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Timestamp: 2020-02-18 04:59:00+00:00
Document Index: 110774209

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 118', 'art.118', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 34', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.13', 'art.13', 'sentenza ']

Newsletter - 20 dicembre
Rassegna stampa Asmel – Speciale Contratti e Appalti n.40 del 20/12/2013
Vi ricordiamo che il servizio gratuito Rassegna stampa Asmel - Speciale Contratti e Appalti riprenderà a gennaio 2014.
Asmel Vi augura Buone Feste
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CENTRALE DI COMMITTENZA, I VANTAGGI OLTRE L'OBBLIGATORIETÀ
Il primo anno di attività della Centrale di committenza consortile Asmel si chiude con numeri difficilmente ipotizzabili all’avvio. Sono infatti centinaia i Comuni che hanno scelto una formula di centralizzazione della committenza pubblica innovativa, che lascia piena autonomia decisionale agli enti e gli permette il ricorso alle procedure di gara in modalità telematica, in vista degli obblighi di digitalizzazione della Direttiva europea appalti previsti per il 30 giugno 2014. Gli enti aderenti, presenti in tutte le regioni italiane, hanno deciso di aderire per i vantaggi ricavati sia dal punto di vista economico che organizzativo, ma soprattutto spinti dalla volontà di intraprendere un percorso di assoluta trasparenza in un settore complesso quale quello degli appalti. Questa volontà ha superato anche le diverse proroghe che hanno interessato la Centrale di committenza, non ultima quella inserita nella conversione di legge del decreto-legge 31 ottobre 2013, n. 126, recante misure finanziarie urgenti in favore di regioni ed enti locali ed interventi localizzati nel territorio che, nella versione approvata al Senato e ora al vaglio della Camera, prevede l’introduzione dell’obbligatorietà a partire dal giugno prossimo. Scarica qui la Circolare
APPALTI PUBBLICI, AUMENTANO LE NUOVE SOGLIE COMUNITARIE
Dal 1 gennaio 2014 aumenteranno le soglie per l’applicazione delle norme comunitarie sugli appalti pubblici di circa il 3,5%. La modifica delle direttive del Parlamento europeo e del Consiglio 2004/17/CE, 2004/18/CE e 2009/81/CE riguardo alle soglie di applicazione in materia di procedure di aggiudicazione degli appalti attraverso il Regolamento (CE) n. 1336/2013 è stata, infatti, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 14 dicembre scorso e questo significa che dal 1 gennaio 2014 sarà automaticamente modificato anche l’articolo 28 del D.Lgs. n. 163/2006, in quanto le modifiche delle soglie comunitarie introdotte con regolamento europeo sono direttamente applicabili in ciascuno degli Stati membri. Alla luce di ciò, negli appalti di forniture e di servizi la soglia passa dagli attuali 130.000€ a 134.000€; negli appalti pubblici di servizi la soglia passa dagli attuali 200.000€ a 207.000€; negli appalti pubblici di lavori la soglia passa dagli attuali 5.000.000€ a 5.186.000€.
INDICAZIONI PER UTILIZZARE L’AVCPASS DALL’1 GENNAIO 2014
L’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, attraverso il comunicato del 16 dicembre 2013, ha dato indicazioni agli operatori economici per l’utilizzo del sistema AVCpass in vigore dal 1 gennaio 2014. A partire da quella data, infatti, per tutti i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture che vengono sottoscritti dalle pubbliche amministrazioni, la documentazione comprovante il possesso dei requisiti di carattere generale, tecnico-organizzativo ed economico-finanziario deve essere acquisita solo attraverso la banca dati all'articolo 6-bis del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. Le stazioni appaltanti che devono utilizzare il sistema necessitano che ciascun concorrente presenti in fase di gara un ulteriore documento detto PASS dell’Operatore Economico (PassOE). Per ottenere tale documento, ciascun operatore partecipante, che dovrà essere sottoposto alla verifica dei requisiti di carattere generale, tecnico-organizzativo ed economico-finanziario, deve avere un proprio amministratore iscritto ed abilitato ad operare sul sistema AVCPass OE dell’Autorità con profilo di “Amministratore dell’operatore economico”.
CODICE DEGLI APPALTI, LE MODIFICHE INTRODOTTE DAL DECRETO “DESTINAZIONE ITALIA”
L’art. 14 del decreto-legge “Destinazione Italia” approvato dal Consiglio dei Ministri venerdì 13 dicembre e in fase di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, contiene due commi che modificano l’art. 118 del Codice dei Contratti in tema di lavori pubblici. Le modifiche mirano a risolvere le problematiche nella gestione dei contratti di appalto in corso di esecuzione nei casi di particolare urgenza del completamento dell’esecuzione e nei casi in cui si verifichi una situazione di crisi aziendale dell’impresa appaltatrice. La modifica del comma 3 induce l’appaltatore a pagare spontaneamente i crediti maturati dai subappaltatori perché, in caso contrario, la stazione appaltante sospenderebbe il pagamento nei suoi confronti dei successivi SAL. L’aggiunta del comma 3bis, invece, raccorda l’art.118 con la normativa fallimentare che consente la continuità aziendale e prevede il versamento dei corrispettivi dovuti per l’appalto, distintamente all’appaltatore principale e ai subappaltatori, secondo le istruzioni impartite dal Tribunale competente.
I LIMITI DEL GIUDICE AMMINISTRATIVO NELLE PROCEDURE DELL’OFFERTA ECONOMICAMENTE PIÙ VANTAGGIOSA
Il Tar del Piemonte ha emesso una sentenza di sicuro interesse per tutte le commissioni di gara delle Stazioni appaltanti. Nelle procedure rette dal criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, caratterizzate dalla complessità delle discipline specialistiche di riferimento e dall’opinabilità dell’esito della valutazione, il giudizio comparativo deve sfuggire al sindacato del giudice, a meno che non vengono in rilievo specifiche contestazioni circa la plausibilità dei criteri valutativi o circa la loro manifesta violazione, non essendo ammissibile che l’impresa ricorrente vi contrapponga le proprie valutazioni di parte sulla qualità dei rispettivi progetti tecnici. La sentenza n.1322/2013 specifica che, laddove nella lex specialis di gara siano stati preventivamente fissati criteri dettagliati per l’attribuzione dei punteggi alle offerte tecniche e la commissione abbia espresso, per ciascun concorrente, un giudizio sintetico di valutazione in ordine alle caratteristiche tecnico-qualitative delle offerte stesse, deve ritenersi adempiuto l’onere motivazionale che informa le procedure rette dal criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
LA CUSTODIA INIDONEA DEI PLICHI FA ANNULLARE LA GARA
La mancata adozione di misure idonee alla custodia delle buste può comportare l’annullamento della gara. Il TAR Campania Napoli sez. I con la sentenza n. 5549/2013, rinviando al consolidato orientamento del Consiglio di Stato (Cons. Stato Sez. III, 25 novembre 2011 n.6266; III, 13 maggio 2011 n.2908; V, 7 luglio 2011 n.4055; V, 5 ottobre 2011 n.5456) ha ritenuto fondata la doglianza di una ditta che aveva denunciato la possibile alterazione del contenuto dei plichi in corso di gara. Nella circostanza la Commissione aveva disposto dapprima l’esclusione e poi la riammissione di una concorrente in una seduta successiva alla prima per il “ritrovamento” di un documento mancante. Il giudice ha rilevato che circostanze che accertino l’inadeguatezza della custodia dei plichi “rende l'intera procedura illegittima per contrasto con gli evocati principi di pubblicità e trasparenza, e quindi, con essa, i successivi atti di gara, ivi compresa l'aggiudicazione”.Rischio, questo, che non si verifica con la conservazione telematica delle offerte che è tra le funzionalità garantite dall’uso della piattaforma telematica ASMECOMM gestita dalla Centrale di Committenza ASMEL CONSORTILE S.C. a r.l. Nel corso del 2013 circa il 50% delle procedure esperite dai Comuni ASMEL attraverso la Centrale di Committenza si è svolto in modalità interamente telematica. Questa scelta ha consentito alle Stazioni Appaltanti, tra l’altro, di raccogliere tutta la documentazione prodotta dalle ditte concorrenti in un fascicolo elettronico, senza rischi di alterazione dei contenuti, sia in fase di gara che anche per eventuali verifiche e controlli successivi alla stessa nel pieno rispetto di quanto disposto dal D.Lgs. n. 163/2006.
IL GIUDICE AMMINISTRATIVO NON PUÒ COMPIERE AUTONOMAMENTE LA VERIFICA DELL'ANOMALIA DELLE OFFERTE
Nelle gare pubbliche, qualora l'offerta economica di uno dei concorrenti non sia stata sottoposta a verifica di congruità, è precluso al GA di sostituirsi all’amministrazione nell’esercizio di poteri da questa ancora non esercitati, stante l’espresso divieto posto dall’art. 34, co. 2, cod. proc. amm.. Il Consiglio di Stato, nella sentenza n. 59/83/2013, ha ribadito che tenuto conto, sotto il profilo procedimentale, che si tratta di poteri da esplicarsi nell’ambito dell’apposito, articolato sub-procedimento previsto dagli artt. 86, 87 e 88 del d.lgs. 12 aprile 2006 n. 163, mediante richiesta di giustificazioni, valutazione delle medesime ed ulteriore verifica in contraddittorio, solo all’esito del quale può provvedersi all’esclusione; e, sotto il profilo sostanziale, che gli stessi poteri, poiché inerenti la verifica dell'anomalia delle offerte, attengono alla sfera propria di discrezionalità tecnica della stazione appaltante, sicché il giudice amministrativo può sindacare le valutazioni compiute dalla p.a. sotto il profilo della loro logicità e ragionevolezza e della congruità dell'istruttoria, ma non può operare autonomamente siffatta verifica, pena l’invasione di quella sfera tipica.
INEFFICACIA DELLA DICHIARAZIONE DI PUBBLICA UTILITÀ
Il Tar di Lecce in una recente sentenza ha richiamato l'art.13, comma 3, legge n. 2359/1865 che prevede l’inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità decorso inutilmente il temine prefissato per l'ultimazione della procedura espropriativa, nonché il venir meno del potere dell'Amministrazione nel caso di inosservanza di tale necessario presupposto; tale quadro normativo non è stato modificato dal D.P.R. n. 327 del 2001, il cui art.13, al comma 6, contempla la sanzione dell'inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità nel caso di omessa emanazione del decreto di esproprio entro il termine di cinque anni dalla data in cui è diventato efficace l'atto che aveva dichiarato la pubblica utilità dell'opera, stabilendo, altresì che l'autorità che ha dichiarato la pubblica utilità dell'opera può disporre la proroga dei termini per cause di forza maggiore o per altre giustificate ragioni ma solo prima della scadenza del termine. È quindi tardiva la proroga di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità, intervenuta dopo la scadenza del termine originario, con conseguente inefficacia sia della rinnovazione della dichiarazione di pubblica utilità, sia del tardivo decreto di esproprio e la sua disapplicabilità.
LA CORTE UE SALVA LE TARIFFE SOA
La Corte Ue salva le tariffe minime delle Soa, le società che rilasciano ai costruttori l'attestato di qualificazione a partecipare al mercato degli appalti pubblici. Lo ha stabilito la quarta sezione della Corte di Giustizia europea con la sentenza n. C-327/12 pubblicata il 12 dicembre 2013. La fissazione «di tariffe minime assicura la buona qualità dei servizi ed è coerente con la realizzazione dell'obiettivo della tutela dei destinatari dei servizi stessi». Tocca invece al Consiglio di Stato verificare le modalità di calcolo delle tariffe e valutare se la norma italiana è conforme o meno al principio di garantire il mercato.