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Timestamp: 2020-07-03 15:58:14+00:00
Document Index: 48527171

Matched Legal Cases: ['art. 102', 'art. 103', 'art. 104', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Dichiarazione di delinquenza abituale
Dichiarazione di delinquenza abituale: la Corte di Appello di Bologna fa chiarezza nella procedura di accertamento dello stato
Potrei parlarti delle recenti notizie di cronaca locale diffuse dai più noti quotidiani online sull’ultimo tentativo di intrusione sventato, ma rischierei di diventare autoreferenziale, così ho deciso di affrontare un argomento che tuttavia è in tema con questa rubrica: la dichiarazione di delinquenza abituale.
Cos’è la dichiarazione di delinquenza abituale
La dichiarazione di delinquenza abituale è un istituto regolato dagli artt. 102, 103, 104 del codice penale. L’art. 102 definisce delinquente abituale colui che nell’arco dei dieci anni successivi alla reclusione scontata per aver commesso tre delitti non colposi della stessa specie, riporta un’altra condanna per la stessa tipologia di delitto.
L’art. 103 prevede invece che la dichiarazione di abitualità possa essere pronunciata anche contro chi, dopo essere stato condannato per due delitti non colposi, riporta un’altra condanna se il giudice considerando la tipologia, la gravità, il tempo entro cui sono stati commessi, la condotta del reo, lo ritiene abitualmente dedito al delitto.
L’art. 104 regola invece l’abitualità nelle contravvenzioni, stabilendo che colui che è già stato condannato all’arresto per tre contravvenzioni della stessa specie e riporta un’altra condanna per un’altra contravvenzione della stessa specie, verrà dichiarato contravventore abituale se il giudice, dopo aver valutato la condotta e il genere di vita del colpevole, il tempo entro il quale egli ha commesso i reati e la specie, ritiene che il colpevole si dedichi abitualmente al reato.
Quali effetti produce la dichiarazione di delinquenza abituale
La dichiarazione di delinquenza abituale comporta aumenti di pena, l’applicazione di misure di sicurezza, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’inapplicabilità della circostanza attenuante.
La dichiarazione di delinquenza abituale si estingue solo per effetto della riabilitazione.
Chi è il delinquente o contravventore abituale
Viene dichiarato delinquente o contravventore abituale quella persona pericolosa che è abitualmente dedita al reato. Si parla di stato soggettivo che qualifica il delinquente o contravventore abituato a compiere attività illecite.
Quando può essere dichiarata la delinquenza abituale
La Corte di Appello di Bologna, con sentenza n. 3177/2019 del 17/05/2019, stabilisce che lo stato di delinquente abituale può essere dichiarato previo accertamento processuale dei requisiti richiesti e non può essere pronunciata sull’esclusiva base di precedenti condanne ricorse nel passato.
La Corte di Appello di Bologna si è espressa su ricorso in appello, facendo chiarezza su una precedente sentenza del Tribunale di Piacenza, che dichiarava delinquente abituale l’imputato che, avendo precedenti penali per reati contro l’amministrazione della giustizia e contro il patrimonio e avendo già scontato un periodo di custodia cautelare, si trovava in cautelare per altro delitto.
Con la sentenza n. 3177/2019 la Corte Suprema accoglie in parte l’appello del ricorrente che sosteneva che il giudice, nel dichiarare l’imputato delinquente abituale, aveva valutato sulla base di un mero automatismo la recidiva reiterata in riferimento alle condanne riportate nel passato, alla condotta e le altre circostanze che dimostravano che l’imputato era dedito ad attività illecite: uniche fonti di reddito dalle quali traeva sostentamento, senza però accertare i requisiti richiesti.
Detto questo possiamo concludere che generalizzare non è mai opportuno; anche noi, quando intitoliamo i video dei tentativi di intrusione che sventiamo, per citare le persone che tentano di entrare nelle strutture che controlliamo, non usiamo il termine “delinquenti”. Le indichiamo come “persone sospette”, perché non ne conosciamo lo stato soggettivo, e non possiamo qualificarle sul mero automatismo che si crea in valutazione dell’atteggiamento che assumono in un dato momento.
Certo, la circostanza che li mostra in possesso di attrezzi da scasso ci fa capire che hanno cattive intenzioni, e quindi li allontaniamo dalle strutture controllate.
Non sappiamo realmente se abbiamo a che fare con “delinquenti abituali” o persone comuni che si trovano ad affrontare particolari momenti della loro vita che li inducono a delinquere saltuariamente per sbarcare il lunario.
Solo in determinati contesti, in cui è chiaro che i soggetti sono gli stessi di altre circostanze, quando le immagini video vengono analizzate dalle forze dell’ordine e valutate come appartenenti a delinquenti abituali e quando le testate giornalistiche locali riportano la notizia delle intrusioni che sventiamo, alludendo a bande di malviventi, ci troviamo nella condizione di indentificare come “possibili delinquenti abituali” gli intrusi che tentano il colpo.
È complicato accertare lo stato soggettivo di una persona senza cadere nell’errore o nella violazione di un diritto. Prima di valutare e giudicare un comportamento è necessario analizzare tanti aspetti. Sei d’accordo con me?
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