Source: http://www.unicobas.it/om80_95.htm
Timestamp: 2019-03-22 14:07:11+00:00
Document Index: 162525611

Matched Legal Cases: ['art. 145', 'art. 121', 'art. 128', 'art. 1', 'art. 395', 'art. 3', 'art. 32', 'art. 44', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 85', 'art. 8', 'art. 15', 'art. 7', 'art. 318', 'art. 3', 'art. 16', 'art. 78', 'art. 79', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 316', 'art. 312', 'art. 315', 'art. 4', 'art. 57', 'art. 60', 'art. 193', 'art. 192', 'art. 192', 'art. 198', 'art. 192', 'art. 199', 'art. 192', 'art. 23', 'art. 2', 'art. 32', 'arte\n1', 'art. 278', 'art. 26', 'art. 28', 'art. 27', 'art. 309', 'art. 19', 'art. 48', 'art. 4', 'art. 197', 'art. 199', 'art. 193', 'art. 197', 'art. 191', 'art. 46', 'art. 193', 'art. 49', 'art. 361', 'art. 32', 'art. 361', 'art. 363', 'art. 36', 'art. 137', 'art. 45', 'art. 80', 'art. 2', 'art. 19', 'art. 52', 'art. 198', 'art. 61', 'art. 40', 'art. 95', 'art. 17', 'art. 2', 'art. 40', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 16', 'art. 20', 'art. 49', 'art. 84', 'art. 44', 'art. 197', 'art. 197']

Unicobas Scuola - Archivio: Ordinanza ministeriale n. 80 del 9 marzo 1995
Ordinanza ministeriale n. 80 del 9 marzo 1995 prot. n. 897/Prof.
Art. 1 - Scrutini finali
6. I docenti di classe, ivi compresi il docente di sostegno, il docente di religione - limitatamente agli alunni che si avvalgono del relativo insegnamento - ed il docente specialista per l'insegnamento della lingua straniera, possono, ai sensi dell'art. 145 - comma 2 - del D.L.vo n. 297/94, non ammettere l'alunno alla classe successiva soltanto in casi eccezionali, su conforme parere del consiglio di interclasse, riunito con la sola presenza dei docenti.
A tal fine gli insegnanti di classe, quando ritenga di dovere proporre la non ammissione di un alunno alla classe successiva, sono tenuti a presentare apposita, motivata relazione al consiglio di interclasse, tempestivamente convocato. Del parere di detto organo sarà fatta menzione sul documento di valutazione e sull'attestato nel solo caso in cui venga deliberata la non ammissione alla classe successiva.
7. Qualora non sia stata ancora adottata l'organizzazione modulare di cui all'art. 121 - comma terzo - del D.L.vo n. 297/1994, le operazioni di scrutinio previste dai commi precedenti vengono svolte dall'insegnante di classe, che opera collegialmente con il docente di sostegno, il docente di religione - limitatamente agli alunni che si avvalgono del relativo insegnamento - ed il docente specialista per l'insegnamento della lingua straniera, quando gli stessi insistono sulla stessa classe.
2. Le prove scritte sono intese ad accertare la maturità raggiunta dagli alunni, in relazione all'attività svolta nel corso della frequenza della scuola elementare, sulla base della programmazione didattica predisposta dagli insegnanti di classe, secondo quanto previsto dall'art. 128 del D.L.vo n. 297/94 e dall'art. 1 del decreto ministeriale 10 settembre 1991.
Le due prove riguardano, rispettivamente, l'area linguistico-espressiva e quella logico-matematica. Il colloquio che esclude qualsiasi separata valutazione di singole discipline, verte sull'intera attività svolta nel corso dell'anno scolastico, ed è inteso ad accertare il livello di maturità raggiunta.
1. Le Commissioni degli esami di licenza sono formate dai docenti di classe e da due docenti nominati dal direttore didattico tra quelli designati dal collegio dei docenti.
6. La partecipazione degli insegnanti alle Commissioni d'esame costituisce obbligo di servizio irrinunciabile ai sensi dell'art. 395, lettera e), del D.L.vo n. 297/94.
Art. 4 - Scuola familiare e privata autorizzata - Esami di idoneità e di licenza
Gli esami consistono in due prove scritte, riguardanti, rispettivamente, l'area linguistico-espressiva e quella logicomatematica, ed in un colloquio inteso ad accertare l'idoneità dell'alunno alla frequenza della classe per la quale sostiene l'esame.
6. Le domande di partecipazione agli esami di idoneità e di licenza da parte degli alunni di scuola familiare e privata devono essere presentate ai direttori didattici competenti per zona entro il 28 febbraio di ciascun anno.
1. La direzione della scuola privata autorizzata può chiedere al direttore del competente circolo didattico, che le operazioni degli esami di idoneità e/o di licenza si svolgano presso la sede della scuola privata stessa limitatamente agli alunni iscritti, per ciascun tipo di esame, in numero non inferiore a venticinque.
In tali casi, allo svolgimento di tutte le operazioni degli esami di idoneità e/o di licenza, che si tengono davanti alle rispettive Commissioni istituite nella scuola statale, partecipa anche l'insegnante della classe di appartenenza dei candidati, la cui presenza si deve intendere motivata da ragioni psico-pedagogiche, per assicurare la continuità del momento dell'esame con il processo educativo sviluppato nel corso dell'anno scolastico.
3. Entro la data del 30 giugno si svolgono invece le prove suppletive per gli alunni delle classi I , II , III e IV per i quali non sia stato possibile esprimere la valutazione in sede di scrutinio finale.
1. Il giudizio finale riportato sull'apposito attestato esclude in ogni caso la valutazione per discipline; esso non va motivato e consiste nell'indicazione «ammesso» o «non ammesso»: a) «alla classe successiva» o b) «al successivo grado dell'istruzione obbligatoria».
1. La sessione degli esami di idoneità alla seconda ed alla terza classe di scuola media è unica. Le domande per gli esami di idoneità debbono essere presentate entro il 28 febbraio al Preside della scuola media più vicina alla propria abitazione, tenendo conto, non soltanto della distanza, ma anche della facilità di accesso con i servizi pubblici di collegamento esistenti.
2. Gli esami di idoneità iniziano nel giorno stabilito dal calendario scolastico e proseguono secondo il calendario fissato dal Preside. Le operazioni relative devono concludersi entro il 30 giugno.
6. L'esame di idoneità alla seconda e terza classe della scuola media consiste nelle prove scritte di italiano, matematica e lingua straniera e in un colloquio pluridisciplinare su tutte le materie indicate nel primo comma dell'art. 3 della legge 16/6/1977, n. 348.
7. Le prove degli esami di idoneità vertono sui programmi integrali delle classi per le quali i candidati non abbiano conseguito la promozione o l'idoneità.
8. Nella valutazione finale e negli esami deve essere attribuito un giudizio unico alle discipline «storia» ed «educazione civica».
9. Agli esami di idoneità alla seconda e terza classe di scuola media sono ammessi i candidati che abbiano compiuto o compiano entro un anno solare, rispettivamente, il dodicesimo o il tredicesimo anno d'età, e che siano in possesso della licenza di scuola elementare, e i candidati che detta licenza abbiano conseguito, rispettivamente, da almeno uno o due anni.
16. Nello svolgimento di tali prove non possono seguirsi criteri diversi da quelli seguiti nelle prove normali.
1. Sono sedi di esami di licenza di scuola media le scuole medie statali e pareggiate, nonché, per i soli alunni interni, le scuole medie legalmente riconosciute, salvo quanto previsto dall'art. 32 della legge 19/1/1942, n. 86, per le scuole medie legalmente riconosciute dipendenti dall'Autorità ecclesiastica.
6. Coloro i quali provengono da una medesima scuola privata possono presentare, qualora lo ritengano opportuno, domanda di ammissione all'esame presso un'unica scuola media statale o pareggiata dello stesso centro, ovvero, qualora sussistano particolari condizioni di ordine logistico, di un centro vicino.
9. La domanda di ammissione all'esame, controfirmata da uno dei genitori o da chi ne fa le veci, deve contenere l'indicazione della data e del luogo di nascita e l'indirizzo dell'abitazione del candidato, la dichiarazione di non aver precedentemente superato l'esame di licenza, e di non aver presentato domanda in altra scuola, di non essere alunno interno di altra scuola media statale, pareggiata o legalmente riconosciuta, tranne nei casi previsti dall'art. 44, terzo comma del R.D. 4/5/1925, n. 653, nonché l'elenco dei docenti che abbiano curato privatamente la preparazione del candidato e delle scuole presso le quali tali docenti prestino eventualmente servizio; quest'ultima dichiarazione è obbligatoria, anche se negativa. La domanda deve essere corredata dei seguenti documenti:
a) certificato di nascita o, in sua vece, dichiarazione sostitutiva rilasciata ai sensi dell'art. 2 della legge 4/1/1968, n. 15;
10. Nei riguardi dei candidati privatisti trovano applicazione anche quelle modalità del colloquio pluridisciplinare riferite all'educazione tecnica ed all'educazione artistica contenute nel D.M. 26/8/1981, riguardante i criteri e modalità per lo svolgimento degli esami di licenza.
11. I candidati privatisti che hanno compiuto o compiano nell'anno solare il quattordicesimo anno di età e che abbiano seguito studi all'estero, per almeno cinque anni, con risultato favorevole, presso scuole legalmente riconosciute dallo Stato estero, sono ammessi all'esame di licenza media. A tal fine essi devono presentare, in luogo dei documenti previsti dalla precedente lettera b), un'attestazione, rilasciata dal console competente comprovante gli studi seguiti per l'anzidetta durata di 5 anni, il risultato favorevole ed il suindicato riconoscimento legale.
13. In ciascuna scuola media è costituita una Commissione per l'esame di licenza, composta d'ufficio da tutti i professori delle terze classi che insegnano le materie di esame previste dall'art. 3 della legge 16/6/1977, n. 348, nonché dai docenti che realizzano forme di integrazione e sostegno a favore degli alunni handicappati di cui al secondo comma dell'art. 7 della legge 4 agosto 1977. Il Presidente di detta Commissione è nominato con decreto del Provveditore agli Studi il quale lo sceglie, di regola, nell'ambito della provincia tra:
Nelle scuole che attuano la sperimentazione musicale fanno parte di detta Commissione anche i docenti di strumento musicale. Tale partecipazione, tuttavia, non può comportare specifiche e autonome valutazioni né specifiche e autonome prove d'esame relative alla pratica dello strumento musicale, in quanto essa integra e rafforza la disciplina
15. Qualora il personale anzidetto risulti indisponibile, ovvero, sussista, comunque, l'impossibilità di scegliere tra di esso il Presidente della Commissione, il Provveditore agli Studi, sceglie quest'ultimo fra le restanti categorie indicate nell'art. 7, 3° comma, del D.P.R. 14/5/1966, n. 362.
16. Al Presidente della Commissione di una scuola può essere affidata anche la Presidenza della Commissione di altra scuola del medesimo o di diverso Comune vicino, facilmente raggiungibile sempreché le due scuole abbiano un limitato numero di terze classi.
17. I capi d'istituto prima di assumere la Presidenza della Commissione dell'esame di licenza in altra scuola media, provvederanno a delegare, ai sensi dell'art. 3 del D.P.R. 31/5/1974, n. 417, le funzioni di Presidente delle Commissioni di idoneità solo nel caso in cui non possano o non ritengano di svolgere contemporaneamente la duplice funzione di Presidente di Commissione nell'istituto di appartenenza ed in quello di assegnazione. Qualora sia possibile svolgere contemporaneamente la duplice funzione di Presidente di Commissione di esame di idoneità, i Presidi potranno concordare con il Presidente della Commissione degli esami di licenza presso la propria scuola un calendario delle sedute plenarie delle Commissioni e delle prove orali, che consenta ai Presidi medesimi di presenziare quanto meno alle prove orali ed alle sedute plenarie delle Commissioni di idoneità alle seconde e terze classi della propria scuola.
24. I Provveditori agli Studi, qualora lo ravvisino necessario, possono, a seguito di singole motivate richieste delle scuole, modificare il diario delle prove scritte di cui al precedente comma. L'eventuale prova scritta relativa a materia sperimentale autorizzata ai sensi dell'art. 3 del D.P.R. n. 419/74 dovrà svolgersi in giorno diverso da quelli previsti per lo svolgimento delle prove relative alle materie di cui al precedente comma.
29. L'esame di licenza di scuola media, per ciascuna prova, si svolge secondo i criteri e le modalità stabiliti nel testo allegato al D.M. 26/8/1981.
30. Per la procedura della scelta dei temi delle prove scritte, si applicano le disposizioni contenute nell'art. 85 del R.D. 4/5/1925, n. 653. Alla presentazione delle terne dei temi al Presidente della Commissione, prima dell'inizio della prova, deve partecipare almeno un docente di ciascun corso distaccato, che sia insegnante della materia cui si riferisce la prova. La presentazione delle terne deve riguardare ciascuna delle tre tracce della prova scritta di italiano, delle due di lingua straniera, e la prova di matematica.
Tale giudizio, se positivo, si conclude con l'attribuzione del giudizio sintetico di «ottimo», «distinto», «buono» e «sufficiente»; se negativo, con la dichiarazione di «non licenziato». Il giudizio complessivo, positivo o negativo, viene comunicato, per iscritto, a richiesta degli interessati.
34. La sottocommissione, infine, verifica e, se necessario, integra il consiglio orientativo (già espresso ai fini della preiscrizione) sulle scelte successive dei singoli candidati, motivandolo con parere non vincolante sulla loro capacità ed attitudini. La sottoCommissione deve inoltre stabilire se i candidati privatisti non licenziati, che non abbiano l'idoneità alla terza classe, possano o meno iscriversi a detta classe.
38. A coloro i quali conseguono la licenza media devono essere rilasciati, a firma del Presidente della Commissione, il diploma di licenza e, a firma del Preside, l'attestato.
39. Quest'ultimo deve essere rilasciato, inoltre, a coloro che non abbiano conseguito la licenza, ma che, prosciolti dall'obbligo scolastico ai sensi dell'art. 8, 2° comma, della legge 31/12/1962, n. 1859, non abbiano più titolo per iscriversi alla scuola media ai sensi dell'art. 15 del R.D. 4/5/1925, n. 653.
43. Tale relazione deve essere inviata, entro il 15 luglio, in duplice copia, al Provveditore agli Studi. Questi, dopo che gli sono pervenute tutte le relazioni degli esami di licenza svoltisi nella propria provincia, invia una copia di esse al Ministero - Direzione generale dell'istruzione secondaria di I grado - Div. I, entro il 31 luglio. Ove si tratti di scuole medie pareggiate o legalmente riconosciute, copia della relazione deve essere inviata, entro lo stesso termine, alla Direzione generale dell'istruzione media non statale.
44. Le prove suppletive degli esami di licenza media, per i candidati assenti per gravi e comprovati motivi, devono concludersi prima dell'inizio dell'anno scolastico successivo.
45. Nello svolgimento di tali prove non possono seguirsi criteri diversi da quelli seguiti per gli esami della sessione normale.
1. I consigli di classe terranno presenti le indicazioni contenute nella C.M. n. 330 del 3/12/1983 circa l'indispensabile coerenza fra l'itinerario didattico percorso e lo sbocco finale nell'esame di licenza. In tale quadro sarà valutato, nell'ambito del colloquio pluridisciplinare, il grado di profitto tratto dagli alunni dall'azione dei docenti volta ad incentivare, attraverso l'educazione artistica, come indicato dalla citata C.M. n. 330, le esperienze di carattere fruitivo-critico dei beni culturali, ed a «far recepire i messaggi che provengono dall'approccio diretto con l'opera d'arte, o con l'opera in genere, per rendere l'alunno cosciente degli aspetti e dei problemi dell'ambiente in cui vive e per educarlo al rispetto, alla tutela ed alla valorizzazione del territorio».
5. Gli esami di idoneità e di licenza di scuola media non sono validi se manchi anche una sola delle prove scritte o il colloquio pluridisciplinare. Negli esami di idoneità e licenza di scuola media le prove scritte non hanno valore eliminatorio rispetto alle prove orali.
10. I docenti nominati per attività di sostegno a a favore di alunni handicappati, di cui al secondo comma dell'art. 7 della legge 4/8/1977, n. 517, fanno parte del consiglio di classe e partecipano, pertanto, a pieno titolo alle operazioni di valutazione periodiche e finali ed agli esami di licenza di scuola media. Tali docenti, alla luce dei princìpi contenuti nella legge 5 febbraio 1992, n. 104, hanno diritto di voto per tutti gli alunni in sede di valutazione complessiva del livello globale di maturazione raggiunta e di formulazione del giudizio sintetico di cui alla legge 5 aprile 1969, n. 119.
11. Nel quadro delle finalità della scuola media, gli allievi in situazione di handicap che vengono ammessi a sostenere gli esami di licenza, possono svolgere prove differenziate, in linea con gli interventi educativo-didattici attuati sulla base del percorso formativo individualizzato, secondo le indicazioni contenute nell'art. 318 del D.L.vo 16/4/1994, n. 297. Tali prove dovranno essere idonee a valutare il progresso dell'allievo in rapporto alle sue potenzialità ed ai livelli di apprendimento iniziali.
13. Le norme di cui al presente titolo II si applicano anche alle scuole autorizzate ad attuare le sperimentazioni ai sensi dell'art. 3 del D.P.R. 31 maggio 1974, n. 419. TITOLO III
SCUOLE MEDIE ANNESSEAI CONSERVATORI DI MUSICA E AGLI ISTITUTI D'ARTE
Art. 11 - Formazione delle Commissioni e svolgimento delle prove
2. Le prove degli esami di disegno dal vero e di plastica hanno carattere grafico-pratico, giusto quanto disposto dal D.M. 9/2/1979.
3. Nelle scuole medie annesse ai Conservatori di musica derivanti dalla trasformazione dei corsi secondari inferiori dei Conservatori medesimi operata dall'art. 16 della legge 31/12/1962, n. 1859, per la composizione delle Commissioni esaminatrici si applica, anche per l'anno scolastico 1994/95, quanto stabilito dall'O.M. n. 201 del 19 giugno 1993, confermata con C.M. n. 163 del 5 maggio 1994, perdurando le condizioni che ne determinarono l'emanazione. Per tutti gli ulteriori adempimenti connessi allo svolgimento degli esami si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui al Titolo II della presente ordinanza. TITOLO IV
Art. 12 - Scrutini finali
1. Gli scrutini finali negli istituti di istruzione secondaria superiore hanno luogo e sono pubblicati entro i termini stabiliti dal calendario scolastico.
2. Il collegio dei docenti determina i criteri da seguire per lo svolgimento degli scrutini, anche in relazione all'abolizione degli esami di riparazione, al fine di assicurare omogeneità di comportamenti nelle decisioni di competenza dei singoli consigli di classe.
4. Per la formulazione dei giudizi e per l'assegnazione dei voti di profitto e di condotta, si richiamano le norme di cui all'art. 78 e all'art. 79 del R.D. 4/5/1925, n. 653, sostituito dall'art. 2 del R.D. 21/11/1929, n. 2049.
5. Nei confronti degli alunni che presentino un'insufficienza non grave in una o più discipline, tale da non determinare comunque una carenza nella preparazione complessiva, prima dell'approvazione dei voti, il Consiglio di classe, sulla base di parametri di giudizio stabiliti preventivamente, procede ad una valutazione che tenga conto:
b) della possibilità di seguire proficuamente il programma di studi di detto anno scolastico. In particolare tali alunni vanno valutati sulla base delle attitudini ad organizzare il proprio studio in maniera autonoma ma coerente con le linee di programmazione indicate dai docenti. Nel caso di promozione così deliberata, il Preside comunica, per iscritto, alla famiglia le motivazioni delle decisioni assunte dal Consiglio di classe; nel prospetto degli scrutini affisso all'albo vengono altresì evidenziate la disciplina o le discipline in cui l'alunno non ha raggiunto totalmente la sufficienza e viene precisato altresì che la promozione è stata conseguita ai sensi del presente comma.
5/bis. Le istituzioni scolastiche in sede di programmazione delle attività didattico-educative definiscono ed adottano criteri e modalità degli interventi da realizzare nel corso dell'anno scolastico successivo, nel quadro di un'offerta formativa qualificata e diversificata volta in particolare a colmare situazioni di carenze, secondo un piano di fattibilità approvato annualmente dal Consiglio d'istituto.
6. La frequenza assidua e la partecipazione attiva alla vita della scuola sono elementi positivi che concorrono alla valutazione favorevole del profitto dell'alunno in sede di scrutinio finale. Pertanto, il numero delle assenze, pur non essendo di per se stesso preclusivo della valutazione del profitto stesso incide tuttavia negativamente sul giudizio complessivo, a meno che da un congruo numero di interrogazioni e di esercitazioni scritte, grafiche o pratiche, svolte in casa o a scuola, corrette e classificate nel corso dell'intero anno scolastico, si possa accertare il raggiungimento degli obiettivi propri di ciascuna disciplina.
8. Ai sensi del D.L. 23/12/1994, n. 729, art. 1, comma 3, gli alunni che, al termine delle lezioni, a giudizio del consiglio di classe, non possono essere valutati per malattia o per trasferimento della famiglia, sono ammessi a sostenere, entro il 30 giugno, prove suppletive che si concludono con un giudizio di ammissione o non ammissione alla classe successiva.
Art. 13 - Valutazione degli alunni handicappati
1. Nei confronti degli alunni con minorazioni fisiche e sensoriali non si procede di norma ad alcuna valutazione differenziata; è consentito, tuttavia, l'uso di particolari strumenti didattici appositamente individuati dai docenti, al fine di accertare il livello di apprendimento non evidenziabile con un colloquio o con prove scritte tradizionali.
2. Per gli alunni con handicap psichico la valutazione, per il suo carattere formativo ed educativo e per l'azione di stimolo che svolge nei confronti dell'allievo, deve comunque aver luogo. Il Consiglio di classe, in sede di valutazione trimestrale o quadrimestrale e finale, sulla scorta del Piano Educativo Individualizzato a suo tempo predisposto con la partecipazione dei genitori nei modi e nei tempi previsti dalla C.M. 258/83, esamina gli elementi di giudizio forniti da ciascun insegnante sui livelli di apprendimento conseguiti anche attraverso attività di integrazione e di sostegno, verifica i risultati complessivi in relazione agli obiettivi prefissati dal Piano Educativo Individualizzato e, quindi, valuta se e a quale livello gli stessi siano stati raggiunti.
3. Ove il Consiglio di classe riscontri che l'allievo abbia raggiunto un livello di preparazione conforme agli obiettivi didattici previsti dai programmi ministeriali o, comunque, ad essi globalmente corrispondenti, decide in conformità del precedente art. 12.
4. Qualora, al fine di assicurare il diritto allo studio ad alunni in situazione di handicap psichico e, eccezionalmente, fisico e sensoriale, il piano educativo individualizzato sia diversificato in vista di obiettivi didattici e formativi non riconducibili ai programmi ministeriali, il Consiglio di classe, fermo restando l'obbligo della relazione di cui al paragrafo 8 della circolare ministeriale n. 262 del 22 settembre 1988, valuta i risultati dell'apprendimento, con l'attribuzione di voti che sono relativi unicamente allo svolgimento del piano educativo individualizzato e non ai programmi ministeriali e che hanno, pertanto, valore legale solo ai fini della prosecuzione degli studi per il perseguimento degli obiettivi del piano educativo individualizzato. Tali alunni possono, di conseguenza, essere ammessi alla frequenza dell'anno successivo o dichiarati ripetenti. Per gli alunni medesimi, in calce alla pagella, deve essere apposta la seguente annotazione «la presente votazione è riferita al P.E.I. e non ai programmi ministeriali ed è adottata ai sensi dell'art. 13 dell'O.M. n. 80 del 9/3/1995».
Gli alunni valutati in modo differenziato come sopra possono partecipare agli esami di qualifica professionale e di licenza di maestro d'arte, svolgendo prove differenziate, omogenee al percorso svolto, finalizzate all'attestazione delle competenze e delle abilità acquisite. Tale attestazione può costituire, in particolare, quando il Piano Educativo Personalizzato prevede esperienze di orientamento, di tirocinio, di stage, di inserimento lavorativo, un credito formativo spendibile nella frequenza di corsi di formazione professionale nell'ambito degli accordi tra Provveditorati agli Studi e Regioni. In caso di ripetenza, il Consiglio di classe deve ridurre ulteriormente gli obiettivi didattici del Piano Educativo Individualizzato. Gli alunni in situazione di handicap fisico, psichico o sensoriale possono, comunque, essere ammessi a una terza ripetenza, in forza del disposto di cui all'art. 316 comma 1 lettera C del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297. Resta inteso che, qualora durante il successivo anno scolastico vengano accertati livelli di apprendimento corrispondenti agli obiettivi previsti dai programmi ministeriali, il Consiglio di classe delibererà in conformità del precedente articolo 12, senza necessità di prove di idoneità relative alle discipline dell'anno e degli anni precedenti, tenuto conto che il Consiglio medesimo possiede già tutti gli elementi di valutazione.
Gli alunni in situazione di handicap che svolgano Piani Educativi Individualizzati differenziati, ripetenti la terza classe degli istituti professionali e d'arte, possono frequentare, nel quadro dei princìpi generali stabiliti dall'art. 312 e seguenti del D.L.vo 297/1994, lezioni ed attività della classe successiva, sulla base di un progetto - che può prevedere anche percorsi integrati di istruzione e formazione professionale, con la conseguente acquisizione del relativo credito formativo - concordato dai rispettivi Consigli di classe al fine del raggiungimento degli obiettivi educativi e del pieno sviluppo della persona, in attuazione del diritto allo studio costituzionalmente garantito.
6. In sede di valutazione per l'ammissione agli esami di qualifica, di licenza o di maturità, gli alunni con handicap psichico, non ammessi a detti esami, potranno ripetere l'ultimo anno del corso di studi frequentato, ovvero richiedere il rilascio dell'attestato di frequenza di cui alla C.M. 262 del 22/9/88, che, pur non producendo effetti legali, potrà essere utilizzato per l'accesso alla formazione professionale, previe intese dei Provveditori agli Studi con le Regioni.
7. Trovano applicazione, in quanto connessi con il momento della valutazione, le disposizioni contenute nelle circolari n. 163 del 16/6/1983 e n. 262 del 22/9/1988, paragrafi n. 6) - svolgimento dei programmi, n. 7) - prove scritte, grafiche, scrittografiche, orali e pratiche e n. 8) - valutazione.
10. I docenti di sostegno, a norma dell'art. 315 - comma quinto - del D.L.vo 16/4/1994, n. 297 - fanno parte del Consiglio di classe e partecipano, pertanto, a pieno titolo alle operazioni di valutazione con diritto di voto per tutti gli alunni della classe.
Art. 14 - Esami di idoneità - Sessione di esame
1. La sessione degli esami di idoneità negli istituti di istruzione secondaria superiore ha inizio nel giorno stabilito dal calendario scolastico.
2. Ai sensi dell'art. 4, primo comma, della legge 6 marzo 1958, n. 184, le prove orali sostenute alla presenza di un solo Commissario sono nulle e devono essere ripetute.
3. In caso di eccessiva affluenza di candidati presso un medesimo istituto, i Presidi sono convocati dal Provveditore agli Studi al fine di assegnare ad altri istituti i candidati risultati in eccedenza, come previsto dall'art. 57 del R.D. 4 maggio 1925, n. 653. 4. Ai sensi dell'art. 60 del regio decreto 4 maggio 1925, n. 653, tutte le prove di uno stesso esame debbono essere sostenute nel medesimo istituto. Per circostanze di eccezionale gravità, è consentito il trasferimento del candidato ad un determinato istituto di diversa sede, purché il Preside dell'istituto di provenienza rilasci apposito nulla osta con la dichiarazione che i motivi sono attendibili. Il nulla osta non può essere concesso se non nel caso in cui il candidato documenti l'assoluta impossibilità, in cui sia venuto a trovarsi per grave malattia, da accertare, eventualmente, con visita medica fiscale, o per altro gravissimo motivo, di terminare l'esame nella sede in cui è stato iniziato. Il nulla osta deve indicare esplicitamente i motivi della concessione e fare espresso riferimento alla documentazione fornita. I documenti relativi al candidato trasferito sono trasmessi d'ufficio al Preside della nuova scuola e, in luogo di essi, è conservata la domanda di trasferimento.
Art. 15 - Esami di idoneità - Presentazione delle domande
1. Le domande di ammissione agli esami di idoneità nelle scuole di istruzione secondaria superiore statali, pareggiate e legalmente riconosciute debbono essere presentate ai competenti capi di istituto entro il 28 febbraio.
2. Gli alunni che, cessando la frequenza dalle lezioni prima del 15 marzo, intendano sostenere esami di idoneità in qualità di candidati privatisti, debbono presentare domanda entro il 20 marzo .
4. Qualora, per comprovate necessità, il candidato privatista sia costretto a cambiare sede, nella nuova domanda deve fare menzione di quella precedentemente presentata, a pena di annullamento delle prove. Non è comunque consentito accogliere domande di trasferimento ad altro istituto della medesima sede.
5. Qualora ricorrano gravi ed eccezionali motivi, connessi a procedimenti in corso, concernenti fatti o situazioni che investano la funzionalità della scuola, in relazione a quelli che sono i suoi istituzionali compiti educativi e formativi, il Ministro può disporre, con proprio motivato decreto, che presso la scuola medesima non si effettuino esami d'idoneità in attesa del definitivo provvedimento di merito. Dal giorno della notifica del provvedimento la scuola non può accettare domande di partecipazione agli esami. Per quanto riguarda le domande già presentate, il Provveditore agli Studi assegna agli interessati un termine per la loro ripresentazione ad altra scuola.
Art. 16 - Esami di idoneità - Requisiti di ammissione
1. I candidati privatisti che siano in possesso di licenza media possono partecipare, trascorso il prescritto intervallo, agli esami di idoneità nei ginnasi, nei licei classici, scientifici e linguistici, nei licei artistici, negli istituti d'arte, negli istituti magistrali, negli istituti tecnici e negli istituti professionali di qualsiasi tipo; detti candidati sono tenuti a presentare i programmi integrali delle classi precedenti quella alla quale aspirano.
2. Sono dispensati dall'obbligo dell'intervallo, di cui al precedente comma, i candidati che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età, il giorno precedente quello dell'inizio delle prove scritte, a norma dell'art. 193, comma 3, del D.L.vo n. 297.
4. Nelle scuole magistrali possono partecipare agli esami di idoneità alle classi seconda e terza, trascorso il previsto intervallo, i candidati in possesso della licenza media, e i candidati che abbiano compiuto, o compiano, entro l'anno in corso, il ventunesimo anno di età, indipendentemente dal possesso del titolo di studio inferiore; detti candidati sono tenuti a presentare i programmi integrali delle classi precedenti quella alla quale aspirano.
6. All'inizio della sessione ciascuna Commissione esaminatrice provvede alla revisione dei programmi presentati dai candidati; la sufficienza di tali programmi è condizione indispensabile per l'ammissione agli esami.
7. I candidati iscritti ad esami di maturità non possono sostenere gli esami di licenza media, di qualifica professionale, di licenza di maestro d'arte, d'idoneità od integrativi per l'ammissione a classi di istituti di istruzione secondaria superiore stante il divieto di cui all'art. 192, comma 5, del D.L.vo n. 297/94, se non previa rinuncia agli esami di maturità.
8. Possono partecipare agli esami di idoneità nei ginnasi, nei licei classici, scientifici e linguistici, nei licei artistici, negli istituti d'arte, negli istituti magistrali e negli istituti tecnici e negli istituti professionali di qualsiasi tipo, anche gli alunni che intendono sostenere, ai sensi dell'art. 192, comma 6, del D.L.vo n. 297, esami di idoneità per la classe immediatamente superiore a quella successiva alla classe da essi frequentata, purché abbiano ottenuto da questa la promozione per effetto di scrutinio finale, e subordinatamente alla decorrenza dell'intervallo prescritto.
Art. 17 - Esami di idoneità nei corsi del nuovo ordinamento didattico degli istituti professionali - Requisiti particolari di ammissione
1. I candidati privatisti devono dimostrare di aver espletato attività di lavoro corrispondente alla qualifica o di aver frequentato un corso attinente alla qualifica di formazione professionale autorizzato dalla Regione. Tale attività lavorativa attinente alla qualifica deve risultare da una dichiarazione del datore di lavoro redatta secondo lo schema allegato alla presente ordinanza. L'attività lavorativa documentata deve essere tale che possa considerarsi sostitutiva, per durata e contenuti, della formazione pratica che gli alunni interni ricevono attraverso le esercitazioni svolte durante il corso di studi, tenuto conto anche degli obiettivi didattici delle specifiche discipline interessate.
4. Agli esami di idoneità alla quinta classe dei corsi postqualifica del nuovo ordinamento sono ammessi soltanto coloro che siano in possesso del diploma di qualifica richiesto per l'iscrizione al corso post-qualifica prescelto, conseguito da un numero di anni uguale o superiore a quello necessario per accedere, per normale frequenza, alla classe cui aspirano. Detti candidati devono, altresì, documentare di aver svolto attività lavorativa coerente con l'area di professionalizzazione svolta dalla scuola o di aver frequentato un corso di formazione regionale coerente con tale area. I candidati che abbiano compiuto, nel giorno precedente quello di inizio delle prove scritte, il 18° anno di età, o compiano il 23° anno di età nell'anno in corso, sono dispensati dall'obbligo dell'intervallo, fermi restando i requisiti sopra indicati. Gli esami in parola possono essere sostenuti esclusivamente negli istituti presso i quali siano stati istituiti corsi post-qualifica dello stesso tipo di quello prescelto dal candidato.
5. I candidati privatisti sostengono le prove d'esame, incluse le dimostrazioni pratiche, sui programmi delle classi precedenti quella alla quale aspirano, limitatamente alle materie o parti di materie non comprese nei programmi della scuola di provenienza, tenuto conto del titolo di studio di cui sono in possesso.
Art. 18 - Esami di idoneità - Commissioni giudicatrici
1. Le Commissioni giudicatrici sono costituite, a norma dell'art. 198, comma 1, del D.L.vo 16 aprile 1994, n. 297.
3. Qualora non sia possibile provvedere a norma delle disposizioni di cui alle lettere a), b), c), e d) del precedente comma, i capi di istituto conferiscono, per il periodo strettamente necessario allo svolgimento delle prove di esami, apposita supplenza a docente in possesso di abilitazione valida per l'insegnamento della materia per la quale si rende necessaria la sostituzione.
Art. 19 - Esami integrativi
1. Ai sensi dell'art. 192, comma 2, del D.L.vo n. 297, gli alunni ed i candidati promossi allo scrutinio finale o agli esami di idoneità a classi di istruzione secondaria superiore, possono sostenere in un'unica sessione speciale e con le modalità di cui ai precedenti articoli 15, 16, e 17, esami integrativi per classi corrispondenti di scuola di diverso ordine, tipo o indirizzo. Detta sessione deve avere termine prima dell'inizio delle lezioni secondo il calendario scolastico.
2. Gli alunni che non hanno conseguito la promozione o l'idoneità alle classi suindicate, possono sostenere in scuole di diverso ordine, tipo o indirizzo, esami integrativi soltanto per classe corrispondente a quella frequentata con esito negativo; analogamente i candidati privatisti che non hanno conseguito l'idoneità possono sostenere gli esami integrativi soltanto per classe corrispondente a quella cui dà accesso il titolo di studio posseduto.
5. I candidati in possesso di diploma di qualifica o di promozione ad una classe intermedia di una sezione di qualifica possono proseguire gli studi in altra sezione di qualifica, previ esami integrativi sulle materie o parti di materie ed esercitazioni pratiche non seguite nella sezione di provenienza, stabiliti dal consiglio di classe confrontando i programmi d'insegnamento della sezione di provenienza con quelli della sezione cui i candidati stessi aspirano.
6. Per lo svolgimento degli esami integrativi per l'ammissione alla frequenza di classi di istituti tecnici degli alunni di istituti professionali e dei candidati in possesso del diploma di qualifica, si richiamano le disposizioni di cui all'O.M. 5/3/1970, alle CC.MM. n. 139 del 19/4/1972, e n. 122 del 7/5/1975, all'O.M. 29/1/1982, rettificata dalla C.M. prot. n. 537 del 23/4/1982, ed all'O.M. 17/11/1983, tenuto conto anche delle modifiche intervenute nei piani di studio e nei programmi di cui al D.M. 24 aprile 1992 per i corsi di qualifica degli istituti professionali e al D.M. 9 marzo 1994 relativo a nuovi orari e programmi nel biennio degli istituti tecnici industriali e nei successivi trienni a indirizzo «Elettronica industriale, elettromeccanica, telecomunicazioni, industria metalmeccanica, meccanica di precisione».
Art. 20 - Esami di qualifica professionale - Requisiti di ammissione per gli alunni interni
1. Gli esami di qualifica professionale hanno inizio nel giorno stabilito dal calendario scolastico.
2. Le domande di ammissione agli esami di qualifica debbono essere presentate entro il 28 febbraio ad un solo istituto, sia dagli alunni interni sia dai candidati privatisti.
4. Per gli esami di qualifica è consentita l'abbreviazione del corso di studi per merito e per obblighi di leva, in applicazione dell'art. 199, commi 1 e 2, del D.L.vo n. 297, nonché per recupero, ai sensi dell'art. 192 dello stesso decreto.
Art. 21 - Esami di qualifica professionale - Commissioni
3. Nelle Commissioni per gli esami di qualifica delle sezioni di odontotecnico e ottico, deve essere garantita, in ogni caso, la presenza del rappresentante designato dal Ministero della Sanità e dalla Regione, cui i Presidi degli istituti interessati devono avanzare apposita richiesta.
5. Ove esistano scuole coordinate presso le quali funzionino classi terminali, le Commissioni di esame devono essere costituite presso ciascuna scuola secondo le modalità suesposte, restando inteso che i temi delle prove scritte, grafiche o pratiche devono essere i medesimi per tutti gli allievi dell'istituto. A tal fine il Preside deve curare, in tempo utile, la preventiva convocazione, presso la sede centrale, dei componenti di tutte le Commissioni.
6. Delle Commissioni di esami di qualifica nelle scuole coordinate fa parte anche il direttore delle scuole medesime che, in caso di impedimento del capo di istituto, le presiede. Il direttore delle scuole coordinate presiede, altresì, in caso di impedimento del capo d'istituto, le Commissioni di esami di idoneità ed i consigli di classe per la valutazione periodica o finale degli allievi delle scuole coordinate stesse.
7. Alla nomina dell'esperto provvede il capo d'istituto, sentiti gli organismi professionali e tecnico-economici locali, quali, ad esempio, l'unione provinciale dei commercianti, l'unione provinciale degli industriali, gli ordini professionali, la capitaneria di porto, ecc. a seconda del settore di attività dell'istituto, con l'avvertenza che l'esperto può essere nominato anche per più di una Commissione.
Art. 22 - Esami di qualifica professionale nei corsi del nuovo ordinamento
1. Lo svolgimento degli esami di qualifica per i corsi che hanno adottato nelle terze classi i nuovi programmi di cui al D.M. 24 aprile 1992 e per i corsi di operatore meccanico dei settori odontotecnico e ottico di cui al D.M. 23 aprile 1992 è disciplinato secondo le seguenti disposizioni.
7. Il Consiglio di classe terrà conto degli elementi di valutazione derivanti dal curriculum e dalle prove strutturate o semistrutturate, al fine di determinare il livello di formazione generale raggiunto e il grado di preparazione del candidato nelle singole materie di studio. L'attività svolta presso aziende dagli alunni, che per le sue caratteristiche deve configurarsi come attività didattica sulla base di accordi nazionali o locali, è ugualmente oggetto di valutazione. E' altresì oggetto di valutazione l'attività di stage in azienda e di formazione effettuata durante l'anno scolastico, in attuazione di progetti autorizzati nell'ambito di programmi comunitari.
3. La seconda prova è finalizzata ad accertare le competenze e abilità professionali. Al candidato sarà richiesta la soluzione di un «caso pratico» che si presenterà come un problema aperto e che gli consentirà di dimostrare abilità di decisione, progetto o scelta di soluzione e abilità di realizzazione pratica. In tale prova potranno essere comprese solo discipline che la Commissione riterrà più opportune, sia dell'area comune che dell'area di indirizzo.
D) Candidati privatisti
E) Relazione finale
F) Rinvio
1. Per i corsi nelle cui classi terze i nuovi programmi non sono ancora in vigore continuano ad applicarsi le disposizioni di cui all'art. 23 dell'O.M. 19 dicembre 1992, n. 359.
2. Per gli esami di abilitazione all'esercizio dell'arte ausiliaria di odontotecnico e di ottico si fa rinvio all'O.M. n. 758 del 20/12/1996. L'art. 2 - comma 6 - ultimo periodo di tale ordinanza è modificato come segue: Tale giudizio è deliberato dal Consiglio di classe verificata la sufficienza in tutte le materie, ovvero, con giudizio motivato, constatata la presenza di non più di due insufficienze.
Art. 23 - Esami di qualifica professionale nei corsi di nuovo ordinamento - Requisiti di ammissione per i candidati privatisti
1. Agli esami di qualifica sono ammessi anche i candidati privatisti purché abbiano conseguito la licenza di scuola media da un numero di anni pari a quello della durata del corso e documentino adeguatamente di aver espletato con carattere di continuità, attività di lavoro corrispondente alla qualifica o di aver frequentato un corso attinente alla qualifica di formazione professionale autorizzato dalle Regioni. L'attività lavorativa documentata deve essere tale che possa considerarsi sostitutiva, per durata e contenuto, della formazione pratica che gli alunni interni ricevono attraverso le esercitazioni svolte durante il corso di studi, tenuto conto anche degli obiettivi didattici delle specifiche discipline interessate. L'ammissione dei candidati privatisti agli esami di qualifica per ottici ed odontotecnici è regolata dal successivo comma 6.
3. I candidati privatisti che abbiano compiuto o compiano nell'anno solare il ventitreesimo anno di età sono dispensati dall'obbligo dell'intervallo e dalla presentazione di qualsiasi titolo inferiore, fermo restando il requisito relativo all'attività lavorativa previsto dal precedente comma 1.
6. Agli esami di qualifica professionale per ottici e per odontotecnici possono essere ammessi candidati privatisti forniti di licenza di scuola media, purché documentino di aver svolto, attività lavorativa nel settore attinente alla relativa arte ausiliaria. Tale attività, sia se subordinata che di altra natura, deve essere tale che possa considerarsi sostitutiva, per durata e contenuti, della formazione pratica che gli alunni interni ricevono attraverso le esercitazioni svolte durante il corso di studio. Tali candidati privatisti devono altresì dimostrare di aver frequentato un corso di formazione professionale autorizzato dalla regione attinente alla specializzazione da conseguire. La documentazione dell'attività lavorativa, se subordinata, deve risultare da certificazioni rilasciate da officine o negozi autorizzati gestiti da personale fornito di diploma di arte ausiliaria sanitaria, secondo lo schema di dichiarazione del datore di lavoro allegato alla presente ordinanza e, se di altra natura, da certificazione idonea a comprovare i requisiti dell'attività lavorativa indicata.
9. I candidati privatisti possono presentarsi a sostenere gli esami di qualifica esclusivamente presso gli istituti professionali di Stato o pareggiati, salvo quanto è previsto dall'art. 32 della legge 19/1/1942, n. 86, per le scuole legalmente riconosciute dipendenti dall'Autorità ecclesiastica.
10. In analogia a quanto previsto per gli esami di maturità, le domande di iscrizione agli esami di qualifica dei candidati detenuti devono essere presentate al competente Provveditore agli Studi entro il 28 febbraio, per il tramite e con il parere del direttore della casa circondariale, previo nulla osta del Ministero di Grazia e Giustizia. L'assegnazione dei candidati suddetti agli istituti, nonché i successivi adempimenti sono disposti dal Provveditore agli Studi.
11. Il Provveditore agli Studi, inoltre, valuta le eventuali richieste di effettuazione delle prove di esame fuori della sede scolastica (per i candidati degenti in luoghi di cura, detenuti, ecc.), autorizzando le Commissioni esaminatrici, ove ne ravvisi l'opportunità, a spostarsi presso le suddette sedi.
Art. 24 - Valutazione nei corsi post-qualifica del nuovo ordinamento
1. Per la valutazione nell'area di professionalizzazione dei corsi post-qualifica si osservano le seguenti indicazioni generale riferite ai corsi realizzati in convenzione con le Regioni e ai corsi surrogatori.
Nei corsi post-qualifica attuati secondo l'ipotesi del biennio integrato, posto che la valutazione della terza area, al fine del rilascio della certificazione attestante la professionalità acquisita, è di competenza delle Regioni in base alle norme e secondo i criteri da ciascuna di esse fissati, il Consiglio di classe prende atto di tale valutazione in sede di scrutini, al fine di avere un quadro completo della preparazione dei singoli allievi. Nel caso in cui la Regione non abbia provveduto alla valutazione di sua competenza prima degli scrutini, la valutazione dell'area in questione avviene secondo le indicazioni fornite per i corsi surrogatori nei successivi commi.
a) Soggetti prediposti alla valutazione
Per l'area di professionalizzazione, la valutazione, che, come in qualunque processo formativo, deve essere espressa, non può non assumere connotazioni particolari, data la specificità di tale area, in cui la formazione è diretta all'acquisizione di attitudini e atteggiamenti orientati all'inserimento nei vari ambiti di attività professionale e all'apprendimento di capacità operative riferite allo svolgimento di uno specifico ruolo lavorativo.
In sede di scrutini intermedi la valutazione consiste in una verifica del lavoro fatto nella prima parte dell'anno, con riferimento al grado di apprendimento, alle abilità, attitudini e al comportamento dimostrati.
Nell'ipotesi di giudizio favorevole sulla terza area e, invece, di esito negativo all'esame di maturità, poiché nell'anno successivo potrebbe essere modificato il tipo di specializzazione e non può costringersi l'alunno a seguire un corso diverso da quello precedentemente seguito, il giudizio favorevole viene considerato come un credito formativo, utilizzabile dopo il conseguimento della maturità.
I Consigli di classe, nella relazione da compilare, al termine degli scrutini di ammissione, per le Commissioni degli esami di maturità, indicheranno, oltre ai programmi di ogni materia di esame dell'area comune e dell'area d'indirizzo svolta durante l'anno scolastico, anche i moduli formativi della terza area con la relativa valutazione finale, espressa nei termini sopra indicati, in modo che le Commissioni siano a conoscenza dell'intero percorso formativo dell'alunno e possano dare una valutazione globale della sua preparazione.
Art. 25 - Esami di licenza di maestro d'arte
1. Gli esami di licenza di maestro d'arte hanno inizio nel giorno stabilito dal calendario scolastico.
2. I candidati privatisti che, già in possesso della licenza di maestro d'arte, intendano sostenere le prove d'esame per il conseguimento della licenza di maestro d'arte di sezione diversa, saranno sottoposti a tutte le prove d'esame.
3. Le domande di ammissione agli esami di licenza di maestro d'arte debbono essere presentate entro il 28 febbraio ad un solo istituto, sia dagli alunni interni sia dai candidati privatisti. TITOLO V
Art. 26 - Scrutini ed esami di idoneità
1. Le disposizioni di cui ai precedenti articoli si applicano anche agli scrutini ed agli esami nelle scuole di istruzione secondaria superiore, ove funzionano classi che attuano iniziative di sperimentazione ai sensi dell'art. 278 del D.L.vo 16 aprile 1994, n. 297, con le seguenti modifiche ed integrazioni.
3. Gli scrutini finali per le suddette classi devono avere luogo a conclusione di ogni anno di corso.
4. Non è consentita l'ammissione di candidati privatisti, mediante esami di idoneità, a classi ove sono in atto iniziative di sperimentazione che coinvolgono sia l'ordinamento sia la struttura (c.d. maxisperimentazioni).
5. E' consentita l'ammissione di candidati privatisti, mediante esami di idoneità, a classi ove sono in atto sperimentazioni di solo ordinamento, ad eccezione delle classi alle quali, in considerazione della specificità dei progetti sperimentali, tale ammissione non sia consentita dai relativi decreti autorizzativi.
Art. 27 - Passaggio da classi sperimentali a classi non sperimentali
6. L'iscrizione alla classe corrispondente è concessa senza esami, nei casi in cui vi sia corrispondenza tra le materie studiate nell'istituto di provenienza e quelle ritenute indispensabili per una proficua prosecuzione degli studi dal competente consiglio di classe.
Art. 28 - Passaggio da classi non sperimentali a classi sperimentali
3. Le modalità di ammissione e di svolgimento delle prove suddette, nonché i criteri di determinazione delle stesse, sono disciplinati dalle norme di cui al precedente art. 26.
Art. 29 - Passaggio da una ad altra classe sperimentale
1. Agli alunni delle classi sperimentali che intendano passare ad altre classi ove si attua una diversa ipotesi di sperimentazione si applicano le disposizioni di cui al precedente art. 28.
Art. 30 - Alunni non promossi e candidati non maturi
4. I candidati privatisti, che abbiano sostenuto esami di maturità dichiarata corrispondente alla licenza linguistica, secondo le particolari modalità previste per le sperimentazioni di ordinamento e struttura e siano stati dichiarati ammessi alla frequenza dell'ultima classe, possono chiedere di essere iscritti:
Nel caso in cui i suddetti chiedano l'iscrizione a classi di cui alla lettera b), si applicano le disposizioni previste dal precedente art. 27. TITOLO VI
Art. 31 - Disposizioni generali
1. Ai sensi dell'art. 309, comma 3, del D.L.vo 16/4/1994, n. 297, gli insegnanti incaricati di religione cattolica partecipano alle valutazioni periodiche e finali solo per gli alunni che si sono avvalsi dell'insegnamento della religione cattolica, fermo quanto previsto dalle norme vigenti in ordine al profitto e alla valutazione per tale insegnamento.
4. Per effetto dell'abrogazione degli esami di seconda sessione, gli alunni delle classi terminali ai quali sia stata inflitta la punizione disciplinare di cui alle lettere e) o f) dell'art. 19 del R.D. 4 maggio 1925, n. 653, possono essere ammessi agli esami di qualifica e di licenza di maestro d'arte in qualità di candidati privatisti in analogia a quanto previsto per gli esami di maturità. Gli alunni delle classi intermedie sono dichiarati non promossi. TITOLO VII
ESAMI DI MATURITA' DI LICENZA LINGUISTICA DI ABILITAZIONE ALL'INSEGNAMENTO NELLE SCUOLE MATERNE
Art. 32 - Inizio della sessione di esame
1. La sessione degli esami di maturità, di licenza linguistica e di abilitazione all'insegnamento nelle scuole materne ha inizio il giorno stabilito dal calendario scolastico.
2. Gli esami per il conseguimento del titolo di abilitazione all'insegnamento nelle scuole materne sono regolamentati dalle specifiche disposizioni contenute, rispettivamente, nel R.D. n. 1286 dell'11 agosto 1933, nel decreto legislativo del 15 aprile 1994, n. 297, nell'O.M. del 29 marzo 1974 (scrutini ed esami nelle scuole magistrali), nell'O.M. del 30 gennaio 1984 (scrutini ed esami nelle scuole secondarie non statali), nell'O.M. dell'11 maggio 1995, n. 159 (calendario scolastico nazionale per l'anno 1995/96), nell'O.M. del 9 marzo 1995, n. 80 (scrutini ed esami nelle scuole statali e non statali, elementari, medie e di istruzione secondaria superiore).
3. Le prove scritte dei predetti esami si svolgono in un'unica sessione estiva ed hanno inizio il 25 giugno 1997 con la prova di italiano; il 26 giugno 1997 si procederà con quella di pedagogia; la prova scritta del 27 giugno 1997 sarà, rispettivamente, di francese (solo per la scuola di Aosta); tedesco (solo per la scuola di Bolzano); sloveno (solo per le scuole alloglotte di Trieste e Gorizia). Le prove di plastica e di disegno avranno inizio il giorno 28 giugno 1997 e verteranno sui programmi di esami indicati nell'Allegato C) al R.D. 11 agosto 1933, n. 1286; le eventuali prove suppletive sono disciplinate dal successivo art. 48 - comma 4.
4. Considerata la peculiarità della composizione delle Commissioni esaminatrici degli esami di abilitazione all'insegnamento nelle scuole materne, il calendario degli esami, sia di idoneità che di abilitazione, sarà stabilito, ove necessario, d'intesa tra i rispettivi Presidenti, tenendo presente che le prove orali degli esami di idoneità, nel rispetto anche della precisazione contenuta nel comma 2° dell'art. 4 dell'O.M. 11 maggio 1994, n. 159, dovranno avere la precedenza.
Art. 33 - Requisiti di ammissione per gli alunni interni - Abbreviazioni - Recupero
1. In relazione all'art. 197, comma 4, del D.L.vo 16 aprile 1994, n. 297, possono sostenere gli esami di maturità, di licenza linguistica e di abilitazione all'insegnamento nelle scuole materne gli alunni di scuola statale, pareggiata e legalmente riconosciuta che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso di istituto di istruzione secondaria superiore e che siano stati ammessi nel relativo scrutinio finale.
a) abbreviazione per merito, a norma dell'art. 199, comma 1, del D.L.vo n. 297, quando, nello scrutinio finale per la promozione all'ultima classe, abbiano riportato non meno di otto decimi in ciascuna materia. Gli interessati, anche quelli di scuola pareggiata o legalmente riconosciuta, sostengono l'esame presso l'istituto da essi frequentato;
3. Gli alunni delle penultime classi che abbiano chiesto di sostenere gli esami per merito, ove non usufruiscano dell'abbreviazione per merito per non aver riportato la votazione prescritta, potranno ugualmente sostenere gli esami purché soggetti ad obblighi di leva o per recupero.
In tal caso, limitatamente agli istituti pareggiati e legalmente riconosciuti, i Presidi rimettono le relative istanze debitamente documentate al competente Provveditore agli Studi, il quale assegna i candidati a istituti statali della provincia, dandone comunicazione agli interessati.
5. Gli alunni interni che, avendone titolo (compimento del 18° anno di età entro il 1° marzo o intervallo d'obbligo dal conseguimento del diploma di licenza di scuola media) intendono sostenere gli esami di maturità in qualità di candidati privatisti, devono aver cessato dalla frequenza delle lezioni prima del 15 marzo, ai sensi dell'art. 193, comma 2, del D.L.vo n. 297/94.
Art. 34 - Requisiti di ammissione per i candidati privatisti
1. A norma dell'art. 197, comma 5, del D.L.vo 16 aprile 1994, n. 297, sono ammessi a sostenere gli esami di maturità i candidati privatisti che si trovino in entrambe le seguenti condizioni:
a) abbiano compiuto il 18° anno di età entro il 1° marzo;
3. Ai sensi del decreto ministeriale 15 maggio 1970, sono ammessi agli esami di maturità professionale, quali candidati privatisti, coloro che siano in possesso della licenza di scuola media o del diploma di qualifica. Dall'anno scolastico 1995/96 per l'ammissione a tali esami è richiesto sia il diploma di licenza media che il diploma di qualifica, ai sensi dell'art. 191 - sesto comma - del D.L.vo 16 aprile 1994, n. 297. Per l'ammissione di candidati privatisti agli esami di maturità professionale del nuovo ordinamento si rinvia al successivo art. 46.
4. Ai sensi dell'art. 193, comma 3, del D.L.vo n. 297/94, coloro che abbiano compiuto o che compiono, nell'anno in corso, ventitrè anni di età sono dispensati dall'obbligo della presentazione di qualsiasi titolo di studio inferiore.
5. Per i candidati che hanno seguito studi all'estero si fa riferimento all'art. 49 del R.D. 4/5/1925, n. 653.
Art. 35 - Termine di presentazione delle domande
1. Il termine per la presentazione delle domande di iscrizione agli esami di maturità, di licenza linguistica, di abilitazione all'insegnamento nelle scuole materne è fissato al 31 gennaio, sia per gli alunni interni, sia per i candidati privatisti che abbiano compiuto o che compiano il diciottesimo anno di età entro il 1° marzo, a norma dell'art. 361 del D.L.vo 16 aprile 1994, n. 297.
4. Eventuali domande tardive dei candidati privatisti possono essere prese in considerazione esclusivamente dai Provveditori agli Studi e limitatamente a casi di gravi e documentate ragioni che ne giustifichino il ritardo e sempre che pervengano entro e non oltre il 15 marzo; successivamente a tale data, le eventuali domande devono essere respinte. I Provveditori agli Studi, danno immediata comunicazione agli interessati se la loro domanda è stata accettata o respinta, a seconda se ricorrano le condizioni per poterle accettare. Successivamente all'approvazione delle proposte delle configurazioni delle Commissioni da parte del Ministero, i Provveditori agli Studi faranno conoscere ai candidati privatisti, le cui domande sono state precedentemente accettate, l'istituto e la Commissione cui sono stati assegnati.
5. Eventuali domande tardive da parte di candidati interni vanno presentate al capo d'istituto il quale, ove le accolga, ne dà comunicazione oltre che all'interessato, al Provveditore agli Studi. Quest'ultimo procederà alla relativa comunicazione, via terminale al C.E.D. nei termini e con le modalità dallo stesso indicate.
Art. 36 - Sede degli esami - Privatisti
1. Possono essere sedi degli esami di maturità gli istituti di istruzione secondaria superiore statali, pareggiati o legalmente riconosciuti.
2. Per gli alunni interni dell'ultima classe la sede di esame è l'istituto da essi frequentato.
3. Per i candidati privatisti, salvo quanto previsto dall'art. 32 della legge 19 gennaio 1942, n. 86, sono sedi di esame soltanto gli istituti statali, ubicati nel luogo di residenza abituale o nelle sedi viciniori qualora nel luogo stesso non esistano istituti statali, a norma dell'art. 361, comma 3, del D.L.vo 16/4/1994, n. 297.
4. Per luogo di residenza abituale si intende anche quello in cui il candidato dimora stabilmente per situazioni personali che devono essere adeguatamente motivate e certificate. Il candidato, se maggiorenne, o l'esercente la potestà genitoriale, è tenuto a presentare all'istituto statale, in sostituzione del certificato di residenza, un'idonea certificazione o una dichiarazione scritta resa sotto la personale responsabilità da cui risulti la situazione personale che giustifica la presentazione della domanda all'istituto statale ubicato nel luogo di residenza abituale o in un Comune vicino.
5. Qualora il numero delle domande presentate da candidati privatisti sia eccessivo rispetto alle possibilità ricettive di ciascun istituto, il Provveditore agli Studi, d'intesa con i Presidi interessati, assegna una parte di domande ad altro o altri istituti, anche di provincia vicina, qualora, in quella di sua competenza, non vi siano istituti dell'ordine, tipo, indirizzo o specializzazione prescelti, previe intese con i competenti Provveditori agli Studi, curando, in ogni caso che gli alunni di un istituto privato siano assegnati allo stesso istituto statale. Tale nuova assegnazione di domande deve essere comunicata agli interessati con congruo anticipo rispetto all'inizio della prima prova scritta degli esami di maturità.
5/bis. Qualora, per l'esiguità del numero di istituti con uno specifico indirizzo e per la disomogenea distribuzione degli stessi sul territorio nazionale, non si possa far luogo all'applicazione dei criteri di cui al comma 5, il Provveditore agli Studi valuta la possibilità che le prove di esame si svolgano anche in altri istituti o scuole della provincia di competenza, ivi compresi eventualmente quelli non impegnati in esami di maturità, curando, in ogni caso, che gli alunni di un istituto privato siano assegnati allo stesso istituto statale. I candidati interessati sono avvertiti con congruo anticipo dell'ubicazione della sede scolastica individuata quale sede d'esame. Il rilascio del diploma di maturità e di ogni altra certificazione resta nella competenza dell'istituto presso il quale i candidati stessi hanno prodotto domanda d'esame ed al quale le singole Commissioni, a conclusione degli esami stessi, sono tenute a consegnare tutti gli atti.
5/ter. Limitatamente agli esami di maturità tecnica, ove la soluzione di cui al comma 5/bis risulti inapplicabile sia per la locale situazione di ricettività alberghiera sia per l'impossibilità della singola circoscrizione provinciale di soddisfare il fabbisogno di personale docente necessario al funzionamento delle specifiche Commissioni, il Provveditore agli Studi, avuto riguardo all'eccezionalità della situazione, che configuri uno stato di necessità, previe opportune intese con i Provveditori agli Studi interessati, invia le domande in eccedenza agli istituti della stessa tipologia, pur se privi dell'indirizzo specifico, aventi sede nella stessa provincia, o in quella viciniore, di ubicazione dell'istituto privato dal quale provengono i candidati interessati oppure, per i candidati non presentati da istituti privati, nella provincia di abituale residenza o in quella viciniore. L'assegnazione a sede di esame diversa è in ogni caso condizionata all'esigenza che sia assicurata la formazione di gruppi di candidati privatisti in numero tale da consentire la costituzione di Commissioni esaminatrici per lo specifico indirizzo. Il Provveditore agli Studi delle province in cui ha sede l'istituto originariamente richiesto cura, con congruo anticipo, l'informazione dei candidati interessati. Il rilascio del diploma di maturità e di ogni altra certificazione è di competenza dell'istituto presso il quale i candidati hanno sostenuto l'esame di maturità.
7. Sono sedi di esami di licenza linguistica, sia per gli alunni interni che per i candidati privatisti, i sottoelencati istituti riconosciuti per legge e, limitatamente ai propri alunni, salvo quanto previsto dall'art. 363 del D.L.vo n. 297, quelli riconosciuti legalmente che saranno successivamente designati dal Ministero:
a) civica scuola superiore femminile «Alessandro Manzoni» di Milano;
b) civica scuola superiore femminile «Grazia Deledda» di Genova;
c) istituto di cultura e lingue «Marcelline» di Milano;
d) liceo linguistico femminile «S. Caterina da Siena» di Venezia-Mestre;
e) liceo linguistico «Orsoline del Sacro Cuore» di Cortina d'Ampezzo.
Art. 37 - Disposizioni per le scuole magistrali
1. Le disposizioni di cui al precedente art. 36, comma 3, non si applicano ai candidati privatisti agli esami di abilitazione nelle scuole materne.
2. Per le scuole magistrali convenzionate il termine di presentazione delle domande di iscrizione all'esame di abilitazione è fissato al 31 gennaio.
3. Il termine per la presentazione della domanda da parte dei candidati che, avendo superato, nei precedenti anni scolastici, le sole prove culturali, devono sostenere, presso la stessa scuola, la prova di lezione pratica, secondo il programma prescritto dal R.D. 11/8/1933, n. 1286 (allegato "C''), è fissato alla data del 31 gennaio, sia per le scuole magistrali statali, sia per le scuole magistrali convenzionate.
4. Eccezionalmente, per gravi e documentati motivi, si può consentire che la prova di lezione pratica abbia luogo presso altra scuola magistrale. La relativa domanda deve essere presentata al Ministero della Pubblica Istruzione - Direzione generale competente, entro il 31 gennaio; la precitata domanda deve essere corredata da certificazione, in carta semplice, rilasciata dalla scuola, attestante il superamento delle prove culturali e l'anno scolastico in cui furono sostenute le citate prove culturali. Eventuali domande tardive possono essere presentate alla Direzione Generale competente entro il termine del 15 marzo, in caso di gravi e documentate ragioni che ne giustificano il ritardo.
6. Sono ammessi agli esami di abilitazione anche i candidati privatisti che abbiano compiuto o compiano nell'anno in corso il 21° anno di età, indipendentemente dal possesso del titolo di studio inferiore.
7. Per i candidati privatisti che sostengono solo le prove culturali si prescinde dal compimento del 18° anno di età purché abbiano conseguito la licenza di scuola media da almeno un triennio.
8. I candidati privatisti possono sostenere gli esami di abilitazione anche presso le scuole magistrali non statali autorizzate, ai sensi dell'art. 137 del R.D. 26/4/1928, n. 1297, al rilascio del titolo legale di abilitazione.
Art. 38 - Candidati detenuti
1. Le domande di iscrizione agli esami di maturità e di abilitazione all'insegnamento nelle scuole materne dei candidati detenuti, devono essere presentate al competente Provveditore agli Studi, entro il 31 gennaio, per il tramite e con il parere del direttore della casa circondariale, previo nulla osta del Ministero di Grazia e Giustizia.
Art. 39 - Diario delle operazioni e delle prove
1. Le operazioni e gli esami di cui al presente titolo si svolgono secondo il seguente diario:
- insediamento della Commissione giudicatrice e riunione preliminare: due giorni prima dell'inizio delle prove scritte, ore 8,30, presso l'istituto sede principale a cui la Commissione è stata assegnata, per gli adempimenti previsti dall'art. 45 della presente ordinanza;
- prima prova scritta: il giorno indicato dal calendario scolastico, ore 8,30. Durata della prova: sei ore;
- seconda prova scritta, grafica o scritto-grafico-pratica: il giorno successivo alla prima prova scritta, ore 8,30; la durata della prova è indicata in calce al tema. Per la maturità artistica lo svolgimento della seconda prova continuerà nei due giorni seguenti per la durata giornaliera indicata in calce al tema. Per la maturità d'arte applicata la seconda prova si svolge in non meno di tre ore e in non più di cinque giorni; qualora lo svolgimento di detta prova coincida con un sabato, la prova stessa può essere sospesa per i soli candidati che per motivi di culto non intendono proseguire l'esame in detto giorno; il candidato che interrompe la seconda prova scritto-grafica per motivi di salute in uno dei giorni dello svolgimento può, previa presentazione della certificazione medica prevista dalle norme vigenti, esse ammesso alla relativa prosecuzione solo entro i limiti fissati dal calendario della prova scritta medesima;
- revisione, valutazione degli elaborati, scrutini, giudizio di maturità e di atti conclusivi degli esami: ciascuna Commissione può impiegare al massimo 8 giorni, esclusi dal computo i giorni festivi. La valutazione degli elaborati è effettuata collegialmente. Le operazioni di revisione e valutazione sono effettuate secondo criteri organizzativi stabiliti dalle Commissioni stesse.
4. Il giorno delle prove orali integrative, prima dell'inizio delle stesse, la Commissione sceglie, con deliberazione debitamente motivata e verbalizzata, la seconda materia oggetto del colloquio per i singoli candidati privatisti convocati in quella data. Tali candidati, il giorno successivo non festivo, sostengono il colloquio di maturità; in presenza di un numero di candidati privatisti inferiore a cinque per il colloquio, verranno convocati i candidati interni fino al raggiungimento almeno del suddetto limite.
7. Limitatamente agli esami di maturità professionale, i Presidenti delle Commissioni potranno convocare per primi i candidati interni per il colloquio. Ultimate le convocazioni dei candidati interni, i lavori proseguiranno con le prove orali integrative e i colloqui per i candidati privatisti.
9. Del diario delle prove orali integrative e dei colloqui il Presidente della Commissione dà notizia mediante affissione all'albo, nell'istituto sede di esame e nelle sedi aggiunte e aggregate; dello stesso diario invia copia al Provveditore agli Studi.
11. La prima prova scritta suppletiva si svolge nel quindicesimo giorno dall'inizio degli esami, ore 8,30; la seconda prova scritta nel giorno successivo, ore 8,30, con eventuale prosecuzione per la maturità artistica e di arte applicata. Qualora il giorno fissato per le predette prove suppletive dovesse coincidere con un sabato, le stesse dovranno essere svolte il lunedì successivo.
12. La ripresa dei colloqui o delle prove orali integrative (per le Commissioni che li abbiano interrotti perché impegnate nelle prove scritte suppletive) avviene il giorno successivo al termine delle prove scritte. Qualora tra la prima prova suppletiva e la seconda ci fosse come giorno intermedio un sabato, in tale giorno le Commissioni riprenderanno i colloqui o le prove orali integrative interrotti per l'espletamento della prima prova scritta suppletiva.
Art. 40 - Giudizio di ammissione agli esami
1. Agli effetti della deliberazione motivata di ammissione agli esami, il consiglio di classe è costituito:
b) dagli insegnanti delle materie dell'ultimo anno di corso che abbiano competenza ad attribuire autonomamente il voto negli scrutini. L'insegnante di religione partecipa al giudizio solo per gli alunni che hanno seguito l'insegnamento della religione cattolica;
4. Gli alunni con handicap psichico sono ammessi agli esami qualora il consiglio di classe ritenga che essi abbiano raggiunto un livello di preparazione corrispondente agli obiettivi formativi e didattici propri del corso di studio seguito.
9. Nella deliberazione di ammissione o di non ammissione degli alunni che abbiano effettuato un numero rilevante di assenze si applicano le disposizioni di cui all'art. 80 del R.D. 4/5/1925, n. 653, all'art. 2 del R.D. 21/11/1929, n. 2049 e inoltre le disposizioni di cui alla circolare n. 001/STC del 20 settembre 1971, paragrafo 8, alla circolare n. 88 dell'8 aprile 1975, alla circolare n. 61 del 29 febbraio 1980. Le deliberazioni eventualmente adottate in difformità alle norme e alle disposizioni innanzi citate debbono essere considerate illegittime.
10. Gli alunni ai quali sia stata inflitta la punizione disciplinare di cui alle lettere e) o f) dell'art. 19 del R.D. 4/5/1925, n. 653 sono ammessi agli esami senza la formulazione dei giudizi analitici e complessivi di cui ai commi precedenti. Detti alunni, peraltro, in sede di esami di maturità, sono tenuti, alla stregua dei candidati privatisti, a sostenere le prove orali integrative previste alla lettera b) del successivo art. 52.
11. Nel quadro da esporre all'albo dell'istituto, per ciascun candidato, sarà riportata soltanto la deliberazione finale adottata e, cioè, «ammesso», «ammesso con obbligo delle prove integrative» ovvero «non ammesso».
- i temi che hanno formato oggetto di particolare indagine nell'ambito di una singola materia o che siano stati oggetto di uno studio e di un approfondimento a carattere interdisciplinare;
- gli argomenti che, autonomamente studiati dagli alunni, ma sempre connessi con i programmi e le materie di esami e concordati con i singoli docenti, possono formare oggetto di colloquio in sede di esame;
- i criteri che sono stati adottati per lo svolgimento dei programmi d'insegnamento durante l'anno scolastico e i criteri con i quali si è proceduto alla scelta di quelle parti di programma considerate più significative ai fini del colloquio di esame.
Art. 41 - Membro interno
1. Il membro interno, componente a tutti gli effetti della Commissione giudicatrice, può essere il medesimo per più di una classe, nei casi faccia parte di più consigli di classe e da ciascuno di questi sia stato designato.
c) fra professori abilitati e non abilitati, dal possesso dell'abilitazione;
d) fra professori non di ruolo tutti abilitati o fra professori non di ruolo tutti non abilitati, dal numero degli anni di insegnamento in istituti d'istruzione secondaria superiore.
4. In caso di pari anzianità di servizio, determinata secondo i criteri su indicati, il membro interno per i privatisti è quello più anziano di età.
Art. 42 - Vice Presidente
1. Il vice Presidente viene eletto a maggioranza da tutti i Commissari, compresi i membri interni; in caso di parità prevale il voto del Presidente.
Art. 43 - Membri aggregati
1. Il Presidente della Commissione provvede alla nomina dei Commissari aggregati ogni volta che ciò risulti necessario per mancanza di membri effettivi su materie di carattere specifico oggetto della seconda prova scritta, del colloquio o di prove orali integrative.
6. Per la maturità di arte applicata, per ogni Commissione il Presidente nomina membro aggregato a pieno titolo un insegnante di arte applicata competente in ordine alla fase di esecuzione del progetto di cui alla seconda prova scritta grafico-pratica; nelle sedi in cui gli esami vertono su più sezioni il Presidente nomina membri aggregati, sempre a pieno titolo, altri insegnanti di arte applicata e insegnanti di disegno professionale-progettazione, per la seconda prova scritta grafico-pratica, per ciascuna sezione per la quale non risultano nominati membri effettivi.
7. Non può comunque, essere nominato più di un insegnante di arte applicata per ciascuna sezione.
9. I membri aggregati di cui al precedente comma, nominati per la prova scritta grafico-pratica, sono chiamati a far parte della Commissione a pieno titolo e, pertanto, essi sono impegnati in tutte le fasi ed operazioni d'esame fino al giudizio finale incluso, soltanto per i candidati della propria sezione e, nel caso di istituti aggregati, dei rispettivi istituti.
Art. 44 - Sostituzione dei componenti le Commissioni
1. Le sostituzioni di componenti le Commissioni giudicatrici che si rendono necessarie per assicurare la completa e regolare costituzione delle Commissioni stesse, ai fini anche del puntuale insediamento nella riunione preliminare, sono disposte dal Provveditore agli Studi, secondo le disposizioni di cui all'art. 198, comma 10, del D.L.vo 16 aprile 1994, n. 297.
2. Il personale utilizzabile per le sostituzioni non potrà fruire del congedo previsto dall'art. 61 del D.P.R. 31 maggio 1974, n. 417, prima del termine massimo previsto per l'inizio delle prove orali.
3. La sostituzione del membro interno viene disposta, su designazione del capo di istituto, con altro docente che appartenga alla stessa classe o, nel caso che ciò non sia possibile per giustificato impedimento, ad altra classe del medesimo istituto. Fra i casi di giustificato impedimento dell'eventuale sostituto rientra quello derivante dall'utilizzazione come Commissario presso altra Commissione di maturità.
Art. 45 - Esame della documentazione
1. Nella seduta preliminare e nelle successive la Commissione giudicatrice prende in esame i programmi svolti nell'ultimo anno di corso per le classi ad essa assegnate, nonché gli atti trasmessi dai consigli di classe, a norma del precedente art. 40.
2. La Commissione prende, altresì, in esame i libretti di lavoro e le dichiarazioni delle aziende eventualmente presentati dai candidati lavoratori studenti, i programmi e tutti i documenti prodotti dai candidati che non siano alunni interni, al fine anche di trarre i necessari elementi di valutazione sugli orientamenti culturali e professionali.
5. La Commissione giudicatrice, qualora nell'esaminare la documentazione relativa a ciascun candidato, rilevi eventuali irregolarità insanabili, provvederà all'esclusione dagli esami dei candidati in posizione irregolare, sempre che questa sia accertata anteriormente all'inizio della prima prova scritta. Se tale accertamento sarà stato effettuato dopo la detta prova, la Commissione giudicatrice provvederà a darne tempestiva comunicazione al Ministero, cui compete, ai sensi dell'art. 95 del R.D. 4 maggio 1925, n. 653, l'adozione dei relativi adempimenti. In tal caso i candidati continueranno le prove di esame con riserva.
Art. 46 - Esami di maturità del nuovo ordinamento dell'istruzione professionale
a) Condizioni per l'ammissione
2. Il Consiglio di classe, nel formulare il giudizio complessivo di ammissione o di non ammissione agli esami di maturità dovrà valutare il grado di preparazione del candidato nelle singole materie in relazione agli specifici obiettivi formativi del settore, tenendo conto, a tale fine, anche dei risultati delle prove strutturate di cui al precedente comma, nonché dell'assiduità nella frequenza intesa come elemento essenziale della crescita formativa. Le attività di stage in aziende e di formazione effettuate durante l'anno scolastico, in attuazione di progetti autorizzati nell'ambito di programmi comunitari, sono ugualmente oggetto di valutazione.
b) Svolgimento dell'esame
6. Per l'ammissione agli esami di maturità, poiché l'area di professionalizzazione fa parte integrante del percorso formativo dei curricoli del nuovo ordinamento didattico, i candidati privatisti, oltre ai requisiti generali stabiliti al precedente art. 17, comma 4, devono documentare di aver frequentato un corso di formazione regionale coerente con la specializzazione impartita dall'Istituto presso il quale chiedono l'ammissione ovvero di aver svolto attività lavorativa attinente alla specializzazione stessa.
7. Per gli esami di maturità nei corsi del precedente ordinamento continuano a valere le disposizioni generali della presente ordinanza.
Art. 46/bis - Esami di maturità di nuovo ordinamento di istruzione tecnica (indirizzi: elettronica e telecomunicazioni, elettrotecnica ed automazione, meccanica - D.M. 9/3/1994)
b) Criteri per lo svolgimento degli scrutini di ammissione agli esami
2. I Consigli di classe, nella formulazione dei giudizi complessivi di ammissione o di non ammissione agli esami, devono valutare il grado di preparazione dei candidati nelle singole materie, in relazione agli specifici obiettivi del settore, tenendo anche conto del risultato delle prove di cui al precedente punto a) e dell'assiduità nella frequenza intesa come elemento essenziale della crescita formativa. Le attività di stage in aziende e di formazione effettuate durante l'anno scolastico, in attuazione dei progetti autorizzati nell'ambito di programmi comunitari, sono egualmente oggetto di valutazione.
c) Svolgimento dell'esame
5. Il colloquio prosegue, nell'ambito di programmi svolti nell'ultimo anno, su concetti essenziali di due materie scelte rispettivamente dal candidato e dalla Commissione tra le quattro indicate nell'apposito decreto ministeriale e si estende ai contenuti relativi alle discipline dell'ultimo anno, sia comuni che di indirizzo, che abbiano un organico collegamento con gli argomenti approfonditi nelle ricerche degli alunni. Esso deve comprendere anche la discussione degli elaborati. Il colloquio nel suo insieme deve consentire al candidato di evidenziare il suo livello di preparazione anche con riferimento alle sue capacità di collegamento fra diversi saperi.
Art. 47 - Disposizioni per la maturità magistrale e per la maturità tecnica agraria
1. E' consentito che i candidati privatisti agli esami di maturità magistrale, i quali non abbiano frequentato i corsi di esercitazioni didattiche, siano ugualmente ammessi a sostenere le prove di esame qualora documentino motivi di impedimento.
2. Gli alunni del quinto anno di corso dell'istituto agrario con specializzazione in viticoltura ed enologia (durata sessennale del corso) possono essere ammessi a sostenere l'esame di maturità tecnica agraria della sezione ordinaria, a norma delle vigenti disposizioni, subordinatamente al conseguimento della promozione all'ultima classe del corso sessennale per effetto dello scrutinio finale, a meno che il consiglio di classe, pur non deliberando tale promozione, pronunci espresso giudizio di ammissione a norma dell'art. 2 della legge 5/4/1969, n. 119 e del precedente art. 40.
Art. 48 - Plichi temi prove scritte
1. I Provveditori agli Studi devono confermare alle competenti Direzioni generali e all'Ispettorato per l'istruzione artistica i dati relativi al fabbisogno dei plichi contenenti i temi degli esami di maturità, compresi quelli per la maturità sperimentale di cui al D.P.R. 31 maggio 1974, n. 419, dati che saranno forniti dal Sistema Informativo della Pubblica Istruzione a mezzo di apposite stampe centrali, rilasciate almeno 30 giorni prima della data di inizio delle prove di esame.
Art. 49 - Seconda prova scritta
1. Per gli esami di maturità tecnica, classica, scientifica, magistrale, professionale, artistica, di arte applicata e di licenza linguistica, la seconda prova scritta verte sulla materia o sulle materie indicate, per ciascun tipo di maturità, nella colonna II della tabella A allegata all'apposita ordinanza annuale.
Art. 50 - Materie oggetto di colloquio
1. Le materie tra le quali possono essere scelte, rispettivamente dal candidato e dalla Commissione giudicatrice, le due materie oggetto del colloquio, sono indicate nella colonna III della suddetta tabella.
3. Alla scelta delle materie oggetto del colloquio, da parte rispettivamente, del candidato e della Commissione, si procede nel modo seguente:
a) nei giorni stabiliti per le prove scritte, grafiche o scrittografiche, ciascun candidato indica, per iscritto, al Presidente della Commissione o al Commissario che lo rappresenta nelle sedi aggiunte di esame, la materia prescelta tra le quattro indicate dal Ministero e quella eventualmente aggiunta, scelta tra le materie dell'ultimo anno che non sia compresa tra quelle indicate dal Ministero per il colloquio;
4. La deliberazione è adottata a maggioranza e debitamente verbalizzata. In caso di parità, prevale il voto del Presidente.
6. Per la maturità professionale, qualora il piano di studi preveda più di una lingua straniera, i candidati, al momento in cui indicano la disciplina da loro scelta, precisano anche su quale delle lingue straniere studiate intendono sostenere l'esame, per l'eventualità che la Commissione scelga per il colloquio la lingua straniera.
Art. 51 - Prove d'esame per i candidati handicappati
1. La Commissione giudicatrice, esaminata la documentazione fornita dal Consiglio di classe e indicata nel precedente art. 13, può predisporre, ove ne ravvisi la necessità, prove equipollenti a quelle proposte dal Ministero e che possono consistere nell'utilizzo di mezzi tecnici o modi diversi ovvero nello svolgimento di contenuti culturali e/o professionali differenti, come previsto dalla C.M. 16/6/1983, n. 163. In ogni caso le prove equipollenti devono consentire di verificare che il candidato abbia raggiunto una preparazione culturale e professionale idonea per il rilascio del diploma di maturità.
1/bis. Al fine di assicurare forme d'assistenza atte a garantire agli alunni handicappati autonomia e capacità di comunicazione con le Commissioni di esame nonché di facilitare lo svolgimento delle prove equipollenti durante gli esami stessi, le Commissioni di esame medesime faranno riferimento alle relazioni presentate dai Consigli di classe di cui all'art. 13 - comma 7 - avvalendosi delle prestazioni, ove possibile, delle stesse persone che hanno svolto l'assistenza durante l'anno scolastico; in mancanza si provvederà ai sensi della C.M. n. 163 del 16/6/1983.
2. I tempi più lunghi nell'effettuazione delle prove scritte, grafiche e del colloquio, previsti dal terzo comma dell'art. 16 della legge quadro, non possono comportare un maggior numero di giorni rispetto a quello stabilito dal calendario degli esami. In casi eccezionali, la Commissione, tenuto conto della gravità dell'handicap, della relazione del Consiglio di classe, delle modalità di svolgimento delle prove durante l'anno scolastico, può deliberare lo svolgimento di prove scritte equipollenti in un numero maggiore di giorni.
Art. 52 - Esami per i candidati privatisti
1. Anche nei confronti dei candidati privatisti la Commissione deve verificare che i medesimi abbiano raggiunto un livello di preparazione corrispondente agli obiettivi didattici e formativi propri del corso di studi per cui si presentano. Pertanto la valutazione delle prove scritte e lo svolgimento del colloquio e delle prove orali integrative saranno improntate a tale obiettivo, del cui raggiungimento il Presidente della Commissione informerà specificamente nella relazione.
b) per i candidati provvisti di idoneità o di promozione all'ultima classe ( compresi gli allievi frequentanti la penultima classe ammessi agli esami di maturità per abbreviazione o per merito) ovvero di ammissione alla frequenza di detta classe ottenuta in precedenti esami di maturità o di abilitazione o di diploma di qualifica professionale quadriennale: sulle materie dell'ultimo anno di corso che non formino oggetto né della seconda prova scritta né delle due scelte per il colloquio;
e) per i candidati forniti di titolo di studio di istruzione superiore (diploma di laurea, diploma rilasciato dall'ISEF, diploma di perfezionamento o di specializzazione di cui all'art. 20 del T.U. sull'istruzione universitaria, approvato con R.D. 31 agosto 1933, n. 1592): la determinazione delle materie oggetto delle prove orali integrative avviene, oltre che con i criteri stabiliti dalle precedenti lettere a), b), c), d), anche sulla base degli esami superati;
f) per i candidati che hanno seguito studi all'estero, i quali, ai sensi dell'art. 49 del R.D. 4/5/1925, n. 653, sono dispensati dal presentare titoli di studio inferiori: le prove orali integrative vertono su tutte le materie incluse nei programmi di insegnamento del corso dell'istituto cui si riferisce l'esame di maturità, escluse quelle dell'ultimo anno oggetto della seconda prova scritta e del colloquio.
Art. 53 - Assenze dei candidati - Prove suppletive
1. I candidati che non abbiano potuto partecipare alle prove scritte per i motivi previsti dalla legge hanno facoltà di chiedere di essere ammessi a sostenere prove scritte suppletive, presentando probante documentazione entro il giorno successivo alla seconda prova scritta.
5. Ai sensi dell'art. 84 del R.D. 4/5/1925, n. 653, il Presidente della Commissione può disporre che, in caso di assenza dei candidati per motivi gravissimi, le prove integrative e il colloquio si svolgano in giorni diversi da quelli nei quali i candidati sono stati convocati.
Art. 54 - Verbalizzazione delle operazioni
1. Al termine delle prove integrative e dei colloqui di ciascun candidato la Commissione ne verbalizza l'andamento e le risultanze. La verbalizzazione deve descrivere sinteticamente ma fedelmente l'andamento delle operazioni della Commissione e chiarire le ragioni per le quali si è giunti a determinate conclusioni, in modo che il lavoro della Commissione possa esserne desunto nella sua interezza e le deliberazioni adottate risultino pienamente motivate.
Art. 55 - Presenza dei componenti delle Commissioni
1. In nessun caso si dà inizio alle prove integrative o al colloquio, né in essi si prosegue, se non siano presenti almeno cinque membri effettivi della Commissione, compreso il Presidente o il vice Presidente.
Art. 56 - Giudizio finale
1. La Commissione giudicatrice si riunisce entro il giorno successivo alla conclusione di tutti i colloqui, compresi quelli dei candidati che hanno sostenuto le prove scritte suppletive. I Commissari aggregati nominati a pieno titolo prendono parte, con voto deliberativo, a tutte le operazioni di esame per i candidati della Commissione per i quali si è resa necessaria la loro nomina; quelli nominati a norma del precedente art. 44 per la materia aggiunta e per le prove orali integrative partecipano, con voto meramente consultivo, alle sole operazioni concernenti i candidati per i quali è stata necessaria la loro partecipazione all'esame.
2. Nel caso di Commissioni con più indirizzi, a tutte le operazioni di esame, alla formulazione del giudizio di maturità e all'assegnazione del voto debbono partecipare tutti i componenti di nomina del Ministero o del Provveditore, i membri aggregati che hanno titolo a condurre il colloquio, i membri interni limitatamente ai candidati da essi rappresentati e i rappresentanti di classe nominati aggregati a pieno titolo.
Nel caso dei candidati privatisti il secondo elemento citato viene sostituito dai risultati conseguiti nelle prove integrative. Dai verbali deve risultare che la carriera scolastica, gli atti del consiglio di classe e ogni altro documento del candidato hanno costituito parte integrante delle scelte e delle valutazioni effettuate dalla Commissione.
Dato l'obbligo della congrua motivazione, non sono sufficienti il mero richiamo formale e la sola citazione del curriculum degli studi e delle prove di esame, in quanto occorre che la Commissione dia, nella formulazione del giudizio, una precisa valutazione degli elementi motivando, con logica conseguenziale, come il giudizio stesso scaturisca, in modo armonioso, dagli elementi predetti.
5. Il giudizio è integrato da un voto espresso da tutti i componenti la Commissione, che costituisce il momento di sintesi della valutazione di tutti gli elementi di cui la Commissione è in possesso, secondo il disposto dell'art. 197, commi 13 e seguenti, del D.L.vo 16/4/1994, n. 297. Per i candidati dichiarati maturi il voto è unico e va espresso in sessantesimi.
6. Nei riguardi dei candidati privatisti dichiarati non maturi, la Commissione deve giudicare, a maggioranza semplice, sia in senso positivo sia in senso negativo, se essi possono ottenere l'ammissione alla frequenza dell'ultima classe, a norma dell'art. 197, comma 16, del D.L.vo n. 297.
Art. 57 - Pubblicazione dei risultati
1. L'esito degli esami è pubblicato, per tutti i candidati, nell'albo dell'istituto sede principale della Commissione e, per estratto, nell'albo degli istituti dai quali i candidati provengono (sedi aggiunte e aggregate).
2. Giudizi e valutazioni - compreso, per i candidati dichiarati maturi, l'orientamento ai fini della scelta degli studi universitari, l'indicazione delle materie oggetto delle prove scritte, della materia oggetto del colloquio scelta dal candidato e di quella scelta dalla Commissione, nonché di quella eventualmente «aggiunta» - devono essere riportati, a cura della Commissione, sulle schede di ciascun candidato e sui registri d'esame prima della chiusura in plichi sigillati degli atti della Commissione giudicatrice.
4. Per gli esami di maturità concernenti gli alunni delle classi sperimentali di cui al D.P.R. 31 maggio 1974, n. 419, si richiamano le disposizioni impartite con il decreto ministeriale che disciplina la materia.
Art. 58 - Diplomi e Certificati
1. Ferma restando la competenza della Commissione giudicatrice al rilascio dei diplomi, nel caso questi non siano disponibili per la firma, prima del termine di chiusura della sessione d'esame, il Presidente medesimo delegherà il capo d'istituto al rilascio dei diplomi stessi.
2. A richiesta degli interessati sono rilasciati certificati, senza limitazione di numero, dai Capi degli istituti statali, pareggiati o legalmente riconosciuti, presso i quali sono depositati gli atti relativi al conseguimento del titolo di studio. Tali certificati sono considerati validi anche per l'iscrizione all'Università, purché successivamente sostituiti, a cura degli interessati stessi, con il diploma di maturità (1).
3. Le disposizioni che prevedono il rilascio del «certificato provvisorio» sono state abrogate dall'O.M. 25/1/1994, n. 18.
5. Ai sensi della legge 27 ottobre 1969, n. 754 e della legge 11/12/1969, n. 910, il diploma di maturità professionale per odontotecnico o per ottico ha valore soltanto per l'ammissione alle carriere di concetto, in conformità del D.P.R. 19 marzo 1970, n. 253, tabella H, nonché a tutti i corsi di laurea universitari. Esso, invece, non può ritenersi valido per l'esercizio dell'arte sanitaria di odontotecnico o di ottico, regolata da specifiche norme legislative. Sul diploma, pertanto, deve essere apposta la seguente esplicita dicitura:
«Il presente diploma non abilita all'esercizio dell'arte ausiliaria sanitaria di odontotecnico o di ottico di cui al T.U. delle leggi sanitarie approvate con R.D. 27 luglio 1934, n. 1265».
(1) «Per l'iscrizione all'Università sono considerati validi i certificati rilasciati dai Capi degli istituti presso i quali sono depositati gli atti relativi ai titoli di studio conseguiti, purché successivamente sostituiti con il diploma originale».
(Nota del Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica - Dipartimento Università - del 6 novembre 1993, prot. n. 2668). TITOLO VIII
Art. 59 - Accesso ai documenti scolastici e trasparenza
1. Ai fini dell'esercizio del diritto di accesso, gli atti e i documenti scolastici relativi agli esami di maturità devono essere consegnati, con apposito verbale, al Preside, o a chi ne fa le veci, il quale, ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, è responsabile della loro custodia e dell'accoglimento delle richieste di accesso e dell'eventuale apertura del plico che contiene gli atti predetti e che è custodito dallo stesso Capo d'istituto; in tal caso il Preside, alla presenza di personale della scuola, procede all'apertura del plico redigendo apposito verbale sottoscritto dai presenti, che verrà inserito nel plico stesso da sigillare immediatamente. Pertanto, le precedenti disposizioni in contrasto con tale principio devono considerarsi annullate.
3. Nel caso che dai documenti indicati nel precedente comma emergano fatti e situazioni che attengono alla vita privata ovvero alla riservatezza anche di terzi, i richiedenti non possono ottenere copia di tali atti, né trascriverli ma possono solo prenderne visione (cfr. decisione n. 5/1997 del Consiglio di Stato assunta nell'adunanza plenaria del 25/11/1996).
4. Il diritto di accesso si esercita su richiesta verbale o scritta, non assoggettabile a imposta di bollo, mediante esame e visione degli atti, senza alcun pagamento, o con rilascio di copie informi con rimborso del costo della produzione: L. 500 da 1 a 2 copie, L. 1.000 da 3 a 4 copie e così di seguito, da corrispondere mediante applicazione di marche da bollo ordinarie da annullare con il datario a cura dell'istituto.
Art. 60 - Abrogazione di norme e validità dell'Ordinanza
1. La presente ordinanza sostituisce le precedenti del 19/12/1992, n. 359, 12/3/1993, n. 73, 26/5/1993, n. 165 e 25/1/1994, n. 18.
2. La presente Ordinanza ha valore, oltreché per il corrente anno scolastico 1994/95, anche per l'anno scolastico 1995/96 ove non venga modificata entro il 31 dicembre.