Source: https://crocevcastelleone.it/pagina.php?nome=statuto
Timestamp: 2019-10-23 20:52:28+00:00
Document Index: 157790286

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 21', 'art. 2', 'art. 22', 'art. 23', 'art. 24', 'art. 2', 'art. 25', 'art. 26']

CAPO PRIMO - DENOMINAZIONE, SEDE E SCOPO
art. 1) E’ istituita un’associazione di pubblica assistenza denominata “Associazione volontari Croce verde Castelleone”.
art. 2) L’associazione ha sede nel comune di Castelleone (Cremona).
art. 3) Lo scopo dell’associazione è quello di prestare l’assistenza urgente ed il trasporto dei feriti e malati gravi così come previsto dalla normativa vigente; offrire servizi di natura socio-assistenziale e socio-sanitaria per infermi, portatori di handicap, anziani, persone sole, svantaggiati sociali e quanto necessario al sollievo della persona;
esercitare attività di protezione civile; dedicarsi alle adozioni a distanza ed agli aiuti umanitari in favore di soggetti in condizioni economiche o di salute precarie oppure colpiti da calamità naturali; svolgere attività di cooperazione allo sviluppo ed alla solidarietà internazionale.
L’associazione, con delibera del proprio consiglio direttivo, può aderire ad organizzazioni che perseguano la promozione delle finalità ed il coordinamento delle attività previste dal presente statuto.
art. 4) L’associazione si ispira ai principi della democrazia ed a quelli della solidarietà umana e civile contenuti nella carta dei diritti dell’uomo; si informa a criteri di assoluta apartiticità.
art. 5) L’associazione non persegue finalità di lucro e destina ogni provento, anche derivante da attività commerciali o produttive accessorie o da altre forme di autofinanziamento, per i fini istituzionali di cui all’articolo tre.
I soci o gli amministratori non possono in nessun modo partecipare alla distribuzione degli eventuali profitti derivanti dallo svolgimento delle attività associative né pretendere la erogazione di alcun tipo di quote in caso di recesso.
CAPO SECONDO - PATRIMONIO ED ESERCIZI SOCIALI
art. 6) Il patrimonio dell’associazione è costituito da:
b) lasciti o legati destinati all’incremento del patrimonio.
art. 7) Le entrate dell’associazione derivano da:
a) quote annuali dei soci e loro contributi;
b) erogazioni liberali di privati;
c) contributi dello Stato, di enti o di istituzioni pubbliche, anche finalizzati esclusivamente al sostegno di specifiche e documentate attività o progetti;
f) entrate provenienti da attività commerciali o produttive marginali;
g) donazioni ed altri proventi.
art. 8) L’anno sociale ha inizio il primo gennaio e termina il trentun dicembre. Alla fine di ogni esercizio sociale il consiglio direttivo provvede alla redazione dei bilanci consuntivo e preventivo, da sottoporre all’approvazione dell’assemblea entro i primi tre mesi dell’anno successivo.
art. 9) I soci prestano in modo personale, continuativo, spontaneo e gratuito, tramite l’associazione, senza fini di lucro anche indiretto, la loro attività esclusivamente per il raggiungimento degli scopi della stessa e versano la quota sociale;
i soci onorari sono coloro che si sono resi particolarmente benemeriti dell’associazione. Non sono tenuti ad impegnarsi nel servizio attivo; devono versare la quota sociale nella misura e con le modalità stabilite per i soci effettivi;
i soci sostenitori sono i soggetti che apportano quote superiori a quella sociale così come specificato nel regolamento di attuazione; non sono tenuti a prestare servizio attivo.
La classificazione tra effettivi, onorari e sostenitori non implica alcuna differenza di trattamento in relazione ai diritti ed ai doveri dei soci; tutti godono, in particolare, dell’elettorato attivo e passivo.
art. 10) I soci devono esser maggiorenni e non superare l’età prevista dal regolamento di attuazione; hanno l’obbligo di osservare lealmente il presente statuto, i regolamenti e le deliberazioni adottate dagli organi sociali; devono svolgere le attività preventivamente concordate e mantenere un comportamento conforme alle finalità dell’associazione.
Essi hanno diritto a frequentare i locali dell’associazione e prender parte a tutte le iniziative e le manifestazioni promosse dalla stessa; partecipare alle assemblee (se in regola con il versamento della quota associativa annuale); esser coinvolti nelle attività promosse dall’associazione ed usufruire di tutti i servizi; conoscere i programmi con i quali l’associazione intende attuare gli scopi sociali; accedere agli atti ed ai registri della stessa; proporre progetti ed iniziative da sottoporre all’esame del consiglio direttivo; discutere ed approvare i rendiconti economici; dare le dimissioni in qualsiasi momento.
CAPO QUARTO - ORGANI SOCIALI
art. 11) Sono organi dell’associazione:
CAPO QUINTO - ASSEMBLEA
art. 12) Le assemblee sono ordinarie e straordinarie. Vengono convocate, su delibera del consiglio direttivo o su richiesta scritta e motivata di almeno un decimo dei soci, dal presidente dell’associazione. La convocazione è fatta mediante avviso, da inviare per iscritto a tutti i soci almeno dieci giorni prima, contenente luogo, data ed ora della prima e della eventuale seconda convocazione nonché l’ordine del giorno. Detto invito può essere consegnato a mano all’interessato presso la sede dell’associazione oppure inoltrato a domicilio per posta ordinaria o elettronica o via fax oppure tramite appositi incaricati.
art. 13) L’assemblea ordinaria:
discute ed approva la relazione morale, i bilanci consuntivo e preventivo;
approva e modifica i regolamenti di attuazione e di servizio;
stabilisce, ogni anno, l’importo delle quote sociali;
in vista del rinnovo delle cariche fissa il numero dei consiglieri e dei revisori da eleggere;
delibera su tutti gli altri oggetti attinenti la gestione sociale riservati alla sua competenza dal presente statuto e dai regolamenti oppure sottoposti al suo esame dagli amministratori;
delibera in merito alla responsabilità dei membri del consiglio direttivo, dei probiviri e dei revisori dei conti. Nei casi previsti dal presente comma i componenti dei rispettivi organi non hanno diritto di voto.
Non possono altresì votare i consiglieri in sede di approvazione dei bilanci preventivo e consuntivo.
* sulle modifiche statutarie;
* lo scioglimento dell’associazione.
art. 14) L’assemblea ordinaria è regolarmente costituita, in prima convocazione, quando siano presenti la metà più uno dei soci ed, in seconda convocazione, qualunque sia il numero dei soci intervenuti. L’assemblea delibera a maggioranza di voti. Per disporre in merito alla responsabilità degli amministratori, dei revisori dei conti e dei probiviri è indispensabile, anche in seconda convocazione, la presenza di almeno un terzo dei soci.
art. 15) L’assemblea straordinaria è regolarmente costituita quando sia presente almeno la metà più uno dei soci e delibera con la maggioranza dei tre quarti dei presenti. Per decidere in merito allo scioglimento dell’associazione ed alla devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno tre quarti dei soci.
art. 16) Il voto è, di norma, palese; quello per la elezione alle cariche sociali avviene a scrutinio segreto. Ai fini della partecipazione dell’assemblea ogni socio ha un solo voto e può farsi rappresentare, con delega scritta, da altro socio che non sia consigliere o dipendente dell’associazione; non può avere più di una delega.
art. 17) Le delibere assunte dall’assemblea, purché non contrastanti con norme di legge o con lo statuto, sono vincolanti per tutti i soci e per gli organi competenti.
CAPO SESTO - IL CONSIGLIO DIRETTIVO
art. 18) Il consiglio direttivo può essere composto da undici, tredici o quindici soci.
Il direttore sanitario partecipa alle sedute del consiglio direttivo ed ha solo voto consultivo. La sua elezione avviene tramite scheda separata.
Ogni consigliere in carica esercita le sue funzioni con vincolo di mandato.
art. 19) Il consiglio direttivo, nel proprio seno, procede alla elezione:
b) del segretario;
c) del tesoriere;
d) del vicepresidente, con facoltà di nominarne un secondo.
Affida incarichi specifici a tutti gli altri componenti.
Il consiglio direttivo è investito dei più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell’associazione, fatte salve le competenze dell’assemblea. Decide circa l’ammissione dei soci e procede all’applicazione dei provvedimenti disciplinari gravi. Delibera a maggioranza di voti con la presenza di almeno la metà più uno dei membri in carica; in caso di parità prevale il voto di chi presiede. Il voto non può essere dato per rappresentanza. Il consigliere che senza giustificato motivo rimane assente a tre sedute consecutive decade dalla carica e deve esser sostituito.
CAPO SETTIMO - IL_PRESIDENTE, IL VICEPRESIDENTE, IL SEGRETARIO, IL TESORIERE, I CONSIGLIERI, IL PRESIDENTE ONORARIO
Rappresenta l’associazione sia di fronte a terzi che in giudizio; convoca il consiglio direttivo e le eventuali commissioni, determinandone l’ordine del giorno; convoca l’assemblea dei soci; provvede al buon funzionamento dei servizi. Sovrintende a tutte le attività svolte dai singoli consiglieri e dal personale dipendente; autorizza la liquidazione delle spese.
Sostituisce il presidente, in tutte le sue funzioni, nel caso di assenza od impedimento dello stesso. In presenza di due vicepresidenti ci si attiene, per quanto riguarda l’attribuzione dei rispettivi compiti, agli accordi di massima intercorsi tra le persone interessate al momento della loro nomina e portati a conoscenza del consiglio direttivo.
Di concerto con il presidente provvede alla esecuzione delle delibere assunte dall’assemblea e dal consiglio direttivo, salvo che non sia stato diversamente disposto in sede di loro adozione; stende i verbali relativi alle sedute consiliari; è responsabile della regolare tenuta dei libri sociali ad eccezione di quelli relativi al collegio dei revisori dei conti e dei probiviri; cura il buon funzionamento dell’attività di segreteria.
Sovrintende alla contabilità dell’associazione e, di concerto con il presidente, stende i progetti di bilancio nonché il conto consuntivo, da presentare al consiglio direttivo. E’ responsabile della regolare tenuta dei libri relativi.
La movimentazione dei fondi deve avvenire tramite firma abbinata e con le modalità determinate dal consiglio direttivo.
Ogni consigliere deve essere titolare, in modo permanente, di un incarico. In base ad esso ognuno predispone programmi operativi dettagliati da sottoporre all’esame del consiglio direttivo. Ad approvazione avvenuta, nel caso abbia avuto uno specifico mandato, ne cura l’esecuzione d’intesa con il presidente e, se del caso, chiedendo la collaborazione degli altri consiglieri e dei soci.
L’assemblea riunita allo scopo di fissare le modalità per la consultazione dei soci e che porterà al rinnovo del consiglio direttivo può deliberare di istituire o mantenere la carica del presidente onorario, da scegliersi tra quei soci che abbiano acquisito eccezionali benemerenze nei confronti dell’associazione. Viene eletto, con voto segreto, in occasione del rinnovo del consiglio direttivo e resta in carica fino allo scadere del mandato di detto organo. Quella del presidente onorario è una carica onorifica: l’interessato non può avere nessun altro compito all’interno dell’associazione. Decade nel momento nel quale perde la qualifica di socio; nei suoi confronti si applica la normativa di cui ai successivi articoli ventitre e ventiquattro.
Il presidente onorario ha diritto di partecipare alle sedute del consiglio direttivo, con facoltà di parola. E’ invitato a presenziare a quelle manifestazioni alle quali l’associazione interviene in forma ufficiale.
CAPO OTTAVO - IL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI
art. 21) Il collegio dei revisori dei conti viene eletto dall’assemblea ordinaria; è formato da uno o tre membri, soci dell’associazione e non soci, competenti in materia contabile. L’unico revisore oppure il presidente del collegio, eletto dallo stesso, convoca le riunioni e cura la redazione dei relativi verbali. Controlla l’amministrazione in analogia con quanto disposto dall’art. 2.403 del codice civile.
CAPO NONO - IL COLLEGIO DEI PROBIVIRI
art. 22) Il collegio dei probiviri viene eletto dall’assemblea ordinaria. E’ composto da cinque soci. Tre membri sono effettivi, due supplenti. Ha il mandato di giudicare, in applicazione di norme di legge, di quelle dell’associazione e secondo equità, il comportamento dei soci in tema di disciplina associativa e su qualsiasi contrasto possa insorgere tra gli iscritti e gli organi dell’associazione. Il collegio elegge, nel proprio seno, tra i membri effettivi, il presidente al quale spetta l’incarico di convocare il collegio stesso. Il presidente ha il compito, altresì, di curare la regolare tenuta del registro verbali delle riunioni. Il proboviro supplente sostituisce, anche solo temporaneamente, il membro effettivo impossibilitato a svolgere il proprio incarico ovvero in conflitto di interessi.
CAPO DECIMO - CARICHE SOCIALI
art. 23) Tutte le cariche sociali hanno durata triennale e non sono retribuite. E’ ammessa la rieleggibilità. Al decaduto subentra automaticamente il primo dei non eletti, salvo quanto contrariamente disposto dal regolamento di attuazione.
CAPO UNDICESIMO - CASI DI INCOMPATIBILITÀ E DIVIETI
art. 24) Non possono ricoprire cariche sociali coloro che abbiano con l’associazione un qualsiasi rapporto di lavoro subordinato od autonomo oppure esplichino incarichi per conto della stessa, comunque o da chiunque retribuiti o compensati, e le persone indicate nell’art. 2.382 del codice civile.
L’associazione può assumere lavoratori dipendenti od avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo esclusivamente nei limiti necessari al suo regolare funzionamento oppure occorrenti a qualificare o specializzare l’attività svolta.
CAPO DODICESIMO - REGOLAMENTI
art. 25) I regolamenti di attuazione e di servizio dettano norme specifiche per l’attuazione del presente statuto; esse sono vincolanti per tutti i soci.
CAPO TREDICESIMO - SCIOGLIMENTO, CESSAZIONE, ESTINZIONE
art. 26) L’assemblea, in caso di scioglimento, cessazione od estinzione, procederà alla nomina di uno o più liquidatori, determinandone i poteri. Il patrimonio ed i beni che residuano dopo l’esaurimento della liquidazione sono devoluti ad altre organizzazioni di volontariato, operanti in identico od analogo settore e prive di scopo di lucro così come previsto dallo articolo cinque che precede.
Statuto-19-6-2019.pdf