Source: http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/norme/9l91.htm
Timestamp: 2016-08-24 02:30:11+00:00
Document Index: 24038704

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 13', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 22', 'art. 4', 'art. 20', 'art. 4', 'art. 25', 'art. 49', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 18', 'art. 12', 'art. 54', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 55', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 13', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 12', 'art. 86', 'art. 93', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 24', 'art. 18', 'art. 1']

Articolo 1. Norme per gli impianti idroelettrici e per gli elettrodotti.
1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentito il Ministro dell'ambiente, di concerto con il Ministro dei lavori pubblici, sono emanate, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, norme regolamentari in materia di procedure per le concessioni o le varianti di concessione di derivazione d'acqua per la produzione di energia elettrica, nonch�, sentito il Ministro della sanit�, in materia di procedure per l'autorizzazione alla costruzione di elettrodotti.
2. Il regolamento di cui al comma 1, nel rispetto dei principi generali della legislazione vigente in materia, fatto salvo l'intervento nelle procedure da parte delle amministrazioni competenti in base a tale legislazione, dovr� in particolare:
a) prevedere che il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato autorizzi la costruzione dell'impianto, dopo aver verificato la necessit� di energia elettrica che l'impianto da realizzare � destinato a soddisfare e la sua compatibilit� con le previsioni del Piano energetico nazionale e dei piani di bacino di cui all'articolo 17 della legge 18 maggio 1989, n. 183, predisposti dagli appositi comitati, ai quali partecipa con un suo rappresentante redigendo apposito rapporto;
d) fissare termini perentori non inferiori a novanta giorni entro i quali ciascuna autorit� dovr� adottare gli atti procedimentali di propria competenza trascorsi i quali gli atti stessi si intendono adottati in senso favorevole;
3. Dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma 1 sono abrogate le norme del testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e sugli impianti elettrici approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, e successive modificazioni ed integrazioni, limitatamente alle parti incompatibili con le norme del regolamento o sostanzialmente riprodotte nello stesso, ferma restando la loro vigenza per le concessioni relative a finalit� diverse dalla produzione di energia elettrica.
Articolo 2. Valutazione di impatto ambientale.
1. Per la realizzazione delle dighe e degli altri impianti destinati a trattenere, regolare o accumulare le acque in modo durevole per fini idroelettrici, di altezza superiore a 10 metri o di capacit� superiore a 100.000 metri cubi e per la realizzazione delle relative opere di trasporto delle acque si applicano le norme di cui all'articolo 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349, ed i relativi provvedimenti di attuazione.
2. Qualora venga constatato che la realizzazione dell'impianto pu� avere un impatto importante sull'ambiente di un altro Stato membro della Comunit� economica europea (CEE), il Ministro dell'ambiente ne informa tempestivamente il Ministro degli affari esteri per gli adempimenti necessari.
CAPO I - RICERCA E COLTIVAZIONE DI IDROCARBURI LIQUIDI E GASSOSI IN TERRAFERMA NEL MARE TERRITORIALE E SULLA PIATTAFORMA CONTINENTALE
Articolo 3. Permesso di prospezione.
1. Il permesso di prospezione � accordato, previa domanda da presentare al Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, a persone fisiche o giuridiche che dispongano di capacit� tecniche ed economiche adeguate (1).
2. Il permesso di prospezione � accordato a soggetti italiani o di altri Stati membri della Comunit� economica europea, nonch�, a condizioni di reciprocit�, a soggetti di altri Paesi.
3. Il permesso di prospezione � accordato con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentiti il Comitato tecnico per gli idrocarburi e la geotermia e la regione o la provincia autonoma di Trento o di Bolzano territorialmente interessata, di concerto, per le rispettive competenze, con il Ministro dell'ambiente e con il Ministro della marina mercantile per quanto attiene alle prescrizioni concernenti l'attivit� da svolgere nell'ambito del demanio marittimo, del mare territoriale e della piattaforma continentale, nel rispetto degli impegni contratti dall'Italia in sede di accordi internazionali per la tutela dell'ambiente marino (2).
1. La prospezione, la ricerca e la coltivazione di idrocarburi � vietata nelle acque del Golfo di Napoli, del Golfo di Salerno e delle Isole Egadi, fatti salvi i permessi, le autorizzazioni e le concessioni in atto, nonch� nelle acque del Golfo di Venezia, nel tratto di mare compreso tra il parallelo passante per la foce del fiume Tagliamento e il parallelo passante per la foce del ramo di Goro del fiume Po.
Articolo 5. Permesso di ricerca e qualifiche dei richiedenti.
1. Il permesso di ricerca � esclusivo ed � accordato, sentita la regione o la provincia autonoma di Trento o di Bolzano territorialmente interessata e previa domanda da presentare al Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, a persone fisiche o giuridiche che dimostrino la necessaria capacit� tecnica ed economica e possiedano o si impegnino a costituire in Italia strutture tecniche ed amministrative adeguate alle attivit� previste, nel rispetto degli impegni contratti dall'Italia in sede di accordi internazionali per la tutela dell'ambiente marino (3).
2. Il permesso di ricerca � accordato a soggetti italiani o di altri Stati membri della Comunit� economica europea, nonch�, a condizioni di reciprocit�, a soggetti di altri Paesi.
Articolo 6. Conferimento del permesso di ricerca, sue dimensioni e durata.
1. Il permesso di ricerca � accordato con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentiti il Comitato tecnico per gli idrocarburi e la geotermia, e la regione o la provincia autonoma di Trento o di Bolzano territorialmente interessata di concerto, per le rispettive competenze, con il Ministro dell'ambiente e con il Ministro della marina mercantile per quanto attiene alle prescrizioni concernenti l'attivit� da svolgere nell'ambito del demanio marittimo, del mare territoriale e della piattaforma continentale (3).
2. L'area del permesso di ricerca deve essere tale da consentire il razionale sviluppo del programma di ricerca e non pu� comunque superare l'estensione di 750 chilometri quadrati; nell'area del permesso possono essere comprese zone adiacenti di terraferma e mare (4).
3. Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, qualora valuti che l'area richiesta non abbia dimensioni sufficienti e configurazione razionale in relazione alle finalit� ottimali della ricerca, ha facolt� di non accordare il permesso di ricerca fino a quando non si renda possibile l'accorpamento dell'area stessa con aree finitime.
4. La durata del permesso � di sei anni.
6. Al titolare del permesso pu� essere accordata un'ulteriore proroga qualora, alla scadenza definitiva del permesso, siano ancora in corso lavori di perforazione o prove di produzione per motivi non imputabili a sua inerzia, negligenza o imperizia. La proroga � accordata per il tempo necessario al completamento dei lavori e comunque per un periodo non superiore ad un anno. Con il decreto di proroga � approvato il programma tecnico e finanziario particolareggiato relativo al nuovo periodo di lavori.
7. I titolari di permesso di ricerca cessato per scadenza, rinuncia o decadenza non possono richiedere un nuovo permesso sulla stessa area o su parte di essa, o subentrarvi acquisendone quote, se non dopo quattro anni dalla cessazione del permesso precedente; tali disposizioni non si applicano nel caso i titolari abbiano ottenuto una concessione di coltivazione nell'ambito del permesso precedente o se abbiano perforato un pozzo nel secondo periodo di proroga previsto nel relativo programma di lavoro (5).
8. Il termine per l'inizio dei lavori da parte del titolare del permesso, da stabilire nel permesso stesso, non pu� essere superiore a dodici mesi dalla comunicazione del conferimento del permesso per le indagini geologiche e geofisiche e a sessanta mesi dalla stessa data per le perforazioni (6).
9. Il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato pu� prorogare i termini di cui al comma 8, su tempestiva istanza del titolare del permesso che provi di non poter rispettare i termini stessi per cause di forza maggiore, per il tempo strettamente necessario al superamento delle cause e comunque non superiore a sei mesi per l'inizio delle prospezioni e a due anni per l'inizio della perforazione, che dovr� in ogni caso iniziare effettivamente entro la prima vigenza del permesso (6).
10. Qualora nel corso del permesso di ricerca le amministrazioni competenti impongano al titolare del permesso particolari adempimenti o limitazioni che comportino la sospensione dell'attivit� di ricerca, il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato pu� disporre con decreto, su istanza del titolare stesso, che il decorso temporale del permesso, ai soli fini del computo della durata dello stesso, resti sospeso per il tempo strettamente necessario per ottemperare agli adempimenti stessi. Correlativamente, per lo stesso periodo, sar� sospeso il relativo canone (7).
11. Ove sussistano gravi motivi attinenti al pregiudizio di situazioni di particolare valore ambientale o archeologico-monumentale, il permesso di ricerca pu� essere revocato, anche su istanza di pubbliche amministrazioni o di associazioni di cittadini ai sensi dell'articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241.
12. Le norme di cui ai commi 5, 6, 7, 8, 9 e 10 si applicano anche ai permessi di ricerca in corso alla data di entrata in vigore della presente legge.13. Sono sospesi i permessi di ricerca nelle zone dichiarate parco nazionale o riserva marina.
Articolo 7. Rinvenimento di altre risorse naturali.
1. Agli obblighi dei titolari di permessi di ricerca, di cui all'articolo 9 della legge 11 gennaio 1957, n. 6, e all'articolo 22 della legge 21 luglio 1967, n. 613, e con riferimento anche ai permessi gi� in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, sono aggiunti i seguenti:
b) porre in atto le misure eventualmente richieste dal Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, di intesa, ove occorra, con altri organi dello Stato interessati, ai fini della conservazione delle risorse naturali di cui alla lettera a), che per la loro natura o per l'entit� del giacimento presentino un evidente interesse economico.
3. Ove il rinvenimento di risorse naturali dia luogo all'assegnazione di un titolo di sfruttamento minerario per tali sostanze a persona diversa dal titolare di permesso di ricerca che le ha rinvenute, questi ha diritto a ricevere dal nuovo titolare un indennizzo che, salvo accordo tra le parti, sar� determinato dal Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sulla base di criteri che tengano conto, nei limiti eventualmente posti da criteri di economicit� delle risorse stesse, degli oneri sostenuti per il rinvenimento.
Articolo 8. Programma unitario di lavoro.
1. L'autorit� amministrativa competente pu� autorizzare, sentito il Comitato tecnico per gli idrocarburi e la geotermia, la realizzazione di un programma unitario di lavoro nell'ambito di pi� permessi quando il particolare impegno tecnico e finanziario dei lavori programmati e l'omogeneit� degli obiettivi rendano pi� razionale la ricerca su base unificata.
2. L'autorizzazione a realizzare i programmi unitari di lavoro rende privi di effetto gli impegni di lavoro e di spesa assunti precedentemente dai singoli titolari relativamente ai rispettivi permessi e pu� comportare l'adeguamento dell'impegno di spesa.
4. La riduzione obbligatoria pu� essere operata, previo accordo degli interessati, su qualsiasi porzione delle aree cui si riferisce il programma unitario.
1. Al titolare del permesso che, in seguito alla perforazione di uno o pi� pozzi, abbia rinvenuto idrocarburi liquidi o gassosi � accordata la concessione di coltivazione se la capacit� produttiva dei pozzi e gli altri elementi di valutazione geo-mineraria disponibili giustificano tecnicamente ed economicamente lo sviluppo del giacimento scoperto.
4. Su richiesta dei titolari dei permessi, pu� essere accordata un'unica concessione di coltivazione su un'area ricadente su due o pi� permessi adiacenti, quando ci� corrisponda alle esigenze di razionale sviluppo del giacimento scoperto. Per le stesse esigenze la concessione pu� estendersi ad aree non coperte da vincolo minerario.
6. Le disposizioni di cui all'articolo 18 della legge 21 luglio 1967, n. 613, in materia di contitolarit� si estendono alle concessioni di coltivazione, in quanto applicabili.
8. Al fine di completare lo sfruttamento del giacimento, decorsi i sette anni dal rilascio della proroga decennale, al concessionario possono essere concesse, oltre alla proroga prevista dall'articolo 29 della legge 21 luglio 1967, n. 613, una o pi� proroghe, di cinque anni ciascuna se ha eseguito i programmi di coltivazione e di ricerca e se ha adempiuto a tutti gli obblighi derivanti dalla concessione o dalle proroghe (8).
10. Nei casi di contitolarit� della concessione di coltivazione si applica l'articolo 12 della legge 30 luglio 1990, n. 221 (10).
11. Ove ricada nei territori di rispettiva competenza, la concessione di coltivazione � accordata dal Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, d'intesa con le regioni a statuto speciale o le province autonome di Trento e Bolzano interessate (11).
Articolo 10. Nuove tecnologie.
1. Qualora, a causa di difficolt� di ordine tecnico o di ubicazione, lo sviluppo o la coltivazione di un giacimento richiedano l'impiego di tecnologie non ancora acquisite all'esperienza industriale, l'attuazione prolungata di particolari prove o l'effettuazione di studi di fattibilit� di rilevante impegno, pu� essere presentato dall'interessato, in luogo del prescritto programma di sviluppo, un programma provvisorio in cui siano indicati gli studi e le sperimentazioni necessarie, nonch� il tempo necessario alla loro realizzazione.
2. L'esecuzione del programma provvisorio di cui al comma 1, con la fissazione del relativo periodo di realizzazione, � autorizzata dal Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentito il Comitato tecnico per gli idrocarburi e la geotermia.
3. Entro quindici giorni dalla scadenza del periodo di cui al comma 2, l'interessato � tenuto a presentare, a pena di decadenza, il programma definitivo di sviluppo e di coltivazione nelle forme prescritte.
Articolo 11. Innovazione tecnologica nelle attivit� di ricerca mineraria e coltivazione.
Articolo 12. Vettoriamento del gas naturale.
1. Le societ� proprietarie di metanodotti provvederanno al vettoriamento nel territorio nazionale di gas naturale prodotto in Italia ed utilizzato in stabilimenti delle societ� produttrici, delle societ� controllate, delle societ� controllanti, o di societ� sottoposte al controllo di queste ultime, o per forniture all'Enel o alle imprese di cui al testo unico approvato con R.D. 15 ottobre 1925, n. 2578, che esercitano le attivit� di cui all'articolo 1, primo comma, della legge 6 dicembre 1962, n. 1643. Le societ� controllate sono quelle individuate ai sensi dell'articolo 2359, primo comma, numeri 1) e 3), del codice civile.
2. Il gas da vettoriare dovr� rientrare nel normale campo di intercambiabilit� ed avere adeguate caratteristiche di trasportabilit� e di con tenuto di sostanze nocive. Il vettoriamento sar� effettuato compatibilmente con la capacit� di trasporto, i programmi di sviluppo e i coefficienti di utilizzazione della rete di trasporto.
3. Le condizioni e il corrispettivo per il servizio di vettoriamento saranno concordati tra le parti tenendo conto di un'adeguata remunerazione degli investimenti, dei costi di esercizio, dei criteri in uso sui mercati europei del gas per la determinazione dei compensi di vettoriamento e dei conseguenti livelli, nonch� dell'andamento del mercato dell'energia. In caso di mancato accordo tra le parti, le condizioni e il corrispettivo saranno stabiliti dal CIP, sentite le parti.
Articolo 13. Normativa di raccordo e disciplinari-tipo.
1. Con decreti del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato da emanarsi entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentito il Comitato tecnico per gli idrocarburi e la geotermia, sono determinate le norme transitorie destinate a garantire la continuit� operativa nel settore petrolifero e approvati nuovi disciplinari-tipo per i permessi di prospezione e di ricerca e per le concessioni di coltivazione di cui al presente Capo.
Articolo 14. Norme abrogate.
b) articoli 9; 16, primo comma; 17, terzo comma; 19, primo, quinto e sesto comma; 20, primo, secondo e quinto comma; 21, primo e secondo comma; 27, primo, secondo e settimo comma; e 55, secondo comma, della legge 21 luglio 1967, n. 613, e successive modificazioni.
CAPO II - RICERCA E COLTIVAZIONE GEOTERMICA
Articolo 15. Ricerca e coltivazione geotermica.
2. Il rilascio del permesso di ricerca e delle concessioni di coltivazione di cui al comma 1 � subordinato alla prestazione da parte degli interessati di garanzie patrimoniali reali o personali, in relazione all'entit� dei lavori programmati per l'adempimento degli impegni di cui al comma 1.
CAPO III - NUOVE NORME IN MATERIA DI LAVORAZIONE DI OLI MINERALI E AUTORIZZAZIONE DI OPERE MINORI
Articolo 16. Concessione per lavorazione o deposito di oli minerali ed autorizzazione per opere minori.
b) nuovi impianti che amplino la capacit� di lavorazione stabilita dal decreto di concessione degli stabilimenti di cui alla lettera a) gi� esistenti;
c) nuovi depositi di oli minerali o di gas naturale liquefatto, di capacit� superiore a 100.000 metri cubi, non compresi nei decreti di concessione degli stabilimenti di cui alla lettera a);
d) nuove opere che incrementino la capacit� di stoccaggio dei depositi di cui alla lettera c) gi� esistenti, in misura superiore al 30 per cento della capacit� autorizzata anche se l'ampliamento � realizzato per fasi. Restano soggetti a concessione gli impianti per lo stoccaggio di gas di petrolio liquefatti.
2. Sono soggette ad autorizzazione da parte del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, la costruzione e la gestione di nuovi impianti che non amplino la capacit� di lavorazione di oli minerali, di nuovi serbatoi di stoccaggio di oli minerali annessi ai medesimi stabilimenti, nonch� delle opere di cui al comma 1 di dimensioni inferiori a quelle ivi previste.
Articolo 17. Procedure di concessione e autorizzazione.
1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentiti il Ministro dell'ambiente e il Ministro per il coordinamento della protezione civile, sono emanate, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della L. 23 agosto 1988, n. 400, norme regolamentari in materia di procedure per le concessioni e le autorizzazioni di cui all'articolo 16.
2. Il decreto del Presidente della Repubblica di cui al comma 1, dovr� in particolare:
b) fissare termini perentori entro i quali ciascuna autorit�, compresa la Regione interessata, dovr� adottare gli atti procedimentali di propria competenza, trascorsi i quali gli atti stessi si intendono adottati in senso favorevole;
c) regolamentare le autorizzazioni all'inizio dei lavori di costruzione degli impianti nonch� al loro esercizio provvisorio;
d) determinare i casi nei quali la procedura prevista dal decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1988 n. 175, si intende soddisfatta quando siano stati espletati gli adempimenti previsti dal regolamento approvato con D.P.R. 29 luglio 1982, n. 577, e successive modificazioni e integrazioni;
e) provvedere all'aggiornamento della composizione e delle funzioni ed alla determinazione delle modalit� di funzionamento della Commissione interministeriale per la disciplina petrolifera, di cui al decreto ministeriale 10 gennaio 1953, e successive modificazioni, anche in riferimento ai compiti di cui all'articolo 18 della presente legge;
f) stabilire norme transitorie per la definizione delle procedure di autorizzazione o concessione gi� in corso.
3. Dalla data di entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica di cui al comma 1 sono abrogate le vigenti norme concernenti le concessioni ed autorizzazioni richiamate dall'articolo 16, nonch� le norme procedurali incompatibili con il regolamento o sostanzialmente riprodotte nello stesso.
Articolo 18. Agevolazioni finanziarie per il rinnovamento tecnologico nelle raffinerie e nei depositi di oli minerali.
2. Il CIPI, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, delibera, su proposta del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, l'ammissibilit� dei progetti di cui al comma 1 alle agevolazioni finanziarie di cui agli articoli 63 e 69 del testo unico delle leggi sugli interventi nel Mezzogiorno, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218, come modificati dal decreto-legge 30 gennaio 1979, n. 23, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 marzo 1979, n. 91, e dall'articolo 9 della legge 1� marzo 1986, n. 64, nonch� all'aumento di un quinto del contributo in conto capitale ai sensi del citato articolo 69, comma quarto, del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218.
Articolo 19. Scorte di riserva di prodotti petroliferi.
1. A decorrere dal 1� marzo 1991, tutti coloro che, nel corso dell'anno precedente, abbiano immesso al consumo nel mercato interno prodotti petroliferi finiti, derivanti sia da lavorazione nelle raffinerie nazionali, sia da importazioni, sono tenuti all'obbligo della scorta di riserva delle seguenti categorie di prodotti:
2. L'immissione al consumo � desunta dal verificarsi dei presupposti per il pagamento dell'imposta di fabbricazione o della sovrimposta di confine. Sono compresi i prodotti destinati ad usi esenti dall'imposta di fabbricazione o dalla sovrimposta di confine.
3. L'ammontare complessivo delle scorte di riserva delle categorie di prodotti petroliferi di cui al comma 1 non pu� essere inferiore a quello corrispondente a novanta giorni del consumo nazionale delle stesse categorie di prodotti da calcolarsi con riferimento all'anno precedente. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato istituisce con proprio decreto, nell'ambito del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, un Comitato che assolver� il compito di gestire le scorte di riserva di prodotti petroliferi, cos� come definite dal terzo comma dell'articolo 2 della legge 10 marzo 1986, n. 61. In tale Comitato dovranno essere rappresentati tutti gli operatori titolari di concessione e gli importatori (12).
4. Il Comitato di cui al comma 3 dovr� tener conto della distribuzione geografica e, quindi, dell'immediato utilizzo delle scorte in caso di calamit�, nonch� di un'equa ripartizione degli oneri e di una gestione economica del sistema con trasparenza delle operazioni ed assicurare una giacenza di prodotti finiti del 50 per cento dell'obbligo totale di scorta. I criteri di convertibilit� del rimanente 50 per cento delle scorte di prodotti finiti in scorte di greggio o semilavorati sono definiti da parte del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato con proprio decreto, su proposta del Comitato. Nell'ambito delle competenze del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato il decreto fisser� altres� la struttura, i compiti specifici ed il regolamento di funzionamento del Comitato. Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato riferisce annualmente al Parlamento in merito all'attivit� del Comitato.
5. Il primo e secondo comma dell'art. 2, L. 10 marzo 1986, n. 61, sono abrogati (13).
TITOLO III - NORME PER GLI AUTOPRODUTTORI E PER LE IMPRESE ELETTRICHE DEGLI ENTI LOCALI
Articolo 20. Norme per gli autoproduttori da fonti energetiche convenzionali.
2. Sono altres� ammessi scambi e cessioni tra enti locali e loro imprese, cos� come definite dall'articolo 22 della legge 8 giugno 1990, n. 142, nonch� tra societ� con partecipazione di enti locali e/o delle loro suddette imprese.
4. Le forniture di energia elettrica previste all'art. 6, D.P.R. 21 agosto 1963, n. 1165, per le quantit� e i prezzi di cui agli articoli 7 e 8 dello stesso decreto sono prorogate sino al 31 dicembre 2001. A quella data, tali forniture verranno ridotte in misura progressivamente decrescente, secondo quanto disposto dall'art. 4, L. 7 agosto 1982, n. 529, nei successivi sei anni.
5. (15).
6. E' abrogato l'art. 13, D.P.R. 4 febbraio 1963, n. 36, come modificato dall'articolo 21, D.P.R. 18 marzo 1965, n. 342.
7. I limiti del 70 per cento di cui al n. 6), dell'art. 4, L. 6 dicembre 1962, n. 1643, non si applicano dalla data di entrata in vigore della presente legge.
8. [Nei casi di rinuncia da parte dell'Enel a norma dell'art. 2, comma 2, della L. 7 agosto 1982, n. 529, il prolungamento della durata delle concessioni idroelettriche � disposto, su istanza del concessionario con decreto del Ministro dei lavori pubblici di concerto con il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentito l'Enel, semprech� non ostino superiori ragioni di pubblico interesse e per una durata massima nei limiti fissati dalla convenzione di cui all'art. 3 della suddetta legge. Tale durata massima si applica anche per le concessioni prolungate a favore delle imprese degli enti locali ai sensi dell'art. 8, comma 4, della L. 2 maggio 1990, n. 102.] (16).
Articolo 21. Societ� commerciali e imprese elettriche degli enti locali.
1. Alle imprese elettriche degli enti locali che ne abbiano fatto richiesta entro il termine previsto dall'articolo 4 n. 5) della legge 6 dicembre 1962, n. 1643, l'Enel rilascia la concessione di esercizio delle attivit� di produzione, trasporto, trasformazione, distribuzione e vendita dell'energia elettrica sulla base di convenzioni da stipularsi con riferimento ad una convenzione-quadro tra l'Enel e l'organizzazione di categoria delle imprese interessate.
3. Nella convenzione-quadro devono essere previsti i diritti e i doveri delle parti, le modalit� relative all'esercizio dei poteri di coordinamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 18 marzo 1965, n. 342, nonch� le cause di decadenza delle concessioni. La convenzione-quadro deve anche definire i criteri destinati a regolare, in sede di convenzione con le singole aziende, le cessioni, gli scambi ed i vettoriamenti, tra le imprese concessionarie, dell'energia elettrica da esse prodotta.
5. In caso di non ottenimento della concessione per manifesta e comprovata inidoneit� dell'impresa ad espletare il servizio, che sar� valutata dal Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentiti l'Enel e l'organizzazione di categoria delle imprese interessate, nonch� nei casi di decadenza o di rinunzia, i beni e i rapporti giuridici attinenti all'impresa sono trasferiti all'Enel dalla data di emanazione del decreto ministeriale di trasferimento, con le modalit� e con gli indennizzi previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 25 febbraio 1963, n. 138, intendendosi tuttavia i valori riferiti alle risultanze dell'ultimo bilancio approvato prima della emanazione del predetto decreto ministeriale.
6. Per le imprese indennizzabili a stima, ai sensi del n. 4) dell'articolo 5 della legge 6 dicembre 1962, n. 1643, si applicano le disposizioni di cui all'articolo 3 della legge 1� luglio 1966, n. 509, quando l'indennizzo non superi l'importo di un miliardo di lire; in tal caso il pagamento dell'indennizzo � effettuato in due semestralit�.
7. Con il rilascio della concessione le imprese elettriche degli enti locali concorrono con l'Enel, nell'ambito del settore pubblico dell'energia elettrica, al conseguimento dei fini di utilit� generale di cui all'articolo 1 della legge 6 dicembre 1962, n. 1643, e successive modificazioni.
8. Le concessioni di esercizio di attivit� elettriche gi� rilasciate dall'Enel alla data di entrata in vigore della presente legge saranno sostituite da nuove concessioni da rilasciarsi in base a quanto previsto nel presente articolo.
9. Tra l'Enel e gli enti locali o loro imprese possono essere costituiti consorzi, oltre che societ� per azioni, per le finalit� e sotto l'osservanza delle condizioni e modalit�, in quanto applicabili, di cui all'articolo 34.
11. Le societ�, le aziende e gli enti che abbiano per oggetto anche la distribuzione di energia elettrica devono sottoporre a societ� di revisione i rispettivi bilanci redatti conformemente al modello tipo stabilito con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato (17), in sostituzione dei modelli allegati alla legge 4 marzo 1958, n. 191, e devono trasmetterli entro trenta giorni dall'approvazione alle regioni nel cui territorio insistono le reti di distribuzione che li inviano, entro i successivi novanta giorni corredati da una propria relazione, al Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato ai fini dell'applicazione degli articoli 3, 4 e 5 della legge 4 marzo 1958, n. 191 .
12. Per i bilanci riferiti agli esercizi anteriori alla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 11, le societ�, le aziende e gli enti di cui al medesimo comma 11 ed il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, ove non vi abbiano gi� provveduto, non sono pi� tenuti agli adempimenti previsti dalla legge 4 marzo 1958, n. 191 .
Articolo 22. Regime giuridico degli impianti di produzione di energia elettrica a mezzo di fonti rinnovabili e assimilate.
1. La produzione di energia elettrica a mezzo di impianti che utilizzano fonti di energia considerate rinnovabili o assimilate, ai sensi della normativa vigente, e in particolare la produzione di energia elettrica a mezzo di impianti combinati di energia e calore, non � soggetta alla riserva disposta in favore dell'Enel dall'articolo 1 della legge 6 dicembre 1962, n. 1643, e successive modificazioni e integrazioni, e alle autorizzazioni previste dalla normativa emanata in materia di nazionalizzazione di energia elettrica.
3. L'eccedenza di energia elettrica prodotta dagli impianti di cui al presente articolo � ceduta all'Enel e alle imprese produttrici e distributrici di cui all'articolo 4, n. 8), della legge 6 dicembre 1962, n. 1643, modificato dall'articolo 18 della legge 29 maggio 1982, n. 308 .
4. La cessione, lo scambio, la produzione per conto terzi e il vettoriamento dell'energia elettrica prodotta dagli impianti di cui al presente articolo sono regolati da apposite convenzioni con l'Enel in conformit� ad una convenzione tipo, approvata dal Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentite le regioni, che terr� conto del necessario coordinamento dei programmi realizzativi nel settore elettrico nei diversi ambiti territoriali (18).
5. I prezzi relativi alla cessione, alla produzione per conto dell'Enel, al vettoriamento ed i parametri relativi allo scambio vengono definiti dal CIP entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge ed aggiornati con cadenza almeno biennale, assicurando prezzi e parametri incentivanti nel caso di nuova produzione di energia elettrica ottenuta da fonti energetiche di cui al comma 1. Nel caso di impianti che utilizzano fonti energetiche assimilate a quelle rinnovabili, il CIP definisce altres� le condizioni tecniche generali per l'assimilabilit�.
6. E' abrogato l'articolo 4 della legge 29 maggio 1982, n. 308 .
Articolo 23. Circolazione dell'energia elettrica prodotta da impianti di produzione di energia elettrica a mezzo di fonti rinnovabili e assimilate.
1. Per l'energia elettrica prodotta dagli impianti di cui all'art. 22, oltre agli usi previsti dal terzo capoverso del n. 6) dell'art. 4 della L. 6 dicembre 1962, n. 1643, come sostituito dal comma 1 dell'art. 20, � consentita la libera circolazione all'interno di consorzi e societ� consortili fra imprese e fra dette imprese, consorzi per le aree e i nuclei di sviluppo industriale di cui al testo unico delle leggi sugli interventi nel Mezzogiorno, approvato con D.P.R. 6 marzo 1978, n. 218, aziende speciali degli enti locali e societ� concessionarie di pubblici servizi dagli stessi assunti, limitatamente ad esigenze di autoproduzione, ovvero aziende di cui al regio decreto 15 ottobre 1925, n. 2578, recante: "Approvazione del testo unico della legge sull'assunzione diretta dei pubblici servizi da parte dei comuni e delle province", previa autorizzazione del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato rilasciabile sulla base di criteri di economicit� e di valutazione delle esigenze produttive.
Articolo 24. Diritto di prelazione sulle concessioni idroelettriche.
1. Le imprese non assoggettate a trasferimenti all'Enel, ai sensi dell'art. 4, numeri 6) e 8), della L. 6 dicembre 1962, n. 1643, possono esercitare il diritto di prelazione sulle concessioni per le quali l'Enel abbia manifestato la volont� di non avvalersi della facolt� di subingresso di cui al combinato disposto del terzo comma dell'art. 25 del testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e sugli impianti elettrici, approvato con R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775, e del quinto comma dell'articolo 9 del D.P.R. 18 marzo 1965 n. 342, a condizione che abbiano eseguito le variazioni di cui al secondo comma dell'art. 49 del testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e sugli impianti elettrici, approvato con R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775 .
2. Restano salve le competenze delle province autonome di Trento e di Bolzano previste dal testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, approvato con D.P.R. 31 agosto 1972, n. 670, e dalle relative norme di attuazione.
3. E' abrogato l'articolo 17 della legge 29 maggio 1982, n. 308 .
4. Nei casi di rinuncia da parte dell'Enel, ai sensi dell'articolo 2, commi primo, secondo e terzo, della legge 7 agosto 1982, n. 529, ad avvalersi della facolt� di cui all'articolo 1, comma primo, della legge stessa, e di conseguente prolungamento delle concessioni, le opere di raccolta, di regolazione e di derivazione, principali ed accessorie, i canali adduttori delle acque, le condotte forzate e di scarico restano in propriet� delle imprese elettriche degli enti locali e delle imprese autoproduttrici di energia elettrica titolari delle relative concessioni di derivazione idroelettrica sino al nuovo termine che sar� assegnato all'utenza.
6. Nei casi di rinuncia dell'ENEL ai sensi dell'art. 8, comma 4, della L. 2 maggio 1990, n. 102, il prolungamento della durata della concessione � disposto con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato di concerto con il Ministro dei lavori pubblici, sentito l'ENEL, per un periodo massimo di sessanta anni. Nei casi di rinuncia da parte dell'ENEL a norma dell'art. 2, secondo comma, della L. 7 agosto 1982, n. 529, il prolungamento della durata delle concessioni idroelettriche � disposto con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato di concerto con il Ministro dei lavori pubblici, sentito l'ENEL, semprech� non ostino superiori ragioni di pubblico interesse e per una durata massima nei limiti fissati dalla convenzione di cui all'articolo 3 della suddetta legge (19).
7. Le imprese non assoggettate a trasferimenti all'ENEL, ai sensi dell'art. 4, n. 8), della L. 6 dicembre 1962, n. 1643, modificato dall'art. 18 della L. 29 maggio 1982, n. 308, possono esercitare il diritto di prelazione sulle concessioni di piccole derivazioni d'acqua per impianti idroelettrici di cui al testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e sugli impianti elettrici approvato con R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775, e successive modificazioni ed integrazioni (19).
TITOLO IV - DISPOSIZIONI FISCALI
Articolo 25. Pagamento differito dell'imposta di fabbricazione sui prodotti petroliferi.
2. La disposizione di cui al comma 1 dell'art. 12 del decreto-legge 30 settembre 1982, n. 688, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 novembre 1982, n. 873, come modificato dal comma 1 del presente articolo, ha effetto a decorrere dal mese successivo a quello di entrata in vigore della presente legge.
3. Nei casi di cumulo del pagamento differito di cui al comma 1 con il pagamento periodico dei diritti doganali previsti dall'articolo 78 del testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, e successive modificazioni, la dilazione totale non pu� comunque superare i trenta giorni.
4. (21).
5. (22).
Articolo 26. Aliquote della produzione corrisposte allo Stato.
1. I titolari di concessione di coltivazione, a decorrere dal 1� gennaio 1990, sono esonerati per un triennio e, previa eventuale conferma ai sensi del comma 9 del presente articolo, fino al 31 dicembre 1996 dalla corresponsione allo Stato dell'aliquota del prodotto della coltivazione prevista dagli articoli 33 e 66 della L. 21 luglio 1967, n. 613, purch� gli importi corrispondenti al valore delle aliquote siano investiti nella prospezione non esclusiva o nella ricerca esclusiva di idrocarburi liquidi e gassosi nel territorio nazionale, nel mare territoriale o nella piattaforma continentale. Sono confermati per le regioni a statuto speciale i benefici di cui all'art. 54 della L. 21 luglio 1967, n. 613 .
1-bis. A decorrere dal 1� gennaio 1996 un terzo dell'aliquota � devoluto alle regioni, di cui all'art. 1 del testo unico approvato con D.P.R. 6 marzo 1978, n. 218, nelle quali si effettuano le coltivazioni. Le regioni impegnano tali proventi per il finanziamento di piani di sviluppo economico e per l'incremento industriale nei territori in cui sono ubicati i giacimenti (23).
2. L'esonero compete fino alla concorrenza del 30 per cento del costo delle attivit� previste nel comma 1 ed � cumulabile con le agevolazioni fiscali di cui all'articolo 27.
4. L'esonero � concesso dalla sezione dell'ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi competente per territorio sulla base del progetto presentato.
6. La data di inizio e di ultimazione dei lavori nonch� l'ammontare dei costi sostenuti sono accertati dall'ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi attraverso i propri uffici periferici.
7. Qualora risulti che l'attivit� programmata non sia stata iniziata ed espletata nei termini di cui al comma 6, ovvero che a fronte dei costi sostenuti competa un minore esonero, si fa luogo entro sei mesi dalla scadenza dei predetti termini al recupero del valore corrispondente alle aliquote non corrisposte, determinato ai sensi dell'ultimo comma dell'articolo 33 della legge 21 luglio 1967, n. 613, maggiorato di un interesse pari alla misura del tasso ufficiale di sconto vigente alla data dell'esonero, aumentato di quattro punti.
9. La verifica di cui al comma 8 � effettuata dal Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato ogni due anni a decorrere dal 30 giugno del terzo anno successivo alla data di entrata in vigore della presente legge. L'eventuale conferma dell'esenzione � disposta con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, di concerto con il Ministro delle finanze.
Articolo 27. Proroga di esenzione dall'ILOR.
1. L'esenzione di cui agli articoli 34 e 68 della legge 21 luglio 1967, n. 613, ed all'articolo 40, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, da ultimo prorogata fino al 31 dicembre 1989 dall'articolo 20 della legge 10 febbraio 1989, n. 48, � ulteriormente prorogata fino al 31 dicembre 1995.
Articolo 28. Aliquota IVA per l'allacciamento alle reti di teleriscaldamento.
1. Fino al 31 dicembre 1996 l'aliquota IVA da corrispondere da parte degli utenti per l'allacciamento a reti di teleriscaldamento realizzate in conformit� alla vigente normativa in materia di risparmio energetico � stabilita nella misura del 4 per cento.
Articolo 29. Agevolazioni fiscali per il contenimento dei consumi energetici.
1. Le spese sostenute dalle persone fisiche e dagli enti di cui alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 87 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, per gli interventi non assistiti da contribuzione diretta o indiretta dello Stato o di altro ente pubblico, atti a realizzare il contenimento dei consumi energetici in conformit� delle vigenti disposizioni in materia di contenimento dei consumi energetici negli edifici, posti in essere nelle unit� immobiliari destinate ad uso di civile abitazione diverse da quelle di cui all'articolo 40 del predetto testo unico, sono deducibili dal reddito complessivo. La deduzione spetta nella misura del 25 per cento della spesa rimasta effettivamente a carico del possessore del reddito stesso e proporzionata alla sua quota di possesso per il periodo d'imposta in cui � stato eseguito il pagamento a saldo e per quello successivo. Per ciascun periodo di imposta la deduzione non pu� essere superiore al reddito della unit� immobiliare, nella quale sono stati realizzati i suddetti interventi, determinato senza tenere conto della deduzione di cui all'articolo 34, comma 4-quater), del predetto testo unico, n� della maggiorazione prevista dall'articolo 38 dello stesso testo unico. La deduzione si applica per gli interventi il cui pagamento a saldo sia intervenuto non oltre il 31 dicembre 1994 (24).
2. I tipi di opere e i relativi criteri di realizzazione atti al contenimento dei consumi energetici sono determinati, con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, di concerto con il Ministro delle finanze.
3. L'avvenuta realizzazione dell'opera e il sostenimento della relativa spesa devono essere comprovati da idonee documentazioni, da allegare alla dichiarazione dei redditi relativa al primo periodo di imposta da cui si applica la deduzione. Con il decreto di cui al comma 2 sono stabilite anche le caratteristiche e le modalit� di rilascio della documentazione occorrente (25).
Articolo 30. Accordi e contratti di programma.
1. Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, stipula con l'Enel e la Confederazione italiana servizi pubblici degli enti locali (CISPEL), sentite le associazioni di tutela dei consumatori maggiormente rappresentative, un contratto di programma che preveda, tra l'altro, l'estensione progressiva delle tariffe multiorarie alle utenze. Il CIP nella determinazione e nell'aggiornamento delle tariffe elettriche tiene conto delle iniziative previste dal contratto di programma.
d) lo svolgimento e la promozione di attivit� di raccolta, elaborazione e diffusione delle informazioni, nonch� di formazione e assistenza tecnica degli utenti.
a) la diffusione periodica di informazioni riguardanti il risparmio energetico e l'uso razionale dell'energia presso i cittadini e i consumatori finali, nonch� presso il corpo docente e gli allievi delle scuole medie secondarie superiori;
c) la diffusione di informazioni riguardanti in modo particolare, le caratteristiche e le prestazioni delle apparecchiature domestiche al fine di promuovere l'utilizzazione di quelle a basso consumo di energia.
Articolo 31. Istituzione del marchio "Risparmio Energetico".
1. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, al fine dell'istituzione di un marchio di "Risparmio energetico" l'Enea individua le caratteristiche per la definizione degli apparecchi domestici nonch� dei sistemi e dispositivi di illuminazione ad alto rendimento, sulla base di normative tecniche UNI-CEI e tenendo conto dei migliori rendimenti relativi al consumo di energia elettrica disponibili nel l'ambito della CEE e le comunica al Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato.
2. Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, su indicazione dell'Enea, alla conclusione dello studio di cui al comma 1, entro centoventi giorni definisce con proprio decreto le caratteristiche degli apparecchi e dei sistemi e dispositivi di cui al comma 1, le procedure e le modalit� tecniche per il rilascio del marchio "Risparmio energetico" e la relativa apposizione mediante etichettatura, anche in relazione a quanto previsto dalla direttiva del Consiglio 79/530/CEE recepita con decreto del Presidente della Repubblica 12 agosto 1982, n. 783, e dalla direttiva del Consiglio n. 79/531/CEE recepita con decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 784. Con lo stesso decreto saranno definite le informazioni per un uso razionale dell'energia e per una diminuzione dei consumi riguardanti l'utilizzazione dell'apparecchio e dei dispositivi, che dovranno essere contenute nel libretto di istruzioni o nei fogli illustrativi a cura del costruttore, dell'importatore e del distributore.
3. Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato coordina e indirizza, avvalendosi per l'attuazione dell'Enel e delle imprese elettriche degli enti locali cos� come definite dall'articolo 22 della legge 8 giugno 1990, n. 142, una campagna informativa al fine di evidenziare le caratteristiche degli apparecchi e dispositivi di cui al comma 1 dotati del marchio "Risparmio Energetico" e per promuoverne l'utilizzazione presso i consumatori e i cittadini.
4. Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, avvalendosi dell'Istituto italiano per il marchio di qualit� (IMQ), del Comitato elettrotecnico italiano e dell'Enea, effettua controlli a campione sugli apparecchi e dispositivi domestici posti in vendita con il marchio di "Risparmio energetico" al fine di verificare la rispondenza del marchio alle reali caratteristiche e prestazioni dell'apparecchio. I controlli possono essere eseguiti anche a seguito di richieste delle associazioni di tutela dell'ambiente e delle associazioni dei consumatori maggiormente rappresentative.
Articolo 32. Canone per le concessioni di derivazioni ad uso idroelettrico.
1. [A decorrere dal 1� gennaio 1990, per ogni kilowatt di potenza nominale concessa o riconosciuta, il canone annuo relativo alle utenze di acqua pubblica di cui all'articolo 10, primo comma, lettera e), del D.L. 2 ottobre 1981, n. 546, convertito, con modificazioni, dalla legge 1� dicembre 1981, n. 692, � fissato in lire 15.744. Con la stessa decorrenza sono abrogate le disposizioni, relative al canone in questione, contenute nell'articolo 12, comma 5, del D.L. 27 aprile 1990, n. 90, convertito dalla L. 26 giugno 1990, n. 165] (26) (27).
Articolo 33. Copertura finanziaria.
1. Alle minori entrate derivanti dall'applicazione della presente legge, valutata in lire 115 miliardi per l'anno 1990, in lire 355 miliardi per l'anno 1991 ed in lire 400 miliardi per ciascuno degli anni dal 1992 al 1997, si provvede mediante utilizzo di una quota di pari importo del gettito del sovrapprezzo di cui alla deliberazione del CIP del 21 dicembre 1988, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, n. 305 del 30 dicembre 1988, che, ferma restando l'esigenza di assicurare il conseguimento degli obiettivi ivi considerati, viene conseguentemente applicato per un periodo di pari durata.
2. Il CIP dispone la reintegrazione all'Enel e alle imprese appaltatrici dei lavori per la realizzazione delle centrali nucleari degli oneri immediati e diretti derivanti dalla sospensione e interruzione definitiva dei lavori delle predette centrali, secondo le modalit� della deliberazione del CIPE 21 dicembre 1988, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 14 del 18 gennaio 1989, e della deliberazione del CIP del 24 maggio 1989, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 122 del 27 maggio 1989.
4. Il Ministro del tesoro � autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
Articolo 34. Promozione e partecipazione a societ� da parte dell'Enel.
1. (28).
Articolo 35. Disposizioni finali.
1. Restano ferme tutte le competenze e le procedure stabilite dall'ordinamento vigente in materia di tutela ambientale ed igienico-sanitaria per le attivit� e per gli impianti previsti dalla presente legge.
(1) La Corte costituzionale, con sentenza 18-27 dicembre 1991, n. 482 (Gazz. Uff. 4 gennaio 1992, n. 1 - Serie speciale), ha dichiarato l'illegittimit� costituzionale dell'art. 3, primo e terzo comma, nella parte in cui non prevede che il permesso di prospezione � accordato "d'intesa", nei sensi espressi in motivazione, "con la regione autonoma Valle d'Aosta o la provincia autonoma di Trento o di Bolzano".
(2) Vedi la nota 1 che precede.
(3) La Corte costituzionale, con sentenza 18-27 dicembre 1991, n. 482 (Gazz. Uff. 4 gennaio 1992, n. 1 - Serie speciale), ha dichiarato l'illegittimit� costituzionale degli artt. 5, primo comma, e 6, primo comma, nella parte in cui non prevedono che il permesso di ricerca � accordato "d'intesa", nei sensi espressi in motivazione, "con la regione autonoma Valle d'Aosta o la provincia autonoma di Trento o di Bolzano".
(4) Comma cos� sostituito dall'art. 9, D.Lgs. 25 novembre 1996, n. 625.
(5) Comma cos� sostituito dall'art. 10, D.Lgs. 25 novembre 1996, n. 625.
(6) Comma cos� sostituito dall'art. 11, D.Lgs. 25 novembre 1996, n. 625.
(7) Comma cos� modificato dall'art. 12, D.Lgs. 25 novembre 1996, n. 625.
(8) Comma cos� modificato dall'art. 13, D.Lgs. 25 novembre 1996, n. 625.
(9) Sostituisce con tre commi il terzo comma dell'art. 55, L. 21 luglio 1967, n. 613.
(10) La Corte costituzionale, con sentenza 18-27 dicembre 1991, n. 482 (Gazz. Uff. 4 gennaio 1992, n.1 - Serie speciale), ha dichiarato l'illegittimit� costituzionale dell'art. 9, in quanto non prevede che la concessione di coltivazione sia accordata d'intesa, nei sensi espressi in motivazione, con la regione autonoma Valle d'Aosta o con la provincia autonoma di Trento o di Bolzano.
(11) Comma aggiunto dall'art. 13, D.Lgs. 25 novembre 1996, n. 625.
(12) Il comitato � stato soppresso dall'art. 5, D.P.R. 9 maggio 1994, n. 608.
(13) Vedi, anche, il D.M. 4 marzo 1992.
(14) Sostituisce con tre capoversi il terzo capoverso del n. 6) dell'art. 4, L. 6 dicembre 1962, n.1643.
(15) Sostituisce l'art. 10, D.L. 17 marzo 1980, n. 68.
(16) Comma abrogato dall'art. 24, L. 25 agosto 1991, n. 282.
(17) Con D.M. 11 luglio 1996 (Gazz. Uff. 23 luglio 1996, n. 171) � stato approvato lo schema tipo di bilancio di cui al presente comma. Con altro D.M. 17 marzo 1997 (Gazz. Uff. 1� aprile 1997, n. 75) � stato determinato lo schema tipo di bilancio per le societ�, le aziende e gli enti che hanno per oggetto la produzione e/o la distribuzione di energia elettrica.
(18) Vedi il D.M. 25 settembre 1992.
(19) Comma cos� sostituito dall'art. 24, L. 25 agosto 1991, n. 282.
(20) Sostituisce l'art. 12, D.L. 30 settembre 1982, n. 688.
(21) Sostituisce il primo comma dell'art. 86, D.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43.
(22) Sostituisce l'art. 93, D.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43.
(23) Comma aggiunto dall'art. 3, comma 10, L. 28 dicembre 1995, n. 549.
(24) Comma cos� sostituito dall'art. 2, D.L. 31 maggio 1994, n. 330.
(25) Comma cos� modificato dall'art. 2, D.L. 31 maggio 1994, n. 330.
(26) Cos� sostituito dall'art. 24, L. 25 agosto 1991, n. 282.
(27) Abrogato dall'art. 18, L. 5 gennaio 1994, n. 36.
(28) Sostituisce, con due commi, il settimo comma dell'art. 1, L. 6 dicembre 1962, n. 1643.