Source: http://www.legislazionetecnica.it/4172871/fonte/sent-c-stato-ad-plen-17-10-2017-n-9
Timestamp: 2019-04-22 05:58:07+00:00
Document Index: 133398184

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 31', 'art. 36', 'art. 31', 'art. 36']

Sent. C. Stato Ad. Plen. 17/10/2017, n. 9 | Bollettino di Legislazione Tecnica
Edilizia e urbanistica - Abusi e reati edilizi - Ordine di demolizione - Autotutela - Motivazione in ordine all’interesse pubblico - Limiti.
I provvedimenti di autotutela sugli ordini di demolizione - e quindi la loro riconferma - non sono sottoposti ai limiti stabiliti dalla sentenza dell’Adunanza plenaria 17/10/2017, n. 8 in ordine all’individuazione motivata dell’interesse pubblico. Viceversa si deve fare riferimento alla sentenza dell’Adunanza plenaria 17/10/2017, n. 9 secondo la quale l’ordine di demolizione non richiede una specifica motivazione circa la ricorrenza del concreto interesse pubblico alla rimozione dell’abuso. (Nel caso di specie si trattava della conferma di un ordine di demolizione per abuso edilizio, che precedentemente era stato revocato sulla base della pendenza di domanda di sanatoria, essendo stato il Comune indotto in errore circa la consistenza delle opere da sanare).
Edilizia ed immobili - Abusi e reati edilizi - Istanza di condono edilizio - Decorso del tempo - Inerzia dell’amministrazione - Legittimo affidamento - Esclusione.
La mera inerzia da parte dell’amministrazione nell’esercizio di un potere/dovere finalizzato alla tutela di rilevanti finalità di interesse pubblico non è idonea a far divenire legittimo ciò che (l’edificazione sine titulo) è sin dall’origine illegittimo. Allo stesso modo, tale inerzia non può certamente radicare un affidamento di carattere ‘legittimo’ in capo al proprietario dell’abuso, giammai destinatario di un atto amministrativo favorevole idoneo a ingenerare un’aspettativa giuridicamente qualificata. Non è in alcun modo concepibile l’idea stessa di connettere al decorso del tempo e all’inerzia dell’amministrazione la sostanziale perdita del potere di contrastare l’abusivismo edilizio, ovvero di legittimare in qualche misura l’edificazione avvenuta senza titolo, non emergendo oltretutto alcuna possibile giustificazione normativa a una siffatta - e inammissibile - forma di sanatoria automatica.
1. Edilizia ed immobili - Abusi e reati edilizi - Domanda di condono edilizio - Sospensione dei procedimenti amministrativi e dei giudizi ex L. 47/1985 - Natura eccezionale - Applicazione analogica - Esclusione. 2. Edilizia ed immobili - Abusi e reati edilizi - Ordine di demolizione - Successiva domanda di accertamento di conformità - Acquisizione della proprietà ex art. 31, comma 3, DPR 380/2001 - Precedente o successiva - Conseguenze. 3. Edilizia ed immobili - Abusi e reati edilizi - Ordine di demolizione - Atto dovuto - Specifico onere di motivazione - Esclusione.
1. Ha natura eccezionale ed è insuscettibile di applicazione analogica la disposizione di cui alla L. 47/1985, secondo cui la presentazione della domanda di condono edilizio comporta la sospensione dei procedimenti amministrativi e dei giudizi aventi per oggetto l’immobile per il quale fosse stata presentata la medesima domanda. Per il principio di legalità (che riguarda anche la formazione degli effetti dei provvedimenti, nonché l'eventuale loro sospensione), in assenza di una disposizione di legge la proposizione dell'istanza di cui all'art. 36 del D.P.R. 380/2001 non incide sugli effetti dei provvedimenti comunali in precedenza emanati.
2. La presentazione della domanda di accertamento di conformità successiva alla emanazione dell’ordinanza di demolizione comporta che l’Amministrazione: non può che constatare che l’istanza è stata presentata da chi non sia più proprietario, se essa è stata proposta dopo l’acquisizione ipso iure della proprietà ai sensi dell’art. 31, comma 3, D.P.R. 380/2001, per il decorso del termine di novanta giorni; deve attivare il relativo procedimento, se l’istanza sia stata proposta prima di tale acquisizione, ferma restando l’applicabilità dell'art. 36, comma 3, del D.P.R. 380/2001 sulla formazione del rigetto per silentium.
3. L’ordine di demolizione di un abuso edilizio ha natura di atto dovuto, che è congruamente motivato con il solo riferimento all’esistenza dell’abuso stesso.