Source: http://allevamentodabruzzo.it/table/leggi-regionali-per-la-detenzione-di-fauna-autoctona/
Timestamp: 2018-10-17 11:16:00+00:00
Document Index: 102666192

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 32', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 12', 'art; 13', 'art. 2', 'art. 18', 'art. 17', 'art. 3', 'art. 18', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 2']

La detenzione di uccelli appartenenti alla fauna autoctona è illegale se non regolarmente autorizzata dagli organi competenti. I regolamenti e le normative sono di competenza di ogni singola regione italiana. Per esempio, la legge italiana vieta la detenzione di esemplari provenienti da cattura. Sono previste sanzioni salatissime per chi infrange la legge ricorrendo alla pratica dell'uccellagione, o al prelievo dei piccoli dai nidi. Oltre alle sanzioni è previsto anche il penale se si supera un certo numero di soggetti. Detenere soggetti di cattura è una pratica ancora in auge con motivazioni molto varie: per ignoranza della legge: molti non sanno che detenere un uccello di cattura sia una cose "grave" convinzioni immotivate circa maschi di cattura che canterebbero meglio, sarebbero più fecondi e prolifici rispetto quelli allevati. In realtà molti uccelli di cattura muoiono proprio per l'incapacità di adattarsi alla cattività: cambio di alimentazione, ambiente confinato e stressante, malattie varie….
Le note di seguito riportate sono solo indicative. Per conoscere la globalità delle norme regionali in vigore bisogna rivolgersi agli uffici caccia e pesca della propria città, o presso la sede F.O.I. più vicina.
Normative Regionali per la detenzione di fauna autoctona:
LEGGE REGIONALE N. 64 DEL 27-08-1994 - REGIONE VALLE D'AOSTA
(Allevamento di fauna selvatica a scopo di ripopolamento, alimentare o amatoriale)
1. L' impianto e l' esercizio di allevamenti di fauna selvatica a scopo di ripopolamento, alimentare od amatoriale sono sottoposti ad autorizzazione rilasciata a persone nominativamente indicate.
2. L' autorizzazione è rilasciata dall' Assessore all'agricoltura, forestazione e risorse naturali entro sessanta giorni dalla richiesta scritta; nell' atto di autorizzazione sono riportati gli obblighi derivanti dalla normativa vigente, statale e regionale, alla cui osservanza è tenuto l' allevatore, con particolare riferimento all' obbligo di tenere un apposito registro riportante i dati essenziali sull' andamento dell' allevamento.
3. Per quanto attiene l' aspetto igienico - sanitario, restano fermi gli adempimenti imposti dalla normativa vigente, statale e regionale.
4. Gli esemplari pertinenti agli allevamenti devono essere muniti di contrassegno indelebile od inamovibile indicante l' anno di nascita, il numero e la matricola o il numero di autorizzazione dell' allevatore, secondo le modalità che verranno stabilite con apposito regolamento da approvarsi dal Consiglio regionale entro sei mesi dall' entrata in vigore della presente legge.
5. L' abbattimento di capi allevati a scopo alimentare è consentito agli effetti della presente legge durante tutto il corso dell' anno solare.
6. Gli allevamenti dei cani da caccia sono disciplinati dalle norme contenute nell' art. 10 della lr 14/ 1994.
2. Sono consentiti la detenzione e l'allevamento di animali selvatici appartenenti alle specie cacciabili, di cui ai commi 1 e 3 dell'art. 32 della legge regionale 17 maggio 1994, n. 14, previa autorizzazione delle Province e nel rispetto delle norme contenute nel presente regolamento. Nei centri pubblici e di riproduzione di fauna selvatica possono essere autorizzati interventi per la immissione e l'incremento di specie selvatiche protette (2).
2-bis. Sono altresì consentite, a scopo amatoriale o ornamentale la detenzione, il commercio e la esposizione di avifauna nata in cattività, con le modalità di cui all'art. 17-bis (3).
(2) Comma così modificato dall'art. 1, Reg. 2 novembre 1998, n. 36.
(3) Comma aggiunto dall'art. 1, Reg. 29 ottobre 1997, n. 33.
a) cartografia in scala 1:25.000 dell'area per la quale si richiede l'autorizzazione;
b) certificati o elenchi catastali dei terreni sui quali si intende attuare l'allevamento;
c) relazione contenente la indicazione delle specie e del numero degli animali da allevare, la provenienza dei riproduttori, il tipo di strutture previste per il relativo disegno tecnico, nonché una analisi dell'ambiente.
3. La domanda di allevamento a scopo amatoriale e ornamentale non necessita della documentazione di cui ai punti a), b) e c) del comma 2, ma deve contenere la indicazione del numero, delle specie e la provenienza degli animali e la località dove si intende detenerli.
c) Revoca - la revoca della autorizzazione è disposta, previa diffida delle Province per ripetuta inosservanza degli obblighi previsti (4).
1. Negli allevamenti di qualsiasi tipo e nei centri pubblici e privati di riproduzione di fauna selvatica è vietato l'esercizio venatorio. E' consentito altresì, ai sensi del comma 7 dell'art. 12 della L. 11 febbraio 1992, n. 157, nei soli centri privati, al titolare, ai soli dipendenti ed a persone nominativamente indicate il prelievo di animali allevati in azienda, appartenenti alle specie di fauna selvatica per le quali è concessa l'autorizzazione con i mezzi di cui all'art; 13 della legge anzidetta.
2. Le persone nominativamente indicate sono registrate prima dell'inizio del prelievo mediante abbattimento su apposito registro vidimato dalla Provincia, ed agli stessi è rilasciata copia dell'autorizzazione e del numero dei capi acquisiti (5).
(5) Articolo così sostituito dall'art. 2, Reg. 2 novembre 1998, n. 36.
1. A cura dei titolari degli allevamenti, esclusi quelli a scopo amatoriale e ornamentale, deve essere tenuto un registro vidimato dalle Province nel quale devono essere annotati tutti i dati dall'allevamento relativi alla consistenza numerica iniziale, alle nascite, ai decessi, agli acquisti, alle vendite e alle cessioni o trasferimenti, la certificazione della provenienza e dello stato sanitario dei capi acquistati e la certificazione dei capi venduti. Nel registro sono altresì annotati, da parte del veterinario dell'allevamento e del veterinario della Unità sanitaria locale competente, gli interventi sanitari e immunizzanti praticati.
1. I confini perimetrali degli allevamenti esclusi quelli a scopo amatoriale o ornamentale, devono essere segnalati da tabelle recanti la scritta «divieto di caccia» e la indicazione del tipo di allevamento, con le modalità previste dal comma 2 e 3 dell'art. 18 della legge regionale 17 maggio 1994, n. 14.
Distanza degli allevamenti ornamentali e amatoriali.
Sezione II - Centri pubblici e privati di riproduzione di fauna selvatica
Finalità dei centri di riproduzione di fauna selvatica.
1. I centri pubblici di riproduzione di fauna selvatica, di cui all'art. 17 della legge regionale 17 maggio 1994, n. 14, sono istituiti per l'allevamento e l'incremento di fauna autoctona prioritariamente delle specie di particolare interesse naturalistico o venatorio, indicate dal Piano faunistico venatorio regionale, ai fini della ricostituzione e dell'incremento del patrimonio faunistico.
Dimensioni dei centri.
1. I centri privati possono essere istituiti su terreni in corpo unico di superficie non inferiore a 20 ettari e non superiore a 90 devono garantire trascorsi due anni dalla data di rilascio della autorizzazione, una consistenza delle specie previste nel provvedimento di autorizzazione in equilibrio con le capacità faunistiche del territorio interessato.
2. Il limite minimo di cui al comma 1 può essere ridotto fino al 50 per cento nelle zone montane svantaggiate di cui all'art. 3 paragrafi 3 e 4 della Direttiva comunitaria 28 aprile 1975, n. 268.
Sezione III - Allevamenti a scopo alimentare
Abbattimento e commercializzazione.
1. L'abbattimento di capi allevati a scopo alimentare è consentito durante tutto il corso dell'anno solare.
Per l'abbattimento degli ungulati è consentito anche l'uso di arma da fuoco, purché effettuato da soggetti nominativamente indicati nel provvedimento di autorizzazione. La vendita di capi morti o vivi da destinarsi ad altri allevamenti a scopo alimentare è consentita durante tutto l'anno. I capi di cui sopra devono essere muniti di contrassegni inamovibili o indelebili da cui rilevarne l'esatta provenienza.
Sezione IV - Allevamenti di selvaggina a scopo amatoriale o ornamentale
1. Gli allevamenti per la produzione di animali selvatici per fini amatoriali o ornamentali sono autorizzati per gli uccelli provenienti da allevamenti e i mammiferi appartenenti alle specie cacciabili di cui all'art. 18 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, ad eccezione del cinghiale, della lepre, del coniglio selvatico e della coturnice di cui è vietata la detenzione a scopo amatoriale (6).
(6) Comma così modificato dall'art. 1, Reg. 2 novembre 1998, n. 36.
Limiti di capi.
2. È vietato l'allevamento a scopo amatoriale o ornamentale di animali selvatici in forma estensiva. A tale scopo le strutture di contenimento devono avere dimensioni tali da consentire un agevole controllo a vista degli animali.
Detenzione e allevamento di uccelli di ornicoltori e espositori.
1. Agli ornicoltori affiliati ad associazioni riconosciute a livello nazionale o internazionale non si applicano i limiti di cui agli artt. 15 e 16, commi 1 e 2 nonché il divieto di commercializzazione di cui all'art. 17, comma 1, purché siano rispettate le seguenti condizioni riguardanti gli uccelli oggetto di detenzione:
b) che siano muniti di anello inamovibile riportante il numero di matricola dell'allevatore, l'anno di nascita ed il numero di individuazione del soggetto, se l'allevatore è iscritto alla Federazione ornicoltori italiani (F.D.I.) il numero di matricola si identifica con il relativo numero del Registro nazionale allevatori (R.N.A.);
2. È comunque vietata la detenzione di esemplari appartenenti a specie particolarmente protette o rare o comunque per motivi di tutela del patrimonio avifaunistico regionale. Il provvedimento di divieto è adottato dalla Giunta regionale, sentite le associazioni ornitologiche riconosciute presenti in forma
organizzata nel territorio regionale, entro 30 giorni dall'entrata in vigore del presente regolamento (7).
(7) Articolo aggiunto dall'art. 2, Reg. 29 ottobre 1997, n. 33.
Sezione V - Allevamenti di selvaggina a scopo di ripopolamento
Sezione VI - Norme transitorie
Legge Provinciale 17 luglio 1987, n. 14
Articolo 19.bis
Detenzione di uccelli a scopo ornamentale ed amatoriale
1. Il direttore dell'ufficio provinciale competente in materia di caccia può autorizzare l'allevamento in cattività, l'esposizione, l'interscambio e la commercializzazione di uccelli di fauna autoctona appartenenti alle famiglie dei fringillidi, degli emberizidi e dei ploceidi nonché di volatili esotici a scopo ornamentale ed amatoriale. L'autorizzazione può contenere particolari prescrizioni e prevedere controlli anche mediante l'inanellamento degli esemplari detenuti.
2. I criteri e le modalità per il rilascio e l'eventuale revoca dell'autorizzazione di cui al comma primo, vengono definiti dalla Giunta provinciale, che fissa il termine entro il quale coloro che si trovano in possesso dei volatili di cui al comma primo devono denunciarli all'ufficio provinciale competente in materia di caccia. La relativa deliberazione è pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.