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Timestamp: 2019-03-19 01:34:12+00:00
Document Index: 126758660

Matched Legal Cases: ['art. 140', 'art. 117', 'art. 54', 'art. 22', 'art. 201', 'art. 14', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 142', 'art. 345', 'art. 197', 'sentenza ', 'art. 26', 'art. 45', 'art. 345', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 11', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 43', 'art. 183', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 43', 'art. 183', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 79', 'art. 79', 'art. 37', 'art. 218', 'art. 8', 'art 142', 'art.142', 'art.142']

Art. 140. Principio informatore della circolazione. Titolo V norme di comportamento
Art. 140.Principio informatore della circolazione.
Art. 140. Principio informatore della circolazione.
Pericolo: attitudine di un fatto a dare origine ad un evento dannoso con una certa frequenza (es. velocità elevata -> probabilità scontro all’intersezione).
Il concetto di pericolosità va riportato ex ante, non è necessario che il fatto dannoso si sia verificato.
Per circolare è necessaria una prudenza superiore a quella media (Cassazione Penale e Codice Civile).
L’art. 140 è una norma di principio sprovvista di specifica sanzione.
Trattasi di norma penale integratrice avente la funzione di integrare, in caso di lacune, e limitare la portata di tutte le altre norme di comportamento.
Viene utilizzata in sede di giudizio per valutare le responsabilità civili e penali.
Il sinistro stradale è un evento dannoso accidentale che si verifica sulla strada o sulle sue pertinenze che provochi, più o meno gravemente, lesioni a persone od animali o danni a cose.
Sussistono tre elementi che concernono l’infortunio stradale:
almeno un veicolo;
almeno un conducente;
Per diminuire la gravità degli incidenti stradali, nel corso degli ultimi decenni molto è stato fatto sui veicoli:
ABS; airbag; ESP; ASR; cinture di sicurezza; casco protettivo; strutture a deformazione programmata);
parecchio sulle strade:
migliori asfalti drenanti; segnaletica; raggi di curvatura delle strade; nuove barriere laterali; rotatorie alle intersezioni;
il maggiore elemento causante i sinistri è il conducente, per imperizia, mancata prudenza od inosservanza di norme di comportamento.
La maggior causa del verificarsi degli incidenti stradali è costituita dal mancato rispetto della velocità disciplinata dagli articoli 141 e 142 del CdS, unitamente alla guida in stato di ebrezza o sotto l’influsso di sostanze stupefacenti che, oltre agli altri effetti, spesso toglie i freni inibitori tra cui quello di regolare adeguatamente la velocità.
Il conducente ha l’obbligo di regolare la velocità del veicolo al fine di evitare ogni pericolo alla sicurezza delle persone e delle cose ed ogni altra causa di disordine per la circolazione.
La velocità non deve essere:
troppo alta perché crea pericolo e disordine;
troppo bassa perché comporta intralcio al normale svolgimento circolazione.
Fattori che il conducente deve valutare:
Caratteristiche del veicolo: visibilità, ingombri, massa, limiti particolari veicolo ex 142, stabilità, manegevolezza;
Stato del veicolo: usura pneumatici, sistema frenante, efficienza sospensioni, presenza ABS, ESP, ASR;
Ripartizione massa veicolo: non solo il valore complessivo ma anche la ripartizione sugli assi ed il potenziale spostamento del carico;
Caratteristiche e condizioni strada: ampiezza, conformazione plano-altimetrica, separazione sensi di marcia, avvallamenti, pendenze laterali, presenza intersezioni o accessi laterali, tipologia e manutenzione manto stradale, fattori ambientali (ghiaccio, fango, strada bagnata, pozzanghere);
Condizioni del traffico: intensità e tipologia veicoli presenti, presenza pedoni etc
Capacità tecnica conducente: sue condizioni ed esperienza alla guida;
Comportamento altri utenti: il conducente deve regolare la velocità anche in funzione degli altri utenti nel limite del prevedibile secondo l’umana esperienza.
Controllo del veicolo:
Il conducente ha l’obbligo di conservare sempre il pieno controllo del veicolo.
Regolando la velocità il conducente può compiere tutte le manovre che si rendano necessarie fino all’arresto tempestivo del veicolo entro il campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile.
Disegno legge S733. Modifiche CdS
Articolo 142: Il primo comma prevede l’elevazione del limite a 150 km/h solo per tratti a 3 corsie dotati di tutor.
L’articolo 142 impone ai conducenti un limite fisso di velocità secondo la tipologia delle strade che possono essere abbassati dall’ente proprietario e che si differenzia dal limite elastico dell’articolo 141 ove esiste un margine di discrezionalità da parte del conducente.
L’obbligo di adeguarsi al limite di velocità ha inizio nel punto stesso in cui è posto il segnale, il conducente deve rallentare non appena lo avvista.
Extraurbane: 90, 110 e 130 (salvo neopatentati ex art. 117 (90, 90 e 100 nei primi 3 anni);
Urbane: 50 km/h (salvo elevazione a 70 km/h)
In tema di neopatentati si segnala:
Sarà presumibilmente oggetto di modifica (da 50 a 55 kw/t e, nel caso veicoli M1 –veicoli trasporto persone fino 8 passeggeri – di un ulteriore limite di potenza massima pari a 70 kW) per il primo anno dal rilascio.
In ogni caso, l’entrata in vigore è stata posticipata ai titolari di patente B rilasciate dal 1° gennaio 2010.
DL 207/2008 convertito L 14/2009.
Sulle strade urbane di scorrimento è possibile elevare il limite a 70 km/h.
In caso di pioggia o precipitazioni atmosferiche di qualsiasi natura, senza necessità di apposizione di cartelli, i limiti sono ridotti a 110 sulle autostrade e 90 sulle extraurbane principali.
E’ facoltà degli enti proprietari di fissare limiti più bassi per la conformazione della strada ovvero, non ritenendo sufficiente quanto previsto dal VI comma del 141, di fissare limiti minimi di velocità.
Il Ministero Infrastrutture ha il potere di intervenire.
e) treni costituiti da un autoveicolo e da un rimorchio (non appendice) di cui alle lettere h), i) e l) dell'art. 54, comma 1: 70 km/h fuori dei centri abitati; 80 km/h sulle autostrade;
6. Per la determinazione dell'osservanza dei limiti di velocità sono considerate fonti di prova le risultanze di apparecchiature debitamente omologate, anche per il calcolo della velocità media di percorrenza su tratti determinati*, nonché le registrazioni del cronotachigrafo e i documenti relativi ai percorsi autostradali, come precisato dal regolamento.
*introdotto dal D.L. 170/2007 per i c.d. tutor
Norme chiare:
1 ai fini tutela sicurezza limiti generali per tipologia di strade, abbassabili dagli enti proprietari;
2 relativi controlli;
3 sanzioni pecuniarie, accessorie (sospensione patente) e cautelari (decurtazione punti).
… in realtà da decenni si rincorrono sentenze, interpretazioni e modifiche legislative
Il Codice della Strada del 1959 (d.P.R. 15 giugno 1959, n. 393), in merito all'eccesso di velocità, di cui all'articolo 103, disponeva che se vi era un superamento di oltre dieci chilometri, il fatto costituiva reato.
La Corte di Cassazione, all'epoca, stabilì principi non univoci nella valutazione del radar tachimetro e ritenne che non poteva rappresentare una fonte unica di convincimento e di attendibilità.
In alcuni casi le rilevazioni del tachigrafo vennero valutate quali semplici indizi da integrare con altri elementi, quali, principalmente, la contestazione personale ai soggetti identificati dagli agenti di polizia stradale.
La L. 689/81 decretò la depenalizzazione delle infrazioni ai limiti di velocità e stabilì la competenza del pretore civile, ai sensi dell'art. 22 nelle decisioni in merito alle opposizioni alle sanzioni amministrative.
Già prima dell'entrata in vigore dell’attuale CdS, vi furono pronunce pretorili interessanti;
Il filone nasce dal Pretore di Belluno: 1) la ditta costruttrice fornisce le schede elettroniche che permettono il corretto utilizzo dell'apparecchio a disposizione delle forze di polizia; 2) vi può essere un difetto di montaggio delle fotocellule e, quindi, un errore nella misurazione; 3) può essere installato su superfici in rilievo rispetto al manto stradale e può dare una difformità della rilevazione della velocità; 4) bisogna controllare la corretta taratura dell'apparecchio; 5) vi può essere un difetto di carica delle batterie, nonché una differenza di taratura. Assume il pretore di Belluno nella sua sentenza: “né l'omologazione amministrativa garantisce il funzionamento di un simile strumento”.
Sulla scia anche il pretore di Eboli e di Cremona, posero in rilievo che l'attività dell'uomo non può essere sostituita dalle apparecchiature elettroniche al fine di ricostruire una realtà storica ed oggettiva.
L'articolo 200 del Codice della Strada, riprendendo quanto previsto dall’articolo 142 d.P.R. 393 del 1959, stabilisce che la violazione, quando possibile, deve essere immediatamente contestata, tanto al trasgressore, quanto alla persona obbligata in solido al pagamento della somma dovuta e che, della avvenuta contestazione, deve essere redatto verbale contenente le dichiarazioni che gli interessati chiedono di inserire.
L'articolo 384 del regolamento di esecuzione del codice della strada, a titolo esemplificativo, elenca i casi di impossibilità di contestazione immediata previsti dall'articolo 201 e inserisce la lettera E in cui si prevede anche "l'accertamento della violazione per mezzo di appositi apparecchi che consentono la determinazione dell'illecito in tempo successivo, ovvero dopo che il veicolo oggetto del rilievo sia già a distanza dal posto di accertamento o, comunque, nell'impossibilità di essere fermato".
La giurisprudenza escludeva la tassatività di tale adempimento affermando che "una contestazione poteva essere differita però nei termini di centocinquanta giorni dall'accertamento previsto dall'articolo 201 del codice della strada". Tale norma è prescritta dall'articolo 201 comma 5 del CdS. L'omissione della contestazione immediata poteva venire imputata soltanto agli agenti, quindi può avere solo una rilevanza disciplinare.
Poi la Suprema Corte è giunta ad un diverso principio: le norme in materia di illeciti amministrativi del CdS sono esplicite nell'imporre l'obbligo incondizionato della contestazione immediata e non ammettono margini di apprezzamento. La disattenzione di tale obbligo può costituire violazione di legge e come tale invalidare tutto il procedimento amministrativo.
La Corte di Cassazione, Sez. III, 18 giugno 1999, n. 6123 ha posto in evidenza la diversa formulazione dell’art. 201 Codice della Strada rispetto all’art. 14 l. 689/1981: la prima disposizione prevede infatti che la notificazione del verbale si abbia solo “qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata” e che comunque sia necessaria “l’indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata”, con la conseguenza che, laddove -in base all’apprezzamento del Prefetto o del giudice- tale possibilità esiste, la mancata contestazione immediata invalida il verbale di accertamento.
La Suprema Corte ha messo in rilievo che alcuni apparecchi autovelox rilevano l’illecito contestualmente al suo verificarsi, consentendo quindi (secondo i giudici) agli accertatori la contestazione immediata; di conseguenza, anche per questo tipo di violazione, quando la contestazione immediata è omessa senza addurre alcuna giustificazione, il verbale di accertamento è illegittimo.
L’orientamento assunto dalla Cassazione con quest’ultima sentenza, ha trovato un temperamento ad opera della prima Sezione Civile di Cassazione che, con sentenza 21 febbraio 2001, n. 2494, ha evidenziato che la possibilità della contestazione immediata va valutata dal giudice (o dal Prefetto) in relazione al servizio di vigilanza organizzato dall’amministrazione senza possibilità di giudizio sullo stesso.
Il giudice non può ritenere possibile la contestazione immediata sulla base della considerazione che l’amministrazione avrebbe dovuto organizzare il servizio di vigilanza con una pattuglia a monte a rilevare la velocità con l’autovelox e una a valle preavvertita dalla prima a fermare il veicolo per effettuare la contestazione immediata.
Interviene il legislatore con una deroga ex lege all’obbligo della contestazione immediata (art. 4 D.L. 20.06.2002, n. 121, convertito con L. 01.08.2002, n. 168). Secondo tale disposizione, la contestazione immediata non è necessaria quando le violazioni degli art. 142 e 148 vengono accertate mediante apparecchi di controllo del traffico installati sulle strade individuate con un decreto del Prefetto per ciascuna provincia.
Le strade devono essere individuate sulla base di due parametri: l’elevato tasso di incidenti e la difficoltà o l’impossibilità della contestazione immediata.
Necessita congrua istruttoria sulla sussistenza di questi requisiti ai sensi dell’articolo 2 della Circolare del Ministero dell’Interno 2 ottobre 2002. Inoltre, va data informazione agli automobilisti per il tramite di messaggi sui pannelli, segnaletica fissa ovvero anche per il tramite degli organi di stampa.
Il D.L. 27 giugno 2003, n. 151 introducendo il comma 1bis ed 1ter dell’articolo 201 ha esplicitato legislativamente l’assenza dell’obbligo di contestazione immediata in casi tassativi tra cui gli accertamenti della velocità ed, addirittura con il comma 1ter ha anche sancito che nei casi di attraversamento con il rosso, per l’accertamento con i dispositivi di cui al D.L. 121 del 2002 e per gli accessi nelle ZTL e corsie bus non è neppure necessaria la presenza degli organi di polizia stradale quando l’accertamento avvenga con le apparecchiature debitamente omologate.
Altre sentenze utili: 1. l’omissione della revisione periodica dell’apparecchiatura impiegata non pregiudica, di per sé, il corretto funzionamento dello strumento. Cassazione Civile, Sezione I, 5 giugno 1999 n. 5542;
2. l’omessa indicazione, nel verbale di accertamento, delle caratteristiche dell’apparecchiatura di rilevazione della velocità non comporta di per sé l’illegittimità del verbale purché la pubblica amministrazione integri la documentazione relativa alle caratteristiche e relativa omologazione in sede di giudizio. Cassazione Civile, Sezione I, 22 giugno 2001, n. 8515;
3. il Telelaser LT1 20/20, ancorché non dotato di ripresa fotografica, risponde alle prescrizioni dell’articolo 345 del d.P.R. n. 495 del 1992 essendo sufficienti le dichiarazioni dell’operatore che danno atto delle modalità dell’accertamento. Cassazione Civile, Sezione I, 24 marzo 2004, n. 5873;
4. sono validi gli accertamenti effettuati anteriormente al D.L. 121/2002, mediante telelaser omologato. L’articolo 345 del d.P.R. stabilisce unicamente i requisiti cui è subordinata l’omologazione. Cassazione Civile, Sezione II, 25 maggio 2006, n. 12390;
5. Con due sentenze, la n. 14566 (II Sezione) del 21.06.2007 e la n. 16757 (II Sezione) del 27.07.2007, la Cassazione pare voler mettere la parola "fine" alla vicenda della taratura.
"...nessuna disposizione normativa impone la taratura periodica o prima dell'uso delle apparecchiature di rilevazione automatica della velocita'".
"Questa Corte, proprio in tema di autovelox, ha affermato che la necessità dell'omologazione va riferita al singolo modello e non al singolo esemplare".
Ed appunto: "La normativa europea non riguarda le apparecchiature di rilevamento delle infrazioni per le quali è prevista la sola omologazione e non anche la periodica taratura con l'obbligo di attestazione della funzionalità".
Per i misuratori di velocità la sola norma di legge essenziale e sufficiente per il loro legittimo uso è l'omologazione di modello (come da dpr 16 dicembre 1992, n. 495, art. 345 comma 2, così come modificato dal D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610 art. 197), secondo cui le singole apparecchiature una volta approvate dal Ministero dei lavori pubblici, sono considerate fonte di prova.
Pertanto, secondo la normativa vigente, è solo questo passaggio presso il Min LL.PP. il requisito necessario per dare efficacia probatoria all'apparecchiatura.
La Corte Costituzionale, con sentenza 277 depositata il 4 luglio 2007, dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale:
Con l'ordinanza n. 127 del 30 aprile 2009, la Corte Costituzionale ha dichiarato la manifesta infondatezza e la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 26 del D.Lgs. 2 febbraio 2006, n. 40 e dell'art. 45, comma 6, del Codice della Strada.
Sulla questione relativa alla taratura degli autovelox, la Corte Costituzionale ha dichiarato la questione manifestamente inammissibile.
Per l’accertamento diretto si applica la tolleranza dell’art. 345 del Regolamento pari al 5% con un minimo di 5 km/h;
Per l’accertamento indiretto con cronotachigrafo analogico si applica la tolleranza, di cui alla normativa comunitaria per l’omologazione dei crono, pari a 6 km/h;
Per l’accertamento indiretto con le annotazioni cronologiche stampigliate sui biglietti autostradali (è possibile ovviamente verificare la sola velocità media) il 5% con il minimo di 5 km/h.
Sono illegittimi altri controlli (velocità rilevata dal tachimetro del veicolo di polizia ovvero cronometrare il tempo per percorrere un dato tratto, possono però utilizzarsi quali indizi per un 141).
Strade extraurbane e Polizia Municipale
( Cassazione sez. I, sentenza 01.03.2002 n° 3019 )
Gli agenti ed ufficiali di polizia municipale, in conformità della regola generale stabilità dall’art. 13 della legge n. 689 del 1981 in tema di accertamento delle sanzioni amministrative pecuniarie, in quanto organi di polizia giudiziaria con competenza estesa all’intero territorio comunale, hanno il potere di accertare le violazioni in materia di circolazione stradale punite con sanzioni amministrative pecuniarie in tutto tale territorio, senza che tale potere risulti da alcuna norma condizionato a singoli atti di investitura, sia all’interno che fuori dai centri abitati.
a) in via principale alla specialita' Polizia Stradale della Polizia di Stato; b) alla Polizia di Stato; c) all'Arma dei carabinieri; d) al Corpo della guardia di finanza; e) ai Corpi e ai servizi di polizia provinciale, nell'ambito del territorio di competenza e relativamente alle strade di competenza, fatti salvi gli accordi tra gli enti locali;»; f) ai Corpi e ai servizi di polizia municipale, nell'ambito del territorio di competenza; f-bis) al Corpo di polizia penitenziaria e al Corpo forestale dello Stato, in relazione ai compiti di istituto. g) ai funzionari del Ministero dell'interno addetti al servizio di polizia stradale.
Parere Ministero delle infrastrutture e dei trasporti 21/4/2009 prot.39611 - Richiesta chiarimenti segnalazione postazione autovelox (V.s. nota del 17.03.2009):
“Premesso che i servizi di polizia stradale da chiunque effettuati possono essere coordinati dal Ministero dell’Interno ai sensi dell’art. 11 del CdS, a parere di questo Ufficio qualora il Prefetto abbia inteso regolare i servizi e le modalità di rilevamento della velocità, codesto Comune dovrà attenersi alle relative indicazioni. In assenza di tali disposizioni, per svolgere accertamenti circa le violazioni dell’eccesso di velocità con apparecchiature approvate a tale scopo, e con la presenza dell’organo di polizia stradale, non occorra alcuna autorizzazione del Prefetto localmente competente né di altro organo. Diversamente, per la stessa procedura di accertamento, svolta con dispositivi di controllo a distanza senza la presenza sul posto degli organi di polizia stradale, possibile solo su determinate strade, come disciplinato dall’art. 4 del D.L. 121/2002, convertito con modificazioni dalla Legge 168/2002, occorre la preventiva autorizzazione prevista dal comma 1 del richiamato art. 4.
Art. 142. Obbligo presegnalazione
Il D.L. 117/2007 ha introdotto il comma:
6 bis. Le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all’impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi, conformemente alle norme stabilite nel regolamento di esecuzione del presente codice. Le modalità di impiego sono stabilite con decreto del Ministro dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’interno.
L’obbligo di segnalare la presenza delle postazioni di controllo della velocità, in precedenza era previsto solo per i dispositivi di controllo remoto delle violazioni senza la presenza dell’operatore di polizia (L. 168/2002), è stato esteso a tutti i tipi di controllo effettuati con apparecchi fissi o mobili installati sulla sede stradale.
I dispositivi di misura della velocità a bordo di veicoli che possono funzionare in modo dinamico, misurando la velocità in movimento, sono esclusi dall’obbligo di segnalazione, secondo il ministero, poiché, in nessun caso, possono essere definiti come “postazioni di controllo”.
In particolare, per quanto concerne la preventiva segnalazione:
o i cartelli e i dispositivi di segnalazione luminosa devono essere costruiti e collocati in modo conforme alle norme stabilite nel regolamento di esecuzione del Codice;
o le modalità di impiego sono stabilite con decreto del Ministro dei Trasporti, di concerto con il Ministro dell’Interno.
DM dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’interno del 15.8.2007, , le postazioni di controllo per il rilevamento della velocità sulla rete stradale possono essere segnalate con segnali stradali di indicazione, temporanei o permanenti, segnali stradali luminosi a messaggio variabile, dispositivi di segnalazione luminosi installati a bordo di veicoli.
a) segnali stradali di indicazione, temporanei o permanenti: sono realizzati con un pannello rettangolare, di dimensioni e colore di fondo propri del tipo di strada sul quale saranno installati. Sul pannello deve essere riportata l’iscrizione “CONTROLLO ELETTRONICO DELLA VELOCITÀ” ovvero “RILEVAMENTO ELETTRONICO DELLA VELOCITÀ”, eventualmente integrata con il simbolo o la denominazione dell’organo di polizia stradale che attua il controllo;
b) segnali stradali luminosi a messaggio variabile: possono essere utilizzati quelli già installati sulla rete stradale, ovvero quelli di successiva installazione, che abbiano una architettura che consenta di riportare sugli stessi le medesime iscrizioni di cui al punto a);
c) dispositivi di segnalazione luminosi installati a bordo di veicoli in dotazione agli organi di polizia stradale o nella loro disponibilità: attraverso messaggi luminosi, anche variabili, sono riportate le iscrizioni di cui alla lettera a). Se installati su autovetture le iscrizioni possono essere contenute su una sola riga nella forma sintetica: “CONTROLLO VELOCITÀ” ovvero “RILEVAMENTO VELOCITÀ”.
Modalità di collocazione dei segnali
I segnali stradali e i dispositivi di segnalazione luminosi devono essere installati:
a) con adeguato anticipo rispetto al luogo ove viene effettuato il rilevamento della velocità;
b) in modo da garantirne il tempestivo avvistamento, in relazione alla velocità locale predominante;
c) la distanza tra i segnali o i dispositivi e la postazione di rilevamento della velocità deve essere valutata in relazione allo stato dei luoghi; in particolare è necessario che non vi siano tra il segnale e il luogo di effettivo rilevamento intersezioni stradali che comporterebbero la ripetizione del messaggio dopo le stesse, e comunque non superiore a km 4.
I segnali stradali o i dispositivi non necessitano di ripetizione né di indicazione di “FINE”.
L'uso generalizzato della segnaletica permanente per indicare postazioni temporanee di controllo deve essere evitato per non ingenerare confusione negli utenti stradali.
Ministero dei trasporti, parere n. 972663 dd 07.08.08:
"l'adozione di segnaletica permanente anche per postazioni di controllo temporanee, ancorché non vietata dalle vigenti disposizioni, risulta tuttavia non coerente con la tipologia utilizzata e con l'esigenza di credibilità alla quale la segnaletica deve in generale rispondere. Si richiama la direttiva ministeriale 24/10/2000 che stigmatizza l'impiego superfluo di segnali su qualsiasi tipo di strada, laddove la corretta tecnica di installazione richiede che sia posto in opera esclusivamente il segnale del tipo richiesto dalla situazione che si intende segnalare".
Circolare Ministero delle infrastrutture e dei trasporti 20/10/2008 prot.83434:Richiesta di chiarimenti circa l'art. 43 del Codice e l'art. 183 del Regolamento.
Non sussiste alcun obbligo di segnalare la presenza su strada degli organi di polizia stradale.
L’impiego del segnale distintivo, di cui all’art. 24 cc. 1 e 3 del Regolamento, è obbligatorio solo quando il personale operativo non indossa l’uniforme; diversamente, ai sensi del medesimo art. 24 c. 4, l’ALT può essere intimato anche con segnale manuale, acustico o luminoso.
L’impiego degli indumenti di cui all’art. 43 c. 6 del CdS, e all’art. 183 del connesso Regolamento (DPR n. 495/1992), ha l’unico scopo di migliorare la visibilità del personale operativo nelle ore notturne e in ogni altra condizione di scarsa visibilità, per evidenti motivi di sicurezza.
Le postazioni di controllo della velocità sulla rete stradale devono invece essere chiaramente visibili e segnalate, ai sensi dell’art. 3 c. 1 lett. b) del DL n.117/2007, come convertito con L n. 160/2007, e secondo le modalità di cui al Decreto 15.08.2007 del Ministro dei Trasporti di concerto con il Ministro dell’Interno.
E’ giunta la sentenza 11131/2009 della Cassazione di archiviazione di un verbale CdS per violazione dell’articolo142 per le modalità di preavviso dei controlli elettronici di velocità. La lettura della sentenza chiarisce subito ogni dubbio, i giudici hanno semplicemente richiamato la prima circolare del Ministero dell’Interno successiva alla pubblicazione del decreto legge n. 117/2007 che, come si ricorderà, aveva introdotto il cartello di preavviso della postazione autovelox.
La sentenza fa stato solo tra le parti e quindi non ha lo stesso valore di una norma giuridica che ha valenza astratta e generale, cioè applicabile a tutte le fattispecie concrete che rientrano nel suo precetto. La sentenza in pratica si applica solo al caso di cui il giudice ha preso cognizione e sul quale è obbligato ad emettere una decisione.
Parere Ministero delle infrastrutture e dei trasporti 21/4/2009 prot.39611 Richiesta chiarimenti segnalazione postazione autovelox (V.s. nota del 17.03.2009)
“Alla luce delle considerazioni sopra esposte, appare evidente come, nelle procedure di accertamento del rispetto dei limiti di velocità con l’utilizzo di dispositivi elettronici, non sussista alcun obbligo della presegnalazione della postazione di controllo almeno 400 metri prima della stessa, ma solamente quella di segnalarla con l’apposita presegnaletica a non più di 4 Km.”
La circolare del Ministero dell’Interno ha ribadito che il D.M. NON FISSA UNA DISTANZA MINIMA TRA IL SEGNALE DI PREAVVISO E LA POSTAZIONE DI CONTROLLO, ma più genericamente stabilisce che tale distanza deve essere “adeguata” in modo da garantirne il tempestivo avvistamento, in relazione alla velocità predominante.
Stabilisce che tra il segnale di preavviso e la postazione di controllo possa essere “adeguata” la distanza minima indicata per ciascun tipo di strada dall’art. 79, comma 3 del Regolamento di Esecuzione del C.d.S. per i segnali di prescrizione: tale distanza minima infatti consente di garantire il corretto avvistamento del segnale da parte degli utenti in transito.
Quindi per quanto riguarda le strade all’interno del centro urbano dove vige il limite di 50 km/h l’art. 79 del Reg. del C.d.S. sancisce che LA DISTANZA MINIMA DI AVVISTAMENTO È DI MT. 80,00.
Parere Ministero delle infrastrutture e dei trasporti 21/4/2009 prot.39611
Ai sensi del combinato disposto dagli artt.li 14, comma 1, lett. c) e art. 37, comma 1, del Codice della strada, si evince come siano gli Enti proprietari delle strade, o i Comuni, secondo i casi, responsabili dell’apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta. Pertanto, appare evidente come sia necessario ottenere la dovuta autorizzazione dall’ente proprietario della strada nel caso di installazioni fisse, invece, per quanto concerne l’utilizzo della segnaletica di preavviso per postazioni temporanee, a parere di questo Ufficio tale autorizzazione non è necessaria, in quanto può essere equiparata ai dispositivi luminosi a bordo di veicoli.
Il comma 6 bis prevede che le postazioni di controllo siano preventivamente segnalate ricorrendo all’impiego di cartelli e di dispositivi luminosi (prima era “o”).
Da verificare se il Ministero dell’Interno confermerà la possibilità di utilizzare i messaggi delle barre installate a bordo dei veicoli degli organi di polizia stradale.
7. Chiunque non osserva i limiti minimi di velocità, ovvero supera i limiti massimi di velocità di non oltre 10 km/h, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 36,00 a euro 148,00.
8. Chiunque supera di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 148,00 a euro 594,00
9. Chiunque supera di oltre 40 km/h ma di non oltre 60 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 370,00 a euro 1.458,00. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, con il provvedimento di inibizione alla guida del veicolo, nella fascia oraria che va dalle ore 22 alle ore 7 del mattino, per i tre mesi successivi alla restituzione della patente di guida. Il provvedimento è annotato nell’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, di cui agli articoli 225 e 226 del presente codice.
9-bis.Chiunque supera di oltre 60 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500 a euro 2.000. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei a dodici mesi, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI .
Le sanzioni pecuniarie e quelle accessorie della sospensione della patente sono raddoppiate se l’eccesso di velocità è commesso con veicoli pesanti o con complessi di veicoli:b) autoveicoli o motoveicoli utilizzati per il trasporto delle merci pericolose rientranti nella classe 1 figurante in allegato all'accordo di cui all'articolo 168, comma 1, quando viaggiano carichi: 50 km/h fuori dei centri abitati; 30 km/h nei centri abitati;
l) mezzi d'opera quando viaggiano a pieno carico: 40 km/h nei centri abitati; 60 km/h fuori dei centri abitati.)
Con circolare n. 300/A/1/27773/101/3/3/9 dell’8 ottobre, caratterizzata da una analitica descrizione di tutte le modifiche apportate al Codice della Strada negli ultimi due mesi, è stato impartito il seguente indirizzo operativo: viene evidenziato come anche per il periodo di tre mesi successivi alla restituzione della patente di guida a seguito dello spirare del termine previsto di sospensione, in caso di mancato rispetto del divieto di guida dalle ore 22 alle ore 7 di ogni giorno, deve applicarsi la sanzione amministrativa prevista dall’art. 218 comma 6 del C.d.S. (sanzione pecuniaria da € 1.754,00 a € 7.018, revoca della patente e fermo amministrativo del veicolo per tre mesi, che diventa confisca in caso di reiterazione delle violazioni ex art. 8-bis l. 689/1981.
Il D.L. 117/07 convertito in L. 160/07 ha modificato, in sintesi:
- completa rimodulazione delle fasce di eccesso della velocità oltre il limite consentito; infatti, dalle attuali 3 fasce, si passa a 4 fasce, con sanzioni più pesanti per le eccedenze superiori a 40 km/h e a 60 km/h rispetto al limite imposto;
- per la violazione del comma 8 (da 10 a 40 Km/h oltre il limite) ora si decurtano 5 punti dalla patente anziché 2. Resta invariata la sanzione pecuniaria;
- l’art 142, comma 9, si applica ora per eccesso di velocità superiore a 40 km/h ma inferiore a 60 Km/h; la sanzione amministrativa pecuniaria è di € 370 nel minimo e di € 1.458 nel massimo; la sospensione della patente è di 1 mese nel minimo e 3 mesi nel massimo con l’aggiunta dell’inibizione alla guida del veicolo, nella fascia oraria che va dalle ore 22 alle ore 7 del mattino, per i tre mesi successivi alla restituzione della patente di guida; in caso di recidiva nel biennio la sospensione della patente è da 8 a 18 mesi; sono decurtati 10 punti;
- l’art.142, comma 9-bis, introduce una nuova fascia per violazioni oltre 60 Km/h da 500 a 2.000€, sospensione della patente da 6 a 12 mesi e decurtazione di 10 punti dalla patente; in caso di recidiva in un biennio è disposta la revoca della patente. Non c’è però periodo di “inibizione” notturna.;
- per i neopatentati che commettono violazioni dei limiti oltre 40 Km/h (dunque, sanzionati ai sensi dei nuovi commi 9 e 9 bis) non sono più previste misure accessorie specifiche (prima la durata della sospensione della patente era raddoppiata);
- per l’eccesso di velocità commesso alla guida dei veicoli pesanti indicati al comma 3, lettere b, e, f, g, h, i e l, dell’art.142 è precisato che il raddoppio della sanzione riguarda anche quella accessoria e non solo la pecuniaria, come in passato;
- la possibilità di disporre l’accompagnamento coattivo presso un’officina autorizzata per la verifica dell’efficienza del limitatore di velocità era subordinata alla dimostrazione da parte dell’operatore di polizia che il dispositivo non funzionasse o fosse alterato; oggi l’inefficienza dell’apparecchiatura è presunta in dipendenza dell’avvenuto superamento del limite di velocità.
Articolo 142 comma 8 non più 5 ma 3 punti, per il comma 9 non più 10 ma 6 punti mentre permangono i 10 punti per comma 9bis.
Il comma 9, oltre 40 e sotto i 60 km/h, aumenta la sanzione pecuniaria da 370 a 779€ e quella accessoria da 3 a 6 mesi di sospensione invece che da 1 a 3 mesi.
Sparisce invece l’inibizione notturna dalle 22 alle 7 per 3 mesi.
Comma 9bis superamento di oltre 60 km/h, inalterata la sospensione da 6 a 12 mesi e la decurtazione di 10 punti, aumenta la pecuniaria da 500 a 2.000€ passa da 800 a 3.200€.
Viene introdotto il comma 12bis che vieta ai Corpi e servizi di polizia municipale i controlli di velocità sulle autostrade e sulle extraurbane principali.
Dispositivi di intercettazione del rilevatore di velocità.
9-bis. È vietata la produzione, la commercializzazione e l'uso di dispositivi che, direttamente o indirettamente, segnalano la presenza e consentono la localizzazione delle apposite apparecchiature di rilevamento di cui all'articolo 142, comma 6, utilizzate dagli organi di polizia stradale per il controllo delle violazioni.
9-ter. Chiunque produce, commercializza o utilizza i dispositivi di cui al comma 9-bis è soggetto, ove il fatto non costituisca reato, alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 716 a euro 2.867. Alla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della confisca della cosa oggetto della violazione secondo le norme del Capo I, Sezione II, del Titolo VI. (per Procura Cremona costituisce interruzione pubblico servizio).
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