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Timestamp: 2020-01-18 23:54:28+00:00
Document Index: 161391199

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art. 4', 'art. 41', 'art. 22', 'art. 24', 'art. 34', 'art. 38', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 23']

Autorizzazione n. 4 del 1999 - Trattamento dei dati sensibili da parte... - Garante Privacy
Autorizzazione n. 4 del 1999 - Trattamento dei dati sensibili da parte dei liberi professionisti - 29 settembre 1999 [1147505]
[doc. web n. 1147505]
Autorizzazione n. 4 del 1999 - Trattamento dei dati sensibili da parte dei liberi professionisti - 29 settembre 1999
Considerato che il Garante può rilasciare le autorizzazioni, anche d´ufficio, nei confronti di singoli titolari o, con provvedimenti generali, di determinate categorie di titolari o di trattamenti (art. 41, comma 7, della legge n. 675/1996, come sostituito dall´art. 4, comma 1, del decreto legislativo 9 maggio 1997, n. 123);
Visti i risultati positivi conseguiti con le autorizzazioni generali numeri 4/1997 e 4/1998, che sono risultate uno strumento idoneo per prescrivere ed uniformare le misure e gli accorgimenti a garanzia degli interessati, tenendo conto dei diritti e degli interessi meritevoli di tutela degli operatori che verrebbero penalizzati dalla necessaria richiesta di singoli provvedimenti autorizzatori;
Considerato che un numero elevato di trattamenti di dati sensibili è effettuato da liberi professionisti iscritti in albi o elenchi professionali per l´espletamento delle rispettive attività professionali, e che è pertanto necessario che tali trattamenti formino oggetto di una autorizzazione generale ai sensi dell´art. 41, comma 7, della legge n. 675/1996;
i liberi professionisti iscritti in albi o elenchi professionali a trattare i dati sensibili di cui all´art. 22,comma 1, della legge n. 675/1996, secondo le prescrizioni di seguito indicate.
L´autorizzazione è rilasciata, anche senza richiesta, ai liberi professionisti tenuti ad iscriversi in albi o elenchi per l´esercizio di un´attività professionale in forma individuale o associata, o in conformità alle norme di attuazione dell´art. 24, comma 2, della legge 7 agosto 1997, n. 266, in tema di attività di assistenza e consulenza.
Sono equiparati ai liberi professionisti i soggetti iscritti nei corrispondenti albi o elenchi speciali istituiti anche ai sensi dell´art. 34 del regio decreto-legge 27 novembre 1933, n. 1578, e successive modificazioni e integrazioni, recante l´ordinamento della professione di avvocato.
a) dagli esercenti la professione sanitaria e dagli psicologi, dal personale sanitario infermieristico, tecnico e della riabilitazione, ai quali si riferisce l´autorizzazione generale n. 2/1999;
b) per la gestione delle prestazioni di lavoro o di collaborazione di cui si avvale il libero professionista o taluno dei soggetti sopraindicati, alla quale si riferisce l´autorizzazione generale n. 1/1999;
Il trattamento dei dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale deve essere effettuato anche nel rispetto della citata autorizzazione generale n. 2/1999.
b) per far valere o difendere un diritto anche da parte di un terzo in sede giudiziaria, nonché in sede amministrativa o nelle procedure di arbitrato e di conciliazione nei casi previsti dalle leggi, dalla normativa comunitaria, dai regolamenti o dai contratti collettivi;
c) ai fini dello svolgimento da parte del difensore nel procedimento penale delle investigazioni di cui all´art. 38 delle norme di attuazione del codice di procedura penale, anche a mezzo di sostituti e di consulenti tecnici;
d) per l´esercizio del diritto di accesso ai documenti amministrativi, nei limiti di quanto stabilito dalle leggi e dai regolamenti in materia.
Il trattamento dei dati sensibili deve essere effettuato unicamente con logiche e mediante forme di organizzazione dei dati strettamente correlate all´incarico conferito dal cliente.
Restano fermi gli obblighi previsti dagli articoli 9,15, 17 e 28 della legge n. 675/1996 e dal decreto del Presidente della Repubblica n. 318/1999, concernenti i requisiti dei dati personali, la sicurezza, i limiti posti ai trattamenti automatizzati volti a definire il profilo o la personalità degli interessati, nonché il trasferimento all´estero dei dati.
a) di informare l´interessato ai sensi dell´art. 10, commi 1 e 3, della legge n. 675/1996, anche quando i dati sono raccolti presso terzi;
Se i dati sono raccolti per l´esercizio di un diritto in sede giudiziaria o per le indagini difensive (punto 3), lettere b) e c), l´informativa relativa ai dati raccolti presso terzi, e il consenso scritto, sono necessari anche in riferimento ai dati idonei a rivelare lo stato di salute o la vita sessuale, solo se i dati sono trattati per un periodo superiore a quello strettamente necessario al perseguimento di tali finalità, oppure per altre finalità con esse non incompatibili.
Le informative devono permettere all´interessato di comprendere agevolmente se il titolare del trattamento è un singolo professionista o un´associazione di professionisti, ovvero se ricorre un´ipotesi di contitolarità tra più liberi professionisti.
Nel quadro del rispetto dell´obbligo previsto dall´art. 9, comma 1, lettera e), della legge n. 675/1996, i dati sensibili possono essere conservati, per il periodo di tempo previsto da leggi, dalla normativa comunitaria o da regolamenti e, comunque, per un periodo non superiore a quello strettamente necessario per adempiere agli incarichi conferiti.
I dati sensibili possono essere comunicati e ove necessario diffusi, a soggetti pubblici o privati, nei limiti strettamente pertinenti all´espletamento dell´incarico conferito e nel rispetto, in ogni caso, del segreto professionale. I dati idonei a rivelare lo stato di salute possono essere diffusi solo se necessario per finalità di prevenzione, accertamento o repressione dei reati, con l´osservanza delle norme che regolano la materia (art. 23, comma 4, della legge n. 675/1996).
Restano fermi gli obblighi previsti da norme di legge o dalla normativa comunitaria o da regolamenti che stabiliscono divieti o limiti più restrittivi in materia di trattamento di dati personali e, in particolare dalle leggi 20 maggio 1970, n. 300, e 5 giugno 1990, n. 135, nonché dalle norme volte a prevenire discriminazioni.