Source: https://it.scribd.com/document/136190747/Dossier-ISTAT
Timestamp: 2019-12-15 20:33:57+00:00
Document Index: 149219002

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art.44', 'art.44', 'art.22', 'art. 29', 'art. 30']

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Curatori del Rapporto
Cinzia Canali, Roberta Crialesi, Gianpiero Dalla Zanna, Linda Laura Sabbadini,
Tiziano Vecchiato.
Il presente dossier stato prodotto da un gruppo di lavoro costituito da personale
dellIstat e del Dipartimento per le politiche della famiglia in vista della Conferenza
nazionale della famiglia nonch nella prospettiva di una pi strutturata
allindividuazione dei bisogni delle famiglie ai fini della predisposizione del Piano
nazionale per la famiglia previsto dalla legge finanziaria per il 2007.
Parte I La famiglia: caratteristiche e bisogni
Meno matrimoni e in et pi avanzata
Italia, Paese a bassa fecondit
Crescono matrimoni e nascite della popolazione immigrata
Aumenta linstabilit matrimoniale
Famiglie sempre pi piccole
La lenta transizione allo stato adulto dei giovani
Sempre meno figli nelle coppie con figli e nei nuclei monogenitori
Single non vedovi, monogenitori non vedovi, coppie non coniugate e
La famiglia che accoglie: affidi e adozioni
Le famiglie con anziani sono di pi di quelle con minori
Le famiglie con disabili sono oltre 2 milioni
I figli sono ancora una barriera allaccesso e al mantenimento del
La violenza fisica o sessuale subita dalle donne
Le rete informali, risorsa fondamentale, sottoposta a forti tensioni
La popolazione soddisfatta delle relazioni familiari
La maggior parte delle famiglie ha casa in propriet, oltre la met
delle famiglie giovani paga un affitto o un mutuo
Le famiglie povere e la possibilit delle famiglie di far fronte ad una
spesa imprevista di 600 euro
Le differenze sociali nelluso del PC da parte dei minori
Parte II Spesa erogata dai Comuni per interventi e servizi sociali
19. La spesa sociale in rapporto al PIL pi bassa della media europea
20. La spesa per interventi e servizi sociali erogata dai Comuni
21. La gran parte della spesa sociale dei comuni destinata a famiglie e
minori, anziani e persone con disabilit
22. La spesa sociale erogata dai Comuni per famiglie, minori e per Asili nido
23. La spesa sociale dei Comuni destinata agli anziani
24. La spesa sociale dei Comuni per la disabilit
Parte III Spesa sociale erogata dai Comuni Schede regionali
Tavole della Parte I La famiglia: caratteristiche e bisogni:
Tav. 9.1
Tav. 9.2
Tav. 11.
Tav. 13.
Numero di matrimoni, quozienti di nuzialit, percentuale di
matrimoni religiosi e quota di seconde nozze, et media al primo
matrimonio, percentuale di matrimoni in regime di comunione
dei beni per regione
Separazioni e divorzi, et media alla separazione e al divorzio,
tasso di separazione e divorzio per regione. Anno 2004
Separati divorziati per ripartizione territoriale. Media 2005-2006
Numero medio di figli per donna (Tft), numero medio di figli
desiderati, et media dei genitori alla nascita del figlio,
percentuale di figli naturali per regione - Anno iscrizione 2004 (a)
Popolazione Straniera residente, al 1 Gennaio 2006, matrimoni
con sposi stranieri, nascite da genitori stranieri, permessi di
Famiglie per numero di componenti, tipologie familiari e regione
- Media 2005-2006 (per 100 famiglie)
Giovani di 20-34 anni celibi e nubili che vivono con almeno un
genitore per sesso, classe d'et, motivo della permanenza (a) e
Coppie con figli e nuclei monogenitore per regione - Media 20052006
Persone nate nel 1984-1993 per numero di fratelli e regioni (anno
Single non vedovi, monogenitori non vedovi, coppie non
coniugate, famiglie ricostituite per regione - Media 2005-2006
Affidamenti, affidamenti preadottivi e adozioni per distretto di
corte di appello - Anno 2005
Procedimenti e provvedimenti accolti sull'adottabilit del minore,
domande di adozione per distretto di corte di appello - Anno
Famiglie con anziani, famiglie con bambini per alcune tipologie e
regione - Media 2005-2006 (per 100 famiglie)
Famiglie con almeno una persona disabile di 6 e pi anni per
regione - 2005
Tasso di occupazione per le donne 35-44 anni per regione e
Donne da 16 a 70 anni che hanno subito violenza fisica o
sessuale da un partner attuale o ex partner o che hanno subito
violenza sessuale da un parente prima dei 16 anni, per tipo di
violenza subita, periodo in cui si verificata, percentuale di
denuncia, gravit del fatto e regione di residenza della donna Anno 2006
Tav. 14.1 Famiglie che hanno dato e ricevuto aiuti gratuiti da persone non
coabitanti nelle ultime quattro settimane per tipologia familiare Anni 1983, 1998 e 2003. Per 100 famiglie con le stesse
Tav. 14.2 Persone che hanno dato aiuti non retribuiti ad altre famiglie e di
famiglie che nelle ultime quattro settimane hanno ricevuto
almeno un aiuto per tipologia familiare e regione - Anno 2003
(Per 100 persone di 14 anni e pi e per 100 famiglie della stessa
Tav. 14.3 Bambini, nella fascia di et 1-2 anni, per persone o servizi a cui
sono affidati prevalentemente quando la madre al lavoro, per
ripartizione geografica di residenza - Anno 2005
Tav. 15. Persone di 14 anni e pi molto o abbastanza soddisfatte delle
relazioni familiari per regione - Media 2005-2006(per 100
persone di 14 anni e pi con le stesse caratteristiche)
Tav. 16. Famiglie per titolo di godimento dellabitazione, con problemi
relativi all'abitazione principale e alla zona in cui vivono e
indicatori di deprivazione per regione - Anno 2005 (Per 100
Tav. 17. Incidenza e intensit di povert relativa, indice del Gini sul
reddito (d) e indicatori di deprivazione per regione. Anno 2005
Tav. 18. Famiglie con minori che hanno il pc e minori che usano il pc per
condizione professionale del capofamiglia, regione e ripartizione
geografica - Anno 2006
Tavole della Parte II Spesa erogata dai Comuni per interventi e servizi sociali:
Spesa sociale pro capite. Totale per funzione e paese (Ue 15) Anno 2004 (PPA)
Tav. 20. Spesa per interventi e servizi sociali dei comuni singoli e
associati per area di utenza e per regione e ripartizione
geografica Anno 2004
Tav. 21.1 Area famiglia e minori: servizio sociale professionale, assistenza
domiciliare, strutture residenziali, per regione e ripartizione
geografica - Anno 2004
Tav. 21.2 Gli asili nido e servizi integrativi o innovativi per la prima
infanzia: utenti, spesa, compartecipazione degli utenti e valori
medi per utente, per regione e ripartizione geografica Anno
Tav. 22. Area anziani: servizio sociale professionale, assistenza
domiciliare, strutture residenziali: indicatori per regione e
ripartizione geografica Anno 2004
Tav. 23. Area Disabili: servizio sociale professionale, assistenza
domiciliare per regione e ripartizione geografica Anno 2004
Tav. 19.
Tavole della Parte III - Spesa sociale erogata dai Comuni Schede regionali
Tav. 24.
Spesa dei comuni singoli e associati per area di utenza e per
Regione e Provincia Autonoma - Anno 2004 - (valori procapite)
Tavole per regione:
Spesa dei comuni singoli e associati per area di utenza e per macro-area di
offerta - Anno 2004 (valori assoluti, procapite e percentuali)
Tav. 25. Regione PIEMONTE
Tav. 26. Regione VALLE DAOSTA
Tav. 27. Regione LOMBARDIA
Tav. 28. Regione TRENTINO ALTO ADIGE
Tav. 29. Provincia Autonoma di BOLZANO
Tav. 30. Provincia Autonoma di TRENTO
Tav. 31. Regione VENETO
Tav. 32. Regione FRIULI - VENEZIA GIULIA
Tav. 33. Regione LIGURIA
Tav. 34. Regione EMILIA - ROMAGNA
Tav. 35. Regione TOSCANA
Tav. 36. Regione UMBRIA
Tav. 37. Regione MARCHE
Tav. 38. Regione LAZIO
Tav. 39. Regione ABRUZZO
Tav. 40. Regione MOLISE
Tav. 41. Regione CAMPANIA
Tav. 42. Regione PUGLIA
Tav. 43. Regione BASILICATA
Tav. 44. Regione CALABRIA
Tav. 45. Regione SICILIA
Tav. 46. Regione SARDEGNA
Il dossier statistico sulla famiglia si articola in tre parti. La prima parte relativa alle
caratteristiche fondamentali delle trasformazioni della famiglia in Italia. A tal fine nei
primi 18 punti si illustrano con lausilio di indicatori statistici, riportati nelle rispettive
tavole, le tematiche relative a fecondit, nuzialit, con riferimento anche a nascite e
matrimoni della popolazione immigrata, instabilit coniugale, cambiamenti nelle
strutture familiari, affidi e adozioni, le famiglie di anziani, quelle con disabili, la
conciliazione lavoro famiglia, le reti informali, la violenza fisica o sessuale subita
dalle donne, nonch alcuni aspetti legati alle condizioni di vita delle famiglie
(difficolt economiche e famiglie povere), le differenze sociali nelluso del Pc da
parte dei minori.
La seconda parte del dossier presenta i dati relativi alla spesa sociale dei comuni
relativa allanno 2004, ripartita per regioni. Lanalisi offre un quadro complessivo di
come le amministrazioni locali investono per garantire risposte di welfare, con
specifico riferimento allassistenza e ai servizi sociali per le persone e le famiglie
(tavole 19- 20-21).
Nelle tavole 22-24 si presentano i principali indicatori relativi a servizi specifici di
grande rilevanza per le aree di utenza famiglia e minori, anziani e disabilit.
A fronte di questo quadro generale, nella parte terza, vengono presentate in
sequenza 23 tavole. Tengono conto della prospettiva dei livelli essenziali di
assistenza sociale, da definire da parte dello Stato, in modo coerente con quanto
previsto dallarticolo 22 della legge n. 328/2000, Legge quadro sugli interventi e
servizi sociali e con la riforma del Titolo V della Costituzione.
Come noto, indispensabile disporre di informazioni analitiche sulle tipologie di
spesa e di servizio coerenti con la classificazione definita dal comma 4 dellarticolo
22 della Legge n. 328/2000, appena citato. Per questo nel dossier statistico viene
presentata una mappa della spesa sociale dei comuni con riferimento a tutte le
regioni e le province autonome. Questo lavoro ha comportato la necessit di
riclassificare la spesa sociale dei comuni per le macrotipologie di offerta sopra
indicate, offrendo quindi ulteriori conoscenze utili alla definizione dei livelli essenziali
di assistenza sociale per la famiglia.
La riclassificazione della spesa sociale dei comuni si basa sul sistema SisClass1,
utilizzato in alcuni ambiti territoriali per organizzare e valutare lofferta sociale in
modo coerente con il comma 4 art. 22 della Legge 328/2000.
La stessa classificazione tiene conto di quanto raccomandato dal Comitato
economico e sociale europeo, in sede di revisione di medio termine dellAgenda
Sociale Europea 2000-20052, che evidenzia la necessit di sviluppare un modello
europeo di valutazione di impatto delle politiche sociali basato su indicatori di
finanziamento, di offerta, di efficacia, in stretto rapporto con gli indici di bisogno
presenti nei diversi paesi.
Le tavole sono strutturate per macrotipologie di offerta (accesso, domiciliare,
intermedia, residenziale) e per macro tipologie di bisogno (famiglia e minori, anziani,
disabili, disagio adulti, immigrati, dipendenze). In ognuna sono presentati i valori
assoluti, le percentuali e i valori procapite, utilizzabili come unit elementari di
confronto dei valori. In termini sintattici la classificazione consente di leggere i dati
per macro aree di spesa e offerta, ripartite per tipologie di bisogno. Come si pu
notare il valore procapite medio nazionale inferiore di 6 euro rispetto a quello
indicato nella tavola 20, perch non sono state considerate le spese relative alla
voce multiutenza.
Bezze M., Faenzi G., Lippi A., Paganelli L., Pompei A., Vecchiato T., La classificazione dei servizi e
degli interventi sociali, Studi Zancan 2/2005.
Cese, SOC/148, 2003.
La famiglia: caratteristiche e bisogni
1. Meno matrimoni e in et pi avanzata
Il numero di matrimoni (250.979 rilevati nel 2005 ) in diminuzione dal 1972, anno
in cui si sono registrati poco meno di 419 mila matrimoni. Il tasso di nuzialit pari
4,3 matrimoni per 1.000 abitanti. cresciuta sia let al primo matrimonio delle
donne (30) che degli uomini (32), 4 anni in pi dellet media dei loro genitori.
La quota dei matrimoni successivi al primo in aumento e si attestata sul 12,2%
(rispetto all8,3% del 1995), mentre quella dei matrimoni religiosi in diminuzione
(67,6%, era l80% nel 1995). Cresce la quota di coppie che non scelgono la
comunione dei beni (56%) al momento del matrimonio (rispetto al 40,9% del 1995).
Emergono differenze territoriali, il Sud presenta ancora un tasso di nuzialit pi alto
e una et al matrimonio pi bassa. Pi elevata la quota di secondi matrimoni al
Nord, mentre il Sud continua a presentare pi matrimoni religiosi e una quota
maggioritaria di coppie in comunione di beni (Tavola 1).
2. Italia, Paese a bassa fecondit
Il numero medio di figli per donna 1,3 e da 20 anni lItalia presenta valori non
superiori a 1,4, ma il numero di figli desiderato molto pi alto: 2,1. Le differenze tra
Nord e Sud si sono praticamente annullate, grazie al lieve incremento della
fecondit al Nord e al Centro (da 1,05 a 1,37 e da 1,07 a 1,29 nellultimo decennio)
alla contemporanea diminuzione al Sud (da1,41 a 1,33). Trento e Bolzano sono le
pi prolifiche, la Sardegna presenta la fecondit pi bassa. Let alla nascita dei figli
ha raggiunto 30,8 per le donne e 34,6 per gli uomini, come effetto della
posticipazione delluscita dei giovani dalla famiglia di origine. Aumentano le nascite
naturali che hanno raggiunto il 13,7% e sono quasi raddoppiate in 10 anni. I valori
pi alti sono relativi alla Val dAosta, Bolzano e Emilia-Romagna. I pi bassi
emergono in Basilicata, Molise, Calabria (Tavola 2).
3. Crescono matrimoni e nascite della popolazione
Gli immigrati residenti in Italia sono pi di 2 milioni 700 mila. I minori sono circa 600
mila, il 22% della popolazione immigrata.
Con laumento della popolazione straniera crescono i matrimoni con almeno uno
sposo straniero raggiungendo il 12,3% del totale (erano solo il 4,8% nel 1995).
Sono pi frequenti i matrimoni misti e in particolare quelli in cui la donna straniera.
Crescono anche le nascite da almeno un genitore straniero raggiungendo il 12% del
totale (erano circa il 2% nel 1995), a conferma del progressivo radicamento della
popolazione immigrata nel nostro Paese. Nel caso delle nascite, inoltre, sono pi
numerosi i nati da entrambi i genitori stranieri (8,7%). I permessi di soggiorno per
ricongiungimento familiare hanno raggiunto quota 682 mila 365, il 30%del totale
(Tavola 3).
4. Aumenta linstabilit matrimoniale
Separazioni e divorzi sono in crescita. Le separazioni legali nel 2004 sono state
83.179 (erano 52.3232 nel 1995), i divorzi 45.097 (27.038 nel 1995). Let alla
separazione per gli uomini 43 anni, per le donne 40 anni; let al divorzio 45
anni per gli uomini e 41 per le donne. Il tasso di separazione pari a 283
separazioni ogni 100.000 coniugati.
I minori coinvolti nelle separazioni sono stati 64.292 nel 2004. L83,2% stato
affidato alla madre, il 3,6% al padre e il 12,7% ad ambedue. Il numero di separati,
divorziati e separati di fatto 2 milioni 635 mila . Di questi il 53,6% degli uomini vive
da single e il 16,1% in coppia, mentre il 47,4% delle donne vive sola con i figli e
l11,4% in coppia (Tavole 4.1 e 4.2).
5. Famiglie sempre pi piccole
Le famiglie sono sempre pi piccole per il calo della fecondit, laumento
dellinvecchiamento della popolazione e laumento dellinstabilit matrimoniale. Le
famiglie di uno o due componenti sono il 53,3% del totale (22.907.000). In
particolare il 26,1% sono persone sole, il 27,2% ha 2 componenti, il 21,8% ne ha 3,
il 18,4% ne ha 4 e solo il 6,5% ne ha 5 o pi. Crescono le persone sole (in dieci anni
passano da 4 milioni 200 mila a 5 milioni 900 mila) e le coppie senza figli (da 4
milioni 500 mila nel 1995-1996 a 5 milioni 100 mila nel 2005-2006), diminuiscono in
dieci anni le coppie con figli, che passano da 10 milioni 100 mila a 9 milioni 600
Le coppie con figli sono pi diffuse nel Sud del Paese e in particolare in Campania,
quelle senza figli nel Centro Nord. Le famiglie estese continuano ad essere pi
presenti in alcune regioni del Centro e del Nord Est (Tavola 5).
6. La lenta transizione allo stato adulto dei giovani
I giovani permangono a lungo nella famiglia di origine; tra 20 e 24 anni sono l88%,
tra 25 e 29 anni sono il 59,7% e tra 30 e 34 anni il 30,3%. Permangono pi a lungo
(nella classe di et 20-34 anni) i maschi (63,4%) delle femmine (47,9%), ma il
modello femminile si avvicinato negli anni a quello maschile. I giovani rimangono
pi a lungo in famiglia per un maggiore investimento formativo che in passato
(26,2%); per problemi economici che creano incertezza per il futuro (precariet,
costo delle abitazioni e altri problemi economici 40,1%), perch i rapporti tra genitori
e figli non sono pi gerarchici come in passato e i figli possono comunque
mantenere la propria autonomia in casa (42,3%).
Le difficolt economiche sono maggiormente segnalate al Sud, mentre lo star bene
nella famiglia di origine maggiormente segnalato al Nord del Paese (Tavola 6).
7. Sempre meno figli nelle coppie con figli e nei nuclei
Le coppie con figli sono in totale 9 milioni 591 mila quelle con figli minori 5 milioni
812 mila. Le coppie con 1 figlio convivente sono il 46% del totale (erano il 43,7 dieci
anni prima), quelle con due il 42,8% (43,5% nel 1995-1996) e quelle con tre o pi
l11,2% (12,8% nel 1995-1996). Se si considerano le coppie con almeno un figlio
minore la percentuale di quelle con un solo figlio il 52,2%. I nuclei monogenitore
sono in totale 2 milioni 113 mila, quelli con figli minori 679 mila.
I nuclei monogenitore con figli minori sono nell86,9% dei casi composti da madri
sole (Tavola 7.1). Va comunque detto che se si considerano i giovani italiani nati fra
met anni 80 e met anni 90, ossia in un periodo di bassissima fecondit i figli unici
nel 2003 erano il 13% del totale, solo in Liguria ed Emilia Romagna superavano il
25%. Nel Centro Nord, il numero di figli unici raggiungeva il 18% come quello dei
ragazzi con due fratelli, mentre la maggioranza dei giovani (59%) aveva un fratello
(Tavola 7.2).Considerando i nuclei familiari con persone nate tra il 1984 e il 1993 la
percentuale di nuclei con figlio unico raggiungeva il 22,7% nel Centro Nord, valore
pi alto della percentuale di nuclei con 3 o pi figli (20,4%) e con punte del 33,6% in
Liguria, 29,9% in Emilia Romagna, e 28% della Toscana. Le differenze territoriali
sono spiegate dal diverso andamento della fecondit. Nellarco degli ultimi venti anni
la fecondit diminuita a livello nazionale del 10% come risultato della forte
riduzione dei figli del terzordine o pi (-45,7%) a cui si aggiunge una diminuzione
pi contenuta dei secondogeniti (-8,4%) e un aumento della propensione ad avere il
primo figlio (+2 %). Nel Nord del Paese si registra una ripresa della fecondit che
interessa il primo figlio (+17%) e il secondo (+11%); al contrario nel Mezzogiorno si
osservano importanti riduzioni della fecondit per tutti gli ordini in modo particolare
dal secondo figlio. Per le generazioni di donne nate a partire dalla fine degli anni 50
e dei primi anni 60, si osserva, inoltre, che la percentuale di madri che ha un solo
figlio aumentata dal 25 al 32 %.
8. Single non vedovi, monogenitori non vedovi, coppie
non coniugate e famiglie ricostituite
I single non vedovi sono 3 milioni 310 mila, i monogenitore non vedovi 995 mila, le
coppie non coniugate 606 mila, le famiglie ricostituite 775 mila. Tutte queste forme
familiari sono in crescita negli ultimi 10 anni, anche in conseguenza dellaumento di
Dieci anni fa i single non vedovi erano 2 milioni 138 mila, i monogenitori non vedovi
667 mila, 257 mila le coppie non coniugate e le coppie ricostituite 567 mila.
Tra le coppie non coniugate circa la met ha figli. Negli anni sono cresciute le
coppie non coniugate con figli (120 mila nel 1995-1996, 293 mila nel 2005-2006).
Sono aumentate anche le convivenze prematrimoniali. Il 22,8% dei matrimoni che
sono avvenuti nel 1998-2003 sono stati preceduti da una convivenza. Erano il
14,7% per i matrimoni avvenuti tra il 1994 e il 1997. Nel Nord del Paese le
convivenze prematrimoniali superano oramai il 30%. Tra le famiglie ricostituite il
59,4% ha figli, il 10,7% di queste ha figli di uno solo dei partner, il 39,1% ha solo nati
nellattuale unione, il 9,6% ha figli nati dallunione attuale e precedente (Tavola 8 e
grafico 1 e 2).
Grafico 1 - Famiglie ricostituite per figli avuti dall'attuale e/o precedente unione Media 2005-2006
% con figli solo di lei o di
% con figli solo dell'unione
% con figli dell'unione
attuale e precedente
% senza figli
Fonte: Indagine "Aspetti della vita quotidiana" - Media 2005-2006
Grafico 2 Matrimoni preceduti da convivenza per coorti matrimoniali e ripartizione
geografica - Anno 2003
coorti matrimoniali 1994-1997
coorti matrimoniali 1998-2003
Fonte: Indagine Multiscopo "Famiglia e soggetti sociali" - Anno 2003
9. La famiglia che accoglie: affidi e adozioni
Nel 2005 sono stati disposti 2.897 affidamenti familiari, di cui 1.928 dal giudice
tutelare e 969 dal tribunale per i minorenni. Sono stati, inoltre, disposti 1.013
affidamenti a comunit alloggio o istituti.
Gli affidamenti preadottivi di minori italiani nel 2005 sono stati 947, quelli relativi a
minori stranieri 458.
Nel 2005 sono state concesse 1.150 adozioni nazionali legittimanti (il 64,3% del
totale delle adozioni nazionali), 638 adozioni nazionali in casi particolari (35,7%) e
2.304 adozioni di minori stranieri.
In base ai dati rilevati dalla Commissione per le adozioni internazionali, nel periodo
dal 16 novembre 2000 al 31 dicembre 2006 risulta che l81,9% delle coppie ha
richiesto lingresso di un solo minore straniero, il 15,4% di due.
Il 54% dei minori stranieri ha meno di cinque anni, mentre il 35,7% ha unet
compresa tra cinque e nove anni. Considerando il continente di provenienza del
minore, circa il 60% dei bambini oltre il primo anno di vita arriva da paesi europei,
mentre il 44,3% di quelli al di sotto di un anno viene dallAsia.
Nel 2005 sono stati aperti 2.752 nuovi procedimenti sullaccertamento dello stato di
abbandono del minore e 1.168 si sono conclusi con una dichiarazione di adottabilit,
di cui 739 (pari al 63,3%) con genitori noti.
Sono state presentate 14.792 domande di adozione nazionale legittimante e 720 di
adozione nazionale in casi particolari. Per quanto riguarda le adozioni di minori
stranieri, le domande sono state 7.882 mentre sono stati emessi 6.243 decreti di
idoneit (Tavole 9.1 e 9.2).
10. Le famiglie con anziani sono di pi di quelle con
Le famiglie con anziani di 65 anni e pi sono il 36,4%, mentre quelle con minori
sono il 28,3%. Le famiglie con ultrasettantacinquenni raggiungono il 18,6%. Le
famiglie di tutti anziani di 65 anni e pi sono il 22,5% e quelle con tutti anziani di 75
anni e pi sono l11%. Considerando il totale degli ultrasettantacinquenni: il 17,4%
degli uomini vive solo, il 57,3% in coppia senza figli, il 2,9% come membro
aggregato ad unaltra famiglia, di solito quella di uno dei figli; il 48,8% delle donne
vive sola, il 21,6% in coppia senza figli e il 10,4% come membro aggregato (Tavola
11. Le famiglie con disabili sono oltre 2 milioni
Le famiglie con disabili sono pari a 2 milioni 356 mila, pari al 10,3% del totale. Il
41,8% delle famiglie con disabili formato da una persona sola (35,4%), o che vive
solo con altri disabili (6,4%). Nella maggioranza delle famiglie (58,3%) c almeno
una persona non disabile che pu farsi carico delle persone con disabilit che fanno
parte della famiglia. Quasi un terzo delle famiglie con disabili dichiara di aver
bisogno della assistenza domiciliare da parte delle ASL, queste rappresentano il
32% dei single disabili e il 46,8% delle famiglie con tutti disabili.
L81,6% delle famiglie con disabili rappresentato da famiglie di anziani. Le famiglie
con confinati a letto sono 1 milione 73 mila, il 45,5% del totale. Nel Sud e nelle Isole
la quota di famiglie con persone disabili pi elevata, 12,2% e 13,2% contro l8,5%
nel Nord-ovest e l8,9% nel Nord-est. Il quadro dellassistenza a domicilio di cui
usufruiscono le famiglie con persone disabili fortemente differenziato a livello
territoriale, bench appaia comunque esigua la quota di famiglie assistite. Nelle
regioni del Nord e del Centro del paese c un maggiore supporto dei servizi
territoriali: oltre il 20% delle famiglie con disabili si avvale di servizi pubblici di
assistenza domiciliare sanitaria o non sanitaria (il picco nellItalia centrale con una
quota del 24,3%), mentre nel Sud e nelle Isole la quota di famiglie che usufruisce di
questi servizi rispettivamente del 16,8% e 19,2%. Oltre il 40% delle famiglie con
disabili nel Sud e il 36,5% nelle Isole dichiara che avrebbe bisogno di assistenza
La domanda non soddisfatta di assistenza da parte delle ASL , dunque, pi elevata
al Sud, proprio dove pi diffuse sono le famiglie disabili e anche quelle di confinati
(Tavola 11).
12. I figli sono ancora una barriera allaccesso e al
mantenimento del lavoro per le donne
I tassi di occupazione femminile variano molto in base al ruolo in famiglia delle
donne: se si considerano le donne tra 35 e 44 anni si passa dall83% delle single al
75,4% delle coppie senza figli, al 56,9% delle coppie con figli e al 40,5% delle
coppie con 3 o pi figli. Inoltre, quasi una donna su cinque al momento della nascita
del figlio lascia o perde il lavoro. Il carico di lavoro familiare per le donne occupate
molto elevato e poco distribuito allinterno della coppia. Il 71,7% del lavoro familiare
della coppia senza figli infatti a carico della donna nel caso in cui la donna lavora.
Il valore sale se si considerano le lavoratrici in coppia con figli (74,9%). Lasimmetria
dei ruoli maggiore nel Sud del Paese (80,9%) per le occupate in coppia con figli.
Va detto comunque che le differenze non sono molto elevate (Tavola 12).
13. La violenza fisica o sessuale subita dalle donne
Il 14,3% delle donne dai 16 ai 70 anni ha subito nel corso della vita almeno una
violenza fisica o sessuale da un partner (attuale o passato), l1,6% ha subito
violenze sessuali prima dei 16 anni da un parente.
La violenza fisica risulta essere il tipo di violenza pi frequente (12% di vittime
rispetto al 6,1% di vittime di violenza sessuale e al 2,4% di stupro o tentato stupro).
Sul totale di 482 mila donne vittime di stupro nel corso della vita, il 69,7% lo ha
subito da parte di un partner.
Negli ultimi 12 mesi le donne vittime di violenza fisica o sessuale da un partner sono
state il 2,4%.
La violenza stata nella maggioranza dei casi grave (64,2%), ma solo il 7,2% delle
vittime di un partner ha denunciato le violenze subite.
Analizzando, infine, le denuncie in relazione al tipo di violenza subita, emerge che
sono denunciate il 7,5% delle violenze fisiche e appena il 4,8% delle violenze
sessuali subite da un partner, una quota che arriva al 5,3% in caso di stupri e tentati
stupri (Tavola 13).
14. Le rete informali, risorsa fondamentale, sottoposta a
La rete di aiuto informale continua a essere una risorsa fondamentale nel nostro
Paese. Il panorama degli aiuti non cambia molto fra il 1983 e il 2003 se si considera
la percentuale di famiglie che hanno dato aiuti: per tutto il ventennio, in Italia, una
famiglia su tre afferma di aver dato almeno un aiuto gratuito a persone non
coabitanti, nelle quattro settimane precedenti lintervista. Le famiglie che danno pi
aiuti sono quelle senza anziani e senza bambini, in modo particolare se composte
da una coppia con figli adulti; tuttavia anche fra le altre famiglie la proporzione di chi
d aiuti non mai troppo bassa, con lesclusione degli anziani che vivono da soli
(Tavola 14.1). Se si considerano per le persone che danno aiuti queste sono
aumentate passando dal 20,8% al 22,9% (Tavola 14.2). I care giver in maggioranza
donne, selezionano di pi i casi di cui occuparsi e condividono di pi gli aiuti con gli
altri. Diverso il panorama per le famiglie che ricevono aiuti. La proporzione di
famiglie aiutate diminuisce di molto fra il 1983 e il 2003 (dal 23,3% al 16,7%). Tale
diminuzione concentrata nelle famiglie con componenti anziani dal 31% al 18%.
Fra le famiglie con bambini senza anziani con la madre che lavora cresce invece la
proporzione di famiglie aiutate dal 31% al 34%. La forte diminuzione dellaiuto alle
famiglie di anziani va messa in relazione a diversi fattori: le migliori condizioni di
salute degli anziani, le migliori condizioni economiche, ma anche la progressiva
diminuzione del numero di figli, generi e nuore su cui gli anziani possono contare, e
la minore disponibilit di tempo delle donne care giver sempre pi impegnate nel
mondo del lavoro. Gli elementi di criticit appena segnalati potranno rafforzarsi nei
prossimi anni, ci significa che il sostegno agli anziani in difficolt sar sempre
meno garantito dalla sola rete familiare.
Le donne che lavorano e hanno figli sono supportate dalla rete informale come si
visto, e usufruiscono del supporto dei nonni pi che dei servizi nel caso di bimbi di
1-2 anni (il 52,3% contro il 27,8% che usano i nidi). Il 13,5% dei bambini frequenta
un asilo pubblico, il 14,3% un asilo privato, il 9,2% affidato ad una baby-sitter, il
63,0% accudito da un familiare (52,3% dai nonni, 7,3% dagli stessi genitori, 3,4%
da altri parenti/amici). Emergono differenze rilevanti quando si considerano gli asili
nido: i bambini figli di lavoratrici, tra uno e due anni, che frequentano un nido
pubblico sono solo il 7,5% nel Mezzogiorno, mentre sono il 16,7% al Centro e il
15,3% al Nord. Al contrario nel Mezzogiorno si registra la percentuale pi elevata di
utilizzo di un asilo nido privato: il 18,7% dei figli delle lavoratrici contro il 12,3% del
Nord e il 13,6% del Centro. Questo risultato in accordo con il crescente sviluppo di
un mercato dellofferta privata, pur in molti casi in regime di convenzione con enti
locali, mercato che trova maggiori prospettive di espansione l dove i servizi pubblici
sono meno diffusi (Tavole 14.1 e 14.2).
15. La popolazione soddisfatta delle relazioni familiari
Questa generale soddisfazione si registra in modo trasversale e sostanzialmente
uniforme sullintero territorio nazionale sia per gli uomini che per le donne. Il vivere
in coppia favorisce una percezione migliore delle relazioni familiari, mentre i livelli
pi bassi di soddisfazione si registrano tra le persone sole, soprattutto se di et
inferire a 65 anni (81%), e tra le madri sole (84%). Di converso anche i figli che
vivono in famiglie monogenitore presentano quote di soddisfazione (87,7%) inferiori
a quelle dei figli che vivono con entrambi i genitori (91,2%) (Tavola 15).
16. La maggior parte delle famiglie ha casa in propriet,
oltre la met delle famiglie giovani paga un affitto o un
La maggioranza delle famiglie residenti ha una casa in propriet (72%), senza
rilevanti differenze tra le varie regioni; il 18,8% affittuario dellabitazione mentre il
restante 9% gode dellabitazione a titolo gratuito o grazie ad un usufrutto.
Tra le famiglie proprietarie dellabitazione circa il 13% paga un mutuo; la
percentuale decisamente pi contenuta nelle regioni del Sud, dove per pi
elevata la percentuale di famiglie che, avendo contratto un mutuo, sono rimaste in
arretrato con il pagamento. Il problema abitativo pi grave tra le famiglie di
giovani: quasi il 35% delle famiglie con persona di riferimento con meno di 35 anni
in affitto e tra le proprietarie (48,8%) ben il 38,1% paga un mutuo; in sintesi circa il
53% delle famiglie di giovani paga un affitto o un mutuo per labitazione che
Ben il 13,6% delle famiglie in affitto dichiara di essere rimasta in arretrato con il
pagamento e circa il 9% delle residenti rimasto in arretrato con il pagamento delle
bollette. Inoltre il 5,4% dichiara di avere labitazione in cattive condizioni, il 10,7% ha
infissi danneggiati e il 19,1% ha problemi di infiltrazioni o scarsa luminosit; per il
12,6% delle famiglie labitazione troppo piccola. Le famiglie residenti nel
mezzogiorno mostrano le pi evidenti difficolt abitative, mentre meno accentuate
sono le differenze rispetto alla zona in cui si vive; la percentuale di famiglie che
dichiarano di vivere in zone inquinate prossima al 22%, al 25,5% in caso di
inquinamento acustico ed pari al 13,9% per le zone con problemi di criminalit
(Tavola 16).
17. Le famiglie povere e la possibilit delle famiglie di far
fronte ad una spesa imprevista di 600 euro
L11,1% delle famiglie residenti in Italia nel 2005 risultava in condizione di povert
relativa. Il fenomeno pi diffuso tra le regioni del Mezzogiorno, in particolare
Campania e Sicilia, dove alla maggiore diffusione si accompagna anche una
maggiore gravit: lintensit, che indica, in termini percentuali, di quanto la spesa
media mensile equivalente delle famiglie povere al di sotto della linea di povert,
tra le famiglie siciliane pi elevata. Oltre ad avere livelli di reddito e di spesa per
consumo mediamente pi bassi, le regioni del sud mostrano anche una
disuguaglianza nella distribuzione del reddito (indice del Gini) pi accentuata
rispetto al resto del paese; ancora una volta i valori pi elevati (0,33) si osservano
proprio in Sicilia e Campania.
Lincidenza della povert relativa dal 1997 al 2005 risulta sostanzialmente stabile a
livello nazionale, pur in presenza di alcune oscillazioni. Il divario fra i tassi del Nord e
del Sud del Paese aumentato, in particolare nellultimo biennio: nel Mezzogiorno
quasi una famiglia su quattro vive in condizioni di povert relativa. La diffusione
della povert tra le famiglie pi ampie (5 o pi componenti) passata dal 22,3% del
1997 al 26,2% del 2005, in particolare tra quelle con tre o pi figli minori ha
raggiunto il 27,8%; lincidenza salita anche tra le famiglie con problemi di accesso
al mercato del lavoro (nel 1997 era povero il 22,5% delle famiglie con almeno una
persona in cerca di occupazione contro il 26,1% osservato nel 2005) e tra quelle
con un solo occupato, spesso con basso profilo professionale (dal 18% al 19,1%, i
working poor). Data la crescente difficolt da parte dei giovani a conquistare
unindipendenza economica e abitativa, la diffusione della povert aumentata
anche tra le famiglie dove convivono pi generazioni, le famiglie di altra tipologia, tra
le quali lincidenza, dal 14,9% del 1997, raggiunge il 20% nel 2005.
Parallelamente lincidenza della povert diminuisce tra gli anziani soli, dal 16,3% del
1997 all11,7% del 2005, e le coppie di anziani senza figli, dal 15,8% al 12,9%,
anche grazie allingresso di nuove generazioni di anziani, spesso con storie
lavorative alle spalle e con profili professionali mediamente pi elevati.
Quasi un terzo delle famiglie residenti dichiara di non riuscire a sostenere una spesa
imprevista di 600 euro, quasi un quinto di non aver avuto soldi per vestiti necessari
mentre circa il 15% dichiara di arrivare a fine mese con difficolt. Pi contenuta la
percentuale di famiglie che dichiarano di non aver avuto soldi per cibo, spese
scolastiche e traslochi. Gli indicatori di deprivazione confermano il maggior disagio
delle famiglie meridionali; in particolare le famiglie siciliane detengono il primato
negativo per tutti gli indicatori considerati.
Le regioni del nord sono quelle che mostrano il disagio pi contenuto per tutti gli
indicatori considerati; in particolare la diffusione della povert in Lombardia circa
dieci volte inferiore a quella osservata in Sicilia, le famiglie che dichiarano difficolt
ad arrivare alla fine del mese rappresentano circa un ventesimo delle residenti in
Trentino e ben un quarto di quelle campane o siciliane, la difficolt a sostenere
spese impreviste di 600 euro riguarda il 16% delle famiglie trentine ma oltre la met
delle siciliane (Tavola 17).
18. Le differenze sociali nelluso del PC da parte dei
Le famiglie con minori che hanno il pc sono il 70%, ma mentre questa quota
raggiunge il 75% nel Nord-ovest al sud si attesta ancora al 62% e nelle isole al 59%.
Elevate anche le differenze sociali: solo il 60,5 delle famiglie operaie possiede un pc
contro l85% delle famiglie di status sociale pi elevato.
Le differenze permangono elevate anche nellutilizzo del pc da parte dei minori: i figli
di operai lo utilizzano nel 52% dei casi, i figli di imprenditori o dirigenti nel 68%.
La scuola non sembra favorire a sufficienza luso del pc; infatti solo il 3% dei minori
di famiglie operaie usa il pc esclusivamente a scuola contro oltre il 40% che non lo
usa affatto (Tavola 18).
Tavola 1 - Numero di matrimoni, quozienti di nuzialit, percentuale di matrimoni religiosi e quota di seconde nozze, et media al primo matrimonio,
percentuale di matrimoni in regime di comunione dei beni per regione
Quozienti di nuzialit per
1.000 abitanti (a)
Matrimoni religiosi (per 100
matrimoni) (a)
Con almeno uno sposo alle
(per 100 matrimoni)
Et media degli sposi al primo matrimonio
In regime di comunione
di beni (per 100
matrimoni)
(a) Dati provvisori. Fonte: Istat, Rilevazione comunale mensile degli eventi demografici di stato civile - Anno 2005
(b) Dati definitivi. Fonte: Istat, Rilevazione dei matrimoni - Anno 2004
Tavola 2 - Numero medio di figli per donna (TFT), numero medio di figli desiderati, et media dei genitori alla nascita del figlio, percentuale di figli
naturali per regione - Anno di iscrizione 2004 (a)
di figli per donna
Et media dei genitori alla nascita
Numero medio di figli desiderato (2003)
(per 100 nati)
(a) Sono stati considerati per il calcolo dei tassi specifici di fecondit gli iscritti in anagrafe per nascita nati nell'anno di iscrizione e nel precedente.
Fonte: Istat, Statistiche demografiche, nati iscritti in anagrafe - Anno 2004
Tavola 3 - Popolazione Straniera residente, al 1 Gennaio 2006, matrimoni con sposi stranieri, nascite da genitori stranieri, permessi di soggiorno
Sposo straniero
sposa italiana (a)
stranieri (a)
sposo straniero Sposi entrambi
(a) stranieri (a) (per
straniera (a) (per
(per 100 100 matrimoni)
100 matrimoni)
Nati da almeno
straniero (a)
665.884
1.378.854
1.347.407
2.726.261
(a) Dati relativi al 2004
(b) Fonte: Elaborazioni Istat su dati Ministero dell'Interno
Fonte: Istat, Statistiche demografiche
Tavola 4.1 - Separazioni e divorzi, et media alla separazione e al divorzio, tasso di separazione e divorzio per regione. Anno 2004
N. sep.
Et media alla
concesse per
separazione del
alla madre da
N. figli minori
affidati da
(per 100 minori
separazioni)
congiunto e/o
separazione (per
N. divorzi
Et media al
divorzio moglie affidati da divorzi divorzio (per 100
minori affidati da
divorzio)
N. separazioni
- Bolzano (Bozen)
Fonte: Istat, Statistiche giudiziarie - Anno 2004
Tavola 4.2 - Separati divorziati per ripartizione territoriale. Media 2005-2006
Persone di 15 anni e pi separate di
fatto o legalmente o divorziate (in
Madri sole (per 100 donne separate
o divorziate)
Donne in coppia (per 100 donne
separate o divorziate)
Uomini soli (per 100 uomini separati
o divorziati)
Uomini in coppia (per 100 uomini
separati o divorziati)
(a) Fonte : Indagine Multiscopo "Aspetti della vita quotidiana" - Media 2005-2006
Tavola 5 - Famiglie per numero di componenti, tipologie familiari e regione - Media 2005-2006 (per 100 famiglie)
Anziani (65 anni e
pi) per 100 famiglie
di 1 componente
(per 100 famiglie di
1 componente)
5 e pi
Monogenitore (a)
(a) comprendono anche le famiglie con membri isolati
(b) comprendono famiglie con membri isolati e con pi nuclei
Fonte : Indagine Multiscopo "Aspetti della vita quotidiana" - Media 2005-2006
Tavola 6 - Giovani di 20-34 anni celibi e nubili che vivono con almeno un genitore per sesso, classe d'et, motivo della permanenza (a) e regione
MOTIVO DELLA PERMANENZA IN FAMIGLIA
(per 100 giovani che vivono con almeno un genitore)
Giovani che vivono con almeno un genitore (per 100 giovani) (a)
Ha difficolta
economiche o Ha lo stesso la sua
dovrebbe rinunciare
a troppe cose
(a) Fonte: Indagine Multiscopo "Aspetti della vita quotidiana" - Media 2005-2006
(b) Fonte: Indagine Multiscopo "Famiglia e soggetti sociali" - Anno 2003
Tavola 7.1 - Coppie con figli e nuclei monogenitore per regione - Media 2005-2006
(per 100 coppie con figli minori)
(per 100 coppie con figli)
N. monogenitori
% madri sole con
figli minori sul
monogenitori con
Tre e pi
N. coppie con
figli minori (dati
Tavola 7.2 Persone nate nel 1984 -1993 per numero di fratelli e regioni (anno 2003)
Piemonte VA
No. medio
Fonte: Istat Famiglia e Soggetti Sociali del 2003.
Tavola 8 - Single non vedovi, monogenitori non vedovi, coppie non coniugate, famiglie ricostituite per regione - Media 2005-2006
N. single non vedovi
non vedovi
N. coppie non coniugate
Coppie non coniugate senza
(per 100 coppie
non coniugate)
Coppie ricostituite
ricostituite)
Tavola 9.1 - Affidamenti, affidamenti preadottivi e adozioni per distretto di corte di appello - Anno 2005
DISTRETTI DI CORTE
Affidamenti a comunit Affidamenti preadottivi di
Totale adozioni nazionali
disposti dal giudice disposti dal tribunale per
alloggio o istituti
(per 100 adozioni
Adozioni nazionali in
casi particolari (art.44 Affidamenti preadottivi di
legge 184/83) minori stranieri (artt. 35 stranieri (artt. 35 c. 2,3,4
e 36 c. 1,2,3)
c. 4 e 36 c. 1,2,3)
Fonte: Istat, Statistiche giudiziarie - Anno 2005
Tavola 9.2 - Procedimenti e provvedimenti accolti sull'adottabilit del minore, domande di adozione per distretto di corte di appello - Anno 2005
DISTRETTI DI CORTE DI
Richieste di adottabilit
(artt. 8, 11, 15 legge 184/83)
Totale dichiarazioni di
adottabilit (artt. 11, 15
legge 184/83)
Dichiarazioni di adottabilit
con genitori noti
(per 100 dichiarazioni di
adottabilit)
Totale domande di
nazionale legittimante nazionale in casi particolari
(art.44 legge 184/83)
(art.22 legge 184/83)
(per 100 domande di
adozione nazionale)
Domande di adozione di
minori stranieri (art. 29bis
Decreti di idoneit
all'adozione di minori
stranieri (art. 30 legge
184/83)
Tavola 10 - Famiglie con anziani, famiglie con bambini per alcune tipologie e regione - Media 2005-2006 (per 100 famiglie)
(65 anni e pi)
(75 anni e pi)
un minore e
Senza minori
Tavola 11 - Famiglie con almeno una persona disabile di 6 anni e pi per regione - Anno 2005
Famiglie con Famiglie con
persona persona disabile anziani (per
(per 100 100 famiglie
disabile (dati in
famiglie) con disabili)
confinati (dati in
a domicilio erogata
da servizi pubblici
(per 100 famiglie
con disabili)
disabili che si
avvalgono di
erogata da servizi
pubblici (per 100
pagamento (per
100 famiglie con
disabili assistite da
servizi pubblici o a
disabili che
domicilio (per 100
Fonte : Indagine Multiscopo "Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari" - Anno 2005
Tavola 12 - Tasso di occupazione per le donne 35-44 anni per regione e ruolo familiare
Madri che non
lavorano pi a due
occupazione donne anni di distanza dalla
in coppia con 3 figli e
nascita dei figli (per
pi 100 madri occupate in
indice asimmetria
Coppia con figli indice
asimmetria Occupata
asimmetria Casalinga
(a) Fonte: "Rilevazione continua sulle forze di lavoro" - Media 2006
(b) Fonte: Indagine Multiscopo "Uso del tempo" - Anno 2002-2003, percentuale di lavoro familiare nella coppia svolta dalla donna
( c) Fonte: Indagine campionaria sulle nascite - Anno 2005
Tavola 13 - Donne da 16 a 70 anni che hanno subito violenza fisica o sessuale da un partner attuale o ex partner o che hanno subito violenza
sessuale da un parente prima dei 16 anni, per tipo di violenza subita, periodo in cui si verificata, percentuale di denuncia, gravit del
fatto e regione di residenza della donna - Anno 2006
VIOLENZA DA PARTNER O DA EXPARTNER
VIOLENZA FISICA O SESSUALE
VIOLENZA FISICA O
SESSUALE NEGLI ULTIMI
STUPRO O TENTATO
per 100 donne
16 - 70 anni
(per 100 donne
subito violenze)
Valle d'Aosta - Valle d'Aoste
(a) Episodio molto o abbastanza grave; il dato si rifersice all'ultimo episodio
(b) Fonte: indagine "Sicurezza delle donne" - Anno 2006
Tabella 14.1 Famiglie che hanno dato e ricevuto aiuti gratuiti da persone non coabitanti nelle ultime quattro settimane per tipologia familiare - Anni
1983, 1998 e 2003. Per 100 famiglie con le stesse caratteristiche
Famiglia con almeno un anziano e senza
Tre componenti e pi
Famiglia con almeno un bambino e senza
Coppia con madre casalinga
Coppia con madre che lavora
Coppia con madre in altra condiz.
Famiglia con almeno un anziano e almeno
Famiglia senza anziani e senza bambini
Nota: i bambini hanno meno di 14 anni, gli anziani pi di 64
Fonti: Indagini campionarie Istat presso le famiglie, vari anni.
Tavola 14.2 - Persone che hanno dato aiuti non retribuiti ad altre famiglie e di famiglie che nelle ultime quattro settimane hanno ricevuto almeno un
aiuto per tipologia familiare e regione - Anno 2003 (Per 100 persone di 14 anni e pi e per 100 famiglie della stessa tipologia)
Famiglie che ricevono aiuto:
Persone che hanno dato aiuti
(per 100 persone di 14 anni e
con almeno una persona
di 65 anni e piu' aiutate
di 80 anni e piu' aiutate
con almeno un individuo
autonomia aiutate
con almeno un bambino
con meno di 14 anni e
madre occupata aiutate
(b) Fonte : Indagine Multiscopo "Famiglia e soggetti sociali" - Anno 2003
Tavola 14.3 - Bambini, nella fascia di et 1-2 anni, per persone o servizi a cui sono affidati prevalentemente quando la madre al lavoro, per
Persone o servizi che si occupano del bambino quando la madre lavora
Lasilo nido pubblico
Lasilo nido privato
Altri parenti o amici
Fonte: istat, Indagine campionaria sulle nascite - anno 2005
Tavola 15 - Persone di 14 anni e pi molto o abbastanza soddisfatte delle relazioni familiari per regione - Media 2005-2006
(per 100 persone di 14 anni e pi con le stesse caratteristiche)
Persone sole di
65 anni e pi
Conuigi in
(a) per i figli di 14 anni e pi.
(b) Fonte : Indagine "Aspetti della vita quotidiana" - Media 2005-2006
Tavola 16 - Famiglie per titolo di godimento dellabitazione, con problemi relativi all'abitazione principale e alla zona in cui vivono e indicatori di
deprivazione per regione - Anno 2005 (Per 100 famiglie)
propriet che Famiglie
in affitto Famiglie sono rimaste in che non
arretrato nel riescono a
Altro rimaste in propriet pagare il mutuo riscaldare
arretrato abitazione
Infiltrazioni e
l'abitazion
(a) arretrato
con le in cattive
umidit (b)
nel pagano un
bollette (b) condizioni
famiglie che adeguata
pagarlo mutuo (a)
troppo Inquiname Rumorosit
(a) Fonte : indagine sui consumi delle famiglie - Anno 2005
(b) Fonte: Indagine EUSILC su reddito e condizioni di vita - Anno 2005
(c) Fonte: Indagine Multiscopo "Aspetti della vita quotidiana" - Media 2005-2006
(d) almeno una volta nei 12 mesi precedenti l'intervista
Tavola 17 - Incidenza e intensit di povert relativa, indice del Gini sul reddito (d) e indicatori di deprivazione per regione. Anno 2005
Indicatori di deprivazione (b) (c) (per 100 famiglie)
povert (per 100
Indice del Gini sul
sostenere spese
impreviste di
Non ha avuto soldi Non ha avuto soldi
per alimentari per spese mediche
Non ha avuto soldi
(a) Fonte: indagine sui consumi delle famiglie - Anno 2005
(c) almeno una volta nei 12 mesi precedenti l'intervista
(d) incluso fitto imputato
Tavola 18 - Famiglie con minori che hanno il pc e minori che usano il pc per condizione professionale del capofamiglia, regione e ripartizione
minori che hanno
il pc (per 100
dirigente libero
professionista con
minori con le
impiegato con
Famiglie operaie
con capofamiglia
operaio minori che
hanno il pc (per
Minori che usano
Minori di famiglie
professionista che
usano il pc (per
100 minori in
famiglie con le
impiegato che
operaie che usano
minori in famiglie
il pc solo a scuola
(per 100 minori in
Fonte : IndagineMultiscopo "Aspetti della vita quotidiana" - Anno 2006
Spesa erogata dai Comuni per
19. La spesa sociale in rapporto al PIL pi bassa della
Nel 2004, la spesa dedicata alla protezione sociale nei paesi della Ue15 ha
assorbito il 27,6% del Pil, dal 2000 cresciuta meno di un punto percentuale.
LItalia, si colloca allundicesima posizione nella graduatoria dei 15 Paesi, con una
quota pari al 26,1% del Pil, in crescita di circa un punto e mezzo percentuale
rispetto al 2000.
In relazione alle politiche di sostegno alla famiglia, lItalia scende alla penultima
posizione con il 4,4% contro il 7,8% della Ue15, analogamente alle politiche
abitative la cui quota pari allo 0,1% (contro il 2% della media UE a 15).
Per le politiche di contrasto alla povert ed esclusione sociale (0,19%) e alla
disoccupazione (2%) lItalia si colloca nettamente in coda alla graduatoria.
Nel 2004, quasi l8% della spesa per la protezione sociale stato destinato alle
persone con disabilit sotto forma di pensioni di invalidit, contributi per favorire
linserimento lavorativo, strutture residenziali, servizi finalizzati allassistenza e
allintegrazione sociale
LItalia ha attribuito a questa voce il 6,1% della spesa con un aumento di circa un
punto percentuale rispetto al 2000, collocandosi al quartultimo posto in graduatoria
(Tavola 19).
20. La spesa per interventi e servizi sociali erogata dai
La spesa per lassistenza sociale erogata dai Comuni, singoli o associati, nel 2004
ammonta a 5 miliardi 377 milioni di euro, con un valore pari allo 0,4% del Pil.
Nel 2004 i comuni del Nord-Est hanno speso mediamente 135,2 euro per abitante,
contro una media nazionale di 92,4 euro. Nel Sud al contrario si speso appena
38,1 euro pro capite.
La spesa media procapite varia tra il massimo di 345 euro della Val d'Aosta e il
minimo di 27 euro della Calabria.
Tutte le regioni del Nord e del Centro presentano una spesa media superiore al
valore medio nazionale con la sola eccezione dell'Umbria (77 euro) (Tavola 20).
21. La gran parte della spesa sociale dei comuni
destinata a famiglie e minori, anziani e persone con
Famiglia e minori, anziani e persone con disabilit sono i principali destinatari della
spesa sociale dei Comuni: su queste tre aree di utenza si concentra l83% delle
Il 38,2% destinato ai servizi di supporto alle varie categorie di utenti; un analogo
38% destinato al funzionamento e alla gestione delle strutture; il rimante 23,8%
erogato sottoforma di trasferimenti in denaro.
Nell'area famiglia e minori pi della met della spesa ad essa destinata
impegnata per le strutture e in particolare sono i costi di funzionamento degli asili
nido ad assorbire la quota pi rilevante della spesa totale dell'area (39,2%).
Nellarea anziani prevale la spesa per gli interventi e i servizi che assorbe il 46,4%
del totale: la principale voce di spesa il servizio di assistenza domiciliare, a cui
viene destinato il 36,6% delle risorse impegnate complessivamente per gli anziani.
Nelle aree disabili, immigrati e dipendenze ancora la spesa per gli interventi e
i servizi ad impegnare la quota pi rilevante, rispettivamente, il 47,6%, il 38,2% e il
52,3% (Grafico 3).
Grafico 3 - Spesa dei comuni singoli e associati per area di utenza e per macro-area
di interventi e servizi sociali - Anno 2004 (percentuali sul totale di spesa
per area di utenza)
Interventi e servizi Trasferimenti in denaro Strutture
Fonte: Istat, Ragioneria generale dello Stato, Centro interregionale per il sistema informatico
ed il sistema statistico, Ministero del lavoro, Indagine ugli interventi e i servizi sociali dei
Comuni singoli o associati - Anno 2004
22. La spesa sociale erogata dai Comuni per famiglie,
minori e per asili nido
Il 18% della spesa nellarea Famiglia e minori stato destinato ad interventi e
servizi;le principali voci si spesa in questo ambito sono: il servizio sociale
professionale (5,8%), il sostegno socio-educativo territoriale (2,4%) e scolastico
(1,8%) e l'assistenza domiciliare (1,6%).
L'assistenza domiciliare anche il servizio con pi elevata spesa procapite, seguito
dal servizio di affido minori e dai voucher.
Il servizio sociale professionale offre a singole persone o a nuclei familiari interventi
di consulenza e di informazione sui servizi; prende in carico gli utenti e li aiuta a
individuare i propri bisogni e ad attivare percorsi atti a risolvere le situazioni di
difficolt. Si caratterizza per lelevato numero di utenti presi in carico, in particolare
nelle aree famiglia e minori, (circa 712 mila utenti) e per una spesa media pro
capite molto pi bassa rispetto a quella degli altri servizi (170 euro); al Centro la
spesa media per utente nettamente inferiore alla media nazionale (77 euro).
La copertura territoriale del servizio sociale professionale decisamente pi bassa
al Sud, ma la quota di utenti presi incarico (264 su 10.000) superiore a quella del
Nord-ovest (207).
La spesa media sostenuta a livello nazionale per le strutture residenziali dai Comuni
per utente di 10.589 euro con valori che variano dai 4.235 euro della Calabria ai
20.453 euro della Provincia Autonoma di Trento
Lattivazione delle strutture differenziata sul territorio nazionale: limitata presenza
al Sud e una forte presenza al Nord dove anche la presa in carico pi elevata
La spesa per le residenze offerte allarea famiglia e minori composta al sud per il
79% da rette, rispetto ad un valore nazionale pari al 52%.
La gestione degli asili nido una delle principali voci di spesa per lassistenza sociale
erogata a livello locale ai cittadini. A fronte di una spesa complessiva di oltre 850
milioni di euro, i bambini tra 0 e 2 anni che hanno usufruito del servizio pubblico nel
2004 sono circa 146 mila. In media hanno beneficiato del servizio 8,9 bambini su 100.
I bambini tra zero e due anni iscritti agli asili nido comunali sono circa 2,3 su 100 al
Sud, salgono a 5,9 nelle Isole, mentre al Centro sono 11,6 e al Nord-Est 12,8.
A livello regionale, i livelli pi bassi di accesso si hanno per i bambini della
Campania (solo 1,1 su 100) e della Calabria (1,4 su 100), mentre i livelli massimi si
hanno in Emilia-Romagna (circa 22,2 su 100).
In termini di spesa, mediamente, i comuni italiani spendono per gli asili nido circa
5.820 euro lanno per ogni bambino iscritto: si passa da circa 10.562 euro nel Lazio
a 3.559 nella Calabria.
La diffusione sul territorio spazia, misurata in percentuale di comuni che sono
provvisti di asili nido, spazia dal 100% in Valle dAosta e nella Provincia Autonoma
di Bolzano, fino al 2,2% del Molise.
I cittadini concorrono a sostenere parte del costo delle strutture, con una variabilit
molto consistente da regione a regione.
In particolare, la spesa delle famiglie assume i valori pi alti nel Nord-Est, 1.527
euro, decresce a 1.385 nel Nord-Ovest, passa a 1.128 euro al Centro e scende a
575 e a 479 euro rispettivamente nel Sud e nelle Isole.
I servizi innovativi e integrativi per la prima infanzia (in questa categoria rientrano i
micronidi e i nidi famiglia) hanno costi molto ridotti rispetto agli asili nido e
rappresentare una valida alternativa in alcune realt locali (come Valle dAosta,
Marche e Provincia Autonoma di Bolzano).
La spesa pubblica rilevata per queste strutture mediamente in un anno di 776 euro
per utente e il contributo delle famiglie di 112 euro per bambino (Tavole 21.1-21.2).
23. La spesa sociale dei Comuni destinata allarea
Il 46,4% delle risorse complessivamente impegnate per gli anziani ascrivibile alla
macro area degli interventi e servizi, di cui l'assistenza domiciliare la principale
voce di spesa (30,5%).
In generale, gli anziani, insieme alle persone con disabilit, sono i principali
destinatari del servizio di assistenza domiciliare, assorbendo complessivamente il
90% della spesa totale del servizio (che pari ad oltre 569 milioni di euro).
Gli anziani che usufruiscono di tale servizio sono in Italia quasi 457 mila e la spesa
media nazionale per ognuno di essi pari a 870 euro, con picchi al Centro (1.184
euro) e nelle Isole (1.392 euro). I valori regionali variano tra i 468 euro per il Veneto
e i 2 mila 503 della Provincia Autonoma di Trento.
Lassistenza domiciliare per gli anziani il servizio pi diffuso sul territorio con un
indice di copertura del 94% (99 nel Nord).
L'utilizzo maggiore si registra nel Nord-est: 689 anziani assistiti su 10.000, mentre
sono solo 234 al Sud. Le differenze regionali sono piuttosto elevate e variano da
141 anziani in Calabria a 1.287 in Val dAosta.
Le strutture residenziali per anziani accolgono quasi 88 mila ospiti, di cui solo poco
pi del 10% in strutture del Mezzogiorno.
La spesa media dei Comuni per utente pari a 5.455 euro ad anziano con
differenze regionali notevoli che vanno da 1.182 euro in Molise a 12.801 euro in
Valle dAosta. Ogni anziano ospite nelle strutture residenziali partecipa alla spesa in
media per 4.185 euro.
La variabilit tra le Regioni considerevole: bassa al Sud (1.393 euro), pi elevata
nel Nord-ovest (4.212 euro) e nel Nord-est (5.709 euro)
Al Sud molto bassa sia la copertura territoriale (55) sia la quota di anziani presi in
carico nelle strutture: 20 anziani su 10 mila contro 93 anziani a Nord-ovest e 130 a
Nord-est. Le differenze regionali sono ancora pi consistenti: si va da 8 anziani presi
in carico in Calabria contro 438 a Bolzano e 463 in Valle dAosta.
Il servizio sociale professionale ha coinvolto un elevato numero di utenti circa 523
La spesa per utente molto bassa rispetto a quella degli altri servizi: 147 euro pro
capite, con forte variabilit territoriale; la copertura del servizio e la presa in carico
sono pi basse al Sud; la presa in carico pari a 232 anziani (su 10.000 contro gli
820 presi in carico dal servizio sociale professionale nel Nord-est (Tavola 22).
Il 47,6% delle risorse complessivamente impegnate per le persone con disabilit
attiene alla macro area degli interventi e servizi. In questo ambito le principali voci di
spesa sono riconducibili allinsieme degli interventi e servizi educativo-assistenziali e
per l'inserimento lavorativo dei disabili (21,1%) e allassistenza domiciliare (10,9%).
I disabili che usufruiscono del servizio di assistenza domiciliare sono in Italia pi di
38 mila e la spesa media nazionale per ognuno di essi di 3.039 euro.
Il valore medio pi basso tra le ripartizioni si rileva al Sud ed pari a 1.943 euro, al
Centro sale a 5.171 euro per utente.
I valori pi elevati di spesa media regionale per disabile si riscontrano nel Lazio
(6.571 euro), i pi bassi nella Provincia Autonoma di Trento (98 euro).
Il servizio di assistenza domiciliare ai disabili sul territorio meno presente che per
gli anziani; la copertura varia tra il 52,4% nelle Isole e il 92,1% al Centro.
Il numero di disabili assistito a domicilio su 10 mila potenziali utenti si attesta su 676
(dato medio nazionale), il minimo si registra al Sud (544 disabili su 10 mila) e il
massimo al Centro (985 disabili su 10 mila).
Le strutture residenziali per i soggetti con disabilit presentano copertura pi bassa
al sud con un 17% e pi alta al nord-est (94%). A fronte di 814 disabili su diecimila
che ne hanno beneficiato nel nord-est, solo 15 ne hanno usufruito al sud.
Le strutture residenziali per disabili presentano una spesa media annua per utente
particolarmente elevata, pari a 10.176, con differenze regionali molto accentuate: il
massimo si raggiunge nel Lazio con una spesa pro capite di 36.325 e nelle province
autonome di Trento e nella Val dAosta con valori rispettivamente di 33.628 e di
32.070 superiori ai 30 mila euro. Occorre sottolineare tuttavia che questi valori
risentano di una maggiore presenza di strutture piuttosto che di erogazione di rette
da parte del comune per prestazioni residenziali.
A livello nazionale la compartecipazione degli utenti, che si aggiunge alla spesa dei
comuni, di circa 1.700 euro procapite e la compartecipazione del S.S.N. di 2.500
euro lanno. Entrambe le compartecipazioni risultano prossime a zero in alcuni
contesti regionali e superano i 3.000 euro nel caso della spesa degli utenti
(Trentino- Alto Adige e Sardegna) e i 10.000 euro nel caso della spesa sanitaria
(Emilia Romagna) (Tavola 23).
Tavola 19 - Spesa sociale pro capite. Totale per funzione e paese (Ue 15) - Anno 2004 (PPA)
6.042,9
7.821,5
8.225,5
11.962,8
8.437,4
Tavola 20 - Spesa per interventi e servizi sociali dei comuni singoli e associati per area di utenza e per regione e ripartizione geografica Anno
Spesa (a)
533.564.093
42.200.920
974.492.199
249.733.410
136.600.810
113.132.600
442.355.415
178.874.516
164.538.880
610.461.972
415.758.895
66.132.884
140.936.680
536.397.543
67.111.034
13.909.251
213.498.725
159.710.139
26.580.770
54.164.328
320.430.174
166.762.210
1.714.796.092
1.481.425.313
1.159.226.002
534.974.247
487.192.384
5.377.614.038
Valle d'Aosta (b)
Bolzano - Bozen (c)
Trento (d)
(a) Per spesa si intendono gli impegni di spesa in conto corrente di competenza relativi al 2004, di comuni e associazioni di comuni per lerogazione dei servizi e degli interventi socio-assistenziali. Sono incluse le spese per il personale, per laffitto
(b) La Regione Valle dAosta mantiene il ruolo di ente che oltre a programmare gestisce le politiche sociali e non delega ai comuni, singolarmente o associati nelle comunit montane, lesercizio di tali funzioni.
(c) Nellindagine la Provincia di Bolzano stata considerata come una associazione di comuni; la Provincia di Bolzano concentra infatti tutte le competenze in materia sociale e i comuni non hanno alcuna competenza e spesa propria.
(d) Nella Provincia di Trento la rilevazione ha interessato i comuni e gli enti gestori delle funzioni delegate dalla Provincia autonoma ai comuni stessi (11 comprensori e i Comuni di Trento e Rovereto). Tali funzioni sono finanziate dalla Provincia con a
Fonte: Istat, Ragioneria generale dello Stato, Centro interregionale per il sistema informatico ed il sistema statistico, Ministero del lavoro, Indagine sugli interventi e i servizi sociali dei Comuni singoli o associati - Anno 2004
Tavola 21.1 Area famiglia e minori: servizio sociale professionale, assistenza domiciliare, strutture residenziali, per regione e ripartizione
Il servizio sociale professionale (a)
servizio (a)
Assistenza Domiciliare (b)
degli utenti (c)
(per 10.000
Strutture residenziali (c)
16.675.609
27.184.218
4.601.974
1.841.974
6.934.923
2.342.098
6.339.084
11.310.038
5.928.816
5.887.822
1.093.391
1.618.725
7.550.304
50.198.911
25.189.033
10.637.395
19.477.820
15.572.643
2.378.668
10.107.881
736.897
6.542.191
1.145.602
5.934.620
13.602.161
1.696.024
13.838.466
4.954.783
1.564.786
28.877.288
1.031.722
82.774.994
9.040.190
8.140.190
15.050.678
12.686.759
12.973.736
31.034.049
17.548.623
2.444.021
5.187.223
27.758.464
5.041.215
30.025.242
15.706.447
1.603.854
33.923.147
9.601.901
125.657.740
67.811.676
52.938.331
53.326.988
43.525.048
121.075.802
35.656.220
343.259.783
Questa voce comprende gli interventi di consulenza e di informazione sui servizi e sugli interventi sociali, nonch le attivit di supporto alle persone in difficolt nell'individuazione e attivazione di possibili soluzioni ai loro problemi.
Questa voce comprende i seguenti servizi: lassistenza domiciliare socio-assistenziale, lassistenza domiciliare integrata con servizi sanitari (ADI), i servizi di prossimit (buonvicinato), il telesoccorso e la teleassistenza, la distribuzione di pas
Questa voce comprende sia le strutture che le rette per le prestazioni residenziali.
Tavola 21.2 Gli asili nido e servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia: utenti, spesa, compartecipazione degli utenti e valori medi per
utente, per regione e ripartizione geografica Anno 2004
ASILI NIDO (a)
SERVIZI INTEGRATIVI O INNOVATIVI PER LA PRIMA INFANZIA (b)
Valori medi per utente
Spesa compartecipazione
Compartecipazi
media degli
degli utenti(c)
servizio(a) (per
100 persone)
75.392.885
153.448.365
16.121.607
13.971.607
46.426.908
14.125.677
33.451.179
139.980.420
79.882.319
15.476.441
22.409.125
132.558.295
11.211.716
12.813.724
21.937.587
2.747.846
53.424.848
10.592.962
7.248.433
2.832.063
3.317.823
3.317.676
266.916.137
216.654.612
250.326.180
52.715.743
64.017.810
850.630.482
7.606.877
15.157.242
5.782.721
2.869.739
1.324.073
32.740.652
Questa voce comprende sia le strutture che le rette per gli asilo nido.
In questa categoria rientrano i micronidi, i nidi famiglia e i servizi integrativi per la prima infanzia.
Tavola 22 Area anziani: servizio sociale professionale, assistenza domiciliare, strutture residenziali: indicatori per regione e ripartizione
Servizio sociale professionale (a)
servizio(a) (per 100
14.442.832
2.010.398
1.360.398
8.198.440
3.204.916
7.054.589
7.172.551
3.253.596
2.569.604
3.108.179
1.754.538
3.753.394
36.838.326
20.586.305
7.138.020
6.180.717
6.105.743
76.849.111
23.562.060
7.264.071
62.010.744
26.912.932
15.312.932
38.680.603
11.700.337
13.097.157
42.574.945
26.010.062
4.024.853
6.951.033
34.518.996
10.270.193
2.366.888
19.138.608
11.073.058
2.451.818
34.785.850
18.212.910
105.934.032
119.868.817
71.504.944
47.250.184
52.998.760
397.556.737
48.542.368
14.490.620
97.542.966
24.071.091
4.071.091
39.048.721
25.910.840
17.934.175
46.863.249
61.505.124
5.573.921
10.894.001
25.833.767
2.745.194
8.919.393
8.780.985
2.485.773
1.530.974
24.459.462
12.410.184
178.510.129
135.893.901
103.806.813
24.641.970
36.869.646
479.722.459
degli utenti(c) (per
Tavola 23 Area Disabili: servizio sociale professionale, assistenza domiciliare per regione e ripartizione geografica Anno 2004
Indice di copertura Indicatore di presa
in carico degli
per utente servizio (per 100 utenti (per 10.000
Stritture residenziali (c)
9.037.043
5.811.489
1.541.506
2.769.515
2.773.017
3.182.830
1.762.377
12.377.997
7.766.558
1.077.864
2.357.622
3.947.260
6.640.060
3.376.037
2.560.755
4.689.989
7.873.774
2.255.333
8.710.862
5.977.506
26.370.974
25.275.048
13.148.581
25.995.244
11.527.539
11.335.559
8.860.866
2.186.607
18.235.062
21.829.429
7.439.776
15.321.434
11.050.308
5.977.756
5.547.339
4.945.207
42.842.044
18.064.943
13.057.999
52.755.938
17.315.244
14.688.368
115.882.492
52.591.874
73.623.923
29.468.739
1.733.209
29.269.205
186.686.950
Questa voce comprende gli interventi di consulenza e di informazione sui servizi e sugli interventi sociali, nonch le attivit di supporto alle persone in difficolt nell'individuazione e attivazione di possibili soluzioni
Questa voce comprende i seguenti servizi: lassistenza domiciliare socio-assistenziale, lassistenza domiciliare integrata con servizi sanitari (ADI), i servizi di prossimit (buonvicinato), il telesoccorso e la
teleassistenza, la distribuzione di pas
Fonte: Istat, Ragioneria generale dello Stato, Centro interregionale per il sistema informatico ed il sistema statistico, Ministero del lavoro, Indagine sugli interventi e i servizi sociali dei Comuni singoli o associati - Anno
Spesa sociale erogata dai Comuni
Tavola 24 Spesa dei comuni singoli e associati per area di utenza e per
Friuli - Veneto Giulia
Nota: Il totale della spesa non coincide con il totale delle tavole 20-23 perch stata considerata la spesa per la
multiutenza.
Friuli-Veneto Giulia
Grafico 4 Spesa totale dei comuni singoli e associati su scala regionale - Anno
2004 - (valori procapite)
Tavola 25 Spesa dei comuni singoli e associati per area di utenza e per macroarea di offerta - Anno 2004 - Regione PIEMONTE (valori assoluti,
procapite e percentuali)
MACRO-AREA DI OFFERTA
40.369.163
198.504.445
47.586.395
5.469.452
51.466.286
1.558.933
120.523.898
23.863.335
58.837.891
28.187.098
1.662.935
117.939.993
6.460.014
10.936.651
16.653.621
1.985.231
37.507.235
4.082.063
1.944.147
12.987.555
47.488.057
110.768.781
198.460.974
122.958.688
8.807.794
488.484.294
23.173.977
115.406.270
Valori procapite
Valori percentuali di colonna
Fonte: Istat - Indagine sugli interventi e i servizi sociali dei Comuni singoli o associati.
Nota: Il totale della spesa non coincide con il totale delle tavole 20-23 perch non stata considerata la spesa
per la multiutenza.
Tavola 26 Spesa dei comuni singoli e associati per area di utenza e per macroarea di offerta - Anno 2004 - Regione VALLE DAOSTA (valori
assoluti, procapite e percentuali)
9.083.991
1.191.802
12.322.130
7.274.401
2.030.285
2.795.742
26.591.048
1.889.373
2.421.804
9.590.179
13.196.981
15.874.840
3.486.648
42.148.648
Tavola 27 Spesa dei comuni singoli e associati per area di utenza e per macroarea di offerta - Anno 2004 - Regione LOMBARDIA (valori assoluti,
38.024.483
207.835.372
94.036.724
18.552.413
385.633.210
100.688.517
45.115.114
98.019.517
6.431.133
265.595.186
41.038.772
103.799.473
25.298.134
12.650.037
191.823.459
26.095.169
6.811.002
5.074.192
1.963.139
45.465.106
3.431.800
4.725.104
3.310.291
4.475.911
1.630.523
17.573.629
2.621.755
1.126.710
2.514.755
9.607.173
63.137.325
211.698.755
369.546.502
227.573.181
43.742.000
915.697.763
Tavola 28 Spesa dei comuni singoli e associati per area di utenza e per macroarea di offerta - Anno 2004 Regione TRENTINO ALTO ADIGE
(valori assoluti, procapite e percentuali)
14.333.680
32.634.751
9.958.235
62.321.075
30.247.221
22.432.565
925.177
79.686.452
6.740.871
37.994.992
24.807.721
77.466.433
2.409.634
12.571.621
1.501.808
17.852.373
2.942.049
2.211.123
10.119.278
64.570.551
95.087.097
61.338.375
11.364.204
242.479.505
Tavola 29 Spesa dei comuni singoli e associati per area di utenza e per macroarea di offerta - Anno 2004 Provincia Autonoma di BOLZANO
26.311.000
50.763.000
4.948.407
21.044.563
11.659.140
7.349.700
45.001.810
37.107.407
49.839.563
34.559.140
10.454.700
Tavola 30 Spesa dei comuni singoli e associati per area di utenza e per macroarea di offerta - Anno 2004 Provincia Autonoma di TRENTO
2.117.680
23.044.751
8.818.235
36.010.075
18.484.221
4.582.565
425.177
28.923.452
16.950.429
32.464.623
1.689.634
4.731.621
7.637.373
822.049
5.479.278
27.463.144
45.247.534
26.779.235
105.878.695
Tavola 31 Spesa dei comuni singoli e associati per area di utenza e per macroarea di offerta - Anno 2004 Regione VENETO (valori assoluti,
15.168.305
68.539.481
19.578.124
3.110.093
113.330.926
66.162.177
10.312.527
39.093.132
1.330.534
125.096.810
68.215.353
26.119.929
2.212.236
125.456.712
2.687.196
14.591.550
4.903.183
26.747.589
2.644.423
4.796.028
1.504.370
1.377.840
10.962.913
568.238
3.530.245
2.487.341
1.252.278
8.752.684
26.844.709
124.730.347
157.005.159
92.428.105
9.339.314
410.347.634
Tavola 32 Spesa dei comuni singoli e associati per area di utenza e per macroarea di offerta - Anno 2004 Regione FRIULI-VENEZIA GIULIA
10.077.249
26.833.335
13.570.560
53.800.819
17.553.529
3.591.657
51.046.868
6.568.845
24.539.531
11.528.779
2.466.230
46.644.891
9.886.001
12.837.435
2.341.337
3.917.399
8.663.870
45.150.356
55.884.440
54.523.044
4.769.777
168.991.487
Tavola 33 Spesa dei comuni singoli e associati per area di utenza e per macroarea di offerta - Anno 2004 Regione LIGURIA (valori assoluti,
9.503.775
42.962.529
15.942.643
1.809.230
76.557.261
17.321.763
17.968.214
45.599.813
9.327.669
5.833.218
17.140.505
5.678.695
1.017.572
1.702.305
9.768.987
883.816
2.607.375
902.177
1.915.611
16.935.542
42.567.096
53.832.716
37.382.843
2.871.355
153.589.552
Tavola 34 Spesa dei comuni singoli e associati per area di utenza e per macroarea di offerta - Anno 2004 Regione EMILIA-ROMAGNA (valori
62.747.458
182.868.585
38.647.234
3.978.983
299.552.298
56.762.014
19.956.202
46.870.121
2.066.983
132.827.871
18.134.967
47.120.708
11.341.751
84.106.253
3.794.030
6.321.848
6.580.109
4.385.288
22.499.588
2.630.024
3.909.469
5.794.032
3.818.595
18.369.345
1.141.146
4.026.499
6.596.363
29.220.083
148.668.784
266.346.135
105.249.055
14.467.661
563.951.718
Tavola 35 Spesa dei comuni singoli e associati per area di utenza e per macroarea di offerta - Anno 2004 Regione TOSCANA (valori assoluti,
23.793.247
105.649.297
22.226.145
154.958.849
32.241.416
12.966.005
61.517.362
110.664.537
15.182.304
40.121.446
8.866.366
66.569.112
2.416.623
19.093.562
2.596.750
4.899.198
29.785.159
1.035.372
2.856.581
3.517.400
9.783.913
1.477.821
2.369.931
11.845.720
93.544.595
166.328.719
99.656.805
2.755.662
374.131.501
Tavola 36 Spesa dei comuni singoli e associati per area di utenza e per macroarea di offerta - Anno 2004 Regione UMBRIA (valori assoluti,
3.741.392
20.976.339
2.984.111
29.332.749
5.348.095
1.440.055
5.574.421
13.123.957
5.140.958
6.170.784
12.286.248
1.579.597
2.829.680
1.389.043
576.284
2.796.702
3.407.922
17.432.716
30.323.821
8.938.959
1.512.923
61.616.341
Tavola 37 Spesa dei comuni singoli e associati per area di utenza e per macroarea di offerta - Anno 2004 Regione MARCHE (valori assoluti,
4.748.770
33.582.728
6.363.443
46.851.968
8.382.513
3.918.993
10.932.154
24.501.051
21.226.166
34.114.196
3.210.789
7.721.355
4.042.597
1.456.428
3.701.920
26.583.020
63.526.851
3.529.409
118.687.595
Tavola 38 Spesa dei comuni singoli e associati per area di utenza e per macroarea di offerta - Anno 2004 Regione LAZIO (valori assoluti,
25.335.997
153.250.501
30.664.872
1.000.397
216.180.583
40.097.339
19.924.315
25.837.181
88.950.072
49.151.505
41.094.846
18.272.739
111.791.145
5.277.206
17.424.289
13.856.506
17.936.878
11.006.924
65.501.803
2.690.151
8.861.326
7.189.547
7.503.054
26.684.175
3.708.863
6.618.393
19.884.941
141.127.312
236.507.260
101.026.204
515.726.171
Tavola 39 Spesa dei comuni singoli e associati per area di utenza e per macroarea di offerta - Anno 2004 Regione ABRUZZO (valori assoluti,
17.517.824
5.954.362
28.625.611
10.701.695
3.245.318
17.263.768
5.860.600
13.571.265
1.339.821
2.549.759
3.131.947
22.443.736
27.740.811
8.778.744
1.093.990
63.189.228
Tavola 40 Spesa dei comuni singoli e associati per area di utenza e per macroarea di offerta - Anno 2004 Regione MOLISE (valori assoluti,
5.754.221
2.739.400
3.971.904
1.233.502
5.726.811
5.355.421
Tavola 41 Spesa dei comuni singoli e associati per area di utenza e per macroarea di offerta - Anno 2004 Regione CAMPANIA (valori assoluti,
16.293.757
36.178.476
33.360.208
96.871.546
23.273.819
8.475.838
44.274.317
16.661.157
11.983.678
33.036.188
6.265.206
1.445.648
10.997.439
1.829.318
2.193.912
18.577.675
62.913.619
60.024.735
43.852.958
3.833.733
189.202.720
Tavola 42 Spesa dei comuni singoli e associati per area di utenza e per macroarea di offerta - Anno 2004 Regione PUGLIA (valori assoluti,
12.151.826
39.082.165
19.831.351
3.504.996
80.458.160
13.965.699
5.719.804
8.808.230
30.668.363
9.818.706
7.994.914
713.036
20.334.723
1.502.057
7.604.952
1.760.807
11.496.580
716.340
1.176.316
3.253.078
1.080.553
1.906.717
11.556.684
44.195.393
56.354.583
30.850.312
5.160.649
148.117.621
Tavola 43 Spesa dei comuni singoli e associati per area di utenza e per macroarea di offerta - Anno 2004 Regione BASILICATA (valori assoluti,
2.298.555
7.293.253
2.068.223
12.895.190
2.071.718
5.354.175
2.182.126
3.748.920
1.871.339
6.584.454
10.549.636
4.732.195
24.225.133
Tavola 44 Spesa dei comuni singoli e associati per area di utenza e per macroarea di offerta - Anno 2004 Regione CALABRIA (valori assoluti,
8.421.256
10.170.317
691.217
22.723.427
2.694.829
5.941.451
2.482.062
2.252.842
5.834.600
5.165.017
5.833.818
12.098.865
563.783
19.069.328
19.979.141
3.910.131
1.524.133
47.858.178
Tavola 45 Spesa dei comuni singoli e associati per area di utenza e per macroarea di offerta - Anno 2004 Regione SICILIA (valori assoluti,
14.663.831
76.366.990
35.789.123
137.552.358
36.911.656
8.340.683
74.051.700
21.130.840
11.403.628
21.847.629
2.202.970
59.767.897
4.544.502
15.526.320
6.041.376
3.642.120
985.997
30.740.315
2.245.445
5.140.144
3.215.505
4.215.662
20.208.514
89.907.824
106.065.624
88.083.779
7.202.335
311.468.076
Tavola 46 Spesa dei comuni singoli e associati per area di utenza e per macroarea di offerta - Anno 2004 Regione SARDEGNA (valori assoluti,
12.266.577
28.636.356
12.204.771
1.830.410
62.960.453
18.838.265
4.053.751
12.495.228
38.004.820
12.471.708
13.160.660
7.466.264
3.488.611
38.349.620
1.455.166
7.062.878
4.126.938
13.989.303
1.177.046
2.018.396
719.118
1.106.320
2.548.359
14.574.569
52.232.500
51.365.385
33.108.083
6.590.414
157.870.951
Appendice metodologica alle parti II e III
Le tavole contengono i dati di spesa rilevati con lindagine sugli interventi e i
servizi sociali dei Comuni singoli o associati3. Gli importi sono riferiti alla spesa in
conto corrente di competenza impegnata nel 2004 per lerogazione dei servizi e
degli interventi (unit di euro), al netto delle compartecipazioni degli utenti e del
Si basa sui risultati dellindagine censuaria sugli interventi e servizi sociali dei
Comuni singoli e associati. Le informazioni raccolte sono articolate in sette aree
di utenza dei servizi: famiglia e minori, disabili, dipendenze, anziani, immigrati,
disagio adulti, multiutenza. Considera in modo particolare gli interventi e i servizi
sociali riconducibili a tre macro-aree: interventi e servizi di supporto, trasferimenti
in denaro, strutture.
Tra gli strumenti impiegati dai comuni a sostegno dei bisogni si possono
distinguere tre principali macro aree: 1) i servizi resi direttamente alla persona
(ad esempio lassistenza domiciliare, il servizio sociale professionale, attivit
per lintegrazione sociale di anziani, disabili, immigrati, ecc.); 2) i contributi
economici per i cittadini bisognosi (sostegno al reddito, contributi per lalloggio,
per i servizi scolastici, ecc.); 3) servizi che presuppongono il funzionamento e la
gestione di strutture stabili sul territorio (gli asili nido, i centri diurni, le case di
accoglienza per le persone senza adeguato sostegno familiare).
Note tecniche sulla riclassificazione degli interventi e
dei servizi sociali parte III
Rispetto alla spesa rilevata complessivamente con lindagine Istat, il totale della
spesa riclassificata differisce per difetto, per un importo pari a euro 366.049.498,
corrispondente alla spesa per larea multiutenza. Infatti la riclassificazione
operata esclude le voci contenute in tale area tematica del questionario.
Per tutte le altre aree di utenza del questionario, il totale delle spese relative alle
macro-aree coincide con il totale rilevato dallIstat per quellarea.
La categoria Altro, residuale rispetto alle macro-aree Accesso, Domiciliare,
Intermedio e Residenziale, comprende per ogni area di utenza le spese
relative alle voci del questionario che non hanno una collocazione nella nuova
classificazione. In particolare sono comprese nella categoria Altro:
Lindagine svolta dallIstat in collaborazione con la Ragioneria generale dello Stato (RGS) e,
quindi, con il Ministero dell'economia e delle finanze (MEF), con il Ministero del lavoro e delle
politiche sociali e con il Centro Interregionale per il Sistema Informatico e Statistico (CISIS).
I contributi ad associazioni (F17).
Le voci Altro delle varie sezioni del questionario, ad esclusione di:
1/3 delle spese per A99 (Servizio sociale professionale Altro)
2/3 delle spese per H99 (Strutture comunitarie e residenziali Altro)
dellarea famiglia e minori, che confluiscono nella macro-area
la spesa relativa a D99 (Assistenza domiciliare Altro) per tutte le
aree, che confluisce nella macro-area Domiciliare.
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