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Timestamp: 2017-04-23 19:53:42+00:00
Document Index: 146277948

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 43', 'art. 2']

Detrazioni fiscali contratto transitorio non abitativo | propit.it - Forum per la Casa
Detrazioni fiscali contratto transitorio non abitativo
Discussione in 'Fisco, Detrazioni e Tasse' iniziata da LunaSole, 20 Ottobre 2014.
Salve, ho stipulato un contratto transitorio ad uso non abitativo a mio malgrado ho scoperto che non è possibile scaricare le spese dell'affitto dal 730! E' possibile cambiare tipo di contratto? cosa posso fare per avere qualche agevolazione fiscale? Inoltre, le spese dell'acqua e dei rifiuti devo pagarle io? Premetto che le bollette sono tutte intestate al proprietario.
ho stipulato un contratto transitorio ad uso non abitativoClicca per allargare...
Se è non abitativo, che cosa riguarda?
le spese dell'acqua e dei rifiuti devo pagarle io?Clicca per allargare...
Chi consuma l'acqua e chi occupa quei locali?
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io consumo l'acqua e occupo i locali
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Allora paga. Hai l'obbligo di denunciare l'inizio dell'occupazione dei locali ai fini della TARI (e della TASI).
Se è non abitativo, che cosa riguarda?Clicca per allargare...
pied a terre[DOUBLEPOST=1413815964,1413815669][/DOUBLEPOST]
Allora paga. Hai l'obbligo di denunciare l'inizio dell'occupazione dei locali ai fini della TARI.Clicca per allargare...
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Un "pied-à-terre" è un edificio a uso residenziale (un appartamento, per uso abitativo).
Nel senso che hai l'obbligo di presentare la dichiarazione relativa alla IUC entro il termine del 30 giugno dell'anno successivo alla data di inizio del possesso o della detenzione dei locali e delle aree assoggettabili al tributo.
Se però la detenzione è temporanea (di durata non superiore a sei mesi nel corso dello stesso anno solare), la TARI e la TASI sono dovute soltanto dal possessore dei locali e delle aree a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione o superficie.
Un "pied-à-terre" è un edificio a uso residenziale (un appartamento, per uso abitativo).Clicca per allargare...
sinceramente quando ho firmato il contratto non mi sono posta il problema, ma ora che mi ci fai pensare... beh sono spiazzata! in effetti io ci abito, quindi mi chiedo cosa si intende con "uso diverso da quello abitativo" sono giovane e inesperto cosa mi conviene fare?[DOUBLEPOST=1413818600,1413818362][/DOUBLEPOST]
Se però la detenzione è temporanea (di durata non superiore a sei mesi nel corso dello stesso anno solare), la TARI e la TASI sono dovute soltanto dal possessore dei locali e delle aree a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione o superficie.Clicca per allargare...
il contratto l'ho stipulato a Luglio 2014 (durata 12 mesi)perciò spetta al proprietario pagare TARI e TASI giusto? mentre le utenze, i rifiuti e l'acqua toccano a me?
in effetti io ci abitoClicca per allargare...
Bisognerebbe leggere tutto il testo contrattuale. Dato che hai scritto che è un contratto transitorio, quali fatti sono stati indicati nel contratto che giustificherebbero la transitorietà?
il contratto l'ho stipulato a Luglio 2014 (durata 12 mesi)perciò spetta al proprietario pagare TARI e TASI giusto?Clicca per allargare...
No. La TARI per i mesi del 2015 in cui occuperai i locali sarà a tuo carico. La quota della TASI del 2015, nella misura deliberata dal comune, sarà a tuo carico. Infatti l'occupante versa la TASI nella misura, stabilita dal comune nel regolamento, compresa fra il 10 e il 30 per cento dell'ammontare complessivo della TASI.
La restante parte è corrisposta dal titolare del diritto reale sull'unità immobiliare.
mentre le utenze, i rifiuti e l'acqua toccano a me?Clicca per allargare...
La TARI è la "TAssa sui RIfiuti".
Bisognerebbe leggere tutto il testo contrattuale. Dato che hai scritto che è un contratto transitorio, quali fatti sono stati indicati nel contratto che giustificherebbero la transitorietà?Clicca per allargare...
Ho riletto il contratto c'è scritto uso abitativo transitorio e saltuario non per motivo di lavoro/studio! quindi c'è scritto per cosa non mi serve!
Ho riletto il contratto c'è scritto uso abitativo transitorio e saltuario non per motivo di lavoro/studio! quindi c'è scritto per cosa non mi serve!Clicca per allargare...
Perché esista un valido ed efficace contratto locativo di natura transitoria, ex art. 5 della legge n. 431/1998 e dell'art. 2 del D.M. 30/12/2002 devono sussistere le seguenti condizioni:
1) una clausola contrattuale che individui l'esigenza della transitorietà o nel locatore o/e nel conduttore (il dettato normativo prevede che l'esigenza transitoria può sussistere in capo o al locatore o al conduttore, ma non necessariamente in capo a entrambi);
2) la prova (solamente da parte del conduttore e non anche da parte del locatore - vedasi l'art. 2, comma 4 del D.M. citato) dell'esistenza di tale transitorietà, con apposita documentazione, da allegare al contratto medesimo;
Ciò premesso, ex comma 5 dell'art. 2 del D.M. citato, "I contratti di cui al presente articolo sono ricondotti alla durata prevista dall'articolo 2, comma 1, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, in caso di inadempimento delle modalità di conferma delle esigenze transitorie stabilite nei tipi di contratto di cui al comma 6, ovvero nel caso le esigenze di transitorietà vengano meno".
Conclusione: in mancanza di prova dell'esistenza di tali requisiti, il contratto di locazione non potrà che essere sottoposto alla disciplina dei contratti previsti dall'art. 2, comma 1, della legge n. 431/1998 (cioè la durata contrattuale diventa quella "normale": di quattro anni + quattro anni).
Conclusione: in mancanza di prova dell'esistenza di tali requisiti, il contratto di locazione non potrà che essere sottoposto alla disciplina dei contratti previsti dall'art. 2, comma 1, della legge n. 431/1998 (cioè la durata contrattuale diventa quella "normale": di quattro anni + quattro anni).Clicca per allargare...
grazie sei stato chiaro e gentile! ma per curiosità, il proprietario di casa ha qualche vantaggio a suo favore a propormi un contratto di natura transitoria piuttosto che il 4+4?
il proprietario di casa ha qualche vantaggio a suo favore a propormi un contratto di natura transitoria piuttosto che il 4+4?Clicca per allargare...
Il vantaggio di non essere vincolato per un periodo di almeno quattro anni.
Il vantaggio di non essere vincolato per un periodo di almeno quattro anni.Clicca per allargare...
ah ok ti ringrazio molto. LunaSole,
Dimenticavo questa parte (importante) del tuo intervento iniziale:
ho stipulato un contratto transitorio ad uso non abitativo a mio malgrado ho scoperto che non è possibile scaricare le spese dell'affitto dal 730! E' possibile cambiare tipo di contratto?Clicca per allargare...
La detrazione fiscale per i canoni di locazione non dipende dal "tipo" di contratto. Ma è prevista per i soli alloggi adibiti ad abitazione principale.
L'art. 16, comma 1-quinquies, secondo periodo del TUIR precisa che per abitazione principale si intende quella nella quale il soggetto titolare del contratto di locazione o i suoi familiari dimorano abitualmente. Cioè vi debbono avere la residenza.
Pertanto, se la tua dimora abituale è nell'appartamento che hai preso in locazione, potrai fruire della detrazione, rapportata al periodo dell'anno durante il quale l'unità immobiliare locata è adibita ad abitazione principale.
È il caso di precisare che se la tua effettiva dimora abituale è in quell'appartamento, non puoi continuare ad avere l'iscrizione anagrafica altrove (p. es. in caserma, come affermi in altra discussione).
Hai l'obbligo giuridico di dichiarare la nuova residenza entro venti giorni dalla data in cui si sono verificati i fatti all'Ufficiale di anagrafe del comune dove si trova l'appartamento, per ottenere l'iscrizione anagrafica corrispondente.
Potresti non essere soggetto a quell'obbligo (tralasciando le altre categorie che non ti riguardano) solo se fossi militare di carriera (compresi i carabinieri, il personale di polizia di Stato, le guardie di finanza e i militari che abbiano, comunque, contratto una ferma) distaccato presso scuole per frequentare corsi di avanzamento o di perfezionamento.
Hai l'obbligo giuridico di dichiarare la nuova residenza entro venti giorni dalla data in cui si sono verificati i fatti all'Ufficiale di anagrafe del comune dove si trova l'appartamento, per ottenere l'iscrizione anagrafica corrispondente.Clicca per allargare...
ho capito, ma sul contratto c'è scritto che mi impegno a non cambiare residenza. ergo sono "obbligato" a convertire il contratto in 4+4?
ma sul contratto c'è scritto che mi impegno a non cambiare residenzaClicca per allargare...
Se la tua dimora abituale è in quell'appartamento, la tua residenza è già cambiata.
Quello che c'è scritto sul contratto a riguardo (a parte l'inesistente esigenza transitoria) conta come il due di briscola quando l'asso (sempre di briscola) è in tavola.
Pertanto, rendi la prescritta dichiarazione all'Ufficiale di anagrafe. Hai solo da guadagnare (compresa la tariffa uso residente per l'energia elettrica).
Quello che c'è scritto sul contratto a riguardo (a parte l'inesistente esigenza transitoria) conta come il due di briscola quando l'asso (sempre di briscola) è in tavola.Clicca per allargare...
quindi cosa mi conviene fare?? cambiare residenza? e se quello mi sbatte fuori perchè sono inadempiente?[DOUBLEPOST=1413841909,1413841618][/DOUBLEPOST]
prescritta dichiarazione all'Ufficiale di anagrafe.Clicca per allargare...
intendi la residenza giusto?
quindi cosa mi conviene fare?? cambiare residenza? e se quello mi sbatte fuori perchè sono inadempiente?Clicca per allargare...
E se "quello" avesse scritto sul contratto che non puoi stare in quell'appartamento indossando pantaloni rossi, potrebbe sbatterti fuori se "disubbidissi"?
intendi la residenza giusto?Clicca per allargare...
Si confonde (ma lo fa anche il legislatore!) residenza con iscrizione anagrafica.
La residenza è definita dall’art. 43, comma 2 c.c. come il luogo in cui una persona ha stabilito la propria dimora abituale (cioè, dove "‘vive" effettivamente) (*). È una situazione di fatto e a questa situazione – di fatto – devono sempre corrispondere le registrazioni anagrafiche.
(*) per maggior precisione, la "dimora abituale" è definita all'art. 2, comma 1, lett. d) del Regolamento (CE) n. 763/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 luglio 2008, che recita: "... il luogo in cui una persona trascorre normalmente il periodo di riposo giornaliero, indipendentemente da assenze temporanee per attività ricreative, vacanze, visite ad amici e parenti, affari, trattamenti sanitari o pellegrinaggi religiosi...".