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Timestamp: 2019-05-26 23:36:06+00:00
Document Index: 35518663

Matched Legal Cases: ['art. 54', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 7', 'art. 13', 'art. 33', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 14', 'art 13', 'art. 301']

Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali, Decreto 15 gennaio 2014 - Codice di comportamento ad uso degli ispettori del lavoro
VISTO il D.Lgs. n. 165 del 30 marzo 2001, e successive modifiche ed integrazioni, recante “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche” e, in particolare, l’art. 54;
VISTA la L. n. 190 del 6 novembre 2012, recante “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”;
VISTO il D.P.R. n. 62 del 16 aprile 2013, concernente il “Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici a norma dell’art. 54 del Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n 165”;
VISTE le delibere CIVIT, rispettivamente, 11 settembre 2013, n. 72 recante “Approvazione del Piano Nazionale Anticorruzione” e 24 ottobre 2013, n. 75 recante “Linee guida in materia di codici di comportamento delle Pubbliche Amministrazioni (art. 54, comma 5, d.lgs. n. 165/2001)”;
VISTO il D.Lgs. n. 124/2004, di “razionalizzazione delle funzioni ispettive in materia di previdenza sociale e di lavoro”, nell’ambito del quale è richiesta una uniformità di comportamento da parte di tutti gli organi che effettuano attività di vigilanza in materia di lavoro e di previdenza e assistenza obbligatoria;
VISTO l’art. 7 del citato D.Lgs. n. 124/2004 che individua, fra i compiti del personale ispettivo del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, quello di “vigilare sull’esecuzione di tutte le leggi in materia di livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, di tutela dei rapporti di lavoro e di legislazione sociale ovunque sia prestata attività di lavoro a prescindere dallo schema contrattuale, tipico o atipico, di volta in volta utilizzato; di vigilare sull’applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”;
VISTO l’art. 13, comma 2, del D.Lgs. n. 81/2008, che individua le competenze del personale ispettivo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali a vigilare sull’applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
VISTO l’art. 33 della L. n. 183/2010, di modifica dell’art. 13 del D.Lgs. n. 124/2004;
VISTO il D.D. 20 aprile 2006 recante il “Codice di comportamento ad uso del personale ispettivo”;
RITENUTO necessario, anche alla luce delle disposizioni contenute nel D.P.R. n. 62 del 16 aprile 2013 e delle delibere CIVIT 11 settembre 2013, n. 72 e 24 ottobre 2013, n. 75, di procedere con l’adozione di un apposito provvedimento all’aggiornamento del “Codice di comportamento ad uso del personale ispettivo”, già adottato con il sopracitato D.D. 20 aprile 2006;
TENUTO CONTO che nel periodo 9- 3 ottobre 2013 si è svolta una consultazione pubblica sui contenuti dello schema di codice di comportamento ad uso degli ispettori del lavoro, finalizzata all’acquisizione di eventuali contributi e suggerimenti da parte di ogni soggetto interessato;
ESAMINATI i contributi pervenuti all’esito della citata consultazione pubblica;
INFORMATE sullo schema di “Codice di comportamento ad uso degli ispettori del lavoro” le Organizzazioni Sindacali del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali nelle giornate del 12 e 20 novembre 2013, nonché, in data 3 dicembre 2013, le Organizzazioni Sindacali e Datoriali di livello nazionale maggiormente rappresentative;
TENUTO CONTO del parere reso sullo schema di Codice di comportamento ad uso degli ispettori del lavoro dall’Organismo indipendente di valutazione della performance con nota del 16 dicembre 2013;
1. È approvato l’unito Codice di comportamento ad uso degli ispettori del lavoro che costituisce parte integrante del presente decreto.
2.Il codice di comportamento approvato ai sensi del precedente comma 1 sostituisce quello adottato con D.D. 20 aprile 2006, citato in premessa.
Il presente decreto sarà pubblicato sul sito istituzionale del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali.
Roma, 15 gennaio 2014 Enrico Giovannini
e) per “verbale unico” si intende il verbale di accertamento e notificazione che, ai sensi dell’art. 13, comma 4, del D.Lgs, n. 124/2004, è rilasciato ai fini della ammissione alla procedura di regolarizzazione di cui ai commi 2 e 3 del medesimo art. 13, nonché della contestazione delle violazioni amministrative di cui all’art. 14 della L. n. 689/1981, alla conclusione degli accertamenti ispettivi;
8. Le dichiarazioni acquisite in sede ispettiva devono essere riscontrate con elementi oggettivi risultanti dalla documentazione esaminata o da altre dichiarazioni rese da lavoratori o da terzi,
1. Una volta compiute le attività di verifica e, comunque, a conclusione della visita ispettiva, il personale ispettivo rilascia il verbale di primo accesso, che deve riportare i contenuti previsti dall’art 13, comma 1, del D.Lgs. n. 124/2004. In particolare, ferme restando le specificità delle indagini in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, nel predetto verbale il personale ispettivo provvede ad effettuare l’identificazione dei lavoratori trovati intenti al lavoro e a descrivere puntualmente le modalità del loro impiego avendo cura di specificare le mansioni svolte ed ogni altra utile notizia sulle condizioni di lavoro.
3. Restano ferme le disposizioni di cui all’art. 301 bis del D.Lgs. n. 81/2008 concernente l’estinzione agevolata degli illeciti amministrativi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
3. Nel corso dell’ispezione, nonché nelle fasi successive, ivi compresa la verbalizzazione conclusiva, il personale ispettivo garantisce la segretezza delle ragioni che hanno dato origine all’accertamento, nei limiti indicati dall’Amministrazione.
CONDIVISANE DEGLI OBIETTIVI
2. In ogni caso, indipendentemente dalla circostanza che il fatto costituisca reato, il personale ispettivo non chiede, per sé o per altri, regali o altre utilità, neanche di modico valore a titolo di corrispettivo per compiere o per aver compiuto ovvero per omettere o per aver omesso un atto del proprio ufficio da soggetti che possano trarre benefici da decisioni o attività inerenti all’ufficio, né da soggetti nei cui confronti è o sta per essere chiamato a svolgere o ad esercitare attività o potestà proprie dell’ufficio ricoperto.