Source: http://ceppaloni.info/index.php/la-rubrica-di-benjamin/1911-come-eravamo-le-elezioni-amministrative-del-1983-2
Timestamp: 2019-02-19 15:20:47+00:00
Document Index: 57610282

Matched Legal Cases: ['art 3', 'art. 10', 'art. 10', 'art.14', 'art. 25', 'art.60']

Ceppaloni in rete, la voce libera - Come eravamo: Le elezioni amministrative del 1983 2^
Come eravamo: Le elezioni amministrative del 1983 2^
Creato Sabato, 27 Agosto 2011 16:44
Come eravamo: Le elezioni amministrative del 1983 2^ 5.0 out of 5 based on 3 votes.
Il 16 Novembre, nel rinnovare la commissione edilizia, l’assessore Carmine Tranfa fa presente che il piano regolatore adottato dalla precedente Amministrazione Barone non era esecutivo perché sprovvisto di tutte quelle incombenze richieste dalla legge regionale e privo di alcuni elaborati tecnici importanti, per cui, dalla passata amministrazione era stato adottato con riserva( sarà adottato soltanto venticinque anni dopo!!!). Intanto, il danaro per la ricostruzione era già iniziato ad arrivare e l’ Amministrazione dovette ripartire i fondi CIPE per la legge 219/81 di cui all’art 3. Infatti,nel consiglio del 22 Dicembre 1983, il consigliere Ferdinando Facchiano, a nome dell’intero gruppo di opposizione, propose di ripartire i fondi nel seguente modo: 5% per i convenzionati- 5% per i lavori pubblici, perché spiega che nella ripartizione dell’anno precedente , l’Amministrazione socialdemocratica, assegnando 400.000.000 milioni per le opere pubbliche, aveva tenuto conto di tutte le opere che necessitavano di essere ricostruite,mentre il 90% era da destinarsi all’edilizia privata.
Ottenuta la parola l’assessore Carmine Tranfa propone la seguente ripartizione:5% per i convenzionati, 20% per le OO.PP. e 75% per l’edilizia privata. Le difficoltà incominciarono a sorgere quando, nel consiglio del 13 marzo 1985 bisognò ripartire i fondi CIPE per il 1984. Infatti il Vicesindaco, recependo la proposta del consigliere Gerardo Catalano, dà lettura dell’art. 10 del D. L. 28/2/ 1984, convertito in legge 18/ 4/ 1984, n. 80, e quindi propone al consiglio di ripartire i fondi assegnati con queste percentuali: 20% per opere pubbliche, il 5% per i convenzionati, 75% per i privati Nell’ambito del 75% destinare il 20% per la sistemazione delle famiglie che erano nel castello le cui condizioni statiche erano disastrose. Il Sindaco chiede al suo Vice se, per qualsivoglia motivo, come il non avere a disposizione le aree, quale ufficiale di governo poteva emettere decreti di finanziamento di ricostruzione senza incorrere in responsabilità penali o amministrative. Il Vicesindaco,avv. Carmine Tranfa, risponde che il 20%, in caso di mancanza di area o di piano di zona, deve rimanere accantonato in attesa della approvazione dei relativi piani di destinazione delle aree occorrenti. Il Presidente ribadisce l’illegittimità dell’accantonamento a danno dei privati , e, inoltre, continua, il ministro per la protezione civile ha comunicato che non si possono accantonare somme in attesa di aree disponibili. Carmine Tranfa ribadisce che è necessario destinare il 20% per la risoluzione globale del problema del Castello e dei suoi abitanti e ciò per almeno tre esercizi finanziari, affermando che è intendimento di questa amministrazione di approvare in tempi brevi i piani di zona per mettere a disposizione dei terremotati le aree occorrenti per la ricostruzione. In caso contrario propone l’accantonamento momentaneo della somma. Il cons. Osvaldo Rossi, ritiene che la proposta del vicesindaco non rispecchi la legittimità della ripartizione dei fondi, principalmente sulla proposta dell’accantonamento. Il cons. Nino Rossi non è d’accordo perché il Consiglio Comunale, in base all’art. 10 del DL n. 19/84 è chiamato a stabilire le priorità e non a ripartire i fondi in quanto col 20% non si risolverebbe il problema del Castello. Il consigliere Enzo Barone propone di formare una commissione, per approfondire la questione,l’iniziativa fu approvata e la commissione risultò così formata: Il Sindaco, avv. Erennio Parente,Il vicesindaco avv. Tranfa Carmine – Il consigliere di minoranza rag. Barone Cosimo e, su proposta del consigliere Nicola Nino Rossi, Tranfa Michele quale rappresentante della pro loco di Ceppaloni capoluogo. Nel consiglio Comunale del due Aprile 1985 fu stabilito, dopo molte discussioni e chiarimenti all’interno della stessa maggioranza, che non era compatta, di ripartire i fondi del 1984 nel seguente modo: 5% per i convenzionati, 20% OO. PP., 75% per l’edilizia privata.. con la spiega che dal 75% verrà detratto il 20% non appena il Comune disporrà del suolo occorrente per la ricostruzione degli alloggi tipo economico popolare da essere assegnati a favore dei comproprietari del Castello , i quali verranno ad avere di proprietà uguale superficie di quello attualmente in loro proprietà, ma di conseguenza dovranno cedere al Comune le rispettive proprietà del Castello. Insomma ,furono contemperate sia le esigenze del Sindaco che riteneva di non poter emettere contributi in assenza di aree edificabili, sia quella del Vicesindaco a cui interessava accantonare il 20% del 75% per risolvere il problema del Castello. Altri atti importanti di quella amministrazione furono : la costruzione della caserma dei carabinieri a Ceppaloni , il parcheggio per il cimitero di S. Giovanni , il progetto per la casa degli anziani, le strutture polivalenti in tutte e tre le frazioni insieme con una serie di strade da ristrutturare o costruire ex novo. Importante fu anche mettere mano alla formulazione dei criteri da adottare per formare la graduatoria degli aventi diritti al contributo per il terremoto del 1962. E, al proposito,l’assessore Michele Nazzaro, che era presidente della commissione, riferì che si era recato a Napoli presso il Provveditorato alle OO PP e dopo un chiarimento col funzionario addetto, era stato possibile, finalmente, individuare i requisiti per formulare una graduatoria che permettesse di iniziare a concedere i contributi,anche perché, come si vedrà, le somme necessarie erano disponibili. Mentre ,nel consiglio del 16 Luglio 1985 ,fu stabilito di rinviare alle commissioni ex art.14 legge 219/81 le decisioni relative ai criteri da adottare per il finanziamento delle pratiche, tenuta presente la normativa d legge, per il sisma del 1980.
Furono solo tre anni dei quali pochi ricordano uomini e fatti, ma alla luce di quanto esposto bisogna riconoscere che fu una amministrazione che si distinse per la vivacità del dibattito consiliare ed anche per le opere importanti che furono messe in cantiere. Una compagine politica che pur tra difficoltà e contraddizioni meritava di arrivare alla fine della legislatura, ma per patti stipulati prima delle elezioni all’interno della DC , si dice, non mantenuti , il Sindaco venne sfiduciato dalla sua stessa maggioranza. Per ricordare che, sempre,come affermava il filosofo Tommaso Hobbes, pacta servanda sunt.
Relativamente alla ripartizione dei fondi CIPE, riporto le somme erogate dall’organismo e il modo in cui vennero ripartite(1981 e 1982 dall’A. C. socialdemocratica) dal Comune a partire dal 1981:
1981: 528.000.000 così suddivisi: 40.000.000 per i convenzionati- art. 25 e 55(Competenze professionali)108.000.000 –
Per l’ordinanza 80 ( fabbricati lievemente danneggiati) 240.00.000-
Per la riparazione della casa comunale 140-000.000-
1982: 1.065.417.000. così suddivisi:
400.000.000 milioni per le OO.PP.
665.000.000 milioni per l’edilizia privata.
1983: 888.000.000 così suddivisi: art.60( convenzionati)( 5%) 44.000.000-
OO.PP.(20%)177.600.000- Edilizia privata(75%) 666.00.012
1984 :1.530.000.000 ripartiti con i criteri esposti sopra
1985: 3.468.852-000
1986: 3.202.016.000
1987: 3.024.132.000
Per tutti e tre i suddetti anni, i fondi vennero cosi ripartiti: il 5% per i convenzionati- il 20% per le OO. PP. e per l’edilizia privata e il 75% da cui doveva essere sottratto il 20% da destinare al Castello.
Relativamente al terremoto del 1962, invece, i fondi assegnati furono i seguenti: esercizio finale 1977/78 lire 258.328.440, Esercizio Finale 1981: lire 877.632.140. Per un totale di 1.135. 960.510. Risultavano erogati : 54.195.000. Il residuo attivo ammontava, nel 1983, a: 1.081. 765.500 che doveva essere ancora impegnato.
Riporto le liste dei candidati alle elezioni amministrative del 1983, ricordando che in quel tipo di elezione frazionale, i candidati erano cosi suddivisi: Candidati n. sei per Ceppaloni, n. 6 per Beltiglio e quattro per S. Giovanni :
Lista n°2 - DC
N° Ceppaloni Beltiglio San Giovanni
1 Di Donato Luigi Zerella Giovannino Domenio Parente
2 Mammero Giuseppe Parente Erennio Menotti Osvaldo Rossi
3 Rossi Carmine Cataudo Mario Alberico Parente
4 Russo Pasqualino Catalano Gerardo Domenico Cavaiuolo
5 Carmine Tranfa Nazzaro Michele
6 Tranfa Salvatore Porcaro Saverio
Lista n°1 PSDI
1 Barone Cosimo Facchiano Ferdinando Domenico Pagode
2 Barone Enzo Francesca Erminio Cavuoto Italo
3 Antonio Porcaro Mignone Fiorenzo Cerbo Vittorio
4 Nicola Porccaro Mignone Mario Principe Sabatino
5 Bruno Donisi Mignone Raffaele
6 Nino Nicola Rossi Pepicelli Saverio
Rossi Nicola Nino e Raffaele Mignone rappresentavano, nelle liste socialdemocratiche, il PCI, mentre Michele Nazzaro, nella lista DC di Beltiglio, il PSI.
Concludo, riportando i voti riportati da ciascuna lista e specificando che la DC, avendo superato sia a S. Giovanni che a Beltiglio le liste del PSDI, furono le ultime elezioni frazionate tenutesi nel nostro Comune, vinse le elezioni.
Voti riportati complessivamente: DC n. 1177 - PSDI 1065, così ripartiti:
Ceppaloni : DC n. 377 - PSDI n. 429
S. Giovanni DC n. 385 - PSDI n. 294
Beltiglio : DC n. 415 - PSDI n. 342
Eventuali inesattezze, sia rispetto alle cifre riportate che relativamente alle elezioni, possono essere segnalate a “ Ceppaloni.info” .
Sei qui: Home La rubrica di Benjamin Come eravamo: Le elezioni amministrative del 1983 2^