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Timestamp: 2016-10-22 09:01:02+00:00
Document Index: 50600243

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 146', 'art. 4', 'art. 22', 'art. 105', 'art. 4', 'art. 105', 'in fine', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 26', 'art. 26']

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L Assessore, sulla base delle risultanze istruttorie sopra riportate, propone alla Giunta l adozione del conseguente atto finale
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Geraldo Piccolo
1 18788 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 91 del Compatibilità Paesaggistica in deroga con prescrizioni, di cui all art delle NTA del PUTT/P, atteso che le opere autorizzate rientrano nella fattispecie delle opere ammissibili in deroga ex art delle NTA. Il presente provvedimento appartiene alla sfera delle competenze della Giunta Regionale così come puntualmente definite dall art. 4 - comma 4 - lettera d) della L.R. 7/97. Copertura Finanziaria di cui alla L.R. n 28/01 La presente deliberazione non comporta implicazioni di natura finanziaria sia di entrata che di spesa e dalla stessa non deriva alcun onere a carico del bilancio regionale L Assessore, sulla base delle risultanze istruttorie sopra riportate, propone alla Giunta l adozione del conseguente atto finale LA GIUNTA Udita la Relazione e la conseguente proposta dell Assessore; Vista la sottoscrizione posta in calce al presente provvedimento dal Dirigente Ufficio Attuazione Pianificazione Paesaggistica e dal Dirigente del Servizio; A voti unanimi e palesi espressi nei modi di legge; DI RILASCIARE al Comune di Comune di Biccari (FG) e alla ENI S.p.A. per l allestimento definitivo a produzione con collegamento alla rete di raccolta esistente e adeguamento della strada di accesso all area del pozzo Ponte Casanova 2DIR, Attestazione di Compatibilità Paesaggistica in deroga di cui agli artt e 5.07 delle NTA del PUTT/P con effetto di Autorizzazione Paesaggistica ai sensi dell art. 146 del D.Lgs 42/2004, con le prescrizioni riportate in narrativa al punto Conclusioni e Prescrizioni del presente provvedimento parte integrante, atteso che le opere autorizzate rientrano nella fattispecie delle opere ammissibili in deroga ex art delle NTA; DI TRASMETTERE a cura del servizio Assetto del Territorio il presente provvedimento completo di elaborati progettuali: - al Sig. Sindaco del Comune di Biccari (FG); DI TRASMETTERE a cura del servizio Assetto del Territorio il presente provvedimento - alla ENI S.p.A.; - alla competente Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Ministero per i Beni e le Attività Culturali; DI PROVVEDERE alla pubblicazione del presente provvedimento sul BURP. Il Segretario della Giunta Teresa Scaringi Il Presidente della Giunta Dott. Nichi Vendola DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIO- NALE 5 giugno 2012, n Gestione allarmi radiometrici in impianti di trattamento/smaltimento RSU. Circolare esplicativa. Presa d atto DELIBERA DI APPROVARE la relazione dell Assessore Qualità del Territorio, nelle premesse riportata; L Assessore alla Qualità dell Ambiente dott. Lorenzo Nicastro, sulla base dell istruttoria espletata dal Servizio Ciclo Rifiuti e Bonifica, Ufficio Gestione Rifiuti, riferisce quanto segue: Il verificarsi, in varie occasioni e localizzazioni, di allarmi radiometrici sul territorio della regione pugliese, all ingresso di impianti per lo smaltimento/trattamento dei RSU, dotati di cosiddetto portale radiometrico, ha posto il problema della individuazione di procedure standardizzate da adottare al fine di evitare l insorgere di problematiche di tipo gestionale, sanitario ed ambientale.2 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 91 del I portali radiometrici sono, in genere, strumentazioni in grado di rilevare radiazioni da radionuclidi anomale, confrontandole con quelle i cui valori possono essere posti come riferimento, producendo eventualmente allarme, immediatamente registrato dagli operatori addetti. Quelli attualmente installati in Puglia hanno la caratteristica di essere dinamici, cioè in grado di adattarsi alla particolare situazione ambientale in cui sono operativi, e tarabili al fine di elaborare ed evidenziare situazioni di allarme per differenza (rispetto al fondo misurato). Possono, inoltre, essere di varia tipologia in ordine alla capacità di rilevare la sola presenza di radiazione anomala, misurandone l entità, o anche di individuarne il particolare radionuclide che l ha prodotta. Finora, gli impianti interessati dagli allarmi sono: - Impianto complesso in agro di Massafra, gestito della CISA SpA, presso il quale si sono verificati 22 eventi; - Impianto di biostabilizzazione in agro di Poggiardo (LE), gestito dalla Società Progetto Ambiente Bacino LE2, presso il quale si sono verificati 12 eventi; - Impianto complesso in agro di Ugento, gestito dalla Società Progetto Ambiente Bacino LE3. La mancanza del manifestarsi del problema negli impianti sinora risultati immuni può derivare, come è logico prevedere, o dalla assenza di portale di rilevazione in ingresso agli impianti medesimi o dalla presenza di uno strumento di rilevazione poco efficiente. Di conseguenza è ragionevolmente prevedibile il verificarsi di ulteriori situazioni di allarme non appena la dotazione tecnica impiantistica di questi strumenti di controllo/rilevazione dovesse essere estesa a tutte le installazioni esistenti sul territorio regionale. Pertanto il problema deve essere valutato per la sua rilevanza su tutto il territorio regionale e non solo con riferimento agli impianti sinora interessati dalle allerte. A seguito delle suddette segnalazioni di eventi, i gestori hanno provveduto a richiedere anche l intervento dei Vigili del Fuoco, oltre di ARPA Puglia. I Vigili del Fuoco sono intervenuti con strumenti portatili di rilevazione a spettrometria gamma, in grado di rilevare l inquinante e procedere alla successiva tipizzazione della positività. Il contributo di ARPA nella gestione dei suddetti eventi ha assunto, invece, un carattere piuttosto limitato poiché la stessa è competente solo nella individuazione di primo livello della sostanza (registrazione della presenza di radioattività anomale). L intervento congiunto di Vigili del Fuoco e ARPA, Prefetture e Polizia ha consentito la risoluzione della problematica generata dalla presenza di rifiuti radioattivi tra i RSU in ingresso presso gli impianti suddetti, secondo procedure sostanzialmente configuratesi nel blocco dei mezzi interessati per il tempo necessario alla riduzione spontanea dell attività radioattiva (tempi di dimezzamento propri dei vari radionuclidi). Le procedure sin qui effettuate, benché abbiano consentito il trattamento adeguato dei rifiuti risultati positivi alla radioattività, non sono attuabili in ordinario, perché ingessano il sistema e generano costi non sostenibili. Da qui la necessità che tutti i gestori d impianti di trattamento e/o smaltimento di rifiuti solidi urbani siano messi nelle condizioni di poter accedere ad adeguati procedimenti standardizzati e sicuri. Le procedure semplici e condivise devono essere strumentali non solo alla efficienza ed economicità di gestione ma anche garanzia della sicurezza del personale, attivo ed operativo presso le Aziende di raccolta dei rifiuti che, diversamente, rischierebbe di essere esposto inconsapevolmente a rischio contaminazioni A seguito delle segnalazioni sono stati attivati tavoli tecnici al fine di definire una procedura condivisa in ordine alle modalità di trattamento dei rifiuti con componente radioattiva transitoria. E stata convocata una prima riunione che ha interessato, oltre ai Dirigenti del Servizio Ciclo rifiuti e Bonifiche e dell Ufficio Gestione Rifiuti della Regione Puglia, i rappresentanti dei seguenti Enti, o strutture, a vario titolo competenti per materia: Dott. Angelo Domenico COLASANTO, Direttore Generale ASL BARI; Dott. Giovanni GORGONI, Direttore Generale ASL BAT; Dott.ssa Paola CIANNAMEA, Direttore Generale ASL BRINDISI; Dott. Attilio MANFRINI, Direttore Generale ASL FOGGIA; Dott. Valdo MEL- LONE, Direttore Generale ASL LECCE; Dott. Vito Fabrizio SCATTAGLIA, Direttore Generale ASL Taranto; Dott. Vitangelo DATTOLI, Direttore3 18790 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 91 del Generale dell Azienda Ospedaliero Universitaria Consorziale Policlinico, Bari; Dott. Tommaso MORETTI, Direttore Generale Ospedali Riuniti di Foggia; Dott. Giuseppe LIANTONIO, Direttore Generale IRCCS Ospedale Saverio De Bellis ; Dott. Luciano LOVECCHIO, Direttore Generale dell Istituto Tumori Giovanni Paolo II ; Dott. Domenico Francesco CRUPI, Direttore Generale dell IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza ; Suor Margherita BRAMATO, Direttore Generale della Pia Fondazione Card. G. Panico; Dott. Mauro CARONE, Direttore Centro IRCCS Fondazione S. Maugeri di CASSANO delle MURGE (BA); Dott.ssa Carmen CHIARAMONTE, Direttore Generale dell IRCCS Medea; S.E. Don Domenico LADDAGA, Governatore dell Ente Ecclesiastico Ospedale Generale Regionale F. Miulli ; S.E. dott. Mario TAFARO, Prefetto di BARI; S.E. dott. Carlo SESSA, Prefetto di BAT; S.E. dott. Nicola PRETE, Prefetto di BRINDISI; S.E. dott. Francesco MON- TELEONE, Prefetto FOGGIA; S.E. dott.ssa Giuliana PERROTTA, Prefetto di LECCE; S.E. dott. Claudio SAMMARTINO, Prefetto di TARANTO; Dott. Massimo BLONDA, Direttore Scientifico ARPA Puglia; ARPA Puglia, DAP BARI; ARPA Puglia, DAP BAT; ARPA Puglia, DAP BRINDISI; ARPA Puglia, DAP LECCE; ARPA Puglia, DAP TARANTO; ARPA Puglia, DAP FOGGIA; VV.FF Comando di BARI; VV.FF Comando di BRIN- DISI; VV.FF Comando di FOGGIA; VV.FF Comando di LECCE; VV.FF Comando di TARANTO; Direzione Territoriale del Lavoro, Settore Ispezione del Lavoro Prov. BARI; Direzione Territoriale del Lavoro, Settore Ispezione del Lavoro Prov. BAT; Direzione Territoriale del Lavoro, Settore Ispezione del Lavoro Prov. BRIN- DISI; Direzione Territoriale del Lavoro, Settore Ispezione del Lavoro Prov. FOGGIA; Direzione Territoriale del Lavoro, Settore Ispezione del Lavoro Prov. LECCE; Direzione Territoriale del Lavoro, Settore Ispezione del Lavoro Prov. TARANTO; Assessore regionale alla Sanità, Dr. Ettore ATTOLINI; Avv. Davide PELLEGRINO, Capo di Gabinetto Presidenza Giunta Regionale; Dr. Fulvio LONGO, Dirigente Servizio Programmazione Assistenza Territoriale e Prevenzione, Assessorato Regionale Sanità; Società Progetto Ambiente Bacino BA5; Società Progetto Ambiente Bacino LE2; Società Progetto Ambiente Bacino LE3; Società Progetto Ambiente FG Provincia; Società Progetto Ambiente LE Provincia; CISA SpA; DANECO SpA; AMIU Trani; AMICA Foggia; SIA FG4; AGECOS; MANDURIA Ambiente; Comune di Brindisi, Discarica Autugno; Ambiente e sviluppo SCARL. Fra le varie conclusioni di detta riunione è stato stabilito di costituire un tavolo tecnico al fine di elaborare una circolare sulle procedure da attivare in caso di allerta radiometrico. Il Tavolo tecnico è stato costituito, oltre ai Dirigenti del Servizio Ciclo rifiuti e Bonifiche e dell Ufficio Gestione Rifiuti della Regione Puglia, da: Avv. Angelo Buonfrate, UPI Puglia; Dott.ssa Elisabetta Allegretta, Dir. Reg. Lavoro Bari; Dott. Vitantonio Martucci, ARPA Puglia; Dott. Fulvio Longo, Ass.to Reg.le Sanità; Ing. Vittorio Piepoli, VV. FF. Taranto; Dott. Domenico Lagravinese, A.S.L. Bari; Dott. Mario Volpe, Prefettura di Bari; Ing. Carmine Carella, Sistema Imprese; Ing. Francesco di Francesco, Isp.to Lavoro Taranto. I lavori si sono conclusi con un verbale che ha messo a fuoco gli elementi di base della circolare allegata, di cui si chiede la presa d atto, che verrà trasmessa a tutti i soggetti interessati. COPERTURA FINANZIARIA AI SENSI DELLA L.R. 28/2001 E SS.MM.II. La presente deliberazione non comporta implicazioni di natura finanziaria sia d entrata che di spesa e dalla stessa non deriva alcun onere a carico del bilancio regionale.il presente provvedimento rientra nella competenza della Giunta Regionale ai sensi della l.r. n. 7/1997, art. 4 comma 4, lettere a) e k) L Assessore alla Qualità dell Ambiente, sulla base delle risultanze istruttorie e delle motivazioni innanzi espresse, propone alla Giunta Regionale l adozione della presente delibera LA GIUNTA udita la relazione e la conseguente proposta dell Assessore relatore;4 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 91 del viste le sottoscrizioni in calce al presente provvedimento; a voti unanimi e palesi, espressi nei modi di legge; - di fare propri i contenuti della Circolare in oggetto; - di disporre la pubblicazione del presente provvedimento sul B.U.R.P.. DELIBERA - di prendere atto di quanto espresso in narrativa, che qui si intende integralmente riportato; Il Segretario della Giunta Teresa Scaringi Il Presidente della Giunta Dott. Nichi Vendola5 18792 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 91 del ALLEGATO Circolare Gestione allarmi radiometrici in impianti di trattamento/smaltimento RSU La presente circolare, ha lo scopo di fare il punto sulla problematica allarmi radiometrici presso gli impianti di trattamento/smaltimento di RSU e di fornire un contributo condiviso alla risoluzione della medesima. Essa è frutto di un tavolo tecnico ad hoc costituitosi presso la Regione e partecipato da Prefetture, Vigili del fuoco, Dirigenti Sanitari, ISPESL e rappresentanti delle imprese di settore. Destinataria della stessa sono: 1) Dirigenti Strutture sanitarie 2) Medici di base 3) Cittadini in terapia 4) Gestori Impianti di trattamento/smaltimento 5) Vigili del Fuoco 6) Prefetture 7) ISPESL 8) ARPA Puglia 1.- Rifiuti radioattivi e impiantistica di controllo La pericolosità delle diverse sostanze radioattive non è sempre la stessa. Essa dipende da una serie di fattori tra i quali il tempo di dimezzamento (che può oscillare, a seconda del tipo di radionuclide, da pochi giorni alle migliaia di anni), la natura delle radiazioni emesse (si può trattare di particelle alfa, beta o radiazioni gamma ed hanno caratteristiche di pericolosità estremamente differente sia relativamente alla loro natura che alle modalità di esposizione) e la concentrazione del radionuclide (rapporto tra la quantità di radioattività del radionuclide e la massa della matrice in cui essa è contenuta). I radionuclidi di impiego sanitario sono tutti radionuclidi a tempo di dimezzamento breve, in quanto debbono espletare la loro funzione per un tempo circoscritto e non rimanere indefinitamente nel corpo del paziente, proprio per evitargli grosse dosi di radiazione. Essi, quindi, possono essere considerati radionuclidi a bassa pericolosità. Nel 99% dei casi la rilevazione di radioattività nei RSU si è rilevata essere di origine sanitaria e i radionuclidi in causa (quasi esclusivamente Iodio 131) hanno tempi di dimezzamento inferiori ai 75 giorni. Solo occasionalmente è stata rilevata la presenza di Torio 232, proveniente da reticelle per lampade a gas smaltite in cassonetto, radionuclide che ha tempi di dimezzamento notevolmente superiori. Diviene, quindi, imprescindibile la necessità di installare i portali radiometrici su tutti gli impianti di trattamento/smaltimento RSU, con la relativa disponibilità di componenti strutturali, come aree di sosta per i mezzi, aree per lo spargimento dell RSU finalizzato alla ricerca della sorgente radioattiva, appositi locali in cui effettuare il confinamento del materiale radioattivo in attesa dell esaurimento dei tempi di dimezzamento, etc. Di conseguenza i gestori sono tenuti a comunicare tali modifiche ai soggetti competenti al rilascio delle autorizzazioni all esercizio dell impianto Conseguentemente nell organigramma degli impianti di gestione e trattamento rifiuti dovrà essere presente l esperto qualificato che gestisca le procedure da osservarsi a seguito di attivazione di allarme del portale radiometrico, assumendo le necessarie iniziative in relazione alla casistica riscontrata senza generare procurati allarmi negli operatori e nei cittadini coinvolti dall evento.6 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 91 del NORME DI RIFERIMENTO 2.1- D. lgs n. 230/95 applicato agli smaltimenti Il primo controllo radiometrico sugli scarti e rifiuti è stato introdotto con la legge 230/95. Successivamente, stante la frequenza dei ritrovamenti di piccole sorgenti e lo sviluppo della radiomedicina e radiodiagnostica, è nata la necessità di controllare anche i carichi inviati agli inceneritori di rifiuti ospedalieri e urbani in genere. Dopo la rilevazione della radioattività anomala è necessario risalire al tipo di radionuclide, al fine di definire sia l attività specifica, espressa in Bq/gr, (radioattività riferita all unità di massa del materiale radioattivo) che l attività totale, che rimanda, per il trattamento del rifiuto, alla Tabella I-1 dell Allegato I del D. lgs. n. 230/1995 e ss. mm. ii. In questa tabella è riportato il valore di attività, per ciascun radionuclide, al di sopra del quale la pratica è soggetta alle disposizioni del suddetto decreto Definizione dei Radioattivi ; a vita breve, media, lunga La normativa italiana definisce rifiuto radioattivo un qualsiasi materiale in forma solida, liquida o gassosa, per il quale non è previsto alcun ulteriore utilizzo e che contiene radioattività a valori superiori ai livelli di esenzione. Per la maggior parte dei materiali, il livello di esenzione è posto a 1 Bq/g, ma nel caso di materiali con emissione di radiazioni alfa, maggiormente pericolose per l'uomo e l'ambiente, tale livello può essere sensibilmente ridotto (0,1 Bq/g o inferiore). I rifiuti radioattivi, per il loro successivo trattamento e smaltimento, sono classificati in funzione del contenuto di radioattività, da cui discende il necessario grado di isolamento dalla biosfera, quindi la tipologia e il numero di barriere di contenimento da interporre tra rifiuto ed ambiente e il tempo di decadimento, che determina il periodo di isolamento del rifiuto dalla biosfera, affinché, attraverso tale processo naturale, perda il suo carico radioattivo. Nella classificazione italiana (Guida Tecnica n. 26) sono di: a) I categoria: i rifiuti che decadono in mesi o al massimo qualche anno. Per questi è sufficiente la conservazione in sicurezza, affinché dopo il decadimento, possano essere smaltiti come rifiuti speciali. La loro origine è riferibile anche alla produzione di energia nucleare, ma soprattutto al settore della ricerca e medico-sanitario, dove si usa la radioattività nella diagnostica e terapia medica (cura del cancro); b) II categoria: i rifiuti che hanno un contenuto di radioattività che raggiungerà valori dell'ordine delle centinaia di Bq/g entro qualche centinaio di anni, oppure contengono radionuclidi a vita molto lunga ma in concentrazione di tale ordine. Per questa categoria sono previsti interventi di trattamento e condizionamento, ovvero una serie di processi atti a convertire il rifiuto in una forma solida, stabile e duratura, tipicamente monoliti di cemento con determinate e qualificate caratteristiche, che ne permetta la manipolazione, lo stoccaggio, il trasporto e lo smaltimento, con garanzia di confinamento della radioattività in qualunque condizione. La loro provenienza è riferibile alle centrali nucleari, agli impianti del ciclo del combustibile, ma anche ad installazioni industriali, di ricerca e mediche ed alle sorgenti radioattive dismesse, usate in questi settori;7 18794 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 91 del c) III categoria: i rifiuti che richiedono migliaia di anni (e più) per raggiungere concentrazioni di radioattività dell'ordine delle centinaia di Bq/g. Rientrano in questa categoria i rifiuti che contengono prodotti di fissione ed elementi transuranici (emettitori di radiazioni alfa e di neutroni) prodotti nei reattori di potenza. Anche il settore industriale, medico e della ricerca apporta un lievissimo contributo con le grandi sorgenti dismesse. I rifiuti di III categoria, per l'isolamento dalla biosfera richiedono processi di condizionamento (trasformazione in monoliti di vetro o cemento) o, nel caso del combustibile esausto, d'incapsulamento in contenitori ad alta integrità; (da Risoluzione in Commissione , presentata da G. Beneamati il , seduta n. 582) Tipologia di materiale radioattivo prevalentemente rilevato E opportuno rilevare che i livelli di produzione di emissioni radioattive sinora riscontrati nei RSU conferiti negli impianti citati sono comunque risultati molto bassi. Questo lascia intendere che i rifiuti contenenti le sostanze radioattive rilevate provengono, con buona probabilità, da utenze domestiche, mentre solo in una limitatissima percentuale di casi la provenienza è di origine industriale. Si tratta, in buona sostanza, di contaminazioni rivenienti da reflui organici prodotti da persone che hanno fatto ricorso, in tempi recenti, a strumenti diagnostici o dispositivi terapeutici basati sull uso di radionuclidi, dimessi dalle strutture sanitarie e immediatamente ritornati nella propria residenza. Tutto ciò lascia presagire la necessità che detta circolare affronti anche la questione della garanzia da parte delle strutture sanitarie che eserciscono attività di medicina nucleare e/o radioterapia metabolica di fornire adeguata informativa ai pazienti sui comportamenti da assumere una volta dimessi dalla struttura, al fine di evitare rischi di contaminazione. I casi in cui lo smaltimento di sostanze radioattive è esente dal sistema regolatorio sono definiti dai seguenti articoli e allegati del decreto: Art. 154, comma 2: definisce le condizioni di esenzione per lo smaltimento di sostanze radioattive: sono esenti dall applicazione del decreto gli smaltimenti di sostanze radioattive che presentino contemporaneamente le seguenti caratteristiche: - tempo di dimezzamento T1/2< 75 gg - concentrazioni inferiori a 1 Bq/g; Art. 105: all attività contenuta nell organismo umano, e pertanto anche ad un radiofarmaco dopo la sua somministrazione, non si applicano il Capo V e VI del decreto e pertanto neppure le particolari disposizioni relative ai rifiuti radioattivi, a condizione che sia comunque garantita la tutela della popolazione da tale potenziale fonte di rischio; Allegato I, punto 6.1, lettera c): sono esenti dall applicazione del decreto smaltimenti di rifiuti radioattivi in ambiente derivanti da pratiche con sostanze radioattive in concentrazioni o attività al di sotto delle soglie di applicazione dell'art. 22 del decreto. Oltre al già citato art. 105 del decreto, riveste particolare importanza l art. 4, comma 9, del D. Lgs. 187/2000: esso dispone che, in attesa del decreto applicativo previsto dall art. 105, ai fini della tutela della popolazione, la dimissione dalle strutture sanitarie di pazienti soggetti ai trattamenti terapeutici indicati nell allegato I, parte II, dello stesso D.Lgs. 187/2000, debba avvenire nel rispetto delle specifiche condizioni previste dal medesimo allegato; trattamenti terapeutici con scopi e/o sostanze radioattive diversi da quelli lì indicati dovranno viceversa essere oggetto di ospedalizzazione con8 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 91 del raccolta degli escreti e di valutazioni specifiche in ordine al rispetto dei limiti di dose e all ottimizzazione della protezione della popolazione. Pertanto, l inevitabile immissione in ambiente dei radiofarmaci presenti nell organismo umano sotto forma di escreti dei pazienti dopo la dimissione dalla struttura sanitaria, pur esente dal sistema regolatorio, dovrà comunque essere tale da garantire la protezione della popolazione dalle radiazioni ionizzanti e dunque dovrà sempre essere oggetto di valutazioni specifiche da parte dell esperto qualificato della struttura sanitaria, che dovrà fornire idonee istruzioni al paziente prima della dimissione. Si ritiene che, al fine di assicurare una adeguata protezione della popolazione nel rispetto del principio di ottimizzazione, ciascun esercente debba quindi porre in essere una gestione dell ospedalizzazione dei pazienti sottoposti alla pratica sopra definita che garantisca che, a seguito dell immissione in ambiente di escreti radiocontaminati dopo la loro dimissione, la dose assorbita da un membro del gruppo critico della popolazione sia minore o uguale a 50 Sv/anno. 3 SOGGETTI COINVOLTI E COMPETENZE 3.1- Strutture sanitarie Una prima proposta risolutiva alla problematica emergente è sicuramente connessa alla possibilità/necessità di vincolare sia le Aziende Ospedaliere che le cliniche specializzate a provvedere ad adeguata informazione, indirizzata ai pazienti, sui modelli comportamentali da assumere riguardo ai residui organici prodotti successivamente all assunzione di sostanze radioattive terapeutiche, informazioni che potrebbero prevedere, ad esempio, anche le modalità di conferimento, per il tempo necessario, dei residui prodotti dal soggetto in trattamento per essere avviate al corretto smaltimento nell ambito dei propri sistemi organizzati. 3.2-Cittadini in terapia Si tratta, quindi, di un attività di sensibilizzazione dei pazienti in terapia e dei loro familiari, che deve vedere il coinvolgimento attivo dei medici specialisti, ovvero di base, anche attraverso la predisposizione di specifici protocolli. La corretta gestione dei suddetti rifiuti a monte del circuito di trattamento/smaltimento, porterebbe sicuramente ad un notevole ridimensionamento del problema posto, con apprezzabile riduzione degli allarmi radiometrici. 3.3-Impianti di trattamento/smaltimento Stante la difficoltà a provvedere già nella prima fase del processo di gestione dei rifiuti (che coincide con il prelievo del materiale dal cassonetto), alla installazione di strumentazione atta alla rilevazione di sostanze radioattive, è necessario che il personale adibito a tali operazioni sia dotato di adeguati indumenti protettivi (idonei a evitare l inalazione di radiazioni ed inconsapevole immissione di residui nell abitacolo dei mezzi di trasporto) e ciò indipendentemente dal carattere di eccezionalità che ha la rilevazione del rifiuto radioattivo.9 18796 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 91 del La presenza dei portali negli impianti di trattamento/smaltimento pone la conseguente prescrizione che i gestori si dotino della consulenza di un esperto qualificato che intervenga in caso di allerta. Inoltre nel documento di valutazione dei rischi di tali impianti, nonché di quelli delle ditte dedite alle raccolte, occorre siano contemplate le problematiche di igiene e sicurezza correlate al rischio in esame, comprese quelle legate alle sorgenti orfane, da riportare sul DUVRI. I portali radiometrici comunemente producono una valutazione sul superamento o no del livello di radioattività dovuto al fondo naturale, secondo i parametri di riferimento innanzi riportati. Pertanto, se il portale non segnala presenza di livelli anomali di radioattività si potrà procedere allo smaltimento od al trattamento dei rifiuti tal quali con le modalità ordinarie dello stabilimento ricevente il rifiuto. Se, invece, il portale segnala la presenza di un'anomalia del fondo naturale è necessario procedere alla identificazione dei radionuclidi presenti nei rifiuti e, in base all'esito delle misure, porre in atto una delle seguenti procedure: a) se i rifiuti contengono solo radionuclidi con tempo di dimezzamento inferiore a settantacinque giorni, consentirne lo scarico in un area appositamente individuata (resa idonea su parere dei Vigili del Fuoco e/o ARPA), e tenerli ivi depositati per un tempo sufficiente a ridurre la concentrazione a meno di 1 Bq/g (o, fino a quando il livello di radioattività non presenta più un'anomalia del fondo), quindi procedere allo smaltimento o al trattamento dei rifiuti tal quali con le modalità ordinarie dello stabilimento ricevente il rifiuto; b) se i rifiuti contengono radionuclidi con tempo di dimezzamento superiore a settantacinque giorni, informare le autorità competenti (richiedendo ove necessario tramite il Prefetto competente per territorio l'ausilio delle strutture di protezione civile, per misure idonee ad evitare l'aggravamento del rischio per i lavoratori e la popolazione), per avviare le idonee procedure volte ad identificare da un lato le responsabilità dell improprio smaltimento e dall altro le procedure da porre in essere per la corretta gestione di tali materiali. 3.4-Vigili del Fuoco e Prefetture Per la gestione delle emergenze dovute a rifiuti radioattivi a vita breve, come innanzi qualificati, in presenza di adeguate dotazioni impiantistiche e esperto qualificato, come indicato al punto precedente, non risulta più necessario l interventi dei Vigili del Fuoco e delle Prefetture. Tuttavia la frequenza degli accadimenti dovrà essere relazionata alle autorità competenti (Regione, Vigili del fuoco e Prefetture) al fine di valutare l efficacia delle azioni preventive poste in essere dalle strutture di cui al punto 3.1 e all osservanza delle medesime da parte dei soggetti di cui al punto ISPESL L Ispel, quindi, opera nel senso della valutazione dei protocolli comportamentali per la gestione degli allarmi e la valutazione delle dotazioni strumentali a protezione degli operatori di settore, in particolare l esperto qualificato a cui si è già fatto cenno, e la valutazione del piano rischi e sicurezza.10 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 91 del CONCLUSIONI In quest ottica non va trascurata la necessità di stabilire dei riferimenti uniformi e criteri di valutazione omogenei, sia riguardo alle prestazioni dei portali, e le modalità del loro utilizzo, che relativamente ai parametri di riferimento per le misurazioni dell attività radiometrica, anche rapportandosi ad un valore della radiazione di fondo rilevato nel particolare luogo in cui avviene la misurazione e ad un valore di discostamento da quest ultimo, utile a definire una reale situazione di allarme. La presente circolare rappresenta, quindi, lo strumento di riferimento univoco ed oggettivo per i comportamenti da assumere da parte degli operatori interessati in caso di allarme radiometrico e, quindi, favorire i controlli, anche nei RSU, di eventuali sorgenti orfane, così denominate perché di non identificabile origine, che potrebbero essere molto più pericolose, per la salute umana e l ambiente, dei radionuclidi di origine sanitaria. E da ribadire la necessità di taratura dei portali e la fissazione della soglia di radiazione ritenuta pericolosa (coinvolgendo per questi aspetti ARPA, Vigili del Fuoco, ISPESL ed esperti di settore) al fine di stabilire con precisione in quali condizioni si debba effettivamente attivare la procedura di allarme, allo scopo di evitare di procurarne di falsi ed eliminare, di conseguenza, rallentamenti nelle normali operazioni di raccolta e smaltimento dei RSU a seguito, ad esempio, del blocco operativo di auto compattatori messi in quarantena, fatto quest ultimo, che deve rimanere ipotesi residuale. L ASSESSORE Documenti analoghi
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