Source: http://studiodipietro.it/
Timestamp: 2019-04-21 23:06:45+00:00
Document Index: 184138982

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 363', 'art. 35', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 9', 'sentenza ', 'art. 343', 'art. 346']

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Le Sezioni Unite Civili della Cassazione con sentenza n. 10378 del 12.04.2019, a risoluzione di contrasto, pronunciando ai sensi dell’art. 363, comma 3, c.p.c., hanno affermato che nel caso in cui il sostituto ometta di versare le somme, per le quali ha però operato le ritenute d’acconto, il sostituito non è tenuto in solido in sede di riscossione, atteso che la responsabilità solidale prevista dall’art. 35 del d.P.R. n. 602 del 1973 è espressamente condizionata alla circostanza che non siano state effettuate le ritenute.
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Le Sezioni Unite Penali della Cassazione hanno affermato che il giudice d’appello, in caso di riforma della sentenza assolutoria sulla base di un diverso apprezzamento delle dichiarazioni – di natura decisiva – rese dal perito o dal consulente tecnico dinanzi al primo giudice, ha l’obbligo di procedere alla rinnovazione dell’esame dello stesso in quanto prova dichiarativa, mentre un tale obbligo non sussiste qualora un siffatto diverso apprezzamento abbia ad oggetto la relazione del perito acquisita in primo grado senza l’effettuazione dell’esame.
È la sentenza n. 14426 del 2.4.2019 (udienza del 28.1.2019).
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L’Ufficio Massimario della Cassazione ha pubblicato la rassegna di giurisprudenza della Cassazione del 2018 in materia penale.
Il lavoro si articola in due tomi.
Il primo volume tratta le questioni di diritto sostanziale ed il secondo volume le questioni di diritto processuale.
L’Ufficio Massimario della Cassazione ha pubblicato la rassegna di giurisprudenza della Cassazione del 2018 in materia civile.
Il lavoro si articola in tre tomi.
I primi due volumi trattano le questioni di diritto sostanziale ed il terzo volume le questioni di diritto processuale.
Con Sentenza n. 12691/2019 (ud. 10/10/2018 deposito del 21/3/2019) la Terza sezione penale della Corte di cassazione ha affermato che, in tema di patteggiamento, oltre al giudizio di congruità della pena, da compiersi sul risultato finale dell’accordo, il giudice è tenuto ad effettuare la verifica della legalità di quest’ultimo anche nella parte relativa al procedimento di computo derivante dal riconoscimento di circostanze e dall’eventuale giudizio di bilanciamento, dal momento che la valutazione della correttezza dell’applicazione e della comparazione delle stesse determina l’obbligo di verificare che siano conformi ai criteri legali i corrispondenti aumenti e diminuzioni di pena.
Le Sezioni Unite Civili con sentenza n. 8312 del 25.03.2019 hanno fissato tre importanti principi che attingono al PCT.
Le Sez. U., su questione di massima di particolare importanza, hanno affermato che il deposito in cancelleria, nel termine di venti giorni dall’ultima notifica, di copia analogica della decisione impugnata sottoscritta con firma autografa ed inserita nel fascicolo informatico senza attestazione di conformità del difensore ex art. 9, commi 1 bis e 1 ter della l. n. 53 del 1994, oppure con attestazione priva di sottoscrizione autografa, non comporta l’applicazione della sanzione dell’improcedibilità ove l’unico controricorrente o uno dei controricorrenti (anche tardivamente costituitosi) depositi
Le Sezioni Unite Civili della Cassazione con sentenza n. 7940 del 21.03.2019, su questione di massima di particolare importanza, hanno affermato che, nel processo ordinario di cognizione risultante dalla novella di cui alla l. n. 353 del 1990 e succ. modif., le parti del processo di impugnazione – che costituisce pur sempre una revisio prioris istantiae – nel rispetto dell’autoresponsabilità e dell’affidamento processuale, sono tenute, per sottrarsi alla presunzione di rinuncia (al di fuori delle ipotesi di domande e di eccezioni esaminate e rigettate, anche implicitamente, dal primo giudice, per le quali è necessario proporre appello incidentale; art. 343 c.p.c.), a riproporre ai sensi dell’art. 346 c.p.c. le domande e le eccezioni non accolte in primo grado, in quanto rimaste assorbite, con il primo atto difensivo e comunque non oltre la prima udienza, trattandosi di fatti rientranti già nel thema probandum e nel thema decidendum del giudizio di primo grado.
Sul sito internet della Corte di Cassazione è stata pubblicata il 7/3/2019 la Relazione n. 15 del 7/3/2019 dal titolo : “Le misure di prevenzione personali: verso un’interpretazione convenzionalmente e costituzionalmente conforme alla luce dei più recenti arresti della giurisprudenza nazionale ed europea”.
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