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Timestamp: 2019-07-19 18:33:17+00:00
Document Index: 42952778

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 155', 'art. 333', 'art. 333', 'art. 330', 'art. 155', 'art. 710', 'art. 252', 'art. 317', 'art. 316']

Affidamento familiare ed Adozione. Corte di Cassazione, I Sez., sentenza n. 7504 del 31/3/2011. Non basta la mera disponibilità dei nonni a prendersi cura dei nipoti per scongiurarne l'adozione se non è provata la presenza di "rapporti significativi" - Renato D'Isa
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E) La revoca e la cessazione
F) L’affidamento preadottivo e adozione
A) in caso di separazione personale
B) in caso di scioglime
In entrambi i casi si dispone che il genitore cui sono affidati i figli, salvo diversa disposizione del tribunale, ha l’esercizio esclusivo della potestà su di essi; mentre (salvo che non sia diversamente stabilito) le decisioni di maggiore interesse per costoro (cioè relative agli atti di straordinaria amministrazione) sono adottate da entrambi i genitori, quello, cui i figli non sono affidati, ha, oltre al potere – dovere di vigilare sulla loro istruzione ed educazione, la possibilità di ricorrere al tribunale quando ritenga che siano state assunte decisioni pregiudizievoli al loro interesse.
art. 155 c.c. provvedimenti riguardo ai figli: il giudice che pronunzia la separazione dichiara a quale dei coniugi i figli sono affidati e adotta ogni altro provvedimento relativo alla prole, con esclusivo riferimento all’interesse morale e materiale di essa.
2 co In particolare il giudice stabilisce la misura e il modo con cui l’altro coniuge deve contribuire al mantenimento, all’istruzione e all’educazione dei figli, nonché le modalità di esercizio dei suoi diritti nei rapporti con essi.
3 co Il coniuge cui sono affidati i figli, salva diversa disposizione del giudice, ha l’esercizio esclusivo della potestà su di essi; egli deve attenersi alle condizioni determinate dal giudice. Salvo che sia diversamente stabilito, le decisioni di maggiore interesse per i figli sono adottate da entrambi i coniugi. (Dovere di vigilanza per) Il coniuge cui i figli non siano affidati ha il diritto e il dovere di vigilare sulla loro istruzione ed educazione e può ricorrere al giudice quando ritenga che siano state assunte decisioni pregiudizievoli al loro interesse.
4 co L’abitazione nella casa familiare spetta di preferenza, e ove sia possibile, al coniuge cui vengono affidati i figli.
5 co Il giudice dà inoltre disposizioni circa l’amministrazione dei beni dei figli e, nell’ipotesi che l’esercizio della potestà sia affidato ad entrambi i genitori, il concorso degli stessi al godimento dell’usufrutto legale.6 co In ogni caso il giudice può per gravi motivi ordinare che la prole sia collocata presso una terza persona o, nella impossibilità, in un istituto di educazione (C.P.C. 710).
8 co I coniugi hanno diritto di chiedere in ogni tempo la revisione delle disposizioni concernenti l’affidamento dei figli, l’attribuzione dell’esercizio della potestà su di essi e le disposizioni relative alla misura e alle modalità del contributo.nto del matrimonio
A) una norma generale si rinviene nell’art. 333 c.c.
art. 333 c.c. condotta del genitore pregiudizievole ai figli: quando la condotta di uno o di entrambi i genitori non è tale da dare luogo alla pronuncia di decadenza prevista dall’art. 330, ma appare comunque pregiudizievole al figlio, il giudice, secondo le circostanze può adottare i provvedimenti convenienti e può anche disporre l’allontanamento di lui dalla residenza familiare.Tali provvedimenti sono revocabili in qualsiasi momento.Ora tale allontanamento comporta necessariamente l’affidamento del minore a terzi, ai quali si trasferisce l’obbligo del mantenimento, dell’istruzione e dell’educazione; resta integro l’esercizio della potestà, proprio perché non si verifica la decadenza; né comunque essa potrebbe essere attribuita a persona diversa dal genitore.
art. 155 6 co c.c. provvedimenti riguardo ai figli: …………In ogni caso il giudice può per gravi motivi ordinare che la prole sia collocata presso una terza persona o, nella impossibilità, in un istituto di educazione (Cod. Proc. Civ. 710).art. 710 c.p.c. modificabilità dei provvedimenti relativi alla separazione dei coniugi (1): le parti possono sempre chiedere, con le forme del procedimento in camera di consiglio, la modificazione dei provvedimenti riguardanti i coniugi e la prole conseguenti la separazione.
D) art. 252 1 co c.c. affidamento del figlio naturale e suo inserimento nella famiglia legittima: qualora il figlio naturale di uno dei coniugi sia riconosciuto durante il matrimonio il giudice, valutate le circostanze, decide in ordine all’affidamento del minore e adotta ogni altro provvedimento a tutela del suo interesse morale e materiale.
E) art. 317 2 co bis c.c. esercizio della potestà: ……….Se il riconoscimento è fatto da entrambi i genitori, l’esercizio della potestà spetta congiuntamente ad entrambi qualora siano conviventi. Si applicano le disposizioni dell’art. 316. Se i genitori non convivono l’esercizio della potestà spetta al genitore col quale il figlio convive ovvero, se non convive con alcuno di essi, al primo che ha fatto il riconoscimento. Il giudice, nell’esclusivo interesse del figlio, può disporre diversamente; può anche escludere dall’esercizio della potestà entrambi i genitori, provvedendo alla nomina di un tutore.
Quello dell’adottante di assicurarsi un discendente
Quello di dell’adottato di assicurarsi una famiglia