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Timestamp: 2017-06-27 19:28:39+00:00
Document Index: 140199927

Matched Legal Cases: ['art. 260', 'art. 250', 'art. 250', 'DTF ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 285', 'sentenza ', 'art. 973', 'art. 960', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 285', 'art. 107', 'DTF ']

5A_442/2012 (11.03.2013)
5A_442/2012
5. Dipartimento finanze e economia, Ufficio esazione e condoni, viale S. Franscini 6, 6501 Bellinzona,
A.a L'eredità giacente di F.________ è stata sottoposta alla procedura di liquidazione d'ufficio in via di fallimento con decreto 1° luglio 1999 della Pretura del Distretto di Lugano. Nel quadro di detta procedura, cinque creditori (B.________ AG, C.________ SA, D.________ SA, E.________ AG e il Dipartimento delle finanze e dell'economia del Cantone Ticino, Ufficio esazione e condoni) hanno ottenuto, agendo in virtù di autorizzazione fondata sull'art. 260 LEF, la revoca della donazione del fondo zzz RFD X.________ che il de cuius aveva disposto a favore della figlia G.________. Quest'ultima è stata autorizzata ad essere iscritta a registro fondiario quale proprietaria, con l'obbligo tuttavia di tollerarne la realizzazione forzata.
A.b Nell'elenco oneri 15 ottobre 2007 relativo al fondo succitato figura un credito di fr. 600'000.-- a favore di A.________. Questo credito è garantito da pegno immobiliare, e meglio da una cartella ipotecaria al portatore del 19 settembre 1994 detenuta in proprietà. I cinque precitati creditori hanno convenuto allora in giudizio A.________ con azione di contestazione della graduatoria ex art. 250 cpv. 2 LEF, motivandola con il sospetto che quest'ultimo e G.________, figlia del de cuius e moglie di lui, si fossero accordati al fine di danneggiare i creditori dell'eredità giacente.
A.c Con decisione 8 novembre 2011 il Pretore del Distretto di Lugano ha accolto la petizione ordinando lo stralcio dall'elenco oneri del credito di fr. 600'000.-- garantito da pegno immobiliare insinuato da A.________.
l creditore che intende contestare il credito oppure il grado di un altro creditore iscritto in graduatoria deve promuovere azione contro l'interessato. Se la domanda è ammessa, il riparto destinato secondo lo stato di ripartizione al convenuto serve al soddisfacimento dell'attore fino a concorrenza del suo intero credito, comprese le spese processuali. L'eventuale eccedenza è ripartita secondo la graduatoria rettificata (art. 250 cpv. 2 LEF). Si tratta dunque di un'azione di merito, avente per scopo di determinare se ed in quale misura il credito litigioso debba partecipare alla liquidazione del fallimento (DTF 119 III 84 consid. 2; sentenza 5A_329/2012 del 5 settembre 2012 consid. 4.4.2 con rinvii; sulla distinzione fra censure da sollevare mediante azione civile oppure mediante ricorso all'autorità di sorveglianza v. quest'ultima sentenza, consid. 4.4.1 e 4.4.2). La parte attrice si attiva per incassare la parte di dividendo (contestata) spettante al creditore convenuto a proprio beneficio e - per l'eccedenza - a beneficio della massa (sentenza 5C.185/2002 del 31 ottobre 2002 consid. 2.1).
La cartella ipotecaria di cui è qui discorso venne costituita il 19 settembre 1994 per un valore nominale di fr. 600'000.-- da F.________, allora proprietario del fondo zzz RFD X.________. F.________ ha donato il fondo alla figlia G.________ (moglie di A.________) il 13 gennaio 1998; la donazione è stata impugnata con successo, sicché il fondo è stato assoggettato alla realizzazione forzata come se la donazione non avesse avuto luogo (art. 285 cpv. 1 LEF).
Iscritta in 11° grado, la cartella ipotecaria garantiva - unitamente a quelle in grado precedente - il credito ipotecario concesso in data 28 maggio/12 giugno 2002 a G.________ dalla banca H.________ SA. La banca H.________ SA ha trasferito la cartella il 6 agosto 2007 al legale di G.________. Ella ne è entrata in possesso dopo il 22 agosto 2007, ossia dopo che il marito aveva versato l'importo (fr. 34'800.--) che la banca H.________ SA aveva fissato affinché detta cartella potesse essere considerata a libera disposizione.
All'elenco oneri relativo al fondo zzz RFD X.________ - depositato in data 15 ottobre 2007 - il ricorrente appare quale titolare di un credito di fr. 600'000.-- garantito dalla cartella ipotecaria in questione. Egli giustifica il credito asserendo che la moglie G.________ ha inteso saldare tramite la cessione della cartella ipotecaria ogni suo debito verso di lui. A detta del ricorrente, tale modo di procedere aveva estinto l'originario credito, novato dal credito di cartella.
I Giudici cantonali hanno in proposito stabilito che G.________ è rientrata in possesso della cartella ipotecaria dopo il 22 agosto 2007, ovvero dopo l'accoglimento in data 16 maggio 2007 dell'azione revocatoria relativa alla donazione del fondo a lei e dopo che ella era stata obbligata a tollerarne la realizzazione forzata (sentenza del Tribunale di appello del 3 luglio 2007); ne hanno dedotto che G.________, procedendo ad una nuova emissione di detta cartella, aveva volutamente aumentato l'aggravio su un immobile del quale sapeva non più poter disporre.
Quanto ad A.________ qui ricorrente, premesso che egli non sarebbe comunque legittimato a invocare la buona fede della moglie, i Giudici cantonali hanno rilevato che la liquidazione in via fallimentare dell'eredità giacente di F.________ era stata aperta il 1° luglio 1999, che una restrizione della facoltà di disporre del fondo in oggetto era stata annotata a registro fondiario in data 11 novembre 1999, che a carico del medesimo fondo era stata annotata a registro fondiario l'11 luglio 2007 l'esistenza del fallimento ed infine che la diffida per insinuare gli oneri gravanti il fondo in oggetto risaliva al 10 agosto 2007: da ciò essi hanno dedotto che il ricorrente non poteva non comprendere che G.________ non era legittimata a disporre della cartella ipotecaria ceduta (al più presto il 23 agosto 2007) a titolo di pagamento. Ne hanno concluso che il ricorrente non può beneficiare della protezione offerta ai terzi in buona fede di cui agli art. 973 cpv. 1 e 3 CC, e non può così evitare lo stralcio del credito di cartella da lui insinuato ed oggetto della presente vertenza.
5.1.2 A favore della pretesa buona fede di G.________, il ricorrente adduce poi il fatto che ella ha amministrato i beni immobili godendo pienamente della loro proprietà, senza restrizione alcuna; in particolare non risulta alcuna restrizione della facoltà di disporre ai sensi dell'art. 960 cpv. 1 CC relativa al fondo zzz RFD X.________ fino alla decisione di amministrazione coatta pronunciata il 14 novembre 2007 dall'Ufficio di esecuzione e fallimenti di Lugano.
Argomentando in questo modo, il ricorrente sembra ritenere di poter derivare la propria buona fede dalla buona fede di G.________. Come esposto al considerando 5.1 supra, tuttavia, egli non ha saputo invalidare l'accertamento di fatto della Corte cantonale secondo il quale G.________ non ha agito in buona fede. Il ricorrente inoltre non si confronta a sufficienza con l'argomento della Corte cantonale giusta il quale egli non può invocare la propria buona fede poiché era nelle condizioni di comprendere che la moglie non era affatto legittimata a disporre della cartella ipotecaria - argomento, dal tenore sibillino, che sembra riferirsi al caso previsto dall'art. 3 cpv. 2 CC (v. supra consid. 3)
5.3.1 Nella misura in cui pare voler ridiscutere l'azione revocatoria, la censura è tuttavia fuori tema. Tema della presente sentenza è infatti unicamente la legittimità dell'ulteriore cessione della cartella al marito. In merito, il Tribunale di appello ha constatato che G.________ ha in sostanza "riscattato" la cartella ipotecaria liberandola dalla garanzia verso la banca con il versamento dell'importo di fr. 34'800.-- bonificatole dal marito, ma che solo in un momento successivo era tornata in possesso di detta cartella. Ed a quel momento, G.________ non poteva non sapere di non essere autorizzata a procedere con una nuova emissione della medesima cartella. Discussi sono, in altre parole, unicamente atti che hanno avuto luogo a partire dall'estate del 2007, quando l'azione revocatoria ex art. 285 LEF era ormai conclusa; una ridiscussione dell'azione revocatoria è del tutto fuori contesto.
5.3.3 Peraltro, nella misura in cui il ricorrente pare voler proporre una revisione dell'aggravio ipotecario degli svariati fondi da realizzare, sia sommessamente rammentato che non tutti formano oggetto della presente vertenza (v. sentenze 5A_441/2012 e 5A_443/2012 del 6 marzo 2013).
5.4 Il Tribunale di appello ha respinto la domanda subordinata formulata da A.________ volta a ridurre il credito di cartella a suo favore all'importo di fr. 34'800.--, quello che lui ha versato in data 22 agosto 2007 e che ha permesso di "riscattare" la cartella in questione dalla banca H.________ SA (supra consid. 4.1). Il ricorrente non ribadisce questa conclusione subordinata avanti al Tribunale federale ma risolleva comunque la questione. Visto che dalla natura di rimedio riformatorio del ricorso in materia civile segue l'obbligo di formulare precise conclusioni, cifrate quando possibile e necessario (art. 107 cpv. 2 LTF; DTF 134 III 235 consid. 2; 133 III 489 consid. 3.1 e 3.2), la critica ricorsuale si appalesa di primo acchito inammissibile.
5.5 Riassumendo, i Giudici cantonali non sono certamente caduti nell'arbitrio quando hanno rigettato la tesi ricorsuale secondo la quale G.________, dopo annose procedure, avrebbe legittimamente ritenuto di poter liberamente disporre di fondi la cui donazione era stata revocata e che erano stati espressamente destinati ai pubblici incanti, vale a dire quando hanno negato che ella abbia agito in buona fede (questione di fatto, v. supra consid. 3). Né violazione del diritto federale è ravvisabile quando gli stessi Giudici cantonali hanno escluso che il marito di lei, qui ricorrente, possa invocare la propria buona fede, essendo quest'ultima incompatibile con l'attenzione che le circostanze permettevano di esigere da lui (questione di diritto, v. supra consid. 3 e 5.2).