Source: https://www.studioassociatoborselli.it/it/coronavirus-nessuna-casa-allasta-almeno-fino-al-01-giugno-2020/
Timestamp: 2020-04-08 15:27:06+00:00
Document Index: 183665728

Matched Legal Cases: ['art. 83', 'art. 83', 'art. 83', 'art. 631', 'art. 83', 'art. 490']

Coronavirus: nessuna casa all'asta fino al 01 giugno 2020?
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Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il D.L. del 17 marzo 2020 n. 18, denominato anche Decreto “Cura Italia”, sono state varate delle “misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico delle famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”.
In tale Decreto è stata riportata una specifica regolamentazione anche in materia di giustizia, in aggiornamento rispetto a quella già riportata nel Decreto-Legge n. 11/2020.
In particolare, i primi due commi dell’art. 83 del D.L. 18/2020, intitolato “Nuove misure urgenti per contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e contenerne gli effetti in materia di giustizia civile, penale, tributaria e militare”, prevede che:
Dalla lettura dei su riportati primi due commi dell’art. 83 del D.L. 18/2020 si evince chiaramente che nel “periodo cuscinetto” decorrente dal 9 marzo 2020 al 15 aprile 2020 tutti i procedimenti civili e penali, nonché tutti i termini di qualsivoglia attività giudiziaria, sono sospesi, salvo alcune eccezioni espressamente indicate nel Decreto-legge 18/2020 cui per brevità si rimanda. Gli effetti della sospensione riguardano anche gli atti introduttivi del giudizio e dei procedimenti esecutivi, ove per il loro compimento sia previsto un termine.
Ma quali effetti avrà precisamente il testo dell’art. 83 del D.L. 18/2020 sulle vendite giudiziarie afferenti alle procedure esecutive immobiliari?
È prevedibile che non vi sarà alcuna vendita giudiziaria almeno sino al 01.06.2020.
La data fissata per la vendita è da qualificarsi come una vera e propria udienza (art. 631 c.p.c.), che si tiene normalmente innanzi ad uno specifico professionista appunto delegato dal giudice dell’esecuzione immobiliare per le operazioni di vendita.
In applicazione dell’art. 83 D.L. 18/2020 la vendita dovrà essere quindi differita a data successiva al 15.04.2020. Ciò significa che tutte le vendite ricadenti nel periodo cuscinetto dovranno essere differite.
In tale contesto, però si rileva come molti Tribunali Italiani abbiano addirittura posticipato le attività di vendita a data successiva al 31.05.2020.
Probabilmente il termine del 31.05.2020 è dato dall’applicazione di quello previsto dall’art. 490 c.p.c., ove è disposto che la “pubblicità” delle vendite giudiziarie sul portale delle vendite pubbliche non deve essere inferiore a 45 giorni, decorrenti tra la pubblicazione dell’avviso (bando) e la data della vendita.
Quindi se si calcolano 45 giorni dal 15 aprile 2020 (escluso), si andrà al 30 maggio 2020 (sabato). Va da sé che le nuove vendite potranno avvenire solo a partire dal 01 giugno 2020 (lunedì).
Bisognerà soltanto capire se la volontà dei Tribunali, stando così le cose (augurandoci di una repressione del fenomeno patologico Covid-19, e quindi l’assenza di ulteriori rinvii e sospensioni dell’attività giudiziaria), sia quella di far cadere le vendite giudiziarie a partire dal 01.06.2020 o addirittura iniziare a pubblicarle da tale data.
Sta di fatto che il Coronavirus ha determinato in tutto il paese una condizione di profondo disagio, paura, preoccupazione, e generando, al contempo, la completa desertificazione delle città, dei luoghi pubblici e di intrattenimento, senza considerare inoltre il numero delle vittime.
Al di là dell’aspetto sanitario e sociale, già di per sé raccapricciante, è inevitabile considerare i danni economici che il suddetto virus ha prodotto nei confronti dell’intero sistema paese.
Si ritiene che tutti i su menzionati effetti avranno delle pesanti ripercussioni, ovviamente, anche nelle vendite giudiziarie, in quanto la visita dell’immobile, il deposito della busta, il presenziare all’attività di vendita (per quelle con modalità analogiche), richiedono spostamenti verso più luoghi, in un periodo in cui, invece, l’offerente “medio” è ben più impegnato ad arginare un possibile contatto con persone, per evitare di esser contagiato dal Covid-19.
Inoltre, il medesimo, potrebbe esser orientato verso operazioni di risparmio, e quindi di astensione dagli acquisti di immobili in genere, data l’incertezza economica futura del paese, non essendo prospettabile, almeno per il momento, una celere ripresa economica.
Nella descritta situazione di incertezza è altamente probabile che le offerte per l’aggiudicazione degli immobili saranno presentate in misura molto ridotta.
Quantomeno è sicuro che le difficoltà descritte ostacolino la massima partecipazione possibile alle vendite, o ne riducano considerevolmente la partecipazione, per il profondo turbamento che esse hanno prodotto nell’intera società civile.
Né sarà proficuo, per l’intera procedura esecutiva immobiliare pendente, un esperimento di vendita deserto, con ulteriore ribasso, considerato che è interesse dei debitori che la vendita avvenga al prezzo più alto possibile, così come non si dubita che di tale interesse sia foriera anche parte creditrice.
Tutto ciò rischierebbe quindi di creare un considerevole danno per tutte le parti della procedura esecutiva.
Sarà quindi importante per tutti i Tribunali Italiani emanare le opportune misure destinate ad avere il miglior impatto possibile nelle sfere patrimoniali di creditori e delle parti debitrici.