Source: http://raccoltanormativa.consiglio.regione.toscana.it/articolo?urndoc=urn:nir:regione.toscana:legge:2005-02-24;41&pr=idx,0;artic,1;articparziale,0
Timestamp: 2019-05-23 15:56:21+00:00
Document Index: 63691238

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 8', 'art. 31', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 5', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 58', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 8', 'art. 20', 'art. 16', 'art. 9', 'art. 17', 'art. 10', 'art. 18', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 40', 'art. 3', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 22', 'art. 14', 'art. 23', 'art. 117', 'art. 25', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 26', 'art. 27', 'art. 23', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 24', 'art. 28', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 17']

- Principi generali del sistema integrato di interventi e servizi sociali
- Il sistema integrato di interventi e servizi sociali
- Principi del sistema integrato
i) partecipazione attiva dei cittadini singoli o associati, nell'ambito dei principi di solidarietà e di auto-organizzazione anche mediante processi partecipativi ai sensi della legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 (Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali); (10)
Parole aggiunte con l.r. 27 dicembre 2007, n. 69, art. 23.
- Livelli essenziali delle prestazioni sociali
2. Il piano integrato sociale regionale di cui all' articolo 27 definisce, sulla base del fabbisogno rilevato:
a) le caratteristiche quantitative e qualitative dei servizi e degli interventi che costituiscono i livelli essenziali delle prestazioni sociali definiti dallo Stato, nell'ambito delle risorse trasferite, di cui all' articolo 45 , comma 1;
3. L'attuazione in ambito zonale del piano integrato sociale regionale avviene sulla base delle caratteristiche sociali, economiche, epidemiologiche e morfologiche del territorio, nel rispetto dei criteri di equità, efficacia ed appropriatezza, tenuto conto delle risorse finanziarie messe a disposizione dallo Stato, dalla Regione e dagli enti locali, nonché della compartecipazione degli utenti al costo delle prestazioni, ed è definita negli atti di programmazione locale di cui all' articolo 29 .
- Diritti di cittadinanza sociale
- Diritto agli interventi e ai servizi del sistema integrato
b) stranieri con permesso umanitario di cui all' articolo 18 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero) e stranieri con permesso di soggiorno di cui all'articolo 41 dello stesso decreto legislativo;
4. Tutte le persone dimoranti nel territorio della Regione Toscana hanno diritto agli interventi di prima assistenza alle condizioni e con i limiti previsti dalle normative vigenti e secondo le procedure definite dalla programmazione regionale e locale.
- Soggetti istituzionali tenuti alla erogazione delle prestazioni
1. Per i soggetti di cui all' articolo 5 , comma 1 il comune di residenza assicura la definizione del percorso assistenziale personalizzato di cui all' articolo 7 , comma 2, l'erogazione delle prestazioni e sostiene gli oneri per l'assistenza prestata.
4. Per le prestazioni e i servizi rivolti ai soggetti di cui all' articolo 5 , commi 2 e 4, è competente il comune nel cui territorio si è manifestata la necessità d'intervento.
- Modalità per l'accesso al sistema integrato
b ) con incapacità fisica o psichica, totale o parziale, di provvedere alle proprie esigenze;
7. La programmazione zonale di cui all'articolo 29 indica i criteri con i quali i comuni disciplinano le condizioni per l'accesso agli interventi e servizi, anche con riferimento ai soggetti di cui al comma 6.
- Diritto all'informazione e principi di comunicazione sociale
3. Per i soggetti che presentino deficit psico-fisici e sensoriali, culturali, sociali, tali da ostacolare l'acquisizione di informazione sui diritti di cui ai commi 1 e 2, nonché sulle modalità di accesso al sistema integrato, sono previste forme specifiche di informazione, orientamento ed accompagnamento, finalizzate a rimuovere gli ostacoli alla normale fruizione dei servizi e degli interventi sociali ed a garantirne la piena accessibilità.
4. La Regione promuove l'attivazione di punti informativi unitari da parte dei comuni singoli o associati in raccordo con i servizi territoriali della zona-distretto, aventi la finalità di fornire informazioni e orientamento ai cittadini sui diritti e le opportunità sociali, sui percorsi assistenziali, sui servizi e gli interventi del sistema integrato. Tali punti informativi svolgono la loro attività in raccordo con le strutture di accesso unitario ai servizi di cui all' articolo 7 , comma 1.
- Carta dei servizi sociali
f) riferimento alle clausole contrattuali e al rispetto della normativa di cui all' articolo19 , comma 2.
- Pubblica tutela
1. La Regione sostiene i comuni, singoli o associati (50)
Parole così sostituite con l.r. 30 luglio 2014, n. 45, art. 1.
che mediante accordi, convenzioni o altri atti di collaborazione istituzionale, attivano servizi e interventi di supporto in favore delle persone prive in tutto o in parte di autonomia nell'espletamento delle funzioni della vita quotidiana, di cui al libro I, titolo XII del codice civile, nonché dei soggetti ai quali sono conferite dall'autorità giudiziaria le funzioni di tutore, curatore o di amministratore di sostegno, anche in raccordo con altri enti e autori tà interessate alla pubblica tutela.
3. Nel piano integrato sociale regionale, di cui all' articolo 27 , sono definiti gli indirizzi per la realizzazione dei servizi e degli interventi relativi alla pubblica tutela, al fine di garantirne l'omogeneità sul territorio regionale, e sono individuate le forme di sostegno della Regione a tali servizi e interventi. E' data priorità alle iniziative che consentono la diffusione dei servizi e degli interventi sull'intero territorio della provincia.
- PROGRAMMAZIONE E ORGANIZZAZIONE DELLE FUNZIONI
1. Per la realizzazione del sistema integrato è adottato il metodo della programmazione degli interventi e delle risorse, sulla base della rilevazione dei bisogni negli ambiti territoriali, della verifica sistematica dei risultati in termini di qualità e di efficacia. (69)
Parole soppresse con l.r. 7 gennaio 2015, n. 2, art. 13.
2. La programmazione regionale e zonale del sistema integrato è attuata secondo i principi dell'integrazione con gli atti di programmazione sanitaria e del coordinamento con quelli delle altre materie di cui all' articolo 3 , comma 2, lettera b).
3. I comuni concorrono alla definizione ed alla valutazione delle politiche regionali in materia sociale e socio-sanitaria attraverso la Conferenza regionale dei sindaci (17)
Parole prima sostituite con l.r. 28 dicembre 2009, n. 83, art. 8, ed ora così sostituite con l.r. 9 agosto 2016, n. 58, art. 31.
- Programmazione regionale (18)
Articolo così sostituito con l.r. 28 dicembre 2009, n. 83, art. 9.
1. La programmazione regionale degli interventi e servizi sociali è definita dal piano sanitario e sociale integrato regionale di cui agli articoli 18 e 19 della l.r. 40/2005.
- Commissione regionale per le politiche sociali
1. E' costituita presso la Giunta regionale la commissione regionale per le politiche sociali, composta da rappresentanti delle organizzazioni sindacali, delle categorie economiche, delle associazioni di rappresentanza e tutela degli utenti, delle organizzazioni del terzo settore, degli iscritti agli ordini e alle associazioni professionali.
4. La composizione e la procedura per la nomina della commissione regionale per le politiche sociali sono definite con regolamento regionale di cui all' articolo 62.
- Piano di inclusione zonale (19)
Articolo prima sostituito con l.r. 28 dicembre 2009, n. 83, art. 10, ed ora così sostituito con l.r. 30 luglio 2014, n. 45, art. 5.
2 bis. Il PIZ, in maniera coordinata ed integrata con il PIS, promuove la valorizzazione e la tutela delle identità territoriali per una migliore attenzione e vicinanza al cittadino sulla base del principio di sussidiarietà, anche attraverso le articolazioni territoriali istituite ai sensi dell’articolo 22, comma 2, della legge regionale 23 marzo 2017, n. 11 (Disposizioni in merito alla revisione degli ambiti territoriali delle zone-distretto. Modifiche alla l.r. 40/2005 ed alla l.r. 41/2005), volte a garantire una più ampia partecipazione delle istituzioni locali ai livelli di programmazione. (73)
Comma inserito con l.r. 23 marzo 2017, n. 11, art. 18.
5. Il PIZ ha durata analoga al ciclo di programmazione sociale e sanitaria integrata regionale. La parte attuativa del PIZ viene aggiornata annualmente ed è condizione per l’attivazione delle risorse ricomprese nel fondo sociale regionale (74)
Parole soppresse con l.r. 23 marzo 2017, n. 11, art. 18.
8. La Giunta regionale elabora apposite linee guida per la predisposizione del PIZ entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge regionale 30 luglio 2014, n. 45 (Modifiche alla legge regionale 24 febbraio 2005, n. 41 “Sistema integrato di interventi e servizi per la tutela dei diritti di cittadinanza sociale”).
- Procedimento per l'approvazione del piano di zona
Articolo abrogato con l.r. 28 dicembre 2009, n. 83, art. 11.
- Carta dei diritti di cittadinanza sociale
1. La conferenza zonale dei sindaci (21)
Parole così sostituite con l.r. 28 dicembre 2009, n. 83, art. 12.
- Patti per la costruzione di reti di solidarietà socia le
1. Gli enti locali promuovono e valorizzano attività organizzate da singoli o gruppi e dai soggetti di cui al titolo II, capo II, anche mediante la definizione, con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, di patti per la costruzione di reti di solidarietà sociale, anche attraverso l'attivazione di procedure di contrattazione negoziata.
- Organizzazione territoriale e funzioni gestionali
- Ambiti territoriali per la gestione del sistema locale di interventi e servizi sociali (55)
Articolo così sostituito con l.r. 30 luglio 2014, n. 45, art. 6.
1. Le zone-distretto, di cui all'articolo 64, comma 1, della l.r. 40/2005, costituiscono gli ambiti territoriali per l’integrazione socio sanitaria, per l’esercizio coordinato della funzione fondamentale in ambito sociale, nonché gli ambiti territoriali di dimensione adeguata per l’assolvimento dell’obbligo di esercizio associato della medesima funzione fondamentale da parte dei comuni a ciò tenuti ai sensi della legislazione statale.
- Conferenza zonale dei sindaci (56)
Articolo così sostituito con l.r. 30 luglio 2014, n. 45, art. 7.
1. In ciascuna delle zone-distretto è istituita la conferenza zonale dei sindaci, cui partecipano tutti i sindaci dell’ambito, ovvero chi, ai sensi della normativa nazionale, ricopre temporaneamente la carica di sindaco. (80)
Comma così sostituito con l.r. 12 dicembre 2017, n. 70, art. 58.
3 bis. Il presidente della conferenza coincide con il presidente della conferenza zonale integrata di cui all'articolo 12 bis della l.r. 40/2005. (75)
Comma inserito con l.r. 23 marzo 2017, n. 11, art. 19.
9 bis. Per le zone-distretto nelle quali sono costituite le società della salute, le funzioni della conferenza zonale dei sindaci sono svolte dall’assemblea dei soci della società della salute, fermo restando quanto previsto dall’articolo 71 quater, comma 5 bis, della l.r. 40/2005.(76)
Comma aggiunto con l.r. 23 marzo 2017, n. 11, art. 19.
- Compiti della conferenza zonale dei sindaci (57)
Articolo così sostituito con l.r. 30 luglio 2014, n. 45, art. 8.
1. La conferenza zonale dei sindaci coordina l’esercizio delle funzioni di competenza dei comuni di cui all’ articolo 11, svolge le attività di programmazione locale e le altre funzioni previste dalla normativa regionale, (77)
Parole soppresse con l.r. 23 marzo 2017, n. 11, art. 20.
3. Per l’elaborazione degli atti della programmazione locale, la conferenza può avvalersi delle strutture dei comuni oppure dell’ufficio di piano di cui all’articolo 64, comma 8, della l.r. 40/2005, nell'ambito della convenzione per l'esercizio delle funzioni di integrazione socio-sanitaria di cui all'articolo 70 bis della l.r. 40/2005.
- Forme innovative di gestione unitaria ed integrata dei servizi tra comuni e aziende unità sanitarie locali - Società della salute
Abrogato. (26)
Articolo abrogato con l.r. 28 dicembre 2009, n. 83, art. 16.
- Esercizio associato delle funzioni (58)
Articolo inserito con l.r. 30 luglio 2014, n. 45, art. 9.
- Coordinatore sociale (27)
Articolo prima sostituito con l.r. 28 dicembre 2009, n. 83, art. 17, ed ora così sostituito con l.r. 30 luglio 2014, n. 45, art. 10.
4. Negli ambiti di zona-distretto in cui non sono costituite le società della salute, sono garantite la coerenza della programmazione unitaria per la salute, la governance istituzionale, l’integrazione sociosanitaria, il coordinamento interprofessionale, la costruzione del servizio sociale unico di livello zonale, attraverso il rapporto diretto con la conferenza dei sindaci, ovvero con le unioni comunali, le convenzioni comunali, nonché con la convenzione per l'esercizio delle funzioni di integrazione socio-sanitaria di cui all'articolo 70 bis della l.r. 40/2005.
Abrogato. (28)
Articolo prima sostituito con l.r. 28 dicembre 2009, n. 83, art. 18, ed ora abrogato con l.r. 30 luglio 2014, n. 45, art. 11.
- Formazione degli operatori dei servizi sociali
1. Il regolamento regionale, di cui all' articolo 62 , individua i livelli di formazione scolastica e professionale per gli operatori sociali del sistema integrato, tenuto conto delle funzioni e delle competenze necessarie a garantire l'adeguatezza e l' appropriatezza delle prestazioni.
- Valutazione e monitoraggio del sistema integrato
- Osservatorio sociale
2 bis. Alla realizzazione delle funzioni di cui al comma 1 concorrono i comuni, tramite uno specifico accordo tra la Regione e il soggetto rappresentativo ed associativo della generalità dei comuni in ambito regionale, supportando le funzioni dell’osservatorio sociale in ambito territoriale. (59)
Comma inserito con l.r. 30 luglio 2014, n. 45, art. 12.
2 ter. Per l'attuazione delle funzioni di cui al presente articolo i comuni, tramite l’accordo di cui al comma 2 bis, possono dotarsi di strumenti e competenze anche mediante l'attivazione di collaborazioni con agenzie regionali, istituti di ricerca, università. (60)
Comma aggiunto con l.r. 30 luglio 2014, n. 45, art. 12.
3. Alle funzioni di cui al presente articolo concorrono anche le province, per lo scambio e la condivisione dei dati e delle conoscenze relative alle funzioni fondamentali di competenza. (61)
Comma così sostituito con l.r. 30 luglio 2014, n. 45, art. 12.
Comma abrogato con l.r. 30 luglio 2014, n. 45, art. 12.
4 bis. Presso l’osservatorio è istituita una apposita sezione denominata osservatorio regionale sulla violenza di genere. (9)
Comma prima aggiunto con l.r. 16 novembre 2007, n. 59,art. 10, ed ora abrogato con l.r. 30 luglio 2014, n. 45, art. 12.
4 ter. L’osservatorio regionale sulla violenza di genere realizza il monitoraggio sulla violenza attraverso la raccolta, l’elaborazione e l’analisi dei dati forniti dai centri antiviolenza, dai servizi territoriali e dai soggetti aderenti alla rete territoriale; analizza i dati al fine di realizzare una sinergia tra i soggetti coinvolti per sviluppare la conoscenza delle problematiche relative alla violenza di genere e per armonizzare le varie metodologie di intervento adottate nel territorio. (9)
4 quater. Abrogato. (9)
4 quinquies. Presso l’osservatorio è istituita una apposita sezione denominata osservatorio regionale sui sistemi territoriali integrati. (60)
4 sexies. L’osservatorio regionale sui sistemi territoriali integrati realizza il monitoraggio dei processi di integrazione tra servizi o processi di cura attraverso la raccolta, l’elaborazione e l’analisi dei dati forniti dai comuni, dalle unioni comunali, dalle società della salute, dalle aziende unità sanitarie locali e da ogni altro soggetto pubblico e privato che contribuisce alle attività in ambito sociale integrato, per sviluppare la conoscenza delle caratteristiche regionali e locali dei sistemi territoriali integrati con particolare attenzione agli assetti organizzativi e alle modalità di produzione e di finanziamento adottate, al fine di supportarne i processi di programmazione. (60)
4 septies. L’osservatorio regionale sui sistemi territoriali integrati opera sulla base dell’accordo di cui al comma 2 bis. (60)
4 octies. Abrogato. (71)
Comma abrogato con l.r. 3 marzo 2015, n. 22, art. 40.
- Sistema informativo sociale regionale (4)
Articolo così sostituito con l.r. 12 novembre 2007, n. 57, art. 3.
1. La Regione, le province, i comuni e le società della salute, ove costituite (29)
Parole così sostituite con l.r. 28 dicembre 2009, n. 83, art. 19.
- Relazione sociale regionale
1. La Giunta regionale presenta al Consiglio regionale, almeno ogni tre anni, la relazione sociale al fine di valutare i risultati raggiunti in rapporto agli obiettivi definiti nel piano sanitario e sociale integrato regionale, (30)
Parole così sostituite con l.r. 28 dicembre 2009, n. 83, art. 20.
conoscere l'evoluzione dei fenomeni sociali e lo stato dei servizi, nonché disporre di elementi per la programmazione di settore.
- Relazione sullo stato di salute (31)
Articolo così sostituito con l.r. 28 dicembre 2009, n. 83, art. 21.
1. La relazione sullo stato di salute di cui all’articolo 20, comma 1, lettera e), della l.r. 40/2005 è predisposta in collaborazione con gli osservatori provinciali territorialmente competenti ed è trasmessa alla Giunta regionale nei quindici giorni successivi alla sua approvazione.
- Finanziamento del sistema integrato
- Fondo sociale regionale
2. L'intervento finanziario della Regione ha carattere contributivo e perequativo rispetto all'impegno finanziario dei comuni e degli altri enti locali, ed è finalizzato a sostenere lo sviluppo omogeneo in ambito regionale del sistema integrato e dell'erogazione delle prestazioni aggiuntive di cui all' articolo 4 , comma 2, lettera b).
a) alla Regione per una quota individuata con le deliberazioni di cui all’articolo 18, comma 3, della l.r. 40/2005 (32)
Parole così sostituite con l.r. 28 dicembre 2009, n. 83, art. 22.
Parole così sostituite con l.r. 7 gennaio 2015, n. 2, art. 14.
4) il sostegno delle gestioni associate di cui all'articolo 34, comma 2, come incentivo cumulabile alle risorse stanziate ai sensi della l.r. 40/2001 e della l.r. 39/2004.
- Fondo sociale regionale di solidarietà interistituzionale
1. Il piano sanitario e sociale integrato regionale (33)
Parole così sostituite con l.r. 28 dicembre 2009, n. 83, art. 23.
determina la quota di fondo regionale destinata alle spese per le prestazioni sociali sostenute in ambito zonale per interventi relativi alle prestazioni per i soggetti di cui all' articolo 5 , commi 2, 3 e 4 nonché la quota destinata al sostegno di :
2. piano sanitario e sociale integrato regionale(33)
- Compartecipazione degli utenti al costo delle prestazioni (40)
Articolo così sostituito con l.r. 29 dicembre 2010, n. 65, art. 117.
1. Il concorso degli utenti ai costi del sistema integrato è stabilito a seguito della valutazione della situazione economica del richiedente, effettuata con lo strumento dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), disciplinato dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109 (Definizioni di criteri unificati di valutazione della situazione economica dei soggetti che richiedono prestazioni sociali agevolate, a norma dell' articolo 59, comma 51 della l. 27 dicembre 1997, n. 449).
c) applicazione, sulle tariffe dei servizi e degli interventi sociali, di riduzioni parametrate sulla base della composizione e delle caratteristiche del nucleo familiare, con specifico riguardo a situazioni di disabilità grave riconosciute ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale ed i diritti delle persone handicappate).
3. Le persone portatrici di disabilità grave, riconosciute ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della l. 104/1992, sono esentate dalla presentazione della dichiarazione ISEE per l’accesso agli interventi finalizzati a compensare la condizione di disabilità. (45)
Comma interpretato dall'articolo 28, comma 1, della l.r. 29 giugno 2011, n. 25.
4. Le aziende unità sanitarie locali sono tenute all’applicazione dell’atto di indirizzo entro i termini definiti dall’atto stesso.
b) adeguano i regolamenti che disciplinano l’accesso alle prestazioni del sistema integrato, definendo le modalità di compartecipazione degli utenti ai costi nel rispetto dei criteri indicati ai commi 1 e 2.
6. L’avvenuto adeguamento da parte degli enti di cui al comma 5, costituisce elemento di priorità nell’attribuzione di contributi finanziari regionali finalizzati al sostegno del sistema dei servizi per i quali è prevista compartecipazione dell’utenza, secondo quanto definito dall’atto di indirizzo.
2. Secondo quanto disposto dall' articolo 3-septies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell' articolo 1 della L. 23 ottobre 1992, n. 421 ), e dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 febbraio 2001 (Atto di indirizzo e coordinamento in materia di prestazioni socio-sanitarie), le prestazioni socio-sanitarie sono assicurate, mediante il concorso delle aziende unità sanitarie locali e dei comuni, dall'erogazione integrata delle prestazioni sanitarie e sociali necessarie a garantire una risposta unitaria e globale ai bisogni di salute, che richiedono interventi sanitari e azioni di protezione sociale.
3. Il Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale, sentita la conferenza regionale delle società della salute (36)
Parole così sostituite con l.r. 28 dicembre 2009, n. 83, art. 25.
di cui all' articolo 11 della l.r. 40/2005 , individua i servizi inerenti alle aree di integrazione socio-sanitaria, di cui al comma 2, e definisce i criteri per il concorso delle risorse sanitarie e sociali in attuazione del d.p.c.m 14 febbraio 2001.
4. L'autorizzazione all'esercizio delle strutture residenziali e semiresidenziali, non disciplinata dalla l.r. 8/1999, che erogano prestazioni inerenti alle aree di integrazione socio-sanitaria, è disciplinata dal regolamento di cui all' articolo 62.
- Criteri per la gestione delle attività di integrazione socio-sanitaria
1. I comuni e le aziende unità sanitarie locali, in base alle determinazioni di cui all' articolo 48 , comma 3, individuano modalità organizzative di raccordo per la gestione dei servizi, fondate sull'integrazione professionale delle rispettive competenze, e disciplinano i relativi rapporti finanziari, mediante accordi o convenzioni ai sensi della normativa vigente.
2. Il coordinamento e l'integrazione degli interventi socio-sanitari si attua, ai fini dell' appropriatezza e dell'efficacia delle prestazioni, in coerenza con le indicazioni di cui all' articolo 7 , sulla base della valutazione multiprofessionale del bisogno, della definizione del percorso assistenziale personalizzato e della verifica periodica degli esiti.
4. La Giunta regionale adotta uno schema generale di riferimento per gli accordi e le convenzioni di cui al comma 1.
- Politiche per la tutela della salute mentale (63)
Articolo inserito con l.r. 30 luglio 2014, n. 45, art. 13.
Art. 49 ter
- Politiche per la prevenzione e il trattamento delle dipendenze (64)
Articolo inserito con l.r. 30 luglio 2014, n. 45, art. 14.
1. I consultori familiari, nell'ambito delle funzioni previste dalla normativa vigente statale e regionale nonché dagli atti di programmazione sanitaria e sociale, svolgono funzioni di prevenzione, educazione e promozione del benessere psico-fisico-relazionale del singolo, della coppia e della famiglia.
5. La Regione valorizza con azioni mirate, indicate nel piano sanitario e sociale integrato regionale, (37)
Parole così sostituite con l.r. 28 dicembre 2009, n. 83, art. 26.
l'apporto multiprofessionale degli operatori dei consultori familiari.
- Ufficio di direzione zonale (38)
Articolo così sostituito con l.r. 28 dicembre 2009, n. 83, art. 27.
1. La conferenza zonale dei sindaci individua i responsabili delle attività ad integrazione socio-sanitaria gestite dai comuni in forma singola o associata. Tali responsabili integrano il comitato di coordinamento della zona-distretto di cui agli articoli 64, comma 6,e 66, comma 4, della l.r. 40/2005.
- POLITICHE SOCIALI INTEGRATE
- Politiche per le famiglie
b) abrogata; (78)
Lettera abrogata con l.r. 31 marzo 2017, n. 15, art. 23.
- Politiche per i minori
2. In particolare, oltre alle prestazioni erogate ai sensi dell' articolo 117, comma secondo, lettera m) della Costituzione , sono compresi tra gli interventi e i servizi per i minori
c) la tempestiva segnalazione da parte dei servizi di assistenza, quando a conoscenza dello stato di abbandono di un minore, all'autorità giudiziaria competente al fine dell'adozione dei provvedimenti previsti dal titolo X del codice civile;
- Politiche per gli anziani
- Politiche per le persone disabili
h) il sostegno per il superamento delle barriere e favorire l'accessibilità;
h bis) la tutela ed il sostegno a favore della disabilità visiva, nonché la realizzazione di progetti innovativi, volti al recupero dell’autonomia personale ed al sostegno delle persone disabili, anche tramite animali da compagnia ovvero attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie. (43)
Lettera aggiunta con l.r. 14 giugno 2011, n. 23, art. 2.
- Scuola nazionale cani guida per ciechi e Stamperia Braille (44)
Articolo inserito con l.r. 14 giugno 2011, n. 23, art. 3.
- Politiche per gli immigrati
e) abrogata. (79)
Lettera abrogata con l.r. 31 marzo 2017, n. 15, art. 24.
- Politiche per i nomadi
1. Il piano sanitario e sociale integrato regionale (39)
Parole così sostituite con l.r. 28 dicembre 2009, n. 83, art. 28.
- Politiche per le persone a rischio di esclusione sociale
3. Nell'ambito delle politiche del presente articolo, sono promosse le sperimentazioni di cui all' articolo 14 , comma 4, in armonia con le politiche di inclusione e coesione sociale promosse dalla Unione europea.
- Politiche per il contrasto della violenza contro le donne, i minori e in ambito familiare
e) la valorizzazione delle reti territoriali di servizi e di modelli di intervento caratterizzati da un lavoro di équipe nella presa in carico dei casi;
3. Il piano sanitario e sociale integrato regionale individua le priorità di intervento per il contrasto della violenza contro le donne, i minori e in ambito familiare, anche in attuazione della legge regionale 16 novembre 2007, n. 59 (Norme contro la violenza di genere) e determina gli indirizzi per la programmazione locale definita dal PIZ e dal piano integrato di salute, anche con riferimento alle modalità di presa in carico delle vittime di maltrattamenti, molestie e violenze, nonché alla definizione dei percorsi assistenziali. (65)
Comma aggiunto con l.r. 30 luglio 2014, n. 45, art. 15.
- Politiche per la tutela della salute mentale
Abrogato. (66)
Articolo abrogato con l.r. 30 luglio 2014, n. 45, art. 16.
- Politiche per la prevenzione e il trattamento delle dipendenze
Abrogato. (67)
Articolo abrogato con l.r. 30 luglio 2014, n. 45, art. 17.