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Timestamp: 2020-08-06 20:05:13+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 1812 del 24/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1812 del 24/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 24/01/2017, (ud. 06/12/2016, dep.24/01/2017), n. 1812
sul ricorso 11549-2013 proposto da:
dall’avvocato ROBERTO CORDEIRO GUERRA giusta procura a margine del
avverso la sentenza n. 38/17/2012 del 13/01/2012 della Commissione
Tributaria Regionale di FIRENZE, depositata il 08/03/2012;
L’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per cassazione, affidato a due motivi, contro la sentenza resa dalla CTR Toscana indicata in epigrafe che aveva accolto l’appello proposto da V.A., esercente l’attività di ragioniere, annullando l’avviso di accertamento relativo ad IRAP per l’anno 2004.
Il V. si è costituito con controricorso, insistendo per l’inammissibilità o il rigetto del ricorso.
Il primo motivo di ricorso l’Agenzia delle entrate prospetta la violazione di legge (D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 2 evocando a sostegno della propria tesi la partecipazione del contribuente in qualità di socio ad una società di elaborazione dati contabili.
Con il secondo motivo si prospetta il vizio di motivazione.
I due motivi di ricorso, ammissibili in rito attenendo alla prospettata scorretta applicazione della disciplina normativa in tema di IRAP ed al vizio motivazionale, meritano di essere esaminati congiuntamente e sono fondati.
Ed invero, occorre rammentare i principi affermati dalla giurisprudenza di questa Corte, secondo i quali, in base al D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 2 ai fini della soggezione ad IRAP dei proventi di un lavoratore autonomo (o un professionista) non è sufficiente che il lavoratore si avvalga di una struttura organizzata, ma è anche necessario che questa struttura sia “autonoma”, cioè faccia capo al lavoratore stesso, non solo ai fini operativi, bensì anche sotto i profili organizzativi, sicchè non sono soggetti ad IRAP i compensi che un medico percepisca per le attività da lui svolte “extra moenia” presso strutture sanitarie – cfr. Cass. n. 14878/2015 -.
Tali principi, non scalfiti dalla recente pronunzia resa dalle Sezioni Unite di questa Corte n. 7371/2016, sono anzi confermati da altra pronunzia delle S.U. resa in tempi recenti sempre in tema di IRAP. Ed infatti, Cass. S.U. n.9451 del 10 maggio 2016, ha precisato che il lavoratore autonomo è soggetto ad IRAP solo se “sia, come già ricordato, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione” in tal modo confermando l’esistenza di un rapporto diretto fra il primo e la struttura sociale tale da rendere evidente il carattere servente della stessa rispetto all’attività del professionista.
Orbene, fatte le superiori premesse, la censura esposta dall’ufficio alla sentenza impugnata sotto il duplice profilo dell’omessa motivazione e della violazione di legge è, secondo il Collegio, manifestamente fondata, avendo la CTR escluso la ricorrenza del presupposto IRAP senza minimamente indagare in ordine all’utilizzazione in forma stabile – da parte del professionista -dell’organizzazione, avente forma di s.a.s., addetta all’elaborazione dati della quale il contribuente era socio, al fine di verificare se il reddito dallo stesso percepito fosse correlato proprio all’apporto offerto dalla società di servizi.
In tale prospettiva la sentenza impugnata non è soltanto errata in diritto, ma anche viziata sotto il profilo del deficit di motivazione, avendo tralasciato di ponderare gli elementi fattuali rappresentati dalla partecipazione societaria del contribuente alla società di persone che curava l’elaborazione dati.
Sulla base di tali considerazioni, il ricorso va accolto e la sentenza impugnata va cassata, con rinvio ad altra sezione della CTR Toscana anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.