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Timestamp: 2017-08-21 19:26:52+00:00
Document Index: 112460592

Matched Legal Cases: ['art. 114', 'art. 44', 'art. 113', 'art. 114', 'art. 114', 'art. 114', 'art. 114', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 114', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 125', 'art. 63', 'DTF ', 'art. 125', 'art. 125', 'art. 125']

Secondo i giudici d'appello il matrimonio va sciolto per divorzio in applicazione del nuovo art. 114 CC, le parti essendosi separate oltre quattro anni prima dell'entrata in vigore del nuovo diritto. Né l'attrice né il convenuto dispongono di entrate atte a giustificare la corresponsione di alimenti. D'altra parte, la situazione assicurativa della moglie - precedentemente domiciliata in Italia - non dipende dal matrimonio, ma è dovuta al fatto che essa non ha pagato anni di contribuzione anteriormente al divorzio.
La sua posizione nei confronti delle assicurazioni sociali svizzere sarebbe comunque la medesima anche se essa non si fosse sposata. Tale lacuna non dev'essere colmata dal coniuge, tanto meno se si considera la brevissima convivenza coniugale, che non giustifica una solidarietà dopo il divorzio.
1.- a) In data 7 luglio 2000 è stato dichiarato inammissibile il parallelo ricorso di diritto pubblico.
b) Interposto in tempo utile contro una decisione finale della suprema istanza cantonale in una contestazione civile, il ricorso per riforma è per principio ricevibile.
In concreto è pure contestato il principio del divorzio:
indipendentemente dal valore litigioso, che nella fattispecie è nondimeno dato, il ricorso per riforma è quindi ricevibile in applicazione dell'art. 44 OG.
Nella fattispecie in esame, l'azione di divorzio era invece già pendente davanti ai giudici cantonali al momento dell'entrata in vigore del nuovo diritto e il convenuto si è richiamato alla causa unilaterale della separazione quadriennale solo con l'entrata in vigore del nuovo diritto. La situazione non è in sostanza diversa da quella che si verifica nei casi in cui il giudice constata che le condizioni del divorzio su richiesta comune non sono soddisfatte e in applicazione dell'art. 113 CC impartisce un termine a ogni coniuge affinché la richiesta sia sostituita con un'azione unilaterale. In questi casi il Messaggio sul nuovo diritto del divorzio e la legge stessa esplicitamente e chiaramente prevedono che il termine dev'essere scaduto al momento del cambiamento di procedura (Messaggio sulla revisione del Codice civile svizzero (stato civile, matrimonio, divorzio, filiazione, assistenza tra parenti, asili di famiglia, tutela e mediazione matrimoniale) del 15 novembre 1995, FF 1996 I 1, pag. 100). Ad analoga conclusione approda pure la dottrina (Reusser, op. cit. , n. 1.68, pag. 32; Geiser, Übersicht zum Übergangsrecht des neuen Scheidungsrechts, in: Vom alten zum neuen Scheidungsrecht, n. 6.20, pag. 254 seg. ; Sutter/Freiburghaus, Kommentar zum neuen Scheidungsrecht, n. 15 all'art. 114 CC; Fankhauser, op. cit. , n. 10 all'art. 114 CC).
Poiché in concreto il convenuto ha formulato la sua domanda di divorzio fondata sull'art. 114 CC solo con l'entrata in vigore del nuovo diritto, non vi è ragione per scostarsi dalla soluzione sopra ricordata per il caso in cui il giudice assegna alle parti un termine per proporre un'azione unilaterale anche nella presente fattispecie.
cit. , n. 1.110; Fankhauser, op. cit. , n. 29 all'art. 114 CC; Pfister-Liechti, Le nouveau droit du divorce: quelle procédure?, in: La Semaine judiciaire, Doctrine, 2000, pag. 259; Suter, Übergangsrecht, in: Das neue Scheidungsrecht, pag. 169; Leuenberger, in: Praxiskommentar Scheidungsrecht, n. 4 all'art. 7b tit. fin. CC; Steck, Scheidungsklagen (nArt. 114-117 ZGB), in: Das neue Scheidungsrecht, pag. 37 seg.). Per altro verso, l'art. 7b cpv. 2 tit. fin. CC concede la facoltà alle parti di presentare nuove conclusioni sulle questioni toccate dal cambiamento del diritto applicabile e il tribunale, anche quello superiore cantonale se del caso, deve istruire di conseguenza il procedimento: ciò ha un senso, per il caso all'esame, solo se si ammette che la separazione quadriennale istituita dall'art. 114 CC può essere intervenuta prima dell'introduzione del nuovo diritto e non già al momento dell'inoltro della domanda. Ne consegue che su questo punto la sentenza dei giudici cantonali appare conforme al nuovo diritto del divorzio e va senz'altro confermata.
3.- a) La sentenza impugnata rileva che dal convenuto, ultrasessantenne e invalido, non può essere preteso, sia per l'età sia per lo stato di salute, un ulteriore reddito al di fuori delle rendite d'invalidità e complementari.
D'altra parte, dall'istruttoria è emerso che egli non ha mai esercitato attività lucrativa durante il breve periodo di convivenza coniugale salvo svolgere occasionali lavori di giardinaggio nel novembre-dicembre 1994 e nella primavera 1995. Egli è quindi inattivo da più di un decennio e non si può presumere che - nello stato fisico in cui si trova e con l'età che ha - possa conseguire un reddito mensile di fr. 600.-- come pretende l'attrice. Nemmeno a titolo ipotetico un tale reddito potrebbe essere considerato, ritenuto che esso non è esigibile né per l'età né per lo stato di salute del convenuto. Inoltre, a prescindere dalla situazione finanziaria dei coniugi, al convenuto non può essere imposto un contributo di mantenimento sulla base dell'art. 125 cpv. 2 CC, poiché la breve durata del matrimonio di fatto non ha avuto alcun influsso sulla situazione economica e personale dei coniugi.
c) Nella giurisdizione per riforma il Tribunale federale è vincolato agli accertamenti di fatto dei giudici cantonali, fatto salvo il caso di svista manifesta o di violazione delle norme federali in materia di prove (art. 63 cpv. 2 OG).
Orbene, in concreto, l'attrice nemmeno sostiene che ricorra una di queste eventualità. Nel proprio gravame, essa si limita a rifare i conteggi sulla base di redditi diversi che tengono conto di ipotetici introiti, senza nessun'altra specifica censura di violazione del diritto federale.
Attenendosi agli accertamenti di fatto in essa contenuti, la decisione impugnata appare conforme alla giurisprudenza del Tribunale federale dato che, per le ragioni addotte (età e invalidità), l'attività accessoria non è né ragionevolmente esigibile, né tantomeno possibile (DTF 121 III 297 consid. 3b, 119 II 314 consid. 4; Sutter/ Freiburghaus, op. cit. , n. 47 all'art. 125 CC; Schwenzer, Praxiskommentar Scheidungsrecht, n. 16 all'art. 125 CC). Inoltre, l'attrice non spende una riga per spiegare in che modo la motivazione della Corte cantonale violi l'art. 125 CC. Per il che, il ricorso non va esaminato oltre.
4.- L'attrice ha chiesto di essere posta al beneficio dell'assistenza giudiziaria. Considerata la natura del tema ricorsuale, specie con riferimento al nuovo diritto, ben si può ammettere che la causa non sembrava priva di probabilità di successo. È inoltre data la situazione di indigenza. In queste condizioni il beneficio dell'assistenza giudiziaria può essere concesso anche se il ricorso non è motivato in modo particolarmente diligente e si manifesta ai limiti della ricevibilità.
5.- In esito alle considerazioni di cui sopra, il ricorso, nei limiti in cui è ammissibile, va pertanto respinto.
2. La domanda di assistenza giudiziaria presentata dall'attrice è accolta e quale patrocinatore per la procedura innanzi al Tribunale federale le viene designato l'avv. Stefano Zanetti.
3. La tassa di giustizia di fr. 1000.-- è posta a carico dell'attrice, ma sopportata provvisoriamente dalla Cassa del Tribunale federale.
4. La Cassa del Tribunale federale verserà all'avv.
Stefano Zanetti un'indennità di fr. 500.-- per ripetibili della sede federale.