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Timestamp: 2019-02-20 05:42:37+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 5', 'art. 25', 'art. 12', 'art. 11', 'art. 27', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 24', 'art. 11', 'art. 27', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 32']

GURS Parte I n. 16 del 1999
PARTE PRIMA PALERMO - MERCOLEDÌ 7 APRILE 1999 - N. 16
LEGGE 6 aprile 1999, n. 7.
Esercizio provvisorio del bilancio della Regione siciliana per l'anno finanziario 1999 pag. 1
DECRETO 23 dicembre 1998.
Approvazione del programma triennale d'intervento 1998/2000 di cui alla delibera del consiglio del Parco dell'Etna n. 3 del 13 gennaio 1998 pag. 2
Approvazione del programma triennale d'intervento 1998/2000 di cui alla delibera del consiglio del Parco delle Madonie n. 39 del 22 luglio 1998 pag. 3
CIRCOLARE 22 luglio 1998, n. 967.
D.P.R. n. 285/90 - Applicazione del punto 2 della circolare n. 24/93 - Quesito pag. 5
CIRCOLARE 20 novembre 1998, n. 982.
Adeguamento strategie vaccinali per morbillo, parotite e rosolia nella Regione siciliana pag. 5
CIRCOLARE 3 marzo 1999, n. 984.
Vaccinazioni obbligatorie e consigliate pag. 6
Esercizio provvisorio del bilancio della Regione siciliana per l'anno finanziario 1999.
1. Il Governo della Regione è autorizzato ad esercitare provvisoriamente, fino a quando non sarà approvato con legge e comunque non oltre il 30 aprile 1999, il bilancio della Regione siciliana per l'anno finanziario 1999, secondo gli stati di previsione della entrata e della spesa del relativo disegno di legge nonché secondo le note di variazioni presentati all'Assemblea regionale siciliana.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione con effetto dal 1° gennaio 1999.
Palermo, 6 aprile 1999.
D.D.L. n. 897
"Esercizio provvisorio del bilancio della Regione siciliana per l'anno finanziario 1999".
Iniziativa governativa: presentato dal Presidente della Regione (Capodicasa) su proposta dell'Assessore per il bilancio e le finanze (Piro) il 17 marzo 1999.
Trasmesso alla Commissione Bilancio il 22 marzo 1999.
Esaminato ed esitato per l'Aula nella seduta n. 138 del 23 mar-zo 1999.
Discusso dall'Assemblea nelle sedute n. 234 del 30 marzo; n. 235 del 31 marzo; n. 238 del 1° aprile 1999.
Approvato dall'Assemblea nella seduta n. 238 dell'1-2 aprile 1999.
(99.14.703)
Approvazione del programma triennale d'intervento 1998/2000 di cui alla delibera del consiglio del Parco dell'Etna n. 3 del 13 gennaio 1998.
Vista la legge regionale n. 98 del 6 maggio 1981, relativa all'istituzione nella Regione siciliana di parchi e riserve naturali;
Vista la legge regionale 9 agosto 1988, n. 14, recante modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 98/81;
Visti gli artt. 27 e 31 della legge regionale 9 agosto 1988, n. 14 e successive modifiche ed integrazioni;
Vista la legge regionale 3 ottobre 1995, n. 71, recante modifiche ed integrazioni alle leggi regionali n. 98/81 e n. 14/88;
Visto l'art. 11 della legge regionale 30 ottobre 1995, n. 71, che prevede l'emanazione da parte di questo Assessorato di un decreto contenente lo schema di programma d'intervento articolato per settori di interventi e con l'indicazione degli elaborati di corredo, sul quale gli Enti Parco devono modellare il proprio programma;
Vista la legge regionale 18 maggio 1996, n. 34, contenente: «Disposizioni integrative in materia di urbanistica e di territorio ed ambiente...» che in particolare all'art. 5, comma II, modifica l'art. 25 della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98, come sostituito dall'art. 12 della legge regionale 3 ottobre 1995, n. 71;
Visto il proprio decreto n. 408/19 del 15 giugno 1996, registrato alla Corte dei conti il 31 luglio 1996, reg. 1, fg. 11, con il quale è stato emanato lo schema di programma d'intervento di cui all'art. 11 della legge regionale 3 ottobre 1995, n. 71 e successive modifiche ed integrazioni;
Vista la nota n. prot. 6664 del 12 agosto 1998, con la quale l'Ente Parco dell'Etna ha trasmesso il programma d'intervento ex art. 27 e successive modifiche ed integrazioni, anno 1998/2000, adottato dal consiglio del Parco con deliberazione n. 3 del 13 gennaio 1998, esecutiva per decorrenza 28 febbraio 1998;
Vista la successiva nota n. prot. 9900 del 10 dicembre 1998, con la quale l'Ente Parco dell'Etna, in riscontro alle note n. prot. 17624 del 25 settembre 1998 e n. prot. 21814 del 20 novembre 1998, ha trasmesso le nuove schede illustrative delle azioni programmate e l'elaborato contrassegnato dalla lett. a;
Visto il rapporto n. 364 del 15 dicembre 1998;
Visto lo stralcio del verbale della seduta del 21 dicembre 1998, nella quale il Consiglio regionale per la protezione del patrimonio naturale ha espresso parere favorevole ai sensi dell'art. 12 della legge regionale 30 ottobre 1995, n. 71, evidenziando che "relativamente all'iniziativa n.11 - Ristrutturazione immobile in Nicolosi - per centro fauna selvatica... la finalità e la destinazione d'uso dell'immobile vadano prioritariamente verificate in relazione alla legge regionale n.33/97" rimandando inoltre, in relazione all'iniziativa n. 19 - BP n. 15... Citelli al parere negativo reso sugli ampliamenti volumetrici nella seduta del 18 dicembre 1996;
Ritenuto di dovere approvare il programma d'intervento triennale 1998/2000 adottato dall'Ente Parco dell'Etna;
Vista, altresì, la disponibilità di lire 3.000 milioni offerta per l'esercizio finanziario 1998 sul cap. 86103 del bilancio della Regione siciliana per le finalità di cui al capitolo medesimo;
Ritenuto di ripartire tra gli Enti Parco la suddetta disponibilità tenuto conto di criteri stabiliti con il decreto n. 408/19 del 15 giugno 1996, registrato alla Corte dei conti il 31 luglio 1996, reg. 1, fg. 11;
Considerato che, relativamente all'Ente Parco dell'Etna, la ripartizione in questione ha avuto riguardo al seguente intervento, come da allegato A:
- acquisizione e recupero immobile, contrada Cubania - Milo - P.B. n. 25 L. 979.000.000
E' approvato, ai sensi dell'art. 12 della legge regionale n. 71/95, il programma d'intervento triennale 1998/2000 di cui alla delibera del consiglio del Parco dell'Etna n. 3 del 13 gennaio 1998, costituito dai relativi allegati tutti facenti parte del presente provvedimento con le seguenti raccomandazioni:
- che per gli anni a venire i programmi vengano adottati contestualmente al bilancio di previsione e trasmessi entro i termini previsti dal decreto n. 408/19 del 15 giugno 1996;
- che l'Ente Parco, nei programmi a venire, curi di attribuire le priorità in relazione agli specifici obiettivi istituzionali ed all'effettiva finanziabilità delle iniziative di programma;
e con la prescrizione che:
- relativamente all'iniziativa n. 11, la finalità e la destinazione d'uso dell'immobile dovrà prioritariamente essere verificata in relazione alla legge regionale n. 33/97.
Per l'esercizio in corso è destinata a favore dell'Ente Parco dell'Etna a valere su parte della disponibilità offerta dal cap. 86103 del bilancio della Regione siciliana così come in premessa illustrato, la somma occorrente per la realizzazione del seguente intervento (vedi allegato A):
Alla concessione del contributo per l'attuazione dell'intervento di cui al superiore art. 2 si provvederà a carico di parte dello stanziamento disponibile sul cap. 86103 del bilancio della Regione siciliana - Rubrica protezione parchi e riserve - esercizio finanziario 1998, con successivo provvedimento.
L'Ente Parco è responsabile dell'attuazione dell'allegato programma secondo modalità conformi ai dettati di legge.
Le opere e/o interventi previsti nell'allegato programma dovranno essere realizzati in conformità alla disciplina delle attività esercitabili e dei divieti vigenti nel parco e nel rispetto degli eventuali adempimenti che la disciplina in questione pone a carico dei comuni competenti territorialmente e dell'Ente Parco medesimo.
Il presente decreto, unitamente all'allegata documentazione che ne costituisce parte integrante sarà trasmesso alla Corte dei conti per la registrazione, a norma dell'art. 3 della legge regionale 14 gennaio 1994, n. 20.
Palermo, 23 dicembre 1998.
Registrato alla Corte dei conti, Sezione controllo per la Regione siciliana, addì 4 febbraio 1999.
Art. 24 della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98 e successive modifiche ed integrazioni. Programmi d'intervento 1998/2000 - cap. 86103 - Ripartizione
Sul cap. 86103 del bilancio della Regione, annoverato alla rubrica "Protezione della natura, parchi e riserve" risulta imputata per l'esercizio in corso la competenza di lire 3.000 milioni per le finalità previste dall'art. 24 della legge regionale n. 98/81 e successive modifiche ed integrazioni.
Atteso che nella seduta del 21 dicembre 1998 il C.R.P.P.N. ha espresso parere favorevole in ordine agli schemi di programmi d'intervento 1998/2000 adottati dagli Enti Parco regionali, si rende opportuno, contestualmente all'approvazione di detti programmi, procedere alla ripartizione a favore degli enti medesimi delle risorse in atto disponibili sul sopracitato capitolo di spesa.
A tal fine, premesso, pertanto, che sul capitolo in questione risulta in atto disponibile la somma di lire 3.000 milioni; considerati i criteri di ripartizione fissati con decreto n. 408/19 del 15 giugno 1996; ritenuto che per l'anno in corso la presente ripartizione debba tendere ad un riequilibrio delle risorse destinate agli Enti Parco nei trascorsi esercizi relativi al '96 e al '97; tenuto conto, pertanto, delle pregresse assegnazioni; viste le iniziative prioritarie di cui agli elenchi predisposti dagli Enti Parco per le quali gli stessi hanno richiesto di accedere ai fondi in questione; visto il parere espresso dal C.R.P.P.N., si dà luogo alla ripartizione fra i 3 Enti Parco della più volte richiamata disponibilità, che in virtù di quanto sopra premesso, ha riguardo ai seguenti interventi:
- n. 32 - Acquisizione e recupero immobile, con- trada Cubania - Milo - P.B. n. 25 L. 979.000.000
- n. 14 - Recupero conservativo Case del Para- tore, contrada Paratore - Castelbuono L. 540.000.000
- n. 37 - Sistemazione itinerario attrezzato Por- tella Dagara... Lago Cartolari - Tortorici L. 180.000.000
- n. 47 - Sistemazione sentiero tematico Carbo- ne - Caronia L. 160.000.000
- n. 49 - Sistemazione itinerario attrezzato Fla- scio.... P.lla Piscione Randazzo - Tortorici L. 973.000.000
- n. 52 - Progetto Parco dei Parchi - Randazzo L. 168.000.000
Totale complessivo L. 3.000.000.000
Va precisato che l'intervento dell'Ente Parco dell'Etna, contraddistinto dal numero d'ordine 32, è stato decurtato, rispetto all'originario importo di lire 21 milioni, a causa dell'esiguità della somma disponibile in bilancio.
(99.10.507)
Approvazione del programma triennale d'intervento 1998/2000 di cui alla delibera del consiglio del Parco delle Madonie n. 39 del 22 luglio 1998.
Visto l'art. 11 della legge regionale 30 ottobre 1995, n. 71, che prevede l'emanazione da parte di questo Assessorato di un decreto contenente lo schema di programma d'intervento, articolato per settori di interventi e con l'indicazione degli elaborati di corredo, sul quale gli Enti Parco devono modellare il proprio programma;
Vista la nota n. prot. 6786 del 26 ottobre 1998, assunta al prot. n. 65280 del 30 ottobre 1998, con la quale l'Ente Parco delle Madonie ha trasmesso il programma d'intervento ex art. 27 e successive modifiche ed integrazioni, anno 1998/2000, adottato dal consiglio del Parco con deliberazione n. 39 del 22 luglio 1998, riscontrata legittima in data 24 agosto 1998;
Vista la successiva nota n. prot. 7918 del 4 dicembre 1998 assunta al prot. n. 75500 del 10 dicembre 1998, con la quale l'Ente Parco delle Madonie, in riscontro alle note n. prot. 21060 dell'11 novembre 1998 e n. prot. 22288 del 27 novembre 1998, ha inviato ad integrazione i seguenti atti:
- elaborato con schede illustrate ed integrate;
- corografia di ogni singola localizzazione delle azioni di programma;
Visto il rapporto n. 362 del 15 dicembre 1998;
Visto lo stralcio del verbale della seduta del 21 dicembre 1998, nella quale il Consiglio regionale per la protezione del patrimonio naturale ha espresso parere favorevole con raccomandazioni ai sensi dell'art. 12 della legge regionale 30 ottobre 1995, n. 71;
Ritenuto di dovere approvare il programma d'intervento triennale 1998/2000 adottato dall'Ente Parco delle Madonie;
Vista, altresì, la disponibilità di lire 3.000 milioni offerta del cap. 86103 del bilancio della Regione siciliana - esercizio finanziario 1998 - per le finalità di cui al capitolo medesimo;
Ritenuto di ripartire tra i parchi regionali la suddetta somma tenuto conto dei criteri stabiliti con il decreto n. 408/19 del 15 giugno 1996, registrato alla Corte dei conti il 31 luglio 1996, reg. 1, fg. 11;
Considerato che relativamente all'Ente Parco delle Madonie la superiore ripartizione ha avuto riguardo al seguente intervento, come da allegato A:
- recupero conservativo Case del Para- tore, contrada Paratore - Castelbuono L. 540.000.000
E' approvato, ai sensi dell'art. 12 della legge regionale n. 71/95, il programma d'intervento triennale 1998/2000 di cui alla delibera del consiglio del Parco delle Madonie n. 39 del 22 luglio 1998, costituito dai relativi allegati, parte integrante del presente provvedimento con le seguenti raccomandazioni:
- che l'Ente Parco, nei programmi a venire, curi di attribuire le priorità in relazione agli specifici obiettivi istituzionali ed all'effettiva finanziabilità delle iniziative di programma.
Per l'esercizio in corso è destinata a favore dell'Ente Parco delle Madonie, a valere su parte della disponibilità offerta dal cap. 86103 del bilancio della Regione siciliana, così come in premessa illustrato, la somma occorrente per la realizzazione del seguente intervento (vedi allegato A):
Alla concessione del contributo per l'attuazione dell'iniziativa di cui al superiore art. 2 si provvederà a carico di parte dello stanziamento disponibile sul cap. 86103 del bilancio della Regione siciliana - Rubrica protezione parchi e riserve - esercizio finanziario 1998, con successivo provvedimento.
Il presente decreto, unitamente all'allegata documentazione che ne costituisce parte integrante, sarà trasmesso alla Corte dei conti per la registrazione, a norma dell'art. 3 della legge regionale 14 gennaio 1994, n. 20.
Atteso che nella seduta del 21 dicembre 1998 il C.R.P.P.N. ha espresso parere favorevole in ordine agli schemi di programmi d'intervento 1998/2000 adottati dagli Enti Parco regionali, si rende opportuno contestualmente all'approvazione di detti programmi, procedere alla ripartizione a favore degli enti medesimi delle risorse in atto disponibili sul sopracitato capitolo di spesa.
D.P.R. n. 285/90 - Applicazione del punto 2 della circolare n. 24/93 - Quesito.
Ai capi settore di igiene pubblica delle Aziende unità sanitarie locali
Ai capi settore di medicina di base delle Aziende unità sanitarie locali
L'Azienda unità sanitaria locale n. 3 con la richiesta allegata prospetta che per i trasporti delle salme tra comune e comune con distanza inferiore a Km. 100 effettuato su strada con carri funebri gommati e veloci si proceda senza l'effettuazione del trattamento antiputrefattivo mediante puntura conservativa.
Facendo altresì presente che il perdurare di tale puntura comporta il notevole impegno del personale tecnico che viene distolto da compiti vaccinali ed ispettivi, con rallentamento dell'attività e conseguente aggravio economico del servizio.
Per quanto sopra si conviene con quanto prospettato e si dispone quanto segue:
1) i trasporti funebri fra comune e comune con distanza inferiore a Km. 100 possono essere effettuati con cassa metallica munita di valvola e senza l'effettuazione del trattamento antiputrefattivo con carri funebri gommati e veloci, che la percorrenza non richieda più di 3 ore e che si sia acquisita la disponibilità dell'immediata tumulazione del feretro del cimitero che dovrà ricevere la salma;
2) per i decessi per malattia infettiva, per le salme destinate alla cremazione, ed in tutti i casi diversi da quelli di cui al 1° punto della presente disposizione resta l'obbligo del trasporto previa esecuzione del trattamento antiputrefattivo.
(99.10.519)
Adeguamento strategie vaccinali per morbillo, parotite e rosolia nella Regione siciliana.
Ai direttori generali delle Aziende unità sanitarie locali
Ai capi settore di medicina di base
e, p.c. Agli Ordini dei medici
Con circolare n. 849 del 27 gennaio 1998, emanata in attuazione della circolare ministeriale n. 13 del 1995, sono state impartite disposizioni in merito all'effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie e raccomandate.
Inoltre, venivano impartite precise istruzioni sulla necessità di verificare le coperture vaccinali raggiunte e sull'opportunità che venissero raggiunti e garantiti elevati valori di copertura vaccinale.
Quanto predetto trova oggi piena conferma e validazione nelle indicazioni presenti nel Piano sanitario nazionale, che, peraltro, indicano come obiettivo prioritario il raggiungimento del 95% di copertura vaccinale anche per le vaccinazioni raccomandate.
Una prima analisi dei dati della recente epidemia di morbillo che si è avuta in Sicilia nel 1996/97, dimostra in sintonia con le stime di copertura vaccinale emerse dalla recente indagine ICONA svolta nella Regione siciliana nei primi mesi del 1998 (nell'ambito di uno studio nazionale coordinato dall'Istituto superiore di sanità) raffrontate con i dati dei riepiloghi delle vaccinazioni praticate inviati annualmente allo scrivente Assessorato da parte delle Aziende unità sanitarie locali, la bassa copertura vaccinale della popolazione bersaglio nei confronti del morbillo.
Tassi di copertura che oscillano dal 35 al 50% quindi di gran lunga al di sotto del target fissato nella bozza di Piano sanitario nazionale e dal target dell'80% fissato nella bozza di Piano sanitario regionale.
Tale basso tasso di copertura che tra l'altro si riscontra in numerose regioni italiane rende inderogabile un intervento coordinato su tutto il territorio regionale finalizzato a migliorare e conoscere le reali coperture vaccinali, la necessità di intraprendere tempestivamente le campagne di educazione sanitaria ed informazione per la popolazione bersaglio in modo tale da rendere i genitori sensibili alla necessità di procedere alla vaccinazione dei loro piccoli anche in presenza di eventuali inerzie da parte dei servizi e/o dei pediatri di base.
A questo riguardo si ricorda che il sistema di collaborazione instauratosi nella provincia di Palermo con i pediatri di base ha dimostrato come la collaborazione tra detti professionisti ed il servizio sanitario nazionale meriti maggiori approfondimenti al fine di costituire quel potente strumento di prevenzione epidemiologica previsto sia dalle nostre istruzioni che dalla bozza di Piano sanitario nazionale.
Per quanto riguarda la verifica delle coperture vaccinali raggiunte, si invitano le SS.LL., ove già non esistente, a predisporre l'attivazione di un sistema di sorveglianza delle coperture vaccinali in grado di garantire l'esaustività della rilevazione e la tempestività nelle azioni di recupero dei non vaccinati. Dall'1 gennaio 1999, inoltre, tutti i flussi informativi relativi alle attività vaccinali dovranno essere trasmessi allo scrivente anche su supporto informatico.
A tal fine dovranno essere comunicati entro 30 giorni da parte dei direttori generali su proposta del capo settore igiene pubblica sentito il capo servizio di epidemiologia e/o il responsabile dell'ufficio di epidemiologia:
- per le aziende di Trapani, Agrigento, Enna, Caltanissetta, Ragusa e Siracusa il nominativo di due medici di I livello del servizio di epidemiologia e/o ufficio di epidemiologia;
- per le aziende di Catania, Palermo e Messina il nominativo di tre medici di I livello del servizio di epidemiologia e/o ufficio di epidemiologia che nel corso del 1999 dovranno partecipare ad un corso per formatori per epidemiologi per la valutazione delle vaccinazioni da realizzarsi in collaborazione con l'Istituto superiore di sanità.
Sulla base dei dati esistenti relativi alla stima delle coperture vaccinali, ai dati epidemiologici dell'incidenza delle malattie oggetto di vaccinazione e all'andamento delle epidemie di morbillo negli ultimi 15 anni e sulla scorta dei provvedimenti adottati nelle altre regioni italiane per la stessa problematica, si rende necessaria la predisposizione e l'adozione di un piano di intervento finalizzato a garantire una più elevata copertura per morbillo, parotite e rosolia, data la rilevanza in termini di sanità pubblica che tali malattie comportano unitamente alle notevoli ricadute d'ordine finanziario che provoca il mancato intervento vaccinale.
In tal senso dovranno essere adottate dalle SS.LL. tutte le necessarie strategie coinvolgendo oltre al settore di igiene pubblica, il settore di medicina di base, il servizio materno infantile e l'ufficio di educazione sanitaria.
Il coordinamento generale degli interventi come gli altri in questo delicato settore è affidato ai capi servizio di igiene pubblica di ciascuna azienda.
La collaborazione tra detti servizi, già sperimentata con successo a proposito dello screening antitubercolare nella III media nell'anno 1996, dimostra come i programmi di lavoro orizzontali riescano a garantire una elevata percentuale di adesione della popolazione e a migliorare l'offerta attiva del prodotto sanitario in questo caso quello della vaccinazione MPR.
Pertanto contestualmente si dispone che il calendario per la vaccinazione MPR sia il seguente:
1) 1ª dose di MPR al 15° mese di vita
- dovrà essere previsto un sistema attivo di reclutamento delle coorti interessate prevedendo inviti personalizzati o altri sistemi di "aggancio" del vaccinando (per esempio fornendo un appuntamento preciso al momento dell'accesso alla 3ª dose DtaP all'11° mese di vita);
2) Recupero della 1ª dose non effettuata al 15° mese di vita al 5° anno di vita
- tale offerta attiva deve essere estremamente incisiva e deve essere perseguita utilizzando tutti i "filtri" possibili: dagli accessori ai centri di vaccinazione per vaccinazione o richiesta di certificati alla verifica nelle scuole in corso di esecuzione del Tine-test alla 1ª elementare o attraverso indagini ad hoc;
3) 2ª dose di MPR a tutti i soggetti al 12° anno di età
- anche in questo caso l'offerta attiva deve essere estremamente incisiva e deve essere perseguita utilizzando tutti i "filtri" possibili: dagli accessori ai centri di vaccinazione per l'epatite B o per certificazioni, alla verifica nelle scuole in corso di esecuzione del Tine-test alla 3ª media o attraverso indagini ad hoc. Appare chiaro che dovranno essere vaccinati anche i soggetti che non hanno ricevuto la 1ª dose.
Inoltre in questa fase si raccomanda di adottare una certa flessibilità nell'identificazione delle età e di offrire comunque la vaccinazione anche a quei soggetti che, per vari motivi, si presentino presso i centri di vaccinazione in prossimità delle età previste.
Per quanto riguarda la vaccinazione al 12° anno di età si rappresenta quanto segue:
a) la situazione epidemiologica esistente e le stime delle coperture vaccinali esistenti indicano come non più opportuna la strategia della singola vaccinazione antirosolia nelle bambine che deve essere sostituita dal vaccino MPR nei due sessi;
b) la vaccinazione con MPR dovrà essere offerta a tutti i soggetti, indipendentemente dal fatto di avere eventualmente contratto o no le malattie. L'evidenza scientifica che deriva dai numerosi studi esistenti in letteratura, nonché le indicazioni in tal senso fornite dall'ISS, dimostrano che vaccinare un soggetto che ha già avuto la malattia non comporta alcun rischio aggiuntivo. Peraltro, considerando l'alto apporto costo/beneficio dell'intervento vaccinale e valutando che la possibilità che il ricordo di malattia non corrisponda all'avere avuto la malattia (tranne che per il morbillo in cui esiste un'elevata concordanza tra ricordo di malattia e anticorpi), considerando la possibilità che il soggetto abbia contratto solo una o due delle malattie e che non appare opportuno la somministrazione di dosi singole (costo, approvvigionamento, bassa compliance verso più punture) e che appare estremamente svantaggioso (costo e compliance) e spropositato rispetto alla problematica l'eventuale accertamento dell'immunità, si ritiene opportuno eseguire la vaccinazione con MPR indipendentemente dallo stato immunitario del soggetto. L'eventuale vaccinazione per una malattia già contratta è ampiamente compensata dalla certezza di raggiunta copertura e dalla migliore compliance generale verso un singolo atto vaccinale rispetto a più punture (in tale coorte, peraltro, viene già eseguita la vaccinazione anti-epatite B).
Inoltre, nel rispetto delle indicazioni fornite, che rappresentano la strategia "base" da adottarsi in tutto il territorio regionale nei confronti di tali malattie, le SS.LL. sono invitate a trasmettere al gruppo 36° IRS, via Mario Vaccaro n. 5 - Palermo, eventuali programmi "personalizzati", elaborati in funzione delle realtà epidemiologiche locali per il raggiungimento degli obiettivi descritti in premessa. Tali programmi saranno valutati dallo scrivente e approvati se compatibili con le strategie vaccinali generali, sia nazionali che regionali.
I capi servizio di igiene pubblica dovranno inviare copia della presente ai direttori generali, ai capi settore di medicina di base, ai capi servizio e/o responsabili dell'ufficio di igiene pubblica ed epidemiologia, ai capi servizio di tutela materno infantile ed all'ufficio di educazione sanitaria.
Vaccinazioni obbligatorie e consigliate.
Ai direttori sanitari delle Aziende unità sanitarie locali
e, p.c. Ai capi settore di medicina di base delle Aziende unità sanitarie locali
I recenti avvenimenti hanno drammaticamente posto all'attenzione della sanità pubblica il problema dell'accurata conduzione delle campagne vaccinali obbligatorie e consigliate.
Al riguardo si fa presente che in questo particolare settore la Regione siciliana è una delle Regioni più impegnate in campo nazionale.
Si ricorda infatti che è stata la prima Regione che, con la circolare n. 849 del 27 gennaio 1996, ha dato attuazione alle disposizioni della circolare del Ministero della sanità n. 13 del 6 giugno 1995, successivamente integrata dalla circolare n. 982 del 20 novembre 1998.
Per quanto concerne la profilassi antinfluenzale si rinvia alla circolare ministeriale n. 9 del 9 luglio 1998.
Nella citata circolare n. 849/96 veniva fatta una dettagliata descrizione delle valutazioni costo/beneficio legate ai corretti interventi vaccinali.
Tali valutazioni sono oggi integrate dai dati di costo/efficacia e costo/convenienza che dimostrano chiaramente come la corretta gestione dei programmi vaccinali sia in materia di prevenzione delle malattie infettive l'intervento sanitario più potente, più sicuro, più efficace e più conveniente in possesso della sanità pubblica.
Si ricorda infatti che il programma EPI, Espanded Programme on Immunization lanciato dall'OMS come programma globale per l'eradicazione delle malattie prevenibili con la vaccinazione ha raggiunto uno strepitoso successo, salvando milioni di vite.
Pur tuttavia nel tempo il programma EPI dimostrava i limiti concettuali ed organizzativi che lo avevano ispirato, pertanto dopo circa 20 anni l'Assemblea mondiale della sanità nel 1994 ha riconosciuto la necessità di fare convergere tutti i programmi delle agenzie che comunque erano impegnate nella vaccinazione nel GPV - Global Programme for Vaccines.
Costituendosi così un consorzio di agenzie che ha come motto «un mondo nel quale tutta la popolazione a rischio sia protetta contro malattie prevenibili da vaccino».
Il GPV comprende tre distinte unità:
- il programma espanso sull'immunizzazione (EPI);
- l'unità di ricerca e sviluppo vaccinale (EVRD);
- l'unità di fornitura e qualità dei vaccini (VRQ).
Ed ha i seguenti obiettivi:
1) autosufficienza di ogni paese;
2) copertura vaccinale: 90% di copertura entro l'anno 2000 per tutti i vaccini EPI;
- usare vaccini che incontrino lo standard OMS a livello di singolo paese;
- usare vaccini che incontrino lo standard OMS a livello del singolo punto di uso (inclusa la catena del freddo);
- il 100% di iniezione vaccinali sicure;
4) controllo delle malattie:
- riduzione del morbillo del 90% entro il 2000;
- eliminazione del tetano neonatale entro l'anno 2000;
- eradicazione della poliomelite entro l'anno 2000;
- riduzione dell'80% di nuovi portatori di epatite entro l'anno 2000.
Da quanto sopra consegue un superamento ed una integrazione del programma EPI offrendo ai governi nazionali guida e supporto su:
- politica di immunizzazione e standard globali;
- raggiungimento di target probabili per l'eradicazione e l'eliminazione e il controllo delle malattie;
- sorveglianza delle malattie;
- mantenimento della catena del freddo per un sicuro trasporto e mantenimento dei vaccini;
- formazione per operatori sanitari e manager
1) allo stato attuale si stima che almeno 3 milioni di morti infantili sono state prevenute con la rete dei programmi EPI;
2) l'80% dei bambini al mondo sono stati vaccinati con vaccini EPI entro il primo anno di vita;
3) i casi di poliomelite nel mondo sono scesi dell'80% dal 1988;
4) il 75% dei bambini del mondo sotto i 5 anni, un record di 750 milioni di bambini, è stato immunizzato contro la polio in campagne vaccinali entro il 1996;
5) almeno tre quarti di un milione di morti infantili e cinquantamila morti materne all'anno sono prevenute attraverso l'immunizzazione contro il tetano neonatale;
6) le morti per morbillo sono state ridotte almeno del 95% negli ultimi 20 anni in circa il 50% dei paesi;
7) una rete mondiale di oltre 80 laboratori è stata messa in piedi per provvedere alla rapida identificazione dei casi e alla sorveglianza della polio;
8) milioni di operatori sanitari hanno avuto una formazione dai governi nelle aree che includono il controllo delle malattie, planning operativo la costruzione di capacità manageriale.
Il GPV/VRQ lavora con i governi nazionali per assicurare che ogni paese abbia un'adeguata quantità di vaccini di alta qualità ad un prezzo ragionevole.
Per esempio, nel 1993 soltanto il 54% del DPT fornito in tutto il mondo era di qualità certificata.
In seguito all'azione del GPV per migliorare la qualità in produzione locale questa cifra è passata a circa il 65%, nel 1996, e si aspetta che arrivi al 100% entro l'anno 2000.
Si tenga presente che nel P.S.N. 1998/2000 pubblicato nel mese di dicembre, nella parte I "Gli obiettivi di salute", il sub obiettivo "Contrastare le principali patologie" prevede, tra l'altro, come intervento per la lotta alle malattie infettive «la prevenzione mediante i vaccini di quelle malattie per le quali i programmi di vaccinazione presentano un rapporto rischio/beneficio e costo/beneficio favorevole».
E proprio in coerenza di quanto sopradetto, nella bozza di P.S.R. 1998/2000 nel cap. 5, obiettivo II "Contrastare le principali patologie" nel paragrafo 5.2.2 - malattie infettive - (pagg. 47 e 48), sono indicate estesamente le azioni da adottare per «la prevenzione delle malattie infettive mediante vaccino».
A tale contesto va quindi riferita in modo prioritario la nota del gruppo 21°, II direzione del 29 aprile 1998, prot. n. 1882, avente come oggetto: «Assegnazione quote di bilancio dell'anno 1998, parte corrente», con cui ai sensi del 3° comma dell'art. 32 della legge n. 449 del 27 dicembre 1997 è stata assegnata una somma, pari all'1,5% dell'intera quota ripartita, per le attività di prevenzione individuando tra gli obiettivi prioritari, lett. b) - Prevenzione delle malattie infettive e diffusive testualmente: «Copertura vaccinale della popolazione bersaglio per tutte le vaccinazioni obbligatorie e di almeno l'80% di quelle consigliate».
Per quanto sopra, si invitano le SS.LL., ciascuno per le rispettive competenze, a comunicare:
- quali siano gli specifici progetti obiettivi approvati in relazione all'oggetto;
- nell'ambito delle somme assegnate, quanto siano state quelle destinate ai predetti specifici obiettivi per l'attuazione delle campagne di vaccinazione;
- quante sono state le dosi dei singoli vaccini acquistati;
- quante sono state, ad oggi, le dosi effettivamente utilizzate per singolo tipo di vaccino.
Nel rinnovare la disposizione a dare puntuale e tempestiva attuazione ai programmi vaccinali e alle relative campagne di vaccinazione il cui coordinamento tecnico, come già precedentemente disposto, resta in sede locale di competenza del capo settore I.P. che potrà avvalersi, oltre che dei propri servizi, anche della collaborazione del capo servizio di medicina di base e dei relativi servizi, si invita a dare immediato riscontro alle superiori richieste e contestualmente a restituire compiutamente compilati, per il successivo inoltro al Ministero, l'allegato 1 della circolare ministeriale n. 9 del 9 luglio 1998, avente come oggetto "Profilassi antinfluenzale", al gruppo 36° I.R.S. - fax 091.6969262.
L'Assessore: SANZARELLO