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Timestamp: 2019-02-22 19:02:31+00:00
Document Index: 116406679

Matched Legal Cases: ['art. 295', 'art. 162', 'art. 180', 'art. 173', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 186']

Casi e sentenze di merito su Risoluzione e annullamento del concordato
Concordato preventivo: risoluzione e rapporto col fallimento
Nei rapporti fra concordato preventivo e fallimento, allorché il debitore sottoposto a procedimento per la dichiarazione di fallimento presenti domanda di ammissione al concordato preventivo, non ricorre alcuna causa di sospensione del primo giudizio, ai sensi dell'art. 295 c.p.c.; inoltre, non vi è alcuna disposizione normativa che ponga il divieto di proporre istanze di fallimento nel corso della procedura di concordato preventivo o che imponga che quelle già in precedenza proposte debbano essere dichiarate improcedibili, pertanto, a seguito di esito negativo della domanda di concordato (per inammissibilità, ex art. 162 l. fall., o per diniego di omologazione, ex art. 180 l. fall., o per revoca, ex art. 173 l. fall.), può essere dichiarato il fallimento, in presenza di istanze dei creditori o del PM, in quanto ciò è espressamente previsto e disciplinato dalla legge fallimentare.
Concordato liquidatorio: contenuto della proposta e modalità di vendita dei beni immobili
È inammissibile una proposta di concordato preventivo liquidatorio che risulti sottoposta a riserve e condizioni tali da non renderne determinato il contenuto, ai fini delle valutazioni previste dagli artt. 160 e 161 l. fall.
Presupposti per la risoluzione del concordato preventivo
09 Gennaio 2015 | di La Redazione
Presupposto per la risoluzione del concordato preventivo è, ai sensi dell’art. 186 l. fall., un inadempimento di non scarsa importanza: prima di poter effettuare la valutazione in ordine alla rilevanza e gravità, è necessario, pertanto, accertare che vi sia stato un inadempimento, ossia la mancata effettuazione della prestazione dovuta da parte del debitore.
Risoluzione del concordato per irragionevole durata dell'adempimento del piano
18 Giugno 2014 | di La Redazione
Ai fini della risoluzione per inadempimento, ex art. 186 l. fall., del concordato preventivo con cessione dei beni, non rileva solo la circostanza che le somme ricavabili dalla vendita dei beni risultino insufficienti a soddisfare integralmente i creditori privilegiati e, anche in minima parte, quelli chirografari, ma occorre fare riferimento anche alla componente temporale dell’adempimento, aspetto che rientra nella causa concreta del concordato.
Risoluzione di un concordato con conversione del credito in capitale di rischio
03 Giugno 2014 | di La Redazione
Qualora il concordato preventivo - omologato ma successivamente risolto - preveda la conversione di una parte del credito chirografario in “capitale di rischio” della debitrice, la risoluzione ex art. 186 l. fall. spiega i soli effetti retroattivi che appaiono compatibili con la situazione derivante dalla riorganizzazione concordataria.
Annullamento del concordato su istanza del commissario giudiziale e prededuzione dei compensi professionali
I compensi a favore dei professionisti che hanno assistito la parte in un concordato preventivo poi annullato su istanza del commissario giudiziale, ex art. 186 l. fall., vanno liquidati in prededuzione nel successivo fallimento, in quanto l’iniziativa del commissario giudiziale, finalizzata a un possibile esercizio di azioni risarcitorie, ha generato debiti di massa.
La valutazione dell’inadempimento, causa della risoluzione del concordato preventivo, deve riguardare gli aspetti meramente oggettivi
Ai fini della risoluzione del concordato preventivo ex&nbsp; art. 186, comma 2, l. fall., rileva il solo dato oggettivo dell’inadempimento, ossia il suo grado di gravità, indipendentemente da eventuali componenti soggettive quali la colpa, l’imputabilità dei fatti al debitore e l’interesse soggettivo.