Source: http://www.terzaeta.com/news/leggi/leg17071890n6972/art_1-17.html
Timestamp: 2019-02-18 20:58:46+00:00
Document Index: 58923124

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 17', 'art. 832', 'art. 29', 'art. 5', 'art. 11', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 3']

terzaet@.com - Legge 17 luglio 1890, n.6972 - Art. 1-17
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a) di prestare assistenza ai poveri, tanto in stato di sanit� quanto di malattia
b) le fondazioni private destinate a pro di una o pi� famiglie determinate, non soggette a devoluzione a favore della beneficenza pubblica;
c) le societ� ed associazioni regolate dal codice civile e dal codice di commercio (3).
I comitati e le istituzioni di cui alla lettera a) non possono promuovere pubbliche sottoscrizioni senza la preventiva autorizzazione del sottoprefetto (4) e sono sottoposti alla vigilanza dell'autorit� medesima allo scopo di impedire abusi della pubblica fiducia (5).
Il sottoprefetto (4) ha facolt� di decretare la chiusura degli istituti privati di assistenza e beneficenza, aventi per fine il ricovero anche momentaneo, nei casi di abuso della pubblica fiducia, o di cattivo funzionamento in rapporto ai buoni costumi o all'esercizio dell'assistenza o della beneficenza (5).
In ogni Comune � istituita una Congregazione di carit� (6) con le attribuzioni, che le sono assegnate dalla presente legge. Alla Congregazione di carit� (6) saranno devoluti i beni destinati ai poveri, giusta l'art. 832 del codice civile (7).
Le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza sono amministrate dalla Congregazione di carit� (6) o dai corpi morali, consigli, direzioni od altre amministrazioni speciali istituite dalle tavole di fondazione o dagli statuti regolarmente approvati.
Spetta alla Congregazione di carit� di curare gl'interessi dei poveri del Comune e di assumerne la rappresentanza legale, cos� innanzi all'autorit� amministrativa, come dinanzi all'autorit� giudiziaria.
La Congregazione di carit� (6) promuove i provvedimenti amministrativi e giudiziari di assistenza e di tutela degli orfani e minorenni abbandonati, dei ciechi e dei sordomuti poveri, assumendone provvisoriamente la cura nei casi di urgenza.
La nomina e la rinnovazione degli amministratori di una istituzione pubblica di assistenza e beneficenza, che non sia posta sotto l'amministrazione della Congregazione di carit� (6), si fanno a termini delle tavole di fondazione o dei rispettivi statuti.
I membri della Congregazione di carit� (6) e gli amministratori si ogni altra istituzione pubblica, che debbono essere eletti all'ufficio per un tempo determinato, non possono essere rieletti senza interruzione pi� d'una volta; salva, per le amministrazioni diverse dalla Congregazione di carit� (6), la esplicita disposizione in contrario degli statuti.
Nonostante qualsiasi disposizione in contrario delle tavole di fondazione o degli statuti, non possono far parte della Congregazione di carit� (6) o dell'amministrazione d'ogni altra istituzione pubblica di beneficenza:
b) coloro che fanno parte dell'ufficio di Prefettura, sottoprefettura (10) o d'altra autorit� politica, ovvero della Giunta provinciale amministrativa (11) nella Provincia; gl'impiegati nei detti uffici, il Sindaco del Comune e gl'impiegati addetti all'amministrazione comunale;
c) coloro che siano stati dalla Giunta provinciale amministrativa (11) dichiarati inadempienti all'obbligo della presentazione dei conti della Congregazione di carit� (6) o d'altra istituzione di assistenza e beneficenza, o responsabili delle irregolarit� che cagionarono il diniego di approvazione dei conti resi, e non abbiano riportato quietanza finale del risultato della loro gestione;
Gli ecclesiastici e ministri di culti di cui all'art. 29 della legge provinciale e comunale, possono far parte di ogni istituzione di assistenza e beneficenza diversa dalla Congregazione di carit� (6).
Essi possono inoltre far parte dei comitati di erogazione e di assistenza che le Congregazioni di carit� abbiano istituiti, ed anche delle congregazioni stesse nei casi contemplati dagli ultimi tre capoversi dell'art. 5 (12).
Incorre in una penalit� pecuniaria dalle 50 alle 1000 lire, salvo l'applicazione del codice penale, quando sia in reato:
1) colui che, preesistendo un motivo d'incompatibilit� stabilito nell'art. 11 e da esso conosciuto, assuma l'ufficio;
2) colui che continui ad esercitare l'ufficio, quando il motivo d'incompatibilit� sia sopraggiunto e gli sia noto, compiendo atti che non siano di mera conservazione o di stretta necessit�: ovvero ritardando volontariamente le consegne.
Ma se consta che la persona colpita dall'incompatibilit� la denunzi� o ne propose il dubbio, ovvero se la esistenza dell'incompatibilit� fu oggetto di discussione o anche di mero esame per parte della Congregazione (6), del collegio o consiglio di amministrazione che doveva deliberare intorno ad essa, non ha luogo l'applicazione della penalit�, sebbene al seguito dei ricorsi, o per provvedimenti d'ufficio, la incompatibilit� sia stata dalle autorit� superiori dichiarata esistente.
Non possono appartenere contemporaneamente alla stessa amministrazione gli ascendenti e i discendenti, i fratelli, le sorelle, i coniugi, i suoceri e il genero o la nuora. Tuttavia, per le amministrazioni diverse dalle Congregazioni di carit� (6), sono mantenuti i particolari statuti che dispongono diversamente.
Chi fa parte della Congregazione di carit� (6) o della amministrazione di ogni altra istituzione pubblica di assistenza e beneficenza, non pu� intervenire a discussioni o deliberazioni, n� pu� prender parte ad atti o provvedimenti concernenti interessi suoi o dei parenti od affini sino al quarto grado, o interessi di stabilimenti da lui amministrati, o di corpi morali di cui avesse una rappresentanza, o di persone con le quali fosse legato con vincolo di societ� in nome collettivo o in accomandita semplice o di associazione in partecipazione.
Non pu� inoltre concorrere, direttamente n� indirettamente o per interposta persona, a contratti di compra e vendita, di locazione, di esazione e di appalto con la congregazione (6) o con l'istituzione pubblica di assistenza e beneficenza alla quale sia addetto: salvo che si tratti di locazioni, ovvero di compre e vendite ai pubblici incanti, e con deliberazione motivata della Giunta provinciale amministrativa (11) sia stato ammesso a concorrervi.
La disposizione del capoverso dell'articolo precedente si applica anche a coloro che fanno parte dell'ufficio di Prefettura, di sottoprefettura (10) o di altra autorit� politica, ovvero della Giunta provinciale amministrativa (11), ed al Sindaco del Comune.
I contravventori agli artt. 15 e 16 incorrono in una penalit� pecuniaria dalle 50 alle 1000 lire nella decadenza dell'ufficio di componente la Congregazione di carit� (6) o di amministratore di altra istituzione di assistenza e beneficenza e nell'obbligo del risarcimento dei danni; salve le maggiori pene quando siavi reato.
L'amministrazione ha diritto alla risoluzione del contratto. Ove essa non faccia valere o non deduca la nullit� pu� farla valere o dedurla l' autorit� politica.
(2) La Corte costituzionale, con sentenza 24 marzo-7 aprile 1988, n. 396, ha dichiarato l'illegittimit� dell'art. 1, nella parte in cui non prevede che le IPAB regionali e infraregionali possano continuare a sussistere assumendo la personalit� giuridica di diritto privato, qualora abbiano tuttora i requisiti di un'istituzione privata.
(9) Gli articoli, gi� sostituiti dall'art. 5 R.D. 30 dicembre 1923, n. 2841 e modificati dalla L. 4 marzo 1928, n. 413, devono intendersi abrogati per effetto della L. 3 giugno 1937, n. 847.
(12) Comma cos� modificato dall'art. 3 L. 17 giugno 1926, n. 1187.