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Timestamp: 2020-08-15 04:41:10+00:00
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Il reato di indebita compensazione può avere ad oggetto tutte le somme dovute inseribili nel modello F24, indipendentemente dalla tipologia dell’imposta – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
Il reato di indebita compensazione può avere ad oggetto tutte le somme dovute inseribili nel modello F24, indipendentemente dalla tipologia dell’imposta
Si segnala ai lettori del blog la sentenza numero 15290.2020, depositata il 19 maggio 2020, resa dalla III Sezione penale della Corte di Cassazione, con la quale il Collegio del diritto, esprimendosi in sede cautelare reale su un caso di indebita compensazione, enuncia il principio di diritto secondo il quale il reato tributario si configura con riferimento a tutte le tipologie di compensazione (orizzontale e verticale) e può avere ad oggetto tutte le somme dovute che possono essere inserite nell’apposito modello F/24.
Principio analoga era stato affermato dalla medesima sezione della Suprema corte con la sentenza 13149/21019 già commentata sul sito nell’area del diritto penale tributario.
Nel caso di specie, all’indagato era contestato il delitto di indebita compensazione ex art. 10 quater D.lgs. 74/2000, per aver utilizzato in compensazione crediti riferibili a soggetti terzi.
Il Tribunale della Libertà di Pordenone rigettava l’istanza di riesame avverso il decreto di sequestro preventivo per equivalente emesso dal G.I.P. in sede.
La difesa del prevenuto interponeva ricorso per cassazione avverso l’ordinanza del Tribunale del riesame, articolando plurimi motivi di impugnazione.
Ai fini del presente commento, riveste maggiore interesse la deduzione della violazione dell’art. 10 quater D.lgs. 74/2000, in quanto, secondo la tesi difensiva, l’indebita compensazione non si applica a qualsiasi tipo di tributo utilizzato nel modello F/24, bensì solo le imposte sui redditi e l’IVA.
I Giudici di legittimità, nel rigettare il ricorso, richiamano il prevalente orientamento giurisprudenziale in tema di configurazione del delitto tributario con riferimento alla compensazione sia orizzontale sia verticale, in considerazione dell’ampliamento delle ipotesi di compensazione previste dalla legge.
<e’ infatti=”” stato=”” affermato=”” dalla=”” prevalente=”” giurisprudenza=”” di=”” legittimità<=”” em=””></e’> (cfr. Sez. 3 n. 5934/19 del 12/09/2018, Giannino, Rv. 275833; Sez. 3, n. 8689/19 del 30/10/2018, Dalla Torre Rv. 275015; Sez. 3, n. 15236 del 16/01/2015, Chiarolla, Rv. 263051; Sez. 3, n. 42462 del 11/11/2010, Ragosta, Rv. 248754) – ed è stato implicitamente confermato dalla sentenza della Corte costituzionale n. 35 del 2018 – che il reato di indebita compensazione ex art. 10- quater d. lgs. n. 74 del 2000 attiene a qualunque tipologia di indebite compensazioni, in considerazione dell’ampliamento delle ipotesi di compensazione previste dalle norme tributarie disposto dall’art. 17 del d.lgs. 9 luglio 1997, n. 241, se quindi può avere ad oggetto sia il caso di compensazione “verticale”, riguardante crediti e debiti afferenti alla medesima imposta, sia in caso di compensazione “orizzontale”, concernente crediti e debiti di imposta di natura diversa, incluse quelle relative ai contributi previdenziali ed assistenziali dovuti. In sostanza si incrimina l’utilizzo indebito del meccanismo e la fraudolenta indicazione del suo utilizzo nella dichiarazione, per cui l’indebita compensazione può avere ad oggetto tutte le somme dovute che possono essere inserite nell’apposito “Modello F24”.
Di contro, la sentenza di segno opposto richiamata dal ricorrente (sez. 1, n. 38042 del 10/07/2019, non mass. ) costituisce un indirizzo minoritario e del tutto isolato. Pertanto l’ordinanza impugnata ha motivato le ragioni per le quali ha inteso aderire al prevalente indirizzo, svolgendo un’ampia argomentazione sul punto>.
Cassazione penale sez. III, 16/01/2015, n.15236
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