Source: http://www.galileilivorno.gov.it/index.php?option=com_content&view=article&id=129&Itemid=311
Timestamp: 2017-04-26 23:22:12+00:00
Document Index: 1728538

Matched Legal Cases: ['art.3', 'art. 11', 'art 15', 'art. 36', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4']

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POF 2015 (Scarica .pdf)
1 CONTESTO.. pag.2
1.1 Popolazione scolastica e risorse professionali pag.2
1.2 Territorio e capitale sociale. pag.2
La storia dell’Istituto. pag.2
Aspetti culturali, economici e sociali del territorio. pag.2
1.3 Risorse economiche e materiali: l’ambiente di apprendimento. pag.3
a. Strutture fisiche Allegato n.1. pag.3
b. Organizzazione dei processi didattici pag.3
1.4 Risorse professionali Allegato n. 5. pag.9
2 PROCESSI pag.10
Pratiche educative e didattiche. pag.10
2.1 Curricolo, progettazione, programmazione e valutazione. pag.10
Il Curricolo. pag.10
Il Curricolo d’Istituto. pag.10
IL PRIMO BIENNIO.. pag.10
IL SECONDO BIENNIO E L’ULTIMO ANNO.. pag.11
INDIRIZZO MECCANICA, MECCATRONICA ED ENERGIA. pag.12
INDIRIZZO ELETTRONICA, ELETTROTECNICA E AUTOMAZIONE. pag.13
INDIRIZZO INFORMATICA E TELECOMUNICAZIONI pag.14
INDIRIZZO CHIMICA, MATERIALI E BIOTECNOLOGIE. pag.15
IL PROGETTO S&TA. pag.16
La progettazione. pag.17
La progettazione didattica. pag.17
La valutazione. pag.17
2.2 Ambiente di apprendimento. pag.22
L’offerta formativa. pag.22
2.3 Inclusione e valorizzazione. pag.23
L’inclusione. pag.23
La valorizzazione delle eccellenze. pag.29
2.4 Continuità e orientamento. pag.30
L’orientamento. pag.30
Orientamento in entrata. pag.30
Orientamento in itinere. pag.31
Orientamento in uscita. pag.31
2.5 Integrazione con il territorio e rapporti con le famiglie. pag.32
Integrazione con il territorio. pag.32
Alternanza scuola lavoro. pag.32
Il CAF e l’impegno per l’eccellenza. pag.33
L’agenzia formativa. pag.33
Rapporti con le famiglie. pag.35
3. AUTOVALUTAZIONE PIANO DI MIGLIORAMENTO E RENDICONTAZIONE SOCIALE
3.1 L’autovalutazione d’Istituto e il RAV
3.2 Il Piano di Miglioramento
3.3 La rendicontazione sociale
__________________________________________________ 1 CONTESTO
1.1 Popolazione scolastica e risorse professionali
L’Istituto ha una popolazione scolastica composta da xxxx studenti, xxx docenti e xx personale ATA, di cui x Assistenti Amministrativi, x Assistenti Tecnici e x Ausiliari. Il trend degli ultimi anni vede un aumento costante delle iscrizioni, a cui non fa seguito un costante aumento del personale.
Nel 1887 fu inaugurata a Livorno la Scuola di Arti e Mestieri, con l’intenzione di preparare i giovani livornesi che l’avrebbero frequentata ad un lavoro specialistico nel settore delle industrie meccaniche e metallurgiche ma anche in quello delle Arti decorative. La nostra ha mantenuto quel carattere: la forte aderenza alle esigenze esterne, a quel territorio da cui e per cui nasce e che si riflette da sempre sui programmi e sulla varietà delle opportunità che offre ai suoi studenti al momento della scelta. Dopo il suo esordio ottocentesco come Scuola di Arti e Mestieri, si è poi rinnovata, nel corso del ‘900, con l’attivazione di specializzazioni che sono confluite negli attuali indirizzi, attraverso un percorso interno di continua riflessione per adeguarsi alle nuove frontiere dello sviluppo. Nella consapevolezza che la cultura scientifica e tecnologica sia il motore fondamentale dello sviluppo del nostro paese, l’ ITIS Galilei ha sempre cercato di favorire i processi di partecipazione e di sensibilizzazione, non solo come contributo sostanziale alla crescita culturale del singolo e della nostra città ma nella convinzione, ieri come oggi, che essi fossero presupposto irrinunciabile del pieno esercizio di cittadinanza di ciascuno dei suoi allievi. La storia rievocata è importante, come tutte le Storie, grandi e piccole, per comprendere l’oggi, la realtà quotidiana di questa scuola che è fatta di presenze, strutture, iniziative, progetti, idee, ma, soprattutto, dei nostri ragazzi che la animano e la rendono una presenza altamente qualificata, profondamente legata al tessuto economico-sociale della nostra città.
Il territorio dove opera il nostro Istituto è stato ed è teatro di cambiamenti significativi. Il superamento della cultura della “grande fabbrica” secondo il modello fordista e della monocoltura portuale, sta innescando opportunità conoscitive e formative del tutto inedite, legate alla necessità di costruire un modello sostenibile e durevole. Gli Istituti Tecnici Industriali, sono nati per rispondere al bisogno di figure quadro intermedie nell’industria. Ora che il sistema industriale è investito da un così profondo processo di riconversione, ridimensionamento e diversificazione, quelle istanze che avevano generato e fatto crescere questi Istituti, tornano ad essere importanti; la carenza e l’esigenza di figure professionali qualificate per l’industria italiana, si pongono di nuovo al centro al centro della discussione pubblica e politica affidando nuovamente agli Istituti Tecnici in genere, e quelli Tecnologici in particolare, un ruolo significativo. L’ I.T.I.S. di Livorno è in grado di offrire quei saperi scientifici e tecnologici necessari alla realizzazione dei piani d’intervento locali in linea con le nuove richieste del mercato: la nascita di nuove attività produttive nell’ambito del terziario, la riconversione ecologica del sistema industriale e portuale, la realizzazione di progetti di bonifica e di piani di prevenzione contro i rischi industriali, di reti informatiche, la produzione e la gestione di energia alternativa o integrativa al petrolio e l’allestimento di strutture economiche capaci di valorizzare le piccole economie locali di qualità esistenti nel nostro territorio. Abbiamo quindi una grossa responsabilità nei confronti di questo territorio, perché siamo in grado di offrire, a coloro che ne rappresentano il futuro, l’adattabilità ai contesti, lavorativi e socio-culturali. Nel corso della sua storia l'I.T.I.S. di Livorno ha assolto alla funzione di formare i quadri tecnici dell'industria locale, contribuendo quindi in misura significativa allo sviluppo e all'evoluzione dell'intero comprensorio industriale di Livorno. Le continue e profonde modificazione degli insegnamenti e dei piani di studio hanno consentito all'Istituto di offrire una formazione professionale sempre aggiornata alle innovazioni tecnologiche e produttive, e fondata, in misura crescente, su una adeguata cultura tecnico-scientifica.
1.3 Risorse economiche e materiali: l’ambiente di apprendimento
a. Strutture fisiche Allegato n.1
Un grande giardino, con strutture sportive e molte piante d’alto fusto, fa da collegamento agli edifici. Gli studenti svolgono attivit sportiva sia all’aperto, che al chiuso, nelle tre ampie palestre presenti.
La vocazione professionalizzante dell' Istituto è confermata dalla quantità e qualità delle infrastrutture didattiche: 32 laboratori ed 8 aule speciali, costruiti nel corso degli anni, in continuo adeguamento al mutare delle esigenze, sia didattiche, che scientifiche; due cineteche e due biblioteche di cui una che è stata a lungo la più importante raccolta scientifica della città, dotata di volumi che dagli inizi dell'Ottocento in poi documentano la storia dell'evoluzione dei differenti rami delle scienze. Molte aule sono dotate di LIM o altri strumenti informatici e l’obiettivo è quello di completare tutte le aule con strumentazioni che permettano la didattica laboratoriale. E’ presente un punto di ristoro per allievi e personale con adiacente sala.
In tutte le classi le lezioni hanno la durata di 60 minuti. L'ampliamento dell'offerta formativa così come gli interventi didattici per il recupero, il consolidamento ed il potenziamento sono realizzate sia in orario curricolare che extra curricolare.
IL RECUPERO Il nostro Istituto mostra la massima attenzione per gli studenti in difficoltà e quindi mette in campo una serie di iniziative che hanno l’obiettivo di recuperare e sostenere l’alunno incidendo così sul fenomeno dell’abbandono e dell’insuccesso scolastico. Gli interventi di recupero hanno lo scopo di aiutare e sostenere lo studente nel colmare le lacune della sua preparazione ma non possono e non devono sostituirsi al lavoro dell’allievo e pertanto è indispensabile la collaborazione da parte delle famiglie che devono spingere lo studente ad impegnarsi con regolarità in tutte le attività proposte anche attraverso un’adeguata rielaborazione a casa. Questi interventi non sono separati dalla quotidiana attività scolastica, bensì la completano e la arricchiscono. I costi degli interventi per il recupero sono a totale carico dell’Istituto. Per ottenere una efficace azione di recupero è necessario: agire sulla motivazione dello studente guidare lo studente nell’acquisizione di un proficuo metodo di studio aiutare lo studente nell’individuare e nel colmare le lacune pregresse che condizionano gli apprendimenti successivi
Le iniziative previste possono svolgersi durante il normale orario scolastico o in orario aggiuntivo.
Recupero curricolare: in classe, durante la lezione il docente dedica uno spazio e chiarisce dubbi o difficoltà manifestati dagli studenti
Pausa didattica: il docente sospende l’avanzamento del programma e dedica il tempo-scuola (1-2 settimane) al recupero delle difficoltà. E’ una modalità particolarmente indicata quando il numero di studenti in difficoltà è elevato. Nel recupero curricolare e nella pausa didattica il lavoro può essere organizzato sia come lezione frontale sia come lavoro di gruppo condotto anche dagli studenti più capaci.
Studio autonomo: si svolge a casa e deve accompagnare le attività di tutto l’anno scolastico. Lo studio può essere “guidato” dal docente che fornisce all’allievo indicazioni e materiali didattici utili per organizzare il lavoro di recupero delle lacune riscontrate. I momenti in cui il Consiglio di Classe formalizza gli argomenti da recuperare sono: Scrutinio Intermedio e lo Scrutinio Finale
Lo studio autonomo risulta particolarmente produttivo ai fini del recupero nei periodi di interruzione delle attività didattiche e cioè le vacanze di Natale, le vacanze di Pasqua e, per gli studenti che hanno conseguito la sospensione del giudizio, l’estate.
Gli IDEI (attività didattiche ed educative integrative) si svolgono in orario aggiuntivo. Possono essere organizzati come interventi di recupero su prenotazione o corsi di recupero. L’acronimo IDEI indica gli Interventi didattici educativi integrativi quindi contiene in sé due finalità: il recupero ed il sostegno degli studenti in difficoltà l’approfondimento per gli studenti più capaci ed interessati
Gli IDEI non sono separati dalla quotidiana attività scolastica, si configurano bensì come un’azione capace di portare al miglioramento complessivo della qualità del processo di insegnamento/apprendimento. Questi interventi di compensazione e/o di approfondimento vengono attivati all’interno dei curricoli con i seguenti obiettivi:
il recupero delle carenze in corso d'anno
il sostegno agli alunni stranieri con carenze linguistiche
Tipologie didattiche ed organizzative
Allo scopo di potenziare l’efficacia delle iniziative intraprese, sono previste tipologie didattiche ed organizzative diversificate:
Corso mattutino: gli studenti di una classe o di più classi parallele svolgono attività finalizzate al benessere dell’alunno.
Corso pomeridiano: un gruppo definito di studenti della stessa classe o di classi parallele svolge le attività di recupero e/o di approfondimento con un docente della disciplina, non necessariamente quello curricolare. Poiché la flessibilità organizzativa permette un miglior adattamento alle esigenze didattiche degli studenti, il docente potrà scegliere se fissare le date degli appuntamenti all’inizio dell’intervento oppure se concordarle di volta in volta con gli studenti.
Interventi di recupero su prenotazione: il docente stabilisce le date in cui è disponibile a svolgere l’intervento e le classi alle quali è rivolto; gli studenti interessati prenotano l’intervento o mediante comunicazione diretta al docente o mediante un apposito modulo. Si tratta di
In linea di principio tutte le discipline possono valersi delle attività IDEI. E’ compito del Consiglio di Classe valutare con attenzione quali interventi siano più adeguati per la classe.
una singola disciplina
un’ area pluridisciplinare
tematiche trasversali (metodo di studio, abilità di base logiche, espressive, di calcolo…)
Tutti i docenti dell’Istituto possono essere coinvolti nello svolgimento degli IDEI. Allo scopo di dare una risposta alle richieste avanzate da studenti e genitori e per contenere la spesa entro limiti sostenibili dall’Istituto. Il Dirigente Scolastico potrà affidare gli interventi IDEI che saranno attivati sia a docenti della classe che a docenti diversi da quelli curricolari.
Come attivare gli IDEI
In attuazione delle disposizioni della O.M. n.92/2007, dopo lo svolgimento dello Scrutinio Intermedio (Gennaio) e dello Scrutinio Finale (Giugno) il Responsabile degli IDEI analizza le delibere dei Consigli di Classe individuando gli studenti che necessitano di interventi di recupero in forma di corso e/o di attività su prenotazione. La Presidenza organizza ed attiva direttamente gli IDEI deliberati dai Consigli di Classe.
Per gli altri interventi occorre presentare una richiesta motivata al Dirigente Scolastico, il quale, valutate le motivazioni, concede l’autorizzazione.
La richiesta di attivazione dei corsi IDEI può essere avanzata:
LA VALORIZZAZIONE DELLE ECELLENZE
L'attività di valorizzazione delle eccellenze è stata prevista con legge 11 gennaio 2007 n. 1.
Il nostro Istituto cura da molti anni la partecipazione, a vari livelli, dei suoi studenti a diverse attività, alcune delle quali prevedono il conseguimento di certificazioni nazionali e internazionali, spendibili sia a livello universitario sia nel mondo del lavoro. Citiamo :
• Programmi di Mobilità Internazionale COMENIUS
• Certificazione Lingua Inglese Cambridge
• Certificazione CISCO CCNA
• Olimpiadi a livello provinciale, regionale e nazionale in varie discipline scientifiche: Chimica, Scienze, Astronomia, Matematica, Informatica, Fisica ed Elettronica, Problem Solving. Problem Posing.
• Gare di robotica
• Certificazione ECDL
• STAGE Linguistici all'estero
• Mobilità Internazionale degli studenti nell'ambito di progetti Regionali ed Europei
Queste attività assumono particolare significato in quanto costituiscono una delle possibili occasioni per far emergere e valorizzare le "eccellenze" esistenti nella scuola, con positiva ricaduta sull'intero sistema educativo. Inoltre, attraverso queste iniziative, si creano le precondizioni per preparare i nostri studenti al lavoro e agli ulteriori livelli di studio e ricerca.
Lo scopo è quello di ampliare la fascia dei giovani motivati, eccellenti e preparati, non di accrescere la selezione o le disomogeneità esistenti. Così si facilita il miglioramento dell'atmosfera nelle classi, si evidenziano modelli positivi di riferimento, si motivano gli studenti a puntare verso l'alto e si contrastano atteggiamenti remissivi o fatalistici nei confronti dell'insuccesso scolastico.
Sono previsti incontri pomeridiani e corsi IDEI per permettere agli alunni di approfondire gli argomenti di studio, esercitarsi e addestrarsi per affrontare con la necessaria preparazione le varie attività, gli esami e le gare collegati ai vari progetti di eccellenza
Di particolare rilevanza il progetto di Partenariato Multilaterale ERASMUS + Communication and Education by Transmedia”. Il progetto, finanziato dalla Comunità Europea, persegue l'obiettivo generale di sviluppare la conoscenza e comprensione della diversità culturale e linguistica europea e del suo valore ed inoltre di aiutare i giovani ad acquisire le competenze di base necessarie per la vita, per lo sviluppo personale, con aspetti utili all'occupazione e alla cittadinanza europea attiva.
Nell'ambito del progetto, sono previste mobilità internazionali tra i paesi aderenti per studenti eccellenti e docenti, e molteplici attività di studio a livello curricolare ed extracurricolare sul tema proposto, che coinvolgono studenti delle classi terze e quarte
La valorizzazione delle eccellenze linguistiche si attua anche attraverso l'organizzazione di Stage Linguistici in Gran Bretagna, che mirano a migliorare le competenze linguistiche e la dimensione europea degli studenti partecipanti, in particolare classi seconde e terze.
Il programma di Mobilità Internazionale degli studenti previsto da progetti Regionali ed Europei, rientra nelle attività di Alternanza Scuola -Lavoro, a cui si rimanda per dettagli.
Le attività finalizzate all’approfondimento disciplinare, alla partecipazione a gare, stage e progetti internazionali ed al conseguimento di certificazioni sono descritte nei relativi progetti allegati al presente documento.
LE EDUCAZIONI Per i progetti: Allegato n.2
L'educazione alla salute nella scuola italiana è prevista dal TU 309/90 e descritta nelle linee guida (volume distribuito dal Ministero Pubblica Istruzione e dal Ministero della Sanità in tutti gli istituti scolastici nel 1992); si basa sul principio che si deve mettere ciascun individuo in grado di sviluppare la capacità di prendere decisioni coscienti nei riguardi del proprio benessere, in difesa del suo equilibrio fisico, psichico, spirituale e sociale. Il momento dell’adolescenza assume infatti un particolare rilievo sia perché appare il più critico, sia perché è proprio in questo periodo che il/la ragazzo/a prende le misure di sé, dei coetanei e degli adulti per modellare, precisare, definire, apprezzare il personale percorso, già avviato nella pre-adolescenza, verso la propria crescita come uomo e come cittadino. E’ il momento delle prime ragionate consapevolezze circa il distacco dalle scelte e dalle protezioni familiari. E’ il periodo in cui, per affermare il proprio “io”, il/la ragazzo/a è disposto a seguire proposte e modi di vivere anche rischiosi, di sfida verso il passato (i genitori, gli insegnanti, e gli adulti in generale) per impostare in maniera alternativa il futuro. Anche il futuro della propria salute, in questo contesto, è legato a fattori che possono essere tanto sconosciuti, quanto, proprio per questo, affascinanti. Lo stesso si dica per le regole della vita pubblica nei rapporti interpersonali, istituzionali, con l’ambiente. Appare dunque necessario che la scuola, dove i ragazzi trascorrono un terzo della loro giornata, attivi accanto alle indispensabili competenze comunicative e relazionali, una vera e propria cultura del benessere che aiuti il giovane a comprendere non solo ciò che accade, ma anche le relative cause e conseguenze. L’antico detto “Schola magistra vitae” appare in questo contesto indiscutibilmente pertinente al ruolo delle attività extrascolastiche raggruppate sotto la denominazione di EDUCAZIONI. Ormai da diversi anni il nostro Istituto ha pensato di fare qualcosa che si rivolgesse anche ai genitori, che con la scuola condividono il ruolo non sempre facile di educatori. E’ infatti in fase di costituzione il COMITATO DEI GENITORI che parteciperà in modo attivo e diretto alle iniziative che interesseranno i bisogni della comunità scolastica.
La scuola nel suo progetto educativo deve tenere soprattutto presenti tre livelli di intervento per l'educazione alla salute:
il contenimento del disagio;
la promozione delle situazioni di benessere.
Si educa alla salute offrendo innanzitutto esempi di stili di vita corretti, ma nondimeno aiutando a riflettere criticamente sulle scelte che ci troviamo a fare. Di qui tutta una serie di attività finalizzate alla prevenzione dei pericoli che compromettono il delicato equilibrio che definisce la salute, attività di sostegno per contenere il disagio e per supportare studenti e famiglie nel delicato procedere verso l’equilibrio di vita, la promozione di buone pratiche che lo sostengono (sport, teatro, musica, etc.) e lo stimolano.
Le azioni progettuali hanno investito le seguenti aree:
Educazione all’affettività , sessualità e relazione.
Educazione alla consapevolezza del rischio:
Educazione ai corretti stili di vita.
Educazione alla solidarietà.
EDUCAZIONE ALL’ ESPRESSIVITÀ
Il teatro, come strategia interdisciplinare, fa parte integrante del Progetto Educativo d’Istituto .
“La scuola oggi si sente più che mai chiamata a rendere operante il dettato dell'art.3 della Costituzione della Repubblica Italiana dove si afferma la pari dignità sociale di tutti i cittadini e la loro eguaglianza davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Nello stesso articolo si sottolinea che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”. (INDIRE 1994, Progetto Teatro-Scuola).
Una delle modalità auspicate per contribuire a rimuovere quegli ostacoli che impediscono di realizzare pienamente il diritto all’Istruzione sancito dal dettato costituzionale ed evitare comportamenti devianti favorendo lo sviluppo formativo, umano, sociale del discente è quella dell’educazione e della pratica teatrale a scuola .
“Il teatro come forma interattiva di linguaggi diversi:” verbale, non verbale, mimico, gestuale, prossemico, prosodico, iconico, musicale, ecc.. in sintesi linguaggio "multilettale", si configura come prezioso strumento formativo, multidisciplinare e interdisciplinare, insostituibile come strumento di attivazione simbolico-semiotica, emotiva, dinamico-relazionale, culturale ed interculturale del discente “(INDIRE 1994, Progetto Teatro-Scuola).
Il teatro che si realizza a scuola “non si riferisce solamente al momento finale della rappresentazione, ma anche e soprattutto all'iter dei processi che conducono alle forme rappresentative della realtà “. Il Teatro viene dunque inteso come ogni possibile forma espressiva che tende a rappresentare la realtà e i suoi diversi linguaggi (poetico, narrativo, musicale, pittorico, corporeo ecc..), la storia, il presente, il passato, il futuro, il sogno, la fantasia, l'immaginazione. In quest'ottica il teatro diventa strumento pedagogico trasversale a tutti i linguaggi e le discipline curriculari dei modelli scolastici organizzativi” “(INDIRE 1994, Progetto Teatro-Scuola). Il teatro appare come un mezzo insostituibile per educare anche al rispetto, alla tolleranza delle diversità e comunque di aiuto a tutti gli apprendimenti disciplinari .
Il ruolo della cultura e della scuola è indispensabile nella formazione della coscienza critica ed è dalla scuola che deve partire la rigenerazione della società, sviluppando il senso della legalità, nella diffusione della cultura del diritto e nella consapevolezza di formare cittadini liberi e soggetti responsabili del proprio futuro, ma anche di quello della società tutta. In particolare, l’educazione alla legalità deve costituire non soltanto la premessa culturale indispensabile, ma anche un sostegno operativo quotidiano, affinché l’azione di lotta possa radicarsi saldamente nella coscienza e nella cultura dei giovani e conseguire, così, risultati positivi e duraturi nella lotta al fenomeno della criminalità.
In quest'ottica il nostro Istituto si pone i seguenti obiettivi:
formare cittadini responsabili e preparati all’osservanza delle norme che regolano una corretta convivenza civile;
effettuare riflessioni sui costi sociali a carico della collettività per una mancata osservanza delle suddette norme;
privilegiare attività che traducano in momenti significativi della vita scolastica gli intenti voluti di educare alla legalità;
valorizzare tutte le occasioni di incontro della scuola con i soggetti impegnati nella affermazione dei valori dello Stato e della legalità (magistrati, forze dell’ordine, ordini professionali, operatori del volontariato ecc..) che pongano gli alunni a diretto contatto con la realtà esterna in cui vivono;
promuovere attività tese al coinvolgimento dell’alunno ed al suo risveglio morale e partecipativo soprattutto in presenza di comportamenti di indifferenza e rifiuto dell’azione educativa; utilizzare la “memoria” come patrimonio formativo;
studiare le mafie come storia progressiva di violazione di regole e diritti.
A tal fine sono state previste varie attività a seconda della classe di appartenenza degli alunni.
EDUCAZIONE ALL’ATTIVITA’ SPORTIVA
Come tutte le attività proposte nella scuola anche le scienze motorie e la pratica sportiva concorrono alla formazione della personalità degli alunni.
L’attività sportiva scolastica, che vede un’ampia partecipazione degli alunni all’interno dell’Istituto, è estremamente importante, ed ha una tradizione pluriennale con risultati sportivi di rilievo.
La possibilità di questo Istituto di usufruire di 3 palestre e spazi esterni attrezzati consente di ampliare l’offerta formativa attraverso la realizzazione di molteplici discipline sportive permettendo a tutti gli alunni di effettuare attività promozionali.
Le scienze motorie e sportive concorrono in modo importante allo sviluppo delle competenze di cittadinanza soprattutto attraverso la attività pratica, offrendo la possibilità di acquisire valori sociali e morali come :
capire il valore delle regole, ( la regola è una conoscenza attiva fondata su esperienze pratiche);
formare lo spirito critico e la capacità di giudizio,(la capacità di analisi di un incontro sportivo può ad esempio migliorare il comportamento futuro);
acquisire il senso di responsabilità (solidarietà, partecipazione costruttiva all’attività).
Alla fine del quinquennio gli alunni dovranno possedere le seguenti competenze di cittadinanza: imparare ad imparare, comunicare o comprendere messaggi, collaborare e partecipare, agire in modo autonomo e responsabile, risolvere problemi.
Gli obiettivi che la materia si propone sono:
Rielaborazione degli schemi motori di base
Avviamento, consolidamento e perfezionamento della pratica sportiva
Conoscenza delle norme elementari di comportamento ai fini della prevenzione degli infortuni e per la tutela della salute
Sviluppo della personalità, influenza su alcuni tratti del carattere, senso di sicurezza, autocontrollo, autostima.
Il progetto del Centro Sportivo scolastico prevede
la partecipazione ai Campionati Studenteschi organizzati dal C.S.A. in diverse discipline;
lo svolgimento di tornei interni di Pallavolo Calcetto, Badminton e Tennis Tavolo;
fasi di istituto di: Corsa Campestre , Atletica Leggera, Nuoto e Orienttrekking .
I Regolamenti Allegato n.3
Regolamento di Istituto Approvato dal CdI con delibera n. xxx del xxxx
Regolamento Disciplinare e Organo di Garanzia Approvato dal CdI con delibera n. xxx del xxxx
Regolamento Visite Guidate e Viaggi di Istruzione Approvato dal CdI con delibera n. xxx del xxxx
Codice Disciplinare Approvato dal CdI con delibera n. xxx del xxxx
Il Patto educativo di corresponsabilità Allegato n.4
1.4 Risorse professionali Allegato n. 5
Nella sezione Allegati è possibile prendere visone della totalità degli incarichi assegnati per l’anno scolastico in corso, dell’organigramma e delle funzioni strumentali.
2.1 Curricolo, progettazione, programmazione e valutazione
Il nostro Istituto ha recepito i piani di studio ministeriali emanati per i Tecnici con DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 15 marzo 2010, n. 88 - Regolamento recante norme per il riordino degli istituti tecnici a norma dell'articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0110) (GU n. 137 del 15-6-2010 - Supplemento Ordinario n.128).
Sulla base dei piani di studio emanati nel DPR 88/2010, il nostro Istituto ha formulato il Curricolo d'Istituto che risulta un’autonoma elaborazione, da parte della scuola, sulla base delle esigenze e delle caratteristiche degli allievi, delle abilità e conoscenze che gli studenti debbono raggiungere nei diversi ambiti disciplinari e anni di corso, e delle priorità dettate dalla comunità e dal territorio di appartenenza, in armonia con quanto indicato nei documenti ministeriali.
“L’elevamento dell’obbligo di istruzione a 10 anni intende favorire il pieno sviluppo della persona nella costruzione del sé, di corrette e significative relazioni con gli altri, e di una positiva interazione con la realtà naturale e sociale”. Il primo biennio del nostro istituto è pertanto dedicato all’acquisizione di saperi e competenze di base ed ha valore orientativo e propedeutico. Avvia gli studenti alla pratica di laboratorio e all’uso del computer e li mette in grado di operare in modo consapevole la scelta dell’indirizzo, scelta fondamentale per il loro futuro.
Al fine di permettere agli studenti di effettuare la scelta dell’indirizzo nel corso della frequenza del secondo anno, l'istituto ha attivato il progetto “S&TA” in cui la disciplina “Scienze e tecnologie applicate” del secondo anno viene finalizzata ad uno scopo esclusivamente orientativo e perciò insegnata a rotazione da docenti delle discipline caratterizzanti i diversi indirizzi dell’istituto secondo una metodologia prevalentemente applicativa e laboratoriale.
Il primo anno del primo biennio è finalizzato soprattutto alla valorizzazione dello studente e alla soluzione delle difficoltà, nel rispetto dell’estensione dell'obbligo scolastico che tende a favorire azioni di motivazione e orientamento per tutta la durata del biennio; nel secondo anno il percorso si completa con il consolidamento degli obiettivi formativi.
Conoscenze, abilità e competenze del primo biennio:
Il primo biennio persegue lo sviluppo iniziale da parte degli studenti delle otto competenze chiave di cittadinanza comuni a tutti i paesi dell’Unione Europea:
Al contempo le discipline del primo biennio forniscono conoscenze ed abilità relative ai quattro assi culturali fondamentali:
scientifico-tecnologico,
che assumono la competenza digitale come trasversale.
IL SECONDO BIENNIO E L’ULTIMO ANNO
Gli ultimi tre anni della frequenza dell’istituto si svolgono nel contesto di un specifica articolazione di uno dei quattro indirizzi attivati, scelta elettivamente dallo studente tra le seguenti sette:
Meccanica e meccatronica (indirizzo Meccanica, meccatronica ed energia)
Elettrotecnica e automazione (indirizzo Elettronica, elettrotecnica e automazione)
Elettronica e robotica (indirizzo Elettronica, elettrotecnica e automazione)
Informatica e telecomunicazioni (indirizzo Informatica e telecomunicazioni)
Chimica e materiali (indirizzo Chimica, materiali e biotecnologie)
Biotecnologie ambientali (indirizzo Chimica, materiali e biotecnologie)
Biotecnologie sanitarie (indirizzo Chimica, materiali e biotecnologie)
Competenze del secondo biennio e dell’ultimo anno Il profilo del settore tecnologico si caratterizza per la cultura tecnico-scientifica e tecnologica in ambiti ove interviene permanentemente l’innovazione dei processi, dei prodotti e dei servizi, delle metodologie di progettazione e di organizzazione.
Ciascuna articolazione ha un quadro proprio per le discipline tecnico-professionali, ma condivide un quadro orario comune per le altre discipline.
Il diplomato nell’indirizzo “Meccanica, meccatronica ed energia” consegue i risultati di apprendimento di seguito specificati in termini di competenze:
Nell’indirizzo “Meccanica, meccatronica ed energia” è attiva l’articolazione:
INDIRIZZO ELETTRONICA, ELETTROTECNICA E AUTOMAZIONE
Il diplomato nell’indirizzo “Elettronica, elettrotecnica e automazione” consegue i risultati di apprendimento di seguito specificati in termini di competenze:
Nell’indirizzo “Elettronica, elettrotecnica e automazione” sono attive le articolazioni:
Elettronica e robotica (curvatura effettuata nell’ambito dell’autonomia didattica dell’istituto);
Elettrotecnica e automazione.
Il diplomato nell’indirizzo “Informatica e telecomunicazioni” consegue i risultati di apprendimento di seguito specificati in termini di competenze:
Nell’indirizzo “Informatica e telecomunicazioni” è attiva l’articolazione:
Informatica e telecomunicazioni (curvatura effettuata nell’ambito dell’autonomia didattica dell’istituto con l’erogazione curricolare del percorso di certificazione internazionale Cisco CCNA Routing & Switching).
Il diplomato nell’indirizzo “Chimica, materiali e biotecnologie” consegue i risultati di apprendimento di seguito specificati in termini di competenze:
Nell’indirizzo “Chimica, materiali e biotecnologie” sono attive le articolazioni:
Biotecnologie ambientali (curvatura effettuata nell’ambito dell’autonomia didattica dell’istituto);
Biotecnologie sanitarie (curvatura effettuata nell’ambito dell’autonomia didattica dell’istituto).
IL PROGETTO S&TA
Il nuovo ordinamento dell’Istruzione Tecnica, pur non introducendo sostanziali novità nell’impianto propedeutico ed orientativo del primo biennio (le discipline del primo anno sono infatti le stesse per tutti gli indirizzi, le discipline del secondo anno sono le stesse per tutti gli indirizzi a meno della “curvatura” dei contenuti specifici della disciplina “Scienze e tecnologie applicate” che è differenziata tra gli indirizzi e viene insegnata da docenti appartenenti a classi di concorso legate alle materie caratterizzanti gli indirizzi stessi) , richiede una scelta formale dell’indirizzo di studi fin dal primo anno di frequenza degli Istituti Tecnici.
In considerazione del fatto che la possibilità di ponderare la scelta dell’indirizzo- nel contesto orientativo per eccellenza costituito dalla frequenza degli ambienti e dei laboratori della scuola per due anni- rappresenti un fattore qualificante dell’offerta formativa rivolta agli studenti ed alle loro famiglie, il Collegio dei Docenti ha espresso all’unanimità la volontà di sfruttare la sostanziale equivalenza dei percorsi didattici del primo biennio per garantire di fatto agli studenti la possibilità di scegliere definitivamente l’indirizzo nel corso del secondo anno in analogia alla situazione precedente il nuovo ordinamento. Questa scelta non è in contraddizione con il nuovo ordinamento dell’Istruzione Tecnica in quanto le linee guida governative affermano che :
“La disciplina Scienze e tecnologie applicate contribuisce all’acquisizione delle competenze di filiera degli indirizzi attivati nell’istituzione scolastica. Essa concorre, con le altre discipline di indirizzo, a sviluppare e completare le attività di orientamento portando gli studenti alla consapevolezza delle caratteristiche dei percorsi formativi del settore tecnologico e della definitiva scelta dell’indirizzo di studio e nel contempo di contribuire alla formazione tecnico-scientifica in stretta collaborazione con le altre discipline del biennio.”.
La progettazione didattica è l'insieme delle scelte metodologiche, pedagogiche e didattiche adottate dagli insegnanti collegialmente (nei Consigli di Classe, nei Dipartimenti, e nel Collegio dei Docenti) e singolarmente. Il curricolo di istituto, la progettazione didattica e la valutazione sono strettamente interconnessi.
Gli insegnanti utilizzano il curricolo definito dalla scuola come strumento fondamentale di lavoro per la loro attività. Ugualmente tutte le attività di ampliamento dell'offerta formativa sono progettate in raccordo con il curricolo di istituto.
Alla Programmazione didattica partecipano tutti i docenti. Il Collegio recepisce le Indicazioni e i Quadri orari nazionali per il tipo di scuola ed elabora il Curricolo d’Istituto; i Gruppi disciplinari elaborano la propria programmazione scandita in moduli, unità didattiche, obiettivi, per conoscenze, abilità e competenze, tipologie valutative, metodologie e strumenti didattici; infine, ciascun docente personalizza la propria programmazione riferita a ciascuna delle sue classi.
Le linee della programmazione disciplinare sono illustrate agli studenti avendo cura di evidenziare quali sono le finalità generali delle discipline e gli obiettivi minimi richiesti.
La programmazione resta poi accessibile sul sito dell’Istituto all’indirizzo:
http://www.galileilivorno.gov.it/ ; “Area”; “Studenti e Genitori”; “Servizi on line”; “Programmazione2015_2016".
Premessa: Ciò che deve caratterizzare la valutazione nella scuola dell’autonomia sono i significati e i valori che in ogni scuola si prospettano nel Piano dell’offerta formativa e si costruiscono quotidianamente La didattica per competenze ha aperto una nuova prospettiva rispetto all’impianto disciplinare dei curricola, ciò che cambia non è tanto il contenuto cognitivo, quanto la sua finalizzazione formativa. L’impostazione della didattica per competenze pone al centro del processo di apprendimento lo studente; lavorare per competenze significa fornirgli gli strumenti per applicare le proprie conoscenze e non semplicemente trasmettergli una serie di contenuti –nozioni da imparare e ripetere, riproducendoli, significa evitare la frammentazione dei saperi, per riprendere i concetti di trasversalità, pluridisciplinarietà, unitarietà del sapere, insegnando contenuti non fini a se stessi ma sempre posti all’interno di un contesto per arrivare ad un apprendimento realmente significativo. Per i nostri allievi, essere competenti deve voler dire essere in grado di mobilitare le proprie conoscenze, abilità e competenze di fronte ai problemi, manifestare il proprio pensiero, il proprio gusto, interrogarsi sul senso delle cose, esprimere un pensiero consapevolmente critico. Lavorare per competenze significa per noi docenti, di conseguenza, orientare il lavoro affinché i nostri allievi abbiano “ una testa ben fatta” piuttosto che “una testa ben piena”. Occorre, in questa ottica, dunque, sottolineare lo scopo migliorativo della valutazione: essa serve per ottimizzare l’apprendimento, per perfezionare l'azione didattica, per adottare le soluzioni che possono rendere più efficace l’intervento formativo. La valutazione deve essere intesa come una operazione diagnostica, nella quale, per ogni alunno, devono essere presi in considerazione:
1. gli aspetti misurabili del suo apprendimento (conoscenze, abilità, competenze),
2. il suo stile cognitivo, cioè il modo in cui ciascun individuo apprende,
3. le dinamiche emotive, affettive e relazionali che entrano in gioco.
Di conseguenza, la valutazione, oltre al suo ruolo classico di certificazione dell’apprendimento, assume l’ulteriore e fondamentale compito di regolazione dell'azione didattica che si esplica nella rilevazione di informazioni che concernono il processo di apprendimento, con lo scopo di fornire una base empirica all'assunzione delle decisioni didattiche. Padroneggiare adeguatamente un processo complesso, come quello di insegnamento- apprendimento, richiede che l'insegnante abbia cognizione degli esiti prodotti dagli interventi didattici: si valuta per regolare i percorsi, i curricoli, gli apprendimenti, le azioni e le decisioni didattiche; in breve, si valuta per migliorare continuamente l’offerta formativa della scuola e non semplicemente per controllare, attraverso la verifica degli apprendimenti, il suo funzionamento.
La Valutazione in atto
La valutazione è un giudizio d'insieme che prende in considerazione il percorso di ogni singolo alunno e nel quale hanno rilevanza sostanziale elementi quali:
il progresso rispetto ai livelli di partenza;
l'impegno e la partecipazione alla vita scolastica;
il livello d'acquisizione di un metodo di studio adeguato;
la capacità di rielaborazione delle conoscenze e delle abilità.
II docente della disciplina propone, quindi, al Consiglio di Classe, il voto, tenuto conto degli esiti di tutte le verifiche effettuate, dello studio autonomo e del risultato delle attività di recupero, nonché sulla base di una valutazione complessiva dell’intero percorso formativo.
I momenti della valutazione:
Valutazione del primo periodo (metà Dicembre)
Valutazione interperiodale ( inizio Marzo)
Valutazione finale (Giugno)
La valutazione del primo periodo: ha una funzione di natura diagnostica circa i livelli cognitivi di partenza (in termini di conoscenze e di abilità) e le caratteristiche affettive d'ingresso (gli atteggiamenti verso la scuola e verso le singole materie) degli alunni. Si esprime attraverso un voto, motivato da un giudizio che vuole essere la “stima” del lavoro e delle caratteristiche dello studente; ha la duplice funzione di comunicare alle famiglie informazioni, in merito alla situazione scolastica dello studente e permettere al Consiglio di Classe di attivare eventuali inventi di recupero nelle modalità più idonee allo scopo.
La valutazione interperiodale: si esprime attraverso un giudizio che tiene conto, oltre che del livello di apprendimento delle conoscenze e delle abilità conseguite, anche dell’impegno e dell’interesse dimostrato dall’alunno; ha la funzione di comunicare alle famiglie informazioni in merito alla situazione scolastica dello studente.
Contestualmente alla valutazione interperiodale, il Consiglio di Classe comunica anche il superamento o meno delle lacune del 1° Quadrimestre.
La valutazione finale: La sua funzione è sommativa, nel senso che i docenti formulano un bilancio complessivo dell'apprendimento, del singolo alunno di cui viene esaminata la situazione: conoscenze, abilità, competenze, impegno, interesse, caratteristiche legate alla persona (difficoltà di salute, di rapporto, di ambiente, ecc.), capacità di recupero, motivata previsione di successo o insuccesso nella classe successiva. La valutazione finale si conclude con la decisione da parte del Consiglio di Classe di ammissione, sospensione del giudizio o non ammissione alla classe successiva.
La decisione finale di non ammissione alla classe successiva è un’ operazione non riconducibile a soli calcoli aritmetici; infatti intervengono elementi di diversa natura e complessità, come esplicitato nella Premessa. All’interno di un quadro generale di confronto tra le diverse situazioni nella classe, ogni caso deve essere deliberato nella sua specificità.
Affinché il Consiglio di Classe deliberi la non ammissione, deve essersi con precisione delineata una situazione nella quale sussistono:
gravi e diffuse insufficienze
motivata previsione di insuccesso nella classe successiva e di opportunità della non ammissione alla classe successiva
Il Collegio, per la valutazione finale, ritiene che si debba tener conto delle diverse funzioni che rivestono biennio e triennio.
Il biennio, in cui il primo anno è nella fascia dell'obbligo scolastico, è da vedere in termini unitari. Il primo anno all'interno del biennio deve essere visto, tendenzialmente, come "anno di rispetto e di attesa" e la valutazione, coerentemente, deve essere di tipo orientativo e finalizzata soprattutto alla individuazione delle difficoltà e dei percorsi di recupero.
Il biennio, in continuità con l'attuale scuola dell'obbligo, ha come finalità specifica quella di formare, maturare, sviluppare, orientare la personalità dei giovani e ciò lascia pensare che la valutazione debba ispirarsi più al principio dell'orientamento che non a quello della selezione.
Il triennio anche negli Istituti Tecnici Industriali ha sempre più una duplice finalità. E' allo stesso tempo scuola con finalità tecnico/professionali e scuola ulteriormente "maturante".
Di questi orientamenti generali devono tener conto i Consigli di Classe nell’assumere le decisioni di loro competenza.
Il voto unico
In data 4/09/11 il Collegio ha deliberato la reiterazione del voto unico per ogni disciplina anche nello scrutinio del primo quadrimestre.
I motivi che hanno portato a tale scelta sono i seguenti:
La necessità di sintetizzare in un voto unico la pluralità di elementi valutabili che portano all’espressione decimale.
La consapevolezza che il percorso formativo disciplinare non si esaurisce nei risultati sommativi conseguiti.
Resta comunque fermo e inteso che durante il percorso formativo dell’anno scolastico l’alunno possa e debba essere valutato attraverso una molteplicità di tecniche e di strumenti, sia
misurativi (come le prove di verifica, i test, gli esercizi), sia descrittivi e narrativi (come i colloqui e le interrogazioni orali, gli elaborati e le produzioni personali, le dimostrazioni di procedure e le discussioni, ecc.). in modo che gli strumenti e le tecniche valutative, sia di impronta qualitativa sia quantitativa, permettano al docente una corretta valutazione dell’allievo.
Relativamente alle discipline per le quali è prevista l’effettuazione delle sole prove di verifica orali, i docenti possono, se lo ritengono proficuo per gli studenti, somministrare anche prove di verifica scritte strutturate o semi-strutturate senza però rinunciare mai completamente al colloquio orale previsto. A tal proposito si stabilisce di inserire nelle schede di valutazione un indicatore di “omogeneità”, per sottolineare se la valutazione proposta sia frutto di tipologie di prove diversificate, coerenti con il piano di studi nazionale o, viceversa, sia derivato da prove settoriali che non coprono l'intera gamma delle tipologie previste.
Il percorso per il controllo dell’apprendimento
Il Collegio segnala come indispensabili, ai fini del controllo dell’apprendimento, i seguenti strumenti:
Di tipo misurativo
Verifica/ verifiche di inizio anno scolastico, nelle diverse forme previste dalle singole discipline;
Verifica/ verifiche durante lo svolgimento di ogni modulo o unità
Di tipo descrittivo e/o narrativo
colloqui e le interrogazioni orali, gli elaborati e le produzioni personali, le dimostrazioni di procedure e le discussioni, ecc
La verifica iniziale ha lo scopo di ottenere informazioni sulle conoscenze e le abilità di partenza necessarie per lo studio delle varie discipline e, se possibile, di conoscere le condizioni socio-ambientali degli allievi. Ha carattere formativo in quanto tende a conoscere la realtà in cui si opera per realizzare una corretta definizione degli obiettivi e non certo per previsioni di successo o insuccesso dei giovani.
Il controllo del progresso in itinere accompagna lo svolgimento di ogni modulo o unità (parte omogenea di programma). Ha carattere formativo e deve essere utilizzato per valutare i risultati di apprendimento raggiunti dal singolo allievo. Si distinguono i seguenti momenti:
eventuale verifica all'inizio di una nuova attività didattica;
controllo del progresso nel corso dell'attività didattica;
La verifica finale di ogni percorso didattico, unità di lavoro, modulo, deve permettere di verificare il raggiungimento degli obiettivi minimi irrinunciabili. Essa ha carattere sommativo.
Sono previsti due momenti in cui vengono svolte le prove di accertamento per il recupero delle lacune:
Metà Febbraio: per gli studenti che nello Scrutinio Intermedio hanno riportato valutazioni insufficienti.
Inizio di Settembre: per gli studenti che nello Scrutinio Finale hanno riportato la Sospensione del giudizio.
Metodologie e strumenti Valutazione:
Lo studente accetta di buon grado le valutazioni se chiaramente motivate, se sono il risultato di verifiche, se si propone una scala condivisa oggettiva, basata sulla misura di conoscenze, abilità e competenze oggettive e se nell’azione didattica non si svaluta la sua possibilità di recupero e miglioramento.
Il Collegio dei Docenti ritiene necessario far riferimento ad indicatori di tipo cognitivo e di tipo comportamentale per giungere alla valutazione finale attraverso gli appuntamenti intermedi opportunamente programmati e precedentemente descritti rispetto ai seguenti indicatori:
Gli indicatori Gli elementi sostanziali che specificano la valutazione sono indicati nella tabella riportata.
Sono utilizzati cinque indicatori: il primo (frequenza) con due descrittori, il secondo e terzo sono relativi al “comportamento” (impegno e partecipazione) con cinque descrittori, il quarto (conoscenza) con sette (2 inferiori alla sufficienza e 4 superiori), il quinto (abilità) con cinque misuratori da utilizzare in occasione delle valutazioni del primo e del secondo quadrimestre per tutte le classi.
Per il giudizio finale delle classi quinte, allo scopo di formulare un giudizio del candidato più articolato ed esaustivo, si utilizza una ampia gamma di descrittori delle competenze.
Sarà formulato un giudizio composto che apparirà sul verbale e sulle comunicazioni alle famiglie in occasione delle valutazioni del primo e del secondo quadrimestre nonché sulle schede personali del candidato agli Esami di Stato. Su tali schede continuerà ad essere presente lo spazio per le annotazioni “ogni altro elemento utile”.
Concorre alla valutazione complessiva dello studente anche il voto di condotta, attraverso cui si esprime una valutazione del comportamento secondo la tabella sotto riportata. In essa sono riportate due scale di valutazione: una scala decimale, come previsto dalla normativa vigente , e una scala di giudizi in cui si associa a ciascun voto della scala decimale una serie di descrittori del comportamento.
Crediti scolastici e credito formativo
Durante lo scrutinio finale degli ultimi tre anni di corso della scuola media superiore, la valutazione prevede, oltre alla valutazione delle singole discipline, l'attribuzione di un apposito punteggio denominato credito scolastico, calcolato in base alla media aritmetica dei voti dello scrutinio finale.
Il Consiglio di Classe ha altresì la facoltà di attribuire un credito formativo, derivante da attività extrascolastiche, validamente documentate, coerenti con le indicazioni del POF, che possono essere considerate formative per il percorso di ciascun studente. A titolo di esempio, sono ammessi la certificazione ECDL e le certificazioni linguistiche CAMBRIDGE e TRINITY. L'insieme dei due punteggi concorre a definire il punteggio finale attribuito allo studente in sede di Esame di Stato, come regolamentato dall'art. 11 del Nuovo Esame di Stato, di cui al DPR 323 del 23 luglio 1998.
TABELLA DEGLI INDICATORI Allegato n.7
TABELLA DEI LIVELLI DEGLI INDICATORI Allegato n.7
TABELLA DI CORRISPONDENZA TRA VOTO E DESCRITTORI Allegato n.7
Premesso che, in base alla normativa vigente ogni singolo Consiglio di Classe è responsabile e sovrano della valutazione del comportamento di ogni studente (in sede di scrutinio e di valutazione intermedia), essendo l’interprete e il protagonista principale del progetto educativo, si considera quanto segue:
Ogni voto deriva da comportamenti osservabili e/o documentabili durante il corso dell’anno scolastico.
Il voto espresso in decimi è attribuito al singolo studente sulla base di un giudizio complessivo, possibilmente condiviso dal Consiglio di Classe.
In caso di disaccordo è attribuito il voto condiviso dalla maggioranza dei componenti del Consiglio di Classe.
Il Consiglio di Classe nell’esprimere il giudizio considera le sanzioni disciplinari di cui lo studente è stato destinatario, le scorrettezze – mancanze – infrazioni al Regolamento d’Istituto registrate nei registri ufficiali, i richiami verbali. Nello stesso tempo tiene conto della consapevolezza maturata e del cambiamento comportamentale assunto dallo studente o, viceversa, della reiterazione degli stessi comportamenti diversamente sanzionati.
Ogni comportamento oggetto di procedimento disciplinare segue l’iter previsto dalle norme ed è documentato dagli atti degli Organi Collegiali.
La valutazione del comportamento inferiore alla sufficienza, ovvero 6/10, riportata dallo studente in sede di scrutinio finale, comporta la non ammissione automatica dello stesso al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del ciclo di studi (D.M. 5/09).
A partire dall’anno 2008/2009, la valutazione del comportamento concorre, unitamente alla
valutazione degli apprendimenti, alla valutazione complessiva dello studente (D.M. 5/09).
TABELLA DI VALUTAZIONE DEL COMPORTAMENTO Allegato n.7
Al termine dell’obbligo scolastico, al compimento del 16° anno di età, viene elaborata, così come previsto dal decreto n. 22 del 19 agosto 2009, che ha regolamentato e reso operativa, in materia di valutazione, la legge 169/2008, la certificazione delle competenze chiave di cittadinanza e delle competenze relative ai 4 assi culturali di riferimento: dei linguaggi; matematico; scientifico-tecnologico e storico-sociale.
La certificazione di una competenza è la descrizione e la relativa valutazione di un saper fare intenzionale, efficace e contestualizzato che richiede l'uso di diverse abilità e conoscenze e, così intesa, costituisce un documento integrativo alla scheda di valutazione, che sarà conservato negli archivi dell’istituto e consegnato agli alunni che ne faranno richiesta.
La valutazione delle competenze, sia di cittadinanza, che relative ai 4 assi culturali, viene effettuata da ciascun docente e dai Consigli di Classe, attraverso l’attivazione/utilizzo di forme di osservazione sistematica dei comportamenti cognitivi, affettivi e relazionali degli alunni secondo i protocolli di osservazione e le griglie di valutazione comprensive di indicatori e descrittori elaborati e proposti dal Miur per l’età di riferimento.
GRIGLIA DI VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE CHIAVE DI CITTADINANZA Allegato n.7
Con riferimento alle competenze chiave di cittadinanza, vengono valutate le competenze relative agli assi, attraverso la seguente griglia:
GRIGLIA DI VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE RELATIVE AGLI ASSI Allegato n.7
2.2 Ambiente di apprendimento L’offerta formativa
L'Istituto si adopera da sempre per creare un ambiente di apprendimento atto allo sviluppo delle competenze degli studenti. In questa direzione va la cura dell'ambiente di apprendimento, sia nella dimensione materiale e organizzativa (gestione degli spazi, delle attrezzature, degli orari e dei tempi), sia nella dimensione didattica (diffusione di metodologie didattiche innovative), sia infine nella dimensione relazionale (attenzione allo sviluppo di un clima di apprendimento positivo e trasmissione di regole di comportamento condivise).
L'istituto adotta un orario delle lezioni standard: 32 ore di 60 minuti (33 per le classi prime), distribuite su 6 giorni. Le attività orarie, sia per l'ampliamento dell'offerta formativa, sia per il recupero e l'approfondimento sono attivate sia durante le ore curricolari, sia durante il tempo extracurricolare.
L’organizzazione dell’istituto è molto curata e vengono impegnate molte energie per l'efficacia dell'utilizzazione degli spazi e dei tempi, anche tenuto conto della complessità dell’istituto. I laboratori sono numerosi e usati tutti con frequenza elevata da parte di tutte le classi. Ogni laboratorio o gruppo di laboratori affini ha un suo responsabile che si occupa del buon funzionamento, della sicurezza, dei locali, della strumentazione e dei materiali presenti.
Le modalità didattiche innovative sono utilizzate per lo più nei laboratori e per il momento non è molto diffusa la laboratorialità in aula e per le materie non di specializzazione, ma la scuola si è attivata da tempo in questa direzione.
La scuola promuove molti progetti e impegna molte energie nei progetti che favoriscono l’acquisizione di competenze trasversali attraverso attività relazionali e sociali. Le regole di comportamento sono definite e condivise in tutte le classi. I conflitti con gli studenti sono gestiti in modo efficace, ricorrendo anche a modalità che coinvolgono gli studenti nell'assunzione di responsabilità.
2.3 Inclusione e valorizzazione L’inclusione
L'Istituto G. Galilei è da sempre particolarmente attento alle problematiche dell'inclusione, attivando azioni specifiche sulla base di protocolli ufficiali che le regolamentano.
IL GLI: Gruppo di Lavoro per l’Inclusione ( art 15 legge 104/92 comma 2 )
Negli ultimi anni è stato costituito nel nostro istituto il GLI che si occupa degli allievi diversamente abili, degli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento, e di tutti gli studenti con Bisogni Educativi Speciali denominati BES. La composizione e i compiti del GLI fanno riferimento alla normativa e il nostro Istituto ha individuato per quanto riguarda i docenti curriculari nominati dal collegio, i coordinatori delle classi in cui sono accolti studenti BES.
Nell’anno 2014-2015 si è costituita per la prima volta la Commissione “Supporto agli Alunni” che:
cura la realizzazione dei diversi progetti riguardanti le problematiche psicologico – relazionali degli adolescenti;
mantiene contatti con l’A.S.L. ed altri enti per la realizzazione di attività e progetti di educazione alla salute rivolti agli studenti e alle loro famiglie
Si occupa dell’ accoglienza dei nuovi studenti e della loro presentazione ai C.d.C.
Promuove la sensibilizzazione, l’informazione e la formazione on job sui casi più complessi presenti in istituto con momenti di ascolto e di consulenza a genitori, studenti e docenti.
In particolare, sono stati attuati i percorsi relativi alle seguenti tematiche:
Alunni con Bisogni Educativi Speciali – BES
Alunni diversamente abili -DVA Alunni con Disturbi Specifici dell'Apprendimento - DSA
Gli alunni BES di 3 fascia
L’espressione “Bisogni Educativi Speciali” (BES) è entrata nel vasto uso in Italia dopo l’emanazione della Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 “Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica“ e le successive Linee Guida attuative con la Circolare n.8 del 6 Marzo 2013.
La Direttiva stessa ne precisa succintamente il significato:
“L’area dello svantaggio scolastico è molto più ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di deficit. In ogni classe ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse”. L’utilizzo dell’acronimo BES sta quindi ad indicare una vasta area di alunni per i quali il principio della personalizzazione dell’insegnamento, sancito dalla Legge 53/2003, va applicato con particolari accentuazioni in quanto a peculiarità, intensività e durata delle modificazioni.
Progetto Accoglienza: all’inizio di ogni anno scolastico , al servizio di psicologia scolastica di istituto sono riservate due ore per ogni classe prima , al fine di osservare e identificare le dinamiche di classe e la sinergia relazionale tra i nuovi studenti, ponendo particolare attenzione ai comportamenti border. Nel mese di Settembre la psicologa di istituto insieme con la referente DSA relazionano sui profili degli alunni in ogni Consiglio di Classe al quale partecipano tutti i Docenti presieduto dalla Dirigente Scolastica . L'obiettivo è quello di fornire una corretta e il più possibile esaustiva informazione sugli alunni iscritti.
Nel nostro Istituto viene dedicata particolare attenzione all’inserimento e alla completa integrazione nel tessuto scolastico degli alunni diversamente abili attraverso una serie articolata di specifici interventi:
la conoscenza degli eventuali deficit e l’individuazione delle capacità potenziali; la promozione delle condizioni in grado di ridurre le situazioni di handicap attraverso l’analisi delle risorse organizzative, culturali e professionali della scuola;
il riconoscimento delle risorse educative della famiglia, con la quale la scuola si impegna a svolgere un ruolo di fattiva collaborazione;
il reperimento delle opportunità esistenti nel territorio.
Nella formulazione di progetti specifici rivolti all’integrazione scolastica degli studenti diversamente abili, l’intento del nostro Istituto è quello di :
considerare il soggetto protagonista del proprio personale processo di crescita (sul piano relazionale, sociale e cognitivo);
assicurare una fattiva collaborazione e il raccordo con altre agenzie educative,socio – sanitarie, enti pubblici, privati, famiglia e personale educativo messo a disposizione dagli enti locali, sulla base anche di apposite intese interistituzionali (Accordi di programma);
essere disponibili ad incontri per attuare obiettivi formativi e di continuità didattico – educativa tra i diversi ordini di scuola (scuola media) ;
favorire la rilevazione delle potenzialità del territorio al fine di ottenere un orientamento scolastico atto a conseguire una formazione e integrazione professionale degli alunni diversamente abili in uscita dal percorso formativo (possibilità di inserimento lavorativo, o proseguimento del percorso di studi in ambito universitario).
IL GRUPPO GLH
Ormai da diversi anni scolastici è attivo nel nostro istituto il Gruppo GLH (Gruppo Lavoro Handicap), vale a dire una commissione che si occupa specificamente di tutto ciò che è connesso all’inserimento degli alunni diversamente abili. La suddetta commissione, presieduta dal Dirigente scolastico, è composta da tutti gli insegnanti di sostegno, coordinati dal Referente del gruppo GLH e dal docente Funzione Strumentale alle attività di “supporto agli alunni”.
Vari sono i compiti del Gruppo GLH
stabilire contatti preliminari con la scuola media di provenienza degli allievi diversamente abili iscritti nelle classi prime per favorire l’ingresso nella nuova scuola e mantenerli costantemente per facilitare il processo di integrazione;
avanzare alle sedi opportune eventuali richieste per l’acquisto di materiali e sussidi indispensabili alle varie attività didattiche.
tenere contatti con il referente GOM e specialisti per la stesura e verifica del PDF e del PEI.
elaborare percorsi e strategie didattiche finalizzate al conseguimento dell’obiettivo di cui sopra ;
avanzare proposte ed elaborare progetti volti a favorire il pieno sviluppo di tutte le potenzialità degli alunni diversamente abili.
Il GLHO - Gruppo di Lavoro sul caso
Nel GLHO sono coinvolti i docenti curricolari della classe per rispondere ad una precisa esigenza didattica ed educativa, fondata sulla collaborazione di tutti gli insegnanti di classe che sono pienamente coinvolti nelle dinamiche educative riguardanti gli allievi diversamente abili. Infatti soltanto la piena e fattiva condivisione di obiettivi, strategie e metodologie didattiche fra insegnanti curricolari e di sostegno, è garanzia di una positiva integrazione degli studenti diversamente abili nel gruppo classe.
Per quanto riguarda la composizione, i compiti, la calendarizzazione degli incontri e la stesura dei documenti previsti, Il nostro Istituto si attiene alle aggiornate indicazioni della normativa vigente e degli Accordi di Programma Territoriali in merito.
La dislessia e gli altri Disturbi Specifici dell’Apprendimento (disortografia, discalculia, disprassia, disturbo del linguaggio) sono specifici in quanto presuppongono un’intelligenza almeno nella norma e l’assenza di problemi neurologici o sensoriali o psicologici primari o condizioni di svantaggio sociale.
Il nucleo del disturbo è la difficoltà a rendere automatico e facile il processo di lettura, di scrittura e di calcolo. La mancanza di automatismo obbliga l'alunno con DSA ad impiegare molto tempo ed attenzione per leggere, scrivere e calcolare.
Lo sviluppo delle conoscenze scientifiche ha permesso di stabilire che tali disturbi sono di origine costituzionale, determinata biologicamente.
I Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), secondo i dati dell'Associazione Italiana Dislessia, interessano dal 4 al 6 per cento della popolazione scolastica e, se non affrontati adeguatamente, possono provocare conseguenze sul piano psicologico, sociale e lavorativo.
Il nostro Istituto, già da diversi anni, è attento alle problematiche dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento favorendo:
l’accoglienza e il riconoscimento delle diverse esigenze degli alunni con D.S.A.
l’introduzione e l’uso di strumenti compensativi e dispensativi;
l’adattamento della didattica e delle modalità di valutazione formativa per gli alunni con D.S.A.
Tutto ciò viene formalizzato con la stesura di un documento detto PDP (Piano Didattico Personalizzato), che ad inizio anno ed in itinere, viene condiviso con la famiglia.
Il nostro Istituto dispone di una figura dedicata a queste problematiche (Referente DSA), con titoli di formazione specifica in materia, che attualmente è anche funzione strumentale “supporto agli alunni” e che ha il ruolo :
Informativo e di consulenza (per i colleghi, studenti e famiglie), fornisce informazioni, materiali didattici e di valutazione specifici e si aggiorna costantemente sulla normativa vigente;
di continuità tra le scuole, organizza il passaggio (magari insieme con i colleghi che si occupano dell’orientamento in entrata e in uscita) delle informazioni relative agli allievi con DSA che provengono da altre scuole o si iscrivono ad altra scuola.
di supporto ai colleghi nell'adozione di PDP e di criteri valutativi adeguati:
L'Istituto ha previsto una serie di azioni per assicurare all’alunno con DSA gli strumenti adeguati per conseguire il successo scolastico :
Protocollo di accoglienza: i genitori al momento dell'iscrizione compilano un modulo informativo e protocollano la Diagnosi e vengono invitati a parlare con la Referente DSA per una prima conoscenza e accoglienza del caso.
PDP: in Ottobre vengono organizzati incontri di programmazione ai quali partecipa tutto il C.d.C. e i genitori per la compilazione del Piano Didattico Personalizzato (PDP) predisposto in ottemperanza della normativa vigente aggiornata. Il documento che contiene una parte specifica di programmazione delle singole discipline, è firmato dal Dirigente Scolastico, dal Referente DSA, dal docente coordinatore di classe a nome di tutti i docenti, e dai genitori dell'alunno o dall'alunno stesso se maggiorenne
Verifiche del PDP in itinere e finali. Si creano contatti frequenti con le famiglie e gli insegnanti dei consigli di classe, ricorrendo ad uno sportello di informazione continuo garantito dal docente referente per gli alunni DSA, allo scopo di individuarne i bisogni specifici di apprendimento. Ogni variazione importante viene verbalizzata in itinere e in particolare in sede di primo scrutinio, valutazione interperiodale e scrutinio finale in cui vengono completate schede integrative del P.D.P.
Didattica inclusiva e integrata: i C.d.C che accolgono gli alunni con Disturbo Specifico di Apprendimento adottano strategie e metodologie inclusive , tra cui la didattica laboratoriale e quella integrata con le nuove tecnologie, per permettere loro un sereno ed efficace percorso di apprendimento.
Da alcuni anni il nostro istituto è stato interessato da un naturale incremento di presenze di alunni stranieri di recente immigrazione. A tutt’oggi si registrano complessivamente circa 130 alunni, eterogenei sia per nazionalità, sia per livello di conoscenza della lingua italiana. La commissione supporto agli alunni intende presentare procedure atte a promuovere l'integrazione degli alunni stranieri, rispondere ai loro bisogni formativi e rafforzare le attività di sostegno linguistico e culturale a loro rivolte, secondo la normativa vigente. In particolare la L. 40/98,art. 36, ribadisce non solo il diritto alla scuola per tutti, ma l´obbligo all'´inserimento scolastico dei minori stranieri presenti nel territorio.
Durante la prima fase dell'anno scolastico si prevedono le seguenti procedure:
Si raccolgono dati e informazioni sulla storia scolastica degli alunni stranieri attraverso l’osservazione/valutazione delle competenze in ingresso : a tale scopo è prevista la somministrazione di un test d'ingresso A1.
Attività di sostegno linguistico interne: si avviano attività di sostegno linguistico di consolidamento e/o percorsi di alfabetizzazione sulla base di risorse disponibili. I corsi di primo livello saranno intensivi, in orario curriculare e pomeridiano, e verranno effettuati in istituto da Ottobre a cadenza settimanale.
Corsi di alfabetizzazione esterni: si indirizzano gli studenti a a eventuali corsi intensivi pomeridiani di alfabetizzazione promossi sul territorio che usualmente iniziano ad Ottobre e si concludono a Maggio con cadenza settimanale.
Mediatori culturali: per gli alunni stranieri con particolare difficoltà ad apprendere o da poco giunti in Italia si richiedono i mediatori linguistici di madrelingua che seguono ogni singolo alunno in orario curriculare per le discipline ove il C.d.C ritenga necessario. L’intervento del mediatore è diviso in tre pacchetti standard:
il primo di 18 ore
il secondo bis di 14 ore
il terzo tris di 14 ore
Tale intervento inizia alla metà di Ottobre e viene richiesto causa risorse limitate solo per i casi di integrazione linguistica complessa.
Al termine dei pacchetti , il mediatore fa pervenire alla Commissione e al C.d.C una scheda informativa sull’alunno seguito, segnalandone l’eventuale progresso nell’interesse, nella partecipazione e nell’apprendimento.
Si creano contatti frequenti con le famiglie e gli insegnanti dei consigli di classe, ricorrendo ad uno sportello di informazione continuo, garantito dal docente referente per gli alunni stranieri, allo scopo di individuarne i bisogni specifici di apprendimento.
Si stabiliscono contatti e sinergie organizzative con associazioni e scuole del territorio (CESVOT, COMUNITA' S.EGIDIO,AGAVE CESDI, S.M.S “Borsi”, CENTRO DONNA, PEZ inclusione alunni stranieri coordinati da Scuola primaria “Benci” ecc.) e, eventualmente, con le scuole medie di provenienza.
ALUNNI BES DI 3^ FASCIA
INCLUSIONE ALUNNI BES DI 3 FASCIA
Ciascun alunno nel corso della propria vita scolastica può manifestare, anche transitoriamente, speciali bisogni educativi.
L’interazione di vari fattori di salute possono sfociare in difficoltà evolutive di funzionamento, nell’ambito del processo di istruzione e di apprendimento, che necessitano di educazione speciale e individualizzata.
Il sistema dell’Istruzione Pubblica italiana ha preso atto che - accanto alle situazioni “tipiche” di bisogno educativo speciale (alunni diversamente abili, alunni con Disturbi Specifici di Apprendimento o con Disturbi Evolutivi Specifici, alunni con difficoltà derivanti dalla non conoscenza della lingua italiana) - esistono posizioni che interessano alunni in situazione di grave disagio sociale e culturale nonché altre situazioni, di più incerta collocazione, in grado tuttavia di dare egualmente origine a gravi difficoltà di apprendimento (da ultimo, p. es., Circ. MIUR prot. 2563 del 22.11.2013).
Fra queste situazioni di incerto inquadramento se ne individuano alcune che si collegano a un disturbo clinicamente diagnosticabile (ancorché non ricadente nelle specifiche tutele della Legge 104/92, né in quelle della L. 170/2010) ed altre che, anche al di fuori da una diagnosi clinica, si pongono comunque oltre l’ordinaria difficoltà di apprendimento.
In questi casi di bisogni educativi speciali (c.d. di “terza fascia”), connessi al disagio socio-culturale o non meglio altrimenti specificabili - ma che si collocano comunque oltre le ordinarie difficoltà di apprendimento - possono essere richiesti, su impulso degli insegnati, dei genitori o degli alunni stessi, strumenti di flessibilità da impiegare nell’azione educativo-didattica.
I Consigli di Classe, valutata l’efficacia di tali strumenti, potranno quindi proporre la compilazione e l’adozione di un Piano Didattico Personalizzato (PDP), con eventuali strumenti compensativi e/o misure dispensative, formalizzando così un percorso di studio individualizzato e personalizzato la cui validità rimane comunque circoscritta all’anno scolastico di riferimento.
Allo scopo di facilitare e ottimizzare l’inclusione degli alunni che esprimano i bisogni educativi sopra descritti, il nostro Istituto, nell’ambito della Commissione “Supporto agli alunni”, individua un docente (c.d. “Referente BES 3a fascia”) con precisi compiti operativi quali:
fornire indicazioni di base su strumenti compensativi e misure dispensative al fine di realizzare un intervento didattico il più possibile adeguato e personalizzato (consulenza su PDP);
raccogliere e prendere visione della certificazione diagnostica rilasciata dagli organismi preposti;
confrontarsi periodicamente e ogniqualvolta si renda necessario, con i Coordinatori di Classe per raccogliere nuove segnalazioni di casi “BES 3a fascia” e per monitorare i casi già acquisiti;
raccogliere e prendere visione delle griglie di rilevazione e osservazione redatte dai Consigli di Classe durante l'anno scolastico;
fungere da mediatore tra colleghi, famiglie, studenti (se maggiorenni), operatori dei servizi sanitari ed agenzie formative accreditate sul territorio;
fornire indicazioni riguardo ad Associazioni, Enti, Istituzioni, Università, ecc., ai quali poter fare riferimento per le tematiche in oggetto;
partecipare alle riunioni della Commissione “Supporto agli alunni”, coordinata dalla Funzione Strumentale di riferimento.
In presenza di una certificazione clinica o diagnostica, viene attivato il progetto “Accoglienza” e informato il C.d.C della presenza degli alunni BES ( in genere nelle riunioni di Settembre); l’iter di formazione del Piano Didattico Personalizzato viene avviato nel primo Consiglio di Classe utile (in genere nel mese di ottobre) con l’introduzione della relazione dello specialista, alla quale fanno seguito le osservazioni e le considerazioni dei Docenti del Consiglio di Classe e della famiglia.
Il documento finale, che contiene una parte specifica di programmazione delle singole discipline, è firmato dal Dirigente Scolastico, dal Referente BES terza fascia, dal docente coordinatore di classe, da tutti i docenti facenti parte del Consiglio di Classe e dai genitori dell'alunno o dall'alunno stesso se maggiorenne.
In qualsiasi momento dell’anno (e anche quando non sia ancora presente una documentazione clinica, una diagnosi o una relazione delle istituzioni pubbliche competenti in materia di assistenza sociale e culturale), qualora vengano rilevate, su segnalazione dei genitori e soprattutto dei docenti, situazioni di alunni con gravi difficoltà di apprendimento, il Consiglio di Classe potrà comunque autonomamente attivare l'iter per l'adozione di un Piano Didattico Personalizzato, motivando opportunamente le decisioni assunte sulla base di considerazioni pedagogiche e didattiche che dovranno essere condivise all’unanimità da tutti i docenti del Consiglio.
A tal fine sono predisposte specifiche griglie di rilevazione e di osservazione finalizzate a individuare, nel corso dell’anno scolastico, gli eventuali casi di alunni con difficoltà di apprendimento che si collochino oltre quelle ordinarie.
I progetti per l'integrazione di tutti gli alunni BES
La specifica di tutti i progetti che vengono annualmente realizzati nel nostro Istituto in riferimento ai Bisogni educativi Speciali, è puntualmente dettagliata nel P.A.I ( Piano Annuale Inclusione) che viene aggiornato ogni anno nel mese di Giugno.
Programmi di Mobilità Internazionale COMENIUS
Olimpiadi a livello provinciale, regionale e nazionale in varie discipline scientifiche: Chimica, Scienze, Astronomia, Matematica, Informatica, Fisica ed Elettronica, Problem Solving. Problem Posing
Mobilità Internazionale degli studenti nell'ambito di progetti Regionali ed Europei
Di particolare rilevanza il progetto di Partenariato Multilaterale ERASMUS + Communication and Education by Transmedia”
Il progetto, finanziato dalla Comunità Europea, persegue l'obiettivo generale di sviluppare la conoscenza e comprensione della diversità culturale e linguistica europea e del suo valore ed inoltre di aiutare i giovani ad acquisire le competenze di base necessarie per la vita, per lo sviluppo personale, con aspetti utili all'occupazione e alla cittadinanza europea attiva.
Le attività finalizzate all’approfondimento disciplinare, alla partecipazione a gare, stage e progetti internazionali ed al conseguimento di certificazioni sono descritte nei relativi progetti allegati al presente documento. Allegato n. 2
2.4 Continuità e orientamento L’orientamento
Per la scuola dell’autonomia, sempre soggetta a nuovi stimoli e novità, anche normative, è indispensabile attuare iniziative che promuovano la conoscenza del nostro istituto. Queste attività, che vengono svolte sia in orario scolastico, che al di fuori di questo, sono rivolte a tutti coloro che in momenti diversi della loro vita scolastica sono chiamati ad operare una scelta e permettono di sviluppare le capacità decisionali dello studente attraverso la conoscenza più approfondita di sé e delle proprie capacità.
La scuola riconosce la propria impossibilità a gestire in esclusiva la formazione della persona per cui le azioni di orientamento si compiono in una grande varietà di sedi: famiglia, scuola, gruppo dei pari, mass-media e istituzioni più o meno formalizzate.
Fondamentale risulta infine, l’intento di prevenire e ridurre i fenomeni di dispersione scolastica e di assicurare la realizzazione del diritto-dovere di istruzione e formazione per tutti.
I tre momenti fondamentali in cui è essenziale fornire a famiglie e studenti opportunità e strumenti di orientamento sono:
la scelta della scuola superiore (orientamento in entrata) con attività rivolte agli studenti di terza della scuola secondaria di primo grado.
la scelta dei percorsi formativi o professionali dopo la scuola superiore (orientamento in uscita) con iniziative indirizzate agli studenti del quarto e quinto anno finalizzate alla scelta del percorso di laurea a all’orientamento nel mondo del lavoro.
Il nostro Istituto trova utile accompagnare i ragazzi anche nella fase in cui, al termine del biennio comune a tutti gli indirizzi, devono scegliere la loro specializzazione (orientamento in itinere).
LE ATTIVITA' DI orientamento per il triennio 2015-18 I progetti previsti per le attività di orientamento nel nostro istituto per il triennio 2015-18 si dividono in tre gruppi di interesse che coincidono con le tre fasi nell’attività di orientamento:
E’ finalizzato ad assistere gli studenti delle ultime classi delle Scuole medie nella scelta del percorso scolastico più adatto alle proprie inclinazioni.
L’adolescente, al termine della scuola secondaria di primo grado è chiamato a fare scelte relative al proprio futuro.
Pertanto la scuola attiva percorsi di continuità con le Scuole Medie con l’obiettivo di realizzare un rapporto costruttivo con finalità didattico-educative e di costruire un canale di informazione sulla specificità d’indirizzo dell’Istituto e della sua Offerta Formativa.
Le diverse attività di orientamento in entrata includono:
ITI...NERANDO
Incontro presso le scuole medie rivolto agli alunni delle classi terze con video illustrativo, distribuzione di depliant e breve spiegazione dei nostri docenti. Allestimento dei nostri laboratori itineranti con attrezzature ed esperienze legate alle specializzazioni del nostro Istituto eseguite direttamente dai nostri studenti del triennio. Più classi terze della scuola media possono a rotazione partecipare alle attività nella stessa mattina e confrontarsi con i nostri ragazzi in una dimensione più vicina alla loro realtà di adolescenti.
Insieme di attività per classi I, II e III medie svolte nei nostri laboratori in orario mattutino o, se più gradito, in orario pomeridiano da concordare.
Organizzazione di tre giornate di apertura dell’Istituto (da svolgersi il sabato pomeriggio e la domenica mattina) durante le quali gli studenti e le loro famiglie possono incontrarsi con la DS, i Docenti, alunni dei vari indirizzi attivi nella scuola e alcuni nostri ex alunni. L’incontro è seguito dalla visita dei laboratori, delle palestre e delle aule.
Su richiesta possono essere concordate visite personalizzate in orario scolastico.
Manifestazione aperta al pubblico con allestimento di stand scientifici, tecnologici e culturali e gare di mini Sumo robots.
Diffusione di pubblicazioni informative, tramite mail, fax, articoli sul quotidiano locale (Il Tirreno) e di altro materiale quali opuscoli informativi, manifesti e CD curati dalla Commissione Orientamento.
Promozione delle attività di orientamento e delle caratteristiche dell’Istituto attraverso articoli informativi sulle reti televisive locali;
Rivolto agli alunni delle classi seconde dell’istituto al fine di dare loro e ai loro genitori informazioni più approfondite circa le specializzazioni del triennio offerte dalla scuola, sempre nel rispetto delle loro capacità. L’obiettivo è quello di promuovere azioni utili al raggiungimento di una scelta motivata e consapevole e al contempo rafforzare la motivazione dello studente allo studio.
Le diverse attività di orientamento in itinere includono:
Il progetto “S&TA” (vedi nello specifico)
Un incontro con i docenti referenti delle sei specializzazioni in aula magna aperto a studenti e genitori (Progetto Orientando al triennio: le classi seconde)
E’ l’attività svolta in vista della scelta della facoltà universitaria, dei corsi post-diploma, dell’attività lavorativa, attraverso:
Stage presso aziende da effettuarsi nel corso degli ultimi anni di studio, in particolare della classe quarta.
Contatti e incontri, anche in loco, dei vari dipartimenti universitari per far conoscere agli studenti il piano dell’offerta formativa dei vari percorsi di laurea,
Orientando alle prove d’ingresso universitarie, corso di preparazione agli esami per il superamento dei test di ammissione all’università sia nelle facoltà ad accesso programmato che nelle altre in cui siano previsti test di autovalutazione.
Meeting di preparazione e orientamento al mondo del lavoro: conoscenza di sé, orientamento al mercato del lavoro, preparazione del curriculum vitae, modalità di iscrizione presso i Centri per l’Impiego.
2.5 Integrazione con il territorio e rapporti con le famiglie Integrazione con il territorio
L’Istituto si propone come partner strategico di reti territoriali e coordina progetti ai quali partecipano diversi soggetti che hanno responsabilità per le politiche dell’istruzione nel territorio. Tiene rapporti con gli enti territoriali di riferimento a fini formativi o di scambi culturali di altro tipo.
L’Istituto, da sempre protagonista riconosciuto della cultura tecnica nella regione, ha attivato negli anni scorsi una fitta rete di rapporti con le istituzioni locali, con i centri di ricerca e con le aziende pubbliche e private presenti nel territorio. Esperienze di vario tipo, come tirocini orientativi, stages, “impresa simulata” e Alternanza scuola-lavoro, hanno arricchito l’offerta formativa dell’Istituto e permesso alla nostra azione educativa e formativa di inserirsi a pieno diritto nella problematica del modello di sviluppo territoriale.
In questa ottica e con queste finalità il nostro Istituto si rapporta in modo privilegiato con il Comune e con la Provincia di Livorno partecipando a numerosi progetti e bandi di concorso per la formazione.
Il nostro Istituto mantiene rapporti costanti anche con l’Università, in particolare con l’Università degli Studi di Pisa, con la quale sono organizzati stages orientativi con alcuni Dipartimenti universitari indirizzati alle quinte classi.
Sul territorio i nostri studenti sono impegnati, da molti anni, in stages lavorativi presso ditte e aziende pubbliche e/o private, quali, per esempio, A.S.A. ,VVFF, Camera di Commercio,LIRI, Solvay, ENI, Laviosa, Labromare, GBC, C.E.M.E.: Quadri s.r.l. Elettrotecnica Marini, Iteci, CRM, CMC, TRW, Siemens, ENI R&M, Magna Closures, e molte altre.
Vanno menzionati inoltre i progetti:
Mobilitazione Internazionale per gli Studenti, progetto finanziato dalla regione Toscana, su fondi della Comunità Europea, che prevede la partecipazione di una classe quarta dell'istituto ad una attività di alternanza scuola-lavoro in SVEZIA, con la finalità di sviluppare competenze tecniche tramiite il confronto con una scuola estera di pari grado e migliorare l'apprendimento linguistico.
PROGETTO “TOOLS and TUTOR” : formazione triennale attuata da Regione /Provincia di Livorno per la creazione di docenti tutor nelle scuole secondarie superiori nell’ambito dell'obiettivo “COMPETITIVITÀ REGIONALE E OCCUPAZIONE”. Il progetto mira a favorire lo sviluppo di un modello di alternanza scuola lavoro condiviso e integrato , come previsto dalle riforme in atto, “per consentire agli studenti degli istituti di istruzione secondaria di 2° grado, che abbiano compiuto il quindicesimo anno di età, la possibilità di sviluppare conoscenze, abilità e competenze spendibili nel mercato del lavoro”
Nel corso dell’anno scolastico 2009/2010 il nostro istituto ha esteso la certificazione ISO 9001:2008, inizialmente ottenuta per i processi l’Agenzia Formativa, a tutti i processi scolastici ed attualmente ha sviluppato un programma di miglioramento che coinvolge molti aspetti organizzativi della vita scolastica.
La complessità organizzativa di un istituto con 1600 studenti e oltre 200 lavoratori tra docenti e non docenti può essere intuita anche dai non addetti ai lavori.
In un momento non facile per il sistema scolastico nazionale, il Sistema di Qualità che ha sviluppato la nostra scuola risulta ritagliato sulle specifiche necessità di tutte le parti interessate all’istruzione scolastica che è composta da studenti, famiglie, docenti e personale non docente.
L’Istituto si è proposto di mantenere la certificazione ISO 9001:2008 e di diffondere la cultura della qualità a tutti i livelli organizzativi, mediante il coinvolgimento del personale docente e non docente al conseguimento degli obiettivi qualitativi stabiliti dal Dirigente Scolastico.
Infine il Dirigente Scolastico ha ritenuto opportuno sottoscrivere il proprio impegno nella qualità formulando una politica per la qualità in linea con gli interessi del nostro istituto. A questo proposito, è stato avviato, nel corso dell’ anno scolastico 2013-14, il progetto CAF qui sotto brevemente illustrato.
Il CAF e l’impegno per l’eccellenza
Il modello CAF è un modello di autovalutazione per i percorsi di eccellenza delle istituzioni scolastiche basato su uno standard europeo. Nel corso del 2011 la Dirigente Scolastica ed il Responsabile Qualità hanno partecipato alla prima sessione di formazione del progetto e nel corso del 2012 la formazione è stata estesa ad un gruppo più ampio del personale composto da 4 docenti e 4 addetti ai servizi amministrativi.
Il progetto ha ottenuto il riconoscimento ECU (Effective CAF User) nel 2013. I modelli di eccellenza, rispetto alle norme ISO 9001 risultano più adatti alla descrizione delle prestazioni organizzative delle istituzioni scolastiche ed offrono un valido riferimento per i percorsi di miglioramento delle scuole di ogni ordine e grado. A tale scopo vengono istituiti i Gruppi di Autovalutazione (GAV), come previsto dal modello CAF, per la valutazione di criticità e dei punti di forza, e successivo sviluppo di piani di miglioramento coerenti.
Fin dal 2002 l’I.T.I.S. “G. Galilei” opera sul territorio regionale anche come Agenzia Formativa e si è accreditato presso la Regione Toscana come Organismo Formativo all’interno del “Sistema regionale di istruzione e formazione professionale”.
Già nel 2005 ha ottenuto la certificazione di qualità UNI EN ISO 9001:2000 per i processi relativi alla formazione professionale e nel 2010 ha esteso la suddetta certificazione a tutti i processi scolastici, adeguandosi nel contempo all’edizione 2008 della norma. Nel corso del 2013 ha aderito al modello di autovalutazione della qualità delle Pubbliche Amministrazioni CAF (Common Assessment Framework), uno strumento elaborato per sostenere gli interventi di miglioramento nelle organizzazioni pubbliche attraverso l’applicazione dei principi della Qualità Totale (Total Quality Management - TQM), in particolare l’autovalutazione e il benchmarking, e ha ottenuto la certificazione nel gennaio 2014.
L'agenzia è responsabile della progettazione, erogazione e gestione di corsi extracurricolari realizzati, per la maggior parte, con finanziamenti del FSE (Fondo Sociale Europeo) cui si accede attraverso la partecipazione a bandi pubblici gestiti dalla Regione Toscana e dalla Provincia di Livorno.
Grazie alla sua lunga e importante tradizione formativa nell'ambito delle tecnologie applicate all'industria, alle ampie competenze tecnico-professionali presenti al suo interno, alle strutture di ottimo livello, ad un elevato e vasto sistema di relazioni e, non ultima, all'attenzione che gli riservano il territorio la città di Livorno, l'I.T.I.S. G. Galilei è in grado di realizzare la fase progettuale dei vari interventi formativi, di fornire cospicue parti del corpo docente, dei tutor, delle aule didattiche e dei laboratori per il loro svolgimento, di contattare e coinvolgere aziende disponibili a ospitare allievi in stage.
Attraverso la propria Agenzia Formativa l’ITIS Galilei ha la possibilità di soddisfare i fabbisogni espressi dal territorio offrendo interessanti opportunità formative ai propri studenti, a tutti i soggetti pubblici e privati e, in generale, a quanti avvertano l’esigenza di migliorare la propria condizione lavorativa e socio-economica, o anche desiderino rientrare nel mondo della formazione, arricchendo i curricoli con corsi professionalizzanti e di specializzazione post-diploma che permettano di conseguire certificazioni riconosciute a livello regionale ed oltre, attraverso la partecipazione a bandi del fondo sociale europeo e a progetti finanziati da enti pubblici.
A seconda della tipologia di intervento formativo viene fornita la possibilità di:
- conseguire una qualifica di livello 3 EQF (European Qualification Framework) rilasciata direttamente dal Sistema di Formazione della Regione Toscana e riconosciuta a livello europeo;
- ottenere una qualifica professionale di “Operatore”, immediatamente spendibile nel mercato del lavoro, attraverso percorsi biennali di formazione professionale riconosciuti a livello regionale;
- acquisire una formazione post-secondaria specialistica e la qualifica di “Tecnico Esperto” attraverso i corsi IFTS (Istruzione Formazione Tecnica Superiore);
- ottenere un titolo di idoneità per l’accesso ad un determinato anno del Sistema Scolastico nazionale, con particolare riferimento alla percorso di istruzione tecnica.
La maggior parte dei suddetti interventi sono a “costo zero” per i partecipanti poiché per lo più realizzati con finanziamenti del FSE (Fondo Sociale Europeo).
Sono diversi anni che questa opportunità, in aggiunta alla formazione tradizionale, viene trasmessa con elevata intensità all’interno dell’I.T.I.S. Galilei, in senso verticale e orizzontale, e colta in tutta la sua importanza sul territorio di riferimento dell’Istituto. Mantenere tale opportunità viva e adeguata ai nostri obiettivi rappresenta un’esigenza primaria.
Durante gli ultimi anni, l’Agenzia Formativa:
- ha consentito, attraverso la realizzazione del progetto “Biennio Sirio”, giunto ormai alla 15a edizione, il rientro nel sistema scolastico a persone, prevalentemente adulti già inseriti nel mondo del lavoro, che per vari motivi avevano abbandonato gli studi;
- ha organizzato corsi finalizzati a sostenere esami ECDL;
- ha partecipato a bandi per la formazione provinciali e regionali (IFTS);
- ha organizzato corsi di aggiornamento sui temi della sicurezza nel mondo del lavoro; ha contribuito a progettare ed erogare percorsi biennali di formazione professionale per giovani fuoriusciti dal percorso scolastico.
Per il prossimo futuro, l’I.T.I.S. Galilei, attraverso la propria Agenzia Formativa, ha intenzione di mantenere alto il livello di attività progettuale e di erogazione di corsi extracurricolari, attraverso:
• la partecipazione ai futuri programma di formazione della Regione Toscana;
• l’ampliamento e il miglioramento del sistema di relazioni.
A partire dal 2002 tanti sono stati gli interventi formativi progettati e/o erogati dall’Agenzia Formativa dell’I.T.I.S. Galilei, sia nel ruolo di capofila che in quello di partner in ATS (Associazione Temporanea di Scopo) con importanti realtà istituzionali ed economiche del territorio, con primarie associazioni di categoria e con altre agenzie e sarebbe troppo lungo e inappropriato in questa sede elencarli tutti.
Tra i progetti più significativi svolti negli ultimi anni si elencano i seguenti:
Progetto “RODEO: le rotte dei comportamenti sicuri”
Progetto “NAUTEAK: tecnico superiore per l’industrializzazione del prodotto e del processo”
Progetto “ORIENTA: Servizi di orientamento presso le scuole superiori della Provincia di Livorno”
Progetto “DICAM: tecnico del disegno Cad-Cam“
Progetto “IFP LIVORNO Operatore di impianti termoidraulici” (1a edizione)
Progetto “IFP LIVORNO Operatore elettronico”
Progetto “TSIPP”: tecnico superiore per l’industrializzazione del prodotto e del processo”
Progetto “Biennio Sirio”
Tra le azioni formative attualmente in corso, si elencano le seguenti:
la 2a edizione del progetto “IFP LIVORNO Operatore di impianti termoidraulici”
il progetto “LOGISTIX: tecniche per la programmazione della produzione e la
Progetto “Biennio Sirio 15a edizione”
PARTECIPAZIONE AI PERCORSI DI ISTRUZIONE DEGLI ADULTI IN CONFORMITA’ AL D.P.R. 236/2012 (ATTIVAZIONE DEI CPIA)
In relazione al Progetto “Biennio Sirio”, e più in generale in riferimento alla formazione rivolta agli adulti, soprattutto per gli scenari di grande interesse che si aprono, vale la pena sottolineare che quest’anno il progetto ha presentato una grande novità essendo stato progettato ed erogato in conformità a quanto stabilito nel DPR 263/2012, recante norme generali per la ridefinizione dell'assetto organizzativo didattico dei Centri d'istruzione per gli adulti, ivi compresi i corsi serali, e nell’ambito di un accordo di rete tra le Istituzioni Scolastiche del territorio provinciale sedi di corsi serali, il Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti (CPIA), le Istituzioni Scolastiche sedi dei CPIA di Livorno, Rosignano S. e Portoferraio, l’Ambito Territoriale di riferimento (A.T. XI di Grosseto).
Tra le finalità del suddetto accordo si ha una prima e graduale applicazione:
- delle previsioni regolamentari relative alle "reti territoriali di servizio" (art. 2, comma 1 del DPR263/2012), agli "accordi con gli EE.LL. e altri soggetti pubblici e privati" (art. 2, comma 5); agli "accordi di rete" e alle "Commissioni per la definizione del Patto formativo" (art. 5, comma 2);
- dei nuovi assetti didattici e organizzativi, riferiti anche ai percorsi di istruzione nelle carceri, relativi ai percorsi di primo livello (art. 4, comma 1, lett. a), percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana (art. 4, comma 1, lett. c) e percorsi di secondo livello primo periodo didattico (art. 4, comma 3, lett. a); e degli strumenti di flessibilità (riconoscimento dei crediti, personalizzazione dei percorsi di studio, fruizione a distanza, accoglienza e orientamento, di cui all'art. 4, comma 9).
In aggiunta, nell’ambito del suddetto accordo di rete e ai fini dell’ammissione al periodo didattico cui l’adulto chiede di accedere avendone titolo, l’I.T.I.S. Galilei partecipa con la propria Dirigente Scolastica e con un docente referente alla Commissione per la definizione del Patto formativo individuale.
Il nostro Istituto ritiene fondamentale la collaborazione con le famiglie per un proficuo percorso scolastico degli alunni. A tal fine l’Istituto si avvale, oltre che del Dirigente Scolastico, della disponibilità del docente incaricato di organizzare i rapporti scuola/famiglia e della funzione strumentale di riferimento “supporto agli alunni”. Attualmente il rapporto scuola famiglia si articola tramite:
comunicazioni scritte che vengono inviate alle famiglie in particolari momenti dell’anno scolastico;
servizi disponibili sul web quali:
consultazione registro di classe (assenze, profitto);
consultazione programmazione didattica;
colloqui con i docenti che si effettuano:
- in due momenti il pomeriggio (successivamente alla consegna della pagella di fine 1° periodo e alla consegna delle valutazioni interperiodali a metà del 2° periodo)
attività di counselling per gli alunni e le famiglie organizzata per:
- orientare alunni in uscita;
- a fine percorso;
- in itinere;
- accogliere alunni da altre scuole;
- accoglienza iniziale nelle classi prime;
- accoglienza in itinere;
- sostenere nella vita scolastica;
- supporto e prima “interfaccia” verso problematiche di classe
- avvio alla soluzione interessando i soggetti preposti;
- supporto per le problematiche inerenti la salute degli alunni.
Qualora lo studente accumuli un rilevante numero di assenze o per qualsiasi altro motivo di carattere disciplinare e/o di rendimento il Coordinatore della classe darà tempestiva comunicazione scritta alla famiglia, tramite il libretto personale, per posta o contatto telefonico.
Per quanto concerne la documentazione scritta riferita agli scrutini e alla valutazione interperiodale, le famiglie riceveranno una documentazione esaustiva, articolata con indicatori e valutazioni, riportante anche le eventuali lacune riscontrante e la modalità di recupero che il Consiglio di Classe intende organizzare.
Sono previsti i seguenti appuntamenti nei quali le famiglie ricevono informazioni scritte circa l’andamento scolastico dei propri figli:
- Seconda metà di Dicembre: Consegna delle pagelle del I quadrimestre e eventuali interventi di recupero attivati dal Consiglio di Classe
- Inizio marzo Valutazione interperiodale del 2° quadrimestre
- Seconda metà di Giugno Pubblicazione del risultato finale dopo comunicazione telefonica e/o scritta alle famiglie degli alunni non ammessi alla classe successiva
- Fine di Giugno comunicazione delle discipline nelle quali è stata contratta la sospensione del giudizio.
I rapporti scuola famiglia sono regolarizzati dal “patto di corresponsabilità”, approvato in ogni consiglio di classe (con tutte le componenti) nella seduta di insediamento nel mese di ottobre.
3 AUTOVALUTAZIONE PIANO DI MIGLIORAMENTO
Il nuovo Regolamento sul sistema di valutazione (DPR 80/2013), prevedendo quattro elementi qualificanti del sistema, l’autovalutazione, la valutazione esterna, il miglioramento e la rendicontazione sociale, inaugura, nella scuola italiana una nuova cultura della valutazione. La parte innovativa del regolamento è la previsione di un sistema di valutazione esterna delle scuole, della pubblicazione dei rapporti di autovalutazione e dei piani di miglioramenti, e, alla fine del processo triennale, la pubblicazione del bilancio sociale dell’Istituzione scolastica. Valutazione esterna e trasparenza perché in materia di autovalutazione è fondamentale uscire da una dimensione autoreferenziale.
Il nostro Istituto ha individuato al suo interno un Nucleo di Autovalutazione, composto da cinque docenti e un assistente amministrativo e presieduto dalla Dirigente Scolastica. A partire dal mese di febbraio 2015 è iniziata la prima fase del processo, l’autovalutazione d’Istituto vera e propria e la stesura del Rapporto di Autovalutazione, pubblicato, in prima istanza, nel mese di luglio e di nuovo, definitivamente, alla fine del mese di settembre. Fra le due pubblicazioni, i risultati del Rapporto sono stati comunicati al Collegio e da questo approvati.
Terminata la stesura e pubblicazione del Rapporto di Autovalutazione, il Nucleo di Valutazione dell’Istituto, dal mese di novembre, comincerà a lavorare sulla definizione del Piano di Miglioramento. Alla base del Piano ci sono le priorità, i traguardi e gli obiettivi di processo individuati dall’autovalutazione.