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Timestamp: 2016-10-21 23:56:57+00:00
Document Index: 109831535

Matched Legal Cases: ['art. 90', 'art. 87', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 25', 'art. 148', 'art. 111', 'art. 6', 'art. 25', 'art. 148', 'art. 111', 'art. 148']

NOVITÀ in UNICO per le SOCIETÀ SPORTIVE DILETTANTISTICHE DI CAPITALI SENZA FINI DI LUCRO
a cura di Fiscosport
L'articolo 90 della legge 289/2002, meglio nota come Finanziaria per l'anno 2003, ha previsto con effetto dal 1/1/2003 la possibilità di costituire le nuove "società sportive dilettantistiche di capitali senza fini di lucro", i cui redditi trovano ora giusta collocazione nel modello UNICO 2004 SC. La novità è rappresentata dalla possibilità di derogare alle disposizioni del codice civile che prevede quale elemento essenziale lo scopo di lucro.
Le società sportive dilettantistiche, seppur in attesa dell'emanazione del relativo regolamento di attuazione, ovvero della conversione del D.L. 72/2004 che elimina la necessità di emanare disposizioni regolamentari, possono legittimamente costituirsi in società di capitali senza scopo di lucro e determinare il reddito avvalendosi del regime forfetario di cui alla legge n. 398 del 16 dicembre 1991. La novità contenuta nell'art. 90 legge 289/2002 ha costretto l'Agenzia delle Entrate ad adattare il modello dello scorso anno alle nuove disposizioni, con l'inserimento di tre nuovi righi (RF65, RF66, RF67) nel quadro RF del modello UNICO 2004 SC (società di capitali), che consentono di determinare il reddito secondo i criteri già previsti per le associazioni sportive dilettantistiche.
L'applicazione di tali criteri e le altre agevolazioni fiscali riguardano sono le società sportive dilettantistiche di capitali senza scopo di lucro costituite a partire dal 1° gennaio 2003 (data di entrata in vigore della Finanziaria 2003), come espressamente precisato dall'Agenzia delle Entrate con la circolare 21/E del 22 aprile 2003, par. 3.1. Sembra, quindi, che il legislatore fiscale non riconosca le società sportive dilettantistiche costituite prima della legge 289/2002, in violazione alle disposizioni del codice civile (inderogabilità dello scopo di lucro).
Tra le caratteristiche del regime forfetario ex lege 398/91 che interessano direttamente anche il modello UNICO 2004 SC è il caso di ricordare che:
- l'ammontare dei proventi conseguiti nell'esercizio dell'attività commerciale (connessa a quella istituzionale) non deve superare l'importo annuo di Euro 250.000,00;
- l'opzione, prevista dall'articolo 1 della legge n. 398/1991, deve essere effettuata con il comportamento concretamente tenuto (c.d. comportamento concludente) secondo quanto specificato dal D.P.R. n. 442/97, fornendone comunicazione nel quadro VO (in caso di esonero dalla dichiarazione Iva, il quadro deve essere allegato al modello UNICO 2004 SC);
- nonostante l'applicazione delle disposizioni della legge n. 398/91, le società di capitali senza scopo di lucro non assumono la natura giuridica degli enti non commerciali. Pertanto, rientrando tra i soggetti di cui all'articolo 73 (ex art. 87), comma 1, lettera a) del T.U.I.R., si applicano le disposizioni proprie delle società di capitali, secondo le quali ogni provento percepito viene automaticamente attratto nella gestione commerciale della società. Tale principio fa venire meno l'obbligo di separata annotazione delle entrate istituzionali da quelle commerciali. In tal senso, si è espressa la citata circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 21/E/03, secondo la quale "dette società devono applicare il coefficiente di redditività del 3 per cento, stabilito dall'art. 2, comma 5, della legge n. 398/1991, su tutti i proventi e componenti positivi che concorrono a formare il reddito complessivo".
Le istruzioni ministeriali al modello UNICO 2004 SC affermano, a tal proposito, che nel rigo RF65, colonna 1, "va indicato l'ammontare di tutti i proventi e componenti positivi che concorrono a formare il reddito complessivo".
Naturalmente il coefficiente di redditività (3%) viene applicato all'ammontare dei proventi conseguiti nell'esercizio di attività commerciali (determinati in base al criterio di cassa), a cui occorre aggiungere, per l'intero importo, le plusvalenze patrimoniali.
Sono, invece, da escludere dai predetti proventi sui quali applicare il coefficiente di redditività del 3%:
- i premi di addestramento e di formazione tecnica di cui all'art. 6 della legge n. 91/1981;
- i proventi di cui all'art. 25, comma 2, lettere a) e b) dela legge n. 133/99;
- i corrispettivi specifici di cui all'art. 148 (ex art. 111), comma 3, del TUIR (anche qualora la società di capitali senza scopo di lucro non usufruisca delle agevolazioni di cui alla legge n. 398/91).
Vediamo, infine, di analizzare nel dettaglio questi particolari proventi:
a. i premi di addestramento e di formazione tecnica di cui all'art. 6 della legge n. 91/1981: per le associazioni ed ora le società sportive dilettantistiche che si avvalgono del regime ex lege n. 398/91 i premi di addestramento e di formazione tecnica non concorrono alla formazione del reddito imponibile, trattandosi di premi che hanno natura risarcitoria a copertura dei costi sostenuti per la preparazione e la formazione dell'atleta, che di norma firma il primo contratto da professionista.
b. i proventi di cui all'art. 25, comma 2, lettere a) e b) dela legge n. 133/99: per le società di capitali senza scopo di lucro, come già per le associazioni sportive dilettantistiche, che si avvalgono del regime forfetario ex lege 398/91, è prevista una detassazione, limitatamente a due eventi l'anno, nel limite annuo di Euro 51.645,69, per:
1) i proventi realizzati nello svolgimento di attività commerciali connesse agli scopi istituzionali;
2) i proventi realizzati per il tramite di raccolte fondi effettuate con qualsiasi modalità.
c) i corrispettivi specifici di cui all'art. 148 (ex art. 111), comma 3, del TUIR: l'art. 148 del nuovo TUIR, al comma 3, dispone che: "non si considerano commerciali le attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici nei confronti degli iscritti , associati o partecipanti, di altre associazioni che svolgono la medesima attività e che per legge, regolamento, atto costitutivo o statuto fanno parte di un'unica organizzazione locale o nazionale, dei rispettivi associati o partecipanti e dei tesserati delle rispettive organizzazioni nazionali". Anche in questo caso, la circolare n. 21/E del 22 aprile 2003 dispone che l'agevolazione si applica anche nei confronti delle nuove società di capitali senza scopo di lucro, purché in possesso di tutti i requisiti previsti dal legislatore.
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- La Scuola Regionale dello Sport del C.R. CONI LIGURIA (attivazione in forma sperimentale fino al 31/12/2004);
- I Comitati Provinciali CONI di Roma e Trapani (in forma sperimentale fino al 30/9/2004);
- Le F.S.N./E.P.S./Ass. Naz.li (fino al 31/12/2004):
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OPE.S. Italia (Opere Sportive Italia) a livello nazionale.
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