Source: https://renatodisa.com/2015/03/05/corte-di-cassazione-sezione-iv-sentenza-16-febbraio-2015-n-6739-non-e-possibile-procedere-alla-sostituzione-della-pena-detentiva-e-pecuniaria-con-il-lavoro-di-pubblica-utilita-quando-risulti-cont/
Timestamp: 2018-12-11 18:31:44+00:00
Document Index: 161961037

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 186', 'sentenza ']

Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 16 febbraio 2015, n. 6739. Non è possibile procedere alla sostituzione della pena detentiva e pecuniaria con il lavoro di pubblica utilità quando risulti contestata l'aggravante dell'aver procurato, in stato di ebbrezza, un incidente stradale e tale aggravante sia equivalente o subvalente rispetto alle attenuanti generiche - Renato D'Isa
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Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 16 febbraio 2015, n. 6739. Non è possibile procedere alla sostituzione della pena detentiva e pecuniaria con il lavoro di pubblica utilità quando risulti contestata l'aggravante dell'aver procurato, in stato di ebbrezza, un incidente stradale e tale aggravante sia equivalente o subvalente rispetto alle attenuanti generiche
sentenza 16 febbraio 2015, n. 6739
2.5. Sebbene sia condivisibile l’assunto del ricorrente in base al quale la pronuncia della Consulta fosse, per così dire, “decentrata” rispetto alla questione interpretativa qui in esame, l’ordinanza di manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 186 C.d.S., comma 9-bis, risulta tuttavia significativa anche rispetto a tale questione perchè, nel sottolineare che la fattispecie aggravata dal fatto di aver cagionato un incidente stradale sia stata dal legislatore, non irragionevolmente, costruita come limite all’applicazione della sanzione sostitutiva, consente di escludere che vi siano dubbi interpretativi, in ipotesi da risolvere in senso costituzionalmente orientato, in merito all’operatività di tale limite sol perchè la circostanza aggravante non sia stata in concreto applicata. Nella pronuncia della Corte Costituzionale si legge, peraltro, che “la scelta di non distinguere, ai fini dell’operatività della preclusione, in funzione della gravità dell’incidente sembra corrispondere a un criterio di prevenzione generale non irragionevole”, da tale affermazione potendosi desumere l’operatività della preclusione indipendentemente dal percorso seguito dal giudice comune per pervenire, nell’ambito di discrezionalità riconosciutogli dal legislatore, alla determinazione della pena in misura adeguata alle peculiarità del caso concreto.
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 3 febbraio 2015, n. 4949....