Source: http://docplayer.it/15264428-Protocollo-d-accoglienza-per-alunni-diversamente-abili.html
Timestamp: 2018-01-16 10:19:43+00:00
Document Index: 92592717

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 4', 'art. 15', 'art. 12', 'art. 9', 'art. 6', 'art. 16', 'art. 8']

PROTOCOLLO D ACCOGLIENZA PER ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI - PDF
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1 Legnago ISTITUTO TECNICO STATALE SETTORE ECONOMICO Amministrazione Finanza e Marketing - Relazioni Internazionali per il Marketing - Sistemi Informativi Aziendali - Turismo LICEO ARTISTICO PER LA GRAFICA e AUDIOVISIVO MULTIMEDIALE Quando sono gli altri a venire da noi, non li conosciamo; siamo noi che dobbiamo andare da loro per imparare chi siano. Johann Wolfgang Goethe, Le affinità elettive, 1809 PROTOCOLLO D ACCOGLIENZA PER ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI 1
2 1. PREMESSA Il protocollo d accoglienza degli alunni diversamente abili è parte integrante del P.O.F.; propone una modalità corretta e pianificata per l inserimento scolastico degli alunni diversamente abili; rappresenta un modello progettuale per l introduzione di pratiche condivise per l inclusione scolastica degli alunni diversamente abili; costituisce il modello di riferimento per i Consigli di Classe. 2. NORMATIVA DI RIFERIMENTO Legge 30 marzo 1971 n. 118 ( riconoscimento ai soggetti disabili del diritto di frequentare le classi ordinarie della scuola pubblica) Legge 4 agosto 1977 n. 517 C. M. 3 settembre 1985 n. 250 C. M. 4 gennaio 1988 n. 1 Legge 5 giugno 1990 n. 148 Legge 5 febbraio 1992 n. 104 (legge quadro sull integrazione delle persone disabili, contiene una ampia ricognizione degli impegni delle istituzioni scolastiche per assicurare condizioni di accesso ai servizi educativi, sociali, sanitari, del lavoro) C. M. 16 novembre 1992 n. 339 DPR 24 febbraio 1994 Atto di indirizzo e coordinamento relativo ai compiti delle unità sanitarie locali in materia di alcuni portatori di handicap D. M. 24 luglio 1998 n. 331 DM 3 giugno 1999, n. 141, come modificato dall art. 5, comma 2, del D.P.R. n. 81/09 (Indica i criteri per la formazione delle classi in presenza di allievi disabili) DPCM 23 febbraio 2006, n. 185 (Vengono stabiliti criteri più rigorosi in materia di accertamento e rilascio delle certificazioni di handicap ai fini scolastici). Legge 3 marzo 2009 n. 18: ratifica Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità Nota prot.n del : Linee guida per l integrazione scolastica degli alunni con disabilità (Si ribadiscono i principi di integrazione nelle classi comuni degli allievi disabili, di approccio sociale e funzionale all handicap, di condivisione delle risorse di sostegno). Accordo di programma per l integrazione scolastica e sociale degli allievi con disabilità Provincia di Verona, Intesa tra MIUR e Ministero della Salute per migliorare la qualità dell inclusione scolastica degli alunni con disabilità, luglio/agosto 2012 C.M. 6 marzo 2013 n FINALITA 2
3 Il presente documento contiene principi, criteri ed indicazioni riguardanti le procedure e le pratiche per l inclusione degli alunni diversamente abili; definisce i compiti ed i ruoli delle figure operanti all interno dell Istituzione Scolastica; traccia le linee delle possibili fasi dell accoglienza e delle attività di facilitazione per l apprendimento e la partecipazione degli alunni con disabilità alle attività dell Istituto. In quanto strumento di lavoro può essere integrato e rivisto periodicamente tenendo conto delle indicazioni ministeriali e della normativa vigente. Tale protocollo si propone di: definire pratiche condivise di inclusione tra tutto il personale all interno della nostra scuola; facilitare il passaggio dal grado di scuola inferiore curando la fase di adattamento al nuovo ambiente; promuovere qualsiasi iniziativa di comunicazione e di collaborazione tra scuola ed Enti territoriali; indicare le attività volte all innalzamento della qualità della vita e comunicare i percorsi finalizzati sia allo sviluppo del senso di autoefficacia e di autostima, sia al conseguimento delle competenze necessarie per affrontare con successo contesti di esperienza comuni al fine di favorire la crescita personale e sociale dell alunno disabile. 3
4 PROGETTO INTEGRAZIONE FASI PRINCIPALI PRECONOSCENZA E COINVOLGIMENTO DELLA FAMIGLIA PERCORSI INTEGRATI FRA ORDINI E SCUOLE: CONTATTI CON LA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO PRESENTAZIONE AL C.d.C INSERIMENTO, OSSERVAZIONE E CONOSCENZA RAPPORTI CON GLI ESPERTI DELL ASL E PREDISPOSIZIONE PERCORSI PERSONALIZZATI VERIFICA E VALUTAZIONE FASI TEMPI ATTIVITA PER L ALUNNO DISABILE Iscrizione Entro il termine stabilito annualmente dalle norme ministeriali L alunno con la famiglia può visitare la scuola ed avere un primo contatto conoscitivo. Successivamente la famiglia procede con l iscrizione dell alunno presso la segreteria dell istituto nei termini prestabiliti. La famiglia dovrà far pervenire la certificazione Preaccoglienza Entro maggio attestante la diagnosi funzionale il prima possibile. Nell ambito dei percorsi di continuità tra i diversi ordini di scuola vengono organizzate attività ed incontri finalizzati alla reciproca conoscenza tra l alunno e la scuola. Si favorisce la conoscenza della scuola e delle sue caratteristiche per agevolare il passaggio. Condivisione Settembre Presentazione dell alunno diversamente abile a tutti gli insegnanti del Consiglio di Classe. Accoglienza Nel corso dell anno Durante la prima settimana di scuola vengono predisposte attività rivolte alle classi prime, finalizzate ad un positivo inserimento nella nuova scuola. Successivamente vengono contattati gli operatori ASL, viene costruito un primo percorso didattico, mentre vengono messe in atto le fasi del progetto di accoglienza predisposto. 4
5 PERSONE DI RIFERIMENTO PREPOSTE ALL ORGANIZZAZIONE Dirigente scolastico Funzione Strumentale Successo scolasticoformativo e Docente Referente Sostegno Consiglio di classe Insegnante di sostegno Docenti CdC Personale educativo professionale COMPITI consultivi formazione delle classi assegnazione docenti di sostegno rapporti con le amministrazioni locali (Comune, Provincia,...) istituzione di un Gruppo di Lavoro per l Inclusione (in sigla GLI) di Istituto costituito dal dirigente scolastico, un operatore dell azienda ULSS, almeno 2 docenti di cui 1 di sostegno, 1 rappresentante dei genitori degli alunni disabili, 1 rappresentante dei genitori eletti nel CdI, 1 rappresentante degli studenti. Cfr. Accordo di programma per l Integrazione Scolastica e Sociale degli Allievi con Disabilità MIUR/USR Verona, 2012 e Linee Guida per l integrazione scolastica degli alunni con disabilità, agosto 2009: raccorda le diverse realtà (Enti territoriali, Enti di formazione, Cooperative, scuole, ASL e famiglie ) attua il monitoraggio di progetti per alunni diversamente abili rendiconta al collegio docenti controlla la documentazione in ingresso e predispone quella in uscita promuove l attuazione di corsi di aggiornamento si informa presso il CST sul reperimento ed uso di strumentazioni per disabili elabora, approva e valuta il PEI definisce l accoglienza del disabile decide e programma la permanenza all interno dell aula di classe o nel laboratorio di sostegno per una lezione individualizzata partecipa alla programmazione educativa e didattica e alla valutazione cura gli aspetti metodologici e didattici relativi all integrazione nel gruppo classe svolge il ruolo di mediatore dei contenuti programmatici, relazionali e didattici tiene rapporti con la famiglia, operatori ASL, operatori comunali coordina la stesura del PEI contitolare e sostegno alla classe accoglie l alunno nel gruppo classe favorendone l integrazione accolgono l alunno nel gruppo classe favorendone l integrazione partecipano alla stesura del PEI partecipano alla programmazione e alla valutazione individualizzata concorrono alla verifica e alla valutazione collegiale del Piano Educativo Individualizzato Assistente ad personam: - aiuta l alunno negli spostamenti interni all edificio scolastico e assiste l alunno relativamente ai bisogni primari Assistente ad personam ed educatore: collabora con gli insegnanti per la partecipazione dell alunno a tutte le attività scolastiche e formative si attiva per il potenziamento dell autonomia, della comunicazione e della relazione dell alunno. 5
6 Collaboratori scolastici Famiglia su richiesta aiuta l alunno negli spostamenti interni all edificio scolastico e assiste l alunno relativamente ai bisogni primari sottoscrive il PEI e collabora alla sua realizzazione segue i contatti con gli specialisti che seguono l alunno sottoscrive e si impegna a realizzare il patto educativo e di integrazione scolastica (vedere ALLEGATO) ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI ANALISI DELLA SITUAZIONE INIZIALE DIAGNOSI FUNZIONALE PROFILO DINAMICO FUNZIONALE PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO (PEI) NORMALE Individuato nel POF PER OBIETTIVI MINIMI Si tratta di obiettivi minimi delle singole programmazioni, quindi di una programmazione non differenziata DIFFERENZIATO Prevede interventi educativi e didattici adeguati alle capacità e potenzialità riscontrate LA PROGRAMMAZIONE PER OBIETTIVI MINIMI È RIVOLTA ad alunni con disabilità FISICA e ad alunni con disabilità SENSORIALE. NON si può procedere ad alcuna valutazione differenziata (valutazione O.M.90/2001) LA PROGRAMMAZIONE DIFFERENZIATA È RIVOLTA ad alunni con disabilità psichica e in rari casi ad alunni con disabilità fisica e sensoriale. La valutazione degli alunni con disabilità è effettuata nel rispetto di quanto previsto dal D.P.R. 122/2009 art. 4 e 9 e in base a quanto contenuto nelle Linee Guida per l integrazione scolastica degli alunni con disabilità del 04 Agosto 2009 par. 2.4: La valutazione in decimi va rapportata al P.E.I., che costituisce il punto di riferimento per le attività educative a favore dell alunno con disabilità. Si rammenta inoltre che la valutazione in questione dovrà essere sempre considerata come valutazione dei processi e non solo come valutazione della performance. Qualora il PEI abbia individuato per l alunno disabile obiettivi formativi non riconducibili ai programmi ministeriali e ai Piani di studio previsti per i diversi tipi di scuola, il Consiglio di classe valuta comunque i risultati dell apprendimento con l attribuzione di giudizi o di voti relativi 6
7 esclusivamente allo svolgimento del PEI. Tali giudizi o voti hanno valore legale al fine della prosecuzione degli studi e di essi viene fatta menzione in calce alla scheda di valutazione o alla pagella (art. 15 Ordinanza ministeriale 21 maggio 2001, n. 90). Gli alunni valutati in modo differenziato possono partecipare agli esami di stato svolgendo prove differenziate: ai voti riportati nello scrutinio finale e ai punteggi assegnati in esito agli esami si aggiunge, nelle certificazioni rilasciate, l indicazione che la votazione è riferita al PEI e non ai programmi ministeriali, pertanto verrà rilasciata una certificazione delle competenze acquisite e di frequenza in alternativa al diploma di maturità. In ogni caso la valutazione deve avere per questi alunni funzione di Motivazione Incoraggiamento Rinforzo dell autostima Valorizzazione degli obiettivi raggiunti Stimolo ad applicarsi e progredire In tale ottica l attribuzione del voto sarà prevalentemente espressa in termini positivi di riconoscimento del merito e dei progressi compiuti. N.B. Sarà bene convocare i genitori per la comunicazione degli esiti dei test d ingresso al fine di avviare nel più breve tempo possibile un percorso comune che consenta di maturare piena consapevolezza rispetto alle reali potenzialità dell alunno e alla forma di valutazione più adeguata al benessere dell alunno stesso. DOCUMENTAZIONE DOCUMENTO CHI LO REDIGE QUANDO DIAGNOSI FUNZIONALE Operatori ASL o All atto della prima specialisti privati con segnalazione, è Descrive i livelli di funzionalità raggiunti e la previsione di possibile evoluzione dell alunno certificato opportuna vidimazione dell ASL rinnovata ad ogni passaggio fra un ordine di scuola all altro e/o secondo i tempi indicati PROFILO DINAMICO FUNZIONALE Indica le caratteristiche fisiche, psichiche e sociali dell alunno, le possibilità di recupero, le capacità possedute da sollecitare e progressivamente rafforzare. Devono essere evidenziate le aree di potenziale sviluppo sotto il profilo riabilitativo, educativo Operatori sociosanitari, docenti curricolari, docente di sostegno, genitori dell alunno (art. 12, commi 5 e 6 della L.104/92) dal DPCM 185/2006 Viene aggiornata alla fine della Scuola d Infanzia, Primaria, Secondaria di primo grado e durante la Scuola Secondaria secondo grado 7
8 didattico e socio-affettivo (in base alle linee guida degli accordi di programma) PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO E il documento nel quale vengono descritti gli interventi integrati ed equilibrati tra loro, predisposti per l alunno; mira ad evidenziare gli obiettivi, le esperienze, gli apprendimenti e le attività più opportune mediante l assunzione concreta di responsabilità da parte delle diverse componenti firmatarie. Deve essere valutato in itinere ed eventualmente modificato VERIFICA E VALUTAZIONE Riscontro delle attività programmate nel PEI con eventuali modifiche Gli insegnanti curricolari, il docente di sostegno, operatori enti locali e i genitori dell alunno Insegnanti di sostegno e curricolari Formulato entro i primi tre mesi di ogni anno scolastico Al termine del primo periodo (trimestre), a metà pentamestre e al termine dell anno scolastico. RELAZIONE FINALE (CLASSI I-II-III-IV) La relazione finale del docente specializzato viene redatta alla fine di ogni anno scolastico e inserita nel fascicolo personale dell alunno e nel registro per l insegnamento di sostegno. La stessa dovrà contenere le seguenti informazioni: Ambito di intervento, numero di ore, distribuzione dell orario di sostegno Qualità del rapporto tra alunno, docente specializzato e docenti curricolari. Verifiche periodiche con l unità multidisciplinare (descrivere, se presenti, particolari decisioni in merito all azione educativa) Qualità del rapporto con la famiglia, livello di partecipazione al percorso educativo. Qualità del rapporto con gli operatori socio assistenziali (se presenti) Tipologia della programmazione, eventuali modifiche alla tipologia della programmazione (con motivazione) Indicare in quali occasioni la famiglia è stata documentata sul significato e sulle prospettive della programmazione differenziata (se adottata) Modifiche al piano di lavoro (se presenti), motivazione delle scelte effettuate Esiti conseguiti in ciascuna disciplina o ambito disciplinare. In relazione alle sezioni della diagnosi funzionale educativa redatta all interno del PEI, indicare in che modo le barriere e i facilitatori descritti hanno influenzato i livelli di competenza raggiunti dall alunno nei vari ambiti disciplinari. In particolare, descrivere le metodologie adottate. Eventuali attività extracurricolari frequentate dall alunno. Rapporti con il servizio di assistenza socio educativa fornito dalla Provincia. ESAMI DI STATO Per quanto riguarda gli Esami di Stato gli alunni con disabilità, che abbiano seguito un percorso didattico individualizzato differenziato ai sensi dell articolo 15, comma 4, dell O.M. 21 maggio 2001, n.90, sono valutati dal consiglio di classe con l attribuzione di voti e di un credito scolastico, relativi unicamente allo svolgimento di tale piano. Sono, pertanto, ammessi, sulla base di motivata e puntuale deliberazione del consiglio di classe a sostenere gli esami di Stato su prove differenziate, 8
9 coerenti con il percorso svolto, finalizzate esclusivamente al rilascio dell Attestato dei Crediti Formativi (articolo 13 del DPR n.323/1998 e commi 5 e 6 dell art. 9 del D.P.R. 122 del 22/06/2009). Anche per tali alunni si procede alla pubblicazione, all albo dell Istituto sede d esame, dei voti e dei crediti, seguiti dalla dicitura «Ammesso»; in caso di esito negativo, non si procede alla pubblicazione di voti e punteggi, ma solo della dicitura «Non ammesso». Ai sensi dell articolo 16, comma 3, dell OM 21 maggio 2001, n.90, per i voti riportati nello scrutinio finale si aggiunge, nelle certificazioni rilasciate ma non nei tabelloni affissi all albo dell istituto, che la votazione è riferita al P.E.I. e non ai programmi ministeriali. I testi delle prove scritte degli alunni con programmazione differenziata sono elaborati dalle commissioni, sulla base della relazione allegata al documento del Consiglio di Classe. Per detti candidati, il riferimento all effettuazione delle prove differenziate va indicato solo nella attestazione e non nei tabelloni affissi all albo dell istituto. La valutazione delle prove scritte e del colloquio orale sarà effettuata avvalendosi di griglie ad uopo predisposte dal docente specializzato. In sede di elaborazione del documento del 15 maggio, il Consiglio di Classe valuta l opportunità di proporre la presenza del docente specializzato alle prove d esame ed elabora una proposta nel merito che viene inserita nella relazione elaborata dal docente specializzato. Per gli alunni che hanno seguito un percorso didattico paritario, in base all art. 6 comma 1 del Regolamento degli Esami di Stato (D.P.R. 323/98 e successive modificazioni), qualora il Consiglio di Classe ravvisi la necessità di espletare le prove scritte e il colloquio orale alla presenza del docente specializzato, allo scopo di assicurare l assistenza all autonomia e alla comunicazione, nonché di ridurre al minimo l interferenza dell ansia da prestazione sugli esiti dell esame finale dovrà farne esplicita menzione nel documento del 15 maggio. In virtù della stessa norma, il Consiglio di Classe può richiedere la somministrazione di prove equipollenti che consentano di verificare che l alunno abbia raggiunto una preparazione culturale e professionale e acquisito le competenze previste dal profilo in uscita. Per la terza prova scritta è possibile richiedere tempi più lunghi secondo quanto previsto dalla L. 104/92, art. 16 comma 3 e in base a quanto sperimentato durante le simulazioni effettuate nell anno scolastico. Documento fondamentale per gli Esami di Stato è il documento del 15 maggio redatto dal Consiglio di Classe. La relazione del docente specializzato per il documento del 15 maggio, al fine di presentare lo studente alla commissione in modo che possa essere apprezzato il percorso di maturazione volto alla conquista di margini progressivi di autonomia e di acquisizione di ulteriori competenze, dovrà contenere le seguenti informazioni: Ambito disciplinare di intervento; Difficoltà prevalenti e conseguenze funzionali; Indicazione dei progressi compiuti dall alunno nel suo percorso di studi; Sintesi del lavoro svolto per ambiti disciplinari e livello di competenze raggiunto; Criteri di verifica e valutazione utilizzati per l alunno; Necessità specifiche dello studente (utilizzo del computer, dettatura da parte dell insegnante di sostegno del contenuto dei compiti, altro) mettendo in evidenza i riferimenti normativi relativi alla presenza del docente di sostegno; Eventuali crediti scolastici e gli attestati di partecipazione ai diversi laboratori seguiti durante l ultimo anno scolastico. Eventuali attività extracurricolari frequentate dall alunno. USCITE DIDATTICHE E VIAGGI D ISTRUZIONE Nel caso di uscita didattica della classe (visita aziendale, viaggio di istruzione, ecc.) o di un attività specifica esterna realizzata nell ambito del percorso volto all acquisizione di margini superiori di autonomia da parte dell alunno con disabilità (tirocini aziendali o progetti specifici), l alunno con disabilità viene accompagnato dal docente specializzato a lui assegnato o da altro docente designato 9
10 dal CdC (cfr. C.M. 291/92, art. 8, comma 2). In questi casi il genitore dell alunno sottoscrive l autorizzazione all uscita utilizzando il modello predisposto. Il genitore viene comunque sempre invitato a partecipare personalmente alle uscite didattiche. DOCUMENTAZIONE PER GLI STAGE FORMATIVI E DI ORIENTAMENTO Classi IV e V programmazione differenziata: il docente specializzato predispone un progetto di stage formativo e di orientamento in base alle esigenze individuate nel PEI/PdV tenendo conto delle possibili scelte che l alunno intraprenderà dopo aver concluso il percorso di formazione scolastica. Lo stesso docente individua l azienda ospitante con cui l Istituzione Scolastica stipula una convenzione e avrà cura di redigere un calendario delle attività, sottoscritto dal tutor aziendale, e una relazione finale dell attività di stage che sarà inserita nel fascicolo personale dell alunno e farà parte della documentazione utile a compilare l attestato dei crediti formativi alla fine del percorso di formazione scolastica. 10
PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA ALUNNI CON DISABILITÀ
PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA ALUNNI CON DISABILITÀ Sede di Barletta Sede associata di Canosa Via Cassandro, 2 76121 Barletta (BT) tel. 0883 57 58 75/85 fax 0883 57 58 95 bais046009@pec.istruzione.it www.iissgarrone.gov.it