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Timestamp: 2017-02-21 18:48:19+00:00
Document Index: 40656501

Matched Legal Cases: ['art. 2093', 'art. 2093', 'art. 409', 'art. 10', 'art. 2093', 'art. 45', 'art. 69', 'art. 2093', 'sentenza ', 'art. 2126', 'art. 2093', 'art. 20', 'art. 9']

Art. 2093 codice civile: Imprese esercitate da enti pubblici
HOME Codice civile Articoli Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015 Codice civile Art. 2093 codice civile: Imprese esercitate da enti pubblici L’AUTORE: Redazione
Le disposizioni di questo libro si applicano agli enti pubblici inquadrati nelle associazioni professionali (1).
Agli enti pubblici non inquadrati si applicano le disposizioni di questo libro, limitatamente alle imprese da essi esercitate (2).
Enti pubblici: [v. 11]; Impresa [v. Libro V, Titolo II].
(1) Gli enti pubblici economici costituiscono una particolare categoria di enti pubblici [v. 11] in quanto non operano in regime di diritto amministrativo bensì di diritto privato. Inoltre in caso di insolvenza non sono assoggettati a fallimento ma a procedure amministrative di liquidazione coatta: sono però sottoposti a pressanti vincoli e controlli pubblicistici. A seguito del constatato fallimento sostanziale di buona parte delle imprese pubbliche, perlopiù inefficienti e oberate da deficit assai gravosi, si è decisamente intrapresa una politica di dismissione delle imprese pubbliche e delle partecipazioni statali. Questo processo ha preso il nome di privatizzazione e si è realizzato attraverso la trasformazione degli enti in società per azioni, nonché attraverso il trasferimento di quote sociali a soggetti privati. Le società derivate dalla trasformazione succedono agli enti trasformati nella totalità dei rapporti giuridici e sono sottoposti alla normativa generale vigente per la società.
(2) Tale inciso si riferisce all’attività imprenditoriale svolta, in via accessoria e secondaria, da organi di enti pubblici non dotati di autonoma personalità giuridica (es.: aziende municipalizzate che svolgono attività di trasporto urbano). Limitatamente a tale attività dovrebbe trovare applicazione la normativa del libro V del codice civile, ma, in realtà, numerose norme speciali derogano alla disciplina codicistica.
Il trattamento pensionistico aziendale integrativo dei dipendenti di un'impresa pubblica (avente la forma giuridica prima di azienda municipalizzata, poi di azienda speciale e da ultimo di società per azioni a capitale pubblico), pur assolvendo ad una funzione previdenziale, origina un'obbligazione di natura retributiva ed è strutturalmente inerente ad un rapporto di lavoro di carattere privatistico di diritto comune, con la conseguenza che la relativa controversia appartiene alla giurisdizione del g.o. e non a quella della Corte dei conti, non essendo configurabile né un trattamento pensionistico a carico dello Stato o altro ente pubblico, né una possibile influenza delle modalità di calcolo della pensione integrativa sulla pensione ordinaria percepita (nella specie erogata dalla CePDEL).
Cassazione civile sez. un. 07 agosto 2009 n. 18075
Le controversie relative al rapporto di lavoro dei dipendenti delle aziende municipalizzate, incluse quelle esercenti il servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, spettano alla giurisdizione del giudice ordinario, in considerazione della natura privatistica del rapporto stesso con tali aziende, che integrano strutture con connotati di impresa, autonome rispetto all'organizzazione pubblicistica del Comune. Appartiene, pertanto, alla giurisdizione del giudice ordinario anche la cognizione della domanda con cui un soggetto faccia valere (come nella specie) il suo diritto all'assunzione alle dipendenze di un'azienda municipalizzata, in virtù proprio della natura privatistica dell'attività svolta, anche con riferimento all'espletamento delle procedure concorsuali.
Cassazione civile sez. un. 28 giugno 2006 n. 14852 Ai sensi dell'art. 2093, c.c., alle imprese gestite da enti pubblici e ai relativi dipendenti si applicano le disposizioni sull'impresa contenute nel codice stesso; pertanto, le relative controversie esulano dalla giurisdizione del giudice amministrativo.
Consiglio di Stato sez. V 07 febbraio 2006 n. 497 Nell'ambito degli enti pubblici non economici sono enucleabili delle strutture ontologicamente e funzionalmente distinte rispetto all'apparato istituzionale degli enti stessi e non operando come pubbliche amministrazioni né come strumenti di amministrazione attiva, rivestono i connotati propri dell'organizzazione economica imprenditoriale di cui alla previsione normativa dell'art. 2093 comma 2 c.c. e quella dell'art. 409 c.p.c., con la conseguenza che le controversie relative ai rapporti di lavoro dedotti come intercorrenti con siffatte strutture rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario (nel caso di specie, la controversia verte sulla risoluzione del rapporto di lavoro e soppressione del posto di direttore di azienda agraria dell'ente di assistenza e beneficenza). (Conferma Tar Marche, Ancona, 29 settembre 1995 n. 492).
Consiglio di Stato sez. V 07 febbraio 2006 n. 497 Il rapporto di lavoro dei dipendenti addetti ad un servizio pubblico di trasporto ha natura pubblicistica qualora il servizio stesso sia espletato dal Comune non mediante la costituzione di un'azienda speciale, autonoma e distinta rispetto alla propria organizzazione pubblicistica, ma mediante gestione diretta in economia, sicché quei dipendenti vengano ad essere stabilmente inseriti nell'ambito della detta organizzazione. Tale natura pubblicistica del rapporto predetto - la quale non è esclusa dall'assoggettamento del medesimo alla disciplina dei contratti collettivi - comporta che la controversia ad esso relativa sia devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, non rilevando in contrario la norma dell'art. 10 r.d. 8 gennaio 1931 n. 148 - che, nel testo sostituito dalla l. 24 luglio 1957 n. 633, attribuisce all'autorità giudiziaria le controversie relative ai rapporti soggetti alle norme del citato r.d. del 1931 - atteso che essa, anche alla luce dell'art. 2093, comma 2, c.c., è applicabile sempre che i rapporti predetti, in quanto correlati all'esercizio d'impresa da parte dell'ente pubblico non economico, non costituiscano oggetto di rapporti di pubblico impiego. Nè rileva lo "ius superveniens" che ha trasferito alla giurisdizione ordinaria le controversie in materia di impiego pubblico c.d. contrattualizzato, qualora (come nella fattispecie) la controversia abbia ad oggetto questioni attinenti al periodo del rapporto di impiego pubblico anteriore al 30 giugno 1998, come espressamente stabilito dall'art. 45, comma 17, d.lg. 31 marzo 1998 n. 80 (ora art. 69, comma 7, d.lg. 30 marzo 2001 n. 165), in relazione al quale l'accento va posto sul dato storico costituito dall'avverarsi dei fatti materiali e delle circostanze - così come posti a base della pretesa avanzata - in relazione alla cui giuridica rilevanza sia insorta la controversia
Cassazione civile sez. un. 19 agosto 2003 n. 12097 Enti portuali
Le Autorità portuali di cui alla legge n. 84 del 1994 rientrano nella categoria degli enti pubblici economici, con la conseguenza che siffatta qualifica incide non solo sull'assetto economico e organizzativo dell'ente, ma anche sul regime sostanziale e processuale dei rapporti di lavoro del personale dipendente, cui si applicano gli art. 2093 c.c. e 409 n. 4 c.p.c. avendo essi - ivi compreso il rapporto con il segretario generale - natura privatistica. (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva dichiarato, salvi gli effetti derivanti dall'art. 2126 c.c., la radicale nullità per violazione di legge dei contratti di lavoro dei ricorrenti che erano stati assunti dall'Autorità portuale di Brindisi senza la preventiva determinazione della pianta organica del relativo personale e senza il previo accertamento della mancanza di lavoratori posti in mobilità da altre Autorità portuali).
Cassazione civile sez. lav. 14 ottobre 2000 n. 13729 In relazione alle autorità portuali di cui alla legge n. 84 del 1994, che rientrano nella categoria degli enti Pubblici economici, (con incidenza di siffatta qualifica non solo sull'assetto economico e organizzativo dell'Ente, ma anche sul regime sostanziale e processuale dei rapporti di lavoro del personale dipendente, cui si applicano gli art. 2093 c.c. e 409 n. 4 c.p.c., avendo essi - ivi compreso il rapporto con il Segretario Generale - natura privatistica), l'art. 20 legge n. 84 citata prevede che il Commissario operante nella fase transitoria della successione delle autorità portuali alle organizzazioni preesistenti sostituisce (nei limiti dei poteri attribuitigli dal decreto di nomina) il Presidente e gli organi deliberanti delle organizzazioni portuali, non anche il Presidente e gli organi deliberanti delle autorità portuali istituiti con la stessa legge, con la conseguenza che il suddetto Commissario è sprovvisto dei poteri (espressamente attribuiti dall'art. 9 legge cit. al Comitato portuale) di approvare l'organico della Segreteria tecnico - operativa (alla quale, nella specie, era addetto il ricorrente).
Cassazione civile sez. lav. 03 luglio 2004 n. 12232
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