Source: https://sicurezzatotale.wordpress.com/tag/cantiere/
Timestamp: 2018-03-20 02:13:08+00:00
Document Index: 52738531

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art.1655', 'art. 2082', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 7']

Cantiere | Art. 1 - L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
5. I PRINCIPALI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE IN EDILIZIA
Posted in Cantieri, Lavoro, tagged Cantiere, Lavoro on ottobre 28, 2007| 1 Comment »
Vengono definiti “dispositivi di protezione individuale” tutti i dispositivi finalizzati a salvaguardare la persona che li indossa dai rischi per la salute nell’ambito di qualsiasi situazione lavorativa che metta in contatto i lavoratori con agenti fisici , chimici, biologici o eventi che possono produrre effetti dannosi.
Si parla quindi di DPI quando la difesa si esercita nei riguardi dell’uomo per impedire o attenuare gli effetti dell’evento dannoso.
NON SONO DA CONSIDERARSI DPI tutti i mezzi di seguito riportati:
Tutti gli indumenti di lavoro ordinari o le uniformi che non assicurino
una protezione specifica ai fini della sicurezza e la salute dei
lavoratori. Inoltre tutti i mezzi personali di protezione progettati e
costruiti esclusivamente per uso privato(cioè di uso civile) atti a
proteggere contro le condizioni atmosferiche, l’umidità, l’acqua e il
calore,quali ad esempio:copricapo,indumenti per la stagione,
scarpe e stivali, ombrelli ecc. ;
Dispositivi atti a proteggere o salvare persone imbarcate a bordo di navi o aeromobili, che vengono indossati in modo non continuativo;
Attrezzature e mezzi utilizzate dai servizi di soccorso e salvataggio;
Mezzi di protezione personale utilizzati dalle forze armate, di polizia e del personale del servizio per il mantenimento dell’ordine pubblico ad esempio : caschi , scudi, ecc. ;
Tutte le attrezzature per l’autodifesa o la dissuasione in caso di aggressione quali : generatori di aerosol,armi personali ecc.;
Attrezzature individuali specifiche dei mezzi di trasporto stradali;
Apparecchiature portatili per l’individuazione e la segnalazione di fattori nocivi e rischi quali i rilevatori di gas.
2. PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI
» D. Lgs. 2 febbraio 2002, n° 25
Attuazione della direttiva 98/24/CE sulla protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori contro i rischi derivanti da agenti chimici durante il lavoro. (Supplemento n. 40/L alla G. U. n. 57 dell’8 marzo 2002)» D. Lgs. 626/94
Sicurezza e salute dei lavoratori. Scelta e utilizzo dei DPI
» D. Lgs. 475/ 92
(aggiornato al 2 gennaio 1997)
D.P.I. – produzione e la commercializzazione – norme di buona tecnica
» D.Lgs 277/91
Protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro.
» D.P.R. 303/56
(aggiornato al 18 marzo 1996)
» D.P.R. 547/55
3. I REQUISITI ESSENZIALI DEI DPI
Essere adeguati al rischio , scegliendo il DPI specifico sia come tipologia che come grado di efficienza; si ricorda che non è comunque consigliabile adottare sistemi protettivi adatti per rischi più elevati in quanto potrebbero essere meno confortevoli e meno fruibili;
non comportare un aumento del rischio , essere adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro, (ad esempio le scarpe in certe condizioni devono essere facilmente sfilabili, i dispositivi antirumore non devono limitare la possibilità di udire sirene o richiami)
tenere conto delle esigenze ergonomiche e di salute del lavoratore e poter essere adattati all’utilizzatore secondo le sue necessità (ad esempio la regolazione di fibbie delle maschere o la larghezza dei caschi)
I DPI , specie le protezioni auricolari o le mascherine , devono essere gestiti in modo da garantire la massima igiene per i lavoratori che li utilizzano.
Nel caso di rischi multipli, se è necessario indossare più DPI , questi devono essere compatibili tra loro e mantenere ciascuno la propria efficacia (ad esempio l’indossare contemporaneamente cuffia o maschera con casco).
Si ricorda che dal giugno 1995 tutti i DPI commercializzati devono possedere la certificazione di conformità prevista dal D.lgs 475 del 4.12.1992. Tale certificazione sarà testata dalla presenza della marcatura “CE” , che dovrà essere presente sull’imballaggio originale e sul DPI stesso in modo visibile, leggibile e indelebile per tutto il tempo di durata del DPI.
Devono essere corredati obbligatoriamente da una nota informativa che indichi il grado di protezione assicurato, le istruzioni per l’uso e la manutenzione, il termine di scadenza dei DPI o dei suoi componenti.
4. IL PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA
Posted in Cantieri, Lavoro, tagged Cantiere, Lavoro on ottobre 28, 2007| Leave a Comment »
Il Piano Operativo di Sicurezza (POS) è’ un documento, redatto dal datore di lavoro, in cui devono essere riportate le informazioni relative a quello specifico cantiere e valutati i rischi a cui sono sottoposti gli addetti dell’impresa. Il POS non deve quindi costituire unicamente un adempimento amministrativo, in mancanza del quale la ditta operatrice viene sanzionata, ma soprattutto un documento essenziale ed indispensabile al fine di prevenire, limitare e ridurre al minimo i rischi ed in grado di fornire una serie di elementi indicativi di comportamento e indirizzo sulla sicurezza.
Il POS, contrariamente al piano di sicurezza e coordinamento, che in alcuni casi non è obbligatorio redigere, deve essere sempre redatto da tutte le imprese che entrano in un cantiere temporaneo o mobile per svolgere il proprio lavoro. Quindi il POS deve essere sempre presente in cantiere. Si parla di piano operativo (POS) in presenza del piano di sicurezza e coordinamento (PSC) di cui è un’integrazione; quando non c’è il Piano di Sicurezza e Coordinamento il Piano Operativo viene definito Piano Sostitutivo di Sicurezza (PSS).
Tutte le ditte che abbiano lavoratori dipendenti sono tenute alla redazione del POS
• Imprese edili in genere
• Imbianchini e tinteggiatori
Il Piano Operativo di Sicurezza deve presentare i seguenti contenuti:
• Anagrafica dell’impresa esecutrice
In sostanza possiamo dire che mentre il PSC è l’unico piano di sicurezza di competenza del Committente e comprende le disposizioni che permettono di orientare le imprese ed i lavoratori autonomi nel completamento e nell’integrazione del processo lavorativo e costruttivo, il POS predisposto dalle imprese dovrà contenere, come strumento di pianificazione complementare e di dettaglio del piano di coordinamento, le misure di prevenzione dei rischi specifici relativi ai lavori svolti nel cantiere, integrando con le informazioni che il PSC lascia alle scelte autonome delle imprese (tecnologiche, organizzative e/o gestionali).
I Datori di lavoro delle Imprese esecutrici dovranno quindi attuare quanto previsto nel POS da loro stessi prodotto.
3. IL PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
La Direttiva Cantieri ha introdotto, nei processi edilizi che rientrano nella medesima, due importanti strumenti operativi di pianificazione della sicurezza che il Committente già in fase di progettazione dell’opera ed in ogni caso prima delle richieste di offerte deve far redigere dal Coordinatore alla Progettazione :
Il Piano va redatto per i cantieri in cui è prevista la presenza, anche non contemporanea, di più imprese se:
• L’entità presunta del cantiere è pari o superiore a 200 uomini-giorno
• I lavori comportano rischi particolari rientranti nell’Allegato II del D.L. 528/99
Il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) è lo strumento operativo sul quale viene impostata la cooperazione ed il coordinamento, con la sequenza temporale delle fasi di lavoro, l’utilizzazione degli impianti comuni, mezzi logistici, e di protezione collettiva. Il committente trasmette il PSC alle imprese invitate a presentare le offerte e l’impresa aggiudicataria lo deve trasmettere alle imprese esecutrici e ai lavoratori autonomi.
Il coordinatore per l’esecuzione ha il compito di verificarne l’applicazione da parte delle imprese e dei lavoratori autonomi, di mettere in atto opportune azioni di coordinamento.
A loro volta ciascuna impresa esecutrice deve trasmettere il proprio POS al coordinatore che ne valuta la congruità con il PSC. Oltre agli atti formali è opportuno che siano previste riunioni con tutte le imprese in ogni fase di lavoro nuova e che siano formalizzate le procedure di coordinamento.
In sostanza il PSC deve essere costituito da una relazione tecnica e prescrizioni correlate alla complessità dell’opera da realizzare ed alle fasi critiche del processo di costruzione. Il piano dovrà analizzare in particolare, in relazione alla tipologia del cantiere interessato, i seguenti elementi:
• Misure relative all’impatto ambientale del cantiere;
IL FASCICOLO TECNICO DELL’OPERA
Il Fascicolo Tecnico dell’opera viene elaborato dal Coordinatore per la progettazione contestualmente alla redazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento principalmente per due scopi:
• identificare e descrivere i rischi che, ad opera conclusa, si presenteranno nelle eventuali successive manutenzioni
Per le opere di piccola entità può essere sufficiente raccogliere la documentazione sulla struttura (calcoli statici, nominativi di progettisti, costruttori, ecc.) sugli impianti (elettrico, idraulico, riscaldamento, gas, ecc.), sull’area in cui è presente il sito, sulle eventuali opere destinate ad essere utilizzate dai manutentori per la loro sicurezza.
Il fascicolo viene definito compiutamente nella fase di pianificazione ed eventualmente modificato nella fase esecutiva in funzione dell’evoluzione del cantiere, mentre dopo la consegna dell’opera è aggiornato dal committente.
2. GUIDA AD USO DEL COMMITTENTE
Guida agli obblighi del Committente
ai sensi del Dlgs. 528/99
Il D. lgs, n°494/96 e 528/99 di modifica ed integrazione al medesimo, hanno posto particolare attenzione al momento precedente della realizzazione dell’opera, quello della progettazione, attribuendo la responsabilità all’autore dell’opera ed affidandone con la pianificazione dei lavori anche la pianificazione delle misure di prevenzione.
La responsabilità è diventata quindi campo obbligato, non solo per i datori di lavoro delle imprese, com’ era da cinquant’anni a questa parte, bensì anche per i committenti ed i loro mandatari: responsabili dei lavori, coordinatori….
Così come già nell’art. 7 del D. Lgs. 626 che delinea i compiti del datore di lavoro committente e dei datori di lavoro delle ditte appaltatrici, o a lavoratori autonomi incaricati dei lavori, il D.L. 528/99 obbliga il Committente dell’opera edilizia a:
1. verifica dei requisiti tecnico-professionali
Il committente puo’ esimersi da questi compiti se nomina il Responsabile dei lavori, figura incaricata per la progettazione, esecuzione e controllo dell’esecuzione dell’opera, quindi nomina i coordinatori: il Coordinatore in fase di progettazione che predispone il piano di sicurezza e coordinamento (PSC) e il Coordinatore in fase di esecuzione che ne garantisce l’applicazione e l’adeguamento.
Questa figura assume un ruolo fondamentale di verifica dei piani della sicurezza delle imprese, di controllo delle misure di prevenzione a tal punto di dover richiamare anche per iscritto le imprese inadempienti e di segnalarle al committente e all’organo di vigilanza in caso di grave pericolo per la sicurezza. Al committente è affidato l’onere di verificare gli adempimenti dei coordinatori.
OBBLIGO 1. VERIFICA DEI REQUISITI TECNICO-PROFESSIONALI
Il primo passo è la scelta dell’impresa con la stipula del contratto di appalto.
Requisito indispensabile perchè l’appalto sia legittimo è che il committente abbia conferito l’incarico di effettuazione dei lavori a soggetto che ha i requisiti tecnico professionali per svolgere l’opera e come definito dal codice civile, “assume con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio il compimento di un’opera o di un servizio…“ (art.1655 C.C.)
Avere i mezzi necessari, significa “attività economica organizzata, finalizzata alla produzione o allo scambio di beni e servizi” (art. 2082 C.C.).
Il committente deve autorizzare ogni impresa e lavoratori autonomi occupati nella realizzazione dell’opera e verificare che i contratti di appalto e di sub-appalto non presentino aspetti di intermediazione di manodopera in contrasto con la legge 1369/60.
Il Codice Civile e la L. 1369/60
Contratto col quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un opera o di un servizio verso un corrispettivo in denaro.
Mezzi Necessari
Attivita’ economica organizzata, finalizzata alla produzione o allo scambio di beni o servizi
L’appaltatore non puo’ dare in subappalto l’esecuzione dell’opera o del servizio se non e’ stato autorizzato dal committente.
L. 23/10/1960 n. 1369
(G.U. n. 289 del 25/11/1960)
Divieto di intermediazione ed interposizione nelle prestazioni di lavoro e nuova disciplina dell’impiego di mano d’opera negli appalti di opere e di servizi.
Già l’art. 7 D. Lgsl. 626/94, richiede che il datore di lavoro committente verifichi l’idoneità tecnico-professionale dei soggetti che intervengono nella realizzazione dell’opera, con una concezione di sicurezza e di salute modificata, introdotta proprio da questo decreto, limitata non solo alla sicurezza tecnica ma estesa anche ad acquisizione di capacità organizzative e gestionali di prevenzione.
In pratica, l’identificazione del requisito non si esaurisce nell’accertamento del possesso delle capacità di eseguire i lavori (verifica di possesso di iscrizione alla CCIAA), ma implica anche il possesso e la messa a disposizione di risorse, mezzi e personale adeguatamente organizzati, l’obbligo di valutazione dei rischi e nel contempo di garantire la tutela della salute dei lavoratori impiegati.L’art. 3 c.8 del D. Lgsl. 528/99 che disciplina la sicurezza dei cantieri, compresi quelli presenti all’interno degli stabilimenti produttivi, ha riconfermato ed esteso i contenuti dell’art. 7 per la verifica dell’idoneità tecnico-professionale, prevedendo una serie di informazioni obbligatorie, da acquisire da parte del committente:
• iscrizione CCIAA
• dichiarazione dell’organico medio annuo
• denunce all’INPS
• assicurazioni all’INAIL
• iscrizione cassa edile
• contratto collettivo di lavoro applicato ai lavoratori
Più rigorose sono le regole in caso di lavori di rimozione dell’amianto. L’art. 34 del D. Lgsl. 277/91.prevede che il datore di lavoro rediga un piano di lavoro con la descrizione dei lavori di rimozione, le misure di prevenzione, che i lavoratori eseguano uno specifico corso di 30 ore per soddisfare l’obbligo di formazione e una specifica visita medica per valutarne l’idoneità. Il piano di sicurezza e coordinamento ed il piano operativo di sicurezza devono essere congruenti con questo specifico piano.
L’idoneità tecnico professionale, si identifica quindi con il binomio:
impresa compatibile con la costruzione dell’opera e opera compatibile con la sicurezza.
L’Impresa quindi deve possedere:
struttura aziendale con figure previste (SPP, RSL, MC, DDL, DIR. PREP, deleghe), capacità di elaborare il Piano Operativo per la sicurezza e capacità di applicare e far applicare il piano di sicurezza e coordinamento);
numero di lavoratori dipendenti, formazione ed addestramento e addetti alle emergenze e al pronto soccorso, idoneità sanitaria e corsi specifici in caso di lavori con amianto.
In caso di appalti pubblici per esempio l’impresa deve garantire la presenza di una forza lavoro in relazione almeno all’effettuazione del 70% dei lavori della categoria prevalente (Legge quadro in materia di lavori pubblici L. 109/94).
possesso e proprietà, effettuazione delle verifiche obbligatorie (rif. D. Lgsl. 359/99), documento di valutazione dei rischi
Affidabilità anti-infortunistica
l’insieme dei requisiti rispetto alle capacità organizzative, forza lavoro, attrezzature.
REQUISITI DI IDONEITA’ (Art. 3 c.8 del D.Lgs. 494/96)
Nell’ambito dell’attività di controllo, e’ sempre piu’ frequente imbattersi in cantieri con presenza contemporanea di piu’ imprese e lavoratori autonomi, in regime di appalto a cascata, che sconfinano nella illegittimità del lavoro in affitto e del sub-appalto di prestazioni di lavoro.
Contratti molto spesso verbali, all’insaputa talvolta dello stesso committente, che annullano l’azione di prevenzione a monte, generando situazioni di grave criticità con ripercussioni sulla sicurezza del lavoro e di sicurezza anche di altra natura per la stessa azienda committente e che spesso sono l’origine di infortuni gravi e mortali.
In questi casi spetta al committente autorizzare ogni impresa e lavoratori autonomi occupati nella realizzazione dell’opera e verificare che i contratti di appalto e sub-appalto non presentino aspetti di intermediazione di manodopera in contrasto con la legge 1369/60
Il diagramma seguente illustra queste situazioni
LAVORI IN APPALTO / SUBAPPALTO
OBBLIGO 2. INFORMAZIONI DA FORNIRE ALLA DITTA APPALTATRICE
Le informazioni che il committente deve fornire all’appaltatore devono permettergli di valutare i rischi presenti nell’ambiente di lavoro e di integrarli con quelli specifici della propria attività.
Le figure coinvolte in questa fase oltre al committente, sono: il coordinatore per la progettazione, il datore di lavoro delle imprese esecutrici.
Le informazioni che devono essere comunicate alle imprese appaltanti riguardano in sintesi:
rischi specifici presenti nell’ambiente di lavoro, in particolare caratteristiche delle macchine/impianti, sostanze pericolose e lavorazioni incompatibili con i lavori da effettuare. Per esempio la presenza di operazioni di saldatura in prossimità di lavori di tinteggiatura con vernici infiammabili, la presenza di serbatoi contenenti liquidi caustici, irritanti…lavori di smerigliatura in prossimità di materiali infiammabili e così via.
Tra i rischi vanno senz’altro consegnati i piani di emergenza, l’organizzazione delle vie di fuga, delle misure antincendio e di pronto soccorso, compreso i lavoratori incaricati.
La presenza o assenza di lavoratori del committente durante l’esecuzione dei lavori. In caso di presenza concomitante, i lavoratori di entrambe le ditte (committente ed appaltante) saranno informati reciprocamente.
Informazioni relative all’utilizzo di attrezzature del committente per l’esecuzione dei lavori.
E’ preferibile che sia consegnato un documento predisposto per fornire in modo organico e puntuale le informazioni, che possono far parte del capitolato d’appalto.
GLI STRUMENTI previsti sono: la valutazione dei rischi a cura dell’azienda ospite, il PSC Piano di sicurezza e di coordinamento a cura del coordinatore per la progettazione, il POS Piano operativo di sicurezza dell’impresa esecutrice e il Piano di lavoro art. 34/277, nel caso si tratti di amianto, a cura dell’impresa che effettua lavori di demolizione o rimozione di manufatti in amianto.Le informazioni fornite dall’azienda, diventano parte integrante del piano di sicurezza e coordinamento effettuato dal coordinatore e per i piani che devono effettuare le singole imprese esecutrici e andranno aggiornate a seguito di modifiche in corso d’opera. Sono necessarie per stabilire ad esempio:
• modalità di recinzione, gli accessi, le segnalazioni,
OBBLIGO 3.
ASSICURARE COOPERAZIONE E COORDINAMENTO FRA DATORI DI LAVORO, APPALTATORI E COMMITTENTI
La presenza di più imprese, di lavoratori diversi, il ritmo dei lavori, i tempi stretti, sono tutti fattori che devono essere gestiti con un forte coordinamento, in modo che nelle fasi di maggior criticità, nulla sia lasciato al caso, che le interferenze fra i diversi lavori anche concomitanti non generino situazioni di rischio.
Per esempio durante la rimozione di manufatti in amianto non devono essere presenti nel cantiere lavoratori di altre imprese o durante i lavori di sistemazione delle coperture, nella zona sottostante non devono transitare lavoratori….
La necessità e l’obbligatorietà di cooperazione ed di coordinamento fra datori di lavoro, appaltatori e committente, già previste dall’art. 7 del D. 626, .viene rafforzata quindi in caso di cantieri edili che comportano la presenza di più imprese.Il piano di sicurezza e coordinamento in questi casi è lo strumento operativo sul quale viene impostata la cooperazione ed il coordinamento, con la sequenza temporale delle fasi di lavoro, l’utilizzazione degli impianti comuni, mezzi logistici, e di protezione collettiva.
Il committente trasmette il PSC alle imprese invitate a presentare le offerte e l’impresa aggiudicataria lo deve trasmettere alle imprese esecutrici e ai lavoratori autonomi.
Il coordinatore ha il compito di verificarne l’applicazione da parte delle imprese e dei lavoratori autonomi, di mettere in atto opportune azioni di coordinamento
A loro volta ciascuna impresa esecutrice deve trasmettere il proprio POS al coordinatore che ne valuta la congruità con il PSC.
Oltre agli atti formali è opportuno che siano previste riunioni con tutte le imprese in ogni fase di lavoro nuova e che siano formalizzate le procedure di coordinamento.
1. COSA E’ LA E’ LA DIRETTIVA CANTIERI?
La “Direttiva Cantieri” – 92/57/CEE – è la normativa europea che riguarda la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei “Cantieri temporanei e mobili” ed è stata recepita dallo Stato italiano con il D.Lgs. 494/96 e modificata successivamente con il D.Lgs. 528/99 entrato in vigore il 18 aprile 2000.E’ UNA NORMA CHE HA L’OBIETTIVO DI ORGANIZZARE LE ATTIVITÀ DEL CANTIERE PER RIDURRE I RISCHI DI INFORTUNI SUL LAVORO, CONSIDERANDO CHE LA SICUREZZA SI POSSA PROGETTARE A MONTE, PREVEDENDO I RISCHI PRESENTI E LE RELATIVE MISURE DI PREVENZIONE DA APPLICARSI IN QUEL DETERMINATO CANTIERE
2. QUANDO SI APPLICA LA DIRETTIVA CANTIERI?
La direttiva si applica a tutti quei lavori edili e di genio civile che comportino un “cantiere temporaneo e mobile”. Riguarda quindi le nuove costruzioni, ma anche lavori di manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione e risanamento di qualsiasi tipo di opere, fisse, mobili o temporanee. Per opere si intende anche le linee e gli impianti elettrici, le opere stradali e ferroviarie, quelle idrauliche, marittime, idroelettriche, di bonifica e di sistemazione forestale e di sterro. In particolare le norme della direttiva si applicano anche negli scavi e nelle fasi di montaggio e smontaggio di elementi prefabbricati, e in tutte le operazioni possibili (ristrutturazione o equipaggiamento, la trasformazione, il rinnovamento, la riparazione, lo smantellamento, il consolidamento, il ripristino, il montaggio e lo smontaggio) che riguardino gli impianti e che comportino lavorazioni a rischio.
3. QUALI SONO LE FIGURE RESPONSABILI SECONDO LA DIRETTIVA CANTIERI?
Le figure della sicurezza sul cantiere sono:
• Coordinatore per la Progettazione
• Coordinatore per l’esecuzione
• Datore di lavoro della ditta appaltatrice
4. CHI E’ IL COMMITTENTE E QUALI SONO I SUOI OBBLIGHI?
Il committente è il soggetto per conto del quale vengono realizzati lavori edili o di ingegneria civile: si tratta in generale di lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione, risanamento, ristrutturazione o equipaggiamento, il rinnovamento di opere fisse, permanenti o temporanee. Per interventi privati in genere il Committente è lo stesso proprietario, in caso invece di lavori condominiali in genere è l’amministratore di condominio, in caso di aziende invece sarà il titolare della azienda o il legale rappresentante.
In caso il Committente volesse delegare altra persona agli obblighi e responsabilità di legge, potrà farlo avvalendosi di una delega ad un Responsabile dei Lavori.
Gli obblighi principali del Committente (o Responsabile dei Lavori) sono i seguenti:
• Prevedere sempre la durata dei lavori, cosa che può risolversi nel determinare l’impresa che eseguirà i lavori o il tecnico incaricato della progettazione.
Anche in caso non vi sia l’obbligo della nomina dei Coordinatori, il Committente dovrà comunque attenersi comunque ai seguenti obblighi:
• verificare l’idoneità tecnico-professionale delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori da affidare, anche attraverso l’iscrizione alla Camera di Commercio, Industria ed Artigianato
5. CHI E’ IL COORDINATORE PER LA PROGETTAZIONE E QUALI SONO I SUOI OBBLIGHI?
Il Coordinatore per la Progettazione è designato dal committente o dal responsabile dei lavori contestualmente all’affidamento dell’incarico di progettazione esecutiva dell’opera, nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese, anche non contemporanea:
• con entità presunta di almeno 200 uomini-giorno
Anche il committente o il responsabile dei lavori, se in possesso dei requisiti necessari, possono svolgere le funzioni di coordinatore per la progettazione e sostituirlo in ogni momento.
6. CHI E’ IL COORDINATORE PER LA ESECUZIONE E QUALI SONO I SUOI OBBLIGHI?
Il Coordinatore per l’Esecuzione è designato dal committente o dal responsabile dei lavori prima dell’affidamento dei lavori, nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese, anche non contemporanea:
Durante la realizzazione dell’opera, il coordinatore per l’esecuzione dei lavori provvede a:
• verificare l’applicazione del piano di sicurezza e di coordinamento da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi
7. DURATA DEI LAVORI E “UOMINI GIORNO”
La durata dei lavori viene definita in “uomini giorno”, cioè la somma delle giornate di lavoro prestate dai lavoratori per la realizzazione dei lavori (presunte giornate complessive); la quantità degli uomini/giorni (U/gg) si ottiene sommando il numero di lavoratori presenti in cantiere ogni giorno.Esempio:
10 lavoratori per 6 giorni e 3 lavoratori per 8 giorni danno: 10×6 + 3×8 = 84 U/gg
Conoscendo il preventivo dei lavori ed il genere di lavorazioni previste (nuova costruzione, ristrutturazione, finiture medie o di pregio) è possibile fare una valutazione degli Uomini/Giorno.
8. COSA SI DEVE FARE SE INIZIALMENTE UN CANTIERE NON RIENTRA NELLA DIRETTIVA,
A SEGUITO DI VARIANTI SUPERA LA SOGLIA DEI 200 UOMINI GIORNO?
Se un cantiere non supera la soglia dei 200 uomini-giorno, l’impresa esecutrice redige il Piano Operativo di Sicurezza (POS) ed ha la piena responsabilità della sicurezza. Se invece il cantiere, a causa di modifiche successive, supera la soglia dei 200 uomini-giorno oppure le lavorazioni rientrano tra quelle a rischio previste nell’Allegato II del D.L. 528/99, il Committente sarà obbligato ad inviare la Notifica preliminare ad ASL e Direzione Provinciale del Lavoro.
9. PUO’ IL TITOLARE DI UNA IMPRESA ESSERE NEL CONTEMPO ANCHE COORDINATORE
PER LA SICUREZZA NEL LAVORO APPALTATO?
Questa situazione è stata esclusa con le modifiche apportate dal D.L. 528/99: era invece permessa dalla prima versione del D. Lgs. 494/96, creando numerose situazioni di conflitto di interessi, in cui controllore e controllato andavano a confluire nella stessa persona. Le nuove modifiche non lasciano spazio ad interpretazioni alternative. Nel nuovo testo infatti viene esplicitamente negata la possibilità che il Datore di Lavoro delle imprese che intervengono nel cantiere (e quindi anche i suoi subordinati) possa essere nominato nelle funzioni e nel ruolo di Coordinatore.
10. COSA E’ LA NOTIFICA PRELIMINARE?
E’ un documento che il committente deve trasmettere ad ASL competente e a Direzione Provinciale del lavoro prima dell’inizio dei lavori per consentire all’organo di vigilanza di pianificare le proprie attività di controllo. Il documento contiene tutti i dati relativi all’identificazione del cantiere e delle figure a tutela dei lavoratori. L’adempimento è obbligatorio nei casi seguenti:
• entità non inferiore a 200 uomini/giorno anche se in presenza di un’impresa
11. CHI E’ IN SINTESI IL LAVORATORE AUTONOMO E CHE OBBLIGHI HA IN MATERIA DI SICUREZZA?
E’ il soggetto che concorre con la propria attività professionale alla realizzazione dell’opera senza vincolo di subordinazione. E’ obbligato ad utilizzare le attrezzature di lavoro secondo le disposizioni sulla sicurezza, ad usare i dispositivi di protezione individuale e ad adeguarsi alle indicazioni fornite in tema di sicurezza dal coordinatore per l’esecuzione dei lavori e/o dal responsabile dell’impresa appaltatrice, qualora lavori in subappalto.
I lavoratori autonomi che esercitano direttamente la propria attività nei cantieri e sono in condizioni di rischio sono tenuti ai seguenti obblighi:
• si devono adeguare alle disposizioni di sicurezza fornite dal coordinatore per l’esecuzione dei lavori
Il committente o il responsabile dei lavori deve verificare l’idoneità tecnico-professionale dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori da affidare, anche attraverso l’iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato.