Source: https://www.leggioggi.it/2013/04/17/licenziamento-ecco-come-difendersi-parla-lesperto/
Timestamp: 2018-09-25 05:56:16+00:00
Document Index: 173658111

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 3', 'art. 2119', 'art. 700', 'art. 2087', 'art. 1374', 'art. 2087', 'art. 2119', 'art. 3']

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Licenziamento: ecco come difendersi. Parla l’esperto
La preoccupazione nei lavoratori aumenta di giorno in giorno visto che, non bastasse la precarietà, possono essere molti i fattori da cui può dipendere la perdita del lavoro, così ci siamo rivolti ad una dei massimi esperti nel settore, l’avv. Rocchina Staiano professoressa a contratto in Medicina del Lavoro e Tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro presso l’Università di Teramo.
La Staiano, autrice del libro “Cassa integrazione e licenziamento dopo la riforma”, in questa intervista cerca di fornire al lavoratore tutti i mezzi giuridici e legali per fronteggiare il licenziamento e per spiegare quelle zone grige che il diritto in materia di licenziamenti lascia.
Quando il licenziamento si intende per giusta causa?
Per stabilire l’esistenza della giusta causa di licenziamento, occorre accertare in concreto, se la specifica mancanza commessa dal dipendente risulti obiettivamente e subiettivamente idonea a ledere in modo grave, così da farla venir meno, la fiducia che il datore di lavoro ripone nel proprio dipendente.
Ciò in relazione alla natura ed alla qualità del singolo rapporto intercorso tra le parti, alla posizione che in esso abbia avuto il prestatore d’opera e, quindi, alla qualità e al grado del particolare vincolo di fiducia che quel rapporto comportava.
La mancanza deve essere considerata e valutata non solo nel suo contenuto obiettivo, ma anche nella sua portata soggettiva, specie con riferimento alle particolari circostanze e condizioni in cui è posta in essere, ai suoi modi, ai suoi effetti ed all’intensità dell’elemento psicologico dell’agente, e deve quindi essere tale da esigere sanzioni non minori di quella massima, definitivamente espulsiva.
In quella circostanza il lavoratore cosa può fare per tutelarsi?
Nel caso di ingiusta causa di licenziamento, il nuovo art. 18 della L. 300/1970, modificato dalla L. 92/2012, c.d. Riforma Fornero, ha previsto l’applicazione di due nuovi regimi sanzionatori, alternativi tra loro:
la tutela reintegratoria attenuata (commi 4 e 7 del nuovo articolo 18): in caso di licenziamento illegittimo per mancanza di giusta causa e di giustificato motivo soggettivo addotti dal datore di lavoro è previsto in ogni caso l’obbligo di reintegrazione del lavoratore. Questo è dovuto nelle imprese oltre i 15 dipendenti o oltre i 5 in imprese agricole, oltre al pagamento di un’indennità risarcitoria pari ad un massimo di 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento sino a quello dell’effettiva reintegrazione.
Quando si ritengono insussistenti la giusta causa o il giustificato motivo oggettivo?
Non esiste giusta causa o giustificato motivo oggettivo quando: non sussiste il fatto contestato; il fatto rientra tra le condotte punibili con una sanzione conservativa sulla base delle previsioni dei contratti collettivi ovvero dei codici disciplinari applicabili nell’ipotesi di licenziamento per motivo oggettivo consistente nell’inidoneità fisica o psichica del lavoratore.
Va dedotto dall’indennità quanto il lavoratore ha percepito, nel periodo di estromissione, per lo svolgimento di altre attività lavorative, nonché quanto avrebbe potuto percepire dedicandosi con diligenza alla ricerca di una nuova occupazione.
la tutela meramente obbligatoria (commi 5 e 7, secondo e terzo periodo, del nuovo articolo 18): nel caso di licenziamento illegittimo per mancanza di giustificato motivo oggettivo, c.d. licenziamenti per motivi economici e nelle altre ipotesi in cui si accerta che non ricorrono gli estremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa (ad esempio licenziamento disciplinare senza reintegra) non trova più applicazione la reintegrazione nel posto di lavoro ed il giudice riconosce un’indennità determinata tra un minimo di 12 e un massimo di 24 mensilità dell’ultima retribuzione globale.
Approfondisci Speciale Articolo 18
Quali sono le differenze principali tra giusta causa e giustificato motivo soggettivo?
Costituisce ius receptum in giurisprudenza il principio secondo cui le nozioni di giusta causa e di giustificato motivo soggettivo di licenziamento si distinguono con riguardo alla maggiore gravità della violazione contrattuale addebitata al dipendente licenziato per giusta causa rispetto a quella della violazione addebitata per giustificato motivo.
Quest’ultima deve comunque fondarsi su comportamenti di entità tale da poter scuotere la fiducia del datore di lavoro, fermo restando, peraltro, che la c.d. nozione contrattuale di giustificazione si discosta, sia sul piano soggettivo che su quello oggettivo, da quella, per l’appunto, di giustificato motivo (art. 3 della L. 604/1966).
In particolare, la (nozione etico – sociale di) giusta causa, come, d’altronde si evince chiaramente dalla stessa formulazione dell’art. 2119 c.c., deve essere tale da creare uno stato di disagio talmente grave ed insopportabile da rendere impossibile la ulteriore prosecuzione del rapporto, potendo, peraltro, all’uopo venire in rilievo fatti anche estranei alla sfera, del contratto, che siano comunque sempre tali, da far venir meno, per l’appunto, l’elemento fiduciario.
Mobbing è un fenomeno tristemente noto sul luogo di lavoro. Quali sono i mezzi in possesso del lavoratore per difendersi da questi fenomeni?
I mezzi sono il ricorso all’art. 700 c.p.c. oppure il ricorso al giudice del lavoro.
Purtroppo, in Italia, non abbiamo una legge sul mobbing, di conseguenza c’è stata una rivalutazione dell’art. 2087 c.c., il quale sancisce una serie (aperta) di obblighi del datore di lavoro di tutela, nell’ambiente di lavoro, dei diritti fondamentali e assoluti del prestatore di lavoro alla salute ed alla dignità umana e sociale.
Questi obblighi entrano, in forza dell’art. 1374 c.c., direttamente nel regolamento contrattuale del rapporto di lavoro subordinato e rappresentano, quindi, altrettanti limiti di legittimità “all’uso dei poteri contrattuali da parte del creditore” della prestazione.
Essa si configura, dunque, secondo un orientamento dottrinale, quale norma in grado di tutelare il lavoratore “di fronte a tutti i possibili comportamenti lesivi della sua integrità psico-fisica qualunque ne siano la natura e l’oggetto” posto che l’ampia formula di tale previsione impone al datore di lavoro di salvaguardare tanto l’integrità fisica quanto la personalità morale del lavoratore: ciò ben al di là del rispetto della normativa infortunistica “secondo quella che è l”intrinseca vocazione” della disposizione alla tutela dei valori della persona”.
Per approfondire il tema, ti rimandiamo al seguente articolo: Mobbing, come ci si può difendere dalle vessazioni sul lavoro?
L’utilizzazione della direttiva contenuta nell’art. 2087 c.c. permetterebbe così di ricondurre al datore di lavoro non solo i comportamenti vessatori a lui direttamente ascrivibili ma anche le condotte ostili di dirigenti, collaboratori e dipendenti (c.d. mobbing orizzontale) che non siano state dallo stesso impedite o scoraggiate.
Nel momento in cui un lavoratore viene licenziato di quali ammortizzatori sociali può beneficiare?
L’ammortizzatore sociale riformato con il c.d. Jobs Act è il Naspi. Per il 2017 sono state approvate alcune significative modifiche, riportate qui di seguito. In particolare, dal 1° gennaio 2017 scompare la definitivamente l’assegno di mobilità, previsto per le imprese con più di 15 dipendenti e sostituito con il nuovo assegno di disoccupazione Naspi.
La conseguenza notevole è la riduzione della durata del godimento del beneficio e del suo ammontare. La durata massima del sussidio sarà infatti di 24 mesi per tutti i lavoratori che abbiano perso il posto di lavoro per cause a loro non imputabili, e che possano far valere almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 48 mesi.
Scompare anche la distinzione per fasce d’età. Inoltre, l’assegno non sarà più pari al 100% dello stipendio, nemmeno il primo anno: è infatti previsto un assegno non superiore al 75% dello stipendio se questo non supera i € 1.195 euro; mentre per gli importi eccedenti saranno conteggiati solo per il 25% e non potrà essere superare a € 1.300 lordi al mese con una riduzione del 3% a partire dal 4° mese di erogazione
Per saperne di più, leggi anche: Naspi 2017 e disoccupati, ecco i nuovi beneficiari ma attenzione alle sanzioni
Quali sono i nuovi sussidi 2017?
Nel 2017 sono introdotti anche due nuovi sussidi sociali:
l’assegno di ricollocazione: richiedibile dai percettori della Naspi e che non hanno trovato un’occupazione stabile, dopo 4 mesi dall’avvio del sussidio. In definitiva questo non sarebbe altro che un voucher, del valore massimo di 5.000 euro, spendibile solo presso ilcentro dell’impiego pubblici o presso le agenzie interinali, al fine di ricercare un nuovo lavoro.
Carta Sia: riservata alle famiglie di disoccupati che vertono in situazioni di difficoltà economica e che non percepiscono altri assegni di disoccupazione
Il licenziamento disciplinare rientra nella casistica per giusta causa o per giustificato motivo?
Il licenziamento disciplinare, pur integrando un’ipotesi particolare di recesso, caratterizzato da una specifica procedura, rientra nella tipologia del licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo, poiché l’infrazione contestata (per giustificare la più grave tra le sanzioni disciplinari), deve necessariamente dar luogo, alla stregua delle affermazioni del datore di lavoro, o ad una causa che non consenta la prosecuzione anche provvisoria del rapporto (artt. 1 L. n. 604/1966 ed art. 2119 c.c.) o ad un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali del prestatore (art. 3 L. 604/1966).
Di conseguenza, il licenziamento per giusta causa ed il licenziamento per giustificato motivo soggettivo sono entrambi dei licenziamenti disciplinari; infatti il giudice adito per la dichiarazione di illegittimità di un licenziamento disciplinare, con la contestazione dell’esistenza di una giusta causa o di un giustificato motivo di recesso, è tenuto alla valutazione della proporzionalità della sanzione del licenziamento rispetto alla gravità del fatto addebitato al lavoratore e dallo stesso commesso.
Tale valutazione attiene all’accertamento di un elemento costitutivo della fattispecie giustificativa del licenziamento, la cui sussistenza deve essere verificata in ogni caso in cui sia contestato il presupposto del legittimo esercizio della facoltà di recesso del datore di lavoro.
Quando si può parlare di licenziamento discriminatorio?
In materia di discriminazione, possiamo distinguere varie ipotesi:
Licenziamento discriminatorio per motivi sindacali e politici;
Licenziamento discriminatorio per rappresaglia;
Licenziamento discriminatorio per motivi di razza e di origine etnica;
Licenziamento discriminatorio per motivi di genere
Licenziamento discriminatorio per altri fattori.
Con la c.d. Riforma Fornero, ossia la L. 92/2012, in caso di licenziamento nullo, cui rientra il licenziamento discriminatorio o adottato in presenza di una causa di divieto, o intimato in forma orale, si applica la tutela reintegratoria piena (commi 1 – 3 del nuovo articolo 18).
Ciò significa che le attuali disposizioni confermano sostanzialmente la normativa vigente, che prevede la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro (tutela reale), indipendentemente dal motivo formalmente addotto e dal numero di dipendenti occupati dal datore di lavoro, nonché un’indennità commisurata all’ultima retribuzione globale maturata dal momento del licenziamento all’effettiva reintegrazione (e comunque non inferiore a 5 mensilità). Resta fermo che il lavoratore può optare, in alternativa, per un’indennità pari a 15 mensilità dell’ultima retribuzione globale.
Approfondisci Speciale Licenziamenti Illegittimi
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simonetta defendi 22 maggio 2018 at 16:05
allora ero in malattia per un problema alla spalla finisco la malattia conttato il mio datore di lavoro e mi dice di non rietrare mi dice di far le ferie perche ne ho tante ma e possibile questo grazie
simonetta defendi 22 maggio 2018 at 16:00
salve allora io ero in malattia dovevo rientrare e il mio datore di lavoro mi ha messo in ferie dicendomi che ne avevo tante da fare si puo
Sergio Scianca 12 dicembre 2017 at 08:27
Buongiorno sono stato licenziato perché chiuso un appalto la mia cooperativa mi ha comunicato che in altri appalti
Nn era possibile collocarmi perché già coperti da altri colleghi…. Peccato che un collega è già in pensione e lavora presso la mia cooperativa è giusto licenziare in questo modo ??? Cosa posso fare? Grazie
Francesca 23 giugno 2017 at 21:13
Buongiorno, mi è appena arrivata una lettera di licenziamento (settore terziario abbigliamento), motivo alquanto assurdo in quanto la motivazione è lesioni ad una collega con l unica testimone che asserisce che non è successo niente. Comunque ,per farla breve è stata messa in tale punto vendita una commessa allo scopo di far licenziare il personale a tempo.indeterminato. come posso far valere la mia innocenza e perche non è nemmeno stata sentita la testimone.Grazie
Madalin 25 marzo 2017 at 09:38
Bon giorno sono un lavoratore metalmeccanico ho problemi di salute ho un contratto a tempo indeterminato e sono stato assunto con la legge 68 per la mia patologia sono stato in malattia ho chiamato la ditta stesso giorno per dargli il numero di protocollo e loro mi hanno chiuso telefono in faccia e trascorso una settimana e lunedì sono rientrato a lavoro do il numero di protocollo al mio responsabile per portarlo in direzione aziendale il titolare del lavoro si rifiuta a prenderlo e puoi mi chiama in uficio per darle spiegazioni io non mi sono rifiutato ma di andare accompagnato dal delegato sindacale non hanno voluto perché dovevo andare da solo cosi loro potevano minacciarmi cosi si sono rifiutato di ricevermi puoi latro giorno prendo una lettera che io ho rifiutato di andar in direzione scrive per disciplina abandono di posto di lavoro io sono un manutentore perciò ho acceso a tutti gli reparti cosa poso fare in questo modo perché non ne posò piu.
Carmen 19 gennaio 2017 at 14:49
Buongiorno volevo chiedervi un informazione io vi contatto in nome di mio padre lui è un operaio stagionale quindi (lavora da maggio a novembre) , lavora in un albergo da diversi anni ed è stato assunto come facchino. Lui in questo periodo è disoccupato; pochi giorni fa è stato chiamato dal datore di lavoro e appena si presenta lì trova la responsabile (una sign. Che fa le veci dei proprietari) che gli comunica il licenziamento, mio padre rimane sbalordito e gli chiede il motivo e lei si giustifica dicendo che siccome nn conosce la lingua inglese non può più svolgere quel lavoro. Da li gli chiede di firmare la carta x il licenziano però siccome mio padre il motivo nn lo ritiene valido non ha voluto firmare. Poi dopo 3 giorni ci arriva la raccomandata a casa e mio padre non sapendo che fare l’ha rifiutata.
Ora questo rifiuto comporta qualcosa?? Come dovremmo comportarci?
Maria 17 gennaio 2017 at 20:05
Sono stata licenziata per diminuzione personale al posto di una collega che scopre di essere incinta il 02/09/2015 .. nonostante sono stata la prima ad essere assunta a tempo indeterminato..la mia ex collega è rientrata a lavoro il mese di marzo 2016 è un azienda con meno di 15 dipendenti avevo diritto ad essere reintegrata per diritto di prelazione ??posso ricorrere ad un risarcimento?
massimo 20 dicembre 2016 at 15:14
salve mi chiamo massimo da 20 anni lavoravo x una grossa ditta farmaceutica chimica mi hanno licenziato ieri 19-12-2016 x un mio errore di timbratura ero in ritardo di 20 minuti alle 8 e ho segnato 7:50 senza farlo apposta loro mi hanno subito chiesto i motivi che non sono bastati e cosi mi han licenziato e da 6 anni con questo datore di lavoro giovane che ricevo mobbing fino al licenziamento cosa posso fare solo xke non ero simpatico e ho malattie varie….grazie sono disperato e assieme a me che non gli piaceva a licenziato anche il rappresentante sindacalista interno rls sulla sicurezza che ha gia fatto ricorso e allucinante…
luca 14 ottobre 2016 at 16:48
buongiorno a giugno mi e’ stata consegnata una lettera di licenziamento a me’ un a un mio collega ( operai fattorini) x riorganizzazione aziendale e soppressione dei ruoli ,per poi essermi stata revocata e reintegrato in un altro ruolo a pari condizioni , diciamo che sembrava non mirata a me, premetto il ruolo e’ tuttora esistente e lo sta svolgendo una persona che era in un altro ufficio ed oltretutto una categoria protetta,tornando a me’ mi sono stati fatti fare 2 mesi di ferie e rol arretrati per poi a una settimana dal rientro essere convocato in via informale,al bar,per comunicarmi che da una relazione del responsabile pare che non ci sia tutto sto gran lavoro e col taglio di alcuni servizi una persona puo’ fare tutto tranquillamente. Visto che e’ vero che sono stato ricollocato ma mi avrebbero rimesso a fare il fattorino,ruolo comunque mai soppresso. adesso loro mi stanno invitando ad accettare una sorta di buonuscita con disoccupazione e quant’altro,il problema che avendo comunque 52 anni non e’ semplice ricollocarsi,volevo chiedere se non accetto e rientro al giorno concordato e non accetto la loro proposta a cosa vado incontro?,ci tengo a precisare che sarei stato ricollocato in un ufficio che e’ esistente ma probabilmente da questo ufficio non era loro intenzione lasciarmi, da dove oltretutto e’ stata spostata il dipendente della categoria protetta ,problemi di cuore,che aveva chiesto lo spostamento,e ovviamente non puo’ nemmeno andare i giro tutto il giorno con traffico stress e quant’altro. Come mi dovrei comportare visto che mi hanno detto di far sapere qualche giorno prima la mia decisione? grazie e buona giornata
Ms 25 settembre 2016 at 06:50
È possibile essere licenziati per dei commenti offensivi dopo 2 anni dalla loro pubblicazione online solamente per sentito dire da parte di un collega di lavoro perche prima riconducibili a lui e contestati che a poi segnalato all’azienda di essere un altro autore e non lui.
maria 2 maggio 2016 at 14:06
salve mi chiamo maria e sono stata licenziata per aver chiesto di passare par time e per l’adeguazione del livello essendo da tre anni inquadrata come cassiera ma con il 6 livello invece del 4, il mio datore di lavoro mi ha licenziata per motivi disciplinari a suo dire ma, ho impugnato tramite avvocato il licenziamento visto che nn ci si e voluti mettere d’ accordo sempre tra avvocati ne di un reintegro ne di una somma essendo illeggittimo, e chiedo secondo voi se il giudice mi acconsente il reintegro mi conviene ritornare a lavoro o mi conviene prendere i soldi??
Se dovessi tornare a lavoro il mio datore quale escamotage potrebbe trovare x licenziarmi??
Faccio presente che e una ditta con piu di 15 dipendenti.
scusate ho inviato lo stesso messaggio perche ho sbagliato l’email prima.
maria 2 maggio 2016 at 14:04
luigi 28 febbraio 2016 at 09:20
B.giorno mi chiamo Luigi ho un problema sono stato licenziato mentre ero in ferie natalizie esattamente il 31 12 2015 per esubero ed calo di lavoro ho moglie e2 figli a carico il mio avvocato ha chiesto impugnatura del licenziamento ma la ditta di punto in bianco ha revocato il licenziamento ancora esiste il calo di lavoro mi hanno creato danni irreparabili :sono stato protestato ,sto senza ,assicurazione alla macchina dal 31Dicembre che non vedo soldi il mio avvocato si e rifiutato di assistermi non voglio più entrare in quella azienda sotto ricatto come posso fare?
Marta dinatale 7 febbraio 2016 at 17:24
Buon giorno scrivo in merito ad un evento che mi è successo… 2014 a cui oggi ne pago le conseguenze con un preavviso di licenziamento.
Racconto quanto segue:
Sono un impiegata postale da 42 anni circa ho sempre fatto il mio dovere senza mai compiere atti illeciti ho sempre cercato di vendere tutto ciò che l azienda poste mi dava… Ho svolto anche ruoli come vice direttore e direttore senza mai essere retribuita come tale…. Nel anno 2014 mi trovavo in un giorno della settimana al mio solito posto di impiegata.. Precisamente a porta nuova Torino… Quando una persona di cui nn conosco a me sconosciuta… Mi diede dei buoni fruttiferi da riscuotere.,io presi questi buoni rilasciati da ente poste e li misi all interno del nostro terminale che riconosce la validità e l originalità del buono stesso, a tale persona chiesi di darmi un documento alla quale feci un oracolo (cioè una visione del documento in quanto poteva essere falso) ma mi venne dato l ok dal computer dato in dotazione dal ente poste… Risultato esito positivo da documento è buono… Dissi a tale persona di ritornare tra 6 giorni in quanto lo stesso buono avrebbe dovuto fare le sue procedure, cioè avrebbe dovuto essere visionato dalla centrale… Nel mentre telefonai all ufficio di appartenenza dei buoni ( cioè dove erano stati fatti) lo stesso mi disse. Che erano ok… (preciso per chiarezza che i buoni portano un codice) .. Sta di fatto trascorsi i 6 gg mi ritorna la persona con i buoni da riscuotere li rinserisco nel macchinario e mi viene dato l’esito positivo… Così che sarei stata costretta a pagare tale cifra… Nel mentre per cercare di nn dargli liquidi faccio aprire al cliente un libretto postale e gli faccio versare i soldi… In modo da essere rintracciabile… Ma tutto questo nn e bastato perché nel 2015 una mattina alle ore 7 mentre uscivo di casa come al mio solito mi entro in casa la polizia postale facendomi una perquisizione cercando nn so cosa senza darmi spiegazioni.. Mi portarono in caserma prendendosi le mie impronte e trattandomi da criminale.. Fatto sta che cercai un avvocato penale per capire il perché… Da lì risalii al motivo che fu: che quei buoni erano stati clonati… Falsificati con lo stesso codice Dell originale il tutto da Napoli che io nn ci sono mai andata… E nn conosco nessuno.. vengo accusata di complice di reato… Cioè io avrei favorito questi maledetti.. Tra altro con le mie firme e lei mie operazioni assurdo.. (come fare una rapina in banca con la mia macchina e il mio indirizzo di casa con scritto vivo li) fatto sta che oggi mi ritrovo con un preavviso di licenziamento x 4 mesi, sono davvero distrutta da questa vicenda senza uno straccio di impegno da ente poste per capire del perché questi personaggi avevano i codici dei buoni di questo signore che nn sporse nessuna denuncia… Che nn passo nessuna circolare che certificasse che questi buoni nn erano buoni…. Voglio dire uno può falsificare 50 euro perché girano x il mondo… Ma nn si possono falsificare dei buoni se nn conosci la persona che li possiede… Chiedo un suggerimento x come comportarmi grazie….
Davide 10 ottobre 2015 at 15:53
Ottima guida che affronta perfettamente l’argomento. In realtà le ultime riforme stanno cancellando quel po’ di tutela che era rimasta ed il lavoro è divenuto sempre più precario: tutelarsi è importante ma una larga fascia della forza lavoro attuale non può difendersi in alcun modo dalla precarietà e dallo sfruttamento
LIDIANA 5 ottobre 2015 at 22:33
BUONGIORNO MI CHIAMO LIDIANA DIPEDENTE PER 7 ANNI E 4 MESI IN ALBERGO COME DIPENDENTE CON C.C.N.L INDUSTRIA TURISTICA PASSIAMO IN APPALTO COME COOPERATIVA MUORE MIO COGNATO AVVISO A VOCE TEMPESTIVAMENTE IL MIO SUPERIORE GOVERNANTE CHE DEVO ASSENTARMI X LUTTO ELLA MI AVVISA CHE IL MIO CONTRATTO NON PREVEDE CIO DICO DAMMI FERIE O PERMESSI IO DOMATTINA DEVO PARTIRE CONTEMPORANEAMENTE AVVISO LA SINDACALISTA PRESENTE IL GIORNO DELLA STIPULA DEL PASSAGGIO E MI CONFERMA CHE HO IL DIRITTO IN QUANTO AFFINE PARTO AL MIO RIENTRO LETTERA DISCIPLINARE X ASSENZA INGIUSTIFICATA AVVISO LA SINDACALISTA TRAMITE SMS BECCATA 2 LETTERA DISCIPLINARE ASSENZE INGIUSTIFICATA X GIORNI 5 MANCANZA DEL RAPPORTO FIDUCIARIO E LETTERA DI RICHIAMO PER USO TELEFONO SUL POSTO DI LAVORO LICENZIATA IN TRONCO…HO IMPUGNATO IL LICENZIAMENTO CREDO SIA ASSURDO ESSERE LICENZIATA PER UN FUNERALE IO VIVO IN VENETO IL FUNERALE IN SARDEGNA
GIULIA 4 ottobre 2015 at 20:50
Buonasera io sono stata licenziata del mio datore di lavoro per motivi economiche. io ho lavorato per una Impresa di pulizie .dopo che io sono stata licenziata mio datore di lavoro ha portato un altra persona nel mio posto , poso dire io alla mattina per 2 ore e mezza facevo pulizie un supermercato . Ho domandato per che mi licenzia ha detto non e stato pagato dal supermercato .pero che non capisco io nel mio posto lavora un altra persona portata dal mio datore di lavoro . cosa devo fare ? sono 2 messi da quando sono licenziata. No mia portato anche busta con licenziamento , grazie
momiro 19 luglio 2015 at 15:34
salve, ho ricevuto una lettera di contestazione dal mio datore di lavoro per non aver comunicato il cambio di residenza. Il cambio di indirizzo e avvenuto nello stesso comune.
Attualmente sono in maternita anticipata e volevo chiedere a qualcuno che se ne intende quali provvedimenti puo prendere il mio datore di lavoro nei miei confronti?Puo arrivare a licenziarmi?grazie
DOMENICO 3 maggio 2015 at 12:37
a) il licenziamento senza preavviso per una presunta partecipazione ad una inesistente società di fatto;
b) la notifica di avvisi di accertamento per gli anni dal 2003 al 2008 per circa 400 mila euro;
c) la denuncia alla Magistratura contabile per un presunto danno di circa 400 mila euro;
d) un infarto al miocardio.
Per questo auguro a tutti coloro che mi hanno fatto del male la mia MALEDIZIONE fino all’ultima generazione!!!
ANTONINO 18 marzo 2015 at 11:20
SALVE SONO UN OPERAIO AGRICOLO LAVORO PRESSO UNA AZIENDA SRL HO UN CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO IERI SERA SONO STATO LICENZIATO SENZA MOTIVO E SENZA PREAVVISO COSA DEVO FARE GRAZIE
cosimo 11 marzo 2015 at 06:44
in che circostanze non mi aspetta la disoccupazione se il mio datore di lavoro mi licenzia?
cosimo 11 marzo 2015 at 06:40
salve il mio datore di lavoro mi ha mandato una comunicazione per iscritto in qui chiede la risoluzione del rapporto di lavoro, per delle assenze di malattia fatte negli ultimi 5 anni, cosa posso fare? grazie
Salvatore 3 marzo 2015 at 07:30
Salve volevo chiederle un consiglio su come posso tutelarmi dunque il mio datore di lavoro sta chiudendo una ditta in SRL perciò a breve sarò licenziato ma nel frattempo ne ha aperta un altra a nome del figlio è una SRLS dicendomi che dopo sei mesi di disoccupazione mi assumerà nella nuova ditta chiedo a lei se è veritiera questo passaggio o no nel caso mi può consigliare quello che posso fare visto che il tempo che rimane è poco la Ringrazio anticipatamente
Franco 5 ottobre 2014 at 15:17
Vorrei mettervi al corrente della mia situazione nei confronti dell’amministrazione dei vigili del fuoco causa licenziamento malattia, invece mentre mi trovavo fermo per infortunio e mi sono rivolto da n°2 avvocati i quali mi hanno consigliato di non impugnare detto licenziamento perché non vi era nessuna causa di servizio e quindi vigeva la malattia , dopo 12 mesi mi veniva riconosciuta la causa di servizio con decreto ministeriale ma purtroppo detto licenziamento non mi veniva sospeso ,mi sono rivolto ad un altro avvocato il quale mi ha detto che andava impugnato, rivolti al t.a.r lazio mi rispondeva che era inammissibile il consiglio di stato mi respinge l’istanza . secondo lei mi posso rivolgere ad altra corte spero in una sua risposta grazie
Cristian 5 ottobre 2014 at 02:31
Io sono stato licenziato senza saperlo, rientrato dalle ferie mi è stato detto che nn avrei più lavorato, come devo comportarmi? Cosa devo fare?
Vincenzo 24 settembre 2014 at 23:29
Salve volevo chiedervi se il datore di lavoro può dare ferie forzate come punizione?
vincenzo 29 luglio 2014 at 18:53
Salve, mi chiamo Vincenzo, ed in breve do la mia situazione con licenziamento ( dicono ) per giusta causa. Da circa 5 anni la mia Azienda ha attuato verso la mia persona, un Mobbing serrato, con la scusa che con la crisi che imperversa l’italia ed altri stati, attua questo sistema per far si che la gente perde la testa è va vie dandone le dimissioni,però io ho tentato di trovare dell’altro lavoro però ditemi voi chi prenderebbe una persona all’età di 63 anni, cosa che io già ne ho avuto esperienza dicendomi la solita parolina: sa li cerchiamo più giovani! A questo punto dopo 5 anni di sopportazioni, umiliazioni, e discriminazioni, quasi ha tal punto di prendermi ha schiaffi per farmi reagire. Ho passato 5 anni di inferno fino che la persona che era stata ammaestrata a fare questo tipo di vigliaccata proprio vigliaccata, un paio di mesi fa fuori dall’azienda per strada,ho affrontato questa persona, dicendogli che quello che faceva era solo azioni da vigliacco, è da traditore è spia bugiarda, da qui è nata quasi una colluttazioni, lui dicendomi le sue ed io le mie. Però io talmente ero fuori di me per tutte le angherie che mi aveva fatto sono andare in’escandescenza senza capire quello che stavo dicendo con questa frase molto forte: dicendogli che per quello che diceva nei miei confronti ti meritesti di essere sparato in bocca. Ma quella frase non stata pensata e nemmeno poteva uscire dalla mia bocca,uno perché non sono un violento, anzi sono una persona molto perbene almeno lo dicono altre persone e tutti i miei amici. Da qui il datore di lavoro prendendola come scusante per farmi fuori ha attuato il licenziamento per giusta causa. Ma io non sapevo che un datore di lavoro potesse prendere anche fuori dall’azienda delle misure di licenziamento è ne diventasse anche giudice fra le parti che il perdente fatalità, indovinate chi ha perso IO. non ho parole, se qualcuno mi può dare un consiglio, oppure aiutarmi, sono qui ho bisogno di voi. CIAO A TUTTI.
Nico Caramelle 19 febbraio 2014 at 14:33
Buongiorno io sono stato licenziato in Gennaio 2010 dopo ho lavorato saltuariamente dopo, dalla disperazione ho avuto un infarto acuto,ora sono 2 anni che non lavoro l IMPS non vuole lasciarmi lavorare e non mi da neanche la pensione dopo aver lavorato oltre 30 anni come devo comportarmi Grazie Nico
DOMENICO 1 maggio 2013 at 13:01
fracatz 17 aprile 2013 at 18:29
ma come mai che le leggi non si applicano a tutti i cittadini?
Come mai vediamo nei servizi delle jene o di striscia che vi sono migliaia di impiegati pubblici che timbrano il cartellino per i loro colleghi e nessuno li licenzia nè loro, nè i loro capi?
Non ci sarebbe materia per fare una causa contro coloro addetti a far rispettare la costituzione che dice che tutti sono uguali?
E’ con le migliaia di cause che affollano i tribunali che si misura la civiltà di un bobbolo tutto