Source: https://www.foroeuropeo.it/il-codice-deontologico-forense-2/il-codice-deontologico-forense/7061-art-55-rapporti-con-arbitri-conciliatori-mediatori-periti-e-consulenti-tecnici-d-ufficio-2014
Timestamp: 2019-03-25 23:59:08+00:00
Document Index: 112262918

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Foroeuropeo Rivista Giuridica Online - Art. 55 - Rapporti con i testimoni e persone informate
Investigazioni difensive: l’illecito deontologico non presuppone la dichiarazione di inutilizzabilità della prova - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 dicembre 2017, n. 229 La normativa in tema di indagini difensive prevede particolari cautele nel contatto del difensore dell’imputato con persone diverse dalle persone informate sui fatti. In particolare, l’invito rivolto alla persona offesa da reato deve essere scritto ed occorre sia dato avviso al difensore della persona offesa (se conosciuta), indicando espressamente la opportunità che la persona provveda a consultare un difensore perché intervenga all’atto. La violazione di tali obblighi ha conseguenze disciplinari (art. 55 ncdf), le quali prescindono dalla dichiarazione di inutilizzabilità delle indagini stesse da parte dell’Autorità Giudiziaria (art. 391 bis cpp). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 dicembre 2017, n. 229...
Il divieto di intrattenersi con i testimoni o futuri tali L’avvocato deve evitare di intrattenersi con i testimoni o futuri tali (cioè coloro che non abbiano ancora formalmente assunto detta qualità), sulle circostanze oggetto del procedimento con forzature e suggestioni dirette a conseguire deposizioni compiacenti (In applicazione del principio di cui in massima, la Corte ha confermato la sentenza CNF n. 133/2014 rigettando il ricorso avverso la stessa proposto).Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 12183 del 12 giugno 2015...
Il divieto di intrattenersi con i testimoni o futuri tali L’avvocato deve evitare di intrattenersi con i testimoni o futuri tali (cioè coloro che non abbiano ancora formalmente assunto detta qualità), sulle circostanze oggetto del procedimento con forzature e suggestioni dirette a conseguire deposizioni compiacenti (In applicazione del principio di cui in massima, la Corte ha confermato la sentenza CNF n. 133/2014 rigettando il ricorso avverso la stessa proposto). Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 12183 del 12 giugno 2015...
Il rapporto dell’avvocato con chi deve testimoniare o lo ha già fatto - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2012, n. 200 Il precetto deontologico di cui all’art. 52 I° canone CDF riguarda ogni ipotesi di rapporto con i testimoni – segnatamente di controparte – indipendentemente dalla circostanza che gli stessi debbano rendere la testimonianza o l’abbiano già resa; ciò soprattutto quando l’intervento dell’avvocato si attua nella richiesta di una ritrattazione della quale addirittura si anticipano i contenuti, con evidenti coartazione, non rileva se preventiva o postuma, della libera determinazione del teste al quale si chiede, non già una deposizione compiacente atteso l’espletamento ormai avvenuto dell’esame, bensì, minacciando conseguenze di natura penale e risarcitoria, una ritrattazione utile alle ragioni del proprio assistito. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2012, n. 200...
La richiesta (minacciosa) di ritrattare una testimonianza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2012, n. 200 Costituisce violazione dell’art. 52 I° canone CDF nonché del generico dovere di probità e decoro, lealtà e correttezza di cui all’art. 5 CDF il comportamento dell’avvocato che intrattenga rapporti sostanzialmente minacciosi con i testi di controparte al dichiarato fine di ottenere la ritrattazione di una deposizione sfavorevole alle ragioni dei propri assistiti e anticipando una richiesta risarcitoria tale da suscitare preoccupata reazione e giustificato timore nei destinatari (Nel caso di specie, l’avvocato aveva scritto a due persone di aver ricevuto l’incarico di procedere nei loro confronti per via giudiziale ai fini di “far accertare la falsità delle testimonianze rese in una causa civile ed avere quantificato in 80 mila euro i danni derivanti al suo assistito”, ed invitando gli stessi a ritrattare. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha confermato la sanzione disciplinare inflittagli dal COA di appartenenza). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2012, n. 200...
Il rapporto dell’avvocato con i testimoni: i requisiti dell’illecito - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 settembre 2012, n. 112 Affinché la condotta sia deontologicamente rilevante ai sensi dell’art. 52 c.d.f., è necessaria la concorrenza di tre condizioni: che l’avvocato (i) si intrattenga con i testimoni, (ii) facendo uso di argomenti ontologicamente idonei a provocare forzature o suggestioni del teste ovvero a creare una situazione psicologica della persona tale da alterare una non spontanea e/o falsa rappresentazione della realtà, (iii) funzionale ad ottenere dal teste delle deposizioni a favore della parte (Nel caso di specie, l’avvocato aveva impugnato la decisione con cui il COA locale lo aveva sanzionato per aver ricevuto la teste nel proprio studio. Il CNF, rilevato che l’avvocato non aveva in realtà forzato psicologicamente la teste per ottenerne una dichiarazione compiacente, in applicazione del principio di cui in massima, ha accolto il ricorso). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 settembre 2012, n. 112...