Source: https://renatodisa.com/2016/08/30/corte-di-cassazione-sezioni-unite-civili-sentenza-27-luglio-2016-n-15540/
Timestamp: 2018-10-21 17:45:05+00:00
Document Index: 21630384

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 26', 'art 3', 'art 1', 'art. 26', 'art 3', 'art 1']

Corte di Cassazione, sezioni unite civili, sentenza 27 luglio 2016, n. 15540 - Avvocato Renato D'Isa
Home/Cassazione civile 2016, Corte di Cassazione, Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale, Sentenze - Ordinanze, Sezioni Unite/Corte di Cassazione, sezioni unite civili, sentenza 27 luglio 2016, n. 15540
L’ordinanza di rimessione, da’ atto, con puntuali riferimenti alla giurisprudenza di questa Corte e a quella della Corte costituzionale, della non omogeneita’ delle decisioni intervenute sulla perdurante o meno permanenza della preminenza della disciplina speciale stabilita per il settore degli autoferrotranviari di cui al detto Regio Decreto n. 148 del 1931. Emerge, infatti, si e’ sottolineato nell’ordinanza richiamata, “un quadro di insieme assai composito, non sempre coerente, in cui si privilegia ora un’interpretazione restrittiva, che riconosce e accentua la “specialita’” del rapporto per affermare l’applicazione tout court delle norme del R.D., ora un’interpretazione evolutiva e “storicamente adeguata” che, pur continuando ad affermare la sopravvivenza nel nostro ordinamento del regio decreto, ne attenua le differenze rispetto alla disciplina generale, per sottoporre a quest’ultima il rapporto di lavoro degli autoferrotranviari”.
A fronte di questo avvicinamento legislativo della regolamentazione del rapporto di lavoro degli autoferrotranviari al regime privatistico e’ corrisposto un orientamento giurisprudenziale sempre meno ancorato al regime speciale previsto dal Regio Decreto n. 148 del 1931, di cui e’ espressione emblematica la pronuncia di queste Sezioni Unite del 13 gennaio 2005 n. 460 cit. che, nel dichiarare la giurisdizione del giudice ordinario nelle controversie relative alle sanzioni disciplinari per gli addetti al servizio pubblico di trasporto in concessione, attribuite al giudice amministrativo del Regio Decreto 8 gennaio 1931, n. 148, articolo 58, all. A), hanno affermato l’implicita abrogazione per incompatibilita’, sin dall’operativita’ della disposizione originaria del Decreto Legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, articolo 68, della giurisdizione del giudice amministrativo prevista dal citato articolo 58, hanno, altresi’, sottolineato, come rimarcato nella ordinanza di rimessione n. 13825 del 2015 cit., come la “disomogeneita’” o “incoerenza” del sistema “non riguarda solo la giurisdizione in materia disciplinare, ma l’intero rapporto di lavoro, ancora disciplinato da un corpus di norme che sembra aver resistito a qualunque riforma e modificazione, pur notevole, intervenuta nel nostro ordinamento giuridico dal lontano 1931 per concludere, poi, che non e’ “piu’ attuale l’esigenza di far convivere-attraverso la predisposizione di un’unica disciplina – la tutela degli interessi generali, collegati al buon funzionamento del servizio, con quelli particolari, propri del contratto di lavoro che legittimava la previsione di una duplice competenza giurisdizionale”.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2016-08-30T16:25:08+00:0030 agosto 2016|Cassazione civile 2016, Corte di Cassazione, Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale, Sentenze - Ordinanze, Sezioni Unite|1 Commento
alberto 29 settembre 2016 at 15:10	- Reply
La corte di cassazione a sezione unite ha volutamente ignorato che il R.d. 148/31 prevede che gli agenti di ruolo sono caratterizzati da “stabilità d’impiego” e come tali sono soggetti ai soli casi di esonero previsti all’art. 26 e 27. Il licenziamento del sottoscritto risale al 2007 quando le Aziende di TPL erano esonerate dal pagamento del contributo della Cassa integrazione proprio in ragione della stabilità di cui godeva il Personale di ruolo. La corte di cassazione ha sentenziato l’applicabilità dell’art 3 della Legge 604/66 quando la stessa Legge prevede, all’art 1, la non applicabilità della stessa ove la stabilità sia assicurata da norme di legge come nel caso specifico. I casi sono due o la corte di cassazione ha preso un abbaglio (in parte giustificato da questa mania di jobs act) oppure la stessa si sente in diritto di stabilire ciò che la Legge non prevede. Povero Reggio Decreto 148/31, che ha retto per quasi 100 anni, passando dal regime privatistico a quello pubblico per poi ritornare nell’attualità a quello privatistico, oggi si trova a soccombere di fronte al “decreto madia” ovvero a una Legge delega. Ma non vi era un principio secondo il quale una norma poteva essere modificata da una norma superiore o di pari grado.
Opportunismo ed indifferenza questo è il male della Giustizia Italiana-
La corte di cassazione a sezione unite ha volutamente ignorato che il R.d. 148/31 prevede che gli agenti di ruolo sono caratterizzati da “stabilitÃƒÂ d’impiego” e come tali sono soggetti ai soli casi di esonero previsti all’art. 26 e 27. Il licenziamento del sottoscritto risale al 2007 quando le Aziende di TPL erano esonerate dal pagamento del contributo della Cassa integrazione proprio in ragione della stabilitÃƒÂ di cui godeva il Personale di ruolo. La corte di cassazione ha sentenziato l’applicabilitÃƒÂ dell’art 3 della Legge 604/66 quando la stessa Legge prevede, all’art 1, la non applicabilitÃƒÂ della stessa ove la stabilitÃƒÂ sia assicurata da norme di legge come nel caso specifico. I casi sono due o la corte di cassazione ha preso un abbaglio (in parte giustificato da questa mania di jobs act) oppure la stessa si sente in diritto di stabilire ciÃƒÂ² che la Legge non prevede. Povero Reggio Decreto 148/31, che ha retto per quasi 100 anni, passando dal regime privatistico a quello pubblico per poi ritornare nell’attualitÃƒÂ a quello privatistico, oggi si trova a soccombere di fronte al “decreto madia” ovvero a una Legge delega. Ma non vi era un principio secondo il quale una norma poteva essere modificata da una norma superiore o di pari grado.
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