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Timestamp: 2016-10-25 01:24:49+00:00
Document Index: 50577887

Matched Legal Cases: ['art. 260', 'DTF ', 'art. 88', 'DTF ', 'art. 29', 'DTF ', 'art. 29', 'art. 6', 'art. 83', 'DTF ', 'sentenza ', 'DTF ', 'sentenza ', 'art. 88', 'art. 152']

Niccol� Salvioni, Locarno, per denegata e ritardata giustizia nella procedura avviata dal ricorrente dinanzi al Consiglio della magistratura del Cantone Ticino il 9 ottobre 2000, in materia di denuncia contro l'operato di magistrati;
che il 9 ottobre 2000 Felipe Turover ha segnalato al Consiglio della magistratura del Cantone Ticino (CM) e al Procuratore generale della Confederazione un'asserita inattivit� del Ministero pubblico ticinese riguardo a una sua denuncia penale del 1� dicembre 1998;
che nella segnalazione Felipe Turover ha in particolare chiesto di volergli confermare che, con la lamentata inattivit�, la giustizia ticinese non avrebbe sostenuto attivit� criminali ai sensi dell'art. 260ter CP;
che un'eccezione a tale principio � data quando l'annullamento della decisione impugnata non basta a stabilire una situazione conforme alla Costituzione; in particolare, nel caso in cui un ricorso per denegata giustizia si rivelasse fondato, il Tribunale federale pu� invitare l'autorit� a statuire senza indugio (DTF 117 Ib 336 consid. 1b; Walter K�lin, Das Verfahren der staatsrechtlichen Beschwerde, 2a ed., Berna 1994, pag. 402);
che, secondo l'art. 88 OG, il diritto di presentare un ricorso di diritto pubblico spetta ai privati che si trovano lesi nei loro diritti da decisioni che li riguardano personalmente o che rivestono carattere obbligatorio generale, essendo irrilevante la circostanza ch'essi avessero qualit� di parte nella sede cantonale (DTF 123 I 279 consid. 3b, 121 I 267 consid. 2);
che, indipendentemente dalla carenza di legittimazione nel merito, il ricorrente pu� far valere la violazione delle garanzie procedurali che il diritto cantonale o gli art. 29 seg. Cost. gli conferiscono quale parte, semprech� tale inosservanza equivalga a un diniego di giustizia formale (DTF 122 I 267 consid. 1b, 120 Ia 220 consid. 2a);
che il divieto del diniego di giustizia di cui all'art. 29 cpv. 1 Cost. vale per i procedimenti dinanzi alle autorit� giudiziarie e amministrative, per cui non occorre esaminare se, in un caso come il presente, tale garanzia sia conferita anche dagli art. 6 CEDU e 14 Patto ONU II (J�rg Paul M�ller, Grundrechte in der Schweiz, 3a ed., Berna 1999, pag. 504);
che, secondo l'art. 83 LOG, il procedimento disciplinare � avviato dal Consiglio della magistratura d'ufficio o su segnalazione motivata di un'autorit� o di un terzo (cpv. 1), il denunciante non avendo qualit� di parte nel procedimento (cpv. 2);
che in effetti, secondo la giurisprudenza, una procedura disciplinare � volta essenzialmente alla tutela dell'interesse pubblico, garantendo l'ordine e la vigilanza sull' amministrazione; la denuncia di circostanze che giustificherebbero un intervento non basta a conferire qualit� di parte e non permette quindi di esigere una decisione (DTF 109 Ia 252 e rinvii; sentenza del 22 dicembre 1995 nella causa P. consid. 2b, pubblicata in RDAT I-1996, n. 6, pag. 29);
che il ricorrente, quale denunciante, non � leso nei suoi interessi giuridici e non � quindi legittimato a censurare con un ricorso di diritto pubblico un asserito diniego di giustizia formale da parte del Consiglio della magistratura, n� ad impugnare, fatta eccezione per l'eventuale dispositivo sulle spese - caso non realizzato in concreto -, la decisione relativa alla sua segnalazione (DTF 109 Ia 90 seg. , 106 Ia 237 consid. 2; sentenza del 22 dicembre 1995, citata);
che il ricorso deve quindi essere dichiarato inammissibile in applicazione dell'art. 88 OG e che la domanda di assistenza giudiziaria per questa sede ricorsuale non pu� essere accolta, ritenuto che il gravame era sprovvisto di probabilit� di esito favorevole sin dall'inizio (art. 152 cpv. 1 OG).