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Timestamp: 2020-02-25 15:40:40+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art.23', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 43']

Settembre | 2015 | Edscuola
Più ispezioni e una task force contro i diplomifici
mercoledì 30 Settembre 2015 Edscuola
Al Miur seminario con il Ministro Giannini e il Sottosegretario Toccafondi
Sì alla parità scolastica, no a i diplomifici. Lo hanno ribadito oggi il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, e il Sottosegretario all’Istruzione, Gabriele Toccafondi, nel seminario dal titolo “La Buona scuola e il sistema delle scuole paritarie”, primo momento di confronto per dare attuazione alle novità introdotte dal comma 152 dalla Legge 107/2015 in merito al funzionamento delle scuole paritarie. Ai lavori, introdotti dal saluto del Ministro, hanno partecipato i vertici del Miur, il coordinatore nazionale del Servizio Ispettivo e i Direttori generali degli Uffici scolastici Regionali.
Maggiori controlli, anche grazie ai 52 ispettori in più previsti dalla Buona Scuola, e una task force per mettere a punto apposite linee guida di intervento sul tema dei cosiddetti diplomifici. Queste le modalità di azione individuate in attuazione del comma 152 della Buona Scuola che prevede che entro 120 giorni dall’approvazione della legge, dunque entro la metà di novembre, parta un piano straordinario di verifica della “permanenza dei requisiti per il riconoscimento della parità scolastica”.
Il piano straordinario ha l’obiettivo di individuare “prioritariamente le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado caratterizzate da un numero di diplomati che si discosta significativamente dal numero degli alunni frequentanti le classi iniziali e intermedie”.
“Abbiamo un binario molto preciso dentro il quale muoverci che è quello indicato dalla legge – ha sottolineato il Ministro Giannini -. Sulla scuola paritaria abbiamo infranto molti tabù, trattandola come una gamba fondamentale del nostro sistema di istruzione. Ma dobbiamo affermare sempre di più il principio di qualità separando ciò che funziona da ciò che non funziona, chi fornisce un servizio da chi fa balzare i numeri degli studenti in occasione degli Esami di Stato. Metodo e merito sono due parole chiave della Buona Scuola e valgono anche per le paritarie”.
“Crediamo nel sistema di istruzione pubblico che si compone di scuole statali e non statali, nessun Governo prima di questo si era dimostrato così sensibile al tema – ha aggiunto Toccafondi -. Allo stesso modo però, non vogliamo e non crediamo nei diplomifici, in chi si nasconde dietro le norme della parità scolastica senza effettuare vera scuola e vera istruzione. Il mandato che il Parlamento ci ha dato è chiaro e noi dobbiamo e vogliamo raggiungerlo: contrastare i ‘diplomifici’. Aumenteremo i controlli, ci saranno 52 ispettori regionali in più, creeremo un gruppo di lavoro operativo di ispettori del Miur e stiamo aggiornando il Piano ispettivo nazionale. Così vogliamo dare gambe al comma 152 della Legge 107”.
PROGETTO “GIRLS CODE IT BETTER”
SOTTOSCRITTO UN PROTOCOLLO DI INTESA TRA MAW – MEN AT WORK AGENZIA PER IL LAVORO E L’UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER L’EMILIA ROMAGNA
20 scuole secondarie di primo grado della regione per una tecnologia più al femminile
MAW Men at Work – Agenzia per il Lavoro e l’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia- Romagna hanno firmato un protocollo d’intesa per la diffusione del progetto di sviluppo delle competenze tecnologiche “Girls Code it Better” – Edizione 2015/2016 – nelle scuole secondarie di primo grado della regione Emilia-Romagna.
“Girls Code it Better” è un progetto proposto da MAW con l’obiettivo di avvicinare le ragazze alla tecnologia ed all’informatica per permette loro di scoprire le proprie potenzialità. Un mondo in continuo sviluppo e ricco di opportunità, nel quale però, come evidenziato da ricerche internazionali, le donne sono ancora poco rappresentate.
Il protocollo di intesa si inserisce nel quadro della diffusione in Emilia-Romagna delle azioni previste dal “Piano Nazionale Scuola Digitale”, attraverso l’utilizzo quotidiano delle tecnologie e delle risorse digitali per l’insegnamento e l’apprendimento. L’accordo nasce dalla valutazione positiva data dall’Ufficio Scolastico Regionale di una prima esperienza, svoltasi nell’anno scolastico 2014/2015, che ha visto cinque istituti della regione partecipare al progetto. Quest’anno il progetto interessa studentesse delle classi prime, seconde e terze di 20 scuole secondarie di primo grado dell’Emilia-Romagna.
L’Ufficio Scolastico Regionale coordinerà lo svolgimento del progetto nelle scuole, agevolando la partecipazione del personale coinvolto agli incontri di formazione previsti in preparazione dei corsi. Metterà inoltre a disposizione gli strumenti della piattaforma “Google Apps for Education”, gestita dal Servizo Marconi dell’USR per l’Emilia-Romagna, che permetterà di realizzare un ‘ambiente virtuale’ in cui conservare i materiali del progetto e uno spazio di comunicazione e scambio online.
MAW realizzerà a titolo gratuito 17 percorsi formativi per le studentesse che saranno selezionate per partecipare al progetto nelle 20 scuole coinvolte, associando a ciascun gruppo un docente tutor ed un maker che condurranno gli incontri, tenuti presso le scuole. L’azione di formazione ha un ruolo centrale nell’economia del progetto e sarà orientata tanto agli aspetti tecnici quanto a quelli metodologico-didattici. I gruppi utilizzeranno tecnologie avanzate (stampa 3D, microprocessori programmabili) per realizzare il percorso, ma allo stesso tempo i maker dovranno calarsi nella realtà e nelle dinamiche della scuola per arrivare al risultato.
“Avere siglato un intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna è per noi una grande opportunità per estendere la portata delle attività di Girls Code it Better. E’ un progetto che promuoviamo su scala nazionale, ma è molto importante che sia realizzato raccordandolo con le caratteristiche dei territori in cui si svolge e con le esigenze specifiche di studentesse e famiglie. E’ questo il valore aggiunto della collaborazione fra pubblico e privato, fra scuola e azienda: MAW porta sue risorse e competenze, una visione del mondo del lavoro che si incrocia con le caratteristiche della società e del territorio di cui la scuola è protagonista, arricchendo la formazione – commenta Costanza Turrini di MAW – Ora possiamo lavorare con più scuole e far capire a molte ragazze le opportunità offerte dall’economia digitale. Ancora oggi sono tanti i condizionamenti che portano loro stesse, a volte anche le famiglie e gli insegnanti, a pensare che le materie scientifiche e tecnologiche non siano adatte alle donne. E’ un grandissimo errore di prospettiva e un grande spreco di risorse e di capacità: in Europa mancano ben 900.000 persone qualificate in grado di lavorare nel settore ICT”.
“La collaborazione con MAW Men at Work per le scuole della nostra regione rappresenta una modalità innovativa per realizzare il principio delle pari opportunità a partire dalle fasce più giovani – spiega il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna, Stefano Versari – E’ infatti necessario attivare queste azioni già a partire dal primo grado di istruzione affinché il binomio donna-tecnologia possa trovare consolidamento nella società adulta”.
Educazione&Scuola Newsletter n. 1057
Settembre 2015 – XX Anno
29 settembre Deleghe Buona Scuola
28 settembre Tutti a Scuola 2015
Si svolge a Napoli la cerimonia di inaugurazione del nuovo anno scolastico 2015-2016
25 settembre Valutazione performance PA in CdM
Il Consiglio dei ministri esamina uno schema di DPR in materia di misurazione e valutazione della performance delle pubbliche amministrazioni
25 settembre Notte Europea dei Ricercatori 2015
Conferenze, spettacoli, concerti, esperimenti e dimostrazioni scientifiche dal vivo, mostre, visite guidate per apprendere divertendosi e favorendo la divulgazione scientifica
21 settembre Piano straordinario di assunzioni
Il MIUR avvia l’acquisizione del fabbisogno dell’organico del potenziamento propedeutica all’attuazione della fase C del piano assunzionale
8 – 16 settembre Test per i corsi a numero programmato
Si svolgono i test per l’accesso ai corsi universitari a numero programmato a livello nazionale per l’anno accademico 2015/2016
10 settembre Diffusione Libro in 7a Camera
8 settembre Ripresa lavori parlamentari
Riprendono i lavori di Camera e Senato
8 settembre Sessione straordinaria Esami di Stato
La sessione straordinaria degli Esami di Stato si svolge dal 9 settembre
1 settembre Inizio Anno Scolastico 2015-2016
Il 1° settembre 2015 ha inizio il nuovo anno scolastico 2015-2016
Seminario residenziale Problem Posing
Avviso 28 settembre 2015, AOODPFSR 1227
Avviso di disponibilità di un posto di funzione dirigenziale non generale presso l’Ufficio III della Direzione Generale per lo studente, lo sviluppo e l’internazionalizzazione della formazione superiore …
Assegnazione sedi regionali definitive ai soggetti inseriti nell’elenco di cui al D.D.G. 974 del 28 settembre 2015 ai sensi art. 4 del D.M. 635 del 27.8.2015
Avvio Anno Scolastico 2015/2016: aggiornamento dell’Anagrafe Nazionale degli Studenti
Accordo 24 settembre 2015, n. 158/CSR
Accordo sul progetto sperimentale recante “Azioni di accompagnamento, sviluppo e rafforzamento del sistema duale nell’ambito dell’Istruzione e Formazione Professionale”
Avviso 24 settembre 2015
Iscrizione corso on line “Competenze digitali” – Quarta edizione – Nota MIURAOODGOSV prot. 7764 del 26 agosto 2015
Avviso pubblico del 15 settembre 2015, prot. AOODPIT 938 per la presentazione di proposte progettuali e la produzione di materiali digitali finalizzati alla sensibilizzazione e diffusione della metodologia …
Nota 24 settembre 2015, AOODGOSV 8862
Avviso pubblico per la presentazione di progetti sullo sviluppo delle competenze in italiano e sullo studio degli autori del Novecento nei percorsi di istruzione secondaria di secondo grado – Articolo …
Decreto Dipartimentale 23 settembre 2015, AOODPIT 962
Assegnazione sedi regionali ai soggetti inseriti nell’elenco di cui al D.D.G. prot. n. 943 del 15 settembre 2015
Decreto Dipartimentale 22 settembre 2015, AOODPIT 953
Sessione 2015 – Esami di Stato – Abilitazione esercizio libere professioni di Geometra. Costituzione Commissioni
Circolare Ministeriale 22 settembre 2015, n. 19
Sessione 2015 Esami Stato abilitazione esercizio libere professioni
Decreto Dipartimentale 22 settembre 2015, AOODPIT 954
Sessione 2015 – Esami di Stato – Abilitazione esercizio libere professioni di Perito Agrario. Costituzione Commissioni
Nota 21 settembre 2015, AOODGPER 30549
Acquisizione del fabbisogno dell’organico del potenziamento propedeutica all’attuazione della fase C del piano assunzionale
Nota 21 settembre 2015, Prot. n. 30516
Organizzazione e avvio dei corsi per il personale ATA di cui all’art.23 comma 1 lettera b) del DM 435/2015 e al Decreto direttoriale n. 863 del 5/8/2015
Avviso 21 settembre 2015, Prot.n. 5726
“L’Eredità di Expo per la Scuola” D.D. n. 769 del 17/07/ 2015 – pubblicazione della graduatoria definitiva delle scuole vincitrici
Comunicato Presidenza del Consiglio dei Ministri 18 settembre 2015
Avviso pubblico relativo a «Prevenzione e contrasto al disagio giovanile» per il finanziamento di azioni volte ad intervenire su giovani in condizioni di disagio favorendo l’inclusione e l’innovazione …
Nota 18 settembre 2015, AOODGOSV 8592
Manifestazione “Maker Faire – The European Edition Rome 2015” – Giornata dell’Educalional Day dedicata esclusivamente alle scuole. Roma, 16 ottobre 2015, h. 9.00 – 13.00. Invito alla partecipazione
Programmazione dei Fondi Strutturali Europei 2007-2013 – Indicazioni operative in ordine al corretto inserimento della documentazione di progetto sul sistema informativo
Nota 17 settembre 2015, Prot. n. 5647
Decreto Direttore Generale 17 settembre 2015, Prot.n. 948
Assegnazione sedi regionali di destinazione ai soggetti inseriti nell’elenco di cui al D.D.G. prot. n. 943 del 15 settembre 2015
Diritto all’avvio del procedimento di contrattazione collettiva
Decreto Direttore Generale 16 settembre 2015, Prot.946
Commissioni giudicatrici esami di Stato abilitazione esercizio libera professione di Agrotecnico, sessione 2015
Decreto Ministeriale 16 settembre 2015 n. 689
Nota 15 settembre 2015, AOODGOSV 8443
Sezioni primavera” anno scolastico 2015/2016 – Intese regionali (Art. 2 Accordo quadro sancito dalla Conferenza unificata l’1/08/2013, rep. atti 83/CU, prorogato dall’Accordo di conferma biennale …
Nota 15 settembre 2015, AOODPIT 1972
Decreto Direttore Generale 15 settembre 2015, Prot. n. 939
Sviluppo delle competenze in italiano e sullo studio degli autori del Novecento nei percorsi di istruzione secondaria di secondo grado – Articolo 24 D.M. 16 giugno 2015, n. 435
Decreto Direttore Generale 15 settembre 2015, n.943
Elenco unico soggetti di cui all’art. 3 del DM 635 del 27 agosto 2015 recante “Procedura relativa alla copertura dei posti vacanti di dirigente scolastico ai sensi dell’articolo 1, comma 92, della …
Nota 14 settembre 2015, AOODGOSV 8396
XIV^ edizione del Concorso “Certamen Propertianum” – anno 2015-2016
Avviso 14 settembre 2015
Nota 11 settembre 2015, Prot. n. 8366
Nota 11 settembre 2015, AOOOGRUF 13439
A.F. 2015 – a.s. 2015/2016 – Avviso assegnazione risorse finanziaria per funzionamento amministrativo didattico ed altre voci (Programma Annuale 2015 – periodo settembre-dicembre 2015) e comunicazione …
Nota 10 settembre 2015, AOODPIT 1949
Nota 10 settembre 2015, Prot. 10874
Attività di rendicontazione finanziaria per i progetti realizzati nell’ambito delle procedure avviate a seguito della conclusione degli accordi MIUR – Regioni di cui all’art. 4 del Decreto Ministro …
Decreto Dipartimentale 9 settembre 2015, AOODPIT 921
Posto Direttore della Scuola per l’Europa di Parma – Commissione per l’esame dei candidati
Nota 9 settembre 2015, AOODGOSV 8160
Concorso nazionale “Storie di guerra e profezie di pace nella Bibbia” A.S.2015-2016
Decreto Direttore Generale 9 settembre 2015, Prot.n.920
Costituzione Commissione Esami Libera professione PERITO INDUSTRIALE Sessione 2015
Nota 8 settembre 2015, AOODGSIP 5483
Avviso alle scuole secondarie superiori per la presentazione della domanda di partecipazione al progetto “A Scuola di OpenCoesione” a.s. 2015-2016
Nota 8 settembre 2015, AOODGOSV 8096
Applicazioni Direttiva UE n. 2008/1 06/CE sui livelli minimi di Formazione della Gente di Mare – Sistema di gestione della qualità per i percorsi degli istituti tecnici – indirizzo Trasporti e Logistica …
Nota 7 settembre 2015, Prot. n.8041
Centri provinciali per l’istruzione degli adulti: compiti e funzioni degli Enti locali. Risposta a quesiti
Avviso 7 settembre 2015, Prot. 10740
Acquisizione di manifestazioni di interesse da parte delle istituzioni scolastiche ed educative per l’individuazione di proposte progettuali relative a laboratori territoriali per l’occupabilita’ …
Circolare Ministeriale 7 settembre 2015, n. 18
Elezioni degli organi collegiali a livello di istituzione scolastica – anno scolastico 2015/2016
Circolare Ministeriale 7 settembre 2015, n. 17
Decreto ministeriale n. 514 del 28 luglio 2015 di definizione del programma annuale di promozione delle eccellenze concernente gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie, …
Nota 7 settembre 2015, AOODGPER 28853
Legge 107/15 – piano assunzionale straordinario personale docente – Fase B – assegnazione della sede di servizio
Avviso 4 settembre 2015
CONVEGNO “La didattica del cinese nella scuola secondaria di secondo grado: esperienze e prospettive” Roma, 7-8 settembre 2015 – Miur, Sala della Comunicazione
Nota 4 settembre 2015, Prot. n. 5386
Programma “Pace, fraternità e dialogo. Sui passi di Francesco” 2015-2016
Decreto Direttore Generale 4 settembre 2015, Prot. n.654
Commissione incaricata di valutare le domande di sussidio del personale dell’Amministrazione Centrale del MIUR
Avviso 3 settembre 2015, AOODPIT 1880
Vacanza del posto di Direttore della Scuola per l’Europa di Parma
Nota 3 settembre 2015, AOODPIT 1875
Nota 3 settembre 2015, Prot. 7961
“Didattiva: la didattica per l’alternanza scuola-lavoro” – Bando relativo al Premio Nazionale 2015 – Scaddenza dei termini per la presentazione delle candidature
Nota 2 settembre 2015, Prot. 5336
Indicazioni operative per la concreta attuazione in ambito scolastico della legge 54/2006 -“Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli”
Nota 2 settembre 2015, AOODGOSV 7913
Conferimento incarichi di funzione dirigenziale di cui all’art. 5 del DPR 28 marzo 2013, n. 80
Nota 1 settembre 2015, AOODGCASIS 2966
Rilascio nuove funzioni SIDI – Gestione Giuridica e Retributiva Contratti Scuola
Nota 1 settembre 2015, AOODGOSV 7904
Pubblicazione del Rapporto di Autovalutazione (RAV) e primi orientamenti per il Piano di Miglioramento (PdM)
Comitato di valutazione: cambio di confine?
Il rapporto di lavoro subordinato: contratto, codice civile e leggi speciali
Performance individuale in rapporto al POF
Merito vs Pansindacalismo
Il “Gender”, la Giannini e la grammatica latina
Gli indirizzi del dirigente alla redazione del Pof triennale
La scuola del terzo millennio. Una “non riforma” populista?
Le Aree Interne nel contesto de La Buona Scuola
Linee guida per gli interventi nelle aree progetto
I mitici anni ’70 del “Diritto allo studio”
Il diritto e dovere di resilienza
Elezioni scolastiche 2015/16 ed il commissariamento infinito degli omnicomprensivi
Guida al Progetto nella Scuola
a cura di Cinzia Olivieri e Marilisa Zappella
Baby gang e bulli di rincalzo
Strategie di Cambiamento culturale e scientifico
Se ti ama non ti picchia, non basta…
G. Sartori, La corsa verso il nulla
C. Wolf, Cassandra
L’arte come mezzo?
L. De Crescenzo, Stammi felice
Le Regioni al declino
Olimpiadi di Informatica nazionali ed internazionali – Edizione 2015-2016
Principali dati della scuola statale – A.S. 2015/2016
MIUR – Ufficio di Statistica
DOSSIER BULLISMO
Osservatorio nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’intercultura del Miur
Dell’insegnare oggi senza ignorare il passato
Riflettere sul passato per costruire il futuro
CORSI DI LETTURA PER ADULTI
Sintesi e chiavi di lettura della legge 107/2015
Gli insegnanti della “buona” scuola: luci e ombre della legge 107/15
mercoledì 30 Settembre 2015 Edscuola	1 commento
Il Comitato di valutazione introdotto dalla legge 107 del 13 luglio 2015 si sta aprendo senza troppa fatica il varco nel mondo della scuola. Come tutte le questioni innovative trova quasi solo barriere, ostacoli, precisazioni. In questo primo mese di applicazione della legge si sono avuti atteggiamenti diversi in riferimento al Comitato di valutazione: alcuni collegi docenti hanno votato i loro rappresentanti, altri collegi hanno invece approvato mozioni per boicottare la legge, alcuni dirigenti non hanno nemmeno posto il punto all’ordine del giorno del collegio docenti, alcuni gruppi o organizzazioni hanno cercato di inventare stratagemmi per rendere inoffensivo il Comitato, alcuni sindacati stanno cercando di far cadere la questione portando i soldi del bonus in contrattazione. La fantasia sta insomma correndo nelle scuole e sul web, non per cercare di fare funzionare al meglio questo nuovo organismo, ma per cercare modalità per rendere inoffensiva tutta la procedura. L’idea che una legge vada rispettata senza tante discussioni non passa nemmeno per l’anticamera del cervello di chi si ritiene supplente morale di una Corte costituzionale che non boccia tutto quello che fa il Governo.
La Riforma Brunetta sei anni fa fu contrastata per via giudiziaria e non applicata in molte sue parti con la collaborazione governativa. Anche in questo caso molte speranze sono poste nella palude che il Miur può creare per non far applicare almeno questa parte della legge. Chi chiede l’interpretazione autentica del Miur sa benissimo che il Miur non avendo approvato la legge non può dare alcuna interpretazione autentica. Se però il Miur comincia ad emanare circolari, modelli, note, spiegazioni può fornire all’ampio campo del dissenso tutte le sponde possibili per impugnate, contestare, rigettare. E’ sufficiente che nel Miur qualcuno dica la sua pubblicamente, che l’opposizione al Comitato di valutazione può trovare una sponda da cui ripartire come a maggio.
Io porrei la questione su un altro versante. Il Comitato di valutazione è una risposta rozza e per nulla sofisticata alla richiesta popolare di valutazione della pubblica amministrazione. Il Decreto Brunetta ha fatto credere che una parte della Pubblica Amministrazione sia già valutata come si deve (non è così, ma a chi importa?), mentre la legge 107 – con l’introduzione di questo Comitato di valutazione – risponde all’opinione pubblica, che vuole i docenti valutati, cosa mai neppure lontanamente messa in agenda prima di ora. La risposta è rozza, ma l’opinione pubblica attenta. Per cui qualunque distinguo, resistenza, cavillo, rinvio, ecc. sarà visto dai cittadini solo come la conferma che i docenti non vogliono farsi valutare. Non si può attaccare un provvedimento che risponde ad un sentire popolare con distinguo incomprensibili. E la vecchia frase: “Noi vogliamo la valutazione, ma non questa, ne vogliamo una seria” porta direttamente alla favola di Bertoldo che non trovava mai l’albero giusto. Metafora cruda e un po’ a doppio senso.
In tutta questa vicenda si evidenzia la grande debolezza dei dirigenti scolastici, che dovrebbero essere valutati dal 2001 e che nessuno valuta mai, e l’oggettivo fuoco amico di Anp sulla categoria, che ha preso posizioni pubbliche che hanno aumentato la percezione che la legge 107 fosse una legge a favore dei dirigenti scolastici. La categoria pare, insomma, essere ben contenta di contribuire a valutare i docenti, ma sfugge alla propria valutazione. Ci troviamo infatti davanti al paradosso per cui la valutazione dei dirigenti scolastici sta nel Contratto (e quindi è difesa dai sindacati e permette la richiesta di garanzie), mentre quella dei docenti è decontrattualizzata ed inserita nella sola legge. Rimane un mistero capire perché se i dirigenti scolastici pretendono garanzie per la propria valutazione, i docenti non ne possano pretendere a loro volta. In questa fase però anche questi sono cavilli: gli italiani mandano a scuola i figli dai docenti e vogliono siano valutati quelli. Di noi dirigenti si interessano solo se hanno bisogno di qualcosa o se non gli togliamo dalla classe del figlio gli insegnanti che reputano incapaci, ignoranti, ecc. Se tutto va bene noi non esistiamo e dunque anche se non siamo valutati all’opinione pubblica non interessa. E’ una delle tante vergogne della pubblica amministrazione italiana, senza ricadute sugli studenti: così pensa l’opinione pubblica e poco le importa che non sia proprio così.
Il Comitato di valutazione deve stabilire criteri, validare il periodo di prova per i neoassunti (componente docenti), valutare il servizio a richiesta del docente interessato. Da nessuna parte però è scritto che senza criteri e senza comitato il dirigente scolastico non può dare ugualmente il bonus economico e che se manca una componente per scelta della componente non si può andare avanti lo stesso. E’ ovvio che tutto potrà essere impugnato per bloccare qualunque cosa, ma sarà interessante vedere cosa succederà quando un dirigente assegnerà il bonus ai docenti e sindacati, altri docenti o chi per loro impugnerà il provvedimento e magari il giudice darà loro ragione bloccando i pagamenti. Se un dirigente ne voleva pagare quattro non succederà niente (se non che quei quattro vivranno male il proprio futuro), ma se un dirigente ne voleva pagare una cinquantina poi sarà dura spiegare a tutti i cinquanta che non riceveranno i soldi perché c’è stato un ricorso contro il provvedimento dirigenziale.
A norma rozza non si può dare una risposta sofisticata. La procedura più semplice è quella di nominare subito il Comitato e dare criteri chiari, stringenti, precisi al dirigente. Che così deve attribuire il bonus a quelli che lo meritano secondo l’opinione comune. L’opinione comune non è quasi mai sbagliata, soprattutto se nasce in situazioni ambientalmente distese e che quindi non abbisognano di troppi distinguo. In questa ottica bisognerebbe nominare il Comitato di valutazione col sistema del “velo nero” (non vedo quello che la mia decisione provocherà), utilizzando una scelta di tipo reputazionale, che in comunità molto piccole come sono le nostre scuole, difficilmente è sbagliata. Se invece si aspetta – come molti dicono di fare – si creeranno gruppi di interesse e di pressione, che si faranno rappresentare nel Comitato e che dunque avranno il potere di dirigerne i criteri.
La Cgil, che dal suo punto di vista giustamente contrasta la legge anche perché oggettivamente la 107 vuole ridurre drasticamente il peso dei sindacati nelle scuole, propone una valutazione non individuale, ma generale, che quindi premi i soggetti nel sistema e non singolarmente. La proposta tende a mediare tra l’esistente e quello che vuole il Governo, ma non tiene conto del fatto che l’opinione pubblica vuole fortemente vengano cacciati dalla scuola incapaci, fannulloni, ignoranti. Il bonus ai migliori automaticamente tenderebbe ad evidenziare i peggiori: non se ne esce, anche perché questo metodo di retribuzione, decontrattualizzata, potrebbe premiare i risultati e non solo l’impegno orario. Se – poniamo – i criteri indicheranno nei risultati la ratio del premio allora si sposterebbe il confine che fino ad ora ha legato le retribuzioni (ordinarie e aggiuntive) al solo lavoro prestato. Gli insegnanti oggi vengono retribuiti per le ore che fanno o per il lavoro svolto, non per la qualità di quello che hanno prodotto. I criteri del Comitato di valutazione qui potrebbero intervenire e se qualcuno lo farà la frontiera verrà spostata e non di poco. Se lavori male niente soldi, che invece arrivano se hai raggiunto gli obiettivi prefissati.
Quella del Comitato di valutazione non è una partita neutra e non è scontato che la categoria ufficialmente contraria a “questo” metodo di valutazione abbia qualche controproposta da fare. Io credo che invece sarebbe necessario cercare di capire che il Governo sta rispondendo ad esigenze dell’utenza scolastica e dell’opinione pubblica e non alla richiesta di garanzie di una delle poche categorie in cui il contratto a tempo indeterminato non prevede alcuna possibilità di licenziamento, perché la “ditta Miur” non fallisce mai. E’ altrettanto vero che se passa questo meccanismo premiante è possibile che tutto il salario accessorio vada a finire lì e che le prestazioni aggiuntive vengano retribuite solo a progetto. Questo credo che i sindacati non lo possano accettare, ma bisogna vedere cosa ne pensa l’elettorato, non cosa ne pensano i lavoratori della scuola. E’ una partita complessa, ma non simbolica. Il Comitato di valutazione ha una forte valenza e grandi contenuti e non c’è nulla di simbolico nel definire i criteri di retribuzione delle persone. E’ una questione che va presa sul serio, senza distinguo e cavilli. Non so cosa succederà, ma posso dire che chi è contrario a questa innovazione deve stare attento a non combattere l’ennesima guerra senza vincerla.
Proposta di intitolazione del Comma 148 della L. 107/2015
Gent.mo Sig. Matteo Renzi
OGGETTO: Proposta di intitolazione del Comma 148 della L. 107/2015.
Confidando nella cortese attenzione della S.V. Ill.ma ci facciamo portatori d’una proposta legittimamente avanzata da molti nostri conterranei affinché Lei voglia preoccuparsi, nella Sua riconosciuta e nobile lungimiranza, di intitolare il 148° comma della Legge sopra emarginata al compianto DON MILANI, strenuo sostenitore del diritto allo studio da parte delle classi sociali meno abbienti.
Fervida preghiera è stata espressa in tal senso da un massiccio numero di postulanti fra i quali si distinguono, per l’interesse manifestato, decine di migliaia di profughi ospitati nelle terre del nostro fortunato e soleggiato Meridione in uno con i più giovani virgulti già fedeli alle consorterie sicule, calabresi e partenopee variamente denominate e predestinate alle fiorenti imprenditorie del presunto malaffare.
A tanto si è indotti per aver Noi colpevolmente disertato l’appuntamento prestigioso col nostro Presidente della Repubblica in occasione dell’apertura dell’anno scolastico a Napoli, un appuntamento che ha visto la vibrante e appassionata cura delle ISTITUZIONI , dialetticamente schierate al fianco della scuola napoletana per porre fine all’incalzante degrado sociale e culturale di troppi quartieri tristemente noti alle cronache nazionali. Commossi per le “decime” assegnate magnanimamente alle scuole meno fortunate, fra le quali presumiamo iscritte senz’altro quelle della nostra amata terra, richiamiamo testualmente alla Sua attenzione , qualora l’avesse dimenticato, il comma in questione concernente lo School bonus
«Il credito d’imposta è riconosciuto a condizione che le somme siano versate in un apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato secondo le modalità definite con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Le predette somme sono riassegnate ad apposito fondo iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca per l’erogazione alle scuole beneficiarie. Una quota pari al 10 per cento delle somme complessivamente iscritte annualmente sul predetto fondo è assegnata alle istituzioni scolastiche che risultano destinatarie delle erogazioni liberali in un ammontare inferiore alla media nazionale, secondo le modalità definite con il decreto di cui al primo periodo.»
Prof. Luigi Manfrecola
n.b.- Vada dritto per la sua strada e non si preoccupi di critiche eventuali. La gente ha sempre da criticare.
Test nazionali di lingua, in Italia competenze valutate solo alla maturità
Rapporto Eurydice sulla diffusione delle prove di valutazione nei Paesi dell’Ue: sistemi poco omogenei, la capacità di lettura è la «skill» più testata.
I test nazionali di lingua sempre più diffusi nelle scuole dell’Ue, che li utilizzano come strumento prioritario per valutare i progressi degli studenti. Ma la diffusione delle prove non risulta omogenea in tuta l’Unione: in buona parte dei Paesi, per esempio, ci sono test che coprono più di cinque lingue straniere, mentre in altri solamente una, quasi sempre l’inglese. E in Italia l’unico momento di valutazione nazionale delle competenze linguistiche è rappresentato dalla seconda prova scritta dell’esame di maturità (laddove è prevista). Sono i dati del rapporto appena pubblicato da Eurydice sui test nazionali di lingua nelle scuole secondarie superiori, che prende in considerazione le performance dell’anno scolastico 2014/2015 dei 28 Stati membri, dell’Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Turchia, Montenegro e la Serbia.
La ricerca di Eurydice analizza l’importanza crescente dei test nazionali nelle lingue straniere, gli obiettivi dei test, il tipo di competenze valutate, gli strumenti messi a punto dai diversi paesi per rendere le procedure di attribuzione dei punteggi sempre più affidabili e misura, infine, l’influenza di questi test sul sviluppati dai diversi paesi per far sì che le procedure di attribuzione del punteggio siano coerente e affidabili, e l’influenza del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue (Qcer) sui test.
Secondo i risultati della prima indagine sui test nazionali, pubblicata da Eurydice nel 2012, già a partire dagli anni ’90 queste prove sono diventate uno strumento sempre più strategico nella valutazione degli studenti, anche se in buona parte dei paesi le ha introdotte in maniera sistematica solo a partire dal 2001.
Il nuovo report svela che la competenza linguistica orale è la meno «testata», mentre la capacità di lettura risulta in assoluto la più valutata nei test. Solo la metà dei paesi prevede test di valutazione di tutte le competenze – ascolto, conversazione, lettura e scrittura – e l’Italia non è fra questi: nel nostro sistema, spiega Eurydice, non esistono infatti prove che misurano tutte e quattro le abilità.
La maggior parte dei Paesi prevede test per più di cinque lingue straniere (un gruppo che, secondo i dati, comprende anche l’Italia) e alcuni, come la Francia e la Norvegia, si arriva addirittura a sfiorare i 40 idiomi diversi. In ogni caso, in una dozzina di paesi si valuta solamente una lingua, inglese in primis.
All’incontro di ieri, al ministero dell’Istruzione, erano presenti i rappresentanti del Forum degli studenti e del Forum dei genitori che hanno incontrato i vertici del Miur. Gli studenti, in particolare, hanno presentato un documento congiunto con la loro proposta sul diritto allo studio. «Dopo la fase legislativa siamo entrati nella delicata e importante fase attuativa – sottolinea il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini -. Ringrazio tutti coloro che parteciperanno ai tavoli dando il loro costruttivo contributo al cambiamento che vogliamo apportare nella scuola italiana». Il prossimo incontro è previsto mercoledì 7 ottobre al Miur sull’inclusione degli studenti con disabilità.
I principi di delega sul diritto allo studio
A fissare i paletti della delega sul diritto allo studio è direttamente la «Buona Scuola». Che evidenzia come il provvedimento attuativo deve puntare a garantire l’effettività di questo diritto «su tutto il territorio nazionale», nel rispetto delle competenze delle regioni in tale materia, attraverso la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni, sia in relazione ai servizi alla persona, con particolare riferimento alle condizioni di disagio, sia in relazione ai servizi strumentali. Le nuove norme, è scritto sempre nella legge 107, dovranno poi portare a un potenziamento della Carta dello studente, tenuto conto del sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale, al fine di attestare attraverso la stessa lo status di studente e rendere possibile l’accesso a programmi relativi a beni e servizi di natura culturale, a servizi per la mobilità nazionale e internazionale, ad ausili di natura tecnologica per lo studio e per l’acquisto di materiale scolastico, nonché possibilità di associare funzionalità aggiuntive per strumenti di pagamento attraverso il borsellino elettronico.
Nuovo concorso, vecchie classi
In palio circa 60 mila cattedre, attese 150 mila istanze
Non sono ancora nate e rischiano già di finire in soffitta. Quantomeno in vista del prossimo concorso. Le nuove classi di concorso potrebbero infatti non essere utilizzate per la prossima selezione che sarà bandita agli inizi di dicembre e le cui graduatorie saranno utilizzate per il triennio 2016/2018. È l’ipotesi più accreditata ai piani alti del dicastero di viale Trastevere, dove si sta lavorando per consegnare all’esame del ministro, Stefania Giannini, il regolamento della gara: complessivamente le nuove assunzioni da fare potrebbero arrivare anche a 90 mila, è l’ultima previsione del dicastero dell’istruzione, di cui 60 mila e forse più da concorso, le altre attingendo alle graduatorie ad esaurimento che hanno ancora iscritti.
Sempre le previsioni parlano di almeno 150 mila possibili domande (ma c’è l’incognita della scuola dell’infanzia e della primaria, con flussi difficilmente prevedibili).
I tempi stretti della selezione pare mal si concilino con quelle della riforma delle classi di concorso, che hanno davanti un iter ancora abbastanza lungo, in cui è necessario tra l’altro acquisire il parere delle competenti commissioni di camera e senato per poi passare all’approvazione definitiva del consiglio dei ministri. Che ben potrebbe decidere di apportare alcune modifiche, proprio alla luce dei suggerimenti del parlamento.
Al momento, le nuove classi passerebbero da 168 a 114, con 11 new entry per l’insegnamento nella scuola secondaria di I e II grado, fra cui la A-23, la Lingua italiana per studenti stranieri, oltre che altre per i nuovi indirizzi della scuola di secondo grado come il musicale e coreutico. La riforma abilita anche la laurea in scienze politiche per insegnare diritto ed economia. In questi casi, utilizzando le vecchie classi, resterebbero esclusi dei potenziali candidati, che non potrebbero infatti essere recuperati attraverso la successiva fase della confluenza.
Intanto si lavora anche alla struttura delle prove, con un peso maggiore da dare alla capacità di stare in classe del candidato, sia nel corso della prova scritta, con la risoluzione di casi concreti, sia poi all’orale, dove dovrebbe restare la lezione simulata.
A distanza di 5 anni ecco come è cambiata la mappa delle scelte degli studenti. Più lingue straniere
Tecnici e professionali tengono, ma vedono calare leggermente gli iscritti, i primi, e aumentare gli iscritti i secondi. L’obiettivo della riforma Gelmini era quello di invertire la tendenza sul crollo di iscrizioni nei tecnici e nei professionali. Ma, a distanza di 5 anni, sembra avere fallito.
Riforma, partiti i tavoli di confronto sulle deleghe
Dopo la convocazione dei giorni scorsi, nel pomeriggio del 29 settembre hanno preso il via i tavoli di ascolto e di confronto sulle deleghe previste dalla legge 107/2015.
Al primo incontro, svolto a Viale Trastevere, hanno partecipato i rappresentanti del Forum degli studenti e del Forum dei genitori: si è parlato di diversi argomenti, per i quali è prevista la pubblicazione dei rispettivi decreti delegati nei prossimi mesi. Come il sistema integrato di servizi per la fascia 0-6 anni e la riforma del diritto allo studio. Su quest’ultimo punto, i rappresentanti delle associazioni studentesche hanno presentato un documento congiunto con la loro proposta.
“Dopo la fase legislativa siamo entrati nella delicata e importante fase attuativa – ha detto il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini -: ringrazio tutti coloro che parteciperanno ai tavoli dando il loro costruttivo contributo al cambiamento che vogliamo apportare nella scuola italiana”.
Il prossimo incontro è previsto mercoledì 7 ottobre al Miur: in quell’occasione si parlerà, in particolare, di inclusione degli studenti con disabilità e di riforma del sostegno.
Superiori, 1 studente su 4 bocciato perché sfora il 25% di assenze: norma da rivedere?
Alle superiori uno studente ripetente su quattro viene fermato per le troppe assenze: a rilevarlo è il portale Skuola.net, che è andato ad analizzare i quadri finali dei primi quattro anni di corso.
“La quota dei bocciati – scrive il sito studentesco – ha raggiunto circa il 9%. Di questi, il 26% ha perso l’anno proprio dalle assenze. Il primo anno è il più duro: non ce l’ha fatta quasi 1 ragazzo su 7, di cui il 25% per essere mancato troppe volte. Anche se il numero dei respinti va a diminuire nelle due classi successive, non cambia di molto la percentuale di chi è stato “castigato” per lo stesso motivo. Si tratta del 22% e il 27% dei bocciati al secondo e al terzo anno”.
A salvarsi, sono solo gli studenti che presentano documenti (ad esempio di pratica sportiva agonistica riconosciuta dal Coni) o certificati medici (come un ricovero ospedaliero) che comprovano l’effettiva indisponibilità nel frequentare le lezioni.
“Al quarto anno – continua Skuola.net – abbiamo la sorpresa: da un lato si riduce drasticamente la percentuale dei non ammessi a giugno (solo il 5%), dall’altro si alza di netto quella di chi ha inciampato sulla cattiva gestione delle assenze: si tratta di quasi 1 bocciato su 3”. Per una discreta percentuale di costoro, purtroppo, è l’anticamera dell’abbandono, attorno ai 17 anni, senza aver naturalmente conseguito il diploma di maturità.
Ricordiamo che la disposizione deriva dall’articolo 14, comma 7, del Regolamento di coordinamento delle norme per la valutazione degli alunni incluso nel DPR 22 giugno 2009, n. 122, attraverso il quale è stato previsto che “ai fini della validità dell’anno scolastico, compreso quello relativo all’ultimo anno di corso, per procedere alla valutazione finale di ciascuno studente, è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato”. Una disposizione, quella del 25% massimo di assenze, del resto già vigente per gli studenti della scuola secondaria di primo grado (cfr. articolo 11 del D. Lgs. 19 febbraio 2004, n. 59, successivamente richiamato e integrato dall’art. 2, comma 10, del Regolamento del 2009 per le superiori). Inoltre, la norma prevede che lo studente che incappa nello sforamento del 25% di assenze non vada nemmeno giudicato: tecnicamente, non si può parlare nemmeno di bocciatura, ma solo di mancata ammissione all’anno successivo.
Ora, viene da domandarsi, ma era questo l’obiettivo dell’ex ministro Giuseppe Fioroni, quando sei anni fa si erse a sostenitore del provvedimento? Probabilmente no. Il tetto di assenze doveva servire a disincentivare le assenze “fasulle”, quelle che poggiano su giustificazioni spesso risibili se non del tutto gratuite. Il risultato, alla conta dei fatti, è stato quello di non migliorare né frequenza, né profitto, né promoziono. E nemmeno si è riusciti a ridurre la dispersione, visto che il numero di giovani che alle superiori lasciano i banchi prima del tempo è fermo da tempo attorno al 17,6%. Forse, al Miur qualcuno farebbe bene a ragionarci sopra.
Possibile lasciare una supplenza temporanea per accettarne una fino all’avente titolo
Ad integrazione delle istruzioni già impartite per l’anno scolastico in corso, il Miur, con nota prot. n. 31869 del 25/09/2015, conferma le disposizioni già contenute nella circolare n. 8481 del 27 agosto 2014 nella parte in cui ha previsto la possibilità di lasciare una supplenza temporanea per accettare una supplenza sino alla nomina dell’avente titolo, esclusivamente per disponibilità relative a posti di sostegno.
Inoltre, ha ribadito che, in subordine allo scorrimento degli aspiranti collocati nelle graduatorie di istituto in possesso del titolo di specializzazione, il personale che ha titolo ad essere incluso nelle graduatorie di circolo e di istituto e che abbia conseguito il titolo di specializzazione per il sostegno, tardivamente, rispetto ai termini prescritti dai provvedimenti relativi alle graduatorie ad esaurimento e alle graduatorie di istituto ha titolo prioritario, nel conferimento del relativo incarico, attraverso messa a disposizione.
In G.U. il decreto che rende stabili le modifiche al T.U. maternità
Le innovazioni apportate dal decreto legislativo 80 del 15 giugno 2015, inizialmente applicabili solo per il 2015, vengono estese anche agli anni successivi.
È stato infatti pubblicato nella GU Serie Generale n.221 del 23-9-2015 – Suppl. Ordinario n. 53 il Decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148 recante “Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183”.
Il decreto, del quale ne avevamo già anticipato l’uscita, è entrato in vigore il 24 settembre scorso e all’art. 43, comma 2, così recita:
“2. I benefici di cui agli articoli da 2 a 24 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 80, sono riconosciuti anche per gli anni successivi al 2015, in relazione ai quali continuano a trovare applicazione le disposizioni di cui all’articolo 27 del predetto decreto legislativo. All’onere derivante dal primo periodo del presente comma valutato in 123 milioni di euro per l’anno 2016, 125 milioni di euro per l’anno 2017, 128 milioni di euro per l’anno 2018, 130 milioni di euro per l’anno 2019, 133 milioni di euro per l’anno 2020, 136 milioni di euro per l’anno 2021, 138 milioni di euro per l’anno 2022, 141 milioni di euro per l’anno 2023, 144 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2024 si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all’articolo 1, comma 107, della legge n. 190 del 2014 come rifinanziato dal presente articolo“.
Questo significa che vengono messe a regime e rese strutturali (cioè finanziate per sempre) tutte le modifiche per le quali, inizialmente, c’era la copertura solo fino al 31 dicembre 2015.
Riepiloghiamo di seguito le principali novità:
Sciopero generale scuola il 13 novembre
L’annuncio arriva dai Cobas che si dichiarano però ampiamente disponibili a concordare una data diversa insieme con gli altri sindacati.
La manifestazioni regionali indette dai sindacati per sabato 24 ottobre non bastano ai Cobas che chiedono un impegno più consistente da parte di tutti per contrastare l’applicazione della riforma Renzi e soprattutto per dare avvio alla stagione contrattuale.
Già il 19 settembre scorso i Cobas di Piero Bernocchi avevano inviato un appello ai 5 sindacati Cgil-Cisl-Uil-Snals-Gilda che, proprio insieme con i Cobas, avevano promosso e gestito gli scioperi di maggio-giugno.
Sottolinea il portavoce nazionale Piero Bernocchi: “Si susseguono nelle scuole enormi assemblee unitarie che testimoniano la volontà diffusa di impedire la realizzazione degli effetti nefasti della legge 107…Ma docenti ed Ata segnalano con forza che non si può rinchiudere tale lotta solo nelle singole scuole e chiedono che i sindacati che hanno condotto lo scontro con la cattiva scuola di Renzi diano vita ad un nuovo e plebiscitario sciopero generale della scuola e ad una oceanica manifestazione nazionale”.
“Al nostro appello – scrive Bernocchi – non abbiamo ricevuto risposte anche se sappiamo che i Cinque discutono da settimane, tra loro, sul da farsi. Poiché l’immobilismo non fa bene ai livelli di conflitto contro la cattiva scuola renziana né alla resistenza nelle scuole contro l’applicazione della 107, rompiamo gli indugi e convochiamo per il 13 novembre lo sciopero generale della scuola, ribadendo nel contempo la cruciale necessità che lo sciopero sia unitario per realizzare i livelli di partecipazione del 5 maggio e del blocco degli scrutini”.
Ecco perchè i Cobas si dichiarano ampiamente disponbili a rivedere la data dello sciopero che non può però andare oltre la metà di novembre anche perchè a quel punto i giochi sulla legge di stabilità saranno pressochè chiusi.
“Comunque – concludono i Cobas – ci auguriamo che i tempi decisionali degli altri sindacati si accelerino e che si possa ricevere una risposta chiara ed ufficiale nei prossimi giorni”.