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Timestamp: 2019-04-20 02:13:16+00:00
Document Index: 114318777

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5']

Parere su una istanza di accesso civico - 21 novembre 2018 [9063969] - Garante Privacy
9065404
[doc. web n. 9065404]
Parere su una istanza di accesso civico - 21 novembre 2018
n. 483 del 21 novembre 2018
Con la nota in atti il Responsabile anticorruzione e trasparenza dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS-Fondazione Pascale ha chiesto al Garante il parere previsto dall’art. 5, comma 7, del d. lgs. n. 33 del 14 marzo 2013, nell’ambito del procedimento relativo a una richiesta di riesame di un provvedimento di rifiuto di un accesso civico.
Nello specifico, dagli atti risulta che sia stata presentata istanza per ottenere copia integrale della deliberazione del predetto Istituto n. XX del XX ai sensi, sia della normativa in materia di accesso civico (art. 5, commi 1 e 2 del d. lgs. n. 33/2013), che di quella in materia di accesso ai documenti amministrativi (artt. 22 ss. della l. n. 241 del 7/8/1990).
L’amministrazione non ha accolto la richiesta di accesso civico (semplice e generalizzato) «per evitare un pregiudizio concreto alla tutela di dati personali presenti nel testo integrale della suddetta delibera, relativa al procedimento disciplinare nei confronti di un dipendente di questo Istituto, in conformità con la disciplina legislativa in materia (l’art. 5, comma 2, del D.Lgs. 33 del 2013 e s.m.) e della regolamentazione aziendale».
Nel caso in esame, oggetto dell’accesso civico è una deliberazione dell’Istituto inerente a un procedimento disciplinare nei confronti di un dipendente, di cui – come evidenziato dal Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza – è stata pubblicata all’albo pretorio online solo l’oggetto, omettendo il testo della delibera, in considerazione dei dati personali in essa contenuti e nel rispetto «dei principi di necessità, correttezza, esattezza, completezza, indispensabilità, pertinenza e non eccedenza, rispetto alle finalità della pubblicazione, previsti dal codice privacy».
Sotto il profilo procedurale, dalla documentazione inviata al Garante dal Responsabile anticorruzione e trasparenza ai fini dell’acquisizione del relativo parere, non risulta che il soggetto controinteressato sia stato coinvolto nel procedimento relativo all’accesso civico (ai sensi dell’art. 5, comma 5, del d. lgs. n. 33/2013), impedendogli di presentare un’eventuale opposizione all’ostensione a terzi dei propri dati e informazioni personali.
Ciò nonostante, si rappresenta come, in ogni caso, come evidenziato anche nelle Linee guida dell’ANAC in materia di accesso civico, le motivazioni addotte dal soggetto controinteressato «costituiscono un indice della sussistenza di un pregiudizio concreto, la cui valutazione però spetta all’ente e va condotta anche in caso di silenzio del controinteressato, tenendo, altresì, in considerazione gli altri elementi illustrati [nelle Linee guida]» (cfr. par. 8.1.).
Nel merito si rileva che nel testo della deliberazione oggetto dell’accesso civico sono effettivamente presenti delicati dati e informazioni personali, afferenti al rapporto di lavoro del soggetto controinteressato.
Al riguardo, con riferimento alla possibilità di esercitare l’accesso civico al testo integrale della predetta deliberazione, e, di conseguenza, a tutti i sopradescritti dati e informazioni personali, deve essere tenuta in considerazione, in via preliminare, la circostanza per la quale – a differenza dei documenti a cui si è avuto accesso ai sensi della l. n. 241 del 7/8/1990 – i dati e i documenti che si ricevono a seguito di una istanza di accesso civico divengono «pubblici e chiunque ha diritto di conoscerli, di fruirne gratuitamente, e di utilizzarli e riutilizzarli ai sensi dell’articolo 7», sebbene il loro ulteriore trattamento vada in ogni caso effettuato nel rispetto dei limiti derivanti dalla normativa in materia di protezione dei dati personali (art. 3, comma 1, del d. lgs. n. 33/2013).
In tale contesto – richiamando anche i precedenti orientamenti del Garante in materia di accesso civico ai procedimenti disciplinari (pareri contenuti nei provvedimenti n. 515 del 7 dicembre 2017, in www.gpdp.it, doc. web n. 7316830; n. 254 del 31 maggio 2017, ivi, doc. web n. 6495493; n. 50 del 9 febbraio 2017, ivi, doc. web n. 6057812) – si ritiene che, ai sensi della normativa vigente e delle indicazioni contenute nelle Linee guida dell’ANAC, l’Istituto Nazionale Tumori IRCCS-Fondazione Pascale, abbia correttamente respinto l’istanza di accesso civico. Ciò in quanto, l’ostensione integrale del documento richiesto, unita al particolare regime di pubblicità dei dati oggetto di accesso civico, può arrecare al soggetto controinteressato, a seconda delle ipotesi e del contesto in cui le informazioni fornite possono essere utilizzate da terzi, proprio quel pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali previsto dall'art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d. lgs. n. 33/2013.
Va, infatti, considerata la tipologia e la natura dei dati e delle informazioni personali ivi contenuti (e sopradescritti), i quali potrebbero determinare un’interferenza ingiustificata e sproporzionata nei diritti e libertà del soggetto interessato, con possibili ripercussioni negative sul piano professionale, personale e sociale. Ciò anche tenendo conto delle ragionevoli aspettative di confidenzialità in relazione al trattamento dei dati personali al momento in cui questi sono stati raccolti dall’Istituto, nonché della non prevedibilità, al momento della raccolta dei dati, delle conseguenze derivanti dalla eventuale conoscibilità da parte di chiunque dei dati richiesti tramite l’accesso civico (cfr. par. 8.1 delle Linee guida dell’ANAC in materia di accesso civico, cit.).
Si rappresenta, inoltre, che la presenza nel documento richiesto di dati e informazioni di dettaglio, potenzialmente idonee a identificare indirettamente il soggetto interessato, impedisce di accogliere anche la richiesta di un eventuale accesso civico parziale ai sensi dell’art. 5-bis, comma 4, del d. lgs. n. 33/2013.
Per completezza, si evidenzia, che nel caso sottoposto all’attenzione del Garante risulta che le ragioni che hanno condotto alla richiesta di accesso riguardano una vicenda strettamente personale, legata alla necessità di tutelare uno specifico interesse dell’istante di cui è stata fornita la descrizione. Ciò si evince dalla circostanza che il soggetto istante ha presentato, contestualmente all’accesso civico, anche istanza ai sensi della normativa in materia di accesso ai documenti amministrativi (artt. 22 ss. della l. n. 241 del 7/8/1990), specificando i motivi personali che lo hanno indotto a formulare la richiesta di accesso.
Per questi aspetti, quindi, rimane impregiudicata ogni valutazione dell’Istituto destinatario dell’accesso in ordine alla verifica, nel caso in esame, dell’esistenza di un interesse qualificato (ossia «interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso») del soggetto istante e, dunque, dei presupposti per l’esercizio del diverso diritto di accesso ai documenti amministrativi ai sensi degli artt. 22 ss. della legge n. 241 del 7/8/1990.
esprime parere nei termini suesposti in merito alla richiesta del Responsabile anticorruzione e trasparenza dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS-Fondazione Pascale, ai sensi dell’art. 5, comma 7, del d. lgs. n. 33/2013.