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Timestamp: 2019-02-19 13:50:49+00:00
Document Index: 95257857

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 1199', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 1', 'art. 1', '§ 5', 'art. 46', 'art. 6', 'art. 10', 'art. 23', 'art. 11', 'art. 25', 'art. 10', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 30']

Ebook "Aspetti contabili e fiscali delle farmacie"
Fattura elettronica obbligatoria del 1 gennaio 2019: come devono comportarsi tutti quei soggetti che, considerando le tempistiche concesse per la trasmissione elettronica della fattura al SDI (Sistema di Interscambio), si trovano in difficoltà nella gestione del flusso attivo (emissione)? Ristoranti, agriturismo, negozi, bar, commercianti al dettaglio in genere, normalmente rilasciano scontrino o ricevuta fiscale, ma sono tenuti all’emissione di fattura a richiesta del cliente. La fattura, se emessa nell’immediato, ha valore sostitutivo dello scontrino/ricevuta e, nelle attività di somministrazione di alimenti e bevande, il cliente non può lasciare il locale sprovvisto di un valido giustificativo ai fini fiscali. Come comportarsi? La fattura elettronica, per sua natura, non sarà mai realmente “immediata”: essa, infatti, si considera emessa nel momento in cui la stessa viene trasmessa al SDI e tale procedura si perfezione solamente nel momento in cui vi è l'accettazione del file da parte del Sistema di Interscambio, che per i controlli può concedersi fino a cinque giorni di tempo.In pratica è tecnicamente impossibile far sì che un soggetto “lasci i locali” accompagnato da una fattura elettronica validamente emessa, in tempo reale, come invece era possibile fare con le fatture cartacee. N.B.: il D.L. 119/2018, recentemente convertito in Legge, consente tempi alquanto estesi per la trasmissione dei flussi al Sistema di Interscambio.Per tutto il primo semestre 2019, la fattura elettronica non sarà sanzionabile se emessa, cioè se trasmessa al SDI, entro il termine della propria liquidazione IVA (quindi con tempi diversi a seconda che l’emittente sia un soggetto tenuto alla liquidazione IVA a cadenza mensile o trimestrale). A partire dal 1 luglio 2019, la discrasia tra momento di effettuazione dell’operazione e momento di emissione e trasmissione della fattura al Sistema di Interscambio sarà prevista “a regime” dalla norma che, con riscrittura delle disposizioni di cui al D.P.R. 633/72, prevede che la fattura possa essere formata e trasmessa entro 10 giorni dalla data di avvenuta esigibilità dell’imposta. Qual è la soluzione proposta dall'Agenzia delle Entrate? L'Amministrazione finanziaria, nelle nuove FAQ pubblicate il 21 dicembre, ha fornito chiarimenti in merito a tali problematiche. Nello specifico la risposta fornita si riferisce alla situazione di un dettagliante, che ai sensi dell’articolo 22 del DPR 633/72, emette fattura solo su richiesta del cliente, ma è tenuto dalla norma a farlo entro e non oltre il momento dell’effettuazione dell’operazione, mentre in assenza di fattura il corrispettivo deve essere certificato mediante ricevuta fiscale o scontrino. Alla luce di una similare situazione, l’Agenzia offre due soluzioni possibili: Soluzione A - EMISSIONE DI FATTURA DIFFERITA, mediante emissione nell’immediato di una ricevuta fiscale o uno scontrino fiscale - ai sensi dell’art. 3, comma 3 del d.P.R. n. 696/1996 - da utilizzarsi come “documenti idonei” ai fini dell’emissione in un secondo momento di una “fattura differita” ai sensi dell'articolo 21, comma 4, terzo periodo, lettera a), del d.P.R. n.633/1972. In buona sostanza, in questo caso la ricevuta fiscale o lo scontrino assumono valore di documento equipollente al DDT, e la fattura potrà essere emesse in via differita entro il giorno 15 del mese successivo, con riferimento a tutte le operazioni intercorse nel mese precente. Il cliente lascerà quindi i locali “accompagnato” da una ricevuta fiscale o da uno scontrino, cui seguirà fattura differita. Onde evitare che il corrispettivo venga ad essere duplicato, come già previsto con la circolare n. 249/E del 11 ottobre 1996, l’ammontare dei corrispettivi certificati da ricevuta/scontrino fiscale e oggetto di fatturazione differita dovrà essere scorporato (estromesso) dal totale giornaliero dei corrispettivi. Soluzione B - RILASCIO DI UNA QUIETANZA, cui segue una fattura immediata. In questo caso, a “certificare provvisoriamente” l’operazione dovrà essere rilasciata una apposita quietanza (ex art. 1199 del codice civile) che assume rilevanza solo commerciale e non fiscale. In sostanza, il cliente dovrà lasciare i locali con “un qualcosa” che certifichi provvisoriamente la transazione, tant’è che le FAQ indicano come strada percorribile anche l’utilizzo di una semplice stampa della fattura ovvero dalla ricevuta del POS, in caso di pagamento elettronico. Sarà poi emessa fattura immediata (ovvero riportante la medesima data dell’operazione), e questa potrà essere poi trasmessa – per il primo semestre 2019 – entro il termine della propria liquidazione IVA. Resta comunque possibile, anche con fattura immediata a seguire, rilasciare scontrino/ricevuta fiscale(oppure “documento commerciale” nel caso l’esercente effettui la memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi mediante registratore... Read More...
Addio agli studi di settore. Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria ha firmato, in data 28/12/2018, il decreto che approva l’introduzione di 106 nuovi indici sintetici di affidabilità (ISA) fiscale dei contribuenti, dopo i primi 69 introdotti nel marzo scorso (totale 175 indici). I nuovi ISA riguarderanno varie attività economiche quali agricoltura, manifatture, commercio e professioni e saranno validi già per la dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta 2018. Il nuovo sistema introduce una scala di valori con cui l’Agenzia delle Entrate potrà verificare normalità e coerenza della gestione aziendale e professionale dei contribuenti definendone il grado di affidabilità con un voto da 1 a 10: tanto più alto il punteggio raccolto, tanto più elevato il premio riconosciuto al soggetto virtuoso che potrà, con un 10, ritrovarsi anche esonerato dagli accertamenti sintetici. “Comunicato Stampa N° 225 del 28/12/2018 Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, ha firmato oggi il decreto che approva l’introduzione di 106 nuovi indici sintetici di affidabilità (ISA) fiscale dei contribuenti, dopo i primi 69 introdotti nel marzo scorso. Per un totale di 175. I nuovi ISA, che subentreranno agli studi di settore, riguarderanno varie attività economiche quali agricoltura, manifatture, commercio e professioni e saranno validi già per la dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta 2018. Il nuovo sistema introduce una scala di valori con cui l’Agenzia delle Entrate potrà verificare normalità e coerenza della gestione aziendale e professionale dei contribuenti definendone il grado di affidabilità con un voto da 1 a 10: tanto più alto il punteggio raccolto, tanto più elevato il premio riconosciuto al soggetto virtuoso che potrà, con un 10, ritrovarsi anche esonerato dagli accertamenti sintetici. Fine degli studi di settore, entrano in vigore gli indici di affidabilità dei contribuenti - download PDF Roma 28/12/2018” Fonte: www.mef.gov.it Read More...
Maxiemendamento del Governo 1.9000 Edizione provvisoria del 23/1272018 Il comma 429-ter modifica in più punti la disciplina relativa alla Zona Franca Urbana Sisma Centro Italia (recata dall’art. 46 del D.L. 50/2017) al fine di concedere le agevolazioni previste dalla normativa vigente anche alle imprese che intraprendono una nuova iniziativa economica all’interno della stessa zona franca urbana (ZFU) entro il 31 dicembre 2019 (ad esclusione delle imprese operanti nel settore dell’edilizia e dell’impiantistica che alla data del 24 agosto 2016 non avevano la sede nei territori colpiti). La fruibilità delle agevolazioni viene (conseguentemente) estesa ai periodi di imposta 2019 e 2020, a valere sulle risorse stanziate dalla normativa vigente e non fruite dalle imprese beneficiarie. Viene inoltre demandata all’INPS l’emanazione (entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione) di provvedimenti volti a disciplinare le modalità di restituzione dei contributi non dovuti dai soggetti beneficiari delle agevolazioni. La lettera a) – che riscrive il comma 3 dell’art. 46 del D.L. 50/2017 – prevede che le esenzioni previste per la zona franca urbana (ZFU) siano riconosciute anche alle imprese che intraprendono una nuova iniziativa economica all’interno della stessa ZFU entro il 31 dicembre 2019 (a differenza del testo vigente che pone il limite del 31 dicembre 2017). Viene inoltre introdotto un periodo aggiuntivo in base al quale sono escluse dai citati benefici le imprese che svolgono attività appartenenti alla categoria F della codifica ATECO 2007 (sostanzialmente identificabili con le imprese operanti nel settore dell’edilizia e dell’impiantistica) che alla data del 24 agosto 2016 non avevano la sede legale od operativa nei c.d. comuni del cratere, cioè quelli individuati dagli allegati 1, 2 e 2-bis. La norma non specifica che gli allegati citati sono quelli del D.L. 189/2016 ove è contenuta la disciplina per la ricostruzione nei territori colpiti dagli eventi sismici in questione. La lettera b) modifica il comma 4 dell’art. 46 del D.L. 50/2017 al fine di estendere fino al periodo di imposta 2020 la fruibilità delle agevolazioni riconosciute all’interno della ZFU. Il testo vigente prevede che le citate agevolazioni sono concesse per il periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. 50/2017 e per quello successivo. La lettera c) introduce, nel testo dell’art. 46 del D.L. 50/2017, un nuovo comma 4-bis che prevede che l’INPS disciplina con propri provvedimenti, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, le modalità di restituzione dei contributi non dovuti dai soggetti beneficiari delle agevolazioni di cui al presente articolo che sono versati all’entrata del bilancio dello Stato. La lettera d) aggiunge un periodo alla fine del comma 6 dell’art. 46 del D.L. 50/2017 in base al quale per i periodi d’imposta dal 2019 al 2020, le agevolazioni sono concesse a valere sulle risorse stanziate dal medesimo comma e non fruite dalle imprese beneficiarie. Il citato comma 6, come modificato dall'art. 1, comma 747, della L. 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio 2018), ha autorizzato la spesa di 194,5 milioni di euro per l'anno 2017, di 167,7 milioni di euro per l'anno 2018 e di 141,7 milioni di euro per l'anno 2019, che costituisce limite annuale per la concessione delle agevolazioni riconosciute nella “ZFU Sisma Centro Italia”. Fonte: versione del 23-12-2018 del Maxi-emendamento alla Legge di Bilancio 2019, art. 1, c. 429-ter (Zona Franca Urbana Sisma Centro Italia) approvata dal Senato della Repubblica. Read More...
Clicca qui per acquistare il prodotto da fiscoetasse.com Dettagli prodotto Con la presente pubblicazione, si intende fornire un supporto tecnico-operativo utile alla gestione di un’attività di farmacia. Come noto, nel corso degli ultimi anni, le farmacie hanno subito importanti novità normative caratterizzate dalla necessità di allineare tale attività economica al nuovo contesto concorrenziale di mercato. In tale lavoro verranno affrontate le principali tematiche connesse alla gestione contabile e fiscale di un’attività di farmacia. Nello specifico, viene anzitutto analizzato l’attuale inquadramento normativo, a seguito delle novità introdotte dalla L. 4/08/2017 n.124 c.d. Decreto concorrenza, caratterizzato da un ampliamento della platea dei soggetti che possono acquisire la proprietà di una farmacia. Successivamente, vengono analizzate le principali tematiche contabili e fiscali quali a titolo esemplificativo e non esaustivo: la tipologia dei ricavi in farmacia, il regime IVA applicabile, le modalità di tenuta dei registri contabili e fiscali ed i principali adempimenti connessi, il trattamento della fiscalità in ipotesi di cessione di un’attività di farmacia. In sintesi, gli autori sperano di aver raggiunto l’obiettivo di fornire un quadro complessivo relativo alle modalità di gestione di una farmacia, al fine di poter supportare il lettore, sia esso professionista che operatore di settore, nella risoluzione delle principali problematiche connessa a tale particolare attività economica. Indice Introduzione 1. Titolarità e tipologie di farmacia 1.1 Titolarità della farmacia 1.2 Le tipologie di farmacia 1.2.1 Farmacie pubbliche e farmacie private 1.2.2 Farmacie rurali e farmacie urbane 2. Le tipologie di ricavi della farmacia 2.1 Vendite da banco 2.2 Vendite con prestazioni mediche 2.3 Vendite effettuate con emissione di fattura 2.4 L'erogazione dei servizi e attività connesse in farmacia 2.4.1 Prestazioni tramite messa a disposizione di operatori sociosanitari 2.4.2 Prestazioni analitiche di prima istanza rientranti nell’ambito dell’autocontrollo 2.4.3 Prestazioni di supporto all’utilizzo di dispositivi strumentali per i servizi di secondo livello 2.4.4 Servizi di prenotazione telematica di prestazioni ambulatoriali, riscossione e ritiro referti 2.4.5 Certificazione dei corrispettivi incassati per le attività connesse 3. Gli acquisti della farmacia e i rapporti con i fornitori 3.1 La farmacia nel contesto di mercato 3.2 Aspetti strategici delle attività di approvvigionamento 3.3 La gestione degli acquisti: aspetti fiscali 4. La gestione del magazzino 4.1 Il magazzino e le rimanenze: problematiche contabili e fiscali 4.2 Gli strumenti per la gestione del magazzino 5. I regimi contabili 5.1 Il regime ordinario 5.2 Il regime semplificato 6. La gestione dell’IVA 6.1 Esempio numerico calcolo IVA in ventilazione 7. Gli adempimenti fiscali: dichiarativi, comunicazioni e fattura elettronica 7.1 Dichiarazione dei redditi e versamento Irpef, Ires e Irap 7.2 Adempimenti Iva 7.2.1 Codice attività e aliquote Iva 7.2.2 Emissione di scontrino e ricevuta fiscale 7.2.3 Rapporti con il SSN 7.2.4 Liquidazione IVA 7.2.5 Le comunicazioni IVA 7.2.6 Fattura elettronica obbligatoria dal 1° gennaio 2019 7.2.6.1 Fattura elettronica, esonero per le farmacie per l'anno 2019 7.2.6.2 Fattura elettronica: soggetti esonerati all'emissione per il 2019 8. Controlli fiscali in farmacia 9. Cessione della farmacia: questioni operative e trattamento fiscale Bibliografia normativa Appendice normativa Legge 8 novembre 1991, n. 362 - Norme di riordino del settore farmaceutico Legge 4 agosto 2017, n. 124 - Legge annuale per il mercato e la concorrenza Decreto Legge 6 dicembre 2011, n. 201 - Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici Legge 8 marzo 1968, n. 221 - Provvidenze a favore dei farmacisti rurali Legge del 11/12/2016 n. 232 - Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019. Risoluzione del 20/12/2011 n. 128 Agenzia delle Entrate Direzione Centrale Normativa Risoluzione del 12/05/2017 n. 60 – Agenzia delle Entrate – Direzione Centrale Normativa Consulenza giuridica. (Prestazioni sanitarie rese all'interno delle farmacie Regime IVA e obblighi di certificazione Articolo 22 D.P.R. n. 633 del 1972) Autori: Capozucca Dott. Luca Rocci dott. Fabio Isbn: 9788868057299 Read More...
Fonte: http://www.mc.camcom.it Bando Imprese Innovative - Anno 2018. La Camera di Commercio di Macerata ha emanato il Bando Imprese Innovative - Anno 2018, al fine di: - attivare la domanda da parte delle imprese di servizi avanzati e innovativi, favorendo altresì lo sviluppo di un'offerta qualificata; - supportare l'avvio di percorsi virtuosi di trasferimento di conoscenza e di tecnologia per introdurre innovazioni nei processi di produzione, nei prodotti e nei modelli organizzativi delle MPMI; - favorire la collaborazione fra i sistemi produttivi locali e il mondo della ricerca; - valorizzare i risultati degli investimenti in Ricerca, Sviluppo e Innovazione da parte delle MPMI; - sostenere le ricadute sul territorio dei risultati della ricerca scientifica; - facilitare l’adozione di tecnologie digitali e strategie di mercato legate alle potenzialità del web. Grazie a questa iniziativa, le imprese possono richiedere un contributo in relazione alle spese sostenute per le prestazioni di assistenza e consulenza professionale, scientifica e tecnica previste dal Bando e ascrivibili ai seguenti ambiti (con esclusione delle spese di formazione): - Assistenza per l’innovazione dei modelli di business per l’economia digitale e web; - Consulenza per l’avvio di strategie digitali e di strategie di mercato legate alle potenzialità del web, anche in ottica di omnicanalità; - Check-up per Innovazione di Prodotto ; - Check-up per Innovazione di Processo ; - Check-up per Innovazioni nell’Organizzazione aziendale ; - Check-up per Innovazioni di Marketing e Commerciali ; - Consulenza per Ricerca Industriale e Applicata , per Sviluppo Sperimentale e Pre-competitivo ; - Assistenza alla prototipazione e fabbricazione digitale; - Studi di fattibilità per brevettabilità e Servizi di assistenza tecnico-legale per la domanda di un brevetto per invenzione industriale. Le richieste di contributo possono essere presentate, secondo le modalità previste dal Bando, esclusivamente via PEC all’indirizzo cciaa.macerata@mc.legalmail.camcom.it dalle ore 00:00 del 13 settembre 2018 alle ore 24:00 del 31 dicembre 2018, salvo chiusura anticipata per esaurimento dei fondi disponibili.:: Bando Imprese Innovative :: Modello "Imprese Innovative - Domanda" :: Scheda Impresa e Intervento Per ogni informazione ulteriore si invita a consultare il bando e la modulistica e a contattare l’Ente all’indirizzo promozione@mc.camcom.it. Read More...
Fattura elettronica: esclusi gli operatori sanitari
E’ stato approvato l’emendamento con le disposizioni di semplificazione in tema di fatturazione elettronica per gli operatori sanitari E' in corso oggi in Aula l'esame del disegno di legge n. 886, di conversione del D.L. n. 119, in materia fiscale e finanziaria (scadenza 22 dicembre). La Commissione Finanze, lunedì 26 novembre, ne ha concluso l'esame, avviato martedì 30 ottobre. Con l'approvazione dell'emendamento 10.0.100 la Commissione in sede referente propone l'introduzione di un nuovo articolo in materia di fatturazione elettronica per gli operatori sanitari, prevedendo l'esonero dall'obbligo di fatturazione elettronica, per il periodo d'imposta 2019, per i soggetti tenuti all'invio dei dati al Sistema tessera sanitaria. La norma si applica ai soggetti tenuti all'invio dei dati, ai fini dell'elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata, ai sensi dell'articolo 3, commi 3 e 4, del decreto legislativo n. 175 del 2014 (recante "Semplificazione fiscale e dichiarazione dei redditi precompilata"). L’esonero di cui sopra opera per: le aziende sanitarie locali, le aziende ospedaliere, gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, i policlinici universitari, le farmacie, pubbliche e private, i presidi di specialistica ambulatoriale, le strutture per l'erogazione delle prestazioni di assistenza protesicae di assistenza integrativa, gli altri presidi e strutture accreditati per l'erogazione dei servizi sanitari gli iscritti all'Albo dei medici chirurghi e degli odontoiatri. Questi soggetti sono tenuti ad inviare al Sistema tessera sanitaria i dati relativi alle prestazioni erogate dal 2015, con alcune esclusioni, ai fini della elaborazione della dichiarazione dei redditi. Si attende ora che il testo venga definitivamente approvato da entrambe le Camere. Fonte: fiscoetasse.com Read More...
Fatturazione elettronica: i primi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate
L'Agenzia delle Entrate, nel corso del video-forum organizzato da “Italia Oggi” il giorno 15 novembre 2018, ha fornito i primi chiarimenti sul tema della fatturazione elettronica. Ecco in sintesi i chiarimenti forniti MODELLI INTRA Domanda: Si chiede se, con l'introduzione della fatturazione elettronica a partire dal prossimo 1° gennaio 2019, per le cessioni in ambito comunitario resta obbligatoria la presentazione del modello INTRA ovvero se il fornitore italiano emette la fattura con indicazione della sigla XXXXXXX, in quanto destinatario non residente, resta comunque obbligatorio il detto adempimento. Risposta: Il provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate n. 194409 del 25 settembre 2017 - emanato in attuazione delle disposizioni dell'articolo 50, comma 6, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331 (da ultimo modificato dalla legge 27 febbraio 2017, n. 19) – ha introdotto misure di semplificazione degli obblighi comunicativi dei contribuenti in relazione agli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie (c.d. “Intrastat”). In particolare, in considerazione dell'obbligo di comunicazione dei dati delle fatture transfrontaliere di cui all'articolo 1, comma 3bis, del D.Lgs. n.127/15, restano in vigore le predette semplificazioni per le quali: l'obbligo di comunicazione mensile dei modelli INTRA 2bis resta in capo – ai soli fini statistici – ai soggetti passivi che hanno effettuato acquisti di beni intracomunitari per importi trimestrali pari o superiori a 200.000 euro; l'obbligo di comunicazione mensile dei modelli INTRA 2quater resta in capo – ai soli fini statistici – ai soggetti passivi che hanno effettuato acquisti di servizi intracomunitari per importi trimestrali pari o superiori a 100.000 euro. Per maggiori approfondimenti: Provvedimento del 25 settembre 2017. DELEGHE DEI CONTRIBUENTI Domanda: Il conferimento delle deleghe anche per utilizzo dei servizi di fatturazione elettronica deve essere sottoscritto dal contribuente e consegnato anche da un intermediario; si chiede quale sia la procedura, giacché alcuni Uffici periferici chiedono la presentazione di una procura ad hoc e l'attestazione in calce al modello che la firma è originale da parte dello stesso intermediario. Risposta: Le procedure per il conferimento della delega ai servizi di fatturazione elettronica messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate nel portale “Fatture e Corrispettivi” sono quelle definite con il provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate n. 291241 del 5 novembre scorso, disponibile anche nell'area tematica della fatturazione elettronica accessibile dalla home page del sito internet dell'Agenzia delle entrate. SEZIONALI IVA Domanda: In vigenza del D.M. 23/1/2004 in presenza di alcune fatture elettroniche, per evitare di dover conservare anche quelle cartacee in modo sostitutivo, era stata individuata la possibilità di adottare numerazioni e/o annotazioni sezionali delle fatture elettroniche (circolare 36/E/2006 § 5.3, risoluzioni 161/E/2007 e 267/E/2007). Il D.M. 17/6/2014, a differenza del precedente decreto del 2004, non richiede espressamente l'obbligo di operare, per periodo d'imposta, la medesima modalità di conservazione per tutti i documenti rientranti nella medesima categoria. Ferma restando la facoltà per il contribuente, è corretto ritenere quindi che la suddetta adozione di sezionali non è più obbligatoria al fine di evitare di ricadere nell'obbligo di conservare in modo sostitutivo anche le fatture analogiche? Risposta: In linea con la piena equiparazione tra fattura analogica ed elettronica, i contribuenti non sono tenuti ad adottare registri sezionali/sotto sezionali ai fini della registrazione e della conservazione delle fatture elettroniche e analogiche, potendo avvalersi di modalità di conservazione sia elettroniche - obbligatorie per le fatture elettroniche ai sensi dell'articolo 39 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 – sia analogiche. Inoltre, la numerazione delle fatture elettroniche e di quelle analogiche può, come già chiarito dalla risoluzione n. 1/E del 10 gennaio 2013, proseguire ininterrottamente, a condizione che sia garantita l'identificazione univoca della fattura, indipendentemente dalla natura analogica o elettronica. Così, ad esempio, alla fattura numero 1 analogica, possono succedere la numero 2 e 3 elettroniche, la numero 4 analogica e così via, senza necessità di ricorrere a separati registri sezionali, fermo restando il rispetto del sopra richiamato articolo 39. CONSERVAZIONE A NORMA Domanda: È previsto che la conservazione per 15 anni delle fatture XML da parte dell'Agenzia delle Entrate è necessario sottoscrivere un accordo di durata triennale, rinnovabile. Il rinnovo non è attualmente tacito e quindi l'Agenzia delle Entrate prevede un sistema di “allarme” prima della scadenza? E se il contribuente dimentica il rinnovo, quali sono le conseguenze? È possibile ratificare comunque... Read More...
Zona franca urbana sisma Centro Italia: istruzioni INPS sulle agevolazioni
La “Zona franca urbana sisma Centro Italia” è stata istituita dall’articolo 46 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, come modificato dall’articolo 1, commi 745 e 746, della legge n. 205/2017 (legge di bilancio 2018). Risoluzione n. 45/E del 19 giugno 2018 Con la circolare n. 112 del 2018 l'INPS fornisce le istruzioni per la fruizione dei benefici contributivi previsti in favore delle imprese e dei lavoratori autonomi che hanno subito una riduzione di fatturato a seguito degli eventi sismici che hanno interessato le regioni del Centro Italia nel 2016 e 2017. L'Ente previdenziale evidenzia le modalità di utilizzo dei benefici per il recupero dei versamenti sospesi e per i futuri importi da versare a mezzo F24. Riportiamo di seguito la circolare INPS n. 112 del 2018: Quadro normativo L’articolo 46 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, ha istituito la zona franca urbana (ZFU) per i Comuni del Centro Italia colpiti dagli eventi sismici verificatisi nei territori delle Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo in data 24 agosto 2016, 26 e 30 ottobre 2016 e 18 gennaio 2017. In particolare, la citata disposizione ha previsto in favore delle imprese che hanno la sede principale o l'unità locale all'interno della zona franca e che hanno subito, a causa degli eventi sismici, una riduzione del fatturato almeno pari al 25 per cento nei periodi dal 1° settembre 2016 al 31 dicembre 2016 (per i soggetti localizzati nei Comuni di cui agli allegati 1 e 2 del D.L. n. 189/2016) e dal 1° febbraio 2017 al 31 maggio 2017 (per i soggetti di cui all’allegato 2 bis del citato D.L. n. 189) alcune misure agevolative di natura fiscale, nonché l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, con esclusione dei premi per l'assicurazione obbligatoria infortunistica, a carico dei datori di lavoro, sulle retribuzioni da lavoro dipendente. Detto esonero spetta, alle medesime condizioni, anche ai titolari di reddito di lavoro autonomo che svolgono l'attività all'interno della zona franca urbana. L’articolo 1, comma 745, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, ha novellato il citato D.L. n. 50/2017, stabilendo che i benefici previsti per la ZFU spettano anche ai soggetti che hanno la sede principale o l'unità locale nei Comuni delle Regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, di cui all'allegato 2 del D.L. n. 189/2016, che hanno subito, nel periodo dal 1° novembre 2016 al 28 febbraio 2017, una riduzione del fatturato almeno pari al 25 per cento rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. Il successivo comma 746 ha disposto, inoltre, che l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali venga riconosciuto altresì ai titolari di imprese individuali o familiari che hanno subito, a seguito degli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016 nelle Regioni Umbria, Abruzzo, Marche e Lazio, una riduzione del fatturato pari al 25 per cento nel periodo dal 1° settembre 2016 al 31 dicembre 2016, rispetto al corrispondente periodo dell’anno 2015. Ambito di applicazione La modalità di concessione delle suddette agevolazioni fiscali e contributive, che sono riconosciute esclusivamente per i periodi di imposta 2017 e 2018, nei limiti delle risorse disponibili e nel rispetto del regime de minimis in materia di aiuti di stato, è stata regolamentata dal Ministero dello Sviluppo economico, quale autorità competente, con le circolari n. 99473/2017, n. 114735/2017 e n. 163472/2017. Gli elenchi dei soggetti ammessi a fruire delle agevolazioni in argomento sono stati resi noti dal medesimo Dicastero con la pubblicazione di appositi decreti direttoriali (cfr. da ultimo il decreto direttoriale 12 luglio 2018). Ciò premesso, con riferimento all’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali previsto a seguito dell’istituzione della ZFU (cfr. art. 46, comma 2, lett. d) del D.L. n. 50/2017), al fine di semplificare lo svolgimento degli adempimenti contributivi da parte dei soggetti ammessi alle agevolazioni previste per la zona franca urbana, si rammenta quanto segue. Nel dettaglio, in ordine alla modalità di fruizione delle agevolazioni in trattazione, l’articolo 46, comma 8, del citato D.L. n. 50/2017 e ss.mm.ii., fa esplicito rinvio, in quanto compatibili, alle disposizioni di cui al decreto del Ministero dello Sviluppo economico 10 aprile 2013, che prevedono la riduzione dei versamenti da effettuarsi con il modello di pagamento “F24” da presentare esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (ENTRATEL e FISCONLINE). A tal proposito, ai fini dell’utilizzo in compensazione, a mezzo modello F24, delle agevolazioni previste dall’articolo 46 in commento, è stato istituito dall’Agenzia delle Entrate, con Risoluzione n. 160/E del 21 dicembre 2017, il codice tributo “Z148”. Con specifico riguardo,... Read More...
Fattura elettronica: secondo il Garante della privacy va cambiata
Il Garante della privacy boccia la fatturazione elettronica: in un parere rilasciato il 15/11/2018 Antonello Soro smonta il sistema costruito per la trasmissione e la conservazione delle fatture elettroniche tra imprese e privati, poiché sono state riscontrate rilevanti criticità in ordine alla compatibilità con la normativa in materia di protezione dei dati personali. Clicca qui per legger il provvedimento Ecco quanto riportato nel sito del Garante: Il Garante privacy all’Agenzia delle entrate: la fatturazione elettronica va cambiataI trattamenti di dati previsti dal 1 gennaio 2019 possono violare la normativa sulla protezione dei dati. Sproporzionata raccolta di informazioni e rischi di usi impropri da parte di terzi Il Garante per la protezione dei dati personali ha avvertito l’Agenzia delle entrate che il nuovo obbligo della fatturazione elettronica, così come è stato regolato dall’Agenzia delle entrate, “presenta rilevanti criticità in ordine alla compatibilità con la normativa in materia di protezione dei dati personali”. Per questo motivo ha chiesto all’Agenzia di far sapere con urgenza come intenda rendere conformi al quadro normativo italiano ed europeo i trattamenti di dati che verranno effettuati ai fini della fatturazione elettronica [doc. web n. 9059949]. E’ la prima volta che il Garante esercita il nuovo potere correttivo di avvertimento, attribuito dal Regolamento europeo, attraverso un provvedimento adottato anche a seguito di alcuni reclami. Il nuovo obbligo di fatturazione elettronica - esteso a partire dal 1 gennaio 2019 anche ai rapporti tra fornitori e tra fornitori e consumatori - presenta, secondo il Garante, un rischio elevato per i diritti e le libertà degli interessati, comportando un trattamento sistematico, generalizzato e di dettaglio di dati personali su larga scala, potenzialmente relativo ad ogni aspetto della vita quotidiana dell’intera popolazione, sproporzionato rispetto all’obiettivo di interesse pubblico, pur legittimo, perseguito. Entrando nel merito del nuovo sistema di e-fatturazione il Garante ha rilevato una serie di criticità. In primo luogo, l’Agenzia, dopo aver recapitato le fatture in qualità di “postino” attraverso il sistema di interscambio (SDI) tra gli operatori economici e i contribuenti, archivierà e utilizzerà i dati anche a fini di controllo. Tuttavia non saranno archiviati solo i dati obbligatori a fini fiscali, ma la fattura vera e propria, che contiene di per sé informazioni di dettaglio ulteriori sui beni e servizi acquistati, come le abitudini e le tipologie di consumo, legate alla fornitura di servizi energetici e di telecomunicazioni (es. regolarità nei pagamenti, appartenenza a particolari categorie di utenti), o addirittura la descrizione delle prestazioni sanitarie o legali. Altre criticità derivano dalla scelta dell’Agenzia delle entrate di mettere a disposizione sul proprio portale, senza una richiesta dei consumatori, tutte le fatture in formato digitale, anche per chi preferirà comunque continuare a ricevere la fattura cartacea o digitale direttamente dal fornitore, come garantito dal legislatore. Ulteriori problemi pone il ruolo assunto dagli intermediari delegabili dal contribuente per la trasmissione, la ricezione e la conservazione delle fatture, alcuni dei quali operano anche nei confronti di una moltitudine di imprese, accentrando enormi masse di dati personali con un aumento dei rischi, non solo per la sicurezza delle informazioni, ma anche relativi a ulteriori usi impropri, grazie a possibili collegamenti e raffronti tra fatture di migliaia di operatori economici. Anche le modalità di trasmissione attraverso lo SDI e gli ulteriori servizi offerti dall’Agenzia (come la conservazione dei dati) presentano criticità per quanto riguarda i profili di sicurezza, a partire dalla mancata cifratura della fattura elettronica, tanto più considerato l’utilizzo della PEC per lo scambio delle fatture, con la conseguente possibile memorizzazione dei documenti sui server di posta elettronica. Una preventiva consultazione dell’Autorità, peraltro stabilita dal previgente Codice privacy e dal nuovo Regolamento Ue, avrebbe potuto assicurare fin dalla progettazione l’avvio del nuovo sistema con modalità e garanzie rispettose della protezione dei dati personali, introducendo misure tecnico organizzative adeguate in tutta la filiera del trattamento dei dati personali per la fatturazione elettronica. Il provvedimento del Garante è stato inviato anche al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell’economia e delle finanze per le valutazioni di competenza. Roma, 16 novembre 2018 Fonte: www.garanteprivacy.it Read More...
Il Decreto Legge n. 119/2018 introduce importanti novità per i contribuenti residenti nei Comuni del Centro Italia colpiti dagli eventi sismici del 2016 e del 2017. In particolare: per coloro che hanno già presentato la dichiarazione di adesione alle precedenti “Definizioni” introdotte dal D.L. n. 193/2016 (“prima rottamazione”) e, successivamente, dal D.L. n. 148/2017 (“rottamazione-bis”) e la loro richiesta è stata accolta, l’importo dovuto sarà automaticamente ripartito in 10 rate consecutive di pari importo (fino a 5 anni), con scadenza il 31 luglio ed il 30 novembre di ciascun anno, a partire dal 31 luglio 2019. A tal fine, senza alcun adempimento a loro carico (e quindi senza necessità di presentare una nuova dichiarazione di adesione), l’Agente della riscossione, invierà, entro il 30 giugno 2019, una nuova “Comunicazione” con la ripartizione dell’importo dovuto unitamente ai bollettini precompilati.Per ciascuna rata sarà dovuto il tasso di interesse dello 0,3% calcolato a decorrere dal 1° agosto 2019. Coloro invece che non hanno aderito alle precedenti “Definizioni” introdotte dal D.L. n. 193/2016 (“prima rottamazione”) e, successivamente, dal D.L. n. 148/2017 (“rottamazione-bis”) potranno aderire alla nuova Definizione agevolata 2018 (cosiddetta “rottamazione-ter”).Consultare la sezione sulla Definizione agevolata 2018 e le modalità di adesione Link al form per richiedere copia della comunicazione Elenco dei comuni interessati Fonte: www.agenziaentrateriscossione.gov.it Read More...
Decreto fiscale 2018: misure di semplificazione fiscale
Nella nota del 26 ottobre 2018 Assonime ha analizzato le disposizioni in materia di IVA e di accise del cd. Decreto Legge fiscale (G.U. n. 247 del 23 ottobre 2018: D.L. 23 ottobre 2018, n. 119, collegato alla legge di Bilancio 2019). Il Decreto Legge è entrato in vigore il 24 ottobre 2018 e contiene, tra le altre cose, numerose disposizioni in materia fiscale finalizzate sia a semplificare l'adozione della fatturazione elettronica, sia a contrastare l'evasione. Assonime, nel documento pubblicato, segnala le disposizioni in materia di IVA più rilevanti. Ecco gli aspetti evidenziati nella citata nota. Art. 10 - Norme di semplificazione per l'avvio della fatturazione elettronica Il Decreto Legge, tenendo conto delle difficoltà che potrebbero incontrare gli operatori nel primo semestre di operatività della fatturazione elettronica, prevede, fino al 30 giugno 2019, la non applicazione delle sanzioni per la ritardata emissione delle fatture elettroniche, se esse sono emesse entro il termine di effettuazione della liquidazione periodica dell'IVA. L'articolo prevede, inoltre, una riduzione dell'80% delle sanzioni se le fatture sono emesse entro il termine per la liquidazione IVA relativa al periodo successivo. Art. 11 - Norme di semplificazione in tema di emissione delle fatture Nella fattura deve essere indicata anche la data di effettuazione dell'operazione oppure quella in cui è pagato in tutto o in parte il corrispettivo, quando tale data è diversa da quella di emissione. L'articolo introduce anche un nuovo più ampio termine per l'emissione delle fatture: tali documenti potranno ora essere emessi entro 10 giorni dall'effettuazione dell'operazione determinata ai sensi dell'art. 6 del D.P.R. n. 633 del 1972, e non più al momento dell'effettuazione dell'operazione. Tale norma si applicherà a partire dal 1° luglio 2019. Per il primo semestre di tale anno, come visto sopra, l'art. 10 dispone la disapplicazione o la riduzione delle sanzioni per la ritardata emissione delle fatture. Art. 12 - Disposizioni di semplificazione in tema di annotazione delle fatture emesse Il Decreto Legge, modificando il primo comma dell'art. 23 del D.P.R. n. 633 del 1972, stabilisce che le fatture emesse devono essere registrate entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni, ma con riferimento al mese di effettuazione. La norma, tenendo conto del nuovo termine di emissione delle fatture stabilito dall'art. 11 (entro 10 giorni dall'effettuazione dell'operazione), è volta ad assicurare che l'operazione partecipi comunque alla liquidazione del periodo di riferimento (mese o trimestre) in cui l'operazione è stata effettuata. Art. 13 - Disposizioni di semplificazione in tema di registrazione degli acquisti A seguito della riformulazione del primo e del secondo comma dell'art. 25 del D.P.R. n. 633/1972, vengono eliminati gli obblighi di numerare progressivamente le fatture ricevute e di annotare nel registro acquisti tali numeri, poiché ci troveremo a trattare solo fatture elettroniche, essendo esse immodificabili. Art. 14 - Norme di semplificazione in tema di detrazione dell'IVA Le nuove disposizioni stabiliscono che il diritto alla detrazione dell'IVA relativa alle fatture ricevute può essere esercitato anche in relazione ai documenti ricevuti e registrati entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione, eccezion fatta per le operazioni relative all'anno precedente. La nuova disposizione prevede che il cessionario/committente può detrarre l'lVA relativa alle fatture passive nella liquidazione relativa al periodo in cui l'operazione è stata effettuata e, conseguentemente, l'imposta è diventata esigibile, a condizione che tali fatture siano ricevute e registrate entro il termine ultimo per la liquidazione relativa a tale periodo. Unica eccezione resta il caso in cui le fatture relative ad operazioni effettuate in un anno d'imposta vengano ricevute nell'anno successivo: in tal caso la detrazione deve essere effettuata nell'anno di ricezione del documento. Art. 15 - Disposizioni di coordinamento in tema di fatturazione elettronica Viene apportata una modifica alla legge di bilancio 2018, la quale, nell'introdurre l'obbligo generalizzato di emissione della fattura elettronica, aveva fatto riferimento ai soggetti "residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato". Poiché l'inclusione nel perimetro dell'obbligo anche dei soggetti non residenti identificati ai fini IVA in Italia non era prevista dalla deroga alla direttiva IVA concessa dagli Organi comunitari, correttamente la nuova norma specifica che tale obbligo vige solo per i soggetti "residenti o stabiliti nel territorio dello Stato". Art. 16 - Memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi Il Decreto legge prevede l'estensione dell'obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi all'Agenzia delle entrate a partire dal 1°... Read More...
Attività socio-educative svolte dall’azienda agricola: quale trattamento IVA?
Agenzia delle Entrate, risoluzione 77/E del 16 Ottobre 2018: l'Amministrazione finanziaria ha fornito chiarimenti in merito al trattamento fiscale ai fini dell’Iva sulle prestazioni rese con finalità socio-educative da una azienda agricola iscritta nei registri regionali delle “Fattorie didattiche”, in quello delle “Fattorie sociali” e nel registro delle Comunità per minori, nonché nel Sistema informativo minori accolti (Sim) del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Le attività socio-educative svolte dall'azienda agricola sociale rientrano nel regime di esenzione ai sensi all’articolo 10, comma 1, n. 21 del DPR 26 ottobre 1972 n. 633: rileva infatti il carattere oggettivo delle prestazioni rese mentre non è richiesta una qualità particolare del soggetto che le rende. Per l’attività di casa-accoglienza svolta da un’azienda agricola che realizza interventi, azioni e percorsi di integrazione e di inserimento lavorativo di minori in situazioni di disagio non si applica l'IVA, poiché si è in presenza di prestazioni assimilabili a quelle svolte da “brefotrofi, orfanotrofi, asili, case di riposo per anziani”. Il quesito e il parere dell'Amministrazione finanziaria Nella richiesta di chiarimenti all'Agenzia delle Entrate, l’azienda dichiara di attuare un modello peculiare di accoglienza volto a valorizzare, ai fini della riabilitazione, l’aspetto ambientale. In tale modello la natura e il lavoro agricolo diventano parte terapeutica del progetto nell’ambito di una “agri-comunità” che offre una pluralità di opportunità formative attraverso la promozione dell’agricoltura sociale. Viene inoltre specificato che per la realizzazione di interventi, azioni e percorsi finalizzati all’accoglienza, all’integrazione socio-educativa e di inserimento lavorativo di minori in situazioni di disagio, vengono stipulate apposite convenzioni con i vari Comuni interessati, che gli riconoscono una retta pro-capite per ogni giorno di effettiva presenza (almeno sei ore), del minore nella comunità. La retta comprende le spese per vitto, alloggio, igiene, vestiario, lavanderia, trasporto e spese minute sostenute per conto del minore e quant’altro inserito nella convenzione. L’azienda agricola ha chiesto se quest’attività di casa accoglienza può beneficiare dell’esenzione ai fini Iva di cui all’articolo 10, comma 1, n. 21 del Dpr 633/1972. Il parere delle Entrate: l’Agenzia delle entrate partendo dal citato art. 10 che ammette l’esenzione Iva per “le prestazioni proprie dei brefotrofi, orfanotrofi, asili, case di riposo per anziani e simili, delle colonie marine, montane e campestri e degli alberghi e ostelli per la gioventù di cui alla legge 21 marzo 1958, n. 326, comprese le somministrazioni di vitto, indumenti e medicinali, le prestazioni curative e le altre prestazioni accessorie”, considera che, ai fini dell’applicazione dell’Iva, rileva il carattere oggettivo delle prestazioni rese, mentre non è richiesta una qualità particolare nel soggetto che le rende. Viene anche sottolineato che lo stesso comma 21 (dell’articolo 10, Dpr 633/1972) elenca quali sono le attività esenti Iva: “le prestazioni proprie dei brefotrofi, orfanotrofi, asili, case di riposo per anziani e simili, delle colonie marine, montane e campestri e degli alberghi e ostelli per la gioventù di cui alla legge 21 marzo 1958, n. 326, comprese le somministrazioni di vitto, indumenti e medicinali, le prestazioni curative e le altre prestazioni accessorie”. Nel caso di specie, la natura e le finalità essenzialmente sociali, assistenziali e di mero soccorso a favore della gioventù sono assimilabili a quelle svolte da istituzioni assistenziali tipiche, quali: “brefotrofi, orfanotrofi, asili, case di riposo per anziani” e, pertanto, agli effetti dell’Iva, è applicabile il regime di esenzione ai sensi all’articolo 10, comma 1, n. 21 del Dpr 633/1972. Read More...
Nessun rinvio per la fattura elettronica: si parte il 1° gennaio 2019
In data 10/10/2018, nel corso delle interrogazioni a risposta immediata presso la VI Commissione permanente Finanze della Camera dei Deputati, sono arrivati chiarimenti in merito all’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica. Entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica. Per la generalità dei soggetti passivi IVA l’entrata in vigore dell’obbligo della fatturazione elettronica resta confermata al 1° gennaio 2019. Nessun rinvio: ecco le ragioni Le ragioni che giustificano la mancata adesione alle diverse richieste di rinvio dell’operatività dell’obbligo sono le seguenti: l’eventuale differimento presenta significativi impatti sul gettito, per le minori entrate derivanti dalla lotta all’evasione Iva l’autorizzazione in deroga a introdurre l’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica, concessa all’Italia dalla Ue per il periodo 2019-2021, potrà essere rinnovata solo dopo aver dimostrato alla Commissione l’efficacia della nuova misura, da fornire sulla base dei dati raccolti nel periodo 2019-2021 l’eventuale avvio dell’obbligo con cadenze temporalmente diversificate a seconda della tipologia dei contribuenti sarebbe in contrasto con le caratteristiche proprie del sistema della fatturazione elettronica, che integra un processo “simmetrico” destinato a vincolare non solo il soggetto emittente, ma anche quello ricevente; pertanto, se l’obbligo fosse limitato a specifiche categorie di operatori, si introdurrebbero elementi di notevole complessità per gli operatori stessi (e per i loro intermediari) nella gestione quotidiana delle fatture e, quindi, dei relativi processi amministrativi e contabili peraltro, l’entrata in vigore scaglionata dell’obbligo è suscettibile di introdurre elementi di notevole complessità anche per l’Agenzia delle entrate, che, infatti, si troverebbe a dover gestire la coesistenza di due adempimenti (fatturazione elettronica e spesometro) tra loro distinti per categorie di operatori Iva, disciplina e termini; tutto ciò aumenterebbe notevolmente il rischio di errori degli operatori con conseguenti difficoltà di controllo da parte dell’Amministrazione e ripercussioni negative sull’attività di prevenzione e contrasto dei fenomeni di frode ed evasione Iva (aspetto, quest’ultimo, già chiarito dal direttore dell’Agenzia nel corso dell’audizionedello scorso 3 ottobre). Fonte: fiscooggi.it Read More...
In arrivo le comunicazioni delle anomalie riscontrate dall’incrocio tra spesometro e dichiarazioni IVA
Al via i controlli su spesometro e dichiarazione IVA: invio di lettere di compliance in caso di anomalie riscontrate dall’incrocio di spesometro e dichiarazioni IVA. I controlli riguarderanno l’omessa dichiarazione in tutto o in parte del volume d’affari conseguito, ai sensi dei dati IVA comunicati con lo spesometro, nella versione vigente fino al 23 ottobre 2016. Con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate dell’8 ottobre 2018, prot. n. 237975/2018 sono state approvate le modalità con le quali sono messe a disposizione del contribuente e della Guardia di Finanza, anche mediante l’utilizzo di strumenti informatici (Pec, cassetto fiscale), le informazioni derivanti dal confronto con i dati comunicati all’Agenzia delle Entrate mediante lo spesometro dal contribuente e dai suoi clienti soggetti passivi IVA (ai sensi dell’articolo 21 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, nella versione vigente fino al 23 ottobre 2016), da cui risulterebbe che lo stesso abbia omesso, in tutto o in parte, di dichiarare il volume d’affari conseguito. I contribuenti, avuto conoscenza delle informazioni e degli elementi resi dall’Agenzia delle Entrate possono regolarizzare gli errori o le omissioni eventualmente commessi secondo le modalità previste dall’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, beneficiando della riduzione delle sanzioni in ragione del tempo trascorso dalla commissione delle violazioni stesse. Read More...
Privacy: le istruzioni del Garante sul registro dei trattamenti
In data 8 ottobre 2018 il Garante della Privacy ha pubblicato aggiornamenti sul registro delle attività di trattamento (fonte: www.garanteprivacy.it) Il Garante per la protezione dei dati personali ha messo a disposizione sul proprio sito le istruzioni sul Registro delle attività di trattamento, previsto dal Regolamento (EU) n. 679/2016 (di seguito “RGPD”). Il Registro, che deve essere predisposto dal titolare e del responsabile del trattamento, è un documento contenente le principali informazioni (specificatamente individuate dall’art. 30 del Regolamento) relative alle operazioni di trattamento svolte da una impresa, un’associazione, un esercizio commerciale, un libero professionista. L’obbligo di redigere il Registro costituisce uno dei principali elementi di accountability del titolare, poiché rappresenta uno strumento idoneo a fornire un quadro aggiornato dei trattamenti in essere all’interno della propria organizzazione, indispensabile ai fini della valutazione o analisi del rischio e dunque preliminare rispetto a tale attività. Il Registro deve avere forma scritta, anche elettronica, e deve essere esibito su richiesta al Garante. Come specificato nelle FAQ del Garante, sono tenuti a redigere il Registro le imprese o le organizzazioni con almeno 250 dipendenti e - al di sotto dei 250 dipendenti - qualunque titolare o responsabile che effettui trattamenti che possano presentare rischi, anche non elevati, per i diritti e le libertà delle persone o che effettui trattamenti non occasionali di dati oppure trattamenti di particolari categorie di dati (come i dati biometrici, dati genetici, quelli sulla salute, sulle convinzioni religiose, sull’origine etnica etc.), o anche di dati relativi a condanne penali e a reati. Nelle FAQ vengono indicate, tra l’altro, quali informazioni deve contenere il Registro e le modalità per la sua conservazione e il suo aggiornamento. FAQ sul registro delle attività di trattamento (fonte: www.garanteprivacy.it) Cosa è il registro delle attività di trattamento? L’art. 30 del Regolamento (EU) n. 679/2016 (di seguito “RGPD”) prevede tra gli adempimenti principali del titolare e del responsabile del trattamento la tenuta del registro delle attività di trattamento. E’ un documento contenente le principali informazioni (specificatamente individuate dall’art. 30 del RGPD) relative alle operazioni di trattamento svolte dal titolare e, se nominato, dal responsabile del trattamento (sul registro del responsabile, vedi, in particolare, il punto 6). Costituisce uno dei principali elementi di accountability del titolare, in quanto strumento idoneo a fornire un quadro aggiornato dei trattamenti in essere all’interno della propria organizzazione, indispensabile per ogni attività di valutazione o analisi del rischio e dunque preliminare rispetto a tali attività. Il registro deve avere forma scritta, anche elettronica, e deve essere esibito su richiesta al Garante. Chi è tenuto a redigerlo? Tutti i titolari e i responsabili del trattamento sono tenuti a redigere il Registro delle attività di trattamento (v. art. 30, par. 1 e 2 del RGPD). In particolare, in ambito privato, i soggetti obbligati sono così individuabili: imprese o organizzazioni con almeno 250 dipendenti; qualunque titolare o responsabile (incluse imprese o organizzazioni con meno di 250 dipendenti) che effettui trattamenti che possano presentare un rischio – anche non elevato – per i diritti e le libertà dell'interessato; qualunque titolare o responsabile (incluse imprese o organizzazioni con meno di 250 dipendenti) che effettui trattamenti non occasionali; qualunque titolare o responsabile (incluse imprese o organizzazioni con meno di 250 dipendenti) che effettui trattamenti delle categorie particolari di dati di cui all’articolo 9, paragrafo 1 RGPD, o di dati personali relativi a condanne penali e a reati di cui all’articolo 10 RGPD. Rientrano nella categoria delle “organizzazioni” di cui all’art. 30, par. 5 anche le associazioni, fondazioni e i comitati. Alla luce di quanto detto sopra, sono tenuti all’obbligo di redazione del registro, ad esempio: - esercizi commerciali, esercizi pubblici o artigiani con almeno un dipendente (bar, ristoranti, officine, negozi, piccola distribuzione, ecc.) e/o che trattino dati sanitari dei clienti (es. parrucchieri, estetisti, ottici, odontotecnici, tatuatori ecc.); - liberi professionisti con almeno un dipendente e/o che trattino dati sanitari e/o dati relativi a condanne penali o reati (es. commercialisti, notai, avvocati, osteopati, fisioterapisti, farmacisti, medici in generale); - associazioni, fondazioni e comitati ove trattino “categorie particolari di dati” e/o dati relativi a condanne penali o reati (i.e. organizzazioni di tendenza; associazioni a tutela di soggetti c.d. “vulnerabili” quali ad esempio malati, persone con disabilità, ex detenuti ecc.; associazioni che... Read More...
Impresa agricola con servizi faunistico-venatori: si può applicare il regime forfettario?
Regime forfettario per l’impresa agricola con servizi faunistico-venatori D: Si può fruire del regime forfettario in relazione all’attività faunistico-venatoria esercitata, sia come persona fisica che come società semplice, sul fondo dall’imprenditore agricolo? R: Sì, purché si tratti di un’attività “connessa” e l’imprenditore utilizzi prevalentemente attrezzature o risorse normalmente impiegate nell’azienda agricola principale. L’Agenzia delle entrate, nella la risoluzione n. 73/E del 27 settembre 2018, ha precisato che i redditi che derivano all’imprenditore agricolo dalla fornitura di servizi faunistico-venatori vengono determinati forfetariamente, come previsto al comma 3 dell’articolo 56-bis del Tuir, solo nel caso in cui l’attività sia svolta nel rispetto dei criteri “della normalità” e “della prevalenza” fissati dal terzo comma dell’articolo 2135 del codice civile. All'Amministrazione finanziaria è stato chiesto quale sia il corretto trattamento fiscale applicabile ai fini delle imposte sul reddito, alle seguenti attività: allevamento di selvaggina, alimentata con mangimi ottenuti dai terreni di cui dispone l’azienda; concessione dell’esercizio dell’attività venatoria a terzi, dietro pagamento di un corrispettivo; realizzazione di interventi agro-forestali volti a mantenere e ricostituire l’habitat. L’Agenzia, facendo riferimento a due sue precedenti circolari (rif. n. 44/2002 e n. 44/2004), ha chiarito che la fornitura di servizi faunistico-venatori può qualificarsi come fornitura di servizi alla quale sia applicabile il predetto regime agevolato, se è svolta: dallo stesso imprenditore agricolo che esercita la coltivazione del fondo o del bosco ovvero l’allevamento di animali; utilizzando “prevalentemente” attrezzature o risorse dell’azienda “normalmente” impiegate nell’attività agricola principale rispetto a quelle che sono impiegate solo per la fornitura di servizi. N.B.: la sussistenza del requisito della prevalenza ricorre tutte le volte in cui il fatturato derivante dall’impiego di attrezzature o risorse normalmente impiegate nell’attività agricola principale è superiore al fatturato ottenuto attraverso l’utilizzo delle altre attrezzature o risorse. In presenza di tali requisiti, ai redditi derivanti dalla fornitura di servizi faunistico-venatori si viene a determinare in maniera forfetaria il reddito d’impresa dell’imprenditore agricolo con l’applicazione del coefficiente di redditività del 25% all’ammontare dei corrispettivi delle operazioni registrate o soggette a registrazione ai fini Iva. Attenzione: nel momento in cui la fornitura dei servizi faunistico-venatori non venga effettuata con il criterio della prevalenza, i relativi redditi concorrono a formare il reddito d’impresa con le modalità ordinarie. Aziende faunistico-venatorie. Ai sensi della l. 157/92, le Regioni, su richiesta degli interessati e sentito l'Istituto nazionale per la fauna selvatica, entro i limiti del 15 per cento del proprio territorio agro-silvo-pastorale, possono autorizzare, regolamentandola, l'istituzione di aziende faunistico-venatorie, senza fini di lucro, soggette a tassa di concessione regionale, per prevalenti finalità naturalistiche e faunistiche con particolare riferimento alla tipica fauna alpina e appenninica, alla grossa fauna europea e a quella acquatica. Le concessioni devono essere corredate di programmi di conservazione e di ripristino ambientale al fine di garantire l'obiettivo naturalistico e faunistico. In tali aziende la caccia è consentita nelle giornate indicate dal calendario venatorio secondo i piani di assestamento e di abbattimento. Nelle aziende faunistico-venatorie non è consentito immettere o liberare fauna selvatica posteriormente alla data del 31 agosto. Read More...
Imprese agricole: l'attività occasionale di sgombero neve è soggetta a IRAP
Con la Risposta n. 23 del 04.10.2018 l'Agenzia delle Entrate evidenzia che l'attività occasionale di sgombero neve connessa all’agricoltura (così come l'attività di agriturismo) è soggetta all'applicazione dell'IRAP. L'attività di sgombero neve occasionalmente esercitata mediante l’utilizzo del trattore normalmente impiegato nell’esercizio dell’attività agricola (attività principale) è soggetta all'IRAP poiché rappresenta una attività connessa all’agricoltura rientrante nell’articolo 56-bis del TUIR. Nell'affermare quanto sopra, l'Agenzia delle Entrate ha precisato che l’articolo 2135 comma 3 del codice civile riconduce alle attività agricole per connessione “le attività, esercitate dal medesimo imprenditore agricolo (…) dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l’utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell’azienda normalmente impiegate nell’attività agricola esercitata”. Il parere dell'Amministrazione finanziaria. La determinazione del reddito prodotto dalle attività agricole per connessione avviene in base alle statuizioni contenute nell’articolo 56-bis comma 3 del TUIR, disciplinante il regime delle altre attività agricole produttrici di reddito d’impresa, ai sensi del quale “Per le attività dirette alla fornitura di servizi di cui al terzo comma dell’articolo 2135 del codice civile, il reddito è determinato applicando all’ammontare dei corrispettivi delle operazioni registrate o soggette a registrazione agli effetti dell’imposta sul valore aggiunto, conseguiti in tali attività, il coefficiente di redditività del 25%”. Con circolare 18 maggio 2016, n. 20/E (Cap. IV par. 1) era stato chiarito che, pur dopo le modifiche apportate alla disciplina IRAP dal comma 70 dell’articolo 1 della Legge di Stabilità 2016, resta ferma l'applicazione dell’IRAP, con aliquota ordinaria per le attività connesse rientranti nell’articolo 56-bis del TUIR. Conclusione: l’attività di sgombero neve esercitata principalmente mediante l’utilizzo del trattore, mezzo normalmente impiegato nell’esercizio dell’attività agricola, è qualificabile come attività connessa all’agricoltura rientrante nell’articolo 56-bis del TUIR, e come tale soggetta ad IRAP. Read More...
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