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Timestamp: 2020-05-31 00:30:23+00:00
Document Index: 81164486

Matched Legal Cases: ['art. 720', 'art. 408', 'art. 720', 'sentenza ', 'art. 70', 'sentenza ', 'art. 713', 'art. 720', 'sentenza ', 'art. 720', 'sentenza ', 'art. 384', 'art. 411', 'art. 720', 'sentenza ', 'art. 720', 'art. 343', 'sentenza ', 'sentenza ']

Art. 720 bis codice di procedura civile - Norme applicabili ai procedimenti in materia di amministrazione di sostegno - Brocardi.it
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Articolo 720 bis Codice di procedura civile
Dispositivo dell'art. 720 bis Codice di procedura civile
Ai procedimenti in materia di amministrazione di sostegno(1) si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 712, 713, 716, 719 e 720(2)(3)(4).
(1) La domanda per ottenere la nomina dell'amministratore di sostegno assume la forma del ricorso al giudice tutelare del luogo in cui la persona ha la propria residenza o il proprio domicilio ed è proposta dal soggetto beneficiario, anche se minore, interdetto o inabilitato, dal genitore, dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente, dal pubblico ministero, dai responsabili dei servizi sanitari e sociali. Il ricorso deve contenere le generalità del beneficiario, la sua dimora abituale, le ragioni a sostegno della domanda e il nominativo e il domicilio, se conosciuti dal ricorrente, del coniuge, dei discendenti, degli ascendenti, dei fratelli e dei conviventi del beneficiario.
(2) Una volta depositato il ricorso, il giudice tutelare procede ad ascoltare personalmente il beneficiario ed i soggetti legittimati al ricorso, assume le informazioni necessarie e ad esperire i mezzi istruttori per verificare le condizioni del beneficiario, disponendo gli accertamenti medici che ritiene opportuni. Di norma, il giudice tutelare si pronuncia entro 60 giorni dalla richiesta nominando l'amministratore con decreto immediatamente esecutivo. Infine, nello scegliere la persona da nominare il giudice tutelare deve preferire i soggetti di cui all'art. 408 del c.c..
(3) Il decreto con cui viene nominato l'amministratore di sostegno deve contenere le generalità della persona beneficiaria e dell'amministratore di sostegno, la durata dell'incarico, l'oggetto dell'incarico e degli atti che l'amministratore di sostegno ha il potere di compiere in nome e per conto del beneficiario, gli atti che invece il beneficiario può compiere senza l'intervento dell'amministratore di sostegno, i limiti alle spese che possono essere sostenute ed, infine, la periodicità con cui l'amministratore di sostegno deve relazionare il giudice sull'attività svolta e sulle condizioni della vita personale e sociale del beneficiario.
(4) Si precisa che l'amministratore di sostegno può essere sia assistente che rappresentante del beneficiario, con la conseguenza che l'incapacità di compiere determinati atti è solo un'ipotesi eccezionale, mentre la capacità di agire è la regola. Infatti, a differenza degli altri istituti precedentemente analizzati, con la nomina dell'amministratore di sostegno la capacità d'agire non viene in nessun caso limitata del tutto, ma solamente ristretta entro determinati limiti indicati nello stesso decreto di nomina. Pertanto, la funzione dell'amministratore di sostegno è quella di affiancare e non di sostituire il beneficiario nello svolgimento delle sue attività inerenti la sua vita personale e sociale.
Tale norma è stata aggiunta dalla l. 6/2004 che ha introdotto nel nostro ordinamento un nuovo istituto a protezione degli incapaci, denominato amministrazione di sostegno. Con tale strumento, l'ordinamento tutela con minore limitazione possibile della capacità di agire, le persone prive in tutto o in parte di autonomia nell'espletamento delle funzioni della vita quotidiana in quanto colpite da menomazioni psico-fisiche.
Massime relative all'art. 720 bis Codice di procedura civile
Cass. civ. n. 23772/2017
(Cassazione civile, Sez. VI-1, ordinanza n. 23772 del 11 ottobre 2017)
Cass. civ. n. 14158/2017
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 14158 del 7 giugno 2017)
Cass. civ. n. 1093/2017
In tema di procedimento per la nomina di amministratore di sostegno, la mancata partecipazione del P.M. ad entrambi i gradi di merito comporta la cassazione del decreto della corte di appello e la remissione del giudizio dinanzi al giudice di primo grado, atteso che in tale procedimento l’intervento del P.M., il quale è titolare anche del relativo potere di azione ai sensi del combinato disposto degli artt. 406, comma 1, e 417 c.c., rientra nell’ipotesi di cui all’art. 70, comma 1, n. 1 c.p.c., che è norma attinente alla disciplina del contraddittorio e, pertanto, dà luogo ad un litisconsorzio necessario.
(Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 1093 del 18 gennaio 2017)
Cass. civ. n. 14190/2013
Nella procedura per la istituzione di un'amministrazione di sostegno, che consiste in un procedimento unilaterale, non esistono parti necessarie al di fuori del beneficiario dell'amministrazione; non è, pertanto, configurabile una ipotesi di litisconsorzio necessario tra i soggetti partecipaneti al giudizio innanzi al tribunale, anche perché l'art. 713 c.p.c., cui rinvia l'art. 720 bis dello stesso codice, espressamente limita la partecipazione necessaria al procedimento al ricorrente, al beneficiario e alle altre persone, tra quelle indicate in ricorso le cui informazioni il giudice ritenga utili ai fini dei provvedimenti da adottare.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 14190 del 5 giugno 2013)
Cass. civ. n. 18634/2012
L'art. 720 bis, secondo comma, c.p.c., nel disciplinare il procedimento per la nomina dell'amministratore di sostegno, prevede espressamente che il reclamo contro il decreto, con cui il giudice tutelare si pronuncia in ordine alla relativa istanza, sia proposto non dinnanzi al tribunale, bensì alla corte d'appello, disposizione che, pertanto, prevale, avendo carattere speciale, su quella generale risultante dagli artt. 739 c.p.c. e 45 disp. att. c.c.
(Cassazione civile, Sez. VI, sentenza n. 18634 del 29 ottobre 2012)
Cass. civ. n. 13747/2011
È inammissibile il ricorso per cassazione avverso i provvedimenti emessi in sede di reclamo in tema di designazione o nomina di un amministratore di sostegno, trattandosi di un provvedimenti distinti, logicamente e tecnicamente, da quelli che dispongono l'amministrazione e che vengono emanati in applicazione dell'art. 384 c.c. (richiamato dal successivo art. 411, primo comma, c.c.), dovendo invero limitarsi la facoltà di ricorso, concessa dall'art. 720 bis, ultimo comma, c.p.c., ai decreti di carattere decisorio, quali quelli che dispongono l'apertura o la chiusura dell'amministrazione, assimilabili, per loro natura, alle sentenze emesse in materia di interdizione ed inabilitazione, mentre tale facoltà non si estende ai provvedimenti a carattere gestorio.
(Cassazione civile, Sez. VI, sentenza n. 13747 del 23 giugno 2011)
Cass. civ. n. 23743/2007
Il procedimento di nomina e regolamentazione dell'amministrazione di sostegno delineato dagli artt. da 404 a 413 c.c. e dall'art. 720 bis c.p.c., a seguito della legge 9 gennaio 2004, n. 6, è dotato di una sua autonomia e peculiarità, che esclude l'applicazione in via di interpretazione estensiva di norme diverse da quelle espressamente richiamate. Pertanto, nel caso di residenza dell'amministratore diversa da quella del beneficiato, non è applicabile l'art. 343, comma 2, c.c., che consente il trasferimento della tutela del minore nel circondario dove il tutore ha il proprio domicilio, in quanto non specificamente richiamato dalle norme sull'amministrazione di sostegno.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 23743 del 16 novembre 2007)
Cass. civ. n. 25366/2006
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 25366 del 29 novembre 2006)