Source: http://www.condominionews.com/2010/02/codice-del-processo-amministrativo.html
Timestamp: 2018-10-22 16:03:24+00:00
Document Index: 65154748

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 1']

Condominio News - Il condominio a portata di mano: Codice del Processo Amministrativo: LIBRO PRIMO - DISPOSIZIONI GENERALI
Codice del Processo Amministrativo: LIBRO PRIMO - DISPOSIZIONI GENERALI
(1) Le parole: "ai sensi degli articoli 806 e seguenti del codice di procedura civile" sono state aggiunte dal D.Lgs. 15 novembre 2011, n. 195.
(1) Il comma che così recitava: "4. La competenza territoriale del tribunale amministrativo regionale non è derogabile." è stato così sostituito dall'art. 1, D.Lgs. 14 settembre 2012, n. 160.
(1) L'articolo che così recitava: "Art. 16. Regime della competenza
2. Il difetto di competenza è rilevato, anche d'ufficio, con ordinanza che indica il giudice competente. Se, nel termine perentorio di trenta giorni dalla comunicazione di tale ordinanza, la causa è riassunta davanti al giudice dichiarato competente, il processo segue davanti al nuovo giudice.
3. L'ordinanza con cui il giudice adito dichiara la propria competenza o incompetenza è impugnabile nel termine di trenta giorni dalla notificazione, ovvero di sessanta giorni dalla sua pubblicazione, con il regolamento di competenza di cui all'articolo 15. Il regolamento può essere altresì richiesto d'ufficio, con ordinanza, dal giudice dinanzi al quale il giudizio è stato riassunto ai sensi del comma 2; in tale caso si procede ai sensi dell'articolo 15, comma 6.
4. Durante la pendenza del regolamento di competenza, il ricorrente può sempre proporre l'istanza cautelare al tribunale amministrativo regionale indicato nell'ordinanza di cui al comma 2 o in quella di cui all'articolo 15, comma 5, il quale decide in ogni caso sulla domanda cautelare, fermo restando quanto previsto dall'articolo 15, comma 8." è stato così sostituito dall'art. 1, D.Lgs. 14 settembre 2012, n. 160.
1. Al giudice amministrativo si applicano le cause e le modalità di astensione previste dal codice di procedura civile. L'astensione non ha effetto sugli atti anteriori. (1)
(1) Le parole: "L'astensione non ha effetto sugli atti anteriori." sono state aggiunte dal D.Lgs. 15 novembre 2011, n. 195.
5. In ogni caso la decisione definitiva sull'istanza eè adottata, entro trenta giorni dalla sua proposizione, dal collegio previa sostituzione del magistrato ricusato, che deve essere sentito.
8. La ricusazione non ha effetto sugli atti anteriori. (1) L'accoglimento dell'istanza di ricusazione rende nulli gli atti compiuti ai sensi del comma 4 con la partecipazione del giudice ricusato.
(1) Il periodo: "La ricusazione o l'astensione non hanno effetto sugli atti anteriori." è stato così sostituito dal D.Lgs. 15 novembre 2011, n. 195.
Obbligo di assumere l'incarico e ricusazione (1)
(1) Le parole: "del consulente" sono state soppresse dal D.Lgs. 15 novembre 2011, n. 195.
1. Fermo quanto previsto, con riferimento alle comunicazioni di segreteria, dall'articolo 136, comma 1: a) nei giudizi davanti ai tribunali amministrativi regionali, la parte, se non elegge domicilio nel comune sede del tribunale amministrativo regionale o della sezione staccata dove pende il ricorso, si intende domiciliata, ad ogni effetto, presso la segreteria del tribunale amministrativo regionale o della sezione staccata; b) nei giudizi davanti al Consiglio di Stato, la parte, se non elegge domicilio in Roma, si intende domiciliata, ad ogni effetto, presso la segreteria del Consiglio di Stato.
(1) L'articolo che così recitava: "1. Nei giudizi davanti ai tribunali amministrativi regionali, la parte, se non elegge domicilio nel comune sede del tribunale amministrativo regionale o della sezione staccata dove pende il ricorso, si intende domiciliata, ad ogni effetto, presso la segreteria del tribunale amministrativo regionale o della sezione staccata.
2. Nei giudizi davanti al Consiglio di Stato, la parte, se non elegge domicilio in Roma, si intende domiciliata, ad ogni effetto, presso la segreteria del Consiglio di Stato." è stato così modificato dal D.Lgs. 15 novembre 2011, n. 195.
1. Quando emette una decisione, il giudice provvede anche sulle spese del giudizio, secondo gli articoli 91, 92, 93, 94, 96 e 97 del codice di procedura civile, tenendo anche conto del rispetto dei principi di chiarezza e sinteticità di cui all'articolo 3, comma 2. In ogni caso, il giudice, anche d'ufficio, può altresì condannare la parte soccombente al pagamento, in favore della controparte, di una somma equitativamente determinata, comunque non superiore al doppio delle spese liquidate, in presenza di motivi manifestamente infondati. (1)
2. Il giudice condanna d'ufficio la parte soccombente al pagamento di una sanzione pecuniaria, in misura non inferiore al doppio e non superiore al quintuplo del contributo unificato dovuto per il ricorso introduttivo del giudizio, quando la parte soccombente ha agito o resistito temerariamente in giudizio. Nelle controversie in materia di appalti di cui agli articoli 119, lettera a), e 120 l'importo della sanzione pecuniaria può essere elevato fino all'uno per cento del valore del contratto, ove superiore al suddetto limite. Al gettito delle sanzioni previste dal presente comma si applica l'articolo 15 delle norme di attuazione. (2)
(1) Comma così modificato dall'art. 1, D.Lgs. 14 settembre 2012, n. 160 e, successivamente, dall'art. 41, comma 1, lett. a), D.L. 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla L. 11 agosto 2014, n. 114.
(2) Comma sostituito dal D.Lgs. 15 novembre 2011, n. 195 e, successivamente, così modificato dall'art. 41, comma 1, lett. b), D.L. 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla L. 11 agosto 2014, n. 114.
2. Se il giudizio è promosso solo contro alcune delle parti e non si è verificata alcuna decadenza, il giudice ordina l'integrazione del contraddittorio nei confronti delle altre entro un termine perentorio. Nelle more dell'integrazione del contraddittorio il giudice puo' pronunciare provvedimenti cautelari interinali.
﻿Art. 29
1. Decorsi i termini per la conclusione del procedimento amministrativo e negli altri casi previsti dalla legge, (1) chi vi ha interesse può chiedere l'accertamento dell'obbligo dell'amministrazione di provvedere.
(1) Le parole: "e negli altri casi previsti dalla legge" sono state inserite dal D.Lgs. 15 novembre 2011, n. 195.
1. E' sempre possibile nello stesso giudizio il cumulo di domande connesse proposte in via principale o incidentale. Se le azioni sono soggette a riti diversi, si applica quello ordinario, salvo quanto previsto dal Titolo V del Libro IV. (1)
(1) Le parole: "dai Capi I e II del" sono state così sostituite dal D.Lgs. 15 novembre 2011, n. 195.
(1) Le parole: "del giudice" sono state soppresse dal D.Lgs. 15 novembre 2011, n. 195.
c) condanna al pagamento di una somma di denaro, anche a titolo di risarcimento del danno, all'adozione delle misure idonee a tutelare la situazione giuridica soggettiva dedotta in giudizio e dispone misure di risarcimento in forma specifica ai sensi dell'articolo 2058 del codice civile. L'azione di condanna al rilascio di un provvedimento richiesto è esercitata, nei limiti di cui all'articolo 31, comma 3, contestualmente all'azione di annullamento del provvedimento di diniego o all'azione avverso il silenzio; (1)
(1) Il periodo: "L'azione di condanna al rilascio di un provvedimento richiesto è esercitata, nei limiti di cui all'articolo 31, comma 3, contestualmente all'azione di annullamento del provvedimento di diniego o all'azione avverso il silenzio;" è stato aggiunto dall'art. 1, D.Lgs. 14 settembre 2012, n. 160.
b) inammissibile quando e' carente l'in
1. Il giudice può disporre, anche d'ufficio, la rimessione in termini per errore scusabile in presenza di oggettive ragioni di incertezza su questioni di diritto o di gravi impedimenti di fatto.