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Timestamp: 2019-06-17 01:38:54+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 9', 'art. 29', 'sentenza ', 'art. 29', 'art. 29']

Ep. 35 – La responsabilità solidale nei contratti di appalto per i crediti da lavoro – MCM Studio Legale Associato
Ep. 35 – La responsabilità solidale nei contratti di appalto per i crediti da lavoro	majocchi	2018-09-20T02:06:42+00:00
La responsabilità solidale dei crediti da lavoro nel contratto di appalto ed in altri contratti che prevedono forme di decentramento dell’attività produttiva o della prestazione di servizi – Ep. 35
Ep. 35 – La responsabilità solidale dei crediti da lavoro nel contratto di appalto
Nella puntata n. 35 di MCM Il Podcast di diritto per le Piccole e Medie Imprese vi parliamo della responsabilità solidale dei crediti da lavoro nel contratto di appalto ed in altri contratti che prevedono forme di decentramento dell’attività produttiva o della prestazione di servizi.
Una previsione legislativa che è importante conoscere, perché pone a carico dei committenti un’obbligazione solidale di pagamento di non poco conto, a soddisfazione dei crediti maturati dal lavoratore nei confronti dell’appaltatore (datore di lavoro).
Da qui l’esigenza per l’imprenditore-committente di stipulare dei contratti di appalto che prevedano, al proprio interno, forme di garanzie e tutela.
Ricordatevi: se conosci i rischi ti puoi anche tutelare!
Corte Costituzione sent. 254-2017;
D. Lgs. 276_2003 – Art. 29.
Nella puntata n. 35 vi presentiamo il bando “Storevolution” di Regione Lombardia, pensato per dare sostegno agli investimenti per l’innovazione delle micro, piccole e medie imprese commerciali al dettaglio in sede fissa, con lo scopo di aiutarle ad affrontare i cambiamenti legati alla rivoluzione digitale e al necessario ripensamento del modo di fare negozio.
Per saperne di più su questo incentivo, ascoltate il nostro podcast e visitate il sito http://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioBando/servizi-e-informazioni/imprese/imprese-commerciali/commercio-al-dettaglio-in-sede-fissa/bando-storevolution.
Nessun problema! Qui sotto puoi trovare la trascrizione integrale dell’episodio n. 35 – La responsabilità solidale dei crediti da lavoro nel contratto di appalto ed in altre figure contrattuali.
MJ – Eccoci tornati, pronti per una nuova stagione di MCM Il podcast di diritto per le Piccole e Medie Imprese!
Sono Matteo Majocchi, avvocato del foro di Milano e socio fondatore di MCM Studio Legale Associato Majocchi Cavajoni Molinari.
E da parte di tutti noi di MCM Studio Legale Associato vi dò il bentornato, mi auguro che abbiate potuto trascorrere qualche giorno di meritate ferie durante lo scorso mese di agosto.
Anche noi ne abbiamo approfittato per prenderci qualche giornata di relax, per rigenerarci ed essere così pronti ad affrontare nuove sfide lavorative.
Abbiamo già avviato nuovi progetti, ma allo stesso tempo proseguiamo, con nuove energie, quelli già consolidati nell’anno passato, che ci hanno dato tante soddisfazioni. Primo fra tutti questo podcast, che ha suscitato molto interesse nei nostri ascoltatori e che speriamo quest’anno … “lavorativo”… possa coinvolgere nuovi ascoltatori, mantenendo quel trend positivo che è andato sempre più crescendo nei mesi scorsi.
Se ci conoscete, sapete già che abbiamo creato questo podcast per diffondere in modo semplice e non eccessivamente tecnico alcune tematiche del diritto che trovano applicazione nella vita di tutti i giorni.
Si tratta di pillole di diritto che vogliamo condividere con voi, senza alcuna pretesa di completezza, cercando di dare un taglio quanto più pratico possibile, anche nell’esposizione.
L’obiettivo è quello di offrirvi uno strumento di facile consultazione che vi sia di supporto nella gestione della vostra impresa e che possiate consultare quando e come volete.
In ogni puntata selezioniamo un tema che riteniamo di interesse o di particolare utilità per le aziende.
Oggi sono insieme alla collega Michela Schirò per parlarvi del principio di responsabilità solidale nel pagamento dei crediti di lavoro che la legge pone a capo delle imprese nell’ambito di contratti che prevedono certa forma di decentramento o esternalizzazione del lavoro (primo fra tutti il contratto di appalto, ma, come vedremo, anche quello di subfornitura etc. etc.).
MS – Un saluto anche da parte mia, eccoci qui per un nuovo ciclo di puntate del nostro MCM Il podcast di diritto per le Piccole e Medie Imprese.
In aggiunta a quanto vi ha già detto Matteo, vi ricordo che l’uscita delle nostre nuove puntate ha una cadenza quindicinale, ma sul nostro sito www.studiolegalemcm.it potete trovare la sezione ^Podcast per PMI^ dove sono archiviate tutte le puntate fino ad oggi pubblicate, e dove potrete scaricare anche i materiali collegati a ciascuna puntata, il tutto a vostra libera disposizione. Oppure potete utilizzare le varie App – come Itunes, Spreaker o Podcast Player – dove troverete tutte le puntate in ordine cronologico di pubblicazione, pronte per essere ascoltate o scaricate in qualsiasi momento sul vostro smartphone.
Ma entriamo nel vivo di questa puntata.
L’ambito in cui ci muoviamo è quello dei processi di esternalizzazione dell’attività produttiva, dove la catena produttiva o di realizzazione del servizio coinvolge più operatori.
In particolare vogliamo prendere come punto di partenza di questa analisi il contratto di appalto, ossia quel contratto in forza del quale un’impresa (detta committente) affida ad un’altra impresa (detta appaltatore) il compito di erogare un servizio o realizzare un’opera.
Ebbene, gli imprenditori che si avvalgono di tali contratti, devono sapere che il legislatore ha ritenuto necessario prevedere particolari forme di tutela a favore dei lavoratori coinvolti.
La norma di riferimento è l’art. 29 comma 2 del D. Lgs. 276/2003 (c.d.Legge Biagi) che, proprio in tema di contratti di appalto, sancisce il principio secondo cui il committente imprenditore può essere chiamato a rispondere, in solido con l’appaltatore, per tutti i crediti retributivi, contributivi-previdenziali (etc. etc.) vantati dal lavoratore.
Ciò significa che il lavoratore che vanta un credito per l’attività lavorativa svolta (ad esempio perché non gli è stata pagata la retribuzione concordata) può agire non solo nei confronti del proprio datore di lavoro, ma anche nei confronti dell’impresa che riveste il ruolo di committente dell’appalto e così potrà ottenere, indifferentemente dall’uno o dall’altra impresa, il pagamento integrale delle proprie spettanze.
Un evidente vantaggio per il lavoratore (che infatti è il soggetto che vuole essere tutelato con questa norma), che va però a penalizzare il committente. Il committente, infatti, pur non essendo il datore di lavoro e pur non avendo alcun rapporto contrattuale con il lavoratore, è chiamato a rispondere dei crediti che questi vanta.
L’imprenditore che si trova a dover stipulare un contratto di appalto, in qualità di committente, deve quindi avere conoscenza del principio di responsabilità solidale previsto dalla citata norma, così da poter almeno prevedere in sede contrattuale quante più possibili forme di garanzia per il rimborso delle somme che si dovesse trovare a pagare a favore dei lavoratori dell’appaltatore.
MJ – Entriamo ora nel dettaglio della norma, per individuare, innanzitutto, i soggetti che sono tutelati dall’art. 29 della Legge Biagi.
Cito un estratto del comma 2 dell’articolo 29 di nostro interesse: “in caso di appalto di opere o di servizi, il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l’appaltatore, nonchè con ciascuno degli eventuali subappaltatori [… ] a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi […] nonche’ i contributi previdenziali e i premi assicurativi dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto…”.
La norma parla genericamente (e ritengo che la scelta della parola sia stata voluta) di “lavoratori”, un termine al quale, nel tempo, è stata data un’interpretazione ampia. Ed infatti, oltre ai dipendenti in senso stretto (ossia quelli con contratto di lavoro subordinato, che siano a tempo determinato o indeterminato), la tutela viene estesa anche ai collaboratori non dipendenti, ad esempio ai lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa o con contratto a progetto.
Inoltre, il D.Lgs. 76/2013 ha esteso espressamente l’applicazione della disciplina del citato art. 29 anche ai lavoratori parasubordinati che prestano la loro attività in forza di lavoro autonomo (art. 9 c. 1 D.Lgs. 76/2013).
Segnalo altresì, tra i soggetti destinatari della tutela normativa di cui stiamo parlando, anche i soci di cooperativa.
Vediamo ora qual è l’oggetto della responsabilità solidale, ossia quali sono i crediti del lavoratore che vengono garantiti.
La norma fa espresso riferimento ai trattamenti retributivi, comprese le quote di TFR, nonché ai contributi previdenziali ed ai premi assicurativi dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto.
A contrario sono escluse tutte quelle voci non strettamente retributive, ad esempio le indennità ed i risarcimenti spettanti, a vario titolo, ai lavoratori dell’appaltatore.
Resta inoltre espressamente escluso qualsiasi obbligo solidale per le sanzioni civili, di cui risponde solo il responsabile dell’adempimento.
Una volta individuati i soggetti tutelati e l’oggetto della tutela, si rende necessario effettuare un accenno anche ai soggetti c.d. passivi della tutela, ossia i soggetti a carico dei quali viene posta la responsabilità solidale nel pagamento dei crediti vantati dai lavoratori.
Come infatti abbiamo visto, l’art. 29 della Legge Biagi fa espresso riferimento ai contratti di appalto (e di subappalto), ponendo a carico del committente l’obbligazione solidale di pagamento, ma anche questo ambito applicativo ha subito nel tempo un’estensione.
E’ importante infatti segnalare che l’anno scorso è intervenuta sul tema anche la Corte costituzionale (sentenza n. 254/2017 che potete trovare fra il materiale di approfondimento di questa puntata, presente sul nostro sito studiolegalemcm.it) la quale ha sostanzialmente esteso, in via analogica, la responsabilità solidale a tutti i fenomeni di esternalizzazione che non siano già coperti da una espressa previsione di responsabilità per il credito da lavoro.
A titolo esemplificativo, la norma deve ritenersi oggi estesa anche alla subfornitura.
E già in precedenza, con riferimento ai raggruppamenti temporanei di imprese (ATI) e di consorzi, le imprese mandatarie e consortili sono state ritenute responsabili per i crediti di lavoro vantati dal singolo dipendente di una delle imprese associate o consorziate.
Da ultimo, è importante segnale che l’art. 29 della Legge Biagi, pone un limite temporale alla responsabilità solidale del Committente, che può essere fatta valere entro 2 anni dalla cessazione del contratto di appalto (o subfornitura, etc.).
La giurisprudenza, tuttavia, non è concorde sulle modalità con le quali il lavoratore debba far valere i propri diritti, vi sono infatti sentenze che ritengono che il lavoratore entro i due anni debba attivare l’azione giudiziaria, ci sono però sentenze che ritengono sufficiente una richiesta/diffida stragiudiziale, che sarebbe quindi idonea ad impedire la decadenza.
MS – Dopo aver inquadrato l’ambito applicativo dell’art. 29 della Legge Biagi, è importante segnalare che nel 2017 questa norma ha subito una parziale ma sostanziale modifica, che va a penalizzare, una volta di più, il committente.
Prima della riforma veniva infatti concesso, a favore del committente, il c.d. beneficio di preventiva escussione. Il lavoratore poteva iniziare l’azione esecutiva nei confronti del committente solo dopo l’infruttuosa escussione del patrimonio dell’appaltatore.
Con la riforma del 2017 tale beneficio (a favore del committente) è stato eliminato e ciò comporta che oggi il lavoratore può agire, indifferentemente, nei confronti del committente o dell’appaltatore ed è probabile che, tra i due, agirà subito nei confronti di chi ritiene più solvibile.
Resta ovviamente salvo il diritto di rivalsa del committente nei confronti dell’appaltatore, ciò comporta che se il committente si trovasse nella situazione di versare le somme al lavoratore avrà poi il diritto di ottenere il rimborso dall’appaltatore che nella sostanza è – e rimane – l’unico datore di lavoro. Il problema poi si pone sul piano concreto, quando l’appaltatore è un soggetto non solvibile. Si tratta quindi di un diritto di rivalsa che potrebbe rimanere sulla carta. Ancora una volta, quindi, la tutela del committente potrebbe dipendere dalla previsione, in sede contrattuale, delle giuste garanzie, è bene quindi che questi contratti (appalto, subappalto, fornitura etc.) vengano predisposti o quantomeno visionati dal consulente legale dell’azienda, perché spesso la miglior tutela trova le proprie radice in un contratto ben scritto.
E così siamo giunti alla fine di questa puntata, spero che abbiate trovato queste prime informazioni utili alla miglior gestione di tutti quei contratti che portano al decentramento dell’attività produttiva e prestazioni di servizi.
Non perdete il prossimo podcast di MCM!
MJ – Prima di salutarci, chiudiamo anche questa puntata con la segnalazione di un finanziamento che riteniamo possa essere interessante per la vostra PMI.
Oggi vi presentiamo il bando “Storevolution” di Regione Lombardia, pensato per dare sostegno agli investimenti per l’innovazione delle micro, piccole e medie imprese commerciali al dettaglio in sede fissa, con lo scopo di aiutarle ad affrontare i cambiamenti legati alla rivoluzione digitale e al necessario ripensamento del modo di fare negozio.
l’organizzazione del back-end ossia nei processi di interazione retailer-fornitori o processi interni del retailer (ad esempio soluzioni a supporto della fatturazione elettronica);
per lo sviluppo di servizi di front-end e customer experience nel punto vendita (come ad esempio sistemi per l’accettazione di pagamenti innovativi o di couponing o installazione di specchi e camerini smart);
e per lo sviluppo di canali digitali integrati con il retail-online (come ad esempio lo sviluppo di app per la vendita online).
Gli interventi possono essere realizzati unicamente presso il punto vendita ubicato in Lombardia e, laddove l’impresa avesse più unità locali in Lombardia, dovrà sceglierne una sola ed indicarla in fase di domanda.
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese considerate ammissibili al netto di IVA, nel limite massimo di 20.000 euro per le imprese in forma singola (nel caso invece di imprese in forma aggregata – per un minimo di 6 imprese – la misura del contributo è pari al 60% con il limite massimo di 60.000 euro).
Per poter beneficiare del contributo, le imprese in forma singola dovranno sostenere spese ammissibili non inferiori a 10.000 euro (che salgono a 20.000 euro nel caso di aggregazione d’imprese).
Le domande potranno essere presentate a partire dal 10 settembre 2018 e fino all’8 ottobre 2018 e il contributo è concesso con procedura valutativa “a sportello”: ciò significa che le domande verranno valutate secondo l’ordine cronologico di invio telematico della richiesta e verrà poi redatta una graduatoria finale.
Tutte le informazioni ulteriori per accedere ai finanziamenti potrete trovarle sul sito web di Regione Lombardia, nella sezione dedicata al bando.
Bene, anche per oggi è davvero tutto. Noi come sempre vi chiediamo, laddove abbiate trovato questo contenuto interessante, di condividerlo quanto più possibile con altre persone affinché anche altri, oltre a voi, possano trarne benefici. Così come vi invito a lasciare la vostra recensione su ITunes, nonché a votare il nostro Podcast possibilmente con il massimo dei voti.
Ci aggiorniamo a breve con MCM Il podcast di diritto per le Piccole e Medie Imprese