Source: http://www.unitel.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3330:federalismo-fiscale-regionale-gli-effetti-sui-sostituti-dimposta&catid=7:articoli&Itemid=11
Timestamp: 2017-11-22 20:11:39+00:00
Document Index: 105841290

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 6', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 17', 'art. 38']

Federalismo fiscale regionale: gli effetti sui sostituti d'imposta
Home Articoli Federalismo fiscale regionale: gli effetti sui sostituti d'imposta
Martedì 07 Giugno 2011 09:06
Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Dlgs n. 68/2011 prendono il via le disposizioni che regolano l'autonomia di entrata delle Regioni a statuto ordinario, delle Province e delle città metropolitane, cosiddetto federalismo fiscale regionale
Dlgs 6.5.2011, n. 68 (G.U. 12.5.2011, n. 109)
Oggetto: Disposizioni in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario, delle province e delle città metropolitane, nonché di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario.
Il provvedimento in oggetto è l'attuazione della delega disposta dalla legge n. 42/2009 e dà il via al cd. federalismo fiscale delle regioni le cui disposizioni sono volte ad assicurare l'autonomia fiscale delle regioni stesse con la conseguente soppressione dei trasferimenti statali. Il decreto, che entra in vigore il 27 maggio 2011, prevede un'applicazione graduale delle nuove disposizioni che si aggiungono a quelle relative al federalismo municipale di cui al Dlgs n. 23/2011 (vedi in Guida al Lavoro n. 14/2011, pag. 53).
Il nuovo federalismo fiscale regionale
Il provvedimento legislativo delinea come sarà strutturata l'autonomia delle regioni a statuto ordinario in materia di entrate tributarie (coinvolgerà anche i sostituti d'imposta), come verrà assicurata l'autonomia fiscale delle province (che non coinvolgerà i sostituti d'imposta) e stabilisce la contemporanea soppressione dei trasferimenti statali. Detta autonomia sarà basata principalmente sull'addizionale all'Irpef e dovrà tenere conto dei livelli essenziali di assistenza e dei livelli essenziali delle prestazioni, che dovranno essere garantiti su tutto il territorio nazionale fissati dalle leggi statali (sanità, assistenza, istruzione, trasporto). In particolare:
Rideterminazione dell'addizionale all'Irpef - Dal 2013, l'addizionale all'Irpef dovrà essere rideterminata, con apposito Dpcm, in modo tale da garantire al complesso delle regioni, a statuto ordinario, entrate corrispondenti al gettito tributario assicurato dall'aliquota di addizionale di base vigente al 27.5.2011, ai trasferimenti statali (soppressi) e alle entrate derivanti dalla compartecipazione soppressa di cui all'art. 8 del decreto in commento. L'aliquota, così rideterminata, potrà subire, con apposita legge regionale, un aumento o una diminuzione (con decorrenza 2013) entro i limiti fissati dall'art. 6, Dlgs n. 68/2011 (v. oltre). Contemporaneamente, il citato Dpcm provvederà a ridurre, dal 2013, le aliquote Irpef di competenza statale (in ogni caso dovrà rimanere inalterato il prelievo complessivo a carico del contribuente).
Fino all'attuazione delle predette norme si continuerà ad applicare la disciplina relativa all'Irpef.
Autonomia regionale nella determinazione dell'addizionale all'Irpef - Le Regioni potranno disporre, con propria legge, l'aumento o la diminuzione (in quest'ultimo caso l'onere sarà interamente a carico della regione) dell'addizionale all'Irpef base, rideterminata secondo le disposizioni di cui al precedente punto, entro i seguenti limiti:
- 0,5% punti percentuali per l'anno 2013;
- 1,1% punti percentuali per l'anno 2014;
- 2,1% punti percentuali dal 2015. (fino alla sua rideterminazione, l'aliquota base rimane fissata nello 0,90%).
In ogni caso, fino al 31.12.2012, restano ferme le aliquote dell'addizionale che, al 27.5.2011, risultano superiori all'aliquota base (fatta salva la possibilità di disporne la riduzione). L'incremento dell'addizionale (nell'autonomia legislativa regionale), oltre lo 0,5%, non potrà trovare applicazione sui redditi ricadenti nel primo scaglione Irpef (attualmente 15.000 euro). Per l'attuazione delle predette disposizioni è prevista l'emanazione dei un apposito decreto ministeriale. Le Regioni, come detto, hanno altresì la facoltà di ridurre l'aliquota dell'addizionale tenendo presente che, in ogni caso, deve essere assicurato un gettito tributario (unitamente agli altri tributi regionali) di importo non inferiore all'ammontare dei trasferimenti regionali ai comuni soppressi del decreto in esame (v. art. 12). Le regioni nell'ambito della propria autonomia tributaria (dal 2013):
- dovranno salvaguardare i criteri di progressività fissando aliquote differenziate nell'ambito degli scaglioni di reddito Irpef;
- potranno (senza alcuna compensazione a carico dello Stato) intervenire sulla detrazione d'imposta a favore delle famiglie, attraverso la maggiorazione delle detrazioni per carichi di famiglia stabilite dall'art. 12 del Tuir;
- potranno (senza alcuna compensazione a carico dello Stato) disporre detrazioni all'addizionale in luogo di erogazione di sussidi, voucher, buoni servizio e altre misure di sostegno sociale previste dalla legislazione regionale.
Le Regioni impegnate in piani di rientro del deficit sanitario non potranno adottare le detrazioni di cui sopra. Per quest'ultime Regioni rimangono in vigore gli automatismi che prevedono incrementi delle aliquote fiscali.
Trasferimenti dello Stato - Dal 2013 saranno soppressi i trasferimenti statali destinati dall'esercizio delle competenze regionali (compresi quelli finalizzati all'esercizio delle funzioni da parte delle province e comuni), con esclusione dei trasferimenti previsti dal fondo perequativo.
Compartecipazione regionale all'Iva - Il provvedimento prevede altresì che a ciascuna Regione a statuto ordinario spetta una compartecipazione al gettito dell'Iva (dal 2013 secondo le nuove regole fissate dall'art. 15, cc. 2 e 3, Dlgs n. 68/2011 in commento, tenendo conto del principio di territorialità: luogo del consumo, luogo della prestazione, ubicazione dell'immobile ecc.).
Irap - Dal 2013, le Regioni a statuto ordinario potranno (con effetti finanziari esclusivamente a carico delle Regioni) ridurre (fino ad azzerarle) le aliquote Irap ovvero disporre deduzioni dalla base imponibile. La Regione non può disporre la riduzione dell'Irap se la stessa ha stabilito un aumento, dell'addizionale all'Irpef di base, superiore allo 0,50%. Restano fermi gli automatismi finalizzati al riequilibrio economico nel settore sanitario.
Ulteriori tributi regionali - La tassa di abilitazione alla professione, imposta sulle concessioni statali dei beni del demanio marittimo, l'imposta per l'occupazione e l'uso dei beni del patrimonio indispensabili, la tassa per l'occupazione delle aree pubbliche e l'imposta per le emissioni sonore degli aeromobili, dal 2013 (ferma la facoltà di sopprimerli) saranno trasformate in tributi propri regionali. Nei limiti statali, le Regioni disciplineranno la tassa automobilistica. Dal 2013 è soppressa la compartecipazione regionale all'accisa sulla benzina.
Lotta all'evasione fiscale - Il recupero del gettito fiscale (tributi propri regionaliaddizionale all'Irpef ecc.) sarà interamente riversato dallo Stato alle Regioni (l'Iva sarà versata in misura pari all'aliquota di compartecipazione).
Le attività di controllo dell'Irap, delle addizionali e dell'Irpef continueranno ad essere svolte dall'Agenzia delle Entrate.
Trasferimenti ai comuni - Dal 2013 verranno soppressi i trasferimenti regionali ai comuni, questi saranno sostituiti da una compartecipazione dei comuni ai tributi regionali, prioritariamente con riferimento all'addizionale all'Irpef (oppure da specifici tributi individuati dalle Regioni).
Fondo perequativo Al fine di garantire i livelli essenziali di assistenza e delle prestazioni in tutte le Regioni, dal 2013 sarà istituito un fondo perequativo che verrà alimentato da una compartecipazione al gettito Iva. Detto fondo assegnerà le risorse necessarie alle Regioni, che con i propri tributi non risultano in grado di soddisfare i predetti livelli essenziali, secondo i criteri fissati dall'art. 15, c. 7, del decreto in esame.
Il nuovo federalismo provinciale
In attesa della soppressione o razionalizzazione delle province, il provvedimento regolamenta le disposizioni che devono assicurare l'autonomia delle entrate tributarie delle province e città metropolitane ubicate nelle Regioni a statuto ordinario. In particolare, detta autonomia sarà garantita da tributi propri connessi al trasporto su gomma (art. 17), da ulteriori tributi riconosciuti alle province nei termini previsti dalla legislazione vigente al 27.5.2011 e dall'imposta di scopo provinciale.
Per la realizzazione del predetto federalismo, a decorrere dal 2012, verrà istituito un fondo sperimentale di equilibrio che avrà valore fino a che non verrà attuato il previsto fondo perequativo.
Detto fondo perequativo sarà alimentato da una quota del gettito della compartecipazione provinciale all'Irpef non devoluto alle province e alle città metropolitane.
Nel bilancio delle Regioni a statuto ordinario dovranno essere istituiti due fondi perequativi, uno a favore dei comuni e uno a favore delle province.
Va altresì precisato che a partire dalla data di insediamento degli organi di governo delle città metropolitane, a queste ultime saranno attribuite sia il sistema finanziario sia il patrimonio delle province che detti nuovi organismi andranno a sostituire.
Conseguentemente, alle città metropolitane saranno attribuite (nel nuovo sistema di federalismo fiscale) le seguenti fonti di entrata: compartecipazione al gettito Irpef; compartecipazione alla tassa automobilistica regionale; l'imposta sulle assicurazioni R.C. derivante da veicoli a motore; l'Ipt; gli altri tributi provinciali.
Le città metropolitane avranno altresì facoltà di: istituire addizionali sui diritti di imbarco portuali e aeroportuali; istituire l'imposta sulle emissioni sonore derivanti da aeromobili.
Entro il 26 maggio 2012 verrà disciplinata l'imposta di scopo delle città metropolitane.
Autonomia fiscale Regioni a statuto ordinario
- Con Dpcm verrà rideterminata l'addizionale regionale all'Irpef che dovrà assicurare entrate corrispondenti ai trasferimenti statali. La regione può incrementare l'addizionale di base (fino alla rideterminazione di cui sopra, fissata nello 0,90%) massimo dello 0,50%.
- Con Dpcm lo Stato provvederà a ridurre le aliquote Irpef, mantenendo, in ogni caso inalterato il prelievo complessivo a carico del contribuente
La Regione può incrementare l'addizionale regionale rideterminata dal Dpcm (del 2013)+ massimo dell'1,10%
La Regione può incrementare l'addizionale regionale rideterminata dal Dpcm (del 2013)+ massimo dell'2,10%
La maggiorazione superiore allo 0,50% non dovrà comportare un aggravio di imposizioni per i lavoratori dipendendti/assimilati e pensionati per i redditi ricadenti nel primo scaglione Irpef (attualmente 15.000 euro)
- stabilire aliquote differenziate in funzione dei redditi;
- intervenire sulle detrazioni d'imposta per carichi di famiglia;
- disporre detrazioni all'addizionale.
Il decreto in commento precisa altresì che dal 2013 verranno determinati i costi standard e i fabbisogni standard per le Regioni a statuto ordinario nel settore sanitario, al fine di assicurare un graduale e definitivo superamento dei criteri di riparto delle risorse.
Verrà istituita, nell'ambito della Conferenza unificata, la conferma permanente per il coordinamento della finanza pubblica fra comuni, province, città metropolitane, Regioni e Stato (si vedano gli artt. 33 e ss. del Dlgs n. 68/2011in esame).
Ulteriore autonomia tributaria
L'art. 38 del decreto in esame stabilisce altresì che, dal 2013, le Regioni a statuto ordinario possono autonomamente legiferare (al di fuori dei regimi impositivi regionali fissati dello Stato) per istituire tributi regionali e locali nonché, per questi ultimi, determinare variazioni delle aliquote o agevolazioni che comuni e province possono autonomamente applicare.
Le conseguenze per il sostituto d'imposta
Dall'analisi del provvedimento risulta evidente che il futuro sistema tributario regionale che interesserà anche i tributi delle persone fisiche (e quindi anche lavoratori dipendenti e assimilati), si rifletterà in modo significativo sui datori di lavoro/ committenti sostituti d'imposta (e loro consulenti), che dovranno gestire ritenute, versamenti e dichiarazioni in funzione delle disposizioni nazionali e di quelle autonome regionali.
Riferimenti: Legge(3)