Source: http://gestirelecrisi-assolombarda.it/outplacement6.php
Timestamp: 2018-01-19 05:48:43+00:00
Document Index: 21148570

Matched Legal Cases: ['art. 2112', 'art.8', 'art.8', 'art.2', 'art. 2082', 'art.25', 'art.8', 'art.8', 'art.8', 'art.4']

Agevolazioni legate alle assunzioni di lavoratori
Nel vasto panorama di norme di diritto del lavoro, diversi provvedimenti hanno cercato di favorire la ricollocazione di particolari soggetti in Cassa integrazione guadagni o espulsi dal mercato del lavoro e in forte difficoltà d’inserimento, agganciando le assunzioni a specifiche agevolazioni.
L’attuale legislazione tende ad agevolare, tramite indennità di sostegno al reddito, l’uscita del lavoratore dalle imprese per rendere meno traumatica la stessa e a prevedere anche agevolazioni per le imprese che facilitino il reingresso di questi soggetti nel mercato del lavoro.
Tra questi lavoratori ci sono:
lavoratori in Cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs) da almeno 24 mesi;
lavoratori in Cigs da almeno 3 mesi e dipendenti da imprese che sono in Cigs da almeno 6 mesi;
iscritti nelle liste di mobilità titolari, o meno, della relativa indennità;
1. Agevolazioni di cui possono godere i datori di lavoro che assumono lavoratori disoccupati o sospesi dal lavoro e beneficiari di trattamento straordinario d’integrazione salariale da almeno ventiquattro mesi
In caso di assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori in esame, al datore di lavoro spetta una riduzione contributiva nella misura pari al:
50% dei contributi previdenziali e assistenziali per un periodo di trentasei mesi;
100% dei contributi previdenziali e assistenziali per un periodo di trentasei mesi, nelle ipotesi di assunzioni effettuate da imprese operanti nei territori del Mezzogiorno o da imprese artigiane ovunque ubicate.
Il beneficio si applica anche ai premi INAIL ed è bene sottolineare come esso sia compatibile pure con le agevolazioni previste per i lavoratori disabili.
Possono beneficiare di quest’agevolazione:
gruppi d’imprese;
datori di lavoro iscritti negli albi professionali;
cooperative di lavoro che abbiano instaurato con i propri soci un rapporto di lavoro subordinato.
Per quanto riguarda, invece, i contributi in capo ai lavoratori, questi sono sempre dovuti per intero.
E’ necessario però fare alcune precisazioni per quel che riguarda la possibilità di godere dei suddetti benefici.
La soppressione delle liste di collocamento, elenchi che in passato attestavano lo stato di disoccupazione, ha modificato le modalità ai fini della prova dello stato occupazionale del lavoratore.
Oggi, infatti, l’Inps e il Ministero del Lavoro ritengono sufficiente la dichiarazione di responsabilità che il lavoratore è tenuto a presentare al Centro per l’impiego di competenza, insieme a una certificazione dello stesso centro, dichiarazione che dimostri l’assenza di comunicazioni di assunzioni relative al lavoratore interessato dal beneficio contributivo.
Sospensione del rapporto
In ipotesi di quiescenza del rapporto di lavoro per maternità e servizio militare, il datore di lavoro ha comunque diritto a usufruire del beneficio contributivo per l’intero periodo agevolato pari a 36 mesi.
E’ pertanto possibile differire temporalmente il periodo di fruizione dei benefici, considerando neutri i periodi di sospensione per il predetti eventi. In questi casi, sulle integrazioni della retribuzione, poste a suo carico dalle previsioni contrattuali, il datore di lavoro è tenuto al versamento dell’ordinaria contribuzione, senza possibilità di accedere all’agevolazione prevista per l’assunzione agevolata.
E’ bene infine precisare che non vi può essere proroga del beneficio nel caso di temporaneo abbandono volontario dell’attività lavorativa (per es. nel caso di aspettativa per motivi familiari).
Per fruire dei benefici previdenziali occorre rispettare alcune condizioni:
l’assunzione deve essere a tempo indeterminato, anche part time, fino dall’origine. E’ bene precisare che la fattispecie dell'assunzione con contratto a tempo determinato e la successiva trasformazione a tempo indeterminato del rapporto, mentre trova espressa disciplina nella L. 23 luglio 1991, n. 223, non è invece contemplata dalla L. 29 dicembre 1990, n. 407;
i datori di lavoro devono essere in possesso dei requisiti di regolarità contributiva;
i datori di lavoro non devono assumere in sostituzione di lavoratori per qualsiasi causa licenziati o sospesi. Fra questi ultimi non sono compresi quelli che si dimettono e quelli assunti a termine, i cui contratti si risolvono alla prevista scadenza. Sulla base della normativa in essere si ritiene possibile ammettere alle agevolazioni contributive in argomento, i datori di lavoro che procedano alle relative assunzioni di personale dopo i sei mesi successivi alla cessazione dei precedenti rapporti di lavoro. Pertanto, le agevolazioni contributive in oggetto spettano anche ai datori di lavoro che abbiano assunto i nuovi lavoratori in sostituzione di altri con medesima qualifica, licenziati o sospesi in precedenza, purché le assunzioni siano intervenute trascorsi sei mesi dalla cessazione.
Trasferimento d’azienda e fruizione dei benefici contributivi
Il Ministero del Lavoro ha sottolineato che le imprese cessionarie, a seguito di trasferimento di ramo d’azienda, possono continuare a fruire dei benefici contributivi già in parte goduti dall’azienda cedente.
Il Ministero del Lavoro rimarca che, qualora intervenga un trasferimento di ramo d’azienda ai sensi dell’art. 2112 c.c., il rapporto di lavoro continua con il cessionario e il lavoratore conserva tutti i diritti che ne derivano.
Di conseguenza, nonostante il mutamento soggettivo nella titolarità dell’azienda, tutti i rapporti di lavoro instaurati dal cedente, compresi quelli oggetto di trasferimento, proseguono con il cessionario, senza soluzione di continuità.
Quest’ultimo proseguirà quindi a godere degli sgravi contributivi previsti dalla norma in oggetto, già riconosciuti al cedente, per quanto concerne la parte residua sino alla scadenza dei trentasei mesi.
Ciò deriva dal fatto che, visto che non si ha l’interruzione di questi rapporti di lavoro che costituiscono la fonte di detti sgravi, non cambia, anche se a seguito del trasferimento d’azienda, né la condizione soggettiva dei lavoratori occupati né la tipologia contrattuale adottata al momento dell’assunzione.
La richiesta della regolarità contributiva si ritiene adempiuta con la denuncia Uni-Emens che contiene i codici relativi alle diverse agevolazioni e il carattere di idonea manifestazione di volontà del datore di lavoro.
Per quanto concerne le agevolazioni, il datore di lavoro dovrà verificare che l’Inps abbia rilasciato il codice di autorizzazione. Con riferimento alle ipotesi di benefici che richiedono un apposito codice di autorizzazione, i competenti uffici dell’Istituto devono continuare a svolgere le attività istruttorie previste.
Entro le ore 24.00 del giorno che precede l’ingresso del dipendente in azienda, il datore di lavoro deve comunicare al Centro per l’impiego l’assunzione dei lavoratori di cui al presente paragrafo tramite il Modello Unificato Lav e inserire nello stesso i dati anagrafici del datore di lavoro e del lavoratore, la data di assunzione, il CCNL applicato e la tipologia contrattuale adottata.
Per quanto concerne, nello specifico, i lavoratori in Cigs da oltre 24 mesi è necessario:
una dichiarazione di servizio dell’azienda in Cigs che attesti il periodo lavorativo e il periodo di godimento della Cigs da parte del dipendente;
copia, o in alternativa numero e data di pubblicazione, del decreto di approvazione della Cigs da parte del Ministero del Lavoro.
In merito ai benefici di cui l’azienda può godere, occorre inserire nel campo “CodAgevolazioni” il codice corrispondente all’agevolazione secondo i tipi definiti dall’Inps.
Codici Uni-Emens Tipi Contribuzione
Lavoratori assunti ai sensi dell’art.8, comma 9, della Legge 29/12/90, n.407, aventi titolo alla riduzione del 50% dei contributi a carico del datore di lavoro (disoccupati o cassintegrati assunti da aziende del Centro Nord). (circ. INPS n. 25/91)
Lavoratori assunti ai sensi dell’art.8, comma 9, della Legge 29/12/90, n.407, aventi titolo alla esenzione totale dei contributi a carico del datore di lavoro (disoccupati o cassintegrati assunti da aziende del Mezzogiorno). (circ. INPS n. 25/91)
Requisiti e adempimenti per ottenere il beneficio
Lavoratore cassaintegrato da almeno 24 mesi
Lavoratore disoccupato da almeno 24 mesi (status risultante al Centro per l’impiego)
Assunzione a tempo indeterminato ab origine
Assunzione non in sostituzione di licenziati o sospesi, per qualsiasi causa, nei 6 mesi precedenti
Comunicazione anticipata di assunzione on-line al Centro per l’impiego
Verifica della regolarità contributiva
2. Agevolazioni derivanti dall’assunzione, con contratto a tempo pieno e indeterminato, di un lavoratore che abbia fruito del trattamento di integrazione salariale straordinaria per almeno 3 mesi e che sia dipendente da azienda beneficiaria da almeno 6 mesi
I datori di lavoro, che assumono a tempo indeterminato lavoratori che abbiano usufruito della Cigs per almeno 3 mesi, anche non continuativi, dipendenti da imprese in Cigs da almeno 6, hanno diritto ai seguenti benefici:
un’una tantum, pari al 50% dell’indennità di mobilità che sarebbe spettata al lavoratore se fosse stato licenziato, per ogni mensilità di retribuzione effettivamente erogata al lavoratore. Il contributo non può essere superiore all’importo della retribuzione erogata al lavoratore nello stesso mese, comprese le competenze ultramensili. Siccome il contributo è commisurato al 50% dell’indennità di mobilità che sarebbe stata corrisposta al lavoratore, occorre che lo stesso ne abbia diritto, sia per anzianità aziendale sia per settore economico di appartenenza dell’azienda. Il beneficio, come da tabella sotto-riportata, ha dei limiti temporali inferiori a quelli dell’indennità di mobilità che sarebbe spettata al lavoratore e, comunque, cessa nel momento in cui il lavoratore matura il diritto alla pensione di vecchiaia.
Questo beneficio spetta per il seguente periodo massimo:
9 mesi Per i lavoratori che hanno fino a 50 anni di età
21 mesi Per i lavoratori ultracinquantenni
33 mesi Per i lavoratori ultracinquantenni e residenti nel mezzogiorno o in circoscrizioni territoriali con un tasso di disoccupazione superiore alla media nazionale e l’azienda opera nei predetti territori.
una riduzione contributiva data dalla possibilità di versare, per un periodo di 12 mesi, la contribuzione a proprio carico nella misura percentuale pari a quella degli apprendisti dipendenti da imprese con più di nove lavoratori subordinati: il 10%.
La riduzione non riguarda invece i contributi a carico dei lavoratori che sono dovuti in misura piena. L’aliquota complessiva è, quindi, pari al 19,19% essendo comprensiva del 9,19% a carico del lavoratore.
E’ opportuno inoltre precisare che l’agevolazione previdenziale non si applica ai premi Inail dovuti all’Istituto per la copertura degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali.
Possono godere degli incentivi previsti tutti i datori di lavoro privati operanti in Italia e le Cooperative di produzione e lavoro che ammettono i cassaintegrati come soci lavoratori.
E’ esclusa la concessione dei benefici per i lavoratori che svolgono la loro attività nei paesi extracomunitari e che sono assicurati in base alla normativa vigente.
Sono escluse inoltre le Pubbliche Amministrazioni.
I soggetti che danno diritto al beneficio in oggetto sono quei lavoratori allo stesso tempo:
In Cigs da almeno 3 mesi, anche non continuativi;
Dipendenti da imprese in Cigs da almeno 6.
E’ bene precisare che il lavoratore deve trovarsi in Cigs al momento dell’assunzione.
Ferma restando la durata del beneficio contributivo, pari a un massimo di 12 mesi, in caso di sospensione del rapporto lavorativo per maternità o servizio militare, il datore di lavoro può godere dell’agevolazione per il completo periodo. Si può quindi differire i benefici per un periodo corrispondente alla loro sospensione. Ribadiamo che non vi può invece essere proroga nel caso di temporaneo abbandono volontario dell’attività lavorativa (per es. aspettativa per motivi familiari).
Per godere degli incentivi suddetti, i datori di lavoro devono:
Assumere a tempo pieno e indeterminato lavoratori che fruiscono in quel momento del trattamento di Cigs;
Non avere proceduto a riduzioni di personale nei 12 mesi precedenti, salvo che l’assunzione non avvenga per professionalità differenti, né avere in atto sospensioni a zero ore;
Non effettuare le assunzioni in ottemperanza di un obbligo derivante dalla legge o da contratti o accordi collettivi o individuali;
Essere in possesso dei requisiti di regolarità contributiva.
L’agevolazione non spetta in relazione alle assunzioni dei lavoratori collocati in Cigs, nei 6 mesi precedenti, da parte di un’impresa che presenta assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli dell’impresa che assume, ovvero è in rapporto di collegamento o controllo con questa.
Trasferimento d'azienda e fruizione dei benefici contributivi
Gli sgravi contributivi di cui gode l’impresa cedente si trasmettono al cessionario qualora si accerti che, tra l’impresa cedente e quella che procede all’assunzione dei lavoratori per i quali si usufruisce del beneficio, vi è stata una procedura di trasferimento, senza soluzione di continuità, a prescindere da come sia stata attuata (cessione, affitto, fusione, scorporo, etc.) o dal fatto che vi sia stato un accordo sindacale.
Non essendoci l’interruzione del contratto di lavoro instaurato con l’applicazione dei benefici contributivi, non muta la condizione soggettiva degli occupati e nemmeno la tipologia contrattuale originaria attribuita all’atto di assunzione.
Con riferimento ai benefici in esame, i competenti uffici dell’Inps dovranno continuare a effettuare le attività istruttorie.
Il contributo una tantum pari al 50% dell’indennità di mobilità che sarebbe spettata è da chiedere attraverso la presentazione all’Inps di uno specifico modulo.
Se l’Inps autorizza l’impresa, questa è legittimata a godere dei benefici attraverso i codici da inserire nell’Uni-Emens.
Per quanto concerne i suddetti lavoratori in Cigs è necessaria:
Una dichiarazione dell’azienda cedente che attesti il periodo lavorativo e quello di godimento della Cigs da parte del dipendente;
Per quanto riguarda i benefici di cui l’impresa può godere, occorre inserire nel campo “CodAgevolazioni” il codice corrispondente all’agevolazione secondo i tipi definiti dall’Inps.
86 Lavoratori ex cassintegrati assunti a tempo pieno e indeterminato ai sensi dell’art.2, comma 4, del D.L.8/10/92, n.398. (circ. INPS n. 260/92)
3. Agevolazioni derivanti dall’assunzione di un lavoratore iscritto nelle liste di mobilità
I datori di lavoro che assumono lavoratori iscritti nelle liste di mobilità hanno diritto a una riduzione contributiva, pari a quella degli apprendisti (10%), e, secondo i diversi contratti di assunzione, a un incentivo economico.
Il beneficio non riguarda, però, i contributi in capo ai lavoratori e i premi dovuti all’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali che sono dovuti quindi in misura piena. I premi all’Inail sono da versare direttamente all’Istituto.
Assunzione di lavoratori dalle liste di mobilità e incentivi previdenziali
I datori di lavoro possono assumere lavoratori in mobilità e versare il contributo del 10%:
stipulando un contratto a termine che potrà, in tale caso, essere privo delle ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo che giustificano l’apposizione di un termine. Il rapporto di lavoro, così come l’agevolazione contributiva, dovrà avere una durata massima di 12 mesi.
Nel caso in cui, invece, l’assunzione a tempo determinato abbia come causale una delle ragioni di cui sopra, il rapporto potrà avere durata massima anche superiore a 12 mesi ma l’agevolazione dovrà comunque rispettare questo termine.
Qualora poi il contratto a termine, nel corso del suo svolgimento, sia trasformato a tempo indeterminato, il datore di lavoro può godere per un periodo di ulteriori 12 mesi, a decorrere dal mese di trasformazione, dell’agevolazione pari al versamento della contribuzione prevista per gli apprendisti.
E’ bene sottolineare come la trasformazione a tempo indeterminato del contratto a termine debba avvenire entro i termini di scadenza di quest’ultimo.
Per fruire del beneficio in esame, il datore di lavoro deve comunicare la trasformazione del rapporto ai Centri per l’impiego entro 5 giorni. L’eventuale ritardo della comunicazione comporta la decorrenza del beneficio contributivo dalla ricezione della comunicazione.
stipulando un contratto a tempo indeterminato: le imprese che assumono a tempo indeterminato hanno diritto a godere dell’agevolazione, relativa al versamento dell’aliquota contributiva del 10% sull’imponibile retributivo ai fini previdenziali, per un periodo massimo di 18 mesi.
Incentivo economico previsto in caso di assunzione con contrato di lavoro a tempo indeterminato
Il datore di lavoro, poi, che trasforma o assume direttamente a tempo pieno e indeterminato può godere, oltre all'agevolazione contributiva, del contributo mensile pari al 50% dell’indennità di mobilità, che sarebbe spettata al lavoratore se non fosse stato assunto, per un arco temporale che tiene conto dell’età anagrafica del soggetto e delle aree nelle quali era occupato.
Il contributo spetta solo per i periodi di effettiva corresponsione della retribuzione al lavoratore.
Il contributo è concesso dall’Inps a domanda del datore e può essere conguagliato solo dopo avere ottenuto un’autorizzazione.
Destinatari Durata massima
Lavoratori con età fino a 50 anni 12 mesi
Lavoratori con età superiore a 50 anni 24 mesi
Lavoratori con più di 50 anni assunti da imprese che operano nelle aree del Mezzogiorno o in circoscrizioni territoriali con tasso di disoccupazione superiore alla media nazionale 36 mesi
Tutti i datori di lavoro operanti in Italia e le cooperative che instaurano con soci lavoratori anche rapporti di lavoro subordinato possono godere delle agevolazioni.
Hanno diritto all’incentivo anche gli enti pubblici economici definiti azienda ex art. 2082 c.c.
I lavoratori che danno titolo al beneficio contributivo sono quelli iscritti nelle liste di mobilità in seguito a una Cigs o a un licenziamento collettivo. L’assunzione a tempo pieno e indeterminato di un lavoratore che beneficia dell’indennità di mobilità è incentivata sia sotto il profilo contributivo sia sotto il profilo economico.
Ferma restando la durata del beneficio contributivo, previste per le differenti tipologie di assunzioni, in caso di sospensione del rapporto lavorativo per maternità o servizio militare, il datore di lavoro può godere dell’agevolazione per il completo periodo. Si può quindi differire i benefici per un periodo corrispondente alla loro sospensione. E’ bene invece precisare che non vi può essere proroga nel caso di temporaneo abbandono volontario dell’attività lavorativa da parte del lavoratore (per es. aspettativa per motivi familiari).
Per potere godere degli incentivi in esame, i datori di lavoro devono:
Non assumere in ottemperanza di un obbligo derivante dalla legge o da contratti o accordi collettivi o individuali;
Essere in possesso dei requisiti di regolarità contributiva;
Non avere proceduto a riduzioni di personale nei 6 mesi precedenti, salvo che l’assunzione non avvenga per professionalità differenti né avere in atto sospensioni a zero ore.
L’agevolazione non spetta in relazione alle assunzioni dei lavoratori collocati in mobilità, nei 6 mesi precedenti, da parte di un’impresa che presenta assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli dell’impresa che assume, ovvero è in rapporto di collegamento o controllo con questa.
Anche gli sgravi contributivi di cui gode l'azienda cedente, relativi a lavoratori assunti dalle liste di mobilità, si trasmettono, fino al loro esaurirsi, al cessionario.
Come visto sopra, dato che non si verifica l’interruzione del contratto di lavoro instaurato con l’applicazione dei benefici contributivi, non cambia la condizione soggettiva degli occupati e nemmeno la tipologia contrattuale originaria attribuita all’atto di assunzione.
Con riferimento ai benefici che richiedono un codice di autorizzazione, i competenti uffici dell’Inps dovranno continuare a effettuare le relative attività istruttorie.
Il contributo una tantum pari al 50% dell’indennità di mobilità che sarebbe spettata al lavoratore se non fosse stato assunto è da chiedere attraverso la presentazione all’Inps di un modulo.
Entro le ore 24.00 del giorno che precede l’ingresso del dipendente in azienda, il datore di lavoro deve comunicare al Centro per l’impiego l’assunzione dei lavoratori di cui al presente paragrafo tramite il Modello Unificato Lav e inserire nello stesso i dati anagrafici del datore di lavoro e del lavoratore, la data di assunzione e l’eventuale data di cessazione, il CCNL applicato e la tipologia contrattuale adottata.
Nel caso in cui vi sia invece una trasformazione del contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato, il modello che il datore di lavoro deve utilizzare è l’Unificato lav – Trasformazione, da inoltrare entro 5 giorni.
Per quanto riguarda i benefici di cui l’azienda può godere, occorre inserire nel campo “CodAgevolazioni” il codice corrispondente all’agevolazione secondo i tipi definiti dall’Inps.
Se l’Inps autorizza l'azienda, questa è legittimata a conguagliare il contributo attraverso i codici da inserire nell’Uni-Emens.
75 Lavoratori in mobilità assunti con contratto a tempo indeterminato ex art.25, comma 9, della Legge 23/7/91, n.223. (circ. INPS n. 260/91)
76 Lavoratori in mobilità assunti con contratto a termine ex art.8, comma 2, della Legge 23/7/91, n.223. (circ. INPS n. 260/91)
77 Lavoratori in mobilità assunti con contratto a termine ex art.8, comma 2, della Legge 23/7/91, n.223, trasformato nel corso del suo svolgimento in rapporto a tempo indeterminato. (circ. INPS n. 260/91)
Assunzione di lavoratori Norma di riferimento Condizioni Incentivo
Sospesi in Cigs c.9, art.8, L.n.407/1990 Cassaintegrati da almeno 24 mesi
L’assunzione a tempo indeterminato comporta:
Riduzione del 50% dei contributi previdenziali e assistenziali per 36 mesi
Esenzione totale dei contributi previdenziali e assistenziali per le imprese del Mezzogiorno e per quelle artigiane.
Sospesi in Cigs c.3, art.4, L.n.236/1993 Lavoratori che hanno goduto della Cigs per almeno 3 mesi e che sono dipendenti da imprese in Cigs da almeno 6
L’assunzione a tempo pieno e indeterminato comporta:
La contribuzione a carico del datore per 12 mesi pari a quella degli apprendisti;
Un importo pari al 50% dell’indennità di mobilità che avrebbe percepito il lavoratore se fosse stato licenziato:
- 9 mesi fino a 50 anni;
- 21 mesi oltre 50 anni;
- 33 mesi oltre 50 anni in aree svantaggiate o nel Mezzogiorno.
Collocati in mobilità Artt. 8 e 25,
Il lavoratore deve essere iscritto nelle liste di mobilità
L’assunzione con contratto a tempo determinato comporta in capo al datore di lavoro una contribuzione pari al 10% per un massimo di 12 mesi; se il contratto viene trasformato a tempo indeterminato la contribuzione del 10% si versa per ulteriori 12 mesi;
l’assunzione con contratto a tempo indeterminato comporta in capo al datore di lavoro una contribuzione pari al 10% per un massimo di 18 mesi;
dal contratto a termine trasformato a tempo pieno e indeterminato o stipulato direttamente in questi termini deriva al datore di lavoro, poi, un importo pari al 50% dell’indennità di mobilità che sarebbe spettata al lavoratore, sottratti i periodi già percepiti dallo stesso, entro questi limiti:
- 12 mesi fino a 50 anni;
- 24 mesi oltre 50 anni;
- 36 mesi oltre 50 anni nel Mezzogiorno o in aree svantaggiate