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Timestamp: 2018-07-21 08:11:28+00:00
Document Index: 129741771

Matched Legal Cases: ['art. 1901', 'art. 1901', 'art. 643', 'art. 1', 'art. 1901', 'art. 24', 'art. 1901', 'art. 1901', 'art. 1', 'art. 24', 'art. 1901', 'art. 1', 'art. 24', 'art. 1901']

Sentenza Giudice di pace di Salerno, 27.10.09, pagamento rata polizza no decadenza 1901 c.c.
Deve ritenersi, nel caso in esame, risolto di diritto il contratto di assicurazione inter partes , per non avere la società assicuratrice, entro sei mesi dalla scadenza, iniziato il giudizio per la riscossione del proprio credito relativo al premio assicurativo, mediante notifica dell’atto di citazione o del decreto ingiuntivo all’assicurato.
In proposito, avendo la società agito nella specie con il procedimento monitorio, si evidenza che la giurisprudenza di legittimità, ha più volte sancito il principio secondo cui non è sufficiente che nel termine di sei mesi sia presentato il ricorso per decreto ingiuntivo o questo sia concesso, bensì è necessario che entro tale termine l’ingiunzione venga notificata al destinatario, verificandosi in caso contrario la decadenza prevista dall’art. 1901 comma 3 c.c. e la conseguente risoluzione di diritto del contratto di assicurazione. (Cfr. Cass. 10/11/1980 n. 6022, Cass 29.7.1995 n.8367 e Cass. 11.10.1994 n. 8293 ).
Nell’esegesi dell’art. 1901 c.c. è pacifico, infatti, che:
a) come la sospensione del rapporto opera ipso iure nelle fattispecie di cui ai primi due commi, così la risoluzione del contratto, nella fattispecie di cui al terzo comma, si verifica automaticamente in conseguenza dell’inutile decorso del termine di sei mesi dal giorno di scadenza del premio o della rata di premio;
b) che tale termine è funzionale all’esigenza di evitare il protrarsi per un tempo indefinito di una situazione in cui l’assicurato resta obbligato a corrispondere i premi convenuti sebbene l’efficacia della polizza sia sospesa;
c) che per questa ragione il termine opera allo stesso modo di un termine di decadenza, nel senso che la risoluzione ope legis è impedita solo dal compimento dell’attività prevista, cioè dell’effettivo inizio dell’azione giudiziaria volta ad ottenere il pagamento del premio e degli accessori;
d) che, di conseguenza, al fine di evitare la risoluzione del contratto, non è sufficiente un atto di intimazione o una qualsiasi richiesta stragiudiziale, ma è richiesta la notificazione nel termine dell’atto introduttivo del giudizio, ciò rispondendo anche ad un’imprescindibile esigenza di certezza dei rapporti giuridici, posto che l’inutile decorso del termine autorizza l’assicurato a ritenere risoluto ipso iure il rapporto.
I) La prima ragione è che, ai sensi dell’art. 643 c.p.c., appunto la notificazione determina la pendenza della lite e da tale data si producono, quindi, gli effetti sostanziali e processuali propri della domanda giudiziale proposta in via ordinaria, venendo altresì precluso all’assicuratore di rinunziare unilateralmente all’ottenimento del provvedimento richiesto.
II) La seconda ragione è che solo attraverso la notificazione del decreto l’assicurato viene a conoscenza dell’azione intrapresa dall’assicuratore e ha notizia legale, quindi, del verificarsi del presupposto che, precludendo la risoluzione del contratto, lo vincola all’adempimento degli obblighi nascenti dal rapporto ancorché sia sospesa la copertura assicurativa.
Implicitamente,dunque, è stato invocata l’applicazione dell’art. 1 della legge n. 724-1969, deducendo che il periodo di sospensione dei termini processuali nel periodo feriale – dal 1 agosto al 15 settembre – deve essere sottratto dal computo dei sei mesi previsti dall’art. 1901 c.c. ai fini della risoluzione del contratto, per cui l’onere dell’assicuratore di agire per la riscossione coattiva del premio può dirsi adempiuto (e quindi permane il suo diritto al premio di cui al decreto ingiuntivo opposto) e sempre implicitamente è stata dedotta la illegittimità di una diversa interpretazione per violazione e falsa applicazione degli artt. 1901, 3 comma, c.c. e 1 l. n. 742-69 in relazione all’art. 24 Cost. e quindi in buona sostanza che il termine di cui all’art. 1901 c.c. sia di natura processuale e non già di natura sostanziale-
Secondo la tesi favorevole all’opposta non potrebbe disconoscersi rilevanza processuale al termine semestrale di cui all’art. 1901 c.c. entro il quale deve essere avviata l’azione, con conseguente suo assoggettamento al regime di cui all’art. 1 della legge 742-69.
Una diversa interpretazione, sarebbe inevitabilmente in contrasto con l’art. 24 Cost., implicando un aggravamento ingiustificato dell’onere dell’assicuratore che si trovi a dover agire per il mancato pagamento di rate di premio scadute anteriormente al periodo feriale.
In primo luogo, la Suprema Corte (cfr. Cass. n. 2033-1973; Cass. n. 609-1976) ha più volte sancito che la sospensione disposta dalla legge speciale riguarda soltanto i termini "processuali", cioè i termini che si riferiscono allo svolgimento del processo e regolano l’attività delle parti nel corso di un procedimento, il che vuol dire che deve trattarsi di termini afferenti agli atti mediante i quali si realizza la vicenda processuale, che appunto consiste in una sequenza di attività coordinate al fine di raggiungere il componimento della lite.
In applicazione di detti concetti, deve dunque dirsi che il termine di sei mesi entro cui l’assicuratore deve agire per la riscossione del premio, per evitare la risoluzione di diritto del contratto, non è suscettibile di sospensione a norma della legge n. 742-1969, poiché quel termine non ha carattere processuale, ma sostanziale, trattandosi difatti di termine indicato da norma sostanziale e attenendo alla esazione di prestazione.
In secondo luogo, la questione di legittimità costituzionale per la mancata soggezione dell’art. 1901 c.c. al regime di cui all’art. 1 l. 742-69, in contrasto con l’art. 24 Cost.,è da ritenersi manifestamente infondata , non essendo assolutamente ipotizzabile tale contrasto, giacché il termine di specie di sei mesi per agire in giudizio, notificando il relativo atto introduttivo, è tale da rendere effettiva la possibilità per l’assicuratore di esercizio del proprio diritto di credito e – per scelta discrezionale del legislatore – mirando la risoluzione di diritto del contratto di assicurazione, decorso il detto termine, a rendere meno gravosa la posizione dell’assicurato, non mantenendo in vita per più lungo termine, ritenuto congruo quello stabilito, il rapporto assicurativo.
** **, rapp.ta e difesa, giusta mandato a margine dell’atto di citazione dall’Avv. Massimo Galante presso il cui studio elettivamente domicilia in via Turati 23, Battipaglia (SA)
Ina ** s.p.a. – Agenzia Generale di Salerno in persona dell’agente generale Mariano Porcini rapp.to e difeso e dom.to in elettivamente domiciliata, in uno al suo procuratore e difensore avv. Antonio della Rocca, presso lo studio dell’avv. Marco Rsposito in Salerno alla via ** Conforti n.1 Opposta
Con atto di citazione debitamente notificato in data 18/03/2009, ** **, conveniva in giudizio, innanzi al Giudice di Pace di SALERNO, la Ina ** s.p.a. – Agenzia Generale di Salerno, proponendo opposizione avverso il decreto ingiuntivo n. 60/09 per l’importo di Euro 499,99 al fine di accertare la non debenza del pagamento della predetta somma di relativa ad una quietanza premio scaduta e non pagata il 8.9.2008 e relativa alla polizza n. 075 00473536 per il decorso del termine semestrale di cui all’art. 1901 terzo comma codice civile.
All’udienza di prima comparizione parte convenuta Ina ** s.p.a. – Agenzia Generale di Salerno, si costituiva ed eccepiva la tardività dell’opposizione e di aver tempestivamente presentato la richiesta di decreto ingiuntivo in data 25.7.2009.
Alla stregua delle suesposte considerazioni, deve ritenersi, nel caso in esame, risolto di diritto il contratto di assicurazione inter partes , per non avere la società assicuratrice, entro sei mesi dalla scadenza, iniziato il giudizio per la riscossione del proprio credito relativo al premio assicurativo, mediante notifica dell’atto di citazione o del decreto ingiuntivo all’assicurato.
In definitiva deve ritenersi fondata e quindi va accolta l’opposizione,per cui il contratto di assicurazione doveva ormai ritenersi sciolto – e pertanto deve dichiararsi, previa revoca del decreto ingiuntivo opposto ( n. 369-09 r.d.i. n. 301/09 R.G.), inesistente il credito vantato dalla società opposta , per intervenuta risoluzione di diritto del contratto.
Il Giudice di Pace di SALERNO, dott. Luigi Vingiani, ogni contraria istanza, deduzione ed eccezione disattesa, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da ** **, nei confronti di Ina ** s.p.a. – Agenzia Generale di Salerno in persona dell’agente generale Mariano Porcini con atto di citazione notificato in data 18/03/2009, così provvede: