Source: https://www.ateneoweb.com/notizie-lavoro/rivendita-di-giornali-e-riviste-va-disapplicata-la-legge-regionale-che-impone-distanze-minime.html
Timestamp: 2017-09-23 16:37:39+00:00
Document Index: 7680935

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 117', 'art. 49', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 117']

Una norma legislativa regionale che impone distanze minime tra rivendite di giornali e riviste, anche se proveniente da una Regione a statuto speciale, va disapplicata, in quanto si pone in contrasto con la normativa nazionale di cui all'art. 3, D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito dalla L. 4 agosto 2006, n. 248, che non prevede alcuna distanza minima tra questi esercizi commerciali. Tale norma regionale invade la materia della tutela della concorrenza riservata allo Stato, dall'art. 117, comma 2, lett. a), Cost. e confligge con i principi di diritto europeo di libero stabilimento e di concorrenza tra imprese, poiché pone restrizioni sia all'istituzione di nuove imprese che alla loro mobilità sul territorio (art. 49, TFUE).
Questo è quanto affermato dal Consiglio di Stato (Sez. VI), il quale, con la Sentenza n. 630 del 8 febbraio 2015, interviene in materia di rivendite di giornali e riviste, ritenendo infondata una censura basata sul mancato rispetto della distanza minima tra edicole imposta da una norma di legge regionale, in quanto quest’ultima deve essere disapplicata in favore della normativa nazionale che non prevede alcuna distanza minima tra i diversi esercizi.
In particolare, la norma che impone distanze minime di cui si invocava l’applicazione è l'art. 4, Legge regionale Sardegna 5 luglio 1986, n. 49 (Disciplina dell’attività di rivendita di giornali e riviste).
La sentenza in esame specifica che l'art. 3, D.L. n. 223/2006, convertito dalla L. n. 248/2006, ha disposto che le attività commerciali di cui al D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 114, tra cui rientra quella di rivendita di giornali e riviste, siano svolte senza l’obbligo di rispettare distanze minime tra esercizi della medesima tipologia.
La potestà legislativa in materia di tutela della concorrenza è riservata allo Stato, dall’'art. 117, comma 2, lett. a) Cost., che si impone nei confronti anche delle Regioni a statuto speciale (Corte Cost., 17 dicembre 2008, n. 411).
In tal caso quindi si impone il rispetto della legge statale e non di quella regionale che va disapplicata.