Source: http://www.tidona.com/pubblicazioni/giurisprudenza-bancaria/giurisprudenza_trib-roma_14443-2014.htm
Timestamp: 2017-09-24 22:47:10+00:00
Document Index: 124472702

Matched Legal Cases: ['art. 1815', 'art. 1815', 'art. 1815', 'art. 117', 'art. 1815', 'art. 186', 'art. 166', 'art. 92', 'art. 2']

Studio Legale Tidona - L'art. 1815 c.c. sulla non debenza di alcun interesse nel mutuo usurario è applicabile anche al rapporto di conto corrente che superi il tasso-soglia previsto dalla legge sull'usura
L'art. 1815 c.c. sulla non debenza di alcun interesse nel mutuo usurario è applicabile anche al rapporto di conto corrente che superi il tasso-soglia previsto dalla legge sull'usura
Tribunale di Roma, sez. IX, sent. n. 14443 03-07-2014
In ossequio a quanto previsto dall'art. 1815 c.c. - applicabile ai rapporti di c/c benché previsto in tema di mutuo, attesa la analoga natura di finanziamento dei rapporti bancari con cui è concesso al correntista di operare con scoperto - non deve riconoscersi alla banca alcuna somma a titolo di interessi, in caso di superamento dei tassi-soglia previsti dalla l.n. 108 del 1996, per cui va eliminata dal conto la relativa annotazione.
1. N.P. ha chiesto l'accertamento della nullità delle clausole del contratto di conto corrente concluso con la Banca [...] relative alla determinazione degli interessi, all'applicazione della commissione di massimo scoperto e alla determinazione delle date di valuta delle singole operazioni e la condanna della banca medesima alla restituzione delle somme indebitamente riscosse, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria, anche in considerazione della non debenza di alcuna somma a titolo di interessi in caso di superamento delle soglie previste ai sensi della l.n. 108/96.
In via subordinata, ha chiesto la condanna della convenuta al risarcimento dei danni.
A sostegno della domanda ha allegato che aveva acceso presso la banca convenuta un conto corrente, oltre ad altri contratti ad esso collegati, in relazione al quale erano stati applicati interessi ultralegali, commissioni di massimo scoperto, spese e altre commissioni non dovuti, in difetto di alcuna pattuizione, erano stati erroneamente calcolati i giorni di valuta ed i tassi di interesse debitori applicati avevano superato le soglie previste ai sensi della l.n. 108/96.
1.1. Si è costituita la banca convenuta eccependo la nullità dell'atto di citazione per indeterminatezza dell'oggetto della domanda, e, nel merito, concludendo per il rigetto della domanda in quanto infondate.
Ha, inoltre, chiesto la condanna dell'attore al pagamento della somma di euro 408.344,81, oltre interessi, quale saldo del contratto di conto corrente dedotto in giudizio.
2. Occorre preliminarmente rilevare che dall'esame dell'atto di citazione si evince in modo sufficientemente chiaro l'oggetto della domanda proposta dagli attori, consistenti nell'accertamento della nullità di alcune clausole del contratto di conto corrente e nella ripetizione di quanto indebitamente trattenuto dalla banca per interessi, spese e commissioni non dovute, sul presupposto della nullità delle clausole in base alle quali sono state effettuate le relative annotazioni sul conto corrente.
3. Nel merito, dall'istruttoria espletata è emerso che, in data 7 aprile 2005, l'attore attrice ha acceso presso la banca convenuta un conto corrente (n. 4787/00), al quale sono stati collegati, con addebito delle relative competenza mediante giro conti, due conti correnti di finanziamento e un conto anticipi salvo buon fine, nonché, altri due conti correnti, rispettivamente in data 13 aprile 2005 e 1° dicembre 2006.
Risulta adeguatamente dimostrata l'avvenuta conclusione per iscritto di tali contratti e, in particolare, la espressa pattuizione per iscritto delle condizioni economiche, ivi incluse quelle attinenti alla misura degli interessi debitori e delle commissioni di massimo scoperto.
Pertanto, non è dato rilevare l'eccepita violazione della disciplina prevista a penale di nullità dall'art. 117, d.lgs. n. 385/93, per cui non sussistono i presupposti per l'applicazione dei tassi di interessi sostitutivi previsti dal comma 7 del medesimo articolo.
4. La documentazione esaminata non evidenzia annotazioni a debito per spese o commissioni non pattuite ovvero la lamentata non corretta applicazione della disciplina in materia di giorni di valute.
5. In ordine alla allegata usurarietà dei tassi di interessi applicati dalla banca, il consulente tecnico d'ufficio ha rilevato il superamento dei tassi-soglia previsti in applicazione della l.n. 108/96 solo per uno dei rapporti dedotti in giudizio (conto corrente n. 4804/00), relativamente al IV trimestre dell'anno 2008.
Siffatta valutazione appare attendibile in quanto coerente con la documentazione in atti e priva di vizi di ordine logico, oltre a non essere stata raggiunta da specifiche contestazioni.
In ossequio a quanto previsto dall'art. 1815 ce, applicabile al caso in esame benché previsto in tema di mutuo, attesa la analoga natura di finanziamento dei rapporti bancari con cui è concesso al correntista di operare con scoperto, per tale trimestre non deve riconoscersi alla banca alcuna somma a titolo di interessi, per cui va eliminata dal conto la relativa annotazione, di importo pari ad euro 5,44.
Pertanto, la domanda proposta dall'attrice va respinta, fatta eccezione per l'accertamento dell'insussistenza del diritto di credito per l'importo da ultimo indicato.
6. Con riferimento alla domanda proposta dalla banca di condanna dell'attore al pagamento del saldo derivanti dai rapporti in oggetto, la stessa, seppur formulata in relazione all'emissione di un'ordinanza ingiuntiva ai sensi dell'art. 186 ter c.p.c, sembra doversi qualificare nei termini di una domanda riconvenzionale, la quale si presenta tardiva in quanto proposta in occasione della costituzione in giudizio, in data 1° giugno 2009, successivamente allo scadere del termine di cui all'art. 166 c.p.c. di venti giorni dalla udienza di comparizione (fissata per il successivo 4 giugno).
La domanda risulta, dunque, inammissibile, indipendentemente da ogni considerazione in ordine alla questione accennata in precedenza dell'esigibilità dell'eventuale saldo debitore di cui la banca dovesse risultare creditrice.
7. In considerazione delle modalità di svolgimento dei fatti e dell'accoglimento solo parziale della domanda attorea, relativamente ad un aspetto marginale della vertenza, appare opportuno, ai sensi dell'art. 92, comma 2, c.p.c., compensare tra le parti nella misura di un quarto le spese processuali, ivi comprese quelle di consulenza tecnica d'ufficio, liquidate come in atti, e di porre a carico dell'attore, parte sostanzialmente soccombente, la frazione residua
il Tribunale di Roma, IX sezione civile, non definitivamente pronunciando, così provvede:
a) accoglie parzialmente la domanda proposta da N.P. di accertamento della nullità della clausola del conto corrente n. 4804/00 avente ad oggetto la determinazione dei tassi di interesse passivi, in relazione al superamento delle soglie fissate ai sensi della l.n. 108/96, relativamente IV trimestre dell'anno 2008 e, per l'effetto, dichiara insussistente il diritto di credito vantato dalla Banca [...] avente ad oggetto la somma di euro 5,44;
b) respinge le domande proposte da N.P. di accertamento della nullità delle clausole del conto corrente n. 4804/00 aventi per oggetto la determinazione dei tassi di interessi passivi, in relazione alla forma scritta e al superamento delle soglie fissate ai sensi della l.n. 108/96, relativamente ai periodi temporali diversi da quello sub a), e dei giorni delle valute, nonché l'applicazione delle commissioni di massimo scoperto e le clausole degli altri conti correnti dedotti in giudizio aventi ad oggetto la determinazione dei tassi di interesse passivi e dei giorni delle valute e l'applicazione delle commissioni di massimo scoperto, nonché di ripetizione di indebito;
c) dichiara inammissibile la domanda proposta dalla Banca [...] di ripetizione di indebito;
d) compensa nella misura di un quarto le spese processuali tra le parti e condanna N.P. alla rifusione in favore della Banca [...] della frazione residua che si liquida in complessivi euro 7.500,00, oltre rimborso spese generali ex art. 2, comma 2, d.m. 10 marzo 2014, n. 55, oneri fiscali e contributivi;
e) compensa nella misura di un quarto le spese delle consulenze tecniche d'ufficio, liquidate come in atti, tra le parti e pone a carico di N.P. la frazione residua.