Source: https://lavoroeimpresa.com/2013/08/30/privacy-e-modello-231-importanti-novita-in-arrivo/
Timestamp: 2018-06-21 23:35:56+00:00
Document Index: 169347726

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 640', 'art. 55', 'art. 167', 'art. 168', 'art. 170', 'art. 640']

Privacy e modello 231: importanti novità in arrivo – Lavoro e Impresa
30 agosto 2013 Lavoro flessibile
Privacy e modello 231: importanti novità in arrivo
Avv. Antonio Carino, Studio Legale DLA Piper (ww.dlapiper.com)
Il D.L. 14 agosto 2013, n. 93, recante “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonché in tema di protezione civile e di commissariamento delle province” ed in vigore dal 17 agosto scorso, ha ulteriormente esteso il catalogo dei reati presupposto della responsabilità amministrativa da reato delle Società, ai sensi del D.lgs. 231/2001.
In particolare, l’articolo 9 del Decreto Legge ha inserito nell’art. 24 bis (rubricato, Delitti informatici e trattamento illecito di dati), comma 1, del D.lgs. n. 231/2001 i seguenti reati:
1. i delitti (ma non le contravvenzioni) in materia di violazione della privacy previsti dal D.lgs. n. 196/2003.
2. il reato di frode informatica aggravato dalla sostituzione dell’identità digitale ex art. 640 ter, III comma, c.p.;
3. l’indebito utilizzo, falsificazione, alterazione e ricettazione di carte di credito o di pagamento di cui all’art. 55 comma 9 del D.lgs. n. 231/2007.
In caso di commissione di tale reati, potranno essere applicate alle Società:
■ sanzioni pecuniarie da un minimo di cento ad un massimo di cinquecento quote (l’importo di ciascuna quota va da un minimo di euro 258 ad un massimo di euro 1.549) e
■ sanzioni interdittive (come l’interdizione dall’esercizio dell’attività, la sospensione o la
revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito, il divieto di pubblicizzare beni o servizi).
1. REATI RILEVANTI IN MATERIA DI PRIVACY
Più in dettaglio, i delitti in materia di privacy che potranno comportate una responsabilità della Società e previsti dal D.lgs. 196/2003 sono:
■ il trattamento illecito dei dati (art. 167): “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque,
al fine di trarne per sé per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto dagli articoli 18, 19, 23, 123, 126 e 130, ovvero in applicazione dell’articolo 129, è punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione da sei a diciotto mesi o, se il fatto consiste nella comunicazione o diffusione, con la reclusione da sei a ventiquattro mesi. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sè o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto dagli articoli 17, 20, 21, 22, commi 8 e 11, 25, 26, 27 e 45, è punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione da uno a tre anni.”
■ la falsità nelle dichiarazioni notificazioni al Garante (art. 168): “Chiunque, nelle comunicazioni di cui all’articolo 32-bis, commi 1 e 8, nella notificazione di cui all’articolo 37 o in comunicazioni, atti, documenti o dichiarazioni resi o esibiti in un procedimento dinanzi al Garante o nel corso di accertamenti, dichiara o attesta falsamente notizie o circostanze o produce atti o documenti falsi, è punito, salvo che il fatto costituisca più grave reato, con la reclusione da sei mesi a tre anni.”
■ l’inosservanza dei provvedimenti del Garante (art. 170). “Chiunque, essendovi tenuto, non osserva il provvedimento adottato dal Garante ai sensi degli articoli 26, comma 2, 90, 150, commi 1 e 2, e 143, comma 1, lettera c), è punito con la reclusione da tre mesi a due anni.”
2. IL REATO DI FRODE INFORMATICA AGGRAVATO DALLA SOSTITUZIONE DELL’IDENTITÀ DIGITALE
Il Decreto Legge ha introdotto un’apposita aggravante ad effetto speciale al reato di frode informatica – già previsto nel nostro codice – introducendo il comma III nell’art. 640 ter c. p. che diviene rilevante anche ai sensi del D.lgs. 231/2001.
Ai sensi del testo novellato viene sanzionato con la reclusione da due a sei anni e della multa da euro 600 a euro 3.000, chiunque, alterando in qualsiasi modo il funzionamento di un sistema informatico o telematico o intervenendo senza diritto con qualsiasi modalità su dati, informazioni o programmi contenuti in un sistema informatico o telematico o ad esso pertinenti, procura a
sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, qualora “il fatto è commesso con sostituzione dell’identità digitale in danno di uno o più soggetti .”
3. L’INDEBITO UTILIZZO, FALSIFICAZIONE, ALTERAZIONE E RICETTAZIONE DI CARTE DI CREDITO O DI PAGAMENTO
Da ultimo, il Decreto Legge introduce quale reato presupposto della responsabilità amministrativa da reato il delitto previsto dal comma 9 del D.lgs. 231/2007 in forza del quale “Chiunque, al fine di trarne profitto per sé o per altri, indebitamente utilizza, non essendone titolare, carte di credito o di pagamento, ovvero qualsiasi altro documento analogo che abiliti al prelievo di denaro contante o all’acquisto di beni o alla prestazione di servizi, è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da 310 a 1.550 euro. Alla stessa pena soggiace chi, al fine di trarne profitto per sé o per altri, falsifica o altera carte di credito o di pagamento o qualsiasi altro documento analogo che abiliti al prelievo di denaro contante o all’acquisto di beni o alla prestazione di servizi, ovvero possiede, cede o acquisisce tali carte o documenti di provenienza illecita o comunque falsificati o alterati, nonché ordini di pagamento prodotti con essi.”
La Suprema Corte di Cassazione, nella relazione n. III/01/2013 del 22 agosto 2013, ha già messo in evidenza che la configurazione della responsabilità da reato degli enti per l’illecito trattamento dei dati è “potenzialmente in grado di interessare l’intera platea delle società commerciali e delle associazioni private soggette alle disposizioni del D.lgs. n. 231/2001”.
E’, pertanto, fondamentale, che tutte le Società, a prescindere dal settore in cui operano, provvedano a svolgere le più opportune attività di risk assessment e, all’esito di tale attività, aggiornare tempestivamente i propri Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo in modo da prevenire la commissione dei nuovi reati rilevanti e, di conseguenza, l’irrogazione di eventuali sanzioni pecuniarie ed interdittive.
Per maggiori informazioni: raffaella.quintana@dlapiper.com, antonio.carino@dlapiper.com
Riforma lavoro: la circolare del Ministero
Imu che pasticcio! Una lucida e spietata analisi sul livello di improvvisazione di chi ci governa