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Timestamp: 2019-04-20 09:03:34+00:00
Document Index: 109482132

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 7']

Test e Quiz LEGGI AMMINISTRATIVE PUBBLICO IMPIEGO , Preparazione Concorsi Pubblici
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LEGGI AMMINISTRATIVE PUBBLICO IMPIEGO
1. Le disposizioni del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, disciplinano l’organizzazione degli uffici e i rapporti di lavoro e di impiego alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche al fine, tra l’altro, di: (art. 1, co. 1)
Assicurare che il costo del lavoro pubblico derivante dalla spesa complessiva per il personale, diretta e indiretta, non aumenti in misura superiore al tasso di inflazione stabilito dalla Banca d’Italia, d’intesa con la Ragioneria generale dello Stato.
Assicurare che il costo del lavoro pubblico derivante dalla spesa complessiva per il personale, diretta e indiretta, non aumenti in misura superiore al tasso di inflazione stabilito dalla Banca d’Italia.
Assicurare che il costo del lavoro pubblico derivante dalla spesa complessiva per il personale, diretta e indiretta, non aumenti in misura superiore al tasso di inflazione stabilito dalla Ragioneria generale dello Stato.
Razionalizzare il costo del lavoro pubblico, contenendo la spesa complessiva per il personale, diretta e indiretta, entro i vincoli di finanza pubblica.
2. Le disposizioni del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, disciplinano l’organizzazione degli uffici e i rapporti di lavoro e di impiego alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche al fine, tra l’altro, di: (art. 1, co. 1 )
Realizzare la migliore utilizzazione delle risorse umane nelle pubbliche amministrazioni, garantendo pari opportunità alle lavoratrici ed ai lavoratori e applicando condizioni uniformi rispetto a quelle del lavoro privato.
Realizzare una soddisfacente utilizzazione delle risorse umane nelle pubbliche amministrazioni, garantendo la tendenziale eguaglianza tra lavoratrici e lavoratori ed applicando condizioni identiche a quelle stabilite per il lavoro privato, entro i limiti fissati dalla legge di bilancio.
Realizzare la migliore utilizzazione delle risorse umane nelle pubbliche amministrazioni, garantendo la tendenziale eguaglianza tra lavoratrici e lavoratori e applicando integralmente la disciplina stabilita per il lavoro privato.
Realizzare una soddisfacente utilizzazione delle risorse umane nelle pubbliche amministrazioni, garantendo la tendenziale eguaglianza tra lavoratrici e lavoratori e applicando la disciplina stabilita per il lavoro privato, entro i limiti concordati con le organizzazioni sindacali, maggiormente rappresentative.
3. Nella disciplina del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, a norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per amministrazioni pubbliche si intendono, tra le altre: (art. 1, co. 2)
Tutte le amministrazioni dello Stato, ad eccezione di quelle ad ordinamento autonomo, nonché gli istituti di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le regioni, le province, i comuni.
Tutte le amministrazioni dello Stato, ad eccezione di quelle ad ordinamento autonomo e delle istituzioni educative, nonché le regioni, le province, i comuni.
Tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le regioni, le province, i comuni.
Tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado, ma non le istituzioni educative, nonché le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le regioni, le province, i comuni.
4. Nella disciplina del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, a norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per amministrazioni pubbliche si intendono, tra le altre: (art. 1, co. 2)
Tutte le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, nonché le regioni, le province, i comuni e le comunità montane, i loro consorzi ed associazioni, con esclusione delle sole istituzioni universitarie.
Tutte le amministrazioni dello Stato, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le regioni, le province, i comuni, le comunità montane, e loro consorzi ed associazioni.
Tutte le amministrazioni dello Stato, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le regioni, le province, i comuni e le comunità montane, ma non i loro consorzi ed associazioni.
Tutte le amministrazioni dello Stato, fatta eccezione per le sole aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo.
5. Nella disciplina del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, a norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per amministrazioni pubbliche si intendono, tra le altre: (art. 1, co. 2 )
Tutte le amministrazioni dello Stato, le regioni, le province, i comuni, le istituzioni universitarie, ma non gli istituti autonomi case popolari, le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni.
Tutte le amministrazioni dello Stato, le regioni, le province, i comuni, le istituzioni universitarie, gli istituti autonomi case popolari, ma non le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni.
Tutte le amministrazioni dello Stato, le regioni, le province, i comuni, le istituzioni universitarie, gli istituti autonomi case popolari, le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni.
Tutte le amministrazioni dello Stato, le regioni, le province, i comuni, ma non le istituzioni universitarie, gli istituti autonomi case popolari, le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni.
6. Nella disciplina del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, a norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per amministrazioni pubbliche si intendono, tra le altre: (art. 1, co. 2)
Tutte le amministrazioni dello Stato, le regioni, le province, i comuni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le S.p.A. controllate dallo Stato e dalle regioni, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale.
Tutte le amministrazioni dello Stato, le regioni, le province, i comuni, tutti gli enti pubblici economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale.
Tutte le amministrazioni dello Stato, le regioni, le province, i comuni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale.
Tutte le amministrazioni dello Stato, le regioni, le province, i comuni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, ma non quelli regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale.
7. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le amministrazioni pubbliche, secondo principi generali fissati da disposizioni di legge e, sulla base dei medesimi, mediante atti organizzativi, secondo i rispettivi ordinamenti: (art. 2, co. 1)
Stabiliscono il trattamento economico dei propri dipendenti.
Definiscono la disciplina delle aspettative e dei permessi sindacali dei propri dipendenti.
Individuano gli uffici di maggiore rilevanza e i modi di conferimento della titolarità dei medesimi.
Stabiliscono le attività incompatibili con il rapporto di lavoro a tempo pieno ed il trattamento economico dei propri dipendenti.
8. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le amministrazioni pubbliche definiscono, secondo principi generali fissati da disposizioni di legge e, sulla base dei medesimi, mediante atti organizzativi, secondo i rispettivi ordinamenti: (art. 2, co. 1)
Le linee fondamentali di organizzazione degli uffici.
Il trattamento economico dei propri dipendenti.
La disciplina delle aspettative e dei permessi sindacali dei propri dipendenti.
Le attività incompatibili con il rapporto di lavoro a tempo pieno, nonché la disciplina delle aspettative e dei permessi sindacali dei propri dipendenti.
9. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le amministrazioni pubbliche, secondo principi generali fissati da disposizioni di legge e, sulla base dei medesimi, mediante atti organizzativi, secondo i rispettivi ordinamenti: (art. 2, co. 1)
Determinano le dotazioni organiche complessive.
Stabiliscono le attività incompatibili con il rapporto di lavoro a tempo pieno, nonché il trattamento economico dei propri dipendenti.
10. Le amministrazioni pubbliche, a norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ispirano la loro organizzazione, tra gli altri, al seguente criterio: (art. 2, co. 1)
Armonizzazione degli orari di apertura degli uffici con gli orari degli esercizi commerciali.
Funzionalità rispetto ai compiti e ai programmi di attività, nel perseguimento degli obiettivi di efficienza, efficacia ed economicità.
Garanzia della segretezza di tutti gli atti da essa posti in essere.
Autonomia di ogni singola struttura, evitando il collegamento delle attività degli uffici.
11. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le amministrazioni pubbliche ispirano la loro organizzazione, tra gli altri, ai seguenti criteri: (art. 2, co. 1)
Funzionalità rispetto alle esigenze di realizzazione di risparmi di spesa ed armonizzazione degli orari di servizio e di apertura degli uffici con le esigenze dell’utenza e con gli orari degli esercizi commerciali.
Funzionalità rispetto ai compiti e ai programmi di attività, nel perseguimento degli obiettivi di efficienza, efficacia ed economicità ed armonizzazione degli orari di servizio e di apertura degli uffici con le esigenze dell’utenza e con gli orari delle amministrazioni pubbliche dei Paesi dell’Unione europea.
Funzionalità rispetto alle esigenze dei dipendenti e alla realizzazione di risparmi di spesa ed armonizzazione degli orari di servizio e di apertura degli uffici con le esigenze esclusivamente dell’utenza.
Funzionalità rispetto alle esigenze dei dipendenti e dell’utenza e armonizzazione con gli orari delle amministrazioni pubbliche dei Paesi dell’Unione europea.
12. Le amministrazioni pubbliche, a norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ispirano la loro organizzazione, tra gli altri, al seguente criterio: (art. 2, co. 1)
Autonomia di ogni singola struttura, evitando il collegamento delle attività tra gli uffici.
Flessibilità, con esclusione della possibilità di determinazioni operative e gestionali per l’organizzazione degli uffici e le misure inerenti alla gestione dei rapporti di lavoro.
Ampia flessibilità, garantendo adeguati margini alle determinazioni operative e gestionali, da assumersi ai sensi delle disposizioni di detto decreto.
13. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le amministrazioni pubbliche ispirano la loro organizzazione, tra gli altri, ai seguenti criteri: (art. 2, co. 1)
Ampia flessibilità e separazione delle attività degli uffici, adeguandosi al dovere di riservatezza interna ed esterna, garanzia dell’imparzialità e della trasparenza dell’azione amministrativa, anche attraverso l’istituzione di apposite strutture per l’informazione ai cittadini e attribuzione ad un unico ufficio, per ciascun procedimento, della responsabilità complessiva dello stesso.
Ampia flessibilità e collegamento delle attività degli uffici, adeguandosi al dovere di comunicazione interna ed esterna, garanzia dell’imparzialità e della trasparenza dell’azione amministrativa, anche attraverso l’istituzione di apposite strutture per l’informazione ai cittadini e attribuzione ad un unico ufficio, per ciascun procedimento, della responsabilità complessiva dello stesso.
Ampia flessibilità e collegamento delle attività degli uffici, adeguandosi al dovere di riservatezza interna ed esterna, garanzia dell’imparzialità e della trasparenza dell’azione amministrativa e attribuzione ad un unico ufficio, per ciascun procedimento, della responsabilità complessiva dello stesso.
Ampia flessibilità e collegamento delle attività degli uffici, adeguandosi al dovere di riservatezza interna ed esterna, garanzia dell’imparzialità e della trasparenza dell’azione amministrativa, anche attraverso l’istituzione di apposite strutture per l’informazione ai cittadini e attribuzione a diversi uffici, per ciascun procedimento, della responsabilità delle diverse fasi dello stesso.
14. Le amministrazioni pubbliche, a norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ispirano la loro organizzazione, tra gli altri, al seguente criterio: (art. 2, co. 1)
Garanzia dell’imparzialità e della trasparenza dell’azione amministrativa, anche attraverso l’istituzione di apposite strutture per l’informazione ai cittadini e l’attribuzione ad un unico ufficio, per ciascun procedimento, della responsabilità complessiva dello stesso.
Flessibilità, con esclusione della possibilità di determinazioni operative e gestionali per l’organizzazione degli uffici e le misure inerenti alla gestione dei rapporti di lavoro, da parte degli organi preposti a detta gestione.
Criterio di segretezza di tutti gli atti interni dell’amministrazione e di trasparenza solo per quelli che comportano l’assunzione di impegni di spesa.
Collegamento delle attività dei soli uffici destinati ad operare con il pubblico, adeguandosi al principio dell’autonomia per le attività poste in essere da tutti gli altri uffici.
15. Le amministrazioni pubbliche, a norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ispirano la loro organizzazione, tra gli altri, al seguente criterio: (art. 2, co. 1)
Armonizzazione degli orari di servizio e di apertura degli uffici con gli orari degli esercizi commerciali della regione.
Armonizzazione degli orari di servizio e di apertura degli uffici con le esigenze dell’utenza, quali individuate dal Comitato interministeriale per la programmazione economica.
Armonizzazione degli orari di servizio e di apertura degli uffici con le esigenze dell’utenza e con gli orari delle amministrazioni pubbliche dei Paesi dell’Unione europea.
Armonizzazione degli orari di servizio e di apertura degli uffici con gli orari degli esercizi commerciali dei Paesi dell’Unione europea.
16. Nella disciplina del pubblico impiego, a norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, eventuali disposizioni di legge, regolamento o statuto, che introducano discipline dei rapporti di lavoro la cui applicabilità sia limitata ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche, o a categorie di essi: (art. 2, co. 2)
Possono essere derogate da successivi contratti o accordi collettivi e, per la parte derogata, non sono ulteriormente applicabili, salvo che la legge disponga espressamente in senso contrario.
Non possono essere derogate da successivi contratti o accordi collettivi.
Possono essere derogate da successivi contratti o accordi collettivi e, per la parte derogata, sono sempre ulteriormente applicabili, anche se la legge non disponga nulla al riguardo.
Possono essere derogate da successivi contratti o accordi collettivi e la legge non può disporre che esse siano ulteriormente applicabili.
17. Nei rapporti di lavoro con le amministrazioni pubbliche alle quali si applicano le disposizioni del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e che sono disciplinati dalle disposizioni del capo I, titolo II, del libro V del codice civile, dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell’impresa e regolati contrattualmente: (art. 2, co. 3)
Le disposizioni di legge, regolamenti o atti amministrativi che attribuiscono incrementi retributivi non previsti da contratti cessano di avere efficacia a far data dall’entrata in vigore del relativo rinnovo contrattuale.
Le disposizioni di legge, regolamenti o atti amministrativi che attribuiscono incrementi retributivi non previsti da contratti continuano ad avere efficacia anche a seguito dell’entrata in vigore del relativo rinnovo contrattuale.
Gli incrementi retributivi possono essere attribuiti soltanto con disposizioni di legge, regolamenti o atti amministrativi.
Le disposizioni di legge, regolamenti o atti amministrativi non possono mai attribuire incrementi retributivi.
18. Nei rapporti di lavoro con le amministrazioni pubbliche alle quali si applicano le disposizioni del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e che sono disciplinati dalle disposizioni del capo I, titolo II, del libro V del codice civile, dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell’impresa e regolati contrattualmente, l’attribuzione di trattamenti economici può avvenire: (art. 2, co. 2)
Esclusivamente mediante contratti collettivi o, alle condizioni previste, mediante contratti individuali.
Esclusivamente mediante disposizioni di leggi, regolamenti o atti amministrativi.
Esclusivamente mediante contratti collettivi e mai mediante contratti individuali.
Esclusivamente mediante regolamenti governativi.
19. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono disciplinati dai rispettivi ordinamenti, tra gli altri: (art. 3, co. 1)
I magistrati ordinari, amministrativi e contabili, gli avvocati e procuratori dello Stato, il personale militare e delle Forze di polizia di Stato e il personale della carriera diplomatica.
I magistrati ordinari, amministrativi e contabili, gli avvocati e procuratori dello Stato, il personale militare e delle Forze di polizia di Stato e della polizia municipale, il personale della carriera diplomatica.
I magistrati ordinari, amministrativi e contabili, gli avvocati e procuratori dello Stato, il personale militare e delle Forze di polizia di Stato, il personale della carriera diplomatica, i dipendenti degli enti che svolgono la loro attività nel settore della pubblica assistenza.
I magistrati ordinari, amministrativi e contabili, gli avvocati e procuratori dello Stato, il personale militare e delle Forze di polizia di Stato, il personale della carriera diplomatica, i dipendenti degli enti pubblici non economici.
20. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono disciplinati dai rispettivi ordinamenti, tra gli altri: (art. 3, co. 1)
I magistrati ordinari, amministrativi e contabili, gli avvocati e procuratori dello Stato, il personale militare e delle Forze di polizia di Stato.
I magistrati ordinari, amministrativi e contabili, il personale militare e delle Forze di polizia di Stato e della polizia municipale.
I magistrati ordinari, amministrativi e contabili, il personale militare e delle Forze di polizia di Stato, i dipendenti degli enti pubblici economici, nonché delle società di capitali controllate dallo Stato.
I magistrati ordinari, amministrativi e contabili, gli avvocati e procuratori dello Stato, il personale militare e delle Forze di polizia di Stato, i dipendenti degli enti che svolgono la loro attività nel settore della pubblica assistenza.
21. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, tra gli altri, il rapporto di impiego dei professori e ricercatori universitari è disciplinato: (art. 3, co. 2 )
Dalle disposizioni rispettivamente vigenti, in attesa della specifica disciplina che lo regoli in modo organico.
Dalle disposizioni che disciplinano il rapporto dei dipendenti dei Ministeri.
Dalle disposizioni contenute in regolamenti governativi adottati previo parere delle organizzazioni sindacali più rappresentative.
Dalle disposizioni contenute nei contratti o accordi collettivi.
22. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, gli organi di governo: (art. 4, co. 1)
Provvedono alla gestione tecnica degli uffici e all’organizzazione delle risorse umane degli uffici di qualsiasi livello.
Esercitano le funzioni di indirizzo politico-amministrativo, definendo gli obiettivi ed i programmi da attuare ed adottando gli altri atti rientranti nello svolgimento di tali funzioni.
Provvedono alla gestione amministrativa degli uffici e all’organizzazione delle risorse finanziarie ed umane degli uffici di qualsiasi livello.
Adottano tutti gli atti ed i provvedimenti amministrativi che impegnano l’amministrazione verso l’esterno.
23. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, gli organi di governo: (art. 4, co. 1)
Organizzano la gestione delle risorse umane e strumentali degli uffici di qualsiasi livello.
Verificano la rispondenza dei risultati dell’attività amministrativa e della gestione agli indirizzi da essi impartiti.
24. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, agli organi di governo: (art. 4, co. 1)
Spetta l’organizzazione delle risorse umane e strumentali degli uffici di qualsiasi livello.
Spettano le decisioni in materia di atti normativi e l’adozione dei relativi atti di indirizzo interpretativo ed applicativo.
Spetta la gestione amministrativa degli uffici e l’organizzazione delle risorse finanziarie ed umane degli uffici di qualsiasi livello.
È riservata l’adozione di tutti gli atti amministrativi che comportano impegni di spesa superiore a cinquecentosedicimilaquattrocentocinquantasette euro.
25. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, agli organi di governo: (art. 4, co. 1)
Spetta la definizione di obiettivi, priorità, piani, programmi e direttive generali per l’azione amministrativa e per la gestione.
26. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, agli organi di governo: (art. 4, co. 1)
Spetta la individuazione delle risorse umane, materiali ed economico-finanziarie da destinare alle diverse finalità e la loro ripartizione tra gli uffici di livello dirigenziale generale.
È riservata l’adozione di ogni atto amministrativo che comporta un onere finanziario.
27. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, agli organi di governo: (art. 4, co. 1)
Spetta la definizione dei criteri generali in materia di ausili finanziari a terzi e di determinazione di tariffe, canoni e analoghi oneri a carico di terzi.
28. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, agli organi di governo: (art. 4, co. 1)
Spettano le nomine, designazioni ed atti analoghi ad essi attribuiti da specifiche disposizioni.
È riservata l’adozione di ogni atto che impegna l’amministratore nei confronti di terzi.
Spettano le nomine e le designazioni che comportano un incremento di spesa.
29. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, agli organi di governo: (art. 4, co. 1)
Spettano le richieste di pareri alle autorità amministrative indipendenti ed al Consiglio di Stato.
Spettano le richieste di parere alle organizzazioni sindacali rappresentative in occasione delle nomine e delle designazioni che comportino un incremento di spesa.
Spettano le richieste di parere ai tribunali amministrativi regionali e alla Corte di cassazione.
30. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, ai dirigenti spetta: (art. 4, co. 2)
L’adozione degli atti e provvedimenti amministrativi, fatta eccezione per i soli atti che impegnano l’amministrazione verso l’esterno.
L’adozione degli atti e provvedimenti amministrativi, compresi tutti gli atti che impegnano l’amministrazione verso l’esterno.
La definizione dei criteri generali in materia di tariffe, canoni e analoghi oneri a carico di terzi.
L’adozione degli atti e provvedimenti amministrativi, compresi tutti gli atti che impegnano l’amministrazione verso l’esterno, purché non comportino l’assunzione di oneri finanziari a carico dell’amministrazione superiori a cinquantunomilaseicentoquarantacinque euro.
31. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, ai dirigenti spetta: (art. 4, co. 2)
La gestione finanziaria, tecnica e amministrativa mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo.
L’adozione degli atti e provvedimenti amministrativi, fatta eccezione per i soli atti che impegnano l’amministrazione verso l’esterno in misura superiore a cinquantunomilaseicentoquarantacinque euro.
32. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, i dirigenti: (art. 4, co. 2)
Sono responsabili in via esclusiva dell’attività amministrativa, ma non della gestione e dei risultati.
Sono responsabili in via esclusiva dell’attività amministrativa, della gestione e dei relativi risultati.
Sono responsabili in via esclusiva soltanto dell’attività amministrativa posta in essere in violazione di norme penali.
33. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le amministrazioni pubbliche, i cui organi di vertice non siano direttamente o indirettamente espressione di rappresentanza politica: (art. 4, co. 4)
Adeguano i propri ordinamenti al principio della concentrazione delle funzioni di controllo e attuazione.
Adeguano i propri ordinamenti al principio della concentrazione delle funzioni di indirizzo, controllo e gestione.
Adeguano i propri ordinamenti al principio della distinzione tra indirizzo e controllo, da un lato, e attuazione e gestione dall’altro.
Adeguano i propri ordinamenti al principio della concentrazione delle funzioni di indirizzo e controllo.
34. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nell’ambito delle leggi e degli atti organizzativi previsti da detto decreto, le determinazioni per l’organizzazione degli uffici e le misure inerenti alla gestione dei rapporti di lavoro sono assunte: (art. 5, co. 2)
Dagli organi preposti al controllo dell’efficienza dell’organizzazione.
Dagli organi che costituiscono espressione di rappresentanza politica e sono adottate con regolamenti ministeriali.
Dagli organi preposti alla gestione con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro.
Dagli organi che costituiscono espressione di rappresentanza politica, previo parere obbligatorio ma non vincolante delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.
35. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, gli organi preposti alla gestione: (art. 5, co. 2)
Nell’ambito delle leggi e degli atti organizzativi di cui a detto decreto, assumono le determinazioni per l’organizzazione degli uffici e le misure inerenti alla gestione dei rapporti di lavoro con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro.
Verificano la conformità delle determinazioni organizzative adottate dagli organi espressione di rappresentanza politica, apportando i correttivi necessari.
Concorrono con gli organi espressione di rappresentanza politica ad assumere le determinazioni per l’organizzazione degli uffici, che vengono adottate con regolamenti ministeriali.
Controllano la congruità delle determinazioni organizzative adottate dagli organi espressione di rappresentanza politica.
36. In tema di organizzazione degli uffici, a norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, gli organismi di controllo interno: (art. 5, co. 3)
Verificano periodicamente la rispondenza delle determinazioni organizzative ai princìpi stabiliti negli atti organizzativi indicati da detto decreto.
Concorrono all’assunzione delle determinazioni organizzative nel rispetto dei princìpi legislativi che devono ispirarle.
Riferiscono periodicamente al Dipartimento per la funzione pubblica sulla eventuale difformità delle determinazioni organizzative dai principi che essi stessi devono stabilire all’inizio di ogni anno.
Verificano periodicamente la rispondenza delle determinazioni organizzative ai princìpi che essi stessi devono stabilire all’inizio di ogni anno.
37. In tema di organizzazione degli uffici, a norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, gli organismi di controllo interno: (art. 5, co. 3)
Verificano periodicamente la rispondenza delle determinazioni organizzative ai princìpi stabiliti negli atti organizzativi indicati da detto decreto, anche al fine di proporre l’adozione di eventuali interventi correttivi.
Verificano periodicamente la rispondenza delle determinazioni organizzative ai princìpi che essi stessi devono stabilire all’inizio di ogni anno ed adottano gli eventuali interventi correttivi.
Riferiscono periodicamente al Dipartimento per la funzione pubblica sulla eventuale difformità delle determinazioni organizzative dai princìpi che essi stessi devono stabilire all’inizio di ogni anno ed adottano gli eventuali interventi correttivi.
38. In tema di organizzazione degli uffici, a norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, gli organismi di controllo interno: (art. 5, co. 3)
Riferiscono periodicamente al Dipartimento per la funzione pubblica sulla eventuale difformità delle determinazioni organizzative dai princìpi che essi stessi devono stabilire all’inizio di ogni anno ed adottano le misure previste nei confronti dei responsabili della gestione.
Verificano periodicamente la rispondenza delle determinazioni organizzative ai princìpi stabiliti negli atti organizzativi indicati da detto decreto, anche al fine di fornire elementi per l’adozione delle misure previste nei confronti dei responsabili della gestione.
Verificano periodicamente la rispondenza delle determinazioni organizzative ai princìpi che essi stessi devono stabilire all’inizio di ogni anno ed adottano le misure previste nei confronti dei responsabili della gestione.
39. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nelle amministrazioni pubbliche la consistenza e la variazione delle dotazioni organiche: (art. 6, co. 1)
Sono determinate in funzione delle finalità concordate con gli organi espressione di rappresentanza politica, previa verifica degli effettivi fabbisogni e previo parere vincolante del Consiglio di Stato e delle organizzazioni sindacali rappresentative.
Sono determinate in funzione delle finalità concordate con le organizzazioni sindacali rappresentative, previo parere vincolante del Consiglio di Stato.
Sono determinate in funzione delle finalità stabilite dagli organi espressione di rappresentanza politica, previa verifica degli effettivi fabbisogni e previo parere vincolante del Consiglio di Stato e delle organizzazioni sindacali rappresentative.
Sono determinate in funzione delle finalità indicate in detto decreto, previa verifica degli effettivi fabbisogni e previa consultazione delle organizzazioni sindacali rappresentative.
40. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nelle amministrazioni pubbliche l’organizzazione e la disciplina degli uffici, nonché la consistenza e la variazione delle dotazioni organiche: (art. 6, co. 1)
Sono determinate in funzione delle finalità stabilite dagli organi espressione di rappresentanza politica, previa verifica degli effettivi fabbisogni e previo parere vincolante delle organizzazioni sindacali rappresentative.
Sono determinate in funzione delle finalità concordate con gli organi espressione di rappresentanza politica, previa verifica degli effettivi fabbisogni e previo parere vincolante della Corte dei Conti.
Sono determinate in funzione delle finalità concordate con le organizzazioni sindacali, previa verifica degli effettivi fabbisogni.
41. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nelle amministrazioni pubbliche l’organizzazione e la disciplina degli uffici: (art. 6, co. 1)
Sono determinate in funzione delle finalità concordate con le organizzazioni sindacali rappresentative, previo parere del Consiglio di Stato.
Sono determinate in funzione delle finalità stabilite dagli organi espressione di rappresentanza politica, previo parere vincolante del Consiglio di Stato e delle organizzazioni sindacali rappresentative.
Sono determinate in funzione delle finalità indicate in detto decreto, previa consultazione delle organizzazioni sindacali rappresentative.
Sono determinate in funzione delle finalità concordate con gli organi espressione di rappresentanza politica, previo parere vincolante del Consiglio di Stato e delle organizzazioni sindacali rappresentative.
42. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le amministrazioni pubbliche curano l’ottimale distribuzione delle risorse umane: (art. 6, co. 1)
Attraverso la verifica semestrale della professionalità degli impiegati.
Attraverso la coordinata attuazione dei processi di mobilità e di reclutamento del personale.
Attraverso la automatica attribuzione di mansioni superiori ai dipendenti con maggiore anzianità di servizio.
43. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per la ridefinizione degli uffici e delle dotazioni organiche, tra l’altro: (art. 6, co. 3)
Si procede periodicamente e comunque a scadenza triennale.
Si procede periodicamente, alle scadenze fissate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.
Si procede periodicamente, alle scadenze fissate con decreto del ministro competente.
Si procede esclusivamente allorché ciò sia stabilito con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.
44. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per la ridefinizione degli uffici e delle dotazioni organiche, tra l’altro: (art. 6, co. 3)
Si procede ove risulti necessario a seguito di riordino, fusione, trasformazione o trasferimento di funzioni.
Si procede esclusivamente allorché ciò sia stabilito con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, allo scopo di realizzare processi di mobilità del personale.
Si procede ove risulti necessario a seguito di trasferimento del personale, nei soli casi stabiliti con decreto del ministro competente.
Si procede ove risulti necessario a seguito di trasferimento del personale, nei soli casi stabiliti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.
45. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ogni amministrazione procede alla ridefinizione degli uffici e delle dotazioni organiche: (art. 6, co. 3)
Proponendo al Presidente del Consiglio dei ministri l’adozione degli atti necessari a tale scopo.
Proponendo al Governo l’adozione degli atti necessari a tale scopo.
Adottando gli atti previsti dal proprio ordinamento.
Proponendo al Parlamento l’adozione degli atti necessari a tale scopo.
46. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le variazioni delle dotazioni organiche già determinate: (art. 6, co. 4)
Sono approvate dall’organo delle amministrazioni che costituisce espressione di rappresentanza politica, previo parere della Corte dei conti e del Consiglio di Stato, in coerenza con la programmazione triennale del fabbisogno di personale e con gli strumenti di programmazione economico- finanziaria pluriennale.
Sono approvate dall’organo di vertice delle amministrazioni in coerenza con la programmazione triennale del fabbisogno di personale e con gli strumenti di programmazione economico-finanziaria pluriennale.
Sono approvate dall’organo di vertice delle amministrazioni, in coerenza con la programmazione del fabbisogno di personale stabilita dall’organo di controllo.
Sono approvate dall’organo di controllo delle amministrazioni, in coerenza con la programmazione triennale del fabbisogno di personale e con gli strumenti di programmazione economicofinanziaria pluriennale.
47. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per le amministrazioni dello Stato la programmazione triennale del fabbisogno del personale, al fine delle variazioni delle dotazioni organiche: (art. 6, co. 4)
È deliberata dal Consiglio dei ministri.
È deliberata dal ministro competente, sentito il Comitato interministeriale per la programmazione economica.
È deliberata dal ministro competente.
È deliberata dal Comitato interministeriale per la programmazione economica.
48. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le amministrazioni pubbliche che non provvedono agli adempimenti in materia di organizzazione e disciplina degli uffici e delle dotazioni organiche: (art. 6, co. 6)
Non possono assumere nuovo personale, fatta eccezione per quello appartenente alle categorie protette.
Possono assumere nuovo personale, purché ciò non incrementi la spesa complessiva.
Possono assumere nuovo personale, purché nel quinquennio antecedente non abbiano fatto ricorso a processi di mobilità del personale.
49. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le amministrazioni pubbliche garantiscono: (art. 7, co. 1)
La ripartizione tra uomini e donne di un’identica percentuale dei posti di lavoro previsti dalla dotazione organica complessiva.
Parità e pari opportunità tra uomini e donne per l’accesso al lavoro.
Parità e pari opportunità tra uomini e donne per l’accesso al lavoro, limitatamente ai rapporti di lavoro a tempo pieno.
La riserva alle donne di una percentuale di posti pari almeno al quaranta per cento della dotazione organica complessiva.
50. A norma del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le amministrazioni pubbliche garantiscono: (art. 7, co. 1)
Parità e pari opportunità tra uomini e donne nel trattamento sul lavoro.
Parità e pari opportunità tra uomini e donne nel trattamento sul lavoro, limitatamente ai rapporti di lavoro a tempo pieno.