Source: http://www.assicuriamocibene.it/2013/09/09/furti-in-appartamento/
Timestamp: 2019-08-19 23:36:45+00:00
Document Index: 106919226

Matched Legal Cases: ['art. 624', 'art. 624', 'art. 628', 'art. 612', 'art. 629', 'art. 2697']

Furti in appartamento | ASSICURIAMOCI BENE
Senza dubbio la crisi economica (ancora una volta, catalizzatore di tutti i problemi…!) è all’origine del preoccupante fenomeno, ma i consumatori hanno davvero piena consapevolezza? Pongono in essere tutte le misure necessarie atte a contrastare e/o diminuire il rischio?
Analisi assicurativa – Partiamo da alcune definizioni tecniche giuridiche basilari per meglio affrontare la comprensione della fattispecie in oggetto.
Furto (art. 624 cod. pen.) e Furto in abitazione (art. 624 bis cod. pen.) – spossessamento di cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri; anche mediante introduzione in un edificio o in altro luogo destinato in tutto o in parte a privata dimora o nelle pertinenze di essa. Elemento determinante nell’individuazione del reato è la violenza sulla cosa esercitata dall’agente ed il conseguente spossessamento dalla sfera di disponibilità del possessore;
Rapina (art. 628 cod. pen.) – spossessamento di cose mobili altrui mediante violenza o minaccia per ottenere ingiusto profitto. A differenza del furto l’agente viola l’incolumità personale della persona mediante violenza o minaccia (si veda al riguardo la previsione dell’art. 612 cod. penale per quanto concerne la minaccia di un danno ingiusto);
Estorsione (art. 629 cod. pen.) – chiunque, mediante violenza o minaccia, costringendo taluno a fare o ad omettere qualche cosa, procura a sè o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno. Questa fattispecie, dunque, da una parte presenta elementi di contatto con la rapina, come la “violenza o minaccia” ed il fine dell’ “ingiusto profitto”, dall’altra richiede la condotta specifica del costringere taluno a fare o ad omettere qualche cosa, per cui il soggetto agente viola anche la libertà morale del soggetto possessore del bene.
Senza pretesa di esaustività evidenziamo che i principali capitolati assicurativi garantiscono i danni materiali e diretti causati da furto del contenuto posto nei locali del Fabbricato assicurato (e relative dipendenze):
A seguito di violazione delle difese esterne, mediante rottura e scasso o mediante uso di chiavi false e/o grimaldelli (a tal proposito poniamo l’attenzione sul fatto che la Compagnia effettuerà verifica tesa ad accertare l’effrazione dei sistemi di protezione e/o chiusura dell’immobile in conformità al principio basilare dettato dall’art. 2697 cod. civile in materia di onere della prova);
Per via diversa da quella ordinaria (che richieda superamento di ostacoli, mediante impiego di mezzi artificiosi e/o di particolare agilità personale);
In modo clandestino, purchè l’asportazione della refurtiva sia avvenuta in un momento successivo alla chiusura del Fabbricato.
Sono altresì compresi i danni materiali e diretti conseguenti a rapina, così come gli atti vandalici ed i guasti al contenuto compiuti dagli autori dei reati in garanzia. Molti capitolati includono normalmente le garanzie sopra citate quand’anche le persone vengano prelevate dall’esterno e/o siano costrette a recarsi nei locali assicurati, così come è possibile includere, con specifica pattuizione, il reato di estorsione.
Nelle polizze a rischi nominati, l’onere della prova è a carico dell’assicurato.
Per l’operatività della garanzia in oggetto è richiesto che il fabbricato assicurato:
sia destinato a civile abitazione (con riferimento alla casistica oggetto del presente articolo);
sia costruito e coperto in laterizio, pietra, calcestruzzo e/o i materiali usualmente utilizzati in edilizia (è doveroso ed al contempo banale sottolineare che sono esclusi i fabbricarti aperti per ovvi motivi di libero accesso o costruiti in materiale facilmente manipolabile dall’esterno. Sono da concordare con l’assicuratore materiali quali legno, metallo e/o altri materiali);
che ogni apertura verso l’esterno, situata in linea verticale a meno di 4 metri di altezza, nonché da qualsiasi ripiano facilmente accessibile e praticabile per via ordinaria dall’esterno, sia protetto con robusti serramenti, materiali in plastica rigida o vetro antisfondamento, metallo o lega metallica, chiuso con serrature, lucchetti od altri idonei congegni di chiusura manovrabili esclusivamente dall’interno.
A tal riguardo segnaliamo che chi intendesse acquistare una polizza furto deve verificare attentamente il tipo dei mezzi di protezione del fabbricato ed il relativo stato di funzionamento, in quanto, in caso di sinistro, sicuramente la Compagnia di Assicurazione ne accerterà presenza e stato d’uso, e qualora emergesse la non conformità, è prevista la mancata operatività della garanzia o, ipotesi tecnica negli ultimi anni più diffusa, l’applicazione di ulteriori limiti all’indennizzo. Ad ogni modo, anche per ragioni di sintesi, rinviamo l’attenzione degli interessati al contenuto delle clausole descrittive delle caratteristiche dei mezzi di chiusura (24 A. mezzi di chiusura più che sufficienti – 24 B. mezzi di chiusura appena sufficienti).
Considerazioni tecniche – Sulla base del contenuto dei capitolati assicurativi sopra descritti, cosa può/deve fare il consumatore una volta che ha acquistato una polizza furto?
Verificare sicurezza e stato d’uso di porte e finestre. Per la porta di ingresso, ideale è una porta blindata con serratura antiscasso e spioncino. Se possibile installare un sistema di antifurto elettronico (perimetrale e volumetrico – collegato con le forze dell’ordine) e/o vetri antisfondamento. In alternativa è sempre valido il ricorso alle inferiate, purché siano saldamente ancorate e lo spazio tra le sbarre non superi i 12 centimetri;
Se l’interruttore della luce è esterno, è preferibile proteggerlo con una cassetta metallica per impedire che qualcuno possa accedervi liberamente ed interrompere la corrente;
Evitare di tenere in casa grosse somme di denaro, gioielli o oggetti di valore.
E’ bene sottolineare che luce ed il rumore tengono lontano i malviventi, così come l’attività sociale e la presenza di persone (neighbour watching), per cui è consigliabile:
Tenere accesa la luce in due o più stanze per simulare la presenza di più persone, specie in propria assenza;
Tenere accesa, all’esterno, la luce in balcone (eventuale lampadina con crepuscolare);
Assicurarsi, uscendo e rientrando, che la porta di casa ed il portone del palazzo restino ben chiuse;
vigilare con una certa frequenza il perimetro del proprio fabbricato per osservare e riferire comportamenti ritenuti anomali, disponendo di un’agenda telefonica personalizzata e sempre aggiornata;
avvisare il vicino della propria assenza e chiedere se, periodicamente, può controllare l’immobile;
Nei condomini e nelle scale in cui i rapporti, le relazioni e le intese tra le persone sono di buon livello, è auspicabile che si appronti tra i residenti un calendario dei reperibili (chiamatelo come volete) meglio se a carattere settimanale purchè gestibile, che tenga conto degli impegni e delle disponibilità di ciascuno
Le informazioni che si passano all’esterno sono importanti e possono essere utilizzate dalle persone sbagliate:
Non far sapere, quindi, fuori dall’ambiente familiare, se in casa ci sono oggetti di valore o casseforti né dove si trova la centralina dell’allarme;
Non comunicare mai sui social network la propria assenza da casa e per quale periodo.
Conclusioni: Di fronte ad un fenomeno di tale portata, ci permettiamo di evidenziare come sia necessario non solo un intervento attivo (e più strutturato) delle forze dell’ordine, ma una collaborazione proattiva da parte di tutti i cittadini, ed una spinta all’autotutela, da parte di ciascuno, più marcata, al fine di ridurre al minimo i rischi ed evitare situazioni.
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