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Timestamp: 2020-07-06 13:34:09+00:00
Document Index: 122553295

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Sentenza Cassazione Civile n. 19846 del 05/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19846 del 05/10/2016
Cassazione civile sez. trib., 05/10/2016, (ud. 16/06/2016, dep. 05/10/2016), n.19846
sul ricorso 27266-2012 proposto da:
avverso la sentenza n. 37/2012 della COMM. TRIB. REG. del FRIULI
VENEZIA GIULIA, depositata il 22/05/2012;
L’Agenzia delle entrate ricorre per la cassazione della sentenza della CTR del Friuli Venezia Giulia, n. 37/08/12 dep. 22/0S/12, che in ricorso avverso il diniego di rimborso della maggiore Irpef (anno (OMISSIS)), in relazione alla somma trattenuta dal datore di lavoro in fase di tassazione alla fonte di somme versate a titolo di indennità supplementare di incentivo all’esodo, ha rigettato l’appello dell’Ufficio, in riforma della sentenza di primo grado, che aveva ritenuto tardiva l’istanza di rimborso (D.P.R. n. 602 del 1973, ex art. 38).
1. Con l’unico motivo di ricorso si deduce violazione di legge (D.P.R. n. 602 del 1973, art. 38 in relazione al D.P.R. n. 917 del 1986, art. 17, comma 4 bis, – oggi art. 19, anche in relazione all’art. 267 Trattato UE), per avere la CTR statuito che il termine decadenziale di quarantotto mesi decorre dalla data di pubblicazione del provvedimento della Corte di giustizia dell’UE e non dalla data del versamento dell’imposta.
Le Sezioni Unite di questa Corte hanno ribadito, con specifico riferimento alla questione sostanziale qui controversa, che: “Il termine di decadenza, previsto dalla normativa tributaria (D.P.R. n. 602 del 1973, art. 38) per l’esercizio, attraverso la presentazione di apposita istanza, del diritto al rimborso di un’imposta che sia stata dichiarata, in epoca successiva all’indebito versamento, incompatibile con il diritto comunitario da una sentenza della Corte di giustizia, decorre dalla data del detto versamento, e non da quella in cui è intervenuta la pronuncia che ne ha sancito la contrarietà all’ordinamento comunitario” (Sez. Un. n. 13676 del 16 giugno 2014). Come le stesse Sezioni Unite hanno spiegato, nella vicenda qui sub judice non si è affatto verificata l’espunzione di una norma impositiva dall’ordinamento, bensì il diverso caso di “una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione Europea che, con effetto retroattivo analogo a quello di una sentenza di illegittimità costituzionale, ha dichiarato in contrasto con una direttiva comunitaria self executing una norma nazionale di agevolazione fiscale, ampliandone la portata soggettiva”.
Ha pertanto errato la CTR a ritenere che “il termine decadenziale va individuato nel 21.7.2005” riconoscendo al contribuente il diritto al rimborso oggetto del diniego “avendo il contribuente esercitato la sua pretesa entro il quadriennio” da tale data.
3. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate deve essere pertanto accolto, la sentenza impugnata deve essere cassata e, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa può essere decisa nel merito, ex art. 384 c.p.c., comma 2, col rigetto del ricorso introduttivo del contribuente.
4. In considerazione del consolidarsi della giurisprudenza posta a base della decisione in epoca successiva alla proposizione del ricorso introduttivo, vanno compensate le spese dell’intero giudizio.