Source: http://www.autoritalavoripubblici.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=6763
Timestamp: 2017-10-16 22:09:42+00:00
Document Index: 64352788

Matched Legal Cases: ['art. 211', 'art. 89', 'art. 47', 'art. 48', 'art. 89', 'art. 89', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 50', 'art. 89', 'art. 89']

Delibera n. 221 del 1 marzo 2017
OGGETTO: Istanza singola di parere di precontenzioso ex art. 211, comma 1, del d.lgs.50/2016 presentata da Studio arch. Ivan Alfieri – Procedura aperta per l’affidamento dei servizi di ingegneria relativi alle opere di ampliamento e riqualifica del terminal partenze dell’Aeroporto “Valerio Catullo” – Importo a base di gara: euro 3.553.403,07 - S.A.: Aeroporto “Valerio Catullo” di Verona Villafranca S.p.A.
PREC 99/16/S
Avvalimento – esperienze professionali pertinenti – obbligo di esecuzione diretta dei servizi da parte dell’ausiliaria – impegno all’esecuzione diretta nel contratto di avvalimento – necessità
Art. 89 d.lgs. n. 50/2016
Avvalimento di esperienze professionali pertinenti - contratto di avvalimento – mancato impegno all’esecuzione dei servizi connessi – soccorso istruttorio – inammissibile
Nel caso di avvalimento di “esperienze professionali pertinenti”, non è legittima l’attivazione del soccorso istruttorio per sopperire alla mancanza, nel contratto di avvalimento, dell’impegno dell’impresa ausiliaria ad eseguire direttamente i servizi per i quali era richiesta la capacità connessa a dette esperienze pregresse.
Artt. 89 e 83, comma 9, d.lgs. n. 50/2016
L’istante - Studio arch. Ivan Alfieri – è stato escluso dalla procedura di gara in oggetto per essersi avvalso del requisito di capacità tecnico-professionale rappresentato da due servizi di punta per ognuna delle classi e categorie dei lavori cui si riferiscono i servizi da affidare, indicati nel bando come «esperienze professionali pertinenti», in violazione dell’art. 89, comma 1, d.lgs. n. 50/2016, ovvero senza soddisfare la condizione della diretta esecuzione da parte dell’impresa ausiliaria delle prestazioni contrattuali per cui tale requisito era richiesto.
Con istanza acquisita al protocollo n. 155454 del 21 ottobre 2016, l’istante lamenta l’illegittimità di tale esclusione sostenendo che i servizi di punta di cui ha dichiarato di avvalersi sono sovrabbondanti (cinque e non due) rispetto a quanto richiesto nel bando di gara e che l’ausiliaria era stata delegata all’esecuzione di alcune delle prestazioni connesse con tali servizi di punta mentre l’esecuzione delle rimanenti era riservata all’ausiliata. Chiede quindi all’Autorità se l’indicazione di avvalersi di servizi di punta in numero superiore a quelli minimi richiesti quali requisiti di ammissibilità alla gara comporti l’obbligo per l’ausiliaria di svolgere direttamente tutti i servizi di punta dichiarati o se, invece, sia sufficiente a fini del rispetto della normativa vigente, lo svolgimento diretto da parte dell’ausiliaria soltanto di un numero di servizi pari a quello previsto quale requisito di ammissione alla gara, in moda da consentire lo svolgimento degli altri servizi anche da parte dell’ausiliata. In subordine, viene chiesto se, nel caso in esame, prima di procedere all’esclusione, la stazione appaltante avrebbe dovuto attivare il soccorso istruttorio.
Nella propria replica affidata alla memoria acquisita al prot. n. 183535 del 13 dicembre 2016, la stazione appaltante evidenzia che, né nel contratto di avvalimento né nella documentazione amministrativa prodotta in gara, v’è traccia di ripartizione di attività tra l’operatore economico ausiliato e l’impresa ausiliaria. Rileva, altresì, che i due servizi di punta (riqualificazione ed espansione del terminal internazionale dell’aeroporto di Los Angeles e riqualificazione dell’aeroporto di San Josè) di cui si è avvalso lo Studio arch. Ivan Alfieri non possono essere considerati, come pretende l’istante, superiori a quanto chiesto per la partecipazione per il solo fatto di essere scindibili complessivamente in cinque attività (progettazione definitiva/esecutiva e direzione lavori uno e progettazione definitiva/esecuzione l’altro). Ricorda inoltre che occorre fare riferimento alla tipologia di specializzazione tecnica identificata con la singola classe e categoria di progettazione e, poiché nel caso in esame, i due servizi di punta oggetto di avvalimento coprono tutte le sei classi e categorie di progettazione di cui si compone l’intervento, ad avviso della stazione appaltante, l’impresa ausiliata avrebbe dovuto eseguire direttamente tutte le prestazioni contrattuali (progettazione definitiva/esecutiva e direzione lavori) attinenti alle sei tipologie di specializzazione tecnica di cui si compone l’intervento oggetto dell’appalto.
Già sotto il vigore del precedente Codice dei contratti, al fine di evitare che l’avvalimento si traducesse in un agevole aggiramento del sistema dei requisiti di partecipazione alle gare pubbliche, la giurisprudenza amministrativa richiamava l’obbligo dell’impresa ausiliaria di «mettere a disposizione dell’impresa ausiliata il requisito soggettivo del quale quest’ultima è priva non “quale mero valore astratto” ma indicando chiaramente con quali proprie risorse può far fronte alle esigenze per le quali si è impegnata a sopperire ai requisiti dei quali l’impresa ausiliata è carente, a seconda dei casi, con mezzi, personale o risorse economiche» (Consiglio di Stato, sez. III, 19 maggio 2015 n. 2539).
Ciò in conformità alla disciplina della Direttiva 2004/18/CE (art. 47 per i requisiti di capacità economica e finanziaria, art. 48 per i requisiti di capacità tecnica e professionale), secondo cui l’operatore economico che per i requisiti prescritti fa affidamento sulle capacità di altri soggetti deve provare all’amministrazione aggiudicatrice di disporre dei mezzi e delle risorse necessarie (Parere di precontenzioso n.36 del 2 settembre 2014).
In particolare, per ciò che concerne l’avvalimento dei requisiti di capacità tecnica e professionale (c.d. avvalimento operativo), veniva specificata la necessità che l’impresa ausiliaria deducesse nel contratto la messa a disposizione del proprio apparato organizzativo, in tutte le parti - mezzi, personale, prassi e tutti gli altri elementi aziendali qualificanti - che giustificano l’attribuzione del requisito.
L’art. 89, comma 1, d.lgs. n. 50/2016, prevedendo che «per quanto riguarda i criteri relativi all’(…) o alle esperienze professionali pertinenti, gli operatori economici possono tuttavia avvalersi delle capacità di altri soggetti solo se questi ultimi eseguono direttamente i lavori o i servizi per cui tali capacità sono richieste», sembra fare un passo ulteriore nella direzione della concretezza ed effettività del requisito esperienziale oggetto di avvalimento attraverso l’imposizione, all’impresa ausiliata, dell’obbligo di eseguire direttamente i servizi o i lavori per le quali sono richieste le capacità professionali che difettano all’operatore economico partecipante alla gara.
Nel caso in esame, la stazione appaltante, nel paragrafo 7 del disciplinare di gara, ha specificato che il requisito dei due servizi di punta, richiesto al punto III.2.3 n. 2 del bando di gara, era da intendersi quale “esperienza professionale pertinente” ai sensi dell’art. 89, comma 1, d.lgs. n. 50/2016, ponendo in tal modo a carico dell’impresa ausiliaria l’obbligo di eseguire direttamente i servizi per i quali era richiesta l’esperienza pregressa rappresentata dai due servizi di punta.
Ai fini della partecipazione alla gara in oggetto, l’istante è ricorso all’avvalimento per soddisfare il possesso di tutti i requisiti di carattere speciale richiesti dalla lex specialis di gara, ivi compresi i servizi di punta.
Il contratto di avvalimento prodotto in sede di gara contempla l’impegno dell’ausiliaria di «fornire alla Parte ausiliata tutti i requisiti di carattere tecnico, economico, finanziario ed organizzativo previsti dal Bando di Gara» (art. 2) nonché l’obbligo della stessa ausiliaria di «mettere e [a] tenere a disposizione della Parte ausiliata tali requisiti in modo pieno ed incondizionato senza limitazioni di sorta ai fini della partecipazione alla gara» e, in caso di aggiudicazione, «per tutta la durata dell’affidamento» (art. 3).
Il contratto non reca tuttavia il dettaglio delle risorse (economiche, mezzi, personale) messe a disposizione dell’impresa ausiliata ai fini del possesso dei requisiti né l’impegno dell’ausiliaria ad eseguire direttamente i servizi per i quali sono richieste le capacità connesse ai servizi di punta. Anzi, l’art. 9, dopo avere ribadito che «il contratto di appalto sarà in ogni caso eseguito dalla Parte ausiliata, alla quale sarà rilasciato il certificato di esecuzione» (in conformità al comma 8 dell’art. 50 che sancisce la fictio iuris su cui si basa la disciplina dell’avvalimento in forza della quale, benché l’esecuzione del contratto sia affidata anche a risorse dell’impresa ausiliaria, l’opera si ritiene attribuita all’ausiliata), in particolare prevede che «la Parte ausiliaria può assumere il ruolo di Consulente nei limiti dei requisiti prestati».
In disparte ogni considerazione circa il fatto che la “consulenza” di ausilio alla progettazione di opere pubbliche non è contemplata neppure nel nuovo quadro normativo in ragione del principio generale in base al quale la responsabilità della progettazione deve potersi ricondurre ad un unico centro decisionale, ossia il progettista (cfr. Linee guida n. 1 di attuazione del d.lgs. n. 50/2016 recanti “Indirizzi generali sull’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria”), la possibile attribuzione del ruolo di Consulente all’impresa ausiliaria sembra escludere in radice l’esecuzione diretta del contratto da parte dell’ausiliaria stessa.
Ciò posto, appare del tutto irrilevante l’eventuale sovrabbondanza dei requisiti oggetto di avvalimento rispetto a quelli richiesti.
Ciò che rileva nel caso di specie è che, mancando l’impegno dell’ausiliaria ad eseguire direttamente i servizi per i quali è richiesta la capacità connessa ai servizi di punta, non può dirsi soddisfatta la condizione dell’art. 89, comma 1, e dunque l’avvalimento non è efficace.
In analogia alla necessità che la volontà seria dell’ausiliaria di fornire effettivamente all’ausiliata i mezzi di cui essa è carente sia chiaramente manifestata nel contratto di avvalimento attraverso l’indicazione specifica delle risorse messe a disposizione e delle modalità di fornitura, si deve ritenere che anche l’impegno ad eseguire direttamente i servizi ai sensi dell’art. 89, comma 1, debba essere inequivocabilmente assunto dall’impresa ausiliaria nel contratto di avvalimento.
In assenza dell’impegno dell’ausiliaria in tal senso, l’avvalimento non può dirsi validamente costituito, o comunque non è produttivo di effetti, con la conseguenza che l’operatore economico istante risulta privo del requisito di partecipazione.
Per lo stesso motivo – assenza del requisito di partecipazione – deve ritenersi preclusa nel caso di specie la possibilità per la stazione appaltante di attivare il soccorso istruttorio giacché, come precisato nella determinazione n. 1 dell’8 gennaio 2015, il contratto di avvalimento è evidentemente funzionale al possesso dei requisiti prescritti dal bando e «la nuova disciplina del soccorso istruttorio in nessun caso può essere utilizzata per il recupero di requisiti non posseduti al momento fissato dalla lex specialis di gara, quale termine perentorio per la presentazione dell’offerta o della domanda» (determina cit.).
è legittima l’esclusione dalla gara dell’operatore economico istante poiché il mancato impegno dell’impresa ausiliaria ad eseguire direttamente i servizi per i quali era richiesta la capacità connessa ai servizi di punta impedisce il legittimo ricorso all’avvalimento, con la conseguente impossibilità di sopperire alla carenza del requisito da parte dell’operatore economico;
non è legittima l’attivazione del soccorso istruttorio per sopperire alla mancanza, nel contratto di avvalimento, dell’impegno dell’impresa ausiliaria ad eseguire direttamente i servizi per i quali era richiesta la capacità connessa ai servizi di punta.