Source: https://www.codiceappalti.it/DPR_445_2000/Art__47_(R)_Dichiarazioni_sostitutive_dell%E2%80%99atto_di_notoriet%C3%A0/1493
Timestamp: 2019-11-20 11:23:35+00:00
Document Index: 9359783

Matched Legal Cases: ['art. 47', 'art. 47', 'art. 38', 'art. 47', 'art. 13', 'art. 38', 'art. 13', 'art. 38', 'art. 47', 'art. 38', 'art. 47', 'art. 38', 'art. 47', 'art. 38', 'art. 21', 'art. 38', 'art. 47', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 98', 'art. 2', 'art. 46', 'art. 3', 'art. 47', 'art. 71', 'art. 19', 'art. 47', 'art. 19', 'art. 75', 'art. 75', 'art. 47', 'art. 46', 'art. 17', 'art.19', 'art.18', 'art.47', 'art.18', 'art.19', 'art.19', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 47', 'art. 75', 'art. 75', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 47', 'art. 38', 'art. 47', 'art. 38', 'art. 80', 'art. 47', 'art. 47']

Art. 47 (R) Dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà (DPR_445/2000)
DICHIARAZIONI SOGGETTI CESSATI DALLA CARICA RESA DA LR PER QUANTO A CONOSCENZA
Le dichiarazioni in questione risultano rese in modo conforme alle norme di legge in tema di autocertificazione, le quali ammettono che la dichiarazione sostitutiva dell’atto notorio, resa nell’interesse proprio del dichiarante, possa riguardare anche stati, qualita' personali e fatti relativi ad altri soggetti di cui egli abbia diretta conoscenza, secondo il disposto dell’art. 47, comma 2, del d.P.R. n. 445 del 2000).
Anche se la lex specialis di gara dispone che la dichiarazione sostitutiva deve essere resa dai soggetti cessati dalla carica, la relativa previsione non puo' essere posta a base di un provvedimento di esclusione dalla gara per il caso di dichiarazione sostitutiva resa dal legale rappresentante della societa' concorrente: la lex specialis di gara si deve intendere ex lege integrata con la previsione normativa che consente di rendere una dichiarazione sostitutiva su stati, qualita' personali e fatti relativi a terzi, in funzione di semplificazione degli oneri burocratici di partecipazione a carico del privato, da considerare (quando non giustificati da esigenze sostanziali) quale fonte di ‘costi occulti’ che possono inibire le attivita' imprenditoriali, compromettendone la libera esplicazione senza ragioni e senza ragionevolezza.
DICHIARAZIONE REQUISITI – RESA NELL’INTERESSE DI TERZI
L'obbligo di dichiarare l'assenza dei "pregiudizi penali" è da considerarsi assolto dal legale rappresentante dell'impresa anche riguardo ai terzi, compresi i soggetti cessati dalla carica (Cons. St. Sez. V, 15.10.2010 e giurisprudenza ivi citata), specie quando la legge di gara - come nel caso in esame - non richieda la dichiarazione individuale di detti soggetti. Si è ritenuta irrilevante l'apposizione alla dichiarazione della precisazione "per quanto a propria conoscenza", in quanto discende direttamente dal dato normativo, contenuto nell'art. 47, comma 2 del D.P.R.28.12.2000, n. 445, a cui rimanda l'art. 38, la regola per cui "la dichiarazione resa nell'interesse proprio del dichiarante puo' riguardare anche stati, qualita' personali e fatti relativi ad altri soggetti di cui egli abbia diretta conoscenza". Essa non puo' quindi considerarsi alla stregua di una esclusione di responsabilita' del dichiarante, che nel rendere la dichiarazione si assume le conseguenze ad essa riconnesse, ma di un semplice richiamo al dato normativo (cosi' Consiglio di Stato, sez. V, 20 giugno 2011, n. 3686).
DICHIARAZIONE RELATIVA AGLI AMMINISTRATORI CESSATI DALLA CARICA - INCISO "PER QUANTO A CONOSCENZA"
TAR LOMBARDIA BS SENTENZA 2012
Quanto alla circostanza che- nella fattispecie- il legale rappresentante della controinteressata abbia rilasciato la dichiarazione relativa ai cc.dd. "cessati" con la precisazione "per quanto a conoscenza", il Collegio ritiene di non aderire all'argomentazione illustrata dalla ricorrente (conforme al piu' risalente orientamento giurisprudenziale espresso dal Consiglio di Stato, Sez. V, con decisione, 26 gennaio 2009, n. 375), uniformandosi al piu' recente e meno formalistico indirizzo in base alla quale " … trattandosi di dichiarazione che concerne stati, fatti e qualita' riguardanti terzi (e non il medesimo dichiarante) questa non puo' che essere resa se non "per quanto a conoscenza" del dichiarante medesimo, non potendo questi procedere ad autocertificazione (con assunzione delle conseguenti responsabilita', anche penali, per dichiarazione mendace) su fatti, stati e qualita' della cui veridicita' non è detto che egli sia a conoscenza. D'altra parte, lo stesso art. 47 DPR n. 445/2000, prevede che "la dichiarazione resa nell'interesse proprio del dichiarante puo' riguardare anche stati, qualita' personali e fatti relativi ad altri soggetti di cui egli abbia diretta conoscenza" (comma 2)". (Cons. Stato, Sez. IV, 27 giugno 2011, n. 3862).
DICHIARAZIONI SOSTITUTIVE - ALLEGAZIONE COPIA DOCUMENTO IDENTITA'
L'allegazione della copia fotostatica del documento di identita', lungi dall’essere un mero formalismo, viene ad assumere il valore di onere necessario per il sottoscrittore, al fine di conferire legale autenticita' al suo scritto. Si è in presenza, infatti, di una fattispecie normativa complessa che, ponendo a carico dell’interessato un minimo obbligo documentale, consente allo stesso da un lato, di comprovare le generalita' del dichiarante, e dall’altro, di permettere l’imputabilita' soggettiva della dichiarazione ad una determinata persona fisica (ex multis, Consiglio di Stato, sez. VI, 24 gennaio 2011, n. 478).
Dal punto di vista della questione qui in scrutinio, tale secondo aspetto, quello della riconducibilita' alla parte del contenuto degli atti prodotti, appare del tutto dirimente, atteso che, in assenza dell’allegazione al testo della dichiarazione sostitutiva rilasciata di un valido documento di identita', viene meno proprio il nesso tra dichiarazione e soggetto a cui attribuirla. È quindi corretto affermare, come ha fatto icasticamente il T.A.R., che soltanto se formata a norma degli artt. 38 e 47 del D.P.R. citato, la dichiarazione sostitutiva e' un documento con lo stesso valore giuridico di un atto di notorieta'. In mancanza di tale adempimento, viene meno la stessa riconducibilita' dell’atto ad una qualsivoglia persona fisica e, consequenzialmente, alla persona giuridica da questi eventualmente rappresentata.
Sulla scorta di tali constatazioni, deve quindi ritenersi che la mancata allegazione della copia del documento di identita' del sottoscrittore ha messo l’atto non in grado di spiegare gli effetti certificativi previsti dalla corrispondente fattispecie normativa, rendendo cioè del tutto inutile la produzione della documentazione per la partecipazione alla gara.
In questo senso, la mancata previsione di una sanzione espulsiva espressa, ragione sulla quale viene fondato il ricorso in appello, appare elemento inconferente. Infatti, come si evince dalla ricostruzione appena operata, venendo a mancare la riconducibilita' ad uno dei soggetti dell’ordinamento, ne viene a mancare anche l’attribuibilita' dell’intento partecipativo. Per travasare il detto concetto nella struttura procedimentale, non si è in presenza di un soggetto da espellere dalla gara, quanto piuttosto di accertare che esiste un’entita' che alla gara non ha nemmeno partecipato, pur avendo depositato atti e documenti.
Non vi è quindi alcuna necessita' di una sanzione espressa, trattandosi di conseguenza derivante ex lege dal mancato rispetto delle disposizioni cogenti in tema di documentazione amministrativa.
DICHIARAZIONE RESA DAL LEGALE RAPPRESENTANTE SUI CESSATI DALLA CARICA "PER QUANTO A PROPRIA CONOSCENZA"
Nel caso all’esame, risulta che, in conformita' alle prescrizioni della lex specialis, l’impresa istante ha presentato: – la domanda di ammissione alla gara, con la contestuale dichiarazione del solo Legale Rappresentante, di cui all’art. 13, punto A2, del Capitolato Speciale d’Appalto; le dichiarazioni di cui all’art. 38, comma 1, lett. b), c) ed m-ter) del D.Lgs. n. 163/2006, rese da tutti i soggetti ricoprenti, in atto, la qualita' di Amministratore con poteri di rappresentanza/procura della societa'; – le dichiarazioni, rese dal legale rappresentante, previste dall’art. 13, punto A3; – un’ulteriore dichiarazione del Legale Rappresentante, nell’ambito della quale sono stati indicati i soggetti cessati dalla carica di Consigliere di amministrazione e di Procuratore nel triennio antecedente la data di pubblicazione del bando ed è stata autocertificata l’insussistenza, anche nei confronti di tali soggetti, delle cause di esclusione di cui alle lett. b), c) ed m-ter) dell’art. 38, comma 1, del D.Lgs. n. 163/2006.
In ordine a quest’ultima dichiarazione resa dal Legale Rappresentante, controversa nel caso di specie, si rileva che questa Autorita' in diverse pronunce (cfr., da ultimo, determinazione n. 1 del 12 gennaio 2010 e parere n. 99 del 13 maggio 2010) ha precisato che con riguardo ai soggetti cessati dalla carica, ai sensi dell’art. 47, comma 2, del D.P.R. n. 445/2000, al Legale Rappresentante è consentito produrre una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorieta' “per quanto a propria conoscenza”; peraltro, nella fattispecie in esame la stessa lex specialis della procedura in oggetto non ha richiesto che le dichiarazioni relative all’insussistenza delle cause di esclusione di cui all’art. 38 del D.Lgs. n. 163/2006 fossero rese “personalmente” anche dai soggetti cessati dalla carica nel triennio precedente la pubblicazione del bando.
Oggetto: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dall’impresa A S.p.A. – Servizio sostitutivo di mensa reso a mezzo buoni pasto cartacei, da erogarsi ai dipendenti della Societa' B S.p.A. e ad altri soggetti espressamente autorizzati dall’Ente – Importo a base d’asta: € 5.200.000,00 – S.A.: B S.p.A.
CONTENUTO DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA
Secondo l’orientamento della giurisprudenza ormai prevalente (C.G.A., 6 settembre 2010, n.1153; Cons. Stato, V, 27 gennaio 2009, n. 375; cfr. T.A.R. Sicilia, Catania, 7 aprile 2010, n. 1029), condivisa dal Collegio, la puntualizzazione del tipo "per quanto a mia conoscenza" inserita in una dichiarazione sostitutiva, resa ai sensi dell’art. 47 co. 2 del D.P.R. n. 445/2000, relativa all’inesistenza di condanne nei confronti di amministratori e direttori tecnici cessati dalla carica, rende del tutto priva di valore e tamquam non esset la dichiarazione rilasciata, venendo a mancare una vera e propria assunzione di responsabilita' insita, invece, in tale tipo di dichiarazione e alla base dell’affidamento che è chiamata a riporvi l’amministrazione appaltante
DICHIARAZIONE CESSATI RESA DAL LEGALE RAPPRESENTANTE - LIMITI ALL'AMMISSIBILITA'
È ammissibile, con riguardo ai soggetti cessati dalla carica, che il legale rappresentante, ai sensi dell'articolo 47, comma 2 del d.P.R. n. 445/2000, produca una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorieta' "per quanto a propria conoscenza", specificando le circostanze che rendono impossibile (ad esempio, in caso di decesso) o eccessivamente gravosa (ad esempio, in caso di irreperibilita' o immotivato rifiuto) la produzione della dichiarazione da parte dei soggetti interessati (determinazione AVCP 12 gennaio 2010, n. 1).
In sostanza, è preferibile una dichiarazione proveniente da diretto interessato, ma il legale rappresentante in carica puo' produrre anche un’autodichiarazione qualora sia impossibile o eccessivamente oneroso acquisire la dichiarazione del legale rappresentante cessato dalla carica.
E’ vero che la lex specialis di gara non imponeva di acquisire una dichiarazione rilasciata da ciascun legale rappresentante cessato dalla carica, limitandosi a richiedere un’autocertificazione “attestante l’insussistenza di ciascuna delle cause di esclusione dalla partecipazione agli appalti pubblici di cui all’art. 38 del DLgs. n. 163/2006”, precisando solo che “relativamente alla documentazione di cui al comma 1 lett. c) la stessa dovra' riferirsi anche ai soggetti cessati dalla carica nel triennio antecedente” (cfr. bando di gara alla lettera c), ed è vero che lo stesso bando prevedeva l’esclusione dalla gara solo in caso di omessa presentazione dell’autodichiarazione.
PROVA ISCRIZIONE CAMERA DI COMMERCIO
In merito alla “prova” dell’iscrizione alla Camera di Commercio la disposizione dell’art. 47 del D.P.R. 445 del 28 dicembre 2000 consente, in fase di presentazione della domanda di partecipazione alla gara, di attestare il possesso di tale requisito soggettivo di idoneita' professionale attraverso una dichiarazione sostitutiva di atto notorio contestuale alla domanda medesima, ferma restando la successiva necessita' di comprovare il possesso del requisito dichiarato attraverso la documentazione (originale) certificativa dello stesso.
Tale disposizione legislativa è da ritenersi applicabile a fronte dell’assenza di un’espressa prescrizione contraria della stazione appaltante, la quale si limiti genericamente a chiedere la “prova” della suddetta iscrizione alla Camera di Commercio, riferendosi, come è ragionevole ritenere, alla necessita' di comprovare il possesso di tale requisito nella fase successiva della verifica dei requisiti dichiarati.
DICHIARAZIONI SOSTITUTIVE - OMESSA ALLEGAZIONE COPIA CARTA D'IDENTITA' - EFFETTI
Il combinato-disposto degli artt. 21, 38 e 47 del DPR 445/2000 induce a ritenere che il modulo ordinario di applicazione dell’istituto è quello risultante dal comma 3 del citato art. 38: presentazione di istanza alla presenza di un addetto dell’amministrazione, ovvero invio della medesima, accompagnata da fotocopia di documento di identita'. Deve rammentarsi che la giurisprudenza amministrativa ha sempre concordemente ritenuto che tale incombente rivesta natura nodale, e sia insuscettibile di regolarizzazione. Si è in passato affermato, condivisibilmente, che “nella previsione di cui al combinato disposto degli art. 21 comma 1 e 38 commi 2-3 del d.P.R. n. 445 del 2000, l'allegazione della copia fotostatica, sia pure non autenticata, del documento di identita' dell'interessato vale a conferire legale autenticita' alla sua sottoscrizione apposta in calce ad una istanza o ad una dichiarazione, e non rappresenta un vuoto formalismo ma semmai si configura come l'elemento della fattispecie normativa diretto a comprovare, oltre alle generalita' del dichiarante, l'imprescindibile nesso di imputabilita' soggettiva della dichiarazione ad una determinata persona fisica.” (Consiglio di Stato , sez. V, 07 novembre 2007, n. 5761). Da tale principio si è fatto discendere, quale corollario, che “le autocertificazioni di cui all'art. 38 d.P.R. n. 445 del 2000, necessitano, per la loro giuridica esistenza ed efficacia, della sottoscrizione del legale rappresentante del dichiarante, resa in presenza di un dipendente addetto, ovvero dell'allegazione di copia fotostatica, ancorche' non autenticata, di un documento del sottoscrittore; va, pertanto, disposta l'esclusione dalla gara di appalto della p.a. per la mancata allegazione, da parte del concorrente, della fotocopia del documento di riconoscimento alla dichiarazione sostitutiva ed ai documenti prodotti in fotocopia autocertificata, atteso che l'obbligo di produrre copia del documento di identita' risulta inderogabile in considerazione della sua introduzione quale forma di semplificazione, nè è data possibilita' di regolarizzazione o integrazione del documento mancante, nel rispetto anche della "par condicio" tra i concorrenti.” (Consiglio di Stato, sez. VI, 27 maggio 2005, n. 2745).
L’applicazione indiscriminata alle gare d’appalto della normativa in materia di semplificazione amministrativa puo' infatti portare ad una inammissibile violazione del principio della par condicio competitorum le quante volte gli atti generali che compendiano le regole di gara non abbiano espressamente previsto (anche a mezzo di generica dichiarazione di equipollenza) la possibilita' di attingere a tale modalita' semplificata ai fini della dimostrazione di fatti rilevanti ai fini partecipativi. Il meccanismo competitivo proprio della gara d’appalto è infatti tale per cui la lettera della lex specialis non è passibile di interpretazioni estensive, dato che le stesse si tradurrebbero in una violazione procedimentale in danno di quei concorrenti che si sono allineati alla legge di gara in modo pedissequo, osservandone alla lettera le prescrizioni. Se il capitolato d’appalto prescrive, come appunto nello specifico, che la potenza dei mezzi puo' essere provata soltanto con la produzione di determinati documenti, ammettere la dichiarazione sostitutiva di atto notorio (peraltro a prescindere da una specifica impugnativa avverso la clausola di lex specialis prescrittiva dell’obbligo incondizionato e dal conseguente giudizio sulla ragionevolezza di detta clausola) significherebbe forzare inammissibilmente il meccanismo delle regole di gara.
Peraltro, la scelta della stazione appaltante di non contemplare tra la documentazione di gara le dichiarazioni sostitutive – nella specie , ai sensi dell’art. 47 DPR 445/00- potrebbe iscriversi in una ragionevole logica di speditezza procedimentale. Non si dubita, infatti, che la dichiarazione sostitutiva impone un controllo postumo (quantomeno a campione) su quanto dichiarato dal concorrente, che diviene obbligatorio e puntuale nella ipotesi in cui quest’ultimo viene ad assumere, in esito alla gara, le vesti dell’aggiudicatario. Ora, non par dubbio che tanto costituisca un aggravamento degli oneri procedimentali e che ragionevolmente la stazione appaltante, nell’esercizio dei margini di discrezionalita' propri della fase della fissazione delle regole di gara, potrebbe orientarsi per una limitazione del ricorso alle dichiarazioni sostitutive, proprio a mezzo di previsioni imponenti la esibizione fin da subito di documentazione dalla piu' sicura efficacia probante.
DICHIARAZIONE REQUISITI ART 38 DLGS 163-06
Relativamente ai requisiti di cui al comma 1, lettere b) e c), dell’articolo 38 del Dlgs 163/2006 la citata disposizione precisa che l’esclusione e il divieto di stipulare i contratti, in caso di societa' in accomandita semplice, operano se la pendenza del procedimento di cui alla lett. b), (ossia di un procedimento per l’applicazione di una delle misure di prevenzione di cui all’articolo 3 della legge n. 1423/1956 o di una delle cause ostative di cui all’articolo 10 della legge n. 575/1965) e le sentenze o il decreto penale di condanna di cui alla lett. c) riguardano i soci o il direttore tecnico. In ossequio a tale disposizione, il disciplinare di gara, nel richiamare la dimostrazione dei requisiti di cui all’articolo 38, prescrive l’obbligo, a pena di esclusione, di allegare la dichiarazione sostitutiva con la quale il rappresentante legale del concorrente, per la parte che riguarda l’impresa, attesti l’insussistenza delle condizioni di cui all’articolo 38, comma 1 e dispone altresi' che le dichiarazioni di cui alle lettere b) e c) dell’articolo stesso vadano rese individualmente anche dai soci e dal direttore tecnico in caso di societa' in accomandita semplice.
Dalla documentazione prodotta si evince che la societa' ha allegato alla propria domanda di partecipazione una dichiarazione sostitutiva, in cui il legale rappresentante dell’impresa dichiarava sia che, nel triennio antecedente la data di pubblicazione del bando, ne' il legale rappresentante stesso ne' il direttore tecnico erano stati sostituiti o erano cessati dalla carica, sia che, ne' nei propri confronti ne' nei confronti del direttore tecnico, era stata pronunciata sentenza passata in giudicato o emesso decreto penale di condanna divenuto irrevocabile oppure sentenza di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 c.p.p. per reati gravi in danno dello Stato o della Comunita' che incidono sulla moralita' professionale.
La dichiarazione in questione è tuttavia incompleta, perche' priva di qualsiasi riferimento al requisito di cui alla lettera b) dell’articolo 38, ovvero alla pendenza di un procedimento per l’applicazione di una delle misure di prevenzione di cui all’articolo 3 della legge n. 1423/1956 o di una delle cause ostative di cui all’articolo 10 della legge n. 575/1965. Inoltre, la dichiarazione medesima non appare conforme alle prescrizioni della lex specialis, la quale in merito prescrive, in modo chiaro e non equivoco, che con la dichiarazione sostitutiva ex D.P.R. n. 445/2000 il rappresentante legale dell’impresa concorrente attesti, per la parte che riguarda l’impresa che rappresenta, l’insussistenza delle cause di esclusione ex articolo 38 del Codice e dispone specificatamente che le dichiarazioni di cui alle lettere b) e c) dell’articolo 38 vengano rese individualmente dal socio accomandatario o dal direttore tecnico.
Stanti le menzionate prescrizioni della disciplina di gara, non appare conferente il richiamo operato dall’istante all’articolo 47, commi 1 e 2 del D.P.R. n. 445/2000, alla stregua dei quali l'atto di notorieta' concernente stati, qualita' personali o fatti che siano a diretta conoscenza dell'interessato è sostituito da dichiarazione resa e sottoscritta dal medesimo con la osservanza delle modalita' di cui all'articolo 38. La dichiarazione resa nell'interesse proprio del dichiarante puo' riguardare anche stati, qualita' personali e fatti relativi ad altri soggetti di cui egli abbia diretta conoscenza”.
Ne consegue che legittimamente è stata esclusa dalla gara l’impresa per non avere prodotto esplicita dichiarazione, in forma separata, del direttore tecnico, relativamente alla cessazione dalla carica nel triennio precedente, essendo stata resa solo dal socio accomandatario, ne' contiene la domanda e le dichiarazioni di cui ai punti b), d) ed e) [del modello di domanda predisposto dalla stazione appaltante] che devono essere rese anche dal direttore tecnico.
Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla societa' C.. s.a.s. - Appalto di manutenzione, ripristino e ristrutturazione immobili e strutture comunali anno 2008 – S.A. Comune di R. (RC).
COLLEGAMENTO SOSTANZIALE TRA IMPRESE - PLURALITA' DI INDIZI GRAVI, PRECISI E CONCORDANTI
L'esclusione per collegamento sostanziale puo' configurarsi solo previo accertamento della presenza di una pluralita' di indizi gravi, precisi e concordanti univocamente volti a configurare il presupposto applicativo della esclusione. Tali indici rivelatori, alla stregua dell'insegnamento giurisprudenziale, devono essere tali "da ingenerare il piu' che ragionevole sospetto che l'accordo tra le partecipanti possa pregiudicare l'imparzialita' e la regolarita' della gara". In particolare, quanto all'individuazione degli elementi univoci indicatori della riconducibilita' delle offerte a un unico centro decisionale, la giurisprudenza ha desunto la sussistenza del collegamento da una serie di elementi indiziari, ritenuti espressivi della comunanza delle imprese interessate, sulla base di una nutrita esemplificazione cui ha fatto peraltro puntualmente riferimento lo stesso ricorrente (indicazione nelle stesse buste spedite dalle imprese dalla medesima sede amministrativa; spedizione degli stessi plichi dal medesimo ufficio postale, nello stesso giorno e con le stesse modalita'; rilascio delle polizze fideiussorie, presentate come cauzione, da parte della stessa compagnia e agenzia di assicurazioni, nella medesima data e con numero progressivo successivo; coincidenza del numero di fax e dell'indirizzo di posta elettronica; rapporti di parentela tra gli amministratori unici di suddette societa' e gli intrecci azionari esistenti e facenti capo agli stessi soggetti; ecc.).
L'alterazione della par condicio dei concorrenti e la violazione dei principi di concorrenza e di segretezza dell'offerta possono ritenersi provate qualora ricorrano elementi di fatto dai quali possano trarsi indizi gravi, precisi e concordanti, che inducano a ritenere verosimile, secondo l'id quod pleriumque accidit, il venir meno della correttezza della gara. Cio' si verifica se le offerte provengono da un medesimo centro decisionale o, comunque, provengono da due o piu' imprese collegate e sussistano elementi tali da far ritenere che si tratti di offerte previamente conosciute, anche se non concordate dalle partecipanti.
DURC - AUTOCERTIFICAZIONE
Va razionalmente negato che l’acquisizione alla documentazione di gara, dell’atto ufficiale comprovante i requisiti soggettivi del partecipante in ordine alla regolarita' contributiva, il cd. “durc” (richiesto in base al bando di gara), possa essere surrogato dall’autocertificazione dell’interessato, ovvero dalla presentazione dei cd. modelli 24 utilizzati dall’imprenditore medesimo per il pagamento dei contributi previdenziali.
Vale a tal proposito rammentare che il “durc” o documento unico di regolarita' contributiva è il certificato unitario – regolato dall'art. 3, comma 8, lett. b. bis) d. lgs. 14 agosto 1996, n. 494, come mod. dall’art. 98, comma 10, d. lgs. 10 settembre 2003, n. 276 - finalizzato alla affidabile verifica dei requisiti di partecipazione e aggiudicazione in gare pubbliche perche' rilasciato dagli enti previdenziali all’imprenditore e da questo consegnato al committente che glielo deve richiedere. La sua funzione è di attestare la regolarita' negli adempimenti circa i contributi previdenziali, assistenziali ed assicurativi rispetto a INPS, INAIL e Cassa Edile riguardo a tutti gli appalti pubblici e agli appalti privati in edilizia soggetti a titolo edilizio espresso. Mediante l’uso obbligatorio di un tale documento si contrasta l’evasione contributiva previdenziale perche' si pone a base della possibilita' di contrarre un appalto pubblico la dimostrazione ufficiale della regolarita' contributiva.
Avuto riguardo alla sua utilita', si tratta di uno strumento al tempo stesso di certificazione ufficiale e di semplificazione procedimentale, la cui valenza è duplice, perche' orientata a soddisfare un interesse strumentale pubblico come un interesse privato. Da un lato infatti il “durc” consente, grazie alla sua obbligatorieta', di assicurare che gli appalti pubblici siano affidati soltanto ad imprese che risultino in regola quanto a contribuzione previdenziale, e dunque garantisce un miglior contrasto dell’evasione in quel settore, rispondendo al principio generale di buona amministrazione; da un altro lato permette, in virtu' della sua unitarieta' (realizzata sulla base di doverose convenzioni tra i soggetti previdenziali), l’agevolazione delle esigenze di speditezza documentativa vuoi dell’appaltatore che, per riflesso, dell’appaltante, riducendone le incombenze.
Anche a prescindere dalla sua obbligatorieta' (nella specie contrassegnata dalla lex specialis della gara), non si vede dunque a quale plausibile interesse dell’imprenditore possa corrispondere la sua mancata utilizzazione. Una tale doverosa ed ufficiale certificazione non puo' essere definitivamente sostituita dalla dichiarazione sostitutiva (ai sensi, piu' che dell’invocato art. 2 d.P.R. 20 ottobre 1998, n. 403, abrogato e sostituito dagli artt. 19 e 47 d.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445, dall’art. 46, comma 1, lett. p) di quest’ultimo, concernente le dichiarazioni sostitutive di certificazioni riguardo all’assolvimento di specifici obblighi contributivi con l'indicazione dell'ammontare corrisposto). Il durc, invero, non puo' essere sostituito, nella sua funzione probante, dalla cd. autocertificazione. Sussiste infatti tra le generali previsioni in tema di cd. autocertificazione – che per ragioni di semplificazione procedimentale consente di dimostrare, salvo verifica, adempimenti con dichiarazioni dell'interessato prodotte in sostituzione delle normali certificazioni – e la previsione per gli appalti pubblici sopra ricordata circa il durc, un rapporto di specialita', in forza del quale prevale, in materia di appalti, la predetta disposizione dell'art. 3, comma 8, lett. b.bis) d. lgs. n. 494 del 1996. In entrambe le situazioni, infatti, ci si trova innanzi ad un mezzo di semplificazione procedimentale. A favore del durc, nondimeno, e della sua prevalenza sussiste anche il valore ulteriore della certificazione ufficiale della regolarita' contributiva, che corrisponde ad un evidente quanto dominante interesse pubblico al contrasto del preoccupante fenomeno della evasione previdenziale, di particolare significato nel settore degli appalti pubblici. Ne consegue che cio' che forma materia tipica del durc non puo', quando un tale documento è richiesto, essere surrogato dalla dichiarazione sostitutiva dell’interessato.
Scendendo al caso di specie, viene da dette considerazioni che la richiesta produzione del durc non era surrogabile ne' con l’autocertificazione dell’interessato, ne' con la mera produzione dei mod. F24 e dei bollettini postali, anche per la corretta considerazione, svolta dalla prima sentenza, che si tratta di documenti insufficienti a verificare l’integrale adempimento degli obblighi previdenziali per tutti i lavoratori.
REQUISITI DI PARTECIPAZIONE - DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA
Nel caso in cui sussistano problemi di effettuazione di dichiarazioni e di produzione documentale in gara, in relazione a soggetti cessati in carica, il legale rappresentante dell’impresa ha il potere/dovere di rendere le predette dichiarazioni, secondo quanto previsto dall’art. 47 del d.P.R. n. 445/2000. Nel caso specifico, l’Autorità ha riconosciuto la possibilità a favore del legale rappresentante di effettuare una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà nel caso in cui i soggetti cessati siano divenuti irreperibili per l’impresa ovvero deceduti.
In ordine a quest’ultime evenienze, ha ritenuto che il legale rappresentante possa rilasciare, "per quanto a propria conoscenza", specifica dichiarazione in ordine alla non sussistenza di sentenze definitive di condanna nei riguardi dei suddetti soggetti, con conseguente obbligo per la stazione appaltante di effettuare le relative verifiche presso le competenti autorità, ai sensi del disposto di cui all’art. 71, comma 1 del DPR 445/2000.
OGGETTO: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dal C.S.I.C. s.r.l. – “Lavori di urbanizzazione primaria dell’area circostante il palazzetto dello Sport in via Ilio – 2 ° stralcio esecutivo”. S.A. U.I.P.A. Comune di T..
COPIA CONFORME ISO E SOA
L’art. 19 del D.P.R. n. 445/2000 prevede un caso particolare di dichiarazione di notorietà prevista, in generale, dall’art. 47 dello stesso D.P.R.. In particolare tale dichiarazione ha come contenuto la conoscenza da parte del privato del fatto che la copia di un atto o di un documento conservato o rilasciato da una pubblica amministrazione è conforme all’originale, conservato o rilasciato dalla P.A.. Osservava quindi il Consiglio che, a differenza di quanto si afferma erroneamente, il privato non compie un’autenticazione ma assume solo che il documento presentato è conforme ad altro rilasciato o conservato da altra P.A..
Il Consiglio osservava poi che poiché sia le attestazioni SOA che i certificati di qualità aziendale sono conservati dalla Autorità per i contratti pubblici, alla quale devono essere trasmessi, nei loro confronti è ammissibile la dichiarazione di notorietà di cui all’art. 19 del D.P.R. 445/2000, trattandosi di atti conservati da una P.A..
DICHIARAZIONE REQUISITI DEI SOGGETTI CESSATI A PENA DI ESCLUSIONE
E’ legittima, nel caso di specie, l’esclusione di un’impresa che non ha presentato la dichiarazione relativa ai precedenti e pendenze penali e di prevenzione di un soggetto cessato dalla carica di direttore tecnico. Secondo quanto previsto dal disciplinare di gara, “la/e dichiarazione/i sostitutiva/e relative alle fattispecie di cui alle lettere b) e c) dell'art. 75, comma 1, del d.P.R. 554/1999 e s.m. e quelle di cui alle lettere b) e c) del precedente punto 3) deve/devono essere rese anche dai soggetti previsti dall'art. 75, comma 1, lettere b) e c) del d.P.R. 554/99 e s.m.”, nell'ambito di tali soggetti sono compresi i soggetti cessati dalla carica nel triennio antecedente la data di pubblicazione del bando di gara, qualora l'impresa non dimostri di aver adottato atti o misure di completa dissociazione della condotta penalmente sanzionata, la societa' va esclusa in quanto in presenza di tali disposizioni di gara è da escludere che il documento in questione possa essere sostituito dalla dichiarazione dall'amministratore in carica, in base all'art. 47 del d.P.R. n. 445 del 2000.
Il canone ermeneutico tendente a favorire l'ampliamento della platea dei concorrenti ad una procedura concorsuale, è destinato a risolvere i casi in cui l'interpretazione della normativa di gara presenti dubbi o equivoci, ma non puo' comportare la disapplicazione di una prescrizione chiara e vincolante. L'art. 46 del d. lgs. n. 163 del 2006, concernente il completamento ed i chiarimenti sul contenuto di certificati, documenti e dichiarazioni presentati dai concorrenti, non puo' essere utilizzato per supplire alla omessa produzione di un documento richiesto a pena di esclusione.
DIRITTO DISABILI - DICHIARAZIONE E CERTIFICAZIONE
TAR BASILICATA PZ SENTENZA 2007
Ai sensi dell’art. 17 l.n.68/99 la certificazione di regolarità in materia di norme sul lavoro dei disabili costituisce requisito per l’ammissione alle gare d’appalto e non per l’aggiudicazione e che l’obbligo posto da tale norma alle imprese partecipanti a gara d’appalto di presentare la dichiarazione relativa al rispetto delle norme sul lavoro dei disabili, ha un chiaro contenuto di ordine pubblico; pertanto, la sua applicazione non dipende dall’inserimento o meno dell’obbligo ivi previsto fra le specifiche clausole di concorso delle singole gare, cosicché il bando che non contenga alcun riferimento agli obblighi derivanti dalla normativa anzidetta deve intendersi comunque integrato dalla stessa assumendo pregnanza normativa che travalica i più ristretti confini dell’interesse alla regolarità e alla convenienza economica delle contrattazioni della P.A., la cui inosservanza, quindi, non può ritenersi sanabile alla stregua d’una mera irregolarità formale. Inoltre nelle gare d’appalto la dichiarazione di rispetto della normativa in parola deve essere depositata unitamente alla presentazione della domanda di partecipazione; pertanto, le imprese concorrenti non tenute alla relativa osservanza, lungi dall’essere esonerate dal comunicare all’amministrazione la propria posizione nei riguardi della detta disciplina, sono comunque tenute a depositare, anch’esse al momento della presentazione della domanda, la dichiarazione che attesti l’inapplicabilità ad esse della normativa citata
L’art.19 del dpr 445/00 prevede modalità di attestazione della conformità all’originale del documento alternative rispetto a quelle di autenticazione legale previste dal precedente art.18, ma non esclude l’efficacia probatoria di una dichiarazione sostitutiva di atto notorio per dare contezza della conformità all’originale del documento in questione. Nell’art.47, comma 3, nessuna disposizione esclude espressamente tra i fatti e le qualità suscettibili di essere dichiarati, la conformità all’originale di una certificazione di qualità posseduta dal dichiarante, da cui il grave errore del seggio di gara nel dichiarare come “meramente fotostatiche” copie che, pur non autenticate secondo l’art.18, erano comunque assistite da un’attitudine legalmente qualificata ad attestarne la conformità all’originale. In specie, va chiarito che, ai fini dell’applicabilità dell’art.19 del DPR 445\2000, il certificato ISO 9001:2000 deve intendersi incluso nell’ambito delle previsioni dello stesso, ciò in quanto deve reputarsi, alla stregua di una considerazione adeguata della natura giuridica dell’attività di certificazione e della veste che, nel suo esercizio, è riferibile al soggetto che la espleta, che tale certificato possieda la qualificazione di “atto (certificatorio) rilasciato da una pubblica amministrazione”, secondo la lettera del citato art.19.
DICHIARAZIONE FALSA SU ELEMENTO DI VALUTAZIONE DELL’OFFERTA TECNICA - CAUSA ESCLUSIONE
Nell’ambito di una procedura ad evidenza pubblica, qualora un concorrente si avvalga di una dichiarazione sostitutiva ex articolo 47 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 non veritiera, che riguardi un elemento di valutazione dell’offerta tecnica, ferme le eventuali responsabilita' penali della dichiarante, la Stazione appaltante, in mancanza di disposizioni specifiche nella disciplina speciale di gara che sanzionino le false dichiarazioni con l’esclusione, legittimamente corregge la dichiarazione che appaia resa per superficialita' ed approssimazione del dichiarante ed attribuisce alla ditta interessata punteggio zero per la relativa voce.
CAUZIONE DIMIDIATA E COMPROVA POSSESSO CERTIFICAZIONE ISO
CGA SICILIA SENTENZA 2006
In relazione all’art. 8 comma 11 quater della legge n. 109/1994 s.m.i., a norma del quale le imprese alle quali venga rilasciata da organismi accreditati, ai sensi delle norme europee della serie UNI CEI EN 45000, la certificazione di sistema di qualita' conforme alle norme europee della serie UNI EN ISO 9000 ovvero la dichiarazione della presenza di elementi significativi e tra loro correlati di tale sistema, usufruiscono del seguente beneficio: la cauzione e la garanzia fidejussoria previste, rispettivamente, dal comma 1 e dal comma 2 dell'articolo 30 della presente legge, sono ridotte, per le imprese certificate, del 50 per cento.
Quanto alle modalita' probatorie circa il possesso della certificazione, va richiamato (in relazione all’art. 8, comma 3, della legge n. 104/1994) l’art. 4, comma 3, del d.P.R. n. 34/2000 a norma del quale il possesso della certificazione di qualita' aziendale ovvero il possesso della dichiarazione della presenza di requisiti del sistema di qualita' aziendale, rilasciate da soggetti accreditati, ai sensi delle norme europee della serie UNI CEI EN 45000, al rilascio della certificazione nel settore delle imprese di costruzione, è attestato dalle SOA.
CLAUSOLE AMBIGUE NEL BANDO DI GARA
L’art. 47 del d.p.r. 28 dicembre 2000, n. 445, enuncia che “indipendentemente da espresse previsioni del bando, deve ritenersi sempre consentito all’impresa partecipante di dichiarare le circostanze con le modalità proprie della dichiarazione sostitutiva”. È stata, perciò, data prevalenza […] a scopi di semplificazione e di riduzione di adempimenti di tipo formale.
Nei casi di ambiguità delle clausole di regolazione delle gare, la giurisprudenza di questo Consiglio è ormai ferma nel far luogo all’applicazione del principio della più ampia partecipazione delle imprese concorrenti, con interpretazione delle prescrizioni nel senso più favorevole ad esse (fra le più recenti pronunzie: V Sezione 19 febbraio 2004, n. 684; 1° ottobre 2003, n. 5676).
DIVIETO DI INTEGRAZIONE POSTUMA DELLA DOCUMENTAZIONE
E’ causa di esclusione comminata dal disciplinare di gara la mancata dichiarazione resa, ai sensi del disciplinare stesso, in conformità dell’art. 75, comma 2, del DPR n. 554.1999, dai legali rappresentanti dell’aggiudicataria “cessati dalla carica” nell’ambito del triennio anteriore alla data di pubblicazione del bando della gara in controversia. E’ del pari chiaro che non può configurarsi come legittimo il ricorso all’integrazione documentale da parte della stazione appaltante in relazione alla carenza della dichiarazione ex art. 75 citato da parte degli amministratori o legali rappresentanti cessati dalla carica nel triennio precedente. Ed infatti, detta integrazione non può essere disposta nel caso di totale mancanza di una dichiarazione il cui obbligo di produzione era chiaramente sancito dal disciplinare nei termini anzidetti, dichiarazione che non trovava neppure un principio di adempimento nella diversa dichiarazione resa dagli amministratori in carica, sicchè, su tali presupposti, procedere a concedere la facoltà di tardiva produzione della dichiarazione in parola sarebbe ridondato in una violazione della par condicio nei confronti dei concorrenti tempestivamente adempienti.
DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA E CARTA D'IDENTITA'
In sede di gara di appalto, l'allegazione al testo delle dichiarazioni, di volta in volta rilasciate, di un valido documento di identità, prevista dagli artt. 38 e 47 del D.P.R. n. 445/2000, lungi dal costituire un vuoto formalismo, costituisce piuttosto un fondamentale onere del sottoscrittore, configurandosi come l'elemento della fattispecie normativa diretto a comprovare non soltanto le generalità del dichiarante, ma ancor prima l'imprescindibile nesso di imputabilità soggettiva della dichiarazione ad una determinata persona fisica, con la conseguenza che la mancata allegazione della fotocopia del documento di riconoscimento alla dichiarazione sostitutiva e ai documenti prodotti in fotocopia comporta l'esclusione dalla gara.
Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dal Comune di M. di C. – lavori di ristrutturazione ed ampliamento ex centro civico di P. R. da destinare a Caserma dei Carabinieri.
DICHIARAZIONI SOSTITUTIVE CON ALLEGAZIONE CARTA D'IDENTITA'
Gli articoli 38, comma 3, e 47, comma 1, del d.P.R. n. 445 del 2000 dispongono rispettivamente che “3. Le istanze e le dichiarazioni sostitutive di atto di notorieta' da produrre agli organi della amministrazione pubblica o ai gestori o esercenti di pubblici servizi sono sottoscritte dall'interessato in presenza del dipendente addetto ovvero sottoscritte e presentate unitamente a copia fotostatica non autenticata di un documento di identita' del sottoscrittore. La copia fotostatica del documento è inserita nel fascicolo.” e che “1. L'atto di notorieta' concernente stati, qualita' personali o fatti che siano a diretta conoscenza dell'interessato è sostituito da dichiarazione resa e sottoscritta dal medesimo con la osservanza delle modalita' di cui all'articolo 38.”.
E’ indubbio che ai sensi di questa normativa “l’allegazione della copia fotostatica del documento di identita'…costituisce un fondamentale onere del sottoscrittore, conferendo legale autenticita' alla sua sottoscrizione e configurandosi come elemento della fattispecie normativa diretta a comprovare, oltre alle generalita' del dichiarante, l’imprescindibile nesso di imputabilita' soggettiva della dichiarazione ad una determinata persona fisica” (Cons. Stato, Sez. VI, n. 4420 del 2009), trattandosi percio' di un caso di “forma essenziale stabilita dalla legge” (Cons. Stato, Sez. V, n. 3690 del 2009).
Il Collegio ritiene pero' che questa, pure essenziale, prescrizione di carattere formale deve essere applicata verificando se nel contesto dei singoli casi lo scopo della normativa non sia comunque raggiunto, evitando interpretazioni che in concreto possano risultare di sproporzionato e percio' inutile rigore, venendo con cio' a ledere, per converso, l’altresi' rilevante principio della massima partecipazione alle procedure competitive.
DICHIARAZIONE UNICA E GENERICA DELL'ART 38 VALE PER TUTTI I SOGGETTI
Nel caso di specie, sia il disciplinare di gara (pagg. 5 e 6) che lo schema di dichiarazione predisposto dall’Amministrazione, rimasti per tale parte inoppugnati, richiedono ai concorrenti, testualmente, di dichiarare “… b) che non sussiste a carico della ditta alcuna delle cause ostative alla partecipazione alle pubbliche gare di cui all’art. 38 del D.lgs. 163/2006”.
Ad avviso del Collegio, tale formulazione autorizza la presentazione di una dichiarazione unica ed onnicomprensiva, da parte del legale rappresentante della societa' capogruppo, anche per conto degli amministratori delle societa' mandanti.
Cosi', la dichiarazione di non trovarsi in alcuna delle situazioni previste dal primo comma dell’art. 38 è stata ritualmente sottoscritta dal legale rappresentante della mandataria anche per conto degli amministratori delle imprese facenti parte del raggruppamento.
Il disciplinare di gara, correttamente inteso, commina l’esclusione per la sola ipotesi che la dichiarazione ex art. 38 sia stata del tutto omessa, mentre non puo' farsene discendere la sanzione dell’esclusione nel caso in cui il legale rappresentante dell’impresa capogruppo abbia sottoscritto la dichiarazione anche per conto degli altri amministratori, le cui generalita' sono peraltro desumibili dal certificato di iscrizione al registro delle imprese, che lo stesso disciplinare (pag. 8) impone di allegare all’offerta.
Siffatta interpretazione è conforme al principio generale del favor partecipationis ed a quanto affermato, di recente, proprio da questa Sezione, nel senso che le dichiarazioni relative all’assenza di condanne penali, da parte degli amministratori e direttori tecnici, sono da questi rese non nel proprio interesse, bensi' nell’interesse dell’impresa (ovvero dell’intera a.t.i.) concorrente, sicche' è possibile che l’amministratore che sottoscrive gli atti di gara renda le dichiarazioni anche in vece degli altri soggetti coinvolti, osservando le prescrizioni di cui all’art. 47, commi 1 e 2, del D.P.R. n. 445 del 2000 (cosi' TAR Puglia, Bari, sez. I, 24 febbraio 2009 n. 399; Id., sez. I, 18 novembre 2010 n. 3916).
E’ pertanto legittimo il provvedimento di aggiudicazione di una gara, adottato da una stazione appaltante nei confronti di un'ATI concorrente, nel caso in cui il legale rappresentante della ditta mandataria abbia reso un'unica dichiarazione, in ordine all'insussistenza delle cause ostative alla partecipazione alle procedure d'appalto, di cui all'art. 38 del d.lgs. n. 163/06.
DICHIARAZIONI INSUSSISTENZA CONDANNE PENALI SOGGETTI CESSATI DALLA CARICA
Secondo i principi generali in tema di rappresentanza, anche una dichiarazione di scienza puo' essere resa a mezzo di rappresentante. Percio', anche nelle pubbliche gare, le dichiarazioni relative all’assenza di condanne penali sono normalmente rese non nell’interesse del solo soggetto che sottoscrive l’offerta, bensi' nell’interesse dell’impresa concorrente, sicche' è ben possibile che l’amministratore che sottoscrive gli atti di gara renda le dichiarazioni anche in vece degli altri amministratori coinvolti, purche' nominativamente indicati, osservando le prescrizioni di cui all’art. 47 del D.P.R. n. 445 del 2000 (in giurisprudenza, tra molte: TAR Puglia, Bari, sez. I, 15 novembre 2011 n. 1712; Cons. Stato, sez. V, 15 ottobre 2010 n. 7524).
La mancata sottoscrizione delle dichiarazioni di cui all’art. 38 del Codice da parte di tutti gli amministratori dell’impresa non integra alcun vizio, ove la dichiarazione sia stata resa da uno dei legali rappresentanti con poteri di amministrazione a firma disgiunta, considerato che l’obbligo per l’impresa partecipante ad una gara pubblica di rendere le prescritte dichiarazioni puo' essere legittimamente assolto dal suo rappresentante legale anche in relazione alle posizioni di terzi, inclusi gli altri amministratori eventualmente muniti di poteri di rappresentanza (cosi', su fattispecie analoga: Cons. Stato, sez. V, 27 maggio 2011 n. 3200).
Oggetto: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dal Consorzio A. – “Affidamento del servizio di gestione delle aree di sosta, custodia non armata, reception ed altri servizi accessori da svolgersi all’interno dell’Azienda Ospedaliera G. B. di F.” – Importo a base di gara euro 875.760,00 – Criterio di aggiudicazione: offerta economicamente piu' vantaggiosa - S.A.: Azienda Ospedaliera “G. B.” di F..
DICHIARAZIONI SOSTITUTIVE CHE RENDE IL LEGALE RAPPRESENTANTE RELATIVE ANCHE AD ALTRI SOGGETTI
L’istante ha dedotto la violazione dell’art. 80, d.lgs. 50/2016, in quanto le dichiarazioni sostitutive prescritte dalla suddetta norma sarebbero state presentate soltanto dal legale rappresentante dello studio aggiudicatario (e non anche dagli altri collaboratori dello studio).
La censura non coglie nel segno, aderendo il collegio all’opinione della costante giurisprudenza per la quale: “La questione che attiene alla possibilità che il dichiarante (legale rappresentante dell'impresa partecipante alla gara) renda dichiarazioni sostitutive relative anche ad altri soggetti, a norma dell'art. 47 comma 2, d.P.R. n. 445 del 2000, deve essere risolta nel senso dell'ammissibilità, in linea generale, di tale modalità di adempimento all'onere di rendere le dichiarazioni sostitutive” (cfr., fra le tante, TAR Lombardia, sez. I, 13 aprile 2011, n. 959).
DOCUMENTO IDENTITA’ – INDISPENSABILE PER ESISTENZA AUTOCERTIFICAZIONE STESSA – NO SOCCORSO ISTRUTTORIO (47 DPR 445)
Vanno parimenti respinte, ancorchè le conclusioni sopra raggiunte legittimino, da sole, l’esclusione della ricorrente, le doglianze ricorsuali che avversano l’altra causa di esclusione, ovvero la omessa allegazione alla domanda di partecipazione del documento di identità del legale rappresentante della società, firmatario della stessa, ritenuta “non soccorribile”.
Sul tema, il Collegio può limitarsi a richiamare la recente giurisprudenza della Sezione (Tar Lazio, Roma, I-quater, 4 ottobre 2017, n. 10033), secondo cui “l’allegazione del documento di identità alla dichiarazione attestante circostanze o fatti o stati determinati è elemento indispensabile perché venga ad esistenza l’autocertificazione stessa, come costruita dall’art. 47 DPR 445/2000. In assenza di tale allegazione, la dichiarazione resa, pur fisicamente presente in atti, è priva del valore legale tipico, ossia quello di autocertificazione, delineato dalla fattispecie normativa, traducendosi in inesistenza giuridica della autocertificazione stessa. Secondo giurisprudenza costante, in sede di partecipazione a gara pubblica, la produzione della fotocopia del documento d’identità del dichiarante deve essere considerata elemento costitutivo dell'autocertificazione e, trattandosi di requisito formale ad substantiam dell’autocertificazione stessa, la sua mancanza non è regolarizzabile, pena la violazione della par condicio tra i concorrenti, poiché l’allegazione di copia del documento d’identità costituisce adempimento di valore essenziale, volto a garantire l’esatta provenienza di ogni singola documentazione esibita (cfr. T.A.R. Veneto, Sez. I, 26 gennaio 2017, n. 85; T.A.R. Calabria, Reggio Calabria, 16 gennaio 2015, n. 62; Cons. Stato, Sez. V, 26 marzo 2012, n. 1739; T.A.R. Abruzzo, Pescara, 15 luglio 2014, n. 347; T.A.R. Calabria, Catanzaro, Sez. II, 19 ottobre 2012, n. 1008).