Source: http://www.rischiosismico.archliving.it/2016/11/17/ordinanza-17-novembre-2016-n-4/
Timestamp: 2018-07-19 23:08:01+00:00
Document Index: 50007803

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 34', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 2']

Ordinanza n. 4 del 17 novembre 2016 - Rischio Sismico Archliving - Leggi e Ordinanze
Per il testo coordinato dell’ordinanza n. 4 del 17 novembre 2016 si può consultare il link: ORDINANZA n. 4 del 17 novembre 2016 e successive modifiche (testo coordinato non ufficiale) – DANNI LIEVI ALLE ABITAZIONI E ALLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE
(16A08275)
(GU n.278 del 28112016)
Vista l’ordinanza del Capo Dipartimento di protezione civile n. 405 del 10 novembre 2016, che ha disciplinato un’attività di ricognizione preliminare dei danni al patrimonio edilizio privato da compiersi utilizzando una scheda FAST (Fabbricati per l’agibilità sintetica post‐terremoto), con l’obiettivo di selezionare gli edifici agibili distinguendoli da quelli non utilizzabili nell’immediato; Ritenuto quindi di dover individuare, quale prima misura per il rientro nelle proprie abitazioni delle famiglie sgomberate o per la ripresa delle attività economiche danneggiate, la immediata riparazione delle unità immobiliari destinate ad uso abitativo o produttivo che sono state oggetto di ordinanza di inagibilità temporanea, recuperabile con misure di pronto intervento a fronte di danni lievi attestati dalle predette schede AeDES, ovvero dichiarate non utilizzabili sulla base delle suindicate schede FAST, con riserva di disciplinare con successive ordinanze gli ulteriori e più complessi interventi di ricostruzione e riparazione;
Ritenuto pertanto di dover disciplinare le modalità di presentazione della documentazione al fine di consentire il ripristino immediato della agibilità degli edifici che hanno subito danni lievi secondo le schede AeDES, ovvero dichiarati non utilizzabili sulla base delle suindicate schede FAST, attraverso interventi tesi alla riparazione con rafforzamento locale, salve le successive richieste di contributi da presentare secondo la disciplina di dettaglio che sarà dettata con ulteriore ordinanza;
Considerato che gli interventi riferiti agli edifici dichiarati temporaneamente inagibili ovvero non utilizzabili, oggetto della presente ordinanza, sono particolarmente urgenti e indifferibili anche perché coinvolgono un numero rilevante di famiglie le cui abitazioni sono state danneggiate;
1. Le disposizioni della presente ordinanza si applicano nei comuni di cui all’art. 1 del decreto‐legge n. 189 del 17 ottobre 2016, nonché nei comuni di cui all’elenco aggiuntivo approvato con l’ordinanza del Commissario straordinario emessa ai sensi dell’art. 1 del decreto‐legge 11 novembre 2016, n. 205, limitatamente agli immobili adibiti ad uso abitativo o ad attività produttiva che risultano danneggiati a seguito degli eventi sismici del 24 agosto e del 26 e 30 ottobre 2016, con danni lievi attestati dalle schede AeDES di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 5 maggio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 113 del 17 maggio 2011, ovvero che sono dichiarati non utilizzabili sulla base maggio 2011, ovvero che sono dichiarati non utilizzabili sulla base delle schede FAST di cui all’ordinanza del Capo della protezione civile n. 405 del 10 novembre 2016, e che sono oggetto di ordinanza di inagibilità emessa dall’autorità competente.
4. La comunicazione di cui all’art. 2 può essere presentata purché all’interno di un edificio sia presente almeno una unità immobiliare destinata ad uso abitativo o ad attività produttiva, oggetto di ordinanza di inagibilità temporanea o parziale ovvero di dichiarazione di non utilizzabilità come specificato al comma 1. Qualora, per uno stesso edificio, siano state emesse più ordinanze di inagibilità relative a diverse unità immobiliari con esiti di classificazione tra loro diversi, il tecnico incaricato del progetto verifica l’effettivo danneggiamento dell’edificio nel suo complesso e richiede all’ufficio speciale per la ricostruzione la riclassificazione univoca dell’edificio stesso. Sulla base delle verifiche condotte, l’ufficio speciale per la ricostruzione trasmette al comune territorialmente competente la documentazione necessaria per l’eventuale adozione di una nuova ordinanza che attribuisca all’edificio un’unica classificazione.
1. Le comunicazioni di avvio dei lavori di cui all’art. 8, comma 3, del decreto‐legge 17 ottobre 2016, n. 189, sono presentate dai soggetti legittimati agli uffici speciali per la ricostruzione di cui all’art. 3 dello stesso decreto. Fino all’istituzione dei predetti uffici speciali, le comunicazioni sono depositate presso gli uffici regionali provvisoriamente individuati dai Presidenti delle regioni, in qualità di vice commissari.
a) perizia asseverata dal tecnico incaricato della progettazione, completa di adeguata relazione che attesti il nesso di causalità tra i danni rilevati e gli eventi sismici del 24 agosto e/o del 26 e 30 ottobre 2016, con espresso riferimento alla scheda AeDES ovvero alla dichiarazione di non utilizzabilità emessa per l’edificio in questione;
c) dichiarazione autocertificativa con la quale il richiedente attesti che l’immobile interessato dall’intervento non è totalmente abusivo e che lo stesso non risulta interessato da ordini di demolizione, anche se sospesi con provvedimento giudiziale, e che lo stesso non ha usufruito di altri contributi pubblici;
f) dichiarazione autocertificativa con la quale il professionista incaricato della progettazione e della direzione dei lavori attesti di essere in possesso dei requisiti di cui all’art. 34, comma 2, del decreto‐legge n. 189 del 2016, impegnandosi a iscriversi nell’elenco speciale ivi previsto e di non avere rapporti con l’impresa appaltatrice;
6. Qualora il richiedente, in relazione a edifici per i quali la scheda AeDES originaria abbia registrato un esito indicato come E, attesti attraverso la perizia asseverata di cui al comma 4, lettera a), un livello di danneggiamento difforme e riconducibile all’art. 1 della presente ordinanza, l’ufficio speciale per la ricostruzione, all’esito delle verifiche di propria competenza, trasmette la relativa documentazione al comune per l’eventuale adozione di nuova ordinanza, da cui risulti la corretta classificazione e che abiliti l’avvio degli interventi di cui alla presente ordinanza.
1. Nel termine di trenta giorni dall’inizio dei lavori, i soggetti legittimati depositano presso l’ufficio che ha ricevuto la comunicazione di cui all’art. 2 la documentazione che non sia stata già allegata alla comunicazione di avvio dei lavori e che sia comunque necessaria per il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica, del titolo abilitativo edilizio e per il deposito del progetto strutturale o per l’autorizzazione sismica. L’ufficio speciale informa del detto deposito il comune territorialmente competente.
2. La domanda di concessione del contributo di cui all’art. 5, comma 8, del decreto‐legge 17 ottobre 2016, n. 189, per i lavori eseguiti sulla base delle comunicazioni di cui all’art. 2 è presentata nei termini e con le modalità di cui all’art. 8, comma 4, del medesimo decreto‐legge.
1. I lavori di cui all’art. 2, se ammessi a contributo, devono essere ultimati entro sei mesi dalla data di concessione del contributo medesimo, a pena di decadenza dallo stesso. A richiesta dei soggetti interessati, i comuni possono autorizzare, per giustificati motivi, la proroga del termine per non più di due mesi.
1. Per gli edifici dichiarati di interesse culturale ai sensi degli articoli 10, 12 e 13 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, l’inizio dei lavori è comunque subordinato all’autorizzazione della direzione generale per i beni culturali e paesaggistici. I termini per l’esecuzione dei lavori decorrono dalla data della predetta autorizzazione.
Danno lieve per edifici in muratura.
Si intende per danno lieve il danno conseguente alla crisi sismica iniziata a far data dal 24 agosto 2016, subito dagli edifici dichiarati inagibili temporaneamente o parzialmente secondo la procedura AeDES, oppure non utilizzabili a seguito della procedura speditiva approvata dalla protezione civile, che non supera le condizioni di seguito definite:
lesioni diffuse di qualunque tipo, nelle murature portanti o negli orizzontamenti, per un’estensione maggiore del 30% della superficie totale degli elementi interessati, a qualsiasi livello;
crollo di elementi di chiusura (tamponamenti), interposti fra colonne in muratura portanti, per un’estensione in superficie prospettica non inferiore al 20% rispetto al livello interessato;
perdita totale di efficacia, per danneggiamento o per crollo, di almeno il 50% delle tramezzature interne, ad uno stesso livello, purché connessa con una delle condizioni di cui sopra, prescindendo dalla entità fisica del danno.
Danno lieve per edifici in cemento armato.
presenza di schiacciamento nelle zone d’angolo dei pannelli di tamponatura, per un’estensione ≥ 20% ad un qualsiasi livello;
perdita totale di efficacia, per danneggiamento o per crollo, di almeno il cinquanta per cento delle tramezzature interne, ad uno stesso livello, purché connessa con una delle condizioni di cui sopra, prescindendo dalla entità fisica del danno;
lesioni per flessione, nelle travi, superiori a 1 mm, per una estensione ≤ 10% degli elementi di un piano;
Danno lieve per edifici a struttura mista.
Individuazione della soglia di danno lieve per edifici a destinazione prevalentemente produttiva.
Per edifici a prevalente destinazione ad uffici, commercio, industria, artigianato, turismo, alberghi, aziende agrituristiche, residenze pertinenziali delle attività produttive inserite nello stesso edificio, realizzati con struttura portante in muratura, in cemento armato tradizionale o mista, il danno lieve è individuato sulla base delle stesse condizioni stabilite per gli edifici a prevalente destinazione residenziale.
Per edifici a prevalente destinazione commerciale, industriale, artigianale, residenze pertinenziali delle attività produttive inserite nello stesso edificio, realizzati in struttura prefabbricata in cemento armato o in acciaio per danno lieve si intende il danno diffuso su almeno il 25% delle superfici verticali e./o orizzontali, senza crolli, o concentrato sulle strutture verticali per un’estensione minore o uguale al 5% degli elementi di un piano, senza deformazioni e spostamenti alla base o in sommità, che richiedono, per il recupero della funzionalità dell’edificio, un intervento di rafforzamento locale.