Source: http://www.capuaonline.it/lettereinredazione/anno2008/130.html
Timestamp: 2018-12-17 15:24:18+00:00
Document Index: 153592029

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 1', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 659', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 9']

IL GRUPPO "PROGETTO DUCA" CONTESTA ALCUNI COMMI DELL'ORDINANZA N.98/2008 SUI CANI PADRONALI. AUSPICHIAMO UNA RISPOSTA DEL SINDACO ANTROPOLI
Oggetto: "Ordinanza cani padronali n.98/2008"
Gentile Redazione, in riferimento all'Ordinanza sindacale n. 98 del 30/10/2008 il Gruppo "Progetto Duca" intende esprimere quanto segue. Nella premessa dell'ordinanza si legge che:
1. “E' necessario disciplinare la materia a tutela della salute pubblica e della salvaguardia dell'ambiente, nell'ottica di una corretta convivenza fra gli esseri umani e gli animali". Considerato che il Sindaco di Capua ci tiene tanto alla salute dei suoi cittadini, perché non provvede a far rimuovere le cataste di rifiuti, anche speciali, sparsi per la città e in periferia? Dateci uno sguardo al video "Operazione monnezza" che si trova al link http://it.youtube.com/watch?v=rZKp8WQswkk; anche se datato 03/08/2008, a tutt'oggi persistono quasi le stesse condizioni! Noi non ci scandalizziamo per la cacchina del cane che troviamo sul marciapiede (si badi bene che non vogliamo prendere le difese di chi lascia le deiezioni canine sul marciapiede, sui prati o sulla strada), ma ci scandalizziamo quando i nostri occhi vedono cataste di rifiuti (anche speciali) che ci circondano e ... ci "uccidono"!
2. "Il Sindaco, in base alle leggi vigenti in materia, esercita la tutela e la cura delle specie animali che vivono stabilmente o temporaneamente nel territorio comunale vigilando a mezzo degli Organi competenti sui maltrattamenti, atti di crudeltà e l'abbandono degli stessi". Belle parole. Sulla carta! Meno male che ci sono alcuni volontari che quotidianamente aiutano, curano, sfamano, ecc. i randagi presenti sul territorio. Per quanto riguarda il sindaco potrebbero anche morire!
Lei, signor sindaco:
a) ha mai provveduto ad attuare piani di controllo delle nascite attraverso la sterilizzazione? Si rammenta che a tali piani è destinata una quota non inferiore al 60 per cento delle risorse di cui all'articolo 3, comma 6, della legge 281/1991.
b) Ha mai costruito un rifugio per i cani avvalendosi delle risorse di cui all'articolo 3, comma 6, della legge 281/1991?
c) Sta garantendo il benessere dei cani affidati al canile convenzionato?
d) Sta procedendo alla identificazione e registrazione dei cani rinvenuti o catturati sul territorio e quelli ospitati nelle strutture di ricovero convenzionate, così come previsto dall'Ordinanza ministeriale n. 194 del 20 agosto 2008 del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali (a firma del Sottosegretario Francesca Martini)?
Si rammenta che il responsabile di tali procedure è il sindaco (art. 4, commi 1 e 2 dell'Ordinanza n. 194/2008).
e) Quando a Capua sono stati cosparsi di acido i corpi dei cani Nala e Duca, cos'ha fatto? Nulla, è stato latitante. Non una parola, nemmeno una semplice risposta di cortesia ha dato ai numerosissimi cittadini italiani che chiedevano (e chiedono) giustizia per Nala e Duca! Ricordiamo che 6.230 cittadini italiani chiedono ancora giustizia per la morte di Nala e Duca (vedi la petizione online al sito http://www.firmiamo.it/bruciataconacido). Eppure anche il quotidiano "La Padania" si è interessato al caso, così come anche il sottosegretario alla Salute con delega alla Veterinaria On. Francesca Tartini. In data 28/29 settembre 2008, il quotidiano " La Padania", a pag. 19, riportava l'articolo «Il sottosegretario Martini -- Voglio chiarezza e giustizia per Duca». Il sottosegretario alla Salute con delega alla Veterinaria On. Francesca Martini in questo articolo ha dichiarato: «Apprendo con dolore e rabbia della morte di due cuccioli a Capua, bruciati con l'acido, pare vetriolo [...] chiedo che che sia fatta giustizia, che si indaghi». La (tragica) situazione dei randagi presenti nel Suo territorio la può vedere nel video che si trova al link http://it.youtube.com/watch?v=2IAyk2vmtVU.
3. L'art. 1, lett. b) dell'Ordinanza n. 98/2008 obbliga il proprietario o il detentore di cani "di adottare tutte le cautele idonee ad impedire che i cani rechino disturbo al riposo delle persone nelle fasce orarie: 13:00/16:00 e 22:00/08:00". Per sua natura, il cane "non ha orari" per comunicare e con l'abbaio il cane comunica con l'uomo e gli altri animali. Lei, sig. Sindaco, vuole vietare che il cane comunichi? Le ricordiamo che il Giudice di Pace di Rovereto dr. Clemente Ravetto, nel 2006, ha stabilito che "l'abbaiare è un 'diritto esistenziale' dei cani". L'obbligo di cui all'art. 1, lett. b) dell'Ordinanza può andar bene per le industrie ed i mestieri rumorosi, per chi abusa di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche ecc., ma non va bene nel caso dell'abbaiare dei cani! Si rammenta che la Corte di Cassazione con sentenza n. 1394/2000, proprio con riferimento al latrato notturno dei cani, ha affermato che "ai fini della configurabilità della contravvenzione di cui all'art. 659, comma 1, c.p., è necessario che i lamentati rumori [NdA strepitii e abbaiare di un cane] abbiano attitudine a propagarsi ed a costituire quindi un disturbo per una potenziale pluralità di persone". Sorge spontanea ora una domanda: se il cane che abbaia è un randagio, gli organi accertatori devono elevare verbale di accertamento di violazione a carico del sindaco, in qualità di trasgressore? E sì, perché il Sindaco è "proprietario" dei cani randagi presenti sul suo territorio (legge 281/1991).
4. Con l'art. 2, lett. a) dell'Ordinanza si vieta l'accesso dei cani negli esercizi di vendita di alimentari ed in quelli di somministrazione di cibi e bevande. Il D.P.R. 320/54 Regolamento della Polizia Veterinaria ammette l'accesso dei cani nei locali pubblici purché al guinzaglio. Inoltre, l'ANCI, Associazione Nazionale Comuni Italiani ha ribadito che: "Vietare l'ingresso ai cani nei locali pubblici e quindi negli esercizi commerciali è illegale".
5. L'art. 3, numero 1) dell'Ordinanza n. 98/2008 prevede una sanzione di 500.00 euro per chi non iscrive il cane all'anagrafe canina o non gli appone il microchip. L'art. 5, comma 2 e 3, della legge 281/1991 prevede per chi non iscrive il cane all'anagrafe canina e per chi omette di sottoporlo al tatuaggio (microchip) una sanzione amministrativa rispettivamente di 77 e 51 euro. Se la sanzione amministrativa per la violazione commessa è prevista da una legge nazionale, come mai quest'ultima è stata "scavalcata"? L'art. 9, comma 1, della Legge 689/1981 prevede che "Quando uno stesso fatto è punito [...] da una pluralità di disposizioni che prevedono sanzioni amministrative, si applica la disposizione speciale". Nel nostro caso la disposizione speciale è la legge n. 281/1991. Ciò significa che all'eventuale trasgressore si deve applicare la sanzione prevista dalla legge n. 281/1991!
6. L'"Ordinanza del Ministro della Salute del 15 settembre 2004", citata nell'ordinanza n. 98/2008 "non esiste e ne mai è esistita!". Il 14gennaio 2007 è entrata in vigore, con efficacia per un anno, l'Ordinanza del Ministro della Salute datata 12 dicembre 2006 che contiene provvedimenti per la tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressività di cani. Questa ordinanza - che è stata modificata con l'Ordinanza 28 marzo 2007 - fa seguito a tre precedenti ordinanze: la prima (Ordinanza 9 settembre 2003), entrata in vigore il 12 settembre 2003, aveva perso efficacia il 12 settembre 2004; la seconda (Ordinanza 27 agosto 2004), entrata in vigore l'11 settembre 2004, aveva perso efficacia l'11 settembre 2005; la terza (Ordinanza 3 ottobre 2005), entrata in vigore il 3 dicembre 2005, aveva perso efficacia il 3 dicembre 2006.
Caro Sindaco, rivestendo il ruolo di Autorità Sanitaria, se veramente ci tiene all'ambiente ed ai suoi cittadini, metta in atto quanto prescritto dalle leggi in materia ambientale; se veramente ci tiene ai cani (agli animali in generale) ed ai suoi cittadini, metta in atto quanto prescritto dalla legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo (legge 14 agosto 1991, n. 281) e dalle altre leggi in materia di tutela degli animali.
Gruppo "Progetto Duca"
Gentile Gruppo "Progetto Duca", la lettera che ci ha inviato è molto precisa e circostanziata. Confidiamo nella presa visione ed eventuale risposta del sindaco dott. Carmine Antropoli, che ha emanato l'Ordinanza contestata ed è ripetutamente citato nella missiva.
Noi ci limiteremo a fare qualche osservazione più specifica, con l'intento di aprire un dialogo costruttivo con il Gruppo "Progetto Duca" per il bene dei cittadini e degli animali.
In merito al punto 1., siamo concordi con la Vostra giusta considerazione. Anche per noi è prioritaria la bonifica dei cumuli di rifiuti sparsi sul territorio comunale (aree periferiche) rispetto alle deiezioni dei cani. Riteniamo, però, che anche i cittadini devono assolutamente impegnarsi a non abbandonare rifiuti ingombranti o speciali e a raccogliere le deiezioni dei loro cani. E' una questione di etica del comportamento e di rispetto delle regole base del vivere civile.
Al punto 2, secondo noi, può rispondere solo il Sindaco. Condanniamo severamente, però, le brutalità perpetrate ai danni di quei poveri cani.
Il punto 3. merita una riflessione. E' vero, quanto Voi dite, sul fatto che i cani abbaiano per comunicare, ma questo aspetto deve assolutamente contemperarsi con le esigenze fisiologiche degli esseri umani. Non si può affermare come cosa buona è giusta, anche se lo dice un giudice in una sentenza, se il diritto dell'animale di abbaiare si scontra con il diritto dell'uomo di dormire la notte. In tal caso, secondo noi, deve prevalere il buon senso e va utilizzata la ragione. Per essere più chiari, il cane avrà anche il diritto di abbaiare, ma il padrone del cane potrebbe, grazie al suo intelletto, prodigarsi per fare in modo che non accada la notte. Su questo, cari amici, non trinceriamoci dietro il futile pretesto che il cane abbaia e non si può far nulla per impedirglielo. Si potrebbero utilizzare modalità che siano rispettosi dell'animale e nello stesso tempo consentano di non alterare il sonno degli umani. Occorre solo dialogo tra le parti e buon senso per risolvere tutte le questioni di questo tipo.
Sulla questione randagi, siamo convinti che l'amministrazione comunale dovrebbe intervenire con un progetto chiaro ed efficace. Il fenomeno del randagismo può essere contrastato efficacemente e magari debellato.
Il punto 4. va valutato attentamente. Per una questione di igiene, sarebbe meglio che i cani, col guinzaglio o meno, non entrassero negli esercizi commerciali di alimenti. Questo, però, è solo il nostro personale parere e quindi ci si dovrà attenere al principio di prevalenza della fonte giuridica gerarchicamente superiore rispetto a quella inferiore.
Il punto 5. è molto chiaro. La legge, speciale o meno, prevale sui regolamenti e sulle ordinanze.
Al punto 6 dovrà rispondere il Sindaco.
Speriamo che da questo confronto, cui auspichiamo la partecipazione del Sindaco con una risposta, possa nascere qualcosa di positivo per i cittadini e per gli animali. Grazie. Vincenzo Paternuosto di Capuaonline