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Timestamp: 2018-08-18 20:15:28+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 7', 'e contrario']

Settimana 2, Febbraio, 2002 | Notizie - Deiricchi.it
2002 - Febbraio - Settimana 2
08/02/2002 * 10/02/2002 * 12/02/2002 * 13/02/2002 * 14/02/2002 *
Rai.it, http://www.rai.it/news, 08/02/2002
Insorge Amnesty International e si appella all'articolo 5 della Convenzione. La portavoce Colucci: "Linea arrogante di scelte unilaterali nell’ambito del diritto di guerra"
Sconcerto da parte di Amnesty International per la decisione annunciata dalla Casa Bianca sull’applicazione della Convenzione di Ginevra agli ex talebani catturati in Afghanistan. Vienna Colucci, portavoce della sezione americana dell’organizzazione umanitaria, ha dichiarato che “la convenzione deve applicarsi a tutti i prigionieri di Guantanamo e a quelli detenuti in Afghanistan” contrariamente a quanto dichiarato dal presidente Bush che, ferma restando l’intenzione di non riconoscere a nessuno lo status di prigioniero di guerra (tale riconoscimento consentirebbe loro di rifiutarsi di rispondere sotto interrogatorio), non intende tenerne conto per i terroristi di Al Qaeda.
La motivazione tecnica di questa decisione è stata enunciata dal portavoce della Casa Bianca Fleischer con un richiamo all’articolo 4 della Convenzione, in base al quale i talebani non hanno diritto allo status di prigionieri di guerra “poiché non aventi i requisiti contemplati dal trattato come indossare in guerra l’uniforme e le insegne dell’esercito per il quale si combatte, ovvero combattere secondo ’le leggi e le usanze di guerra’”.
In sostanza, Bush “fa una distinzione fra i talebani e i terroristi di Al Qaeda”. Fleischer ha comunque assicurato che ciò “non comporterà alcun cambiamento nel loro trattamento in prigionia”. Continuerano a essere “trattati bene” con alimentazione regolare e assistenza medica e questo anche per garantire analoghi trattamenti ai militari statunitensi che dovessero cadere prigionieri dei combattenti talebani.
Amnesty insorge e si appella invece all’articolo 5 della Convenzione di Ginevra che indica come debba essere un tribunale a determinare caso per caso chi abbia o meno il diritto di essere considerato prigioniero di guerra. “Questa adesione parziale è una mezza misura che porta avanti una linea arrogante di scelte unilaterali nell’ambito del diritto di guerra” ha detto Vienna Colucci.
Taleban, i prigionieri scrivono alla famiglia
Scusate per l'ansietà che vi sto causando ha detto il detenuto australiano nella base di Guantanamo
Primi contatti con i familiari anche per Lindh, il giovane americano incriminato per diecin reati. Nei suoi messaggi di posta elettronica ha espresso tutto il suo disprezzo per l'America
Il 'taleban australiano' David Hicks. di 26 anni, detenuto nella base di Guantanamo, a Cuba, dagli Stati Uniti, ha contattato indirettamente la sua famiglia ad Adelaide per la prima volta da quando è stato catturato in dicembre dall'alleanza del Nord in Afghanistan.
Il legale che rappresenta la famiglia Hicks, Stephen Kenny, ha detto oggi che questa ha ricevuto una nota attraverso la croce rossa. "Nel messaggio David chiede scusa ai familiari per l'ansietà che sta causando loro, li prega di aiutarlo e anche di procuragli assistenza legale", ha detto.
L'ansietà per la famiglia Hicks si è aggravata dopo la decisione del presidente George W. Bush di applicare la convenzione di Ginevra ai prigionieri Taleban ma non ai membri di Al Qaida. Mentre lo status legale del giovane australiano deve essere ancora confermato, una portavoce del ministro della giustizia australiano ha detto che il governo lo ha sempre considerato un membro di Al Qaida.
Secondo il legale, invece, il fatto che Hicks si sia addestrato con Al Qaida non significa che sia membro della rete terrorista. "Non sappiamo nemmeno che cosa abbia detto il nostro governo, perché ne' il governo americano ne' quello australiano hanno precisato quali siano le accuse a suo carico", ha detto l'avvocato, che sta preparando ora una citazione davanti ad un tribunale degli Usa per determinare lo status legale del suo assistito.
Altra storia per John Walker Lindh, incriminato per dieci reati dal gran giurì federale che comportano una condanna all'ergastolo. John Walker Lindh, il giovane taleban americano detenuto nella prigione di Alexandria, ha espresso nelle sue e-mail disprezzo e ostilità nei confronti degli Stati Uniti. Alcuni messaggi, che sono stati ora resi pubblici dall'amministrazione americana, avrebbero 'shockato' anche il padre del giovane, che ne era il destinatario.
In un messaggio, Lindh formulava il desiderio di non rivedere mai più l'America. In un altro, dopo un attentato a una nave da guerra americana nel porto di Aden nello Yemen (12 ottobre 2000) non mostrava alcun cordoglio per i 17 marinai morti. Mercoledì, una corte federale ha deciso che Lindh resti in carcere fino al processo, respingendo una richiesta di libertà provvisoria presentata dalla difesa.
I documenti erano stati diffusi per ribattere ai difensori di Lindh, buoni sostenitori che il taleban americano si batteva contro i guerriglieri dell'alleanza del nord e non contro i suoi compatrioti.
(Nella foto, il taleban americano John Walker Lindh)
Giappone: non cambia politica monetaria
Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 08/02/2002
La Banca centrale del Giappone ha deciso a maggioranza, nella riunione dei consiglieri, di mantenere inalterata la politica monetaria senza accogliere le pressanti richieste del governo di immettere maggiore liquidita' nel mercato per sostenere gli istituti di credito in difficolta' per le sofferenze bancarie. In mattinata la Borsa di Tokyo era salita di circa l'1% in attesa di un possibile mutamento della politica monetaria della Banca centrale con immissione di liquidita'.
Argentina: domani il peso torna sul mercato
Il Gazzettino, http://www.deiricchi.it/index.php?docnum=496#[Il Gazzettino], 10/02/2002
Quando un fiume è in piena o si fanno defluire le acque in rivoli secondari o si deve per forza di cose aprire la diga. Bene, in Argentina rivoli secondari per frenare la piena non se ne sono trovati. Gli aiuti internazionali tardano ad arrivare perché il Governo non è in grado di presentare un programma credibile. E ciò è impossibile visto che l'obiettivo dei conti pubblici in pareggio imposto dal Fondo Monetario Internazionale non è raggiungibile con un'occupazione pari al 22\%.
La situazione di stallo non poteva durare ancora a lungo. Non si poteva sfuggire a lungo al giudizio dei mercati. Così domani arriverà il verdetto. La tanto attesa riapertura. Il peso sarà libero di fluttuare. Una grandissima svalutazione aspetta Buenos Aires. A pagare saranno ancora le masse inferocite. C'è da aver paura di quello che potrebbe accadere.
Il trucco del doppio regime dei cambi era insostenibile. Il tentativo di sostenere il peso con acquisti della Banca Centrale aveva ancora meno senso. Significava, infatti, buttare via i pochi dollari ancora rimasti nel forziere.Dal rapporto di 1 dollaro per 1 peso, stabilito dal primo ministro Cavallo nel '91, caduta nei giorni scorsi la legge di convertibilità fissa, si è passati al rapporto di 1,40 poi salito a 1,6. Nella scorsa settimana tale livello si è portato a circa 2,2. Ma Jim O'Neil, capo economista della Goldman Sachs, una delle maggiori banche d'affari del mondo, prevede a breve il rapporto di 4 a 1. In altri termini una svalutazione del 75\%. Per almeno 2 ragioni : la sfiducia nel paese è elevatissima ma soprattutto perché 10 anni di cambio fisso con il dollaro hanno sopravvalutato fortemente la moneta argentina che ora non può che perdere, in una volta sola, ciò che la libera fluttuazione dei cambi avrebbe fatto perdere, gradualmente, in un maggiore arco temporale.Purtroppo, però, in economia le forti correlazioni fanno sì che i problemi si allarghino a macchia d'olio. Il cambio debole farà salire alle stelle l'inflazione e, questa, i tassi di interesse. I tassi alti creeranno altri problemi alle poche industrie che ancora oggi camminano con le loro gambe e così la disoccupazione aumenterà e le casse pubbliche saranno ancora in maggiore difficoltà. Difficile pensare che il circolo possa interrompersi a breve. La bilancia commerciale non presenta numeri particolarmente positivi perché oggi il paese non ha più nulla da esportare, non è possibile immaginare che qualche investitore internazionale sia ancora attratto e possa investire in questo paese portando valuta pregiata, il turismo è fermo. Il paese è, purtroppo, isolato. E da Ottawa, dove è in corso il G7, fonti canadesi hanno già fatto circolare la voce che nuovi assegni per salvare il paese non saranno staccati.
Gianni Lo Martire
Ottawa all'inizio di febbraio ...
All'inizio di febbraio i Paesi del G7 avevano già bloccato fondi per 46 milioni di dollari riconducibili a persone o Stati sospettati di legami con il terrorismo internazionale. Il dato è contenuto in una tabellina distribuita ai ministri finanziari e ai governatori delle banche centrali del G7, in corso a Ottawa. In particolare, in Italia sono stati bloccati beni per 528 mila dollari, e fondi per altri 300 mila sono stati congelati. Sono 86 i soggetti che hanno subito tali provvedimenti, per un totale di 763 operazioni sospette. Alla fine di gennaio erano stati segnalati complessivamente 1.090 nominativi. Lo sforzo per tagliare le fonti di finanziamento ai terroristi dunque procede, ma per ottenere maggiori risultati il ministro dell'economia Giulio Tremonti non ha dubbi: l'unico sistema è eliminare il segreto bancario. «Il bilancio della lotta ai finanziatori del terrorismo è molto positivo», è stata creata una rete integrata basata su ordinamenti standardizzati nei paesi del G7 e del G20 e l'Italia è in testa alla classifica per i successi conseguiti. Tuttavia, ha detto Tremonti, «la repressione è necessaria, ma la prevenzione è fondamentale e per questo serve la trasparenza dei mercati finanziari». Quindi bisogna «superare le opacità del segreto bancario nei paesi che ancora ce l'hanno, ci sono Stati che con una mano fanno le liste e con l'altra coprono i capitali».
Come rendere più efficace la lotta al terrorismo è dunque uno dei grossi temi in discussione a Ottawa. Gli altri, comunque, non sono meno "scottanti". Il primo è come rendere più consistente la ripresa in arrivo. Il secondo è aprire spazi per Russia e Cina. Il terzo è capire come il Giappone uscirà da 10 anni di deflazione.
Le economie americana ed europea danno segnali di miglioramento e sono «al punto di svolta», se non l'hanno già superato, ma rischi di ricaduta sussistono, specie negli Stati Uniti. Il comunicato ufficiale che concluderà il vertice dei ministri finanziari e dei governatori delle banche centrali fa sfoggio di ottimismo. In Europa e negli Stati Uniti le condizioni sono nettamente migliorate. I rischi certo non mancano. Dall'Argentina, al Giappone, ai recenti casi di «contabilità grigia», che hanno visto per protagoniste alcune importanti aziende a stelle e strisce, Enron in testa. Stati Uniti ed Europa restano invece lontani sul problema degli aiuti allo sviluppo. Washington vorrebbe trasformare almeno il 50\% degli attuali prestiti concessi dalla Banca mondiale in donazioni. Gli europei si oppongono: questa strada porterebbe a un esaurimento molto più rapido delle risorse a disposizione. Inoltre, il peso maggiore delle spese da sostenere ricadrebbe proprio sulle spalle del vecchio continente che detiene il 50\% delle quote Aida contro il 20\% in mano agli statunitensi.
Difficilmente sul tema sarà possibile trovare un'intesa prima del vertice dei capi di Stato e dei ministri degli Esteri convocato dalle Nazioni Unite a Monterrey a marzo. E l'accordo appare lontano anche sul graduale aumento delle somme destinate dai Paesi industrializzati allo sviluppo nei Paesi più poveri.
L'idea era di arrivare allo 0,7\% del Pil. Gli Stati Uniti sono ancora fermi allo 0,1\% e per il momento non hanno alcuna intenzione di assumere impegni quantitativi precisi.
Accanto al filone centrale ci sono stati anche altri argomenti di confronto. La Russia ad esempio vuole stringere i tempi per l'ingresso nell'Organizzazione per il commercio mondiale, la Wto. Il ministro russo Alexey Kudrin ha avuto un incontro bilaterale con Tremonti ed ha chiesto espressamente di aderire al Wto entro un anno. «Gli echi alla richiesta sono incoraggianti, ma nessuno vuole fare favori alla Russia rispetto alla Cina», i cui negoziati, con la Ue e con gli Usa, furono lunghi e difficili - precisano gli "sherpa".
Infine il Giappone. Il grande malato vuole sconfiggere la deflazione, ma le cose - dice lo spagnolo Rodrigo Rato, presidente di turno del consiglio dei ministri delle Finanze dei 15 - non cambiano. Il Giappone ha ormai esaurito gli strumenti tradizionali della politica economica, con tassi d'interesse quasi a zero (0, 1\%) e un deficit di bilancio molto alto. A questo punto, le riforme che devono essere avviate «toccano la società e sono, quindi, difficili da affrontare, se non impossibili».
G7, la ripresa è vicina
Rai.it, http://www.rai.it/news, 10/02/2002
Buone prospettive anche per l'Italia
Ad Ottawa il vertice dei grandi è ottimista per il futuro
Le prospettive dell' economia nei paesi dei sette grandi si sono generalmente rafforzate verso una ripresa dell' espansione, ma restano dei rischi che non vanno sottovalutati.
E' quanto afferma il comunicato finale del vertice del G7 che si è concluso ad Ottawa. I ministri dell' economia e delle finanze del G7 si sono impegnati formalmente a restare 'vigili' ed a continuare a far i passi appropriati per promuovere la ripresa. Accolta con favore l' introduzione dell' euro.
Ma, l' altro dato significativo del comunicato finale è la rinnovata determinazione del paesi del G7 contro ogni sistema di finanziamento del terrorismo: finora sono stati bloccati oltre 100 milioni di dollari, ma, nel documento, si "invitano tutti i paesi ad unirsi" a quelli del g7 per rafforzare la cooperazione internazionale.
Anche in Italia cresce il Pil, economia potrebbe scattare a sostenerlo è il governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio secondo il quale anche da noi "il punto di svolta è vicino". In particolare, per fazio resta 'possibile' l' obiettivo fissato dal governo di un'espansione del pil del 2,3% per quest'anno, mentre è gia 'acquisito' un incremento del dato dell' 1,5%.
Ma, se ricominciano i lavori pubblici, ha spiegato fazio al termine del vertice di Ottawa, "allora l'economia parte come un razzo". Da parte sua, il ministro dell'economia Giulio Tremonti ha sottolineato come il governo abbia preparato il paese ad 'intercettare' la ripresa. "Gli Stati Uniti hanno messo alle loro spalle il peggio della loro recessione economica": lo ha detto, a Ottawa, il segretario al tesoro americano Paul o'Neill, al termine della riunione dei ministri dell' economia e delle finanze dei 7 grandi.
O'Neill ha aggiunto: "vediamo ogni giorno più segni che indicano che la ripresa è in atto e io credo che torneremo a tassi di prospera crescita economica reale dal 3 al 3,5 per cento a partire dal 4/o trimestre di quest' anno. i sette si impegnano a restare vigilanti e a continuare a fare i passi appropriati a promuovere una forte e sostenuta ripresa.
Nel omunicato affermano: "continueremo a sorvegliare da vicino i mercati dei cambi e a cooperare in modo adeguato. Accogliamo con favore l'introduzione con successo dell'euro, banconote e monete". Economie emergenti - il comunicato così prosegue: "le economie di mercato emergenti fanno attualmente fronte a condizioni economiche e dei mercati finanziari miste. Esse dovrebbero continuare ad attuare politiche che conducano agli investimenti e alla crescita economica.
Salutiamo con favore passi nella giusta direzione come quelli recentemente annunciati dalle autorità argentine e le incoraggiamo a continuare a lavorare in stretto contatto con l'Fmi e con la comunità internazionale su un programma di riforme economiche finanziariamente e socialmente sostenibile che rafforserà le prospettive per la crescita e per i futuri investimenti stranieri". Settore privato - le conclusioni del G7 dicono ancora: "avvenimenti recenti hanno sottolineato l'importanza di un quadro di lavoro migliorato, prevedibile ed equo, che coinvolga il settore privato per prevenire e risolvere le crisi finanziarie internazionali.
Siamo impegnati a giocare un ruolo guida nel migliorare questo contesto e passeremo in esame i progressi nel nostro prossimo incontro. A questo scopo, accogliamo cn favore le proposte dei dirigenti dell'Fmi sulla ristrutturazione del debito come un utile contributo che affronta alcuni degli ostacoli legali e pratici per una ristrutturazione del debito tempestiva e ordinata".
Paesi più poveri - il comunicato prosegue: "riconosciamo le difficili sfide che i paesi più poveri hanno di fronte per ridurre la povertà ed aumentare livelli di vita. Esploriamo modi per mettere quei paesi in grado di trarre maggior vantaggio da una maggiore integrazione economica globale. Continueremo a lavorare con altri donatori per risolvere i problemi che restano per garantire che ulteriori risorse allo sviluppo restino disponibili". Aiuti allo sviluppo - le conclusioni del G7 dicono ancora: "sottolineiamo la necessità di un uso più efficace dell'aiuto allo sviluppo e di un impegno per politiche sane, buon governo e rispetto della legge da parte di tutti i paesi.
Abbiamo avuto una produttiva discussione sui temi della politica di sviluppo, incluse possibili vie innovative per mobilitare risorse addizionali interne ed esterne, gli scambi e il debito estero, e intendiamo continuare le discussioni alla conferenza dell'Onu a Monterrey in marzo". Russia verso Wto - il comunicato così conclude: "accogliamo con favore la forte crescita della Russia e le significative riforme strutturali e incoraggiamo ulteriori progressi nel rafforzare il settore finanziario, migliorare la gestione delle imprese e il clima degli investimenti e combattere il finanziamento del terrorismo. Siamo d'accordo sull'importanza di una sollecita adesione della Russia alla Wto".
TRASPORTO AEREO: Scajola, tassa su sicurezza 4,5 euro l'anno
ANSA.it, http://www.ansa.it, 12/02/2002
ROMA- Una 'mini-tassa', che non gravi sui passeggeri, per garantire maggiori misure di sicurezza nel trasporto aereo ed un comando unico per la gestione degli aeroporti. Sono queste le due proposte del ministro dell'Interno Scajola annunciate oggi. Il tributo- previsto in un emendamento al ddl sulle infrastrutture- si attesterebbe a 4,5 euro nell'arco di un anno. Per gli aeroporti, invece, Scajola chiede una univocita' di comando, affinche' vi sia una fonte di responsabilita'.
Alcuni dati biografici su Milosevich
Dieci anni, cinque guerre. Una, in due parti, contro la Croazia e le altre contro Slovenia, Bosnia e Kosovo. E' il record, tutto in negativo, dell'ex presidente serbo e jugoslavo Slobodan Milosevic che martedi' comparira' davanti al Tribunale penale internazionale dell'Aja (Tpi) per i crimini nella ex Jugoslavia. Ecco di seguito una sintetica scheda su quei conflitti.
27 giugno 1991: l'ancora potente e temuto esercito nazionale jugoslavo interviene in Slovenia che il giorno prima aveva proclamato l'indipendenza sull'esempio, 24 ore prima, della Croazia. La 'guerra' dura pochi giorni e gli accordi di Brioni pongono fine alle ostilita' che provocano poche vittime e che lasciano la piccola Slovenia virtualmente indipendente.
26 agosto: comincia l'attacco alla Croazia. Vukovar viene assediata per tre mesi e cadra' dopo un'eroica resistenza. Le milzie serbe, in autunno, attaccano anche Dubrovnik (Ragusa) nella Dalmazia meridionale. Frattanto, a settembre, la Macedonia aveva proclamato a sua volta l'indipendenza.
15 Ottobre: e' il turno della Bosnia Erzegovina a dichiarare l'indipendenza da Belgrado.
6 aprile 1992, Sarajevo viene assediata dai serbo bosniaci di Radovan Karadzic e Ratko Mladic. E' l'inizio della guerra di Bosnia che si concludera' dopo tre anni e mezzo e oltre duecentomila morti.
11 luglio 1995: cade Srebrenica, due settimane dopo Zepa. Si tratta di due cittadine considerate 'zone protette' dall'Onu. Ma le truppe delle Nazioni unite non intervengono e l'Onu si rifiuta di fare intervenire le forze aeree della Nato. Solo a Srebrenica vengono uccisi circa ottomila musulmani.
Agosto-settembre: seconda parte della guerra con i croati. Le truppe di Zagabria, con due fulminee operazioni, riconquistano la Krajina e la Slavonia orientale. Migliaia di profughi serbi sono costretti a fuggire e contro alcuni di loro i croati aprono il fuoco.
Febbraio 1999: a Rambouillet, vicino a Parigi, fallisce l'ultimo tentativo degli occidentali che chiedevano il ritiro delle truppe e della polizia jugoslave dal Kosovo.
23 marzo: aerei della Nato cominciano a bombardare la Serbia e le truppe jugoslave in Kosovo. La guerra finira' il 9 giugno dopo 78 giorni di guerra e nel Kosovo entra il contingente dell'Onu. Il 22 maggio, Milosevic era stato incriminato per crimini contro l'umanita' dal tribunale penale internazionale dell'Aja.
I capi d'accusa a Milosevich
L'ex presidente jugoslavo Slobodan Milosevic deve rispondere dei seguenti capi d'accusa, relativi a tre distinte aree geografiche.
BOSNIA: 29 imputazioni, due delle quali per genocidio, dieci per crimini contro l'umanita', otto gravi violazioni della Convenzione di Ginevra e nove delle leggi o consuetudini di guerra. A Milosevic e ad alcuni suoi collaboratori si contesta di aver cospirato per la ''pulizia etnica'' del territorio, eliminando, nel periodo fra il 1992 e il 1995 i musulmani bosniaci e croati attraverso massacri, deportazioni, imprigionamenti e torture.
CROAZIA: 32 imputazioni, di cui 10 per crimini contro l'umanita' e le altre per crimini di guerra. Secondo l'accusa Milosevic, tra l'agosto '91 e il giugno '92, ha cercato di cacciare i croati e le altre etnie non serbe da circa un terzo del territorio della repubblica di Croazia. In questo periodo sono stati uccisi centinaia di civili, almeno 170 mila sono stati deportati ed altre migliaia imprigionati.
KOSOVO: 5 imputazioni, quattro delle quali per crimini contro l'umanita' ed una per crimini di guerra. Milosevic e' accusato per la campagna di terrore e violenza scatenata fra gennaio e giugno del 1999 contro gli albanesi del Kosovo. In quel periodo furono espulse 800 mila persone, circa un terzo degli albanesi residenti nella regione, e 500 furono uccise.
Il processo a Milosevich
Il processo a carico di Slobodan Milosevic viene celebrato secondo regole e procedure stabilite all'atto stesso della creazione del Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia, con la Risoluzione 827 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite, nel maggio 1993. Il Tpi e' costituito da 14 giudici, con tre collegi giudicanti in primo grado composti ciascuno da tre giudici, e una Camera d'appello della quale fanno parte cinque magistrati.
Le norme che regolano l'attivita' del Tpi sono largamente basate sul diritto anglosassone che esclude, per esempio, il processo in contumacia e prevede la formalita' dell' incriminazione (indictment) quale premessa per un procedimento.
L'audizione dei testimoni si svolge con un sistema di interrogatori e contro-interrogatori, sia per la pubblica accusa che per la difesa. I giudici possono intervenire in qualsiasi momento e sono ammessi i testimoni scritti. L'imputato puo' d'altra parte essere ascoltato in qualita' di testimone.
Il tribunale e' competente per violazioni delle leggi e consuetudini di guerra, della Convenzione di Ginevra, per crimini contro l'umanita' e genocidio. La pena massima prevista e' l'ergastolo.
Milosevic avrebbe dovuto essere processato separatamente per i crimini contro l'umanita' perpetrati in Kosovo nel 1999 e per le atrocita' commesse in Croazia nel 1991 e in Bosnia nel 1992-1995. Il primo febbraio 2002 e' stata tuttavia decisa l'unificazione in un solo maxiprocedimento di tutti capi d'accusa contro l'ex presidente jugoslavo. Per ragioni di sicurezza sarebbe infatti quasi impossibile far deporre due volte all'Aja, in Olanda, testimoni-chiave come gli uomini dell'entourage di Milosevic che probabilmente verrebbero minacciati di morte dopo una prima deposizione sfavorevole al loro ex-capo.
Le procedure preliminari sono state completate solo per quanto riguarda i reati relativi al Kosovo. Per quelli riferiti a Bosnia e Croazia, ci sara' tempo fino a luglio per il completamento degli atti necessari, come la presentazione delle liste dei testimoni e delle prove a carico. Questa circostanza potra' avere ripercussioni sulla durata del processo.
Milosevic non ha voluto nominare un avvocato difensore.
GUERRA: Bin Laden protetto da Pachistan
IL CAIRO - Il plurimiliardario saudita ricercato dagli Stati Uniti per gli attentati dell'11 settembre, bin Laden, si sposta tra le frontiere del l'Afghanistan e del Pakistan, protetto dai servizi segreti pachistani, mentre il mullah Omar, leader dei taleban, si trova nel sud dell'Afghanistan, protetto dalle sua tribu'. Sono le ipotesi del Ministro degli Interni afghano, Kanuni, secondo il quale, 2-3000 uomini sui 12 mila di 'Al Qaida' sono morti nei bombardamenti americani.
CONTI PUBBLICI: Monorchio, deficit a 1-1,1% nel 2001
ROMA - A chiusura del 2001 il deficit-pil potrebbe attestarsi all' 1-1,1%. E' quanto ha affermato il Ragioniere Generale dello Stato Andrea Monorchio durante la trasmissione Radio Anch'io. Monorchio ha quindi confermato che per il 2002 l' indebitamento della pubblica amministrazione in rapporto al Pil scendera' allo 0,5% e che il debito pubblico potra' scendere sotto la soglia del 100% al massimo entro il 2003.
LAVORO: Inps, irregolari due aziende su tre, evasi 1.325 mld
ROMA- Oltre 130.000 lavoratori in posizione irregolare e 1.325 miliardi di contributi evasi: l'attivita' di vigilanza dell'Inps nel 2001 ha riscontrato irregolarita' in quasi due aziende ogni tre visitate. E' quanto emerge dalla verifica dell'andamento produttivo dell'Istituto per il 2001 presentato al Consiglio di amministrazione.
NOMINA COMMISSARIO ANAS: Indagato ministro Lunardi
ROMA - Il ministro Lunardi ha confermato la nomina di Pozzi a commissario dell'Anas l'8 febbraio scorso. A sollevare il caso di ''conflitto di interesse'', erano stati i deputati e senatori d'opposizione mettendo in evidenza che Pozzi era amministratore delegato della societa' Rav spa (gruppo Autostrade), concessionaria di numerosi appalti dell'Anas. Il senatore Brutti (Ds) aveva riferito che la Rav aveva affidato la valutazione dei progetti per l'autostrada Sarre-traforo Monte Bianco alla societa' Rocksoil srl, fondata dallo stesso Lunardi e della quale risultano attualmente titolare i suoi figli. (ANSA).
ECONOMIA: Tremonti, per Ocse crescita Italia 2003 al 3%
BRUXELLES - Dopo il via libera dell'Ecofin al piano di stabilita' dell'Italia per il 2002, un segnale positivo all'economia italiana arriva anche dall'Ocse. Il ministro Tremonti ha reso noto che l'organizzazione di Parigi ha rivisto al rialzo la previsione di crescita dell'Italia per il 2003, portandola al 3%. Tremonti ha sottolineato che l'Ocse era stata in precedenza piu' ''pessimista'' sulle stime.
Wojtyla contro la 'logica del profitto'
Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 13/02/2002
In occasione dell'inizio della Quaresima, Giovanni Paolo II, preoccupato della logica del 'profitto e del guadagno a tutti i costi' e contro la 'legge del maggior ricavo possibile', lancia un appello al valore della 'gratuita'' fondata su persone 'animate da autentico amore'. La Quaresima e' un periodo di riflessione e penitenza in cui i fedeli sono invitati a 'rigettare il male e compiere il bene' con gesti d'amore. Di questo -osserva il Pontefice- ha un 'bisogno profondo' la societa' attuale, dove sembra trionfare 'la logica del profitto'.
Argentina:borsa in picchiata -8,37%
Nuovo tracollo della Borsa argentina che chiude con un - 8,37%,dopo la persistente stabilita',con tendenza al recupero,del peso contro il dollaro.Ieri le azioni avevano perso oltre il 10%. A vendere,secondo gli analisti,sono gli investitori locali che avevano investito nelle azioni per salvaguardarsi dalla svalutazione del peso. Un peso cosi' stabile contro il dollaro e' dovuto soprattutto alla mancanza di liquidita' causata dal congelamento dei depositi bancari,solo in parte flessibilizzato dal governo argentino.
Finanziaria 2002 – cosa cambia nelle tasche dei privati cittadini dal 1° gennaio 2002
News2000, http://news2000.iol.it/webmagazine, 13/02/2002
Con la circolare n. 15 del 1 febbraio 2002 l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni importanti chiarimenti sulla Legge Finanziaria approvata con la legge 28 dicembre 2001, n. 448 . Vediamo in questo approfondimento di prendere in esame due aspetti che interessano numerosi contribuenti: l’aumento delle detrazioni per i figli a carico e la proroga della detrazione del 36%.
Aumento delle detrazioni per i figli a carico (art. 2, commi da 1 a 3) Viene modificato l'art. 12 del T.U.1.R. nella parte in cui sono previste le detrazioni per i figli e per gli altri familiari a carico conviventi, spettanti a decorrere dal 1° gennaio 2002. Viene elevata la detrazione spettante per i figli a carico a Euro 516,46 (L. 1.000.000) alle seguenti condizioni: l’aumento compete solamente ai genitori che singolarmente hanno un reddito complessivo: - non superiore a Euro 36.151,98 (L.70 milioni) se hanno un solo figlio;
- non superiore a Euro 41.316,55 (L.80 milioni) se hanno due figli;
- non superiore a Euro 46.481,12 ( L. 90 milioni) se hanno tre figli.
- senza limite di reddito ai genitori che hanno almeno 4 figli.
La predetta misura di Euro 516,46(1 milione) è poi elevata a Euro 774,59 ( L.1.500.000) per ciascun figlio portatore di handicap. In mancanza di tali condizioni le detrazioni restano confermate nella misura base per ciascun figlio o altro familiare convivente a Euro 285,08 (L.552.000). , aumentata di Euro 123,95 (L.240.000) per i figli di età inferiore a tre anni. Inoltre la misura base della detrazione sarà aumentata a Euro 303,68 (L.588.000) ed a Euro 336.73 ( L.652.000 ) per i figli successivi al primo, se il reddito complessivo del beneficiario non è superiore a Euro 51.645,69 ( L.100.000.000)
In caso di mancanza del coniuge la detrazione che sarebbe spettata per il coniuge passa al primo dei figli a carico, ma il contribuente può, in questo caso, optare per la misura più favorevole. La detrazione per i figli a carico deve essere ripartita tra coloro che ne hanno diritto tenendo conto dell'effettiva partecipazione di ciascuno di essi al mantenimento dei figli stessi, e ogni genitore deve calcolare la parte di detrazione a lui spettante in base al proprio livello di reddito.
Aliquote IRPEF (art. 2, comma 6)
Viene prevista la sospensione, per l'anno 2002, dell'applicazione della disposizione di cui all'articolo 2, comma 1, lettera c), della legge 23 dicembre 2000, n. 388. Tale norma prevedeva una graduale riduzione delle aliquote dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, da realizzarsi negli anni 2002 e 2003. La sospensione della rimodulazione delle aliquote Irpef, come espressamente chiarito dalla relazione governativa di accompagnamento al provvedimento, ha l'obiettivo di assicurare, insieme alla normativa che interessa le detrazioni per carichi di famiglia, un regime più favorevole alle famiglie, in particolare a quelle più numerose e con redditi contenuti, nell'ottica di privilegiare le famiglie rispetto alla generalità dei contribuenti nell'attuazione dell'onere tributario. Pertanto, per il periodo d'imposta 2002: restano in vigore le aliquote di imposta per scaglioni di reddito nella misura percentuale già prevista per il 2001; Pertanto per il 2002 resta confermata l'aliquota IRPEF del 24% in luogo del 23% per i redditi superiori a 20 milioni ma non a 30 milioni, così come quella del 39% in luogo del 38,5% per i redditi che superano 60 milioni ma non 135 milioni e quella del 45% in luogo del 44,5% per i redditi oltre i 135 milioni.
Proroga della detrazione dei 36% e dell'aliquota IVA dei 10% sugli interventi di recupero del patrimonio edilizio (art. 9, commi da 1 a 3 )
Viene prorogato al 31 dicembre 2002 il termine di vigenza dell’agevolazione prevista dall’articolo 1 della legge n. 449 del 1997, consistente nella detrazione del 36 per cento delle spese sostenute per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio. La detrazione spettante in relazione agli oneri sostenuti nel 2002 deve pero’ essere ripartita obbligatoriamente in dieci quote annuali di pari importo e non più cinque come consentità fino all’anno 2001. Viene inoltre chiarito che per i lavori realizzati nell’anno 2002, nel caso in cui gli stessi concretizzino la prosecuzione di interventi iniziati in data anteriore al 1° gennaio 2002, ai fini della determinazione dell’importo massimo delle spese ammesse a fruire della detrazione, pari a euro 77.468,53 (150 milioni di lire) per unità immobiliare, occorre tenere conto anche delle spese sostenute negli anni pregressi. Per i lavori realizzati nell’anno 2002 e non costituenti prosecuzione di interventi iniziati negli anni precedenti il limite annuo di euro 77.468,53 (pari a 150 milioni di lire) non subisce invece limitazioni.
Detrazione d’imposta per l’acquisto di immobili ristrutturati (Art. 9, comma 2)
La disposizione intende estendere il beneficio della detrazione d’imposta, previsto dall’articolo 1 della legge n. 449 del 1997, in favore degli acquirenti e degli assegnatari di unità abitative collocate in immobili ristrutturati da parte d’imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare o da cooperative edilizie. La disposizione si applica a partire dal 1° gennaio 2002 alle seguenti condizioni : 1. l’acquisto o l’assegnazione dell’unità abitativa deve avvenire entro il 30 giugno 2003; 2. l’unità immobiliare ceduta o assegnata deve far parte di un edificio sul quale sono stati eseguiti interventi di restauro e di risanamento conservativo o di ristrutturazione edilizia (lettere c) e d) dell’articolo 31, comma 1, della legge n. 457/78, riguardanti l’intero edificio; 3. i suddetti lavori devono essere eseguiti dall’impresa entro il 31 dicembre 2002. In mancanza di una preclusione ricavabile dalla lettura della norma, si ritiene che l’agevolazione possa spettare anche nell’ipotesi in cui i lavori di recupero siano stati ultimati prima del 1° gennaio 2002, semprechè siano stati interamente realizzati successivamente al 1° gennaio 1998, data di entrata in vigore della legge n. 449 del 1998, che ha introdotto la detrazione d’imposta in relazione alle spese sostenute per gli interventi di recupero degli immobili abitativi. 4. Ovviamente i relativi atti di vendita devono essere stipulati a partire dal 1° gennaio 2002 ed i pagamenti effettuati nell’anno 2002 e nel periodo 1° gennaio - 30 giugno 2003. 5. In virtù del disposto della norma la detrazione è pari al 36 per cento di un ammontare forfetario pari al 25 per cento del prezzo di vendita o di assegnazione dell’immobile, risultante dall’atto di acquisto o di assegnazione. La spesa su cui calcolare la detrazione non può comunque eccedere l’importo massimo di euro 77.468,53 (pari a 150 milioni di lire).
Al fine di fruire della detrazione d’imposta l’acquirente deve trasmettere la comunicazione di cui al decreto ministeriale 18 febbraio 1998, n. 41, entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel quale si fruisce della detrazione, al Centro Operativo di Pescara,. Ciò anche nell’ipotesi in cui il Centro di servizio territorialmente competente non sia ancora soppresso, ai sensi del provvedimento emanato dall’Agenzia delle entrate il 28 dicembre 2001. Infine, con il comma 3, viene prorogata fino al 31 dicembre 2002 l'applicazione dell'aliquota Iva del 10% agli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sugli edifici prevista dall'art. 7 della legge n. 488/1999. (Studio rag. Luigia Lumia - Bologna - )
Venezuela, cambio libero per il Bolivar
Il bolivar oscillera' liberamente sul mercato dei cambi. Lo ha annunciato il presidente Hugo Chavez. 'In questa maniera- ha spiegato- la nostra moneta nazionale contribuira' a far migliorare la situazione economica del Paese colpita dal calo dei prodotti peproliferi'.
Camera:RC auto, An vota con opposizione
La maggioranza dei deputati di An si e' schierata in Aula con l'opposizione su una questione procedurale riguardante la riforma dell'Rc auto. La Camera ha approvato emendamenti identici dell'opposizione e di An che hanno soppresso un articolo del provvedimento (collegato alla Finanziaria). Commissione e governo avevano espresso parere contrario. Il presidente della Camera Casini ha sospeso la seduta per un chiarimento. Al centro del dibattito sull'Rc auto, il ruolo delle societa' di assicurazione nella formazione delle liste provinciali delle imprese di autoriparazione (ad esempio i meccanici).
British Airways taglia 5.800 posti
Un taglio di 5.800 posti di lavoro per riportare i conti sotto controllo e ridurre l'indebitamento. Questa la decisione annunciata dalla British Airways. La societa' ha precisato che il taglio e' parte di un pacchetto di 7.200 unita' lavorative da ridurre gia' annunciato nei mesi scorsi. Dalla riduzione dell'organico, l'azienda spera di risparmiare circa un miliardo di euro all'anno.
Anas,Pg di Roma: Lunardi non e' indagato
Il ministro delle Infrastruttre Lunardi non e' indagato dalla procura di Roma La smentita arriva in una nota dello stesso procuratore capo Salvatore Vecchione. Il magistrato ha poi precisato che effettivamente e' arrivata in procura un'interrogazione parlamentare relativa al ministro,datata 5 novembre 2001 e firmata dai senatori Brutti, Donati, Fabris e Falomi. 'Sono molto amareggiato- ha dichiarato Lunardi- non solo per me ma soprattutto per lo stato di diritto di essere sbattuto in prima pagina come indagato'.
Aerei Usa sganciano pioggia di dollari sull'Afghanistan
News2000, http://news2000.iol.it/webmagazine, 14/02/2002
Dopo le bombe e le razioni umanitarie, i soldi
Una pioggia di dollari sull'Afghanistan, al confine con il Pakistan. Dopo le bombe, le razioni umanitarie e i volantini propagandistici, gli aerei Usa C-130 hanno lasciato cadere al suolo buste bianche contenenti una foto del presidente Bush e due biglietti da 100 dollari. Testimoni oculari hanno raccontato dello scatenarsi di non poche risse non appena la gente ha compreso il valore tutt'altro che simbolico dell'iniziativa americana: «Si sono spintonati e picchiati l'uno con l'altro per prendere le buste». Il denaro è l'ultimo messaggio dell'amministrazione Usa alla popolazione locale affinché collabori alla cattura dei due grandi fuggitivi, Osama e il mullah Omar. Infatti, proprio nella zona intorno a Kandahar su cui i C-130 per due volte, ieri pomeriggio e questa mattina, hanno fatto piovere i biglietti verdi, si ritiene possano avere trovato rifugio i due super ricercati.
L'Ici presenta un acconto maggiorato
Corriere.it, http://www.corriere.it/speciali/ici2001/ici2001.shtml, 14/02/2002
Più pesante la prima rata dell'imposta comunale sugli immobili:
la quota sale al 100% di quanto dovuto nei 6 mesi
L'operazione dichiarazione dei redditi non si è ancora conclusa che già si fa sotto un altro balzello. E piuttosto ingombrante: l'Ici. Entro il 2 luglio (il 30 giugno cade di sabato) i proprietari di case, terreni agricoli e aree fabbricabili devono versare la prima rata dell'imposta comunale sugli immobili. La novità di quest'anno sta proprio nel modo di calcolo e nel pagamento della prima tranche. L'importo da versare corrisponde ora al totale di quanto dovuto per il primo semestre, invece del 90% pagato fin dal 1993. Significa che il primo appuntamento con l'Ici ora è più salato, infatti si deve versare il 50% del totale dell'anno, al posto del «vecchio» 45%. Così nelle casse dei Comuni stanno per arrivare oltre 9.000 miliardi, quasi mille in più rispetto all'acconto 2000. L'aumento dal 45 al 50% può creare qualche problema per il contribuente, tenendo conto del ritardo con cui i Comuni approvano le nuove aliquote e detrazioni (o confermano le precedenti).
La Finanziaria 2001 - oltre a innalzare la prima rata di acconto - ha introdotto un nuovo sistema di calcolo che evita di dover rincorrere le delibere comunali: per essere in regola col versamento della prima rata si prende il totale pagato nel 2000 - comunque rapportato ai 12 mesi in caso di acquisto nel corso dell'anno - e lo si divide per due. Tutto semplice, allora? Sono agevolati i contribuenti che non hanno modificato il loro patrimonio immobiliare nel 2000 o nel 2001 e quelli residenti in Comuni che non hanno modificato la tassazione, mentre l'acconto potrebbe essere più complicato per chi ha effettuato acquisti e vendite (o ha ereditato). L'Anci, l'associazione dei Comuni italiani, ha precisato che i contribuenti non sono costretti a fare doppi calcoli e a districarsi tra regole vecchie e nuove. Nel caso siano già a conoscenza di aliquote e detrazioni 2001 possono utilizzarle direttamente per versare l'acconto.
In ogni modo i conteggi non eseguiti ora con le nuove aliquote saranno da fare a dicembre, con il versamento del saldo (scade il 20 dicembre). A parte l'aumento della prima rata, il quadro dell'Ici 2001 non è particolarmente fosco. La voracità dei Comuni, ad esempio, sembra essersi placata. È vero che al debutto, nel '93, l'Ici «valeva» 14 mila miliardi e in otto anni è arrivata a superare 18 mila miliardi, il 30% in più. Ma le stime realizzate dall'Anci indicano che l'incremento annuo è ora contenuto nello 0,3-0,5%. Il motivo di questa moderazione è semplice: i Comuni possono aumentare facilmente le entrate ritoccando l' addizionale Irpef, che colpisce tutti i contribuenti, mentre l'Ici è pagata solo dai proprietari di immobili.
Tra le novità positive, debutta l'esenzione dall'Ici per gli appartamenti affittati con contratto convenzionato (legge 431/98, articolo 2, comma 3), deliberata da Bologna e Pisa. Mentre altri enti locali, come Lodi, riservano all'affitto agevolato anche una parte della detrazione per l'abitazione principale. Anche i proprietari «apprezzano» la tendenza alla riduzione dell'Ici sugli immobili locati (la media nei capoluoghi di regione è scesa dal 4,14 del 2000 al 3,9 per mille quest'anno) che «sposta a carico della comunità una parte degli interventi in favore delle categorie più deboli che fino ad ora pesavano solo sulla proprietà edilizia», dice Corrado Sforza Fogliani, presidente di Confedilizia. Per contro le seconde case o gli immobili tenuti a disposizione sono spesso penalizzati con l'aliquota massima del 9 per mille. Anche l'aliquota ordinaria sale.
Altro punto su cui concentrare l'attenzione è il sistema di pagamento. Sono già più di mille i Comuni che hanno deciso di fare a meno del concessionario della riscossione e incassano direttamente i tributi locali. Significa che prima di utilizzare il vecchio bollettino di colore rosso conviene accertarsi che non sia stato sostituito da un altro con un diverso conto corrente postale. Per informazioni si possono visitare i siti Internet dell' Associazione dei Comuni italiani (www.ancicnc.it) o del proprio ente locale che solitamente si trova alla pagina che inizia con «www.comune.» cui si aggiunge il nome del comune e il dominio finale «.it» (ad esempio www.comune.milano.it oppure www.comune.roma.it o www.comune.monza.mi.it). Infine, altra nota positiva, molti Comuni hanno deliberato di aumentare la detrazione per la prima casa a 500.000 lire (o fino all'azzeramento dell'imposta) ai contribuenti con particolari situazioni familiari o con bassi redditi (occorre presentare un'apposita domanda). Inoltre sono sempre più numerosi gli enti locali che hanno deciso di trattare come l'abitazione principale anche gli appartamenti concessi in uso gratuito a un familiare che vi risiede stabilmente.
Aliquota ridotta anche per la prima casa di anziani ricoverati in case di cura (non locata). Insomma la giungla dell'Ici, anche per far spazio alle molte agevolazione, si è infittita. La stessa aliquota ordinaria ha di fatto perso questa particolarità, tanto che la si applica in pochi casi marginali. In molti Comuni va così in scena una vera sarabanda di aliquote: quella per la prima casa, quella per l'appartamento affittato come abitazione principale utilizzando il canale concordato, quella per gli immobili locati con un altro tipo di contratto, quella per lo sfitto e quella per le unità non locate da almeno due anni, quella per gli immobili costruiti ma destinati alla vendita e altre ancora per negozi, magazzini e attività varie a seconda della fantasia dell' ente locale. E i sindaci, di fantasia, sembrano averne fin troppa.
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