Source: http://docplayer.it/15400267-La-negoziazione-assistita-nelle-procedure-di-separazione-e-divorzio-l-articolo-6.html
Timestamp: 2018-02-17 20:10:50+00:00
Document Index: 97475357

Matched Legal Cases: ['art. 136', 'art. 63', 'art. 5', 'art. 14', 'art. 155', 'art. 71', 'art. 46', 'art. 71', 'sentenza ', 'art.6', 'art. 12', 'art. 5', 'art.6', 'art. 12']

La negoziazione assistita nelle procedure di separazione e divorzio: l'articolo 6 - PDF
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1 l'articolo 6 La norma inizia definendo quali procedimenti possono essere oggetto della negoziazione assistita e pone l'accento sulle modalità di difesa degli interessi delle parti introducendo la regola dell'assistenza di almeno un avvocato per parte. Questo esclude, anche nelle situazioni più lineari, la possibilità che le parti si rivolgano al medesimo avvocato. Comma 1: La convenzione di negoziazione assistita da almeno un avvocato per parte può essere conclusa tra coniugi al fine di raggiungere una soluzione consensuale di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio, di scioglimento del matrimonio nei casi di cui all'articolo 3, primo comma, numero 2), lettera b), della legge ((1º dicembre)) 1970, n. 898, e successive modificazioni, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio. La circolare 19/2014 (pag. 2): Si rileva, infine, che è stato stabilito che la convenzione di negoziazione tra coniugi debba essere assistita da "almeno un avvocato per parte" e non da "un avvocato", come previsto precedentemente (comma 1).
2 l'articolo 6 Con la conversione viene ampliato il raggio d'azione per gli avvocati includendo tra i casi possibili oggetto di negoziazione assistita anche quelli relativi a coniugi con prole identificabile quale soggetto debole. A tutela di tali soggetti, l'accordo deve essere posto al vaglio della Procura per il rilascio dell'autorizzazione. In tutti gli altri casi, che potranno contenere comunque patti di trasferimento patrimoniale, sarà necessario il semplice nulla-osta. Nel caso il Procuratore ravvisi irregolarità in entrambe i casi procede, nei tempi e modi ben definiti dalla norma alla trasmissione al Presidente del Tribunale per gli adempimenti di competenza. Comma 2: In mancanza di figli minori, di figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero economicamente non autosufficienti, l'accordo raggiunto a seguito di convenzione di negoziazione assistita e' trasmesso al procuratore della Repubblica presso il tribunale competente il quale, quando non ravvisa irregolarità, comunica agli avvocati il nullaosta per gli adempimenti ai sensi del comma 3. In presenza di figli minori, di figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave ovvero economicamente non autosufficienti, l'accordo raggiunto a seguito di convenzione di negoziazione assistita deve essere trasmesso entro il termine di dieci giorni al procuratore della Repubblica presso il tribunale competente, il quale, quando ritiene che l'accordo risponde all'interesse dei figli, lo autorizza. Quando ritiene che l'accordo non risponde all'interesse dei figli, il procuratore della Repubblica lo trasmette, entro cinque giorni, al presidente del tribunale, che fissa, entro i successivi trenta giorni, la comparizione delle parti e provvede senza ritardo. All'accordo autorizzato si applica il comma 3. La circolare 19/2014 (pag. 2): Per quanto di interesse, si segnala che, in relazione alla condizione dei figli, sono stati previsti specifici provvedimenti del Procuratore della Repubblica o del Presidente del Tribunale, e segnatamente l'autorizzazione o il nulla osta, riferiti a tutte le convenzioni concluse dagli avvocati, quale condizione per la successiva trasmissione delle stesse agli uffici dello stato civile (comma 2)
3 l'articolo 6 Tre adempimenti: Elementi dell'accordo: tentativo di conciliazione, informazione sulla possibilità di esperimento della mediazione familiare oltre che dell'importanza per il minore della condivisione di tempi adeguati con entrambe i genitori. Termine per la trasmissione all'ufficiale di stato civile: 10 giorni. Competenza territoriale: comune di iscrizione/trascrizione. Comma 3: L'accordo raggiunto a seguito della convenzione produce gli effetti e tiene luogo dei provvedimenti giudiziali che definiscono, nei casi di cui al comma 1, i procedimenti di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio, di scioglimento del matrimonio e di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio. Nell'accordo si da' atto che gli avvocati hanno tentato di conciliare le parti e le hanno informate della possibilità di esperire la mediazione familiare e che gli avvocati hanno informato le parti dell'importanza per il minore di trascorrere tempi adeguati con ciascuno dei genitori. L'avvocato della parte e' obbligato a trasmettere, entro il termine di dieci giorni, all'ufficiale dello stato civile del Comune in cui il matrimonio fu iscritto o trascritto, copia, autenticata dallo stesso, dell'accordo munito delle certificazioni di cui all'articolo 5. La circolare 6/2015 (punto 3): La decorrenza del termine di 10 giorni è stabilita dalla comunicazione ex art. 136 c.p.c da parte della segreteria della Procura o della cancelleria del Tribunale. La circolare 19/2014 (pag. 2): Da tale innovazione discende che l'ufficiale dello stato civile dovrà ricevere da ciascuno degli avvocati l'accordo autorizzato, ai fini dei conseguenti adempimenti e, trascorso il termine di dieci giorni, dovrà avviare l'iter per l'irrogazione delle sanzioni a carico del legale che abbia violato l'obbligo di trasmissione entro il predetto termine, sanzioni peraltro ridotte, in sede di conversione, da un minimo di euro ad un massimo di euro
4 l'articolo 6 Altri tre elementi: Obbligo: per entrambe gli avvocati, non implica la doppia trasmissione poiché l'accordo (unico) potrà essere trasmesso con accompagnatoria firmata da entrambe gli avvocati oppure potrà dare atto nel suo contenuto che solo uno provvederà all'adempimento oppure, ancora, potrà contenere espressa delega. Sanzione: per mancato rispetto dei termini di trasmissione da 2.000,00 a ,00. Competenza sanzionatoria: il comune che deve eseguire le annotazioni a margine dell'atto di matrimonio che poi coincide con quello che deve provvedere alla trascrizione dell'accordo. Comma 4: All'avvocato che viola l'obbligo di cui al comma 3, terzo periodo, e' applicata la sanzione amministrativa pecuniaria da euro ad euro Alla irrogazione della sanzione di cui al periodo che precede e' competente il Comune in cui devono essere eseguite le annotazioni previste dall'articolo 69 del decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n La circolare 6/2015 (punto 3): Posto che è obbligatoria l'assistenza di almeno un avvocato per parte (elemento fondamentale per la validità dell'atto), è sufficiente che sia almeno uno dei due a trasmettere l'accordo all'u.s.c. e solo nel caso in cui nessuno provveda si potrà applicare la sanzione.
5 l'articolo 6 L. 689/1991 Alla luce di questo, la somma in misura ridotta sarà pari a 3.333,33 pari ad un terzo del massimo. Art. 16. (Pagamento in misura ridotta) E' ammesso il pagamento di una somma in misura ridotta pari alla terza parte del massimo della sanzione prevista per la violazione commessa o, se più favorevole, al doppio del minimo della sanzione edittale, oltre alle spese del procedimento, entro il termine di sessanta giorni dalla contestazione immediata o, se questa non vi e' stata, dalla notificazione degli estremi della violazione. Nei casi di violazione del testo unico delle norme sulla circolazione stradale e dei regolamenti comunali e provinciali continuano ad applicarsi, rispettivamente, l'articolo 138 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 15 giugno 1959, n. 393, con le modifiche apportate dall'articolo 11 della legge 14 febbraio 1974, n. 62 e l'articolo 107 del testo unico delle leggi comunali e provinciali approvato con regio decreto 3 marzo 1934, n Il pagamento in misura ridotta e' ammesso anche nei casi in cui le norme antecedenti all'entrata in vigore della presente legge non consentivano l'oblazione.
6 l'articolo 6 L'ufficiale di stato civile provvederà alla trascrizione per intero o per riassunto (nessun obbligo preciso), all'annotazione a margine dell'atto di matrimonio e, in caso di scioglimento/cessazione effetti civili del matrimonio, alla comunicazione al Tribunale di omologa della separazione, ai comuni di nascita dei coniugi, all'ufficio anagrafe dei comuni di residenza e al parroco celebrante, se matrimonio concordatario. Comma 5: Al decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 49, comma 1, dopo la lettera g) e' inserita la seguente: "g-bis) gli accordi raggiunti a seguito di convenzione di negoziazione assistita da uno o più avvocati ovvero autorizzati, conclusi tra coniugi al fine di raggiungere una soluzione consensuale di cessazione degli effetti civili del matrimonio e di scioglimento del matrimonio"; b) all'articolo 63, comma 2, dopo la lettera h) e' aggiunta la seguente: "h-bis) gli accordi raggiunti a seguito di convenzione di negoziazione assistita da uno o più avvocati conclusi tra coniugi al fine di raggiungere una soluzione consensuale di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio, di scioglimento del matrimonio, nonché di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio"; c) all'articolo 69, comma 1, dopo la lettera d) e' inserita la seguente: "d-bis) degli accordi raggiunti a seguito di convenzione di negoziazione assistita da uno o più avvocati ovvero autorizzati, conclusi tra coniugi al fine di raggiungere una soluzione consensuale di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio, di scioglimento del matrimonio". La circolare (pag. 5): si segnala inoltre che in sede di conversione è stato previsto che l'accordo autorizzato debba essere trascritto ai sensi dell'art. 63, comma 2, del regolamento dello stato civile, oltre che annotato negli atti di nascita dei coniugi e nell'atto di matrimonio (comma 5)
7 l'articolo 6 Altri elementi che perfezionano l'accordo dal punto di vista della forma. Possiamo ritenere che il controllo da parte della Procura riguardi esclusivamente il contenuto oppure sia anche relativo alla forma? E in caso di assenza di uno degli elementi formali, a seguito del nulla-osta/autorizzazione da parte della Procura si può procedere con la trascrizione? Art. 2 comma 6: Gli avvocati certificano l'autografia delle sottoscrizioni apposte alla convenzione sotto la propria responsabilità professionale. Art. 2 comma 7: E' dovere deontologico degli avvocati informare il cliente all'atto del conferimento dell'incarico della possibilità di ricorrere alla convenzione di negoziazione assistita. Art. 5 comma 2: Gli avvocati certificano l'autografia delle firme e la conformità dell'accordo alle norme imperative e all'ordine pubblico. Art. 5 comma 3: Se con l'accordo le parti concludono uno dei contratti o compiono uno degli atti ((soggetti a trascrizione)), per procedere alla trascrizione dello stesso la sottoscrizione del processo verbale di accordo deve essere autenticata da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato. Art. 11 comma 1: I difensori che sottoscrivono l'accordo raggiunto dalle parti a seguito della convenzione sono tenuti a trasmetterne copia al Consiglio dell'ordine circondariale del luogo ove l'accordo e' stato raggiunto, ovvero al Consiglio dell'ordine presso cui e' iscritto uno degli avvocati. La circolare 16/2014 (pag. 2): La norma prevede che l'avvocato della parte è obbligato a trasmettere, omissis, autenticata dallo stesso, munito delle certificazioni previste nell'art. 5 del citato decreto-legge n. 132/2014, e relative all'autografia delle firme e alla conformità dell'atto alle norme imperative e all'ordine pubblico (comma 3).
8 Tre i concetti: La presenza dei coniugi innanzi al Sindaco; La possibilità di essere assistiti da un avvocato; L'assenza della previsione di una espressa delega per svolgere la funzione di Ufficiale dello Stato Civile delegato, poiché viene richiamato il DPR 396/2000 che già definisce le modalità di delega delle funzioni statali (previsione presente in altre norme, vedi ad esempio l'art. 14, comma 1 L. 21 marzo 1990, n. 53) Comma 1: I coniugi possono concludere, innanzi al sindaco, quale ufficiale dello stato civile a norma dell'articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396, del comune di residenza di uno di loro o del comune presso cui e' iscritto o trascritto l'atto di matrimonio, con l'assistenza facoltativa di un avvocato, un accordo di separazione personale ovvero, nei casi di cui all'articolo 3, primo comma, numero 2), lettera b), della legge , n. 898, di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio, nonche' di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio. La circolare (pag.3): il comma 1 prevede che i coniugi possano concludere un accordo di separazione personale ovvero di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio, nonché di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio innanzi al sindaco quale ufficiale dello stato civile, con l'assistenza facoltativa di un avvocato.
9 Poche parole per concetti fondamentali: 1 - i coniugi non devono avere figli identificabili come soggetti deboli quindi minori, incapaci, portatori di handicap grave (vedi art. 155 quinquies C.C) o economicamente non autosufficienti (vedi prossima slide) 2 - la colonna portante dello stato civile, verbalizzare le dichiarazioni ricevute da parte di chi è titolato a renderle, trova il suo braccio operativo nel DPR 445/2000 che fornisce gli strumenti per le modalità di raccolta delle dichiarazioni e le modalità di controllo delle medesime; Operativamente l'art. 71, c. 1 ci spiega come fare: Le amministrazioni procedenti sono tenute ad effettuare idonei controlli, anche a campione, e in tutti i casi in cui sorgono fondati dubbi, sulla veridicita' delle dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47. (vedi regolamento comunale per il procedimento amministrativo) Comma 2 (prima parte): Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano in presenza di figli minori, di figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero economicamente non autosufficienti. La circolare (pag. 3): Per quanto attiene al campo di applicazione, ne sono escluse le fattispecie nelle quali sono presenti figli minori, ovvero maggiorenni incapaci, portatori di handicap grave ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, economicamente non autosufficienti. È di immediata evidenza il rilievo procedurale di tali esclusioni e la necessità che l'ufficiale dello stato civile acquisisca da ciascuno dei coniugi adeguata dichiarazione circa l'assenza di figli - anche di una sola parte ricadenti nelle predette condizioni, da rendere ai sensi dell'art. 46 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 e disponga gli idonei controlli ai sensi dell'art. 71 dello stesso regolamento. Il contenuto della richiamata attività di controllo, per quanto attiene alla condizione d'incapacità dei figli maggiorenni, va riferito al tradizionale regime civilistico dell'incapacità di agire ed ai correlati istituti (tutela, curatela, amministrazione di sostegno).
10 Ancora tre concetti. - PERSONALMENTE: i coniugi non possono farsi rappresentare nell'espressione di questa volontà (separazione, divorzio o modifica condizioni degli stessi); - ASSISTENZA FACOLTATIVA: massima espressione di libertà possono farsi assistere da un avvocato, elemento da specificare nell'atto (vedi formulario); - NESSUN PATTO DI TRASFERIMENTO PATRIMO- NIALE: che produca effetti traslativi di diritti reali, la previsione e la quantificazione di un assegno periodico è ammessa; La circolare 6/2015 (punto 2): La disposizione di cui al, comma 3, del decretolegge in esame, vieta espressamente che l'accordo possa contenere "patti di trasferimento patrimoniale" produttivi di effetti traslativi di diritti reali. Non rientra, invece, nel divieto della norma la previsione, nell'accordo concluso davanti all'ufficiale dello stato civile, di un obbligo di pagamento di una somma di denaro a titolo di assegno periodico, sia nel caso di separazione consensuale (c.d. assegno di mantenimento), sia nel caso di richiesta congiunta di cessazione degli effetti civili o scioglimento del matrimonio ( c. d. assegno divorzile) Comma 3 (prima parte): L'ufficiale dello stato civile riceve da ciascuna delle parti personalmente, con l'assistenza facoltativa di un avvocato, la dichiarazione che esse vogliono separarsi ovvero far cessare gli effetti civili del matrimonio o ottenerne lo scioglimento secondo condizioni tra di esse concordate. Allo stesso modo si procede per la modifica delle condizioni di separazione o di divorzio. L'accordo non può contenere patti di trasferimento patrimoniale. (segue) La circolare (pagg. 3-4): Per quanto concerne, altresì, l'esclusione dei «patti di trasferimento patrimoniale», si richiama l'attenzione sulla ratio della previsione, evidentemente volta ad escludere qualunque valutazione di natura economica o finanziaria nella redazione dell'atto di competenza dell'ufficiale dello stato civile. In assenza di specifiche indicazioni normative, va pertanto esclusa dall'accordo davanti all'ufficiale qualunque clausola avente carattere dispositivo sul piano patrimoniale, come - ad esempio - l'uso della casa coniugale, l'assegno di mantenimento, ovvero qualunque altra utilità economica tra i coniugi dichiaranti. Per quanto attiene alla precisazione, sempre nel comma 3, secondo cui è possibile «l'assistenza facoltativa di un avvocato», si evidenzia che dell'attività eventualmente resa dal legale nella circostanza è necessario dare conto nell'atto che l'ufficiale dovrà redigere. Deve, inoltre, porsi in rilievo che l'opera professionale dell'avvocato non è qualificata dalla norma in termini di rappresentanza e, pertanto, stante il correlato carattere personale della dichiarazione di ciascuno dei coniugi, l'avvocato non può sostituire davanti all'ufficiale la parte assistita.
11 Grande similitudine di modalità operative con la procedura per la richiesta di pubblicazione di matrimonio: 1 - manifestazione della volontà da parte di entrambe; 2 - stesura e sottoscrizione del verbale; 3 - verifica delle dichiarazioni; Dopodiché, in questo caso, segue un periodo dedicato al diritto di ripensamento non inferiore ai 30 giorni e l'individuazione di una ulteriore manifestazione di volontà nella decadenza della procedura stessa in caso di mancata comparizione per la conferma (sulla falsariga del silenzio-diniego). Comma 3 (seconda parte): (seguito) L'atto contenente l'accordo e' compilato e sottoscritto immediatamente dopo il ricevimento delle dichiarazioni di cui al presente comma. L'accordo tiene luogo dei provvedimenti giudiziali che definiscono, nei casi di cui al comma 1, i procedimenti di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio, di scioglimento del matrimonio e di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio. Nei soli casi di separazione personale, ovvero di cessazione degli effetti civili del matrimonio o di scioglimento del matrimonio secondo condizioni concordate, l'ufficiale dello stato civile, quando riceve le dichiarazioni dei coniugi, li invita a comparire di fronte a se' non prima di trenta giorni dalla ricezione per la conferma dell'accordo anche ai fini degli adempimenti di cui al comma 5. La mancata comparizione equivale a mancata conferma dell'accordo. La circolare (pag. 4): L'ultimo periodo del comma 3, introdotto anch'esso in sede di conversione, prevede il diritto di ripensamento dei coniugi che abbiano effettuato la dichiarazione di volere divorziare o separarsi, diritto che resta escluso solo per le dichiarazioni di modifica delle condizioni di separazione e divorzio. Pertanto, sul piano operativo, l'ufficiale è tenuto a redigere l'atto contenente l'accordo immediatamente dopo il ricevimento delle dichiarazioni, dando anche conto, nell'atto stesso, di avere invitato le parti a comparire nella data alle stesse assegnata. Nel periodo, non inferiore a trenta giorni, intercorrente tra la data dell'atto e quella fissata per la conferma, l'ufficio dello stato civile potrà svolgere i richiamati controlli sulle dichiarazioni rese dagli interessati.
12 Adeguamento normative collegate (parte prima): - definizione della data di decorrenza del periodo stabilito per l'avvio delle procedure per la domanda di scioglimento o cessazione degli effetti civili; Comma 4: All'articolo 3, al secondo capoverso della lettera b) del numero 2 del primo comma della legge 1 dicembre 1970, n. 898, dopo le parole «trasformato in consensuale» sono aggiunte le seguenti: «, ovvero dalla data certificata nell'accordo di separazione raggiunto a seguito di convenzione di negoziazione assistita da un avvocato ovvero dalla data dell'atto contenente l'accordo di separazione concluso innanzi all'ufficiale dello stato civile.». La circolare (pag. 5): Il comma 4, nel modificare la legge 10 dicembre 1970, n. 898, prevede che i tre anni di separazione legale necessari per richiedere una sentenza di divorzio decorrano dalla data dell'atto contenente l'accordo di separazione concluso innanzi all'ufficiale dello stato civile: tale data, dunque, e non quella della conferma, dovrà essere riportata nelle annotazioni ed indicata nella scheda anagrafica individuale degli interessati.
13 Adeguamento normative collegate (parte seconda): - aggiornamento del regolamento di stato civile; - aggiornamento del formulario Comma 5: Al decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396 sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 49, comma 1, dopo la lettera g-bis), e' aggiunta la seguente lettera:«g-ter) gli accordi di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio ricevuti dall'ufficiale dello stato civile;»; b) all'articolo 63, comma 1, dopo la lettera g), e' aggiunta la seguente lettera:«g-ter) gli accordi di separazione personale, di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio ricevuti dall'ufficiale dello stato civile, nonche' di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio;»; c) all'articolo 69, comma 1, dopo la lettera d-bis), e' aggiunta la seguente lettera:«d-ter) ((degli accordi)) di separazione personale, di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio ricevuti dall'ufficiale dello stato civile; La circolare (pag. 5): Il successivo comma 5 introduce le conseguenti modifiche degli artt. 49, 63 e 69 del regolamento dello stato civile, che disciplinano gli adempimenti relativi alle iscrizioni nei registri dello stato civile ed alle annotazioni negli atti di nascita e di matrimonio.
14 Adeguamento normative collegate (parte seconda): - aggiornamento del regolamento di stato civile; - aggiornamento del formulario Comma 5: Al decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396 sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 49, comma 1, dopo la lettera g-bis), e' aggiunta la seguente lettera:«g-ter) gli accordi di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio ricevuti dall'ufficiale dello stato civile;»; b) all'articolo 63, comma 1, dopo la lettera g), e' aggiunta la seguente lettera:«g-ter) gli accordi di separazione personale, di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio ricevuti dall'ufficiale dello stato civile, nonche' di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio;»; c) all'articolo 69, comma 1, dopo la lettera d-bis), e' aggiunta la seguente lettera:«d-ter) ((degli accordi)) di separazione personale, di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio ricevuti dall'ufficiale dello stato civile; La circolare (pag. 5): Il successivo comma 5 introduce le conseguenti modifiche degli artt. 49, 63 e 69 del regolamento dello stato civile, che disciplinano gli adempimenti relativi alle iscrizioni nei registri dello stato civile ed alle annotazioni negli atti di nascita e di matrimonio.
15 MODIFICA DELLE CONDIZIONI DI SEPARAZIONE O DI DIVORZIO: la formula prevede anche in questo caso che l'atto non contenga patti di trasferimento patrimoniale, ne consegue che le modifiche non potranno riguardare aspetti economici. Ecco risolti tutti i dubbi riguardo a quale potesse essere materia di modifica davanti all'usc delle condizioni di separazione o di divorzio: l'assegno di mantenimento e l'assegno divorzile non sono considerati patti di trasferimento patrimoniale fintanto che rivestono carattere di periodicità. Formulario DM : Art. 1 formula 121 septies La circolare 6/2015 (punto 2): La disposizione di cui al, comma 3, del decretolegge in esame, vieta espressamente che l'accordo possa contenere "patti di trasferimento patrimoniale" produttivi di effetti traslativi di diritti reali. Non rientra, invece, nel divieto della norma la previsione, nell'accordo concluso davanti all'ufficiale dello stato civile, di un obbligo di pagamento di una somma di denaro a titolo di assegno periodico, sia nel caso di separazione consensuale (c.d. assegno di mantenimento), sia nel caso di richiesta congiunta di cessazione degli effetti civili o scioglimento del matrimonio ( c. d. assegno divorzile)
16 Adeguamento normative collegate (parte terza): - aggiornamento Tabella diritti esigibili da parte dei Comuni. Comma 6: Alla Tabella D), allegata alla legge 8 giugno 1962, n. 604, dopo il punto 11 delle norme speciali inserire il seguente punto: «11- bis). Il diritto fisso da esigere da parte dei comuni all'atto della conclusione dell'accordo di separazione personale, ovvero di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio, nonche' di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio, ricevuto dall'ufficiale di stato civile del comune non puo' essere stabilito in misura superiore all'imposta fissa di bollo prevista per le pubblicazioni di matrimonio dall'articolo 4 della tabella allegato A) al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642». La circolare (pag. 5): Infine, il comma 6 stabilisce che l'ufficiale dello stato civile, al momento della sottoscrizione dell'atto contenente la conclusione dell'accordo, deve esigere il diritto fisso non superiore a 16,00 euro, importo corrispondente all'imposta fissa di bollo, prevista per la pubblicazione di matrimonio ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642.
17 Le leggi: D.P.R. 396/2000, D.P.R. 223/1989, L. 1228/1954. Adempimenti conseguenti: sostanzialmente non cambiano rispetto a prima. Si aggiungerà probabilmente una rilevazione statistica per la quale attendiamo istruzioni dall'istat. La circolare (pagg. 5-6): L'ufficio dello stato civile, dopo la conferma dell'atto da parte degli interessati, è tenuto a comunicare l'avvenuta iscrizione dello stesso alla cancelleria presso la quale sia eventualmente iscritta la causa concernente la separazione od il divorzio, ovve ro a quella del giudice davanti al quale furono stabilite le condizioni di divorzio o di separazione oggetto di modifica. A tali fini l'ufficiale acquisirà dalle parti ogni informazione necessaria per individuare esattamente la cancelleria competente a ricevere la descritta comunicazione. Per quanto attiene, infine, agli adempimenti di natura statistica, si fa rinvio ad apposite istruzioni che saranno diramate congiuntamente all'istat in ordine alle modalità di compilazione e di trasmissione delle informazioni da rilevare.
18 i cittadini stranieri Particolare attenzione deve essere posta nell'esame della possibilità di procedere in caso di cittadini stranieri residenti in Italia che abbiano contratto matrimonio all'estero. Esclusa la possibilità di trascrivere atti di matrimonio stranieri solo per consentire l'annotazione degli accordi di negoziazione assistita da avvocati, rimane l'ipotesi di accordo davanti all'ufficiale dello stato civile competente per residenza. La presenza di convenzioni internazionali e, in particolare per i cittadini comunitari, di regolamenti (UE) e delle relative leggi di recepimento potrebbe essere d'aiuto a tutte le parti chiamate a regolamentare i rapporti tra i coniugi. Il fondamento: Sia l'art.6 che l'art. 12 prevedono, per quel che riguarda il cosiddetto divorzio, l'applicabilità SOLO nei casi rientranti nell'articolo 3, primo comma, numero 2), lettera b), della legge (1º dicembre) 1970, n. 898, di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio. Le leggi: su trascrizione e annotazione: Art. 19 DPR 396/2000; Circolare 22/2011 Min. Interno; su competenza giurisdizionale: Art. 3 L. 218/1995; su applicabilità della legge straniera: Art. 14 L. 218/1995; Art. 31 L. 218/1995; Art. 3, comma 1, numero 2, lettera b) L. 898/1970; Regolamento (UE) 1259/2010, art. 5; Regolamento (CE) 2201/2003, Capo I e Capo II Sez. I;
19 "Disposizioni in materia di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio nonché di comunione tra i coniugi" (Testo approvato in via definitiva dalla Camera dei deputati il 22 aprile 2015, non ancora promulgato o pubblicato nella Gazzetta Ufficiale) Art Al secondo capoverso della lettera b) del numero 2) dell'articolo 3 della legge 1o dicembre 1970, n. 898, e successive modificazioni, le parole: «tre anni a far tempo dalla avvenuta comparizione dei coniugi innanzi al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale anche quando il giudizio contenzioso si sia trasformato in consensuale» sono sostituite dalle seguenti: «dodici mesi dall'avvenuta comparizione dei coniugi innanzi al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale e da sei mesi nel caso di separazione consensuale, anche quando il giudizio contenzioso si sia trasformato in consensuale». Art All'articolo 191 del codice civile, dopo il primo comma è inserito il seguente: «Nel caso di separazione personale, la comunione tra i coniugi si scioglie nel momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati, ovvero alla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione consensuale dei coniugi dinanzi al presidente, purché omologato. L'ordinanza con la quale i coniugi sono autorizzati a vivere separati è comunicata all'ufficiale dello stato civile ai fini dell'annotazione dello scioglimento della comunione». Art. 3. La negoziazione assistita nelle procedure di separazione e divorzio: non solo la legge 162/ Le disposizioni di cui agli articoli 1 e 2 si applicano ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, anche nei casi in cui il procedimento di separazione che ne costituisce il presupposto risulti ancora pendente alla medesima data. Il fondamento: Sia l'art.6 che l'art. 12 prevedono, per quel che riguarda il cosiddetto divorzio, l'applicabilità SOLO nei casi rientranti nell'articolo 3, primo comma, numero 2), lettera b), della legge (1º dicembre) 1970, n. 898, di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio. Svolta epocale che si concretizza con la semplice riduzione di termini. Nel breve periodo, all'entrata in vigore, potrà sortire l'effetto della corsa al divorzio sestuplicando in un giorno il numero di casi che potranno presentarsi (in Tribunale, dagli avvocati o in comune) a richiedere la cessazione degli effetti civili o lo scioglimento del matrimonio. Non cambia il punto di decorrenza dei termini che rimane la data di presentazione davanti al Giudice, sia in caso di separazione personale che consensuale.