Source: http://soloagevolazioni.blogspot.com/2016/02/
Timestamp: 2019-11-15 09:02:36+00:00
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Adessonews Soloagevolazioni Italia_agevolazioni per l'impresa e la famiglia: febbraio 2016
Omesso versamento ritenute, condanna revocata con i nuovi limiti
Va revocata la sentenza penale di condanna per il reato di omesso versamento di ritenute se la condotta rientra nei nuovi limiti di non punibilità stabiliti dalla riforma dei reati tributari [1]: l’assoluzione è completa poiché “il fatto non è previsto come reato”. È quanto chiarito dal Tribunale di Udine, con una recente sentenza [2].
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Bando Inail 2016, 276 milioni a fondo perduto, al via le domande
Anche quest’anno, l’Inail ha pubblicato il bando Isi, che offre alle aziende incentivi a fondo perduto per gli investimenti nel campo della salute e della sicurezza. Per il 2016 (il bando per il 2016 si chiama Isi 2015) sono stati messi a disposizione ben 276 milioni di euro: in totale, i contributi a fondo perduto erogati dall’Istituto alle aziende, dal 2010 ad oggi, sono pari ad oltre un miliardo e duecento milioni di Euro.
Bando Isi 2016: progetti finanziati
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Come abbiamo chiarito in un approfondimento apparso su questo giornale proprio ieri, il bollo auto si prescrive dopo tre anni che, tuttavia, decorrono a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di scadenza del pagamento. Pertanto, nel caso di bollo dovuto per l’anno 2012, il termine di prescrizione inizia a decorrere a partire dal 1° gennaio 2013; e dunque i tre anni si compiono solo con il 31 dicembre 2015 (per maggiori dettagli leggi l’articolo “Bollo auto: quando scatta il blocco?”). In pratica non bisogna contare l’anno in cui è dovuto il versamento della tassa di circolazione, ma i successivi tre, fino al 31 dicembre dell’ultimo di questi. Solo allora si può dire compiuta la prescrizione del bollo auto.
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Debiti PA, attiva garanzia Stato: al via cessione credito fornitori a banche
Provvedimento operativo: le imprese possono cedere alle banche i crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione, riscuotendo in questo modo le somme dovute, mentre la PA diventa a quel punto debitrice dell’istituto di credito. È il meccanismo per la restituzione dei debiti della PA alle imprese previsto dal decreto IRPEF, che ora diventa operativo con l’apposito decreto applicativo del ministero dell’Economia.
Dunque, d’ora in poi le imprese che hanno crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione possono cederli alle banche o a istituti finanziari, incassando la somma dovuta, attraverso il sistema “pro soluto“. Si tratta di un sistema grazie al quale decade qualsiasi vincolo fra la PA e l’impresa ed è la banca che diventa il creditore dell’ente pubblico.
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Bollo auto: prescrizione e quando scatta il blocco?
La prescrizione, come è noto, segna il termine massimo entro cui il debitore è tenuto al pagamento di una prestazione economica: una volta scaduto tale termine, nulla più è dovuto e il debitore è definitivamente libero dall’obbligo di pagamento. Questo vale anche in materia fiscale, sempre che, nell’arco di tale periodo, non sia intervenuto un sollecito di pagamento: esso, infatti, ha l’effetto di interrompere la prescrizione e far decorrere il termine nuovamente da capo, a partire cioè dal giorno successivo al ricevimento dell’atto interruttivo.
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Arrivano le richieste di versamento dell’imposta sui rifiuti, oggi chiamata Tari (in precedenza Tarsu, Tia e Tares), e con esse anche le intimazioni di pagamento degli arretrati. Ma fino a quanto tempo possono spingersi tali pretese? In altre parole, dopo quanti anni si prescrive il diritto alla riscossione della tassa sulla spazzatura?
Etichette: prescrizione tassa rifiuti
La questione dei mutui irregolari e dell’anatocismo bancario è ormai diventata un caso nazionale.
La pubblicità ingannevole adottata dalle banche è ormai alla luce del sole, grazie soprattutto alle iniziative legali attivate per ottenere il giusto rimborso e ai riscontri positivi da parte della magistratura, che sta finalmente condannando gli istituti di credito a ripagare i propri correntisti.
Tutti ne parlano ormai: anche Striscia la Notizia si è fatta portavoce di questa causa, dedicando un servizio sull’argomento che è andato in onda il 14 gennaio.
Per tanti risparmiatori, si apre quindi la prospettiva concreta di recuperare fino a 80.000 euro ogni 200.000 erogati.
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SELFIEmployment è il nuovo fondo rotativo nazionale promosso dal Ministero del Lavoro
Etichette: finanziamento giovani, Imprenditoria giovanile
In base al tipo di credito da riscuotere, la legge prevede determinati termini di decadenza entro i quali Equitalia può notificare la cartella esattoriale e procedere così alla riscossione mediante ruolo.
Una volta decorsi tali termini senza che la notifica della cartella sia avvenuta, il credito, pur se ancora esistente, potrà essere recuperato dagli enti creditori solo ricorrendo alle normali procedure giudiziarie (per esempio ricorso o citazione in giudizio, decreto ingiuntivo, ordinanza ingiunzione ecc.).
Etichette: Termini decadenza cartella equitalia
Contrarre un mutuo e concedere alla banca l’ipoteca sulla casa potrebbe divenire, a breve, un rischio superiore a quello cui, tradizionalmente, sono stati abituati gli italiani: in ballo c’è sempre la possibilità perdere l’immobile in caso di morosità, ma, a differenza del passato, questo passaggio potrebbe avvenire anche senza pignoramento ed espropriazione forzata. Senza contare che la stessa vendita all’asta, qualora disposta dall’istituto di credito, potrebbe avere tempi celerissimi, se non addirittura inesistenti.
Etichette: Contezioso bancario
Mutuo: no decreto ingiuntivo o pignoramento se il contratto è abusivo (anche per anatocismo e usura bancaria)
Etichette: anatocismo e usura bancaria, Usura Bancaria, Usura Mutuo
Con la riforma che il Governo sta per approvare sui pignoramenti immobiliari, le case ipotecate, oggetto di esecuzione forzata da parte del creditore, saranno letteralmente svendute. Si potranno addirittura presentare situazioni in cui, a fronte di un valore di mercato di diverse centinaia di migliaia di euro, l’offerente si aggiudichi il bene sborsando solo poche decine di euro. La ragione di questa paradossale conseguenza è contenuta nel testo stesso della nuova norma: in essa si dispone che, se ai primi tre tentativi di asta non verranno presentate offerte di acquisto, il quarto sarà “a prezzo libero”.
Etichette: asta immobiliare
Etichette: Imu e Tasi
Se, all’atto di separazione o del divorzio, il marito vuol cedere alla moglie (o viceversa) la sua proprietà su un immobile, non dovrà più pagare l’imposta di registro e di bollo. È questo il frutto di un nuovo orientamento sposato dalla Cassazione già dieci giorni fa (leggi “Niente tasse per l’immobile trasferito con separazione o divorzio”) e ribadito nuovamente stamattina [1]. Il vantaggio è netto: in questo modo, nel caso di una coppia in regime di comunione dei beni, il coniuge potrà cedere all’altro il proprio 50% senza doversi svenare per via delle tasse. Tali trasferimento sono infatti tutti esenti.
Se, poi, ci si vuole separare o divorziare senza neanche passare dal tribunale, il tutto potrà essere effettuato presso lo studio dell’avvocato, con il procedimento di negoziazione assistita, con cui, da poco tempo, è possibile porre fine al matrimonio in via consensuale.
L’assegno bancario o postale viene protestato quando è scoperto cioè emesso in mancanza di provvista sul conto corrente.
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Cartella Equitalia: la notifica può essere provata tramite fotocopie?
Spesso nei giudizi in cui il contribuente contesta la regolarità o esistenza della notifica delle cartelle esattoriali o altri atti della riscossione, Equitalia si limita a produrre in giudizio le copie delle relate e degli avvisi di ricevimento o, addirittura, copia del solo estratto di ruolo.
Sul punto, la giurisprudenza maggioritaria ritiene che, qualora contestata dal contribuente, la documentazione in fotocopia non sia sufficiente a soddisfare l’onere probatorio e che siano piuttosto necessari le relate e gli avvisi di ricevimento in originale.
Etichette: cartella equitalia
Etichette: vendita asta
Vi è mai capitato di chiedere, a una banca, un mutuo ipotecario e di dover attendere la valutazione dell’immobile fatta dal tecnico di fiducia della banca stessa? Questa perizia serve per stabilire qual è il valore della casa che volete comprare, al fine di determinare anche l’importo che la banca vi presterà per pagare il venditore.
Prestito vitalizio ipotecario, in Gazzetta Ufficiale il decreto del MISE
Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.38 del 16 febbraio 2016 il decreto 22 dicembre 2015 n.226 sul prestito vitalizio ipotecario, firmato dal Ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi.
Il provvedimento, che ha ricevuto il via libera dalla Corte dei Conti, entrerà in vigore il prossimo 2 marzo.
All'articolo 2 sono stabilite le regole per l’offerta al pubblico dei prestiti vitalizi ipotecari.
Etichette: Prestito vitalizio
Depenalizzazione del reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali:
L'INPS, con il Messaggio n. 590 del 10 febbraio 2016, rende noto che il Ministero del Lavoro, con la
Circolare n. 6 del 5 febbraio 2016, è intervenuto per fornire le prime indicazioni operative in seguito
all'entrata in vigore, a decorrere dal 6 febbraio 2016, del D.Lgs n. 8/2016 recante "Disposizioni in
materia di depenalizzazione a norma dell'art. 2, comma 2, L. n. 28 aprile 2014, n. 67".
Etichette: depenalizzazione reati fiscali
Invitalia informa che le risorse finanziarie assegnate a "Nuove imprese a tasso zero" non sono sufficienti a coprire il fabbisogno potenziale delle domande presentate.
Etichette: Imprenditoria giovanile
Finanziamenti e agevolazioni per l'impresa e la famiglia
Finanziamenti famiglia. Prestito antiusura per i privati · Moratoria dei mutui per le famiglie. Cessione del quinto della pensione
Notifica al familiare convivente: seconda raccomandata obbligatoria
Che succede se, al momento un cui bussa il postino per notificare una cartella di pagamento di Equitalia, non trova a casa l’effettivo destinatario del plico? A quest’ultimo viene spedita una seconda raccomandata a.r. con cui lo si informa che l’atto è depositato presso l’ufficio postale e lì rimane in giacenza per 30 giorni dove il contribuente potrà ritirarlo senza spese; se però questo termine viene superato, si verifica quella che viene comunemente viene detta “compiuta giacenza”.
In sintesi, l’ufficio postale, in caso di notifica del plico contenente la cartella di pagamento presso l’ufficio postale, per l’irreperibilità o assenza delle persone legittimate al ritiro, deve essere notificata al destinatario/contribuente la raccomandata con la comunicazione di avvenuto deposito. Tale comunicazione viene detta Cad.
Etichette: Notifica equitalia
Bolletta dell’acqua: ingiunzione fiscale nulla se la società è privata
Sono illegittime le ingiunzioni fiscali emesse dalle società concessionarie del servizio idrico, anche se partecipate dal Comune o da altra pubblica amministrazione: lo grida a gran voce il Tribunale di Milano, con una sentenza [1] che farà parlare perché mette in ballo numerose aziende concessionarie del servizio di somministrazione di acqua potabile.
L’ingiunzione fiscale a carico dei morosi, prevista dal Regio Decreto del 1910 sulla riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato [2] può essere utilizzato per recuperare i crediti solo quando il creditore è un soggetto pubblico. Nel caso della società privata, invece, sebbene partecipata di secondo grado di enti territoriali, siamo in presenza di un soggetto privatistico. Il fatto che la compagine sia qualificata come ente pubblico economico e soggetta a controlli contabili è del tutto irrilevante. Ciò, infatti, non la trasforma in pubblica amministrazione in senso stretto.
Credito d'imposta per la digitalizzazione delle imprese alberghiere:
definita la procedura telematica Il Ministero dei beni culturali ha reso note le modalità e i termini di presentazione dell'istanza di attribuzione del credito d'imposta previsto per la digitalizzazione delle strutture alberghiere, extralberghiere, agenzie di viaggio e tour operator, in relazione alle spese sostenute nell'anno 2015. In particolare, il procedimento per l'istanza di attribuzione del citato credito prevede le seguenti fasi: • la compilazione dell'istanza e della relativa attestazione di effettività delle spese, va effettuata dalle ore 10.00 dell'8 febbraio 2016 fino alle ore 16.00 del 22 febbraio 2016; • la firma, il caricamento ed il salvataggio delle istanze e attestazioni sul Portale dei procedimenti dovrà avvenire entro le ore 16:00 del 22 febbraio 2016; • l'invio dell'istanza definitivo (c.d. Click day) andrà effettuato dalle ore 10:00 del 23 febbraio 2016 alle ore 1 6:00 del 26 febbraio 2016
Etichette: Alberghi informatizzazione
Finanziamenti e contributi per studenti, come trovarli
Nasce un portale unico europeo per trovare finanziamenti, contributi, aiuti e sostegni per tutti gli studenti, compreso chi studia in Italia.
Tutti i contributi per gli studenti, dalla borsa di studio ai rimborsi per il tirocinio, ai finanziamenti ed agli aiuti, sono ora disponibili in un unico sito internet, l’European Funding Guide: anche se si tratta di un servizio internazionale, esso non è rivolto soltanto a chi studia al di fuori del proprio Paese, ma anche a chi prosegue gli studi senza effettuare alcuno spostamento.
Il portale, infatti, raccoglie ogni tipo di aiuto disponibile per gli studenti, relativamente ad ogni Paese europeo, e non solo le agevolazioni volte alla mobilità, come il programma Erasmus: in particolare, il database contiene ben 12.000 programmi di sostegno, per un ammontare di risorse a disposizione pari a 27 miliardi di euro.
La finalità di questo utilissimo progetto non è soltanto quella di offrire un concreto aiuto a chi desidera proseguire i propri studi, in mobilità o meno, ma anche quella di sfatare il mito dell’irraggiungibilità delle borse di studio: dai dati raccolti, difatti, si scopre che oltre il 90% degli studenti non presenta mai richiesta per alcun tipo di contributo, dandosi già “per sconfitto” in partenza. Dunque, i fondi tornano indietro per mancanza di domande.
Come trovare i finanziamenti
Il portale funziona in maniera semplice e veloce:
– in primo luogo, lo studente deve registrarsi, accedendo all’indirizzo www.european-funding-guide.eu;
– una volta compilato il questionario d’iscrizione, il portale è in grado, incrociando migliaia di dati, di segnalare ogni agevolazione alla quale lo studente può accedere: borse di studio, prestiti d’onore, sovvenzioni e contributi di varia natura;
– individuato l’incentivo di proprio interesse, lo studente è guidato, passo dopo passo, nella procedura da seguire per inoltrare la domanda.
I contributi non sono, come erroneamente si ritiene, riservati ai soli detentori di redditi bassi, o ai soli “geni” con punteggi al di sopra della media: in base ai dati presenti nel sito, emerge che diversi aiuti siano erogati sulla sola base della città d’origine dello studente, delle materie studiate, o della professione dei genitori (come avviene, ad esempio, per le borse di studio erogate dall’Inps).
Contributi per gli studenti italiani
Il portale, come abbiamo detto, contiene qualsiasi tipo di aiuto disposto per ogni Paese Europeo.
Per i corsi di studi svolti in Italia, in particolare, sono presenti i seguenti aiuti:
– borse di studio per gli iscritti a corsi universitari di primo e di secondo livello, ed ai corsi post-universitari;
– borse di studio a copertura dei corsi post-diploma, come corsi d’arte e di musica;
– assegni di ricerca;
– programmi di welfare regionali: le singole regioni prevedono dei benefici aggiuntivi, quali mensa gratuita, alloggi, accesso agevolato a strutture e centri sportivi, finanziamenti e facilitazioni per disabili e lavoratori;
– contributi per i tirocini: sempre a livello regionale, sono poi previsti dei programmi di tirocinio sovvenzionati pubblicamente, come Garanzia Giovani, volti a favorire non solo la formazione, ma anche l’inserimento nel mercato del lavoro.
Un altro ausilio importante, per gli studenti, è il Fondo per il credito ai giovani, che offre, grazie a convenzioni stipulate tra banche e università, sino a 20.000 euro per chi svolge progetti di ricerca a livello di dottorato. È possibile, inoltre, richiedere l’intervento del Global Student Loan Fund, il Fondo Globale per i prestiti agli studenti.
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Locazione: immobile pignorato ma dentro c’è l’inquilino
Che succede se l’immobile, oggetto di un contratto di locazione, viene pignorato dai creditori del proprietario? Che fine fa l’inquilino? È costretto ad andarsene oppure il contratto di affitto è opponibile ai creditori?
Facciamo un esempio per comprendere meglio il problema. Mettiamo il caso in cui Tizio, padrone di casa, smette di pagare il mutuo acceso sull’immobile che, nel frattempo, ha dato in locazione a Caio; sicché la banca avvia il pignoramento immobiliare, mettendo in vendita il bene ipotecato. Caio, a questo punto, si trova a vivere, in forza di un affitto, dentro un immobile che il tribunale ha messo all’asta. Quale sarà la sua sorte nel caso in cui dovesse sopraggiungere un aggiudicatario?
Il contribuente che ha già ottenuto da Equitalia una rateizzazione del proprio debito ma, a causa del peggioramento delle difficoltà economiche, non riesce a rispettarla, può chiedere una dilazione per un ulteriore periodo e fino a 120 rate [1].
Sono tuttavia necessari due requisiti:
1) comprovato peggioramento della situazione di obiettiva difficoltà economica: ciò vuol dire che la situazione economica deve essere peggiorata rispetto al momento in cui Equitalia aveva concesso la rateizzazione, in misura tale da non rendere possibile il puntuale adempimento.
Le persone fisiche devono dimostrare il peggioramento allegando l’ISEE del proprio nucleo familiare.
Etichette: Rete equitalia
Ricevere la notifica di un atto di precetto è sempre preludio di problemi giudiziari: come noto, infatti, si tratta di una sorta di “ultimo avviso” inviato dal creditore con cui chiede di adempiere una determinata prestazione (il pagamento di una somma di denaro, l’abbattimento di un muro, la riparazione di una tubatura, ecc.); se l’adempimento non avviene entro 10 giorni, il creditore può procedere ad esecuzione forzata (per esempio, potrebbe decidere di pignorare i beni mobili presenti in casa o il conto corrente).
Un atto di precetto, però, non piomba in casa dalla sera alla mattina: chi lo riceve dovrebbe essere già al corrente di avere un’obbligazione derivante da un cosiddetto titolo esecutivo (una sentenza di condanna, un assegno o una cambiale, un contratto di mutuo, un decreto ingiuntivo, ecc.).
Etichette: Precetto giudiziario
Con l’appello si sospende l’efficacia della sentenza di primo grado?
Ho subito una sentenza di condanna in primo grado: se faccio appello posso evitare che la controparte proceda con il pignoramento?
La sentenza di primo grado è già titolo esecutivo e consente al creditore di procedere all’esecuzione forzata, anche se pendono i termini per proporre appello o, addirittura, se la citazione in appello è già stata notificata. Infatti, la semplice proposizione dell’appello non sospende l’efficacia della sentenza di primo grado che è provvisoriamente esecutiva, salvo che non venga sospesa dal giudice di secondo grado o, all’esito del giudizio, riformata completamente.
Etichette: Giustizia Appello
Separazione e mantenimento: come conoscere i redditi dell’ex coniuge
In caso di separazione, la guerra dei coniugi sul mantenimento si gioca soprattutto con le dichiarazioni dei redditi di entrambi e, in caso di sospetto di utili nascosti al fisco, con le indagini della polizia tributaria delegate dal giudice. Ma se il soggetto interessato a ottenere i dati reddituali dell’ex non dispone della documentazione necessaria per dimostrare il tenore di vita di quest’ultimo, la richiesta può essere rivolta all’Agenzia delle Entrate che deve garantire all’interessato all’accesso all’anagrafe tributaria, il maxi database del fisco che consente di sapere tutto di tutti. Il chiarimento proviene da una recente sentenza del Tar Sicilia, sez. Catania [1] che ha riconosciuto il diritto dell’uomo a conoscere le entrate della ex moglie onde verificare quale fosse la sua effettiva condizione di reddito e, quindi, ottenere uno sconto sull’assegno di mantenimento.
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Cartella di pagamento: la prescrizione di cinque anni
Non è vero, come comunemente si dice, che tutte le cartelle esattoriali notificate da Equitalia si prescrivono nello stesso tempo e che tale termine è di 10 anni. Al contrario, la giurisprudenza è arrivata a chiarire più volte che la prescrizione ha termini differenti a seconda del credito preteso con la cartella stessa. Quindi, tutto dipende da quale sia l’ente creditore e del tipo di tributo o di sanzione fatto valere. Per verificare ciò è sufficiente controllare la pagina della cartella contenente l’analitico elenco delle causali delle somme richieste. In tale dettaglio viene elencato, per esempio, il tipo di imposta, l’anno di riferimento in cui vi è stata l’evasione, l’importo, gli interessi. Se manca tale elencazione la cartella è nulla.
Alcune cartelle di pagamento si prescrivono in cinque anni. In buona sostanza, se dopo la notifica della cartella stessa non viene compiuto alcun atto di esecuzione forzata da parte di Equitalia, quest’ultima non può più procedere a pignoramenti, fermi o ipoteche. Insomma, per usare un lessico volgare, la cartella “scade” e non può più rivivere. Se però, nell’arco di tale termine, Equitalia ha inviato un sollecito di pagamento o un preavviso di fermo o di ipoteca con il quale specifica a quali omissioni di pagamento si riferisce, rinnovando la richiesta di pagamento, il termine di prescrizione si interrompe e ricomincia a decorrere da capo. Per esempio se, con riferimento a una cartella, la cui prescrizione quinquennale si compie nel 2016, Equitalia invia un sollecito di pagamento nel 2015, la prescrizione avverrà non più nel 2016 ma nel 2020. È chiaro che, in questo modo, la prescrizione potrebbe non compiersi mai se, in prossimità di ogni scadenza, l’agente per la riscossione provvede tempestivamente a inviare un sollecito.
Quali cartelle di pagamento si prescrivono in cinque anni?
Le cartelle esattoriali che si prescrivono nel termine breve di cinque anni sono quelle che riguardano:
– contributi Inps e Inail successivi al 1° gennaio 2016;
– contributi previdenziali per la gestione separata;
– contributi minori;
– imposte locali come Tasi, Tarsu, Tari, Ici, Imu;
– multe stradali;
– sanzioni per omesso o ritardato versamento di contributi
– altre sanzioni.
Tutte le altre cartelle si prescrivono sempre in 10 anni (così Irpef, Iva, Ires, Imposta di registro, Canone Rai, diritti camera di commercio). Fa eccezione solo il bollo auto che si prescrive in 3 anni.
Per avere un maggiore dettaglio sulle scadenze delle cartelle di pagamento e sulle strategie difensive leggi la guida “Cartelle di pagamento: termini di prescrizione”.
Se fai opposizione, la prescrizione passa da 5 a 10 anni
Attenzione: nel caso in cui il contribuente faccia opposizione contro una cartella la cui prescrizione è di cinque anni, e perda la causa, per cui la cartella venga sostituita dalla sentenza di condanna del giudice, la prescrizione passa da 5 a 10 anni. In buona sostanza, in questi casi, si applica la prescrizione lunga degli atti giudiziari.
Il consiglio, quindi, in prossimità della scadenza di una cartella di pagamento, potrebbe essere quello di attendere la prescrizione piuttosto che giocarsi la carta del ricorso al giudice se questa è incerta e non garantisce solide speranze di vittoria.
Cartelle Equitalia in originale: l’accesso agli atti originali
Etichette: Accesso agli atti originali
La rateazione delle imposte, concessa dall’Agenzia delle Entrate, permette di disporre di maggior respiro per adempiere ai propri doveri, ma cosa si può fare in caso di dimenticanza o di versamento in ritardo della rata?
Etichette: Tassazione
La carriera lavorativa è sempre più precaria e frammentaria, complice la crisi: così, capita sempre più spesso di ritrovarsi, oltre i 60 anni, con non più di 30 anni di contributi, nonostante si sia iniziato a lavorare da giovani. Ma quali possibilità ci sono per chi è over 60 ed ha 30 anni di contributi? Esaminiamo tutte le “scorciatoie” per la pensione e cerchiamo di dare una risposta.
Il Ministero del Tesoro avente lo scopo della prevenzione del fenomeno dell'usura, intende agevolare la concessione di prestiti a favore delle aziende, che attravesano una difficile situazione finanziaria ed abbiano la possibilità di continuare con successo l’attività aziendale.
Riferimenti legislativi e finalità
Le presenti informazioni derivano dal regolamento interno Antiusura. Esso viene definito con specifico riferimento al disposto legislativo di cui alla Legge 7 marzo 1996 n° 108 “Disposizioni in materia di usura”, al fine di affrontare e prevenire il fenomeno dell’usura.
Il fondo speciale antiusura, gestito separatamente dagli altri fondi rischi, è destinato a garantire le banche e gli istituti di credito convenzionati nella concessione e/o nell’incremento di finanziamenti/fidi a favore di imprese socie ritenute ad elevato rischio finanziario.
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