Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-19709-del-22-07-2019
Timestamp: 2020-08-14 15:12:15+00:00
Document Index: 158688037

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 295', 'art. 39', 'art. 360', 'art. 7', 'art. 360', 'art. 1', 'art. 61', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 295', 'art. 337', 'sentenza ', 'art. 337']

Sentenza Cassazione Civile n. 19709 del 22/07/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19709 del 22/07/2019
Cassazione civile sez. VI, 22/07/2019, (ud. 11/04/2019, dep. 22/07/2019), n.19709
sul ricorso 10504-2018 proposto da:
avverso la sentenza n. 2785/22/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
partecipata dell’11/04/2019 dal Consigliere Relatore Dott. CAPOZZI
che l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale della Puglia, sezione staccata di Lecce, che aveva rigettato il suo appello avverso la decisione della Commissione tributaria provinciale di Lecce, di accoglimento dell’impugnazione del contribuente C.R. avverso un avviso di accertamento per estimi catastali anno 2012.
che, col primo, la ricorrente prospetta la violazione e falsa applicazione dell’art. 295 c.p.c. e D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 39, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4, in quanto la CTR avrebbe erroneamente omesso di disporre la sospensione per pregiudizialità del processo, stante la pendenza di un giudizio innanzi al Consiglio di Stato, riguardante la revisione di classamento di unità immobiliari nelle microzone 1 e 2 di Lecce; che, con il secondo motivo, l’Agenzia lamenta violazione e falsa applicazione della L. n. 212 del 2000, art. 7, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3., in quanto, diversamente dalla valutazione della CTR, l’avviso di accertamento non sarebbe stato carente di motivazione, avendo esso richiamato il provvedimento di attivazione del procedimento revisionale, nonchè le ragioni poste a fondamento del riclassamento effettuato;
che, con il terzo motivo, l’Agenzia ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione della L. n. 311 del 2004, art. 1,comma 335 e del D.P.R. n. 1142 del 1949, art. 61, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3., in quanto la CTR avrebbe mancato di considerare che la norma in questione sarebbe stata volta a rendere uniforme il mancato aggiornamento delle rendite catastali, attenuando le sperequazioni fiscali all’interno di uno stesso Comune e dunque avrebbe consentito una revisione massiva dei classamenti degli immobili di proprietà privata, si che il confronto avrebbe dovuto aver luogo non fra i singoli immobili, ma solo fra microzone di uno stesso territorio comunale, con tutti gli immobili in esse presenti, indistintamente;
che, infatti, la sentenza impugnata è stata pubblicata il 25 settembre 2017, allorquando, a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. n. 156 del 2015, non ricorreva più un’ipotesi di sospensione necessaria, ai sensi dell’art. 295 c.p.c., essendo eventualmente applicabile l’art. 337 c.p.c., comma 2, il quale, in caso di impugnazione di una sentenza la cui autorità sia stata invocata in un separato processo, prevede soltanto la possibilità della sospensione facoltativa di quest’ultimo (Cass. sez. 6-5, n. 29553 dell’11/12/2017): di conseguenza, anche a voler superare la considerazione che il vizio denunciato non censura l’art. 337 c.p.c., comma 2, resta il fatto che la norma di legge da ultimo citata non obbliga il giudice a procedere alla sospensione;
che anche il secondo e terzo motivo, da trattare congiuntamente, in ragione della loro connessione logica, non sono fondati;
che, di conseguenza, non può ritenersi congruamente motivato il provvedimento di riclassamento, qualora esso faccia esclusivo riferimento al rapporto tra il valore di mercato ed il valore catastale nella microzona considerata rispetto all’analogo rapporto sussistente nell’insieme delle microzone comunali, e al relativo scostamento ed ai provvedimenti amministrativi a fondamento del riclassamento, allorchè da questi ultimi non siano evincibili gli elementi (quali la qualità urbana del contesto nel quale l’immobile è inserito; la qualità ambientale della zona di mercato in cui l’unità è situata; le caratteristiche edilizie del fabbricato) che, in concreto, abbiano inciso sul diverso classamento (cfr., in termini, Cass. sez. 5 n. 22900 del 29/09/2017; Cass. sez. 6-5, n. 3156 del 17/02/2015);