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Timestamp: 2019-08-20 12:23:47+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 61', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 575', 'sentenza ', 'sentenza ']

Omicidio | 11 Febbraio 2015
Carabiniere spara ed uccide, ma se si tratta di una questione privata, è come un cittadino comune
L’aggravante ex art. 61, n. 9, c.p. («l'aver commesso il fatto con abuso dei poteri, o con violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione o a un pubblico servizio») trova il suo fondamento nell’esigenza di tutelare il corretto svolgimento dell’attività, a rilevanza pubblica, svolta da determinati soggetti. Per la sua configurazione, quindi, è necessaria una connessione tra abuso ed illecito oppure serve un nesso funzionale tra qualifica posseduta e reato: il soggetto deve, in altri termini, aver deviato dal fine istituzionale il potere attribuitogli dalla legge o violato il dovere impostogli.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 5966/15; depositata il 10 febbraio)
Omicidio | 21 Gennaio 2015
Nonno spinto a terra dal marito della nipote: frattura, ricovero e morte per allettamento. Uomo condannato
Nessun dubbio sulla causa del decesso dell’anziano signore: fatale la cosiddetta sindrome di allettamento. Ma è evidente il collegamento con la condotta violenta del marito della nipote, che ha provocato la caduta dell’anziano, con relativa frattura del femore. Confermate, quindi, le accuse di omicidio preterintenzionale.
omicidio | 21 Novembre 2014
La neonata appena partorita muore nell’acqua del water: misura cautelare per la madre, accusata di omicidio
La coercizione cautelare, in quanto restrizione della libertà personale, deve soddisfare postulati di flessibilità e individualizzazione: ogni automatismo è da respingere. Pertanto, è improprio sovrapporre, con automatismo argomentativo, circostanze utilizzate sia per ritenere configurati i parametri del periculum che per qualificare le esigenze cautelari quali di eccezionale rilevanza.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 48298/14; depositata il 20 novembre)
omicidio | 30 Ottobre 2014
Difendersi dall’attacco a mani nude con un coltello non è legittima difesa
L’imputato, capace di intendere e di volere e in grado di partecipare al processo, non può ricorrere alla tesi della legittima difesa tenuto conto che aveva avuto la possibilità di allontanarsi dal luogo dell’aggressione e che, in relazione alla sua robusta corporatura, l’aggressione con calci e pugni non legittimava l’uso del coltello.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 44976/14; depositata il 29 ottobre)
Omicidio | 27 Ottobre 2014
Pugno mortale in Metro, confermata la condanna a otto anni di reclusione
Nessun dubbio sulla responsabilità del giovane che a Roma, quattro anni fa, provocò la morte di un’infermiera romena. Decisiva la valutazione dell’episodio, come registrato dalle telecamere di servizio della Metro. Fu l’uomo a dare il ‘la’ alla lite, con una frase sottilmente offensiva, in una tabaccheria, e poi a proseguirla all’esterno dell’esercizio commerciale e infine a chiuderla con un pugno.
(Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 44833/14; depositata il 27 ottobre)
omicidio | 10 Ottobre 2014
C’è premeditazione anche quando il proposito criminoso è condizionato
Il dolo nell’omicidio preterintenzionale è differente rispetto al dolo di omicidio ex art. 575 c.p.. Nella preterintenzione l’evento verificatosi non deve essere voluto, neppure nella forma eventuale o come accettazione del rischio. L’aggravante della premeditazione sussiste anche allorquando l’attuazione del proposito criminoso è subordinata alla mancata verificazione di un determinato evento.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 42051/14; depositata il 9 ottobre)
omicidio | 10 Settembre 2014
L’essere esageratamente geloso non integra l’aggravante dei futili motivi
Il delitto contro la persona, compiuto per ragioni di pura gelosia, collegata ad un abnorme desiderio di vita comune, non integra, da sola, i motivi abietti o futili.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 37347/14; depositata il 9 settembre)
omicidio | 17 Luglio 2014
Il rifiuto della vittima scatena la furia omicida: è predeterminazione “condizionata”
Non è esclusa la predeterminazione se la causa scatenante dell’omicidio sia il mancato assecondamento da parte della vittima alle volontà dell’autore del delitto.