Source: https://www.esame-avvocato.com/32-ragionamento-giuridico-tecniche-argomentazione.html
Timestamp: 2020-01-29 12:50:32+00:00
Document Index: 1264160

Matched Legal Cases: ['art. 771', 'art. 771', 'sentenza ', 'art. 1159', 'art. 771', 'art. 1159', 'sentenza ', 'art. 1159', 'art. 1159']

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Il ragionamento giuridico e tecniche di argomentazione (Cap. 3.2)
Come scrivere un atto od un parere persuasivo.
Questo capitolo è l'applicazione concreta (oltre che l'evoluzione) del capitolo precedente in tema di rapporto causa-effetto.
Un compito persuasivo è un compito eccellente. Occorre però comprendere come scrivere in modo persuasivo.
Tecniche di argomentazione giuridica: un uso improprio.
Cosa c'è di più persuasivo della parola persuasivo?
Gli esperti di marketing lo sanno bene. Per questo mi sarà permessa -spero- una piccola bugia per l'attento lettore (o lettrice).
In questa pagina non parleremo di tecniche di argomentazione giuridica in senso proprio. Gli accademici ed i professionisti del diritto quindi sappiamo fin da subito che lo scopo di questa pagina è un altro:
Offrire ai candidati della prova scritta dell'esame avvocato un metodo di scrittura che possa permettergli di scrivere un compito lineare, senza fronzoli, sopra la media.
Il metodo compilativo.
Il metodo compilativo è quello che non lascia spazio all'immaginazione.
L'immaginazione infatti è quanto di più dannoso per un candidato che si approccia alla prova scritta dell'esame avvocato.
Per questo dobbiamo essere assolutamente rigorosi.
Analizziamo in concreto il metodo: da qui traiamo le nostre conclusioni.
1. Ciò che ci viene richiesto è difendere Caio.
Non perdiamo cioè di vista l'essenziale.
La commissione d'esame chi ha chiesto di rendere un parere legale a Caio: e questo faremo.
Per inciso: notiamo un particolare nella formulazione della traccia.
Caio causalmente ci tiene a precisare di non avere mai saputo che il terreno donatogli da Sempronio fosse, in realtà, di Medio. Di questo non possiamo non tenerne conto.
2. Valutare le azioni promosse contro Caio da Tizio.
Che sono due:
i) Caio avrebbe ricevuto in donazione un bene altrui da Sempronio. Il terreno donatogli infatti era di Mevio;
ii) Caio avrebbe ricevuto da Mevio in donazione la somma di € 50.000,00 per acquistare un immobile. La donazione non sarebbe di modico valore e quindi sarebbe nulla per carenza di forma (con conseguente obbligo di restituzione della somma agli eredi di Mevio: e quindi a Tizio).
3. Difendere Caio, contraddicendo la tesi di Tizio sulla base degli elementi espressamente indicati nella traccia.
Qui abbiamo uno dei problemi maggiori che rinvengo negli atti e pareri che correggo.
Spesso infatti i candidati operano sulla base di informazioni inesatte: o perché del tutto inesistenti oppure perché diverse da quelle letteralmente indicate nella traccia che gli viene proposta.
Non bisogna mai uscire dal seminato.
Non bisogna mai dare valutazioni personali, mai aggiungere nel compito elementi in fatto che non sono espressi, mai modificare la lettera del testo.
Facciamo un esempio tratto dalla traccia appena vista.
Tizio eccepisce a Caio la natura di donazione non di modico valore della somma di € 50.000,00 donatagli da Mevio.
Alcuni candidati -per mille ragioni tra le quali ovviamente quello di allungare il testo del proprio compito- iniziano a questo punto a speculare, inutilmente, sul patrimonio di Mevio. Specificare quindi che se Mevio era milionario allora 50.000,00 secondo la giurisprudenza potrebbe essere una donazione di modico valore. Oppure il contrario.
Tali specificazioni non hanno senso; non sono conformi alla richiesta del compito; rischiano di portarvi alla bocciatura perchè questo è uno dei modi tipici con cui i candidati edulcorano il proprio compito.
Occorre essere essenziali: si deve scrivere poco ed in modo incisivo.
Riprendiamo la traccia.
Abbiamo detto che il primo dei due problemi giuridici da affrontare è quello della possibilità di aversi una donazione di un bene altrui.
E che il secondo è quello di comprendere se la donazione di € 50.000,00 sia da considerarsi di per sé una donazione di modico valore (o meno).
A questo punto riprenderemo lo schema compositivo-cronologico che abbiamo già visto nei capitoli precedenti (cfr. 2.1 Che cosa aspettarsi dalla traccia e 2.2 Come si legge la traccia?) e predisponiamolo.
A questo punto, avendo bene chiaro in testa quando è successo che cosa, e chi ha fatto cosa possiamo iniziare a fare gli avvocati.
Prendiamo il primo tema sul tavolo (la possibilità di aversi o meno la donazione di un bene altrui).
Cerchiamo di comprendere se essa sia possibile: in tal caso potremmo risolvere nel migliore dei casi il problema giuridico del nostro cliente,
Apriamo il codice muto e guardiamo la disciplina codicistica in tema di donazione.
Tra le varie, apprezziamo l'art. 771 c.c. in tema di "donazione di beni futuri" (l'unco che apparentemente può in qualche modo rilevare nel caso di specie) e ragioniamo sul perché esiste questa norma.
Dobbiamo sempre domandarci il perché delle cose!
La norma parrebbe esistere per una ragione molto pratica: nessuno può donare un qualcosa di cui non è attualmente proprietario.
Puoi avere un'aspettativa giuridicamente rilevante. Ma non puoi donare la tua futura automobile, proprio perché non ne hai attualmente la disponibilità. Né sai se potrai mai averla.
Lo stesso, a ben vedere, si può dire in tema di donazione di beni altrui. La ratio di fondo è la stessa.
Non posso donare un bene che non è mio perché -al pari di un bene futuro- esso non è attualmente nella mia disponibilità giuridica.
Andiamo a leggere il commento dell'art. 771 e scopriremo che il tema della donazione di un bene altrui è ampiamente affrontato in quella sede. Proprio perché la ratio di fondo è del tutto sovrapponibile.
Leggiamo le massime giurisprudenziali.
Vedremo che in seno alla Corte di Cassazione vi era una diatriba giurisprudenziale (tale donazione è nulla o solo inefficace?) che è stata infine decisa dalle Sezioni Unite con la nota sentenza n. 5068 del 15 marzo 2016=.
La soluzione parrebbe quindi avversa al nostro Cliente.
Non dimentichiamo tuttavia:
i) lo schema cronologico;
ii) le date (ricordiamo che quando esse sono presenti nella traccia dobbiamo fare molta attenzione: vuol dire che si tratterà di qualche istituto giuridico che ha a che fare con un termine od un lasso di tempo.. come nel caso dell'usucapione, per esempio!)
Siamo giunti a concludere per la nullità della donazione del bene altrui.
Al contempo non avremo mancato di notare come le circostanze allegate e chiaramente indicate nel nostro schema cronologico ci permettano di risolvere la questione in senso inverso. E quindi, a favore del nostro cliente.
Caio ha ricevuto in donazione nel dicembre del 2005 un terreno da Sempronio
Caio immediatamente adibisce il terreno ad orto
Caio immediatamente trascrive la donazione nel dicembre 2005
Caio si rivolge al proprio avvocato (cioè il candidato) nel dicembre 2016
L'usucapione decennale! Possiamo dire che Caio ha comunque usucapito il terreno donatogli da Sempronio.
È chiaro che il candidato deve conoscere la teoria.
Ma non è necessario, come visto, una cultura dettagliata ed enciclopedica (come richiesta ad esempio in sede di concorso di magistratura).
Guardando il codice muto all'art. 1159 c.c. e l'appendice giurisprudenziale.
Ritroveremo ancora la sent. cass. civ. n. 12782/2013 ("La donazione di cosa altrui, benché non espressamente disciplinata, deve ritenersi nulla alla stregua della disciplina complessiva della donazione e, in particolare, dell'art. 771 cod. civ., poiché il divieto di donazione dei beni futuri riguarda tutti gli atti perfezionati prima che il loro oggetto entri a comporre il patrimonio del donante; tale donazione, tuttavia, è idonea ai fini dell'usucapione decennale, poiché il titolo richiesto dall'art. 1159 c.c. deve essere suscettivile in astratto, e non in concreto, di determinare il trasferimento del diritto reale, ossia tale che l'acquisto del diritto si sarebbe senz'altro verificato se l'alienante ne fosse stato titolare").
Ritroveremo ancora la sentenza n. 1596/2001 in senso contrario che, tuttavia, anch'essa dispone nel senso di ritenere la donazione di bene altrui idonea a far decorrere il termine decennale ex art. 1159 c.c.
Possiamo quindi concludere nel senso che Caio potrà utilmente resistere alle doglianze di Tizio, erede di Sempronio, eccependo l'intervenuta usucapione del bene ex art. 1159 c.c. e formulando, nel caso, idonea domanda riconvenzionale.
Questo per quanto riguarda la prima delle due questioni. Sei capace di risolvere in autonomia la seconda? Se sei mio studente, chiedimi un consiglio! Contattami per avere delucidazioni sul punto.
Non possiamo parlare di tecniche di argomentazione. Possiamo probabilmente parlare di metodo compilativo, ovverosia del metodo con il quale il compito viene scritto sulla base di un ragionamento essenziale ma lineare. Senza inutili orpelli o divagazioni.
Occorre sempre partire da un punto di vista pragmatico: siamo in sede di esame. La commissione d'esame ci sta chiedendo una cosa precisa. Occorre rispondere, ragionando sulla base degli elementi indicati nella traccia, cercando dapprima di vedere se la tesi avversia è confutabile.
La traccia contiene da sola tutti gli elementi per avere una argomentazione adeguata. La giurisprudenza è sempre al più una giustificazione, ma mai la soluzione vera e propria.
Il metodo sopra descritto viene solo abbozzato. perché solo la pratica consapevole permette di affinarlo. Tuttavia, credo che ci siano elementi essenziali per procedere in autonomia. Quantomeno, sono sicuro che ci sia tutta la teoria che vi verrebbe insegnata nei migliori corsi di preparazione esame avvocato. E tanto mi basta.
Ora possiamo passare al capitolo 3.3 dove parliamo della cd. scaletta e quindi sintetizziamo quanto abbiamo finora spiegato.
Vai ora al capitolo 3.3 ("Come scrivere la scaletta") oppure chiedi informazioni sulle correzioni personalizzate.