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Timestamp: 2018-06-25 08:08:14+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 4', 'art. 1022', 'art. 540', 'art. 540', 'art 540', 'art 540', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 540', 'art 540', 'art 3', 'art.12', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 540', 'art. 540', 'art. 540', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.540', 'art.540', 'art. 540', 'art. 556', 'art. 540', 'art. 540', 'art. 540', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 540', 'art 540']

IMU: cosa succede alla casa coniugale - FISCOeTASSE.com Blog
di Andrea Mannara 13/05/2013 306 CommentiIn Commenti Giurisprudenza e Prassi, IUC (Imu - Tasi - Tari)
Il 28 marzo 2013 il Ministero delle Finanze ha pubblicato la Risoluzione n. 5/DF nella quale affronta alcune tematiche inerenti l’Imposta Municipale Propria (IMU).
Tra queste, merita un particolare approfondimento la casistica legata alla casa coniugale e al suo assoggettamento ad Imu.
In via generale, ai sensi del comma 2 dell’art. 13 del D.L. 201/2011, l’imposta municipale propria ha per presupposto il possesso di immobili, ivi compresa l’abitazione principale e le relative pertinenze.
La novità dell’Imu rispetto alla precedente Ici è stata proprio quella di sottoporre a tassazione non solo le abitazioni secondarie ma anche l’abitazione principale del contribuente, quella, per intenderci, dove il contribuente risiede anagraficamente e dimora abitualmente con il suo nucleo familiare.
A questa semplice definizione, però, fanno da sfondo tantissime situazioni personali e familiari differenti, a cui naturalmente bisogna dare risposta.
Vediamo insieme le più comuni, legate al concetto di casa coniugale.
A) CASA CONIUGALE ASSEGNATA AD UN SOLO CONIUGE
E’ il caso di due coniugi che, tramite provvedimento giudiziale, ottengono la separazione legale, l’annullamento, lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del loro matrimonio.
In questa ipotesi il legislatore ha previsto, con l’art. 4 comma 12-quinquies del D.L. 16/2012, che ai soli fini dell’applicazione dell’Imu la casa coniugale assegnata dal giudice ad uno dei coniugi si intende assegnata a titolo di diritto di abitazione.
Il diritto di abitazione è uno dei diritti reali che si possono vantare su beni altrui ed è regolato dall’art. 1022 del codice civile.
Ritornando al caso dell’assegnazione della casa coniugale, allora, ai soli fini dell’Imu il coniuge che si vede assegnata la casa dal giudice abiterà questa casa a titolo di diritto di abitazione, cioè abiterà quella casa. Ai fini dell’Imu egli godrà del possesso dell’immobile e, di conseguenza, sarà egli tenuto al versamento dell’imposta municipale propria.
B) CASA CONIUGALE ABITATA DAL CONIUGE SUPERSTITE
E’ il caso del coniuge che, a seguito della morte dell’altro coniuge, continua ad abitare la casa coniugale a titolo di diritto di abitazione.
In questo caso il coniuge superstite gode del possesso dell’immobile e, quindi, egli è il soggetto passivo ai fini dell’applicazione dell’Imu, sarà egli tenuto, cioè, al versamento dell’imposta.
C) NUDA PROPRIETA’ E DIRITTO DI ABITAZIONE
E’ il caso di un soggetto (es. figlio) che possiede un immobile in nuda proprietà, ma il diritto di abitazione è attribuito al coniuge superstite, cioè alla mamma del soggetto in questione.
In questo caso, ai fini dell’Imu, il nudo proprietario è estraneo alla tassazione, perchè il possesso dell’immobile ricade, in virtù del diritto di abitazione, sulla madre vedova. L’abitazione sarà considerata abitazione principale solo per la madre vedova che sarà l’unica tenuta al versamento dell’imposta.
D) CASA IN PROPRIETA’ DEI FIGLI E DIRITTO DI ABITAZIONE DELLA MADRE
E’ il caso in cui due o più fratelli ereditano la casa coniugale di proprietà, per esempio, del padre defunto. Anche la madre eredita una porzione di proprietà dell’immobile. I figli però hanno la residenza anagrafica e dimorano in altri immobili, mentre il genitore superstite, ai sensi dell’art. 540 del codice civile, gode del diritto di abitazione sulla casa coniugale.
In questo caso, dato che la casa coniugale è adibita ad abitazione principale della madre in virtù del diritto di abitazione, sarà la madre tenuta al versamento dell’imposta, mentre i figli non dovranno pagare l’Imu su questa abitazione.
E) FRATELLI PROPRIETARI DELLA CASA CONIUGALE IN CUI ABITA SOLO UN FRATELLO
E’ il caso in cui due o più fratelli ereditano la casa coniugale, interamente, alla morte dei genitori. In questa casa, però, vi abita soltanto un fratello, mentre gli altri abitano altrove.
In questo caso non si può parlare di diritto di abitazione del fratello che abita la casa coniugale, in quanto questo è un diritto che, ai sensi dell’art. 540 del codice civile, spetta al solo coniuge superstite.
Nell’esempio i genitori sono entrambi morti.
Allora si avrà la seguente situazione: il fratello che dimora nella casa coniugale pagherà l’Imu come abitazione principale, mentre i fratelli che vivono altrove pagheranno l’Imu sulle loro quote di proprietà considerando l’immobile non abitazione principale bensì abitazione secondaria.
IMU: cosa succede alla casa coniugale was last modified: aprile 5th, 2015 by Andrea Mannara
chiarimenti Ministero delle FinanzeIUC (Imu - Tasi - Tari)
16/05/2013 at 07:20
vorrei porre un quesito all’autore: figlio nudo proprietario di n. 2 appartamenti pervenuti in successione dalla morte del padre con usufrutto su entrambi alla madre. Su un appartamento ci vive la mamma (1° casa) – sull’altro ci vive il figlio (1° casa): in questo caso l’addebito imu per ambo i soggetti è ridotta? Grazie per l’aiuto – Gianni
Nel caso di nuda proprietà, il possesso reale dell’immobile ricade sul soggetto che gode di un diritto sull’immobile (usufrutto, abitazione …). Nel caso prospettato, il figlio ha solo la nuda proprietà ma non anche il possesso, che invece ricade sulla madre (sicuramente in virtù di un atto pubblico in cui le si riconosce l’usufrutto legale). Così la madre sarà il soggetto passivo dell’imposta e cioè: per la casa in cui abita pagherà l’aliquota ridotta per abitazione principale; sulla seconda casa in cui vive il figlio, ma il possesso ricade sulla madre sarà ella a pagare l’Imu ma con l’alquota maggiorata per le seconde case.
Riferimento normativo articolo 9, comma 1 del D.Lgs. 23/2011
Una domanda. Casa coniugale, ma di proprietà della moglie, chi paga l’imu? Lo paga anche il marito?
io sono separato con figli maggiorenni e stdenti universitari. Mia moglie non ha reddito.
l’unica casa in comunione è stata assegnata a mia moglie e figlie, io ora ho affittato un appartamento per vivere da solo. Corrispondo sia a mia moglie che alle figlie assegno mensile . Nel caso in cui volessi acquistare casa per me risulterebbe prima o seconda casa? Ringraziandola anticipatamente la saluto con cordialità. Andrea Mennillo
Con il termine “prima casa” si intende l’abitazione principale, cioè l’abitazione in cui il contribuente ha la residenza anagrafica e vi risiede abitualmente.
Se lei compra casa e in questo nuovo appartamento sposta residenza e dimora, allora tale casa sarà la prima casa.
L’imu la paga il proprietario tranne nel caso di divorzio e di assegnazione della casa da parte del giudice all’altro coniuge.
11/06/2014 at 14:17
Salve avrei un quesito da porre……….
Mia madre qualche anno fa è venuta a mancare è facendo cosi ereditare cosi il 16,66 a me , il 16,66 a mia sorella ed il 66,66 a mio padre. Io e mia sorella non abitiamo in quella casa ma siamo residenti altrove, ma mio padre ci abita ed è anche residente li. Chi deve pagare l’imu e per quale percentuale???????? Grazie mille per la risposta. LUIGI
Il coniuge superstite, che risiede nella casa coniugale, ha per legge il diritto di abitazione. Questo vuol dire che: i figli hanno la nuda proprietà e il coniuge superstite invece il possesso dell’intero immobile.
In questo modo, la casa coniugale diventa per il coniuge superstite abitazione principale, quindi esente da Imu, ma non da Tasi.
I due figli, invece, non dovranno pagare nulla perchè il presupposto impositivo si realizza in capo al padre (coniuge superstite) come sopra detto.
Per il coniuge superstite l’art 540cc , prevede che lo stesso acquisisce la titolarità di soggetto passivo perché risiede nella casa coniugale comprese “ tutte ” le pertinenze.
Le pertinenze nella fattispecie sono due box cat. C6.
il comune applica il pagamento al soggetto passivo (coniuge superstite) per la casa e 1 pertinenza.
sulla seconda pertinenza chi deve pagare ?
sempre il coniuge superstite senza avere diritto alle agevolazioni oppure i figli nella loro quota di eredità anche se non ci abitano.
23/06/2014 at 15:32
Salve avrei un caso da sottoporre. Figlia proprietaria di un appartamento dove hanno da sempre abitato i genitori. Il padre è morto e continua a viverci solo la mamma. La figlia è tenuta a pagare l’IMUsull’immobile?o può essere considerata abitazione principale della mamma?
Buonasera mia madre vedova,quando abbiamo fatto la successione lei ha rinunciato alla casa e a due pertinenze, se ho capito bene lei deve dichiarare sia la casa sul 730 e pagare tasi o Imu’?
Se la madre ha rinunciato all’eredità, allora i beni sono entrati nell’asse ereditario del figlio. Il proprietario è quindi il figlio. Se nell’appartamento vi abita la mamma, in virtù di un comodato d’uso, allora l’immobile si può considerare abitazione principale per la mamma, la quale pagherà solo Tasi. L’Imu è a carico del proprietario ma, in virtù del comodato alla mamma (che le consiglio di registrare) non pagherà Imu.
Vorrei porre il seguente quesito
Madre separata proprietaria al 50% dell’appartamento in cui vive(abitazione principale),figlio proprietario al 50% dello stesso appartamento a seguito di donazione del padre.
Il figlio ha una sua famiglia e un suo appartamento di proprietà con benefici di prima casa, nello stesso comune.
Deve pagare l’imu sulla casa in comproprietà con la madre?
Può essere considerata casa a disposizione ,dato che si è proprietari al 50% con la madre?
Di fatto è solo la madre che ci abita.
appartamento con diritto di abitazione alla madre, esente imu prima casa,proprieta’ dei figli non residenti,chi deve pagare irpef?grazie
Nel caso di diritto di abitazione, il nudo proprietario non dichiara l’immobile, ma lo dichiara tutto colui che gode del diritto di abitazione.
Nel suo caso, i figli non indicano in dichiarazione la rendita dell’immobile, che invece andrà indicato nella dichiarazione della madre.
Salve ho sostenuto spese di ristrutturazione regolarmente documentate con i bonifici, ma in sede di dichiarazione dei rediti il CAF mi ha comunicato che non mi spetta alcuna detrazione perché mi vengono già applicate in busta paga perché ho tre persone a carico. Mi conferma che tutto ciò è vero?
07/07/2014 at 11:23
Le detrazioni per ristrutturazioni edilizie sono detrazioni fiscali, cioè riducono l’imposta lorda (Irpef) da versare.
Se per effetto di altre spese o altre detrazioni ammesse dalla normativa (nel suo caso le detrazioni per figli a carico) l’imposta lorda si azzera, allora tutte le altre detrazioni vengono annullate, non si recuperano.
Le posso consigliare di inserire in dichiarazione anche le detrazioni per ristrutturazioni edilizie (anche se non ne beneficia in quanto l’imposta si è azzerata) perchè così potrà continuare ad usufruire di queste detrazioni anche negli anni successivi. Le ricordo che le detrazioni per ristrutturazioni edilizie si usufruiscono in 10 anni, quindi meglio inserirle … chissà che un anno non le possano giovare.
Saveria Bernardi
Buongiorno. Deceduto mio padre mia madre è assegnataria della casa di famiglia e ho compreso che a noi figlie, stante la nuda proprietà, non saranno applicate eventuali tasse di proprietà sull’immobile.
Mi chiedevo se dovremo dichiararne comunque la proprietà in sede di dichiarazione dei redditi (io ad esempio in quando dipendente e con irpef ridottissimo non faccio neppure il 730) e se mi potete confermare che questo non andrà ad incidere sulle eliquote di tassazione (delle mie sorelle in questo caso)
La madre, in qualità di coniuge superstite, ha sulla casa coniugale il diritto di abitazione. Quindi, abitando nell’immobile, questo diventa abitazione principale per la madre.
In merito alla tassazione comunale (IMU, Tasi), il pagamento sarà a carico della madre per l’intera proprietà. Le figlie, anche se eredi, non saranno soggetti ad imposizione.
Per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi, anche in questo caso le figlie non dichiareranno l’immobile perché questo sarà dichiarato per intero dalla madre (trattandosi poi di abitazione principale sull’immobile non saranno dovute imposte).
locria giuseppe
Buongiorno.ho ereditato il50% della casa dei miei genitori ( io possiedo la mia in comunione dei beni mcon la moglie ) la mamma a deciso di trasferirsi dalle sorelle facendovi la residenza e decidendo di affittare la casa di cui io possiedo il 50% di eredita .Sono a chiedervi devo pagare imu, e le tasse su un eventuale affitto? grazie
Dovendo affittare l’immobile, sia lei che sua mamma sarete i locatari. Il contratto di affitto sarà quindi stipulato: da una parte lei e sua mamma, dall’altra parte l’affittuario.
Essendo per lei e sua mamma immobile a disposizione, l’Imu è a carico dei proprietari.
Inoltre le ricordo la nuova imposta sugli immobili, la TASI (Tassa sui Servizi Indivisibili) che è a carico dell’affittuario.
Sul contratto di affitto, naturalmente sono dovute le imposte – Irpef.
Gent.mo Dottore,mia moglie morta la mamma scopre che non ha diritto a succedere nell’immobile dei genitori ( il padre e’in vita)perche’ gli stessi in vita hanno ceduto la nuda proprieta’ ad una sorella tenendosi l’usufrutto con un atto sipulato da un notaio ( cessione con obbligo di mantenimento).Le chiedo posso tutelarmi impugnando l’atto o devo rassegnarmi a questa ingiustizia? Ossequi Enzo Citta’.
il padre 50% di proprieta i 3 figli11% ilvogliono affittrla il figlio puo intestare il contratto d affitto
03/10/2014 at 16:21
I locatori devono essere tutti i proprietari i quali poi hanno l’obbligo di dichiarare l’affitto ognuno per la propria quota. Purtroppo non è possibile imputare il reddito solo ad un proprietario. buona serata. Luigia
essendo morto il padre 3 mesi fa la sua abitazione è abitata dalla seconda moglie ed abitazione principale per le i, noi tre figli abbiamo la nuda proprietà e abbiamo anche la casa si deve pagare imu e chi deve pagarla. la ringrazio anticipatamente
23/11/2014 at 21:44
Avrei un quesito:sono divorziata e mi e’ stata assegnata con mio figlio minore la casa coniugale che e’ al 50% di mia proprieta’. Noi pero’ abbiamo un’altra residenza. Devo comunque pagare io l’imu al 100% e per di piu’ senza detrazioni o non essendo residente la pago al 50%? Chiedo cortesemente una risposta.
Il provvedimento dell’autorità giudiziaria che concede la casa coniugale ad uno dei coniugi, in sede di divorzio, ha lo scopo di tutelare il coniuge più debole e la prole. L’assegnazione della casa coniugale vuol dire allora che il soggetto assegnatario potrà abitare, eventualmente con il figlio, la casa coniugale.
Da tale circostanza deriva la fattispecie impositiva ai fini Imu.
Essendo l’Imu dovuta sugli immobili di proprietà e sugli immobili di cui si goda di diritti reali, tra cui il diritto di abitazione, allora la casa coniugale concessa dal giudice ad un solo coniuge diverrà “abitazione principale” del coniuge.
Per l’anno 2014 l’Imu non si paga sulle abitazioni principali, ma su queste si versa la Tasi (a discrezione del comune di residenza).
In via teorica, dunque, sulla sua casa coniugale lei dovrà pagare la Tasi.
Ma, avendo lei la residenza altrove, allora la casa coniugale assegnata diventa seconda abitazione e, quindi, soggetta ad Imu.
Buon giorno, ho una situazione un po’ intrecciata sulla quale vorrei avere dei chiarimenti.
I miei genitori sono divorziati e la casa dove io e mia madre abitiamo ci è stata assegnata dal giudice.
Mio padre è usufruttuario al 50% della casa ed io ho la nuda proprietà su quel 50%, mentre per il restante 50% mia madre ne è proprietaria.
Mio padre, quindi, non deve pagare l’Imu sul suo 50% perchè la casa è assegnata al coniuge, mentre mia madre deve pagare la tasi, da come ho capito al 100%. Ed io cosa devo versare visto che abito con lei e sono nudo proprietario del 50%.
Le questioni da affrontare sono due.
Il presupposto dell’Imu è il possesso, a mezzo proprietà o altro diritto reale, di fabbricati, escluse le abitazioni principali.
Inoltre, l’intero immobile risulta essere assegnato dal giudice a lei e alla madre. Tale fabbricato è quindi per voi abitazione principale e non è dovuta IMU.
Il presupposto della Tasi è il possesso o la detenzione di fabbricati, incluse ora le abitazioni principali.
Quindi, nel suo caso, sarà sua madre che dovrà versare la tasi sull’intero immobile.
Ultima considerazione: lei non deve pagare nulla perchè è nudo proprietario.
10/12/2014 at 11:22
Buongiorno, mio marito è deceduto il 21 luglio scorso. In che misura e percentuale devo pagare il saldo Imu su una seconda casa per la quale mio marito aveva il 25% ed io il 75%? Abbiamo due figli uno minorenne e l’altro maggiorenne. Non ho ancora provveduto alla successione.
L’Imu la paga il proprietario o il titolare di diritti reali di godimento.
Essendo venuto meno il suo coniuge, anche se ancora non ha provveduto alla successione, in ogni caso dal giorno del decesso i proprietari risultano essere gli eredi, quindi coniuge superstite – lei – e i suoi figli.
Essendo l’immobile adibito quale seconda casa, allora ogni proprietario pagherà l’Imu secondo la propria quota di competenza.
Buongiorno, situazione ingarbugliata. Alla morte di mio nonno ereditano la casa il coniuge comproprietario (nonna) e le tre figlie. Mia nonna decide di rinunciare al l’eredità e contestualmente dona la sua quota senza dire nulla del diritto di abitazione ex art 540 C.c.. Mia nonna ha continuato a vivere e vive ancora nella casa “ereditata/donata”. Oggi io, purtroppo, sono erede di una delle tre figlie quindi chiedo chi è soggetto passivo della Tasi? Grazie mille per l’attenzione Enzo
Soggetto passivo della Tasi è il proprietario o l’inquilino. Per essere sicuri, lei deve consultare il regolamento comunale che ha approvato la Tasi, disponibile sul sito internet del comune o sul sito del ministero delle finanze, alla pagina relativa ad Imu e Tasi.
In ogni caso, essendo sua nonna il soggetto che realmente abita l’appartamento, per via di un comodato non ufficializzato, dovrebbe essere sua nonna a pagare la Tasi.
Se il comodato è registrato, soggetto passivo è sicuramente sua nonna. Se invece il comodato non è redatto per iscritto, allora la Tasi, così come l’Imu, saranno pagate dai proprietari per le rispettive quote.
Gianmarco Verdi
Buongiorno. Ho una situazione particolare. Spero di essere chiaro e di arrivare alla conclusione corretta, che vorrà cortesemente confermarmi. La mamma di mia moglie è morta il 16/06/2014 ed aveva il titolo di abitazione al coniuge superstite, dal decesso del proprio marito.
Ora la casa passa per successione senza testamento ai 3 figli (1 fratello e 2 sorelle) ed anche al figlo di una terza sorella (deceduta nel 2009).
Il fratello Maggiore possiede 1/4, vi abita e risiede e non ha altre case di proprietà. Una sorella (mia moglie) possiede 1/4 (solo proprietà), ma possiede al 50% la casa dove abitabiamo (in un altro comune). La seconda sorella possiede 1/4 (solo proprietà), ma possiede al 100% un’altra casa dove abita e risiede (nello stesso comune). Infine il figlio della terza sorella deceduta, maggiorenne, possiede anche lui il suo quarto, ma vive e risiede nella casa di Proprietà di suo padre in un altro comune.
Considerando che nel comune in questione l’Abitazione Principale (nel caso di Categoria A3) è esente sia per IMU che per TASI, risulterà essere tale solo per il Fratello, mentre gli altri dovranno dividersi in 3 parti le imposte di IMU e TASI come seconda abitazione (non principale). Solo dopo la successione ed una successiva divisione dei beni davanti al notaio, nella quale il fratello risulterà unico proprietario della casa, le sorelle ed il figlio della sorella deceduta torneranno ad essere esenti. (In pratica era meglio far fare a la mamma di mia moglie, il testamento prima di morire).
Spero di essere stato chiaro e che l’interpretazione sia corretta. Ringraziando anticipatamente per la risposta Le auguro Buone Feste.
L’appartamento è adibito ad abitazione principale da un solo erede, che vi abita e vi ha la residenza.
Avendo il comune deliberato l’esenzione di Imu e Tasi per l’abitazione principale, l’erede che vi abita non pagherà, per la sua quota, nè Imu nè Tasi, mentre gli altri eredi pagheranno per le loro rispettive quote sia Imu che Tasi.
Dovreste fare un passaggio di proprietà, o un comodato redatto per iscritto e registrato, con il quale i soggetti che non abitano concedono in uso all’altro soggetto, che vi abita, l’appartamento in questione. Consultate il regolamente comunale per avere maggiori informazioni circa l’utilizzabilità del comodato d’uso gratuito.
Lisa Frama
17/03/2015 at 10:44
CASA IN PROPRIETA’ DEI FIGLI E DIRITTO DI ABITAZIONE DELLA MADRE
1. due fratelli ereditano la casa coniugale di proprietà del padre defunto.
2. la madre eredita una porzione di proprietà dell’immobile.
3. un figlio maggiorenne risiede ancora nella casa con la madre
4 il secondo figlio ha la residenza anagrafica in altro immobili.
Come viene ripartita l’Imu?
17/03/2015 at 17:02
Se ho ben capito, la casa ereditata era di proprietà del padre defunto.
L’immobile viene ereditato, pro quota, dal coniuge superstite e dai figli del defunto.
Il coniuge superstite continua ad abitare la casa in questione.
In questo caso il figlio che abita l’immobile pagherà l’imu sulla sua quota con aliquota abitazione principale, la madre pagherà l’imu sulla restante parte dell’immobile come abitazione principale.
Volendo, potrebbe pagare l’Imu per intero la madre, cioè sul 100% dell’immobile. Il figlio che risiede altrove, invece, non paga l’Imu in quanto la sua porzione è abitata dalla madre che gode del diritto di abitazione.
05/04/2015 at 08:34
Lei ha ragione. il diritto di abitazione spetta per legge. Comunque la dichiarazione pretesa dal Comune non ha nessuna conseguenza se non un balzello in piu’ che non serve a nulla.
05/04/2015 at 08:35
La mamma ha il diritto di abitazione e quindi l’Imu è completamente a suo carico.
Maria caselgrandi
Sono proprietaria di un appartamento al 50% con il mio ex marito (ex dopo separazione consensuale), che vi abita da solo. E’ possibile fare contratto di affitto agevolato a cedolare secca a lui intestato specificando la metà dell’affitto dato da tabelle accordo territoriale? Se si’ l’Imu come deve essere pagata da parte mia e da parte del mio ex, come pure la Irpef da parte del mio ex? Grazie
Se ho ben capito, lei vuole cedere in affitto la sua porzione di appartamento.
In questo caso, la cedolare secca si può applicare solo se l’immobile viene adibito ad abitazione principale.
Così facendo, tutto l’onere per l’Imu sarà a carico di colui che abita l’appartamento, con aliquota agevolata per abitazione principale.
In materia di Irpef, se lei applica la cedolare secca, pagherà l’Irpef con imposta sostitutiva del 19% (se si tratta di locazioni stipulate su accordi territoriali per inquilini) sull’importo della locazione, mentre colui che vi abita (il suo ex) sul suo 50% di proprietà non pagherà Irpef perchè l’immobile è già assoggettato ad Imu.
nessi marinella
30/03/2015 at 08:44
casa abitata da coniuge supestite e da un figlio.gia fatto prima successione alla morte del padre Ora deceduto fratello convivente con la madre e la sua quota è passata parte a madre e parte a altri fratelli. I fratelli devono dichiarare la parte avuta dal defunto o continua a dichiarare e pagare solo la madre avendo diritto di proprietà.
Bisogna distinguere le varie fattispecie impositive.
Da un punto di vista prettamente giuridico, la madre e i fratelli, ognuno per la sua quota, hanno il diritto di proprietà sull’appartamento in questione.
Da un punto di vista fiscale.
Se si parla di IMU, la casa è interamente adibita ad abitazione principale dalla madre, che vi abita non solo in virtù del diritto di proprietà della sua quota, ma anche in virtù del diritto di abitazione acquisito alla morte del coniuge. In tal caso paga l’Imu come abitazione principale solo la madre.
Se si parla di TASI, deve consultare il regolamento del suo comune, per verificare se anche le abitazioni soggette ad Imu prima casa sono soggette anche a TASI.
Se si parla di IRPEF, quindi in dichiarazione dei redditi, ogni proprietario indicherà la propria quota.
grazie mille, imu e tasi ha sempre pagato il coniuge e anche quando è morto il marito i figli non hanno mai dichiarato nulla nei loro redditi avendo il diritto la mamma e dichiarato lei. Ora era per la quota del fratello deceduto;io pensavo che solo la mamma spetta la dichiarazione redditi al 100% e quant’altro. I fratelli sono si proprietari per la loro quota ma non è solo come titolo?????gRAZIE
grazie, quindi i fratelli devono dichiarare la loro quota come seconda casa? QUANDO è DECEDUTO il papà, aveva dichiarato sempre la mamma al 100% Loro sono proprietari ma aveva pagato e dichiarato tutto la mamma
In effetti potrebbe anche presentarsi l’ipotesi da lei indicata, cioè: le quote dei fratelli vengono tutte inglobate nell’unica quota della madre, la quale possiede l’immobile, oltre che a titolo di proprietà, anche a titolo di usufrutto (non registrato ma di fatto) concesso dagli altri proprietari.
In ogni caso, trattandosi di immobile soggetto ad Imu, esso è considerato reddito esente ai fini Irpef, quindi chiunque lo dichiari non incide sul calcolo della dichiarazione dei redditi.
Mio padre è deceduto nel 2012 e l’appartamento coniugale intestato a entrambi i mie genitori è caduto in successione. Ora vi risiede mia madre mentre io, unica figlia, sono residente all’estero. Le attuali quote di prorietà sono: 3/4 a mia madre, 1/4 a me.
Stando a quanto descritto nell’articolo, mia madre sarebbe divenuta automaticamente titolare del diritto di abitazione sulla mia quota e pagherebbe i tributi sull’immobile per intero. Il Comune di Venezia mi ha imposto di compilare una dichiarazione a fini IMU nella quale concedo a mia madre di abitare gratuitamente l’immobile (quindi, in sostanza, a costituire a favore di mia madre un comodato d’uso gratuito per la mia parte di immobile). E corretto questo? A me sembra che la titolarità del diritto di abitazione sulla mia parte venga a mia madre per legge e che concedere il comodato d’uso gratuito sia superfluo, se non addirittura in contrasto con la legge!
In effetti, sembra un controsenso.
Però bisogna fare attenzione se si parla di IMU o di TASI (la nuova tassazione sulle abitazioni principali, insomma la vecchia Imu con nome diverso!).
Infatti molti comuni italiani hanno predisposto un modello, valido ai fini della TASI, proprio per dichiarare l’eventuale concessione di un immobile in comodato ad un parente, così da far rientrare l’immobile nella disciplina TASI.
07/04/2015 at 20:59
I mie genitori separati sono proprietari al 50% di un abitazione su due livelli a cui il giudice ha assegnato ad uno il piano terra e all’altro il primo piano. Sono tenuti a pagare l’imu su uno dei due appartamenti o possono usufruire entrambi dell’agevolazione per la prima casa doto che entrambi vi risiedono abitualmente?
Essendo i due piani dell’immobile entrambi abitabili, vuol dire che il giudice ha assegnato ad ognuno dei coniugi il suo 50%.
Quindi, entrambi gli appartamenti possono usufruire dell’agevolazione Imu per le abitazioni principali. Naturalmente, si richiede che entrambi gli appartamenti siano accastati separatamente, ognuno con propria particella e subalterno, così da dimostrare l’individualità di ogni appartamento.
buonasera, avrei un quesito da sottoporre: la mia ex moglie è proprietaria al 100% dell’immobile dove avevamo la residenza ed io proprietario di altro immobile sul quale pagavo l’imu. Con la separazione legale e affidamento della casa coniugale alla mia ex (la casa di cui era proprietaria al 100%) ho preso la residenza in detto ultimo immobile. Adesso risulta abitazione principale per me soggetta alla TASI e non più all’IMU? e la dichiarazione IMU la devo effettuare comunque? da quale data? da quella di omologazione della sentenza da parte del tribunale?
La casa coniugale in affidamento alla moglie risulterà abitazione principale per la moglie e sarà lei obbligata al versamento della Tasi.
L’altra abitazione dove risiede lei è per lei abitazione principale e quindi paga soltanto la Tasi e non anche l’Imu.
In merito alla dichiarazione Imu, questa va presentata al comune entro il termine di 90 giorni dalla data in cui si è verificata una qualche variazione.
Salve, desideravo sapere ai fini degli Assegni familiari se la casa abitata per diritto dal coniuge superstite deve essere dichiarata dal figlio che ha una percentuale di diritto reale come reddito da fabbricati assoggettabili all’ Irpef. A quanto pare per gli ANF non sono sufficienti i redditi dichiarati in Unico o 730.
Ai fini degli assegni per il nucleo familiare vanno indicati tutti i redditi posseduti, tra cui anche quelli di natura fondiaria, cioè immobili e terreni.
Il modello di richiesta degli assegni familiari, predisposto dall’Inps, è molto esaustivo in tal senso.
Porto alla Vs. cortese attenzione un quesito circa l’IMU e TASI.
Casa acquistata insieme alla mia ex compagna con mutuo trentennale.A seguito di incompatibilita’ sopraggiunta,di comune accordo abbiamo fatto ricorso al giudice.Il giudice ha applicato la legge 54/2006 ed ha assegnato la casa a lei e l’affido del bambino,avuto dalla nostra relazione.Io ho affittato un appartamento in un’altra citta’.L’IMU e la TASI dovrebbero essere a carico di chi vive nella casa avuta assegnata?Io dovrei pagare l’IMU come seconda casa, anche se sono stato estromesso dal giudice?Grazie per la risposta che mi darete
Nel caso in cui la casa coniugale sia assegnata ad un solo coniuge a seguito di provvedimento giudiziario, allora le imposte relative ad Imu e Tasi saranno a carico del coniuge assegnatario.
Egregio Dott. Mannara’,io il 2014 ho pagato l’IMU come seconda casa perche’,quando chiesi informazioni presso l’ufficio tributi del comune,dove possiedo il 50% della casa affidata alla mia ex compagna,mi fu detto che l’esenzione era prevista solo per coppia regolarmente sposata e poi separata ma non per i conviventi.Se non cambia niente,o riesco ad avere la corretta informazione,quest’anno dovro’ ancora pagare l’IMU come seconda casa.Sicuro della Sua cortesia e attenzione,La ringrazio e la saluto
18/05/2015 at 09:44
L’agevolazione per la casa coniugale spetta effettivamente a coniugi regolarmente sposati e poi separati, con atto di affidamento da parte del giudice.
Se è possibile, dovrebbe concedere il possesso dell’immobile alla sua ex compagna anche per il suo 50%, così l’intera tassazione graverebbe su colui/colei che realmente abita l’immobile.
anna maria gavarri
15/05/2015 at 11:29
divorziata e proprietaria al 50% con ex-marito di immobile dove risiedo con figlio. ho sempre pagato al 100% eventuali spese di IMU e TASI. l’anno prossimo mi risposo e quindi cambio residenza. la casa coniugale diventa per me 2° casa e il mio ex- marito obbligato al pagamento del suo 50% di Imu e/o Tasi? nella casa rimarra’ a vivere l’unico figlio da solo, alla luce di cio’ e’ possibile con qualche atto giuridico non sostenere le spese di Imu/Tasi come 2° casa? grazie saluti
18/05/2015 at 09:41
Se il regolamento comunale lo prevede, i proprietari dell’immobile possono concedere l’appartamento in comodato al figlio, presentando apposita istanza al comune, e con ciò far gravare sull’immobile solo la spesa relativa alla Tasi, in quanto l’immobile diverrebbe abitazione principale per il figlio.
22/05/2015 at 15:45
Ho da porLe due quesiti Egr.Dott.Mannarà:
1) Ho un appartamento interamente di mia proprietà(donazione dei miei genitori fatta nel 1994) nel quadro B della dichiarazione dei redditi,alla voce “casi particolari”devo mettere il “2” avendo pagato l’IMU sia per l’immobile che per il il box di pertinenza?Ho anche un appartamento al mare(possesso 16,66% insieme a mio fratello e mia madre) l’utilizzo(terza colonna 730), sempre sulla dichiarazione, è il “2”?
2) mia suocera è mancata lo scorso luglio,nell’appartamento di sua proprietà ci continua ad abitare mio cognato non sposato,lui deve dichiararla la sua quota, essendoci anche residente ed non avendo altri redditi escluso quello da lavoratore dipendente?Per mia moglie,avendo fatto la successione,la deve invece dichiarare al 50% . Qual’è il codice da utilizzare nella voce “utilizzo” del 730 (se metto il “10” mi da l’errore )e quello per i casi particolari IMU, avendola anche pagata?Mi scusi il dilungarmi,ma ognuno mi ha dato un interpretazione diversa,grazie mille,buona serata
22/05/2015 at 17:08
Il codice “2” nella casella “casi particolari” si utilizza nel caso in cui l’immobile, adibito ad abitazione principale, sia stato soggetto al pagamento di Imu nel 2014. Ma deve trattarsi di abitazione principale, e non di altri immobili tenuti a disposizione (seconde case).
In merito al secondo quesito, l’immobile oggetto della successione è adibito ad abitazione principale dal suo cognato; sua moglie dovrà utilizzare in dichiarazione il codice “10”, in quanto trattasi di immobile dato in comodato d’uso ad un parente.
La ringrazio Dott.Mannarà,mi scusi l’utilizzo 1 e 5 (immobile e pertinenze) è la mia abitazione principale, pertanto nei”casi particolari”lo lascio vuoto in quanto l’IMU non è dovuta..è così?
Per la seconda casa, invece l’IMU l’ho pagata nel 2014 e i “casi particolari” è sempre vuoto oppure l’1. Per l’immobile di mia moglie ok per l’utilizzo codice 10, ma avendo pagato l’IMU nel 2014 nei casi particolari cosa si mette? Mi scusi ma non mi è ben chiaro,e a scanso d’equivoci preferisco avere il parere di un professionista ed esperto come Lei, La ringrazio fin d’ora,buona giornata.
25/05/2015 at 14:44
Abitazione principale codice 1, pertinenza codice 5, casi particolari Imu vuoto.
Seconda casa, codice 2, casi particolari Imu: o 3 (immobile a disposizione nello stesso comune in cui vi è l’abitazione principale) oppure vuoto.
Immobile di sua moglie, codice 10, casi particolari Imu vuoto.
La ringrazio egr.Dott.Mannarà delle Sue delucidazioni, solo che dalle istruzioni del 730 riporto quanto segue : (‘1’ immobile utilizzato come abitazione principale. Si considera abitazione principale quella in cui il contribuente o i suoi familiari (coniuge,
parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado) dimorano abitualmente.La deduzione spetta anche quando la casa è la dimora principale soltanto dei familiari del contribuente)Il codice ‘1’, relativo all’abitazione principale, può essere indicato anche nelle seguenti ipotesi:
 quando la casa è la dimora principale soltanto dei familiari del contribuente, che lì risiedono
 Quindi è corretto l’utilizzo “10” o si intende nel caso di mia moglie “abitazione principale utilizzo “1” in tal caso sarebbe corretto il “2” come casi particolari IMU? Grazie per la cortese interpretazione,buona giornata.
Sandra Pompele
Buongiorno possiedo una casa al 50% con il mio ex coniuge da cui sono separata legalmente. La sentenza di separazione l’ha assegnata a me e ci vivo con le nostre tre figlie. nella dichiarazione 730 la sto dichiarando tutta io al 100% come prima casa. Poi ho pagato tasi tari e tutto il resto al 100%. E’ corretto?
Corretto, in quanto l’assegnazione della casa coniugale a seguito di sentenza giudiziale dà al coniuge assegnatario il diritto di abitazione sull’intero immobile.
Mi scusi anche sul 730 è corretto mettere possesso al 100% anche se dalla visura catastale io e il mio ex comiuge la possediamo al 50%.? e quindi lui non la dichiara per nulla. Ho sempre fatto così ma volvo essere sicura.
Salve, mi scusi il disturbo. E’ mancato il mio papà ed era proprietario del 75% dell’ abitazione coniugale, l’altro 25 è da sempre di una parente. Ora la proprietà è stata divisa tra la mamma e i due figli per il 75%. Nella casa ha la residenza solo la mamma. Il comune ci dice che la mamma non ha diritto di abitazione perchè l’ immobile non era totalmente del papà, e che dobbiamo pagare : Tasi la mamma,al 25% io e mio fratello imu al 25% ciascuno. Al caf ci dicono invece che la mamma deve pagare solo la tasi al 75%. Non capiamo più nulla, chi ha ragione, il comune oppure il caf ? Grazie per il suo aiuto..
Se il regolamento comunale lo prevede, entro il 16 giugno gli eredi possono presentare un’istanza con cui dichiarazione che la loro quota è concessa in uso gratuito alla madre quale abitazione principale, la quale pagherà la Tasi sull’intero 75%.
Egr. Dott. Mannarà:
sono proprietario/comproprietario di 3 immobili:
1) casa abitata completamente da mio padre vivente, coniuge superstite ed io assieme a mia sorella ho ereditato il 17% dalla mamma defunta;
2) casa assegnata con sentenza omologata dal giudice alla ex moglie e figli di cui sono proprietario al 50%;
3) casa attualmente completamente abitata da una mia zia (50%), coniuge superstite del fratello di mia madre (50%), alla cui morte ho ereditato il 17% della sua quota assieme a mia sorella e mio padre;
4) box che non è pertinenza degli immobili di cui sopra, attualmente non locato.
Vorrei sapere se devo dichiararli ai fini irpef in relazione al diritto di abitazione/usufrutto e quali codici utilizzare alla colonna 2, 7 e 12 dello stesso quadro B. Grazie
Per gli immobili di cui lei ha la sola nuda proprietà, mentre altri soggetti hanno l’usufrutto o il diritto di abitazione, lei non indica nulla in dichiarazione, ma tali immobili saranno indicati dai soggetti che hanno il personale diritto di godimento.
In merito agli altri immobili, vanno indicati in dichiarazione come immobili a disposizione, codice “2”. Per il box indicare invece il codice “9”.
Mia madre, vedova, da sempre proprietaria dell’appartamento in cui viveva, è morta il 22 dicembre 2014, lasciando lo stesso in eredità per legge a 4 figlie di cui 2 conviventi con lei e 2 con residenze in altri immobili. Non abbiamo ancora presentato la domanda di successione avendo 12 mesi di tempo per farlo ma come dobbiamo regolarci con l’imminente scadenza Tasi?Possiamo noi 2 figlie conviventi con la madre defunta e con lei residenti da sempre eventualmente pagare la Tasi con l’aliquota abitazione principale? Le altre 2 figlie come dovranno contribuire? E’ vero che fino a quando non presentiamo la dichiarazione di successione non siamo tenuti a versare la Tasi? Che confusione!!!!!!!!!!!!
Secondo quanto previsto dal codice civile, la successione si apre alla data di decesso del de cuius.
Tutti i diritti e i doveri scaturenti per legge agli eredi decorrono da quella data, indipendentemente se la dichiarazione di successione viene presentata immediatamente oppure entro i 12 mesi (questo riguarda solo l’aspetto fiscale della successione).
Ciò vuol dire che gli eredi dovranno pagare Imu e Tasi a partire dalla data di decesso.
Possiedo una seconda casa in città diversa dalla mia, dove vive ed ha portato la residenza il mio ex marito.
Siamo separati consensualmente.
Non percepisco alcuna cifra, anzi pago io le spese. Tra noi c’è solo un accordo verbale.
Nel 730 volevo mettere l’utilizzo “10” per questo immobile, ma posso considerare il marito Separato un familiare? Nel caso potessi usare il codice 10 devo farmi firmare qualcosa?
E’ bello potersi rivolgere ad un esperto. Grazie dott. Mannarà
05/06/2015 at 13:11
Ai fini fiscali, con il termine familiari, si intendono i parenti che sono legati da vincoli di sangue o di connubio. Se la separazione non è stata ufficializzata con sentenza del giudice, allora è una separazione di fatto ma, giuridicamente, i coniugi sono ancora legati dal vincolo familiare. In questa ipotesi può usare il codice “10”.
Se invece la separazione è stata già attestata con sentenza, allora l’ex coniuge perde la qualifica di familiare, e in questo caso dovrebbe usare il codice “2”.
07/06/2015 at 20:15
Grazie dott. Mannarà.
Buonasera mio padre è morto 5 anni fa di conseguenza abbiamo ereditato da lui la casa 1/3 a mia madre 1/3 a mia sorella 1/3 a me tutte come nuda proprietà.mi chiedo paghiamo l’Imu come seconda casa tutte e 3? Grazie x la risposta
Se gli eredi hanno ricevuto solo la nuda proprietà dell’immobile (che deve essere attestata con atto pubblico), allora l’Imu sarà pagata solo dall’usufruttuario e non dai proprietari.
Buongiorno vorrei porre alla vostra attenzione questa situazione. Io e mia moglie non viviamo più insieme infatti io ho preso la risidenza in un altro immobile non di mia proprietà e ancora non abbiamo avviato le pratiche per la separazione. L’immobile ove la mia ex moglie e le mie due figlie risiedono e vivono mi è stato donato da mio padre. Vorrei sapere se devo pagare l’imu oppure non essendo proprietario di altro immobile nel comune di Roma posso considerarmi esente.
Avendo lei la residenza in un altro immobile, dovrebbe pagare l’Imu sulla sua abitazione (quella in cui vive la moglie e le figlie).
Non essendo ancora ufficializzata la separazione, potrebbe concedere l’immobile in comodato d’uso gratuito alla moglie, la quale vi ha la residenza, e in questo modo invece dell’Imu si pagherebbe solo la Tasi, in quanto l’immobile risulterebbe abitazione principale della moglie. Naturalmente ciò da verificare con il regolamento comunale.
buon giorno. vorrei porle questo quesito cortesemente.
mio padre, vedovo da quando ero piccolo, si è risposato circa 50 anni fa ed è venuto a mancare qualche tempo fa. la casa di comproprietà con la nuova moglie, alla sua morte è stata divisa tra me al 25% e alla mia nuova mamma al 75%.
ora lei, dopo aver abitato per questi anni nella casa di proprietà in seguito al naturale diritto di abitazione, ha deciso di trasferirsi in casa di riposo e l’appartamento è attualmente sfitto. come va regolato ai fini delle tasse sulla casa? io finora non ho pagato nulla in virtù del diritto di abitazione… grazie
Se il regolamento comunale lo prevede, la casa di abitazione di un soggetto che ha trasferito la residenza presso un istituto di ricovero o di cura, può scontare la tassazione prevista per le abitazioni principali, quindi la Tasi.
vorrei cortesemente sapere se, in caso di morte di uno dei genitori (nell’abitazione rimane residente il genitore cointestatario superstite), il figlio proprietario di un appartamento dove risiede come abitazione principale deve dichiarare sul 730 la quota ereditata ed eventualmente qual’è il codice di utilizzo da usare e nella colonna 12 (casi particolari IMU) cosa deve inserire.
In caso di decesso di uno dei coniugi, e l’altro coniuge continua a risiedere nell’abitazione coniugale, allora il coniuge superstite gode del diritto di abitazione sull’intero immobile.
Il figlio, che eredita una quota dell’immobile, in dichiarazione dei redditi non indica nulla, perchè l’intera quota è indicata dal coniuge superstite.
vorrei cortesemente sapere se è corretto che il Caf.mi ha bloccato il 730 per mancanza quote di possesso della successione da inserire nella dichiarazione dei redditi..
Mamma e deceduta ottobre 2014 e per legge la successione và fatta entro un anno.
La dichiarazione di successione, ai fini prettamente fiscali, va presentata ai competenti uffici dell’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla data del decesso.
In merito ai diritti e agli obblighi scaturenti in capo agli eredi, questi decorrono dalla data di apertura della successione che, secondo il codice civile, coincide con la data del decesso.
Da ciò deriva che ai fni della dichiarazione dei redditi lei risulta già titolare dei diritti e degli obblighi scaturenti dalla successione, quindi in dichiarazione dovrà indicare le sue quote, anche se ancora non ha presentato la successione.
09/06/2015 at 12:50
Grazie mille della risposta, vorrei chiederle un altra informazione: in caso di seconda casa al mare, il figlio deve indicare la quota sul 730?
09/06/2015 at 14:42
Buonasera. Separata da marzo 2014, vivo fuori casa da maggio 2014: nella sentenza di separazione consensuale si decide di comune accordo che l’appartamento coniugale (di proprietà al 50% di entrambi) resta a mio marito e ai nostri due figli. Il comune però mi conteggia IMU da pagare come seconda casa.
Domanda: io, che vivo in affitto, posso provare a fare ricorso in comune?
Quando in sede di separazione la sentenza assegna ad uno dei coniugi la casa coniugale, allora la tassazione su quell’immobile (Imu e Tasi) sarà a carico interamente del coniuge assegnatario.
10/06/2015 at 14:18
Intanto la ringrazio per la cortese e sollecita risposta.
Il mio dubbio nasce dal fatto che l’assegnazione della casa al padre dei miei figli, non risulta da una sentenza in senso stretto, ma da un verbale omologato.
Questo può in qualche modo cambiare la mia posizione tributaria?
Ritengo che non ci siano problemi, in quanto l’omologazione da parte del tribunale dà ufficialità e veridicità al verbale (redatto immagino in udienza dinanzi al giudice in sede di consensuale).
09/06/2015 at 15:00
buongiorno,abbiamo ereditato un appartamento al rustico in condominio ma abbiamo scoperto che non e’ mai stata versata l’imu ed il comune sind’ora non ha accertato niente al parente defunto.
Visto che dovremmo presentare la successione,secondo voi ci conviene autodenunciarci in comune oppure attendere che loro accertino il fatto?
Se aspettate l’accertamento da parte degli uffici comunali, sarete poi chiamati a versare il tributo con interessi e sanzioni in misura piena.
Se invece anticipate i tempi, potete sfruttare il sistema del ravvedimento operoso e pagare, oltre naturalmente il tributo, la sanzione in misura ridotta.
10/06/2015 at 10:17
Buongiorno. A seguito del decesso di mia madre (anno 2012) ho ereditato un appartamento con i miei due fratelli, per cui oggi siamo comproprietari ciascuno per un terzo (il tutto regolarizzato con l’atto di successione). Alcuni mesi fa ci siamo accordati che io comprerò le loro quote. Per poter pagare ho a mia volta venduto la mia precedente casa e ora sono in attesa del mutuo con il quale si potrà concludere l’operazione con il rogito. Al momento della sottoscrizione del preliminare di compravendita loro mi hanno autorizzato a trasferirmi e da un mese sono andato a vivere con la mia famiglia nella casa di cui siamo comproprietari. Nello stesso preliminare c’è anche scritto che io mi sarei fatto carico di tutte le spese (condominio, tasse, ecc.). Cosa devo pagare di IMU e TASI? Ho consultato vari siti, ma non ho trovato casi simili al mio; tuttavia se ho ben capito (e anche a “lume di naso”) devo pagare la TASI per i 4 mesi in cui sono stato proprietario della mia vecchia casa, mentre sempre per i primi 4 mesi per la casa di mia madre ciascuno di noi tre (in quota di un terzo) dobbiamo pagare l’IMU. Ma cosa succede da maggio in poi, quando come d’accordo devo pagare soltanto io? Cosa pago l’IMU o la TASI? I miei fratelli devono produrre qualcosa che li esoneri dal pagamento? GRAZIE!
In attesa che venga stipulato l’atto pubblico di vendita, e considerando che dal preliminare i suoi fratelli le hanno concesso l’utilizzo dell’immobile, quindi lei è entrato nel possesso dello stesso, la situazione dei pagamenti è la seguente:
– per i primi 4 mesi, ognuno dei fratelli paga l’Imu come seconda casa, e lei paga la Tasi sull’immobile in cui risiede;
– per i restanti mesi, lei pagherà la Tasi sull’intero immobile, ma è indispensabile che abbia trasferito la residenza. Di conseguenza, i suoi fratelli sull’immobile ereditato non pagheranno più nulla, perchè l’intero carico tributario si è spostato su colui che ha il possesso per intero, cioè lei.
Per far ciò sono però necessarie due condizioni: il cambio di residenza, e la presentazione al comune di una istanza in cui i suoi fratelli dichiarano che, nelle more della firma dell’atto di vendita, le stanno concedendo l’uso gratuito dell’intero immobile (questa dichiarazione serve ai fini della Tasi).
La ringrazio molto per la tempestività e la chiarezza della risposta.
Mia moglie, alla morte del padre, è diventa proprietaria del 25% dell’appartamento dove abita e risiede mia suocera. Ora hai fini del pagamento delll’Imu, anno 2015 del comune di Roma, mia moglie deve pagarre per la sua quota come seconda casa, visto che lei abita e risiede in un altro appartamento?
10/06/2015 at 16:30
No, la tassazione è interamente a carico del coniuge superstite, che gode del diritto di abitazione sull’immobile.
Il coniuge superstite pagherà dunque la Tasi come abitazione principale, mentre sua moglie (erede) non pagherà nulla per la sua quota.
Chiarito il concetto che il coniuge superstite ha il 100% del diritto reale di abitazione per l’ex casa coniugale, vorrei sapere se tale diritto decade, nel momento in cui il genitore vedovo, pur conservando l’usufrutto, dona l’immobile al figlio.
Nel caso in cui il diritto di reale abitazione decade, il figlio, già pieno proprietario dell’1/3 è obbligato a pagare le imposte inerenti la propria quota? Contrariamente, nel caso in cui il coniuge superstite donante, non perda alcun diritto, ma lo conserva, “poiché trattasi di ex casa coniugale dall’origine”, il figlio donatario è o non è obbligato per la quota di suo possesso alla dichiarazione reddituale ovvero al pagamento della IUC?
Dalla partizione che si evince dalla visura catastale, sono io figlio, PIENO proprietario dell’1/3 e NUDO proprietario del 2/3 con mia madre vedova usufruttuaria.
Cosa bisogna dichiarare sul mod. 730 e come pagare le dovute imposte?
Grazie in anticipo per il cenno di risposta.
Il diritto di usufrutto è un altro diritto reale di godimento sugli immobili che, come il diritto di abitazione, consente all’usufruttuario di sostenere la tassazione per l’intera quota, esonerando da ciò il nudo proprietario.
Significa che il nudo proprietario nel 730 non indica la proprietà, mentre l’usufruttuario indica l’intera quota.
In merito alle imposte locali, l’usufruttuario paga la Tasi (in quanto dimora e risiede nell’immobile) sull’intera quota.
alla morte di mio padre io e mia sorella abbiamo ereditato una parte della casa coniugale.
La casa si compone di abitazione + 2 pertinenze c/2
se non ho capito male, non essendoci più l’Imu sulla prima casa, va pagata solo sulla seconda pertinenza c/2
in questo caso, essendo la pertinenza collegata alla casa coniugale va pagata solo da nostra madre o anche dai figli (per mia sorella risulterebbe seconda casa)
Essendo casa coniugale, il coniuge superstite ha il diritto di abitazione, quindi sarà il coniuge supestite a sostenere l’intera tassazione sull’immobile, purchè per egli sia abitazione principale. In questo caso pagherà solo la Tasi sull’intero immobile e su una pertinenza.
Sull’altra pertinenza, invece, i singoli proprietari pagheranno l’Imu in base alle loro quote di proprietà.
nella compilazione del 730 come figlio convivente nella casa coniugale che codice posso utilizzare per indicare la 2° pertinenza c/2?
utilizzo “5” e casi particolari Imu “2” va bene?
Se la pertinenza è realmente adibita a servizio dell’abitazione principale, allora nel modello 730 va indicato il codice “5” e nei casi particolari Imu il codice “2” in quanto pertinenza soggetta interamente ad Imu.
25/06/2015 at 18:14
si la pertinenza (che è una cantina) è realmente adibita a servizio dell’abitazione principale e io abito ancora con mia madre e non ho altri immobili.
la prima pertinenza C/2 è invece il solaio.
11/06/2015 at 20:57
Sapendo che al coniuge superstite spetta il diritto di abitazione al 100% ,volevo sapere se devo dichiarare nel 730 il mio 25% ereditato alla morte di mio padre dove ho la residenza.Il restante 75%è di mia madre.Grazie mille
Il diritto di abitazioe di cui gode il coniuge superstite consente a questi di dichiarare per intero l’immobile, mentre gli altri eredi non dichiarano nulla.
Mia moglie abita nella casa in cui io sono interamente proprietario al 100% (si tratta di abitazione principale).
Nello stesso nostro Comune di residenza mia moglie possiede una casa al 100%, che ha dato in comodato gratuito a nostra figlia (utilizzo 10)
Cortesemente le chiedo se, per l’abitazione data in comodato gratuito alla figlia (con assogettamento a IMU seconda casa) sia tenuta altresì a pagare il 50% dell’Irpef.
Sua moglie dovrà utilizzare il codice “10” nella dichiarazione per dichiarare che l’immobile è concesso in comodato d’uso ad un parente. Essendo l’immobile soggetto ad Imu, non partecipa alla formazione del reddito imponibile Irpef.
Lei, invece, nella sua dichiarazione utilizzerà il codice “1” per indicare la casa, vostra abitazione principale.
Prendo atto del suo cortese riscontro ma desidererei che mi precisasse che mia moglie – nel caso in questione – non deve indicare nella colonna 12 (casi particolari Imu) il cod 3 (immobile non locato o in comodato) solo perchè non è titolare di alcuna misura percentuale dell’abitazione principale (di mia proprietà al 100%).
Me lo conferma? Penso invece che sarebbe tenuta ad indicare il cod 3 nella col. 12 se fosse titolare ad esempio del 50% dell’abitazione principale: è cosi?
salve, mio padre è venuto a mancare e ci ha lasciato 2 immobili che ora dono entrambi di proprietà di mia madre. purtroppo noi per motivi finanziari siamo costretti a spostarci in altra regione lasciando questi due immobili e andando ad abitare a casa in prestito dai nonni. Il cambio di residenza farebbe risultare quest’ultima abitazione come terza casa? Aumenterebbe imu e tasi? grazie
Spostando la residenza, i due immobili ereditati risultano come seconde case, quindi soggette ad Imu e a Tasi (secondo le delibere comunali).
L’immobile dei nonni in cui viene spostata la residenza risulta abitazione principale per lei. Se il comune lo ha previsto, in tal caso si può presentare un’istanza al comune in cui si dichiara che i nonni hanno concesso l’immobile in comodato gratuito, così i nonni non pagano nulla e lei paga la Tasi.
Sono proprietario di due appartamenti siti allo stesso indirizzo. A gennaio, in seguito a sentenza di separazione, l’appartamento A è stato assegnato alla mia ex moglie, mentre Io mi sono spostato nell’appartamento B. Ho però cambiato residenza ufficialmente solo a maggio. Posso dimostrare però che ero nell’appartamento B già da gennaio. A questo punto, visto che l’app. A è in capo alla mia ex moglie, posso considerare ai fini IMU e TASI l’app. B come 1° casa già da gennaio? grazie
L’appartamento A è considerato abitazione principale per sua moglie, mentre l’appartamento B è abitazione principale per lei.
Tale suddivisione decorre dalla data della sentenza con cui il giudice ha disposto l’assegnazione della casa coniugale.
Per il periodo pregresso, l’appartamento B può da lei essere considerato abitazione principale solo se già da gennaio vi aveva la residenza e vi dimorava ufficialmente.
alve. IO E MIA SORELLA BBIAMO EREDITATO UNA CASA.GLI EREDI IN TUTTO SONO 6. IO E MIA SORELLA NATURALMENTE CONTIAMO PER UNO.I DATI SONO QUESTI: CATEGORIA A3 CLASSE 3 RENDITA 570,68 QUOTA DI POSSESSO 18/126.QUANTO DOVREMO PAGARE DI IMU? GRAZIE MILLE.
L’imu si paga in base alle alquote stabilite dal comune in cui ha sede l’immobile in questione.
Egr. dottore avrei bisogno di un chiarimento. i figli che ereditano un immobile di proprietà del padre (madre-coniuge superstite residente), diventano proprietari o nudi proprietari? nell’ipotesi in cui diventino proprietari e non nudi proprietari (stante il diritto di abitazione della madre) come si giustifica ad un eventuale controllo il fatto che non è stata pagata l’imu 2° casa per l’immobile in oggetto?
16/06/2015 at 10:13
Alla morte di uno dei coniugi l’appartamento viene ereditato dal coniuge superstite e dai figli.
Se l’appartamento è la casa coniugale, allora il coniuge superstite gode del diritto di abitazione (necessaria residenza e dimora). In virtù di ciò la tassazione sull’immobile è interamente a carico del coniuge superstite, anche per le quote di proprietà dei figli i quali non pagano come seconda casa.
15/06/2015 at 21:12
Buongiorno, e grazie per il prezioso lavoro che fa.
la mia è una domanda molto semplice:
abito con mia moglie e mia figlia in una casa di proprietà di mia moglie. siamo in separazione dei beni. mia moglie nel 2014 ha avuto un reddito basso (circa 12000 euro). ha diritto a detrazione o devo sommare il mio reddito?
Le dichiarazioni dei redditi sono sempre personali, indipendentemente dal regime patrimoniale che i coniugi si sono dati.
Se un coniuge un anno ha ottenuto un reddito inferiore ad euro 2.840,51 lordi può essere considerato fiscalmente a carico dell’altro coniuge.
Buonasera, il mio quesito è il seguente: Un immobile di mia proprietà al 100%, è stato per diversi anni concesso in comodato uso gratuito a mio figlio con la moglie e il figlio. Mio figlio ora è separato e il giudice ha assegnato quella casa alla moglie. Chi paga l’Imu o la Tasi su quell’immobile? Si segue comunque il criterio in base al quale il coniuge assegnatario avendo il diritto di abitazione deve versare la Tasi come abitazione principale? GRazie
Con la sentenza che dichiara la separazione e con la quale il giudice procede all’assegnazione della casa coniugale, il coniuge assegnatario diventa possessore a tutti gli effetti della casa, quindi sarà egli a sopportare l’intera tassazione sull’immobile, in questo caso Tasi su abitazione principale.
Buongiorno. ho donato la casa alle mie due figlie, una delle quali minori. Visto che il Giudice tutelare ha stabilito che la minore dovra’ abitare presso la cugina, nello stesso Comune, la minore dovra’ pagare l’imu come seconda casa?
17/06/2015 at 14:56
Visto che materialmente il possesso dell’immobile è in capo alla sorella maggiore, dovrà essere lei a sostenere l’intera tassazione. Se la sorella maggiore ha residenza e domicilio, allora per lei l’immobile rappresenta abitazione principale, quindi sarà soggetta a Tasi.
In merito alla quota della sorella minore, se non è previsto altrimenti dal regolamento comunale, andrà pagata l’Imu come seconda casa.
La mamma comunque e deceduta e nell’abitazione al momento vive solo la sorella maggiore.
Buonasera il mio quesito è questo:
circa due anni fà è venuto a mancare mio padre che era proprietario di due appartamenti, di cui uno intestato a mia madre perche acquistato in seguito allo stesso indirizzo. (in comunione dei beni)
La mia domanda è questa essendo quattro figli che ad oggi non assegnatari di niente, ed uno dei due appartamenti è abitato da nostra madre chi deve pagare l’IMU?
18/06/2015 at 09:51
Sull’immobile in cui risiede e dimora la madre, paga solo la madre per l’intero; sull’altro immobile, risultando seconda casa, ogni proprietario/erede paga l’Imu per la propria quota.
22/06/2015 at 00:42
Salve sono separato con immobile al 50% la mia ex ha l’uso esclusivo della appartamento io sono residente in un altro comune in affitto devo pagare l imu…. Grazie
22/06/2015 at 09:16
Se l’uso esclusivo deriva da sentenza del giudice, il quale ha assegnato la casa coniugale alla sua ex, allora sull’immobile sarà dovuta solo la Tasi in quanto rappresenta abitazione principale pe la sua ex.
Lei, per il suo 50%, non pagherà Imu.
Mio nonno è morto nel 2000 e ha lasciato in eredità con testamento e successione la propria casa ai suoi tre nipoti (mia sorella, mio fratello ed io) e l’usufrutto ai miei genitori.
Nel 2004 è venuta a mancare mia madre. Al catasto risulta il 50% di usufrutto a mio padre e il 16,6% di proprietà a ciascuno di noi 3 figli. Oggi la casa è abitazione principale di mio padre.
Premesso che i miei genitori hanno vissuto esclusivamente in questa casa da quando era in vita mio nonno, anche in questo caso si parla di casa coniugale?
Ciascuno di noi fratelli deve dichiarare il 16,6% di proprietà e pagare l’IMU come seconda casa visto che ognuno ha un’altra abitazione principale?
In questo casa non si parla di “casa coniugale”, quindi non si può applicare la normativa sul diritto di abitazione.
Da ciò ne deriva che il padre paga la Tasi come abitazione principale sul suo 50% in usufrutto e i tre nipoti pagano Imu sulle loro quote.
Però, se il regolamento comunale lo consente, i tre figli potrebbero presentare istanza al comune in cui si dichiara che hanno concesso in comodato d’uso al padre la loro quota di proprietà. Con ciò, il padre pagherà la Tasi sull’intero immobile e i tre figli non pagheranno l’Imu. Ma, ripeto, è da verificare con il regolamento comunale.
25/06/2015 at 22:10
Il 3/6 ho avuto come donazione un bar. Sino a maggio l’imu l’ha pagato mia madre (con l’acconto del 16/06) ma mi chiedo se io dovevo pagare l’imu di giugno o posso rimandate tutto al16/12
Lei è subentrata nel possesso del locale il 03 giugno, quindi l’Imu relativa alla mensilità di giugno andava pagata da lei.
Può comunque recuperare entro il 16/12, con l’aggiunta di interessi e sanzioni, tramite il ravvedimento operoso.
Salve, mio padre aveva una casa intestata con sua cugina. mio padre è morto e ha lasciato l’eredità a me mio fratello e mia madre(sua moglie).
adesso anche la cugina di mio padre è morta lasciando l’eredità sempre a me mio fratello e a mia madre(per testamento)i. Quindi la casa è divisa tra tre persone. ma ai fini imu/tasi, mia madre ha il diritto di abitazione??chi deve pagare?
Ai fini della Tasi paga il soggetto che realmente ha il possesso dell’immobile, cioè colui che realmente vi abita.
Ai fini Imu ogni proprietario paga la sua quota.
Se però i due fratelli concedono in comodato le loro quote alla madre, che abita l’immobile e vi ha la residenza, potrebbe pagare la Tasi solo la madre sull’intera proprietà, purchè questa agevolazione sia stata approvata dal consiglio comunale, altrimenti ognuno paga per la sua quota.
Salve, in seguito ad eredità per successione, io (16,66%), mia sorella (16,66%) e mia mamma (66,66%) siamo proprietarie di 3 unità immobiliari. In quella principale ci abitiamo io e mia mamma, mentre mia sorella abita all’estero. Le altre due unità sono considerate seconde case tra cui una in locazione. Da cinque anni a questa parte mia mamma paga per intero tutte le imposte dovute, prima era l’ICI e dal 2012 l’imu e poi anche la tasi. Solo adesso siamo state informate bene che era corretto compilare 3 F24 e non uno solo a nome di mia mamma che pagava l’imposta come possessore al 100 %. Cosa succede ora e a cosa andiamo incontro se dal prossimo anno compiliamo ognuna il proprio F24 come sia giusto fare? Considerando comunque che l’imposta è stata pagata per quanto dovuta sull’intera casa, ma è solo un problema di nominativi. Grazie in anticipo per la Sua gentile risposta.
Come ha ben detto lei, la cosa importante è che l’imposta sia stata pagata per intero sull’intero immobile.
Se dovessero arrivare accertamenti da parte del comune, con il quale si richiede agli altri intestatari il pagamento dell’imposta evasa, dimostrate di aver comunque assolto all’intera obbligazione tributaria, producendo i modelli F24 di pagamento e un conteggio dell’imposta dovuta sull’intero immobile.
29/07/2015 at 17:03
Buon giorno, la mia abitazione è in comproprietà con mia madre (8/12) e i 4 figli (ognuno 1/12), tra cui io. La stessa ripartizione l’abbiamo nell’altra casa dove mia madre ha la residenza e usufrutto dopo la morte di mio padre.
Mia madre per la sua abitazione non paga IMU ma Tasi, noi figli niente.
Per la mia l’abitazione io non pago IMU ma gli altri familiari si ; sempre per la mia abitazione tutti paghiamo la TASI.
Volevo chiederle se: è giusta tale ripartizione dei costi?
considerando gli elevati costi soprattutto di mia madre (IMU e TASI) per la mia abitazione, esistono forme per abbassarle i costi come comodato d’uso a mio nome?
La ripartizione è corretta.
In merito all’abitazione in cui lei vive, può informarsi se il suo comune ha previsto la possibilità, per i parenti in linea retta, di concedere in comodato d’uso gratuito la propria quota al fratello, e così non pagare Imu ma solo Tasi.
31/07/2015 at 16:14
Buongiorno, vorrei delucidazioni in merito all’IMU, per il caso che le vado a spiegare:
Io sono un militare ho comprato casa cointestata, quindi siamo proprietari al 50%, dopodiché nel 2013 sono stato trasferito, io che sono militare so per certo in base alla legge non devo pagare l’imu, la domanda è mia moglie in questo caso pagherà l’imu o essendo moglie di un militare no?
In via generale, l’esezione dal pagamento dell’Imu per coloro che operano all’interno delle Forze armate è ancora valida.
Sulle modalità di fruizione, deve però consultare il regolamento comunale.
19/08/2015 at 22:50
l’art. 540 c 2 del cc si applica anche nel caso in cui i beni non siano di proprietà esclusiva del defunto ma p.es. al 50% suoi e al 50% di un comproprietario?
mio padre e mio nonno erano comproprietari al 50% di un imobile con due civici e pertinenze (le due rispettive case coniugali ) ciascuno dei due conviveva con la rispettiva moglie.
Muoiono in questa successione mio padre e mio nonno.
Dopo la morte di mio padre la proprietà era ripartita così: mia madre 1/4, io 1/4, eredi del nonno 1/2.
Dopo la morte del nonno la successione legittima deifnisce le seguenti quote di proprietà ai vari eredi:
nonna 1/6
mia madre 2/6
io 2/6
zia (sorella di mio padre ed erede dimio nonno) 1/6
Nei documenti della successione si dice che la nonna ha il diritto di abitazione sull’alloggio di residenza.
in sostanza una comproprietà al 50% nonno papà ripartita fra i rispettivi eredi.
abbiamo pagato negli anni ici (ottenendo anche riduzione di aliquota dal comune per concessione a titolo gratuito di unità abitative a parenti diretti 2° grado),
poi imu e iuc
pagamenti effettuati sempre sulla base dei bollettini (f24) calcolati e forniti dal comune stesso
ora giunge a me e mia zia una serie di cartelle di riscossione di tributi per quote non versate e la motivazione della richiesta recita:
“Il contribuente ha versato un importo minore del dovuto. Si comunica che le sigg.re….( madre e nonna ( rispettivamente sui beni al civ. 3 e al civ. 5 in via… .. non possono godere del diritto di abitazione dal decesso del coniuge, in quanto da normativa non c’è la realizzazione di tale diritto poiché l’origine della proprietà non era al 50% ciascuno dei due coniugi e/o al 100% del defunto. il recupero della differenza viene effettuato senza sanzioni”
chiedo: sembra che il comune, che pure ha fornito i conteggi e l’f24 e ha riconosciuto detrazioni per il diritto di abitazione alla nonna, ora neghi il diritto derivante dall art 540 c 2 del cc..
Ha fondamento questa richiesta di corrsponsione di ulteriori importi?
Se anche dovessi pagare la differenza perché dovuta per legge, il comune che ha fatto i ocnteggi sulla base dei quali io ho fatto versamenti inferiori al dovuto ha qualche responsabilità, magari in relazione al codice di comportamento dei dip. pubblici p.es.art 3 cc4-5 , art.12 cc 1 e 3?
Vi ringrazio per le indicazioni che potrete e vorrete fornirmi
Maria c. Rudilosso
10/09/2015 at 21:55
Gentilissimo dottore , mi assilla un grosso problema e spero Lei possa darmi lumi confortevoli
Sono separata dal 2006 e in prima battuta dicembre 2006 il giudice assegnò la casa coniugale di cui io ho il 50% della proprietà al mio ex per poi confermare tale sentenza nel 2010 . Pertanto su consiglio dell avvocato e commercialista non ho più pagato l ICI . Dopo ricorso l’un appello mi viene riassegnata l a casa in giugno 2012 il mio ex fa ricordo ma la cassazione conferma la sentenza del appello .
Gentile dottore ho un cruccio che mi assilla e spero in una sua gradita risposta. Sono separata dal 2006 e la casa coniugale da quella data del 2012 è stata assegnata al ex coniuge. Da giugno 2012 la corte d appello mi riassegna la casa e quindi come mi pare di aver capito avrei dovuto pagare IMU . Effettivamente il mio ex coniuge usa esclusivamente l immobile non mi vuole riconsegnare le chiavi non mi vuole corrispondere un affitto per l uso della mia parte,io sono costretta a vivere in affitto pagando un canone molto alto e dovrei anche pagare l ImU come seconda casa? Non so cosa fare . Può darsi abbia continuato a pagare lui , ma se la mia parte invece dal 2012 non l’ha pagata nessuno mi arriverà una multa ? Come mi devo muovere ? Attendo un suo cortese riscontro
In merito all’utilizzo della casa coniugale, chiaramente ciò che lei ha scritto sono questioni da valutare con un legale, in quanto una sentenza giudiziaria, oltretutto della cassazione e passata in giudicato, fa stato tra le parti e rappresenta titolo esecutivo.
In merito all’Imu, immagino che il comune avvierà il comune per le annualità non versate, e farà riferimento ai dati catastali, se non ha a disposizione alcuna notizia in relativa alla sentenza di assegnazione immobile.
Mi scusi dottore , ma in questi casi il coniuge che non può utilizzare l immobile ha delle agevolazioni?
Nel caso in cui due fratelli abbiano 2 appartamenti entrambi in comproprietà 50% e risiedano e abitino uno in un appartamento e l’altro nel secondo, sono tenuti ciascuno al versamento di IMU seconda casa per la quota di proprietà dell’appartamento nel quale non abitano?
Mi sembrerebbe assurdo, ma temo sia così…
25/09/2015 at 16:59
Sì, entrambi pagano Imu sulla seconda abitazione, in proporzione alla loro quota di proprietà.
Il diritto reale di abitazione per il coniuge superstite, previsto dall’art. 540 del codice civile, si applica solo sull’abitazione principale, oppure anche su tutte le pertinenze? E come si individuano tali pertinenze? Il problema riguarda sia il pagamento dell’IMU su tutte le pertinenze esclusa una per ciascuna tipologia, sia la dichiarazione 730 (nelle cui note è scritto che, in riferimento ai redditi da fabbricati, il diritto di abitazione previsto dall’art. 540 si estende anche alle pertinenze della casa adibita ad abitazione principale. Quindi, tutte le pertinenze, e non una sola).
I presupposti impositivi di Irpef e Imu sono differenti e la stessa struttura dell’imposta è differente.
Per l’Irpef, denunciato con il modello Unico o 730, nei redditi da fabbricati sono inclusi il reddito dell’abitazione principale e delle relative pertinenze, anche quando l’utilizzo di questi immobili avvenga in virtù di un diritto di abitazione ex art. 540 cc.
Ai fini Irpef, dunque, non vi è nessua preclusione al numero di pertinenze, purchè ciascuna di esse serva realmente da pertinenza all’abitazione principale.
Ai fini Imu, invece, il discorso cambia, perchè l’esenzione Imu riguarda l’abitazione principale e una sola pertinenza in base alla categoria catastale.
23/10/2015 at 11:26
Egr. dr. Mannarà,
Il mio caso riguarda la decorrenza dalla quale si è tenuti a versare l’IMU in casi di separazione e divorzio consensuale.
A metà del tempo intercorso tra la separazione ed il divorzio c’è stato un avvicendamento consensuale nella casa inizialmente assegnata ad uno dei coniugi con-proprietari dell’appartamento.
Ora il Comune vanta il pagamento dell’IMU (oltre alle penali ed interessi) alla persona che, in fase di separazione consensuale risultava assegnataria dell’appartamento ma che poi, un anno prima della sentenza di divorzio, aveva concordemente cambiato residenza lasciando libero l’appartamento all’altro coniuge.
le sembra corretto che il Comune lucri su questo fatto basandosi esclusivamente sulla data di registrazione dell’atto di divorzio (legata ai tempi burocratici) ed ignorando la data di effettivo cambio di residenza dei due, del quale il Comune era perfettamente a conoscenza?
26/10/2015 at 11:09
Situazione un pò complessa.
Innanzitutto, in base al decreto di omologazione della separazione consensuale, la casa coniugale viene assegnata ad un coniuge, per il quale la casa diviene abitazione principale per intero, quindi non soggetta ad Imu ma a Tasi.
Se nel frattempo il coniuge assegnatario cambia la propria residenza, l’immobile in questione cessa di essere abitazione principale per diventare seconda casa, sulla quale i proprietari (i coniugi comproprietari) saranno tenuti al versamento dell’Imu ognuno per la propria quota.
Salve, volevo cortesemente un chiarimento in previsione dell’abolizione della Tasi. Nel suo ultimo commento leggo “la casa coniugale viene assegnata ad un coniuge, per il quale la casa diviene abitazione principale per intero, quindi non soggetta ad Imu ma a Tasi”.
Di conseguenza ora che la Tasi scompare, il coniuge assegnatario non paga niente?
20/11/2015 at 17:28
Sembrerebbe così, ma attendiamo la pubblicazione della legge di stabilità in Gazzetta Ufficiale per averne la certezza.
Gentile Dott. Mannarà, ma esattamente questa Legge di Stabilità cosa porta di innovativo per i coniugi separati? Leggo titoloni di giornali dove c’è scritto ” i coniugi separati non pagheranno più Imu”. Mi perdoni ma la legge attuale già lo prevede!! :
L’imposta municipale propria non si applica, altresi’:
c) alla casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione
legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio”
quindi non capisco esattamente il tipo di cambiamento sbandierato che avverrà per i separati. Può illuminarmi? Grazie
Come risposto precedentemente, la legge di stabilità per il 2016, allo stato attuale, è stata approvata dal Senato. Il testo ha subito correzione per via di emendamenti presentati. Ora si attende l’approvazione da parte della Camera dei deputati, dove è in corso di discussione. Sul suo quesito sarà possibile pronunziarsi solo dopo l’approvazione del testo definitivo.
POTENZANO ANTONINO
DOTT. MANNARA mi scusi volevo un consiglio da lei il 10.2.2015 e deceduta mia moglie io vivo in un appartamento di mia proprieta al 50 per cento con lei pago ancora il mutuo per ancora sette anni la mia e lunico bene che ho e non ho altre proprieta mio figlio non mi parla da quando e deceduta mia moglie io gli ho detto che mi deve dare la sua parte per la successione a lui ci spetta o no poi ho detto che essendo solo perche lui lavora a milano e io abito a misilmeri palermo che voglio vendere casa e lui mi ha detto che non la vuole vendere che non mi da il consenso cosa posso fare la posso vendere senza il suo consenso e la successione fosso farla per conto mio perche io voglio pagare la successione ma senza il suo documento non posso farla e lui mi a risposto che non mi vuole dare il suo consenso alla vendita per favore mi puo agliutare il mio cell 3493449604 GRAZIE
Se la casa di abitazione del nucleo familiare era cointestata ad entrambi i coniugi (al 50% lei e l’altro 50% la sua defunta moglie), allora alla morte della moglie, il marito per legge ha il diritto di abitazione sull’intera casa.
In tema di successione, chiaramente gli eredi diretti della moglie sono il marito superstite e il figlio. La dichiarazione di successione può presentarla benissimo lei, rivolgendosi anche ad un suo professionista di fiducia. In merito alla vendita dell’appartamento, chiaramente è necessario il consenso di entrambi gli eredi.
Potrebbe anche ipotizzarsi la seguente ipotesi: suo figlio rinuncia all’eredità, l’immobile passa in successione interamente a lei, e così lei potrà disporre liberamente dell’appartamento. Per far ciò è però necessario rivolgersi al notaio.
Antonio Pellicano'
egr.dr.Mannara’,
il mio caso riguarda il diritto di abitazione del coniuge superstite nel caso in cui questi, la moglie, pur regolarmente coniugato, non era residente anagraficamente nell’abitazione del marito , al momento del suo decesso.
La residenza e’ stata trasferita nell’abitazione in questione subito dopo.
Il Comune tuttavia ritiene che la moglie non goda del diritto di abitazione e quindi le due figlie, avendo acquisito in successione ciascuna 1/3, debbano pagare IMU e TASi come 2nda casa .
Le chiedo se, a suo avviso, questa posizione e’ legittima , anche considerando il fatto che e’ possibile dimostrare con testimonianze scritte che la moglie nei 2 anni precedenti il decesso, risiedeva “di fatto” in quella abitazione.
In Comune mi hanno consigliato che le figlie donino il possesso delle quote di loro proprieta’ alla madre, ma questo richiede la stipula di un’atto costoso presso un notaio.
Oppure, sarebbe possibile , dopo aver letto il suo blog, che le figlie concedano alla madre il comodato d’uso gratuito delle proprie quote di proprieta’ ?Grazie
La questione non è di facile soluzione, in quanto si incrociano differenti normative: quella relativa al diritto di abitazione, così come disciplinato dal codice civile, e quella relativa alle imposte locali (Imu e Tasi).
Il diritto di abitazione prescinde dalla residenza anagrafica, è un diritto che spetta se sono rispettate tutte le condizioni dettate dal codice civile, anche perchè le risultanze anagrafiche hanno un valore meramente presuntivo, in quanto la residenza della persona è attestata dalla sua abituale e volontaria dimora in un dato luogo.
Non così ai fini delle imposte comunali Imu e Tasi, per cui devono sussistere contemporaneamente sia la residenza anagrafica (certificata dalle risultanze anagrafiche comunali) sia la dimora abituale.
Sarebbe possibile anche intraprendere la strada del comodato d’uso: le figlie concedono alla madre in comodato le proprie quote. Il comodato però è consigliabile che sia registrato. Ciò però può valere solo ai fini Imu-Tasi e sempre che il comune abbia deliberato agevolazioni in tal senso.
02/12/2015 at 14:49
dopo aver pagato prima Ici e poi Imu in relazione al possesso dopo la morte del padre avvenuta nel 1995 dal 2012 hanno hanno smesso di pagare per quote lasciando che fosse a loro madre, coniuge superstite, a pagare imu al 100%.Ora il Comune contesta ciò poichè mancando una dichiarazione che attesti la dimora abituale andrebbero rispettate le percentuali così come da successione, non è quindi sufficiente che la madre abiti nella casa e che abbia deciso da un certo anno in poi di accollarsi tutto il pagamento al 100%?
02/12/2015 at 17:20
Ai fini Imu e Tasi la normativa richiede il rispetto di due requisiti: la residenza anagrafica (risultante dal certificato rilasciato dall’ufficio anagrafe) e la dimora abituale.
Avendo però pagato l’imposta sulla totalità dell’immobile, anche se detto pagamento è stato effettuato da una sola persona e non dai proprietari per le rispettive quote, io le consiglierei di parlare con i funzionari comunali, far capire loro che l’imposta è stata comunque versata per intero e così farsi annullare gli atti di accertamento.
Grazie dr. Mannarà per la sua competente risposta.
Posso ,quindi, dedurne che il diritto di abitazione sussiste indipendentemente dalla residenza anagrafica ,a differenza di quanto sostiene il Comune, e che i criteri per poterne godere sono , nel caso in questione, soddisfatti;in effetti, la moglie viveva di fatto da almeno due anni presso l’abitazione ,dovendo, tra l’altro, accudire il marito malato e questo è dimostrabile.
Le sarei grato se potesse fornirmi gli estremi di qualche sentenza di Cassazione o altro che sancisce questo principio e che io possa esibire al Comune per fargli cambiare idea.
In effetti, credo, facciano confusione , come da lei giustamente riscontrato, tra prescrizioni del codice civile e quelle fiscali di IMU e TASI.
Parallelamente verificherò la possibilità del comodato d’uso gratuito;in tal senso,le chiedo se questo debba essere regolato da un atto stipulato presso un notaio con i conseguenti costi che vorrei evitare.
Le rinnovo i miei ringraziamenti e la saluto molto cordialmente
In merito al comodato, non è necessario l’intervento del notaio, basta una scrittura privata (che però le consiglio di registrare presso l’Agenzia delle Entrate).
08/12/2015 at 09:25
1 E’ corretto che paghi IMU come 2 casa (altri immobili) per entrambi. Mia (ex ma non siamo separati legalmente) abita ancora lì con mia figlia di 20 anni.
2 AL primo acconto Imu il commercialista non mi ha fatto pagare imu per il box, posso versare la quota intera adesso a dicembre?
09/12/2015 at 15:08
In merito alla prima questione. Il requisito per l’imposizione Imu è la proprietà dell’immobile. Se sua moglie abita l’immobile ad uso gratuito, è consigliabile stipulare un comodato (naturalmente registrato) con il quale le si concede l’utilizzo dell’appartamento. In questo modo, previa verifica con i regolamenti comunali, si potrebbe non pagare Imu ma solo la Tasi, in quanto l’immobile risulterebbe abitazione principale del coniuge e della figlia. Questo in attesa del provvedimento giudiziale di separazione.
Seconda questione. Se non si è pagata l’imposta a giugno, si può pagare adesso l’intero importo, ma bisognerà applicare, sull’acconto di giugno, interessi e sanzioni, attraverso l’istituto del ravvedimento operoso.
Fausto Petroselli
08/12/2015 at 14:19
Buonasera dott.Mannarà
Io sono proprietario di un immobile in cui ho residenza e dimora per lavoro ed è prima casa,mia moglie e mio figlio vivono ,avendo residenza e dimora ,in altro comune in un immobile che diventerà mia seconda casa in quanto la riceveró per successione.In questo caso io devo pagare Imu come seconda casa oppure Imu non va pagata in quanto vi abitano mia moglie con mio figlio e per loro è come se fosse prima casa per diritto di abitazione? Io e mia moglie non siamo separati
09/12/2015 at 15:10
Nel momento in cui l’immobile passerà a lei per successione, lei può concedere lo stesso immobile in uso gratuito alla moglie e alla figlia. Previa verifica dei regolamenti comunali, stipulando un contratto di comodato d’uso gratuito si potrebbe pagare solo la Tasi e non anche l’Imu.
09/12/2015 at 18:45
vorrei sottoporre questo caso alla Sua attenzione.
Lui non paga IMU in quanto abitazione principale e usufruisce di detrazioni per figlia, perchè il nucleo familiare è laddove abita lui (in base ai principi dell’imu), lei paga l’imu sul suo immobile come seconda casa.
10/12/2015 at 12:09
Il diritto di abitazione, ai sensi delle norme civilistiche, non soggiace al requisito della residenza anagrafica, ma ciò che conta è la dimora abituale. Cioè: il diritto di abitazione viene acquisito dal coniuge superstite se questi effettivamente abitava nella casa coniugale.
Mi sembra di capire che non è il suo caso. Quindi, la moglie superstite continua ad avere la residenza nel suo immobile, l’altro immobile, entrato in successione alla morte del coniuge, rappresenta seconda casa, quindi soggetto ad Imu e Tasi secondo le aliquote deliberate dal comune.
Una piccola precisazione Dottore: la moglie e la figlia abitano la casa del coniuge/padre defunto e l’abitavano anche prima del decesso. Hanno solamente la residenza in un altro immobile, per cui la moglie ha sempre pagato l’imu come seconda casa, in quanto nonostante avesse la residenza non è dimorata abitualmente e quindi non rientra nella tipologia di abitazione principale. Ora il mio dubbio è: quale dei due immobili è da considerarsi “abitazione principale”? quella caduta in successione, per intenderci del marito e su cui ha il diritto di abitazione, dove per ora non ha residenza? o quella dove ha la residenza ma non vi abita?
Ai fini Imu e Tasi si considera abitazione principale l’immobile in cui il contribuente e il nucleo familiare hanno la residenza anagrafica e la dimora abituale.
In caso di accertamento da parte del comune, sarà più facilmente dimostrabile il requisito della residenza (perchè risulta dai certificati anagrafici) che non la dimora.
Le consiglio di spostare la residenza nell’immobile effettivamente abitato.
bart torto
10/12/2015 at 20:35
Mio suocero, deceduto da poco, lascia la moglie pensionata al minimo sociale, residente in un piccolo immobile su tre piani, e tre figlie sposate e residenti altrove.
Mio suocero non ha mai pagato IMU, sulla casa che tra l’altro risulta catastata come tre alloggi separati, con tre diverse rendite, e non ha mai fatto la successione dalla morte della di lui madre, defunta nel 2002. e proprietaria originaria della casa
Domande: cosa devono pagare i figli per sistemare la cosa?
Dalle risposte che ha dato ad altri lettori, ho dedotto che avendo la vedova il diritto di abitazione, i figli non dovrebbero pagare nulla per il futuro,ma per il passato come devono regolarsi.La ringrazio della risposta che vorra’ darmi.
11/12/2015 at 19:04
La vedova superstite, abitando la casa coniugale, in virtù del diritto di abitazione pagherà solo la Tasi e non anche Imu (situazione applicabile questa fino al 2015, perchè nel 2016 la legge di stabilità ha previsto l’esenzione anche dalla Tasi per le abitazioni principali, ma si aspetta l’approvazione della legge in parlamento).
Essendo però l’immobile suddiviso in tre piani, l’agevolazione del pagamento Tasi si potrà beneficiare solo su un piano (una rendita), mentre gli altri due piani (con due rendite distinte) saranno considerati come altri immobili da assoggettare ad Imu.
In merito al pregresso, l’Agenzia delle Entrate può effettuare i controlli sulla mancata presentazione della dichiarazione di successione, addebitando agli eredi le relative sanzioni. In ambito civilistico, se un domani la casa verrà venduta o sarà oggetto di atti di disposizione, agli eredi sarà richiesta dal notaio l’accettazione dell’eredità.
Mio padre e’ deceduto da diversi anni. La casa che abitava con la mamma e’ di proprietà solo della mamma. La pertinenza C/6 (garage) era di proprietà di entrambi, lasciata in eredità il parte anche ai due suoi figli. In questi anni la mamma ha pagato le tasse come prima casa e pertinenza al 100%. Noi figli abbiamo pagato Ici/IMU per la nostra parte di eredità. Abbiamo fatto bene e se no, possiamo richiederne il rimborso? Grazie.
Sì, avete operato correttamente, e avete seguito la via più semplice, in quanto in caso di accertamento il comune si baserà sulle risultanze catastali, chiedendo ai figli l’Imu per la propria quota di possesso.
22/12/2015 at 14:09
Mia madre e’ deceduta il 31/07. A giugno non è stato pagato l’acconto di un immobile accatastato il 30/04. Adesso, sto provvedendo al ravvedimento. Gli otto mesi di IMU assommano a euro 800,00. Su che cifra bisogna pagare il ravvedimento? Il commercialista ha detto che la defunta dovrebbe pagare tre mesi in totale pari a 300,00 e quindi il ravvedimento del l’acconto si deve pagare sulla metà pari a 150,00€. Secondo me dovrebbe essere pagato sulla metà di 800,00 e quindi 400,00. Grazie.e buona giornata.
15/12/2015 at 18:12
La madre deceduta il 31/07 paga l’Imu sull’immobile in oggetto per tre mesi, cioè maggio, giugno e luglio. I restanti mesi saranno a carico degli eredi.
L’acconto di giugno considera i primi 6 mesi dell’anno, quindi la madre, come acconto, avrebbe dovuto versare 2 mesi, cioè maggio e giuno. Quindi:
1) la madre dovrà pagare con ravvedimento l’acconto per due mesi;
2) la madre pagherà poi a saldo un mese, cioè luglio;
3) gli eredi pagheranno tutta la restante parte.
Buongiorno. le pongo un quesito che riguarda mio marito. La mdre usufruttuaria dell’alloggio donato anni fa a mio marito è mancata la fine di ottobre. Lui ha pagato tasi e imu come seconda casa per questi due mesi. ci chiediamo il saldo per i restanti mesi cioè da giugno a otobre chi li deve pagare? IL padreè deceduto nel 2002. Grazie
17/12/2015 at 17:19
Se la madre, usufruttuaria dell’immobile, è deceduta ad ottobre, per i mesi che vanno da giugno ad ottobre, naturalmente, il soggetto debitore dell’imposta è la madre.
Allora abbiamo sbagliato versando per il ravvedimento la metà delle tre rate. Speriamo bene. Grazie e buon Natale.
20/12/2015 at 21:45
Sono qui a chiedere aiuto per mia madre che da 20 anni è suo malgrado sballottata tra opinioni differenti e continua a pagare sempre senza sapere cosa e perchè.
Mi spiego.. mio nonno è venuto a mancare nel 1996 e ha lasciato 3 figli ( mia madre e due fratelli). In seguito è stata aperta, da parte di uno dei due fratelli e sulla basta di un testamento olografo, la dichiarazione di successione. I tre fratelli poi sono finiti in causa perchè non d’accordo con il testamento. Recentemente il giudice ha emesso la sua sentenza e diviso la proprietà. Fin a questo momento mia madre ha continuato a pagare 173 di tutta la proprietà … quindi ha pagato 1/3 come seconda casa di ciascuna delle 2 case occupate dai fratelli. Al catasto risulta tutto ancora intestato al de cuis. La mia domanda è mia madre può pagare solo quello che le spetta secondo quanto scritto nella successione poi confermata dal giudice ( cioè solo la casa, le pertinenze e 1/3 del giardino)?
Innanzitutto, quando si presenta la dichiarazione di successione, si deve anche presentare la stessa (dopo il protocollo rilasciato dall’agenzia delle entrate) alla conservatoria dei beni immobiliari, così da aggiornare il catasto.
In base alla successione, poi confermata con sentenza giudiziale, ogni proprietario (erede) dovrà pagare secondo la propria quota di pertinenza.
22/12/2015 at 17:27
Mia madre a seguito del decesso di mio padre diventava titolare del diritto di abitazione sulla casa familiare ai sensi dell’art.540 del codice civile come coniuge superstite.
In seguito a rogito notarile donazione/vendita rispettivamente mia madre e mio fratello cedevano le loro quote di proprietà al sottoscritto diventando unico proprietario dell’abitazione e delle relative pertinenze.
Mia madre conserva il diritto di abitazione ai sensi dell’art.540 (rimane soggetto passivo dell’imposta IMU) nonostante abbia donato la sua quota di proprietà ed essendo residente nell’abitazione insieme a mio fratello.
23/12/2015 at 11:17
No, una volta ceduta la proprietà dell’immobile a lei, sua madre non gode più del diritto di abitazione.
Però, sia sua madre che suo fratello, continuando entrambi a vivere nello stesso immobile, oggi in virtù di un comodato gratuito, potrebbe avere delle agevolazioni in termini di Tasi, ma per questo è necessario consultare il regolamento comunale apposito.
28/12/2015 at 10:04
Mi scuso ma ho trovato la seguente interpretazione (si rammenta che in tema di successione necessaria, i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, riservati al coniuge ai sensi dell’art. 540, comma 2, c.c., si sommano alla quota spettante a questo in proprietà, e gravano in primo luogo sulla porzione disponibile, determinata, a norma dell’art. 556 c.c., considerando il valore del “relictum” (e del “donatum”, se vi sia stato) comprensivo del valore capitale della casa familiare in piena proprietà, mentre, in caso di incapienza della disponibile, comportano la proporzionale riduzione della quota di riserva del medesimo coniuge, nonché, ove pure questa risulti insufficiente, delle quote riservate ai figli o agli altri legittimari Cassazione civile sez. II 19 aprile 2013 n. 9651). Interpreto che il diritto di abitazione si somma alla quota di proprietà,nell’atto di donazione non si fà nessun riferimento alla cessione di tale diritto.
Alessandro Dinia
Due anziani coniugi risiedono nella casa di proprietà di uno di essi (il marito), che è dunque prima casa ai fini IMU/TASI.
Il marito per motivi di salute è costretto a spostare la residenza a casa di una figlia, in un diverso comune. La moglie rimane invece residente nella casa coniugale.
La casa in questione perde i benefici di prima casa?
Essendo la casa di esclusiva proprietà del marito, dal momento che questi ha spostato la residenza in altro comune, perde il beneficio prima casa.
La moglie, però, continuando ad abitare quell’appartamento, oggettivamente in virtù di un comodato gratuito, può avere delle agevolazioni in termini di Tasi, ma bisogna consultare il regolamento comunale.
24/12/2015 at 11:00
Ho appurato che i coniugi sono in regime di comunione dei beni, e la casa essendo stata acquistata dopo il matrimonio ricade nella comunione. Questo cambia le cose?
Mia moglie e le due sorelle hanno la nuda proprietà dell’appartamento in cui abita come prima abitazione la madre vedova, che ne ha l’usufrutto. Per il garage pertinenza dell’appartamento, invece, mia moglie ha la proprietà per 2/9. Trattandosi di pertinenza di un immobile dato in usufrutto, va dichiarata nel 730? Inoltre, va pagata IMU e/o TASI?
Gli immobili dati in usufrutto vanno dichiarati dall’usufruttuario e non dal proprietario.
In merito alle imposte locali, trattandosi di pertinenza di abitazione principale dovrebbe pagare solo la Tasi, ma si pone il problema che la proprietà del garage è suddivisa tra diversi soggetti. Sarebbe opportuno che i vari proprietari cedessero tutti in comodato alla vedova le loro rispettive proprietà, così l’intero garage sarebbe pertinenza dell’abitazione principale e si pagherebbe solo la Tasi. Faccio presente che dal 2016 la Tasi è stata abolita per le abitazioni principali.
Mia mamma, a seguito decesso di mio papà è soggetto passivo IMU al 100% sulla casa coniugale come diritto di abitazione.
Con l’eredità lei è divenuta proprietaria al 75%, io al 25% (e non abito lì)
Adesso abbiamo fatto un atto di compravendita con il quale io sono divenuto proprietario al 100%,
L’IMU devo pagarla io come seconda casa?
Se lei non abita l’immobile acquistato, allora dovrà pagare Imu al 100%.
Però le consiglio di consultare i regolamenti comunali, per verificare la presenza di eventuali agevolazioni riconosciute dal comune per gli immobili abitati da familiari.
Inoltre, dal 2016, è prevista l’esenzione Imu del 50% per gli immobili di proprietà concessi in comodato gratuito ai familiari (e purchè questi ne facciano abitazione principale).
Buongiorno, mi servirebbe un parere per il mio caso. Dopo la morte di mia madre, mio padre si è risposato e dopo la sua morte la seconda moglie ha ereditata una porzione della casa in cui viveva (il resto diviso tra me e mia sorella). La seconda moglie aveva la residenza presso altra abitazione di cui aveva venduto la nuda proprietà. Mi chiedo se la 2a moglie goda del diritto di abitazione e di conseguenza se devo pagare IMU e TASI sulla casa di mio padre per la mia quota parte. Grazie
Da quanto da lei descritto, la seconda moglie dalle semplici risultanze anagrafiche non può dimostrare la convivenza, la coabitazione con il marito defunto.
C’è da dire, però, che la questione si snoda su due fronti:
1) diritto di abitazione ai sensi del codice civile: in questo caso non è richiesta la convivenza anagrafica, ma è sufficiente che si dimostri, con qualsiasi mezzo, la convivenza effettiva dei due coniugi. Stante così le cose, anche la seconda moglie gode del diritto di abitazione sulla casa coniugale.
2) diritto di abitazione ai fini fiscali: qui la normativa è più stringente, in quanto si chiede di dimostrare la coabitazione, la convivenza, e sicuramente le risultanze dei registri anagrafici sono il primo elemento che verrà preso in considerazione dal comune ai fini di un eventuale accertamento Imu/Tasi. Essendo la moglie non residente, sicuramente i soggetti interessati al pagamento dell’Imu sull’immobile sono tutti gli eredi, pro-quota.
Gentile Dott. Mannarà, in caso di separazione con assegnazione della casa coniugale al coniuge non proprietario, sarà quest’ultimo che d’ora in poi dovrà dichiarare l’immobile nella dichiarazione dei redditi? Grazie
La questione è un pò controversa, soprattutto se si confrontano le due principali imposte che gravano sugli immobili, e cioè Irpef e Imu/Tasi. Infatti, i presupposti delle due imposte sono differenti. Mentre, infatti, per l’Imu/Tasi si segue la regola del possesso, quindi il coniuge assegnatario dell’immobile sarà anche il debitore di imposta ai fini Imu/Tasi, non così per l’Irpef. Secondo la circolare 17/2006 dell’Agenzia delle Entrate, il possesso dell’immobile in virtù di assegnazione giudiziale non costituisce “diritto reale di godimento”, ma “diritto personale di godimento”. Da ciò ne consegue che, ai fini Irpef (quindi dichiarazione dei redditi), il reddito dell’immobile oggetto di assegnazione sarà imputato al proprietario, indipendentemente dal fatto che questi risulti essere o meno l’effettivo utilizzatore-assegnatario.
Egregio Dottore, il diritto di abitazione al 100%, a seguito la morte del coniuge, si ha solo per l’abitazione principale oppure per eventuali pertinenze.
Il diritto di abitazione si estende anche alle pertinenze.
Ciò vale sia ai fini civilistici, che ai fini fiscali.
Buonasera dott. Mannarà.
Mio padre è deceduto nel 2013. Io, mia sorella e mia mamma abbiamo ereditato il 33% dell’abitazione ma mia mamma, in quanto usufruente del diritto di abitazione, si è fatta carico di dichiararla fiscalmente e di pagare TASI e TARI (non IMU in quanto abitazione principale).
In agosto è mancata mia nonna ed io e mia sorella abbiamo ereditato il 50% a testa dell’appartamento in cui viveva.
Dando per scontato che si debba dichiararla in sede di 730, relativamente a TASI ed IMU come dobbiamo comportarci non essendo per nessuno abitazione principale ma essendo deceduta la nonna in agosto?
Dalla data del decesso, giorno a partire dal quale si considera aperta la successione, la casa è divenuta per voi abitazione a disposizione, e sulla stessa sono dovute le imposte relative, cioè Imu ed eventualmente Tari.
07/02/2016 at 11:46
abbiamo un caso che può sembrare banale. ma che ci sta procurando problemi e multe. mia madre e mio padre sono cointestatari al 50% di 2 case. una a milano in cui abito anche io e mia madre è residente, l’altra in puglia (prov taranto) in cui mio padre ha la residenza dal 2012. Mio padre ha li anche il medico di base. i miei abitano 6 mesi a milano e 6 mesi in puglia. come dovevano calcolare l’imu per questi anni? in breve, dove possono considerare l’immobile come prima casa? al momento il comune in cui mio padre è residente ci ha mandato una multa perchè vuole considerarlo come seconda casa per lui….
Sull’abitazione principale, quella cioè dove il nucleo familiare ha posto la sua abituale dimora, non è dovuta Imu e, da quest’anno, neanche la Tasi (mentre la Tasi è dovuta per gli anni pregressi). Su tutti gli altri immobili posseduti nel territorio dello stato, è dovuta l’Imu ed eventualmente anche la Tasi secondo le aliquote comunali.
Il problema è che, da una parte, sua madre ha la sua abitazione principale a Milano (per il 50%) e su questa quota non paga Imu nè Tasi, ma contestualmente è soggetta al pagamento dell’Imu e della Tasi per il 50% della casa in Puglia. Stessa identica considerazione per suo papà, ma all’opposto (abitazione principale in Puglia e seconda casa a Milano).
Da quest’anno è prevista la riduzione del 50% dell’Imu sugli immobili concessi in comodato ai familiari.
Tutto sta, poi, nel dimostrare, al di là delle risultanze anagrafiche, dove il nucleo familiare effettivamente dimora.
10/02/2016 at 20:52
grazie della sua delucidazione. per gli anni passati abbiamo fatto una dichiarazione in autotutela al comune che dice che già mio padre paga come seconda casa quella di milano. il comune ha l’obbligo di risponderci ? ci sono delle tempistiche di risposta? nel frattempo in teoria a mio padre è richiesto il pagamento dell’imu per gli anni passati come seconda casa entro 60 giorni dalla recezione della multa. come ci dobbiamo comportare?
per il futuro, visto che c’è l’esenzione del 50% per le abitazioni concesse in comodato ai familiari, secondo lei sarebbe possibile che mio padre per la casa in puglia prendesse in comodato la parte di mia mamma e mia mamma facesse la stessa cosa per quella di milano? così sbaglio o pagherebbero il 75%?….
11/02/2016 at 12:05
In merito all’autotutela, la pubblica amministrazione dovrebbe rispondere entro 90 giorni, ma nella realtà dei fatti non sempre è così.
Trascorsi i 60 giorni dalla notifica per il pagamento, senza che questo sia stato effettuato, o senza che sia stato presentato ricorso, i termini decadono e non si potrà più proporre eccezione innanzi al giudice.
In merito alla nuova agevolazione, dal 2016 l’Imu avrà uno sconto del 50% sulle seconde case concesse in comodato ai familiari, purchè il comodato sia registrato. Dovendone fare due, nel vostro caso, valutate se è più conveniente pagare Imu o registrare i comodati e pagare Imu ridotta.
per il futuro da oggi ha già cambiato residenza. quindi il problema è risolto a monte, visto che per ora i miei genitori sono ancora a milano. nei prossimi mesi andranno in puglia.
per il passato il problema resta. abbiamo sentito un altro commercialista e secondo lei il comune deve accettare l’autotutela. ma mio padre ha chiamato oggi ed il comune di Maruggio (TA) non sembra volerci sentire e noi non siamo così esperti in materia. siamo obbligati a pagare nei 60 giorni? il ricorso in cosa consiste? cosa altro possiamo fare o cosa ci consiglia di fare? … l’assurdo in italia è che il comune possa decidere in autonomia senza recepire la circolare ministeriale 3DF 2012 e noi cittadini ci troviamo a pagare 2 case come due seconde case e nessuna prima casa..
17/03/2016 at 09:49
salve, volevo solo informarla che il comune ha accettato la nostra dichiarazione in autotutela. e ringraziarla delle informazioni date.
Buona sera signor , il mio problema è questo:
ho un immobile che era di mia mamma e mio padre, mio padre è deceduto , abbiamo fatto successione e mi è toccato il 16,67% dei 4 sub dell’ unità immobiliare e anche a mio fratello.
il restante a mia mamma il 66,66%.
volevo sapere se faccio un comodato d’ uso gratuito il quale dichiaro che mia mamma e mio fratello cedono a me il sub 6 cat a/3 , e il sub 8 cat a/3, e viceversa io e mio fratello cediamo a mia mamma il sub 5 cat a/3 e sub 7, cat c3.
SI PUO FARE IL COMODATO D USO GRATUITO ANCHE SE SONO PROPRIETARIO PER 16,67%?
bisogna fare due comodati? o ne basta uno? altrimenti devo pagare invece di 200 , 400 euro.
grazie….francesco.
La sua domanda è troppo articolata, le posso semplicemente rispondere che il proprietario può concedere in comodato l’immobile che ha in proprietà, anche pro-quota. La stipula del comodato è un atto negoziale tra le parti, nel quale possono essere specificate tutte le condizioni del comodato. Pertanto può anche utilizzare un unico comodato per diverse unità immobiliari, sempre che il beneficiario di tale comodato sia la medesima persona. In presenza di più beneficiari, è necessario stipulare un comodato per ognuno di essi.
09/02/2016 at 11:02
Buon giorno Dott. Andrea Mannarà volevo sottoporle il mio caso e avere da Lei un chiarimento. Sono proprietaria di un appartamento e su tale appartamento per i 20/24 grava il diritto di abitazione dei miei genitori, che sono ivi residenti. Fino a giugno 2015 anche io risiedevo nell’immobile insieme ai miei genitori e si pagava la TASI a mio nome essendo proprietaria e residente. In luglio 2015 mi sono sposata e ho preso residenza sempre nella stessa città (Siracusa – Sicilia) ma nella casa di mio marito, che paghiamo insieme con mutuo.
Sull’immobile di cui io sono proprietaria e sul quale i miei genitori hanno il diritto di abitazione per i 20/24 (diritto trascritto nell’ atto notarile rogato al momento dell’acquisto dell’immobile) devo pagare io l’IMU per tutto l’appartamento o posso pagarlo solo per i 4/24 e i miei genitori quindi non pagano nulla? Oppure devo pagare comunque io l’IMU su tutto l’immobile? Aggiungo che mia madre non ha alcuna proprietà, mentre mio padre è in possesso del 50% di un immobile giunto a lui come eredità alla morte di sua madre e su quel 50% paga già l’IMU.
In attesa di un chiarimento, porgo distinti saluti.
09/02/2016 at 18:51
I suoi genitori, avendo il diritto di abitazione (oltretutto inserito nel rogito notarile, quindi atto pubblico) e avendo nell’immobile la residenza, per il 2015 dovranno pagare solo la Tasi, mentre per il 2016 è stata abolita sia la Tasi che l’Imu per le abitazioni principali.
Sulla sua quota residua (4/24), avendo lei spostato la residenza, l’immobile risulta essere come seconda casa, quindi soggetta ad Imu. Nel 2016 è però prevista la riduzione del 50% dell’Imu sugli immobili concessi in comodato ai familiari, purchè il comodato sia registrato. Quindi lei potrebbe stipulare un comodato con i suoi genitori, ai quali cede l’uso della sua quota di immobile (4/24), registrare il comodato e così su quell’immobile pagare l’Imu solo sulla sua quota, ma ridotta al 50%.
Naturalmente, è consigliabile verificare prima quanto costa l’Imu sulla sua quota e quanto costa registrare un comodato, e scegliere la via più conveniente.
Dott. Mannarà,
La ringrazio moltissimo per i dubbi che mi ha chiarito e le informazioni che mi ha fornito.
Desidero sottoporle il seguente quesito. Mio padre e mia madre sono entrambi usufruttuari di un appartamento adibito ad abitazione principale mentre mio fratello è nudo proprietario, acquistato con atto di compravendita. Essendo venuta a mancare mia madre e non essendo previsto nell’atto l’usufrutto congiunto, mio padre rimane usufruttuario del 50% mentre mio fratello acquisisce il 50% della piena proprietà e il 50% della nuda proprietà. Le chiedo se mio fratello è tenuto al pagamento della Tasi e dell’Imu i proporzione al suo 50% di piena proprietà o ne è escluso perchè ci sarebbero le condizioni affinchè mio padre possa richiederne il diritto di abitazione.
L’usufruttuario, per il suo 50%, è esente da Imu e da Tasi, perchè l’immobile rappresenta abitazione principale.
Il fratello, invece, essendo ritornato in possesso della piena proprietà per il 50%, sarà soggetto al pagamento dell’Imu.
Si potrebbe, con un contratto di comodato registrato, concedere il 50% del fratello in uso al padre, e così pagare Imu ridotta (sconto del 50%).
Buongiorno Dottor Mannara, mio padre, unico propietario della casa in cui ha vissuto con la moglie e la mia famiglia, a metà gennaio 2016 va al ricovero dove prende la residenza, il 12 febbraio 2016 muore. Io con mio marito i miei figli e mia mamma, viviamo in questa abitazione. Vorrei sapere, nel periodo che è stato al ricovero, le tasse, sono di prima o di seconda casa? Dopo la morte fino a quando ci sarà il trasferimento di proprietà per la successione, viene considerata seconda casa? Grazie
Parlando dell’anno 2016, l’abitazione principale è esente dal pagamento sia dell’Imu che della Tasi.
Alla morte del padre, proprietario dell’abitazione, la madre si qualifica come coniuge convivente, e in virtù di ciò acquisisce il diritto di abitazione sull’intero immobile. Però, da quanto lei scrive, nello stesso immobile (di cui è divenuta proprietaria anche lei), oltre alla vedova vi abita anche la figlia con la sua rispettiva famiglia.
Il passaggio di proprietà, ai fini del calcolo delle imposte, si considera alla data di apertura della successione, che coincide con la data del decesso, indipendentemente quindi dalla data in cui si trasmette all’agenzia delle entrate la dichiarazione di successione.
Da ciò discende che, alla morte del padre, la casa è ereditata dalla madre e dalla figlia. Per entrambe la casa è abitazione principale, quindi non si dovrebbe pagare nè Imu nè Tasi.
Grazie della celere risposta, volevo sapere pero’ nel periodo di circa 30 giorni che che ha cambiato residenza prima di morire, dobbiamo versare l’imu come seconda casa?
Nel periodo intercorrente tra il ricovero in istituto e il decesso, pur avendo trasferito la residenza in istituto, il padre continua a beneficiare della esenzione per Imu e Tasi, in quanto l’immobile continua a qualificarsi come abitazione principale, purchè la stessa non sia stata locata nel medesimo periodo.
La ringrazio moltissimo per le sue preziose risposte.
22/02/2016 alle 15.00
Buongiorno Dott. Mannarà, alla morte di mio padre, mia madre con Dichiarazione di Successione a rinunciato all’eredita. Quindi sono proprietaria con mio fratello al 50% di
una casa composta da due appartamenti, dove al piano terra ha sempre abitato la madre anche prima della morte del marito.
Mentre nell’appartamento al 1 piano ci abita ed è residente mio fratello. Mentre io abito nella casa di proprietà di mio marito sempre nel medesimo Comune. Vorrei sapere cortesemente in che percentuale deve essere pagata la Tasi e l’Imu, e da chi.
22/02/2016 at 16:31
Dal 2016 sull’immobile adibito ad abitazione principale non si paga la Tasi e nemmeno l’Imu.
Appartamento piano terra, abitante la madre, se si registra un comodato d’uso, allora i proprietari (lei e suo fratello) pagherete Imu ridotta al 50%.
Appartamento primo piano, suo fratello non pagherà niente per il suo 50% (in quanto proprietario e abitazione principale), mentre lei pagherà Imu. Anche qui, con un comodato registrato, lei può cedere l’uso del suo 50% a suo fratello e così pagare Imu ridotta del 50%.
22/02/2016 at 19:16
Dott. A. Mannarà
Ho letto diverse sue risposte che evidenziano l’utilità del Contratto di Comodato gratuito ai familiari in quanto sconta il 50% dell’IMU.
Però in altri quesiti veniva affermato che con il Contratto per il Diritto di abitazione dai genitori al figlio (con moglie) l’appartamento
(seconda casa per i genitori) diventa prima abitazione per il figlio e quindi esente IMU.
Essendo questo anche il mio caso, vorrei sapere se quanto detto per il Diritto di abitazione corrisponde al vero
perché anch’io allora potrei optare per questa soluzione. Grazie
Le fattispecie da lei indicate sono differenti.
Con il comodato, i genitori concedono al figlio l’utilizzo dell’immobile, il quale vi sposta la residenza e diventa per lui abitazione principale.
Il diritto di abitazione, invece, è un diritto reale di godimento su cosa altrui, deve essere concesso a mezzo di atto pubblico (notarile) e con esso il proprietario si spoglia del possesso dell’immobile (ma rimane sempre proprietario) e concede al beneficiario la possibilità di utilizzare l’immobile per abitarvi. In questo caso il beneficiario sposta la residenza che diviene per lui abitazione principale, quindi:
– il beneficiario non pagherà nè Imu nè Tasi (dal 2016, solo Tasi per gli anni pregressi);
– il proprietario (i genitori), non pagheranno Imu come seconda casa.
Buongiorno dott. Mannara’, sono coniuge superstite dal nov. 2001 di mia moglie proprietaria dell’appartamento al 100%, ma ho lasciato l’appartamento coniugale nell’aprile 2002 alla unica figlia pure convivente e erede con me al 50% trasferendomi in altra residenza. Ho pagato finora Ici e IMU sulla casa ex coniugale come seconda casa per il 50% e mia figlia residente al 50% come prima casa. Vorrei sapere se è corretto o no. Grazie
Sì, è corretto. Potrebbe, con un contratto di comodato registrato, concedere a sua figlia l’uso del suo 50% di appartamento, e così sua figlia non pagherebbe nè Imu nè Tasi (in quanto trattasi di abitazione principale per lei), mentre lei sulla sua quota pagherebbe Imu ridotta al 50%.
Buonasera dott. Mannara’, sono Gilberto della richiesta a Lei del 23/02/16. La ringrazio per la pronta risposta, ma devo ritornare sull’argomento perché ho appena ricevuto dal Comune di Livorno un avviso di accertamento che mi intima il pagamento dell’ICI 2010 e 2011 sul 100% come seconda casa della casa ex coniugale dove non risiedo dal 2002, invece del 50%, perché “Il contribuente vanta il diritto di abitazione ai sensi dell’art. 540 del Codice Civile.” Mi può dare gentilmente le norme per contestare questa impostazione e confermare il mio pagamento che Lei ha giudicato corretto ? Grazie infinite
Non è questa la sede per fornire consulenze legali, anche perchè senza la visione dell’atto di accertamento non mi è possibile, e non è deontologicamente corretto, dare alcuna risposta.
Le posso soltanto confermare la disciplina.
Il coniuge superstite che eredita l’appartamento gode del diritto di abitazione.
Se però il coniuge superstite sposta o ha la residenza altrove, non può sfruttare ai fini Imu il diritto di abitazione, e quindi paga Imu come seconda casa sulla quota ereditata.
La figlia, divenuta proprietaria dell’appartamento con la successione, ed avendo lì la residenza, può essere esentata da Imu in quanto per lei la casa rappresenta abitazione principale.
Salve, dopo la morte di mio nonno, mio padre insieme a sua madre ed ad altri 11 fratelli diventa erede dell’abitazione di famiglia. viene fatta la successione di morte. Ma dopo un paio di anni ( 2012 ) muore anche mia nonna ( madre di mio padre ) , ad oggi la successione di morte per mia nonno n’è ancora stata fatta.
Purtroppo nel 2014 muore mio padre ( erede di un dodicesimo su quell abitazione , Io sono l’unica figlia e dovrò fare la successione in quanto mi sono avvalsa dell’accettazione dell’eredita con beneficio di inventario. La mia domanda è devo pagare l’IMU su quell ‘immobile ? Io risiedo in un’altra casa ma non di mia proprietà. Grazie
Gentilmente vorrei sapere se ereditando questa quota sull’abitazione dei miei nonni io ho perso tutte le agevolazioni eventualmente vorrò acquistare casa.
Sulla quota di immobile ereditata, rappresentando per lei abitazione a disposizione, dovrà pagare l’Imu secondo le aliquote del comune.
Padre vedovo con diritto di usufrutto al 100% sull’abitazione e sul box pertinenziale con TASI tutta a suo carico (fino al 2015).
Figlia comproprietaria al 25% di tutto senza pagamento di imposte su queste proprietà.
La figlia è anche proprietaria al 100% di un box contiguo; lo può considerare pertinenza dell’abitazione (per cui esente da IMU e IRPEF?). Grazie
08/04/2016 at 11:44
Il box 100% della figlia non si può considerare pertinenza dell’abitazione ai fini Imu/Tasi perchè il vincolo pertinenziale deve rifersi al soggetto che gode dell’usufrutto dell’immobile, quindi al padre e non alla figlia.
E poi, sempre ai fini Imu/Tasi, bisognerebbe vedere le categorie catastali dei due box, perchè la pertinenza può essere soltanto un immobile di categoria C/2, C/6 e C/7 (uno per ogni categoria catastale).
Gent. Dottore, La ringrazio sentitamente.
Salve. Capisco che la situazione è un po complicata ma spero possiate aiutarmi.
I miei genitori vivono dagli anni ’70 in una casa (per loro unica abitazione in assoluto) ma per il quale mio padre era proprietario solo per la quota di 1/8, mentre le restanti quote sono dei suoi fratelli per il quale questa risulta una seconda casa.
Io vivo in questa casa stabilmente dal 2011 e risulto a carico di papà e adesso di mamma, coniuge superstite.
Invece i miei due fratelli non vivono con noi e hanno ciascuno 1 casa di proprietà dove hanno residenza.
Nel mentre mia sorella abita dal 2012, pagando affitto, in una casa estranea alla nostra famiglia, dove però ha registrato residenza solo ad aprile 2016.
Mio padre è deceduto un anno fa, a maggio 2015, e due mesi dopo mia madre ha presentato al patronato la dichiarazione redditi modello unico e, inoltre, ha presentato anche il modello unico di mio padre (dichiarando in quest’ultimo il consueto 1/8 della casa). Il calcolo della tasi risultava zero.
Mentre quest’anno, aprile 2016, mia mamma ha presentato il 730 (dove non hanno indicato nessun riferimento alla sua quota di proprietà della casa) mentre la dichiarazione modello unico 2016 di mio padre dobbiamo ancora farla.
é stato un errore. mamma nel 730 avrebbe dovuto dichiarare la sua parte di quota o abbiamo fatto correttamente prevedendo di dichiarare ancora l’1/8 completo dell modello unico di papà per i mesi ancora in vita del 2015?
La dichiarazione di successione è stata registrata solo oggi, tramite notaio, appena prima della scadenza di un anno dalla morte.
Ci era stato detto al patronato che fin quando non veniva registrata la successione, tutto rimaneva invariato nelle dichiarazioni: 1/8 completo a mio padre e basta.
MI chiedo se abbiamo fatto tutto in modo corretto.
I miei due fratelli hanno questa casa come seconda abitazione, giusto? E dovranno pagare tasi e imu? Ma quando e come?
Ma mia sorella, nella sua situazione particolare invece, come viene considerata: Prima casa è per lei quale delle 2?
La casa di papà o l’appartamento (non suo) dove risiede?
E In quest’ultimo caso deve pagare imu e tasi riguardo alla casa di papà?
– Io, mia mamma e miei fratelli quando, e partire da che data dobbiamo indicare nelle dichiarazioni redditi la quota della casa di papà? Andava fatto già nella dichiarazione dell’anno scorso? O si deve iniziare a indicarla solo dalla dichiarazione di quest’anno in poi?
E indicando i mesi di possesso a partire da quale data? dalla morte di papà o dalla data di successione?
Altra domanda: se per miei fratelli e sorella il calcolo per ciascuna loro quota di tasi e imu risulta meno di 10 euro va pagato o si può non pagare?
Secondo quanto disposto dal codice civile, la successione si apre alla data di decesso del parente.
Questo vuol dire che, a partire da quella data, si modificano tutti i rapporti e le obbligazioni, venendo investiti di ciò gli eredi.
Nel suo caso vuol dire che le quote di proprietà dell’immobile si sono “trasferite” agli eredi alla data di apertura della successione (data del decesso) e non alla data di presentazione della dichiarazione di successione (questo è solo un adempimento formale, ma la titolarità dei rapporti si instaura in capo agli eredi alla morte del parente). E ragionando non potrebbe essere diversamente: se i rapporti si trasferissero alla data di presentazione della dichiarazione, allora ci si troverebbe in una situazione paradossale: i rapporti giuridici attivi e passivi resterebbero “appesi” come in un limbo, perchè non verrebbero esercitati nè dagli eredi, nè dal de cuius che in quanto tale non può materialmente esercitarli.
A far data dal decesso del padre, quindi, i vari eredi hanno assunto su di loro la titolarità della rispettiva quota dell’immobile, per la quale ovviamente scatta l’obbligo della dichiarazione e l’obbligo del pagamento dei tributi comunali.
La ringrazio per la risposta. Per quanto riguarda i miei altri quesiti cosa potrei dunque fare?
Come ho detto il mese scorso mia madre ha presentato 730 non indicando la sua quota di proprietà, idem mio fratello
.. l’unico per mio padre dobbiamo presentarlo adesso .
Si possono modificare le dichiarazioni già presentate? Ci sono dei costi?
E per la situazione di mia sorella? qual’è la prima casa per lei? Quella dove ha residenza attuale o questa di papà di cui possiede l’1/48?
Se ha già presentato il modello 730 per i redditi 2015, ancora ha la possibilità di modificarlo.
In merito ai costi, dipende dal professionista a cui si è rivolto.
Per “prima casa”, ai fini Irpef, si intende la casa dove il contribuente ha la residenza e la dimora abituale.
Riguardo mia sorella però ripeto che lei ora ha ereditato l’ 1/48 della casa di papà (deceduto l’anno scorso) ma abita da anni in tutt’altra casa, che però non è minimamente di sua proprietà: ci paga solo l’affitto.
Questa casa dove abita da quattro anni, non sua, va considerata prima casa? Ci risiede abitualmente, ma la residenza anagrafica l’ha portata là solo due mesi fa.
++ Lei dovrà pagare imu tasi su quel 1/48 della casa di papà come se fosse una seconda casa? O niente?
Sugli immobili a disposizione, dove cioè non si ha nè la residenza nè il domicilio, si dovrà pagare Imu e Tasi secondo le aliquote comunali.
Salve dott. Mannara’ ‘ per la sua disponibilità’ , mia moglie erede di un immobile di una quota 16,66 dove attualmente vive mia suocera ,e il fratello , mia moglie in fase di 730 non ha mai dichiarato la quota di possesso , non abitando in quella casa e avendola dichiarata la madre hai fini irpef grazie
Visto che nell’immobile ereditato vi abita anche il fratello, allora tutti i proprietari hanno l’obbligo di dichiarare la loro quota di proprietà.
Diversamente, se l’immobile fosse abitato solo dalla madre, allora in virtù del diritto di abitazione (o di un usufrutto di fatto), l’intera proprietà sarebbe dichiarata dalla sola madre.
12/05/2016 at 19:44
Mi scusi. Ma questo vale anche nel mio caso? Sono Carlo di due post sopra. Io vivo e risiedo nella casa di cui ho parlato sopra, del quale papà era proprietario solo di 1/8 mentre il resto era ed è rispettivamente diviso tra molti miei zii. MA solo i miei genitori (dagli anni settanta) e noi figli ci abbiamo vissuto.
Papà deceduto l’anno scorso: mia madre ora ha seguito il Vostro consiglio qui, e ha corretto il 730 di quest’anno, dichiarando ora per lei 1/24 di proprietà per i mesi del 2015. Ci hanno detto che comunque mia madre non deve pagare imu e tasi perché è prima e unica casa. Che non devo pagarle per la mia quota nemmeno io perché sono a carico di mia madre, la quale ha come unico reddito la reversibilità di papà. E hanno aggiunto che solo i miei altri fratelli devono pagare imu e tasi sulle loro rispettive parti di quota (ovvero i restanti 2/3 di quell’1/8) di questa casa di papà, considerandola per loro come “seconda casa”, poiché non ci abitano, non ci risiedono e poiché hanno ciascuno una rispettiva prima casa di proprietà solo di loro. Può confermare che sia tutto corretto?
Le chiedo anche questo: anche nel nostro caso sarebbe, come per gli utenti Angelo e Stella (Gli ultimi messaggi di questi due giorni)? Se io NON vivessi più con mia madre davvero gli altri miei fratelli non pagherebbero imu e tasi e non dovrebbero dichiarare nulla? O per noi questa regola non vale? Non capisco la differenza con gli altri utenti. Non dovrebbe essere anche per mia madre considerata casa coniugale e diritto di abitazione? O c’entra il fatto che gli altri vari 7/8 di casa sono divisi tra i miei zii?
Gentile Dott. Mannarà, sono proprietario di un box auto ma NON dell’abitazione principale in cui risiedo. Per poter considerare “pertinenza” il box occorre che io sia anche proprietario della casa o è sufficiente viverci? La ringrazio
La pertinenza segue l’abitazione, se non si ha l’abitazione principale non si può avere la pertinenza.
11/05/2016 at 11:19
Buongiorno, nel 2012, a seguito del decesso di mio padre ho ereditato 1/4 dell’abitazione. I 3/4 dell’immobile sono andati a mia madre che continua a risiedere nell’appartamento. Io vivo altrove in una casa di mia proprietà.
Mia madre ha sempre pagato per intero la TASI, io non devo pagare l’IMU per la mia quota (25%) come seconda casa, vero? Sul 730, nel campo fabbricati deve comparire i dati della casa in cui risiede mia madre? Grazie in anticipo.
Sua madre, essendo coniuge superstite, beneficia del diritto di abitazione sulla casa coniugale, anche in virtù del fatto che lei, altro erede, abita altrove.
In questa situazione, la casa coniugale è considerata abitazione principale per la madre e per l’intero.
Quindi, significa che quest’anno sull’intera proprietà sua madre non dovrà pagare nè Imu nè Tasi, in virtù dell’esezione per le abitazioni principali (purchè trattasi di case non di lusso).
Lei, di conseguenza, non ha alcun obbligo fiscale. Inoltre, non dovrà neanche dichiarare la sua porzione di immobile nel modello 730, in quanto l’intero immobile sarà dichiarato da sua madre.
Egregio dott. Mannarà, ho avuto modo di apprendere dalle sue ottime spiegazioni che l’assegnazione della casa coniugale al coniuge si configura come un diritto personale di godimento e, ai fini Irpef, tocca sempre al proprietario dichiarare l’immobile. Non mi è altrettanto chiaro quale sia il codice “utilizzo” da indicare nel quadro RB Fabbricati della dichiarazione redditi. Compaiono tante voci ma non esiste la fattispecie “casa assegnata al coniuge” . Grazie
13/05/2016 at 09:20
L’assegnazione della casa coniugale ad uno dei coniugi si configura come un diritto reale. Secondo le istruzioni fornite dall’agenzia delle entrate, il reddito dei fabbricati va dichiarato da coloro che risultano essere proprietari o godono di un diritto reale di godimento. Quindi, l’immobile va dichiarato dal coniuge che risulta essere assegnatario (per convenzione o per sentenza, è esclusa la separazione di fatto); in tal caso il codice da utilizzare sarà “1 – abitazione principale”.
Mi scusi ma quanto mi ha appena detto si discosta completamente da un suo intervento di pochi mesi fa che le riporto testualmente:
Secondo la circolare 17/2006 dell’Agenzia delle Entrate, il possesso dell’immobile in virtù di assegnazione giudiziale non costituisce “diritto reale di godimento”, ma “diritto personale di godimento”. Da ciò ne consegue che, ai fini Irpef (quindi dichiarazione dei redditi), il reddito dell’immobile oggetto di assegnazione sarà imputato al proprietario, indipendentemente dal fatto che questi risulti essere o meno l’effettivo utilizzatore-assegnatario.
E’ corretta la citazione della circolare 17/2006.
Richiamo la mia precedente risposta, da lei citata, e aggiungo un particolare, per maggiore chiarimento per i fruitori del blog.
La casa assegnata dal giudice ad uno dei coniugi, in sede di separazione consensuale o legale (è esclusa la separazione di fatto), va dichiarato, quale reddito fondiario (quadro RB modello Unico o modello 730) dal proprietario dell’immobile.
Se il coniuge assegnatario non è proprietario, non dichiara l’immobile ai fini Irpef. Se però il coniuge assegnatario è comproprietario della casa coniugale, allora ha l’obbligo di dichiarare la sua quota.
Salve puo’ aiutarmi ha comprendere: mia suocera deceduta era unica proprietaria di 3 appartamenti , mio suocero effettua la rinuncia all’eredita’,a favore dei 3 figli.Ora mi chiedo nonostante un appartamento sia occupato da mio suocero avendo il diritto abitazione del coniuge superstite sulla casa coniugale, nell’unico chi deve dichiarare le proprieta’ e in che modo? a chi compete Imu e Tasi?Premetto che nei due restanti appartamenti hanno residenza 2 figli, mentre il terzo risiede in stessa citta’ ma altro immobile.La ringrazio anticipatamente.
13/05/2016 at 22:18
Buonasera, sono proprietaria di un garage (C/6) ma non dell’abitazione principale in cui vivo che però mi è stata assegnata dal giudice in sede di separazione legale. E’ sufficiente questo “titolo” per instaurare il vincolo pertinenziale col box auto? Diventando il box pertinenza ci risparmierei l’Imu. Grazie mille
Al coniuge superstite spetta il diritto di abitazione nell’immobile adibita a residenza familiare. Il principio è sancito dal codice civile, articolo 540. Nel caso di specie, l’imposta dovrà essere assolta, nella misura del 100% dal contribuente coniuge superstite, sull’immobile adibito ad abitazione principale, nonché sulle pertinenze. Ora se le pertinenze sono 2 categoria C6 il comune contesta a me figlia il mancato pagamento di 1 delle 2 pertinenze nella mia quota parte……ma in realtà non dovrebbero essere entrambe a carico del coniuge superstite?
DANIELE BAGGIOSSI
Complimenti per il sito, domanda rapida:
nel caso di coniuge supersiste con figlio, è assodato che quest’ultimo non paga imu e tasi anche se dimora altrove, ma la quota al 50% di sua proprieta produce reddito in dichiarazione come se fosse una seconda casa a disposizione? (sicuro va dichiarata)grazie.
21/05/2016 at 05:54
Avevo nuda proprietà a Roma sulla casa dei miei nonni con usufrutto intestato a mio nonno. Venendo a mancare mio nonno in automatico sono il proprietario dell’immobile dove abita e ha la residenza mia nonna con invalidità al 100*100. ora imu e tasi chi dovrebbe pagarle? Sono anni che pago Imu come seconda casa ma è’ corretto? mia nonna non ha diritti di comodato uso e pagare solo lei come prima casa ?
27/05/2016 at 12:12
Avrei bisogno di una consulenza. La moglie vive nella casa coniugale con la nomina di amministratore di sostegno. Il marito ha residenza in alto luogo, presso una casa di cura ed è l’unico proprietario della casa.
La moglie è tenuta al pagamento dell’IMU? anche se a carico del marito e senza reddito ne pensione?
La moglie vive nella casa coniugale con la nomina di amministratore di sostegno. Il marito ha residenza in alto luogo, presso una casa di cura ed è l’unico proprietario della casa.
28/05/2016 at 14:39
Buongiorno desideravo sapere in caso di coppia divorziata, la casa al 50 per cento con il coniuge. La casa abita dalla moglie , mentre il marito abita nello stesso comune in altro appartamento di proprietà. Sul 50 per cento dell’ immobile abitata dall ex coniuge il marito paga l imu come abitazione a disposizione????
buonasera, papà è deceduto il 15.5 scorso; come dobbiamo comportarci con Imu seconda casa in scadenza il prossimo 16.6? Siamo in tre coniuge superstite e due figli: come si calcolano le relative quote?
30/05/2016 at 09:36
Persona deceduta proprietario di 2 immobili al 50% con la moglie.
In un fabbricato risiedevano i due coniugi e continua a risiedere la moglie dopo la successione e la richiesta prima casa.
Nel secondo fabbricato risiedono 2 figli e sempre in sede di successione e stata fatta richiesta prima casa.
In questo caso come va pagata l’IMU?considerando le percentuali di possesso di entrambi gli immobili dopo la successione sono:
66.66% coniuge superstite
16.66% figlio 1
16.66% figlio 2
Se cortesemente potete illuminarmi su questo quesito, vi ringrazio anticipatamente.
30/05/2016 at 11:36
Gent.mo dott.Mannara’ il caso che le vorrei sottoporre è il seguente: ereditato la casa coniugale di cui ora risulta proprietaria totalmente la madre la quale tuttavia ha dovuto lasciare la casa per motivi di salute e prendere residenza presso la casa del figlio in un comune diverso. Il figlio inoltre è stato nominato amministratore di sostegno. Sulla casa intestata alla madre che per motivi di salute certificati si deve pagare l’imu? La ringrazio.
31/05/2016 at 00:41
Egregio dottor Mannarà, le sottopongo il mio caso con la speranza che possa essere chiarito. Mio marito ,deceduto l’anno scorso,aveva ereditato insieme a 3 fratelli la casa di proprietà del padre morto nel 1981. Non è stata fatta da allora alcuna successione, nel frattempo,però,sono deceduti tutti lasciando le loro quote alle rispettive mogli. Tempo fa alla quota di un fratello hanno rinunciato tutti con atto notarile( si pensava avesse debiti) Avendo ereditato la parte di mio marito insieme a mia figlia e volendo fare la successione ,non conoscendo nessuno dei parenti che intervengono sulla quota del fratello come mi devo comportare dal momento che le mie cognate non vogliono far nulla , anzi una mi ha detto che per consiglio del suo avvocato non si deve pagare niente. mentre invece nel 730 ha dichiarato la sua quota di proprietà. Premetto che questa casa è ormai fatiscente addirittura hanno tentato di occuparla facendo lavori di ristrutturazione e si trova in una città molto lontana da quella in cui abito.Per me e mia figlia sarebbe 2 casa .quindi le chiedo gentilmente se posso pagare io tutta l’imu dal momento che mia figlia non lavora e in che modo posso risolvere il problema della successione complicata dalla rinuncia suddetta. La ringrazio vivamente
31/05/2016 at 13:22
Gentilissimo Dott. Manara, il 13 ottobre 2015 è deceduto il mio papà, proprietario di un appartamento in comunione dei beni con mia madre che vive da sola nella casa in questione e che godrà del diritto di abitazione. Tale proprietà verrà ripartita, a seguito della successione legittima, tra mia madre (66,66) e le sue quattro figlie (8,33 cadauna). Volevo innanzitutto chiederle se le percentuali che ho indicato sono corrette. Inoltre, dal punto di vista fiscale, fermo restando che mia madre è l’unico soggetto passivo per l’IMU, volevo chiedere se, materialmente sul 730 nel riquadro fabbricati sia corretto questo procedimento:
1) mia madre deve indicare oltre all’importo della rendita, la causale di utilizzo 1 e che ha una quota di possesso per 286 giorni nella percentuale del 50% nella prima riga, nella seconda deve indicare oltre all’importo della rendita, la causale di utilizzo 1 e che ha una quota di possesso per 79 giorni nella percentuale del 100%;
2) le quattro figlie, per l’appartamento di che trattasi ,non devono indicare nulla nel predetto riquadro che riguardi la loro porzione di immobile, anche qualora si fosse gia provveduto alla voltura del bene presso il Catasto e all’aggiornamento delle percentuali effettive di possesso.
salve avrei un quesito da proporre. Ho acquistato una casa dopo la morte di mio padre. La casa precedentemente era di mio padre concessa con comodato gratuito a tempo indeterminato a mio fratello. Mio fratello a seguito di separazione il giudice ha concesso alla mia ex cognata e ai figli il diritto di abitazione della casa in questione. Io devo rispettare quest’obbligo di comodato gratuito. Per quanto concerne imu chi la deve pagare.
Buongiorno, ho un dubbio sul pagamento dell’IMU.
se il marito abita con la moglie e il figlio nell’alloggio intestato alla moglie (1°casa) e decide di acquistare la mansarda ( 1 casa) posta sopra l’alloggio ed unire con opere murarie le 2 propietà … come ci si deve comportare con l’IMU ?
A seguito della separazione i due appartamenti che prima erano al 50% fra me e il mio ex coniuge a seguito di cessione del suo 50% a me che così ho il 100% del 1^ da me abitato e del 50% alle figlie del 2^ abitato da loro. Il 2^ appartamento é così 50% prima casa per le figlie e 50% se onda casa per me di cui ho la nuda proprietá. Devo pagare l’imu 2^ casa? Grazie
La casa formata da 2 appartamenti il primo di mia proprietá é prima casa per me, il secondo di proprietá mia al 50% e delle mie figlie per il restante 50% é abitato da loro. Ai fini imu io devo pagare per il mio 50% come seconda casa? Grazie
Buongiorno, 1997 è deceduto mio suocero, la madre rinuncia all eredità sulla casa a favore dei due figli. Lei continua ad abitare nella casa di famiglia. La figlia abita stessa città ma in altra casa di proprietà , il figlio altra città uguale. Dichiarata nel 730 al 50% i figli in tutti questi anni hanno pagato tasse su immobili (ICI, IMU). Oggi facendo la dichiarazione dei redditi mio marito(figlio) gli viene detto che non deve pagare imu e chiedere il rimborso. Mi può aiutare sulla corretta procedura da fare per non incorrere in sanzioni per entrambi i figli? A chi rivolgersi? Data la prossima scadenza se possibile una risposta a breve. Grazie
Mi scuso perché non so se il quesito della Sig.ra Antonella era rivolto a me oppure ad altri.
Nel dubbio provo a dare ugualmente il mio parere.
Che io sappia, e qui e’ certamente piu’ bravo il Notaio a rispondere, anche con la rinuncia all’eredita’ permane il diritto di abitazione del coniuge superstite sulla casa coniugale.
Stando cosi’ le cose, i figli eredi sono alla stregua di nudi proprietari e nulla devono dichiarare, né ai fini Irpef, né Imu né Tasi.
La mamma ha come un diritto di abitazione sulla casa di famiglia, che pero’ nel 2016 non paga né Imu né Tasi essendo la sua abitazione principale.
il 30 novembre 2015 ho acquistato un appartamento in altro comune dove mi sono trasferito
penso che nel 730 devo’ inserire per l’ appartamento utilizzo 1 per il box utilizzo 5
sono inoltre proprietario al 50% di una casa coniugale e di un box che sono stati assegnati a mia moglie in fase di separazione, sul 730 per l’appartamento devo inserire, se non sbaglio:
utilizzo 10 e casi particolari IMU 1
ma per il box cosa devo inserire?
09/06/2016 at 17:09
Buonasera, mi si presenta questo caso: padre proprietario al 100% di abitazione adibita a casa coniugale, la moglie viene a mancare, il padre cede il 50% della casa alla figlia, la quale ha però la residenza in un’altra abitazione di sua proprietà. Ai fini Imu e tasi la casa del padre è comunque da considerarsi ex casa coniugale o la figlia deve pagare come 2^ casa per la sua quota del 50%? Per l’anno 2015 un caf ha fatto pagare alla figlia imu e tasi come 2^ casa.
anche a me !! leggi mio quesito sotto il tuo.spero che il dott commercialista mi risponda presto ,io ho gia pagato ma temo che abbia ragione il notaio cosi che la vedova di mio padre dovra risarcire me..cosa che non avrebbe senso perche comunque e come se fosse mia madre e inoltre ha handicap ecc poverina.
buongiorno,mio padre ,deceduto il 7 febbraio c.a.ha lasciato in eredita’ ,al 50% a testa ,a me e a sua moglie la casa in cui loro hanno sempre vissuto,attualmente continua a risiedervi solo sua moglie vedova,io risiedo altrove in una casa di mia proprieta’.avrei bisogno di sapere se anche in questo caso,e’ solo lei a dover pagare imu e tasi ( o solo una delle due,o nessuna?) e dichiararne nei redditi la proprieta’ o ,diversamente,se anche io devo pagare cosa e cosa dichiarare..preciso che la commercialista a cui mi sono rivolta ha dato,sia a me che alla vedova di mio padre, cartelle esattoriali comprendente per entrambe le tasse della suddetta abitazione che ho gia pagate! ( ma pochi giorni dopo ho incontrato il notaio per successione e al riguardo mi ha riferito che io non dovrei pagare nulla,che dovrebbe farlo la vedova che ci vive ma che comunque avrebbe diritto ad un esenzione o ad uno”sconto”..insomma..AIUTO! )
Salve. Sono separata da due anni e possiedo il 50% di un appartamento di cui non usufruisco più. Per evitare problemi seri alla mia persona ho preferito lasciare l’appartamento a mio marito, io me ne sono andata e con i miei figli risiediamo altrove. Al momento del 730 mi è stato detto che dovevo pagare l’Imu, ho parlato con il mio avvocato e mi ha detto che non poteva assegnare la casa a mio marito perché non ci sono i bambini ad abitare con lui quindi oltre il danno anche la beffa… mi può confermare se è così? Esiste una soluzione nella quale io potrei evitare di pagare l’Imu in futuro, qualche contratto, il comodato d’uso tra ex coniugi sembra che non si possa fare magari qualcosa che c’entri con l’usufrutto non so una scappatoia che mi tolga di mezzo questa tassa che mi fa ancora più rabbia visto che in quella casa non ci posso più abitare. Grazie intanto. Katja
Salve. Ho da esporle il solito quesito sull’IMU sulla casa coniugale. I miei genitori nel 1994 mi donarono la casa dove abitavano, senza riserva di usufrutto o diritto di abitazione. Io abito in altro comune. I miei genitori hanno continuato ad abitare nella casa a me donata. Mio padre è deceduto nel 2004. Mia madre, vivente, continua ad abitare nella stessa casa. Ai fini IMU, mia madre ha il diritto di abitazione ex art. 540 C.C. oppure è decaduto nel momento in cui mi fecero la donazione? Ai fini IMU devo pagare come seconda casa o registrare un contratto di comodato d’uso? P.S. i miei genitori erano comproprietari della casa. Grazie
Salve, ho letto tutto il blog,nessuno ha posto il mio quesito, quindi sono ad esporlo:
Morto mio padre, vivente mia madre usufruisce al 100% dell’abitazione principale, noi figli(4) la cosiddetta nuda proprietà % stabilito dalla legge, quindi da non dichiarare nel 730 perchè genitore vivente. La mamma viene portata in RSA(casa di riposo), cosa cambia per i figli? bisogna dichiarare sul 730?, La ringrazio in anticipo per la risposta. Pasquale
Carolina di carso
salve le vorrei sottoporre il mio caso: sono proprietaria di un immobile sulla cui taverna che è pertinenza dell’abitazione il mio ex ha diritto di abitazione. Io abito con le figlie in una casa a loro intestata. Come funziona in termini imu e dichiarazione redditi. Grazie anticipatamente per la disponibilità.
Salve sottopongo un quesito: il diritto di abitazione a favore del coniuge superstite ex art. 540 cc. si costituisce anche su immobile di proprietà di terzi e quindi appartenente al defunto solo in parte? In ipotesi affermativa il coniuge superstite paga l’Imu al 100% o limitatamente alla quota ereditata dal defunto al 50%? grazie
Buongiorno Dott. Mannarà.
Il mio caso prevede una casa intestata al 50% tra madre e padre. Non sposati, ma con figlio.
Nel dic 2014 una sentenza giudiziale affida il figlio alla madre con condiviso al 50% per entrambi i genitori, lasciando il ragazzo residente in tale casa e quindi anche la casa è stata assegnata a lei. Io ora vivo in altro appartamento, di cui sono proprietario al 100%.
Dalle sue risposte ho capito che:
– Secondo la circolare 17/2006 dell’Agenzia delle Entrate, il possesso dell’immobile in virtù di assegnazione giudiziale non costituisce “diritto reale di godimento”, ma “diritto personale di godimento”.
– Da ciò ne consegue che, ai fini Irpef (quindi dichiarazione dei redditi 730), il reddito dell’immobile oggetto di assegnazione sarà imputato al proprietario o ai proprietari per la propria porzione, indipendentemente dal fatto che questi risulti essere o meno l’effettivo utilizzatore o assegnatario.
– Quindi la casa assegnata dal giudice ad uno dei coniugi, in sede di separazione consensuale o legale (è esclusa la separazione di fatto), va dichiarato, quale reddito fondiario (quadro RB modello Unico o modello 730) dal proprietario dell’immobile o dai proprietari dell’immobile per la propria porzione.
– Mentre circa l’IMU e TASI, nel caso in cui la casa coniugale sia assegnata ad un solo coniuge a seguito di provvedimento giudiziario, allora le imposte relative ad Imu e Tasi saranno a carico del coniuge assegnatario.
– Questa esenzione pero’ sembra prevista solo per coppia regolarmente sposata e poi separata ma non per i conviventi, quali noi siamo stati.
– Parlando pero’ recentemente con un funzionario di polizia tributaria, mi ha fatto presente di fare ulteriori ricerche in merito, perché a suo avviso, anche del mio avvocato da me consultato, non applicare tale regola anche per le coppie conviventi (convivenza decennale) risulterebbe in un grave pregiudizio formale.
– Lei, in precedente risosta simile, disse che l’unico modo era concedere il possesso dell’immobile alla ex compagna anche per il suo 50%, così l’intera tassazione graverebbe su colui/colei che realmente abita l’immobile. Ma che cosa comporta questo? Un atto da fare davanti ad un otaio? Che effetti sulla mia proprietà del 50% della casa? Potrei vendere il mio 50% in futuro?
Giac.81
Buona sera vorrei porre un quesito:
Madre usufruttuaria prop 4/6 e residente nella casa coniugale per la quale non paga IMU
Due figli prop 1/6 ciascuno residenti altrove.
Nel caso di affitto di porzione della casa coniugale (ovvero il piano terra)
-si più fare un contratto non menzionando i figli che non percepiranno la loro quota parte di affitto che riscuoterà la mamma?
-i figli se dovessero essere inseriti nel contratto d’affitto a quel punto dovrebbero pagare IMU sulla casa coniugale attualmente esentata?
In vista della separazione di mio fratello ho acquistato una casa all’asta in modo che al momento della sentenza possa andare ad abitarci.
Sono proprietaria della casa dove abito, di 1/4 di una casa in altro Comune adibita ad affitto turistico ( 1/2 a mia madre e 1/4 di mio fratello), di 1/2 un fondo in altro Comune ( 1/2 mio fratello ). Mio fratello è proprietario al 50% della casa dove attualmente vive ma che verrà assegnata ai figli che vivranno con la mamma.Se ho ben capito di quest’ultima casa dopo la sentenza di separazione mio fratello non dovrà più pagare la tasi che sarà totalmente a carico della moglie.Dovrà pagare l’IMU su questa casa? Per la casa dove andrà a vive ( e dove pagherà il mutuo che faremo che sarà o intestato interamente a lui o intestato ad entrambi) se ho capito bene sarà possibile fare un comodato d’uso con diritto di abitazione tramite atto notarile e non dovrà pagare nè IMU o Tasi mentre io non andrò a pagare l’IMU come 2 casa.
Angelo paso
Casa di famiglia con Papa’ deceduto e mamma
ora ricoverta in struttura RSA .
I quattro figli vivono da sempre nella propria casa.
di proprieta’.
Come ci dobbiamo comportare ai fini IMU x la casa di famiglia ?
La mamma proprietaria di 2/3 deve pagare ancora IMU ?
Noi figli dobbiamo pagare IMU ?
enrico franciosa
Siamo tre fratelli, abbiamo eredtato la casa coniugale, in questa casa ci abita nostro fratello che non ci sta mai.2 fratelli vogliono vendere casa quello che ci abita NO. Chiedo gentilmente la VIA migliore per vendere la casa.Grazie per l’aiuto enrico
Gentilissimo, non riusciamo ad arrivare a capo di una situazione. Sarei veramente grata se potesse illuminarci. Mio fratello ha una casa in cui non ha mai vissuto e su cui quindi paga le imposte come seconda casa. lui ha sempre vissuto nella casa di proprietà di mio padre in cui entrambi (lui è mio padre) avevano la residenza.I miei genitori passavano una parte dell’anno in questa casa (definita casa genitori 1, per facilità) e un’altra parte dell’anno in un’altra casa di proprietà di mia madre, in cui lei ha la residenza tuttora (casa genitori n. 2).Mia mamma alla morte di mio padre ha rinunciato all’eredità in favore di mio fratello che continua a vivere nella casa genitori n. 1. Mio fratello ha acquistato le quote mie e di mia sorella, divenendo così unico proprietario della casa genitori n.1, su cui , però, è stato mantenuto un diritto di abitazione a favore di mia madre, la quale si riserva di ritornarci quando le fa più comodo. Ecco il Quesito:.sulla casa genitori n. 1chi paga imu e tasi? Mio fratello proprietario e residente o mia madre con diritto di abitazione ma con residenza nella cas n. 2.Grazie infinite.Mara
riscrivo perché non sono stata chiara.
Mia madre ha possiede un appartamento in cui ha stabilito da anni la sua residenza (immobile A) .
Mio padre era proprietario di una abitazione in altro Comune (immobile B).
In tale abitazione aveva ed ha tuttora la residenza mio fratello.
Mio fratello possiede anche un secondo immobile affittato, su cui paga le tasse come seconda casa, secondo la normativa vigente.
Alla morte di mio padre, mia madre ha ceduto la parte di proprietà ricevuta in eredità (credo si tratti di 1/3, secondo la legge) a mio fratello. Noi sorelle, contemporaneamente, abbiamo venduto a nostro fratello la nostra porzionedella casa ricevuta in eredità da mio padre.
Mio fratello, pertanto, ha acquisito la proprietà dell’immobile B gravata di un diritto di abitazione in favore di mia madre, la quale ha comunque mantenuto la sua residenza nell’immobile A.
Come le dicevo nel precedente messaggio, non riusciamo ad arrivare a capo della situazione.
Sull’immobile B dove abita ed ha la residenza mio fratello (casa che quindi sarebbe esente da IMU e TASI) , mia madre, residente in altro comune ma titolare del diritto di abitazione sull’immobile B deve pagare qualcosa?
Grazie infinite.Mara
avrei bisogno di un chiarimento in merito alle pertinenze di abitazione principale.
In un edificio destinato a residenza è annesso e compreso nel volume complessivo un negozio accatastato autonomamente come C1, da anni utilizzato esclusivamente come deposito materiali vari/cantina.
Può essere considerato “pertinenza” dell’abitazione principale e seguirne il regime fiscale?
14/05/2017 at 05:25
vorrei chiederle quale codice deve utilizzare, nel modello 730 quadro B colonna 2, il proprietario (suocero) di un immobile assegnato dal giudice alla nuora (separazione legale). La ringrazio
04/06/2017 at 15:26
mi rivolgo a Lei per via della dichiarazione dei redditi,mio padre e mia madre sono proprietari 50% ciascuno dell’immobile dove vive ora mia madre perché mio padre deceduto.
Ora nella percentuale della proprietà dell’immobile risultiamo proprietari anche io e mio fratello.Nella dichiarazione dei redditi devo dichiararlo ho tocca solo a mia madre farlo?
La ringrazio fin d’ora e la invio i miei cordiali saluti.
Mio marito è deceduto (eravamo sposati da molti anni). Quando ha divorziato dalla sua prima moglie, nella sentenza del divorzio le ha dato l’uso dell’appartamento che era intestato ad entrambi e non le dava l’assegno di mantenimento. Sinchè è vissuto mio marito lui non pagava l’IMU che era a carico della ex moglie, che a sua volta non pagava in quanto prima casa. Ora io ed i miei figli abbiamo ereditato la proprietà (50% dell’appartamento): noi dobbiamo pagare l’IMU? La ringrazio. Saluti
Egr. Dott. Mannara,
sono in contestazione con il mio Comune per IMU e TASI dal 2012 al 2016. La situazione: casa ereditata da mio padre per successione e ristrutturata con proprietà al 50% fra me e mia mamma. La casa è stata accatastata in 3 particelle, piano terra, piano primo e mansarda (A2) e garage (C6) tutte al 50%, nessuna attribuzione all’una o all’altra. Entrambe abbiamo residenza sulla stessa casa e non abbiamo altre proprietà nè sullo stesso comune nè altrove.
Il comune dice che mia mamma ha il comodato d’uso sul piano terra (come può se è comproprietaria ?) e quindi deve pagare per questa parte. Io asserisco che entrambe abbiamo diritto alla detrazione (suddivisa al 50%) o dal 2014 all’esenzione prima casa essendo entrambe residenti su questa abitazione.
Chi secondo Lei ha ragione, il Comune o noi ? Cosa mi consiglia di fare visto che mi sono arrivate più avvisi di accertamento relativi ai vari anni ? La ringrazio, cordiali saluti.
Su una particella, sicuramente entrambe avete diritto all’esezione Imu, in quanto abitazione principale.
Sulle altre particelle, purtroppo, è dovuta l’Imu in quanto si considerano abitazioni secondarie (purtroppo ciò di cui si tiene conto è l’accatastamento). Il garage può usufruire dell’esenzione Imu essendo pertinenza dell’abitazione principale (C/6).
25/08/2017 at 14:30
mio padre morendo ha lasciato nel 2005 in successione una casa a mia madre (per 3/9), a me e ai miei 2 fratelli una casa (2/9 ciascuno).
Io ho abitato da allora in quella casa con moglie e figli fino al 2012 (uso gratuito), dopodiche’ mi sono separato e la casa e’ stata assegnata a mia moglie che vi vive tuttore con i miei 2 figli.
A ottobre 2016 ho cambiato residenza comprando una nuova casa.
I miei fratelli e mia madre (che hanno tutti una loro prima casa) devono pagare la loro quota di IMU (3/9 madre e 2/9 fratelli) come seconda casa anche se la casa e’ assegnata a mia moglie (appunto con sentenza di separazione dal 2012)?
Devo pagare anche io per i miei 2/9?
Egr. Dott. Mannaia,
volevo chiederle informazioni su cosa definisce la Corte di cassazione nel mio caso, in cui la casa al 50% di mio padre e 50%del fratello di mio padre entrambi sposati con figli.
Venuto a mancare mio padre c’e’ stata la successione, la casa era indivisa, anche se formalmente ogni uno abitava il suo 50%.
Mia mamma attualmente ha il diritto di abitazione, noi 4 figli abbiamo ereditato una parte del 50% ma non abitiamo con lei.
Il comune da sempre ha richiesto il pagamento dell’IMU da parte di noi figli sostenendo che essendoci come proprietario lo zio dobbiamo versare il tributo.
Abbiamo richiesto il rimborso di quanto versato.
Egr. Dott. Mannarà sono italiana residente all’aire e pensionata nel paese estero, proprietaria insieme a mio marito dell’unico immobile in Italia per il quale abbiamo goduto fino ad ora dell’esenzione imu prima casa. Ora mio marito è morto vorrei sapere se posso fare valere nei confronti del comune l’art. 540 cc , diritto di abitazione, ai fini Imu.
Il Comune dice che non è applicabile e che i mie figli devono pagare la loro quota Imu sull’immobile ricevuto in successione.
Buongiorno vorrei avere un parere su una questione piuttosto complicata. Nel 2007 mio padre è venuto a mancare mia madre ha sempre abitato in quella casa,era la casa coniugale, con mio padre con residenza in quel comune ma per dimenticanza domicilio in un altro appartamento sempre nello stesso comune.Nel 2012 ha sposato solo il domicilio ma non la residenza visto che il comune è lo stesso.La domanda è questa ,mia madre ha il diritto di abitazione in quella casa? Noi figli in quanto eredi dobbiamo pagare l imu come seconda casa?
desidero cortesemente porle alcuni quesiti circa il pagamento di IMU e TASI.
I miei genitori erano in comproprietà (50%/50%) dell’appartamento in cui loro e mia sorella hanno vissuto per tanti anni (unico stato di famiglia); a fine giugno scorso mio padre è venuto a mancare e, non avendo fatto alcun testamento, la proprietà dell’immobile verrà ripartita 2/3 mia madre, 1/6 mia sorella, 1/6 spetta a me.
– per l’art 540 del cc a mia madre dovrebbe spettare l’uso di abitazione
– mia sorella resta a vivere nell’immobile con mia madre
– io risiedo e sono proprietario di altro immobile in diverso comune
– per motivi logistici avvieremo le pratiche di successione a gennaio 2018
non mi è chiaro quanto segue:
– il prossimo dicembre io e mia sorella siamo tenuti al pagamento di IMU e/o TASI per le quote ed il periodo di proprietà spettanti?
– gli obblighi di imposta a cui si è soggetti nel 2017 subiranno modifiche al completamento della pratica di successione?
– in sede di dichiarazione dei redditi 2018, io e mia sorella dovremmo indicare la proprietà dell’immobile a decorrere dalla data di decesso di mio padre?
vorrei sapere se sulla casa coniugale di cui io sono la proprietaria al 66,68 % e i miei due figli al 16,66% e dove ora ci abita uno dei figli comproprietari, posso usufruire della riduzione dell’IMU e della TASI come casa data in comodato ad un figlio. Grazie della risposta. (sono proprietaria di un’altra abitazione in cui ci vivo e di una a disposizione nello stesso comune)
In seguito al divorzio la casa di proprietà al 50% fu assegnata a mia moglie, dal 2011 l’assegnazione è stata tolta e lei continua ad abitare con una figlia. io abito presso la mia nuova compagna. Devo pagare l’imu per il 50% dove abita la mia ex.
Possiedo u monolocale presso una RTA residenza turistica alberghiera di cui non si ha la disponibilità abitativa perchè a disposizione di un gestore di tutta la RTA. Chi deve pagare imu e tari. Grazie
12/01/2018 at 11:13
al momento del decesso di mio padre, proprietario del 50% dell’immobile, il restante 50% è stato suddiviso in parti uguali (1/3 ciuscuno) tra coniuge e i due figli. Mia madre continua ad abitare nell’appartamento (prima casa). Quando si pagava l’imu sulla prima casa veniva pagato tutto da mia madre. Ora che l’imu non si paga sulla prima casa, nessuno deve pagarlo, nemmeno i figli?
Buongiorno Avvocato Mannarà, vorrei avere un parere su una questione piuttosto complicata. Insieme a 4 figli e un genitore, abbiamo ereditato un appartamento, dopo il decesso di nostro padre. Questo appartamento è stato diviso in due parti, in attesa di dividere le due unità immobiliari, per cui, uno è abitato da nostra madre e da una sorella, l’altra porzione, abitata da mio fratello insieme alla moglie e nostro nipote. Questa coppia si è separata nel 2012 ed il giudice, ha assegnato alla moglie ed al bambino, la porzione di appartamento occupata come casa coniugale. Non riusciamo a capire come il giudice abbia assegnato un bene, non di proprietà esclusiva di mio fratello, ma di tutti i figli e di mia madre a beneficio della separanda. Adesso che, a giorni, dovrebbero concludersi le procedure per la suddivisione dei due immobili, mi chiedo, non potendo godere dei benefici di questa proprietà, ne io, ne le mie sorelle ne nostra madre, chi dovrà pagare le tasse di questo immobile nella considerazione che il proprietario non è mio fratello? con cui il rapporto è meraviglioso. Oltre tutto, la separanda, non ha mai contribuito alle spese delle utenze (Acqua, gas, luce, condominio e tari) più volte sollecitate con raccomandate ma completamente disattese, osteggiando oltremodo, con tutte le forze ad acconsentire ai lavori di separazione delle due unità immobiliari, che avrebbero consentito la separazione di tutte le utenze, di cui gli impianti sono già stati predisposti aborigene, finendo per questo davanti ad un giudice che l’ha obbligata, non essendo proprietaria, a farci definire i lavori di suddivisione.