Source: http://www.mondomalamute.eu/SILVIA_AGLIETTI_In_viaggio_con_Fido.htm
Timestamp: 2017-03-28 11:52:26+00:00
Document Index: 71025569

Matched Legal Cases: ['art. 169', 'art. 169', 'art. 38', 'art. 170', 'art. 1', 'art. 1']

In viaggio con il cane alaskan malamute Mondo Malamute leggi e regole viaggiare con il cane Home Contatti
Il modo di fare vacanza e le abitudini di viaggio degli italiani sono cambiati. Partire con il proprio cane al seguito, oggi, è sempre più facile, ed è possibile scegliere tra una vasta serie di offerte.
A ben guardare, lo stesso D.P.R. 320/54, Regolamento della Polizia Veterinaria, ammette l’accesso ai cani negli locali pubblici e mezzi di trasporto purché al guinzaglio. Nessun commerciante, allora, può vietare l’ingresso ai cani!!! In realtà, poi, se si scorrono i singoli regolamenti comunali e regionali, le disposizioni di polizia veterinaria, si scopre che: “È fatto divieto di introdurre cani nei negozi di alimentari”. In tali locali è lasciato alla discrezione del proprietario/gestore se permettere, o meno, l’ingresso ai cani. È fatto comunque obbligo allo stesso, nel caso intenda vietare l’ingresso ai cani, di esporre cartello o altro segnale di divieto di ingresso.
Sempre più italiani amano farsi accompagnare dall’amico a 4 zampe e condividere con lui ogni esperienza, dal ristorante alla vacanza. E l’industria turistica per prima si è adeguata e attrezzata, dando il via ad una crescita costante del numero di hotel, spiagge e locali dove i cani sono i benvenuti.
A fronte di luoghi che ancora ne vietano l’accesso, e di alcuni che lo consentono dietro alcune regole (ad esempio in molti posti sono ammessi solo cani di piccola taglia, o l’animale non può accedere a determinate zone della struttura che li ammette, etc..), altri non si limitano più, al contrario, alla “semplice accettazione”, ma prevedono, addirittura, dei veri e propri “pacchetti soggiorno” che comprendono cucce, pappe e altri confort, tutti dedicati ai pet.
Per conoscere in anticipo le “usanze” della meta da noi scelta è sempre meglio, comunque, affidarsi ad agenzie specializzate, a guide turistiche, ai vari indirizzi internet dedicati al tema, come anche
www.enpa.it oppure
www.ministerosalute.it e tanti altri).
Se poi scegliamo una meta al di fuori dei confini nazionali è buona norma contattare per tempo anche l’ambasciata locale.
Una cosa fondamentale, al di la di tutto, da tenere sempre a mente, è, allora, per chi decide di partire con il proprio cane, la scelta anticipata del luogo. Meta che ci vedrà arrivare, oltre che con guinzaglio e ciotola, attrezzati di trasportino e museruola, senza dimenticare il libretto sanitario.
L’animale, infatti, deve risultare in regola con le vaccinazioni obbligatorie e, per stare dalla parte del sicuro, anche con i trattamenti antiparassitari e contro la filariosi, soprattutto se ci spostiamo in zone endemiche per malattie specifiche. Ci sono poi alcune regioni, come ad esempio la Sardegna, che richiedono espressamente ed obbligatoriamente anche la vaccinazione antirabbica.
Se decidiamo, invece, di espatriare, sarà necessario, altresì il passaporto europeo, obbligatorio dal primo ottobre 2004 e previsto dal Regolamento CE n. 998 del 2003 del Parlamento Europeo per cani, gatti e furetti. Il documento d’identità del nostro pet contiene: dati del proprietario, descrizione ed identificazione del pet (con foto e microchip), vaccinazione antirabbica, test sierologico antirabbico rilasciato da laboratorio autorizzato, e, per alcuni Paesi, trattamento contro i parassiti.
Ogni Paese, infatti, ha le sue regole. Fino al 3 luglio 2009, ad esempio, l’unico mezzo di riconoscimento accettato per l’introduzione dei cani in Regno Unito, Irlanda, Svezia e Malta è quello elettronico (microchip). Il proprietario, inoltre, deve essere in possesso, appunto, del passaporto attestante la vaccinazione antirabbica, presso un laboratorio riconosciuto dalla Commissione Europea ed anche una prova sierologica delle analisi per gli anticorpi della rabbia che si dovrà effettuare 30 giorni dopo la vaccinazione ed almeno 6 mesi prima della partenza, per il Regno Unito, l’Irlanda o per Malta, e almeno 120 giorni prima della partenza per la Svezia. Gli Stati Europei possono anche richiedere, come detto, un trattamento sanitario preventivo contro la tenia e le zecche. Il passaporto europeo ha gli spazi dedicati anche per queste certificazioni. Per entrare, invece, nei Paesi terzi, come ad esempio Cambogia, Cina, India, Nepal, Sri Lanka, Cuba, Guatemala, Honduras, Maldive, Madagascar, Seychelles, Sud Africa o Thailandia, è necessario rispettare tutte le vaccinazioni, nonché l’identificazione e l’antirabbica. In più servirà la trascrizione delle analisi per gli anticorpi della rabbia effettuata su un campione prelevato almeno 30 giorni dopo la vaccinazione, se è la prima antirabbica che l’animale fa, e 3 mesi prima del viaggio. Il campione del sangue dell’animale va spedito ad un Istituto zoo profilattico riconosciuto UE, in Italia o altrove, per essere analizzato.
Ci vorrà altresì un certificato di buona salute recente (meno di 7 giorni), ed il microchip leggibile in UE, altrimenti va bene il tatuaggio, ma non per tutti i Paesi. Alcune Nazioni richiedono anche garanzie sul trattamento di zecche ed echinococco, non obbligatorio per l’Italia. Esistono anche Paesi non comunitari per i quali valgono le stesse disposizioni dei Paesi membri: Andorra, Islanda, Liechtenstein, Monaco, Norvegia, San Marino, Svizzera e Città Del Vaticano. Mentre, infine, per raggiungere Paesi come Ucraina, Tunisia, Marocco, Brasile o Egitto serve, oltre alla vaccinazione antirabbica in corso di validità riportata sul certificato sanitario ed alla titolazione di anticorpi svolta almeno 30 giorni dopo la vaccinazione e 3 mesi prima dl viaggio, che l’animale, identificato con microchip, abbia il certificato sanitario conforme alla decisione 2004/824/CE del 1 dicembre 2004. ricordiamo, comunque, sempre, che per le normative europee, l’animale non può viaggiare al di sotto dei tre mesi di età. Insomma, è necessario organizzarsi per tempo. Per avere il passaporto europeo, infatti, bisogna identificare il cane con un microchip, iscriverlo all’anagrafe canina (l’anagrafe è un registro di tutti i cani identificati con tatuaggio o microchip nel quale sono riportate anche le generalità del proprietario), sottoporre l’animale a vaccinazione antirabbica e rivolgersi alla ASL competente sul territorio. La prima volta è necessaria la vaccinazione antirabbica: solo 20 giorni dopo, a vaccino attivo, è possibile richiedere il passaporto UE alla ASL, con un certificato di buona salute, pagando circa 10 euro. Negli anni successivi il rinnovo è automatico, con il richiamo dell’antirabbica.
Si tratta, in definitiva di un documento attestante tutte le informazioni necessarie in relazione allo stato sanitario dell’animale in questione. Per saperne di più potete, comunque, visitare le pagine web relative ai siti della Polizia di Stato, Ministero della Salute e Governo italiano:
www.poliziadistato.it -
www.ministerosalute.it -
www.governo.it . Il passaporto ed il libretto, inoltre, possono essere utili nel caso in cui il vostro amico si ammali lontano da casa e vi dobbiate recare da un veterinario. Questi sarà così informato sullo stato di salute o su eventuali particolari problemi che il vostro amico dovesse avere e potrà quindi intervenire tempestivamente. Ricordiamoci, infine, di informarci, non solo sulle leggi per l’ingresso del cane nel Paese, ma anche sulle norme da rispettare una volta giunti a destinazione. Potendo portare con noi fido, dunque, ci troviamo ad affrontare sempre più spesso anche i problemi legati al suo trasporto, in auto, in treno, in nave ed aereo.
A questo proposito è utile conoscere alcune piccole regole che possono rendere più piacevole il viaggio, sia per noi che per loro, in base al mezzo di trasporto con cui ci spostiamo. A parte, infatti, i cani per i non vedenti, che possono accompagnare il padrone sempre e comunque, eventualmente soggetti, al massimo, all'uso della museruola, e per i quali, in ogni caso, può risultare comunque opportuno avvisare per tempo gli operatori dei trasporti, in modo che possano provvedere all'adeguata sistemazione, il trasporto dei pet è soggetto a regole imprescindibili. - In automobile.
Se si viaggia in automobile con animali al seguito, è bene sapere che il codice della Strada, all’art. 169, prevede il trasporto "libero" (senza rete di protezione) per un solo cane, purché non intralci il conducente e non sia fonte di pericolo. In caso contrario sarà necessario trasportare i cani nel vano posteriore (o sul sedile posteriore) avendo però cura di creare un divisorio con le apposite reti, barre o materiali analoghi. Il Codice della Strada, D.L. vo 30 aprile 1992, n° 285, infatti, all’art. 169, “Trasporto di persone, animali e oggetti sui veicoli a motore”, espressamente recita: “In tutti i veicoli il conducente deve avere la più ampia libertà di movimento per effettuare le manovre necessarie per la guida…
Sui veicoli diversi da quelli autorizzati a norma dell'art. 38 del D.P.R. 8 febbraio 1954, n° 320 (Regolamento di Polizia Veterinaria), è vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e comunque in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida. E consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente ufficio provinciale della Direzione Generale della M.C.T.C.”. Il viaggio sarà un piacevole svago per i vostri amici a 4 zampe, se, comunque, eviteremo di farli mangiare subito prima della partenza. A stomaco pieno rischierebbero, infatti, di soffrire maggiormente di "mal d'auto". A questo proposito possiamo anche informarci preventivamente dal vostro Veterinario per sapere quali farmaci "anti nausea" eventualmente somministrare. Durante il viaggio, invece, teniamo sempre con noi molta acqua fresca e una ciotola: loro soffrono il caldo molto più di noi ed hanno quindi bisogno di reintegrare spesso i liquidi persi con la salivazione. Per lo stesso motivo è utile far circolare aria nell'abitacolo dell'auto in modo da limitare l'accumulo di calore e fermarsi frequentemente: durante i viaggi molto lunghi è importante fare molte soste per farlo bere, per i bisogni, per fargli sgranchire un po' le zampe e distrarlo. Questo renderà il viaggio meno faticoso e più piacevole per tutti. Attenzione: se il vostro amico non è abituato a viaggiare in auto, portatelo un po' a spasso prima del viaggio in modo da abituarlo senza traumi. E' molto importante, infine, non lasciare mai gli animali chiusi in auto nella stagione calda. oltre al rischio di prendere una multa salata, un colpo di calore può mettere in grave pericolo la loro salute e portare addirittura alla morte.
In moto. È sì, perché il Codice della Strada consente pure di far viaggiare un cane sul serbatoio di una motocicletta, purchè si rispettino determinate regole, soprattutto per quanto riguarda gli accessori che servono per il trasporto. Il comma 5 dell’art. 170 C.d.S., “Trasporto di persone, animali e oggetti sui veicoli motore a due ruote”, infatti, cita: “Sui motocicli e sui ciclomotori a due ruote il conducente deve avere libero uso delle braccia, delle mani e delle gambe, deve stare seduto in posizione corretta e deve reggere il manubrio con ambedue le mani, ovvero con una mano in caso di necessità per le opportune manovre o segnalazioni … Sui veicoli di cui al comma 1 è vietato trasportare oggetti che non siano saldamente assicurati, che sporgano lateralmente rispetto all’asse del veicolo o longitudinalmente rispetto alla sagoma di esso oltre i 50 cm, ovvero impediscano o limitino la visibilità al conducente. Entro i limiti predetti è consentito il trasporto di animali, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore…”. Tutto starà, allora, nell’abituarlo alle due ruote…
Su mezzi pubblici e taxi. Ogni Comune ha un proprio regolamento che determina l'accesso degli animali sui mezzi pubblici come autobus, tram e metropolitane. Qualora l'accesso sia consentito, i cani devono, comunque, essere portati al guinzaglio e muniti di museruola, e non si deve comunque mai superare il numero di 2 cani per vettura. Può essere richiesto il pagamento del biglietto. Un consiglio può essere quello di rivolgersi preventivamente alle Società di Trasporto pubblico e chiedere tutte le delucidazioni del caso, onde evitare multe o di restare a piedi. Nel caso si debba viaggiare in TAXI, invece, è sufficiente informare la compagnia chiamata dell'intenzione di portare animali. L'accettazione è infatti a discrezione del conducente e vi verrà così mandata un'auto sulla quale è possibile portare animali.
In treno. Anche in treno, seguendo qualche regola, non è così difficile portare Fido con sé. In ogni Paese il sistema ferroviario ha le proprie regole. Indichiamo, qui, quelle generali per l'Italia. Le FS ammettono il trasporto gratuito, sia nella prima che nella seconda classe, di piccoli cani racchiusi in appositi contenitori di dimensioni non superiori a cm 70 x 50 x 30, i quali devono essere confezionati in maniera tale da escludere qualsiasi lesione o danno sia ai viaggiatori che alle vetture. Per ogni contenitore eccedente le dimensioni ammesse in franchigia è dovuto, salvo diversa disposizione tariffaria, il pagamento di un biglietto di seconda classe ridotto del 40%, fermo restando comunque che nel caso in cui rechi grave danno o disturbo il viaggiatore è tenuto al pagamento di una penalità ed ha l'obbligo di scendere dal treno alla prima fermata effettua. In caso di danno ai veicoli, ai loro arredi ed accessori, il viaggiatore, oltre alla sanzione amministrativa, è tenuto al risarcimento del danno arrecato. È altresì ammesso il trasporto, dietro pagamento di un biglietto di seconda classe ridotto del 40%, di un piccolo cane sciolto, a condizione che gli altri viaggiatori lo consentano e purché il proprietario lo tenga sulle ginocchia e sotto la sua diretta sorveglianza, oppure di un cane di grossa taglia, in compartimenti noleggiati per intero e, a condizione che non rechi disturbo e sia munito di museruola e guinzaglio, nei treni a compartimenti. Per quanto riguarda la validità e le modalità di convalida, a tali biglietti si applicano le norme dei biglietti di corsa semplice di andata e ritorno. In nessun caso gli animali ammessi nelle carrozze possono occupare posti destinati ai viaggiatori. Nel caso in cui gli animali diano disturbo agli altri viaggiatori, il proprietario è tenuto a scegliersi altro posto eventualmente disponibile.
Sui treni Metropolitani, Regionali, Diretti ed Interregionali composti con materiale ad unico ambiente, il trasporto è ammesso, alle medesime condizioni e sotto la diretta sorveglianza del proprietario, utilizzando le piattaforme o il vestibolo delle carrozze e delle automotrici. Condizioni particolari sono previste per il trasporto degli animali sui treni Eurostar e sulle Carrozze Cuccette e Vagoni Letto. Nelle vetture letto in traffico diretto internazionale è consentita l'ammissione del cane e del gatto previo pagamento delle relative tasse di trasporto. Il trasporto è comunque subordinato alla condizione che gli accompagnatori occupino interamente il compartimento. La sorveglianza del cane spetta ai viaggiatori che li accompagnano; inoltre i viaggiatori stessi sono responsabili di tutti i danni eventualmente causati dal cane e dal gatto. Nei corridoi delle vetture il cane deve portare la museruola ed essere tenuto al guinzaglio. Di massima, comunque, nelle vetture letto in traffico internazionale non è ammesso il trasporto di altri animali. Sui Treni Eurostar Italia il trasporto degli animali non è consentito, fatto salvo i cani guida dei ciechi. Tuttavia sui Treni effettuati con materiale ETR 460, ETR 480 ed ETR 500 è consentito il trasporto di piccoli animali a condizione che gli stessi siano rinchiusi negli appositi contenitori di dimensioni non superiori cm 32 x 32 x 50, che durante il viaggio siano collocati negli appositi spazi indicati dal personale FS e che non rechino disturbo agli altri viaggiatori. Neppure nelle carrozze cuccette non è ammesso il trasporto degli animali. È consentito il trasporto gratuito dei soli cani guida per ciechi nei compartimenti richiesti in uso esclusivo. A condizione che venga occupato l'intero compartimento, nelle vetture letto in traffico interno, invece, è consentita l'ammissione di un cane di piccola taglia, previo pagamento di un biglietto di 2a classe ridotto del 40% e di una tassa per la disinfestazione dello scompartimento occupato dall'animale e degli spazi attigui Agli accompagnatori degli animali spetta la loro sorveglianza e sono responsabili di tutti i danni eventualmente causati dagli stessi animali. Fuori dallo scompartimento i cani devono essere sempre tenuti al guinzaglio e con la museruola.
In nave. La nave è senza dubbio il mezzo più comodo, insieme all'auto, per viaggiare con gli amici a 4 zampe. Per le brevi traversate il biglietto è spesso gratuito. Per traversate più lunghe il costo del biglietto è comunque notevolmente ridotto rispetto alla tariffa normale. Quasi tutte le Compagnie di Navigazione, poi, accettano animali senza problemi, basta seguire piccole regole:
se il cane è di piccola taglia è sufficiente tenerlo al guinzaglio e, in qualche caso, munirlo di museruola. Potrà dormire con voi in cabina e passeggiare sulla nave;
per i cani di taglia grossa valgono le stesse regole salvo su quelle navi ove esista un "canile di bordo". In questo caso, infatti, è obbligatorio mettere il cane nelle apposite gabbie che sono comunque spaziose e all'aria aperta permettendovi di fare compagnia al vostro amico;
in ogni caso dovrete portare con voi il certificato di buona salute rilasciato dal veterinario. Il personale di bordo può, comunque, imporre alcune restrizioni.
Così, ad esempio, gli animali non sono, in genere, ammessi al ristorante. Su alcune navi, invece, la presenza di animali può essere subordinata al permesso del commissario di bordo. Sulle navi da crociera, infine, non sono in genere ammessi cani di media o grossa taglia e, solo eccezionalmente quelli di piccola. In aereo. Un viaggio in aereo può essere molto traumatico per i nostri amici a 4 zampe, soprattutto quando sono costretti a viaggiare nella stiva. Se e' possibile cerchiamo di evitare loro un viaggio disagevole cambiando, magari, mezzo di trasporto o cercando per tempo un'altra sistemazione al nostro amico per il periodo in cui noi saremo assenti. I cani di piccola taglia (il peso del cane più il contenitore non deve mai superare 10 Kg), comunque, possono essere portati in cabina, tenuti nelle apposite gabbiette per il trasporto, che dovranno essere robusti, ben areati ed avere il fondo impermeabile. Può essere imbarcato un solo contenitore per ogni compartimento di cabina, e le dimensioni massime consentite per i contenitori da imbarcare in cabina sono di cm. 46,5 x 25 x 31. I cani di peso superiore ai 10 Kg, compresa la gabbia, saranno, invece, imbarcati nella stiva, come i bagagli, ed "ospitati" in apposite gabbie rinforzate fornite dalle Compagnie Aeree. Il prezzo del biglietto per gli animali che viaggiano in cabina si aggira intorno al 2% della tariffa piena per i voli internazionali. Per gli animali che viaggiano nella stiva il costo del biglietto varia secondo il peso e la destinazione. L'aereo è forse il mezzo più difficile con il quale viaggiare insieme agli animali. Le regole, infatti, variano da compagnia a compagnia e a seconda della destinazione del viaggio. E' bene quindi informarsi preventivamente presso la compagnia aerea e comunicare al momento della prenotazione del volo, la presenza di animali, tenendo anche presente il fatto che non è comunque mai consentito più di un certo numero di animali su uno stesso volo e che pure la possibilità di far uscire l’animale dal contenitore e di tenerlo con sé dipende dalla volontà del comandante dell’aereo e dalla disponibilità degli altri passeggeri. Nel caso in cui non siano rispettate le condizioni previste dalla compagnia, oppure se l’animale disturba i passeggeri, il comandante può decidere di farlo trasferire nella stiva, oppure può addirittura obbligarlo a lasciare il volo al primo scalo. Il passeggero deve essere In possesso di tutta la documentazione sanitaria, nonché dei relativi permessi richiesti dalle competenti Autorità dei Paesi d'imbarco, transito e sbarco dell'animale.
Il Ministro per la Sanità, comunque, nel Decreto Ministeriale 10 aprile 1969, decreta che: I cani e i gatti in importazione e transito al seguito dei viaggiatori devono essere scortati da un certificato di origine e di sanità, rilasciato da un veterinario ufficialmente autorizzato dallo Stato di provenienza a rilasciare certificati per l'esportazione degli animali. In detto certificato, redatto in lingua italiana ed in quella del paese di provenienza ovvero secondo al modello allegato al presente decreto, debbono essere indicati i dati segnaletici per l'identificazione dell'animale e le generalità del detentore. Inoltre, il certificato predetto deve contenere la dichiarazione che l'animale, visitato il giorno del rilascio del certificato, è stato riconosciuto clinicamente sano e che è stato vaccinato contro la rabbia da almeno 20 giorni e da non oltre 11 mesi dalla data del rilascio del certificato stesso. Il certificato è valido 30 giorni dalla data del rilascio e può essere rinnovato, per pari periodo, a seguito di nuova visita veterinaria.
Le autorità doganali di frontiera, accertata la regolarità del certificato di cui al precedente art. 1, ammettono all'importazione o al transito, senza altre formalità, i cani e i gatti al seguito dei viaggiatori. Per i cani e i gatti al seguito di viaggiatori che si recano temporaneamente dall'Italia all'estero, qualora gli animali risultino vaccinati contro la rabbia da almeno 20 giorni e da non oltre 11 mesi dalla data della partenza, potrà essere richiesto dai detentori il rilascio da parte del veterinario provinciale competente del certificato di origine e sanità previsto al precedente art. 1. Il suddetto certificato, da esibirsi alle autorità doganali di frontiera all'atto del rientro in Italia, è valido a tutti gli effetti per consentire la reimportazione degli animali. ... omissis...”.