Source: https://www.rivistaaic.it/it/rivista/ultimi-contributi-pubblicati/andrea-lollo/decisioni-della-corte-costituzionale-da-n-245-2011-a-n-255-2011-osservazioni-a-prima-lettura
Timestamp: 2020-04-02 13:04:41+00:00
Document Index: 184206021

Matched Legal Cases: ['art. 116', 'art. 116', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 12', 'art. 2']

Rivista AIC - DECISIONI DELLA CORTE COSTITUZIONALE (DA N. 245/2011 A N. 255/2011) – OSSERVAZIONI A PRIMA LETTURA
SENTENZA N. 245/2011
Presidente: Quaranta
Redattore: Quaranta
Oggetto: art. 116, comma 1, c.c. (“Matrimonio dello straniero nella Repubblica”), limitatamente alle parole «nonché un documento attestante la regolarità del soggiorno nel territorio italiano».
Parametri: artt. 2, 3, 29, 31, 117, comma 1, Cost.
Dispositivo: illegittimità costituzionale.
È costituzionalmente illegittimo l’art. 116, co. 1, c.c., novellato dall’art. 1, comma 15, della legge n. 94/2009, limitatamente alle parole «nonché un documento attestante la regolarità del soggiorno nel territorio italiano».
La norma censurata viola, innanzitutto, gli art. 2, 3, 29 e 31 Cost..
Benché al legislatore sia certamente consentito dettare norme che regolino l’ingresso e la permanenza di stranieri extracomunitari in Italia, nondimeno simili norme restano soggette al sindacato di non manifesta irragionevolezza (cfr. Corte cost. n. 61/2011; n. 187/2010; n. 306/2008). Esse, in particolare, devono costituire il risultato di un ragionevole e proporzionato bilanciamento tra i diversi interessi, di rango costituzionale, implicati nelle scelte legislative in materia di disciplina dell’immigrazione, specialmente quando siano suscettibili di incidere sul godimento dei diritti fondamentali, tra i quali rientra certamente quello di contrarre matrimonio, riconosciuto dall’art. 2 Cost., dall’art. 16 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 1948 e dall’art. 12 della Cedu (cfr. Corte cost. n.445/2002).
Peraltro, i diritti inviolabili di cui all’art. 2 Cost. spettano ai singoli non in quanto partecipi di una determinati comunità politica, ma in quanto esseri umani, sicché la condizione giuridica dello straniero non deve essere considerata – per quanto concerne la tutela dei diritti – come causa ammissibile di trattamenti diversificati e peggiorativi.
rdquo;), limitatamente alle parole