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Timestamp: 2020-04-03 09:45:40+00:00
Document Index: 114260679

Matched Legal Cases: ['art.17', 'art. 17', 'art.85', 'art. 17', 'art. 21', 'art. 21', 'art.17', 'art.8', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 12', 'art.5', 'art. 17']

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Febbraio 6, 2019 GDPR By admin
La vera novità che arriva con il Gdpr: la richiesta di cancellazione rivolta a un titolare che abbia reso pubblici dati comporta anche l’obbligo di trasmetterla a tutti coloro che li utilizzano. L’impatto sui diritti dei cittadini è importante, ecco perché
Al contrario di quanto molti pensano, l’art.17 del GDPRGeneral Data Protection Regulation, ufficialmente regolamento (UE) n. 2016/679 e meglio noto con la sigla GDPR, è un regolamento dell'Unione europea in materia di trattamento dei... Leggi, che pure si intitola “Diritto alla cancellazione (“diritto all’oblio”), c’entra pochissimo con i motori di ricerca e in generale con la libertà di stampa e di manifestazione del pensiero.
Il richiamo, posto tra parentesi e virgolette, al diritto all’oblio trae facilmente in inganno. Può infatti indurre a pensare che la norma si riferisca anche, o essenzialmente, al diritto all’oblio inteso come la possibilità di chiedere che una notizia di cui si contesta l’esattezza o l’interesse pubblico a conoscerla, non sia più accessibile attraverso i link dei motori di ricerca da un lato; sia “cancellata”, “rettificata”, o resa non più nuovamente conoscibile, da parte dei media che hanno diffuso la notizia stessa, dall’altro.
Lo scontro Google-Europa sul diritto all’oblio
La maggior parte delle persone, inoltre, leggendo questa norma, pensano soprattutto al diritto all’oblio con riguardo al motore di ricerca di Google, che, dopo la famosa decisione della Corte di Giustizia europea detta “Google Spain” del 2014, è tenuto a valutare ogni richiesta fatta da una persona fisica di cancellare i link che rendano accessibili le fonti di una notizia che la riguarda quando ritiene che essa sia inesatta, non vera e lesiva della sua immagine, o quando, sostiene che per il tempo passato, o altre situazioni, legate al bilanciamento tra la tutela della persona e il diritto di informazione dei cittadini, la conoscenza della notizia non sia più di interesse pubblico.
Su questa tematica, come su quella relativa ai media e alle notizie da essi pubblicate, abbiamo ormai una massa di decisioni, anche giurisprudenziali, consolidata, anche se inevitabilmente ogni decisione va assunta va valutata caso per caso e fa storia a se.
Per quanto riguarda il motore di ricerca di Google (ma anche a tutti i motori generalisti) il punto che tuttora resta aperto è se, quando Google accoglie la richiesta dell’interessato, la “delinkizzazione” debba riguardare solo l’accessibilità al motore di ricerca dal territorio dell’Unione europea o da ogni parte del mondo.
Google ritiene che la soluzione esatta sia la prima, alcune Autorità di controllo, e in particolare la CNIL francese ritengono invece che debba prevalere la seconda e la delinkizzazione debba riguardare tutto il mondo. Recentemente il Garante italiano, con una decisione commentata su Agenda digitale qualche settimana fa da chi scrive, accogliendo una specifica richiesta di un italiano residente all’estereo, e in particolare negli USA, ha imposto a Google la delinkizzazione anche rispetto ai siti accessibili in territorio americano, allineandosi così, sia pure in una decisione strettamente legata alla particolarità del caso, alla linea francese.
Vedremo la decisione della Corte di giustizia, alla quale ha fatto ricorso il Consiglio di Stato francese nell’estate del 2017. Certamente, quale che essa sia, avrà un peso molto rilevante.
Quale diritto all’oblio con il GDPR
Il fatto importante però è che l’art. 17 del GDPRGeneral Data Protection Regulation, ufficialmente regolamento (UE) n. 2016/679 e meglio noto con la sigla GDPR, è un regolamento dell'Unione europea in materia di trattamento dei... Leggi incide pochissimo su questa problematica. Il paragrafo 3 lettera a), infatti, precisa che “i paragrafi 1 e 2” (che costituiscono la parte veramente innovativa della norma), non si applicano al diritto alla libertà di espressione e di informazione”. Del resto la disciplina dell’informazione figura tra le materie la cui regolazione è rimessa, pur nel quadro dei principi del nuovo Regolamento, alle leggi nazionali ex art.85 del GDPRGeneral Data Protection Regulation, ufficialmente regolamento (UE) n. 2016/679 e meglio noto con la sigla GDPR, è un regolamento dell'Unione europea in materia di trattamento dei... Leggi.
Il diritto all’oblio di cui all’art. 17 del GDPRGeneral Data Protection Regulation, ufficialmente regolamento (UE) n. 2016/679 e meglio noto con la sigla GDPR, è un regolamento dell'Unione europea in materia di trattamento dei... Leggi è in realtà il diritto alla cancellazione dei dati di una persona fisica, esteso e regolato anche con riferimento alla società digitale.
Per un verso esso conferma e adegua al mondo digitale punti fermi del diritto alla cancellazione dei dati quando essi non sono più necessari alle finalità per cui sono stati raccolti, o quando viene revocato il consenso e i dati non possono essere trattati dal titolare su una base giuridica diversa.
A questi due punti fermi, classici e fondamentali del diritto dell’interessato alla cancellazione dei propri dati (che è diritto diverso dalla rettifica o dalla richiesta di cancellazione di dati inesatti, giacché in questo secondo caso è il trattamento stesso ad essere illegittimo), il nuovo GDPRGeneral Data Protection Regulation, ufficialmente regolamento (UE) n. 2016/679 e meglio noto con la sigla GDPR, è un regolamento dell'Unione europea in materia di trattamento dei... Leggi aggiunge anche il diritto di opposizione dell’interessato,a condizione che non sussista alcun interesse legittimo prevalente del titolare (art. 21, paragrafo1), oppure l’opposizione si basi sull’art. 21 paragrafo 2, e cioè i dati siano trattati per finalità di marketing diretto.
Inoltre, come anche già faceva la Direttiva, la cancellazione è dovuta quando i dati siano trattati illecitamente, o essa si basi sulla necessità di adempiere a un obbligo legale previsto dal diritto dell’Unione o dalle leggi di uno Stato membro (art.17, paragrafo 1, lettera e).
Infine, la norma precisa anche che la cancellazione è obbligatoriaquando i dati siano stati raccolti in base all’art.8, paragrafo 1, e cioè rispetto a servizi offerti dalla società dell’informazione a minori di anni 16 (o dell’età che ciascun Stato potrà fissare purché non inferiore a 13 anni) senza il consenso di chi ha la responsabilità genitoriale.
Fin qui, si potrebbe ritenere che l’art. 17 non introduca modalità davvero innovative rispetto al diritto alla cancellazione previsto dalla Direttiva, salvo appunto alcune precisazioni legate a nuove tutele contenute nel Regolamento stesso.
La vera novità del Gdpr sul diritto all’oblio
La parte veramente nuova, che consente di parlare anche di diritto l’oblio, pur poco avendo a che fare con la informazione e la libertà di pensiero, riguarda il dovere specifico posto a carico del titolare che riceva una richiesta di cancellazione quando i dati che ne sono oggetto siano stati “resi pubblici” dal titolare stesso.
In questa ipotesi l’art. 17 paragrafo 2 impone al titolare non solo di cancellare i dati (sempre ovviamente che ritenga la richiesta legittima per quanto lo riguarda). Egli deve anche, “tenuto conto della tecnologia disponibile e dei costi di attuazione”, adottare “misure ragionevoli, anche tecniche” per informare della richiesta che gli è pervenuta anche gli altri eventuali titolari che stanno utilizzando i dati a lui resi pubblici.
La norma è molto complessa, e ancora più complicata ne sarà l’attuazione. Essa infatti pone a carico del titolare in questione, l’obbligo di diventare in “intermediario necessario” tra l’interessato e chiunque stia trattando i dati di questo.
Egli infatti sembrerebbe non essere tenuto a comunicare all’interessato di aver ottemperato all’obbligo di segnalazione ad altri titolari, anche se forse il principio di trasparenza dell’art. 12 e l’accountabilityNell'ambito della sicurezza informatica, l'accountability è la capacità di un sistema di identificare un singolo utente, di determinarne le azioni e il... Leggi dell’art.5 paragrafo 2, potrebbero far ritenere che il dovere di informativa debba essere in qualche modo tenuto in conto.
Di qui l’obbligo, nei limiti che abbiamo visto, di informare della richiesta anche chiunque stia trattando gli stessi dati.
Quello che conta segnalare è che quando ci si riferisce al diritto all’oblio ai sensi del nuovo GDPRGeneral Data Protection Regulation, ufficialmente regolamento (UE) n. 2016/679 e meglio noto con la sigla GDPR, è un regolamento dell'Unione europea in materia di trattamento dei... Leggi si parla di cosa estremamente complessa, che va molto oltre il diritto all’oblio applicato al motore di ricerca e alle notizie diffuse attraverso i mezzi della società dell’informazione.
Infine una sottolineatura importante: la portata innovativa dell’art. 17 si capisce bene se si tiene sempre presente che obiettivo primo del GDPRGeneral Data Protection Regulation, ufficialmente regolamento (UE) n. 2016/679 e meglio noto con la sigla GDPR, è un regolamento dell'Unione europea in materia di trattamento dei... Leggi è tutelare e proteggere i dati per rafforzare la fiducia dei cittadini nella società digitale.
Assicurare che la richiesta di cancellazione rivolta a un titolare che abbia reso pubblici dati comporti per lui anche l’obbligo di trasmetterla a tutti coloro che li utilizzano è certamente cosa molto positiva per i cittadini.
Tags: diritto all’oblio, GDPR, scontro Google-Europa sul diritto all’oblio
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