Source: http://gruppoiren.it/sostenibilita_governance.asp
Timestamp: 2017-02-22 04:29:02+00:00
Document Index: 157066665

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 147', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 2391', 'art. 7', 'art. 21', 'art. 2390', 'art. 123', 'art. 84', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 3']

Il Gruppo Iren adotta un sistema di governo societario di tipo tradizionale, conforme ai principi contenuti nel Codice di Autodisciplina delle Società quotate emanato da Borsa Italiana. Il Consiglio di Amministrazione (CdA) è investito dei più ampi poteri per l'amministrazione ordinaria e straordinaria e l'attuazione e il raggiungimento dell'oggetto sociale.
A seguito delle modifiche statutarie approvate dall’Assemblea dei Soci del 19 giugno 2013, con la soppressione del Comitato Esecutivo, i soci hanno inteso investire il Consiglio di Amministrazione (CdA) dei più ampi poteri per l’amministrazione ordinaria e straordinaria della Società, attribuendogli in particolare la facoltà di compiere tutti gli atti che ritenga opportuni per l’attuazione e il raggiungimento dell’oggetto sociale, anche organizzando la Società ed il Gruppo per aree di business, siano esse strutturate in Società o divisioni operative, esclusi soltanto gli atti che la Legge e lo Statuto stesso riservano all’Assemblea. Il Consiglio di Amministrazione valuta le performance economiche, ambientali e sociali dell’organizzazione, i rischi e le opportunità rilevanti, la conformità agli standard e ai codici di condotta e ai principi dichiarati in occasione dell’approvazione del bilancio di esercizio, della situazione semestrale e delle situazioni trimestrali. Il Consiglio di Amministrazione, inoltre, prende visione delle performance socio-ambientali rendicontate annualmente nel Bilancio di Sostenibilità.
Il Consiglio di Amministrazione di Iren in carica al 31 dicembre 2015 è stato nominato dall'Assemblea dei Soci del 27 giugno 2013 (per tre esercizi, sino all'approvazione del bilancio della Società al 31 dicembre 2015) ed è composto da 13 consiglieri. Gli articoli 18, 19 e 20 del vigente Statuto disciplinano la composizione, la nomina, le modalità e i criteri di presentazione delle liste per l'elezione degli Amministratori. Le norme statutarie sono tali da garantire un'adeguata presenza del genere meno rappresentato in seno all'organo (art. 3 L. 120/2011 e Regolamento di attuazione D.P.R. 251/2012). Più nello specifico, relativamente al mandato in corso, nel rispetto della quota di componenti riservata al genere meno rappresentato (almeno un quinto del totale degli amministratori da nominare) 3 Consiglieri eletti sono di genere femminile. Lo Statuto inoltre assicura l'elezione di almeno un amministratore di minoranza (art. 147ter, comma 3 TUF).
In base allo Statuto, il Consiglio di Amministrazione delega proprie competenze ad uno o più dei suoi componenti e può inoltre attribuire al Presidente, al Vice Presidente e all'Amministratore Delegato deleghe, purché non confliggenti le une con le altre.
L'Organo Delegato può decidere di delegare parte dei propri compiti e responsabilità ai propri primi riporti gerarchici e, in casi specifici e particolari, ad altri collaboratori dalle comprovate capacità e competenze. Tali deleghe possono riguardare poteri di firma e di spesa, poteri di rappresentanza, poteri in materia di sicurezza ed igiene del lavoro, prevenzione incendi (art. 16 del D. Lgs. 81/2008 e s.m.i.), tutela e salvaguardia dell'ambiente. Un'apposita linea guida prevede le modalità di gestione, aggiornamento, conservazione e revoca delle deleghe e delle procure.
Al 31 dicembre 2015 nel Consiglio di Amministrazione, 5 Consiglieri sono in possesso di requisiti di indipendenza (artt. 147, comma 4 e 148, comma 3 TUF e art. 3 del Codice di Autodisciplina di Borsa Italiana).
L'indipendenza degli Amministratori è periodicamente valutata dal Consiglio di Amministrazione dopo la nomina e, successivamente, con cadenza annuale. Il Collegio Sindacale, nell'ambito dei compiti ad esso attribuiti dalla legge, verifica la corretta applicazione dei criteri e delle procedure di accertamento adottati dal consiglio per valutare l'indipendenza dei propri membri. L'esito delle valutazioni del Consiglio e del Collegio Sindacale è comunicato al mercato.
Come previsto dall'art. 2391 del Codice Civile, gli Amministratori che hanno, per conto proprio o di terzi, un interesse in una particolare operazione lo comunicano preventivamente agli altri Amministratori ed al Collegio Sindacale, precisandone la natura, i termini, l'origine e la portata; ove si tratti dell'Amministratore Delegato, il medesimo deve altresì astenersi dal compiere l'operazione, investendo della stessa l'organo collegiale.
Gli Amministratori partecipano attivamente alle sedute del Consiglio di Amministrazione, ricevendo ampia informativa sugli argomenti relativi alle decisioni da assumere. Oltre alle numerose sedute di CdA, sono state organizzate alcune riunioni preliminari, nelle quali l'Amministratore Delegato o i Dirigenti strategici hanno illustrato, anche in più fasi, il progetto di bilancio, il progetto di budget, il progetto di Piano Industriale, alcune operazioni straordinarie e le principali iniziative del Gruppo.
Inoltre sono state avviate iniziative per la partecipazione a corsi e convegni a favore dei Consiglieri di Amministrazione e dei membri del Collegio Sindacale. Si tratta di un programma di formazione sui compiti e le responsabilità inerenti la carica di componente di organi di amministrazione e controllo di società quotate, in linea con quanto raccomandato dal Codice di Autodisciplina, rivolto ai componenti degli organi sociali in carica in società quotate. Tali riunioni sono state, a vario titolo, importanti occasioni formative, informative e di comunicazione relativamente agli aspetti societari, economici, sociali e ambientali.
Secondo quanto previsto dal Codice di Autodisciplina, il CdA effettua, almeno una volta l'anno, un'attività di autovalutazione del funzionamento del Consiglio stesso e dei suoi Comitati (Board evaluation), nonché della loro dimensione e composizione. Tenuto conto delle raccomandazioni formulate da Borsa Italiana è stata richiamata l'attenzione sulle aree critiche individuate dal CdA in esito all'attività di Board evaluation, anche al fine di valutare l'efficacia di azioni correttive e migliorative avviate nel corso dell'esercizio 2015 a fronte dei suggerimenti avanzati.
Nel corso del 2015, il Consiglio di Amministrazione di Iren ha tenuto 19 riunioni. Le date delle riunioni del Consiglio di Amministrazione per l'approvazione delle relazioni intermedie di gestione, della relazione semestrale e del progetto di Bilancio d'esercizio e Bilancio consolidato sono riportate nel calendario eventi societari pubblicato sul sito istituzionale.
(Testo Unico della Finanza)
(Codice di Autodisciplina
Vice Presidente (dal 04/06/2015)
Amministratore (fino al 04/06/2015)
Vice Presidente (fino al 30/04/2015)
Amministratore non esecutivo non indipendente
Amministratore (dal 04/06/2015)
Il Comitato per la Remunerazione e le Nomine è composto da tre Amministratori non esecutivi, la maggioranza dei quali indipendenti. Il Presidente del Comitato è scelto tra gli Amministratori indipendenti. Almeno un componente del Comitato possiede un'adeguata conoscenza ed esperienza in materia finanziaria o di politiche retributive che viene valutata dal Consiglio di Amministrazione al momento della nomina. Il Comitato svolge le funzioni previste dall'art. 7 del vigente Codice di Autodisciplina adottato di Iren ed, in particolare, le seguenti funzioni propositive e consultive nei confronti del Consiglio di Amministrazione:
valuta periodicamente l'adeguatezza, la coerenza complessiva e la concreta applicazione della politica per la remunerazione degli Amministratori con deleghe e dei Dirigenti con responsabilità strategiche, avvalendosi a tale ultimo riguardo delle informazioni fornite dagli Amministratori con deleghe;
presenta proposte o esprime pareri al Consiglio di Amministrazione sulla remunerazione degli Amministratori con deleghe e degli altri Amministratori che ricoprono particolari cariche, nonché sulla fissazione degli obiettivi di performance correlati alla componente variabile della remunerazione;
monitora l'applicazione delle decisioni adottate dal Consiglio stesso, verificando, in particolare, l'effettivo raggiungimento degli obiettivi di performance;
riferisce agli azionisti sulle modalità di esercizio delle proprie funzioni (a tal fine all'Assemblea annuale dovrebbe essere presente il Presidente o altro componente del Comitato). Il potere di determinare la remunerazione degli amministratori investiti di cariche particolari previste dallo Statuto rimane in capo al Consiglio di Amministrazione, sentito il Comitato per la Remunerazione e il Collegio Sindacale, ai sensi dell'art. 21 del vigente Statuto.
In materia di nomine, il Comitato esercita le seguenti funzioni (previste dal Codice di Autodisciplina):
formulare pareri al Consiglio di Amministrazione in merito alla dimensione e alla composizione dello stesso ed esprimere raccomandazioni in merito alle figure professionali la cui presenza all'interno del Consiglio sia ritenuta opportuna;
esprimere raccomandazioni al Consiglio di Amministrazione in merito al numero massimo di incarichi di Amministratore o di Sindaco in altre società quotate in mercati regolamentati (anche esteri), in società finanziarie, bancarie, assicurative o di rilevanti dimensioni, compatibile con un efficace svolgimento dell'incarico di Amministratore di Iren, tenendo in considerazione la partecipazione dei Consiglieri ai Comitati costituiti all'interno del Consiglio, nonché in merito alle deroghe al divieto di concorrenza previsto dall'art. 2390 del Codice Civile;
proporre al Consiglio di Amministrazione candidati alla carica di Amministratore nei casi di cooptazione ex 2386 comma 1 Codice Civile, ove occorra sostituire Amministratori indipendenti, assicurando il rispetto delle prescrizioni sul numero minimo di amministratori indipendenti e sulle quote riservate al genere meno rappresentato;
predisporre una proposta – da sottoporre al Consiglio di Amministrazione – di Linee guida in materia di nomine nelle Società di Primo Livello e nelle società del Gruppo da queste controllate o comunque nelle quali Iren (direttamente o indirettamente) designa componenti degli organi sociali e verificare il rispetto delle suddette Linee guida, con il supporto delle strutture competenti;
effettuare l'istruttoria sulla predisposizione del piano per la successione degli Amministratori esecutivi, ove adottato dalla Società;
supportare il Consiglio di Amministrazione nell'attività di autovalutazione annuale del Consiglio e dei suoi Comitati ai sensi del Codice di Autodisciplina, attività che può essere svolta anche con l'ausilio di un consulente esterno per gli aspetti metodologici.
REMUNERAZIONE DEI MEMBRI DEL CDA E DEI DIRIGENTI CON RESPONSABILITÀ STRATEGICHE
L'Assemblea dei Soci di Iren determina, all'atto della nomina e per tutta la durata del mandato, il compenso complessivo annuale per i componenti del Consiglio di Amministrazione e l'importo massimo complessivo per la remunerazione degli Amministratori investiti di particolari cariche statutariamente previste.
Il Consiglio di Amministrazione definisce, su proposta del Comitato per la Remunerazione e le Nomine della Società e sentito anche il Collegio Sindacale, la struttura ed i compensi per gli amministratori statutariamente investiti di particolari cariche (Presidente, Vice Presidente e Amministratore Delegato) e il compenso per la partecipazione degli Amministratori ai Comitati costituiti in seno allo stesso Consiglio.
Il Consiglio di Amministrazione, inoltre, definisce gli obiettivi a cui è correlata la componente variabile annua di breve periodo della remunerazione dell'Amministratore Delegato.
L'Amministratore Delegato determina concretamente, tenuto conto di quanto stabilito nella politica per la remunerazione, le retribuzioni dei Dirigenti con Responsabilità Strategiche e definisce, nello specifico, gli obiettivi a cui è correlata la componente variabile annua di breve periodo dei Dirigenti con responsabilità strategiche, avvalendosi del supporto del Comitato per la Remunerazione e le Nomine della Società.
Il Comitato per la Remunerazione e le Nomine di Iren SpA può avvalersi dell'opera di consulenti esterni esperti in materia di politiche retributive, verificando preventivamente che non si trovino in situazioni che ne compromettano l'indipendenza di giudizio. Nella Relazione annuale sulla Remunerazione è altresì prevista l'indicazione del nominativo degli esperti indipendenti eventualmente intervenuti nella predisposizione della politica delle remunerazioni. La definizione della Politica per la remunerazione e quella del piano di incentivazione a lungo termine sono avvenute con il supporto di Consulenti esterni che non avevano e non hanno alcun altro incarico da parte di Società del Gruppo.
Nel corso del 2015 il Consiglio di Amministrazione di Iren ha approvato le "Linee guida in materia di politica retributiva degli Amministratori esecutivi e dei dirigenti con responsabilità strategiche del Gruppo", la "Relazione sulla remunerazione" (che illustra la politica della società in materia di remunerazione dei componenti degli organi di amministrazione e dei Dirigenti con Responsabilità Strategiche) e il Piano di Incentivazione di lungo termine per l'Amministratore Delegato della Società e i Dirigenti con Responsabilità Strategiche del Gruppo.
La remunerazione degli Amministratori non esecutivi non è legata ai risultati economici conseguiti, ma commisurata all'impegno richiesto a ciascuno di essi, tenuto anche conto dell'eventuale partecipazione ad uno o più Comitati interni al Consiglio di Amministrazione.
Per il Presidente ed il Vice Presidente il compenso è determinato in misura fissa e non sono previsti bonus legati alle performance.
In linea generale, non sono previste indennità di fine carica/per la risoluzione del rapporto di lavoro a favore dei Consiglieri di Iren.
Per l'Amministratore Delegato e i Dirigenti con responsabilità strategiche la parte variabile della retribuzione è suddivisa in due parti, quella a breve termine e quella a lungo termine. La prima, che al raggiungimento di tutti gli obiettivi può arrivare fino al 25% della retribuzione fissa, è basata su un sistema MBO che prende in considerazione obiettivi di tipo economico-finanziario, obiettivi trasversali al Gruppo e obiettivi specifici per Area organizzativa/Business Unit, con un gate (cancello preliminare a qualsiasi erogazione) collegato a fattori economici (EBITDA); gli obiettivi trasversali e quelli specifici prevedono obiettivi non solo di tipo economico-finanziario, ma anche di tipo ambientale, organizzativo, relazionale e sociale. La remunerazione variabile a lungo termine, introdotta dal 2015, è di tipo monetario, con importi su base annua fino al 25% della retribuzione fissa (al raggiungimento di tutti gli obiettivi). Gli obiettivi sono collegati al raggiungimento di parametri economici stabiliti nel Piano Industriale di Gruppo per il periodo 2015-2018, al termine del quale potrà avvenire l'erogazione. È inoltre previsto, come gate, il mantenimento dell'investment grade attribuito da una delle tre maggiori Agenzie di rating. Non sono utilizzati bonus o incentivi specifici all'atto di nomina/assunzione del ruolo.
L'indennità di fine rapporto e i trattamenti previdenziali integrativi per i Dirigenti con Responsabilità Strategiche sono quelli stabiliti da norme di legge e dal contratto collettivo nazionale di lavoro.
Iren predispone (art. 123ter TUF e art. 84quater Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e ss.mm.ii) una Relazione annuale sulla remunerazione che illustra, tra l'altro, la politica in materia di remunerazione dei componenti del Consiglio di Amministrazione e dei Dirigenti con responsabilità strategiche. La Relazione è, tra l'altro, finalizzata ad accrescere la conoscenza e la consapevolezza degli azionisti e, in generale, degli investitori e del mercato. In vista dell'approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione, la Relazione annuale viene esaminata dal Comitato per la Remunerazione e le Nomine. Almeno ventuno giorni prima della data dell'Assemblea degli azionisti, convocata per l'approvazione del bilancio d'esercizio, Iren mette la Relazione a disposizione del pubblico e degli azionisti. La prima sezione della Relazione sulla Remunerazione viene sottoposta al voto (non vincolante) dell'Assemblea degli azionisti. Il Codice di Autodisciplina di Iren prevede che all'Assemblea annuale di approvazione del bilancio sia presente il Presidente del Comitato per la Remunerazione e le Nomine o un altro componente del Comitato, anche al fine di riferire agli azionisti sulle modalità di esercizio delle funzioni assegnate al Comitato stesso. A valle dell'Assemblea, il Comitato per la Remunerazione e le Nomine procede all'analisi dei risultati di voto sulla Relazione annuale sulla remunerazione, all'esame di eventuali tematiche emerse in occasione dell'Assemblea degli azionisti nonché all'avvio delle valutazioni funzionali alla revisione della Politica per la Remunerazione adottata dal Gruppo.
Nel 2015 è stata avviata, da parte del Comitato per la Remunerazione e le Nomine, l'istruttoria finalizzata all'adozione di uno strumento di incentivazione a lungo termine, avente quali finalità, tra l'altro, quella di agevolare l'allineamento degli interessi del management con il perseguimento dell'obiettivo prioritario della creazione di valore per gli azionisti in un orizzonte di medio-lungo periodo. L'istruttoria si è conclusa con l'approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione di un Piano di incentivazione di lungo termine monetario 2015-2018.
Il Comitato Controllo e Rischi è composto da tre Amministratori non esecutivi, la maggioranza dei quali indipendenti. Il Presidente del Comitato è scelto tra gli Amministratori indipendenti. Almeno un componente del Comitato possiede un’adeguata esperienza in materia contabile e finanziaria o di gestione dei rischi (ritenuta adeguata dal Consiglio di Amministrazione al momento della nomina).
Ai sensi dell’art. 8.5 del Codice di Autodisciplina della Società, il Comitato Controllo e Rischi, nell’assistere il Consiglio di Amministrazione:
supporta, con un’adeguata attività istruttoria, le valutazioni e le decisioni del Consiglio relative al sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, nonché quelle relative all’approvazione delle relazioni finanziarie periodiche;
esprime pareri su specifici aspetti inerenti le Risk Policies, l’identificazione dei principali rischi aziendali e il Piano di Audit, nonché in merito alle linee di indirizzo del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi;
esamina le relazioni periodiche, aventi per oggetto la valutazione del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, e quelle di particolare rilevanza predisposte dalla funzione Internal Auditing;
monitora l’autonomia, l’adeguatezza, l’efficacia e l’efficienza della funzione di Internal Auditing;
può chiedere alla funzione di Internal Auditing lo svolgimento di verifiche su specifiche aree operative, dandone contestuale comunicazione al Presidente del Collegio Sindacale;
riferisce al Consiglio, almeno semestralmente, sull’attività svolta nonché sull’adeguatezza del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.
Il Direttore Risk Management e le altre funzioni di controllo dei rischi sono convocati almeno due volte all'anno dal Comitato Controllo e Rischi che può richiedere approfondimenti su alcune specifiche tematiche e commissionare analisi dettagliate su determinati rischi. Nel corso del 2015 il Comitato ha richiesto alla Direzione Risk Management un risk assessment del Piano Industriale al 2020.
Il Comitato per le Operazioni con Parti Correlate (COPC) è composto da tre Amministratori non esecutivi in possesso dei requisiti di indipendenza previsti dagli artt. 147ter comma 4 e 148, comma 3 del TUF e degli ulteriori requisiti previsti dall’art. 3 del vigente Codice di Autodisciplina adottato dalla Società. Al fine di garantire il doppio requisito dell’indipendenza e della non correlazione nella singola operazione da esaminare, è previsto che il COPC venga integrato con altri Amministratori indipendenti e non correlati nella singola operazione da esaminare presenti nel Consiglio di Amministrazione della Società, attribuendo al Presidente del COPC il compito di individuare un sotto-comitato (i c.d. membri designati) composto di tre Amministratori indipendenti e non correlati in relazione alla singola operazione con parte correlata da esaminare.
Con riferimento alle operazioni di minor rilevanza, ai sensi del Regolamento interno in materia di Operazioni con Parti Correlate, qualora non vi sia neppure un membro del COPC indipendente e non correlato e nel Consiglio di Amministrazione non vi siano altri amministratori dotati dei requisiti necessari ad integrare la composizione del COPC, il parere motivato non vincolante sarà fornito da un esperto indipendente nominato dal presidente del Comitato, sentito il Presidente del Collegio Sindacale.
Con riferimento alle operazioni di maggior rilevanza, individuate come tali ai sensi del Regolamento, qualora non vi siano almeno tre amministratori indipendenti non correlati, il Presidente del Comitato provvederà a designare uno o, se possibile, due amministratori indipendenti e non correlati; qualora non vi siano amministratori indipendenti e non correlati, tali attività saranno svolte dal collegio sindacale o da un esperto indipendente nominato dal Presidente del Comitato, sentito il Presidente del Collegio Sindacale.
Il Comitato per le Operazioni con Parti Correlate esprime il proprio parere in relazione all’effettuazione delle operazioni di minore e maggiore rilevanza con Parti Correlate e, in generale, svolge anche tutte le altre funzioni assegnate in materia di operazioni con Parti Correlate, ai sensi del Regolamento Consob in tema di operazioni con parti correlate.
Il Collegio Sindacale si compone di tre sindaci effettivi e due supplenti che durano in carica per tre esercizi, con scadenza alla data dell’Assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo all’ultimo esercizio della loro carica e sono rieleggibili.
Gli articoli 28 e 29 dello Statuto stabiliscono le modalità di nomina del Collegio Sindacale attraverso il voto di lista ed in modo tale da garantire un’adeguata presenza del genere meno rappresentato in seno all’organo, in attuazione dell’art. 3 L. 120/2011 e del Regolamento di attuazione D.P.R. 251/2012. Compiti e funzionamento sono disciplinati dalla vigente normativa. Con l'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2014, si è concluso il mandato del Collegio Sindacale precedentemente in carica. L'Assemblea degli Azionisti in data 28 aprile 2015 ha provveduto pertanto a nominare i membri del nuovo organo di controllo, che rimarrà in carica per gli esercizi 2015/2016/2017 (sino all'approvazione del bilancio della Società afferente all’esercizio 2017).
Di seguito si riporta la composizione dei Comitati Endoconsiliari e del Collegio Sindacale in carica al 31 dicembre 2015:
Fabiola Mascardi (Presidente)
Franco Amato (Presidente)
Barbara Zanardi (Presidente)
Michele Rutigliano (Presidente)
Anna Maria Fellegara (Sindaco Effettivo)
Emilio Gatto (Sindaco Effettivo)
Giordano Mingori (Sindaco Supplente)
Giorgio Mosci (Sindaco Supplente)