Source: http://studiolegalericciardi.it/Areediattivit%C3%A0/RCautomobilisticainfortunisticastradale/tabid/609/language/en-US/Default.aspx
Timestamp: 2019-05-23 11:10:42+00:00
Document Index: 159466488

Matched Legal Cases: ['art. 148', 'sentenza ', 'art.22', 'art.145', 'art.148', 'art.22', 'art.3', 'art.22', 'art.22', 'art.3', 'art.6', 'art.142']

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Incidenti stradali – procedibilità della domanda – insufficienza del mero invio della raccomandata – necessità ulteriori contenuti imposti dalla legge
Da avv. Marcello Ricciardi il 18/01/2009 ore 10.01
In tema di incidenti stradali, alla luce dell'art. 148, d.lgs. 209/2005, il presupposto di procedibilità della domanda non è più ancorato al semplice invio della raccomandata, ma al rispetto delle formalità e dei contenuti imposti dalla legge. Si riporta il testo integrale della sentenza che enuncia tale principio Giurisprudenziale:
Sentenza 18 settembre 2007
Nella causa recante il numero di ruolo 206/06, tra le parti in causa Tizia , rappresentata dagli avv. ….. e …. giusta procura stesa a margine dell’atto di citazione ed elett.nte dom.to presso lo studio del primo procuratore sito in Casalnuovo di Napoli, ……, quale attrice e XXXX Assicurazioni s.p.a. in persona del legale rappresentante p.t., quale convenuta contumace, nonché Caio, res. in Casalnuovo di Napoli, ….. , quale convenuto contumace, avente ad oggetto: risarcimento da responsabilità civile auotomoblistica.
Diversamente da quanto dettato dalla norma abrogata di cui all’art.22 legge n.990 del 1969 e successive modificazioni, il legislatore del 2005, al 1° comma dell’art.145 cit. ha espressamente specificato che il danneggiato, nella richiesta de qua, deve osservare “le modalità ed i contenuti previsti all’art.148.” .
Ciò anche perché il termine unitario dettato per poter proporre la domanda dall’art.22 della legge n.990, non coincideva con quelli di cui all’art.3 della legge n.39/79, riferiti alla formulazione dell’offerta nella fase stragiudiziale da parte della compagnia assicuratrice, essendo stati diversamente fissati per le lesioni a cose – il termine coincideva con quello di sessanta giorni ex art.22 cit. – rispetto al termine relativo alla richiesta di risarcimento per lesioni alla persona, che era stato ampliato a novanta giorni, creando un evidente elemento di incoerenza nell’intero sistema, atteso che era possibile avanzare la domanda di risarcimento al giudice, prima che fosse spirato il termine concesso all’impresa assicurativa per formulare l’offerta, legittimando ulteriormente l’interpretazione che tendeva a separare i piani su cui operavano l’art.22 della legge n.990 del 1969 da una parte e l’art.3 l. 39/79. dall’altra.
Si consideri, infatti, che i casi in cui le eccezioni riferite ad un presupposto processuale sono rimesse al rilievo di parte, sono disciplinati espressamente dal legislatore – vedasi in particolare quanto previsto in riferimento al principale presupposto processuale, costituito dalla competenza e segnatamente alla disciplina della competenza territoriale –, mentre nel caso di specie nulla viene detto nel corpo degli artt.148 e 149 t.u.a. (cfr. anche il caso in cui un’amministrazione dello Stato sia chiamata in garanzia ai sensi dell’art.6 comma 2 r.d. n.1611 del 1933, dove perché si verifichi lo spostamento della causa principale, unitamente all’azione di garanzia, è necessaria la “richiesta” dell’amministrazione).
Semmai l’applicazione del detto principio, nella parte in cui la richiesta risarcitoria influisce sulla proponibilità del giudizio, non può che comportare la necessità che vengano osservate le formalità prescritte dalla legge al momento di instaurazione della lite, le quali, oramai, a far data dal 1° gennaio 2006, richiedono l’assolvimento dell’obbligo di modulare la richiesta in virtù delle prescrizioni di cui agli artt.145, 148 e 149, confermando l’interpretazione che è incline a ritenere che la richiesta debba essere rinnovata, dovendosi, altresì, rilevare che laddove il legislatore ha inteso applicare la nuova disciplina solo ai sinistri verificatisi dopo una certa data, lo ha fatto espressamente, come per la procedura del cd. indennizzo diretto.
Nel caso in esame, oltre a non essere stato compilato l’apposito modulo (ndr - trattasi del cd. "modulo di constatazione dell'incidente", a firma congiunta o singola) di cui al comma 1°, non è stato indicato il codice fiscale del richiedente, nulla è stato allegato circa l’attività ed il reddito del danneggiato – nonostante la domanda si riferisca genericamente a tutti i danni patrimoniali subiti –, né in relazione all’attestazione del certificato comprovante l’avvenuta guarigione con o senza postumi permanenti, nonostante si fa riferimento in citazione ad accertamenti medici e perizie che di ciò danno espressamente conto, oltre alla mancanza della dichiarazioni di cui all’art.142 comma 2 t.u.a..
Nola, all’udienza del 18 settembre 2007
fonte:Altalex Massimario 40/08