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Timestamp: 2018-06-20 13:13:39+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 5', 'art. 6']

Legge Regionale n. 13 del 25 maggio 1992 - Turistico - Fiaip.it
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Legge Regionale n. 13 del 25 maggio 1992
Art. 1Oggetto della legge.
1. La presente legge, in attuazione dei principi stabiliti dalla L. 17 maggio 1983, n. 217, disciplina le
strutture ricettive extra - alberghiere denominate:
g) mini - aree di sosta.
Capo II - Case per ferie
Requisiti tecnici ed igienico-edilizi.
Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell'attività.
1. L'esercizio dell'attività ricettiva nelle case per ferie è soggetto ad autorizzazione, da rilasciarsi dal
Comune, riportante il numero dei posti letto ed il periodo di apertura.
4. I titolari o gestori della suddetta attività ricettiva non sono tenuti ad iscriversi alla sezione speciale degli esercenti il commercio prevista dall'art. 5 della L. 17 maggio 1983, n. 217.
Capo III - Ostelli per la gioventù
Requisiti tecnici ed igienico - edilizi.
1. Gli ostelli per la gioventù, oltre a possedere i requisiti previsti dai regolamenti igienico - edilizi comunali,
devono anche avere:
b) un w. c. e una doccia ogni dieci posti letto, un lavabo ogni sei posti letto non serviti da dotazioni private;
2. Negli ostelli per la gioventù esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge, non dotati della
superficie di cui alla lettera a), è sufficiente sia garantita nelle camere una cubatura minima di mc. 10 per persona.
3. È consentito sovrapporre ad ogni posto letto un altro letto, senza con ciò dover incrementare le dimensioni delle camere, purché sia garantita la cubatura minima di mc. 10 a persona. Per il rispetto di tutti gli altri rapporti si computano i posti letto effettivi.
Capo IV - Rifugi alpini e rifugi escursionistici
e) attrezzatura di pronto soccorso con le dotazioni indicate dall'autorità sanitaria;
f) servizi igienico - sanitari;
h) impianto telefonico o, in caso di impossibilità, e per i soli rifugi custoditi, impianto di radio - telefono o
di altro apparecchio similare;
b) una superficie minima delle camere, al netto di ogni locale accessorio, di mq. 8 per le camere a un
letto e mq. 12 per le camere a due letti, con un incremento di superficie di mq. 4 per ogni letto in più;
c) un locale bagno - composto da w.c., lavabo, doccia e specchio con presa corrente - per ogni dieci
posti letto effettivi, o frazione, non serviti da dotazione private;
d) un arredamento minimo delle camere da letto costituito da letto, sedia o sgabello, armadio e cestino
1. L'esercizio dell'attività ricettiva, nei rifugi alpini ed escursionistici, se custoditi, è soggetto ad
autorizzazione da rilasciarsi dal Comune, riportante il numero dei posti letto ed il periodo di apertura.
2. La domanda di autorizzazione, presentata dal proprietario del rifugio, e sottoscritta per accettazione anche dal gestore e custode, deve contenere:
b) le vie di accesso, specificando se si tratta di carrozzabili, sentieri o mulattiere;
c) il numero dei posti letto e delle dotazioni igienico - sanitarie;
4. Il Comune accerta che il gestore - custode indicato abbia conoscenza della zona, delle vie di accesso al rifugio, ai rifugi limitrofi ed ai posti di soccorso più vicini e che possegga le necessarie cognizioni, anche sanitarie, per apportare i primi soccorsi.
7. I titolari o gestori della suddetta attività ricettiva non sono tenuti ad iscriversi alla sezione speciale degli esercenti il commercio prevista dall'art. 5 della L. 17 maggio 1983, n. 217.
Capo V - Esercizi di affittacamere
Caratteristiche tecniche ed igienico - edilizie.
a) un locale bagno - composto di w. c., bidet, lavabo, vasca da bagno o doccia e specchio con presa di corrente - ogni otto persone, o frazione, ivi comprese le persone appartenenti al nucleo familiare e conviventi;
1. Chi intende esercitare l'attività di affittacamere è soggetto ad autorizzazione, da rilasciarsi dal
3. I titolari o gestori della suddetta attività sono inoltre tenuti ad iscriversi alla sezione speciale degli
esercenti il commercio prevista dall'articolo 5 della legge 17 maggio 1983, n. 217. Da tale obbligo, sono esclusi gli esercizi fino a tre camere .
Capo V-bis - Servizio di alloggio e prima colazione denominato bed & breakfast
Attività ricettiva a conduzione familiare.
d) un locale bagno, anche coincidente con quello dell'abitazione, purché composto da w.c., bidet,
lavabo, vasca da bagno o doccia e specchio con presa di corrente.
4. L'attività di cui al comma 1 può essere esercitata previa comunicazione al Comune, ai sensi
dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni e integrazioni, da cui risulti:
e) possesso dei requisiti previsti dall'articolo 11 del testo unico delle leggi di Pubblica sicurezza
approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 e successive modificazioni.
Capo VI - Case e appartamenti per le vacanze
b) fornitura costante di energia elettrica per illuminazione, acqua calda e fredda, gas e, nel periodo
invernale, riscaldamento;
Caratteristiche tecniche ed igienico-edilizie.
4. I titolari o gestori della suddetta attività ricettiva sono inoltre tenuti ad iscriversi alla sezione speciale degli esercenti il commercio prevista dall'art. 5 della L. 17 maggio 1983, n. 217.
Capo VII - Alloggi agrituristici
1. La definizione degli alloggi agrituristici, la determinazione delle loro caratteristiche nonché la fissazione degli obblighi amministrativi per lo svolgimento dell'attività e dei requisiti tecnici e igienico-edilizi sono regolamentati dalla L.R. 28 agosto 1989, n. 29.
Capo VIII – Mini - aree di sosta
Mini - aree di sosta.
1. Gli Enti locali possono allestire, nell'ambito dei rispettivi territori, mini - aree di sosta ai sensi dell'art. 7 comma 9 della L. 17 maggio 1983, n. 217.
2. Le mini - aree di sosta che hanno un minimo di dieci piazzole e un massimo di trenta piazzole svolgono la propria attività integrata anche con altre attività extra - turistiche a supporto del campeggio itinerante, rurale ed escursionistico.
Capo IX - Norme comuni, finali e transitorie
b) sussistano, per il titolare o gestore, i requisiti soggettivi di cui al testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773.
1. I prezzi delle case per ferie, ostelli per la gioventù, rifugi alpini, rifugi escursionistici, affittacamere, case e appartamenti per vacanze, sono comunicati alla Regione e al Comune secondo le disposizioni di cui alla L. 25 agosto 1991, n. 284, entro il 1° ottobre di ogni anno.
2. La mancata denuncia dei prezzi entro la data prescritta comporta l'obbligo dell'applicazione degli ultimi prezzi regolarmente comunicati. Per le mini - aree di sosta i prezzi sono comunicati esclusivamente alla Regione.
1. Le funzioni di vigilanza e controllo sull'osservanza delle disposizioni contenute nella presente leggesono esercitate dal Comune.
2. La Regione può esercitare controlli ispettivi a mezzo di proprio personale .
Classificazione e comparazione ai fini tributari.
1. Gli esercizi di affittacamere e case e appartamenti per vacanze sono classificati dal Comune nellecategorie I, II e III in relazione ai requisiti posseduti secondo l'allegata tabella A.
4. Ai fini della determinazione delle tasse di concessione regionale le autorizzazioni rilasciate in applicazione della presente legge sono equiparate, laddove non specificatamente individuate, a quelle dei corrispondenti esercizi ricettivi autorizzati ai sensi dell'art. 2 della L. 21 marzo 1958, n. 326, di cui al Titolo III della tariffa emanata con D.Lgs. 22 giugno 1991, n. 230.
2. Il Comune concede il nulla osta, a richiesta, limitatamente al periodo d'utilizzo, dopo aver accertato la sussistenza dei requisii soggettivi e di sicurezza e la presenza di sufficienti requisiti igienico - sanitari in relazione al numero degli utenti ed al tipo di struttura.
1. È fatta salva l'osservanza delle altre norme statali e regionali che regolano l'esercizio dell'attività ricettiva, in quanto applicabili alle attività disciplinate dalla presente legge, ed in particolare delle norme riguardanti la pubblica sicurezza, la prevenzione incendi e infortuni, la tutela igienico-sanitaria e l'uso e la tutela del suolo.
1. Le case per ferie, gli ostelli per la gioventù, i rifugi alpini e gli affittacamere già in esercizio alla data di entrata in vigore della presente legge, entro un biennio da tale data devono adeguarsi ai requisitiprescritti dalla presente legge; durante tale periodo le autorizzazioni sono rinnovate a condizione che sussistano i requisiti previsti dalla legislazione previgente.
2. Fatto salvo quando disposto dal comma 1 a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge non si applicano nel territorio regionale le disposizioni della L. 16 giugno 1939, n. 1111 "Disciplina degli affittacamere", del D.P.R. 4 agosto 1957, n. 918 "Approvazione del testo unico delle norme sulla disciplina dei rifugi alpini".
3. L'applicazione della L. 21 marzo 1958, n. 326 è limitata ai campeggi gestiti dalle associazioni senza scopo di lucro di cui all'art. 10 della L. 17 maggio 1983, n. 217 che dovranno comunque possedere i requisiti previsti dalla L.R. 4 marzo 1982, n. 11 e successive modificazioni per i campeggi classificati a 1 stella.
4. In applicazione dell'art. 5, ultimo comma della L. 17 maggio 1983, n. 217, i soggetti che alla data di entrata in vigore della presente legge esercitano le attività di affittacamere, hanno diritto di ottenere, a domanda, l'iscrizione alla sezione speciale del registro istituito ai sensi della L. 11 giugno 1971, n. 426.
1. È fatto divieto di utilizzare denominazioni, definizioni e termini propri delle strutture turistiche ricettive, di cui all'art. 6 della L. 17 maggio 1983, n. 217, per attività che non abbiano esclusivi scopi turistici.
8. Ai sensi della L.R. 2 dicembre 1982, n. 45, l'applicazione delle sanzioni amministrative di cui alla presente legge è demandata ai Comuni, ai quali sono devoluti i relativi proventi.
Allegato A (articolo 25)
Tabella per la classificazione degli alloggi utilizzati per l'esercizio di affittacamere e delle case e appartamenti per vacanze (i parametri cui si fa riferimento sono quelli fissati dalla L. 27 luglio 1978, n. 392, sull'equo canone):
1) CONSERVAZIONE normale coeff. 1.00mediocrecoeff. 0.80scadentecoeff. 0.602) UBICAZIONE centro storico o centrale coeff. 1.30semiperiferiacoeff. 1.20zone di pregio particolare site nella zona edificata periferica o nella zona agricola coeff. 1.20periferiacoeff. 1.00agricolacoeff. 0.85N.B. - L'ubicazione può intendersi riferita alle attrattive-
turistiche delle località.3) LIVELLO piano attico coeff. 1.20piani intermedi coeff. 1.00piano terreno coeff. 0.90piano seminterrato coeff. 0.804) TIPOLOGIA DEL FABBRICATOA/1coeff. 2.00A/2coeff. 1.25A/3coeff. 1.05A/4coeff. 0.80A/5coeff. 0.50A/6coeff. 0.70A/7coeff. 1.40Dal prodotto dei coefficienti di cui sopra risultano i seguenti coefficienti minimi per le singole categorie :I categoria superiore o uguale a 1.82II categoria superiore o uguale a 1.00III categoria superiore o uguale a 0.384