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Timestamp: 2019-12-12 00:55:59+00:00
Document Index: 19758776

Matched Legal Cases: ['art. 55', 'art. 5', 'art. 18', 'art. 109', 'art. 66', 'art. 66', 'art. 66', 'art. 56', 'art. 32', 'art. 65', 'art. 91', 'art. 95', 'art. 100', 'art. 108', 'art. 90', 'art. 99', 'art. 109', 'art. 110', 'art. 66', 'art. 57', 'art. 90', 'art. 101', 'art. 66', 'art. 109', 'art. 66', 'art. 66', 'art. 1', 'art. 56', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 66', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 16', 'art. 39', 'art. 18', 'art. 16', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 9', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 32']

Contabilità semplificata per cassa: regole - Fiscomania
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Contabilità Semplificata per cassa: regole applicative
Le imprese in regime di contabilità semplificata, determinano il reddito imponibile in base al principio di cassa. Nel presente contributo analizziamo la disciplina della contabilità semplificata per cassa per gli articoli 66 del DPR n. 917/86 e 18 del DPR n. 600/73.
A partire dall’annualità 2017 le imprese che adottano il regime di contabilità semplificata devono seguire il criterio di cassa. Questo è quanto è stato introdotto dall’articolo 1, commi da 17 – 23 della Legge n. 232/2016.
Sostanzialmente, le imprese hanno abbandonato l’adozione del principio di competenza, in favore dell’adozione del principio di cassa (già previsto per gli esercenti arti e professioni).
In forza di tale criterio di determinazione del reddito i componenti rilevanti concorrono alla formazione del reddito nel momento della loro manifestazione numeraria. Vale a dire al momento del loro:
Incasso (se positivi);
Pagamento (se negativi).
La modifica mira ad agevolare le imprese di minori dimensioni, consentendo loro di far coincidere il momento del prelievo fiscale alle concrete disponibilità finanziarie, attutendo gli effetti negativi legati ai ritardi nei pagamenti.
In questo contributo andrò ad analizzare la nuova disciplina applicabile per le imprese in contabilità semplificata per cassa.
REGIME DI CONTABILITA’ SEMPLIFICATA
CALCOLO DEL LIMITE DEI RICAVI PER LA CONTABILITA’ SEMPLIFICATA
CONTABILITA’ SEMPLIFICATA PER CASSA: ASPETTI REDDITUALI
Modifiche all’articolo 66 Tuir
Disposizioni invariate
Contabilità semplificata per cassa: determinazione del reddito
Criterio di imputazione temporale
Componenti reddituali rilevanti
Contabilità semplificata per cassa: profili contabili
Disciplina applicabile fino al 2016
Disciplina applicabile dal 2017
Registri cronologici dei ricavi e delle spese
Presunzione di incasso e pagamento
L’applicazione del regime di Contabilità Semplificata trova applicazione per imprenditori individuali e società di persone che non abbiano optato per la tenuta della contabilità ordinaria.
Per capire chi sono i soggetti che possono, concretamente, applicare questo regime fiscale occorre fare riferimento alle soglie indicate nell’articolo 18 del DPR n 600/73.
Persone fisiche che esercitano imprese commerciali ai sensi dell’art. 55 del TUIR;
Snc, sas e soggetti ad esse equiparati ai sensi dell’art. 5 del TUIR
Enti non commerciali che, a latere dell’attività istituzionale principale, esercitano un’attività commerciale in via non prevalente
Trust, se esercitano un’attività commerciale in via non prevalente
Rispetto alle attività d’impresa, il regime contabile semplificato è applicabile naturalmente da determinate categorie di soggetti che non abbiano superato nell’anno precedente, oppure prevedano di non superare nell’anno in cui iniziano l’attività, determinati limiti di ricavi.
Ricavi conseguiti/percepiti, dell’annualità precedente, non superiori a:
€. 400.000, per imprese con oggetto prestazioni di servizi;
€. 700.000, per imprese esercenti altre attività.
Rientrano tra i soggetti che possono applicare il regime contabile semplificato gli imprenditori individuali che siano privi dei requisiti per beneficiare del Regime Forfetario di cui alla Legge n. 190/2014. Nonché quelli che, pur possedendo tali requisiti, abbiano esercitato apposita opzione per l’utilizzo del regime ordinario.
Per accedere al regime delle imprese in contabilità semplificata per cassa, le predette soglie di ricavi devono essere computate tenendo conto dei ricavi che sono:
“percepiti in un intero anno” (o che si presume di percepire per i soggetti che iniziano l’attività);
“conseguiti nell’ultimo anno di applicazione dei criteri previsti dall’articolo 109, comma 2 del medesimo testo unico” (art. 18 co. 1 del DPR n. 600/73 come modificato dalla L. 232/2016).
La modifica non ha un impatto immediato posto che, per valutare la permanenza o l’ingresso nel regime contabile semplificato dal 2017, i ricavi relativi all’annualità 2016 devono ancora essere computati in base al criterio di competenza adottato per quell’anno.
Dal 2018, invece, detto criterio sarà utilizzato solo in caso di transito dal regime ordinario di contabilità a quello semplificato; in tutti gli altri casi, i ricavi del periodo precedente saranno considerati in base al principio di cassa.
Il regime di contabilità semplificata per cassa si estende di anno in anno finché siano possedute le sopra indicate caratteristiche, fatta salva l’opzione per il regime ordinario di contabilità.
La norma di riferimento per il calcolo del reddito delle imprese in contabilità semplificata per cassa è l’articolo 66 del TUIR.
Tuttavia, avvalendosi di una specifica opzione triennale, è possibile applicare un regime derogatorio in base al quale le date di incassi e pagamenti si presumono coincidenti con quelle di registrazione nei registri tenuti ai fini Iva.
In funzione del nuovo principio, sono stati espunti dall’articolo 66 commi 1 e 3 del DPR n. 917/86 i riferimenti:
Agli artt. 92, 93 e 94 del DPR n. 917/86 (concorso al reddito delle variazioni delle rimanenze);
All’art. 109 co. 1 e 2 del DPR n. 917/86 (principio generale di competenza e i correlati criteri di certezza e determinabilità oggettiva);
Alla possibilità di dedurre nell’esercizio di registrazione del contratto le spese per importi non superiori a 1.000,00 euro relative a contratti a corrispettivi periodici (previgente art. 66 co. 3 terzo e quarto periodo del DPR n. 917/86).
Dell’art. 66 del DPR n. 917/86 non sono stati oggetto di intervento e modifica:
Il co. 2, che richiama l’applicazione alle imprese minori della disciplina sulla deduzione delle quote di ammortamento, delle perdite di beni strumentali e delle perdite su crediti, nonché degli accantonamenti per le indennità di fine rapporto e le altre indennità previdenziali;
I co. 4 e 5, che riconoscono una deduzione forfetaria delle spese non documentate a favore di soggetti che svolgono determinate attività (intermediari e rappresentanti del commercio, esercenti attività di somministrazione di alimenti e bevande ovvero di prestazioni alberghiere, imprese di autotrasporto di merci per conto terzi).
È stato, inoltre, confermato il comma 3 dell’art. 66 del DPR n. 917/86 nella parte in cui prevede l’applicazione alle imprese minori delle disposizioni del DPR n. 917/86 di seguito richiamate:
Determinazione del reddito per le imprese che esercitano attività di allevamento (art. 56 co. 5 del TUIR) oltre il limite di cui alla lett. b) del co. 2 dell’art. 32;
Beni relativi all’impresa (art. 65 del TUIR);
Proventi e oneri non computabili nella determinazione del reddito (art. 91 del TUIR);
Spese per prestazioni di lavoro (art. 95 del TUIR); • oneri di utilità sociale (art. 100 del TUIR);
Spese relative a più esercizi (art. 108 del TUIR);
Costi indeducibili afferenti gli immobili civili posseduti dalle imprese (art. 90 co. 2 del TUIR);
Oneri fiscali e contributivi (art. 99 co. 1 e 3 del TUIR);
Norme generali sui componenti del reddito d’impresa (art. 109 co. 4 ult. periodo, 5, 7, 9 lett. b) del TUIR);
Norme generali sulle valutazioni (art. 110 co. 1, 2, 5, 6, 8 del TUIR).
Per effetto della riforma operata con la L. 232/2016, a partire dal 2017, il reddito delle imprese minori (nuovo art. 66 co. 1 primo periodo del DPR n. 917/86):
“è costituito dalla differenza tra l’ammontare dei ricavi di cui all’articolo 85 e degli altri proventi di cui all’articolo 89 percepiti nel periodo d’imposta e quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell’esercizio dell’attività d’impresa”
Tale risultato è poi aumentato e diminuito degli altri componenti positivi e negativi di reddito espressamente richiamati dall’articolo 66 comma 1 secondo periodo del DPR n. 917/86 (ossia ricavi da destinazione a finalità estranee all’esercizio dell’impresa ex art. 57 del TUIR, proventi immobiliari ex art. 90 co. 1 del TUIR, plusvalenze e sopravvenienze attive ex artt. 86 e 88 del TUIR, minusvalenze e sopravvenienze passive ex art. 101 del TUIR).
Continuano a concorre alla formazione del reddito gli altri componenti indicati ai co. 2 (quote di ammortamento, perdite su crediti e di beni strumentali, accantonamenti di previdenza e quiescenza) e 3 primo e secondo periodo (spese di lavoro dipendente, oneri di utilità sociale, spese relative a più esercizi, oneri fiscali e contributivi) dell’art. 66 del DPR n. 917/86.
Dal 2017, come conseguenza dell’abrogazione del criterio di competenza (art. 109 co. 1 e 2 del DPR n. 917/86), l’imputazione temporale dei componenti reddituali per le imprese minori avviene in base al principio di cassa (piuttosto un criterio misto “cassa-competenza”).
Si osserva, infatti, che il nuovo co. 1 dell’art. 66 del DPR n. 917/86 riferisce il principio di cassa, utilizzando il riferimento alla “percezione”/”sostenimento”, solo ai componenti positivi e negativi espressamente indicati al primo periodo (ricavi, dividendi, interessi attivi e spese sostenute nell’esercizio dell’attività d’impresa).
Per gli ulteriori componenti reddituali indicati nell’art. 66 del DPR n. 917/86, invece, tale riferimento espresso non viene effettuato. Fatti salvi alcuni elementi, come ammortamenti ed accantonamenti di previdenza e quiescenza per cui l’imputazione necessariamente prescinde dalla manifestazione numeraria, non risulta pacifico se:
Il principio di cassa operi in via generalizzata in conseguenza dell’abrogazione del criterio di competenza;
Oppure, considerato che i vari componenti positivi e negativi vengono richiamati tramite specifico riferimento agli articoli del TUIR, continui ad applicarsi la disciplina in essi contenuta e, quindi, l’imputazione per competenza laddove previsto.
Secondo l’articolo 66 del DPR n. 917/86, nella determinazione del reddito d’impresa delle imprese in contabilità semplificata per cassa, rilevano i componenti positivi riepilogati nella seguente tabella.
Art. 85 del TUIR – Ricavi tipici
Art. 57 del TUIR – Ricavi da destinazione a finalità estranee all’impresa
Art. 89 del TUIR – Interessi attivi e utili derivanti da società semplici, snc e sas
Art. 90 co. 1 del TUIR – Proventi degli immobili che non beni strumentali
Art. 86 del TUIR- Plusvalenze dei beni relativi all’impresa
Art. 88 del TUIR – Sopravvenienze attive
Secondo l’articolo 66 del DPR n. 917/86, nella determinazione del reddito d’impresa delle imprese in contabilità semplificata per cassa, rilevano i componenti negativi riepilogati nella tabella seguente.
Art. 66 del TUIR – Spese sostenute dell’attività d’impresa
Art. 95 del TUIR – Spese per prestazioni di lavoro
Artt. 95 e 109 co. 5 del TUIR – Compensi erogati agli amministratori o lavoratori dipendenti
Art. 105 del TUIR – Accantonamenti per le indennità di fine rapporto
Art. 61 del TUIR – Interessi passivi
Art. 99 co. 1 e 3 del TUIR – Oneri fiscali e contributivi
Art. 100 del TUIR – Oneri di utilità sociale
Art. 101 del TUIR – Minusvalenze, sopravvenienze passive e perdite su crediti
Artt. 64 co. 2, 102 e 103 del TUIR- Quote di ammortamento di beni materiali e immateriali
Art. 102 co. 6 del TUIR – Spese di manutenzione, riparazione, ammodernamento
Art. 108 del TUIR – Spese di pubblicità, rappresentanza
Art. 102 co. 7 del TUIR – Canoni di locazione anche finanziaria e di noleggio
Rimanenze finali deducibili nel primo anno
Come anticipato, ai fini della determinazione del reddito per le imprese in contabilità semplificata per cassa non assumono più rilevanza le rimanenze finali e iniziali di cui agli artt. 92, 93 e 94 del DPR n. 917/86. Infatti, in applicazione del principio di cassa, le spese per le merci acquistate diventano deducibili nel periodo di sostenimento del costo.
Un’unica eccezione è prevista dal co. 18 dell’art. 1 della Legge n. 232/2016 per il primo anno di adozione del nuovo regime di cassa. In tale ipotesi, il reddito d’impresa determinato per cassa è ridotto dell’importo delle rimanenze finali che hanno concorso a formare il reddito dell’esercizio precedente secondo il principio di competenza.
Così, ad esempio, l’impresa Alfa che evidenzi, al 31.12.2016, rimanenze finali per €. 60.000,00 euro potrà portare tale importo a riduzione del reddito d’impresa determinato per cassa nel periodo d’imposta 2017.
Non è mutato il regime delle perdite fiscali che restano utilizzabili in riduzione del reddito complessivo, nel limite del loro ammontare; ove risultasse un’eccedenza, essa non può essere riportata ai periodi d’imposta successivi (art. 56 co. 2 del DPR n. 917/86)
L’art. 1 co. 20 della Legge n. 232/2016 interviene sulle modalità di determinazione della base imponibile Irap delle imprese minori, inserendo il co. 1-bis all’interno dell’art. 5-bis del DLgs. n. 446/97. Si dispone, in particolare, che, per le società e gli imprenditori individuali ammessi al regime di contabilità semplificata, la base imponibile Irap è determinata secondo i criteri di cui all’art. 66 del Tuir.
Pertanto, a partire dal periodo d’imposta 2017, anche il valore della produzione netta delle imprese in contabilità semplificata andrà determinato in base al principio di cassa, secondo quanto riportato nei precedenti paragrafi.
Atteso che non sono state introdotte modifiche né al co. 1, né al co. 2 del citato art. 5-bis, per tali soggetti seguiterà a non poter essere esercitata l’opzione per il calcolo dell’Irap in base alle risultanze del bilancio (ex art. 5 del DLgs. 446/97).
L’individuazione dei componenti reddituali rilevanti continua ad avvenire, nelle imprese in contabilità semplificata per cassa, ai sensi dell’art. 5-bis co. 1 del DLgs. n. 446/97.
Pertanto, per effetto delle novità apportate dalla Legge n. 232/2016, non mutano i proventi e gli oneri concorrenti alla formazione del valore della produzione netta (che restano i consueti), ma soltanto il criterio di imputazione temporale.
Ad esempio, per i soggetti in esame:
Le plusvalenze e le minusvalenze continueranno a risultare non imponibili o indeducibili;
I costi relativi al personale, ove deducibili (es. dipendenti a tempo indeterminato, addetti alla ricerca e sviluppo), lo saranno in base al principio di cassa, salve le eccezioni espressamente previste anche ai fini del reddito d’impresa (es. accantonamenti al TFR).
Ai soggetti in contabilità semplificata per cassa si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all’art. 1 commi 18 e 19 della Legge n. 232/2016, in materia, rispettivamente, di:
Deducibilità dal reddito determinato per cassa delle rimanenze finali dell’esercizio precedente;
Concorso alla formazione del reddito dei diversi componenti in caso di passaggio dal regime semplificato al regime ordinario, e viceversa.
In ordine alla locuzione “in quanto compatibili“, il testo di legge non contiene ulteriori specificazioni. In attesa degli opportuni chiarimenti, pare ragionevole ritenere che la norma intenda riferirsi ai proventi e agli oneri che, in ogni caso, non concorrono alla formazione della base imponibile Irap.
Così, ad esempio, alle plusvalenze e alle minusvalenze conseguite nel 2016 dai soggetti in esame, irrilevanti ai fini del calcolo dell’Irap, non troverà comunque applicazione la regola secondo la quale un componente reddituale, se ha già concorso alla formazione del reddito secondo le regole ordinarie (principio di competenza), non deve essere computato nella determinazione del reddito secondo le regole del nuovo regime semplificato.
Al fine di adeguare alle nuove modalità di determinazione del reddito gli adempimenti contabili a carico delle imprese in contabilità semplificata per cassa, la Legge n. 232/2016 ha sostituito integralmente l’art. 18 del DPR n. 600/73.
È stato già messo in evidenza come restano immutati i limiti di ricavi per accedere al regime di contabilità semplificata che, dal 2017, salvo casi particolari di passaggio tra regimi, sono computati in base al principio di cassa. Invece, le modifiche più rilevanti si registrano nella tenuta dei registri contabili.
Prima delle modifiche apportate dalla Legge n. 232/2016, per la tenuta della contabilità semplificata era prescritta la tenuta dei registri contabili indicati nella tabella seguente.
Scrittura contabile Norma di riferimento
registri prescritti ai fini IVA artt. 23, 24 e 25 del DPR 633/72
registro delle entrate e delle uscite art. 18 co. 2 e 3 del DPR 600/73
registro dei beni ammortizzabili36 art. 16 del DPR 600/73
libro unico del lavoro (ove richiesto) art. 39 del DL 112/2008
Per la determinazione del reddito imponibile, nei registri tenuti ai fini Iva, oltre alle operazioni soggette a tale imposta, devono essere annotati:
Entro 60 giorni, i componenti positivi e negativi del reddito d’impresa non risultanti dai registri Iva;
Entro il termine stabilito per la presentazione della dichiarazione:
I componenti rilevanti ai fini della determinazione del reddito;
Nonché il valore delle rimanenze, indicando distintamente per queste ultime le quantità e i valori per singole categorie di beni, in giacenza alla fine dell’esercizio, con l’indicazione dei criteri seguiti per la valutazione.
A seguito delle modifiche apportate dalla Legge n. 232/2016, i soggetti in regime di contabilità semplificata per cassa devono tenere, dall’1.1.2017, i registri contabili indicati nella tabella seguente.
registri cronologici dei ricavi e delle spese art. 18 co. 2 del DPR 600/73
registro dei beni ammortizzabili40 art. 16 del DPR 600/73
Come si vede, rispetto alla disciplina previgente:
vengono introdotti dei nuovi registri nei quali annotare in maniera cronologica i ricavi percepiti e le spese sostenute nell’esercizio;
viene abolito il registro delle entrate e delle uscite in precedenza riservato a coloro che effettuano soltanto operazioni non soggette a registrazione ai fini IVA.
Il nuovo co. 2 dell’art. 18 del DPR 600/73 prevede per le imprese in contabilità semplificata per cassa l’istituzione di separati registri cronologici riservati all’annotazione, da effettuare con riferimento alla data di incasso o di pagamento, dei ricavi percepiti e delle spese sostenute.
Registro cronologico dei ricavi
Per ciascun incasso deve essere indicato:
le generalità, l’indirizzo e il comune di residenza anagrafica del soggetto che effettua il pagamento;
Registro cronologico delle spese
Per ciascun pagamento deve essere indicato:
la spesa sostenuta;
le generalità, l’indirizzo e il comune di residenza anagrafica del soggetto cui è effettuato il pagamento;
gli estremi della fattura o di altro documento ricevuto.
Registrazioni per determinare il reddito d’impresa
Nei registri cronologici devono essere annotati, entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi, i componenti positivi e negativi di reddito, diversi da ricavi e spese, rilevanti ai fini della determinazione del reddito d’impresa (art. 18 co. 3 del DPR n. 600/73).
Nei limiti della compatibilità con il nuovo principio di cassa preposto alla determinazione del reddito d’impresa, il riferimento dovrebbe rimanere ai componenti indicati nell’art. 9 co. 1 del DL 69/89 e nel DM 2.5.89.
Analogamente al sistema precedente resta obbligatoria, per le imprese in contabilità semplificata per cassa, la tenuta dei registri IVA delle vendite, degli acquisti e dei corrispettivi.
Sostituzione dei registri cronologici con quelli IVA
L’art. 18 co. 4 del DPR n. 600/73 prevede una semplificazione degli adempimenti contabili, consentendo di sostituire i registri cronologici dei ricavi e delle spese mediante la tenuta dei soli registri IVA, a condizione che vengano rispettate alcune condizioni necessarie a garantire l’osservanza del principio di cassa nella determinazione del reddito.
La semplificazione comporta:
La separata annotazione sui registri IVA delle operazioni non soggette a registrazione ai fini dell’imposta;
L’annotazione su detti registri dell’importo complessivo dei mancati incassi o pagamenti con l’indicazione delle fatture cui le operazioni si riferiscono, nell’ipotesi in cui alle registrazioni effettuate ai fini IVA non corrisponda l’incasso del corrispettivo o il pagamento della spesa nello stesso anno; i ricavi e le spese saranno poi separatamente annotati nei registri IVA relativi al periodo d’imposta in cui avviene l’incasso o il pagamento, indicando il documento contabile già registrato ai fini IVA.
Sia nel caso di tenuta dei registri cronologici sia nell’ipotesi in cui si tengano esclusivamente i registri IVA “integrati“, laddove la contabilità dell’impresa minore sia tenuta da un soggetto terzo, potrebbe essere opportuno predisporre una prima nota di cassa al fine di indicare al tenutario della contabilità le date degli incassi e dei pagamenti.
Un’ulteriore semplificazione contabile è prevista dall’art. 18 co. 5 del DPR n. 600/73 che consente ai contribuenti in contabilità semplificata per cassa di esercitare apposita opzione, vincolante per almeno un triennio, per tenere i registri IVA senza operare annotazioni relative ad incassi e pagamenti, fermo restando l’obbligo della separata annotazione delle operazioni non soggette a registrazione IVA.
In tal caso, per finalità di semplificazione, opera una presunzione legale secondo cui la data di registrazione dei documenti coincide con quella di incasso o pagamento.
Si consideri il caso di un’impresa, che, a fine 2017, provvede alla consegna di un bene con emissione di fattura ad inizio 2018. La fattura viene pagata nel 2019.
La tabella seguente indica quando il ricavo concorre alla determinazione del reddito in base ai diversi regimi applicabili.
Regime contabile Ordinario Semplificato Semplificato con presunzione
Periodo di concorso al reddito 2017 (data consegna) 2019 (data pagamento) 2018 (data registrazione)
Si consideri, inoltre, che la stessa impresa paghi, nel 2017, un anticipo per merce che le verrà consegnata l’anno successivo. La fattura viene ricevuta nel 2018.
La tabella seguente indica quando la spesa concorre alla determinazione del reddito in base ai diversi regimi applicabili.
Periodo di concorso al reddito 2018 (data consegna) 2017 (data pagamento) 2018 (data registrazione)
Rapporto con il regime di cassa ai fini Iva
L’adeguamento del sistema contabile delle imprese alla contabilità semplificata per cassa non ha ricadute sull’Iva. Infatti, indipendentemente dagli effettivi incassi e pagamenti, le liquidazioni periodiche ai fini di tale imposta sono eseguite con le consuete modalità in base ai documenti registrati.
Una soluzione per l’eventuale disallineamento IVA-imposte dirette potrebbe essere rappresentata dall’adozione del regime di Iva per cassa (c.d. “cash accounting“), di cui all’art. 32-bis del D.L. n. 83/2012, che consentirebbe di rendere esigibile l’imposta al momento dell’incasso del corrispettivo dal cliente e detraibile in funzione del pagamento al fornitore.
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cinzia Marzo 23, 2018 at 10:14
Buongiorno non è chiara una cosa, se opto per l’opzione del regime della presunzione per tre anni
le fatture con data 2018 registrate nel 2018 ma con competenza 2017 tipo le bollette, le indico come fatture da ricevere e le imputo al bilancio 2017?
quindi esistono ancora le fatture da ricevere o da emettere con questa opzione?
Fiscomania Marzo 23, 2018 at 10:23
Andando con presunzione di cassa, si guarda a quando la fattura è registrata per il pagamento, quindi non ci sono più scritture di competenza come le fatture da emettere o ricevere.
sandra Luglio 3, 2018 at 23:42
adottando il criterio della registrazione,il costo del personale può essere imputato per competenza ? il saldo 2017 dell’inail, ad esempio, pagato nel 2018, può essere imputato al 2017?
Fiscomania Luglio 4, 2018 at 13:51
Le spese per prestazioni di lavoro dipendente vanno per competenza.
Maria Grazia Settembre 13, 2018 at 18:10
acquisto merci fattura emessa 2017, pagata in parte nel 2017 e in parte pagate nel 2018, vanno al 2017 e al 2018, così come realmente pagate?
Grazie, saluti. Maria Grazia
Fiscomania Settembre 14, 2018 at 7:38
Si deve seguire il momento di incasso della fattura, quindi esattamente come indica.
serena Luglio 3, 2019 at 11:31
avendo scelto il regime presunzione di cassa, documento incassato e pagato come datato , per gli interessi passivi conto corrente per i quali ho il documento della banca con importo al 31/12/2018 ma addebitati sul mio conto il 31/03/2019 dell’anno successivo , devo registrarli nel 2018 o 2019 ?
Federico Migliorini Luglio 3, 2019 at 12:32
Salve Serena, come previsto dall’articolo 66 del TUIR anche gli interessi devono essere imputati al reddito secondo il criterio di cassa.