Source: http://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-2707-codice-civile-carte-e-registri-domestici
Timestamp: 2016-12-11 06:00:08+00:00
Document Index: 136142531

Matched Legal Cases: ['art. 215', 'art. 2702', 'art. 2705', 'art. 215', 'art. 2702', 'art. 2705']

Art. 2707 codice civile: Carte e registri domestici
RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	Le carte e i registri domestici (1) fanno prova contro chi li ha scritti (2):
2) quando contengono la menzione espressa che l’annotazione è stata fatta per supplire alla mancanza di titolo in favore di chi è indicato come creditore.
CommentoCreditore: [v. 1174].
Carte e registri domestici: documenti che servono alle necessità amministrative della vita familiare (in particolare per i beni). Vi sono, però, ricompresi anche i documenti contabili di enti che non svolgono attività commerciali.
(1) Deve trattarsi di documenti olografi (cioè scritti di pugno dall’autore).
(2) Le carte e i registri domestici fanno prova solo contro chi li ha scritti sia quando si riferiscono ad un pagamento ricevuto (contro il creditore), sia quando intendono sostituire il titolo del creditore (contro il soggetto che, in tal modo, si dichiara debitore).
Giurisprudenza annotataDocumento e prova documentale
Le scritture prive della sottoscrizione non possono rientrare nel novero delle scritture private aventi valore giuridico formale e produrre, quindi, effetti sostanziali e probatori, neppure quando non ne sia stata impugnata la provenienza dalla parte cui vengono opposte. Ne consegue che la parte, contro la quale esse siano state prodotte, non ha l'onere di disconoscerne l'autenticità ai sensi dell'art. 215 c.p.c., norma che si riferisce al solo riconoscimento della sottoscrizione, questa essendo, ai sensi dell'art. 2702 c.c., il solo elemento grafico in virtù del quale - salvi i casi diversamente regolati (art. 2705, 2707, 2708 e 2709 c.c.) - la scrittura diviene riferibile al soggetto dal quale proviene e può produrre effetti a suo carico.
Cassazione civile sez. VI 14 febbraio 2013 n. 3730 Le scritture prive della sottoscrizione non possono rientrare nel novero delle scritture private aventi valore giuridico formale con effetti sostanziali e probatori neppure quando non ne sia stata impugnata la provenienza della parte a cui vengono opposte; la parte contro la quale queste scritture sono prodotte non ha, conseguentemente, l'onere di disconoscere l'autenticità ai sensi dell'art. 215 c.p.c., che si riferisce solo al riconoscimento della sottoscrizione, questa essendo, ai sensi dell'art. 2702 c.c., il solo elemento grafico in virtù del quale, salvi i casi diversamente regolati (art. 2705, 2707, 2708, 2709 c.c.), la scrittura diviene riferibile al soggetto da cui proviene e può produrre effetti a suo carico.
Cassazione civile sez. II 02 ottobre 1996 n. 8620 La fattura, avuto riguardo alla sua formazione unilaterale ed alla funzione, socialmente tipizzata, di far risultare documentalmente elementi relativi all'esecuzione di un contratto (in particolare: l'elenco delle merci, il loro prezzo, le modalità di pagamento ecc.) si inquadra tra gli atti giuridici a contenuto partecipativo, consistendo nella dichiarazione, indirizzata all'altra parte, di fatti concernenti un rapporto già costituito; ne consegue che, quando tale rapporto sia contestato tra le parti, la fattura, ancorché annotata nei libri obbligatori, non può assurgere a prova del negozio, ma costituisce, al più, un mero indizio.
Cassazione civile sez. II 21 luglio 1979 n. 4396 Art. precedente
Vietato, durate il lavoro, vendere merce ai propri colleghiImpugnazione del testamento per incapacità: le linee guidaL’affidamento familiareGenitori che litigano troppo: figli ad entrambi ma in terapiaShopping: il test per capire se ti fai fregare da sconti e altre trappole Commenti
Come ridurre i debitiTra moglie e maritoDentro il processo penalePiatti chiariIl caffè sospeso	UTILIZZO DEI COOKIES