Source: http://www.fog.it/articoli/99-0993.htm
Timestamp: 2017-10-17 09:50:04+00:00
Document Index: 5892874

Matched Legal Cases: ['art. 1226', 'art. 1226', 'art, 1226', 'art. 1226', 'art. 1226', 'art. 1226', 'art. 1226', 'art. 593', 'sentenza ']

Diritto dei trasporti 1999 993
PRETURA DI TRENTO - SEZ. DISTACCATA DI TIONE DI TRENTO
27 FEBBRAIO - 26 MARZO 1998, N. 26
Est. G. SERAO
imp. Simonetti (avv. M. Stefanelli)
Soccorso - Soccorso aereo - Soccorso di persone ferite in alta montagna - imbarco di infortunati senza preventiva autorizzazione dell'autorità - reato ex art. 1226 cod. nav. - insussistenza.
RIASSUNTO DEI FATTI - Nel 1995 e 1996 il comandante Giuseppe Simonetti fu chiamato alcune volte dal Soccorso Alpino per effettuare con il proprio elicottero salvataggi di persone infortunate ad alta quota, in casi in cui, pur regolarmente chiamato, il soccorso pubblico non era potuto intervenire per essere i propri mezzi impegnati altrove. Per questi interventi, che pure avevano salvato vite umane, il comandante Simonetti è stato tratto in giudizio per rispondere del reato di cui all'art. 1226 cod. nav., "per aver effettuato, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso e senza l'autorizzazione dell'autorità competente (.), servizi di soccorso per persone infortunate o ferite da madonna di Campiglio all'ospedale di Tione".
Il reato di cui all'art, 1226 cod. nav. presuppone un trasporto di passeggeri infermi operato senza autorizzazione dell'autorità in via continuativa.
Non ricorre il reato di cui all'art. 1226 cod. nav. nell'ipotesi in cui il trasporto di passeggeri infortunati sia contingente ed eccezionale rispetto al normale servizio effettuato (1).
IN FATTO E IN DIRITTO - (.) Osserva il giudicante come alla luce della documentazione allegata dalla difesa ed, in particolare, da quanto dichiarato dal teste Vidi (cfr. deposizione: "dall'80 al '97 sono stato responsabile del Soccorso alpino di Madonna di Campiglio. Assieme ad Alimonta mi sono recato per prestare soccorso a Ugo Marchiori . In quell'occasione chiamai il 118 che, dopo le telefonate di verifica, mi mise in contatto con il Nucleo Elicotteri, dove si trovava reperibile la guida alpina Valentini Sergio, mi fu detto che l'elicottero era al momento indisponibile perché era impegnato altrove. Parlai con la centrale del 118, feci presente che la situazione era urgente e che avrei coinvolto Elicampiglio e Simonetti, attesa l'urgenza. In questi anni, negli interventi che ho coordinato, il Simonetti è stato coinvolto solo su specifica richiesta mia o comunque di componenti del soccorso alpino, non si è mai mosso, che io sappia, di sua iniziativa ..) al di là dell'evidente stato di necessità in cui l'imputato aveva agito, difettavano gli elementi probatori per addivenire, comunque, ad una pronuncia di colpevolezza del predetto, in quanto il P.M. non è stato in grado di dimostrare l'effettiva e concreta attrezzatura di cui era dotato l'elicottero in argomento, negli episodi di cui è processo.
E' appena il caso di rilevare come in questa sede non sia stato contestato il più grave delitto previsto dagli artt. 589 e 590 c.p. sotto il profilo dell'eventuale contributo causale che il trasporto come materialmente avvenuto, abbia determinato nelle condizioni fisiche degli infortunati Manak, Frullini e Marchiori, bensì la norma enunciata dall'art. 1226 del r.d. 30 marzo 1942, n. 327 (in prosieguo indicato come cod. nav.), la cui ratio sembra del tutto estranea ai fatti ivi esaminati.
Come noto, tale norma punisce con l'arresto sino a sei mesi, ovvero con l'ammenda da lire 100.000 a lire 200.000 "il vettore o il comandante che, senza l'autorizzazione dell'autorità competente o senza l'osservanza delle cautele da questa prescritte, imbarca sulla nave in passaggio naufragante affetto da malattia grave o comunque pericolosa per la sicurezza della navigazione o per l'incolumità delle persone a bordo, ovvero una persona della quale per ragioni sanitarie sia stato vietato l'imbarco dalla competente autorità", prevedendo un'analoga pena per "il vettore o il comandante di aeromobile che non osserva le disposizioni dei regolamenti speciali sull'imbarco di passeggeri infermi".
Ad avviso di questo giudice, emerge con sicura evidenza la diversità tra il trasporto di passeggeri infermi da intendersi operato in via continuativa, ai quali si riferisce l'art. 1226 cod. nav., da quello avente ad oggetto passeggeri infortunati che è necessariamente contingente ed eccezionale, rispetto al normale servizio effettuato.
Sul punto, si richiama l'attenzione che la responsabilità per il vettore ed il comandante ai sensi dell'art. 1226 cod. nav. sembra trovare la propria ragione d'essere sulla necessità per gli stessi di non sottoporre la sicurezza del viaggio, ovvero l'incolumità delle altre persone a bordo ai rischi derivanti dall'imbarco di passeggeri manifestamente affetti da malattie gravi o pericolose che deve essere svolto nel rispetto delle cautele indicate dalle competenti autorità.
Trattasi in buona sostanza, di una situazione del tutto diversa da quella in cui il Simonetti si era occasionalmente venuto a trovare su richiesta dei responsabili del soccorso alpino, anche in considerazione che l'eventuale rifiuto da parte del medesimo avrebbe potuto, in ipotesi, integrare il delitto di omissione di soccorso ex art. 593 c.p..
Da quanto sopra esposto, deve pronunciarsi sentenza d'assoluzione con formula ampia perché il fatto non sussiste.
Diritto dei Trasporti 1999 843