Source: http://www.asdibz.it/it/home/inform-asdi/anno-1-numero-1-gennaio-2004/
Timestamp: 2019-07-19 04:49:49+00:00
Document Index: 137633181

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art.154', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Anno 1 Numero 1 Gennaio 2004
GRAZIE AI PIONIERI
È con piacere che accolgo l’invito dell’ASDI, di formulare un breve intervento per questo primo numero del giornale dell’Associazione. È doveroso ricordare innanzitutto il lavoro pionieristico svolto dall’ASDI ed in particolare dal Sig. Elio Cirimbelli, in una materia particolarmente delicata come quella della separazione e del divorzio. La situazione in cui la famiglia si disgrega, e non può più essere ricostruito il rapporto interpersonale, è particolarmente delicata e spesso fonte di conseguenze negative per i coniugi ed a maggior ragione per gli eventuali figli che dovessero essere coinvolti.
Purtroppo inoltre, le crisi famigliari sono sempre più un tema di attualità e i dati delle fredde statistiche indicano che sono sempre più numerosi i rapporti matrimoniali in crisi che si risolvono con la separazione.
In questo panorama pertanto va salutata con grande interesse la nascita di una rivista destinata a fornire importanti informazione, a dare suggerimenti a volte anche semplici, ma che non sempre si sa dove raccogliere. Mi auguro che questa pubblicazione possa essere un importante riferimento, unitamente alla preziosa opera svolta dall’ASDI e dai suoi numerosi collaboratori e volontari, per tutti coloro che loro malgrado si trovano coinvolti in una situazione non sempre facile.
Un ringraziamento particolare a tutti coloro che si sono adoperati per la nascita di questo giornale e un augurio particolare affinché l’iniziativa abbia il successo che merita.
RAGGIUNTO UN IMPORTANTE TRAGUARDO: L’ASSEGNO DI MANTENIMENTO A SOSTEGNO DEL MINORE
Un importante traguardo è stato raggiunto: L’anticipazione dell’assegno di mantenimento a tutela del minore è legge provinciale.Il disegno di legge è nato dall’esigenza di adeguare il sistema provinciale in materia di prestazione assistenziale a favore dei minori.Accanto al modello della famiglia si stanno affermando modelli alternativi, primo fra tutti quello del genitore unico affidatario della prole.Un grazie va all’Assessore Otto Saurer ed in modo particolare all’Ufficio Famiglia Donna e Gioventù della provincia che dopo tanto lavoro hanno dato la spinta finale per l’approvazione di questo importante disegno di legge.
La legge entrerà in vigore dal 1° gennaio 2004.
Aventi diritto: minori destinatari dell’assegno di mantenimento a carico del genitore non affidatario secondo un provvedimento dell’autorità giudiziaria
q esistenza di un titolo esecutivo (sentenza di separazione o divorzio) derivante da provvedimento dell’autorità giudiziaria.
q Esibizione di atto di precetto o sentenza dichiarativa di fallimento del genitore obbligato all’assegno di mantenimento.
Per le coppie di genitori non coniugati:
Decreto del Tribunale dei minori che dispone in merito all’affidamento (non è un titolo esecutivo): il genitore affidatario deve rivolgersi al Tribunale ordinario per ottenere un provvedimento in cui si quantifichi la somma che l’altro genitore naturale deve corrispondere al genitore affidatario per il minore.
Ammontare della prestazione:
Come da sentenza, e comunque non oltre l’80% dell’importo della quota base di cui al DPGP 30/2000 (di 344 Euro per il 2003=275,3 Euro mensili e di 353 Euro per il 2004=282,40 mensili )
Per le domande rivolgersi al Distretto sociale della Comunità comprensoriale competente per territorio, in base alla residenza.Durata della prestazione: un’anno, rinnovabile, con cadenza mesile e pertanto la legge non è retroattiva.
Siamo soddisfatto che sia stato raggiunto finalmente l’obiettivo di tutelare il diritto, la dignità ed il decoro del minore garantendone così la corretta educazione prevedendo situazioni derivanti dal disagio economico.
Inoltre può diventare un deterrente per quei genitori non affidatari che magari in modo irresponsabile non vogliono provvedere al mantenimento dei figli perché sarà la Provincia che subentrerà nel diritto di credito nei confronti del genitore inadempiente
ANNO 2004 NASCE INFORM-ASDI
Credo sia doveroso, da parte di una Associazione come la nostra, creare un proprio giornale. Un “foglio” che ci permetta e vi permetta di ricevere e “suggerire” informazioni, conoscere, conoscersi, comunicare.
L’Asdi nasce a Bolzano nel 1986, ci avviciniamo piano piano ai 20 anni. Molte persone si sono rivolte al nostro servizio, alcune sono rimaste a svolgere del volontariato, altre non le abbiamo più riviste.Credo sia doveroso, da parte di una Associazione come la nostra, creare un proprio giornale. Un “foglio” che ci permetta e vi permetta di ricevere e “suggerire” informazioni non solo su quello che all’ASDI si fa, ma anche, ad esempio, su quello che avviene a livello legislativo.Il nostro giornale, diretto da un nome prestigioso come quello di Ennio Chiodi, sarà garanzia di preparazione e competenza con quel tocco di professionalità che sicuramente non guasta,
ma c’è ancora tanta strada da fare insieme
L’Asdi ha assunto ormai tutte le caratteristiche di un Servizio che si occupa del fenomeno della separazione e del divorzio con le problematiche che ne derivano.Va ricordato che “ è stato il primo servizio specializzato sul territorio provinciale ad essersi occupato professionalmente della sofferenza di cui è vittima il nucleo familiare ormai giunto al termine del suo percorso“.“ Va ancora ricordato come il Centro Asdi. abbia svolto in questi anni un prezioso lavoro di sensibilizzazione non solo dell’opinione pubblica, ma anche dell’Autorità Giudiziaria competente in materia di separazione e divorzio, cercando di favorire l’istituzione presso il Tribunale di Bolzano di una Sezione specializzata per la famiglia “.Anche in sede governativa si sta attivando per la creazione di un Tribunale unico per la famiglia o perlomeno per fare sì che il Tribunale dei minori, abbia tutte le competenze sulla famiglia, diventando così Tribunale dei minori e della famiglia.L’ASDI dal 1998, pur rimanendo Associazione di volontariato, è anche Centro di mediazione familiare partendo dal presupposto che la separazione – divorzio non sia un evento prevalentemente legale, ma un processo che, in quanto tale, dura nel tempo e contempla diverse fasi e passaggi.La mediazione familiare va intesa come intervento finalizzato al mantenimento o al recupero della funzione genitoriale da parte dei coniugi, ma rivolge inoltre la sua attenzione anche alle problematiche relative alle persone non coniugate, ai separandi e ai separati e divorziati.
La Presidente Francesca Provenzano
COME NASCE LA BIBLIOTECA DELL’ASDI
Era ormai da tempo che si pensava alla possibilità di istituire presso l’A.S.Di. una piccola biblioteca specifica ossia di dare la possibilità alle persone che frequentano il Centro di consultare alcuni libri riguardanti il tema separazione–divorzio. Quest’idea riesce a prendere forma in modo più concreto quando nell’autunno del 2002 qualche collaboratore dell’A.S.Di. e qualche utente decide di “svuotare la propria cantina” e di regalarci alcuni scatoloni di libri; si trattava di letteratura sia italiana che straniera, storia, psicologia, teologia, scienze ecc. A questo punto esisteva la possibilità di estendere il progetto iniziale e si sono presi contatti con la biblioteca di Don Bosco per capire come strutturare al meglio questo servizio:nasce così la biblioteca dell’A.S.Di. che attualmente contiene più di 300 libri. A chiunque frequenti l’Associazione viene data la possibilità di consultare e prendere in prestito questi libri, da qui emerge l’esigenza di creare un regolamento.Si chiede pertanto, a chi fosse interessato al prestito dei libri (al massimo 3 per volta), di rivolgersi ai responsabili dei gruppi A.M.A oppure alla segreteria del Centro A.S.Di. che registreranno sulle apposite schede il nominativo della persona, il titolo, il codice del libro e la data del prestito. Si chiede inoltre una cauzione di Euro5.00 che verrà restituita alla riconsegna del libro la cui data va registrata sulla scheda del prestito. Qualora il libro non venisse restituito entro due mesi la persona dovrà risarcire la perdita del libro che non ha solo un valore commerciale. Credo sia doveroso ringraziare quelle persone che hanno dato modo di realizzare tutto ciò attraverso la loro donazione, e tutti quanti desidereranno fare altrettanto arricchendo così il nostro “angolo della lettura”.
Le cortesie più piccole -un fiore o un libro – piantano sorrisi come semi che germogliano nel buio. Emily Dickins
di Caterine Dunne
In questo romanzo Rose racconta la sua storia, storia di una donna che”…Pensavo di essere la metà di una coppia solida. Oggi sono la metà di niente.”Abbandonata dal marito dopo vent’anni di convivenza e tre figli, si ritrova a dover ricostruire modalità di vita diverse sia affettive che pragmatiche.
Il suo romanzo conduce attraverso le emozioni più profonde e contrastanti: i sentimenti verso il marito che credeva di conoscere molto bene, i dubbi ed i sensi di colpa.
E’ il cammino di una donna che passando attraverso la sofferenza, scopre risorse che non credeva di possedere, una nuova gioia di vivere e di sorridere e possedere, e ricuce, con il sostegno delle persone che le sono vicine, gli strappi della sua anima.
La bellezza di questo libro sta nel fatto che, nonostante la drammaticità della situazione, si possa trovare a volte atmosfere ironiche e piene di brio.
INIZIA IL PERCORSO PER LE FAMIGLIE RICOMPOSTE
Il progetto prevede due corsi paralleli con incontri a settimane alterne per garantire la possibilità di accedere al corso a persone di entrambi i gruppi linguistici. Ogni corso verrà sviluppato in sei giornate di 3 ore ciascuno per un totale di 18 ore. Ogni incontro, che sarà di sabato pomeriggio, prevede la presenza di due docenti che avranno 80 minuti per affrontare i loro argomenti. Si può verificare, se verrà ritenuto utile che il docente possa proseguire anche l’ora successiva.
Il numero massimo di partecipanti sarà di 10 coppie.
I gruppo dei relatori è composto da: un sociologo del diritto, psicoterapeuti con formazione sistemico relazionale, una psicologa esperta dell’età evolutiva, mediatori familiari ed un sacerdote esperto nella comunicazione.
Per evitare di fornire “ricette preconfezionate” e perché non siano solo i docenti protagonisti, si cercherà di creare quel clima necessario di empatia e partecipazione che è una caratteristica dei gruppi di auto mutuo aiuto.
In poche parole, il docente o relatore farà parte del gruppo e non “siederà in cattedra”.
Riflessi e riflessioni di un osservatore partecipe.
di don Dario Fridel
Ho avuto modo di incominciare a sentirmi partecipe delle vicende di questa benemerita associazione quando alcuni anni fa mi è stato chiesto qualche incontro a mo’ di supervisione con alcune persone interessate a facilitare al meglio la comunicazione all’interno di un gruppo di auto aiuto. Persone coinvolte dalla comune traumatica esperienza della separazione, facilmente sentono il bisogno di far gruppo e di mettere in comune la loro esperienza. Già in quell’occasione mi sono confermato che, perché il gruppo funzioni davvero come gruppo di auto mutuo aiuto, non può essere abbandonato a se stesso ed alla pura spontaneità. Dall’interno – per i più sensibili e responsabili- nasce il bisogno di favorire una comunicazione più incisiva, una elaborazione più vera dei disagi, dei traumi e dei risentimenti, in un clima dove l’ascolto sia veramente tale.Non è però facile riuscire ad evitare che il gruppo diventi solo un gruppo di passaggio per la fase acuta in cui c’è evidente bisogno di sfogo… che quelli che perseverano non pretendano di trasformarsi da esperti che inondano di consigli gli ultimi arrivati. Come c’è il rischio che si vada ad individuare un tema su cui discutere. In questo caso ci sarà arricchimento di idee, confronto , forse scontro, ma anche prevalenza di chi sa parlare e ragionare meglio a scapito di un vero clima di ascolto reciproco in cui prevalga il confronto fra vissuti e una loro elaborazione.
Questo fatto mi è risultato ancora più evidente quando fui invitato a condurre un vero e proprio corso di educazione al dialogo.- Li parecchi hanno scoperto che si può imparare a comunicare con chiarezza senza aggredire o giudicare, che è possibile ottenere più attenzione e interesse se si impara a parlare in prima persona, che un buon allenamento ad ascoltare in modo empatico può favorire che le persone bisognose di ascolto si spalanchino con fiducia e arrivino a toccare i nodi più centrali del loro vissuto e che nasca tenerezza anche verso persone inizialmente viste fastidiose o intollerabili. Non è davvero una cosa da poco rendersi lentamente conto che lo schema prevalente nella nostra cultura tendente a individuare i buoni ed i cattivi, le vittime ed i colpevoli è una scorciatoia improduttiva; aumenta il senso di frustrazione ed il bisogno di ferirsi.
C’è bisogno, non solo di stare insieme, ma di sviluppare un vero interesse reciproco, mettendo in secondo piano le analisi e le valutazioni di ordine morale.
Adesso incontro con una certa sistematicità il gruppo Pur in mezzo a qualche difficoltà continua di assestamento, è nata una buona collaborazione che sa veramente di auto mutuo aiuto. Nella mia tensione utopica lo vedo come una fucina in cui coloro che più hanno pagato le spese di una scorretta forma comunicativa, di una qualsiasi inesistente educazione all’ascolto ed alla elaborazione costruttiva dei conflitti…apprendono celermente un modo diverso di stare insieme e di crescere insieme rispetto a quello più evasivo, più concitato, molte volte addirittura violento cui ci costringe il vivere contemporaneo. Ed è certo che, se da vittime della disumanità o indifferenza crescente, si riesce a trasformarsi in attivi protagonisti di una nuova cultura centrata sulla persona e sul valore, la vita incomincia a rifiorire e ad acquistare senso. Proseguendo a lavorare per migliorare lo stile comunicativo e le forme di ascolto mi sembra si vada oltre la formazione di gruppi di pura amicizia in cui prevale la reciproca indentificazione , con il rischio di ripiegamento su se stessi. In prospettiva c’è la possibilità di riprendere il proprio ruolo di protagonisti del vivere sociale con una sensibilità nuova e coscienti che l’esperienza dolorosa del fallimento della vita coniugale può trasformarsi in risorsa e arricchimento
Datevi i vostri cuori ma non per possederli, perché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori…
Esistono persone nella nostra vita che ci rendono felici per il semplice caso di avere incrociato il nostro cammino.
Alcuni percorrono il cammino al nostro fianco, altri li vediamo appena tra un passo e l’altro. Tutti li chiamiamo amici, e ce ne sono di molti tipi. Talvolta ogni foglia di un albero rappresenta uno dei nostri amici. Il primo che nasce è il nostro papà e la nostra amica mamma, che ci mostrano che cos’è la vita. Dopo ci sono i fratelli, con i quali dividiamo il nostro spazio affinché possano fiorire come noi. Conosciamo tutta la famiglia delle foglie che rispettiamo e a cui auguriamo ogni bene. Ma il destino ci presenta altri amici i quali non sapevamo avrebbero incrociato il nostro cammino. Molti di Loro li chiamiamo amici dell’anima, del cuore. Sono sinceri, sono veri. Sanno quando non stiamo bene, sanno cosa ci fa felici. E alle volte uno di questi amici dell’anima si installa nel nostro cuore e allora lo chiamiamo innamorato. Egli da luce ai nostri occhi, musica alle nostre labbra. Ma ci sono anche quegli amici di passaggio, talvolta una vacanza, un giorno, un’ora. Essi collocano un sorriso nel nostro viso per tutto il tempo che stiamo con loro. Non possiamo dimenticare gli amici distanti, quelli che stanno nelle punte dei rami e che quando il vento soffia appaiono sempre tra una foglia e l’altra. Il tempo passa, l’estate se ne va, l’autunno si avvicina e perdiamo alcune delle nostre foglie, alcune nascono l’estate dopo, e altre permangono per molte stagioni. Ma quello che ci lascia felici, è che le foglie che sono cadute, continuano a vivere con noi, alimentano le nostre radici con allegria. Sono ricordi di momenti meravigliosi di quando incrociarono il nostro cammino. Ti auguro, foglia del mio albero, pace, amore, fortuna e prosperità.
Oggi e sempre… e semplicemente perché ogni persona che passa nella nostra vita è unica. Sempre lascia un poco di sé e prende un poco di noi. Ci saranno quelli che prendono molto, ma non ci sarà chi non lascia niente. Questa è la maggior responsabilità della nostra vita e la prova evidente che due anime non si incontrano per caso.
NON ABBIATE PAURA A CHIEDERE AIUTO
Per qualcuno la separazione è vista come la fine del mondo, io vorrei dire a queste persone che invece è la fine di un mondo, che è ben diverso
Illustri psichiatri e psicoanalisti sostengono che la separazione e il divorzio sono da considerarsi tra gli eventi più stressanti che possono accadere ad una persona.
Gabriel Levi, docente di neuropsichiatria infantile dice “La fine di un rapporto è un lutto grave e la persona deve essere aiutata ad elaborarlo, altrimenti può accadere che la paura dell’abbandono porti a uccidere una parte di sé che sono i figli. Oggi piaccia o non piaccia, dobbiamo parlare della cultura della separazione”.
Nella storia della coppia la separazione è una eventualità che spesso non è ne prevista, né voluta, né desiderata, però può rientrare nella fisiologia della relazione. Non c’è relazione a questo mondo, che non sia esposta al rischio della separazione. E’ frequente in chi si separa, soprattutto in chi si vede piombare addosso la separazione, considerare questa esperienza come la fine del mondo. Tutto il lavoro che noi possiamo e dobbiamo fare e che forse qualcuno può aiutarci a comprendere che non di fine del mondo si tratta, ma di fine di “un mondo”, cosa che è completamente diversa. Attualmente se osserviamo i dati delle statistiche notiamo che tantissime separazioni sono consensuali e tutto sembra freddo e ben regolato, ma chi ci lavora dentro sa che tutto questo non è vero.
Il termine consensuale fa pensare che ci sia un consenso, quindi un accordo. Ma un accordo su che cosa? Un consenso su che cosa? Spesso la separazione consensuale è raggiunta attraverso un accordo tra gli avvocati e giorno per giorno quello che riguarda i figli è estraneo a ciò che è il consenso tra genitori.
Però il giudice ha già fatto quello che doveva fare: una consensuale. Intanto la vicenda continua perché la vita reale non è soltanto quella del tribunale, ma quella del condominio, della stanza, del lavoro, di altro ancora.
Vista dalla parte del bambino quella della sua famiglia è l’unica vita e se non funziona questa non funziona niente.
Se consideriamo la separazione come una patologia del sociale se ne ricava che chiunque è separato o divorziato è malato e deve essere curato.
Se non c’è aiuto, la troppa burocratizzazione, la colpevolizzazione, il giudizio severo, la cattiva gestione del conflitto, tutto questo può rendere difficile e patologica la separazione.
Separazioni e divorzi hanno anche costi economici altissimi. Questi costi si possono calcolare, ma quello che è incalcolabile è il costo psicologico individuale; basta parlare con chi ci è passato.
La separazione e i suoi problemi si estendono, dal contesto personale a quello della famiglia d’origine fino a raggiungere l’ambito scolastico e poi quello largamente sociale e lavorativo e quindi in generale quello dei rapporti sociali. Ora non mi stancherò mai di dire che la separazione e il divorzio sono un fenomeno troppo sottovalutato nella politica sociale della famiglia.
Si pone perciò come necessaria una “cultura della separazione”, che non deve coinvolgere soltanto il nucleo familiare, ma si deve rivolgere a magistrati, psicologi, avvocati, perché essa dia risposte immediate agli ex coniugi, ma sempre genitori in modo da favorire, la responsabilità delle loro azioni e aiutandoli insieme a raggiungere una separazione soddisfacente per tutti. A queste condizioni allora sì che un aiuto esterno può essere determinante per uscire da una grave crisi, perché è vero che due genitori che non comunicano più hanno bisogno di un intervento esterno, ma se questo intervento è coattivo (del magistrato) non funziona. Allora dobbiamo mettere a disposizione dei cittadini persone preparate che possano aiutare i genitori a comunicare attraverso il prezioso strumento che è la mediazione familiare.
UN AVVOCATO PER VOI
Troppo spesso si rivolgono o scrivono al nostro Centro persone le quali chiedono chiarimenti in merito alle più svariate situazioni che si trovano a vivere in un momento difficile della loro vita che è la separazione. Da qui è nata l’idea di creare nel nostro giornalino uno spazio dove i nostri avvovati daranno delle risposte a quanto viene chiesto
Separati riconciliati e di nuovo separati. Cosa fare?
Mi è stato chiesto se sia veritiero che qualora due coniugi vogliano riconciliarsi, dopo la separazione legale, per detta riconciliazione non necessiti alcuna formalità; chiede altresì quali siano le conseguenze se la coppia si separi nuovamente dopo l’intervenuta riconciliazione.Si tratta di un caso di non frequentissima applicazione, ma fonte di grossi contrasti tra ex coniugi qualora si verifichi.
Effettivamente l’art.154 del codice civile non prevede alcuna formalità per la riconciliazione; solo l’elaborazione giurisprudenziale richiede che per riconciliazione si intenda un’effettiva ricostruzione dell’unità della coppia, desumibile da tutti gli elementi essenziali di un matrimonio, ovvero unione sotto lo stesso tetto, consumazione del matrimonio, vita in comune, ecc. Si verifica in alcuni casi che uno dei due ex coniugi richieda ad esempio all’altro di ospitarlo perché per ipotesi sfrattato e che quindi uno dei due viva nella casa dell’altro per un certo periodo, senza che per questo la coppia abbia ripreso a funzionare come coppia sposata; così come può verificarsi che due coniugi, pur restando separati, abbiano ancora dei rapporti sessuali, senza che per questo possa ritenersi avvenuta una riconciliazione. L’accertamento della intervenuta riconciliazione o meno spetta ovviamente al magistrato, secondo un proprio incensurabile giudizio di merito.
Qualora una coppia si separi e poi si riconcili, e riprenda quindi a convivere, gli effetti della separazione sono annullati: sia quanto stabilito sull’affidamento dei figli all’uno o all’altro genitore, che le disposizioni che regolano il rapporto tra il non affidatario e i figli, e la regolamentazione del contributo di mantenimento per il coniuge e i figli.
Si ritiene unicamente che restino salve le disposizioni di carattere patrimoniale attinenti a diritti disponibili: se per ipotesi il marito abbia ceduto nella separazione la propria metà indivisa dell’appartamento coniugale alla moglie, come donazione o cessione a titolo oneroso, questa disposizione resta valida, e conseguentemente la moglie resterà effettivamente proprietaria dell’intero appartamento. La giurisprudenza è altresì orientata nel senso che anche dopo la separazione il regime dei coniugi resti comunque in separazione dei beni, in quanto la sentenza di separazione scioglie la comunione legale, con conseguente trasformazione del regime di comunione in separazione dei beni.
Problemi possono poi sorgere qualora la coppia, dopo essersi riconciliata ed avere quindi convissuto per un certo periodo, nuovamente si divida. A volte capita che il genitore affidatario, nonostante il venir meno alla disposizione che prevedeva che dovesse ricevere un contributo per i figli richieda al non affidatario, una volta che ha lasciato nuovamente la casa, il contributo di mantenimento relativo agli anni trascorsi in casa, durante i quali non ha versato alcun contributo. E questo nonostante il genitore non affidatario abbia contribuito alle spese casalinghe.
E’ quindi possibile che il malcapitato genitore si trovi ad essere obbligato al versamento di anni di contributi arretrati, con una impossibilità –quanto meno a livello documentale– di dimostrare che effettivamente è intervenuta una riconciliazione; dovrà essere quindi lo stesso ad iniziare una vertenza di opposizione al precetto o alla eventuale esecuzione forzata che la moglie avesse iniziato, cercando di provare, soprattutto tramite testimoni, che effettivamente tra le parti era stata raggiunta una riconciliazione e che quindi gli effetti della sentenza erano annullati.
Nel caso di una intervenuta riconciliazione tra i coniugi è quindi consigliabile lo scambio di una scrittura privata, ove entrambi diano atto di quanto avvenuto e del conseguente annullamento di tutte le disposizioni e/o accordi contenuti nella sentenza di separazione. Eventualmente può essere utile un atto notorio, onde poter avere da entrambe le parti una prova documentale del reciproco consenso alla riconciliazione, che può essere utile in ipotesi di nuova separazione.
Annullata una decisione della Commissione Tributaria Centrale
Non è tassabile l’assegno di divorzio una tantum
Cassazione 11437/99
L’assegno di divorzio stabilito dal Tribunale in unica soluzione su accordo delle parti, non costituisce “ reddito “ imponibile ai fini IRPEF. La Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione, censurando e annullando una decisione della Commissione Tributaria Centrale, ha sancito la “ natura non reddituale “ dell’assegno divorziale corrisposto “ una tantum “ ai sensi del novellato art. 5 della legge sul divorzio, ritenendo che tale provento non sia assimilabile ai redditi soggetti a tassazione ai fini dell’imposta sui redditi delle persone fisiche.
Sentenza della Prima Sezione Civile
Cassazione 10604
In caso di notevole differenza di reddito tra marito e moglie in regime di separazione, l’assegno corrisposto dal marito a favore della moglie, coniuge economicamente più debole, deve essere idoneo a riequilibrare le diverse posizioni, anche se non a colmare la differenza di reddito consentendo alla moglie un tenore di vita analogo a quello del matrimonio.
Pensione di reversibilità : in caso di separazione per colpa o con addebito.
La Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, con sentenza n. 15516 dello scorso 16 ottobre, ha chiarito che il coniuge superstite Divorzio, l’assegno non deve colmare la differenza di reddito. Ha diritto ad avere la pensione di reversibilità anche nel caso in cui sia passata in giudicato la sentenza di separazione per sua colpa.
Nel sancire questo principio, i Giudici della Corte si sono rifatti alle pronunce costituzionali che avevano già in precedenza affrontato la questione.
La sentenza 9606 della prima sezione civile (Cassazione 9606/1998)
Cassazione, i nonni hanno diritto di vedere ogni giorno i nipoti, figli di genitori separati
Anche i nonni hanno diritto di vedere quotidianamente i nipotini, figli di genitori separati. Questo è l’innovativo principio sancito dalla Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione che evidenzia l’importanza di un legame (quello tra nonni e nipoti) fondamentale per la vita familiare.
Divorzio, niente assegno ai figli fannulloni (Cassazione 9109/1999)
L’obbligo dei genitori di provvedere alla necessità dei figli non cessa automaticamente con il compimento del diciottesimo anno di età e può protrarsi ben oltre il raggiungimento della maggiore età, ma non può protrarsi “oltre ogni ragionevole limite”, dovendo cessare quando “il figlio versa in colpa per non essere stato in grado di rendersi autosufficiente”. Questo, in sostanza, il principio sancito dalla Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione, che ha respinto il ricorso di una signora contro la sentenza della Corte di Appello di Napoli che, pronunciandosi sulla separazione, aveva rigettato la richiesta di un contributo per il mantenimento dei due figli maggiorenni con lei conviventi nella casa assegnatale.