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Timestamp: 2018-07-20 04:03:00+00:00
Document Index: 157139422

Matched Legal Cases: ['art. 74', 'art. 74', 'art. 12', 'art. 65', 'art. 71', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2359', 'art. 2497', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 38', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 35', 'art. 34']

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Avviso di convocazione dell’Assemblea USPI anno 2014, pagina 3 Deposito legale e Convenzioni USPI, pagina 10 Delibera n. 547/13/CONS - Delibera n. 71/14/CONS - Modello telematico
CONTRIBUTO ALL’ AGCOM, ANNO 2014: VERSAMENTO E INVIO MODULISTICA TUTTO ENTRO APRILE L’aliquota contributiva scende dall’1,9 (del 2013) all’1,4 per mille, dei ricavi 2012 – Molte le novità: accorpamento delle scadenze per il pagamento e l’inoltro telematico della modulistica al 30 aprile p.v. – Obbligo di allegare, al modello, il bilancio 2012, se non già depositato in tribunale Istruzioni relative al versamento del contributo dovuto all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per l’anno 2014 (allegato B alla delibera n. 71/14/CONS) I SOGGETTI OBBLIGATI 1. I soggetti obbligati alla presentazione della dichiarazione annuale 6 ESENTATI DAL CONTRIBUTO
Sono esentati dall’obbligo di corrispondere il contributo (ma non dall’invio della modulistica) gli operatori il cui imponibile sia pari o inferiore a € 500.000,00, le imprese che versano in stato di crisi avendo attività sospesa, le imprese in liquidazione, le imprese sottoposte a procedure concorsuali, le imprese che hanno iniziato la loro attività nell’anno 2013.
VIII Giornata Formativa gratuita per gli associati USPI
“LA GESTIONE FISCALE DELL’IMPRESA EDITORIALE” 13 marzo scorso, presso la sede dell’USPI Dopo le precedenti “Giornate Formative” tenutesi lo scorso anno il 23 gennaio (interventi negli stati di crisi), il 7 marzo (in collaborazione con Google sullo sviluppo dell’editoria on line), il 9 maggio (in collaborazione con FNSI sul tema dell’Accordo USPIFNSI per il lavoro giornalistico dipendente), il 22 maggio (a Milano, sempre in partnership con Google sul tema dello sviluppo dell’editoria digitale), il 27 giugno (sul tema dei contributi e delle politiche di sostegno per l’Editoria con la presenza, quale relatore, del Consigliere Ferruccio Sepe, Capo del Dipartimento Informazione ed Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri), il 26 settembre (sul tema della distribuzione dei periodici in edicola) e il 14 novembre u.s. (in collaborazione con Poste Italiane SpA sul tema della spedizione dei periodici), l’USPI ha organizzato un nuovo, ottavo, incontro nell’ambito delle medesime “Giornate Formative” riservate agli editori associati, che potranno parteciparvi a titolo gratuito. Tale appuntamento si è svolto giovedì 13 marzo u.s. alle ore 10.30 presso la “Sala dell’Assemblea” nella sede USPI di Roma, in Viale Battista Bardanzellu 95, sul tema “La gestione fiscale dell’impresa editoriale”. L’incontro ha visto la partecipazione, quale
L’AGCOM AVVIA LA PROCEDURA DI CANCELLAZIONE D’UFFICIO PER MANCATA COMUNICAZIONE AL ROC
Sala dell’Assemblea USPI, durante la VIII Giornata Formativa
Il provvedimento riguarda 663 imprese – L’elenco sul sito dell’Agcom – Termine ultimo per regolarizzare la posizione: 31 luglio 2014 4
Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 50° - MENSILE - 11 NUMERI - 4 aprile 2014 Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma
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“LA GESTIONE FISCALE DELL’IMPRESA EDITORIALE” 1
relatore, del Rag. Concetto Pallante, Consulente della nostra Unione per le tematiche contabili e fiscali, coadiuvato dal dott. Daniele Longo, Direttore del personale (vedi foto a pagina 16), e di un pubblico attento e competente che ha formulato numerose domande al relatore. Ricordiamo che la Segreteria Generale dell’USPI tramite la realizzazione di queste “Giornate Formative” intende offrire ai propri associati l’opportunità di essere costantemente informati e aggiornati su di un tema fondamentale per la corretta gestione delle imprese editoriali. LA GESTIONE FISCALE DELL’IMPRESA EDITORIALE BREVE SINTESI DEI TEMI FISCALI TRATTATI Nell’odierno convegno avente come tema da trattare e discutere “Novità fiscali in editoria” è stata ripercorsa in sintesi tutta la legislazione vigente, integrandola come le poche novità introdotte nell’ultimo anno. LE AGEVOLAZIONI FISCALI Un breve cenno preliminare è stato dedicato alle agevolazioni fiscali del settore sia esse consolidate (regime iva speciale art. 74 DPR 633/72), sia esse temporanee come credito imposta per l’acquisto della carta, l’aliquota agevolata iva del 4% per la pubblicità elettorale in occasione di elezioni politiche e amministrative, contributi in conto esercizio, contributi in conto capitale (acquisto di attrezzature) o in conto interessi su prestiti o mutui.
ME MONOFASE” previsto dall’art. 74 DPR 633/72. Il regime prevede l’assolvimento dell’imposta da parte dell’editore cedente, senza possibilità di successive rivalse. Di seguito si riportano sinteticamente le applicazioni. Il regime monofase è applicabile attraverso due sistemi:
Avviso di convocazione dell’Assemblea USPI, anno 2014 (pagina 3) Zanotti: A rischio le voci della periferia (pagine 5, 6)
Emanato il DPR con la convocazione dei comizi elettorali (pagina 6)
Resa forfetaria 80% per le riviste, 70% per i libri, sulle copie spedite o consegnate.
Le quote associative USPI, anno 2014 (pagina 7) Notizie dall’INPGI (pagina 10)
Aliquota iva applicabile del 4%, per la cessione di giornali, riviste e libri e per quanto previsto dal punto 35) II parte tabella A (allegata al DPR 633/72) applicabile alle “Prestazioni relative alla composizione, legatoria e stampa”.
Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 10)
Per l’applicazione del regime speciale è obbligatoria l’indicazione del prezzo della rivista o del libro.
Who’s who in Italy (pagina 14)
Libri obbligatori ai fini della registrazione delle operazioni, che non necessitano più di vidimazione iniziale: - Registro Acquisti; - Registro Corrispettivi; - Registro tirature. Liquidazione dell’imposta con periodicità mensile per i contribuenti che nell’esercizio precedente hanno superato € 700.000,00 di fatturato; periodicità trimestrale per i contribuenti al di sotto di tale limite.
Trattamento fiscale di:
2 - Imposte dirette;
3 - Trasferimenti di testate;
- SUPPLEMENTI e SUPPORTI INTEGRATIVI
L’AGCOM avvia la cancellazione d’ufficio (pagine 1, 4)
- Copie effettivamente vendute (sistema opzionale).
1 - Regime iva speciale editoria;
Naturalmente maggior spazio temporale è stato dedicato alla normativa fiscale iva. E’ stato introdotto e sviluppato il “REGI-
La gestione fiscale dell’impresa editoriale (pagine 1, 2, 4)
Interrogazione del Sen. Pagliari (pagina 5)
Modalità di scorporo dell’iva.
1 - REGIME IVA SPECIALE EDITORIA
Contributo all’AGCOM, anno 2014 (pagine 1, 6, 8, 9)
- Resa forfetaria (sistema naturale)
Si sono toccati quindi i temi della fiscalità, più ricorrenti nelle richieste degli editori associati. I temi sono stati raggruppati in quattro principali argomenti
4 - Contenzioso.
- GADGET venduti unitamente ai prodotti editoriali. Per quest’ultimi dal 1° gennaio 2014 non vige più la precedente normativa, ma sono assoggettati, distintamente dal prodotto editoriale, con aliquota IVA propria.
Notiziario fiscale (pagina 11) Tutela della proprietà intellettuale sulle reti e tutela dei minori – Audizione Presidente AGCOM – seconda parte (pagine 12, 13, 15)
L’Eco della Stampa (pagina 15) VIII Giornata formativa USPI per immagini (pagina 16)
Per le riviste distribuite gratuitamente è stata illustrata la circolare del Ministero delle Finanze 13/E del 04/02/2005, che all’epoca introduceva l’esenzione dall’imposizione IVA. Sono state illustrate le modalità di invio al macero delle riviste invendute o rese dai distributori. Redazione di un inventario analitico in duplice copia e comunicazione preventiva (30 giorni prima dell’evento) all’Agenzia delle Entrate. Lo sconto massimo applicabile (15%) sul prezzo di copertina. La commercializzazione di copie rese. L’assemblaggio di riviste rese e ridistribuite per la vendita. La registrazione dei corrispettivi da abbonamenti nel registro delle tirature e il trattamento fiscale.
2 - IMPOSTE DIRETTE Notiziario USPI n° 4/2014
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“LA GESTIONE FISCALE DELL’IMPRESA EDITORIALE” 2
Esaurito l’argomento si è passati ad illustrare l’argomento delle imposte dirette sui redditi editoriali e sull’applicazione riguardante distintamente, persone fisiche, società di persone, società di capitali. Un piccolo rilievo è stato riservato alla tassazione dei redditi prodotti dalle Società cooperative, con l’accantonamento alla Riserva Indivisibile L. 904/77, e possibili utilizzi futuri a coperture di perdite.
Valorizzazione economica a fine esercizio delle rimanenze. Per i periodici e i giornali svincolata da tabelle, e basata solo sulle possibilità di mercato per la futura commercializzazione. Per i libri sulla scorta delle Tabelle previste dal DPR 917/86:
Il dott. Daniele Longo e il rag. Concetto Pallante
Avviso bancario; Avviso di accertamento; Avviso di rettifica e liquidazione. Cartella esattoriale; Possibilità per il contribuente di difendersi attraverso: ISTANZA di autotutela; ISTANZA di accertamento con adesione; RECLAMO MEDIAZIONE; RICORSO gerarchico (COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE e successivamente REGIONALE).
4 - TRASFERIMENTO DI TESTATE
I° anno 100% del costo; II° anno 100% del costo; III° anno 75% del costo; IV anno 50% del costo; V° anno 25% del costo; VI° anno 10% del costo.
Ultimo argomento trattato, il trasferimento delle testate attraverso Donazione, Cessione, Gestione, con atti privati, con atti autenticati o atti pubblici.
Edizioni varie:
Comunicazioni successive al tribunale e al ROC.
I° anno 100% del costo; II° anno 67% del costo; III° anno 33% del costo; IV° anno 10% del costo; V° anno 10% del costo.
Ricordiamo agli associati che il Consulente fiscale USPI, rag. Concetto Pallante, risponde ai quesiti telefonici (telefoni dell’USPI) nei giorni di lunedì e giovedì, ore 14.30 – 16.30.
I rapporti fisco contribuente. Dichiarazione dei redditi, dichiarazione dei Sostituti d’imposta, richiesta e modalità per rimborsi iva e credito.
3 - CONTENZIOSO Contenzioso tributario a seguito:
L’AGCOM AVVIA LA PROCEDURA DI CANCELLAZIONE D’UFFICIO PER MANCATA COMUNICAZIONE AL ROC 1
E’ stato pubblicato sul sito dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (www.agcom.it), l’avvio di procedura di cancellazione d’ufficio ai sensi dell’articolo 12, comma 2, dell’allegato a) alla delibera n. 666/08/CONS, recante “Regolamento per l’organizzazione e la tenuta del Registro degli operatori di comunicazione, e successive modifiche ed integrazioni”. Le imprese incluse nell’elenco:(vedi: http://www.agcom.it/Default.aspx?message=visualizzadocument&DocID=1273 8) sono state invitate a trasmettere la comunicazione annuale telematica relativa all’anno 2013 entro il termine del 31 luglio 2014 mediante accesso al portale www.impresainungiorno.gov.it, e secondo le modalità illustrate nella sezione “Registro degli Operatorii di Comunicazione (ROC)”, segnalando, che, in caso contrario, si procederà alla cancellazione d’ufficio dal ROC in conformità a quanto disposto ai sensi del predetto articolo 12, comma 2, del Regolamento per l’organizzazione e la tenuta del Registro degli operatori di comunicazione. 4
AVVISO AGCOM Avvio di procedura di cancellazione d’ufficio ai sensi dell’art. 12, comma 2, dell’allegato a alla delibera n. 666/08/CONS, recante regolamento per l’organizzazione e la tenuta del registro degli operatori di comunicazione, e successive modifiche ed integrazioni. “Si comunica che i soggetti iscritti al Registro degli operatori di comunicazione presenti nel seguente elenco non risultano aver effettuato le comunicazioni al ROC da oltre 3 anni consecutivi. Al riguardo si rappresenta che ai sensi dell’articolo 12, comma 2, del “Regolamento per l’organizzazione e alla tenuta del Registro degli operatori di comunicazione”, così come modificato dalla delibera n. 93/12/CONS del 4 settembre 2012, è previsto ciche laddove il soggetto iscritto al ROC non effettui le prescritte comunicazioni da oltre 3 anni c consecutivi “ne è data comunicazione al soggetto interessato fissando un termine dii quindici giorni, dalla data dii ricezione della contestazione, per produrre eventuali controdeduzioni.
In caso di mancato riscontro da parte del soggetto interessato, il Direttore del Servizio, ovvero il Dirigente dell’Ufficio Registro degli operatori di comunicazione all’uopo delegato, dispone la cancellazione d’’ufficio dal Registro”. Gli operatori in elenco sono, pertanto, invitati a trasmettere la comunicazione annuale telematica relativa all’anno 2013 entro il termine del 31 luglio 2014 mediante accesso al portale: www.impresainungiorno.gov.it, e secondo le modalità illustrate nella sezione “Registro degli Operatorii di Comunicazione (ROC)”, segnalando sin d’ora che, in caso contrario, si procederà alla cancellazione d’ufficio dal ROC in conformità a quanto disposto ai sensi del predetto articolo 12, comma 2, del Regolamento per l’organizzazione e la tenuta del Registro degli operatori di comunicazione”.
Notiziario USPI n° 4/2014
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Intervento del Presidente FISC, Francesco Zanotti, sui contributi all’editoria
A RISCHIO LE VOCI DELLA PERIFERIA. Altro che casta ...
dialogando dialogando La riforma della legge sull’editoria ”ci ha equiparati ai grandi quotidiani o ai grandi settimanali, ma noi – ha affermato Zanotti – svolgiamo un ruolo sociale di grande importanza come ha detto papa Francesco. Siamo le antenne sul territorio. Tagliando il plafond in pratica ci condannano ad una esistenza precaria”. Zanotti ha ricordato che ”in pratica si tratta di poche risorse, ma fondamentali per i settimanali diocesani che in alcuni casi, come la Voce Isontina di Gorizia, si è visto decurtare il contributo da 31 a circa 10mila euro all’anno”. “Può apparire velleitario, in questi frangenti così difficili per l’intero Paese, tornare a parlare di editoria. Si fa un gran discutere di riforma elettorale e di modifiche sostanziali alla pubblica amministrazione. La gente aspira a norme semplici, facili da comprendere e da applicare. Occorre rendere lo Stato amico, in grado di creare un rapporto di fiducia con i cittadini. Per questo il presidente del Consiglio vuole partire dal lavoro e da un recupero di potere d’acquisto (80 euro al mese) per chi non supera i 25mila euro all’anno. Una boccata d’ossigeno per le famiglie che in questi ultimi periodi si sono affaticate per fare quadrare bilanci sempre più risicati. Matteo Renzi ha imposto subito un ritmo diverso al suo esecutivo. Comunicazione più snella e immediata, senza tanti giri di parole. Le visite a Treviso e a Siracusa da parte del nuovo premier hanno dimostrato come sia importante curare il territorio. O si rimette mano a un rapporto con la provincia italiana, oppure il solco tra politica e cittadini si farà ogni giorno più profondo. Ora si rischia di perdere anche chi dà Notiziario USPI n° 4/2014
Portare il plafond per i giornali ‘no profit’ dal 5 al 7%. E’ la richiesta della Federazione Italiana dei Settimanali Cattolici (FISC), a Gorizia, alla presentazione del convegno nazionale ‘Europa e confini’. voce, da oltre un secolo, a buona parte del Paese e alle sue periferie. Stiamo parlando di decine di periodici diocesani che, come questo “foglio”, raccontano ciò che di solito non viene riferito dai grandi network. I contributi pubblici all’editoria sono invisi all’opinione pubblica. Anni di proclami-contro hanno creato un clima ostile: azzerare questi sostegni all’editoria assieme al finanziamento ai partiti. Se un giornale è un’azienda, stia in piedi con le sue gambe, dicono i più. Se non ci riesce, chiuda bottega. TESTATE NO PROFIT A RISCHIO, INTERROGAZIONE DEL SENATORE PAGLIARI E’ volta a chiedere maggiori tutele per l’editoria no profit, riservando maggiori contributi alla stessa e sventando il rischio, oggi assai concreto, di chiusura per molti periodici la nuova interrogazione parlamentare presentata in questi giorni dal senatore del Partito Democratico Giorgio Pagliari, che ha così accolto l’appello lanciato nelle scorse settimane da editori, giornalisti ed esponenti della società civile, tra cui il presidente della Federazione italiana settimanali cattolici Francesco Zanotti. Nello specifico, nell’interrogazione si ricorda come il Decreto-Legge n. 63 del 18 maggio 2012 preveda, per le imprese editrici di periodici che risultino esercitate da società la cui maggioranza del capitale sociale sia detenuta da cooperative, fondazioni o enti morali che non abbiano scopo di lucro, la destinazione di risorse complessive siano pari al 5 per cento dell’importo stanziato per i contributi diretti alla stampa, ma anche come in soli due anni la cifra destinata si sia ridotta di quasi i due terzi. Un colpo durissimo per la miriade di pic-
Occorre andare oltre le frasi ad effetto. Sui blog si urla contro la casta e si accomuna tutto in una melassa indistinta. I lettori devono sapere che la realtà è un po’ più complessa. I sostegni all’editoria, nati nel 1981 e riformati nel 1990, sono presenti in Italia, come nella stragrande maggioranza degli Stati europei, per due motivi validissimi anche oggi. Prima di tutto per favorire la democrazia informativa, il pluralismo, la presenza di più voci nel campo dei media. In secondo luogo, per controbi-
cole realtà sparse per il paese e che ogni giorno devono fare i conti con la crisi del settore e con le difficoltà imposte dalla crisi economica. “E’ a rischio il pluralismo dell’informazione – afferma il senatore Pagliari – Oggi garantire l’esistenza di queste realtà editoriali significa non solo difendere posti di lavoro, ma soprattutto per i cittadini la possibilità di scegliere tra voci diverse, e la pluralità di voci è la base stessa di una democrazia”. In particolare, nella interrogazione presentata dal senatore Pagliari e indirizzata alla Presidenza del Consiglio si chiede di valutare un incremento immediato della cifra destinata a queste testate dal 5 per cento al 7 per cento, una misura che, senza costi per lo Stato, porterebbe alle stesse grandi benefici e anzi potrebbe rappresentare per alcuni l’unica possibilità di sopravvivenza. Fonte: ANSA 5
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lanciare il mercato pubblicitario in massima parte drenato in Italia dalle televisioni, senza meccanismi per una sua redistribuzione. Nel 2012 sono state introdotte norme più stringenti per l’ammissione a questi contributi. E’ stata operata, giustamente, maggiore selezione. I periodici non profit sono stati confinati in un incomprensibile (nella sua definizione) 5 per cento dell’intero fondo.
Ciò ha comportato, nei tagli generalizzati per tutti di circa un terzo, una penalizzazione maggiore per molti periodici, tra cui le 70 testate (tra le 189 totali) che aderiscono alla Fisc e percepiscono queste “briciole di contributi”, ormai ridotte a “briciole di briciole”. Stiamo parlando di 1,8 milioni di euro erogati nel dicembre scorso. In due soli anni abbiamo subito una riduzione di quasi i due terzi. Un vero salasso cui bisogna subito mettere mano (portando la percentuale del 5 al 7) per non portare verso la chiusura voci fondamentali per il pluralismo. Non c’entrano nulla i privilegi. E’ solo una questione di giustizia e di libertà e non costa un solo euro in più al bilancio dello Stato”.
Gorizia, presentazione del Convegno “Europa e confini”
CONTRIBUTO ALL’ AGCOM, ANNO 2014: VERSAMENTO E INVIO MODULISTICA TUTTO ENTRO APRILE 1
Sono i soggetti esercenti attività che rientrano nelle competenze attribuite dalla normativa vigente all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, tra cui anche i soggetti iscritti al Registro degli Operatori di Comunicazione (R.O.C.). In ogni caso, la comunicazione annuale al R.O.C. è un adempimento distinto da quelli connessi al sistema di finanziamento dell’Autorità, indicati nella delibera n. 547/13/CONS, del 30 settembre 2013. In tal senso si precisa, pertanto, che le società non obbligate ad iscriversi al ROC, o comunque non iscritte, se svolgono attività che rientrano nelle competenze attribuite dalla normativa vigente all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, sono in ogni caso tenute ad inviare la dichiarazione annuale. 2. I soggetti obbligati al versamento del contributo Sono tutti i soggetti di cui sopra il cui imponibile sia superiore a € 500.000,00. 3. Le ipotesi di esenzione dall’obbligo di versamento del contributo Sono esentati dall’obbligo di corrispondere 6
il contributo gli operatori il cui imponibile sia pari o inferiore a € 500.000,00, le imprese che versano in stato di crisi avendo attività sospesa, le imprese in liquidazione, le imprese sottoposte a procedure concorsuali, le imprese che hanno iniziato la loro attività nell’anno 2013. 4. Il soggetto obbligato alla dichiarazione ed al versamento del contribuito in caso di fusione o cessione societaria Nel caso di fusione e cessione, le obbligazioni relative alla dichiarazione ed al versamento del contributo sono trasferite al soggetto che subentra nei diritti ed obblighi esistenti in capo alla società oggetto di fusione e/o cessione. IL CALCOLO DEL CONTRIBUTO 5. La base di calcolo del contributo 2014 La base di calcolo del contributo 2014 è costituita dalla voce A1 (ricavi delle vendite e delle prestazioni) del conto economico risultante dall’ultimo bilancio approvato prima dell’adozione della delibera n. 547/13/CONS. Per gli operatori non tenuti alla redazione
Par condicio per le elezioni europee EMANATO IL DPR CON LA CONVOCAZIONE DEI COMIZI ELETTORALI Decreto del Presidente della Repubblica 17 marzo 2014, su GU n. 64 del 18/03/2014 Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto di convocazione dei comizi elettorali, è iniziata ufficialmente la “par condicio” per le elezioni europee. In attesa della delibera dell’Agcom che detterà come di consueto le disposizioni di dettaglio, trovano applicazione le “Disposizioni per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica” della legge 28/2000, e il Codice di autoregolamentazione per le radio e le tv locali. Ricordiamo che è già in vigore la legge che impone alle pubbliche amministrazioni di sospendere le attività di comunicazione istituzionale, a eccezione di quelle indispensabili e svolte in maniera impersonale. del bilancio, il contributo va calcolato sull’ammontare dei ricavi delle vendite e delle prestazioni, applicando l’aliquota alle corrispondenti voci delle scritture contabili o fiscali obbligatorie. Per le società che redigono il bilancio secondo i principi contabili IAS/IFRS, la base di calcolo è costituita dalla voce corrispondente alla voce “ricavi delle vendite e delle prestazioni” del conto economico. 6. I ricavi inclusi nella base di calcolo del contributo 2014 Come sopra evidenziato, la base di calcolo del contributo 2014 è costituita dalla voce A1 (ricavi delle vendite e delle prestazioni) del conto economico risultante dall’ultimo bilancio approvato prima dell’adozione della delibera n. 547/13/CONS. Rientrano, pertanto in tale base di calcolo anche le seguenti categorie di ricavi: a) I ricavi da vendita degli apparati e dei terminali per i servizi di comunicazioni elettroniche. Gli apparati e terminali connessi all’offerta di servizi di comunicazioni elettroniche (es.: terminali di rete fissa, cellulari, smartphone, set-top box, ecc.) rientrano nelle competenze dell’Autorità, che ne regola gli aspetti legati alla trasparenza delle offerte ed alla standardizzazione. b) I ricavi da servizi di pay per view e pay tv, ivi compresi i canoni di abbonamento. Tali ricavi afferiscono, infatti, ad 8 Notiziario USPI n° 4/2014
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CONTRIBUTO ALL’ AGCOM, ANNO 2014: VERSAMENTO E INVIO MODULISTICA TUTTO ENTRO APRILE 6
attività che rientrano nelle competenze attribuite all’Autorità. c) I ricavi riversati ad operatori terzi. Coerentemente con la nuova impostazione adottata con la delibera n. 547/13/CONS, devono essere incluse nella base di calcolo tutte le voci di ricavo comunque connesse all’offerta del servizio da parte del dichiarante. Ad esempio, dai ricavi derivanti dall’attività di fornitura di servizi di comunicazioni elettroniche non si possono escludere i ricavi riversati ad operatori terzi per servizi di raccolta, transito e terminazione su reti fisse e mobili, di SMS e MMS su reti fisse e mobili e di roaming internazionale; nell’ambito delle piattaforme televisive a pagamento, non si possono escludere i ricavi riconosciuti ad operatori terzi per i canali dagli stessi realizzati e inclusi nell’offerta a pagamento del soggetto dichiarante. Ad ulteriore esempio, non possono essere esclusi gli importi riversati dai fornitori di contenuti/SMAV agli operatori di rete per l’uso della capacità trasmissiva. 7. Esclusione dalla base di calcolo del contributo di eventuali ricavi relativi ad attività che non rientrano nelle competenze attribuite dalla normativa vigente all’Autorità Il modello telematico è appositamente predisposto per indicare, in aggiunta ai ricavi complessivi di cui alla voce A1 del conto economico dell’ultimo bilancio approvato prima dell’adozione della delibera 547/13/CONS, anche i dati disaggregati relativi ai ricavi derivanti da attività rientranti nelle competenze attribuite dalla normativa vigente all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (ricavi imponibili) e agli eventuali ricavi derivanti da altre attività (ricavi esclusi). Per indicare i ricavi esclusi, in quanto ottenuti in attività economiche ritenute dal soggetto non ricadenti nelle competenze attribuite all’Autorità dalla vigente normativa, è possibile selezionare le voci del modello basate sulla classificazione operata dall’Istat con i codici “Ateco 2007”. La selezione della voce deve essere affiancata dalla indicazione degli importi corrispondenti ed è possibile ripetere l’operazione per varie attività economiche escluse cliccando sul tasto recante il simbolo “+” (“più”). L’operazione non è invece consentita qua8
lora si voglia far riferimento ai codici delle attività economiche integralmente rientranti nelle competenze dell’Autorità. In particolare, non sono selezionabili i seguenti codici di attività: (omissis) * 58.13 – Edizione di quotidiani; * 58.14 – Edizione di riviste e periodici; (omissis) La somma dei ricavi imponibili, indicati nella apposita sezione del modello telematico, e dei ricavi esclusi, indicati nella sezione immediatamente successiva, dovrà corrispondere ai ricavi complessivi di cui alla voce A1 del conto economico. Per verificare che tale condizione sia rispettata il modello presenta un apposito tasto “Verifica”. I modelli che non superano la verifica non potranno essere inviati e non saranno validi ai fini dell’adempimento del pagamento di cui alla delibera n. 547/13/CONS. 8. Giustificazione degli eventuali ricavi esclusi Per giustificare l’esclusione di eventuali ricavi relativi ad attività che non rientrano nei settori di competenza dell’Autorità è necessario allegare i corrispondenti giustificativi di natura contabile (conti di mastro, elenco delle voci di conto o elenco disaggregato del conto di mastro, piano dei ricavi, prospetti di raccordo/riconciliazione, eventuali fatture attive ordinate per singola voce di conto, per le concessionarie di pubblicità il piano dei costi). In aggiunta a tali documenti contabili occorre inoltre presentare una relazione che illustri in modo sintetico, chiaro e puntuale le ragioni per cui le suddette voci risultano escluse dal calcolo del contributo. Qualora il bilancio d’esercizio non sia già stato depositato presso le Camere di commercio, occorre allegarlo al modello telematico. Per allegare documenti, a piè pagina del modello, nella sezione “Documentazione di supporto relativa alle esclusioni dichiarate”, occorre cliccare sul simbolo “+” (“più”) e, successivamente, cliccando sul simbolo “…” (puntini sospensivi) si può allegare il documento contabile. 9. Calcolo del contributo per le società attive nei settori della produzione e/o distribuzione di programmi radiotelevisivi e radiofonici
Le società esercenti l’attività di produzione e/o distribuzione di programmi radiotelevisivi e radiofonici calcolano il contributo applicando l’aliquota sui ricavi conseguiti dalla vendita dei programmi e delle opere nei mercati della radiodiffusione sonora e televisiva su ogni mezzo di comunicazione. Attraverso apposita giustificazione (vedi punto n. 8), sono esclusi dalla contribuzione i ricavi eventualmente conseguiti dalla vendita e distribuzione dei programmi e delle opere sui circuiti cinematografici. 10. Calcolo del contributo per le società concessionarie di pubblicità Le società concessionarie di pubblicità calcolano il contributo applicando l’aliquota sul complesso dei ricavi loro spettanti per la gestione del servizio reso e la remunerazione dell’attività svolta, ovvero, in altri termini, per i ricavi spettanti dalla gestione caratteristica al netto della quota di competenza del titolare del mezzo. COMPILAZIONE DEL MODELLO 11. Il modello telematico Il modello telematico è reperibile sul sito istituzionale dell’Autorità, all’indirizzo http://www.agcom.it/Default.aspx?message=contenuto&DCId=110. Per aprire il modello telematico può essere necessario aggiornare il programma Adobe Reader alla versione 9.0 o superiore. Il modello deve essere compilato elettronicamente ed inviato nel formato originale. Non può dunque essere né salvato in “formato immagine” né acquisito via scanner. L’indirizzo PEC (posta elettronica certificata) a cui inviare il modello telematico è il seguente: contributo@cert.agcom.it Il modello, nel campo “Delegato”, richiede di indicare il nominativo di una persona fisica. Pertanto non va indicata la ragione sociale, ma il codice fiscale del compilatore. 12. Attestazione dell’identità del dichiarante Il modello inviato per Posta elettronica certificata (PEC) è valido ai sensi dell’art. 65 del d.lgs. 7 marzo 2005, n. 85 (Codice dell’amministrazione digitale) se sono rispettate le condizioni stabilite dal comma 1, lett. c-bis), dello stesso articolo. Pertanto, l’identità del dichiarante si considera acquisita qualora le credenziali della PEC siano state rilasciate previa identificazione del titolare (anche in via telematica, secondo le regole tecniche adottate ai sensi dell’art. 71 del Codice) e ciò sia attestato dal gestore del sistema nel messaggio o in un suo allegato. Notiziario USPI n° 4/2014
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Se la società non possiede ancora una PEC, per l’invio della dichiarazione è possibile utilizzare la PEC del commercialista se lo stesso è delegato dal legale rappresentante della società. Tale PEC verrà utilizzata dall’Autorità per eventuali comunicazioni, salvo l’indicazione di diversa PEC da parte della società. IL VERSAMENTO DEL CONTRIBUTO 13. Modalità di versamento del contributo Il versamento del contributo deve essere eseguito tramite bonifico sul c/c bancario intestato all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni presso la Banca Nazionale del Lavoro Gruppo BNP Paribas, codice IBAN IT65J0100503382000000200015. Nella causale del bonifico occorre indicare il seguente codice: AGCOM<CODICE FISCALE DICHIARANTE>-2014-<data> Effettuato il bonifico, il modello telematico deve essere completato con l’indicazione del CRO del versamento ed inviato via PEC all’indirizzo contributo@cert.agcom.it. Dopo aver effettuato il versamento del contributo, non è necessario inviare copia del bonifico bancario. Non è possibile chiedere la rateizzazione del pagamento del contributo. IL MANCATO RISPETTO DEGLI OBBLIGHI 14. I termini per l’adempimento degli obblighi contributivi Il 30 aprile è il termine stabilito dalla delibera 547/13/CONS sia per l’invio della dichiarazione annuale che per il versamento del contributo. 15. Conseguenze della omessa dichiarazione o di una dichiarazione mendace La mancata o tardiva presentazione della dichiarazione, nonché l’indicazione, nella dichiarazione stessa, di dati non rispondenti al vero, comporta l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 1, commi 29, 30 e 31 della legge 31 luglio 1997, n. 249. La dichiarazione annuale resa nelle forme previste, inoltre, ha valore di dichiarazione sostitutiva ai sensi del combinato disposto degli articoli 46 e 47 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 e 65 del d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82, ed è considerata come fatta a pubblico ufficiale; pertanto, secondo quanto previsto dall’articolo 76 del D.P.R. citato, chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa uso nei casi previsti dal D.P.R. stesso, ovvero esibisce un atto contenente dati non più rispondenti a verità, è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia. Notiziario USPI n° 4/2014
16. Conseguenze dell’omesso o ritardato versamento In caso di ritardato o omesso versamento sono sempre dovuti gli interessi di mora nella misura legale per il periodo intercorrente tra la data di scadenza del termine per il versamento del contributo (30 aprile) e la data di effettivo pagamento, oltre alle maggiori spese per la eventuale riscossione coattiva. Inoltre, ove accerti il mancato o ritardato versamento (ovvero il versamento soltanto parziale del contributo dovuto) l’Autorità adotta un atto di diffida nei confronti del soggetto obbligato, fissando un termine per l’adempimento. In caso di inottemperanza, l’Autorità irroga la sanzione di cui all’art. 1, comma 31, della legge 31 luglio 1997, n. 249. Delibera n. 547/13/CONS Misura e modalità di versamento del contributo dovuto all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per l’anno 2014 ARTICOLO 1 (Soggetti tenuti alla contribuzione) 1. I soggetti esercenti attività che rientrano nelle competenze attribuite dalla normativa vigente all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sono tenuti alla contribuzione prevista dall’art. 1, commi 65 e 66, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, nei limiti e con le modalità disciplinate dalla presente delibera. 2. Nel caso di rapporti di controllo o collegamento di cui all’art. 2359 del codice civile, ovvero di società sottoposte ad attività di direzione e coordinamento di cui all’art. 2497 del codice civile, anche mediante rapporti commerciali all’interno del medesimo gruppo, ciascuna società esercente le attività di cui al comma 1 è tenuta a versare un autonomo contributo nei limiti e con le modalità disciplinate dalla presente delibera. 3. Non sono tenuti al versamento del contributo i soggetti il cui imponibile sia pari o inferiore a euro 500.000,00 (cinquecentomila/00), le imprese che versano in stato di crisi avendo attività sospesa, in liquidazione, ovvero essendo soggette a procedure concorsuali e le imprese che hanno iniziato la loro attività nell’anno 2013. ARTICOLO 2 (Misura della contribuzione) 1. Per l’anno 2014, la contribuzione di cui all’articolo 1 è fissata in misura pari allo 1,4 per mille dei ricavi di cui alla voce A1 del conto economico, o voce corrispondente per i bilanci redatti secondo i
principi contabili internazionali, risultanti dall’ultimo bilancio approvato prima dell’adozione della presente delibera. 2. Gli operatori non tenuti alla redazione del bilancio versano il contributo sull’ammontare dei ricavi delle vendite e delle prestazioni applicando l’aliquota di cui al comma precedente alle corrispondenti voci delle scritture contabili o fiscali obbligatorie. ARTICOLO 3 (Termini e modalità di versamento) 1. Il versamento del contributo di cui all’art. 1 deve essere eseguito entro il 30 aprile 2014, sul conto corrente bancario intestato all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, codice IBAN IT65J0100503382000000200015, presso la Banca Nazionale del lavoro Gruppo BNP Paribas. 2. Il mancato o parziale pagamento del contributo entro il termine stabilito comporta l’avvio della procedura di riscossione coattiva e l’applicazione degli interessi di mora, nella misura legale, a partire dalla data di scadenza del termine per il pagamento. ARTICOLO 4 (Dichiarazione telematica e comunicazione del versamento) 1. Entro il 30 aprile 2014, i soggetti tenuti al versamento del contributo di cui all’articolo 1 dichiarano all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni i dati anagrafici ed economici richiesti nel modello telematico all’uopo predisposto e pubblicato sul sito web dell’Autorità, dando contestualmente notizia dell’avvenuto versamento. 2. Fermo restando l’obbligo di comunicazione dell’avvenuto versamento in capo a ciascuna società contribuente, nei casi di cui all’art. 1, comma 2, la società capogruppo, nel rendere la dichiarazione di cui al comma precedente, indica in modo dettagliato il contributo versato da ciascuna società tenuta alla contribuzione, a qualunque titolo ad essa collegata o da essa controllata o coordinata. 3. Le dichiarazioni di cui ai commi precedenti devono essere inviate in via telematica utilizzando esclusivamente il modello di cui al precedente comma. 4. La mancata o tardiva dichiarazione, nonché l’indicazione, nel modello telematico, di dati non rispondenti al vero, comporta l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 1, commi 29, 30 e 31 della legge 31 luglio 1997, n. 249. 9
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Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI LAVORO E PREVIDENZA AL CENTRO DEL DIBATTITO EUROPEO Il Presidente Camporese: “Da anni poniamo il problema dell’adeguatezza delle pensioni future. Dalla Ue la conferma che la strada che stiamo percorrendo è quella giusta. L’ Italia risponda con politiche di protezione e di accesso al credito e al lavoro” “Gli interventi dei Commissari e dei relatori, ognuno nella propria specificità, non fanno che confermare le gravi preoccupazioni e le linee di azione che l’Associazione che io rappresento ha focalizzato da tempo – così il presidente dell’AdEPP, Andrea Camporese all’uscita dalla conferenza. – “Sentire Paesi con fondamentali economici molto più forti del nostro e gli stessi Commissari europei chiedere a gran voce politiche di accesso al lavoro e al credito, di protezione, di fiscalità di vantaggio non fa che rafforzare l’idea che la previdenza nella società della globalizzazione è molto più che un calcolo matematico. Un sistema giustamente in equilibrio serve a ben poco se non garantisce dignità alle persone. I nostri giovani professionisti, che hanno subito un danno generazionale rilevante in un mercato del lavoro in ginocchio e senza alcuna protezione dallo Stato, vanno ricompensati con politiche specifiche, innovati-
ve, determinate”. “Non a caso il Commissario Andor nel suo intervento ha sottolineato il dato preoccupante sulla disoccupazione giovanile e i bassi livelli di occupazione femminile, puntando il dito contro l’Italia, insistendo affinché ad aumenti di produttività corrispondano aumenti dei salari. – continua il presidente Camporese riprendendo quanto denunciato dal Commissario Laszlo Andor. – “Il problema delle pensioni non è tanto attuale quanto futuro, ha detto Landor, infatti l’Italia con un mercato del lavoro debole, con un tardivo ingresso dei giovani nel mercato del lavoro e con carriere lunghe piene di rischi biologici e professionali, rischia di riconoscere le pensioni meno adeguate del resto dell’Europa. Questo è un rischio anche per i liberi professionisti che iniziano a guadagnare tardi e che sono stati colpiti gravemente dalla crisi economica”. “Gli Enti privatizzati hanno aumentato la protezione di welfare di oltre 200 milioni di euro in tre anni – conclude CamporeseL’AdEPP sta lavorando sui fondi europei con le Regioni per sostenere, attraverso politiche per lo start up, il credito e la formazione, l’avvio e il rafforzamento dell’attività professionale. Per questo abbiamo chiesto al Ministro del lavoro, Giuliano
l’anno (gennaio - marzo 2014); - che pubblicano QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ nel mese di aprile NON devono effettuare alcuna consegna. ENTRO IL MESE DI MAGGIO Gli editori con sede principale in LIGURIA, VENETO, FRIULI VENEZIA GIULIA, EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, UMBRIA, MARCHE - che pubblicano QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite alpubblico nel 1° trimestre dell’anno (gennaio-marzo 2014);
Poletti, di dedicare, durante il semestre di Presidenza italiano dell’UE, un momento di riflessione sul lavoro autonomo, sulla crisi e sul welfare da costruire per i professionisti e il lavoro autonomo. Adeguatezza e sostenibilità previdenziale richiedono quanto mai oggi adeguatezza e sostenibilità economica e retributiva.” (Fonte: www.inpgi.it) LE SEDI DELL’ISTITUTO Via Nizza, 35 00198 Roma Piazza Apollodoro, 1 00196 Roma Centralino: 06-85781 Presidenza Email: posta@inpgi.it Tel. 06-85.78.206-208 Fax 06-85.78.201 Direzione Generale Email: direzione_generale@inpgi.it Tel. 06-85.78.202-213 Fax 06-85.52.788 Segreteria Organi Collegiali Tel. 06-85.35.44.21 Ufficio Legale Tel. 06-85.78.325-332 Fax 06-85.78.334 - che pubblicano QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati, NON sono tenuti ad effettuare alcuna consegna Ricordiamo la necessità di allegare a questa prima spedizione annuale un certificato di iscrizione all’USPI per l’anno 2014. Rammentiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le Biblioteche regionali e provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni. Il plico contenente le copie per il deposito legale deve essere confezionato e riportare la dicitura “esemplari fuori commercio per il deposito legale, agli effetti della legge 15 aprile 2004, n. 106”. GLI INDIRIZZI - Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Viale Castro Pretorio 105, 00185 Roma. - Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Via Tripoli 36/44, 50122 Firenze. Notiziario USPI n° 4/2014
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Notiziario fiscale - Notiziario fiscale - Notiziario fiscale - Notiziario fiscale - Notiziario fiscale SCADENZARIO DI APRILE 2014 (Nel presente scadenzario sono indicati solo i principali adempimenti previsti dalla legislazione tributaria).
comunicazione relativa alle dichiarazioni d’intento ricevute, per le quali le operazioni effettuate senza applicazione di imposta sono confluite nella liquidazione con scadenza alla data odierna.
Per i soggetti passivi Iva che effettuano la liquidazione mensile scade il termine di presentazione della comunicazione telematica delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi rese e ricevute nel 2013.
Scade il termine per il versamento dell’imposta sulle transazioni finanziarie (c.d. Tobin Tax) di cui all’art. 1, c. 491, della L. n. 228/12 relativa ai trasferimenti della proprietà di azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi nonché di titoli rappresentativi dei predetti strumenti effettuati nel mese precedente.
EMISSIONE DI FATTURE IVA DIFFERITE
SPESOMETRO - CONTRIBUENTI TRIMESTRALI (*) (*) Termine così prorogato, essendo i giorni 20 e 21 aprile festivi.
Scade il termine per l’emissione delle fatture relative alle cessioni di beni comprovate da documenti di trasporto, spediti o consegnati nel mese di marzo. 16 aprile VERSAMENTO DELLE RITENUTE ALLA FONTE Scade il termine entro il quale i sostituti di imposta devono versare le ritenute su: • retribuzioni di lavoro dipendente o compensi ad esso assimilati corrisposti in marzo; • compensi per lavoro autonomo pagati in marzo; • provvigioni pagate in marzo; • cedole obbligazionarie scadute a marzo anche se non pagate; • dividendi di cui sia stata deliberata la distribuzione a decorrere dall’1/7/98 limitatamente alle ritenute operate nel trimestre solare precedente. VERSAMENTO RELATIVO ALLA LIQUIDAZIONE MENSILE IVA Scade il termine entro il quale va effettuato dai contribuenti il versamento relativo alla liquidazione mensile dell’Iva dovuta per il mese di marzo. PRESENTAZIONE DELLA COMUNICAZIONE RIGUARDANTE LA DICHIARAZIONE D’INTENTO Scade il termine di presentazione della Notiziario USPI n° 4/2014
Per i soggetti passivi Iva che effettuano la liquidazione trimestrale scade il termine di presentazione della comunicazione telematica delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi rese e ricevute nel 2013. 28 aprile SCAMBI INTRACOMUNITARI INTRASTAT MENSILE (*) (*) Termine prorogato ad oggi, essendo i giorni 25, 26 e 27 aprile festivi. Scade il termine entro il quale i soggetti tenuti mensilmente devono presentare telematicamente all’Agenzia delle dogane gli elenchi riepilogativi degli acquisti e/o cessioni e prestazioni di servizi intracomunitari relativi al mese di marzo. SCAMBI INTRACOMUNITARI INTRASTAT TRIMESTRALE (*) (*) Termine prorogato ad oggi, essendo i giorni 25, 26 e 27 aprile festivi. Scade il termine entro il quale i soggetti tenuti trimestralmente devono presentare telematicamente all’Agenzia delle dogane gli elenchi riepilogativi degli acquisti e/o cessioni di beni e/o servizi relativi al primo trimestre 2014. 30 aprile ASSISTENZA FISCALE DIRETTAMENTE EFFETTUATA DAI SOSTITUTI D’IMPOSTA Scade il termine per la presentazione del mod. 730 ai datori di lavoro che offrono
l’assistenza fiscale diretta ai dipendenti. RIMBORSI INFRANNUALI IVA Scade il termine per la presentazione agli Uffici fiscali della domanda di rimborso infrannuale dell’Iva a credito relativa al primo trimestre 2014 nelle ipotesi previste dall’art. 38-bis, secondo comma, del DPR n. 633/72. OPERAZIONI CON PAESI C.D. BLACK LIST - PRESENTAZIONE ELENCHI MENSILI Per i contribuenti che effettuano operazioni con operatori economici aventi sede, residenza o domicilio negli Stati o territori (paesi c.d. black list) individuati dal Dm 4/5/99 e Dm 21/11/01, scade il termine di presentazione telematica delle comunicazioni dei dati delle operazioni intercorse nel mese di marzo mediante il Modello di Comunicazione Polivalente. OPERAZIONI CON PAESI C.D. BLACK LIST - PRESENTAZIONE ELENCHI TRIMESTRALI Per i contribuenti che effettuano operazioni con operatori economici aventi sede, residenza o domicilio negli Stati o territori (paesi c.d. black list) individuati dal Dm 4/5/99 e Dm 21/11/01, scade il termine di presentazione telematica delle comunicazioni dei dati delle operazioni intercorse nel primo trimestre 2014 mediante il Modello di Comunicazione Polivalente. OPERAZIONI CON SAN MARINO PRESENTAZIONE ELENCHI TRIMESTRALI Per i contribuenti che effettuano operazioni con operatori economici aventi sede, residenza o domicilio nella Repubblica di San Marino, scade il termine di presentazione telematica delle comunicazioni dei dati delle operazioni intercorse nel primo trimestre 2014, sino alla data del 23 febbraio 2014, mediante il Modello di Comunicazione Polivalente. BENI IN GODIMENTO AI SOCI ANNO 2013 Scade il termine per la comunicazione all’Anagrafe Tributaria relativa ai beni concessi in godimento dall’impresa ai soci, o familiari di questi ultimi, o ai soci o familiari di altra società appartenente al medesimo gruppo. Fonte: AssograficInformA n. 5/2014) 11
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AUDIZIONE DEL PRESIDENTE DELL’AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI ANGELO MARCELLO CARDANI CAMERA DEI DEPUTATI COMMISSIONI RIUNITE VII E Ix (15 GENNAIO 2014)
“Tutela della proprietà intellettuale sulle reti di comunicazione elettronica e tutela dei minori nella programmazione, nelle trasmissioni e nella pubblicità dei media audiovisivi Seconda parte La prima parte dell’audizione è stata pubblicata sul numero di marzo 2014 Il regolamento entra in vigore il 31 marzo 2014. Il testo è disponibile sul sito dell’Autorità, www.agcom.it.
pagina e del sito internet sotto questo profilo vengono in tutto e per tutto equiparati alle parti.
Le esigenze di celerità sono soddisfatte mediante una serrata scansione dei termini procedurali: sette Angelo Marcello Cardani giorni per l’avvio dell’istruttoria, cinque giorni per le controdeduzioni, trentacinque b) L’enforcement. giorni dalla ricezione dell’istanza per l’adozione del provvedimento finale da parte La seconda parte del regolamento è dedicadell’organo collegiale dell’Autorità. ta alle misure di enforcement, i cui destinatari non sono i cittadini, i singoli utenti, ma i soggetti che svolgono l’attività di pirateria in modo professionale. Restano valide le procedure autoregolamentate di notice and take down, che evidentemente costituiscono la via preferibile d’intervento in materia.
I termini vengono ridotti – tre giorni per l’avvio del procedimento, tre giorni per le controdeduzioni e, in totale, dodici per la decisione finale – quando i diritti di sfruttamento economico dell’opera digitale protetta appaiono suscettibili di essere più gravemente compromessi.
Tuttavia, il previo ricorso ad esse non rappresenta una condizione di procedibilità dell’istanza rivolta all’Autorità. Con l’istanza presentata agli uffici dell’Agcom dal titolare del diritto d’autore ha inizio il procedimento istruttorio.
Il procedimento si conclude con una delibera di archiviazione ovvero con l’emanazione di un ordine di porre fine alla violazione accertata, rivolto ai prestatori di servizi a suo tempo destinatari della comunicazione di avvio del procedimento stesso.
Mediante la comunicazione di avvio – inviata al soggetto istante, ai prestatori di servizi e, se rintracciabili, all’uploader e al gestore della pagina e del sito internet – i responsabili dell’asserita violazione vengono in primo luogo informati che possono procedere all’adeguamento spontaneo. Ove questo abbia luogo, l’istanza viene archiviata dagli uffici.
In base alla normativa comunitaria sul commercio elettronico (direttiva 2001/31/CE) e a quella nazionale di recepimento (decreto legislativo n. 70/2003), il contenuto dell’ordine può consistere, secondo le circostanze, nella rimozione selettiva delle opere digitali illegalmente diffuse o nella disabilitazione dell’accesso ad esse.
Nel corso dell’istruttoria i prestatori di servizi, l’uploader e il gestore della pagina internet hanno facoltà di presentare controdeduzioni in merito alla violazione contestata, allegando ogni utile elemento di prova. Sempre con riguardo al carattere fortemente garantistico della procedura, è importante notare che l’uploader e il gestore della 12
Il regolamento richiama al riguardo i criteri di gradualità, di proporzionalità e di adeguatezza delle misure restrittive, nonché i profili attinenti alla gravità della violazione e alla localizzazione del server. L’efficacia degli ordini impartiti dall’Agcom è presidiata dall’applicabilità, nel caso di inottemperanza, delle sanzioni pecuniarie previste in via generale dall’art. 1, comma 31, della legge n. 249 del 19979.
A questo punto, mi sembra opportuno aggiungere alcune brevi considerazioni in merito al regolamento che ho appena illustrato. L’Agcom si è mossa nel più rigoroso rispetto del perimetro che le ha assegnato la legge. In questo senso devono essere letti l’ambito dell’intervento dell’Autorità e la scelta effettuata dal regolamento di prevedere l’alternatività tra l’azione giudiziaria e quella amministrativa, nel senso che laddove sia adita la prima, l’azione dell’Agcom doverosamente si ferma. Infine, gli ordini adottati, al pari di tutti gli altri provvedimenti, sono impugnabili innanzi al giudice amministrativo. La procedura amministrativa, sicuramente più rapida rispetto alla via giudiziaria, risponde a quelle esigenze di celerità che sono proprie della rete internet, senza peraltro comprimere le garanzie di partecipazione e difesa nel procedimento (contraddittorio). Il regolamento prevede un procedimento standard, della durata di 35 giorni lavorativi, e uno abbreviato di 12 giorni per i casi di violazioni gravi. Infine, alcune considerazioni circa il contenuto degli ordini rivolti ai providers. Ho già ricordato che l’ordine, che non potrà essere indeterminato. Ne deriva che il regolamento prevede una graduazione di interventi che saranno più selettivi e diretti unicamente alla rimozione dei contenuti, laddove si verifichino violazioni occasionali del diritto d’autore, mentre saranno espressione di un’azione più incisiva laddove la violazione sia reiterata, grave o massiva. Il regolamento non richiede ai providers di applicare tecniche di filtraggio (cd. Deep Packet Inspection) non compatibili con la giurisprudenza della Corte di Giustizia europea, né di assumere un ruolo attivo nella ricerca delle violazioni, anche perché l’Agcom non procede “d’ufficio”, ma si attiva solo su denuncia del titolare del diritto. Internet, di per sé, è uno straordinario strumento di democrazia, è il luogo in cui i cittadini si scambiano informazioni, comunicazioni ed opinioni. Ma la rete è anche un mercato, cioè luogo di scambio di beni e servizi fondato sul diritto di proprietà, e lo sviluppo di un “mercato nero” delle opere d’ingegno determina un grave nocumento proprio ai valori fondanti della rete come la libertà di Notiziario USPI n° 4/2014
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espressione ed il pluralismo. Di conseguenza, ci è parsa ormai improcrastinabile l’esigenza di contrastare i siti che gestiscono in modo professionale la pirateria. La rivoluzione digitale, come ogni cambiamento, determina rischi ed opportunità. Tra questi, un rischio da evitare appare il deterioramento della qualità dell’informazione professionale dovuta alla difficoltà degli editori a remunerare i fattori produttivi. Sul versante delle opportunità, le tecnologie digitali offrono uno straordinario strumento di diffusione delle informazioni e di arricchimento delle stesse grazie ai contenuti multimediali. In conclusione, non si tratta di tutelare un diritto violandone un altro, né di tutelare l’autore rispetto all’utente-consumatore o viceversa: i contrasti tra posizioni “negazioniste” e modelli “forti” di tutela che si registrano in materia non possono condurre a tralasciare l’adempimento dei compiti istituzionali, di garanzia di tutti i diritti fondamentali – inclusa quindi la proprietà intellettuale – anche rispetto alle violazioni perpetrate attraverso le reti di comunicazione elettronica. Infine, da più parti, si è auspicato che il legislatore provveda ad adeguare la disciplina del diritto d’autore alla mutata realtà tecnologica attraverso interventi organici e di largo respiro. Se questo accadrà, l’Agcom sarà pronta ad adeguarsi, come è ovvio da parte di un’autorità amministrativa rispetto a un intervento del legislatore. Nel frattempo, però, non abbiamo ritenuto possibile né opportuno sottrarci al compito che la legge ci assegna. Gli obiettivi principali auspicati sono che l’industria culturale e creativa abbia ancora incentivo ad investire nella produzione di opere dell’ingegno e che i consumatori-utenti possano fruire dei relativi prodotti con la più ampia libertà e varietà di accesso e al prezzo più basso possibile.
B) La tutela dei minori nella programmazione, nelle trasmissioni e nella pubblicità dei media audiovisivi.
sue articolazioni, a proteggere l’infanzia e la gioventù. La “Convenzione sui diritti del fanciullo” approvata dall’ONU nel 1989 e divenuta legge dello Stato nel 1991, impone a tutti di collaborare alla creazione delle condizioni utili a garantire ai minori una vita autonoma nella società e fa divieto di sottoporli a interferenze arbitrarie o illegali nella propria privacy e comunque a forme di violenza, danno, abuso mentale, sfruttamento. Anche l’Unione europea riconosce nella protezione dei minori da contenuti nocivi per il loro sviluppo psichico e morale un interesse pubblico fondamentale, nel cui rispetto deve esplicarsi il diritto alla libertà di espressione. La competenza dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni in materia di tutela dei minori è fissata dall’articolo 1, comma 6, lett. b), n. 6 della legge n. 249 del 1997, secondo cui la Commissione per i servizi e i prodotti dell’Autorità «verifica il rispetto nel settore radiotelevisivo delle norme in materia di tutela dei minori anche
tenendo conto dei codici di autoregolamentazione relativi al rapporto tra televisione e minori e degli indirizzi della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi». La normativa radiotelevisiva – art. 3 del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici – individua quali principi fondamentali del sistema dei media la garanzia della libertà e del pluralismo dei mezzi di comunicazione radiotelevisiva, così come il rispetto dei diritti fondamentali della persona, ed in particolare della “promozione e tutela del benessere, della salute e dell’armonioso sviluppo fisico, psichico e morale del minore, garantiti dalla Costituzione, dal diritto dell’Unione europea, dalle norme internazionali vigenti nell’ordinamento italiano e dalle leggi statali e regionali”.
novembre 2002 e recepito dalla legge n. 112 del 2004 e dal Testo Unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, che ha contribuito, in particolare, ad introdurre un sistema di tutela differenziata per fasce orarie. Le violazioni alle disposizioni del Codice di autoregolamentazione Tv e minori e del Testo Unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici sono sanzionate dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, oltre che dal Comitato di applicazione del Codice (oggi denominato Comitato Media e Minori), ai sensi dell’art. 35 del citato Testo Unico. La stretta cooperazione esistente tra il Comitato e l’Autorità si sostanzia in un’attività istruttoria improntata a una mutua collaborazione, ancorché nell’ambito delle rispettive – autonome – competenze sanzionatorie. L’Autorità, difatti, esercita il potere sanzionatorio amministrativo con efficacia coattiva; il Comitato, invece, ha un potere “suasivo”, di natura deontologica e autodisciplinare, di verifica delle (sole) violazioni del Codice, con l’effetto giuridico di imporre alle emittenti di far conoscere all’utenza televisiva la violazione commessa. Di recente, la normativa sulla tutela dei minori è stata integrata dal decreto legislativo n. 120 del 2012, disponendo il divieto totale di trasmissioni televisive che possono nuocere gravemente allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori, ed in particolare della diffusione di contenuti che presentino scene di violenza gratuita o insistita o efferata ovvero pornografiche, nonché film che siano vietati ai minori di diciotto anni. Per i contenuti che siano suscettibili di recare pregiudizio non grave (quali, ad esempio, i film vietati ai minori di quattordici anni), il sistema prevede – accanto all’adozione di sistemi specifici di segnalazione acustica e visiva – il divieto di programmazione, a meno che la programmazione avvenga in fascia oraria notturna (dalle 23 alle 7) o, previa predisposizione del cd. parental control.
Un altro ambito in cui è necessario operare un contemperamento tra diritti fondamentali – in questo caso tra la libertà d’espressione e la tutela delle fasce deboli – è rappresentato dall’applicazione dei principi posti dall’ordinamento a garanzia di una equilibrata ed armoniosa fruizione dei contenuti audiovisivi da parte dei minori.
Il quadro sulla tutela dei minori è arricchito dai codici di autoregolamentazione.
Quanto ai contenuti gravemente nocivi per i minori, la norma contempla una deroga al generale divieto assoluto, destinata ad operare esclusivamente in favore dei fornitori di servizi di media audiovisivi a richiesta (o non lineari), fermo restando l’obbligo dell’adozione di un sistema di protezione specifico e selettivo idoneo ad escludere l’accesso dei minori ai programmi gravemente nocivi per il loro sviluppo (art. 34, comma 3).
L’articolo 31 della Costituzione italiana impegna la comunità nazionale, in tutte le
In materia di tutela dei minori è fondamentale il Codice Tv e Minori approvato il 29
Con riferimento a tale sistema di protezione si affida all’Autorità, ai commi 15
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“Tutela della proprietà intellettuale sulle reti di comunicazione elettronica e tutela dei minori nella programmazione, nelle trasmissioni e nella pubblicità dei media audiovisivi 5 e 11, il compito di stabilire, a seguito di una procedura di co-regolamentazione, la nuova “disciplina di dettaglio contenente l’indicazione degli accorgimenti tecnici da utilizzare per escludere che i minori vedano o ascoltino normalmente i programmi” destinati agli adulti. In attuazione di tali previsioni, l’Autorità – a seguito dei lavori di un tavolo tecnico appositamente istituito – ha adottato con la delibera n. 51/13/CSP la regolamentazione in materia di accorgimenti tecnici per l’esclusione della visione e dell’ascolto da parte dei minori di trasmissioni a richiesta che possano nuocere gravemente al loro sviluppo fisico, mentale o morale.
Tali contenuti, tra cui i film vietati ai minori di diciotto anni e i programmi che presentino scene pornografiche o di violenza gratuita, insistita o efferata, possono essere diffusi solo sui “servizi a richiesta” e non sulle trasmissioni “lineari”, e solo se accompagnati dal sistema di controllo dell’accesso specifico e selettivo adottato dall’Autorità con la delibera citata. Nello specifico, i contenuti “gravemente nocivi” per i minori sono stati classificati sulla base di parametri tematici (violenza, pornografia, diritti fondamentali e incolu-
Tale regolamentazione si sostanzia nella necessità che la fruizione sui servizi non lineari sia condizionata dall’impiego di un codice segreto, personale, specifico e individualizzato, non disattivabile permanentemente. Ai sensi dell’articolo 34, commi 1 e 5 del Testo unico, l’Autorità è inoltre tenuta a fissare i criteri generali cui devono attenersi i fornitori di servizi al fine di conformare la programmazione al divieto di trasmissione dei programmi gravemente nocivi allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori. L’Autorità, con delibera n. 52/13/CSP, ha adottato il regolamento in questione, individuando i criteri di classificazione dei contenuti audiovisivi gravemente nocivi allo sviluppo dei minori.
Scena del film “Poltergeist Demoniache presenze”
mità della persona) e di specifiche modalità rappresentative (frequenza e durata delle scene; livello di verosimiglianza; scena e sviluppo della trama; tonalità emotiva)10. Sotto il profilo dell’azione procedimentale, l’Autorità nel 2013 ha avviato e concluso 40 procedimenti sanzionatori relativi alle norme a tutela dei minori, irrogando sanzioni per una somma totale di 1.359.522 euro.
Va peraltro evidenziato come il presidio normativo a tutela dei minori, pur se applicabile alle comunicazioni audiovisive in un contesto digitalizzato, risenta di una derivazione tradizionalmente analogica e non trovi applicazione specifica alle realtà comunicative dei new media. La trasformazione epocale impressa al sistema dei media dall’innovazione tecnologica degli ultimi decenni – in particolare per quanto riguarda le sinergie con internet – se da un lato ha contribuito ad accrescere le opportunità comunicative anche e soprattutto per le nuove generazioni, dall’altro ha riproposto in termini nuovi la questione della tutela dei minori, anche in considerazione della crescente presenza dei nuovi media nel processo di formazione e di educazione. Oggi, grazie all’evoluzione tecnologica, gli scenari che eravamo abituati a vedere stanno progressivamente cambiando a causa del potenziamento dell’interattività e della multimedialità. Ciò, però, non attenua ma rafforza l’esigenza di una tutela specifica ed efficace di tale categoria di telespettatori ipersensibili. Esigenza che è sancita a livello internazionale, comunitario e nazionale, ma che i nuovi scenari tecnologici rendono tecnicamente più difficile poiché con le nuove tecnologie entriamo in un terreno meno conosciuto, dove le regole sono ancora da definire.
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VIII GIORNATA FORMATIVA USPI PER IMMAGINI
Il n. 4 aprile 2014 è stato stampato il 2 aprile 2014
Notiziario USPI Edizione Aprile 2014