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Timestamp: 2019-08-20 16:46:35+00:00
Document Index: 106157094

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 335', 'sentenza ', 'art. 25', 'art. 2052', 'art. 2043']

G.R. ha convenuto davanti al Giudice di pace di Novafeltria la Provincia di Pesaro e l'ANAS, chiedendo il risarcimento dei danni subiti dalla sua autovettura il (OMISSIS) a seguito dell'impatto con un capriolo, che aveva improvvisamente attraversato la strada statale n. (OMISSIS), in località (OMISSIS), che egli stava percorrendo.
I convenuti hanno resistito alla domanda ed il contraddittorio è stato integrato nei confronti della Regione Marche, alla quale la Provincia addebitava la responsabilità del comportamento della fauna selvatica.
La Regione ha resistito anch'essa ad ogni domanda.
Con sentenza n. 59/2002 il GdP ha ritenuto responsabile del danno la Provincia di Pesaro.
Proposto appello dalla soccombente, a cui hanno resistito la Regione ed il G., con sentenza 13 maggio 2004 n. 421 il Tribunale di Pesaro, in riforma, ha ritenuto invece responsabile la Regione Marche e l'ha condannata al risarcimento dei danni, liquidati in Euro 2.761,64, oltre alle spese dei due gradi di giudizio.
La Regione propone tre motivi di ricorso per cassazione.
Resistono con controricorso il G. e la Provincia di Pesaro, che propone ricorso incidentale condizionato, illustrato da memoria.
1. - Va preliminarmente disposta la riunione dei due ricorsi (art. 335 cod. proc. civ.).
2.- La sentenza di appello ha motivato la sua soluzione rilevando che la L.R. Marche 5 gennaio 1995, n. 7, affida alle Province solo il controllo della fauna selvatica in soprannumero (art. 25) ed impone alle Province medesime l'obbligo di provvedere, anche tramite la stipulazione di polizze assicurative, al risarcimento dei soli danni arrecati dagli animali selvatici alle coltivazioni agricole e limitatamente a zone specificamente individuate, senza prendere in considerazione altri tipi di danni ed in particolare quelli alla circolazione di veicoli; che la Legge Statale 11 febbraio 1992, n. 157, affida alle Regioni i poteri di gestione, controllo e tutela della fauna selvatica, appartenente al patrimonio indisponibile dello Stato, e che pertanto spetta alle Regioni medesime adottare tutte le misure idonee ad evitare tal genere di danni; che la Regione rimane responsabile pur se abbia delegato le sue funzioni alla provincia, in quanto la delega non fa venir meno la titolarità dei poteri di gestione e deve essere esercitata nell'ambito delle direttive dell'ente delegante; tanto è vero che nella specie la Regione Marche avrebbe riconosciuto con lettera la sua responsabilità.
Richiama a supporto alcune sentenze della Corte di Cassazione (n. 8740 e 8788 del 1991; n. 13956 del 1999);
Quanto alla concreta responsabilità per il sinistro, premessa l'inapplicabilità alla fauna selvatica dei principi di cui all'art. 2052 cod. civ., il Tribunale ha attribuito la colpa alla Regione ai sensi dell'art. 2043 cod. civ., sul rilievo che il G. procedeva a velocità moderata, che l'animale ha fatto irruzione sulla strada all'improvviso, e che si sono verificati molti incidenti analoghi, ...
L'AMLETICO DUBBIO SULL'IDENTITÀ DELL'ENTE OBBLIGATO AL RISARCIMENTO DEI DANNI PROVOCATI DALLA FAUNA SELVATICA IN RELAZIONE ALLA CIRCOLAZIONE STRADALE (Miotto Giampaolo)
DLT n. 267 del 18/08/2000 Art. 19
LEGGEREG n. 7 del 05/01/1995