Source: http://www.crescosrl.it/it/speciale-covid-19
Timestamp: 2020-07-05 20:29:12+00:00
Document Index: 82933901

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art.2', 'art. 21', 'art. 26', 'art. 2087', 'arte 1', 'art. 13', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 9', 'art 183', 'art. 8']

Cres.co srl | Formazione, Finanziamenti, Consulenza, Ricerca, Medicina del Lavoro, Merci Pericolose ADR, Energia - SPECIALE COVID-19
1. DECRETI E INFORMAZIONI COVID19
2. PROROGHE ADEMPIMENTI
3. PROTOCOLLI DA RISPETTARE
5. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE
6. VALUTAZIONE DEI RISCHI - DVR
7. FORMAZIONE e INFORMAZIONE
10. GESTIONE RIFIUTI
11. SPOSTAMENTI
12. VERITA’ E BUGIE
13. 231 e COVID-19
14. LA CONTINUITA’ OPERATIVA
RIPORTIAMO ALCUNE IMPORTANTI INFORMAZIONI IN RELAZIONE AI DECRETI E ORDINANZE EMANATE
E’ stato emanato il Dpcm 26/04/2020 (SCARICA IL FILE IN FORMATO PDF)contenente misure urgenti di contenimento alla diffusione del contagio da COVID-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive industriali e commerciali valevoli su tutto il territorio nazionale con validità dal 04/05/2020 e fino al 17/05/2020, sostituendo le misure contenute nel Dpcm 10/04/2020, salvo la diversa decorrenza del 27/04/2020 per specifiche misure (art. 2 commi 7, 9 e 11), mentre continuano a trovare applicazione le eventuali misure di contenimento più restrittive adottate dalle Regioni.
In particolare, le imprese potranno svolgere tutte le attività propedeutiche alla riapertura già a partire da oggi
Sono stati emanati i CHIARIMENTI PER LE IMPRESE PREVALENTEMENTE ORIENTATE ALL’EXPORT con la lettera ufficiale inviata dal Ministro dell’Interno alle Prefetture (SCARICA QUI IN FORMATO PDF) che conferma l'interpretazione estensiva del concetto di "attività di rilevanza strategica per l'economia nazionale", contenute nel DPCM del 10 aprile 2020 e pertanto tali attività possono riprendere l'attività già dal 27 aprile 2020
In risposta ad una richiesta di chiarimenti il Ministero dell’Interno ha fornito alcune indicazioni sul concetto di “attività di rilevanza strategica per l’economia nazionale” contenuto nell’art.2 c. 7 DPCM 10 aprile 2020 La formula sopra richiamata va riferita non solo al perimetro cd “golden power” e alle imprese interessate da tali poteri speciali bensì anche a quelle imprese che svolgono attività la cui prolungata sospensione rischia di determinare riflessi negativi sull’intera economia nazionale. Più in particolare, le imprese in questione sono identificate quelle le cui attività sono prevalentemente orientate all’export e la cui prolungata sospensione quindi rischia di far perdere al nostro Paese quote di mercato. Inoltre possono essere ricondotte sempre al concetto di rilevanza strategica quelle attività del settore costruzione che riguardano interventi volti al contrasto del dissesto idrogeologico e nel campo della edilizia residenziale pubblica, scolastica e penitenziaria.
Pertanto previa comunicazione al Prefetto, la ripresa delle attività sopra richiamate sarà già possibile fermo restando le previsioni di cui ai protocolli di regolamentazione per il contrasto e il contenimento del virus Covid 19 negli ambienti di lavoro del 24 aprile 2020, rispettivamente quello relativo a tutti i settori produttivi e quello relativo ai cantieri. Per le comunicazioni in prefettura fare sempre riferimento ai siti delle prefetture di competenza
Le misure per il contenimento del CONTAGIO PER LO SVOLGIMENTO IN SICUREZZA DELLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE INDUSTRIALI E COMMERCIALI contenute nel DPCM risultano le seguenti:
Sospensione di tutte le attività produttive industriali e commerciali, salvo quelle espressamente elencate in allegato 3 del DPCM;
Sospensione attività inerenti servizi alla persona (quali parrucchieri, barbieri, estetisti), ad esclusione di quelle espressamente elencate; Gli esercizi commerciali, la cui attività non è sospesa, sono tenuti ad assicurare, oltre alla distanza interpersonale di un metro, che gli ingressi avvengano in modo scaglionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni, nonché il rispetto delle norme di prevenzione.
Lo svolgimento delle attività non sospese deve avvenire nel rispetto dei protocolli sanitari di regolamentazione per il contrasto e la diffusione del virus negli ambienti di lavoro. (V. PUNTO 3. PROTOCOLLI DA RISPETTARE)
Le imprese, le cui attività sono sospese per effetto delle modifiche apportate all’elenco delle attività ammesse, ovvero per qualunque altra causa, completano le attività necessarie alla sospensione, compresa la spedizione delle merci in giacenza, entro il termine di 3 giorni dall’adozione del decreto di modifica o del provvedimento che ne determina la sospensione. Per le attività produttive sospese e’ ammesso, previa comunicazione al prefetto, l’accesso ai locali aziendali di personale dipendente o terzi delegati per lo svolgimento di attività di vigilanza, attività conservative e di manutenzione, gestione dei pagamenti nonché attività di pulizia e sanificazione. Consentita, previa comunicazione al prefetto, la spedizione verso terzi di merci giacenti in magazzino nonché la ricezione in magazzino di beni e forniture.
PER L’EMERGENZA COVID-19 SONO STATE PREVISTE ALCUNE PROROGHE
In questa sezione inseriremo le varie proroghe che giorno per giorno i decreti e le note istituzionali ci comunicano
LAVORI USURANTI | decreto legislativo 67/2011 – D.M. 20 settembre 2011
PROROGA PER LA COMPILAZIONE DEL MODELLO
PROROGATA AL: 30 maggio 2020.
NOTA MATTM 20460/2020 - ESTENSIONE VALIDITÀ CERTIFICAZIONI F-GAS (Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi)
SCADENZA: tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020
PROROGATO AL: Validi fino al 15 giugno 2020
SCADENZA: 31 gennaio e il 15 aprile 2020
PROROGATO AL: VALIDI FINO A 15 GIUGNO
APRI SITO INAIL
PROROGATO AL: MIT Decreto n. 115 del 13-03-2020
Firmato il decreto n. 115, decreto di sospensione temporanea dei divieti, provvedimento anche questo necessario per far fronte all’emergenza Coronavirus e superare un ulteriore elemento di criticità del sistema dei trasporti non più giustificato dall’attuale riduzione dei flussi di traffico.
Covid-19-Avviso pubblico Isi iIail: sospensione dei termini
SCADENZA: Sospesi i termini dal 23 febbraio al 15 aprile 2020 per le fasi di verifica amministrativa e tecnica nonché per quelle di realizzazione e rendicontazione dei procedimenti amministrativi delle gestioni Isi.
PROROGATO AL: APRI SITO INAIL
PROROGATO AL: “Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020”
b) le iscrizioni scadute nel periodo tra il 31 gennaio 2020 e la data di entrata in vigore del decretolegge 18/2020, per le quali non è stata presentata domanda di rinnovo.
APRI SITO ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI
MUD – COMINICAZIONE ANNUALE PILE ACCUMULATORI- RAEE – VERSAMENTO DIRITTO ANNUALE ISCRIZIONE ALBO GESTORI
SCADENZA: 30/04/3020
PROROGATO AL: 30/06/2020 VEDI NEWS SITO CRESCO
PROROGATO AL: in attesa di conoscere l'evolversi della situazione legata al Covid-19, cd. Coronavirus, il Comitato nazionale dell’Albo gestori ambientali ha disposto, in via cautelativa, di rinviare le sedute relative alle verifiche di idoneità per responsabili tecnici programmate dalla data del 25 febbraio 2020 alla data del 28 maggio 2020.
https://www.albonazionalegestoriambientali.it/Public/Home
L’articolo 103 del Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18, pubblicato nella G.U. Serie Generale n. 70 del 17 marzo 2020, disciplina la sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi e gli effetti degli atti amministrativi in scadenza nel periodo compreso tra il 31 gennaio e il 15 aprile, in conseguenza degli effetti determinati dall’epidemia COVID-19. Il comma 2 del citato articolo 103 prevede che “Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020”. Con la presente Circolare si intendono chiarire gli aspetti applicativi di quanto previsto dall’articolo 103, comma 2, del D.L. 17 marzo 2020, n. 18, nel campo delle Certificazioni rilasciate ai sensi del D.P.R. n. 146/2018 sui gas fluorurati a effetto serra. Come noto, il D.P.R. n. 146/2018 recante attuazione del regolamento (UE) n. 517/2014 sui gas fluorurati ad effetto serra disciplina, tra le altre cose, il sistema di certificazione delle persone fisiche e delle imprese, che svolgono attività di installazione, manutenzione, assistenza, riparazione e smantellamento di determinate apparecchiature contenenti gas fluorurati a effetto serra. In particolare, gli articoli 7 e 8 del citato D.P.R. n. 146/2018 prevedono che le persone fisiche e le imprese che svolgono le citate attività devono essere in possesso di un certificato rilasciato dagli Organismi di certificazione accreditati da ACCREDIA e designati dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Tali certificati hanno una validità di dieci anni per le persone fisiche e di cinque anni per le imprese e devono essere rinnovati, su istanza dell'interessato, entro sessanta giorni antecedenti la scadenza dei certificati medesimi.
Proroga delle carte di qualificazione del conducente e dei certificati di formazione professionale ADR, per mancato svolgimento dei corsi di formazione periodIca a causa dell'emergenza epidemiologica da COVID-19. (GU Serie Generale n.77 del 23-03-2020)
Entrata in vigore: 23.03.2020
Art. 1. Proroga della validità della carta di qualificazione del conducente
1.	Le carte di qualificazione del conducente e i certificati di formazione professionale per il trasporto di merci pericolose, aventi scadenza dal 23 febbraio al 29 giugno 2020, sono prorogati, per il trasporto sul territorio nazionale, fino al 30 giugno 2020.
Il Documento Unico di Regolarità Contributiva in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020 viene considerato a tutti gli effetti valido fino alla data del 15 giugno 2020: lo specifica il Messaggio INPS n. 1374/20020 che supera le indicazioni in precedenza fornite su tale argomento dalla Circolare n. 37/2020. (Antonella Madia)
LE ATTIVITA’ NON SOSPESE (CONSULTA PUNTO 1. DECRETI E INFORMAZIONI COVID19) POSSONO OPERARE DURANTE QUESTO PERIODO APPLICANDO LE MISURE DI CUI ai PROTOCOLLi CONDIVISi DI REGOLAMENTAZIONE DELLE MISURE PER IL CONTRASTO E IL CONTENIMENTO DELLA DIFFUSIONE DEL VIRUS COVID-19
CRES.CO VI ASSISTE PER L’IMPLEMENTAZIONE DI OGNI PUNTO DEI PROTOCOLLI – CONTATTACI
“PROTOCOLLO CONDIVISO DI REGOLAZIONE DELLE MISURE PER IL CONTRASTO E IL CONTENIMENTO DELLA DIFFUSIONE DEL VIRUS COVID-19 NEGLI AMBIENTI DI LAVORO” - agg 24/04/2020 (modifica del protocollo del 14/03/2020)
Venerdi 24 aprile 2020, è stato integrato il "Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro" sottoscritto il 14 marzo 2020 su invito del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro dell'economia, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro della salute, che avevano promosso l'incontro tra le parti sociali, in attuazione della misura, contenuta all'articolo 1, comma primo, numero 9), del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020, che - in relazione alle attività professionali e alle attività produttive - raccomanda intese tra organizzazioni datoriali e sindacali.
Modalità di accesso in azienda di lavoratori “guariti” dall’infezione COVID-19 (punto 2)
Modalità di accesso dei fornitori (punto 3), con obbligo di informazione da parte del committente
Pulizia e sanificazione (punto 4), specificando l’obbligo di sanificazione per le aziende delle aree geografiche a maggiore endemia
Dispositivi di Protezione Individuali (punto 6) che devono essere utilizzati da tutti i lavoratori contemporaneamente presenti negli spazi comuni
Sorveglianza Sanitaria del Medico Competente (punto 12), dando indicazioni sulle modalità di coinvolgimento del Medico Competente
Oltre a quanto previsto dal DPCM del 26 aprile 2020, le Parti hanno stabilito che le imprese adottano il presente protocollo di regolamentazione all’interno dei propri luoghi di lavoro e applicano le ulteriori misure di precauzione elencate nello stesso - da integrare con altre equivalenti o più incisive secondo le peculiarità della propria organizzazione, previa consultazione delle rappresentanze sindacali aziendali - per tutelare la salute delle persone presenti all’interno dell’azienda e garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro.
SCARICA IL "Documento tecnico INAIL 23.04.2020"
L’obiettivo del presente documento, destinato prioritariamente a tutti soggetti aventi ruoli e responsabilità in tema di tutela della salute nei luoghi di lavoro ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, è fornire indicazioni operative, da attuare nel rispetto dei principi di precauzione e proporzionalità, finalizzate a incrementare, negli ambienti di lavoro non sanitari, l’efficacia delle misure di contenimento adottate per contrastare l’epidemia di COVID-19. Diversamente, per la definizione e la gestione clinica dei casi sospetti, probabili o confermati di COVID-19, nonché per raccomandazioni specifiche per il personale delle aziende sanitarie e socio-sanitarie addetto all’assistenza di casi e contatti, si rimanda alle indicazioni contenute negli altri documenti e provvedimenti emanati.
PROTOCOLLO SPECIFICO PER TRASPORTI E LOGISTICA : LINEE GUIDA SULLA SICUREZZA NEL TRASPORTO E NELLA LOGISTICA MIT 20.03.2020
SETTORE AUTOTRASPORTO MERCI Se possibile, gli autisti dei mezzi di trasporto devono restare a bordo dei propri mezzi, se sprovvisti di guanti e mascherine. In tutte le situazioni in cui si renda necessario lavorare a distanza interpersonale minore di un metro, anche in ambienti all’aperto, è necessario l’uso delle mascherine.
NELLE STAZIONI FERROVIARIE È obbligo dare alla clientela tutte le informazioni sulle misure di prevenzione adottate e sui percorsi da seguire all’interno delle stazioni. Per il personale è previsto l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale, il divieto di ogni contatto ravvicinato con i clienti, il monitoraggio di security delle stazioni e dei flussi dei passeggeri, nel rispetto della distanza di sicurezza prescritta. Inoltre sono imposte restrizioni al numero massimo dei passeggeri ammessi nelle aree di attesa comuni e la sospensione fino al 3 aprile del servizio di accoglienza viaggiatori a bordo treno.
CONSEGNE A DOMICILIO E RIDERS Le consegne a domicilio di pacchi, documenti e altre tipologie di merci espresse possono avvenire senza contatto con i riceventi. Nel caso di consegne, anche effettuate da Riders, le merci possono essere consegnate senza contatto con il destinatario e senza la firma di avvenuta consegna. Ove ciò non sia possibile, si rende necessario l’utilizzo di mascherine e guanti.
TAXI E NOLEGGIO CON CONDUCENTE Sui veicoli Taxi e a noleggio il posto del passeggero vicino al conducente va lasciato libero. Sui sedili posteriori, al fine di rispettare le distanze di sicurezza, non potranno essere trasportati più di due passeggeri. Il conducente dovrà indossare dispositivi di protezione.
PROTOCOLLO SPECIFICO PER CANTIERI EDILI SE NON SOSPESI: Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID – 19 nei cantieri edili aggiornato al 24/03/2020 (modifica del protocollo del 19 marzo 2020)
SCARICA IL PDF PROTOCOLLO CANTIERI 24.4.2020
si tratta di misure che riguardano i titolari del cantiere, tutti i subappaltatori e i subfornitori presenti in cantiere e che sono coerenti con il protocollo generale sottoscritto il 24 marzo 2020. Le linee guida illustrano dettagliatamente tutto quello che occorre per garantire la sicurezza in un cantiere: le informazioni, le modalità di comportamento da tenere; le modalità di accesso dei fornitori esterni; la pulizia e sanificazione, le precauzioni igieniche personali, i dispositivi di protezione personale, la gestione degli spazi comuni, l’organizzazione del cantiere (turnazione, rimodulazione dei cronoprogramma delle lavorazioni), la gestione di una persona sintomatica, la sorveglianza sanitaria.
PROTOCOLLO SPECIFICO PER ATTIVITÀ AMBIENTALE/RIFIUTI: PROTOCOLLO PER PREVENZIONE E SICUREZZA DEI LAVORATORI SETTORE RIFIUTI DEL 19 MARZO 2020
Il giorno 19 marzo 2020, le Parti sottoscritte Utilitalia, Cisambiente, LegaCoop Produzione e Servizi, Agci Servizi, Confccoperative, Fise Assoambiente e le OO.SS. Fp- Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Fiadel, in qualità di Parti stipulanti i CCNL 10 luglio 2016 e 6 dicembre 2016 per i servizi ambientali, si sono incontrate in modalità telematica per esaminare la difficile situazione che ha coinvolto il Paese a seguito dell'evoluzione dello scenario epidemiologico causato dal COVID-19, con particolare riferimento alle misure da adottare nel settore del ciclo dei rifiuti, al fine di tutelare i lavoratori impiegati, garantire la continuità di un servizio pubblico essenziale e contribuire al superamento dell'emergenza sanitaria.
- Protocollo-d-intesa-covid19-servizi-ambientali.pdf
Le tre sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil e il ministro della Salute, Roberto Speranza, hanno firmato ieri un Protocollo per la prevenzione e la sicurezza dei lavoratori della sanità per l’emergenza da Covid-19
- LINK ALLA NEWS SUL SITO SALUTE.GOV.IT
- SCARICA QUI IL PROTOCOLLO
LINEE GUIDA SICUREZZA VOLONTARI REGIONE EMILIA ROMAGNA
- LINK ALLA NEWS SUL SITO REGIONE EMILIA-ROMAGNA
- SCARICA QUI IL FILE
VVF - GESTIONE DEL RISCHIO OPERATIVO CONNESSO ALL’EMERGENZA COVID-19
Le indicazioni contenute nella presente linea guida sono emanate tenendo conto delle direttive sanitarie dell’Ufficio Coordinamento Attività Sanitarie e Medicina Legale del Corpo Nazionale, ai sensi dell’art. 21 comma 1 del Decreto legge 2 marzo 2020 n. 9, al fine di garantire il servizio istituzionale di soccorso tecnico urgente e tutelare la salute del personale del Corpo, nell’ambito dell’attuale situazione epidemiologica
VADEMECUM PER AZIENDE TRENTINO
CHECK LIST DI CONTROLLO APPLICAZIONE PROTOCOLLO
Check list Attuazione delle procedure precauzionali e di contrasto alla diffusione del contagio da COVID-19 negli ambienti di lavoro
CGIL Lombardia - CISL Lombardia - UIL Milano e Lombardia
Fonte: CGIL Lombardia - CISL Lombardia – UIL Milano e Lombardia
UNA DELLE MISURE PRINCIPALI ANTICONTAGIO DA ADOTTARE E’ LA PULIZIA E SANIFICAZIONE COME PREVISTO DAL PUNTO 4. DEL PROTOCOLLO CONDIVISO DI REGOLAMENTAZIONE
CONTATTACI PER ELABORARE E IMPLEMENTARE IL PIANO DI SANIFICAZIONE, GRAZIE ALLA COLLABORAZIONE CON BELFOR, SIAMO IN GRADO DI INTERVENIRE A 360° GRADI ANCHE IN QUESTA ATTIVITA’.
Gli interventi di pulizia e sanificazione si possono definire “attività complesse”.
Sono composte da più operazioni collegate tra loro e l’obiettivo a cui tendono (ambiente pulito) è fortemente dipendente dalla continuità con cui le stesse devono essere svolte: la pulizia, la sanificazione e in ultimo la disinfezione.
Pulire vuol dire rimuovere meccanicamente il materiale estraneo visibile (polvere, sporco ecc) da oggetti e superfici con l’impiego di acqua con o senza l’uso di un detergente. L’acqua ha la funzione di diluire, il detergente di rendere solubile lo sporco e quindi permetterne l’asportazione. Il successo di ogni operazione di pulizia dipende dal tipo di sporco, dalla superficie da pulire, dal prodotto utilizzato e dalla procedura messa in atto. La pulizia è un’operazione preliminare e si perfeziona ed è indispensabile ai fini delle successive fasi di sanificazione e disinfezione.
Altra operazione importante, in particolare in quei locali o su quelle superfici che possono risultare maggiormente contaminate da batteri, è la “sanificazione” : è un intervento mirato ad eliminare alla base qualsiasi batterio ed agente contaminante che con le comuni pulizie non si riescono a rimuovere. La sanificazione si attua – avvalendosi di prodotti chimici detergenti (detersione) – per riportare il carico microbico entro standard di igiene accettabili ed ottimali che dipendono dalla destinazione d’uso degli ambienti interessati. La sanificazione deve comunque essere preceduta dalla pulizia
Disinfettare significa eliminare o ridurre a livelli di sicurezza i microrganismi patogeni (capaci cioè di indurre una malattia) presenti su materiali. L’uso del solo disinfettante, senza il precedente uso di prodotti di pulizia, non rimuove lo sporco, e la presenza di materiale di natura organica o grassa impedisce l’efficacia del prodotto stesso. consiste nell’applicazione di agenti disinfettanti, quasi sempre di natura chimica o fisica (calore), che sono in grado di ridurre, tramite la distruzione o l’inattivazione, il carico microbiologico presente su oggetti e superfici da trattare
AMBIENTI NO COVID
In ogni ambiente di lavoro occorre garantire la pulizia ordinaria con adeguati detergenti efficaci per COVID 19 e la sanificazione periodica sia negli uffici che nei reparti produttivi di:
Postazioni personali: fornendo istruzioni per la pulizia a fine turno di tastiere, schermi touch, mouse, attrezzature utilizzate, pulsantiere, etc.
Aree comuni: provvedere alla pulizia di superfici soggette a contatti multipli, quali maniglie/ maniglioni/ corrimani/macchinette del caffè.
Mezzi aziendali: effettuare una rigorosa pulizia dei mezzi aziendali ad uso promiscuo.
Per questa sanificazione si possono usare idonei prodotti per l’igienizzazione (a base di alcool o cloro o comunque idonei per il Covid-19).
Per la pulizia di ambienti non frequentati da casi di COVID-19, è sufficiente procedere alle pulizie ordinarie degli ambienti, avendo cura di sanificare con particolare attenzione tutte le superfici toccate di frequente (es. muri, porte, finestre, superfici dei servizi igienici) e le parti utilizzate in modo promiscuo (maniglie, rubinetti, inetti, banconi reception, tastiere, telefoni).
AMBIENTI COVID
ATTENZIONE: Nel caso che i locali siamo stati frequentati da una persona con COVID-19, si procede alla pulizia e sanificazione STRAORDINARIA dei suddetti secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute (SCARICA QUI IL PDF) nonché alla loro ventilazione.
A causa della possibile sopravvivenza del virus nell’ambiente per diverso tempo, i luoghi e le aree potenzialmente contaminati da SARS-CoV-2 devono essere sottoposti a completa pulizia con acqua e detergenti comuni prima di essere nuovamente utilizzati. Applicare le misure straordinarie di seguito riportate: Per la decontaminazione, si raccomanda l’uso di ipoclorito di sodio 0.1% dopo pulizia. Per le superfici che possono essere danneggiate dall’ipoclorito di sodio, utilizzare etanolo al 70% dopo pulizia con un detergente neutro. Durante le operazioni di pulizia con prodotti chimici, assicurare la ventilazione degli ambienti. Tutte le operazioni di pulizia devono essere condotte da personale provvisto di DPI (filtrante respiratorio FFP2 o FFP3, protezione facciale, guanti monouso, camice monouso impermeabile a maniche lunghe, e seguire le misure indicate per la rimozione in sicurezza dei DPI). Dopo l’uso, i DPI monouso vanno smaltiti come materiale potenzialmente infetto; quelli riutilizzabili vanno invece sanificati. Vanno pulite con particolare attenzione tutte le superfici toccate di frequente, quali superfici di muri, porte e finestre, superfici dei servizi igienici e sanitari
PULIZIA AFFIDATA A TERZI
Si raccomanda, in caso di affidamento a terzi di servizi di pulizia, di estendere le indicazioni sopra riportate ad eventuali imprese appaltatrici e/o lavoratori autonomi, affinché adottino tutte le cautele necessarie In attuazione di quanto previsto dall’art. 26 D. Lgs. 81/2008. Le operazioni di sanificazione devono essere effettuate da una ditta specializzata e qualificata con metodologia riconosciuta per eliminare qualsiasi microrganismo potenzialmente pericoloso.
CONSIGLI PER FLI AMBIENTI CHIUSI
In accordo con quanto suggerito dall’OMS sono procedure efficaci e sufficienti una “pulizia accurata delle superfici ambientali con acqua e detergente seguita dall’applicazione di disinfettanti comunemente usati a livello ospedaliero (come l'ipoclorito di sodio)”.
In presenza del paziente questo deve essere invitato ad indossare una mascherina chirurgica, compatibilmente con le condizioni cliniche, nel periodo necessario alla sanificazione
DOCUMENTI UTILI IN RELAZIONE AGLI AMBIENTI
Ambienti domestici come le abitazioni in cui interagiscono quotidianamente esclusivamente i nuclei familiari, dove si è obbligati a passare la maggior parte della giornata e dove si svolgono attività lavorative e didattiche a distanza attraverso le tecnologie digitali;
Ambienti lavorativi progettati con standard dedicati agli specifici scopi come uffici, strutture sanitarie, banche, poste, farmacie, parafarmacie, supermercati, aeroporti, stazioni e mezzi pubblici in cui interagiscono, per le diverse esigenze, dipendenti, visitatori temporanei, operatori di ditte esterne, clienti, fornitori e viaggiatori.
Rapporto ISS COVID-19 n.5 2020 ARIA INDOOR
Raccomandazioni per la disinfezione di ambienti esterni e superfici stradali per la prevenzione della trasmissione dell’infezione da SARS-CoV-2
Rapporto ISS COVID-19 n.7 2020 OUTDOOR
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- mascherine filtranti e chirurgiche
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A seguito della Valutazione dei Rischi i DPI per fronteggiare il Coronavirus sono quelli relativi a:
Per i diversi tipi di operatori consultare la guida ISS
https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-ipc-rapporti-tecnici-iss
Ci soffermiamo in particolare sulle protezioni delle vie respiratorie – classificate come DPI di III Categoria – perché proteggono il lavoratore da rischi che possono causare conseguenze molto gravi quali la morte o danni irreversibili alla salute per l’esposizione ad agenti biologici nocivi.
Se sei un operatore sanitario e assisti persone con caso sospetto o confermato di COVID-19;
Se sei addetto alle operazioni di pulizia di ambienti dove abbiano soggiornato casi confermati di COVID-19 prima di essere stati ospedalizzati
Inoltre, come da protocollo condiviso di regolamentazione del 14/03/2020:
Qualora il lavoro imponga di lavorare a distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative è comunque necessario l’uso delle mascherine, e altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici, ecc…) conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie. Fino al termine dell’emergenza, per i lavoratori che nello svolgimento della loro attività sono oggettivamente impossibilitati a mantenere la distanza interpersonale di un metro, sono considerati dispositivi di protezione individuale (DPI) le mascherine chirurgiche reperibili in commercio (Art. 16 D.L. “Cura Italia”).
Al di fuori di questi casi, non è previsto l’utilizzo di tali DPI, a meno che i rischi specifici legati all’attività svolta non lo prevedano già (necessità di protezione da polveri, fumo e aerosol solidi e liquidi tossici e dannosi per la salute)
QUINDI NON DA OPERATORI CHE NON RIENTRANO NELLE CATEGORIE DI CUI SOPRA
http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioNotizieNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=4099
Per la protezione dal nuovo COVID-19 sono consigliati:
FFP2 o FFP3 ( EN 149:2001 + A1:2009)
con filtri P2 o P3.
La mascherina di tipo “chirurgico” può, invece, essere utilizzata da soggetti che presentano sintomi quali tosse o starnuti per prevenire la diffusione di goccioline di saliva (non è un DPI).
Si ricorda l’importanza della corretta procedura per utilizzare i DPI.
Tenere il respiratore in mano con lo stringinaso verso le dita lasciando gli elastici liberi sotto la mano.
Posizionare il respiratore sul volto con la conchiglia sotto il mento e lo stringinaso verso l’alto.
Posizionare l’elastico superiore sulla nuca. Posizionare l’elastico inferiore attorno al collo al di sotto delle orecchie. NOTA: Non utilizzare in presenza di barba o basette lunghe che non permettono il contatto diretto fra il volto e i bordi di tenuta del respiratore.
Posizionare le dita di entrambe le mani sulla parte superiore dello stringinaso. Premere lo stringinaso e modellarlo muovendosi verso le sue estremità. Evitare di modellare lo stringinaso con una sola mano poiché può causare una diminuzione della protezione respiratoria.
La tenuta del respiratore sul viso deve essere verificata prima di entrare nell’area di lavoro. Coprire con le due mani il respiratore evitando di muoverlo dalla propria posizione. Espirare rapidamente. Una pressione positiva all’interno del respiratore dovrebbe essere percepita. Se viene avvertita una perdita, aggiustare la posizione del respiratore e/o la tensione degli elastici e ripetere la prova. Per i respiratori con valvola: coprire il respiratore con le mani, inspirare rapidamente. Se si sentono perdite dai bordi riposizionare il facciale fino a ottenere una perfetta tenuta sul volto.
Solo per operatori sanitari e personale a contatto stretto con casi di contagio.
Attenzione agli occhi, bisogna difenderli dal coronavirus.
Non basta lavarsi le mani e coprire naso e bocca, bisogna proteggere anche gli occhi: il virus passa anche da lì.
Consulta i casi di utilizzo nel RAPPORTO ISS DISPONIBILE QUI
L’uso dei guanti, come quello delle mascherine, aiuta a prevenire le infezioni ma solo a determinate condizioni. Diversamente, il dispositivo di protezione può diventare un veicolo di contagio. L’Istituto superiore di sanità (Iss) ci fornisce le indicazioni per un loro utilizzo corretto.
ISS 16 marzo 2020 https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/img/info/Poster-Guanti.pdf
Solo per operatori sanitari e personale a contatto stretto con casi di contagio:
Consulta i casi di utilizzo nel RAPPORTO ISS
L’AGGIORNAMENTO DEL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DI RISCHI E’ OBBLIGATORIO?
Ci sono molteplici commenti ed interpretazioni a riguardo l’obbligatorietà o meno dell’aggiornamento del DVR per tutte le categorie professionali.
Circolano purtroppo informative da parte di consulenti che minacciano multe e sanzioni per coloro che non aggiornino i DVR. Questo non è vero!
ATTENZIONE PERO’ PERCHE’ CI SONO DECRETI / ORDINANZE REGIONALI O I COMITATI COVID19 COSTITUITI DALLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI CHE PREVEDONO – RICHIEDONO ESPLICITAMENTE L’AGGIORNAMENTO DEL DVR (CITIAMO PER ESEMPIO DECRETO_48_2020.PDF O ANCI Protocollo Ambiente 19 marzo 2020)
Nella speranza di portare chiarezza, riportiamo quanto indicato da alcuni organi istituzionali e di controllo che si sono espressi in merito o meno alla necessità per tutte le attività lavorative di provvedere all’aggiornamento del Documento di Valutazione dei rischi.
NOTA 89 DEL 13.03.2020 DELL’ISPETTORATO NAZIONALE DEL LAVORO – SCARICA QUI IL DOCUMENTO IN PDF
L'Ispettorato Nazionale del Lavoro si è espresso in merito con una nota interna rivolta ai Dirigenti dell’INAIL ed agli Ispettorati interregionali e territoriali del lavoro, che può fornire aspetti di supporto nelle decisioni di consulenti e datori di lavoro che si stanno interrogando sulla necessità ovvero sull'opportunità di aggiornare il DVR.
L’INL indica che “ispirandosi ai principi contenuti nel d.lgs. n. 81/2008 e di massima precauzione, discendenti anche dal precetto contenuto nell'art. 2087 c.c. si ritiene utile, per esigenze di natura organizzativa/gestionale, redigere - in collaborazione con il Servizio di Prevenzione e Protezione e con il Medico Competente - un piano di intervento o una procedura per un approccio graduale nell'individuazione e nell'attuazione delle misure di prevenzione, basati sul contesto aziendale, sul profilo del lavoratore - o soggetto a questi equiparato - assicurando al personale anche adeguati DPI.”
E continua a conclusione che “Per la tracciabilità delle azioni così messe in campo è opportuno che dette misure, pur non originando dalla classica valutazione del rischio tipica del datore di lavoro, vengano raccolte per costituire un'appendice del DVR a dimostrazione di aver agito al meglio, anche al di là dei precetti specifici del d.lgs. n. 81/2008.
ALTRE indicazioni utili per le imprese da applicare negli ambienti di lavoro emanate da Regione Veneto e da alcune ATS (Insubria-Varese-Como, Bergamo) e Regione Lombardia, : https://www.regione.veneto.it/web/sanita/covid-19-ambienti-di-lavoro
ATS dell’Insubria Documento integrale
IN SINTESI A SECONDA DELLE ATTIVITA’ SVOLTE DALLA VOSTRA AZIENDA O IN BASE ALLE ORDINANZE/CIRCOLARI E’ OBBLIGATORIO AGGIORNARE IL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI, MA QUESTO NON E’ VERO PER TUTTI I CASI, NEI QUALI COMUNQUE è IMPORTANTE APPLICARE IL PROTOCOLLO E LE MISURE ANTICONTAGIO
CHIAMACI SUBITO PER CAPIRE SE SEI SOGGETTO AD OBBLIGO OPPURE NO
STIAMO PRODUCENDO VIDEO CHE SARANNO FORNITI ALLE AZIENDE CHE ATTIVERANNO L’ASSISTENZA COVID 19 PER INFO LAVORATORI
Nel frattempo vi invitiamo a prendere visione dei tutorial "Conosciamo il rischio – Nuovo Coronavirus (Parte 1 - 2 - 3) e versione integrale"
APRI SUBITO I TUTORIALS DAL SITO INAIL: https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/multimedia/video-gallery/videogallery-tutorial-conoscere-rischio.html
Il GDPR “per motivi di interesse pubblico, quali la protezione da gravi minacce per la salute” considera lecito il trattamento dei dati sanitari dei malati
Il protocollo condiviso di regolamentazione del 14/03/2020 dà ampi poteri di controllo della salute e raccolta di informazioni al datore di lavoro.
Vi ricordiamo tuttavia, anche alla luce della recente pronuncia del Garante (https://www.garanteprivacy.it/temi/coronavirus), la privacy va comunque garantita sempre quando è possibile, e i dati raccolti non vanno diffusi in maniera incontrollata, ma semmai trattati e utilizzati a scopi scientifici.
Pertanto i trattamenti devono essere leciti e devono essere fornite le informative necessarie conformi al GDPR.
Vi ricordiamo quindi che per l’applicazione del protocollo è necessario regolamentare anche per la privacy le informazioni in merito allo stato di salute delle persone e allo smart working
A disposizione per assistervi in merito al GDPR
(informative al personale, procedure di trattamento )
e alle procedure SMART WORKING
rilevare la temperatura e non registrare il dato acquisito. Soltanto nell’eventualità in cui sia necessario documentare le ragioni che hanno impedito l’accesso ai locali aziendali sarà possibile identificare l’interessato e registrare il superamento della soglia di temperatura;
fornire l’informativa sul trattamento dei dati personali ai sensi dell’art. 13 GDPR. Ebbene, come pure previsto nel Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali, il Protocollo prevede che l’informativa potrà essere fornita anche oralmente (cfr. art. 12, par. 1, GDPR)
alla finalità del trattamento potrà essere indicata la prevenzione dal contagio da COVID-19, e
alla base giuridica potrà essere indicata l’implementazione dei protocolli di sicurezza anti-contagio ai sensi dell’art. art. 1, n. 7, lett. d) del DPCM 11 marzo 2020 (art. 6, lett. e), nonché art. 9, lett. b), GDPR);
se si richiede una dichiarazione sui contatti con persone risultate positive al COVID-19, occorre astenersi dal richiedere informazioni aggiuntive in merito alla persona risultata positiva; oppure,
Gestione rifiuti IN EMERGENZA COVID-19
Smaltire CORRETTAMENTE mascherine e guanti utilizzati nei luoghi di lavoro
La gestione dei rifiuti quali DPI in azienda in questo periodo di emergenza risulta essere PLURINORMATO E IN QUESTO MOMENTO OGNI REGIONE STA EMETTENDO LE PROPRIE ORDINANZE. FACCIAMO LUCE!
PER REGIONE EMILIA-ROMAGNA E LOMBARDIA
IN ASSENZA DI CASI POSITIVI
Regione Emilia Romagna - ordinanza n.57 del 03/04/2020 - disposizioni in materia di trasporto, rifiuti e sanità privata in tema di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione della sindrome da Covid-19.
“i rifiuti costituiti da Dispositivi di Protezione Individuale(DPI) utilizzati all’interno di attività economiche-produttive per la tutela da COVID-19, quali mascherine e guanti, siano assimilati ai rifiuti urbani e conferiti al Gestore del servizio nella frazione di rifiuti indifferenziati, nel rispetto delle indicazioni fornite dall’Istituto Superiore della Sanità con nota del 12/03/2020 e successiva versione del 31/03/2020”
Si raccomanda quindi di confezionare i rifiuti in modo da non danneggiare e/o contaminare esternamente i sacchi (utilizzando guanti monouso). Per la raccolta dovranno essere utilizzati almeno due sacchetti uno dentro l’altro o in numero maggiore in dipendenza della loro resistenza meccanica, possibilmente utilizzando un contenitore a pedale. Si consiglia di predisporre specifico contenitore per la raccolta di tali rifiuti indifferenziati composti da mascherine, guanti, indumenti usa e getta, segnalando in modo chiaro con cartello identificativo il contenuto dello stesso.
Inoltre è consentito il “deposito temporaneo” di rifiuti fino ad un quantitativo massimo di 60 metri cubi, di cui non più di 20 metri cubi di rifiuti pericolosi. Il termine di durata del deposito temporaneo, anche laddove il quantitativo di rifiuti non superi il predetto limite, non può superare i 18 mesi, andando quindi in deroga rispetto a quanto definito all’articolo 183, comma 1, lettera bb), punto 2 del D. Lgs. 152/2006, sempre rispettando le disposizioni in materia di prevenzioni incendi.
Le disposizioni del decreto relativo ai rifiuti saranno valide fino alla cessazione dello stato di emergenza sanitaria, oltre i successivi trenta giorni necessari al corretto e ordinario ripristino del servizio pubblico di gestione dei rifiuti.
Regione Lombardia - Decreto n. 520 del 01/04/2020 - ordinanza in materia di disposizioni urgenti in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica a seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.
I rifiuti rappresentati da Dispositivi di Protezione Individuale (mascherine, guanti etc) utilizzati come prevenzione al contagio da COVID -19 e i fazzoletti di carta devono essere assimilati agli urbani ed in particolare devono essere conferiti al gestore del servizio nella frazione di rifiuti indifferenziati (punto 3 del Decreto).
Si raccomanda quindi di confezionare i rifiuti in modo da non danneggiare e/o contaminare esternamente i sacchi (utilizzando guanti monouso). Per la raccolta dovranno essere utilizzati almeno due sacchetti uno dentro l’altro o in numero maggiore in dipendenza della loro resistenza meccanica, possibilmente utilizzando un contenitore a pedale.
Si consiglia di predisporre specifico contenitore per la raccolta di tali rifiuti indifferenziati composti da mascherine, guanti, indumenti usa e getta, segnalando in modo chiaro con cartello identificativo il contenuto dello stesso.
Il deposito temporaneo è soggetto alle seguenti deroghe automatiche (nel rispetto delle disposizioni in materia di prevenzione incendi) a quanto previsto dall’art 183, comma 1, lettera bb) del D. Lgs 152/2006:
IN PRESENZA DI UN CASO POSITIVO
Secondo la circolare del Ministero della Salute n. 5443 del 22/02/2020 (con riferimento a locali dove hanno soggiornato persone affette da Coronavirus) dopo l’uso, i DPI monouso vanno smaltiti come materiale potenzialmente infetto anche quando non sono stati utilizzati per finalità sanitarie, ma esclusivamente di pulizia dei locali non sanitari potenzialmente contaminati.
In questa casistica i rifiuti devono essere gestiti come “rifiuti speciali, prodotti al di fuori delle strutture sanitarie, che come rischio risultano analoghi ai rifiuti pericolosi a rischio infettivo” disciplinati dal D.P.R. 254/2003. Questa tipologia di rifiuti, alla quale deve essere attribuito il codice CER 18.01.03, cioè “rifiuti speciali, di cui al decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 [oggi D. Lgs. 152/2006], prodotti al di fuori delle strutture sanitarie, con le caratteristiche di cui all’articolo 2, comma 1, lettera d), quali ad esempio quelli prodotti presso laboratori di analisi microbiologiche di alimenti, di acque, o di cosmetici, presso industrie di emoderivati, istituti estetici e similari.
Lo stoccaggio temporaneo per i rifiuti indicati con il CER 18.01.03 (come da art. 8 del D.P.R. 354/2003) pericolosi a rischio infettivo devono essere effettuati utilizzando apposito imballaggio a perdere, anche flessibile, recante la scritta «Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo» e il simbolo del rischio biologico contenuto in un secondo imballaggio rigido esterno, eventualmente riutilizzabile previa idonea disinfezione ad ogni ciclo d’uso, recante la scritta «Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo
Gli imballaggi esterni devono avere caratteristiche adeguate a resistere agli urti ed alle sollecitazioni provocate durante la loro movimentazione e trasporto, e devono essere realizzati in un colore idoneo a distinguerli dagli imballaggi utilizzati per il conferimento degli altri rifiuti.
Il deposito temporaneo di rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo può avere una durata massima di cinque giorni dal momento della chiusura del contenitore. Nel rispetto dei requisiti di igiene e sicurezza e sotto la responsabilità del produttore, tale termine è esteso a trenta giorni per quantitativi inferiori a 200 litri.
Dovrà infine essere aggiornata la documentazione relativa ai rifiuti.
CASO PARTICOLARE: ATTIVITA’ SANITARIE
Secondo la circolare del Ministero della Salute n. 5443 del 22/02/2020 i rifiuti provenienti da ambienti sanitari devono essere trattati ed eliminati come materiale infetto categoria B (UN3291) quindi rifiuto sanitario. Per le modalità specifiche si rimanda alla voce precedente “Presenza di un caso positivo”.
https://www.regione.emilia-romagna.it/coronavirus/norme/decreto_57_3aprile2020.pdf
https://www.regione.lombardia.it/ - Disposizioni urgenti gestioni rifiuti emergenza covid19
Circolare Ministero della Salute n. 5443 del 22/02/2020
IN BASE ALLE ORDINANZE (ULTIMO AGGIORNAMENTO 26/03/2020)
Si può uscire:
per altre necessità, quali, per esempio, l’acquisto di beni necessari.
QUI DISPONIBILE IL LINK ALL’ULTIMO AGGIORNAMENTO DEL MODULO
Il Ministero dell’Interno ha pubblicato il 26 marzo la nuova versione del modulo di autocertificazione per gli spostamenti, aggiornata con le modifiche dell’ultimo decreto che contempla anche eventuali ordinanze a livello regionale
ATTENZIONE: ci è stato segnalato che gira una quinta versione del modulo di autocertificazione aggiornata al 30 marzo: questa è palesemente un fake, come ribadito anche dal Ministero dell’Interno