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Timestamp: 2014-03-11 03:29:37+00:00
Document Index: 82939123

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3']

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HomeIstituzioniIstituzioni SardeI Consiglieri RegionaliIstituzioni e leggi
Categoria: Istituzioni e leggi	Data pubblicazione	Visite: 2580	Questo il programma annuale 2012 degli interventi previsti dalla Regione per l’emigrazione, approvata dalla Giunta regionale con delibera n.16/34 del 18.4.2012
Leggi tutto: Programma annuale di interventi per l’emigrazione 2012 Programma Annuale 2010
Categoria: Istituzioni e leggi	Visite: 1428	ASSESSORATO DEL LAVORO, FORMAZIONE PROFESSIONALE,COOPERAZIONE E SICUREZZA SOCIALE
2. FINALITÁ L’Assessorato del Lavoro sostiene con risorse regionali le Organizzazioni dei sardi emigrati nelle spese per il funzionamento delle sedi e per lo svolgimento delle attività che si ispirano alle seguenti finalità:
2. 2. 2 Federazioni dei Circoli Alle Federazioni dei Circoli per lo svolgimento delle loro attività è assegnata la somma di € 300.000,00 da ripartire nel modo che segue:
2.2.3 Le Associazioni di Tutela e la Federazione delle Associazioni di tutela Alle Associazioni di Tutela e alla loro Federazione è assegnata la quota complessiva di € 110.000,00 di cui il 10% dell’ammontare complessivo, pari a € 11.000,00 è assegnato alla Federazione delle Associazioni di Tutela per l’attività e i compiti previsti dalla legge n. 7/199, purché non sussistano situazioni di contenzioso nei confronti dell’Amministrazione Regionale e abbiano sanato eventuali posizioni debitorie accertate negli anni precedenti.
b) attività di consulenza previdenziale, legale, sociale e culturale agli emigrati di rientro e a quelli residenti all’estero; c) attività/progetti realizzati in favore dell’emigrazione, realizzati con la partecipazione e collaborazione delle Organizzazioni degli emigrati.
• Informazione e comunicazione tramite TV satellitare e telematica € 350.000,00
• Produzione e distribuzione di Il Messaggero Sardo € 300.000,00
• Creazione della community per le eccellenze sarde € 100.000,00
3. Progetti di promozione economica della Sardegna. L’aspetto economico e commerciale non può essere trattato se non indirettamente - soprattutto dal punto di vista promozionale - dall'Assessorato del Lavoro che intende svolgere un'azione di stimolo e di conoscenza favorendo il raccordo con gli altri Assessorati/Enti al fine di favorire l’unione di sinergie nell’attuazione di interventi regionali specifici, in modo che il mondo organizzato delle comunità sarde possa dare il proprio apporto ed esprimere le proprie potenzialità in questo ambito.
f) Contributi straordinari ai Circoli per interventi di traslochi, adattamento e ristrutturazione sede TOTALE COMPLESSIVO € 2.420.000,00
(programma annuale2010)	Statuto Speciale della Sardegna
Categoria: Istituzioni e leggi	Visite: 1236	Statuto Speciale della Regione Sardegna
- Il testo normativo contiene le disposizioni della L.C. 26 febbraio 1948, n. 3, così come modificato fino alla legge costituzional e 23 settembre 1993, n. 2. Le modifiche introdotte dalla L.C. 31 gennaio 2001, n. 2, sono evidenziate in neretto. - Il testo dello Statuto di seguito riportato è da ritenersi provvisorio e non ufficiale nelle more dell’adozione da parte del Governo del testo coordinato, ai sensi dell’art. 6 della L.C. 31 gennaio 2001, n. 2. - Esso non contiene la recente legge approvata dalle Camere sul federalismo che non può dispiegare i suoi effetti fintanto che non siano trascorsi i tre mesi per il ricorso al referendum. - Peraltro questa legge comporta l’adeguamento conseguente dello Statuto Speciale per la Sardegna, anche se è applicabile alla Regione (trascorsi i termini di cui sopra o comunque concluso il referendum positivamente) per le parti che prevedono forme di autonomia più ampia rispetto a quelle già attribuite (v. art. 6).
Art. 1 1. La Sardegna con le sue isole è costituita in Regione autonoma fornita di personalità giuridica entro l'unità politica della Repubblica Italiana, una e indivisibile, sulla base dei principi della Costituzione e secondo il presente Statuto.
Art. 2 1. La Regione autonoma della Sardegna ha per capoluogo Cagliari.
Art. 3 1. In armonia con la Costituzione e i principi dell'ordinamento giuridico della Repubblica(parole così sostituite dall'art. 3, primo comma. lett. b), della L.C. 31.1.2001, n. 2) e col rispetto degli obblighi internazionali e degli interessi nazionali, nonché delle norme fondamentali delle riforme economico-sociali della Repubblica, la Regione ha potestà legislativa nelle seguenti materie:
a) ordinamento degli uffici e degli enti amministrativi della Regione e stato giuridico ed economico del personale; b) ordinamento degli Enti Locali e delle relative circoscrizioni ; c) polizia locale urbana e rurale; d) agricoltura e foreste; piccole bonifiche e opere di miglioramento agrario e fondiario; e) lavori pubblici di esclusivo interesse della Regione; f) edilizia ed urbanistica; g) trasporti su linee automobilistiche e tramviarie; h) acque minerali e termali; i) caccia e pesca; l) esercizio dei diritti demaniali della Regione sulle acque pubbliche; m) esercizio dei diritti demaniali e patrimoniali della Regione relativi alle miniere, cave e saline; n) usi civici; o) artigianato; p) turismo, industria alberghiera; q) biblioteche e musei di Enti locali.
Art. 4 1. Nei limiti del precedente articolo e dei principi stabiliti dalle leggi dello Stato, la Regione emana norme legislative sulle seguenti materie:
a) industria, commercio ed esercizio industriale delle miniere, cave e saline; b) istituzione ed ordinamento degli enti di credito fondiario ed agrario, delle casse di risparmio, delle casse rurali, dei monti frumentari e di pegno e delle altre aziende di credito di carattere regionale; relative autorizzazioni; c) opere di grande e media bonifica e di trasformazione fondiaria; d) espropriazione per pubblica utilità non riguardante opere a carico dello Stato; e) produzione e distribuzione dell'energia elettrica; f) linee marittime ed aeree di cabotaggio fra i porti e gli scali della Regione; g) assunzione di pubblici servizi; h) assistenza e beneficenza pubblica; i) igiene e sanità pubblica; l) disciplina annonaria; m) pubblici spettacoli.
Art. 5 1. Salva la competenza prevista nei due precedenti articoli, la Regione ha facoltà di adattare alle sue particolari esigenze le disposizioni delle leggi della Repubblica, emanando norme di integrazione ed attuazione, sulle seguenti materie:
a) istruzione di ogni ordine e grado, ordinamento degli studi; b) lavoro; previdenza ed assistenza sociale; c) antichità e belle arti d) nelle altre materie previste da leggi dello Stato.
Art. 6 1. La Regione esercita le funzioni amministrative nelle materie nelle quali ha potestà legislativa a norma degli artt. 3 e 4, salvo quelle attribuite agli Enti locali delle leggi della Repubblica. Essa esercita altresì le funzioni amministrative che le siano delegate dallo Stato.
Art. 7 1. La Regione ha una propria finanza, coordinata con quella dello Stato, in armonia con i principi della solidarietà nazionale, nei modi stabiliti dagli articoli seguenti.
Art. 8 1. Le entrate della regione sono così costituite:
a) dai sette decimi del gettito delle imposte sul reddito delle persone fisiche e sul reddito delle persone giuridiche riscosse nel territorio della regione; b) dai nove decimi del gettito delle imposte sul bollo, di registro, ipotecarie, sul consumo dell'energia elettrica e delle tasse sulle concessioni governative percette nel territorio della regione; c) dai cinque decimi delle imposte sulle successioni e donazioni riscosse nel territorio della regione; d) dai sette decimi del gettito delle ritenute alla fonte di cui all'articolo 23 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, operate da imprese industriali e commerciali che hanno sede centrale nella regione sugli emolumenti corrisposti a soggetti che prestano la loro opera nella sede centrale e negli stabilimenti ed impianti situati nel territorio regionale, nonché di quelle operate da imprese industriali e commerciali che hanno sede centrale fuori dal detto territorio sugli emolumenti corrisposti a soggetti che prestano la loro opera presso stabilimenti ed impianti ubicati nell'ambito del territorio regionale; le ritenute alla fonte operate da imprese industriali e commerciali con sede centrale nella regione sugli emolumenti corrisposti a soggetti che prestano la loro opera in stabilimenti ed impianti situati fuori dal territorio regionale spettano per intero allo Stato; e) dai nove decimi dell'imposta di fabbricazione su tutti i prodotti che ne siamo gravati, percetta nel territorio della regione; f) dai nove decimi della quota fiscale dell'imposta erariale di consumo relativa ai prodotti dei monopoli dei tabacchi consumati nella regione; g) da una quota dell'imposta sul valore aggiunto riscossa nel territorio della regione, compresa quella relativa alla importazione, al netto dei rimborsi effettuati ai sensi dell'articolo 38-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni , da determinarsi preventivamente per ciascun anno finanziario d'intesa fra lo Stato e la regione, in relazione alle spese necessarie ad adempiere le funzioni normali della regione; h) dai canoni per le concessioni idroelettriche; i) da imposte e tasse sul turismo e da altri tributi propri che la regione ha facoltà di istituire con legge in armonia con i principi del sistema tributario dello Stato; l) dai redditi derivanti dal proprio patrimonio e dal proprio demanio; m) da contributi straordinari dello Stato per particolari piani di opere pubbliche e di trasformazione fondiaria;
Art. 9 1. La Regione può affidare agli organi dello Stato l'accertamento alla riscossione dei propri tributi.
Art. 10 1. La Regione, al fine di favorire lo sviluppo economico dell'Isola, può disporre, nei limiti della propria competenza tributaria, esenzioni e agevolazioni fiscali per nuove imprese.
Art. 11 1. La Regione ha facoltà di emettere prestiti interni da essa esclusivamente garantiti, per provvedere ad investimenti in opere di carattere permanente, per una cifra annuale non superiore alle entrate ordinarie. Art. 12 1. Il regime doganale della Regione è di esclusiva competenza dello Stato. 2. Saranno istituiti nella Regione punti franchi. Art. 13 1. Lo Stato col concorso della Regione dispone un piano organico per favorire la rinascita economica e sociale dell'Isola.
Art. 14 1. La Regione, nell'ambito del suo territorio, succede nei beni e nei diritti patrimoniali dello Stato di natura immobiliare e in quelli demaniali, escluso il demanio marittimo.
Art. 15 1. Sono organi della Regione: il Consiglio regionale, la Giunta regionale e il Presidente della Regione (parole così sostituite dall'art. 3, primo comma, lett. c), della L.C. 31.1.2001, n.2).
Art. 16 1. Il Consiglio regionale é composto da ottanta consiglieri eletti a suffragio universale, diretto, uguale e segreto (articolo così sostituito dall'art. 3, primo comma, lett. d), della L.C. 31.1.2001, n. 2).
Art. 17 1. E' elettore e eleggibile al Consiglio regionale chi è iscritto nelle liste elettorali della Regione.
Art. 18 1. Il Consiglio regionale è eletto per cinque anni. Il quinquennio decorre dalla data delle elezioni.
Art. 19 1. Il Consiglio regionale elegge, fra i suoi componenti, il Presidente, l'Ufficio di presidenza e Commissioni in conformità al regolamento interno, che esso adotta a maggioranza assoluta dei suoi componenti.
Art. 20 1. Il Consiglio si riunisce di diritto il primo giorno non festivo di febbraio e di ottobre.
Art. 21 1. Le deliberazioni del Consiglio regionale non sono valide se non è presente la maggioranza dei suoi componenti e se non sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo che sia prescritta una maggioranza speciale.
Art. 22 1. Le sedute del Consiglio regionale sono pubbliche.
Art. 23 1. I consiglieri regionali, prima di essere ammessi all'esercizio delle loro funzioni, prestano giuramento di essere fedeli alla Repubblica e di esercitare il loro ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione autonoma della Sardegna.
Art. 24 1. I consiglieri regionali rappresentano l'intera Regione.
Art. 25 1. I consiglieri regionali non possono essere perseguiti per le opinioni espresse e i voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.
Art. 26 1. I consiglieri regionali ricevono una indennità fissata con legge regionale.
Art. 27 1. Il Consiglio regionale esercita le funzioni legislative e regolamentari attribuite alla Regione.
Art. 28 1. L'iniziativa delle leggi spetta alla Giunta regionale, ai membri del Consiglio ed al popolo sardo.
Art. 29 abrogato (articoli abrogati dall'art. 3, primo comma, lett. g), della L.C. 31.1.2001, n. 2)
Art. 30 1. Ogni disegno di legge deve essere previamente esaminato da una Commissione, ed approvato dal Consiglio, articolo per articolo, con votazione finale.
Art. 31 1. Il Consiglio regionale approva ogni anno il bilancio ed il rendiconto consuntivo presentati dalla Giunta.
Art. 32 abrogato (parole così sostituite dall'art. 3, primo comma, lett. a), della L.C. 31.1.2001, n. 2) Art. 33 1. Ogni legge approvata dal Consiglio regionale è comunicata al Governo della Repubblica e promulgata trenta giorni dopo la comunicazione, salvo che il Governo non la rinvii al Consiglio regionale col rilievo che eccede la competenza della Regione o contrasta con gli interessi nazionali.
Art. 34 1. Il Presidente della Regione (parole così sostituite dall'art. 3, primo comma, lett. a), della L.C. 31.1.2001, n. 2) , la Giunta ed i suoi componenti sono organi esecutivi della Regione.
Art. 35 1.Il Presidente della Regione (parole così sostituite dall'art. 3, primo comma, lett. a), della L.C. 31.1.2001, n. 2) è il rappresentante della Regione autonoma della Sardegna.
Art. 36 abrogato (articolo abrogato dall'art. 3, primo comma. lett. g) della L.C. 31.1.2001, n. 2)
Art. 37 1. (comma 1 abrogato) (comma abrogato dall'art. 3, primo comma, lett. g) della L.C.31.1.2001, n. 2)
Art. 38 1. I membri della Giunta regionale hanno diritto di assistere alle sedute del Consiglio, anche se non ne facciano parte.
Art. 39 1. L'Ufficio di Presidente della Regione (parole così sostituite dall'art. 3, primo comma, lett. a), della L.C. 31.1.2001, n. 2) e e di membro della Giunta regionale è incompatibile con qualsiasi altro ufficio pubblico.
Art. 40 1. I dipendenti di una pubblica amministrazione che siano nominati membri della Giunta regionale sono messi a disposizione della Regione senza assegni, ma conservano gli altri diritti di carriera e di anzianità.
Art. 41 1. Contro i provvedimenti dei membri della Giunta regionale preposti ai singoli rami dell'amministrazione è dato ricorso alla Giunta, che decide con decreto del Presidente della Regione (parole così sostituite dall'art. 3, primo comma, lett. i), della L.C. 31.1.2001, n. 2) .
Art. 42 1. Il Consiglio regionale ha facoltà di istituire organi di consulenza tecnica.
Art. 43 1. Le province di Cagliari, Nuoro e Sassari conservano l'attuale struttura di enti territoriali. (Con l'entrata in vigore della L. 16 luglio 1974, n. 306, è stata istituita la provincia di Oristano.) 2. Con legge regionale possono essere modificate le circoscrizioni e le funzioni delle province, in conformità alla volontà delle popolazioni di ciascuna delle province interessate espressa con referendum.
Art. 44 1. La Regione esercita normalmente le sue funzioni amministrative delegandole agli enti locali o valendosi dei loro uffici.
Art. 45 1. La Regione, sentite le popolazioni interessate, può con legge istituire nel proprio territorio nuovi comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni.
Art. 46 1. Il controllo sugli atti degli enti locali è esercitato da organi della Regione nei modi e nei limiti stabiliti con legge regionale in armonia coi principi delle leggi dello Stato.
Art. 47 1. Il Presidente della Regione (parole così sostituite dall'art. 3, primo comma, lett. a), della L.C. 31.1.2001, n. 2) dirige le funzioni amministrative delegate dallo Stato alla Regione, conformandosi alle istruzioni del Governo.
Art. 48 1. Un Rappresentante del Governo sovrintende alle funzioni amministrative dello Stato non delegate e le coordina con quelle esercitate dalla Regione.
Art. 49 1. Il Governo della Repubblica può delegare alla Regione le funzioni d tutela dell'ordine pubblico. Queste saranno esercitate, nell'ambito delle direttive fissate dal Governo, dal Presidente della Regione (parole così sostituite dall'art. 3, primo comma, lett. a), della L.C. 31.1.2001, n. 2) che, a tale scopo potrà richiedere l'impiego delle forze armate.
Art. 50 1. Il Consiglio regionale può essere sciolto quando compia atti contrari alla Costituzione o al presente Statuto o gravi violazioni di legge o quando, nonostante la segnalazione fatta dal Governo della Repubblica, non proceda alla sostituzione della Giunta regionale o del Presidente che abbiano compiuto analoghi atti o violazioni. 2. Può altresì essere sciolto per ragioni di sicurezza nazionale (comma così modificato dall'art. 3, primo comma, lett. l) della L.C. 31.1.2001, n. 2).
Art. 51 1. Il Consiglio regionale può presentare alle Camere voti e proposte di legge su materie che interessano la Regione.
Art. 52 1. La Regione è rappresentata nella elaborazione dei progetti dei trattati di commercio che il Governo intenda stipulare con Stati esteri in quanto riguardino scambi di specifico interesse della Sardegna.
Art. 53 1. La Regione è rappresentata nella elaborazione delle tariffe ferroviarie e della regolamentazione dei servizi nazionali di comunicazione e trasporti terrestri, marittimi ed aerei che possano direttamente interessarla.
Art. 54 1. Per le modificazioni del presente Statuto si applica il procedimento stabilito dalla Costituzione per le leggi costituzionali. L'iniziativa dimodificazione può essere esercitata anche dal Consiglio regionale o daalmeno ventimila elettori (comma così sostituito dall'art. 3, primo comma. lett. n.), della L.C. 31.1.2001, n. 2)
3. Qualora un progetto di modifica sia stato approvato in prima deliberazione da una delle Camere ed il parere del Consiglio regionale si contrario, il Presidente della Regione (parole così sostituite dall'art. 3, primo comma, lett. a), della L.C. 31.1.2001, n. 2) può indire un referendum consultivo prima del compimento del termine previsto dalla Costituzione per la seconda deliberazione. 3bis. Le modificazioni allo Statuto approvate non sono comunque sottoposte a referendum nazionale (comma aggiunto dall'art. 3, primo comma, lett. p), della L.C. 31.1.2001, n. 2)
Art. 55 1. Le funzioni dell'Alto Commissario e della Consulta regionale Sarda durano fino alla prima elezione del Consiglio regionale, che sarà indetta dal Governo della Repubblica entro dieci mesi dalla entrata in vigore del presente Statuto.
Art. 56 1. Una Commissione paritetica di quattro membri, nominati dal Governo della Repubblica e dall'Alto Commissario per la Sardegna sentita la Consulta regionale, proporrà le norme relative al passaggio degli uffici e del personale dello Stato alla Regione, nonché le norme di attuazione del presente Statuto.
Art. 57 1. Nelle materie attribuite alla competenza della Regione, fino a quando non sia diversamente disposto con leggi regionali, si applicano le leggi dello Stato.
Art. 58 La presente legge costituzionale entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.
omissis. 3. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, il Governo provvede a compilare, esclusa qualsiasi facoltà di apportare modifiche o variazioni, il nuovo testo dello Statuto speciale per la Sardegna, quale risulta dalle disposizioni contenute nella legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, nella legge costituzionale 23 febbraio 1972, n. 1, nella legge 13 aprile 1983, n. 122, nella legge costituzionale 9 maggio 1986, n. 1, nella legge costituzionale 12 aprile 1989, n. 3, e nella legge costituzionale 23 settembre 1993, n. 2, rimaste in vigore, e da quelle di cui all'articolo 3 della presente legge costituzionale. omissis.	Piano Triennale 2010-2012
Categoria: Istituzioni e leggi	Visite: 1589	ASSESSORATO DEL LAVORO, FORMAZIONE PROFESSIONALE,COOPERAZIONE E SICUREZZA SOCIALE PIANO TRIENNALE 2010/2012LINEE GUIDA PER INTERVENTI IN FAVORE DELL’EMIGRAZIONE
La Regione intende promuovere e valorizzare la realtà dell’emigrazione, caratterizzandola con una valenza propulsiva per il sistema culturale, sociale ed economico della Sardegna. La vitalità delle iniziative poste in essere dai nostri conterranei all’estero rivela l’autentico volto di una terra che continua ad arricchirsi ed alimentarsi dell’apporto fattivo ed efficace di quanti continuano ad esprimere la propria sardità al di là dei confini regionali e nazionali.In tal senso si intende sviluppare un percorso che che contribuisca a rendere le politiche regionali dell’emigrazione più moderne e aderenti alla realtà e maggiormente rispondenti alle sfide di modernità che giungono dall’attuale sistema sociale. E’ importante innanzitutto favorire il coinvolgimento delle realtà territoriali interessate a vario titolo dal fenomeno dell’emigrazione e dell’emigrazione di rientro (Comuni, Province) promuovendo iniziative finalizzate alla conoscenza e al reciproco riconoscimento delle componenti valoriali della terra di origine e delle attuali realtà di vita.Per queste ragioni si intende caratterizzare il piano con alcuni elementi irrinunciabili che costituiscono le linee fondamentali per l’impegno comune delle Istituzioni, dei Circoli, delle Associazioni e delle Federazioni per il prossimo triennio.1.Giovani. Rafforzare e consolidare la presenza giovanile nella realtà dell’emigrazione persegue l’obiettivo di una visione prospettica del lavoro. L’ascolto dei giovani e il loro coinvolgimento nelle iniziative consente di dotare di energia propulsiva il mondo dell’emigrazione, senza trascurare l’indispensabile patrimonio di cultura e di sapienza che proviene dagli anziani. Oltre ad assicurare l’indispensabile continuità, favorire la partecipazione dei giovani ai programmi e alle iniziative promosse dalla realtà dell’emigrazione consente di stare al passo con l’evoluzione concettuale e politica del fenomeno e al tempo stesso di adeguare programmi e iniziative alle esigenze riguardanti la nuova emigrazione, l’emigrazione di rientro o la post-emigrazione, l’immigrazione. Particolare interesse sarà posto alle iniziative che favoriscono l’incontro e il confronto tra generazioni (giovani-anziani) e tra giovani stessi nel paese di attuale dimora e in Sardegna. 2.Circoli. Potenziare e promuovere la capacità di programmazione dei Circoli significa stabilire una linea di rigore, di competenza e di controllo sulle realtà meno presenti o peggio quasi inesistenti, intervenendo con decisione su quelli non operativi. Esaltare le eccellenze e mettere in campo una sana azione di competizione tra i Circoli consente di conferire un valore aggiunto al desiderio e alla volontà di caratterizzarli come cellule vive, propulsive, attive ed efficaci per tener viva la memoria delle radici e al contempo garantire il necessario rispetto delle norme. Altro aspetto importante è quello di potenziare il collegamento di quei Circoli che, per diffusione territoriale, isolamento e/o complessità del sistema di trasporti, non permettono un collegamento tradizionale efficace, sviluppando un sistema di collegamento “a distanza” (“circoli virtuali”) mediante l’utilizzo e il potenziamento delle nuove tecnologie e dei nuovi sistemi di comunicazione.3.Sistema socio-economico. Tenere vivo il mondo dell’emigrazione – pur auspicando che in un ideale prossimo futuro si possa prescindere dalla necessità di emigrare – significa collegare la prospettiva di sviluppo socio-economico della Regione con le potenzialità espresse dal mondo dell’emigrazione. Questo è necessario perché si stabilisca un feedback positivo tra le diverse realtà di vita, tale da consentire un’azione di ritorno, una forma di investimento che “renda” alla Sardegna una sicura ricaduta in termini di benefici immateriali e valoriali. Per far questo occorrerà stabilire connessioni significative e definire con precisione la coerenza delle finalità delle proposte, evitando pericolose e inutili improvvisazioni e iniziative estemporanee che rischiano di rendere inconsistente l’azione di promozione sociale e culturale della Sardegna. 4.Solidarietà. Rafforzare il concetto di solidarietà, allargandone la valenza non soltanto alle esigenze immediate di intervento rispondenti a eventi improvvisi sia naturali che eccezionali, oltre che per il sostegno alle spese funebri e di rientro delle salme di congiunti, ma considerando particolari situazioni e condizioni che necessitano di essere sostenuti con un intervento straordinario. Una attenzione di questo genere favorisce anche una maggiore attenzione e sensibilità da parte degli altri, in particolare di quanti hanno la possibilità più di altri di individuare e segnalare situazioni di disagio.5.Informazione e Comunicazione. Sviluppare un utilizzo diffuso delle nuove tecnologie e dei nuovi sistemi di comunicazione è indispensabile per consentire una informazione tempestiva e stare al passo con la velocità della comunicazione, oltre che per una politica di tutela ambientale, riduzione degli sprechi di carta e raccolta differenziata, utilizzo delle risorse con criteri di economicità. La diffusione dei social networks e il maggior ricorso ad essi per il dialogo, la condivisione e la comunicazione richiede l’adeguamento dei sistemi per una più puntuale presenza nei diversi contesti. Il potenziamento dei media on-line, di Internet, di TV e radio può supportare in maniera più rispondente alle attuali esigenze il diffuso, capillare e variegato mondo della comunicazione. Il tutto senza escludere, pur in un necessario ridimensionamento, le pubblicazioni del Messaggero Sardo finalizzandolo a quanti, per ovvie ragioni legate all’età o alle opportunità, non hanno la possibilità di una consultazione on-line.Questi elementi si legano alla forte caratterizzazione dell’azione delle Associazioni di Tutela nel territorio, finalizzata alla conoscenza e diffusione della realtà dell’emigrazione, senza escludere quella di tutela e assistenza agli emigrati di rientro e loro familiari. In tal senso le Associazioni di Tutela possono e devono diventare anche un prezioso strumento per l’apertura della Regione alle nuove frontiere della internazionalizzazione. A partire dalla necessità di costruzione della rete di istituzioni, di soggetti, di gruppi e di realtà del volontariato per una acquisizione di una coscienza compiuta e diffusa del mondo dell’emigrazione e delle caratteristiche che ne connotano le attuali specificità.E’ inoltre importante utilizzare l’esperienza dell’emigrazione per affrontare i problemi di oggi legati all’immigrazione. In questo senso può essere estremamente utile ricorrere agli emigrati di ritorno per individuare misure e politiche a favore degli immigrati. 3.FONTI NORMATIVE
L’Assessorato del Lavoro eroga le risorse per il funzionamento e per lo svolgimento delle attività delle Organizzazioni dei sardi emigrati, ma un costante raccordo con tutti gli altri apparati regionali è necessario per migliorare la qualità dei servizi e delle iniziative rivolte al mondo dell’emigrazione.Il presente Piano prevede i seguenti interventi:1) attività e servizi a cura delle Organizzazioni dei sardi emigrati;2) sistemi di informazione e comunicazione;3) progetti regionali. 5.1 ATTIVITÀ E SERVIZI DELLE ORGANIZZAZIONI DEI SARDI EMIGRATI
sistemi informativi e le reti di comunicazione sono gli strumenti fondamentali per garantire le relazioni costanti e attive tra i cittadini sardi presenti nell’isola e nel resto del mondo.I servizi di informazione destinati agli emigrati dovranno necessariamente privilegiare l’utilizzo delle nuove tecnologie, TV e radio satellitari e l’area telematica. La pubblicazione del periodico cartaceo “Il Messaggero Sardo”, disponibile anche ondine, continuerà pur in un contesto di ridimensionamento . E’ operativa l’attività di consulenza svolta dal Servizio Emigrazione dell’Assessorato del Lavoro, anche in collegamento con gli uffici URP dell’amministrazione regionale, enti locali e altre istituzioni italiane all’estero e con il portale www.sardegnamigranti.it, presente sul sito istituzionale www.regione.sardegna.it. Nell’ambito delle attività destinate all’informazione è intendimento promuovere la creazione di una community virtuale in grado di raccogliere e condividere le realtà sarde di eccellenza presenti nel mondo, al fine di favorire il contatto tra persone con alte qualifiche professionali affermatesi nei vari paesi in cui operano e tra questi e la Sardegna. Si tratta in sostanza di implementare una banca dati interattiva capace di valorizzare intelligenze e talenti di prima, seconda, terza e generazioni successive e stabilire legami stabili, per incentivare nuovi impulsi di crescita e sviluppo del sistema socioeconomico della Sardegna. 6.SOSTEGNO ALLE SPESE DI FUNZIONAMENTO
I criteri, le modalità e i parametri per l’assegnazione delle risorse, stabiliti dal presente Piano Triennale, sono definiti e quantificati nel Programma Annuale 2010 ed entrano in vigore con l’approvazione del documento da parte della Giunta Regionale. 6.5 Stanziamenti
Il fenomeno migratorio nella sua evoluzione e i problemi delle comunità sarde emigrate presentano un livello di complessità, estensione e varietà che implicano e richiedono un aggiornamento continuo. Il progetto regionale “Censimento/Indagine”, al momento in fase conclusiva, ha condotto una ricerca sul campo per fornire un quadro aggiornato di dati e di informazioni qualitative e quantitative, che potranno essere utilizzate per operare con cognizione di causa. 8.INTERVENTI DI SOLIDARIETA’
Le Federazioni dei Circoli sono deputate a coordinare l’attività dei Circoli nei rispettivi territori nazionali, a stabilire indirizzi generali per l’attività dei Circoli nei rispettivi Congressi, a fornire la necessaria assistenza tecnico-amministrativa. Particolare attenzione dovrà essere dedicata all’aggiornamento degli Statuti dei Circoli federati, che devono indicare chiaramente le norme basilari per una conduzione democratica e trasparente; garantire partecipazione e pari opportunità di genere, evitando altresì l’accentramento di nomine e incarichi in capo alle stesse persone e ai familiari; stabilire regole organizzative, di funzionamento e responsabilità degli organi statutari, conformemente a quanto previsto in materia dalla normativa del paese in cui si opera, oltre che nel rispetto della legislazione in materia di emigrazione. Dovranno inoltre vigilare sull’applicazione dei criteri oggettivi per l’ammissione e l’esclusione degli associati, non legati a elementi o valutazioni di natura discrezionale, nonché le norme che regolano la partecipazione dei soci alle elezioni degli organi statutari. 9.1.3 Le Associazioni di Tutela
Il ruolo delle Associazioni di Tutela consiste principalmente nell’assistenza e consulenza svolta in favore degli emigrati all’estero e nell’ambito di tutto il territorio regionale, tramite gli uffici periferici delle Associazioni stesse; nel proporre iniziative sociali e culturali per le comunità dei sardi emigrati; nello svolgimento di azioni mirate a facilitare l’inserimento degli emigrati che rientrano in Sardegna. 9.1.4 La Federazione delle Associazioni di Tutela
Oltre ai compiti stabiliti dalla Legge regionale 7/1991, la Federazione delle Associazioni di Tutela coordina, in sede programmatoria, le attività delle singole Associazioni. 9.2 La Consulta Regionale per l’Emigrazione
L’Amministrazione Regionale intende esercitare un ruolo sempre più attivo nelle politiche per l’emigrazione, in linea con i principi delineati nel documenti di programmazione regionale.Presiede e gestisce tutte le fasi di predisposizione e di attuazione dei programmi, dispone i relativi atti di impulso, coordinamento e controllo sulla gestione e sull’attività delle Organizzazioni degli emigrati. Nell’intento di finalizzare meglio le risorse, particolare attenzione è data all’attività di monitoraggio delle spese, del funzionamento delle Organizzazioni, dell’adeguamento degli Statuti, della esistenza dei requisiti previsti dalla legge n. 7/1991. Tra le iniziative che devono essere assunte rientra l’adeguamento della L.R. n. 7 del 15 gennaio 1991, indispensabile per l’intervenuto mutamento del fenomeno migratorio. 10.LE PROCEDURE
Al fine migliorare la comunicazione tra l’Amministrazione Regionale e le strutture in emigrazione, nonché le competenze amministrative degli operatori dei Circoli e Federazioni ed evitare le situazioni di contenzioso, saranno organizzati seminari info/formativi sugli aspetti normativi e amministrativo-contabili, rivolti ai componenti dei consigli direttivi e alle nuove generazioni, quali futuri dirigenti delle Organizzazioni.	Leggi Regionali Categoria: Istituzioni e leggi	Visite: 1493	Le Leggi Regionali
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