Source: http://movimento5stellepescara.it/no-ombrina-si-parco/
Timestamp: 2017-08-22 22:36:26+00:00
Document Index: 91764791

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art.35', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 24', 'art.24']

No Ombrina, si parco | Blog movimento 5 stelle |
by Massimo Di Renzo • marzo 27, 2013 • locali • Comments (0) • 1508
Abruzzo, da Regione Verde d’Europa a distretto minerario con pozzi di idrocarburi a terra e in mare. Questa è la folle strategia energetica varata da un governo dimissionario che premia il fossile e penalizza le rinnovabili.
Ma cos’è Ombrina Mare?
E’ una piattaforma petrolifera e una nave-raffineria lunga il doppio del Colosseo e alto come un palazzo di 10 piani, che staziona di fronte alla Costa dei Trabocchi per almeno 25 anni. Immetterà fumi nocivi in atmosfera e sverserà inquinanti in mare. Pozzi, piattaforma e nave saranno collegate tra loro e alla terraferma da decine di chilometri di tubature sottomarine: l’Adriatico per chilometri diventerà quasi una proprietà privata, vietata a tutti. La nave stoccherà fino a 50.000 tonnellate di petrolio: un incidente avrebbe effetti letali.
Tutto questo nel cuore del Parco Nazionale della Costa dei Trabocchi che con il suo modello di gestione del territorio va invece nella direzione che il resto del mondo sta già prendendo.
Non lasciamoci rubare il futuro, difendiamo la nostra terra e i diritti dei nostri figli! Partecipiamo tutti alla manifestazione che si terrà a Pescara sabato 13 Aprile alle 15,30 nella zona della Madonnina presso il Ponte del Mare.
Nel frattempo anche il MoVimento 5 Stelle fa la sua parte presentando un’interrogazione a risposta scritta presentata da Gianluca Castaldi.
l’articolo 35 del Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83 (cosiddetto “Decreto Sviluppo”) pubblicato in Gazzetta Ufficiale 26 giugno 2012, n. 147, convertito con modificazioni, dalla Legge 7 agosto 2012, n. 134, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 187 del 11/08/2012 ha modificato l’art. 6, comma 17 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 – “Norme in materia ambientale” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 88 del 14 Aprile 2006;
il predetto art.35 ha rideterminato, nello specifico, l’oggetto della disciplina del Dlgs. 3 aprile 2006, n. 152 riguardo le attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare, di cui agli articoli 4, 6 e 9 della Legge 9 gennaio 1991, n. 9;
le modifiche apportate all’art. 6 comma 17 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 consentono le attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare, di cui agli articoli 4, 6 e 9 della legge 9 gennaio 1991, n. 9. per procedimenti concessori in corso alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 29 giugno 2010, n. 128. – questa disposizione, pur non vietando le attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare di tutte le concessioni antecedenti alla data del 26 agosto 2010 (data di entrata in vigore del provvedimento), contravviene, nei fatti, ai fini di tutela ambientale dell’ecosistema, all’interno del perimetro delle aree marine e costiere a qualsiasi titolo protette per scopi di tutela ambientale, in virtù delle leggi nazionali, regionali o in attuazione di atti e convenzioni dell’Unione europea;
le modifiche apportate all’art. 6, comma 17 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 consentono le attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare, di cui agli articoli 4, 6 e 9 della legge 9 gennaio 1991, n. 9 per i procedimenti autorizzatori e concessori conseguenti e connessi, consentono l’efficacia dei titoli abilitativi già rilasciati prima del 26 agosto 2010, anche ai fini della esecuzione delle attività di ricerca, sviluppo e coltivazione da autorizzare nell’ambito dei titoli stessi, delle eventuali relative proroghe e dei procedimenti autorizzatori e concessori conseguenti e connessi.
anche questa disposizione, di fatto, pur non vietando le attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare di tutte le concessioni antecedenti alla data del 26 agosto 2010 (data di entrata in vigore del provvedimento,) contravviene ai fini di tutela ambientale dell’ecosistema, all’interno del perimetro delle aree marine e costiere a qualsiasi titolo protette per scopi di tutela ambientale, in virtù delle leggi nazionali, regionali o in attuazione di atti e convenzioni dell’Unione europea, comprendendo anche i titoli prorogati e ancora in attesa di autorizzazione;
in applicazione della nuova disciplina, in data 21 gennaio 2013, la commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale ha espresso un giudizio positivo di compatibilità ambientale sul «Progetto di coltivazione del giacimento di idrocarburi “Ombrina Mare” nell’ambito della concessione di coltivazione d30 B. C-MD»;
l’area marina, in cui si sviluppa il progetto, è parte integrante del Parco nazionale «Costa teatina» così come disposto dall’articolo 8, comma 3, della legge 8 marzo 2001, n. 93 con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’Ambiente, d’intesa con la regione interessata, in via di definitiva perimetrazione, trovandosi l’area stessa di coltivazione del giacimento a ca. 6 km dalla costa teatina;
il territorio della costa teatina, e quello dell’intera Regione, sono caratterizzati dalla presenza di tre parchi nazionali ed uno regionale, che il giudizio positivo di compatibilità ambientale sul «Progetto di coltivazione del giacimento di idrocarburi “Ombrina Mare” nell’ambito della concessione di coltivazione d30 B. C-MD – mette a grave rischio ambientale fino a pregiudicare, in maniera definitiva, tutte le situazioni di particolare valore ambientale archeologico – monumentale, presenti nei territori della Regione Abruzzo, e nel territorio del Parco Nazionale “Costa Teatina”;
anche rispetto al Documento contenente la Strategia energetica nazionale, di cui la Decreto Interministeriale del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, adottato con Decreto interministeriale l’8 Marzo 2013, sono state sollevate, in sede di consultazione sul Documento stesso, osservazioni incognite, dubbi non solo connessi alla redditività di un aumento di estrazione di idrocarburi per coprire il fabbisogno annuo del paese, ma anche sugli impatti ambientali associati alle attività di estrazione e trasporto, stoccaggio, nonché sulle accettazione delle comunità locali residenti in prossimità dei pozzi, e delle attività estrattive in generale;
la opposizione della popolazione, dei movimenti, delle associazioni, degli enti locali della Regione Abruzzo dovrebbe indurre il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare a prendere in considerazione la ipotesi di una temporanea moratoria, fino alla definitiva approvazione da parte del Parlamento, della Strategia Energetica Nazionale, delle attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare;
la Regione Abruzzo, gli enti locali, le comunità territoriali, le realtà produttive e le associazioni sono orientate ad un sistema regionale integrato mare – montagna di sviluppo economico e sociale ecosostenibile e che la presenza del Progetto Ombrina 2 potrebbe fortemente compromettere;
permangono dubbi sostanziali sul fatto che l’autorità competente abbia eseguito quanto previsto dal comma 10 dell’art. 24 Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, ovvero la pubblicazione su sito web dell’autorità competente della documentazione presentata dal proponente, ivi comprese le osservazioni, le eventuali contro deduzioni e le modifiche eventualmente apportate al progetto, ai sensi del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
se la procedura di Via sul progetto Ombrina 2, concessione di coltivazione d30 B. C-MD, sia stata correttamente svolta ed in particolare se le modifiche degli elaborati del progetto sottoposto a Via, apportate dal proponente e pubblicate sul sito del Ministero, siano ritenute dall’autorità competente sostanziali e rilevanti per il pubblico, ai sensi dell’art.24 comma 9 bis del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 .
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