Source: https://studiolegaleaulino.com/2015/01/18/prevenzione-e-soluzione-dei-conflitti-di-giurisdizione-allinterno-dellue/
Timestamp: 2020-02-20 13:16:26+00:00
Document Index: 82023855

Matched Legal Cases: ['art. 54', 'sentenza ', 'art. 50', 'sentenza ', 'art. 54', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 82']

Prevenzione e soluzione dei conflitti di giurisdizione all’interno dell’UE | Studio legale giuseppe aulino
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Prevenzione e soluzione dei conflitti di giurisdizione all’interno dell’UE
Il principio del ne bis in idem in ambito comunitario è stato contemplato in diverse disposizioni.
Prima di tutto all’interno della Conv.. 25/05/1987 tra gli stati membri delle Comunità Europee che seppur non è mai entrata in vigore, gli Stati l’hanno applicato in più casi.
In secondo luogo da quanto previsto dall’art. 54 Cass. il quale prevede che:” una persona che era stata giudicata con sentenza definitiva in una Parte contraente non può essere sottoposta ad un procedimento penale per i medesimi fatti in un’altra Parte contraente a condizione che, in caso di condanna la pena sia stata eseguita o sia effettivamente in corso d’esecuzione attualmente, o secondo la legge del palese contraente non possa più essere eseguita”.
E’ poi intervenuto l’art. 50 della Carte sui Diritti fondamentali dell’U.E. ad imporre agli stati membri dell’Unione Europea l’obbligo di astenersi dall’esercizio della giurisprudenza penale quando sia già intervenuta una sentenza di uno Stato membro nei confronti della stessa persona sui medesimi fatti.
La Corte di Giustizia è intervenuta per specificare la portata del principio del ne bis in idem, come espresso ex art. 54 CAAS. , e si è espressa prima di tutto per quanto riguarda la nozione di medesimi fatti affermando la necessità che si finì dell’emissione dell’esecuzione di un mandato d’arresto europeo la sua nozione è autonoma nel diritto dell’U.E.; in secondo luogo si è pronunciata sulla nozione di giudicato, stabilendo che è tale, la sentenza che estingue definitivamente l’azione penale e costituisce quindi un ostacolo a un nuovo procedimento penale, per gli stessi fatti nello stesso Stato.
Inoltre ha affermato che costituisce il giudicato ai sensi della CAAS. La definitiva sentenza di assoluzione per insufficienza di prove (con la Sent. CGE – 150/05 del 2006) al pari dell’estinzione dell’azione penale, a seguito di un procedimento di natura transattiva;
lo stesso vale per la sentenza di condanna non eseguita a causa di peculiarità procedurali in forza del D. processuale nazionale ( Sent. CGE 297/07 del 2008) costituisce giudicato, ma non la decisone giudiziaria di rinunciare ad avviare un procedimento penale a motivo del solo avviso di un omologa procedimento in un altro Stato membro, (Sent. C.G. causa C. 469/03 del 2005); in ogni caso la nozione di sentenza definitiva deve essere determinata dalla legge dello Stato membro cui essa è reso.
Il principio del ne bis in idem mira a paralizzare l’esercizio della giurisdizione da parte dello Stato che non sia giunto per primo a chiudere il procedimento con sentenza definitiva.
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Il trattato aveva al suo interno tentato con un’attività normativa dell’U.E. di risolvere i conflitti di competenza giurisdizione in materia penale.
L’art. 82 1 c. lett.b) TFUE aveva stabilito che il Parlamento Europeo e il Consiglio deliberando secondo la procedura ordinaria legislativa, adottano le misure intese a risolvere i conflitti di giurisdizione tra gli Stati membri.
Il libro Verde della Commissione aveva l’obiettivo di delineare le linee giuda per la scelta della giurisdizione competente articolata in quattro fasi, ma la dottrina ha individuato come principale elemento di difficoltà nell’accettare questo meccanismo della Commissione, proprio la verifica della sua compatibilità con i sistemi costituzionali degli Stati membri.
La decisione 2009/948/GAI a differenza del libro Verde e si propone di evitare esclusivamente l’ indicazione del principio del ne bis in idem internazionale e non di risolvere i casi di litispendenza internazionale.
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Questo è un meccanismo che si articola in tre fasi:
-presa di contatto con l’altra giurisdizione per vedersi confermare l’esistenza di un processo parallelo per gli stessi fatti nei confronti della stessa persona;
l-’obbligo per la giurisdizione interpellata di rispondere entro il termine indicato o dove manchi entro termini rapidi;
-la reciproca consultazione per condividere una soluzione concordante, efficace ai fini dell’amministrazione del giudizio.
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