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Timestamp: 2020-06-03 22:45:00+00:00
Document Index: 147833939

Matched Legal Cases: ['art. 67', 'art. 73', 'art. 88', 'art. 87', 'art. 88', 'art. 108', 'art. 7', 'art. 1322']

I canoni derivanti dalla concessione a terzi di beni demaniali dell'area portuale sono redditi fondiari inerenti alla gestione dei beni istituzionali dell'autorità portuale
I canoni derivanti dalla concessione a terzi di beni demaniali dell'area portuale, ai fini dell'imposizione sul reddito, non si considerano come redditi d'impresa, ma come redditi di natura fondiaria inerenti alla gestione dei beni relativi all'attività istituzionale dell'Autorità portuale, facenti parte, come redditi diversi (art. 67, comma 1, lett. c del T.U.I.R., attuale formulazione) del reddito complessivo degli enti non commerciali di cui all'art. 73 (attuale formulazione), comma 1, lett. c) del T.U.I.R.
Negli impianti cimiteriali le operazioni esenti dall'iva sono solo quelle poste in essere tramite una concessione comunale, non le convenzioni stipulate tra privati
La concessione di un'area demaniale con facoltà di edificare per il concessionario lo rende soggetto passivo ici dalla data di assegnazione dell'area
Il provvedimento di concessione di un'area demaniale in cui è attribuita al concessionario la facoltà di edificare opere sul suolo che ne costituisce oggetto è costitutivo di un diritto reale di godimento avente natura di diritto di superficie a favore del concessionario, che per tale titolo di possesso diviene soggetto passivo dell'Ici a partire dalla data di assegnazione dell'area fino alla data del provvedimento di trasferimento del diritto di proprietà della medesima.
Il presupposto dell'imposta sulle concessioni di beni del demanio e del patrimonio indisponibile dello stato è collegato al loro utilizzo da parte del concessionario
Il presupposto dell'imposta sulle concessioni di beni del demanio non coincide con il fatto oggettivo del rilascio della concessione da parte dell'autorità statale, ma è collegato all'utilizzo da parte del concessionario di beni del demanio e del patrimonio indisponibile dello Stato.
L'esenzione irpeg sui redditi di fabbricati derivanti da canoni di locazione vale, tra gli altri, per gli enti gestori di demani collettivi
In tema di IRPEG sui redditi di fabbricati derivanti da canoni di locazione, l'esenzione dal relativo pagamento sancita dal D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 88, comma 1, riguarda solo gli organi e le amministrazioni dello Stato, gli enti territoriali, i consorzi ed associazioni tra comuni, nonchè gli enti gestori di demani collettivi, non anche gli enti pubblici istituiti esclusivamente al fine dell'esercizio di attività previdenziali, assistenziali e sanitarie che, invece, sono assoggettate al pagamento in forza del combinato disposto di cui all'art. 87, comma 1, lett. c), art. 88, comma 2 e art. 108 del D.P.R. cit. che assegna rilievo all'attività, non commerciale, per cui detti soggetti sono stati istituiti.
Ici: l'esenzione per gli immobili degli enti pubblici non spetta se il loro godimento è concesso a terzi verso il pagamento di un canone
In tema di Ici, l'esenzione prevista dal D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 7, comma 1, lett. a), per gli immobili posseduti dagli enti ivi indicati, "destinati esclusivamente ai compiti istituzionali", spetta soltanto se l'immobile è direttamente e immediatamente destinato allo svolgimento di tali compiti; ipotesi che non si configura quando il bene venga utilizzato per attività di carattere privato, come avviene, in linea di massima, in tutti i casi in cui il godimento del bene stesso sia concesso a terzi verso il pagamento di un canone.
Nel caso di assegnazione di un'area demaniale per la costruzione di un immobile, per stabilire se il provvedimento amministrativo, qualificabile come concessione "ad aedificandum", sia costitutivo di un diritto reale di superficie, con conseguente imponibilità, ovvero di un diritto avente natura meramente personale, configurabile ai sensi dell'art. 1322 cod. civ., assume rilievo decisivo la destinazione dell'opera costruita dal concessionario al momento della cessazione del rapporto, atteso che, se essa torna nella disponibilità del concedente, si è in presenza di un rapporto obbligatorio, mentre, se essa passa in proprietà del concessionario, il diritto in virtù del quale questi l'ha realizzata ha sicuramente la natura reale del diritto di superficie.
Una possibilita’ per i comuni italiani di aumentare la consistenza del loro patrimonio
L'introduzione dell'articolo n.18 del D.L. n. 78 del 31.05.2010, convertito in Legge n. 122 del 30.07.2010 con modifiche, ha offerto la possibilità per i Comuni d'Italia di aumentare il proprio patrimonio per quanto riguarda l'aspetto numerario attivo del Conto del Patrimonio degli Enti locali - Modello n.20 D.P.R. N. 194/1996 - ossia attraverso la segnalazione all'Agenzia delle Entrate, alla Guardia di Finanza e all'I.N.P.S. di elementi utili e idonei a integrare i dati contenuti nelle dichiarazioni dei redditi presentate dai contribuenti ai fini della determinazione di maggiori imponibili fiscali e contributivi.
Quando uno brucia i propri ponti, fa un gran bel fuoco (Dylan Marlais Thomas)