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Timestamp: 2020-03-30 04:35:49+00:00
Document Index: 59025684

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 327', 'art. 58', 'art. 52', 'art. 59']

Sentenza Cassazione Civile n. 13565 del 30/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13565 del 30/05/2017
Cassazione civile, sez. trib., 30/05/2017, (ud. 27/04/2017, dep.30/05/2017), n. 13565
sul ricorso 592-2011 proposto da:
avverso la sentenza n. 57/2010 della COMM.TRIB.REG. di BARI,
depositata il 20/04/2010;
1. La società Complesso Immobiliare Bari 2 s.r.l. impugnava gli avvisi di accertamento con cui il Comune di Bari aveva accertato per le annualità 2004 e 2005 la maggiore Ici dovuta sulle aree fabbricabili il cui valore dichiarato era stato rettificato in forza dei parametri contenuti nella Delib. giunta comunale 7 luglio 2005, n. 577 con effetto dal 1 gennaio 2000. La commissione tributaria provinciale di Bari accoglieva il ricorso con sentenza che era confermata dalla commissione tributaria regionale della Puglia sul rilievo che le disposizioni tributarie non potevano avere effetto retroattivo, a norma della L. n. 212 del 2000, art. 3, comma 2, sicchè la Delib. 7 luglio 2005, n. 577 non poteva trovare applicazioni se non dall’anno di imposta successivo.
1. Osserva preliminarmente la Corte che le eccezioni di inammissibilità del ricorso svolte dalla controricorrente con riguardo alla tardività ed al difetto di autosufficienza del ricorso sono infondate. Invero il ricorso è tempestivo perchè proposto entro il termine annuale previsto dall’art. 327 cod. proc. civ., posto che, a norma della L. n. 69 del 2009, art. 58, comma 1, il termine semestrale si applica ai giudizi instaurati dopo la data di entrata in vigore della legge stessa e si debbono intendere esclusi i giudizi che risultano instaurati in primo grado prima dell’entrata in vigore della nuova norma. Il ricorso risulta, poi, autosufficiente in quanto il ricorrente ha esposto gli elementi essenziali relativi allo svolgimento del processo ed alla materia del contendere per la cui decisione, trattandosi di questione di mero diritto, era ultronea la produzione documentale indicata dalla controricorrente.
2. Ciò posto, il ricorso è fondato. Invero questo collegio intende dare continuità al principio più volte espresso dalla Corte di legittimità (n. 5068 del 13/03/2015; n. 11171 del 07/05/2010; n. 15555 del 30/06/2010) secondo cui la deliberazione con cui la giunta municipale provvede, ai sensi della L. n. 446 del 1997, art. 52, ad indicare i valori di riferimento delle aree edificabili, come individuati dall’ufficio tecnico comunale sulla base di informazioni acquisite presso operatori economici della zona, è legittima, costituendo esercizio del potere, riconosciuto al consiglio comunale dalla L. n. 446 cit., art. 59, lett. g), e riassegnato alla giunta dal D.Lgs. n. 267 del 2000, di determinare periodicamente e per zone omogenee i valori venali in comune commercio delle aree fabbricabili, al fine della delimitazione del potere di accertamento del comune qualora l’imposta sia versata sulla base di un valore non inferiore a quello predeterminato, e, pur non avendo natura imperativa, integra una fonte di presunzioni dedotte da dati di comune esperienza, idonei a costituire supporti razionali offerti dall’Amministrazione al giudice, ed utilizzabili, quali indici di valutazione, anche retroattivamente”.