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Timestamp: 2019-01-16 14:54:57+00:00
Document Index: 69325754

Matched Legal Cases: ['art. 68', 'art. 80', 'art. 80', 'art. 19', 'art. 681', 'art. 3']

Area Legale – Associazione Italiana Locali da Ballo
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I soci Silb hanno diritto, come specificato all’interno della sezione “BENEFIT” del sito, alla consulenza legale nelle forme e secondo le modalità indicate nella convenzione sottoscritta da ogni singolo associato.
Si pregano pertanto i gentili soci di far pervenire ai seguenti indirizzi, legislativo@silb.it, info@silb.it, segreteria@silb.it, entro tre giorni dalla notifica del provvedimento da contestare, la seguente documentazione:
Modello della tutela legale compilato in ogni sua parte e debitamente sottoscritto, disponibile al link
MODULO PER LA RICHIESTA DI TUTELA LEGALE AL SILB
Ultima reversale Siae
Visura camerale della società interessata
Licenza ex art. 68 TULPS
Licenza per la somministrazione di alimenti e bevande
Copia del provvedimento da contestare
Informativa sulla privacy da sottoscrivere INFORMATIVA PRIVACY
E’ possibile contattare il consulente legale del Silb, avv. Rita Caruso, al seguente numero: 339.2145218
>>Nazionale
>>Inquinamento acustico
>>Abusivismo
>>Autorizzazioni e licenze
>>Controlli vari e ordine pubblico
>>Diritto d’autore e tributi vari
>>Lavoro e previdenza
>>Problemi di gestione e varie
>>Sicurezza e prevenzione incendi
>>Somministrazione di alimenti e bevande
D. Desidero sapere se il certificato di prevenzione incendi deve essere richiesto solo dai pubblici locali da ballo o anche dai circoli privati dove si tengono intrattenimenti danzanti. Lettera firmata. Titolare di una discoteca delle Marche
R. Il Decreto del Ministero dell’Interno 16 febbraio 1982, al punto 83, prevede che il certificato di prevenzione incendi va richiesto al competente Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco per i locali di spettacolo e di trattenimento in genere con capienza superiore a 100 posti. Il criterio legale è quindi puramente oggettivo, essendo riferito ai locali e non alla natura pubblica o privata dell’esercizio, per cui anche i circoli o clubs privati dive si tengono trattenimenti danzanti o spettacoli sono tenuti a munirsi del suddetto certificato. Analogo discorso vale per il parere obbligatorio e vincolante della Commissione di Vigilanza, comunale o provinciale, di cui all’art. 80 del TULPS.
Cos’altro consiglia di fare?
D. La Commissione di Vigilanza ha ritirato il parere favorevole di agibilità ad un locale che aveva apportato abusivamente importanti modifiche strutturali. Il Sindaco ha però rilasciato una nuova autorizzazione provvisoria consentendo all’esercizio di restare aperto fino all’eventuale, nuovo parere favorevole della Commissione. Noi titolare di locali concorrenti, ubicati nella medesima cittadina, abbiamo inutilmente chiesto al Sindaco di revocare tale licenza provvisoria. Cos’altro consiglia di fare ?
Titolare di una discoteca della Puglia.
R. Il parere della Commissione di Vigilanza previsto dall’art. 80 del TULPS è per il Comune obbligatorio e vincolante. Ciò significa che se la Commissione ritira o sospende detto parere favorevole il Comune deve conseguentemente disporre a carico del locale la sospensione dell’attività e la revoca delle licenze. Nel caso segnalato sicuramente il Comune ha rilasciato una licenza provvisoria illegittima, per tacere delle eventuali responsabilità penali conseguenti a tale rilascio. Se poi a ciò ha provveduto il Sindaco, il provvedimento è viziato anche da incompetenza in quanto l’adozione di atti autorizzatori compete al dirigente e non al Sindaco. Nell’immediato, consiglio di rappresentare il tutto al Prefetto, sollecitandogli di chiedere al Sindaco il provvedimento di revoca della licenza come previsto dall?art. 19, comma 4 del DPR n. 616/77. Di fronte a tale motivata richiesta prefettizia, il Comune deve revocare la licenza.
E’ legale la posizione del pub?
D. A cento metri dalla mia discoteca c’è un pub dove affluiscono oltre mille persone e dove c’è sempre trattenimento musicale e spesso spettacoli di cabaret. Mi risulta che è privo di certificato di prevenzione incendi e di parere della commissione di vigilanza. E’ legale la posizione del pub ?
Titolare di una discoteca del Veneto.
R. I pub e le birrerie sono assimilabili ai "locali di trattenimento in genere" e sono soggetti, al pari di questi, alle normative di prevenzione incendi, incluso l’obbligo di munirsi del certificato di prevenzione incendi. Consiglio pertanto di chiedere al competente Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco una verifica delle condizioni di sicurezza del pub in questione durante il normale orario di attività, sollecitando l’adozione di tutte le conseguenti misure di legge, inclusa l’informativa al Comune che ha rilasciato l’autorizzazione. Infatti il Corpo dei VV.FF. è in ogni caso competente a svolgere funzioni di vigilanza ai fini della sicurezza, mentre il Comune può (anzi deve) intimare la sospensione dell’attività, ove venga accertato dai Vigili del Fuoco che il locale comporta pericoli per la possibilità di incendi e/o per la difficoltà di un rapido deflusso del pubblico.
E’ tenuto ad osservare le disposizioni in materia di prevenzione incendi
D. Un esercizio pubblico munito della sola autorizzazione di bar, che organizza ripetutamente esibizioni di artisti dal vivo, è tenuto ad osservare le disposizioni in materia di prevenzione incendi previste dal D.M. 19.8.1996, n. 149 applicabile ai locali di trattenimento e spettacolo ?
Titolare di una discoteca di Milano.
R. La risposta alla Sua domanda è sicuramente affermativa, in consonanza con la giurisprudenza penale e amministrativa in materia. In particolare, La informo che anche il Tribunale Penale di Milano, recentemente, ha così statuito: "Le prescrizioni tecniche del D.M. 19.8.1996, vanno osservate indipendentemente dalla tipologia del locale tutte le volte che, per i motivi più vari, si pongano in essere le condizioni che favoriscono l’afflusso in un dato luogo di un numero considerevole di persone. Nel caso di violazione di tali prescrizioni da parte del gestore di un bar che ivi organizzi esibizioni dal vivo di artisti, si configura la violazione dell’art. 681 del codice penale".
Il Comune ha tenuto un comportamento legittimo
D. In prossimità della mia discoteca il Comune ha rilasciato una autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande ad un chiosco realizzato però abusivamente sotto il profilo edilizio. Tale chiosco vive con la mia clientela, praticando prezzi bassissimi e inducendo molti miei clienti a uscire per consumare e poi rientrare nel mio locale. Vorrei sapere se il Comune ha tenuto un comportamento legittimo e in caso negativo cosa posso fare per evitare il protrarsi di una situazione che arreca grave danno alla mia attività.
Titolare di una discoteca delle Marche
R. L’art. 3, comma 7 della legge 25 agosto 1991, n. 287 dispone che l’attività di somministrazione di alimenti e bevande deve essere esercitata nel rispetto delle norme, prescrizioni e autorizzazioni in materia edilizia e urbanistica. Se il chiosco è abusivo è da ritenersi pertanto irregolare lo svolgimento dell’attività. Per tutelarsi, Le consiglio di diffidare per iscritto il Comune a ritirare immediatamente l’autorizzazione e, in caso negativo, decorso inutilmente il termine (breve) assegnato nell’atto di diffida, entro i termini di legge ricorrere al TAR per ottenere l’annullamento dell’autorizzazione. All’esito o contestualmente al giudizio amministrativo potrà anche avviare un azione di risarcimento dei danni da Lei nel frattempo subiti a seguito dell’attività concorrenziale illegittimamente autorizzata.
Posso intraprendere un’azione in sede civile
D. Poco distante dalla mia discoteca opera un pub che da circa due mesi organizza settimanalmente trattenimenti danzanti con musica dal vivo senza avere nessuna autorizzazione al riguardo. Ho provato ad ottenere dal Comune un provvedimento amministrativo che vieti tali attività, ma senza risultati. Posso intraprendere un’azione in sede civile, visto che contemporaneamente gli incassi del mio locale sono crollati ?
Titolare di una discoteca del Lazio.
R. Se Lei è in grado di dimostrare, con prove testimoniali e documentali (es. distinte d’incasso e registro dei corrispettivi) che come conseguenza dell’attività illecitamente svolta dal pub la Sua azienda ha subito danni economici diretti ed immediati, può iniziare un’azione civile per concorrenza sleale.
Con tale azione potrà non solo di chiedere al Giudice di condannare il pub al risarcimento dei danni, ma anche, sussistendone le condizioni, di adottare un provvedimento d’urgenza che ordini al pub l’immediata cessazione dell’attività condotta in violazione di norme amministrative e penali.