Source: http://www.laleggepertutti.it/141691_matrimonio-condizioni-per-celebrare-le-nozze
Timestamp: 2017-02-26 05:33:13+00:00
Document Index: 173260038

Matched Legal Cases: ['art. 85', 'art. 120', 'art. 86', 'art. 124', 'art. 87', 'sentenza ', 'art. 89', 'art. 100']

Matrimonio: condizioni per celebrare le nozze
Professionisti Pubblicato il 3 dicembre 2016 Articolo di Edizioni Simone Professionisti Matrimonio: condizioni per celebrare le nozze L’AUTORE: Edizioni Simone
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Requisiti e condizioni per la celebrazione del matrimonio, impedimenti dirimienti e impedienti.
Per poter contrarre matrimonio, la legge richiede, da un lato, che siano presenti alcuni requisiti e, dall’altro, che siano assenti le situazioni che operano, al negativo, da impedimenti al matrimonio. Questi ultimi possono essere di due specie:
impedimenti dirimenti, in presenza dei quali l’eventuale matrimonio celebrato ugualmente è annullabile;
impedimenti impedienti, che rendono irregolare l’eventuale matrimonio, che peraltro
resta valido, mentre viene solo irrogata una sanzione agli sposi: tal è il lutto vedovile.
L’età, che è di 18 anni, sia per l’uomo che per la donna; con decreto del Tribunale per i minorenni tale età può essere abbassata a 16 anni, a condizione che il giudice abbia accertato la maturità psichica e fisica del minore e che ricorrano gravi motivi. È stato sottolineato (GAZZONI) come il giudice non possa sostituirsi al minore nell’individuare ragioni diverse da quelle addotte, mentre è chiamato a valutare, in termini obiettivi, la sussistenza in fatto e la rilevanza di esse come gravi motivi. Sono considerati, per lo più, gravi motivi la presenza di figli o la convivenza more uxorio, mentre se ne esclude l’esistenza nel cd. «matrimonio riparatore»;
la sanità mentale, per cui l’interdetto giudiziale non può contrarre matrimonio (art. 85), mentre può essere impugnato il matrimonio di colui che si provi essere stato incapace di intendere e volere al momento dell’atto (art. 120);
la libertà di «status», la mancanza, cioè, di un vincolo derivante da un matrimonio o da un’unione civile tra persone dello stesso sesso precedente (art. 86 c.c., modificato dalla L. 76/2016) che abbia effetti civili (è quindi possibile contrarre matrimonio civile se si è già sposati con un matrimonio soltanto canonico o concordatario ma non trascritto, ovvero qualora il precedente matrimonio sia stato sciolto, sia nullo o sia stato annullato o quando l’unione civile non sia stata registrata negli atti di unione civile tra persone dello stesso sesso nell’archivio di stato civile). TRABUCCHI inserisce questo requisito tra gli impedimenti. In caso di violazione del divieto di un precedente matrimonio il coniuge può, in qualunque tempo, impugnare il matrimonio o l’unione civile dell’altro coniuge (art. 124 c.c., modificato dalla L. 76/2016).
– l’esistenza di vincoli di parentela o affinità tra gli sposi; in particolare il matrimonio è vietato (art. 87):
– l’impedimentum criminis: è vietato, cioè, il matrimonio tra chi è stato condannato per omicidio (consumato o tentato) ed il coniuge della persona offesa dal delitto.
– il decorso del tempo che va sotto il nome di lutto vedovile (tempus lugendi): la donna che vuol contrarre nuove nozze non può farlo se non siano trascorsi almeno trecento giorni dallo scioglimento, annullamento, o cessazione degli effetti civili del precedente matrimonio.
Tale divieto tende ad impedire la cd. commixtio sanguinis, cioè la possibilità che nascano, in costanza del nuovo matrimonio, figli generati nel primo. Tuttavia, considerata la ratio della norma (peraltro oggi non più giustificata stante la possibilità di verificare la paternità tramite accertamenti sulla compatibilità genetica), il superamento del divieto risulta possibile se lo scioglimento del matrimonio è dipeso dall’impotenza (anche solo) generandi del marito o da mancata consumazione. Inoltre, dall’osservanza del lutto vedovile è ammessa dispensa. Il Tribunale, infatti, può autorizzare il matrimonio quando è sicuramente escluso lo stato di gravidanza o risulti accertato, con sentenza passata in giudicato, che non vi sia stata convivenza nei trecento giorni precedenti lo scioglimento o l’invalidazione (art. 89);
– l’omissione di pubblicazione, salvo i casi di esonero concesso dal Tribunale per motivi gravissimi (art. 100 co. 2°) e di matrimonio celebrato in imminente pericolo di vita;
– altre violazioni di legge (artt. 134 ss.).
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