Source: http://www.michelemartoni.it/linee-guida-per-open-data-interoperabili.html
Timestamp: 2019-08-17 17:58:03+00:00
Document Index: 75519268

Matched Legal Cases: ['art. 50', 'art. 52', 'art. 68', 'art. 54', 'art. 10', 'art. 15']

Linee guida per Open Data interoperabili – Michele Martoni
Pubblicato su 4 Settembre 2012 di admin by admin
http://www.digitpa.gov.it/notizie/linee-guida-open-data-interoperabili
In particolare mi preme riportare un estratto del paragrafo 3.1 in materia di aspetti normativi.
Ad oggi in Italia non esiste ancora una norma primaria dello Stato specifica per il trattamento degli Open Data. Diversi dibattiti sono emersi in questi ultimi mesi in merito all’opportunità di introdurla come risultato di alcuni gruppi di lavoro della Cabina di Regia per l’Agenda Digitale Italiana, quali quello su e-government e Open Data. È importante sottolineare, tuttavia, come diverse norme attualmente in vigore trattino il tema dei dati aperti nella PA e dell’interoperabilità semantica.
Il CAD (D. Lgs. n. 82/2005 e s.m.i) riserva diversi articoli sui temi della disponibilità, accesso, pubblicazione e riuso dei dati delle PA. L’art. 50 afferma concetti base sulla conservazione, disponibilità, consultazione, accessibilità e sul riutilizzo dei dati sottolineando che “i dati delle pubbliche amministrazioni sono formati, raccolti, conservati, resi disponibili e accessibili con l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione che ne consentano la fruizione e riutilizzazione, alle condizioni fissate dall’ordinamento, da parte delle altre pubbliche amministrazioni e dai privati; restano salvi i limiti alla conoscibilità dei dati previsti dalle leggi e dai regolamenti, le norme in materia di protezione dei dati personali ed il rispetto della normativa comunitaria in materia di riutilizzo delle informazioni del settore pubblico”. L’art. 52, ai commi 1 e 1-bis, regolamenta l’accesso telematico ai dati che deve essere messo in atto seguendo le disposizioni dello stesso Codice e della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali (i.e., D.Lgs. n. 196/2003 e deliberazione del 88/2011 dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali) evidenziando la valorizzazione e la fruizione dei dati pubblici di cui le amministrazioni sono titolari mediante la promozione di “progetti di elaborazione e di diffusione degli stessi anche attraverso l’uso di strumenti di finanza di progetto, assicurando […] b) la pubblicazione dei dati e dei documenti in formati aperti di cui all’articolo 68, commi 3 e 4”. Quest’ultimo art. 68, ai commi 2, 3 e 4, afferma che le pubbliche amministrazioni “consentono la rappresentazione dei dati e documenti in più formati, di cui almeno uno di tipo aperto, salvo che ricorrano motivate ed eccezionali esigenze”, definendo al comma 3 il formato aperto “un formato dati reso pubblico e documentato esaustivamente” e assegnando a DigitPA il ruolo di “istruire e aggiornare, con periodicità almeno annuale, un repertorio dei formati aperti utilizzabili nelle pubbliche amministrazioni e delle modalità di trasferimento dei formati”.
Infine l’art. 54, che disciplina i contenuti dei siti pubblici delle pubbliche amministrazioni, rafforza al comma 3 e al comma 4 concetti quali l’immediata fruibilità dei dati pubblici e l’autenticità della fonte affermando che i “dati pubblici contenuti nei siti delle pubbliche amministrazioni sono fruibili in rete gratuitamente e senza necessità di identificazione informatica” e che le pubbliche amministrazioni garantiscono che le informazioni contenute sui siti siano conformi e corrispondenti alle informazioni contenute nei provvedimenti
amministrativi originali dei quali si fornisce comunicazione tramite il sito”.
Il concetto di interoperabilità semantica è richiamato più volte nel DPCM del 1° Aprile 2008 sulle regole tecniche del SPC. L’art. 10 sull’economicità nell’utilizzo dei servizi di rete, di interoperabilità e di supporto alla cooperazione applicativa afferma che si devono attuare misure che favoriscono “l’integrazione delle informazioni attraverso una rappresentazione semantica condivisa” e l’art. 15 elenca l’insieme delle infrastrutture condivise SPC per l’interoperabilità e la cooperazione applicativa introducendo al comma 4 lettera b) tra i servizi infrastrutturali di cooperazione applicativa (SICA) il Servizio di Catalogo Schemi/Ontologie. Il servizio consente la descrizione degli elementi semantici associati ai servizi applicativi e alle informazioni gestite dalle PA, “anche ai fini dell’individuazione automatica dei servizi disponibili per l’erogazione delle prestazioni richieste, e la condivisione tra le Amministrazioni cooperanti degli schemi di dati e metadati, nonché delle ontologie di dominio”.
Se per i “dati pubblici” il CAD e le opportunità aperte dagli Open Data hanno rappresentato una svolta radicale verso nuove regole di accesso e diffusione, in ambito statistico l’attenzione alla fornitura, diffusione e accesso alle informazioni da parte degli utenti preesiste rispetto al concetto dell’Open Data, pur se in origine con specifico riferimento al concetto di dato aggregato.
I dati statistici rimandano direttamente ai concetti di “collettivo”, “unità statistiche” e “carattere” e possono essere definiti in chiave tecnica come “il risultato dell’operazione di determinazione della modalità con cui un carattere è presente in ciascuna unità statistica del collettivo” e in chiave istituzionale come “dati provenienti …
Prosegue al link: http://www.digitpa.gov.it/sites/default/files/CdC-SPC-GdL6-InteroperabilitaSemOpenData_0.pdf