Source: https://www.sentenze-cassazione.com/sentenze-cassazione-2015/testo-sentenza-risarcimento-danni-terzo-trasportato/
Timestamp: 2020-07-12 03:36:19+00:00
Document Index: 106756583

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 100', 'art. 360', 'sentenza ', 'sentenza ']

Testo sentenza, risarcimento, danni, terzo trasportato
Home » Sentenze Cassazione 2015 » Testo sentenza, risarcimento, danni, terzo trasportato
1. C.C. e Ge. nonché D.E. convennero in giudizio, davanti al Tribunale di Reggio Calabria, G.V. e la SAI Assicurazioni s.p.a., chiedendo il risarcimento dei danni patiti in un sinistro stradale nel quale il motociclo condotto dal D. , di proprietà di Ca.Ge. e sul quale viaggiava come trasportato C.C. , era stato urtato dalla vettura condotta dal G. la quale, nell’assunto degli attori, si era spostata improvvisamente verso la parte sinistra della carreggiata tagliando la strada al motociclo.
Espletata c.t.u. e svolta prova per testi, il Tribunale addebitò la responsabilità del sinistro nella misura del settanta per cento a carico del D. e del trenta per cento a carico del G. ; liquidò quindi il risarcimento dei danni in favore degli attori e compensò per metà le spese di lite, ponendo la restante metà a carico dei convenuti in solido.
La Corte d’appello di Reggio Calabria, con sentenza dell’8 settembre 2010, in parziale riforma della pronuncia del Tribunale, ha posto la responsabilità dell’incidente nella misura dell’ottanta per cento a carico del conducente della vettura (G. ) e del venti per cento a carico del conducente del motociclo (D. ); ha quindi nuovamente liquidato i danni, riconoscendo a C.C. le somme di Euro 150.580,34 a titolo di danno non patrimoniale e di Euro 17.620,97 a titolo di danno patrimoniale; ha compensato le spese del doppio grado nella misura di un quarto ed ha posto a carico della Fondiaria SAI s.p.a. i rimanenti tre quarti delle medesime.
Ha osservato la Corte territoriale, per quanto ancora di interesse in questa sede, che il Tribunale aveva errato nel valutare le prove esistenti, le quali non erano fra loro in contrasto. Dall’esame complessivo delle deposizioni testimoniali, infatti, era emerso che la causa “prima ed autosufficiente del sinistro” era costituita dalla condotta imprudente di guida del G. , il quale “si era spostato nella sua direzione di marcia da destra a sinistra, di fatto invadendo repentinamente la corsia impegnata dal ciclomotore (…) e non avvedendosi, come avrebbe dovuto fare, dell’arrivo dello stesso”. A carico del conducente del ciclomotore, tuttavia, era da ravvisare un concorso di colpa nella misura del venti per cento, “a cagione della incontestata circostanza fattuale del trasporto sul motociclo (omologato solo per una persona) di altro passeggero, oltre al conducente”; e ciò in quanto la presenza di un ulteriore passeggero aveva reso comunque il mezzo più instabile.
3. Avverso la sentenza della Corte d’appello di Reggio Calabria propone ricorso C.C. , con atto affidato a tre motivi.
1. Con il primo motivo di ricorso si lamenta, in riferimento all’art. 360, primo comma, n. 3) e n. 5), cod. proc. civ., violazione e falsa applicazione degli artt. 1227, 2043 e 2054 cod. civ., oltre a contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia.
2. Con il secondo motivo di ricorso si lamenta, in riferimento all’art. 360, primo comma, n. 3) e n. 5), cod. proc. civ., violazione e falsa applicazione dell’art. 100 cod. proc. civ., degli artt. 1227, 2043, 2054, 2055 e 2056 cod. civ., oltre ad illogicità della motivazione circa un punto decisivo della controversia.
3. Con il terzo motivo di ricorso si lamenta, in riferimento all’art. 360, primo comma, n. 5), cod. proc. civ., illogicità della motivazione nella parte in cui ha escluso l’integralità del risarcimento, osservando che l’accoglimento dei precedenti motivi darebbe diritto al ricorrente di percepire il risarcimento senza alcuna riduzione, com’è invece avvenuto.
4.1. Il punto di partenza dal quale essi muovono – in particolare il secondo, poiché il terzo non è neppure tale, ma solo una conseguenza delle ragioni prospettate nel secondo – è costituito dal fatto che C.C. , essendo un trasportato a bordo del motociclo condotto dal D. , aveva comunque diritto all’integrale risarcimento, per cui la sentenza impugnata sarebbe da cassare per il fatto di aver riconosciuto come operativo anche nei suoi confronti il concorso di colpa posto a carico del conducente del mezzo.
Per quanto è dato comprendere dal ricorso, invece, la causa è stata impostata con l’obiettivo di ottenere il riconoscimento della responsabilità esclusiva del conducente della vettura, con esclusione di ogni colpa da parte del conducente del motociclo sul quale l’odierno ricorrente viaggiava come trasportato; il C. ed il D. , in altre parole, hanno agito chiedendo entrambi che fosse dichiarata l’esclusiva responsabilità del G. . Impostato il giudizio in questi termini, è palese che chiedere in appello il riconoscimento del proprio diritto all’integrale risarcimento per la condizione di trasportato comporta un mutamento della causa petendi ed una sostanziale alterazione dei termini della domanda giudiziale, inammissibile in grado di appello. Che è, in sostanza, quello che la Corte d’appello ha affermato, anche se con motivazione non del tutto limpida; ma la presente pronuncia vale, per quanto necessario, anche come correzione ed integrazione della motivazione della sentenza impugnata.