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Timestamp: 2018-08-22 05:24:11+00:00
Document Index: 72586483

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 36', 'art. 19', 'art. 108', 'art. 1', 'art. 108']

Trattamento fiscale omaggi natalizi 2014: le novità dal decreto sulle semplificazioni fiscali | Commercialista Telematico
Con l’approvazione del decreto semplificazioni (NDR il Decreto è entrato i vigore da sabato 13/12/2014), il valore rilevante degli omaggi di beni non rientranti nell’attività propria d’impresa sarà pari a 50 euro, sia ai fini della detrazione IVA, sia per la deducibilità ai fini delle imposte sui redditi.
La nuova disposizione prevista dal Legislatore, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, potrebbe riguardare anche gli omaggi natalizi 2014.
Da evidenziare che l’aumento della soglia a 50 euro (imponibile) ha effetti anche nell’ambito delle imposte dirette.
Difatti, grazie all’allineamento delle soglie ai fini IVA e delle imposte dirette, l’acquisto di un omaggio di valore unitario non superiore a 50 euro potrà essere considerato integralmente deducibile ai fini delle imposte sul reddito.
Le cessioni gratuite di beni seguono la disciplina generale dell’art. 2, comma 2 n. 4 del D.P.R. n. 633/1972. Dunque, per tali omaggi, l’Iva può essere detratta a condizione che il costo unitario dei beni non sia superiore a ex 25,82 euro (adesso non sia superiore a 50,00 euro).
In particolare, il regime IVA dei beni ceduti a titolo di omaggio varia a seconda che i beni omaggiati siano o meno oggetto dell’attività dell’impresa.
In linea generale le cessioni gratuite di beni sono considerate assimilate alle cessioni “in senso stretto” e come tali imponibili IVA.
Tuttavia, l’art. 2, comma 2, n. 4 del D.P.R. 633/72 individua due eccezioni alla regola generale di imponibilità degli omaggi, considerando fuori campo IVA le cessioni gratuite:
– di beni non rientranti nell’attività propria dell’impresa, se di costo unitario non superiore a ex 25,82 euro;
– di beni per i quali non sia stata detratta l’IVA all’atto dell’acquisto (o dell’importazione), anche se a seguito dell’opzione per la dispensa dagli adempimenti per le operazioni esenti, di cui all’art. 36-bis del D.P.R. 633/72.
L’art. 19 bis1, comma 1 lett. h) del D.P.R. 633/1972 prevede l’indetraibilità dell’Iva riferita agli oneri sostenuti per le spese di rappresentanza, come definite ai fini delle imposte sui redditi, salvo che per quella assolta sui beni di costo unitario non superiore a ex 25,82 euro (adesso 50,00 euro).
L’Amministrazione finanziaria con la C.M. n. 188/E del 98 ha chiarito che:
– gli acquisti di beni destinati a essere ceduti gratuitamente, la cui produzione o il cui commercio non rientrano nell’attività propria dell’impresa, costituiscono sempre spese di rappresentanza;
– viceversa, gli acquisti di beni destinati ad essere ceduti gratuitamente, la cui produzione o il cui commercio rientrano nell’attività propria dell’impresa, non costituiscono spese di rappresentanza.
Ai fini delle imposte sui redditi, i costi sostenuti per l’acquisto o la produzione di un bene ceduto gratuitamente possono rappresentare componenti negativi di reddito di diversa natura, a seconda dello scopo o del destinatario del bene.
La disciplina fiscale di un omaggio varia a seconda che lo stesso viene ceduto:
– ai dipendenti e ai soggetti fiscalmente assimilati.
I costi sostenuti per omaggi distribuiti ai clienti rientrano tra le c.d. “spese di rappresentanza” che ai sensi dell’art. 108, comma 2 del Tuir vengono identificate come le spese sostenute per effettuare erogazioni a titolo gratuito di beni e servizi.
A seguito delle modifiche apportate dall’art. 1, comma 33 lett. p) della L. 24 dicembre 2007 n. 244 (Finanziaria 2008) all’art. 108, comma 2 del Tuir, gli omaggi sono deducibili:
– interamente, se di valore unitario non superiore a 50,00 euro;
– nell’…
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