Source: http://www.guidaconsulenzalegale.com/001749_locazione-e-affitto/
Timestamp: 2019-01-17 02:25:07+00:00
Document Index: 16884757

Matched Legal Cases: ['art. 1651', 'art. 1350', 'art. 1575', 'art. 1578', 'art. 1575', 'art. 1576', 'art. 27', 'art. 28', 'art. 34', 'art 2']

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La locazione è uno dei contratti più diffusi in ambito immobiliare, dopo la compravendita, per chi per motivi ben noti non ha la possibilità di acquistare l’abitazione nella quale stabilmente determina la residenza o il proprio domicilio abituale.
Casa: locazione e affitto
La locazione comunque è distinta principalmente in base ai due grandi campi o sfere di applicazione ossia con riferimento ad immobili per uso abitativo o avente ad oggetto immobili urbani ma con uso commerciale, in questi casi sono diverse alcune formalità da seguire.
Le circostanze poi nel caso di locazione di immobile commerciale prevedono il sorgere di diritti particolari quali la prelazione e l’indennità per la perdita di avviamento, in casi specificatamente descritti e tutelati dalla legge. Altrettando regolati sono gli iter da seguire per la disdetta, il rinnovo ed eventualmente la sublocazione, la successione e la cessione del contratto.
La distinzione tra il contratto di locazione ed il contratto di affitto è esplicitata nel Codice Civile art. 1651, mentre sempre in tema di affitto ma di fondi rustici esiste una legge speciale la n.203 del 1982 che ha limitato di parecchio l’autonomia contrattuale delle parti stabilendo durata, canone, ecc. Trattati poi in maniera specifica i rapporti all’interno di contratti di affitto con soggetti appartenenti alla categoria dei coltivatori diretti del fondo e con chi invece non vi rientra.
L’articolo 1571 del codice civile sancisce che la locazione è il contratto con il quale una parte si obbliga a far godere all’altra una cosa mobile o immobile per un dato tempo, verso un determinato corrispettivo. Si tratta di un contratto consensuale che produce effetti obbligatori tra le parti, le quali si distinguono in quanto, il soggetto che prende in locazione il bene oggetto del contratto, diviene titolare del diritto di godere dello stesso per un certo periodo di tempo e per un uso ben preciso o determinato, ma non diverrà titolare di qualsivoglia diritto reale sul bene.
La forma richiesta dalla legge per il contratto di locazione in atto pubblico o privato è quella scritta a pena di nullità solo per quelle locazioni aventi ad oggetto beni immobili con durata superiore ai nove anni, art. 1350 del c.c. Altro grande limite, sempre a livello generale, della locazione riguarda la durata del contratto che non può mai essere superiore a trent’anni e se le parti dovessero derogare stabilendo una data superiore, il tempo si ridurrebbe al massimo previsto dalla legge.
La parte centrale del contratto di locazione è senz’altro l’oggetto dello stesso e può trattarsi sia di un bene mobile che di una cosa immobile. Mentre le parti in accordo al momento della sottoscrizione del contratto assumono il nome di locatore e conduttore, dove locatore è la parte che mette a disposizione l’oggetto ed il conduttore è colui il quale lo prende in consegna per utilizzarlo.
La legge come dicevo si impegna a trattare dettagliatamente un contratto molto diffuso come la locazione e nel c.c. troviamo gli articoli che dettagliano gli obblighi che nascono in capo alle parti al momento della stipula dello stesso, si divide quindi tutta la parte di obblighi di competenza del locatore, ossia il proprietario dell’immobile che deve:
per prima cosa e con logica, dare o consegnare il bene in oggetto nello statomigliore in cui si trova al fine di permetterne l’uso stabilito dalla controparte;
deve provvedere alle opportune riparazioni del bene, se e qualora necessarie;
deve permettere alla controparte di goderne in modo “pacifico” ossia in pratica fare in mpodo che nessun’altro possa pretendere o avanzare diritti a lui non spettanti, impedendo al conduttore di far valere il diritto per il quale ha sostenuto un certo corrispettivo;
la controparte dal canto suo sottoscrivendo il contratto di locazione vede nascere nei suoi riguardi altro genere di obblighi che sono:
quello di prendere nelle proprie mani, in consegna il bene;
utilizzarlo senza esagerare cioè secondo l’uso stabilito e per la legge significa “usando la diligenza del c.d. buon padre di famiglia”;
versare al locatore il canone o corrispettivo pattuito inizialmente per tutta la durata del contratto, o anche in unica soluzione, in base agli accordi presi;
ovviamente provvedere alla restituzione del bene allo scadere del contratto, bene che dovrà essere nelle stesse condizioni in cui era al momento del ricevimento.
Locazioni di immobili ad uso abitativo: tipi di contratto
A partire dal 1998 con la legge 431 si sono introdotte delle modifiche importanti in riferimento ai contratti classici e canonici di locazione, innanzitutto la libertà di creare contratti con libera determinazione del canone, l’introduzione innovativa del diritto di prelazione a favore dell’inquilino, mai previsto prima, l’obbligo della forma scritta dei contratti e della registrazione degli stessi, poi la dettagliata introduzione di condizioni specifiche e necessarie al fine di mettere in esecuzione il provvedimento di rilascio di dell’immobile e l’introduzione di un fondo nazionale allo scopo di aiutare le categorie di persone in difficoltà nel pagare il canone di locazione.
A grandi linee dobbiamo distinguere due tipi di contratti principali dell’abitativo che sono i contratti liberi detti anche 4 più 4 e poi i contratti stipulati con accordi stabiliti in sede locale, i quali a loro volta si differenziano a seconda di come vengono redatti, in contratti ad uso abitativo, ad uso abitativo transitorio e ad uso abitativo di studenti universitari.Parliamo subito dei contratti comunemente noti come 4 più 4, dove è prevista una durata appunto non iferiore a 4 anni rinnovabili per altri 4, sempre che il locatore non dia la disdetta alla prima scadenza, attraverso raccomandata con 6 mesi di anticipo indicandone il motivo, proprio per uno dei motivi espressamente stabiliti dalla legge che sono i seguenti:
il proprietario debba destinare la casa, l’immobile ad un uso personale o comunque della propria famiglia;
se l’inquilino possiede altro immobile a sua disposizione nello stesso comune;
a causa di una ristrutturazione o ricostruzione dell’immobile;
per il non utilizzo dell’immobile da parte dell’inquilino;
per la vendita dell’alloggio.
Dalla seconda scadenza in avanti ciascuna delle parti poi potrà proporre all’altra se rinnovare o rinunciare al contratto, sempre con adeguato preavviso di almeno un semestre dalla data di scadenza. Comunque il conduttore invece può recedere dal contratto sempre in qualunque momento quando ricorrano gravi motivi, con relativo medesimo preavviso. La forma scritta è richiesta dalla legge, così come è necessaria la registrazione del contratto.
La grande novità in termini pratici riguarda la libera determinazione del canone dovuto esulando totalmente dalla vecchia legge sull’equo canone, per tutto ciò che concerne le altre norme, come ad esempio quelle riguardanti il recesso, la sublocazione, la cessione e la successione nel contratto, la legge resta invariata.
Altro tipo sono i contratti stipulati con accordi definiti in sede locale ad uso abitativo, in questo caso non possono avere una durata inferiore ai 3 anni, e se le parti non concordano il rinnovo alla prima scadenza, il contratto è prorogato di diritto di altri 2 anni e quindi comunemente si identificano come i 3 più 2. A meno che il locatore non dimostri di trovarsi in una delle situazioni citate sopra a proposito dei contratti liberi, per le quali possa liberarsi. Allo scadere dei successivi 2 anni, le parti possono sempre accordarsi per il rinnovo o la rinuncia attraverso raccomandata con preavviso semestrale, diversamente il contratto si rinnova tacitamente alle medesime condizioni.
Esiste poi il contratto per l’uso abitativo transitorio che non può avere durata superiore ai 18 mesi ed inferiore ai 30 giorni. Ancora un caso davvero particolare è quello del contratto ad uso abitativo di studenti universitari in cui la durata va dai 6 mesi ai tre anni e si possono stipulare solo se il conduttore ha un’iscrizionde ad un corso di laurea in un comune diverso da quello della residenza personale.
Si ricorda che la registrazione nonchè la forma scritta del contratto sono richieste per tutte le elencate formule contrattuali, e che il canone in questi tipi di contratto è appunto convenzionale e non libero, il che ha un significato particolare, in pratica la contrattazione locale indica la cifra minima e massima a cui il canone deve fare riferimento tenendo conto delle caratteristiche dell’edificio, ma anche di altri dati tipo lo stato di manutenzione e la categoria catastale o l’arredamento, ecc.
Da non sottovalutare inoltre una parte importante a fini fiscali che riguarda appunto le agevolazioni previste per questi tipi di contratti sia a vantaggio del conduttore, ma anche e soprattutto del locatore, con un’abbattimento del 30 per cento sul canone da dichiarare ai fini Irpef del locatore e una minore incisività su entrambi per ciò che concerne l’imposta di registro e ancora si esclude il pagamento delle imposte sui canoni di locazione non effettivamente percepiti, quando ad esempio l’inquilino è moroso.
Locazioni di immobili ad uso commerciale
La locazione di immobili ad uso commerciale viene regolata dalla legge 392/78 che continua ad essere pienamente applicata. Affinchè si possa parlare di commerciale gli immobili in oggetto devono essere destinati ad attività industriali, commerciali o artigianali, attività
di interesse turistico/alberghiero o attività di lavoro autonomo.
La durata minima dei contratti ad uso commerciale è di 6 anni più 6 anni e per le attività alberghiere non può mai essere invece inferiore ai 9 anni rinnovabile di altrettanti. Se infatti le parti stabilissero una durata minore , varrebbero comunque i minimi indicati dalla legge. Cosi come per gli immobili adibiti ad abitazione anche in queste locazioni
sono necessarie le disdette con preavviso e se non arrivano i contratti si rinnovano tacitamente.Il locatore non può recedere alla prima scadenza se non per i motivi indicati dalla legge come giusta causa, ad esempio adibire l’immobile ad abitazione propria o di un famigliare, rsistrutturare, ricostruire l’immobile, ecc. indicando nella raccomandata di disdetta il motivo ben preciso, se così non fosse il conduttore avrebbe tutti imotivi per continuare la locazione.
Dal suo canto il conduttore ha la possibilità di recedere dal contratto attraverso il recesso convenzionale ed il recesso legale, dove nel primo caso le parti stabiliscono convenzionalmente la possibilità di recedere del conduttore in qualsiasi momento con avviso al locatore di almeno sei mesi, mentre in quello legale è appunto per legge previsto che qualora ricorrano gravi motivi il conduttore può recedere dal contratto sempre con un idoneo preavviso di 6 mesi da comunicarsi con raccomandata.
Inoltre nel caso di cessazione del rapporto di locazione relativo agli immobili ad uso commerciale il conduttore ha diritto ad una indennità pari a 18 mensilità dell’ultimo canone corrisposto per le attività artigianali, commerciali ed industriali, pari a 21 mensilità per le attività alberghiere, non spetta alcuna indennità quando il contratto si risolve per inadempimento del conduttore stesso, se vi è disdetta o recesso dello stesso o se il conduttore viene sottoposto a fallimento o altra procedura concorsuale.
Un dettaglio di non poco conto in questo tipo di contratti è costituito dal diritto di prelazione che spetta la conduttore in due circostanze ben precise, ossia nel caso in cui il locatore voglia vendere l’immobile e nel caso in cui alla scadenza del contratto il locatore desideri stipulare un nuovo contratto con nuove condizioni ad un nuovo conduttore, per entrambe le ipotesi si dovranno seguire iter stabiliti dalla legge.
L’ affitto ha per oggetto il godimento di cose produttive mobili ed immobili e si distingue dalla locazione perchè in quest’ultima i beni non sono produttivi nè di frutti civili, nè di di frutti naturali, a differenza di quanto si verifica invece nell’affitto.
Anche in questa circostanza di deducono obblighi e doveri sia dell’affittuario che del locatore e si possono riassumere nei seguenti:
l’affittuario ha il dovere di curare la gestione del bene in conformità alla sua destinazione economica, di sopportare le spese di ordinaria amministrazione riguardanti il bene in oggetto, osservare le norme di buona tecnica nel gestire la cosa con tutti i mezzi necessari, non può assolutamente subaffittare la cosa se non con accordo del locatore e non deve variarne la destinazione economica;
l’affittuario ha poi diversi diritti, come quello di poter godere di tutti i frutti prodotti dalla cosa stessa e può porre in essere tutte quelle iniziative utili ad incrementare il reddito della cosa senza arrecare pregiudizio alla produzione e non comportare assunzione di obblighi da parte del locatore;
il locatore dal suo lato deve consegnare la cosa nelle condizioni tali da poter essere utilizzata allo scopo a cui è destinata con le relative pertinenze e/o accessori, deve occuparsi di ogni eventuale spesa necessaria e riparazione che abbia carattere straordinario;
il grande diritto del locatore infine consiste nel poter accertare in qualsiasi momento se l’affittuario si comporta nel modo adeguato ed osservando tutti gli obblighi a cui è tenuto.
Esistono casi specifici di scioglimento di questo tipo di contratto e si posso riassumere cosi:
per il mancato impiego dell’affittuario dei giusti mezzi per il mantenimento della cosa;
a seguito di perdite subite dall’affittuario di oltre un quinto del reddito annuale a causa di assenza di interventi dovuti da parte del locatore;
per variazioni notevoli del rapporto contrattuale e le parti potranno decidere attraverso un nuovo accordo diverso dallo scioglimento del contratto.
Per ciò che riguarda l’eventuale recesso di questo genere di contratto, diciamo che se stipulato a tempo indeterminato, le parti possono recedere in qualsiasi momento dando un congruo preavviso alla controparte, e se invece è stabilito il recesso in caso di vendita del bene,il cessionario che vende deve comunicarlo all’affittuario sempre con congruo preavviso.
L’affitto dei fondi rustici in passato era materia regolata dal codice civile e dall’autonomia contrattuale, poi la regolamentazione si è incrementata grazie ad una apposita legge, la 203 del 1982, con la quale si sono introdotte regole ben precise al fine di porre dei punti fermi in merito alla durata,al canone, ecc.
La differenza di rilievo nel settore dei fondi rustici sta nel fatto che il contratto d’affitto possa essere stipulato con un coltivatore diretto o un’altro soggetto non coltivatore. Nel primo caso il contratto deve avere una durata minima di quindici anni per consentire una programmazione dell’attività produttiva, anche se il vincolo prevale sul proprietario, mentre il coltivatore può comunque recedere con preavviso tramite raccomandata almeno un anno prima della scadenza dell’annata agraria.
Allo stesso modo se un anno prima della stessa scadenza le parti non disdettano, la legge dispone un tacito rinnovo del contratto. Anche in questo caso esiste un diritto di prelazione a favore dell’affittuario, qualora il proprietario volesse cedere, alla scadenza, in affitto a terzi il fondo dovrebbe comunicare al locatore almeno novanta giorni prima della scadenza le offerte ricevute e il locatore avrebbe diritto ad essere preferito se entro 45 giorni dal ricevimento della comunicazione offrisse condizioni analoghe a quelle comunicategli dal proprietario.
La legge inoltre si esprimeva in passato anche al riguardo del canone di affitto e stabiliva un criterio di calcolo che faceva riferimento al reddito dominicale moltiplicato per coefficienti stabiliti dalle commissione tecniche istituite presso l’ispettorato agrario provinciale, poi a seguito di una dichiarazione di incostituzionalità di tale norma ne è sorto un vuoto legislativo che si è ormai soliti colmare attenendosi ai criteri fissati dai contratti collettivi delle organizzazioni professionali agricole.
L’ affitto a non coltivatore diretto si differenzia principalmente in due aspetti, il primo riguarda il canone che di solito è maggiorato rispetto quello praticato al coltivatore ed inoltre è richiesta la forma scritta mentre nel caso del coltivatore diretto è valido anche il contratto concluso verbalmente.
Se non intende rinnovare il contratto a scadenza, lo comunichi (se è previsto il rinnovo automatico).
L’indennità di avviamento non è dovuta nei seguenti casi: risoluzione del contratto per inadempimento del conduttore; risoluzione del contratto per disdetta del conduttore; risoluzione del contratto per recesso del conduttore; risoluzione del contratto a seguito dell’apertura di procedura fallimentare del proprietario.
Quindi se vi è scadenza naturale ovvero se il prezzo aumenta, ha diritto all’indennità.
Riterrei di sì. Invii raccomandata di disdetta entro i termini previsti dal contratto.
Buonasera ad agosto del 2014 ho firmato un cotratto per 3 anni. Mio fratello che soffre di schizofrenia purtroppo è peggiorato e io dovrei tornare a casa perché mia mamma non ce la fa più da sola. posso lasciare casa prima della fine del contartto? è un grave motivo per andarmene di casa?
Salve, volevo chiedere un’informazione se e’ possibile grazie. Conduco un esercizio commerciale il 31 gennaio 2016 ho’ scadenza naturale del contratto di locazione ( 6+6=12). 4 giorni fa ( 20 ottobre 2015) il locatore mi ha’ inviato una mail proponendo mi un nuovo contratto di locazione con aumento. Ma, non e’ troppo tardi per dirmelo?
LA DOMANDA E’: Se non sono d’accodo con l’aumento e non accetto la sua proposta mi deve l’indennita’ dell’avviamento? Oppure Nel caso non mi aspetta l’indennita’ posso scegliere di andare via e quindi lasciare libero l’immobile alla scadenza naturale del contratto? Devo fargli una raccomandata? Grazie in anticipo.
Nei contratti abitativi, si può evitare lo sfratto pagando dinanzi al Giudice gli arretrati.
Bisognerebbe capire cosa prevede il contratto di affitto: a scadenza il proprietario può fare quel che vuole, peraltro non è previsto dalla legge un diritto di prelazione. Credo possa fare ben poco. Si consulti con un legale.
Se per contratto era prevista la consegna, potrebbe chiedere il rimborso spese di altro alloggio in attesa della fine dei lavori. Ma deve rivolgersi ad un legale.
Rispondere a mezzo avvocato dimostrando i danni.
Dovrebbe dover dimostrare ciò all’agenzia delle entrate, chiedendo lo scorporo degli anni in cui l’immobile risulta affittato, depositando il relativo contratto
temo di aver combinato un pasticcio e non so come uscirne.
Ho affittato un appartamento in data gennaio 2008 e ho lasciato l’appartamento in data 30/08/2009 in accordo con il proprietario che ha affittato ad altri i locali a fare data da settembre/ottobre 2009 .
Non sapevo però di dover comunicare e registrare la cessazione del contratto.
Ora ho una sanzione per mancato pagamento imposta di registro per anno 2010 ( ma quindi arriveranno anche x gli altri anni fino ad oggi ..) e da qui mi sono informata .
Come posso procedere ora ? cosa posso fare ? il fatto che il medesimo appartamento sia stato affittato lo stesso anno ad altra persona mi tutela in qualche modo ?
I miei inquilini hanno dato disdetta prima dei 4anni per onerosa bolletta del gas non descritta nella raccomandata in più mi hanno fatto dei danni che dicono c erano già. Io non voglio restituirgli la caparra e loro m hanno fatto scrivere da un avvocato il quale mi intima di restituirla….cosa devo fare?
Salve io ho preso una casa in affitto tramite agenzia mi dovevano consegnare la casa a luglio ad oggi non mi hanno ancora dato la casa per motivi che non hanno finito ancora i lavori io mi ritrovo fuori casa con una bambina e mia moglie da 6 mesi sto pagando un affitto cosa potrei chiedere di danni vista di saggio al proprietario che pure costruttore perche abbiamo tutto quello che serve di casa buttato nel box e ancora oggi mi dice che la casa non è pronta perché non è stata ancora finito la mansarda volevo sapere cosa potevo chiedere risarcimento visto tutte disaggio grazie
Salve avvocato volevo sapere volevo preso una casa in affitto con un contratto con l’agenzia consegnare a luglio da luglio la casa non è stata consegnata e costruttore ancora metto devono fare finire bagno maiemi ritrovo fuori di casa con una bambina di 18 mesi e mia moglie abbiamo tutto loro lì nella casa nuova che abbiamo preso in affitto una portarsi avanti io che danni potrei chiedere al proprietario di casa che anche costruttore visto disagio di 6 mesi ancora non sappiamo quanto tempo ci vuole per farci entrare visto che ancora non ha finito di fare la casa salve e vorrei sapere i danni che io potrei chiedergli di tutte disagio comporre una bambina
in breve mi dovevano consegnare la casa in affito a luglio ad oggi nn e ancora pronta devono finire di fare i lavori,da contratto me la dovev dare a luglio e da luglio ad oggi nn e ancora pronta,io mi ritrovo con una bimba e mia moglie in un atra casa che stiamo pagando l affito visto il disagio creato dal propietario (costruttore)che danni potrei chiedere salve grazie
Salve volevo sapere gentilmente:io o preso una casa in affito ma dal giorno di consegna chiavi come da contratto sono passati 6mesi,io mi ritrovo fuori casa con una bimba di 18mesi e moglie e abbiamo tt i vestiti buttati nel box che danni potrei chiedere al proproetario visto tt il disagio che la casa nn e ancora pronta???salve grazie
Buona sera sono Roberto M. la domanda e´´ puo il mio locatore mettere in vendita l´´appartamento in cui io vivo senza chiederlo prima a me?Ho ancora altri tre anni di contratto.E non trovo giusto che io venga a sapere da altra gente che l´´appartamento in cui vivo e´´ in vendita.Cosa posso fare per evitarlo?Oppure cosa posso fare per punire questo comportamento ingiusto?In attesa di una sua/Vostra risposta.Porgo
Buona sera Avv. Mary Corsi
sono Roberto M. vivo da da cinque anni in affitto ed e´´ gia la seconda volta che il proprietario mette in vendita láppartamento in cui vivo senza farmi una proposta o almeno a mettermi al corrente.Io ho un nucleo famigliare di 5 persone al momento sono dissoccupato pero`´ con i soldi della disoccupazione ho sembre pagato il canone di locazione che ammonta a 480.euro mensili.Ieri ho saputo che il tabbellone appeso al portone con sopra scittoci siVende e´´ riferito al mio appartamento ma il proprietario ad oggi non mi ha detto niente.Siccome questa cosa mi sta dando un bel po fastidio,puo´´ cortesemente dammi una dritta di come potrei comportarmi?Il problema e´´ che se veramente lo vende io mi trovo nella condizione di non poter affrontare un trasloco,gia stiamo facendo i salti mortali pagandogli un canone di 480euro nonostante la crisi e per di piu´´ mettere in vendita un appartamento senza avvisare o parlarne con l´inquilino,penso che sia da maleducati o vigliacchi fare una cosa del genere.La ringazio anticipatamente e rimango In attesa di una sua rispost.
Bea Gio
avv. Corsi, sono moroso da 5 mesi per cause non volute, il contratto mi scade nel 2016 a maggio,abito in questa casa da 20 ho pagato regolarmente un tot. di circa 110milaeuro,adesso mi manda lo sfratto ed ho la causa a maggio, da premettere che rispetto alla cifra che c’e’registrata nel contratto ,ho pagato 100euro in più al mese,esiste una strada per oppormi magari facendomi scudo di quest evasione che fiscale che ha fatto il mio padrone di casa? almeno per prolungare di un altro anno affinché’io trovi altra sistemazione altra casa grazie
Dovrebbe chiarirmi meglio la domanda.
salve vorrei sapere se il proprietario del immobile può entrare in casa dopo che l’inquilino e uscito fuori per richiesta del proprietario? serve per forza che l’inquilino firmi la disdetta del contratto oppure il proprietario lo può fare da solo?
In genere diritti e oneri si trasferiscono agli eredi. Ma leggete bene il contratto e verificate quale sia il termine pet la disdetta. Ha detto che è stata inviata sei mesi fa, dovrebbe essere nei termini.
i contratti di affitto stipulati successivamente al 3 maggio 1982 hanno la durata di 15 anni, anche a non coltivatore diretto. Invece la durata è di 6 anni in caso di affitto particellare in terreni montani o di terreni montani destinati ad alpeggio, ove sono compresi alloggi per personale e strutture ricovero bestiame.
Biocca Lorenza
Salve, chiedo cortesemente la durata di un contratto di locazione per un magazzino ad uso agricolo, ho sentito parlare di contratti 6 + 6 anni, aspetto risposte.
Buongiorno, vorrei solo un informazione,
mio papà ha mandato la regolare disdetta dell’affitto 6 mesi fa, era anziano ed una mia sorella abitava con lui da una ventina d’anni e nel frattempo ha acquistato casa e quindi si sarebbero trasferiti entrambi, purtroppo un paio di mesi fa è deceduto. Ora noi abbiamo preso appuntamento con i proprietari per il ritorno delle chiavi e per firmare il contratto di uscita; ed abbiamo saputo dal proprietario che dovremmo pagare una sanzione per il recesso anticipato del contratto (oltre ovviamente alla tassa di 67,00 euro di registrazione); mi chiedevo se dobbiamo pagare ugualmente la sanzione visto che il titolare del contratto di affitto è deceduto.
avrei bisogno di sapere: avendo due contratti di locazione intestati alla stessa persona è possibile che uno dei due decada?
In attesa di un Suo riscontro alla presente porgo Cordiali Saluti.
buongiorno volevo chiedere a febbraio 2015 mi scade il contratto di affitto dopo otto anni sempre regolarmente pagato l,affitto. Di quanto possono aumentare l,affitto? grazie anticipatamente per la risposta
Rodrigo Nasta
Spett. Ie Avv. Mary Corsi
Alla cortese attenzione di Rodrigo Nasta
Mi trovo in una situazione, sicuramente normale oggi giorno, pero non so como muovermi legalmente. Sono in affito di un appartamento staggionale, da aprlile a ottobre. Ho pagato i 3 primi messi, chiedendo una copia del “contratto” che mi avevano fatto firmare pero sempre avevano delle scuse e fino addeso non ho nulla. Cosa devo fare? Devo continuare a pagare il affito? Devo andare via e trovarmi un altro appartamento?
Ringrazio qualsiasi informazione possa essermi utile.
Cordiali saluti, Rodrigo Nasta
morena carlino
Bgiorno.affitto una casa da quasi 4 anni.io essendo malata di sclerosi multipla nn riesco più a fare le scale.potrei andare via prima dei sei mesi?grazie
Permetta un quesito circa un contratto di locazione. Mio figlio studente universitario ha sottoscritto una scrittura privata con un altro giovane, avvallata anche del proprietario, per subentrare nell’affitto di una stanza, sita in un edificio con altre 3 stanze di varie grandezze, al prezzo di euro 235 mensili + spese per utenze e varie. Il contratto originario è stato stipulato da una Società con altri ragazzi che hanno preso in affitto le altrettante stanze vuote della casa. Ora uno di questi ha dato disdetta sei mesi fa e pare che i conduttori rimasti debbano farsi carico della sua parte di canone. In questo caso mio figlio passerebbe da euro 235 a euro 365 (in stanza di metri 3 x 2 nella sua esclusiva disponibilità, anche se non vi è serratura sulla porta per poterla chiudere). Sul contratto c’è espressamente scritto che non è possibile sublocare totalmente o parzialmente l’alloggio, di immettere persone estranee al nucleo familiare del conduttore o cedere il contratto. Contratto che è stato regolarmente registrato presso l’Agenzia delle Entrate. E’ ammissibile il subentro di mio figlio al precedente locatario nonostante il divieto di sublocazione precitato? Inoltre è legale far ricadere sugli altri inquilini rimasti (considerati nucleo famigliare nel contratto, quando nessun vincolo di parentela vi è tra di loro) la parte di affitto che doveva pagare l’inquilino che ha dato disdetta sei mesi fa? e se vanno via tutti e rimane solo mio figlio dovrà questi farsi carico di tutto il canone? Ringrazio per l’attenzione e porgo Cordiali Saluti
Roberto Strenghetto
Salve sono in affitto,da piu di un anno,la cifra è di 350€ ma per il primo anno il proprietario ha fatto il contratto di 200€,da poco è scaduto e l’ha rufatto di 4 anni e con la cifra reale,il primo contratto ci costó 60€ adesso il 2º con la cifra reale 160€ che stiamo pagando in due volte,per problemi nostri,e il proprietario ci ha detto che non sa se ci rinnova il contratto,puo farlo?cioe non vale che sia di 4 anni?l’anno prossimo puo non rinnovarlo?nonostante abbiamo pagato sempre in regola con bonifico,e puntualmente?mi apra gli occhi lei perche vedo molta disonestà,oltre il fatto che la casa è piena di muffa non isolata,con infiltrazioni notevoli ed entra acqua dalle finestre quando piove molto e non hanno mai provveduto ad aggiustare
salve vorrei farvi una domanda io ho disdetto un contratto di affitto x motivi di trasferimento quindi il mio tempo e 2 mesi x lasciar libero l appartamento il propiettario ha deciso di venderlo contattando un agenzia la qualle fa dell appartamento un visita turistica con persone estranee e interessate all appartamento la mia domanda e ho un diritto di pravacy datto che questi 2 ultimi mesi lo gia pagati spero in voi che mi diate una risposta quanto prima nell frattempo colgo l occassione x ringraziarvi
Buongiorno e grazie in anticipo.A giorni dovrei firmare un contratto per un locale a livello strada ad uso studio di architettura .Il proprietario mi ha richiesto una polizza di incendio .Premetto che ho gia’ una assicurazione professionale, e una come capofamiglia.Segnalo comunque che avro ‘ consuete attrezzature da studio professionale .Sono costretta ad accettare ? Grazie e attendo
AVENDO UN CONTRATTO D AFFITTO CON SCADENZA MENSILE CHE VA DAL 1 DI OGNI MESE AL 30 FINO A CHE GIORNO SONO IN REGOLA PER PAGARE LA MENSILITA GRAZIE
Credo non abbia alterative.
Ho dato in affitto un campo ad un coltivatore diretto che da qualche anno non mi paga il canone di affitto. Gli ho spedito una raccomanadata a.r. per dargli la disdetta del campo e , in aggiunta, gli ho parlato direttamente di non coltivare
il campo stesso qualche mese fà. Ma Lui imperterrito continua ad arare e seminare
il campo. Come debbo comportarmi ? Vorrei adire le vie legali solo in ultima ipotesi ! Grazie.
cortesemente volevo sapere possibile che dopo 15 anni ho avuto l’aumento da € 170 al mese oggi,tra 6 mesi devo pagare € 280? L’appartamento proprietà di 1 privato.
Grazie cortese saluti
Il mio non è un commento ma una richiesta di aiuto!
Premessa, contratto 4+4 tra privati.Ho capito che la cauzione non può superare i 3 mesi di mensilità.
Ma se io stabilisco con il proprietario della casa un canone mensile, e non trimestrale,anche la cauzione non deve essere in rapporto al canone, o non sono correlati? In sostanza sono obbligata a dare 3 mesi di cauzione anche se gli accordi sono di versare il canone mensilmente?, Grazie
Samuele Mannino
Buongiorno….sono il conduttore di un immobile a uso commerciale registrato al dicembre. 2005
Di cui in seguito il locatore dl 2007 fino ad oggi non ha pagato le tasse di registro annuali …le somme a me spettanti li ho versati a lui tramite la fattur mensile della pigione…ma lui non ha fatto i versamenti…
Ora da 1 anno a questa parte per problemi di crisi economica siamo in causa..lui ha richiesto lo sfratto per morosità’,,,io con difficoltà’ ho sempre pagato,attualmente il giudice non ha convalidato lo sfratto….dobbiamo andare come prassi davanti il mediatore, anche perché precedentemente avevamo richiesto la diminuzione dell affitto…che il locatore ci ha sempre negato….adesso sembra che sia intenzionato a concederla,,,,ma ho scoperto del omesso pagamento dell imposta annuale…
Domanda:….ha diritto a chiedere il mio sfratto pur non pagando annualmente le imposte di registro??!!!!e pur essendo io moroso??!!!
Buongiorno, ho un dubbio, e vorrei aiuto. Sono un’inquilina , ho un contratto di locazione regolare, di 4+4. Il mio contratto scade a febbraio 2015 ma per motivi personali ho deciso di lasciare l’appartamento in anticipo e d’accordo con il proprietario vorremmo stilare un documento nel quale anche lui è d’accordo senza pretendere la disdetta nei termini previsti cioè i 6 mesi. Possiamo stilare in accordo un documento firmato da entrambi che libera entrambi dai vincoli previsti dal contratto? Per ciò che riguarda invece il pagamento d’imposta di bollo per l’anno 2014, visto che dovrei lasciare a Aprile 2014 devo pagarlo per tutto l’anno? Grazie in anticipo per l’aiuto. Paola.
ho una domanda da porvi…
ha luglio ho stipulato un contratto d’affitto dove il locatore affittava l’immobile arredata di cucina completa. dopo qualche mese mi ritrovo ad avere il piano cottura elettrico che non funziona più, ovviamente prima di prendere qualsiasi tipo di iniziativa circa la sostituzione ho esposto il problema al padrone di casa che inizialmente non era d’accordo per l’accollo delle spese in quanto i piani cottura da me indicati erano troppo cari, dopo alcune controversie lo stesso padrone di casa mi chiama per dirmi di poter acquistare un nuovo piano cottura nel negozio da lui indicato e al prezzo da lui indicato così da provvedere poi alla restituzione per l’intera somma.
Nei giorni scorsi mi sono recata nel negozio indicato per l’acquisto, il giorno dopo contatto subito il padrone di casa per comunicargli la spesa sostenuta e mi viene risposto che lui mi rimborserà solo la metà di quanto speso, in quanto a suo parere un giorno che io lascerò la casa lui si ritroverà con un elettrodomestico “usato”.
Personalmente non condivido quando da lui detto, ma non capendo nulla in materia vi chiedo se quanto da lui asserito è corretto, cioè dare la metà di quando comprato o se, come indicato nell’art. 1575 del codice civile, accollarsi lui le spese sostenute per l’acquisto di un elettrodomestico per la sua cucina.
Vi ringrazio sin da ora per il parere che potrete dare al mio dubbio.
VORREI AFFITTARE IL MIO APPARTAMENTO A DUE AQUILANI TERREMOTATI A CUI IL COMUNE DELL’AQUILA RIMBORSO UN FITTO MAX DI 400 EURO PERCHE’ SONO DUE PERSONE. IL MIO APPARTAMENTO L’HO AFFITTO A 600 EURO, LORO MI PAGHEREBBERO LA DIFFERENZA MA A LIVELLO CONTRATTUALE DOVREI FARE DUE CONTRATTI. IL CONTRATTO DELL’AQUILA E’ SEI MESI RINNIVABILE PER UN MAX DI 18 MA IO VORREI FARE UN CONTRATTO DI 4+4.
SE ha dato disdetta e il proprietario non è d’accordo a proseguire il rapporto, non può pretendere di rimanervi.
E’ previsto il blocco dello sfratto solo in via transitoria, di natura assolutamente limitata a un determinato periodo di tempo.
avrei una domanda: io sono proprietario di un appartamento che affitto
Se lo affitto a 2 conviventi con un figlio di 4 anni e poi non pagano, dato che c’è un minore, si allungano i tempi di un eventuale fratto?
Salve vorrei esporre il mio problema. Sono in affitto da un anno e in questo anno tanto problemi ci sono stati. Fra cui ci hanno regalato un cane abbastanza grosso.
A settembre abbiamo dato la disdetta dell appartamento perché per motivi miei di lavoro mi comodava così. A distanza di sei mesi ancora stiamo cercando casa perché e’ veramente difficile trovarne una non arredata e che accetti un cane di grossa taglia.
La proprietaria di casa visto che ho dato la disdetta dell appartamento vuole che andiamo via a tutti i costi ma purtroppo le ho spiegato che il lavoro nn ce l ho più e che se possibile rimanere in questa casa. Lei non vuole e quasi sempre mi chiama facendomi pressione sul fatto di andare via e si e’ anche inventata che il cane ha creato problemi nel condominio,cosa a me sconosciuta perché nn sono mai stata menzionata in questo. Ho spiegato alla proprietaria la situazione e gentilmente gli ho chiesto se ci poteva far rimanere visto che abbiamo sempre pagato l affitto. Ricordo che siamo una coppia giovani di 25 anni che purtroppo nn può permettersi l affitto di un altro appartamento.
Io sono arrivata all estremo. Sono nervosa non dormo perché capisco la situazione ma gli sbagli si fanno nella vita e non capisco perché se pago l affitto devo andare via. Ah in questi mesi non sono riuscita a trovare una sistemazione visto che di case non arredate a firenze non ci sono. A meno che non costino 800€ ma purtroppo non posso. Ho chiesto anche il contributo di affitto visto che sono sola.
Qualcuno mi può spiegare cosa devo fare?
Buongiorno,sono proprietario di un locale commerciale a uso Bar.il contratto di locazione dei muri và intestato al titolare dell’attività oppure al subconduttore in affitto d’azienda??.sono stato da un legale che mi ha consigliato di farlo direttamente all’affittuario,ma il legale dell’affittuario dice che và fatto al titolare dell’azienda,ora sono confuso ,a chi và intestato??? grazie anticipatamente per un Suo parere. Faustino
Se non c’è contratto, non c’è diritto di locazione. Può denunziare la questione all’agenzia delle entrate ai sensi della nuova normativa D Lgs.23 del 14 marzo 2011.
Se il contratto è scaduto, il proprietario è libero di aumentare il prezzo.
Mi pare un po’ complicata. Dopo la dichiarazione di successione ci sono una serie di attività, per poter gestire i beni, che vanno fatte tramite un consulente e notaio. Si rivolga a un commercialista.
Secondo la Cassazione (7528/2009) il diritto all’indennità per la perdita di avviamento commerciale consegue automaticamente alla cessazione del contratto di locazione commerciale, non essendo necessaia la sussistenza in concreto dell’avviamento e della sua perdita.
BUONASERA, VORREI UNA INFORMAZIONE SE POSSIBILER. SONO PROPRIETARIO DI UN FONDO COMMERCIALE IN LA SPEZIA CON UN INQUILINO IL MESE DI DICEMBRE è FALLITO DENTRO. HO SENTITO IL CURATORE E DOMANI VIENE PER L’INVENTARIO. AVENDO VOLONTà DI VENDERE L’IMMOBILE HO MANDATO TRE ANNI PRIMA DELLA SCADENZA NATURALE DEI 12 ANNI LA DISDETTA DEL CONTRATTO DI LOCAZIONE DANDO UN PIù CHE CONGRUO PREAVVISO AL FINE DI FAR TROVARE UN NUOVO SITO AL CONDUTTORE. OVVIAMENTE HO CHIESTO PRIMA AL CONDUTTORE SE VOLEVA ESERCITARE IL DIRITTO DI PRELAZIONE COME PER LEGGE, MA NON POTEVA.ORA MI DOMANDO……. DEVO DARE 18 MENSILITà AL CONDUTTORE FALLITO CHE HA SEMPRE PAGATO REGOLARMENTE E CHE VORREBBE SUBENTRARE CON UNA NUOVA SOCIETà CHE ACQUISISCE IL CONTRATTO IN ESSERE. E POI…. DANDO TRE ANNI DI PREAVVISO PERCHè DEVO PAFGARE UN AVVIAMENTO CHE NON ESISTE PIù?????’
i gravi motivi sono tassativi. fatti Devono essere non solo estranei alla volontà del conduttore, ma anche imprevedibili e sopravvenuti alla costituzione del rapporto, il cui effetto è rendere oltremodo gravosa la sua persistenza per il conduttore. Se Lei ha scelto di andare all’estero per lavoro, studio, etc.. non credo rientrino tra i gravi motivi.
Se il contratto scade e non intendono rinnovarlo, tema non possa fare nulla. L’indennità di avviamento è previsto solo per attività dirette al pubblico.
se è previsto dal contratto di noleggio, direi di sì.
In tema di locazione, costituiscono vizi della cosa locata, agli effetti dell’art. 1578 c.c., – vizi la cui presenza senza configurare un inadempimento del locatore alle obbligazioni assunte ai sensi dell’art. 1575 c.c., altera tuttavia l’equilibrio delle prestazioni corrispettive, incidendo sulla idoneità all’uso della cosa stessa e consentendo la risoluzione del contratto ovvero la riduzione del corrispettivo – quelli che investono la struttura materiale della cosa, alterandone l’integrità in modo tale da impedirne o ridurne notevolmente il godimento secondo la destinazione contrattuale, e ciò anche se si tratti di difetti eliminabili e/o difetti manifestatisi successivamente alla conclusione del contratto di locazione, laddove coerentemente si ritengono sottratti a tale disciplina i guasti o i deterioramenti della cosa dovuti alla naturale usura o quegli accadimenti che determinino disagi limitati e transeunti nell’utilizzazione del bene, posto che in questo caso diviene operante soltanto l’obbligo del locatore di provvedere alle necessarie riparazioni ai sensi dell’art. 1576 c.c.
Per il resto deve parlare con un ingegnere.
mia figlia minore ha ereditato in parte dal padre ,vi è un altro erede maggiorenne, un magazzino commerciale attualmente affittato, per i canoni successivi alla data del decesso in quanto dobbiamo ancora fare successione come ci dobbiamo regolare ? l’affittuario non sà a chi pagare l’affitto e noi non sappiamo ne come incassarlo nè come intestare l’eventuali ricevute che l’affittuario richiede in cambio del pagamento essendo un azienda srl. Io come madre al momento sono in attesa di tutela del minore, potrò poi fare io la ricevuta insieme all’altro erede e convogliare i soldi nel conto di mia figlia ? grazie per la risposta, cordiali saluti
la legge 391/78, all’a art. 27, prevede due tipi di recesso a favore del conduttore, quello legale per GRAVI MOTIVI (con il preavviso di sei mesi) e quello l’altro convenzionale, non sempre inserito nel contratto, che deriva dall’accordo tra le parti. L’art. 28 prevede la comunicazione della disdetta da parte del locatore almeno dodici mesi prima della scadenza. I gravi motivi devono derivare da fatti estranei alla volontà del conduttore, e devono essere imprevedibili o sopravvenuti all’inizio del contratto, oppure di tale gravità da rendere notevolmente gravoso il persistere della locazione
prego? Dipende, s può affittare un immobile arredato, ma anche no.
chiedo scusa, Roberto, ma non ho capito molto. L’unica cosa che mi viene in mente è che il contratto (immagino di locazione) rimane operante tra le parti che lo sottoscrivono, quindi giustamente la disdetta è stata inviata al titolare del contratto.
un informazione su un contratto commerciale attivato a novembre 2002. In questa attività operano tutta la famiglia ma nel contratto inizialmente viene intestato al padre, nel corso dello stesso si è verificato un cambio di intestazione dell’attività da padre a figlio quindi restando nel nucleo familiare stesso.
E’ stata inviata con preavviso la disdetta del contratto per modificare le condizioni economiche per poi far seguito ad un nuovo contratto 6+6. Tale disdetta è stata intestata erroneamente al padre operante attivamente in attività ma il problema che quest’ultimo ne è titolare il figlio. In questo caso la disdetta decade legalmente cioè è nullo o è sempre valida? se è nulla e scadendo a novembre di questo anno come si può recuperare la disdetta?
Buongiorno, esiste un elenco di mobili e arredamento (posate,armadi,divano,etc) che per legge sono obbligatori in un appartamento che deve essere affittato?
Grazie, cordiali saluti e Buon Anno!
salve con la nuova sanatoria 2014 essendo conduttore e avendo un contratto d’affitto che dichiara la consegna del canone nelle mani del proprietario con l’entrata in vigore del nuovo emendamento bisognerà ristipulare di nuovo il contratto e registrarlo di nuovo?dato che è stato stiuplato ad aprile 2013 per quattro anni.cordiali saluti
ho bisogno di una vostra valutazione.
Desidero sapere se la cosa locata contiene dei vizi insanabili il contratto di locazione continua ad essere valido?…in particolare ….
1°)Sono un medico e desidero mettere su un poliambulatorio
2°)Una mia amica ha in conduzione un locale commerciale di 400mq ad uso estetica
e per tale uso il locale è suddiviso in tanti locali con pareti di carton- gesso alte 2 metri circa.
L’altezza del locale è di cica 6 metri
3°)Il locale è provvisto di due ingressi
4°)La mia amica è disposta a cedermi la conduzione del 50% del locale
5°)Il proprietario è d’accordo a cedermi in conduzione il 50% del locale con relativa piantina allegata al contratto.Con la clausola che ogni miglioria o adattamento del locale alle mie bisogna è a mie spese e che lo stato di fatto e di diritto del locale è da me ben conosciuto.(Io ho inteso con questa clausola che io conoscevo lo stato di fatto del locale così come diviso in tanti locali con pareti in carton gesso.
6°) All’atto di richiedere le autorizzazioni sanitarie per lo svolgimento della attività di ambulatorio medico è venuto fuori :
a)il locale di 400mq era accatastato come locale unico e come tale aveva l’agibilità
b)Appena ho costruito la parete divisoria sono venuti i vigili in via bonaria e mi hanno detto di non completarLa fino al tetto perchè il locale perdeva l’agibilità
c)Il vigile sanitario mi ha imposto la costruzione fino al tetto ed il cambio di destinazione d’uso ed un nuovo accatastamento dell’immobile in categoria diversa
d)Il frazionamento …il nuovo accatastamento possono essere considerate procedure di esclusiva pertinenza del conduttore oppure inficiano la legittimità della cosa locata se questa non è immediatamente usufruibile?
e) Il proprietario addiviene bonariamente a “firmare” tutte le pratiche dell’ingegnere incaricato del frazionamento e del cambio di destinazione d’uso della parte di immobile che avevo affittato
f)dopo 7 mesi di inutilizzo,mentre pagavo regolarmente l’affitto,il proprietario vende l’immobile.
g)Il nuovo proprietario mi richiede la somma di 700 euro per il ritiro della Concessione edilizia ma si rifiuta di nominare il direttore dei lavori per il completamento dei lavori di frazionamento…anzi mi scrive che se non ero soddisfatto potevo lasciargli il locale entro 2 mesi…….
A questo punto non voglio aggiungere altra carne al fuoco….Vi chiedo di conoscere
quali norme di legge posso utilizzare a salvaguardia del mio diritto a condurre un immobile che doveva essere “immediatamente” utilizzabile-grazie
Salve, sono conduttore di un immobile uso commerciale da 2 anni. Il canone da pagare è insostenibile e ho deciso di chiudere l’attività. Ho mandato al proprietario la lettera per il recesso anticipato e mi è stato risposto che non posso recedere in quanto nel contratto c’è un articolo che prevede che io possa recedere anticipatamente solo dopo 36 mesi (3 anni) di locazione effettiva. Questa previsione a effettivamente valenza oppure posso recedere comunque per gravi motivi?
Buongiorno vorrei semplicemente sapere se devo far visitare la casa che ho in locazione ma per la quale ho ricevuto lo sfratto. Il 18 dicembre avrò l’udienza ma il 3 gennaio andrò via. Devo accondiscendere e dare la mia disponibilità alla visita della casa? Grazie molte
Visto che avevo il contratto di locazione,immobile-terreno,uso commerciale,stipulato piu di dieci anni fa e che sta per scadere 31.marzo 2014, ricevuto gia disdetta di contratto regolare?,8 mesi prima della scadenza,mi interessa se ho diritto di un’indennità o prolunga del contratto,anche se non viene prossimamente niente fatto su stesso terreno e che non esistono alcuni progetti per la riqualificazione della zona,esiste solo un’idea che forse viene realizzata per 4-5 anni.Io devo sgomberare tutta area delle cose,impianto sportivo,mia proprietà,importante per la città, e cosi anche perdere il mio investimento nelle area, fatto ultimi anni.
Sbrigo io service
un nostro cliente ha noleggiato una fotocopiatrice in data 10/04/2013, per cui è stato stipulato un contratto di locazione.
Nel momento in cui pero’ ha deciso di restituire tale bene anticipatamente alla scadenza prevista,gli è stato chiesto “il saldo immediato ed in un unica soluzione di un importo pari ai canoni periodici dovuti fino alla scadenza del contratto attualizzati al tasso ufficiale di sconto in vigore alla stipula del contratto, salvo il diritto di risarcimento dell’eventuale ulteriore danno”.
Premesso che il mio cliente ha pagato sempre tutte le rate del noleggio, Volevo sapere se davvero ha l’obbligo di pagare tali somme, o se è possible restituire semplicemente il macchinario a proprie spese, dando nuovamente preavviso di disdetta anticipata.
In attesa di un gentile riscontro, le porgo cordiali saluti.
………… Chiara
Salve. Ho preso un ristorante pizzeria in gestione con contratto per 2 anni. Ora sta per scadere e il proprietario dopo che glielo abbiamo avvisto,mi chiede un notevole aumento se no arrivederci e grazie. E possibile agire così?
salve , le vorrei chiedere un parere Il proprietario dove vivo attualmente da circa un mese 2 giorni fa mi ha comunicato che ha venduto la casa dunque dovrei abbandonare l’appartamento il prima possibile . Il fatto sta che il proprietario non mi ha fato nessun tipo di contratto , adesso le chiedo come dovrei comportarmi io al riguardo ?
PS .. Preciso che pago puntualmente l’affitto e di avere dato di caparra 1 mensilità.
buonasera,sono un inqulino con un regolare contratto 4+4 con possibilita di disdetta di 3 mesi per gravi motivi.fino all inizio di questo mese eravamo in due a pagare l,affitto,ora invece sono rimasto solo perche il mio coinqulino ha dato disdetta 3 mesi fa ed e andato via.oggi rimanendo solo non riesco a sostenere tutte le spese e quindi ho mandato anche io la disdetta del contratto di 3 mesi per gravi motivi ma lui verbalmente mi ha detto che pretende i 6 mesi,non ravvisando i gravi motivi.puo lui in questo caso pretendere i 6 mesi?il mio motivo economico puo rientrare nei gravi motivi?lui puo rispondere verbalmente o lo devo fare in modo scritto?entro quanti giorni deve rispondere?grazie mille per la disponibilita….
Io sono uno studente che è subentrato ad un contratto 4+4 a settembre, il contratto nella parte relativa al recesso indica testuale “Il conduttore ha al facoltà di recedere per gravi motivi dal contratto previo avviso da recapitarsi a mezzo di lettera raccomandata almeno tre mesi prima”. Io ho inviato la reccomandata a fine ottobre poichè devo andare via al 31 gennaio, il grave motivo è il mio traferimento all’estero.
Volevo sapere se in questo modo mi sono liberato da ogni vincolo e se sarà obbligato a pagare/trovare un nuovo coinquilini.
per motivi di lavoro e mer motivi personali (gravi) sono costretto a dover lasciare casa che avevo affittato a luglio del 2011 con formula contrattuale 3+2 cedolare secca.
i tempi di recesso purtroppo non rispettano i sei mesi di preavviso previsti.
cosa mi comporta? sono tenuto comunque al pagamento delle sei menslità di preavviso mancato?
questo comporterebbe:
doppia spesa per canone di locazione considerando che dovrò affittarne uno nella città di destinazione.
se resto qui perdo il lavoro e quindi non potrò comunque pagare l’affitto.
visto che viene tanto pubblicizzata la necessità di una maggiore disponibilità alla mobilità da parte dei lavoratori, il legislatore ha pensato di tutelare in qualche modo questa categoria?
Salve, dovrei sottoscrivere un contratto di affitto, uso abitazione. Nel contratto (scrittura privata) è prevista la durata di 6 anni e che 3 mesi prima della scadenza dello stesso contratto ho facoltà di recesso da esercitare mediante raccomandata A.R. almeno 3 mesi prima della scadenza stessa.
Io però pensavo: e se dopo 4 anni di affitto voglio lasciare la casa, cosa posso fare??
Buona sera; vorrei proporre un quesito.
Come locatore, intendo disdettare entro il 31.12 c.a. una locazione commerciale iniziata l’1.1.2003 (6+6) che scade il 31.12.2014. Il contratto contiene, nella parte di testo che riguarda l’individuazione del conduttore, le sue generalità complete, il codice fiscale e la sua residenza anagrafica (comune, via, numero civico – ove egli tuttore risiede e dimora con la famiglia) nonchè l’indicazione “domiciliato nei locali oggetto della locazione”. E’ quest’ultima indicazione una costituzione di domicilio o no? Dove devo inviare la raccomandata A.R. contenente la disdetta per finita locazione? Sarei dell’idea di inviarne due uguali (una all’indirizzo di residenza e una all’indirizzo del locale da disdettare). Inoltre, visto il termine finale del 31 dicembre, è possibile posticipare il sopralluogo e la riconsegna delle chiavi e dei locali di qualche giorno?
Ringrazio anticipatamente e confido in una risposta chiarificatrice.
Cordiali saluti e ancora grazie di cuore.
ho una domanda da porle:
l’inquilino mi ha inviato AR di disdetta (30-03-2014) e dati i buoni rapporti gli ho dato il consenso ad andarsene non appena trovata altra soluzione, poichè non riesce a far fronte alle spese dello stabile. Nel frattempo ho deciso di vendere l’immobile ed ho trovato subito un acquirente, con impegno al rogito entro il 31-12-2013, causa penali di 1000 euro al mese per sei mesi (30-06-2014), che eventualmente mi accollerei. Il problema è che dal 01-07-2014 le penali salgono a 300 euro al giorno. Premessi i buoni rapporti e le buone intenzioni di tutte le parti, mi chiedo se vi sia una qualche tutela nel caso l’inquilino attuale andasse oltre il termine 30-03-2014 o addirittura oltre al 30-06-2014.
Buongiorno, ho recentemente firmato un contratto d’affitto per aprire un bar in un locale
Con diversa destinazione d’uso. Il comune ha richiesto il passaggio di categoria ed ora ci ritroviamo a dover pagare 5000€….domanda: siccome sul contratto c’è scritto che il locale si affitta ad uso esclusivo di bar, spetta a me pagare il passaggio di categoria oppure al proprietario dei muri? Ringrazio anticipatamente chi mi darà una risposta in quanto a nostro parere non è una spesa che spetta a noi anche perché il passaggio di categoria rimarrà poi al proprietario anche nel caso in cui noi ce ne dovessimo andare.
Grazie per l’attenzione che darete al mio messaggio.
Solitamente i patti contrattuali vanno modificati per iscritto. Bisognerebbe però vedere cosa prevedeva il precedente contratto.
Buongiorno avrei bisogno di un consiglio: a giugno 2012 avevo un locale in affitto da privato a € 1.200 mensili con contratto in scadenza nel 2015 rinnovabile, l immobile e’ stato venduto ad una Società ed io ovviamente credevo di dover continuare a pagare lo stesso importo mentre mi sono visto recapitare fattura da € 1,200 + IVA anziché l’. Importo comprensivo di IVA . A seguito del mio rifiuto ho subito uno sfratto e dovrò andare in causa. Avete sentenze in merito da sottoporre al giudice?
la facoltà di recesso per gravi motivi prevede comunque sempre il preavviso di sei mesi, a meno che prima della scadenza di tale preavviso non subentri un nuovo conduttore.
Il preavviso è solitamente previsto, salvo che, per iscritto, il locatore non vi rinunci. Per quanto concerne la cauzione, questa è trattenuta per il pagamento delle utenze a venire e per la riparazione di eventuali danni, con rimborso delle rimanenze.
io e mio marito siamo in affitto da marzo 2013. Andava tutto bene fino ad agosto quando il proprietario ci ha detto di avere stipulato un’assicurazione per danni che potremmo provocare noi all’interno della casa. Il problema sorge quando ci dice che per quest’anno l’avrebbe pagata lui e l’anno prossimo noi. Io mi sono informata nel frattempo e ci è stato detto che noi, se non ci sono stati accordi precedenti o comunque non essendo scritto sul contratto di affitto, non dobbiamo pagare nulla, anzi, se noi volessimo fare un’assicurazione sarà per nostra libera scelta. Abbiamo comunicato il tutto al proprietario, il quale si è risentito da tutto ciò. Insomma, i rapporti si sono fatti un po’ tesi. Premesso questo noi non ce la sentiamo più di stare lì e abbiamo deciso di cercare un’altra casa. Ho fatto presente il ns. disagio al proprietario (senza dire che ce ne vogliamo andare, ma per cercare di appianare le cose), il quale ci ha detto che lui non vuole cacciarci (sono rimasta di stucco da questa affermazione), ma che se volevamo andare via potevamo farlo, anche senza preavviso. Ora, con questa risposta mi sembra palese che non siamo più graditi e tantomeno noi vogliamo stare, solo che la mia domanda è: il proprietario deve mandarmi una raccomandata in cui scrive che rinuncia al preavviso, in modo da essere liberi da qualsiasi problema? Seconda domanda: la cauzione che abbiamo dato (2 mesi anticipati quando abbiamo stipulato il contratto) ce la ridà? E quando? E in che termini devo porre la question verso il proprietario senza urtarlo?
Vi ringrazio per l’attenzione e Vi porgo
Il conduttore può sempre recedere dal contratto di locazione, per gravi motivi in qualsiasi momento, purché ne dia comunicazione al locatore almeno sei mesi prima con lettera raccomandata, ove specificare i gravi motivi. Il recesso al di fuori dei suddetti termini comporta l’obbligo di versare comunque al locatore sei canoni mensili pari al mancato preavviso, nonostante il rilascio dell’immobile.
salve, sono daniele, qualche giorno fà ho stipulato un contratto di affitto per un abitazione ammobiliata versando la caparra e il mese di affitto al prorpietario e un mese di affitto all’agenzia immobiliare che si è occupata della mediazione. Durante le fasi di trasloco mi sono accorto che alcuni elementi di arredo presenti nell’abitazione erano gravemente danneggiati e non funzionanti. ho contattato tempestivamente l’agenzia affinchè sospendesse la procedura di registrazione del contratto al fine di chiarire con il poprietari la faccenda. il proprietario della casa si è rifiutato di provvedere alla sostituzione e/o alla riparazione degli elementi danneggiati dicendosi disponibile ad annullare il contratto. Il contratto è statto annollato, il proprietario mi ha restituito il denaro che gli avevo dato ( 2 mensilità di caparra più il mese di affitto). l’agenzia mi ha rimborsato solo le spese del contratto ma no la quota che ho pagato per la mediazione. L’agenzia è tenuta a restituirmi tale quota? il fatto che l’appartamento non fosse come loro me lo avevano presentato non è anche colpa loro?? grazie
SE non hanno effettuato il recesso a norma contrattuale con preavviso e se il recesso anticipato non è dovuto a gravi motivi, direi che sono tenuti al pagamento.
L’indennità di avviamento (ex art. 34 e 35 legge 27.07.1978 n. 392) prevista in caso di contratti di locazione degli immobili ad uso commerciale è dovuta solo quando l’immobile locato è effettivamente e realmente destinato ad attività che comporta il contatto con il pubblico o con il consumatore finale e che il conduttore abbia un contatto diretto con il pubblico.
Il contratto che avete sottoscritto dovrebbe prevedere, come solitamente accade, la facoltà di recesso anticipato da comunicare con raccomandata.
Il locatore, qualora decida di dare disdetta al locatario, deve motivarla e ha validità nel caso in cui l’immobile necessita per uso personale o per un parente in linea consanguinea fino al 2°
Il rapporto di locazione esula dai beni della ditta. Ci vorrebbe un nuovo accordo
Gradirei avere chiarimenti sulla domanda che non ho affatto capito.
Bisogna vedere cosa dice il contratto che, solitamente, prevede anche la risoluzione anticipata, previa raccomandata da inviare un tot di mesi prima. Il fatto ce ci sia un minore non cambia la sostanza.
Volevo chiedere in caso un conduttore attività pizzeria fallisce chi acquista i beni dal fallimento ha diritto a proseguire lo stesso contratto di locazione in essere prima del fallimento o il locatore proprietario dell immobile può opporsi grazie saluti
salve,ho un quesito da porre.
Può la legge imporre ad una persona di pagare l’affitto di un’altra persona, perchè quest ultima gli gira in testa così?magari perchè sotto l’effetto di tranquillanti?
volevo chiedere un’informazione sul contratto di affitto e il preavisso.
Noi abbiamo affittato un appartamento il 20/01/2004,dopo 2 rinnovi di 4 anni è iniziato un terzo il 20/01/2012.
Mio figlio tornerà nel mio paese e ha bisogno di un appartamento,visto che quest’ultimo è destinato a lui vorrei sapere se posso recedere prima con raccomandata o se devo aspettare gli ultimi 6 mesi del contratto.
Inoltre il contratto è intestato al figlio,durante il rinnovo per la terza volta il figlio si è sposato ed ha messo in casa mia sua madre 80 enne senza comunicarmi nulla ,l’abbiamo scoperto solo dal bonifico in cui sono inseriti i nomi dei 2 figli e della madre. Potrei appellarmi sulla non comunicazione tramite raccomandata per recedere in anticipo dal contratto?
In attesa di una vs cordiale e cortese risposta.
Prima della partenza abbiamo visto i nostri proprietari ed in questo colloquio loro hanno espresso che volevano assolutamente affittare al piu’breve l’appartamento. Noi abbiamo promesso di impegnarci il piú possibile a trovare altri inquillini anche per evitare di dover pagare i 6 mesi di preavviso (e quindi pagare un doppio affitto per 6 mesi). Loro erano d’accordo.
Noi abbiamo giá trovato dei nuovi inquillini. Quando l’abbiamo comunicato ai proprietari ci hanno detto che hanno cambiato idea e vogliono vendere la casa. Intanto preferiscono che l’appartamento rimane vuoto cosí che loro sono liberi per far vedere l’appartamento quando vogliono. Insistono peró che noi paghiamo lo stesso i sei mesi di preavviso… Possono richiederci questo visto che adesso loro vogliono l’appartamento a loro disposizione?
Intanto mi chiedo anche se il nostro contratto di locazione é legale e registrato in modo corretto. Ha stipulato un contratto annnuale (dove c’era scritto 4 anni lui con la penna ha cambiato una volta e ha scritto un anno. Prima c’é scritto chiaramente che si tratta di un contratto annuale che si intenderá rinnovato per un altro anno se non avviene nessuna disdetta. Piu’in la’ nel contratto parla di nuovo di 4 anni….)
Mi potrebbe dare qualche consiglio e/o parere.
Salve, ripubblico la mia richiesta poiché è sparita anche la mia. Ho stipulato un contratto di affitto 4+4 per un appartamento, a fine anno scadono gli otto anni, io ho sempre pagato regolarmente, se il proprietario decidesse di non stipulare un altro contratto; io ho qualche diritto in quanto vivo con un minore? Oppure il proprietario può sfruttarmi, se si in quanto tempo? Aggiungo che il proprietario aveva intenzione di vendere l’immobile, ma è molto difficile che riesca a venderlo(o ad affittarlo ad altri).
Inoltre (scusi il cinismo) io posso portarlo in tribunale in quanto varie cose tra cui l’impianto elettrico non è a norma? Se si, il fatto che ci abbia vissuto un minore sarebbe un aggravante?
il proprietario del magazzino che io ho in affitto dal 2001 mi ha mandato una raccomandata con oggetto :disdetta contratto di locazione commerciale. il contratto scade a ottobre la lettera è stata mandata ad aprile,in piu’ c’è scritto che se io voglio permanere nel negozio dal 1 ottobre devo darle 70 euro in piu’. per me 70 euro in piu’ sono tanti se io lascio il magazzino mi spetta l’indennità di avviamento ?grazie della risposta anticipatamente
Buonasera avvocato, sono il proprietario di un immobile e ho affittato per quasi un anno la casa a 2 ragazzi facendo il contratto transitorio.
I ragazzi hanno lasciato l’appartamento 2 mesi prima della scadenza contrattuale ma non hanno pagato i canoni rimasti ossia giugno -luglio -agosto.
Oltre ai canoni c’è una bolletta insoluta. Posso richiedere il pagamento dei canoni mancanti fino alla scadenza essendo un transitorio?
ho stipulato una polizza assicurativa fidejussoria con i genitori da garanti. cosa posso fare? la ringrazio moltissimo
a ottobre mi scade il contratto di locazione commerciale, la proprietaria mi ha mandato una raccomandata dove mi chiedeva il locale libero o l’aumento di 70 euro. io le ho detto che per me è troppo che voglio l’avviamento del negozio e che me ne vado.lei dice che non mi tocca perchè il contratto scade è vero? grazie anticipatamente della risposta
Bisogna vedere cosa prevede il contratto. A ogni modo se il motivo del recesso anticipato dipende dal proprietario, non può essere chiesto il pagamento. Ma questo lo potrà stabilire solo un Giudice.
Se legge il contratto c’è scritto tutto. Se è previsto (come solitamente si fa) un preavviso, certo che si può fare. Oltremodo il proprietario mantiene il diritto di recedere anticipatamente in alcuni casi (come la vendita dell’immobile). A fronte di tali circostanze sono previsti anche delle conseguenze. Ma tutto è scritto nel contratto.
Direi di scrivere una raccomandata in cui, a fronte del recesso anticipato avete provveduto a trovare nuovi inquilini. Se loro rispondono che intendono vendere l’appartamento, ritengo non dobbiate versare la penale. Verificate la corretta registrazione del contratto.
Noi abbiamo affittato un appartamento per quasi 8 anni. Due anni fa mio marito ha perso il lavoro e purtroppo non ha piú trovato un impiego fisso. Visto che sono olandese ho iniziato a cercare anche nel mio paese e dopo poco abbiamo trovato entrambi lavoro e ci siamo trasferiti quasi subito in Olanda.
Salve, riscrivo di nuovo il post perchè anche il mio è sparito… Non so come mai,all’inizio per qualche ora era visibile,poi è scomparso..
La mia domanda è: HO sottoscritto un contratto di locazione 4+4 il 20/11/2007,la prima scadenza dei 4 anni,ormai è andata.Alla seconda parte parte,gli altri 4 anni,ne il locatore ne io ha deciso con preavviso di 6 mesi di terminare il contratto. Nei giorni scorsi il locatore mi ha informata della decisione di vendere l’immobile,e proprio ieri mi ha detto di aver parlato con il suo avvocato e che questo ha detto: i nuovi proprietari dell’immobile avranno dai 6/12 mesi per farmi sloggiare da casa. Mi chiedo, io ho ancora 30 mesi di contratto,è vera questa cosa detta dal loro avvocato,o stavano bluffando ???ho letto che il valore dell’immobile scende se all’interno ci sono persone in affitto..potreste farmi avere qualche informazione precisa? Vi ringrazio tantissimo!
Giusy Gaeta
Salve,gentilmente vorrei chiedere un informazione: il 20/11/2007 ho iniziato un contratto “4+4”,il rinnovo è stato tacito,nessiuno ha disdetto o inviato raccomandata A/R prima della scadenza dei “primi 4 anni di fitto”. Ora, il proprietario dell’immobile mi ha comunicato che è intenzionato a vendere e che i nuovi proprietari hanno dai 6 /12 mesi di tempo per farmi lasciare la casa,in quanto è la loro PRIMA CASA. a me restano ancora 30 mesi di contratto in essere, è vera questa cosa? A voi risulta che sia effettivamente come descritto?
Grazie 1000! Aspetto vostre info
Salve. Ho una domanda da porre: io sono in affitto con i miei genitore in una casa dove praticamente abitiamo insieme al fratello della proprietarie della casa. La casa dove abitiamo praticamente è tutta in comune cioe l’entrata alla casa è insieme le scale x andare in camera è insieme l’unica cosa ke ci divide è la parte destra e nostra e la sinestra e la loro ma è comunque un’unica casa..il fatto sta ke abbiamo sempre avuto dei problemi con loro ma le cose sono degenerate nel ultimo periodo al punto di essere stufi di abitare qui..qualche giorno fa è arrivata al punto di mettere le mani addosso a mia mamma perche lei stufa dei soliti problemi ha detto che c’e ne saremmo andati di conseguenza la proprietaria se l’ha pressa con sua cognata( noi abbiamo cmq fatto la denuncia ai carabinieri
E loro hanno detto di trovare una nuova sistemazione). il fatta sta e che lei( la proprietaria) adesso ci ha riferito che se vogliamo andarcene dovremmo pagarle 6 mesi di affitto ma vorrei sapere se in questa situazione siamo cmq obbligati a pagarli o no??anche xk abitare kn la paura di nn essere + sicuri nella propria casa non è il massimo… Mia mamma cmq in questi giorni gli manda la lettere di preavviso ma noi cmq vorremmo andarci di qui al + presto anke qualke tempo fa a quasi messo le mani addosso a mia sorella che è minorenne..aspetto le sue notizie..
Buongiorno, ho letto con attenzione il vostro articolo è vorrei permettermi di chiedere alcune semplici informazioni.
aboto in una casa in affitto trovata tramite immobiliare. Prima della stipula del contratto di locazione, ho notato alcuni lavori secondo me importanti da fare e il responsabile dell’agenzia mi ha risposto che sarebbero stati fatti a breve.
sono passati diversi mesi e i lavori non sono neppure cominciati e il proprietario ogni volta inventa delle scuse.. posso avvalersi sulla agenzia (che ha preso la mia percentuale)?
a causa dei lavori non effettuati mi sono ritrovato con bollette del gas da 900 €, la causa e’ dovuta ai serramenti vecchissimo e alla porta d’ingresso non idonea.. posso chiedere all’agenzia di costringere il proprietario a fare i lavori promessi?
Salve, ho un contratto di affitto 4+4 stipulato a febbraio 2003 e rinnovato a febbraio 2011 per ulteriori 4 anni dietro mia contestazione in quanto il proprietario mi ha inviato disdetta di contratto non nei tempi previsti ( 6 mesi prima ). Tengo a precisare che l’appartamento è su due livelli: al piano terra saloncino con angolo cottura e al primo piano camere e servizi. Ora, dopo circa un anno e mezzo dal rinnovo, mi è stata riscontrata una forma di cardiopatia e ipertensione arteriosa con una invalidità pari al 50% e mi viene consigliato di avere casa senza scale per evitare sali e scendi che potrebbero peggiorare il mio stato di salute, quindi per gravi motivi di salute mi vedrò costretto ad inoltrare disdetta al più presto . Alla luce di questa situazione dato che dovrò subito trasferirmi altrove e non potrò dare il giusto preavviso, il proprietario può chiedermi comunque il pagamento dei successivi 6 mesi ?
La ringrazio anticipatamente e Le chiedo scusa per la mia reazione inadeguata dovuta solo al fatto di non visualizzare più la mia richiesta.
Mi pare strano Roberto. Io pubblico tutti, ma devo prima moderare e sono stata assente per un periodo. La prego di scrivere di nuovo la Sua richiesta.
dipende a che titolo sua figlia è diventata proprietaria. Se l’ha ereditato, anche gli oneri pregressi le spettano. Se invece è un atto di trasferimento ella proprietà, bisogna vedere cosa dice l’atto, solitamente ci si accollano anche i debiti pregressi.
Buongiorno, vorrei delle informazioni in merito ad un contratto di tipo commerciale.
Sono proprietaria di un locale che è stato dato in affitto per uso commerciale, un bar, l’affittuario ha ceduto l’attività ad un’altra persona, vorrei sapere se posso oppormi nel caso i nuovi gestori del bar non soddisfino le mie aspettative, inoltre vorrei sapere se possibile fare un sopraluogo per verificare lo stato dei locali, non vorrei poi ritrovarmi con danni causati dai primi inquilini. Grazie per la risposta
Non capisco perchè non è stato dato alcuna risposta al mio quesito….anzi pubblicato solo alcuni minuti e poi è sparito. Complimenti!!!
Il recesso anticipato dal contratto da parte del conduttore comporta, a carico delle parti, l’obbligo di versamento della tassa di registro, per la risoluzione anticipata. L’articolo 17, comma 1, decreto del presidente della Repubblica, 131/1986, dispone infatti che: Risoluzione anticipata affitto «l’imposta dovuta per la registrazione dei contratti di locazione e affitto di beni immobili esistenti nel territorio dello Stato, nonché per le cessioni, risoluzioni e proroghe anche tacite degli stessi è liquidata dalle parti contraenti ed assolta entro trenta giorni mediante versamento del relativo importo presso uno dei soggetti incaricati della riscossione, ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 9 luglio 1997, numero 237. L’attestato di versamento relativo alle cessioni, alle risoluzioni e alle proroghe deve essere presentato all’ufficio».
L’onere di provvedere al versamento della tassa di risoluzione compete al locatore, salvo il rimborso della metà di quanto anticipato, a norma dell’articolo 8, legge 392/78.
No, la cauzione può essere trattenuta per mancato pagamento dei fitti o per riparazioni dovute a usura. Può anche procedere con lo sfratto.
Direi che tali condizioni non La autorizzano a non pagare il fitto. Al più può rivolgersi all’autorità giudiziaria o amministrativa qualora le immissioni siano tali da superare la normale tollerabilità.
Naturalmente deve esservi accordo tra le parti, pertanto, se non è previsto alcunché in relazione al rinnovo automatico, dovete predisporre un nuovo contratto.
Buongiorno, sono in affitto con contratto transitorio con scadenza a febbraio 2014, ho però necessità di prolungare per motivi di studio la permanenza in quell’appartamento.
Come mi posso comportare prima che scada il contratto?
Posso chiedere il rinnovo o di rifare il contratto motivando le mie esigenze?
Non vorrei dovermi spostare perchè mi trovo bene.
COSIMO TRISOLINO
Salve sono un affittuario che da tre mesi e’ nelle condizioni di non poter aprire le finestre ne fronte strada ne all’interno dell’appartamento per dei lavori di ristrutturazione delle pareti esterne e periferiche della palazzina composta da venti famiglie.(in pratica …murati!)
Gentilmente Le chiedo se comunque ho il dovere di pagare il canone di fitto per questi mesi!
il mio inquilino non mi paga da 4 mesi e nonostante gli abbia detto di lasciarmi la casa 8 mesi fa non ho avuto nessun riscontro vorrei sapere se devo restituire la mensilita di cauzione nel caso lui se ne va inoltre ha un apparmento di proprieta dove non vuole abitare
buona sera…una domanda breve…e vero che devo pagare 70 euro di disdetta perché sono uscita dalla abitazione entro 2 anni?
Lo sfratto viene comminato per motivi tassativamente stabiliti dalla legge (come finita locazione o morosità, o altri). Mi pare che nel Suo caso ricorra il primo motivo. Forse sarebbe il caso di avvalersi di una difesa (mi pare sia obbligatoria a questo punto).
Mi scusi per l’esternazione e posso capire le esigenze delle persone, ma discutere di un tavolo di questi tempi.. a ogni modo, dipende dagli accordi che ha preso Suo fratello con il LOCATORE (ovvero chi ha concesso in affitto l’appartamento). Se, in cambio della risoluzione anticipata, il locatario (Suo fratello) ha concesso i mobili, se la prenda con Suo fratello. Lei non ha diretti rapporti con il locatore. A meno che non vi sia qualche atto dispositivo in tal senso.
Solitamente nel contratto è previsto che si possa far vedere l’appartamento. Senza leggere il contratto mi è impossibile rispondere. Bisogna vedere se la disdetta è automatica o meno. Si rivolga ad un legale.
Salve, desideravo sapere se qualcuno sa dirmi se posso agire nei confronti di un locatore.
Mio parente ha affittato un immobile con contratto di 4 anni;
io nel frattempo gli avevo prestato un tavolo con delle sedie di famiglia di mio marito togliendo dall’immobile il tavolo di proprietà del locatario alquanto sgangherato;
per problemi economici mio fratello ha chiesto di lasciare prima l’appartamento ed il locatario ha messo l’affittasi nell’immobile trovando molto presto un nuovo inquilino;
tuttavia si è tenuto diverse cose di proprietà di mio fratello in cambio della risoluzione anticipata del contratto.
Ora io non riesco a riavere il tavolo di mia proprietà nonstante gli avessimo detto che è di famiglia e non di proprietà di mio fratello.Cosa posso fare? Posso agire
Salve, dovrei prendere con il mio socio un locale in fitto per avviare un’attività commerciale.
In questo locale al momento c’è già un’attività del padre del mio socio, il quale ci ha detto di lasciarci il locale per permetterci di stanziarci noi. Premesso che questa nuova attività non ha niente a che fare con l’attività presente attualmente,
premesso sia dato per certo che dobbiamo fare un nuovo contratto di fitto, ma noi dobbiamo liquidare questa attività uscente?
dobbiamo dare soldi al padre a questo mio socio e se si è fattibile la cosa?
Salve, io ho un contratto di 4+4 scaduto il 30 aprile. Non ho ricevuto nessuna raccomandata dalla proprietaria che mi comunicava che non intendeva rinnovare il contratto, si è limitata a dirmelo a voce dicendomi che deve vendere. Ora mi ha chiesto il 50% di 72 euro per la tassa dovuta per la disdetta di contratto. Cosa dovrei fare secondo lei? la proprietaria pretende che lasci la casa entro un mese ed inoltre continua a chiedermi di far vedere l’appartamento ad altre persone per la vendita. Premetto che mi trovo in questo appartamneto dal 1986, prima il contratto era intestato a mio padre ma dopo la sua morte ho pagato la tassa per cessione contratto locazione.
Salve vorrei porvi un quesito.Sono un inquilino.Ho preso in affitto un appartamento a gennaio 2011 e mi fu fatto un contratto transitorio di 12 mesi.Alla scadenza di questo il proprietario di casa ha iniziato a fare promesse..nel senso..si sto preparando il nuovo contratto..si ti chiamo..si si e si..insomma dalla scadenza del contratto sono passati poi 8 mesi..a quel punto non sapevo più che fare..nel frattempo ho continuato comunque regolarmente a pagare tutte le utenze..l’affitto come era nel vecchio contratto…il condominio..tutto in regola insomma.A un certo punto poi ho deciso di avvalermi della cedolare secca e ho registrato il contratto.che da 700 è sceso a 160!..Il propietario è andato su tutte le furie e oggi dopo qualche mese mi è arrivata la richiesta di sfratto e dovrò comparire davanti al giudice..Qualcuno sa dirmi se il proprietario ha ragione?E’ vero come dice lui che il contratto si era automaticamente rinnovato visto che nessuno dei due aveva disdetto?vi ricordo che precedentemente c’era un transitorio di 12 mesi ma che lo stesso era ormai scaduto da 8 mesi.
senza contratto impossibile rispondere. Se però è temporaneo, solitamente non è previsto che si rinnovi automaticamente, con la conseguenza che al termine, non serve alcuna disdetta.
sara lucadamo
salve sn inquilino in difficoltà. vorrei porre alcune domande. ho un contratto transitorio di un anno già scaduto da un mese. vorrei cambiare casa ma la proprietaria afferma di aver diritto ai due mesi di preavviso. in realtà sul contratto c è scritto che alla scadenza dello stesso nn c è bisogno di nessuna disdetta. parla ad un certo punto di recesso da comunicare entro due mesi ma nn specifica due mesi dalla data di scadenza quindi credo che intenda un eventuale recesso anticipato rispetto alla data del contratto. mi sbaglio? inoltre c è una parte in cui dispone “il locatore ha l ‘onere di confermare il verificarsi di quanto ha giustifcato la stipula del presente contratto con lettera raccomandata da inviarsi al conduttore entro 45 gg prima della scadenza del contratto. in caso di mancato invio della lettera ovvero del venir meno delle condizioni che hanno giustificato la transitorietà il contratto si intende ricondotto la durata prevista dall’art 2 legge 431/1998”. io nn ho ricevuto nessuna raccomandata dal proprietario ma le mie condizioni lavorative sn rimaste le stesse (giustificative del contratto transitorio). vorrei sapere se posso stare tranquilla e il contratto nn si è convertito.. grazie. cordiali saluti sara
Buongiorno, dal 1997 ho affittato una casa (uso abitativo) con regolare contratto per 6 anni tacitamente rinnovabile. Fino ad oggi (Aprile 2013, quindi sono passati 16 anni) non ho mai fatto un nuovo contratto (ci sono sempre gli stessi inquillini). Ora mi sorge un dubbio…è ancora valido quel contratto del 1997?? Esisteva allora una formula di contratto di 6 anni + 6 per uso abitativo? Sono obbligato a stipulare un nuovo contratto 4+4?
se il proprietario recede dal contratto quanto preavviso deve darmi?E’ scritto sul contratto.
La caparre deve essere restituita, previo pagamento delle bollette ancora dovute eventuali danni.
No, le mensilità di preavviso non vanno restituite, a meno che non lasci l’appartamento prima della scadenza, ma anche questo dovrebbe essere oggetto di contrattazione..
a dicembre ho stipulato un contratto di affitto residenziale con il proprietario tramite intermediario, dopo qualche giorno la persona che abita sopra al mio appartamento (figlio del proprietario di casa) ha iniziato a far capire che la presenza non era gradita…in questi tre mesi ha inventato motivi per farmi cacciare di casa, la mia domanda è: se il proprietario recede dal contratto quanto preavviso deve darmi?e la caparra verrà restituita?ho sentito dire che anche il proprietario deve restituire oltre alla caparra data anche le 3 mensilità di preavviso…è vero???
Se si decide, alla scadenza, di prorogare il contratto sarà sufficiente versare il 2 per cento del canone annuo con un minimo di 52 euro, entro trenta giorni dalla scadenza del contratto. Il versamento dovrà essere effettuato mediante modello F23 utilizzando il codice tributo 114T, sia se si paga per la prima annualità sia se si paga in un’unica soluzione (cosa che va specificata nella descrizione). Anche in questo caso, come in quello della risoluzione anticipata, entro venti giorni dal versamento, sarà obbligatorio presentare all’ufficio in cui è stato registrato il contratto il modello F23 in originale.
Per annualità di proroga s’intende la prima annualità dopo la scadenza dei quattro anni (per i contratti a uso abitativo “4 + 4”) o dei sei anni (per i contratti di locazione a uso commerciale). In caso di contratto annuale s’intende ogni annualità successiva alla prima.
Le altre annualità sono considerate “rinnovo”. E’ importante indicare sul modello F23, nel campo “descrizione”, la decorrenza e la scadenza del periodo di proroga che dovrà avere durata pari a quattro anni (per i contratti a uso abitativo), a sei anni (per le locazioni commerciali) e a un anno (per i contratti annuali). Fanno eccezione a questa regola i contratti “3+2” a canone convenzionato.
Entro trenta giorni dalla scadenza annuale, per i contratti pluriennali, in caso di rinnovo, è obbligatorio versare l’imposta del 2 per cento sul canone annuo eventualmente aggiornato dall’Istat. Il versamento dovrà essere effettuato mediante modello F23 utilizzando il codice tributo 112T. Non vi è obbligo di presentazione del modello di pagamento.
giuseppe aldo miserandino
Ho letto con molta attenzione il Vostro articolo e desidero congratularmi.
Di contro al fine di fugare un mio dubbio desidererei sapere, relativamente ai contratti di locazione di bemi immobili ad uso abitativo, quale è la differenza tra proroga e rinnovo e quali effetti giuridici ne derivano.
L’Agenzia delle Entrate nelle note esplicative allegate al Mod.F23 indica di versare sul codice 115T la prima annualità, sul codice 112T le successive e sul codice 114T l’imposta relative a proroghe.
In parole povere, se siamo in presenza di un contratto della durata quadriennale, il locatore dovrebbe versare per il quinto anno l’imposta sul codice 114T per ritornare a versare l’imposta sul codice 112T dal sesto all’ottavo anno e così di seguito.
Personalmente non solo non ne comprendo la ratio, tenuto conto fra l’altro che l’importo da versare all’Agenzia delle Entrate è sempre del 2 per mille sull’importo annuo della locazione.
In base ai miei lontani ricordi scolastici (ho già compiuto 70 anni) la proroga del contratto sposta in avanti il solo termine di scadenza del rapporto, mentre il rinnovo comporta una nuova negoziazione contrattuale con lo stesso soggetto, che può confermare integralmente il contratto precedente oppure modificarlo in alcuni suoi elementi.
Premesso quanto sopra mi farebbe piacere ricevere un Vostro illuminante parere.