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Timestamp: 2020-05-27 10:47:36+00:00
Document Index: 155976301

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 30', 'art. 55', 'art. 360', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 25993 del 16/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25993 del 16/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 16/12/2016, (ud. 10/11/2016, dep.16/12/2016), n. 25993
sul ricorso 23773-2014 proposto da:
TOSINI s.r.l.;
avverso la sentenza n. 1089/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della LOMBARDIA, depositata il 28/02/2014;
Nella controversia concernente l’impugnazione da parte della Tosini s.r.l. di cartella di pagamento portante IVA ed altro per l’anno di imposta 2008, l’Agenzia delle Entrate ricorre, su due motivi, per la cassazione della sentenza, indicata in epigrafe, con cui la C.T.R. della Lombardia, rigettandone l’appello, aveva confermato integralmente la decisione di primo grado di accoglimento del ricorso. La Società non ha svolto attività difensiva.
1. Con il primo motivo – rubricato: violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 633 del 1972, artt. 19 e 28, art. 30, b e art. 55 – la ricorrente censura la C.T.R. per avere ritenuto detraibile il credito I.V.A. nella dichiarazione dell’anno successivo pur in assenza di presentazione della dichiarazione nell’anno in cui detto credito era maturato.
1.1. La censura è infondata. In materia, di recente, le Sezioni Unite di questa Corte hanno statuito che la neutralità dell’imposizione armonizzata sul valore aggiunto comporta che, pur in mancanza di dichiarazione annuale, l’eccedenza d’imposta – risultante da dichiarazioni periodiche e regolari versamenti per un anno e dedotta entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto e sorto – sia riconosciuta dal giudice tributario se siano stati rispettati dal contribuente tutti i requisiti sostanziali per la detrazione; pertanto, in tal caso, il diritto di detrazione non può essere negato nel giudizio di impugnazione della cartella emessa dal fisco a seguito di controllo formale automatizzato, laddove, pur non avendo il contribuente presentato la dichiarazione annuale per il periodo di maturazione, sia dimostrato in concreto – ovvero non controverso – che si tratti di acquisti fatti da un soggetto passivo d’imposta, assoggettati ad IVA e finalizzati ad operazioni imponibili” (v. Cass. SS. UU. n. 17757/16).
2.E’, invece, fondato il secondo motivo a mezzo del quale si deduce, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, l’omesso esame da parte della C.T.R. del fatto costituito dalla frammentarietà della documentazione prodotta dalla contribuente al fine di comprovare la reale esistenza del credito. Invero, il Giudice di appello ha omesso l’accertamento del fatto, decisivo, relativo all’emergenza o meno dell’eccedenza di imposta dalle dichiarazioni periodiche.
3. Ne consegue, in accoglimento di solo questo motivo, rigettato il primo, la cassazione della sentenza impugnata ed il rinvio alla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia la quale provvederà al riesame e a regolare le spese processuali.
La Corte, in accoglimento del ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia anche per il regolamento delle spese processuali alla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, in diversa composizione.