Source: https://ilrovesciodeldiritto.wordpress.com/class-action/
Timestamp: 2019-07-22 00:02:51+00:00
Document Index: 31743434

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 23', 'art. 140', 'art. 140', 'art. 140', 'sentenza ', 'art. 49', 'art. 140', 'art. 49']

L’art. 2 comma 447 veniva poi modificato dal Decreto Legge n. 112 del 2008 convertito dalla Legge n. 133 del 2008, dall’articolo 19, del Decreto Legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla Legge 27 febbraio 2009, n. 14 e infine dal Decreto legge n. 78 del 2009 convertito dalla Legge n. 102 del 2009 che all’art. 23, comma 16, ha posticipato l’efficacia della class action di cui all’art. 140 bis del codice del consumo decorsi 24 mesi dall’entrata in vigore della legge finanziaria del 2008 e cioè al 1 gennaio 2010.
E’ importante notare come la prima versione dell’art. 140 bis del codice dl consumo faceva espresso riferimento ai diritti collettivi la cui tutela era demandata alle associazione dei consumatori che, in sostanza erano i proponenti dell’azione collettiva alla quale successivamente potevano aderire i singoli consumatori.
Ad ogni modo, la prima versione di azione collettiva, quella introdotta dalla Legge finanziaria del 2008 non è mai venuta alla luce, sia per i reiterati rinvii relativi all’entrata in vigore, sia perchè l’articolo in questione è stato integralmente riscritto dalla Legge n.99 del 2009 (legge sviluppo)
Tra le modifiche più importanti, è da annotare un radicale mutamento di terminologia, con la sostituzione dei diritti collettivi, invero di non facile inquadramento dogmatico, con i ” i diritti contrattuali di una pluralità di consumatori” e “i diritti identici spettanti ai consumatori finali di un determinato prodotto nei confronti del relativo produttore, anche a prescindere da un diretto rapporto contrattuale” nonchè “i diritti identici al ristoro del pregiudizio derivante agli stessi consumatori e utenti da pratiche commerciali scorrette o da comportamenti anticoncorrenziali”.
Ad un primo esame, sembrerebbero inclusi nel’operatività dell’azione di classe anche i diritti risarcitori di fonte extracontrattuale, stante l’espresso riferimento all’assenza di un diretto rapporto contrattuale. L’adesione del consumatore può avvenire senza il ministero di un difensore, depositando in cancelleria il relativo atto nel termine stabilito dal giudice. Altra importante novità può desumersi dal comma 1 dell’art. 140 bis, come riformato dalla legge n. 99, laddove si è eliminato il limite relativo alla legittimazione ad agire delle associazioni dei consumatori, costituito nella norma previgente, dal requisito dell’inserimento di tali associazioni consumeristiche nell’elenco delle associazioni dei consumatori e degli utenti rappresentative a livello nazionale tenuto presso il Ministero delle attivita’ produttive, al quale era subordinata la facoltà di proporre l’azione collettiva. La disposizione attualmente in vigore stabilisce che l’azione di classe può essere esercitata innanzitutto da ciascun partecipante alla classe in maniera individuale, e poi anche attraverso associazioni o comitati a cui si dà mandato.
Tuttavia, permangono dubbi di costituzionalità sia in riferimento all’ esclusione della facoltà di intervento di terzi ai sensi dell’articolo 105 del codice di procedura civile, sia in ordine alla disposizione che dichiara esenti da ogni diritto e incremento, anche per gli accessori di legge maturati dopo la pubblicazione della sentenza, i pagamenti effettuati durante il periodo di 180 giorni successivi alla sentenza, periodo decorso il quale la sentenza diviene esecutiva.
Infine il comma 2 dell’art. 49 della legge 99 restringe l’operatività oggettiva dell’azione di classe agli illeciti successivi al 15 agosto 2009, stabilendo che “le disposizioni dell’articolo 140-bis del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, si applicano agli illeciti compiuti successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge”.
Di seguito, il testo dell’art. 140 bis del codice del consumo attualmente in vigore, come riformato dall’art. 49 della Legge 23 luglio 2009, n. 99:
“Art. 140-bis. – (Azione di classe). – 1. I diritti individuali omogenei dei consumatori e degli utenti di cui al comma 2 sono tutelabili anche attraverso l’azione di classe, secondo le previsioni del presente articolo. A tal fine ciascun componente della classe, anche mediante associazioni cui dà mandato o comitati cui partecipa, può agire per l’accertamento della responsabilità e per la condanna al risarcimento del danno e alle restituzioni.
2. Le disposizioni dell’articolo 140-bis del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, si applicano agli illeciti compiuti successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge.”