Source: http://www.consiglioregionale.calabria.it/upload/integrali_aula/9_50_24102012.htm
Timestamp: 2019-06-18 13:08:27+00:00
Document Index: 122092101

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 17', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 118', 'art. 133', 'art. 133', 'art. 7']

IX^ LEGISLATURA
SEDUTA DI MERCOLEDI’ 24 OTTOBRE 2012
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FRANCESCO TALARICO
La seduta inizia alle 17,40
Giovanni NUCERA, Segretario Questore
Legge il verbale della seduta precedente.
Legge le interrogazioni presentate alla Presidenza.
Completate le comunicazioni, possiamo darei inizio ai lavori del Consiglio regionale. Dobbiamo procedere, prima di dare la parola, ad inserire all’ordine del giorno due proposte di legge di modifica di due leggi che potrebbero, altrimenti, subire eccezioni di natura costituzionale. Si tratta, peraltro, di due leggi che sono state approvate all’unanimità da parte del Consiglio regionale: la prima è l’istituzione della struttura tecnica di valutazione Vas-Via, che era esaminata dalla quarta Commissione e che è stata approvata all’unanimità; il provvedimento di modifica si sostanzia solo in un articolo, l’articolo 1; la seconda riguarda la legge regionale sul termalismo.
Pongo ai voti il loro inserimento all’ordine del giorno.
Proposta di legge regionale n. 384/9^ recante: “Modifiche alla legge regionale numero 39/2012 (Istituzione della struttura Tecnica di Valutazione (VAS- VIA – AIA–VI)”
La parola all’onorevole Dattolo per la relazione.
Alfonso DATTOLO, relatore
Presidente, colleghi, così come anche rappresentato in Conferenza dei capigruppo, ci potrebbero essere delle eccezioni di costituzionalità; non che la legge sia stata impugnata, ma vorremmo evitare che ci fossero, successivamente, problemi. Accogliamo, quindi, il suggerimento dei nostri uffici e la relazione trasmessaci ci impone di far chiarezza su due aspetti che potrebbero – ripeto – costituire qualche eccezione.
In merito alla struttura tecnica di valutazione, dobbiamo sopprimere le parole “per remunerazione del personale impegnato nelle attività della struttura che abbia conseguito gli obiettivi di produttività o di risultato, secondo le incentivazioni previste dalla contrattazione collettiva”, altrimenti potrebbe prefigurarsi una ipotesi di incostituzionalità. Poi seguirà un Regolamento interno che chiarirà meglio.
Possiamo procedere alla votazione della modifica della legge 3 settembre 2012, numero 39 “Istituzione della struttura tecnica di valutazione Vas”. E’ un articolo unico, che pongo in votazione.
Proposta di legge regionale n. 383/9^ recante: “Modifiche alla legge regionale numero 38/2012 (Valorizzazione e promozione del termalismo in Calabria)”
Per ciò che attiene la proposta di legge sul termalismo, anche qui si tratta di fare chiarezza, in riferimento alla valorizzazione e promozione del termalismo, sulle attività di formazione professionale. Leggo il testo: “la Regione, al fine di valorizzare la qualità delle prestazioni termali, nel rispetto dell’articolo 9 della legge 24 ottobre 2000 numero 323, attiva iniziative di formazione professionale tese al conseguimento presso enti pubblici privati delle necessarie qualifiche relative”, eccetera, eccetera. Noi dobbiamo fermarci solamente – e chiedo questo con il vostro consenso – ad “attiva iniziative di formazione professionale”, senza il conseguimento, eccetera, perché non è una competenza che si può attribuire alle aziende.
Anche qui si tratta di un articolo unico, che pongo in votazione.
(Il Consiglio approva all’unanimità)
Conclusi questi due punti, prima di procedere, comunico che la Conferenza dei capigruppo ha deciso che le interrogazioni a risposta immediata siano rinviate alla seduta del 29 ottobre; c’è la volontà da parte di tutti di arrivare ad una conclusione, magari dedicando un po’ di tempo in più per completarne la trattazione. Purtroppo, da più sedute di Consiglio si sono registrate una serie di emergenze che non ci hanno consentito di poter avviare i lavori all’orario di convocazione, perché le sedute sono state precedute da riunioni di capigruppo; si è trattato di problematiche estremamente serie ed importanti, in cui era necessario confrontarsi ed assumere anche delle decisioni. Per queste motivazioni la seduta ha avuto inizio con netto ritardo.
Nella seduta del 29, che sarebbe lunedì, dedicheremo più di un’ora alle interrogazioni a risposta immediata, tentando di completare la trattazione di tutte le interrogazioni inserite all’ordine del giorno, così saranno presenti tutti gli assessori e potranno rispondere alle domande dei consiglieri.
Ha chiesto di intervenire l’onorevole Giordano, ne ha facoltà.
Presidente, prendo atto che si è deciso di rinviare ulteriormente la trattazione delle interrogazioni a risposta immediata, nonostante il capogruppo di Italia dei valori avesse chiesto che ciò non avvenisse. Stiamo differendo da mesi la trattazione di queste interrogazioni che rappresentano per la Calabria, ormai, vere e proprie emergenze.
Nelle interrogazioni a risposta immediata a nostra firma vengono richiesti chiarimenti ed informazioni su molte questioni: sulla Sorical, sui rifiuti in Calabria, sulla Veolia che sta abbandonando e sta mettendo in mobilità i dipendenti di tutti gli impianti di gestione dei rifiuti della Calabria, sul dimensionamento scolastico. Su quest’ultimo argomento vi avevo pregato di discutere, perché dal dimensionamento discendono tutta una serie di questioni che riguardano la scuola in Calabria.
Ora prendo atto con rammarico di questa scelta e le chiedo l’impegno, visto che il Consiglio è convocato per il 29 ottobre, che l’Aula dedichi tutto il tempo possibile affinché venga esaurito tutto l’ordine del giorno che afferisce alle interrogazioni, perché si tratta di questioni sulle quali va fatta chiarezza. La Calabria attende risposte. Non si tratta di risposte date a noi della minoranza che utilizziamo questa prerogativa, benché sia una delle poche che abbiamo da consiglieri regionali, ma sono questioni sulle quali la Calabria incalza questa Regione, incalza questo Governo regionale, Presidente. Non tollereremo ulteriormente altri differimenti. Questo glielo dico in maniera chiara.
Onorevole Giordano, tutti i capigruppo hanno deciso unanimemente, non solo in questa seduta, ma anche nelle altre precedute da riunioni di capigruppo, di rinviare alla prossima seduta di Consiglio la trattazione delle interrogazioni a risposta immediata, compreso il suo capogruppo. Non sono state decisioni che ho assunto io, abbiamo deciso all’unanimità questo rinvio. Le posso assicurare – l’ho detto anch’io in premessa – che giorno 29, lo dico anche agli assessori presenti, per le rispettive competenze, è mia intenzione completare tutto l’arretrato, per dare delle risposte a tutte le interrogazioni.
Quindi, nella seduta del 29 inizieremo puntuali e completeremo tutto quello che c’è all’ordine del giorno, questo glielo posso garantire. Peraltro, sulla Sorical, di cui ha parlato, nella prossima seduta ci sarà un punto ad essa dedicato, su richiesta anche del Presidente Scopelliti, affinché possa riferire sull’argomento e si avvii un dibattito. C’è anche una proposta di legge, presentata dai gruppi di minoranza, per l’istituzione di una Commissione d’inchiesta, quindi sarà l’occasione utile per un confronto e per poi decidere il Consiglio regionale cosa deve realizzare e fare.
Ha chiesto di parlare l’onorevole Censore. Ne ha facoltà.
Intervengo per richiamare in Aula un importante ordine del giorno a firma di molti consiglieri, del collega Guccione, del collega Aiello, De Gaetano, Bruni, Mirabelli, Ciconte, Adamo, Bova, Loiero, sui pagamenti e sulla copertura dei lavoratori della forestazione, Arssa, Afor, sorveglianti idraulici.
Oggi stesso i lavoratori hanno manifestato, hanno interrotto il traffico su un’importante arteria viaria calabrese e i lavoratori vivono una situazione di disagio per loro e per le loro famiglie.
Noi chiediamo, attraverso quest’ordine del giorno, che si ponga rimedio a questa situazione e che si assicurino i pagamenti arretrati e la copertura degli emolumenti fino a dicembre, compresa la tredicesima mensilità. Inoltre, in quest’ordine del giorno vorremmo impegnare la Giunta affinché, a sua volta, impegnasse i commissari liquidatori di Arssa e di Afor a fare un’anticipazione bancaria per affrontare questo problema che non può essere più rinviato.
Prima che si verifichino disagi sociali, noi chiediamo che il Consiglio, all’unanimità, affronti questa questione e con un voto dia manforte alla Giunta e all’assessore per definire questa questione.
Possiamo inserire all’ordine del giorno la proposta da lei fatta, per poi arrivare anche alla discussione di merito.
Quindi pongo in votazione la proposta di inserimento all’ordine del giorno dell’ordine del giorno proposto.
Ordine del giorno di iniziativa di tutti i capigruppo “In ordine al riordino delle Province calabresi”
Siamo punto all’ordine del giorno che riguarda il riordino delle Province. Il Consiglio regionale, nella seduta del 18 ottobre, ha aggiornato la determinazione del Consiglio alla seduta odierna. Si è tenuta una Conferenza dei capigruppo, c’è stata anche un’audizione dei rappresentanti di Crotone e di Vibo e abbiamo acquisito anche un deliberato che la Provincia di Crotone ha predisposto ieri attraverso un confronto aperto, al pari di un parere della Provincia di Catanzaro che ha deliberato insieme al Comune di Catanzaro, in una riunione aperta, qual è l’intenzione dei due organismi.
C’è stato un confronto tra i capigruppo, la discussione è stata lunga ed articolata tra maggioranza e minoranza, per addivenire al voto di un ordine del giorno che fosse unanime, perché il senso del nostro impegno deve essere soprattutto questo.
Devo dire che c’è stata grande responsabilità da parte di tutti, c’erano stati anche nella precedente seduta di Consiglio degli ordini del giorno. Oggi, è stato approvato e firmato dalla Conferenza dei capigruppo, all’unanimità, quest’ordine del giorno di cui do lettura, in modo tale che i colleghi abbiano contezza di quanto approvato:
“Premesso che il Governo, attraverso il decreto legislativo 95, convertito con modificazione con la legge 7 agosto 2012 numero 135, in particolare con l’articolo 17 del medesimo decreto legge convertito, ha provveduto al riordino delle Province e delle loro funzioni;
premesso, altresì, che con successiva deliberazione del Consiglio dei Ministri del 20 luglio 2012 il Governo ha stabilito i seguenti criteri per il riordino: a) dimensione territoriale non inferiore a 2.500 chilometri quadrati; b) popolazione residente non inferiore a 350 mila abitanti;
considerato che il procedimento di riordino delle Province, così come previsto dall’articolo 17 del decreto legge 95, convertito con legge 7 agosto 2012 numero 135, presenta forti dubbi di costituzionalità in relazione: 1) alla violazione dell’articolo 77 e 144, stante la manifesta assenza dei requisiti di necessità ed urgenza per l’adozione del decreto legge; 2) alla violazione degli articoli 3, 5, 114 e 117 della Costituzione, in quanto detto riordino incide in maniera irrazionale sul sistema delle autonomie locali, costituzionalmente garantito, cagiona ingiustificate disparità di trattamento tra i cittadini mediante adozione di criteri arbitrari per il riordino, quali la dimensione territoriale e la posizione residente, oltre che costituisce un’indebita invasione della sfera di competenza legislativa regionale; 3) alla violazione dell’articolo 118 della Costituzione, che impone nella distribuzione delle funzioni amministrate tra i vari livelli di governo il rispetto dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza; 4) alla violazione dell’articolo 133 della Costituzione, che prevede un articolato processo di consultazione in specie delle popolazioni interessate;
viste le indicazioni del Consiglio delle autonomie locali, così come formalizzate nel documento approvato all’unanimità dal medesimo organo in data 1° ottobre 2012, in cui, anche tenendo conto della storia territoriale del comprensorio della provincia di Catanzaro e delle successive argomentazioni che a suo tempo avevano portato alla costituzione delle Province di Crotone e di Vibo Valentia, si sottolineava l’abnormità della scelta operata dal Governo sottesa all’attuazione di un piano di riordino non condiviso dai territori coinvolti e soprattutto in assoluto contrasto con l’iter procedimentale stabilito dall’articolo 133 della Costituzione, il quale mette al centro del processo la volontà dei Comuni;
tenuto conto che il Consiglio regionale della Calabria auspica che il Governo proceda ad un riassetto organico dell’intero ordinamento statuale del Paese, nel quale può essere considerata anche l’abolizione di tutte le Province;
tanto premesso, visto e considerato, il Consiglio regionale della Calabria
approva e sostiene la decisione della Giunta regionale di adire la Corte costituzionale al fine di ottenere l’espunzione dell’ordinamento giuridico delle citate norme, in quanto volte a violare l’ordinamento costituzionale e la ivi delineata divisione di potere e funzioni;
indica al Governo nazionale quale priorità assoluta il mantenimento dell’attuale assetto politico, amministrativo e istituzionale, con la conseguente conferma delle quattro Province, oltre che della città metropolitana di Reggio Calabria”.
Questo è il provvedimento che la Conferenza dei capigruppo, all’unanimità, ha approvato, con un’indicazione chiara al Governo nazionale: noi non siamo disponibili, alla luce anche della discussione che abbiamo svolto in Consiglio regionale, attraverso un percorso coerente, all’idea che l’organizzazione istituzionale della nostra Regione possa essere, in qualche modo, intaccata.
Noi riteniamo che le Province siano degli organismi importanti, ciò nonostante non siamo contro l’abolizione delle Province; più volte abbiamo ribadito che l’abolizione di tutte le Province sarebbe stata un modo serio di procedere del Governo, però il provvedimento di riordino, certamente, non aiuta la nostra regione.
Questo è il provvedimento che abbiamo approvato e che sottopongo all’Aula, agli altri colleghi consiglieri. Abbiamo anche concordato un intervento di maggioranza ed uno di minoranza per esprimere le proprie valutazioni sull’argomento. Possiamo procedere con la discussione.
Ha chiesto di parlare l’onorevole Dattolo. Ne ha facoltà.
Alfonso DATTOLO
Intervengo su mandato della maggioranza e sicuramente non lo faccio soltanto perché sono esponente di una delle Province che rischiano di scomparire. Ritengo assolutamente che – così come ho detto il 17 luglio di quest’anno, quando c’è stata una riunione straordinaria del Consiglio su tale problematica – il Consiglio abbia adempiuto all’impegno, al preciso compito di impugnare questa legge, che i capigruppo, all’unanimità, gli avevano dato.
Devo dire che, con molto senso di responsabilità e di correttezza, registriamo la volontà di mantenimento delle Province non soltanto a fini numerici, – perché voglio ricordare che la Calabria ha i chilometri quadrati e la popolazione necessaria per mantenere cinque Province – ma, in un certo qual senso, abbiamo registrato anche che c’è la volontà di impugnare questo decreto, perché sicuramente non si può modificare la Costituzione a colpi di decreto legge.
Lo dico anche con la consapevolezza di essere rappresentante di un partito che, a livello nazionale, si è sempre speso per questo Governo, ma dobbiamo anche evidenziare che in molte circostanze, tenuto conto anche della scarsa efficacia che ha il Parlamento in questo momento, molti dei provvedimenti sono stati espressi attraverso decreti legge.
Ritengo che il Consiglio abbia dato corso a quello che si era deciso di fare il 17 luglio, unanimemente stabilendo di chiedere una deroga finalizzata al mantenimento delle cinque Province. Non dimentichiamo che sono state chieste deroghe – ce ne sono altre in discussione – per motivi di viabilità, per motivi legati ai territori di montagna.
Reputo che la situazione politica, economica e sociale calabrese sia un po’ diversa dal resto della penisola, soprattutto che ci siano problemi molto importanti e i presidi di legalità costituiti in queste Province, con gli uffici periferici dello Stato, hanno garantito, in questi anni, anche risultati adeguati; non so se sufficientemente utili per ciò che attiene gli aspetti economici, ma sicuramente rilevantissimi dal punto di vista sociale, con le prefetture, le questure, i comandi provinciali e tutti gli uffici periferici che hanno dato ossigeno anche economicamente ai territori.
Penso che la scelta di non prendere decisioni che andassero contro la soppressione di queste province sia una scelta rispettosa di quanto venuto fuori dal Consiglio delle Autonomie Locali.
Presidente, il CAL è stato insediato dopo 5 anni dalla sua costituzione e penso che sia anche importante che questo organismo, che rappresenta un po’ tutti gli amministratori locali di questo territorio, abbia una competenza che debba andare anche al di là del parere sul riordino delle Province, con una rinnovata collaborazione perché siamo dell’avviso che il Codice delle autonomie debba essere riscritto non a colpi di decreto legge ma con un disegno più organico che preveda – come diceva anche lei e come avevano scritto quasi tutti i partiti nel loro programma governativo del 2008 – un riordino generale degli enti anche con l’abolizione delle Province.
Tuttavia, un provvedimento, che ne lascia in vita alcune senza neanche spiegare compiutamente quale sia l’economia di spesa che si realizza, sicuramente ha lasciato perplessa non soltanto questa Regione ma tante altre che si sono espresse per il mantenimento dei loro territori anche alla luce di esigenze di non violazione, ripeto, della Costituzione.
Concludo il mio intervento perché il dibattito c’è già stato ed è stato abbondantemente fatto nelle sedute precedenti. Ritengo che oggi abbiamo avuto un dialogo, per alcuni versi, anche serrato pure all’interno della maggioranza come è giusto che sia quando si tratta di dover prendere delle decisioni importanti.
Non è vero che non abbiamo deciso stabilendo di presentare ricorso e chiedendo di mantenere in Calabria le cinque Province. Non è vero che non abbiamo deciso – ripeto –, ma abbiamo deciso con senso di responsabilità ed io ritengo che, insieme ai gruppi consiliari di minoranza anche alla luce di quelle che saranno le decisioni successive del Governo e della Corte costituzionale, possiamo sicuramente fare molto su questo tema.
Così come è necessario coinvolgere anche le popolazioni interessate – è previsto dalla Costituzione – e non si possono accorpare o sopprimere delle Province a discapito della volontà di questi elettori. Non è – ripeto – un problema soltanto calabrese, ma è nazionale e penso che noi dobbiamo far in modo che vengano salvaguardati non soltanto i campanili delle province – così per forma campanilistica – ma soprattutto per quello che hanno rappresentato in territori difficili, in cui il tessuto sociale è lacerato e ci sono esigenze che gli uffici periferici dello Stato lascino inalterata la loro presenza.
Ha chiesto di parlare l’onorevole Loiero. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente, interverrò molto brevemente, per non più di quattro-cinque minuti. Approfitto, in premessa, per dire a lei, Presidente, che poiché ho visto qui nei settori destinati al pubblico alcune firme del giornalismo nazionale, anche alcune firme di buona qualità, non vorrei che riportassero l’impressione che iniziamo le sedute di Consiglio regionale con 4-5 ore di ritardo rispetto all’orario di convocazione, perché non è così.
E’ vero che spesso iniziamo con un po’ di ritardo e questo non sta bene – glielo dico con tutto il garbo di cui sono capace – ma, oggi, siamo estremamente giustificati perché ci siamo riuniti più di una volta in Conferenza dei capigruppo considerato che questo delle Province è, purtroppo, un tema incandescente in Calabria.
Presidente, voglio dire che non c’è dubbio che tutta l’opposizione, alla fine, abbia accettato di convergere in un documento unitario. Naturalmente, è un documento unitario con il quale si chiede una deroga – e non deve scandalizzare nessuno se una deroga la possono chiedere Province come Sondrio o Belluno che sono in una condizione economica sicuramente diversa dalla nostra –, ma non possiamo negare che qui da noi, purtroppo, – e non voglio fare lamentele – non ci sono investimenti in quanto c’è soprattutto un rischio criminalità che scoraggia gli investimenti rendendoli quasi impossibili.
Come diceva poco fa il consigliere Dattolo, quindi, intorno alle Province si era creata una presenza importante anche sul piano sociale per la capacità di aggregazione di Province che hanno una storia come Vibo Valentia o Crotone, che ha una storia antichissima.
Si tratta, quindi, di difendere anche una identità culturale.
Questo è stato uno sforzo che abbiamo compiuto, quello di trovarci in un unico documento perché si sa che nel nostro codice genetico c’è una tendenza alla conflittualità ma non è colpa di nessuno, è un prodotto della storia. La nostra è una storia difficile fatta di isolamento e di solitudine. C’è stato conflitto – è previsto quasi sociologicamente che ci sia ­ – ­ ma in Calabria ce ne è stato quasi sempre di più del dovuto.
Siamo arrivati a questo documento unitario avendo consapevolezza di quel che era successo nel 1970, – e molti consiglieri regionali giovani non ricordano visivamente quella tremenda spaccatura che c’è stata all’interno del territorio proprio perché il territorio non si voleva –, non si immaginava che potesse essere suddiviso, così come poi lo è stato.
Pensate che c’è la Giunta a Catanzaro ed il Consiglio regionale qui a Reggio Calabria, è una situazione quasi unica. Voglio ricordare, poi, che una ventina di anni dopo c’è stato uno strappo in cui uno Stato in forma unidirezionale ha finito per costruire altre Province. E’ stato uno strappo, diciamo la verità, ma questo ormai appartiene al passato.
Noi siamo qui per chiedere questa deroga perché alcuni equilibri territoriali nuovi si sono ampiamente consolidati ed è giusto chiederla.
Ultima cosa e finisco perché ho detto che non volevo fare un lungo discorso. Noi abbiamo, purtroppo, un territorio con una immagine completamente devastata per le ragioni che sappiamo.
Ci siamo messi, un po’, anche noi di buzzo buono per devastare un pezzo di territorio - perché è anche colpa nostra se lo abbiamo devastato – ma credo che questo elemento che ci trova tutti quanti insieme a chiedere una deroga sia il frutto di una consapevolezza non soltanto della crisi che attraversa il Paese.
Ho detto l’altra volta proprio in quest’Aula che quando il Capo del Governo si presenta presso l’opinione pubblica a dire che è stato costretto a compiere una manovra brutale, badate a che cosa il Governo penserà del documento che manderemo noi quando ormai su tutto il territorio nazionale ed oltre impera uno stereotipo quasi come se la Calabria fosse soltanto criminalità.
Voglio ricordare, lo dico agli ospiti che sono qui, che in Calabria non c’è soltanto criminalità ma c’è una parte preponderante e positiva di popolazione che non ha nulla a che fare con la criminalità e che dalla criminalità finisce per subire una violenza doppia. Non solo perché vivere in forma contigua alla criminalità comporta un prezzo, ma soprattutto perché poi si viene ad essere assimilati nella veloce informazione che spesso le televisioni danno anche con la Calabria che delinque. Quindi, la gente buona che è ancora oggi la grande maggioranza di questa regione paga un doppio prezzo.
Ripeto, quindi, che questo è uno sforzo che abbiamo compiuto come minoranza e non nego che c’erano condizioni anche diversificate all’inizio, ma abbiamo voluto dare questa immagine unitaria anche se non so quali effetti produrrà. Noi abbiamo voluto dare questa testimonianza. Grazie Presidente.
Grazie, onorevole Loiero. La parola al Presidente della Giunta regionale, onorevole Scopelliti.
Giuseppe SCOPELLITI, Presidente della Giunta regionale
Grazie, Presidente, ovviamente il ringraziamento va anche ai colleghi che sono intervenuti sia per la sintesi che per il contributo che hanno dato al dibattito.
Devo dire la verità. Oggi questa votazione che – mi auguro – abbia un coinvolgimento unanime di tutti i consiglieri per votare questo documento, credo sia un ulteriore importante segnale della capacità di ricercare sempre soluzioni utili e funzionali agli obiettivi del territorio regionale e della capacità, a volte, di rinuncia ad aspirazioni – magari – come in questo momento di alcuni territori, quindi con tendenze e spinte che possono arrivare in maniera legittima da alcuni consiglieri regionali.
Dico questo perché in queste settimane abbiamo registrato che sul territorio si è aperta una disputa e, come spesso accade, questo tipo di confronti non sempre portano ad un risultato positivo; non è un dibattito che aiuta la crescita del territorio, ma rischia di sgretolare ulteriormente il tessuto sociale ed economico delle nostre comunità; rischia di non aiutare quel percorso che noi tutti cerchiamo ogni giorno di mettere in campo per aiutare la nostra Regione a crescere.
Abbiamo registrato le sensibilità dei vari Consigli che si sono convocati e che hanno espresso una posizione ed un giudizio e ci siamo correttamente domandati cosa fare, dopo aver anche valutato ciò che hanno fatto altre Regioni italiane; ad eccezione di qualcuna, la stragrande maggioranza ha deciso di non pronunciarsi, di chiedere deroghe, di impugnare gli atti o l’atto di fronte alla Corte Costituzionale, di far scelte diverse rispetto anche all’orientamento, dando soluzioni, in qualche circostanza, rappresentando aspirazioni di territori rispetto a percorsi storici, rispetto ad aspetti geografici e così via.
Ma abbiamo registrato una fondamentale presa di posizione che dimostra che la nostra idea di questa sera non è una idea di non decidere perché a volte la Calabria decide di restarsene al di fuori per evitare o, comunque, per non offrire il proprio contributo. Noi rivendichiamo un aspetto che ritenevamo importante e fondamentale su questo dibattito della riorganizzazione degli assetti: un ente intermedio o c’è o non c’è. Non possiamo dire due rimangono e due vengono accorpate. Credo che questi concetti siano stati abbondantemente valorizzati nel documento ed erano questi i punti di forza del documento che ha visto tutti uniti.
Mentre anche in altre Regioni su nove Province ne verrebbero meno 2 o 3 da noi va fuori circa il 50 per cento delle Province. E’ questa la filosofia che abbiamo sempre espresso in quest’Aula, indipendentemente dall’attuale vicenda, rispetto ad un tema, ad un dibattito più antico e quindi vecchio; non ci dimentichiamo che questo tema è stato oggetto di discussione anche all’interno di un documento programmatico dei partiti di governo o di quelli che si sono presentati alle ultime elezioni sul versante nazionale.
L’idea di un azzeramento delle Province aveva una sua logica perché veniva meno un ente intermedio con una riallocazione di competenze, di funzioni, di gestione e di indirizzo che venivano nuovamente ribaltate tra l’ente Regione e gli enti locali, quindi i Comuni.
Questo avrebbe avuto un senso e noi nonostante tutto in quest’Aula, e lo ricorderete, con grande coraggio, anche di fronte alle Province che reclamavano – ricordate anche questo – l’invito alla Regione di impugnare un provvedimento di cui si parlava, abbiamo detto “no, se si tratta di azzeramento delle Province siamo decisamente favorevoli”.
Altra cosa è però dire che dobbiamo adesso eliminare due Province, rispetto a chi si è seduto a tavolino ed ha studiato come salvare la Provincia di Sondrio – dico per dire in riferimento ad un’altra parte del territorio nazionale - e lo ha fatto attraverso gli strumenti concessi a chi ha la potestà di poter scrivere, e quindi di poter decidere e dare un indirizzo, come aiutare qualcuno sfavorendo, ovviamente, qualcun altro.
Secondo me, in queste cose ci vuole il coraggio delle scelte: o si fanno scelte nette oppure ogni scelta potrebbe apparire finalizzata, come ho ipotizzato poc’anzi - può darsi che stia sbagliando, ho parlato di Sondrio per fare un esempio perché non so se sarà salvata o meno – a tutelare qualche realtà.
Rispetto a questo se è vero che ci sono queste difficoltà legate alla geografia, alla storia, alle tradizioni e a tutto il resto - giusto, corretto e legittimo per carità - è anche vero che noi non possiamo sottovalutare ciò che oggi è il territorio calabrese, un territorio sempre più sguarnito.
Qui prima qualcuno evidenziava che domani verrà meno la Prefettura con i ruoli dei Prefetti; verrà meno il Comando provinciale della Guardia di Finanza, il Comando provinciale della compagnia dei Carabinieri, insomma verranno meno tutta una serie di presidi di legalità e verranno meno delle certezze. In un momento come questo, in cui si dice che dobbiamo rilanciare attraverso la legalità, effettivamente si è favorito il vuoto delle istituzioni e non sappiamo come andrà a finire in termini di forza e di capacità delle reazioni da parte delle comunità; penso che tutto questo rappresenterebbe un ulteriore indebolimento dello Stato sul nostro territorio.
Poi non faccio riferimento a questioni politiche che ci possono dividere ma dico, in una analisi più generale e complessiva – questo nessuno potrà sconfessarlo, e spero e credo che sia così – che quando non c’è la politica o le istituzioni vengono meno c’è sempre, comunque, una preoccupazione seria perché chiunque può infiltrarsi e chiunque può impadronirsi di questa istituzione.
Partendo da questo concetto non possiamo rendere ancora più labile la presenza, la forza, il ruolo dello Stato su questo nostro territorio. Noi non lo facciamo chiedendo una deroga perché la Calabria è una terra inquinata in cui esistono le infiltrazioni o situazioni di contiguità e così via, ma lo facciamo responsabilmente dicendo che in questo momento si rischia ancora di più di sgretolare la Calabria, creando un conflitto che non serve a nessuno e che non aiuta il processo di riaggregazione.
Abbiamo fatto una battaglia ed abbiamo portato all’attenzione di tutti l’idea di condurre un percorso, di mettere in campo un percorso legato alla capacità di riaggregare questa grande regione.
Abbiamo detto: superiamo il provincialismo e le battaglie storiche di un tempo, i campanili e cerchiamo di riaggregare questa regione. E mentre ci siamo sforzati di far questo e ci stiamo sforzando di far questo ogni giorno – è una impresa difficile ma, comunque, non certamente impossibile – tutti gli indirizzi e gli strumenti messi in campo non agevolano il percorso delle istituzioni democratiche nel processo di riaggregazione.
Noi, allora, responsabilmente diciamo che siamo contrari.
Abbiamo già avanzato la proposta di ricorso alla Corte costituzionale e diciamo che non è il caso, per questi motivi e per tantissimi altri inseriti in quel documento, in quell’ordine del giorno proposto dai colleghi capigruppo, di mettere in campo questo tipo di azione; noi diciamo che, probabilmente, non si può pensare di far scelte di questa natura che non tornerebbero utili ai nostri territori, abbandonando ancora di più la politica al suo ruolo che è quello sempre più difficile di contenimento di queste fasi così delicate, di fermenti.
Prima un collega si è alzato ed ha detto “dobbiamo discutere dell’Afor, dei sorveglianti, dei forestali” e così via. Ebbene, sì, discutiamo di tutto, ma dobbiamo dirci anche dove prendiamo i soldi per pagare tutte queste persone.
Perché se il Patto di stabilità incombe, noi abbiamo una difficoltà. Noi abbiamo messo in capo a tutti gli atti deliberativi che la priorità è pagare i lavoratori e così via, ma se paghiamo i lavoratori da un lato dall’altro ci sfugge il problema del non mantenimento del target di spesa dei fondi comunitari. Se da un lato paghiamo il target dei fondi comunitari e raggiungiamo la capacità di spesa dovuta, dall’altro non paghiamo i fornitori che non sono inseriti nei fondi comunitari.
E’ un problema difficile e certamente la demagogia può servire a far tutto e tanto, ma proprio perché dobbiamo essere responsabili, dobbiamo comprendere che il problema esiste e dobbiamo governare. E se dobbiamo governare questi momenti emergenziali e difficili, figuriamoci cosa accadrebbe se dovessimo sedare quei fermenti, quei focolai che non riguardano segmenti di una comunità ma che rischiano di coinvolgere intere province.
Corriamo il rischio che l’intera provincia di Vibo Valentia scenda in campo per contestare questa decisione e che la provincia di Crotone faccia altrettanto. Poi non si tratterà di risolvere soltanto un focolaio di lavoratori, diventerà un problema capace di alimentare una situazione di difficoltà su un territorio che non accetta di fare un tipo di scelta.
Responsabilmente, per questi motivi, assumiamo questa posizione e l’idea di assumere una posizione unitaria va a merito anche di coloro che, magari, avevano anche fatto una spinta in avanti giustamente e legittimamente ed ai quali va detto grazie da parte di tutti.
Questo significa avere una sensibilità ancora più grande nel comprendere che in questa fase storica della vita regionale abbiamo avuto la sensibilità, anche quelli che magari erano già proiettati in una fase successiva, di comprendere che in questo momento tutti dobbiamo mantenere la coesione e la compattezza, perché anche il ruolo delle istituzioni, in questo momento, deve essere questo. Non perché dobbiamo salvaguardare qualcosa, ma perché dobbiamo essere i garanti – per quel che ci compete – di un percorso fatto di buona amministrazione e di risposte e di garanzia del cittadino.
Questa è la posizione, e concludo, caro Presidente, ringraziandola perché da questa mattina avete avuto un grandissimo lavoro e capisco molto bene che non è stato facile mediare le varie posizioni. Questa è la fase in cui noi andiamo a dire in maniera molto netta e chiara qual è la posizione della Regione Calabria.
Certo, se poi domani il Governo dovesse decidere che vuole ancora una volta – e dico ancora una volta perché stanno accadendo cose che lasciano capire che è possibile che gli stessi pareri delle Regioni siano superati da scelte centrali – sentire il parere della Regione, a quel punto, sarà chiaro ed evidente che noi non abbiamo difficoltà ad esprimere quale sarà il giudizio.
Il processo di riaggregazione mi sembra che diventi quello naturale. Non ci sono situazioni differenti che si possono realizzare anche perché abbiamo letto cose per le quali è difficile concepire quale sia la filosofia che le guida. E se permettete – nel caso si dovesse decidere – noi abbiamo il nostro ruolo, lo rivendichiamo e anche noi daremo il nostro contributo.
Qualcuno, certo, potrebbe dire “dovevate farlo oggi”. Oggi abbiamo fatto una scelta diversa, le cose vanno costruite nel tempo e non si costruiscono d’imperio o per decreto, ma si costruiscono attraverso la capacità di coinvolgimento, la capacità del dibattito, la capacità di far comprendere alcune scelte.
Poiché, come spesso accade, qualcuno dice “ma voi non decidete”, no! non hanno deciso tantissimi altri perché diventa difficile veramente definire una strategia per ogni Regione tesa a dare una risposta.
A questo punto questa posizione, secondo me, offre un contributo unitario, che dà una risposta forte e che dice ai calabresi che noi continuiamo a difendere l’autonomia dei nostri territori, la capacità del ruolo delle istituzioni che sono sul territorio. Se poi dovessero venire scelte diverse è chiaro che ne prenderemo atto, ma speriamo a quel punto di poter dare anche in quella fase, in quella circostanza, un contributo determinante per dire che, comunque, la Regione, come sempre, si assumerà la responsabilità delle sue scelte e sarà in grado di fornire il proprio contributo per ripartire ed organizzare il nostro territorio nella speranza che questo provvedimento non passi, ovviamente.
Ribadisco ancora una volta che noi siamo favorevoli all’abolizione di tutte le Province ma non, certamente, alla penalizzazione di alcune. Anche qui noi avremmo 4 province che vanno, ovviamente, riorganizzate – dico 4 perché due sono interessate – e poi abbiamo la Città metropolitana di Reggio Calabria che va anch’essa nel percorso delle dieci città metropolitane.
In questo contesto, speriamo che il Governo possa rivedere la propria posizione e comprendere che non è questa la strada per riorganizzare gli enti sul territorio, bensì quella di una attenta analisi, di una capacità diversa di inserirsi e di misurare le scelte che vengono fatte; come abbiamo visto in tante circostanze – e lo vediamo costantemente – gli sperperi ci sono, sono altrove e probabilmente vanno anche messe in risalto le tante scelte sbagliate fatte dalla politica ma non è corretto penalizzare i territori.
Ribadiamo questo nostro concetto ed approviamo questo documento convinti, anche e soprattutto, che l’unità di quest’Aula possa rappresentare un forte segnale nei confronti del Governo.
Grazie, Presidente Scopelliti, ci eravamo dati questo ordine del giorno con l’obiettivo di superare posizioni diversificate che c’erano all’interno.
Se abbiamo impiegato tanto per dare inizio ai lavori del Consiglio regionale, di questo mi scuso, ma questa è l’unica eccezione in questa legislatura, solitamente le sedute consiliari iniziano con una -due ore al massimo di ritardo sempre e comunque per garantire la possibilità a tutti i consiglieri regionali che vengono da fuori Reggio Calabria di poter raggiungere la sede.
Oggi abbiamo fatto un’eccezione lavorando in Conferenza dei capigruppo con l’obiettivo di arrivare all’ unanimità dei consensi rispetto alla risoluzione della problematica.
Ci siamo riusciti e penso che sia una pagina anche importante del Consiglio regionale in quanto, al di là della singola provenienza politica di ognuno, alla fine si è raggiunta una posizione unanime. Nel senso che unanimemente abbiamo approvato la linea di porre in essere un ricorso avverso la legge del 7 agosto 2012 numero 135, attivando il ricorso innanzi Corte costituzionale e approvando quel che ha fatto la Giunta esentandoci da dare indicazioni precise sul territorio ma provvedendo a indicare questa impostazione.
Questo è quel che ci siamo detti tutti in Conferenza dei capigruppo in un dibattito abbastanza serrato. Qui c’è la firma di tutti i capigruppo. Vorrei sottoporre ai voti quest’ordine del giorno.
Gliela sto dando, mi faccia completare, considerato che c’è stato qualche tipo di intervento che andava in direzione diversa.
Questo è l’ordine del giorno che si sottopone al Consiglio regionale. Ognuno, poi, sarà libero di esprimere il voto favorevole o contrario rispetto all’argomento che ci siamo dati.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l’onorevole Giordano. Ne ha facoltà.
Presidente, l’intervento ho avuto modo di farlo già nella scorsa seduta e quindi sintetizzo adesso in poche riflessioni quello che è il mio pensiero.
Eravamo partiti da un documento che era quello elaborato dal Cal che ho definito irricevibile perché oltre a cercare una strenua e forse inutile difesa dello status quo, addirittura metteva in discussione l’unica positività di un provvedimento che è nato male, è nato da un Governo che nel nome della spending review, del contenimento della spesa ha invaso il campo rispetto a compiti e funzioni che la Costituzione ha declinato e definito.
Certo, in quel provvedimento l’unica luce, l’unica positività era quello della istituzione delle 10 città metropolitane. Rispetto a questo il documento del Cal faceva un pericoloso passo indietro invocando, addirittura, un differimento, lo dico in termini semplici, appellandosi ad alcuni principi ed appellandosi in nome della rappresentatività di Assemblee elette che dovrebbero andare a naturale scadenza.
Presidente, intervengo perché sono convinto – potrà essere la mia anche una voce dissonante rispetto alla coralità – e capisco e comprendo lo sforzo dei colleghi e le ragioni per le quali i colleghi, la Conferenza dei capigruppo ha stilato un documento che vuole forse andare nella direzione di dir basta alla spoliazione ed alla mortificazione di una Regione. Però, Presidente, questo è il momento del coraggio secondo me, non si può giocare in difesa.
Presidente, appartengo ad una forza politica che ha chiesto – è vero – così come la sua forza politica e come altre forze politiche che compongono questa Assemblea elettiva, l’azzeramento, il superamento di una impostazione di una fisionomia istituzionale che è superata dal tempo, dagli eventi, dalle congiunture dalla stessa locomotiva Europa che corre. Rischiamo come Italia e come Calabria di rimanere al palo.
Il momento del coraggio allora qual è, che significava? Significava immaginare in questa Regione una strategia di riordino, di messa a sistema delle opportunità, delle eccellenze, delle competenze, delle città.
Il futuro sono le città ed insisto sulla città metropolitana.
Onorevole Giordano, per dichiarazione di voto ha due minuti.
Concludo, Presidente. Non ho sentito una sola voce che spingesse verso questa opportunità per l’intera Regione non solo per la mia città che ha bisogno di risorgere.
Prendo atto, Presidente, allora di un ricorso che è stato già fatto dalla Regione, non decide il Consiglio, stasera, se opporre o non opporre ricorso alla Corte Costituzionale. E’ un ricorso già presentato e ne prendo atto ma questo documento, Presidente, non mi convince perché non mi convince la deroga. Chiedere una deroga significa chiedere la clemenza della corte.
Ripeto con molta serenità di aver compreso le ragioni di tutti i colleghi che hanno lavorato a questo documento ma per le ragioni che ho espresso ed ho esposto nella scorsa seduta e per quelle che oggi ribadisco sinteticamente non voterò questo documento.
Onorevole Giordano, su questo documento c’è la firma del suo capogruppo. Cioè del capogruppo di Italia dei valori di cui lei fa parte e che ha posto la firma rappresentando la volontà del gruppo.
Presidente, la mia è una posizione personale, non sto esprimendo la posizione del gruppo.
Nel suo intervento certi passaggi è opportuno e, comunque, doveroso sottolinearli, lei ha lasciato intendere che era l’intervento del gruppo di Italia dei valori. Volevo ricordarle solo che in questo documento c’è la firma anche del suo capogruppo.
Ha chiesto di parlare l’onorevole Tallini. Ne ha facoltà.
Ho chiesto di intervenire, Presidente, perché sono firmatario di un documento che è depositato e non è stato ancora ritirato anche se dal dibattito si capisce che siamo in una fase di superamento dello stesso .
Ed anche per dire quali sono le ragioni che oggi mi portano ad essere riflessivo rispetto alle vicende che riguardano questa storia delle province.
Non voglio alimentare problemi di guerre tra i territori in quanto avevamo pensato soltanto a porre in essere proposte e rivendicazioni che tenessero assolutamente in conto le ansie e le giuste rivendicazioni di territori che, in questo momento, si ribellano allo scioglimento per decreto delle Province che sono rappresentate dal consenso popolare.
Quindi questo è il senso che mi spinge a precisare meglio le motivazioni per cui quel documento lo riteniamo superato. Ma ancor di più riteniamo quel documento superato nel momento in cui il Presidente Scopelliti in Aula ha dichiarato che nel caso in cui il Governo dovesse respingere il ricorso e nel caso in cui il Governo dovesse respingere la richiesta di deroga, tutto ripartirà dalla riaggregazione della vecchia provincia di Catanzaro.
Presidente, lei lo ha detto quasi timoroso di doverlo affermare con chiarezza quasi tra le righe.
Ho voluto rifare l’intervento proprio per ricordarlo all’Aula e lei non lo potrà smentire in quanto lo ha affermato. E non smentendo significa che conferma e queste sono le ragioni che mi portano a votare il documento sapendo che oggi questo mio atteggiamento insieme a quello dei colleghi – mi permetto di dire – non solo della provincia di Catanzaro, non solo della maggioranza ma anche con onestà intellettuale della opposizione e anche i colleghi della provincia di Vibo sono atteggiamenti di grande responsabilità sapendo che è il momento in cui dobbiamo mettere da parte le rivendicazioni localistiche, dobbiamo pensare soltanto allo sviluppo del territorio e dobbiamo dare anche un esempio di unità politica.
Prego, onorevole Tallini, continui.
Ho finito il mio intervento e concludo dicendo, ovviamente, che per queste ragioni mi sento di votare la proposta che a nome della maggioranza, tra tante discussioni e tante sofferenze, è venuto fuori un documento che alla fine –penso – sia veramente il documento che rappresenta l’intera volontà del Consiglio regionale.
Grazie, onorevole Tallini. Ha chiesto di parlare l’onorevole Ciconte per l’ultima dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
Noi come gruppo di Progetto democratico votiamo a favore e siamo firmatari della proposta unitaria perché riteniamo che l’impegno assunto dal Presidente che l’ha meglio esplicitato poc’anzi in Aula ci soddisfi.
Riteniamo che al di là dei campanilismi oggi abbiamo dimostrato, credo, che un momento unitario tra maggioranza e opposizione ci può essere sui grandi problemi, sui grandi temi. Pertanto, voteremo a favore.
Non ci sono altre dichiarazioni di voto possiamo procedere con la votazione dell’ordine del giorno di cui do lettura: “Il Consiglio regionale della Calabria premesso che il Governo attraverso il D.L n. 95/12, convertito con modifiche con la legge 7 agosto 2012 n. 135, ed in particolare con l'art. 17 del medesimo D.L, ha provveduto al riordino delle Province e loro funzioni;
con successiva deliberazione del Consiglio dei ministri del 20 luglio 2012, il Governo ha stabilito i seguenti criteri per il riordino: a) dimensione territoriale non inferiore a duemilacinquecento km quadrati; b) popolazione residente non inferiore a trecentocinquantamila abitanti;
il procedimento di riordino delle Province, così come previsto dall'art. 17 del Decreto legge n. 95 del 6 luglio 2012, convertito con legge 7 agosto 2012 n. 135, presenta forti dubbi di costituzionalità in relazione: 1) alla violazione dell'artt.77 e 144 Cost. stante la manifesta assenza dei requisiti di necessità ed urgenza per l'adozione del Decreto Legge; 2) alla violazione degli articoli. 3, 5, 114 e 117 Cost. in quanto detto riordino incide in maniera irrazionale sul sistema delle autonomie locali costituzionalmente garantito, cagiona ingiustificate disparità di trattamento tra i cittadini mediante adozione di criteri arbitrari per il riordino, quali la dimensione territoriale e la popolazione residente, oltre a costituire una indebita invasione della sfera di competenza legislativa regionale; 3) alla violazione dell'articolo 118 della Costituzione che impone nella distribuzione delle funzioni amministrate tra i vari livelli di governo il rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza; 4) alla violazione dell'articolo. 133 della Costituzione che prevede un articolato processo di consultazione, in specie, delle popolazioni interessate;
le indicazioni del Consiglio delle Autonomie Locali, così per come formalizzate nel documento approvato all'unanimità dal medesimo organo in data 1.10.2012, in cui - anche tenendo conto della "storia territoriale" del comprensorio della Provincia di Catanzaro e delle successive argomentazioni che, a suo tempo, avevano portato alla costituzione delle Province di Crotone e di Vibo Valentia - si sottolineava l’abnormità della scelta operata dal Governo sottesa all'attuazione di un piano di riordino non condiviso dai territori coinvolti e, soprattutto, in assoluto contrasto con l'iter procedimentale stabilito dall'articolo133 della Costituzione, il quale mette al centro del processo la volontà dei comuni;
il Consiglio regionale della Calabria auspica che il Governo proceda ad un riassetto organico dell'intero ordinamento statuale del Paese attraverso il quale può essere considerata anche l'abolizione di tutte le Provincie;
approva e sostiene
la decisione della Giunta regionale di adire la Corte Costituzionale al fine di ottenere l'espunzione dall'ordinamento giuridico delle citate norme in quanto volte a violare l'ordinamento costituzionale e la ivi delineata divisione di poteri e funzioni;
al Governo nazionale, quale priorità assoluta, il mantenimento dell'attuale assetto politico-amministrativo ed istituzionale con la conseguente conferma delle quattro Province oltre che della Città metropolitana di Reggio Calabria”.
Pongo in votazione l’ordine del giorno testé letto in Aula col voto contrario dell’onorevole Giordano.
Proposta di legge numero 151/9^ di iniziativa del consigliere Grillo, recante: “Legge organica in materia di relazioni tra Regione Calabria e comunità calabresi nel mondo”
Il punto in esame riguarda la proposta di legge numero 151/9^ di iniziativa del consigliere Grillo, recante: “Legge organica in materia di relazioni tra Regione Calabria e comunità calabresi nel mondo”.
Il relatore è assente ed ha chiesto di rinviare questo punto alla prossima seduta di Consiglio regionale che è prevista per lunedì.
Pongo in votazione il rinvio del punto alla prossima seduta di Consiglio regionale.
(Il Consiglio approva il rinvio)
Proposta di legge numero 278/9^ di iniziativa dei consiglieri Parente, F. Aiello, Salerno, recante: “Sicurezza e salute sui luoghi di lavoro. Norme per l’attuazione del D.Lgs 81/2008 in materia di sanzioni”
Passiamo all’esame della proposta di legge numero 278/9^ di iniziativa dei consiglieri Parente, F. Aiello, Salerno, recante: “Sicurezza e salute sui luoghi di lavoro. Norme per l’attuazione del D.Lgs 81/2008 in materia di sanzioni”.
L’onorevole Salerno, relatore, ha facoltà di svolgere la relazione.
Prego i consiglieri di prendere posto.
Nazzareno SALERNO, relatore
Grazie, Presidente. Il provvedimento in discussione vuole focalizzare l’attenzione sul problema della sicurezza e sugli infortuni sui luoghi di lavoro.
Alle Aziende sanitarie provinciali, per il tramite dei Servizi di prevenzione igiene e sicurezza degli ambienti di lavoro, sono attribuite le competenze in materia di promozione e tutela della salute dei lavoratori, svolgendo attività di vigilanza e controllo sul rispetto, da parte delle aziende, sia private sia pubbliche.
Ai Servizi di prevenzione delle Asp spettano, oltre ai compiti istituzionali di Polizia giudiziaria, interventi di informazione e di assistenza alle Aziende per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, promozione di iniziative di formazione ed educazione alla salute nell’ambito dei rischi professionali.
L’ampliarsi dell’operatività nel settore della sicurezza e tutela della salute nei luoghi di lavoro, nonché la necessità di raggiungere i gravosi obiettivi di vigilanza e prevenzione, hanno accresciuto l’impegno richiesto alle Aziende sanitarie ed ai Servizi Pisal che devono essere orientati verso strategie più marcatamente di prevenzione e promozione e non solo repressive.
Proprio per superare queste difficoltà ed assicurare adeguate risorse alle politiche della prevenzione nei luoghi di lavoro, il Decreto legislativo numero 81 del 2008 ha testualmente previsto all’articolo 13, comma 6, che: “L’importo delle somme che le Aziende sanitarie, in qualità di organo di vigilanza, ammette a pagare in sede amministrativa ai sensi dell’articolo 21, comma 2, primo periodo, del Decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, integra l’apposito capitolo regionale per finanziare l’attività di prevenzione nei luoghi di lavoro svolta dai dipartimenti di prevenzione delle Aziende sanitarie”.
Tali fondi, pertanto, vanno ad integrare quelli già previsti nel riparto del Fondo sanitario regionale o da altre forme di finanziamento per progetti e piani di intervento.
Nello specifico, quindi, con il provvedimento in discussione si stabilisce che la Regione Calabria dovrà istituire apposito capitolo di entrata e correlato capitolo di uscita vincolato a potenziare le attività di prevenzione nei luoghi di lavoro.
Le quote introitrate dai provvedimenti derivanti dalle sanzioni, comminate ai sensi dell’articolo 21, comma 2, del decreto legislativo 758 del 1994 e ai sensi dell’articolo 14, commi 2, 3 e 5 del Decreto Legislativo 81 sono finalizzate a migliorare le tecnologie e attrezzature informatiche e strumentali utilizzati dai servizi Pisal ad implementare la loro funzionalità, a favorire la formazione, informazione ed aggiornamento degli operatori nonché a promuovere l’attività di assistenza alle parti sociali ed alle aziende del territorio, a progetti incentivanti per il personale addetto alle prestazioni specifiche di ispezione e vigilanza.
All’attuazione della legge in discussione si provvede nell’ambito delle risorse finanziarie già previste a legislazione vigente e quindi senza nuovi maggiori oneri a carico del bilancio regionale. Grazie.
Grazie all’onorevole Salerno, per la relazione introduttiva. Non ci sono interventi anche perché penso che la proposta sia stata approvata all’unanimità dalla Commissione competente.
Ha chiesto di intervenire l’onorevole Aiello, ne ha facoltà.
Presidente, ritengo questa proposta di legge, presentata insieme ai colleghi Salerno e Parente, una iniziativa importante. Molte volte in questa terra si mette in discussione la sicurezza e la salute di chi è sul luogo di lavoro. Queste norme non solo vanno ad attuare il Decreto Legislativo 81 del 2008 ma fanno sì che possano tutelare tutti quelli che prestano un servizio nei luoghi di lavoro con continuità ed allo stesso modo che il datore di lavoro, non solo nel pubblico ma anche nel privato, possa tutelare e salvaguardare quello che è un diritto sacrosanto.
A volte ricordiamo che ci sono enti pubblici, ad esempio alcuni ospedali, che fino a qualche tempo fa avevano una copertura in amianto ed erano luoghi di lavoro costante per i dipendenti.
Questa proposta che voteremo anche come minoranza ci consentirà di tutelare e salvaguardare, non solo con ammende amministrative che sono state quasi raddoppiate, i luoghi di lavoro.
Ritengo che questo sia un provvedimento importante che vada approvato per far sì che si apra un nuovo spiraglio in questa terra e che qualsiasi lavoratore, per quel poco che c’è nei nostri territori, non sia garantito solo dal punto di vista del reddito ma anche dal punto di vista della sicurezza.
In Calabria abbiamo un numero spropositato di morti sui luoghi di lavoro perché a volte, con superficialità, non viene controllata e garantita la sicurezza, delle volte anche da parte delle istituzioni, il che diventa ancora più grave e non meno grave di quando succede nel privato. Questa è una legge, però, che può cambiare la tendenza dando una sicurezza in più ai lavoratori.
Come minoranza, come centro-sinistra voteremo questa legge che non solo abbiamo firmato ma su cui abbiamo lavorato insieme affinché potesse uscir fuori un testo capace di tutelare tutte le professionalità sul nostro territorio.
Presidente, solo per aggiungere qualche altra considerazione; poche battute rispetto a quanto detto già dal collega Aiello.
Volevo precisare che questa legge che andremo ad approvare è il frutto di più proposte di legge. Praticamente la proposta di legge odierna riunifica la volontà di tutelare meglio i lavoratori sui luoghi di lavoro.
Secondo me questa legge consente alla Calabria di far un passo avanti per quanto riguarda le tutele. Grazie.
Ha chiesto di parlare l’onorevole Salerno. Ne ha facoltà.
Giusto per un chiarimento che è doveroso nella mia qualità di relatore nei confronti dei firmatari della proposta di legge e nei suoi confronti come Presidente del Consiglio.
Agli atti della Commissione, agli atti del Consiglio, non vi sono altre proposte di legge attinenti questa materia, altrimenti avremmo parlato di testo unificato. Per ragioni di chiarezza, in base all’intervento del collega Censore, è giusto lo dica.
Ha chiesto di parlare l’onorevole Giordano. Ne ha facoltà.
Presidente, brevemente per dichiarazione di voto. Come ricordavano i colleghi questo è un provvedimento che in Commissione ha avuto un iter positivo anche grazie al contributo diffuso di tutta la Commissione. E’ un testo che va a colmare i vuoti pesanti che la normativa regionale ha in una Regione dove, purtroppo, la sicurezza del lavoro è uno dei temi più caldi.
Abbiamo visto proprio l’altro ieri l’audizione della Commissione parlamentare che a Catanzaro ha fatto il punto della situazione sugli infortuni e sulle vittime che, purtroppo, in Calabria hanno subito una impennata quasi del 100 per cento nel 2011 rispetto al 2010.
E’ una legge importante che risolve e fa chiarezza su parecchie questioni. Per questo motivo, così come fatto in Commissione col nostro contributo, confermiamo con il voto favorevole il provvedimento.
Presidente, intervengo solo per un breve accenno all’importanza di questa legge, come già fatto dagli interventi che mi hanno preceduto; d’altronde l’importanza è confermata dall’importante consenso di tutti i gruppi in Commissione.
Non è solo un voto unanime. Si esprime anche un forte sentimento che questa legislatura ha voluto dare e dedicare a tutta la materia afferente la sicurezza nei luoghi di lavoro.
Questo Consiglio regionale si è contraddistinto non solo per l’approvazione della legge che tutela fortemente le invalidità, la capacità di dare un giusto ristoro e riconoscimento a quanti hanno subito – per circostanze di lavoro – danni di natura fisica e di tutela alle famiglie, ma ancor di più questo Consiglio regionale si è caratterizzato perché dai fondi ricavati, dalle somme che siamo riusciti a risparmiare, quindi con i risparmi del Consiglio regionale, abbiamo dato un contributo forte al finanziamento di quella stessa legge facendo sì che tante famiglie di lavoratori calabresi potessero trovare un ristoro non solo alla indennità in sé, ma anche nel sostegno – soprattutto per i casi più gravi, anche in caso di morte – alle famiglie che molte volte si vedevano anche indebolite da questa presenza.
Se quello ha rappresentato un elemento di sensibilità e di solidarietà alle famiglie sfortunate questa legge di oggi serve a porci in un clima ancora più attento rispetto alla tematica degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali in genere, cioè quello di voler a tutti i costi rimarcare un concetto: che in Calabria il lavoro, per quanto poco, deve essere sacro ed ancor di più i luoghi di lavoro non possono diventare dominio di chi pensa di dominare con il lavoro in nero, col lavoro non tutelato e non garantito, ma sfruttando i lavoratori.
Questo è un piccolo segno, un suggerimento che vogliamo dare, una spinta in più che vogliamo offrire alle aziende sanitarie locali per tentare di recuperare questo rapporto sulla prevenzione e sul controllo nei luoghi di lavoro.
E’ un segnale e certo non è la soluzione definitiva. Ci aspettiamo che su questo versante qualcosa di più da ora in avanti dovremo fare per cercare di creare le condizioni affinché il lavoro possa essere sempre al centro della nostra azione politica ma anche per far cessare le condizioni di difficoltà in cui molti lavoratori si trovano. La Calabria deve dimostrare il suo vero volto, quello della solidarietà e dell’umanità.
Non ci sono altri interventi per discussione generale sulla proposta di legge, possiamo procedere alla votazione dell’articolato che si compone di otto articoli.
E’ stato presentato anche un emendamento a firma dell’onorevole Parente, all’articolo 2.
All’articolo 2 è stato presentato un emendamento a firma dell’onorevole Parente, protocollo numero 45858, che così recita: “All’articolo 2, le parole <a partire dal primo gennaio 2012> sono sostituite con le parole <dall’entrata in vigore della presente legge>”.
Prego, onorevole Parente, può illustrarlo.
Presidente, è solo un emendamento tecnico perché si sostituisce la data di entrata in vigore poiché quella del 1 gennaio 2012 è chiaramente superata, con l’entrata in vigore della presente legge.
L’onorevole Parente è anche il primo firmatario del provvedimento. Siccome si tratta anche di una questione tecnica il parere è positivo.
Pongo in votazione l’articolo 2, come emendato.
Pongo in votazione la proposta di legge nel suo complesso come emendata.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 131/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Proposta di legge al Parlamento – Istituzione della giornata regionale del Calendario in memoria di Aloysius Lilius da Cirò”
Passiamo adesso all’esame della proposta di provvedimento amministrativo numero 131/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Proposta di legge al Parlamento – Istituzione della giornata regionale del Calendario in memoria di Aloysius Lilius da Cirò”.
Grazie, Presidente. Anche questo provvedimento è stato licenziato all’unanimità in Commissione, si tratta di una proposta di iniziativa della Giunta regionale.
Anche il punto successivo che andremo a trattare tratterà lo stesso argomento e riguarderà la predisposizione della legge regionale.
Questa è una proposta rivolta al Parlamento affinché predisponga una legge nazionale per quanto riguarda l’istituzione della giornata regionale del calendario in memoria di Aloysius Lilius da Cirò.
L’attuale vigente calendario è stato introdotto nel 1582 per volontà di Papa Gregorio XIII ed è stato riconosciuto, anche a seguito di una lieve modifica, il lavoro svolto proprio da Lilius da Cirò.
Ritengo che sia una cosa importante ed anche un motivo di orgoglio per questa Assemblea legislativa approvare questa proposta per il riconoscimento della istituzione della giornata per Lilius da Cirò.
Presidente, per precisare soltanto che in Commissione questa proposta non è stata votata alla unanimità ed ha avuto il voto contrario del gruppo del Partito democratico che confermiamo anche in Aula.
Riteniamo ci siano cose più importanti a cui i calabresi devono pensare in un momento di difficoltà, pur riconoscendo il merito che questo illustre calabrese ha avuto in passato.
Per quanto mi risulta è stata votata alla unanimità.
In Commissione bilancio ho votato personalmente contro.
Per cortesia, in Commissione per il gruppo del Partito democratico c’è l’onorevole Scalzo che è qui presente e può testimoniare di aver votato alla unanimità il provvedimento.
Presidente, ogni proposta di legge viene poi mandata in Commissione bilancio per il parere finanziario.
In Commissione bilancio si è votato contro questa proposta di legge.
E’ senza oneri finanziari.
Presidente, voto a favore.
Il bilancio è un’altra questione. Stiamo discutendo di questo problema ed io per quanto mi riguarda voto favorevolmente.
Sostengo questo provvedimento perché finalmente diamo lustro ad una figura importante per la nostra regione. Credo che sia anche un riconoscimento di natura culturale che non ci fa male. Per quanto mi riguarda, ribadisco il mio voto a favore.
Ricomponiamoci un attimo. Prego i colleghi di sedersi, prenotarsi e poi potrò dar loro la parola così tutti avranno la possibilità di intervenire.
Ha chiesto di intervenire l’onorevole Scalzo, ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Volevo precisare, in pochissimo tempo, la posizione assunta in terza Commissione.
Noi abbiamo ritenuto all’unanimità che questa fosse una legge che non contiene aggravi di tipo economico; ha un valore storico e culturale ed ha un valore che attiene alla nostra storia, quella della Magna Grecia di cui tutti si riempiono la bocca. Poi dobbiamo esser consequenziali nelle nostre azioni.
In terza Commissione ho votato favorevolmente, così come dichiarava poc’anzi il collega Sulla; anche io in Aula voterò a favore del provvedimento perché nel capitolo non c’è un aggravio di spesa. Mi sembra, quindi, assolutamente legittimo e coerente votare anche in Aula.
Ha chiesto di intervenire l’onorevole Pacenza, ne ha facoltà.
Presidente, il collega Scalzo mi ha preceduto in questa precisazione che mi sembra di non poco conto.
L’articolo 1 della proposta di provvedimento amministrativo dice chiaramente che non ci sono oneri di spesa.
Mi sembra stucchevole andare in polemica rispetto ad una…
No, l’articolo 1 dice che è senza oneri si spesa.
Il tuo collega di partito dice la stessa cosa. Fare polemica su un aspetto, che dal punto di vista culturale mi sembra un passo in avanti notevole, mi sembra fuori luogo.
Mi si sta facendo notare che intervengono nella discussione sempre i consiglieri di Crotone e Vibo Valentia e creano sempre problemi.
No, problemi no, questa non è una colpa se interveniamo, Presidente. Finisco perché la polemica solitamente non mi appartiene.
Se i colleghi non vogliono votarla sono ovviamente liberi, ma a me risulta che non ci sia oneri finanziario. Grazie.
Ha chiesto di intervenire l’onorevole Salerno, ne ha facoltà.
Intervengo giusto per fare chiarezza: bisogna fare una distinzione. Noi stiamo trattando, adesso, la proposta di legge che fa la Giunta regionale al Parlamento e, precisamente, stiamo discutendo la proposta numero 131. Questa proposta di legge, come diceva l’onorevole Pacenza, non prevede oneri finanziari a carico della Regione. Inviterei i colleghi a guardarsi e leggersi le carte. Questo punto che stiamo discutendo in questo momento non comporta oneri per la Regione, è una proposta, rivolta al Parlamento, perché approvi una legge nazionale per il riconoscimento della giornata in ricordo di Lilius da Cirò. Ed è quella di cui discuteremo.
Spero che la seconda Commissione riesca a rintracciare delle risorse da inserire.
Per quanto riguarda il successivo punto, così evitiamo anche di ripetere la relazione perché è la stessa cosa, troviamo una previsione di spesa di 10 mila euro. Ritengo superfluo, per l’importanza del matematico Lilius da Cirò e per il lustro che ha dato e che dà alla Calabria, che il Consiglio regionale, oggi, si ponga il problema di finanziare 10 mila euro per valorizzare la sua storia, il suo patrimonio culturale. Allora – consentitemi – c’è molto da riflettere!
Presidente, ero presente in Commissione ed ho votato favorevolmente alla proposta. Quando la Provincia di Crotone verrà accorpata con la Provincia di Cosenza, chiederò l’istituzione della Regione di Cosenza, così eviteremo le discussioni che stiamo facendo qui questa sera. E’ una questione di carattere culturale – così l’abbiamo affrontata col collega Scalzo in Commissione – anche importante, non ci sono oneri di bilancio, quindi ritengo che questa impostazione sia corretta. Dovremmo prevedere anche un Regolamento, Presidente, che impedisca che ci siano due consiglieri regionali dello stesso paese, perché altrimenti qui in Consiglio non riusciremo ad affrontare una questione che possa entrare nel merito dal punto di vista storico e culturale!
E’ una fase importante, sono d’accordo con il vicepresidente Sulla; penso che dovremmo valutare la possibilità di sostenere un’iniziativa di questo tipo con le risorse previste sull’Asse della cultura; non sono di Crotone, però ritengo che sia una cosa importante e ci tenevo a dire che l’ho votata, la condivido e la voterò anche in Aula.
Ha chiesto di parlare l’assessore Caligiuri. Ne ha facoltà.
Mario CALIGIURI, assessore alla cultura e beni culturali
L’argomento posto all’attenzione del Consiglio regionale è di grandissimo spessore, perché ribadisce una circostanza che spesso ripetiamo e per la quale dobbiamo essere conseguenti, cioè che la Calabria è una terra ricca di cultura.
Se Aloysius Lilius fosse nato in Germania, a quest’ora lo conoscerebbero anche sulla Luna! E’ nato, invece, a Cirò ed è poco conosciuto. E’ nato 502 anni fa a Cirò, questo grande intellettuale, ideatore del calendario gregoriano, che venne promulgato da Gregorio XIII nel 1582 con la Bolla inter gravissimas; sostituisce il calendario gregoriano quello giuliano, promulgato da Giulio Cesare nel 46 a.C. e promulgato nella sua qualità di pontifex maximus.
E’ molto importante la riforma gregoriana perché è una riforma che parla calabrese; il Presidente della Commissione pontificia era un cardinale di Guardavalle, Guglielmo Sirleto, e facevano parte di questa Commissione, composta da soli 8 membri, anche Vincenzo Di Lauro, che era di Tropea, e Antonio Lirio, l’unico non religioso della Commissione.
Antonino Zichichi, uno degli uomini di cultura più importanti del nostro Paese, grande fisico noto in tutto il mondo, ha inaugurato nel 2010, a Cirò, il Museo nazionale di Aloysius Lilius, che è stato realizzato anche con fondi regionali.
Questa figura straordinaria, quindi, è importante, perché affronta il problema del tempo. Il tempo, per definizione, è incerto e a Lilius dobbiamo il calendario perfetto, che determina con esattezza la quattordicesima luna, cioè il plenilunio della Pasqua. Per questo è la Chiesa che promulga il calendario.
Oggi noi abbiamo bisogno di bussole di orientamento che sono indispensabili. Oggi, la gran parte del mondo misura il tempo grazie ai calcoli di Aloysius Lilius.
Noi abbiamo tutti i limiti e riferimenti in questa epoca dalle passioni tristi ed abbiamo necessità di avere delle ancore di riferimento. Scrive Paul Bowles nel “Te nel deserto” – che poi è diventato un grandissimo film – che “tutto accade un numero minimo di volte”. Quante altre volte vedremo spuntare la luna? Forse una dozzina di volte, eppure tutto sembra senza limiti.
Dobbiamo, quindi, ad Aloysius Lilius il senso del limite, della misura, del tempo.
Ha chiesto di parlare l’onorevole Tripodi. Ne ha facoltà.
Ho ascoltato attentamente la discussione, ma francamente non mi convince il presupposto. Ho ascoltato con molta attenzione il presidente Scopelliti, dieci minuti fa, che lamentava, addirittura, la condizione di precarietà per quanto riguarda gli emolumenti da corrispondere agli operai. E noi proponiamo una legge in cui, anche se minimo, c’è un impegno di spesa.
E’ giusto che la maggioranza, se lo ritiene, adotti ed approvi un provvedimento; lo faccia, però, se ha i numeri in quest’Aula. Da un’occhiata generica, non vedo i numeri che ci vogliono per approvare questa legge.
Quindi, Presidente, preannuncio il mio voto contrario e, al contempo, le chiedo la verifica del numero legale.
Invito il consigliere Nucera a fare la chiama per la verifica del numero legale.
Comunico l’esito della chiama: presenti 28, assenti 22. Il numero legale c’è, quindi proseguiamo con la votazione.
Pongo in votazione il provvedimento nel suo complesso.
Proposta di legge numero 196/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Istituzione della giornata regionale del Calendario in memoria di Aloysius Lilius da Cirò”
L’altro punto all’ordine del giorno riguarda la proposta di legge numero 196/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Istituzione della giornata regionale del Calendario in memoria di Aloysius Lilius da Cirò”.
Qui ci sono due articoli rivisti, la discussione c’è già stata, quindi possiamo procedere alla votazione.
E’ approvato col voto contrario dell’onorevole Censore.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 187/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Azienda Calabria Lavoro – Approvazione Rendiconto generale relativo all’esercizio finanziario 2011”
Passiamo all’esame della proposta di provvedimento amministrativo numero 187/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Azienda Calabria Lavoro – Approvazione Rendiconto generale relativo all’esercizio finanziario 2011”.
E’ relatore l’onorevole Imbalzano, che ha facoltà di intervenire.
Candeloro IMBALZANO, relatore
La Commissione da me presieduta il 6 settembre ha licenziato la proposta di provvedimento amministrativo riguardante il rendiconto consuntivo 2011 dell’Azienda Calabria Lavoro. Come al solito, il metodo di lavoro che abbiamo impiegato in Commissione per l’esame del documento contabile è stato basato sul controllo della regolarità di tutte le procedure richiamate dalla legge di contabilità, nonché sull’approfondimento delle raccomandazioni e delle prescrizioni del Collegio dei revisori dei conti, dei dipartimenti regionali competenti, della Giunta regionale, che la Commissione ha fatto proprie ai fini dell’approvazione del provvedimento.
In questa sede, vorrei brevemente richiamare queste osservazioni e, successivamente, evidenziare i risultati raggiunti dall’ente: in primo luogo, è emerso il parere favorevole – come dicevo – del Collegio dei revisori, che raccomanda all’Azienda di richiedere annualmente al competente dipartimento regionale lo stanziamento di tutte le somme occorrenti per il funzionamento di “Calabria Lavoro” ai sensi dell’articolo 9 dello Statuto.
Lo stesso Collegio ha prescritto, altresì, di non utilizzare la quota disponibile dell’avanzo di amministrazione applicato al bilancio di previsione 2012 fino a quando non fosse stato approvato il rendiconto della Giunta regionale, cosa che puntualmente è già avvenuta.
Per quanto riguarda, invece, le disposizioni normative di contenimento della spesa pubblica contenute nella legge regionale numero 22 del 2010, il commissario ha dichiarato e confermato in Commissione di avere ridotto le spese per relazioni pubbliche, per convegni, mostre, pubblicità e rappresentanza, atteso che non possono essere – com’è noto – superiori all’80 per cento della stessa spesa impegnata nel 2009.
Lo stesso commissario ha attestato – cosa assai importante – l’inesistenza di debiti fuori bilancio non ancora riconosciuti in relazione all’esercizio finanziario 2011.
Devo precisare che sia il dipartimento politiche del lavoro sia il dipartimento bilancio hanno espresso parere favorevole all’approvazione di questi consuntivi.
Sotto il profilo gestionale, l’Azienda chiude l’esercizio 2011 con un avanzo di amministrazione pari ad euro 1.727.611,14.
Lo stesso dipartimento bilancio ha verificato la determinazione dei residui attivi e passivi al 31 dicembre 2011, focalizzando l’attenzione sull’esatta corrispondenza tra i dati finali 2010 e i dati iniziali 2011.
La Commissione ha fatto proprie le determinazioni sul rendiconto 2011 – come dicevo poc’anzi – della Giunta regionale, nonché le osservazioni e le raccomandazioni del Collegio dei revisori e del dipartimento bilancio.
Non ci sono richieste di interventi, pertanto pongo in votazione il rendiconto generale dell’Azienda Calabria Lavoro per l’esercizio 2011.
E’ approvato col voto contrario della minoranza.
Sul punto precedente, è necessario apportare una piccola modifica alla norma, come evidenziato dalla Commissione, senza oneri di spesa; in coordinamento formale poi provvederemo ad armonizzare il provvedimento.
Proposta di legge numero 366/9^ di iniziativa del consigliere Imbalzano, recante: “Modifica dell’articolo 2, comma 2, lettera b), della legge regionale 12 dicembre 2011, n. 43 ‘Unione tra i Comuni’”
L’ultimo punto all’ordine del giorno riguarda la proposta di legge numero 366/9^ di iniziativa del consigliere Imbalzano, recante: “Modifica dell’articolo 2, comma 2, lettera b), della legge regionale 12 dicembre 2011, n. 43 ‘Unione tra i Comuni’”.
E’ relatore l’onorevole Magno, che ha facoltà di intervenire.
Mario MAGNO, relatore
Ringraziamo l’onorevole Imbalzano per aver proposto questa modifica all’articolo 2 della legge numero 43 sull’Unione dei Comuni.
Il provvedimento è stato votato all’unanimità dalla Commissione. La modifica sostanziale abbassa il tetto dei Comuni inferiori a 1.000 abitanti, per quanto riguarda la costituzione dell’Unione dei Comuni, da 2.500 a 2.000 abitanti per i Comuni che ricadono nei territori montani che o facevano parte o fanno parte delle comunità montane.
Ha chiesto di parlare l’onorevole Imbalzano. Ne ha facoltà.
Solo per fare qualche breve sottolineatura. Voglio ricordare che la proposta di legge – e questo lo ritengo un fatto estremamente positivo – nasce dal basso, dalle esigenze manifestate da diversi sindaci, soprattutto di territori un po’ marginalizzati, lontani, della provincia, delle sedi più lontane dai capoluoghi e soprattutto di comuni collinari e montani che, rispetto alla legge regionale numero 43 del 2011 sulle Unioni dei Comuni - una buona legge votata da questo Consiglio regionale - introduce questa significativa novità di ridurre il limite demografico per favorire l’accorpamento di questi Comuni, in una Regione che ha un numero di Comuni eccessivo.
Da qui l’esigenza di abbassare questo limite demografico in una fase non solo di spending review, ma anche di funzionalità dei servizi, di razionalizzazione delle spese dei Comuni stessi e di elevazione della qualità dei servizi resi, per cui si rendeva necessario favorire quelle aggregazioni che si intende portare avanti. Da qui, quindi, è nata la proposta di legge.
Ringrazio anche io il collega Magno, relatore in Consiglio, che in Commissione si è prodigato per farla licenziare al più presto.
Non ci sono altri interventi, possiamo procedere alla votazione della legge, che è composta da un unico articolo che modifica la legge regionale numero 43 del 2011.
Pongo in votazione l’articolo unico.
(E’ approvato all’unanimità)
Ordine del giorno di iniziativa dei consiglieri Censore, Guccione, Aiello, De Gaetano, Bruni, Ciconte, Mirabelli, Adamo, Battaglia e Loiero: “In ordine al pagamento delle spettanze arretrate ai lavoratori di Afor e Arssa”
Ordine del giorno di iniziativa dei consiglieri Scalzo e Maiolo: “Sulla situazione economica e lavorativa dei sorveglianti idraulici della Regione Calabria”
Non ci sono altri punti all’ordine del giorno, se non l’ordine del giorno a firma di consiglieri di minoranza, Guccione, Censore, Aiello, De Gaetano ed altri, più un altro ordine del giorno firmato da Scalzo e Maiolo.
La parola all’onorevole Censore per l’illustrazione dell’ordine del giorno sui lavoratori di Afor ed Arssa.
Presidente e onorevoli colleghi, rispetto a quest’ordine del giorno, quando inizialmente l’ho richiamato in Aula, avevo specificato il motivo per cui quest’ordine del giorno è stato presentato: c’è una situazione di disagio che vivono i lavoratori dell’Arssa, dell’Afor, i sorveglianti idraulici, i lavoratori dei consorzi di bonifica, perché non si è provveduto al pagamento degli stipendi dei mesi passati e non c’è la copertura finanziaria per i mesi futuri e per la tredicesima mensilità.
Tutto ciò ha portato i lavoratori, oggi, ad occupare la sede stradale della superstrada che da Cosenza porta a Crotone. Ieri, nella mia provincia c’è stato un altro presidio da parte dei sorveglianti idraulici, i quali si ritengono abbandonati, anche perché vivono una situazione particolare.
Presentiamo quest’ordine del giorno, affinché la Giunta renda immediatamente disponibili le risorse finanziarie degli emolumenti pregressi. In più, chiediamo alla Giunta di autorizzare i commissari liquidatori di Arssa ed Afor a procedere alla richiesta di un’anticipazione bancaria delle somme poste in bilancio destinate all’Arssa e all’Afor per poter pagare gli stipendi.
Pensiamo, quindi, che sia un ordine del giorno importante, tra l’altro è stato firmato anche da parte del collega Bruni, che appartiene all’Udc, quindi alla maggioranza. Ritengo, dunque, che ci siano le condizioni affinché quest’Aula, nella sua interezza, voti quest’ordine del giorno.
Possiamo porre in votazione l’ordine del giorno che, peraltro, va unificato con quello presentato dai consiglieri Scalzo e Maiolo che tratta un argomento simile, al di là di qualche differenziazione. Siamo d’accordo con i sottoscrittori perché siano unificati. Possiamo, quindi, accorparli e votare l’ordine del giorno. Do lettura dei due ordini del giorno. Il primo, a firma dei consiglieri Censore e altri, così recita:
l’Arssa non ha ancora provveduto al pagamento e alla copertura degli stipendi dei propri dipendenti per i mesi di ottobre, novembre e dicembre più la tredicesima e che l’Afor non ha ancora erogato gli stipendi di agosto, settembre e ottobre ai lavoratori forestali e a quelli della sorveglianza idraulica e non ha le risorse necessarie per coprire il pagamento degli stipendi di questi ultimi per quanto riguarda i mesi di novembre, dicembre più la tredicesima;
tutto ciò ha creato uno stato di gravissimo disagio tra le migliaia di lavoratori che vivono di questo stipendio;
in queste ore, sono in corso manifestazioni di protesta come l’occupazione della SS. 107 in prossimità di San Giovanni in Fiore, mentre ieri i lavoratori della sorveglianza idraulica hanno occupato la sede di Cosenza dell’Afor e il presidio idraulico di Vibo Valentia per protestare contro la Giunta regionale per la mancata copertura finanziaria degli stipendi per l’anno 2012;
il Consiglio regionale della Calabria chiede
alla Giunta regionale di porre definitivamente fine a tale situazione, rendendo immediatamente disponibili le risorse necessarie alla copertura finanziaria degli emolumenti pregressi fino al 31.12.2012 o di autorizzare i Commissari Liquidatori di Arssa e Afor a procedere alla richiesta di un’anticipazione bancaria delle somme poste in bilancio destinate ad Arssa ed Afor, per poter disporre così delle risorse necessarie per garantire il sacrosanto diritto alla retribuzione mensile ai lavoratori forestali, ai sorveglianti idraulici e ai dipendenti dell’Arssa”.
Il secondo, a firma dei consiglieri Scalzo e Maiolo, così recita:
“Il Consiglio regionale della Calabria
i circa 300 sorveglianti idraulici forestali svolgono un’irrinunciabile e insostituibile servizio pubblico in quanto impegnati in attività volte al monitoraggio e alla sicurezza dei fiumi, torrenti e altri corsi d’acqua al fine di prevenire danni di vario genere, già purtroppo, registratasi nel recente passato;
gli stessi, altamente professionalizzati, pur essendo assegnati al Dipartimento lavori Pubblici della Regione Calabria, vengono pagati dall’A.fo.r.; da tre mesi (agosto, settembre, ottobre) non ricevono lo stipendio con conseguenti oggettive difficoltà economiche aggravate dal fatto cha, la maggior parte di essi, appartiene a famiglie monoreddito;
nonostante le conclamate difficoltà economiche si recano al lavoro pur di poter continuare a garantire l’insopprimibile ed importante servizio pubblico rivolto alla cura del territorio e alla prevenzione del dissesto idrogeologico;
impegna il Presidente della Giunta regionale e la Giunta:
ad attivarsi al fine di provvedere all’immediato al pagamento di tutte le mensilità arretrate;
all’attivazione delle procedure amministrative volte al definitivo inquadramento presso gli uffici o i dipartimenti più idonei al fine di un migliore proficuo svolgimento di questo insopprimibile servizio pubblico in un quadro che definisca al meglio la gestione organica dei sorveglianti idraulici”.
Pongo in votazione entrambi gli ordini del giorno, con autorizzazione al coordinamento formale.
(Sono riportati in allegato)
Convocazione della prossima seduta
Non ci sono altri punti all’ordine del giorno, il Consiglio sarà convocato per il 29 ottobre alle ore 11,00.
La seduta termina alle 19,39
Hanno chiesto congedo i consiglieri Franchino, Principe, Stillitani, Morrone.
(Sono concessi)
Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge di iniziativa del consigliere Dattolo:
“Modifiche alla legge regionale 3 settembre 2012, n. 38 (Valorizzazione e promozione del termalismo in Calabria)” (P.L. n. 383/9^)
E’ stata assegnata alla quarta Commissione consiliare – Assetto e utilizzazione del territorio – protezione dell’ambiente.
“Modifiche alla legge regionale 3 settembre 2012, n. 39 (Istituzione della struttura Tecnica di Valutazione (VAS- VIA – AIA–VI)” (P.L. n. 384/9^)
Annunzio di proposta di provvedimento amministrativo e loro assegnazione a Commissioni
E’ stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di provvedimento amministrativo di iniziativa della Giunta regionale:
“Documento di programmazione economica-finanziaria della Regione Calabria (Dpefr) per gli anni 2013-2015 (art. 2, comma 3, della legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8) – (Delibera G.R. n. 414 del 28.9.2012)” (P.P.A. n. 198/9^)
E’ stata assegnata alla seconda Commissione consiliare - Bilancio programmazione economica e attività produttive.
In data 12 ottobre 2012, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le sotto indicate leggi regionali. Le stesse sono state pubblicate sul supplemento straordinario n. 2 del 20 ottobre 2012 al Bur n. 19 del 16 ottobre 2012:
legge regionale 12 ottobre 2012, n. 45, recante: “Gestione, tutela e valorizzazione del patrimonio forestale regionale”;
legge regionale 12 ottobre 2012, n. 46, recante: “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 15 ottobre 2009, n. 35, recante: “Procedure per la denuncia, il deposito e l’autorizzazione di interventi di carattere strutturale e per la pianificazione territoriale in prospettiva antismica”;
legge regionale 12 ottobre 2012, n. 47, recante: “Interventi a favore dei soggetti celiaci”.
L’onorevole consigliere Pasquale Tripodi, ha rassegnato le proprie dimissioni, con effetto immediato da Segretario della seconda Commissione consiliare, giusta comunicazione del 19 ottobre 2012, acquisita agli atti in data 22 ottobre 2012 al protocollo generale n. 45597.
Talarico D.. Al Presidente della Giunta regionale e all’assessore ai lavori pubblici. Per sapere- premesso che:
con decreto n. 1178 del 28/12/99 la Regione Calabria (Settore 20/Dipartimento LL.PP) impegnava la somma di Euro 2.065.827,60 di cui Euro 1.032.913,80 a carico della misura 1.2 - POP 1994/1999 ed Euro 1.032.913,80 a carico della Regione, per la realizzazione dell'opera denominata "Lavori di ristrutturazione e completamento del molo ricovero natanti da diporto del comune di Diamante (CS) e della sua successiva gestione";
l'impegno finanziario è stato confermato dalla Regione con Delibera di G.R. 20.03.2000, n. 145 e con Decreto in data 08.02.2000, n. 175 a firma del Dirigente del settore 20/Dipartimento LL.PP;
il progetto preliminare dell'opera di che trattasi, dell'importo complessivo di Euro 4.131.655,19, è stato approvato con determina n. 2351 del 08.03.2000 del summenzionato dirigente di settore;
con avviso in data 10.03.2000 è stata indetta la gara relativa alla licitazione privata per l'affidamento in concessione dei summenzionati lavori;
la parte privata (Concessionario) si sarebbe fatto carico della restante somma derivante dalla differenza tra il finanziamento erogato e l'importo complessivo dei lavori;
il progetto esecutivo, comprensivo di oneri per spese tecniche, sicurezza, forniture e arredi portuali, è stato approvato dalla Regione Calabria per l'importo complessivo di Euro 5.932.228,29;
dopo un lungo iter amministrativo, conclusosi con l'acquisizione del favorevole parere Via, i lavori e la successiva gestione dell'opera, sono stati aggiudicati all'Ati Icad Costruzioni Generali S.r.l. e Diamante Blu S.r.l.;
la Giunta regionale con deliberazione n. 1097 del 23.12.2008 ha autorizzato il Dipartimento n. 9 a procedere agli atti di impegno, in favore del Comune di Diamante, necessari per la concessione di un finanziamento per la "Riqualificazione molo esistente con completamento strada annessa" a valere sulla L.R. 24/87, mediante assegnazione di un contributo costante di durata ventennale di Euro 83.449,25 decorrente dall'esercizio finanziario 2008, della durata massima di 20 anni, a totale carico della Regione Calabria;
il rapporto tra il Comune di Diamante e la Regione Calabria, ai fini dell'utilizzo del contributo ventennale sopra richiamato, è stato regolato da apposita convenzione, approvata dalla Giunta comunale di Diamante con delibera in data 29.01. 2009;
con Decreto Prot. 1006 del 27.07.2011, a firma del Dirigente generale del Dipartimento 9/Infrastrutture e LL.PP., è stato effettuato uno stralcio dell'impegno di spesa a favore del Comune di Diamante per un importo di Euro 1.500.000,00;
in ogni caso, I lavori dell'opera di che trattasi, iniziati nei primi mesi del 2010 dopo un iter amministrativo durato oltre dieci anni, si sono interrotti improvvisamente nel novembre dello stesso anno;
ad oggi detti lavori non hanno raggiunto nemmeno il primo stato di avanzamento;
non sono chiare, univoche, le motivazioni che hanno portato all'interruzione dei lavori;
la realizzazione dell'opera e l'avvio della sua gestione possono rappresentare un importante fattore di ammodernamento, di potenziamento, di riqualificazione funzionale delle strutture di servizio alle attività turistiche, di miglioramento della logistica applicata al settore, che può favorire nondimeno una crescita complessiva dell'economia del territorio;
la Regione Calabria, attraverso il Dipartimento n. 9 Infrastrutture, LL.PP. e Politiche della casa, è soggetto attuatore dell'intervento di che trattasi;
in data 15.10.2012, come si è appreso da alcune agenzie di stampa, si è tenuto un incontro tra la Regione Calabria, il Comune di Diamante e l'impresa concessionaria per fare il punto della situazione, al termine del quale è stato dichiarato che tutte le difficoltà sono state superate e che i lavori riprenderanno al più presto -:
quali motivazioni sono alla base dell'improvvisa sospensione dei lavori;
quali sarebbero state le difficoltà, tecniche e/o amministrative, che avrebbero ostacolato la prosecuzione dei lavori, oggi dichiarate superate;
su quali basi, certe et definite, si basa la convinzione che i lavori riprenderanno in brevissimo-tempo;
quali iniziative ha inteso e/o intende assumere l'Assessorato per addivenire ad una ripresa dei lavori in tempi brevi.
(302; 19.12.2012)
Guccione. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:
in provincia di Cosenza operano 93 strutture che accolgono 998 minori distribuite in 27 Case famiglia con 297 minori accolti, 59 Centri Diurni con 652 minori accolti, 7 Gruppi Appartamento con 49 minori accolti;
i minori ospitati in queste strutture sono perlopiù bambini disagiati e bisognosi di aiuto, privi di una famiglia idonea, provenienti dalle zone più povere e più difficili dell'area urbana cosentina e dell'intera provincia. Essi appartengono al tessuto più fragile della nostra comunità e portano con sé il peso di situazioni di sofferenza e di disagio maturate in contesti familiari spesso inimmaginabili e che invocano sicuramente un percorso di tutela e di accoglienza assai delicato e faticoso;
all'interno di queste strutture operano figure specialistiche (educatori ed assistenti sociali) che hanno fatto dell'accoglienza prima che un lavoro, la ragione della propria vita;
da tempo opera in provincia di Cosenza un Coordinamento Provinciale dei servizi per i minori (case-famiglia, centri diurni, centri socio-educativi, servizi domiciliari, centri di incontro ecc. ecc.) che non ha fini di lucro e che si propone di collegare le case famiglia e gli altri servizi educativi, sociali ed assistenziali aderenti, favorendo il confronto, lo scambio di esperienze e di buone prassi ed offrendo supporto organizzativo ed operativo nello svolgimento delle attività pedagogico- educative e nel pieno adempimento degli obblighi di legge su aspetti organizzativi e gestionali comuni, promuovendo e divulgando una cultura dell'infanzia e dell'accoglienza fondata sulla centralità della persona umana quale "essere unico e irripetibile", sulla prevenzione di ogni abuso fisico e psichico e di qualsiasi forma di sfruttamento e di violenza;
la Regione Calabria, rispetto alle altre regioni del Paese, elargisce una retta omnicomprensiva che è la più bassa d'Italia e che ammonta a soli 31 euro al giorno per ogni bambino ospitato, nonostante le ripetute e accorate richieste di adeguamento inoltrate al presidente della Giunta Regionale, on. Giuseppe Scopelliti basate sia sull'aumentato costo della vita e sia perché ai servizi sono stati richiesti adeguamenti funzionali, strutturali e di personale con conseguente lievitazione dei costi a carico degli enti gestori,
stante l'inadeguatezza delle risorse loro destinate, per le annualità 2010 e 2011 e per il 2012 queste strutture non hanno ancora ricevuto i fondi trasferiti dalla Regione al Comune di Cosenza e, a dieci mesi dall'inizio del 2012, dalla Regione non si è ancora visto nemmeno un euro;
in conseguenza di ciò queste strutture sono ormai ridotte alla fame e non possono più provvedere ai fabbisogni quotidiani degli ospiti, mentre gli operatori non ricevono gli stipendi ormai da diversi mesi -:
quali iniziative urgenti si intendono assumere per adeguare le misere rette che eroga la Regione Calabria per ogni bambino ospitato e per risanare celermente una situazione di ritardi nell'erogazione dei fondi destinati alle strutture di accoglienza dei minori che definire "vergognosa" significa davvero usare un eufemismo. Una situazione che non può essere più sottaciuta e tollerata soprattutto in un momento di crisi gravissima come quello che sta attraversando la Calabria. Una società veramente civile e democratica non può starsene tranquilla e indifferente di fronte al dolore e alla sofferenza di bambini sfortunati, poveri e abbandonati fin dalla nascita, a cui ora si vuole negare anche quello che spetta loro di diritto.
(303; 22.10.2012)
De Gaetano. All’assessore alle politiche ambientali e all’assessore ai lavori pubblici. Per sapere – premesso che:
le falde acquifere lungo la fiumara Amusa presso il Comune di Caulonia sono risultate contaminate da arsenico;
il problema interessa il centro storico di Caulonia e la rete di case sparse lungo la perimetrazione urbana, la Contrada Candidati e le Case sparse lungo gli argini della fiumara Amusa, fino alla foce;
oltre duemila persone sono quotidianamente a contatto con l'acqua avvelenata;
la So.Ri.Cal S.p.a., con comunicazione del 18/04/2012, presenta il quadro generale delle risultanze di quanto emerso a seguito dei controlli eseguiti nonché delle iniziative di pronto intervento ritenute opportune;
alla So.Ri.Cal S.p.a. è affidato il servizio della fornitura idropotabile all'ingrosso, giusta “convezione per l'affidamento in gestione degli acquedotti regionali della Calabria e del servizio di erogazione di acqua per usi idropotabili" sottoscritta in data 13 giugno 2003, repertorio n. 41022 tra So.Ri.Cal S.p.a. Regione Calabria;
già con ordinanza n. 32 del 13/04/2012 il Sindaco pro-tempore, ordinava la chiusura delle fontane pubbliche di via Brigida Postorino e Piazzetta Municipio disponendo, altresì, l'utilizzo dell'acqua per soli usi non potabili. Il tutto in attesa di nuove analisi di laboratorio;
con delibera n. 119 del 26/04/2012 la Giunta comunale di Caulonia, stabiliva di valutare, unitamente ai responsabili dei servizi interessati, le iniziative volte alla bonifica e al filtraggio delle acque all'uscita del serbatoio di Caulonia Centro nonché di demandare all'Ufficio Tecnico comunale l'adozione di tutti gli atti per quanto di competenza;
i tecnici della So.Ri.Cal ed il Responsabile dell'ufficio Tecnico Comunale concordavano l'inizio dei lavori per le opere di bonifica fissando la data del 04/06/2012;
ad oggi la So.Ri.Cal S.p.a. è rimasta inadempiente non avendo ottemperato cordato nonché a quanto di propria competenza -:
se intendano intervenire tempestivamente affinché la Società erogatrice del servizio, So.Ri.Cal. S.p.a., adempia alla realizzazione delle opere necessarie di bonifica, per tutelare la salute dei cittadini di Caulonia.
(304; 23.10.2012)
Proposta di legge regionale numero 384/9^, recante: “Modifiche alla legge regionale numero 39/2012 (Istituzione della struttura Tecnica di Valutazione (VAS- VIA – AIA–VI)” (Del. n. 237)
(Modifica all'articolo 1 l.r. 39/2012)
1. AI comma 4 dell'articolo 1 (Struttura Tecnica di Valutazione -S.TV.) della legge regionale 3 settembre 2012, n. 39 (Istituzione della Struttura Tecnica di Valutazione VAS-VIA-AIA-VI) le parole «e per la remunerazione del persc;1ale impegnato nelle attività della struttura che abbiano conseguito gli obiettivi di produttività o di risultato secondo le incentivazioni previste dalla contrattazione collettiva» sono soppresse.
Proposta di legge regionale numero 383/9^, recante: “Modifiche alla legge regionale numero 38/2012 (Valorizzazione e promozione del termalismo in Calabria) (Del. n. 238)
(Modifiche all'articolo 1 l.r. 38/2012)
1. Il comma 2 dell'articolo 1 (Finalità della legge) della legge regionale 3 settembre 2012, n. 38 (Valorizzazione e promozione del termalismo in Calabria) è sostituito dal seguente: "2. La Regione, al fine di valorizzare la qualità delle prestazioni termali, nel rispetto dell'articolo 9 della legge 24 ottobre 2000, n. 323, attiva iniziative di formazione professionale."
2. Il comma 4 dell'articolo 1 della l.r. 38/2012 è abrogato.
Ordine del giorno numero 81 del 24 ottobre 2012 di iniziativa dei consiglieri Bilardi, Bova, Chiappetta, Ciconte, Dattolo, De Masi, Loiero, Principe, Serra, Sulla “Sul riordino delle Province calabresi”
il Governo attraverso il D.L. n. 95/12, convertito con modifiche con la legge 7 agosto 2012 n. 135, ed in particolare con l'art. 17 del medesimo D.L. convertito, ha provveduto al riordino delle Province e loro funzioni;
altresì che con successiva deliberazione del Consiglio dei Ministri del 20 luglio 2012, il Governo ha stabilito i seguenti criteri per il riordino: a) dimensione territoriale non inferiore a duemilacinquecento km2; b) popolazione residente non inferiore a trecentocinquantamila abitanti;
il procedimento di riordino delle Province, così come previsto dall'art. 17 del Decreto legge n. 95 del 6 luglio 2012, convertito con legge 7 agosto 2012 n. 135, presenta forti dubbi di costituzionalità in relazione 1) alla violazione degli artt. 77 e 144 Cost. stante la manifesta assenza dei requisiti di necessità ed urgenza per l'adozione del Decreto legge; 2) alla violazione degli artt. 3, 5, 114 e 117 Cost. in quanto detto riordino incide in maniera irrazionale sul sistema delle autonomie locali costituzionalmente garantito, cagiona ingiustificate disparità di trattamento tra i cittadini mediante adozione di criteri arbitrari per il riordino quali la dimensione territoriale e la popolazione residente, oltre che costituisce una indebita invasione della sfera di competenza legislativa regionale; 3) alla violazione dell'art. 118 Cost. che impone nella distribuzione delle funzioni amministrative tra i vari livelli di governo il rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza; 4) alla violazione dell'art. 133 Cost. che prevede un articolato processo di consultazione, in specie delle popolazioni interessate;
viste le indicazioni del Consiglio delle Autonomie Locali, così per come formalizzate nel documento approvato all'unanimità dal medesimo organo in data 1.10.2012, in cui - anche tenendo conto della "storia territoriale" del comprensorio della Provincia di Catanzaro e delle successive argomentazioni che a suo tempo avevano portato alla costituzione delle Province di Crotone e di Vibo Valentia - si sottolineava l'abnormità della scelta operata dal Governo sottesa all'attuazione di un piano di riordino non condiviso dai territori coinvolti e, soprattutto, in assoluto contrasto con l'iter procedimentale stabilito dall'art. 133 della Costituzione, il quale mette al centro del processo la volontà dei comuni;
il Consiglio regionale della Calabria auspica che il Governo proceda ad un riassetto organico dell'intero ordinamento statuale del Paese nel quale può essere considerata anche l'abolizione di tutte le province;
tanto premesso e visto
approva e sostiene la decisione della Giunta regionale di adire la Corte Costituzionale al fine di ottenere l'espunzione dall'ordinamento giuridico delle citate norme in quanto volte a violare l'ordinamento costituzionale e la ivi delineata divisione di poteri e funzioni.
Al Governo nazionale quale priorità assoluta il mantenimento dell'attuale assetto politico-amministrativo ed istituzionale con la conseguente conferma delle quattro Province oltre che della Città metropolitana di Reggio Calabria.”
Proposta di legge numero 278/9^, recante: “Sicurezza e salute sui luoghi di lavoro. Norme per l'attuazione del D. Lgs 81/2008 in materia di sanzioni” (Del. n. 239)
1. Le disposizioni contenute nella presente -legge costituiscono attuazione dell'articolo 21, comma 2, primo periodo, del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, e degli articoli 13, comma 6, e 14, commi 2, 3, 5, 8, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
(Iscrizione proventi)
1. I proventi derivanti dalle sanzioni comminate ai sensi dell'articolo 21, comma 2, primo periodo, del d.lgs. n. 758 del 1994 e dai pagamenti di somme aggiuntive dovute per la revoca del provvedimento di sospensione da parte dell'azienda sanitaria provinciale (ASP) che lo ha adottato a seguito dell'accertamento delle reiterazioni delle violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro ai sensi dell'articolo 14, commi 2, 3, 5 lettera b, 8, del d.lgs n. 81 del 2008, sono destinati, dall'entrata in vigore della presente legge, in un apposito capitolo di spesa gestito dal dipartimento competente in materia di tutela della salute e politiche sanitarie della Regione Calabria, vincolato a potenziare le attività di prevenzione nei luoghi di lavoro.
(Istituzione appositi capitoli di bilancio)
1. I proventi delle sanzioni di cui all'articolo 2 della presente legge sono introitati dalla Regione Calabria che istituisce apposito capitolo di entrata e correlato capitolo di uscita vincolato a potenziare le attività di prevenzione nei luoghi di lavoro, gestito dal dipartimento competente in materia di tutela della salute e politiche sanitarie della Regione Calabria.
(Ripartizione tra le ASP)
1. Le somme di cui ai precedenti articoli sono ripartite tra le ASP della Regione Calabria, per finanziare le attività di prevenzione nei luoghi di lavoro svolte dai Servizi di Prevenzione Igiene Sicurezza Ambienti di Lavoro delle medesime ASP documentate e congruenti alla pianificazione regionale.
(Destinazione proventi)
1. Le somme che si renderanno disponibili sul corrispondente capitolo di bilancio regionale saranno destinate ai servizi dei dipartimenti di prevenzione delle ASP che le hanno prodotte. Tali somme incrementano il budget economico riservato al dipartimento di prevenzione derivante dal fondo sanitario regionale.
2. Le somme introitate dalla Regione sono attribuite in misura proporzionale agli importi derivati dall'applicazione, da parte dei rispettivi servizi dei dipartimenti di prevenzione, dell'articolo 21, comma 2, del d.lgs. n. 758 del 1994 e dell’articolo 14, del d.lgs. n. 81 del 2008.
(Finalità dei proventi)
1. Le quote dei proventi di cui all'articolo 5, comma 1, destinate ai servizi di Prevenzione Igiene Sicurezza Ambienti di Lavoro (PISAL) delle ASP, sono finalizzate a:
a) migliorare le tecnologie e le attrezzature informatiche e strumentali utilizzate dai Servizi PISAL;
b) implementare la funzionalità dei Servizi PISAL;
c) favorire la formazione, informazione e aggiornamento degli operatori;
d) promuovere l'attività di assistenza alle parti sociali e alle aziende del territorio;
e) progetti incentivanti per il personale addetto alle prestazioni specifiche di ispezione e vigilanza (fino a un massimo pro capite di euro 5.000 annue).
1. È demandata alla Giunta regionale l'istituzione dell'apposito capitolo di entrata e del correlato capitolo di uscita vincolato a potenziare le attività di prevenzione nei luoghi di lavoro, nonché la determinazione dei termini e delle modalità di versamento dei proventi di cui all'articolo 2 ed i relativi flussi informativi al fine di consentire il necessario monitoraggio dell'attuazione della presente legge.
(Clausola di invarianza degli oneri)
1. All'attuazione della presente legge si provvede nell'ambito delle risorse finanziarie già previste a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 131/9^, recante: “Proposta di legge al Parlamento – Istituzione della giornata regionale del Calendario in memoria di Aloysius Lilius da Cirò” (Del. n. 240)
vista la proposta di legge al Parlamento recante: "Istituzione della giornata regionale del Calendario in memoria di Aloysius Lilius da Cirò";
visto l'articolo 121 della Costituzione;
visto l'articolo 16 dello Statuto regionale;
di approvare la proposta di legge al Parlamento che, nell'unito testo, viene allegata alla presente per farne parte integrante;
di conferire mandato al Presidente del Consiglio regionale affinché inoltri al Parlamento la proposta di legge approvata”.
Proposta di legge numero 196/9^, recante: “Istituzione della giornata regionale del Calendario in memoria di Aloysius Lilius da Cirò” (Del. n. 241)
1. E' istituita, senza oneri di spesa, la giornata del Calendario in memoria di Aloysius Lilius da Cirò, ideatore della riforma del vigente calendario voluta da Papa Gregorio XIII.
2. La giornata del Calendario è fissata il 21 marzo di ogni anno.
1. Per gli eventi celebrativi, da realizzarsi in occasione della prima ricorrenza nel corso del 2013, il Presidente della Giunta regionale approva, con proprio decreto, un programma di iniziative da finanziare, per l'importo di euro 10.000,00, con la legge di approvazione del bilancio dì previsione annuale e con la legge finanziaria di accompagnamento, nel limiti consentiti dalla effettiva disponibilità di risorse autonome stanziate all'UPB 1.2.04.02 dello stato di previsione della spesa.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 187/9^, recante: “Azienda Calabria Lavoro – Approvazione Rendiconto generale relativo all'Esercizio Finanziario 2011” (Del. n. 242)
vista la deliberazione della Giunta regionale n. 334 del 30 luglio 2012;
premesso che con legge regionale n. 5 del 19 febbraio 2001 si è provveduto a disciplinare le funzioni e i compiti della Regione e degli Enti Locali in materia di politiche del lavoro e dei servizi per l'impiego istituendo "Azienda Calabria Lavoro, quale ente pubblico economico, strumentale della Regione;
l'articolo 57 della legge regionale n. 8/2002 e successive modificazioni ed integrazioni;
l'articolo 54 dello Statuto della Regione Calabria;
la delibera della Giunta Regionale n. 75 del 18/03/2011, con la quale si è proceduto all'approvazione del Bilancio di previsione per ,'anno 2011 di Azienda Calabria Lavoro;
la delibera della Giunta Regionale n. 488 del 02/11/2011 con la quale si è proceduto all'approvazione del Conto Consuntivo relativo all'esercizio finanziario 2010;
il decreto del Commissario di Azienda Calabria Lavoro n. 21 del 28/03/2011, con il quale viene approvato il Rendiconto Generale per l'Esercizio Finanziario 2011;
il Conto Generale del Patrimonio di Azienda Calabria Lavoro relativo all'anno 2011 indicante le attività e le passività finanziarie evidenziando le variazioni intervenute;
la relazione del 28 marzo 2012, con la quale il Collegio dei Revisori dei Conti esprime parere favorevole all'approvazione del rendiconto senza rilievi ed osservazioni, ma con le raccomandazioni all'Azienda di richiedere, annualmente, al competente Dipartimento Regionale lo stanziamento di tutte le somme occorrenti per il suo funzionamento e di non utilizzare la quota disponibile dell'avanzo di amministrazione, applicato al bilancio di previsione 2012, fino a quando non sarà approvato dalla Giunta regionale, ai sensi dell'art. 7 dello statuto di Azienda Calabria, il Rendiconto dell'esercizio 2011;
considerata la relazione del Commissario di Azienda Calabria Lavoro, sul Bilancio Consuntivo dell'esercizio 2011;
tenuto conto del valore dei residui attivi iscritti nel Conto Consuntivo-Esercizio Finanziario 2011 dell'Azienda Calabria Lavoro a fronte di somme vantate nei confronti dell'Amministrazione Regionale per assegnazione di Fondi per il funzionamento (decreto n. 10427 del 25/08/2011) e per assegnazioni di Fondi per Progetti - residui 2010 (decreti n. 5377 del 13/04/2010, n. 2713 del 10/0312010);
tenuto conto del decreto del Dipartimento lavoro n. 3567 del 19/04/2011, con il quale è stato erogato ad Azienda Calabria Lavoro l'importo di € 2.507.738,27, per l'utilizzo dei lavoratori di cui alla LR. 28/2008;
le tabelle concernenti l'anno di generazione dei residui attivi e passivi;
l'attestazione dell'inesistenza di debiti fuori bilancio non ancora riconosciuti;
considerato che, come dichiarato dal Commissario dell'Ente nel decreto n. 54 del 9 maggio 2011 sulla riduzione delle spese, il disposto di cui all'articolo 9 della LR. n. 22/2010 è stato formalmente rispettato, in quanto gli impegni di spesa per consulenze, studi e incarichi professionali assunti nell'anno 2009 sono stati pari ad € 26.000,00 e nell'anno 2011 sono stati ridotti dell'80%, delle corrispondenti spese del 2009 impegnando, sui relativi capitoli la somma di € 20.800,00;
rilevato il parere favorevole all'approvazione del Rendiconto Generale Esercizio Finanziario 2011 espresso dal Dipartimento n. 10;
tenuto conto della relazione istruttoria definitiva sul Conto Consuntivo in oggetto redatta dal Settore Ragioneria Generale con la quale "viene proposta l'approvazione del Conto Consuntivo esercizio finanziario 2011, segnatamente e limitatamente alla propria competenza contabile;
considerato che la Seconda Commissione Bilancio, Programmazione economica e attività produttive, preso atto della dichiarazione di regolarità dell'atto resa dai dirigenti della Giunta regionale competenti per materia, ha approvato il provvedimento amministrativo di cui all'oggetto nella seduta del 6 settembre 2012, facendo proprie le raccomandazioni indicate nella delibera di Giunta regionale, le osservazioni e le raccomandazioni espresse dal Collegio dei Revisori, dal Dipartimento Politiche del Lavoro e dal Dipartimento Bilancio;
di approvare, ai sensi dell'articolo 57 della l.r. n. 8/2002, il Rendiconto Generale relativo all'Esercizio Finanziario 2011 dell'Azienda Calabria Lavoro, unitamente alle prescrizioni, osservazioni e raccomandazioni formulate dal collegio dei revisori, dal Dipartimento Bilancio con allegati tutti i documenti richiamati in premessa che costituiscono parte integrante e sostanziale della presente deliberazione”.
Proposta di legge numero 366/9^, recante: “Modifica dell'articolo 2, comma 2, lettera b), della legge regionale 12 dicembre 2011, n. 43 <Unione tra i Comuni>” (Del. n. 243)
(Modifiche alla legge regionale 43/2011)
1. All'articolo 1 della legge regionale 12 dicembre 2011, n. 43 (Unione tra i Comuni) sono apportate le seguenti modifiche:
a) le parole «, comma 6,» e «, comma 31,) sono soppresse;
b) dopo le parole: «dalla legge 14 settembre 2011, n. 148,» sono aggiunte le seguenti: «e successive modificazioni»; c) dopo le parole: «legge 30 luglio 2010, n. 122,» sono aggiunte le seguenti: «e successive modificazioni».
2. All'articolo 2 della legge regionale 12 dicembre 2011, n. 43 sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1 le parole «, comma 1,» sono soppresse;
b) al comma 2 le parole «, comma 6,» sono soppresse e dopo le parole: «dalla legge 14 settembre 2011, n. 148,» sono aggiunte le seguenti: «e successive modificazioni»;
c) la lettera b) del comma 2 è sostituita dalla seguente: «b) 2000 abitanti, se i comuni appartengono o sono appartenuti a comunità montane»;
d) al comma 3 le parole «, comma 28,» sono soppresse e dopo le parole: «legge 30 luglio 2010, n. 122,» sono aggiunte le seguenti: «e successive modificazioni».
Ordine del giorno numero 82 del 24 ottobre 2012 di iniziativa dei consiglieri Guccione, Censore, Aiello F., De Gaetano, Scalzo, Bruni, Maiolo, Ciconte, Mirabelli, Adamo, Bova e Loiero “Sulla copertura degli stipendi dei dipendenti Arssa e Afor”
l'Arssa non ha ancora provveduto al pagamento e alla copertura degli stipendi dei propri dipendenti per i mesi di ottobre, novembre e dicembre più la tredicesima e che l'Afor non ha ancora erogato gli stipendi di agosto, settembre e ottobre sia ai lavoratori forestali sia ai 300 sorveglianti idraulici forestali (assegnati al Dipartimento lavori pubblici e pagati dall'Afor) e non ha le risorse necessarie per coprire il pagamento degli stipendi anche per quanto riguarda i mesi di novembre, dicembre più la tredicesima;
nonostante le conclamate difficoltà economiche tutti i dipendenti, appartenenti per la maggior parte a famiglie monoreddito, si recano al lavoro pur di garantire l'insopprimibile ed importante servizio pubblico rivolto alla cura del territorio e alla prevenzione del dissesto idrogeologico;
in queste ore, sono in corso manifestazioni di protesta come l'occupazione della SS. 107 in prossimità di San Giovanni in Fiore, mentre ieri i lavoratori della sorveglianza idraulica hanno occupato la sede di Cosenza dell'Afor e il presidio idraulico di Vibo Valentia per protestare contro la Giunta regionale per la mancata copertura finanziaria degli stipendi per l'anno 2012;
al Presidente della Giunta regionale e alla Giunta regionale di attivarsi al fine di porre definitivamente 'fine a tale situazione, rendendo immediatamente disponibili le risorse necessarie alla copertura finanziaria degli emolumenti pregressi fino al 31.12.2012 o di autorizzare i Commissari Liquidatori di Arssa e Afor a procedere alla richiesta di un'anticipazione bancaria delle somme poste in bilancio destinate ad Arssa ed Afor per poter disporre così delle risorse necessarie per garantire il sacrosanto diritto alla retribuzione mensile ai lavoratori forestali, ai sorveglianti idraulici e ai dipendenti dell'Arssa;
di attivare, per i sorveglianti idraulici, le procedure amministrative volte al definitivo inquadramento presso gli uffici o i dipartimenti più idonei al fine di un proficuo svolgimento dell'insopprimibile servizio pubblico in un quadro che definisca al meglio la loro gestione organica”.