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Timestamp: 2020-04-01 10:02:09+00:00
Document Index: 23683691

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 4']

Decreto Interministeriale 31 dicembre 1983 | Edscuola
Decreto Interministeriale 31 dicembre 1983
sabato 31 Dicembre 1983 Edscuola
(in GU 17 gennaio 1984, n. 16)
Visto l’art. 6, terzo comma, del predetto decreto-legge col quale il Ministro dell’interno, di concerto con i Ministri del tesoro e delle finanze, sentite l’Associazione nazionale dei comuni italiani, l’Unione delle province d’Italia, l’Unione nazionale comuni e comunità enti montani, è autorizzato ad emanare, entro il 31 dicembre 1983, un decreto che individui esattamente le categorie dei servizi pubblici locali a domanda individuale, per i quali gli enti locali sono tenuti a chiedere la contribuzione degli utenti, anche a carattere non generalizzato;
Ritenuto che ai sensi del combinato disposto dell’ultimo comma del medesimo art. 6 e dell’art. 3 del decreto-legge 22 dicembre 1981, n. 786, convertito in legge 26 febbraio 1982, n. 51, sono invece esclusi dalla disciplina ivi prevista i servizi gratuiti per legge statale o regionale, quelli finalizzati all’inserimento sociale dei portatori di handicaps, quelli per i quali le vigenti norme prevedono la corresponsione di tasse, diritti o di prezzi amministrati ed i servizi di trasporto pubblico;
Ritenuto altresì che per servizi pubblici a domanda individuale devono intendersi tutte quelle attività gestite direttamente dall’ente, che siano poste in essere non per obbligo istituzionale, che vengono utilizzate a richiesta dell’utente e che non siano state dichiarate gratuite per legge nazionale o regionale;
Ai sensi e per gli effetti dell’art. 6 del decreto-legge 28 febbraio 1983, n. 55, convertito, con modificazioni, nella legge 26 aprile 1983, n. 131, le categorie dei servizi pubblici a domanda individuale sono le seguenti:
8) impianti sportivi: piscine, campi da tennis, di pattinaggio, impianti di risalita e simili;
(2) Numero così sostituito dal comma 4 dell’art. 2, D.M. 1° luglio 2002.
Successivamente, il citato comma 4 dell’art. 2, D.M. 1° luglio 2002 è stato abrogato dall’art. 4, D.M. 16 maggio 2006, il quale ha inoltre disposto il ripristino dell’originaria formulazione del presente numero.
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