Source: http://dlgs81.blogspot.it/2015/
Timestamp: 2017-07-22 18:34:13+00:00
Document Index: 5786802

Matched Legal Cases: ['art. 37', 'art. 73', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 73', 'art.2']

D lgs 81: 2015
Un miliardo e 300 milioni di euro investitori in sicurezza e ambiente nel 2014, un dato infortuni che e' dello 0,25 ogni milione di ore lavorate, 1,125 milioni di ore di formazione del personale sui temi della sicurezza sempre nel 2014. Nel corso di un incontro svoltosi ieri sera a Taranto, nella sede dell'Universita', e promosso da Confindustria
Taranto, l'Eni ha presentato il quadro delle proprie attivita' e ha annunciato un rafforzamento dell'impegno sul piano della formazione. L'occasione e' stata la presentazione a Taranto, dove l'Eni ha una propria raffineria, del 'Codice della sicurezza sul lavoro' predisposto da Ernesto Irace della Tonucci & Partners. Giuseppe Ricci, executive
vice president Healt, Enviroment & Quality, intervenuto nel dibattito, ha affermato tra l'altrop che 'sul piano impiantistico e strutturale si e' fatto molto in questi anni e l'indice degli infortuni lo testimonia chiaro. Avere 0,25 su ogni milione di ore nei primi nove mesi del 2015, significa un infortunio ogni quattro milioni di ore lavorate. Dati molto avanzati'. 'Oggi, tuttavia, ci attende un altro impegno egualmente importante: spingere al massimo sulla cultura della sicurezza, fare in modo che diventi sempre piu' patrimonio di tutti. Lo diciamo ai nostri dirigenti, ma anche e soprattutto ai nostri lavoratori
e contrattisti - ha proseguito Ricci -. Eni ha un appuntamento importante che sono i road show della sicurezza: a cinque di questi ha partecipato il nostro amministratore delegato proprio perche' vogliamo la massima diffusione del messaggio e testimoniare anche l'attenzione del vertice su questi problemi'. 'Aver raccolto ora in un libro tutte le
norme in materia di sicurezza sul lavoro, facendone un codice, va ora in questa direzione - ha aggiunto Ricci -. Dare a tutti i nostri operatori un punto di riferimento'. 'Come gruppo Eni - ha dichiarato Domenico Noviello, executive vice president rapporti Organismi associativi di Eni - non ci fermiamo a quello che stabilisce la legge in
materia di sicurezza e ambiente, ma ci sforziamo di trovare soluzioni che ne migliorino l'efficacia e l'applicabilita'. D'altra parte, chi opera in un giacimento petrolifero, ha nel suo dna il massimo rispetto della sicurezza proprio perche' opera in condizioni molto particolari'. 'La nostra attenzione alla sicurezza, pero', non deve riguardare solo il
gruppo ma coinvolgere anche tutti coloro che con noi lavorano e quindi i
terzi - ha affermato Novello - su questa linea lavoriamo e incontri come quello di Taranto, dove Eni e' presente, hanno anche il significato
di trasmettere alla platea delle imprese il senso della nostra esperienza'. 'La specificita' di Taranto ha sempre fatto si' che qui l'approccio ai temi della sicurezza e dell'ambiente fosse sempre molto attento - ha affermato Luca Amoruso, direttore della raffineria Eni di Taranto - nel novembre 2013, con alcuni ministri dell'epoca, abbiamo sottoscritto un protocollo in Prefettura che ha richiesto tanto lavoro e
i risultati adesso si vedono. La raffineria di Taranto consuntiva 5 anni con zero infortuni, le imprese sono a zero infortuni nell'ultimo anno e mezzo e vogliamo chiudere il 2015 con zero infortuni per tutto il
sistema'. .
sito web di Napo è stato sottoposto a una completa trasformazione. La nuova versione, più accessibile e facile da utilizzare, si presenta in una veste molto accattivante e ha interessanti funzionalità aggiuntive. Ad esempio, è ora disponibile per tablet e dispositivi mobili e rende così possibile consultare per ogni esigenza i materiali relativi a Napo anche quando si è in movimento.
Guardare i filmati senza parole di Napo sulla salute e sicurezza sul lavoro, conoscere l'iniziativa Napo per gli insegnanti o semplicemente avere informazioni sulla storia di Napo o sul consorzio Napo: sul nuovo sito è possibile trovare in maniera semplice e veloce tutto ciò di cui si ha bisogno. Inoltre, in una nuova sezione dedicata alle domande frequenti si possono ottenere risposte ai quesiti relativi ai diritti e alle autorizzazioni o su come usare Napo nel modo migliore.
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Tale sistema software risulta composto da una serie di moduli integrati e rivolti alle diverse figure partecipanti al processo di gestione
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Il test in presenza ha il fine di verificare l’efficacia didattica globale, anche rispetto al test di ingresso, e si pone come ultimo step prima della Certificazione.
La piattaforma erudio prevede per tutti i Corsi Formazione generale
Lavoratori, Corso Dirigenti, Corso Preposti parte generale dei moduli didattici
con dei Test in itinere che devono essere superati per accedere al modulo
successivo. Sono previste lezioni con animazioni, glossario, e sono inseriti
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Cruciverba quale “Serious game”. La parte e-learning si completa con un Test
finale su tutti gli argomenti trattati. Il test finale che non deve essere confuso con il test in presenza
ha il fine di verificare l’efficacia didattica globale, anche
rispetto al test di ingresso, e si pone come ultimo step prima della
Certificazione della piattaforma. Quest’ultima diventa attiva quando è stato
superato il test finale e quando il tempo di fruizione totale del corso online
è uguale o superiore al 90% della durata di legge prevista. Perciò, quando un
discente ottiene la Certificazione della piattaforma, sicuramente è possibile
sostenere, anche senza andare ad esaminare i report di dettaglio (comunque
sempre disponibili), che il corso è stato completato, che tutti i test sono
stati superati e che la durata della fruizione rispetta il requisito minimo del
90% previsto dagli accordi. Il tutor qualificati (si tratta di RSPP con più di
dieci anni di esperienza nella consulenza e formazione in ambito Salute e
sicurezza) e l’assistenza tecnica sono sempre a disposizione sia per
approfondimenti e chiarimenti sugli argomenti del corso, sia per affrontare i
test di verifica lungo il percorso. Il discente può contattare il tutor per
telefono o per email
Elenco di documentazione che può essere considerato utile al fine di dimostrare l’adempimento agli obblighi previsti dalla normativa vigente- Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze redatto dal Datore di Lavoro Committente delle attività e condiviso dai datori di lavoro e lavoratori autonomi operanti in cantiere;-Documentazione di cui all’articolo 26 comma 1 lettera a) del D.Lgs. 81/2008, per ogni impresa operante in cantiere;-Dichiarazione di conformità degli impianti elettrici temporanei qualora utilizzati durante le fasi di allestimento o disallestimento;-Attestati di formazione, ad opera dei datori di lavoro, specifici per mansione, di tutti lavoratori presenti in cantiere, alla luce dell’entrata in vigore degli accordi Stato-Regioni circa la formazione generale e specifica dei Lavoratori, Preposti, Dirigenti (art. 37 D.Lgs. 81/2008) e la specifica formazione del personale addetto alla conduzione di particolari attrezzature di lavoro (art. 73 comma 4 D.Lgs. 81/2008);-Attestati di formazione/abilitazione redatti ai sensi all’allegato XXI del D.Lgs. 81/2008, degli addetti al montaggio/smontaggio delle opere temporanee e per coloro i quali operano su funi.-Attestati di formazione ai corsi integrativi previsti dall’articolo del D.I. 22 luglio 2014 previsti per gli addetti al montaggio/smontaggio delle opere temporanee e per coloro i quali operano su funi;-Attestati di formazione, ad opera dei datori di lavoro del personale incaricato della gestione delle emergenze, antincendio e primo soccorso corredati da relative nomine e attestati di formazione ed aggiornamento specifici così come previsto dal D.M. 388/03 e dalla circolare del Ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco – DCFORM n. 0005987 del 23/02/11-elenco dei preposti di ciascuna impresa operante, corredato da relativa nomina ai sensi dell’art. 16 del D.Lgs. 81/08 e attestazione dell’avvenuta formazione con specifico riferimento alle modalità e contenuti previsti dall’Accordo Stato Regione;Con riferimento alle attrezzature presenti in fase di allestimento/evento:-copia dei manuali di istruzioni delle attrezzature di lavoro e di sollevamento impiegate in cantiere,-dichiarazione di conformità CE di ogni attrezzatura di lavoro, (riportante i numeri di fabbrica/di serie delle attrezzature di lavoro se immesse sul mercato conformemente al D.Lgs. 17/2010);-Per macchine, apparecchi o utensili immessi sul mercato precedentemente al 1996:-attestazione di rispondenza ai requisiti di cui all’allegato V del D.Lgs. 81/2008;Con riferimento agli apparecchi di sollevamento, oltre ai punti precedenti:-Elenco apparecchi di sollevamento che verranno impiegati, riportante almeno le seguenti informazioni: marca, modello, matricola, portata.-Registro di controllo previsto dal costruttore, compilato ed aggiornato in ogni sua parte ai sensi dell’articolo 71 comma 4 lettera b) del D.Lgs. 81/2008;-documentazione attestante l’esecuzione dell’ultimo controllo con esito positivo ai sensi dell’articolo 71 comma 10 del D.Lgs. 81/2008-denuncia di prima installazione all’INAIL (ad esclusione degli apparecchi di sollevamento denominati “macchine speciali composte da tiri elettrici ad una o più funi” e non rientranti nella definizione di cui alla norma UNI ISO 4306 -1, secondo quanto stabilito dalla circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 23 del 13/08/2012);-documentazione tecnica circa i sistemi di controllo e comando degli apparecchi di sollevamento (motor controller).Con riferimento agli accessori di sollevamento, catene, funi e cinghie:- Elenco accessori di sollevamento, catene, funi e cinghie che verranno impiegati, riportante almeno le seguenti informazioni: marca, modello, matricola, portata;- dati identificativi del proprietario di tali accessori di sollevamento e dell’azienda/e installatrice/i o utilizzatrice/i;- Ultimo controllo trimestrale delle funi/catene ai sensi del punto 3.1.2. dell’allegato VI del D.Lgs. 81/2008;- Accessori di sollevamento immessi sul mercato a far data dal 1996:.Dichiarazione di conformità CE:.redatta ai sensi dell’articolo 2 comma 2 lettera a) del DPR 459/96 per accessori di sollevamento immesse sul mercato a partire dal 1996 e sino al 2010 riportante le informazioni di cui all’allegato II del DPR 459/96..redatta ai sensi dell’art. 3 comma 3 lettera e) del D.Lgs. 17/2010 per macchine immesse sul mercato a partire dal 2010 riportante le informazioni di cui all’allegato II del D.Lgs. 17/2010;-Catene, funi e cinghie immesse sul mercato a far data dal 2010:.Dichiarazione di conformità CE:.Manuale d’uso e manutenzione in lingua italiana
art. 73 comma 4 D.Lgs. 81/2008,
D.Lgs. 81/2008,
Regione Toscana Un alto numero di irregolarità è stato riscontrato a seguito dei controlli fatti dalla Asl di Prato nell'ambito del progetto Lavoro Sicuro: sono state registrate, infatti, nel 68,8 % dei casi. Da sottolineare anche l'altrettanto notevole numero
di prescrizioni notificate alle aziende (1.978), di informative di reato (1.870) la cui gravità si è dimostrata notevole "soltanto" in 186 casi che hanno comportato sequestri o chiusure.
Confermato il dato che vede le principali irregolarità (827) concentrate nei macchinari utilizzati per le lavorazioni, poi negli impianti elettrici non a norma (774), nei problemi di igiene (649), nella presenza dei dormitori (340) e di cucine (152) con bombole di gas (76). "Quello che emerge - commenta il presidente Rossi – è un quadro che continueremo a tenere sotto controllo con l'obiettivo primario di accrescere la sicurezza di chi lavora per scongiurare tragedie come quella di Teresa mode, di garantire tutela, legalità e presenza dello Stato in tutte le sue articolazioni. È per questo che ringrazio la Procura per aver coordinato il blitz di stamani e per il contributo che insieme alle forze di pubblica sicurezza e alle istituzioni locali dà a questa grande opera di legalità che stiamo tutti insieme portando avanti
"I nostri programmi - ha concluso Berti - prevedono di sottoporre a controlli altre 1.100 imprese da qui al 31 dicembre 2015. E stimiamo che
entro fine anno riusciremo ad incassare un totale generale di 4,5 milioni di euro di sanzioni".
la nuova direttiva macchine (punto 1.2.5) indica che “se per alcune operazioni la macchina deve poter funzionare con un riparo spostato o rimosso e/o con il dispositivo di protezione neutralizzato, il selettore del modo di comando o di funzionamento deve simultaneamente:- escludere tutti gli altri modi di comando o di funzionamento,- autorizzare l'attivazione delle funzioni pericolose soltanto mediante dispositivi di comando che necessitano di un'azione continuata,- autorizzare l'attivazione delle funzioni pericolose soltanto in condizioni di minor rischio, evitando i pericoli derivanti dal succedersi delle sequenze,- impedire qualsiasi attivazione delle funzioni pericolose mediante un'azione volontaria o involontaria sui sensori della macchina”.E se queste quattro condizioni non possono essere soddisfatte simultaneamente, “il selettore del modo di comando o di funzionamento deve attivare altre misure di protezione progettate e costruite per garantire una zona di intervento sicura”. Inoltre – continua la direttiva – “al posto di manovra l'operatore deve avere la padronanza del funzionamento degli elementi sui quali agisce”.Riguardo poi alla disabilitazione dei dispositivi di protezione, l’intervento riporta indicazioni tratte dalla norma tecnica UNI EN ISO 11161:2010, norma che specifica i requisiti di sicurezza per i sistemi di fabbricazione integrati, che incorporano due o più macchine interconnesse. Fornisce requisiti e raccomandazioni per la progettazione sicura, la protezione e le informazioni per l’uso dei sistemi di fabbricazione integrati.Nell’intervento si indica che nel caso in cui sia necessario accedere alle zone pericolose della macchina con la macchina in funzione, “è necessario prevedere dei modi di comando appropriati. La selezione manuale del modo di comando deve essere bloccabile (ad esempio selettore a chiave, codice di accesso, ecc.). Quando i dispositivi di protezione sono disabilitati, occorre prevedere ulteriori misure di protezione che garantiscano un livello di sicurezza equivalente. Tali misure di protezione possono includere: comandi ad azione mantenuta (comando a due mani o comando di abilitazione); velocità e/o forza ridotta; individuazione di una posizione sicura e di un accesso sicuro per l’esecuzione dell’intervento”. Il documento riporta ulteriori indicazioni sul comando di abilitazione e sui casi di velocità ridotta senza comando ad azione mantenuta.Riportiamo poi qualche breve indicazione sull’isolamento dalle fonti di alimentazione di energia (punto 1.6.3 della Direttiva).Si ricorda che la macchina “deve essere munita di dispositivi che consentono di isolarla da ciascuna delle sue fonti di alimentazione di energia. Tali dispositivi devono essere identificati chiaramente. Devono poter essere bloccati, qualora la riconnessione rischi di presentare un pericolo per le persone. I dispositivi devono inoltre poter essere bloccati nel caso in cui l'operatore non possa verificare l'effettivo costante isolamento da tutte le posizioni cui ha accesso”.In particolare nel caso di macchine che possono essere alimentate ad energia elettrica mediante una spina ad innesto, “è sufficiente la separazione della spina, a patto che l'operatore possa verificare da tutte le posizioni cui ha accesso, che la spina resti disinserita”. E l’eventuale energia residua o immagazzinata dopo l'isolamento della macchina “deve poter essere dissipata senza rischio per le persone”.Si indica tuttavia che in deroga a quanto indicato “taluni circuiti possono non essere separati dalla loro fonte di energia onde consentire, ad esempio, il supporto di pezzi, la tutela di informazioni, l'illuminazione delle parti interne, ecc. In questo caso devono essere prese disposizioni particolari per garantire la sicurezza degli operatori”. Non si deve effettuare nessun intervento di manutenzione sulla macchina in movimento: “prima di ogni intervento bloccare in posizione di aperto mediante lucchetto i sezionatori delle alimentazioni presenti (alimentazione elettrica, pneumatica, ecc.) Tutti i dispositivi di sezionamento devono poter essere bloccati in posizione di ‘circuito isolato’, per esempio mediante lucchetti, in modo che gli operatori che intervengono sulla macchina possano accertarsi che nessun elemento della stessa possa essere avviato finché è in corso l'intervento”.Viene presentato un esempio di procedura:- “prima di intervenire sulla macchina ogni operatore blocca tutti i sezionatori delle fonti di alimentazione esterne con mezzi di bloccaggio — per esempio lucchetti — personali e porta con sé le chiavi di apertura;- ogni operatore rimuove i mezzi di bloccaggio personali dei sezionatori solamente una volta terminato l'intervento sulla macchina;- in questo modo il blocco dei sezionatori può essere rimosso solo dopo che tutti gli operatori hanno rimosso i mezzi di bloccaggio personali, ovvero solo dopo che tutti gli operatori hanno terminato gli interventi sulla macchina”. E dunque una procedura di questo tipo “evita che un operatore possa avviare la macchina senza accorgersi della presenza di altri operatori all'interno delle zone pericolose della macchina; perché sia efficace è essenziale che tutti gli operatori che intervengono sulla macchina blocchino i sezionatori con lucchetti personali”. Nell’intervento, che vi invitiamo a visionare integralmente, sono riportati anche altri esempi e immagini esplicative. Concludiamo questo breve excursus sulla sicurezza nella manutenzione delle macchine ricordando che (punto 1.7.4 della Direttiva) ogni macchina “deve essere accompagnata da istruzioni per l'uso nella o nelle lingue comunitarie ufficiali dello Stato membro in cui la macchina è immessa sul mercato e/o messa in servizio. Le istruzioni che accompagnano la macchina devono essere ‘istruzioni originali’ o una ‘traduzione delle istruzioni originali’; in tal caso alla traduzione deve essere allegata una copia delle istruzioni originali”. Tuttavia in deroga a quanto indicato, “le istruzioni per la manutenzione destinate ad essere usate da un personale specializzato incaricato dal fabbricante o dal suo mandatario possono essere fornite in una sola lingua comunitaria compresa da detto personale”. Gli interventi di manutenzione ordinaria “le istruzioni per l'uso devono contenere informazioni sufficientemente dettagliate a consentire agli operatori di effettuarle in condizioni di sicurezza senza trovarsi in condizioni pericolose. Il fabbricante, nella redazione delle istruzioni per l'uso, può assumere che gli operatori addetti alla manutenzione abbiano una formazione di base adeguata a questo ruolo; tale formazione è normalmente superiore a quella degli operatori addetti alla produzione e può essere indicata come requisito minimo di addestramento dal fabbricante della macchina nelle istruzioni per l'uso”. In definitiva devono comunque essere fornite “tutte le informazioni specifiche delle operazioni da effettuare che consentano all'operatore di agire in condizioni di sicurezza senza ‘improvvisare’”.
confronto tra CEI EN 50110-1 e CEI 11-27In particolare sull’argomento prove e ricerca guasti, “le due norme dicono sostanzialmente le stesse cose, con qualche specificazione in più nella 11-27 (in particolare il piano di prova). Da tener presente che la 11-27 non riguarda i lavori sotto tensione per tensioni superiori a 1 kV (che in Italia sono regolati dalla CEI 11-15), mentre la 50110 sì”.E riguardo alle attività di prove e ricerca guasti in MT (media tensione) e AT (alta tensione), il relatore ricorda che la norma CEI 11-15 all’art.2 recita: ‘non costituisce altresì lavoro sotto tensione l'uso di apparecchi ed attrezzi durante le operazioni attinenti a prove, ricerca guasti, ecc., tecnicamente eseguibili soltanto in assenza di messa a terra e in cortocircuito di parti attive messe fuori tensione, a condizione che vengano adottate, a seguito di un’attenta analisi del rischio, adeguate precauzioni per prevenire che le predette parti attive siano rimesse in tensione da ogni possibile sorgente di alimentazione’.Alcune considerazioni sui testi normativi, segnalando come le norme non aggiungano prescrizioni o deroghe (“salvo la liceità della rimozione di sicurezze”) a tutto il complesso del rimanente articolato. E “nella sostanza le due norme continuano a raccomandare di applicare i principi generali di sicurezza e le procedure di lavoro (fuori tensione, sotto tensione, prossimità) definite e illustrate. Inoltre, la scelta della norma italiana di un’aderenza sinottica alla norma europea ha portato a collocare le attività di prova e di ricerca guasti in contesti distinti anche nella 11-27, mentre in tutti i testi normativi italiani precedenti erano trattate congiuntamente. Si è tuttavia mantenuto il piano di prova, ma si è perso il responsabile delle prove previsto dall’edizione precedente”.Veniamo allora alle criticità delle attività di misura e di prova.
L’intervento indica che sono attività che si eseguono:- “sistematicamente (a intervalli di tempo prefissati);- sotto condizione (al verificarsi di un evento)”.E la criticità maggiore “consiste nel fatto che per eseguirle, di solito, si alterano le normali condizioni di funzionamento di un impianto. Inoltre, quasi sempre, gli eventuali errori non si evidenziano se non quando è tardi. I guai si manifestano sia durante l’attività, sia alla ripresa del servizio”. Si sottolinea che in ogni caso “trattandosi di attività pianificabili, la norma italiana prescrive (per i casi complessi) la predisposizione del piano di prova”. Le conseguenze generalmente “riguardano danni agli impianti e più raramente alle persone”.Riguardo invece alle criticità dell’attività di ricerca guasti, si indica che le criticità dipendono da due fattori:- “l’imprevedibilità del quando e del cosa;- la fretta”.In particolare per i guasti più ricorrenti “si possono predisporre procedure, ma per gli altri è necessario:- presupporre le possibili cause;- decidere che cosa fare per individuare la causa del guasto;- decidere come farlo”.E purtroppo “spesso si adottano sistemi sbrigativi con rischi (calcolati?) per cose e persone. L’imprevedibilità e l’urgenza fanno sì che spesso attrezzi, strumenti e persone più adatti non siano disponibili”.E a proposito di criticità il relatore sottolinea che spesso nella progettazione e costruzione di impianti e macchinari “ci si concentra sul funzionamento (quindi l’esercizio normale) trascurando le esigenze delle attività ‘fuori linea’ come le verifiche, le ispezioni, i controlli, le misure, le prove e, dulcis in fundo, la ricerca guasti”.Breve elenco di misure di prevenzione.Per le prove e misure:- “predisporre procedure dettagliate per ogni singola attività;- preparare il piano di prova per i casi complessi e comunque tutte le volte in cui si altera l’assetto dell’impianto;- formazione continua, teorica e per affiancamento; corsi e seminari di aggiornamento”.Per la ricerca guasti:- “predisporre procedure per i casi ricorrenti;- formazione sul modo di procedere (e al non farsi condizionare dalla fretta);- raccolta dati sull’evento (cause, processo di soluzione, errori, criticità, ecc.)”.Vi sono due strumenti che riducono le criticità delle prove e dei guasti:- piano di controlli sistematici: “permette di organizzare la formazione adeguata; permette di privilegiare le attività a minore impatto economico ed organizzativo; costringe ad approfondire la conoscenza dell’impianto;- manutenzione ordinaria: favorisce la conoscenza tecnica dell’impianto; riduce i guasti; costa globalmente meno di un disservizio”. a
CEI 11-27,
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Indicazioni operative dell’Inail per la gestione della sicurezza e della qualità in Risonanza Magnetica INAIL 2015 Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro ed Ambientale
Valutazione rischio esposizione ROA derivante dall’impiego di Riscaldatori ad Infrarossi A
cura di: Iole Pinto, Andrea Bogi, Francesco Picciolo, Nicola Stacchini Usl 7 Sena – Laboratorio Sanità Pubblica – Agenti Fisici
Cabine di proiezione con sistemi digitalizzati Una
cabina di proiezione in cui sia presente solo un sistema esclusivamente
digitalizzato non comporta l’applicazione delle disposizioni del DM 16.08.1996
La sicurezza a scuola Ultimo numero del periodico statistico Dati Inail
Jobs act, gli ultimi quattro decreti delegati Ecco tutte le misure del Jobs act
In Italia, l’installazione e l’uso delle apparecchiature diagnostiche a Risonanza Magnetica
(RM) sono regolati da un quadro normativo ormai vetusto, nel quale l’atto più recente è rappresentato dal D.P.R. 542/1994 con il quale sono
stati codificati gli standard di sicurezza ancora vigenti. Il profondo mutamento dovuto all’evoluzione scientifica e tecnologica che ha caratterizzato negli ultimi vent’anni la diagnostica per immagini a scopo medico con tomografia RM (in particolare, utilizzando campi statici di induzione magnetica sempre più elevati, a cui si associano radiofrequenze e gradienti sempre più spinti che danno vita ogni giorno ad apparecchiature via via più sofisticate e performanti) Scopo dell’indagine è stata la valutazione del rischio da radiazioni ottiche emesse da lampade ad infrarossi di comune utilizzo presso uffici, attività industriali e luoghi di ritrovo. Il riscaldamento ad infrarossi in particolare è in crescente e diffuso impiego su tutto il territorio nazionale, risultando molto efficace per riscaldare gli spazi esterni di bar, ristoranti e altri luoghi di ritrovo. Il calore localizzato, infatti, crea un microclima caldo anche durante l'inverno, permettendo di sfruttare gli spazi esterni durante tutto l'anno e non solo nelle stagioni più calde Lo ha chiarito in una circolare del 16 aprile 2015 il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del soccorso pubblico e
della difesa civile, Direzione centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica del Ministero dell’Interno, nella quale si fa esplicito riferimento al secondo e terzo capoverso del Titolo VI del DM citato. La Circolare prot. n. 8907 del 27/07/2015 riporta precisazioni alla nota DCPREV Prot. 4471 del 16 aprile 2015
Nel 2014 gli infortuni denunciati per gli studenti delle scuole pubbliche statali sono stati 82.118 (-6,9% rispetto al 2013), con una prevalenza di infortunati di sesso maschile (56,7%). Tra gli stranieri, la maggioranza dei casi ha riguardato alunni
di nazionalità rumena (17%). A scriverlo è il periodico statistico Dati
Inail, che in vista dell’inizio del nuovo anno scolastico ha dedicato il suo numero di agosto a un approfondimento sulla sicurezza tra i banchi.
Si completa la riforma del lavoro,
con gli ultimi quattro decreti delegati licenziati dal governo. Un “ritocco”, minimo, c’è stato. Ma alla fine le concessioni ai più garantisti sono solo “parziali” e la sostanza è una rivoluzione che interesserà tutti i lavoratori: d’ora in poi saranno possibili i controlli a distanza dei dipendenti attraverso tablet, smartphone o altre dotazioni tecnologiche senza dover fare prima accordi sindacali o avere autorizzazioni ministeriali. Unica accortezza: non si dovrà entrare in contrasto con la legge sulla privacy.
gestione della sicurezza,