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Timestamp: 2018-02-25 03:59:37+00:00
Document Index: 135755283

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 19', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 32', 'art. 2', 'art. 22', 'art. 19', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 42']

D.R. 546/2011 - prot. n. 41828 - Regolamento Corsi e Scuole di Dottorato - Bollettino Ufficiale - Università degli Studi di Firenze - UniFI
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D.R. 546/2011 - prot. n. 41828 - Regolamento Corsi e Scuole di Dottorato
VISTO il decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, recante modifiche al regolamento relativamente alle norme concernenti l’autonomia didattica degli Atenei, approvato con decreto ministeriale 3 novembre 1999 n. 509, ed in particolare gli articoli 3 e 6;
VISTI l’articolo 13, comma 1, lett. f), l’articolo 16, comma 5, e l’articolo 22, comma 2, del vigente Statuto;
VISTE le delibere del Senato Accademico del 26 febbraio 2010 e del 23 marzo 2010 che hanno stabilito una nuova configurazione dei Dottorati di Ricerca e delle Scuole di Dottorato dell’Ateneo e, per alcuni corsi di dottorato, una articolazione in indirizzi;
VISTO il vigente regolamento d’Ateneo in materia di istituzione e funzionamento dei Corsi di Dottorato di ricerca e delle Scuole di Dottorato, recentemente modificato con decreto rettorale 27 luglio 2010, n. 695 (prot. n. 48707);
CONSIDERATO che, nelle more del decreto ministeriale di riforma del Dottorato di ricerca ai sensi della suddetta legge 240, si rende necessaria la revisione del vigente Regolamento di Ateneo in materia di Dottorato e la predisposizione di un “regolamento-ponte”, per poter adeguare il regolamento stesso alle disposizioni direttamente recepibili;
VISTA la nota MIUR n. 640 del 14 marzo 2011 con la quale il Ministero, nel comunicare l’intenzione di emanare un nuovo Regolamento in materia di dottorato di ricerca ai sensi del succitato art. 19 “non appena sarà possibile acquisire i prescritti pareri dell’ANVUR”, annuncia una revisione dei meccanismi di distribuzione dei fondi per le borse di Dottorato, dettando anche alcune azioni prioritarie cui gli Atenei sono chiamati ad ottemperare in sede di attivazione dei nuovi cicli;
VISTA la proposta avanzata dalla Commissione Ricerca dell’Ateneo in data 30 marzo 2011;
ACQUISITO il parere favorevole del Comitato Tecnico-Amministrativo in data 4 maggio 2011;
VISTE le delibere del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione in data 14 giugno 2011;
l’emanazione del nuovo regolamento per l’istituzione e il funzionamento dei Corsi di Dottorato di Ricerca e delle Scuole di Dottorato dell’Università degli Studi di Firenze, di seguito riportato:
1. Il presente regolamento disciplina le modalità istitutive dei Corsi di Dottorato di Ricerca e delle Scuole di Dottorato aventi sede amministrativa presso l’Università di Firenze, sulla base di principi di programmazione degli obiettivi formativi coerenti con la domanda sociale e la presenza di specifici requisiti di idoneità delle sedi.
2. Il funzionamento dei Corsi e delle Scuole è oggetto di valutazione circa la permanenza dei suddetti requisiti di idoneità ed il raggiungimento dei risultati della formazione.
1. I Corsi di Dottorato di ricerca con sede amministrativa presso l’Università di Firenze sono proposti dai Consigli di Dipartimento e sono istituiti con decreto del Rettore, a seguito di delibera adottata dai competenti organi accademici.
2. Sono requisiti di idoneità per l’istituzione del Corso di Dottorato di ricerca:
il numero di ammissibili a ciascun Corso di Dottorato non inferiore a tre;
la presenza nel Collegio dei Docenti di un congruo numero di professori e ricercatori dell’area scientifico-disciplinare di riferimento del Corso;
la sufficiente ampiezza delle tematiche scientifiche riferite al contenuto di un settore scientifico-disciplinare o di una aggregazione di più settori;
la disponibilità di adeguate risorse finanziarie e di specifiche strutture operative e scientifiche per il Corso e per l’attività di studio e di ricerca dei Dottorandi;
la previsione di un Coordinatore responsabile dell’organizzazione del Corso, di un Collegio dei Docenti, composto da professori e ricercatori dell’area scientifico-disciplinare di riferimento del Corso, e di tutori in numero proporzionato ai Dottorandi e con documentata produzione scientifica nell’ultimo quinquennio nell’area scientifico-disciplinare di riferimento del Corso;
la possibilità di collaborazione con soggetti pubblici e privati, italiani e stranieri, che consenta ai Dottorandi lo svolgimento di esperienze scientifico-professionali, anche interdisciplinari;
la previsione di percorsi formativi orientati all’esercizio di attività di ricerca di alta qualificazione presso università, enti pubblici o soggetti privati;
l’attivazione di sistemi di valutazione relativi alla permanenza dei requisiti di cui al presente comma, nonché alla rispondenza del Corso agli obiettivi formativi di cui al successivo comma.
3. La proposta di istituzione di un Corso di Dottorato di ricerca deve contenere:
la formulazione di un progetto formativo che indichi le tematiche scientifiche oggetto del Corso e la relativa denominazione del Corso. Il progetto deve riferirsi al contenuto di uno o più settori scientifico-disciplinari e deve essere tradotto in obiettivi formativi dettagliati. I programmi di studio, per l'intera durata del Corso, potranno prevedere periodi formativi presso altre strutture anche all'estero. Il progetto formativo può prevedere una articolazione in indirizzi. Per indirizzo si intende una sotto-articolazione del progetto formativo Dottorale sostenuta da motivazioni scientifico-culturali e facente riferimento ad un insieme circoscritto dei settori scientifico-disciplinari e delle tematiche ricompresi nell'ambito del progetto complessivo;
l’indicazione della durata del Corso, comunque non inferiore a tre anni, fatto salvo quanto previsto dall’art. 19, comma 1, lett. c) della legge n. 240/2010;
l’indicazione del numero degli ammissibili ai corsi;
una dettagliata descrizione delle strutture nelle quali si svolge la formazione e delle rispettive risorse;
la composizione del Collegio dei Docenti, con l’indicazione del Coordinatore del Corso e dei referenti degli Indirizzi, ove previsti; l’indicazione, nel caso della previsione di un Indirizzo, della consistenza disciplinare del medesimo, attestata da un congruo numero di professori e ricercatori delle aree scientifico-disciplinari di riferimento dell’indirizzo, nel rispetto di quanto previsto dal successivo art. 5, comma 1;
per ciascun membro del Collegio, l’indirizzo, unico, di afferenza, ove previsto;
l’indicazione della eventuale partecipazione di altri Dipartimenti dell’Università degli Studi di Firenze e di enti esterni pubblici o privati in possesso di requisiti culturali e scientifici;
l’indicazione del titolo di studio universitario richiesto per l’iscrizione;
le modalità di verifica dell’attività svolta dai Dottorandi durante lo svolgimento del corso e alla fine di ogni anno di corso. Per l’ultimo anno di corso, la verifica avrà per oggetto la dissertazione sulla tesi di Dottorato ed il giudizio espresso dal Collegio varrà come presentazione alla Commissione per l’esame finale.
4. Il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione deliberano sulle proposte istitutive di ogni ciclo, previa verifica della sussistenza dei requisiti da parte del Nucleo di Valutazione Interna, stabilendo, ai sensi della vigente normativa, il numero complessivo degli ammissibili ai Corsi, il numero delle borse di studio da bandire, eventualmente indicando i Dottorati e gli Indirizzi di pertinenza; il loro ammontare, che non potrà essere inferiore a quello determinato ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lettera a), legge 3 agosto 1998, n. 315 e successive modifiche; i contributi per l’accesso e la frequenza ai corsi graduati secondo i criteri ed i parametri di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 9 aprile 2001.
Attivazione e conferma dei Corsi
1. La durata dei Corsi di Dottorato non può essere inferiore a tre anni, fatto salvo quanto previsto all’art. 2, comma 3, lett. b); le attività didattiche e la decorrenza amministrativa della formazione dottorale hanno inizio il 1° gennaio di ciascun anno, salvo diversa determinazione del Senato Accademico.
2. I Corsi di Dottorato istituiti per un ciclo possono essere confermati nei cicli successivi, previa delibera degli organi di cui all’articolo 2, secondo le modalità ivi previste.
1. Sono organi del Corso di Dottorato di ricerca il Collegio dei Docenti ed il Coordinatore.
Il Collegio dei Docenti1
1. Il Collegio dei Docenti, fatta salva la norma transitoria di cui all’art. 32, è composto da un minimo di 10 a un massimo di 16 professori e ricercatori di ruolo con documentata produzione scientifica nell’ultimo quinquennio nelle aree scientifico-disciplinari di riferimento del corso. Nel caso di un Dottorato articolato in almeno 5 indirizzi, la composizione del Collegio può essere estesa fino ad un numero massimo pari a quattro volte il numero degli indirizzi.
2. Il Collegio del Dottorato include un rappresentante dei Dottorandi in corso. I rappresentanti dei Dottorandi non partecipano alla discussione e alla deliberazione riguardanti la valutazione annuale degli iscritti e l'organizzazione dell'esame finale.
3. Ciascun Docente può afferire ad un unico Dottorato dell’Università di Firenze e, all’interno di questo, ad un unico indirizzo, ove il Dottorato sia articolato in indirizzi. Previo nullaosta del Consiglio di Dipartimento di afferenza, ciascun Docente può far parte di Dottorati di altri Atenei.
4. Fatta eccezione per quanto stabilito da convenzioni istitutive di Dottorati internazionali e nazionali, in ogni Collegio di Dottorato la maggioranza assoluta dei Docenti deve appartenere all’Università degli Studi di Firenze. La sostituzione o l’integrazione dei componenti del Collegio sono determinate con delibera del Consiglio di Dipartimento sede del Corso di Dottorato, su proposta del Collegio dei Docenti. Al fine di garantire trasparenza ed imparzialità delle deliberazioni del Collegio, si rinvia a quanto stabilito dall’articolo 4, comma 2, punto c) del Codice Etico d’Ateneo, approvato con decreto rettorale n. 1099 del 23 settembre 2008.
5. La carica di componente del Collegio dei Docenti è incompatibile con la presenza tra gli iscritti al corso del coniuge, i conviventi, i parenti entro il quarto grado e affini entro il terzo grado, ai sensi del vigente Codice Etico di Ateneo.
6. Nel caso di Corsi di Dottorato istituiti su base convenzionale con soggetti esterni all’Università, possono far parte del Collegio a pieno titolo anche rappresentanti di tali enti.
7. Nel caso di Dottorati consortili o internazionali, trovano applicazione le norme, relative alla composizione contenute nella convenzione istitutiva, che devono comunque prevedere la presenza di un congruo numero di docenti appartenenti all’Università di Firenze.
8. Le riunioni del Collegio possono essere svolte per via telematica.
9. Salvo quanto previsto nel comma 7, le deliberazioni del Collegio dei Docenti sono validamente assunte dalla maggioranza dei presenti, a condizione che i presenti siano in maggioranza docenti dell’Università di Firenze.
10. Il Collegio dei Docenti:
autorizza gli iscritti a trascorrere, presso Università o Istituti di ricerca italiani o stranieri, diversi da quelli consorziati, periodi di formazione e studio superiori a sei mesi continuativi; di norma la permanenza non può superare la metà del periodo previsto per il conseguimento del titolo;
dichiara l’equipollenza, ai soli fini dell’ammissione al Corso di Dottorato, del titolo di studio conseguito all’estero;
valuta le relazioni sull’attività e le ricerche presentate, alla fine di ogni anno di Corso, dai singoli Dottorandi; delibera l’ammissione al successivo anno di Corso. In caso di valutazione negativa può proporre al Rettore, con motivata e circostanziata delibera, l’esclusione del Dottorando dal proseguimento del corso;
predispone e trasmette al Rettore la relazione annuale ed il rapporto di fine Corso sul complesso delle attività svolte e sui risultati scientifici conseguiti dai singoli Dottorandi, in relazione agli obiettivi del Corso ed alla permanenza dei requisiti di idoneità della sede;
esprime il parere su eventuali sostituzioni/integrazioni dei componenti del Collegio stesso, nonché sulla sostituzione del Coordinatore;
autorizza il Dottorando a svolgere le attività didattiche sussidiarie di cui al successivo articolo 10, nonché la partecipazione all’attività assistenziale;
autorizza il Dottorando allo svolgimento di eventuale attività lavorativa dipendente, libero professionale o di consulenza, valutandone la compatibilità con la frequenza al Corso;
delibera l’istituzione dei Collegi d’Indirizzo secondo quanto previsto dal successivo comma 12.
11. Il Collegio del Dottorato può, in sede di programmazione didattica annuale, attribuire la funzione di docenza a membri esterni al Collegio medesimo.
12. Nel caso di un Dottorato che preveda indirizzi, possono essere costituititi, con delibera del Collegio di Dottorato, Collegi d’Indirizzo, che devono essere composti da almeno 7 professori e ricercatori di ruolo con documentata produzione scientifica nell’ultimo quinquennio nell’area scientifico-disciplinare di riferimento dell’indirizzo. I componenti del Collegio d’Indirizzo possono essere esterni al Collegio di Dottorato. Ove costituito, il Collegio d’Indirizzo è convocato e presieduto dal referente d’indirizzo di cui all’art. 2, comma 3, lett. f). Il referente fa parte di diritto del Collegio di Dottorato.
13. Ciascun Collegio d’Indirizzo organizza e cura la didattica specifica dell’indirizzo; nel rispetto delle indicazioni del Collegio del Dottorato e della Scuola, propone al Collegio del Dottorato i provvedimenti relativi ai singoli Dottorandi dell’indirizzo; cura ed organizza l’attività di tutorato e segue i progressi della ricerca di ogni dottorando dell’indirizzo per assicurare a ciascuno l’acquisizione degli strumenti metodologici relativi al proprio ambito di ricerca scientifica.
1. Il Coordinatore è un professore universitario a tempo pieno afferente all’Università degli Studi di Firenze. È consentito essere Coordinatore di un solo Corso di Dottorato. Il Coordinatore dura in carica per tre anni e può essere riconfermato una sola volta per un limite massimo consecutivo di sei anni. La nomina e la sostituzione del Coordinatore sono deliberate dal Consiglio di Dipartimento sede del Corso di Dottorato, su proposta del Collegio dei Docenti.
2. Il Coordinatore è membro del Collegio dei Docenti, è il responsabile organizzativo del corso e ne cura l’efficace svolgimento. A tal fine:
3. Il Coordinatore convoca il Collegio dei Docenti in via ordinaria all’inizio e al termine di ogni anno di Corso ed in via straordinaria in qualsiasi momento in rapporto a particolari esigenze, di propria iniziativa o su richiesta di almeno un terzo dei membri del Collegio.
4. Nel caso di assenza del Coordinatore o di suo impedimento a svolgere le proprie funzioni, per un periodo inferiore a sei mesi, subentra quale supplente un Docente dell’Università di Firenze membro del Collegio dei Docenti, designato dal Coordinatore al momento della sua nomina. Nel caso di assenza o di impedimento superiore a sei mesi, il Coordinatore decade dalla carica e deve essere sostituito da altro Docente in possesso dei requisiti richiesti. In tal caso il Coordinatore è nominato in osservanza delle modalità previste dal presente articolo.
5. Il Coordinatore decade a seguito di trasferimento ad altra sede.
1. Il Collegio dei Docenti predispone una relazione annuale al Rettore sui processi formativi realizzati e sulla loro rispondenza agli obiettivi prestabiliti, anche in relazione a sbocchi occupazionali coerenti con il livello di formazione acquisito.
2. Il Nucleo di Valutazione procede a sua volta a verificare annualmente la permanenza dei requisiti di idoneità delle sedi.
3. Il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione, anche sulla base delle precedenti relazioni, nell’ambito della programmazione annuale delle risorse, deliberano in merito alla conferma di tali Corsi e alla eventuale attivazione di nuovi Corsi di Dottorato di Ricerca.
4. La relazione del Nucleo di Valutazione e la delibera adottata dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione sono trasmesse a cura del Rettore al Ministero dell’Istruzione e dell’Università e della Ricerca per l’ulteriore invio al Comitato Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario.
1. L’ammissione a ciascun Dottorato avviene di regola tramite una selezione con la formazione di una unica graduatoria di merito.
2. In presenza di motivate ragioni scientifiche, previa approvazione del Senato Accademico, su proposta della Commissione Ricerca, l’ammissione a un Dottorato articolato in indirizzi con previsione di posti attribuiti agli indirizzi, può avvenire mediante selezioni separate, corrispondenti a distinte sezioni concorsuali, stabilite nel bando di concorso, relative a uno o più indirizzi. Tali selezioni sono finalizzate alla formazione di una graduatoria distinta per ciascuna sezione e all’attribuzione dei posti assegnati alla Sezione dal bando.
3. Per ogni Sezione concorsuale di Dottorato, che può comprendere uno o più indirizzi, devono essere previsti almeno due posti di cui uno con borsa. Il candidato presenta domanda di partecipazione al concorso per i posti banditi su un Dottorato o su una sezione concorsuale relativa a un Dottorato. Per richiedere l’ammissione a indirizzi di Dottorato che per fini concorsuali afferiscono a sezioni concorsuali distinte, il candidato deve presentare una domanda distinta per ciascuna sezione d’interesse. Nel caso in cui il candidato concorra per un Dottorato o una sezione concorsuale in cui sono previsti più indirizzi, il candidato indica nella domanda una lista di priorità fra gli indirizzi del Dottorato o della sezione concorsuale per la quale intende concorrere. Ove ammesso, il candidato esercita l’opzione all’atto dell’iscrizione per uno ed un solo indirizzo.
4. L’esame di ammissione è finalizzato ad accertare, mediante idonea valutazione comparativa, la preparazione di base acquisita, la capacità e l’attitudine del candidato alla ricerca scientifica. Per ogni Dottorato o sezione concorsuale, l’esame di ammissione consiste in due prove, una scritta e una orale. La Commissione giudicatrice dispone di sessanta punti per ogni prova. Sono ammessi alla prova orale soltanto i candidati che nella prova scritta abbiano riportato un punteggio non inferiore a 40/60. Al termine di ogni seduta la Commissione rende pubblici i risultati della prova orale. Al termine della prova di esame la Commissione compila la graduatoria generale di merito sulla base della somma dei punteggi ottenuti dai candidati nelle singole prove.
5. Oltre a quanto previsto dal comma 23, il bando potrà prevedere le seguenti ulteriori modalità di ammissione:
Prova scritta, prova orale con valutazione del curriculum e degli eventuali ulteriori titoli. Per questa modalità i punteggi di ogni prova sono uguali ai punteggi stabiliti nel succitato comma 4.
6. In ogni caso la prova orale può prevedere la verifica della conoscenza di una o più lingue straniere, secondo le indicazioni contenute nel bando.
7. Possono partecipare all’esame di ammissione ai Corsi di Dottorato, senza limitazioni di età e di cittadinanza, coloro che sono in possesso, al momento della presentazione della domanda ovvero entro la data di espletamento della prova scritta, del diploma di laurea conseguito presso Università italiane (lauree conseguite secondo il vecchio ordinamento, laurea specialistica ex decreto ministeriale n. 509/1999, laurea magistrale ex decreto ministeriale n. 270/2004) o di analogo titolo accademico conseguito all’estero, riconosciuto equipollente dal Collegio dei Docenti del Corso cui intendono accedere.
8. Per poter partecipare all’esame di ammissione, il candidato in possesso di un titolo conseguito presso una Università straniera deve richiederne l’equipollenza alla laurea italiana. La suddetta equipollenza può essere dichiarata, ai soli fini dell’ammissione al Dottorato, dal Collegio dei Docenti con formale, motivata e circostanziata deliberazione.
9. La richiesta di equipollenza, corredata dalla documentazione utile, deve essere avanzata dal candidato contestualmente alla domanda di partecipazione al concorso di ammissione.
10. L’ammissione ai corsi è subordinata al superamento delle prove di esame in posizione utile al numero dei posti messi a concorso per ciascuna sezione di concorso.
11. L’esame di ammissione può essere sostenuto anche in una delle lingue straniere indicate nel bando.
12. Nel caso di Dottorati per i quali è vigente un accordo di cooperazione interuniversitaria a livello nazionale o internazionale, le Commissioni e le modalità di ammissione sono definite secondo la normativa vigente, nel rispetto degli accordi stessi approvati dal Senato Accademico dell’Università di Firenze.
13. Sono ammessi al Corso coloro che si siano utilmente collocati in graduatoria. In caso di rinuncia degli aventi diritto, entro 60 giorni dalla data di inizio del corso, subentra altro candidato, secondo l’ordine di graduatoria.
14. Eventuali borse o posti senza borsa non assegnati al termine della procedura di selezione di una sezione concorsuale possono essere assegnati dal Collegio del Dottorato cui la sezione afferisce ad altra sezione dello stesso Dottorato, secondo i criteri che saranno individuati nel provvedimento di riassegnazione.
15. Le borse di studio sono assegnate in base alla graduatoria di merito redatta dalla Commissione esaminatrice a condizione che i candidati abbiano conseguito almeno il 70% del punteggio complessivo massimo attribuibile alle prove d'esame.
16. All’atto dell'iscrizione al Dottorato i vincitori scelgono, in modo vincolante, l’indirizzo e l’eventuale curriculum cui intendono afferire all’interno dell’indirizzo stesso o del Dottorato.
17. I verbali del concorso devono essere trasmessi al Rettore che provvede con proprio decreto all’approvazione degli atti del concorso.
18. La Commissione deve concludere i propri lavori entro trenta giorni dalla data di svolgimento della prima prova.
19. Gli atti del concorso sono pubblici; agli stessi è consentito l’accesso nei modi stabiliti dalla legge n. 241/1990 e successive modificazioni.
20. Se in possesso di titolo di studio valutato equipollente ai fini dell’ammissione al Dottorato dal Collegio dei Docenti, possono essere ammessi in soprannumero i cittadini extracomunitari titolari di borse di studio conferite dal Governo italiano o da istituzioni nazionali e internazionali ed i titolari di borse di ricerca finanziate dall’Unione Europea o da altra Istituzione scientifica europea o internazionale. Sull’ammissione decide caso per caso il Collegio dei Docenti.
21. Sono altresì ammessi in sovrannumero, qualora idonei nella graduatoria di merito, i titolari di assegni di ricerca, ai sensi dell’art. 22 della legge 30 dicembre 2010 n. 240.
22. I cittadini stranieri extracomunitari non titolari di borse di studio sono ammessi al Dottorato con le stesse modalità di accesso dei cittadini comunitari.
23. Per i candidati detentori di titolo di studio conseguito all’estero e non residenti in Italia e per i candidati che abbiano conseguito un titolo idoneo in Italia ma siano residenti all’estero da almeno due anni, il bando può prevedere una riserva di posti, con o senza borsa di studio, e procedure di selezione basate sulla valutazione del curriculum, dei titoli presentati e dell’eventuale progetto di ricerca. La Commissione giudicatrice incaricata della valutazione delle domande, costituita dal Collegio del Dottorato per il quale sono stati banditi i posti, può altresì richiedere di sottoporre a colloquio, con modalità tali da garantire l’identificazione dei candidati, i candidati ritenuti idonei. In assenza di domande ovvero nel caso in cui il numero degli idonei sia inferiore al numero dei posti banditi, l’attribuzione dei posti verrà effettuata secondo la procedura concorsuale ordinaria.
24. Eventuali borse o posti senza borsa non assegnati al termine della procedura di selezione relativa a un Dottorato, o Sezione concorsuale del medesimo, possono essere assegnati dal Consiglio della Scuola cui il Dottorato afferisce ad altro Dottorato della Scuola, specificandone la Sezione concorsuale ove siano previste. La riassegnazione è deliberata dal Consiglio della Scuola, su proposta dei Collegi, al termine di tutte le procedure di selezione dei Dottorati della Scuola. Le borse e i posti senza borsa così riassegnati vengono attribuiti a candidati idonei secondo l’ordine delle graduatorie determinate dalle precedenti prove di selezione.
1. Il Rettore, con proprio decreto, emana il bando di concorso per l’ammissione che viene reso pubblico tramite l’Albo on line d’Ateneo e, fino alla sua istituzione, sul sito web d’Ateneo e la Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
2. Il bando di concorso deve comunque indicare:
gli eventuali indirizzi nei quali si articola il Dottorato e le eventuali Sezioni concorsuali distinte, relative a ciascun Dottorato;
il numero complessivo dei posti messi a bando e il numero delle borse eventualmente distribuiti sugli indirizzi del Corso di Dottorato o le distinte Sezioni di concorso;
l’ammontare delle borse di studio;
i contributi a carico dei Dottorandi ammessi senza borsa;
3. Le modalità di effettuazione dell’esame e i criteri di valutazione per prove e titoli sono previsti dal bando in accordo con quanto deliberato annualmente dal Collegio del Dottorato.
4. Il diario delle prove di esame è pubblicato sul sito web dell’Ateneo.
1. Le Commissioni giudicatrici per gli esami di ammissione ai Corsi di Dottorato di ricerca sono nominate con decreto rettorale, su proposta del Collegio dei Docenti competente.
2. Le Commissioni incaricate della valutazione comparativa dei candidati sono composte di tre membri effettivi e tre supplenti, scelti tra i professori ed i ricercatori universitari di ruolo anche di altri Atenei italiani e stranieri, esperti nelle discipline afferenti ai settori scientifico-disciplinari cui si riferisce il Corso ed indicati nella proposta istitutiva o di rinnovo. La composizione della Commissione può essere integrata con non più di due esperti, anche stranieri, scelti nell’ambito degli enti e delle strutture pubbliche e private di ricerca. La nomina di tali esperti è obbligatoria nel caso di convenzioni o intese con piccole e medie imprese, imprese artigiane, altre imprese di cui all’articolo 2195 del codice civile, soggetti di cui all’articolo 17 della legge 5 ottobre 1991, n. 317; il programma di studi può essere concordato tra l’Università e i predetti soggetti in ordine alla concessione delle agevolazioni di cui all’articolo 5 della legge 27 dicembre 1997, n. 449 e successive modificazioni e integrazioni.
3. Nel caso di un Dottorato articolato in indirizzi, è istituita una Commissione distinta per ciascuna Sezione concorsuale. La Commissione è costituita da almeno tre membri e deve comprendere almeno un rappresentante per indirizzo, ma non più di due per indirizzo.
4. La Commissione nomina al proprio interno il Presidente e il Segretario.
Status del Dottorando
1. Il Dottorando possiede lo status di studente universitario.
2. Gli iscritti al Dottorato hanno l’obbligo di frequentare a tempo pieno i Corsi e di compiere con assiduità le attività di studio e di ricerca secondo le modalità stabilite dal Collegio dei Docenti, e di presentare, al termine di ciascun anno di corso, al Collegio dei Docenti una relazione scritta riguardante l’attività di ricerca svolta e i risultati conseguiti, nonché l’eventuale partecipazione a seminari, congressi e ad altre iniziative scientifiche, unitamente alle eventuali pubblicazioni prodotte, nonché, alla fine del corso, la tesi di Dottorato.
3. Il Collegio dei Docenti concede ai Dottorandi la possibilità di effettuare attività didattica integrativa non in contrasto con l’attività di ricerca connessa con il Dottorato. L’attività può comprendere esercitazioni, seminari e tutorato e non deve comprendere la partecipazione alle Commissioni ufficiali di esami di profitto, né la sostituzione di docenti ufficiali. Non è consentito inoltre l’affidamento ai Dottorandi di corsi istituzionali di docenza a contratto.
4. I vincitori di concorso per l’ammissione a Corsi di Dottorato presso cliniche universitarie possono essere impiegati a domanda nell’attività assistenziale, previo consenso del Collegio dei Docenti.
5. Secondo quanto previsto dall’art. 19, comma 1, lett. c) della legge n. 240/2010, è consentita la frequenza congiunta del Corso di Specializzazione medica e del Corso di Dottorato di ricerca. In caso di frequenza congiunta, la durata del Corso di Dottorato è ridotta ad un minimo di due anni. Le modalità di frequenza congiunta sono disciplinate dalla Scuola Biomedica di concerto con le Scuole di Specializzazione medica.
5 bis. In tutti gli altri casi, è vietata, durante la durata legale del Corso di Dottorato, la contemporanea iscrizione ad altro corso di Dottorato, ad un Corso di Laurea, ad una Scuola di Specializzazione o a un Master dell’Università degli Studi di Firenze o di altro Ateneo. In caso di iscrizione ad un Corso di Laurea o ad una Scuola di Specializzazione, dovrà essere sospesa l’iscrizione al Corso di Laurea o di Specializzazione, per tutta la durata legale del Corso di Dottorato.
6. Nel caso di giustificati impedimenti che non consentano al Dottorando l’effettiva frequenza del corso per un prolungato periodo di tempo, non viene meno il diritto dell’interessato al proseguimento del Corso di Dottorato. Le eventuali assenze ed i motivi che le hanno determinate saranno valutate, ai fini della sospensione, dal Collegio dei Docenti. In particolare, in caso di grave e documentata malattia, maternità e puerperio, assolvimento degli obblighi di leva o ulteriori gravi e documentati motivi, si potrà applicare la sospensione da parte del Collegio dei Docenti, su istanza del Dottorando. In ogni caso la sospensione di durata superiore a trenta giorni comporta l’interruzione dell’erogazione della borsa di studio ed il conseguente prolungamento del periodo di formazione.
7. Il Dottorando può rinunciare al corso dandone comunicazione formale al Rettore. Il pagamento della borsa di studio, eventualmente erogata, viene sospeso a decorrere dal mese successivo a quello della rinuncia.
8. Il Dottorando può svolgere periodi di formazione, di ricerca e studio presso Università o Istituti di ricerca stranieri. La permanenza all’estero non può eccedere la metà della durata prevista per il Corso di Dottorato. La borsa di studio è maggiorata del 50% in proporzione al periodo di permanenza.
9. I Dottorandi, a fini formativi, possono partecipare ai programmi di ricerca attivati presso le strutture dipartimentali ed attinenti al progetto individuale di tesi previsto per il conseguimento del titolo di Dottorato, previa autorizzazione del Collegio dei Docenti.
10. In caso di invenzione effettuata dal Dottorando nell’ambito dell’attività di ricerca universitaria si applicherà il Regolamento di Ateneo in materia di brevetti.
11. Nel caso in cui il Dottorando svolga attività lavorativa, la valutazione della compatibilità con l’assolvimento degli obblighi previsti per la formazione di Dottore di ricerca è demandata caso per caso al Collegio dei Docenti.
12. Al pubblico dipendente, ammesso ai Corsi di Dottorato di ricerca, vincitore di borsa, si applica la vigente normativa.
1. A seguito della valutazione dell’attività svolta dal Dottorando, illustrata nella relazione di cui al precedente articolo 10, comma 2, il Collegio dei Docenti delibera l’ammissione del Dottorando all’anno successivo di corso.
2. Con motivata deliberazione, il Collegio dei Docenti può proporre al Rettore l’esclusione dal proseguimento del Corso di Dottorato. In caso di esclusione, la borsa di studio eventualmente erogata cessa a partire dall’inizio del nuovo anno.
3. Per coloro che sono tenuti al pagamento dei contributi per l’accesso e la frequenza al corso, l’ammissione agli anni successivi al primo e all’esame finale è altresì subordinata alla verifica dell’avvenuto pagamento.
1. È prevista l’esclusione dal Dottorato di ricerca, con decisione motivata del Collegio dei Docenti, in caso di:
attività lavorative incompatibili svolte senza l’autorizzazione del Collegio dei Docenti;
1. Gli ammessi ai Corsi di Dottorato di ricerca hanno diritto, nei limiti di quanto stabilito nell’art. 8, comma 13, e secondo l’ordine definito dalle graduatorie di merito, alla borsa di studio, fino alla concorrenza del numero delle borse offerte. A parità di merito, prevale la valutazione della situazione economica determinata ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 9 aprile 2001.
2. La durata dell’erogazione della borsa di studio è pari alla durata legale del corso, fatti salvi i casi di sospensione, rinuncia, decadenza.
3. La borsa di studio verrà corrisposta in relazione alla effettiva frequenza al corso.
4. La borsa è erogata in rate con scadenze mensili posticipate.
5. Qualora il Dottorando rinunci, durante l’anno di corso, a proseguire gli studi o rinunci alla fruizione della borsa, perde il diritto alla borsa dal mese successivo a quello di manifestazione della rinuncia. La quota residua di borsa di studio sarà destinata al Dottorando titolare del posto senza borsa, secondo l’ordine di graduatoria. A questi non è dovuto alcun rimborso del contributo di iscrizione già pagato. Qualora il rinunciatario sia titolare di borsa di studio che riceve un finanziamento dedicato, il trasferimento del residuo di borsa al successivo Dottorando in graduatoria senza borsa, si applica solo a seguito di parere conforme del Collegio dei Docenti, fatto comunque salvo quanto previsto dall'eventuale convenzione.
6. La borsa di studio non è cumulabile con alcuna altra borsa di studio, tranne che con quelle conferite da Istituzioni nazionali o straniere utili ad integrare, con soggiorni all’estero, l’attività di formazione o di ricerca dei Dottorandi; in tal caso viene meno il diritto alla prevista maggiorazione della borsa di studio.
7. Chi abbia già conseguito un titolo di Dottore di Ricerca o titolo ad esso equipollente può essere ammesso a frequentare un diverso Corso di Dottorato, a condizione di superarne le prove di selezione, ma non può usufruire di una borsa di Dottorato. Chi abbia già usufruito anche parzialmente di una borsa di studio per la frequenza di un Corso di Dottorato, non può usufruirne una seconda volta.
1. I Dottorandi non assegnatari di borsa di studio sono tenuti al versamento di un contributo per l’accesso e la frequenza nella misura stabilita annualmente dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione.
2. Sono tenuti al pagamento del contributo anche gli iscritti ai corsi titolari di assegno di ricerca.
3. I Dottorandi vincitori di borsa di studio che perdono il diritto ad usufruirne o vi rinunciano per qualunque motivo, sono esonerati dal pagamento dei contributi.
1. L’attività didattica strutturata svolta nell’ambito del Dottorato rientra nel carico didattico complessivo del docente in base alla programmazione didattica della Facoltà. Gli impegni didattici dei Docenti non potranno in ogni caso esaurirsi nelle attività svolte all’interno del Dottorato.
1. Il titolo di Dottore di Ricerca si consegue all’atto del superamento dell’esame finale che si svolge sulla base di un colloquio avente per oggetto la tesi di Dottorato. La tesi può essere redatta e discussa anche in lingua straniera, previa autorizzazione del Collegio dei Docenti.
2. Entro il 31 dicembre dell’ultimo anno di Corso i Dottorandi dovranno depositare la tesi, firmata dal Coordinatore del corso e dal tutor, presso la struttura di afferenza. La tesi deve essere corredata dalla presentazione del Collegio dei Docenti che esprimerà un giudizio sull’attività complessiva di ogni Dottorando e che varrà sia come presentazione alla Commissione giudicatrice finale, che come valutazione dello svolgimento dell’attività formativa del corso, secondo gli obiettivi prefissati. La tesi e la presentazione del Collegio dei Docenti saranno depositate dal Dottorando in numero di copie corrispondenti al numero dei componenti la Commissione giudicatrice per l’esame finale, oltre alle tre copie per il deposito presso l’archivio del Dipartimento e presso le Biblioteche Nazionali di Firenze e Roma.
3. Il giudizio del Collegio dei Docenti non è ostativo alla partecipazione all’esame finale.
4. L’esame finale può essere ripetuto una sola volta in un ciclo successivo.
5. Nel caso di un Dottorato a più indirizzi, il titolo riporterà la denominazione dell’indirizzo nell’ambito del quale il Dottorando ha svolto la propria formazione, preceduta da quella del Dottorato.
1. Per comprovati motivi che non consentano la presentazione della tesi nei tempi previsti, il Rettore, su proposta del Collegio dei Docenti, previa istanza del Dottorando, può ammettere il candidato all’esame finale previsto per il ciclo successivo.
1. La Commissione giudicatrice è nominata con decreto del Rettore, su proposta del Collegio dei Docenti. La proposta dovrà pervenire al Rettore entro trenta giorni dalla conclusione del Corso di Dottorato.
2. Le Commissioni giudicatrici sono composte da tre membri effettivi e tre supplenti, scelti tra professori e ricercatori universitari di ruolo, esperti nelle discipline afferenti alle aree scientifiche cui si riferisce il corso. Almeno due componenti della Commissione devono appartenere ad Università non partecipanti al Dottorato e non devono far parte del Collegio dei Docenti. Le Commissioni possono essere integrate da non più di due esperti, anche stranieri, appartenenti a strutture di ricerca pubbliche e private. La Commissione nomina al proprio interno il Presidente e il Segretario.
3. Ove il Collegio dei Docenti ne ravvisi la necessità, può segnalare più Commissioni in considerazione dei diversi percorsi formativi e di ricerca dei candidati.
4. Le Commissioni giudicatrici sono tenute a concludere le valutazioni entro novanta giorni dalla data del decreto rettorale di nomina.
5. Le dimissioni dei componenti delle Commissioni devono essere motivate ed accettate dal Rettore.
6. Decorsi i termini suddetti, la Commissione, che non abbia concluso i suoi lavori decade ed il Rettore nomina una nuova Commissione, con esclusione dei componenti decaduti.
Internazionalizzazione dei Corsi di Dottorato di Ricerca
1. L’Università degli Studi di Firenze può istituire Corsi di Dottorato internazionali sulla base di accordi di collaborazione con Università straniere, redatti secondo lo schema quadro approvato dal Senato Accademico.
Procedure istitutive
1. Il progetto istitutivo di un nuovo Corso di Dottorato Internazionale o di Internazionalizzazione di un Corso di Dottorato già esistente deve contenere i seguenti elementi:
2. I progetti corredati del parere positivo del Consiglio di Dipartimento, sono sottoposti all’approvazione del Senato Accademico, sentito il Consiglio di Amministrazione e previa acquisizione del parere del Nucleo di Valutazione Interna.
Modalità di ammissione e rilascio del titolo
1. Le modalità di ammissione ai corsi sono regolate secondo la normativa vigente presso le istituzioni coinvolte, nel rispetto della convenzione che istituisce il Dottorato Internazionale. Nel caso di Internazionalizzazione di Corsi di Dottorato già esistenti deve essere preliminarmente accertata l’equivalenza dei titoli di studio richiesti per l’ammissione ai corsi.
2. Al termine della discussione è rilasciato un titolo congiunto a firma dei Rettori di tutte le Università partecipanti al Dottorato, oppure un titolo riconosciuto dalle parti contraenti.
3. La tesi di Dottorato è redatta in lingua inglese o in una delle lingue nazionali dei candidati.
1. Nell’ambito di apposito accordo internazionale di cotutela stipulato dall’Università degli Studi di Firenze con una Università straniera, la tesi di Dottorato di ricerca può essere svolta con la supervisione di un Docente di ciascuna delle due istituzioni.
2. Lo svolgimento dell’attività di ricerca può effettuarsi, per periodi alternati, presso le due strutture e la tesi finale può essere sviluppata e discussa con la supervisione di un Docente di ciascuna istituzione.
3. L’accordo di cotutela deve essere approvato dal Collegio dei Docenti e dal Consiglio di Dipartimento interessati.
4. La Commissione per il conferimento del titolo è composta pariteticamente da rappresentanti scientifici dei due Paesi. La tesi di Dottorato così elaborata verrà discussa in un’unica sede e successivamente alla discussione, in seguito a relazione favorevole della Commissione giudicatrice, sarà rilasciato, da parte delle Università contraenti, un doppio titolo di Dottore di Ricerca.
5. La tesi di Dottorato è redatta nella lingua di uno dei Paesi interessati o in inglese ed è completata da un riassunto nell’altra lingua.
1. Su richiesta del Dottorando, l’Ateneo può rilasciare la certificazione di Doctor Europaeus, aggiuntiva al titolo nazionale del relativo Dottorato, nel caso che ricorrano le seguenti condizioni:
la discussione della tesi finale deve essere effettuata previa presentazione di due giudizi positivi (controrelazioni) concernenti la tesi stessa da parte di professori o ricercatori provenienti da due Università dell’Unione Europea diverse da quella in cui viene discussa;
almeno un membro della Commissione d'esame deve appartenere ad una istituzione accademica o di ricerca di un paese dell’Unione diverso da quello in cui viene discussa la tesi;
parte della discussione della tesi deve avvenire in una delle lingue ufficiali dell’Unione, anch’essa diversa da quella del paese in cui la tesi viene discussa;
parte della ricerca presentata nella tesi deve essere stata eseguita durante un soggiorno di almeno tre mesi in un paese dell’Unione diverso da quello del Dottorando.
Iscrizione di un Dottorando straniero
1. L’Università partner dovrà comunicare i nominativi dei propri iscritti alle Università partecipanti all’accordo.
2. Il Dottorando straniero dovrà presentare un documento che attesti l’iscrizione al Dottorato dell’Università straniera partecipante all’accordo e, previo rilascio di un documento attestante la frequenza presso l’Ateneo fiorentino, sarà ammesso a tutti i benefici riconosciuti agli studenti dell’Ateneo.
1. Possono essere istituite presso l’Università di Firenze, ovvero presso altra sede Universitaria previa apposita convenzione con altri Atenei, le Scuole di Dottorato, che si caratterizzano per l’adesione a un progetto formativo integrato, per l’esistenza di attività formative comuni e il coordinamento tra diversi Dottorati.
2. Nel caso di Scuola di Dottorato avente sede amministrativa presso l’Università degli Studi di Firenze, essa può essere costituita dalla:
aggregazione di Corsi di Dottorato di Ricerca con affinità tematica o metodologica istituiti presso l’Ateneo;
aggregazione di Corsi di Dottorato di sedi universitarie diverse, anche straniere, risultanti da consorzi interuniversitari e con sede amministrativa presso l’Università di Firenze.
3. Anche se aggregati in Scuole, i Corsi di Dottorato mantengono la loro identità e rilasceranno il titolo di Dottore di ricerca.
4. Una Commissione permanente del Senato per le Scuole di Dottorato svolge attività istruttoria e propositiva ai fini della costituzione, sviluppo e monitoraggio delle Scuole.
1. La proposta di istituzione delle Scuole di Dottorato avviene in contemporanea con le proposte relative ai singoli Corsi di Dottorato di ricerca e segue lo stesso iter procedurale previsto per l’istituzione dei Corsi di Dottorato di ricerca.
2. Uno o più Collegi di Dottorato propongono, previa deliberazione del Consiglio o dei Consigli di Dipartimento, l’istituzione di una Scuola.
3. La proposta di istituzione di una Scuola costituita in convenzione con altri Atenei e avente sede amministrativa presso l’Università degli Studi di Firenze, deve contenere:
la formulazione di un progetto formativo che indichi le tematiche scientifiche oggetto della Scuola e la relativa denominazione;
le modalità di frequenza;
una dettagliata descrizione delle strutture nelle quali si svolge la formazione, delle attrezzature e delle risorse finanziarie;
l’elenco dei Docenti che compongono il Consiglio, ovvero dei Coordinatori dei Dottorati afferenti alla Scuola;
l’indicazione del Direttore della Scuola o di un referente provvisorio;
l’eventuale partecipazione di altri Dipartimenti dell’Università degli Studi di Firenze e di enti esterni pubblici o privati in possesso di requisiti culturali e scientifici, nonché di personale e attrezzature idonee all’attivazione dei corsi;
le modalità di verifica dell’attività svolta dai Dottorandi durante lo svolgimento del corso e alla fine di ogni anno di corso.
4. La proposta dovrà essere corredata della delibera di approvazione del Consiglio o dei Consigli di Dipartimento sedi dei Dottorati partecipanti alla Scuola.
5. Le domande pervenute saranno esaminate, per le rispettive competenze, dalla Commissione per le Scuole di Dottorato e dal Nucleo di Valutazione.
6. Il Senato Accademico ed il Consiglio di Amministrazione delibereranno, per quanto di rispettiva competenza, l’istituzione della Scuola.
7. Tale istituzione avrà la durata di un triennio, almeno che non avvengano variazioni nell’afferenza dei Corsi di Dottorato alla Scuola.
1. Ciascuna Scuola ha un Consiglio e un Direttore.
2. Il Direttore e gli altri componenti del Consiglio non possono svolgere le medesime funzioni in altra Scuola di Dottorato italiana.
3. Per il proprio funzionamento le Scuole potranno darsi un proprio Regolamento.
1. Il Consiglio della Scuola è composto dai Coordinatori dei diversi Corsi di Dottorato di Ricerca aggregati nella Scuola. Nel caso di Scuola formata da un minimo di due e un massimo di cinque Corsi di Dottorato di Ricerca, il Consiglio potrà essere integrato da un ulteriore componente per Corso di Dottorato afferente alla Scuola. Tale componente è designato dal Collegio dei Docenti del Corso di Dottorato all’interno del Collegio stesso. Il Consiglio può essere altresì integrato da rappresentanti del mondo economico, sociale e culturale, nominati dal Rettore su proposta del Consiglio stesso, in numero non superiore a un terzo dei componenti del Consiglio.
1bis. Il Consiglio della Scuola interuniversitaria avente sede presso l’Università di Firenze garantisce al suo interno la rappresentanza dei Corsi di Dottorato delle Università consorziate, secondo i termini previsti dalla convenzione istitutiva.
2. Il Consiglio disciplina la presenza di una eventuale rappresentanza di Dottorandi, in proporzione al numero dei Corsi di Dottorato aggregati dalla Scuola e dei posti complessivi previsti per la Scuola.
3. Il Consiglio assume le proprie decisioni a maggioranza semplice, ad eccezione di quella relativa alla proposta di integrazione di rappresentanti del mondo economico, sociale e culturale, che sarà presa a maggioranza assoluta, e di quelle relative alle decisioni di cui all’articolo 29, comma 2, per le quali dovrà essere prevista una maggioranza qualificata tale da tutelare ogni singolo Dottorato facente parte della Scuola.
1. Il Direttore è eletto dal Consiglio al suo interno.
2. La durata del mandato è triennale ed è rinnovabile per una sola volta.
2. La Scuola, entro il termine stabilito dai competenti organi accademici e comunque in tempo utile per l’emanazione del bando di Ateneo, provvede ad attribuire ai singoli Dottorati di afferenza, le borse ad esse assegnate dagli organi di governo dell’Ateneo.
3. Sulla base delle indicazioni del Coordinatore e del Collegio di ciascun Corso di Dottorato, la Scuola decide le attività didattiche comuni, articolate in crediti formativi ed elabora un calendario di tali attività.
4. La Scuola predispone le modalità di valutazione del profitto ai fini del passaggio da un anno all’altro dei Dottorandi.
5. L’attività didattica strutturata svolta nell’ambito della Scuola rientra nel carico didattico complessivo del Docente in base alla programmazione didattica della Facoltà. Gli impegni didattici dei Docenti non potranno in ogni caso esaurirsi nelle attività svolte all’interno della Scuola.
1. La Scuola di Dottorato non è una unità amministrativa. In sede di attivazione, il Consiglio della Scuola potrà formulare proposte in merito alle risorse necessarie per la mobilità dei Dottorandi e per eventuali compensi per la docenza esterna. Tali proposte, la cui copertura dovrà essere garantita da un apposito fondo costituito a favore delle Scuole, saranno poi valutate sulla base di criteri stabiliti dal Senato Accademico. Le risorse così determinate saranno poi trasferite ai Dipartimenti sedi amministrative dei Dottorati che costituiscono la Scuola stessa, sulla base di quanto deliberato dal Consiglio della Scuola.
2. Le altre risorse a disposizione della Scuola potranno essere:
quelle provenienti dall’Università calcolate sulla base dell’importo complessivo delle borse attribuite alla Scuola;
quelle che autonomamente la Scuola riuscirà ad ottenere da enti pubblici e privati, attraverso la stipula di accordi/convenzioni tra tali enti e i/il Dipartimento/i sede/i amministrativa/e del Dottorato.
1. Presso ogni Scuola di Dottorato e presso ogni Dottorato esterno al sistema delle scuole, è istituito un Comitato Scientifico di Valutazione, composto da studiosi italiani e stranieri, esterni ai ruoli dell’Ateneo da almeno un quinquennio, di riconosciuto prestigio internazionale e attivi nei campi di ricerca della Scuola di Dottorato ovvero del Dottorato esterno al sistema delle scuole.
2. Con delibera del Senato Accademico è fissato il numero di componenti del Comitato di cui al comma 1.
3. Il Comitato Scientifico è nominato dal Senato Accademico, nell’ambito di un elenco di nomi in numero doppio rispetto al numero dei componenti fissato ai sensi del comma 2. Tale elenco è proposto dal Direttore della Scuola o dal Coordinatore del Corso del Dottorato esterno al sistema delle Scuole, previa deliberazione del Consiglio della Scuola di Dottorato ovvero del Collegio del Dottorato esterno al sistema delle Scuole.
4. Il Senato Accademico, anche su indicazione del Nucleo di Valutazione Interna, determina i criteri sulla cui base i Comitati provvedono alla valutazione.
5. Il Comitato Scientifico presenta annualmente al Direttore della Scuola ovvero al Coordinatore del Dottorato esterno al sistema delle Scuole una relazione scritta recante la valutazione delle attività svolte nell’ultimo ciclo concluso, unitamente a eventuali suggerimenti e proposte.
6. Copia della relazione è trasmessa agli organi della Scuola o del Dottorato esterno al sistema delle Scuole, al Rettore ed al Nucleo di Valutazione dell’Ateneo.
7. Ogni triennio, ovvero a seguito di richiesta del Senato Accademico, il Comitato redige una relazione sull’attività del Dottorato negli ultimi tre cicli conclusi.
Norme transitorie2
1. Fino all’entrata in vigore del decreto ministeriale previsto all’articolo 19 della legge n. 240/2010, il sistema delle Scuole assume la configurazione fissata nella delibera del Senato Accademico del 14 e 16 luglio 2010, fatte salve le modifiche in sede di attivazione del ciclo XXVII.
2. In attesa dell’entrata in vigore del decreto ministeriale previsto all’articolo 19 della legge n. 240/2010, può comunque essere richiesta la trasformazione in Scuole di Dottorati già attivi nel XXVI ciclo, purché prevedano almeno tre indirizzi e non vi siano già Scuole di area a cui i Dottorati possono naturalmente afferire. Nel caso di una Scuola monodottorale, gli organi del Dottorato sono sostituti dagli organi della Scuola: il Collegio del Dottorato coincide col Consiglio della Scuola e il Coordinatore del Dottorato è anche Direttore della Scuola.
3. Il numero dei componenti dei Collegi di Dottorato e d’Indirizzo, ove istituiti, dovrà conformarsi a quanto previsto dall’art. 5 entro tre anni dall’entrata in vigore del presente regolamento.
4. Fino all’entrata in vigore del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’Università e della ricerca, ai sensi dell’articolo 4, comma 2, della legge 3 luglio 1998, n. 210, come sostituito dall’articolo 19 della legge 30 dicembre 2010, n. 240, il numero delle borse di studio non potrà essere inferiore alla metà dei posti messi a concorso.
1. Per quanto non previsto dal presente Regolamento valgono le disposizioni contenute nella legge n. 210/1998 e nel regolamento di attuazione ministeriale 30 aprile 1999, n. 224, nonché nello Statuto dell’Università di Firenze.
2. Con l’entrata in vigore del presente regolamento, cessano di avere efficacia le norme di cui al precedente regolamento in materia di Dottorato di ricerca, emanato con D.R. n. 655 del 27 luglio 2010.
Il presente regolamento entra in vigore, ai sensi dell’art. 42 bis del vigente Statuto dell’Università degli Studi di Firenze, il giorno successivo a quello della pubblicazione sul Bollettino Ufficiale.
1 e 2 Modificati con Decreto rettorale, 6 novembre 2012, n. 1049 – prot. n. 117075.
ultimo aggiornamento: 29-Giu-2013