Source: https://www.studiocataldi.it/normativa/testo-unico-intermediazione-finanziaria/parte-quinta.asp
Timestamp: 2018-06-22 09:33:45+00:00
Document Index: 118365217

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 3']

T.U. intermediazione finanziaria: PARTE V - SANZIONI
1. ((E' punito con la reclusione da uno a otto anni e con la multa da euro quattromila a euro diecimila chiunque, senza esservi abilitato ai sensi del presente decreto:)) ((73))
a) svolge servizi o attivita' di investimento o di gestione collettiva del risparmio;
c) offre fuori sede, ovvero promuove o colloca mediante tecniche di comunicazione a distanza, ((prodotti finanziari o)) strumenti finanziari o servizi o attivita' di investimento. ((73))
((c-bis) svolge servizi di comunicazione dati.)) ((73))
2. Con la stessa pena e' punito chiunque esercita l'attivita' di consulente finanziario abilitato all'offerta fuori sede senza essere iscritto nell'albo indicato dall'articolo 31.
2-bis. Con la stessa pena e' punito chiunque esercita l'attivita' di controparte centrale di cui al regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2012, senza aver ottenuto la preventiva autorizzazione ivi prevista.
3. Se vi e' fondato sospetto che una societa' svolga servizi o attivita' di investimento o il servizio di gestione collettiva del risparmio ((o i servizi di comunicazione dati)) ovvero l'attivita' di cui al comma 2-bis senza esservi abilitata ai sensi del presente decreto, la Banca d'Italia o la Consob denunziano i fatti al pubblico ministero ai fini dell'adozione dei provvedimenti previsti dall'articolo 2409 del codice civile ovvero possono richiedere al tribunale l'adozione dei medesimi provvedimenti. Le spese per l'ispezione sono a carico della societa'. ((73))
1. Salvo che il fatto costituisca reato piu' grave, chi, nella
prestazione del servizio di gestione di portafogli (( . . . )) o
del servizio di gestione collettiva del risparmio, in violazione
delle disposizioni regolanti i conflitti di interesse, pone in
essere operazioni che arrecano danno agli investitori, al fine di
procurare a se' o ad altri un ingiusto profitto, e' punito con
l'arresto da sei mesi a tre anni e con l'ammenda da lire dieci milioni a lire duecento milioni.
1. Salvo che il fatto costituisca reato piu' grave, chi,
nell'esercizio di servizi (( o attivita' )) di investimento o di
gestione collettiva del risparmio, ovvero nella custodia degli
strumenti finanziari e delle disponibilita' liquide di un OICR, al
fine di procurare a se' o ad altri un ingiusto profitto, viola le
disposizioni concernenti la separazione patrimoniale arrecando
danno agli investitori, e' punito con l'arresto da sei mesi a tre
anni e con l'ammenda da lire dieci milioni a lire duecento milioni.
1. Salvo che il fatto costituisca reato piu' grave, chiunque fornisce informazioni false nelle comunicazioni previste dagli articoli 15, commi 1 e 3, ((64-bis, comma 2,)) o in quelle richieste ai sensi dell'articolo 17 del presente decreto, o in quelle previste dall'articolo 31, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 648/2012 e dall'articolo 27, paragrafo 7, secondo periodo, del regolamento (UE) n. 909/2014 e' punito con l'arresto da un anno a tre anni e con l'ammenda da euro cinquemilacentosessantacinque a euro cinquantunomilaseicentoquarantasei. ((73))
1. Chiunque, nelle registrazioni o nelle certificazioni effettuate
o rilasciate nell'ambito della gestione accentrata, attesta
falsamente fatti di cui la registrazione o la certificazione e'
destinata a provare la verita' ovvero da' corso al trasferimento o
alla consegna degli strumenti finanziari o al trasferimento dei
relativi diritti senza aver ottenuto in restituzione le
certificazioni, e' punito con la reclusione da tre mesi a due anni.
(( (Ostacolo alle funzioni di vigilanza della Banca d'Italia e della Consob) ))
1. Fuori dai casi previsti dall'articolo 2638 del codice civile, chiunque ostacola le funzioni di vigilanza attribuite (( alla Banca d'Italia e)) alla CONSOB e' punito con la reclusione fino a due anni e con la multa da euro diecimila ad euro duecentomila.
(( ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 11 APRILE 2002, N. 61 ))
1. Gli amministratori di societa' con azioni quotate o di societa'
da queste controllate che acquistano azioni proprie o della
societa' controllante in violazione delle disposizioni
dell'articolo 132 sono puniti con una reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire quattrocentomila a lire due milioni.
((2. La disposizione prevista dal comma 1 non si applica se l'acquisto e' operato sul mercato regolamentato secondo modalita' diverse da quelle stabilite dalla Consob con regolamento, ma comunque idonee ad assicurare la parita' di trattamento tra gli azionisti.))
1. Gli amministratori di societa' con azioni quotate, o di societa'
che partecipano al capitale di societa' con azioni quotate, i
quali violano gli obblighi di alienazione delle partecipazioni
previsti dagli articoli 110 e 121 sono puniti con la reclusione
fino ad un anno e con la multa (( da euro venticinquemila a euro duemilionicinquecentomila. ))
1. Chiunque, allo scopo di conseguire per se' o per altri un
ingiusto profitto, nei prospetti richiesti per la (( offerta al
pubblico di prodotti finanziari )) o l'ammissione alla quotazione
nei mercati regolamentati, ovvero nei documenti da pubblicare in
occasione delle offerte pubbliche di acquisto o di scambio, con
l'intenzione di ingannare i destinatari del prospetto, espone
false informazioni od occulta dati o notizie in modo idoneo a
indurre in errore i suddetti destinatari, e' punito con la reclusione da uno a cinque anni.
((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 27 GENNAIO 2010, N. 39))
(( a) "strumenti finanziari":
1) gli strumenti finanziari di cui all'articolo 1, comma 2,
richiesta di ammissione alle negoziazioni in un mercato
regolamentato italiano o di altro Paese dell'Unione europea,
nonche' qualsiasi altro strumento ammesso o per il quale e' stata
presentata una richiesta di ammissione alle negoziazioni in un mercato regolamentato di un Paese dell'Unione europea;
2) gli strumenti finanziari di cui all'articolo 1, comma 2,
negoziazione italiano, per i quali l'ammissione e' stata richiesta o autorizzata dall'emittente; ))
b) "derivati su merci": gli strumenti finanziari di cui
all'articolo 1, comma 3, relativi a merci, ammessi alle
negoziazioni o per i quali e' stata presentata una richiesta di
ammissione alle negoziazioni in un mercato regolamentato italiano
o di altro Paese dell'Unione europea, nonche' qualsiasi altro
strumento derivato relativo a merci ammesso o per il quale e'
stata presentata una richiesta di ammissione alle negoziazioni in un mercato regolamentato di un Paese dell'Unione europea;
c) "prassi di mercato ammesse": prassi di cui e' ragionevole
attendersi l'esistenza in uno o piu' mercati finanziari e ammesse
o individuate dalla CONSOB in conformita' alle disposizioni di
attuazione della direttiva 2003/6/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2003;
d) "ente": uno dei soggetti indicati nell'articolo 1 del decreto
legislativo 8 giugno 2001, n. 231.
(( (Informazione privilegiata) ))
(( 1. Ai fini del presente titolo per informazione privilegiata si
intende un'informazione din carattere preciso, che non e' stata
resa pubblica, concernente, direttamente o indirettamente, uno o
piu' emittenti strumenti finanziari o uno o piu' strumenti
finanziari, che, se resa pubblica, potrebbe influire in modo sensibile sui prezzi di tali strumenti finanziari.
2. In relazione ai derivati su merci, per informazione privilegiata
si intende un'informazione di carattere preciso, che non e' stata
piu' derivati su merci, che i partecipanti ai mercati su cui tali
derivati sono negoziati si aspettano di ricevere secondo prassi di mercato ammesse in tali mercati.
a) si riferisce ad un complesso di circostanze esistente o che si
possa ragionevolmente prevedere che verra' ad esistenza o ad un
evento verificatosi o che si possa ragionevolmente prevedere che si verifichera';
b) e' sufficientemente specifica da consentire di trarre
conclusioni sul possibile effetto del complesso di circostanze o
dell'evento di cui alla lettera a) sui prezzi degli strumenti finanziari.
4. Per informazione che, se resa pubblica, potrebbe influire in
modo sensibile sui prezzi di strumenti finanziari si intende
un'informazione che presumibilmente un investitore ragionevole
5. Nel caso delle persone incaricate dell'esecuzione di ordini
relativi a strumenti finanziari, per informazione privilegiata si
intende anche l'informazione trasmessa da un cliente e concernente
gli ordini del cliente in attesa di esecuzione, che ha un
carattere preciso e che concerne, direttamente o indirettamente,
uno o piu' emittenti di strumenti finanziari o uno o piu'
strumenti finanziari, che, se resa pubblica, potrebbe influire in modo sensibile sui prezzi di tali strumenti finanziari. ))
1. I reati e gli illeciti previsti dal presente titolo sono puniti
secondo la legge italiana anche se commessi all'estero, qualora
attengano a strumenti finanziari ammessi o per i quali e' stata
mercato regolamentato italiano (( o in un sistema multilaterale di negoziazione italiano )).
2. Salvo quanto previsto dal comma 1, le disposizioni degli
articoli 184, 185, 187-bis e 187-ter si applicano ai fatti
concernenti strumenti finanziari ammessi alla negoziazione o per i
quali e' stata presentata una richiesta di ammissione alla
negoziazione in un mercato regolamentato italiano o di altri Paesi dell'Unione europea.
((2-bis. Salvo quanto previsto dal comma 1, le disposizioni degli
concernenti gli strumenti finanziari di cui all'articolo 180, comma 1, lettera a), numero 2).))
a) alle operazioni attinenti alla politica monetaria, alla
politica valutaria o alla gestione del debito pubblico compiute
dallo Stato italiano, da uno Stato membro dell'Unione europea, dal
Sistema europeo delle Banche centrali, da una Banca centrale di
uno Stato membro dell'Unione europea, o da qualsiasi altro ente
ufficialmente designato ovvero da un soggetto che agisca per conto degli stessi;
(( b) alle negoziazioni di azioni proprie di cui all'articolo
180, comma 1, lettera a), effettuate nell'ambito di programmi di
riacquisto da parte dell'emittente o di societa' controllate o
collegate, ed alle operazioni di stabilizzazione di strumenti finanziari di cui all'articolo 180, comma 1, lettera a), che
rispettino le condizioni stabilite dalla Consob con regolamento;))
SANZIONI PENALI))
(Abuso di informazioni privilegiate).
1. E' punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da
euro ventimila a euro tre milioni chiunque, essendo in possesso di
informazioni privilegiate in ragione della sua qualita' di membro
di organi di amministrazione, direzione o controllo
dell'emittente, della partecipazione al capitale dell'emittente, ovvero dell'esercizio di un'attivita' lavorativa, di una
professione o di una funzione, anche pubblica, o di un ufficio: a) acquista, vende o compie altre operazioni, direttamente o
indirettamente, per conto proprio o per conto di terzi, su strumenti finanziari utilizzando le informazioni medesime;
b) comunica tali informazioni ad altri, al di fuori del normale
esercizio del lavoro, della professione, della funzione o dell'ufficio;
c) raccomanda o induce altri, sulla base di esse, al compimento
di taluna delle operazioni indicate nella lettera a).
2. La stessa pena di cui al comma 1 si applica a chiunque essendo
in possesso di informazioni privilegiate a motivo della
preparazione o esecuzione di attivita' delittuose compie taluna delle azioni di cui al medesimo comma 1.
3. Il giudice puo' aumentare la multa fino al triplo o fino al
maggiore importo di dieci volte il prodotto o il profitto
conseguito dal reato quando, per la rilevante offensivita' del
fatto, per le qualita' personali del colpevole o per l'entita' del
prodotto o del profitto conseguito dal reato, essa appare inadeguata anche se applicata nel massimo.
(( 3-bis. Nel caso di operazioni relative agli strumenti finanziari
di cui all'articolo 180, comma 1, lettera a), numero 2), la
sanzione penale e' quella dell'ammenda fino a euro centotremila e duecentonovantuno e dell'arresto fino a tre anni.))
4. Ai fini del presente articolo per strumenti finanziari si
intendono anche gli strumenti finanziari di cui all'articolo 1,
comma 2, il cui valore dipende da uno strumento finanziario di cui all'articolo 180, comma 1, lettera a).
(Manipolazione del mercato).
1. Chiunque diffonde notizie false o pone in essere operazioni simulate o altri artifizi concretamente idonei a provocare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari, e' punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro ventimila a euro cinque milioni.
2. Il giudice puo' aumentare la multa fino al triplo o fino al maggiore importo di dieci volte il prodotto o il profitto conseguito dal reato quando, per la rilevante offensivita' del fatto, per le qualita' personali del colpevole o per l'entita' del prodotto o del profitto conseguito dal reato, essa appare inadeguata anche se applicata nel massimo.
(( 2-bis. Nel caso di operazioni relative agli strumenti finanziari di cui all'articolo 180, comma 1, lettera a), numero 2), la sanzione penale e' quella dell'ammenda fino a euro centotremila e duecentonovantuno e dell'arresto fino a tre anni.))
(( 1. La condanna per taluno dei delitti previsti dal presente capo
importa l'applicazione delle pene accessorie previste dagli
articoli 28, 30, 32-bis e 32-ter del codice penale per una durata
non inferiore a sei mesi e non superiore a due anni, nonche' la
pubblicazione della sentenza su almeno due quotidiani, di cui uno economico, a diffusione nazionale. ))
(( 1. In caso di condanna per uno dei reati previsti dal presente
capo e' disposta la confisca del prodotto o del profitto conseguito dal reato e dei beni utilizzati per commetterlo.
2. Qualora non sia possibile eseguire la confisca a norma del comma
1, la stessa puo' avere ad oggetto una somma di denaro o beni di valore equivalente.
3. Per quanto non stabilito nei commi 1 e 2 si applicano le
disposizioni dell'articolo 240 del codice penale. ))
SANZIONI AMMINISTRATIVE))
(( (Abuso di informazioni privilegiate). ))
(( 1. Salve le sanzioni penali quando il fatto costituisce reato,
ventimila a euro tre milioni chiunque, essendo in possesso di
indirettamente, per conto proprio o per conto di terzi su strumenti finanziari utilizzando le informazioni medesime;
b) comunica informazioni ad altri, al di fuori del normale
2. La stessa sanzione di cui al comma 1 si applica a chiunque
essendo in possesso di informazioni privilegiate a motivo della
3. Ai fini del presente articolo per strumenti finanziari si
4. La sanzione prevista al comma 1 si applica anche a chiunque, in
possesso di informazioni privilegiate, conoscendo o potendo
conoscere in base ad ordinaria diligenza il carattere privilegiato delle stesse, compie taluno dei fatti ivi descritti.
5. Le sanzioni amministrative pecuniarie previste dai commi 1, 2 e
4 sono aumentate fino al triplo o fino al maggiore importo di
dieci volte il prodotto o il profitto conseguito dall'illecito
quando, per le qualita' personali del colpevole ovvero per
l'entita' del prodotto o del profitto conseguito dall'illecito, esse appaiono inadeguate anche se applicate nel massimo.
6. Per le fattispecie previste dal presente articolo il tentativo
e' equiparato alla consumazione. ))
(( (Manipolazione del mercato). ))
ventimila a euro cinque milioni chiunque, tramite mezzi di
informazione, compreso INTERNET o ogni altro mezzo, diffonde
informazioni, voci o notizie false o fuorvianti che forniscano o
siano suscettibili di fornire indicazioni false ovvero fuorvianti in merito agli strumenti finanziari.
2. Per i giornalisti che operano nello svolgimento della loro
attivita' professionale la diffusione delle informazioni va
valutata tenendo conto delle norme di autoregolamentazione proprie
di detta professione, salvo che tali soggetti traggano,
direttamente o indirettamente, un vantaggio o un profitto dalla diffusione delle informazioni.
3. Salve le sanzioni penali quando il fatto costituisce reato, e'
punito con la sanzione amministrativa pecuniaria di cui al comma 1 chiunque pone in essere:
a) operazioni od ordini di compravendita che forniscano o siano
idonei a fornire indicazioni false o fuorvianti in merito all'offerta, alla domanda o al prezzo di strumenti finanziari;
b) operazioni od ordini di compravendita che consentono, tramite
l'azione di una o di piu' persone che agiscono di concerto, di
fissare il prezzo di mercato di uno o piu' strumenti finanziari ad un livello anomalo o artificiale;
c) operazioni od ordini di compravendita che utilizzano artifizi
od ogni altro tipo di inganno o di espediente;
d) altri artifizi idonei a fornire indicazioni false o fuorvianti
in merito all'offerta, alla domanda o al prezzo di strumenti finanziari.
4. Per gli illeciti indicati al comma 3, lettere a) e b), non puo'
essere assoggettato a sanzione amministrativa chi dimostri di
avere agito per motivi legittimi e in conformita' alle prassi di mercato ammesse nel mercato interessato.
5. Le sanzioni amministrative pecuniarie previste dai commi
precedenti sono aumentate fino al triplo o fino al maggiore
importo di dieci volte il prodotto o il profitto conseguito
dall'illecito quando, per le qualita' personali del colpevole, per
l'entita' del prodotto o del profitto conseguito dall'illecito
ovvero per gli effetti prodotti sul mercato, esse appaiono inadeguate anche se applicate nel massimo.
6. Il Ministero dell'economia e delle finanze, sentita la CONSOB
ovvero su proposta della medesima, puo' individuare, con proprio
regolamento, in conformita' alle disposizioni di attuazione della
direttiva 2003/6/CE adottate dalla Commissione europea, secondo la
procedura di cui all'articolo 17, paragrafo 2, della stessa
direttiva, le fattispecie, anche ulteriori rispetto a quelle
previste nei commi precedenti, rilevanti ai fini dell'applicazione del presente articolo.
7. La CONSOB rende noti, con proprie disposizioni, gli elementi e
le circostanze da prendere in considerazione per la valutazione
dei comportamenti idonei a costituire manipolazioni di mercato, ai
sensi della direttiva 2003/6/CE e delle disposizioni di attuazione della stessa. ))
1. L'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente capo importa la perdita temporanea dei requisiti di onorabilita' per gli esponenti aziendali ed i partecipanti al capitale dei soggetti abilitati, delle societa' di gestione del mercato, nonche' per i revisori e i ((consulenti finanziari abilitati all'offerta fuori sede)) e, per gli esponenti aziendali di societa' quotate, l'incapacita' temporanea ad assumere incarichi di amministrazione, direzione e controllo nell'ambito di societa' quotate e di societa' appartenenti al medesimo gruppo di societa' quotate.
3. Con il provvedimento di applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente capo la CONSOB, tenuto conto della gravita' della violazione e del grado della colpa, puo' intimare ai soggetti abilitati, alle societa' di gestione del mercato, agli emittenti quotati e alle societa' di revisione di non avvalersi, nell'esercizio della propria attivita' e per un periodo non superiore a tre anni, dell'autore della violazione, e richiedere ai competenti ordini professionali la temporanea sospensione del soggetto iscritto all'ordine dall'esercizio dell'attivita' professionale.
(( (Responsabilita' dell'ente). ))
(( 1. L'ente e' responsabile del pagamento di una somma pari
all'importo della sanzione amministrativa irrogata per gli
illeciti di cui al presente capo commessi nel suo interesse o a suo vantaggio:
amministrazione o di direzione dell'ente o di una sua unita'
organizzativa dotata di autonomia finanziaria o funzionale nonche'
2. Se, in seguito alla commissione degli illeciti di cui al comma
1, il prodotto o il profitto conseguito dall'ente e' di rilevante
entita', la sanzione e' aumentata fino a dieci volte tale prodotto o profitto.
3. L'ente non e' responsabile se dimostra che le persone indicate
nel comma 1 hanno agito esclusivamente nell'interesse proprio o di terzi.
4. In relazione agli illeciti di cui al comma 1 si applicano, in
quanto compatibili, gli articoli 6, 7, 8 e 12 del decreto
legislativo 8 giugno 2001, n. 231. Il Ministero della giustizia
formula le osservazioni di cui all'articolo 6 del decreto
legislativo 8 giugno 2001, n. 231, sentita la CONSOB, con riguardo agli illeciti previsti dal presente titolo. ))
(( 1. L'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie
previste dal presente capo importa sempre la confisca del prodotto
o del profitto dell'illecito e dei beni utilizzati per commetterlo.
1, la stessa puo' avere ad oggetto somme di denaro, beni o altre utilita' di valore equivalente.
3. In nessun caso puo' essere disposta la confisca di beni che non
appartengono ad una delle persone cui e' applicata la sanzione amministrativa pecuniaria. ))
(Procedura sanzionatoria).
((1. Le sanzioni amministrative previste dal presente capo sono applicate dalla Consob con provvedimento motivato, previa contestazione degli addebiti agli interessati, da effettuarsi entro centottanta giorni dall'accertamento ovvero entro trecentosessanta giorni se l'interessato risiede o ha la sede all'estero. I soggetti interessati possono, entro trenta giorni dalla contestazione, presentare deduzioni e chiedere un'audizione personale in sede di istruttoria, cui possono partecipare anche con l'assistenza di un avvocato.))
3. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 12 MAGGIO 2015, N. 72)).
((4. Avverso il provvedimento che applica la sanzione e' ammesso ricorso alla corte d'appello nella cui circoscrizione e' la sede legale o la residenza dell'opponente. Se l'opponente non ha la sede legale o la residenza nello Stato, e' competente la corte d'appello del luogo in cui e' stata commessa la violazione. Quando tali criteri non risultano applicabili, e' competente la corte d'appello di Roma. Il ricorso e' notificato, a pena di decadenza, all'Autorita' che ha emesso il provvedimento nel termine di trenta giorni dalla comunicazione del provvedimento impugnato, ovvero sessanta giorni se il ricorrente risiede all'estero, ed e' depositato in cancelleria, unitamente ai documenti offerti in comunicazione, nel termine perentorio di trenta giorni dalla notifica.))
5. L'opposizione non sospende l'esecuzione del provvedimento. La corte d'appello, se ricorrono gravi motivi, puo' disporre la sospensione con ((ordinanza non impugnabile.)) (55) (46)
((6. Il Presidente della corte d'appello designa il giudice relatore e fissa con decreto l'udienza pubblica per la discussione dell'opposizione. Il decreto e' notificato alle parti a cura della cancelleria almeno sessanta giorni prima dell'udienza. L'Autorita' deposita memorie e documenti nel termine di dieci giorni prima dell'udienza. Se alla prima udienza l'opponente non si presenta senza addurre alcun legittimo impedimento, il giudice, con ordinanza ricorribile per Cassazione, dichiara il ricorso improcedibile, ponendo a carico dell'opponente le spese del procedimento.))
((6-bis. All'udienza la corte d'appello dispone, anche d'ufficio, i mezzi di prova che ritiene necessari, nonche' l'audizione personale delle parti che ne abbiano fatto richiesta. Successivamente le parti procedono alla discussione orale della causa. La sentenza e' depositata in cancelleria entro sessanta giorni. Quando almeno una delle parti manifesta l'interesse alla pubblicazione anticipata del dispositivo rispetto alla sentenza, il dispositivo e' pubblicato mediante deposito in cancelleria non oltre sette giorni dall'udienza di discussione.
6-ter. Con la sentenza la corte d'appello puo' rigettare l'opposizione, ponendo a carico dell'opponente le spese del procedimento o accoglierla, annullando in tutto o in parte il provvedimento o riducendo l'ammontare o la durata della sanzione.))
((7. Copia della sentenza e' trasmessa, a cura della cancelleria della corte d'appello, all'Autorita' che ha emesso il provvedimento, anche ai fini della pubblicazione prevista dall'articolo 195-bis.))
8. Alle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente capo non si applica l'articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689. (55) (46)
((CAPO IV
POTERI DELLA CONSOB))
(Poteri della CONSOB).
1. La CONSOB vigila sulla osservanza delle disposizioni di cui al presente titolo e di tutte le altre disposizioni emanate in attuazione della direttiva 2003/6/CE.
3. La CONSOB puo' nei confronti di chiunque possa essere informato sui fatti:
4. La CONSOB puo' altresi':
a) avvalersi della collaborazione delle pubbliche amministrazioni, richiedendo la comunicazione di dati ed informazioni anche in deroga ai divieti di cui all'articolo 25, comma 1, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, ed accedere al sistema informativo dell'anagrafe tributaria secondo le modalita' previste dagli articoli 2 e 3, comma 1, del decreto legislativo 12 luglio 1991, n. 212;
d) avvalersi, ove necessario, dei dati contenuti nell'anagrafe dei conti e dei depositi di cui all'articolo 20, comma 4, della legge 30 dicembre 1991, n. 413, secondo le modalita' indicate dall'articolo 3, comma 4, lettera b), del decreto-legge 3 maggio 1991, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 luglio 1991, n. 197, nonche' acquisire anche mediante accesso diretto i dati contenuti nell'archivio indicato all'articolo 13 del decreto-legge 15 dicembre 1979, n. 625, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 1980, n. 15;
(( e-bis) avvalersi, ove necessario, anche mediante connessione telematica, dei dati contenuti nell'apposita sezione dell'anagrafe tributaria di cui all'articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605.))
5. I poteri di cui al comma 3, lettere d) e f), e al comma 4, lettera b), sono esercitati previa autorizzazione del procuratore della Repubblica. Detta autorizzazione e' necessaria anche in caso di esercizio dei poteri di cui al comma 3, lettere b) ed e), e al comma 4, lettera c), nei confronti di soggetti diversi dai soggetti abilitati, dai soggetti indicati nell'articolo 114, commi 1, 2 e 8, e dagli altri soggetti vigilati ai sensi del presente decreto.
6. Qualora sussistano elementi che facciano presumere l'esistenza di violazioni delle norme del presente titolo, la CONSOB puo' in via cautelare ordinare di porre termine alle relative condotte.
7. E' fatta salva l'applicazione delle disposizioni degli articoli 199, 200, 201, 202 e 203 del codice di procedura penale, in quanto compatibili.
9. Quando si e' proceduto a sequestro ai sensi del comma 3, lettera d), gli interessati possono proporre opposizione alla CONSOB.
10. Sull'opposizione la decisione e' adottata con provvedimento motivato emesso entro il trentesimo giorno successivo alla sua proposizione.
a) e' deceduto l'autore della violazione;
c) l'atto di contestazione degli addebiti non e' notificato nei termini prescritti dall'articolo 14 della legge 24 novembre 1981, n. 689;
d) la sanzione amministrativa pecuniaria non e' stata applicata entro il termine di due anni dall'accertamento della violazione.
12. Nell'esercizio dei poteri previsti dai commi 2, 3 e 4 la CONSOB puo' avvalersi della Guardia di finanza che esegue gli accertamenti richiesti agendo con i poteri di indagine ad essa attribuiti ai fini dell'accertamento dell'imposta sul valore aggiunto e delle imposte sui redditi.
15. Quando l'autore della violazione esercita un'attivita' professionale, il provvedimento che infligge la sanzione e' trasmesso al competente ordine professionale.
Art. 187-novies
(( (Operazioni sospette). ))
(( 1. I soggetti abilitati, gli agenti di cambio iscritti nel ruolo
unico nazionale e le societa' di gestione del mercato devono
segnalare senza indugio alla CONSOB le operazioni che, in base a
ragionevoli motivi, possono ritenersi configurare una violazione
delle disposizioni di cui al presente titolo. La CONSOB
stabilisce, con regolamento, le categorie di soggetti tenuti a
tale obbligo, gli elementi e le circostanze da prendere in
considerazione per la valutazione dei comportamenti idonei a
costituire operazioni sospette, nonche' le modalita' e i termini di tali segnalazioni. ))
RAPPORTI TRA PROCEDIMENTI))
Art. 187-decies
(( (Rapporti con la magistratura). ))
(( 1. Quando ha notizia di uno dei reati previsti dal capo II il
pubblico ministero ne informa senza ritardo il Presidente della CONSOB.
2. Il Presidente della CONSOB trasmette al pubblico ministero, con
una relazione motivata, la documentazione raccolta nello
svolgimento dell'attivita' di accertamento nel caso in cui
emergano elementi che facciano presumere la esistenza di un reato.
La trasmissione degli atti al pubblico ministero avviene al piu'
tardi al termine dell'attivita' di accertamento delle violazioni delle disposizioni di cui al presente titolo, capo III.
3. La CONSOB e l'autorita' giudiziaria collaborano tra loro, anche
mediante scambio di informazioni, al fine di agevolare
l'accertamento delle violazioni di cui al presente titolo anche
quando queste non costituiscono reato. A tale fine la CONSOB puo'
utilizzare i documenti, i dati e le notizie acquisiti dalla
Guardia di finanza nei modi e con le forme previsti dall'articolo
63, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 633, e dall'articolo 33, terzo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. ))
Art. 187-undecies
(( (Facolta' della CONSOB nel procedimento penale). ))
(( 1. Nei procedimenti per i reati previsti dagli articoli 184 e
185, la CONSOB esercita i diritti e le facolta' attribuiti dal
codice di procedura penale agli enti e alle associazioni rappresentativi di interessi lesi dal reato.
2. La CONSOB puo' costituirsi parte civile e richiedere, a titolo
di riparazione dei danni cagionati dal reato all'integrita' del
mercato, una somma determinata dal giudice, anche in via
equitativa, tenendo comunque conto dell'offensivita' del fatto,
delle qualita' personali del colpevole e dell'entita' del prodotto o del profitto conseguito dal reato. ))
Art. 187-duodecies
(( (Rapporti tra procedimento penale e procedimento amministrativo e di opposizione). ))
(( 1. Il procedimento amministrativo di accertamento e il
procedimento di opposizione di cui all'articolo 187-septies non
possono essere sospesi per la pendenza del procedimento penale
avente ad oggetto i medesimi fatti o fatti dal cui accertamento dipende la relativa definizione. ))
(Esecuzione delle pene pecuniarie e delle sanzioni pecuniarie nel processo penale).
1. Quando per lo stesso fatto e' stata applicata a carico del reo o dell'ente una sanzione amministrativa pecuniaria ai sensi ((dell'articolo 187-septies )), la esazione della pena pecuniaria e della sanzione pecuniaria dipendente da reato e' limitata alla parte eccedente quella riscossa dall'Autorita' amministrativa.
Art. 187-quaterdecies
(( (Procedure consultive). ))
(( 1. La CONSOB definisce entro dodici mesi dalla data di entrata
in vigore della presente disposizione, con proprio regolamento, le
modalita' e i tempi delle procedure consultive da attivare,
mediante costituzione di un Comitato, con organismi
rappresentativi dei consumatori e dei prestatori di servizi
finanziari e degli altri soggetti vigilati, in occasione delle
modifiche regolamentari in materia di abusi di mercato e in altre materie rientranti nelle proprie competenze istituzionali. ))
(Abuso di denominazione).
(Sanzioni amministrative pecuniarie in tema di disciplina degli intermediari) (73)
2-bis. La medesima sanzione prevista dal comma 1 si applica
a) ai gestori dei fondi europei per il venture capital (EuVECA), in caso di violazione delle disposizioni previste dagli articoli 2, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12 e 13 del regolamento (UE) n. 345/2013 e delle relative disposizioni attuative;
Ha inoltre disposto (con l'art. 10, comma 13) che "Le modifiche apportate dal presente decreto alla parte V del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, si applicano alle violazioni commesse a partire dal 3 gennaio 2018".
(Sanzioni amministrative pecuniarie in tema di disciplina della gestione accentrata di strumenti finanziari).
(Sanzioni amministrative pecuniarie relative alla violazione delle disposizioni previste dal regolamento (UE) n. 909/2014).
(Responsabilita' degli esponenti aziendali e del personale per le violazioni in tema di disciplina degli intermediari, dei mercati, dei depositari centrali e della gestione accentrata di strumenti finanziari ((e dei servizi di comunicazione dati)) ). ((73))
3. Con il provvedimento di applicazione della sanzione, in ragione della gravita' della violazione accertata e tenuto conto dei criteri stabiliti dall'articolo 194-bis, la Banca d'Italia o la Consob possono applicare la sanzione amministrativa accessoria dell'interdizione, per un periodo non inferiore a sei mesi e non superiore a tre anni, dallo svolgimento di funzioni di amministrazione, direzione e controllo presso ((soggetti)) autorizzati ai sensi del presente decreto legislativo, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, o presso fondi pensione. ((73))
(Offerta al pubblico di sottoscrizione e di vendita).
Art. 192-bis
Il D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 303 ha disposto (con l'art. 3, comma 21) che "All'articolo 192-bis, comma 1, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, le parole: "ovvero, nelle stesse o in altre comunicazioni rivolte al pubblico, divulgano o lasciano divulgare false informazioni relativamente all'adesione delle stesse societa' a codici di comportamento redatti da societa' di gestione dei mercati regolamentati da associazioni di categoria degli operatori, ovvero all'applicazione dei medesimi," sono soppresse".
Art. 192-ter
Informazione societaria e doveri dei sindaci, dei revisori legali e delle societa' di revisione legale
((1. Coloro che sottoscrivono il bilancio della societa' estera di
cui all'articolo 165-quater, comma 2, le relazioni e i pareri di
cui agli articoli 165-quater, commi 2 e 3, 165-quinquies, comma 1,
e 165-sexies, comma 1, e coloro che esercitano la revisione ai
sensi dell'articolo 165-quater, comma 4, sono soggetti a
responsabilita' civile, penale e amministrativa secondo quanto previsto in relazione al bilancio delle societa' italiane.
2. Salvo che il fatto costituisca reato, la violazione degli
obblighi derivanti dall'esercizio dei poteri attribuiti alla
CONSOB dall'articolo 165-septies, comma 1, e' punita con la
sanzione amministrativa pecuniaria prevista dall'articolo 193, comma 1)).
(Sanzioni amministrative pecuniarie relative alle violazioni delle prescrizioni di cui al regolamento (UE) n. 236/2012).
Art. 193-quater
(Sanzioni amministrative pecuniarie relative alla violazione delle disposizioni previste dal regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2012).
Art. 193-quinquies
(Sanzioni amministrative pecuniarie relative alle violazioni delle disposizioni previste dal regolamento (UE) n. 1286/2014).
5. La Consob e l'IVASS possono imporre, secondo le rispettive competenze definite ai sensi dell'articolo 4-sexies, agli ideatori di PRIIP o ai soggetti che forniscono consulenza sui PRIIP o vendono tali prodotti, di trasmettere una comunicazione diretta all'investitore al dettaglio in PRIIP interessato, fornendogli informazioni circa le sanzioni adottate e comunicando le modalita' per la presentazione di eventuali reclami o domande di risarcimento anche mediante il ricorso ai meccanismi di risoluzione stragiudiziale delle controversie previsti dal decreto legislativo 8 ottobre 2007, n. 179.
(Criteri per la determinazione delle sanzioni).
Art. 194-ter
(( (Sanzioni amministrative pecuniarie relative alle violazioni delle disposizioni previste dal regolamento (UE) n. 575/2013 e delle relative norme tecniche di regolamentazione e di attuazione) )) ((73))
Art. 194-quater
(Ordine di porre termine alle violazioni).
Art. 194-quinquies
(Pagamento in misura ridotta).
Art. 195-bis
(Pubblicazione delle sanzioni).
Comunicazione all'ABE e all'AESFEM sulle sanzioni applicate
Art. 195-quater
(Sanzioni in caso di risoluzione).
(Sanzioni applicabili ai consulenti finanziari) (73)
(( (Disposizioni di attuazione).