Source: http://adozionigiuste.datafox.it/esperienze.htm
Timestamp: 2018-06-24 22:20:39+00:00
Document Index: 155180618

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Raccontiamo le nostre esperienze
( ultimo aggiornamento di questa pagina: 9/04/09 )
Se anche tu hai vissuto delle esperienze in prima persona e desideri renderle pubbliche, in quanto pensi che possano risultare utili a qualche altro visitatore del sito, raccontale:
utilizza il blog o scrivimi!
Questo è uno spazio dedicato al racconto delle esperienze vissute in prima persona da alcune persone che hanno o stanno per adottare un figlio/a.
E' nostra intenzione, man mano che arriveranno contributi dai visitatori del sito, organizzarli su tematiche specifiche (es. problemi incontrati, suggerimenti, rapporti con il figlio e/o con la società) per agevolarne la consultazione. Alcune informazioni e considerazioni vengono estratte anche dal newsgroup it.sociale.adozione che consigliamo a tutti voi di frequentare.
Solo una raccomandazione: le storie ed i dati qui raccolti non hanno assolutamente valore statistico in quanto, si sa, spesso succede che il desiderio di raccontare la propria "storia" nasce soprattutto nelle coppie che hanno incontrato delle difficoltà sul percorso di adozione. Speriamo, comunque, che anche coloro che hanno trovato agevole l'iter di adozione manifestino le loro opinioni e forniscano il loro contributo, in modo da equilibrare la visione non certo rosea che probabilmente trasparirà da questa pagina.
Storie di adozione raccontate dai genitori
Storie di adozione raccontate dai figli adottati
PRIMA: leggi che regolano le procedure di richiesta di un'adozione nazionale e internazionale
DURANTE: durante l'iter di adozione
Detrazioni fiscali per spese sostenute per l'adozione
DOPO: quando l'adozione è conclusa o stà per concludersi
Congedo per il periodo di permanenza nello Stato estero per adozione internazionale
Permessi giornalieri per maternità
per i genitori adottivi
per psicologi ed assistenti sociali
Problemi incontrati durante l'iter di adozione
La presentazione della domanda al Tribunale dei Minori
I colloqui con psicologo ed assistente sociale
La scelta dell'ente autorizzato
Rapporti con il figlio
Ai sensi della Legge 675/96 si dichiara che compilando i moduli del sito, il visitatore del sito ci autorizza alla detenzione dei dati personali da lui inseriti.
I suddetti dati saranno utilizzati esclusivamente per l'invio dell'eventuale risposta e/o pubblicazione in questo sito. Anche l'indirizzo di e_mail comparirà nel sito, solo qualora il mittente l'abbia inserito nel modulo e quindi abbia acconsentito esplicitamente.
Si ricorda, inoltre, che ai sensi dell'articolo 13 della legge 675/96, si ha diritto di chiedere, in qualunque momento, la cancellazione dei propri dati nonchè la trasformazione in forma anonima, il loro aggiornamento, rettificazione ed integrazione.
In questa sezione inseriamo il link a pagine che raccontano "storie di adozione" dei visitatori del sito.
Abbiamo inserito anche la "nostra storia di adozione" ... anche se non è ancora conclusa! Confidiamo, inoltre, nel fatto che la nostra decisione di renderla pubblica possa servire di stimolo per qualche visitatore, a contribuire con il proprio "racconto", nella speranza che le esperienze di tutti noi siano di utilità a qualche altro futuro visitatore di questo sito.
Forse, alcune delle "esperienze" vi potranno sembrare una "semplice cronistoria di eventi banali": speriamo, comunque, che tutte insieme sappiano dare una panoramica di questo variegato "mondo delle adozioni"!!
Inviateci anche voi la vostra esperienza: la pubblicheremo con piacere in questa sezione del sito. Ovviamente, chiunque desideri la pubblicazione della propria "storia" di adozione, deve assumersi la responsabilità del contenuto fornito: anche per questo motivo, in generale preferiamo non inserire "esperienze" anonime. Inoltre auspichiamo che si acconsenta a rendere pubblico un proprio indirizzo di e-mail, con il quale poter essere eventualmente contattati dai visitatori del sito. Infatti, raccontare la propria storia deve soprattutto essere (oltre eventualmente uno sfogo personale) un'occasione per trasferire ad altri la propria esperienza, per cui sarebbe assai opportuno rendersi rintracciabili via e-mail.
Nota: se preferisci non rendere pubblico il tuo indirizzo di e-mail principale, puoi crearne uno nuovo gratuito da qualche parte in Internet. Alcuni, ad esempio www.email.it o yahoo.it, consentono anche di configurare l'indirizzo di e-mail in modo tale da redirigere automaticamente le mail in arrivo ad un altro indirizzo, quale la vostra casella di e-mail principale!!
I seguenti siti che raccolgono altre esperienze di genitori adottivi:
- http://www.adozionefamiglieicyc.org/testimonianze.htm
Esperienza 1: la "storia di adozione" di Mary ed Enzo ( )
La presentazione della domanda di adozione
I colloqui con assistente sociale e psicologo
I contatti con alcuni enti autorizzati
Sorpresa: respinta la nostra richiesta di adozione
Il ritiro delle relazioni
Un’analisi delle relazioni e le nostre considerazioni
A chi imputare maggiormante la colpa?
Dopo la sentenza della Corte di Appello l'iter continua
Esperienza 2: la "storia di adozione" di Daniela e Mauro ( )
Capitolo I - Qui comincia l'avventura ... (Adottare?/ Dalla parte del bambino / Quarant'anni / La famiglia come "sistema" / Prepariamoci bene! / Adozione come strumento terapeutico per la coppia? / Quale adoizone? / L'adozione difficile / Il momento della decisione / Il concetto di "Coppia")
Capitolo II - L'avventura continua! (La coppia indagata / L'assistente sociale / Lo psicologo / Come affrontare l'indagine / Sistema aperto, sistema chiuso / Tutto tace...)
Capitolo III - L'avventura si fa grande! (Succede qualcosa! / Il rischio giuridico / Dott. Jeckil e Mr. Hide / Questi fantasmi ... ! / Adozione come rito di passaggio)
Capitolo IV - L'avventura si conclude? (Dirlo o non dirlo / La mosca bianca / L'affidamento preadottivo / Genitori adottivi per sempre?)
Esperienza 3: la "storia di adozione" di Loredana e Michele ( )
La scelta dell'aiuto
La partenza per la Bulgaria
L'arrivo a Burgas
Risposte alla esperienza di Lory
Esperienza 4: la "storia di adozione" di Emanuela e Fabio ( )
La scelta dell'associazione
I documenti ed i certificati
Una notizia: ... speriamo sia bella!
La trafila bulgara
Esperienza 5: cancellata
Esperienza 6: la "storia di adozione" di Angela ed Giuliano ( )
Esperienza 7: la "storia di adozione" di Valeria ( )
... era l'inverno del '93
Esperienza 8: la "storia di adozione" di Dado e Patty ( )
Esperienza 10: la "storia di adozione" di Rinaldo e Laura ( )
... è arrivato Roberto!!!
Esperienza 11: la "storia di adozione" di Stefano e Mariella ( )
Esperienza 12: la "storia di adozione" di Roberto e Stefania
Esperienze raccontate in altri siti:
In questa sezione inseriamo i contributi che ci arrivano da persone che sono state adottate e che desiderano raccontarci la loro esperienza. Anche questi racconti possono aiutarci a comprendere meglio che cosa è un'adozione e cosa può significare per coloro che la vivono in prima persona.
L'opportunità di inserire questa sezione è nata dalla richiesta, arrivataci via email, di una laureanda che desidera raccogliere informaioni utile alla sua tesi. Ho quindi inserito un modulo apposito che ti invitiamo ad utilizzare come traccia se vuoi anche tu contribuire a questa sezione ed alla tesi di Laura. Alcuni dei contributi, quelli pervenuti tramite quel modulo hanno una struttura che consente di individuare agevolmente alcune informazioni (es. età, anno di adozione, Paese di origine).
Inoltre visita alcuni i siti che ho raccolto nella pagina di link, specificatamente dedicati ai figli adottivi!
Visita anche la sezione dedicata ai figli adottati presente nel blog di adozionigiuste
Esperienza figli 1: la "storia di adozione" di Sole ( )
Esperienza figli 2: la "storia di adozione" di Anjana, Bharati e Sushma
Esperienza figli 3: la "storia di adozione" di Silvia ( )
Esperienza figli 4: la "storia di adozione" di Madhury ( )
Esperienza figli 5: la "storia di adozione" di Giovanna
Esperienza figli 6: la "storia di adozione" di Gaetano ( )
Esperienza figli 7: la "storia di adozione" di Franco
Esperienza figli 8: la "storia di adozione" di Rosita
Esperienza figli 9: la "storia di adozione" di Grazia
Esperienza figli 10: la "storia di adozione" di Jyothi ( )
Esperienza figli 11: la "storia di adozione" di Valeria( )
Esperienza figli 12: la "storia di adozione" di Valentina
Esperienza figli 13: la "storia di adozione" di Elisabetta
Premendo il pulsante seguente visualizzi una tabella che riassume i tempi impiegati per completare l'iter di adozione da alcune coppie che hanno visitato il sito:
--- Inserisci anche tu i tempi della tua adozione premendo il pulsante seguente!!!!
... anche questa tua esperienza può essere di aiuto ad altre coppie che ripercorreranno in futuro i tuoi stessi passi!!
In teoria, buona parte dei costi necessari per una adozione sono a carico della società e non dovrebbero gravare sulla coppia: questo è comunque vero solo per l'adozione nazionale, "privilegio" comunque di pochi sia per il numero (fortunatamente) esiguo di bambini abbandonati in Italia sia per l'impossibilità di fare eventuale ricorso. Per quella internazionale esistono, invece, sicuramente almeno i costi per le pratiche necessarie sia in Italia sia nel Paese di origine del bambino/a. Esistono poi costi potenzialmente aggiuntivi, ad esempio per accelerare i tempi richiesti per effettuare alcuni esami medici richiesti, per eventuali ricorsi (avvocato, consulente tecnico scelto dal Tribunale, consulente tecnico di parte), per contributi che l'ente autorizzato richiede per svolgere al meglio il suo operato e per supportare le spese che deve sostenere, procurando alla coppia anche il soggiorno all'estero per il periodo necessario.
--- Inserisci anche tu i costi della tua adozione premendo il pulsante seguente!!!!
Grazie al contributo alcuni visitatori, abbiamo inserito una sezione con alcune informazioni/consigli relativamente alla documentazione da produrre per il Paese estero.
Raccogliamo qui i "giudizi" (o sarebbe meglio dire le "impressioni") che i visitatori del sito hanno dato relativamente agli enti autorizzati con i quali hanno interagito per ottenere semplici informazioni e/o per affidarsi nel completamento del processo di adozione. Ovviamente sono opinioni personali e non necessariamente oggettive.
Indennità per astenzione obbligatoria e facoltativa, anticipo TFR, congedi per la malattia del figlio
Vedere leggi.htm
Domanda al Tribunale dei Minori per richiedere che il bimbo sia riconosciuto come vostro figlio per l'Italia e per avere la cittadinanza italiana.
Anagrafe e certificato di cittadinanza
Quando si arriva in Italia con il bimbo, si è suoi genitori per il suo Paese di origine ma non ancora per la legge italiana. Il bimbo è perciò un "extracomunitario" fin quando non esisterà la sentenza di un Tribunale dei Minori italiano che dichiari che è figlio vostro.
Perciò, non appena arrivati in Italia è necessario rivolgersi all'ufficio di polizia dell'aeroporto (quando si passa per fare vedere il passaporto del bimbo è sufficiente dire che è un figlio appena adottato e saranno loro ad indicarvi dove andare): oltre al passaporto del bimbo con il visto di ingresso richiesto all'ambasciata italiana del Paese straniero, è necessario avere anche una copia della sentenza straniera che dichiarra che voi siete i suoi genitori.
Appena possibile (entro una decina di giorni) è poi necessario andare all'ufficio immigrazione della Questura della propria città per richiedere il permesso di soggiorno per il bimbo. Non è facile ottenere informazioni telefoniche su quali documenti portare per presentare quella richiesta in quanto (almeno a Torino) il numero verde per le informazioni al pubblico è sempre occupato o non risponde nessuno): solo per riuscire ad avere qualche informazionee uno rischia di fare lunghissime code con centinaia di extracomunitari andando personalmente allo sportello informazioni della questura! Almeno nel 2003 (le procedure potrebbero cambiare!) è necessario portare i seguenti documenti per richiedere il permesso di soggiorno per il bimbo adottato:
(vedere anche il sito http://stranieriinitalia.it/docum/soggiorno/adozione.htm dove tuttavia le informazioni che personalmente avevo trovato non risultavano molto aggiornate e indicavano documenti che non mi sono poi stati richiesti):
4 fotografie uguali formato tessera
Passaporto del bimbo
Sentenza di idoneità rilasciata dal Tribunale dei Minori
Sentenza del Paese di provenienza del bimbo in cui viene dichiarato che è vostro figlio.
Si noti che, almeno a Torino (Ufficio Stranieri, via Ventimiglia, 201 - 10127 Torino - Tel. (00 39) 0115588323), la sede attuale è esistono degli orari specifici (a Torino attualmente nel pomeriggio lun, merc, ven 15-18) in cui possono presentare la domanda i cittadini non extracomunitari: in pratica, mentre negli altri orari ci sono file lunghissime ed ore di attesa, se uno va in quegli orari non trova quasi nessuno e si presenta la domanda in pochi minuti. Viene rilasciato un documento provvisorio, provvisto della foto del bimbo, che dichiara che si è presentata tale domanda: dopo qualche mese (circa due) è necessario ripresentarsi in questura per ritirare il permesso definitivo: in pratica succede spesso che arrivi prima la sentenza del TdM per cui non serve più andare a ritirare tale permesso di soggiorno!
E' necessario inoltre andare personalmente al Tribunale dei Minori con la sentenza del Paese estero, per richiedere che il bimbo sia riconosciuto come vostro figlio anche per la legislazione italiana. Si noti che la domanda per quella richiesta deve essere firmata da entrambi i genitori per cui, se uno solo può recarsi al TdM, è necessario avere un foglio di delega del consorte. Dopo un mese o due arriva la notifica a casa di andare a ritirare tale decreto. Si noti che, soprattutto qualora il Paese estero richieda tra i documenti da inviare (ad adozione avvenuta) anche la relazione dell'assitente sociale del territorio, tale relazione viene inviata al TdM e per averne una copia autenticata è necessario richiederla personalmente al Tribunale: può essere perciò conveniente chiedere, al ritiro della sentenza, se risulta anche disponibile tale relazione.
Risulta poi conveniente andare negli uffici della propria ASL per richiedere la tessera sanitaria per il bimbo. E' sufficiente avere con sè il documento provvisorio che attesta la richiesta del permesso di soggiorno rilasciato dalla questura. Viene subito da loro creato un codice fiscale provvisorio e rilasciata la tessera sanitaria provvisoria, valida fin quando non ci sarà la sentenza del TdM. Contrariamente a quanto ci avevano detto, non è di alcuna utilità andare all'anagrafe per ottenere un codice fiscale provvisorio prima di avere la dichiarazione del TdM, in quanto l'attuale certificato di convivenza non serve praticamente a nulla nel caso di una adozione (almeno questo è quello che ci è stato detto dall'impiegato dell'anagrafe centrale di Torino).
Una volta avuta la sentenza del TdM è poi necessario andare all'ufficio nascite dell'anagrafe per la dichiarazione dell'atto di nascita. Essendo un caso particolare di atto di nascita, spesso esiste una persona specializzata a seguire queste pratiche (a Torino, nel 2004, è la sig.ra Passini -011-4425252). Si consegnano quindi tutti i documenti che il TdM ha consegnato insieme alla Sentenza (conviene portare anche con sè il passaporto del bimbo). Dopo qualche giorno (almeno una settima), viene al domicilio dichiarato un accertatore anagrafico che può essere conveniente contattare preventivamente per mettersi d'accordo sul giono e ora in cui incontrarsi. E' poi necessario attendere ancora qualche giorno (questa volta in genere meno di una settimana) perchè il tutto venga registrato e si possa finalmente andare in una anagrafe per richiedere il certificato di cittadinanza (ed eventualmente di residenza) del bimbo che in genere deve essere inviato al Paese estero.
Si devono quindi apostillare i documenti necessari (es. certificato di cittadinanza, Sentenza del Tribunale), si fanno tradurre tutti i testi da un traduttore ufficiale e si invia il pacco (comprensivo, ad esempio, di foto, relazione sociale, certificato medico del pediatra) al Paese estero tramite l'associazione autorizzata.
Soprattutto nei primi mesi in cui è opportuno rinforzare il legame tra figlio e genitori, si si possono sfruttare le ludoteche presenti in alcune realtà cittadine (es. in Torino ne esistono diverse => vedere il sito ....): costituiscono una valida alternativa alle scuole materne, dove analogamente esistono giochi e possibilità di stare con altri bimbi ma sotto la supervisione di un genitore del bimbo od altro maggiorenne delegato. Anche se anche per queste strutture il numero di iscritti è limitato, dicendo che il bimbo è stato appena adottato, noi non abbiamo avuto problemi ad avere accettata la nostra richiesta di iscrizione in una ludoteca di Torino. Per quanto rigurda le scuole materne comunali e statali, è necessario presentare la domanda il gennaio dell'anno precedente alla frequentazione .... a meno di andare in scuole private: per le scuole di Torino si può visitare il sito .... dove si possono scaricare anche i moduli da compilare.
Raccogliamo qui alcuni suggerimenti che ci arrivano, anche a rischio di sembrare forse un po' presuntuosi: non ce ne vogliate!
Ai genitori_adottivi
Se potete, cercate di sfruttare le astensioni facoltative concesse per legge ai lavoratori dipendenti: il vostro nuovo figlio ... ed anche voi ... avete necessità di un periodo di ambientamento che non può concludersi in pochi giorni!! Per informazioni sulle leggi al riguardo visitate la pagina leggi.htm
Agli psicologi ed assistenti sociali
Se siete professionalmente e con coscienza convinti dell'idoneità di una coppia all'adozione, cercate nelle vostra relazione di essere sintetici e di tener sempre presente la sua finalità. Perciò, non inserite frasi ambigue o comunque inutili in quel contesto per motivare il vostro giudizio: alcuni giudici, non avendo come voi avuto occasione di conoscere approfonditamente la coppia nelle molte ore di colloquio, potrebbero "interpretare" soggettivamente quelle stesse frasi e "ribaltare" completamente il vostro giudizio.
Può essere di vostro interesse vedere sia i risultati attualmente ottenuti del questionario "Indagine sul rapporto tra servizi sociali e genitori adottivi" sia la tesi di Letizia, laureata in Servizi Sociali, che ha utilizzato proprio alcuni di quei dati raccolti per la parte sperimentale del suo lavoro.
Ricordarvi, nell'emettere il vostro verdetto, che molto probabilmente non esiste nel mondo reale la coppia "perfetta" per l'adozione (che cioè risponde completamente a tutta una serie di requisiti ideali), così come non esiste il genitore "perfetto" per un figlio "biologico". Esistono, invece, molte coppie che sono in grado di intraprendere l'avventura dell'adozione con il necessario amore, con la stessa o spesso maggiore consapevolezza e determinazione che un concepimento comporta (o, perlomeno, dovrebbe comportare). Proprio per questo, probabilmente il rischio (comunque intrinseco in ogni scelta di vita) è comunque minore rispetto ad una generica coppia che concepisce un figlio. Cercate di sviluppare, sempre più in voi, il sentimento di vera umanità che comporta anche l'accettazione di una "percentuale di rischio" teorico che comunque oggettivamente esiste sempre. Ogni domanda di adozione da voi rifiutata, per forse eccessivo garantismo, ha delle conseguenze proprio su quei bambini che devono così continuare ad aspettare più a lungo l'affetto dei genitori.
Vengono qui riepilogati alcuni problemi segnalatici dai visitatori del sito, durante l'iter di adozione ed anche in seguito.
1) La presentazione della domanda al Tribunale dei Minori
Il primo passo per adottare un figlio è quello di presentare l'apposita domanda al TdM.
In particolare, la Legge stabilisce che è possibile presentare la domanda per l'adozione internazionale solo al TdM competente nella zona di residenza della coppia. In genere, esiste un TdM in ciascuna regione, ... comunque potete trovare l'elenco completo dei TdM in Italia, con relativo indirizzo e numero telefonico, nella pagina dei link.
Per l'adozione nazionale è possibile presentare la domanda anche in più TdM: può essere un modo per aumentare le probabilità, anche se le adozioni nazionali sono veramente pochine! Non c'è un limite al numero di domande che la coppia può presentare, ma la replica della domanda fuori dalla zona di residenza della coppia è in genere di scarsa utilità pratica, a meno che non la copia non sia disposta ad aottare bimbi bimbi grandicelli e/o con gravi problemi: negli altri casi la prassi generalmente adottata dai TpM sembra quella di dare la "precedenza" alle coppie della zona di loro competenza. Tutto questo dovrebbe essere risolto con l'anagrafe delle adozioni, prevista dalla nuova legge, che tuttavia (per quello che ne sappiamo) non e ancora in funzione. Può comunque succedere che un TdM desideri allontanare il più possibile un bimbo dalla sua famiglia di origine e quindi decida di scegliere coppie di altre regioni.
Per quanto riguarda la procedura per presentare domande multiple, alcuni TdM prendono atto della richiesta e si fanno mandare la documentazione già raccolta dal TdM di residenza in cui la coppia ha presentato la prima domanda, altri richiedono documentazioni/accertamenti aggiuntivi, altri ancora fanno ricominciare alla coppia da capo tutta la procedura (colloqui compresi!).
Per avere un'idea delle domande accettate in percentuale negli ultimi anni dai diversi TdM italiani, visitate la pagina sulle statistiche disaggregate per ciascun TdM.
2) I colloqui con psicologo ed assistente sociale
Il primo "ostacolo" da superare sono i colloqui con assistente sociale e psicologo. Se si è fortunati e si incontrano persone professionalmente preparate, può essere un'occasione per approfondire il tema dell'adozione e superare alcuni timori. Tuttavia, durante tali colloqui, ricordatevi sempre che ogni vostra frase potrebbe essere "usata contro di voi" (come avviene in un interrogatorio!). Infatti, quello che vi viene talvolta presentato come un "percorso" che la coppia deve compiere, con la guida di persone specificatamente preparate, allo scopo di prendere (semmai ce ne fosse necessità) completa consapevolezza delle problematiche che un'adozione comporta, è innanzitutto un "test di conformità" sulla vostra idoneità all'adozione. Perciò, esiste il pericolo che, anche se il giudizio conclusivo dello psicologo e dell'assistente sociale è positivo, vengano da questi ultimi riportate, nelle loro relazioni, frasi da voi pronunciate e che queste (magari estrapolate dal contesto in cui erano state dette e/o riportate) costituiscano una motivazione di rifiuto della vostra richiesta di adozione da parte del Tribunale dei Minori. Insomma ... se posso darvi un consiglio cercate di essere sinceri ma ricordatevi che talvolta non è proprio indispensabile dire proprio tutto!!
3) La scelta dell'ente autorizzato
Che associazione scegliere? E' meglio rivolgersi ad una presente sul territorio di residenza? Quale paese d'origine "conviene" scegliere? Quali sono i tempi di permanenza richiesti dai diversi paesi? Esiste un elenco, anche se non preciso, dei tempi medi necessari per una adozione per ciascun paese? Attualmente, quali sono i paesi in cui sono bloccate le adozioni internazionali?
Queste sono solo alcune delle domande più frequenti che spesso ci giungono o che compaiono nei gruppi di discussione relativi alle adozioni. La scelta dell'ente autorizzato è sicuramente uno dei momenti più difficili: la coppia, ora che ha il decreto, si accorge che è solo all'inizio di un percorso ancora lungo! ... e spesso si cade nello scoforto più totale. Si telefona e si contattano personalmente diverse associazioni ma ... spesso sembrano tutte simili! ... ed intanto il tempo passa!
Tutte le considerazioni che seguono sono una nostra elaborazione di informazioni/impressioni fino ad oggi raccolte parlando con diversi enti/coppie e frequentando il newsgroup: NON SONO COMUNQUE DATI CERTI per cui prendeteli con beneficio d'inventario!! Se pensate che non corrispondano a verità, contattateci ... li modificheremo o aggiorneremo!!
Anche noi abbiamo "girato" molti enti ... forse troppi, perchè alla fine ci si accorge che poi ne esitono sostanzialmente di due tipi:
quelli più diffusi sul territorio nazionale, con referenti in molti paesi esteri, con una struttura organizzativa ben definita e diversi dipendenti;
quelli presenti principalmente su un territorio più limitato, che operano talvolta su uno o pochi paesi esteri e le cui attività vengono svolte essenzialmente da volontari.
Spesso gli enti del primo tipo si occupano di tutte le procedure burocratiche (es. traduzioni, autenticazioni, consegna documenti) a fronte ovviamente di costi (ma talvolta anche tempi) superiori: talvolta, occuparsi personalmente di certe procedure necessarie per l'iter di adozione, può comportare dei vantaggi non solo economici, sebbene richieda un interessamento diretto maggiore.
Quasi tutti gli enti, specialmente quelli del primo tipo, prevedono "corsi di orientamento all'adozione", in genere della durata di alcuni giorni (es. uno o due week-end). Si tratta di incontri in cui intervengono persone con professionalità differenti (es. psicologi, dottori, sociologhi, coppie adottive). La mia opinione personale è che questi corsi possono essere sicuramente utili per quelle coppie che non hanno ancora avuto occasione di avere un confronto con altre coppie adottive, che non si sono informate con letture e ricerche specifiche ... insomma penso siano veramente poche!!! In genere, una coppia consapevole ha già incontrato diverse coppie adottive e discusso con loro, ha già letto libri sull'adozione, ha già partecipato ad incontri di associazioni locali di genitori adottivi ... in questo caso, quel "corso" diventa un "impegno" aggiuntivo ... probabilmente utile soprattutto a giustificare un costi maggiori per l'iscrizione all'ente! Per fortuna, anche in seguito all'interessamento di molte associazioni di genitori adottivi, attualmente questi corsi hanno costi relativamente contenuti (es. 500.000 - 600.000 lire, ... un tempo erano assai maggiori!). Talvolta ti viene detto che gli enti sono obbligati per legge a fare formazione, per cui questa è la ragione dell'obbligatorietà di questi corsi: ... direi che ciò non corrisponde del tutto a realtà, dal momento che alcuni enti non prevedono tali corsi ma promuovono solo incontri non obbligatori, gratuiti ed informali con altre coppie adottive per chiarire eventuali dubbi della coppia.
Si noti che talvolta "sulla carta" un ente ha l'autorizzazione ad operare in molti paesi ... ma poi, andando a parlare direttamente, si scopre che, per molti di questi paesi, sono ancora alla ricerca di un referente locale! Per alcuni altri paesi, poi, si scopre (solo se si fanno le domande appropriate) che le adozioni da loro effettuate nell'ultimo anno si contano sulle dita di una mano!!
A parte queste considerazioni generali, la vicinanza dell'ente al posto di residenza della coppia è un fattore favorevole per la scelta dell'ente ... sicuramente può risultare più comodo raggiunger un ente vicino casa sia durante l'iter adottivo, sia eventualmente anche in seguito, quando probabilmente si vorrà partecipare ad iniziative organizzate per le famiglie adottive insieme con i propri figli. Tuttavia la lontananza non è un problema insormontabile in quanto, in pratica, i contatti con l'associazione non sono poi molti e possono in gran parte avvenire anche telefonicamente o via e-mail durante l'iter adottivo.
Attualmente (12/2001), in seguito all'"intasamento" soprattutto determinato dal periodo di transizione tra vecchia e nuova legge, molti enti autorizzati non sufficientemente preparati a gestire un grande numenro di richieste, hanno liste di attesa molto lunghe, a fronte di un numero di adozioni effettuate che non solo non è aumentato, ma talvolta è diminuito per via di mutate condizioni in alcuni paesi esteri. Un criterio per scegliere l'ente è perciò anche quello di valutare il numero di iscritti nella loro lista di attesa, rispetto al numero di adozioni che hanno completato nel corso dell'ultimo anno. Si riesce così a stabilire empiricamente ed in modo approsssimativo, il tempo che la coppia dovrebbe aspettare per completare un'adozione con quell'ente, ovviamente se le condizioni al contorno non mutano ... ma purtroppo questo è un paramentro di cui non si può mai tenere conto!
I paesi in cui opera l'ente è un altro parametro da considerare: a meno che la coppia abbia, per qualche motivo, delle forti preferenze per bimbi che provengono da un paese specifico, in generale gli enti che operano su più paesi possono far fronte più facilmente a mutate condizioni in alcuni dei paesi in cui possono operare. Questo tuttavia è solo vero in parte, in quanto comunque una coppia può presentare i documenti per adottare un figlio in un solo paese estero ... per cui se le condizioni al contorno mutano in quella nazione, in pratica cambiando paese è tutto da rifare, ... eccetto eventualmente la scelta dell'ente! E' comunque vero che, a seconda della situazione attuale, un ente che opera su più paesi può meglio consigliare la coppia a presentare i documenti dove si prevedono maggiori probabilità di un abbinamento in tempi brevi. ... si tratta comunque di una scommessa e nessuna previsione può essere sicura!!
Altro fattore da tenere presente è quello relativo ai costi: a parte le diversità di richieste di contributi da parte dei diversi enti, è un dato di fatto che i costi che una coppia deve sostenere per adottare un figlio sono diversi a seconda del paese d'origine del piccolo. Esiste la spesa per il viaggio ed un tempo richiesto di permanenza all'estero ... questi fattori non sono certo indifferenti soprattutto quando si si parla talvolta di mesi, come avviene per alcuni paesi (es. Brasile), da associare all'impossibilità di lavorare per lo stesso periodo (se uno ha un lavoro dipendente può richiedere un'aspettativa non retribuita, ... se uno ha poi un lavoro indipendente, un periodo così lungo di assenza può compromettere notevolmente la propria attività anche per un periodo successivo!).
In genere il costo maggiore da sostenere è quello dell'avvocato locale che seguirà la pratica da un punto di vista legale: abbiamo sentito parlare di cifre superiori a 10000 euro per alcuni paesi (es. Polonia) ... comunque in genere si parla di cifre superiori ai 4000 euro!! Un bel business sicuramente per qualcuno! In alcuni paesi, soprattutto africani, le cifre sono decisamente minori (es. Madagascar, Etiopia).
Sicuramente è utile contattare personalmente almeno più di una associazione e guardare negli occhi quegli sconosciuti che "forse" vi faranno conoscere vostro figlio ... giusto non fidarsi di quelli che pontificano troppo sul loro operato o, peggio ancora, parlano male delle altre associazioni (velatamente o meno).
La cosa migliore è comunque contattare e confrontarsi con altre coppie, anche con quelle che hanno già terminato l'iter adottivo per conoscere direttamente la loro esperienza: spesso i punti di vista delle coppie adottive e delle associazioni sono diversi! Nella pagina dei link c'è un elenco di alcune associazioni di volontariato di coppie adottive che organizzano periodicamente incontri anche a tale scopo.
Per quanto riguarda i tempi, potete vedere la tabella sui tempi di adozione di questo sito (clicca sul titolo della colonna "Permanenza all'estero" per ordinare i dati della tabella secondo i tempi di permanenza all'estero) ... ho inserito un campo relativo al paese del bimbo nel modulo di inserimento dei dati presente in quella pagina (clicca sul titolo della colonna "Paese di origine del bimbo " per ordinare i dati della tabella secondo il nome del Paese)!
Un'ultima informazione: la coppia ha un anno di tempo per scegliere l'associazione a partire dalla data in cui ha ricevuto il decreto di idoneità: una volta dato il mandato ufficiale all'ente, questo viene comunicato al TdM e l'idoneità non scade più. Perciò, la coppia deve cercare di capire quale associazione può darle maggiori possibilità prima che scada l'anno, ed ottenere la possibilità di darle il mandato. Attualmente alcuni enti, a causa delle troppe adesioni, consentono di aderire ad una lista d'attesa non ufficiale, cioè non ricevono ufficialmente il mandato per non vincolare la coppia e lasciarla quindi libera di cercare eventuali altri enti in grado di offrire, in quel momento, tempi di attesa minori.
Auspichiamo che arrivino ad adozioni+giuste ulteriori contributi dai visitatori soprattutto relativamente ai tempi di permanenza nei diversi paesi oltre a consigli in generale che possano essere di aiuto alle coppie in questa delicata fase del loro iter di adozione.
Raccogliamo qui alcune problematiche che verranno evidenziate relativamente al rapporto con il figlio/a.
1) Il problema delle origini (da Le F.A.Q. sull'adozione)
Per ragioni di riservatezza e per evitare possibili problemi al minore ed alla coppia adottiva, vengono di norma inibiti i contatti tra genitori biologici ed adottivi, nel caso di adozione sia nazionale sia internazionale. Raramente, quindi, i genitori adottivi hanno notizie diffuse dei genitori biologici. Uniche eccezioni sono il cognome ed il nome "originario" del minore, comunque citati nell'atto integrale di nascita. Gli altri dati vengono custoditi dal TdM.
È naturale che un figlio adottivo si ponga, ad un certo punto del proprio percorso di crescita, il problema dell'identità dei genitori biologici e delle ragioni dell'abbandono (detto anche "problema delle origini").
Contrariamente a quanto di solito pensano i "non addetti ai lavori" (anche per l'opera di disinformazione di molti media), nella stragrande maggioranza dei casi, tale problema viene superato dal minore con l'aiuto della famiglia, ed il figlio Adottivo non desidera conoscere l'identità dei propri procreatori. Tale affermazione, comune nella letteratura specializzata, è testimoniata da un indagine
ANFAA, che dimostra come nei primi cinque mesi del 1999, a fronte di 88.500 minori adottati in Italia dal 1967, i 22 TdM scelti come campione (su 29) abbiano ricevuto solo 48 richieste di comunicazione dell'identità dei genitori biologici.
Essendo, poi, lo stato di adottabilità dichiarato solo in seguito ad abbandono permanente, spesso i genitori biologici eventualmente rintracciati non desiderano stabilire contatti, ed ove questo avvenga, molto raramente essi sono duraturi.
La legge prevede che l'adottato, raggiunta l'età di venticinque anni, possa accedere a informazioni che riguardano la sua origine e l'identità dei propri genitori biologici. Puo' farlo anche raggiunta la maggiore età, se sussistono gravi e comprovati motivi attinenti
alla sua salute psico-fisica. L'istanza deve essere presentata al tribunale per i minorenni del luogo di residenza. In tal caso, il TdM sentite le persone interessate, assume tutte le informazioni di carattere sociale e psicologico, al fine di valutare che l'accesso alle notizie sulle origini non comporti grave turbamento all'equilibrio psico-fisico del richiedente. In tal caso, il TdM autorizza con decreto l'accesso alle notizie richieste. L'accesso alle informazioni non è consentito se l'adottato non sia stato riconosciuto alla nascita dalla madre biologica e qualora anche uno solo dei genitori biologici abbia dichiarato di non voler essere nominato, o abbia manifestato il consenso all'adozione a condizione di rimanere.
Nel seguito sono riportate alcune considerazioni raccolte che reputiamo utili:
Il tema origini è fondamentale soprattutto per quei bambini lasciati alla nascita e vissuti a lungo in istituto. Il passato, i genitori di origine sono dei fantasmi, ... loro non ne sanno niente. Siamo noi, genitori del presente, a dover donare loro anche questo, il collegamento col passato. La famiglia si basa anche sulla condivisione delle proprie storie, del proprio passato, per poter vivere assieme il presente e percorrere assieme il futuro. Per questo è sicuramente saggio per chi sta per partire per un'adozione internazionale fare il più domande possibile, raccogliere più informazioni possibili (foto, oggetti, libri, musica), ovviamente nel rispetto delle leggi del Paese: tutte queste cose sono fili che tesseremo insieme nei mesi successivi, una volta tornati a casa. Maggiori sono le informazioni che si riescono a raccogliere (nomi, foto, storie) tanto più potremo donarle in futuro ai nostri figli. I nomi dei genitori di origine, i nomi di chi li ha tenuti in istituto, i nomi e le foto degli amici ... sono tutti pezzi del mosaico della loro vita. E' bello potergli dire, ad esempio: "Hai iniziato a caminare a X anni, hai parlato a Y anni"!! Non abbiate il timore di rendere la loro vita la nostra vita, i nomi del loro passato i nomi del nostro. Certo ... bisogna rispettare i loro tempi, parlare con naturalezza, non forzare, ma neanche evitare.
A questi nostri figli dobbiamo regalare le radici per rafforzare le ali con cui voleranno nella loro vita. Devono avere la certezza che noi saremo sempre con loro, anche quando (e se) vorranno cercare un volto (oltre al nostro) in cui rispecchiarsi.
E' necessario, innanzitutto, scacciare tutti i nostri timori e comprendere che anche il passato di nostro figlio è parte di noi.
Ecco alcuni suggerimenti che possono risultare utili:
Tenere un diario per mio figlio. Inizia con le frasi di attesa dei nonni, zii e cugini. Continua con il nostro incontro e la vita assieme.
Tenere un album fotografico con tante foto del posto dove hanno vissuto prima di incontrarci.
Tenere una cartella di documenti che lui/lei sà esistere. Fin da ora sà che quei documenti sono suoi e che gli sono accessibili ...
non c'è alcun mistero.
Comunicare che si può parlare di tutto e sempre ... dell'istituto, della mamma/papà biologici, del suo paese di origine ...
Comunicare che, se mai vorrà rivedere dei posti, ci si potrà andare assieme
Disegnare assieme la propria storia: l'attesa, l'incontro, l'aereo ...
Raccontare l'adozione, come una favola realistica, costruire insieme questa nostra storia.
Ci sono poi delle cose simboliche che ho letto e trovato interessanti:
Scrivere su un grande foglio pulito, assieme al figlio/a, i nomi importanti del passato, del presente, lasciando dei bei spazi bianchi per quelli del futuro.
Costruire un librone della vita del figlio/a con tutti i dati, i documenti, i nomi. Tutti raccolti in un posto solo. E fargliene un regalo.!
2) La rivelazione (da Le F.A.Q. sull'adozione)
Non tutti i bambini adottati hanno coscienza e chiari ricordi del fatto di non aver sempre vissuto con i loro attuali genitori. Si pone quindi il problema del "come dirglielo", essendo unanimemente ritenuto un errore e un rischio la scelta di "non dirglielo"; tra l'altro la legge
prevede espressamente che i genitori informino il bambino, nei modi e nei tempi che ritengono piu' opportuni, del suo status.
L'esperienza degli psicologi che si occupano di adozione tende da tempo a sconsigliare di giungere ad un momento della "rivelazione" se inteso come unico e improvviso, ed a consigliare piuttosto una serie di "rivelazioni" adeguate all'età e ai modi di comunicazione del bambino, a partire dai primissimi tempi dopo l'incontro. L'importante è che ogni successiva integrazione del racconto non contraddica ma arricchisca la precedente.
Sono comunque l'esperienza dei genitori e la loro progressiva conoscenza del bambino il miglior metro di misura del quando e del come, tenuto conto che il "dire troppo" può spaventare ed essere rischioso quanto il "dire poco". Psicologi dei servizi sociali e delle associazioni sono a disposizione per aiutare i genitori: non bisogna aver timore di chiedere consigli. Attualmente la grande maggioranza delle coppie adottive testimonia che, se affrontati dalla coppia con serenità e preparazione, i momenti della rivelazione non costituiscono un grosso problema per il bambino.
Raccogliamo qui alcune problematiche che verranno evidenziate relativamente al rapporto con la società.
1) Aspetti legati all'inserimento scolastico (da Le F.A.Q. sull'adozione)
I problemi legati all'inserimento scolastico e la possibile soluzione dipendono molto dalle condizioni in cui si trova il bambino (es. paese e lingua di origine, eventuale diversità di razza o di colore, età di adozione e quindi tempo già trascorso nella nuova situazione familiare).
In generale, la difficoltà dell'inserimento scolastico è legata al grado di inserimento (effettivo e percepito dal bambino) nell'ambito della sua famiglia. È, infatti, la famiglia stessa che può aiutare il bambino a superare le difficoltà che possono insorgere dall'inserire il bambino in un ambiente meno "protetto" quale è la scuola. I problemi più frequenti sono i seguenti:
Difficoltà disciplinari - Incapacità di stare seduti e attenti, di obbedire, di rispettare regole che conoscono ma che ancora non hanno interiorizzato; bisogno spasmodico di essere accettati, di stare al centro dell'attenzione, di contatto fisico, di essere valorizzati per quello che sono, in quello che sanno fare meglio.
Difficoltà di apprendimento - Queste problematiche sono dovute oltre che al problema della lingua (quando c'è) anche alla mancanza di stimoli e di attenzioni. Naturalmente, moltissimo dipende dalla situazione da cui proviene il bambino (istituto, casa-famiglia od altro) e, nel caso, dal tipo e dalla struttura dell'istituto.
Difficoltà di inserimento con i compagni - Questi problemi sono legati spesso all'esperienza precedente all'adozione: molti bambini
sviluppano negli istituti la tendenza a rapportarsi con gli altri in maniera aggressiva o, viceversa, troppo remissiva. Alcuni suggerimenti sulle possibili contromisure:
Di norma, è opportuno parlare chiaramente con gli insegnanti della condizione del bambino e dei problemi eventualmente conosciuti, suggerendo in base alla propria esperienza gli atteggiamenti più idonei, magari proponendo (con cautela) letture sul tema.
È fondamentale seguire il bambino personalmente, a casa, dedicando molta attenzione ai compiti, ed eventualmente, se necessario, integrando con qualche esercizio in più su misura per le loro carenze (se possibile concordato con l'insegnante): per questo non è consigliabile, in generale e nei limiti della possibilità di ognuno, una scelta di tempo pieno.
È, inoltre, importante parlare con le altre mamme della condizione del bambino, perché spieghino nella maniera più corretta possibile il tema dell'Adozione ai propri figli.
Infine, è necessario preparare il bambino a rispondere alle più comuni "domande" dei compagni (es. "Chi sono i tuoi veri genitori...?", "Tu non sei stato nella pancia della tua mamma...?") che sicuramente emergeranno.
Per quanto riguarda le tempistiche di inserimento, esse vanno valutate caso per caso, magari con l'aiuto dei Servizi Sociali.
Occorre comunque considerare che, mentre la Scuola Materna in generale facilita da subito l'inserimento di bambini provenienti da realtà diverse, la Scuola Elementare ha un taglio più "competitivo" e richiede un buon grado di inserimento nella nuova famiglia e nel nuovo contesto sociale (es. lingua, cultura).
2) Detrazioni fiscali (da contributi del newsgroup it.sociale.adozione)
La nuova legge per l'adozione internazionale prevede che i costi sostenuti possano essere detratti dalla propria dichiarazione dei redditi dell'anno di competenza (data della ricevuta): si noti che l'adozione potrebbe non essersi ancora conclusa. Sebbene si possa dedurre anche al 50% di ogni contribuente, risulta più conveniente che la deduca interamente colui che ha il reddito più alto. Le spese per le adozione, infatti, "abbattono" l'imponibile fiscale e quindi si otterrà un rimborso maggiore. Per maggiori dettagli ed informazioni visita la pagina leggi.htm#detrazionifiscali.
3) Esenzione ticket sanitari per gli esami richiesti per l'adozione?
Le informazioni che ci giungono sono contrastanti ... anche in questo caso sembra che molto dipenda da ASL ad ASL.
In particolare a noi, in una ASL di Torino, nel 2001 non ci hanno fatto pagare i ticket per gli esami richiesti per la domanda di adozione. Tuttavia, per le certificazioni sanitarie richieste tra i documenti da presentare al Paese in cui si adotta, ci hanno fatto pagare il ticket regolarmente.
Vedete anche, a tale riguardo, www.genitorisidiventa.it/esenzionetiket.htm.