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Timestamp: 2020-07-04 11:49:26+00:00
Document Index: 5854510

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Il ricorso per cassazione e le sentenze non definitive (II parte) • Lex & Formazione
di Mirco Minardi - 22 Maggio 2020
Vediamo adesso un po’ di casistica.
Ad esempio, si afferma che nonostante il passaggio in giudicato della sentenza definitiva sul quantum non viene meno l’interesse all’impugnazione già proposta contro la sentenza relativa all’an debeatur (Cass. 13.915/2014; Cass. sezioni unite n. 2204/2005).
Sotto il profilo della allegazione formale nel ricorso per Cass. è bene ricordarsi che quando venga impugnata unitamente alla sentenza definitiva del grado di appello, quella non definitiva precedentemente emessa, il ricorso e inammissibile se la parte ricorrente non deduca il momento di pubblicazione della decisione definitiva così precludendo alla suprema corte la preliminare ed ufficiosa verifica della tempestività dell’impugnazione, ovvero non indichi di avere compiuto la dichiarazione di riserva ai sensi dell’articolo 361C.p.c., precisandone altresì modalità e tempi (Cass. 31.153/2017). Cass. 31.153/2017 ribadito l’orientamento secondo cui la riserva facoltativa di appello contro sentenze non definitive manifestata da una parte, in caso di soccombenza parziale di più parti, non giova anche alle altre nel caso in cui a loro volta non abbiano formulato riserva. La necessità di indicare esattamente nel ricorso come e quando fu fatta la riserva è stata ribadita da Cass. 31.153/2017. Cass. 19.602/2017 a ribadito l’indispensabilità della produzione della copia autentica della sentenza non definitiva pena l’improcedibilità del ricorso e qualora sia stato proposto anche ricorso avverso la sentenza definitiva ma sia stata depositata soltanto quest’ultima il ricorso va dichiarato improcedibilità limitatamente alle censure riguardanti l’impugnazione contro la sentenza non definitiva. Cass. 7089/2017 ci ricorda che in caso di notificazione della sentenza va prodotta in giudizio non solo quella definitiva ma anche quella non definitiva entrambe munite di relata di notifica; in particolare la suprema corte ha dichiarato improcedibilità il ricorso avverso entrambe le sentenze ancorché la prima sentenza non definitiva fosse stata prodotta unitamente alla relata di notifica.Il principe viene spiegato in questo modo: i termini per la proposizione del ricorso per Cass. contro la sentenza non definitiva la sentenza definitiva nel caso in cui sia stata formulata la riserva, decorrono dalla notifica o dalla pubblicazione della sentenza definitiva, sicché nell’ipotesi in cui il ricorrente di duca anche implicitamente che la sentenza definitiva gli è stata notificata, la mancata produzione della stessa corredata dalla relata di notifica determina l’improcedibilità dell’unico ricorso proposto avverso le due sentenze annulla rilevando il rituale deposito della sentenza non definitiva, ciò stante la scelta dell’ordinamento per l’unitarietà del procedimento impugna Torio. Cass. 14.193/2016 ho precisato che non esiste alcun onere di impugnare ambedue le sentenze nel caso in cui sia stato formulato riserva di impugnazione differita di una sentenza non definitiva. Questo principio si spiega con il patto che anzitutto la finalità dell’istituto della riserva dell’impugnazione differita e quella di impedire la vanificazione del principio della unicità del processo di impugnazione in secondo luogo perché gli articoli 340, comma uno e 361, comma uno non prevedono alcun criterio di collegamento formale o sostanziale tra le diverse impugnazioni, sia infine perché risulta dall’articolo 129 delle disposizioni di attuazione che la caducazione degli effetti procrastina tori della riserva e il determinarsi delle DS a quota per l’impugnazione della sentenza non definitiva non sono ontologicamente connessi alla pronuncia della sentenza definitiva e a maggior ragione alla sua impugnazione ma rimangono esclusivamente ancorati al prodursi di un evento cui ordinamento giuridico riconduce con gli effetti. Cass. 2188/2016 ribadito che la mancata o tardiva esplicitazione della riserva comporta solo la decadenza dall’impugnazione differita di quel provvedimento, ma non preclude l’impugnazione immediata che deve avvenire nel rispetto dei termini ordinari breve o lungo a secondo che la sentenza sia stata o meno notificata dalla parte vittoriosa. Cass. 23.862/2015 a precisato che nel caso di pronuncia di sentenza non definitiva il giudice si spoglia della potestas giudicanti cioè della potestà di giudicare relativa alle questioni decise che non può più riesaminare i modificare con la sentenza definitiva. Nel caso in cui lo faccia il giudice del gravami anche di legittimità può rilevare d’ufficio la violazione del giudicato interno originante dalla sentenza non definitiva non definitiva annulla rilevando che la violazione non abbia costituito oggetto di specifica impugnazione. Cass. 18.498/2015 affrontato il caso in cui era stata proposta impugnazione immediata di una sentenza non definitiva di cui la parte però si era riservata all’impugnazione. La corte ha dichiarato l’inammissibilità di quelle impugnazione precisando però che la riserva rimane valida e dunque la parte può impugnare la sentenza non definitiva unitamente alla sentenza definitiva (in questo senso si è espressa anche Cass. 5282/2002). È bene ricordare che ai sensi del terzo comma dell’articolo 360 non sono immediatamente impugnabili con ricorso per Cass. le sentenze che decidono questioni in sorte senza definire, neppure parzialmente il giudizio. Il ricorso per Cass. ha perso tali sentenze può essere proposto, senza necessità di riserva, allorché sia impugnata la sentenza che definisce, anche parzialmente il giudizio. Cass. 11.456/2015 ha appunto ricordato che dopo l’entrata in vigore del nuovo testo dell’articolo 360 terzo comma n. tre come sostituito A far data dal 2 marzo 2006 dell’articolo due comma uno del decreto legislativo 40/2006 e in ammissibile ricorso per Cass. immediato avverso la sentenza che abbia deciso esclusivamente una questione preliminare di merito, senza definire nemmeno parzialmente il giudizio. Cass. 24.755/2014 ha precisato che la sentenza non definitiva con la quale il giudice si sia limitato ad affermare la propria competenza, escludendo la sussistenza per l’eccepita continenza, è impugnabile unicamente con il regolamento di competenza nei modi e nei termini di cui all’articolo 47 non essendo contro questa decisione ammessa riserva di impugnazione differita. Cass. 13.915 del/2014 a precisato che il passaggio in giudicato della sentenza definitiva sul quantum del beato tour non fa venir meno l’interesse all’impugnazione già proposta contro la sentenza non definitiva che aveva deciso sull’AN. Cass. 12.948/2014 ha precisato che il legislatore del 2006 con la modifica del testo di cui all’articolo 360 ha introdotto la distinzione tra sentenze non definitive su questioni e sentenze non definitive su domanda o parziali. Mentre le prime non possono essere impugnate immediatamente ne è necessaria la riserva Per le seconde invece si riserva l’impugnazione, oppure si impugnano immediatamente appena il passaggio in giudicato. Cass. 28.467/2013 a precisato che nel caso di cumulo di domande a seguito di riunione di cause, la sentenza che decide solo su alcune DS, disponendo l’ulteriore istruzione in ordine alle altre a natura di sentenza non definitiva ove manchi una pronuncia sulle spese o non sia stato adottato un formale provvedimento di separazione dei giudizi in senso conforme vedi anche sezioni unite 9441/2011). Cass. 4348/2013 ha stabilito che qualora sia stata fatta la riserva di impugnazione il ricorso deve essere proposto unitamente a quello contro la sentenza che definisce il giudizio. Deriva che qualora sia proposto ricorso unicamente nei confronti della sentenza non definitiva e non anche verso quella definitiva, il ricorso deve essere dichiarato in ammissibile ciò stante il principio di concentrazione dell’impugnazione dell’unitarietà delle due pronunce. Con una ulteriore conseguenza e cioè chiude la sentenza definitiva venga impugnata per prima dalla controparte risultata parzialmente soccombente, il controricorrente tenuto a proporre impugnazione incidentale contro la sentenza non definitiva nello stesso procedimento introdotto con l’impugnazione principale avverso la sentenza definitiva.
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