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Timestamp: 2018-07-22 06:44:24+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 13', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Il Governatore Democratico dice no alla marijuana per uso medico
Il Parlamento del New Hampshire ha approvato con un'ampia maggioranza (232 favorevoli, 138 contrari) la HB 648, legge che ha l'intento di liberalizzare l'uso medico della marijuana per i pazienti che ne facciano richiesta. La proposta di legge, stesa dalla democratica Evelyn Merrick, ha avuto la sua "anima" nella repubblicana Cindy Rosenwald (del distretto di Nashua), che è riuscita a trovare un solido appoggio nei suoi compagni di partito, sopratutto fra coloro che, nell'ambito medico, sono sostenitori dell'uso dei derivati della cannabis per i malati di cancro.
Come molti sapranno, il New Hampshire è lo stato con le leggi più liberali dell'Unione, ma poiché non esiste il paradiso in terra, ha la disgrazia di essere governato dal democratico John Lynch, che ha subito posto il veto alla legge.
Dennis Acton è un cittadino di Fremont, di fede repubblicana e malato di cancro. "Sono deluso - ha detto - che il Governatore Lynch non abbia consultato i pazienti, come me, prima di costringerci a rischiare il carcere e l'arresto ogni qualvolta usiamo la marijuana come rimedio medico alle nostre sofferenze".
Acton ha spiegato di averla usata nel 1999, per contrastare le forti nausee durante la radioterapia. "Sto invitando - ha spiegato - tutti i miei colleghi repubblicani in Parlamento a trovare il coraggio di alzarsi e di ribellarsi a questo veto".
Rosenwald e Acton stanno cercando adesso di trovare in assemblea un numero di voti tale da annullare il veto del Governatore Lynch. Che ha spiegato il suo veto in maniera ineccepibile.
"Capisco e simpatizzo - ha detto - con chi vorrebbe consentire l'uso medico della marijuana in NH. Ma l'uso di queste sostanze per qualsiasi scopo è illegale per le leggi federali". Che bella interpretazione "federale" del 10° Emendamento...
new hampshire gop dems
permalink | inviato da InVisigoth the mad Irish il 15/7/2009 alle 10:33 | commenti (4) |
La Corte Suprema riconosce il diritto alle armi
Grande vittoria per la libertà. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha rafforzato il diritto individuale degli americani ad essere armati. Con una sentenza storica su come interpretare un diritto costituzionale sancito nel 1791 con il Secondo Emendamento, i giudici hanno bocciato un divieto a detenere le armi che era in vigore nella città di Washington in quanto contrario alla Costituzione degli Stati Uniti d'America. La decisione ha spaccato i 9 giudici della Corte Suprema, che si sono pronunciati per 5-4. Il giudice moderato Anthony Kennedy si è unito ai 4 membri conservatori. Con questa sentenza la Corte Suprema chiarisce definitivamente che il diritto a portare e detenere armi è un diritto garantito dalla Costituzione al pari degli altri diritti fondamentali del cittadino.
Il bando nella capitale americana intervenne nel 1975, come mezzo per ridurre i crimini violenti (è risaputo che a Napoli, dove non si possono acquistare armi legalmente con una procedura facile, non ci sono morti... ma per favore!). Poiché come tutti sanno ma tutti fanno finta di non sapere, l'aumento della criminalità non è correlato al numero di armi che i cittadini posseggono, questa legge è stata inutile (135 i morti ammazzati nella Capitale nel 1976, dopo il primo anno di divieto, e 143 nel 2007: il tasso di omicidi nell'area di Washington è arrivato anche al 29,1 su 100.000 abitanti, uno fra i più alti d'America... strano che nel New Hampshire e nel Vermont, gli stati più liberali in materia di armi, il tasso si attesti intorno rispettivamente all'1,0 su 100.000 abitanti ed all'1,9). Così numerosi cittadini se ne sono infischiati, preoccupati per la loro incolumità visto il dilagare della criminalità violenta (ma con il bando la città non doveva essere più sicura?), e hanno acquistato armi invocando il loro diritto costituzionale; alla fine la querelle giudiziaria è arrivata alla Corte Suprema.
Solo la città di Chicago nell'Illinois ha un bando simile a quello di Washington in vigore, mentre nel Maryland, nel Massachusetts ed a S.Francisco (California) ci sono proposte in tal senso.
illinois california new hampshire district of columbia maryland vermont
permalink | inviato da InVisigoth the BountyHunter il 26/6/2008 alle 18:12 | commenti (7) |
A Paul rubano i voti e Richardson si ritira
Terzo ritiro fra i democratici in corsa per la candidatura alla Casa Bianca. Dopo i deludenti risultati in Iowa (2%) e New Hampshire (nemmeno il 5%), il governatore del New Mexico Bill Richardson ha deciso di gettare la spugna. La notizia dell'addio di Richardson, anticipata dalla CNN che cita fonti dello staff del primo ispanico in corsa per la presidenza, sarà forse ufficializzata oggi. Prima di diventare governatore del New Mexico, Richardson è stato ministro dell'Energia nell'amministrazione Clinton e ambasciatore degli Usa all'Onu, nonché protagonista di varie mediazioni internazionali. Nell'ultimo dibattito televisivo, domenica scorsa, Richardson si era schierato più volte al fianco di Hillary Clinton, per difenderla dagli attacchi di Obama ed Edwards. Ora appare quasi scontato un suo appoggio diretto alla senatrice di New York. Richardson era popolare sia presso la comunità latina (per ovvie ragioni) che presso i nativi americani. In realtà, come Obama, anche Richardson è mezzosangue, essendo figlio di un'americano e di una messicana.
In lizza per la nomination democratica restano così cinque candidati: oltre al trio Clinton-Obama-Edwards, Dennis Kucinich, membro del Parlamento dell'Ohio, e Mike Gravel, già governatore dell'Alaska.
Nella municipalità di Sutton in New Hampshire, invece, un impiegato-capo di Sutton, Jennifer Call, ha ammeso che Ron Paul aveva ricevuto 31 voti, ma quando l'importo finale è stato trasferito a verbale ed inviato ai media, il totale è stato indicato come zero. "E' stato un errore umano", ha dichiarato la Call (immagino che a chiunque di noi sia capitato qualche volta di scrivere 0 al posto di 31, no?). Si sta valutando l'idea di chiedere una riconta dei voti nel Granite State.
Benvenuti in New Hampshire!
PS: Io Bill Richardson voglio ricordarlo così!
ron paul gop new hampshire dems
permalink | inviato da InVisigoth the BountyHunter il 10/1/2008 alle 13:29 | commenti (11) |
Casa Bianca 2008, NH: quando il gioco si fa duro
... I Clinton si mettono a giocare. Nonostante tutti i sondaggi che davano Obama sopra di 2.000 punti su Hill, il responso dei seggi è inequivocabile: Clinton rules. Nel Granite State non c'è partita neanche fra i repubblicani, dove il reduce John McCain si impone nettamente, risultando il più votato in 8 contee su 9 (fa eccezione Rockingham County dove per un punto percentuale si impone Mitt Romney). Praticamente scomparso Fred Thompson.
Vediamo nel dettaglio i democratici:
Hillary Rodham Clinton 39.2%
Barack Obama 36.4
John Edwards 16.9
Bill Richardson 4.6
Dennis J. Kucinich 1.4
e poi i repubblicani:
Mitt Romney 31.6
Mike Huckabee 11.2
Rudolph W. Giuliani 8.6
Ron Paul 7.6
Fred D. Thompson 1.2
Duncan Hunter 0.5
John Edwards: "Rimarrò in corsa fino a che non avrò riportato in vita il Sogno Americano"
Mitt Romney: "Combatterò per ritornare qui in novembre da candidato presidente"
Rudy Giuliani: "Questo è solo l'inizio: ci sono molti altri Stati in cui correremo ed in cui prevarremo"
Ron Paul: "Siamo sulla strada giusta"
John McCain: "Abbiamo mostrato al popolo americano cosa significa una vera rivincita"
Hill Clinton: "Ho il cuore pieno di gioia. In New Hampshire ho ritrovato la mia voce"
Barack Obama: "Ho sempre il fuoco addosso. Sono pronto a ripartire".
permalink | inviato da InVisigoth the BountyHunter il 9/1/2008 alle 8:33 | commenti (15) |
Un cittadino non può essere obbligato a rivelare la password ad un giudice
Mentre in Italia, anche grazie una Costituzione che trae la sua forza dal peggio del ventennio fascista (l'art. 13 comma 5, ad esempio è un articolo degno del III Reich), ci troviamo con una magistratura inquirente e giudicante riunita in un unico organo, e che come una forza iper-reazionaria sta tentando ogni giorno di più di assomigliare a quella sacerdotale di Roma Antica, restringendo diritti naturali del cittadino (legittima difesa) e ricorrendo sempre più alla carcerazione preventiva, negli Stati Uniti gli emendamenti a difesa delle libertà del cittadino si adeguano alle nuove tecnologie.
Secondo una sentenza di qualche giorno fa nel Vermont, un cittadino ha il diritto di rifiutarsi di fornire una password che protegge dei documenti personali, anche ad autorità o forze dell’ordine che ne facessero richiesta (giudice federale Jerome Niedermeier). Il principio è quello per cui i documenti protetti da password possono contenere delle informazioni utili ad accusare la persona. Il Quinto Emendamento vigente nell'ordinamento americano invece tutela a chiare lettere il diritto di ogni cittadino americano di non autoaccusarsi.
Svelare una password che rivela documenti di proprio pugno che sanciscono la colpevolezza nell’aver commesso qualche crimine è come imporre alla persona di fare atto di accusa della propria reità. Negli USA l’autoaccusa può essere solo volontaria e non estorta e il cittadino che non volesse svelare le proprie carte private avrebbe il diritto di non rivelare – questo il senso della sentenza – la sua cognizione della propria colpevolezza reale.
La colpevolezza, senza l’ammissione personale dell’imputato, deve essere accertata mediante altre vie, e il rifiuto a confessare alcunché da parte del presunto colpevole è pienamente ammesso. Come spiega lo stesso Niedermeier, l’imputato non può mai essere costretto a rivelare «i suoi pensieri e ciò che gli passa per la mente». Il tutto per garantire al massimo il diritto alla difesa di ogni cittadino, anche nei reati più gravi. L'imputato, infatti, era un cittadino del New Hampshire di origini canadesi, accusato di detenzione di materiale pedopornografico.
La sentenza ha scatenato un grande dibattito nelle università americane: non tutti i giuristi sono d'accordo con questa interpretazione del V emendamento.
Testo del V Emendamento (datato 1791)
Nessuno sarà tenuto a rispondere di un reato che comporti la pena capitale, o comunque infamante, se non per denuncia o accusa fatta da un Grand Jury, a meno che il reato non sia compiuto da individui appartenenti alle forze di terra o di mare, o alla milizia, quando questa si trovi in servizio attivo, in tempo di guerra o di pericolo pubblico; né alcuno potrà essere sottoposto due volte, per un medesimo delitto, a un procedimento che comprometta la sua vita o la sua integrità fisica; né potrà essere obbligato, in qualsiasi causa penale, a deporre contro sé medesimo, ne potrà essere privato della vita, della libertà o della proprietà, se non in seguito a regolare procedimento legale (without due process of law); e nessuna proprietà potrà essere destinata ad un uso pubblico, senza un giusto indennizzo.
permalink | inviato da InVisigoth the BountyHunter il 20/12/2007 alle 10:39 | commenti (12) |
Il New Hampshire ha occhi solo per Romney e Obama
L'Huckamania non impazza da queste parti, Law & Order probabilmente non è mai andato in onda in questo stato, e... Giuliani chi? Nel New Hampshire, stato chiave e secondo a votare il prossimo gennaio, è un affare fra mormoni e mulatti (anche se la bionda Hill incalza).
E' Mitt Romney, infatti, a guidare l'ultimo sondaggio della Rasmussen Reports per lo Stato Granito, dall'alto del suo 33% di preferenze fra i simpatizzanti del Partito Repubblicano. A seguirlo, da molto lontano al 18%, un John McCain "die hard", dato per spacciato da mesi, e che invece in due giorni ha conquistato l'endorsement del quotidiano Des Moin Register dell'Iowa, e di Joe Lieberman, candidato alla vicepresidenza nel 2000 al seguito di Al Gore. Seguono l'ex sindaco di New York City, Rudolph Giuliani, e l'ex governatore dell'Arkansas che va a genio alla destra religiosa Mike Huckabee, rispettivamente al 15% ed al 14%.
Gradita sorpresa (per me) trovare poi Ron Paul all'8% (il sondaggio è stato effettuato prima del Tea Party, quindi magari ha guadagnato ancora qualcosina). Outsiders Tom Tancredo al 3%, Fred Thompson al 2%, Duncan Hunter all'1%.
Fra i democratici le distanze al vertice sono più ridotte, con il simpatico Barack Obama che conduce con un 31% su Hillary Clinton che è al 28%. Seguono John Edwards al 17% e Bill Richardson all'8%, briciole per gli altri che in quattro si dividono un 8%. That's all, folks!
permalink | inviato da InVisigoth the BountyHunter il 18/12/2007 alle 14:17 | commenti (0) |
NH: Romney sale, Giuliani scende, Ron Paul raddoppia
Nel giro di 10 giorni, nell'importante stato del New Hampshire, il candidato repubblicano, mormone ed ex Governatore del Massachussetts Mitt Romney, ha guadagnato ben 4 punti percentuale, arrivando al 32% dei consensi (qui il precedente sondaggio, sempre della Rasmussen Reports, l'unica fonte di cui utilizzo i sondaggi).
Dei due front-runner, il sindaco d'America Rudolph Giuliani scende di 2 punti percentuale, arrivando al 17%, mentre John McCain si conferma al 16%.
Anche Mike Huckabee, già Governatore dell'Arkansas, outsider catapultato fra i big nel giro di una settimana, si conferma al 10% come dieci giorni fa.
Fred Thompson, senatore del Tennessee, guadagna un punticino, passando dal 6 al 7%.
La cosa per cui, però, mi rallegro, è un'altra. Ron Paul, il candidato più libertarian in assoluto, ha raddoppiato i suoi consensi. Certo, rimane al 4%, lontanissimo dalle vette, ma l'exploit del 5 novembre, ha in pochi giorni dato visibilità al candidato che che sta guidando il fronte libertario più ampio che si sia mai visto negli States. Cos'è successo il 5 novembre? Ce lo spiega El Boaro: <<In occasione del Guy Fawkes day, sfruttando la potenza immaginifica del film V for Vendetta, ma anche la carica antistatalista e antibritannica della ricorrenza, i supporters di Paul hanno organizzato una giornata eccezionale di fundraising. L'obbiettivo, assolutamente improponibile, era di raccogliere 10 milioni di dollari in una giornata. Ovviamente non è stato possibile. Ne hanno raccolti 4,2, raddoppiando quanto fatto in tre mesi e facendo comunque di Paul il candidato dei molti record: quello che ha ricevuto più donazioni in un giorno, il primo per donazioni di anonimi privati, il primo per donazioni da parte di membri dell'esercito (e qualcosa vuol dire) e il quarto dei repubblicani per fondi ottenuti (ha superato McCain)>>.
Permettetemi di sorridere, una volta tanto.
Infine, gli altri candidati si confermano ai risultati di 10 giorni fa: Tom Tancredo 3%, Duncan Hunter 2%.
I voti in più, fra tante riconferme, si spiegano con il fatto che la percentuale di indecisi è scesa dal 14% al 10%. Giuliani dunque, nel NH, sarebbe virtualmente sconfitto. Ma ricordiamoci che sono solo sondaggi.
ron paul gop new hampshire
permalink | inviato da InVisigoth the BountyHunter il 9/11/2007 alle 10:0 | commenti (13) |