Source: https://www.immobilio.it/threads/la-collazione-ereditaria.32629/
Timestamp: 2018-06-21 06:54:31+00:00
Document Index: 90051415

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 555', 'art. 556', 'art. 750', 'art. 746', 'art. 742', 'art. 536']

La collazione ereditaria | immobilio - Forum Immobiliare
Discussione in 'Donazione Eredità Successione Usucapione e Servitù' iniziata da Umberto Granducato, 22 Ottobre 2014.
1. Nozione e fondamento della collazione 2. Natura giuridica dell’istituto 3. Presupposti dell’obbligazione di collazione 4. I soggetti 5. La dispensa 6. Dispensa dalla collazione e lesione di legittima 7. Collazione e gli istituti affini 8. Collazione per imputazione e collazione in natura 9. Oggetto della collazione 10. La donazione indiretta 11. La collazione c.d. volontaria
1. NOZIONE E FONDAMENTO DELLA COLLAZIONE
Altra parte della dottrina ha preferito utilizzare un metodo di indagine di natura oggettiva nella ricerca del fondamento dell’istituto della collazione ravvisandolo ora nella comunione patrimoniale familiarevii, ora in un’esigenza di tutela del superiore interesse della famigliaviii, ora nella capacità attrattiva della successione mortis causa a titolo universale delle donazioni effettuate in vita dal de cuis, giungendo a sostenere che, in pendenza del fenomeno successorio, le donazioni non sarebbero definitive ma caducabiliix.Quest’ultima teoria è stata sviluppata da coloro che escludono che la collazione possa comportare la caducazione delle donazioni compiute in vita dal de cuius e ritengono che queste debbano essere automaticamente computate nella quota ereditaria dei suscettibili, a titolo di anticipata successione.
2. NATURA GIURIDICA DELL’ISTITUTO
Per altra dottrina nella collazione in natura si avrebbe un trasferimento automatico ex nuncdel bene alla massa ereditaria, subordinatamente alla scelta del coerede; invece nella collazione per imputazione il bene donato non è bene ereditario, la collazione avrebbe struttura di legato ex lege a favore di coniuge e discendenti non donatarixii.
3. PRESUPPOSTI DELL’OBBLIGAZIONE DI COLLAZIONE
A sostegno di questa opinione si richiama una nota sentenza della Cassazionexxiv, nella quale si legge che l’obbligo alla collazione sorge automaticamente a seguito dell’apertura della successione e diviene operante a seguito dell’accettazione dell’eredità, con la conseguenza che i beni donati concorrono alla formazione della massa ereditaria, la quale deve dividersi fra i soggetti tenuti alla collazione. Quindi non rileverebbe l’assenza di unrelictum ereditario da dividere, ben potendo una comunione derivare soltanto dalla collazione delle donazioni.
5. LA DISPENSA
6. DISPENSA DALLA COLLAZIONE E LESIONE DI LEGITTIMA
Infatti, per il collegio, in base a quest’ultima normalv, anche nel caso in cui i successori siano tutti legittimari, il legittimario, essendo chiamato alla successione ad intestato sulrelictum in una quota non inferiore alla sua quota di riserva, non ha alcun bisogno, per ottenere quanto riservatogli, di ricorrere all’azione di riduzione delle donazioni ai sensi dell’art. 555 cod. civ., qualora il relictum sia sufficiente a coprire la quota predettalvi quale risulta dalla riunione fittizialvii tra relictum e donatum. Questa operazione, non essendo finalizzata soltanto all’attuazione della riduzione, deve essere compiuta non solo quando si debba procedere a tale azione ma in ogni caso di concorso di legittimari nella successione, al fine di determinare la quota di riserva spettante a ciascuno di essilviii. Da ciò consegue che, nel caso di successione di figli legittimi, la dispensa dalla collazione relativa alle donazioni effettuate in favore di uno dei coeredi, se da una lato comporta che la successione e la divisione (secondo le quote previste dall’art. 556 cod. civ.) debbano essere limitate al relictum, senza che a detta dispensa, nel caso di prescrizione dell’azione di riduzione, possa opporsi il limite costituito dall’intangibilità della legittima, dall’altro non esclude che la porzione spettante sul relictum al coerede donatario debba essere ridotta di quanto necessario ad integrare la quota di riserva spettante (in base all’operazione predetta) agli altri coeredi, ferma peraltro – in forza della prescrizione dell’azione di riduzione – l’inattaccabilità della donazione anche nel caso in cui il relictum non sia sufficiente all’integrazione della quota di riservalix.
7. COLLAZIONE E GLI ISTITUTI AFFINI
Infatti, la riunione fittizia è una semplice operazione contabile e concerne tutte le donazioni del de cuius a chiunque fatte. Inoltre essa, in quanto diretta soltanto a ricostruire l’intero patrimonio del de cuius, che la legge considera termine di riferimento per la determinazione della quota disponibile e, di riflesso, per quella della quota di riserva, non è legata necessariamente alla proposizione dell’azione di riduzione, ma si pone come un priusindispensabile rispetto alle operazioni divisionali, quando vi sia concorso di eredi necessarilx. Conseguentemente, come visto, la dispensa dalla collazione non importa che del bene donato non si debba tener conto riunendolo fittiziamente agli altri beni per la formazione della massa cosiddetta di calcololxi.
8. COLLAZIONE PER IMPUTAZIONE E COLLAZIONE IN NATURA
Secondo la giurisprudenza, mentre è soggetta a collazione per imputazione, prevista dall'art. 750 cod. civ. per i beni mobili, la quota di società, in quanto - non conferendo ai soci un diritto reale sul patrimonio societario riferibile alla società, che è soggetto distinto dalle persone dei soci - attribuisce un diritto personale di partecipazione alla vita societaria, viceversa va compiuta, secondo le modalità previste dall'art. 746 cod. civ. per gli immobili, la collazione della quota di azienda, che rappresenta la misura della contitolarità del diritto reale sulla "universitas rerum" dei beni di cui si compone, sicché - ove si proceda per imputazione - deve aversi riguardo al valore non dei singoli beni ma a quello assunto dall'azienda, quale complesso organizzato, al tempo dell'apertura della successionelxxvi.
9. OGGETTO DELLA COLLAZIONE
Assoggettabili alla collazione sono le donazioni modali. L’aggiunta del modus, infatti, non snatura l’essenza della donazione, non potendo assegnarsi ad esso la funzione di corrispettivo, con la sussunzione della donazione modale nella categoria dei contratti a titolo oneroso, ma comporta che la liberalità, che resta sempre la causa del negozio, attraverso ilmodus viene ad esserne limitata; ne consegue che, nel concorrere alla successione dell’ascendente, i figli legittimi e naturali e i loro discendenti legittimi e naturali, sono assoggettati all’obbligo della collazione anche nell’ipotesi di donazione modale, limitatamente alla differenza tra il valore dei beni donati e il valore dell’onere.lxxxii
10. LA DONAZIONE INDIRETTA
Si ritiene in dottrina che la Corte - al fine di rimediare alla mancata corrispondenza fra il valore dell’immobile, aumentato nel corso del tempo, e il prezzo pagato – ha dato rilevanza ad interessi e scopi di giustizia sostanziale che sono estranei ai criteri adottati generalmente dalla giurisprudenza di legittimità e che in assenza di una previsione normativa non possono avere rilievo giuridico. Si rileva infatti che l’arricchimento è anche una nozione giuridica e che non può avere ad oggetto un bene che non ha mai fatto parte del patrimonio del donanteci.
11. LA COLLAZIONE C.D. VOLONTARIA
La questione è stata risolta positivamente anche in giurisprudenza. Infatti secondo la Suprema Cortecv l'art. 742 cod. civ. che dispensa dalla collazione le liberalità e le spese in essa previste non pone un principio inderogabile che non possa essere superato dalla volontà contraria del testatore, dovendosi riconoscere a questi la facoltà di imporre la collazione anche nei casi previsti dalla norma cit., quale strumento per incidere sulla misura dell'attribuzione patrimoniale a favore dell'erede. La suddetta facoltà incontra il solo limite posto dall'ordinamento, con gli art. 536 ss. cod. civ., alla libertà del de cuius di disporre dei propri beni dopo la sua morte, a tutela dei diritti dei congiunti più stretti.
Pertanto vi è una convergenza nell’assegnare alla collazione contestuale dell’atto donativo la natura di onere modale ad esso accessorio, mentre laddove si ammette la relativa previsione per testamento si ritiene che in tal caso essa assuma la natura giuridica di legato mortis causacvii.
Umberto Granducato, 22 Ottobre 2014
A CheCasa!, Bagudi e PROGETTO_CASA piace questo elemento.
Azz... Banderas si era fatto tutta un'altra idea della collazione!
CheCasa!, 22 Ottobre 2014
Patatina, 23 Ottobre 2014
I post così lunghi me li godo solo se li scrive @Graf ..
Cinziamaria Nuovo Iscritto
Ma in parole povere dopo la pubblicazione del testamento la collazione e' automatica e tutti siamo comproprietari di tutto e poi si divide in parti uguali oppure l erede non donatario deve chiedere apertura di collazione? Se nessuno degli eredi protesta legalmente ugualmente il bene donato viene rimesso in discussione? Grazie per me sarebbe utilissimo aver chiaro questo punto
Cinziamaria, 24 Febbraio 2015
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