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Timestamp: 2017-03-24 17:57:27+00:00
Document Index: 160622566

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art.5', 'art.5', 'art.5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 29']

Rinnovo permesso di soggiorno, reati ostativi, diniego, reddito - Iussit.com
TAR CAMPANIA – NAPOLI, Sezione VI,sentenza del 18 dicembre 2012 – – Stranieri, rinnovo permesso di soggiorno, condanna per reati ostativi: diniego, ricongiungimento familiare, obbligo di valutazione comparativa /// mutamento della condizione lavorativa dell’istante, obbligo di valutazione della nuova fonte di reddito quale elemento sopravvenuto
Tar Campania – Napoli, Sezione VI, sentenza del 18 dicembre 2012, n….
(massima a cura di Avv. Luigi Migliaccio)
stranieri – rinnovo permesso di soggiorno – condanna per reati ostativi: diniego – ricongiungimento familiare – obbligo di valutazione comparativa ex art.5, comma 5, periodo secondo, d.lgs.286/98 – sussiste
In sede di valutazione della istanza di rinnovo del permesso di soggiorno, anche in caso di condanna per reati ostativi, v’è l’obbligo in capo alla P.A. di procedere alle valutazioni previste dall’art.5, comma 5, del d.lgs. n.286/98 nel testo risultante a seguito delle modifiche operate dal d.lgs. n.5/2007 che ha recepito la direttiva comunitaria 2003/86. Difatti, l’omessa valutazione dei legami familiari e della durata del soggiorno del ricorrente in T.N. integra l’assorbente vizio di difetto di motivazione del provvedimento di diniego secondo un indirizzo già espresso da questa sezione (cfr. Tar Campania, VI Sezione, n.2630/2012), in conformità ad un diffuso orientamento giurisprudenziale secondo cui è necessario porre in ragionata comparazione le esigenze di pubblica sicurezza e di prevenzione dei reati (tenendo conto anche della maggiore o minore gravità dei precedenti penali e delle altre misure di polizia eventualmente adottate nei confronti dell’interessato) con la doverosa tutela della famiglia (cfr., in tal senso, CdS, Sezione III, n.6241/2011; Tar Lazio – Roma n.7206/2011) formatasi sul territorio nazionale
stranieri – rinnovo permesso di soggiorno – mutamento della condizione lavorativa dell’istante – obbligo di valutazione della nuova fonte di reddito quale elemento sopravvenuto ex art.5, comma 5, periodo primo, d.lgs.286/98 – sussiste
In caso di richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno, inizialmente avanzata per motivi di “lavoro autonomo”, il mutamento dello stato lavorativo dello straniero (da lavoratore autonomo a lavoratore subordinato), tempestivamente comunicato all’Amministrazione (prima dell’adozione del diniego), costituisce sopravvenienza suscettibile di essere apprezzata ai sensi e per gli effetti di cui al comma V, primo periodo, dell’articolo 5 del d.lgs. n.286/98. Di tale sopravvenienza occorre tener conto ai fini di una concreta prognosi di pericolosità del ricorrente, atteso che la sua proclività a delinquere risulta essenzialmente correlata, alla stregua dei suoi precedenti (violazione della normativa a tutela del diritto di autore), alle modalità illecite che hanno scandito l’esercizio dell’attività imprenditoriale finora svolta, destinata però a rimanere assorbita nel prospettato mutamento delle originarie condizioni di lavoro
sul ricorso numero di registro generale … del 2012, proposto da Meviox Li, rappresentato e difeso dall’avv. …, con domicilio eletto presso lo studio del medesimo difensore in Napoli, …;
Ministero dell’Interno, Questura di Napoli, in persona del Ministro in carica, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Napoli, presso i cui uffici – alla via A. Diaz n°11 – ope legis domicilia;
– del provvedimento del Questore di Napoli (Cat.A.12/Imm/2^Sez./Dinieghi/l.v./8584 emesso in data 28.06.2012) di diniego di rinnovo del permesso di soggiorno, inizialmente richiesto per motivi di lavoro autonomo;
– di ogni altro atto connesso, collegato e conseguente;
Visto di costituzione in giudizio dell’Amministrazione intimata;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 12 dicembre 2012 il dott. Umberto Maiello e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
– a mezzo del gravame in esame il cittadino extracomunitario indicato in epigrafe ha impugnato il provvedimento sopraindicato con il quale è stata respinta l’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno inizialmente richiesto per motivi di lavoro autonomo;
– la reiezione dell’istanza trae alimento dalla emersa sussistenza, a carico del ricorrente, dei provvedimenti di condanna di seguito indicati per reati ritenuti, già di per se stessi, ostativi al rilascio del titolo autorizzatorio:
a) sentenza n°…/2007 emessa, in data 25.5.2007, dal Tribunale di Napoli per i reati di cui agli artt. 474 c.p., 648 c.p.;
b) sentenza n°…./2008 emessa, in data 2.5.2008, dal Tribunale di Napoli per i reati di cui agli artt. 517 c.p. e 474 c.p.;
– la motivazione del suddetto provvedimento si fonda, altresì, sulla dichiarata pericolosità sociale del ricorrente argomentata, oltre che sulla scorta dei divisati precedenti, anche in ragione delle denunce del prevenuto all’Autorità giudiziaria per i reati di cui agli artt. 474 c.p., 648 c.p. nelle date del 7.10.2010, 21.1.2009, 26.2.2008, 6.3.2007, 15.10.2004, 3.5.2004;
Rilevato, al contempo, che l’Amministrazione intimata, a fronte della personalità del ricorrente, come sopra ricostruita, non ha svolto alcuna valutazione in ordine alla «natura» e alla «effettività dei vincoli familiari», nonché «all’esistenza di legami familiari e sociali con il suo Paese d’origine» e alla «durata del suo soggiorno nel …territorio nazionale», come richiesto dall’art. 5 co. 5 del d.lgs. 286/1998 per gli stranieri che abbiano beneficiato del ricongiungimento familiare (art. 5 co. 5 T.U. immigrazione nel testo risultante a seguito delle modifiche operate dal d.lgs. 5/2007 che ha recepito la direttiva comunitaria 2003/86: «…nell’adottare il provvedimento di rifiuto del rilascio, di revoca o di diniego di rinnovo del permesso di soggiorno dello straniero che ha esercitato il diritto al ricongiungimento familiare ovvero del familiare ricongiunto, ai sensi dell’articolo 29, si tiene anche conto della natura e della effettività dei vincoli familiari dell’interessato e dell’esistenza di legami familiari e sociali con il suo Paese d’origine, nonchè, per lo straniero già presente sul territorio nazionale, anche della durata del suo soggiorno nel medesimo territorio nazionale»);
Considerato che tale valutazione sui legami familiari del ricorrente non avrebbe dovuto essere omessa in ragione della circostanza che il predetto ha ottenuto il nulla osta al ricongiungimento familiare per la figlia Li Tiziox -ai sensi dell’art. 29 del d.lgs. 286/1998- sin dall’11.12.2007 (cfr. prod. ricorrente) e che è padre del piccolo Caiox, minorenne, nato in Italia e regolarmente iscritto alla scuola dell’obbligo;
Ritenuto che la descritta omessa valutazione dei legami familiari e della durata del soggiorno del ricorrente integri l’assorbente vizio di difetto di motivazione del provvedimento impugnato secondo un indirizzo già espresso da questa sezione (cfr. TAR CAMPANIA, VI Sezione n°2630 del 5.6.2012), in conformità ad un diffuso orientamento giurisprudenziale secondo cui è necessario porre in ragionata comparazione le esigenze di pubblica sicurezza e di prevenzione dei reati (tendo conto anche della maggiore o minore gravità dei precedenti penali e delle altre misure di polizia eventualmente adottate nei confronti dell’interessato) con la doverosa tutela della famiglia formatasi sul territorio nazionale (cfr., in tal senso, CdS, Sezione III, n. 6241 del 24.11.2011; T.A.R. Roma Lazio n.7206/2011);
Rilevato che una rinnovata valutazione delle divisate circostanze fattuali viepiù s’imponga ove si tenga conto anche della eccepita omissione nella traiettoria argomentativa seguita dall’Autorità procedente di un ulteriore significativo profilo rappresentato dall’intervenuto mutamento dello stato lavorativo del ricorrente. Questi, invero, prima dell’impugnato provvedimento di diniego, datato 28.6.2012, aveva rappresentato, con comunicazione del 12.6.2012, di essere stato assunto alle dipendenze di terzi e, per l’effetto, chiedeva, in relazione a tale nuova circostanza, che il rinnovo del permesso di soggiorno gli fosse rilasciato per lavoro subordinato;
Ritenuto, invero, che di tale sopravvenienza, suscettibile di essere apprezzata ai sensi e per gli effetti di cui al comma V dell’articolo 5 del d. lgs. 286/1998, occorre tener conto ai fini di una concreta prognosi di pericolosità del ricorrente, atteso che la sua proclività a delinquere risulta essenzialmente correlata, alla stregua dei precedenti sopra riportati, alle modalità illecite che hanno scandito l’esercizio dell’attività imprenditoriale finora svolta, destinata però a rimanere assorbita nel prospettato mutamento delle originarie condizioni di lavoro;
Ritenuto, infine, che, avuto riguardo alle ragioni di accoglimento, sussistono giusti motivi per compensare tra le parti le spese di giudizio;
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Sesta), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla il provvedimento impugnato, salvi gli ulteriori provvedimenti dell’Amministrazione.
Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 12 dicembre 2012 con l’intervento dei magistrati:
Roberta Cicchese, Primo Referendario Depositata in Segreteria
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