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Timestamp: 2019-04-21 20:54:36+00:00
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Focus su Avviso di accertamento
30 Ottobre 2018 | di Francesco Licenziato, Stefania Brena
Il Decreto Legge n. 23 ottobre 2018, n. 119, introduce nove differenti istituti per la c.d. pace fiscale. Due misure interessanti sono la definizione agevolata dei processi verbali di constatazione (PVC) e quella per gli atti del procedimento di accertamento. In entrambi i casi è possibile definire pagando solo le imposte dovute, con esclusione dunque di sanzioni e interessi. La definizione impone, però, specifici requisiti ed è caratterizzata, in particolare per gli atti del procedimento di accertamento, da tempi stringenti.
22 Dicembre 2016 | di Francesco Barone
Con l’avvicinarsi del termine di decadenza per la notifica degli atti impositivi relativi al periodo d’imposta 2011, è bene verificare il rispetto delle norme riguardanti la notifica degli avvisi di accertamento a seguito della consegna al contribuente del processo verbale di constatazione. Infatti, il mancato rispetto dei termini provoca l’illegittimità dell’atto impositivo. Di qui l'utilità di porre all’attenzione degli addetti ai lavori l’orientamento giurisprudenziale della Suprema Corte, che, in più sentenze, si è espressa in senso favorevole al contribuente.
21 Settembre 2015 | di Federico Gavioli
È legittimo l’accertamento fiscale fondato su versamenti sospetti in banca anche se il conto è cointestato con un altro familiare che ha importanti disponibilità economiche. È onere del contribuente, e non dell’Amministrazione finanziaria, dimostrare la natura delle movimentazioni sospette. Il chiarimento è giunto con la sentenza di Cassazione n. 18125 del 15 settembre scorso.
13 Luglio 2015 | di Federico Gavioli
È da considerarsi nullo l’accertamento, operato dall’Amministrazione finanziaria su un imprenditore, ricostruito attraverso le movimentazioni bancarie che evidenziano prelevamenti e contestuali versamenti a fronte, tuttavia, di un’attività che, nell’anno accertato, non è mai stata esercitata. Gli Ermellini, con la sentenza n. 13369 del 30 giugno 2015, nel respingere il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, hanno confermato la sentenza dei giudici della C.T.R. che avevano rilevato l’illegittimità di un avviso di accertamento ad un imprenditore, basato sull’analisi dei movimenti bancari, che tuttavia, come rilevato dalla Guardia di Finanza, nell’anno accertato non aveva mai volto l’attività.
Corte cost., 26 maggio 7 luglio 2015, n. 132
È nullo l’atto sottoscritto dal “dirigente incaricato”...
23 Aprile 2015 | di Leda Rita Corrado
CTP MIlano, sent. 31 marzo 2015, n. 3222
Quale conseguenza della sentenza n. 37/15 della Consulta, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della disciplina che consente alle Agenzia fiscali di conferire incarichi dirigenziali ai funzionari privi della relativa qualifica anche senza il superamento di una procedura concorsuale, l’atto di accertamento impugnato da un contribuente perché sottoscritto da soggetto non dotato del necessario potere deve essere dichiarato nullo.
La sottoscrizione degli avvisi di accertamento e la delega di firma
17 Aprile 2015 | di Ida Lamorgese, Maurizio Villani
L'art. 42 del D.P.R. n. 600/73 prescrive, a pena di nullità, che l'avviso debba essere sottoscritto dal capo dell'ufficio o altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato. Tuttavia tale delega non viene quasi mai allegata agli atti impositivi. Di qui l'opportuntà di sottoporre all’attenzione del contribuente significative pronunce di merito e di legittimità di cui lo stesso potrebbe avvalersi per difendersi da un avviso di accertamento sottoscritto da persona non legittimata, priva della necessaria delega.
Legittimità dell'avviso di accertamento notificato ante tempus
28 Agosto 2014 | di Simonetta La Grutta
Negli ultimi anni si è assistito ad un ampio dibattito giurisprudenziale sull’interpretazione dell’art. 12, comma 7, dello Statuto dei diritti del contribuente, in relazione alla legittimità dell’accertamento notificato al contribuente prima del decorso dei prescritti sessanta giorni dalla chiusura della verifica fiscale. La sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite del 29 luglio 2013, n. 18184, ha risolto buona parte della questione statuendo l’illegittimità dell’atto impositivo cd. “anticipato”, salva la prova – posta a carico dell’Amministrazione Finanziaria in sede contenziosa - della sussistenza in fatto di “specifiche ragioni di urgenza”. Le successive sentenze della Suprema Corte hanno statuito che l’imminente scadenza del termine di decadenza per l’esercizio delle potestà impositiva non costituisce, ex se, “specifica ragione di urgenza”.
Illegittimità dell’avviso per violazione del principio di cooperazione
22 Luglio 2014 | di Fabio Porcellini
L’art. 12, co. 7, dello Statuto dei diritti del contribuente prevede che, a seguito della chiusura delle operazioni da parte dell’organo di controllo, entro sessanta giorni il contribuente possa comunicare osservazioni e richieste che sono valutate dagli uffici impositori. Ne deriva che, salvo casi di particolare e motivata urgenza, l'avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza del predetto termine. Ecco spiegato come il diritto soggettivo del contribuente “ad essere ascoltato” dal Fisco, in definitiva, viva nell’Ordinamento per effetto dell’art. 41 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, per effetto dell’art. 12, co. 7, Legge n. 212/2000, nonché per effetto dei principi elaborati dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia CE.
Il termine dilatorio di 60 giorni non sussiste in caso di controlli a tavolino
23 Giugno 2014 | di Antonio Terlizzi
Per la notifica dell’avviso di accertamento conseguente al questionario, l’Amministrazione finanziaria non deve attendere lo scadere dei 60 giorni previsti dallo Statuto del contribuente: il termine di cui all’art. 12, co. 7, Legge n. 212/2000, trova applicazione nell’ipotesi di accessi, ispezioni e verifiche fiscali «nei locali destinati all'esercizio di attività commerciali, industriali, agricole, artistiche o professionali», non anche per le verifiche effettuate «a tavolino». Così gli Ermellini con sentenza n. 13588/14 del 13 giugno scorso.