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Timestamp: 2018-01-22 08:05:46+00:00
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Ecco la Thyssen:Legami d’acciaio per sette, per mille, per milioni. Sicurezza per tutti. Condanna per i RapinPadroni. « t a s t o r o s s o
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Ecco la Thyssen:Legami d’acciaio per sette, per mille, per milioni. Sicurezza per tutti. Condanna per i RapinPadroni.
Sette stelle sovrastano la testata della associazione “Legami d’Acciaio” che appare in video se provate a cercare sul web “legamidacciaio.it”. E’ una associazione che vi consente di avere anche una casella di posta. Ad esempio io ne ho una e ne vado orgoglioso. E’ una associazione che è sovrastata dall’idea della solidarietà; del legame ferreo che c’è tra lavoratori, in particolare tra quei lavoratori che svolgono mansioni dure. Fisicamente. Per le turnazioni. Per le strutture oggettivamente un po’ retrò. E’ una associazione che, fa sentire concreto il vocabolo compagni. Perché lo riecheggia agli albori del suo significato: cum panis. Cioè le persone con le quali guadagni e ti dividi il pane. Quindi sia in senso produttivo che in senso solidaristico. Le sette stelle e l’associazione, però, originano non in ambito solidaristico “normale”. No, hanno visto la luce subito dopo il 6 dicembre del 2007 quando sette operai, mano a mano (perché per alcuni c’è stato anche lo strazio di un coma lungo e doloroso), hanno perso la vita nel rogo della Thyssen Krupp.
La Tela-manifesto simbolo della memoria del rogo alla Thyssen del 6 dicembre 2007
Per questo abbiamo organizzato, attorno alla notizia di oggi, la condanna a 16 anni e mezzo di Herald Espenhahn, Amministratore Delegato della Thyssen, la cronaca, e la richiesta articolata dall’attento giudicie del lavoro Guariniello che ha proposto le pene per conto dell’accusa. Quindi abbiamo proposto le dichiarazioni dell’azienda che reputa incomprensibile la condanna. Ed abbiamo riportato il pianto liberatorio ed il commento dell’unico operaio sopravvissuto, oggi parlamentare del PD, Antonio Boccuzzi. Infine, abbiamo proposto una mail del PD Marconi di Roma, alla quale non abbiamo voluto evitare una nostra valutazione.
1. Omicidio volontario, condanna ad Thyssen
In rogo morirono 7 operai
(ANSA) – TORINO, 15 APR – La Corte di Assise di Torino ha riconosciuto l’omicidio volontario con dolo eventuale per i sette morti del rogo alla Thyssenkrupp. L’amministratore delegato dell’azienda, Herald Espenhahn, e’ stato condannato a 16 anni e mezzo di reclusione.
PM, il giudice Guariniello al processo Thyssen
Affollata l’aula per la lettura della sentenza: numerosi i familiari delle vittime, che hanno indossato le t-shirt con i volti dei loro cari.
2. Thyssen, chiesti sedici anni e mezzo per Amministratore Delegato.
TORINO – La condanna a 16 anni e mezzo di reclusione dell’amministratore delegato Herald Espenhahn è stata chiesta dall’accusa al processo Thyssenkrupp. Il reato ipotizzato, per la prima volta in un caso di incidente sul lavoro, è omicidio volontario con dolo eventuale.
Anche per la società Thyssenkrupp, chiamata in causa come persona giuridica, ci sono state delle richieste di pena da parte del pm Raffaele Guariniello: il magistrato ha proposto una sanzione pecuniaria di un milione e mezzo di euro, l’esclusione da agevolazioni e sussidi nonché la revoca di quelli in corso e il divieto di pubblicizzare i propri prodotti per un anno. Un’altra sanzione è la pubblicazione per intero della sentenza su grandi giornali di risonanza internazionale.
Il pm Guariniello ha poi chiesto la trasmissione degli atti per procedere per falsa testimonianza contro tre persone, e per procedere per omissione volontaria di cautele contro gli incidenti a carico di una quarta. Se la richiesta verrà accolta ci sarà dunque un’inchiesta bis per le violazioni delle norme in materia di sicurezza che si aggiungerà al procedimento, già in corso con una decina di indagati, per le testimonianze non genuine rese in aula. A questo proposito il pm ha detto di non avere “mai vista una cosa del genere”. “Non è stato un episodio isolato ma una strategia di più persone che si è protratta per mesi”, ha aggiunto. L’ombra delle omissioni di cautele e dell’omicidio colposo riguarda uno dei consulenti dela Thyssenkrupp, Berardino Queto.
La Regione Piemonte ha chiesto un risarcimento di sei milioni di euro al processo Thyssenkrupp, dove è costituita parte civile. L’avvocato Cosimo Maggiore ha parlato di “tradimento” e di “offesa” a valori fondamentali. Il processo è stato aggiornato al 17 dicembre per gli interventi di altre parti civili.
I familiari degli operai morti alla Thyssen, durante il processo
3. ThyssenKrupp: condanna incomprensibile
(IAMM) TORINO 15 Apr – La ThyssenKrupp emette un comunicato con il quale giudica
“incomprensibile e inspiegabile” la condanna dell’Ad Espenhahn in primo grado per “omicidio con doloeventuale” e annuncia che ricorrerà in appello. Con il comunicato la Thyssen esprime ai familiari delle vittime “il suo più profondo cordoglio e rinnova il suo grande rammarico per il tragico infortunio”
SACCONI: “La sentenza ha accolto il solido impianto accusatorio e costituisce un rilevante precedente.” E il commento del Ministro del Lavoro Sacconi alla sentenza di condanna della Corte d’Appello di Torino per il rogo Thyssen. “Essa dimostra peraltro che l’assetto sanzionatorio disponibile è adeguato anche nel caso delle violazioni più gravi . – aggiunge il Ministro Sacconi – La tragedia impone soprattutto una più diffusa ed efficace azione preventiva, perché anche la sentenza più rigorosa non può compensare la perdita di vite umane e il grande dolore che ha prodotto”.
La sentenza: La Corte di Assise di Torino presieduta da Maria Iannibelli ha deciso che vi fu l’omicidio volontario con dolo eventuale per i sette operai morti nel rogo alla ThyssenKrupp il 6 dicembre 2007. Herald Espenhahn, amministratore delegato dell’azienda, è stato condannato a 16 anni e mezzo di reclusione per omicidio volontario in linea con la richiesta dei pm Raffaele Guariniello, Francesca Traverso e Laura Longo.
Tutti colpevoli anche gli altri dirigenti dell’acciaieria. La sentenza è stata pronunciata in una aula affollata con i parenti delle vittime che indossavano la magliette con i volti dei loro cari.
4. Thyssen, “Chi ha sbagliato paga”
Parla unico sopravvissuto al rogo
Ansa 22:57 – In lacrime, l’unico sopravvissuto al rogo della ThyssenKrupp del 6 dicembre 2007, Antonio Boccuzzi, ha dedicato la sentenza di condanna de idirigenti “a tutti i morti di quella notte, a chi ha perso la vita sul posto di lavoro e a mia madre che è scomparsa da poco. E’ stata fatta giustizia, chi ha sbagliato ha pagato”. La condanna “è un risarcimento morale importante e dovuto a tutti i familiari”.
Alla lettura della sentenza i parenti delle vittime si stringono in abbracci, qualcuno piange, qualcuno applaude, qualcun altro resta immobile, quasi impassibile ad ascoltare il lunghissimo dispositivo. “E’ andata bene – dice Grazia, la mamma di Rosario Rodinò – e ringrazio il dottor Guariniello per il lavoro fatto, è stato bravissimo. Speravo in questa sentenza, ma non me la aspettavo. Adesso cercherò di andare avanti: mio figlio non lo riavrò più, ma gli avevo promesso giustizia e ho fatto di tutto perché fosse così”. “Forse – aggiunge – è stata scritta una pagina di storia, ma non riesco a pensare ad altro che a mio figlio. Questa condanna per loro – spiega riferendosi agli imputati – è ancora poco, dato che loro sono ancora vivi e mio figlio è in un buco. Adesso ho ancora la speranza nella giustizia di Dio”.
“E’ stata una condanna esemplare – aggiunge Isa Pisano, madre di Roberto Scola – che abbiamo atteso per tanto tempo. Purtroppo, il nostro dolore non finirà mai. Al dottor Guariniello dico grazie mille volte”.
Tra i pochi a rimanere impassibili alla lettura della sentenza, indossando una maglietta nera che chiede “condanne esemplari” nei confronti degli imputati, è Antonino Santino, padre di Bruno. “Se le pene fossero state più severe – dice – sarebbe stato ancora meglio. E’ stata fatta una buona parte di giustizia, ma non ancora tutta. Per me sarebbe stata più appropriata una condanna all’ergastolo. Il dottor Guariniello è stato bravissimo, gli abbiamo stretto più volte la mano, lo faremo ancora, per dirgli il nostro grazie”
5. PD Marconi
operai col casco antinfortunistico in aula al processo Thyssen
di seguito l’email inviata stasera ad Antonio Boccuzzi, operaio della ThysssenKrupp sopravvissuto alla strage, oggi deputato PD.
A nome delle Democratiche e dei Democratici del circolo.
era il 7 aprile quando ti abbiamo ospitato al nostro circolo.
Insieme abbiamo visto il docufilm “La fabbrica dei tedeschi”.
Insieme aspettavamo giustizia.
La sentenza di stasera è importante.
A te, ai famigliari delle vittime, agli operai la nostra solidarietà, la vicinanza, l’affetto.
Le Democratiche ed i Democratici del Circolo Marconi
6. Commento di Maurizio Aversa al PD Marconi.
Credo, che se i “democratici e le democratiche” rileggessero oggi la loro mail “precisa e pulita” indirizzata all’operaio Antonio Boccuzzi, a fronte del pathos, dello strazio, del senso di liberazione per un po’ di giustizia ottenuta, di tutti i protagonisti, forse avrebbero il dubbio almeno su due cose. 1. che la passione politica, l’appartenenza e la vicinanza a temi drammatici e tragici – che purtroppo non sono eccezioni che si misurano a lustri, ma eventi più ricorrenti di quanto vorremmo – che investono le persone, i lavoratori che vorremmo rappresentare, forse non necessariamente meritano un linguaggio così ovattato e distaccato. 2. che chiamarsi “democratici e democratiche”, quasi schifando la parola compagne e compagni, forse non contribuisce a collocare il PD nel dubbio sulla pluralità delle sinistre (una più radicale, una moderata socialdemocratica etc.), no, semplicemente annovera questo partito fuori dalla sinistra. Con buona pace della vicinanza ad Antonio Boccuzzi. E alle migliaia di lavoratori Fiat, Thyssen o dei mille luoghi di lavoro in Italia.
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