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Timestamp: 2014-04-16 06:07:06+00:00
Document Index: 53581658

Matched Legal Cases: ['art. 48', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 2', 'art. 41', 'art. 3', 'art. 41', 'art. 23', 'art. 42', 'art. 4', 'art. 41', 'art. 16', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 18', 'art. 155', 'art. 16', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 18', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 29', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 30', 'art. 20', 'art. 1', 'art. 29', 'art. 10', 'art. 81', 'art. 25', 'art. 20', 'art. 19', 'art. 36', 'art. 49']

Consiglio PAT - Legge provinciale 15 maggio 2002, n. 7
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LEGGE PROVINCIALE SULLA RICETTIVIT� TURISTICALegge provinciale 15 maggio 2002, n. 7
Disciplina degli esercizi alberghieri ed extra-alberghieri e promozione della qualit� della ricettivit� turistica
B.U. 28 maggio 2002, n. 23
2.7.1. - Imprese turistiche
4.1. - Urbanistica: art. 48
Disegno di legge n. 25/XII di iniziativa consiliare
Testo vigente dal 14 agosto 2013
Formato pdf LEGGE PROVINCIALE SULLA RICETTIVIT� TURISTICA
Legge provinciale 15 maggio 2002, n. 7 (1)
Finalit� della disciplina
1. La presente legge disciplina la tipologia e la classifica degli esercizi alberghieri nonch� la tipologia e le caratteristiche degli esercizi extra-alberghieri e reca disposizioni volte a favorire la realizzazione di un marchio di qualit� e di marchi di prodotto con riferimento all'offerta degli esercizi alberghieri ed extra-alberghieri, al fine di promuovere la qualificazione del turismo trentino e di garantire al consumatore l'effettivo rispetto del livello dei servizi offerti.
Disciplina della ricettivit� alberghiera
Definizione dell'attivit� alberghiera
1. Gli esercizi alberghieri sono esercizi ricettivi a gestione unitaria dotati di almeno sette unit� abitative e organizzati per prestare al pubblico, verso corrispettivo di un prezzo, servizio di alloggio nelle unit� abitative e servizio di prima colazione, nonch� eventuali servizi di somministrazione di alimenti e bevande e altri servizi accessori.
2. Si intendono per unit� abitative, sempre che siano dotate dei requisiti previsti dal regolamento di esecuzione:
3. La prestazione del servizio di alloggio e di quello di prima colazione nonch�, se previsti, dei servizi di somministrazione di alimenti e bevande deve essere fornita all'interno dell'unico immobile costituente l'esercizio alberghiero, salvo quanto disposto per le dipendenze dall'articolo 4 e per i villaggi alberghieri dall'articolo 5, comma 5 (2).
b) prevedano in capo a soggetti diversi dal fornitore del servizio di alloggio la fornitura dei servizi di prima colazione, di somministrazione di alimenti e bevande o di altri eventuali servizi accessori rilevanti ai fini della classificazione; in tal caso la gestione del settore separato � affidata mediante apposita convenzione.
2. I soggetti gestori ai sensi del comma 1, lettera b), dei servizi di prima colazione, di somministrazione di alimenti e bevande e degli altri servizi accessori sono tenuti a munirsi delle autorizzazioni previste dalle normative vigenti in materia per le specifiche attivit� svolte.
3. Alle convenzioni per la gestione di cui al comma 1, lettera b), si applicano le disposizioni di cui all'articolo 12 della legge provinciale 14 luglio 2000, n. 9 (Disciplina dell'esercizio dell'attivit� di somministrazione di alimenti e bevande e dell'attivit� alberghiera, nonch� modifica all'articolo 74 della legge provinciale 29 aprile 1983, n. 12 in materia di personale) e le relative norme di esecuzione. Ulteriori contenuti obbligatori delle convenzioni per la gestione di cui al comma 1, lettera b), possono essere stabiliti dal regolamento di esecuzione della presente legge.
1. Negli esercizi alberghieri costituiti da pi� immobili, ovvero da pi� strutture di un unico immobile aventi ingressi separati e autonomi, sono dipendenze gli immobili o le strutture diversi dalla sede, detta "casa madre", nella quale sono ubicati il servizio di ricevimento e almeno sette unit� abitative.
2. L'esercizio alberghiero pu� disporre di una o pi� dipendenze, che devono essere dotate di servizio di ricevimento o in alternativa di idoneo sistema di sorveglianza.
4. Alla casa madre e a ciascuna dipendenza � attribuita una propria classifica. Alle dipendenze non pu� essere attribuito un livello di classifica superiore a quello attribuito alla casa madre. Qualora in relazione ai requisiti posseduti debba essere attribuito alla dipendenza un livello di classifica inferiore a quello posseduto dalla casa madre, l'eventuale differenza tra la casa madre e la dipendenza non pu� essere superiore ad una stella.
5. Il regolamento di esecuzione stabilisce il percorso massimo tra la casa madre e le dipendenze e le modalit� per la sua misurazione nonch� il numero minimo delle unit� abitative di cui le dipendenze devono essere dotate.
b) alberghi garn�;
2. Sono alberghi gli esercizi alberghieri che forniscono servizio di somministrazione di alimenti e bevande nonch� alloggio e prima colazione agli ospiti in unit� abitative prive di servizio autonomo di cucina o fornite di detto servizio per una quota massima del 30 per cento dei posti letto.
3. Sono alberghi garn� gli esercizi individuati al comma 2 nei quali sono forniti il servizio di prima colazione e di somministrazione di bevande. Ove dotati di esercizio di somministrazione di bevande aperto al pubblico gli alberghi garn� possono altres� somministrare pasti veloci, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente in materia di pubblici esercizi.
4. Sono residenze turistico alberghiere gli esercizi alberghieri che forniscono alloggio agli ospiti esclusivamente in unit� abitative dotate di servizio autonomo di cucina ovvero in unit� abitative dotate di servizio autonomo di cucina per una quota minima del 70 per cento dei posti letto. Nelle residenze turistico alberghiere devono essere forniti i servizi di prima colazione e di somministrazione di bevande.
5. Sono villaggi alberghieri gli alberghi e gli alberghi garn�, situati in un'unica area delimitata secondo i criteri definiti dal regolamento di esecuzione, che forniscono servizi centralizzati agli ospiti di unit� abitative dislocate in pi� stabili.
6. In ogni caso il gestore del servizio di alloggio deve avere la disponibilit� dei locali in cui � svolto il servizio. In caso di vendita, di locazione o di ogni altra forma di cessione, ivi compresa quella in multipropriet�, delle unit� abitative che faccia venir meno nelle medesime la prestazione del servizio di alloggio, la classifica alberghiera � revocata. Per gli esercizi alberghieri previsti dal comma 1, lettere c) e d), resta fermo quanto previsto dall'articolo 13 bis.
7. Il regolamento di esecuzione individua le dizioni riservate a ciascuna tipologia e stabilisce le modalit� per la traduzione e l'utilizzo in lingua estera della dizione italiana riservata a ciascuna tipologia (3).
1. Ai fini di questa legge sono considerate pertinenze degli esercizi alberghieri le aree e gli immobili destinati all'erogazione dei servizi accessori, anche non direttamente collegati con l'area principale e posti nell'immediata prossimit� dell'esercizio.
2. Il regolamento di esecuzione stabilisce la distanza massima tra l'esercizio alberghiero e le pertinenze nonch� le modalit� per la sua misurazione (4).
4. Gli esercizi classificati con tre e quattro stelle possono assumere la dizione aggiuntiva "superior" quando sono in possesso di specifici parametri qualitativi indicati nel regolamento di esecuzione. La dizione aggiuntiva "superior" � identificata con il segno distintivo "S" posto dopo il numero di stelle attribuito all'esercizio alberghiero.
4 bis. Gli esercizi classificati con cinque stelle possono assumere la dizione aggiuntiva "lusso" quando sono in possesso degli standard tipici degli esercizi di classe internazionale nonch� in presenza di spazi, servizi e management orientati all'esclusivit� e all'eccellenza dell'offerta secondo i parametri individuati con deliberazione della Giunta provinciale. La dizione aggiuntiva "lusso" � identificata con il segno distintivo "L" posto dopo il numero di stelle attribuito all'esercizio alberghiero.
5. L'attribuzione di un livello di classifica � obbligatoria, precede ed � presupposto per il rilascio e per il mantenimento della licenza di pubblico esercizio e ha validit� a tempo indeterminato.
6. Ciascun esercizio alberghiero deve utilizzare nella ditta, nell'insegna, nella promozione e nella commercializzazione la tipologia e il livello o la dizione non classificato assegnati in sede di classifica, pi� gli eventuali marchi. E' comunque fatta salva la possibilit� di non utilizzare in tali sedi alcuna tipologia.
7. Il segno distintivo di ciascun esercizio alberghiero, contenente la tipologia e il numero delle stelle o la dizione non classificato, deve essere in ogni caso esposto all'esterno e all'interno dell'esercizio rispettivamente in prossimit� dell'ingresso principale e nella zona di ricevimento. Il modello e le caratteristiche dei segni distintivi sono stabiliti con determinazione del dirigente del servizio provinciale competente in materia di turismo.
a) pulizia giornaliera delle unit� abitative;
d) lavandino con acqua corrente calda e fredda in tutte le unit� abitative;
e) almeno un bagno completo a uso comune nell'esercizio e in ciascuna dipendenza, in luogo funzionale alle unit� abitative, salvo che ciascuna delle unit� abitative disponga del bagno completo;
1 bis. Per garantire la tutela dei consumatori assicurando nell'ambito di ciascuna categoria di classificazione livelli qualitativi minimi dell'offerta alberghiera, la Provincia pu� ridurre di un livello la classifica attribuita ai sensi dell'articolo 10 all'esercizio alberghiero che non rispetti i predetti livelli. A tal fine la Provincia costituisce una commissione formata da un dipendente della Provincia e da due componenti designati dalle associazioni di categoria degli operatori alberghieri maggiormente rappresentative a livello provinciale. Se la designazione non perviene entro trenta giorni dalla richiesta, la Provincia nomina i componenti prescindendo dalla stessa.
1 ter. La commissione dura in carica per cinque anni e opera su richiesta della Provincia in presenza di segnalazioni ripetute e concordanti da parte di utenti o di organismi competenti per materia che evidenziano deficienze qualitative del servizio alberghiero. Se la commissione, sentito il titolare dell'esercizio alberghiero, ritiene che il servizio fornito non sia compatibile con i livelli qualitativi minimi relativi alla categoria di appartenenza tenuto conto dei parametri per la classifica, invita il titolare dell'esercizio ad adeguarsi alle prescrizioni segnalate entro un congruo termine. Decorso tale termine, se l'esercizio non risulta essersi adeguato, la commissione ne d� comunicazione alla struttura provinciale competente che pu� ridurre il livello di classifica attribuito. I criteri adottati dalla commissione sono pubblici.
1. Il regolamento di esecuzione individua i parametri strutturali e funzionali per la classifica e prevede ulteriori parametri in relazione al numero delle stelle. In relazione all'assetto urbanistico del territorio provinciale il regolamento di esecuzione pu� altres� prevedere i casi in cui � possibile derogare ai predetti parametri.
2. Per favorire l'integrazione tra gli esercizi alberghieri limitrofi, ai fini della classifica dell'esercizio alberghiero sono considerati anche i servizi accessori comuni secondo i criteri stabiliti dal regolamento di esecuzione. Nella classifica alberghiera non rileva l'utilizzo di servizi accessori di un esercizio alberghiero adiacente, ancorch� messi a disposizione della clientela attraverso accesso diretto (7).
1. Il gestore dell'esercizio alberghiero presenta al servizio provinciale competente in materia di turismo, anche per il tramite del comune sul cui territorio � situato l'esercizio alberghiero, una dichiarazione concernente l'autoclassifica dell'esercizio debitamente compilata e contenente l'indicazione della denominazione dell'esercizio, degli elementi necessari per la classifica, del livello di classifica, della tipologia da assegnare all'esercizio. Tale dichiarazione va presentata per i nuovi esercizi e per segnalare tutte le variazioni intervenute negli elementi di classifica anche se non comportino mutamenti nel livello di classifica o nella tipologia.
4. Avverso il provvedimento negativo o di rideterminazione della classifica � ammesso ricorso alla Giunta provinciale che si pronuncia entro trenta giorni dalla presentazione del ricorso.
5. La Giunta provinciale individua con propria deliberazione gli elementi della dichiarazione di autoclassifica, le modalit� di presentazione della medesima nonch� la documentazione da allegare alla dichiarazione, specificando quella indispensabile ai fini dell'efficacia della stessa.
6. La classifica quale risulta dalla dichiarazione di autoclassifica o dal provvedimento di classifica � modificata o revocata d'ufficio dal dirigente del servizio provinciale competente in materia di turismo, secondo quanto previsto dal comma 3, qualora venga accertata in qualunque momento l'intervenuta variazione di elementi di classifica o l'insussistenza di requisiti dichiarati che comportino mutamenti nel livello di classifica o nella tipologia attribuita o che comportino la non classificabilit� dell'esercizio.
1. In deroga a quanto previsto dall'articolo 10, il gestore dell'esercizio alberghiero non � tenuto a presentare la dichiarazione di modifica dell'autoclassifica qualora l'offerta ricettiva sia inferiore per quantit� o qualit� a quella normalmente disponibile per circostanze eccezionali o per ragioni legate a temporanee difficolt� di organizzazione gestionale ovvero all'esecuzione di opere di ristrutturazione.
2. Nei casi di cui al comma 1, la continuazione dell'attivit� senza necessit� di modifiche alla classifica � subordinata al previo assenso del dirigente del servizio provinciale competente in materia di turismo, ferme restando le norme in materia di pubblici esercizi.
3. Il regolamento di esecuzione individua i casi in cui l'attivit� ricettiva pu� essere continuata senza modifiche alla classificazione, i termini e le modalit� per la richiesta e per il rilascio del provvedimento di assenso di cui al comma 2.
2. Le denominazioni dei locali ove si svolge il servizio di somministrazione di alimenti e bevande o gli altri servizi accessori annessi all'esercizio alberghiero determinanti ai fini della classificazione, qualora diverse dalla denominazione dell'esercizio nel suo complesso, non devono generare confusione con quelle di altre imprese che esercitano il medesimo tipo di attivit� nel territorio dello stesso comune.
1. Al fine di garantire il possesso dei requisiti necessari la realizzazione degli interventi edilizi riferiti a strutture con destinazione alberghiera soggetti a concessione ai sensi dell'articolo 82 della legge provinciale 5 settembre 1991, n. 22 (Ordinamento urbanistico e tutela del territorio), come sostituito dall'articolo 65 della legge provinciale 11 settembre 1998, n. 10, nonch� le opere soggette ad autorizzazione, ovvero a presentazione di denuncia di inizio attivit� di cui all'articolo 83, comma 1, lettere d), h), l) e m), della legge provinciale n. 22 del 1991, come sostituito dall'articolo 65 della legge provinciale 11 settembre 1998, n. 10, � subordinata alla presentazione, ai sensi dell'articolo 88, comma 4, lettera f), della medesima legge provinciale, come modificato dall'articolo 5 della legge provinciale 8 maggio 2000, n. 4, al comune in cui ha sede l'esercizio alberghiero del visto di corrispondenza del progetto alla tipologia e ai requisiti minimi previsti dalla presente legge e dal relativo regolamento di esecuzione.
2. Nel rispetto della procedura prevista dal regolamento di esecuzione, il visto di corrispondenza � rilasciato dalla Provincia ovvero da tecnici, aventi i requisiti stabiliti dal regolamento medesimo. I tecnici che rilasciano il visto ne trasmettono copia alla Provincia (9).
3. Nel caso di richieste di autorizzazione edilizia ovvero presentazione di denunce di inizio attivit� per opere interne di cui all'articolo 83, comma 1, lettera p), della legge provinciale n. 22 del 1991, riferite a strutture con destinazione alberghiera, in luogo del visto di corrispondenza l'interessato presenta al comune una dichiarazione del progettista che attesti la conformit� delle opere da realizzare alla presente legge e al relativo regolamento di esecuzione. In ogni caso copia dell'autorizzazione o della denuncia e degli allegati sono immediatamente trasmessi dal comune al servizio provinciale competente in materia di turismo.
1. Nel caso di realizzazione di villaggi alberghieri e di residenze turistico alberghiere previste dalle lettere c) e d) del comma 1 dell'articolo 5, la propriet� di tali strutture non pu� essere frazionata per tutto il periodo di permanenza del vincolo urbanistico di destinazione alberghiera dell'area interessata. Il vincolo di non frazionabilit� � annotato nel libro fondiario a cura del comune e a spese del concessionario, secondo quanto previsto dal regolamento di esecuzione (10).
1 bis. Per tutti gli esercizi alberghieri � comunque fatto divieto di divisione delle unit� abitative come definite all'articolo 2 in unit� immobiliari autonome. Il mancato rispetto del divieto comporta l'applicazione di una sanzione pecuniaria, irrogata al proprietario dell'esercizio alberghiero, pari al valore venale del bene frazionato.
1 ter. Il valore venale del bene al quale � commisurata la sanzione pecuniaria � quello risultante dalla valutazione dello stesso quale unit� immobiliare autonoma considerata finita ed agibile. La determinazione del valore venale � effettuata dall'agenzia del territorio su richiesta del servizio provinciale competente in materia di turismo. La stima dell'agenzia e le spese per la valutazione sono comunicate ai destinatari della sanzione in allegato al provvedimento d'irrogazione della sanzione medesima; i responsabili dell'abuso provvedono direttamente al pagamento delle spese all'agenzia del territorio.
1 quater. Al fine di promuovere la riqualificazione, anche energetica, e il miglioramento qualitativo del patrimonio alberghiero, il vincolo di non frazionabilit� previsto dal comma 1 e il divieto di divisione stabilito dal comma 1 bis possono essere limitati nel caso di interventi di ristrutturazione o di demolizione e ricostruzione degli esercizi alberghieri di cui all'articolo 5, nel rispetto delle seguenti condizioni:
a) gli interventi assicurino o confermino l'attribuzione di un livello di classifica dell'esercizio di almeno 3 stelle, ottenuto nel rispetto dei parametri previsti dall'articolo 9 di questa legge e senza ricorso alle deroghe previste dal medesimo articolo;
b) l'esclusione del vincolo e del divieto interessi una porzione dell'edificio in misura complessivamente non superiore al 25 per cento del volume;
c) l'eventuale cambio d'uso assicurato alla porzione dell'edificio di cui alla lettera b) garantisca il rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 57 della legge provinciale 4 marzo 2008, n. 1 (legge urbanistica provinciale) con riferimento alle unit� immobiliari configurabili come alloggio, fermo restando che il cambio d'uso di volumi esistenti alla data di entrata in vigore di questo comma � ammesso prescindendo dalla disciplina di cui ai commi 3 e 4 dell'articolo 57 della legge urbanistica provinciale;
d) siano rispettate le disposizioni previste con deliberazione della Giunta provinciale per la gestione funzionalmente integrata dell'esercizio alberghiero con la porzione dell'edificio di cui alla lettera b). La deliberazione individua anche le tipologie di utilizzo cui pu� essere destinata la porzione dell'edificio di cui alla lettera b). Nel caso di utilizzo abitativo della porzione di cui alla lettera b), la gestione integrata prevede obbligatoriamente la sua messa a disposizione all'esercizio alberghiero per i periodi individuati dalla predetta deliberazione. La deliberazione � adottata previo parere delle competenti commissioni consiliari. Per il vincolo del rispetto delle disposizioni previste da questa lettera si applica quanto previsto dall'articolo 62, comma 6, della legge urbanistica provinciale.
1 quinquies. Il comma 1 quater si applica anche alla nuova costruzione di esercizi alberghieri, se ci� � previsto dai piani regolatori generali. In questo caso la percentuale prevista dalla lettera b) del medesimo comma � determinata dal piano regolatore generale nel limite massimo del 25 per cento del volume complessivo.
1 sexies. Gli interventi previsti dai commi 1 quater e 1 quinquies sono compatibili con la destinazione alberghiera prevista dagli strumenti urbanistici; il visto di corrispondenza previsto dall'articolo 13 attesta anche la conformit� alle disposizioni adottate ai sensi del comma 1 quater, lettera d). Nel caso di violazione delle prescrizioni sulla gestione funzionalmente integrata, il gestore dell'esercizio alberghiero e il proprietario della porzione dell'edificio di cui alla lettera b) del comma 1 quater corrispondono una sanzione amministrativa pecuniaria pari a 7.000 euro ciascuno, ove responsabili della violazione. In caso di cambio d'uso realizzato in violazione delle condizioni e dei limiti di cui alla lettera c) del comma 1 quater resta ferma l'applicazione, in quanto compatibile, delle sanzioni previste dai commi 9 e 10 dell'articolo 57 e dal capo III del titolo VI della legge urbanistica provinciale (11).
Marchio di qualit� e marchi di prodotto
1. Il marchio di qualit� costituisce lo strumento per la valutazione della qualit� dell'offerta, con riferimento agli aspetti gestionali relativi alla conduzione, all'ospitalit� e alla professionalit� degli imprenditori e dei collaboratori, nonch� agli altri elementi di valorizzazione dell'offerta ricettiva (12).
Caratteristiche del marchio di qualit�
1. Il marchio di qualit� dell'offerta alberghiera ed extra-alberghiera della provincia di Trento � rivolto a garantire, sulla base della cultura dell'ospitalit� trentina, il livello qualitativo dell'offerta e il suo sviluppo, orientando anche la scelta del consumatore.
Creazione, modificazione, approvazione e sostegno del marchio di qualit�
1. La Provincia promuove le condizioni necessarie alla definizione, alla affermazione e alla corretta gestione del marchio di qualit�.
4. Il regolamento di esecuzione disciplina le procedure di definizione e modifica del marchio e le modalit� per la sua gestione nonch� il procedimento per il riconoscimento e per la revoca del riconoscimento del marchio di qualit�, sentite le associazioni degli operatori alberghieri ed extra-alberghieri pi� rappresentative a livello provinciale (13).
a) marchi provinciali o subprovinciali che associano esercizi alberghieri o extra-alberghieri operanti nel territorio provinciale in numero idoneo a rappresentare la specifica tipologia di offerta, secondo quanto stabilito dal regolamento di esecuzione (15);
2. I soggetti appartenenti all'organizzazione turistica provinciale come disciplinata dalla legislazione provinciale in materia concorrono all'attivit� di informazione e promozione dei marchi di prodotto riconosciuti ai sensi del presente articolo.
Prezzi e pubblicit�
3. Nella comunicazione sono indicati i prezzi massimi da applicare per il periodo di apertura compreso fra il 1� dicembre e il 30 novembre dell'anno successivo.
4. Con il regolamento di esecuzione sono individuate le disposizioni nonch� la disciplina transitoria per l'applicazione del presente articolo. La modulistica relativa alla comunicazione dei prezzi � approvata con determinazione del dirigente del servizio provinciale competente in materia di turismo.
2. Nei locali dove vengono svolti i servizi di somministrazione di alimenti e bevande si applica per quanto concerne la pubblicit� dei prezzi la normativa specifica prevista per tale tipo di esercizi, comprese le norme sulle sanzioni.
1. All'interno di ciascuna unit� abitativa va esposto, in luogo visibile, un cartellino riportante i prezzi e il numero dei letti autorizzati, secondo le modalit� indicate nel regolamento di esecuzione.
1. I clienti di un esercizio alberghiero ai quali sono stati applicati prezzi superiori a quelli massimi indicati nella tabella di cui all'articolo 20, comma 1, possono presentare al servizio provinciale competente in materia di turismo, entro i trenta giorni successivi a quello in cui si � verificato il fatto, un reclamo contenente la denominazione e l'indirizzo dell'esercizio alberghiero e la descrizione dei fatti contestati.
2. Il servizio competente in materia di turismo richiede le controdeduzioni del gestore sul reclamo che pu� farle pervenire in forma scritta entro trenta giorni dalla relativa richiesta.
3. Nel caso in cui il reclamo risulti fondato, il dirigente del servizio provinciale competente in materia di turismo comunica con lettera raccomandata con avviso di ricevimento al reclamante e al gestore dell'esercizio il prezzo massimo che poteva essere richiesto dall'albergatore per i servizi forniti e d� corso al procedimento per l'applicazione della sanzione amministrativa di cui all'articolo 26, comma 1.
4. Il gestore � tenuto a rimborsare al cliente l'importo pagato in pi� entro quindici giorni dalla comunicazione prevista al comma 3 e a comunicare nello stesso termine gli estremi dell'avvenuto pagamento al servizio provinciale competente in materia di turismo.
2. La Provincia e i soggetti di cui al comma 1, nonch� gli organismi gestori dei marchi di qualit� e di prodotto controllano e garantiscono, per i dati di rispettiva competenza, la veridicit�, l'esattezza e l'aggiornamento delle informazioni contenute negli annuari di cui al presente articolo.
1. Chiunque utilizzi abusivamente il titolo di esercizio alberghiero o le dizioni riservate dalla presente legge o dal regolamento di esecuzione senza aver ottenuto la classifica � soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 250,00 euro a 2.000,00 euro.
2. Il gestore di un esercizio alberghiero che utilizzi abusivamente un livello di classifica o una dizione diversi da quelli attribuiti � soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 200,00 euro a 1.500,00 euro.
3. Il gestore dell'esercizio alberghiero che nella dichiarazione di autoclassifica di cui all'articolo 10 dichiari requisiti insussistenti ai fini del conseguimento di un livello di classifica o di una tipologia diversi da quelli spettanti � soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 200,00 euro a 1.500,00 euro.
4. Il gestore dell'esercizio alberghiero che non comunichi la perdita o la variazione peggiorativa dei requisiti dichiarati intervenuta successivamente alla presentazione della dichiarazione di autoclassifica, ovvero che non comunichi le variazioni alla convenzione per la gestione unitaria di cui all'articolo 3, qualora tale perdita o variazione comporti una modifica del livello di classifica o una modifica tipologica, � soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 200,00 euro a 1.500,00 euro. Alla medesima sanzione � soggetto il gestore di esercizio alberghiero che ometta di fornire agli alloggiati, senza giustificato motivo, i servizi indicati nella dichiarazione di autoclassifica.
5. Soggiace alla sanzione prevista dal comma 4 il gestore dell'esercizio alberghiero che offra servizio di alloggio in misura maggiore a quanto autorizzato, fatte salve le possibilit� di letto aggiunto previste dal regolamento di esecuzione.
6. Il gestore dell'esercizio alberghiero che ometta la comunicazione di variazioni peggiorative dei requisiti previsti per la classifica ovvero di variazioni della convenzione per la gestione unitaria di cui all'articolo 3, qualora tali variazioni non siano determinanti ai fini del mantenimento della classifica o della tipologia, � soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 50,00 euro a 500,00 euro.
7. Il gestore di un esercizio alberghiero che non espone il segno distintivo dell'esercizio alberghiero secondo quanto previsto dall'articolo 7, comma 7, � soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 70,00 euro a 750,00 euro.
1. Chiunque utilizzi abusivamente il marchio di qualit� di cui alla presente legge � soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 100,00 euro a 1.000,00 euro. Resta ferma la facolt� del soggetto gestore del marchio di tutelare i propri diritti in tutti i modi e le sedi ritenuti opportuni.
2. Il soggetto gestore del marchio di qualit� che non rispetta le disposizioni concernenti i marchi contenute nella presente legge e nel regolamento di esecuzione � soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 200,00 euro a 1.500,00 euro.
3. La revoca del riconoscimento di cui all'articolo 16, comma 2, comporta per il soggetto gestore del marchio di qualit� l'applicazione della sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 100,00 euro a 1.000,00 euro nonch� la restituzione dei contributi concessi a sostegno del marchio con riferimento ai due ultimi esercizi finanziari.
1. Il gestore di un esercizio alberghiero che applica prezzi superiori al massimo rispetto a quelli risultanti nella tabella dei prezzi di cui all'articolo 20, comma 1, ovvero non espone la medesima tabella, � soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 70,00 euro a 750,00 euro per ciascuna violazione. Alla medesima sanzione � soggetto il gestore che espone una tabella incompleta o una tabella riportante prezzi differenti da quelli comunicati ai sensi dell'articolo 19.
2. Il gestore di un esercizio alberghiero che non rispetta l'obbligo di cui all'articolo 20, comma 3, � soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 70,00 euro a 750,00 euro per ciascuna violazione.
3. Il gestore che non rispetta gli obblighi di cui all'articolo 22, comma 4, � soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 100,00 euro a 1.000,00 euro.
4. Chiunque provveda a pubblicare prezzi massimi e dati concernenti la classifica degli esercizi alberghieri operanti nella provincia di Trento senza osservare quanto disposto all'articolo 23, comma 4, � soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 100,00 euro a 1.000,00 euro per ciascuna violazione.
2. Per le violazioni previste dall'articolo 24, l'autorit� competente all'irrogazione della sanzione pecuniaria pu� inoltre applicare, nei casi di particolare gravit� o di recidiva di cui al comma 1, la sanzione amministrativa accessoria della sospensione del provvedimento di classifica fino ad un massimo di tre mesi; in caso di ulteriore violazione della stessa disposizione nel corso del medesimo quinquennio, il provvedimento di classifica pu� essere revocato e non si pu� attribuire una nuova classifica se non sia trascorso almeno un anno dal giorno della revoca.
1. L'accertamento della sussistenza dei requisiti per la classificazione nonch� la vigilanza sul rispetto delle altre disposizioni contenute nella presente legge e nel regolamento di esecuzione sono svolti dai dipendenti dei comuni e dai dipendenti della Provincia assegnati al servizio provinciale competente in materia di turismo, autorizzati rispettivamente dal comune o dalla Provincia. La vigilanza sul rispetto delle disposizioni concernenti i marchi � svolta dai dipendenti della Provincia assegnati al servizio competente in materia di turismo, autorizzati dalla Provincia.
Ricettivit� extra-alberghiera
e) ostelli per la giovent�;
f bis) alberghi diffusi (16).
1. Sono esercizi di affittacamere gli esercizi ricettivi dotati di non pi� di venticinque camere destinate agli ospiti, anche disposte in pi� appartamenti di uno stesso edificio o di edifici diversi, comunque direttamente collegati fra loro, nei quali si fornisce servizio di alloggio, nonch� eventuali servizi di somministrazione di alimenti e bevande, ad esclusione di quelle superalcoliche, ed altri servizi accessori.
1 bis. La Giunta provinciale, sentite le associazioni degli esercizi di affittacamere maggiormente rappresentative a livello provinciale, individua parametri e modalit� per il riconoscimento dei diversi livelli qualitativi, in coerenza con le metodologie presenti a livello nazionale e internazionale (17).
2. L'eventuale somministrazione di alimenti e bevande � limitata alle persone alloggiate.
3. L'attivit� di affittacamere pu� altres� essere esercitata in modo complementare rispetto agli esercizi per la somministrazione al pubblico di pasti tradizionali, purch� sia svolta dallo stesso titolare e nello stesso complesso immobiliare. In tal caso non si applica la disposizione di cui al comma 2.
1. Sono esercizi rurali gli esercizi ricettivi ubicati in edifici tradizionali esistenti ed inseriti in ambiente rurale, dotati di camere destinate agli ospiti, anche disposte in pi� appartamenti dello stesso edificio forniti di angolo cottura o servizio autonomo di cucina, nei quali si fornisce servizio di alloggio ed eventuale servizio di somministrazione di alimenti e bevande.
2. Coloro che offrono ospitalit� turistica in esercizi rurali si impegnano ad effettuare, per un periodo non inferiore a dieci anni, interventi di manutenzione ambientale delle pertinenze dell'edificio o del territorio comunale di appartenenza nei limiti e secondo le modalit� stabilite da un'apposita convenzione che il richiedente stipula con il comune competente per territorio. In caso di violazione degli obblighi assunti, la convenzione prevede l'esecuzione degli interventi di manutenzione da parte del comune a spese del richiedente.
1. Si definisce "bed and breakfast" l'ospitalit� turistica offerta con carattere saltuario da coloro che, avvalendosi della sola organizzazione familiare, utilizzano parte dell'edificio in cui risiedono, fino ad un massimo di tre camere, fornendo servizio di alloggio e di prima colazione. Il regolamento di esecuzione definisce i casi nei quali l'ospitalit� "bed and breakfast" � consentita nell'edificio in cui � stato eletto domicilio.
2. Il servizio di prima colazione � assicurato fornendo cibi e bevande secondo le modalit� stabilite dal regolamento di esecuzione (18).
1. Sono case e appartamenti per vacanze le unit� abitative arredate e dotate di angolo cottura o di servizio autonomo di cucina gestite, in numero superiore a tre, da chi ne ha la disponibilit� a qualsiasi titolo e le offre in locazione ai turisti, assicurando loro i servizi essenziali previsti dal regolamento di esecuzione.
2. La disciplina delle case e appartamenti per vacanze si applica anche al gestore che, per la locazione delle unit� abitative indicate nel comma 1, si avvale di soggetti che svolgono attivit� di mediazione immobiliare nel rispetto della normativa statale vigente in materia.
3. Nelle case e appartamenti per vacanze non � consentita l'offerta di prestazioni di tipo alberghiero, n� la somministrazione di alimenti e bevande (19).
1. Gli ostelli per la giovent� sono strutture ricettive attrezzate per ospitare giovani in viaggio e loro accompagnatori, realizzate su iniziativa di enti pubblici o privati.
2. Il regolamento di esecuzione determina le modalit� attraverso le quali gli ostelli assicurano ospitalit� prioritariamente ai giovani, i requisiti strutturali e di servizio in linea con gli ostelli europei, nonch� i periodi di permanenza massima degli ospiti (20).
2. Nelle case per ferie possono essere ospitate esclusivamente le categorie di persone indicate nella denuncia di inizio attivit� di cui all'articolo 38 e che risultano dipendenti di amministrazioni o aziende pubbliche o private ovvero soci di enti, associazioni o altre organizzazioni operanti per il conseguimento di finalit� sociali, culturali, assistenziali, religiose o sportive.
3. La disciplina delle case per ferie, ad eccezione di quanto previsto al comma 2, si applica anche ai complessi ricettivi che, gestiti per le predette finalit�, assumono in relazione alla particolare funzione svolta la denominazione di foresterie, pensionati studenteschi, casa della giovane, case religiose di ospitalit�, centri di vacanze per anziani o minori e simili.
1. Al fine di garantire il miglior utilizzo del patrimonio edilizio esistente ed il recupero degli immobili in disuso, promuovere nuove forme di ricettivit� e valorizzare la fruizione turistica dei beni naturalistici, ambientali e culturali del territorio rurale e urbano, la Provincia disciplina l'esercizio degli alberghi diffusi.
2. Sono alberghi diffusi gli esercizi ricettivi a gestione unitaria, dotati di almeno sette unit� abitative, come definite dall'articolo 2, comma 2, dislocate in edifici diversi, integrate tra loro da servizi centralizzati ed organizzate attraverso la valorizzazione di pi� immobili esistenti. Gli alberghi diffusi assicurano i requisiti minimi di ospitalit� alberghiera, come definiti dall'articolo 8, il servizio di prima colazione nonch� eventuali servizi di somministrazione di alimenti e bevande ed altri servizi accessori.
3. Con deliberazione della Giunta provinciale, sentite le associazioni di categoria, sono stabiliti parametri e modalit� per il riconoscimento dei diversi livelli qualitativi degli alberghi diffusi, in coerenza con le metodologie presenti a livello nazionale e internazionale.
4. Le unit� abitative sono ubicate nel comune in cui ha sede l'ufficio di ricevimento dell'albergo diffuso o in comuni a questo confinanti.
5. Il regolamento di esecuzione stabilisce la distanza massima tra le unit� abitative e i servizi centralizzati, le modalit� per la misurazione nonch� i requisiti strutturali minimi (21).
1. Al fine di garantire il miglior utilizzo del patrimonio edilizio esistente, promuovere nuove forme di ricettivit� e valorizzare le specifiche caratteristiche dell'edilizia locale, la Giunta provinciale definisce i criteri sulla base dei quali i comuni possono consentire agli esercizi extra-alberghieri di cui al presente titolo di svolgere la propria attivit� in pi� immobili ubicati nello stesso comune e posti nelle immediate vicinanze.
1. La Provincia acquisisce, nell'ambito del proprio sistema informativo del turismo, i dati relativi alla ricettivit� degli alloggi in locazione ad uso turistico diversi dalle tipologie degli esercizi extra-alberghieri previsti dall'articolo 30.
2. Ai fini di cui al comma 1 chi offre in locazione ai turisti, per un periodo minimo stabilito dal regolamento di esecuzione, case o appartamenti di cui ha la disponibilit� a qualsiasi titolo, deve darne informazione al comune competente per territorio. L'obbligo di comunicazione si intende assolto se � stata effettuata la comunicazione prevista dal comma 4 dell'articolo 34 (Disciplina del tributo provinciale sul turismo dovuto dai soggetti che concedono in locazione alloggi privati per uso turistico) della legge provinciale 29 dicembre 2005, n. 20. L'omessa o incompleta indicazione della comunicazione entro i termini previsti comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 50 a 150 euro per ciascuna casa o appartamento.
3. Il regolamento di cui al comma 2 stabilisce altres� i termini e le modalit� di presentazione della comunicazione (22).
1. L'apertura, il trasferimento e l'ampliamento degli esercizi extra-alberghieri di cui all'articolo 30, comma 1, lettere a), c), d), e), f) ed f bis), sono consentiti previa presentazione al comune competente per territorio di una denuncia di inizio attivit� ai sensi dell'articolo 23 della legge provinciale 30 novembre 1992, n. 23 (Principi per la democratizzazione, la semplificazione e la partecipazione all'azione amministrativa provinciale e norme in materia di procedimento amministrativo), come sostituito dall'articolo 14 della legge provinciale 8 settembre 1997, n. 13 (23).
3. Il rilascio dell'autorizzazione di cui al comma 2 � subordinato al parere favorevole della conferenza di servizi composta da un rappresentante dei servizi provinciali competenti in materia di turismo, agricoltura, polizia amministrativa, urbanistica e sanit� e da uno del comune competente per territorio.
4. La conferenza di servizi � convocata a cura del comune competente per territorio entro sessanta giorni dalla data di presentazione della domanda e ad essa si applicano le disposizioni di cui alla legge provinciale 30 novembre 1992, n. 23, come da ultimo modificata dall'articolo 1 della legge provinciale 19 febbraio 2002, n. 1.
5. L'esercizio delle attivit� di cui ai commi 1 e 2 � comunque subordinato alla conformit� dei locali ai requisiti minimi di cui all'articolo 40 nonch� al possesso dei requisiti soggettivi di cui agli articoli 11 e 92 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza).
6. Il gestore dell'esercizio extra-alberghiero deve comunicare tempestivamente al comune la cessazione dell'attivit� e la chiusura temporanea dell'esercizio nonch� ogni variazione dei requisiti intervenuta successivamente alla presentazione della denuncia o al rilascio dell'autorizzazione; le disposizioni del presente comma si applicano anche al subentrante nel caso di trasferimento dell'azienda in propriet� o in gestione.
7. La Giunta provinciale determina, con propria deliberazione, la documentazione da allegare alla denuncia e alla domanda, il loro contenuto e le modalit� per la loro presentazione e per ogni successiva comunicazione.
1. I gestori degli esercizi extra-alberghieri sono tenuti a comunicare agli enti preposti alla rilevazione statistica, secondo le modalit� stabilite nel regolamento di esecuzione, i dati riguardanti le presenze turistiche negli esercizi extra-alberghieri disciplinati dal presente titolo.
1. I locali destinati all'ospitalit� turistica negli esercizi extra-alberghieri disciplinati dal presente titolo devono possedere i requisiti previsti dal regolamento di esecuzione ed essere conformi alle norme urbanistiche, sanitarie, di prevenzione incendi e di sicurezza.
2. Il regolamento di esecuzione specifica le caratteristiche degli esercizi extra-alberghieri di cui al capo II, individua i servizi minimi che devono essere garantiti a coloro che vi soggiornano e le ulteriori dizioni specifiche e riservate a ciascuna tipologia e stabilisce le modalit� per la traduzione e l'utilizzo in lingua estera della dizione italiana riservata a ciascuna tipologia.
1. Gli esercizi extra-alberghieri sono inseriti in specifico elenco che i comuni aggiornano e trasmettono periodicamente all'organismo competente alla gestione del sistema informativo turistico, fornendo tutti i dati e le informazioni descrittivi l'ospitalit� negli esercizi extra-alberghieri, secondo le modalit� stabilite dal regolamento di esecuzione.
1. Chiunque offra ospitalit� turistica in uno degli esercizi extra-alberghieri di cui al presente titolo senza la presentazione della denuncia di inizio attivit� prevista dall'articolo 38, comma 1, o senza l'autorizzazione prevista dall'articolo 38, comma 2, � soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 500,00 euro a 3.000,00 euro.
2. Il gestore di un esercizio extra-alberghiero che non comunichi la variazione dei requisiti intervenuta successivamente alla presentazione della denuncia di inizio attivit� o al rilascio dell'autorizzazione ovvero la chiusura temporanea dell'esercizio o la cessazione della sua attivit�, � soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 100,00 euro a 1.000,00 euro; alla stessa sanzione � soggetto il subentrante che non comunichi il trasferimento dell'azienda in propriet� o in gestione.
3. Chiunque utilizzi abusivamente le dizioni riservate alle tipologie previste dal presente titolo per gli esercizi extra-alberghieri, � soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 200,00 euro a 1.500,00 euro.
4. Il gestore di un esercizio extra-alberghiero che offre servizio di alloggio in locali diversi da quelli autorizzati, ovvero in misura maggiore a quanto consentito � soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 200,00 euro e 1.500,00 euro.
5. Il gestore di un esercizio extra-alberghiero che non rispetta le disposizioni di cui agli articoli 19, 20, 21 e 22, � soggetto alle sanzioni amministrative previste all'articolo 26 della presente legge.
8. Per le violazioni previste dai commi 2, 3 e 4, l'autorit� competente all'irrogazione della sanzione pecuniaria pu� inoltre applicare, nei casi di particolare gravit� o di recidiva di cui al comma 7, la sanzione amministrativa accessoria della sospensione dell'attivit� fino ad un massimo di tre mesi; in caso di ulteriore violazione della stessa disposizione nel corso del medesimo quinquennio, l'autorizzazione pu� essere revocata e non � consentita la presentazione di una nuova denuncia di inizio attivit� o il rilascio di una nuova autorizzazione se non sia trascorso almeno un anno dal giorno della revoca.
1. Le deroghe previste a favore dell'edilizia alberghiera dalle vigenti norme urbanistiche per le residenze turistico alberghiere e per gli esercizi alberghieri esistenti aventi una ricettivit� in appartamenti forniti di autonoma cucina superiore al 30 per cento del totale dei posti letto si applicano solamente per interventi riguardanti le parti ad uso comune.
1. Il regolamento di esecuzione della presente legge � approvato dalla Giunta provinciale entro centottanta giorni dalla data di pubblicazione della medesima, sentite le associazioni degli operatori alberghieri ed extra-alberghieri pi� rappresentative a livello provinciale operanti sul territorio provinciale e previo parere della competente commissione permanente del Consiglio provinciale (25).
2. Per le infrazioni alle sue norme il regolamento di esecuzione pu� prevedere sanzioni amministrative pecuniarie da 100,00 euro a 1.000,00 euro. In assenza di specifiche disposizioni, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 50,00 euro a 500,00 euro.
1. Le disposizioni della presente legge si applicano a partire dalla data di entrata in vigore del regolamento di esecuzione di cui all'articolo 49. Fino alla medesima data continuano ad applicarsi le disposizioni abrogate dall'articolo 51, nonch� il testo previgente delle disposizioni modificate dall'articolo 46.
2. I gestori degli esercizi alberghieri classificati ai sensi della legge provinciale 16 novembre 1981, n. 23 (Disciplina degli esercizi alberghieri, degli esercizi di affittacamere e dell'ospitalit� turistica familiare), come da ultimo modificata dalla legge provinciale 22 marzo 2001, n. 3, presentano la dichiarazione di autoclassifica di cui all'articolo 10, comma 1, entro diciotto mesi dalla data di applicazione della presente legge, tenendo conto delle deroghe ai criteri di classifica stabilite ai commi 3, 4, 5, 6 e 7. In presenza di giustificati motivi il dirigente del servizio provinciale competente pu� consentire al gestore dell'esercizio alberghiero di presentare la dichiarazione di autoclassifica anche oltre la predetta scadenza, purch� entro il 31 dicembre 2005. In tutti i casi predetti, il termine per l'efficacia della dichiarazione di autoclassifica, nonch� per la relativa attivit� del dirigente del servizio provinciale competente in materia di turismo di cui all'articolo 10, comma 3, � fissato in centottanta giorni. Nel frattempo resta efficace per i predetti esercizi la classifica posseduta. La mancata presentazione ai sensi del presente comma della dichiarazione di autoclassifica da parte del gestore dell'esercizio alberghiero comporta, sentito l'interessato, la classificazione d'ufficio dell'esercizio medesimo a locanda, purch� sia dotato dei requisiti minimi di cui all'articolo 8 (26).
4. Gli esercizi di cui al comma 2 conservano il livello di classifica posseduto anche se non dispongono dei parametri strutturali di cui all'articolo 9. Tali esercizi sono riclassificati d'ufficio qualora entro cinque anni dalla data di applicazione della presente legge non si siano dotati dei parametri strutturali richiesti per il livello posseduto. I medesimi esercizi sono tenuti all'immediato rispetto dei parametri strutturali di cui all'articolo 9 in caso di ristrutturazione totale ovvero di demolizione e ricostruzione, come definiti dalla legislazione provinciale in materia di urbanistica, nonch� in caso di ristrutturazione parziale o di ogni altra variazione della ricettivit�, limitatamente alle unit� abitative interessate.
5. Gli esercizi di cui al comma 2 classificati albergo garn� ai sensi della legge provinciale n. 23 del 1981 che non forniscono il servizio di prima colazione sono classificati indipendentemente dalla prestazione di tale servizio. Tali esercizi devono comunque dotarsi del servizio di prima colazione entro cinque anni dalla data di applicazione della presente legge a pena di revoca della classifica, salvo specifica autorizzazione del comune in cui ha sede l'esercizio alberghiero a proseguire l'attivit� senza tale servizio in presenza di motivate ragioni strutturali, urbanistiche o economiche che giustifichino l'impossibilit� di erogare il servizio.
6. Gli esercizi di cui al comma 2 classificati albergo o albergo garn� ai sensi della legge provinciale n. 23 del 1981, dotati di unit� abitative con servizio autonomo di cucina per una quota superiore al 30 per cento ed inferiore al 70 per cento dei posti letto, mantengono il livello di classifica e la tipologia in deroga a quanto previsto all'articolo 5.
7. Gli esercizi di cui al comma 2 classificati albergo o albergo garn� ai sensi della legge provinciale n. 23 del 1981, dotati di unit� abitative con servizio autonomo di cucina per una quota compresa tra il 70 e il 100 per cento dei posti letto, sono classificati residenza turistico alberghiera.
8. I visti di corrispondenza rilasciati ai sensi della legge provinciale n. 23 del 1981 mantengono validit� fino alla scadenza della concessione o dell'autorizzazione edilizia, se queste ultime siano state rilasciate prima della data di applicazione della presente legge o vengano rilasciate entro un anno dalla data di applicazione della presente legge.
11. Gli esercizi extra-alberghieri di cui all'articolo 30, comma 1, lettere a), c), d), e) e f), gi� in esercizio alla data di applicazione della presente legge, devono adeguarsi entro cinque anni da tale data ai requisiti prescritti dalla presente legge e dal regolamento di esecuzione. Durante tale periodo � consentita la prosecuzione dell'attivit� a condizione che sussistano i requisiti previsti dalla legislazione provinciale vigente anteriormente alla data di applicazione della presente legge.
12. Gli esercizi di affittacamere classificati come tali ai sensi della legge provinciale n. 23 del 1981 e dotati di pi� di sei camere alla data di applicazione della presente legge, possono essere classificati mediante l'attribuzione della corrispondente tipologia, seguita dalla dizione "non classificato" purch� dispongano dei requisiti minimi di cui all'articolo 8. Per finalit� diverse da quelle della presente legge, tali esercizi sono equiparati agli esercizi ad una stella (27).
Esercizi alberghieri non classificati
1. Per favorire il permanere dell'utilizzo alberghiero delle strutture ricettive, gli esercizi alberghieri gi� classificati villaggio-albergo ai sensi della legge provinciale n. 23 del 1981 possono classificarsi come villaggio alberghiero, anche con riferimento alla tipologia prevista dall'articolo 5, comma 4, e secondo il corrispondente livello di classifica.
2. Fermo restando il possesso dei requisiti minimi previsti dall'articolo 8 e dal regolamento di esecuzione, gli esercizi alberghieri previsti dal comma 1 che non dispongano dei parametri per la classifica a una stella possono classificarsi e operare con la dizione "non classificato". Nelle unit� abitative previste dall'articolo 2, comma 2, lettera c), degli esercizi classificati ai sensi di questo comma lo spazio adibito a cucina, di superficie non inferiore a due metri quadrati, pu� essere ricavato all'interno della camera e la prestazione del servizio di pulizia pu� essere fornita anche solo su richiesta dell'ospite. Per finalit� diverse da quelle di questa legge tali esercizi sono equiparati agli esercizi a una stella.
3. Le deroghe previste dal comma 2, secondo periodo, cessano di avere applicazione decorsi tre anni dalla data di entrata in vigore di quest'articolo.
3 bis. Il termine fissato nel comma 3 � prorogato di ulteriori due anni, ferma restando l'applicazione della sanzione prevista dall'articolo 24, comma 3, qualora il gestore dell'esercizio alberghiero non classificato provveda, entro il termine previsto dal comma 3, a sottoscrivere con gli enti pubblici competenti una convenzione con la quale si impegna a completare entro i due anni di proroga gli interventi necessari a conformare l'esercizio alberghiero alle previsioni della normativa vigente, secondo quanto previsto dal comma 1 e dal comma 2, primo periodo. Il mancato adeguamento comporta, alla scadenza del termine prorogato, il divieto di prosecuzione dell'attivit� (28).
(1) In base all'art. 9 della l.p. 12 settembre 2008, n. 16 questa legge pu� essere citata usando solo il titolo breve "legge provinciale sulla ricettivit� turistica", individuato dall'allegato A della l.p. n. 16 del 2008.
(2) Comma cos� modificato dall'art. 1 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(3) Articolo cos� modificato dall'art. 18 della l.p. 11 marzo 2005, n. 3 e dall'art. 2 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20. Per alcune disposizioni transitorie connesse a queste ultime modificazioni vedi l'art. 41, commi 2 e 3 della l.p. n. 20 del 2007.
(4) Articolo cos� sostituito dall'art. 3 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20. Per una disposizione transitoria connessa alla sostituzione vedi l'art. 41, comma 6 della l.p. n. 20 del 2007.
(5) Articolo cos� modificato dall'art. 23 del d.p.p. 20 ottobre 2008, n. 46-153/Leg - ai sensi dell'art. 42 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20 -, dall'art. 4 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20 (per alcune disposizioni transitorie connesse a quest'ultima modificazione vedi l'art. 41, commi 4 e 5 della l.p. n. 20 del 2007) e dall'art. 16 della l.p. 4 aprile 2011, n. 6.
(6) Articolo cos� modificato dall'art. 5 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(7) Comma cos� sostituito dall'art. 6 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(8) Comma cos� modificato dall'art. 7 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(9) Comma cos� sostituito dall'art. 8 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(10) Comma cos� modificato dall'art. 9 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(11) Articolo aggiunto dall'art. 18 della l.p. 11 marzo 2005, n. 3, cos� modificato dall'art. 155 della l.p. 4 marzo 2008, n. 1 e dall'art. 16 della l.p. 15 maggio 2013, n. 9.
(12) Comma cos� modificato dall'art. 10 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(13) Articolo cos� modificato dall'art. 11 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(15) Lettera cos� sostituita dall'art. 18 della l.p. 17 giugno 2010, n. 14.
(16) Lettera aggiunta dall'art. 12 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(17) Comma aggiunto dall'art. 13 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(18) Articolo cos� modificato dall'art. 14 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(19) Articolo cos� sostituito dall'art. 15 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20, modificato dall'art. 16 della l.p. 15 maggio 2013, n. 9 e dall'art. 29 della l.p. 9 agosto 2013, n. 16.
(20) Articolo cos� sostituito dall'art. 16 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(21) Articolo aggiunto dall'art. 17 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(22) Articolo aggiunto dall'art. 18 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(23) Comma cos� modificato dall'art. 19 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(24) Articolo modificativo degli articoli 3 e 30 della legge provinciale 14 luglio 2000, n. 9.
(25) Per il regolamento d'esecuzione vedi il d.p.p. 25 settembre 2003, n. 28-149/Leg.
(26) Comma cos� modificato dall'art. 30 della l.p. 10 febbraio 2005, n. 1.
(27) Comma cos� modificato dall'art. 20 della l.p. 15 novembre 2007, n. 20.
(28) Articolo aggiunto dall'art. 1 della l.p. 2 dicembre 2010, n. 25, e cos� modificato dall'art. 29 della l.p. 9 agosto 2013, n. 16.
(29) Articolo abrogativo delle leggi provinciali 16 novembre 1981, n. 23, 27 dicembre 1982, n. 31, 10 dicembre 1984, n. 12 e - limitatamente alla provincia di Trento - della l.r. 5 maggio 1958, n. 10, abrogativo dell'art. 10 della l.p. 15 marzo 1983, n. 6, dell'art. 81 della l.p. 22 dicembre 1983, n. 46, dell'art. 25 della l.p. 3 febbraio 1997, n. 2, dell'art. 20 della l.p. 22 marzo 2001, n. 3 e modificativo dell'art. 19 della l.p. 19 gennaio 1988, n. 4, dell'art. 36 della l.p. 15 marzo 1993, n. 8, dell'art. 49 della l.p. 19 febbraio 2002, n. 1.
(30) Disposizioni finanziarie.