Source: https://www.professionegiustizia.it/documenti/guide/regolamento_formazione_continua_avvocati
Timestamp: 2018-09-20 06:24:44+00:00
Document Index: 29344813

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 29', 'art. 35', 'art. 22', 'art. 35']

Regolamento formazione continua avvocati Principi Generali - I Soggetti - ProfessioneGiustizia.it
nella seduta del 16 luglio 2014
visto l’art. 11 della legge 31 dicembre 2012, n. 247, rubricato “Formazione continua”, recante la Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense, che pone a carico dell’avvocato l’obbligo di curare il continuo e costante aggiornamento della propria competenza professionale al fine di assicurare la qualità delle prestazioni professionali e di contribuire al migliore esercizio della professione nell’interesse dei clienti e dell’amministrazione della giustizia;
visto l’art. 11, comma 3 della legge citata, che attribuisce al Consiglio Nazionale Forense il compito di stabilire le modalità e le condizioni per l’assolvimento dell’obbligo di formazione continua da parte degli iscritti e per la gestione e organizzazione dell’attività di aggiornamento a cura degli ordini territoriali, delle associazioni forensi e di terzi;
visto l’art. 11, comma 4 della medesima legge, che prevede che l’attività di formazione svolta dagli ordini territoriali, anche in cooperazione o convenzione con altri soggetti, non costituisce attività commerciale e non può avere fini di lucro;
visto l’art. 29, comma 1, lettere d), i) e p) della medesima legge, che affida ai Consigli dell’ordine compiti di promozione ed organizzazione di eventi formativi e di controllo della formazione continua degli avvocati;
visto l’art. 35, comma 1, lettera f) della medesima legge, che affida al Consiglio nazionale forense il compito di promuovere attività di coordinamento e di indirizzo dei Consigli dell’ordine, al fine di rendere omogenee le condizioni di esercizio della professione e di accesso alla stessa;
visti gli artt. 32 e 37, comma 4, che consentono lo svolgimento delle funzioni dei Consigli dell’ordine e del Consiglio nazionale forense mediante commissioni di lavoro;
considerato che l’intensità ed il contenuto della formazione variano in rapporto al settore di esercizio dell’attività professionale, a seconda che quest’ultima sia di stampo generalista, prevalente, o specialistica;
1. Il presente regolamento disciplina le modalità per assolvere l’obbligo di formazione continua da parte dell’avvocato o del tirocinante abilitato al patrocinio, e la gestione e l’organizzazione delle attività formative.
La formazione continua consiste in attività di aggiornamento e di formazione che si distinguono per modalità, contenuti ed ambiti cognitivi.
corsi di linguaggio giuridico di lingua straniera;
corsi di cui all’art. 22 della legge professionale.
per “legge professionale” si intende la legge 31 dicembre 2012, n. 247, recante Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense e le ulteriori modificazioni e integrazioni;
per “attività formativa” si intende ogni attività promossa, organizzata o prevista ai fini dell’assolvimento dell’obbligo di formazione, che comprende sia le attività di aggiornamento che le attività di formazione;
il “credito formativo” (CF) è l’unità di misura del carico di studio e dell’impegno necessario per l’assolvimento dell’obbligo di formazione continua e della rilevanza dell’attività formativa in relazione alle specifiche finalità previste dal presente regolamento;
il “periodo formativo” è l’arco temporale entro il quale si valuta lo sviluppo della formazione del professionista, che assolve all’obbligo formativo acquisendo i crediti richiesti;
gli “eventi a rilevanza nazionale” e gli “eventi seriali” sono le attività di formazione che, organizzate dagli stessi soggetti promotori, sono fruibili su gran parte del territorio nazionale e prevedono la ripetizione degli stessi programmi in diversi fori o distretti nel medesimo anno formativo;
gli “eventi a rilevanza locale” sono quelle attività svolte nel singolo foro e rivolte ai suoi iscritti;
per “FAD” si intende la formazione a distanza, ovvero attività formative svolte anche con modalità telematiche, purché sia possibile il controllo della partecipazione;
per “accreditamento” si intende la procedura disciplinata dal presente regolamento, in base alla quale il Consiglio Nazionale Forense ed i Consigli dell’Ordine, secondo le rispettive competenze, accertano la sussistenza dei requisiti previsti perché un’attività si possa considerare formativa ai fini dell’obbligo di formazione continua e provvedono all’attribuzione di CF;
la “Commissione centrale per l’accreditamento della formazione” (indicata anche come “Commissione centrale”) è l’organismo costituito presso il Consiglio Nazionale Forense per l’esercizio dei compiti previsti dal presente regolamento;
le “Commissioni per l’accreditamento della formazione” (indicate anche come “Commissioni locali”) sono costituite presso ciascun Consiglio dell’Ordine, al fine di svolgere i compiti di competenza degli ordini circondariali in materia di formazione disciplinati dal presente regolamento;
il “POF” è il Piano dell’Offerta Formativa.
Il Consiglio Nazionale Forense promuove e coordina l’attività di formazione continua anche tramite la Fondazione “Scuola Superiore dell’Avvocatura”, la “Fondazione dell’Avvocatura italiana – FAI”, la “Fondazione italiana per l’innovazione forense – FIIF” e ne controlla lo svolgimento ai fini del miglioramento e del perfezionamento delle competenze professionali, assicurando uniformità di riconoscimento dei crediti formativi sul territorio nazionale e promuovendo la più ampia e tempestiva diffusione dei programmi tra gli iscritti.
Il CNF, in attuazione dell’art. 35 della legge professionale, può emanare linee guida e circolari interpretative per l’applicazione del presente regolamento al fine di assicurare l’effettività e l’uniformità della formazione permanente sul territorio nazionale.
Nel rispetto delle prescrizioni del presente regolamento le attività formative possono essere promosse, organizzate e gestite, anche da soggetti pubblici o privati.
Per l’accreditamento delle attività di formazione continua previste dal presente regolamento i soggetti, pubblici o privati, devono dimostrare di operare in ambito forense o comunque in ambiti attinenti all’esercizio della professione di avvocato ed abbiano maturato esperienze nello svolgimento di attività formative.