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Timestamp: 2019-10-21 10:59:27+00:00
Document Index: 36928279

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 53', 'art. 53', 'art. 53', 'art. 50', 'art. 67']

INPS - Circolare 14 giugno 2018, n. 82 - Gestioni speciali artigiani e commercianti e Gestione Separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 335/95. Compilazione del Quadro RR del modello "Redditi 2018" e riscossione dei contributi dovuti a saldo 2017 e in acconto 2018 - Studio Cerbone
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INPS – Circolare 14 giugno 2018, n. 82
SOMMARIO: Con la presente circolare si forniscono le istruzioni in ordine alle modalità di compilazione del Quadro RR del modello “Redditi 2018” cui devono attenersi i soggetti iscritti alle Gestioni previdenziali degli artigiani e degli esercenti attività commerciali, nonché i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge n. 335/95
2.2 Sezione II – Contributi previdenziali dovuti da professionisti iscritti alla Gestione separata
5.2 Compensazione per i liberi professionisti
L’articolo 10, comma 1, del decreto legislativo n. 241/1997 dispone che i soggetti iscritti all’INPS per i propri contributi previdenziali (ad eccezione dei coltivatori diretti) devono determinarne l’ammontare nella propria dichiarazione dei redditi.
Con provvedimento prot. 24844 del 30 gennaio 2018 (e successive modifiche) del Direttore dell’Agenzia delle Entrate è stato approvato il modello Redditi 2018-PF per il periodo d’imposta 2017, nel quale è compreso il Quadro RR obbligatorio per gli iscritti alle Gestioni speciali degli artigiani e commercianti, nonché alla Gestione separata liberi professionisti.
Il Quadro RR del modello “Redditi 2018” deve essere compilato dai soggetti iscritti alle Gestioni dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli artigiani e degli esercenti attività commerciali e terziario, nonché dai lavoratori autonomi che determinano il reddito di arte e professione e sono iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, per la determinazione dei contributi dovuti all’INPS.
Per effetto dell’articolo 10 del decreto legislativo n. 241/97, con riferimento ai contributi dovuti per l’anno 2017, i titolari di imprese artigiane e commerciali e i soci titolari di una propria posizione assicurativa tenuti al versamento di contributi previdenziali, sia per se stessi sia per le persone che prestano attività lavorativa nell’impresa (familiari collaboratori), devono compilare la sezione I del Quadro RR del modello “Redditi PF 2018”.
Rinviando alle analitiche istruzioni previste nel secondo fascicolo del modello “Redditi PF 2018” appare sufficiente evidenziare che, qualora emergano debiti a titolo di contributi dovuti sul minimale di reddito ed il contribuente intenda regolarizzare la propria posizione tramite modello F24, la codeline da riportare nello stesso è quella prevista per i predetti contributi sul minimale di reddito (codeline del titolare).
In merito all’individuazione dell’ammontare del reddito da assoggettare all’imposizione dei contributi previdenziali, nel rinviare alle precisazioni fornite con la circolare n. 102 del 12 giugno 2003, si fa presente che deve essere preso in considerazione il totale dei redditi d’impresa conseguiti nel 2017, al netto delle eventuali perdite dei periodi d’imposta precedenti, scomputate dal reddito dell’anno.
Si sottolinea che per gli iscritti alle predette Gestioni i redditi in argomento devono essere integrati anche con quelli eventualmente derivanti dalla partecipazione a società a responsabilità limitata e denunciati con il modello “Redditi SC” (società di capitali).
Per i soggetti che, ai sensi dell’articolo 27, commi 1 e 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, hanno adottato il “regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità” la base imponibile viene determinata come segue:
Si evidenzia che, ai sensi dell’articolo 3-bis del decreto-legge 19 settembre 1992, n. 384, convertito con modificazioni dalla legge n. 438/1992, la base imponibile per il calcolo della contribuzione dovuta dagli iscritti alla Gestione degli artigiani e degli esercenti attività commerciali è data dalla somma dei redditi d’impresa denunciati ai fini IRPEF, oltre a eventuali redditi d’impresa denunciati dalla S.r.l.; qualora siano compilati più quadri riservati alla dichiarazione di redditi d’impresa, deve essere effettuata la somma degli importi riportati nei righi sopra indicati.
2.2 Sezione II – Contributi previdenziali dovuti dai professionisti iscritti alla Gestione separata
Sono invece obbligati al versamento alla Gestione separata i professionisti che, pur iscritti ad Albi, non sono tenuti al versamento del contributo soggettivo presso la Cassa di appartenenza oppure hanno esercitato eventuali facoltà di non versamento o iscrizione in base alle previsioni dei rispettivi statuti o regolamenti (ad esempio, Ingegneri presso Inarcassa). Tale obbligo è stato confermato dal comma 12 dell’articolo 18 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, così come illustrato nella circolare n. 99 del 22/07/2011.
Per i liberi professionisti iscritti alla Gestione separata la base imponibile sulla quale calcolare la contribuzione dovuta è rappresentata dalla totalità dei redditi prodotti quale reddito di lavoro autonomo dichiarato ai fini Irpef, compreso quello prodotto in forma associata e/o quello prodotto in regime forfettario per gli esercenti attività di impresa arti o professioni di cui all’articolo 1, commi 54-89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, o nel regime previsto dall’articolo 27, commi 1 e 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98. Per i giudici onorari di pace e i vice procuratori onorari obbligati alla Gestione separata il reddito prodotto è quello previsto dall’articolo 53, comma 2, lettera f-bis), del D.P.R. n. 917/1986 (lettera aggiunta dall’articolo 26, comma 1, lettera b), del D.Lgs 13 luglio 2017, n. 116).
– sezione I (reddito dei soggetti che aderiscono al regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità – art. 27, commi 1 e 2, D.L. 98/2011″): flag nella casella “Autonomo”; rigo LM6 (reddito lordo o perdite) meno LM9 (perdite pregresse);
– sezione II (reddito dei contribuenti che fruiscono del regime forfettario – art. 1, commi 54-89, legge n. 190/2014): flag nella casella “Autonomo” (NOTA 1); rigo LM34 (reddito lordo) indicato nella colonna 2 (Gestione separata autonomi – art. 2 co. 26 l. 335/95) meno l’importo indicato nel rigo LM37 (perdite pregresse) indicato nella colonna 2.
– Codice 2: redditi erogati agli amministratori locali di cui all’articolo 1 del D.M. 25 maggio 2001, sui quali gli enti competenti hanno versato i contributi alla Gestione separata utilizzando i flussi Uniemens;
– Codice 3: redditi percepiti ai sensi dell’articolo 50, comma 1, lettera c-bis) del TUIR; utili derivanti da associazioni in partecipazione con apporto costituito esclusivamente dalla prestazione di lavoro di cui all’articolo 53, comma 2, lettera c), del TUIR; redditi da lavoro autonomo occasionale di cui all’articolo 67, comma 1, lettera l), del TUIR.
– Codice 4: redditi percepiti con assegno di ricerca, dottorato di ricerca, compensi per i medici specialisti in formazione.
I redditi evidenziati con i codici 2-3-4, essendo già soggetti a Gestione separata, come parasubordinati e denunciati con flussi Uniemens, concorrono alla formazione del massimale annuo, che per il 2017 è pari a € 100.324,00.
– Codice 5: redditi prodotti come reddito da lavoro autonomo ai sensi dell’articolo 53, comma 1, del TUIR, per i quali sono dovuti i contributi previdenziali obbligatori presso Casse previdenziali diverse dalla Gestione separata (ad esempio, un architetto che per una parte dell’anno svolge la sola professione e per la restante parte svolge sia attività professionale che lavoro dipendente oppure un professionista che produce reddito da lavoro autonomo sul quale sono pagati contributi per una parte del reddito presso la gestione ex ENPALS e per la parte restante alla Gestione separata ).
Si riportano gli esempi di determinazione del reddito imponibile presenti anche nelle istruzioni del modello Redditi 2018.
Esempio 1: reddito determinato ai sensi dell’art. 53, comma 1, del TUIR e dichiarato nel Quadro RE, rigo RE23; in colonna 1 è indicato il codice 1 e il reddito di colonna 2 coincide con quello indicato nella colonna 11.
Esempio 2: reddito determinato ai sensi dell’art. 53, comma 1, del TUIR e dichiarato nel Quadro RE, indicato con codice 1 in colonna 1 (68.000 euro); inoltre reddito indicato nella colonna 4 con codice 2 in colonna 3 (15.357 euro) e reddito indicato in colonna 6 con codice 3 in colonna 5 (100.324 euro), denunciati entrambi nel Quadro RC: nella colonna 11 deve essere indicato 0 (zero) euro in quanto il reddito proveniente da reddito assimilato e assoggettato alla Gestione separata supera il massimale annuo.
Esempio 3: reddito determinato ai sensi dell’art. 53, comma 1, del TUIR e dichiarato nel Quadro RH, rigo RH17 con codice 1 in colonna 1 (50.000 euro); reddito indicato con codice 3 (65.000 euro) e dichiarato, rispettivamente, nel Quadro RC come collaboratore a progetto e determinato ai sensi dell’art. 50, comma 1, lettera c-bis), del TUIR (40.000 euro) e nel Quadro RL, rigo RL15, come reddito derivante da attività di lavoro autonomo non esercitato abitualmente, così come determinato ai sensi dell’art. 67, comma 1, lettera l), del TUIR (30.000 euro). Al riguardo, si ricorda che tali redditi sono assoggettati nel caso di importi superiori a 5.000 euro e quindi è necessario indicare l’importo corrispondente a 30.000 euro meno 5.000 euro. Il reddito da indicare in colonna 11 è pari a 35.324 euro e non a 50.000 euro, in quanto la somma del reddito per il quale è dovuta la contribuzione è pari a 115.000 euro, ma si tiene conto del massimale di 100.324 euro e del fatto che sull’importo di 65.000 euro sono già versati i contributi dal sostituto di imposta.
Nel caso in cui il reddito da lavoro autonomo comprenda anche compensi sui quali il sostituto di imposta ha assolto l’obbligo contributivo, come ad esempio per la gestione ex Enpals, il reddito esposto con il codice 5 deve essere al netto dei componenti negativi di competenza dello stesso reddito.
Si precisa inoltre che, nel caso in cui il professionista abbia percepito nell’anno di imposta l’indennità di maternità, tale reddito è dichiarato tra i componenti positivi (RE3 – altri proventi) e concorre alla determinazione del reddito ai fini fiscali. L’importo non può essere detratto dalla base imponibile previdenziale da indicare nel Quadro RR.
Determinata la base imponibile, verrà calcolato il contributo dovuto applicando l’aliquota (24% e/o 25,72%) a seconda che il soggetto sia coperto o non sia coperto da altra previdenza obbligatoria.
Al contributo dovuto vanno sottratti gli acconti versati nel corso dell’anno 2017.
Nel rigo RR6, colonna 2, il contribuente deve indicare eventuali contributi relativi agli anni di imposta precedenti all’anno 2016, che sono risultati indebiti e non sono stati richiesti né in compensazione, utilizzando la delega di pagamento unica (Mod. F24), né a rimborso, ma che sono stati riconosciuti in auto conguaglio dall’INPS su richiesta dell’interessato mediante apposita istanza presentata direttamente alla Struttura territoriale di competenza.
Calcolo acconto anno di imposta 2018
L’articolo 1, comma 165, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, ha disposto che, a decorrere dall’anno 2017, per i lavoratori autonomi titolari di posizione fiscale ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, iscritti alla Gestione separata e che non risultano iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria né siano pensionati, l’aliquota contributiva (di cui all’articolo 1, comma 79, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, e successive modificazioni), è stabilita in misura pari al 25% (cfr. anche la circolare n. 21 del 31/01/2017). Ne consegue che anche il contributo dovuto in acconto per l’anno di imposta 2018 dai professionisti senza altra copertura previdenziale obbligatoria è calcolato sulla base imponibile – come sopra determinata – applicando l’aliquota del 25,72%.
Gli importi sospesi devono essere indicati nel rigo RR5, colonna 17, e non possono superare l’importo del contributo dovuto indicato nella colonna 15. Inoltre, in caso di più moduli compilati, l’importo dei contributi sospesi indicato in colonna 17 di ogni modulo deve essere sempre riferito all’importo dei contributi dovuti indicato nella colonna 15 di ogni singolo modulo. Eventuali eccedenze derivanti dall’aver indicato un importo dei contributi sospesi superiore a quello dei contributi dovuti saranno azzerate.
Nel richiamare le precisazioni fornite con la circolare n. 27 del 12 febbraio 2018 in ordine alla misura e alle modalità di pagamento dei contributi previdenziali dovuti nel corrente anno dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali si fa presente che, ai sensi del decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito con modificazioni dalla legge 15 giugno 2002, n. 112, i contributi dovuti, sulla quota di reddito eccedente il minimale per gli iscritti alle gestioni speciali artigiani e commercianti e per i redditi prodotti dai liberi professionisti iscritti alla Gestione separata, devono essere versati alle scadenze previste per il pagamento delle imposte sui redditi e quindi per il corrente anno entro il 2 luglio 2018 o il 20 agosto 2018 (per i versamenti a saldo per anno di imposta 2017 e primo acconto per l’anno 2018) ed entro il 30 novembre 2018 (secondo acconto 2018).
I contribuenti che decidono di versare la contribuzione dovuta nel periodo tra il 2 luglio e il 20 agosto 2018 (saldo 2017 e primo acconto 2018) devono sempre applicare sulle somme la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo, così come previsto dall’articolo 17, comma 2, del D.P.R. n. 435/2001, modificato dall’articolo 2 del decreto-legge n. 63/2002, convertito con modificazioni dalla legge n. 112/2002, onde evitare la richiesta di sanzioni per ritardato versamento.
L’importo da pagare ad ogni scadenza dovrà essere determinato secondo le modalità riportate nelle istruzioni per la compilazione del modello “Redditi 2018” nella parte riguardante “Modalità e termini di versamento – Rateazione”.
– la rateizzazione riguarda sia i contributi dovuti che la maggiorazione dello 0,40% nel caso in cui il versamento della prima rata sia effettuato dal 2 luglio al 20 agosto 2018.
Al fine di unificare con l’attuale normativa fiscale i criteri riguardanti la compensazione di somme versate in misura eccedente rispetto al dovuto, la compensazione tramite modello F24 potrà avvenire solo con somme versate in eccesso riferite alla contribuzione richiesta con l’emissione dei modelli di pagamento avvenuta nel 2017.
L’importo eventualmente risultante a credito dalle colonne 19 o 33 del Quadro RR del modello Redditi 2018 può essere portato in compensazione nel modello di pagamento unificato F24 indicando come periodo di riferimento esclusivamente l’anno 2017 e l’importo che si intende compensare.
Tutte le somme a credito, utilizzate in compensazione entro la data di presentazione della dichiarazione modello “Redditi 2018″ tramite modello F24 con anno di riferimento 2016, devono essere riportate esclusivamente nelle colonne 21 o 35 del Quadro RR del modello” Redditi 2018″.
Sarà quindi indicato il periodo di riferimento (l’anno 2016 ovvero il 2017, secondo quanto appena evidenziato) e l’importo che si intende compensare.
Qualora venga portata in compensazione soltanto una quota parte della contribuzione originariamente versata con una delle quattro rate relative al minimale imponibile, il codice INPS (codeline di 17 caratteri) dovrà essere rideterminato in funzione del nuovo importo secondo i criteri di cui al paragrafo 3 della circolare n. 98 del 7 maggio 2001.
Tutte le somme a credito riferite ad anni d’imposta precedenti rispetto al 2016 non devono essere esposte in dichiarazione, ma dovranno essere oggetto di domanda di rimborso oppure di compensazione contributiva (istanza di autoconguaglio) (cfr. la circolare n. 182/1994).
Le domande per effettuare le operazioni da ultimo indicate dovranno essere presentate esclusivamente online, collegandosi all’indirizzo www.inps.it al seguente percorso: “Tutti i servizi” > “Cassetto previdenziale artigiani e commercianti” > “Domande telematizzate” > “Compensazione contributiva o Rimborso”.
Anche per i liberi professionisti iscritti alla Gestione separata è possibile portare in compensazione l’eventuale importo risultante a credito ed esposto al rigo RR8, colonna 4, del Quadro RR, sez. II del modello “Redditi 2018”, indicando il 2017 come periodo di riferimento in F24, sia con la contribuzione dovuta nella Gestione separata (relativa alla somma da versare come acconto 2018) che con altri tributi.
Le somme a credito riferite all’anno 2016, utilizzate in compensazione tramite modello unificato F24 entro la data di presentazione della dichiarazione modello “Redditi 2018”, devono essere indicate esclusivamente nel rigo RR8, colonna 6.
Si ricorda che la compensazione deve avvenire sempre ed esclusivamente tramite modello unificato F24 (anche a saldo 0) secondo le modalità indicate nelle istruzioni relative al modello stesso.
Per la contribuzione risultante a credito e non utilizzata in compensazione, il professionista deve presentare istanza di rimborso, utilizzando esclusivamente la modalità ondine collegandosi all’indirizzo www.inps.it al seguente percorso: “Tutti i servizi” > “Gestione separata” > “Domanda di rimborso”.
Le somme a credito riferite ad anni di imposta precedenti rispetto all’anno 2016 non devono essere esposte in dichiarazione, ma devono essere oggetto di richiesta di rimborso oppure di compensazione contributiva (istanza di autoconguaglio).
1) In caso di contestuale presenza di reddito da artigiani e commercianti (prevalente) e reddito da lavoro Autonomo, la casella non è barrata.
INPS – Circolare 23 giugno 2017, n. 104 – Gestioni speciali artigiani e commercianti e Gestione Separata di cui all’articolo 2 comma 26, Legge 335/95. – Compilazione del quadro “RR” del modello Redditi 2017 e riscossione dei contributi dovuti a saldo 2016 e in acconto 2017