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Timestamp: 2019-01-17 00:47:37+00:00
Document Index: 147303495

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 32', 'art. 117', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 16', 'in fine', 'art. 16']

Normativa - Associazione Amici degli Animali Città di Palermo <-- -->
Ordinanza 12 dicembre 2006 del Ministro della Salute
Regolamento di attuazione della legge 3 luglio 2000, n. 15
Regolamento UE che impone l'obbligo d'indicare presenza di parti animali nei capi
Ministero della salute - Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela
dell'incolumita' pubblica dall'aggressione dei cani
Ordinanza del 6 agosto 2008 su GU n° 194 del 20 agosto 2008 del Ministero della
Legge220/2012 - Art. 16 "Animali in condominio"
Maltrattamento di animale domestico e non
-rispetto per gli habitat e per gli animali selvatici (quindi rinuncia o riduzione di caccia e pesca);
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(Tutela dell'incolumita' pubblica dall'aggressione di cani)
1. L'uso di collari elettrici o altri congegni atti a determinare scosse o impulsi elettrici sui cani procura paura e sofferenza e puo' provocare reazioni di aggressivita' da parte degli animali stessi. Pertanto l'impiego di tali strumenti si configura come maltrattamento e chiunque li utilizzi e' perseguibile ai sensi della legge 20 luglio 2004, n. 189.
2. La presente ordinanza e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed ha efficacia per un anno a decorrere dal giorno successivo alla sua pubblicazione.
7. L'attivazione di rifugi per gatti è subordinata ad autorizzazione regionale. Con il decreto dÿÿcuÿÿall'articolo 4, sono determiÿÿti i requisiti strutturali e le caratteristiche dei rifugi per gatti nonché le modalità per il rilascio delle autorizzazioni. I rifugi per gatti esistenti devono essere adeguati ai requisiti previsti dal decreto di cui all'articolo 4 entro un anno dalla pubblicazione del decreto medesimo.
Articoli 2 e 6 (anagrafe canina) L. 400 L. 800 L. 400
Articolo 11 (custodia animali) L. 100 L. 200 L. 100
Articolo 20, commi 1 e 2 (contributi) L. 470 L. 2.000 L. 2.000
Articolo 20, comma 5 (contributi di gestione) L. 357 L. 700 L. 1.000
Articolo 21 (indennità danni da animali randagi) L: 100 L. 200 L. 200
articolo 22 (inform.ne, aggiorn.to ed educazione sanitaria) L. 100 L. 100 L. 100
L. 1.567 L. 4.000 L. 3.800
Regolamento UE che impone l'obbligo d'indicare la presenza di parti animali (pellicce, pelle, piume) nei capi d'abbigliamento
Il Parlamento Europeo ha approvato il nuovo Regolamento comunitario in materia di "Denominazione dei prodotti tessili e relativa etichettatura" che prevede l’introduzione dell’indicazione obbligatoria delle pellicce animali.
Ad oggi, infatti, i consumatori italiani ed europei non sono in grado di riconoscere se un prodotto tessile sia confezionato con pelliccia animale, ma, grazie al nuovo dettato comunitario, tutti i capi di abbigliamento dovranno presto riportare in etichetta l’eventuale presenza di parti animali (pellicce, pelle/cuoio e piume) con la dicitura:"Contiene parti non tessili di origine animale".
Un traguardo cui hanno contribuito la LAV e le altre associazioni animaliste componenti della coalizione internazionale Fur Free Alliance che in questi mesi hanno proposto e sostenuto specifici emendamenti alla proposta di un nuovo Regolamento comunitario in tema di etichettatura di prodotti tessili. Il disegno originario, infatti, consisteva in un provvedimento puramente tecnico, finalizzato alla semplificazione delle diverse norme già vigenti in materia di etichettatura dei prodotti tessili, anche al fine di accelerare l’introduzione nel mercato di nuove fibre e prodotti innovativi. La LAV esprime soddisfazione per l’introduzione dell’obbligo di etichettatura delle pellicce e di altri prodotti come pelle/cuoio e piume, considerata l’iniziale opposizione del Consiglio dell’Unione Europea che, in prima lettura, si era limitato ad accogliere la riunificazione in un unico testo della normativa vigente respingendo altre possibilità di estensione. ”Da quando nel marzo del 2010 la proposta di Regolamento approdò alla Commissione per il Mercato Interno e la Tutela del Consumatore (IMCO) del Parlamento UE, la LAV ha monitorato ogni singolo passaggio della proposta legislativa, presentando e sostenendo gli emendamenti che hanno introdotto l’etichettatura obbligatoria delle pellicce – dichiara Simone Pavesi, responsabile LAV Campagne Pellicce - Si tratta di un primo importante passo in avanti compiuto nell’interesse degli animali e dei consumatori che così, potranno compiere più facilmente una scelta informata e responsabile acquistando prodotti fur-free”.
I capi di abbigliamento contenenti prodotti di origine animale quali pelliccia, pelle o piume, dovranno essere etichettati con la dicitura: “Contiene parti non tessili di origine animale”. In questo modo i consumatori sapranno realmente di cosa è fatto il prodotto che intendono acquistare e quindi ponderare l’eventuale acquisto in considerazione dello sfruttamento degli animali appositamente utilizzati per la realizzazione del prodotto stesso. I prodotti tessili immessi sul mercato prima di sei mesi dopo l’entrata in vigore del Regolamento possono continuare a essere messi a disposizione sul mercato sino a due anni e sei mesi dopo l’entrata in vigore del Regolamento.
Oggi in Italia le donne che dichiarano di indossare una pelliccia sono diminuite dagli 8 milioni del 2002 a 2,6milioni, e si tratta di donne che per il 47% hanno una età maggiore di 65 anni e un livello di istruzione basso (il 60% ha solo la licenza media inferiore). Tuttavia, a fronte di un mercato in continuo declino, sono sempre milioni gli animali appositamente allevati e uccisi per la produzione di pellicce; gli oltre 7.000 allevamenti europei hanno rappresentato nel 2009:
(Testo pervenuto dall'Ufficio stampa della LAV)
Ministero della salute - Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell'incolumita' pubblica dall'aggressione dei cani. (13A07313) (GU Serie Generale n.209 del 6-9-2013)
IL MINISTRO DELLA SALUTE Visto l'articolo 32 della Costituzione; Visto il Regolamento di polizia veterinaria approvato con decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320 e successive modificazioni; Visto l'articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, e successive modificazioni; Vista la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, fatta a Strasburgo il 13 novembre 1987, ratificata dall'Italia con la legge 4 novembre 2010, n. 201, recante «Ratifica ed esecuzione della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, fatta a Strasburgo il 13 novembre 1987, nonche' norme di adeguamento dell'ordinamento interno»; Vista la legge 14 agosto 1991, n. 281, concernente «Legge quadro in materia di animali d'affezione e prevenzione del randagismo», e successive modificazioni; Visto l'articolo 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e successive modificazioni; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 febbraio 2003, concernente il «Recepimento dell'accordo tra il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano del 6 febbraio 2003, recante disposizioni in materia di benessere degli animali da compagnia e pet-therapy», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 4 marzo 2003, n. 52; Visti gli articoli 544-ter, 650 e 727 del codice penale; Vista l'ordinanza del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali del 3 marzo 2009 concernente «Tutela dell'incolumita' pubblica dall'aggressione dei cani», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 23 marzo 2009, n. 68; Visto il decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali del 26 novembre 2009, recante percorsi formativi per i proprietari dei cani, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 25 gennaio 2010, n. 19; Vista l'ordinanza del Ministro della salute del 22 marzo 2011, «Differimento del termine di efficacia e modificazioni dell'ordinanza del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali del 3 marzo 2009 concernente la tutela dell'incolumita' pubblica dall'aggressione dei cani», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 13 maggio 2011, n. 10; Vista l'ordinanza del Ministro della salute del 4 agosto 2011, «Integrazioni all'ordinanza del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali 3 marzo 2009, concernente la tutela dell'incolumita' pubblica dall'aggressione dei cani, come modificata dall'ordinanza del Ministro della salute 22 marzo 2011», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana dell'8 settembre 2011, n. 209; Considerato che continua a sussistere la necessita' di adottare disposizioni cautelari volte alla tutela dell'incolumita' pubblica dall'aggressione dei cani a causa del verificarsi di incidenti soprattutto in ambito domestico legati alla non corretta gestione degli animali da parte dei proprietari; Ritenuto necessario, in attesa dell'emanazione di una disciplina normativa organica in materia, rafforzare il sistema di prevenzione del rischio di aggressione da parte di cani basato non solo sull'imposizione di divieti e obblighi per i proprietari e detentori di cani ma anche sulla formazione degli stessi per migliorare la loro capacita' di gestione degli animali; Considerato al riguardo che il Consiglio dei Ministri nella seduta del 26 luglio 2013 ha approvato un disegno di legge recante, tra l'altro, delega per la disciplina della tutela dell'incolumita' personale dall'aggressione di cani (art. 21); Ritenuto pertanto di determinare la durata dell'efficacia della presente ordinanza in 12 mesi, stante la pendenza dell'iter del predetto d.d.l.; Visto il decreto ministeriale 8 luglio 2013, recante delega di attribuzioni del Ministro della salute al Sottosegretario di Stato On.le Paolo Fadda, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 2 agosto 2013, n. 180; Ordina:
3. Ai fini della prevenzione di danni o lesioni a persone, animali o cose il proprietario e il detentore di un cane adottano le seguenti misure: a) utilizzare sempre il guinzaglio a una misura non superiore a mt 1,50 durante la conduzione dell'animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni; b) portare con se' una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l'incolumita' di persone o animali o su richiesta delle autorita' competenti; c) affidare il cane a persone in grado di gestirlo correttamente; d) acquisire un cane assumendo informazioni sulle sue caratteristiche fisiche ed etologiche nonche' sulle norme in vigore; e) assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in cui vive.
Ministero della salute - Ordinanza 6 agosto 2008 (GU n° 194 del 20 agosto 2013)
IL MINISTRO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI Visto il testo unico delle leggi sanitarie approvato con regio decreto del 27 luglio 1934, n. 1256, e successive modifiche; Visto il regolamento di polizia veterinaria approvato con decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320; Vista la legge 14 agosto 1991, n. 281, concernente «Legge quadro in materia di animali da affezione e prevenzione del randagismo»; Visti, in particolare gli articoli 2 e 3 della predetta legge n. 281 del 1991, concernenti, rispettivamente, l'obbligo di tatuare i cani e l'istituzione dell'anagrafe canina; Visti gli articoli 650 e 727 del codice penale; Visto l'art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833; Visto l'art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 febbraio 2003 concernente «Recepimento dell'Accordo Stato-regioni, del 6 febbraio 2003, recante disposizioni in materia di benessere degli animali da compagnia e pet-therapy», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52, del 4 marzo 2003; Visto, in particolare, l'art. 3 del predetto Accordo del 6 febbraio 2003, il quale prevede l'obbligo di iscrizione all'anagrafe canina, da effettuare da parte del proprietario o del detentore di cani; Visto, inoltre, l'art. 4, comma 1, lettera a) del predetto Accordo del 6 febbraio 2003, il quale ha previsto, a decorrere dal 1° gennaio 2005, l'introduzione del microchip quale sistema unico ufficiale di identificazione dei cani; Considerata la necessita' di assicurare una compiuta ed uniforme applicazione, sull'intero territorio nazionale, della normativa concernente l'identificazione dei cani e la gestione dell'anagrafe canina, al fine poter svolgere un efficace controllo della popolazione canina; Ritenuta la necessita' e l'urgenza di emanare disposizioni per arginare il dilagare del fenomeno dell'abbandono dei cani, che alimenta il randagismo dei medesimi; Considerati i rilevanti problemi di salute pubblica derivanti dal predetto randagismo dei cani, quali il possibile diffondersi di malattie infettive, l'incremento degli incidenti stradali, i casi di aggressione dei cani rinselvatichiti e l'incremento dello stesso randagismo; Ritenuta, altresi', la necessita' e l'urgenza di far effettuare in maniera contestuale l'identificazione e la registrazione di tutta la popolazione canina presente sul territorio nazionale, utilizzando strumenti e modalita' uniformi per tutte le regioni e province autonome, allo scopo di anagrafare il maggior numero possibile degli animali in questione e consentirne un controllo ed una gestione adeguati; Visto il decreto ministeriale 23 maggio 2008 recante «Delega delle attribuzioni del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, per taluni atti di competenza dell'Amministrazione, al Sottosegretario di Stato on. Francesca Martini», registrato alla Corte dei conti il 10 giugno 2008, registro n. 4, foglio n. 27; Ordina:
Art. 1. 1. E' obbligatorio provvedere all'identificazione e alla registrazione dei cani, in conformita' alle disposizioni adottate dalle regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano ed alla presente ordinanza.
Art. 2. 1. E' vietata la vendita di cani di eta' inferiore ai due mesi, nonche' di cani non identificati e registrati in conformita' alla presente ordinanza.
Art. 3. 1. Con provvedimento da sancire in sede di Conferenza Stato-regioni, il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente ordinanza, definisce le modalita' tecniche ed operative per assicurare l'interoperativita' della banca dati canina nazionale con le anagrafi canine regionali. Il medesimo provvedimento individuera' un unico documento di identificazione e registrazione del cane, che dovra' essere adottato in sostituzione dell'attuale certificazione.
Art. 4. 1. I comuni sono tenuti ad identificare e registrare in anagrafe canina, a cura del servizio veterinario pubblico, i cani rinvenuti o catturati sul territorio e quelli ospitati nei rifugi e nelle strutture di ricovero convenzionate; il titolare della struttura dove il cane e' ricoverato e' il detentore dell'animale.
2. Il sindaco e' responsabile delle procedure di cui al comma 1. 3. I comuni dotano la propria Polizia locale di almeno un dispositivo di lettura di microchip ISO compatibile, al fine dell'effettuazione dei controlli di prevenzione del randagismo.
Art. 5. 1. Il microchip di identificazione dei cani puo' essere prodotto e commercializzato unicamente da soggetti registrati presso il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, in conformita' all'allegato 1.
7. E' consentita la commercializzazione di microchip con serie numerica non assegnata dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, fino alla data del 31 marzo 2009. 8. I dispositivi di lettura di microchip devono essere ISO compatibili.
Art. 6. 1. Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano assegnano ai direttori generali delle aziende sanitarie locali l'obiettivo di provvedere, nell'ambito delle rispettive competenze, alla attuazione della legge 14 agosto 1991, n. 281, dell'Accordo Stato-regioni del 6 febbraio 2003 e della presente ordinanza.
Art. 7. 1. La presente ordinanza, inviata alla Corte dei conti per la registrazione, entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed ha efficacia di ventiquattro mesi a decorrere dalla predetta pubblicazione. Roma, 6 agosto 2008 p. il Ministro: Martini Registrata alla Corte dei conti l'11 agosto 2008 Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla persona e dei beni culturali, registro n. 5, foglio n. 121 Al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Diparti mento per la sanita' pubblica veteri naria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti - Direzione generale della sanita' animale e del farmaco veterinario - Ufficio VI - Via Gior gio Ribotta, 5 - 00144 Roma Il sottoscritto cognome .... nome .... nato a .... il .... Rappresentante legale della ditta fornitrice: .... .... Sede legale: via .... comune .... prov. .... cod. fiscale/partita IVA .... Chiede: Che la ditta sopra indicata sia riconosciuta quale fornitrice di strumenti per l'identificazione elettronica (identificatori) degli animali della specie canina a norma dell'ordinanza n. ......... Il sottoscritto si impegna: a comunicare se trattasi di produttore o distributore di identificatori elettronici; nel caso in cui operi come distributore e' tenuto a comunicare il nominativo della ditta fornitrice degli stessi; a consegnare identificatori elettronici unicamente ai medici veterinari liberi professionisti accreditati ad accedere all'anagrafe canina, nonche' alle regioni, alle province autonome di Trento e Bolzano e alle aziende sanitarie locali, che provvedono direttamente all'approvvigionamento degli identificatori elettronici; a indicare la tipologia e la quantita' di identificatori prodotti nonche' il relativo codice univoco d'identificazione, facente parte della serie numerica stabilita dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Direzione generale della sanita' animale e del farmaco veterinario; a consegnare unicamente identificatori elettronici conformi alla normativa vigente; a comunicare all'Autorita' giudiziaria, al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e alla regione di competenza, l'eventuale furto o smarrimento di identificatori elettronici e/o relative cedole identificative limitatamente alle responsabilita' direttamente connesse con l'attivita' di produttore/fornitore/distributore, ossia esclusivamente negli stadi di produzione, fornitura e distribuzione sino alla spedizione (nel caso di vendita a distanza) o consegna (nel caso di vendita diretta); a non fornire identificatori elettronici con codice d'identificazione nazionale duplicato se non su esplicita autorizzazione del Servizio veterinario della A.S.L. In tal caso si impegna ad effettuare la fornitura (consegna diretta o spedizione) nel piu' breve tempo possibile; a registrare gli estremi di ciascun lotto di identificatori prodotti e consegnati; a depositare presso il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Direzione generale della sanita' animale e del farmaco veterinario, un campione dell'identificatore elettronico che la ditta pone in commercio ed intende distribuire unitamente alla documentazione tecnica e certificazione di conformita' alle norme ISO 11784 e ISO 11785 ed alla descrizione del confezionamento che sara' adottato per la distribuzione dei dispositivi; a depositare presso il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Direzione generale della sanita' animale e del farmaco veterinario, la documentazione tecnica e la certificazione di conformita' relative ai lettori che intende commercializzare; a non distribuire o commercializzare identificatori elettronici diversi dai campioni depositati; ad indicare il «codice di prodotto» per ogni campione di identificatore elettronico depositato; a depositare presso il Ministero della salute - Direzione generale della sanita' animale e del farmaco veterinario, un fac-simile della cedola identificativa che intende distribuire unitamente ad eventuali etichette adesive atte a facilitare la trascrizione dei codici identificativi nell'apposita modulistica di registrazione; ad allegare alla domanda di riconoscimento un copia dell'iscrizione alla camera di commercio; ad allegare alla domanda di riconoscimento le attestazioni e le certificazioni relative alle prove di conformita' e di funzionamento per l'omologazione degli identificatori. Il sottoscritto e' a conoscenza del fatto che, ad eccezione degli identificatori prodotti in sostituzione di identificatori divenuti illeggibili che dovranno riportare il medesimo codice precedentemente assegnato all'animale, la ditta che procede alla scrittura del transponder deve possedere sistemi di controllo che garantiscano l'univocita' dei codici identificativi impressi sui transponders. Il sottoscritto e' a conoscenza che gli identificatori elettronici prodotti potranno essere sottoposti a perizia previa procedura concordata e che il costo della stessa, preventivamente concordato, sara' a proprio carico. Il sottoscritto e' a conoscenza che, qualora vengano meno le condizioni sopra riportate, puo' essere soggetto alla sospensione o al ritiro dell'autorizzazione e di conseguenza all'esclusione della propria ditta dall'elenco dei fornitori di identificatori elettronici redatto dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.
Legge 220/2012 - art. 16 "Animali in condominio"
Art. 16 1. All'articolo 1138 del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni: a) il terzo comma e' sostituito dal seguente: «Il regolamento deve essere approvato dall'assemblea con la maggioranza stabilita dal secondo comma dell'articolo 1136 ed allegato al registro indicato dal numero 7) dell'articolo 1130. Esso puo' essere impugnato a norma dell'articolo 1107»; b) e' aggiunto, in fine, il seguente comma: «Le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici».
Note all'art. 16: Si riporta il testo dell'articolo 1138 del codice civile, come modificato dalla legge qui pubblicata: "Art. 1138. Regolamento di condominio. Quando in un edificio il numero dei condomini e' superiore a dieci, deve essere formato un regolamento, il quale contenga le norme circa l'uso delle cose comuni e la ripartizione delle spese, secondo i diritti e gli obblighi spettanti a ciascun condomino, nonche' le norme per la tutela del decoro dell'edificio e quelle relative all'amministrazione. Ciascun condomino puo' prendere l'iniziativa per la formazione del regolamento di condominio o per la revisione di quello esistente. Il regolamento deve essere approvato dall'assemblea con la maggioranza stabilita dal secondo comma dell'articolo 1136 ed allegato al registro indicato dal numero 7) dell'articolo 1130. Esso puo' essere impugnato a norma dell'articolo 1107. Le norme del regolamento non possono in alcun modo menomare i diritti di ciascun condomino, quali risultano dagli atti di acquisto e dalle convenzioni, e in nessun caso possono derogare alle disposizioni degli articoli 1118, secondo comma, 1119, 1120, 1129, 1131, 1132, 1136 e 1137. Le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici."
(Ndr) I proprietari di cani o gatti dovranno tuttavia preoccuparsi che i loro amici a quattro zampe non sporchino e non danneggino le proprietà condominiali o altrui e che, ovviamente, non disturbino in alcun modo gli altri condomini. Non viene cancellato dunque l’obbligo di ripulire laddove il cane dovesse eventualmente sporcare o di risarcire eventuali danni provocati dal micio avventuratosi nelle proprietà altrui. Quello che viene meno è il divieto a priori di possedere un animale di compagnia, che cessa di avere effetto anche per i vecchi regolamenti che lo prevedevano.
Discorso diverso per gli animali tenuti in case in affitto. Il contratto di affitto è di natura privatistica, pertanto occorrerà ottenere l'autorizzaaione del proprietario per la detenzione di animali.