Source: http://www.regione.puglia.it/index.php?page=burp&opz=getfile&file=1.htm&anno=xxxiii&num=25
Timestamp: 2013-12-08 00:21:09+00:00
Document Index: 58989834

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 13', 'art.8', 'art.14', 'art. 77']

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2. Tali finalit� vengono operativamente perseguite attraverso la zonizzazione acustica del territorio comunale con la classificazione del territorio medesimo mediante suddivisione in zone omogenee dal punto di vista della destinazione d'uso, nonch� la individuazione delle zone soggette a inquinamento acustico e successiva elaborazione del piano di risanamento.
3. Sono esclusi dal campo di applicazione della presente legge gli ambienti di lavoro, le attivit� aeroportuali e quelle destinate alla difesa nazionale.
4. La classificazione del territorio comunale concerne la ripartizione dello stesso in sei zone, classificate secondo quanto disposto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1� marzo 1991, come di seguito riportato:
b) classe II, aree destinate ad uso prevalentemente residenziale: aree urbane interessate prevalentemente da traffico veicolare locale, con bassa densit� di popolazione, con limitata presenza di attivit� commerciali ed assenza di attivit� industriali e artigianali;
c) classe III, aree di tipo misto: aree urbane interessate da traffico veicolare locale o di attraversamento, con media densit� di popolazione, con presenza di attivit� commerciali e uffici, con presenza di attivit� artigianali e assenza di attivit� industriali, aree rurali interessate da attivit� che impiegano macchine operatrici;
d) classe IV, aree di intensa attivit� umana: aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con alta densit� di popolazione, con elevata presenza di attivit� commerciali, artigianali e uffici; aree in prossimit� di strade di grande comunicazione e di linee ferroviarie, aree portuali, aree con limitata presenza di piccole industrie;
e) classe V, aree prevalentemente industriali: aree miste interessate prevalentemente da attivit� industriali, con presenza anche di insediamenti abitativi e attivit� di servizi;
f) classe VI, aree esclusivamente industriali: aree esclusivamente interessate da attivit� industriali e prive di insediamenti abitativi.
1. La zonizzazione acustica del territorio comunale, vincolandone l'uso e le modalit� di sviluppo, ha rilevanza urbanistica e va realizzata dai Comuni coordinando gli strumenti urbanistici gi� adottati con le linee guida di cui alla presente normativa.
2. La metodologia operativa per la classificazione e zonizzazione acustica � definita nell'Allegato Tecnico alla presente legge.
(Valori limite di rumorosit�)
Classi di destinazione d'uso LeqA[dB] LeqA[dB]
del territorio Periodo Periodo
IV. aree di intensa attivit� umana 65 55
a) 5 dB(A) per il livello continuo equivalente di pressione ponderato (A) [Leq(A)] durante II periodo diurno;
1. Nell'esercizio delle funzioni e compiti riservati alla Regione di cui all'articolo 12 della legge regionale 30 novembre 2000, n. 17, la stessa provvede, altres�, a:
a) tenere e aggiornare, all'interno del sistema informativo ambientale, avvalendosi dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale (ARPA), la banca dati rumore, comprensiva della tipologia e dell'entit� delle sorgenti sonore presenti sul territorio;
b) approvare, sulla base dei piani di risanamento comunali e nel rispetto dei criteri di priorit� di cui al successivo articolo 5, il piano di intervento per il risanamento dall'inquinamento acustico di cui al successivo articolo 11;
c) stabilire, per specifiche parti del territorio regionale nelle quali � necessario assicurare una speciale protezione dell'ambiente dal rumore, eventuali limiti massimi di livello continuo equivalente di pressione sonora ponderato (A) [Leq(A)] inferiori a quelli previsti dal d.p.c.m. 1� marzo 1991;
d) approvare i piani di prevenzione, conservazione, riqualificazione ambientali per le parti del territorio regionale nelle quali si ritenga necessario limitare o prevenire un aumento dell'inquinamento acustico derivante da sviluppo urbano, industriale, di infrastruttura o nelle quali sia necessario assicurare una particolare protezione dell'ambiente;
e) fissare i limiti massimi del livello continuo equivalente di pressione sonora ponderato (A) [Leq(A)] per le attivit� temporanee e ricreative svolte all'aperto, soggette ad autorizzazione sindacale in deroga al d.p.c.m. 1� marzo 1991;
f) tenere e aggiornare, su base semestrale, l'Albo dei tecnici competenti alle misurazioni fonometriche di cui all'articolo 2 della legge 28 ottobre 1995, n. 447.
(Interventi di risanamento acustico:
criteri di priorit�)
1. La Regione, ai fini dell'adozione del piano regionale degli interventi per il risanamento acustico, adotta i seguenti criteri di priorit� con i conseguenti punteggi:
e) di intensa attivit� umana - punti 3;
B. Interventi conseguenti a superamento del limite massimo di Leq in dB(A) per ogni area:
a) superi di 2 dB(A) - punti 1;
b) superi di 4 dB(A) - punti 2;
c) superi di 6 dB(A) - punti 3;
d) superi di 8 dB(A) - punti 4;
e) superi di 10 dB(A) - punti 5.
a) da 0 a 100 unit� - punti 1;
b) da 101 a 1.000 unit� - punti 2;
c) da 1. 001 a 10. 000 unit� - punti 3;
d) da 10.001 a 50.000 unit� - punti 4;
1. Nell'esercizio delle funzioni e compiti assegnati alle Province di cui all'articolo 13 della l.r. 17/2000, le stesse provvedono, altres�, a:
a) approvare la zonizzazione acustica e i piani di risanamento dei Comuni, entro tre mesi dalla presentazione degli stessi;
b) adottare, in caso di contrasto tra i Comuni interessati, la zonizzazione acustica relativamente ad aree contigue tra i Comuni stessi;
c) realizzare e gestire, su tutto il territorio provinciale, avvalendosi dell'ARPA, sistemi di monitoraggio dell'inquinamento acustico.
1. Nell'esercizio delle funzioni e compiti attribuiti ai Comuni di cui all'articolo 14 della l.r. 17/2000, gli stessi provvedono, altres�, a:
e) eseguire campagne di misura del rumore procedendo all'analisi dei dati raccolti e alla valutazione del disturbo, con lo scopo di individuare la tipologia e l'entit� dei rumori presenti sul territorio;
f) adottare ordinanze per il ricorso temporaneo a speciali forme di contenimento e riduzione di tutte le emissioni sonore, inclusa l'inibitoria parziale o totale di determinate attivit�.
2. In ipotesi di contrasti tra Comuni limitrofi, relativi a zone contigue, la zonizzazione, limitatamente a tali zone, � operata negli stessi termini temporali, dalla Provincia, sentiti i Comuni interessati.
2. I piani devono specificare, previa rilevazione della tipologia ed entit� dei rumori presenti sul territorio, effettuata tramite tecnici competenti, le zone da risanare, con l'indicazione degli interventi da effettuare, la stima della popolazione interessata a ogni intervento, i soggetti tenuti all'intervento di risanamento, individuati tra i titolari dell'attivit� dal cui esercizio si genera la sorgente sonora, le modalit� e i tempi per il risanamento ambientale, anche attraverso la delocalizzazione delle attivit� interessate, la stima degli oneri finanziari necessari, le eventuali misure cautelari a carattere d'urgenza per la tutela dell'ambiente e della salute pubblica.
2. In caso di esito negativo, l'impresa si adegua ai limiti imposti mediante apposito piano di risanamento, entro i successivi sei mesi, fatto salvo quanto disposto dall'articolo 2, comma 3, del d.p.c.m. 1� marzo 1991.
3. Il piano di risanamento, autocertificato ai sensi della legge 15/1968, � trasmesso ai Comuni competenti per territorio.
4. I Comuni, avvalendosi dell'ARPA, approvano, entro novanta giorni dalla loro presentazione, i piani di risanamento acustico, verificandone la compatibilit� con la zonizzazione acustica comunale e trasmettendo alla Provincia, in caso di esito positivo, le risultanze ai fini dei successivi controlli.
(Nuove attivit� imprenditoriali)
1. Per l'esercizio di nuove attivit� imprenditoriali, ovvero per ampliamenti o modifiche di attivit� esistenti, che determinano un livello di rumore ambientale superiore a 40 dB(A) durante il periodo diurno e superiore a 30 dB(A) durante il periodo notturno, l'impresa deve presentare alla Provincia apposita relazione tecnica asseverata da un tecnico competente, che documenti il rispetto dei limiti di cui alla presente normativa.
(Prevenzione dell'inquinamento acustico
da traffico veicolare)
1. Nella costruzione di nuove strade e nelle opere di ristrutturazione di quelle esistenti, devono essere utilizzate tecnologie tali da consentire il contenimento o la riduzione del livello equivalente di pressione sonora ponderato (A) [Leq(A)] al valore limite stabilito dalla legge. Gli enti appaltanti sono incaricati del controllo e verificano la conformit� della progettazione e dell'esecuzione delle costruzioni edilizie e infrastrutture dei trasporti ai criteri emanati dai Ministeri competenti. Il livello continuo equivalente di pressione sonora ponderato (A) [Leq(A)] prodotto dal traffico veicolare non deve superare i limiti di zona.
prodotto dai mezzi di trasporto pubblico)
1. Le societ� concessionarie di trasporti pubblici urbani ed extraurbani, operanti nella regione, devono utilizzare veicoli il cui livello sonoro non superi i limiti posti dalla normativa dell'Unione europea.
2. Il parco macchine esistente deve essere progressivamente adeguato, adottando meccanismi o dispositivi atti a ridurre il livello sonoro emesso. A tal fine, le societ� concessionarie di trasporti pubblici urbani e le societ� concessionarie di trasporti pubblici extraurbani presentano rispettivamente al Comune ovvero alla Provincia, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il piano di adeguamento del parco macchine esistente da realizzare entro i successivi tre anni.
negli edifici)
3. Il Sindaco, nel rilasciare il certificato di abitabilit� o di agibilit�, verifica la conformit� delle opere alla relazione di cui al comma 2.
(Attivit� all'aperto)
1. Gli impianti, le apparecchiature, gli attrezzi e le macchine di ogni genere, impiegati in attivit� di carattere produttivo, commerciale e di altro tipo, che si svolgono all'aperto, devono essere conformi a quanto previsto dalla normativa dell'Unione europea e, comunque, tali da contenere i rumori entro i limiti indicati nella presente legge.
2. Le attivit� sportive e ricreative svolte all'aperto, che comportano emissione di rumore, non possono superare i limiti di cui all'articolo 3 e non possono essere svolte al di fuori dell'intervallo orario 8.00 - 24.00. Le emissione sonore, in termini di livello continuo equivalente di pressione sonora ponderato (A) [Leq(A)] misurato sulla facciata dell'edificio pi� esposto, non possono superare in ogni caso i 65 dB(A) negli intervalli orari 8.00 - 12.00 e 15.00 -19.00 e i 55 dB(A) negli intervalli orari 12.00 15.00 e 19.00 - 24.00.
3. Il Comune interessato pu�, su richiesta scritta e motivata, per esigenze locali o per ragioni di pubblica utilit�, autorizzare deroghe temporanee a quanto stabilito dal comma 2, prescrivendo comunque che siano adottate tutte le misure necessarie per ridurre al minimo il disturbo, sentita la AUSL competente.
(Attivit� temporanee)
2. Le emissioni sonore di cui al comma 1, in termini di livello continuo equivalente di pressione sonora ponderato (A) [Leq(A)] misurato in facciata dell'edificio pi� esposto, non possono, inoltre, superare i 65 dB(A) negli intervalli orari 9.00 - 12.00 e 15.00 - 22.00 e i 55 dB(A) negli intervalli orari 12.00 - 15.00 e 22.00 - 24.00. Il Comune interessato pu� concedere deroghe, su richiesta scritta e motivata, prescrivendo comunque che siano adottate tutte le misure necessarie a ridurre il disturbo sentita la AUSL competente.
3. Le emissioni sonore, provenienti da cantieri edili, sono consentite negli intervalli orari 7.00 - 12.00 e 15.00 - 19.00, fatta salva la conformit� dei macchinari utilizzati a quanto previsto dalla normativa della Unione europea e il ricorso a tutte le misure necessarie a ridurre il disturbo, salvo deroghe autorizzate dal Comune.
4. Le emissioni sonore di cui al comma 3, in termini di livello continuo equivalente di pressione sonora ponderato (A) [Leq(A)] misurato in facciata dell'edificio pi� esposto, non possono inoltre superare i 70 dB (A) negli intervalli orari di cui sopra. Il Comune interessato pu� concedere deroghe su richiesta scritta e motivata, prescrivendo comunque che siano adottate tutte le misure necessarie a ridurre il disturbo sentita la AUSL competente.
1. Le eventuali direttive e prescrizioni tecniche in attuazione della presente legge verranno impartite dalla Giunta regionale sulla base di apposito, parere dell'ARPA.
2. I Comuni che hanno gi� provveduto alla zonizzazione acustica del proprio territorio sulla base di quanto indicato dall'articolo 2, comma 1, del d.p.c.m. 1� marzo 1991 ne verificano la rispondenza ai criteri individuati dalla presente legge entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, dandone comunicazione alla Provincia.
Data a Bari, add� 12 febbraio 2002
Modalit� operativa per la classificazione
e zonizzazione acustica del territorio
1.1.1 Le aree appartenenti alla classe 1 godono di particolare protezione ambientale dal punto di vista acustico, in quanto la quiete rappresenta un elemento base per la loro utilizzazione. Rientrano in queste aree quelle destinate ad ospedali, case di cura, scuole, al riposo e allo svago, alla residenza di tipo rurale, a parchi pubblici, nazionali e regionali con l'eccezione delle parti edificate, a riserve naturali, a verde in generale nonch�, quando necessario in relazione alle esigenze locali, le zone di interesse storico-archeologico.
1.1.2 Sono escluse dalla classe 1 le piccole aree verdi di quartiere e le aree destinate a verde sportivo, per le quali la quiete non � un elemento strettamente indispensabile per la loro fruizione, nonch� le strutture scolastiche o sanitarie inserite in edifici adibiti ad abitazione e ad uffici. Tali aree e strutture seguono la classificazione della zona di cui fanno parte ovvero della zona cui appartengono gli edifici che le inglobano.
1.1.3 Nell'ambito delle aree di classe 1, � effettuata una suddivisione in tre sottozone con differente coefficiente di priorit�, da utilizzare in fase di predisposizione di eventuali piani di risanamento:
1.1.4 Le aree ospedaliere e gli edifici scolastici, collocati in prossimit� della viabilit� principale, ricadenti all'interno delle fasce di rispetto della viabilit� stessa, mantengono la propria classe e, trattandosi di aree da tutelare, potranno richiedere interventi di bonifica acustica.
1.1.5 Nel caso di aree rurali, queste sono inserite nella classe 1, tranne che non risulti esservi un uso estremamente diffuso di macchine operatrici, nel qual caso sono incluse nella classe III. Diversamente, le aree rurali, in cui si svolgono attivit� derivanti da insediamenti zootecnici rilevanti o dalla trasfarmazione di prodotti agricoli, quali caseifici, cantine, zuccherifici ed altro, sono da ritenersi attivit� produttive di tipo artigianale o industriale, e classificate nelle relative classi.
1.2.1 Le classi II e III sono caratterizzate da una distribuzione molto varia delle sorgenti di rumore, da densit� di abitazioni variabile e da differenti intensit� di attivit� umane. Per la classificazione di tali zone si adotteranno criteri il pi� possibile oggettivi, basati sull'elaborazione di indici urbanistici e parametri insediativi.
1.2.2 Nella classe IV sono inserite le aree portuali e le aree circostanti gli aeroporti. Fanno eccezione i piccoli campi privati per il turismo, per l'attivit� sportiva, per il diporto e analoghe utilizzazioni, che assumono la classificazione del territorio che li comprende.
Sono, altres�, inserite nella classe IV le zone del territorio con presenza quasi esclusiva di attivit� del terziario o commerciali, cio� aree caratterizzate da intensa attivit� umana. ma pressoch� prive di presenza abitativa. La presenza di piccole industrie determina da sola l'appartenenza del territorio alla classe IV.
1.3.2 Nella classe V � prevista la presenza di abitazioni e di attivit� di servizio, mentre nella classe VI sono inserite solo quelle aree monofunzionali a carattere esclusivamente industriale.
Classi di destinazione Colore Retino
I. aree particolarmente
protette verde punti
II. aree prevalentemente residenziali giallo linee verticali
III. aree di tipo misto arancione linee orizzontali
IV. aree di intensa attivit� umana rosso tratteggio a croce
V. aree prevalentemente industriali viola linee inclinate
VI. aree esclusivamente industriali blu nulla
Ai fini della classificazione, dovr� farsi riferimento a dati rilevabili in loco e/o derivanti da fonti statistiche ufficiali e, in particolare, dalle informazioni di carattere socioeconomico provenienti dalle rilevazioni decennali dell'ISTAT:
1) censimento generale della popolazione; 2) censimento generale dell'industria e dei servizi.
Partendo dall'elemento territoriale attraverso la sezione di censimento, con successiva classificazione e raggruppamento delle varie sezioni in modo da limitare il pi� possibile l'eccessivo frazionamento del territorio, si proceder� alla riunione di zone acusticamente omogenee.
Contemporaneamente alla zonizzazione acustica del territorio dovranno essere predisposte carte tematiche con riferimento alla densit� di popolazione, alle infrastrutture di trasporto, alla densit� di esercizi commerciali, alla densit� di esercizi artigianali ed alla presenza di uffici.
Nella definizione delle zone acusticamente omogenee dovranno non risultare contigue aree caratterizzate da limiti massimi per il livello equivalente di pressione sonora ponderato in scala "A" che differiscano di pi� di 5 dB. Qualora, nelle zone gi� urbanizzate, non fosse possibile rispettare tale vincolo a causa dell'effettivo uso del territorio, si devono inserire opportune fasce di rispetto, che devono essere contenute nella zona con limite superiore di rumore pi� elevato, oppure dovr� tenersi conto di ci� nell'elaborazione dei piani di risanamento.
Sulla base dei criteri di effettiva fruizione del territorio e di destinazione di piano regolatore, la classificazione delle zone inizier� dall'identificazione delle aree corrispondenti alle classi con pi� alto rischio ambientale, quali quelle con impianti industriali significativi, porti (classi V e VI) e di quelle particolarmente protette, ospedali, scuole e parchi pubblici (classe I).
La fascia parallela a strade ferroviarie dovr� essere prevista nel caso in cui queste attraversino aree appartenenti a classi inferiori; mentre strade e ferrovie assumeranno automaticamente la classe corrispondente all'area attraversata nel caso di passaggio di zone di classe superiore.
L'ampiezza delle fasce parallele a strade e ferrovie, da classificare anch'esse in classe IV, dovr� essere determinata tenendo conto degli schermi presenti lungo il percorso di propagazione del suono, quali edifici, dislivelli ed altre barriere naturali. Dovranno, a tal fine, seguirsi i seguenti criteri:
3) nel caso di tratti privi di insediamenti, la larghezza della fascia sar� definita in modo tale da garantire un sufficiente abbattimento del livello di rumore, tenendo conto anche degli schermi ed ostacoli naturali, e, comunque, non inferiore ai 100 metri dal margine della carreggiata.
3. Metodologia operativa e classificazione: densit� della popolazione ed attivit� commerciali
Per la classificazione delle zone di classe II, III e IV si terr� conto, oltre che delle caratteristiche del traffico veicolare, della presenza di strade di grande comunicazione, linee ferroviarie, porti e piccole industrie, della densit� della popolazione, della presenza delle attivit� commerciali ed artigianali. La maggiore o minore densit� di popolazione ed intensit� del traffico veicolare, la limitata od elevata presenza di attivit� commerciali ed artigianali saranno opportunamente stimate, al fine del l'attribuzione delle varie zone alle classi II, III e IV per la grande rilevanza che queste caratteristiche territoriali hanno dal punto di vista acustico.
Per quanto riguarda la densit� di popolazione residente, s� far� riferimento al numero degli abitanti riferito alla superficie unitaria di un ettaro. Di conseguenza si riterr�:
1) molto bassa la densit� di popolazione residente inferiore al valore corrispondente al 25� percentile ricavabile dalla successione dei dati statistici disponibili;
2) bassa la densit� di popolazione residente compresa tra i valori corrispondenti al 26� e 50� percentile ricavabili dalla successione dei dati statistici disponibili;
3) media la densit� di popolazione residente compresa tra i valori corrispondenti al 51� e 75� percentile ricavabili dalla successione dei dati statistici disponibili;
4) alta la densit� di popolazione residente superiore al valore corrispondente al 76� percentile ricavabile dalla successione dei dati statistici disponibili.
Per quantificare la presenza di attivit� commerciali, inserite nel contesto urbano, si pu� fare riferimento alla densit� di esercizi commerciali, espressa in numero di esercizi riferito alla superficie unitaria di un ettaro o al rapporto tra l'area della superficie complessiva occupata da queste attivit� e l'area della superficie della zona di censimento presa in considerazione. Per cui si avr�:
1) molto bassa presenza di attivit� commerciali per densit� di esercizi commerciali o rapporto tra l'area della superficie complessiva occupata da attivit� commerciali e l'area della superficie della zona di censimento inferiore al valore corrispondente al 25� percentile ricavabile dalla successione dei dati disponibili;
2) bassa presenza di attivit� commerciali per densit� di esercizi commerciali rapporto tra l'area della superficie complessiva occupata da attivit� commerciali e l'area della superficie della zona di censimento compreso tra i valori corrispondenti al 26� e 50� percentile ricavabile dalla successione dei dati disponibili;
3) media presenza di attivit� commerciali per densit� di esercizi commerciali o rapporto tra l'area della superficie complessiva occupata da attivit� commerciali e l'area della superficie della zona di censimento compreso tra i valori corrispondenti al 51� e 75� percentile ricavabile dalla successione dei dati disponibili;
4) alta presenza di attivit� commerciali per densit� di esercizi commerciali o rapporto tra l'arca della superficie complessiva occupata da attivit� commerciali e l'area della superficie della zona di censimento superiore al valore corrispondente al 76� percentile ricavabile dalla successione dei dati disponibili.
4. Metodologia operativa e classificazione: densit� di uffici ed attivit� artigianali
Per quantificare la presenza di uffici, si far� riferimento alla densit� degli stessi espressa in numero di uffici o di addetti riferito alla superficie unitaria di un ettaro. Per cui si avr�:
1) molto bassa presenza di uffici per densit� degli stessi inferiore al valore corrispondente al 25� percentile ricavabile dalla successione dei dati disponibili;
2) bassa presenza di uffici per densit� degli stessi compresa tra i valori corrispondenti al 26� e 50� percentile ricavabile dalla successione dei dati disponibili;
3) media presenza di uffici per densit� degli stessi compresa tra i valori corrispondenti al 51� e 75� percentile ricavabile dalla successione dei dati disponibili;
4) alta presenza di uffici per densit� degli stessi superiore al valore corrispondente al 76� percentile ricavabile dalla successione dei dati disponibili.
Per quantificare la presenza d� attivit� artigianali, si far� riferimento alla densit� delle stesse espressa in numero di attivit� artigianali riferito alla superficie unitaria di un ettaro o al rapporto tra l'arca della superficie complessiva occupata da attivit� artigianali e l'area della superficie della zona di censimento. Per cui si avr�:
1) molto bassa presenza di attivit� artigianali per densit� delle stesse o rapporto tra l'area della superficie complessiva occupata da attivit� artigianali e l'area della superficie della zona di censimento inferiore al valore corrispondente al 25� percentile ricavabile dalla successione dei dati disponibili;
2) bassa presenza di attivit� artigianali per densit� delle stesse o rapporto tra l'area della superficie complessiva occupata da attivit� artigianali e l'area della superficie della zona di censimento compreso tra i valori corrispondenti al 26� e 50� percentile ricavabile dalla successione dei dati disponibili;
3) media presenza di attivit� artigianali per densit� delle stesse o rapporto tra l'area della superficie complessiva occupata da attivit� artigianali e l'area della superficie della zona di censimento compreso tra i valori corrispondenti al 51� e 75� percentile ricavabile dalla successione dei dati disponibili;
4) alta presenza di attivit� artigianali per densit� delle stesse o rapporto tra l'area della superficie complessiva occupata da attivit� artigianali e l'area della superficie della zona di censimento superiore al valore corrispondente al 76� percentile ricavabile dalla successione dei dati disponibili.
5. Metodologia e classificazione: densit� del traffico veicolare
Riguardo alle caratteristiche del traffico veicolare, si intender� per:
3) traffico veicolare intenso, che caratterizza la classe IV, quello che si sviluppa lungo le strade urbane di scorrimento, che garantiscono la fluidit� degli spostamenti nell'ambito urbano, accolgono il traffico veicolare delle strade di quartiere e distribuiscono quello dei tronchi terminali o passanti dalle strade extraurbane, le tangenziali, le strade di grande comunicazione.
Alla classificazione delle singole zone di territorio comunale preso in considerazione si pu� giungere attraverso la determinazione di un indice numerico globale pari alla somma dei valori numerici attribuiti agli indici parziali per ciascuno dei parametri prima considerati, che vengono riportati nella tabella seguente:
Densit� di popolazione molto bassa bassa media alta
Volume del traffico veicolare molto limitato locale attraversamento intenso
Presenza di attivit� commerciali molto bassa bassa media alta
Presenza di attivit� artigianali molto bassa bassa media alta
Presenza di uffici molto bassa bassa media alta
La zona considerata sar� di classe II, se l'indice totale non supera il valore 5; sar� di classe III, se assume valori compresi tra 5 e 11; sar� di classe IV, se il valore del parametro supera 11.
Eseguita la classificazione delle singole zone, che compongono il territorio comunale, ai fini di eliminare o comunque ridurre l'eventuale presenza di zone a "macchia di leopardo" dovr� procedersi all'aggregazione di zone adiacenti tenendo conto che una zona va assorbita nella classificazione di quelle confinanti quando queste ultime appartengono tutte alla stessa classe e che le zone limitrofe vanno aggregate in modo tale da raggrupparle il pi� possibile nella classe pi� bassa ipotizzabile. Per quanto possibile, inoltre, si far� in modo che i confini delle diverse zone acustiche coincidano con elementi fisici naturali o artificiali.
Il testo della legge viene pubblicato con l'aggiunta delle note redatte dal Settore Legislativo della Giunta Regionale - Ufficio Documentazione Informazione Studi e Ricerche - in attuazione della L.R. 13/94, nonch� dell'art. 12 del Regolamento interno della Giunta Regionale adottato con deliberazione n. 726/93, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali � fatto rinvio. Le note non costituiscono testo ufficiale della legge regionale.
Il D.P.C.M. 1 marzo 1991 "Limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno" � pubblicato nella Gazz. Uff. 8 marzo 1991, n. 57.
Il Decreto del Ministro dell'Ambiente del 16 marzo 1998 "Tecniche di rilevamento e di misurazione dell'inquinamento acustico" � pubblicato nella Gazz. Uff. 1 aprile 1999, n. 76.
L'art. 12 della Legge Regionale 30 novembre 2000, n. 17, pubblicata nel B.U.R.P. 13 dicembre 2000, n. 147, cos� dispone:
c) la tenuta, presso l'Assessorato competente in materia, dell'elenco regionale dei tecnici competenti, previsto dall'articolo 2 della legge 26 ottobre 1995, n. 447 (legge quadro sull'inquinamento acustico);
d) in via concorrente con i Comuni e le Province, l'emanazione di ordinanze, da parte del Presidente della Giunta regionale, di carattere contingibile e urgente, per il ricorso temporaneo a speciali forme di contenimento o di abbattimento delle emissioni sonore, inclusa l'inibitoria parziale o totale di determinate attivit�.
L'art. 2 della Legge 26 ottobre 1995, n. 447 "Legge Quadro sull'inquinamento acustico", pubblicata nella Gazz. Uff. 30 ottobre 1995, n. 254, S.O., cos� dispone:
2. I valori di cui al comma 1, lettera e), f), g) e h), sono determinati in funzione della tipologia a sorgente, del periodo della giornata e della destinazione d'uso della zona da proteggere.
b) le procedure di collaudo, di omologazione e di certificazione che attestino la conformit� dei prodotti alle prescrizioni relative ai livelli sonori ammissibili: la marcatura dei prodotti e dei dispositivi attestante l'avvenuta omologazione;
d) i piani dei trasporti urbani ed i piani urbani del traffico; i piani dei trasporti provinciali o regionali ed i piani del traffico per la mobilit� extra urbana; la pianificazione e gestione del traffico stradale, ferroviario, aeroportuale e marittimo; e) la pianificazione urbanistica, gli interventi di delocalizzazione di attivit� rumorose o di ricettori particolarmente sensibili.
8. Le attivit� di cui al comma 6 possono essere svolte altres� da coloro che, in possesso del diploma di scuola media superiore, siano in servizio presso le strutture pubbliche territoriali e vi svolgano la propria attivit� nel campo dell'acustica ambientale, alla data di entrata in vigore della presente legge nonch� da coloro che, a prescindere dal titolo di studio, possano dimostrare di avere svolto, alla data di entrata in vigore della presente legge almeno cinque anni, attivit� nel campo dell'acustica ambientale in modo non occasionale.
9. I soggetti che effettuano i controlli devono es sere diversi da quelli che svolgono le attivit� sulle quali deve essere effettuato il controllo.
L'Art. 4 della Legge Regionale 30 novembre 2000, n. 17, cos� dispone:
(Programma regionale
per la tutela dell'ambiente)
1. Al fine di stabilire le linee e le azioni finalizzate alla tutela e al risanamento dell'ambiente da attuarsi attraverso l'utilizzo di risorse comunitarie, nazionali, regionali e degli enti locali, la Regione si dota di un programma regionale per la tutela dell'ambiente (PRTA).
2. Il PRTA � approvato dalla Giunta regionale. Esso, sulla base di una valutazione sullo stato delle singole componenti ambientali, con riferimento anche a peculiari situazioni territoriali, determina, in particolare:
a) gli obiettivi e le priorit� delle azioni ambientali, anche con riferimento a peculiari situazioni territoriali o produttive;
c) i tempi e i criteri per l'approvazione del quadro triennale degli interventi di cui all'articolo 5; d) gli ambiti di intervento per i quali le Province prevedono contributi ai soggetti indicati al comma 4, lettere b) e e). 3. Sulla base del programma le Province, sentiti i Comuni e le Comunit� montane e tenuto conto delle indicazioni contenute nei piani di settore, individuano in ordine di priorit� gli interventi da realizzare da parte dei soggetti pubblici, con l'indicazione presuntiva dei costi e la disponibilit� al finanziamento da parte degli stessi.
4. Il PRTA ha durata triennale ed � attuato mediante:
a) concessione a enti locali di contributi in conto capitale sino al 60 per cento delle spese ammissibili per la realizzazione di impianti e opere;
b) bandi, di norma regionali, per la concessione a soggetti privati di contributi in conto capitale o attualizzati in conto interesse, in conformit� della vigente normativa comunitaria, per la realizzazione di impianti e opere collegate alla finalit� del programma; c) bandi, di norma regionali, per la concessione a soggetti pubblici e privati di contributi, in conformit� alla vigente normativa comunitaria, per l'introduzione di sistemi finalizzati al miglioramento della qualit� ambientale.
5. Per la predisposizione del PRTA la Giunta regionale si avvale degli studi e delle ricerche necessarie anche ai fini dell'attivit� di pianificazione condotti dall'ARPA per la Puglia.
6. Le linee e le azioni contenute nel PRTA sono raccordate con quelle relative all'informazione ed educazione ambientale, alla difesa del suolo e alla tutela delle acque.
L'art. 13 della Legge Regionale 30 novembre 2000, n. 17, cos� dispone:
a) il coordinamento delle azioni di contenimento del rumore attuate dai Comuni, nei casi di inquinamento acustico che riguardano aree ricadenti nel territorio di pi� Comuni;
b) il controllo e la vigilanza in materia di inquinamento acustico, in ambiti territoriali ricadenti nel territorio di pi� Comuni;
c) in via concorrente con la Regione e i Comuni, l'emanazione di ordinanze di carattere contingibile e urgente per il ricorso temporaneo a speciali forme di contenimento o di abbattimento delle emissioni sonore, inclusa l'inibitoria parziale o totale di determinate attivit�,
d) la gestione dei dati di monitoraggio relativi all'inquinamento acustico, forniti dall'ARPA.
Nota all'art.8
L'art.14 della Legge Regionale 30novembre 2000, n.17, cos� dispone:
1. Si intendono attribuiti ai Comuni tutte le funzioni e i compiti amministrativi concernenti: a) la classificazione del territorio comunale in zone acustiche, sulla base della quale sono coordinati gli strumenti urbanistici comunali; b) l'approvazione dei piani di risanamento acustico, ai sensi dell'articolo 7 della L. 447/1995; c) l'adozione di regolamenti locali ai fini dell'attuazione della disciplina statale e regionale per la tutela dall'inquinamento acustico; d) la rilevazione delle emissioni sonore prodotte dai veicoli, fatte salve le disposizioni contenute nel decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (r) Nuovo codice della strada" e successive integrazioni e modifiche; e) le attivit� di controllo sull'osservanza delle prescrizioni attinenti al contenimento dell'inquinamento acustico prodotto dal traffico veicolare e dalle sorgenti fisse, della disciplina stabilita dall'articolo 8, comma 6, della L. 447/1995, relativamente al rumore prodotto dall'uso di macchine rumorose e da attivit� svolte all'aperto, della disciplina delle prescrizioni tecniche contenute negli atti emanati dal Comune ai sensi del presente articolo; f) il rilascio dell'autorizzazione per lo svolgimento di attivit� temporanee e di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico e per spettacoli a carattere temporaneo ovvero mobile, anche in deroga ai valori limite definiti dalla vigente normativa; g) per i Comuni con popolazione superiore a 50 mila abitanti, l'adozione di una relazione biennale sullo stato acustico;
h) la verifica sull'osservanza della normativa vigente per la tutela dell'inquinamento acustico all'atto del rilascio di concessioni edilizie e provvedimenti comunali abilitativi relativi a nuovi impianti e infrastrutture adibite ad attivit� produttive, sportive e ricreative e a postazioni di servizi commerciali polifunzionali, di provvedimenti di licenza o di autorizzazione all'esercizio di attivit� produttive, ivi compresi i nullaosta di cui all'articolo 8, comma 6, della L. 447/1995;
i) la verifica sulla corrispondenza della normativa vigente dei contenuti della documentazione fornita ai sensi dell'articolo 8, comma 5, della L. 447/1995;
l) l'adozione delle misure amministrative e tecniche tese al contenimento del rumore nei casi di inquinamento acustico che riguardano aree ricadenti nel territorio comunale;
m) l'approvazione dei progetti di risanamento delle imprese nei confronti dell'ambiente esterno;
n) in via concorrente con la Regione e le Province, l'emanazione di ordinanze di carattere contingibile e urgente per il ricorso temporaneo a speciali forme di contenimento o di abbattimento delle emissioni sonore, inclusa l'inibitoria parziale o totale di determinate attivit�.
Il Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n. 285 "Nuovo Codice della Strada", � pubblicato nella Gazz. Uff. 18 maggio 1992, n. 114, S.O.
La Legge 4 gennaio 1968, n. 15, � stata abrogata dall'art. 77 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 "Testo Unico delle disposizioni Legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa", pubblicato nella Gazz. Uff. 20 febbraio 2001, n. 42, S.O., con il quale � stata ridisciplinata la materia.