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Timestamp: 2019-01-16 10:33:28+00:00
Document Index: 79334211

Matched Legal Cases: ['art.17', 'art. 199', 'art. 199', 'art. 179', 'art.180', 'art. 37', 'art 177']

Pianificazione regionale dei rifiuti: elementi innovativi a confronto. Rosanna Laraia - PDF
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Amerigo Bello
1 Pianificazione regionale dei rifiuti: elementi innovativi a confronto Rosanna Laraia
2 Il Decreto legislativo 152/2006 Competenze dello Stato (articolo 195 ) Il comma 1, individua le funzioni di indirizzo e coordinamento, di definizione di criteri, metodologie e linee guide (il cui esercizio, salvo che sia diversamente disposto, avviene ai sensi della L. n. 400/1988, su proposta del Ministro dell ambiente e della tutela del territorio, di concerto con i Ministri dello sviluppo economico, della salute e dell interno, sentite la Conferenza Stato Regioni. il comma 2 elenca le categorie di norme regolamentari e tecniche (adottate ai sensi dell art.17 della L. n. 400/1988 con decreto del Ministro e della tutela del territorio, di concerto con i Ministri delle attività produttive, della salute e dell interno. Competenze delle regioni (articolo 196 comma 1 - lettere dalla a alla p ) lett. a): predisposizione, adozione ed aggiornamento dei piani regionali di gestione dei rifiuti (sentiti le province, i comuni e le Autorità d ambito).il contenuto dei piani è regolato dall art Procedura per l approvazione dei piani: le regioni sentite le province, i comuni e, per quanto riguarda i rifiuti urbani, le Autorità d'ambito, predispongono e adottano piani regionali di gestione dei rifiuti. L'approvazione del piano regionale o il suo adeguamento è requisito necessario per accedere ai finanziamenti nazionali.
3 Partecipazione del pubblico La Pianificazione territoriale Per l approvazione dei piani si applica la procedura della Valutazione Ambientale Strategica di cui alla parte II del d. lgs. n. 152/2006 che include le modalità per garantire la partecipazione del pubblico al procedimento e alle motivazioni sulle quali si è fondata la decisione, anche in relazione alle osservazioni scritte presentate Le regioni e le province autonome assicurano la pubblicazione dei piani di gestione dei rifiuti e dei programmi di prevenzione, anche attraverso l inserimento degli stessi sul sito WEB della regione o della provincia autonoma. Approvazione e riesame La regione approva o adegua il piano entro il 12 dicembre Fino a tale termine restano in vigore i piani regionali vigenti Le regioni, sentite le province, provvedono alla valutazione della necessità dell aggiornamento del piano almeno ogni sei anni, nonché alla programmazione di interventi attuativi
4 Contenuti dei Piani - art. 199 a) tipo, quantità e fonte dei rifiuti prodotti, nel caso degli RU suddivisi per ATO, rifiuti che saranno prevedibilmente spediti da e verso il territorio nazionale e valutazione futura dei flussi di rifiuti, fissazione degli obiettivi di RD da raggiungere a livello regionale; b) i sistemi di raccolta dei rifiuti e impianti di smaltimento e recupero esistenti, inclusi eventuali sistemi speciali per oli usati, rifiuti pericolosi o flussi di rifiuti disciplinati da una normativa comunitaria specifica; c) una valutazione della necessità di nuovi sistemi di raccolta, della chiusura degli impianti esistenti per i rifiuti, di ulteriori infrastrutture per gli impianti per i rifiuti in conformità del principio di autosufficienza e prossimità e se necessario degli investimenti correlati; d) informazioni sui criteri di riferimento per l'individuazione dei siti e la capacità dei futuri impianti di smaltimento o dei grandi impianti di recupero, se necessario; e) politiche generali di gestione dei rifiuti, incluse tecnologie e metodi di gestione pianificata dei rifiuti, o altre politiche per i rifiuti che pongono problemi particolari di gestione
5 Contenuti dei Piani - art. 199 m) le iniziative volte a favorire, il riutilizzo, il riciclaggio ed il recupero dai rifiuti di materiale ed energia, ivi incluso il recupero e lo smaltimento dei rifiuti che ne derivino p) le prescrizioni in materia di prevenzione e gestione degli imballaggi e rifiuti di imballaggio q) il programma per la riduzione dei rifiuti biodegradabili da collocare in discarica di cui all articolo 5 del d. lgs. n. 36/2003 r) un programma di prevenzione della produzione dei rifiuti, elaborato sulla base del programma nazionale di prevenzione dei rifiuti, che descriva le misure di prevenzione esistenti e fissi ulteriori misure adeguate. Il programma fissa anche gli obiettivi di prevenzione. Le misure e gli obiettivi sono finalizzati a dissociare la crescita economica dagli impatti ambientali connessi alla produzione dei rifiuti. Il programma deve contenere specifici parametri qualitativi e quantitativi per le misure di prevenzione al fine di monitorare e valutare i progressi realizzati, anche mediante la fissazione di indicatori. il piano regionale di gestione dei rifiuti deve essere coordinato con gli altri strumenti di pianificazione di competenza regionale. I piani per la bonifica delle aree inquinante sono parte integrante del piano regionale
6 La Pianificazione I compiti di pianificazione a livello nazionale e regionale, dovrebbero integrarsi in modo che la gestione dei rifiuti sia oggetto di una strategia di pianificazione integrata e coordinata fra il livello statale e regionale Gli obiettivi da perseguire sono quelli indicati dagli atti strategici e regolamentari dell Unione Europea
7 Indirizzi Europei: la gestione sostenibile dei rifiuti Tutti gli atti strategici e regolamentari dell Unione Europea, a partire dal VI Programma di Azione per l ambiente, hanno come obiettivo prioritario l uso sostenibile delle risorse correlato alla gestione sostenibile dei rifiuti Strategia tematica per la prevenzione ed il riciclo L Europa deve diventare una società fondata sul riciclaggio, che cerca di evitare la produzione di rifiuti ma che, in ogni caso, li utilizza come risorsa Misure Attuazione alla legislazione in vigore Introduzione di standard prestazionali per gli impianti di riciclaggio e per i prodotti riciclati, anche attraverso l estensione della disciplina IPPC Introduzione del concetto di efficienza dell operazione recupero compreso il recupero energetico negli impianti di incenerimento di rifiuti Introduzione del concetto del ciclo di vita nella politica in materia di rifiuti, al fine di individuare più facilmente le priorità e le politiche da adottare per ottenere il massimo beneficio ambientale Miglioramento della gestione dei rifiuti biodegradabili Adozione di Piani di prevenzione dei rifiuti a livello nazionale, regionale o locale
8 Comunicazioni della Commissione Europea Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo relativa alle prossime misure in materia di gestione dei rifiuti organici nell Unione europea - COM (2010)235 definitivo Comunicazione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni Un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse - Iniziativa faro nell'ambito della strategia Europa COM (2011) 21 definitivo Comunicazione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni Tabella di marcia verso un Europa efficiente nell'impiego delle risorse - COM (2011) 571 definitivo Per giungere ad un Europa efficiente nell uso delle risorse è necessario utilizzare una combinazione di politiche ed attivare una serie di sinergie tra i diversi settori/risorse coinvolti
9 Gestione sostenibile delle risorse e dei rifiuti E necessario : Incrementare il riciclaggio per attenuare la pressione sulla domanda di materie prime, riutilizzare materiali di valore che altrimenti finirebbero come rifiuti e ridurre il consumo di energia e delle emissioni di gas a effetto serra nei processi di estrazione e di lavorazione Migliorare la progettazione dei prodotti per ridurre la domanda di energia e di materie prime, per rendere i prodotti più duraturi e più facili da riciclare, per stimolare l'innovazione tecnologica, creando possibilità imprenditoriali e nuovi posti di lavoro Il miglioramento della gestione dei rifiuti contribuisce ad un miglior utilizzo delle risorse e può aprire nuovi mercati e creare posti di lavoro, favorendo una minore dipendenza dalle importazioni di materie prime e consentendo di ridurre gli impatti ambientali
10 Comunicazione della Commissione europea del 18/5/2010 Conclusioni della Commissione Va ridotta la produzione dei rifiuti organici, attraverso l elaborazione dei programmi nazionali di prevenzione con specifici obiettivi ed indicatori per valutare i progressi ottenuti dal settore I rifiuti organici prodotti devono essere avviati a riciclaggio e/o a recupero energetico riducendo lo smaltimento in discarica che deve accogliere solo rifiuti trattati la Commissione porterà avanti la sua analisi allo scopo di decidere sull opportunità di fissare obiettivi specifici entro il 2014 Un obiettivo specifico per il trattamento biologico dovrebbe andare di pari passo con il potenziamento della raccolta differenziata al fine di garantire una buona qualità del compost e del digestato Sarà anche valutata la possibilità di stabilire norme minime e standard per il compost ed il digestato La Commissione invita gli Stati membri, nell elaborazione delle misure volte al raggiungimento degli obiettivi nazionali in materia di energie rinnovabili, della necessità di trasformare i rifiuti organici in elettricità, calore o carburante per autotrazione a costi relativamente contenuti, limitando l uso dei combustibili fossili e aumentando la sicurezza degli approvvigionamenti
11 Risoluzione del Parlamento UE del 19/1/2012: strategie per migliorare l'efficienza della catena alimentare La produzione annuale totale di rifiuti alimentari nell UE 27 è di 89 milioni t (179 kg procapite). Se non si interverrà entro il 2020 si arriverà a 126 milioni di t (+ 40%). Ogni anno in Europa il 50% del cibo commestibile prodotto diviene rifiuto. Gli sprechi alimentari contribuiscono al riscaldamento globale (89 milioni di t di cibo sprecato producono 170 milioni t di CO2 equivalente ogni anno) Minore spreco di prodotti commestibili significherebbe anche maggiore efficienza nell utilizzo delle risorse, dei terreni agricoli e delle risorse idriche Il Parlamento europeo chiede al Consiglio, alla Commissione, agli Stati membri e agli attori della catena agroalimentare di affrontare con urgenza il problema dello spreco alimentare alla Commissione di definire per gli Stati membri obiettivi specifici di prevenzione degli sprechi di alimenti, nel quadro degli obiettivi di prevenzione dei rifiuti che gli Stati membri devono conseguire entro il 2014 (Direttiva 98/2008/CE) e di avviare azioni concrete per dimezzare entro il 2025 lo spreco alimentare agli Stati membri di introdurre incentivi economici atti a limitare lo spreco di alimenti di intervenire sulle regole che disciplinano gli appalti pubblici per favorire realtà che promuovono azioni di riduzione degli sprechi e redistribuzione delle eccedenze
12 D.Lgs. 152/ Gerarchia dei rifiuti (art. 179) Prevenzione Preparazione per il riutilizzo Riciclaggio La gerarchia si applica quale ordine di priorità della normativa e della politica in materia di prevenzione e gestione dei rifiuti Recupero di altro tipo Smaltimento La gerarchia stabilisce, in generale, un ordine di priorità di ciò che costituisce la migliore opzione ambientale. Nel rispetto della gerarchia, devono essere adottate le misure volte a incoraggiare le opzioni che garantiscono il miglior risultato complessivo, tenendo conto degli impatti sanitari, sociali ed economici, ivi compresa la fattibilità tecnica e la praticabilità economica
13 Programmi di prevenzione (art.180) Entro il 31 dicembre 2012, il MATTM deve adottare, un Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti ed elaborare indicazioni affinché il programma sia integrato nei piani regionali di gestione dei rifiuti I programmi di prevenzione hanno come obiettivo quello di dissociare la crescita economica dagli impatti ambientali connessi alla produzione dei rifiuti Il Programma Nazionale ed i Programmi regionali elaborati sulla base di quello nazionale, dovranno fissare obiettivi di prevenzione
14 D.Lgs. n. 152/ Articolo 181 (Riciclaggio e recupero dei rifiuti) Al fine di promuovere il riciclaggio di alta qualità e di soddisfare i necessari criteri qualitativi per i diversi settori del riciclaggio, sulla base delle indicazioni fornite dal MATTM, le regioni stabiliscono i criteri con i quali i comuni provvedono a realizzare la raccolta differenziata in conformità a quanto previsto dall articolo 205 raccolta differenziata : la raccolta in cui un flusso di rifiuti è tenuto separato in base al tipo ed alla natura dei rifiuti al fine di facilitarne il trattamento specifico
15 D.Lgs. n. 152/ Articolo 181 (Riciclaggio e recupero dei rifiuti) Le autorità competenti realizzano: Entro il 2015: la raccolta differenziata almeno per carta, metalli, plastica e vetro e ove possibile, per il legno, Entro il 2020: obbligo di raggiungere una percentuale globale di riciclaggio fino al 50% per carta metallo plastica vetro rifiuti domestici e simili Entro il 2020 : obbligo riciclare il 70 % dei rifiuti da costruzione e demolizione (escluso il materiale allo stato naturale )
16 D.Lgs. n. 152/ Rifiuti organici (Articolo ter) Le Regioni e le Province autonome, i Comuni e gli ATO, ciascuno per le proprie competenze e nell ambito delle risorse disponibili allo scopo a legislazione vigente, adottano entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto misure volte a incoraggiare: a) la raccolta separata dei rifiuti organici b) il trattamento dei rifiuti organici in modo da realizzare un livello elevato di protezione ambientale c) l utilizzo di materiali sicuri per l ambiente ottenuti dai rifiuti organici, ciò al fine di proteggere la salute umana e l ambiente
17 Metodologie di calcolo degli obiettivi di riciclaggio decisione 2011/753/CE Requisiti generali In caso di raccolta differenziata dei rifiuti o se la produzione di un impianto di selezione è sottoposta a processi di riciclaggio o altra forma di recupero di materiale senza perdite significative, il peso dei rifiuti può essere considerato equivalente al peso dei rifiuti preparati per essere riutilizzati, riciclati o sottoposti ad altra forma di recupero di materiale La quantità di rifiuti preparati per essere riutilizzati è inclusa nella quantità di rifiuti riciclati e non è comunicata separatamente Sono conteggiati sia i rifiuti esportati in un altro SM per essere riciclati sia quelli esportati fuori dell Unione in questo caso in presenza di prove attendibili attestanti il rispetto del regolamento (CE) n. 1013/2006 I rifiuti biodegradabili avviati a digestione aerobica o anaerobica possono essere contabilizzati come riciclati se il trattamento produce compost o digestato che, eventualmente previo ulteriore trattamento, è utilizzato come prodotto, sostanza o materiale riciclato per il trattamento in ambiente terrestre a beneficio dell agricoltura o dell ecologia
18 Metodologie di calcolo degli obiettivi di riciclaggio decisione 2011/753/CE Quattro metodologie di calcolo per valutare il raggiungimento degli obiettivi di preparazione per il riutilizzo/riciclaggio di cui all'articolo 11, della direttiva 2008/98/Ce Gli Stati membri applicano l'obiettivo a una delle operazioni seguenti: a) la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio di rifiuti domestici costituiti da carta, metalli, plastica e vetro; b) la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio di rifiuti domestici costituiti da carta, metalli, plastica e vetro e di altri tipi di rifiuti domestici o di rifiuti simili di altra origine; c) la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio di rifiuti domestici; d) la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio di rifiuti urbani. L'obiettivo si applica alla quantità totale di rifiuti dei flussi di rifiuti inerenti all'opzione scelta dallo Stato membro
19 Metodologie di calcolo degli obiettivi di riciclaggio decisione 2011/753/CE Gli Stati membri dovranno applicare la metodologia di calcolo della decisione 2011/753/CE corrispondente all'opzione prescelta Nella prima relazione da compilarsi entro il 2014 (art. 37, direttiva 2008/98/CE), gli Stati membri dovranno informare la Commissione in merito all'opzione di calcolo prescelta Uno Stato membro può cambiare l'opzione fino alla presentazione della relazione riguardante l'applicazione per l'anno 2020, a condizione che sia in grado di assicurare la coerenza dei dati trasmessi
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