Source: http://astratto.info/la-vendita-su-documenti.html
Timestamp: 2019-03-19 07:53:33+00:00
Document Index: 21060801

Matched Legal Cases: ['art.1476', 'art. 1527', 'art. 1528', 'art.1476', 'art. 1465', 'art. 1529', 'art.1530', 'art.1530', 'art. 1530']

La vendita su documenti
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Natura giuridica della vendita su documenti
La vendita su documenti, disciplinata nell'ambito della vendita di cose mobili dagli artt. 1527, 1528, 1529, 1530 cod.civ., consiste in quel particolare strumento negoziale che consente di "cartolarizzare" la merce, l'oggetto del contratto. In altri termini, il venditore si libera dall'obbligazione (ex n.1 art.1476 cod.civ.) di fare consegna di quanto venduto semplicemente rimettendo all'acquirente il titolo rappresentativo della merce (non un mero documento di legittimazione: cfr. Cass. Civ. Sez. II, 1140/84 ) oltre agli altri documenti stabiliti dal contratto, o, in mancanza, dagli usi (art. 1527 cod.civ.).
Le esigenze che questo specifico tipo di vendita è idoneo a soddisfare sono evidenti: in un ambito commerciale contraddistinto dal dinamismo delle contrattazioni, può rivelarsi assai utile (quando non addirittura indispensabile) rendere "virtuale" la consegna, evitando che essa intervenga “fisicamente” (con il mettere a disposizione del compratore la merce). Si pensi a un grosso quantitativo di derrate alimentari che, in esito alla vendita, siano destinate ancora una volta ad essere alienate, magari a numerosi acquirenti. Sarebbe ben poco conveniente, sia dal punto di vista economico sia da quello operativo, che il compratore debba ricevere quanto acquistato nel proprio magazzino per poi nuovamente spostare le merci da consegnare agli ulteriori subacquirenti. Spesso poi la merce non è disponibile neppure per il venditore perché è in viaggio. Diviene perciò evidente l'utilità di rendere equivalente alla consegna materiale dei beni quella di un documento rappresentativo dei medesimi.
Il compratore al quale sia stata fatta consegna del documento dovrà provvedere immediatamente al pagamento del prezzo e degli accessori (art. 1528 cod.civ. ).
La vendita su documenti di cui agli artt. 1527 e ss. cod.civ. rimane pur sempre un contratto consensuale, in relazione al quale opera il principio del consenso traslativo di cui all'art.1476 cod.civ.: il diritto sulla merce si trasferisce per effetto del consenso. La consegna del titolo rappresentativo surroga la mancanza della consegna materiale, incardinando il possesso giuridico del bene in capo all'acquirente al quale il documento sia stato rimesso. In altre parole, il titolo consegnatogli legittima l'acquirente a pretenderne la materiale consegna dal detentore (che può essere il vettore, il depositario ovvero ancora il venditore presso il quale la merce continui a permanere).
Il titolo rappresentativo, dunque, è un veicolo di attribuzione del diritto alla (ri)consegna dei beni acquistati; esso non incorpora il diritto reale sul bene oggetto della vendita, ma è semplicemente funzionale a consentire l'adempimento dell'obbligazione di consegna1.
Come è noto, nel diritto italiano la regola generale in forza della quale viene distribuito il rischio del perimento della cosa oggetto della vendita è dettato dall'art. 1465 cod.civ. Così, una volta perfezionata la vendita e trasferito il diritto sul bene, sarà il compratore a dover sopportare l'eventuale perdita della cosa, indipendentemente dal fatto che abbia avuto luogo o meno la consegna materiale di essa.
Nelle vendite internazionali, invece, assumono rilievo fondamentale gli Incoterms.
Questi principi rimangono validi anche per la vendita su documenti, nella quale la consegna materiale ordinariamente non interviene subito, essendo "cartolarizzata" nel titolo rappresentativo della merce.
Un'ipotesi derogatoria viene introdotta dall'art. 1529 cod.civ., a norma del quale qualora la vendita abbia per oggetto cose in viaggio "e tra i documenti consegnati al compratore é compresa la polizza di assicurazione per i rischi del trasporto, sono a carico del compratore i rischi cui si trova esposta la merce dal momento della consegna al vettore".
Si faccia il caso di Primo che spedisce via mare una determinata ed individuata partita di semiconduttori da Taiwan all'Italia, vendendola a Secondo mentre la merce è in viaggio. Se in un momento che ha preceduto la conclusione del contratto la nave fosse affondata, senza che le parti ne fossero a conoscenza (il 2° comma della norma in esame espressamente esclude l'applicazione della regola in commento "se il venditore al tempo del contratto era a conoscenza della perdita o dell'avaria della merce e le ha in mala fede taciute al compratore"), Secondo avrebbe dovuto sopportare le conseguenze del perimento delle cose anche se non ne era proprietario nel momento del disastro.
L'art.1530 cod.civ. prevede che il pagamento della vendita su documenti possa avvenire per il tramite di una banca. Si tratta della prassi corrispondente, in particolare, alla c.d. apertura di credito documentario volta a consentire un più agevole svolgimento delle contrattazioni, con particolare riferimento a quelle internazionali.
L'acquirente (detto anche "ordinante") conferisce ad una banca l'incarico di aprire una linea di credito a vantaggio del venditore ("beneficiario") che viene pagato a fronte della consegna dei titoli rappresentativi della merce.
Come appare evidente, lo schema ricorda quello della delegazione (artt.1268 e ss. cod.civ.) al quale la figura in esame viene per lo più ricondotta. Il compratore è il delegante, il quale impartisce l'ordine alla banca delegata in forza del rapporto di provvista. Il venditore è il delegatario, cioè colui a favore del quale l'attribuzione del delegato opera.
La banca può limitarsi, una volta esaminata la regolarità dei documenti che provvede a ritirare, a dar seguito al pagamento del venditore senza assumere nei confronti del medesimo alcuna obbligazione diretta (delegatio solvendi), oppure può vincolarsi conformemente a quanto previsto dal 2° co. dell'art.1530 cod.civ., ai sensi del quale la banca che ha confermato il credito al venditore può opporgli soltanto le eccezioni relative all'incompletezza o all'irregolarità dei documenti ovvero quelle afferenti al rapporto di conferma (delegatio promittendi ).
Che valore possiede la "conferma" del credito al venditore? Si parla a questo riguardo anche di credito irrevocabile da parte del delegante, per manifestare il vincolo che la banca assume: in altri termini la banca, che prima della conferma non aveva alcun rapporto con il venditore beneficiario, non potrà, una volta che abbia dato conferma, negare i fondi se non in relazione alle accertate irregolarità afferenti ai titoli rappresentativi. Peraltro la conferma, che costituisce la base per il rapporto tra la banca delegata e il venditore delegatario, potrebbe contenere altre riserve ed eccezioni: soltanto in forza di esse la banca potrà rifiutare il pagamento.
La conferma, istituendo un rapporto tra banca e beneficiario, avrebbe anche l'attitudine a rendere indipendente, astratto, questo nesso intersoggettivo (condizionato soltanto dalla verifica positiva della documentazione ovvero delle altre condizioni di cui alla conferma che precede) rispetto alla vicenda sostanziale che si svolge tra venditore e compratore. Ne seguirebbe che, nell'ipotesi di apertura di credito non confermato, tra vendita ed apertura di credito esisterebbe un collegamento negoziale di tipo funzionale, tale da rendere rilevanti su quest'ultimo le vicende giuridiche della vendita. Così costituirebbero giusta causa di revoca dell'incarico alla banca da parte del compratore la consegna di merce viziata ovvero mancante delle qualità promesse (Cass.Civ. Sez.III, 3992/83).
Il 1° co. dell'art. 1530 cod.civ. stabilisce che, quando il pagamento del prezzo deve avvenire a mezzo banca, il venditore deve rivolgersi a quest'ultima. Soltanto nell'ipotesi di rifiuto di questa (fatto risultare nel momento in cui vengono presentati i documenti nelle forme d'uso) il venditore potrà rivolgersi al compratore.
1 Questa almeno è l'opinione prevalente (cfr. Rubino, La compravendita, in Tratt. dir.civ. e comm., diretto da Cicu-Messineo, vol.XXIII, Milano, 1971, p.544),