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Timestamp: 2019-05-27 11:07:25+00:00
Document Index: 25941309

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 43', 'sentenza ', 'art. 42', 'art. 34', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 31 agosto 2015, n. 17336. Il dies a quo del termine di prescrizione del danno (da illecito istantaneo con effetti permanenti) inizia a decorrere non dalla data dell'irreversibile trasformazione (o se antecedente dalla scadenza del periodo dell'occupazione legittima), ma dal momento in cui l'azione dell'Amministrazione venga o possa essere percepita dal proprietario come danno ingiusto ed irreversibile, e che la prova del relativo dato incombe sull'Amministrazione stessa - Renato D'Isa
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sentenza 31 agosto 2015, n. 17336
Con sentenza del 20/12/1995-51111996, il Tribunale di Patti condannò il Comune di Oliveri al risarcimento del danno da occupazione appropriativa subito dalla Società Azimut a r.l. per la perdita di proprietà della porzione del suo fondo, irreversibilmente trasformata a strada pubblica ed a parcheggio. Il Tribunale rigettò l’eccezione di prescrizione, e ravvisò i presupposti per la liquidazione del danno richiesto, in ragione del valore venale del terreno.
3. Va premesso che l’invocato art. 43 del dPR n. 327 del 2001, che aveva dettato una prima regolamentazione dell’acquisizione sanante nell’ambito di un sistema organico di norme destinato a superare l’istituto dell’occupazione acquisitiva, è stato dichiarato l’illegittimo, per eccesso di delega, con sentenza n. 293 del 2010 della Corte costituzionale e che l’art. 42 bis, introdotto, per colmare il vuoto, col D.L. n. 98 del 2011, art. 34, co 1, convertito con la L n. 111 del 2011, è inapplicabile ai fatti anteriori alla data del 30 giugno 2003 di entrata in vigore del menzionato dPR n. 327 (cfr. al riguardo, Cass. SU n. 735 del 2015) 4. Peraltro, come già rilevato da questa Corte con la precedente sentenza n. 15949 del 2005, sulla qualificazione della domanda in termini di occupazione appropriativa (piuttosto che usurpativa) si e formato il giudicato, avendo in tal senso statuito il Tribunale senza che sul punto fosse stato proposto appello, ragion per cui e stato demandato al giudice del rinvio l’accertamento sulla decorrenza della prescrizione: la questione dell’intervenuta acquisizione a titolo originario del bene, già di proprietà del ricorrente, in capo al Comune (logicamente incompatibile con l’invocata acquisizione sanante) per effetto dell’occupazione e della manipolazione del bene stesso non può, in conclusione, esser più posta in discussione, considerazione che rende inapplicabile nella specie il diverso principio, affermato dalle SU di questa Corte con la citata sentenza 735 del 2015, che, in ossequio alla giurisprudenza dalla Corte EDU secondo cui l’espropriazione deve sempre avvenire in “buona e debita forma”, ha messo al bando l’istituto dell’occupazione acquisitiva come titolo di acquisto della proprietà in capo all’Amministrazione (considerandolo alla stegua di un illecito permanente di diritto comune).
La Corte accoglie il ricorso, cassa e rinvia, anche per la liquidazione delle spese del presente giudizio di legittimità, alla Corte d’Appello di Messina, in diversa composizione.
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 7 ottobre 2015, n. 20072....