Source: http://regoledelgioco.gazzetta.it/2020/02/13/il-caso-eysseric-puo-un-calciatore-giocare-due-partite-di-serie-a-nella-medesima-giornata/
Timestamp: 2020-04-07 01:07:37+00:00
Document Index: 36394997

Matched Legal Cases: ['art. 34', 'art. 7', 'art. 34', 'art. 40', 'art. 34', 'art. 10']

Il Caso Eysseric: può un calciatore giocare due partite di Serie A nella medesima giornata? | Le Regole del Gioco
Lo scorso 5 febbraio, il centrocampista francese Valentin Eysseric, trasferitosi durante la finestra del calciomercato invernale dalla Fiorentina all’Hellas Verona, si è reso protagonista di un episodio piuttosto inusuale, in quanto ha disputato la medesima giornata di Serie A (diciassettesima) con due squadre diverse, ovverosia Lazio – Hellas Verona e Fiorentina – Roma. Ed infatti, il match Lazio – Hellas Verona, disputatosi la scorsa settimana, era inizialmente previsto da calendario nel weekend del 21-22 dicembre 2019. L’incontro è stato rimandato in virtù della sovrapposizione in calendario tra la predetta partita e la finale di Supercoppa italiana giocata dalla Lazio contro la Juventus il 22 dicembre a Riad. Tuttavia, il francese aveva già disputato un incontro valevole per diciassettesima giornata con la maglia dei viola in data 20 dicembre. Il pareggio tra Hellas e Lazio non ha consentito a quest’ultima di effettuare il tanto desiderato sorpasso in classifica dell’Inter, motivo forse che ha alimentato ulteriormente le polemiche.
Il panorama normativo: l’art. 34 comma 2 NOIF
Quanto accaduto non è quindi passato inosservato ed, anzi, ha sollevato molti dubbi. In prima battuta, la stampa sportiva ha riportato che nessuna norma consente o vieta al calciatore di vestire due maglie diverse nella medesima giornata di campionato, riferendo quindi di un vero proprio vuoto normativo che ha catturato la curiosità e l’attenzione di molti appassionati. Tuttavia, per risolvere il dubbio, si può far riferimento alle seguenti norme.
In particolare, viene in rilievo l’articolo 34 delle Norme Organizzative Interne della F.I.G.C. (NOIF) al secondo comma prevede che: “Nello stesso giorno un calciatore/calciatrice non può partecipare a più di una gara ufficiale, salvo il caso di Tornei a rapido svolgimento i cui Regolamenti, approvati dall’organo competente, prevedano, eccezionalmente, che un calciatore/calciatrice possa disputare più di una gara nello stesso giorno.”
Un’altra norma che sembrerebbe trattare il tema è l’articolo 30, comma 1 dello Statuto Lega Nazionale Professionisti Serie A che disciplina il “Recupero delle gare non iniziate, interrotte od annullate e gare in campo neutro”, la quale, tuttavia, disciplina i casi in cui la gara non iniziata deve essere disputata il giorno successivo a quello previsto ovvero, eccezionalmente, in data ancora successiva.
I precedenti: Il caso Belotti in Pro Piacenza – Robur Siena
Sebbene, come vedremo, vi siano stati alcuni casi analoghi a quello oggetto del presente articolo, va senza dubbio messo in rilievo l’episodio occorso il 25 gennaio 2017 in Lega Pro avente come protagonista il calciatore Mauro Belotti, il quale, neo tesserato dalla società Pro Piacenza, disputava l’incontro Pro-Piacenza – Robur Siena, gara prevista in data 18 dicembre 2016, durante la quale il calciatore aveva già disputato un incontro con altra squadra (Caratese).
Il Robur Siena presentava reclamo al Giudice Sportivo di Lega PRO richiedendo l’applicazione della sanzione prevista dall’art. 7 comma 5 lett. a) del CGS vigente pro tempore, ovverosia la condanna della società Pro Piacenza alla perdita della gara per violazione del summenzionato art. 34, comma 2 NOIF. La società toscana motivava la propria richiesta argomentando:
sulla sostanziale equivalenza del termine “giorno” e del termine “giornata” utilizzato dal legislatore per individuare la data del “calendario sportivo”;
sul tenore della norma contenuta nell’art. 40 comma 4 NOIF nella parte in cui dispone che per un calciatore “Non è consentito il tesseramento contemporaneo per più di due società”;
sul precedente comportamento di altre società che, nella medesima situazione, hanno rinunciato ad utilizzare il calciatore neotesserato.
Con Com. Uff. n. 127/DIV del 27.01.2017, il Giudice Sportivo respingeva il ricorso offrendo la seguenti tesi argomentativa.
In primo luogo, il Giudice ha affermato che:
“appare estremamente forzata la tesi che, nello sviluppo terminologico delle norme ordinamentali, il legislatore utilizzi indifferentemente i termini “giorno” e “giornata” per indicare esclusivamente la giornata di “calendario sportivo”. Pur nella consapevolezza che in molte occasioni l’attività redazionale del legislatore sportivo pecchi di rigore tecnico, appare certamente più logico considerare che il termine “giorno” voglia indicare il “giorno di calendario solare” ed il termine “giornata” voglia indicare il “giorno di calendario sportivo”. Inoltre, la “ratio” della norma contenuta nell’art. 34 comma 2 NOIF è, a parere dello scrivente, orientata alla tutela dell’integrità fisica del calciatore che verrebbe pregiudicata dalla disputa di più di una gara nel medesimo giorno “solare”.
Il Giudice in secondo luogo ha aggiunto: “appare davvero pittoresco il richiamo a precedenti comportamenti prudenziali di altre società che, in analoghe situazioni e sulla base di quanto dichiarato alla stampa dal Direttore Sportivo, hanno evitato di utilizzare un calciatore neo-tesserato. È di tutta evidenza che la libera scelta interpretativa della norma da parte di pur autorevoli tesserati non possa essere elevata ad “interpretazione autentica” della stessa. Anche perché è riscontrabile l’interpretazione autentica della norma da parte dell’unico organo titolare di tale prerogativa, vale a dire il Consiglio Federale della Figc, il quale in data 4.2.2011 (cfr. comunicazione prot. 5.149) ed in riferimento ad analoga situazione (disputa di gare di recupero con liste di trasferimento aperte) ha chiaramente considerato “legittima” la partecipazione di un calciatore in due gare previste nella medesima giornata del calendario sportivo ma disputate in date diverse sussistendo il divieto di partecipazione a più di una gara ufficiale esclusivamente per il medesimo giorno solare”.
Sembrerebbe dunque, alla luce di quanto stabilito dal giudice, non esservi la possibilità di optare per un’interpretazione estensiva della norma che in questo caso andrebbe a favore della Lazio. Il termine giorno sembra infatti voler indicare il “giorno di calendario solare” e non il “giorno di calendario sportivo”.
In realtà, quello sopracitato, non è l’unico precedente, il centrocampista venezuelano Rincon infatti, nella stagione 2016/17, giocò due volte la 18.a giornata, con le maglie di Genoa e Juventus. Scese infatti in campo come titolare con la maglia rossoblù contro il Torino, per poi “rigiocare” da titolare quella giornata, affrontando il Crotone nel recupero, dopo essere passato alla Juve nel mercato di gennaio. In quella occasione però il Crotone non presentò nessun reclamo.
I termini per l’eventuale reclamo
Va osservato che, in ogni caso, sarebbero ormai scaduti i termini per il ricorso per presunta posizione irregolare del calciatore dell’Hellas Verona. Ed infatti, l’articolo 65 del Codice di Giustizia Sportiva FIGC relativo alla competenza dei giudici sportivi al comma 1 lett. d) stabilisce che: “I Giudici sportivi giudicano, senza udienza e con immediatezza, in ordine alla posizione irregolare dei calciatori, dei tecnici e degli assistenti di parte impiegati in gare ai sensi dell’art. 10, comma 7.”.
L’articolo 10.7, cui si rimanda nell’articolo sopracitato, a sua volta stabilisce che: “La posizione irregolare dei calciatori di riserva, in violazione delle disposizioni contenute nelle NOIF, determina l’applicazione della sanzione della perdita della gara nel solo caso in cui gli stessi vengano effettivamente utilizzati nella gara stessa ovvero risultino inseriti nella distinta presentata all’arbitro per le gare di calcio a cinque.”
L’altra norma cui bisogna far riferimento è l’articolo 67 del medesimo Codice in relazione al procedimento relativo al ricorso degli interessati. La norma citata prevede chiaramente che: “Il ricorso deve essere preannunciato con dichiarazione depositata unitamente al contributo, a mezzo di posta elettronica certificata, presso la segreteria del Giudice sportivo e trasmessa ad opera del ricorrente alla controparte, entro le ore 24:00 del giorno feriale successivo a quello in cui si è svolta la gara alla quale si riferisce. 2. Il ricorso deve essere depositato, a mezzo di posta elettronica certificata, presso la segreteria del Giudice sportivo e trasmesso ad opera del ricorrente alla controparte, entro il termine di tre giorni feriali da quello in cui si è svolta la gara. In caso di mancato deposito del ricorso nel termine indicato, il Giudice sportivo non è tenuto a pronunciare. “.
Alla luce di quanto sopra esposto, non solo la Lazio in questo momento non potrebbe proporre ricorso data la scadenza dei termini previsti dalla norma, ma lo stesso non sembrerebbe potersi fondare su una base giuridica così convincente. In ogni caso, le dichiarazioni dei legali biancocelesti rilasciate alla stampa nei giorni scorsi non sembrano comunque lasciare spazio a dubbi circa la decisione del club di non procedere giudizialmente.