Source: http://www.tiropratico.com/normativa/ARCHIVIO/guardie%20venatorie.html
Timestamp: 2020-03-29 05:31:44+00:00
Document Index: 110779036

Matched Legal Cases: ['art. 57', 'art. 383', 'art. 380', 'art. 53', 'art. 651', 'art. 362', 'sentenza ', 'art. 357', 'art. 255', 'art. 255', 'art. 13', 'art. 55', 'art. 29', 'art. 247', 'art. 13', 'art. 244']

Poteri delle Guardie Venatorie (marzo 2010)
Poteri degli agenti accertatori
- Accertatori con funzioni di polizia giudiziaria
- Accertatori senza funzioni di polizia giudiziaria
- Gli accertatori con funzioni polizia giudiziaria si distinguono a loro volta in:
- Accertatori con competenza generale illimitata
- Accertatori con competenza generale, limitata territorialmente
- Accertatori con competenza parziale
Hanno competenza generale illimitata quelli indicati nell’art. 57 CPP, commi 1 e 2, e cioè: Carabinieri, Polizia di Stato e Penitenziaria, Guardia di Finanza, Guardie Forestali.
Infine, mentre Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato si considerano in servizio permanente, e quindi possono legittimamente compiere atti anche se fuori servizio, gli altri soggetti con qualifica di agente od uff. di PG, sono tali solamente se in servizio.
Un tempo le distinzioni sopra indicate avevano meno importanza per il fatto che non esistevano le sanzioni amministrative, ma solo delitti e contravvenzioni e chi era incaricato di accertare anche semplici contravvenzioni di fronte ad uno di tali reati rivestiva la qualifica di agente di polizia giudiziaria. Con la legge sulla depenalizzazione del 24 novembre 1981 n. 689 le violazioni punite con la sola multa od ammenda sono state trasformate in sanzioni amministrative (salvo un sola ipotesi) e perciò chi era incaricato del loro accertamento non aveva più ragione di rivestire la qualifica di agente di PG. Si può quindi tranquillamente sostenere che, nonostante la dicitura della legge sulla pesca, anche le guardie ittiche abbiano perduto la qualifica di agente di PG. L'orientamento generale dal 1977 in poi è di negare alle guardie giurate poteri di polizia giudiziaria che un privato mai ha nel nostro ordinamento.
Conforta questa opinione Il D.L.vo 31 marzo 1998, n.112 , Art. 163. Trasferimenti agli enti locali il quale stabilisce:
Visto che le regioni non possono attribuire poteri di polizia giudiziaria è chiaro che il trasferimento di competenza fa veni meno la possibilità che la regioni nomini soggetti privati a svolgere compiti che implicano facoltà di polizia giudiziaria.
Quindi: è vero che stando alle lettera della legge 1931 le guardie ittiche hanno il compito di accertare reati e la qualifica di agenti di PG, ma bisogna prendere atto che ciò è in contrasto con il quadro normativo vigente; il problema è se si possa negare ora la qualifica di agente di PG o se sia un problema di coordinamento di norme da risolvere sul piano costituzionale.
La qualifica di agente di PG non può essere conferita da leggi regionali poiché le regioni non hanno alcuna competenza in materia penale. Le norme che prevedono ciò solo illegittime. Talvolta però vi è stato un passaggio specifico di competenze con attribuzione a soggetti dipendenti dalle regioni del compito di accertare reati già previsti da leggi nazionali.
Essi sono agenti di PS e agenti di PG con competenza generale limitata al loro territorio.
Per quanto concerne le guardie giurate particolari alle dipendenze di privati (o di enti pubblici con rapporto privatistico) si tenga presente che essi rimangono dei privati cittadini e che non hanno alcun potere oltre quello che competerebbe ad ogni cittadino nella stessa situazione. In sostanza si tratta di un unico potere e cioè quello di procedere ad arresto in flagranza di reato (art. 383 CPP), per reati perseguibili d’ufficio, in tutti i casi in cui l’arresto è obbligatorio (art. 380 CPP). Il privato (o la guardia) che esegue un arresto diviene un P.U. e quindi può fare uso legittimo di armi e di mezzi od atti di costrizione (art. 53 CP).
La guardia giurata particolare non può richiedere le generalità ad una persona (l’ art. 651 CP riserva tale facoltà solo a P.U.)
- le guardie, in quante persone incaricate di un pubblico servizio hanno l'obbligo di fare denunzia delle notizie di reato di cui abbiano avuto notizia nell'esercizio o a causa delle loro funzioni (art. 362 c.p.).
Si pone il problema se le guardie volontarie, nel momento in cui intervengono per svolgere il loro compito, siano pubblici ufficiali oppure solamente incaricati di un pubblico servizio. Secondo la definizione data dall’artt. 357 C.P., modificato nel 1990, sarebbe più logico inserirli fra gli incaricati di un pubblico servizio, ma in tal caso non sarebbero legittimati a richiedere i documenti ai controllati. Quindi necessità vuole che essi vengano considerati P.U., ed in tal senso la Cass. con sentenza 9387/1994 ha scritto: Va riconosciuta la qualità di pubblico ufficiale, a norma dell'art. 357 cod. pen., alle guardie ecologiche del servizio volontario di vigilanza della comunità montana Valtellina. Esse, infatti, esplicano un servizio disciplinato da norme di diritto pubblico, nel cui ambito sono conferiti poteri di accertamento delle violazioni di disposizioni in materia ecologica e di redazione dei relativi verbali, con efficacia di fede privilegiata ai sensi dell'art. 255 del regolamento per l'esecuzione del TULPS. L’art. 255 è quello che regola i verbali delle guardie giurate.
Ad esse si applica poi, salvo diversa disposizione, l’art. 13 della legge 689/1981 per cui possono:
La risposta deve essere negativa perché la Regione non ha poteri in materia di leggi penali e solo lo Stato può attribuire la qualifica di agente di PG. Inoltre la legge sulla caccia risulta aver espressamente delimitato l'ambito dell'art. 55 c.p.p.
Chi non è agente di polizia giudiziaria (lettere b, c, d) può controllare solo persone che siano congiuntamente:
b) in possesso di armi o arnesi atti alla caccia.
A queste persone può essere richiesto di fornire le proprie generalità, di mostrare eventuali armi o arnesi o selvaggina in loro possesso e, in caso le possiedano, di esibire i documenti che giustifichino il porto di armi e l’esercizio della caccia.
Le guardie volontarie non possono procedere ad alcuna perquisizione né a sequestro di armi, arnesi o selvaggina. Da ciò si deduce che non possono chiedere di prendere in mano le armi del cacciatore, visto che finirebbero in mano ad una persona priva di porto d'arma e fose neppure capace di maneggiarle. Non possono pretendere che il cacciatore scarchi l'arma, ma sola egli la mostri per controllare i marchi; si può afferamre che non possoon pretendere che egli mostri con quali e quante cartucce l'arma è caricata.
Essi non procedono a contestazione di infrazioni, ma solo a redigere verbali di constatazione in cui devono esporre tutte le circostanze del fatto, ivi comprese le norme che si ritengono violate, e le eventuali osservazioni della persona ritenuta responsabile della infrazione.
In caso di arresto si procede al sequestro del corpo di reato. L’arrestato va posto al più presto a disposizione di un agente od ufficiale della polizia giudiziaria che redige un verbale di consegna della persona e delle cose.
In passato erano regolate solo le guardie giurate private, lavoratori dipendenti da privati;
lentamente, per la caccia e per la pesca, vennero introdotte le guardie giurate volontarie che però restavano in tutto soggette alle norme sulle guardie giurate private. Esse non avevano alcuna tutela giuridica salvo quella derivante dalla qualità di pubblico ufficiale che assumevano al momento di un intervento nella materia loro affidata.
La normativa statale non si discostata da questo quadro fino a tempi recenti.
La legge 2 aosto 1967, n. 799 , art. 29 in materia venatoria così modificava la norma: le associazioni venatorie di cui all'articolo 86 del testo unico hanno facoltà di chiedere al prefetto, a termini della legge di pubblica sicurezza, il riconoscimento di guardie giurate volontarie per quei soci che diano sicuro affidamento di serietà e di capacità e che intendono eseguire volontariamente servizio di vigilanza venatoria. dette guardie giurate sono equiparate, ad ogni effetto, alle guardie volontarie.
Si veda al riguardo, fra le tante, la legge regionale Lombardia 2005 n. 9 che prevede che le guardie volontarie siano prima di tutto guardie giurate.
Di conseguenza coloro che si costituiscono in associazioni di volontari ma sono privi del decreto di guardia giurata rientrano (come certi gruppi di “Ranger”) nella figura giuridica delle ronde. Vale a dire che il cittadino che pretende di andare in giro ad insegnare l’ordine e la legge agli altri, prima di tutto deve dimostrare di essere all’altezza di tale compito, di non avere disturbi psichici, di essere incensurato e, cosa importante, deve indossare giubbotti che lo identifichino chiaramente e a distanza come soggetto privo di qualsivoglia potere, salvo quello di osservare (facoltà questa garantita dalla Costituzione, purché non si rechi disturbo o molestia agli altri cittadini).
Perciò alle guardie volontarie che non siano guardie giurate si applica integralmente il Regolamento ministeriale 8 agosto 2009, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di pari data e non possono portare alcuna divisa.
Le guardie giurate invece devono attenersi alle disposizioni del regolamento al TU Leggi di PS e portare solo divise autorizzate dal prefetto. Rimane fermo il principio generale per cui le divise non devono trarre in inganno il cittadino circa la qualifica e poteri di chi hanno davanti; perciò le divise non devono essere confondibili con quelle di agenti di PS, non devono recare gradi e stellette.
Gli accertatori con qualifica di agente di PG possono compiere tutte le attività di indagine loro demandate dal CPP, nei limiti idei reati di loro competenza:
La regola generale è che le perquisizioni personali possono essere compiute solo su decreto motivato del PM (art. 247 CPP). Ricordo che l’art. 13 della Costituzione dice che salvo particolari casi di necessità ed urgenza indicati dalla legge “nessuno può essere sottoposto a ispezione o perquisizione personale se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria”. Perquisizione personale è quella diretta a rinvenire cose occultate sulla persona, ivi comprese borse e borselli. Dubbio se vi rientrino valige e grossi colli.
Quest’ultima legge ha introdotto la nuova nozione di “ispezione”, diversa dalla ispezione regolata dall’art. 244 CPP. La Cassazione ha scritto che ispezionare significa limitarsi a guardare entro un veicolo per osservare ciò che immediatamente è visibile al controllo accurato di tutte le parti, esterne ed interne, del veicolo, dei bagagli e degli effetti personali che sono avvistati dall'agente che ispeziona; se occorrono più accurate e complesse ricerche occorre procedere a perquisizione. Cass. 11908/1992, Cass. 1864/1997.