Source: http://sax.iasf-milano.inaf.it/~lucio/WWW/Opinions/madia.html
Timestamp: 2018-01-22 23:56:24+00:00
Document Index: 33840651

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 36', 'art. 7', 'art. 13', 'art. 20']

Commenti sul DL sugli enti di ricerca
Riflessioni tardo-primaverili sulla bozza di decreto sugli enti di ricerca (c.d. "riforma Madia")
tacere bisognava e andare avanti ... ?
Lucio Chiappetti - IASF Milano - 24 maggio 2016
Dopo qualche anno siamo ancora qui con una nuova serie di commenti stagionali: tutti i precedenti, ormai fuori numero, li trovate qui.
E speriamo che, vista la data, non valga il verso citato sopra della Canzone del Piave :-)
A seguito della Legge Delega sulla Pubblica Amministrazione ossia Legge 7 agosto 2015 n. 124, nel seguito Legge 124, e nello specifico del suo art. 13, il Governo deve emanare uno o piu' decreti legislativi relativi agli enti di ricerca, impropriamente chiamati "uscita dalla pubblica amministrazione".
Dopo una iniziativa estemporanea interna a INAF (a cui non e' stato dato corso ?) la situazione si e' recentemente evoluta come segue, ed i seguenti quattro documenti sono considerati come fonti :
a gennaio 2016 e' circolato un documento di lavoro della Conferenza dei Presidenti degli Enti di Ricerca in forma di input al Governo per l'esercizio della delega della Legge 124 (nel seguito "input CoPER" o "CoPER")
a aprile 2016 e' circulata una proposta dell'ANPRI parimenti in forma di input al Governo (nel seguito "input ANPRI" o "ANPRI")
nello stesso periodo e' stata circolata da fonte sindacale una bozza "riservata" del decreto delegato (nel seguito "bozza governativa" o "bozza")
infine ieri e' stata circolata una breve lettera dei membri eletti nei CdA degli enti di ricerca, indirizzata alle Ministre Madia e Giannini (nel seguito "lettera CdA" o "CdA")
Sinossi commentata dei documenti
Nel seguito provvedo una sinossi delle fonti citate sopra, raggruppando gli item per argomento, e fornendo dei commenti personali (che possono essere evidenziati temporaneamente uno per uno mettendo o levando il mouse su "nascondi/visualizza" e permanentemente cliccando su "permanentemente").
Elenco enti di ricerca
Item 1 pag. 4
elenca 21 enti non solo tra quelli vigilati dal MIUR (cfr. anche qui) non trattato Art. 1
elenca 20 enti, rispetto a CoPER aggiungono INDIRE e levano INAIL e ANVUR (sic!) non trattato
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E' una buona cosa che si cerchi di fare ordine nell'elenco degli enti (dicevo da tempo altrove come al di la' dei classici enti vigilati dal MIUR la situazione sia confusa) ed estendere una uniformita' di trattamento.
A rigore si sarebbe anche potuto mettere ordine nei piccolissimi enti minori e magari spezzare il CNR per discipline e mettere in piedi l'Agenzia della Ricerca, ma visti gli antefatti forse e' meglio quieta non movere o non svegliare l'oscuro estensor che dorme (let the dark draftsman lie e si noti il doppio senso del verbo "to lie" :-) dato che gli estensori, a differenza dei cani, possono giacere e mentire )
Item 12bis pag. 25-30,
molto dettagliato accennato in introduzione e al punto 3 Art. 2
richiamo generico agli statuti Item 3
preferisce il testo CoPER
D'accordo col commento dei membri eletti dei CdA
Item 22 pag. 31-42
brevi punti formali en passant ai punti 3 (rappresentanza nei CdA) e 10 (collegio di disciplina)
e al punto 7 su aree disciplinari Art. 3
numerosi commi di natura formale
comma 2 punto g istituzionalizza la Consulta dei Presidenti non affrontato
Item 4 chiede una rappresentanza nazionale simil- CUN
Si tratta di punti abbastanza oscuri. Consultando "normattiva" si vede che si estende la "riforma Gelmini" (DL 213 del 2009) agli enti non vigilati dal MIUR; si eliminano le autorizzazioni del MEF e della Funzione Pubblica per gli organici (buono !)
Vi e' poi un intricato giro di rimandi e modifiche alla legge istitutiva del MURST (sic!) (Legge 168 del 1989), che in qualche modo assimila le procedure per gli statuti degli Enti a quelle per le Universita' e ... sopprime la necessita' di pubblicarli sulla Gazzetta Ufficiale.
A parte la Consulta dei Presidenti, direi sostanzialmente innocuo (mostly harmless).
Relativamente al commento dei membri del CdA non so bene cosa faccia il CUN (ho invece un certo ricordo dei "gloriosi" Comitati Nazionali del CNR).
Punti minori legati agli statuti
Item 3 su incarichi dirigenziali non trattato Art. 9 su incarichi dirigenziali recepito parz.
Art. 18 compensi ai membri degli organi non trattato
Punti minori e in parte a me oscuri.
Positivo forse il demandare al governo il fissare per decreto i compensi di presidenti e membri degli organi dell'ente invece di lasciarli agli statuti (anche se secondo me la procedura corretta sarebbe l'inquadramento temporaneo in un livello stipendiale superiore o apicale, con un eventuale moltiplicatore, ma questo avrebbe richiesto di definire qui e adesso il trattamento economico invece di differirlo all'art. 7).
non trattato trattato estesamente ai punti 1, 2, 3, 4 e 5 (ecc.) in modo a prima vista analogo allo stato giuridico universitario
inoltre al punto 13 mantiene il comparto ricerca (perche' e per chi ?) Art. 4 introduce apparentemente lo stato giuridico per ricercatori e tecnologi, ma nelle sole due fasce superiori mettendo a esaurimento la terza fascia (sostituita con i ricercatori TD all'art. 5 comma 4) item 1 e 5
non trattato punto 14 su proporzioni fasce in pianta organica (tre fasce) Art. 6 fissa proporzioni 70/30 tra le sole due fasce item 6 critico su proporzioni
non trattato non trattato non trattato Item 2 problema del personale contrattualizzato vs non contrattualizzato ("astronomi vs EPR") per INAF e INGV
Sono sostanzialmente d'accordo coi commenti dei membri eletti del CdA.
In primis col loro punto 2, dove unici ricordano la situazione "astronomi vs EPR" (e la analoga dei vesuviani all'INGV). Subito dopo con la sostanza del punto 1, e poi con gli altri due punti.
Non mi formalizzerei relativamente al primo punto, ossia il comma 1 dell'Art.4, che ci aggiunge a magistrati e diplomatici sfruttando il comma 1 art. 3, e non il comma 2 relativo agli universitari, della legge c.d. privatizzazione del pubblico impiego (DL 165 del 2001). Mi pare un escamotage per fare in fretta senza riscrivere troppe leggi. Di certo e' che non si esce dalla pubblica amministrazione e tantomeno si finisce in un calderone del precariato tipo IIT, perche' quell'articolo e' quello del personale in regime di diritto pubblico, ossia, finalmente, forse, arriva lo stato giuridico (bene !).
Dico "fare in fretta" perche' indubbiamente la cosa piu' logica sarebbe stata dare rubertianamente un unico stato giuridico a universitari, ricercatori e tecnologi. Piu' o meno come nella proposta ANPRI. Pero' il comma 2 contiene dei riferimenti precedenti specifici per l'universita' e quindi usano il comma 1 con "tutti gli altri".
Dico pero' "forse" perche' il comma 1 fa riferimento a color che rimangono disciplinati dai rispettivi ordinamenti ... ma per magistrati, diplomatici, poliziotti e militari, prefetti ecc. (come pure per gli universitari) tali ordinamenti erano gia' uno stato giuridico e con un associato trattamento economico. Ma per noi quale e' il rispettivo ordinamento ? quello totalmente contrattualizzato attuale, di un comparto ricerca che sta per scomparire ? quello vigente al 2001 ? quello contrattualizzato ma con contratto pubblico regolato da un DPR, che aveva istituito le tre fasce ?
Non a caso (si veda sotto) l'art. 7 sul trattamento economico e' vuoto !
Vi e' pero' il grave corollario che l'analogia con le universita' che non si e' voluta fare dalla porta, rientra dalla finestra. Non si fa riferimento agli ordinamenti "storici" (e sensati) delle tre fasce universitarie (ordinari, associati e ricercatori) ma a quelli (insensati) post-Gelmini con solo due fasce (ordinari e associati), i ricercatori TI messi ad esaurimento e il reclutamento attraverso le posizioni da ricercatore TD. Su cui si veda sotto.
non trattato non trattato Art. 7 lo demanda a successivo decreto non trattato
Desta perplessita' questo temporeggiare, per cui non si capisce (vedi anche sopra) se questo stato giuridico sia completo (decontrattualizzato) o meno. Cosa che forse ci converrebbe prima della riforma dei comparti. Cosa che sicuramente in passato ci sarebbe convenuto (passare al trattamento universitario ... che sanerebbe anche la questione "astronomi vs ricercatori"), forse un po' meno ora che loro sono stati penalizzati dal blocco degli scatti e da un poco chiaro doppio regime (pre-Gelmini e post-Gelmini).
Item 4 pag. 10-13 con varianti alternative
Item 5 su turnover e autorizzazioni punto 8 dettagliato e diverso sui concorsi (il tenure track e' per la terza fascia)
punto 9 sui contratti TD Art. 5
PR PT comma 3 lascia invariato il concorso per titoli ed esame
DR DT comma 2 diventano entrambi (anche i DT) per soli titoli
comma 5 (per i ricercatori TD) da' un grande dettaglio, che a una prima lettura pare simile a quello per i ricercatori TD universitari parte di item 5 su concorsi ed item 7 su contratti
Item 14 pag. 32 su chiamata diretta (per chiara fama)
anche item 4 punto 5 chiamata diretta (indifferenziata) punto 9 b, chiamata diretta (a progetto) Art. 5 comma 9 pare piu' simile al testo ANPRI non trattato
nascondi/visualizza permanentemente i commenti inclusive delle statistiche delle tre fasce
Questa parte, nel combinato disposto con il ventilato passaggio a un sistema a due fasce, e' quella piu' critica.
Essa contiene cose buone, ossia quella che mi pare una assimilazione dei concorsi di reclutamento (mentre per quelli di avanzamento cambia poco o nulla, i concorsi per dirigente tecnologo divengono per soli titoli invece che per titoli ed esame) ai nuovi concorsi universitari: quindi niente prove scritte, short list sui titoli, niente lingua italiana per gli stranieri ... cose richieste da tempo !
Anche l'idea del tenure track e' buona (anche se i criteri della valutazione di cui al comma 7 dell'art. 5 restano poco chiari) ... ma il buon senso vorrebbe che (come p.es. nella proposta ANPRI) il tenure track desse accesso alla attuale terza fascia di ricercatori TI. Anche questo come richiesto e perfino previsto (ma mai attuato) da tempo.
Il problema e' la scomparsa della terza fascia !
Ulteriori problemi riguardano gli altri contratti.
Non e' chiaro cosa siano quelli del comma 10 (contratti di tipo non scientifico ?).
Il comma 14 taglia la durata degli assegni di ricerca (ora regolati dai disciplinari di ente) a 1-3 anni non rinnovabili. Il che sarebbe accettabile se servisse a scoraggiare un abuso doloso degli assegni come precariato a basso costo, ma in assenza di un aumento dei fondi per il personale, rischia semplicemente di espellere coloro che svolgono una attivita' essenziale ... e sono in quella posizione solo perche' non vi erano fondi per un TD o autorizzazioni per un TI !
Anche i contratti quinquennali a chiamata diretta del comma 9 rischiano di introdurre un canale parallelo (anzi un vicolo cieco parallelo in assenza di tenure track). Andrebbe chiarito meglio a cosa servono ... fin dai lontani tempi degli art. 36 questi sono stati di fatto utilizzati per scopi diversi da quelli previsti, che dovrebbero essere
visiting scientist stranieri, nelle tre fasce, che al termine "tornano a casa"
esperti o specialisti a supporto di un progetto, diciamo figure professionali particolari, p.es. ingegneri e non astrofisici, che coprono esigenze specifiche e temporanee
ora e' ben vero che possono esistere progetti "a tempo" le cui esigenze vengono a cessare (mi viene in mente il caso delle operazioni di un satellite, le posizioni ESA associate decadono dopo tre mesi dal lancio se il satellite va in mare), ma per molti di questi che si susseguono istituzionalmente nell'ente, sarebbe piu' logico coprirle attingendo a una pool di personale permanente interno, di cui favorire la mobilita' p.es. con delle relocation allowances.
Riporto qui a supporto della assurdita' del passaggio da tre a due fasce, una statistica sulla situazione ad oggi per tre casi, ossia un tipico medio ente come l'INAF (fonte la anagrafica), il piu' grosso ente ossia il CNR (fonte i grafici delle statistiche dell'annuario), e tutte le universita' (fonte CINECA).
frazione (tot TI=100)
frazione (tot I+II=100)
Universita' 13143 20055 17050 4473 26.2 39.9 33.9 39.6 60.4
Come corollario ho appreso che non esistono professori o ricercatori universitari il cui cognome comincia per Y, ne' ricercatori che cominciano per X.
Piu' seriamente si vede come la terza fascia, messa comunque inopportunamente ad esaurimento nell'universita', occupa la' poco piu' del 30% del personale di ruolo a tempo indeterminato, mentre nei due EPR occupa oltre il 70%.
Inoltre i "precari di lusso", ossia per l'universita' i ricercatori TD dei tre tipi legge 230, legge 240 A e legge 240 B, e per gli enti i ricercatori e tecnologi con contratti TD su progetto (quasi tutti nella terza fascia), nell'universita' sono il 9% rispetto al personale TI, ma negli enti sono all'incirca il 20%.
Inoltre andrebbero considerati gli altri precari, assegnisti e borsisti, per cui non ho i dati generali, ma che per INAF sono 320, ossia oltre tre volte i TD.
Infine nell'universita' la proporzione tra le prime due fasce e' 40:60 (e la terza fascia resa a esaurimento circa la meta' del totale delle prime due), mentre negli enti la proporzione tra le prime due fasce e' sbilanciata a 20:80, e la terza fascia e' piu' numerosa di quasi tre volte delle prime due.
Item 9 deroga su permanenza prima sede non trattato Art. 10 comma 2 recepisce parzialmente testo CoPER (permanenza di tre anni) non trattato
Item 10 su durata graduatorie non trattato Art. 5 comma 12 (due anni o deroga) non trattato
Item 19 propone premi in denaro non trattato Art. 11 recepito con modifiche non trattato
Item 4 punto 8 su congedi Punto 6 su sabbatici Art. 10 comma 3 pare recepire testo CoPER non trattato
Item 4 punto 9 titolarita' dei fondi punto 16 Art. 10 comma 4 pare recepire testo CoPER non trattato
Item 4 punto 6 recupero anzianita' pregressa punto 15 non recepito non trattato
non trattato punto 17 chiede dotazione ricerca libera non recepito non trattato
Una mistura di punti vari, alcuni scontati (come i congedi per cui credo venga confermato l'arrangiamento attuale), o positivi (come la titolarita' dei fondi in caso di trasferimento).
Meno positivo che non venga citato il recupero della anzianita' a TD (e nulla si dica sulla ricostruzione di carriera in caso di passaggio di fascia, ricordiamoci che alla Universita' e' sparita).
Un compromesso il punto sulle graduatorie (che idealmente non dovrebbero esserci se i profili cambiano) e la deroga alla permanenza nella sede di presa servizio iniziale (che idealmente, sempre nell'idea dei Presidenti, dovrebbe favorire la mobilita' secondo i progetti).
Infine non si capisce bene il razionale degli accolti e un po' umilianti "premi", per cui si sarebbe potuto pensare a meccanismi alternativi, come scatti anticipati, o inquadramenti temporanei a livelli superiori per incarichi particolari. Ma questo avrebbe richiesto di definire qui e adesso il trattamento economico invece di differirlo all'art. 7.
Item 26 pag. 46-47 punto 12 chiede trattamento dirigenziale Art. 12
pare recepire testo CoPER, torna diaria e si semplifica non trattato
Pare una semplificazione burocratica che riporti tutte le missioni (non solo quelle "internazionali") all'antico. Bene.
Aspetti burocratico-amministrativi (recepiti)
Item 6 contratti d'opera (lungo)
Item 7 Corte dei Conti
Item 8 mobilita' (formalita')
Item 11 mansionario PA non si applica
Item 21 commissariamento
Item 24 manutenzione immobili
Item 28 appalti
Item 29 TFR/TFS non trattato Art. 5 comma 10 recepito in breve
Art. 16 recepito ?
Art. 10 comma 1 recepito
Art. 4 comma 4 recepito
Art. 17 recepito
Art. 15 recepito
Art. 14 su appalti
Art.8 recepito (in parte ?) non trattato
Si tratta in genere di punti di semplificazione burocratica, di dettaglio e poco rilevanti per il ricercatore quadratico medio, ma pare che gli estensori abbiano dato retta ai Presidenti. Bene.
Aspetti burocratico-amministrativi (non recepiti ?)
Item 2 salvaguardia
Item 13 formazione
Item 15 riparto FFO
Item 16 IRAP
Item 17 imposta fabbricati
Item 18 SSN
Item 20 Antartide
Item 23 arredi
Item 25 autovetture
Item 27 MEPA !!! non trattato Apparentemente questi punti sono ignorati nella bozza tuttavia l'art. 13 e' un segnaposto vuoto che potrebbe riguardare tali argomenti.
Non mi e' chiaro se gli art. 20 e 21 coprono parte di tali punti non trattato
Si tratta in genere di punti di dettaglio a volte molto specifici (credo che l'item 18 fosse per l'Istituto Superiore di Sanita') e poco rilevanti per il ricercatore quadratico medio, salvo forse quello sul MEPA.
Non ci ho dedicato molto tempo e potrebbe essermi sfuggito il recepimento di qualcuno di essi (dato che il PDF della bozza e' scannato e quindi non-searchable).
Costava troppo accettarli ? o hanno avuto remore ?
Art. 19 dedicato ai fondi ERIC
Art. 22 e 23 chiusure formali