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Timestamp: 2020-05-27 08:43:11+00:00
Document Index: 109148880

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 126', 'sentenza ', 'art. 201', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 383', 'art. 23', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 25867 del 15/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25867 del 15/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 15/12/2016, (ud. 15/09/2016, dep.15/12/2016), n. 25867
sul ricorso 29456-2014 proposto da:
D.L., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA GOLAMETTO 2,
presso lo studio dell’avvocato GIANFRANCO SQUILLACE, rappresentata e
difesa dall’avvocato STEFANO NIMPO, giusta procura a margine del
COMUNE CATANZARO;
avverso la sentenza n. 1009/2014 del TRIBUNALE di CATANZARO, emessa
il 06/03/2014 e depositata il 06/05/2014;
D.L. propone ricorso per cassazione contro il Comune di Catanzaro, che non svolge difese, avverso la sentenza del Tribunale di Catanzaro 6.5.2014, che ha rigettato il suo appello a sentenza del GP, a sua volta reiettiva della impugnazione a verbale della P.M. per violazione dell’art. 126 bis C.d.S. per aver omesso di fornire i dati del conducente richiestile.
La sentenza richiama la decisione di primo grado e sancisce che irrilevante il mancato ritiro del plico postale, costituente una libera scelta della D..
Il ricorso denunzia: 1) violazione di norme di diritto ed in particolare dell’art. 201 C.d.S., della L. n. 241 del 1990, art. 3, della L. n. 890 del 1992, art. 8, comma 2, dell’art. 383 reg. att. C.d.S., comma 4, della L. n. 689 del 1981, art. 23, comma 12 perchè erronea la deduzione che il mancato ritiro del plico sia una libera scelta della ricorrente, l’avviso di ricevimento della comunicazione di avvenuto deposito reca un timbro che non offre una lettura intellegibile della data e manca la coscienza e volontà della violazione; 2) omesso esame di fatto decisivo perchè dell’esistenza del verbale presupposto la ricorrente è venuta a conoscenza solo dopo la notifica del secondo verbale.
La prima censura manca del requisito della specificità perchè propone plurime argomentazioni non risolutive che manifestano mero dissenso rispetto alla motivazione e richiedono nuovi accertamenti in fatto preclusi in questa sede.
Quanto alla coscienza e volontà della violazione, come questa Corte ha più volte evidenziato, in tema di illecito amministrativo, anche l’interpretazione di norme può ingenerare incolpevole errore sul fatto, quando verta sui presupposti della violazione, ma esso, che non è mai individuabile quando attinga la sola interpretazione giuridica dei precetti, può rilevare soltanto in presenza di un elemento positivo, estraneo all’autore, che sia idoneo ad ingenerare nello stesso inesperto autore l’incolpevole opinione di liceità del proprio agire; la stessa Corte costituzionale ha precisato con sentenza n. 364/88 come debba tenersi presente che l’ignoranza – vale soprattutto per chi versa in condizioni soggettive d’inferiorità, come non può ritenersi nella specie trattandosi di attività che non necessita di specifica assistenza tecnica, mentre non può coprire omissioni di controllo, indifferenze di soggetti, la cui elevata condizione sociale e tecnica rende esigibili particolari comportamenti realizzativi degli obblighi strumentali di conoscere le leggi.
Inoltre l’accertamento in ordine alla sussistenza dell’ignoranza del precetto, la cui violazione comporti l’irrogazione di una sanzione amministrativa, od all’erroneo convincimento che la situazione non ne integri gli estremi, ed alle particolari positive circostanze di fatto idonee a rendere ragionevole tale convincimento, rientra nei poteri del giudice di merito, la cui valutazione può essere controllata in sede di legittimità solo sotto l’aspetto del vizio logico o giuridico di motivazione (Cass. nn. 20776/2004, 911/96, 1873/95, 3693/94, 8189/92).
La seconda censura è infondata perchè non supera l’affermazione che il mancato ritiro del plico sia una libera scelta della ricorrente ed è corretta la valutazione del giudice di appello circa l’imputabilità alla parte di detto mancato ritiro del plico.