Source: https://www.entilocali-online.it/dichiarazione-iva-2020-approvato-il-modello-definitivo-e-le-relative-istruzioni-ministeriali/
Timestamp: 2020-02-18 16:10:12+00:00
Document Index: 109696820

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 12', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 13', 'art. 36', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 36', 'art. 10', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 8']

Dichiarazione “Iva/2020”: approvato il Modello definitivo e le relative Istruzioni ministeriali | Enti Locali Online
L’Agenzia delle Entrate, con il Provvedimento 15 gennaio 2020, ha approvato la versione definitiva del Modello “Iva/2020” e del Modello “Iva Base/2020”, con le relative Istruzioni ministeriali, per la Dichiarazione relativa al periodo d’imposta 2019.
E’ possibile consultare i Modelli integrali, sia sul sito dell’Amministrazione finanziaria che sul Quotidiano www.entilocali-online.it.
Non si rilevano particolari novità di interesse per gli Enti Locali rispetto al Modello dello scorso anno, se non l’introduzione del Quadro “VP”, da compilare soltanto nel caso in cui si intenda inviare la Dichiarazione “Iva 2020” prima della scadenza del 28 febbraio 2020, prevista per l’invio della Comunicazione trimestrale Iva riferita al IV trimestre 2019.
Evidenziamo di seguito, per i Quadri di maggior interesse, gli aspetti da ricordare, partendo appunto dalla novità del Quadro “VP”.
Quadro “VP”
Il Quadro è riservato ai contribuenti che intendono avvalersi della facoltà, prevista dall’art. 21-bis del Dl. n. 78/2010, come modificato dall’art. 12-quater del Dl. n. 34/2020, di comunicare con la Dichiarazione annuale i dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche relative al IV trimestre.
In tal caso infatti, la Dichiarazione Iva deve essere presentata entro il mese di febbraio.
Il presente Quadro pertanto non può essere compilato qualora la Dichiarazione sia presentata successivamente a tale termine.
Qualora il contribuente intenda inviare, integrare o correggere, i dati omessi, incompleti o errati, occorre compilare:
– il Quadro “VP”, se la Dichiarazione è presentata entro il 28 febbraio (in tal caso, non va compilato il Quadro “VH” in assenza di dati da inviare, integrare o correggere relativamente ai trimestri precedenti al quarto);
– il Quadro “VH”, se la Dichiarazione è presentata oltre il 28 febbraio.
In linea generale, per le modalità di compilazione del Quadro e per l’individuazione dei dati da indicare nei righi che lo compongono, le Istruzioni ministeriali rinviano a quelle per la compilazione del Modello di Comunicazione liquidazioni periodiche Iva.
Le Istruzioni evidenziano infine che la compilazione di più Moduli a causa della presenza di più Quadri “VP” non modifica il numero di Moduli di cui si compone la Dichiarazione da indicare sul Frontespizio.
Quadro “VE”
Nella Sezione 4, il rigo “VE38” (“Operazioni effettuate nei confronti dei soggetti di cui all’art. 17-ter”) espone le operazioni effettuate, oltre che nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni, anche nei confronti di tutti i soggetti rientranti nell’obbligo di ricevere fatture in “split payment”, indicati dal comma 1-bis dell’art. 17-ter.
Quadro “VF”
Coerentemente con le novità introdotte dall’art. 2 del Dl. n. 50/2017, negli artt. 19 e 25 del Dpr. n. 633/1972, in merito ai termini per esercitare il diritto alla detrazione dell’Iva sugli acquisti, è stata abolita la previsione che in tale Quadro debbano essere inserite esclusivamente le fatture annotate nell’anno 2019, in quanto possono esservi inserite anche le fatture riferite ad acquisti effettuati nel 2019 ma annotate nei registri 2020 antecedentemente alla data di presentazione della Dichiarazione “Iva 2020”.
Si rimanda al riguardo alla Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 1/E del 2018.
Quadro “VJ”
Il rigo “VJ18” (“Acquisti dei soggetti di cui all’art. 17-ter”) espone gli acquisti effettuati, oltre che dalle Pubbliche Amministrazioni, anche dai soggetti elencati nel comma 1-bis dell’art. 17-ter (“split payment”), in coerenza con la modifica inserita nel rigo “VE38”.
Quadro “VH”
Il Quadro “VH” deve essere compilato esclusivamente qualora si intenda inviare, integrare o correggere i dati omessi, incompleti o errati nelle Comunicazioni delle liquidazioni periodiche Iva, inviate trimestralmente (Quadro “VP”) e solo qualora la Dichiarazione Iva venga inviata dopo il 28 febbraio 2020. In tal caso ci si dovrà preoccupare anche delle sanzioni da ravvedimento da versare, tramite Modello “F24”, Codice-tributo 8911 (vedasi Risoluzione Agenzia Entrate n. 104/E del 2017).
Inoltre, si ricorda quanto segue.
I righi da “VH1” a “VH16” devono essere compilati indicando i dati (Iva a credito ovvero Iva a debito) risultanti dalle liquidazioni periodiche eseguite.
Per quanto riguarda la compilazione dei righi “VH15” e “VH16, le Istruzioni precisano che deve essere indicato il risultato della relativa liquidazione sottraendo l’ammontare dell’acconto eventualmente dovuto.
L’importo da indicare nel campo “debiti” di ogni rigo del presente quadro corrisponde all’Iva dovuta per ciascun periodo (anche se non effettivamente versata). Tale importo coincide con l’ammontare dell’Iva indicato, o che avrebbe dovuto trovare indicazione, nella colonna 1 del rigo “VP14” del Modello di Comunicazione delle liquidazioni periodiche Iva.
I contribuenti che hanno effettuato le liquidazioni trimestrali per opzione devono indicare i dati relativi alle liquidazioni periodiche nei righi “VH4”, “VH8” e “VH12” (non il “VH16” in quanto l’Iva dovuta o a credito per il quarto trimestre da tali soggetti deve essere computata ai fini del versamento in sede di dichiarazione annuale). Qualora l’importo dovuto non superi il limite di Euro 25,82, comprensivo degli interessi dovuti dai contribuenti trimestrali, il versamento non deve essere effettuato. Detto importo deve essere comunque indicato nel campo debiti del rigo corrispondente al periodo di liquidazione. Conseguentemente, il debito d’imposta deve essere riportato nella liquidazione periodica immediatamente successiva (vedi rigo “VP7” del Modello di Comunicazione delle liquidazioni periodiche Iva). Nel rigo “VH17” occorre riportare l’ammontare dell’acconto dovuto indicato, o che avrebbe dovuto trovare indicazione, nel rigo “VP13” del Modello di Comunicazione delle liquidazioni periodiche Iva. La casella “Metodo” deve essere compilata indicando il codice relativo al metodo utilizzato per la determinazione dell’acconto, ovvero: “1” storico, “2” previsionale, “3” analitico – effettivo, “4” soggetti operanti nei Settori delle Telecomunicazioni, Somministrazione di acqua, Energia elettrica, Raccolta e smaltimento rifiuti, ecc.
Quadro “VL”
Nella Sezione 3, ricordiamo il rigo “VL30” (“Ammontare Iva periodica”), composto da 3 campi, e nello specifico:
nel campo 2 occorre indicare l’ammontare complessivo dell’Iva periodica dovuta; tale importo corrisponde alla somma degli importi dell’Iva indicati nella colonna 1 del rigo “VP14” del Modello di Comunicazione delle liquidazioni periodiche Iva relative al 2019 (senza considerare gli importi già indicati nella colonna 1 del rigo “VP14”ma non versati in quanto non superiori a Euro 25,82). A tale ammontare va sommato anche l’importo dell’acconto dovuto indicato nel rigo “VP13” del predetto Modello. In caso di Comunicazioni periodiche omesse o errate, indicare gli importi inseriti nel Quadro “VH” o nel Quadro “VP” (vedi le sopra riportate indicazioni al riguardo);
nel campo 3 occorre indicare il totale dei versamenti periodici, compresi l’acconto Iva e gli interessi trimestrali, nonché l’imposta versata a seguito di ravvedimento di cui all’art. 13 del Dlgs. n. 472/1997, relativi al 2019. Si precisa che l’ammontare complessivo dei versamenti periodici risulta dalla somma dei dati Iva riportati nella colonna “Importi a debito versati” della “Sezione erario” dei Modelli di pagamento “F24” e “F24EP”, anche se non effettivamente versati a seguito di compensazione con crediti relativi ad altri tributi (o anche ad Iva), contributi e premi;
Il Modello di Dichiarazione “Iva 2020” ha struttura modulare ed è costituito da:
il “Frontespizio”, composto di 2 facciate;
un Modulo, composto di più Quadri, che va compilato da tutti i soggetti per indicare i dati contabili e gli altri dati relativi all’attività svolta.
Gli Enti Locali con contabilità separate (art. 36) devono presentare il “Frontespizio” ed un Modulo per ogni contabilità separata.
I Quadri (“VH”), (“VN”), (“VP”), VT”, “VX” e (“VO”), nonché la Sezione 2 del Quadro “VA”, e le Sezioni 2 e 3 del Quadro “VL”, devono essere compilati una sola volta sul primo Modulo, indicandovi i dati riepilogativi di tutte le attività (tra parentesi i Quadri la cui compilazione potrebbe non risultare necessaria per alcuni contribuenti).
Nella particolare ipotesi in cui il contribuente abbia applicato, anche se in periodi diversi dell’anno, per effetto di specifiche disposizioni, regimi differenti d’imposta (ad esempio: regime normale Iva e regime speciale dell’agricoltura), è necessario compilare più Moduli per indicare distintamente le operazioni relative a ciascun regime (vedi anche le Istruzioni sul Quadro “VF”).
Inoltre, per ogni Modulo compilato occorre barrare le caselle (in calce al Quadro “VL”) relative ai Quadri compilati.
Termini e modalità di presentazione della Dichiarazione
In base all’art. 8, del Dpr. n. 322/1998, la Dichiarazione Iva relativa all’anno 2019 deve essere presentata nel periodo compreso tra il 1° febbraio e il 30 aprile 2020.
Il Dpr. n. 322/1998 non prevede un termine di consegna della Dichiarazione agli Intermediari che dovranno poi provvedere alla trasmissione telematica, ma viene unicamente stabilito il termine entro cui le Dichiarazioni devono essere presentate telematicamente all’Agenzia delle Entrate.
Si rammenta che, ai sensi degli artt. 2 e 8 del Dpr. n. 322/1998, le Dichiarazioni presentate entro 90 giorni dalla scadenza dei suddetti termini sono valide, salvo l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge (pari ad Euro 25 per le Dichiarazioni cosiddette “tardive” ma non omesse), mentre quelle presentate con ritardo superiore a 90 giorni si considerano omesse sì ma costituiscono comunque titolo per la riscossione dell’Imposta che ne risulti dovuta.
Per la consultazione delle informazioni relative alle sanzioni ed al “ravvedimento” riguardanti gli adempimenti dichiarativi, si rimanda al sito internet dell’Agenzia delle Entrate www.agenziaentrate.gov.it.
La Dichiarazione, da presentare esclusivamente per via telematica all’Agenzia delle Entrate, può essere trasmessa direttamente o tramite un Intermediario abilitato ai sensi dell’art. 3, comma 2, del Dpr. n. 322/1998, tramite altri soggetti incaricati (per le Amministrazioni).
La Dichiarazione si considera presentata nel giorno in cui è conclusa la ricezione dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrate. La prova della presentazione della Dichiarazione è data dalla comunicazione attestante l’avvenuto ricevimento dei dati, rilasciata sempre per via telematica.
In primo luogo, merita ricordare le novità conseguenti alle disposizioni normative in vigore fin dal 1° gennaio 2015 su “split payment” e “reverse charge”. Facciamo riferimento ai righi “VE38” ed ai righi “VJ16” e “VJ18, con le modifiche formali in precedenza già indicate, conseguente all’estensione del perimetro applicativo della “scissione dei pagamenti” dal 1° luglio 2017.
Inoltre, ricordiamo il Quadro “VN”, riservato ai soggetti che hanno presentato nell’anno 2018 Dichiarazioni “integrative a favore” ai sensi dell’art. 8, comma 6-bis, del Dpr. n. 322/1998, comma introdotto dall’art. 5 del Dl. n. 193/2016, convertito con modificazioni dalla Legge n. 225/2016, oltre il termine prescritto per la presentazione della Dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo a quello di riferimento delle Dichiarazioni integrative. Nel Quadro va esposto l’anno cui si riferisce la Dichiarazione “integrativa a favore” presentata e l’importo del credito derivante dal minor debito o dalla maggiore eccedenza detraibile risultante. In pratica, nel presente Modello sono riportabili – se le rispettive Dichiarazioni Iva sono state oggetto di re invio entro il 31 dicembre 2019 – le annualità 2014-2015-2016-2017, mentre l’annualità 2018 non deve essere riportata trattandosi dell’anno riferito alla Dichiarazione “Iva 2019”, relativa al periodo di imposta antecedente all’anno 2019.
In conseguenza di quanto sopra, nel rigo “VL11” occorre indicare il credito derivante dal minor debito o dalla maggiore eccedenza detraibile risultante dalle Dichiarazioni “integrative a favore” presentate nel 2019 ai sensi del comma 6-quater, dell’art. 8 del Dpr. n. 322/1998.
Tra le principali conferme, di interesse per gli Enti Locali, rammentiamo la previsione, all’interno del “Frontespizio”, dell’apposito Quadro relativo alla sottoscrizione dell’Organo di controllo nel caso in cui si intendano compensare, in modo “orizzontale”, crediti Iva maturati per un ammontare superiore a Euro 5.000 annui, in considerazione dei nuovi vincoli imposti a decorrere dal 1° gennaio 2010 dall’art. 10 del Dl. n. 78/2009 e tenuto conto della nuova soglia prevista dall’art. 3 del Dl. n. 50/2017, convertito con modificazioni dalla Legge n. 96/2017.
Per quanto concerne la sottoscrizione dell’Organo di revisione, ricordiamo che, qualora un contribuente decida, prima della presentazione della Dichiarazione “Iva 2020”, di compensare in modo “orizzontale” la parte di credito Iva maturata nel 2018 (potendo così superare il limite di Euro 5.000), dovrà riportare tali compensazioni nel rigo “VL9”, anche se avvenute nel corso dell’anno 2019 (avendo indicato, nei Modelli “F24”, a fianco del codice-tributo 6099, l’anno 2018). Se invece il contribuente decide, prima della presentazione della Dichiarazione “Iva 2020”, di procedere a compensazioni “orizzontali” del credito Iva maturato nel 2019 mantenendosi sotto il suddetto limite, dette compensazioni verranno evidenziate nella Dichiarazione “Iva 2021” (avendo indicato, nei Modelli “F24”, a fianco del codice tributo “6099”, l’anno 2019). Lo stesso concetto vale per le eventuali compensazioni “orizzontali” che saranno effettuate dopo l’invio della Dichiarazione “Iva 2020” (potendo così superare il limite annuo di Euro 5.000 se “vistate” oppure sottoscritte dall’Organo di controllo), qualora riferite al credito maturato nel 2019.
Atteso quanto sopra, nel caso in cui il contribuente decida di procedere a compensazioni “orizzontali” del credito Iva maturato nel 2019 oltre l’ammontare di Euro 5.000 annui, dovrà necessariamente inviare la Dichiarazione “Iva 2020” (per superare il vincolo dei Euro 5.000 annui) facendola sottoscrivere, oltre che dal rappresentante legale o dal rappresentante negoziale, anche dai soggetti che esercitano il controllo contabile, in alternativa a far apporre il “visto di conformità” da un professionista abilitato. Per espressa previsione dell’art. 10, comma 7, del citato Dl. n. 78/2009, la sottoscrizione da parte dell’Organo di revisione comporta “l’attestazione dell’esecuzione dei controlli di cui all’art. 2, comma 2, del Decreto n. 164/1999”, ovvero dei medesimi controlli che effettuano i soggetti che appongono il “visto di conformità” (si rimanda anche ai chiarimenti forniti dalla Risoluzione Entrate n. 90/2010).
Relativamente ai controlli previsti dall’art. 2, comma 2, del citato Decreto n. 164/1999, ricordiamo che, in via generale, tale controllo presuppone, ai fini dell’Iva:
della corrispondenza dei dati esposti nelle scritture contabili alla relativa documentazione.
Nel Quadro “VL”, nel rigo “VL8” deve essere indicato il predetto credito e, nel rigo “VL9”, il relativo utilizzo in compensazione nel Modello “F24”. Nel rigo “VL25” (“eccedenza credito anno precedente”) deve essere riportata l’eventuale differenza positiva tra gli importi dei righi “VL8” e “VL9” della Sezione 2.
Si ricorda poi il Quadro “VT”, da compilare anche a cura degli Enti Locali, o nell’unico Modulo n. 01 (codice attività 84.11.10), ovvero nel Modulo principale n. 01 (codice attività 84.11.10), nel caso di contabilità separate ex art. 36 del Dpr. n. 633/1972, riepilogando i dati relativi agli altri Moduli. Relativamente alla ripartizione delle operazioni imponibili tra consumatori finali e soggetti Iva, le Istruzioni suggeriscono di far riferimento alle modalità di certificazione dei corrispettivi di cui agli artt. 21 e 22 del Dpr. n. 633/1972 (fatture, scontrini, ricevute, ecc.) o, comunque, ad ulteriori criteri che consentano di qualificare l’operazione ai predetti fini.
Più nel dettaglio, nel caso degli Enti Locali, riteniamo che tra le operazioni imponibili effettuate nei confronti dei consumatori finali debbano essere ricomprese, ad esempio, le rette del Servizio “Refezione scolastica”, o le rette per il “Trasporto scolastico”, non considerando invece le rette “Asilo nido”, in quanto esenti Iva ex art. 10, comma 1, n. 21), Dpr. n. 633/1972. E’ chiaro che, in caso di contabilità separate ex art. 36, Dpr. n. 633/1972, se le operazioni imponibili riferite ad un certo Servizio sono effettuate per la totalità nei confronti, rispettivamente, o di consumatori finali o di soggetti Iva, il dato da inserire nel Quadro “VT” (caselle 1 e 3, ovvero caselle 1 e 5) corrisponde sostanzialmente a quello risultante dal rigo “VE23”, colonna 1, del medesimo Modulo Iva.
Precisiamo poi che gli Enti Locali sono chiamati ad indicare, nell’Intercalare principale di più Intercalari riferiti a varie attività (o nell’unico intercalare), il codice attività 84.11.10 (riferito all’attività generica delle Pubbliche Amministrazioni), e che maggiore attenzione deve essere posta nel caso di tenuta di contabilità separate ex art. 36 del Dpr. n. 633/1972 e conseguente presentazione di più intercalari Iva, ciascuno con uno specifico codice attività. In tal caso, soltanto nell’intercalare principale (codice attività 84.11.10) occorrerà compilare i Quadri (“VH”), “VL” Sezione 2 e 3, (“VN”), (“VP”), “VT”, “VX” e (“VO”).
Ricordiamo che la Dichiarazione Iva deve essere presentata da parte degli Enti Locali “in via autonoma” ed esclusivamente per via telematica.
Come già sopra accennato, in base all’art. 8 del Dpr. n. 322/1998, la Dichiarazione “Iva 2020”, relativa all’anno 2019, deve essere presentata al massimo entro il 30 aprile 2020.
Per quanto concerne invece il versamento dell’eventuale saldo Iva a debito riferito all’anno d’imposta 2019, questo scade il 16 marzo 2020, salvo opzione per la rateizzazione (con rate di pari importo, da versare entro il 16 di ogni mese ed al massimo entro il 16 novembre, incrementando sempre ciascuna rata successiva dello 0,33%, come stabilito dal Dm. 21 maggio 2009) e deve essere effettuato mediante utilizzo del Modello “F24EP” (codice tributo “619E”, oppure codice tributo “6099” per chi utilizza invece il Modello “F24” ordinario), da presentare telematicamente direttamente dagli Enti pubblici attraverso i canali Entratel o Fisconline.
Con il Decreto datato 8 marzo 2019 e pubblicato sulla G.U. n. 71 del 25 marzo 2019, emanato dal Ministero
“Decreto Sicurezza”: le novità introdotte dal Dl. n. 113/2018 di interesse per gli Enti Locali
E’ stato pubblicato sulla G.U. n. 231 del 4 ottobre 2018 il Dl. n. 113 del 4 ottobre 2018, contenente