Source: http://studioaquilani.it/content/decreto-legislativo-26-marzo-2001-n-151
Timestamp: 2014-10-23 09:20:58+00:00
Document Index: 34136077

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 42', 'art. 24', 'art. 4', 'art. 42', 'art. 4', 'art. 20', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42']

L'invalidità civileNorme, sentenze, prassi, schedeTipo di documentoNormativa
ArgomentiBenefici per gli invalidi civili
Benefici per i portatori di handicap
Normativa Congedo straordinario, Benefici per i portatori di handicap Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151
(in G.U. n. 96 del 26.4.2001) [omissis]
4. Il prolungamento di cui al comma 1 decorre dal termine del periodo corrispondente alla durata massima del congedo parentale spettante al richiedente ai sensi dell'articolo 32.1
Riposi e permessi per i figli con handicap grave.
2. Il diritto a fruire dei permessi di cui all'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni, è riconosciuto, in alternativa alle misure di cui al comma 1, ad entrambi i genitori, anche adottivi, del bambino con handicap in situazione di gravità, che possono fruirne alternativamente, anche in maniera continuativa nell'ambito del mese.
3. [Successivamente al raggiungimento della maggiore età del figlio con handicap in situazione di gravità, la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre hanno diritto ai permessi di cui all'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Ai sensi dell'articolo 20 della legge 8 marzo 2000, n. 53, detti permessi, fruibili anche in maniera continuativa nell'àmbito del mese, spettano a condizione che sussista convivenza con il figlio o, in assenza di convivenza, che l'assistenza al figlio sia continuativa ed esclusiva].
6. I riposi, i permessi e i congedi di cui al presente articolo spettano anche qualora l'altro genitore non ne abbia diritto.2
1. articolo così modificato (ai commi 1° e 4°) dal D.Lgs. 119/2011.
Il testo precedente alle modifiche era il seguente:
2. L'art. 24, comma 2°, L. 183/2010, ha modificato il 2° comma ed abrogato il 3° comma dell'art. 42 D.Lgs. 151/2001.
Il testo, prima di queste modifiche era il seguente:
2. Successivamente al compimento del terzo anno di vita del bambino con handicap in situazione di gravità, la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre hanno diritto ai permessi di cui all'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Detti permessi sono fruibili anche in maniera continuativa nell'àmbito del mese.
3. Successivamente al raggiungimento della maggiore età del figlio con handicap in situazione di gravità, la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre hanno diritto ai permessi di cui all'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Ai sensi dell'articolo 20 della legge 8 marzo 2000, n. 53, detti permessi, fruibili anche in maniera continuativa nell'àmbito del mese, spettano a condizione che sussista convivenza con il figlio o, in assenza di convivenza, che l'assistenza al figlio sia continuativa ed esclusiva.
5. La lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre o, dopo la loro scomparsa, uno dei fratelli o sorelle conviventi di soggetto con handicap in situazione di gravità di cui all'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, accertata ai sensi dell'articolo 4, comma 1, della legge medesima e che abbiano titolo a fruire dei benefìci di cui all'articolo 33, comma 1, del presente testo unico e all'articolo 33, commi 2 e 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, per l'assistenza del figlio, hanno diritto a fruire del congedo di cui al comma 2 dell'articolo 4 della legge 8 marzo 2000, n. 53, entro sessanta giorni dalla richiesta. Durante il periodo di congedo, il richiedente ha diritto a percepire un'indennità corrispondente all'ultima retribuzione e il periodo medesimo è coperto da contribuzione figurativa; l'indennità e la contribuzione figurativa spettano fino a un importo complessivo massimo di lire 70 milioni annue per il congedo di durata annuale. Detto importo è rivalutato annualmente, a decorrere dall'anno 2002, sulla base della variazione dell'indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. L'indennità è corrisposta dal datore di lavoro secondo le modalità previste per la corresponsione dei trattamenti economici di maternità. I datori di lavoro privati, nella denuncia contributiva, detraggono l'importo dell'indennità dall'ammontare dei contributi previdenziali dovuti all'ente previdenziale competente. Per i dipendenti dei predetti datori di lavoro privati, compresi quelli per i quali non è prevista l'assicurazione per le prestazioni di maternità, l'indennità di cui al presente comma è corrisposta con le modalità di cui all'articolo 1 del decreto-legge 30 dicembre 1979, n. 663, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33. Il congedo fruito ai sensi del presente comma alternativamente da entrambi i genitori non può superare la durata complessiva di due anni; durante il periodo di congedo entrambi i genitori non possono fruire dei benefìci di cui all'articolo 33, comma 1, del presente testo unico e all'articolo 33, commi 2 e 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, fatte salve le disposizioni di cui ai commi 5 e 6 del medesimo articolo. I soggetti che usufruiscono dei permessi di cui al presente comma per un periodo continuativo non superiore a sei mesi hanno diritto ad usufruire di permessi non retribuiti in misura pari al numero dei giorni di congedo ordinario che avrebbero maturato nello stesso arco di tempo lavorativo, senza riconoscimento del diritto a contribuzione figurativa.
Il testo risultante dalle modifiche apportate dall'art. 24, comma 2°, L. 183/2010 era quindi il seguente:
2. Successivamente al compimento del terzo anno di età del bambino con handicap in situazione di gravità, il diritto a fruire dei permessi di cui all’ articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni, è riconosciuto ad entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne alternativamente, anche in maniera continuativa nell’ambito del mese.
[3. Successivamente al raggiungimento della maggiore età del figlio con handicap in situazione di gravità, la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre hanno diritto ai permessi di cui all'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Ai sensi dell'articolo 20 della legge 8 marzo 2000, n. 53, detti permessi, fruibili anche in maniera continuativa nell'àmbito del mese, spettano a condizione che sussista convivenza con il figlio o, in assenza di convivenza, che l'assistenza al figlio sia continuativa ed esclusiva.]
E' poi intervenuto l'art. 4, 1° comma, del D.Lgs. 119/2011, che, all'art. 42 in esame, ha ulteriormente modificato il 2° comma, ha modificato il 5° comma, ed ha aggiunto i commi da 5-bis a 5 quinquies.
Ne è risultato il testo sopra riprodotto.
Search this site La norma che riconosce il diritto al congedo straordinario (D.Lgs. n. 151/2001) L'articolo a fianco riproduce il testo dell'art. 4, comma 4-bis, e dell'art. 20, Legge n. 53 dell'8 marzo 2000. Il 5° comma è il risultato delle modifiche apportate, al testo originario, dall'art. 3, D.Lgs. n. 115 del 23 aprile 2003, dall'art. 3, comma 106, L. n. 350 del 24 dicembre 2003, e dal comma 1266 dell'art. 1, L. n. 296 del 27 dicembre 2006.
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 158/2007, ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l'art. 42, comma 5, del D.Lgs. 151/2001, nella parte in cui non prevede, in via prioritaria rispetto agli altri congiunti indicati dalla norma, anche per il coniuge convivente con «soggetto con handicap in situazione di gravità», il diritto a fruire del congedo straordinario.
Ulteriori modifiche, come illustrato nelle note, sono state apportate dal D.Lgs. 183/2010 e dal D.Lgs. 119/2011
Marco Aquilani - ultima revisione 30.7.2011
Corte Costituzionale, Sentenza 18 aprile 2007, n. 158 Disabile - Coniuge convivente - Diritto al congedo straordinario per l'assistenza - Mancata previsione - Violazione di un diritto fondamentale della persona nonché dei principi di uguaglianza, di tutela della salute e di tutela della famiglia fondata sul matrimonio - Illegittimità costituzionale "in parte qua".
Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, Sentenza 16 giugno 2008, n. 16207 Licenziamenti - congedo parentale - abuso - giusta causa di recesso - configurabilità
Corte Costituzionale, Sentenza 18 luglio 2013, n. 203 Giudizio di legittimità costituzionale in via incidentale. Disabile - Congedo per la cura e l'assistenza di persona in situazione di disabilita' grave - Soggetti legittimati alla fruizione del beneficio - Mancata previsione che, in assenza di altri soggetti idonei, sia legittimato altro parente o affine convivente - Petitum volto ad estendere la fruibilita' del congedo straordinario ad una platea indefinita di soggetti - Richiesta di intervento additivo in assenza di una soluzione costituzionalmente necessitata - Inammissibilita' della questione. - Decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, art. 42, comma 5. - Costituzione, artt. 2, 3, 4, 29, 32, 35 e 118, quarto comma. Disabile - Congedo per la cura e l'assistenza di persona in situazione di disabilita' grave - Soggetti legittimati alla fruizione del beneficio - Mancata inclusione del parente o dell'affine entro il terzo grado convivente, in caso di mancanza, decesso o patologia invalidante dei soggetti individuati dalla disposizione impugnata - Violazione degli inderogabili doveri di solidarieta', del diritto alla salute, della tutela della famiglia, e del ruolo privilegiato della famiglia nell'attuazione di interessi generali legati all'assistenza e al benessere della persona - Illegittimita' costituzionale in parte qua - Assorbimento degli ulteriori motivi di censura. - Decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, art. 42, comma 5. - Costituzione, artt. 2, 3, 29, 32 e 118, quarto comma (artt. 4 e 35).
Parere dell'Ufficio personale pubbliche amministrazioni della Funzione pubblica, numero 21 del 18 marzo 2008 Congedo per assistenza al figlio disabile ai sensi dell'art. 42 comma 5 del decreto - legislativo 26 marzo 2001 n. 151 - riflessi su conteggio ferie e tredicesima mensilità.
Messaggio Inps numero 31250 del 10 dicembre 2010 Congedo straordinario ex art. 42, c. 5, del D.Lgs 151/2001 ed Ente previdenziale competente all'erogazione dell'indennità.
Circolare Inps numero 41 del 16 marzo 2009 Estensione del diritto al congedo di cui all’ art. 42, comma 5, D.Lgs. 151/2001 al figlio convivente con la persona in situazione di disabilità grave Circolare Inps numero 32 del 6 marzo 2012 Decreto legislativo n. 119 del 18 luglio 2011. “Attuazione dell’articolo 23 della legge 4 novembre 2010, n. 183, recante delega al Governo per il riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e permessi”.
Circolare Dipartimento della Funzione Pubblica, Servizio Studi e Consulenza Trattamento Personale, n. 1 del 3 febbraio 2012 modifiche alla disciplina in materia di permessi e congedi per l'assistenza alle persone con disabilità - decreto legislativo 18 luglio 2011, n. 119
Circolare Inps numero 159 del 15 novembre 2013 Sentenza della Corte costituzionale n. 203 del 3 luglio 2013 - Estensione del diritto al congedo di cui all’ art. 42, comma 5, decreto legislativo n. 151 del 26 marzo 2001 a parente o affine entro il terzo grado convivente con la persona in situazione di disabilità grave.
Decreto legislativo 18 luglio 2011, n. 119 Attuazione dell'articolo 23 della legge 4 novembre 2010, n. 183, recante delega al Governo per il riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e permessi. Di tutti i provvedimenti normativi, giurisprudenziali e amministrativi riprodotti è consigliato verificarne la corrispondenza con i testi ufficiali.
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