Source: http://studiolegalebolognesi.it/doppia/retribuzione
Timestamp: 2020-08-07 18:40:32+00:00
Document Index: 120532656

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2112', 'sentenza ', 'sentenza ']

Anche i Tribunali di Roma e Milano, dando seguito al consolidato orientamento della Corte di Cassazione, hanno confermato, in caso di trasferimento di azienda illegittimo, il diritto del lavoratore a percepire la retribuzione sia dalla cessionaria che dalla cedente | Studio Legale Bolognesi - Avvocati Giuslavoristi - Cessione ramo d'azienda, Contratto di lavoro a termine, Trasferimento, esuberi, Demansionamento, Lavoratore in mobilità, Licenziamento dipendente, Studio legale diritto del lavoro, pubblico impiego, esecuzioni mobiliari, esecuzioni immobiliari, risoluzione consensuale, negoziazione in uscita, corti europee, legge pinto, licenziamento disciplinare, jobs act, lavoro, dirigenti, incentivo all'esodo, naspi,
Anche i Tribunali di Roma e Milano, dando seguito al consolidato orientamento della Corte di Cassazione, hanno confermato, in caso di trasferimento di azienda illegittimo, il diritto del lavoratore a percepire la retribuzione sia dalla cessionaria che dalla cedente
Con le due recenti sentenze allegate, pubblicate rispettivamente dal Tribunale Ordinario di Roma (dott. Redavid, sentenza n. 763/2020 del 23 marzo 2020) e dal Tribunale Ordinario di Milano (Dott.ssa Colosimo, sentenza n. 606/2020 del 26 maggio 2020), nel dare applicazione ai principi interpretativi indicati dalla sentenza Corte costituzionale n. 29/2019, hanno entrambe dato seguito al principio giurisprudenziale della Corte di Cassazione,ormai definitivamente consolidato, secondo cui «[i]n caso di cessione di ramo d’azienda, ove su domanda del lavoratore ceduto venga giudizialmente accertato che non ricorrono i presupposti di cui all’art. 2112 c.c., le retribuzioni in seguito corrisposte dal destinatario della cessione, che abbia utilizzato la prestazione del lavoratore, successivamente alla messa a disposizione di questi delle energie lavorative in favore dell’alienante, non producono un effetto estintivo, in tutto o in parte, dell’obbligazione retributiva gravante sul cedente che rifiuti, senza giustificazione, la controprestazione lavorativa».
Tribunale Ordinario di Roma, Sezione lavoro, sentenza n.763.2020
Tribunale Ordinario di Milano, Sezione lavoro, sentenza n.606.2020