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Timestamp: 2020-08-08 07:39:51+00:00
Document Index: 161307892

Matched Legal Cases: ['§ 1', '§ 1', 'art. 7', '§ 1', '§ 1', 'art. 7']

Relu Adrian Coman e a.
Inspectoratul General pentru Imigrări e Ministerul Afacerilor Interne
(domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Curtea Constituţională)
Massime – Sentenza della Corte (Grande Sezione) del 5 giugno 2018
1. Cittadinanza dell’Unione – Disposizioni del Trattato – Diritto di libera circolazione e di libero soggiorno nel territorio degli Stati membri – Cittadino dell’Unione che fa ritorno nello Stato membro di cui ha la cittadinanza dopo aver soggiornato in un altro Stato membro nella sua sola qualità di cittadino dell’Unione – Diritto di soggiorno derivato dei suoi familiari, cittadini di uno Stato terzo – Presupposti – Soggiorno effettivo del cittadino dell’Unione nello Stato membro ospitante in virtù della direttiva 2004/38 – Applicazione in via analogica dei presupposti di concessione previsti da tale direttiva
(Art. 21, § 1, TFUE; direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 2004/38)
2. Cittadinanza dell’Unione – Disposizioni del Trattato – Diritto di libera circolazione e di libero soggiorno nel territorio degli Stati membri – Cittadino dell’Unione che fa ritorno nello Stato membro di cui ha la cittadinanza dopo aver soggiornato in un altro Stato membro nella sua sola qualità di cittadino dell’Unione – Diritto di soggiorno derivato dei suoi familiari, cittadini di uno Stato terzo – Cittadino dell’Unione che ha legalmente contratto matrimonio, nello Stato membro ospitante, con un cittadino di uno Stato terzo dello stesso sesso – Rifiuto da parte dello Stato membro della nazionalità del cittadino dell’Unione di concedere un diritto di soggiorno sul suo territorio a detto cittadino di uno Stato terzo, poiché il diritto nazionale non prevede il matrimonio tra persone dello stesso sesso – Inammissibilità – Giustificazione per motivi connessi all’ordine pubblico e all’identità nazionale – Insussistenza
(Art. 21, § 1, TFUE; direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 2004/38, art. 7, § 1)
3. Cittadinanza dell’Unione – Disposizioni del Trattato – Diritto di libera circolazione e di libero soggiorno nel territorio degli Stati membri – Cittadino dell’Unione che fa ritorno nello Stato membro di cui ha la cittadinanza dopo aver soggiornato in un altro Stato membro nella sua sola qualità di cittadino dell’Unione – Diritto di soggiorno derivato dei suoi familiari, cittadini di uno Stato terzo – Cittadino di uno Stato terzo che ha contratto matrimonio con un cittadino dell’Unione dello stesso sesso in uno Stato membro conformemente al diritto di quest’ultimo – Diritto di soggiorno di più di tre mesi nel territorio dello Stato membro della nazionalità del cittadino dell’Unione – Presupposti
(Art. 21, § 1, TFUE; direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 2004/38, art. 7)
(v. punti 23‑25)
2. In una situazione in cui un cittadino dell’Unione abbia esercitato la sua libertà di circolazione, recandosi e soggiornando in modo effettivo, conformemente alle condizioni di cui all’articolo 7, paragrafo 1, della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, che modifica il regolamento (CEE) n. 1612/68 ed abroga le direttive 64/221/CEE, 68/360/CEE, 72/194/CEE, 73/148/CEE, 75/34/CEE, 75/35/CEE, 90/364/CEE, 90/365/CEE e 93/96/CEE, in uno Stato membro diverso da quello di cui ha la cittadinanza, e in tale occasione abbia sviluppato o consolidato una vita familiare con un cittadino di uno Stato terzo dello stesso sesso, al quale si è unito con un matrimonio legalmente contratto nello Stato membro ospitante, l’articolo 21, paragrafo 1, TFUE deve essere interpretato nel senso che osta a che le autorità competenti dello Stato membro di cui il cittadino dell’Unione ha la cittadinanza rifiutino di concedere un diritto di soggiorno sul territorio di detto Stato membro al suddetto cittadino di uno Stato terzo, per il fatto che l’ordinamento di tale Stato membro non prevede il matrimonio tra persone dello stesso sesso.
(v. punto 51, dispositivo 1)
3. L’articolo 21, paragrafo 1, TFUE deve essere interpretato nel senso che, in circostanze come quelle di cui al procedimento principale, il cittadino di uno Stato terzo, dello stesso sesso del cittadino dell’Unione, che abbia contratto matrimonio con quest’ultimo in uno Stato membro conformemente alla sua normativa, dispone di un diritto di soggiorno per un periodo superiore a tre mesi nel territorio dello Stato membro di cui il cittadino dell’Unione ha la cittadinanza. Tale diritto di soggiorno derivato non può essere sottoposto a condizioni più rigorose di quelle previste all’articolo 7 della direttiva 2004/38.
(v. punto 56, disp 2)