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Timestamp: 2019-10-22 12:08:42+00:00
Document Index: 88311814

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 1', 'art. 24', 'art. 18', 'art. 69', 'art. 5', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 60', 'art. 53', 'art. 508', 'art. 18', 'art. 18']

Scuola e Web – La Segreteria on-line » Orizzontescuola.it – 06/04/2019 – Anno sabbatico per docenti e Dirigenti. La guida
Orizzontescuola.it – 06/04/2019 – Anno sabbatico per docenti e Dirigenti. La guida
Orizzontescuola.it – 06/04/2019 – Anno sabbatico per docenti e Dirigenti. La guida di Paolo Pizzo
Viste le numerose richieste di chiarimenti di diversi docenti e dirigenti scolastici proponiamo una guida esaustiva sull’aspettativa per anno sabbatico. Quali riferimenti di legge e normativi, chi può chiederlo, cosa deve fare il dipendente, cosa ild irigente, effetti giuridici e molto altro.
RIFERIMENTI DI LEGGE E NORMATIVI
È il caso dell’aspettativa non retribuita per “anno sabbatico”.
Tale aspettativa definita anche “Anno di riflessione importante per la formazione” è disciplinata dall’art. 26 comma 14 della legge 448/1998 (finanziaria ‘99) che recita:
“I docenti e i dirigenti scolastici che hanno superato il periodo di prova possono usufruire di un periodo di aspettativa non retribuita della durata massima di un anno scolastico ogni dieci anni. Per i detti periodi i docenti e i dirigenti possono provvedere a loro spese alla copertura degli oneri previdenziali”.
L’aspettativa non retribuita per “anno sabbatico” può essere fruita solo dai Dirigenti e dai docenti di ruolo che hanno già superato il periodo di prova.
È quindi escluso il personale docente che non abbia ancora superato il periodo di prova e tutto il personale docente assunto a tempo determinato.
Il docente presenterà l’istanza al proprio dirigente scolastico; il dirigente scolastico la presenterà al dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale.
La richiesta, prodotta in carta semplice, non ha bisogno di alcuna motivazione, certificazione o autocertificazione, ma dovrà riportare solo il riferimento di legge che permette al dipendente, avendone i requisiti, di fruire dell’aspettativa richiesta.
COSA DEVE FARE IL DIRIGENTE: ATTRIBUIRE O CONCEDERE L’ASPETTATIVA?
La Nota del Ministero del Tesoro del 26 aprile 2000 afferma che:
“I periodi di aspettativa spettino di diritto ai docenti e dirigenti scolastici, senza pertanto la richiesta di specifiche motivazioni per la loro fruizione, compatibilmente, però, con le esigenze di servizio valutate dal capo d’istituto per i docenti o dal Provveditore agli Studi per i dirigenti.
Sarebbe opportuno, infine, che l’aspettativa di cui sopra venisse fruita in un’unica soluzione – nel limite massimo di un anno scolastico ogni dieci anni – al fine di garantire la continuità didattica, prevedendo, altresì, la possibilità di cumulo con le altre fattispecie di aspettativa già previste dalla normativa contrattuale.”
Stando quindi a ciò che prescrive la nota:
L’aspettativa è sì un diritto e non ha bisogno di alcuna motivazione (come invece avviene per quella per motivi di famiglia, personali e di studio), ma comunque non è totalmente sottratta alla valutazione del dirigente scolastico (se ad usufruirne è il docente) e dal dirigente dell’Ufficio Scolastico (se a fruirne è il dirigente scolastico), che devono verificare la compatibilità della richiesta con le “esigenze di servizio”;
L’aspettativa non può essere oggetto di frazionamento;
L’aspettativa può essere cumulata con altre tipologie di aspettative (motivi di famiglia, personali o di studio, per altra esperienza lavorativa ecc.).
C’è però da notare che la Circolare Ministeriale n. 96 del 28 marzo 2000 (che precede di appena un mese quella del Tesoro), avendo per oggetto l’art. 26 – comma 14 – legge 23 dicembre 1998, n. 448. (Aspettativa non retribuita docenti e dirigenti scolastici) afferma:
“Si trasmette per opportuna conoscenza copia dell’allegata nota n. 7574 del 6 marzo 2000 con la quale l’Ufficio legislativo di questo Ministero, a seguito di un quesito formulato dallo scrivente Gabinetto, ha espresso il proprio parere in merito ad alcuni punti – sui quali erano sorti dubbi interpretativi – dell’art. 26 – comma 14 – della legge 23 dicembre 1998, n. 448 che ha previsto per i docenti e dirigenti scolastici che abbiano superato il periodo di prova, la possibilità di usufruire di un periodo di aspettativa non retribuita della durata massima di un anno ogni dieci anni.
In particolare l’Ufficio legislativo ha chiarito:
che la richiesta di fruizione del periodo di assenza in parola, avanzata dall’interessato, è sottratta all’apprezzamento discrezionale dell’Amministrazione;
che tale aspettativa non può essere oggetto di frazionamento, così che l’avvenuta fruizione di un periodo di durata inferiore a dodici mesi, a norma del richiamato art. 26, esaurisce il diritto dell’interessato a chiedere ulteriori periodi di aspettativa nell’arco del decennio in considerazione.”
La circolare ministeriale e la nota del Tesoro sembrano d’accordo sul secondo punto (l’aspettativa non può essere oggetto di frazionamento, sicché la fruizione di un periodo inferiore ad un anno esaurisce il diritto), meno però sulla questione concessione/attribuzione del periodo richiesto.
Infatti, mentre la circolare ministeriale non lascia spazio alla discrezionalità del dirigente scolastico o del dirigente dell’Ufficio Scolastico (“la richiesta di fruizione del periodo di assenza in parola, avanzata dall’interessato, è sottratta all’apprezzamento discrezionale dell’Amministrazione”), la nota del Tesoro richiama quelle “esigenze di servizio” che devono essere prese in considerazione da chi valuta la richiesta (dirigente scolastico o dirigente dell’Ufficio scolastico).
Sulla materia non si ravvisano ulteriori interventi del MIUR, pertanto per ciò che riguarda la concessione/attribuzione dell’aspettativa deve a nostro parere prevalere la circolare ministeriale dal momento che quella del Tesoro, che non ha un potere vincolante per l’Amministrazione, non sembra essere stata recepita dal Ministero.
Pertanto, la richiesta di fruizione del periodo di aspettativa è sottratta all’apprezzamento discrezionale dell’Amministrazione.
Nomina di un supplente
Se l’aspettativa richiesta determina l’assenza del dipendente prima del 31/12: Trattandosi di un posto di fatto disponibile entro la data del 31 dicembre e fino al termine dell’anno scolastico, la supplenza va conferita dall’Ufficio Scolastico Territoriale (ex Provveditorato) utilizzando le cosiddette “graduatorie ad esaurimento”. Qualora esse siano esaurite, la supplenza va conferita dal dirigente scolastico attingendo alle graduatorie di istituto ai sensi dell’art. 1 del D.M. 131/2007. La supplenza in entrambi i casi dura fino al 30/6.
Se l’aspettativa richiesta determina l’assenza del dipendente dopo il 31/12: Tutti i posti che si rendono disponibili, per qualsiasi causa, dopo il 31 dicembre, vanno coperti con supplenze temporanee da parte del dirigente scolastico utilizzando le graduatorie d’istituto. La supplenza dura sino al termine delle lezioni (ultimo giorno di scuola stabilito dal calendario regionale).
MODALITÀ E CRITERI DI FRUIZIONE
L’aspettativa non retribuita spetta fino a un massimo di 1 anno ogni 10 (compreso il primo decennio). Non può essere oggetto di frazionamento, sicché la fruizione di un periodo inferiore ad un anno esaurisce il diritto dell’interessato a chiedere ulteriori periodi di aspettativa nell’arco del decennio in considerazione.
EFFETTI GIURIDICI ED ECONOMICI
La Nota del Ministero del Tesoro del 26 aprile 2000 afferma che l’aspettativa per “anno sabbatico” è: “una tipologia aggiuntiva di quella per motivi di famiglia e di studio già prevista dall’ art. 24 del C.C.N.L. 4/8/1995 (ora art. 18) e pertanto vada anch’essa ricondotta, come quest’ultima, nell’ambito della disciplina di carattere generale stabilita dagli artt. 69 e 70 del D.P.R. 10/1/1957, n. 3, per l’aspettativa per motivi di famiglia, salvo le innovazioni introdotte dal legislatore.
Ciò posto, esprime l’avviso che il periodo di aspettativa in oggetto, come disposto dal citato art. 69, non va computato ai fini di carriera né del trattamento di quiescenza e previdenza, salvo che a tali ultimi fini il personale interessato non provveda, come consentito dal secondo periodo della norma in oggetto, al pagamento dei relativi oneri previdenziali, con le modalità stabilite dall’ art. 5 del D.L.vo 16/9/1996, n. 564”.
Pertanto, il periodo non retribuito trascorso in aspettativa non è utile ai fini dell’anzianità di servizio e della progressione di carriera nonché ai fini della continuità del servizio valutabile con punteggio specifico nelle procedure di mobilità e nella graduatoria interna per l’individuazione del personale soprannumerario docente.
A tal proposito si ricorda che ai fini della domanda di mobilità e della formulazione della graduatoria interna di istituto, il punteggio per la continuità del servizio deve essere attribuito nel caso di assenza per motivi di salute, per gravidanza e puerperio, per servizio militare, esoneri sindacali, incarico di presidenza, collocamenti fuori ruolo ai sensi della legge 448/98 art. 26 comma 8 ed altre fattispecie.
Non sono però compresi nelle fattispecie di cui sopra i docenti destinatari di aspettativa per anno sabbatico ai sensi dell’art. 26 comma 14 della stessa legge 448/98.
Pertanto, il dipendente già collocato in congedo per altra aspettativa (motivi di famiglia, personali o di studio; per altra esperienza lavorativa, dottorato di ricerca ecc), può richiedere l’aspettativa per anno sabbatico secondo le modalità e per la durata finora descritte senza obbligo di rientrare in servizio. Lo stesso discorso vale per il dipendente già collocato in aspettativa per anno sabbatico che vuole chiedere altra tipologia di aspettativa.
Inoltre l’aspettativa per anno sabbatico non si conteggia nei “due anni e mezzo in un quinquennio” dell’”aspettativa per motivi di famiglia, personali e di studio” e quindi, anche una volta terminato il periodo dell’aspettativa per motivi di famiglia, il dipendente può fruire dell’aspettativa per “anno sabbatico” (e viceversa).
ASPETTATIVA E ALTRO LAVORO
In poche parole sei soggetta al regime delle incompatibilità che vincolano tutti i pubblici dipendenti stabilite dall’art. 60 del T.U. N.3/1957, dall’art. 53 del D.Lgs. n.165/2001 e, per tutti i docenti, dall’art. 508 del D.Lgs. 297/1994.
La Tecnica della Scuola – 11/12/2014 – Anno sabbatico: un’opportunità per docenti e dirigenti scolastici
Sinergie di Scuola – 18/11/2014 – Aspettativa per motivi di lavoro art. 18 del CCNL
ARAN – 31/08/2016 – Orientamenti Applicativi del 01/08/2016 – E’ possibile usufruire di un periodo di aspettativa di cui all’art. 18, comma 3, del CCNL del 29.11.2007, anche per un periodo inferiore all’anno scolastico ?
Sinergie di Scuola – 01/09/2015 – Sì all’aspettativa senza assegni se richiesta prima o contestualmente alla presa di servizio
Flcgil – 27/08/2019 – Assunzione con contratto a tempo indeterminato nella scuola e compatibilità con altre esperienze lavorative
Flcgil – 05/09/2018 – Assunzione con contratto a tempo indeterminato nella scuola e compatibilità con altre esperienze lavorative
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