Source: https://www.slideshare.net/Ghibellini/scuola-spec-prof-leg-pd
Timestamp: 2017-06-23 13:45:33+00:00
Document Index: 63532184

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 22', 'art. 133', 'art. 2043', 'art. 18', 'art. 20', 'art. 2055']

by Alessandro Furlati
Indagine sulla consapevolezza del r...
Rimarcare:”macchinosità del mondo giuridico Vs snellezza del web. Problematiche legali relative al contenuto del sito: ne parleremo la prossima volta Questi sono i punti principali che analizzeremo Si tenga presente che i nomi a dominio .it possono essere assegnati a qualsiasi richiedente che appartenga ad uno Stato membro dell’Unione Europea Governo di internet e la gestione del sistema dei nomi a dominio: si è sviluppato nel proprio interno senza che mai siano state emanate leggi specifiche in materia. Amministrazione di Internet: enti privati, no profit. Authorities che governano Internet: sono tutti enti di diritto privato. IANA: internet assigned number authority. Questo ente è stato posto ai vertici del sistema di assegnazione dei nomi a dominio dall’ISOC, Internet society (organo fondato nel 1992, per lo sviluppo di internet; www.isoc.org). La IANA ha individuato tre principali enti ai quali ha delegato il compito di gestire il DNS per aree prestabilite: ARIN (America), APNIC (Asia), RIPENCC (Europa e parte dell’Africa) In ogni stato esiste poi un ente cui viene affidato il compito di gestire l’assegnazione dei domini nazionali (Italia: RA) al quale si affianca altro organo di controllo Tutta la responsabilità per l’uso del nome a dominio ricade sul registrante; l’unico controllo del Regsitro riguarda il rispetto dell’ordine cronologico (non effettua nessuna indagine di merito sulla legittimazione di colui che fa la domanda o se egli violi o meno diritti altrui). Il registrante corre il rischio di possibili azioni di terzi, non egli potendo rifarsi sul Registro La LAR va inviata o al maintainer oppure direttamente al registro Nomi a dominio “riservati” Vd. www.nic.it/RA Più precisamente si parla di indirizzo alfanumerico, utilizzato a seguito della introduzione del domain name system per facilitare la memorizzazione degli indirizzi numerici IP dei computer. Nome a dominio come segno: indica cioè l’attività corrispondente a quella che si esercita all’interno del sito relativo. Caso concreto: La nota casa automobilistica francese ricorre contro la società titolare del nome a dominio “peugeout.it”, per ottenere l’inibitoria dell’uso del marchio di titolarità esclusiva della ricorrente; la resistente si difende vantando la legittimità della registrazione ottenuta secondo le regole di naming. Altre sentenze conformi a questa: Trib.Pescara 1997: caso “nautilus” Trib.Milano 1997: caso “amadeus.it” Trib.Milano 2000: caso “bancalavoro.net” Trib.Cagliari 2000: caso “andala.it” Caso concreto: La Sabena S.A. titolare dell’omonimo marchio, ricorre al giudice perchè inibisca all’Agenzia A&amp;A l’uso del nome a dominio “sabena.it”. Il motivo fondamentale del rigetto di tale ricorso da parte del Tribunale è, a partire dalla non assimilabilità del nome a dominio al marchio. (NB) Rivalutazione posizione dell’assegnatario del nome a dominio (appariva effettivamente eccessiva la tutela accordata ai titolari del marchio). SENTENZA CHE INNOVA E CAMBIA INDIRIZZO RISPETTO ALLA PRECEDENTE GIUR. Nel momento in cui sembrava che i giudici italiani avessero trovato una linea giuda nella risoluzione dei conflitti tra nomi a dominio tale da ispirare un intervento a livello legislativo, ecco che il tribunale di Firenze interviene con due pronunce che rispetto a quella del caso “sabena.it”, rappresentano un cambio di direzione. Il futuro del disegno di legge 4594/2000, quanto mai incerto e da valutare, tenuto conto che già si sottolineava la sua sovrapposizione rispetto alla tutela fornita dalla normativa marchi. Segni distintivi atipici: rientrano nella fam. dei diritti di prop. intellettuale Trib.Torino, 7.12.05; Trib. Lucca, 25.05.05; Trib. Modena, 27.09.04; Trib. Modena, 17.06.03 Scuola spec. prof. leg. pd
Scuola Specializzazione Professioni Legali Padova Lezione del 03.03.2010 Gli aspetti giuridici di internet NICOLO’ GHIBELLINI avvocato Rovigo, P.zza XX Settembre, 31 [email_address] 2.
Problematiche legali <ul><li>il sistema dei nomi a dominio </li></ul><ul><li>risoluzione delle dispute tra nomi a dominio </li></ul><ul><li>natura giuridica del nome a dominio </li></ul>
La registrazione di un nome a dominio in Italia (.it) <ul><li>Soggetti </li></ul><ul><li>Le regole per l’assegnazione </li></ul><ul><li>Le procedure di registrazione </li></ul><ul><li>Modifica e revoca di un nome a dominio </li></ul><ul><li>Trasferimento di un nome a dominio </li></ul>
Soggetti interessati alla registrazione <ul><li>Autorità di registrazione (internazionali e nazionali) </li></ul><ul><li>Registrante </li></ul><ul><li>Maintainer </li></ul><ul><li>Registrar </li></ul>
Le autorità di registrazione <ul><li>A livello internazionale: </li></ul><ul><li>IANA  gestione dei protocolli di comunicazione e coordina l’assegnazione degli IP; </li></ul><ul><li>Italia: </li></ul><ul><li>Registro </li></ul><ul><li>Comitato di gestione </li></ul><ul><li>Commissione regole </li></ul><ul><li>( www. nic . it ) </li></ul>
Regole per l’assegnazione ( regole di naming ) <ul><li>Priorità della richiesta </li></ul><ul><li>i nomi a dominio vengono assegnati esclusivamente in ragione dell’anteriorità della richiesta. </li></ul><ul><li>Concessione in utilizzo </li></ul><ul><li>i nomi a dominio non si acquistano ma sono concessi in uso. </li></ul><ul><li>Effettivo utilizzo </li></ul><ul><li>una volta assegnato il nome deve essere utilizzato, non è possibile la prenotazione. </li></ul>
La procedura di registrazione (1) <ul><li>I l richiedente </li></ul><ul><li>verifica disponibilità nome a dominio nel database / scelta nome a dominio </li></ul><ul><li>invia lettera di assunzione di responsabilità (LAR) in cui: </li></ul><ul><li>si assume la piena responsabilità civile e penale dell’uso del dominio. </li></ul><ul><li>dichiara di conoscere ed accettare le regole e le procedure di registrazione </li></ul><ul><li>dichiara di sollevare il registro da qualsiasi responsabilità derivante dall’assegnazione e dall’utilizzo del nome a dominio </li></ul>
La procedura di registrazione (2) <ul><li>Nel caso di registrazione asincrona (maintainer) è necessario che l’intermediario invii al Registro anche un modulo tecnico di registrazione (contenente i dati tecnici ed informativi necessari alla registrazione) </li></ul>
La procedura di registrazione (3) <ul><li>Controllo del Registro in relazione a: </li></ul><ul><li>regolare compilazione LAR </li></ul><ul><li>verifica del modulo elettronico </li></ul><ul><li>verifica congruenza tra LAR e modulo elettronico </li></ul><ul><li> </li></ul><ul><li>Esito positivo del controllo: </li></ul><ul><li>Registrazione nome a dominio </li></ul>
Operazioni del Registro sui nomi a dominio <ul><li>Sospensione </li></ul><ul><li>il Registro intende verificare quanto dichiarato nella LAR e a tal fine richiede documentazione al registrante; fino a che il Registro non riceve la documentazione la procedura di registrazione rimane sospesa </li></ul><ul><li>Revoca </li></ul><ul><li>Sentenza passata in giudicato, notificata al Registro </li></ul><ul><li>Mancanza requisiti soggettivi </li></ul><ul><li>Mancanza requisiti tecnici </li></ul><ul><li>Mancata presentazione documenti </li></ul>
La risoluzione delle dispute tra i domini <ul><li>Arbitrato </li></ul><ul><li>Procedura di riassegnazione </li></ul><ul><li>Contenzioso ordinario </li></ul>
Procedura arbitrale: principi <ul><li>Rispetto del contraddittorio </li></ul><ul><li>oltre alle difese iniziali, alle parti può essere concesso un termine per memorie e repliche </li></ul><ul><li>Poteri istruttori </li></ul><ul><li>Decisone secondo equità </li></ul>
Natura giuridica del nome a dominio <ul><li>nome a dominio </li></ul><ul><li>marchio (segni distintivi) </li></ul><ul><li> </li></ul><ul><li>concetti affini o mondi diversi ? </li></ul>
La qualificazione del nome a dominio <ul><li>Qualificazione tecnica  indirizzo numerico. </li></ul><ul><li>Qualificazione giuridica  non è possibile paragonarlo ad un indirizzo, perché: </li></ul><ul><li>Il nome a dominio rimanda ad un certo IP , collegato ad una certa macchina in rete. </li></ul><ul><li>Il nome a dominio è scelto liberamente </li></ul><ul><li>Dal punto di vista giuridico il nome a dominio può essere considerato un “segno”. </li></ul>
Giurisprudenza e dottrina <ul><li>elementi che emergono dalla comparazione tra nome a dominio e segni distintivi </li></ul><ul><li>Una certa analogia di funzione in campo commerciale (identificazione) </li></ul><ul><li>Interferenza (conflitto) tra sistema dei nomi a dominio (regole proprie) e disciplina segni distintivi (D.Lgs. N.30/05): quali regole applicare? </li></ul>
Tribunale di Vicenza 1998: caso “ Peugeout.it” <ul><li>Caso: conflitto tra marchio registrato e nome a dominio. </li></ul><ul><li>Passaggi fondamentali: </li></ul><ul><li>Irrilevanza della registrazione della RA </li></ul><ul><li>Regole di naming  legge ordinaria sui marchi e segni distintivi </li></ul><ul><li>Le regole di naming hanno natura privatistica, tale da non sottrarre il titolare alla disciplina della legge ordinaria </li></ul><ul><li>Il nome a dominio svolge funzioni analoghe al marchio </li></ul><ul><li>Sentenza: </li></ul><ul><li>applicabilità ai nomi a dominio della legge sui marchi e segni distintivi </li></ul>
Tribunale di Firenze 2000: caso “ sabena.it” <ul><li>Caso: conflitto tra marchio registrato e nome a dominio </li></ul><ul><li>Passaggi fondamentali: </li></ul><ul><li>Equiparazione del nome a dominio ad un comune indirizzo </li></ul><ul><li>In relazione al nome a dominio non può porsi il problema della violazione d’impresa, della sua denominazione e dei suoi segni distintivi </li></ul><ul><li>Una volta che il nome a dominio venga ottenuto in conformità delle regole di naming, queste prevalgono sull’utilità che l’impresa possa ottenere dalla corrispondenza nome dominio. </li></ul><ul><li>Sentenza: </li></ul><ul><li>non assimilabilità del nome a dominio a marchio </li></ul>
Contrasto giurisprudenziale sulla natura del nome a dominio <ul><li>Primo indirizzo giurisprudenziale: </li></ul><ul><li>il nome a dominio è assimilabile al segno distintivo per cui nei conflitti con il marchio e gli altri segni distintivi si applicherà la legge sul marchio </li></ul><ul><li>Secondo indirizzo giurisprudenziale: </li></ul><ul><li>il nome a dominio non è assimilabile al marchio o agli altri segni distintivi, per cui le uniche regole applicabili saranno quelle di naming </li></ul>
Le pronunce del Tribunale di Firenze <ul><li>Ordinanze del Tribunale di Firenze </li></ul><ul><li> </li></ul><ul><li>28 maggio 2001 </li></ul><ul><li>7 giugno 2001 </li></ul><ul><li> </li></ul><ul><li>CAMBIO DI ORIENTAMENTO IN TEMA DI RAPPORTO TRA NOMI A DOMINIO E SEGNI DITINTIVI </li></ul>
Ordinanze Tribunale di Firenze 28 maggio e 7 giugno 2001 <ul><li>l’utilizzazione del segno altrui come nome a dominio può comportare la violazione del diritto all’uso esclusivo del marchio </li></ul><ul><li> </li></ul><ul><li>la società che aveva dato al proprio sito un nome a dominio illegittimo è stata condannata alla cancellazione del dominio presso la Ra. </li></ul>
Tribunale di Napoli sentenza del 26/02/02 <ul><li>Conferma della giurisprudenza della “primavera 2001” </li></ul><ul><li>Nomi a dominio: segni distintivi atipici </li></ul><ul><li>Rimangono irrisolti i problemi sollevati dalla “circolazione del nome a dominio” </li></ul><ul><li>mentre il nome a dominio una volta registrato non può essere utilizzato da altri in rete, fuori da essa possono esserci altri marchi uguali </li></ul>
Nome a dominio e marchio: differenze <ul><li>Marchio: </li></ul><ul><li>controllo requisiti di legge (veritiero, originale, nuovo e registrato) </li></ul><ul><li>concessione diritto esclusivo utilizzo del segno </li></ul><ul><li>Efficacia all’interno dello stato </li></ul><ul><li>Nome a dominio </li></ul><ul><li>Controllo solo formale </li></ul><ul><li>No limitazione territoriale </li></ul>
Il caso “armani.it” <ul><li>Tribunale di Bergamo, sentenza n. 634/03: </li></ul><ul><li>la cancellazione della parola “armani” nel nome a dominio registrato dal convenuto; </li></ul><ul><li>Inibizione uso della parola “armani” come nome a dominio, ove non accompagnata da elementi differenziatori dalla nota casa di moda </li></ul>
Ratio della sentenza n. 634/03 <ul><li>Il dominio “armani.it” registrato ai fini commerciali da un incisore di nome Luca Armani lede i diritti dello stilista </li></ul><ul><li>Giorgio Armani è titolare di un marchio “forte” cioè celebre e meritevole di una tutela allargata a categorie merceologiche differenti da quelle per cui il marchio è stato registrato </li></ul>
Conseguenze della sentenza n. 634/2003 <ul><li>Ridimensionamento delle regole di naming (ora regole di registrazione): </li></ul><ul><li>Hanno vigore solo nel sistema di gestione dei nomi a dominio; </li></ul><ul><li>Mere regole contrattuali (carattere amministrativo interno) </li></ul><ul><li>No efficacia vincolante al di fuori del mondo internet </li></ul><ul><li>NB: il giudice, nei conflitti tra nomi a dominio e marchio applica la legge (non può applicare regole di valore meramente interno) </li></ul>
Il definitivo orientamento della giurisprudenza <ul><li>Il nome a dominio è costituito da una denominazione; </li></ul><ul><li>Il nome a dominio può essere assimilato ai segni distintivi (segno distintivo atipico); </li></ul><ul><li>Nome a dominio e segni distintivi hanno analoghe funzioni “individualizzanti”; </li></ul><ul><li>L’impiego del nome a dominio può produrre delle interferenze con i diritti esclusivi dei titolari delle altre denominazioni protette; </li></ul><ul><li>Risoluzione conflitti tra nome a dominio e altri segni distintivi: normativa sul marchio (segni distintivi) </li></ul>
D.Lgs. n. 30/2005 <ul><li>il nuovo codice della proprietà industriale equipara, per la prima volta , il nome a dominio agli altri segni distintivi </li></ul><ul><li>art. 22 (unitarietà segni distintivi) </li></ul><ul><li>Art. 118, co.6 (azione di rivendica) </li></ul><ul><li>art. 133 (azione cautelare) </li></ul>
Scuola Specializzazione Professioni Legali Padova Lezione del 21.05.2010 La responsabilità civile in Internet 29.
Programma <ul><li>L’illecito civile </li></ul><ul><li>Individuazione giudice competente per territorio </li></ul><ul><li>Individuazione soggetti responsabili </li></ul>
L’illecito civile <ul><li>art. 2043 c.c. </li></ul><ul><li>qualunque fatto doloso e colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno </li></ul>
Individuazione giudice competente per territorio <ul><li>I criteri di competenza </li></ul><ul><li>Giudice del luogo in cui il convenuto (danneggiante) ha la residenza, il domicilio o la dimora (art. 18, 19 c.p.c.) </li></ul><ul><li>Giudice del luogo in cui l’obbligazione è sorta o deve essere eseguita (art. 20 c.p.c.) </li></ul>
Individuazione forum commissi delicti <ul><li>non è un problema risolvibile facilmente a causa delle caratteristiche del web: </li></ul><ul><li>delocalizzazione </li></ul><ul><li>dematerializzazione </li></ul><ul><li>irrilevanza dei confini </li></ul>
Giurisprudenza (1) <ul><li>primo orientamento </li></ul><ul><li>è competente il giudice del luogo dove è ubicato il pc dal quale partono i contenuti diretti in rete </li></ul>
Giurisprudenza (2) <ul><li>secondo orientamento </li></ul><ul><li>sono competenti tutti i giudici ubicati nei luoghi dai quali è possibile accedere alla rete (in ognuno di tali fori si manifesta la lesione del diritto) </li></ul>
In conclusione <ul><li>Criterio del forum commissi delicti non è del tutto soddisfacente </li></ul><ul><li>Necessario individuare un altro criterio che meglio risponda alle caratteristiche di internet, in modo che: </li></ul><ul><li>la causa venga incardinata dove l’illecito si è compiuto, causando un danno </li></ul><ul><li>venga impedito il forum shopping </li></ul>
Cassazione Civile S.U. n. 6591/2002 <ul><li>nel caso di illecito realizzato a mezzo internet la competenza spetta al giudice del luogo in cui il danneggiato ha la propria sede </li></ul>
Individuazione dei soggetti responsabili <ul><li>Provider </li></ul><ul><li>Prestatore di servizi della società dell’informazione </li></ul><ul><li> </li></ul><ul><li>direttiva 2000/31/Ce </li></ul><ul><li>(direttiva commercio elettronico </li></ul><ul><li>recepita in Italia con il d.lgs. n. 70/2003) </li></ul><ul><li>Individuazione di 4 tipologie di provider </li></ul>
Le tipologie di provider <ul><li>Access: fornisce la connessione alla rete </li></ul><ul><li>Service : fornisce ulteriori servizi (e-mail, newsgroup, motori di ricerca…) </li></ul><ul><li>Content : veicola tramite il suo sito propri contenuti (notizie di cronaca, foto, sentenze…) </li></ul><ul><li>Host : ospita sul server i siti creati da altri soggetti (che desiderano svolgere il ruolo di service o content ) </li></ul>
Quesito fondamentale <ul><li>un utente rimasto anonimo pone in essere un atto illecito, attraverso servizi messi a disposizione da un operatore della rete (provider) </li></ul><ul><li> </li></ul><ul><li>Chi è il soggetto responsabile? </li></ul><ul><li>Chi deve risarcire il danno prodotto? </li></ul>
Prima ipotesi <ul><li>il provider fornisce servizi “ontologicamente” volti a realizzare illecito </li></ul><ul><li> </li></ul><ul><li>Il provider è responsabile direttamente dei danni causati </li></ul>
Seconda ipotesi <ul><li>Servizio fornito non è finalizzato alla commissione di illecito </li></ul><ul><li>Non partecipazione alla realizzazione dell’illecito </li></ul><ul><li>Comunicazione al danneggiato indirizzo Ip o generalità del danneggiante </li></ul><ul><li>Cancellazione materiali illeciti </li></ul><ul><li> </li></ul><ul><li>Il provider non può essere considerato responsabile dell’illecito commesso dall’utente </li></ul>
Il problema della responsabilità del provider: ipotesi risolutive <ul><li>Giurisprudenza e legislazione USA </li></ul><ul><li>Italia: normativa di riferimento e prime ipotesi giurisprudenziali </li></ul>
Italia <ul><li>normativa di riferimento </li></ul><ul><li>direttiva 2000/31/CE </li></ul><ul><li>D.Lgs. n. 70 del 2003 </li></ul><ul><li> </li></ul><ul><li>scelta di fondo: </li></ul><ul><li>No creazione forma di responsabilità ad hoc per il provider, ma applicazione di regole di diritto comune </li></ul>
La responsabilità del provider in Italia <ul><li>Il provider può essere riconosciuto responsabile quando ha consentito la realizzazione dell’illecito da parte dell’utente </li></ul><ul><li>C’è responsabilità del provider quando lo stesso abbandona il ruolo di intermediario tecnico e partecipa alla realizzazione dell’illecito dell’utente (responsabilità solidale ex art. 2055 c.c.) </li></ul>
Tribunale di Catania 29.06.04 <ul><li>Il provider è responsabile dell’illecito posto in essere dall’utilizzatore quando abbia piena consapevolezza del carattere antigiuridico dell’attività posta in essere dall’utente </li></ul><ul><li>Responsabilità colposa: no controllo e rimozione materiale sospetto </li></ul><ul><li>Responsabilità dolosa: no intervento nonostante la certezza della condotta illecita </li></ul>
Evoluzione giurisprudenziale <ul><li>Tribunale di Milano 03.06.2006 </li></ul><ul><li>(resp. civile del service provider, per violazione del diritto d’autore) </li></ul><ul><li>Tribunale di Bari 13.06.2006 </li></ul><ul><li>(resp. civile dell’host provider per lesione diritto all’immagine) </li></ul>