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Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art.1', 'art.7', 'art. 3', 'art. 4', 'art.3', 'art. 3', 'art.3', 'art.2', 'art.4', 'art. 7', 'art. 29', 'art.3', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 14', 'art. 29', 'art. 29']

Sistema di misurazione e valutazione della performance di Sapienza Università di Roma. Aggiornamento PDF
Sistema di misurazione e valutazione della performance di Sapienza Università di Roma. Aggiornamento 2012
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Giancarlo Antonella
1 Sistema di misurazione e valutazione della performance di Sapienza Università di Roma Aggiornamento 2012 Presentato in Senato Accademico il 3 luglio 2012 Presentato in Consiglio di Amministrazione il 10 luglio 20122 Indice PREMESSA IL CONTESTO DI RIFERIMENTO LE DISPOSIZIONI DEL D.LGS. N. 150/ LE CARATTERISTICHE DISTINTIVE DI SAPIENZA UNIVERSITÀ DI ROMA LO STATO ATTUALE DEL SISTEMA DI VALUTAZIONE AMMINISTRATIVA DI SAPIENZA LO STATO ATTUALE DEL SISTEMA DI VALUTAZIONE DELLA DIDATTICA LO STATO ATTUALE DEL SISTEMA DI VALUTAZIONE DELLA RICERCA IL PIANO STRATEGICO IL PROCESSO DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE: FASI, TEMPI, MODALITÀ, SOGGETTI E RESPONSABILITÀ LA MISURAZIONE E LA VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE ORGANIZZATIVA COSA VALUTARE: LA MAPPA STRATEGICA LA MAPPA DELLE RESPONSABILITÀ GLI AMBITI E LE PROCEDURE DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE ORGANIZZATIVA LA VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE DEI SERVIZI E DELLE UNITÀ ORGANIZZATIVE LA RILEVAZIONE DEL GRADO DI SODDISFAZIONE DEGLI UTENTI LA MISURAZIONE E LA VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE INDIVIDUALE LA VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE DEL DIRETTORE GENERALE VALUTAZIONE DEI COMPORTAMENTI ORGANIZZATIVI DEL DIRETTORE GENERALE IL PROTOCOLLO DI VALUTAZIONE DEL DIRETTORE GENERALE LA VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE DEI DIRIGENTI LA VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE OPERATIVA DEI DIRIGENTI LA VALUTAZIONE DEI COMPORTAMENTI ORGANIZZATIVI DEI DIRIGENTI LA PROCEDURA DI VALUTAZIONE DEI DIRIGENTI VALUTAZIONE DEL PERSONALE NON DIRIGENZIALE PROCEDURE DI CONCILIAZIONE LE INDAGINI SUL BENESSERE ORGANIZZATIVO DEL PERSONALE DIPENDENTE VALUTAZIONE DELLA TRASPARENZA E DELL INTEGRITÀ CONTENUTI E TERMINI DI ADOZIONE DEL PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ GLI ATTORI COINVOLTI GIORNATE DELLA TRASPARENZA IL RACCORDO E L INTEGRAZIONE CON I SISTEMI DI CONTROLLO ESISTENTI IL RACCORDO E L INTEGRAZIONE CON I DOCUMENTI DI PROGRAMMAZIONE FINANZIARIA E DI BILANCIO3 Indice delle figure FIG. 1 IL CICLO DI GESTIONE DELLA PERFORMANCE...5 FIG. 2 POSIZIONAMENTO DI SAPIENZA NEL GRUPPO B...11 FIG. 3 LA CATENA DEL VALORE DI SAPIENZA...24 FIG. 4 L ORGANIGRAMMA DELL AMMINISTRAZIONE DI SAPIENZA...28 FIG. 5 ESEMPIO DI MAPPA DELLE UNITÀ ORGANIZZATIVE DELLA RIPARTIZIONE I AFFARI GENERALI...29 FIG. 6 ESEMPIO DI TRACCIATURA RELAZIONI TRA ATTIVITÀ E UNITÀ ORGANIZZATIVE...29 FIG. 7 ESEMPLIFICAZIONE GRAFICA DI MISURAZIONE DEGLI INDICATORI...36 FIG. 8 UN MODELLO PER LA QUALITÀ DEI SERVIZI (DA ZEITHAML, PARASUMARAN E BERRY)...38 FIG. 9 IL MODELLO PER LA MISURAZIONE E LA VALUTAZIONE DEI SERVIZI...39 FIG. 10 SCHEDA DI RENDICONTAZIONE DEGLI OBIETTIVI...53 Indice delle tabelle TAB. 1 IL CICLO DI GESTIONE DELLA PERFORMANCE: FUNZIONI E SOGGETTI ATTUATORI...6 TAB. 2 SEZIONI DEL QUESTIONARIO UTILIZZATO PER L ANALISI DI CHECK UP...9 TAB. 3 SCHEMA DEI PUNTEGGI DI VALUTAZIONE...9 TAB. 4 ESEMPI DI PARAMETRI E INDICATORI UTILIZZATI DAL NVA PER LA DIDATTICA...13 TAB. 5 ESEMPI DI PARAMETRI E INDICATORI UTILIZZATI DAL NVA PER LA RICERCA...17 TAB. 6 CONFRONTO TRA MACROAZIONI PIANO STRATEGICO E OBIETTIVI STRATEGICI PIANO TAB. 7 FASI, TEMPI, MODALITÀ, SOGGETTI E RESPONSABILITÀ DEL PROCESSO DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE...22 TAB. 8 RELAZIONI TRA UNITÀ ORGANIZZATIVE E PROCESSI/ATTIVITÀ INDIVIDUATI NELLA MAPPA STRATEGICA...27 TAB. 9 SCHEDA ANAGRAFICA DELL INDICATORE...32 TAB. 10 TEST DELLA FATTIBILITÀ INFORMATIVA DELL INDICATORE...33 TAB. 11 TEST DI VALIDAZIONE DELLA QUALITÀ DELL INDICATORE...33 TAB. 12 CRITERI PER LA VALUTAZIONE DELLA QUALITÀ DEL SERVIZIO...40 TAB. 13 INDICATORI PER LA VALUTAZIONE DELLA QUALITÀ DEL SERVIZIO...41 TAB. 14 OBIETTIVI STRATEGICI E INDICATORI DI OUTCOME TAB. 15 MACROFUNZIONI E PROCESSI SAPIENZA4 Premessa L art. 3 del D.lgs. n. 150/2009 obbliga le amministrazioni pubbliche a misurare e a valutare la loro performance, con riferimento all'amministrazione nel suo complesso, alle unità organizzative, alle aree di responsabilità in cui si articola e ai singoli dipendenti, secondo modalità conformi alle direttive impartite dalla Commissione CIVIT. Nell ambito del sistema universitario italiano tale obbligo interviene dopo oltre un decennio nel quale l Università è stata destinataria di numerosi interventi normativi volti a migliorarne i processi, che hanno dato avvio a percorsi di valutazione e hanno consentito il consolidamento di regole e prassi. Fin dal 1995, in attuazione della legge 537/1993 che ha introdotto il principio della distribuzione delle risorse finanziarie nazionali su base meritocratica e previsto l istituzione dei Nuclei di valutazione, la performance degli Atenei italiani è stata oggetto di valutazione a livello di sistema generale. L art.1 della legge 370/99 ha investito poi i Nuclei di valutazione dell attività di valutazione della gestione amministrativa, delle attività didattiche e di ricerca, degli interventi di sostegno al diritto allo studio [ ]. La programmazione triennale di obiettivi strategici per gli Atenei e la valutazione dei risultati ottenuti in termini di offerta didattica, sviluppo della ricerca, internazionalizzazione, servizi agli studenti e personale, è stata resa obbligatoria già nel 2005 con la legge n. 43. Percorsi specifici di valutazione sono stati implementati rispetto alle funzioni primarie dell università ovvero didattica e ricerca, con la realizzazione di: - percorsi di valutazione della Qualità dei corsi di studio (attraverso il Modello Informativo del CNVSU, Rdr01/04, le linee guida della Fondazione CRUI e i più recenti indirizzi Ministeriali); - percorsi di valutazione della Qualità percepita della didattica erogata (attraverso le indagini annuali di customer satisfaction degli studenti frequentanti ex lege 370/99); -percorsi di valutazione della Qualità della ricerca, attraverso l esercizio di Valutazione settennale della Ricerca. A tale quadro di regole e prassi si aggiunge un ulteriore elemento: l insediamento dell Agenzia Nazionale di Valutazione (ANVUR) che sovrintende al sistema pubblico nazionale di valutazione della qualità delle università e degli enti di ricerca. 15 Tutto ciò premesso appare chiaro che l applicazione del D.lgs. n. 150/2009 alle Università necessita di uno sforzo di integrazione e di raccordo con quanto già realizzato e con quanto già previsto da leggi e regolamenti vigenti, per evitare duplicazioni di processi di valutazione, incertezze normative e sovrapposizioni organizzative. Di questo è apparsa consapevole anche la Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche (CIVIT) che, con delibera n. 9 del 12 marzo 2010, si è pronunciata proprio in tema di applicabilità del D.lgs. n. 150/2009 alle Università. La CIVIT, considerata l autonomia organizzativa delle Università, la presenza di preesistenti procedure di valutazione delle attività, l insediamento e la competenza dell ANVUR nonchè la circostanza che lo stesso Decreto legislativo prevede l emanazione di un DPCM ad hoc per il personale della Scuola e degli Enti di Ricerca, ha disposto che: 1. le Università non sono tenute ad istituire gli Organismi indipendenti di valutazione di cui all articolo 14 del D.lgs. n. 150/2009, 2. a decorrere dal 30 aprile 2010, l attività di valutazione continua ad essere svolta dai Nuclei di valutazione ai sensi della legge n. 537/1993, come integrata e modificata dalla legge n. 370/1999, 3. le Università sono comunque destinatarie della nuova disciplina dettata dal D.lgs. n. 150/2009 e pertanto sono chiamate a svolgere, seppure in piena autonomia e con modalità organizzative proprie, procedure di valutazione delle strutture e del personale. Sul piano prescrittivo pertanto le Università non sono attualmente destinatarie delle disposizioni contenute nella delibera CIVIT n. 89/2010: Indirizzi in materia di parametri e modelli di riferimento del Sistema di misurazione e valutazione della performance, ma devono adottare un sistema di misurazione e valutazione della performance in tempo utile affinché sia operativo a partire dal 1 gennaio La Sapienza ha scelto da Statuto, di affidare le funzioni di Organismo Indipendente di Valutazione (OIV) al Comitato di Supporto Strategico e Valutazione, che recepisce buona parte delle funzioni dell ex Nucleo di Valutazione Strategica (NVS). Questa scelta è giustificata dai seguenti motivi: l opportunità di conservare e valorizzare l esperienza già maturata con l attività del NVS; 26 la presenza nell ambito di tale organo di professionalità idonee a svolgere la funzione di OIV; le dimensioni di Sapienza, che suggeriscono l opportunità di dividere le funzioni di valutazione tra 2 organi diversi: il Comitato di supporto strategico e valutazione e il Nucleo di valutazione d Ateneo (NVA). Stante questa situazione da un punto di vista normativo, le università italiane, allo scopo di pervenire a un sistema di valutazione della performance condiviso, hanno avviato due laboratori di sperimentazione di respiro nazionale: il laboratorio di actionlearning coordinato dal Politecnico di Milano con la collaborazione di 19 atenei e un laboratorio coordinato da un Gruppo di lavoro congiunto CRUI e Dipartimento della Funzione Pubblica. Sapienza ha partecipato attivamente ad entrambe le esperienze, la prima delle quali ha prodotto una Relazione Finale nel settembre 2010 che ha proposto un modello di misurazione e valutazione della performance basato sulla Catena Strategica del Valore. Il secondo gruppo di lavoro ha invece realizzato un adattamento del Common Assessment Framework (CAF) alle Università e sta proseguendo la sua attività con una serie di incontri periodici. Mentre il modello Catena Strategica di Valore ha come target soltanto le attività amministrative, il CAF Università prevede sezioni specifiche anche per didattica e ricerca. Il presente documento illustra il Sistema di misurazione e valutazione della performance organizzativa e individuale di Sapienza Università di Roma basato sulle indicazioni fornite dalle delibere CIVIT n.89/10, n.104/10 e n.1/2012 nonché sul modello Catena Strategica del Valore e sul modello CAF-Università. Come previsto dalla suddetta delibera n.1/2012 il presente documento è stato, all inizio del 2012, integrato e migliorato alla luce del perfezionamento di alcune delle metodologie adottate, nonché in considerazione dei più efficienti modelli di valutazione della performance adottatti nel corso del Dopo un analisi del contesto di riferimento, con particolare riguardo alle caratteristiche distintive di Sapienza e allo stato attuale della valutazione organizzativa, della didattica e della ricerca presso Sapienza, il documento procede con la descrizione del processo di misurazione e valutazione della performance ai sensi del D.lgs. n. 150/2009 in termini di fasi, tempi e responsabilità. 37 Viene quindi illustrata la metodologia da utilizzare per misurare e valutare la performance organizzativa, e la metodologia volta alla misurazione della performance dei servizi e delle unità organizzative. Il documento prosegue con alcune indicazioni metodologiche per la rilevazione del grado di soddisfazione degli utenti delle prestazioni e dei servizi erogati dall Ateneo. Segue l illustrazione della metodologia relativa alla misurazione e alla valutazione della performance individuale, che ripropone la valutazione delle performance del Direttore Generale e dei Dirigenti con l adozione di un modello revisionato e implementato nel corso del 2011 coerentemente con l intero sistema di misurazione. La metodologia per la valutazione del personale di categoria EP e D con incarichi di responsabilità e del restante personale resta in fase di definizione, pur avendo l amministrazione già adottato dei meccanismi di valutazione e misurazione di cui verranno illustrati in seguito i contenuti. Dopo un rapido cenno sull opportunità di svolgere periodiche indagini sul benessere organizzativo del personale dipendente previste dal D.lgs. n. 150/2009, il documento prende in esame le procedure per implementare il Programma triennale per la trasparenza e l integrità. Il documento si completa con due capitoli sulle modalità di raccordo ed integrazione del sistema di valutazione e misurazione della performance con i sistemi di controllo esistenti e con i documenti di programmazione finanziaria e di bilancio. Nonché con un capitolo dedicato alle procedure di conciliazione relative all applicazione del sistema di misurazione e valutazione come previsto dall art.7 comma 3 del D.Lgs 150/09. 48 1. Il contesto di riferimento 1.1. Le disposizioni del D.lgs. n. 150/2009 Ogni amministrazione pubblica è tenuta a misurare e a valutare la performance, secondo modalità conformi alle direttive impartite dalla CIVIT (art. 3 D.lgs. n. 150/2009), con riferimento all'amministrazione nel suo complesso, alle unità organizzative o aree di responsabilità in cui si articola, ai singoli dipendenti. A tal fine le amministrazioni pubbliche sviluppano, in maniera coerente con i contenuti e con il ciclo della programmazione finanziaria e del bilancio, il ciclo di gestione della performance (art. 4, ibidem) che si articola nelle seguenti fasi: definizione e assegnazione degli obiettivi che si intendono raggiungere, dei valori attesi di risultato e dei rispettivi indicatori. A tal fine le amministrazioni pubbliche redigono annualmente entro il 31 gennaio, un documento programmatico triennale, denominato Piano della performance che individua anche gli obiettivi assegnati al personale dirigenziale ed i relativi indicatori; collegamento tra gli obiettivi e l'allocazione delle risorse; monitoraggio in corso di esercizio e attivazione di eventuali interventi correttivi; misurazione e valutazione della performance, organizzativa e individuale. A tal fine le amministrazioni si avvalgono di un Sistema di misurazione e Valutazione della performance; utilizzo dei sistemi premianti, secondo criteri di valorizzazione del merito; rendicontazione dei risultati. A tal fine le amministrazioni pubbliche redigono annualmente un documento, da adottare entro il 30 giugno, denominato Relazione sulla performance. In figura 1 viene schematizzato graficamente il ciclo di gestione della performance mentre in tabella 1 vengono evidenziate le funzioni e i soggetti attuatori. Fig. 1 - Il ciclo di gestione della performance Ciclo di gestione della performance Sistema di misurazione e valutazione della performance Piano della performance Relazione sulla performance 59 Tab. 1 Il ciclo di gestione della performance: funzioni e soggetti attuatori Funzioni Definizione del Sistema di misurazione e valutazione della performance, in sede di prima applicazione (31 dicembre 2010) Adozione, con apposito provvedimento, del Sistema di misurazione e valutazione della performance (e aggiornamento annuale) Redazione annuale, entro il 31 gennaio, di un documento programmatico triennale, denominato Piano della performance Programmazione triennale degli obiettivi che si intendono raggiungere, dei valori attesi di risultato e dei rispettivi indicatori e allocazione delle risorse conseguenti e definizione prima dell inizio del rispettivo esercizio Monitoraggio in corso di esercizio e attivazione di eventuali interventi correttivi avvalendosi delle risultanze dei sistemi di controllo di gestione Misurazione e valutazione della performance di ciascuna struttura amministrativa nel suo complesso, nonché proposta di valutazione annuale dei Dirigenti di vertice e dell attribuzione ad essi dei premi previsti Misurazione della performance di ciascuna unità organizzativa Misurazione e valutazione della performance individuale dei Dirigenti (non di vertice) e del personale responsabile di un unità organizzativa in posizione di autonomia e responsabilità Misurazione e valutazione della performance individuale del personale Compilazione della graduatoria delle valutazioni individuali del personale Redazione annuale di un documento, da adottare entro il 30 giugno, denominato: Relazione sulla performance che evidenzia, a consuntivo, con riferimento all anno precedente, i risultati organizzativi e individuali raggiunti rispetto ai singoli obiettivi Soggetto attuatore Riferimenti/Note Organismo Art. 30, comma 3 indipend. di CIVIT n.89 e valutazione n.104 Ogni Art. 3, comma 4 amministrazione e Art. 7, comma pubblica 2 Organo di Art. 10, comma 1 indirizzo politico a) amministrativo Organi di Art. 4, comma 2 indirizzo politicoamministrativo a) e b) e Art 5, comma 1 Organi di Art. 4, comma 2 indirizzo politicoamministrativo, c) e Art. 6, commi 1 e 2 con il supporto dei Dirigenti Organismo Art. 7, comma 2 indipendente di a) e Art. 14, valutazione comma 4 e) Dirigenti di Art. 3 comma 2 vertice e c) personale responsabile di unità organizzative Dirigenti di Art. 9, comma 1 vertice c) Dirigenti Art. 9, comma 2) Organismo Art. 19, comma 1 indipendente di valutazione Organo di Art. 10, comma indirizzo politico 1, b) amministrativo 610 Funzioni programmati Convalida della Relazione sulla performance, condizione per l accesso agli strumenti per premiare il merito, e convalida della correttezza dei processi di misurazione e valutazione, nonché dell utilizzo dei premi (a partire dal 2012) Adozione di un Programma triennale per la trasparenza e l integrità, da aggiornare annualmente Monitoraggio del funzionamento complessivo del sistema della valutazione, della trasparenza e integrità dei controlli interni, elabora una relazione annuale sullo stato dello stesso e comunica le criticità Soggetto attuatore Organismo indipendente di valutazione Organo di indirizzo politico amministrativo Organismo indipendente di valutazione Riferimenti/Note Art. 14, comma 4 c) d) e comma 6 Art. 11, comma 2 Art. 14, comma 4 a) e b) 1.2. Le caratteristiche distintive di Sapienza Università di Roma Una descrizione delle caratteristiche di Sapienza è contenuta nel nuovo Piano Strategico dell ateneo relativo al periodo , dove vengono delineati la Missione, la Visione e i Valori di Sapienza nonché gli attributi distintivi (storia secolare, grande dimensione, alta qualità in tutte le aree disciplinari ecc..) che contribuiscono a definirne la peculiarità rispetto, non solo ad altre amministrazioni pubbliche, ma anche rispetto ad altri atenei. Oltre ai suddetti elementi, per il cui approfondimento si rimanda al Piano Strategico, costituisce senz altro una caratteristica distintiva di Sapienza l adozione di uno Statuto che promuove la valutazione meritocratica delle strutture e prevede un sistema di distribuzione premiale delle risorse disponibili. Lo Statuto di Sapienza sancisce, in altri termini, il principio che l assegnazione di una parte rilevante delle risorse debba essere correlata agli esiti della valutazione della performance organizzativa e individuale, al fine di assicurare qualità, efficienza ed efficacia delle diverse strutture. Tale sistema prevede che la distribuzione delle risorse avvenga a cascata : dall Università ai Dipartimenti e da questi a gruppi di docenti-ricercatori o singoli. Nello Statuto è altresì previsto che il sistema di valutazione, da realizzarsi tenendo presenti gli obiettivi strategici predefiniti e utilizzando indicatori di misura condivisi e affidabili, sia esteso anche alla struttura amministrativa ed organizzativa, che contribuisce in larga parte al raggiungimento degli obiettivi statutari generali dell ateneo. All articolo 3 comma 4 viene affermato esplicitamente che Sapienza valuta 711 tramite i competenti organi i costi e i rendimenti dei centri di spesa in relazione alle risorse loro attribuite, agli obiettivi assegnati e ai risultati conseguiti. A tal fine elabora, dandone la massima diffusione e pubblicità, indicatori, anche differenziati per aree scientifico-culturali e per le specifiche strutture amministrative e tecniche, atti a quantificare l impiego delle risorse, a valutare il grado della loro utilizzazione e la congruenza tra obiettivi prefissati e risultati realizzati. L idea di fondo è quindi che la valutazione diventi asse portante di tutta l Università. Tale impostazione statutaria rende presumibilmente Sapienza più pronta di altre università, almeno sotto il profilo culturale, a raccogliere le sfide poste dal D.lgs. n. 150/2009. Nei paragrafi che seguono viene fatto un breve cenno allo stato attuale dei sistemi di valutazione di Sapienza Lo stato attuale del sistema di valutazione amministrativa di Sapienza La partecipazione di Sapienza al progetto di action-learning coordinato dal prof. Bruno Dente del Politecnico di Milano nei primi mesi del 2010, dedicato alla applicazione della Riforma Brunetta al contesto universitario, ha consentito una prima valutazione1 sullo stato del sistema di gestione della Sapienza, in termini di quadro organizzativo, sistemi di supporto e sistemi di valutazione dei Dirigenti e del personale tecnicoamministrativo. Il lavoro del gruppo di ricerca 2 si è sviluppato lungo due assi di azione: la realizzazione di un check-up del sistema di programmazione, controllo e valutazione in uso nei diversi atenei partecipanti che consentisse, da un lato, di evidenziare a quale stadio di evoluzione si trovasse ciascun sistema di governo, dall altro di identificare esempi di buone pratiche direzionali e valutative. (Il check-up è stato condotto con l ausilio di un questionario di autovalutazione, integrato da documentazione di supporto e interviste telefoniche ai vari responsabili); la predisposizione di un documento finale che illustrasse i risultati dell analisi dei questionari di check-up e fornisse una traccia per la redazione del Piano della Performance. 1 Si veda la Relazione Finale del Progetto Riforma Brunetta (settembre 2010) 2 Al progetto di action-learning hanno partecipato 19 atenei, un campione sufficientemente rappresentativo del sistema universitario nazionale dal momento che il numero di studenti iscritti e il numero delle unità di personale tecnico-amministrativo afferenti ai 19 atenei rappresentano rispettivamente il 40% e il 36% circa del totale. 812 Il questionario utilizzato per l analisi di check-up è strutturato in sei sezioni, ciascuna delle quali identifica un aspetto essenziale del sistema di pianificazione, controllo e valutazione al fine di individuarne gli elementi costitutivi verificabili (misurabili) e di cui sono disponibili evidenze di efficacia. Le sezioni del questionario sono riportate in tabella 2. Tab. 2 Sezioni del questionario utilizzato per l analisi di check-up ELEMENTO 1: Quadro e raccordo organizzativo L organizzazione ha stabilito le responsabilità ed il quadro organizzativo di riferimento per la gestione ed assicura il raccordo operativo tra programmazione generale e sistema di valutazione del personale ELEMENTO 2: Sistemi di supporto L organizzazione è dotata di un sistema di misura delle prestazioni in grado di fornire una rendicontazione sistematica dei risultati e individua tempestivamente i miglioramenti e i cambiamenti da apportare all organizzazione ELEMENTO 3: Gestione del personale, valutazione delle posizioni e formazione L organizzazione si è dotata di un quadro sistematico di riferimento per la gestione del personale secondo criteri di eticità e di regolarità e stabilisce i requisiti culturali e professionali (le competenze richieste) per ciascun operatore ELEMENTO 4: Il sistema di valutazione per il personale dirigente a tempo determinato e indeterminato Il sistema di valutazione e di premi riconosce e valorizza la professionalità ed il merito dei Dirigenti ELEMENTO 5: Il sistema di valutazione per il personale senza responsabilità dirigenziali Il sistema di valutazione e di premi riconosce e valorizza la professionalità ed il merito del personale ELEMENTO 6: Trasparenza e consistenza del sistema L ente assicura la trasparenza e l imparzialità del sistema di valutazione della performance anche attraverso l indipendenza dell organo di valutazione Ogni elemento è indagato mediante una serie di domande alle cui risposte si attribuisce un punteggio di valutazione da 0 a 4 secondo lo schema seguente: Tab. 3 Schema dei punteggi di valutazione Pt Descrizione Note 0 L elemento è assente Non è previsto da alcuna procedura o politica dell ente. 1 2 L elemento è presente, ma in fase di prima sperimentazione L elemento è presente, applicato, ma migliorabile Esiste una procedura scritta che lo prevede, è stato progettato, ma la sua applicazione è in fase di prima sperimentazione. Dalla prima applicazione, non vi è stata ancora una valutazione ed eventuale revisione, oppure l elemento non è consolidato e inserito organicamente nei processi dell organizzazione. 3 L elemento è presente, applicato e adeguato 4 L elemento è esemplare Dalla prima applicazione l elemento è consolidato, ed è stato oggetto di valutazione ed eventuale revisione. Si tratta di una best practice che si ritiene specifica della propria organizzazione o comunque superiore rispetto alle procedure generalmente presenti in organizzazioni simili e che si considera utile per analisi di trasferibilità. 913 Rispetto al quadro organizzativo Sapienza ottiene un indice sintetico pari a 2,2 a fronte di una media degli atenei partecipanti pari a 1,9. In particolare risultano presenti, applicati ed adeguati (punteggio 3) la chiarezza e l esplicitazione delle deleghe e delle responsabilità dei Dirigenti, la definizione delle priorità e degli obiettivi strategici dell Ateneo e la definizione degli obiettivi specifici delle unità organizzative e dei relativi responsabili. Risultano altresì presenti, anche se migliorabili, la disponibilità del quadro macro-organizzativo e di programmi specifici di miglioramento. Non sono al contrario previste da alcuna procedura o politica linee di indirizzo per la micro-organizzazione e standard di servizio. Con riferimento ai sistemi di supporto, che rappresentano delle pre-condizioni ai sistemi di valutazione, Sapienza ha ottenuto un indice sintetico di 0,2 a fronte di una media degli atenei partecipanti al progetto pari a 1. In particolare è stato giudicato come non presente (punteggio 0) un sistema integrato e informatizzato di misura delle prestazioni, con la conseguente assenza di una adeguata funzione di controllo di gestione e di audit, di un sistema di reporting sulle prestazioni misurate e di un sistema di gestione dei rischi e degli eventi avversi. Risultano invece presenti e adeguati il sistema automatizzato di rilevazione delle presenze, il codice disciplinare e, a livello embrionale, le indagini sul benessere organizzativo. Presente e adeguato risulta inoltre il sistema di gestione della formazione nelle sue componenti di pianificazione, tipologia e finalità. Con riferimento alla valutazione delle posizioni Sapienza ottiene un punteggio sintetico di 1,7 in linea con la media degli altri atenei. Ne risulta in particolare in Sapienza un sistema carente nelle modalità di applicazione, un adempimento quasi formale, finalizzato esclusivamente all attribuzione della retribuzione di posizione, senza costituire un effettivo strumento organizzativo-gestionale. Significativo a questo proposito è che la valutazione delle posizioni (presente, ma migliorabile) non è associata alla definizione di profili di ruolo. Inoltre sia le linee guida per la valutazione, che la mappa delle posizioni, che il loro monitoraggio sono giudicate presenti, ma da migliorare. Con riferimento alla valutazione del personale dirigenziale Sapienza ottiene un punteggio pari a 1,7 a fronte di una media di 1,4. In particolare risulta presente, ma migliorabile l intero processo (le linee guida, i meccanismi di feedback in itinere, il rapporto tra valutazione e retribuzione di risultato, la trasparenza della valutazione, la revisione del sistema e la sua integrazione). Risulta adeguata la discussione con il 1014 valutato e del tutto assente la formazione dei valutatori e la tempistica della valutazione. La valutazione della performance individuale dei Dirigenti avviene inoltre nell assenza di una definizione dei profili di ruolo. Per quanto riguarda l integrazione del sistema di valutazione dirigenziale con gli altri sistemi essa avviene in Sapienza con gli obiettivi strategici dell ateneo (come in altri 8 atenei), mentre non avviene con il sistema di valutazione delle posizioni ed il budget (7 atenei), e con la formazione ed il sistema di misura delle prestazioni di ateneo. Nella valutazione del personale tecnico-amministrativo Sapienza ottiene un punteggio pari a 1,4 in linea con la media degli altri atenei. Risulta presente, ma migliorabile l intero processo (la copertura organizzativa, le componenti, il rapporto tra valutazione e retribuzione di risultato, la trasparenza della valutazione, il sistema informativo di supporto e le finalità delle valutazioni). Risulta adeguata la discussione con il valutato e del tutti assente la formazione dei valutatori, i meccanismi di feedback in itinere, la tempistica della valutazione, la sua revisione e l integrazione con altri sistemi. Il grafico n.1 mostra il posizionamento complessivo di Sapienza in base alle due dimensioni considerate: sistemi di valutazione (asse delle ascisse) e sistemi di supporto e quadro organizzativo (asse delle ordinate). Fig. 2 Posizionamento di Sapienza nel gruppo B Per quanto riguarda l asse delle x, l indice rappresenta la media di: valutazione delle posizioni, valutazione dei Dirigenti, valutazione del personale T.A.B. Sull asse delle y è invece rappresentato un indice sintetico dei valori del quadro organizzativo e dei sistemi di supporto. Il quadrato rosso rappresenta la media dei 1115 risultati di tutti gli atenei, mentre ciascun rombo azzurro identifica ciascun singolo ateneo. I cerchi rappresentano raggruppamenti di atenei sulla base del loro posizionamento sugli assi. Nel Gruppo A sono posizionati gli atenei che mostrano valori elevati su entrambe le dimensioni, nel Gruppo B gli atenei che si collocano intorno alla media del campione, nel Gruppo C gli atenei che si collocano al di sotto della media del gruppo. Sapienza si colloca nel gruppo B e pertanto il rapporto finale del laboratorio suggerisce di puntare prioritariamente sul consolidamento e sullo sviluppo delle precondizioni organizzative e tecnologiche finalizzate al miglioramento degli attuali sistemi di valutazione Lo stato attuale del sistema di valutazione della didattica La valutazione della sostenibilità e dei risultati della didattica. Garantire la valutazione delle attività didattiche e di ricerca è compito primario del Nucleo di valutazione delle attività di ricerca e didattica di Ateneo, istituito ai sensi dell art.3 comma 5 dello Statuto, ma già presente in Sapienza dal 1999 ai sensi della legge 370/99. Il Nucleo, operando in piena autonomia, provvede a: esprimere pareri e valutazioni ex ante sull organizzazione delle attività didattiche e di ricerca; esprimere valutazioni ex post relativamente al reclutamento operato dei Dipartimenti; formulare al Senato Accademico e al Consiglio di Amministrazione proposte per il miglioramento e l ottimizzazione dell organizzazione delle attività didattiche, di ricerca e di servizio; svolgere attività di monitoraggio anche in relazione all attuazione delle linee programmatiche e al raggiungimento degli obiettivi strategici dell Università; supportare il Rettore nella definizione degli obiettivi annuali per i Dipartimenti, le Facoltà e la Direzione generale. Collabora infine con il Comitato di supporto strategico e valutazione, in ordine alla elaborazione delle linee programmatiche e alle attività di verifica sul corretto utilizzo delle risorse da parte delle strutture preposte alla didattica e alla ricerca. Il Nucleo realizza i suoi compiti statutari indirizzando e coordinando funzionalmente le attività dei Nuclei di valutazione di Facoltà ed utilizzando parametri e indicatori quantitativi e qualitativi, che tengono conto della peculiarità funzionale e organizzativa di Sapienza, nonché delle indicazioni degli organi nazionali di valutazione. 1216 A titolo di esempio si riportano alcuni parametri e indicatori di misurazione della performance didattica e di promozione dell efficienza e dell efficacia utilizzati dal Nucleo di valutazione d Ateneo e coerenti con gli obiettivi e gli indicatori previsti dalle normative sulla ripartizione del fondo di finanziamento ordinario e per la programmazione delle università. Tab. 4 Esempi di parametri e indicatori utilizzati dal NVA per la Didattica Indicatori previsti dal la Programmazione Triennale (D.M. 362/2007) a1 - Proporzione di corsi di laurea e di laurea magistrale in regola con i requisiti qualificanti a2 - Immatricolati a magistrali che hanno conseguito (in corso +1 anno) la laurea in un'altra Università a3 - Numero medio di docenti di ruolo che appartengono a settori scientifico-disciplinari (SSD) di base e caratterizzanti per corso di laurea e di laurea magistrale attivato c1 - Studenti che si iscrivono al secondo anno di un corso di studi avendo acquisito almeno 50 CFU. c4 - Proporzione di laureati occupati ad un anno dalla laurea sul totale dei laureati dello stesso anno Indicatori previsti dal FFO 2011 A1- Iscritti regolari attivi (almeno 5 CFU acquisiti) ponderati per il costo standard dello studente per area (A=4; B=3; C=2; D=1) pesati per tre fattori moltiplicativi A2 - Rapporto tra CFU acquisiti e CFU acquisibili dagli iscritti. Indicatori previsti dal D.M. 17/2010 Indicatori di efficienza: a. Impegno medio annuo effettivo per docente e il numero medio annuo di crediti acquisiti per studente b. Efficienza in termini di numero di studenti iscritti e frequentanti il corso di studio c. Adozione di un presidio qualità d Ateneo d. Tasso di abbandono tra primo e secondo anno, numero medio annuo di crediti acquisiti per studente e percentuale annua di laureati nei tempi previsti dal corso di studio. Indicatori di efficacia: a. Strumenti di verifica della preparazione ai fini degli accessi ai corsi di studio b. Livello di soddisfazione degli studenti nei riguardi dei singoli insegnamenti c. Livello di soddisfazione dei laureandi sul corso di studio d. Rapporto tra occupati e laureati a 1, 3 e 5 anni. Parametri proposti dal NVA per la distribuzione di risorse premiali a. studenti che hanno conseguito almeno X crediti (>5) b. studenti in corso (+ gli studenti fuori corso da 1 anno) c. studenti tutorati, studenti partecipanti a stage d. laureati nella durata legale del corso aumentata di 1 anno e. studenti che hanno acquisito almeno 2/3 dei crediti f. CdS che hanno progredito nelle fasi del PerCorso qualità (Adesione, RAV, Revisione, Val.zne esterna, Accredit.) g. insegnamenti per i quali è rilevata l opinione degli studenti e grado di soddisfazione degli studenti h. laureati appropriatamente occupati dopo 1 e 3 anni i. studenti che non si iscrivono al II anno, al netto dei trasferimenti interni j. studenti extraregionali con voto di maturità elevato o con voto di laurea k. studenti internazionali nei corsi magistrali e di dottorato l. studenti in mobilità internazionale (in entrata e in uscita) m. Professori visitatori(in and out) che impartiscono insegnamenti per periodi > di 3 mesi n. crediti erogati in corsi di Master, corsi di alta formazione, corsi di aggiornamento ed educazione continua o. Corsi di studio e di life long learning organizzati in orari e con modalità che massimizzino la compatibilità degli studi con la vita lavorativa e familiare p. n. di corsi di studio e di dottorato in convenzione con istituzioni estere con rilascio di titolo congiunto 1317 q. n. di corsi di studio e di dottorato con lezioni e attività in lingua inglese (o altra lingua europea) r. n. di studenti che hanno completato i percorsi di eccellenza Secondo l art. 3 comma 6 dello Statuto di Sapienza sono inoltre criteri essenziali per la valutazione della didattica: a) durata della frequenza di un corso di studio rispetto a quella legale b) risultati di apprendimento attesi, compreso quanto emerge dalle opinioni degli studenti c) tempo intercorso tra il conseguimento del titolo e l occupazione d) la formazione in rapporto alla occupazione conseguita La valutazione dell adeguatezza dell offerta formativa. Al fine di assicurare alti livelli qualitativi e organizzativi dell attività didattica, Sapienza si avvale anche di una Commissione didattica (art.3 comma 7 dello Statuto). Dal 2005 una Commissione per l Innovazione didattica ha guidato il processo di adattamento dell offerta formativa di Sapienza al DM 270/04 e alle nuove classi. L assicurazione interna della qualità dei corsi di studio. Il D.M. 17/2010 ribadisce l obbligo, già previsto nel D.M. 544/07 per le Università di predisporre annualmente la propria offerta formativa assicurando livelli di qualità, efficienza ed efficacia dei corsi di studio. Nell ambito del riordino dei corsi di studio ex D.M. 270/04, lo stesso decreto inserisce fra gli indicatori di efficienza dei corsi di studio l adozione di un presidio d Ateneo, volto ad assicurare la qualità dei processi formativi, riconosciuto dal CNVSU. Tale Presidio è stato individuato in Sapienza nel PerCorso Qualità avviato nella nostra Università già dal 2005 e frutto di un adattamento del Modello Informativo del CNVSU (RdR01/04). Per ciascun Corso di studio viene nominata da ciascuna Facoltà una Commissione Qualità (CQ) alla quale è assegnata la responsabilità di redigere un Rapporto di Autovalutazione (RAV) relativo alle attività didattiche sviluppate dal CdS per l A.A. di riferimento del PerCorso; la CQ è composta da un numero variabile di docenti che insegnano nel Corso, integrata, in taluni casi, da un rappresentante degli studenti e, laddove presente, da una unità di personale amministrativo a servizio del Corso di Studio. Il PerCorso Qualità fa riferimento ad un Modello per l Autovalutazione e a Linee Guida per l Autovalutazione che sono state sviluppate in maniera autonoma e originale all interno di Sapienza e sono state successivamente aggiornate per allinearle alla 1418 normativa di riferimento, agli indirizzi strategici dell Ateneo e a indicazioni europee (ENQA, ESG di Bergen) e nazionali (Fondazione CRUI 3 ). Il PerCorso è coordinato a livello d Ateneo dal Team Qualità, un gruppo di lavoro nominato dal Rettore con il compito di mettere a punto strumenti e metodologie, di organizzare momenti formativi, di aggiornamento e di coordinamento, e di monitorare la sperimentazione del sistema. Lo schema di assicurazione interna della qualità (AIQ) utilizzato è fortemente orientato sia ai risultati di apprendimento attesi nel laureato sia ai processi necessari per raggiungere tali risultati e alla loro gestione. L AIQ si basa in particolare sull assunto che un corso di studio impartisce una formazione di qualità quando possiede 5 caratteristiche principali: individua, con il contributo delle parti interessate (PI) esterne, le prospettive relative all inserimento nel mondo del lavoro e/o alla prosecuzione degli studi, e definisce obiettivi di apprendimento coerenti con le prospettive individuate; assicura agli studenti attività formative che conducono, tramite contenuti, metodi, tempi, adeguatamente progettati e pianificati, ai risultati di apprendimento previsti e garantisce, tramite appropriate modalità d esame in itinere e al termine del percorso formativo, l accertamento delle conoscenze e abilità attese; dispone di personale (docente e tecnico-amministrativo), infrastrutture (aule per lo svolgimento delle lezioni, laboratori, biblioteche) e servizi (di informazione, assistenza e supporto nei confronti degli studenti) adeguati al raggiungimento degli obiettivi di apprendimento; esercita in modo documentato e verificabile una continua azione di controllo sui processi e sui relativi risultati, conosce i propri risultati e li analizza, promuove il miglioramento continuo dei singoli processi e dei relativi risultati; adotta, nel contesto più generale di un impegno per una gestione per la qualità, un sistema di assicurazione della qualità e, in tale ambito, rende disponibili a tutti gli interessati informazioni adeguate, aggiornate e facilmente reperibili su obiettivi, attività formative, risorse utilizzate e risultati. La partecipazione dei corsi di studio al PerCorso Qualità ha mostrato, nei primi cinque anni di attività, un trend crescente (dalle 144 adesioni relative al percorso alle 252 adesioni relative al percorso ) e ha rappresentato un importante occasione per riflettere strategicamente su attività e risultati, per sostenere l impegno 3 Fondazione CRUI, Assicurazione della Qualità dei corsi di studio universitari (Roma, 2009) 1519 dei responsabili dei corsi di studio a una gestione tesa al miglioramento continuo e per avvicinarsi a una accountability trasparente dei corsi di studio. In un ottica di semplificazione del processo di autovalutazione Sapienza ha realizzato un modulo informatico, autonomo e integrato nel Sistema Informativo di Ateneo per la Didattica, che consenta la compilazione telematica dei RAV da parte delle Commissioni. La soluzione telematica ha apportato gli innegabili vantaggi di poter disporre delle informazioni in un unico luogo, di avere una vista rapida e completa dei dati e di poter contare su una piattaforma che guida il valutatore nel procedimento. Allo stato attuale appare necessaria anche l implementazione di un sistema di Assicurazione della Qualità per le scuole dottorali. La rilevazione delle opinioni degli studenti. Ai sensi della legge 370/99, al termine di ciascun periodo didattico, i corsi di studio di Sapienza provvedono alla rilevazione delle opinioni degli studenti frequentanti i corsi di lezione. Le procedure di somministrazione e raccolta dati seguono un regolamento ad hoc e lo strumento di rilevazione è rappresentato da un questionario con domande a multi-risposta. Le elaborazioni dei dati vengono realizzate dalle facoltà e dai relativi Nuclei di Valutazione nonché dal Nucleo di valutazione d Ateneo. Nell anno è strada introdotta una nuova modalità di somministrazione telematica, attraverso una piattaforma informatica integrata con il sistema di gestione delle carriere Infostud. L utilizzo del questionario telematico sulle opinioni degli studenti ha riguardato inizialmente soltanto una parte dell Ateneo, per andare poi a regime a partire dall anno accademico 2011/12. Le procedure della rilevazione telematica prevedono che gli studenti compilino il questionario tramite il sistema infostud durante il periodo di lezione o, altrimenti, al momento della prenotazione all esame. Nel il tasso di coinvolgimento (numero di insegnamenti valutati su insegnamenti attivati), si è attestato per Sapienza al 66%, mentre il numero dei questionari compilati è sceso del 26% rispetto all'anno precedente, tale importante riduzione è imputabile all avvio, ad anno inoltrato, della nuova modalità, che probabilmente non ha trovato pronte le strutture nella gestione del nuovo strumento, considerando anche la riorganizzazione di Facoltà e Dipartimenti avvenuta nel medesimo anno accademico. Al fine di ridurre al minimo il numero di insegnamenti che non effettuano la rilevazione, già negli anni passati il NVA ha stabilito che prima della programmazione e dell inizio delle lezioni, i NVF presentino al Consiglio di Facoltà una relazione sui risultati della 1620 rilevazione opinioni studenti della propria facoltà e che entro il 31 ottobre di ogni anno inviino la suddetta relazione al Nucleo di Valutazione d Ateneo e ne assicurino la divulgazione sul sito internet di facoltà in attuazione dell art.2 del D.M. 31 ottobre 2007, n.544 sui requisiti di trasparenza. Gli sviluppi futuri riguarderanno la maggiore rilevanza da attribuire alle opinioni dei laureandi e dei laureati, quali risultano dalle rilevazioni Alma Laurea, e la rilevazione telematica delle opinioni dei dottorandi e dottori di ricerca Lo stato attuale del sistema di valutazione della ricerca L art.4 dello Statuto recita che Sapienza considera prioritaria e primaria la sua funzione nell attività di ricerca, ne favorisce la dimensione internazionale, promuove, anche attraverso specifiche strutture, il trasferimento dei risultati della ricerca al sistema culturale, produttivo e della società civile. La valutazione dei risultati della ricerca. Il NVA, per i cui compiti istituzionali si rimanda al par. 1.4, utilizza parametri e indicatori specifici per valutare la produttività scientifica delle strutture dipartimentali e dell Ateneo nel suo complesso. Tali parametri e indicatori quantitativi e qualitativi sono coerenti con gli obiettivi e gli indicatori previsti dalle normative sulla ripartizione del fondo di finanziamento ordinario e per la programmazione delle università e vengono ordinariamente confrontati con benchmark esterni, rappresentati dai risultati di università italiane con caratteristiche e dimensioni simili a quelle di Sapienza. Tab. 5 Esempi di parametri e indicatori utilizzati dal NVA per la Ricerca Indicatori previsti dalla Programmazione Triennale b1 - Proporzione di personale attivamente impegnato nella ricerca b2 - Numero medio di borse per corso di dottorato di ricerca b3 - Proporzione di borse di studio di dottorato di ricerca finanziate dall'esterno, nei tre cicli di dottorato del triennio di riferimento b4 - Disponibilità economica media per la ricerca scientifica per professore di ruolo e ricercatore b5 - Proporzione di entrate per la ricerca scientifica provenienti da enti esterni Indicatori previsti dal FFO 2011 B1 - Percentuale di docenti valutati positivamente nei progetti PRIN B2 -Media ponderata dei tassi di partecipazione FIRB pesati per i tassi di successo B3- Percentuale VTR CIVR B4 - Media delle percentuali di finanziamento e successo nei seguenti filoni di finanziamento: EU- CORDIS, Progetti EU, Finanziamenti ricevuti da altri istituzioni pubbliche estere Parametri proposti dal NVA per la ripartizione di risorse premiali a. % di fondi di ricerca esterni 17 Vedere altro
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