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Timestamp: 2018-05-26 00:10:30+00:00
Document Index: 171518675

Matched Legal Cases: ['art. 150', 'art. 10', 'art. 150', 'art. 164', 'art. 102', 'art. 2426', 'art. 2425', 'art. 2425', 'art. 145', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 109', 'art. 7', 'art. 73', 'art. 87']

Enti non commerciali: le novità del modello UNICO ENC 2009 e le novità del modello IRAP 2009
Enti non commerciali: Le novità del Modello Unico ENC 2009 e le novità del Modello IRAP 2009 <?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
L’elemento che distingue gli enti non commerciali è dato dal fatto che non hanno quale oggetto esclusivo o principale lo svolgimento di un’attività di natura commerciale, cioè dell’attività che determina reddito d’impresa.
Per gli enti residenti, l’oggetto esclusivo o principale dell’attività viene determinato sulla base della legge, dell’atto costitutivo o dello statuto, se esistenti in forma di atto pubblico o di scrittura privata autenticata o registrata.
In mancanza di tali forme (atto pubblico o scrittura privata autenticata o registrata) l’oggetto principale dell’ente viene determinato in base all’attività effettivamente esercitata nel territorio dello Stato.
Tale disposizione vale in ogni caso per gli enti non residenti.
Nell’ipotesi in cui tali atti prevedano lo svolgimento di più attività, di cui alcune di natura commerciale ed altre di natura non commerciale, per potere qualificare l’ente occorre fare riferimento all’attività che per lo stesso risulta essere essenziale, vale a dire quella che gli consente il raggiungimento degli scopi primari e che tipicizza l’ente medesimo.
Il Modello Unico ENC 2009
Il suddetto modello unico ENC non deve essere utilizzato da parte di enti che nel corso del periodo d’imposta hanno svolto soltanto attività istituzionale e non hanno, quindi, svolto nessun tipo di attività commerciale, in particolare non hanno avuto una posizione IVA (numero di partita IVA), operando soltanto con il codice fiscale, in adempimento degli obblighi di sostituto d’imposta (in tal caso presentano solo il modello 770 semplificato).
Per le Onlus non vi è obbligo di presentare il Modello Unico
Infatti, le attività istituzionali svolte dalle ONLUS nel perseguimento di esclusive finalità di solidarietà sociale non costituiscono esercizio di attività commerciali.
Inoltre, i proventi derivanti dall’esercizio delle attività direttamente connesse non concorrono alla formazione del reddito imponibile (art. 150 del TUIR) .
Pertanto, per tali attività non sussiste obbligo di dichiarazione.
Viceversa, i soggetti considerati ONLUS limitatamente ad alcune attività (ai sensi dell’art. 10, comma 9, del D.Lgs. n. 460/1997) devono dichiarare eventuali redditi derivanti da attività commerciali diverse da quelle proprie dei settori ONLUS e da quelle direttamente connesse, nei quadri RD, RF o RG.
Infine da tenere presente che le disposizioni dell’art. 150 del TUIR non si applicano alle cooperative, ivi comprese le cooperative sociali (che, quindi, devono compilare il modello “UNICO Società di capitali, enti commerciali ed equiparati”).
In merito agli adempimenti di compilazione delle dichiarazione da allegare al modello Unico, per parametri, indicatori e studi di settore, necessita precisare che l’ente non commerciale deve allegare al modello Unico, il questionario degli studi di settore, specificatamente approvato per il codice di attività dichiarato all’Agenzia delle Entrate, con il quale si esercita la eventuale attività commerciale.
Se questi non è stato approvato, si deve rispettare soltanto l’adempimento ai fini dei parametri, ma soltanto per le professioni (attività di esercizio di arti e professioni) eventualmente svolte dall’ente non commerciale.
Modello “UNICO 2009 ENC
Il Modello “UNICO 2009 ENC – Enti non commerciali ed equiparati” si compone di due modelli, così diversificati, a seconda del loro utilizzo:
– Modello per la dichiarazione dei redditi, i cui quadri sono contrassegnati prevalentemente dalla lettera R;
– Modello per la dichiarazione annuale IVA, i cui quadri sono contrassegnati dalla lettera V.
Con il Modello UNICO-ENC vengono dichiarate le seguenti imposte:
– l’IRES e le imposte sostitutive di esclusiva pertinenza dello Stato;
– l’IVA relativa al periodo d’imposta 2008 anche essa integralmente destinata allo Stato.
Ai fini dell’utilizzo dei modelli per la compilazione della dichiarazione, l’obbligo di presentazione della dichiarazione unificata viene previsto per i contribuenti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare.
Viene considerato periodo di imposta coincidente con l’anno solare anche quello avente durata inferiore a 365 giorni, a condizione che lo stesso termini il 31 dicembre (ad esempio, società costituita in data 01.07.2008 con il primo esercizio che termina il 31.12.2008).
I contribuenti che ai fini dell’IRES hanno un periodo di imposta non coincidente con l’anno solare non possono, quindi, presentare la dichiarazione in forma unificata.
Il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi, compresa quella unificata (redditi ed IVA), scade l’ultimo giorno del 9° mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta.
Ai fini dell’adempimento della presentazione, che avviene solo in via telematica (la eventuale presentazione in formato cartaceo viene sanzionata con un minimo di € 258,00), non assume quindi rilevanza la data di approvazione del bilancio o del rendiconto, ma solo la data di chiusura del periodo d’imposta.
Ad esempio, un ente non commerciale, con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, dovrà presentare la dichiarazione per via telematica, direttamente o tramite intermediario abilitato o società del gruppo, entro il 30 settembre 2009.
I versamenti a saldo risultanti dalla dichiarazione (l’aliquota dell’IRES è stata fissata nella misura del 27,50%), compresi quelli relativi al primo acconto IRES, devono essere eseguiti entro il giorno 16 del 6° mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta (quindi, per la maggior parte degli enti, entro il 16.06.2009).
In caso di mancata approvazione del bilancio entro il 30.06.2009, l’ente deve effettuare i versamenti entro il 16 luglio 2009.
Tali versamenti possono essere effettuati entro i 30 giorni successivi ai suddetti termini, maggiorando le somme da versare (saldo e prima rata di acconto) dello 0,40% a titolo di interesse.
Gli enti, giacché tenuti alla presentazione della dichiarazione IVA all’interno di quella unificata, che si avvalgono della possibilità di versare l’importo del saldo dell’Iva entro il termine previsto per l’effettuazione dei versamenti risultanti dalla dichiarazione unificata, per il periodo successivo al 16 marzo, devono maggiorare tale importo dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese.
La percentuale dell’acconto dell’IRES è rimasta fissata nella misura del 100% da versare in due rate:
– 40% entro il termine previsto per il versamento del saldo ;
– 60% entro l’ultimo giorno dell’undicesimo mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta .
Il reddito complessivo degli enti non commerciali residenti in Italia è formato dai redditi fondiari (da dichiarare nel quadro RA e/o RB), di capitale e diversi (da dichiarare nel quadro RL), di impresa (da dichiarare nel quadro RF o RG o RC o RD) ovunque prodotti e quale ne sia la destinazione, con esclusione dei redditi esenti e di quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva.
I redditi (o le perdite) da partecipazione in società di persone di cui l’ente sia socio, devono essere dichiarati nel quadro RH.
Per i redditi di fonte estera percepiti direttamente e soggetti ad imposta sostitutiva, deve essere compilato il quadro RM.
Per le plusvalenze soggette ad imposta sostitutiva, ai sensi del D.Lgs. n. 461/1997, deve essere compilato il quadro RT.
Gli enti che hanno esercitato attività commerciali, escluse quelle di carattere meramente occasionale, devono presentare la dichiarazione anche in mancanza di reddito (in sostanza, come predetto, gli enti che sono in possesso di numero di partita Iva, devono comunque presentare il modello sia pure senza avere conseguito redditi).
Le novità per il reddito d’impresa e per lavoro autonomo
Il Modello Unico ENC 2009 è stato interessato dalle novità che sono scaturite dai seguenti provvedimenti normativi:
– Legge 24.12.2007, n. 244;
– Legge 28.02.2008, n. 31;
– Legge 06.08.2008, n. 133;
– Legge 30.12.2008, n. 205;
– Legge 28.01.2009, n. 2.
In particolare, queste di seguito sono state le novità fiscali meritevoli di maggiore attenzione:
– le perdite derivanti dall’esercizio di imprese commerciali in contabilità semplificata e quelle derivanti dall’esercizio di arti e professioni non possono più essere riportate a nuovo in caso di mancato utilizzo;
– la nuova aliquota dell’IRES è stata fissata nella misura del 27,50%;
– è stata eliminata la facoltà di operare ammortamenti accelerati o anticipati sui beni materiali;
– per i contratti stipulati a partire dal 01.01.2008, i canoni di leasing sono deducibili a condizione che la durata del contratto non sia inferiore ai 2/3 del periodo di ammortamento, mentre in caso di beni immobili la deduzione viene ammessa se la durata del contratto non è, rispettivamente, inferiore a 11 anni ovvero pari almeno a 18 anni;
– le spese di rappresentanza sono deducibili nel periodo d’imposta di sostenimento se rispondenti ai requisiti di inerenza e congruità, anche in funzione della natura e della destinazione delle spese stesse, del volume dei ricavi dell’attività caratteristica dell’attività di impresa;
– a seguito della soppressione in materia di deduzioni extracontabili dei componenti negativi rimane l’applicazione in via transitoria il recupero delle eccedenze risultanti alla fine del periodo d’imposta in corso al 31.12.2007;
– è stato previsto che, per il solo periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2007, non si applica la riduzione a metà per il primo esercizio della quota di ammortamento per i nuovi beni acquisiti ed entrati in funzione nello stesso periodo, esclusi quelli indicati nella lettere b) del comma 1 dell’art. 164 e nel comma 7, primo periodo, dell’art. 102-bis del TUIR;
– è stato previsto che, qualora siano ceduti gratuitamente alle Onlus successivamente al 01.01.2008, i beni non di lusso alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa che presentino imperfezioni, alterazioni, danni o vizi che pur non modificandone l’idoneità di utilizzo non ne consentono la commercializzazione o la vendita, rendendone necessaria l’esclusione dal mercato o la distruzione, per un importo corrispondente al costo specifico sostenuto per la produzione o l’acquisto complessivamente non superiore al 5% del reddito d’impresa dichiarato, non si considerano destinati a finalità estranee all’esercizio dell’impresa;
– è stata prevista la possibilità di dedurre dal reddito d’impresa un importo pari al 10% dell’IRAP forfetariamente riferita all’imposta dovuta sulla quota imponibile degli interessi passivi e oneri assimilati al netto degli interessi attivi e proventi assimilati ovvero delle spese per il personale dipendente e assimilato al netto delle deduzioni spettanti. La disposizione si applica a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31.12.2008;
– è stata introotta la facoltà, anche in deroga all’art. 2426 del c.c., di rivalutare i beni immobili, ad esclusione delle aree fabbricabili e degli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività di impresa, risultanti dal bilancio in corso al 31.12.2007.
Il saldo attivo della rivalutazione può essere affrancato con l’applicazione di una imposta sostitutiva dell’IRES e dell’IRAP e di eventuali addizionali.
Il maggior valore attribuito ai beni in sede di rivalutazione può essere riconosciuto ai fini dell’IRES e dell’IRAP a decorrere dal 5° esercizio successivo a quello con riferimento al quale la rivalutazione è stata eseguita, con il versamento di un’imposta sostitutiva dell’IRES e dell’IRAP e di eventuali addizionali da computare in diminuzione del saldo attivo della rivalutazione.
Il Modello IRAP 2009
La grande novità è data dalla circostanza che il modello Irap 2009 non fa più parte del modello unico, va, infatti, presentato separatamente, sempre in via telematica, all’Agenzia delle Entrate, che poi provvede ad inviare i dati ricevuti alla Regione di competenza.
Per quanto concerne la scadenza di presentazione il termine è stato fissato nell’ultimo giorno del 9° mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta (quindi, al 30 settembre 2009, per i soggetti Ires con esercizio che coincide con l’anno solare).
Anche le scadenze per i versamenti relativi all’Irap sono le medesime previste ai fini dell’Ires (si veda sopra), parimenti, la misura degli acconti Irap è la stessa di quella Ires (si veda sopra).
Il quadro IE va utilizzato dagli enti non commerciali ed equiparati per la determinazione del valore della produzione relativo all’anno 2008 ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP).
L’imposta va determinata applicando al valore della produzione netta l’aliquota del 3,90%, tranne quanto previsto dalle leggi locali.
Ad es., in Sicilia è stata prevista la maggiorazione dello 0,92% per i soggetti di cui agli artt. 6 e 7 del D.Lgs. n. 446/1997, quindi, in tale caso l’aliquota è fissata nella misura del 4,82%.
Tale quadro va compilato dai seguenti soggetti:
– Enti privati diversi dalle società, nonché i trust, residenti nel territorio dello Stato che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali ed enti pubblici non tenuti alla compilazione del quadro IK e del quadro IC;
– Enti non commerciali, compresi i trust, società semplici e associazioni equiparate, non residenti che hanno esercitato nel territorio dello Stato, per un periodo di almeno tre mesi, attività rilevanti agli effetti dell’IRAP mediante stabile organizzazione, base fissa o ufficio ovvero che hanno esercitato attività agricola nel territorio stesso.
Sezione I – Attività non commerciale
La sezione I va compilata per determinare il valore della produzione dell’attività non commerciale degli enti, residenti e non residenti, non commerciali.
A tal fine vanno indicati:
– nel rigo IE1, le retribuzioni spettanti al personale dipendente, da assumere in misura pari all’ammontare imponibile ai fini previdenziali;
– nel rigo IE2, le somme e le indennità costituenti redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, escluse le remunerazioni dei sacerdoti e gli assegni a esse equiparati (compensi erogati per collaborazioni coordinate e continuative). Non concorrono a formare la base imponibile le somme esenti dall’Irpef relative a borse di studio o assegni;
– nel rigo IE3, i compensi per prestazioni di lavoro autonomo occasionale, compresi quelli corrisposti a fronte dell’assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere.
Se l’ente esercita anche attività commerciali, l’ammontare delle retribuzioni e degli altri compensi da indicare nei predetti righi va ridotto dell’importo che si riferisce alle attività commerciali.
Qualora gli emolumenti non possano essere riferiti alle attività commerciali, il suddetto ammontare va ridotto dell’importo forfetariamente imputabile alle attività commerciali determinato in base al rapporto tra l’ammontare dei ricavi e degli altri proventi relativi alle attività commerciali rilevanti ai fini dell’IRAP e l’ammontare complessivo di tutti i ricavi e proventi.
______________________________ x 100 = Percentuale importo forfet.
(Attività istituzionali + commerciali)
Sezione II – Attività commerciale
La sezione II va compilata dagli enti non commerciali che svolgono anche attività commerciale.
La base imponibile è costituita dalla differenza tra il valore e i costi della produzione di cui alle lettere A) e B) dell’art. 2425 del c.c. con esclusione delle voci di cui ai numeri 9), 10), lettere c) e d), 12), e 13), così come risultanti dal conto economico dell’esercizio.
Tra i componenti negativi che non possono comunque essere dedotti vi sono:
Le spese per il lavoro dipendente e per i redditi assimilati; la quota degli interessi dei canoni di leasing, desunta dal contratto; le perdite su crediti; l’Ici.
I contributi erogati in base a norma di legge, concorrono in ogni caso alla formazione della base imponibile IRAP, fatta eccezione per quelli correlati a costi indeducibili, e sempre che l’esclusione dalla base imponibile dell’Irap non sia prevista dalle leggi istitutive dei singoli contributi ovvero da altre disposizioni di carattere speciale (come nel caso, ad esempio, dei crediti d’imposta concessi per l’incremento della base occupazionale).
Concorrono a formare la base imponibile da assoggettare ad Irap, giacché correlati a costi ammessi in deduzione nella determinazione del valore della produzione, i contributi percepiti dal datore di lavoro erogati specificamente in relazione a nuovi dipendenti assunti, per i quali si prevede una apposita deduzione per incremento occupazionale.
Concorrono in ogni caso alla formazione del valore della produzione le plusvalenze e le minusvalenze derivanti dalla cessione di immobili che non costituiscono beni strumentali per l’esercizio dell’impresa, né beni alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa.
Per la compilazione dei righi della sezione II, occorre indicare i valori contabili dei componenti positivi e negativi rilevanti ai fini della determinazione della base imponibile IRAP; nel caso in cui il conto economico non risulti redatto secondo lo schema previsto dall’art. 2425 del c.c., si devono, quindi, riclassificare i componenti.
Sezione III – Soggetti in regime forfetario
La sezione III viene riservata agli enti e associazioni che si avvalgono ai fini dell’IRES di un regime forfetario di determinazione del reddito (quali le associazioni sportive dilettantistiche di cui alla legge 16.12.1991, n. 398, le associazioni senza scopo di lucro, le pro loco, le associazioni sindacali e di categoria operanti nel settore agricolo per l’attività di assistenza fiscale e i soggetti che esercitano “altre attività agricole”).
Ciò vale anche per gli enti che, ai fini dell’IRES, si avvalgono del regime forfetario di cui all’art. 145 del Tuir.
Per i soggetti che compilano tale sezione, il valore della produzione è costituito dal reddito d’impresa, forfetariamente determinato, aumentato dell’importo delle retribuzioni e degli altri compensi di lavoro nonché degli interessi passivi.
In caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a dodici mesi e in caso di inizio e cessazione dell’attività in corso d’anno, gli importi delle deduzioni e della base imponibile sono ragguagliati all’anno solare.
Deduzioni – art. 11 D.Lgs. n. 446/97
Le deduzioni sono le seguenti:
– deduzione dei contributi per le assicurazioni obbligatorie contro gli infortuni sul lavoro;
Sezione III – Recupero deduzioni extracontabili
Detta sezione deve essere compilata dai contribuenti che, ai sensi del comma 51 dell’art. 1 della legge n. 244/2007, devono recuperare a tassazione in sei quote costanti l’ammontare complessivo (indicato nel quadro EC della dichiarazione dei redditi) dei componenti negativi dedotti dalla base imponibile Irap ai sensi del previgente art. 109, comma 4, lett. b) del Tuir, che residuano alla fine del periodo d’imposta precedente
Sezione VII – Rideterminazione dell’acconto
In tale sezione va indicato l’ammontare dell’acconto rideterminato per l’anno 2008, utilizzando il metodo storico, per effetto dell’applicazione delle seguenti disposizioni:
– articolo 1, comma 269, della legge n. 296 del 27 dicembre 2006;
– articolo 82, comma 5, del D.L. n. 112 del 25 giugno 2008, convertito dalla legge n. 133 del 6 agosto 2008.
Esenzione ICI per gli enti no profit
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con la circolare n. 2/DF/2009, ha chiarito l’applicazione dell’esenzione in materia di I.C.I., prevista dall’art. 7, comma 1, lettera i) del D.L.gs. n. 504/1992.
Su tale materia, il Dipartimento delle Finanze ha, infatti, messo in risalto che l’esenzione deve essere riconosciuta quando ricorrono contemporaneamente due requisiti:
– un requisito soggettivo, rappresentato dal fatto che l’immobile deve essere utilizzato da un ente non commerciale di cui all’art. 73 (ex art. 87), comma 1, lettera c) del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, recante il Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR);
– un requisito oggettivo, in base al quale gli immobili utilizzati devono essere destinati esclusivamente allo svolgimento delle attività tassativamente elencate dalla norma e dette attività non devono avere esclusivamente natura commerciale.
In merito al requisito di carattere soggettivo, vengono individuati come enti non commerciali “gli enti pubblici e privati diversi dalle società, residenti nel territorio dello Stato, che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali” e quindi:
gli enti pubblici, vale a dire:
– gli enti territoriali (comuni, consorzi tra enti locali, comunità montane, province, regioni, associazioni e enti gestori del demanio collettivo, camere di commercio);
– le aziende sanitarie e gli enti pubblici istituiti esclusivamente per lo svolgimento di attività previdenziali, assistenziali e sanitarie; gli enti pubblici non economici;
-gli istituti previdenziali e assistenziali;
– le Università ed enti di ricerca;
– le aziende pubbliche di servizi alla persona (ex IPAB);
gli enti privati, cioè:
– gli enti disciplinati dal codice civile (associazioni, fondazioni e comitati);
– le associazioni di promozione sociale;
– le associazioni sportive dilettantistiche;
– le fondazioni risultanti dalla trasformazione degli enti autonomi lirici e delle istituzioni concertistiche assimilate;
– le ex IPAB privatizzate;
– gli enti che acquisiscono la qualifica fiscale di Onlus.
Nell’ambito degli enti privati non commerciali vi fanno parte anche:
– gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti secondo le previsioni dell’Accordo modificativo del Concordato Lateranense e delle intese tra lo Stato italiano e le altre confessioni religiose.
Gli immobili utilizzati dagli enti non commerciali devono essere, in maniera concreta, destinati esclusivamente allo svolgimento delle attività:
– le attività di religione e di culto, che sono “quelle dirette all’esercizio del culto e alla cura delle anime, alla formazione del clero e dei religiosi a scopi missionari alla catechesi, all’educazione cristiana”.
Occorre che le attività svolte negli immobili ai quali deve essere riconosciuta l’esenzione Ici “non siano di fatto disponibili sul mercato o siano svolte per rispondere a bisogni socialmente rilevanti che non sempre sono soddisfatti dalle strutture pubbliche e che sono estranee alla sfera di azione degli operatori privati commerciali”.
Ai fini dell’esonero dal pagamento dell’Ici rileva la “meritevolezza” dei soggetti, le finalità perseguite e la rilevanza sociale delle attività svolte.
Si riconosce ai Comuni la possibilità di stabilire con regolamento l’esenzione ICI soltanto ai fabbricati e a condizione che gli stessi siano, oltre che utilizzati, anche posseduti dagli enti non commerciali utilizzatori.
Infine, viene precisato nella circolare n. 2/DF/2009 che la prova delle condizioni che consentono l’esenzione spetta a chi sostiene di averne diritto.