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Timestamp: 2020-06-07 03:18:21+00:00
Document Index: 67204901

Matched Legal Cases: ['art. 291', 'art. 30', 'art. 8', 'art. 21', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 21', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 19', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 12', 'art. 19', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 13', 'art. 31', 'art. 31', 'sentenza ']

Misure di protezione - Legittimit�
Le ultime 20 novit� pubblicate
In tema di adozione del maggiorenne, il giudice nell’applicare la regola che impone il divario minimo di età di 18 anni tra l’adottante e l’adottato, deve procedere ad una interpretazione dell’art. 291 c.c. compatibile con l’art. 30 Cost., secondo la lettura data dalla Corte Costituzionale e in relazione all’art. 8 della CEDU, che consenta, avuto riguardo alle circostanze del caso concreto, una ragionevole riduzione di tale divario minimo, al fine di tutelare situazioni familiari consolidatesi da tempo e fondate su una comprovata “affectio familiaris”. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I 03 aprile 2020.
Le controversie in materia di rettifica dei dati personali nei registri anagrafici della popolazione coinvolgono situazioni di diritto soggettivo
Rettifica dei dati personali indicati nei registri anagrafici - Oggetto - Diritto soggettivo - Configurabilità - Conseguenze - Giurisdizione del G.O. - Sussistenza
Le controversie in materia di rettifica dei dati personali nei registri anagrafici della popolazione coinvolgono situazioni di diritto soggettivo, e non di mero interesse legittimo, ad una corretta indicazione dei dati, attesa la natura vincolata della relativa attività amministrativa, con la conseguenza che la cognizione delle stesse è devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili 01 aprile 2020.
Rettifica dell'atto di nascita con indicazione di due madri
Minore nato in Italia - "Rettificazione" dell'atto di nascita - Indicazione di due donne quali genitori - Esclusione - Fondamento
Deve essere respinta la domanda di "rettificazione" dell'atto di nascita di un minore nato in Italia, mediante l’inserimento accanto al nominativo della madre biologica anche di quello della madre intenzionale, che in precedenza aveva prestato il proprio consenso alla pratica all’estero della tecnica della procreazione medicalmente assistita, poiché nell’ordinamento italiano vige il divieto di ricorso a tale tecnica per persone dello stesso sesso. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I 03 aprile 2020.
Persistente pubblicazione di notizia di cronaca risalente nel tempo e diritto all'oblio
Archivio storico "on line" di un quotidiano - Persistente pubblicazione di notizia di cronaca risalente nel tempo - Diritto all'oblio - Condizioni - Fattispecie
E' lecita la permanenza di un articolo di stampa nell'archivio informatico di un quotidiano, relativo a fatti risalenti nel tempo oggetto di cronaca giudiziaria, che abbiano ancora un interesse pubblico di tipo storico o socio-economico, purché l'articolo sia deindicizzato dai siti generalisti e reperibile solo attraverso l'archivio storico del quotidiano, in tal modo contemperandosi in modo bilanciato il diritto ex art. 21 Cost. della collettività ad essere informata e a conservare memoria del fatto storico, con quello del titolare dei dati personali archiviati a non subire una indebita compressione della propria immagine sociale. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva respinto la domanda degli eredi di un imprenditore deceduto, tesa ad ottenere la cancellazione dall'archivio "on line" di un quotidiano, dell'articolo che si riferiva ad inchieste giudiziarie in ordine a fatti penalmente rilevanti commessi dal defunto). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I 27 marzo 2020.
Permesso di soggiorno per motivi umanitari e valutazione globale degli elementi di fatto
Permesso di soggiorno per motivi umanitari - Disciplina applicabile "ratione temporis" - Presupposti - Vulnerabilità personale dello straniero - Valutazione globale degli elementi di fatto - Necessità - Fattispecie
In tema di protezione internazionale, per concedere il permesso di soggiorno nei casi speciali previsto dall'art. 1, comma 9, del d.l. n. 113 del 2018, conv. con modif. dalla l. n. 132 del 2018, quando ricorrano i presupposti per la concessione di un permesso di soggiorno per motivi umanitari, ai sensi dell'art. 5, comma 6, del d.lgs. n. 286 del 1998, applicabile "ratione temporis" alle domande di protezione proposte prima dell'entrata in vigore del predetto d.l. n. 113 del 2018, il giudice deve valutare la sussistenza di situazioni di vulnerabilità personale dello straniero derivanti dal rischio di essere immesso nuovamente, in conseguenza del rimpatrio, in un contesto sociale, politico o ambientale capace di determinare una significativa ed effettiva compromissione dei suoi diritti inviolabili, considerando globalmente e unitariamente i singoli elementi fattuali accertati e non in maniera atomistica e frammentata. (Nella specie la S.C. ha cassato con rinvio la decisione impugnata, che aveva respinto la domanda di protezione dello straniero, non avendo considerato unitariamente tutte le circostanze che avevano determinato l'abbandono del paese di origine, ivi comprese le sue condizioni di salute ed il percorso di integrazione seguito). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I 30 marzo 2020.
Le domande di protezione internazionale, di protezione sussidiaria e di protezione umanitaria si fondano su differenti causae petendi
Protezione internazionale - Protezione sussidiaria - Protezione umanitaria - Differenti “causae petendi” - Onere del richiedente di allegare fatti specifici e diversi - Necessità
Le domande di protezione internazionale, di protezione sussidiaria e di protezione umanitaria si fondano su differenti "causae petendi", così che è onere del richiedente allegare fatti specifici e diversi a seconda della forma di protezione invocata. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I 31 marzo 2020.
Protezione dei dati personali: distinzione dal diritto alla riservatezza e bilanciamento del diritto all’oblio con il diritto all’informazione
Diritto alla protezione dei dati personali – Diritto all’autodeterminazione informativa – Distinzione rispetto al diritto alla riservatezza – Bilanciamento dei contrapposti interessi in gioco
Diritto alla protezione dei dati personali – Diritto all’oblio – Bilanciamento dei contrapposti interessi in gioco – Limitazioni al diritto all’oblio – Diritto alla conoscenza
Diritto alla protezione dei dati personali – Diritto all’oblio – Deindicizzazione – Aggiornamento dei dati – Bilanciamento dei contrapposti interessi in gioco – Limitazioni al diritto all’oblio – Tutela della rilevanza storico-sociale della notizia
Il diritto alla protezione dei dati personali deve essere inteso come diritto al potere dell’interessato di controllare i propri dati consapevolmente, secondo il principio dell’autodeterminazione informativa. Tale potere, che trova il suo fondamento primo, per diritto nazionale, nella norma dell’art. 2 della Costituzione, ha spazio concettuale e operativo distinto dal diritto alla riservatezza, che si collega invece alla tutela dell’intimità della propria vita contro ingerenze esterne.
Nel caso in cui la permanenza di una notizia in un archivio informatico di una testata giornalistica, -caratterizzato da un’accessibilità diffusa ed indifferenziata-, comporti un vulnus tale alla reputazione dell’interessato da minare in misura apprezzabile l’esercizio dei diritti fondamentali dello stesso in ambito relazionale, il diritto alla conoscenza, ad essere informato e ad informare di cui all’art. 21 della Costituzione, trova il limite del bilanciamento con il diritto all’oblio, quale forma di estrinsecazione del diritto alla protezione dei dati personali.
Può considerarsi misura idonea a bilanciare il diritto all’oblio con il diritto all’informazione la deindicizzazione della notizia unitamente all’aggiornamento della notizia stessa: il dato pubblicato, così, viene conservato, ma viene reso accessibile non più tramite gli usuali motori di ricerca, bensì esclusivamente nell’archivio storico della testata giornalistica. In questo modo, bilanciando i contrapposti interessi in gioco, vengono garantiti, altresì, la totale sovrapponibilità tra l’archivio cartaceo e quello informatico del medesimo quotidiano nonché il diritto della collettività a potere ricostruire vicende di rilevanza storico-sociale. (Maria Claudia Dolmetta) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I 27 marzo 2020.
In tema di protezione internazionale, non è affetto da nullità il procedimento nel cui ambito un giudice onorario abbia proceduto all'audizione del richiedente la protezione, rimettendo poi la causa per la decisione al collegio della sezione specializzata in materia di immigrazione, poiché ai sensi dell’art. 10 del d.lgs. n. 116 del 2017, di riforma organica della magistratura onoraria, il giudice professionale può sempre delegare a quello onorario, anche nei procedimenti collegiali, compiti ed attività compresa l’assunzione di testimoni. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I 24 febbraio 2020.
Protezione internazionale, domanda presentata da minore straniero non accompagnato, disciplina processuale applicabile e principio del 'tempus regit actum'
Protezione internazionale - Domanda presentata da minore straniero non accompagnato - Disciplina processuale applicabile - Principio del "tempus regit actum" - Cognizione del tribunale in composizione monocratica - Conseguenze - Fattispecie
Nel caso di domanda di protezione internazionale proposta da un minore straniero non accompagnato, allorché alla data di deposito del ricorso non fosse ancora entrato in vigore l'art. 2, comma 4, del d.lgs. n. 220 del 2017 che - modificando l'art. 19-bis del d.l. n. 13 del 2017, conv. con modif. dalla l. n. 46 del 2017, ha esteso anche alle domande dei minori stranieri non accompagnati le regole del nuovo rito processuale in materia di protezione internazionale - in applicazione del principio "tempus regit actum" il procedimento così introdotto rimane di competenza della sezione ordinaria del tribunale in composizione monocratica, che giudica mediante il rito ordinario con provvedimento impugnabile in appello, sicché è nullo il decreto pronunciato dalla sezione specializzata del tribunale in composizione collegiale e direttamente ricorribile per cassazione. (Nella specie la Corte ha accolto il motivo di ricorso fondato sull'erronea inclusione del procedimento tra quelli di protezione internazionale di competenza della sezione specializzata per l'immigrazione, in composizione collegiale, dal momento che tale erronea qualificazione avrebbe determinato l'eliminazione del grado d'appello). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I 27 febbraio 2020.
Protezione internazionale: criteri di valutazione della credibilità delle dichiarazioni del richiedente
Protezione internazionale – Protezione sussidiaria – Dichiarazioni del richiedente – Valutazione di credibilità soggettiva – Criteri
In tema di protezione internazionale, non rientra nell'ambito della valutazione di credibilità della storia del richiedente, il sindacato sul percorso individuale che egli abbia seguito per abbracciare un determinato credo, né il livello di conoscenza dei relativi riti, fondato sul grado delle conoscenze teologiche, senza considerare che la mutevolezza delle modalità dell'atteggiarsi della fede personale rende il concetto stesso di conoscenza delle pratiche religiose di un determinato culto estremamente vago e, come tale, non idoneo a fondare alcun giudizio oggettivamente apprezzabile. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I 26 febbraio 2020.
Ai sensi dell'art. 5, comma 1, della l. n. 91 del 1992, così come modificato dall'art. 1, comma 11, della l. n. 94 del 2009, soltanto la separazione personale dei coniugi, ma non anche quella di fatto, costituisce condizione ostativa all'acquisto della cittadinanza italiana mediante matrimonio con un cittadino italiano, come si evince dal tenore testuale della norma in questione che adopera l'espressione "separazione personale", utilizzata anche negli artt. 150, 154 e 155 c.c. prima delle modifica intervenuta con il d.lgs. n. 154 del 2013, cogliendosi peraltro la differenza tra "separazione personale" e "separazione di fatto" anche nell'art. 6 della l. n. 184 del 1983 in tema di adozioni. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I 24 febbraio 2020.
L'omesso avviso al difensore dello straniero espulso della fissazione dell'udienza di convalida dell'ordine del questore di accompagnamento alla frontiera determina la nullità del relativo decreto di convalida
Stranieri - Espulsione - Provvedimento di accompagnamento alla frontiera - Udienza di convalida - Omesso avviso al difensore di fiducia - Nullità del provvedimento - Fondamento
L'omesso avviso al difensore di fiducia dello straniero espulso con decreto prefettizio della fissazione dell'udienza di convalida dell'ordine del questore di accompagnamento alla frontiera, determina la nullità del relativo decreto di convalida, dovendosi così interpretare il disposto dell'art. 13, comma 5 bis, del d.lgs. n. 286 del 1998, come modificato dall'art. 1, comma 1, del d.l. n. 241 del 2004, conv. con modif. dalla l. n. 271 del 2004, a seguito della pronuncia della Corte costituzionale n. 222 del 2004, poiché tale norma, nello stabilire che il destinatario del provvedimento di accompagnamento alla frontiera ha diritto di essere tempestivamente informato dell'udienza di convalida e di farsi assistere da un difensore di fiducia, va interpretata, alla luce dei principi espressi dalla Corte costituzionale, nel senso che l'effettività del diritto di difesa può essere assicurata solo se l'assistenza tecnica non si riduce all'adempimento di una mera formalità, ma rappresenta lo strumento per assicurare il rispetto dei principi del giusto processo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I 24 febbraio 2020.
Nel procedimento teso all'accertamento dell'età del minore straniero non accompagnato, le sue dichiarazioni alle autorità preposte non possono essere utilizzate per suffragare i dubbi sull'età effettiva, ma costituiscono il presupposto per l'attivazione del procedimento previsto quando manchi un documento anagrafico, all'esito del quale il tribunale per i minorenni deve avvalersi anche dell'accertamento sanitario che indichi il margine di errore e i conseguenti valori minimi e massimi attribuibili all'età del minore, cosicché, ove tale margine non consenta di addivenire con certezza alla determinazione dell'età, andrà applicata la regola presuntiva della minore età. (In applicazione di tale principio la S.C. ha cassato il decreto della corte d'appello che, dopo aver ritenuto inattendibile l'allegazione della minore età del reclamante, aveva respinto il reclamo sull'assunto della irrilevanza del range di errore indicato nell'accertamento medico dell'accrescimento osseo, in quanto riferibile solo a soggetti nati nell'area mediterranea e non invece a quelli provenienti dal Gambia). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I 03 marzo 2020.
Protezione internazionale, permesso di soggiorno ed esposizione al rischio di una lesione del diritto alla salute
Protezione internazionale - Permesso di soggiorno per ragioni umanitarie - Esposizione alla lesione del diritto alla salute - Sufficienza - Ragioni - Fattispecie
In tema di protezione internazionale, nei casi in cui "ratione temporis" sia applicabile l'art. 5, comma 6, del d.lgs. n. 286 del 1998, ai fini del riconoscimento del diritto al permesso di soggiorno per ragioni umanitarie, la vulnerabilità del richiedente può anche essere conseguenza di una seria esposizione al rischio di una lesione del diritto alla salute adeguatamente allegata e dimostrata, né tale primario diritto della persona può trovare tutela esclusivamente nell'art. 36 del d.lgs. n. 286 del 1998, in quanto la ratio della protezione umanitaria rimane quella di non esporre i cittadini stranieri al rischio di condizioni di vita non rispettose del nucleo minimo di diritti della persona, come quello alla salute, e al contempo di essere posti nella condizione di integrarsi nel paese ospitante anche attraverso un'attività lavorativa, mentre il permesso di soggiorno per cure mediche di cui al citato art. 36 si può ottenere esclusivamente mediante specifico visto d'ingresso e pagamento delle spese mediche da parte dell'interessato. (Nella specie la S.C. ha cassato il decreto impugnato che aveva rigettato la domanda di permesso di soggiorno per ragioni umanitarie, ritenendo che in relazione alla patologia da cui era affetto il richiedente - malattia tumorale del cavo orale - fosse possibile ottenere permessi specifici per motivi di salute, senza peraltro valutare neanche le violenze subite nel paese di transito). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I 04 febbraio 2020.
Protezione internazionale: impugnazione del provvedimento di diniego della commissione territoriale e audizione del minorenne richiedente
Protezione internazionale - Impugnazione del provvedimento di diniego della commissione territoriale - Audizione del minorenne richiedente - Necessità - Fondamento
Anche nei procedimenti di protezione internazionale l'ascolto del minore richiedente che abbia compiuto almeno dodici anni, ovvero di età inferiore ove capace di discernimento, è adempimento indispensabile, in forza dell'art. 12 della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo, sicché tale audizione può essere omessa solo nel caso in cui, tenuto conto del grado di maturità del richiedente, sussistano particolari ragioni, da indicarsi specificamente, che lo sconsiglino. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I 27 gennaio 2020.
Protezione internazionale: allontanamento del richiedente e nuovo procedimento di determinazione dello Stato competente
Protezione internazionale - Stato competente - Allontanamento del richiedente dal territorio degli Stati membri per almeno tre mesi - Nuovo procedimento di determinazione dello Stato competente - Fattispecie
Ai sensi dell'art. 19, comma 2, par. 2, del reg. U.E. n. 604 del 2013, allorché lo straniero richiedente la protezione internazionale si sia allontanato dal territorio dell'U.E. per almeno tre mesi, la successiva domanda presentata presso un altro stato membro va considerata come nuova e dà inizio ad un ulteriore procedimento di determinazione dello Stato membro competente. (In applicazione di tale principio la S.C. ha annullato con rinvio il provvedimento impugnato che, in relazione ad una domanda di protezione internazionale proposta originariamente in Germania e successivamente riproposta in Italia, aveva ritenuto competente il primo Stato, sull'assunto che quest'ultimo non aveva esercitato la facoltà discrezionale di denegare la propria competenza). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I 30 gennaio 2020.
Stranieri che siano genitori di figli minori e valutazioni dei gravi motivi per il permesso di soggiorno temporaneo
Permesso di soggiorno del familiare ex art. 31 del d.lgs. n. 286 del 1998 - Condizioni - Gravi motivi - Apprezzamento di fatto riservato al giudice di merito - Sindacabilità in Cassazione - Esclusione - Minore in età prescolare - Rischio di allontanamento dall'Italia - Rilevanza - Fattispecie
La valutazione da parte del giudice del merito dei "gravi motivi" richiesti dall'art. 31, comma 3, del d.lgs. 286 del 1998, ai fini del rilascio dello speciale permesso di soggiorno temporaneo in favore degli stranieri che siano genitori di figli minori, costituisce un apprezzamento in fatto insindacabile in sede di legittimità; peraltro, né l'età prescolare del minore, né il rischio del suo allontanamento dall'Italia, di per sé, possono costituire circostanze sufficienti a ritenere la sussistenza dei detti gravi motivi. (Nella specie la S.C. ha confermato il provvedimento di rigetto della domanda di rilascio del permesso di soggiorno temporaneo, avanzata dai genitori di un minore ancora in età prescolare nato in Italia). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I 09 gennaio 2020.
Omessa richiesta nei termini del permesso di soggiorno e ustodia cautelare a seguito di mandato di arresto europeo
Permesso di soggiorno - Omessa richiesta nei termini - Decreto di espulsione - Custodia cautelare a seguito di mandato di arresto europeo - Difetto dell'elemento di volontarietà nel trattenersi nel territorio dello Stato - Rilevanza - Conseguenze
In tema di ordine e sicurezza pubblica, non può essere espulso per violazione dell'obbligo di richiedere il permesso di soggiorno entro il termine di legge, lo straniero che sia stato detenuto in Italia in esecuzione di un mandato di arresto europeo, poiché in questo caso difetta il presupposto della volontarietà nel trattenersi nel territorio dello Stato, implicitamente previsto dall'art. 13, comma 2, lett. b), del d.Lgs. n. 286 del 1998. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I 09 gennaio 2020.
I 'gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico' del minore che consentono la temporanea autorizzazione alla permanenza in Italia del familiare
Minore straniero – Richiesta di autorizzazione alla permanenza dei familiari – Disciplina di cui all’art. 31 del d.lgs. n. 286 del 1998 – Finalità – Generica tutela della coesione familiare – Non sussiste – Presupposto dell’autorizzazione – Gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico del minore – Conseguenza – Onere di allegazione
I "gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico" del minore, che consentono la temporanea autorizzazione alla permanenza in Italia del suo familiare, secondo la disciplina prevista dall'art. 31 del d.lgs. n. 286 del 1998, devono consistere in situazioni oggettivamente gravi, comportanti una seria compromissione dell'equilibrio psicofisico del minore, non altrimenti evitabile se non attraverso il rilascio della misura autorizzativa; la normativa in esame non può quindi essere intesa come volta ad assicurare una generica tutela del diritto alla coesione familiare del minore e dei suoi genitori. Sul richiedente l'autorizzazione incombe, pertanto, l'onere di allegazione della specifica situazione di grave pregiudizio che potrebbe derivare al minore dall'allontanamento del genitore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI 16 gennaio 2020.
[Nella specie, questa Corte, confermando la sentenza di appello, ha ritenuto la persistenza di una situazione di abbandono, a fronte di un impegno, solo enunciato dai genitori, di rimuovere le problematiche esistenziali e di mutare lo stile di vita.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I 11 dicembre 2019.