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Timestamp: 2019-09-22 03:33:12+00:00
Document Index: 18035091

Matched Legal Cases: ['art 31', 'art 31', 'art. 31', 'sentenza ', 'art. 31', 'art. 31']

Minori - La Corte d’Appello di Milano sulla corretta interpretazione dell’art 31, comma 3 - Progetto Melting Pot Europa
Minori - La Corte d’Appello di Milano sulla corretta interpretazione dell’art 31, comma 3
a cura dell’Avv. Laura Mazza
Con la “pronuncia” del 14 febbraio 2013 la Corte d’Appello di Milano – Sezione delle persone dei minori e della famiglia – ha chiarito quale debba essere l’interpretazione da accordare all’art. 31 D.Lgs. 286/98 alla luce della sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite n. 21799/2010.
I reclamanti, residenti in Italia con i tre figli minori, hanno avanzato istanza al Tribunale per i Minorenni di Milano al fine di ottenere l’autorizzazione a permanere in Italia per un tempo determinato ai sensi dell’art. 31 D.Lgs. 286/98 ma si sono visti rigettare la richiesta alla stregua del fatto che i minori erano cresciuti in El Salvador e non avrebbero, quindi, subito un grave trauma dalla decisione dei genitori di tornare in patria.
I genitori, rappresentati e difesi dalla sottoscritta hanno proposto reclamo avverso il decreto di rigetto del Tribunale per i Minorenni (RG 846/2012 VG).
La Corte d’Appello di Milano ha accolto il reclamo basando la decisione su tre considerazioni fondamentali:
la valutazione della sussistenza dei presupposti per l ’autorizzazione ex art. 31 TU deve tener conto della peculiarità della situazione prospettata; la decisione quindi,
al di là di qualsiasi standardizzazione, deve essere fortemente caratterizzata dal caso concreto;
deve aversi riguardo a qualsiasi danno effettivo, concreto, percepibile e obiettivamente grave che potrebbe derivare al minore da un cambio della sua situazione familiare e/o ambientale;
qualora il nucleo familiare dovesse essere espulso dall’ Italia ciò provocherebbe un deterioramento grave delle condizioni di vita del minore allorché questi abbia espresso, anche attraverso i risultati di profitto scolastico raggiunti, una forte
volontà di integrazione e di radicamento.
L’indagine condotta alla stregua delle suddette considerazioni, conclude la Corte, consente di addivenire ad un bilanciamento equilibrato dei valori in gioco: da un lato
il rispetto alla vita familiare del minore, dall’ altro l’interesse pubblico generale alla sicurezza del territorio che costituisce valore primario di pari rango.
Decreto della Corte d’Appello di Milano del 14 febbraio 2013
[ 3 aprile 2013 ]