Source: http://www.comune.pontenellealpi.bl.it/xhtml/ambiente.html?start=9
Timestamp: 2020-07-14 14:20:41+00:00
Document Index: 140634404

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 185', 'art. 184', 'art. 109', 'art. 41', 'art. 185', 'art. 185', 'art. 9', 'art. 184', 'art. 41', 'art. 184', 'art. 41', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 10']

DOCUMENTAZIONE PER RICHIESTA AUTORIZZAZIONE ALLO SCARICO AUTONOMO DELLE ACQUE REFLUE DI TIPO DOMESTICO/ASSIMILATO AL DOMESTICO
- Istanzadi rilascio dell’autorizzazione allo scarico autonomo, in marca da bollo, comprensiva delle generalità anagrafiche e fiscali del richiedente e del Tecnico abilitato;
- Marca da bollo da applicare sull’Autorizzazione allo scarico Autonomo di acque reflue domestiche/assimilate alle domestiche;
- Copia della ricevuta di pagamento dei diritti di segreteria;
- Relazione Geologica (se non già presente agli atti del Comune in quanto allegata a pratica edilizia) redatta da Tecnico Geologo abilitato, dalla quale risulti la capacità del corpo ricettore a ricevere i reflui, e le disposizioni in merito all’ubicazione dello schema fognario ai fini dell’osservanza delle zone di rispetto definite dagli artt. 15 e 16 del PTA (Aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano); se lo scarico recapita su suolo è necessario inoltre che venga fornita la stratigrafia e la composizione del terreno, il livello massimo della eventuale falda freatica e al sua distanza dal fondo dei sistemi di dispersione; se lo scarico recapita in acqua superficiale è necessario inoltre che venga fornito l’andamento delle portate del corso d’acqua interessato dallo scarico (con specifica in merito alla eventuale portata naturale nulla) e le caratteristiche geologiche e idrogeologiche del sito;
- Relazione Tecnica a firma del tecnico abilitato, contenenti l’illustrazione della tipologia e delle caratteristiche tecniche dell’impianto di scarico realizzato (contenuto minimo: descrizione dell’impianto, indicazione dei dati progettuali di dimensionamento, descrizione degli interventi di manutenzione periodica da effettuare, potenzialità dell’impianto fognario, espresso in Ab. Eq.)
- Elaborati grafici, in duplice esemplare, firmati da Tecnico abilitato, rappresentativi dell’impianto realizzato, completi di estratto catastale aggiornato e planimetria, in scala non inferiore a 1:200, con l’indicazione delle seguenti informazioni: ubicazione dei pozzi e delle rete pubblica di distribuzione di acqua potabile esistenti, anche all’esterno della proprietà; rete di raccolta delle acque meteoriche (pluviali e sistemi a terra), con relative modalità di scarico; pianta scarichi acque reflue con evidenziata la localizzazione dei pozzetti di ispezione, i manufatti di trattamento ed il sistema di dispersione fino al raggiungimento del recettore finale, con indicazione delle relative distanze dai confini di proprietà ed i riferimenti da caposaldo identificato;
- Dichiarazionedel rispetto dell’art. 5 del Regolamento di fognatura e depurazione nell’ATO “Alto Veneto” in merito all’obbligo di allacciamento alla rete fognaria pubblica;
- Dichiarazioniin merito al rispetto dei vincoli (200m da opere di presa o captazione dell’acqua potabile, aree sensibili, distanze rispetto alle condutture di acqua potabile, ecc…) e in merito al rispetto del dimensionamento dei manufatti in funzione della modalità di smaltimento realizzato;
- Eventuale ulteriore documentazione:
o Derogarilasciata dal Gestore del Servizio Idrico Integrato ai sensi del Regolamento ATO, art. 5 comma 2) (obbligo di allacciamento alla rete fognaria pubblica), in quanto è stata accertata l’impossibilità tecnica o l’eccessiva onerosità a fronte dei benefici ambientali conseguibili.
o Nulla osta idraulico dell’autorità competente o del gestore o del proprietario del corso d’acqua nel caso di scarico delle acque reflue su corpo idrico superficiale. Per gli scarichi che recapitano in canali privati poi confluenti in altro corso d’acqua, nulla osta idraulico dell’autorità competente o del gestore o del proprietario del corso d’acqua recettore del canale privato
o Nulla osta idraulico dell’autorità competente o del gestore o del proprietario del corso d’acqua nel caso di scarico delle acque meteoriche di dilavamento e di lavaggio su corpo idrico superficiale.
Ogni altra eventuale informazione necessaria alla valutazione dell’ammissibilità dello scarico rispetto alla vigente normativa in relazione alle caratteristiche specifiche del sito e dell’impianto realizzatoIstanza edilizia in marca da bollo (per Permesso di Costruire e/o parere preliminare), firmata dal proprietario avente titolo o dal richiedente con dichiarazione di assenso da parte del proprietario, nonché dal progettista, completa di tutte le generalità anagrafiche e fiscali di tutti i soggetti interessati.
DOCUMENTAZIONE PER RICHIESTA DI RINNOVO DELL’AUTORIZZAZIONE ALLO SCARICO AUTONOMO (ASSIMILATO AL DOMESTICO)
- Istanzadi rilascio del rinnovo dell’autorizzazione allo scarico autonomo, in marca da bollo, comprensiva delle generalità anagrafiche e fiscali del richiedente;
- Marca da bollo da applicare sul provvedimento di rinnovo dell’Autorizzazione allo scarico Autonomo di acque reflue domestiche/assimilate alle domestiche;
- Dichiarazionedel richiedente che non sono intervenute variazioni significative della tipologia del sistema di trattamento già assentito e, più in generale, delle caratteristiche dello scarico stesso, sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo;
Dichiarazione/Relazione del tecnico abilitato (nel caso di scarico su acqua superficiale) che descriva che l’andamento delle portate del corso d’acqua interessato dallo scarico e le caratteristiche geologiche e idrogeologiche del corpo recettore non sono mutate ovvero che il corpo recettore mantiene la sua capacità di diluzione dei reflui, a firma del tecnico competente.
DOCUMENTAZIONE PER RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE IN DEROGA AI VALORI LIMITE PER USO DI MACCHINARI RUMOROSI IN CANTIERI EDILI/STRADALI E ASSIMILIATI
- Istanzadi rilascio dell’autorizzazione in deroga ai valori limite per uso di macchinari rumorosi in cantieri edili/stradali e assimilati, in marca da bollo, redatta dal legale rappresentante della ditta esecutrice e comprensiva delle generalità anagrafiche e fiscali della stessa;
- Marca da bollo da applicare sull’Autorizzazione in deroga ai valori limite per uso di macchinari rumorosi in cantieri edili/stradali e assimilati;
- Dichiarazionedel richiedente in merito a: tipo di attività, sorgenti sonore, orari previsti, motivo della richiesta di deroga (superamento temporaneo dei limiti/orari), ubicazione e durata dell’attività temporanea che genera il superamento dei limiti, classe del vigente Piano di Classificazione acustica comunale in cui l’intervento viene realizzato;
- Planimetria catastale e sviluppo planimetrico della zona, in scala adeguata, con perimetrazione del cantiere e indicazione delle abitazioni vicine e della loro distanza;
- Ogni altra eventuale informazione/docuementazione necessaria al rilascio del provvedimento in relazione alle caratteristiche specifiche del sito e alle tipologia di attività
NOTA: L’istanza va presentata almeno 30 gg prima dell’inizio del cantiere
DOCUMENTAZIONE PER LA PROCEDURA DI VALUTAZIONE DI INCIDENZA SULLE AREE DELLA RETE 2000 - AREE SIC-ZPS (VINCA)
- Selezione preliminare (screening) contenente una esaustiva e mirata descrizione del progetto, l’elenco degli elementi che possono produrre incidenze (sia isolatamente che in congiunzione con altri piani, progetti e interventi) come da Allegato A della D.G.R. 3173 del 10.10.2006 (fase 2), la valutazione della significatività delle incidenze, come da Allegato A della D.G.R. 3173 del 10.10.2006 (fase 3), la conclusione della fase di screening che riporti testualmente una delle due opzioni
1. con ragionevole certezza scientifica, si può escludere il verificarsi di effetti significativi negativi sui siti della rete Natura 2000,
2. le informazioni acquisite attestano o suggeriscono che effetti significativi negativi sono possibili o che non esistono sufficienti certezze riguardo all’adeguatezza della valutazione effettuata, pertanto risulta necessario procedere con una relazione di valutazione appropriata.
- Relazione di valutazione di incidenza (Valutazione Appropriata) – se dovuta (opzione 2), contenente, a seconda del caso: le soluzioni alternative, le mitigazioni o le misure di compensazione
- Documentazione attestante la professionalitàdi chi redige la Vinca, avvalorato sulla base di un'autodichiarazione redatta nelle forme previste dal D.P.R. 445/2000.
Dichiarazione di NON necessità della procedura di valutazione di incidenza ai sensi della D.G.R. 3173 del 10.10.2006 – paragrafo 3 – Lettera A (piani/progetti/interventi all’interno delle aree SIC/ZPS) o Lettera B (piani/progetti/interventi all’esterno delle aree SIC/ZPS).
DOCUMENTAZIONE PER LA PROCEDURA TERRE E ROCCE DA SCAVO
Secondo la normativa vigente i materiali e le terre e rocce da scavo sono rifiuti speciali (codice CER 170504 oppure 170503*) la cui gestione deve avvenire ai sensi della normativa in materia di gestione rifiuti (Parte IV del D.Lgs. 152/06 s.m.i.). Nello specifico la norma prevede che il rifiuto sia conferito presso un impianto di recupero o di smaltimento autorizzato a ricevere e trattare tale specifico codice CER.
In alternativa, il materiale di risulta dagli scavi può seguire una procedura diversa dall’applicazione della normativa sui rifiuti se:
1) l’attività viene attuata in adempimento a quanto indicato all’art. 185 del D.Lgs n. 152/2006: riutilizzo presso il sito di produzione di materiale naturale non contaminato o di suolo non contaminato;
2) l’attività viene attuata ai sensi dell’art. 184 bis del D.Lgs. 152/06 e s.m.i. (sottoprodotto):
a) per le attività rientranti nelle procedure di V.I.A. o A.I.A.: si applicano le procedure individuate dal D.M. 10.8.2012, n. 161;
b) per le attività escluse da V.I.A., A.I.A., per cantieri di piccole dimensioni (fino a 6000 mc), per le attività previste all’art. 109 del D.Lgs. 152/2006 e smi: si applica la procedura definita dall’art. 41-bis del Decreto del fare
Riutilizzo NELLO STESSO SITO DI PRODUZIONE ai sensi dell'art. 185 del D.Lgs n. 152/2006
L’art. 185 prevede che il suolo non contaminato o altro materiale naturale scavato nel corso dell’attività di costruzione possa essere riutilizzato a fini di costruzione allo stato naturale nello stesso sito in cui è stato scavato, essendo esso escluso dall’ambito di applicazione della disciplina sui rifiuti.
Pertanto, si configurano due situazioni:
caso A - se lo scavo produce materiale NATURALE da riutilizzare in sito: trova applicazione la Deliberazione della G.R.Veneto n. 794/2009: Indagine Ambientale e dichiarazione resa dal progettista in merito al completo utilizzo in cantiere
caso B - se lo scavo produce “SUOLO non contaminato” (anche la matrice di materiali di riporto costituite da una miscela eterogenea di materiale di origine antropica, quali residui e scarti di produzione e di consumo, e di terreno, che compone un orizzonte stratigrafico specifico rispetto alle caratteristiche geologiche e stratigrafiche naturali del terreno in un determinato sito): deve essere dimostrato che le matrici non sono contaminate tramite TEST DI CESSIONE sui materiali granulari ai sensi dell’art. 9 del D.M. 5.2.1998.
Riutilizzo FUORI DAL CANTIERE. Interventi NON soggetti a V.I.A. o A.I.A., piccoli cantieri fino a 6.000 mc: applicazione dell’art. 184 bis del D.Lgs. n. 152/06 e s.m.i. e dall’art. 41-bis L. 98/2013
Al fine di dimostrare che i materiali e le terre da scavo siano classificabili come sottoprodotto ai sensi dell’art. 184 bis del D.Lgs. 152/2006 e smi, in applicazione dell’art. 41-bis del Decreto del Fare e viste le disposizioni interpretative della Regione del Veneto in data 23.09.2013, deve essere prodotta la seguente documentazione:
1. Prima dell’inizio dei lavori: MOD. 1 della Regione Veneto (scaricabile alla sezione Area Tecnica – Modulistica – Terre e rocce da scavo), da inviare ad ARPAV e Comune di Ponte nelle Alpi (tramite servizio PEC).
2. In caso di eventuali modifiche ai requisiti e delle condizioni indicate nella dichiarazione di cui al MOD. 1 devono essere comunicate (MOD. 1) entro 30 giorni al Comune e ad ARPAV (stesse modalità di invio succitate).
3. A conclusione dei lavori: MOD. 2 della Regione (scaricabile alla sezione Area Tecnica – Modulistica – Terre e rocce da scavo), da inviare da inviare ad ARPAV, al Comune di Ponte nelle Alpi (tramite servizio PEC) ed eventuali Comuni di destinazione.
Istanza accesso atti (art. 22 comma 1, della Legge n. 241 del 1990 - Decreto Presidente della Repubblica n.184/2006)
Fermi restando i principi previsti dall’art. 22 comma 1, della Legge n.241/1990 (che in estrema sintesi, riconosce il diritto di accedere ai documenti amministrativi a chiunque vi abbia interesse per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti) e dal Regolamento attuativo del Decreto del Presidente della Repubblica n.184/2006, il diritto di accesso ai documenti amministrativi spetta a chiunque vi abbia un interesse personale e concreto per la tutela di situazioni giuridiche rilevanti, che ricorrono, per espressa previsione di legge, nell’ipotesi in cui la conoscenza di documenti sia necessaria ai singoli per curare o difendere i loro interessi e vi sia una connessione diretta tra le informazioni detenute dal Comune, riguardanti l’attività edilizia posta in essere da terzo soggetto e l’interesse giuridico che l’istante intende tutelare. Il soggetto che vuole accedere agli atti amministrativi deve precisare nell’istanza d’accesso quali siano le situazioni giuridicamente rilevanti oggetto di tutela e deve dare spiegazione sulla connessione diretta tra le stesse con le informazioni domandate o la documentazione agli atti del Comune. Si richiamano altresì le disposizioni di cui all’art. 10 del D.Lgs n. 267/2000 .
Con il termine di autocertificazione si intende la redazione di una dichiarazione sostitutiva di atto notorio resa ai sensi del D.P.R. 28.12.2000, n. 445 e s.m.i. con allegata una copia di un documento d’identità del sottoscrittore;
Il presente elaborato è stato redatto tenendo conto della documentazione tipica dei procedimenti amministrativi in materia ambientale. Dagli elenchi sopra riportati sono esclusi eventuali atti/documenti specifici in relazione ad eventuali vincoli caratteristici e/o a particolari richieste formulate da Enti/Soggetti coinvolti nei procedimenti amministrativi.
Qualora sia già presente agli atti parte della documentazione richiesta, dovrà essere specificato in apposita nota il numero di protocollo comunale e/o gli estremi della pratica.
Parte dei modelli della sopracitata documentazione sono consultabili sul sito internet comunale nella Sezione Area Tecnica - Modulistica.
Gli interventi di disinfestazione e rimozione di favi di imenotteri (vespe, calabroni), che annualmente si rendono necessari soprattutto nella stagione estiva, devono essere richiesti a DITTE PRIVATE, facilmente reperibili sugli elenchi telefonici o sul web.
Leggi tutto: Vespe e Calabroni
Utili consigli per la prevenzione domestica
Al fine di evitare il diffondersi di zanzare, si invita la cittadinanza ad adottare i seguenti accorgimenti: