Source: http://www.ilcaso.it/giurisprudenza/archivio/1124.htm
Timestamp: 2018-01-19 13:07:27+00:00
Document Index: 38296376

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 2', 'art. 615', 'art. 248', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 2']

documento 1124/2008
data pubblicazione 17/02/2008
Massimario, art. 5 c.p.c.
Tribunale di Mantova 29 gennaio 2008 – Est. M. Bernardi.
Il contributo unificato per spese di giustizia ha natura di tributo erariale e, stante la previsione di cui all’art. 2 del d. lgs. 546/92 come modificato dalla legge n. 448/01, le controversie che lo riguardano rientrano nella giurisdizione delle commissioni tributarie. (mb)
Con citazione notificata in data 4-5-2007 la società H. s.r.l. proponeva opposizione ex art. 615 c.p.c. avverso la cartella di pagamento n. 064 2007 00006422 87 di complessivi € 351,26 emessa da Riscossione Uno s.p.a. di Mantova, citando in giudizio l’ente creditore e cioè il Tribunale di Verona-ufficio campione civile in relazione al contributo unificato-spese atti giudiziari/interessi richiesto con riguardo ad un procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo cancellato ex artt. 181 e 309 c.p.c.: l’istante sosteneva l’insussistenza del credito azionato e chiedeva che venisse dichiarata la nullità o l’inefficacia della predetta cartella di pagamento.
Per il Ministero della Giustizia-Tribunale di Verona, ufficio campione civile si costituiva l’Avvocatura Distrettuale dello Stato che eccepiva il difetto di giurisdizione del giudice adito e, in subordine, l’incompetenza per valore e territorio nonché, in via ulteriormente gradata, l’inammissibilità dell’opposizione ex artt. 54-57 d.p.r. 602/73 e comunque l’infondatezza nel merito dell’opposizione rilevando che, essendo stata proposta dall’attuale istante, nell’ambito del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo rubricato al n. 1813/06 R.G., una domanda riconvenzionale valutata dal cancelliere di valore indeterminabile, correttamente era stata richiesta (rispetto al contributo previsto dallo scaglione di riferimento per l’opposizione a decreto ingiuntivo pari ad € 35,00) l’integrazione del contributo unificato pari ad € 340,00, importo che non era stato corrisposto neppure dopo l’invio della comunicazione di cui all’art. 248 d.p.r. 115/02.
Senza espletamento di attività istruttoria, la causa veniva discussa all’udienza del 29-1-2008 sulle conclusioni formulate dalle parti nei rispettivi atti introduttivi.
L’eccezione preliminare di difetto di giurisdizione di questo giudice è fondata.
In primo luogo va rilevato che la natura di tributo erariale del contributo unificato per spese di giustizia si desume a) dalla circostanza che esso è stato istituito in forza di legge a fini di semplificazione e in sostituzione di tributi erariali gravanti anch'essi su procedimenti giurisdizionali, quali l'imposta di bollo e la tassa di iscrizione a ruolo, oltre che dei diritti di cancelleria e di chiamata di causa dell'ufficiale giudiziario (v. art. 9 legge n. 488/99); b) dalla sua espressa configurazione quale prelievo coattivo volto al finanziamento delle spese degli atti giudiziari (vedasi rubrica dell’art. 9 l. 488/99); c) dal fatto che esso, ancorché connesso alla fruizione del servizio giudiziario, è commisurato forfetariamente al valore dei processi e non al costo del servizio reso od al valore della prestazione erogata sicché il contributo possiede le caratteristiche essenziali del tributo e cioè la doverosità della prestazione e il collegamento di questa ad una pubblica spesa, quale è quella per il servizio giudiziario con riferimento ad un presupposto economicamente rilevante (in tali termini vedasi Corte Cost. 11-2-2005 n. 73; v. anche Comm. Trib. Prov. Foggia 15-4-2003 n. 100).
Va poi rilevato che, ai sensi dell’art. 2 del d. lgs. 546/92 come modificato dalla legge n. 448/01, rientrano nella giurisdizione delle commissioni tributarie tutte le controversie aventi ad oggetto i tributi di ogni genere e specie, compresi gli interessi e ogni altro accessorio conseguendone che l’opposizione avverso la cartella di pagamento doveva essere proposta avanti alla Commissione Tributaria di Mantova.
L’erronea indicazione nella cartella esattoriale del giudice avanti a cui proporre opposizione (il tribunale ordinario) giustifica l’integrale compensazione fra le parti delle spese di lite.
dichiara il difetto di giurisdizione del Tribunale di Mantova;