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Timestamp: 2019-07-20 21:35:36+00:00
Document Index: 66344632

Matched Legal Cases: ['art. 739', 'art. 720', 'art. 413', 'art. 407', 'art. 702', 'art. 739', 'sentenza ', 'art. 404', 'art. 2', 'art. 405', 'art. 414']

Revoca amministratore di sostegno: ultime sentenze
> L’esperto Pubblicato il 28 Maggio 2019
Leggi le ultime sentenze su: nomina dell’amministratore di sostegno; persona chiamata a svolgere le funzioni di amministratore di sostegno; competenza del tribunale; adozione e revoca dell’amministrazione di sostegno; giudice tutelare; motivi d’impugnazione; residenza o domicilio della persona sostenuta; trasferimento del beneficiario.
1 Competenza del tribunale sul reclamo
2 Amministratore di sostegno e reclamo contro il decreto del giudice tutelare
3 Nomina dell’amministratore di sostegno
4 Amministrazione di sostegno: adozione e revoca
5 Revoca e nomina di un nuovo amministratore di sostegno
6 Magistrato: revoca il provvedimento di nomina di un amministratore di sostegno
7 Nomina di amministratore di sostegno e persona capace di intendere e volere
8 Infermo di mente: può essere pronunciata l’interdizione?
9 Giudice tutelare e revoca della procura conferita dal beneficiario
10 Presupposti per la revoca dell’interdizione
Competenza del tribunale sul reclamo
I provvedimenti di designazione, sostituzione e revoca della persona chiamata a svolgere le funzioni di amministratore di sostegno hanno natura ordinatoria ed amministrativa e la competenza a decidere sul reclamo spetta al tribunale in funzione collegiale ai sensi dell’art. 739 c.p.c., essendo irrilevante che la designazione sia avvenuta contestualmente all’apertura dell’amministrazione di sostegno.
Peraltro, è ammissibile il regolamento di competenza d’ufficio anche in sede di gravame, in quanto la proposizione dell’impugnazione davanti al giudice diverso da quello indicato dalla legge è idonea alla instaurazione di un valido rapporto processuale suscettibile di proseguire davanti al giudice competente per effetto della “translatio judicii”.
Cassazione civile sez. VI, 12/12/2018, n.32071
Amministratore di sostegno e reclamo contro il decreto del giudice tutelare
Il reclamo contro il decreto del giudice tutelare che dispone l’apertura o chiusura dell’amministrazione (provvedimento decisorio) deve essere proposto dinanzi alla Corte di Appello a norma dell’art. 720 bis, comma 2, c.p.c., il reclamo contro il provvedimento del giudice tutelare di designazione/nomina/sospensione/revoca di un amministratore di sostegno (provvedimento ordinatorio-gestorio) va proposto al tribunale in composizione collegiale alla stregua del combinato disposto degli artt. 739 c.p.c. e 45 disp. att. c.c., non rilevando in senso contrario che esso, come esattamente nel caso di specie, sia contestuale al provvedimento di apertura dell’amministrazione.
Corte appello Bologna sez. I, 09/02/2015
Il decreto con cui il giudice tutelare abbia deciso sulla richiesta di sostituzione dell’amministratore di sostegno con altra persona (e quindi non sulla sua revoca tout court ai sensi dell’art. 413 c.c.) trova inquadramento nell’art. 407 comma 4 c.c., sicché per il relativo regime delle impugnazioni occorre far riferimento all’art. 702 bis comma 2 c.p.c, che stabilisce la competenza della Corte d’Appello a norma dell’art. 739 c.p.c.
(Nel caso di specie, il reclamo veniva invece proposto al tribunale in sede collegiale, che, in applicazione del principio di cui in massima, lo ha rigettato in quanto inammissibile).
Tribunale Modena sez. II, 27/04/2012, n.718
Amministrazione di sostegno: adozione e revoca
È inammissibile, per difetto di interesse, il motivo di ricorso per Cassazione con cui si denunci genericamente la mancata interruzione del processo di primo grado in conseguenza dapprima dell’adozione e poi della revoca dell’amministrazione di sostegno in favore di una parte del giudizio, nel momento in cui tali eventi furono comunicati in udienza o notificati alle altre parti, pur a fronte dell’oggettiva estensione dei poteri rappresentativi attribuiti nel caso dal giudice tutelare all’amministratore (e della speculare riduzione dell’autonomia di gestione del beneficiario), dovendo il ricorrente prospettare quali lesioni siano, in concreto, derivate ai suoi diritti e alle sue facoltà processuali da detta mancata interruzione.
Trattandosi, infatti, di violazione non rientrante tra i casi tassativi di rimessione della causa al primo giudice, e convertendosi l’eventuale nullità della sentenza in motivi di impugnazione, l’impugnante deve, a pena d’inammissibilità, indicare specificamente quale sia stato il pregiudizio arrecato alle proprie attività difensive dall’invocato vizio processuale.
Cassazione civile sez. III, 09/03/2012, n.3712
Revoca e nomina di un nuovo amministratore di sostegno
Qualora non ricorra il requisito della volontarietà dello spostamento della dimora abituale o del domicilio del soggetto destinatario dell’amministrazione di sostegno, la competenza a decidere della revoca e della nomina di un nuovo amministratore di sostegno, ai sensi dell’art. 404 c.c., spetta al giudice della circoscrizione nella quale l’amministrazione era stata aperta e la prima nomina effettuata, non rilevando il luogo ove il beneficiario sia stato di fatto trasferito.
(Nella specie la S.C. ha rilevato che nessun mutamento di residenza o domicilio, effetto di volontaria scelta del sostenuto, poteva ritenersi sussistente a seguito dell’acclarata sottrazione dello stesso dall’istituto nel quale era ricoverato).
Cassazione civile sez. VI, 16/09/2011, n.19017
Magistrato: revoca il provvedimento di nomina di un amministratore di sostegno
In tema di responsabilità disciplinare dei magistrati, costituisce l’illecito configurato dall’art. 2, comma 1, lett. ff, del d.lg. n. 209 del 2006, trasmodando in uso strumentale della funzione giurisdizionale ed oltrepassando anche la soglia della grave negligenza, il comportamento del magistrato che, volendo riaffermare una propria competenza nella trattazione degli affari a lui assegnati e l’ordine temporale che egli aveva dato, revoca un provvedimento di nomina di un amministratore di sostegno adottato, in sua sostituzione, da altro magistrato, per esserne stata la trattazione fissata al di là del termine stabilito dall’art. 405, comma 1, c.p.c., e restituisce il procedimento allo stadio iniziale ed alla scansione temporale fissata in origine.
Cassazione civile sez. un., 03/06/2010, n.13459
Nomina di amministratore di sostegno e persona capace di intendere e volere
Può procedersi a nomina di amministratore di sostegno a beneficio di persona capace di intendere e volere, oltre che sana fisicamente al momento del ricorso, in funzione sostituiva del beneficiario, nell’eventualità in cui in futuro subentri uno stato di incapacità nell’espressione del diniego ad eventuali terapie.
(Nella specie l’ads è stato autorizzato, in difetto di revoca da parte dell’interessato, a negare il consenso ai sanitari a praticare trattamento terapeutico alcuno e, in specifico, rianimazione cardiopolmonare, dialisi, trasfusioni di sangue, terapie antibiotiche, ventilazione, idratazione e alimentazione forzata e artificiali; come pure a richiedere ai sanitari di apprestare alla persona, con le maggiori tempestività, sollecitudine ed incidenza ai fini di lenimento delle sofferenze, le cure palliative più efficaci compreso l’utilizzo di farmaci oppiacei).
Tribunale Modena, 05/11/2008
Infermo di mente: può essere pronunciata l’interdizione?
Alla luce della disciplina di cui alla l. n. 6 del 2004, l’interdizione non “deve” (e quindi non può) oggi essere pronunciata nei confronti dell’infermo di mente (come disponeva l’abrogato testo dell’art. 414 c.c.) ma soltanto in presenza dell’ineludibile presupposto che il giudice ne ravvisi l’indispensabilità per assicurare all’interessato una “adeguata protezione”.
Da ciò consegue la residualità degli arcaici istituti dell’interdizione e dell’inabilitazione, mantenuti ragionevolmente in vita dal legislatore per garantire il più ampio spettro delle possibili tutele con una sorte di delega del potere legislativo a quello giudiziario per l’individuazione di situazioni comportanti, eccezionalmente e nell’amplissima varietà di casi concreti, l’adozione dei desueti strumenti per meglio proteggere la persona (nel caso di specie, era stata giudizialmente richiesta la revoca dell’inabilitazione e la trasmissione degli atti al giudice tutelare per la nomina di un amministratore di sostegno.
Il tribunale, pur avendo accertato il progressivo aggravamento delle condizioni di salute dell’inabilitato – totalmente impossibilitato a provvedere ai propri interessi -, in applicazione del principio di cui in massima ha accolto il ricorso).
Tribunale Modena sez. II, 27/03/2008
Giudice tutelare e revoca della procura conferita dal beneficiario
Con il provvedimento di nomina ad amministratore di sostegno il giudice tutelare può contestualmente procedere alla revoca immediata dell’eventuale procura generale precedentemente conferita dal beneficiario.
(Nella specie, la procura revocata era stata conferita al medesimo soggetto nominato amministratore di sostegno).
Tribunale Modena, 05/03/2008
Presupposti per la revoca dell’interdizione
L’accertata ricorrenza dei presupposti per la revoca dell’interdizione non impone l’avvio d’ufficio del procedimento per la nomina di un amministratore di sostegno, essendo riservata al tribunale la facoltà di accertare se sussistano quelle condizioni di difficoltà per la persona da sole sufficienti a giustificare l’avvio del predetto procedimento.
Tribunale Trieste, 29/09/2006
Autore immagine: revoca amministratore di sostegno di Freedomz