Source: http://www.privacy.it/archivio/garanterisp201401161.html
Timestamp: 2018-10-19 10:45:18+00:00
Document Index: 47647140

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 22', 'art. 20', 'art. 112', 'art. 50', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 50', 'art. 12', 'art. 22', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 4']

Pubblicazione dei dati nominativi deisoggetti dipendenti di pubbliche amministrazioni fruitori di permessi, distacchied aspettative sindacali
Registro dei provvedimenti n. 15 del 16 gennaio2014
ESAMINATO il quesito a firma del Ministro del Dipartimento dellafunzione pubblica del 3 dicembre 2013;
VISTO il d.lg. 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia diprotezione dei dati personali, di seguito "Codice");
1. Con il quesito contenuto nella comunicazione del 3 dicembre2013 (prot. n. 408) è stato richiesto al Garante di formulare un proprio avvisocon riguardo alla legittimità della pubblicazione, che la Presidenza delConsiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica intenderebbeporre in essere, dei "dati nominativi dei soggetti [dipendenti dipubbliche amministrazioni] fruitori di permessi, distacchi ed aspettativesindacali" alla luce delle vigenti disposizioni in materia di protezionedei dati personali e di trasparenza dell'attività amministrativa.
Ancorché nel menzionato quesito non siano precisate le modalitàdella prospettata pubblicazione, deve ritenersi che, in ragione del richiamonello stesso contenuto alla disciplina di cui al d.lg. 14 marzo 2013, n. 33, ilDipartimento intenda procedere alla pubblicazione in internet, tramite ilproprio sito web istituzionale, dei dati personali sopra menzionati.
2.1. Deve rilevarsi che al trattamento dei dati personali inesame – di natura sensibile ai sensi dell'art. 4, comma 1, lett. d), delCodice, essendo gli stessi idonei a rivelare l'affiliazione sindacale degliinteressati – trovano anzitutto applicazione, in punto di liceità deltrattamento, gli artt. 11, 20 e, per quanto immediatamente rileva ai fini delquesito formulato, l'art. 22, commi 3 e 11, del Codice, che ammette la diffusionedi dati sensibili solo se prevista da espressa disposizione di legge.
2.2. In termini generali, per il trattamento dei dati personalidi cui al quesito, il legislatore ha individuato, ai sensi dell'art. 20, comma1, del Codice, la richiesta finalità di rilevante interesse pubblico nelleesigenze connesse alla gestione del rapporto di lavoro, in particolare al finedi consentire lo svolgimento di attività dirette all'adempimento di specificiobblighi o compiti previsti dalla normativa "in materia sindacale"(cfr. art. 112, comma 2, lett. e), del Codice).
Inoltre, in conformità a quanto previsto dall'art. 50, d.lg. 30marzo 2001, n. 165, le amministrazioni pubbliche sono tenute a fornire allaPresidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica ilnumero complessivo ed i nominativi dei beneficiari dei permessi sindacali(comma 3).
Per tali informazioni, oggetto di comunicazione obbligatoria alDipartimento della funzione pubblica da parte di ciascuna amministrazione inconformità alla procedura GEDAP al fine di "assicurare la trasparenza, larazionalizzazione e il contenimento delle prerogative sindacali nell'ambito delpubblico impiego" (cfr. art. 4, comma 4, D.M. 23 febbraio 2009 e, daultimo, art. 7, Acc. 17 ottobre 2013, Contratto collettivo nazionale quadro perla ripartizione dei distacchi e permessi alle organizzazioni sindacalirappresentative nei comparti, per il triennio 2013-2015), è prevista la solapubblicazione in forma aggregata, e non nominativa, dei dati concernenti lafruizione dei permessi sindacali "in allegato alla relazione annuale dapresentare al Parlamento ai sensi dell'articolo 16 della legge 29 marzo 1983,n. 93" (cfr. art. 50, comma 4, d.lg. n. 165/2001) oltre che, al fine diconsentire il monitoraggio della spesa per le prerogative sindacali nel settorepubblico, anche alla Corte dei conti (art. 12, l. 4 marzo 2009, n. 15).
Ciò risulta anche dal decreto del Presidente del Consiglio deiMinistri 30 novembre 2006, n. 312 (Regolamento concernente il trattamento deidati sensibili e giudiziari presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri) ilcui allegato n. 10 concerne la "gestione dei dati relativi a distacchi,aspettative e permessi per funzioni pubbliche elettive fruite dai dipendentipubblici" e che preordina il flusso informativo indirizzato alDipartimento della funzione pubblica dei dati relativi all'appartenenzasindacale al solo fine "della predisposizione dell'Allegato alla Relazioneannuale al Parlamento sullo stato della Pubblica Amministrazione" (cfr.allegato n. 10 cit.).
2.3. Né la recente disciplina in materia di trasparenza d.lg. 14marzo 2013, n. 33 (Riordino della disciplina riguardante gli obblighi dipubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubblicheamministrazioni), prevede, come richiesto dall'art. 22, comma 11, del Codice,la diffusione dei dati nominativi riferiti ai fruitori di permessi, distacchied aspettative sindacali, non potendo essere gli stessi annoverati, sulla basedell'attuale formulazione normativa, tra le tipologie di soggetti per i qualisono nominativamente previste forme di pubblicità; essi non rientrano ,infatti, né tra i componenti degli organi di indirizzo politico (art. 14, d.lg.n. 33/2013), né tra i titolari di incarichi dirigenziali e di collaborazione oconsulenza (art. 15, d.lg. n. 33/2013).
3. Considerato che le informazioni concernenti l'impiego dellerisorse pubbliche – nel caso di specie connesse alla fruizione dipermessi, distacchi ed aspettative sindacali retribuiti – sono diinteresse generale e tali da contribuire al dibattito pubblico in merito albuon andamento della pubblica amministrazione, si ritiene che, anche in basealla richiamata disciplina sulla trasparenza (ai sensi dell'art. 4, comma 3,d.lg. n. 33/2013), il Dipartimento della funzione pubblica possa disporre lapubblicazione sul proprio sito web in forma aggregata dei dati relativi aifruitori di permessi, distacchi ed aspettative sindacali (articolandol'informazione in esame, ad esempio, in base alle amministrazioni diappartenenza dei fruitori di detti permessi o alla qualifica degli stessiovvero in base alla tipologia di permessi, etc.). Tale soluzione, rispettosadel dato normativo, consentirebbe di conseguire le esigenze di trasparenza,soddisfacendo gli interessi generali ad essa sottesi, e di preservare in paritempo il diritto alla protezione dei dati riferiti gli interessati (prevenendocosì i rischi derivanti da un'ampia e non proporzionata, anche dal punto divista temporale, disseminazione in internet delle informazioni in esame).