Source: https://www.aeranti.it/teleradiofax-n-122014-14-giugno-2014/
Timestamp: 2019-12-12 16:36:40+00:00
Document Index: 86363584

Matched Legal Cases: ['art. 34', 'art. 17', 'art.6', 'art. 45', 'art. 32', 'sentenza ', 'art. 23', 'art. 43']

TeleRadiofax n. 12/2014 - 14 giugno 2014 - Aeranti
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TeleRadiofax n. 12/2014 – 14 giugno 2014
Diritti di uso delle frequenze televisive: occorre che lo schema di provvedimento messo a consultazione dall’Agcom venga profondamente modificato, in quanto i criteri ivi previsti generano importi assolutamente insostenibili per l’emittenza locale
Radiofonia: pubblicati la graduatoria e gli elenchi per le misure di sostegno 2012
Revisione del piano di assegnazione delle frequenze per la tv digitale terrestre: le osservazioni di Aeranti-Corallo
Misure di sostegno tv per l’anno 2013
La relazione annuale Agcom al Parlamento il 15 luglio
Crediti editoria delle imprese radiofoniche e televisive locali
Il Governo intende avviare la riforma del servizio pubblico radiotelevisivo
L’Agcom convoca la seconda riunione del tavolo tecnico EPG
Il Tar Lazio accoglie i ricorsi di alcuni operatori di rete per la tv digitale terrestre in ambito locale
Entro il 30 giugno i fornitori di servizi di media audiovisivi devono comunicare alla Agcom il numero dei programmi autorizzati alla diffusione
Nuova convocazione della Commissione Equo Compenso nel lavoro giornalistico non subordinato
In corso i pagamenti delle ultime due tranche 2010 delle misure di sostegno radio
■ Come già riportato nello scorso numero del TeleRadioFax (11/2014 del 31 maggio u.s.), l’Agcom ha avviato, con la delibera n. 210/14/CONS, una consultazione pubblica sullo schema di provvedimento recante i criteri per la fissazione da parte del Ministero dello Sviluppo economico dei contributi annuali per l’utilizzo delle frequenze nelle bande televisive terrestri.
Sulla base dei criteri fissati da tale provvedimento, gli importi che gli operatori di rete locali dovrebbero corrispondere sarebbero assolutamente insostenibili per tutto il comparto.
Nella fase transitoria (sino al 2013 compreso), tutte le emittenti televisive erano soggette esclusivamente al pagamento di un importo pari all’1% del fatturato dell’emittente, calcolato sui ricavi dell’attività di operatore di rete e di fornitore di servizi di media audiovisivi per il marchio ex analogico, con il limite massimo (per le tv locali) di 17.776 euro. Con l’adozione dei nuovi criteri, posti a consultazione dall’Agcom, tali importi verrebbero enormemente incrementati.
Gli stessi prevedono, infatti, la fissazione di un valore di riferimento del contributo annuale, che, per una rete nazionale, corrisponderebbe a circa 2.580.000 euro. Per le tv locali, i criteri per la determinazione di tale contributo prevedono, per ciascuna rete (multiplex) la definizione di un contributo di riferimento annuale su base provinciale, a partire dal valore di riferimento del contributo annuale, scontato fino ad un massimo del 70%, e ridotto in misura proporzionale alla popolazione della provincia rispetto al totale nazionale, secondo i dati dell’ultimo censimento Istat.
Inoltre, secondo i citati criteri, il contributo viene applicato progressivamente (con un pagamento, a partire dal 2014, del 30% dell’importo dovuto; del 47,5% nel 2015; del 60% nel 2016; dell’82,5% nel 2017 e del 100% nel 2018).
Ricordiamo che, oltre ai contributi annuali, gli operatori di rete in ambito nazionale e locale devono corrispondere i diritti amministrativi, come previsti dall’art. 34 del Codice delle comunicazioni elettroniche (Dlgs n. 259/03). Tali diritti sono stabiliti in base all’allegato 10 di tale Codice e sono suddivisi in tre scaglioni (corrispondenti alla popolazione servita): € 27.750 fino a 200mila abitanti; € 55.550 fino a 10 milioni di abitanti; € 111.000 per una copertura nazionale.
Nel valutare i criteri per la determinazione degli importi dovuti dagli operatori di rete locale, va inoltre considerato che le frequenze assegnate a questi ultimi sono, per lo più, di qualità tecnica inferiore a quella degli operatori nazionali (perché in larga parte non coordinate con gli stati esteri e perché interferenti tra loro nelle zone di confine tra le diverse regioni); le frequenze assegnate agli operatori locali possono, inoltre, veicolare, quasi esclusivamente, contenuti di emittenti locali (la veicolazione di contenuti nazionali è consentita con riferimento solo ai fornitori di contenuti indipendenti dalle piattaforme trasmissive e con il limite di un solo contenuto per operatore, ovvero di due a particolari condizioni) il cui volume di affari complessivo ad oggi, non supera i 500 milioni di euro annui. Sommando i contributi previsti dallo schema di provvedimento posto a consultazione con i diritti amministrativi citati, le emittenti locali sarebbero costrette a corrispondere somme mediamente 15-20 volte (e oltre) superiori a quanto veniva corrisposto in precedenza, in pieno contrasto con l’obbligo di uniformare gli importi dovuti a quelli previsti per la diffusione analogica, come stabilito dall’art. 17, comma 2 del Testo Unico dei Servizi di Media audiovisivi e radiofonici.
AERANTI-CORALLO sta predisponendo un dettagliato documento che invierà all’Agcom nei prossimi giorni, e ha già chiesto un’audizione per illustrare le proprie osservazioni al riguardo.
■ Con Decreto direttoriale in data 23 aprile 2014, del Direttore Generale della Dgscerp del Ministero dello Sviluppo Economico, il cui avviso è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 131 del 9 giugno 2014, sono stati approvati gli elenchi e la graduatoria relativi alle misure di sostegno per le radio locali relativamente all’anno 2012.
Ricordiamo che le misure di sostegno alla radiofonia vengono attribuite per 6/12 alle emittenti collocate in graduatoria, in maniera proporzionale al punteggio conseguito, mentre 3/12 vengono attribuiti alle emittenti radiofoniche locali commerciali e 3/12 alle emittenti radiofoniche locali comunitarie e che alle emittenti aventi sede operativa principale nelle regioni Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna viene attribuita una maggiorazione del 15% sull’importo spettante.
Lo stanziamento previsto per le radio locali relativamente all’anno 2012 ammonta a € 11.357.837 circa.
Le misure di sostegno premiano in particolare l’impegno informativo e occupazionale delle imprese radiofoniche locali mediante un meccanismo di assegnazione di punteggi crescenti in graduatoria in funzione del numero di dipendenti occupati e del fatturato dell’emittente. Dai dati contenuti nella graduatoria 2012 emerge la capacità delle imprese radiofoniche locali AERANTI-CORALLO in termini di occupazione, di fatturato e di impegno editoriale nel campo dell’informazione. Infatti, tra le prime dieci emittenti in graduatoria, sette sono associate AERANTI-CORALLO, e tra le prime cento, circa il settanta per cento fa parte dell’associazione.
Il testo del decreto direttoriale 23 aprile 2014 nonché la relativa graduatoria e i relativi elenchi sono pubblicati nel sito www.aeranticorallo.it, sezione “Normativa”, sottosezione “Misure di sostegno per le radio locali”.
■ Come noto, l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni ha recentemente avviato le procedure, ai sensi di quanto disposto dal DL n. 145 del 23 dicembre 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 9 del 21 febbraio 2014, per escludere dalla pianificazione per la tv digitale terrestre le frequenze interferenti con i paesi esteri confinanti.
A seguito dell’audizione svoltasi lo scorso 26 maggio avanti l’Agcom, AERANTI-CORALLO ha prodotto una serie di osservazioni di merito, rilevando, tra l’altro, che, ai sensi del citato DL 145/2013, non tutte le frequenze riconosciute a livello internazionale e utilizzate dai Paesi esteri confinanti, pianificate ed assegnate ad operatori di rete televisivi in Italia devono essere escluse dalla pianificazione da parte dell’Agcom, bensì solo le frequenze “oggetto di accertate situazioni interferenziali” alla data di entrata in vigore di tale decreto.
Inoltre, ai fini della assunzione del provvedimento di esclusione di una o più frequenze dalla pianificazione (stante la gravità di un tale provvedimento) non è sufficiente una semplice segnalazione unilaterale di interferenza da parte delle amministrazioni estere, ma (come previsto dall’art.6, comma 8 del sopracitato DL 145/2013), è necessario un accertamento tecnico da parte dell’Amministrazione italiana (eventualmente in collaborazione con l’Amministrazione estera), tenendo conto anche delle osservazioni, al riguardo, dell’operatore di rete italiano. In mancanza di tale accertamento, ogni esclusione dalla pianificazione sarebbe illegittima.
AERANTI-CORALLO ha poi osservato che, anche in presenza di una situazione interferenziale, occorra verificare preventivamente la possibilità di eliminare la stessa attraverso un procedimento di compatibilizzazione che comporti modifiche radioelettriche agli impianti irradianti. Laddove, infatti, sia possibile ottenere la convivenza delle emissioni italiane con le emissioni estere, l’esclusione delle frequenze dalla pianificazione sarebbe illegittima sotto il profilo del vizio dell’atto amministrativo riconducibile all’eccesso di potere per violazione del principio di proporzionalità, secondo il quale l’attività amministrativa non deve andare oltre quanto è opportuno e necessario per il raggiungimento di un determinato fine.
Sulla questione, AERANTI-CORALLO ha chiesto al Ministero l’avvio di tavoli tecnici, con il coinvolgimento anche delle Regioni interessate e di rappresentanti delle Amministrazioni estere, per esaminare ogni situazione di criticità e per individuare, anche attraverso sopralluoghi e misurazioni radioelettriche sul campo, le misure tecniche da adottare per la compatibilizzazione degli impianti; in tal modo potrebbero trovare soluzione numerosi conflitti interferenziali, lamentati dai Paesi confinanti, limitando enormemente il numero degli impianti da dismettere entro il 31 dicembre 2014 e, conseguentemente, contenendo anche il contenzioso che potrebbe generarsi al riguardo.
AERANTI-CORALLO ritiene, inoltre, che la revisione del piano non dovrebbe essere impostata sulla creazione di aree geografiche di interdizione totale all’uso di determinate frequenze, ma che l’uso di tali frequenze, all’interno di tali aree, dovrebbe essere oggetto di eventuali limitazioni alle modalità di irradiazione (es. divieto di esercire impianti, aventi irradiazione in direzione dei paesi esteri confinanti oltre una certa altitudine).
AERANTI-CORALLO ritiene altresì che debba essere salvaguardata la possibilità di esercizio di reti isofrequenziali operanti, in tutto o in parte, in più regioni.
Da ultimo, AERANTI-CORALLO evidenzia che la procedura di revisione avviata dall’Agcom non può comportare la pianificazione per l’emittenza locale di meno di un terzo delle frequenze complessivamente pianificate, come ampiamente previsto dalla legge 249/97 e dalla delibera n. 181/09/CONS della Agcom, recepita dall’art. 45 della legge 7 luglio 2009, n.88.
■ Da quanto risulta ai nostri uffici, mancano ancora solo due graduatorie regionali (Campania e Sicilia) relative alle misure di sostegno tv per il 2013 affinché si possa procedere all’emanazione del decreto di riparto. Ricordiamo che l’ammontare dello stanziamento previsto per l’anno 2013, per le tv locali, è pari a circa 65,8 milioni di euro.
Verrà presentata il prossimo 15 luglio, a Palazzo Montecitorio, la relazione annuale al Parlamento del Presidente e dei Commissari dell’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni sull’attività svolta e sui programmi di lavoro. Per AERANTI-CORALLO sarà presente Marco Rossignoli.
Sono pendenti avanti il tribunale civile di Roma alcune decine di controversie per il recupero di crediti relativi al 40 percento dei costi per l’energia elettrica e i collegamenti satellitari dovuti alle imprese radiofoniche e televisive per gli anni 2007 e 2008. E’ auspicabile comunque una soluzione bonaria del contenzioso.
■ Secondo quanto riportato dal quotidiano Repubblica del 3 giugno u.s., sarebbe stato di recente costituito un comitato di nove “saggi”, chiamati dal Governo in funzione consultiva per formulare proposte concrete per la riforma del servizio pubblico radiotelevisivo e per modificare i limiti antitrust della legge 112/04 (tra cui il paniere del Sistema integrato delle comunicazioni). Da quanto si apprende, gli esperti sarebbero il giurista Fabio Bassan, l’ing. Antonio Sassano (Ordinario all’università La Sapienza di Roma, esperto di pianificazione delle frequenze), Matteo Maggiore (proveniente dalla BBC, ora all’Ocse), il prof. Francesco Siliato del Politecnico di Milano, esperto di massmedia, gli ex consiglieri Rai Stefano Balassone e Carlo Rognoni, Stefano Cuppi (consigliere delle Regioni Emilia Romagna, Marche e della Provincia di Trento per il digitale terrestre), un dirigente Agcom e un giornalista di Rai International. Tra le proposte avanzate, riferisce Repubblica, ci sarebbe quella di limitare la pubblicità a solo una rete Rai (aumentando però il tetto attuale dal 12% al 18%), quella di ridimensionare il paniere del SIC (che rappresenta la base di calcolo per i limiti antitrust fissati dalla legge 112/04 e ripresi nel Testo unico dei Servizi di media audiovisivi e radiofonici), eliminando, ad esempio, le sponsorizzazioni e le iniziative di comunicazione.
Fra gli argomenti oggetto di discussione, vi sarebbe poi la proposta di far irradiare a Rai Way il segnale delle tv locali che dovessero essere costrette a dismettere la propria frequenza a causa delle problematiche interferenziali con gli Stati esteri.
Le proposte emerse nell’ambito di tale tavolo dovrebbero prendere corpo entro l’estate ed essere, successivamente, sottoposte a una consultazione pubblica aperta a tutti.
■ E’ convocata per il prossimo 24 giugno, presso la sede Agcom, la seconda riunione del tavolo tecnico per l’individuazione delle soluzioni relative allo standard dei decoder e alla navigazione tematica dei canali (EPG), istituito con la delibera n. 367/13/CONS della stessa Agcom.
Nell’ambito dei lavori di tale tavolo,
AERANTI-CORALLO evidenzierà che un’eventuale EPG di sistema non dovrà sostituire il piano di numerazione dei canali della tv digitale terrestre (Lcn), ma integrare lo stesso. L’esistenza del piano di numerazione è, peraltro, prevista espressamente dall’art. 32 del Testo Unico dei servizi di media. Per quanto riguarda la regolamentazione Lcn, la stessa è oggetto di un ampio contenzioso che non pare destinato ad una soluzione definitiva in tempi brevi e l’unica via percorribile appare, a parere di
AERANTI-CORALLO, quella di un intervento legislativo che recepisca, in una norma di rango primario, quanto stabilito dal primo piano di numerazione (delibera Agcom n. 366/10/CONS, attualmente in vigore).
AERANTI-CORALLO rileva, inoltre, che, stante l’elevato numero di fornitori di servizi di media audiovisivi esistenti, l’eventuale realizzazione di una EPG di sistema si presenta molto complessa e tale complessità aumenterebbe laddove si ritenesse di attribuire numerazioni anche agli OTT attivi
sulla piattaforma internet e ai fornitori di servizi non lineari.
Per quanto riguarda specificamente l’emittenza televisiva locale, AERANTI-CORALLO ritiene che un’eventuale EPG di sistema non dovrebbe prevedere l’accesso ai programmi delle tv locali esclusivamente mediante un sistema di ricerca che classifica tali programmi separatamente dagli altri. Inoltre, un’eventuale EPG dovrebbe essere differenziata su base regionale. Da ultimo, al fine di una valutazione approfondita della problematica, occorre rilevare che l’eventuale diffusione, da parte delle tv locali, dei propri palinsesti, in simulcast, anche tramite piattaforme diverse dal digitale terrestre (internet, satellite) rende tali palinsesti accessibili sull’intero territorio nazionale.
Alla riunione del tavolo tecnico interverranno, per AERANTI-CORALLO, Marco Rossignoli e Fabrizio Berrini.
■ Con alcune sentenze pubblicate nei giorni scorsi, il Tar Lazio ha accolto i ricorsi proposti da alcuni operatori di rete per la tv digitale terrestre in ambito locale, operanti nelle regioni oggetto dei bandi di riassegnazione delle frequenze a causa della dismissione dei canali 61-69, annullando l’esclusione degli stessi dalle relative graduatorie. Una sentenza prevede, altresì, l’espletamento di attività istruttoria finalizzata a quantificare, attraverso una consulenza tecnica d’ufficio, il danno subito dall’operatore di rete locale a seguito della riduzione della copertura delle proprie frequenze televisive per il passaggio dalla tecnica analogica a quella digitale.
■ Ricordiamo che entro il prossimo 30 giugno, come stabilito dall’art. 23, c. 2 della delibera n. 353/11/CONS Agcom, i fornitori di servizi di media audiovisivi devono comunicare, a mezzo raccomandata A/R, alla Agcom il numero dei programmi autorizzati alla diffusione secondo il modello allegato alla citata delibera. Tale comunicazione è finalizzata alla verifica del rispetto dei limiti alle autorizzazioni alla fornitura di programmi televisivi nazionali e locali che l’Agcom deve effettuare periodicamente entro il 30 ottobre di ogni anno, nonché in occasione di notifica di intese od operazioni di concentrazioni ai sensi dell’art. 43, comma 1 del T.U. dei Servizi di Media audiovisivi e radiofonici, ovvero su segnalazione di chi vi abbia interesse.
■ E’ stata convocata per il prossimo 19 giugno, presso la sede del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio, la prossima riunione della Commissione equo compenso nel settore giornalistico. In tale sede dovranno essere esaminate le proposte di definizione dei parametri dell’equo compenso per il lavoro giornalistico non subordinato (quest’ultimo è, infatti, disciplinato, per quanto riguarda l’emittenza locale, dal ccnl tra AERANTI-CORALLO e Fnsi).
■ Sono in fase di ultimazione i pagamenti da parte della Dgscerp del Ministero dello Sviluppo economico delle ultime due tranche relative all’integrazione dei contributi radiofonici per il 2010, che ammontano a 2,2 milioni di euro circa per ciascuna tranche.