Source: https://www.dirittoscolastico.it/tribunale-di-agrigento-sentenza-n-2778-del-03-12-2003/
Timestamp: 2020-04-09 04:21:32+00:00
Document Index: 11999946

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 21', 'art.4', 'art.5', 'art. 396', 'art. 10', 'art.7', 'art.396', 'art.25', 'art. 68', 'art.63', 'art. 1', 'art.2', 'art.4', 'art.5', 'art. 68']

Tribunale di Agrigento - Sentenza n.2778/2003
Dirigente scolastico – costituzione in giudizio con avvocato del libero foro – inammissibilità.
Assegnazione docenti alle classi – violazione della successione temporale e logica (consiglio di Istituto e Collegio dei docenti) – illegittimità – sussiste.
Poiché l’Avvocatura dello Stato, ai sensi dell’art. 14 del DPR n. 275/99, assume la difesa nei giudizi attivi e passivi davanti alle autorità giudiziarie di tutte le istituzioni scolastiche cui è attribuita l’autonomia e la personalità giuridica ai sensi dell’art. 21 della legge n.59/97, è inammissibile la costituzione in giudizio effettuata con memoria sottoscritta da un avvocato del libero foro, al quale è stata conferita procura ad litem da parte del dirigente scolastico convenuto, ma privo di ius postulandi.
Il provvedimento del dirigente scolastico di assegnazione dei docenti alle classi appare riconducibile alla categoria privatistica delle “determinazioni per l’organizzazione degli uffici… .e gestione dei rapporti di lavoro…, assunte dagli organi preposti alla gestione con la capacità ed i poteri del privato datore di lavoro” di cui all’art.4 c.2 D.Lgs.n.29/93, ora art.5 del d.lgs.n.165/01; cioè deve intendersi come atto privatistico gestionale, seppure soggettivamente amministrativo, nei cui confronti la giurisdizione del giudice ordinario non subisce alcuna limitazione cognitiva derivante dagli artt.4 e 5 L.n.2248/1865 All.E.
Il disposto dell’art. 396 c.2 lett. d) del d.lgs.n.297/94 prevede che al personale direttivo, quale è il dirigente scolastico, spetta, tra l’altro, di procedere alla formazione delle classi ed all’assegnazione ad esse dei singoli docenti sulla base dei criteri generali stabiliti dal consiglio di circolo o d’istituto, ai sensi dell’art. 10 c.4 del d.lgs. citato, e delle proposte del collegio dei docenti formulate ai sensi dell’art.7 c.2 lett.b) del d.lgs. Dunque la norma prevede, in successione temporale e logica, che l’assegnazione dei docenti alle classi da parte del dirigente scolastico avvenga sulla base di criteri generali stabiliti dal consiglio d’istituto e delle susseguenti proposte fatte dal collegio dei docenti.
Sentenza Tribunale di Agrigento n. 2778 del 3.12.2003
da CittadinoLex del 16 marzo 2004
Con ricorso depositato in data 13/05/01 la ricorrente indicata in epigrafe ha adìto il Tribunale di Agrigento in funzione di Giudice del lavoro, esponendo che insegna dal 1988 (…) e di essere sempre stata utilizzata nelle classi post qualifica, 4^ e 5^ anno, ad indirizzo aziendale, che, nel mese di settembre 2000, la Preside dell’istituto (…) ha assegnato alla ricorrente le classi 1^, 2^ e 3^ C dell’indirizzo turistico, spostandola dal biennio post qualifica al triennio di qualifica e dai corsi aziendali a quelli di indirizzo turistico, che tale provvedimento è lesivo della continuità didattica ed illegittimo per violazione dell’art.396 c.2 lett.d) del d.lgs.n. 294/94, attesa l’insussistenza della proposta del collegio dei docenti e comunque l’inversione della successione temporale tra la delibera del consiglio d’istituto e la delibera del collegio dei docenti, per eccesso di potere per sviamento, per mancata e insufficiente motivazione e per violazione della normativa sulla mobilità professionale;
ha concluso la ricorrente e chiedeva disporre la disapplicazione dell’atto impugnato;
in via subordinata dichiarare l’illegittimità della procedura seguita nell’assegnazione delle cattedre con ogni statuizione conseguente, con vittoria di spese ed onorari.
Deve essere preliminarmente dichiarato il difetto di legittimazione passiva del Ministero convenuto atteso che l’atto impugnato rientra nella competenza esclusiva del dirigente scolastico, il quale deve ritenersi legittimato ad agire e resistere in giudizio nelle controversie riguardanti gli atti di gestione organizzativa ed amministrativa del personale e delle risorse finanziarie relative all’istituzione scolastica, dotata di autonomia e personalità giuridica ( vd. DPR n. 275/99), di cui il medesimo è legale rappresentante (art.25 D.lgs.n.165/0l).
Ne consegue anche l’inammissibilità della produzione documentale del dirigente scolastico convenuto.
In ordine alla giurisdizione del giudice adito rileva, poi, il Tribunale che già l’art. 68 c.1 d.lg. n.29/93, ed ora l’art.63 del d.lgs.n.165/01, ha devoluto al giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro tutte le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1 c.2, incluse le controversie concernenti l’assunzione al lavoro, il conferimento e la revoca degli incarichi dirigenziali e la responsabilità dirigenziali, ancorché vengano in questione atti amministrativi presupposti i quali, ove rilevanti ai fini della decisione, sono disapplicabili dal giudice che ne ravvisi l’illegittimità.
Tale problema può essere risolto limitando tale categoria agli atti organizzativi nelle materie indicate nell’art.2 c.1 d.lg. n.29/93, ovvero a quelli che definiscono le linee fondamentali di organizzazione degli uffici, individuano gli uffici di maggiore rilevanza ed i modi di conferimento della titolarità dei medesimi e determinano le dotazioni organiche complessive, i quali, oltre ad essere disapplicabili dal giudice ordinario quali atti presupposti, sono impugnabili in via principale dinanzi al giudice amministrativo, ove direttamente lesivi della situazione giuridica soggettiva del dipendente.
Il provvedimento del dirigente scolastico con il quale all’odierna ricorrente sono state attribuite le classi 1^, 2^ e 3^ del ciclo ad indirizzo turistico per l’anno scolastico 2000/2001 appare infatti riconducibile alla categoria privatistica delle “determinazioni per l’organizzazione degli uffici… .e gestione dei rapporti di lavoro…, assunte dagli organi preposti alla gestione con la capacità ed i poteri del privato datore di lavoro” di cui all’art.4 c.2 D.Lgs.n.29/93, ora art.5 del d.lgs.n.165/01; cioè deve intendersi come atto privatistico gestionale, seppure soggettivamente amministrativo, nei cui confronti la giurisdizione del giudice ordinario non subisce alcuna limitazione cognitiva derivante dagli artt.4 e 5 L.n.2248/1865 All.E, avendo il giudice il potere di adottare nei confronti delle pubbliche amministrazioni tutti i provvedimenti di accertamento, costitutivi o di condanna richiesti dalla natura dei diritti tutelati ai sensi dell’art. 68 c.2, ora 63, del d.lgs. citato.
Inoltre non può non rilevarsi che, in realtà, il collegio dei docenti non ha effettuato alcuna proposta al riguardo in quanto, come sopra rilevato, dal verbale risulta solo che il dirigente scolastico ha “informato i docenti” che, ai fini dei criteri dell’attribuzione delle cattedre, si sarebbe tenuto conto, nei limiti del possibile, della continuità didattica, non sottovalutando l’iniziativa della rotazione, anche se non forzata, ai fini del buon andamento didattico-educativo dell’istituto e del miglior utilizzo delle risorse interne. Inoltre non può non rilevarsi che, sebbene non possano ritenersi direttamente applicabili al provvedimento impugnato le norme previste dalla L.n.241/90 in materia di procedimento e atto amministrativo in quanto nella fattispecie non si verte in ipotesi di atto o provvedimento amministrativo in senso proprio, come sopra evidenziato, ma di atto gestionale avente natura privatistica, tuttavia la sussistenza di una adeguata motivazione al fine di rendere edotto il destinatario del provvedimento dell’iter logico – giuridico che ha condotto alla decisione deve ritenersi, comunque, necessaria soprattutto nei casi in cui il provvedimento adottato preveda soluzioni diverse da quelle preesistenti e consolidate, e ciò in ossequio al principio fondamentale di buona fede e correttezza contrattuale ai sensi degli artt. 1175 e 1375 c.c..
Alla luce delle superiori considerazioni deve ritenersi l’illegittimità del provvedimento impugnato che deve essere, quindi, non disapplicato, come richiesto in via principale nelle conclusioni del ricorso, attesa la sua natura non di atto o provvedimento amministrativo ma di atto privatistico, ma annullato limitatamente all’assegnazione delle classi 1″, 2″ e 3″ dell’indirizzo turistico alla ricorrente per l’anno scolastico 2000/2001.
Categorie Assegnazione, Giurisprudenza scuola 2003, Procedimento giurisdizionale Tag Tribunale di Agrigento Navigazione articolo