Source: http://www.orizzontescuola.it/node/11370
Timestamp: 2014-07-31 13:30:02+00:00
Document Index: 14345346

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 39', 'art. 73', 'art.73', 'art. 39', 'art. 29', 'art. 39', 'art. 438']

Guida al contratto part time per i docenti a tempo determinato e neo immessi in ruolo a.s. 2013/14 | Orizzonte Scuola
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Lalla - I docenti nominati a tempo indeterminato dal 1° settembre 2012 e i docenti con nomina annuale (fino al 31 agosto) o fino al termine delle attività didattiche (30 giugno) possono richiedere di svolgere l'orario di servizio in regime di part time. Vi indichiamo i riferimenti normativi e la procedura per la richiesta.
Part time per i docenti a tempo determinato Il riferimento normativo è contenuto nelle Istruzioni operative per il conferimento delle supplenze diramate dal Ministero il 10 agosto 2011: "Il C.C.N.L. 2006-2009 ha previsto la possibilità di stipulare contratti a tempo determinato con rapporto di lavoro a tempo parziale. Si richiamano a tale proposito l’art. 25, c. 6, e l’art. 39, con particolare riguardo al c. 3. Alle suddette disposizioni si dà luogo tenuto conto di quanto stabilito dall’art. 73 della .L. n. 133/2008."
Pertanto, alle convocazioni per l'assegnazione delle supplenze i docenti possono accettare un incarico ad orario intero e poi richiedere al Dirigente Scolastico la trasformazione del rapporto di lavoro in part time.
Si ritiene che le presenti disposizioni saranno confermate anche nelle Istruzioni operative dell'a.s. 2013/14, non ancora pubblicate.
Part time per i docenti neo immessi in ruolo
Il riferimento normativo è contenuto nel punto A24 dell'Allegato A "E’ possibile stipulare, avendone i requisiti e le condizioni, contratti in regime di part-time, ai sensi dell’art.73 del decreto legge 112 del 25 giugno 2008"
Il CCNL 2006 2009, richiamato nelle Istruzioni operative, ci fornisce queste indicazioni sul part time:
Orario di lavoro L'art. 39 individua anche le modalità di realizzazione del part time:
Al Dirigente Scolastico, infatti l'Ambito territoriale o il Dirigente della Scuola polo preposti al conferimento delle supplenze propongono un'offerta di supplenza, ma il contratto viene perfezionato con il dirigente scolastico della scuola individuata. In ogni caso, ai docenti a tempo determinato è sempre consigliabile comunicare all'Ambito territoriale, all'atto di accettazione della proposta di supplenza, l'intenzione di richiedere il part time.
2) Chi decide se attribuire il part time? Il DS o l'Ufficio Scolastico territoriale?
E' il DS a decidere, acquisiti tutti i dati necessari per una corretta valutazione del caso. Questo perchè il contratto viene stipulato con il DS
3) Il Dirigente Scolastico può negare la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno a tempo parziale? Quali sono le novità introdotte dalla Circolare della Funzione Pubblica n. 9 del 30 giugno 2011?
La risposta è contenuta in una risposta fornita dal Ministero ad apposito quesito dell'USR Emilia-Romagna
5) Lo spezzone residuato da quale graduatoria sarà proposto? Lo spezzone derivante dalla trasformazione di un rapporto di lavoro in part time deve essere messo a disposizione dell'Ambito territoriale per ulteriori convocazioni come soppravenuta disponibilità (nel caso di spezzoni superiore a 6 ore) o, nel caso di spezzone pari o inferiore alle 6 ore, tramite le Graduatorie di istituto.
Quindi il docente può svolgere altra attività lavorativa con un datore di lavoro privato, ma non può accettare altre supplenze per lo stesso anno scolastico, neanche nelle scuole non statali. E' possibile cumulare un rapporto di lavoro con un datore di lavoro privato se l'orario di lavoro in part time è di un numero di ore non superiore al 50% dell'orario obbligatorio settimanale.
Part time verticale: il numero di giorni di ferie sarà proporzionato alle giornate di lavoro prestate nell'anno
Riportiamo a questo proposito la risposta dell'USR Veneto ad una richiesta della FGU relativamente al monte ore delle attività funzionali, ex art. 29 comma 3 lettere a) e b) del CCNL 2006/09, addebitabili ai docenti con contratto di lavoro part-time.
"il numero dei giorni di permesso spettanti va ridimensionato proporzionalmente. Il risultato numerico va arrotondato all’unità inferiore o a quella superiore a seconda che la frazione sia fino allo 0,50 o superiore:
Si riporta un esempio di 8 giorni di lavoro al mese su un totale di 27 giorni lavorativi teoricamente eseguibili (l’azienda non effettua quindi la “settimana corta”). Perciò:
x : 8 = 3 : 27 x = 24 : 27;
x = 0,8 (gg. di permesso, da arrotondare a 1). Nel mese considerato spetterà quindi 1 solo giorno di permesso"
Proprio per queste considerazioni la regolamentazione del tempo parziale ha previsto e prevede nei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro, l'applicazione di tale criterio che, anche se non esplicitamente disciplinato, viene richiamato nel CCNL/2007 nella parte dell'art. 39, comma 8, in cui si fa riferimento all'applicabilità al personale a tempo parziale degli istituti contrattuali compatibili, tenendo conto "della ridotta durata della prestazione lavorativa e della peculiarità del suo svolgimento".
Una risposta è fornita dall'Ambito Territoriale di Lucca: "Per le cattedre articolate su più scuole, il servizio del docente con contratto di part-time è riferito alle ore presso la scuola su cui poggia la cattedra esterna"
Personale obbligato alla presentazione della scheda: [...]
In linea teorica sì, perchè il riferimento è nel CCNL, che non distingue tra le varie tipologie di incarico. Questo può essere utile nel momento in cui viene offerta una supplenza ad orario intero e di questa non può essere accettato solo uno spezzone, non trovandosi nella condizione di dover completare l'orario. Tuttavia molto dipende dalla durata dell'incarico, dal momento che la richiesta di part time va ad incidere sulla percentuale massima annua a disposizione per il part time.
In base all'art. 438 comma 2 del Testo Unico: “ il periodo di prova del personale docente è valido anche se prestato per un orario inferiore a quello di cattedra”
"Se si tratta di tempo parziale con un'articolazione del servizio su tutti i giorni lavorativi, il cosiddetto tempo parziale orizzontale, si possono facilmente raggiungere i 180 giorni utili per la validazione dell'anno di prova e di formazione.
Negli altri due casi previsti dall'O.M. 446/97, e cioè il tempo parziale su non meno di tre giorni alla settimana o "su determinati periodi dell'anno in relazione alla progettazione educativa di ciascuna istituzione scolastica e alla conseguente programmazione dell'attività didattica, nell'ambito dell'autonomia scolastica", si ricorda che, in mancanza di regolamentazione specifica che limiti la validità del servizio prestato come part-time verticale, lo stesso periodo è calcolato, al pari del part-time orizzontale, come se fosse a tempo pieno.
Ciò non significa che un docente, che realizzi, ad esempio, la sua prestazione part-time in tre giorni lavorativi non possa, opportunamente sfruttando la normativa vigente, conseguire il numero minimo di giorni ai fini del superamento del periodo di prova. Infatti ai giorni effettivamente prestati (se non si assenta, in caso di calendario scolastico sviluppato su 33 settimane presterebbe servizio per 99 giorni) si possono aggiungere (la norma lo consente) le domeniche, l'eventuale giorno libero per organizzazione orariale di istituto, i giorni di festività infrasettimanale, le vacanze di Natale e Pasqua, i giorni di partecipazione per attività funzionali all'insegnamento prestate al di fuori dei giorni di attività di insegnamento, i giorni in cui ha effettuato attività di formazione e aggiornamento (se non cadenti in giorni di servizio di insegnamento.
17) Nel periodo tra la presentazione della domanda e la comunicazione della decisione del Dirigente, il docente deve comunque svolgere servizio per l'orario intero?
Sì, non avendo alcuna dispensa in merito. 18) Il docente a t.d. può richiedere il part time anche nel corso dell'anno scolastico?
Sì, la richiesta può avvenire in qualsiasi momento dell'anno scolastico. Avviene infatti che prima del 31 dicembre vengano assegnate supplenze fino al 30 giugno, o comunque che si verifichino situazioni non prospettate che portano alla richiesta. Naturalmente bisogna sempre tener conto della percentuale provinciale da rispettare, che nel corso dell'anno scolastico potrebbe anche essere satura. Non da ultimo tener conto delle ricadute didattiche di questa scelta.
19) I docenti di ruolo in che periodo dell'anno possono richiedere il part time?
Per i docenti a tempo indeterminato il termine ultimo per inoltrare la richiesta di trasformazione del rapporto di lavoro in part time è il 15 marzo di ogni anno, per l'anno scolastico successivo. In questo caso le domande, inoltrate al dirigente scolastico, vengono poi trasmesse all'Ufficio scolastico territoriale, che le elabora e assegna il part time in ragione del limite del 25% dell'organico provinciale.
E' il Dirigente scolastico a firmarlo. La variazione dell'orario di servizio va comunicata tempestivamente al MEF – Ragioneria Territoriale dello Stato Ufficio Stipendi Pubblica Istruzione- e copia del contratto stipulato dal Dirigente scolastico deve essere inviato all'Ufficio Scolastico Territoriale, che ne curerà l’acquisizione al S.I.D.I.
Ven, 30/08/2013 - 06:59 - Categoria: Part-time