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Timestamp: 2019-07-17 15:17:50+00:00
Document Index: 163807358

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 243', 'art. 243', 'art. 41']

Note di un consulente ambientale a lato dell'art. 41 del Decreto Fare
Postilla » Ambiente » Il Blog di Corrado Tumaini » Normativa ambientale » 1988-2013: ho partecipato attivamente alla dismissione industriale del Paese per migliorare l’ambiente. E adesso? (Note di un consulente ambientale a lato dell’art. 41 del Decreto Fare)
L’art. 41 del Decreto Fare riscrive la normativa in merito al disinquinamento delle acque di falda sostituendo l’intero testo dell’art. 243 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive (infinite) modificazioni.
Nessuna nostalgia per l’articolo rimpiazzato: era uno dei tanti nel Codice dell’Ambiente per i quali permane il sospetto che siano figli incompiuti di frenetici taglia-incolla la notte precedente la pubblicazione sulla G.U. per mano di legiferatori/correttori di bozze armati di rasoio marca “Hanlon”. Giusto buoni a fornire “pezze giustificative” per pareri negati da PA autoreferenziali, sopprusi di consorzi di bonifica, spettacolari interpretazioni di Procure e TAR.
Da un punto di vista antropologico, seguire la formulazione del “nuovo art. 243″, fino alla sua forma definitiva, è risultato un esercizio estivo interessante, quasi ginnico, saltellando e inciampando da un DDL all’altro. Mantenendo una postazione fissa per tutto il tempo necessario, premiato nella pazienza, il 22 Agosto ero immerso nella sua lettura, con la passione solita e il solito sopetto sul maggiordomo.
Mi soffermo su un paio di passaggi del testo, che hanno causato sul mio spirito una sottile suggestione:
è normata l’idea che, successiva all’emungimento dalla falda e al trattamento per rimuovere i contaminanti entro limiti di rischio accettabile, per le acque sotterranee deve essere valutata la possibilità tecnica di utilizzo nei cicli produttivi in esercizio nel sito, “in conformità alle finalità generali e agli obiettivi di conservazione e risparmio delle risorse idriche”. Tradotto: “secondo quanto buon senso imporrebbe”. Una pratica, quest’ultima, non proprio garantita negli ultimi 15 anni…..
parrebbe tramontata l’epoca del barrieramento fisico (alias: palancolate), grande e costosa “bufala” impiegata ai tempi delle ….”vacche grasse” e della non-voglia di fare sul serio. Troppo tardi. La prescrizione suona da epitaffio per questa “tecnica di bonifica – messa in sicurezza”, venuta a mancare da sola per cause …naturali.
Seguono alcune indicazioni e prescrizioni dove ricorrono termini come “siti in esercizio”, “impianti industriali”, che ho colto come un germoglio di “visione oltre”, un pensiero declinato al futuro e tradotto in legge.
È possibile che questo richiamo alla “produzione all’interno” sia stato ispirato da un progetto inconscio per la reindustrializzazione del Paese? Per un “Rifiorimento Italiano”?
Se così fosse, allora è anche confermato che abbiamo toccato finalmente il fondo. Possiamo (dobbiamo) rimuovere le macerie, pulirci la faccia e ricominciare a lavorare.
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Un commento a “1988-2013: ho partecipato attivamente alla dismissione industriale del Paese per migliorare l’ambiente. E adesso? (Note di un consulente ambientale a lato dell’art. 41 del Decreto Fare)”
1988-2013: ho partecipato attivamente alla dismissione industriale del Paese per migliorare l’ambiente. E adesso? | studioFonzar's Blog scrive:
Scritto il 5-11-2013 alle ore 22:37
[…] 1988-2013: ho partecipato attivamente alla dismissione industriale del Paese per migliorare l’ambi… […]