Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2009/10/mancata-emissione-dello-scontrino-fiscale-si-chiude-sempre.html
Timestamp: 2018-02-17 19:21:25+00:00
Document Index: 40291938

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 16', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 16', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 16', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 16', 'art. 12', 'art. 16', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 16', 'art. 12', 'art. 16']

Mancata emissione dello scontrino fiscale: si chiude sempre
Con sentenza n. 19626 dell’11 settembre 2009 (ud. 26 maggio 2009) la Corte di Cassazione ha confermato il suo indirizzo e la tesi dell’Amministrazione finanziaria: si chiude sempre, anche se il trasgressore provvede al pagamento in via breve.
La Corte, cassa la sentenza impugnata, poiché è difforme rispetto all’orientamento espresso dalla Corte nella sentenza 5 febbraio 2007, n. 2439, secondo cui “in tema di sanzioni amministrative per violazione di norme tributarie, il D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, art. 12, comma 2, il quale prevede la sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio ovvero dell’esercizio dell’attività medesima nel caso in cui siano state accertate nel corso di un quinquennio tre distinte violazioni dell’obbligo di emettere la ricevuta o lo scontrino fiscale, ha carattere speciale rispetto alla norma generale contenuta nel D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, art. 16, comma 3, con la conseguenza che l’irrogazione di detta sanzione non è impedita dalla definizione agevolata prevista da quest’ultima disposizione”.
Tale sentenza segue quella la n. 10960 del 13 maggio 2009 (ud. del 16 gennaio 2009), con cui la Corte aveva affermato e di fatto confermato che, nell’orientamento consolidato della giurisprudenza di legittimità, l’art. 12, D.Lgs. n. 471/1997 costituisce norma speciale rispetto al disposto del successivo art. 16 e, conseguentemente, la sanzione della sospensione della licenza, dell’autorizzazione all’esercizio, o dell’esercizio dell’attività nell’ipotesi di tre violazioni accertate nel corso del quinquennio, è irrogabile anche in dipendenza di definizione agevolata.
Il punto specifico della sentenza della Corte di Cassazione qui commentata era stato già oggetto di esame da parte dell’Amministrazione finanziaria attraverso la R.M. n. 150/E del 4 luglio 2007.
Le Entrate, dopo aver ripercorso il dettato normativo, e richiamato quanto già chiarito al punto 4 della circolare n. 1/E del 19 gennaio 2007, hanno confermato che la sanzione della sospensione in questione è disposta “anche se non sono state irrogate sanzioni accessorie in applicazione delle disposizioni del citato D.Lgs. n. 472 del 1997“, riprendendo in tal modo la medesima previsione contenuta nel precedente testo dell’art. 12, comma 2, del D.Lgs. n. 471 del 1997.
Tale posizione si fonda sull’interpretazione letterale del comma 2 dell’art. 12 del D.Lgs. n. 471 del 1997, rimasto sostanzialmente immutato sul punto, in base al quale “la sospensione di cui si tratta è disposta a prescindere dalla circostanza che siano state, o meno, irrogate le sanzioni accessorie previste dal D.Lgs. n. 472 del 1997”.
Ne deriva che l’effetto di impedire l’irrogazione delle sanzioni accessorie a seguito dell’intervenuta definizione agevolata di cui all’art. 16 del D.Lgs. n. 472 del 1997 non può operare per la sanzione in argomento, in quanto quest’ultima gode di una disciplina speciale.
La R.M. diramata richiama ancora una volta un precedente giurisprudenziale della Cassazione, oggi ancora una volta fatta propria dalla Corte: la sentenza n. 2439 del 5 febbraio 2007, che si è pronunciata sulla specifica questione, accogliendo le tesi dell’Amministrazione finanziaria ed affermando il principio che l’irrogazione della sanzione prevista dall’art. 12, comma 2, del D.Lgs. n. 471 del 1997 non è impedita dalla definizione agevolata disciplinata dall’art. 16 del D.Lgs. n. 472 del 1997. I giudici di legittimità hanno evidenziato che il coordinamento dell’art. 12, comma 2, del D.Lgs. n. 471 del 1997 con l’art. 16, comma 3, del D.Lgs. n. 472 del 1997 deve essere risolto mediante il criterio della specialità. Più esattamente, “la disposizione speciale è proprio quella contenuta nella prima norma, come emerge dalla sua collocazione sistematica. Pertanto, l’irrogazione di tale sanzione non è impedita dalla definizione agevolata“.
La stessa Cassazione, con sentenza n. 22459 del 25 giugno 2008 (dep. il 5 settembre 2008) era nuovamente intervenuta in ordine all’applicazione della sanzione accessoria della sospensione dell’esercizio dell’attività per mancata emissione dello scontrino fiscale – ex art. 12, del D.Lgs. n. 471/1997 – sostenendo che non trovava preclusione nell’applicazione la definizione agevolata di cui all’art. 16, D.Lgs. n. 472/1997. La Corte osservava che ha già convincentemente precisato – precedentemente – che, “in tema di sanzioni amministrative per violazione di norme tributarie, il D.Lgs. n. 471 del 1997, art. 12, comma 2 – il quale prevede la sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio ovvero dell’esercizio dell’attività medesima nel caso in cui siano state accertate nel corso di un quinquennio tre distinte violazioni dell’obbligo di emettere la ricevuta o lo scontrino fiscale – ha carattere speciale rispetto alla norma generale contenuta nel D.Lgs. n. 472 del 1997, art. 16, comma 3, cosicché l’irrogazione di detta sanzione non è impedita dalla definizione agevolata prevista da quest’ultima disposizione (v. Cass. n. 2439/07)”.