Source: https://www.lexmill.com/preoccuparsi-di-scegliere-a-quale-giudice-italiano-o-straniero-affidare-le-proprie-cause-puo-tornare-utile/
Timestamp: 2020-07-06 12:12:57+00:00
Document Index: 170503860

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 25', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 25', 'art. 25']

Preoccuparsi di scegliere a quale giudice (italiano o straniero) affidare le proprie cause può tornare utile… – Lexmill jQuery('.wpas-clear-filter').click(function () { alert("1"); });
By Alessandra Papa 27 July 2018 December 29th, 2019 No Comments
Inserire all’interno dei contratti di distribuzione/agenzia internazionale (ma anche di qualsiasi altro contratto) l’accordo con cui le parti convengono il giudice da adire in via esclusiva nel caso in cui insorga una controversia, può evitare di dover provare in causa (con notevole dispendio di risorse e tempo) quale sia il giudice (italiano o straniero) competente a decidere della controversia.
In ambito comunitario le parti, indipendentemente dal loro domicilio, possono derogare alle generali e speciali regole attributive della competenza previste nel regolamento UE n 1215/2012 del 12.12.2012 (concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione dele decisioni in materia civile e commerciale), qualora convengano di comune accordo a quale, tra i giudici degli stati membri, affidare la decisione sulle eventuali controversie che dovessero insorgere tra di loro.
Il suddetto accordo, per essere valido, deve essere concluso o provato per iscritto (art. 25, co.1, lett. a del richiamato Regolamento), ma non solo.
L’accordo è valido anche se è concluso in una forma ammessa dalle pratiche che le parti hanno stabilito tra di loro o se è concluso, nel commercio internazionale, nelle forme ammesse dagli usi del settore (art. 25, co. 1, lett. b e c del richiamato Regolamento).
Ovviamente la presenza di una clausola scritta diminuisce, se non azzera completamente, il rischio che la stessa possa non essere considerata valida.
In una sentenza del Tribunale del Commercio di Gent (Belgio), l’autorità giudiziaria belga ha ritenuto la validità della clausola derogativa di competenza in favore del giudice italiano, inserita in un contratto di distribuzione tra una società italiana e una società belga, dichiarando la propria incompetenza a conoscere della controversia (sentenza n. 3843 del 23 settembre 2016).
Il Tribunale di Gent ha infatti confermato la competenza esclusiva del Giudice italiano prevista dalle parti in contratto richiamando l’art. 25 del Reg. UE 1215/2012 del 12.12.2012 stabilisce che “qualora le parti, indipendentemente dal loro domicilio, abbiano convenuto la competenza di un’autorità o di autorità giurisdizionali di uno Stato membro a conoscere delle contro­versie, presenti o future, nate da un determinato rapporto giu­ridico, la competenza spetta a questa autorità giurisdizionale o alle autorità giurisdizionali di questo Stato membro, salvo che l’accordo sia nullo dal punto di vista della validità sostanziale secondo la legge di tale Stato membro”.
Nel caso preso in esame, il Tribunale belga ha accertato che la clausola con cui le parti convenivano la competenza esclusiva del Giudice italiano era contenuta nel contratto di distribuzione, era sottoscritta dalle parti e che pertanto rispettava i requisiti di validità di cui all’art. 25, co. 1, lett. a) Reg. UE 1215/2012.
In senso conforme, sempre in materia di agenzia: Tribunal de Commerce D’Aix-En-Provence 18.03.2013 sent. 2012/7656; e Tribunale di Bruxelles 23.11.2012, sent. 12643/2012.
Previous PostAgenti in prova (nota a C. Giust. C-645/16, CMR v DTT)
Next PostLa fatturazione elettronica in Italia e all’estero