Source: http://www.marcellina5stelle.it/deleghe-ai-consiglieri-comunali-richiesta-ritiro-autotutela/
Timestamp: 2018-12-10 10:41:29+00:00
Document Index: 34873172

Matched Legal Cases: ['art. 42', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 78', 'art. 97', 'art. 6', 'art. 26', 'art. 26']

Deleghe ai Consiglieri Comunali, richiesta ritiro in autotutela - MARCELLINA 5 STELLE
In data 27 Giugno 2016 il Segretario Comunale Giovinazzo Alessandra rispondeva alla nostra nota del 15 Giugno 2016 sul “conferimento deleghe ai consiglieri comunali” allegata alla deliberazione del Consiglio Comunale numero 4 del 18 giugno 2016 ad oggetto “Presa d’atto nomina della giunta” dove lo si interpellava per dare parere di legittimità giuridica del Decreto nr 1 del 14.06.2016 in riferimento al conferimento delle deleghe ai Consiglieri Comununali, BALZOTTI Mario, BOTTANI Marco, SALVATORI Enrico, e VALERIANI Mariangela. In essa si dava giustificazione alla determinazione Sindacale dichiarando che si anticipava la riforma dello Statuto Comunale per prevedere tale figura e che secondo la giurisprudenza in sede amministrativa “… è sufficiente rilevare che non sussistevano preclusioni a che la modifica statutaria fondasse ex post il potere di delega, con conseguente sanatoria del provvedimento sindacale precedentemente emanato….” (T.AR. Toscana, 1^ sez. n. 1248/04)
Nel vigente Statuto Comunale non è prevista la figura di Consigliere delegato.
l’Art. 24 comma 10 del vigente Statuto Comunale recita: “Il Sindaco può attribuire ad Assessori e Consiglieri incarico di svolgere attività di istruzione e studio di determinati problemi e progetti o di curare determinate questioni nell’interesse dell’Amministrazione”
Nella legge 267 del 18 agosto 2000 (T.U.E.L.) non è individuabile il fondamento di un generale potere di affidamento di compiti di collaborazione amministrativa a consiglieri da parte del sindaco. Il T.U.E.L, al di là delle figure ufficiali e funzionali a livello amministrativo (Sindaco, Consiglio Comunale e Giunta), rimane muto, cioè non prevede esplicitamente altra figura istituzionale locale; sia espressamente che indirettamente o per combinato disposto di sue norme previsionali.
Il Ministero degli Interni in data 7 Agosto 2008, ha emesso parere sulla materia in cui si legge: «…poiché il Consiglio svolge attività di indirizzo e controllo politico-amministrativo, partecipando “…alla verifica periodica dell’attuazione delle linee programmatiche da parte del Sindaco…e dei singoli assessori” (art. 42, comma 3, T.U.E.L.), ne scaturisce l’esigenza che i contenuti dei compiti delegati siano tali da evitare una incongrua commistione nell’ambito dell’attività di controllo medesima e, quindi, lo svolgimento di competenze proprie degli assessori…il consigliere può essere incaricato di studi su determinate materie, di compiti di collaborazione circoscritti all’esame e alla cura di situazioni particolari, che non implichino la possibilità di assumere atti a rilevanza esterna, né di adottare atti di gestione spettanti agli organi burocratici. È suscettibile di rilievi di legittimità una delega conferita per l’esercizio di compiti riguardanti singoli settori dell’amministrazione comunale, poiché così risulterebbe aumentato in modo surrettizio il numero degli assessori»
Le sentenze del T.A.R. Puglia (sentenza nr. 4499/2006) delimita le funzioni dei Consiglieri Comunali Delegati a compiti propositivi e di consulenza, con espresso divieto di partecipare alle sedute di Giunta, di firmare atti del Sindaco e di avere deleghe generali e statutariamente previste per gli Assessori della Giunta Comunale, nonché poteri ulteriori rispetto ad altri Consiglieri Comunali.
LA sentenza del T.A.R. Toscana (sentenza n. 1248/04 del 27 aprile 2004) ha stabilito che il Consigliere Comunale Delegato non può essere chiamato a gestire direttamente un settore dell’amministrazione per conto del Sindaco, perché si troverebbe contemporaneamente nella posizione di controllato, in quanto Consigliere Comunale Delegato e di controllore in quanto Consigliere Comunale e che eventualmente questa figura deve in ogni caso essere prevista per Statuto, dove deve essere previsto che è esclusa la possibilità per il Consigliere Comunale Delegato di partecipare alle sedute di Giunta, di avere poteri decisionali di alcun tipo e, soprattutto, che questo non abbia poteri ulteriori rispetto a quelli degli altri Consiglieri e su dirigenti, funzionari e responsabili degli uffici e servizi.
Il Tar Toscana, anticipando lo stesso indirizzo che dopo due anni ha assunto anche il Tar Puglia, prevede che, nel rispetto dei principi e delle norme legislative nell’ambito dell’organizzazione degli Enti Locali, si possa ammettere una delegabilità da parte del Sindaco ad un Consigliere Comunale, di alcune competenze che però non comportino l’adozione di atti a rilevanza esterna o compiti di amministrazione attiva, ma solo deleghe tassativamente limitate ad approfondimenti collaborativi per l’esercizio diretto di quelle funzioni peculiari del Sindaco che ne rimane titolare.
Il T.U.E.L, ammette che il Sindaco, nelle rispettive attribuzioni, in ordine a servizi di competenza statutale, può delegare un Consigliere Comunale per l’esercizio delle funzioni nei quartieri e nelle frazioni, ma questo caso non rientra nella fattispecie di deleghe di tipo assessoriale, perché ha profili di carattere generale e surrogatorio di altre funzioni istituzionalizzate.
E’ altamente preoccupante che membri di un collegio, peraltro appartenenti alla maggioranza, assumano una figura amministrativa (Consiglieri Comunali Delegati) che in ogni caso sarebbe in conflitto con quella originaria e legittimamente formatasi, determinando un abbattimento di quelle misure precauzionali, di cui è stata fatta previsione attraverso il combinato disposto di cui ai commi 1° e 2° dell’art. 78 del T.U.E.L, in materia di status e di condizione giuridica dell’amministratore locale, che permettono invece il rispetto dei principi di trasparenza e buon andamento della P.A. prevista in forma generale dall’art. 97 della Carta Costituzionale.
L’ art. 6 del T.U.E.L consente che lo statuto comunale, nell’ambito dei principi fissati dal predetto testo unico, può stabilire le norme fondamentali dell’organizzazione dell’ente specificando le attribuzioni degli organi e le forme di garanzia e di partecipazione delle minoranze, risultando, pertanto, ammissibile la possibilità di attivare deleghe inter-organiche, ma contemperandone il contenuto con la funzione istituzionale dell’organo amministrativo comunale cui si riferisce.
Nello Statuto Comunale, all’art. 26 comma 5, è fatto giustamente obbligo ai componenti della Giunta, competenti in materia di urbanistica, di edilizia e di lavori pubblici, di astenersi dall’esercitare attività professionali in materia di edilizia privata o pubblica nel territorio da essi amministrato. La delega di tipo assessoriale, per definizione dello stesso statuto all’articolo citato, ad un Consigliere Comunale confligge con tale norma in quanto lo stesso si troverebbe nella condizione di non avere l’obbligo di rispettarla.
Stesso dicasi per gli obblighi contemplati nell’art. 26 comma 4 riguardo i rapporti di parentela
Tutto ciò premesso si evince che:
la figura del Consigliere Comunale Delegato;
a. Deve essere prevista dallo Statuto Comunale, attraverso cui se ne stabilisce la forma e il contenuto speciale sia nelle attribuzioni che nei limiti;
b. Non deve avere attribuite deleghe generali e che queste non devono essere di tipo assessoriale o ancora compiti di amministrazione attiva, ma limitata all’elaborazione e approfondimento di singoli studi su specifiche e determinate materie ed alla collaborazione circoscritta e finalizzata all’esame e trattazione particolare e contingente di situazioni locali;
c. Non deve partecipare o far parte della Giunta Comunale;
d. Il risultato delle sue attività non deve determinare atti esterni della Pubblica Amministrazione Locale, ma deve costituire approfondimento collaborativo per l’esercizio diretto delle proprie funzioni da parte del Sindaco che ne è titolare;
e. Non deve avere poteri uguali a quelli degli Assessori e maggiori di quelli dei propri omologhi Consiglieri Comunali, ma, soprattutto, non deve esercitare poteri su dirigenti, funzionari e responsabili degli uffici e servizi.
Tutto ciò premesso il sottoscritto richiede, l’immediata revoca, in forma di autotutela, del conferimento delle deleghe ai Consiglieri Comununali, BALZOTTI Mario, BOTTANI Marco, SALVATORI Enrico, e VALERIANI Mariangela.
Richiesta ritiro deleghe Consiglieri Comunali in autotutela