in cui sono le norme di dettaglio a fare la differenza) - sia un effettivo confronto parlamentare nel merito fra governo/maggioranza e opposizione, sia una reale partecipazione delle rappresentanze, anche istituzionali, del mondo universitario e dei portatori di interesse all’elaborazione della riforma stessa; * allunga enormemente i tempi attuativi, rinviando tutta la normativa di dettaglio e l’entrata in vigore della riforma ai successivi decreti delegati, il cui iter è particolarmente lungo e complesso. B) critiche sostanziali e di merito: la riforma proposta dal Governo non risolve - ed anzi aggrava - i maggiori problemi dell’università, quali: * l’improcrastinabile ridefinizione dei diritti e dei doveri dei docenti (del tutto assente nel d.d.l., con la gravissima espunzione della ricerca come diritto-dovere istituzionale) * l’invecchiamento del corpo accademico (mediamente tra i più vecchi d’Europa) * l’urgenza di immissione massiccia di giovani studiosi (al contario, si precarizza l’accesso alla carriera e si allungano spropositatamente i tempi di accesso) * la necessità di snellimento delle procedure concorsuali, in vista anche del rilevantissimo numero di docenti il cui pensionamento è previsto per i prossimi anni (il ritorno alla gestione nazionale centralizzata dei concorsi, mentre non garantisce una maggiore capacità selettiva e una maggiore obiettività valutativa [come insegna tutta la storia dei concorsi nazionali], farà ripiombare il sistema nella paralisi degli anni ‘80 e ’90) * una più efficiente e funzionale diversificazione delle figure accademiche, con particolare riferimento alla ricerca (del tutto assente nel d.d.l.) * la definizione dello stato giuridico dei ricercatori universitari , attesa dal 1980 (cui si risponde nel d.d.l. con la soppressione della figura stessa dei ricercatori e la messa ad esaurimento del relativo ruolo) * una più stringente disciplina del tempo pieno/tempo definito (la distinzione viene invece di fatto abolita, premiando così i docenti meno impegnati nell’università) * l’impossibilità di riforme organiche senza adeguati stanziamenti (manca del tutto nel Ddl la copertura finanziaria della riforma) Le modifiche apportate al testo governativo (iter in Commissione VII Camera) - Le modifiche all’originario testo del Ddl governativo, apportate da Governo e maggioranza durante l’iter in Commissione, rappresentano una risposta del tutto inadeguata rispetto alle richieste e indicazioni pervenute da tutte le componenti universitarie e dagli esperti sentiti dalla Commissione (documenti, memorie, audizioni informali), alla mobilitazione avvenuta in tutti gli atenei, alle motivate proposte emendative dell’opposizione (e di alcuni esponenti anche della stessa maggioranza). 1
52 Alcune considerazioni
- In particolare: * l’art. 1 aggiuntivo (principi), pur colmando una lacuna vistosa del testo originario del Ddl e pur parzialmente recependo alcune delle indicazioni dell’opposizione (in particolare del gruppo Ds), è pericolosamente impreciso - quanto al riconoscimento e alle garanzie dell’autonomia delle università e al rapporto tra questa e il potere di indirizzo riconosciuto al Ministro [comma 1]- e troppo generico, quanto al mandato al Ministro per la definizione di un programma strategico e finanziario a sostegno dello sviluppo qualitativo del sistema universitario (nulla si dice sui termini temporali per la presentazione del programma; non se ne precisa la natura strategica; non si fissa l’obiettivo di pervenire, in un tempo determinato, alla media europea degli stanziamenti pubblici per l’università; non si prevede nulla nel caso in cui il Ministro non adempia: la disposizione [comma 3], così com’è formulata, non ha carattere normativo e si risolve in una propagandistica dichiarazione di intenti); il comma 2, sui criteri per l’allocazione delle risorse, è poco stringente, per quanto concerne l’allocazione degli stanziamenti pubblici agli atenei, ed è pericoloso e illegittimo per quanto riguarda il concorso di finanziamenti privati, che non possono, per la loro stessa natura privatistica, essere soggetti a “criteri” fissati dalla legge (lesione dell’autonomia dei privati, ma anche delle università [ad es. convenzioni per prestazioni di ricerca e/o di servizi]); * la (nuova) disposizione sulle incompatibilità e sulle attività professionali dei docenti, oltre ad essere ambigua e incompleta, lascia del tutto irrisolta la questione di una disciplina appropriata del regime di tempo pieno/tempo definito : rimaniamo l’unico paese del mondo sviluppato che non prevede, come ‘normale’, la figura del professore interamente dedicato all’università (full professor); * la (nuova) soluzione data al problema dei ricercatori - con l’attribuzione ad essi del solo titolo (ma non del ruolo !) di “professore aggiunto” (di per sé già dispregiativo), con la loro assimilazione perfino ai tecnici laureati, con il mancato riconoscimento della pienezza della funzione docente (si prevedono solo “incarichi” di insegnamento, si presume annuali, nei soli corsi di laurea [di primo livello] !) - è semplicemente una presa in giro (ben che vada rimangono, di diritto e di fatto, meno di quello che sono ora, senza uno stato giuridico definito, senza aumenti stipendiali e per di più ad esaurimento [non prevedendosi la possibilità di nuovi concorsi di…”professore aggiunto”] ); * rimangono, inoltre, del tutto irrisolti i fondamentali problemi relativi a: 1) definizione chiara dei diritti e dei doveri dei docenti; 2) immissione di giovani studiosi nelle università (ricambio generazionale e turn over); 3) snellimento delle procedure concorsuali (resta ferma l’ipotesi della gestione nazionale centralizzata e non più d’ateneo); 4) copertura finanziaria del progettato riordino. 2
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