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Timestamp: 2019-04-18 18:54:56+00:00
Document Index: 48250698

Matched Legal Cases: ['art. 1439', 'art. 1439', 'art. 1453', 'art. 1456', 'art. 2041', 'art. 1453', 'art. 1456']

In tema di cessione di partecipazioni societarie, la domanda di annullamento della cessione delle quote ex art. 1439 codice civile va rigettata ove l'attore non alleghi e dimostri i raggiri che sarebbero stati usati da controparte, e l'errore che avrebbero determinato, prospettando le circostanze antecedenti alla stipulazione del contratto e idonee a dimostrare la sussistenza del dolo.
Decisione: Sentenza n. 5942/2017 Tribunale di Torino - Sez. Specializzata in materia di impresa
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Massima: In tema di cessione di partecipazioni societarie, la domanda di annullamento della cessione delle quote ex art. 1439 codice civile va rigettata ove l'attore non alleghi e dimostri i raggiri che sarebbero stati usati da controparte, e l'errore che avrebbero determinato, prospettando le circostanze antecedenti alla stipulazione del contratto e idonee a dimostrare la sussistenza del dolo.
Parimenti va rigettata la domanda di risoluzione ex art. 1453 codice civile ove l'attore non dimostri la richiesta di adempimento, e la controparte non abbia tenuto condotte incompatibili o manifestato volontà contraria alla cessione delle partecipazioni.
Nel caso oggetto di decisione, l'acquirente di quote sociali proponeva domanda di annullamento per dolo del contratto di cessione e, in via subordinata, invocava la risoluzione del contratto in virtù della clausola risolutiva espressa (art. 1456 codice civile, di cui non aveva, però, allegato e dimostrato l'operatività); in via ulteriormente subordinata, chiedeva riconoscersi l'arricchimento senza causa ex art. 2041 codice civile , chiedendo la restituzione di quanto versato alla parte venditrice delle quote.
Il Collegio, affrontando la questione, ha deciso che «la domanda proposta in via principale deve essere rigettata, atteso che l'attore non ha allegato né i raggiri che sarebbero stati usati dalle controparti, né l'errore che essi avrebbero determinato, prospettando compiutamente solo circostanze successive alla stipulazione della scrittura, del tutto inidonee a dimostrare la sussistenza del dolo».
Per quanto attiene alla invocata risoluzione di diritto in virtù della richiamata clausola risolutiva espressa, il Tribunale ha rilevato che «Infondata è anche la domanda di risoluzione del contratto, che va qualificata con riferimento all'art. 1453 Cc, essendo conseguenza di un mero errore materiale il richiamo nelle conclusioni all'art. 1456 Cc, effettuato in assenza di ogni allegazione relativa all'operare di una clausola risolutiva espressa».
Il Collegio ha comunque escluso che sussistessero i presupposti della risoluzione per inadempimento, visto che «Dagli elementi ora esposti non emerge un inadempimento dei convenuti, considerato, da un lato, che l'attore non ha provato alcuna richiesta di adempimento; dall'altro, che le controparti non hanno tenuto condotte incompatibili o manifestato volontà contrarie alla cessione delle quote, dimostrando, per contro, di aver provveduto a contattare un notaio».
Il Tribunale rigetta quindi le domande attoree.
Vigente al: 31-01-2019