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Timestamp: 2020-08-14 20:52:42+00:00
Document Index: 83584214

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 18', 'art. 13', 'art. 18', 'art. 13', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 26803 del 22/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26803 del 22/12/2016
Cassazione civile, sez. lav., 22/12/2016, (ud. 11/10/2016, dep.22/12/2016), n. 26803
sul ricorso 8175-2011 proposto da:
ROMA, VIA CAVOUR 221, presso lo studio dell’avvocato FABIO FABBRINI,
che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato LEOPOLDO
SPEDALIERE, giusta delega in atti;
avverso la sentenza n. 6876/2010 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,
depositata il 16/12/2010 R.G.N. 11111/2009;
CELESTE Alberto, che ha concluso per la rimessione Sezioni Unite, in
Con sentenza del 16 dicembre 2010, la Corte d’Appello di Napoli, confermava la decisione resa dal Tribunale di Napoli e rigettava la domanda proposta da A.S. nei confronti della Circumvesuviana S.r.l., avente ad oggetto il riconoscimento, per ogni turno giornaliero anche effettuato nella stessa giornata, del diritto alla corresponsione dell’indennità di “agente unico” con rilascio di biglietti, in misura complessiva pari a quaranta minuti della retribuzione oraria contrattuale dovuta ai conducenti di linea-agenti di movimento-operatori di esercizio con tre scatti di anzianità come rivalutata dai rinnovi del CCNL Autoferrotranvieri e raddoppiata per la prestazione di doppio turno e la condanna al pagamento delle relative spettanze per gli anni 2005/2006.
La decisione della Corte territoriale discende dall’aver questa ritenuto l’indennità di agente unico ricomprese, ai sensi dell’art. 18 dell’Accordo nazionale del 2/10/1989 e dell’art. 13 del CCNL Autoferrotranvieri del 1995, tra quelle congelate in cifra fissa e come tale sganciata dalla previsione originaria che la voleva rapportata ai venti o quaranta minuti, se con rilascio di biglietti (fattispecie quest’ultima poi integralmente ridisciplinata, così da rendere comunque infondata la relativa pretesa), della retribuzione spettante ad un autista di 7^ livello con tre scatti di anzianità ed in ogni caso escluso il raddoppio dell’indennità in caso di doppio turno giornaliero per essere la medesima correlata non al singolo turno bensì alla sola presenza giornaliera in servizio.
Per la cassazione di tale decisione ricorre l’ A., affidando l’impugnazione a due motivi, cui resiste, con controricorso, la Società.
Con il primo motivo, il ricorrente, nel denunciare la violazione e falsa applicazione delle regole di ermeneutica contrattuale in relazione alle lettera ed alla ratio delle disposizioni recate dall’art. 18 dell’Accordo nazionale del 2.10.1989 e dell’art. 13 del CCNL Autoferrotranvieri del 1995 nonchè l’illogicità e la contraddittorietà della motivazione, lamenta l’erroneità della lettura delle predette disposizioni volta a ritenere operante anche con riguardo all’indennità di agente unico il congelamento in cifra fissa ivi previsto, con le eccezioni tassativamente elencate, per i “compensi nazionali e aziendali eventualmente espressi in cifra fissa”, non potendo la predetta indennità essere ricondotta a quella definizione, risultando altresì la medesima destinata a compensare la maggiore gravosità della prestazione assegnata ed infine per l’incoerenza di tale conclusione con il dato per cui ad un adeguamento dell’indennità l’Azienda era pervenuta già sotto la vigenza dell’Accordo del 2.10.1989.
Relativamente agli accordi non sussumibili nell’ambito dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, va richiamato il principio affermato da questa Corte (vedi, da ultimo Cass. n. 5461/2016), secondo cui, ai fini della censura concernete la violazione dei canoni ermeneutici, non è sufficiente l’astratto riferimento alle regole legali di interpretazione dei contratti, ma è necessaria la specificazione dei canoni in concreto violati, con la precisazione del modo e delle considerazioni attraverso i quali il giudice se ne è discostato.
Peraltro ed anche con riferimento agli accordi viceversa sussumibili nell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, gli approdi cui è pervenuta la Corte territoriale appaiono coerenti con i principi affermati da questa Corte in numerosi arresti (cfr. da ultimo Cass. n. 20338/2016 ma già, in termini più ampi, ex multis, Cass. ord. n. 21075/2014), in base ai quali, l’agente unico, ossia il conducente di mezzi pubblici, dipendente da società concessionarie di trasporti pubblici il quale – in forza di fonti normative e deliberative regionali – sia addetto anche al rilascio dei biglietti con incasso del corrispettivo, non ha diritto ad adeguamenti dell’indennità per il doppio incarico ulteriori rispetto a quelli già adottati in ambito aziendale, atteso il congelamento disposto dal punto 18 dell’accordo nazionale 2.10.1989 e dall’art. 13 dell’accordo nazionale dell’11.4.1995, che devono essere concretamente applicati stante la dimensione trascendente l’ambito locale e regionale che connota il sistema “ad agente unico” ed il relativo compenso; in effetti, per la determinazione dell’indennità di “agente unico” spettante ai dipendenti, con mansioni di autista ed addetti anche al rilascio dei biglietti, delle società concessionarie nella regione Campania, le clausole dei citati accordi nazionali del 1989 e del 1995 vanno interpretate nel senso che il valore dell’indennità in questione resta congelato in cifra fissa rientrando l’indennità medesima tra i compensi esclusi dall’adeguamento viceversa previsto per le sole voci espressamente indicate dalle stesse clausole, non rilevando in senso contrario, nè il non essere quell’indennità espressa in percentuale, stante l’idoneità delle previsioni collettive ad includere forme affini di crescita, quale appunto quella parametrica nè il carattere meramente locale, ovvero nè nazionale nè aziendale, del sistema ad agente unico, inscrivendosi questo tra le misure devolute alla contrattazione aziendale in funzione del conseguimento di incrementi di produttività e comunque in ragione del suo fondamento negoziale collettivo; l’indennità di “agente unico” è predeterminata dalla contrattazione collettiva in rapporto alla giornata lavorativa, sicchè non è consentito nessun riproporzionamento dell’emolumento in caso di espletamento di un doppio turno di servizio, in quanto l’articolazione della giornata in più turni e la loro gravosità può avere rilevanza solo nel caso in cui il compenso sia legato al singolo turno ovvero all’orario di lavoro, ma non anche rispetto al mero protrarsi dell’orario nella stessa giornata di presenza, ancorchè in turni diversi.