Source: https://francescosecli.com/2016/02/08/fondo-di-integrazione-salariale-modalita-di-presentazione-delle-domande/
Timestamp: 2018-06-19 16:36:28+00:00
Document Index: 148143336

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 28', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 46', 'art. 3', 'art. 28', 'art. 1', 'art. 31', 'art. 30', 'art. 3', 'art. 26', 'art. 31', 'art. 24', 'art. 15', 'art. 30', 'art. 28', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 26', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 35', 'art. 14']

Fondo di integrazione salariale: modalità di presentazione delle domande – FRANCESCO SECLÌ
L’INPS fornisce le prime indicazioni sull’operatività del Fondo di integrazione salariale
Con la circolare n. 22 del 4 febbraio 2016, l’INPS fornisce le prime indicazioni sull’operatività del Fondo di integrazione salariale nelle more dell’iter procedurale all’esito del quale sarà adottato il decreto interministeriale di cui all’art. 28, comma 4, del D.Lgs. n. 148/2015. Si forniscono, inoltre, le istruzioni per l’inoltro on-line delle istanze di accesso alle nuove prestazioni garantite dal Fondo.
Ricordiamo che il D.Lgs. n. 148/2015, recante disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali, entrato in vigore il 24 settembre 2015, ha previsto, ai sensi dell’art. 28, comma 4, che la disciplina del Fondo residuale, istituito con D.I. n. 79141/2014, a decorrere dal 1° gennaio 2016 è adeguata, con Decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, alle disposizioni del medesimo D.Lgs. n. 148/2015.
L’art. 29 del D.Lgs. n. 148/2015 dispone che, a decorrere dal 1° gennaio 2016, il Fondo residuale assume la denominazione di Fondo di integrazione salariale e che, dalla medesima data, allo stesso si applicano, in aggiunta alle norme che disciplinano il Fondo residuale, le disposizioni contenute nel medesimo art. 29.
L’art. 46, comma 2, a corollario dell’opera di revisione operata dal D.Lgs. n. 148/2015, prevede che a decorrere dal 1° gennaio 2016 sono abrogati i commi 20, 20-bis e 21 dell’art. 3, della legge n. 92/2012 e il D.I. n. 79141/2014.
In attesa della pubblicazione del Decreto di adeguamento del Fondo alla disciplina del D.Lgs. n. 148/2015, di cui al citato art. 28, comma 4, sono pervenute dal Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali le note prot. n. 203 del 14 gennaio 2016 e prot. n. 998 del 18 gennaio 2016, che regolamentano l’operatività del Fondo di integrazione salariale nel regime intertemporale.
Il Fondo di integrazione salariale, pertanto, nel vigente sistema normativo, continua la gestione iniziata dal Fondo residuale, assicurando la medesima funzione di tutela di sostegno del reddito in favore dei lavoratori dipendenti di aziende che non rientrano nel campo di applicazione della normativa in materia di cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria e che non hanno costituito Fondi di solidarietà bilaterali o Fondi di solidarietà bilaterali alternativi di cui, rispettivamente, agli artt. 26 e 27 del D.Lgs. n. 148/2015.
Rispetto al previgente sistema, il Fondo di integrazione salariale, in adempimento della delega contenuta nell’art. 1, comma 2, lett. a), punto 7), della legge 10 dicembre 2014, n. 183, amplia la platea dei beneficiari destinatari delle prestazioni garantite dallo stesso, estendendo il proprio campo di applicazione ai datori di lavoro che occupano mediamente più di cinque dipendenti e garantendo l’assegno di solidarietà di cui all’art. 31 del D.Lgs. n. 148/2015.
Nel caso di datori di lavoro che occupano mediamente più di quindici dipendenti il Fondo garantisce, per una durata massima di 26 settimane in un biennio mobile, l’ulteriore prestazione dell’assegno ordinario di cui all’art. 30 del D.Lgs. n. 148/2015.
1. Prestazioni garantite dal Fondo di integrazione salariale. Termini di presentazione delle domande
1.1 Assegno di solidarietà
1.2 Assegno ordinario
1.3 Neutralizzazione dei termini di presentazione delle domande
2. Operatività del Fondo. Regime intertemporale
Come anticipato il Fondo di integrazione salariale esplica la sua funzione di tutela in costanza di rapporto di lavoro garantendo due tipologie di prestazione, l’assegno di solidarietà e l’assegno ordinario, di importo pari all’integrazione salariale, così come stabilito dall’art. 3 del D.Lgs. n. 148/2015. Le prestazioni sono inoltre soggette alle disposizioni di cui all’art. 26 della legge 28 febbraio 1986, n. 41.
A norma dell’art. 31, del D.Lgs. n. 148/2015, l’assegno di solidarietà è una prestazione garantita a seguito di un accordo collettivo aziendale, stipulato tra i datori di lavoro e le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, che stabilisca una riduzione di orario al fine di evitare o ridurre le eccedenze di personale nel corso della procedura di licenziamento collettivo di cui all’art. 24 della legge n. 223/91, o al fine di evitare licenziamenti plurimi individuali per giustificato motivo oggettivo.
La domanda di assegno ordinario deve essere presentata, sulla base dei criteri esposti nel successivo paragrafo, non prima di 30 giorni e non oltre il termine di 15 giorni dall’inizio della sospensione o riduzione di attività lavorativa.
In caso di presentazione tardiva della domanda, stante l’applicazione del disposto di cui all’art. 15, comma 3, del D.Lgs. n. 148/2015, l’eventuale trattamento di integrazione salariale non potrà aver luogo per periodi anteriori di una settimana rispetto alla data di presentazione (cioè dal lunedì della settimana precedente), ai fini di una corretta rideterminazione delle ore di sospensione il datore di lavoro dovrà comunicare all’Istituto le ore di sospensione effettuate nei periodi non indennizzabili a causa della presentazione tardiva dell’istanza per il tramite del modello allegato alla circolare n. 201/2015 e anch’esso reperibile nell’area download della procedura.
Al fine di rendere fluida la transizione verso il fondo di integrazione salariale, garantendo alle aziende di inoltrare le domande senza soluzione di continuità, assicurando così continuità di reddito ai lavoratori beneficiari, in prima applicazione, ai soli fini della presentazione della domanda, il periodo intercorrente tra la data del 1° gennaio 2016 ed il 4 febbraio 2016 è neutralizzato. Conseguentemente, per gli eventi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa intervenuti nel periodo c.d. neutralizzato, come sopra individuato, la decorrenza dei termini utili per la presentazione delle istanze di accesso all’assegno ordinario (15 giorni) è il 4 febbraio 2016.
Per gli eventi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa verificatisi dal giorno successivo al 4 febbraio 2016, sempre ai fini dei termini di presentazione della domanda, troverà applicazione l’ordinaria disciplina così come disposta dagli art. 30 e 31 del D.Lgs. n. 148/2015.
In particolare, nel richiamato messaggio, è stato specificato che, stante l’abrogazione del D.I. n. 79141/2015 dalla data del 1° gennaio 2016, le domande di accesso all’assegno ordinario garantito dal Fondo residuale potranno essere inoltrate fino alla data del 31 dicembre 2015, o alla data successiva del termine del periodo neutralizzato, individuato nella data del 12 gennaio 2016 (quindicesimo giorno successivo alla data di pubblicazione del messaggio n. 7637/2015).
Con le citate note prot. n. 203 del 14 gennaio 2016 e prot. n. 998 del 18 gennaio 2016, il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha precisato che, nelle more della completa definizione dell’iter procedurale relativo all’adozione del Decreto interministeriale di cui al citato art. 28, comma 4, del D.Lgs. n. 148/2015, la nuova disciplina del Fondo di integrazione salariale, di cui all’art. 29 del medesimo D.Lgs., trova applicazione, a decorrere dal 1° gennaio 2016, nei confronti dei datori di lavoro che risultavano già iscritti al Fondo di solidarietà residuale. Nello specifico, si tratta dei datori di lavoro che occupano mediamente più di quindici dipendenti, che non rientrano nel campo di applicazione della normativa in materia di cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria per i quali, alla data del 31 dicembre 2015, non sono stati istituti Fondi di solidarietà bilaterali o Fondi di solidarietà bilaterali alternativi di cui, rispettivamente, agli artt. 26 e 27 del D.Lgs. n. 148/2015.
Dalla medesima data le aziende così individuate sono tenute a versare le nuove aliquote contributive nella misura indicata dall’art. 29, comma 8, del D.Lgs. n. 148/2015.
Nei confronti dei datori di lavoro che occupano mediamente più di cinque e sino a quindici dipendenti e dei datori di lavoro con più di quindici dipendenti non iscritti al Fondo residuale, ai quali la disciplina dei Fondi di solidarietà è stata estesa in virtù dell’art. 26, comma 7, del D.Lgs. n. 148/2015, e che quindi non avevano obbligo di iscrizione al Fondo residuale, l’applicazione della nuova normativa sarà conseguente all’adozione del decreto interministeriale di cui all’art. 28, comma 4, secondo le modalità stabilite dalla legge e nel decreto medesimo in corso di adozione.
Gli stessi, pertanto, saranno tenuti a versare i contributi dovuti al Fondo, con decorrenza 1° gennaio 2016, solo dopo l’entrata in vigore del citato decreto di cui all’art. 28, comma 4, del D.Lgs. n. 148/2015.
Tale Comitato, a norma dell’art. 29, comma 5, del D.Lgs. n. 148/2015, con riferimento alla platea di beneficiari come sopra individuati e relativamente alle nuove prestazioni garantite dal Fondo di integrazione salariale, dal 1° gennaio 2016 cessa il compito di deliberare in ordine alla concessione degli interventi e dei trattamenti e compiere ogni altro atto richiesto per la gestione delle prestazioni.
Tale compito, a norma dell’art. 29, comma 7, del medesimo D.Lgs., è assunto dalle strutture territoriali dell’INPS competenti in relazione all’unità produttiva che autorizzeranno, quindi, i trattamenti sia di assegno ordinario che di assegno di solidarietà.
Nei confronti delle istanze presentate al Fondo residuale, tale Comitato amministratore continuerà a svolgere tutti i suoi compiti, così come elencati dall’art. 35 del D.Lgs. n. 148/2015, compreso quello di deliberare in ordine alla concessione degli interventi e dei trattamenti e compiere ogni altro atto richiesto per la gestione delle prestazioni.
La domanda è disponibile nel portale INPS www.inps.it nei Servizi OnLine accessibili per la tipologia di utente “Aziende, consulenti e professionisti”, alla voce “Servizi per aziende e consulenti”, opzione “CIG e Fondi di solidarietà”, opzione “Fondi di solidarietà”. Al portale “Servizi per le aziende ed i consulenti” si accede tramite Codice Fiscale e PIN rilasciato dall’Istituto.
I dati non dovranno più essere distinti per qualifica lavoratori, ma è sufficiente indicare il numero totale di lavoratori coinvolti e il numero totale delle ore richieste.
la comunicazione dell’azienda di cui all’art. 14, comma 1, del D.Lgs. n. 148/2015 o il verbale di esame congiunto o l’accordo sindacale (in caso di assegno ordinario);
Inps – Circolare N. 22/2016
FONTE: http://bit.ly/1PJH2si
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Un pensiero riguardo “Fondo di integrazione salariale: modalità di presentazione delle domande”
8 febbraio 2016 alle 10:10