Source: https://it.scribd.com/document/84386557/ORSO-2011
Timestamp: 2019-10-14 18:41:53+00:00
Document Index: 81048928

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 8', 'art. 11', 'art. 19', 'art. 11', 'art. 22', 'art. 11']

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RAPPORTO ORSO 2011 CON APPENDICI LINCE E LUPO
SERVIZIO FORESTE E FAUNA UFFICIO FAUNISTICO
mailorso@provincia.tn.it
Coordinamento generale e supervisione Ruggero Giovannini - Direttore Ufficio Faunistico Coordinamento Claudio Groff A cura di Davide Dalpiaz Claudio Groff Renato Rizzoli Paolo Zanghellini Con il contributo di Gruppo di Ricerca e Conservazione dellOrso Bruno del Parco Naturale Adamello Brenta Museo delle Scienze di Trento Citazioni Le informazioni contenute in questo Rapporto possono essere riportate citando: Groff C., Dalpiaz D., Rizzoli R., Zanghellini P (a cura di), 2012 . Rapporto Orso 2011 del Servizio Foreste e fauna della Provincia Autonoma di Trento
In copertina Orso e foresta. Gruppo di Brenta, ottobre 2011. Foto Matteo Zeni - PNAB (con fototrappola). Foto Qualora prive di didascalia: C. Frapporti (orso e lince), C. Groff (ambienti) Impaginazione e graca Ufficio Faunistico PAT - Publistampa s.n.c. Stampa Centro Duplicazioni Provincia Autonoma di Trento Trento, febbraio 2012
Presentazione Introduzione 1. Monitoraggio 2. Indennizzo e prevenzione dei danni 3. Gestione delle emergenze 4. Comunicazione 5. Formazione 6. Raccordo sovraprovinciale e internazionale 7. Ricerche e convegni Appendice 1 - La lince Appendice 2 - Il lupo pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. 5 6 7 33 41 48 55 56 58 61 63
Come noto, la gestione dellorso bruno in Trentino svolta sulla base di consolidate linee dintervento approvate dalla Giunta provinciale che ha individuato il Servizio Foreste e fauna quale struttura di riferimento per la realizzazione degli specifici programmi dazione. Principale partner del Servizio sul piano operativo il Parco Naturale Adamello Brenta (PNAB), che ha promosso nella seconda met degli anni 90 il progetto Life Ursus, mentre referenti istituzionali e tecnico-scientifici nella realizzazione dei progetti sono il Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) e lIstituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). Con essi, nel corso del 2011, si avviato un importante processo di revisione delle scelte gestionali, a partire dalle indicazioni fornite dallo studio redatto dal prof. Marco Apollonio e dal compianto prof. Guido Tosi, che ha considerato non solo la capacit portante dal punto di vista ecologico ma anche quella sotto il profilo sociale, al fine di fornire risposte concrete a una serie di criticit emerse in questa fase del progetto. Questa edizione del Rapporto Orso si riferisce allAnno Internazionale delle Foreste e per questo si pone lobiettivo di offrire, da parte della struttura che ha nel proprio mandato istituzionale e tecnico il compito di assicurare la gestione integrata di Foreste e Fauna, uno specifico contributo anche sotto quel profilo, considerato il particolare legame della specie con lhabitat forestale e con le risorse alimentari che esso in grado di offrire. Non certo un caso che nel 2011, pur a fronte della conferma di una dinamica positiva della popolazione ursina, si sia registrata una decisa contrazione dei danni; piuttosto il risultato, oltrech dellapplicazione di modelli gestionali via via pi perfezionati, della buona disponibilit alimentare derivata dal bosco. Nella consapevolezza di quanto sia importante riuscire a dare risposte calibrate e tempestive alle categorie interessate, lanno appena concluso si caratterizzato inoltre per lavvio del Tavolo di confronto con le categorie interessate e, attraverso il dialogo cos instaurato, ha consentito di tracciare un primo bilancio, decisamente positivo per molti aspetti, anche a seguito dellapprovazione e applicazione dei nuovi criteri per il risarcimento dei danni. Certo permane la convinzione che il cammino da compiere per linserimento effettivo della gestione dellorso in un contesto pi ampio, riferito non solo anche agli altri due grandi carnivori delle Alpi, lince e lupo ma, pi in generale, allambiente alpino, sia ancora lungo. Lobiettivo quello di poter giungere in tal modo anche al riconoscimento del valore della specie sotto diversi profili, incluso quello del ritorno in termini economici per il territorio che la ospita. Un impegno particolare in tal senso sar dunque richiesto anche per il futuro. In chiusura va rinnovato il ringraziamento a tutti i soggetti che a vario titolo hanno collaborato per realizzare le singole iniziative individuate dai programmi dazione e tra essi in particolare al Museo delle Scienze (MdS), al personale forestale e tecnico del Servizio Foreste e fauna, ai custodi forestali, ai guardiaparco, ai guardiacaccia e ai volontari, nonch alle altre Regioni e Province che partecipano al progetto per dar corpo ai programmi e raccogliere, mettendoli quindi a disposizione, i dati contenuti in questo Rapporto.
Dirigente del Servizio Foreste e fauna della PAT
Lorso bruno non mai scomparso dal prie deliberazioni n. 1428 e n. 1988 di data Trentino, unica zona delle Alpi a poter van- 26 giugno 2002 e 9 agosto 2002. In particolare sono stati individuati sei Programmi tare la continuit della sua presenza. Il regime di protezione, istituito a partire dazione (Monitoraggio, Gestione dei danni, dal 1939, non ha per scongiurato il rischio Gestione delle emergenze, Formazione del della sua estinzione. La persecuzione diretta da parte delluomo e, in misura minore, le modificazioni ambientali intervenute negli ultimi due secoli hanno ridotto loriginaria popolazione sulla soglia dellestinzione; alla fine degli anni 90 del secolo scorso erano probabilmente presenti non pi di tre-quattro esemplari, confinati nel Brenta nord-orientale. Ma proprio quando tutto sembrava perduto iniziata la ripresa, la cui storia nasce con limpulso fornito dal PNAB che, assieme alla PAT e allISPRA (ex INFS), ha dato avvio al progetto Life Ursus, cofinanziato dallUnione Europea, il quale tra il 1999 e il 2002 ha consentito il rilascio di 10 orsi (3 maschi e 7 femmine) dai quali si originata la popolazione alla quale si riferisce il presente Rapporto. I rilasci sono stati preceduti da un dettagliato Studio di fattibilit, curato dallISPRA, il quale ha accertato lidoneit ambientale di un territorio sufficientemente ampio a ospitare una popolazione vitale di plantigradi (4060 orsi), che costituisce lobiettivo finale del progetto. Tale areale va ben oltre i confini della provincia di Trento, interessando le Regioni e gli Stati vicini. Conclusa la fase dei rilasci, dal Foto n. 1 - Tracce su neve dei tre grandi carnivori alpini. Da sinistra a destra: 2002 ha preso avvio quella, forse an- lupo, lince eurasiatica e orso bruno (M. Krofel-2012) cora pi impegnativa, della conservazione e della gestione ordinaria della popo- personale, Comunicazione, Raccordo sovralazione di orsi. A questo scopo la Giunta provinciale), i quali costituiscono lo schema provinciale ha dettato gli indirizzi operativi su principale cui si attiene anche il presente Rapcui fondare tali attivit di gestione con pro- porto.
Il monitoraggio dellorso eseguito dalla Provincia Autonoma di Trento in maniera continuativa da oltre 30 anni. Alle tradizionali tecniche di rilevamento su campo si sono affiancate nel tempo la radiotelemetria (metodologia utilizzata per la prima volta in Eurasia nella seconda met degli anni 70), il videocontrollo automatico da stazioni remote, il fototrappolaggio e infine, a partire dal 2002, il monitoraggio genetico. Questultima tecnica si basa sulla raccolta di campioni organici (peli ed escrementi) che avviene secondo due modalit comunemente definite monitoraggio sistematico, basato sullutilizzo di trappole con esche olfattive finalizzate alla cattura di peli mediante filo spinato, e opportunistico, che si basa sulla raccolta dei campioni organici rinvenuti sul territorio durante le ordinarie attivit di servizio. Il monitoraggio genetico ha costituito negli ultimi anni la tecnica assolutamente preminente per la raccolta delle informazioni inerenti alla popolazione di orsi presente in provincia. Il monitoraggio genetico stato condotto per il decimo anno consecutivo con il coordinamento del Servizio Foreste e fauna della PAT e la collaborazione dellISPRA, del PNAB, del Museo delle Scienze e di volontari. Resta inteso che tutte le tecniche di monitoraggio citate non garantiscono di rilevare la totalit degli orsi presenti, pertanto i dati del presente Rapporto devono essere letti avendo presente tale limite intrinseco. Infine va ricordato che il monitoraggio nei confronti delle altre due specie di grandi carnivori delle Alpi (lince eurasiatica e lupo) ha avuto inizio in coincidenza con la loro ricomparsa sul territorio provinciale, vale a dire dalla fine degli anni 80 del secolo scorso per la lince e dal 2009 per il lupo. di urina e uno di tessuto), portando a 4.306 il numero complessivo di campioni organici raccolti e sottoposti ad analisi genetiche dal 2002. Il fatto che il monitoraggio genetico sia stato condotto ormai per dieci anni consecutivi rende estremamente interessante il caso trentino, in quanto la durata nel medio-lungo termine di tali attivit (generalmente difficile da sostenere e quindi rara) garantisce possibilit di analisi impensabili con sforzi di monitoraggio pi frammentati. I 587 campioni sono stati raccolti dal personale della Provincia Autonoma di Trento (n. 277; 47,9%), del PNAB (n. 174; 30,1%), del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino (n. 2; 0,3%), e da parte di volontari (n. 125; 21,5%). Ulteriori campioni sono stati raccolti al di fuori del territorio provinciale, concorrendo a determinare il numero totale di orsi identificati appartenenti a questa popolazione; i relativi dati sono stati gentilmente forniti dalla Provincia Autonoma di Bolzano, dalla Regione Lombardia, dalla Regione Veneto e dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Anche nel 2011 le analisi genetiche sono state eseguite dai tecnici del laboratorio di genetica della conservazione dellISPRA. I campioni raccolti (peli e feci) vengono inviati al laboratorio per le analisi genetiche, condotte sulla base di protocolli standardizzati; i dati sono validati usando software di genetica di popolazione. I campioni organici raccolti possono essere analizzati seguendo una procedura ordinaria (551 nel 2011) o, per i casi pi urgenti, una procedura veloce (36 nel 2011), con risultati entro un paio di settimane dalla ricezione del campione. Le metodologie sviluppate, in accordo con quanto previsto nellambito del PACOBACE (Piano dAzione per la Conservazione dellOrso sulle Alpi Centroorientali), prevedono lamplificazione di 10 differenti regioni del genoma (DNA microsatellite) e il sessaggio molecolare di tutti i campioni di pelo e feci raccolti dal personale e recapitati al laboratorio dellIstituto. Lele7
In provincia di Trento nel 2011 sono stati raccolti opportunisticamente 587 campioni organici (383 campioni di pelo, 200 di feci, 3
vata probabilit di errore associata allanalisi dei campioni raccolti mediante tecniche noninvasive impone lottimizzazione di procedure di laboratorio tese alla minimizzazione degli errori di genotipizzazione. A tale scopo stato adottato lapproccio delle amplificazioni multiple (Taberlet et al., 1996), che consiste nella ripetizione in serie delle analisi fino a ottenere un genotipo giudicato affidabile. Laffidabilit stata stabilita attraverso una valutazione statistica, effettuata utilizzando il programma Reliotype (Miller et al., 2002) che, basandosi sulle frequenze alleliche osservate nella popolazione di riferimento e sul numero di repliche di analisi che hanno fornito risultati concordanti, calcola la probabilit che un determinato genotipo osservato possa effettivamente appartenere alla
popolazione. Se laffidabilit del genotipo raggiunge o supera il 95% esso viene accettato e il campione identificato e aggiunto al database. Successivamente allelaborazione dei primi risultati delle analisi genetiche, linsieme dei genotipi identificati stato sottoposto a un attento controllo di qualit a posteriori, effettuato attraverso un confronto tra i dati genetici, di campionamento e derivati dalle altre attivit di campo (telemetria, osservazioni, ecc.) e mirato a identificare i campioni potenzialmente soggetti a errore. Per tali campioni sono state effettuate ulteriori analisi al fine di chiarire le incertezze presenti. A seguire visibile il trend del numero di campioni raccolti nelle ultime dieci stagioni (grafico n. 1).
N. campioni organici analizzati per metodologia
Sistematica Opportunistica Totale
500 400 300 200 100 0 2002 2003 2004 2005 2006 2007 Anni
2006 228 255 483 47 2007 205 135* 340 17*
Opport. Sistem. TOT. n Trappole
2002 45 4 49 4
2003 125 227 352 39
2004 319 464 783 41
2005 193 154 347 42
2008 290 83 373 57
2009 311 311 -
2010 514 167 681 57
2011 587 587 -
TOT. 2817 1489 4306
* solo allinterno del PNAB
Anche nel corso del 2011 il Servizio Foreste e fauna ha affiancato al monitoraggio opportunistico tradizionale il monitoraggio dei grattatoi (rub trees), vale a dire delle piante sulle quali gli orsi marcano la loro
presenza lasciando sulla corteccia il proprio odore e del pelo, avviato nel 2010, con il supporto part-time di un professionista esterno e in collaborazione con il PNAB (box n.1).
BOX 1 - Il monitoraggio dei rub trees nel 2011
Sono state monitorate in maniera sistematica in totale 110 piante, con lo scopo di raccogliere campioni organici, valutare quale possa essere il significato delluso di questi alberi da parte dei plantigradi e di conseguenza capire quanto lo stesso possa essere utile per il monitoraggio della popolazione. I controlli, effettuati a cadenza mensile a partire dal mese di aprile fino al mese di novembre, prevedevano la raccolta di un campione di materiale organico per grattatoio positivo (raccolto esclusivamente dai ricci di filo spinato). Per non alterare le abitudini del plantigrado, non stato utilizzato alcun tipo di attrattivo. Lindividuazione dei siti e il loro monitoraggio stata possibile grazie al personale dellUfficio Faunistico, ai guardiaparco del Parco Naturale Adamello Brenta, agli agenti del Corpo Forestale Trentino e ai Custodi Forestali. Nel corso della stagione sono stati raccolti 258 campioni di pelo, quasi la met dei campioni organici raccolti in maniera opportunistica nellanno. Il numero totale di individui genotipizzati risultato essere 10, dei quali 6 maschi e 4 femmine (il 50% dei maschi e il 38% delle femmine sicuramente presenti nel 2011 nellarea oggetto di studio). In totale gli orsi che hanno frequentato attivamente i grattatoi nei due anni di monitoraggio (2010 e 2011) sono stati 14. Si confermata una siFoto A Femmina con tre cuccioli ca. 16 mesi intenti a controllare gnificativa differenza nel- Gruppo- Paganella-Gazza (C. Groff diArchivio Servizio Foreste e fauna un grattatoio PAT) lutilizzo dei grattatoi da parte dei due sessi: il numero di utilizzazioni dei grattatoi da parte dei maschi risulta essere nettamente superiore rispetto a quello delle femmine e concentrato soprattutto durante i mesi primaverili - estivi (in concomitanza con il periodo riproduttivo). Luso da parte delle femmine sembra essere invece molto pi sporadico e limitato ai mesi autunnali. Le classi pi giovani inoltre sembrano utilizzare i grattatoi in maniera marginale rispetto agli adulti: tutto questo fa supporre che con tale attivit gli orsi possano stabilire anche una sorta di gerarchia sociale, cos da ridurre gli scontri diretti. Campionare gli orsi raccogliendo il pelo lasciato naturalmente sui grattatoi appare dunque come un promettente complemento ai metodi di monitoraggio che prevedono la raccolta opportunistica di campioni e luso di trappole per peli con attrattivi: il monitoraggio dei grattatoi si presenta infatti come un metodo efficiente, sicuro, flessibile, non invasivo e relativamente poco costoso per la raccolta di dati utili per stimare labbondanza e il trend della popolazione indagata.
Lutilizzo di fototrappole su alcuni grattatoi ha permesso inoltre di studiare non solo il comportamento degli orsi di fronte a queste particolari piante, ma anche quello di altre specie, selvatiche e non: alcune piante fungerebbero da vera e propria casella postale cio da strumento di comunicazione intra e inter-specifica. Nella maggior parte dei casi si registrato un utilizzo attivo (marcatura) da parte dei carnivori e un utilizzo passivo (controllo) da parte delle specie-preda. (M. Tiso)
Foto B - Maschio adulto ripreso nella fase di marcatura del grattatoio - Gruppo di Brenta (M. Tiso - Archivio Servizio Foreste e fauna PAT)
A livello ancora sperimentale continuato anche il monitoraggio fotografico: in determinati siti (per la maggior parte grattatoi noti per essere frequentati regolarmente dagli orsi)
sono state posizionate alcune trappole fotografiche che hanno consentito di acquisire, tra le altre cose, numerose immagini e filmati di orso (box n. 2) e di lince.
BOX 2 - Il monitoraggio fotografico nel 2011
Nel corso del 2011 proseguita la fase sperimentale di monitoraggio fotografico avviata nel 2010, rivolta alle specie orso bruno e lince eurasiatica. Lattivit stata coordinata dal Servizio Foreste e fauna con la partecipazione del Museo delle Scienze di Trento e di alcuni volontari. Il numero di fototrappole utilizzate contemporaneamente nellarco dellanno allinterno dellareale maggiormente frequentato da orso e lince (gruppi del Brenta e della Paganella-Gazza) variato da un minimo di 4 a un massimo di 14. Su tale fluttuazione del numero di apparecchi in campo hanno influito problemi tecnici insorti su alcune macchine (utilizzate anche con condizioni meteo estreme), la disponibilit di Foto A - Orso adulto intento a controllare un grattatoio tempo del personale volontario, nonch i furti Gruppo di Brenta (M. Vettorazzi - Archivio Servizio Foreste e fauna PAT) (tre fototrappole sono scomparse).
Il periodo di monitoraggio si esteso sullintero anno. Lo sforzo messo in campo stato pari a 2.743 notti/fototrappola. Nei periodi 1 gennaio - met marzo e met novembre 31 dicembre, nei quali lattivit dellorso assai ridotta, le fototrappole sono state posizionate, anzich sui grattatoi, in corrispondenza di passaggi noti per essere frequentati saltuariamente dalla lince (si Foto B - Orso bianco in fase di marcatura - Gruppo Paganella-Gazza veda nel dettaglio lAppen(C. Groff - Archivio Servizio Foreste e fauna PAT) dice I a pag. 61). I risultati si riassumono in 135 passaggi in cui sono stati filmati uno o pi orsi (da febbraio a dicembre) e 26 occasioni in cui stato fotografato o filmato lesemplare di lince denominato B132 (da gennaio a maggio). Sono state inoltre filmate le seguenti specie di mammiferi selvatici: capriolo, cervo, camoscio, muflone, cinghiale, lepre comune, lepre variabile, tasso, martora, faina, donnola, volpe, scoiattolo. La documentazione fotografica ha utilmente inteFoto C - Probabilmente lo stesso esemplare della foto precedente ripreso su grato le conoscenze derivate un punto di passaggio - Gruppo Bondone-Stivo (M. Segata - Archivio Servizio Fodal monitoraggio genetico, reste e fauna PAT) consentendo tra laltro di accertare che le femmine di orso accompagnate da un cucciolo dellanno gravitanti nel Brenta meridionale (non identificate geneticamente) sono due diverse, nonch di documentare in modo oggettivo la presenza della lince anche dopo la cessazione del funzionamento del radiocollare, almeno fino alla fine di maggio. stato inoltre possibile acquisire interessanti informazioni sui periodi di inizio e fine dellattivit letargica, sulle interazioni intraspecifiche, sulla diversa attitudine sui punti di marcatura evidenziata da maschi e femmine, adulti e giovani/cuccioli, su possibili patologie, sui caratteri spiccatamente diversi degli esemplari monitorati.
Status della popolazione nel 2011
Lelaborazione dei dati raccolti fornisce le informazioni di seguito riportate, concernenti lidentificazione degli orsi campionati, la stima della dimensione minima della popolazione, la determinazione delle cucciolate presenti durante il 2011, nonch gli spostamenti degli animali. Si ricorda che, a partire dal 2008, i nuovi nati e/o immigrati sono identificati con numerazione progressiva preceduta dalla lettera F se femmina e M se maschio. Linformazione relativa allidentit dei genitori rimane comunque conosciuta e disponibile in specifico database.
Definizioni cuccioli: orsi di et compresa tra 0 e 1 anno; giovani: maschi di et compresa tra 1 e 5 anni e femmine di et compresa tra 1 e 3 anni; adulti: maschi di et superiore ai 5 anni e femmine di et superiore ai 3 anni; orsi rilevati: orsi la cui presenza stata accertata nel corso dellultimo anno, gene-
ticamente o sulla base di inequivocabili e ripetute osservazioni; orsi non rilevati: orsi non rilevati solo nellultimo anno; orsi mancanti: orsi certamente o molto probabilmente non pi presenti allinterno della popolazione in quanto rinvenuti morti, uccisi, emigrati, ridotti in cattivit, o non rilevati geneticamente almeno negli ultimi due anni; orsi ritrovati: orsi rilevati geneticamente dopo due o pi anni consecutivi in cui non lo erano stati; dispersione: spostamento al di fuori del Trentino occidentale da parte di orsi nati nello stesso, senza che gli stessi raggiungano il territorio stabilmente frequentato da esemplari appartenenti alla popolazione di orsi dinarico-balcanica; emigrazione: abbandono della popolazione presente in provincia da parte di orsi che raggiungono il territorio stabilmente frequentato da esemplari appartenenti alla popolazione dinarico-balcanica; immigrazione: ingresso nel territorio provinciale di orsi provenienti dalla popolazione dinarico-balcanica.
Gli animali rilevati geneticamente nel corso del 2011 in Trentino e nelle province adiacenti sono complessivamente 31. Tutti sono stati rilevati mediante il monitoraggio genetico opportunistico. A questi vanno aggiunti almeno 5 cuccioli, appartenenti a tre cucciolate diverse (3+1+1), che seppur non identificati geneticamente sono stati ripetutamente osservati e/o filmati in compagnia delle madri durante lanno. A questi orsi devono essere sottratti 3 esemplari: una femmina di sette anni, DJ1, stata rinvenuta morta in data 2 agosto 2011; la femmina DJ3, della stessa et, stata ridotta in cattivit in data 17 maggio 2011 a
causa del comportamento problematico manifestato da tempo (si veda il capitolo Gestione delle emergenze) e un esemplare, il maschio di sei anni KJ2G2, emigrato in quanto stato rilevato in Friuli Venezia Giulia, nella porzione centro-orientale della regione, dove accertata la presenza stabile di alcuni esemplari che costituiscono la propaggine pi occidentale della popolazione dinarico-balcanica. Il numero minimo di animali considerati presenti a fine 2011 quindi pari a 33, dei quali 15 maschi, 13 femmine e 5 indeterminati (grafico n. 2) (sex ratio M-F 1:0,87 n=28).
Struttura della popolazione a fine 2011
maschi sesso non determinato
MJ2G1 Gasper DG2 DG3 Daniza MJ2 MJ4 MJ5 M12 M13 M11 KJ1 KJ2 F10 JJ5 JJ4 M6 M2 M3 M4 M8 M9 F2 F3 F4 F5 F7 F8
maturit sessuale maschi
maturit sessuale femmine
Con ogni probabilit anche questanno il monitoraggio genetico effettuato sul territorio provinciale non ha rilevato la totalit degli esemplari costituenti la popolazione. Considerando come possibile la presenza anche degli individui non rilevati nel solo ultimo anno (3), ed escludendo quelli mancanti da due o pi anni (14), la popolazione stimata nel 2011 va da 33 a 36 esemplari. Va ribadito che il numero minimo (33) costituisce
una valutazione certa, mentre quello massimo (36) costituisce esclusivamente una valutazione probabilistica basata su uno specifico criterio dimostratosi sinora sostanzialmente valido, ma che presenta limiti intrinseci. Si tratta quindi di una stima di popolazione minima, cosa diversa da una vera e propria stima di popolazione, per la quale necessario ricorrere a modelli statistici di cattura, marcatura e ricattura (CMR).
Il trend della popolazione si conferma dunque positivo anche nel 2011 (grafico n. 3).
Il tasso medio di crescita annuale della popolazione di orsi nel periodo 2002-2011
Trend della popolazione 2002-2011
non rilevati solo ultimo anno numero minimo certo
15 10 5 0 2002 2003 11 11
4 22 23 24 25 28
pari al 14,0% se riferito alla popolazione minima certa, pari al 14,8% se riferito alla popolazione che considera anche gli orsi assenti nel solo ultimo anno di rilievo. Il grafico n. 4 mostra levoluzione dei due tassi medi di crescita annuale nel periodo
2004-2011. A una fase iniziale nella quale gli incrementi medi registrati erano addirittura superiori al 20% si registrato un progressivo assestamento fino agli attuali valori del 1415%, in ogni caso assai positivi se comparati con i dati presenti in bibliografia per la specie.
Tassi medi di crescita della popolazione 2003-2011
sul numero minimo sul numero minimo pi assenti solo anno precedente
30% Tasso medio di crescita (%) 25% 20% 15% 10% 5% 0% 2002-2004 2002-2005 2002-2006 2002-2007 2002-2008 Anno 2002-2009 2002-2010 2002-2011
Nel 2011 stata accertata (monitoraggio genetico pi osservazioni certe) la presenza di 4 cucciolate dellanno per un totale di 6 cuccioli, composte da un solo cucciolo in tre casi e da tre cuccioli nel quarto (1+1+1+3). Lunico cucciolo identificato M11, figlio
della femmina DJ3 e del maschio JJ5 (per la prima volta dunque si registrata una riproduzione da parte di un maschio nato in Trentino, JJ5 appunto, tra laltro di soli 4,5 anni di et quando ha coperto la femmina); per la particolare storia di questo orsetto si veda il box n. 3.
BOX 3 - M11, storia di un cucciolo coraggioso
A partire dallinizio del mese di maggio stato pi volte osservato e segnalato nel Brenta meridionale un cucciolo di orso che vagava da solo. Inizialmente non stato possibile avere la conferma che si trattasse effettivamente di un piccolo dellanno, nonostante diversi sopralluoghi. La certezza arriva intorno alla met del mese, quando il cucciolo viene osservato e fotografato da pi persone in Val di Manez, non lontano dallabitato di Montagne. Una settimana pi tardi, il 23 maggio, il cucciolo torna a farsi vivo, numerosi automobilisti in transito hanno modo di osservarlo mentre, apparentemente disorientato, si muove ai margini della strada provinciale della Val Rendena, nei pressi di Verdesina (foto A); le condizioni debilitate e lelevato rischio di investimenti consigliano la cattura del- Foto A - Lorsetto M11 poco prima della cattura lorsetto (raccolto con le mani dal perso- (V. Calvetti, Archivio Servizio Foreste e fauna PAT) nale del Corpo Forestale Trentino) e il trasporto dello stesso presso larea attrezzata al centro vivaistico di Casteller sopra Trento. Lorsetto arriva al centro alle 22.30, viene pesato, sette chilogrammi scarsi, e visitato dal medico veterinario dellAzienda Provinciale per i Servizi Sanitari: lanimale si mostra debole e sotto peso, presenta una forte lacrimazione allocchio destro, ma nessunaltra ferita. Comincia quindi la prima esperienza, in Trentino, di riabilitazione di un cucciolo di orso: viene concordata, quella notte stessa, una strategia di intervento per il recupero dellanimale, ipotizzando da subito, anche se ancora con forti dubbi, la possibilit di un successivo rilascio in natura. Si comincia inoltre a ipotizzare quello che poi la genetica confermer, vale a dire che lorsetto sia figlio di DJ3, orsa problematica ridotta in cattivit pochi giorni prima, che proprio dallinizio di maggio aveva cominciato a muoversi non pi accompagnata dal cucciolo ma da un maschio (MJ5), il quale aveva con ogni probabilit tentato di uccidere il piccolo per far ritornare la femmina in calore. Nella preparazione del piano di recupero il contributo pi importante stato fornito dalle linee guida della W.S.P.A., World Society for the Protection of Animals che, grazie allesperienza pi che ventennale nel recupero di cuccioli di orso, ha fornito informazioni per quanto riguarda lalimentazione ma soprattutto le corrette tecniche di detenzione al fine di
minimizzare il fenomeno dellimprinting con luomo, condizione fondamentale per poter realizzare poi un possibile rilascio in natura. Utili indicazioni sono pervenute anche dai colleghi che lavorano sugli orsi in Scandinavia e nei Balcani. La dieta stata impostata su alimenti sufficientemente ricchi dal punto di vista calorico, ma anche di grande variet e di provenienza pi naturale possibile. Il cibo stato Foto B - Lorsetto M11 allarea Casteller somministrato al cucciolo due volte (A. Stoffella, Archivio Servizio Foreste e fauna PAT) al giorno, in luoghi diversi allinterno della sua area di detenzione, magari nascosti nella cavit di un tronco e/o in condizioni naturali (es. frutta ancora appesa ai rami). Larea di detenzione disponeva di una zona interna e una esterna; in quella esterna sono state sistemate delle piante (foto B), tronchi cavi e una vasca rifornita giornalmente di acqua fresca e pulita che ha incontrato subito il suo interesse, con bagni prolungati giornalieri e giochi. Durante il periodo di recupero, durato complessivamente 38 giorni, le cure del cucciolo sono state affidate a ununica persona che si tratteneva nellarea solo il tempo necessario alle pulizie e alla somministrazione del cibo. Dopo i primi giorni critici in cui la sopravvivenza di M11 sembrava veramente a rischio, iniziato un veloce recupero fisico che lo ha portato a triplicare il proprio peso. Dopo il trentacinquesimo giorno di permanenza al centro del Casteller e il completo recupero della forma fisica, improvvisamente lorsetto ha cambiato il suo carattere fino a quel momento tranquillo. Rifiutava il cibo, si spostava in maniera frenetica e ripetitiva allinterno dellarea di detenzione cercando una via di fuga: il segnale che era giunto il momento di rilasciare il piccolo in natura. Consapevoli del rischio che lorsetto si fosse assuefatto troppo alluomo ma decisi a ridurre al massimo le possibilit che dovesse trascorrere tutta la vita in cattivit e fiduciosi nelle indicazioni date dal suo custode, la mattina del 1 luglio, M11 stato narcotizzato e trasportato con lelicottero nel Brenta meridionale dove riconquistava la libert (foto C). Nel punto del rilascio, per scrupolo, stato creato un piccolo deposito di cibo, che per non stato utilizzato dal cucciolo. M11 non stato equipaggiato con alcuna radiotrasmittente, solo con un microchip. Per due mesi se ne sono perse comple- Foto C - Lorsetto M11 appena liberato tamente le tracce; poi il 1 settembre (P. Zanghellini, Archivio Servizio Foreste e fauna PAT)
Foto D - Lorsetto M11 avvistato in Paganella (L. Giovannini, Archivo Servizio Foreste e fauna PAT)
pervenuta una segnalazione di un piccolo osservato da solo, proprio nel Brenta meridionale, mentre il 9 settembre alcune persone riuscivano a scattargli alcune foto (foto D) nei pressi del rifugio Roda, sulla cima della Paganella. Alcuni segni particolari consentivano di riconoscerlo con certezza, confermando che a oltre due mesi dal rilascio lorsetto era vivo e vegeto, in ottima forma e, soprattutto, senza mai essersi avvicinato ai villaggi. Due ulteriori segnalazioni di un orsetto solo vengono attribuite a M11, ma senza questa volta la possibilit di esserne certi per mancanza di immagini chiare: il 16 settembre presso il lago di Cei (gruppo Bondone-Stivo) e il 21 ottobre presso Loppio (limite sud del massiccio dello Stivo e nord di quello dellAltissimo). In natura, per cause di origine diversa, pu succedere che un piccolo di orso rimanga solo. Se ci avviene in un periodo non troppo precoce stato dimostrato che esistono concrete possibilit di sopravvivenza. Il cucciolo coraggioso M11 sta giocando la sua difficile partita. (A. Stoffella)
Le altre tre cucciolate non sono state individuate geneticamente, ma ripetutamente osservate e/o fotografate/filmate (foto nn. 1 e 2).
Unulteriore cucciolata formata da 1-2 piccoli possibile sia presente nel Brenta settentrionale, ma mancano elementi sufficien-
Foto n. 1 - Femmina con un piccolo dellanno sopra il lago di Molveno (M. Tiso, Archivio Servizio Foreste e fauna PAT)
Foto n. 2 - Femmina con un piccolo dellanno in Val dAlgone (M. Vettorazzi, Archivio Servizio Foreste e fauna PAT)
temente precisi per poterlo confermare e non viene pertanto considerata presente. La genetica ha invece consentito di individuare una cucciolata, con ogni probabilit nata nel 2010, formata da almeno due maschi, M12 e M13, figli di KJ2 e Gasper.
Sono quindi 27 le cucciolate accertate a oggi in Trentino (24 geneticamente e 3 ripetutamente osservate) negli ultimi dieci anni, e almeno 53 gli orsi nati (26 maschi, 22 femmine e 5 indeterminati) - (grafico n. 5), sex ratio M-F 1:0,85 (2002-2011, n=48).
Cucciolate e cuccioli 2002-2011
cucciolata cucciolo maschio cucciolo femmina cucciolo osservato ma non determinato geneticamente
N cuccioli e cucciolate
Il numero medio di nati per cucciolata pari a 1,96 (2002-2011, n=27). Solo 3 delle 24 riproduzioni individuate geneticamente sino a oggi (il 12%) sono derivate da accoppiamenti fra consanguinei (tra padre e figlia in due casi e tra orsi con il solo padre in comune nel terzo). A questo proposito uno studio comparato in via di ultimazione sembra al momento confermare la validit di progetti di reintroduzione basati su un numero di fondatori di almeno 9 animali, mentre il fenomeno dellinbreeding si manifestato ad esempio nellesperienza austriaca (4 fondatori), sia avuto riguardo al minor numero di cuccioli per cucciolata registrato sia ai tassi di sopravvivenza dei cuccioli stessi.
I dati disponibili invece per i Pirenei francesi (6 fondatori effettivi) sono contrastanti e con una incidenza sul fenomeno dellinbreeding ancora da definire nel dettaglio (Knauer F ., Groff C., Quenette P .Y., Rauer G., dati non pubbl.).
Soggetti riproduttori
I maschi sessualmente maturi presenti a fine 2011 sono 7. Le femmine sessualmente mature presenti a fine 2011 sono 10. Let media delle femmine primipare nel periodo 2006-2011 (n=6) stata sinora pari a 3,67 anni. Lintervallo medio tra parti consecutivi
della stessa femmina, accertati nel periodo 2002-2011 (n=12 intervalli, relativi a 7 femmine), pari a 2,08 anni. Il numero di cucciolate accertate geneticamente (n=24) consente anche di evidenziare come in media il numero di cuccioli per parto sia sinora sostanzialmente proporzionale allet della madre, con valori pari o inGrafico n. 6
feriori a 2 per le femmine di 3-7 anni, e attorno a 3 per le femmine di 8 o pi anni (grafico n. 6). La correlazione tra numero medio di cuccioli per parto ed et della madre viene rappresentata con una certa approssimazione dalla linea di regressione polinomiale in rosso nel grafico, con coefficiente di determinazione pari a 0,616.
N. medio di cuccioli/et madre
R2 = 0,616 4
n= numero di parti registrati
3 N. medio cuccioli
(n=2) (n=3)
(n=6) (n=3) (n=2)
(n=1) (n=2)
0 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 Et madri (anni)
Nel corso del 2011 stato ritrovato geneticamente un esemplare, la femmina F4, che risultava assente nei due anni precedenti (2009 e 2010). la prima volta che un orso assente per due anni di seguito viene in seguito nuovamente rilevato.
Soggetti mancanti nuovamente rilevati nel 2011
stati rilevati per il primo anno nel 2011 (F9, M10 e BJ1). Essi non vengono ancora classificati tra gli orsi mancanti (si vedano le Definizioni a pag. 12), in quanto ci sono concrete possibilit che siano ancora presenti.
Orsi non rilevati nel solo 2011
Tre soggetti presenti nel 2010 non sono
Come accennato sopra nel 2011 stato possibile accertare un caso di emigrazione (si veda il BOX n. 4), riferito al maschio KJ2G2.
BOX 4 - Per la prima volta un orso nato in Trentino raggiunge la popolazione dinarico-balcanica
Nel corso dellanno lorso di 6 anni KJ2G2 stato rilevato geneticamente nel settore orientale del Friuli Venezia Giulia (fig. A), vale a dire nel territorio dove sono presenti in maniera stabile gli orsi posti pi a nord-ovest tra quelli appartenenti alla grossa popolazione dinarico-balcanica che, dalla Grecia al Friuli V. G. e alla Carinzia (A) conta circa 3.000 esemplari. In realt lorso KJ2G2 era presente in Friuli V. G. gi nel settembre del 2009 e nella primavera del 2010, ma ci stato accertato solo in occasione delle analisi genetiche condotte dalla Regione F.V.G. e da ISPRA nel 2011. Dei suoi significativi spostamenti si era scritto gi nel Rapporto orso 2009 (pag. 20), raccontando il suo viaggio dal Monte Baldo (VR) allAltipiano di Asiago (VI), al Bellunese sino allOst-Tirol. Nel settembre dello stesso anno (2009) veniva poi rilevato anche in Carnia (Friuli V. G.) dove era presente anche la primavera successiva (2010); lo scorso autunno rilevato addirittura nel Tarvisiano, a ridosso dei confini con lAustria (dove pure risultato presente geneticamente nel 2011) e la Slovenia. Due ulteriori esemplari hanno raggiunto nel corso del 2011 il Friuli V. G., ma apparentemente senza spingersi fino al contatto con la popolazione dinarico-balcanica e continuando di fatto a gravitare attorno alla popolazione trentina. Si tratta di DG2 (maschio anchesso di 6 anni) i cui ultimi dati certi risalivano al 2009 in provincia di Bolzano. Questorso in aprile del 2011 viene rilevato in Carnia (Friuli V. G.) e in giugno ancora pi a est, in comune di Trasaghis, per rientrare poi in territorio bellunese dove nuovamente rilevato in settembre (comune di Ospitale) e in dicembre (comune di Castellavazzo). Il secondo esemplare MJ4 (maschio di 7 anni di et) che nel 2011 ha superato di pochi chilometri il confine friulano, gravitando per per lo pi nel bellunese (da ultimo, a novembre, in comune di Ospitale). Entrambi sono dunque considerati a tutti gli effetti ancora come satelliti della popolazione trentina. Il fatto che orsi nati nelle Alpi centrali raggiungano la popolazione dinarico-balcanica, bench non sia dato sapere se questa migrazione sar definitiva o solo temporanea, fa s che gli stessi non siano considerati presenti, almeno per il 2011, nella popolazione trentina o, pi propriamente, delle Alpi centrali. Ma quel che pi conta che lo spostamento di questi animali ha certificato la possibilit, gi oggi, di un collegamento tra la piccola popolazione delle Alpi centrali e quella dinarico-balcanica, e ci costituisce un segnale certamente importante e positivo per il futuro dellorso sullarco alpino. Non va daltro canto dimenticato come il flusso auspicato dovrebbe correre in senso contrario a quello registrato nel 2011, vale a dire da est a ovest, dalla grossa popolazione a quella piccola e isolata e come, soprattutto, si tratti sempre sinora di soli esemplari di sesso maschile, mentre i nuclei che ospitano le femmine delle due popolazioni rimangono assai lontani tra di loro. Ancora, in questo senso, va ricordato come le due migrazioni da est a ovest sinora accertate (lorso Friz nel 1999-2001 e lorso M5 nel 2009-2010) si siano di fatto fermate di fronte allimportante barriera costituita dalla valle dellAdige, prima di poter raggiungere le femmine della popolazione trentina. Inoltre in tutti e due i casi stato possibile documentare il ritorno in Slovenia degli orsi protagonisti del lungo viaggio.
Figura A Il viaggio dellorso KJ2G2. In rosso i rilievi genetici.
Due nuovi esemplari (la femmina KJ1G1 e il maschio M7) sono invece considerati mancanti in quanto non rilevati geneticamente negli ultimi due anni. Nel computo degli orsi mancanti nel 2011 va inoltre considerata la morte della femmina DJ1, di 7 anni di et (Foto n. 3). stata ritrovata da un guardiaparco del Parco Naturale Adamello Brenta il 2 agosto 2011, in fondo a un canalone di valanga nella bassa Val Ambiz (Brenta meridionale, comune di S. Lorenzo in Banale). Il luogo del rinvenimento e le condizioni della carcassa (vecchia di qualche mese e con numerose fratture) fanno ritenere che lanimale sia precipitato dal ripidissimo versante probabilmente investito da una valanga; lautopsia, eseguita presso lIstituto Zooprofilattico delle Tre Venezie di Trento, non ha comunque consentito di stabilire con certezza le cause della caduta e quindi della morte.
Foto n. 3 - La carcassa dellorsa rinvenuta morta il 2 agosto 2011 nella bassa Val Ambiz (C. Groff, Archivio Servizio Foreste e fauna PAT)
Nonostante siano due le femmine mature venute a mancare alla popolazione nel corso dellanno (oltre a DJ1 c stata lorsa denominata DJ3, della stessa et, rimossa in primavera e posta in cattivit, a causa dei ripetuti ingressi nei centri abitati) la popolazione di orsi ha mantenuto sostanzialmente inalterato il proprio tasso di crescita anche nel 2011, come si vedr sotto, e conta almeno 10 femmine mature sessualmente. A fine 2011 sono dunque 14 gli orsi non rilevati geneticamente almeno negli ultimi due anni, 9 quelli morti (rinvenuti in 7 casi, uccisi in 2 casi), 2 quelli ridotti in cattivit e uno emigrato.
Sono quindi in totale 26 gli animali mancanti a fine 2011. In relazione a questo dato si vedano le considerazioni riportate nel paragrafo Tassi di sopravvivenza a pag. 24. Il grafico n. 7 evidenzia il saldo nati-immigrati/mancanti anno per anno. Nel 2011 si registra un saldo positivo (+2). Ci a fronte di 6 nati, 1 recuperato (vale a dire mancante nei due anni precedenti ma rilevato nuovamente nel 2011), 1 morto, 1 rimosso, 1 emigrato, e 2 nuovi esemplari classificati mancanti. Da rilevare che 4 dei 5 nuovi orsi mancanti nel 2011 appartengono alla classe degli adulti.
Saldo della popolazione 2002-2011
nati - immigrati mancanti saldo
+4 2004
+7 2006 Anni
+2 2011
Nellanno della scomparsa gli orsi mancanti (n=26) erano adulti in 11 casi, giovani in 5 casi e cuccioli in 10 casi (grafico n. 8). Ancora, tra gli orsi mancanti nove risultano morti, due ridotti in cattivit, uno emigrato e 14 non rilevati geneticamente almeno negli ultimi due anni (si veda il paragrafo Definizioni a pag 12), (grafico n. 9). Gli orsi morti (n=9) appartengono alla classe dei cuccioli (n=4), dei giovani (n=3) e degli adulti (n=2) nelle proporzioni evidenziate nel grafico n. 10. Le morti (tabella n. 1) sono da ricondurre a cause naturali in tre casi, a cause sconosciute in due casi e a cause umane negli altri quattro (grafico n. 11).
Orsi mancanti: classi di et (2002-2011 - n=26)
Cuccioli (10)
Orsi mancanti: cause (2002-2011 - n=26)
No Non rilevati almeno neg ultimi due anni negli (14)
Morti (9)
Giovani (5) Adulti (11) 11)
In cattivit (2)
Orsi morti: classi di et (2002-2011 - n=9)
Cuccioli (4) Giov Giovani (3)
Orsi morti: cause (2002-2011 - n=9)
Cause naturali (3)
Cause umane (4)
Ad lti (2) Adulti
Tabella n. 1 Mortalit-cause *in Germania **in Svizzera ad=adulto, juv=giovane, cuc=cucciolo
Anno 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 TOT 3 1 2 1 1 cuc 1 ad 2 1 cuc 1 juv** 1 juv 1 cuc, 1 ad 1 juv* 1 cuc morte naturale investimento stradale abbattimento gestionale incidente gestionale cause sconosciute totale morti 0 1 0 0 3 0 3 0 1 1 9
I nuovi dati a disposizione permettono di aggiornare rispetto al 2010 i tassi di sopravvivenza per le tre diverse classi di et (cuccioli, giovani e adulti, come descritti nel paragrafo delle Definizioni a pag. 12), differenziandoli per i due sessi (grafico n. 12). I dati si riferiscono a un periodo di 10 anni (2002-2011) e a 55 orsi diversi per i quali
stato possibile accertare, in 197 passaggi da un anno allaltro (197 anni-orso), la sopravvivenza o la morte degli stessi. Nella categoria della mortalit considerata in senso lato si comprende, oltre al decesso accertato, anche il mancato rilevamento per almeno gli ultimi due anni e la riduzione in cattivit, confermando il criterio utilizzato per la definizione degli orsi mancanti.
Grafico n. 12
Tassi di sopravvivenza per classe det
88,2 86,7
85 80 75 70 65 60 cuccioli giovani Classi d'et 77,8
88,0 Femmine Maschi Generale
Escludendo i quattro orsi abbattuti o rimossi per scelte gestionali e riferendosi dunque esclusivamente alla mortalit naturale, si registrerebbe un aumento del tasso di sopravvivenza dei maschi giovani (dal 90,7% al 94,9%) e delle femmine adulte (dall88,2% all89,3%). La classe dei cuccioli si conferma dunque quella che registra il tasso di sopravvivenza pi basso (raggiungono il primo anno det circa 3 cuccioli su 4); si consideri inoltre che al computo riguardante i cuccioli sfuggono con ogni probabilit esemplari che nascono e muoiono nel primo anno di vita senza che si possa determinarne la presenza con il monitoraggio genetico. Il tasso di sopravvivenza dei
Grafico n. 13
giovani e degli adulti (attorno al 90%) evidenzia invece che, mediamente, ogni anno si registra la mancanza di un esemplare (giovane/adulto) ogni 10.
A fine 2011 la popolazione accertata composta da 17 individui adulti (10 femmine e 7 maschi), 10 giovani (3 femmine e 7 maschi) e 6 cuccioli (1 maschio e 5 indeterminati). Il grafico n. 13 mostra il trend nel periodo 20022011. Si noti che esso riporta per ogni anno i dati acquisiti grazie al monitoraggio dellanno stesso; eventuali soggetti rilevati solo in anni successivi vengono considerati esclusivamente a partire dallanno in cui sono rilevati.
Classi det
Adulti Giovani Cuccioli Totale 2002 9 0 2 11 2003 8 2 1 11 2004 9 1 5 15 2005 9 5 4 18 2006 9 3 10 22 2007 9 11 3 23 2008 11 6 7 24 2009 11 11 3 25 2010 16 6 5 27 2011 17 10 6 33
La presenza espressa in termini percentuali delle tre classi di et (adulti, giovani e cuccioli) nel periodo 2002-2011 eviden-
ziata nel grafico n. 14. La classe degli adulti registra un leggero calo percentuale, non essendo aumentata tra il 2010 e il 2011 a fronte
Grafico n. 14
Classi di et in percentuale
Adulti Giovani Cuccioli
Grafico n. 15
Et media degli orsi
invece di un aumento della popolazione complessiva; sembra inoltre ridursi landamento fluttuante delle classi det dei cuccioli e dei giovani, pur restando questultima strettamente correlata (e cronologicamente seguente) alla prima. interessante altres notare levoluzione dellet media della popolazione di orsi nei dieci anni in esame (grafico n. 15); nel 2011 let media (ora pari a 4,67 anni) registra una leggera flessione, mentre quelle relative ai maschi e alle femmine non sono state calcolate in quanto come visto sopra non si a conoscenza del sesso di 5 orsetti nati questanno.
Generale Maschi Femmine
5,00 5,11
5,19 4,89
4,54 4,28 4,53 3,92 3,83 3,77 3,60 3,25 4,08 4,15
2 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011
30 dei 33 orsi registrati nel 2011 sono stati presenti esclusivamente (24) o anche (6) sul territorio trentino. Gli altri 3 solo nelle regioni attigue: 1 in provincia di Bolzano (M8), 2 in Veneto e nel settore occidentale del Friuli V. G. (MJ4 e DG2). Tutti e 9 gli orsi individuati anche o solo fuori provincia nel 2011 sono maschi.
Le 763 localizzazioni territoriali riferite alla presenza di orsi complessivamente raccolte sul territorio provinciale nel corso del 2011 (tutti gli indici di presenza registrati a eccezione di quelli derivanti dal monitoraggio satellitare di tre orsi) sono evidenziate in figura n. 1. Il Gruppo di Brenta e lattiguo gruppo Paganella-Gazza assieme alle Giudicarie esteriori costituiscono ancora la core-area della popo-
Figura n. 1 Segnalazioni di orso in provincia di Trento nel 2011
lazione; nel corso del 2011 hanno registrato una maggiore presenza anche larea della sinistra Noce a cavallo tra le valli di Sole e di Non (Gruppo delle Maddalene) e il gruppo del Bondone-Stivo. Lalta Val di Sole, il gruppo della Presanella, le Alpi di Ledro, e il resto del Trentino occidentale registrano ancora presenze piuttosto sporadiche. Le segnalazioni relative al Trentino orientale sono state pochissime e hanno riguardato
probabilmente solo il maschio MJ4, individuato geneticamente e segnalato anche in provincia di Belluno e in Friuli Venezia Giulia nel corso dellanno.
Areale occupato dalla popolazione
Considerando anche gli spostamenti pi lunghi effettuati dai giovani maschi nel corso del 2011, la popolazione di orso bruno pre27
sente nelle Alpi centrali, che gravita prevalentemente nel Trentino occidentale, si distribuita nel 2011 su unarea teorica di 16.256 km2. Il territorio stabilmente occupato dalle femmine (figura n. 2) sempre decisamente pi contenuto (862 km2), ancora situato interamente allinterno del territorio provinciale. Gli areali occupati sono stati stimati con il metodo del minimo poligono convesso applicato al 100% delle localizzazioni a disposizione. Ci porta a inclu-
dere, soprattutto nella macroarea che comprende gli spostamenti dei giovani maschi, anche aree non idonee e/o non realmente utilizzate. Lareale interessato dalla presenza delle femmine risulta inferiore in modo significativo a quello dellanno precedente, ma si ritiene che tale dato sia ancora annualmente influenzato pi da fattori contingenti legati agli spostamenti di singoli animali che a fattori diversi legati alla dinamica di popolazione.
Figura n. 2 Areale occupato dagli orsi nelle Alpi centrali nel 2011 (in celeste) con evidenziato allinterno il territorio stabilmente occupato dalle femmine (in rosa)
La densit relativa allarea pi stabilmente frequentata dagli orsi nel 2011 pari a 3,0 orsi/100 km2 (26 esemplari presenti allinterno dellarea occupata dalle femmine nellanno 2011, pari a 862 km2). Va considerato che la stessa in parte sottostimata, dal mo28
Densit della popolazione
mento che comprende anche porzioni di territorio inadatte e di fatto non utilizzate (es. fondovalle urbanizzati, picchi rocciosi). Essa in ogni caso sostanzialmente comparabile ai dati presenti in bibliografia relativamente allambiente alpino e alle previsioni dello studio di fattibilit che precedette il progetto Life Ursus.
Nel periodo 2005-2011 stato possibile documentare la dispersione (intesa come spostamento al di fuori del Trentino occidentale foto n. 4) di 16 soggetti (tutti maschi giovani); 2 di questi sono stati abbattuti a seguito di decisioni gestionali in Stati esteri, 1 scomparso nel 2005 nellarea di confine tra lEngadina (SVI) e la provincia di Bolzano, 1 non stato rilevato nel solo ultimo anno. Gli altri 12 invece sono ancora presenti nel 2011: la maggior parte (7) ha effettuato
spostamenti di rientro (non ancora dato sapere se definitivi o meno) o rimasta in aree poste a cavallo con la provincia di Trento, 3 sono rimasti sinora fuori provincia e 1 considerato emigrato nella popolazione dinaricobalcanica. Va evidenziato il fatto che non conosciuta la sorte di ulteriori 6 maschi scomparsi tra il primo e il terzo anno det e che potrebbero aver intrapreso movimenti dispersivi. Nessuna dispersione di femmine nate in Trentino stata ancora documentata.
Foto n. 4 - Traccia di orso che valica il crinale tra la Val di Non e la Val dUltimo (BZ), sullo sfondo (C. Groff, Archivio Servizio Foreste e fauna PAT)
Il 16 maggio 2011 in Val Algone stato catturato e radiocollarato lorso femmina Daniza, nel corso dei tentativi di cattura dellorsa problematica DJ3. Lorsa stata seguita tramite la telemetria satellitare nellintero arco dellanno. stato inoltre monitorato con radiotelemetria il maschio M13, per il periodo 17 ottobre -
Altre attivit di monitoraggio nel 2011
31 dicembre 2011. Come riportato nel capitolo relativo alla gestione delle emergenze lesemplare stato catturato in Val dUltimo (BZ) dal personale dellUfficio Caccia e Pesca della Provincia Autonoma di Bolzano in collaborazione con quello della Provincia Autonoma di Trento. Questorso stato ripetutamente osservato nei mesi di novembre e dicembre, sia in provincia di Trento che in provincia di Bolzano accom-
pagnato da un altro esemplare, di poco pi piccolo, con ogni probabilit un altro giovane (foto n. 5). Infine stato monitorato con radiotelemetria lorso femmina DJ3 dal 1 gennaio al 17 maggio 2011. Gli home-range 2011 di Daniza, DJ3 e M13 calcolati con il metodo del Minimo Poligono Convesso (MPC), si sono estesi rispettivamente per 153 km2, 165 km2 e 247 km2 (ri-
Foto n. 5 - Il maschio radiocollarato M13, in basso, in compagnia di un altro esemplare (I. Albertini, Servizio Foreste e fauna PAT)
Figura n. 3 Home-range di Daniza nel 2011 (MPC)
Figura n. 4 Home-range di DJ3 nel 2011 (MPC)
Figura n. 5 Home-range di M13 nel 2011 (MPC)
spettivamente 490, 789 e 630 localizzazioni GPS, per i periodi 1 gennaio-12 maggio 2011, 17 maggio-31 dicembre 2011 e 16 ottobre-31 dicembre 2011), e sono evidenziati nelle figure nn. 3, 4 e 5. Il monitoraggio genetico condotto ininterrottamente a partire dal 2002 ha consentito di seguire la maggior parte degli orsi in modo
continuativo, confermandone la presenza nel tempo e, almeno parzialmente, gli homerange utilizzati, i quali sono tutti registrati anno per anno, per ogni singolo animale. A titolo di esempio si evidenziano di seguito gli home-range (MPC) del maschio Gasper e della femmina Daniza, dal 2004 al 2011 (figure nn. 6 e 7). Ancora, lhome-range medio dei maschi monitorati geneticamente in Trentino e province adiacenti nel 2011 (orsi per i quali sono disponibili almeno 6 localizzazioni diverse durante lanno) pari a 390 km2 (n.=8), con una significativa differenza tra l H.R. medio degli adulti (n.=4) pari a 287 km2 e quello dei giovani (n.=4), pari a 494 km2. Naturalmente si tratta di valori indicativi e non
Figura n. 7 Home-range di Daniza negli anni 2004-2011. Tratteggiato lhomerange 2011 ricavato dalle localizzazioni satellitari
Figura n. 6 Home-range di Gasper negli anni 2004-2011
comparabili con quelli che si ottengono con il monitoraggio radiotelemetrico degli animali,rispetto ai quali sono verosimilmente sottostimati in maniera significativa.
2. Indennizzo e prevenzione dei danni
In materia di indennizzo e prevenzione dei danni provocati dallorso bruno la PAT pu vantare unesperienza ormai ultratrentennale. Sin dal 1976 i danni vengono infatti indennizzati al 100% del valore materiale dei beni ed possibile acquisire strutture di prevenzione (per lo pi costituite da recinzioni elettrificate). La relativa disciplina, normata dallarticolo 33 della L.P n. 24/91, stata pi . volte rivista e aggiornata negli anni, da ultimo con la deliberazione della Giunta provinciale n. 2296 di data 3 novembre 2006, sulla base anche delle direttive imposte dalla Giunta provinciale con la citata deliberazione n. 1988 del 9 agosto 2002. A questo riguardo va ricordato che con deliberazione n. 697 dell8 aprile 2011 la Giunta provinciale ha ulteriorscopo di ridurre lincidenza dei danni causati dallorso bruno, promuove, attraverso ladozione di recinzioni elettriche o altre misure di protezione ritenute idonee, lincremento del livello di prevenzione dei danni ai patrimoni apistici e zootecnici. Lattivit si svolge principalmente secondo due principali linee di intervento: il finanziamento fino al 90% del costo delle opere e/o la concessione in comodato gratuito di opere di prevenzione prevalentemente per i patrimoni zootecnici e apistici e il supporto e la consulenza agli allevatori attraverso lattivit di figure tecniche quali i referenti zootecnici. La disciplina concernente la concessione di opere per la prevenzione dei danni stata da ultimo aggiornata con la determinazione del dirigente del Servizio Foreste e fauna n. 232 del 5 maggio 2006. Nel 2011 sono state inoltrate al Servizio Foreste e fauna 134 denunce di danno da predatori selvatici. 123 danni sono stati attribuiti allorso bruno (122 nel Trentino occidentale e 1 in quello orientale), con una diminuzione del 51% rispetto al 2010. In 2 casi il predatore individuato stato il lupo, in un caso la predazione stata attribuita a cani mentre in 8 casi stata esclusa la responsabilit di un predatore. Sono pervenute al Servizio 117 istanze di indennizzo del danno, le quali sono state tutte evase (113 accolte, 3 respinte e 1 revocata), mentre a 17 denunce non stato dato seguito da parte dellutente. Sull86% dei danni registrati stato svolto un sopralluogo da parte del personale forestale che ha redatto il verbale o una relazione di servizio. Sono stati complessivamente liquidati 43.230,75 euro di indennizzi per danni da orso bruno e 1.604,17 euro di indennizzi per danni da lupo. Considerato che la consistenza della popolazione dei plantigradi non ha subito contra33
Foto n. 6 - Un danno su apiario
mente rivisto la disciplina dellindennizzo dei danni, prevedendo il risarcimento anche delle spese accessorie nonch estendendo anche a lupo e lince lindennizzo al 100% dei relativi danni. Il Servizio Foreste e fauna, tenuto conto di quanto previsto dalla normativa vigente allo
zioni, evidenziando invece un ulteriore incremento, la considerevole diminuzione del numero dei danni rispetto allanno precedente sembra possa trovare spiegazione con la buona produzione di frutti selvatici, sia nel periodo primaverile che estivo/autunnale (faggiola). Questultima in modo particolare sembra confermare un ruolo importante nellalimentazione dei plantigradi. Limportanza delle fonti di cibo di origine naturale pare ancora pi evidente se si considera che gli orsi pi dannosi registrati nel 2010 (M6, JJ5, M2 e Daniza) erano presenti anche nel 2011 (unica eccezione DJ3, che stata rimossa in primavera). Il monitoraggio genetico ha consentito in
Grafico n. 16
42 casi, vale a dire circa nel 34% dei danni registrati, di risalire con certezza allidentit degli orsi coinvolti. Gli animali pi dannosi sono risultati essere, come nel 2010, M6 (18 danni - 41% dei danni con responsabile individuato), JJ5 (10 danni - 23%) e M2 (4 danni - 9%). Questi orsi hanno causato danni in particolare ai patrimoni zootecnici, avicoli e cunicoli, creando alcuni momenti di criticit nellarea di Monte Terlago. Nel grafico n. 16 visibile il trend pluriennale dei danni da orso bruno indennizzati, mentre in quelli nn. 17 e 18 la distribuzione cronologica degli stessi nellanno 2011 e nel periodo 2002-2011.
Danni indennizzati dal 1990 al 2011
120.000 200 100.000 80.000
Euro N danni
2006 2007 2008 2009 2003 2004 2005
N. danni
60.000 40.000 20.000 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2010
Grafico n. 17
N. danni accertati per tipologia 2011
ZOOTECNICO APISTICO AGRICOLO ALTRO
Grafico n. 18
N. danni accertati per tipologia 2002-2011
La distribuzione geografica dei danni registrati visibile nella figura n. 8.
Figura n. 8 Distribuzione geografica dei danni da orso registrati nel 2011
Prevenzione dei danni da orso
A seguito di una riorganizzazione interna al Servizio Foreste e fauna, dal 2011 gli Uffici Distrettuali Forestali provvedono alla distribuzione delle opere di prevenzione in comodato gratuito, mentre lUfficio Faunistico segue le domande volte a ottenere il finanziamento delle opere di prevenzione. Il nuovo sistema ha complessivamente permesso di migliorare il servizio e in modo particolare di rafforzare il contatto tra lutente e il personale preposto alla distribuzione dei materiali. Spesso capita infatti che il richiedente sia sollecitato direttamente dal personale forestale delle Stazioni alla richiesta dellopera di prevenzione, oppure che lo stesso richieda una consulenza o un sopralluogo prima di decidere di dar corso alla domanda. Il sopralluogo preventivo permette inoltre di consigliare lutente sulla tipologia di opera meglio rispondente alle sue esigenze, di suggerire specifici accorgimenti che consentono di migliorarne lefficacia e di sen-
sibilizzare gli utenti alle varie problematiche legate alla cura e manutenzione dellopera. Uno stretto contatto con gli utenti permette inoltre di verificare nel tempo la bont dei materiali forniti e se gli stessi siano rispondenti alle esigenze gestionali degli utilizzatori. Non da ultimo la conoscenza dellubicazione delle opere di prevenzione da parte del personale forestale di zona permette un controllo pi efficace del loro utilizzo. Nel corso dellanno sono state presentate complessivamente 123 richieste per la concessione di opere di prevenzione dai danni da orso bruno. Attraverso il comodato gratuito sono state distribuite 112 opere di prevenzione (Distretto Forestale di Mal 28, Tione 28, Trento 17, Cles 39), 75 delle quali volte a preservare i patrimoni apistici e 37 quelli zootecnici. Altre 11 opere di prevenzione per patrimoni zootecnici equini e bovini sono state finanziate dallUfficio Faunistico al 60% della spesa ammessa a contributo; a 3 di queste poi seguita la rinuncia da parte del-
Foto n. 7 - Unopera di prevenzione
lutente mentre 2 istanze sono in corso di definizione. La spesa complessiva sostenuta dal Servizio, quasi totalmente grazie a fondi del progetto Life Arctos - foto n. 8 (si veda un aggiornamento nel capitolo relativo al Raccordo sovraprovinciale), ammonta a 55.545,00 euro. A seguire sono visibili il trend pluriennale delle opere di prevenzione distribuite (grafico n. 19) e la diversa tipologia delle stesse nel periodo 2002-2011 (grafico n. 20), riferita alla zootecnia e allapicoltura.
Foto n. 8 - Batteria per recinzione elettrica finanziata dal Progetto Life Arctos
Grafico n. 19
Opere di prevenzione finanziate dal 1989 al 2011
140 60.000 50.000
N. di opere finanziate
Euro N totale opere
40.000 30.000 20.000 10.000 1991 1989 1990 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011
Grafico n. 20
Opere di prevenzione finanziate dal 2002 al 2011 per tipologia
80 70 Apistico Zootecnico
N. opere finanziate
60 50 40 30 20 10 0 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010
La distribuzione geografica delle opere allestite nel 2011 nel Trentino occidentale visibile nella figura n. 9.
Confronto con le categorie economiche
Nel 2011 stato promosso in maniera stabile il confronto gi avviato da tempo con le categorie economiche maggiormente sensibili alla presenza dellorso e degli altri grandi carnivori.
Figura n. 9 Localizzazione delle opere di prevenzione distribuite nel 2011
In particolare stato attivato un Tavolo di confronto con i rappresentanti degli allevatori, degli apicoltori e dei contadini che si tiene con cadenza circa semestrale (le due riunioni del 2011 si sono tenute il 15 febbraio e il 18 novembre). stata evidenziata la volont da parte dellAmministrazione provinciale da un lato di informare e aggiornare costantemente le categorie economiche circa il sistema di indennizzo e prevenzione dei danni in atto ed effettuare un bilancio delle stagioni trascorse, dallaltro di ascoltare le esigenze e le proposte delle categorie stesse, nonch di raccogliere ogni possibile utile valutazione e suggerimento che potr emergere nel corso dei confronti.
La costante presenza del pastore e ladozione dei pi opportuni sistemi di prevenzione dei danni, oltre a un equo indennizzo, rappresentano i punti fondamentali per garantire la convivenza tra grandi carnivori e zootecnia di montagna. Tenuto conto di questo lAmministrazione provinciale ha tra i propri obiettivi quello di favorire la permanenza in quota dei pastori, anche attraverso la fornitura di ricoveri temporanei e ladozione, da parte di questi ultimi, delle opere di prevenzione. Questi obiettivi vengono perseguiti anche attraverso lattivit svolta dai referenti zootecnici che si concretizza in un servizio di assistenza e consulenza prevalentemente nel periodo
Interventi di supporto alle attivit zootecniche
In questo contesto vale la pena citare quale dellalpeggio. Lobiettivo primario del referente zootecnico quindi instaurare un rap- esempio gli ottimi risultati ottenuti dallattiporto di collaborazione, formazione e infor- vit dei referenti zootecnici nellarea meridionale del massiccio del Brenta dove, a fronte di mazione con i pastori. Attualmente lorganizzazione del Servizio una presenza stabile dellorso bruno, pascoprevede la suddivisione in 6 aree omogenee lano nel periodo estivo tre grosse greggi trandel territorio provinciale con presenza stabile sumanti (complessivamente pi di 3.300 capi) dellorso bruno per ognuna delle quali stato e un piccolo gregge stanziale (circa 30 capi) individuato un responsabile. Nel 2011 sono che nel 2011 hanno subto complessivamente state seguite complessivamente 18 greggi per la perdita di sole due pecore oltre al ferimento un numero totale di quasi 11.000 pecore e di un asino (dato in linea con quello del 2010, 300 capre mentre altri tre pastori (2.000 pe- si veda il relativo Rapporto Orso a pag. 32). Da sottolineare inoltre che nel 2011 in core e 40 capre in totale), non avendo ancora mai avuto danni, hanno rifiutato lassistenza e questarea il Servizio Foreste e fauna ha portato a termine i lavori di ricostruzione della le opere di prevenzione. Ai pastori coinvolti sono state fornite nel malga Valandro (foto n. 10), realizzata allo 2011 complessivamente 58 reti (in media 3 scopo di permettere la permanenza in quota a testa) e 18 elettrificatori di adeguata potenza (2,6 Joule) con batterie ricaricabili alimentate da pannelli solari (foto n. 9). Sono stati inoltre trasportati in quota tre box (moduli abitativi) per permettere al pastore di rimanere nei pressi del gregge anche durante la notte. Nelle aree non altrimenti raggiungibili i materiali necessari alle attivit di alpeggio dei pastori, le opere di prevenzione e i moduli abitativi sono stati trasportati in quota dal nucleo elicotteri del Servizio Antincendi e Protezione Civile. In almeno 19 occasioni Foto n. 9 - Trasporto in quota delle recinzioni elettriche i referenti zootecnici hanno effettuato delle uscite di supporto e controllo dei pastori e come punto dappoggio per il monitoraggio e lo studio sullorso. delle attivit di alpeggio. Pur sapendo che nel 2011 la buona dispoA carico delle 18 greggi citate sono stati accertati nel 2011 complessivamente soli 6 nibilit di alimenti naturali ha probabilmente danni da parte dellorso bruno. Il numero favorito una riduzione dei tentativi di predacomplessivo di pecore la cui causa di morte zione, plausibile che ladozione sistematica stata attribuita allorso bruno pari a 23 (ap- delle opere di prevenzione (recinzioni elettripena lo 0,2% del patrimonio protetto), delle che) e la costante attivit di consulenza e supquali 18 in due soli attacchi a carico dello porto ai pastori da parte dei referenti zootecnici abbiano favorito la riduzione degli attacchi. stesso gregge.
versit linguistiche. Rimangono poi irrisolte e probabilmente irrisolvibili almeno nel breve periodo problematiche legate a specifiche situazioni in cui lallevatore non intende accettare ladozione di misure di prevenzione e di sistemi gestionali compatibili con la presenza dei grandi carnivori. Ancora stato realizzato con laiuto di una tesista un monitoraggio a campione sullo stato di funzionalit e manutenzione delle opere di prevenzione distribuite. I risultati preliminari evidenziano come spesso le opere non siano adeguatamente gestite dagli utenti, pregiudicando la funzionalit delle stesse. Foto n. 10 - Malga Valandro (P Zanghellini, Archivio Servizio Foreste e fauna PAT) . In definitiva si ritiene che il supporto di figure prolutilizzo da parte dei proprietari delle greggi di fessionali quali i referenti zootecnici sia indipastori provenienti dellest europeo con i quali spensabile per garantire la coesistenza della a volte difficile rapportarsi anche per le di- zootecnia di montagna con lorso bruno. Nel contesto generale un problema rilevante emerso negli ultimi anni costituito dal-
3. Gestione delle emergenze
La Legge 11 febbraio 1992 n. 157 inserisce lorso bruno tra le specie particolarmente protette (art. 2, comma 1). Il D.P 8 settembre 1997 n. 357 (succes.R. sivamente modificato e integrato dal D.P .R. 120/03), di recepimento della Direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali nonch della flora e della fauna selvatiche, inserisce questa specie negli allegati B (specie di interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione) e D (specie di interesse comunitario che richiedono una protezione rigorosa), considerandola pertanto di interesse prioritario. Lattuale quadro normativo nazionale vieta pertanto il disturbo, la cattura e luccisione dei grandi carnivori (D.P 357/97, art. 8). .R. Un orso problematico o che si trova in situazioni critiche pu, tuttavia, essere sottoposto ad azione di controllo, in accordo con quanto previsto dalle normative nazionali (D.P 357/97, art. 11 comma 1; L. 157/92, .R. art. 19 comma 2; L. 394/91, art. 11 comma 4 e art. 22 comma 6), regionali e provinciali. infatti prevista, al fine di contenere i conflitti con le attivit antropiche nonch per motivi di sicurezza pubblica o per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, la possibilit di deroga ai divieti di cattura o abbattimento previa autorizzazione del Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio e del Mare, sentito lISPRA, a condizione che non esistano altre soluzioni praticabili e che la deroga non pregiudichi il mantenimento, in uno stato di conservazione soddisfacente, delle popolazioni delle specie oggetto di tutela (D.P .R. 357/97, art. 11 comma 1). In provincia di Trento la gestione delle emergenze costituisce un campo di azione sul quale si reso necessario iniziare a operare solo negli ultimi anni, in virt dello sviluppo della popolazione ursina e, ancor pi precisamente, in conseguenza della presenza di singoli animali considerati problematici. Il Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio e del Mare nel luglio 2003 ha rilasciato alla Provincia Autonoma di Trento, ai sensi del D.P 357/97 e s.m., lautorizza.R. zione agli interventi previsti nellapposito Protocollo dazione nei confronti degli orsi problematici e dintervento in situazioni critiche. Tale protocollo costituisce il documento guida di carattere tecnico sulla base del quale il Servizio Foreste e fauna, che rappresenta la struttura provinciale di riferimento, ha individuato, formato e attrezzato il personale preposto a intervenire in tali situazioni. Lorganizzazione operativa in Trentino basata sullimpiego del personale del Corpo Forestale Trentino (CFT) del quale il Servizio Foreste e fauna si avvale mediante listituzione di un nucleo speciale di reperibilit. Esso operativo a partire dal 2004, attivo ogni anno da marzo a novembre e nel 2011 era costituito da 8 coordinatori i quali si sono avvalsi del supporto della squadra di emergenza composta da due persone, anchesse reperibili a turno allinterno di un gruppo di operatori appositamente scelti e formati, composto da 14 unit. A essi affiancabile qualora necessario personale veterinario dellAzienda Provinciale per i Servizi Sanitari della Provincia (formato gi dal 2008).
Attivit squadra emergenza
Lattivit delle squadre di emergenza si sviluppata nel 2011 dall1 marzo al 27 novembre. Nel corso di questo periodo sono pervenute ai coordinatori 382 chiamate delle quali 299 di giorno, 55 di notte (28 in orario non specificato). A queste va poi aggiunto un numero imprecisato di chiamate inoltrate e ricevute per organizzare sopralluoghi per laccertamento dei danni, coordinare la squadra di emergenza, informare il Servizio nei casi pi critici o semplicemente informare e rassicurare gli utenti.
Le chiamate sono pervenute dal personale forestale (175), da privati cittadini (142), dai custodi forestali (18), dai Vigili del Fuoco (10), dai Carabinieri (4), da altri soggetti (33). Le chiamate erano indirizzate alla segnalazione di possibili danni (161), di avvistamenti di orsi o del rinvenimento di indici di presenza (126), per segnalare situazioni di presunta criticit (47) e altro (48). Nella maggior parte dei casi (136) non stato necessario alcun sopralluogo, sono stati invece richiesti interventi al personale forestale incaricato dellaccertamento dei danni
Grafico n. 21
(135 casi), al personale delle Stazioni Forestali competenti per zona (70) e al personale della squadra di emergenza (30). Nel 2011 la squadra di emergenza stata dunque attivata 30 volte (grafico n. 21), nella maggior parte dei casi a seguito di segnalazioni di danni o avvistamenti di orsi nei pressi strutture antropiche o di centri abitati. Lattivit della squadra si limitata prevalentemente al presidio e allinformazione alla popolazione e solo in 7 casi ha avuto un contatto visivo con lorso, in 4 dei quali gli operatori hanno effettuato azione di dissuasione diretta sullanimale.
Uscite Squadra emergenza 2002-2011
N. di interventi
Tra parentesi sono riportati gli interventi diretti sull'orso
(6) (5) (15)
2007 Anni
In particolare si segnalano gli interventi eseguiti nella fraz. di Monte Terlago due volte (C.C. Terlago), nella fraz. di Lagolo (C.C. Calavino e Lasino) e al rifugio Mezl (C.C. Mal). Nel primo caso la squadra di emergenza, dopo ripetuti appostamenti, ha eseguito una doppia dissuasione utilizzando il fucile ad anima liscia caricato con pallettoni in gomma su un orso (M6) che, di notte, frequentava il
centro abitato predando prevalentemente pollai. Nel secondo caso la squadra di emergenza intervenuta a seguito delle ripetute segnalazioni di un giovane orso che, sempre di notte, si aggirava nelle vicinanze delle case di abitazione per alimentarsi nei cassonetti dellumido o nei composter. Anche in questo caso stata effettuata una dissuasione con pallettoni in gomma mentre il plantigrado rove-
sciava un bidone dellumido. Lesito della dissuasione stato immediatamente verificato anche attraverso lutilizzo di un cane da orso che ha seguito le tracce confermando lallontanamento dellanimale dal centro abitato. Nel terzo caso gli operatori sono intervenuti a seguito della segnalazione relativa a un giovane orso che si alimentava su rifiuti posti nelle immediate vicinanze del rifugio e non si allontanava nonostante la presenza a breve distanza di numerose persone. Al momento dellarrivo degli operatori lorso era
ancora presente sul posto ed stato allontanato con lutilizzo di pallettoni in gomma e di un cane da orso. Seguendo lazione del cane stato poi possibile intervenire altre due volte con pallettoni. Negli ultimi due casi descritti lazione di dissuasione sembra essere stata particolarmente efficace in quanto non sono state registrate altre segnalazioni dei suddetti comportamenti problematici, mentre nel primo caso M6 ha poi ripetuto delle predazioni a carico di patrimoni zootecnici avicoli come dimostrato geneticamente Figura n. 10 dai campioni organici racLocalizzazione degli interventi della squadra di emergenza nel corso del 2011 colti sui danni. Tenuto conto che gli interventi eseguiti a Lagolo e al rifugio Mezl hanno interessato sicuramente soggetti molto giovani (1,5 anni) mentre M6 un maschio di quasi 5 anni, si rafforza lipotesi che le azioni di dissuasione forniscono risultati migliori se eseguite su soggetti giovani. La localizzazione degli interventi della squadra emergenza orso nel 2011 riportata nella figura n. 10. In data 11 aprile 2011 si registrato un incontro ravvicinato nei boschi del monte Bondone (per la precisione nei boschi attigui a malga Mezavia) tra unorsa seguita da tre cuccioli dellanno e un podista. Luomo ha incrociato i tre cuccioli a una trentina di metri di distanza su una semicurva della strada forestale che stava percorrendo di corsa e ascoltando della musica con degli auricolari. Probabilmente incuriositi dalla sua presenza, i cuccioli hanno iniziato ad avvicinarsi alluomo, nel frattempo fer43
Nellambito dellorganizzazione relativa alla gestione delle emergenze esiste una Squadra catture composta da personale forestale appositamente formato per tale attivit. Allo stesso sono affiancati, per gli aspetti sanitari, due veterinari dellAzienda Provinciale per i Servizi Sanitari. Nel corso del 2011 si resa necessaria, a La gestione dei rifiuti Per quanto riguarda la prevenzione delle causa dei comportamenti problematici manisituazioni critiche va ricordato che nel corso festati dallanimale, la cattura dellorsa denodel 2011 si proceduto a unulteriore distri- minata DJ3 (foto n. 11) la quale poi stata buzione di una decina di cassonetti anti- collocata nellapposito recinto del Casteller orso da 120 litri in loc. Lagolo (C.C. di Cala- (17 maggio). Lanimale era stato precedentemente radiocollarato ed quindi stato possibile individuare unarea di maggiore frequentazione dove posizionare la trappola a tubo. In zona, oltre a DJ3, erano contemporaneamente presenti un maschio (MJ5) e una femmina (Daniza) la cui presenza stata rilevata attraverso lutilizzo di trappole fotografiche. La trappola a tubo stata frequentata immediatamente e assiduamente dalle due femmine mentre il maschio, pur entrando nella trappola, si dimostrato pi diffidente. Nel corso dei tentativi di cattura di cui sopra, sin dalla prima sera (16 magFoto n. 11 - La cattura della femmina DJ3. Lorso allesterno della trappola il maschio MJ5 (V. Calvetti con fototrappola, Archivio Servizio Foreste e fauna PAT) gio) stato possibile cattu44
matosi. La madre, che li seguiva a breve distanza, ha per due volte sopravanzato i cuccioli andando incontro alluomo con alcuni balzi e ponendosi tra lo stesso e gli orsetti. Il podista, dopo un attimo di indecisione, si allontanato di corsa, mentre la femmina, recuperato il controllo sui tre cuccioli, li ha ricondotti nel bosco. Impaurito e sotto shock luomo si recato poi al pronto soccorso e da qui ha avvisato i Carabinieri. Sul posto successivamente intervenuto il personale forestale della squadra di emergenza e dellUfficio Faunistico che, con laiuto dellinteressato, ha ricostruito nel dettaglio quanto accaduto. Si trattato di un comportamento volto a tutelare la cucciolata che lorsa ha ritenuto minacciata dalla presenza, involontariamente ravvicinata, delluomo e conclusosi con lallontanamento di questultimo.
vino e Lasino), a seguito della ripetuta presenza di un individuo giovane segnalata nel corso della primavera proprio in corrispondenza dei punti di raccolta dei rifiuti organici di quella localit. Si proceduto inoltre a una lieve modifica dei cassonetti gi posizionati sul territorio per aumentare lefficacia della chiusura automatica degli stessi. Anche questo intervento stato finanziato con fondi del progetto europeo Life Arctos.
rare lorsa denominata Daniza (foto n. 12) che, dopo essere stata narcotizzata, stata munita di un radiocollare GPS e immediatamente liberata sul posto.
dal luogo di cattura al recinto del Casteller. Al momento della cattura entrambe le femmine pesavano circa 80 kg., non erano seguite da piccoli e verosimilmente erano in calore. Infatti la gestione delle due femmine rinchiuse nella trappola a tubo stata resa problematica dalla presenza allesterno del maschio (foto n. 11) che, essendo nel periodo degli amori, ha stazionato insistentemente nei dintorni della trappola in cui erano rinchiuse le femmine. Considerata la situazione potenzialmente pericolosa, allo scopo di garantire la sicurezza degli operatori impegnati nella manipolazione delle due orse oltre agli operatori di sicurezza normalmente presenti nelle atFoto n. 12 - La cattura della femmina Daniza (C. Groff, Archivio Servizio Foreste e fauna PAT) tivit di cattura sono stati coinvolti anche i conduttori La prima femmina catturata (Daniza) ha dei cani da orso. manifestato allinterno della trappola un comLutilizzo della trappola a tubo ha in ogni portamento piuttosto aggressivo mentre la se- caso dato ottimi risultati riducendo sensibilconda (DJ3) rimasta sempre molto tran- mente limpegno del personale e aumentando quilla e anche per questo motivo si deciso di gli standard di sicurezza per gli operatori e gli non narcotizzarla nella fase di trasferimento animali.
Nella tabella n. 2 sono riassunte le catture effettuate nel periodo 2006-2011.
Tabella n. 2 - Catture effettuate nel periodo 2006-2011
N. Data cattura 23/08/2006 Localit Orso Jurka (1) Jurka (2) Daniza Modalit cattura Free ranging Free ranging Free ranging Free ranging Free ranging Laccio di Aldrich Laccio di Aldrich Laccio di Aldrich (modif.) Trappola Tubo Trappola Tubo Finalit intervento Radiocollarizzazione GPS Riduzione in cattivit Radiocollarizzazione GPS Radiocollarizzazione GPS Radiocollarizzazione GPS Radiocollarizzazione GPS Radiocollarizzazione GPS Radiocollarizzazione GPS Radiocollarizzazione GPS
Nel corso del 2011 non sono stati registrati investimenti stradali (tabella n. 3).
Modalit rilascio Sul posto senza dissuasione Sul posto senza dissuasione Sul posto con dissuasione (cani + pallettoni) Sul posto con dissuasione (cani + pallettoni) Sul posto con dissuasione (cani + pallettoni) Sul posto senza dissuasione Sul posto senza dissuasione Sesso Et Anni 9 Peso Note Peso stimato, femmina con 3 piccoli Senza piccoli
Periodo radio monitoraggio 23/8/2006 28/6/2007 2/7/2007 5/5/2008 -
Malga Grum Rifugio Genzianella (Terres) Maso Dos (Pinzolo) Molveno (Molveno) Loc. Mangio (Castel Condino) Loc. Pineta (Molveno) Val Canali (Tonadico) Malga Pozze (Praso) Rodugol (Stenico) Rodugol (Stenico)
Senza piccoli Deceduta per annegamento nel lago di Molveno Senza piccoli
KJ2G1
13/7/2008 23/6/2010 27/9/2008 5/4/2009 15/10/2009 13/05/2010 22/10/2010
KJ1G1
Senza piccoli
Soggetto immigrato dalle Alpi orientali
Accompagnata da un maschio Accompagnata da un maschio
Riduzione in cattivit
Tabella n. 3 - Investimenti stradali registrati nel periodo 2002-2011
N. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 Data 30 agosto 2002 h. 0.50 4 novembre 2005 h. 6.45 28 giugno 2006 h. 0.30 28 ottobre 2006 h. 3.00 29 ottobre 2007 h. 23.25 18 luglio 2008 h. 4.00 22 luglio 2008 h. 22.30 16 agosto 2008 h. 23.45 15 ottobre 2008 h. 0.30 9 aprile 2009 h. 23.00 9 dicembre 2009 h. 19.30 25 maggio 2010 h. 22.30 22 ottobre 2010 h. 6.30 Localit Laives (BZ) (Autostrada A22) Preore (Strada Prov. n. 34) Fai (Strada Prov. n. 64) Caldes (Strada Stat. n. 42) Ciago (Strada Prov. n. 18) Villa Rendena (Strada Prov. n. 34) Nembia (Strada Prov. n. 421) Strembo (Strada Prov. n. 236) Bus de Vela (Strada Statale n. 45bis) Passo Palade (BZ) (Strada Statale n. 238) Tione (Strada Prov. n. 37) Strada del Fa (Strada Prov. n. 43) Vigo Cavedine (Strada Prov. n. 84) Orso/i coinvolto/i* Vida DJ3 MJ2 Sconosciuto Sconosciuto Daniza + 3 piccoli KJ1G1 Daniza + 2 piccoli Sconosciuto Sconosciuto Sconosciuto Sconosciuto Sconosciuto Sesso ed et Femmina di 4,5 anni Femmina di 2 anni Femmina di 3,5 anni Sconosciuti Sconosciuti Femmina di 13 anni con 3 piccoli dellanno Femmina di 2,5 anni Femmina di 13 anni con 2 piccoli dellanno Sconosciuti Sconosciuti Sconosciuti Sconosciuti Sconosciuti Sorte dellorso/i Ferita in modo piuttosto grave ma sopravvissuta Sopravvissuta e riprodottasi Sopravvissuta e riprodottasi Sconosciuta** Sconosciuta** Morto un piccolo di sesso femminile Sopravvissuta con nessuna conseguenza Un piccolo ferito, probabilmente sopravvissuto Sconosciuta** Sconosciuta** Sconosciuta** Sconosciuta** Sconosciuta**
* lidentit dellorso stata accertata geneticamente ** stato effettuato un tempestivo sopralluogo con i cani, il che fa supporre che lanimale (o gli animali) investito si sia allontanato autonomamente
Cani da orso
Nel corso del 2011 proseguita la fase di addestramento dei due giovani cani Laika della Russia europea (Cora e Ceck) acquistati in Germania nel 2010 e la formazione dei relativi conduttori. Si inoltre provveduto al completamento della dotazione di collari satellitari, ora disponibili per tutti e quattro i cani, per migliorare la gestione degli stessi nelle fasi di intervento sia per la dissuasione che per la ricerca di indici di presenza o di verifica su danni. Nel 2011 i cani sono stati attivati complessivamente in 26 occasioni delle quali 15 per verifiche legate a danni, 5 per interventi mirati alla dissuasione, in 2 casi per garantire la sicurezza degli operatori nelle fasi di cattura, in 3 casi per ricercare indici di presenza e in un caso per la cattura dellorsetto M11 (si veda il box n. 3). In aggiunta alle attivit sopra descritte, che sono prettamente legate alla gestione dellorso bruno, va ricordato il fondamentale ap-
porto della femmina Lapua, in almeno due azioni antibracconaggio. A quattro anni dallinizio di questa esperienza si possono esprimere delle prime considerazioni sullutilizzo di questi animali nelle attivit di gestione dellorso bruno. Se da una parte si rivelato pi complicato del previsto lutilizzo degli stessi nelle dissuasioni, almeno quelle non legate alle attivit di cattura, gli stessi si sono dimostrati fondamentali nella ricerca di orsi feriti a seguito di investimenti. Importante il loro apporto anche nelle verifiche dei danni, in modo particolare se sono interessati patrimoni zootecnici, e nella ricerca di indici di presenza in situazioni particolari. Si conferma di fondamentale importanza la continua formazione dei conduttori per gli aspetti tecnici legati alla gestione degli animali negli interventi richiesti e dei coordinatori della squadra di emergenza per la corretta valutazione dei casi nei quali i cani possono essere utilizzati.
La comunicazione considerata dallAmministrazione provinciale un aspetto di fondamentale importanza per la gestione dellorso e costituisce uno dei sei Programmi dazione di cui alla citata deliberazione della Giunta provinciale n. 1988 del 9 agosto 2002. In considerazione di ci, a partire dal 2003, si avviata una specifica campagna di informazione denominata Conosci lorso bruno che si esplicata, e tuttora si esplica, in numerose diverse iniziative. Anche il presente Rapporto la cui funzione , tra le altre cose, divulgativa, rientra a pieno titolo tra le iniziative volte a far comprendere meglio questo animale al grande pubblico, con la convinzione che solo la conoscenza possa condurre nel medio e lungo termine a una armonica convivenza con il plantigrado. In questa attivit di comunicazione il Servizio Foreste e fauna stato sempre affiancato dal Parco Naturale Adamello Brenta, che da anni molto attivo in questo senso nel territorio di competenza, e dal Museo delle Scienze di Trento, che fin dallinizio svolge attivit didattiche sullorso per le scuole. Le principali azioni attivate nel corso del 2011 vengono di seguito riassunte. In tabella n. 4 sono riportati i 12 incontri/serate organizzati dal Servizio nellambito della campagna di informazione Conosci lorso bruno (circa 600 partecipanti complessivamente). Alcuni di questi incontri sono stati organizzati esplicitamente in risposta a richieste di informazione e confronto, anche in relazione a situazioni legate a esemplari di orso che hanno destato attenzione in relazione al numero di danni provocati. Cinque ulteriori serate sono state tenute nellambito del programma Parco Naturale Adamello Brenta - Estate 2011. Lelenco dettagliato riportato nella tabella n. 5. Oltre a ci, il parco ha tenuto un incontro
48 Tabella n. 4 - Incontri pubblici tenuti nellambito della campagna Conosci lOrso bruno
Luogo Museo delle Scienze di Trento (con distribuzione del Rapporto Orso 2010) Bresimo Data In collaborazione con Museo delle Scienze di Trento N. partecipanti
Comune di Bresimo Societ degli Alpinisti Tridentini Societ degli Alpinisti Tridentini Comune di Villa Lagarina Comune di Terlago Comuni di Lasino e Calavino Pro Loco Citt di Trento Comune di Pellizzano Pro Loco Citt di Trento Associazione Allevatori Ovicaprini Trentini Comune di Villalagarina
Monte Bondone Azienda Agricola De Bellat Castelnuovo Valsugana Lago di Cei
Tabella n. 5 - Serate pubbliche sullorso tenute dal PNAB
Luogo Andalo Palacongressi Carisolo Casa Rosa Tione Piazza C. Battisti Folgarida Centro Congressi Pinzolo Piazza Carera Data Titolo Gli animali del Parco: i grandi ritorni Gli animali del Parco: i grandi ritorni Gli animali del Parco: i grandi ritorni Gli animali del Parco: i grandi ritorni Gli animali del Parco: i grandi ritorni N. partecipanti
sul tema in occasione di Melissa: fiera del miele, 23 e 24 luglio a Croviana e, nellambito dei programmi del Parco Naturale Ada-
mello Brenta - Estate 2011, ha proposto le iniziative riportate in tabella n. 6.
Tabella n. 6 - Riepilogo degli accompagnamenti proposti dal PNAB
Iniziativa Due passi con lorso... e il miele Totale partecipanti 466
I sentieri dellorso Tovel Visita guidata Area Faunistica di Spormaggiore - Casa dellOrso* Invito a Spormaggiore
* in collaborazione con il Parco Faunistico di Spormaggiore
stato prodotto il quarto Rapporto orso (Rapporto orso 2010), strumento che costituisce al contempo un valido mezzo di comunicazione e di conoscenza per il pubblico e un utile strumento di lavoro per lUfficio. Nel 2011 sono state stampate 5.000 copie del depliant Nella terra dellorso (distribuite circa la met). Da parte del PNAB, nel corso del 2011 proseguita la redazione del bollettino/ newsletter I Fogli dellOrso (richiedibile gratuitamente a orso@pnab.it) con tre edizioni pubblicate (febbraio, luglio, novembre). Giunto alla sua 28a edizione, I Fogli dellOrso ha raggiunto quota 294 articoli pubblicati in 9 anni, coinvolgendo ben 135 autori tra collaboratori del Parco, esperti e appassionati. La newsletter viene inviata attualmente a pi di 1.100 indirizzi e-mail.
Materiale divulgativo prodotto e distribuito
Per lottavo anno consecutivo proseguita lofferta da parte del Mds di un pacchetto di attivit didattiche collaudate sul tema dellorso bruno in Trentino. Le attivit sono mantenute aggiornate grazie al coordinamento con lUfficio Faunistico della PAT, che garantisce anche la consulenza sui contenuti. Nelledizione 2010-2011 della guida alle attivit
Progetto di comunicazione per le scuole Conosci lorso bruno, in collaborazione col Museo delle Scienze di Trento
didattiche del Museo, come avviene a partire dalledizione 2003-2004, sono state pubblicizzate tutte le iniziative didattiche realizzate in collaborazione con il Servizio Foreste e fauna. Anche nel 2011 le proposte sono state cinque: Museo in mano, visita guidata di 90 alla sala dei Mammiferi, con particolare enfasi sullorso e gli altri grandi Carnivori alpini e possibilit di visionare e toccare materiali particolari (crani, calchi di impronte, peli, ecc.); Laboratorio, attivit interattiva di 2,5 ore, con parte informativa sullorso e gli altri grandi Carnivori (powerpoint, materiali vari) e parte pratica (simulazione di radiotracking, realizzazione di calchi in gesso di impronte, riconoscimento di peli di diversi mammiferi grazie a schede dicotomiche); Museo itinerante, attivit articolata in tre incontri, due in classe e uno (quello centrale) con escursione sul territorio in zona frequentata da orsi per ritrovamento di eventuali indici di presenza; Dal Museo alla natura, escursione guidata di una mattinata in zona frequentata da orsi per ritrovamento di eventuali indici di presenza; Incontro con lEsperto, seminario di approfondimento in forma di una conferenza di 2,5 ore, riservata agli alunni delle scuole superiori. Il MdS, nellambito della convenzione esistente tra il Servizio Foreste e fauna e il Museo stesso, ha effettuato nel periodo 1 gennaio 2011 - 31 dicembre 2011 le seguenti attivit didattiche,: laboratori interattivi con tema Lorso e gli altri grandi Carnivori delle Alpi per 30 alunni partecipanti; Il Museo entra in classe, con laboratorio presso la scuola, per 86 alunni partecipanti; escursioni Sulle tracce dellorso bruno per 42 alunni partecipanti. Nellambito dellattivit didattica rivolta alle scuole, il PNAB ha promosso, tramite il proprio Settore Comunicazione, le consuete iniziative inerenti allorso. I dati relativi al49
N. 584 del 19 marzo 2011 Titolo Numero scuole Numero classi Numero alunni Il presidente Dellai ha Progetto Orso: perch lorso ritorni sulle Alpi firmato lordinanza: i e possa convivere con luomo 12 19 287 (2 incontri in classe e uscita di una giornata comportamenti del plana Spormaggiore) tigrado hanno superato Una giornata con gli orsi 17 35 692 (1 incontro: Casa del Parco Spormaggiore) i limiti LORSA DJ3 SAR TRAGli animali del Parco 2 5 110 (2 incontri in classe e 1 uscita SFERITA AL CENTRO Progetto Grandi carnivori FAUNA DEL CASTELLER 2 2 19 (2 incontri in classe e 1 uscita) N. 718 dell1 aprile 2011 ORSO M5: UNA NOTA DEL SERVIZIO FORElanno scolastico 2010/2011 sono riportati STE E FAUNA nella tabella n. 7. N. 1206 del 18 maggio 2011 Siti web Loperazione stata condotta ieri sera ad Il sito www.orso.provincia.tn.it, disponibile opera degli uomini del Corpo Forestale anche nella versione inglese, stato ulteriorTrentino mente implementato e completato in tutte le LORSA DJ3 CATTURATA E TRASPORTATA sue parti sono inoltre stati rivisti tutti i moduli NELLAREA FAUNISTICA DEL CASTELLER a disposizione del pubblico semplificandoli seEseguita lordinanza del Presidente della condo le indicazioni del Servizio SemplificaProvincia zione amministrativo. Inoltre sempre stato assi- N. 1314 del 26 maggio 2011 curato laggiornamento mensile. attualmente ORSO: UNA NOTA DEL PRESIDENTE strutturato in circa 250 pagine e ha ricevuto DELLAI 30.732 contatti da parte di 17.848 visitatori N. 1557 del 9 giugno 2011 nel 2011. Sul sito sono reperibili anche il preIl monitoraggio dei rub trees (grattatoi) sente Rapporto e i documenti citati in esso. fornisce nuove, interessanti immagini sui Nel corso del 2011 proseguita limpleplantigradi mentazione e laggiornamento dei contenuti ORSO BIANCO RIPRESO DA UNA FOTOdella sezione del sito web del Parco Naturale TRAPPOLA Adamello Brenta (www.pnab.it) dedicato al N. 2952 del 26 ottobre 2011 lorso (20 pagine complessive). Appuntamento alle ore 20.15 presso il Centro Visitatori del Biotopo Pr dellAlbi Comunicati stampa GIOVED SERA UN INCONTRO A CEI PER Sono stati predisposti dal Servizio Foreste PARLARE DELLORSO e fauna con il supporto dellUfficio Stampa 9 comunicati stampa concernenti lorso: N. 2993 del 28 ottobre 2011 A Trento per scoprire i segreti di chirotteri N. 366 del 18 febbraio 2011 e grandi mammiferi Nei giorni scorsi a Trento lincontro dei tecMAMMALIA. LA SETTIMANA DEI MAMnici provinciali con allevatori e apicoltori MIFERI AL MUSEO DELLE SCIENZE GESTIONE ORSO: ALLA RICERCA DELLE A cura del Parco Naturale Adamello Brenta MIGLIORI FORME DI CONVIVENZA sono stati emessi i seguenti comunicati: N. 457 del 2 marzo 2011 Alle ore 20.45 la presentazione del Rapporto 25 marzo 2011 NUOVI AGGIORNAMENTI E APPROFONDI2010 MENTI SULLORSO ORSO, IL PUNTO QUESTA SERA AL MUSEO 6 aprile 2011 DI SCIENZE NATURALI
Tabella n. 7 - Iniziative didattiche sullorso condotte dal PNAB per le scuole 50
VISITA DEL WWF INTERNAZIONALE ALLAREA FAUNISTICA E ALLA CASA DEL PARCO DI SPORMAGGIORE 14 ottobre 2011 INCONTRO DI COORDINAMENTO DEL PROGETTO LIFE+ ARCTOS 23 novembre 2011 I FOGLI DELLORSO
Si provveduto a fornire gli elementi di risposta per le seguenti 13 interrogazioni concernenti lorso: Interrogazione a risposta immediata n. 2563 del 15 febbraio 2011, del Consigliere Casna; Interrogazione a risposta immediata n. 2579 del 16 febbraio 2011, del Consigliere Dominici; Interrogazione n. 2599 del 18 febbraio 2011, del Consigliere Morandini; Interrogazione n. 2620 del 28 febbraio 2011, del Consigliere Giovanazzi; Interrogazione n. 2835 del 18 aprile 2011 Gli orsi costituiscono un pericolo per i cittadini, del Consigliere Morandini; Interrogazione a risposta immediata n. 2988 del 18 maggio 2011, del Consigliere Civettini; Interrogazione a risposta scritta n. 3004 del 23 maggio 2011, del Consigliere Bombarda; Interrogazione n. 3165 del 7 luglio 2011, del Consigliere Giovanazzi; Mozione n. 358 del 25 luglio 2011, del Consigliere Dominici; Interrogazione n. 3357 del 25 agosto 2011 dei Consiglieri Penasa, Savoi, Casna, Filippin, Paternoster e Civettini; Interrogazione n. 3370 del 26 agosto 2011 dei Consiglieri Penasa, Savoi, Casna, Filippin, Paternoster e Civettini; Interrogazione n. 3403 del 5 settembre 2011, dei Consiglieri Borga, Viola, Delladio, Morandini, Leonardi; Interrogazione a risposta immediata n. 3495 del 21 settembre 2011, del Consigliere Paternoster.
Altre iniziative di comunicazione
Trasmissioni radio-TV A cura del Servizio Foreste e fauna della PAT e del PNAB sono state concesse le seguenti interviste e partecipazioni a trasmissioni radio-televisive (Tabella n. 8):
Tabella n. 8 - Elenco delle trasmissioni televisive sullorso con partecipazione della PAT o del PNAB nel 2010
Emittente - trasmissione RAI Radio TRE- Radio 3 SCIENZA** (http://www.radio3.rai.it/dl/ radio3/programmi/puntata/ContentItem-e624b2af-214c-4321-b362194b1cb51114.html) Geo & Geo** (http://www.geo.rai. it/dl/portali/site/articolo/ContentItem-4b0b9b77-320e-4b4a-a69a8da9527f68d6.html?homepage) Radio RAI 1* Chi cerca innova - RAI Radio Tre** Ecoradio** Inter Channel** The Alps from above - documentario coprodotto da RAI, ARTE, VIDICOM** RAI 3 Geo&Geo* Radio RAI 1* Argomento Data Tipologia intervento
Orso LOrso bruno Tane di orso Aspetti faunistici e naturalistici del parco, orso Orso e Parco Orso LOrso bruno LOrso bruno
24 gennaio 2011 19 aprile 2011 19 aprile 2011 25 maggio 2011 12 luglio 2011 18 agosto e 8 settembre 2011 24 novembre 2011 10 dicembre 2011
Intervista intervista Intervista Intervista Intervista Intervista e riprese da elicottero e nei pressi di una tana di orso Intervista e contributi video intervista
*realizzate dalla PAT **realizzate dal PNAB
BOX 5 - Laffare orso
Nella dibattuta questione concernente la presenza dellorso nella nostra provincia non si sono ancora valutati (nel senso di dar loro un preciso valore monetario) i vantaggi economici che derivano dallesposizione del binomio orso/ambiente trentino sui media (giornali e riviste ma ancora di pi TV) nazionali e internazionali. I primi dati sono emersi nel corso del 2011 in relazione ad alcuni passaggi sulle TV nazionali. Essi sembrano confermare da un lato la grande capacit di bucare il video, come si dice in gergo, da parte dellorso, dallaltra il consistente valore economico di questi veri e propri spot che legano in maniera inscindibile limmagine dellorso con quella di un ambiente trentino presentato come di primissima qualit, tanto da ospitare addirittura un animale esigente come lorso. Unanalisi preliminare condotta da Trentino Marketing ha infatti evidenziato che nel solo periodo 23 maggio 2011 - 16 giugno 2011 lorso del Trentino passato sulle TV nazionali almeno 11 volte (sei su Italia1, tre su Rai2 e due su Rai1 - figura A), sia il pomeriggio che in prima serata, per una durata complessiva di 12 e 42 (durata media 1 e 10). Si trattato di servizi relativi alle riprese effettuate dal Servizio Foreste e fauna della PAT con fototrappole presso i grattatoi (lorso bianco, lorsa con i 3 piccoli), in occasione del recupero del giovane orsetto debilitato (M11) e della cattura dellorsa problematica DJ3. Il valore degli undici spot in termini di AVE (valore pubblicitario equivalente), vale a dire il valore in termini di pubblicit degli spot trasmessi su quelle reti, in quelle fasce orarie e allinterno di quegli specifici TG, stato stimato in 361.449,47 euro (in media 32.859 euro per ogni spot di 1 e 10). Si trattato certamente di contesti nei quali limmagine dellorso stata presentata in modo positivo e comunicando il controllo che esiste sulla popolazione di orsi (caso della ri-
Figura A Alcuni dei passaggi sulle TV nazionali nella primavera 2011.
mozione di DJ3); queste informazioni hanno inoltre raggiunto un pubblico, quello nazionale, ben predisposto nei confronti della specie. Rimane la consapevolezza della diversa sensibilit (e preoccupazione) presente in particolare a livello locale allinterno delle categorie pi esposte ai danni dellorso (apicoltori, allevatori), ma resta il fatto che analogamente a quanto succede per esempio in Abruzzo, Francia e Spagna gli aspetti pi positivi sono certamente da esplorare, hanno grandi potenzialit e godono di ampio risalto da parte dei media. Il dato evidenziato da Trentino Marketing esprime un valore certo non irrilevante, considerato anche il periodo (la primavera, quando la gente solitamente decide dove trascorrere le imminenti vacanze estive) e limportanza del settore turistico con vocazione ambientale proprio dellofferta trentina.
Da parte del Servizio Foreste e fauna PAT e del PNAB stata curata la realizzazione di articoli (articoli scientifico-divulgativi) interviste con fornitura contenuti e materiali iconografici) sulle seguenti testate (tabella n. 9).
Tabella n. 9 - Elenco degli articoli realizzati nel 2010
Titolo / argomento The brown bear population in Trentino (Italian Alps): still increasing* Orso 2010* Trentino, lorsa della discordia* Men and Bears: Up and Close** Un nuovo progetto LIFE sullorso** Limpegno del Parco per lorso Il Progetto Life Ursus** Grandi carnivori e aree protette: il gruppo di lavoro di ALPARC** Quotidiano / periodico IBA Newsletter Rivista del C.A.I. LEspresso International Bear News Adamello Brenta Adamello Brenta Bollettino della Rete delle Aree Protette Alpine LIFE Focus/LIFE preventing species extinction - Safeguarding endangered flora and fauna through ex-situ conservation, DG ENV 2011 - 60 pp. Ambiente Trentino (online) Protected Areas In-Sight - The Journal of Europarc Federation Focus Wild Adamello Brenta
Nel 2011, la Casa del Parco Orso di Spormaggiore, museo interamente dedicato alla storia e biologia del plantigrado, stata visitata (escluse le iniziative con le scuole e rientranti in accompagnamenti estivi) da 11.500 persone (7.649 ingressi dal Parco Faunistico di Data / edizione Spormaggiore; 3.872 inMaggio 2011 gressi diretti).
Maggio-giugno 2011 15 luglio 2011 Febbraio 2011 Vol. 20 no. 1 Febbraio 2011, 15/1 Febbraio 2011, 15/1 23 marzo 2011
Casa del Parco Orso Spormaggiore
Preventing the disappearance of brown bear populations**
Il lungo sonno dellorso bruno** Managing biodiversity: a park for the bear** Verit e bugie sullorso** I quaderni di Mario Tisi: cronache della Guardia dellOrs tra il 1950 e il 1960**
Settembre 2011 Settembre 2011, Vol. 3 Gennaio 2012 n. 6 15/3 - Dicembre 2011
Anche nel corso del 2011 (in particolare nel periodo aprile-dicembre) stata curata dallUfficio Faunistico della PAT la rassegna stampa degli articoli concernenti lorso apparsi sui due quotidiani locali, LAdige e Il Trentino. Tra i 182 articoli concernenti lorso rilevati nel periodo in questione 56 (31%) hanno avuto un taglio positivo rispetto alla presenza dellorso, nel senso che hanno riportato avvistamenti o altre segnalazioni quali eventi fortunati e da ricordare nel tempo, 61 (33%) neutrale, riportando dunque una mera cronaca degli avvenimenti registrati e 65 (36%) negativo, ponendo dunque laccento in modo deciso sui danni economici prodotti o sulla paura generata dalla presenza dellorso.
La corretta gestione di una popolazione di orsi inscindibilmente legata alla disponibilit di personale appositamente formato e preparato ad affrontare le problematiche, di carattere tecnico e non, che si possono presentare nellattivit di campo, soprattutto per quanto riguarda la gestione delle emergenze, la gestione dei danni e, in misura minore, il monitoraggio. La formazione costituisce uno dei sei Programmi dazione di cui alla citata deliberazione della Giunta provinciale n. 1988 del 9 agosto 2002. Il personale della PAT usufruisce di apposita formazione che viene aggiornata costantemente. A seguire si evidenziano le opportunit formative realizzate nel corso del 2011. incontro di aggiornamento del personale Forestale e del Parco Naturale Adamello Brenta coinvolto nella gestione dellorso (Casteler, 28 febbraio 2011). A cura del PNAB sono stati tenuti i seguenti interventi di formazione: Strembo, 6 aprile 2011: giornata di aggiornamento per i Guardiaparco e per il personale del Settore Comunicazione del Parco sulle attivit faunistiche in corso e sullo status dellorso Strembo, 19 aprile 2011: incontro di approfondimento per il Gruppo educatori ambientali del Parco relativo alla comunicazione sullorso nei progetti didattici S. Antonio di Mavignola, 14 maggio 2011: incontro di formazione per gli operatori stagionali del Parco (addetti ai Punti Info e alle valli) Spormaggiore, 27 maggio 2011: stage inerente alla reintroduzione dellorso nel Parco per un gruppo di studenti dellUniversit di Padova, Dipartimento di Biologia.
Principali iniziative di formazione sullorso
Per la formazione del personale addetto a vario titolo alla gestione dellorso si sono tenuti i seguenti incontri: incontro per gli Uffici Distrettuali Forestali sulle opere di prevenzione dei danni da orso (Casteler, 7 febbraio 2011);
6. Raccordo sovraprovinciale e internazionale
Il raccordo con le Regioni e gli Stati confinanti assume unimportanza strategica nella gestione di una specie ad alta mobilit quale lorso bruno. In considerazione di ci sin da prima dellavvio del progetto Life Ursus si sono presi contatti ufficiali con le Regioni limitrofe, essendo chiaro che il territorio del Trentino occidentale non sufficiente per ospitare una popolazione vitale di orsi. Tali rapporti si sono nel tempo rafforzati e consolidati, avuto riguardo sia allespansione territoriale della piccola popolazione che ha effettivamente interessato regioni e Stati limitrofi, sia al forte indirizzo di coordinamento prodotto dalla Giunta provinciale con la citata deliberazione n. 1988 del 9 agosto 2002. In seguito a ci il raccordo sovraprovinciale stato istituzionalizzato e, su input del Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio e del Mare e con il coordinamento della PAT, stato approvato da tutti i partner il Piano dAzione per la Conservazione dellOrso Bruno nelle Alpi Centro orientali (PACOBACE), stampato nel corso del 2010; esso ha coinvolto, oltre alla Provincia Autonoma di Trento, la Provincia Autonoma di Bolzano, la Regione Lombardia, la Regione Veneto e la Regione Friuli Venezia Giulia. continuata inoltre lattivit volta a garantire il coordinamento transnazionale, in relazione ai numerosi spostamenti di giovani orsi registrati nei territori limitrofi negli ultimi anni. Con deliberazione n. 8 del 30 marzo 2011 della Seduta congiunta delle Assemblee legislative della Provincia Autonoma di Bolzano, del Land Tirolo e della Provincia Autonoma di Trento le stesse hanno invitato i rispettivi organi esecutivi (Giunte) a: 1) rappresentare ai rispettivi Governi e Parlamenti nazionali la questione riguardante la gestione dellorso con particolare riferimento alla maggiore autonomia che deve essere loro concessa soprattutto nella gestione degli orsi problematici; 2) a sollevare tale questione anche a livello europeo; 3) a perseguire una
maggior cooperazione transfrontaliera; 4) a esprimersi presso le competenti sedi nazionali ed europee a favore di un ripensamento del progetto di reintroduzione degli orsi denominato Life Ursus. Il PNAB ha proseguito il suo impegno nellambito della Piattaforma grandi predatori, ungulati selvatici e societ, istituita dalla X Conferenza delle Alpi di Evian nel marzo 2009 con lobiettivo di favorire la ricerca di soluzioni per una gestione armoniosa di grandi carnivori e ungulati selvatici in ambiente alpino. In qualit di capofila del Gruppo Grandi Carnivori di ALPARC - Rete Alpina Aree Protette, il Parco ha preso parte direttamente o contribuito indirettamente agli workshop della Piattaforma organizzati nel corso del 2011.
Progetto LIFE + ARCTOS
Il 31 maggio 2010 la Commissione Europea ha approvato la proposta di cofinanziamento per un nuovo progetto LIFE+ sullorso bruno (figura n. 11)
Figura 11 Loghi della Rete Natura 2000 e del Progetto LIFE+ ARCTOS
Il progetto, denominato ARCTOS - Conservazione dellorso bruno: azioni coordinate per lareale alpino e appenninico (LIFE09 NAT/IT/000160), promosso dal Parco Nazionale dAbruzzo Lazio e Molise e prevede la partecipazione di: WWF Italia, Corpo Forestale dello Stato, Universit di Roma La Sapienza, Regione Abruzzo, Regione Lazio, Regione Lombardia, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Trento e Parco Naturale Adamello Brenta, tutti partner che hanno gi precedenti esperienze di progetti europei (LIFE NATURA) rivolti alla conservazione della specie. Liniziativa nasce dalla necessit di contrastare le principali minacce alla conservazione dellorso bruno in Italia, individuate nella progressiva perdita degli habitat naturali, nellinsorgenza di conflitti con le attivit produttive umane (in particolare con la zootecnia) e nella mancanza di una conoscenza eco-etologica della specie sufficiente alladozione delle pi corrette pratiche gestionali. Lobiettivo primario del LIFE+ ARCTOS quello dellimplementazione di pratiche e protocolli gestionali volti ad assicurare la conservazione a lungo termine delle popolazioni di orso bruno presenti in Italia attraverso unaccurata identificazione, condivisione e messa a punto di esperienze, metodiche e strumenti efficaci per la salvaguardia della specie (maggiori dettagli: www.life-arctos.it). Il progetto prevede una durata di 4 anni, con inizio il 1 settembre 2010 e termine il 31 agosto 2014, e una spesa complessiva di 3.984.820 euro, finanziati dalla Commissione Europea per il 67,63% (2.694.934 euro). La PAT sar impegnata nellattuazione di azioni volte alla prevenzione dei danni (installazione recinzioni elettriche), dellavvicinamento degli orsi ai centri abitati (realizzazione e distribuzione di cassonetti per i rifiuti anti-orso) e in azione di comunicazione. Per fare ci ha a disposizione un budget pari a 172.368 euro, con quota di finanziamento UE pari a 109.013 euro.
Il PNAB impegnato nellattuazione di attivit di comunicazione (promozione e divulgazione di informazioni sullorso e sulle azioni del progetto attraverso il coinvolgimento di residenti, amministratori, scuole, ecc.), per le quali prevista una spesa complessiva di 114.967 euro, dei quali circa un terzo (34.452 euro) a diretto carico del Parco. Nellambito delle iniziative legate al coordinamento generale del Progetto, PAT e PNAB hanno preso parte agli incontri tecnici organizzati a Roma (23 e 24 febbraio 2011) e alle due sedute del Tavolo di Coordinamento Alpi (Milano: 14 febbraio e 20 settembre 2011), nonch alla riunione legata agli aspetti amministrativi svoltasi a Trento il 29 luglio 2011. Sempre in tale contesto, il PNAB e la PAT hanno ospitato la seconda riunione di coordinamento generale (cui seguita la visita di controllo da parte del gruppo di controllo incaricato dalla Commissione Europea), organizzata tra il 17 e il 22 ottobre 2011 presso le strutture ricettive dellarea protetta e gli uffici del Servizio, a cui hanno preso parte i referenti di tutti i 10 enti coinvolti. Inoltre il 15 dicembre si tenuto a Udine un workshop sul monitoraggio. Il PNAB ha infine avviato la pianificazione e realizzazione degli strumenti educativi (materiale divulgativo, giochi a tema, supporto multimediale) dedicati alla popolazione scolastica dellarea trentina che verranno utilizzati a supporto dellattivit di educazione realizzata nei prossimi anni. Per quanto concerne le azioni in cui coinvolta la PAT lAmministrazione provinciale ha acquisito e distribuito sul territorio (come evidenziato nel capitolo relativo allindennizzo e alla prevenzione dei danni) 112 opere di prevenzione per un corrispettivo di 55.545 euro investiti. Sono stati inoltre modificati i contenitori anti orso distribuiti sul territorio rendendoli maggiormente funzionali e stata pianificata lacquisizione e la distribuzione di ulteriori cassonetti, da realizzare nel prossimo biennio.
7. Ricerche e convegni
Ricerche - sperimentazioni
Dissuasori acustici I danni a carico dei patrimoni agricoli, considerata lampiezza e la diffusione degli appezzamenti coltivati, non possono di norma essere gestiti attraverso lutilizzo di recinzioni elettriche. Il congruo e tempestivo indennizzo del danno rappresenta in questi casi lunico sistema per mitigare il conflitto con gli agricoltori. Per cercare di ridurre limpatto dei plantigradi sulle colture agricole si sperimentato nel 2011 lutilizzo di un dissuasore acustico (Alarm Guard - foto n. 13) che in altri contesti sembra aver dato dei buoni risultati almeno nel breve - medio termine. vigneto nella zona di Monte Terlago (C.C. Terlago) causando qualche danno e un certo allarme nel proprietario. Si quindi provveduto al posizionamento del dissuasore nei pressi del punto di probabile passaggio del plantigrado aggiungendo un sensore pir wireless in un secondo punto di probabile passaggio. Il meccanismo stato regolato per funzionare solo di notte con toni molto alti e leventuale passaggio di animali stato monitorato attraverso una trappola fotografica. Dopo lattivazione del sistema di dissuasione la frequenza dei danni al vigneto si molto ridotta anche se stato possibile verificare ancora alcuni passaggi dellorso con consumo di uva. Attraverso le immagini catturate con la trappola fotografica stato possibile stabilire che in zona erano presenti almeno due soggetti diversi. Il danno registrato al momento della vendemmia stato piuttosto modesto (meno di 2 quintali di uva) rispetto a precedenti esperienze avute dallo stesso agricoltore negli anni precedenti. Pur con i limiti intrinseci nellesigua esperienza maturata nellutilizzo di questi sistemi pare di poter dire che gli stessi possono essere degli strumenti utili per mitigare i danni ai patrimoni agricoli in particolari situazioni e a condizione che sia individuabile il punto di probabile passaggio del plantigrado. Non sembrano invece proponibili come sistemi di prevenzione fissi anche per la probabile assuefazione ai rumori da parte degli animali. Sistema di allarme per trappola a tubo In relazione alle attivit di cattura di orsi problematici proseguito lo sviluppo dei materiali di cattura e in modo particolare si provveduto al perfezionamento della trappola a tubo dotandola di un sistema di allarme radio messo a punto dal Servizio Reti e Telecomunicazioni della Provincia, in grado di essere ricevuto in qualunque punto del territorio.
Foto n. 13 - Dissuasore acustico Alarm Guard (E. Bonapace, Archivio Servizio Foreste e fauna PAT)
Loccasione per utilizzare il meccanismo di dissuasione acustica stata fornita da uno o pi orsi che fin dallinizio della maturazione delluva hanno cominciato a frequentare un
la scelta del ricovero invernale da parte delMonitoraggio tane Nel 2011 stata portata a termine da parte lorso bruno. Oltre a permettere di approfondire la codel PNAB la pluriennale raccolta delle informazioni relative alle caratteristiche ambien- noscenza dellecologia ed etologia dellorso tali dei siti di svernamento di orso presenti nel bruno, ci potr fornire spunti utili al miglioramento delle strategie di conservazione e a Trentino occidentale. Oltre alla descrizione e analisi dei para- indirizzare le politiche gestionali del territometri relativi alle cavit individuate sul rio verso una corretta tutela delle specie. territorio (ad es. quota altimetrica, microintorno ambientale, dimensioni dellingresso e dellinterno della tana, posizione del giaciglio, profilo esterno e interno, sezione interna longitudinale e trasversale), stato completato lo studio avviato nel 2008 relativo alle condizioni microclimatiche presenti allinterno delle tane, mediante il posizionamento di appositi rilevatori di umidit e temperatura. In particolare, grazie alla raccolta degli ultimi 41 sensori posizionati nellestate precedente (foto n. 14), il database a disposizione consta attualmente di dati registrati nel periodo ottobre - aprile in 63 cavit di svernamento realmente Foto n. 14 - Recupero di un sensore per il rilievo di temperatura e umidit da una tana utilizzate dallorso e in 70 nelle Dolomiti di Brenta (foto Archivio PNAB) cavit potenzialmente idonee allibernazione della specie. 133 sono infatti i sensori che hanno Studi, convegni e indagini acquisito e archiviato correttamente i dati ogni 4 ore, quotidianamente per un periodo di 212 Studio di approfondimento sullorso Nel corso del 2011 lAmministrazione giorni (ossia da inizio ottobre a fine aprile). Lindagine ha dunque complessivamente ri- provinciale ha incaricato i professori Marco guardato nellarco di 4 anni e grazie alla col- Apollonio e Guido Tosi di sviluppare uno stulaborazione di personale afferente al Parco e dio denominato Approfondimenti tecnicoalla PAT, nonch di studenti e volontari 143 scientifici sulla gestione della popolazione di cavit sulle 152 note (65 tane realmente uti- orsi in Trentino e sulla sua sostenibilit. Il documento stato redatto dai tecnici incarilizzate dallorso pi 87 cavit idonee). Nei prossimi mesi sar possibile completare cati con il supporto del Servizio Foreste e lanalisi dei dati e verificare se i parametri mi- Fauna della PAT e del Parco Naturale Adacroclimatici sono determinanti nellinfluenzare mello Brenta.
unindagine demoscopica rivolta ai residenti Nel corso del 2011 lUfficio Faunistico in provincia di Trento, volta a rilevare il livello della PAT e il PNAB hanno inoltre seguito di informazione, gradimento e preoccupalo svolgimento delle seguenti tesi di laurea zione degli stessi in merito alla presenza dellorso bruno nel territorio. Il dato sostanziale (tabella n. 10). che ne emerso una riduzione della percenTabella n. 10 - Tesi di Laurea sullorso bruno seguite da PAT e PNAB tuale di favorevoli alla Corso di laurea/ Anno presenza del plantigrado riTesista Titolo tesi Relatore Correlatori Universit accademico spetto ai dati rilevati nel 1997 e nel 2003, ma al I grattatoi (rub trees): Universit degli sperimentazione di una Studi di Padova tempo stesso un apprezzaMatteo nuova metodologia per Facolt di Agraria. 2010/2011 M. Ramanzin C. Groff Tiso il monitoraggio genetico Corso di Laurea in mento per le modalit con dellorso bruno (Ursus Scienze Forestali e arctos L.) in Trentino. Ambientali le quali lamministrazione conduce la gestione della Universit degli Criteri metodologici Studi di Parma popolazione di orso. per lanalisi della Facolt di Scienze
Francesca Bussola selezione delle tane di svernamento da parte dellOrso bruno (Ursus arctos L.) in Trentino. Matematiche, Fisiche e Naturali. Corso di Laurea in Scienze Naturali 2010/2011 J. Tagliavini A. Mustoni F. Zibordi
Indagine demoscopica relativa alla presenza dellorso in provincia di Trento
Nel corso dei primi mesi del 2011 lAmministrazione provinciale ha commissionato a unagenzia specializzata la realizzazione di
Il PNAB ha partecipato con una propria comunicazione Project URSUS - Protection of the brown bear population of Brenta (con abstract) al convegno LIFE + in the Alps: lessons learned and opportunities (Permanent Secretariat of the Alpine Convention and European Commission, DG ENV), tenutosi a Bolzano il 7 febbraio 2011.
Il maschio di lince eurasiatica denominato B132 ha frequentato ancora, per lo meno nella prima parte del 2011, il territorio nel Gruppo di Brenta e nel monte Gazza nel quale presente ormai dalla primavera del 2008. Lesemplare, appartenente a una specie se possibile ancora pi schiva e sfuggente rispetto allorso bruno, rimane nel 2011 lunico accertato sul territorio trentino, anche se si sono registrate nuove indicazioni sulla possibile presenza di almeno un secondo individuo. In particolare va ricordato il riscontro genetico fornito da un campione organico (feci) raccolto allimbocco della Val di Rabbi il 27 giugno 2011, riferibile alla specie lince, ma senza poter individuare il soggetto. Grazie al radiocollare posto sulla lince B132 in occasione della ricattura il 10 febbraio 2010 (si veda il Rapporto orso 2010, pp. 52-54), munito di tecnologia GPS-GSM e quindi in grado di trasmettere a intervalli prestabiliti le localizzazioni satellitari attraverso la rete di telefonia cellulare, oltre che di funzionare nella tradizionale Foto nn. 1 e 2 - La lince B132 ripresa in transito nei pressi di un grattatoio di orso (M. Tiso modalit radio VHF con ricerca con fototrappola, Archivio Servizio Foreste e fauna PAT) sul campo, i movimenti della lince sono stati costantemente registrati raggio GPS/VHF sono state diverse, grazie al anche nei primi mesi del 2011, fino allesau- monitoraggio con video-fototrappole; in ben rimento del collare stesso, avvenuto dopo il 26 occasioni stato possibile filmare lani24 febbraio 2011 (GPS-GSM) e dopo il 27 male con tali strumentazioni, nel periodo compreso tra il 25 gennaio e il 30 maggio marzo 2011 (VHF). Nel corso del 2011 le segnalazioni relative 2011 (foto nn. 1 e 2). Lhome-range occupato dal 1 gennaio al alla presenza del felide non legate al monito61
Figura n. 1 Home range della lince B132 dal 1 gennaio al 27 marzo 2011 calcolato con il metodo del minimo poligono convesso (MPC)
27 marzo 2011, calcolato con il metodo del minimo poligono convesso (MPC), stato pari a 258 km2 (figura n. 1). Nel corso del 2011 continuato anche il monitoraggio delle predazioni effettuate dalla lince. I resti di prede attribuibili con certezza al felide nel periodo in cui il radiocollare GPS ha funzionato (gennaio e febbraio) sono stati tre: un capriolo (foto n. 3), un camoscio e un muflone, mentre un ulteriore muflone e un capriolo sono stati rinvenuti nel corso dellautunno e sono pure predati dalla lince. Da ricordare infine che nel corso del mese di dicembre 2011 sono cominciati i tentativi di ricattura, con trappole a cassa, della lince B132 al fine di dotare lanimale di un nuovo radiocollare che consenta nuovamente il monitoraggio intensivo dello stesso. Per quanto riguarda le attivit di comunicazione, nel 2011 stato ultimato il documentario La Lince: storia di un ritorno, prodotto dal Servizio Foreste e fauna per la regia di Enrico Costanzo.
Foto n. 3 - Resti di capriolo predato dalla lince B132 (C. Groff, Archivio Servizio Foreste e fauna PAT)
Per il secondo anno consecutivo stato possibile documentare la presenza di almeno un esemplare sul territorio provinciale. Si tratta dellesemplare maschio denominato M24 rilevato per la prima volta in Trentino il 13 aprile 2010 da personale di sorveglianza del Parco Naturale Adamello Brenta (Brenta nord-orientale) e in seguito identificato geneticamente (si veda la sua storia sul Rapporto orso 2010, pp. 56-58). Nel 2011 la presenza dellanimale stata documentata in modo oggettivo (analisi genetiche) in due occasioni in provincia di Trento (foto nn. 1 e 2) e in una terza (filmato con videotrappola) appena oltre il confine in territorio di Bolzano (foto n. 3).
Foto n. 1 - Pista di lupo in Val di Bresimo novembre 2011 (D. Righetti, Ufficio Caccia e Pesca - Provincia Autonoma di Bolzano)
Foto n. 2 - Escremento del lupo M24 presso malga Castrin - Alta Val di Non - novembre 2011 (C. Groff, Archivio Servizio Foreste e fauna PAT)
Foto n. 3 - Esemplare di lupo filmato con fototrappola nei pressi del confine provinciale -giugno 2011 (D. Righetti, Ufficio Caccia e Pesca - Provincia Autonoma di Bolzano)
In altre 18 occasioni (7 in provincia di Trento e 11 in provincia di Bolzano) la presenza del lupo stata documentata attraverso avvistamenti, piste su neve o su fango, e predazioni che, pur non costituendo prove oggettive e certe come quelle garantite dal monitoraggio genetico e dal fototrappolaggio, forniscono unidea abbastanza precisa delloccupazione del territorio da parte del lupo nel corso dellanno (figura n. 1). Si tratta di unarea di ca. 150 km2, determinata con il metodo del minimo poligono convesso, pur con tutti i limiti che in questo caso i pochi dati a disposizione determinano. Ancora va ricordato che nel 2011 per la prima volta in provincia di Trento sono stati imputati al lupo (e dunque indennizzati al 100%) due danni a bestiame domestico avvenuti in provincia. I due attacchi si sono verificati nei comuni di Rumo e Bresimo (alta
Valle di Non) e hanno causato la morte complessivamente di quattro pecore e tre capre per un indennizzo di 1.604,17 euro. Anche il 2011 dunque registra in provincia e nelle aree limitrofe una continuazione del fenomeno di naturale espansione della specie sulle Alpi, che ha portato negli ultimissimi anni a documentare la presenza di singoli esemplari oltre che in Trentino e in Alto Adige anche nella vicina Lombardia, in Austria e in Baviera. Nel 2011 nellarco alpino centro orientale stato possibile documentare la presenza di alcuni individui, registrando per complessivamente un calo del numero di segnalazioni, del numero di soggetti identificati, nonch delle diverse provenienze degli stessi rispetto allanno precedente. In particolare in Austria sono stati segnalati solo 1-3 soggetti, tutti ritenuti di prove-
Figura n. 1 Gli indici di presenza relativi al lupo a cavallo tra le province di Trento e di Bolzano nel corso del 2011. In verde i dati certi (genetica o foto), in rosso quelli probabili. Dati per lAlto Adige: Ufficio Caccia e Pesca Prov. Aut. di Bolzano
nienza italiana (Alpi occidentali): un maschio nella Bassa Austria (da settembre 2010) e un secondo esemplare probabilmente nella stessa area, non ancora genotipizzato a gennaio 2012. Quello che dovrebbe essere un terzo lupo segnalato infine nella Carinzia sud-occidentale. Considerata lapparente fedelt del lupo M24 al territorio delle Maddalene nel corso del 2011 si ritiene con ogni probabilit che tale lupo sia un soggetto diverso da quelli austriaci. A fine dicembre 2011 un lupo radiocollarato in Slovenia entrato in Austria, attraversando la Carinzia in direzione nord fino a raggiungere la bassa Stiria per muoversi poi verso sud-ovest raggiungendo il Tirolo orientale, lAlto Adige, il bellunese ed infine il Trentino orientale il 20 febbraio 2012 (H. Potocnik, M. Krofel, com. pers.). Da ultimo, nei primi giorni del 2012 un
esemplare di lupo di origine sconosciuta stato fotografato sui monti Lessini (VR), poco lontano dal confine con la provincia di Trento (Corpo Forestale dello Stato Bosco Chiesanuova - VR). Le segnalazioni registrate nel corso dellanno nellarco alpino centro-orientale sono riportate nella figura n. 2. Il Servizio Foreste e fauna ha partecipato a due convegni riguardanti la gestione del lupo, nellambito di Arge Alp a Innsbruck (A) il 12 maggio e nellambito del progetto LIFE WOLFNET a S. Sofia (FC) il 22 e 23 novembre. Ha inoltre partecipato allincontro annuale del W.A.G. (Wolf Alpine Group) che si tenuto a Torino il 20 settembre con i rappresentanti delle Regioni e degli Stati che a livello alpino sono impegnati nella gestione del lupo.
Figura n. 2 Esemplari di lupo identificati sullarco alpino centro-orientale fino a gennaio 2012 (G. Rauer, integrata e modificata)
PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO SERVIZIO FORESTE E FAUNA Ufficio Faunistico via G. B. Trener, 3 38121 TRENTO www.orso.provincia.tn.it mailorso@provincia.tn.it
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