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Timestamp: 2016-10-25 13:49:12+00:00
Document Index: 101161189

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 97', 'sentenza ', 'art. 425', 'art. 398', 'art. 43', 'art. 43', 'art. 8', 'art. 63', 'art. 64', 'DTF ', 'art. 55', 'DTF ', 'sentenza ', 'art. 425', 'DTF ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 34', 'art. 6', 'art. 11', 'DTF ']

4C.286/2006 (27.02.2007)
B.c Alle 12.05, essendosi verificato un caso di mistrade (errore nella transazione), SWX � intervenuta sul mercato borsistico, annullando alcune delle operazioni concernenti i warrants acquistati al prezzo unitario di fr. 0.30, fra cui quella effettuata dalla banca X.________ per conto di A.A.________.
B.d Avendo constatato che la transazione non figurava pi� sul suo conto, nel primo pomeriggio del 13 aprile 2004 A.A.________ si � recato presso l'istituto bancario, dove gli � stato spiegato l'accaduto, dopodich�, con il suo accordo, � stato stornato anche l'ordine di vendita dei titoli. Il saldo del suo conto � stato cos� riportato allo stato precedente l'intera operazione.
C.a Ritenendosi esente da ogni colpa e considerato che le operazioni di acquisto e vendita erano state regolarmente confermate e contabilizzate sul suo conto prima della decisione di annullamento di SWX, il 19 maggio 2004 egli si � rivolto al Presidente del Circolo di Roveredo chiedendo che venisse fatto ordine alla banca di versargli fr. 8'556.90, composti dal mancato guadagno gi� menzionato e da fr. 400.-- di spese legali preprocessuali.
C.b Fallito il tentativo di conciliazione, la causa � proseguita dinanzi al Tribunale distrettuale Moesa, che con sentenza del 19/29 agosto 2005 ha accolto la domanda di A.A.________.
Questo tribunale ha infatti stabilito che al rapporto contrattuale intervenuto tra le parti non tornavano applicabili n� le condizioni generali SWX n� la direttiva n. 15 SWX (concernente il caso di mistrade), poich� questi documenti non erano mai stati sottoposti all'attore, il quale non ha nemmeno firmato nessun atto che vi facesse riferimento; la regolamentazione concernente il mistrade riguardava dunque unicamente il rapporto tra SWX e la banca X.________. In sintesi, i giudici di primo grado hanno ritenuto che, una volta ricevuta la comunicazione di SWX, la banca convenuta non era autorizzata a stornare l'operazione di acquisto dei warrants all'insaputa del cliente. "E ci� soprattutto in considerazione del fatto che la segnalazione del mistrade non � avvenuta successivamente all'acquisto dei warrants da parte dell'attore, ma dopo la vendita degli stessi e dopo che la banca aveva confermato l'esecuzione di quest'ultima transazione con la contabilizzazione dell'importo conseguito. [...] Le operazioni di acquisto e vendita si erano concluse sia per il cliente che per la banca. A questo punto, una volta convalidato l'ordine di vendita e conteggiato il relativo utile, il convenuto non poteva di sua iniziativa procedere allo storno in parola, in difetto di una chiara base contrattuale o legale. [...] La banca non pu� invocare la decisione presa dalla SWX di annullare l'acquisto dei warrants per legittimare l'operazione di storno".
I giudici hanno quindi concluso che "... per aver invocato un diritto di storno che in concreto non poteva essere invocato e per non avere raccolto l'autorizzazione del titolare del conto, la banca X.________ deve dunque rispondere nei confronti dell'attore per l'inadempimento delle obbligazioni di informare e di seguire la volont� del mandante ai sensi degli art. 97, 397 e 398 CO".
Prevalendosi della violazione delle norme sul mandato e sulla commissione, il 30 agosto 2006 A.A.________ � insorto dinanzi al Tribunale federale con un ricorso per riforma volto ad ottenere la modifica della sentenza cantonale nel senso della reiezione dell'appello e, di conseguenza, della conferma del giudizio di prima istanza.
Nella prima, premessa l'applicabilit� delle norme sul contratto di commissione alla relazione instauratasi fra le parti e quindi, in virt� del rinvio contenuto all'art. 425 CO, delle norme sul mandato per quanto concerne la responsabilit� della banca (art. 398 CO), la Corte cantonale ha in sostanza rammentato che l'impossibilit� d'adempimento esente da colpa del mandatario ha per conseguenza che la richiesta d'esecuzione del mandato si estingue senza obbligo d'indennizzo da parte del mandatario. Donde la decisione di negare, in concreto, una responsabilit� della banca convenuta, siccome l'impossibilit� dell'esecuzione dell'operazione finanziaria auspicata dall'attore non va ricondotta a una colpa della banca bens� alla decisione di annullamento di SWX.
3.1 Questo rimedio � ammissibile per violazione del diritto federale, ovverosia quando un principio consacrato esplicitamente da una prescrizione federale o risultante implicitamente da essa non � stato applicato o ha avuto un'applicazione errata (art. 43 cpv. 1 e 2 OG).
Il diritto federale non � di regola violato dagli accertamenti di fatto (art. 43 cpv. 3 OG).
Nella giurisdizione di riforma, il Tribunale federale fonda pertanto il suo giudizio sui fatti cos� come sono stati accertati dall'ultima autorit� cantonale, a meno che non siano state violate disposizioni federali in materia di prove (ad esempio l'art. 8 CC), debbano venire rettificati accertamenti di fatto derivanti da una svista manifesta (art. 63 cpv. 2 OG) o si renda necessario un complemento degli stessi a norma dell'art. 64 OG (DTF 130 III 136 consid. 1.4 pag. 140). Fatte salve queste eccezioni, censure contro l'accertamento dei fatti e l'apprezzamento delle prove eseguiti dall'autorit� cantonale sono improponibili, cos� come non si pu� far riferimento a circostanze non accertate nel giudizio impugnato, trattandosi di fatti nuovi (art. 55 cpv. 1 lett. c OG; DTF citati; 129 III 618 consid. 3).
3.2 Da quanto appena esposto discende che non pu� essere tenuta in nessuna considerazione la tesi - priva di riscontro nella pronunzia impugnata - secondo cui, nel quadro di uno scambio epistolare con la borsa svizzera, la banca convenuta avrebbe esplicitamente riconosciuto la propria colpa.
L'argomentazione che l'attore propone contro la prima motivazione della sentenza cantonale pu� essere riassunta come segue.
Dinanzi al Tribunale federale egli sostiene ancora una volta che le due transazioni da lui ordinate alla banca convenuta si sono svolte correttamente e si sono definitivamente concluse al momento della contabilizzazione del ricavo della vendita dei 30'000 warrants, con un guadagno per lui di fr. 8'156.90. A suo modo di vedere, dopo questo momento la banca convenuta non era pi� autorizzata a intervenire in alcun modo sul suo conto. Il successivo annullamento della prima operazione da parte di SWX - concernente l'acquisto di warrants al prezzo di fr. 0.30 ciascuno - non pu�, secondo l'attore, avere alcun influsso sulla sua situazione patrimoniale, non avendo lui sottoscritto alcun contratto con la borsa svizzera. In altre parole, la decisione di annullamento vincolava solamente la banca convenuta, unico partner contrattuale di SWX, che deve pertanto sopportare da sola il danno patito, senza possibilit� di rifarsi sul cliente. In definitiva, l'attore pretende che il suo conto venga rimesso nella posizione in cui si trovava il 13 aprile 2004 alle 11.48, ovvero aumentato di fr. 8'156.90.
5.1 Come rettamente considerato dai giudici grigionesi, la relazione instauratasi fra le parti in occasione dell'assegnazione dell'incarico - dall'attore alla banca convenuta - di procedere all'acquisto di 30'000 warrants nella borsa svizzera, esula dal contratto di conto/deposito stipulato il 22 ottobre 2003 e soggiace alle norme sulla commissione (art. 425 segg. CO; Carlo Lombardini, Droit et pratique de la gestion de fortune, 3a ed., Basilea 2003, pag. 93 segg.; sui contratti generalmente proposti dalle banche ai clienti intenzionati a effettuare operazioni in borsa cfr. DTF 133 III 97 consid. 7.1 pag. 102, cos� come la sentenza inedita 4C.72/1999 del 26 maggio 1999).
5.2 Trattandosi di un'operazione da effettuarsi nella borsa svizzera, occorre per� tenere conto anche della Legge federale sulle borse e il commercio di valori mobiliari (LBVM; RS 954.1), l'istituto bancario convenuto essendo un commerciante di valori mobiliari ai sensi di questa legge (cfr. Pierre Tercier, Les contrats sp�ciaux, 3a ed., Zurigo-Basilea-Ginevra, 2003, n. 5219 pag. 755 e n. 5250 pag. 759).
5.2.2 Ai fini dell'attuale giudizio, appare necessario rammentare che la legge sulle borse � concepita come normativa quadro e si limita quindi a stabilire i principi necessari al conseguimento degli obiettivi ch'essa si prefigge. Questi principi vengono poi concretizzati in ordinanze e atti di autodisciplina (Dieter Zobl, op. cit., pag. 211; Peter Nobel, Schweizerisches Finanzmarktrecht. 2a ed. Berna 2004, � 10 n. 7 pag. 732). L'art. 4 cpv. 1 LBVM - intitolato "autodisciplina" - stabilisce infatti che la borsa garantisce un'organizzazione di esercizio, di amministrazione e di controllo adeguata alla sua attivit� (cfr. art. 5-9 LBVM).
5.2.5 Queste disposizioni introducono anche il tema della vigilanza sulla borsa. La vigilanza sulla borsa viene infatti effettuata congiuntamente dall'autorit� di vigilanza (la Commissione federale delle banche, CFB, art. 34 LBVM) e dalla borsa stessa, che esercita una sorveglianza diretta sulla propria attivit� (Dieter Zobl, op. cit., pag. 218; Peter Nobel, op. cit., �10 n. 25-26 pag. 740, �10 n. 30 pag. 742). L'art. 6 LBVM - intitolato "sorveglianza del commercio" - prevede, al primo capoverso, che la borsa sorvegli la formazione dei corsi, nonch� la conclusione e lo svolgimento delle transazioni.
5.3 In simili circostanze l'attore non pu� avanzare nessuna pretesa nei confronti della banca convenuta per il mancato acquisto dei warrants (cfr. anche Carlo Lombardini, op. cit., n. 66 a pag. 114).
Pu� essere utile rammentare che, in quanto commissionaria, essa non era tenuta ad ottenere il risultato auspicato dall'attore, bens� ad attivarsi conformemente alle sue istruzioni, con la diligenza richiesta dalla propria funzione (Carlo Lombardini, op. cit., n. 3 pag. 93), ci� che � concretamente avvenuto. La banca convenuta ha agito nel pieno rispetto delle istruzioni ricevute dal cliente, da una parte - ci� che ammette invero anche l'attore - e delle regole che disciplinano il commercio in borsa, dall'altra. Regole che, se anche non riguardano direttamente l'attore - non essendo un commerciante di valori mobiliari ai sensi della legge sulle borse - sono in ogni caso applicabili alla transazione da lui ordinata. Poco importa ch'egli non sia stato esplicitamente informato del loro contenuto. L'art. 11 cpv. 1 lett. a LBVM obbliga il commerciante a fornire informazioni sui rischi inerenti al genere di transazione effettuata (a questo proposito cfr. DTF 133 III 97 consid. 5 pag. 99) ma non gli impone di spiegar nel dettaglio il funzionamento della borsa svizzera al cliente, il quale da parte sua non pu� che essere consapevole del fatto che la transazione da lui (direttamente) ordinata soggiace alle norme che disciplinano l'attivit� di tale istituzione (cfr. quanto esposto supra, ai consid. 5.2). Norme che, giovi ricordarlo, mirano proprio alla tutela degli investitori come lui, fruitori dei servizi del commercio in borsa, contro le pratiche pregiudizievoli e i vantaggi eccessivi del commerciante, degli emittenti e di altri investitori (Dieter Zobl, op. cit., pag. 210).
Va ancora detto che l'annullamento dell'operazione di acquisto dei 30'000 warrants non ha di per s� avuto alcun effetto diretto sulla successiva operazione di vendita.
Alla luce di tutto quanto esposto, la pretesa dell'attore si rivela manifestamente infondata e la decisione impugnata merita di essere confermata gi� sulla base della sua prima motivazione (cfr. supra, consid. 2).