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Timestamp: 2018-02-21 16:57:27+00:00
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CASO GRATIAN GRUIA: IL BAMBINO DI NUOVO IN MANO AI SUOI AGUZZINI? RADICALI CHIEDONO CHIARIMENTI AL GOVERNO.
In seguito alla sentenza emessa dal Tribunale romeno di Caras Severin lo scorso 3 dicembre, domani, 13 dicembre, il piccolo Gratian Gruia sarà affidato nuovamente alla famiglia d'origine responsabile di averlo abbandonato dopo ripetuti maltrattamenti e sevizie.
Sul caso, che riguarda la tutela dei minori stranieri non accompagnati e chiama in causa direttamente il governo italiano, i deputati radicali nel gruppo del Partito Democratico hanno presentato una nuova interrogazione parlamentare ai ministri degli Esteri, Frattini, della Giustizia, Alfano, e degli Interni, Maroni.
Rispondendo ad una prima interrogazione, con la quale i radicali avevano già sollevato il caso del piccolo Gratian, il sottosegretario agli Esteri, Enzo Scotti, aveva fatto sapere che il ministro Frattini aveva già chiesto chiarimenti sulla vicenda e dato istruzioni all'ambasciatore italiano a Bucarest di compiere passi formali presso le autorità romene per avere assicurazioni sulla sorte del bambino.
Alla luce della sentenza del tribunale romeno che ha respinto la richiesta formulata dalla direzione generale di assistenza sociale protezione minori di Caras Severin, disponendo il ritorno del bambino nell'ambito familiare di provenienza, i deputati Elisabetta Zamparutti, Rita Bernardini, Maria Antonietta Farina Coscioni, Marco Beltrandi, Matteo Mecacci e Maurizio Turco si rivolgono ai Ministri Frattini, Alfano e Maroni, per sapere se il Ministro degli Esteri sia a conoscenza della sentenza emessa il 3 dicembre e quali provvedimenti intenda prendere in merito. Si chiede inoltre che venga prevista una clausola, all'interno dell'Accordo bilaterale che Italia e Romania hanno firmato il 9 giugno 2008, in base alla quale sia data la possibilità ad esperti italiani di rendere visita al minore successivamente al rimpatrio, come già previsto nell'accordo bilaterale stipulato da Romania e Spagna sulla cooperazione in materia di tutela dei minori rumeni non accompagnati siglato il 15 dicembre 2005 . Al Ministro della Giustizia i deputati radicali chiedono se abbia disposto una inchiesta sulla sentenza del Tribunale dei minori di Roma che ha disposto senza adeguata motivazione il rimpatrio. Si chiede infine al Ministro degli Interni se non ritenga opportuno affiancare una clausola che preveda figure di esperti in grado di controllare le condizioni del minore successivamente all'espletamento delle pratiche di rimpatrio, nel testo dell'Accordo bilaterale con Bucarest.
Al Ministro degli Affari Esteri, al Ministro della Giustizia e al Ministro degli Interni,
in data lunedì 30 ottobre 2008 gli onorevoli Zamparutti, Beltrandi, Bernardini, Farina Coscioni, Mecacci e Turco hanno presentato un'interrogazione a risposta scritta al Ministro degli Affari Esteri e al Ministro della Giustizia avente come oggetto il caso del bambino di origini romene Gratian Gruia, rimpatriato in Romania a seguito della sentenza del Tribunale dei minori di Roma dell'8 luglio 2008;
la sentenza in oggetto fa riferimento solo alla richiesta del governo rumeno ed agli accordi bilaterali tra i due Stati senza motivare in ordine allo stato di abbandono del minore oggetto del procedimento;
il 25 maggio 2007 Gratian era stato trovato in condizioni terribili dalla squadra mobile di Roma, perché seviziato dal padre e abbandonato dalla madre; la nonna è stata arrestata due volte, nel marzo 2007 ad Ancona ed il 25 maggio 2007 a Roma, per le sevizie inflitte al piccolo per farlo piangere ed impietosire i passanti, mentre chiedeva l'elemosina;
il bambino risulta essere stato affidato ad un assistente maternale nel paese di Sopotul Vechi, nella regione settentrionale di Caras Severin dove risulta aver origine e risiedere la famiglia Gruia;
come si legge nella risposta del Sottosegretario di Stato per gli Affari Esteri Enzo Scotti all'interrogazione del 30 ottobre 2008, "venuto a conoscenza della vicenda, grazie a notizie apparse sugli organi di informazione, il Ministro Frattini ha scritto al Ministro degli Esteri rumeno, Comanescu, per ricevere chiarimenti sulla vicenda e ha dato istruzioni al nostro Ambasciatore a Bucarest di compiere, per parte sua, passi formali presso le autorità rumene per avere assicurazioni sulla sorte del piccolo Gratian. Sulla base di queste istruzioni, il nostro Ambasciatore a Bucarest Mario Cospito ha subito chiesto un incontro con il Ministro degli esteri rumeno Comanescu";
nel testo della suddetta risposta si legge inoltre che: "l'Ambasciatore Cospito aveva sottolineato al Ministro la grande attenzione con cui in Italia si segue il caso, per i suoi risvolti umani e per il suo carattere di «test case» dei meccanismi di collaborazione bilaterale istituiti con l'accordo dello scorso luglio";
la sentenza del tribunale di Caras Severin del 3 dicembre 2008 ha respinto la richiesta formulata dalla direzione generale di assistenza sociale protezione minori di Caras Severin ed è disposto il ritorno di Gratian Gruia nell'ambito familiare di provenienza riaffidandolo alle cure della madre previo ricorso che scade entro 10 giorni dalla pronuncia della sentenza, in questo caso in data 13 dicembre;
il bambino verrà riconsegnato alla madre che, a suo tempo, lo aveva abbandonato e quindi nel contesto familiare dove vivono la nonna e il padre, già condannati per sevizie e maltrattamenti nei confronti del minore Gratian Gruia dai tribunali italiani.
- si chiede se il Ministro degli Esteri sia a conoscenza della sentenza emessa il 3 dicembre scorso dal tribunale romeno di Caras Severin e quali provvedimenti intenda prendere in merito e si chiede inoltre di prevedere una clausola all'interno dell'Accordo bilaterale che Italia e Romania hanno firmato il 9 giugno 2008, in base alla quale sia data la possibilità ad esperti italiani, di rendere visita al minore successivamente al rimpatrio, come peraltro già previsto nell'accordo bilaterale stipulato da Romania e Spagna sulla cooperazione in materia di tutela dei minori rumeni non accompagnati siglato il 15 dicembre 2005.
- si chiede al Ministro della Giustizia, a seguito del tragico epilogo che assume oggi ai nostri occhi la sentenza romena, se ha già disposto una inchiesta sulla sentenza del Tribunale dei minori di Roma che ha disposto il rimpatrio;
-si chiede al Ministro degli Interni se non ritenga opportuno affiancare una clausola che preveda figure di esperti in grado di controllare le condizioni del minore successivamente all'espletamento delle pratiche di rimpatrio, nel testo dell'Accordo su citato.
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permalink | inviato da robi-spa il 12/12/2008 alle 19:25 | commenti (0) |
BAMBINO RUMENO RIMPATRIATO SENZA GARANZIE
I deputati Radicali, prima firmataria Elisabetta Zamparutti, mercoledì scorso hanno presentato un'interrogazione urgente al ministro degli Esteri Frattini e al ministro della Giustizia Alfano sul caso di Gratian Gruia, il bambino di tre anni di origini rumene trovato dalla Squadra Mobile di Roma il 25 maggio 2007 in condizioni terribili perché seviziato dal padre ed abbandonato dalla madre. Affidato subito alla casa famiglia "La Valle dei fiori", il 28 maggio di quest'anno, l'allora Pubblico Ministero del Tribunale dei Minori di Roma, Simonetta Matone, chiese ed ottenne la decadenza dalla potestà genitoriale del padre per i gravi maltrattamenti commessi. La Romania, che si era costituita in giudizio, ha chiesto la riconsegna del piccolo che ha ottenuto l'8 luglio.
Secondo i Radicali la sentenza con cui il Tribunale dei Minori ha disposto la consegna del minore alle autorità rumene non era adeguatamente motivata. "Il 27 ottobre scorso – rendono noto i deputati Radicali - il piccolo Gratian, che non sa una parola di rumeno, è stato prelevato e consegnato a dei funzionari dell'ambasciata rumena che lo hanno trasferito in Romania, accompagnato da un'operatrice italiana della casa famiglia nella quale il piccolo era cresciuto". Nell'interrogazione i Radicali segnalano che, "arrivato a Bucarest, il piccolo Gratian sarebbe stato portato via da una persona di sesso maschile che non parlava italiano, nonostante piangesse a dirotto e si attaccasse con tutte le sue forze alla donna italiana, la quale è stata lasciata sola in aeroporto, non le è stata fornita alcuna assistenza e dopo la notte trascorsa lì ha fatto rientro in Italia."
Nessuno sa dove sia finito Gratian fanno sapere ancora i Radicali i quali nell'interrogazione chiedono al ministro Frattini di sapere "se il rimpatrio di Gratian Gruia sia avvenuto nel rispetto di tutte le Convenzioni Internazionali a difesa dei minori e dei diritti umani e se sia legittimo, in un provvedimento giudiziario emesso da un Tribunale per i minorenni, disporre la consegna di un bambino di soli tre anni e mezzo, senza in alcun modo esplicitamente prevedere quali siano le procedure più idonee da adottare al fine di evitare gravissimi e irreversibili traumi".
"Come accade in tutti i paesi civili del mondo – ha dichiarato Elisabetta Zamparutti - quando si procede ad una adozione internazionale, non si strappa mai un bambino dal suo ambiente, ma si procede per gradi e favorendo, attraverso il soggiorno delle coppie adottive nel paese di residenza, la conoscenza da parte del bambino del nuovo ambiente in cui si troverà a vivere."
Il ministro degli Esteri, da parte sua, in una lettera pubblicata sul quotidiano ha espresso rammarico per l'accaduto al Ministro degli Esteri rumeno. Elisabetta Zamparutti ha prontamente commentato rilevando che ha ragione Frattini: le responsabilità dell'accaduto vanno cercate innanzitutto nel nostro Paese dato che il Tribunale dei minori di Roma ha disposto il rimpatrio di Gratian con una sentenza immotivata che peraltro ha disatteso il parere contrario espresso sia dal Pubblico Ministero sia dall'associazione per la tutela dei minori Tetto Azzurro.
"Quello che va verificato – continua la deputatavradicale - è se il nostro Paese ha rispettato l'articolo 3 della Convenzione Onu sui Diritti del Fanciullo, che stabilisce che 'In tutte le decisioni relative ai fanciulli, di competenza sia delle istituzioni pubbliche o private di assistenza sociale, dei tribunali, delle autorità amministrative o degli organi legislativi, l'interesse superiore del fanciullo deve essere una considerazione preminente'".
Secondo Zamparutti "serve una risposta urgente sulla legittimità del provvedimento giudiziario emesso dal Tribunale di Roma, che ha disposto la consegna di un bambino di soli tre anni e mezzo, senza in alcun modo esplicitamente prevedere le procedure più idonee da adottare in fase di esecuzione dell'espatrio del minore al fine di evitare gravissimi e irreversibili traumi."
"Occorrono spiegazioni – continua - sul motivo per cui non è stato, ad esempio, consentito agli operatori della casa famiglia che aveva avuto in custodia Gratian Gruia di accompagnarlo in Romania e di aiutarlo ad 'acclimatarsi' nel nuovo ambiente, come accade in tutti i paesi civili del mondo quando si procede ad una adozione internazionale, cioè non strappando mai un bambino dal suo ambiente, ma procedendo per gradi e favorendo, attraverso il soggiorno delle coppie adottive nel paese di residenza, la conoscenza da parte del bambino del nuovo ambiente in cui si troverà a vivere."
“Di questo è il mio, il nostro Paese che doveva essere garante, non la Romania," conclude Elisabetta Zamparutti.
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permalink | inviato da robi-spa il 1/11/2008 alle 14:45 | commenti (0) |