Source: http://pianetainsegnanti.blogspot.com/2013/05/
Timestamp: 2018-03-20 15:11:31+00:00
Document Index: 102504384

Matched Legal Cases: ['art.12', 'art 5', 'art 5', 'art 6', 'art 5', 'art 16', 'art 318', 'art 12', 'art.15', 'art.13', 'art.15', 'art.11', 'art.15', 'art.16', 'art 13', 'art. 16', 'art. 13', 'art. 13', 'art.15', 'art.15', 'art.15', 'art. 15']

Pianeta Insegnanti: maggio 2013
Pianeta Insegnanti
1.Il piano educativo individualizzato:
· Riferimenti normativi
· A cosa serve
2.Le procedure da porre in essere
· progetto operativo interistituzionale tra operatori della scuola, dei servizi sanitari e sociali, in collaborazione con i familiari
· progetto educativo e didattico personalizzato riguardante la dimensione dell'apprendimento correlata agli aspetti riabilitativi e sociali
· finalità e obiettivi didattici
· itinerari di lavoro
· metodologie, tecniche e verifiche
· modalità di coinvolgimento della famiglia
· si definisce entro il secondo mese dell'anno scolastico
· si verifica con frequenza, possibilmente trimestrale
· verifiche straordinarie per casi di particolare difficoltà
Il P.E.I. (Piano Educativo Individualizzato) o P.E.P. (Piano Educativo Personalizzato) è il documento nel quale vengono descritti gli interventi integrati ed equilibrati tra loro, predisposti per l'alunno in situazione di handicap, per un determinato periodo di tempo, ai fini della realizzazione del diritto all'educazione e all'istruzione, di cui ai primi quattro commi dell'art.12 della Legge 104/92 (DPR 24/2/94 - art 5).
Per ogni alunno in situazione di handicap inserito nella scuola viene redatto il P.E.I./P.E.P., a testimonianza del raccordo tra gli interventi predisposti a suo favore, per l'anno scolastico in corso, sulla base dei dati derivanti dalla Diagnosi Funzionale e dal Profilo Dinamico Funzionale.
Gli interventi propositivi vengono integrati tra di loro in modo da giungere alla redazione conclusiva di un P.E.I./P.E.P. che sia correlato alle disabilità dell'alunno stesso, alle sue conseguenti difficoltà e alle potenzialità dell'alunno comunque disponibili (DPR 24/2/94 - art 5).
La strutturazione del P.E.I./P.E.P. è complessa e si configura come mappa ragionata di tutti i progetti di intervento: didattico-educativi, riabilitativi, di socializzazione, di integrazione finalizzata tra scuola ed extra-scuola.
TEMPI PER LA COMPILAZIONE E LA VERIFICA
Dopo un periodo iniziale di osservazione sistematica dell'alunno in situazione di handicap, - di norma non superiore a due mesi - durante il quale si definisce e si attua il progetto di accoglienza, viene costruito il P.E.I./P.E.P. con scadenza annuale.
Deve essere puntualmente verificato, con frequenza trimestrale o quadrimestrale (DPR 24/2/94 - art 6). Nel passaggio tra i vari ordini di scuola, esso viene trasmesso, unitamente al Profilo Dinamico Funzionale aggiornato, alla nuova scuola di frequenza.
Il P.E.I./P.E.P. è redatto "congiuntamente dagli operatori dell' U.L.S.S., compresi gli operatori addetti all’assistenza, dagli insegnanti curricolari e di sostegno e, qualora presente, dall'operatore psicopedagogico, con la collaborazione della famiglia" (DPR 24/2/94 - art 5). E' perciò costruito da tutti coloro che, in modi, livelli e contesti diversi, operano per "quel determinato soggetto in situazione di handicap" non è quindi delegabile esclusivamente all'insegnante di sostegno.
La stesura di tale documento diviene così il risultato di un'azione congiunta, che acquisisce il carattere di progetto unitario e integrato di una pluralità di interventi espressi da più persone concordi sia sull'obiettivo da raggiungere che sulle procedure, sui tempi e sulle modalità sia degli interventi stessi che delle verifiche.
Il P.E.I./P.E.P., partendo dalla sintesi dei dati conosciuti e dalla previsione degli interventi prospettati, specifica gli interventi che i diversi operatori mettono in atto relativamente alle potenzialità già rilevate nella Diagnosi Funzionale e nel Profilo Dinamico Funzionale. Si riferisce integrandoli alla programmazione della classe e al Progetto di Istituto e/o di plesso nel rispetto delle specifiche competenze.
Il modello allegato fa riferimento alle aree indicate nel Profilo Dinamico Funzionale e alla scelta condivisa di specifici obiettivi, relativi all’area considerata, coerenti con il quadro delle potenzialità espresse. (Nell’esempio allegato è stata esaminata l’area "Autonomia" e, tra gli obiettivi perseguibili, quello di " vestirsi da soli")
gli obiettivi educativi/riabilitativi e di apprendimento riferiti alle aree e alle funzioni, perseguibili in uno o più anni
i metodi ritenuti più idonei
i tempi di scansione degli interventi previsti e gli spazi da utilizzare
i materiali, i sussidi con cui organizzare le proposte di intervento
l’indicazione delle risorsedisponibili, nella scuola e nell’extra-scuola, in termini di strutture, servizi, persone, attività, mezzi.
le forme ed i modi diverifica e di valutazione del P.E.I./P.E.P.
Pertanto il P.E.I/P.E.P. sarà formato da tante schede quanti sono gli obiettivi individuati all’interno delle varie Aree.
Tale programma personalizzato dovrà essere finalizzato a far raggiungere a ciascun alunno in situazione di handicap, in rapporto alle sue potenzialità, ed attraverso una progressione di traguardi intermedi, obiettivi di autonomia, di acquisizione di competenze e di abilità motorie, cognitive, comunicative ed espressive, e di conquista di abilità operative, utilizzando anche metodologie e strumenti differenziati e diversificati.
PROCEDURE DA PORRE IN ESSERE
1° Parte: Identificazione della situazione al momento di ingresso del soggetto portatore di handicaps nella scuola (materna, elementare, media).
Concorrono alla identificazione del profilo dell'alunno al momento del suo ingresso nella scuola: operatori scolastici, operatori socio-sanitari, familiari dell'alunno; l'iniziativa può essere presa da ciascuna delle componenti.
Si costituisce un gruppo di lavoro composto, di norma, dal Direttore didattico e dal Preside, dall'insegnante o dagli insegnanti, da uno o più membri dell'equipe specialistica della ASL da un rappresentante del servizio sociale, dai genitori dell'alunno. Il gruppo procede alla raccolta dei dati; le riunioni hanno luogo, di norma, nella sede scolastica. Con il contributo delle varie competenze e conoscenze si traccia, nella prima parte del documento, un profilo del soggetto che dovrebbe comprendere: dati anagrafici, dati familiari, domicilio, indicazione della eventuale scuola di provenienza, condizioni al momento di ingresso (per esempio: stato di salute, vista, udito, coordinazione motoria, orientamento, autonomia, linguaggio in relazione all'età, condizioni psichiche, comportamento con i coetanei e con gli adulti, situazioni e manifestazioni per cui si chiedono esami particolari e interventi specializzati, ogni altra notizia che possa risultare utile)
2° Parte: Valutazione approfondita
Durante il primo periodo di frequenza scolastica l'alunno viene osservato dagli insegnanti e dagli operatori socio-sanitari che si propongono di valutare: gli aspetti generali, i livelli di capacità, i livelli di apprendimento, le abilità pratiche e operative.
In merito si potrà ricorrere all'uso di strumento di osservazione come: griglie, schede, guide, ecc., tenendo conto del fatto che la valutazione approfondita risulta premessa necessaria per la definizione del piano educativo individualizzato.
Il gruppo di lavoro procede quindi a registrare i dati acquisiti.
3° Parte: Piano educativo individualizzato
Questa terza parte si dovrebbe articolare in più fogli, in ciascuno dei quali lo spazio di competenza della scuola risulti affiancato da quello di competenza degli operatori socio-sanitari e addetti alla riabilitazione.
In modulo sintetico si individuano ed indicano gli obbiettivi.
Per ciascuno... l'interazione tra i docenti, il materiale didattico, i luoghi e i tempi di azione.
Gli operatori socio-sanitari definiscono, in corrispondenza: gli interventi terapeutico-riabilitativi, le assistenze e i luoghi di azione
4° Parte: Verifica
Il gruppo si riunisce in date prestabilite (mensili, trimestrali ecc.), prende atto del programma svolto, delle verifiche attuate dai vari operatori: esprime una valutazione complessiva, riformula il programma per obiettivi.
I collegi dei docenti, i Consigli di classe e di interclasse partecipano, secondo competenza, alla definizione del piano educativo individualizzato.
I gruppi di lavoro per l'integrazione degli alunni portatori di handicaps costituiti presso i Provveditorati, offrono consulenza tecnica, con particolare riguardo a quanto attiene agli interventi scolastici.
Valutazione del rendimento in itinere: modalità, contenuti e tipi di verifiche sia per la scuola dell’obbligo, sia per quella superiore
LA VALUTAZIONE: FONTI NORMATIVE:
o L.n. 104/ 92 art 16, commi 1-2-3
o D. Lgs n. 297/94 (T.U.) art 318
Art15, comma2.Valutazione (che deve sempre esserci) sulla base degli obiettivi prefissati nel PEI:
a)art 12-13 se gli obiettivi minimi raggiunti sono globalmente riconducibili a quelli della classe (valutazione conforme obiettivi minimi)
b)art.15,comma 2 - 4 se gli obbiettivi non sono riconducibili a quelli minimi si ha una valutazione differenziata
O.M. 90/2001 art.13
e art.15
Valutazione scuola secondaria 2°grado
Comma12 : se l’allievo raggiunge gli obiettivi fissati nel PEI ottiene la promozione e alla fine del triennio ha il diploma di licenza media
Se,invece, l’allievo non raggiunge gli obiettivi fissati nel PEI (il PEI non è stato ben impostato!!!) può ripetere la classe o superare gli esami finali con un attestato per il solo riconoscimento dei crediti formativi
O.M. 90/2001 art.11
Valutazione scuola media 1°grado
Art. 15 ( O.M.90/2001)
4. Le istituzioni scolastiche, nella loro autonomia di valutazione, definiscono idonee modalità di comunicazione preventiva alle famiglie dell’esito negativo degli scrutini e degli esami, esclusi quelli conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore
Nota 8 luglio 2002
Prot. n. 12701
Oggetto: Pubblicazione degli esiti degli scrutini e degli esami per gli alunni in situazione di handicap
In relazione a quesiti posti in ordine alla pubblicazione degli esiti degli scrutini e degli esami relativamente agli alunni in situazione di handicap, si fa presente che l'O.M. 21 maggio 2001, n.90 - concernente lo svolgimento degli scrutini e degli esami nelle scuole statali e non statali - valida anche per il corrente anno scolastico, stabilisce, all'art.15, comma 6 e all'art.16, comma 3, che "per gli alunni che seguono un Piano educativo individualizzato differenziato, ai voti riportati nello scrutinio finale e ai punteggi assegnati in esito agli esami si aggiunge, nelle certificazioni rilasciate, l'indicazione che la votazione è riferita al P.E.I. e non ai programmi ministeriali."
Si chiarisce, pertanto, che la precisazione richiesta dalla citata norma va inserita solamente nelle certificazioni rilasciate agli interessati e non nei tabelloni affissi all'albo dell'Istituto.
VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI CON HANDICAP
Per la scuola superiore sono possibili due modalità di valutazione ai sensi dell’O.M.90/2001:
1) “Uguale” a quella di tutti i compagni (art 13), se lo studente con handicap segue la programmazione della classe (gli obiettivi minimi), anche se ottenuta con modalità specifiche, ad esempio strutturando le spiegazioni e le verifiche in modo differente (scritte invece che orali o v.v.,con schemi e domande guida e supporti grafici), svolgendo le prove in tempi più lunghi (oppure “accorciando”la prova di verifica, che in tutti i casi deve essere “misurata” con la stessa scala di valutazione usata per gli altri allievi onde evitare valutazioni ingiuste per persone già di per sé svantaggiate e che il più delle volte, a causa del loro handicap non possono già usufruire della spiegazione dei docenti curricolari come i compagni”normodotati”).
La struttura diversa delle spiegazioni, del materiale di lavoro e delle verifiche viene opportunamente decisa in comune accordo tra i docenti curricolari e di sostegno, su consiglio di quest’ultimo che oltre ad avere in certi casi conoscenze specifiche delle discipline trattate ha una conoscenza più precisa ed individualizzata dell’allievo.
L’art. 16, comma 3 della legge 104/92 specifica che “ per gli alunni handicappati sono consentite prove equipollenti e tempi più lunghi per l’effettuazione delle prove scritte o grafiche e la presenza di assistenti per l’autonomia e la comunicazione” (ad esempio, nel caso di un allievo non udente che utilizzi la L.I.S. oltre all’insegnante di sostegno è utile la presenza di un interprete, che può essere lo stesso docente di sostegno o un’altra figura).
E’ importante che gli studenti e i genitori sappiano che la valutazione ai sensi degli art. 13 dell’O.M. 90/2001, se positiva, determina la promozione alla classe successiva e porta al regolare conseguimento del titolo di studio.
E’ quindi necessario cercare di valutare con gli art. 13 il maggior numero di allievi disabili per consentire loro di avere un titolo spendibile sul mercato del lavoro; pertanto a questo proposito, si deve tenere presente che anche una valutazione “differenziata” ( art.15 O.M. 90/2001) può essere modificata in una valutazione “conforme” a quella dei compagni ( l’importante è che questo avvenga prima dell’esame finale).
La valutazione conforme agli obiettivi (anche minimi) della classe determina la promozione alla classe successiva.
IN PARTICOLARE negli istituti professionali è importante che la valutazione conforme agli obiettivi della classe sia decisa prima dell’esame di qualifica.
Anche nel caso della valutazione “conforme” a quella della classe si devono comunque redigere il P.D.F. e il P.E.I. , in quanto sono strumenti di programmazione e di indicazione degli obiettivi da conseguire, attraverso le strategie e le metodologie da adottare. Inoltre il P.E.I.è anche un documento per la verifica del lavoro effettuato, si compila al termine del percorso scolastico (anche prima dell’esame finale, insieme ad una relazione per richiedere la presenza del docente di sostegno che affianchi l’allievo durante le prove d’esame).
2)”Differenziata” rispetto a quella degli altri studenti (art.15 O.M. 90/2001) se lo studente con handicap segue una programmazione che si discosta da quella della classe.
Dopo un primo periodo di osservazione ( in genere entro il primo trimestre o quadrimestre) il C.d.C. propone alla famiglia la modalità di valutazione che ritiene sia più adeguata allo sviluppo delle potenzialità del ragazzo: la proposta di una valutazione “differenziata” si effettua ogni anno con lettera scritta nella quale la famiglia è invitata ad esprimere la sua opinione inviando alla scuola, entro una data definita dall’istituto stesso, la comunicazione scritta sulla valutazione scelta. E’ importante segnalare sul registro dei verbali che l’allievo è valutato ai sensi dell’art.15.
Nel caso di valutazione differenziata si redigono il P.D.F. e il P.E.I.,; in particolare nel P.E.I.vengono indicati obiettivi didattici e formativi individualizzati non sempre riconducibili a quelli fissati per i compagni, come anche avviene per le strategie e per le metodologie adottate. Nella stessa programmazione di inizio anno (che viene definita insieme tra docente curricolare e quello di sostegno) vengono indicati: obiettivi, metodologie, attività e contenuti (per quanto riguarda i contenuti si può pensare di approfondire solo alcuni argomenti o materie più adeguati per lo sviluppo della persona dell’allievo, mentre per altri è sufficiente una conoscenza più superficiale) che confluiscono poi nel P.E.I..Le verifiche vengono strutturate, in accordo tra docente curricolare e quello di sostegno sulla base delle indicazioni presenti nella programmazione individualizzata.
Per gli studenti così valutati, il C.d.C. può prevedere, in base ai risultati conseguiti, una valutazione che si avvicini a quella “normale” per poi eventualmente elaborare in un percorso strutturato sugli obiettivi “minimi” della classe che porti al conseguimento del titolo di studio. (In pratica si può passare da una valutazione “differenziata” a quella “conforme” alla programmazione della classe).
Qualora la valutazione di fine anno sia “differenziata”, il C. d.C. valuta l’apprendimento e attribuisce voti secondo gli obiettivi indicati nel P.E.I.;in calce alla pagella e al registro generale dei voti è indicata la seguente dicitura: è /non è (la seconda può essere dovuta a due motivi: a) i docenti non hanno saputo calibrare la programmazione sulle vere potenzialità dell’allievo, b) c’è stato un accordo a priori, anche con la famiglia, di fermare per un anno in più l’allievo nella stessa classe) ammesso alla classe ….. ai sensi dell’art. 15 O.M. 90/2001. Questa dicitura non va indicata sui tabelloni che vengono pubblicati e sui quali compariranno solo i voti.
La valutazione differenziata porta al rilascio di un attestato delle competenze raggiunte, certificabili dalla scuola stessa sulla base di modelli strutturati dal Ministero.
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