Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-2754-del-30-01-2019
Timestamp: 2020-08-05 17:14:34+00:00
Document Index: 50062455

Matched Legal Cases: ['art. 110', 'art. 110', 'art. 63', 'art. 7', 'art. 362', 'art. 110', 'art. 48', 'art. 329', 'art. 48', 'art. 111', 'art. 362', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 2754 del 30/01/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2754 del 30/01/2019
Cassazione civile sez. un., 30/01/2019, (ud. 06/11/2018, dep. 30/01/2019), n.2754
PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA, in persona del Presidente della
Repubblica pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI
MINISTERO DELL’INTERNO, D.P.G., M.G.;
per la cassazione del decreto del PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA del
14/07/2017, unitamente al parere 1770/2016 del CONSIGLIO DI STATO
del 22/5/2017.
06/11/2018 dal Consigliere Dott. ENRICA D’ANTONIO;
l’accoglimento del ricorso e giurisdizione del giudice ordinario;
udito l’Avvocato Francesco Di Leginio.
1. Con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica D.P.G., dirigente presso il comune di Latina, ricorreva avverso i provvedimenti con cui il Comune aveva approvato l’elenco degli ammessi alla selezione indetta il 3 dicembre 2014 per la copertura della dirigenza del servizio per la programmazione ed il bilancio ai sensi del D.Lgs. n. 267 del 2010, art. 110, comma 1, nonchè il successivo decreto del 30 dicembre del sindaco con cui l’incarico era stato attribuito al Dott. M.G., dirigente esterno,ed il decreto del 31 dicembre con cui era stata attribuita la dirigenza del servizio tributi al D.P. solo fino al 30 marzo 2015.
2. Il Consiglio di Stato, in sede consultiva, con parere n. 1770/2016 del 22/3/2017, si è pronunciato per l’accoglimento del ricorso e con D.P.R. 14 luglio 2017, il ricorso straordinario è stato accolto.
Nel decreto è esposto che il Comune di Latina con atto dell’11/11/2014 aveva avviato la procedura d’interpello interno finalizzata all’acquisizione delle manifestazione di interesse dei dirigenti di ruolo dell’ente per l’eventuale conferimento degli incarichi di dirigente del servizio tributi e del servizio bilancio; che l’arch. D.P.G. aveva presentato la domanda di partecipazione; che, tuttavia, il Comune aveva interrotto la suddetta procedura, senza motivazione, per avviare la selezione per la copertura di incarico dirigenziale per il solo servizio programmazione e bilancio e con la procedura di cui al D.Lgs. n. 267 del 2000, art. 110 e che tale scelta,non motivata, non era rispondente ai criteri di buon andamento, economicità e trasparenza che devono guidare l’azione amministrativa, così come non era comprensibile il conferimento all’arch. D.P. di un incarico di soli 3 mesi.
Nel decreto è, altresì, rilevata l’infondatezza dell’eccezione di difetto di giurisdizione del giudice amministrativo sollevata dal Ministero dell’Interno in quanto non si era in presenza di controversie in materia di rapporto di lavoro, bensì di questioni attinenti a procedimenti di selezione del personale.
3. Il Comune di Latina propone ricorso per Cassazione deducendo il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo. Si è costituita la Presidenza della Repubblica con controricorso. D.P.G., M.G. ed il Ministero dell’Interno sono rimasti intimati.
4. Preliminarmente il ricorso va dichiarato inammissibile nei confronti della Presidenza della Repubblica stante il suo difetto di legittimazione passiva dovendosi escludere che possa riconoscersi alla stessa la veste di parte,considerata la natura sostanzialmente giurisdizionale assunta dal ricorso straordinario e dunque la sua posizione di terzietà assimilabile a quella del giudice.
5. Il Comune di Latina denuncia violazione del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 63,D.Lgs. n. 104 del 2010, art. 7, comma 8, artt. 48 e 110, in relazione all’art. 362 c.p.c., comma 1, ed eccepisce difetto di giurisdizione del giudice amministrativo.
Rileva che presupposto del ricorso straordinario era la giurisdizione del giudice amministrativo e che nella specie si trattava di controversia relativa a procedura selettiva D.Lgs. n. 267 del 2000, ex art. 110, comma 1, finalizzata al conferimento di un incarico dirigenziale a tempo determinato, a carattere non concorsuale e come tale devoluta in generale al giudice ordinario.
7. Presupposto indefettibile del procedimento promosso con ricorso straordinario è la sussistenza della giurisdizione del giudice amministrativo. Il ricorrente che attiva il procedimento allega espressamente o implicitamente – l’indefettibile presupposto della sussistenza della giurisdizione amministrativa; ciò può essere contestato dalla parte intimata o contro interessata. Ed a tal fine è approntato il rimedio del regolamento preventivo di giurisdizione promuovibile sia dalla parte che eccepisca il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, sia dal ricorrente che, stante il dubbio insinuato dalla controparte con la sua eccezione, può egli stesso prendere l’iniziativa di promuovere il regolamento preventivo di giurisdizione per risolvere la questione di giurisdizione che in quel procedimento può dirsi essere controversa.
8. Nella fattispecie in esame il ricorrente ha allegato la giurisdizione del giudice amministrativo, quale presupposto per poter proporre il ricorso straordinario al Capo dello Stato,ed il Comune di Latina, quale parte controinteressata,ha accettato questa sede processuale non esercitando l’opposizione ex art. 48 cod. proc. amm., nè contestando l’allegato presupposto della giurisdizione del giudice amministrativo. Si può affermare, pertanto, che nè il ricorrente, nè il Comune di Latina hanno contestato la giurisdizione amministrativa. Il Consiglio di Stato, in sede di parere, e quindi il successivo decreto presidenziale, ha validato, espressamente l’allegato presupposto della giurisdizione del giudice amministrativo ritenuto dalle parti, le quali, in parte qua, non possono dirsi soccombentì ex art. 329 c.p.c., comma 1.
9. Circa le conseguenze di un’ipotesi siffatta con riferimento all’ammissibilità del ricorso a queste Sezioni unite per questioni di giurisdizione,vanno richiamate le ampie argomentazioni svolte da questa Corte (cfr Cass. SU n. 10414/2014) nell’individuare la regola applicabile. In detta pronuncia, sottolineata la specialità del procedimento del ricorso straordinario, si è giunti alla conclusione ed alla formulazione del seguente principio di diritto:” la parte ricorrente che abbia allegato, come indefettibile presupposto della sua domanda, la giurisdizione del giudice amministrativo, senza che l’intimato abbia esercitato l’opposizione ex art. 48 cod. proc. amm., nè abbia contestato la sussistenza di tale presupposto, eventualmente proponendo regolamento preventivo di giurisdizione, non può proporre ricorso per cassazione ex art. 111 Cost., comma 8 e art. 362 c.p.c., avverso il decreto del Presidente della Repubblica che abbia deciso il ricorso su conforme parere del Consiglio di Stato reso sull’implicito – o esplicito – presupposto della sussistenza della giurisdizione del giudice amministrativo allegato dalla parte stessa, sul punto non soccombente”.
Avuto riguardo all’esito del giudizio ed alla data di proposizione del ricorso,sussistono i presupposti di cui al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater.