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Timestamp: 2020-08-11 08:04:38+00:00
Document Index: 151855503

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 19', 'art. 3', 'art. 26', 'art. 1', 'art. 26']

Lexbrowser - a) Decreto del Presidente della Giunta provinciale31 luglio 2000, n. 291)
Normativa provinciale Ordinamento forestale C Decreto del Presidente della Giunta provinciale31 luglio 2000, n. 29
a) Decreto del Presidente della Giunta provinciale31 luglio 2000, n. 291)
Pubblicato nel B.U. 19 settembre 2000, n. 39.
(2) Qualora il direttore dell’ispettorato forestale territorialmente competente, in seguito denominato „ispettorato forestale“, ravvisi la sussistenza delle condizioni per la soggezione a vincolo, egli formula la relativa proposta al direttore dell’ufficio pianificazione forestale. 2)
(5) 5. Entro 30 giorni dalla scadenza del termine di cui al comma 4 il direttore dell’ispettorato forestale trasmette al direttore dell’ufficio pianificazione forestale la proposta motivata corredata dalla documentazione nonché dalle osservazioni pervenute nei termini. Lo stesso decide sulla proposta entro 90 giorni dal ricevimento della documentazione completa. 3)
L'art. 1, comma 2, è stato così sostituito dall'art. 1, comma 1, del D.P.P. 19 dicembre 2013, n. 40.
L'art. 1, comma 5, è stato così sostituito dall'art. 1, comma 1, del D.P.P. 19 dicembre 2013, n. 40.
(1) Qualora il direttore dell’ispettorato forestale ravvisi in venir meno dei presupposti per il mantenimento del vincolo, propone al direttore dell’ufficio pianificazione forestale la soppressione del vincolo sui relativi terreni. In tal caso si applica il procedimento previsto dall’articolo 1. 4)
L'art. 2, comma 1, è stato così sostituito dall'art. 1, comma 2, del D.P.P. 19 dicembre 2013, n. 40.
(2) Indipendentemente dal diritto di proprietà e da ogni altro diritto reale nonché dal vincolo idrogeologico-forestale esistenti sul terreno, è considerato bosco qualsiasi appezzamento di terreno dell'estensione superiore a 500 metri quadrati e coperto da specie forestali arboree od arbustive, compresi i castagneti da frutto esistenti ed altri popolamenti assimilabili. 5)
(3) Sono considerati bosco anche le superfici boschive di cui al comma 2 temporaneamente prive di copertura forestale a seguito di eventi naturali, tagli oppure altri interventi, nonché le strade forestali, le baite, i depositi di legname, gli invasi d’acqua con una capienza inferiore a 5.000 metri cubi ed in genere le infrastrutture destinate alla gestione del bosco. 6)
(5) Non sono tuttavia considerati bosco gli impianti di specie forestali per la coltivazione di alberi di Natale fino ad un turno massimo di vent'anni, denunciati come tali all'autorità forestale, i filari di alberi, le piantagioni vivaistiche, i parchi, i giardini, le zone cimiteriali coperte da specie forestali, nonché le formazioni di arbusti nani e le formazioni erbacee utilizzate come prati e pascoli con copertura rada di specie forestali. Ugualmente non sono considerati bosco i castagneti da frutto, anche con estensione superiore a 500 metri quadrati, piantati su superfici agricole e denunciati come tali all’autorità forestale. 7)
L'art. 4, comma 2, è stato così modificato dall'art. 1, comma 1, del D.P.P. 23 gennaio 2020, n. 6.
L'art. 4, comma 3, è stato così sostituito dall'art. 1, comma 3, del D.P.P. 19 dicembre 2013, n. 40.
L'arft. 4, comma 5, è stato così integrato dall'art. 1, comma 2, del D.P.P. 23 gennaio 2020, n. 6.
L'art. 5 è stato abrogato dall'art. 1, comma 4, del D.P.P. 19 dicembre 2013, n. 40.
Art. 7/bis 9)
L'art. 7/bis è stato inserito dall'art. 1, comma 5, del D.P.P. 19 dicembre 2013, n. 40, e successivamente abrogato dall'art. 5, comma 1, lettera b), del D.P.P. 5 maggio 2017, n. 17.
19/bis (Foraggiamento di ungulati selvatici)
(1) In tutti i comprensori non si possono di regola foraggiare gli ungulati, escluso il capriolo. Su eventuali eccezioni riguardanti il foraggiamento del cervo decide l’ispettorato forestale territorialmente competente, previo consenso del proprietario del terreno.
(2) Eccezioni al foraggiamento del cervo possono essere autorizzate dall’ispettorato forestale territorialmente competente, su richiesta motivata del comprensorio interessato e sentito il parere dell’Ufficio provinciale Caccia e pesca, nei seguenti casi:
come foraggiamento di emergenza in caso di forti precipitazioni nevose;
come foraggiamento dissuasivo per limitare i danni causati dalla fauna selvatica;
per il mantenimento dello sfalcio dei prati di montagna difficilmente accessibili e la cura degli habitat nell’interesse dello sviluppo rurale.
(3) Non sono soggetti ad autorizzazione i foraggiamenti del cervo di cui sono già stati effettuati i rifornimenti prima dell’entrata in vigore della presente disposizione. L’ispettorato forestale territorialmente competente può, su richiesta del proprietario dei terreni e in casi motivati, sospendere il foraggiamento e disporre lo smantellamento delle strutture esistenti.
(4) Le stazioni di foraggiamento del capriolo in zone in cui è presente anche il cervo devono essere rese inaccessibili a quest’ultimo. In casi motivati l’ispettorato forestale territorialmente competente può disporre anche la chiusura delle stazioni di foraggiamento del capriolo.
(5) Caprioli e cervi possono essere foraggiati solo con fieno grezzo e asciutto ottenuto localmente. 10)
L'art. 19/bis è stato inserito dall'art. 3, comma 1, del D.P.P. 5 maggio 2017, n. 17.
Art. 26 (Divieto di transito con biciclette sulla rete sentieristica)
(1) Nei territori con vincolo idrogeologico-forestale il sindaco può vietare il transito con biciclette sulla rete sentieristica o singoli tratti della stessa, qualora a causa di detto transito sorgano conflitti con gli escursionisti o con l´attività agricolo-forestale, sentiti il direttore dell’ispettorato forestale territorialmente competente nonché il gestore del sentiero escursionistico in oggetto, il rappresentante locale dell'associazione dei coltivatori più rappresentata a livello provinciale e l´organizzazione turistica locale e, qualora si tratti di parchi naturali oppure del Parco nazionale dello Stelvio, anche i rispettivi direttori d’ufficio della Ripartizione natura, paesaggio e sviluppo del territorio.
(2) Il divieto di transito è reso noto tramite una segnaletica unitaria come da modello in allegato A, curando il comune di acquisire il consenso del proprietario interessato per la collocazione del segnale di divieto e sostenendo le spese.
(3) Chi viola il divieto di transito, soggiace alla comminazione della sanzione amministrativa pecuniaria ai sensi dell’articolo 12 della legge provinciale 21 ottobre 1996, n. 21, e successive modifiche.
(4) Ai sensi della legge provinciale 7 gennaio 1977, n. 9 e successive modifiche la vigilanza sull’osservanza della presente disposizione è affidata al Corpo forestale provinciale. Per il procedimento relativo all’applicazione delle sanzioni amministrative è competente l’ufficio amministrazione forestale. 11)
L'art. 26 è stato inserito dall'art. 1, comma 1, del D.P.P. 31 maggio 2018, n. 14.
Allegato A (Art. 26)
Segnaletica di divieto di transito con biciclette sulla rete sentieristica 12)
L'allegato A dell'art. 26 è stato aggiunto dal D.P.P. 31 maggio 2018, n. 14.
Allegato A) (Art. 24)
Allegato B) (Art. 25)
Segnaletica di divieto di transito con biciclette sulla rete sentieristica
a) Decreto del Presidente della Giunta provinciale31 luglio 2000, n. 29
b) Decreto del Presidente della Provincia 31 maggio 2018, n. 14