Source: http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/html/2013/07/31/01/comunic.htm
Timestamp: 2019-08-20 21:17:15+00:00
Document Index: 67697325

Matched Legal Cases: ['e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario']

﻿I Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - mercoledì 31 luglio 2013
Mercoledì 31 luglio 2013. — Presidenza del presidente Francesco Paolo SISTO. – Interviene il Ministro per le riforme costituzionali, Gaetano Quagliariello.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 30 luglio 2013.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, ricorda che nella seduta di ieri il gruppo del Movimento 5 Stelle ha chiesto l'abbinamento delle proposte di legge costituzionale C. 357 Lauricella, recante modifiche agli articoli 138 e 139 della Costituzione concernenti il procedimento per l'approvazione delle leggi di revisione costituzionale e delle altre leggi costituzionali Pag. 26nonché i limiti alla revisione costituzionale, e C. 744 Schullian, recante modifiche all'articolo 138 della Costituzione concernenti la procedura per l'approvazione delle leggi costituzionali.
Al riguardo rileva che si tratta di proposte di legge che hanno un contenuto diverso rispetto a quello del disegno di legge in esame. In particolare, mentre le proposte di legge prevedono una revisione dell'articolo 138 della Costituzione a carattere permanente e destinata quindi ad essere applicata a tutte le leggi costituzionali, il disegno di legge in esame prevede una procedura ad hoc, destinata a trovare applicazione solo per le riforme ivi previste e ad avere, per sua natura, carattere limitato nel tempo.
Comunica inoltre che i primi firmatari delle proposte di legge costituzionale C. 357 Lauricella e C. 744 Schullian hanno reso noto di non essere favorevoli all'abbinamento.
Riguardo poi alla ulteriore richiesta avanzata dai deputati del gruppo Movimento 5 Stelle di sottoscrivere le due proposte di legge in questione, ricorda che, in mancanza dell'assenso dei primi firmatari delle suddette proposte, la richiesta non può essere accolta.
Giuseppe LAURICELLA (PD) dichiara di condividere tutte le considerazioni svolte dal presidente e conferma di essere contrario all'abbinamento della sua proposta di legge C. 357 al disegno di legge in titolo.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, avverte che, alla luce delle considerazioni sopra esposte, la Commissione non potrà procedere all'abbinamento richiesto.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, avverte che la Commissione riprende i suoi lavori dall'emendamento Nuti 2.37, sottoscritto nella seduta di ieri anche dal deputato Sanna ed accantonato per essere discusso questa mattina.
Francesco SANNA (PD) ribadisce di aver sottoscritto l'emendamento nella convinzione che la Commissione debba affrontare la questione di come ripensare il procedimento di revisione costituzionale – che nell'impianto «classico» prevede una discussione completamente interna al Parlamento – per consentire ai cittadini di seguire al meglio i lavori parlamentari, per esempio attraverso forme di pubblicità più dirette e coinvolgenti di quelle tradizionali. A suo avviso, occorre contrastare con la massima forza l'accusa che si vogliano realizzare le riforme costituzionali nel segreto delle aule parlamentari nell'intento di stravolgere la Costituzione: un'accusa del tutto infondata atteso che la volontà della maggioranza è di realizzare riforme necessarie, nell'interesse del Paese e nel modo più condiviso possibile.
Andrea GIORGIS (PD), dopo aver ringraziato il deputato Sanna per aver consentito una discussione sull'emendamento Nuti 2.37, che altrimenti nella seduta di ieri sarebbe stato dichiarato decaduto per l'assenza dei presentatori, osserva che la formulazione dell'emendamento in questione – ed in particolare la locuzione «partecipazione pubblica» – suscita qualche incertezza interpretativa. Altro infatti è favorire la partecipazione del pubblico ai lavori del Comitato nel senso di incrementare la pubblicità dei suoi lavori parlamentari; altro sarebbe consentire la partecipazione del pubblico al processo decisionale in materia di riforme costituzionali. La formulazione dell'emendamento consente entrambe le interpretazioni, ma, mentre la prima è certamente coerente con i principi fondamentali della Costituzione, la seconda mette in discussione la democrazia rappresentativa, proponendo uno schema procedurale di democrazia diretta, cioè con il coinvolgimento immediato di tutti i cittadini nella decisione politica. In considerazione, quindi, di tutte le buone ragioni che militano a favore della democrazia rappresentativa, ritiene che l'emendamento Nuti 2.37 debba essere respinto.
Renato BALDUZZI (SCpI), premesso di ritenere che il deputato Giorgis abbia colto un punto importante, osserva che le finalità dell'emendamento Nuti 2.37 non sono del tutto chiare. Altro infatti è prevedere specifiche forme integrative di istruttoria e di pubblicità dei lavori del Comitato – cosa che il Comitato potrà fare nell'esercizio della sua autonomia organizzativa – altro invece è prevedere una non meglio determinata «partecipazione pubblica» ai lavori del Comitato «anche mediante la rete web». Quindi, considerate le incertezze che l'interpretazione della proposta normativa contenuta nell'emendamento suscita e tenuto conto del fatto che la modifica del testo in esame è certamente possibile, ma va limitata ai casi in cui ne valga effettivamente la pena – atteso che la modifica del testo implica un ulteriore passaggio al Senato e quindi un allungamento dei tempi di approvazione del provvedimento – ritiene più opportuno che la Commissione respinga l'emendamento. Ribadisce in ogni caso il proprio convincimento che il Comitato, una volta costituito, dovrà prevedere la massima forma di pubblicità dei propri lavori.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, ricorda che forme di consultazione di soggetti esterni al Parlamento nel procedimento di riforma costituzionale sono già previsti. L'articolo 2, comma 10, del provvedimento in esame prevede che il Comitato disponga la consultazione delle autonomie territoriali, a fini di coinvolgimento nel processo di riforma. A parte questo, concorda con i deputati Giorgis e Balduzzi sul fatto che la locuzione «partecipazione pubblica» utilizzata nell'emendamento Nuti 2.37 è ambigua in quanto può essere interpretata sia nel senso della partecipazione soltanto passiva – e quindi nel senso di una maggiore pubblicità dei lavori del Comitato – sia nel senso di una partecipazione anche attiva, come partecipazione alla decisione. Parimenti poco chiaro appare l'inciso «anche via web», considerato che lascia intendere che la partecipazione pubblica si possa perseguire anche per via diversa dal web, senza però specificare concretamente in quale modo e senza stabilire criteri per assicurare una modalità di partecipazione pubblica via web che sia corretta e coerente con i principi della democrazia.
Concorda poi con il deputato Giorgis sul fatto che la Costituzione italiana è incentrata su un sistema di democrazia rappresentativa: a parte questo, non ritiene che il passaggio alla democrazia diretta rappresenterebbe un vantaggio in termini di certezza democratica.
Conferma pertanto il proprio parere contrario sull'emendamento Nuti e altri 2.27, sottoscritto anche dal deputato Sanna.
Il ministro Gaetano QUAGLIARIELLO, nel confermare a sua volta il parere contrario del Governo sul predetto emendamento, ricorda che la democrazia – e in particolare quella parlamentare – riposa su un nucleo di principi irrinunciabili, affermatisi fin nelle prime esperienze parlamentari e consolidatisi nei secoli: il divieto di mandato imperativo, la tutela delle minoranze, il diritto della maggioranza a decidere: diritto, quest'ultimo, senza la garanzia del quale la tutela delle minoranze degenera in tirannia delle medesime. A parte questi principi immodificabili, la democrazia è evoluta nei secoli anche per effetto delle trasformazioni sociali prodotte dalla tecnica. Già uno studioso inglese, James Bryce, nel XIX secolo, aveva indagato sulle trasformazioni indotte sul sistema democratico dalla rivoluzione provocata nei trasporti dall'avvento dei motori a vapore. Altre innovazioni tecniche che hanno trasformato la società e con essa la democrazia sono la stampa e poi gli altri mezzi di comunicazione di massa: la radio e la televisione. Anche alla luce di queste esperienze del passato, non può esserci dubbio che la diffusione della rete internet influirà anch'essa sulla democrazia. È tuttavia necessario salvaguardare i principi irrinunciabili della democrazia e le garanzie fondamentali. Questa è l'ottica che ha guidato il dibattito al Senato, dove è stato presentato in Aula l'ordine del giorno G6.100, Pag. 28che ha trovato il Governo concorde, con il quale il Senato ha assunto linee d'indirizzo affinché, d'intesa con la Camera, sia prevista la pubblicazione di un resoconto integrale e la trasmissione audiovisiva, anche esterna, delle sedute del Comitato; affinché siano promosse le opportune iniziative affinché il servizio pubblico radiotelevisivo assicuri la massima informazione possibile sui lavori, le discussioni e le deliberazioni del Comitato e delle Camere nel corso del procedimento legislativo; e affinché sia valutata la possibilità di realizzare una «piattaforma telematica», nel sito istituzionale «parlamento», per una discussione pubblica on line sui temi della revisione costituzionale e della conseguente riforma elettorale, con lo scopo di favorire lo scambio di opinioni e di informazioni, in forma distinta da quella del dibattito parlamentare.
Sottolinea poi che il Governo ha voluto portare il dibattito sulle riforme costituzionali anche al di fuori del «palazzo», in modo da coinvolgere in esso non soltanto gli esperti riuniti nella Commissione di saggi – ferma la diversità della loro legittimazione e del loro ruolo rispetto a quella dei membri del Parlamento, – ma anche la popolazione. A questo scopo è stata avviata una consultazione pubblica sulle riforme costituzionali, per la quale è stato attivato un apposito sito internet istituzionale, all'indirizzo «www.partecipa.gov.it». La consultazione è articolata in tre livelli: un questionario breve, un questionario di approfondimento e una terza fase di discussione pubblica. La preparazione delle domande del questionario ha richiesto un ampio lavoro istruttorio, in quanto era necessario trovare formulazioni neutre, evitando quelle che potessero orientare la risposta dei partecipanti: a questo scopo sono stati sentiti costituzionalisti e linguisti e le domande sono state sottoposte ad appositi stress-test. È stato poi necessario un approfondito lavoro tecnico, per garantire che lo strumento informatico fosse all'altezza della funzione che deve svolgere e per evitare le distorsioni provocate da accessi plurimi da un medesimo indirizzo, come pure da indirizzi inventati. In tutto questo il Governo si è avvalso dell'ausilio dell'ISTAT. Si tratta di una esperienza che è in corso e che dovrà servire ad avvicinare in modo semplice i cittadini alle questioni delle riforme costituzionali e a fornire un contributo per i lavori del Comitato e del Parlamento.
La Commissione respinge l'emendamento Nuti 2.37.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, invita i presentatori a ritirare – avvertendo che altrimenti il parere è contrario – gli emendamenti Dieni 3.1, Fraccaro 3.2, Toninelli 3.3, Lombardi 3.4, Migliore 3.5, Bragantini 3.6, Nuti 3.7, Bragantini 3.8, Toninelli 3.9, D'Ambrosio 3.10, Migliore 3.11, Dieni 3.12, Fraccaro 3.13, Lombardi 3.14, Nuti 3.15, Bragantini 3.16, Toninelli 3.17, Migliore 3.18, Cozzolino 3.19 e 3.21, Dadone 3.22, Migliore 3.23, D'Ambrosio 3.24 e Dieni 3.25.
Il ministro Gaetano QUAGLIARIELLO esprime parere conforme a quello del relatore.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Dieni 3.1, Fraccaro 3.2, Toninelli 3.3 e Lombardi 3.4.
Florian KRONBICHLER (SEL) illustra l'emendamento Migliore 3.5, che sopprime, al comma 1 dell'articolo 3, le parole: «nel rispetto dei termini di cui all'articolo 4», in modo da salvaguardare il ruolo e l'attività del Parlamento.
Rosy BINDI (PD), intervenendo riguardo all'emendamento Migliore 3.5, ricorda che all'articolo 4, dallo stesso richiamato, si tenta di conciliare la duplice esigenza di fare in modo, da una parte, che il Comitato ed il Parlamento svolgano un lavoro quanto più possibile approfondito, trattandosi di modifiche costituzionali e, dall'altra parte, che si giunga al termine di un processo di riforma troppe volte avviato e non concluso.
Si chiede quindi cosa accadrebbe al Comitato se i tempi previsti – pur con Pag. 29tutto lo sforzo possibile – non si potessero rispettare: non crede, in ogni modo, che tale organismo decadrebbe. Preannuncia quindi il suo voto contrario sull'emendamento in questione perché ritiene che il testo intenda dare un'indicazione precisa: le riforme necessarie si devono fare.
Gianclaudio BRESSA (PD) ricorda come la questione dei termini sia stata affrontata anche in sede di audizioni sul provvedimento in esame e dalle risposte si sarebbe aspettato forse un maggiore approfondimento scientifico. Alla domanda posta, uno degli auditi ha affermato di ritenere i termini in questione perentori; alcuni sono quindi intervenuti per contrastare tale affermazione ritenendo si tratti piuttosto di perentorietà politica.
A suo avviso i termini in questione non possono che avere natura ordinatoria. Il disegno di legge ha definito un ordine temporale entro cui si immagina che i lavori possano concludersi, fissando due termini finali per il Comitato, che costituiscono i due limiti veri per tale organismo.
Ricorda altresì che, all'articolo 4, è stata approvata una modifica al Senato che ha sostituito alla parola «assicurare» la seguente «consentire» e ciò supera ogni tipo di perplessità.
Per tali ragioni ritiene superfluo l'emendamento in discussione e preannuncia il voto contrario del suo gruppo.
Mariastella GELMINI (PdL) preannuncia che anche il suo gruppo voterà contro l'emendamento Migliore 3.5. Pur consapevoli della complessità della materia, ritiene infatti che ancorare il procedimento ad un termine, ancorché ordinatorio, sia la garanzia del rispetto dell'impegno assunto. Rileva, infatti, che l'Italia paga da tempo i ritardi nelle riforme e lo stesso può dirsi della politica, che sconta i fallimenti su questo tema.
Ritiene dunque che l'approvazione delle riforme costituzionali, unitamente ad una nuova legge in materia di finanziamento dei partiti, possano restituire alla politica la credibilità persa, politica che è chiamata a garantire una democrazia partecipativa ma anche concludente.
Ritiene dunque che i termini previsti dal testo siano significativi e vadano pertanto mantenuti.
Matteo BRAGANTINI (LNA) preannuncia il voto contrario del suo gruppo sull'emendamento Migliore 3.5. Ritiene, infatti, che i termini fissati dal testo siano di fondamentale importanza se si vuole evitare il rischio che la discussione duri all'infinito e che non si pervenga ad alcun risultato. Rileva come gli emendamenti presentati dal suo gruppo vadano nella direzione opposta.
Renato BALDUZZI (SCpI), nel sottolineare la rilevanza di questa discussione, rileva come il collega Bressa abbia giustamente ricordato come la questione dei termini fosse stata affrontata nel corso delle audizioni svolte dalla Commissione sul provvedimento in titolo quando, a fronte di una domanda specifica da lui stesso posta, i soggetti auditi concordarono nel ritenere che i termini in questione non avessero carattere perentorio. Ritiene d'altronde come non possa che essere così, trattandosi di termini per i quali, in caso di superamento, non è prevista alcune sanzione.
Rileva peraltro come tali termini abbiano un carattere che può essere qualificato non tanto come «ordinatorio» quanto piuttosto come «sollecitatorio» o, per così dire, «accelleratorio», alla luce della dinamica del processo di riforma.
Il ministro Gaetano QUAGLIARIELLO fa presente che sul tema in discussione il Governo ha tenuto conto delle indicazioni politiche e della sensibilità giustamente mostrata dal Parlamento. Ricorda che l'indicazione di un termine finale è contenuta nella mozione approvata dalla Camera e dal Senato e si fonda sulla necessità di approfondimento nonché sulla storia pregressa dalla quale non si può sfuggire.Pag. 30
Rileva come i compiti dello Stato siano molto cambiati con la crisi economica in atto – che ormai dura come una guerra mondiale del novecento – ma è chiaro che trent'anni di dibattito restano un importante elemento da considerare.
Evidenzia come la natura non perentoria dei termini in discussione sia confermata dal fatto che, come ricordato dal collega Bressa, nel corso dell'esame presso il Senato la parola «assicurare» è stata sostituita da quella «consentire».
Rileva come, d'altra parte, la storia del costituzionalismo, non solo europeo, è ricca di organismi che hanno avuto termini certi entro cui concludere il proprio lavoro e anzi, in molti casi, questo ha portato ad un lavoro più proficuo.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, ritiene si tratti più che altro di una questione di ratio del termine, che costituisce una sorta di «canovaccio temporale». È notorio come quasi sempre nell'ordinamento italiano un termine senza conseguenze venga inteso quasi come non posto.
La Commissione respinge l'emendamento Migliore 3.5.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, nessun altro chiedendo di intervenire ed essendo previsti altri punti all'ordine del giorno, prima delle votazioni antimeridiane dell'Assemblea, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta, già prevista per la giornata odierna.
Mercoledì 31 luglio 2013. — Presidenza del presidente Alessandro NACCARATO.
Emendamenti C. 1326 Governo, approvato dal Senato.
Alessandro NACCARATO (PD), presidente e relatore, rileva che gli emendamenti contenuti nel fascicolo n. 1 non presentano profili critici per quanto attiene al rispetto del riparto di competenze legislative di cui all'articolo 117 della Costituzione e propone pertanto di esprimere su di esso il parere di nulla osta.
Emendamenti C. 1327 Governo, approvato dal Senato.
Mercoledì 31 luglio 2013. — Presidenza del presidente Francesco Paolo SISTO. – Interviene il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Sesa Amici.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, avverte che la deputata Fabiana Dadone, capogruppo presso la I Commissione del Movimento 5 Stelle, con lettera testé pervenuta, ha comunicato il ritiro da parte del suo gruppo degli emendamenti al disegno di legge costituzionale C. 1359 ed ha preannunciato la presentazione di una relazione di minoranza.
Cristian INVERNIZZI (LNA) illustra l'emendamento Bragantini 3.6, di cui è cofirmatario. L'emendamento prevede la possibilità per il sottocomitato di cui all'articolo 3, di esprimere il proprio parere su emendamenti e subemendamenti, al fine di accelerare i lavori del Comitato.
Francesco SANNA (PD), in merito a quanto disposto dall'articolo 3 del disegno di legge, ritiene importante interpretare la volontà del legislatore, ai sensi dell'articolo 12 delle «preleggi».
Osserva che molte critiche rivolte al disegno di legge sono puntate su troppi poteri attribuiti al Comitato. All'articolo 3 si prevede invece che nell'esame dei provvedimenti presso le Assemblee parlamentari, il Comitato sia rappresentato da un sottocomitato, formato dai presidenti, dai relatori e da senatori e deputati in rappresentanza di tutti i gruppi.
Si tratta, in sostanza, di un comitato dei nove formato da rappresentanti sia della Camera che del Senato. Sottolinea come si tratti di un aspetto rilevante, che interpreta il senso del bicameralismo in una chiave nuova, che vede la presenza di senatori e deputati all'interno dell'Assemblea del ramo del Parlamento diverso dal loro.
In quanto all'emendamento Bragantini 3.6, dichiara il suo voto contrario in quanto lo ritiene ultroneo e già contenuto nella previsione dell'articolo 3.
Al massimo potrà essere il Comitato medesimo a precisare meglio, con una norma apposita, il compito che l'emendamento attribuisce al sottocomitato.
Matteo BRAGANTINI (LNA) osserva che potrebbe non essere superflua la precisazione contenuta nel suo emendamento.
La norma dell'articolo 3 potrebbe essere infatti interpretata nel senso descritto dal collega Sanna, ma anche nel senso che nel sottocomitato durante l'esame dei provvedimenti alla Camera siano presenti solo deputati e, viceversa, al Senato solo senatori. Si chiede se, in caso diverso, non dovrebbero essere cambiati i regolamenti parlamentari per consentire a deputati o senatori di partecipare ai lavori del ramo del Parlamento diverso dal loro.
Gianclaudio BRESSA (PD) precisa che la norma prevede che il sottocomitato sia formato da deputati e senatori che partecipano ai lavori sia della Camera che del Senato al fine di evitare la contemporaneità di esame presso i due rami del Parlamento di diversi provvedimenti di riforma costituzionale elaborati dal Comitato.
Rileva che non è necessaria la modifica dei regolamenti parlamentari, in quanto si tratta di una previsione adottata con legge costituzionale.
Francesco SANNA (PD) osserva che già esiste un organo costituzionale, il Governo, Pag. 32formato di deputati e senatori che partecipano ai lavori sia della Camera che del Senato.
La Commissione respinge l'emendamento Bragantini 3.6.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, fa presente che è stata confermata, con lettera, la volontà di tutti i componenti della Commissione appartenenti al gruppo del Movimento 5 Stelle di ritirare gli emendamenti da loro presentati al provvedimento in esame.
Francesco SANNA (PD) chiede se il ritiro degli emendamenti da parte dei deputati del Movimento 5 Stelle sia accompagnato da una motivazione.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, precisa che la lettera della deputata Dadone – e la successiva comunicazione dei componenti della I Commissione appartenenti al gruppo del Movimento 5 Stelle – si limitano a comunicare il ritiro degli emendamenti e che, in ogni caso, non è dovuta una motivazione. Ricorda che l'emendamento Nuti 3.7 è stato ritirato.
Cristian INVERNIZZI (LNA) illustra l'emendamento Bragantini 3.8, di cui è cofirmatario. Osserva che l'emendamento è finalizzato a stabilire termini procedurali per garantire tempi certi all'esame presso le Assemblee parlamentari dei provvedimenti elaborati dal Comitato.
La Commissione respinge l'emendamento Bragantini 3.8.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, ricorda che gli emendamenti Toninelli 3.9 e D'Ambrosio 3.10 sono stati ritirati dai presentatori.
Nazzareno PILOZZI (SEL) illustra l'emendamento Migliore 3.11, di cui è cofirmatario, volto a stabilire una parità di tempi, attualmente non prevista dal disegno di legge, per la presentazione di emendamenti presso le Assemblee parlamentari da parte di singoli parlamentari, del Comitato e del Governo.
La Commissione respinge l'emendamento Migliore 3.11.
Francesco Paolo SISTO, presidente, ricorda che gli emendamenti Dieni 3.12, Fraccaro 3.13, Lombardi 3.14 e Nuti 3.15 sono stati ritirati dai presentatori.
La Commissione respinge l'emendamento Bragantini 3.16.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, ricorda che l'emendamento Toninelli 3.17 è stato ritirato dai presentatori.
Florian KRONBICHLER (SEL) illustra l'emendamento Migliore 3.18, di cui è cofirmatario, volto ad escludere la possibilità che il Governo presenti propri emendamenti durante l'esame presso le Assemblee parlamentari dei provvedimenti di riforma costituzionale elaborati dal Comitato. Si tratta, a suo avviso, di un privilegio eccessivo, mentre al contrario deve rimanere centrale la competenza del parlamento
La Commissione respinge l'emendamenti Migliore 3.18.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, ricorda che gli emendamenti Cozzolino 3.19 e 3.21 e Dadone 3.22 sono stati ritirati dai presentatori.
Nazzareno PILOZZI (SEL) illustra l'emendamento Migliore 3.23, volto a sopprimere – al comma 3 dell'articolo 3 – il riferimento al presidente di gruppo o ad almeno 20 deputati o 10 senatori quali unici soggetti che possono presentare subemendamenti agli emendamenti del Comitato e del Governo.
La Commissione respinge l'emendamento Migliore 3.23.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, ricorda che gli emendamenti Pag. 33D'Ambrosio 3.24 e Dieni 3.25 sono stati ritirati dai proponenti.
Passando agli emendamenti riferiti all'articolo 4, invita i presentatori a ritirare – avvertendo che altrimenti il parere è contrario – gli emendamenti Migliore 4.1, Bragantini 4.6 e 4.9, Migliore 4.12 e 4.13 nonché Bragantini 4.16, ricordando che gli altri emendamenti riferiti all'articolo 4 sono stati già ritirati dai proponenti.
Florian KRONBICHLER (SEL) illustra l'emendamento Migliore 4.1, soppressivo dell'intero articolo 4. L'intenzione del suo gruppo è, infatti, quella di sopprimere le disposizioni che irrigidiscono la tempistica e l'organizzazione dei lavori del Comitato, richiamando le considerazioni già espresse nel corso nella seduta antimeridiana di oggi.
Gianclaudio BRESSA (PD) richiama quanto già evidenziato nell'odierna seduta antimeridiana sulla tempistica dei lavori del Comitato e concorda con quanto evidenziato in proposito dal collega Balduzzi. In questa sede, intende far presente ai proponenti dell'emendamento che la soppressione dell'intero articolo 4 include anche quella del comma 2, che costituisce un elemento fondamentale del testo, essendo la premessa e la condizione per poter sottoporre a referendum i progetti di legge costituzionali. Si prevede, infatti, al secondo periodo del comma 2, che ciascun progetto di legge è omogeneo e autonomo dal punto di vista del contenuto e coerente dal punto di vista sistematico.
Invita dunque a riflettere sul danno che deriverebbe all'intero provvedimento dalla soppressione di tale previsione.
Nazzareno PILOZZI (SEL) ritiene sbagliato nel suo complesso il provvedimento in esame e gli elementi positivi introdotti non sono di per sé sufficienti a rivedere la valutazione del suo gruppo sul testo nel suo complesso. Ritira, in ogni modo, tenendo conto di quanto evidenziato dal collega Bressa, l'emendamento Migliore 4.1, di cui è cofirmatario.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, ricorda che gli emendamenti Fraccaro 4.2, Dadone 4.3, Lombardi 4.4 e Nuti 4.5 sono stati ritirati dai proponenti.
Cristian INVERNIZZI (LNA) illustra l'emendamento Bragantini 4.6 che, analogamente agli altri emendamenti del suo gruppo relativi all'articolo 4, è finalizzato a «blindare» ulteriormente i tempi di lavoro del Comitato e a rendere più snelle le modalità procedurali. Fa infatti presente che il suo gruppo, diversamente da altri, crede fortemente in questo progetto di riforma.
La Commissione respinge l'emendamento Bragantini 4.6.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, ricorda che gli emendamenti Dieni 4.7 e Toninelli 4.8 sono stati ritirati dai proponenti.
La Commissione respinge l'emendamento Bragantini 4.9.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, ricorda che gli emendamenti D'Ambrosio 4.10 e Cozzolino 4.11 sono stati ritirati dai proponenti.
Florian KRONBICHLER (SEL) ritira l'emendamento Migliore 4.12 e si sofferma ad illustrare l'emendamento Migliore 4.13, volto a mantenere l'impianto dell'articolo 138 della Costituzione con riferimento all'intervallo minimo di tempo tra la prima e la seconda deliberazione di ciascuna Camera sul medesimo testo.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Migliore 4.13 e Bragantini 4.16.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, ricorda che gli emendamenti Dadone 4.14 e 4.15 nonché Lombardi 4.17 sono stati ritirati dai proponenti.Pag. 34
Passando all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 5, invita i presentatori a ritirare gli emendamenti Bragantini 5.3 e Migliore 5.4, avvertendo che altrimenti il parere è contrario. Ricorda che gli altri emendamenti riferiti all'articolo 5 sono stati ritirati dai proponenti.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, ricorda che gli emendamenti Lombardi 5.1 e D'Ambrosio 5.2 sono stati ritirati dai proponenti.
Matteo BRAGANTINI (LNA) illustra il proprio emendamento 5.3 che reinserisce l'obbligo del passaggio referendario. Tale emendamento, che riprende la versione originaria del disegno di legge del Governo, costituirebbe a suo avviso un segnale positivo e consentirebbe di comprendere se il lavoro fatto è condiviso dai cittadini.
Gianclaudio BRESSA (PD), intervenendo sull'emendamento Bragantini 5.3, ricorda come una norma analoga fosse contenuta nella legge istitutiva della Commissione D'Alema. Rileva peraltro come ora la logica sia quella di riprendere lo spirito originario dell'articolo 138, in cui il referendum ha soprattutto una funzione oppositiva. Ricorda inoltre come il referendum sia stato, in Francia, uno strumento adottato in più occasioni dal Presidente De Gaulle.
Ritiene che l'attuale formulazione sia, nel caso di specie, più garantista ed assicuri un maggiore grado di rigidità rispetto a quanto stabilito dall'articolo 138 della Costituzione.
Renato BALDUZZI (SCpI) auspica il ritiro dell'emendamento Bragantini 5.3. Ricorda che il senso della previsione dell'articolo 138 della Costituzione è chiaro: si tratta di una misura tendente a incentivare le revisioni costituzionali condivise con almeno una parte dell'opposizione, sottraendole al referendum. Per i costituenti, infatti, la maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera era una maggioranza molto ampia. Oggi la situazione è cambiata, per effetto della legge elettorale e, nell'attuale legislatura, anche per effetto della particolare contingenza politica che ha portato alla formazione di una maggioranza di Governo che raggruppa forze politiche che in circostanze diverse sarebbero contrapposte. In questa situazione, permettere la possibilità alle minoranze di richiedere il referendum anche su leggi costituzionali approvate con la maggioranza dei due terzi dei componenti è una importante garanzia, nello spirito dell'articolo 138. Del resto, da tempo la dottrina ha segnalato la necessità di rivedere l'articolo 138 alla luce dell'evoluzione della legge elettorale e progetti in questo senso sono stati presentati in passato anche da Leopoldo Elia e da Oscar Luigi Scàlfaro.
Mariastella GELMINI (PdL) auspica il ritiro dell'emendamento Bragantini 5.3. Sottolinea che il disegno di legge in esame rafforza già in modo significativo le garanzie delle minoranze previste dall'articolo 138 della Costituzione, consentendo il referendum anche quando le riforme siano approvate con la maggioranza dei due terzi dei componenti delle Camere. Rendere il referendum obbligatorio vanificherebbe, a suo avviso, lo sforzo che la maggioranza sta facendo in direzione di una riforma la più ampiamente condivisa: sforzo che, auspicabilmente, potrebbe consentire di evitare il referendum.
Rosy BINDI (PD) auspica il ritiro dell'emendamento Bragantini 5.3, come segno del comune impegno di tutte le forze politiche in vista di riforme costituzionali condivise. Le modifiche apportate dal Senato al disegno di legge in esame sul punto del referendum sono un argomento forte contro le obiezioni portate da coloro che sostengono che si sta modificando l'articolo 138 della Costituzione per indebolire le garanzie costituzionali a difesa della Costituzione. Le modifiche del Senato tengono conto del fatto che l'attuale maggioranza Pag. 35è molto ampia, oltre che anomala, e permette alle minoranze di chiedere il referendum, in opposizione alle riforme che saranno approvate, anche se queste fossero approvate con una maggioranza molto alta, quella stessa maggioranza in presenza della quale l'attuale articolo 138 prevede che il referendum non possa essere chiesto. Rendere il referendum obbligatorio ne snaturerebbe la funzione, trasformandolo, da strumento di opposizione alle riforme, in strumento di conferma plebiscitaria delle riforme stesse.
Laura RAVETTO (PdL) auspica il ritiro dell'emendamento Bragantini 5.3, sottolineando che il referendum di cui all'articolo 138 della Costituzione è inteso come strumento di opposizione a riforme costituzionali che non siano approvate con una maggioranza sufficientemente ampia e non come strumento di approvazione plebiscitaria delle scelte della maggioranza.
Cristian INVERNIZZI (LNA) dichiara di comprendere e in parte condividere le ragioni di quanti hanno auspicato il ritiro dell'emendamento Bragantini 5.3, di cui è cofirmatario. Ritiene tuttavia che riforme costituzionali così rilevanti come quelle che il Parlamento si accinge ad introdurre debbano essere in ogni caso sottoposte a referendum: e questo non in una logica di demagogia, ma per consentire al corpo elettorale, che è il titolare primario della sovranità, di ratificare le scelte dei suoi rappresentanti in Parlamento. Insiste pertanto per la votazione dell'emendamento 5.3.
La Commissione respinge l'emendamento Bragantini 5.3
Nazzareno PILOZZI (SEL) illustra l'emendamento Migliore 5.4, di cui è cofirmatario. Segnala che l'emendamento in esame tende a permettere il referendum sulle riforme costituzionali per parti separate, e cioè su leggi costituzionali omogenee per contenuto, in questo modo sarà possibile agevolare la comprensione del corpo elettorale in occasione dei referendum. Auspica che da parte della maggioranza vi sia su questo punto un'apertura così come da parte del suo gruppo c’è stata disponibilità a ritirare l'emendamento Migliore 4.1, soppressivo dell'articolo 4.
Emanuele FIANO (PD) ritiene che il combinato disposto dell'articolo 4, comma 2, ultimo periodo, e dell'articolo 5 del testo in esame comporti gli stessi effetti perseguiti dall'emendamento Migliore 5.4.
La Commissione respinge l'emendamento Migliore 5.4.
Francesco Paolo SISTO, presidente, ricorda che gli emendamenti Dieni 5.5, Fraccaro 5.6, Lombardi 5.7 e Fraccaro 5.8 sono stati ritirati dai presentatori. Quindi, essendo previste imminenti votazioni in Assemblea, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta, già prevista per la giornata odierna.
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 21.35 alle 21.40.
La seduta comincia alle 21.40.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, esprimendo i pareri sull'articolo 6, invita i presentatori dell'emendamento Migliore 6.1 al ritiro, altrimenti esprimerà parere contrario. Ricorda che l'emendamento Nuti 6.2 e gli articoli aggiuntivi Toninelli 6.01 e Fraccaro 6.02 sono stati ritirati dai presentatori.
Il ministro Gaetano QUAGLIARIELLO, a nome del Governo, esprime parere conforme a quello del relatore.
Florian KRONBICHLER (SEL) illustra l'emendamento Migliore 6.1, di cui è cofirmatario, volto a eliminare dai compiti del Comitato quello di intervenire su altre parti della Costituzione oltre quelle previste come oggetto delle riforme.
La Commissione respinge l'emendamento Migliore 6.1.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, formula i pareri sull'articolo 7. Invita al ritiro i presentatori dell'emendamento Migliore 7.1, altrimenti esprimerà parere contrario.
Nazzareno PILOZZI (SEL) illustra l'emendamento Migliore 7.1, di cui è cofirmatario, volto a sopprimere il riferimento alle leggi ordinarie in materia elettorale. Ribadisce la contrarietà del suo gruppo all'inserimento della materia elettorale tra i compiti del Comitato.
Ricorda che la Corte Costituzionale deve esprimersi sulla legittimità dell'attuale legge elettorale e così, forse, il Parlamento si deciderà a modificarla. Ritiene infatti indispensabile modificare quella legge al più presto e ritiene illusorio che si possano fare due riforme elettorali a breve distanza l'una dall'altra, quando la classe politica non è stata in grado di farne una in trent'anni.
La Commissione respinge l'emendamento Migliore 7.1
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, ricorda che sono stati ritirati gli emendamenti Cozzolino 8,1 e Dadone 91.1 e che è così esaurita la fase di esame degli emendamenti.
Comunica la Commissione Bilancio ha reso noto che esprimerà il prescritto parere sul provvedimento direttamente all'Assemblea.
Gianclaudio BRESSA (PD), intervenendo in dichiarazione di voto sul conferimento del mandato al relatore, dichiara il voto favorevole del gruppo del Partito Democratico.
Matteo BRAGANTINI (LNA), intervenendo in dichiarazione di voto sul conferimento del mandato al relatore, pur avendo il suo gruppo presentato emendamenti volti a migliorare il testo, dichiara il voto favorevole del gruppo Lega Nord e Autonomie per favorire ed accelerare quel percorso di riforme strutturali necessarie per il Paese.
Nazzareno PILOZZI (SEL) dichiara il voto fortemente contrario del suo gruppo e preannuncia la presentazione di una relazione di minoranza, di cui sarà lui stesso relatore. Ritiene infatti sbagliato il provvedimento e stigmatizza l'atteggiamento della maggioranza che ha bocciato tutti gli emendamenti presentati.
Come ha già avuto modo di dire, si è trattato di una sorta di fiducia fantasma, ma si augura che in aula possa avvenire una discussione più aperta.
Fabiana DADONE (M5S), nell'esprimere il voto contrario del suo gruppo, ricorda che le proposte emendative del Movimento 5 Stelle erano tese a far rientrare il provvedimento nell'alveo dell'ordinaria procedura di revisione prevista dalla Costituzione.
Ricorda che anche il suo gruppo presenterà una relazione di minoranza, con relatore il collega Fraccaro
Albrecht PLANGGER (Misto-Min.Ling.) dichiara il voto favorevole della componente delle minoranze linguistiche del gruppo Misto.
Mariastella GELMINI (PdL) dichiara il voto favorevole del gruppo del Popolo delle Libertà. Auspica un'approvazione rapida del disegno di legge e di conseguenza delle necessarie riforme costituzionali.
La Commissione delibera di conferire al relatore, il presidente Francesco Paolo Sisto, il mandato di riferire all'Assemblea in senso favorevole sul provvedimento in esame.
Francesco Paolo SISTO, presidente e relatore, si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.
Francesco Paolo SISTO, presidente, avverte che è pervenuto il parere del Comitato per la legislazione, che reca condizioni e osservazioni. Avverte altresì che – con lettera in data 30 luglio 2013, il presidente del gruppo del Popolo della libertà alla Camera, on. Brunetta, ha trasmesso la seguente lettera: «Di seguito ad una verifica effettuata presso gli uffici del gruppo PdL, si è accertato che, per mero errore materiale, sono state indicate quali proponenti dell'emendamento 10.03 – relativo al provvedimento C. 1154 ed abbinate – le deputate Calabria, Centemero e Ravetto. Tanto comunico per ragioni meramente formali, risultando il predetto emendamento regolarmente presentato dai deputati Bianconi e Francesco Saverio Romano».
Comunica altresì che la deputata Centemero ha ritirato la propria firma dall'emendamento 3.17 e ha sottoscritto gli emendamenti 7.04, 7.05, 7.06, 7.07, 7.08 e 13.10, a prima firma Roberta Agostini.
Comunica che tutti gli emendamenti a prima firma di deputati del gruppo Movimento 5 Stelle sono stati sottoscritti da tutti i 106 deputati appartenenti al gruppo.
Francesco Paolo SISTO, presidente, avverte che il fascicolo degli emendamenti e degli articoli aggiuntivi riferiti al provvedimento in esame sarà pubblicato nuovamente, in allegato al resoconto della seduta odierna (vedi allegato), così da tenere conto di tutte le variazioni di firma intervenute.
Comunica, infine, che sono da ritenersi inammissibili per estraneità di materia i seguenti articoli aggiuntivi: Bragantini 5.03, in materia di trattenute sindacali; e Bragantini 5.04 che reca l'obbligo di redazione e di pubblicazione del bilancio di esercizio per i sindacati.
Matteo BRAGANTINI (LNA) chiede la riammissione dei suoi articoli aggiuntivi dichiarati inammissibili.
Francesco Paolo SISTO, presidente, dopo aver ricordato le regole relative alla ammissibilità degli emendamenti, fa presente Pag. 38che gli articoli aggiuntivi Bragantini 5.03 e 5.04 trattano di materia oggettivamente estranea al provvedimento in esame. Conferma pertanto l'inammissibilità delle proposte emendative anzidette, che ritiene potranno essere utilmente discusse nell'ambito di un diverso e autonomo provvedimento.
Comunica che la Conferenza dei presidenti di gruppo riunitasi questo pomeriggio ha stabilito che la discussione in Assemblea del provvedimento in titolo inizi dopodomani, venerdì 2 agosto, a partire dalle ore 18. Conseguentemente, ha ritenuto di dover convocare la Commissione poco dopo il termine delle votazioni dell'Aula per iniziare fin da questa sera la discussione degli emendamenti.
Informa quindi la Commissione che nella riunione dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, svoltasi prima di questa seduta, i relatori sul provvedimento in esame, deputati Fiano e Gelmini, hanno chiesto di poter disporre di altro tempo per la valutazione degli emendamenti presentati e di poter conseguentemente rinviare l'espressione del loro parere sugli emendamenti stessi a non prima di domani pomeriggio. Nel dare atto ai relatori del lavoro fin qui svolto alla ricerca di una sintesi delle diverse proposte emendative, invita i rappresentanti dei gruppi a pronunciarsi sulla proposta dei relatori. Avverte che su questo punto darà la parola ad un rappresentante per ciascun gruppo che chieda di parlare.
Fabiana DADONE (M5S) dichiara che il suo gruppo è pronto a discutere gli emendamenti al provvedimento in titolo fin da questa sera, in modo da rispettare il termine di inizio della discussione in Assemblea stabilito dalla Conferenza dei presidenti di gruppo. Ricorda che, con l'unanimità dei gruppi, era stata dichiarata l'urgenza del provvedimento in esame e che, nonostante questo, il disegno di legge costituzionale C. 1359, per il quale non è stata dichiarata l'urgenza, andrà in Assemblea per la discussione sulle linee generali prima dei progetti di legge in materia di finanziamento ai partiti.
Francesco Paolo SISTO, presidente, dopo aver osservato che le circostanze che hanno condotto la Conferenza dei presidenti di gruppo a modificare il calendario dei lavori dell'Assemblea e ad anteporre l'inizio della discussione sul disegno di legge costituzionale rispetto a quella sui progetti di legge in materia di finanziamento ai partiti sono note a tutti, ricorda che la presidenza della Commissione non può che attenersi alle determinazioni della Conferenza dei presidenti di gruppo.
Nazzareno PILOZZI (SEL), premesso che il suo gruppo è quello che ha presentato il minor numero di emendamenti al provvedimento in esame e non può quindi essere tacciato di ostruzionismo, ritiene che avviare l'esame degli emendamenti questa sera non sia possibile. È infatti necessario che la Commissione si dia un'organizzazione dei lavori tale da consentire ai suoi membri di parteciparvi attivamente ed effettivamente, laddove il lavoro pressoché ininterrotto della Commissione e dell'Assemblea rende difficile – soprattutto per i gruppi piccoli, nei quali non è agevole l'avvicendamento dei componenti nelle diverse sedi – partecipare alle sedute in modo attivo, essendo al di sopra delle forze umane essere continuamente vigili per più giorni di seguito con poche pause per il riposo. Si aggiunga che domani mattina i componenti della Commissione saranno impegnati per molte ore in Assemblea per la discussione sulle linee generali del disegno di legge costituzionale C. 1359 e che lui personalmente vi parteciperà come relatore di minoranza per il suo gruppo e come componente per il Comitato dei nove. D'altra parte, ritiene che la materia del finanziamento dei partiti esiga un esame accurato, anche in considerazione del fatto che molti degli emendamenti presentati stravolgono il testo base. Per tutte queste ragioni ritiene inaccettabile che la Commissione venga convocata ad horas per lavorare la notte su emendamenti così delicati.
Francesco Paolo SISTO, presidente, premesso di condividere molte delle valutazioni Pag. 39svolte dal deputato Pilozzi, informa la Commissione di aver rappresentato alla Presidente della Camera la difficoltà della Commissione affari costituzionali a portare avanti i lavori su tutti i provvedimenti previsti dal calendario dei lavori dell'Assemblea. La Presidente della Camera ha manifestato comprensione e disponibilità su questo punto. Tuttavia la Conferenza dei presidenti di gruppo, nella sua insindacabile autonomia, ha fissato alle ore 18 di dopodomani, venerdì 2 agosto l'inizio della discussione in Assemblea del provvedimento in esame. Conseguentemente è stato necessario convocare la Commissione immediatamente per metterla in condizione di disporre di tutto il tempo possibile, sia pure in orario disagevole, per l'esame degli emendamenti.
Matteo BRAGANTINI (LNA), premesso che il suo gruppo ha presentato soltanto quattro proposte emendative, due delle quali sono state dichiarate inammissibili, dichiara di comprendere le difficoltà dei relatori sugli emendamenti. Il suo gruppo non è contrario al rinvio dell'esame degli stessi, a condizione che si cominci nel pomeriggio di domani, senza ulteriori rinvii che mettano poi la Commissione nella condizione di non poter concludere i propri lavori.
Francesco Paolo SISTO, presidente, preso atto che non vi sono altre richieste di intervento, pone in votazione la proposta dei relatori di differire al termine della seduta pomeridiana dell'Assemblea di domani, il seguito dell'esame del provvedimento in titolo.
Francesco Paolo SISTO, presidente, rinvia il seguito dell'esame alla seduta che sarà convocata nei termini testé concordati.