Source: https://www.confetra.com/it/primopiano/doc_html/Circolari%202017/circ022.htm
Timestamp: 2018-07-23 06:01:49+00:00
Document Index: 20268210

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art. 51', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art.1', 'in fine']

Oggetto: Previdenza – Le novità della Legge di Bilancio 2017 – Legge 11.12.2016, n. 232, su S.O. alla G.U. n. 297 del 21.12.2016.
Si segnalano le principali disposizioni in materia previdenziale contenute nella Legge di Bilancio 2017 (ex Legge di Stabilità).
Detassazione dei premi di risultato e welfare aziendale – (art.1, commi da 160 a 162) – Come già avvenuto lo scorso anno anche nel 2017, sempre per mancanza di copertura finanziaria, le aziende non beneficeranno della decontribuzione INPS sui premi di risultato erogati in virtù di contratti di secondo livello (aziendali o territoriali).
Per quanto riguarda invece la detassazione degli stessi premi di risultato, resa strutturale dallo scorso anno dalla legge n. 208/2015, la norma in esame ha modificato alcuni aspetti della relativa disciplina. In particolare è stata aumentata fino a 3 mila euro (in precedenza 2 mila euro) la soglia del premio detassabile su cui applicare l’imposta agevolata del 10% (sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali); tale soglia può essere ulteriormente incrementata fino a 4 mila euro (in precedenza 2.500 euro) qualora il contratto di secondo livello preveda strumenti e modalità di coinvolgimento dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro; infine è stata ampliata la platea dei lavoratori beneficiari della detassazione comprendendo tutti coloro con un reddito imponibile annuo fino a 80 mila euro (in precedenza fino a 50 mila euro). Restano confermati tutti gli altri aspetti della disciplina della detassazione tra cui quelli relativi alla natura delle somme detassabili che, come è noto, devono essere di ammontare variabile e legate ad incrementi di produttività, qualità, efficienza ed innovazione.
E’ stata altresì confermata la possibilità per il datore di lavoro di convertire, per scelta del lavoratore, il premio di risultato in welfare aziendale ossia in prestazioni, beni e servizi con finalità sociale corrisposti al lavoratore o ai suoi familiari in natura o sotto forma di rimborso spese (tra cui servizi di educazione e istruzione come scuole materne, asili nido e borse di studio, servizi di mensa scolastica nonché servizi di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti); tali prestazioni sono escluse dal reddito di lavoro dipendente e pertanto completamente detassate, nei limiti degli importi indicati dall’art. 51 del TUIR (Testo Unico sui Redditi). Una novità di quest’anno riguarda la completa detassazione dei contributi di previdenza complementare ed assistenza sanitaria erogati in sostituzione di premi di risultato anche se eccedenti i limiti di deducibilità previsti dalle rispettive normative. E’ stato infine precisato che rientrano tra le prestazioni di welfare completamente detassate anche quelle erogate in conformità a disposizioni contenute nei contratti collettivi nazionali o negli accordi interconfederali e non solo negli accordi aziendali o territoriali.
Sgravi contributivi per neoassunti (art. 1, commi da 308 a 310) – A differenza degli anni passati lo sgravio contributivo per le nuove assunzioni a tempo indeterminato (anche in apprendistato) effettuate dall’1 gennaio 2017 al 31 dicembre 2018 non sarà generalizzato ma limitato alle sole assunzioni di studenti che abbiano precedentemente svolto presso lo stesso datore di lavoro percorsi di alternanza scuola-lavoro o periodi di apprendistato di primo o terzo livello (volti al conseguimento della qualifica e del diploma professionale, del diploma di istruzione secondaria superiore ovvero di titoli di studio universitari e di alta formazione compresi i dottorati di ricerca). Lo sgravio a favore dei datori di lavoro sarà pari al 100% dei contributi INPS nei limiti di 3.250 euro annui per ciascuna nuova assunzione e avrà durata triennale. Si segnala inoltre che:
· lo sgravio non incide in alcun modo sul calcolo della pensione dei lavoratori interessati in quanto il periodo decontribuito sarà interamente coperto dallo Stato tramite contributi figurativi;
· lo sgravio si riferisce ai soli contributi a carico dei datori di lavoro e pertanto i contributi a carico dei lavoratori saranno dovuti in misura piena;
· l’assunzione a tempo indeterminato deve essere effettuata entro 6 mesi dall’acquisizione del titolo di studio;
· lo sgravio non può essere goduto dall’azienda per più di una volta per lo stesso lavoratore e non è cumulabile con esoneri o riduzioni dei contributi previsti da altre normative vigenti.
Cambi di appalto (art. 1, comma 164) – In caso di licenziamenti effettuati in conseguenza di cambi di appalto è stato definitivamente escluso l’obbligo di versamento del contributo di licenziamento da parte dell’impresa cedente qualora i lavoratori licenziati siano assunti dall’impresa subentrante per effetto di clausole sociali previste da contratti collettivi nazionali; in assenza di tale disposizione siffatta esclusione non avrebbe potuto più essere applicata a decorrere da quest’anno.
Contribuzione INPS sulle partite IVA (art. 1, comma 165) – A partire dal 2017 è stata ridotta al 25,72% (in precedenza 27,72%) l’aliquota contributiva sulle partite IVA non iscritte ad altre forme pensionistiche obbligatorie.
Congedi di paternità (art. 1, comma 354) – E’ stato prorogato fino al 2018 il congedo di paternità introdotto dalla riforma Fornero (d.lgvo n. 92/2012). Il congedo in questione, disciplinato dal DM 22.12.2012, consiste nell’obbligo per il padre lavoratore di astenersi dal lavoro per due giorni (che diventeranno quattro nel 2018), anche non continuativi, entro i primi 5 mesi di vita del figlio dietro riconoscimento di un’indennità a carico dell’INPS pari al 100% della retribuzione; per il 2018, sempre nello stesso periodo di 5 mesi, il padre lavoratore potrà usufruire, in sostituzione della madre, di un ulteriore giorno di assenza alle stesse condizioni.
Anticipazione del pensionamento (art. 1, commi da 166 a 186) – In via sperimentale dall’1 maggio 2017 al 31 dicembre 2018 sarà possibile accedere al cosiddetto APE (Anticipo Finanziario a Garanzia Pensionistica) che consiste in un anticipo del pensionamento erogato sotto forma di prestito da un istituto di credito ai lavoratori con almeno 63 anni di età e 20 anni di contributi, che maturino il diritto alla pensione entro 3 anni e 7 mesi e la cui pensione non superi una certa soglia (per il 2017 pari a 702,65 euro mensili). Il prestito dovrà essere restituito dai lavoratori a partire dalla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia con rate di ammortamento mensili per una durata di 20 anni. Diverso è l’APE sociale destinato cioè a particolari categorie di soggetti svantaggiati sempre con almeno 63 anni di età (tra cui disoccupati e invalidi con almeno 30 anni di contributi nonché lavoratori con 36 anni di contributi che svolgano da almeno sei anni continuativi attività usuranti); l’APE sociale comporta, nei limiti delle risorse disponibili, l’erogazione da parte dello Stato di un’indennità per una durata non superiore al periodo intercorrente tra la data di accesso al beneficio e il conseguimento dell’età anagrafica prevista per l’accesso al trattamento pensionistico di vecchiaia. Le modalità attuative dei due tipi di APE saranno stabilite con successivi decreti.
Pensione anticipata (art. 1, comma 194) – Dal 2018 saranno abolite definitivamente le penalità sui trattamenti pensionistici anticipati per chi ha meno di 62 anni di età introdotte a suo tempo dalla riforma delle pensioni del Governo Monti (legge n. 214/2011).
Part-time incentivato per lavoratori prossimi alla pensione (art.1, comma 233) – Sono state drasticamente ridotte a 20 milioni di euro per il 2017 (in precedenza 120 milioni) e a 10 milioni di euro per il 2018 (in precedenza 60 milioni) le risorse stanziate per favorire la staffetta generazionale all’interno delle aziende introdotta dalla legge di Stabilità 2016. Come è noto tale strumento, peraltro sino ad oggi scarsamente utilizzato, è volto ad agevolare il passaggio di lavoratori anziani da un contratto a tempo pieno indeterminato ad un contratto part-time.
Per riferimenti confronta circ.ri conf.li nn. 122/2016, 6/2016, 163/2015, 50/2015, 43/2015, 27/2015, 6/2015, 51/2013,190/2012
S.O. alla G.U. n.297 del 21.12.2016
Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2017 e
bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019.
160. All'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sono
a) al comma 182, le parole: «2.000 euro» sono sostituite dalle
seguenti: «3.000 euro»;
b) al comma 184 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Le
somme e i valori di cui al comma 4 del medesimo articolo 51
concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente secondo le
regole ivi previste e non sono soggetti all'imposta sostitutiva
disciplinata dai commi da 182 a 191 del presente articolo, anche
nell'eventualita' in cui gli stessi siano fruiti, per scelta del
lavoratore, in sostituzione, in tutto o in parte, delle somme di cui
al comma 182»;
c) dopo il comma 184 e' inserito il seguente:
«184-bis. Ai fini dell'applicazione del comma 184, non concorrono a
formare il reddito di lavoro dipendente, ne' sono soggetti
all'imposta sostitutiva disciplinata dai commi da 182 a 191:
a) i contributi alle forme pensionistiche complementari di cui al
decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, versati, per scelta del
al comma 182 del presente articolo, anche se eccedenti i limiti
indicati all'articolo 8, commi 4 e 6, del medesimo decreto
legislativo n. 252 del 2005. Tali contributi non concorrono a formare
la parte imponibile delle prestazioni pensionistiche complementari ai
fini dell'applicazione delle previsioni di cui all'articolo 11, comma
6, del medesimo decreto legislativo n. 252 del 2005;
b) i contributi di assistenza sanitaria di cui all'articolo 51,
comma 2, lettera a), del testo unico delle imposte sui redditi, di
917, versati per scelta del lavoratore in sostituzione, in tutto o in
parte, delle somme di cui al comma 182 del presente articolo, anche
se eccedenti i limiti indicati nel medesimo articolo 51, comma 2,
c) il valore delle azioni di cui all'articolo 51, comma 2,
lettera g), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
ricevute, per scelta del lavoratore, in sostituzione, in tutto o in
se eccedente il limite indicato nel medesimo articolo 51, comma 2,
lettera g), e indipendentemente dalle condizioni dallo stesso
stabilite»;
d) al comma 186, le parole: «euro 50.000» sono sostituite dalle
seguenti: «euro 80.000»;
e) al comma 189, le parole: «2.500 euro» sono sostituite dalle
seguenti: «4.000 euro».
161. All'articolo 51, comma 2, del testo unico delle imposte sui
dicembre 1986, n. 917, dopo la lettera f-ter) e' inserita la
«f-quater) i contributi e i premi versati dal datore di lavoro a
favore della generalita' dei dipendenti o di categorie di dipendenti
per prestazioni, anche in forma assicurativa, aventi per oggetto il
rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita
quotidiana, le cui caratteristiche sono definite dall'articolo 2,
comma 2, lettera d), numeri 1) e 2), del decreto del Ministro del
lavoro, della salute e delle politiche sociali 27 ottobre 2009,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 12 del 16 gennaio 2010, o
aventi per oggetto il rischio di gravi patologie».
162. Le disposizioni di cui all'articolo 51, comma 2, lettera f),
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, come da ultimo
modificate dalla legge 28 dicembre 2015, n. 208, si interpretano nel
senso che le stesse si applicano anche alle opere e servizi
riconosciuti dal datore di lavoro, del settore privato o pubblico, in
conformita' a disposizioni di contratto collettivo nazionale di
lavoro, di accordo interconfederale o di contratto collettivo
164. All'articolo 2, comma 34, della legge 28 giugno 2012, n. 92,
le parole: «Per il periodo 2013-2016» sono sostituite dalle seguenti:
«A decorrere dal 1º gennaio 2013».
165. A decorrere dall'anno 2017, per i lavoratori autonomi,
titolari di posizione fiscale ai fini dell'imposta sul valore
aggiunto, iscritti alla Gestione separata di cui all'articolo 2,
comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che non risultano
iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria ne' pensionati,
l'aliquota contributiva di cui all'articolo 1, comma 79, della legge
24 dicembre 2007, n. 247, e' stabilita in misura pari al 25 per
166. A decorrere dal 1º maggio 2017, in via sperimentale fino al 31
dicembre 2018, e' istituito l'anticipo finanziario a garanzia
pensionistica (APE). L'APE e' un prestito corrisposto a quote mensili
per dodici mensilita' a un soggetto in possesso dei requisiti di cui
al comma 167 del presente articolo fino alla maturazione del diritto
alla pensione di vecchiaia di cui all'articolo 24, commi 6 e 7, del
dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. La restituzione del prestito
avviene a partire dalla maturazione del diritto alla pensione di
vecchiaia, con rate di ammortamento mensili per una durata di venti
anni. Il prestito e' coperto da una polizza assicurativa obbligatoria
per il rischio di premorienza.
167. L'APE puo' essere richiesto dagli iscritti all'assicurazione
generale obbligatoria, alle forme sostitutive ed esclusive della
medesima e alla Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26,
della legge 8 agosto 1995, n. 335, che, al momento della richiesta di
APE, hanno un'eta' anagrafica minima di 63 anni e che maturano il
diritto a una pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi, purche'
siano in possesso del requisito contributivo minimo di venti anni e
la loro pensione, al netto della rata di ammortamento corrispondente
all'APE richiesta, sia pari o superiore, al momento dell'accesso alla
prestazione, a 1,4 volte il trattamento minimo previsto
nell'assicurazione generale obbligatoria. Non possono ottenere l'APE
coloro che sono gia' titolari di un trattamento pensionistico
168. Il soggetto richiedente, direttamente o tramite un
intermediario autorizzato ai sensi della legge 30 marzo 2001, n. 152,
presenta all'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS),
tramite il suo portale, domanda di certificazione del diritto
all'APE. L'INPS, verificato il possesso dei requisiti di cui al comma
167 del presente articolo, certifica il diritto e comunica al
soggetto richiedente l'importo minimo e l'importo massimo dell'APE
ottenibile.
169. Il soggetto in possesso della certificazione di cui al comma
168 del presente articolo, direttamente o tramite un intermediario
autorizzato ai sensi della legge 30 marzo 2001, n. 152, presenta,
attraverso l'uso dell'identita' digitale SPID di secondo livello, di
cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre
2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 285 del 9 dicembre 2014,
e con i modelli da approvare con il decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri di cui al comma 175 del presente articolo,
domanda di APE e domanda di pensione di vecchiaia da liquidare al
raggiungimento dei requisiti di legge. La domanda di APE e di
pensione di cui al periodo precedente non sono revocabili, salvo in
caso di esercizio del diritto di recesso di cui agli articoli 125-ter
del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui
al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, e 67-duodecies del
n. 206. In deroga all'articolo 67-duodecies, comma 2, del codice del
consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, il
termine per recedere dal contratto di assicurazione di cui ai commi
da 166 a 186 del presente articolo e' di quattordici giorni. La
facolta' di estinzione anticipata dell'APE e' regolata dal decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 175 del
presente articolo. Nella domanda il soggetto richiedente indica il
finanziatore cui richiedere l'APE, nonche' l'impresa assicurativa
alla quale richiedere la copertura del rischio di premorienza. Le
informazioni precontrattuali e contrattuali previste ai sensi di
legge sono fornite, in formato elettronico e su supporto durevole, al
soggetto richiedente dall'INPS, per conto del finanziatore e
dell'impresa assicurativa; il finanziatore e l'impresa assicurativa
forniscono all'INPS, in tempo utile, la documentazione necessaria. I
finanziatori e le imprese assicurative sono scelti tra quelli che
aderiscono agli accordi-quadro da stipulare, a seguito dell'entrata
in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di
cui al comma 175 del presente articolo, tra il Ministro dell'economia
e delle finanze e il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e,
rispettivamente, l'Associazione bancaria italiana e l'Associazione
nazionale fra le imprese assicuratrici e altre imprese assicurative
primarie. L'attivita' svolta dall'INPS ai sensi dei commi da 166 a
186 del presente articolo non costituisce esercizio di agenzia in
attivita' finanziaria, ne' di mediazione creditizia, ne' di
170. La durata minima dell'APE e' di sei mesi. L'entita' minima e
l'entita' massima di APE richiedibile sono stabilite dal decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 175 del
presente articolo. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni del
titolo VI del testo unico di cui al decreto legislativo 1º settembre
1993, n. 385, il prestito costituisce credito ai consumatori. Per le
finalita' di cui al decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231,
l'operazione di finanziamento e' sottoposta a obblighi semplificati
di adeguata verifica della clientela. Con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze, sentito il Comitato di sicurezza
finanziaria, sono definite le modalita' semplificate di adempimento
dei predetti obblighi, tenuto conto della natura del prodotto e di
ogni altra circostanza riferibile al profilo di rischio connesso
all'operazione di finanziamento. Il decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri di cui al comma 175 del presente articolo
disciplina le comunicazioni periodiche al soggetto finanziato e
assicurato, anche in deroga a quanto previsto dalla legge.
171. L'istituto finanziatore trasmette all'INPS e al soggetto
richiedente il contratto di prestito, ovvero l'eventuale
comunicazione di reiezione dello stesso. L'identificazione del
soggetto richiedente e' effettuata dall'INPS con il sistema SPID
anche ai sensi dell'articolo 30, comma 8, del decreto legislativo 21
novembre 2007, n. 231, per il perfezionamento del contratto di
finanziamento e della polizza assicurativa del rischio di
premorienza. In caso di concessione del prestito, dalla data del
perfezionamento decorre il termine di cui agli articoli 125-ter del
e 67-duodecies del codice di cui al decreto legislativo 6 settembre
2005, n. 206, se il soggetto richiedente ha ricevuto dall'INPS tutte
le informazioni precontrattuali e contrattuali previste ai sensi di
legge. In caso di reiezione della richiesta, ovvero di recesso da
parte del soggetto richiedente, la domanda di pensione e' priva di
effetti. L'erogazione del prestito ha inizio entro trenta giorni
lavorativi dalla data del predetto perfezionamento. L'INPS trattiene
a partire dalla prima pensione mensile l'importo della rata per il
rimborso del finanziamento e lo riversa al finanziatore
tempestivamente e comunque non oltre centottanta giorni dalla data di
scadenza della medesima rata.
172. I datori di lavoro del settore privato del richiedente, gli
enti bilaterali o i fondi di solidarieta' di cui agli articoli 26 e
27 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, possono, previo
accordo individuale con il lavoratore, incrementare il montante
contributivo individuale maturato da quest'ultimo, versando all'INPS
in un'unica soluzione, alla scadenza prevista per il pagamento dei
contributi del mese di erogazione della prima mensilita' dell'APE, un
contributo non inferiore, per ciascun anno o frazione di anno di
anticipo rispetto alla maturazione del diritto alla pensione di
vecchiaia, all'importo determinato ai sensi dell'articolo 7 del
decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184. Al contributo di cui al
periodo precedente si applicano le disposizioni sanzionatorie e di
riscossione previste dall'articolo 116, comma 8, lettera a), della
legge 23 dicembre 2000, n. 388, nel caso di mancato o ritardato
pagamento dei contributi previdenziali obbligatori.
173. E' istituito nello stato di previsione del Ministero
dell'economia e delle finanze un Fondo di garanzia per l'accesso
all'APE, con una dotazione iniziale pari a 70 milioni di euro per
l'anno 2017. Le disponibilita' del Fondo di cui all'articolo 1, comma
32, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, sono versate all'entrata
del bilancio dello Stato per il corrispondente importo di 70 milioni
di euro nell'anno 2017. Per le finalita' del presente comma e'
autorizzata l'istituzione di un apposito conto corrente presso la
tesoreria dello Stato. Il Fondo di garanzia per l'accesso all'APE e'
ulteriormente alimentato con le commissioni di accesso al Fondo
stesso, che a tal fine sono versate all'entrata del bilancio dello
Stato per la successiva riassegnazione al Fondo. Tali somme sono
versate sul conto corrente presso la tesoreria dello Stato istituito
ai sensi del terzo periodo del presente comma. La garanzia del Fondo
copre l'80 per cento del finanziamento di cui al comma 166 del
presente articolo e dei relativi interessi. La garanzia del Fondo e'
a prima richiesta, esplicita, incondizionata, irrevocabile e onerosa.
Gli interventi del Fondo sono assistiti dalla garanzia dello Stato,
avente le medesime caratteristiche di quella del Fondo, quale
garanzia di ultima istanza. Il finanziamento e' altresi' assistito
automaticamente dal privilegio di cui all'articolo 2751-bis, numero
1), del codice civile. La garanzia dello Stato e' elencata
nell'allegato allo stato di previsione del Ministero dell'economia e
delle finanze, di cui all'articolo 31 della legge 31 dicembre 2009,
n. 196. Il Fondo e' surrogato di diritto alla banca, per l'importo
pagato, nel privilegio di cui al citato articolo 2751-bis, numero 1),
del codice civile. Tale finanziamento e le formalita' a esso connesse
nell'intero svolgimento del rapporto sono esenti dall'imposta di
registro, dall'imposta di bollo e da ogni altra imposta indiretta,
nonche' da ogni altro tributo o diritto.
174. All'APE si applica il tasso di interesse e la misura del
premio assicurativo relativa all'assicurazione di copertura del
rischio di premorienza indicati negli accordi-quadro di cui al comma
175. Le modalita' di attuazione delle disposizioni di cui ai commi
da 165 a 174 e gli ulteriori criteri, condizioni e adempimenti per
l'accesso al finanziamento, nonche' i criteri, le condizioni e le
modalita' di funzionamento del Fondo di garanzia di cui al comma 173
e della garanzia di ultima istanza dello Stato sono disciplinati con
Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro del lavoro e
delle politiche sociali, da emanare entro sessanta giorni dalla data
di entrata in vigore della presente legge.
176. La gestione del Fondo di garanzia di cui al comma 173 e'
affidata all'INPS sulla base di un'apposita convenzione da stipulare
tra lo stesso Istituto e il Ministro dell'economia e delle finanze e
177. Le somme erogate in quote mensili di cui al comma 166 del
presente articolo non concorrono a formare il reddito ai fini
dell'imposta sul reddito delle persone fisiche. A fronte degli
interessi sul finanziamento e dei premi assicurativi per la copertura
del rischio di premorienza corrisposti al soggetto erogatore e'
riconosciuto, alle condizioni di cui al presente comma, un credito
d'imposta annuo nella misura massima del 50 per cento dell'importo
pari a un ventesimo degli interessi e dei premi assicurativi
complessivamente pattuiti nei relativi contratti. Tale credito
d'imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle
imposte sui redditi ed e' riconosciuto dall'INPS per l'intero importo
rapportato a mese a partire dal primo pagamento del trattamento di
pensione. L'INPS recupera il credito rivalendosi sulle ritenute da
versare mensilmente all'erario nella sua qualita' di sostituto
d'imposta. All'APE si applicano gli articoli da 15 a 22 del decreto
del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601.
178. Gli effetti della trattenuta di cui al sesto periodo del comma
171 non rilevano ai fini del riconoscimento di prestazioni
assistenziali e previdenziali sottoposte alla prova dei mezzi.
179. In via sperimentale, dal 1º maggio 2017 e fino al 31 dicembre
2018, agli iscritti all'assicurazione generale obbligatoria, alle
forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla Gestione
separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995,
n. 335, che si trovano in una delle condizioni di cui alle lettere da
a) a d) del presente comma, al compimento del requisito anagrafico
dei 63 anni, e' riconosciuta, alle condizioni di cui ai commi 185 e
186 del presente articolo, un'indennita' per una durata non superiore
al periodo intercorrente tra la data di accesso al beneficio e il
conseguimento dell'eta' anagrafica prevista per l'accesso al
trattamento pensionistico di vecchiaia di cui all'articolo 24, comma
6, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con
a) si trovano in stato di disoccupazione a seguito di cessazione
del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo,
dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell'ambito
della procedura di cui all'articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n.
604, hanno concluso integralmente la prestazione per la
disoccupazione loro spettante da almeno tre mesi e sono in possesso
di un'anzianita' contributiva di almeno 30 anni;
b) assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il
coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in
situazione di gravita' ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge
5 febbraio 1992, n. 104, e sono in possesso di un'anzianita'
contributiva di almeno 30 anni;
c) hanno una riduzione della capacita' lavorativa, accertata
dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell'invalidita'
civile, superiore o uguale al 74 per cento e sono in possesso di
un'anzianita' contributiva di almeno 30 anni;
d) sono lavoratori dipendenti, al momento della decorrenza
dell'indennita' di cui al comma 181, all'interno delle professioni
indicate nell'allegato C annesso alla presente legge che svolgono da
almeno sei anni in via continuativa attivita' lavorative per le quali
e' richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso
e rischioso il loro svolgimento in modo continuativo e sono in
possesso di un'anzianita' contributiva di almeno 36 anni.
180. La concessione dell'indennita' di cui al comma 179 e'
subordinata alla cessazione dell'attivita' lavorativa e non spetta a
181. L'indennita' di cui al comma 179 e' erogata mensilmente su
dodici mensilita' nell'anno ed e' pari all'importo della rata mensile
della pensione calcolata al momento dell'accesso alla prestazione.
L'importo dell'indennita' non puo' in ogni caso superare l'importo
massimo mensile di 1.500 euro e non e' soggetto a rivalutazione.
182. L'indennita' di cui al comma 179 del presente articolo non e'
compatibile con i trattamenti di sostegno al reddito connessi allo
stato di disoccupazione involontaria, con il trattamento di cui
all'articolo 16 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, nonche'
con l'indennizzo previsto dall'articolo 1 del decreto legislativo 28
marzo 1996, n. 207.
183. Il beneficiario decade dal diritto all'indennita' nel caso di
L'indennita' e' compatibile con la percezione dei redditi da lavoro
dipendente o parasubordinato nel limite di 8.000 euro annui e dei
redditi derivanti da attivita' di lavoro autonomo nel limite di 4.800
184. Per i lavoratori di cui agli articoli 1, comma 2, e 70, comma
4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonche' per il
personale degli enti pubblici di ricerca, che cessano l'attivita'
lavorativa e richiedono l'indennita' di cui al comma 179 del presente
articolo i termini di pagamento delle indennita' di fine servizio
comunque denominate di cui all'articolo 3 del decreto-legge 28 marzo
1997, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio
1997, n. 140, iniziano a decorrere al compimento dell'eta' di cui
all'articolo 24, comma 6, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
e sulla base della disciplina vigente in materia di corresponsione
del trattamento di fine servizio comunque denominato.
185. Le modalita' di attuazione delle disposizioni di cui ai commi
da 179 a 184, nel rispetto dei limiti di spesa annuali di cui al
comma 186, sono disciplinate con decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche
da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, avuto particolare riguardo a:
a) la determinazione delle caratteristiche specifiche delle
attivita' lavorative di cui al comma 179, lettera d);
b) le procedure per l'accertamento delle condizioni per l'accesso
al beneficio di cui ai commi da 179 a 186 e la relativa
documentazione da presentare a tali fini;
c) le disposizioni attuative di quanto previsto dai commi da 179
a 186, con particolare riferimento:
1) all'attivita' di monitoraggio e alla procedura di cui al
comma 186 del presente articolo, da effettuare con il procedimento di
cui all'articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241;
2) alla disciplina del procedimento di accertamento anche in
relazione alla documentazione da presentare per accedere al
3) alle comunicazioni che l'ente previdenziale erogatore
dell'indennita' di cui al comma 179 fornisce all'interessato in esito
alla presentazione della domanda di accesso al beneficio;
4) alla predisposizione dei criteri da seguire
nell'espletamento dell'attivita' di verifica ispettiva da parte del
personale ispettivo del Ministero del lavoro e delle politiche
sociali nonche' degli enti che gestiscono forme di assicurazione
5) alle modalita' di utilizzo da parte dell'ente previdenziale
delle informazioni relative alla dimensione, all'assetto
anche come risultanti dall'analisi dei dati amministrativi in
nei confronti degli infortuni sul lavoro;
6) all'individuazione dei criteri di priorita' di cui al comma
7) alle forme e modalita' di collaborazione tra enti che
alle tipologie di lavoratori interessati.
186. Il beneficio dell'indennita' disciplinata ai sensi dei commi
da 179 a 185 e' riconosciuto a domanda nel limite di 300 milioni di
euro per l'anno 2017, di 609 milioni di euro per l'anno 2018, di 647
milioni di euro per l'anno anno 2019, di 462 milioni di euro per
l'anno 2020, di 280 milioni di euro per l'anno 2021, di 83 milioni di
euro per l'anno 2022 e di 8 milioni di euro per l'anno 2023. Qualora
dal monitoraggio delle domande presentate e accolte emerga il
verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, del numero di
domande rispetto alle risorse finanziarie di cui al primo periodo del
presente comma, la decorrenza dell'indennita' e' differita, con
criteri di priorita' in ragione della maturazione dei requisiti di
cui al comma 180, individuati con il decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri di cui al comma 185, e, a parita' degli
stessi, in ragione della data di presentazione della domanda, al fine
di garantire un numero di accessi all'indennita' non superiore al
numero programmato in relazione alle predette risorse finanziarie.
194. Con effetto sui trattamenti pensionistici decorrenti dal 1º
gennaio 2018, le disposizioni di cui all'articolo 24, comma 10, terzo
e quarto periodo, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
in materia di riduzione percentuale dei trattamenti pensionistici,
non trovano applicazione.
233. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 284,
quinto periodo, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e' ridotta di
100 milioni di euro per l'anno 2017 e di 50 milioni di euro per
l'anno 2018 e, conseguentemente, le somme versate in entrata al
bilancio dello Stato ai sensi dell'undicesimo periodo del medesimo
comma 284, in misura pari a 120 milioni di euro per l'anno 2017 e a
60 milioni di euro per l'anno 2018, sono trasferite all'INPS a
copertura dei maggiori oneri derivanti dallo stesso comma 284 nella
misura di 20 milioni di euro per l'anno 2017 e di 10 milioni di euro
per l'anno 2018 e rimangono acquisite al bilancio dello Stato per
l'importo di 100 milioni di euro per l'anno 2017 e di 50 milioni di
euro per l'anno 2018.
308. Al fine di promuovere forme di occupazione stabile, ai datori
di lavoro privati, con riferimento alle nuove assunzioni con
contratto di lavoro a tempo indeterminato, anche in apprendistato,
con esclusione dei contratti di lavoro domestico e di quelli relativi
agli operai del settore agricolo, decorrenti dal 1º gennaio 2017 al
31 dicembre 2018, e' riconosciuto, per un periodo massimo di
trentasei mesi, ferma restando l'aliquota di computo delle
prestazioni pensionistiche, l'esonero dal versamento dei complessivi
contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con
esclusione dei premi e contributi dovuti all'INAIL, nel limite
massimo di un importo di esonero pari a 3.250 euro su base annua.
L'esonero di cui al presente comma spetta, a domanda e alle
condizioni di cui al comma 309 del presente articolo, ai datori di
lavoro che assumono a tempo indeterminato, secondo quanto stabilito
al primo periodo del presente comma, entro sei mesi dall'acquisizione
del titolo di studio, studenti che hanno svolto presso il medesimo
datore di lavoro attivita' di alternanza scuola-lavoro pari almeno al
30 per cento delle ore di alternanza previste ai sensi dell'articolo
1, comma 33, della legge 13 luglio 2015, n. 107, ovvero pari almeno
al 30 per cento del monte ore previsto per le attivita' di alternanza
all'interno dei percorsi erogati ai sensi del capo III del decreto
legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, ovvero pari almeno al 30 per
cento del monte ore previsto per le attivita' di alternanza
realizzata nell'ambito dei percorsi di cui al capo II del decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri 25 gennaio 2008, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 86 dell'11 aprile 2008, ovvero pari
almeno al 30 per cento del monte ore previsto dai rispettivi
ordinamenti per le attivita' di alternanza nei percorsi universitari.
L'esonero di cui al primo periodo del presente comma si applica
inoltre ai datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato,
secondo quanto stabilito al medesimo primo periodo, entro sei mesi
dall'acquisizione del titolo di studio, studenti che hanno svolto,
presso il medesimo datore di lavoro, periodi di apprendistato per la
qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione
secondaria superiore, il certificato di specializzazione tecnica
superiore o periodi di apprendistato in alta formazione. L'INPS
provvede, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili
a legislazione vigente, anche ai fini di cui al comma 309 del
presente articolo, al monitoraggio del numero di contratti
incentivati ai sensi del presente comma e delle conseguenti minori
entrate contributive, inviando relazioni mensili al Ministero del
309. Il beneficio contributivo di cui al comma 308 e' riconosciuto
nel limite massimo di spesa di 7,4 milioni di euro per l'anno 2017,
di 40,8 milioni di euro per l'anno 2018, di 86,9 milioni di euro per
l'anno 2019, di 84 milioni di euro per l'anno 2020, di 50,7 milioni
di euro per l'anno 2021 e di 4,3 milioni di euro per l'anno 2022.
Qualora dal monitoraggio delle domande presentate e accolte emerga il
domande rispetto alle risorse finanziarie determinate ai sensi del
primo periodo del presente comma, l'INPS non prende in esame
ulteriori domande per l'accesso al beneficio di cui al comma 308.
310. Entro il 31 dicembre 2018 il Governo verifica i risultati del
beneficio di cui ai commi 308 e 309, al fine di una sua eventuale
354. L'applicazione delle disposizioni concernenti il congedo
obbligatorio per il padre lavoratore dipendente, da fruire entro i
cinque mesi dalla nascita del figlio, introdotte in via sperimentale
per gli anni 2013, 2014 e 2015 dall'articolo 4, comma 24, lettera a),
della legge 28 giugno 2012, n. 92, nonche', per l'anno 2016,
dall'articolo 1, comma 205, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e'
prorogata anche per gli anni 2017 e 2018. La durata del congedo
obbligatorio per il padre lavoratore dipendente e' aumentata a due
giorni per l'anno 2017 e a quattro giorni per l'anno 2018, che
possono essere goduti anche in via non continuativa; al medesimo
congedo si applica la disciplina di cui al decreto del Ministro del
lavoro e delle politiche sociali 22 dicembre 2012, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 37 del 13 febbraio 2013. Per l'anno 2018 il
padre lavoratore dipendente puo' astenersi per un periodo ulteriore
di un giorno previo accordo con la madre e in sua sostituzione in
relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a
quest'ultima. Alla copertura degli oneri derivanti dai primi tre
periodi del presente comma, valutati in 20 milioni di euro per l'anno
2017 e alla parziale copertura degli oneri derivanti dai primi tre
periodi del presente comma, valutati in 41,2 milioni di euro per
l'anno 2018, si provvede, quanto a 20 milioni di euro per l'anno 2017
e a 31,2 milioni di euro per l'anno 2018, mediante corrispondente
riduzione del Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui
all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre