Source: http://www.notavtorino.org/documenti/delib-sandidero-28-6-07.htm
Timestamp: 2019-08-20 12:08:28+00:00
Document Index: 10398143

Matched Legal Cases: ['art. 49', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 49', 'art. 134', 'art. 134']

(Comune di San Didero, 28 Giugno 2007)
OGGETTO: PROGETTO FERROVIARIO TORINO/LIONE - DETERMINAZIONI SUCCESSIVE AL TAVOLO POLITICO DEL 13/06/2007
A relazione del Sindaco e del Vice Sindaco
Richiamate le precedenti deliberazioni della Giunta Comunale e Consiglio Comunale
- G.C. n. 26 del 01/04/2003
- G.C. n. 1 del 05/01/2004
- C.C. n. 1 del 04/03/2003
- C.C. n. 7 del 26/02/2004
- C.C. n. 1 del 19/03/2005
- C.C. n. 22 del 13/10/2005
- C.C. n. 28 del 28/12/2005
- C.C. n. 18 del 26/09/2006
con le quali questo Comune ha già espresso parere negativo alla realizzazione di una nuova linea in valle e alla realizzazione del tunnel di base di Venaus perché riteneva tale infrastruttura devastante per il territorio della Valle di Susa e per il Comune di San Didero con pesanti, negative, ricadute ambientali, idrogeologiche, sociali, sulla residenzialità e qualità della vita, sulle attività agricole, artigianali, imprenditoriali, aziendali presenti;
Ricordate le gravi tensioni sociali che si sono determinate in Valle nell’autunno 2005 a seguito della scriteriata decisione del Governo tendente a risolvere una legittima opposizione territoriale con azioni di forza assurde ed incomprensibili in uno Stato di Diritto;
Ribadito che un’opera pubblica, anche se ritenuta strategica dal Governo, si realizza solo con un ampio consenso “locale” costruendo nel dialogo una soluzione che affronti la questione, assolutamente reale ed urgente, dell’ammodernamento del sistema ferroviario Torino-Lione e del trasferimento dalla “gomma” al “ferro” di una quota considerevole del trasporto merci anche in relazione agli interventi previsti sui valichi svizzeri;
Evidenziato che la ferma presa di posizione degli EE. LL., di cittadini e Associazioni ha portato, già dal dicembre 2005, alla costituzione del tavolo politico - istituzionale di Palazzo Chigi e dell’osservatorio tecnico;
Dato atto che il tavolo politico nel corso del 2006 ha posto all’osservatorio i seguenti obiettivi:
1) valutare le potenzialità della linea storica Torino-Lione – tratta di valico e tratta bassa valle,
2) valutare i flussi di traffico sull’intero arco alpino,
3) valutare le criticità del nodo di Torino,
4) esaminare alternative di tracciato ivi compresa l’opzione zero.
Ricordato che, prima di discutere di alternative di tracciato, l’osservatorio deve produrre le relazioni relative ai primi tre obiettivi al tavolo politico al quale compete la facoltà di validare gli studi prima di decidere l’avanzamento dei lavori sul quarto punto;
Rilevato che alla data odierna è stato unicamente stampato un quaderno dell’osservatorio relativo alle potenzialità della linea storica nel tratto tra Bussoleno e Modane, mentre non sono ancora stati definiti i dati relativi alla parte bassa della linea storica, ai flussi di traffico sull’arco alpino, al nodo di Torino;
Preso atto che, nell’ultima conferenza dei Sindaci, tenutasi venerdì 22 giugno 2007, i tecnici incaricati dalla Bassa Valle a partecipare ai lavori dell’osservatorio hanno illustrato la bozza del secondo quaderno relativo ai flussi di traffico sull’arco alpino e sulla Torino – Lione;
Rilevato che da una prima lettura dei dati e delle considerazioni tecniche risulta evidente che la linea attuale è in grado di sostenere le richieste di maggiori transiti conseguenti a specifiche politiche di trasporto, per altro ancora da attuare da parte dei due Governi, ma che, nelle conclusioni del documento, viene evidenziata la presenza, all’interno dell’osservatorio, di due distinte posizioni qui riportate testualmente: “La prima prende in considerazione l’ipotesi di una nuova infrastruttura solo quando risulti evidente ed immediata la sua necessità, mentre la seconda propone la realizzazione di un’opera sulla base di un insieme di valutazioni nelle quali possono anche entrare fattori di valutazione prospettica e di previsione di tendenze.”;
Visti il comunicato della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il comunicato del Presidente della Comunità Montana Bassa Valle di Susa relativi alla riunione del Tavolo di Palazzo Chigi del 13/06/2007 e richiamata la relazione del Sindaco che ha presenziato a tale riunione;
Dato atto che dalla precitata riunione di Palazzo Chigi emerge, tra l’altro, che:
- il Tavolo ha preso atto dello stato dei lavori dell'Osservatorio (punto 1 chiuso sulla parte alta della linea – tratta Bussoleno-Modane mentre mancano i dati della tratta Bussoleno-Torino; punto 2 completato ma da chiudere e validare, punto 3 da trattare);
- sono state sottolineati le potenzialità ed i margini di esercizio della linea esistente che potrà essere ancora migliorata;
- è stato da tutti positivamente valutato il lavoro dell'Osservatorio a cui è stato prorogato il mandato;
- il Governo ha dichiarato di rinunciare al progetto iniziale delle ferrovie (LTF/RFI - sinistra dora);
- il Governo ha comunicato la sua intenzione di presentare, entro il 20 luglio, la domanda di finanziamento al bando europeo TEN-T;
- il Governo ha recentemente sottoscritto “la Convenzione delle Alpi” ed ha dichiarato di voler adottare, con la prossima finanziaria, misure per disincentivare i trasporti su gomma e privilegiare quelli su rotaia;
- il Tavolo ha “condiviso” la proposta del Governo di attribuire all’Osservatorio il compito di definire gli elementi guida per configurare una proposta progettuale da condividere con gli amministratori delle varie parti del territorio interessate;
- Il dossier di candidatura si fonderà su alcuni punti fermi (costruzione tunnel di base sancito da accordo intergovernativo con la Francia ma con sbocco diverso da Venaus, cioè in una località dove sia possibile la connessione con la linea esistente; risoluzione nodo di Torino e collegamenti con interporto di Orbassano; utilizzo linea storica potenziata)
- nessun verbale, documento o accordo è stato sottoscritto al termine della riunione.
Rilevato che gli elementi di fortissima criticità sono evidentemente:
- il tentativo di distorsione del ruolo dell'Osservatorio, al quale il Governo intende affidare la definizione di una proposta progettuale prima di aver definito e discusso le risultanze dei primi tre punti in precedenza evidenziati;
- la fissazione dei punti fermi quali il tunnel di base;
Richiamata la precedente deliberazione di questo consiglio comunale in particolare quella parte del dispositivo che chiedeva di effettuare la verifica sull’utilità e la fattibilità dell’opera comprendendo:
- uno studio complessivo dei valichi (comprese le opere che stanno per entrare in funzione nell’arco alpino nei prossimi anni) e sui traffici ferroviari;
- le proiezioni complessive sul quadro produttivo ed esigenze di trasporto delle merci nei prossimi 20/30anni;
- il piano economico e piano di rientro degli investimenti;
- il bilancio energetico comprensivo della fase di costruzione (costi e inquinamenti per produrre acciaio e cemento necessari per binari, gallerie, ecc.) e messa in relazione con il protocollo di Kioto;
- l’esame di tutte le altre criticità evidenziate dai tecnici del territorio relative all’impatto ambientale, sanitario e sociale.
- lo sviluppo di una politica di riequilibrio strada-ferrovia che tenga conto della necessaria internalizzazione dei costi esterni, definita secondo le indicazioni del Libro Bianco UE;
- una definizione strategica ed equilibrata della ripartizione dei traffici tra le singole direttrici alpine interessanti il sistema alpino;
- l’introduzione di misure atte a rendere più efficiente l’offerta di servizi ferroviari merci;
- l’articolazione di politiche integrate di area vasta;
Fatto presente che l’assenza di questi fondamentali elementi rende del tutto inefficace la sola realizzazione dell’opera infrastrutturale come evidenziato, ad esempio, dalla nuova linea ferroviaria del Tarvisio completata nel 2000 e rivelatasi del tutto insufficiente ad assicurare una ripresa dei traffici ferroviari lungo una direttrice interessata da una domanda di trasporto crescente a tassi assai più elevati di quelli riscontrati al Frejus;
Considerato che la presente deliberazione per la propria natura discrezionale consolida le argomentazioni in una attività di indirizzo, con esercizio di funzioni di controllo politico-amministrativo riservate in modo esclusivo al C.C. per cui la proposta operativa risulta sottratta all’espressione dei pareri tecnici, come da art. 49, 1° comma, D.Lgs. 18.8.2000 n. 267;
Visto l’art. 42, 1° comma, D.Lgs. 18.8.2000 n. 267 che conferisce al C.C. i poteri di indirizzo e controllo politico amministrativo;
CON VOTAZIONE ESPRESSA PER ALZATA DI MANO, che dà il seguente risultato:
presenti: n.
votanti: n.
voti favorevoli: n. (approvato all’unanimità – ndr)
Di ribadire l’assoluta contrarietà (per le motivazioni indicate in premessa e per quelle contenute nei precedenti atti deliberativi di questo Consiglio Comunale) ad ogni proposta di realizzazione di nuovo tunnel e ad ogni ipotesi progettuale relativa alla costruzione di una nuova linea ferroviaria nella Valle di Susa;
Di ritenere inaccettabile la forzatura sui tempi e sugli obiettivi dei lavori dell’osservatorio al quale va data mandato di completare il proprio lavoro nei modi prefissati dall’accordo del 2006, così riassumibili:
2) studiare e valutare i flussi di traffico sull’intero arco alpino,
3) valutare il ruolo e le criticità del nodo di Torino,
- Predisporre relazioni/quaderni sui primi tre obiettivi da sottoporre al tavolo politico al quale compete la facoltà di validare gli studi prima di decidere l’avanzamento dei lavori sul sotto riportato quarto punto;
4) esaminare le diverse alternative di tracciato ivi comprese il miglioramento della linea esistente e l’opzione zero.
Di valutare positivamente l’adozione, da parte del Governo Italiano, con la prossima finanziaria, di politiche e misure per disincentivare i trasporti su gomma e per privilegiare quelli su rotaia;
Di richiedere che dette politiche sui trasporti comprendano il contingentamento dei TIR in Valle ed il blocco del secondo traforo autostradale del Frejus le cui dimensioni sono propedeutiche ad un futuro utilizzo di transito anziché di sicurezza;
Di invitare la Comunità Montana ed i Comuni della Bassa Valle di Susa ad adottare un analogo provvedimento, da inviare congiuntamente all’Unione Europea, al fine di contrastare il preannunciato dossier governativo con il quale lo Stato Italiano intende proporre richiesta di finanziamento, della tratta internazionale della linea ferroviaria Torino-Lione, tramite l’adesione al bando europeo TEN-T, per il quale non sembrano sussistere i presupposti in quanto, allo stato attuale, in merito al collegamento ferroviario Torino – Lione, non esiste nessun progetto definitivo, non esiste la Valutazione di Impatto Ambientale e non c’è assenso con le popolazioni su alcun tipo di tracciato o tunnel di base tra Italia e Francia;
Di riaffermare l’alto valore democratico della partecipazione e del coinvolgimento dei cittadini a sostegno delle istituzioni locali con un impegno determinato, continuativo, responsabile e non violento;
Di rilevare che la presente deliberazione per la propria natura discrezionale consolida le argomentazioni in una attività di indirizzo, con esercizio di funzioni di controllo politico-amministrativo riservate in modo esclusivo al C.C. (art. 42, 1° comma, D.Lgs. 18.8.2000 n. 267) per cui la proposta operativa risulta sottratta all’espressione dei pareri tecnici, come da art. 49, 1° comma, D.Lgs. 18.8.2000 n. 267.
Visto l'art. 134, 4° comma, D.Lgs. 18.8.2000 n. 267;
CON VOTAZIONE ESPRESSA PER ALZATA DI MANO che dà il seguente risultato:
di dichiarare immediatamente eseguibile il precedente contestuale atto deliberativo in conformità all'art. 134, 4° comma, D.Lgs. 18.8.2000 n. 267.