Source: https://www.cortellazzo-soatto.it/it/ilrecepimentodelladirettiva200848ceunosgu
Timestamp: 2020-02-29 04:08:26+00:00
Document Index: 85973619

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 6', 'art. 106', 'art. 113', 'art. 107', 'art. 106', 'art. 106', 'art. 107', 'art. 106', 'art. 106', 'art. 111', 'art. 113', 'art. 106', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 3']

Testo unico bancario - Cortellazzo&Soatto
Il 19 settembre 2010 è entrato in vigore il D. Lgs. n. 141/2010 (Decreto) con il quale il Legislatore Italiano ha dato attuazione alla Direttiva 2008/48/CE apportando numerose modifiche al D. Lgs. n. 385/93 (Testo Unico Bancario.) Si tratta di una significativa riforma che incide sulla struttura organizzativa e societaria degli operatori finanziari, ne modifica l’operatività e introduce nuove disposizioni specifiche per il credito al consumo, prima regolato all’interno delle disposizioni sui servizi bancari e finanziari, nonché per gli agenti in attività finanziaria ed i mediatori creditizi.
Viene fornita una nuova definizione di attività finanziaria in linea con il nuovo scenario tecnologico e di mercato globale in cui gli intermediari finanziari sono chiamati ad operare. Vengono istituiti nuovi organismi di controllo e gestione. Obiettivo del presente articolo è fornire una prima indicazione sommaria di tutte le modifiche apportate dal Decreto soffermando l’attenzione sulla nuova stesura degli articoli del titolo V relativo ai soggetti operanti nel settore finanziario.
La normativa previgente all’entrata in vigore del Decreto qualificava intermediari finanziari tutti i soggetti che esercitavano, nei confronti del pubblico o meno, attività di assunzione di partecipazioni, di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma, di prestazione di servizi di pagamento e d’intermediazione in cambi. Le disposizioni del citato titolo V trovavano inoltre applicazione, per effetto del richiamo operato dall’art. 14 del D. Lgs. n. 58/1998, alle SIM, alle società di gestione del risparmio e alle Sicav.
Lo svolgimento delle suddette attività comportava l’obbligo d’iscrizione in appositi elenchi previsti dal T.U.B., tenuti dall’Unità di Informazione Finanziaria (U.I.F.), presso Banca d’Italia, ai sensi dell’art. 6 del D. Lgs. n. 231/2007: gli intermediari finanziari che operavano nei confronti del pubblico dovevano richiedere l’iscrizione all’elenco generale ex art. 106, mentre chi non operava nei confronti del pubblico era tenuto all’iscrizione in un’apposita sezione dello stesso elenco prevista dall’art. 113. Lo svolgimento di particolari attività, indicate nell’art. 107, comportava l’iscrizione nell’elenco generale di cui all’art. 106 e in un ulteriore elenco speciale sempre tenuto da Banca d’Italia. Queste disposizioni facevano si che l’elenco generale di cui all’art. 106 contenesse tutti gli intermediari finanziari e che al suo interno si potessero identificare delle particolari sezioni relative agli iscritti negli elenchi speciali di cui all’art. 107, quinto comma e 113, primo comma.
I previgenti elenchi ex artt. 106, 107 e 113 vengono ora sostituiti dall’albo ex art. 106 e dai nuovi elenchi ex artt. 111 e 112 del TUB, nei quali gli intermediari sono tenuti ad iscriversi in relazione all’attività svolta, gestiti da Banca d’Italia o da organismi di nuova istituzione soggetti alla sorveglianza della stessa.
Rispetto alla precedente formulazione, l’attività di assunzione di partecipazioni non costituisce più attività riservata ai sensi di legge. Il Ministero dell’Economia e delle Finanza, sentita la Banca d’Italia, dovrà specificare il contenuto dell’“attività di concessione di finanziamenti”, nonché definire quando ricorre l’“esercizio nei confronti del pubblico”.
La norma contiene inoltre un’ampia delega a Banca d’Italia cui è demandata l’emanazione di uno specifico provvedimento volto ad identificare tutti i requisiti necessari per l’iscrizione a tale albo, finalizzati ad assicurare il rispetto del principio di sana e prudente gestione, sulla base delle linee guida contenute nel testo di legge che si limita ad identificare le aree da normare (requisiti di forma societaria, forma organizzativa, di conformità alle prescrizioni legali, di possesso di requisiti di onorabilità dei partecipanti e di onorabilità, professionalità ed indipendenza degli esponenti aziendali).
Da quanto sopra emerge che ora l’albo ai sensi dell’art. 106 è destinato ad accogliere un numero più ristretto di soggetti sottoposti a maggiori vincoli e adempimenti in ragione della rilevanza dell’attività svolta.
Un nuovo e distinto elenco, istituito dall’art. 111 del T.U.B., è riservato agli operatori finanziari minori ovvero coloro che svolgono esclusivamente attività di microcredito.
La suddetta attività consta nell’erogazione di finanziamenti a persone fisiche, società di persone o società cooperative per l’avvio o l’esercizio di attività di lavoro autonomo o di microimpresa per un ammontare non superiore ad € 25 mila senza l’assistenza di garanzie reali. Tali finanziamenti devono essere finalizzati all’avvio o sviluppo di iniziative imprenditoriali o all’inserimento nel mercato del lavoro e devono essere accompagnati dalla prestazione di servizi ausiliari di assistenza e monitoraggio a favore dei soggetti finanziati.
Anche l’iscrizione a tale elenco è subordinata al sussistere di precise condizioni in capo all’esercente l’attività concernenti la forma societaria, l’oggetto sociale, l’ammontare minimo del capitale, i requisiti di onorabilità dei soci rilevanti nonché di onorabilità e professionalità degli esponenti aziendali; vincoli che saranno precisati da un provvedimento attuativo la cui emanazione è demandata al Ministero dell’Economia e delle Finanze, sentita la Banca d’Italia. Il monitoraggio e la gestione di questo elenco sono assegnati ad un Organismo di nuova istituzione assoggettato alla vigilanza di Banca d’Italia.
Dall’esame delle modifiche introdotte si evince che con la rivisitazione del Titolo V del T.U.B è stato soppresso l’elenco contemplato dal previgente art. 113 del T.U.B. che era destinato ad accogliere chi svolgeva attività finanziaria non nei confronti del pubblico, elenco cui erano in sintesi iscritte le holding industriali o finanziarie. L’abolizione dell’elenco fa venire meno, in capo a tali operatori tutti i vincoli strutturali e societari previsti dagli articoli del T.U.B. ora abrogati nonché dalle disposizioni attuative emanate (D.M. n. 29/2009 e Provvedimento di Banca d’Italia del 14 maggio 2009).
Pur esclusi dagli obblighi di cui al nuovo art. 106 del T.U.B., i soggetti che esercitano in via prevalente, non nei confronti del pubblico, le attività di assunzione e gestione di partecipazione, di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma, di prestiti obbligazionari e di rilascio di garanzie, dovranno continuare ad effettuare mensilmente le comunicazioni all’Amministrazione Finanziaria per l’implementazione dell’Anagrafe Tributaria e a rispondere, entro precisi termini, alle richieste che l’Amministrazione Finanziaria ed altri enti previsti dalla norma erano autorizzati ad inoltrare nell’ambito di Indagini Finanziarie.
Il Legislatore, infatti, ha ritenuto opportuno, che l’Amministrazione Finanziaria non perdesse totalmente le informazioni in precedenza rese da tali operatori ed ha previsto all’art. 10, comma 10 il mantenimento dei citati obblighi comunicativi.
L’esercizio in via prevalente delle attività di assunzione e gestione di partecipazione, di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma, di prestiti obbligazionari e di rilascio di garanzie sussiste, quando, in base ai dati dei bilanci approvati relativi agli ultimi due esercizi chiusi, ricorrono entrambi i seguenti presupposti:
Non essendo stata prevista alcuna vacatio legis, il Decreto è entrato in vigore lo scorso 19 settembre. Le disposizioni che esso ha introdotto nel T.U.B. sono tuttavia in gran parte destinate a trovare applicazione soltanto successivamente, per espressa previsione dello stesso decreto e/o per la necessità che vengano prima adottati da parte della Banca d’Italia, del CICR o del Ministero dell’Economia e delle Finanze i Provvedimenti attuativi a tal fine indispensabili.
La nuova disciplina dei soggetti operanti nel settore finanziario diventerà completamente operativa a partire dalla fine del 2011, alla luce del complesso meccanismo transitorio delineato dall’art. 10 del Decreto anche in considerazione della necessità che (al più tardi entro il 31 dicembre 2011) vengano adottate dalle Autorità competenti le disposizioni attuative occorrenti per l’istituzione del nuovo albo e dei nuovi elenchi contemplati dai novellati artt. 106 e ss. del T.U.B.. Le disposizioni in merito alla disciplina degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi si applicano a decorrere dal sessantesimo giorno successivo all’entrata in vigore del Decreto, mentre le disposizioni sulla trasparenza entrano in vigore a decorrere dal novantesimo giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto. Per quanto concerne i contratti di credito ai consumatori parrebbe a prima vista potersi dire che sono effettivamente entrate in vigore il 19 settembre u.s. ma l’art. 3 del Decreto dopo aver statuito che le Autorità creditizie debbono adottare le disposizioni di attuazione del Titolo I del Decreto medesimo entro centoventi giorni dalla sua entrata in vigore impone ai finanziatori e agli intermediari l’obbligo di adeguarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore delle relative norme di attuazione.
C&S Informa, volume 11, numero 8 anno 2010