Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/circolare-inps-n-16-del-02-02-2010.html
Timestamp: 2016-12-03 00:26:44+00:00
Document Index: 98043152

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 22', 'art. 1', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 43', 'art. 6', 'art. 78', 'art. 11', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 22', 'art. 1', 'art. 21', 'art. 48', 'art. 3']

Circolare INPS n. 16 del 02/02/2010
Determinazione per l'anno 2010 del limite minimo di retribuzione giornaliera ed aggiornamento degli altri valori per il calcolo di tutte le contribuzioni dovute in materia di previdenza ed assistenza
11. Rivalutazione dellimporto a carico del bilancio dello Stato per prestazioni di maternità obbligatoria
Il predetto minimo contrattuale non sopprime i preesistenti minimali di retribuzione giornaliera. Pertanto il reddito da lavoro dipendente da assoggettare a contribuzione, con losservanza delle disposizioni in materia di retribuzione minima imponibile, deve essere adeguato, se inferiore, ai minimali di retribuzione giornaliera (punto 1.2.).
Poiché è stato accertato dall'Istat che, nell'anno 2010, la variazione percentuale ai fini della perequazione automatica delle pensioni è stata pari al 0,7 % (4) si riportano nelle tabelle A) e B) (v. allegati 1 e 2), i limiti di retribuzione giornaliera rivalutati, da valere dal periodo di paga in corso all 1.1.2010 .
Si ricorda che tali limiti devono essere ragguagliati, qualora dovessero essere d'importo inferiore, a  43,79 (9,5% dell'importo del trattamento minimo mensile di pensione a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti in vigore al 1.1.2010, pari a  460,97 mensili) (5).
anno 2010 Euro
Trattamento minimo mensile di pensione a carico del Fpld 460,97
Minimale di retribuzione giornaliera (9,5%) 43,79
Il decreto legislativo in commento prevede inoltre, al comma 10 dellarticolo 1, lapplicazione per il personale iscritto al Fondo volo delle disposizioni in materia di minimo contrattuale valide per la generalità dei lavoratori (punto 1.1.).
La retribuzione imponibile ai fini contributivi del personale iscritto al Fondo volo, determinata secondo le suesposte modalità, non può essere, in ogni caso, inferiore al limite minimo di retribuzione giornaliera che, per lanno 2010, è pari a  43,79 .
Ai fini dellindividuazione del limite minimo di retribuzione giornaliera per le retribuzioni in argomento occorre riferirsi a quanto disposto dallart. 1 del D.L. n. 402 del 1981, convertito in legge n. 537 del 1981, il quale fissa, per tutte le contribuzioni dovute in materia di previdenza e assistenza sociale, ivi compresa la misura giornaliera dei salari medi convenzionali, una retribuzione minima di  5,16 (8). Il limite minimo di retribuzione giornaliera per le retribuzioni in argomento, già fissato a seguito degli adeguamenti annuali in  20,72 (9) é pari, per lanno 2010, a  24,33.
anno 2010: retribuzioni convenzionali in genere Euro
Retribuzione giornaliera minima 24,33
Per i soci delle cooperative della piccola pesca di cui alla legge 13.3.1958, n. 250, la retribuzione convenzionale per l'anno 2010 è fissata in  608,00 mensili (24,33 x
25 gg.).
anno 2010: soci delle cooperative della piccola pesca Euro
Retribuzione convenzionale mensile 608,00
Il limite minimo di retribuzione giornaliera i lavoratori a domicilio varia in relazione all'aumento dell'indice medio del costo della vita in applicazione dell'art. 22 della legge n. 160 del 1975. Pertanto, considerato che il predetto indice è pari per lanno 2010 a 0,7 %, il limite minimo di retribuzione giornaliera per i lavoratori in oggetto, già fissato in  20,72, è pari, per il 2010, a  24,33 (10). Detto limite deve essere comunque ragguagliato a  43,79 (11).
Ai sensi di quanto previsto dallart. 1, comma 787, della L. n. 296/2006, si è concluso al 31.12.2009 il percorso triennale (2007-2009) di graduale aumento della retribuzione giornaliera imponibile ai fini contributivi per i lavoratori soci delle cooperative sociali e di altre cooperative per le quali sono stati adottati i decreti ministeriali ai sensi dellart. 35 del D.P.R. n. 797 (T.U. sugli assegni familiari).
Come noto la ratio della disposizione in esame è quella di pervenire al termine del predetto percorso di adeguamento allequiparazione della contribuzione previdenziale ed assistenziale dei predetti lavoratori a quella dei dipendenti da impresa (13).
Pertanto a partire dall 1.1.2010 anche per i lavoratori soci delle cooperative sociali e di quelle per le quali sono stati emanati decreti ministeriali ex art. 35 del D.P.R. n. 797 (TUAF) trovano applicazione, per la determinazione della retribuzione imponibile ai fini contributivi, le norme previste per la generalità dei lavoratori (punto 1).
Per lanno 2010 il minimale di retribuzione giornaliera è pari a  43,79.
In ordine alla individuazione degli elementi retributivi che incidono nella determinazione della retribuzione imponibile si precisa che, oltre a quelli costituiti da paga base, indennità di contingenza e elemento distinto della retribuzione (Edr), devono essere considerati tutti gli elementi retributivi previsti dalla contrattazione collettiva e individuale dovendosi ormai intendere superato il sistema di calcolo convenzionale previsto dallart. 1, comma 787, della L. n. 296/2006.
A decorrere dal 1° gennaio 2010 con la completa equiparazione delle modalità di determinazione dellimponibile contributivo dei predetti lavoratori a quelli di impresa cessa di operare il criterio convenzionale di determinazione del periodo di occupazione.
Si rammenta che anche per i rapporti di lavoro a tempo parziale trova applicazione l'art. 1, co. 1 della legge n. 389 del 1989 (14), ferma restando la nozione di retribuzione imponibile definita dall'art. 6 del D.Lgs. n. 314 del 1997. La retribuzione così determinata deve peraltro essere ragguagliata, se inferiore, a quella individuata dall art. 1, co. 4 della legge n. 389 del 1989, confermato dall'art. 9 del D.Lgs. n. 61 del 2000.
Dette norme stabiliscono un apposito minimale di retribuzione oraria applicabile ai fini contributivi per i rapporti di lavoro a tempo parziale, a decorrere dall1.1.1989 (15).
( 43,79) x (6) / (40) =  6,57
A decorrere dall1.1.1993, è dovuta unaliquota aggiuntiva a carico del lavoratore nella misura di un punto percentuale sulle quote di retribuzione eccedenti il limite della prima fascia di retribuzione pensionabile (16) in favore di tutti i regimi pensionistici che prevedano aliquote contributive a carico del lavoratore inferiori al 10%.
La prima fascia di retribuzione pensionabile è stata determinata per l'anno 2010 in  42.364,00 (42.069,34 x 1,007 = 42.363,83 arr. 42.364,00)
Pertanto a decorrere dall1.1.2010 l'aliquota aggiuntiva dell1% deve essere applicata sulla quota di retribuzione eccedente il limite annuo di  42.364,00 che, rapportato a dodici mesi, è pari a  3.530,00 .
Prima fascia di retribuzione pensionabile annua 42.364,00
Importo mensilizzato 3.530,00
La quota di retribuzione eccedente la predetta fascia e la relativa contribuzione aggiuntiva devono essere riportate, a livello individuale, nella denuncia UNIEMENS, nellelemento <Denuncia Individuale>, <DatiRetributivi>, <ContribuzioneAggiuntiva>, <Contrib1PerCento>, <ImponibileCtrAgg>, <ContribAggCorrente>.
Limponibile della contribuzione aggiuntiva è un di cui dellelemento <Imponibile> di <DatiRetributivi>
Il massimale annuo della base contributiva e pensionabile previsto dall'art. 2, co. 18, della legge 8.8.1995, n. 335, per i nuovi iscritti dal 1° gennaio 1996 a forme pensionistiche obbligatorie e per coloro che optano per la pensione con il sistema contributivo (18) rivalutato in base all'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati calcolato nella misura di 0,7 %, è pari, per l'anno 2010, a  92.147, 28 che arrotondato allunità di euro è pari a  92.147,00.
Massimale annuo della base contributiva 92.147,00
Si rammenta che dall1.1.2003 è stato soppresso il massimale contributivo, di cui allart. 3, comma 7, del D.Lgs. n. 181/97, previsto per i dirigenti di aziende industriali .
Detto parametro rapportato al trattamento minimo di  460,97 per l'anno 2010 risulta, pertanto, pari ad una retribuzione settimanale di  184,39.
Trattamento minimo di pensione 460,97
Limite settimanale per laccredito dei contributi (40%) 184,39
Limite annuale per laccredito dei contributi 9.588,28
Si chiarisce, inoltre, che ai sensi di quanto stabilito dallart. 43, comma 3, della legge 29.12.2001 n. 448 le disposizioni in materia di minimale di retribuzione giornaliera (punto 1.2.) non si applicano, a partire dal 1° gennaio 1984, ai lavoratori della piccola pesca marittima e delle acque interne soggetti alla legge 13 marzo 1958, n. 250 (20).
Si riportano i predetti importi per lanno 2010 (21) con la precisazione che si tratta degli stessi già fissati dal D.Lgs. n. 314 del 1997.
In particolare per il valore delle prestazioni e delle indennità sostitutive della mensa si veda la circolare n. 104 del 14.05.1998 e la circolare n. 1 del 3 gennaio 2007 mentre per lazionariato dei dipendenti la circolare n. 11 del 22.01.2001 e la circolare n. 123 dell11.12.2009.
Il massimale giornaliero, previsto dallart. 6, comma 15, del D.L. 30.12.87 n. 536 convertito con L. 29.2.88 n. 48, da prendere a riferimento ai fini del calcolo della contribuzione di malattia e maternità dei lavoratori dello spettacolo con contratto a tempo determinato è confermato, per lanno 2010, in  67,14.
11. Rivalutazione dellimporto a carico del bilancio dello Stato per prestazioni di maternità obbligatoria.
Con riferimento alle istruzioni fornite con circolare n. 181 del 16.12.2002 si comunica che limporto dellindennità di maternità obbligatoria a carico del bilancio dello Stato ai sensi di quanto disposto dallart. 78 del D.Lgs. 26.03.2001 n. 151, già stabilito per lanno 2009 in  1902,90, è pari per lanno 2010 a  1916,22.
Importo a carico del bilancio dello Stato per prestazioni di maternità obbligatoria  1.916,22
- calcoleranno le differenze tra le retribuzioni imponibili in vigore all 1.1.2010 e quelle assoggettate a contribuzione per lo stesso mese;
(4) Gli aumenti a titolo di perequazione automatica delle pensioni sono calcolati applicando allimporto della pensione spettante alla fine di ciascun periodo la percentuale di variazione che si determina rapportando il valore medio dellindice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati relativo allanno precedente il mese di decorrenza dellaumento allanalogo valore medio relativo allanno precedente (art. 11, D.Lgs. 30.12.1992, n. 503). Lindice dello 0,7 % viene utilizzato ai fini contributivi per la determinazione della retribuzione imponibile al fine di consentire gli adempimenti contributivi su valori aggiornati. Detti valori acquisiranno, ai fini pensionistici, carattere di definitività a seguito dellemanazione (novembre 2010) del decreto ministeriale del Ministero delleconomia e delle finanze di concerto con il Ministero del lavoro che fissa laumento definitivo di perequazione automatica nellanno 2010 .
(5) Si veda quanto disposto dallart. 7 della legge 11.11. 1983, n. 638, modificato dallart. 1, co. 2, del D.L. n. 338 del 1989, convertito nella legge n. 389 del 1989.
(6) Cir. 9674 del 06.05.78, cir. 806 del 21.07.1986, cir. 205 del 25.07.95, e da ultimo
cir. 33 dell8.02.2002 punto 1.1..
(8) La misura giornaliera dei salari medi convenzionali (in origine fissata in £ 10.000) è rivalutabile, ai sensi dellart. 22 della legge 3.6.1975, n. 160, in relazione all'aumento dell'indice medio del costo della vita calcolato dall'Istat, fatta eccezione per gli importi che risultano determinati nell'anno precedente (o perché stabiliti per la prima volta o perché modificati).
(15) Pertanto in tale settore lesistenza di un apposito minimale non esime dallobbligo del rispetto, ai fini contributivi, del disposto dellart. 1, co. 1, della legge n. 389 del 1989. Per l'illustrazione di detto criterio, si rinvia alla circolare n. 68 del 10.4.1989.
(16) Determinata ai fini dellapplicazione dellart. 21, comma 6, della L.11.03.1988, n. 67, circolare 298 del 30.12. 1992 e circolare n. 151 del 7.7. 1993.
(21) Il co. 9 dell'art. 48 del T.u.i.r., approvato con D.P.R. 22.12.1986, n. 917 (come sostituito dallart. 3 del D.Lgs. n. 314 del 1997), ha previsto che tutti gli ammontari degli importi che non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente possono essere rivalutati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri quando la variazione percentuale del valore medio dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati relativo al periodo di 12 mesi terminante al 31 agosto, supera il 2% rispetto al valore medio del medesimo indice rilevato con riferimento allo stesso periodo dell'anno 1998.