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Timestamp: 2018-09-20 17:23:29+00:00
Document Index: 133748609

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 19', 'art. 15', 'art. 14', 'art. 19', 'art. 1', 'art. 20', 'art.3', 'art.41']

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Grottaferrata 29/30 settembre 2012
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1 Libero Sindacato Ufficiali Giudiziari Membro Fondatore dell Union Internazionale des Huissiers de Justice Membre Consultatif du Conseil Economique ed Social de l O.N.U. Membre de la Conference de la Haye- Membre du Conseil de l Europe Piazza Cenni, Napoli Fax Grottaferrata 29/30 settembre 2012 I dd.ll.gg.ss. 155 e 156 del settembre 2012 hanno soppresso 31 Tribunali e Procure nonché tutte le 220 Sezioni Distaccate di Tribunale e 667 Uffici del Giudice di Pace prevedendo : Che il personale perdente posto entri di diritto a far parte dell Ufficio accorpante anche in soprannumero; Che solo per i Magistrati sono tuttavia fatti salvi i diritti attribuiti dalla legge 18 dicembre 1973, n. 836, e dalla legge 26 luglio 1978, n. 417, alle condizioni ivi stabilite, nel caso di fissazione della residenza in una sede di servizio diversa da quella precedente determinata dall'applicazione delle disposizioni del presente decreto. Solo per nostra memoria, riportiamo di seguito le norme incidentalmente citate nel d.lgs 155: (legge 836/73) TITOLO II TRATTAMENTO ECONOMICO DI TRASFERIMENTO Art. 17 Al dipendente trasferito da una ad altra sede permanente di servizio sono dovute le indennità ed i rimborsi di cui agli articoli successivi. Salvo quanto disposto dagli articoli 23, comma secondo, e 24 della presente legge, nulla è dovuto per i trasferimenti nell'ambito dello stesso comune. Art. 18 Al dipendente trasferito è corrisposta l'indennità di trasferta per il tempo impiegato nel viaggio. Detta indennità compete anche se la durata del viaggio è inferiore alle cinque ore. Analogo trattamento, nella misura prevista per la qualifica rivestita dal dipendente alla data del trasferimento, compete anche per ciascuna persona della famiglia del dipendente stesso. Agli effetti del precedente comma si considerano come facenti parte della famiglia, purché conviventi abitualmente con il dipendente ed a carico di questi: i figli legittimi, i figliastri, i figli legittimati e quelli naturali legalmente riconosciuti, i figli adottivi e gli affiliati, di età non superiore ai 25 anni, le figlie nubili anche se di età superiore ai 25 anni, il coniuge, i genitori, gli affini in linea retta ascendente, i fratelli minorenni e le sorelle nubili, le figlie rimaste vedove ed una persona di servizio.
2 Nei viaggi per trasferimento in località distanti più di 800 chilometri, per raggiungere le quali occorra impiegare con treno diretto almeno 12 ore, è consentita, anche per le persone di famiglia, una sosta intermedia non superiore a 24 ore, con titolo all'indennità di trasferta, per i primi 800 chilometri ed altra sosta, di uguale durata massima e con pari trattamento, dopo ogni ulteriore tratto di 600 chilometri. Art. 19 Al dipendente trasferito spetta il rimborso delle spese sostenute per il viaggio, in ferrovia o in piroscafo, delle persone di famiglia di cui al precedente articolo, fino all'ammontare del costo del biglietto di viaggio secondo la tariffa d'uso e la classe di diritto spettante al dipendente trasferito. Spetta inoltre il rimborso delle spese sostenute per il trasporto di un bagaglio, del peso non superiore ad un quintale, per ciascuna persona, e per la spedizione in piccole partite ordinarie di mobili e masserizie per non oltre 40 quintali complessivamente. Sono salve le disposizioni che consentono il rimborso di spese per maggiori quantità di bagaglio eventualmente trasportato dal personale militare. Le spese di viaggio per le persone di famiglia devono risultare dal biglietto di viaggio; quelle per il trasporto del bagaglio dal prescritto scontrino e quelle per il trasporto dei mobili e delle masserizie dal bollettino di consegna. È ammessa a rimborso anche l'intera spesa sostenuta per il viaggio delle stesse persone compiuto con mezzi di linea su percorsi non serviti da ferrovia. Ove manchi un servizio di linea, è corrisposta, a titolo di rimborso delle spese di viaggio, un indennità chilometrica di L. 43 per ciascuna persona. Le spese per il trasporto dei mobili, delle masserizie e del bagaglio sui percorsi non serviti da ferrovia sono rimborsate con indennità chilometrica di L. 48 a quintale o frazione di quintale superiore a 50 chili, fino ad un massimo di 40 quintali per i mobili e le masserizie e di un quintale a persona per il bagaglio. Ove l'itinerario da percorrere sia costituito da più tratti di ferrovia separati da almeno un tratto di via ordinaria e, quindi, si rendano necessari più scali, il dipendente previa autorizzazione del superiore che ha disposto il trasferimento, potrà servirsi di mezzi di trasporto diversi dalla ferrovia per l'intero percorso. In tal caso, oltre all'importo delle spese che sarebbero occorso per il trasporto ferroviario, a tariffa d'uso, sul percorso servito da ferrovia, compete la corresponsione dell'indennità chilometrica prevista nel precedente comma per il percorso non servito da ferrovia. Il dipendente statale trasferito d'autorità può anche servirsi, per il trasporto dei mobili e delle masserizie, nei limiti di peso consentiti e previa autorizzazione dell'amministrazione di appartenenza, di mezzi diversi dalla ferrovia, fermo restando che il rimborso va effettuato sulla base della tariffa ferroviaria d'uso. Nei casi ammessi di trasporto per via ordinaria il dipendente deve far accertare il peso dei mobili e delle masserizie da una pesa pubblica riconosciuta, possibilmente del luogo di arrivo facendosi rilasciare regolare bolletta. Non è consentita la sostituzione di tale bolletta con l'atto notorio previsto dall'art. 4 della legge 4 gennaio 1968, n. 15. Ove il trasporto dei mobili e delle masserizie sia compiuto con mezzi forniti gratuitamente dall'amministrazione, al dipendente trasferito non compete alcuna indennità chilometrica. Art. 20 Le spese per l'imballaggio, per la presa e resa a domicilio e per il carico e lo scarico lungo l'itinerario dei mobili, delle masserizie e del bagaglio, escluso quello a mano sono rimborsate nella misura di L a quintale o frazione superiore a 50 chili, fino ad un massimo di 40 quintali, e di L per i trasferimenti dalle isole, esclusa la Sicilia, in altre parti del territorio nazionale, compresa la Sicilia e viceversa. Ove il dipendente sia stato autorizzato a servirsi di mezzi di trasporto diversi dalla ferrovia per l'intero percorso, le spese per l'imballaggio e per la presa e resa a domicilio sono rimborsate nella misura di L per ogni quintale o frazione di quintale superiore a 50 chili, fino ad un massimo di 40 quintali.
3 Dal rimborso delle spese per l'imballaggio, per la presa e resa a domicilio e per il carico e lo scarico lungo l'itinerario sono escluse le scorte di viveri e di combustibili, le automobili, i motocicli e quanto altro non sia da considerare come facente parte dell'arredamento di un'abitazione. Qualora la famiglia si trasferisca nella nuova sede di servizio da una località diversa dalla precedente sede di servizio del dipendente trasferito, le indennità previste dalla presente legge spettano in misura non eccedente l'importo dovuto qualora il movimento fosse avvenuto fra le due sedi di servizio. Le indennità e i rimborsi relativi al trasferimento della famiglia, del mobilio e delle masserizie vengono corrisposti in relazione alla situazione di famiglia alla data del movimento e sempreché questo risulti avvenuto entro tre anni dalla data di decorrenza del provvedimento di trasferimento. Nel caso di trasferimento della famiglia con autovettura di proprietà compete, ove non ricorra l'applicazione del terzo comma del precedente art. 19, un'indennità chilometrica pari a quella prevista dal primo comma dell'art. 15 della presente legge per il capo di famiglia e quella di cui al terzo comma dell'art. 14 per ciascuno dei familiari. Art. 21 Al dipendente trasferito spetta un'indennità di prima sistemazione nella misura di: - L al personale con qualifica di dirigente generale e qualifiche corrispondenti o superiori; - L al personale con qualifica di direttore di sezione e qualifiche corrispondenti o superiori; - L al personale con qualifica di segretario e qualifiche corrispondenti o superiori; - L a tutto il rimanente personale. L'indennità di cui al precedente comma è ridotta alla metà per il dipendente senza. persone di famiglia conviventi ed a carico alla data di decorrenza del provvedimento di trasferimento. Al dipendente che non abbia trasferito nella nuova sede di servizio la famiglia è corrisposta la metà dell'indennità di prima sistemazione di cui al presente articolo, salvo la corresponsione dell'altra metà dopo l'avvenuto trasferimento della famiglia purché compiuto entro un triennio dalla data di decorrenza del provvedimento di trasferimento. L'indennità di prima sistemazione, nelle misure spettanti ai sensi dei precedenti commi, è ridotta ad un terzo per il personale che, nella nuova sede di servizio, fruisca di alloggio gratuito ovvero sia provvisto di indennità di alloggio. L'indennità di prima sistemazione è attribuita nella misura corrispondente alla qualifica rivestita dal dipendente alla data di decorrenza del provvedimento di trasferimento. Agli ufficiali di complemento, in servizio di prima nomina, ai sottufficiali in servizio di leva ed a militari di truppa che non siano raffermati o vincolati a ferme speciali spetta, esclusivamente, in caso di trasferimento, il trattamento previsto per la presente legge per le trasferte oltre al rimborso delle spese per il trasporto del proprio bagaglio personale ai sensi del primo comma dell'art. 19 della presente legge. Ai fini dell'attribuzione dell'indennità di prima sistemazione, per le qualifiche non indicate vale l'equiparazione di cui all'ultimo comma dell'art. 1 della presente legge. Art. 22 Il personale trasferito che, per riconosciuta impossibilità di trovare alloggio nella nuova sede di servizio, trasferisca la famiglia, i mobili e le masserizie in Comuni viciniori, è ammesso ugualmente a fruire delle indennità e dei rimborsi inerenti al trasferimento purché la distanza dalla casa municipale del Comune viciniore alla nuova sede di servizio non superi i 30 chilometri. Il successivo trasferimento nella sede di servizio, se avvenuto entro il termine previsto nel penultimo comma del precedente art. 20, dà diritto al rimborso delle spese di viaggio delle persone di famiglia e di trasporto dei mobili e delle masserizie. Nel caso di trasferimento, anche non contemporaneo, nella medesima sede di servizio di due
4 coniugi dipendenti statali, ancorché appartenenti ad amministrazioni diverse, non separati legalmente, è attribuita una sola indennità di prima sistemazione al coniuge con qualifica più elevata. Nei casi di trasferimento a domanda è escluso qualsiasi rimborso di spese o corresponsione di indennità. La legge 417/78 modifica gli importi de quo, senza sostanziali modifiche. Nessuno di questi benefici è, invece, previsto per il personale amministrativo benchè i salari in godimento non siano certo paragonabili a quelli del personale della Magistratura. E l art.3 della Costituzione? Anche il Governo tecnico segue l esempio dato dai suoi predecessori di Robin Hood alla rovescia:toglie ai poveri per dare ai ricchi. Dopo cinque anni in cui è stato disapplicato l accordo 27/03/2007 sulla mobilità del personale, per definire un accordo sulla mobilità causata dai dd.ll.gg.ss 155 e 156, anche in uscita, l Amministrazione ha convocato le OO.SS. il 27 settembre ed ha consegnato loro l allegata proposta. Preliminarmente, va premesso che, a seguito della riforma Brunetta l Amministrazione non avrebbe bisogno di fare accordi su una legge che già prevede come vada attuata la mobilità del personale perdente posto e, comunque, per raggiungere un accordo basterebbe che anche l O.S. meno rappresentativa lo sottoscrivesse, non essendoci più il vincolo del raggiungimento del 51% di rappresentatività. Evviva la democrazia! Con queste premesse, il Ministero, nella bozza di accordo, ha previsto: 1. Una mobilità unicamente distrettuale per il solo personale interessato alla soppressione degli uffici 2. L estensibilità della mobilità anche a tutto il personale distaccato a qualunque titolo -Nessun indennizzo per gli enormi disagi ai Lavoratori -Nessuna mobilità esterna, pur ricorrendone i presupposti -Limitazione distrettuale e soggettiva dell interpello È una proposta irricevibile, nella quale è stata inserita la vera ragione per la quale l Amministrazione appare disponibile a trattare una materia già normata, dopo aver disatteso l accordo nazionale precitato ed aver scordato di trattare FUA 2011 e
5 2012:la sanatoria per personale distaccato nella stragrande maggioranza dei casi, a titolo clientelare e un minor contenzioso derivante dal fatto che i trasferimenti effettuai a seguito del proposto interpello sarebbero a domanda e non d ufficio. Dei circa 1700 distaccati, i casi di applicazione dei benefici della legge 104/92 o dell art.41 bis del d.lgs 151/2001 sono meno di quattrocento! E gli altri? Senza contare il fatto che ai Funzionari UNEP ed agli Ufficiali Giudiziari distaccati al Ministero con regolare interpello l accordo non sarebbe applicabile, in assenza di una pianta organica. Si punta quindi a stabilizzare i raccomandati a scapito di tutti quei Lavoratori che in questi anni hanno fin troppo pazientemente atteso un interpello confidando nel rispetto delle regole. Alcune OO.SS. hanno fatto delle aperture, vuoi per supina acquiescenza vuoi perché, tra i distaccati, vi sono anche diversi rappresentanti sindacali di cui, in seguito, faremo i nomi. Non possiamo accettare una così evidente disparità di trattamento, a parità di disagio, tra un ausiliario ed un magistrato! Se vi sono ragioni economiche che impongono limitazioni, si applichi la norma a tutti, ammesso che possa costituzionalmente accedersi all enunciato per cui al dipendente si sopprime il posto e lo si manda a cento chilometri di distanza ma che ciò equivale a trasferimento a domanda. È inaccettabile che siano sempre gli stessi ( i meno abbienti) a sopportare il peso maggiore dei sacrifici! Non possiamo accettare che non sia riconosciuta la mobilità in uscita, ricorrendone i presupposti, né che l interpello sia limitato al distretto e che, in buona sostanza, non sia data la possibilità di ricercare la soluzione meno disagevole per il personale interessato alla soppressione del proprio ufficio. Ci rimandiamo qui alle considerazioni fatte dal Segretario Generale nella nota inviata al Ministro Severino, specie per quanto riguarda la possibilità dell istituzione di un UNEP point presso gli Uffici del Giudice di Pace. Infine, è assolutamente inaccettabile una sanatoria per quanti hanno goduto per anni di una mobilità ad personam. per queste ragioni, il Comitato Centrale del LISUG dice no alla proposta dell Amministrazione.
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