Source: https://www.avvocatolomaistro.it/falso-ideologico-materiale-falsita-atto-avvocato/
Timestamp: 2020-01-25 00:12:14+00:00
Document Index: 91852847

Matched Legal Cases: ['art. 453', 'art. 454', 'art. 457', 'art. 458', 'art. 459', 'art. 462', 'art. 465', 'art. 466', 'art. 467', 'art. 468', 'art. 471', 'art. 473', 'art. 474', 'art. 474', 'art. 474', 'art. 476', 'art. 477', 'art. 478', 'art. 479', 'art. 480', 'art. 481', 'art. 482', 'art. 483', 'art. 484', 'art. 487', 'art. 494', 'art. 495', 'art. 495', 'art. 497', 'art. 498', 'art. 494', 'sentenza ', 'art. 494']

Delitti in materia di falsità - Avvocato Cristian Lomaistro
Falsità ideologica - falsità materiale Avvocato penalista Altamura
La disciplina penale dei delitti in materia di falsità è contenuta nel titolo VII del libro II del codice penale (artt. 453 – 498 c.p.), il quale sanziona i delitti contro la fede pubblica.
Essi sono suddivisi in quattro capi:
Capo I – Della falsità in monete, in carte di pubblico credito e in valori di bollo (artt. 453 – 466bis c.p.)
Capo II – Della falsità in sigilli o strumenti o segni di autenticazione, certificazione o riconoscimento (artt. 467 – 475 c.p.)
Capo III – Della falsità in atti (artt. 476 – 493bis c.p.)
Capo IV – Della falsità personale (artt. 494 – 498 c.p.)
Nell’ambito del primo capo, assumono particolare rilevanza le condotte di falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato, previo concerto, di monete falsificate (art. 453 c.p.), di alterazione di monete (art. 454 c.p.), di spendita di monete falsificate ricevute in buona fede (art. 457 c.p.). Ai sensi del successivo art. 458 c.p., inoltre, alle monete sono equiparate le carte di pubblico credito, intendendosi per tali oltre quelle che hanno corso legale come moneta, anche le carte o cedole al portatore emesse dai governi, nonché tutte le altre aventi corso legale emesse da istituti a ciò autorizzati. L’art. 459 c.p., invece, estende parzialmente la medesima disciplina anche alla falsificazione di valori di bollo, introduzione nello Stato, acquisto, detenzione o messa in circolazione di valori di bollo falsificati, con una riduzione di un terzo delle pene previste per le condotte aventi ad oggetto le monete. Il medesimo capo punisce altresì la falsificazione di biglietti di pubbliche imprese di trasporto (art. 462 c.p.), mentre l’art. 465 c.p. stabilisce la punibilità dell’uso degli stessi, anche se con una semplice sanzione amministrativa.
Il recente Decreto Legislativo 29 ottobre 2016, n. 202 recante “Attuazione della direttiva 2014/42/UE relativa al congelamento e alla confisca dei beni strumentali e dei proventi da reato nell’Unione europea”, ha introdotto nel codice penale l’art. 466-bis, che prevede la confisca, anche per equivalente, relativamente alle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e delle cose che ne sono il prodotto, il prezzo o il profitto, salvo che appartengano a persona estranea al reato.
Il capo II del titolo VII, invece, punisce la contraffazione del sigillo dello Stato e uso del sigillo contraffatto (art. 467 c.p.), la contraffazione di altri pubblici sigilli o strumenti destinati a pubblica autenticazione o certificazione e l’uso di tali sigilli e strumenti (art. 468 c.p.), l’uso abusivo di sigilli e strumenti veri (art. 471 c.p.), la contraffazione, alterazione o l’uso di segni distintivi di opere dell’ingegno o di prodotti industriali (art. 473 c.p.), l’introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi (art. 474 c.p.). Per tali ultime due fattispecie è prevista la confisca, anche per equivalente, delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e delle cose che ne sono l’oggetto, il prodotto, il prezzo o il profitto, a chiunque appartenenti (art. 474-bis). Sempre per i medesimi reati, il codice prevede una circostanza aggravante ove posti in essere in modo sistematico, ovvero attraverso l’allestimento di mezzi e attività organizzate (art. 474-ter c.p.).
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La pena è ridotta di un terzo quando le condotte di cui al primo e secondo comma hanno ad oggetto monete non aventi ancora corso legale e il termine iniziale dello stesso è determinato.
Il capo III del titolo VII, poi, prevede la punibilità di una pluraltà di fattispecie di falsità in atti, commesse sia da pubblici ufficiali, che da privati.
Il falso ideologico consiste in una falsa dichiarazione contenuta in un documento. La falsità ideologica, poiché cade sulle attestazioni dell’autore, riguarda il contenuto del documento, che – non risultando né contraffatto, né alterato – reca appunto dichiarazioni menzognere. In tale ipotesi si può parlare di non veridicità dell’atto (o atto non veridico).
Dal falso ideologico si distingue nettamente il falso materiale, che richiede una contraffazione o alterazione documentale, cioè la creazione di un documento da parte di colui che non ne è l’autore o la modifica del documento originale redatto da chi vi appare autore. In tale ipotesi si può parlare di non genuinità dell’atto.
La distinzione in esame ha un rilievo soprattutto pratico posto che le falsità materiali sono sempre punibili in quanto siano giuridicamente rilevanti. Invece le falsità ideologiche per essere perseguibili, oltre alla rilevanza giuridica, richiedono anche che l’autore del falso sia venuto meno all’obbligo giuridico di attestare o far risultare il vero.
I principali reati in materia di falsità in atti sono: la falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art. 476 c.p.), la falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in certificati o autorizzazioni amministrative (art. 477 c.p.), la falsità commessa dal pubblico ufficiale in copie autentiche di atti pubblici o privati e in attestati del contenuto di atti (art. 478 c.p.), la falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art. 479 c.p.), la falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in certificati o in autorizzazioni amministrative (art. 480 c.p.), la falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità (art. 481 c.p.), la falsità materiale commessa dal privato (art. 482 c.p.), la falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico (art. 483 c.p.), la falsità in registri e notificazioni (art. 484 c.p.), la falsità in foglio firmato in bianco commessa da pubblico ufficiale finalizzata alla creazione di un atto pubblico (art. 487 c.p.).
Relativamente ai reati di falsità in atti, il recente Decreto Legislativo 15 gennaio 2016, n. 7 in materia di depenalizzazione, ha abrogato i reati di falsità in scrittura privata e in foglio firmato in bianco, trasformandoli in illeciti civili sottoposti a sanzione pecuniaria. Per le fattispecie sopra richiamate, in particolare, il legislatore ha previsto la sanzione pecuniaria civile da euro duecento a euro dodicimila. La commissione di tali fatti, quindi, obbliga, oltre che alle restituzioni e al risarcimento del danno secondo le leggi civili, anche al pagamento della sanzione pecuniaria civile. Il procedimento per l’applicazione di tali sanzioni civili si svolge dinnanzi al giudice civile e si applicano le disposizioni del codice di procedura civile.
Infine, il capo IV contiene la disciplina dei reati di sostituzione di persona (art. 494 c.p.), falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri (art. 495 c.p.), falsa dichiarazione o attestazione al certificatore di firma elettronica sull’identità o su qualità personali proprie o di altri (art. 495-bis c.p.), possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi (art. 497-bis c.p.), possesso di segni distintivi contraffatti (497-ter c.p.), usurpazione di titoli o di onori (art. 498 c.p.).
Circa il reato di sostituzione di persona, l’art. 494 c.p. punisce, se il fatto non costituisce un altro delitto contro la fede pubblica, con la reclusione fino a un anno la condotta di colui che, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all’altrui persona, o attribuendo a sé o ad altri un falso nome, o un falso stato, ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici. Appare utile riportare in questa sede quanto specificato dalla giurisprudenza di legittimità, che ha ritenuto sussistente il delitto in esame nella condotta di colui che crei ed utilizzi un determinato profilo su un social network riproducente l’immagine della persona offesa, con una descrizione tutt’altro che lusinghiera e con tale falsa identità usufruisca dei servizi del sito, consistenti essenzialmente nella possibilità di comunicazione in rete con gli altri iscritti e di condivisione di contenuti (Cassazione penale, sez. V, sentenza 16.06.2014, n. 25774). Ad avviso della Corte, tale contegno sarebbe sufficiente per attribuirsi l’identità della persona offesa, inducendo altresì in errore coloro i quali comunichino con il “falso” profilo tramite chat. È pertanto possibile integrare la fattispecie delittuosa di sostituzione di persona creando un profilo in un social network non del tutto riferibile alla persona offesa, utilizzando cioè una fotografia e non il nome reale della persona offesa. Peraltro, i vantaggi derivanti dall’utilizzo di una diversa identità, integranti il dolo specifico richiesto dalla disposizione di cui all’art. 494 c.p., possono essere i più vari, ricomprendendo anche la possibilità di “intrattenere rapporti con altre persone (essenzialmente ragazze) o per soddisfacimento di una propria vanità (vantaggio non patrimoniale)”.
Contraffazione, alterazione o uso di segni distintivi di opere dell’ingegno o di prodotti industriali
Chiunque, potendo conoscere dell’esistenza del titolo di proprietà industriale, contraffà o altera marchi o segni distintivi, nazionali o esteri di prodotti industriali, ovvero chiunque, senza essere concorso nella contraffazione o alterazione, fa uso di tali marchi o segni contraffatti o alterati, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 2.500 a euro 25.000.
Soggiace alla pena della reclusione da uno a quattro anni e della multa da euro 3.500 a euro 35.000 chiunque contraffà o altera brevetti, disegni o modelli industriali nazionali o esteri, ovvero, senza essere concorso nella contraffazione o alterazione, fa uso di tali brevetti, disegni o modelli contraffatti o alterati.
Falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in certificati o autorizzazioni amministrative
Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in copie autentiche di atti pubblici o privati e in attestati del contenuto di atti
Falso ideologico e materiale in atti - Falsità personale - Avvocato penalista Altamura