Source: https://www.orizzontescuola.it/ddl-aprea-modifiche-sostanziali/
Timestamp: 2020-01-25 01:42:42+00:00
Document Index: 140805148

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 16', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 5']

DDL Aprea, modifiche sostanziali - Orizzonte Scuola
Il DDL Aprea, che vuole modificare la "governance", il reclutamento e lo stato giuridico dei docenti, dopo gli incontri informali e formali con le realtà del mondo della scuola, ha subito delle modifiche sostanziali che ne rivoluzionano l’iniziale impostazione, soprattutto per quanto riguarda l’arruolamento dei docenti. Vediamo alcuni particolari
Capo I. Governo delle istituzioni scolastiche
L’impianto rimane sostanzialmente immutato rispetto alla precedente bozza. I consigli di circolo e di istituto saranno sostituiti da consigli di amministrazione che avranno il potere di decidere se trasformare l’istituzione scolastica in fondazione, con la possibilita` di avere partner che ne sostengano l’attivita` , che partecipino ai suoi organi di governo e che contribuiscano a raggiungere gli obiettivi strategici indicati nel piano dell’offerta formativa e a innalzare gli standard di competenza dei singoli studenti e di qualita` complessiva dell’istituzione scolastica
Rispetto alla precedente bozza, vengono istutizionalizzati i dipartimenti tecnici, attraverso l’art. 7, con compiti di programmazione delle attività didattiche, educative e valutative basate sul POF.
Capo II. Stato giuridico e reclutamento docenti
Rispetto alla bozza iniziale, le modifiche a questo Capo sono sostanziali.
Innanzitutto viene eliminata la parte relativa alla formazione dei docenti, che, è definitivamente delegata alla bozza Israel
Viene istituito un "Albo regionale" al quale possono accedere i docenti che hanno conseguito una laurea magistrale o il diploma accademico di secondo livello e l’abilitazione all’insegnamento iscritti in base al voto di abilitazione conseguito. Aggiunto il punto 2 all’articolo in questione, il 12, che riguarda la mobilità. Infatti, gli iscritti agli albi regionali possono chiedere il passaggio ad altra regione solo dopo 5 anni di permanenza. Si può cambiare regione ogni 5 anni.
Il reclutamento avviene tramite concorsi banditi da reti di scuole, al fine di coprire i posti disponibili accertati dagli organismi competenti nel rispetto di un regolamento nazionale del Ministero. Ovviamente, possono partecipare ai concorsi soltanto gli iscritti all’albo e il reclutamento avvine per un triennio con vincolo di permanenza nella istituzione scolastica assegnata. Dopo il periodo di prova di tre anni, il docente confermato viene assunto dalla scuola. La mobilità potrà avvenire attraverso la partecipazione del docente ai bandi delle reti scolastiche banditi appositamente per il trasferimento, ma il docente dovrà darne informazione preventiva sei mesi prima.
Una modifica sostanziale che vede togliere alla singola scuola la libertà di bandire concorsi, come previsto dall’art. 16 della bozza originaria
I docenti saranno distinti in tre livelli: docente ordinario, docente esperto e docente senior. Il rapporto non sarà di sovraordinazione gerarchica ma di riconoscimento giuridico ed economico. Ai docenti esperti e senior potranno essere assegnati compiti ulteriori connessi con l’autonomia scolastica. Il docente senior potrà occuparsi anche di formazione iniziale e di aggiornamento degli altri docenti
Pubblichiamo il DDL modificato
PROPOSTA DI LEGGE N° 953
Le disposizioni della presente legge costituiscono norme generali sull’istruzione, ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettera n), della Costituzione, finalizzate alla piena attuazione dell’autonomia scolastica.
Alle istituzioni scolastiche è riconosciuta autonomia statutaria, nel rispetto delle norme generali di cui alla presente legge.
Al perseguimento delle finalità delle istituzioni scolastiche contribuiscono il dirigente scolastico, i docenti, i genitori, gli alunni, e, sulla base delle norme statutarie, i rappresentanti delle realtà culturali, sociali, produttive, professionali e dei servizi.
Gli statuti delle istituzioni scolastiche regolano l’istituzione, la composizione e il funzionamento degli organi interni nonché le forme e le modalità di partecipazione della comunità scolastica.
Restano ferme le disposizioni legislative in vigore concernenti le funzioni dei dirigenti scolastici, salvo quanto previsto dall’art. 4.
Gli organi di cui all’art. 3, concorrono alla definizione e alla realizzazione degli obiettivi educativi e formativi, che trovano compiuta espressione nel piano dell’offerta formativa. Nell’attuazione di esso, dovranno essere valorizzati la funzione educativa dei docenti, il diritto all’apprendimento e alla partecipazione degli alunni alla vita della scuola, la libertà di scelta dei genitori, il patto educativo tra famiglie e docenti e tra istituzione scolastica e territorio.
Le istituzioni scolastiche sono organizzate sulla base del principio della distinzione tra funzioni di indirizzo, funzioni di gestione e funzioni tecniche secondo quanto previsto al successivo articolo 3.
I partner previsti dal comma 1 possono essere soggetti pubblici e privati, altre fondazioni, associazioni di genitori o di cittadini, organizzazioni non profit.
a) il dirigente, di cui all’art. 4, con funzioni di gestione;
b) il consiglio, di cui agli art. 5 e 6, con funzioni di indirizzo.
2. Nel rispetto delle competenze degli organi di cui ai commi precedenti, lo Statuto prevede forme e modalità per la partecipazione della comunità scolastica .
1. Il consiglio di indirizzo ha compiti di indirizzo generale dell’attività scolastica. In particolare: 2
a. il dirigente scolastico e il direttore dei servizi generali ed amministrativi sono membri di diritto;
b. la rappresentanza dei genitori e dei docenti è paritetica;
c. nelle scuole secondarie di secondo grado è assicurata la rappresentanza degli studenti;
d. del consiglio fanno parte membri esterni, scelti fra le realtà di cui all’art. 1 comma 3, in numero non superiore a due.
(Consigli dei dipartimenti)
2. Fanno parte dei Consigli di ciascun dipartimento i docenti delle rispettive discipline. 4
3. Il regolamento di istituto di cui all’art. 5, comma 1, lettera f) disciplina le modalità di costituzione e funzionamento dei Consigli dei dipartimenti ed il loro coordinamento.
1. Ciascuna istituzione scolastica costituisce, in raccordo con l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI), di cui al decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 286, e successive modificazioni, un nucleo di valutazione dell’efficienza, dell’efficacia e della qualità complessive del servizio scolastico, composto da docenti senior ai sensi dell’articolo 14, comma 2, della presente legge e da 5 non più di due membri esterni, secondo modalità definite con il regolamento di istituto di cui all’articolo 5, comma 1, lettera f), che ne prevede anche il compenso. Le valutazioni espresse annualmente, sulla base di indicatori nazionali forniti dall’INVALSI, sono assunte come parametro di riferimento per l’elaborazione del piano dell’offerta formativa e del programma annuale delle attività.
2. Ai fini di cui al comma 2 , la Repubblica riconosce e valorizza le libere associazioni professionali dei docenti, nelle quali essi possono sviluppare la propria dimensione professionale.
(Concorsi per il reclutamento dei docenti )
1. Il reclutamento dei docenti delle scuole di ogni ordine e grado avviene mediante concorsi per titoli banditi dalle reti di scuole, anche eventualmente costituite appositamente, secondo le esigenze della programmazione degli istituti afferenti ad ogni rete di scuole e al fine di coprire i posti disponibili e vacanti accertati dagli organismi competenti, nel rispetto delle disposizioni stabilite con regolamento nazionale del Ministero dell’Itruzione, Università e Ricerca.
3. La retribuzione iniziale di ciascun livello professionale di cui al comma 1 è fissata dalla contrattazione collettiva, ma non può essere inferiore a quella iniziale del livello immediatamente precedente, maggiorata del 30%. All’interno di ciascun livello è disposta la progressione economica automatica per anzianità, secondo aumenti da quantificare in sede di contrattazione collettiva. Tali aumenti non sono riassorbiti nel passaggio ai livelli professionali successivi.
(Associazionismo professionale)
22 Lug 2009 - 14:26 -