Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2009/11/novita-fiscali-del-24-novembre-2009-obblighi-dichiarativi-per-i-soggetti-aire-consulta-lirap-e-un-balzello-statale-enti.html
Timestamp: 2018-03-23 18:51:51+00:00
Document Index: 168242827

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'sentenza ', 'art. 30', 'art. 148', 'art. 4', 'art. 73']

Novità fiscali del 24 novembre 2009: obblighi dichiarativi per i soggetti AIRE; Consulta: l’Irap è un balzello statale; enti non commerciali e benefici fiscali: presentazione del modello EAS; IRES e IRAP: seconda o unica rata di acconto; la PEC non firma il messaggio: va utilizzata la firma digitale
1) Obblighi dichiarativi per i soggetti Aire
2) Consulta: L’Irap è un balzello statale
3) Enti non commerciali e benefici fiscali: La presentazione del modello EAS al 15.12.2009
4) IRES e IRAP: Determinazione e versamento della seconda o unica rata di acconto ?
5) <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />La PEC non firma il messaggio: va utilizzata la firma digitale
7) Abruzzo 2009: Modello comunicazione Eventi sismici
Obblighi dichiarativi per i soggetti iscritti all’Aire nell’ultimo quinquennio e successivamente rientrati in Italia, potenzialmente titolari di attività finanziarie e altri beni o redditi prodotti all’estero.
Lo ha ribadito con una nota (n. 150480 del 14.10.2009) l’Agenzia delle Entrate con la quale è intervenuta riguardo alle comunicazioni e questionari che sono stati inviati, a partire dal 14.10.2009.
L’Agenzia delle Entrate ha messo in evidenza che l’invio della comunicazione ha la duplice finalità del contrasto degli illeciti fiscali internazionali e di invito agli obblighi dichiarativi:
- dei redditi di fonte estera soggetti in Italia all’imposta personale sul reddito o ad imposta sostitutiva delle imposte sui redditi;
- degli investimenti e delle attività finanziarie suscettibili di produrre redditi di
fonte estera imponibili in Italia, di importo superiore a 10.000 euro, detenuti al
31 dicembre di ciascun anno, e dei trasferimenti da, verso e sull’estero, di importo superiore a 10.000 euro.
L’Agenzia ha, peraltro, delineato le misure delle sanzioni previste in caso di inosservanza degli obblighi.
In particolare, se viene omessa l’indicazione dei redditi di fonte estera è irrogabile:
- Una sanzione compresa tra il 133% ed il 266% della maggiore imposta dovuta.
Mentre se viene omessa la presentazione della dichiarazione la sanzione aumenta ad un importo compreso tra il 160% ed il 320% della maggiore imposta.
Invece, se viene omessa l’indicazione degli investimenti, si applica la sanzione compresa tra il 10% ed il 50% dell’ammontare degli importi non dichiarati, nonché la confisca dei beni di corrispondente valore.
In base ad una norma in vigore dal mese di luglio 2009, gli investimenti e le attività finanziarie non dichiarati, detenuti in Stati o territori a regime fiscale privilegiato, sono considerati redditi sottratti a tassazione in Italia e le sanzioni
per la omessa indicazione in dichiarazione sono raddoppiate (dal 200% al 400% della maggiore imposta dovuta e, in caso di omessa presentazione della dichiarazione, dal 240% al 480% della imposta dovuta).
Comunicazioni e questionari
La predetta comunicazione, peraltro, contiene l’invito (ai sensi dell’art. 32, comma 1, del D.P.R. n. 600/1973) a restituire compilato e firmato il questionario allegato.
Il suddetto questionario andrà compilato e restituito soltanto da coloro che, tra i destinatari della comunicazione, abbiano, dal 01.01.2005, detenuto alcuni degli investimenti o compiuto alcune delle seguenti operazioni:
a) atti di disposizione patrimoniale in favore di Trust, Fondazioni ed organizzazioni similari compresi gli intermediari finanziari che svolgono, anche di fatto, attività di amministrazione di beni per conto di terzi;
b) forme di previdenza individuale o collettiva organizzate o gestite da Società ed Enti di diritto estero che danno diritto a percepire prestazioni in forma di rendita o capitale successivamente alla data di cessazione del Suo rapporto di lavoro;
c) donazioni effettuate o altri atti di liberalità di cui risultino beneficiari soggetti residenti o non residenti nel territorio dello Stato, ovvero donazioni o liberalità ricevute;
d) contratti assicurativi, di qualsiasi natura, con imprese non aventi sede nel territorio dello Stato, che diano diritto ad attribuzioni patrimoniali;
e) strumenti finanziari anche di natura non partecipativa o diritti all’acquisto o alla sottoscrizione di azioni o strumenti finanziari della medesima natura.
La restituzione del questionario si effettua:
- Con spedizione postale al seguente indirizzo:
Direzione Centrale Accertamento - Ufficio Centrale per il contrasto agli illeciti
fiscali internazionali – via Cristoforo Colombo 426 c/d 00145 ROMA;
- con consegna diretta a qualsiasi Ufficio periferico dell’Agenzia delle Entrate.
In tal caso gli Uffici sono tenuti, prima a rilasciare un’apposita ricevuta per la consegna del modello, e poi ad inviare tempestivamente il questionario, mediante posta elettronica, all’Ufficio Centrale per il contrasto agli illeciti fiscali
internazionali Ufficio della Direzione Centrale Accertamento.
Infine, nel caso in cui, ai soli fini della compilazione del questionario, siano posti quesiti di particolare complessità gli stessi potranno essere indirizzati alla casella funzionale dell’Ufficio Centrale per il contrasto agli illeciti fiscali internazionali dc.acc.ucifi@agenziaentrate.it.
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 299/2009 depositata il 20.11.2009, ha inteso ribadire la natura di entrata statale dell'Irap.
La previsione della finanziaria per il 2008, che ne tracciava l'iter di “regionalizzazione” a decorrere dal 01.01.2009 (termine poi prorogato al 01.01.2010) “è allo stato un puro futuribile, considerato che, per il diritto vigente, l'imposta sulle attività produttive continua a rispondere a canoni e vincoli statali.
Gli enti associativi che vorranno continuare a mantenere le agevolazioni fiscali dovranno presentare entro il 15.12.2009 il modello EAS.
Ciò poiché l’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento (del suo direttore) del 29.10.2009, oltre ad introdurre semplificazioni, ha spostato la scadenza a tale data da quella fissata precedentemente (30.10.2009).
L’adempimento è sempre quello previsto dall’art. 30 del D.L. n. 185/2008 convertito dalla L. n. 2/2009 e riguarda gli enti di tipo associativo che beneficiano delle agevolazioni di cui all’art. 148 del TUIR e di quelle di cui all’art. 4 del D.P.R. n. 633/1972.
Il modello, che prevede la comunicazione all’Agenzia delle Entrate di una serie di dati e notizie rilevanti ai fini fiscali proprio al fine di fruire delle predette agevolazioni, è stato approvato con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 02.09.2009.
La predetta scadenza interessa gli enti già costituiti alla data del 29.11.2008.
Viceversa, gli enti che si costituiscono dopo il 29.11.2008 devono presentare il modello EAS entro:
- 60 giorni dalla data di costituzione;
- il 30.12.2009 se i 60 giorni dalla data di costituzione scadono prima del 30.12.2009.
Invio telematico del modello EAS
Il modello EAS andrà inviato solo mediante il canale telematico, direttamente o avvalendosi di uno degli intermediari abilitati (di cui al DPR n. 322/1998).
L’adempimento riguarda solo gli enti di tipo associativo, pertanto ne sono esclusi gli enti non commerciali in generale come le fondazioni, i comitati, e cosi via.
In particolare, sono obbligati a presentare il modello EAS:
- Associazioni con sole quote associative;
- associazioni con proventi decommercializzati;
- società sportive dilettantistiche senza scopo di lucro – L. n. 289/2002;
- organizzazioni di volontariato con attività diverse dal D.M. 25.05.1995.
Sono pure obbligati le articolazioni territoriali o funzionali di un ente nazionale, se configurano autonomi soggetti di imposta ai sensi dell’art. 73 del TUIR.
Sono, invece, esonerati dal predetto obbligo:
- Le associazioni pro loco che hanno optato per il regime L. n. 398/1991;
- associazioni sportive dilettantistiche con solo fini istituzionali iscritte nel registro C.O.N.I.;
- le organizzazioni di volontariato che svolgono solo le attività di cui al D.M. 25.05.1995;
- enti non commerciali in generale (come ad es. comitati, fondazioni, ecc.).
In particolare, per quanto concerne le organizzazioni di volontariato, la loro esclusione dall’adempimento è legata alla presenza delle due seguenti condizioni:
- Devono essere iscritte nei registri regionali e delle Province autonome;
- non devono svolgere attività commerciali diverse da quelle marginali di cui al D.M. del 25.05.1995.
Taluni enti associativi devono compilare soltanto alcuni righi del secondo riquadro del modello EAS giacché la maggior parte dei dati corrispondenti ai 38 punti del modello sono già in possesso della pubblica amministrazione e, quindi, sono acquisibili direttamente dall’Agenzia delle Entrate.
I soggetti che si possono avvalere di tale semplificazione sono:
- Le associazioni e le società sportive dilettantistiche diverse da quelle espressamente esonerate dall’adempimento;
- le associazioni di promozione sociale iscritte nei registri di cui alla Legge 07.12.2000, n. 383;
- le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri di cui alla legge 11.08.1991, n. 266, diverse da quelle esonerate dalla presentazione del modello;
- le associazioni riconosciute, quindi in possesso della personalità giuridica, iscritte nel registro delle persone giuridiche tenuto dalle prefetture, dalle regioni o dalla province autonome.
In particolare, il modello semplificato deve essere compilato nel seguente modo:
Parte I: indicazione dei dati identificativi dell’ente e del rappresentante legale;
Parte II: occorre compilare solo le notizie di cui ai righi 4), 5), 6), 25) e 26).
Le associazioni sportive devono anche compilare il rigo 20).
Rigo 4): indicare se l’ente ha articolazioni territoriali e/o funzionali;
Rigo 5): indicare se l’ente è un’articolazione territoriale e/o funzionale di un altro ente riportando, altresì, il relativo codice fiscale;
Rigo 6): indicare se l’ente è affiliato a Federazioni o gruppi;
Rigo 25): indicare se l’ente opera in alcuni specifici settori;
Rigo 26): indicare se l’ente svolge alcune specifiche attività:
Le associazioni sportive devono indicare se ricevono proventi per sponsorizzazioni, pubblicità e se tali proventi sono abituali o occasionali.
Effetti della mancata presentazione del Modello EAS
Secondo l’Agenzia delle Entrate, nell’ipotesi di mancata o non tempestiva presentazione del modello EAS si produce un effetto preclusivo, per cui tali enti non potranno più fruire dei benefici fiscali per cui sarebbero sottoposti a tassazione anche:
- i proventi conseguiti per effetto di prestazioni nei confronti dei soci, associati, iscritti o partecipanti.
Assonime con la circolare n. 47 del 23.11.2009, diramata in prossimità della scadenza dei termini per il versamento della seconda rata di acconto delle imposte IRES e IRAP (30.11.2009), ha evidenziato le principali innovazioni normative intervenute e le principali questioni interpretative emerse sull’argomento.
In considerazione della recente crisi economico-finanziaria, il Governo sembrava originariamente intenzionato, come segnalato dai mass media, a ridurre l’entità della seconda rata degli acconti dovuti per il periodo 2009 ai fini delle imposte sui redditi (IRES e IRPEF) e dell’IRAP.
Tuttavia, come si è appreso dai medesimi organi di stampa, l’intervento di riduzione dei versamenti in acconto dovrebbe riguardare esclusivamente i soggetti IRPEF titolari di partita IVA, e i lavoratori dipendenti titolari di ulteriori redditi. Quinsi, non riguarderebbe neppure l’IRAP (per i soggetti IRPEF).
Tale misura dovrebbe essere contenuta in un decreto legge che è in corso di pubblicazione.
5) La PEC non firma il messaggio: va utilizzata la firma digitale
Entro il 29 novembre 2009 i professionisti dovranno comunicare all'Ordine cui appartengono la propria casella Pec, come previsto dalla Legge n. 2/09.
Lo ricorda il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, con una nota del 23.11.2009, che, peraltro, ha colto l’occasione per precisare quanto segue:
“I principali dubbi ancora aperti sulla Pec riguardano: la privacy, poiché gli indirizzi Pec dei professionisti saranno pubblicati in un elenco consultabile, si garantisce, solo dalla Pa; le spese di assicurazione per tutelarsi dagli eventuali rischi inerenti all'archiviazione o all'invio dei dati.
In ogni caso la casella Pec, che garantisce la circolazione dei documenti importanti ed è equiparabile ad una normale raccomandata, impone ai possessori una consultazione frequente e la conservazione dei documenti ricevuti, giacché la sola ricezione, e non la lettura, in molti casi potrà far scattare la decorrenza dei termini per gli adempimenti.
La Pec è gestita da un circuito chiuso che garantisce la consegna dei messaggi dei quali il mittente vuole avere evidenze con valore legale, ossia certezza e attestazione dell'invio e della consegna.
Ma per avere certezza legale anche della sottoscrizione dei documenti inviati, dal momento che la Pec non è un sistema di firma del messaggio, sarà necessario inserire nel messaggio la firma digitale.
In proposito l'Ordine dei consulenti del lavoro si è organizzato con il Dui (documento unico di iscrizione), che consiste in una smart card con i dati anagrafici dell'iscritto, la firma digitale ed il certificato di ruolo.
Con il Dui associato alla Pec sono assicurati e verificabili l'identità e il possesso dei requisiti professionali dell'iscritto all'Ordine”.
6) Scudo fiscale: Pubblicata la circolare con le risposte ai quesiti dei professionisti e della stampa
E’ stata pubblicata sul sito www.agenziaentrate.it la circolare dell’Amministrazione finanziaria (Agenzia delle Entrate, circolare n. 40/E del 23.11.2009) che ha così risposto a trenta nuovi quesiti presentati da associazioni di categoria e stampa specializzata su specifici aspetti dello scudo fiscale.
Di particolare rilievo le risposte che riguardano la dichiarazione riservata e il questionario relativo alle disponibilità costituite all’estero.
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’intermediario deve restituire la copia della dichiarazione riservata soltanto dopo l’effettivo pagamento dell’imposta straordinaria e, in caso di rimpatrio, soltanto dopo aver ricevuto in deposito le attività emerse.
In presenza, invece, di cause oggettive che impediscono l’effettiva emersione delle attività entro il 15.12.2009, il contribuente dovrà presentare una successiva dichiarazione riservata indicando l’importo delle attività effettivamente rimpatriate o regolarizzate per le quali lo scudo produce i suoi effetti, anche nel caso sia intervenuta un’attività di controllo tra la prima e la seconda dichiarazione riservata.
Sempre in tema di dichiarazione riservata, l’Agenzia ha precisato che se il contribuente ha presentato la dichiarazione di emersione entro il 28 ottobre, data di approvazione del nuovo modello, questa è da considerarsi valida a tutti gli effetti, a meno che non ci sia necessità di integrarla per segnalare la presenza di cause che ostacolano il contestuale rimpatrio o regolarizzazione.
I contribuenti, che hanno ricevuto nelle scorse settimane i questionari relativi alle disponibilità costituite all’estero, non si possono avvalere dello scudo fiscale se hanno risposto positivamente ad uno o più dei quesiti in esso contenuti.
Se invece, il contribuente ha ricevuto il questionario successivamente all’adesione alle procedure di emersione, è comunque tenuto alla sua compilazione e dovrà dimostrare all’Amministrazione finanziaria, entro trenta giorni dalla notifica del questionario, l’avvenuto rimpatrio o regolarizzazione delle attività detenute all’estero.
L’Agenzia delle Entrate il 23.11.2009 ha pubblicato sul proprio sito la seguente nota:
“Modalità di fruizione del credito d'imposta, in caso di accesso al finanziamento agevolato, per la riparazione o la ricostruzione delle unità immobiliari adibite ad abitazione principale distrutte o dichiarate inagibili (Ordinanza 3779 e successive modifiche), ovvero per l'acquisto di una nuova abitazione sostitutiva dell'abitazione principale distrutta (Ordinanza 3790 e successive modifiche) a seguito degli eventi sismici che hanno interessato l'Abruzzo nel 2009.
Per la trasmissione delle comunicazioni relative al credito d'imposta è stato attivato, a partire dal 23 novembre 2009, un apposito canale. Le comunicazioni di concessione dei contributi, nonché delle comunicazioni di revoca totale o parziale dei contributi stessi, devono essere inviate:
dai Comuni ove è situato l'immobile oggetto di intervento, per le informazioni relative ai provvedimenti di accoglimento delle domande di contributo e per le informazioni sui provvedimenti di revoca totale o parziale del contributo stesso;
dai Soggetti Finanziatori, per le informazioni relative all'anagrafica dei beneficiari del finanziamento, ai dati di stipula (ammontare spettante, importo della singola rata, durata del finanziamento medesimo, ecc.), nonché eventuali variazioni intervenute sul finanziamento stesso. Gli stessi soggetti trasmettono annualmente l'ammontare delle somme affluite al conto vincolato, effettivamente utilizzate.
Le comunicazioni devono essere predisposte secondo i tracciati allegati al Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate del 30 ottobre 2009 che sostituisce ed integra i precedenti Provvedimenti del Direttore dell'Agenzia delle entrate del 10 luglio 2009 e del 3 agosto 2009.
Per poter procedere con la trasmissione delle comunicazioni è obbligatorio effettuare un preventivo controllo per la verifica della correttezza formale del file.
Il modulo di controllo è disponibile nella sezione "Software" - "Pacchetti applicativi" - "Controllo altri documenti" del sito Entratel dei Servizi Telematici “