Source: http://www.aicstreviso.com/fiscalitagrave.html
Timestamp: 2020-08-15 13:48:13+00:00
Document Index: 163176299

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 148', 'art. 90', 'art. 18', 'art. 148', 'art. 320']

Inserimento attività in piattaforma CONI
Coppa A.I.C.S.
APERTURA DELL'ASSOCIAZIONE - MODULISTICA
apertura_codice_fiscale_dellassociazione.pdf
aa5_mod.pdf
nuovof23c.pdf
modello_69_mod.pdf
registrazione_atto_costitutivo_e_statuto.pdf
COMPENSI SPORTIVI: NOVITA' DECRETO DIGNITA' AGOSTO 2018
A seguito del Decreto Dignità di Agosto, facciamo il punto sui COMPENSI SPORTIVI E SULLA TRACCIABILITA' DEGLI STESSI.
Se si riferiscono ad istruttori, arbitri, etc (esercizio diretto attività sportiva), accompagnatori ufficiali, commissari speciali ,etc (coloro che consentono lo svolgimento dell'attività) devono essere tracciabili solo se superiori a 1.000 euro.
DAL 1° LUGLIO 2018 OBBLIGO TRACCIABILITA' DEI COMPENSI SPORTIVI
Dal 1° LUGLIO 2018 diventerà obbligatorio il PAGAMENTO TRACCIATO dei compensi sportivi, indipendentemente dall’importo corrisposto.
Di seguito riportiamo il comma 910 dell’art. 1 della legge di bilancio 2018 che afferma:
“A far data dal 1° luglio 2018 i datori di lavoro o committenti corrispondono ai lavoratori la retribuzione, nonchè ogni anticipo di essa, attraverso una banca o un ufficio postale con uno dei seguenti mezzi:
d) emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato. L'impedimento s'intende comprovato quando il delegato a ricevere il pagamento è il coniuge, il convivente o un familiare, in linea retta o collaterale, del lavoratore, purchè di età non inferiore a sedici anni.”
comma 911. “I datori di lavoro o committenti non possono corrispondere la retribuzione per mezzo di denaro contante direttamente al lavoratore, qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro instaurato.”
comma 912. “Per rapporto di lavoro, ai fini del comma 910, si intende ogni rapporto di lavoro subordinato di cui all'articolo 2094 del codice civile, indipendentemente dalle modalità di svolgimento della prestazione e dalla durata del rapporto, nonché ogni rapporto di lavoro originato da contratti di collaborazione coordinata e continuativa e dai contratti di lavoro instaurati in qualsiasi forma dalle cooperative con i propri soci ai sensi della legge 3 aprile 2001, n. 142. La firma apposta dal lavoratore sulla busta paga non costituisce prova dell'avvenuto pagamento della retribuzione.”
Non farà più fede quindi la ricevuta firmata dal collaboratore, ma solamente la traccia del pagamento.
Le sanzioni previste per chi paga i compensi in contanti vanno da 1.000 a 5.000 euro.
​ELEVATA A € 10.000 LA FRANCHIGIA PER I COMPENSI SPORTIVI
ricevuta_per_compensi_sportivi_2018.docx
Fac - simile ricevuta per compensi sportivi
ASSOCIAZIONI E ONLUS Quando scatta l'obbligo di pubblicare gli importi dei contributi, delle sovvenzioni etc ricevuti dalla Pubblica Amministrazione
Negli stessi giorni in cui veniva pubblicato il codice del Terzo settore, il Parlamento approvava la legge annuale per il Mercato e la Concorrenza (Legge 4 Agosto 2017 n.124, pubblicata nella Gazzetta ufficiale 189 del 14 agosto 2017 e in vigore dal 29 agosto), che a decorrere dall'anno 2019 impone nuovi obblighi ad alcuni soggetti, tra i quali le Associazioni e le ONLUS (articolo 1, commi 125-129) che non è consigliabile eludere, anche se resta da capire chi effettuerà i controlli del caso. Gli obblighi riguardano quelle associazioni e quelle ONLUS che “intrattengono rapporti economici con le pubbliche amministrazioni e con i soggetti di cui all'articolo 2-bis del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, nonchè con società controllate di diritto o di fatto direttamente o indirettamente da pubbliche amministrazioni, ivi comprese quelle che emettono azioni quotate in mercati regolamentati e le societa' da loro partecipate, e con società in partecipazione pubblica, ivi comprese quelle che emettono azioni quotate in mercati regolamentati e le società da loro partecipate.” Ai sensi dell'articolo 2 bis del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, che rimanda all'articolo 1 comma 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001 n.165, e successive modificazioni “per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300. Fino alla revisione organica della disciplina di settore, le disposizioni di cui al presente decreto continuano ad applicarsi anche al CONI.” Associazioni e ONLUS hanno l'obbligo di pubblicare entro il 28 febbraio di ogni anno, nei propri siti o portali digitali, le informazioni relative a sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque a vantaggi economici di qualunque genere ricevuti dalle medesime pubbliche amministrazioni e dai medesimi soggetti nell'anno precedente. Al fine di evitare l'accumulo di informazioni non rilevanti, l'obbligo di pubblicazione non sussiste ove l'importo delle sovvenzioni, dei contributi, degli incarichi retribuiti e comunque dei vantaggi economici di qualunque genere ricevuti dal soggetto beneficiario sia inferiore a 10.000 euro nel periodo considerato. L'inosservanza di tale obbligo comporta la restituzione delle somme ai soggetti eroganti entro tre mesi dalla data di cui al periodo precedente. La genericità della definizione (Associazioni e Onlus) fa si che l'obbligo non sia circoscritto agli Enti del Terzo settore, quali APS e ODV ma riguardi tutte le associazioni in genere, comprese quindi le ASD. L'esausistività delle circostanze (vantaggi economici di qualunque genere, purché complessivamente non inferiori a 10.000 euro), fa sì che tutte le associazioni che nel 2018, a qualunque titolo, abbiano ricevuto dalla P.A. contributi etc. complessivamente non inferiori a 10.000 euro, siano tenute a pubblicare sul proprio sito le informazioni relative entro il 28 febbraio 2019, pena la restituzione delle somme ricevute.
legge_04.08.2017_n.124_obbligo_dal_2019__1_.pdf
IL NUOVO REGISTRO DEL CONI
Venendo alle indicazioni operative, si evidenzia che il nuovo applicativo modifica l’attuale approccio basato sul criterio «affiliazione», ponendo invece al centro del sistema l’associazione/società sportiva (=Ente Giuridico) con i suoi associati.
Conseguentemente, per le ASD/SSD è prevista la fornitura dei seguenti dati obbligatori, oltre, opzionalmente, i riferimenti del recapito postale e del domicilio fiscale:
CODICE FISCALE (11 caratteri) per ASD/SSD
N. Partita IVA (11 caratteri) SSD
Sequenza di caratteri in formato UTF-8
(massimo 255 caratteri); è fornita dall’Organismo sportivo affiliante
Ogni Organismo sportivo affiliante dovrà indicare la natura giuridica dell’Ente affiliato
Sede impianto ove viene svolta l’attività
Numero registrazione rilasciato dall’Agenzia delle Entrate
Ultimo Statuto approvato
Identificativo unico legale rappresentante
Dati anagrafici e CODICE FISCALE (16 caratteri)
Identificativi componenti Consiglio Direttivo
Alcuni dati, come evidenziato, dovranno essere forniti a cura dell’organismo affiliante, conseguentemente non sarà onere del sodalizio sportivo reperire i rispettivi codici identificativi Sono stati evidenziati.
Da parte delle ASD/SSD è previsto l’inserimento, opzionale, dei seguenti dati risultanti dal rendiconto economico finanziario (cfr. art. 148, comma 3 del T.U.I.R. e art. 90, comma 18, lett. f), legge n. 289 del 2002):
Proventi attività istituzionale (non commerciale)
Quote associative; Raccolta fondi; Altri proventi
Ricavi attività commerciale
Pubblicità/Sponsorizzazioni; Altri ricavi
Oneri attività istituzionale (non commerciale)
Oneri attività commerciale
Non si può escludere che, in futuro, l’inserimento di tali dati non divenga obbligatorio, ma per ora non lo è.
Giova evidenziare, in ogni caso, che, se e nella misura in cui un sodalizio sia nelle condizioni di poter caricare i suddetti dati, e ciò non costituisca fonte di imbarazzo alcuno, il perfezionamento di tale adempimento potrà essere certamente opposto all’Amministrazione Finanziaria in caso di verifica, quale elemento di prova dell’effettivo rispetto dell’obbligo di redazione del bilancio, previsto dalle disposizioni di legge.
Per ciò che concerne i Tesserati (=Persone fisiche), è prevista, per ogni persona fisica, la fornitura dei seguenti dati:
Luogo e data di nascita, residenza
Attribuita dall’Organismo affiliante
(atleta, tecnico, etc.)
Qualifica Sociale
Socio semplice, socio fondatore, etc.
Si tratta di dati che già sono attribuiti a ogni singolo tesserato e che sono a disposizione di ogni Organismo Affiliante. Tale comunicazione non dovrebbe quindi essere fonte di particolare preoccupazione, pur comportando, probabilmente, una maggiore attenzione nella richiesta dei relativi dati all’aspirante tesserato.
Piuttosto, occorrerà verificare con quali tempistiche gli Organismi Affilianti dovranno comunicare al Registro l’iscrizione dei nuovi tesserati in corso d’anno (problema tipico dei sodalizi gestori di impianti sportivi) e, conseguentemente, con quale tempistica, i sodalizi saranno tenuti a comunicare i dati stessi (problema risolto alla base in presenza di modalità di tesseramento on line
Ciascun Organismo Sportivo deve inoltre definire e fornire informazioni in relazione a:
• Stagione sportiva, arco temporale non superiore ai 12 (dodici) mesi, nel corso del quale si realizza l’attività sportiva/didattica/formativa per lo sport di riferimento dell’Ente giuridico (ASD/SSD). Coincide di norma con la durata dell’affiliazione dell’Ente giuridico. Più settori sportivi dello stesso Organismo sportivo possono avere la stessa stagione sportiva che in ogni caso deve essere espressamente specificata
• Discipline sportive praticate, l’insieme delle discipline deve essere legato ad un determinato settore sportivo. La stessa disciplina sportiva non deve essere legata a due settori sportivi all’interno dello stesso Organismo sportivo. L’elenco iniziale delle discipline sportive è quello della tabella allegata, da ultimo, alla delibera 1569, e le modifiche saranno deliberate dalla Giunta Nazionale del CONI.
• provincia prevalente,indica la provincia geografica all’interno della quale l’Ente giuridico (ASD/SSD) effettua principalmente la propria attività sociale. Di norma, coincide con la provincia della sede legale.
L’Affiliazione è il rapporto che lega la ASD/SSD alla FSN, la DSA, l’EPS cui sono associate. L’affiliazione deve essere espressamente rinnovata dal legale rappresentante dell’ente giuridico ogni anno. La durata dell’affiliazione, non superiore a 12 mesi, per ciascun ente giuridico, coincide di norma con la durata della stagione sportiva, stabilita da ciascun organismo sportivo in funzione dello sport praticato. Ogni Ente giuridico (ASD/SSD) può sottoscrivere uno o più rapporti di affiliazione con distinti organismi di affiliazione.
L’affiliazione è caratterizzata, pertanto, da 6 attributi obbligatori:
stagione sportiva;
tipo (dilettantistica/professionistica;
comitato territoriale;
provincia prevalente.
Il tesseramento è il vincolo che le persone fisiche associate all’ente giuridico stabiliscono con l’organismo di affiliazione. In alcuni casi indica anche il vincolo diretto tra una persona fisica e l’Organismo sportivo (esempio: ufficiali di gara, giudici, arbitri, ecc.), senza la mediazione dell’ente giuridico. Il tesseramento ed il suo rinnovo annuale presuppongono l’espressa adesione dell’interessato. La durata del tesseramento per la stagione sportiva, stabilita in funzione dello sport praticato da ciascun organismo sportivo non supera i 12 mesi e coincide con la durata dell’affiliazione dell’ente giuridico. Sono previste 5 tipologie di tesseramento:
atleta praticante
Il tesseramento è caratterizzato da quattro attributi:
tipo (dilettantistico/professionistico).
Attenzione: sono stati sopra evidenziati, sia in relazione all’affiliazione che al tesseramento, i riferimenti alla disciplina sportiva praticata: tale indicazione non può che fare riferimento all’elenco delle discipline riconosciute di cui alle delibere CONI citate in premessa, da ultima la 1569 del 17/05/2017.
Sarà probabilmente questo il passaggio più delicato, che richiederà l’esatta individuazione della disciplina praticata e potrebbe creare qualche imbarazzo in caso di svolgimento di attività non specificatamente indicate nelle delibere, costringendo i sodalizi a verificare, già nella fase dell’affiliazione, l’esatta collocazione dei vari corsi praticati.
Altro passaggio delicato è quello relativo all’attività sportiva praticata:
l’attività sportiva è l’insieme degli eventi sportivi la cui titolarità organizzativa e gestionale appartiene all’Organismo Sportivo. Ciascun evento sportivo è caratterizzato da una gerarchia standardizzata come riportato di seguito; un evento sportivo può coincidere con una singola gara che, identificata da un codice identificativo univoco, rappresenta il primo gradino della gerarchia.
Evento sportivo (descritto da)
periodo (da gg/mm/aaaa a gg/mm/aaaa)
Sarà dunque necessario che il sodalizio sportivo partecipi ad eventi sportivi organizzati dall’Organismo Sportivo di riferimento. Tale passaggio è molto delicato, soprattutto per quei sodalizi che svolgono attività meramente corsistica, senza alcuna partecipazione ad eventi, considerato che, ad oggi, non era richiesto né per l’iscrizione al Registro né per il mantenimento della stessa nel tempo.
Infine, anche l’attività didattica e l’attività formativa saranno oggetto di monitoraggio.
L’attività didattica è l’insieme dei corsi di avviamento allo sport (per giovani e/o adulti) organizzati e gestiti direttamente ovvero espressamente autorizzati dall’Organismo sportivo e svolti dall’Ente giuridico affiliato.
L’attività formativa è l’insieme delle attività di formazione la cui titolarità organizzativa e gestionale appartiene all’Organismo sportivo il cui fine è la crescita dei propri tesserati, oppure la divulgazione anche a non tesserati su materie strettamente connesse la pratica sportiva. L’attività formativa è articolata in tre tipologie:
Corsi con esame
allegato_1_discipline_sportive.pdf
DISCIPLINE RICONOSCIUTE DAL C.O.N.I.
manuale_asd_per_rssd.pdf
MANUALE PER IL DOWNLOAD DEL CERTIFICATO C.O.N.I.
Per finire, tornando all’obbligo dell’istituzione del registro dei volontari di cui all’articolo 17 del codice, e all’obbligo di assicurare i volontari iscritti nel registro (art. 18), nelle more dell’approvazione del previsto decreto ministeriale, si segnala la necessità di assicurarli con le modalità abitualmente usate per i soci, stipulando per essi anche la polizza integrativa, con ciò per ora soddisfando gli obblighi di assicurazione previsti dal decreto contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento dell’attività di volontariato, nonchè per la responsabilità civile verso i terzi.
Lo Statuto di ogni associazione prevede la nomina degli organi sociali. Obbligatoriamente devono essere nominati il Presidente ed il Consiglio Direttivo.
Non tutti gli Statuti prevedono la nomina dei Revisori Contabili e/o del Collegio Sindacale. Alcuni Statuti prevedono la nomina di Comitati Esecutivi, Consigli di Presidenza e simili. La durata in carica deve essere prevista dallo Statuto e può variare da uno a quattro anni ed alla scasdenza del mandato tutti gli organi devono essere rinominati in sede di Assemblea Ordinaria dei Soci. In caso di dimissioni di singoli membri lo Statuto può prevedere le modalità di sostituzione; in molti casi è previsto il subentro del primo dei non eletti. Quando lo Statuto non prevede nulla, il Consiglio Direttivo può procedere alla nomina del sostituto che dovrà essere riconfermato alla prima Assemblea Ordinaria dei Soci. Spesso in sede di controllo, ci si rende conto che al termine del mandato l’Associazione non ha provveduto al rinnovo dell’organo oppure si verifica che l’organo in carica non è mai stato eletto dall’ Assemblea dei Soci. Al fine di evitare spiacevoli rilievi è consigliabile tenere sotto controllo il corretto funzionamento degli organi sociali ed in caso di riscontrate inadempienze provvedere immediatamente a convocare un’Assemblea Ordinaria dei Soci e procedere con la nomina degli organi scaduti.
La Corte ha analizzato il caso di un’Associazione Sportiva Dilettantistica che sosteneva di aver rispettato i criteri della “democraticità della vita associativa” (art. 148 comma 8 del TUIR) necessari per poter usufruire delle agevolazioni fiscali vigenti. I supremi giudici hanno rigettato tale tesi poichè l’ASD in esame non prevedeva all’interno del proprio statuto il diritto di voto dei soci minorenni, ledendo di conseguenza un diritto fondamentale quale espressione della partecipazione attiva alla vita associativa.
In altre parole, tutti i soci hanno uguali diritti anche in termini di partecipazione al voto e, nel caso di minori, tale diritto deve essere esercitato da chi ne ha la responsabilità genitoriale. (ex art. 320 c.c.) Tale ordinanza apre nuovi scenari per tutte quelle associazioni la cui compagine è costituita prevalentemente da ragazzi minorenni laddove, come consuetudine, venisse limitato il diritto di voto ai soli soci maggiorenni all’interno degli statuti sociali. Alla luce di quanto appena detto bisognerebbe interrogarsi sulla necessità di adeguare gli statuti non conformi al principio di diritto sancito dalla Cassazione. Ad ogni modo, appare opportuno estendere la convocazione alle assemblee anche al genitore del socio minore, conferendogli cosi diritto a parteciparvi ed intervenire in nome e per conto del socio rappresentato, indipendentemente dalle previsioni statutarie.
dichiarazione-del-dipendentepubblico-1.docx
Quindi i collaboratori di associazioni sportive non devono essere autorizzati ma devono comunicare all’amministrazione di appartenenza di svolgere attività sportiva non retribuita presso una associazione sportiva. Per le collaborazioni non retribuite presso le associazioni di promozione sociale, o altri enti no profit non vi sono specifiche disposizioni ma il problema è sempre trattato in tutti i regolamenti comunali e le regole variano da Comune a Comune.
MODULISTICA ED ASPETTI FISCALI
Lunedì 9.00 - 16.30
dal Mart. al Ven.
3206633529
​3206105012