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Timestamp: 2019-02-22 12:20:46+00:00
Document Index: 161259893

Matched Legal Cases: ['art.156', 'art.143', 'art. 156', 'art.156', 'art.156', 'art.147', 'sentenza ', 'sentenza ']

La Mediazione familiare - 1 Parte - ludotecagreenpark.it
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La Mediazione familiare - 1 Parte
Gli aspetti patrimoniali nella separazione personale dei coniugi
1.1 - L'assegno di mantenimento per il coniuge. Natura e Caratteristiche
La norma posta a fondamento dell'obbligo per il coniuge di corrispondere all?altro, cui non sia addebitabile la separazione, un assegno di mantenimento è l'art.156 c.c. Costituisce ormai jus receptum nella giurisprudenza della Corte di Cassazione il principio in base al quale il diritto all?assegno di mantenimento a seguito di separazione personale sorge in favore del coniuge se questo non sia titolare di redditi che gli permettano di mantenere un tenore di vita analogo a quello che aveva durante in matrimonio, e sussista una disparit? economica tra i coniugi. Nel determinare il quantum di tale assegno, il giudice deve accertare quale fosse tale tenore di vita, verificare se i mezzi economici del coniuge gli consentano di conservarlo senza assegno e, in caso di esito negativo, procedere ad una valutazione comparativa dei mezzi economici a disposizione di ciascun coniuge al momento della separazione (Cass. N.6970/2003; Cass. N.3974/2002; n.4800/2002). Per determinare se sussista il diritto all?assegno di mantenimento ? pertanto necessario verificare in via preliminare l?adeguatezza dei mezzi a disposizione del coniuge richiedente, tali da consentire il mantenimento del tenore di vita avuto in costanza di matrimonio. I presupposti dell?assegno sono quindi:
L'accertamento del tenore di vita avuto dalle parti o che avrebbero potuto avere durante il matrimonio ;
La mancanza di redditi adeguati in capo al coniuge richiedente ;
L'assenza di una dichiarazione di addebito a carico del richiedente ;
La sussistenza di uno squilibrio economico tra i coniugi ;
Per quanto attiene all?espressione ?adeguati redditi? del richiedente non ? necessario lo stato di bisogno, ma ? sufficiente che il reddito ed il patrimonio dello stesso non sia tale da consentirgli il mantenimento del tenore di vita avuto precedentemente alla separazione.
Ai sensi dell'art.143 c.c., con il matrimonio i coniugi acquistano gli stessi diritti e doveri, assumono l'obbligo reciproco alla fedelta' e assistenza morale e materiale, sono tenuti in modo proporzionale alla propria capacità reddituale a contribuire ai bisogni della famiglia. Se in sede di separazione tale norma inderogabile deve trovare necessariamente una nuova declinazione, per effetto dell?art. 156 c.1 permane in capo al coniuge economicamente pi? forte l?obbligo di assistenza materiale nei confronti dell?altro, sotto la forma della erogazione di una somma di denaro. La problematica della definizione dell?assegno di mantenimento si traduce nella ricerca di un bilanciamento tra la volont? negoziale dei coniugi ed il principio di inderogabilit? della norma di cui all?art.156 c.c. Tuttavia ? necessario sottolineare come in nessuna disposizione vigente, fatta eccezione per gli accordi relativi ai minori, si rintraccia il potere in capo al giudice di verificare gli accordi di natura patrimoniale raggiunti dai coniugi. L?assegno ex art.156 c.c. non pu? essere disposto d?ufficio, ma deve essere oggetto di una specifica domanda presentata in giudizio.
1.2 - L'Assegno di mantenimento per i figli
Il fondamento normativo dell?assegno di mantenimento in favore dei figli è contenuto nell'art.147 c.c. Ambedue i coniugi hanno l'obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole, tenendo conto delle capacit? ed aspirazioni dei figli. L?assegno di mantenimento a loro destinato deve essere corrisposto in misura tale da garantire il godimento del medesimo tenore di vita avuto prima della separazione. All?udienza presidenziale, prima fase processuale della separazione, tale assegno dovr? essere determinato immediatamente, proprio per la funzione alla quale assolve. L?assegno di mantenimento in favore dei figli ? tendenzialmente dovuto per dodici mesi all?anno, indipendentemente dal fatto che il figlio trascorra con il genitore onerato un mese di vacanza estivo o altri lunghi periodi. Tuttavia ? necessario leggere questo criterio di massima appartenente alla prassi giurisprudenziale pi? consolidata alla luce del c.d. mantenimento diretto, oggetto di successivi approfondimenti. Giova ricordare come in una sentenza dell?ormai lontano 2001, ben prima della riforma che ci occupa, sia stato stabilito il principio in base al quale, qualora per accordo dei coniugi il figlio trascorra un periodo di tempo consistente con un genitore, ? possibile sospendere l?erogazione dell?assegno per il periodo corrispondente ( Cass. Civ. Sez.I, 17 gennaio 2001, n.566). Per quanto attiene alle spese straordinarie relative ai figli, nella sentenza di separazione ? contenuta la suddivisione percentuale delle stesse tra i genitori oppure vengono poste a carico di uno solo, specificando comunque il tipo di spese: generalmente costi sanitari, scolastici, del tempo libero. La prassi ritiene invece che debbano essere considerate spese ordinarie ad esempio quelle per la baby sitter, qualora sempre presente anche prima della separazione, i costi per le spese farmaceutiche minute, oltre ovviamente a tutte le spese relative alla gestione quotidiana dei figli (M.Marino, Separazione e Divorzio, Milano 2006).