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Timestamp: 2020-08-12 19:10:27+00:00
Document Index: 35437972

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 348']

Sentenza Cassazione Civile n. 10976 del 05/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10976 del 05/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 05/05/2017, (ud. 15/03/2017, dep.05/05/2017), n. 10976
sul ricorso 6524/2016 proposto da:
C.O., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA CAMESANA 46,
presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE CAPOZZOLI, rappresentata e
difesa dagli avvocati CARMINE D’ANDREA e FRANCO CARDIELLO;
avverso la sentenza n. 7918/4/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
Con sentenza in data 13 luglio 2015 la Commissione tributaria regionale della Campania, sezione distaccata di Salerno, respingeva l’appello proposto da C.O. avverso la sentenza n. 653/10/13 della Commissione tributaria provinciale di Salerno che ne aveva respinto il ricorso contro l’avviso di accertamento IRPEF ed altro 2008. La CTR osservava in particolare che la contribuente non aveva adeguatamente controprovato le risultanze derivanti dall’applicazione del “redditometro” per l’annualità fiscale de qua.
Con l’unico mezzo dedotto – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 – la ricorrente lamenta insufficiente/contraddittoria pronuncia su un fatto decisivo controverso, poichè la CTR ha disatteso la propria principale allegazione difensiva ossia che le spese imputate a redditometro fossero state sostenute dal proprio convivente, titolare di reddito di impresa.
Trattandosi di “doppia conforme”, il mezzo proposto, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, non è proponibile ai sensi dell’art. 348 ter c.p.c., commi 5 e 4, ed è altresì inammissibile perchè dopo la “novella” della prima disposizione codicistica può denunziarsi vizio motivazionale soltanto in relazione all'”omesso esame” di un fatto decisivo controverso e non un esame “insufficiente/contraddittorio” come lamentato dalla ricorrente.
Del resto la ricorrente non ha assolto l’onere di allegare e dimostrare che le sentenze di primo e di secondo grado si fondino su “ragioni” diverse relativamente alle “questioni di fatto” oggetto della lite (cfr. in tal senso, Sez. 2, Sentenza n. 5528 del 10/03/2014, Rv. 630359-01).
La Corte dichiara inammissibile il ricorso; condanna la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità che liquida in Euro 4.100 oltre spese prenotate a debito.