Source: http://www3.comune.gorizia.it/it/imu-imposta-municipale-propria
Timestamp: 2017-03-30 00:43:26+00:00
Document Index: 61527543

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 13']

IMU - Imposta Municipale propria | Comune di Gorizia
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Servizio TributiI.C.I. - Imposta Comunale sugli Immobili
ICP - DPA Imposta Comunale sulla Pubblicità e Diritti sulle Pubbliche Affissioni
Ufficio Patrimonio e Demanio
Assessore: Guido Germano Pettarin
Dirigente: Mariapia Zampa
P.zza del Municipio, 1
Tel. 0481 383358
Fax. 0481 383275
tributi@comune.gorizia.it
9.00 - 12.00 da lunedì a venerdì
GUIDA AL CALCOLO DELL’IMU
Nell'ambito della IUC (Imposta Unica Comunale), istituita dal Consiglio Comunale con la Delibera 10 del 01/07/2014, l'IMU rappresenta la componente patrimoniale, avendo quale presupposto il possesso di immobili, terreni o aree edificabili sul territorio comunale ed essendo determinata in base al valore degli stessi.
La Legge di Stabilità 2016 (L. 28/12/2015, n. 208) ha introdotto importanti e rilevanti novità in materia tributaria riassunte sinteticamente e sottoriportate:
TERRENI AGRICOLI (Art. 1, c. 13)
A decorrere dall’anno 2016 è ristabilita l’esenzione di cui alla lett. h), comma 1, art. 7 del D.Lgs. n. 504/1992 riguardante i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell’articolo 15 della Legge 27 dicembre 1977, n. 984. L’esenzione si applica sulla base dei criteri individuati dalla circolare del Ministero delle Finanze n. 9 del 14 giugno 1993.
Ai sensi della suddetta circolare, i terreni agricoli dell’intero territorio comunale di Gorizia sono esenti da IMU.
COOPERATIVE EDILIZIE A PROPRIETÀ INDIVISA (Art. 1, c. 15)
È disposta la non applicazione dell’IMU alle unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari, includendovi le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche in deroga al richiesto requisito della residenza anagrafica.
IMMOBILI CONCESSI IN LOCAZIONE A CANONE CONCORDATO (Art. 1, c. 53)
Per gli immobili locati a canone concordato di cui alla Legge n. 431/1998 l’imposta municipale propria, determinata applicando l’aliquota stabilita dal Comune ai sensi del comma 6 dell’art. 13 del DL n. 201/2011 e smi, è ridotta al 75%.
IMMOBILI CONCESSI IN COMODATO GRATUITO (Art. 1, c. 10)
A partire dal 1 gennaio 2016 si applica una riduzione del 50% della base imponibile per gli immobili abitativi ceduti in comodato gratuito a parenti alle seguenti condizioni:
- Comodante e comodatario devono essere parenti di primo grado (genitore - figlio);
- Il comodante deve avere la residenza anagrafica nello stesso comune in cui si trova l'immobile ceduto in comodato;
- Il comodante può possedere, oltre all'immobile ceduto in comodato, un solo altro immobile abitativo sull'intero territorio nazionale, situato nello stesso comune ed adibito a propria abitazione principale;
- Il comodatario deve a sua volta adibire a propria abitazione principale l'immobile ricevuto in comodato
- Il contratto di comodato deve essere registrato presso l'Agenzia delle Entrate;
- Sono esclusi dall'agevolazione gli immobili c.d "di lusso", ossia quelli compresi nelle categorie catastali A1, A8 e A9;
- Per usufruire della riduzione il proprietario dell'immobile deve presentare apposita dichiarazione al Comune;
I contratti di comodato stipulati tra parenti di grado superiore al primo non usufruiscono di alcuna agevolazione.
I contratti registrati precedentemente al 2016 che rispettino le suddette condizioni sono considerati validi a tutti gli effetti. In questo caso il proprietario dovrà solamente presentare la dichiarazione al Comune.
L'agevolazione decorre dalla data indicata sul contratto (o comunque dal 1 gennaio 2016) e non dalla data di registrazione. Eventuali registrazioni tardive (effettuate oltre i 20 giorni dalla stipula) non incidono sulla validità o sulla decorrenza.
Eventuali contratti di comodato verbale preesistenti che rispettino le suddette condizioni possono essere regolarizzati ai fini dell'agevolazione con registrazione all'Agenzia delle Entrate da effettuarsi entro il 1 marzo 2016.
Il contratto va registrato una sola volta e non rinnovato ogni anno. Qualora cambiasse il comodatario, andrà stipulato e registrato un nuovo contratto.
La riduzione prevista opera cumulativamente sulle eventuali riduzioni già concesse per immobili storici (sempre esclusi gli immobili di lusso).
Gli immobili concessi in comodato non vengono in ogni caso assimilati alle abitazioni principali ma rimangono immobili soggetti ad aliquota ordinaria con base imponibile ridotta.
Si rammenta che per aver diritto alle agevolazioni i contribuenti devono presentare la dichiarazione IMU entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta (comma 12-ter dell’art. 13 D.L. 201/2011 e smi).
INAGIBILITÀ E INABITABILITÀ DEI FABBRICATI
Con Delibera n. 25 dd. 11.11.2015 sono stati definiti i nuovi criteri per il riconoscimento dell'inagibilità e/o inabitabilità dei fabbricati soggetti a IMU.
Rinviando per completezza di informazione all'Art. 4.2 del regolamento IUC si riassumono qui di seguito le condizioni principali che devono sussistere contemporaneamente perché sia riconosciuta la riduzione del 50% del valore imponibile:
- strutture orizzontali (solai e tetto di copertura) con gravi lesioni che possano compromettere la stabilità dell’edificio con conseguente pericolo a cose e/o persone;
- strutture di collegamento (scale e rampe) e strutture verticali (muri perimetrali o di confine) con gravi lesioni che possano costituire pericolo e possano far presagire danni a cose e/o persone, con rischi di crollo parziale o totale;
- fabbricati per i quali sia stata emessa ordinanza sindacale di sgombero o di demolizione;
Il Dipartimento delle Finanze ha emanato specifiche istruzioni (versione n. 1/2015, in vigore dal 3 giugno 2015) per illustrare il contenuto e le caratteristiche della fornitura dei dati relativi alle dichiarazioni IMU/TASI degli Enti non commerciali (ENC), da trasmettere per ogni anno d’imposta al Dipartimento stesso in via telematica.
L'invio deve avvenire tramite i canali telematici Fisconline o Entratel, seguendo le specifiche di cui all'allegato "A" della circolare 1/2015. Gli invii che non rispettino le specifiche suddette verranno automaticamente scartati dal sistema.
Il Dipartimento delle Finanze ricorda che la dichiarazione ha carattere annuale. Fa inoltre presente che una singola dichiarazione (anche se trasmessa attraverso più forniture) deve riferirsi alle proprietà immobiliari (o alle porzioni di esse) che insistono sul territorio di un singolo comune.
Si dovranno, pertanto, trasmettere un numero di dichiarazioni pari al numero dei comuni nei confronti dei quali sussiste per quell’anno l’obbligo di dichiarazione.
L'articolo 9-bis, comma 1 del D.L. 47/2014 ha modificato l'Art. 13, c. 2 del D.L. 201/2011 ridefinendo i casi di assimilazione ad abitazione principale.
In particolare si stabilisce che: "A partire dall'anno 2015 è considerata direttamente adibita ad abitazione principale una ed una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d'uso".
L'interpretazione della norma è restrittiva, pertanto i cittadini italiani, pur se residenti all'estero, non hanno diritto all'esenzione qualora percepiscano un trattamento pensionistico di qualunque tipo erogato dall'INPS.
Per godere dell'esenzione è necessario autocertificare la sussistenza delle condizioni previste (cittadinanza italiana, iscrizione AIRE, titolarità di un trattamento pensionistico estero e proprietà di un immobile abitativo sul territorio italiano non locato né ceduto in comodato) tramite apposita dichiarazione sostitutiva di atto notorio.
L’IMU deve essere pagata:
- dai titolari di diritti reali di godimento sugli stessi beni (esempio: usufrutto, abitazione, ecc….);
- dal coniuge separato e assegnatario della casa coniugale, a seguito di provvedimento di separazione legale;
- dai locatari in caso di locazione finanziaria (leasing);
COME DETERMINARE LA BASE IMPONIBILE E CALCOLARE L’IMPOSTA
Per calcolare l’imposta è necessario determinare la base imponibile, ricavata dal valore dell’immobile secondo i seguenti parametri
Immobili: rendita catastale del fabbricato, rivalutata del 5% e moltiplicata per il coefficiente distinto per categoria
160: fabbricati classificati nel gruppo catastale "A" (abitazioni) e nelle categorie catastali C/2, C/6, C/7 (cantine, garages, posti auto) con esclusione della categoria A/10 (uffici);
140: fabbricati classificati nel gruppo catastale "B" (palestre, scuole, collegi, uffici pubblici, etc.) e nelle categorie catastali C/3, C/4, C/5 (laboratori artigianali, etc.)
80: fabbricati classificati nelle categorie catastali D/5 (banche ed istituti di credito) e A/10 (uffici)
65: fabbricati classificati nel gruppo catastale "D" (fabbricati produttivi, esclusi quelli classificati nella categoria D/5 - banche ed istituti di credito) 55: fabbricati classificati nella categoria catastale C/1 (negozi)
Terreni agricoli: reddito dominicale vigente al 1 gennaio dell'anno di imposta, rivalutato del 25% e moltiplicato per 135
Al valore così ottenuto, va applicata l’aliquota prevista dal Comune:
- Aliquota ridotta 4,0 ‰ per l’abitazione principale e sue pertinenze (una sola pertinenza per ciascuna categoria C2, C6, C7);
L'imposta sull'abitazione principale è stata abolita nel 2013. Viene mantenuta per le sole abitazioni c.d. "di lusso", ossia gli immobili appartenenti alle categorie catastali A1, A8 e A9 ai quali si applicano l'aliquota ridotta e tutte le detrazioni di legge.
In base a quanto stabilito dalle recenti disposizioni di legge e dal regolamento comunale, si considerano inoltre abitazioni principali anche quelle rientranti nelle seguenti categorie:
- unica abitazione posseduta da anziani e disabili ricoverati permanentemente in istituti di cura o riposo;
- unica abitazione posseduta del personale in servizio permanente presso le Forze armate, le Forze di polizia ad ordinamento militare e civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e dal personale appartenente alla carriera prefettizia trasferito in altra sede per esigenze di servizio;
- abitazione principale di proprietà dei cittadini italiani residenti all'estero (iscritti A.I.R.E.) e titolari di trattamento pensionistico estero;
In tutti i casi l'immobile non deve essere locato né ceduto in comodato a terzi, non deve inoltre appartenere alle suddette categorie A1, A8 o A9.
Nel solo caso degli iscritti A.I.R.E. possono esservi più proprietà ma l'agevolazione è applicabile ad una sola di esse. Per avere diritto all'agevolazione, nei primi due casi va presentata apposita dichiarazione al Comune entro il mese di giugno dell'anno successivo a quello in cui si verifica la situazione oggetto di denuncia. Per gli iscritti A.I.R.E. è sufficiente una dichiarazione sostitutiva di atto notorio.
Non è invece più prevista la possibilità di equiparazione ad abitazione principale degli immobili concessi in comodato gratuito né di quelli locati a canone concordato.
- Aliquota di base 7,6 ‰ per tutti fabbricati diversi dall’abitazione principale (esclusi i D/5), le aree fabbricabili e i terreni agricoli;
A partire dall'anno di imposta 2014 sono esenti dall'imposta i cosiddetti "immobili merce" ossia gli immobili di nuova costruzione destinati alla vendita che siano regolarmente accatastati, di proprietà del costruttore, invenduti e non locati né ceduti in comodato a terzi. Tali immobili devono essere dichiarati con apposita denuncia da presentarsi entro il mese di giugno dell'anno successivo a quello in cui avviene l'accatastamento;
- Aliquota maggiorata 10,6 ‰ per i fabbricati accatastati nella categoria D/5 (istituti di credito, cambio ed assicurazione);
- Aliquota ridotta 2,0 ‰ per i fabbricati rurali a uso strumentale di cui all’art. 9, comma 3 bis, del D.L. 30.12.1993 n. 557, convertito con modificazioni nella Legge 26 febbraio 1994, n. 133;
Per completezza di informazione sono riportate TUTTE le aliquote stabilite dalla Legge. Si ricorda tuttavia che nel Comune di Gorizia (classificato come "parzialmente montano") i terreni agricoli e gli immobili rurali strumentali sono esenti dal pagamento dell'IMU.
La base imponibile è ridotta del 50% per i fabbricati d’interesse storico e artistico e per quelli dichiarati inagibili e/o inabitabili (con perizia a carico del proprietario o dichiarazione sostitutiva di atto notorio). I criteri in base ai quali è riconosciuta l'inagibilità sono definiti all'art. 4.2 del Regolamento IUC, come modificato dalla delibera del Consiglio Comunale n. 25 dd. 11.11.2015.
Dall’imposta dovuta per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo e per le relative pertinenze, si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, € 200,00 rapportati al periodo dell’anno durante il quale si protrae tale destinazione. Se l'unità immobiliare è adibita ad abitazione principale di più soggetti passivi, la detrazione è suddivisa tra gli stessi.
Si considera abitazione principale quella in cui il soggetto passivo e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.
La detrazione si applica ai soli immobili c.d. "di lusso" (ossia quelli appartenenti alle categorie catastali A1, A8 e A9) eventualmente adibiti (o assimilati) ad abitazione principale dei rispettivi soggetti passivi.
QUOTA ATTRIBUITA ALLO STATO
È riservata allo Stato la quota d’imposta relativa ai soli fabbricati appartenenti alla categoria catastale "D" ottenuta applicando al valore imponibile l'aliquota base del 7,6 ‰. Spetta invece al Comune l'eventuale eccedenza derivante dall'applicazione di aliquote maggiorate sugli immobili appartenenti a tale categoria. Le quote d’imposta risultanti vanno versate contemporaneamente utilizzando gli appositi codici tributo.
SI INFORMA CHE PER FACILITARE IL CALCOLO DELL’IMPOSTA E’ POSSIBILE UTILIZZARE L’APPOSITO CALCOLATORE DISPONIBILE SUL SITO WEB DEL COMUNE DI GORIZIA.
IN TALE SEZIONE E’ POSSIBILE EFFETTUARE ANCHE LA STAMPA DEL MODELLO F24 COMPLETO DI DATI ANAGRAFICI DEL CONTRIBUENTE.
È inoltre possibile richiedere l'invio dei modelli di versamento a mezzo posta elettronica scrivendo alla casella tributi@comune.gorizia.it o rivolgendosi direttamente allo sportello.
Le scadenze 2017 sono fissate al 16 giugno e 18 dicembre.
È consentito il versamento in unica soluzione dell'intero importo annuo entro la scadenza della rata di acconto (16 giugno). VERSAMENTO
I versamenti devono essere effettuati con modello F24 e sono esenti dal pagamento di spese e commissioni:
- presso i tabaccai e gli esercizi commerciali convenzionati
Presso gli stessi uffici oppure a questo indirizzo è possibile reperire i modelli F24 in bianco.
Sono disponibili le istruzioni dettagliate per il calcolo dell'imposta e la compilazione corretta del modello F24.
Per coloro che possiedano immobili in altri comuni italiani, a questo indirizzo è possibile reperire il corretto codice catastale da indicare nel modello F24.
I cittadini residenti all'estero che fossero impossibilitati ad utilizzare il modello F24 possono effettuare il versamento tramite bonifico bancario internazionale al conto di tesoreria comunale:
- IBAN IT 15 E 05336 12400 000035508736;
- BIC BPPNIT2P612;
- SWIFT BPPNIT2P;
Specificando nella causale del versamento nome, cognome, codice fiscale, anno e rata (acconto o saldo) a cui si riferisce il versamento.
Il ravvedimento operoso è un istituto con il quale il contribuente può sanare volontariamente determinate violazioni indicate all'art. 13 del D.Lgs. n. 472/97 e successive modificazioni e integrazioni (ritardato o minore versamento del tributo).
Il contribuente che intenda avvalersi di tale facoltà deve versare il tributo o il maggior tributo dovuto, la sanzione e gli interessi effettuando il versamento tramite modello F24 compilato come da istruzioni.
Sanzioni ed interessi vanno calcolati sulla sola imposta non versata.
Gli interessi vanno calcolati applicando il tasso legale in ragione degli effettivi giorni di ritardo.
Il nuovo tasso legale stabilito dal Ministero dell'Economia e Finanze ed applicato a partire dal 01/01/2017 ammonta allo 0,10% annuo.
A titolo informativo si ricorda che il tasso legale applicato negli anni scorsi ammontava allo 0,50% per il 2015 e allo 0,20% per il 2016.
- 0,20% dell'imposta per ogni giorno di ritardo per i versamenti effettuati fino al 14.o giorno dalla scadenza;
- 3,00% dell’imposta per i versamenti effettuati dal 15.o giorno ed entro 30 giorni dalla scadenza;
- 3,33% dell’imposta per i versamenti effettuati dal 31.o giorno ed entro 90 giorni dalla scadenza;
- 3,75% dell’imposta per i versamenti effettuati oltre i 90 giorni ed entro un anno dalla scadenza;
Per ritardi di oltre 1 anno dalla scadenza si provvede d’ufficio al recupero di quanto non versato applicando una sanzione pari al 30,00% dell’imposta, oltre agli interessi di legge.
Si considera quale scadenza il termine ultimo di versamento per la rata oggetto di ravvedimento.
Il contribuente che abbia effettuato versamenti in eccesso rispetto al dovuto può richiederne il rimborso entro 5 anni dalla data in cui tali versamenti sono avvenuti. L'ente provvederà al rimborso applicando alle somme dovute il tasso legale in ragione dei giorni effettivamente trascorsi tra la data di versamento e quella di emissione del provvedimento di rimborso.
Analogamente a quanto disposto per i versamenti, non si procede a rimborso qualora l’importo da restituire (comprensivo di tributo e di eventuali sanzioni ed interessi) sia inferiore a € 12,00.
La domanda di rimborso può essere presentata per posta ordinaria o direttamente allo sportello ICI compilando l'apposito modello In alternativa al rimborso, gli eventuali importi versati in eccesso sulla rata di acconto possono essere utilizzati a compensazione di quanto ancora dovuto per lo stesso anno di imposta.
L’ufficio tributi è a disposizione nella sede di Piazza Municipio 1 (tel: 0481 - 383 358 e-mail: tributi@comune.gorizia.it) per ogni ulteriore chiarimento con il seguente orario:
- da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 12.00
- il lunedì ed il mercoledì dalle 16.00 alle 17.00
Delibera 7 dd. 12.04.2016 (estratto) - Aliquote e detrazioni IMU 2016
(file application/pdf - 83.99 KB)
Delibera 15 dd. 20.07.2015 (estratto) - Aliquote e detrazioni IMU 2015
(file application/pdf - 1066.3 KB)
Delibera 10 dd. 01.07.2014 - Istituzione della IUC e determinazione di tariffe e aliquote 2014
(file application/pdf - 110.29 KB)
Delibera 27 dd. 25.06.2013 - Determinazione aliquote IMU 2013
(file application/pdf - 64.46 KB)
Delibera 7 dd. 03.04.2012 - Istituzione dell'IMU e determinazione delle aliquote 2012
(file application/pdf - 57.03 KB)
DL 24 gennaio 2015, n. 4 - Criteri di esenzione per i terreni agricoli (testo definitivo)
(file application/pdf - 35.59 KB)
delibera 192 dd. 17.07.2012 - Valori medi aree fabbricabili
(file application/pdf - 126.02 KB)
(file application/pdf - 40.37 KB)
(file application/pdf - 203.56 KB)
Modello di dichiarazione IMU/TASI per gli Enti non commerciali
(file application/pdf - 450.69 KB)
Specifiche tecniche per l'invio della dichiarazione 2015 degli Enti Non Commerciali
(file application/pdf - 388.06 KB)
DM 26 giugno 2014
(file application/pdf - 164.88 KB)
Istruzioni per il versamento dell'IMU con il modello F24
(file application/pdf - 167.17 KB)
Istruzioni per il ravvedimento operoso IMU
(file application/pdf - 133.99 KB)
Modello per la richiesta di rimborso
(file application/pdf - 58.77 KB)
(file application/pdf - 60.24 KB)
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