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Timestamp: 2019-05-27 08:27:52+00:00
Document Index: 127973559

Matched Legal Cases: ['art. 1327', 'art. 1226', 'art. 2051', 'art. 2051', 'art. 1176', 'art. 2236', 'art. 1176']

Il diritto al risarcimento del danno per la perdita del congiunto e l’ordine pubblico cd. “internazionale”
11 Giugno 2014 | di Daniela Zorzit
Il principio di risarcibilità del danno morale da uccisione del congiunto, attenendo alla tutela dei diritti fondamentali della persona, appartiene all’ordine pubblico internazionale, sicché non può trovare applicazione nell’ordinamento italiano la norma straniera – quale l’art. 1327 codice civile austriaco – che tale risarcibilità escluda.
La Cassazione ritorna sul danno alla vita di relazione
10 Giugno 2014 | di Antonio Scalera
“Il danno biologico, il danno morale ed il danno alla vita di relazione rispondono a prospettive diverse di valutazione del medesimo evento lesivo, che può causare, nella vittima e nei suoi familiari, un danno medicalmente accertato, un dolore interiore e un'alterazione della vita quotidiana, sicché il giudice di merito deve valutare tutti gli aspetti della fattispecie dannosa, evitando duplicazioni, ma anche "vuoti" risarcitori, e,, in particolare, per il danno da lesione del rapporto parentale, deve accertare, con onere della prova a carico dei familiari della persona deceduta, se, a seguito del fatto lesivo, si sia determinato nei superstiti uno sconvolgimento delle normali abitudini tale da imporre scelte di vita radicalmente diverse.”
La qualità del paziente non esime il medico dall’obbligo di informare
“È onere del medico provare, a fronte dell'allegazione di inadempimento da parte del paziente, l'adempimento dell'obbligazione di fornirgli un'informazione completa ed effettiva sul trattamento sanitario e sulle sue conseguenze, senza che sia dato presumere il rilascio del consenso informato sulla base delle qualità personali del paziente (nella specie, avvocato), potendo esse incidere unicamente sulle modalità dell'informazione, la quale deve sostanziarsi in spiegazioni dettagliate ed adeguate al livello culturale del paziente, con l'adozione di un linguaggio che tenga conto del suo particolare stato soggettivo e del grado delle conoscenze specifiche di cui dispone
Criterio base per la liquidazione del danno non patrimoniale: le tabelle milanesi
10 Giugno 2014 | di Diego Munafò
Nella liquidazione del danno biologico, l’adozione del criterio equitativo di cui all’art. 1226 c.c. deve garantire l’adeguata valutazione delle circostanze del caso concreto ed uniformità di giudizio, essendo intollerabile che danni identici possano essere liquidati in misura diversa solo perché esaminati da differenti Uffici giudiziari. A tal fine, le tabelle elaborate dall’Osservatorio sulla giustizia civile di Milano garantiscono uniformità di trattamento ed equità sostanziale, poiché largamente utilizzate sul territorio nazionale ed inclusive di ampi margini per la personalizzazione, che consentono di adeguare il risarcimento al pregiudizio concretamente subito dal danneggiato.
Il trauma subito dai genitori per la imprevista malformazione del neonato è danno in ogni caso risarcibile dal medico che abbia omesso l’informazione dell’anomalia del feto
10 Giugno 2014 | di Rodolfo Berti
Qualora il medico ometta di informare la paziente delle malformazioni congenite del feto, ove non sia provata la sussistenza di tutti gli elementi integrativi della fattispecie per il legittimo esercizio del diritto di interrompere la gravidanza (ivi compresa l’effettiva volontà della madre di avvalersi di tale diritto), non può essere preso in esame il risarcimento del danno conseguente alla nascita indesiderata mentre invece viene in considerazione il danno non patrimoniale per il trauma subito da entrambi i genitori per essersi trovati senza alcuna preparazione psicologica di fronte alla realtà di un figlio affetto da una grave e totalmente invalidante malformazione.
La responsabilità del medico in assenza di contratto d’opera professionale dopo la legge Balduzzi
30 Maggio 2014 | di Paolo Vinci
“Ove l’attore agisca anche nei confronti del medico, senza allegare l’esistenza di un contratto d’opera professionale con lui concluso, deve ritenersi che il rapporto che si instaura con la struttura sanitaria sia contrattuale, mentre il rapporto con il medico sia di natura extracontrattuale […]”.
Condizioni di proponibilità dell’azione giudiziaria diretta contro l’impresa di assicurazione
26 Maggio 2014 | di Filippo Martini
Rivalsa nei confronti della impresa di assicurazione del responsabile
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 145, comma 1, d.lgs. 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle assicurazioni private), sollevata, in riferimento agli articoli 2, 3, 24, 32, 76, 111 e 117, primo comma, della Costituzione, in relazione agli articoli 6, paragrafo 1, e 13 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, ratificata e resa esecutiva con legge 4 agosto 1955, n. 848, dal Giudice di pace di Roma, con l’ordinanza di cui in epigrafe; Tale disposizione risulta infatti afferente alla ratio normativa che ha ispirato il Codice stesso che è in realtà quella di rafforzare, e non già quella di indebolire, le possibilità di difesa offerte al danneggiato, attraverso il raccordo, come detto, dell’onere di diligenza, a suo carico, con l’obbligo di cooperazione imposto all’assicuratore. Il quale, proprio in ragione della prescritta specificità di contenuto della istanza risarcitoria, non potrà agevolmente o pretestuosamente disattenderla, essendo tenuto alla formulazione di una proposta adeguata nel quantum.
Le radici di un albero sul margine della strada non costituiscono insidia in caso di negligenza e violazione delle norme della circolazione stradale
26 Maggio 2014 | di Paolo Mariotti , Raffaella Caminiti
Il caso fortuito, cui fa riferimento l’art. 2051 c.c., deve intendersi nel senso più ampio, comprensivo del fatto del terzo e del fatto dello stesso danneggiato. Nel caso in cui l’evento di danno sia da ascrivere esclusivamente alla condotta del danneggiato, la quale abbia interrotto il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno, si verifica un’ipotesi di caso fortuito che libera il custode dalla responsabilità di cui all'art. 2051 c.c.
Contrasto giurisprudenziale sul termine di prescrizione e responsabilità dell'avvocato
L’avvocato risponde nei confronti del cliente anche per semplice negligenza ex art. 1176, comma 2 c.c., e non solo per dolo o colpa grave ex art. 2236 c.c., qualora l’incertezza riguardi non già gli elementi di fatto in base ai quali va calcolato il termine di prescrizione, ma il termine stesso, a causa dell'incertezza della norma giuridica da applicare al caso concreto. Allo stesso modo, l’esistenza di un contrasto giurisprudenziale sull’applicabilità del termine di prescrizione in caso di mancata proposizione della querela non esime l’avvocato dall’obbligo di diligenza ex art. 1176 c.c.
Limiti e rilevanze del cosiddetto “consenso informato”
26 Maggio 2014 | di Luigi Isolabella , Angela Quatraro
In tema di colpa professionale medica -chirurgia maxillofacciale- non connotata dall’urgenza ma finalizzata a migliorare l’aspetto fisico del paziente in funzione della sua vita di relazione oltre che a regolarne la postura dentale, il consenso informato del paziente esclude la colpa del sanitario solo se esso non si limiti alla semplice enumerazione dei possibili rischi ed alla prospettazione delle possibili scelte, ma investa non soltanto la mera riuscita dell’intervento ma anche il giudizio globale su come la persona risulterà all’esito di quest’ultimo.