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Timestamp: 2018-03-23 14:48:56+00:00
Document Index: 21286641

Matched Legal Cases: ['art. 1564', 'art. 1460', 'art. 1809', 'art. 1564', 'art. 1570', 'art. 1492', 'art. 1564', 'art. 1455', 'art. 1458', 'art. 1493', 'art. 1570', 'art. 1492', 'art. 1564', 'art. 1455', 'art. 1458', 'art. 1493', 'art. 1570', 'art. 1492', 'art. 1564', 'art. 1455', 'art. 1458', 'art. 1493']

Art. 1564 codice civile: Risoluzione del contratto
Codice civile Art. 1564 codice civile: Risoluzione del contratto
In caso d’inadempimento di una delle parti relativo a singole prestazioni, l’altra può chiedere la risoluzione del contratto, se l’inadempimento ha una notevole importanza ed è tale da menomare la fiducia nell’esattezza dei successivi adempimenti (1) (2).
Inadempimento: [v. 1218]; Risoluzione: [v. Libro IV, Titolo II, Capo XIV].
Menomazione della fiducia: fondato timore circa la possibilità di adempiere puntualmente i successivi obblighi, tale da eliminare l’interesse della parte adempiente a proseguire il rapporto.
(1) Il richiamo alla fiducia implica un particolare affidamento nella persona del debitore circa l’esatta realizzazione della prestazione.
(2) La norma in esame integra la disciplina generale dettata in tema di risoluzione [v. 1453 ss.]; essa, comunque, può essere derogata dalle parti, ad esempio, con clausole che prevedono la risoluzione automatica per il solo fatto del mancato pagamento tempestivo di una bolletta (si pensi ai contratti di forniture conclusi con l’ENEL e con la Telecom).
In tema di procedimento monitorio, nel caso in cui una parte abbia ottenuto un decreto ingiuntivo per il pagamento di una somma, a titolo di corrispettivo in forza di contratto di somministrazione, e la parte ingiunta proponga opposizione, chiedendo la revoca del decreto e, in via riconvenzionale, la pronuncia della risoluzione del contratto per l'altrui inadempimento, non si versa in tema di risoluzione del contratto ex art. 1564 c.c., ma di eccezione d'inadempimento ai sensi dell'art. 1460 c.c., con la conseguenza che grava sull'opposto l'onere di provare il proprio esatto adempimento.
Cassazione civile sez. II 27 ottobre 2009 n. 22666
Con riferimento al contratto complesso atipico, con il quale la società concessionaria del servizio di distribuzione di GPL abbia concesso in comodato gli impianti (serbatoio e reti di adduzioni) nell’ambito di un rapporto di somministrazione in esclusiva del carburante, è inammissibile la domanda di risoluzione per inadempimento del contratto di comodato, che è per definizione un contratto a prestazione unilaterale, potendosi invece agire o per la restituzione degli impianti a norma dell’art. 1809 c.c., o per la risoluzione dell’intero rapporto contrattuale corrente tra le parti, comprensivo del collegato al contratto di somministrazione del GPL e degli obblighi di pagamento del prezzo, a norma dell’art. 1564 c.c.
Tribunale Salerno sez. I 07 luglio 2009
Nel caso di vizi o difetti di cose da consumare e non da godere, per la domanda o l'eccezione di riduzione del prezzo ovvero di compensazione con quello dovuto per altre, la normativa applicabile, per il rinvio effettuato dall'art. 1570 c.c., è quella della vendita (perché le prestazioni possono considerarsi separatamente) e, quindi, quella contenuta negli art. 1492, 1494 e 1495 c.c., mentre, se la domanda è di risoluzione, si applica la norma di cui all'art. 1564 c.c., secondo la quale l'inadempimento deve avere una notevole importanza e deve essere tale da menomare la fiducia nei successivi adempimenti, in deroga all'art. 1455 c.c., e gli effetti sono quelli disciplinati dall'art. 1458, comma 1, c.c. e non dall'art. 1493 dello stesso codice.
Cassazione civile sez. III 06 luglio 2009 n. 15796
È fondato il decreto ingiuntivo conseguente all'inadempimento di un contratto atipico a prestazioni corrispettive, ad esecuzione continuata con efficacia obbligatoria e con causa di scambio, avente ad oggetto la somministrazione di vitto fino al raggiungimento di un importo concordato dalle parti in cambio della consegna di un'opera d'arte di pari valore o in alternativa di somma di denaro. Si tratta di un contratto di somministrazione in cui l'inadempimento della consegna della cosa pattuita legittima il somministrante a chiedere la risoluzione del contratto.
Tribunale Roma sez. IX 16 giugno 2009 n. 13188
Potendo le prestazioni continuative di merci configurare un contratto di somministrazione, nel caso di vizi o difetti di cose da consumare e non da godere, per la domanda o l'eccezione di riduzione del prezzo ovvero di compensazione con quello dovuto per altre, la normativa applicabile, per il rinvio effettuato dall'art. 1570 c.c., è quella della vendita (perché le prestazioni possono considerarsi separatamente) e, quindi, quella contenuta negli art. 1492, 1494 e 1495 c.c., mentre, se la domanda è di risoluzione, si applica la norma di cui all'art. 1564 c.c. - secondo la quale l'inadempimento deve avere una notevole importanza e deve essere tale da menomare la fiducia nei successivi adempimenti - in deroga all'art. 1455 c.c., e gli effetti sono quelli disciplinati dall'art. 1458, comma 1, c.c. e non dall'art. 1493 c.c..
Cassazione civile sez. III 11 ottobre 2000 n. 13533
L’interruzione del servizio di distribuzione del gas all’utente è subordinata alla sussistenza di un inadempimento di notevole importanza, in mancanza di produzione della sussistenza ed entità della morosità la disalimentazione non può avere luogo.
Tribunale Cremona 10 ottobre 2014
Poiché le prestazioni continuative di merci possono configurare un contratto di somministrazione, nel caso di vizi o difetti di cose da consumare e non da godere, per la domanda o l'eccezione di riduzione del prezzo - ovvero di compensazione con quello dovuto per altre - la normativa applicabile, per il rinvio effettuato dall'art. 1570 c.c., è quella della vendita, perché le prestazioni possono considerarsi separatamente, e quindi quella contenuta negli art. 1492, 1494 e 1495 c.c., mentre se la domanda è di risoluzione, si applica la norma di cui all'art. 1564 c.c. - secondo la quale l'inadempimento deve avere una notevole importanza e deve esser tale da menomare la fiducia nei successivi adempimenti - in deroga all'art. 1455 c.c., e gli effetti sono quelli disciplinati dall'art. 1458, comma 1, c.c. e non dall'art. 1493 c.c.
Cassazione civile sez. III 17 marzo 1998 n. 2842