Source: http://fiscocsen.it/articolo/?id=132
Timestamp: 2018-04-20 18:34:23+00:00
Document Index: 412877

Matched Legal Cases: ['art 1', 'art 1', 'art 25', 'art 74', 'art 19', 'art 74']

Enti non profit che svolgono anche attività commerciale. Gli artt. 13 e 20 del DPR 600/73 stabiliscono l'obbligo di tenuta delle scritture contabili anche per i soggetti Ires che “……non hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciali.” L'articolo 144 comma 2 del TUIR dispone l'obbligo di tenere una contabilità separata nel caso di contemporaneo esercizio di attività commerciale e non.
Quanto al punto che precede può essere regolarmente assolto tramite la creazione di apposito piano dei conti evidenziante la natura dell'operazione (commerciale, istituzionale o promiscua1). A tal proposito la R.M. dell'Agenzia delle Entrate n° 86 del 13/03/2002 (quesito 7) ha disposto che “La tenuta di un unico impianto contabile e di un unico piano dei conti……….non è di ostacolo all'eventuale attività di controllo esercitata dagli organi competenti………”
L'art 1 c. 1 della Legge 398/91 comprende nel regime favore di cui ci si occupa “Le associazioni sportive……………che svolgono attività sportive dilettantistiche e che nel periodo d'imposta precedente hanno conseguito dall'esercizio di attività commerciali proventi per un importo non superiore a……..”
Si evidenzia infine che la Direzione Regionale del Piemonte in una guida pubblicata nel 2015 ha classificato come attività commerciali connesse agli scopi istituzionali tutte quelle “….strutturalmente funzionali alle manifestazioni sportive e rese in concomitanza con le medesime, quali, ad esempio, vendite di materiali sportivi e di gadget pubblicitari, sponsorizzazioni correlate all'evento specifico, cene sociali, lotterie. Pertanto, continua l'opuscolo, “Per applicare il regime forfetario, nell'ambito delle operazioni rilevanti ai fini Iva, occorre distinguere tra le operazioni direttamente connesse e quelle non direttamente connesse agli scopi istituzionali” .5
Stante quanto sopra specificato, anche per prevalente dottrina6, occorre adottare contabilità separate al fine di tenere distinte le attività in 398, con detrazione iva forfetaria (50% – 1/3), da quelle con detrazione con il metodo Iva da Iva (Iva su fatture emesse – Iva detraibile su acquisti = Iva da versare). Per quest'ultime, a seguito di opzione per il versamento trimestrale, sull'imposta dovuta andranno calcolati gli interessi da maggiorazione (1%), nonché presentata relativa dichiarazione annuale.
Visto l'art 1 cc 1-2-3 della Legge 398/91, norma speciale in deroga a quella generale (DPR 633/72) – lex specialis derogat generali – in cui è chiara l'intenzione del legislatore di collegare al regime di favore qualsiasi tipo di attività commerciale venga posta in essere dal sodalizio.
Considerato che l'unica deroga al rispetto del precitato limite (€ 400.000), valida ai soli fini reddituali e senza ulteriori interpretazioni estensive – Ubi lex voluit dixit, ubi noluit tacuit – è stabilita dal comma 2 dell'art 25 della Legge 133/1991.
2. Art 36 DPR 633/72 – Esercizio di più attività – comma 4: “L'imposta si applica in ogni caso separatamente, secondo le rispettive disposizioni e con riferimento al volume di affari di ciascuna di esse………………….e per quelle di cui all'art 74, sesto comma, per le quali la detrazione prevista dall'art 19 sia applicata forfettariamente e per quelle di cui al comma 5 dell'art 74-quater”.