Source: http://m.automania.it/7687/incidenti-da-animali-selvatici-a-chi-chiedere-il-risarcimento-danni
Timestamp: 2019-03-25 08:29:05+00:00
Document Index: 9230654

Matched Legal Cases: ['art. 189', 'art. 2052', 'art. 2043', 'sentenza ', 'art. 2052', 'art. 2043']

Incidenti da animali selvatici: a chi chiedere il risarcimento danni?
Tra decreti e sentenze della Cassazione, ecco i passi da fare e a chi rivolgersi
Vi Ã¨ mai capitato nel mentre che guidate di trovarvi davanti un capriolo? Ebbene, a qualche malcapitato si. Sebbene sia un grazioso animale, bisogna tener conto che imbattersi in un animale selvatico (capriolo, cervo, volpe, cinghiale ecc.) quando si Ã¨ alla guida non Ã¨ affatto piacevole. In questi casi istintivamente si schiaccia il freno per evitarli, ma il piÃ¹ delle volte lâ€™impatto Ã¨ inevitabile. Dispiace per lâ€™animale, dispiace per lâ€™auto se ha riportato dei danni, ma quello che urta di piÃ¹ Ã¨ la burocrazia farraginosa per ottenere il risarcimento dei danni. Tralaltro lâ€™art. 189 del codice stradale impone lâ€™obbligo di soccorre lâ€™animale â€œLâ€™utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, da cui derivi danno a uno o piÃ¹ animali dâ€™affezione, da reddito o protetti, ha lâ€™obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorsoâ€�. Inoltre nel caso di un capriolo in quanto specie protetta, lâ€™utente dopo aver attivato il soccorso, non puÃ² appropriarsene poichÃ© non Ã¨ res nullius ma Ã¨ pubblica. Da qui scaturisce la domanda: chi pagherÃ il danno allâ€™auto per non averlo ben custodito. La Regione, proprietaria demaniale dellâ€™animale o la Provincia, che gestisce la selvaggina e la caccia o lâ€™ente che gestisce il Parco ove ve ne fosse uno?
La responsabilitÃ per danni cagionati da animali Ã¨ disciplinata dall'art. 2052 cod. civ., che cosÃ¬ recita: â€œIl proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, Ã¨ responsabile dei danni cagionati dall'animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuitoâ€�. In capo alle regioni e alle province vige dunque lâ€™obbligo di adottare le misure tese ad evitare che la fauna arrechi danni a terzi, rispondendone, â€œai sensi dellâ€™art. 2043 c.c.â€�. Ma attenzione, una volta individuato il responsabile occorre anche provare la colpa del danno. La Cassazione civile, con la sentenza 24 aprile 2014, n. 9276 ha stabilito che â€œin tema di responsabilitÃ extracontrattuale, il danno cagionato dalla fauna selvatica ai veicoli in circolazione non Ã¨ risarcibile in base alla presunzione stabilita dallâ€™art. 2052 cod. civ., inapplicabile per la natura stessa degli animali selvatici, ma soltanto alla stregua dei principi generali sanciti dallâ€™art. 2043 cod. civ. anche in tema di onere della prova, e perciÃ² richiede lâ€™individuazione di un concreto comportamento colposo ascrivibile allâ€™ente pubblicoâ€�.
Un percorso ad ostacoli per il malcapitato automobilista che abbia urtato contro un animale selvatico. Nonostante la nostra penisola sia attraversata dagli Appennini, una catena montuosa in cui Ã¨ facile imbattersi in animali selvatici, soprattutto cinghiali, non esiste ancora una disciplina univoca che attribuisca la responsabilitÃ dei danni cagionati da questâ€™ultimi. Lâ€™iter burocratico si rivela piÃ¹ semplice nel caso in cui si ha un incidente a causa dello scontro con un animale selvatico nel mentre si percorre lâ€™autostrada. In questi casi la responsabilitÃ Ã¨ dellâ€™ente titolare dellâ€™autostrada in quanto avrebbe dovuto adottare strumenti idonei per impedire gli incidenti tra cui una segnaletica, che avvisa gli automobilisti della possibilitÃ di attraversamento della strada da parte dei suddetti animali selvatici ed in secondo luogo provvedendo a una recinzione che deve essere sempre in buono stato di manutenzione. Se si prova che ciÃ² non Ã¨ stato rispettato, lâ€™automobilista puÃ² chiedere il risarcimento dei danni compresi quelli per le eventuali lesioni fisiche riportate a seguito dellâ€™impatto con lâ€™animale o con altri ostacoli.
Quali i passi da fare per ottenere il risarcimento dei danni?
Innanzitutto Ã¨ necessario fotografare il luogo del sinistro, lâ€™animale se ancora presente, lâ€™auto e gli eventuali danni. La seconda cosa Ã¨ dimostrare il rapporto di causa ed effetto tra la presenza dellâ€™animale selvatico sulla strada e lâ€™incidente. SarÃ utile in questi casi avvalersi di una qualche testimonianza da parte di altri passeggeri che si trovavano allâ€™interno dellâ€™abitacolo nel momento dellâ€™incidente o terze persone che siano disposte a dichiarare lâ€™improvvisa comparsa dellâ€™animale selvatico sulla strada. Infine bisogna provare lâ€™entitÃ dei danni con foto dellâ€™auto danneggiata, i preventivi di spesa o le eventuali fatture per riparazioni giÃ eseguite e se il conducente o altri passeggeri hanno subito lesioni anche i certificati del pronto soccorso, le spese mediche, il certificato di avvenuta guarigione del medico curante e nei casi piÃ¹ gravi una perizia di un medico legale di parte. La documentazione va poi allegata alla lettera di richiesta di risarcimento dei danni nella quale si deve indicare il luogo e lâ€™orario dellâ€™incidente, una breve descrizione del sinistro, i mezzi coinvolti, numero di patente, targa del veicolo, generalitÃ di eventuali testimoni e giorni di prognosi riconosciuti al pronto soccorso. Il tutto va inviato allâ€™amministrazione titolare della strada: la Regione, la Provincia, il Comune, la societÃ Autostrade, ecc.
Dal canto suo, lâ€™ente titolare della strada per sottrarsi alla richiesta di risarcimento del danno deve dimostrare che lâ€™incidente Ã¨ avvenuto per Â«caso fortuitoÂ», ovvero per un fatto imprevedibile e inevitabile: ad esempio una rottura della recinzione ad opera di vandali avvenuta di recente che ha impedito il pronto intervento di manutenzione per riparare il danno o il caso dellâ€™eccesso di velocitÃ dellâ€™automobilista danneggiato.
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