Source: http://firenze.sentenze.ilcaso.it/codice_procedura_civile/95
Timestamp: 2020-04-07 15:38:27+00:00
Document Index: 37225187

Matched Legal Cases: ['art. 51', 'art. 33', 'art. 8', 'art. 95', 'sentenza ', 'art.94', 'art.94', 'sentenza ']

Fallimento del debitore esecutato - Dichiarazione di improcedibilità della procedura esecutiva prima della vendita dei beni mobili - Liquidazione del compenso in favore dell'Istituto delegato alla vendita - Art. 33 del d.m. n. 109 del 1997 - Applicabilità - Fondamento - Conseguenze.
In tema di esecuzione mobiliare, qualora la vendita delegata all'Istituto Vendite Giudiziarie non sia stata eseguita, per la declaratoria di improcedibilità della procedura esecutiva conseguente all'intervenuto fallimento del debitore, ex art. 51 del r.d. n. 267 del 1942 (e, quindi, per cause non dipendenti dall'istituto delegato), il Giudice dell'esecuzione, nell'individuare il soggetto da onerare della liquidazione del compenso dovuto all'ausiliario, ex art. 33 del d.m. n. 109 del 1997, non può derogare ai principi generali posti dall'art. 8 del d.P.R n. 115 del 2002 e dall'art. 95 c.p.c.. Ne consegue che le competenze dell'ausiliario vanno poste a carico del creditore procedente e, cioè, del soggetto tenuto ad anticipare le spese per gli atti del procedimento da lui avviato, in quanto il vincolo del pignoramento permane sino a che i beni non siano venduti nell'ambito della procedura fallimentare o questa non sia altrimenti chiusa, con la conseguenza che la procedura esecutiva, esistendo ancora i beni, può nuovamente liberamente svolgersi. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 12 Settembre 2019, n. 22800. Segue...
Esecuzione forzata – Liquidazione delle spese – Strumentalità alla distribuzione esecutiva – Assenza di efficacia esecutiva del provvedimento di liquidazione – Irripetibilità in caso di procedura esecutiva infruttuosa.
Il giudice dell’esecuzione, quando provvede alla distribuzione o assegnazione del ricavato o del pignorato al creditore procedente e ai creditori intervenuti, determinando la parte a ciascuno spettante per capitale, interessi e spese, effettua accertamenti funzionali alla soddisfazione coattiva dei diritti fatti valere nel processo esecutivo e, conseguentemente, il provvedimento di liquidazione delle spese dell’esecuzione, in tal caso ammissibile, implica, come tale, un accertamento meramente strumentale alla distribuzione o assegnazione stessa, priva di forza esecutiva e di giudicato al di fuori del processo in cui è stato adottato, sicché le suddette spese, quanto e nella misura in cui restino insoddisfatte, sono irripetibili. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 05 Ottobre 2018, n. 24571. Segue...
Fallimento – Di società – Reclamo contro la sentenza dichiarativa del fallimento – Rigetto – Condanna alle spese del legale rappresentante – Gravi motivi ex art.94 c.p.c. – Sussistenza.
Ricorrono i gravi motivi di cui all’art.94 c.p.c. per ritenere fondata la richiesta di condanna del legale rappresentante della società fallita al pagamento dalle spese del procedimento di reclamo contro la sentenza dichiarativa di fallimento, poiché, qualora si gravasse delle spese la società esse sarebbero sopportate dalla massa dei creditori, nonostante la procedura fallimentare sia posta a tutela della stessa. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Brescia, 05 Ottobre 2016. Segue...