Source: http://www.tidona.com/pubblicazioni/settembre01_5.htm
Timestamp: 2018-04-19 17:35:43+00:00
Document Index: 17595048

Matched Legal Cases: ['art.2359', 'art.122', 'art.122', 'art.122', 'art.109', 'art.109']

La nuova disciplina dei patti di cui al Decreto - la cui ratio va essenzialmente individuata nella tutela del risparmio e degli azionisti di minoranza - ha posto in primo piano l’interesse del mercato ad una informazione trasparente sugli assetti di potere delle società quotate. In altri termini, il legislatore, nell’aver preso atto che i patti parasociali rappresentano consolidati strumenti diretti ad esercitare un controllo sulla società, ha perseguito essenzialmente l’obiettivo di rendere trasparenti i patti stessi, dettando, per essi, specifici oneri di pubblicità.
Con riferimento alla fattispecie dei patti di influenza dominante, la dottrina ha criticamente posto in evidenza che, mentre il codice civile conosce la dicotomia influenza dominante-influenza notevole (cfr. art.2359, comma 1 e 3), l’art.122, comma 5, lett. d), investe solo il primo termine del binomio, lasciando aperto il problema del se un patto parasociale che abbia per oggetto o per effetto l’esercizio di un’influenza “solo” notevole – e che non ricada per altro motivo nell’ambito di applicazione dell’art.122, comma 5, lettere da a) a c) - sia da reputare assoggettato all’art.122 (cfr., così, ATELLI, Commento sub artt.122-124, in Il Testo Unico della intermediazione finanziaria, Commentario al D.Lgs 24 febbraio 1998 n. 58, RABITTI BEDOGNI (a cura di), Milano, 1998, 677).
In particolare, si prospettava alla Commissione l’operazione seguente: per far luogo ad un’offerta di scambio, una società quotata (che, nell’esempio dato, chiameremo Alfa) avrebbe deliberato un aumento del proprio capitale. Ciò avrebbe comportato una riduzione proporzionale della quota di partecipazione dei soci della società Alfa aderenti ad un patto parasociale, i quali - se prima dell’offerta detenevano oltre il 50% delle azioni ordinarie della società - per effetto del deliberato aumento del capitale, avrebbero visto ridotta la loro partecipazione a circa il 37%. Peraltro, conclusa l’offerta, alcuni dei soci della seconda società quotata (che nell’esempio chiameremo Beta), coinvolta nell’offerta pubblica di scambio, aderendo all’offerta della società Alfa e divenendo, dunque, soci di quest’ultima, avrebbero conferito anche le loro azioni all’anzidetto patto venendo, così, a detenere, complessivamente, poco più del 45% del capitale della società Alfa. Si sarebbero, pertanto, verificati i seguenti effetti: a) per effetto dell’aumento del capitale a servizio della suaccennata offerta pubblica di scambio, si sarebbe verificata una prima riduzione della percentuale di partecipazione nella società Alfa facente capo ai soci sindacati; b) subito dopo la conclusione dell’offerta predetta, si sarebbe verificato un incremento conseguente all’ingresso nel sindacato di nuovi soci aderenti all’offerta stessa (si consideri, inoltre, che le descritte fasi erano espressione di un’operazione unitariamente concepita, diretta all’integrazione di due gruppi bancari, sicché l’incremento percentuale della partecipazione - che di per sé avrebbe configurato un consolidamento del controllo - non poteva essere svincolato dalla precedente riduzione che ne costituiva il presupposto).
- la modifica della composizione del patto di controllo della società Alfa determinava, a carico solidale di tutti gli aderenti, l’obbligo di promuovere un’offerta pubblica di acquisto totalitaria delle azioni della stessa società, a norma degli artt.106, comma 1, e 109 del Testo Unico della Finanza? (brevemente, si ricorda che nella previsione dell’art.109 Testo Unico l’esistenza di un patto parasociale costituisce solo una delle ipotesi di collegamento fra più soggetti rilevante ai fini dell’obbligo solidale di offerta pubblica di acquisto, ma non comporta che ai fini dell’accertamento dei presupposti di detto obbligo (superamento delle soglie rilevanti) debba aversi riguardo solo alla quantità di azioni conferite al patto. La suddetta disposizione attribuisce, pertanto, rilievo alle partecipazioni possedute complessivamente dagli aderenti al patto a prescindere se le stesse siano vincolate o meno allo stesso ed al fine di verificare se vi sia “una partecipazione complessiva superiore alle percentuali” rilevanti, si devono sommare le partecipazioni vincolate al patto con quelle che gli aderenti non vi hanno conferito. Tale interpretazione è chiaramente desumibile dalla lettera della norma, la quale non precisa che “la partecipazione complessiva” detenuta dagli aderenti al patto sia quella vincolata allo stesso, e, d’altra parte, non è dubbio che nelle altre ipotesi contemplate dal medesimo art.109 “la partecipazione complessiva” deve essere riferita alla totalità delle azioni acquistate o possedute dai soggetti ivi indicati. Va inoltre osservato che, nella prassi, gli aderenti ai patti esercitano il diritto di voto relativo alle azioni possedute fuori patto in conformità ai vincoli derivanti dagli accordi – tenuto anche conto delle problematiche connesse all’ammissibilità del cd. voto divergente – e che, pertanto, una diversa interpretazione consentirebbe facili elusioni della norma in esame; cfr., in questo senso, Comunicazione CONSOB n. DIS/99024712 del 31 marzo 1999 in Bollettino CONSOB n.3/99, 262 nonché Comunicazione CONSOB n. DAL/38036 del 18 maggio 2000, in Bollettino CONSOB n.5/2000);
- ed ancora, l’ipotizzata variazione della percentuale di partecipazione al capitale della società Alfa da parte dell’insieme degli aderenti al patto, faceva sorgere un analogo obbligo di offerta pubblica di acquisto ai sensi degli artt.106, comma 3, lettera b) del Testo Unico e 46 del Regolamento CONSOB n.11971 del 1999? (cfr., Regolamento recante norme di attuazione del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 in materia di emittenti, adottato dalla CONSOB con delibera n. 11971 del 14 maggio 1999 e successivamente modificato con delibera n. 12475 del 6 aprile 2000 e con delibera n.13086 del 18 aprile 2001).
offerta neppure ai sensi degli artt.106, comma 3, lettera b) del Testo Unico e 46 del regolamento CONSOB 11971/1999 e successive modificazioni - che prevedono l’obbligo di promuovere un’offerta pubblica di acquisto quando il mutamento della percentuale di controllo unitariamente riferibile ai soci sindacati configura un consolidamento di tale controllo - in quanto, come detto, le due fasi dell’operazione (iniziale riduzione e successivo incremento della partecipazione) costituivano espressione di un’operazione unitariamente concepita, diretta all’integrazione dei gruppi di appartenenza delle due società quotate.