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Timestamp: 2018-06-23 19:32:21+00:00
Document Index: 180935337

Matched Legal Cases: ['art.  2', 'in fine', 'art.  11', 'art. 11', 'art.  11', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art.1', 'art. 1', 'art.  3', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 20', 'art.  11', 'art. 4', 'art.\n4', 'art.  6', 'art.  4', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 7', 'art.  2217', 'art.  8', 'art.  9', 'art. 11', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 11', 'art. 1', 'art.  4', 'art.9', 'art. 10', 'sentenza ', 'sentenza\n', 'art. 4', 'art. 10', 'art.  2']

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 25 novembre 2010, n. 223 - Regolamento recante semplificazione e riordino dell'erogazione dei contributi all'editoria, a norma dell'articolo 44 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0245) - (GU n. 299 del 23-12-2010 | Periti.info
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 25 novembre 2010, n. 223 – Regolamento recante semplificazione e riordino dell’erogazione dei contributi all’editoria, a norma dell’articolo 44 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0245) – (GU n. 299 del 23-12-2010
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 25 novembre 2010, n. 223 - Regolamento recante semplificazione e riordino dell'erogazione dei contributi all'editoria, a norma dell'articolo 44 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0245) - (GU n. 299 del 23-12-2010 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 07/01/2011
Regolamento recante semplificazione e  riordino  dell’erogazione  dei
contributi all’editoria, a norma dell’articolo 44  del  decreto-legge
agosto 2008, n. 133. (10G0245)
Capo I  Semplificazione e riordino dei contributi di cui all’articolo
Visto l’articolo 44 del  decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112,
recante semplificazione e riordino delle procedure di erogazione  dei
Considerata l’opportunita’ di emanare misure di  semplificazione  e
riordino della disciplina di erogazione dei  contributi  all’editoria
di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive  modificazioni,
legislativa o regolamentare ad esse connessa, secondo i principi e  i
criteri direttivi indicati nel citato articolo 44  del  decreto-legge
Visto l’articolo 10-sexies del decreto-legge 30 dicembre  2009,  n.
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 2  dicembre  1997,
Acquisito il parere delle Commissioni parlamentari  competenti  per
Considerato che la  Prima  Commissione  Permanente  del  Senato  ha
specificamente segnalato la necessita’  di  correggere,  all’articolo
12, comma 1, l’erroneo riferimento alla legge 7 agosto 1990, n.  250,
Ritenuto di  doversi  uniformare  alla  predetta  osservazione,  in
ragione della circostanza che la qualificazione della erroneita’  del
riferimento normativo proviene dal medesimo ambito  parlamentare  dal
1. Le domande per la concessione dei contributi di cui all’articolo
3 della  legge  7  agosto  1990,  n.  250,  sottoscritte  dal  legale
rappresentante, sono  presentate  per  via  telematica  e  con  firma
digitale dal 1° al  31  gennaio  dell’anno  successivo  a  quello  di
riferimento dei contributi, secondo le modalita’ pubblicate sul  sito
internet  della  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri.   Qualora
l’impresa sia impossibilitata ad utilizzare lo strumento informatico,
la domanda puo’ essere  presentata  entro  lo  stesso  termine  anche
mediante raccomandata postale. Le domande presentate al di fuori  del
periodo indicato sono inammissibili. La documentazione istruttoria e’
trasmessa, unicamente mediante raccomandata  postale  con  avviso  di
ricevimento  o  per  via  telematica,  con  firma  digitale,  secondo
modalita’ indicate sul sito internet della Presidenza  del  Consiglio
dei Ministri. La medesima documentazione  istruttoria  deve  comunque
pervenire,  a  pena  di  decadenza  dal  diritto  all’ammissione   al
contributo,  entro  il  30  settembre  dell’anno  in  cui  e’   stata
presentata la domanda per la concessione.
– Si riporta il  testo  dell’articolo  44  del  decreto
legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti  per  lo
«Art. 44 (Semplificazione e riordino delle procedure di
erogazione dei contributi all’editoria). 1. Con regolamento
di delegificazione ai  sensi  dell’articolo  17,  comma  2,
della legge 23  agosto  1988,  n.  400,  da  emanare  entro
presente  decreto,  sentito  anche  il  Ministro   per   la
semplificazione normativa,  sono  emanate,  senza  nuovi  o
maggiori oneri a carico della  finanza  pubblica  e  tenuto
conto delle somme complessivamente stanziate  nel  bilancio
dello Stato per il settore dell’editoria, che costituiscono
limite  massimo  di  spesa,  misure  di  semplificazione  e
riordino della  disciplina  di  erogazione  dei  contributi
all’editoria di cui alla legge 7 agosto  1990,  n.  250,  e
successive modificazioni, e alla legge 7 marzo 2001, n. 62,
nonche’  di   ogni   altra   disposizione   legislativa   o
regolamentare ad esse connessa, secondo i seguenti principi
a) semplificazione della documentazione necessaria  per
accedere al contributo  e  dei  criteri  di  calcolo  dello
stesso,  assicurando  comunque  la   prova   dell’effettiva
distribuzione e messa in  vendita  della  testata,  nonche’
l’adeguata valorizzazione dell’occupazione professionale;
b)  semplificazione  delle  fasi  del  procedimento  di
erogazione, che garantisca, anche attraverso il  ricorso  a
procedure   informatizzate,   che   il    contributo    sia
effettivamente erogato entro e non oltre l’anno  successivo
b-bis) mantenimento del diritto  all’intero  contributo
previsto dalla legge 7 agosto 1990, n. 250 e dalla legge 14
agosto  1991,  n.  278,  anche  in  presenza   di   riparto
percentuale tra gli altri aventi diritto,  per  le  imprese
radiofoniche  private  che  abbiano  svolto  attivita’   di
interesse generale ai sensi della legge 7 agosto  1990,  n.
1-bis. Fermi restando gli stanziamenti complessivi, che
costituiscono tetto di spesa  ai  sensi  del  comma  1,  le
erogazioni sono destinate  prioritariamente  ai  contributi
diretti  e,  per  le  residue  disponibilita’,  alle  altre
tipologie di agevolazioni, da ricondurre nel  limite  delle
stesse disponibilita’.
1-ter. Lo schema del regolamento di cui al comma  1  e’
trasmesso alle Camere per l’espressione  del  parere  delle
Commissioni competenti per  materia  e  per  i  profili  di
carattere finanziario.».
– Si riporta il testo dell’articolo 56 della  legge  23
luglio  2009,  n.  99  (Disposizioni  per  lo  sviluppo   e
«Art.   56   (Editoria).   1.   Il    regolamento    di
delegificazione previsto dal comma 1 dell’ articolo 44  del
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, entra  in
vigore, relativamente ai contributi previsti dalla legge  7
agosto 1990, n. 250, a decorrere dal bilancio di  esercizio
delle imprese beneficiarie successivo  a  quello  in  corso
alla data di pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  del
2. All’onere derivante dal comma 1, pari a  70  milioni
di euro per ciascuno degli anni 2009 e  2010,  si  provvede
mediante quota parte delle maggiori entrate derivanti dalle
disposizioni di cui ai commi 3 e 4.
3. All’ articolo 81, comma 16, del citato decreto-legge
n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge
n. 133 del 2008, le parole: “5,5  punti  percentuali”  sono
sostituite dalle seguenti: “6,5 punti percentuali”.
4.  Nelle  more  della  liberalizzazione  dei   servizi
postali,  e  fino  alla  rideterminazione   delle   tariffe
agevolate per la spedizione di prodotti editoriali  di  cui
ai decreti del Ministro  delle  comunicazioni  in  data  13
novembre 2002, a decorrere dalla data di entrata in  vigore
della presente legge il costo unitario cui si  rapporta  il
rimborso in favore della societa’ Poste  italiane  Spa  nei
limiti dei  fondi  stanziati  sugli  appositi  capitoli  di
bilancio  autonomo  della  Presidenza  del  Consiglio   dei
ministri, di cui  all’  articolo  3  del  decreto-legge  24
dicembre 2003, n. 353, convertito, con modificazioni, dalla
legge 27 febbraio 2004, n. 46, e’ pari a quello  riveniente
dalla  convenzione  in  essere  in  analoga  materia   piu’
favorevole al prenditore.».
– Si riporta il testo del comma 62, dell’art.  2  della
«62. In attuazione dell’ articolo 44 del  decreto-legge
modificazioni, i contributi e le provvidenze  spettano  nel
limite dello stanziamento iscritto sul pertinente  capitolo
del bilancio autonomo della Presidenza  del  Consiglio  dei
ministri   procedendo,   ove   necessario,    al    riparto
proporzionale dei contributi tra gli aventi diritto,  fatte
salve le risorse da destinare alle convenzioni e agli oneri
inderogabili afferenti allo stesso capitolo.».
– Si riporta il testo dell’articolo 17, comma 2,  della
-La legge 5  agosto  1981,  n.  416  (Disciplina  delle
imprese  editrici  e   provvidenze   per   l’editoria)   e’
pubblicata in Gazzetta Ufficiale 6 agosto 1981, n. 215.
– La legge 25 febbraio 1987, n. 67 (Rinnovo della L.  5
agosto 1981,  n.  416,  recante  disciplina  delle  imprese
editrici e provvidenze per  l’editoria)  e’  pubblicata  in
Gazzetta Ufficiale 9 marzo 1987, n. 56.
– La legge 7  agosto  1990,  n.  250  (Provvidenze  per
l’editoria e riapertura dei termini, a favore delle imprese
radiofoniche, per la dichiarazione di rinuncia  agli  utili
di cui all’articolo 9, comma 2, della L. 25 febbraio  1987,
n. 67, per l’accesso ai benefici  di  cui  all’articolo  11
della legge stessa) e’ pubblicata in Gazzetta Ufficiale  27
agosto 1990, n. 199.
– La  legge  14  agosto  1991,  n.  278  (Modifiche  ed
integrazioni alle leggi 25 febbraio 1987, n. 67, e 7 agosto
1990,  n.  250,  concernenti  provvidenze  a  favore  della
editoria) e’ pubblicata in  Gazzetta  Ufficiale  28  agosto
1991, n. 201.
– La legge 15  novembre  1993,  n.  466  (Modifiche  ed
integrazioni alla legge 7  agosto  1990,  n.  250,  recante
provvidenze  per  l’editoria)  e’  pubblicata  in  Gazzetta
Ufficiale 20 novembre 1993, n. 273.
–  La  legge  7  marzo  2001,  n.   62   (Nuove   norme
sull’editoria e sui prodotti editoriali e modifiche alla L.
5 agosto 1981, n. 416) e’ pubblicata in Gazzetta  Ufficiale
21 marzo 2001, n. 67.
– Si  riporta  il  testo  dell’articolo  10-sexies  del
decreto legge 30 dicembre 2009, n.194 (Proroga  di  termini
«Art.  10-sexies  (Differimento  dell’applicazione   di
disposizioni in materia  di  contributi  all’editoria).  1.
Nelle more della riforma organica del settore dell’editoria
e in  attuazione  dell’articolo  44  del  decreto-legge  25
legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni, si
a) per i contributi relativi all’anno 2009  di  cui  ai
commi  2,  2-bis,  2-ter   limitatamente   alle   minoranze
linguistiche,  2-quater,  3  e   10   dell’articolo   3   e
all’articolo 4  della  legge  7  agosto  1990,  n.  250,  e
successive modificazioni,  al  comma  4  dell’articolo  153
della legge  23  dicembre  2000,  n.  388,  e  al  comma  5
dell’articolo 28 della legge 25 febbraio 1987,  n.  67,  ai
soggetti aventi diritto non si applicano le disposizioni di
cui all’articolo 2, comma 62, della legge 23 dicembre 2009,
n. 191, ed e’ corrisposto, in  presenza  dei  requisiti  di
legge, un contributo pari al  100  per  cento  dell’importo
calcolato secondo i parametri stabiliti dalla  legislazione
vigente. Tale importo non puo’ comunque essere superiore  a
quello spettante per l’anno 2008;
b) ai soggetti di cui  all’articolo  1  della  legge  7
agosto 1990, n. 230, e all’articolo 20,  comma  3-ter,  del
modificazioni,  dalla  legge  4  agosto  2006,  n.  248,  e
successive  modificazioni,  per   i   contributi   relativi
all’anno 2009 non  si  applicano  le  disposizioni  di  cui
all’articolo 2, comma 62, della legge 23 dicembre 2009,  n.
191, ed e’ corrisposto, in presenza dei requisiti di legge,
un contributo pari al 100 per cento dell’importo  calcolato
secondo i parametri stabiliti dalla  legislazione  vigente.
Tale importo non puo’ comunque essere  superiore  a  quello
spettante per l’anno 2008;
c) all’articolo  10,  comma  1,  del  decreto-legge  1°
ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni,  dalla
legge 29 novembre 2007, n. 222, e successive modificazioni,
le parole: «2007 e 2008» sono  sostituite  dalle  seguenti:
«2007,  2008  e  2009».  All’articolo  39,  comma  2,   del
decreto-legge 31 dicembre 2007,  n.  248,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 28  febbraio  2008,  n.  31,  le
parole:  «all’annualita’  2008»   sono   sostituite   dalle
seguenti: «fino all’annualita’ 2009». All’articolo 1, comma
574, della legge 23  dicembre  2005,  n.  266,  le  parole:
«aumentare su base annua di  una  percentuale  superiore  a
quella del tasso programmato di inflazione  per  l’anno  di
riferimento dei contributi» sono sostituite dalle seguenti:
«essere  superiori  a  quelli  ammessi   al   calcolo   dei
contributi per l’anno 2008»;
d) per i contributi relativi  all’anno  2009,  previsti
dall’articolo 3, comma 2-ter, della legge 7 agosto 1990, n.
250,   e   successive   modificazioni,   limitatamente   ai
quotidiani   italiani   editi   e    diffusi    all’estero,
dall’articolo 26 della legge  5  agosto  1981,  n.  416,  e
successive modificazioni, nonche’ dagli articoli 137 e  138
del codice del consumo, di cui  al  decreto  legislativo  6
settembre 2005, n.  206,  e  successive  modificazioni,  si
applica una riduzione  del  50  per  cento  del  contributo
complessivo calcolato per ciascun soggetto;
e) per i contributi relativi agli anni a decorrere  dal
2009 non si applicano l’articolo 3, comma 2, della legge  7
marzo 2001, n. 62, nonche’ gli articoli 4,  comma  3,  e  8
della  legge  7  agosto  1990,   n.   250,   e   successive
modificazioni, e l’articolo  11  della  legge  25  febbraio
1987, n. 67, e successive modificazioni. Sono fatti salvi i
rimborsi telefonici erogati dal  Ministero  dello  sviluppo
economico. Per i contributi relativi agli anni a  decorrere
dal 2009 ai soggetti di cui agli articoli 11  della  citata
legge n. 67 del 1987, e successive modificazioni, 23  della
legge 6 agosto 1990, n. 223, e successive modificazioni,  e
8  della  citata  legge  n.  250  del  1990,  e  successive
modificazioni,   sono   riconosciuti    esclusivamente    i
contributi erogati dal Ministero dello  sviluppo  economico
ai sensi dell’articolo 10 del decreto-legge 27 agosto 1993,
n. 323,  convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  27
ottobre 1993, n. 422.
2. In attuazione delle disposizioni di cui al comma 1 e
fermi restando gli stanziamenti previsti per le provvidenze
all’editoria come determinati dalla Tabella C allegata alla
legge 23 dicembre 2009, n. 191, un importo non inferiore  a
50 milioni di euro per l’anno 2010 e’ destinato al rimborso
delle   agevolazioni   tariffarie   postali   del   settore
dell’editoria. A tal fine, il citato importo di 50  milioni
di euro per l’anno 2010  e’  immediatamente  accantonato  e
reso  indisponibile  fino  all’utilizzo  per  la   predetta
3. All’articolo 2, comma 61, della  legge  23  dicembre
2009, n. 191, sono aggiunte, in fine, le  seguenti  parole:
«o vengano editate da altre societa’ comunque costituite».
4. Ai sensi dell’articolo 17, comma 12, della legge  31
dicembre 2009, n. 196, il Dipartimento per l’informazione e
l’editoria della  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri
provvede  al  monitoraggio  delle   spese   relative   alle
provvidenze per l’editoria di cui al  presente  articolo  e
riferisce in merito, entro il 30 giugno, al Presidente  del
Consiglio dei Ministri e al Ministro dell’economia e  delle
finanze. Nel caso si verifichino o  siano  in  procinto  di
verificarsi  scostamenti  rispetto  alle  previsioni  dello
stanziamento di bilancio stabilito a legislazione  vigente,
tenuto  conto  anche  di  quanto  previsto   dal   presente
articolo,  il  Presidente  del   Consiglio   dei   Ministri
provvede, con proprio decreto, nell’esercizio della propria
autonomia contabile e di bilancio,  alla  riduzione,  nella
misura necessaria alla copertura  finanziaria  del  maggior
onere  risultante  dall’attivita’  di  monitoraggio,  delle
dotazioni finanziarie di parte corrente, nell’ambito  delle
spese  rimodulabili,  iscritte  nell’ambito  del   bilancio
autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri.».
15 settembre 1987, n. 410 (Disciplina dei  metodi  e  delle
procedure per l’accertamento del possesso dei requisiti per
l’accesso  da   parte   delle   imprese   radiofoniche   di
informazione alle provvidenze  di  cui  all’art.  11  della
legge 25 febbraio 1987, n.  67,  nonche’  per  la  verifica
periodica della loro persistenza) e’ pubblicato in Gazzetta
Ufficiale 7 ottobre 1987, n. 234.
– Si riporta il testo dell’articolo  3  della  legge  7
agosto  1990,  n.  250  (Provvidenze   per   l’editoria   e
riapertura   dei   termini,   a   favore   delle    imprese
della  legge   stessa,   come   modificato   dal   presente
«Art. 3. 1. Per l’anno 1990 alle  imprese  editrici  di
quotidiani o periodici di cui al comma  6  dell’articolo  9
della  L.  25  febbraio  1987,  n.  67,  e   alle   imprese
radiofoniche di cui al comma 2 dell’art. 11 della  medesima
legge, sono concessi ulteriori contributi integrativi  pari
a quelli risultanti dai predetti commi degli artt. 9  e  11
della citata legge n. 67 del  1987,  sempre  che  tutte  le
entrate pubblicitarie non raggiungano il 40 per  cento  dei
costi complessivi dell’esercizio  relativo  all’anno  1990,
compresi gli ammortamenti risultanti a bilancio.
2. A decorrere dal 1° gennaio 2002, i contributi di cui
al comma 8 e  al  comma  11  del  presente  articolo,  sono
concessi, limitatamente ad una sola testata,  alle  imprese
editrici di giornali  quotidiani  che,  con  esclusione  di
quanto previsto dalle lettere a) e b)  per  le  cooperative
editrici  costituite   ai   sensi   e   per   gli   effetti
dell’articolo 153, comma 4, della legge 23  dicembre  2000,
n. 388, possiedano i seguenti requisiti:
a) siano costituite come cooperative giornalistiche  da
almeno tre anni;
c) abbiano  acquisito,  nell’anno  di  riferimento  dei
contributi, entrate pubblicitarie che non  superino  il  30
per cento dei costi complessivi dell’impresa risultanti dal
bilancio dell’anno medesimo;
d) abbiano adottato con norma statutaria il divieto  di
distribuzione degli utili nell’esercizio di riscossione dei
g) abbiano sottoposto l’intero  bilancio  di  esercizio
cui si riferiscono i contributi alla certificazione di  una
societa’ di revisione scelta tra quelle di  cui  all’elenco
apposito previsto dalla CONSOB;
2-bis. I contributi previsti dalla presente legge  sono
concessi anche alle imprese editrici di giornali quotidiani
la  cui  maggioranza   del   capitale   sia   detenuta   da
cooperative, fondazioni o enti morali non aventi  scopo  di
lucro che possiedano i requisiti di cui  alle  lettere  b),
c), d), e), f) e g) del comma 2 del presente articolo.
2-ter. I contributi previsti dalla presente legge, sono
concessi   alle   imprese   editrici   e   alle   emittenti
radiotelevisive, comunque costituite, che editino  giornali
quotidiani o  trasmettano  programmi  in  lingua  francese,
ladina, slovena e  tedesca  nelle  regioni  autonome  Valle
d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia  e  Trentino-Alto  Adige,  a
condizione che le imprese beneficiarie  non  editino  altri
giornali quotidiani o che non  possiedano  altre  emittenti
radiotelevisive  e  possiedano  i  requisiti  di  cui  alle
lettere b), c), d), e), f) e g) del comma  2  del  presente
articolo. Alle emittenti radiotelevisive di cui al  periodo
precedente  i   contributi   sono   concessi   nel   limite
complessivo di due milioni di euro per ciascuno degli  anni
2007, 2008 e 2009.  A  decorrere  dal  1°  gennaio  2002  i
contributi di cui ai commi  8  sono  concessi  ai  giornali
quotidiani italiani editi e diffusi all’estero a condizione
che le imprese editrici beneficiarie possiedano i requisiti
di cui alle lettere b),  c),  d)  e  g)  del  comma  2  del
presente  articolo.  Tali  imprese  devono  allegare   alla
domanda  i  bilanci   corredati   da   una   relazione   di
certificazione da parte di societa’  abilitate  secondo  la
normativa dello Stato in cui ha sede l’impresa.
2-quater. Le norme previste dal presente articolo per i
quotidiani per quanto attiene ai requisiti e ai  contributi
si  applicano  anche  ai  periodici  editi  da  cooperative
2-quinquies. Per la  concessione  dei  contributi  alle
emittenti radiotelevisive, di cui al comma 2-ter, si  tiene
conto soltanto dei seguenti  criteri,  e  cio’  in  via  di
interpretazione autentica del medesimo comma 2-ter:
a) devono trasmettere giornalmente tra le ore 6.00 e le
ore 22.00 e per oltre la meta’ del  tempo  di  trasmissione
programmi in lingua francese,  ladina,  slovena  e  tedesca
nelle regioni autonome Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia
e Trentino-Alto  Adige,  almeno  in  parte  prodotti  dalle
stesse emittenti radiotelevisive o da terzi per loro conto;
b) devono possedere i requisiti previsti  dall’articolo
1, commi 2-bis, 2-ter  e  2-quater,  del  decreto-legge  23
gennaio 2001, n. 5, convertito,  con  modificazioni,  dalla
legge 20 marzo 2001, n. 66, e successive modificazioni;
c) l’importo complessivo  di  2  milioni  di  euro  per
ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009  e’  ripartito,  anno
per anno, in base al numero delle domande inoltrate, tra le
emittenti radiofoniche e le emittenti televisive. La  quota
spettante alle emittenti radiofoniche e’ suddivisa, tra  le
emittenti radiofoniche stesse, ai sensi e per  gli  effetti
del regolamento  di  cui  al  decreto  del  Ministro  delle
comunicazioni  1°  ottobre  2002,  n.  225,   adottato   in
attuazione dell’articolo  52,  comma  18,  della  legge  28
dicembre 2001, n. 448, mentre e’ suddivisa tra le emittenti
televisive stesse ai sensi della presente legge.
3. A  decorrere  dal  1°  gennaio  1991,  alle  imprese
editrici  di  periodici   che   risultino   esercitate   da
cooperative, fondazioni o enti morali, ovvero  da  societa’
la  maggioranza  del  capitale  sociale  delle  quali   sia
detenuta da cooperative, fondazioni o enti morali  che  non
abbiano scopo di lucro, sono  corrisposte  annualmente  0,2
euro per copia stampata fino a  30.000  copie  di  tiratura
media,  indipendentemente  dal  numero  delle  testate.  Le
imprese di cui al presente comma devono  essere  costituite
da almeno tre anni ovvero editare testate diffuse da almeno
cinque anni. I contributi di cui  al  presente  comma  sono
corrisposti a condizione che le imprese editrici:
a) non abbiano acquisito, nell’anno precedente introiti
pubblicitari superiori complessivamente al 40 per cento dei
costi, compresi gli ammortamenti, dell’impresa  per  l’anno
medesimo, risultanti dal bilancio;
b)  editino  periodici  a   contenuto   prevalentemente
c)  abbiano  pubblicato  nei   due   anni   antecedenti
l’entrata in vigore della presente  legge  e  nell’anno  di
riferimento dei contributi, non meno di 45 numeri ogni anno
per ciascuna testata per i plurisettimanali e  settimanali,
18 per i quindicinali e 9 per i mensili.
3-bis. Qualora le societa’ di  cui  al  comma  3  siano
costituite da persone fisiche e giuridiche, ciascuna  delle
quali possieda quote di capitale inferiori al 3 per  cento,
e’ sufficiente che la cooperativa, fondazione o ente morale
detenga la maggioranza relativa del capitale sociale.
4. La commissione di cui all’articolo 54 della legge  5
agosto 1981, n. 416  ,  come  modificato  dall’articolo  11
della  legge  30  aprile  1983,  n.  137,  esprime   parere
sull’accertamento della tiratura  e  sull’accertamento  dei
requisiti di ammissione ai contributi disposti dal comma 3.
5. Le imprese editrici in possesso dei requisiti di cui
ai commi 2 e  3  devono  trasmettere  alla  Presidenza  del
Consiglio dei Ministri – Dipartimento per l’informazione  e
l’editoria,  lo  statuto   della   societa’   che   escluda
esplicitamente  la  distribuzione  degli  utili  fino  allo
scioglimento della societa’ stessa. Le disposizioni di  cui
all’articolo 2 della presente legge si applicano anche alle
imprese editrici di giornali  quotidiani  e  periodici  che
gia’ abbiano presentato domanda per accedere ai  contributi
di cui agli articoli 9 e 10 della citata legge  n.  67  del
1987. Non possono percepire i contributi di cui al comma  8
le  imprese  editrici  che  siano  collegate  con   imprese
editrici di altri giornali quotidiani  o  periodici  ovvero
con imprese  che  raccolgono  pubblicita’  per  la  testata
stessa o per altri giornali  quotidiani  o  periodici.  Non
possono  percepire  i  suddetti   contributi   le   imprese
editoriali collegate con altre imprese titolari di rapporti
contrattuali  con  l’impresa  editoriale  stessa,  il   cui
importo ecceda  il  10  per  cento  dei  costi  complessivi
dell’impresa editrice, compresi  gli  ammortamenti,  ovvero
nel  caso  in  cui  tra  i  soci   e   gli   amministratori
dell’impresa  editoriale  figurino  persone  fisiche  nella
medesima condizione contrattuale.
6. Ove nei dieci  anni  dalla  riscossione  dell’ultimo
contributo la societa’ proceda ad operazioni  di  riduzione
del capitale per esuberanza, ovvero la societa’ deliberi la
fusione o comunque operi  il  conferimento  di  azienda  in
societa’ il cui statuto non contempli l’esclusione  di  cui
al comma 5, la societa’ dovra’ versare in conto entrate  al
Ministero del tesoro una somma pari ai contributi disposti,
aumentati degli interessi calcolati  al  tasso  doppio  del
tasso di riferimento di cui all’articolo 20  del  D.P.R.  9
novembre  1976,  n.  902,  e  successive  modificazioni,  a
partire dalla data di  ogni  riscossione,  e  capitalizzati
annualmente; ove nello stesso periodo la societa’ sia posta
in  liquidazione,  dovra’  versare  in  conto  entrate   al
Ministero del tesoro  una  somma  parimenti  calcolata  nei
limiti del risultato netto  della  liquidazione,  prima  di
qualunque  distribuzione   od   assegnazione.   Una   somma
parimenti calcolata dovra’ essere  versata  dalla  societa’
quando,  nei  dieci  anni  dalla  riscossione   dell’ultimo
contributo, dai bilanci annuali o da  altra  documentazione
idonea, risulti violata  l’esclusione  della  distribuzione
7. – 12. (abrogato).
11-bis.
11-ter. A decorrere dall’anno 1991  sono  abrogati  gli
ultimi due  periodi  del  comma  5.  Dal  medesimo  anno  i
contributi previsti dal comma 2 sono concessi a  condizione
che non fruiscono  dei  contributi  previsti  dal  predetto
comma  imprese  collegate  con  l’impresa  richiedente,   o
controllate da essa, o che  la  controllano,  o  che  siano
controllate dalle stesse imprese, o dagli  stessi  soggetti
che la controllano.
12. (abrogato).
13. I contributi di cui ai commi  10  e  11  e  di  cui
all’articolo 4 sono concessi a condizione  che  le  imprese
non fruiscano,  ne’  direttamente  ne’  indirettamente,  di
quelli di cui ai commi 2, 5, 6, 7 e 8, ed a condizione  che
i contributi di cui ai commi stessi non siano percepiti  da
imprese da esse controllate o che le controllano ovvero che
siano controllate  dalle  stesse  imprese  o  dagli  stessi
soggetti che le controllano.
14. I contributi di cui ai commi  10  e  11  e  di  cui
all’articolo 4 sono  corrisposti  alternativamente  per  un
quotidiano  o  un  periodico  o  una  impresa  radiofonica,
qualora siano espressione dello stesso partito politico.
15. Le imprese editrici di cui al presente articolo, ad
eccezione di quelle previste dal  comma  3,  sono  comunque
soggette agli obblighi di cui al quinto comma dell’articolo
7, L. 5 agosto 1981, n. 416, come modificato  dall’articolo
4, L. 30 aprile 1983, n. 137, a prescindere  dall’ammontare
dei ricavi  delle  vendite.  Sono  soggette  agli  obblighi
medesimi, a prescindere dall’ammontare dei  ricavati  delle
vendite, anche le imprese di cui al comma 2  dell’art.  11,
L. 25 febbraio 1987, n. 67.
15-bis. (abrogato)».
Disposizioni relative ai requisiti per l’accesso ai contributi di cui
all’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250.
1. Le imprese di cui all’articolo 3, commi  2,  2-bis,  2-ter,  con
esclusione  di  quelle  editrici  di  quotidiani  editi   e   diffusi
all’estero, e 2-quater, della legge 7 agosto 1990, n. 250, nonche’ le
imprese di cui all’articolo 153, comma 4,  della  legge  23  dicembre
possono richiedere i relativi contributi a condizione che la  testata
edita sia venduta, per le testate nazionali, nella misura  di  almeno
il 15 per cento delle copie distribuite e,  per  le  testate  locali,
nella misura di almeno il 30 per cento delle copie  distribuite.  Per
copie distribuite si intendono quelle poste in vendita in  edicola  o
presso punti di vendita non esclusivi, entrambi tramite contratti con
societa’ di distribuzione  esterne,  non  controllate  ne’  collegate
all’impresa  editrice  richiedente  il  contributo,   ovvero   quelle
distribuite in abbonamento a titolo oneroso. Nel computo delle  copie
distribuite non rientrano quelle oggetto di  vendita  in  blocco,  da
intendersi quale vendita di una pluralita’ di copie ad un soggetto ad
un prezzo inferiore a quello indicato sulla pubblicazione, effettuata
direttamente dalle imprese editrici, non  in  abbonamento  ed  al  di
fuori  della  filiera  distributiva,   nonche’   quelle   cedute   in
connessione con il  versamento  di  quote  associative,  qualora  non
espressamente destinate alla sottoscrizione di abbonamenti a prodotti
editoriali mediante doppia opzione di quota, e quelle diffuse tramite
lo strillonaggio. La tiratura, la distribuzione complessiva nelle sue
diverse modalita’, nonche’ la vendita, devono  essere  analiticamente
certificate da una societa’ di revisione iscritta nell’apposito  albo
tenuto dalla CONSOB. Ai fini del presente  articolo  si  intende  per
testata nazionale quella distribuita in almeno cinque regioni.
2. Fermi restando i requisiti previsti dall’articolo 1, commi 458 e
460, della legge 23 dicembre 2005,  n.  266,  le  cooperative  devono
essere composte in prevalenza da giornalisti  e  la  maggioranza  dei
soci, mantenendo il medesimo criterio di prevalenza,  deve  risultare
dipendente della cooperativa, con contratto di lavoro a  tempo  pieno
ed indeterminato.
3. Le cooperative editrici costituite ai sensi e  per  gli  effetti
dell’articolo 153, comma 4, della legge 23  dicembre  2000,  n.  388,
fermo restando il possesso di  tutti  gli  altri  requisiti  previsti
dalla normativa vigente, possono continuare ad accedere ai contributi
di cui all’articolo 3, commi 2 e 2-quater, della legge 7 agosto 1990,
n. 250, a condizione che  si  costituiscano,  entro  il  31  dicembre
dell’anno  di  entrata  in  vigore  del  presente   regolamento,   in
cooperative  giornalistiche  che  posseggano  i  requisiti   di   cui
all’articolo 6 della legge 5 agosto 1981,  n.  416,  come  modificati
dall’articolo 1, commi 458 e 460, della legge 23  dicembre  2005,  n.
266, e dal comma 2 del presente articolo.
– Per il testo dell’art. 3 legge 7 agosto 1990 n.  250,
si veda nelle note all’art. 1.
– Si riporta il testo dell’articolo 153, comma 4, della
legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Disposizioni in materia  di
alloggi e residenze per studenti universitari):
«4. Entro e non oltre il 1° dicembre  2001  le  imprese
editrici di quotidiani  o  periodici  organi  di  movimenti
politici, in possesso dei requisiti di cui all’articolo  3,
comma 10, della legge 7 agosto 1990, n. 250,  e  successive
modificazioni, possono costituirsi in societa’ cooperative,
il cui oggetto sociale sia costituito esclusivamente  dalla
edizione di quotidiani  o  periodici  organi  di  movimenti
politici. A tali cooperative sono attribuiti  i  contributi
di cui all’articolo 3, comma 2, della legge 7 agosto  1990,
n. 250, e successive modificazioni.».
– Si riporta il testo dell’articolo 1, commi 458 e 460,
della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Disposizioni  per  la
«458. E’ autorizzata la spesa di 3 milioni  di  euro  a
decorrere dall’anno  2005  allo  scopo  della  prosecuzione
degli  interventi  infrastrutturali   previsti   ai   sensi
dell’articolo 3, comma 127, della legge 24  dicembre  2003,
n. 350.»
«460. Fermo restando quanto disposto  dall’articolo  6,
commi 1, 2 e 3, del decreto-legge 15 aprile  2002,  n.  63,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno  2002,
n. 112, l’articolo 12 della legge 16 dicembre 1977, n. 904,
non si applica alle societa’ cooperative e loro consorzi  a
mutualita’ prevalente di cui al libro V, titolo VI, capo I,
sezione I, del codice civile, e alle relative  disposizioni
di attuazione e transitorie, e che sono  iscritti  all’Albo
delle  cooperative   sezione   cooperative   a   mutualita’
prevalente  di  cui  all’articolo  223-sexiesdecies   delle
disposizioni di attuazione del codice civile:
a) per la quota del 20  per  cento  degli  utili  netti
annuali delle cooperative agricole e loro consorzi  di  cui
al decreto  legislativo  18  maggio  2001,  n.  228,  delle
cooperative della piccola pesca e loro consorzi;
b) per la quota del 30  per  cento  degli  utili  netti
annuali delle altre cooperative e loro consorzi;
b-bis) per la quota del 55 per cento degli utili  netti
annuali  delle  societa’  cooperative  di  consumo  e  loro
consorzi. > > .
– Si riporta il testo dell’ articolo 6, della  legge  5
agosto 1981, n. 416 (Disciplina delle  imprese  editrici  e
provvidenze per l’editoria):
«Art. 6 (Coperative giornalistiche). 1. Ai  fini  della
presente legge, per cooperative giornalistiche si intendono
le societa’ cooperative composte di giornalisti  costituite
ai sensi degli articoli 2511 e seguenti del codice  civile,
iscritte nel registro prefettizio di  cui  all’articolo  13
del  decreto  legislativo  14  dicembre  1947,  n  1577   ,
ratificato, con modificazioni, dalla L. 2 aprile  1951,  n.
302, modificato dall’articolo 6 della L. 17 febbraio  1971,
n. 127 .
2. Ai fini della presente legge si  intendono  altresi’
per cooperative giornalistiche i  consorzi  costituiti,  ai
sensi dell’articolo 27 del predetto decreto legislativo  14
dicembre 1947, n. 1577 , modificato dall’articolo  5  della
predetta L. 17 febbraio 1971, n. 127  ,  tra  una  societa’
cooperativa  composta  da  giornalisti   e   una   societa’
cooperativa  composta  da  lavoratori   del   settore   non
giornalisti  che  intendono   partecipare   alla   gestione
3.  Gli  statuti  debbono  contenere  espressamente  le
clausole indicate nell’articolo  26  del  medesimo  decreto
legislativo 14  dicembre  1947,  n.  1577  ,  e  successive
modificazioni, e possono  prevedere  la  partecipazione  di
altri lavoratori del settore, nonche’  limiti  delle  quote
sociali in misura maggiore di quella prevista dalle vigenti
4. Ai fini della  presente  legge,  le  cooperative  di
giornalisti devono associare almeno il cinquanta per  cento
dei  giornalisti  dipendenti  aventi  rapporto  di   lavoro
regolato dal contratto nazionale di lavoro giornalistico  e
clausola di esclusiva con le cooperative medesime  ,ovvero,
nel caso di  cui  all’articolo  precedente,  con  l’impresa
cessata ovvero che abbia  cessato  la  pubblicazione  della
testata. Gli statuti debbono consentire  la  partecipazione
alle  rispettive  cooperative   degli   altri   giornalisti
dell’impresa aventi analogo rapporto di lavoro  e  clausola
di esclusiva, che ne facciano richiesta. Negli altri  casi,
per l’ammissione a  socio  della  cooperativa,  valgono  le
norme generali del codice  civile,  nonche’  i  particolari
requisiti e le procedure  ordinarie  in  materie  stabilite
dagli statuti stessi.
5.  Le  cooperative  dei  lavoratori  devono  associare
almeno  il  cinquanta  per  cento  dei  lavoratori   aventi
contratto a tempo pieno con la cooperativa o, nel  caso  di
cui al precedente articolo 5, con l’impresa cessata  ovvero
che abbia  cessato  la  pubblicazione  della  testata  e  i
relativi statuti devono consentire la partecipazione  degli
altri lavoratori a tempo pieno che ne facciano richiesta.
6. Tutte le designazioni  di  organi  collegiali  delle
cooperative avvengono per voto personale, uguale e  segreto
e limitato ad una parte degli eligendi.
7. Per l’adozione delle decisioni di  cui  all’articolo
precedente, i rappresentanti sindacali aziendali ovvero  un
terzo dei giornalisti convocano l’assemblea dei giornalisti
stessi  nelle  forme  e  con  le  modalita’  fissate  dalle
disposizioni di attuazione della presente legge.
8. L’assemblea  dei  giornalisti  decide  sull’acquisto
della testata, per appello nominale, a maggioranza assoluta
degli  aventi  diritto.  Se  la  decisione  e’   favorevole
all’acquisto, l’assemblea nomina, con voto limitato, uguale
e segreto i propri rappresentanti, i quali curano tutte  le
attivita’ necessarie per la costituzione della  cooperativa
e per l’acquisto della testata.
9. Nel caso in cui l’assemblea dei  giornalisti  decida
l’acquisto della testata, i dipendenti non giornalisti sono
convocati in assemblea dai  loro  rappresentanti  sindacali
aziendali ovvero da un  terzo  dei  dipendenti  stessi  per
deliberare, con appello nominale e a  maggioranza  assoluta
degli aventi  diritto,  la  costituzione  di  una  societa’
cooperativa  per  partecipare  alla  gestione  dell’impresa
giornalistica.   Ove   tale   decisione   venga   adottata,
l’assemblea nomina, con voto limitato, uguale e segreto,  i
propri rappresentanti, i quali curano  tutte  le  attivita’
necessarie  per  la  costituzione   della   cooperativa   e
provvedono,  di   intesa   con   i   rappresentanti   della
cooperativa  fra   giornalisti,   alla   costituzione   del
consorzio di cui al secondo comma.».
Disposizioni relative alle modalita’ di calcolo dei contributi di cui
1. I contributi alle imprese editrici di cui all’articolo 3,  commi
2 e 2-bis, della legge 7 agosto 1990, n. 250,  nonche’  alle  imprese
editrici di quotidiani italiani editi e diffusi all’estero di cui  al
comma 2-ter del medesimo articolo 3, sono calcolati sulla base di  un
importo fisso annuo pari  al  50  per  cento  dei  costi  ammissibili
risultanti dal bilancio, inclusi gli  ammortamenti,  e  comunque  non
superiore a 2 milioni di euro per ciascuna  impresa,  nonche’  di  un
importo  variabile  nella  misura  di  euro  0,09  per   ogni   copia
distribuita ai sensi di quanto previsto  dall’articolo  2,  comma  1,
fino ad  un  massimo  di  50  milioni  di  copie  annue;  l’ammontare
complessivo di tali contributi non puo’ comunque superare il  60  per
cento dei costi come sopra indicati.
2. I contributi alle imprese editrici  di  giornali  quotidiani  in
lingua francese, ladina, slovena e tedesca, di  cui  all’articolo  3,
comma 2-ter, della legge 7 agosto 1990, n. 250, nonche’ alle  imprese
editrici di periodici di cui al comma 2-quater del medesimo  articolo
3, sono calcolati sulla base di un importo fisso annuo pari al 30 per
cento dei costi ammissibili  risultanti  dal  bilancio,  inclusi  gli
ammortamenti, e comunque non  superiore  a  1  milione  di  euro  per
ciascuna impresa  editrice  di  quotidiani  ed  a  300.000  euro  per
ciascuna  impresa  editrice  di  periodici,  nonche’  di  un  importo
variabile, nella misura di euro 0,09 per i quotidiani e di euro  0,20
per i periodici, per  ogni  copia  distribuita  ai  sensi  di  quanto
previsto dall’articolo 2, comma 1, del presente decreto, fino  ad  un
massimo di 50 milioni di copie annue. L’ammontare complessivo di tali
contributi non puo’ comunque superare il 50 per cento dei costi  come
3.  Alle  imprese  editrici  di  quotidiani  o  periodici  di   cui
all’articolo 153, comma 2, della legge 23 dicembre 2000, n.  388,  ed
all’articolo 20, comma 3-ter, del decreto-legge  4  luglio  2006,  n.
223, convertito, con modificazioni, dalla legge  4  agosto  2006,  n.
248, continua ad applicarsi il disposto dell’articolo 1,  comma  460,
della legge 23 dicembre 2005, n.  266.  I  relativi  contributi  sono
cosi’ calcolati:
a) un contributo fisso annuo di importo pari al 40  per  cento  dei
costi ammissibili risultanti dal bilancio, inclusi gli  ammortamenti,
e comunque non superiore a  1.290.000  euro  per  i  quotidiani  e  a
310.000 euro per i periodici;
1) per i giornali quotidiani: 258.000 euro  all’anno  da  10.000  a
30.000 copie di tiratura media  giornaliera;  154.000  euro  all’anno
ogni 10.000 copie di tiratura media  giornaliera  dalle  30.000  alle
150.000 copie; 103.000 euro all’anno ogni 10.000  copie  di  tiratura
media giornaliera oltre le 150.000 copie e fino alle 250.000 copie;
2) per i giornali periodici un contributo di 207.000 euro nel  caso
di tirature medie superiori alle 10.000 copie;
c) un ulteriore contributo pari alla somma dei  contributi  di  cui
d) la somma dei contributi previsti alle lettere a), b)  e  c)  non
puo’ comunque superare il 70 per cento dei costi ammissibili.
4. Le agenzie di stampa di cui  all’articolo  2,  comma  30,  della
legge 28  dicembre  1995,  n.  549,  e  le  agenzie  di  informazione
radiofonica di cui all’articolo 53, comma 15, della legge 27 dicembre
1997, n. 449, possono accedere a un contributo fisso annuo pari al 30
per cento dei costi ammissibili risultanti dal bilancio, inclusi  gli
5. I costi sostenuti  dalle  imprese  editrici  per  l’acquisto  di
servizi editoriali consistenti nella predisposizione, anche parziale,
di pagine del giornale, continuano ad essere considerati, ai fini del
calcolo dei contributi di cui al presente  articolo,  unicamente  nel
limite del 10 per cento di tutti gli altri costi ammissibili, purche’
in presenza  di  certificazione  di  regolarita’  contributiva  delle
imprese fornitrici dei medesimi servizi editoriali.
6. Ai fini del presente articolo per costi ammissibili si intendono
i costi direttamente connessi all’esercizio dell’attivita’ editoriale
per la  produzione  della  testata  per  la  quale  si  richiedono  i
contributi. Con successivo decreto del Presidente del  Consiglio  dei
Ministri, di natura non  regolamentare,  da  adottarsi  entro  il  31
dicembre 2010, sono specificate le tipologie dei costi ammissibili.
7. In caso di insufficienza delle risorse stanziate sul  pertinente
capitolo del bilancio autonomo della  Presidenza  del  Consiglio  dei
Ministri, agli aventi titolo  spettano  contributi  ridotti  mediante
riparto proporzionale.
– Cfr. note all’articolo 1 per i riferimenti  ai  commi
specifici dell’art. 3 legge 7 agosto 1990 n. 250.
– Si riporta il testo dell’articolo 153, comma 2, della
«Art.153 (Imprese editrici di quotidiani e  periodici).
2. La normativa di cui  all’articolo  3,  comma  10,  della
legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni, si
applica esclusivamente alle imprese editrici di  quotidiani
e periodici, anche telematici, che,  oltre  che  attraverso
esplicita menzione riportata in testata,  risultino  essere
organi o giornali di forze politiche che abbiano il proprio
gruppo parlamentare in una delle  Camere  o  rappresentanze
nel Parlamento europeo o  siano  espressione  di  minoranze
linguistiche riconosciute, avendo almeno un  rappresentante
in un ramo del Parlamento italiano nell’anno di riferimento
dei contributi.».
– Si riporta il testo dell’articolo  20,  comma  3-ter,
del decreto-legge 4 luglio 2006,  n.  223  (Conversione  in
legge, con modificazioni,  del  decreto  legge.  18  maggio
2006, n. 181, recante disposizioni urgenti  in  materia  di
riordino delle attribuzioni della Presidenza del  Consiglio
dei Ministri e dei Ministeri.  Delega  al  Governo  per  il
coordinamento delle disposizioni in materia di  funzioni  e
organizzazione della Presidenza del Consiglio dei  Ministri
e dei  Ministeri),  convertito,  con  modificazioni,  dalla
legge 4 agosto 2006, n. 248:
«3-ter. Il requisito della rappresentanza  parlamentare
indicato  dall’articolo  153,  comma  2,  della  legge   23
dicembre 2000, n. 388, non e’ richiesto per  le  imprese  e
per le testate di  quotidiani  o  periodici  che  risultano
essere giornali od organi di partiti o movimenti  politici,
che alla data del 31 dicembre 2005 abbiano gia’ maturato il
diritto ai contributi di  cui  all’articolo  3,  comma  10,
– Per il comma 460, dell’art.1 della legge 23  dicembre
2005, n.266, si veda nelle note all’art. 1.
– Si riporta il testo dell’articolo 2, comma 30,  legge
28 dicembre 1995, n.549 (Misure di razionalizzazione  della
«30. Al comma 2 dell’articolo 3 della  legge  7  agosto
1990, n. 250 , dopo le parole: «Trentino-Alto Adige»,  sono
aggiunte le seguenti: «e ai  giornali  quotidiani  italiani
editi e  diffusi  all’estero».  Ai  fini  dell’applicazione
dell’articolo 3, comma 8, lettera a),  della  L.  7  agosto
1990, n. 250 ,  il  comma  2  dello  stesso  art.  3  della
medesima legge n. 250 del 1990,  deve  essere  interpretato
nel senso che per imprese editrici di quotidiani costituite
come cooperative giornalistiche, devono intendersi anche le
imprese, costituite in tale forma, editrici di  agenzie  di
stampa  quotidiane  che  trasmettano  tramite   canali   in
concessione esclusiva dell’Ente poste italiane.».
– Si riporta il testo dell’articolo 53, comma 15  della
legge   27   dicembre   1997,   n.449   (Misure   per    la
stabilizzazione della finanza pubblica):
«15.   Ai   fini   dell’applicazione   del   comma   30
dell’articolo 2 della legge 28 dicembre 1995, n. 549, a far
data dal 1° gennaio  1996,  i  canali  satellitari  in  uso
esclusivo delle agenzie di informazione radiofonica di  cui
al comma 1 dell’articolo 11 della legge 7 agosto  1990,  n.
250, costituite nella forma di cooperative di  giornalisti,
sono  equiparati  ai  canali   in   concessione   esclusiva
dell’Ente poste italiane.».
Disposizioni per favorire lo sviluppo  dell’occupazione  nel  settore
1. Fermo restando quanto stabilito dal comma 2 dell’articolo 2  del
presente regolamento, il contributo spettante alle  imprese  editrici
di quotidiani, calcolato secondo i parametri di cui  all’articolo  3,
e’ ridotto del 20 per cento quando, risultando superiore a 2  milioni
di  euro,  l’impresa  non  abbia  utilizzato,  nell’intero  anno   di
riferimento del contributo, almeno 5 dipendenti,  con  prevalenza  di
giornalisti, regolarmente assunti con  contratto  a  tempo  pieno  ed
indeterminato, e quando, risultando superiore a 1 milione di euro  ed
inferiore a 2  milioni  di  euro,  l’impresa  non  abbia  utilizzato,
nell’intero anno di riferimento del contributo, almeno 3  dipendenti,
con prevalenza di giornalisti, regolarmente assunti con  contratto  a
tempo pieno ed indeterminato. Il contributo  spettante  alle  imprese
editrici  di  periodici,  calcolato  secondo   i   criteri   di   cui
all’articolo 3, e’  ridotto  del  20  per  cento  quando,  risultando
superiore  a  400  mila  euro,  l’impresa   non   abbia   utilizzato,
con prevalenza di giornalisti regolarmente assunti  con  contratto  a
tempo pieno ed indeterminato, e quando, superiore a 200 mila euro  ed
inferiore  a  400  mila  euro,  l’impresa   non   abbia   utilizzato,
nell’intero anno di riferimento del contributo, almeno 2  dipendenti,
di cui almeno un giornalista, regolarmente assunti  con  contratto  a
1. Le  situazioni  di  collegamento  e  di  controllo  fra  imprese
editrici,  ostative  all’erogazione  dei  contributi,   sono   quelle
previste dall’articolo 3, commi 11-ter e 13,  della  legge  7  agosto
1990, n. 250, nonche’ dall’articolo 1,  comma  574,  della  legge  23
dicembre 2005, n. 266. Le situazioni di collegamento e  di  controllo
sono  definite  dall’articolo  2359  del   codice   civile,   nonche’
dall’articolo 1, ottavo comma, della legge 5 agosto 1981, n. 416.
2. Ai fini  dell’ammissibilita’  della  domanda  di  contributi  le
situazioni di collegamento o controllo  ostative  all’erogazioni  dei
contributi sono accertate dall’Amministrazione mediante dichiarazione
sostitutiva di atto notorio redatta ai  sensi  dell’articolo  47  del
sottoscritta dal legale  rappresentante  dell’impresa  richiedente  i
contributi,  nella  quale  e’  dichiarata  l’insussistenza  di   tali
rapporti ovvero  sono  indicate  dettagliatamente  le  situazioni  di
collegamento o controllo nelle quali versa l’impresa stessa. In  caso
di situazioni di collegamento o controllo con altra societa’ i legali
rappresentanti delle societa’  controllanti  o  collegate  presentano
dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante  che  le  stesse
non hanno presentato domande di contributi.
3. Il Dipartimento  per  l’informazione  e  l’editoria  provvede  a
richiedere  all’Autorita’  per  le   garanzie   nelle   comunicazioni
relativamente alle  imprese  richiedenti  i  contributi,  oltre  alla
regolarita’  dell’iscrizione   al   Registro   degli   Operatori   di
comunicazione (ROC),  l’attestazione  di  conformita’  degli  assetti
societari alla normativa vigente, nonche’ l’attestazione dell’assenza
di situazioni di controllo e/o collegamento per gli  effetti  di  cui
all’articolo 3, commi 11-ter e 13, della legge 7 agosto 1990, n. 250,
e dell’articolo 1, comma 574, della legge 23 dicembre 2005, n. 266.
– Per il testo dei commi 1-ter  e  13  dell’articolo  1
della legge 7 agosto  1990  n.  250,  si  veda  nelle  note
– Si riporta il testo dell’articolo 1, comma 574, della
legge  23  dicembre  2005,  n.266  (Disposizioni   per   la
«574. Nei casi di cui  all’articolo  3,  comma  11-ter,
della legge 7 agosto 1990, n. 250, qualora siano presentate
piu’  domande,  tutte  le  imprese   editrici   interessate
decadono dal diritto di accedere  ai  contributi.  I  costi
ammissibili per il calcolo dei contributi di cui alla legge
7 agosto 1990, n. 250,  all’articolo  23,  comma  3,  della
all’articolo 7, comma 13, della legge  3  maggio  2004,  n.
112, non possono  essere  superiori  a  quelli  ammessi  al
calcolo dei contributi per l’anno 2008.».
– Si riporta il testo  dell’articolo  2359  del  codice
«Art. 2359 (Societa’ controllate e societa’ collegate):
1) le societa’ in cui un’altra societa’  dispone  della
2) le societa’ in cui un’altra societa’ dispone di voti
sufficienti   per   esercitare    un’influenza    dominante
3) le societa’ che sono sotto  influenza  dominante  di
Ai fini dell’applicazione dei numeri 1) e 2) del  primo
comma si  computano  anche  i  voti  spettanti  a  societa’
controllate, a societa’ fiduciarie e a persona  interposta;
Sono considerate  collegate  le  societa’  sulle  quali
un’altra   societa’   esercita    un’influenza    notevole.
L’influenza si presume quando nell’assemblea ordinaria puo’
essere esercitato almeno  un  quinto  dei  voti  ovvero  un
decimo se la societa’ ha azioni quotate in borsa.».
– Si riporta il testo del comma ottavo dell’articolo 1,
della legge 5 agosto 1981, n. 416 (Disciplina delle imprese
editrici e provvidenze per l’editoria):
«I partiti politici rappresentati in almeno un ramo del
Parlamento o in un consiglio regionale  o  le  associazioni
sindacali    rappresentate    nel    Consiglio    nazionale
dell’economia    e    del    lavoro    possono    intestare
fiduciariamente  con  deliberazione   assunta   secondo   i
rispettivi  statuti  le  azioni  o  le  quote  di  societa’
editrici di giornali quotidiani o periodici (10).
al registro nazionale della stampa di cui  all’articolo  11
l’intestazione fiduciaria, accompagnata dalla dichiarazione
l’intestazione stessa viene effettuata.
Quando una societa’ a prevalente partecipazione statale
di  azioni  o  quote  di  societa’  editrici  di   giornali
servizio dell’editoria.».
– Si riporta il testo dell’articolo 47 del decreto  del
materia di documentazione amministrativa. (Testo A):
notorieta’.). 1. L’atto di  notorieta’  concernente  stati,
di cui all’articolo 38. (R)
nell’articolo 46 sono comprovati dall’interessato  mediante
la dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta’. (R)
1. In relazione alle richieste di contributi ai sensi dell’articolo
3  della  legge  7  agosto  1990,  n.  250,   il   Dipartimento   per
l’informazione e l’editoria assicura lo svolgimento  degli  opportuni
accertamenti   ed   approfondimenti,   anche   a   campione,    sulla
documentazione presentata dai soggetti  richiedenti,  anche  ai  fini
dell’applicazione di quanto previsto  dagli  articoli  75  e  76  del
2. Annualmente il  Dipartimento  per  l’informazione  e  l’editoria
trasmette alla Guardia di finanza l’elenco dei  soggetti  ammessi  al
contributo ed i relativi importi erogati ai fini  dello  sviluppo  di
eventuali accertamenti e controlli, anche a campione.
– Si riporta il  testo  degli  articoli  75  e  76  del
n.  445  (Testo  unico  delle  disposizioni  legislative  e
(Testo A):
«Art.75. (Decadenza dai benefici.)- 1.  Fermo  restando
quanto previsto dall’articolo 76, qualora dal controllo  di
cui all’articolo 71 emerga la non veridicita’ del contenuto
della dichiarazione, il  dichiarante  decade  dai  benefici
eventualmente conseguenti al  provvedimento  emanato  sulla
base della dichiarazione non veritiera.».
«Art.   76(Norme   penali.)-   1.   Chiunque   rilascia
dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o  ne  fa  uso  nei
casi previsti dal presente testo unico e’ punito  ai  sensi
del codice penale e delle leggi speciali in materia.
2. L’esibizione di un atto  contenente  dati  non  piu’
rispondenti a verita’ equivale ad uso di atto falso.
3. Le dichiarazioni sostitutive  rese  ai  sensi  degli
articoli 46 e 47 e le dichiarazioni rese  per  conto  delle
persone indicate nell’articolo 4, comma 2, sono considerate
come fatte a pubblico ufficiale.
per  ottenere  la  nomina  ad   un   pubblico   ufficio   o
l’autorizzazione all’esercizio di una professione  o  arte,
il  giudice,  nei   casi   piu’   gravi,   puo’   applicare
l’interdizione  temporanea  dai  pubblici  uffici  o  dalla
professione e arte.».
Capo II  Semplificazioni e riordino dei contributi alle imprese
radiofoniche e televisive
1. Ai fini dell’applicazione del presente Capo, resta fermo  quanto
previsto  dall’articolo  10-sexies,  comma   1,   lettera   e),   del
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25.
– Cifr. nota alle premesse per i riferimenti  al  testo
dell’articolo 10-sexies del decreto legge 30 dicembre 2009,
n.194.
1. Fermo restando quanto  disposto  dall’articolo  7  del  presente
regolamento, ai fini dell’applicazione dell’articolo 11  della  legge
25 febbraio 1987, n. 67, degli articoli 4 e 8 della  legge  7  agosto
1990, n. 250, dell’articolo 23 della legge 6 agosto 1990, n.  223,  e
dell’articolo 10-bis, comma  1,  lettera  c),  del  decreto-legge  1°
ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla  legge  29
novembre 2007, n. 222, le domande per la concessione  dei  contributi
dovranno  essere  corredate,   anche   non   contestualmente,   dalla
documentazione indicata ai commi seguenti, comprendente quella idonea
a dimostrare che le trasmissioni sono effettuate  nel  limite  orario
previsto dalle suddette disposizioni, con frequenza non  inferiore  a
cinque giorni alla settimana o, in alternativa, a  centoventi  giorni
al semestre.
2. Le domande presentate dalle imprese  di  cui  alle  disposizioni
citate nel comma 1,  sottoscritte  dal  legale  rappresentante,  sono
presentate per via telematica e con  firma  digitale  dal  1°  al  31
gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento dei  contributi,
secondo le modalita’ pubblicate sul sito  internet  della  Presidenza
del Consiglio dei Ministri. Qualora per giustificati motivi l’impresa
sia  impossibilitata  ad  utilizzare  lo  strumento  informatico,  la
domanda puo’ essere presentata entro lo stesso termine anche mediante
raccomandata postale. Le domande presentate al di fuori  del  periodo
indicato  sono  irricevibili.  La   documentazione   istruttoria   e’
3. In luogo della documentazione da inviare a corredo della domanda
dei contributi, come specificata  dall’articolo  2  del  decreto  del
Presidente del Consiglio dei Ministri 15 settembre 1987,  n.  410,  e
dall’articolo 2  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  16
settembre  1996,  n.  680,  le   imprese   possono   presentare   una
dichiarazione sostitutiva  di  atto  di  notorieta’  ai  sensi  degli
articoli 47 e 76 del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  28
dicembre 2000, n. 445, comprovante:
b) gli estremi  della  registrazione  della  testata  giornalistica
presso il  competente  Tribunale  ovvero  presso  il  Registro  degli
operatori della comunicazione;
c) gli estremi del decreto di concessione o altro titolo  richiesto
dal Ministero dello sviluppo economico, ovvero di conferma o  voltura
e) il palinsesto settimanale tipo, con l’ora  dell’inizio  e  l’ora
della fine di ciascun programma, nonche’ la relativa durata, al netto
di ogni interruzione pubblicitaria. Nell’ambito del palinsesto  vanno
puntualmente  indicati  i  propri  programmi  informativi  e   quelli
autoprodotti, nonche’ la loro percentuale sulle  ore  complessive  di
trasmissione effettuate ogni giorno nel limite orario previsto  dalle
suddette disposizioni;
f) il numero dei dipendenti iscritti presso i rispettivi competenti
Enti previdenziali con l’indicazione delle  sedi  di  iscrizione.  La
dichiarazione deve essere resa anche in assenza di dipendenti;
g) le singole utenze telefoniche ed elettriche indicate in domanda,
con l’attestazione dell’uso  esclusivo  delle  stesse  per  finalita’
h) il tipo di satellite utilizzato per la fornitura dei servizi  di
comunicazione, nonche’ la sua  posizione  orbitale,  specificando  la
percentuale  di  utilizzo  imputabile   al   segmento   inerente   la
4. Fermo restando quanto  disposto  dall’articolo  7  del  presente
regolamento, le  imprese  che  richiedono  il  rimborso  per  servizi
forniti dalle agenzie di  stampa  e  informazione  e  per  canoni  di
noleggio ed abbonamento ai  servizi  di  comunicazione  di  qualsiasi
tipo, ivi compresi i sistemi via satellite,  inviano  altresi’  copia
conforme, ai sensi dell’articolo 19 del decreto del Presidente  della
Repubblica  28  dicembre  2000,  n.   445,   delle   fatture   emesse
rispettivamente dalle agenzie  di  informazione  o  dai  gestori  dei
servizi di comunicazione, con relativa quietanza. Le  stesse  imprese
comunicano inoltre le modalita’ di pagamento indicando,  in  caso  di
accredito su conto corrente bancario, istituto di  credito  e  codice
5. Le imprese iscritte alla Camera di Commercio possono  presentare
il  certificato  di  vigenza  in  luogo  dello   statuto,   dell’atto
costitutivo e dei verbali di assemblea di nomina degli amministratori
e dei sindaci. Per tutti  gli  altri  soggetti  resta  l’obbligo,  se
emittenti  radiofoniche,  di  invio  della  documentazione   di   cui
all’articolo 2, comma 1, lettera b), del decreto del  Presidente  del
Consiglio dei Ministri 15 settembre 1987, n.  410,  o,  se  emittenti
televisive, di cui all’articolo 2, comma 1, lettera b),  del  decreto
del Presidente della Repubblica 16 settembre 1996, n. 680.
6. La comunicazioni di preavviso previste dall’articolo 1, comma 3,
del decreto del Presidente del Consiglio dei  Ministri  15  settembre
1987, n. 410, nonche’ dall’articolo  1,  comma  3,  del  decreto  del
Presidente   della   Repubblica   16   settembre   1996,   n.    680,
rispettivamente  per  le  imprese   di   radiodiffusione   sonora   e
televisiva, sono obbligatorie soltanto ai  fini  della  presentazione
della prima domanda annuale di contributi, a pena di inammissibilita’
della medesima. Il preavviso  di  domanda  e’,  altresi’,  presentato
obbligatoriamente, al Dipartimento per l’informazione  e  l’editoria,
dagli aventi causa di imprese di radiodiffusione sonora o  televisiva
entro sessanta giorni dal subentro. Nel  caso  in  cui  l’impresa  di
radiodiffusione non presenti la domanda di concessione del contributo
per una o piu’  annualita’,  la  comunicazione  di  preavviso  dovra’
essere presentata nuovamente al  Dipartimento  per  l’informazione  e
7. Le commissioni consultive previste dall’articolo 4  del  decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri 15 settembre 1987, n.  410,
e dall’articolo 4 del decreto  del  Presidente  della  Repubblica  16
settembre 1996, n. 680, sono presiedute dal Sottosegretario di  Stato
alla  Presidenza  del  Consiglio  dei   Ministri   con   delega   per
l’informazione e l’editoria e sono cosi’ composte:
a) il Capo del Dipartimento per l’informazione e  l’editoria  della
b) il Coordinatore dell’Ufficio per il  sostegno  all’editoria  del
medesimo Dipartimento;
c) il Coordinatore del Servizio per il sostegno radiotelevisivo del
d) un dirigente di prima fascia del Dipartimento  della  Ragioneria
e) un dirigente  di  prima  fascia  del  Ministero  dello  sviluppo
economico – Direzione generale delle comunicazioni;
f)  due  esperti  in  materie  giuridiche  ed   economiche   aventi
attinenza, rispettivamente,  con  l’informazione  radiofonica  e  con
l’informazione televisiva nominati con  decreto  del  Presidente  del
g) un membro designato da ognuna delle  associazioni  nazionali  di
categoria  maggiormente   rappresentative,   rispettivamente,   delle
imprese private di radiodiffusione  sonora,  nazionali  e  locali,  e
delle imprese private televisive locali, per un totale di non piu’ di
sei membri per ogni commissione;
i)   un   rappresentante   delle   organizzazioni   sindacali   dei
l) un esperto o operatore delle imprese di  radiodiffusione  sonora
di testate organi di partiti politici, nominato  dal  Presidente  del
Consiglio dei Ministri per la commissione  prevista  dall’articolo  4
1987, n. 410.
– Si riporta il testo dell’articolo 11 della  legge  25
febbraio 1987, n. 67(Rinnovo della L.  5  agosto  1981,  n.
416,  recante   disciplina   delle   imprese   editrici   e
«Art.  11  (Contributi  ad  imprese   radiofoniche   di
informazione.). 1. Le imprese di radiodiffusione sonora che
abbiano registrato  la  testata  radiofonica  giornalistica
trasmessa presso il competente tribunale e che  trasmettano
quotidianamente propri programmi informativi su avvenimenti
politici,  religiosi,  economici,  sociali,   sindacali   o
letterari, per non meno del  25  per  cento  delle  ore  di
trasmissione comprese tra le ore  7  e  le  ore  20,  hanno
diritto a decorrere dal 1° gennaio 2007:
a) alle riduzioni tariffarie di cui all’art. 28,  L.  5
agosto 1981, n. 416 , e successive modificazioni, applicate
con  le  stesse  modalita’  anche  ai  consumi  di  energia
elettrica, ai  canoni  di  noleggio  e  di  abbonamento  ai
servizi  di  telecomunicazione  di  qualsiasi   tipo,   ivi
compresi i sistemi via satellite;
b) al  rimborso  del  60  per  cento  delle  spese  per
l’abbonamento ai servizi di tre agenzie di  informazione  a
diffusione nazionale o regionale.
2.  Alle  imprese  radiofoniche  che  risultino  essere
organi di partiti politici rappresentati in almeno un  ramo
del Parlamento, le quali:
a)  abbiano   registrato   la   testata   giornalistica
trasmessa presso il competente tribunale;
b)   trasmettano   quotidianamente   propri   programmi
informativi su avvenimenti politici, religiosi,  economici,
sociali, sindacali o letterari per  non  meno  del  30  per
cento delle ore di trasmissione comprese tra le ore 7 e  le
ore 20;
c) non siano  editori  o  controllino,  direttamente  o
indirettamente, organi di informazione di cui  al  comma  6
dell’articolo 9;
viene corrisposto a  cura  del  Servizio  dell’Editoria
della Presidenza del Consiglio, ai sensi della L. 5  agosto
1981, n. 416 , per il quinquennio 1986-1990  un  contributo
annuo fisso pari al 70 per  cento  della  media  dei  costi
risultanti dai bilanci degli  ultimi  due  esercizi  avendo
riferimento per la prima applicazione agli esercizi 1985  e
1986, inclusi gli ammortamenti, e comunque non superiore  a
due miliardi.
3. Le imprese  di  cui  al  precedente  comma  2  hanno
diritto alle riduzioni tariffarie di cui all’art. 28  della
L. 5  agosto  1981,  n.  416  ,  applicate  con  le  stesse
modalita’ anche ai consumi di  energia  elettrica,  nonche’
alle agevolazioni di credito di cui al successivo art. 20 e
al rimborso previsto dalla  lettera  b)  del  comma  1  del
4.  Con  decreto  del  Presidente  del  Consiglio   dei
ministri di concerto con il Ministro delle  poste  e  delle
telecomunicazioni, da emanarsi entro 90 giorni dall’entrata
in vigore della  presente  legge,  saranno  disciplinati  i
metodi e le procedure per l’accertamento del  possesso  dei
requisiti per l’accesso alle provvidenze di cui al presente
articolo, nonche’ per  la  verifica  periodica  della  loro
persistenza.».
– Si riporta il testo degli articoli 4 e 8 della  legge
7  agosto  1990,  n.  250  (Provvidenze  per  l’editoria  e
della legge stessa):
«Art. 4. 1. A decorrere  dal  1°  gennaio  1991,  viene
corrisposto, a cura del  Dipartimento  dell’informazione  e
dell’editoria della Presidenza del Consiglio dei  Ministri,
un contributo annuo pari al 70 per cento  della  media  dei
costi risultanti dai bilanci  degli  ultimi  due  esercizi,
inclusi gli ammortamenti, e comunque non superiore a lire 4
miliardi, alle imprese radiofoniche  che  risultino  essere
del Parlamento e che:
sociali, sindacali o culturali per  non  meno  del  50  per
dell’articolo 9 della legge 25 febbraio 1987, n. 67.
2.  A  decorrere  dall’anno  1991,   ove   le   entrate
pubblicitarie siano inferiori al 25 per cento dei costi  di
esercizio annuali, compresi gli ammortamenti,  e’  concesso
un ulteriore contributo integrativo pari al  50  per  cento
del contributo di cui al comma  1.  La  somma  di  tutti  i
contributi non puo’ comunque superare l’80  per  cento  dei
costi come determinati al medesimo comma 1.
3. Le imprese di cui al  comma  1  hanno  diritto  alle
riduzioni tariffarie di cui all’articolo 28 della  legge  5
agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni,  applicate
compresi i sistemi via satellite, nonche’ alle agevolazioni
di credito di cui all’articolo 20 della legge  25  febbraio
1987, n. 67, ed al rimborso previsto dalla lettera  b)  del
comma 1 dell’articolo 11 della medesima  legge  n.  67  del
4. I metodi  e  le  procedure  per  l’accertamento  del
possesso dei requisiti per l’accesso  alle  provvidenze  di
cui al presente articolo, nonche’ per la verifica periodica
della loro persistenza, sono disciplinati dal  decreto  del
Presidente del Consiglio dei Ministri 15 settembre 1987, n.
410, pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  234  del  7
ottobre 1987.»
«Art. 8. 1. Le  imprese  di  radiodiffusione  sonora  a
carattere  locale  che  abbiano   registrato   la   testata
radiofonica giornalistica trasmessa  presso  il  competente
tribunale,  trasmettano  quotidianamente  propri  programmi
sociali, sindacali o letterari, per non  meno  del  15  per
ore 20, hanno diritto a decorrere dal 1° gennaio 2007:
a) alle riduzioni tariffarie  di  cui  all’articolo  28
della  legge  5  agosto  1981,   n.   416,   e   successive
modificazioni, applicate con le stesse modalita’  anche  ai
consumi di energia elettrica;
l’abbonamento ai servizi di due agenzie di  informazione  a
diffusione nazionale o regionale.».
– Si riporta il testo dell’articolo 23  della  legge  6
agosto 1990, n. 223 (Disciplina del sistema radiotelevisivo
pubblico e privato.):
«Art.23. (Misure di sostegno della radiodiffusione). 1.
2.  Le  Regioni,  con  proprio  provvedimento,  possono
disporre agevolazioni a favore  dei  concessionari  privati
per la radiodiffusione sonora a  carattere  comunitario  in
ambito  locale,  in  particolare   con   riferimento   alla
copertura dei  costi  di  installazione  e  gestione  degli
3. Ai concessionari per la  radiodiffusione  televisiva
in ambito locale, ovvero ai  soggetti  autorizzati  per  la
radiodiffusione televisiva locale di cui  all’articolo  32,
che abbiano registrato  la  testata  televisiva  presso  il
competente tribunale  e  che  trasmettano  quotidianamente,
nelle ore comprese tra le  07,00  e  le  23,00  per  almeno
un’ora, programmi informativi autoprodotti  su  avvenimenti
culturali, si applicano  i  benefici  di  cui  al  comma  1
dell’articolo 11 della L. 25 febbraio 1987, n. 67  ,  cosi’
come modificato dall’articolo 7 della L. 7 agosto 1990,  n.
250, nonche’ quelli di cui agli articoli 28, 29 e 30  della
L. 5 agosto 1981, n. 416 , e  successive  modificazioni  ed
– Si riporta il testo dell’articolo  10-bis,  comma  1,
del decreto  legge  1  ottobre  2007,  n.  159  (Interventi
l’equita’ sociale), convertito,  con  modificazioni,  dalla
legge  29  novembre  2007,  n.  222,  come  modificato  dal
«Art. 10 bis (Disposizioni  in  materia  di  contributi
alle imprese editrici  di  giornali  e  di  radiodiffusione
sonora e televisiva.). 1.  All’articolo  3  della  legge  7
agosto 1990, n. 250, e successive  modificazioni,  dopo  il
comma 2-quater e’ inserito il seguente:
«2-quinquies. Per la concessione  dei  contributi  alle
emittenti radiofoniche e le emittenti televisive.».
– Si riporta il testo dell’articolo 2 del  decreto  del
410  (Disciplina  dei  metodi   e   delle   procedure   per
l’accertamento del possesso dei requisiti per l’accesso  da
parte  delle  imprese  radiofoniche  di  informazione  alle
provvidenze di cui all’art.  11  della  legge  25  febbraio
1987, n. 67, nonche’ per la verifica periodica  della  loro
persistenza):
«Art. 2.(Documentazione). 1. Alla domanda devono essere
a) atto di notorieta’  o  dichiarazione  sostitutiva  a
firma   del   legale   rappresentante    dell’impresa    di
radiodiffusione sonora, ai sensi dell’art. 4 della legge  4
gennaio 1968, n. 15, da cui risulti:
1) la  sede  legale  dell’impresa,  l’ubicazione  degli
impianti di trasmissione, la frequenza utilizzata,  nonche’
l’ambito territoriale raggiunto dalle trasmissioni;
2)   la   testata   radiofonica    giornalistica    che
contraddistingue le trasmissioni  di  una  stessa  stazione
emittente  e  il  tribunale  presso  il  quale   e’   stata
effettuata la registrazione;
3)  il   giornalista   professionista   o   pubblicista
direttore responsabile della testata;
4) il proprietario  della  testata,  nel  caso  che  lo
stesso sia diverso dalla persona fisica  o  dalla  societa’
che esercita l’impresa radiofonica;
5) le ore di  trasmissione  quotidiane  effettuate,  in
ciascun giorno dell’anno di riferimento dei contributi, tra
le ore 7 e le ore 20;
6)  le  ore  di  trasmissione  dei   propri   programmi
informativi su  avvenimenti  politici  e/o  religiosi,  e/o
economici, e/o sociali, e/o sindacali, e/o  letterari,  con
indicazione della percentuale rappresentata  sulle  ore  di
trasmissione di cui al n. 5);
7) il  numero  di  codice  fiscale  e  di  partita  IVA
b) copia autentica in  bollo  dell’atto  costitutivo  e
dello statuto nonche’ del  verbale  dell’assemblea  che  ha
proceduto alla nomina degli amministratori  e  dei  sindaci
della  societa’  esercenti  l’impresa  di  radiodiffusione,
ovvero certificato di iscrizione alla camera di  commercio,
industria, artigianato e agricoltura della  persona  fisica
che esercita l’impresa;
c) nel caso che  la  societa’  esercente  l’impresa  di
radiodiffusione sia costituita in forma  cooperativa,  atto
di notorieta’  o  dichiarazione  sostitutiva  a  firma  del
legale rappresentante della cooperativa, ai sensi dell’art.
4 della legge 4 gennaio 1968, n.  15,  contenente  l’elenco
dei soci al 31 dicembre di ciascun anno di riferimento  dei
contributi, con la qualifica  professionale,  nonche’,  nel
caso delle cooperative di cui al quarto comma  dell’art.  6
della legge 5 agosto 1981, n. 416,  cosi’  come  sostituito
dall’art.  4   della   legge,   l’elenco   dei   dipendenti
dell’impresa  aventi  rapporto  di   lavoro   regolato   da
contratto di lavoro giornalistico e clausola  di  esclusiva
con la cooperativa medesima;
d) il palinsesto dei programmi trasmessi reso con  atto
legale  rappresentante  dell’impresa   di   radiodiffusione
sonora, ai sensi dell’art. 4 della legge 4 gennaio 1968, n.
15. A decorrere dalla domanda per le  provvidenze  relativa
all’anno 1988, nel caso in cui l’impresa di radiodiffusione
sonora non abbia  effettuato  la  comunicazione  preventiva
prevista dal comma 3 dell’art. 1, devono essere allegati  i
dischi  o  nastri  contenenti,   per   ciascun   anno,   la
registrazione dei programmi trasmessi nelle ore indicate al
n. 5) della lettera a). Ai  fini  della  comunicazione  del
palinsesto, a decorrere dal  1°  gennaio  1988,  presso  le
imprese di radiodiffusione  sonora  deve  essere  istituito
apposito  registro,  con  pagine  numerate  e  vidimate  da
notaio, sul quale devono essere indicati contenuto e durata
di ogni programma trasmesso. Il registro deve essere tenuto
a disposizione del Servizio dell’editoria.
2. Per le domande successive alla prima, e’  consentito
far riferimento ai documenti di cui alle lettere a), b),  e
c)  del  comma  1  allegati  alla  prima  domanda,   ovvero
presentati in un secondo momento a completamento e  corredo
della stessa, ai sensi dell’art. 7,  sempreche’  non  siano
intervenute variazioni.
3. Per le sole imprese  di  radiodiffusione  sonora  di
testate  organi  di  partito  politico,  in   aggiunta   ai
documenti suindicati, devono altresi’ essere allegati  alla
a) i bilanci dell’anno di riferimento dei contributi  e
dell’anno precedente (redatti ai sensi dell’art.  2217  del
codice civile);
b)  la  certificazione  degli  stessi  da  parte  della
societa’ di revisione aventi i requisiti di cui all’art.  8
del decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo  1975,
n. 136, ed iscritte nell’albo speciale di  cui  all’art.  9
dello stesso decreto, ovvero, nel caso vengano richiesti  i
contributi di cui al comma 2 dell’art. 11 della  legge  per
l’anno 1986, una speciale relazione per  gli  anni  1985  e
1986,  con  particolareggiata  evidenziazione  dei   costi,
redatta  da  societa’  di  revisione  aventi  i   requisiti
suddetti;
c) atto di notorieta’  o  dichiarazione  sostitutiva  a
firma del  legale  rappresentante  dell’impresa,  ai  sensi
dell’art. 4 della legge 4  gennaio  1968,  n.  15,  da  cui
risulti   che   il   soggetto   esercente   l’impresa    di
radiodiffusione  sonora  non   sia   editore   ovvero   non
controlli,  direttamente  o   indirettamente,   organi   di
informazione  che  usufruiscano  dei  contributi   di   cui
all’art. 9, comma 6, della legge.
4. I costi risultanti dai bilanci da valutare  ai  fini
della quantificazione del contributo previsto dall’art. 11,
comma  2,  della  legge  sono  quelli   effettivamente   ed
esclusivamente  concernenti  l’attivita’  caratteristica  e
propria dell’impresa  di  radiodiffusione  sonora.  Analogo
criterio vale anche per gli ammortamenti.
5.   L’utilizzazione    della    frequenza,    indicata
dall’impresa di radiodiffusione sonora nella  domanda,  non
costituisce  titolo   prioritario   in   sede   di   futura
regolamentazione del settore dell’emittenza radiotelevisiva
privata e per i conseguenti provvedimenti applicativi.».
Presidente  della  Repubblica  16  settembre  1996,   n.680
(Regolamento recante la disciplina per  l’erogazione  delle
provvidenze alle emittenti televisive locali):
«Art.2 (Documentazione). 1. Alla domanda devono  essere
a) dichiarazione sostitutiva di atto  di  notorieta’  a
firma   del   titolare   o   del   legale    rappresentante
dell’impresa,  ai  sensi  dell’articolo  4  della  legge  4
1) la sede legale e operativa dell’impresa;
2) il giornalista direttore responsabile della  testata
con l’indicazione della qualifica rivestita;
3) il proprietario  della  testata,  nel  caso  che  lo
4) le ore  di  trasmissione  quotidiane  effettuate  in
media nell’anno di riferimento dei contributi tra le ore  7
e le ore 23;
5) estremi di  iscrizione  al  Registro  delle  imprese
radiotelevisive e della concessione per la  radiodiffusione
televisiva da parte  del  Ministero  delle  poste  e  delle
6) il  numero  di  codice  fiscale  e  di  partita  IVA
7) l’autorizzazione  alla  prosecuzione  dell’esercizio
degli  impianti  di  radiodiffusione  televisiva   prevista
dall’articolo 32 della legge 6 agosto 1990, n. 223;
8) il periodo di tempo dell’eventuale disattivazione da
parte del Ministero delle poste e telecomunicazioni durante
il  quale  l’emittente  ha  trasmesso  immagini   fisse   o
ripetitive;
b) copia autentica in regola con  le  disposizioni  sul
bollo dell’atto costitutivo e dello  statuto,  nonche’  del
verbale dell’assemblea che ha proceduto alla  nomina  degli
amministratori  e  dei  sindaci  della  societa’  esercente
l’impresa in carica nell’anno oggetto della domanda, ovvero
certificato  d’iscrizione   alla   camera   di   commercio,
c) il  palinsesto  dei  programmi  trasmessi  reso  con
dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta’ a firma del
legale rappresentante dell’impresa ai sensi dell’articolo 4
della legge 4 gennaio 1968, n.  15;  tale  palinsesto  deve
indicare l’ora  di  inizio  e  l’ora  della  fine  di  ogni
programma  con  la  relativa  durata,  al  netto  di   ogni
interruzione  pubblicitaria  specificando  se  trattasi  di
propri programmi informativi;
d) certificato in regola con le disposizioni sul  bollo
rilasciato dal competente tribunale attestante l’iscrizione
della  testata  giornalistica   che   contraddistingue   le
trasmissioni dell’emittente;
e) per le imprese che richiedono il  rimborso  dell’80%
delle spese per l’abbonamento  ai  servizi  di  agenzie  di
informazione a  diffusione  nazionale  o  regionale,  copia
autentica delle  fatture  relative  a  tali  spese  con  la
documentazione dell’avvenuto pagamento.
2.   Le   imprese   devono   inoltre   indicare   nella
dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta’ di cui alla
lettera a) del comma 1, ai sensi dell’articolo 6, comma  1,
della legge 14 agosto 1991, n. 278, le ore di  trasmissione
di propri programmi informativi  su  avvenimenti  politici,
religiosi,  economici,  sociali,  sindacali   o   culturali
effettuate in media tra le ore 7 e le ore 23 di ogni giorno
con l’indicazione della percentuale rappresentata sulle ore
di trasmissione effettuate nello stesso arco di tempo.
3. Per le domande successive alla prima, sempre che non
siano intervenute variazioni, e’ consentito far riferimento
ai documenti presentati precedentemente.».
– Per l’articolo 47 del decreto  del  Presidente  della
Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445,  si  veda  nelle  note
– Per l’articolo 76 del decreto  del  Presidente  della
– Si riporta il testo dell’articolo 19 del decreto  del
materia di documentazione amministrativa.):
«Art. 19 (Modalita’ alternative  all’autenticazione  di
copie.).  1.  La  dichiarazione  sostitutiva  dell’atto  di
notorieta’ di cui all’articolo 47 puo’ riguardare anche  il
fatto che la copia di un atto o di un documento  conservato
o rilasciato da una pubblica amministrazione, la  copia  di
una pubblicazione ovvero la copia di titoli di studio o  di
servizio sono conformi  all’originale.  Tale  dichiarazione
puo’ altresi’ riguardare la conformita’ all’originale della
copia   dei   documenti   fiscali   che    devono    essere
obbligatoriamente conservati dai privati.».
– Si riporta il testo dell’articolo 2, comma 1, lettera
b), del decreto del Presidente del Consiglio  dei  ministri
periodica della loro persistenza):
«Art. 2.Documentazione.
1. Alla  domanda  devono  essere  allegati  i  seguenti
che esercita l’impresa.».
– Si riporta il testo dell’articolo  1,  comma  3,  del
decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  15
settembre 1987, n.  410  (Disciplina  dei  metodi  e  delle
«3. A decorrere dal 1988 ed  entro  il  31  gennaio  di
ciascun anno, le  imprese  di  radiodiffusione  sonora  che
intendono presentare, nei termini  indicati  nel  comma  2,
domanda per le  provvidenze  relative  all’anno  in  corso,
possono dare preavviso scritto  al  Servizio  dell’editoria
della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con le  stesse
modalita’ indicate nel comma 1. Il preavviso deve contenere
l’esplicita  dichiarazione  di  volonta’  di  produrre   la
domanda prescritta.».
– Si riporta il testo dell’art. 1 comma 3  del  decreto
del Presidente della Repubblica 16  settembre  1996,  n.680
«3.  Le  imprese  di  radiodiffusione   televisiva   in
possesso dei requisiti di  cui  al  comma  1  del  presente
articolo,  entro   trenta   giorni   da   quando   iniziano
l’attivita’ necessaria per ottenere le provvidenze,  devono
inoltrare  a  mezzo  posta,  mediante  plico  raccomandato,
all’Ufficio per l’editoria e la stampa del Dipartimento per
l’informazione e l’editoria della Presidenza del  Consiglio
dei  Ministri  –  Via  Boncompagni  n.  15  –  00187  Roma,
preavviso, in regola con  le  disposizioni  sul  bollo  con
firma autenticata, contenente l’esplicita dichiarazione  di
volonta’  di  produrre  le   domande   prescritte   nonche’
l’impegno ad effettuare propri programmi  informativi  come
previsto dall’articolo 7 del decreto-legge 27 agosto  1993,
n. 323 (3), convertito, con modificazioni, dalla  legge  27
ottobre 1993, n. 422. Nel  preavviso  deve  contestualmente
essere  contenuta  l’esplicita  richiesta  di  ottenere  la
riduzione delle somme riportate in bolletta o  diversamente
fatturate dai gestori dei servizi per i quali  si  chiedono
le riduzioni, con l’indicazione delle relative  utenze.  In
sede di prima  applicazione  del  presente  regolamento  il
suddetto preavviso, in regola con le disposizioni sul bollo
e con firma autenticata, puo’ essere inviato entro due mesi
dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Copia
del preavviso deve essere inviata entro gli stessi  termini
alle sedi legali di  ciascuno  degli  organismi  competenti
all’applicazione  delle  tariffe.  Qualora  successivamente
all’invio del preavviso l’impresa stipuli,  con  i  gestori
dei servizi per i quali si chiedono le riduzioni, contratti
relativi a ulteriori utenze rispetto a quelle indicate  nel
preavviso stesso, deve dare comunicazione  delle  stesse  a
mezzo posta, mediante plico raccomandato, con dichiarazione
in  regola  con  le  disposizioni  sul  bollo   con   firma
autenticata all’Ufficio per  l’editoria  e  la  stampa  del
Dipartimento  per   l’informazione   e   l’editoria   della
Presidenza del Consiglio  dei  Ministri  e  agli  organismi
competenti all’applicazione delle tariffe, unitamente  alla
esplicita richiesta di ottenere la  riduzione  delle  somme
riportate in bolletta o diversamente  fatturate  anche  con
riferimento a queste ultime utenze. La comunicazione di cui
all’articolo  4,  comma  2,  deve  essere  inoltrata   agli
organismi competenti all’applicazione delle  tariffe  entro
il 31 dicembre dell’anno di riferimento della domanda.».
– Si riporta il  testo  dell’art.  4  del  decreto  del
persistenza.), come modificato dal presente regolamento:
«Art.4. (Modalita’ di erogazione delle provvidenze). 1.
2.  La  Commissione  e’  nominata   con   decreto   del
Presidente del Consiglio dei Ministri ed ha sede presso  la
Direzione generale delle  informazioni,  della  editoria  e
della proprieta’ letteraria, artistica e  scientifica.  Per
la  validita’  delle  deliberazioni  della  Commissione  e’
richiesta, in prima convocazione, la presenza di almeno  la
meta’ piu’ uno dei componenti e, in  seconda  convocazione,
da indire a non meno di ventiquattro ore dalla  precedente,
di almeno un terzo degli stessi.
3.  A  cura  del  Servizio  dell’editoria  verra’  data
notizia delle domande di contributo  pervenute,  precisando
quelle accolte, con relativa  quantificazione  delle  somme
erogate, e  quelle  respinte,  mediante  pubblicazione  sui
periodici   editi   dalla    Direzione    generale    delle
informazioni,  della  editoria  e  proprieta’   letteraria,
artistica e scientifica della Presidenza del Consiglio.».
Presidente della  Repubblica  16  settembre  1996,  n.  680
provvidenze  alle  emittenti   televisive   locali),   come
«Art. 4 (Modalita’ di erogazione delle provvidenze). 1.
L’Ufficio per l’editoria e la stampa del  Dipartimento  per
dei Ministri provvede a comunicare ai fini delle  riduzioni
tariffarie, in base alle domande pervenute, agli  organismi
competenti   all’applicazione   delle   tariffe,   di   cui
all’articolo 11,  comma  1,  lettera  a),  della  legge  25
febbraio 1987, n. 67 (13), come sostituito dall’articolo  7
della legge 7 agosto 1990, n. 250 (14), e  dall’articolo  7
del decreto-legge 27 agosto 1993, n. 323 (15),  convertito,
con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 1993, n. 422, gli
elenchi delle imprese di radiodiffusione televisiva  aventi
diritto alle riduzioni tariffarie previste; ad  erogare  le
somme  relative  al  rimborso  dell’80%  delle  spese   per
l’abbonamento ai servizi  delle  agenzie  di  stampa  e  di
informazione nazionale  o  regionale  cosi’  come  definite
dall’articolo 11 della legge 7 agosto 1990, n. 250 (16),  e
dall’articolo 5 del presente regolamento.
2.  L’Ufficio  per   l’editoria   e   la   stampa   del
Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri,  nel  caso   che
l’impresa  di  radiodiffusione  televisiva  indichi   nelle
domande, di cui  all’articolo  1,  comma  3,  del  presente
regolamento,  che   intende   avvalersi   delle   riduzioni
tariffarie applicate alle utenze telefoniche, ai consumi di
energia elettrica, ai canoni di noleggio e  di  abbonamento
ai servizi di  telecomunicazione  di  qualsiasi  tipo,  ivi
compresi i sistemi via satellite, di cui  all’articolo  11,
comma 1, lettera a), della legge 25 febbraio  1987,  n.  67
(17), come sostituito dall’articolo 7 della legge 7  agosto
1990, n.  250  (18),  per  gli  anni  successivi,  provvede
altresi’   a   comunicare   agli    organismi    competenti
all’applicazione delle tariffe, l’elenco delle  imprese  di
radiodiffusione televisiva aventi diritto a tali riduzioni,
affinche’ le riduzioni stesse possano  essere  direttamente
applicate  a  partire  dalla  prima  bolletta   o   fattura
successiva alla  comunicazione  stessa  relativamente  alle
emittenti, risultanti nell’elenco, di cui  all’articolo  1,
comma 3, del presente regolamento. Ai sensi dell’articolo 2
della legge 7 agosto 1990, n.  241  (19),  il  termine  del
procedimento   amministrativo   previsto    dal    presente
regolamento e’ fissato in 580 giorni a decorrere dalla data
di  presentazione  della  domanda   e   si   conclude   con
l’emanazione di un decreto di ammissione o di esclusione.
4.  La  commissione  e’  nominata   con   decreto   dal
Presidente del Consiglio dei Ministri ed ha sede presso  il
Dipartimento  per  l’informazione  e  l’editoria.  Per   la
validita’  delle   deliberazioni   della   commissione   e’
richiesta in prima convocazione la presenza  di  almeno  la
5. A cura dell’Ufficio per l’editoria e la  stampa  del
Presidenza del Consiglio dei Ministri  viene  data  notizia
delle domande pervenute,  precisando  quelle  accolte,  con
relativa quantificazione  delle  somme  erogate,  e  quelle
respinte, mediante pubblicazione sui  periodici  editi  dal
Presidenza del Consiglio dei Ministri.».
1. Le agenzie di informazione radiofonica di  cui  all’articolo  11
della legge 7  agosto  1990,  n.  250,  nonche’  le  agenzie  di  cui
all’articolo 5, comma 1, del decreto del Presidente della  Repubblica
16 settembre 1996, n. 680, devono disporre, per l’intero anno, di una
struttura redazionale di almeno 15 giornalisti con rapporto di lavoro
subordinato  a  tempo  pieno,  regolarmente   iscritti   all’Istituto
nazionale di previdenza dei giornalisti italiani – INPGI. Le  agenzie
di cui sopra devono essere  collegate,  in  almeno  13  regioni,  con
almeno  40  emittenti  radiofoniche  o  40  emittenti  televisive   e
diffondere oltre 2000 notiziari l’anno.
2. Le agenzie regionali previste dall’articolo 11  della  legge  25
febbraio 1987, n. 67, e dall’articolo 8 della legge 7 agosto 1990, n.
250, come disciplinate dall’articolo 5 del decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri 15 settembre 1987, n. 410, e dall’articolo  5,
comma 2, del decreto del Presidente  della  Repubblica  16  settembre
1996, n. 680, devono disporre, per l’intero anno,  di  una  struttura
redazionale  di  almeno  4  giornalisti  con   rapporto   di   lavoro
subordinato  a  tempo  pieno   regolarmente   iscritti   all’Istituto
di  cui  sopra  devono  essere  collegate  con  almeno  10  emittenti
radiofoniche o televisive nella stessa regione o in regioni limitrofe
e diffondere oltre 1000 notiziari l’anno.
3. Fermo restando quanto  disposto  dall’articolo  7  del  presente
regolamento,  il  fatturato  di  ciascun  esercizio   delle   agenzie
nazionali e locali relativo a canoni di abbonamento per  i  quali  le
imprese radiofoniche e televisive  richiedono  i  contributi  di  cui
all’articolo 11, comma 1,  della  legge  25  febbraio  1987,  n.  67,
all’articolo 8 della legge 7 agosto 1990, n.  250,  all’articolo  23,
comma 3, della legge 6 agosto 1990, n. 223, deve riferirsi, a pena di
inammissibilita’ all’accesso ai contributi medesimi, per almeno i due
terzi a forniture di servizi a favore di imprese che non abbiano,  ai
sensi del primo comma dell’articolo 2359  del  codice  civile,  alcun
rapporto di collegamento  o  controllo  con  le  agenzie  stesse.  Il
superamento  di  tale  limite  rappresenta   circostanza   preclusiva
all’accesso  ai  contributi  medesimi  per  l’impresa  radiofonica  e
televisiva  che  abbia  sottoscritto  abbonamenti  con  le   predette
agenzie; a tale fine il legale rappresentante dell’agenzia di  stampa
o  informazione  presenta  dichiarazione  sostitutiva  di   atto   di
notorieta’  redatta  ai  sensi  dell’articolo  47  del  decreto   del
Presidente della Repubblica 28  dicembre  2000,  n.  445,  attestante
l’insussistenza di tale superamento.
4. Le agenzie di informazione di cui ai commi del presente articolo
sono tenute a  specificare  nelle  fatture  rilasciate  alle  imprese
radiofoniche e televisive i servizi  forniti  e  i  corrispettivi  di
– Per l’articolo 11 legge 7 agosto 1990, n.250, si veda
nelle note all’articolo 5.
– Si riporta il testo dell’articolo  5,  comma  1,  del
decreto del Presidente della Repubblica 16 settembre  1996,
n. 680 (Regolamento recante la disciplina per  l’erogazione
delle provvidenze alle emittenti televisive locali) :
«Art.  5  (Agenzie  di  informazione.).  1.   Ai   fini
dell’applicazione del presente regolamento, fatte salve  le
norme previste per le agenzie  di  stampa,  le  agenzie  di
informazione a diffusione nazionale  sono  equiparate  alle
agenzie  di  informazione  radiofonica  nazionale  di   cui
all’articolo 11 della legge 7 agosto 1990, n. 250.».
– Per la legge 25 febbraio 1987, n.67,  si  veda  nelle
– Si riporta il  testo  dell’articolo  8  della  citata
legge 7 agosto 1990, n. 250:
– Per l’articolo 23, comma  3,  della  legge  6  agosto
1990, n. 223, si veda nelle note all’articolo 8
– Per l’articolo 2359 del codice civile, si veda  nelle
– Per l’articolo 47 del D.P.R.  28  dicembre  2000,  n.
445, si veda nelle note all’articolo 5.
regolamento, e fermi restando gli specifici requisiti previsti  dalle
disposizioni vigenti per il rimborso dei  canoni  di  abbonamento  ai
servizi delle agenzie di  informazione,  le  imprese  radiofoniche  e
televisive che chiedono i  predetti  rimborsi  devono  assicurare  il
rispetto  delle  ulteriori  condizioni   specificate   nel   presente
2. Le imprese radiofoniche nazionali in possesso di  concessione  a
carattere  commerciale  che  richiedono   le   provvidenze   di   cui
all’articolo 11, comma 1, della legge 25 febbraio 1987, n.  67,  sono
tenute ad avere alle loro dipendenze, a pena di esclusione, nell’anno
per il quale si richiedono le provvidenze, almeno cinque  giornalisti
regolarmente  iscritti  all’Istituto  nazionale  di  previdenza   dei
giornalisti italiani – INPGI, con contratto di lavoro a tempo  pieno.
Il complessivo rimborso del 60 per cento delle  spese  sostenute  per
abbonamento ai servizi delle agenzie di stampa e  di  informazione  a
diffusione  nazionale  o  regionale,  ammissibili  ai   sensi   della
normativa vigente, a favore delle  imprese  sopraindicate,  non  puo’
superare  100.000  euro  all’anno;  per  ogni  ulteriore  giornalista
dipendente a tempo pieno il suddetto limite e’ incrementato di 20.000
euro. La somma complessiva del contributo relativo  al  rimborso  per
l’abbonamento ai servizi di agenzie di stampa e di  informazione  non
puo’ comunque essere superiore a 200.000 euro l’anno.
3. Le imprese  radiofoniche  locali  a  carattere  commerciale  che
richiedono i contributi di cui all’articolo 11, comma 1, della  legge
25 febbraio 1987, n. 67, le imprese  televisive  locali  a  carattere
commerciale che richiedono i contributi di cui all’articolo 23, comma
3, della legge 6 agosto 1990, n. 223, sono tenute ad avere alle  loro
dipendenze,  a  pena  di  esclusione,  nell’anno  per  il  quale   si
richiedono  le  provvidenze,  almeno  un  giornalista,   regolarmente
iscritto  all’Istituto  nazionale  di  previdenza   dei   giornalisti
italiani  –  INPGI,  con  contratto  di  lavoro  a  tempo  pieno.  Il
complessivo rimborso del 60  per  cento  delle  spese  sostenute  per
l’abbonamento ai servizi delle agenzie di stampa e di informazione  a
superare  25.000  euro  all’anno;  per  ogni  ulteriore   giornalista
dipendente a tempo pieno il suddetto limite e’ incrementato di 10.000
l’abbonamento ai servizi delle agenzie di stampa  e  di  informazione
non puo’ comunque essere superiore a 55.000 euro l’anno.
regolamento, le imprese radiofoniche locali in possesso dei requisiti
previsti dall’articolo 8 della legge 7 agosto 1990, n.  250,  possono
accedere al rimborso del 60  per  cento  delle  spese  sostenute  per
l’abbonamento ai servizi di agenzie di stampa  e  di  informazione  a
diffusione nazionale o regionale, per non piu’ di 15.000 euro l’anno.
5. Le imprese che richiedono i contributi previsti dall’articolo  4
della legge 7 agosto 1990, n. 250, sono tenute  ad  avere  alle  loro
dipendenze almeno quattro giornalisti  a  tempo  pieno  a  norma  del
contratto nazionale di lavoro.
–  Per  il  testo  dell’articolo  11,  della  legge  25
febbraio 1987, n. 67, e degli articoli 4 e 8 della legge  7
agosto 1990, n. 250, si veda nelle note all’articolo.
Per il testo dell’articolo 23, comma 3, della  legge  6
agosto 1990, n. 223, si veda nelle note all’art.9.
11 della legge 25 febbraio 1987, n. 67, degli articoli 4  e  8  della
legge 7 agosto 1990, n. 250, dell’articolo 23 della  legge  6  agosto
1990,  n.  223,  il  Dipartimento  per  l’informazione  e  l’editoria
assicura   lo   svolgimento   degli   opportuni    accertamenti    ed
approfondimenti, anche a campione,  sulla  documentazione  presentata
dai soggetti richiedenti, anche attraverso il ricorso alla Guardia di
Calcolo dei contributi di cui all’articolo 4  della  legge  7  agosto
1990, n. 250
1. Le imprese radiofoniche private che abbiano svolto attivita’  di
1990, n. 230, mantengono il diritto  all’intero  contributo  previsto
dalla legge 7 agosto 1990, n. 250, e dalla legge 14 agosto  1991,  n.
278, anche in presenza di riparto percentuale tra  gli  altri  aventi
2. Le imprese radiofoniche che alla data del 31 dicembre 2005 hanno
maturato il diritto ai contributi di cui all’articolo 4 della legge 7
agosto 1990, n. 250, continuano a percepire i contributi previsti del
citato  articolo  4  della  legge  n.  250  del  1990.  Ai   medesimi
beneficiari non si applica  il  raddoppio  previsto  dall’articolo  2
della legge 14 agosto 1991, n. 278.
3. Con esclusione delle erogazioni a favore delle imprese di cui al
comma 1,  le  erogazioni  previste  dall’articolo  10-bis,  comma  1,
lettera c), del decreto-legge 1° ottobre 2007,  n.  159,  convertito,
con modificazioni,  dalla  legge  29  novembre  2007,  n.  222,  sono
effettuate,  ove  necessario,  mediante  riparto  percentuale   delle
risorse disponibili fra tutte le imprese  radiofoniche  e  televisive
aventi titolo ai sensi del presente Capo.
4. I contributi previsti dagli articoli 4 e 8 della legge 7  agosto
1990, n. 250, dall’articolo 11 della legge 25 febbraio 1987,  n.  67,
dall’articolo 23 della legge 6 agosto 1990, n. 223, per le  emittenti
radiofoniche e televisive, non possono comunque  eccedere,  per  ogni
singola impresa, l’importo di 4 milioni di euro.
5. Fatto salvo quanto previsto dal comma 1 del  presente  articolo,
in caso di  insufficienza  delle  risorse  stanziate  sul  pertinente
– La legge 7  agosto  1990,  n.  230  (Contributi  alle
imprese radiofoniche private che abbiano  svolto  attivita’
di informazione di interesse  generale)  e’  pubblicata  in
Gazzetta Ufficiale 11 agosto 1990, n. 187.
– Per il testo dell’articolo  10  -bis,  comma  1,  del
decreto- legge 1 ottobre 2007, n. 159, degli articoli 4 e 8
della legge 7 agosto 1990, n. 250 e dell’articolo 11, della
legge 25 febbraio 1987, n. 67, si veda nelle note  all’art.
– Per il testo dell’articolo 23, della legge  6  agosto
1990, n. 223, si veda nelle note all’art. 10.
Capo III   Semplificazione e riordino in materia di credito agevolato
1. Le agevolazioni  di  credito  alle  imprese  editoriali  di  cui
all’articolo 4 della legge 7 marzo 2001, n. 62, sono  concesse  nella
forma di contributi in conto interessi su finanziamenti a valere  sul
Fondo per le agevolazioni di credito  di  cui  all’articolo  5  della
medesima legge n.  62  del  2001.  Alla  concessione  delle  predette
agevolazioni di  credito  si  provvede  mediante  la  valutazione  di
progetti che presentano cumulativamente le seguenti caratteristiche:
a) preventiva deliberazione dell’istituto finanziatore da  allegare
alla domanda, pena la  non  procedibilita’  nella  valutazione  della
domanda stessa;
b) finanziamento bancario e/o operazione di locazione  finanziaria,
della durata massima di  dieci  anni,  finalizzato  al  progetto.  Il
finanziamento e’ ammesso a contributo in misura non superiore a  euro
15 milioni;
c) realizzazione del progetto entro un anno dal termine di scadenza
di presentazione della domanda.  Sono,  altresi’,  ammesse  le  spese
sostenute nei due anni antecedenti la  data  di  presentazione  della
2. Con Avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, sono  comunicati
il termine finale, non inferiore a novanta giorni,  di  presentazione
delle  domande  a  pena  di  decadenza,  l’ammontare  delle   risorse
disponibili, i requisiti dell’impresa proponente e dell’iniziativa in
base ai quali e’ effettuata la valutazione ai fini della  concessione
del contributo, nonche’ la documentazione da produrre a corredo della
domanda. L’emanazione dell’Avviso costituisce impegno  per  le  somme
ivi indicate. Le somme impegnate per le finalita’ di cui al  comma  1
dell’articolo 5 della legge 7 marzo  2001,  n.  62,  ed  a  qualsiasi
titolo  disimpegnate,  nonche’  le  somme  erogate  per  le  medesime
finalita’ ed a  qualsiasi  titolo  restituite,  sono  contestualmente
riassegnate al Fondo stesso.
3. I requisiti dell’iniziativa di cui al  comma  2  attengono  alla
tipologia  del  progetto,  al  fine  perseguito  dallo  stesso,  alla
coerenza  degli  strumenti  con  il  perseguimento  degli   obiettivi
previsti.   La   validita’   tecnica,   economica    e    finanziaria
dell’iniziativa  e’  valutata  con   particolare   riferimento   alla
congruita’ delle spese previste, alla redditivita’, alle  prospettive
di mercato e agli obiettivi di sviluppo aziendale.
4.  Nell’ambito  dei  requisiti  dell’iniziativa   attinenti   alla
tipologia  del  progetto  di  cui  al  comma  3,  sono  ammessi  alle
agevolazioni di credito i beni, anche  quando  dati  in  comodato  ad
altri  soggetti,   a   condizione   che   essi   vengano   utilizzati
esclusivamente per la produzione o per la distribuzione  di  giornali
quotidiani, periodici o libri realizzati dalle imprese  ammesse  alle
agevolazioni di credito. Il requisito dell’esclusivita’ e’  accertato
mediante  l’acquisizione  del  contratto  di   comodato   debitamente
registrato da cui risulti espressamente tale clausola.
– Si riporta il testo dell’articolo  4  della  legge  7
marzo 2001, n. 62 (Nuove norme sull’editoria e sui prodotti
editoriali e modifiche alla L. 5 agosto 1981, n. 416):
«Art.   4(Tipologie   di   interventi    nel    settore
editoriale).  1.  Alle   imprese   operanti   nel   settore
editoriale sono concesse le agevolazioni di credito di  cui
agli articoli 5, 6 e 7, nonche’ il credito  di  imposta  di
cui all’articolo 8.».
– Si riporta il testo dell’articolo  5  della  legge  7
editoriali e modifiche alla L. 5 agosto 1981, n. 416), come
«Art. 5. (Fondo per le  agevolazioni  di  credito  alle
imprese del settore editoriale.) 1. E’ istituito, presso la
Presidenza del Consiglio dei ministri  –  Dipartimento  per
l’informazione  e  l’editoria,  fino  all’attuazione  della
riforma di cui al decreto legislativo 30  luglio  1999,  n.
300, e al decreto legislativo 30 luglio 1999,  n.  303,  il
Fondo per le  agevolazioni  di  credito  alle  imprese  del
settore editoriale, di seguito denominato «Fondo». Il Fondo
e’ finalizzato alla  concessione  di  contributi  in  conto
interessi sui finanziamenti della durata massima  di  dieci
anni  deliberati  da  soggetti  autorizzati   all’attivita’
2.  Al  Fondo  affluiscono   le   risorse   finanziarie
stanziate  a  tale  fine  nel  bilancio  dello  Stato,   il
contributo dell’1 per cento  trattenuto  sull’ammontare  di
ciascun  beneficio  concesso,   le   somme   comunque   non
corrisposte su concessioni effettuate, le somme disponibili
alla  data  di  entrata  in  vigore  della  presente  legge
esistenti sul fondo di cui all’articolo 29  della  legge  5
agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni.  Il  fondo
di  cui  al  citato  articolo  29  e’  mantenuto  fino   al
completamento della corresponsione dei contributi in  conto
interessi per le concessioni gia’ effettuate.
4.  Sono  ammessi  al  finanziamento  i   progetti   di
ristrutturazione  tecnico-produttiva;   di   realizzazione,
ampliamento e  modifica  degli  impianti,  con  particolare
riferimento all’installazione e  potenziamento  della  rete
informatica, anche in connessione all’utilizzo dei circuiti
telematici internazionali e dei satelliti; di miglioramento
della  distribuzione;  di   formazione   professionale.   I
progetti sono  presentati  dalle  imprese  partecipanti  al
ciclo di produzione,  distribuzione  e  commercializzazione
del prodotto editoriale.
5. In caso di realizzazione  dei  progetti  di  cui  al
comma 4  con  il  ricorso  alla  locazione  finanziaria,  i
contributi in conto canone sono concessi  con  le  medesime
procedure di cui  agli  articoli  6  e  7  e  non  possono,
comunque,  superare  l’importo  dei  contributi  in   conto
interessi di cui godrebbero i  progetti  se  effettuati  ai
sensi e nei limiti  previsti  per  i  contributi  in  conto
6. Una quota del 5 per cento  del  Fondo  e’  riservata
alle  imprese  che,  nell’anno  precedente  a   quello   di
presentazione   della   domanda    per    l’accesso    alle
agevolazioni, presentano un fatturato  non  superiore  a  5
miliardi di lire ed una ulteriore quota del 5 per  cento  a
quelle impegnate in progetti di particolare  rilevanza  per
la diffusione della lettura in Italia o per  la  diffusione
di prodotti editoriali in lingua italiana  all’estero.  Ove
tale quota non sia interamente utilizzata, la parte residua
riaffluisce al Fondo per essere destinata ad interventi  in
favore delle altre imprese.
7. Una quota del 10 per cento del Fondo e’ destinata ai
progetti volti a sostenere spese di gestione o di esercizio
per le  imprese  costituite  in  forma  di  cooperative  di
giornalisti o di poligrafici.
9. I  contributi  in  conto  interessi  possono  essere
concessi anche alle imprese editrici dei giornali  italiani
all’estero di cui all’articolo  26  della  legge  5  agosto
1981, n. 416,  e  successive  modificazioni,  per  progetti
realizzati con il  finanziamento  di  soggetti  autorizzati
all’esercizio dell’attivita’ bancaria aventi  sede  in  uno
Stato appartenente all’Unione europea.
10. (abrogato)
11. In aggiunta alle risorse  di  cui  al  comma  2,  a
decorrere  dall’anno  2001  e  fino   all’anno   2003,   e’
autorizzata la spesa di lire  7,9  miliardi  per  il  primo
anno, di lire 24,3 miliardi per il secondo anno e  di  lire
18,7 miliardi per il terzo anno.
12. Ai contributi di cui al presente articolo,  erogati
secondo le procedure di cui  agli  articoli  6  e  7  della
presente legge, si applicano le disposizioni  di  cui  agli
articoli 8 e 9, commi da 1 a 5, del decreto legislativo  31
marzo 1998, n. 123.
13. Con regolamento emanato ai sensi dell’articolo  17,
comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400,  e  successive
modificazioni, su proposta del Presidente del Consiglio dei
ministri, sentito il Ministro per i  beni  e  le  attivita’
culturali,  sono  dettate  disposizioni   attuative   della
presente  legge.  Sono  in  particolare   disciplinati   le
modalita’ ed i termini di presentazione o di rigetto  delle
domande, le modalita’ di attestazione dei requisiti e delle
condizioni di concessione dei contributi, la documentazione
delle spese inerenti ai  progetti,  gli  adempimenti  ed  i
termini delle attivita’ istruttorie, l’organizzazione ed il
funzionamento del Comitato di cui al comma 4  dell’articolo
7, il procedimento di decadenza dai benefici, le  modalita’
di verifica finale della corrispondenza degli  investimenti
effettuati al progetto, della  loro  congruita’  economica,
nonche’  dell’inerenza  degli  investimenti   stessi   alle
finalita’ del progetto.
14. (abrogato)
15. (abrogato)».
Procedura di concessione e documentazione per la  corresponsione  del
1. L’Avviso per la presentazione delle domande di cui  all’articolo
13, comma 2, e’ previsto con cadenza  annuale,  compatibilmente  alla
disponibilita’ di risorse finanziarie.
2. Il richiedente e’ tenuto a realizzare il progetto oggetto  della
domanda  entro  dodici  mesi  dal  termine   di   scadenza   previsto
nell’Avviso  per  la  presentazione  delle  domande.  Le   variazioni
intervenute  nel  corso  della  realizzazione   del   progetto   sono
comunicate al Comitato entro  i  medesimi  termini  previsti  per  la
3. La  mancata  realizzazione  del  progetto,  nonche’  la  mancata
comunicazione delle variazioni entro i termini  di  cui  al  comma  2
comporta la non procedibilita’ nella valutazione delle domande.
4. Entro i successivi sessanta  giorni  dal  termine  previsto  dal
comma 2, i soggetti richiedenti  producono,  comunque,  pena  la  non
procedibilita’  nella  valutazione   delle   domande,   la   seguente
a) il contratto di mutuo  finalizzato  al  progetto  corredato  dal
piano di ammortamento bancario  laddove  non  ancora  presentato.  Il
tasso di interesse e le altre condizioni  economiche  alle  quali  e’
riferito il contratto di mutuo sono  liberamente  concordate  tra  le
b) la  documentazione  delle  spese  sostenute  per  il  progetto
consistente in fatture e documenti fiscalmente regolari, in originale
quietanzato o in copia dichiarata conforme;
c) una perizia giurata di  un  esperto  del  settore,  iscritto  al
relativo albo professionale,  scelto  tra  i  consulenti  tecnici  di
ufficio presso il Tribunale del luogo dove ha sede legale  l’istante,
che attesti la realizzazione e la corrispondenza  degli  investimenti
alla  finalita’  del  progetto,  nonche’  la  congruita’  dei   costi
5. Nel caso di oneri da riqualificazione del personale o  da  costi
organizzativi, occorre esibire:
a) idonea documentazione di  spesa  nelle  ipotesi  di  ricorso  ad
organismi esterni all’impresa;
6. Nel caso di progetti realizzati con il  ricorso  alla  locazione
finanziaria i soggetti richiedenti producono, comunque, pena  la  non
procedibilita’  della  valutazione   delle   domande,   la   seguente
documentazione entro i medesimi termini previsti dal comma 4:
b) una relazione redatta dalla societa’  di  locazione  finanziaria
consistente  nella  descrizione  dei  beni  oggetto  della  locazione
finanziaria stessa con l’indicazione dei singoli costi  d’acquisto  e
dell’importo dei canoni stabiliti e delle scadenze di pagamento;
c)  la  documentazione  delle  spese  sostenute  per  il   progetto
d)  una  dichiarazione  sostitutiva  dell’atto  di  notorieta’  che
attesti la consegna dei beni oggetto della locazione finanziaria.  Il
momento  giuridico  che  attesta  la  data  di  realizzazione   degli
investimenti coincide con l’entrata in possesso del bene da parte del
soggetto richiedente le agevolazioni di credito;
e) una perizia giurata di  un  esperto  del  settore,  iscritto  al
7. Il Comitato di cui all’articolo 16, sulla base  dell’istruttoria
del Servizio competente che predispone una  relazione,  esaminata  la
domanda dell’impresa richiedente, nonche’ la  delibera  dell’istituto
finanziatore,  approva  o  rigetta  il  progetto,  previa   specifica
valutazione dello stesso con  particolare  riferimento  al  complesso
delle iniziative di carattere finanziario ed industriale,  attraverso
le quali si prevede di raggiungere gli obiettivi assegnati e delibera
in merito alla concessione delle agevolazioni  di  credito  a  carico
dello Stato secondo criteri di  redditivita’,  sviluppo  aziendale  e
tenendo conto delle prospettive di mercato. La delibera del  Comitato
e’ notificata al soggetto richiedente  a  cura  del  Servizio  stesso
entro  diciotto  mesi  dal  termine  di  scadenza  previsto  per   la
8. La liquidazione  del  contributo  si  effettua  direttamente  al
soggetto richiedente, entro 4  mesi  dalla  data  di  notifica  della
delibera  del  Comitato,  previa  verifica  della  completezza  della
1. Ai fini della concessione delle agevolazioni di cui all’articolo
13 le spese per la realizzazione dei progetti sono ammesse in  misura
pari al 50 per cento di quella finanziate  dai  soggetti  autorizzati
all’esercizio dell’attivita’ bancaria o all’esercizio  dell’attivita’
di locazione finanziaria e ritenute ammissibili dal Comitato  di  cui
all’articolo 16, ivi comprese le spese  previste  per  il  fabbisogno
annuale delle scorte in misura non superiore al 20  per  cento  degli
investimenti fissi ammessi alle agevolazioni di credito.
2. L’ammontare del  contributo  e’  pari  al  50  per  cento  degli
interessi sull’importo delle spese finanziate ammesse  a  contributo,
calcolato al tasso di riferimento fissato con  decreto  del  Ministro
dell’economia e delle finanze vigente alla data  della  delibera  del
Comitato. Il contributo e’, comunque, calcolato al tasso di interesse
piu’  basso  fra  quello  concordato  tra  le  parti  e   quello   di
3. L’ammissione alle agevolazioni di credito di cui all’articolo 13
e’  disposta  sulla  base  della  delibera  del   Comitato   di   cui
all’articolo  16  nei   limiti   delle   disponibilita’   finanziarie
evidenziate  nell’Avviso.  In  caso  di  disponibilita’   finanziarie
inferiori all’importo complessivo dei contributi erogabili  calcolati
sulla  base  dei  piani  di  ammortamento  sviluppati  al  tasso   di
riferimento fissato con decreto del Ministro  dell’economia  e  delle
finanze vigente alla data della delibera del Comitato,  i  contributi
stessi  sono  proporzionalmente  ridotti  nei  limiti  delle  risorse
indicate nell’Avviso.
4. Il contributo in conto interessi, calcolato sulla base del tasso
di riferimento vigente alla data  della  delibera  del  Comitato,  e’
accordato, ferma restando la  durata  complessiva  di  dieci  anni  a
partire dalla data di stipula del contratto di mutuo, per un  periodo
di utilizzo/preammortamento che non puo’ essere superiore a due anni,
con riferimento alle somme erogate e con decorrenza dalla data  delle
singole erogazioni effettuate dall’istituto finanziatore,  in  misura
pari alla differenza tra il tasso di riferimento ed il 50  per  cento
dello stesso, nonche’, per il periodo di ammortamento, in misura pari
alla differenza tra la rata di ammortamento  calcolata  al  tasso  di
riferimento e la rata calcolata al 50 per cento dello stesso.
5. Il calcolo del contributo e’  effettuato  secondo  un  piano  di
ammortamento sviluppato a rata costante  semestrale  –  con  scadenze
fissate al 30 giugno ed al 31 dicembre di ogni anno –  elaborato  dal
Servizio competente ed erogato in un’unica soluzione, direttamente al
soggetto  richiedente,  attualizzando   l’importo   complessivo   del
contributo stesso al tasso di riferimento  fissato  con  decreto  del
Ministro  dell’economia  e  delle  finanze  vigente  alla  data   del
provvedimento di liquidazione.
6. Il contributo in conto canoni, calcolato sulla base del tasso di
riferimento vigente alla data  della  delibera  del  Comitato,  senza
alcun riferimento alle scadenze di pagamento del canone.  Il  calcolo
di detto contributo e’ effettuato secondo un  piano  di  ammortamento
sviluppato a rata costante semestrale – con scadenze  fissate  al  30
giugno ed al 31 dicembre  di  ogni  anno  –  elaborato  dal  Servizio
competente  ed  erogato  direttamente  al  soggetto  richiedente   in
un’unica   soluzione,   attualizzando   l’importo   complessivo   del
1. Il Comitato di cui al comma 4  dell’articolo  7  della  legge  7
marzo 2001, n.  62,  e’  nominato  con  decreto  del  Presidente  del
Consiglio dei Ministri, da emanarsi entro trenta giorni  dall’entrata
in vigore del presente regolamento, ed e’ cosi’ composto:
a) dal Capo del  Dipartimento  per  l’informazione  e  l’editoria
della  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri  con   funzioni   di
b)  dal  Capo  dell’Ufficio  per  il  sostegno  all’editoria  del
Dipartimento per l’informazione e  l’editoria  della  Presidenza  del
c) dal capo dell’Ufficio bilancio e ragioneria  della  Presidenza
f) da due esperti in  materia  di  editoria,  da  un  esperto  in
materia  di  editoria  elettronica,  nonche’  un  esperto  nel  campo
dell’ingegneria designati dal Presidente del Consiglio dei Ministri.
2.  Il  Comitato  delibera  l’ammissione  al  contributo   di   cui
all’articolo 15. Per la validita’  delle  riunioni  del  Comitato  e’
richiesta la presenza di almeno i  due  terzi  dei  componenti  e  le
delibere sono assunte con il voto della maggioranza dei  presenti  ad
esclusione degli astenuti. In caso di  parita’  di  voti  prevale  la
deliberazione alla  quale  aderisce  il  Capo  del  Dipartimento  per
l’informazione e l’editoria.
3. Per il proprio  funzionamento  il  Comitato  si  avvale  di  una
segreteria nominata con il decreto di cui  al  comma  1,  individuata
nell’ambito delle  risorse  del  Dipartimento  per  l’informazione  e
l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che  provvede
anche  all’istruttoria   dei   provvedimenti   di   concessione   dei
4. Il funzionamento del Comitato  non  comporta  nuovi  o  maggiori
oneri a carico del bilancio dello Stato. Ai membri del  Comitato  non
sono corrisposti indennita’, gettoni di presenza o rimborsi spese.
– L’articolo 7 della legge 7 marzo 2001, n.  62  (Nuove
norme sull’editoria e sui prodotti editoriali  e  modifiche
alla L. 5 agosto  1981,  n.  416),  abrogato  dal  presente
regolamento, recava: «Procedura valutativa».
1. Le domande di  cui  all’articolo  13,  sottoscritte  dal  legale
rappresentante dell’impresa, sono presentate per via telematica e con
firma digitale, secondo le modalita’ pubblicate sul sito internet del
Consiglio dei Ministri. Nel  caso  in  cui  per  giustificati  motivi
la domanda puo’ essere presentata entro lo  stesso  termine  indicato
nell’articolo 14, comma 2, per  mezzo  di  raccomandata  postale  con
l’indicazione dei motivi ostativi.
1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 5, comma 12,  della
legge 7 marzo  2001,  n.  62,  l’elenco  dei  soggetti  ammessi  alle
agevolazioni di credito e’ trasmesso alla  Guardia  di  finanza  che,
anche ai fini dell’applicazione di quanto previsto dagli articoli  75
e 76 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n.
445, effettua l’attivita’ di controllo.
2. Qualora i beni oggetto del progetto ammesso alle agevolazioni di
credito siano alienati, ceduti, distratti nei cinque anni  successivi
alla  concessione,  ovvero  tre  anni  nel  caso  di  beni  a  rapida
obsolescenza, e’ disposta la revoca del contributo.
3. Per la durata del finanziamento l’impresa e’ tenuta entro il  31
gennaio di ogni anno ad inoltrare al Dipartimento per  l’informazione
e  l’editoria  della  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri   una
dichiarazione  sostitutiva   dell’atto   di   notorieta’   attestante
l’avvenuto regolare pagamento delle rate del mutuo e/o dei canoni  di
locazione finanziaria. Al mancato inoltro di detta documentazione  e’
disposta la revoca del contributo gia’ concesso.
4. Nei casi di estinzione anticipata del contratto di mutuo e/o del
contratto   di   locazione   finanziaria,   di   fallimento   o    di
assoggettamento ad ogni altra procedura concorsuale,  la  concessione
del contributo statale e’ revocata, con ripetizione  delle  somme,  a
decorrere rispettivamente dalla data  di  estinzione  del  mutuo,  da
quella  di  dichiarazione  del  fallimento,  di   assoggettamento   a
– Per il testo dell’articolo  5  della  legge  7  marzo
2001, n. 62, si veda nelle note all’articolo 13.
– Per il testo degli articoli 75 e 76 del  decreto  del
Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000,  n.  445,  si
veda nelle note all’articolo 6.
1. Le agevolazioni di credito gia’ concesse, alla data  di  entrata
in vigore del presente regolamento, ai sensi  della  legge  5  agosto
1981, n. 416, e della legge 7 marzo 2001, n. 62, continuano ad essere
erogate secondo le disposizioni ivi  contenute  fino  all’esaurimento
delle relative procedure.
2. A decorrere  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente
regolamento,  al  Comitato  di  cui  all’articolo  16  sono  altresi’
attribuite le competenze sui procedimenti ancora in atto relativi  ad
agevolazioni di credito concesse ai sensi del comma 1.
Capo IV   Disposizioni finali e abrogazioni
1. Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria provvede, per le
imprese editoriali, radiofoniche e televisive  che  hanno  presentato
regolare domanda di contributi ai sensi dei Capi I e II del  presente
regolamento,  a   richiedere   ai   competenti   Enti   previdenziali
certificazione comprovante la regolarita’ contributiva.
2.  Le  imprese  editoriali,  radiofoniche  e  televisive   rimaste
soccombenti, con sentenza passata in giudicato, a seguito di  ricorsi
giurisdizionali in materia di adempimenti previdenziali, non  possono
percepire contributi fino alla  completa  esecuzione  della  sentenza
medesima, certificata dagli Enti previdenziali interessati.
1) il comma 2 dell’articolo 3 della legge  7  agosto  1990,  n.
250, limitatamente alle parole: «, il cui ammontare non puo’ comunque
superare  il  50  per  cento  dei  costi  complessivi,  compresi  gli
ammortamenti, risultanti dal bilancio dell’impresa stessa»;
2) la lettera e) del comma 2  dell’articolo  3  della  legge  7
agosto 1990, n. 250;
3) il comma 2-bis dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n.
250, limitatamente alle parole: «e in misura, comunque, non superiore
al 50 per cento dei costi  complessivi,  compresi  gli  ammortamenti,
risultanti dal bilancio dell’impresa stessa,»;
4) il primo periodo del comma 2-ter dell’articolo 3 della legge
7 agosto 1990, n. 250, limitatamente alle parole: «con esclusione  di
quelli previsti dal comma 11, e in misura, comunque, non superiore al
50 per  cento  dei  costi  complessivi,  compresi  gli  ammortamenti,
5) il secondo periodo del comma  2-ter  dell’articolo  3  della
legge 7 agosto 1990, n. 250, limitatamente alle parole: «e  11  e  in
misura,  comunque,  non  superiore  al  50  per   cento   dei   costi
complessivi,  compresi  gli  ammortamenti,  risultanti  dal  bilancio
dell’impresa stessa,»;
6) il comma 2-quater dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990,
n. 250, limitatamente  alle  parole  da:  «ivi  comprese»  fino  alle
seguenti: «dal comma 11»;
7) il comma 7 dell’articolo 3 della legge  7  agosto  1990,  n.
8) il comma 8 dell’articolo 3 della legge  7  agosto  1990,  n.
9) il comma 9 dell’articolo 3 della legge  7  agosto  1990,  n.
10) il comma 10 dell’articolo 3 della legge 7 agosto  1990,  n.
11) il comma 11 dell’articolo 3 della legge 7 agosto  1990,  n.
12) il comma 12 dell’articolo 3 della legge 7 agosto  1990,  n.
13) il comma 15-bis dell’articolo 3 della legge 7 agosto  1990,
14) il comma 1 dell’articolo 2 della legge 14 agosto  1991,  n.
278, limitatamente alle parole: «dall’articolo 3, comma 11, e»;
16) il secondo periodo del comma  1246  dell’articolo  1  della
1) le parole da:  «La  quota  spettante»  a:  «ai  sensi  della
presente legge: » dell’articolo 10-bis,  comma  1,  lettera  c),  del
dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, sono soppresse;
2) il comma 13 dell’articolo 7 della legge 3  maggio  2004,  n.
3) il comma 3 dell’articolo 4 del decreto del Presidente  della
Repubblica 16 settembre 1996, n. 680;
4) il comma 1 dell’articolo 4 del decreto  del  Presidente  del
Consiglio dei ministri 15 settembre 1987, n. 410;
1) i commi 3, 8, 10, 14 e 15 dell’articolo 5,  l’articolo  6  e
l’articolo 7 della legge 7 marzo 2001, n. 62;
2) gli articoli 1, 2, 4, 5, 6 e 9, i commi 1, 2, 3, 5, 6, 7, 8,
9, 10, 11, 12, 13, 14 e 15 dell’articolo 3 e il comma 1 dell’articolo
10 del decreto del Presidente della Repubblica  30  maggio  2002,  n.
3) l’articolo 1, comma 3-bis,  del  decreto-legge  24  dicembre
2004, n. 46;
4) l’articolo 10, comma 8, del decreto-legge 1°  ottobre  2007,
n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre  2007,
– Per il testo dell’articolo 3  della  legge  7  agosto
1990, n. 250, si veda nelle note all’articolo 1.
– Si riporta il testo dell’articolo 2  della  legge  14
agosto 1991, n. 278 (Modifiche ed integrazioni  alle  leggi
25  febbraio  1987,  n.  67,  e  7  agosto  1990,  n.  250,
concernenti  provvidenze  a  favore  della  editoria,  come
«Art. 2.  1.  A  decorrere  dal  1°  gennaio  1991,  il
contributo previsto dall’articolo 4, comma 2, della legge 7
agosto 1990, n. 250 , e’ raddoppiato.
2. All’articolo 3, comma 12, della legge 7 agosto 1990,
n.  250  ,  le  parole:  «60  per  cento  dei  costi»  sono
sostituite dalle altre: “70 per cento dei costi”.».
– Si riporta il testo del comma  1246  dell’articolo  1
della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni  per  la
(legge finanziaria 2007) ), come  modificato  dal  presente
«1246.  Con  riferimento  ai  contributi  di  cui  agli
articoli 3, 4, 7 e 8 della legge 7 agosto 1990, n.  250,  e
successive modificazioni, nonche’ all’articolo 23, comma 3,
della  legge  6  agosto  1990,   n.   223,   e   successive
modificazioni, e all’articolo 7, comma 13,  della  legge  3
maggio 2004, n.  112,  le  erogazioni  si  effettuano,  ove
necessario, mediante il riparto percentuale dei  contributi
tra gli aventi diritto.».
decreto legge 1 ottobre 2007, n. 159, si  veda  nelle  note
– Si riporta il testo dell’articolo  7  della  legge  3
maggio 2004, n. 112  (Norme  di  principio  in  materia  di
assetto    del    sistema    radiotelevisivo    e     della
RAI-Radiotelevisione italiana  S.p.a.,  nonche’  delega  al
Governo   per   l’emanazione   del   testo   unico    della
radiotelevisione.),   come    modificato    dal    presente
«Art. 7. (Principi generali  in  materia  di  emittenza
radiotelevisiva   di    ambito    locale).1.    L’emittenza
radiotelevisiva di ambito locale valorizza  e  promuove  le
culture  regionali  o  locali,   nel   quadro   dell’unita’
politica, culturale e linguistica del Paese. Restano  ferme
le norme a tutela delle minoranze linguistiche riconosciute
2.  La  disciplina  del  sistema   di   radiodiffusione
televisiva tutela l’emittenza in ambito locale  e  riserva,
comunque, un terzo della capacita’ trasmissiva, determinata
con l’adozione del piano di  assegnazione  delle  frequenze
per la diffusione televisiva  su  frequenze  terrestri,  ai
soggetti  titolari  di  autorizzazione  alla  fornitura  di
contenuti destinati alla diffusione in tale ambito.
3. Un medesimo soggetto non puo’ detenere piu’  di  tre
concessioni  o  autorizzazioni   per   la   radiodiffusione
televisiva all’interno  di  ciascun  bacino  di  utenza  in
ambito locale e piu’ di sei per bacini regionali anche  non
limitrofi.  Alle  emittenti  che  trasmettono   in   ambito
provinciale, fermi restando i limiti  fissati  all’articolo
2, comma 1,  lettera  l),  e’  consentito  di  trasmettere,
indipendentemente dal  numero  delle  concessioni  o  delle
autorizzazioni, in  un’area  di  servizio  complessiva  non
superiore  ai  sei  bacini  regionali  sopra  indicati.  E’
consentita   la   programmazione   anche   unificata   sino
all’intero arco della giornata. Nel limite massimo  di  sei
concessioni o autorizzazioni sono considerate anche  quelle
detenute all’interno di ciascun bacino di utenza. Fino alla
completa attuazione del  piano  nazionale  di  assegnazione
delle  frequenze  televisive   in   tecnica   digitale   e’
consentito ai soggetti legittimamente  operanti  in  ambito
locale alla data di entrata in vigore della presente  legge
di proseguire nell’esercizio anche nei bacini  eccedenti  i
predetti limiti. Le disposizioni di cui al  presente  comma
si applicano anche alle emissioni televisive provenienti da
4. Fino alla completa attuazione del piano nazionale di
assegnazione delle frequenze radiofoniche e  televisive  in
tecnica  digitale  le  emittenti   radiotelevisive   locali
possono trasmettere programmi ovvero messaggi  pubblicitari
differenziati  per  non  oltre  un  quarto  delle  ore   di
trasmissione giornaliera in  relazione  alle  diverse  aree
territoriali comprese nel bacino di utenza per il quale  e’
rilasciata    la    concessione     o     l’autorizzazione.
Successivamente all’attuazione  dei  predetti  piani,  tale
facolta’ e’ consentita ai titolari di  autorizzazione  alla
fornitura di contenuti in  ambito  locale.  Alle  emittenti
radiotelevisive locali e’  consentito,  anche  ai  predetti
fini di trasmissione di programmi e  messaggi  pubblicitari
differenziati, di diffondere i propri programmi  attraverso
piu’ impianti di messa in onda, nonche’ di  utilizzare,  su
base   di   non    interferenza,    i    collegamenti    di
telecomunicazioni a tale fine necessari. Alle medesime  e’,
altresi’,  consentito  di  utilizzare  i  collegamenti   di
telecomunicazioni  necessari  per  le  comunicazioni  e   i
transiti   di   servizio,   per   la   trasmissione    dati
indipendentemente dall’ambito  di  copertura  e  dal  mezzo
trasmissivo,  per  i  tele-allarmi  direzionali  e  per   i
collegamenti   fissi   e    temporanei    tra    emittenti.
L’utilizzazione  di  tutti  i  predetti   collegamenti   di
telecomunicazioni non comporta il  pagamento  di  ulteriori
canoni o contributi oltre quello stabilito per  l’attivita’
di radiodiffusione sonora e televisiva locale.
5. Le imprese di radiodiffusione televisiva  in  ambito
locale che si  impegnano  entro  due  mesi  dalla  data  di
entrata  in  vigore  della  presente  legge  a  trasmettere
televendite  per  oltre  l’80  per  cento   della   propria
programmazione non sono soggette al limite di  affollamento
del 40 per cento previsto  dall’articolo  8,  comma  9-ter,
della legge 6 agosto 1990,  n.  223,  come  modificato  dal
comma  6  del  presente  articolo,  nonche’  agli  obblighi
informativi previsti per le  emittenti  televisive  locali.
Tali  emittenti  non  possono  beneficiare  di  contributi,
provvidenze o incentivi previsti in favore delle  emittenti
radiotelevisive locali dalla  legislazione  vigente.  Entro
centoventi giorni dalla data di  entrata  in  vigore  della
presente   legge,   sentite   le   competenti   Commissioni
parlamentari,  e’  adottato  un  apposito  regolamento  dal
Ministro delle comunicazioni, di concerto con  il  Ministro
dell’economia e delle finanze, ai sensi  dell’articolo  17,
comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, in cui vengono
definiti   i   criteri,    secondo    il    principio    di
proporzionalita’, per la revoca di contributi,  provvidenze
o incentivi previsti in favore delle emittenti radiofoniche
e   televisive   che   diffondano   messaggi   pubblicitari
ingannevoli, con  particolare  attenzione  alla  diffusione
reiterata di  messaggi  volti  all’abuso  della  credulita’
popolare  anche  in   considerazione   dell’attivita’   del
Comitato di controllo di cui all’articolo 3 del «Codice  di
autoregolamentazione in materia di televendite  e  spot  di
televendita di beni e servizi di astrologia, di cartomanzia
ed  assimilabili,  di  servizi   relativi   ai   pronostici
concernenti il gioco del  lotto,  enalotto,  superenalotto,
totocalcio, totogol, totip, lotterie  e  giochi  similari»,
costituito in  data  24  luglio  2002,  e  delle  eventuali
violazioni riscontrate dal medesimo Comitato.
6. All’articolo 8, comma 9-ter, della  legge  6  agosto
1990, n. 223, le parole: «35  per  cento»  sono  sostituite
dalle seguenti: «40 per cento».
7. Alle emittenti televisive in ambito  locale  le  cui
trasmissioni  siano  destinate  unicamente  al   territorio
nazionale, ad eccezione delle  trasmissioni  effettuate  in
interconnessione, in deroga alle disposizioni di  cui  alla
direttiva 89/552/CEE del 3 ottobre 1989, del  Consiglio,  e
successive modificazioni, in tema di messaggi  pubblicitari
durante    la    trasmissione    di     opere     teatrali,
cinematografiche,  liriche  e  musicali,  sono  consentite,
oltre a quelle inserite nelle pause  naturali  delle  opere
medesime, due interruzioni pubblicitarie per  ogni  atto  o
tempo indipendentemente dalla durata  delle  opere  stesse;
per le opere di durata programmata compresa tra  novanta  e
centonove   minuti   sono   consentite   analogamente   due
interruzioni pubblicitarie per ogni atto o  tempo;  per  le
opere di durata programmata uguale o superiore a centodieci
minuti sono consentite tre interruzioni pubblicitarie  piu’
una interruzione supplementare ogni  quarantacinque  minuti
di durata programmata ulteriore ai  centodieci  minuti.  Si
intende per durata programmata  il  tempo  di  trasmissione
compreso tra l’inizio della sigla di  apertura  e  la  fine
della  sigla  di  chiusura   del   programma   oltre   alla
pubblicita’ inserita, come  previsto  nella  programmazione
del palinsesto.
8. All’articolo 1, comma  1,  della  legge  5  febbraio
1992, n. 175, come modificato dall’articolo 3  della  legge
26 febbraio 1999, n. 42, e dall’articolo 12, comma 1, della
legge 14 ottobre 1999, n. 362,  le  parole:  «e  attraverso
giornali  quotidiani  e  periodici  di  informazione»  sono
sostituite   dalle   seguenti:   «,   attraverso   giornali
quotidiani e  periodici  di  informazione  e  le  emittenti
radiotelevisive locali». All’articolo  4,  comma  1,  della
legge  5   febbraio   1992,   n.   175,   come   modificato
dall’articolo 3 della legge 26  febbraio  1999,  n.  42,  e
dall’articolo 12, comma 4, della legge 14 ottobre 1999,  n.
362,  le  parole:  «e  attraverso  giornali  quotidiani   e
periodici di informazione» sono sostituite dalle  seguenti:
«,  attraverso   giornali   quotidiani   e   periodici   di
informazione e le emittenti radiotelevisive locali».
9. All’articolo 6, comma 1, lettera b), del regolamento
di cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  26
ottobre 2001, n. 430, e’ aggiunto,  in  fine,  il  seguente
periodo: «;per le  emittenti  radiofoniche  si  considerano
presenti alle  manifestazioni  anche  gli  ascoltatori  che
intervengono   alle    stesse    attraverso    collegamento
radiofonico,  ovvero  qualsivoglia  altro  collegamento   a
distanza».
10. Le somme che le  amministrazioni  pubbliche  o  gli
enti  pubblici  anche  economici  destinano,  per  fini  di
comunicazione  istituzionale,  all’acquisto  di  spazi  sui
mezzi  di  comunicazione   di   massa,   devono   risultare
complessivamente impegnate,  sulla  competenza  di  ciascun
esercizio finanziario, per almeno il 15 per cento a  favore
dell’emittenza  privata  televisiva  locale  e  radiofonica
locale operante nei territori dei Paesi membri  dell’Unione
europea e per almeno il 50 per cento a favore dei  giornali
quotidiani e periodici.
11. Le somme di cui al comma 10 sono  quelle  destinate
alle spese per acquisto di spazi pubblicitari, esclusi  gli
oneri relativi alla loro realizzazione.
12. Le amministrazioni pubbliche e  gli  enti  pubblici
anche  economici   sono   tenuti   a   dare   comunicazione
all’Autorita’ per le  garanzie  nelle  comunicazioni  delle
somme impegnate per  l’acquisto,  ai  fini  di  pubblicita’
istituzionale, di  spazi  sui  mezzi  di  comunicazione  di
massa. L’Autorita’ per  le  garanzie  nelle  comunicazioni,
anche attraverso i Comitati regionali per le comunicazioni,
vigila sulla  diffusione  della  comunicazione  pubblica  a
carattere pubblicitario sui diversi mezzi di  comunicazione
di massa. I pubblici ufficiali e gli  amministratori  degli
enti pubblici che non adempiono agli  obblighi  di  cui  al
comma 10 sono soggetti  alla  sanzione  amministrativa  del
pagamento di una somma da un minimo  di  1.040  euro  a  un
massimo di 5.200 euro.  Competente  all’accertamento,  alla
contestazione  e   all’applicazione   della   sanzione   e’
l’Autorita’  per  le  garanzie  nelle   comunicazioni.   Si
applicano le disposizioni contenute nel Capo I, sezioni I e
13. (abrogato).
14. All’articolo 8, comma 8, della legge 6 agosto 1990,
n. 223, e successive modificazioni, le parole: «il  20  per
cento per la radiodiffusione sonora in ambito locale»  sono
sostituite  dalle  seguenti:  «il  25  per  cento  per   la
radiodiffusione sonora in ambito locale».
15. All’articolo 8, comma 9, della legge 6 agosto 1990,
cento» sono sostituite dalle seguenti: «il 25 per cento».
16.  La  trasmissione  di  dati   e   di   informazioni
all’utenza di cui all’articolo 3, comma 17, della legge  31
luglio 1997,  n.  249,  e  successive  modificazioni,  puo’
comprendere   anche    la    diffusione    di    inserzioni
17.  Le  sanzioni  amministrative  irrogate  a  imprese
radiofoniche o televisive  locali  ai  sensi  dell’articolo
174-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633, come modificato
dall’articolo 27 del decreto legislativo 9 aprile 2003,  n.
68,  vengono  ridotte   come   segue,   qualora   l’impresa
radiofonica  o  televisiva  locale   abbia   provveduto   a
regolarizzare entro la data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge  la  propria  posizione  relativamente  alla
violazione contestata: riduzione a un  decimo  dell’importo
minimo qualora le sanzioni amministrative contestate  siano
di importo inferiore o pari a 50.000 euro; riduzione  a  un
ventesimo   dell’importo   minimo   qualora   le   sanzioni
amministrative contestate siano di importo eccedente 50.000
euro. Il  pagamento  delle  sanzioni  amministrative  cosi’
ridotte dovra’ avvenire entro i  trenta  giorni  successivi
alla data  di  entrata  in  vigore  della  presente  legge.
Qualora l’importo dovuto sia superiore a 5.000 euro, potra’
essere corrisposto in tre rate bimestrali, la  prima  delle
quali con scadenza nel termine di trenta giorni dalla  data
–  Per  il  testo  dell’articolo  4  del  decreto   del
Presidente della Repubblica 16 settembre 1996, n.  680,  si
veda nelle note all’articolo 8.
– Per il testo dell’art. 4 del decreto  del  Presidente
del Consiglio dei Ministri 15 settembre 1987,  n.  410,  si
– L’articolo 6 della legge 7 marzo 2001, n.  62  (Nuove
regolamento, recava: «Procedura automatica».
– Per la rubrica dell’articolo 7 della  legge  7  marzo
2001, n. 62, si veda nelle note all’articolo 16.
– Gli articoli 1, 2 ,  4,  5,  6,  9  del  decreto  del
Presidente  della  Repubblica  30  maggio  2002,   n.   142
(Regolamento concernente le agevolazioni  di  credito  alle
imprese operanti nel  settore  editoriale,  previste  dagli
articoli 4, 5, 6 e  7  della  L.  7  marzo  2001,  n.  62),
abrogati    dal     presente     regolamento,     recavano,
«Presentazione delle  domande»,  «Procedura  automatica
Ammissione al contributo a carico dello Stato»,  «Procedura
valutativa   –   Documentazione   di   spesa»,   «Locazione
finanziaria»,  «Comitato  deliberante  –  Organizzazione  e
funzionamento», «Variazioni  o  mancata  realizzazione  del
Si riporta il testo degli  artt.  3  e  10  del  citato
d.P.R. n.  142  del  2002,  come  modificati  dal  presente
«Art. 3. Procedura valutativa. Ammissione al contributo
4. Il contratto di mutuo ha una durata massima di dieci
anni comprensiva di un periodo di  utilizzo/preammortamento
della durata massima di due anni, con  scadenze  semestrali
fissate al 30 giugno e al 31 dicembre di ogni anno.
9. (abrogato)
11. (abrogato)
12. (abrogato)
«Art.  10.(Disposizioni  finali  e   transitorie).   1.
2. Le  agevolazioni  di  credito  di  cui  al  presente
regolamento sono riconosciute nel rispetto delle condizioni
procedurali previste al paragrafo 3, dell’articolo  88  del
Trattato istitutivo della Comunita’ europea.
3. In  occasione  del  primo  avviso  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale ai sensi degli  articoli  6  e  7  della
legge, le domande, presentate ai sensi dell’articolo 17 del
decreto-legge 31 dicembre 1996,  n.  669,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30,  e  non
ammesse  alle  agevolazioni  di   credito   a   causa   del
trasferimento degli stanziamenti residui al Fondo istituito
ai  sensi  dell’articolo  5  della  legge,  possono  essere
ripresentate con le modalita’ e le procedure  indicate  nel
presente regolamento. Possono essere ammessi al  contributo
gli investimenti gia’ realizzati nell’anno o nei  due  anni
solari precedenti la data di presentazione  della  domanda,
rispettivamente nel  caso  di  procedura  automatica  o  di
procedura valutativa.».
– Si riporta il testo dell’articolo 1 del decreto legge
24 dicembre 2003, n. 353 (Disposizioni urgenti  in  materia
di tariffe postali agevolate  per  i  prodotti  editoriali)
convertito  con  legge  27  febbraio  2004,  n.  46,   come
modificato dal presente regolamento :
«Art.  1.  (Agevolazioni  tariffarie  postali  per   le
spedizioni di prodotti editoriali). 1. A decorrere  dal  1°
gennaio 2004, le imprese editrici di quotidiani e periodici
iscritte al Registro degli operatori di comunicazione (ROC)
e le imprese editrici di libri possono usufruire di tariffe
agevolate postali per la spedizione di prodotti editoriali.
Le tariffe agevolate sono determinate,  anche  in  funzione
del rispetto del limite di spesa di cui all’articolo 3, con
decreto del Ministro delle comunicazioni, di  concerto  con
il Ministro  dell’economia  e  delle  finanze,  sentita  la
Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri,  applicando   la
tariffa piu’ bassa per le spedizioni di  stampe  periodiche
la cui tiratura per singolo numero  non  superi  le  20.000
copie.  Per  l’anno   2004,   l’entita’   dell’agevolazione
tariffaria per i soggetti identificati dal presente decreto
resta  quella  definita  dal  decreto  del  Ministro  delle
comunicazioni 13 novembre 2002.
2.  Accedono  altresi’  alle   tariffe   agevolate   le
associazioni ed organizzazioni senza fini di lucro.
3. Ai fini dell’applicazione del presente  decreto  per
associazioni ed  organizzazioni  senza  fini  di  lucro  si
intendono  quelle  di  cui  all’articolo  10  del   decreto
legislativo  4  dicembre  1997,  n.   460,   e   successive
modificazioni, le organizzazioni  di  volontariato  di  cui
alla  legge  11  agosto  1991,   n.   266,   e   successive
modificazioni,   le    organizzazioni    non    governative
riconosciute ai  sensi  dell’articolo  28  della  legge  26
febbraio 1987, n. 49, le associazioni di promozione sociale
di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 383, le fondazioni ed
associazioni senza fini di lucro  aventi  scopi  religiosi,
nonche’ gli enti ecclesiastici,  le  associazioni  storiche
operanti, per statuto, da  almeno  cinquanta  anni  per  la
conoscenza, la difesa  e  la  valorizzazione  dell’ambiente
naturale,  le   associazioni   riconosciute   a   carattere
nazionale  aventi  per  oggetto  statutario,  da  piu’   di
quaranta anni, lo svolgimento o la promozione di  attivita’
di  ricerca  oncologica  e  le  associazioni  dei  profughi
3-bis. (abrogato)».
– Si riporta il testo dell’art. 10 del decreto legge  1
ottobre  2007,  n.  159  (Interventi  urgenti  in   materia
economico-finanziaria, per lo sviluppo e l’equita’ sociale)
convertito  con  legge  29  novembre  2007,  n.  222,  come
«Art. 10. (Disposizioni concernenti l’editoria). 1. Per
i contributi relativi agli anni 2007, 2008 e 2009, previsti
dall’articolo 3, commi 2, 2-bis, 2-ter, 2-quater, 8,  10  e
11, e dall’articolo 4 della legge 7 agosto 1990, n. 250, si
applica una  riduzione  del  2  per  cento  del  contributo
complessivo spettante a ciascun soggetto avente diritto  ai
sensi dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250,  e
successive   modificazioni.   Fermi   restando   i   limiti
all’ammontare dei contributi, quali indicati  nell’articolo
3  della  legge  7  agosto  1990,  n.  250,  e   successive
modificazioni, tale contributo non puo’  comunque  superare
il  costo  complessivo  sostenuto  dal  soggetto  nell’anno
precedente    relativamente    alla    produzione,     alla
distribuzione  ed  a  grafici,   poligrafici,   giornalisti
professionisti e praticanti, pubblicisti e collaboratori.
2. A decorrere dai contributi relativi  all’anno  2007,
ai fini  della  corretta  applicazione  delle  disposizioni
contenute nel comma 454  dell’articolo  1  della  legge  23
dicembre 2005, n. 266, e nel  comma  1246  dell’articolo  1
della legge 27 dicembre 2006, n. 296,  il  termine  per  la
presentazione dell’intera documentazione e di decadenza dal
diritto alla percezione dei contributi, indicato dal  comma
461 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2005,  n.  266,
per le imprese richiedenti i contributi di cui all’articolo
modificazioni, e’ fissato al 30 settembre  successivo  alla
scadenza  di  presentazione  della  relativa   domanda   di
3.   La   trasmissione    dell’intera    documentazione
necessaria per la  valutazione  del  titolo  d’accesso,  la
quantificazione del contributo e la sua  erogazione,  entro
il termine di cui al comma 2,  per  i  contributi  relativi
all’anno 2007 e di cui ai commi 454 dell’articolo  1  della
legge 23 dicembre 2005, n.  266,  e  1246  dell’articolo  1
della  legge  27  dicembre  2006,  n.  296,  per  gli  anni
precedenti, costituisce onere nei  confronti  degli  aventi
diritto, a pena di decadenza.
4. La regolarita’ contributiva previdenziale,  relativa
all’anno di riferimento dei contributi previsti  in  favore
delle imprese editoriali, radiofoniche e  televisive,  deve
essere conseguita entro il termine di cui  al  comma  2,  a
pena di decadenza. Tale condizione si  intende  soddisfatta
anche  quando  le  imprese  abbiano  pendente  un   ricorso
giurisdizionale in  materia  di  contributi  previdenziali,
ovvero abbiano ottenuto una rateizzazione del pagamento dei
contributi ed abbiano regolarmente versato le rate scadute.
5.  A  decorrere   dall’esercizio   finanziario   2008,
l’importo della compensazione dovuta  alla  societa’  Poste
italiane S.p.A. a fronte  dell’applicazione  delle  tariffe
agevolate previste dal decreto-legge 24 dicembre  2003,  n.
353, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio
2004, n. 46, e’ ridotto del 7 per  cento  per  gli  importi
annui  relativi  a   ciascuna   impresa   beneficiaria   di
agevolazioni fino ad 1 milione di euro e del 12  per  cento
per  gli  importi  annui  relativi   a   ciascuna   impresa
beneficiaria di agevolazioni  superiori  ad  1  milione  di
6. La Societa’  Poste  Italiane  S.p.A.  e’  tenuta  ad
applicare la riduzione dell’agevolazione tariffaria di  cui
al comma 5, operando gli eventuali conguagli nei  confronti
7. Ai fini dell’ammissione  alle  riduzioni  tariffarie
applicate alle spedizioni di prodotti editoriali, ai  sensi
del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27  febbraio  2004,  n.  46,  le
pubblicazioni dedicate prevalentemente all’illustrazione di
prodotti o servizi contraddistinti  da  proprio  marchio  o
altro elemento distintivo sono equiparate  ai  giornali  di
pubblicita’ di cui all’articolo 2, comma 1, lettera c), del
medesimo decreto-legge n. 353 del 2003.
9. Per assicurare l’erogazione dei  contributi  diretti
di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250, relativi  all’anno
2006, e’ autorizzata la spesa aggiuntiva di 50 milioni  per
l’esercizio finanziario 2007.
10. L’articolo 4 della legge 11 luglio 1998, n. 224, e’
abrogato.».
regolamento, in attuazione  dell’articolo  44  del  decreto-legge  25
agosto 2008, n.133, i contributi e le provvidenze spettano nel limite
dello stanziamento iscritto  sul  pertinente  capitolo  del  bilancio
autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri procedendo,  ove
necessario, a riparto proporzionale dei  contributi  tra  gli  aventi
diritto, ai sensi dell’articolo 2, comma 62, della legge 23  dicembre
2. Ai sensi del comma 1 dell’articolo  56  della  legge  23  luglio
2009, n. 99, il presente regolamento entra in vigore a decorrere  dal
bilancio d’esercizio delle imprese beneficiarie successivo  a  quello
in corso alla data di pubblicazione nella  Gazzetta  Ufficiale  della
– Cfr. note alle premesse Per il testo dell’articolo 44
del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge, n. 133 del 2008, del comma  62,
dell’art.  2  della  legge  23  dicembre  2009,   n.   191e
dell’articolo 56 della legge 23 luglio 2009, n. 99, si veda
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 25 novembre 2010, n. 223 – Regolamento recante semplificazione e riordino dell’erogazione dei contributi all’editoria, a norma dell’articolo 44 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0245) – (GU n. 299 del 23-12-2010 redazione redazione 2015-05-05T20:43:27+00:00