Source: https://www.studioassociatoghiglione.it/circolari/2015/2015-09.html
Timestamp: 2019-07-18 04:41:36+00:00
Document Index: 93688562

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8']

CIRCOLARE N° 9 DEL 29 – 9 – 2015
Oggetto: aggiornamento sul patent box
Facendo seguito alla nostra circolare n° 8⁄2015 Vi informiamo che il Ministro dello Sviluppo economico ha emanato, in data 30⁄7⁄2015, un ulteriore decreto attuativo delle misure previste dalla legge.
Nel seguito ne forniamo un rapido sunto.
Soggetti beneficiari (art. 2):
I soggetti beneficiari sono già stati indicati nella nostra circolare precedente, viene ora ulteriormente specificato che occorre sottostare alle seguenti condizioni:
venga effettivamente esercitata un’attività di ricerca e sviluppo
siano titolari dei diritti allo sfruttamento economico dei beni immateriali
Non possono usufruire delle agevolazioni i seguenti soggetti:
che siano falliti
che siano stati ammessi alla procedura di liquidazione coatta
che siano assoggettati alla procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese
In definitiva tutti i titolari di reddito d’impresa possono accedere al regime agevolato “patent box” inclusi i soggetti non residenti che abbiano in Italia una stabile organizzazione, a condizione che siano residenti in un Paese con il quale è stata stipulata una Convenzione per evitare la doppia imposizione e con il quale lo scambio di informazioni sia effettivo. In tal caso l’agevolazione compete per i redditi derivanti dai beni immateriali la cui titolarità sia attribuibile alla stabile organizzazione
L’agevolazione sul reddito derivante dai beni immateriali sui quali sia stata effettuata attività di mantenimento, accrescimento o sviluppo spetta a prescindere dal regime giuridico di utilizzo dei medesimi (proprietà, locazione, concessione ...)
Modalità di esercizio e durata
L’opzione ha durata pari a cinque periodi d’imposta, è irrevocabile e può essere rinnovata
Nel caso di operazioni straordinarie (fusione, scissione e conferimento di azienda) il soggetto avente causa subentra nell’esercizio dell’opzione effettuata dal dante causa.
Il decreto chiarisce che le spese ammissibili all’agevolazione possono anche essere già state sostenute negli anni precedenti ma non oltre il terzo. Così, ad esempio, se l’opzione per il patent box relativamente ad un certo bene immateriale viene esercitata nel corso del 2015, le spese che possono essere prese in considerazione sono quelle sostenute a partire dal 2012
Definizione di beni immateriali
Sono beni immateriali:
brevetti industriali siano essi concessi o in corso di concessione, ivi inclusi i brevetti per invenzione, ivi comprese le invenzioni biotecnologiche e i relativi certificati complementari di protezione, i brevetti per modello d’utilità, nonché i brevetti e certificati per varietà vegetali e le topografie di prodotti a semiconduttori
marchi d’impresa, ivi inclusi i marchi collettivi, siano esse registrati o in corso di registrazione
disegni e modelli, giuridicamente tutelabili
informazioni aziendali ed esperienze tecnico–industriali, comprese quelle commerciali o scientifiche proteggibili come informazioni segrete, giuridicamente tutelabili
Per la definizione delle suddette tipologie di beni immateriali e dei requisiti per la loro esistenza e protezione si fa riferimento alle norme nazionali ed europee nonché a quelle internazionali anche contenute in accordi e trattati internazionali in materia di proprietà industriale
Tipologie di utilizzo agevolabili
Come già detto nella nostra precedente circolare l’utilizzo dei beni immateriali può essere effettuato:
mediante concessione
Nel caso di bene concesso in uso a terzi il reddito agevolabile è determinato dal relativo canone al netto dei costi diretti ed indiretti.
Nel caso di utilizzo diretto è necessario determinate, per ciascun bene immateriale, la relativa partecipazione al reddito complessivo dell’impresa ovvero determinare il suo “contributo economico” al reddito dell’impresa. Il contributo economico consiste in un reddito⁄perdita figurativo ascrivibile ai vari beni immateriali, come se per ogni bene si formasse un ramo di azienda (con propri costi e ricavi) e, quindi, con la determinazione di un proprio risultato economico specifico. In alcuni casi la determinazione del contributo economico deve essere effettuata in contraddittorio con l’Agenzia delle Entrate mediante l’attivazione di una procedura di ruling ex art. 8 DL 269⁄2003.
Definizione di attività di ricerca e sviluppo (art. 8)
Rientrano nelle attività di ricerca e sviluppo finalizzate allo sviluppo, al mantenimento, nonché all’accrescimento del valore dei beni di immateriali le seguenti attività:
la ricerca fondamentale, ovvero i lavori sperimentali o teorici svolti per acquisire nuove conoscenze, ove successivamente utilizzate nelle attività di ricerca applicata e design;
la ricerca applicata ovvero la ricerca pianificata per acquisire nuove conoscenze e capacità, da utilizzare per sviluppare nuovi prodotti, processi o servizi o apportare miglioramenti a prodotti, processi o servizi esistenti in qualsiasi settore della scienza e della tecnica
il design ovvero le attività di ideazione e progettazione di prodotti, processi e servizi, ivi incluso l’aspetto esteriore di essi e le attività di sviluppo dei marchi;
l’ideazione e la realizzazione del software protetto da copyright;
le ricerche preventive, i test e le ricerche di mercato e gli altri studi ed interventi anche finalizzati all’adozione di sistemi anticontraffazione, il deposito, l’orientamento e il mantenimento dei relativi diritti, il rinnovo degli stessi a scadenza e la loro protezione;
le attività di presentazione, comunicazione e promozione che accrescano il carattere distintivo e⁄o la rinomanza dei marchi. Si tratta, ad esempio, delle spese relative alla fase delle campagne pubblicitarie ed alla promozione del marchio.
L’effettivo svolgimento delle suddette attività deve essere verificato singolarmente per ciascun bene assoggettabile al regime del “patent box”, valgono inoltre le seguenti regole:
non è necessario che l’attività di ricerca e sviluppo venga esercitata nel medesimo esercizio in cui si intende usufruire del regime agevolato di tassazione del reddito, può essere stata esercitata anche in esercizi precedenti
è irrilevante il luogo di svolgimento dell’attività di ricerca e sviluppo (quindi anche all’estero) salvi i limiti nelle modalità di calcolo in caso di attività svolte da società estere del gruppo
Determinazione del reddito agevolabile (art. 9)
In linea generale la quota di reddito agevolabile è determinata sulla base del rapporto tra i costi per le attività di ricerca e sviluppo sostenuti per il mantenimento, l’accrescimento e lo sviluppo del bene immateriale (Costi qualificati) ed i costi complessivamente sostenuti per il mantenimento, l’accrescimento e lo sviluppo (Costi complessivi). La natura dei costi da indicare al numeratore e di quelli da indicare al denominatore è quindi la medesima, l’unica differenziazione è di tipo quantitativo in quanto alcuni costi vanno indicati in misura piena al denominatore e in percentuale al numeratore. Il coefficiente deve essere ricalcolato ogni anno con l’aggiunta delle nuove spese di competenza e applicato al reddito dell’esercizio ritraibile dall’intangible.
Il suddetto rapporto assume quindi la seguente formulazione:
Costi qualificati
––––––––––––––––––––––––– X reddito derivante dal bene immateriale = reddito agevolabile
Nel suddetto rapporto
al numeratore:
i costi sostenuti per lo svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo (vedasi precedente art. 8) purché le medesime vengano svolte direttamente ovvero affidate ad università o enti di ricerca e organismi equiparati o a società (anche start up innovative) non collegate con il soggetto investitore
i costi sostenuti per lo svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo derivanti da operazioni intercorse con società del gruppo possono essere conteggiati per la sola quota costituita dal riaddebito dei costi sostenuti dalle società del gruppo nei confronti di soggetti terzi
i costi sostenuti direttamente per lo svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo possono essere conteggiati fino a concorrenza dell’importo stabilito nell’ambito di un accordo per la ripartizione dei costi come definito dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 29⁄9⁄2010 n° 2010⁄137654 (accordi di ruling);
una quota della differenza tra i costi evidenziati al denominatore e quelli del numeratore, fino a concorrenza del 30% dei costi “qualificati” ovvero dell’importo del numeratore;
al denominatore deve essere indicata la somma derivante da tutto i costi già indicati al numeratore aumentata di:
costi derivanti da operazioni intercorse con società del gruppo sostenuti per lo sviluppo, mantenimento e accrescimento del bene
costo di acquisizione, anche mediante licenza di concessione in uso, del bene immateriale
Nella determinazione dei valori da indicare al numeratore e al denominatore del rapporto sopra detto non rilevano:
gli interessi passivi
le spese relative agli immobili
qualsiasi altro costo che non possa essere direttamente collegato a uno specifico bene immateriale agevolabile
Al fine di permettere una connessione univoca tra i costi sostenuti ed il singolo bene immateriale agevolabile, le imprese dovranno dotarsi di un sistema di rilevazione (contabile o extracontabile) di tracking and tracing dei costi e dei ricavi. Tuttavia, poiché l’agevolazione spetta anche per i costi sostenuti in passato quando tale sistema di rilevazione (per singolo bene agevolabile) evidentemente non poteva ancora essere stato attivato, viene concessa la possibilità di calcolare il rapporto di cui sopra in via aggregata e non individualmente.
Il decreto prevede un periodo transitorio di tre anni di determinazione semplificata del coefficiente in modo da consentire alle imprese di aver tempo per approntare adeguati sistemi di tracking and tracing.
Il coefficiente di cui sopra deve essere applicato al reddito ritraibile ogni anno dal bene immateriale di riferimento ottenendo la quota di reddito agevolabile che costituirà una variazione in diminuzione nella dichiarazione dei redditi nella misura del 30% per il 2015, del 40% per il 2016 e del 50% a regime.
Non è stato definito, né a livello legislativo né a livello di disposizioni amministrative, quale sia il regime delle eventuali perdite derivanti da beni che usufruiscono del patent box.
Reinvestimento del corrispettivo da cessione dei beni agevolati (Art. 10)
Le plusvalenze derivanti dalla cessione dei beni immateriali agevolati non concorrono alla formazione del reddito d’impresa a condizione che almeno il 90% del corrispettivo derivante dalla cessione dei predetti beni sia reinvestito, prima della chiusura del secondo periodo d’imposta successivo a quello nel quale si è verificata la cessione, nella manutenzione o nello sviluppo di altri beni immateriali agevolabili. Non rientrano tra i reinvestimenti qualificati le somme destinate all’acquisto di altri beni immateriali.
Se il reinvestimento non viene effettuato l’importo della plusvalenza sottratta a tassazione deve essere incluso nella base imponibile della dichiarazione dei redditi relativa al periodo in cui il mancato reinvestimento si concretizza.
Qualora la cessione del bene immateriale sia stata effettuata nei confronti di una società del gruppo, l’importo della plusvalenza può essere preventivamente concordato con l’Agenzia delle Entrate mediante l’attivazione di una procedura di ruling ex art. 8 DL 269⁄2003.
Procedura di ruling
Sono obbligatoriamente soggette alla procedura di ruling ex art. 8 DL 269⁄2003:
la determinazione del contributo economico alla produzione del reddito d’impresa o della perdita in caso di utilizzo diretto dei beni. La procedura di ruling ha lo scopo di individuare i componenti positivi di reddito impliciti derivanti dall’utilizzo diretto dei beni immateriali nonché definire i criteri con cui procedere all’allocazione dei relativi componenti negativi. La procedura di ruling obbligatoria può essere evitata attuando delle operazioni di spinn off degli intangibles ad una società residente che, successivamente, li darà in concessione alla società produttiva a fronte del pagamento di royalties.
Sono volontariamente soggette alla procedura di ruling ex art. 8 DL 269⁄2003:
la determinazione del reddito derivante dall’utilizzo dei beni agevolati realizzato mediante operazioni con società del gruppo, sia nazionali che estere
la determinazione della plusvalenza da cessione dei beni agevolati realizzata in seguito ad operazioni con società del gruppo, sia nazionali che estere.
Con apposito provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate verranno stabilite modalità semplificate per accedere alla procedura di ruling da parte delle microimprese e delle piccole e medie imprese (PMI).