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Spese di divisione sono poste a carico della massa se sono di interesse comune ai condividenti. – Noi Radiomobile™
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Spese di divisione sono poste a carico della massa se sono di interesse comune ai condividenti.
Posted on25 ottobre 2015AuthorNoi RadiomobileLeave a comment	(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza 20 ottobre 2015, n. 21184)
Con ordinanza del 03.12.2013 il Tribunale di Catanzaro, chiamato a pronunciarsi sull’opposizione proposta da L.C. avverso i decreti di liquidazione del compenso spettante all’Ing. P.A. e all’impresa edile Torchia Tommaso & C. sas, nominati rispettivamente direttore ed esecutore dei lavori nell’ambito di un procedimento di esecuzione forzata di sentenza di divisione ereditaria, per essere stati i relativi costi posti interamente a suo carico, respingeva l’opposizione, e per l’effetto confermava tali provvedimenti.
Occorre precisare che, essendo stata depositata la sentenza impugnata il 3 dicembre 2012, il presente ricorso soggiace alla disciplina dell’art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c., introdotta dal D.L. n. 83 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 134 del 2012. In relazione a tale modificazione, le Sezioni Unite di questa Corte hanno avuto modo di affermare che essa introduce nell’ordinamento un vizio specifico denunciabile per cassazione, relativo all’omesso esame di un fatto storico, principale o secondario, la cui esistenza risulti dal testo della sentenza o dagli atti processuali, che abbia costituito oggetto di discussione tra le parti e abbia carattere decisivo (vale a dire che, se esaminato, avrebbe determinato un esito diverso della controversia).
Ne consegue che, nel rigoroso rispetto delle previsioni degli artt. 366, primo comma, n. 6, e 369, secondo comma, n. 4, cod. proc. civ., il ricorrente deve indicare il fatto storico, il cui esame sia stato omesso, il dato, testuale o extratestuale, da cui esso risulti esistente, il come e il quando tale fatto sia stato oggetto di discussione processuale tra le parti e la sua decisività, fermo restando che l’omesso esame di elementi istruttori non integra, di per sé, il vizio di omesso esame di un fatto decisivo qualora il fatto storico, rilevante in causa, sia stato comunque preso in considerazione dal giudice, ancorché la sentenza non abbia dato conto di tutte le risultante probatorie (Cass. S.U. 7 aprile 2014 n. 8053).
Nell’odierno ricorso, la L. ha indicato il fatto storico il cui esame risulta omesso dalla Corte di appello e cioè l’esistenza di una sentenza conclusiva del giudizio di scioglimento della comunione ereditaria intercorso tra le parti, che rappresenta il titolo esecutivo fondante il successivo procedimento di esecuzione, e nella quale la ripartizione delle spese di attuazione della divisione è già individuata e disposta in ragione delle rispettive quote, diversamente da quanto statuito al riguardo dal giudice dell’esecuzione.
Tale circostanza risulta decisiva al fine di verificare la legittimità della liquidazione dei compensi operata dal giudice dell’esecuzione, non potendosi prescindere dall’esame del contenuto del titolo esecutivo per verificarne la completezza e specificità sotto il profilo considerato e la conseguente legittimità dell’interpretazione adottata in sede di esecuzione.
Nella specie, risulta dunque evidente che la Corte d’appello non ha esplicitato le ragioni del proprio convincimento, omettendo di dare conto di tale circostanza e decidendo la controversia in difformità all’accertamento circa le spese di cui alla citata sentenza.
Difatti il giudice dell’esecuzione ha disposto la liquidazione dei compensi in favore degli ausiliari del giudice diversamente dall’apprezzamento, in materia di ripartizione delle spese dell’esecuzione, del giudice cui risale la formazione del titolo esecutivo, adottando un’inammissibile integrazione e modifica di quest’ultimo.
P.Q.M. La Corte, accoglie il ricorso; cassa l’ordinanza impugnata e rinvia al Tribunale di Catanzaro in persona di diverso magistrato, anche per le spese del giudizio di Cassazione. Condividi:Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra)Fai clic qui per condividere su Google+ (Si apre in una nuova finestra)Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra)Fai clic qui per condividere su Pinterest (Si apre in una nuova finestra)Fai clic qui per condividere su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra)Fai clic qui per inviare l'articolo via mail ad un amico (Si apre in una nuova finestra)Mi piace:Mi piace Caricamento...
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