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Timestamp: 2019-11-17 06:07:49+00:00
Document Index: 72532592

Matched Legal Cases: ['art. 110', 'art. 378', 'art. 39', 'art. 39', 'sentenza ', 'sentenza ']

L'Agenzia delle dogane, in esito a verifica della Guardia di Finanza nei locali dell'impresa individuale G.C., da cui era emersa la presenza di quattro apparecchi da intrattenimento ex art. 110, comma 6 Tulps non conformi alle prescrizioni di legge in quanto trasmettevano all'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato in via telematica dati di gioco difformi da quelli effettivamente realizzati, emetteva avviso di accertamento per il recupero del tributo evaso nei confronti della concessionaria di rete, Lottomatica Videolot Rete Spa, quale soggetto solidalmente responsabile.
La società impugnava l'avviso assumendo la legittimità del proprio operato e l'insussistenza della propria responsabilità solidale per il maggior prelievo erariale.
La Commissione tributaria provinciale di Milano accoglieva il ricorso, decisione poi confermata dal giudice d'appello.
L'Agenzia delle dogane ricorre per cassazione con un motivo, poi illustrato con memoria ex art. 378 c.p.c., cui resiste la contribuente con controricorso.
1. E' infondata, preliminarmente, l'eccezione di giudicato esterno avuto riguardo alle sentenze n. 2768/13/14 e n. 2770/13/14 della CTR della Lombardia in relazione alle sentenze della CTP di Milano n. 266/9/12 e n. 264/9/12, ritualmente prodotte e contenenti l'attestazione della cancelleria di passaggio in giudicato.
Le richiamate decisioni, come emerge dall'esame delle stesse (necessario ed ammissibile in relazione alla natura dell'eccezione), hanno trattato la medesima questione giuridica, ossia l'interpretazione del D.L. n. 269 del 2003, art. 39 quater, ma nulla porta a ritenere che abbiano avuto ad oggetto il "medesimo rapporto giuridico", in alcun modo illustrato dalle decisioni in questione (sia di primo che di secondo grado), non oggetto di esplicita statuizione, nè, in ogni caso, puntualmente allegato (al di là di un generico riferimento) dallo stesso controricorrente.
Occorre considerare, del resto, che la presente vicenda trae origine da uno specifico accertamento su quattro apparecchi illecitamente modificati e, dunque, il rapporto giuridico in considerazione non ha neppure il carattere "di esecuzione prolungata", nè si riferisce a fatti ad "efficacia permanente o pluriannuale", ma si traduce in un evento unitario e definito, àncorato a specifici ed autonomi fatti, irrilevante la loro sussunzione nella medesima disciplina normativa.
2. Parimenti infondata è l'eccezione di inammissibilità per difetto di autosufficienza e genericità del motivo: il ricorso stigmatizza la decisione della CTR in relazione all'applicazione dell'art. 39 quater cit., evidenziandone i passaggi salienti e contestandone le tesi affermate; nè integra un qualche vizio la, aggiuntiva, contestazione della sentenza della CTP, che, nella struttura del ricorso, assolve l'evidente scopo di ricostruire i passaggi argomentativi e il rapporto di continuità tra la sentenza di primo grado e quella d'appello, la...
L n. 102 del 03/08/2009
DL n. 78 del 01/07/2009
L n. 296 del 27/12/2006 Art. 1
L n. 326 del 24/11/2003
DL n. 269 del 30/09/2003 Art. 39 quater
RD n. 773 del 18/06/1931 Art. 110