Source: http://www.minervaeurope.org/publications/qualitycriteria-i/indice0402/appendicesei0402.htm
Timestamp: 2019-03-19 16:44:17+00:00
Document Index: 155101502

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 6', 'art. 44', 'art. 24', 'art. 8', 'art. 13']

MINERVA Website. Manuale per la qualità dei siti Web pubblici culturali - Appendice sei
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Visto il regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, recante «Nuove disposizioni sull’amministrazione del patrimonio e sulla contabilità generale dello Stato»;
Visto il regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, recante «Regolamento per l’amministrazione del patrimonio e per la contabilità generale dello Stato»;
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, recante «Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi»
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 agosto 1997, n. 452, recante «Regolamento recante approvazione del capitolato di cui all’art. 12, comma 1, del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39, relativo alla locazione e all’acquisto di apparecchiature informatiche, nonchè alla licenza d’uso dei programmi»;
Visto l’art. 6 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, recante «Interventi correttivi di finanza pubblica», come modificato dall’art. 44 della legge 23 dicembre 1994, n. 724;
Visto l’art. 24 della legge 24 novembre 2000, n. 340, recante «Disposizioni per la delegificazione di norme e per la semplificazione di procedimenti amministrativi - legge di semplificazione 1999»;
Visti i significativi sviluppi delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione ed in particolare il processo di produzione, distribuzione ed evoluzione di programmi informatici che si basa sulla disponibilità del codice sorgente aperto;
Emana la seguente direttiva in materia di sviluppo e utilizzazione dei programmi informatici da parte delle pubbliche amministrazioni.
Con la presente direttiva si forniscono alle pubbliche amministrazioni indicazioni e criteri tecnici e operativi per gestire più efficacemente il processo di predisposizione o di acquisizione di programmi informatici. In particolare, nella presente direttiva si indica come le pubbliche amministrazioni debbano tener conto della offerta sul mercato di una nuova modalità di sviluppo e diffusione di programmi informatici, definita «open source» o «a codice sorgente aperto». L’inclusione di tale nuova tipologia d’offerta all’interno delle soluzioni tecniche tra cui scegliere, contribuisce ad ampliare la gamma delle opportunità e delle possibili soluzioni, in un quadro di equilibrio, di pluralismo e di aperta competizione.
a) per «formato dei dati» la modalità con cui i dati vengono rappresentati elettronicamente in modo che i programmi informatici possano elaborarli. Il formato specifica la corrispondenza fra la rappresentazione binaria e i dati rappresentati (testo, immagini statiche o dinamiche, suono, ecc.). Esempi di formati sono Bitmap, GIF, JPEG, ecc.;
f) per «interoperabilita» la capacità di sistemi informativi anche eterogenei di condividere, scambiare e utilizzare gli stessi dati e funzioni d’interfaccia;
g) per «programmi informatici ad hoc o custom» applicazioni informatiche sviluppate o mantenute da un fornitore per soddisfare specifiche esigenze di uno o più clienti. Normalmente questo tipo di sviluppo viene eseguito all’interno di un contratto di servizio per il quale il cliente corrisponde al fornitore un compenso;
h) per «programmi a licenza d’uso», o «pacchetti», applicazioni informatiche che vengono cedute in uso (e non in proprieta) dal fornitore al cliente. Tale cessione d’uso è regolata da opportune licenze che indicano i vincoli e i diritti che sono garantiti al titolare della licenza stessa;
k) per «costo totale di possesso», l’insieme dei costi che nel corso dell’intera vita operativa di un sistema informativo è necessario sostenere affinchè esso sia utilizzabile proficuamente dall’utenza;
m) per “piattaforma”, infrastruttura informatica, comprendente sia hardware che software, su cui vengono elaborati i programmi applicativi;
n) per «portabilità», possibilità di trasferire un programma informatico da una piattaforma a un’altra.
3. Le pubbliche amministrazioni valutano quale soluzione, tra le disponibili, risulta più adeguata alle proprie esigenze mediante comparazioni di tipo tecnico ed economico, tenendo conto anche del costo totale di possesso delle singole soluzioni e del costo di uscita. In sede di scelta della migliore soluzione si tiene altresì conto del potenziale interesse di altre amministrazioni al riuso dei programmi informatici, dalla valorizzazione delle competenze tecniche acquisite, della più agevole interoperabilità. La prospettazione degli elementi di cui sopra è peraltro oggetto di valutazione da parte del Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione in sede di rilascio del parere di cui all’art. 8 del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39. La suindicata valutazione va inclusa nell’ambito dello studio di fattibilità prescritto dall’art. 13 del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39, allorchè si tratti di contratti di grande rilievo.
a) soluzioni informatiche che, basandosi su formati dei dati e interfacce aperte e standard, assicurino 1’interoperabilità e la cooperazione applicativa tra i diversi sistemi informatici della pubblica amministrazione, salvo che ricorrano peculiari ed eccezionali esigenze di sicurezza e segreto;
b) soluzioni informatiche che, in assenza di specifiche ragioni contrarie, rendano i sistemi informatici non dipendenti da un unico fornitore o da un’unica tecnologia proprietaria; la dipendenza è valutata tenendo conto dell’intera soluzione;
c) soluzioni informatiche che, con il preventivo assenso del C.N.I.P.A. ed in assenza di specifiche ragioni contrarie, garantiscano la disponibilità del codice sorgente per ispezione e tracciabilità da parte delle pubbliche amministrazioni, ferma la non modificabilità del codice, fatti salvi i diritti di proprietà intellettuale del fornitore e fermo l’obbligo dell’amministrazione di garantire segretezza o riservatezza; d) programmi informatici che esportino dati e documenti in più formati, di cui almeno uno di tipo aperto.
Nel caso di programmi informatici sviluppati ad hoc, l’amministrazione committente acquisisce la proprietà del prodotto finito, avendo contribuito con proprie risorse all’identificazione dei requisiti, all’analisi funzionale, al controllo e al collaudo del software realizzato dall’impresa contraente. Sarà cura dei committenti inserire, nei relativi contratti, clausole idonee ad attestare la proprietà dei programmi.
6. Trasferimento della titolarità delle licenze d’uso
Le pubbliche amministrazioni si assicurano contrattualmente la possibilità di trasferire la titolarità delle licenze d’uso dei programmi informatici acquisiti, nelle ipotesi in cui all’amministrazione che ha acquistato la licenza medesima ne subentri un’altra nell’esercizio delle stesse attività; parimenti va contrattualmente previsto l’obbligo del fornitore di trasferire, su richiesta dell’amministrazione, senza oneri ulteriori per l’amministrazione stessa, e salve eccezionali cause ostative, la licenza d’uso al gestore subentrante, nel caso in cui l’amministrazione trasferisca a terzi la gestione di proprie attività, ovvero l’obbligo di emettere, laddove possibile, nuova licenza d’uso con i medesimi effetti nei confronti del nuovo gestore.
8. Supporto alle amministrazioni
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