Source: http://camerapenaletrapani.blogspot.com/
Timestamp: 2020-06-06 00:09:07+00:00
Document Index: 36924769

Matched Legal Cases: ['art. 83', 'art. 83', 'art. 2', 'art. 83', 'art. 83', 'art. 2', 'art. 83', 'art. 83', 'art. 83', 'art. 2', 'art. 83', 'art. 123']

CAMERA PENALE DI TRAPANI "AVV. GIUSEPPE RUBINO"
Nessuno che sia dotato di buon senso e di minima conoscenza delle “cose della vita” può dirsi scandalizzato dalla lettura delle comunicazioni private estrapolate dal telefonino di Luca Palamara. Estrapolate - val la pena ricordarlo - in virtù di un artifizio giuridico “giocato” sul piano di una contestazione fluttuante, infine derubricata ad un titolo che avrebbe impedito di entrarne in possesso (ché le garanzie valgono sempre non, come le targhe, a giorni alterni).
A chi si dicesse scandalizzato, il tempo s’incaricherebbe di qualificarlo ingenuo o in malafede.
A chi rinunciasse alla denuncia sull’utilizzo autoritario del Trojan horse e sulla diffusione alla stampa delle conversazioni private (che neanche la stasi nella DDR), il tempo s’incaricherebbe, prima o poi, di far pagare il prezzo di una posizione da “puro più puro” che alla fine del tunnel qualcuno più puro epurerebbe.
Qual è dunque il punto di questa già nota storia?
Il punto è il volantinaggio selvaggio, l’utilizzo della stampa per falcidiare le legittime ambizioni dei meritevoli e per alimentare le sfrenate ambizioni dei manovratori.
Il punto è, dunque, il perverso rapporto tra certi (troppi) giornalisti e certi (pochi) loro suggeritori.
Un rapporto che è incestuoso, avrei voglia di dire, quando prende di mira l’avversario, ma che diventa feroce quando prende di mira il cittadino accusato di un reato, la cui onorabilità sia offerta alla gogna mediatica, pelosetta e moralizzatrice, che lo condanni prima di arrivare ad un processo giusto davanti al suo giudice naturale precostituito per legge (e talvolta, ancor peggio, neppure a quello, perché non vi sono fatti penalmente e disciplinarmente rilevanti)
Il punto è, ancora una volta, il quarto potere, il cane da guardia della democrazia.
Ché fa specie assistere a showman innamorati di se stessi e incapaci di comprendere il senso delle questioni che affrontano; fa specie ascoltarli opinare, giudicare e dar voce a un magistrato in servizio, a due ex magistrati, a un senatore (avvocato) e a un giornalista di giudiziaria, che con la supponenza del liceale impreparato fanno a gara a chi deve compiacere l’insegnante per primo e concludono, sbagliando clamorosamente in diretta tv, su una norma che evidentemente sconoscono (e che male sarebbe stato ammetterlo?). Del resto, tutti sbagliamo. Ma non tutti andiamo in tv a fare promozione e a disinformare l’opinione pubblica.
E non tutti - e certamente non il cittadino accusato e offerto in pasto all’informazione compiacente - abbiamo la possibilità di alzare il telefono e chiedere veline a questo o quel giornalista. Mentre tutti, da cittadini, abbiamo il diritto ad un’informazione vera e autentica e non subdola, falsa e ingannevole.
Non dimentichiamo, allora, che il tema di questi giorni non è buttare il bambino con l’acqua sporca.
Durante tangentopoli abbiamo sperimentato come la purga moralista produca danni peggiori, suicidi di innocenti massacrati nell’intimità della loro debolezza umana, e campioni della purezza peggiori di coloro che venivano additati alla ferocia del popolo in tumulto.
Come UCPI, recuperiamo il patrimonio di approfondimento del recente passato e allarghiamo il tema del dibattito alla libertà di stampa, all'autonomia dei giornalisti e delle redazioni.
“E' la stampa, bellezza, e tu non ci puoi fare niente". È ancora oggi così?
[Marco Siragusa]
Pubblicato da Camera penale di Trapani a 02:42 Nessun commento:
Il processo che verrà
Il 29 aprile 2020, in collegamento da remoto mediante l’applicativo zoom, si è svolto il convegno dal titolo <<Il processo che verrà>>.
Ne hanno discusso la dottoressa Daniela Troja, Presidente della Sezione penale del Tribunale di Trapani, la professoressa Annalisa Mangiaracina, Professore associato di procedura penale presso l'Università degli Studi di Palermo, l’avvocato Gian Domenico Caiazza, Presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane, l’avvocato Salvatore Alagna, Presidente della Camera penale di Trapani, e l’avvocato Marco Siragusa, vice Presidente della Camera Penale di Trapani.
Clicca qui per andare sul canale Youtube di CP Trapani e vedere il convegno
Pubblicato da Camera penale di Trapani a 11:48 Nessun commento:
Comunicazione e persuasione: nel processo da remoto?
Link: Parte prima
Link: Parte seconda
Pubblicato da Camera penale di Trapani a 02:39 Nessun commento:
Il ritorno al futuro ... del processo penale italiano dopo la pandemia Covid-19.
Link con la registrazione del convegno
Pubblicato da Camera penale di Trapani a 12:56 Nessun commento:
Link: da minuto 54:40 l'intervista
Dal minuto 54:40 la registrazione della diretta speciale del sabato mattina, di Iuslaw webradio.
Si è parlato di Coronavirus, o COVID-19 e di la Fase 2
Milena Miranda e Pierluigi Serra
Ne hanno discusso:
Marco Siragusa, vicepresidente della Camera penale di Trapani
Carlo Citterio, presidente della 2^ sezione penale della Corte d'appello di Palermo
Michele Vaira, già presidente dell'Aiga
Pubblicato da Camera penale di Trapani a 03:49 Nessun commento:
Covid 19- Vebale dell'assemblea della camera penale del 20.3.2020
Il 20 marzo 2020, alle ore 16.30, da remoto giusta l’emergenza covid-19 e mediante l’utilizzo della piattaforma zoom, si è riunita l’assemblea dei soci della Camera Penale di Trapani, convocata per le vie brevi tramite la chat di whatsapp per le decisioni da adottare circa il protocollo delle udienze durante il periodo emergenziale.
Considerata l’eccezionalità del momento e dello strumento di collegamento, il presente verbale è stato redatto, postumo, da Maria Laura Marchingiglio, giusta autorizzazione dall’assemblea.
Sono presenti in collegamento da remoto i soci: Salvatore Alagna, Marco Siragusa, Daniele Livreri, Agatino Scaringi, Giovanni Liotti, Ernesto Leone, Salvatore Galluffo, Giovanni Galluffo, Michele Cavarretta, Vincenzo Esposito, Vita Ciotta, Andrea Miceli, Consuelo Ranno, Antonino Gucciardo, Giulio Vulpitta (che dopo circa 20 minuti lascia l’assemblea per altro impegno da remoto col COA di Trapani), Mario Tasquier, con delega di Giuseppina Stampa, Roberta Vento, Chiara Iraci, Sabrina Balistreri, Donatella Santo, Giuseppe Buscaino e Maria Laura Marchingilio.
Si omette la lettura del verbale dell’assemblea del 22 gennaio 2020 e del 16 marzo 2020, già noti a tutti i soci, e se ne rinvia l’approvazione ad una successiva assemblea da svolgersi con le modalità ordinarie, cessata l'emergenza.
Per le medesime ragioni e considerata la natura informale dell’assemblea - che ha carattere di sperimentazione del mezzo di collegamento - si omette la nomina del presidente e del segretario dell’assemblea.
Prende quindi la parola il presidente Salvatore Alagna che relaziona sulla riunione del 19.03.2020, tenutasi da remoto, e alla quale ha partecipato unitamente Marco SIragusa, al Segretario del COA, avv. Giuseppina Montericcio, e ai magistrati dottori Andrea Genna, Emanuele Cersosimo, Roberta Nodari, Sara Morri, oltre al procuratore aggiunto Maurizio Agnello.
La riunione aveva ad oggetto la eventuale definizione di un protocollo delle udienze da svolgersi secondo modalità “in remoto” (sul modello di quello adottato “convenzionato” tra COA, CP e Tribunali di Milano). Il Presidente riferisce di aver ribadito la sua contrarietà alla deroga delle previsioni normative vigenti e di aver rappresentato la possibilità, previa approvazione da parte dell’assemblea di camera penale di Trapani, di consentire l’utilizzo di tale strumento solo per le convalide di arresto e fermo, oltre che per i conseguenti patteggiamenti e giudizi abbreviato c.d. secchi, cioè senza approfondimento istruttorio.
Consuelo Ranno evidenzia che tale modalità potrebbe comportare difficoltà al normale svolgimento dell’udienza da remoto (legate principalmente a problemi di connessione e/o a interruzioni della stessa) e quindi rappresenta l’opportunità di indicare eventuali soluzioni nel protocollo stesso.
Marco Siragusa riferisce della disponibilità manifestata da tutti i partecipanti alla riunione del 19/3 ad inserire nel protocollo una regola di “prudenza sanitaria” in relazione a tutti i processi che nel periodo emergenziale (ad oggi: 9 marzo - 15 aprile) saranno potenzialmente oggetto di trattazione in conseguenza della richiesta dei soggetti legittimati (art. 83 comma 3 lett b numeri 1, 2 3 3 nonché lettera c). In casi simili, il protocollo dovrà prevedere l'onere da parte della cancelleria, di dare avviso a tutti i soggetti interessati alla trattazione dell’udienza, con la previsione che, in difetto, il presidente e/o il giudice del processo provvederà al rinvio dell’udienza. Ciò al fine di evitare che le parti interessate ai processi di potenziale trattazione obbligatoria accedano inutilmente al Palazzo di giustizia.
Segue la discussione sulle ultime novità legislative e sulla proposta di protocollo.
Alle ore 18:00, all'unanimità, l’assemblea richiamato il verbale del 16.03.2020,
di non approvare forme di svolgimento dell’udienza da remoto diverse da quelle disciplinate espressamente dalla legge, fatta eccezione per le udienze di convalida di arresto e fermo, e per i patteggiamenti e gli abbreviati c.d. secchi eventualmente conseguenti, e ciò limitatamente al periodo di emergenza COVID -19.
Di prevedere che nel protocollo espressamente sia previsto e che tali modalità sono facoltative e non vincolanti oltre che “vigenti” esclusivamente durante il periodo emergenziale.
Alle ore 18:00 l’assemblea decide di aggiornarsi, con le medesime modalità e perdurando l’emergenza, a data da destinarsi.
Trapani, 20.03.2020
Pubblicato da Camera penale di Trapani a 22:52 Nessun commento:
Covid-19- Documento del direttivo e aggiornamento a seguito della entrata in vigore del DL 18.2020
Il Direttivo della Camera penale di Trapani, riunito in seduta permanente, facendo seguito al documento diffuso ieri e approvato dall’assemblea della Camera Penale di Trapani del 16 marzo 2020, e tenuto conto delle indicazioni provenienti dalla Giunta dell’Ucpi che ha invitato <<le Camere Penali destinatarie di richieste di adesione a protocolli per l’emergenza, a sottolineare e ribadire con forza ed in ogni modo, anche con documenti di chiarimento verso i propri iscritti e verso gli stessi Uffici Giudiziari contraenti, la connotazione volontaria, ma soprattutto assolutamente eccezionale e rigorosamente temporanea degli accordi sottoscritti o in via di sottoscrizione, esigendo anzi riscontro e condivisione di tale valutazione da parte di tutti i soggetti contraenti, con esplicito riconoscimento del valore eccezionalmente derogatorio di tali soluzioni rispetto ai fondamentali principi, anche costituzionali, regolanti il processo penale, così da renderli in nessun modo invocabili quali precedenti sintomatici di un qualche neppure implicito consenso degli avvocati penalisti all’eventuale futuro affermarsi di prassi di segno analogo>>,
che le modalità emergenziali ed eccezionali di svolgimento delle udienze da remoto potranno essere utilizzate per i procedimenti a trattazione obbligatoria, come già chiarito nel documento licenziato, esclusi i processi dibattimentali soggetti - de plano - al rinvio legislativo. Tra questi ultimi non rientrano i processi con imputati detenuti che richiedano la trattazione dell’udienza né quelli previsti dall’art. 83 comma 12 del nuovo DL 18/2020 c.d. Cura Italia, che espressamente fa riferimento alla <<... partecipazione a qualsiasi udienza delle persone detenute, internate o in stato di custodia cautelare ... assicurata, ove possibile, mediante videoconferenze o con collegamenti da remoto individuati e regolati con provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia, applicate, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 3, 4 e 5 dell’articolo 146-bis del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271>>.
che del presente documento e dell’allegato post scriptum, sia data comunicazione ai soci, ai colleghi del Foro e ai magistrati del circondario.
Visto, quindi, l’articolo 83 del cit., che è stato pubblicato in G.U. il 17 marzo e che è vigore da quel giorno, si precisa:
tutte le udienze sono sospese e rinviate d’ufficio dal 9 marzo al 15 aprile 2020, con le eccezioni già note (art. 2 comma 2 lett. g DL 11/2020, ribadite dall’art. 83 DL 18/2020). Pertanto, la precisazione contenuta nella presente nota con riferimento ai processi a trattazione “obbligatoria”, risulta confermata dalle disposizione di nuova entrata in vigore (l’art. 83 comma 7 richiama le sole udienze civili ai fini dello svolgimento dell’attività da remoto, mentre per le udienze penali continua a rimanere in vigore la disposizione dell’art. 2 comma 7 del DL 11/2020 e quella del comma 12 dell’art. 83 DL 18/2020);
i difensori riceveranno avviso a mezzo pec dei rinvii secondo le modalità previste dal comma 14 dell’art. 83 citato ovvero <<difensore di fiducia, ferme restando le notifiche che per legge si effettuano presso il difensore d’ufficio>>;
analogamente, trovano conferma le considerazioni sulla partecipazione a linee guida organizzative degli uffici, con la precisazione che il periodo di tempo è stato spostato in avanti (dal 16 aprile al 30 giugno);
nel periodo 9 marzo-15 aprile, sono sospesi tutti i termini. Viene dunque meno l’avvertenza che avevamo segnalato nel documento in calce al verbale dell’assemblea del 16 marzo con riferimento, ad esempio, alle impugnazioni. Ne segue che sono sospesi i termini di indagine, di impugnazione, e finanche quelli a ritroso ricadenti nel periodo (ad es. liste testi). Dispone infatti l’art. 83 comma 2 DL cit. che <<Dal 9 marzo 2020 al 15 aprile 2020 è sospeso il decorso dei termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili e penali. Si intendono pertanto sospesi, per la stessa durata, i termini stabiliti per la fase delle indagini preliminari, per l’adozione di provvedimenti giudiziari e per il deposito della loro motivazione, per la proposizione degli atti introduttivi del giudizio e dei procedimenti esecutivi, per le impugnazioni e, in genere, tutti i termini procedurali. Ove il decorso del termine abbia inizio durante il periodo di sospensione, l’inizio stesso è differito alla fine di detto periodo. Quando il termine è computato a ritroso e ricade in tutto o in parte nel periodo di sospensione, è differita l’udienza o l’attività da cui decorre il termine in modo da consentirne il rispetto....>>. Come detto, per le sole udienze, esistono le eccezioni già note (dl 11/2020 art. 2 comma 2 lett g), oggi ribadite al comma 3 dell’art. 83 del dl 18/2020.
Infine, per i detenuti, intendiamo richiamare la vostra attenzione sulle disposizioni dell’art. 123 del decreto legge 18/20 alle quali facciamo rinvio.
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