Source: https://job.fanpage.it/bonus-bebe-2018-la-normativa-sull-assegno-di-natalita-guida/
Timestamp: 2019-03-26 00:06:15+00:00
Document Index: 12463092

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 22', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 2963', 'art. 5', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 5']

Bonus bebé 2018: requisiti, ISEE, normativa sull’assegno di natalità [GUIDA]
Per ogni figlio nato o adottato nel 2018, ma anche dal 1 gennaio al 31 dicembre degli anni 2015, 2016 e 2017, è possibile richiedere il bonus bebè, un assegno a sostegno della natalità di 80 euro al mese per 1 anno (12 mesi per i nati nel 2018) o 3 anni (36 mesi per i nati dal 2015 al 2017) erogato dall’Inps. Necessario un ISEE fino a 25.000 euro. E per chi ha un indicatore fino a 7.000 euro spettano 160 euro al mese. Dopo il decreto attuativo, una serie di circolari e messaggi Inps hanno chiarito in questi anni tutto su requisiti, modalità di presentazione della domanda, domanda ISEE e DSU e cosa fare in caso di bonus bebé sospeso o in decadenza.
Inpsjob news 25 marzo 2018 13:21
Con la Legge di Bilancio 2018 è stato confermato il Bonus Bebé, l'assegno di natalità spettante per la nascita o l'adozione di un figlio nell'anno 2018. La novità più importante è che per le nascite dal 1 gennaio al 31 dicembre 2018 spettano 960 euro totali erogati in 12 mensilità.
L'assegno di 960 euro (80 euro al mese) spetta infatti fino al primo anno di età del bambino e non più fino ai tre anni di vita del bambino come era previsto per i figli nati o adottati tra il 1 gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017.
Per ottenere il bonus Bebé o assegno di natalità nell'anno 2018 bisogna considerare i requisiti e i limiti di reddito già previsti per il periodo 2015-2017, ossia un ISEE fino a 25.000 euro.
Coloro che che hanno un ISEE fino a 7.000 euro, il bonus raddoppia a 160 euro per 12 mesi per un totale di 1.920 euro.
Dopo il decreto attuativo che introdusse, l’Inps ha emesso una circolare nel 2015 per disciplinare l'erogazione dell'assegno di natalità nella quale precisava le modalità e termini di presentazione della domanda, poi nel corso degli anni l'Istituto è intervenuto più volte e nel 2018 ha emesso un'altra circolare per riepilogare le novità del 2018 e la normativa sul bonus bebè.
Ecco quindi la guida completa sulla normativa sul bonus bebè – assegno a sostegno della natalità (D.P.C.M. 27 febbraio 2015, circolare Inps n. 93 del 08/05/2015 e circolare Inps n. 50 del 19 marzo 2018). Disciplinano la misura anche i messaggi 4845/2015 (relativo al rilascio della procedura di gestione dell’assegno), il messaggio n. 5145/2015 (contenente precisazioni), i messaggi n. 261/2017 e n. 1806/2017 contenenti, tra l’altro, le istruzioni per le domande sospese per mancanza/irregolarità del modello SR163 e la presenza di omissioni/difformità nell’attestazione ISEE, nonché i messaggi n. 4255/2016 e n. 4476/2017 sul rinnovo annuale della DSU.
Bonus Bebè 2018: le novità
Bonus bebé: cosa non cambia
Bonus bebé: quanto spetta anno per anno
Bonus bebé e ISEE
ISEE: per richiedere il bonus ci vuole la D.S.U.
DSU da rinnovare per ogni anno
Sul bonus bebé non si paga l’Irpef
Termini presentazione domanda telematica
Bonus bebè: invio domanda
Bonus bebé e modello SR163
Come l’Inps comunica l’accoglimento della domanda
Domanda sospesa bonus bebé: perché e cosa fare
Bonus bebè e pagamenti indebiti
Domande respinte: ecco cosa fare
Mancata presentazione DSU e perdità mensilità bonus bebé arretrati
Pagamento bonus bebé Inps a rate mensili
Bonus bebè e parto gemellare o adozioni plurime
Cause di decadenza: quando si perde il diritto al bonus bebé
Quando la domanda può essere presentata due volte
Adozione e assegno di natalità
Bonus bebé e affidamento temporaneo
Bonus bebé e attestazioni ISEE con omissioni o difformità sul patrimonio mobiliare
Bonus bebè ISEE corrente: validità e rinnovo
Le novità per il 2018 relativamente al bonus bebé sono per certi versi negative, il rinnovo della misura per i nati nel 2018 è avvenuto ma con un cambiamento della durata.
La Legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Legge di Bilancio 2018), all'art. 1 comma 248, ha ridotto il diritto al bonus bebé fino al primo anno di vita o di adozione del bambino:
"L'assegno di cui all'articolo 1, comma 125, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, è riconosciuto anche per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 e, con riferimento a tali soggetti, è corrisposto esclusivamente fino al compimento del primo anno di età ovvero del primo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito dell'adozione".
E' questa quindi la nuova normativa sul bonus bebé o assegno di natalità dal 2018.
Risorse per assegno di natalità 2018. La stessa Legge affida all'Inps la gestione del bonus bebé e prevede la spesa di:
185 milioni di euro per il 2018;
218 milioni di euro per l'anno 2019.
Nel caso vi siano scostamenti rispetto a tali spese, la legge prevede che "con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro della salute, si provvede a rideterminare l'importo annuo dell'assegno e i valori dell'ISEE di cui all'articolo 1, comma 125, della legge 23 dicembre 2014, n. 190″.
La legge si limita a rideterminare quindi la misura del bonus bebé e quindi l'Inps nella circolare n. 50 del 2018 riepiloga tutta la misura, definendo gli adempimenti per i nati o adottati nel 2018, ma rinviando alla normativa prevista dalla sua stessa circolare n. 93/2015 per quanto riguarda requisiti, limiti di reddito e quant'altro.
La legge n. 205/2017 (Legge di Bilancio 2018) si pone, quindi, in continuità temporale con la legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015), istitutiva dell’assegno di natalità e tuttora in vigore, rispetto alla quale presenta alcune differenziazioni opportunamente precisate con la circolare n. 50/2018.
Dal delineato quadro normativo, ed in particolare dal richiamo alla legge n. 190/2014 (Legge di Stabilità 2015) contenuto nella legge n. 205/2017 (Legge di Bilancio 2018), deriva che, ad eccezione di ciò che attiene al periodo della natalità/adozione (triennio 2015-2017 ovvero anno 2018), alla durata massima dell’assegno (triennale ovvero annuale) e ai limiti di spesa, ogni altro aspetto dell’assegno di natalità ex L. n. 205/2017 resta disciplinato dalla normativa contenuta nella legge n. 190/2014 e nel D.P.C.M. 27 febbraio 2015.
corresponsione dell’assegno, su domanda, a carico dell’INPS ed obbligo di monitoraggio da parte dell’Istituto mediante relazioni mensili al Ministero del lavoro e delle politiche sociali ed al Ministero dell’economia e delle finanze al fine di segnalare rischi di scostamento dai limiti di spesa (tale monitoraggio è peraltro previsto anche dall’articolo 1, comma 249, della legge n. 205/2017);
Dal 1° gennaio 2018, dunque, l’assegno di natalità trova la sua disciplina in due distinte leggi: la legge n. 205/2017, relativa agli eventi che si verificheranno nel corso del 2018, che prevede un assegno di durata massima annuale, e la legge n. 190/2014, entrata in vigore il 1° gennaio 2015, riferita agli eventi verificatisi nel triennio 2015-2017, che prevede un assegno di durata massima triennale e, proprio per tale specifico motivo, ancora in corso di applicazione.
E' opportuno quindi riepilogare brevemente quanto spetta anno per anno alle famiglie in termini di assegno di natalità:
Bonus bebè 2015 – 2016- 2017: 960 euro all'anno per 3 anni (80 euro per 36 mesi) per i nati o adottati nell'anno 2015 o anno 2016 o anno 2017, se l'ISEE della famiglia è fino a 25.000 euro;
1.920 euro all'anno per 3 anni (160 euro per 36 mesi) per i nati o adottati nell'anno 2015 o anno 2016 o anno 2017, se l'ISEE della famiglia è fino a 7.000 euro;
Bonus bebè 2018: 960 euro all'anno per 1 anno (80 euro per 12 mesi) per i nati o adottati nell'anno 2018, se l'ISEE della famiglia è fino a 25.000 euro;
1.920 euro all'anno per 1 anno (160 euro per 12 mesi) per i nati o adottati nell'anno 2018, se l'ISEE della famiglia è fino a 7.000 euro.
Il bonus bebè, l’assegno di natalità è riconosciuto, a beneficio dei nuclei familiari:
per ogni figlio nato o adottato tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2018 esclusivamente fino al compimento del primo anno di età ovvero del primo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito dell'adozione;
per ogni figlio nato o adottato tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017 fino ai tre anni di vita del bambino oppure fino ai tre anni dall’ingresso del figlio adottivo (“ingresso del minore adottando nel nucleo familiare adottante su ordinanza del Tribunale per i minorenni che dispone l’affidamento preadottivo di cui dell’art. 22 co. 6 della legge 184/1983”) nel nucleo familiare a seguito dell’adozione (data nella quale la sentenza di adozione è divenuta definitiva).
Quindi l'agevolazione spetta non solo come assegno per il primo figlio nato nel 2018, ma anche per tutti gli altri figli nati o che nasceranno dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2017.
Trattasi infatti di una delle agevolazioni sulle nascita nel 2018, ma anche nel 2015, nel 2016 e nel 2017.
Una delle domande più ricorrenti riguarda il diritto al bonus bebé per conviventi e se il bonus bebé 2018 spetta per il secondo figlio. La risposta è positiva, l'agevolazione spetta come bonus per il primo figlio ma anche per l'eventuale secondo figlio nato nel periodo.
Per quanto riguarda il bonus bebè, i requisiti del soggetto richiedente, la domanda di assegno può essere presentata dal genitore, anche affidatario, che sia in possesso dei seguenti requisiti:
cittadinanza italiana, oppure di uno Stato dell’Unione Europea oppure, in caso di cittadino di Stato extracomunitario, permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Ai fini del presente beneficio ai cittadini italiani sono equiparati i cittadini stranieri aventi lo status di rifugiato politico o lo status di protezione sussidiaria;
Tutti i requisiti del bonus bebé devono essere posseduti al momento di presentazione della domanda.
Chi presenta la domanda per bonus bebé? La domanda deve essere quindi presentata dal genitore, anche affidatario, che sia in possesso dei requisiti di cui sopra.
Se il genitore avente diritto è minorenne o incapace di agire per altri motivi, la domanda può essere presentata dal legale rappresentante in nome e per conto del genitore incapace. I predetti requisiti devono essere comunque posseduti dal genitore minorenne o incapace.
Nel caso in cui il figlio venga affidato temporaneamente a terzi, la domanda di assegno può essere presentata dall’affidatario. L’assegno è concesso in relazione ad affidamenti temporanei disposti presso una famiglia oppure una persona singola a beneficio del nucleo familiare presso cui il minore è collocato temporaneamente.
In particolare, i cittadini extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno UE oppure in possesso del permesso di soggiorno per asilo politico autocertificano il possesso di tali titoli inserendone gli estremi nella domanda telematica. Le verifiche dei titoli di soggiorno sono effettuate dall’INPS mediante accesso alle banche dati rese disponibili dal Ministero degli Interni e da altre Amministrazioni. All’esito di tali verifiche, la sede INPS territorialmente competente potrà richiedere l’esibizione del titolo di soggiorno qualora ciò si renda necessario per esigenze istruttorie.
Riguardo ai provvedimenti giudiziari (quali, ad esempio, ordinanza di affidamento preadottivo, provvedimento giudiziario di affidamento esclusivo o di affidamento temporaneo) è necessario che il richiedente, ove non abbia allegato il provvedimento alla domanda, abbreviando in tal maniera i tempi di definizione del procedimento amministrativo, indichi il Tribunale che lo ha emanato e gli elementi che ne consentano il reperimento (la sezione del tribunale, la data di deposito in cancelleria ed il relativo numero).
L'assegno di natalità spetta solo in presenza di una condizione che riguarda il reddito del nucleo familiare del genitore richiedente, al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio.
Necessario un ISEE non superiore a 25.000 euro annui. Viene posta un’importante condizione reddituale. Il comma 125 stabilisce che l’assegno è corrisposto “a condizione che il nucleo familiare di appartenenza del genitore richiedente l'assegno sia in una condizione economica corrispondente a un valore dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), stabilito ai sensi del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159, non superiore a 25.000 euro annui”.
Tale condizione reddituale è confermata per il bonus bebé 2018, così com'era presente per il bonus bebè per i figli nati o adottati dal 2015 al 2017.
L’assegno è previsto per i figli di cittadini italiani o comunitari oppure per i figli di cittadini di Stati extracomunitari con permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, residenti in Italia, a condizione che il nucleo familiare di appartenenza del genitore richiedente sia in una situazione economica corrispondente ad un valore dell’ISEE non superiore ai 25.000 euro annui.
160 euro mensili per chi ha un ISEE non superiore a 7.000 euro annui. Il bonus bebè raddoppia in caso di famiglie con condizioni reddituali basse. Il comma 125 si conclude in questo modo: “Qualora il nucleo familiare di appartenenza del genitore richiedente l'assegno sia in una condizione economica corrispondente a un valore dell'ISEE, stabilito ai sensi del citato regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 159 del 2013, non superiore a 7.000 euro annui, l'importo dell'assegno di cui al primo periodo del presente comma è raddoppiato”.
Qualora il figlio nato o adottato nel triennio 2015- 2017 sia collocato temporaneamente presso un‘altra famiglia ai sensi dell’art. 2 della legge 184 del 1983, l’assegno è corrisposto all’affidatario, su apposita domanda e limitatamente al periodo di durata dell’affidamento.
Ai fini dell’erogazione del bonus bebè, il valore dell’ISEE (fino a 25.000 euro o fino a 7.000 euro) è calcolato in riferimento al nucleo familiare del genitore richiedente. Qualora il minore sia affidato temporaneamente ad una famiglia, il requisito dell’ISEE è calcolato con riferimento al nucleo familiare del quale fa parte il minore affidato. I minori in affidamento temporaneo sono considerati nuclei familiari a sé stanti fatta salva la facoltà del genitore affidatario di considerarli parte del proprio nucleo.
Come precisato con il messaggio Inps n. 261/2017, per verificare la sussistenza del diritto e della misura dell’assegno occorre prendere a riferimento l’ISEE minorenni del minore per il quale si richiede il beneficio. Il valore dell’ISEE minorenni è riportato nella specifica tabella dell’attestazione, denominata “prestazioni agevolate rivolte a minorenni o a famiglie con minorenni”.
Per poter richiedere l’assegno bonus bebè è necessario preliminarmente presentare una Dichiarazione Sostitutiva Unica (di seguito D.S.U.) secondo le nuove regole introdotte dal citato D.P.C.M. n. 159/2013. E’ necessario altresì che nel nucleo familiare indicato nella predetta D.S.U. sia presente il figlio nato, adottato, o in affido preadottivo.
Pertanto, per la domanda di assegno non può essere utilizzata la DSU che, sebbene sia in corso di validità, sia stata presentata prima della nascita o dell’ingresso in famiglia del figlio nato, adottato o in affido preadottivo. Le domande non precedute da DSU comprensiva dell’indicazione del bambino sono respinte per ISEE non reperito. In tali casi, sarà necessario presentare una nuova domanda dopo aver presentato la DSU.
Esempio 1: in caso di DSU presentata a gennaio 2018 e nascita del bambino a marzo 2018, per la domanda di assegno non può essere utilizzata la DSU presentata a gennaio, ma occorre presentarne un’altra nella quale sia incluso il minore per il quale si richiede il beneficio ed a seguire presentare la domanda di assegno.
Esempio 2: nascita o ingresso in famiglia del figlio ad ottobre 2015 – domanda di assegno con D.S.U. presentata a novembre 2015 e valida fino al 15 gennaio 2016 – presentazione della nuova D.S.U. dal 15 al 31 gennaio 2016: il pagamento mensile dell’assegno, qualora il requisito dell’ISEE si mantenga entro la soglia di 25.000 euro, prosegue a febbraio 2016 senza soluzione di continuità.
Esempio 3: nascita o ingresso in famiglia del figlio ad ottobre 2015 – domanda di assegno con D.S.U. presentata a novembre 2015 e valida fino al 15 gennaio 2016 – presentazione della nuova DSU il 20 marzo 2016: il pagamento mensile dell’assegno è sospeso per i mesi di febbraio e marzo 2016. Ad aprile 2016, se il requisito dell’ISEE si è mantenuto entro la soglia di 25.000 euro, riprende il pagamento dell’assegno con accredito anche delle mensilità sospese (febbraio e marzo 2016).
L’eventuale presenza di omissioni o difformità rilevate dall’Agenzia delle Entrate nell’attestazione ISEE, a seguito dei controlli svolti dalla stessa, comporta la sospensione dell’istruttoria della domanda o del pagamento dell’assegno.
Le omissioni o difformità possono essere sanate con una nuova DSU (da cui derivi il rilascio di un’attestazione priva di tali anomalie) o da idonea documentazione giustificativa, così come illustrato nei messaggi Inps n. 261/2017 e n. 1806/2017.
Come precisato con i messaggi Inps n. 4255/2016 e n. 4476/2017, benché la domanda di assegno si presenti di regola una sola volta, solitamente nell’anno di nascita o di adozione del figlio, è necessario tuttavia che il richiedente l’assegno, per ciascun anno di spettanza del beneficio, rinnovi la DSU.
Tale precisazione operata dall'Inps vale ovviamente solo per coloro che hanno richiesto il bonus bebé per i nati dal 2015 al 2017, mentre per i nati dal 2018, essendo la prestazione spettante per un solo anno, essa va presentata una volta.
La misura dell’assegno dipende dal valore dell’ISEE calcolato con riferimento al nucleo familiare. In particolare, l’importo annuo dell’assegno è pari a:
Per ogni figlio nato o adottato o in affido preadottivo tra il 1° gennaio 2018 e il 31 dicembre 2018 l’assegno spetta esclusivamente fino al compimento del primo anno di età ovvero del primo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito dell’adozione o affido preadottivo (L. n. 205/2017). Ne deriva che la durata massima bonus bebé 2018 è di 12 mensilità.
Durata di 36 mensilità per i nati o adottati dal 2015 al 2017: 80 euro al mese per 3 anni consecutivi. Il comma 125 dell’art. 1 della Legge di Stabilità 2015 detta la durata le condizioni di spettanza del bonus bebè di 80 euro. Riguardo alla durata viene stabilito che “L’assegno di 80 euro mensili o bonus bebè è corrisposto fino al compimento del terzo anno di età ovvero del terzo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito dell'adozione per i figli di cittadini italiani o di uno Stato membro dell'Unione europea o di cittadini di Stati extracomunitari con permesso di soggiorno”.
Bonus bebé quando pagano? L’assegno è erogato per massimo 36 mensilità che si computano a partire dal mese di nascita/ingresso in famiglia.
Qualora il minore venga affidato temporaneamente a terzi, l’assegno decorre dalla data del provvedimento di affidamento disposto dal giudice oppure dal provvedimento del servizio sociale reso esecutivo dal giudice tutelare.
Per quanto riguarda gli aspetti fiscali, l’articolo 2, comma 1 del D.P.C.M., prevede lo specifico richiamo all’articolo 1, comma 125 della Legge 23 dicembre 2014, n. 190, e quindi stabilisce che l’assegno non concorre alla formazione del reddito complessivo di cui all’articolo 8 del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
Pertanto si tratta di 80 o 160 euro netti al mese.
La domanda di assegno deve essere presentata in via telematica, sulla base delle istruzioni ed entro i termini di cui alla circolare Inps n. 93/2015, una sola volta per ciascun figlio nato o adottato o in affido preadottivo nel periodo tra il 1° gennaio 2018 e il 31 dicembre 2018. La stessa disposizione riguardava la domanda di assegno per ciascun figlio nato o adottato o in affido preadottivo nel triennio 2015-2017.
Come già detto, benché la domanda sia di regola unica per ciascun figlio, il richiedente è tenuto a presentare ogni anno la Dichiarazione Sostituiva Unica.
Domanda entro 90 giorni dalla nascita o adozione. Nel caso di figlio nato o adottato o in affido preadottivo, la domanda può essere presentata da uno dei genitori entro 90 giorni dalla nascita oppure dalla data di ingresso del minore nel nucleo familiare a seguito dell’adozione o dell’affidamento preadottivo.
Bonus bebé spetta e decorre dalla nascita del figlio. Nel caso di cui sopra, l'Inps precisa che "la prestazione, in presenza di tutti i requisiti, è riconosciuta a decorrere dal giorno di nascita o di ingresso nel nucleo familiare del minore (art. 4 del D.P.C.M. n. 159/2013)".
Periodo transitorio (eventi 1° gennaio – 27 aprile 2015). In via transitoria, considerato che il beneficio è in vigore dal 1° gennaio 2015, per le nascite/adozioni/affidamenti preadottivi avvenuti tra il 1° gennaio 2015 e la data di entrata in vigore del D.P.C.M. (27 aprile 2015), i termini di 90 giorni per la presentazione della domanda decorrono da tale data. Pertanto, per gli eventi predetti (nascite/adozioni/ affidamenti preadottivi avvenuti tra il 1° gennaio 2015 ed il 27 aprile 2015) il termine di 90 giorni, utile per presentare tempestivamente la domanda di assegno, coincide con il 27 luglio 2015. Resta fermo che, per tali eventi, le domande di assegno possono essere presentate tardivamente, ossia oltre il 27 luglio 2015; in tale caso l’assegno spetta a decorrere dalla data di presentazione della domanda.
Come si calcolano i 90 giorni. Ai fini del computo del termine di 90 giorni si riporta quanto previsto dall’art. 2963 del Cod. Civ.: il termine si computa secondo il calendario comune; non si computa il giorno iniziale ed il termine si perfeziona con lo spirare dell'ultimo istante del giorno finale. Se il termine scade in giorno festivo, è prorogato di diritto al giorno seguente non festivo.
Vediamo ora le istruzioni Inps per la presentazione della domanda telematica per il bonus bebè.
Il servizio d'invio delle domande è disponibile attraverso il seguente percorso: -> Servizi per il cittadino -> Autenticazione con PIN -> Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito -> Assegno di natalità – Bonus bebè. Ecco dove presentare la domanda.
La domanda telematica deve essere quindi corredata dal modello SR163, denominato “Richiesta di pagamento delle prestazioni a sostegno del reddito”, reperibile nella sezione “Tutti i moduli” del sito www.inps.it, salvo che tale modello sia già stato presentato all’INPS in occasione di altre domande di prestazione.
Come presentare il modello SR163 per bonus bebé. Tale modulo può essere trasmesso con una delle seguenti modalità:
allegato in procedura mediante l’apposita funzione “gestione allegati” ((tale funzione si trova nell’ultima schermata riepilogativa, sopra il tasto di conferma dell’invio della domanda);
Ove tale documento sia mancante o incompleto o incongruente, la domanda verrà posta in stato “sospesa” così come specificato nei messaggi Inps n. 261/2017 e n. 1806/2017.
E’ possibile, comunque, acquisire documenti sia contemporaneamente alla trasmissione della domanda sia successivamente all’invio, ove ciò si renda necessario per integrare informazioni utili al completamento dell’istruttoria.
E' importante che il richiedente del bonus bebé sappia che il modello SR163 è stato modificato, inserendo il codice fiscale del richiedente la prestazione anche nella seconda pagina, in cui la Banca/Posta appone timbro e firma per la validazione del codice IBAN; occorre verificare l’effettivo utilizzo della nuova versione del modello SR163. L'utente deve verificare che in tale documento sia specificata la modalità di pagamento, già indicata nella domanda di assegno di natalità, i dati di riferimento dell’Agenzia o Filiale dell’Istituto di credito (Banca/Posta) che effettua il pagamento, nonché il codice IBAN riferito al rapporto finanziario del richiedente la prestazione, con data, timbro e firma del funzionario del competente Ufficio postale o della Banca. Si rinvia a quanto previsto nel messaggio n.1652/2016 per le ipotesi di banche on line.
L'operatore Inps verificherà la corrispondenza dei seguenti dati tra il modello SR163 e la domanda: modalità di pagamento, codice IBAN e codice fiscale dell’intestatario dell’iban. Si ricorda che in caso di domanda presentata da legale rappresentante di genitore minorenne/incapace il mezzo di pagamento prescelto deve essere intestato al genitore minorenne/incapace. Quindi in tale ipotesi, occorre verificare che il codice fiscale indicato nell’SR163 corrisponda al codice fiscale del genitore incapace indicato in domanda, consultando l’apposito pannello.
Essendo divenuta necessaria l’allegazione del modello SR163 da parte degli utenti e la verifica dello stesso da parte dell’operatore. Pertanto, dal 1° gennaio 2017, si trovano in stato "SOSPESA":
le domande presentate prive del modello SR163;
le domande corredate da tale modello fino a che l’operatore non effettua le verifiche che in seguito dettaglieremo e dà conferma del buon esito dell’istruttoria al termine dei controlli svolti.
Ora è importante rispondere alla domanda: bonus bebé quando pagano?
L’Inps sottopone le domande presentate ed acquisite nei sistemi gestionali INPS ad istruttoria automatizzata centralizzata. In presenza di tutti i requisiti previsti dalla normativa tali domande vengono liquidate in automatico e viene avviato il processo di pagamento centralizzato secondo le modalità indicate in domanda dal richiedente.
Nel caso in cui è necessario un approfondimento dell’istruttoria ed una integrazione di documentazione le domande vengono messe a disposizione della Sede Inps territorialmente competente per la loro definizione. Gli operatori INPS delle Strutture territoriali possono visualizzare tutti i dati della domanda e conoscerne lo stato di avanzamento.
Vi sono molteplici cause che possono portare alla sospensione della domanda per il bonus bebé. Una afferisce sicuramente alla presentazione del modello SR163. Ma vi sono altre cause che determinano lo stato di domanda stato "Sospesa”. E le dettaglia il messaggio Inps n.1806 del 28 aprile 2017.
Si tratta delle seguenti cause:
Domanda duplicata;
Isee con omissioni/difformità;
Istruttoria sr163: Verifica del Modello SR163;
Mancanza del Modello SR163;
Titolarità dell’IBAN non verificata.
Domanda duplicata bonus bebé. Tale ipotesi di sospensione si verifica quando è presente in procedura più di una domanda per lo stesso minore: in tale ipotesi occorre stabilire quale domanda debba essere accolta, ed a operare tale scelta è l’operatore Inps.
Domanda bonus bebè sospesa per Isee con omissioni/difformità. Come abbiamo ampiamente visto, può capitare che si via necessità di fornire una nuova DSU o presentare giustificazioni all’Inps.
qualora vi sia corrispondenza tra quanto dichiarato dall’utente e la documentazione prodotta, l’operatore dovrà selezionare l’operazione ‘Documentazione giustificativa valida per ISEE prot.(…) e confermarla; in questo modo si porrà fine alla sospensione e, a seconda dei casi, si completerà l’istruttoria della nuova domanda o si riprenderà il pagamento dell’assegno (incluse eventuali mensilità non ancora pagate per via della sospensione);
qualora invece, non essendovi corrispondenza tra i rapporti finanziari dichiarati e la documentazione prodotta, risultasse confermata l’omissione o la difformità, l’operatore dovrà selezionare l’operazione "Documentazione giustificativa NON valida" per ISEE prot.(…) e confermarla;
in automatico la procedura produrrà apposita comunicazione (analoga a quella relativa alla sospensione) con cui l’utente verrà informato della possibilità di presentare nello stesso anno di presentazione della DSU, recante le omissioni difformità, una nuova DSU. La domanda rimarrà sospesa fino a che il richiedente non presenterà una nuova DSU senza omissioni o difformità, oppure produca altra documentazione idonea
Verifica del Modello SR163. Questa situazione si verifica quando il richiedente invia il modello contestualmente alla domanda di assegno, oppure è stato allegato in un momento successivo tramite l’apposita funzione di allegazione documenti disponibile nella procedura di invio delle domande oppure con le modalità indicate nel messaggio n.1652/2016. La domanda rimane sospesa fino alle verifiche da parte dell’operatore Inps. Se vengono riscontrate anomalie, l’operatore dare esito negativo e da quel momento la domanda rimarrà sospesa e la procedura invierà in automatico una Pec/raccomandata al richiedente per informarlo della mancata validazione del modello e invitarlo a presentarne uno conforme o completo.
Analogamente, se il modello viene prodotto via pec, raccomandata o a mano dal richiedente e la verifiche hanno esito negativo l’operatore dovrà procedere con l’invio di una pec/raccomandata al richiedente per informarlo della mancata validazione del modello e invitarlo a presentarne uno conforme o completo.
Mancanza del Modello SR163. Questa situazione si verifica quando, al momento dell’istruttoria, il modello non risulta allegato. La domanda rimane sospesa fino alla produzione di SR163 da parte del richiedente, che può presentare il modello oltre che in via telematica anche via pec, raccomandata o consegna manuale.
Titolarità dell’IBAN non verificata. Tale causale si verifica quando l’utente, in fase di invio della domanda di assegno, ha dichiarato di avere già in pagamento una prestazione con lo stesso Iban indicato in domanda (e pertanto non ha allegato il modello) e tuttavia dai controlli automatici tale circostanza non risulta verificata. La domanda rimane sospesa fino alla produzione del modello SR163 ed alla validazione dello stesso da parte dell’operatore. Si fa presente che la procedura invia una pec o una raccomandata informando l'utente che manca il modello SR163.
La procedura andrà a verificare se la coppia codice fiscale-iban sia presente e sia validata nel sistema Scup. Se l’esito di tale verifica è positivo la domanda viene avviata al pagamento, viceversa, se l’accoppiamento non è verificato, ed è questa l’ipotesi di sospensione in esame, la domanda rimane in stato Sospesa. Anche in tal caso la procedura invia una comunicazione Pec o raccomandata con l’invito a presentare un modello SR163 con le modalità previste dal messaggio n.1652/2016.
Nei casi in cui l’operatore venga a conoscenza d’ufficio o a seguito di segnalazione che sono state erogate mensilità per l’importo doppio rispetto a quello spettante (160 € anziché 80 €) o non dovute per qualche altro motivo, è possibile cancellare il pagamento delle mensilità future fino all’esaurimento del debito. Occorre a tal fine entrare nel tabDATI PAGAMENTO ed utilizzare la funzione SOSPENDI RATE.
L’Inps, con il messaggio n. 5145 del 3 agosto 2015, fornisce alcune precisazioni sulla procedura di gestione delle domande di assegno di natalità. E soprattutto l’ente previdenziale indica come comportarsi se le domande sono state respinte per le seguenti motivazioni:
“non è stato reperito un ISEE valido”,
oppure “dalla dichiarazione ISEE non risulta convivente con il figlio per il quale è richiesto l’assegno”.
Inoltre, ove in tali ipotesi il riesame si concluda con un provvedimento di accoglimento, l’assegno verrà corrisposto con tutte le mensilità arretrate spettanti.
Accedendo con il PIN dispositivo sul sito web istituzionale alla stessa procedura di invio delle domande, è a disposizione degli utenti la funzione di comunicazione delle variazioni delle domande già inviate (ad esempio, variazione o correzione del codice iban, variazione della modalità di pagamento, variazione di recapiti eccetera).
Con riferimento alle domande da istruire, rende noto che a breve verrà implementata la procedura di gestione dell’assegno di natalità nell’ambito delle informazioni già presenti sullo “stato della domanda”.
E’ noto che a partire dall’anno 2015, l’Istituto gestisce le domande di assegno di natalità in oggetto e provvede al pagamento delle singole mensilità in favore dei soggetti aventi diritto. Le prime istruzioni di dettaglio sono state fornite con circolare Inps n. 93 dell’8 maggio 2015.
E' capitato che molti utenti, che hanno presentato domanda di assegno nel corso del 2015, non hanno provveduto per l’anno 2016 alla presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), utile al rilascio dell’ISEE per l’anno 2016. Ciò ha comportato per i predetti utenti, la sospensione dell’erogazione dell’assegno per le mensilità dell’anno 2016. Tali utenti avevano l'obbligo di presentare la DSU entro il 31 dicembre 2016. La mancata presentazione della DSU entro il 31 dicembre 2016, avrà come conseguenza non solo la perdita delle mensilità per l’anno 2016 ma anche la decadenza della domanda di assegno presentata a suo tempo nell’anno 2015. Al verificarsi di questa eventualità, l’utente che abbia i requisiti di legge per accedere al beneficio in questione avevano la possibilità di presentare una nuova domanda di assegno nel 2017 ma le mensilità spetteranno a partire dal mese di presentazione della nuova domanda senza possibilità di recuperare le mensilità dell’anno 2016.
Di analogo tenore è il messaggio n. 4476 del 2017 che ricorda tali obblighi e segnala che molti utenti, avendo presentato domanda di assegno per gli anni 2015/2016, non hanno ancora provveduto alla presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), utile al rilascio dell’ISEE per l’anno 2017. Ciò ha comportato per questi ultimi la sospensione dell’erogazione dell’assegno per l’anno in corso.
Tali richiedenti avevano tempo per presentare la DSU entro il 31 dicembre 2017 e questo adempimento è necessario ai fini dell’ISEE minorenni 2017.
La mancata presentazione della DSU entro il 31 dicembre 2017 avrà come conseguenza non solo la perdita delle mensilità per l’anno 2017, ma anche la decadenza della domanda di assegno presentata nell’anno 2016 (e in alcuni casi nel 2015).
Vediamo ora come viene pagato il bonus bebè, l'assegno per i bambini nati nel 2015-2017 e nell'anno 2018.
L’INPS corrisponde il beneficio in singole rate mensili, pari a 80 euro o 160 euro a seconda del valore dell’ISEE, secondo le modalità (conto corrente, bonifico domiciliato, ecc.) indicate dal richiedente nella domanda. L’eventuale richiesta di modifica della modalità di pagamento indicata in domanda deve essere corredata dal modello SR163 (cf. precedente paragrafo 5, messaggi n. 261/2017 e n. 1806/2017).
Come precisato con messaggio Inps n. 261/2017, in caso di parto gemellare e/o adozione plurima (ossia avvenuta contestualmente), occorre presentare un’autonoma domanda per ogni figlio nato o adottato.
E spetta il bonus bebé per entrambi i figli, quindi due rate mensili di 80 o 160 euro per 12 mesi, in caso di parto gemellare nell'anno 2018, o per 36 mesi, in caso di parto gemellare nel periodo dal 2015 al 2017.
Pertanto, nell’ipotesi di nascita o adozione di due o più gemelli, occorre presentare una apposita domanda per ciascuno di essi (quindi due o più domande a seconda dei nati o adottati).
L’erogazione del beneficio, cessa – oltre che per il raggiungimento dell'anno (nati nel o adottati 2018) o dei tre anni previsti dalla legge (terzo anno di vita del bambino oppure terzo anno dall’ingresso in famiglia del minore a seguito dell’adozione o dell’affidamento preadottivo per i nati dal 2015 al 2017) – al verificarsi di una delle cause di decadenza indicate all’art. 5 del D.P.C.M. nonché per la perdita di uno dei requisiti previsti dalla legge.
Tuttavia, al verificarsi di tali cause, la domanda di assegno può essere presentata, eventualmente, da un altro soggetto legittimato nei termini che in seguito vedremo. In tale caso, il pagamento è effettuato a tale nuovo richiedente. L’assegno termina anche nel caso di raggiungimento della maggiore età del figlio adottato.
compimento di un anno di età (nati nel 2018) o tre anni di età (nati nel periodo 2015-2017), compimento di un anno (adottati 2018) o di tre anni (adottati 2015-2017) dall’ingresso in famiglia del minore a seguito dell’adozione o dell’affidamento preadottivo;
perdita, da parte del richiedente, di uno dei requisiti previsti dalla legge (ad esempio, in caso di trasferimento della residenza all’estero, perdita del requisito della cittadinanza, ISEE superiore a 25.000 euro, provvedimento negativo del giudice che determina il venir meno dell’affidamento preadottivo ai sensi dell’art. 25, comma 7 della legge n. 184/1983);
affidamento del minore a persona diversa dal richiedente .
L’erogazione dell’assegno è altresì interrotta in caso di perdita di uno dei requisiti di legge di cui sopra o di provvedimento negativo del giudice che determina il venir meno dell’affidamento preadottivo ai sensi dell’art. 25 co. 7, legge 184/1983.
Il soggetto richiedente è tenuto a comunicare all’INPS nell’immediato, e comunque entro 30 giorni, il verificarsi di una delle cause di decadenza sopra riportate. Considerato che i flussi di pagamento sono automatizzati, è opportuno che tale comunicazione avvenga prima possibile al fine di evitare il generarsi di un pagamento indebito con conseguente azione di recupero da parte dell’Inps.
Il verificarsi delle cause di decadenza relative al richiedente non impedisce la presentazione della domanda di assegno da parte di un soggetto diverso, qualora per quest’ultimo sussistano i presupposti di legge per accedere al beneficio. Vediamo in questi casi i termini di presentazione della nuova domanda e di decorrenza dell’assegno.
Affidamento esclusivo ad un genitore. Qualora l’assegno sia stato già concesso ad uno dei genitori e, successivamente, il figlio venga affidato in via esclusiva all’altro genitore, o adottato solo dall’altro genitore, il primo decade dal diritto all’assegno, e quindi il genitore affidatario o adottivo può presentare una nuova domanda entro i 90 giorni dall’emanazione del provvedimento giudiziario di affido o di adozione. In tale caso, l’assegno spetta al genitore affidatario dal mese successivo a quello di emanazione del citato provvedimento.
Qualora il minore venga affidato temporaneamente ad una famiglia o persona singola, la domanda può essere presentata dall’affidatario entro il termine di 90 giorni dall’emanazione del provvedimento del giudice o del provvedimento dei servizi sociali reso esecutivo dal giudice tutelare. In tale caso l’assegno spetta a decorrere dal mese di emanazione del provvedimento di affido del Tribunale oppure del provvedimento di affido emanato dai servizi sociali (reso esecutivo dal giudice).
In caso di rinuncia al beneficio a favore dell’altro genitore, quest’ultimo può presentare una nuova domanda di assegno entro 90 giorni dalla rinuncia espressa.
Con riferimento all’evento adozione, premesso che è prevista la possibilità di presentare la domanda per il bonus bebé anche in occasione dell’affidamento preadottivo, occorre avere presente che:
2) i genitori affidatari che non hanno richiesto l’assegno in occasione dell’affidamento preadottivo, possono presentare domanda in occasione dell’adozione. Si precisa che, una volta intervenuta l’adozione del minore, è preclusa la possibilità di presentare la domanda a titolo di affidamento preadottivo (che dura di regola almeno un anno), poiché tale domanda risulterebbe, a questo punto, tardiva con conseguente perdita delle mensilità antecedenti alla presentazione della domanda. Il diritto all’assegno, in questo caso, spetta a decorrere dal mese di ingresso in famiglia a seguito dell’adozione, se la domanda è presentata tempestivamente cosi’ come disposto al paragrafo 5 della citata circolare n.93/2015.
Si precisa che in presenza di eventi differenti che riguardano lo stesso minore ma nuclei familiari diversi, il limite complessivo dei 36 mesi è calcolato in ragione del singolo evento. Quindi se per il figlio nato nel triennio 2015-2017 il nucleo familiare ha beneficiato di un certo numero di mensilità di assegno e poi, per il figlio stesso, si avviino le procedure per l’adozione, i genitori affidatari o adottivi possono beneficiare dell’assegno fino a 36 mesi. In questo caso, infatti, le mensilità concesse al nucleo familiare di origine non vengono considerate ai fini del calcolo dei 36 mesi eventualmente spettanti ai genitori affidatari o adottivi.
Con riferimento all’eventualità che il minore nato o adottato nel triennio 2015-2017 venga affidato temporaneamente, si precisa che per il limite dei 36 mesi vanno considerate sia le mensilità corrisposte a beneficio del nucleo dei genitori sia di quelle corrisposte a vantaggio dell’affidatario.
Si ribadisce al riguardo che l’assegno è richiesto e concesso ora ai genitori ora all’affidatario, a seconda che il figlio sia presso la famiglia di origine oppure presso l’affidatario. Quindi è possibile che:
1) i genitori abbiano richiesto il beneficio a seguito della nascita del figlio poi collocato temporaneamente presso l’affidatario: in tale caso, l’affidatario può richiedere l’assegno dalla data di affidamento e per la durata dello stesso. Se il figlio, entro i 3 anni di vita, ritorna presso il nucleo dei genitori, costoro possono presentare domanda di assegno (entro 90 giorni dalla fine del dell’affidamento temporaneo) per le mensilità residue. Tali regole si applicano anche nel caso in cui intervengano più affidamenti temporanei nei 3 anni di vita del bambino;
2) i genitori non abbiano richiesto l’assegno a seguito della nascita del figlio poi collocato temporaneamente presso l’affidatario: in tale caso non si esclude che i genitori possano presentare la domanda di assegno, per la prima volta, al termine dell’affidamento temporaneo e quindi in occasione del ritorno del figlio nella famiglia d’origine. La domanda in questo caso deve essere presentata entro 90 giorni dalla fine dell’affidamento temporaneo e l’assegno decorre dal mese successivo dal termine dell’affidamento temporaneo. Non è invece possibile recuperare le mensilità pregresse ossia quelle comprese tra il mese di nascita del figlio ed il mese dell’affidamento temporaneo.
L'assegno di natalità spetta anche se il minore è nato negli anni precedenti ma viene affidato nel periodo dal 2015 al 2018.
Nel caso in cui il figlio venga affidato temporaneamente a terzi (art. 5, comma 6, del D.P.C.M. 27 febbraio 2015) la domanda di assegno può essere presentata dall’affidatario (domanda presentata dopo quella del genitore naturale o adottivo ovvero in luogo del genitore naturale o adottivo). Si precisa che l’assegno è concesso in relazione ad affidamenti temporanei disposti presso una famiglia oppure una persona singola.
In tale ipotesi, data la natura provvisoria di questo istituto giuridico, sarà necessario fare riferimento all’evento principale che dà diritto alla prestazione. Pertanto, nel caso in esame, resta fermo che occorre risalire alla data di nascita, adozione o affido preadottivo del minore che deve cadere nell’anno 2018 (cfr. messaggio Inps n. 261/2017).
Affidamento temporaneo di minori nati o adottati fuori dal triennio 2015-2017: mancanza del presupposto per la concessione dell’assegno.
nel caso in cui la domanda di assegno sia presentata da persona che ha il minore in affidamento temporaneo (domanda presentata dopo quella del genitore naturale o adottivo ovvero in luogo del genitore naturale o adottivo), data la natura provvisoria di questo istituto giuridico che ben potrebbe essere limitato ad un breve periodo e porsi anche in continuità rispetto all’erogazione dell’assegno di natalità al genitore naturale del bambino, occorre verificare sempre l’evento principale che dà diritto alla prestazione. Pertanto, nel caso in esame, resta fermo che occorre risalire alla data di nascita, adozione o affido preadottivo del minore che deve essere avvenuta nel triennio di riferimento ossia tra il 1° gennaio 2015 ed il 31 dicembre 2017.
dell’avvenuta sospensione di istruttoria o pagamento per omissioni e/o difformità presenti nella DSU;
della possibilità di presentare entro il termine di 30 giorni una nuova DSU in linea con le risultanze dell’Agenzia delle Entrate; in alternativa, di produrre alla Struttura INPS la documentazione dell’intermediario (Banca, Poste Italiane, ecc.) che ha comunicato i rapporti finanziari all’Agenzia delle Entrate, per consentire all’INPS, quale Ente erogatore, di verificare la completezza e veridicità dei dati indicati nella DSU già presentata. Tale documentazione dovrà essere prodotta alle Strutture dell’Istituto da parte dell’utente entro dodici mesi dalla data di attestazione della DSU viziata dalle omissioni/difformità.
Esempio 1 – Nuova domanda di assegno e DSU presentate ad ottobre 2017 – Attestazione ISEE con omissioni/difformità – il cittadino presenta una nuova DSU entro novembre 2017 – la domanda di assegno è accolta e pertanto le mensilità da ottobre a dicembre 2017 sono erogate – nell’anno 2018 va presentata una nuova DSU
Esempio 2 – Nuova domanda di assegno e DSU presentata ad ottobre 2017 – Attestazione ISEE con omissioni/difformità – il cittadino presenta una nuova DSU il 10 gennaio 2018 – Tale DSU varrà per il 2018, ma non potrà essere utile per l’erogazione delle mensilità l’anno 2017.
Esempio 3 – Nuova domanda di assegno e DSU presentata a dicembre 2017 – Attestazione ISEE con omissioni/difformità – il cittadino produce a gennaio 2018 la documentazione dell’intermediario idonea a giustificare le omissioni/difformità riscontrate – La DSU presentata a dicembre 2017 giustificata consentirà l’erogazione della mensilità di dicembre 2017 – nell’anno 2018 va presentata una nuova DSU
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