Source: https://www.studiomazzoleni.com/circolari/circolare-19-febbraio-2019/
Timestamp: 2019-05-20 00:55:09+00:00
Document Index: 115724415

Matched Legal Cases: ['art. 389', 'art. 4', 'art. 21', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 21', 'art. 19', 'art. 164', 'art. 164', 'art. 2359']

[Circolare] 19 Febbraio 2019 - Studio Mazzoleni
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Spesometro: la comunicazione dei dati fatture prorogata al 30 aprile
Esterometro: prima scadenza prorogata al 30 aprile
Precompilata: fino al 28 febbraio per esercitare l’opposizione all’invio dei dati delle spese sanitarie
Scade il 28 febbraio il termine per il deposito della situazione patrimoniale 2018 dei consorzi e dei contratti di rete
Blockchain e Smart Contract: le definizioni nel Decreto Semplificazioni
CU 2019: le novità della Certificazione unica per redditi di lavoro dipendente ed assimilati, redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi
Spesometro: la comunicazione dei dati fatture per il II semestre 2017
Giovedì 28 febbraio 2019: Comunicazione dati liquidazioni periodiche IVA (Lipe).
Termine ultimo per la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA (Lipe) effettuate nel quarto trimestre del 2018, da effettuare utilizzando il modello “Comunicazione liquidazioni periodiche IVA ”
Giovedì 28 febbraio 2019: Amministratori di condominio.
Giovedì 28 febbraio 2019: INPS – Regime agevolato.
Termine per la presentazione all’INPS della domanda per aderire al regime contributivo agevolato previsto per i soggetti che hanno aderito al regime forfetario, a decorrere dall’anno in corso.
Persone fisiche ammesse al regime fiscale forfetario (legge n. 190/2014), esercenti attività di impresa, arti o professioni.
Giovedì 28 febbraio 2019: Dichiarazioni.
Termine ultimo entro cui gli enti e le casse aventi esclusivamente fine assistenziale e i fondi integrativi del SSN devono inviare all’Agenzia delle Entrate i dati sulle spese sanitarie rimborsate nel 2018 per effetto dei contributi versati dai contribuenti iscritti a tali enti e casse.
Entro lo stesso termine i medici veterinari sono tenuti a trasmettere i dati relativi alle spese veterinarie.
Gli Enti / Casse / società di mutuo soccorso aventi esclusivamente fine assistenzial;
I fondi integrativi del SSN che nell’anno precedente hanno ottenuto l’attestazione di iscrizione all’Anagrafe dei fondi integrativi del SS;
Gli altri fondi comunque denominati.
Giovedì 7 marzo 2019: Certificazioni.
Termine ultimo per effettuare la trasmissione all’Agenzia delle Entrate dei dati relativi la certificazione unica 2019 (modello CU 2019), riguardanti oltre i redditi di lavoro dipendente e assimilati anche i redditi da lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi corrisposti nell’anno 2018.
Martedì 30 aprile 2019 (*): Comunicazione dati fatture emesse e ricevute (Spesometro).
Termine ultimo per l’invio telematico della comunicazione dati (spesometro) riferita al quarto trimestre 2018/secondo semestre 2018.
Martedì 30 aprile 2019 (*): Comunicazione dati fatture estere (Esterometro).
Invio della comunicazione dei dati delle operazioni transfrontaliere (esterometro) riferito al mese di gennaio. Vanno trasmessi con modalità telematica i dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato.
(*) La scadenza per la trasmissione telematica dei dati inizialmente fissata al 28 febbraio 2019, è stata prorogata al 30 aprile 2019. Il rinvio, annunciato dal sottosegretario all’Economia Massimo Bitonci, dovrebbe essere ufficializzato con un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da adottare su proposta del ministero dell’Economia.
Le società cui si applicano tali nuove norme hanno 9 mesi di tempo dall’entrata in vigore delle stesse per adeguare, ove necessario, l’atto costitutivo o lo statuto. Le nuove norme entreranno in vigore, come previsto nelle norme transitorie e finali di cui all’art. 389, il trentesimo giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (e quindi dal 16 marzo 2019).
L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato i software di compilazione e di controllo della Certificazione Unica 2019 (CU 2019), utili per predisporre e verificare il modello inerente i redditi percepiti nel 2018.
Il software di compilazione, in particolare, permette la compilazione della Certificazione Unica relativa ai redditi di lavoro dipendente, ai redditi di lavoro autonomo, provvigioni, redditi diversi e redditi da locazioni brevi e la creazione del relativo file da inviare telematicamente.
Per il periodo d’imposta 2018, i sostituti d’imposta devono rilasciare le certificazioni ai percipienti entro il 1° aprile 2019 (in quanto il 31 marzo cade di domenica), mediante invio postale o consegna diretta, e trasmettere le certificazioni in via telematica all’Agenzia Entrate entro il 7 marzo 2019.
Scade il prossimo 28 febbraio il termine per inviare le Comunicazioni trimestrali dei dati IVA relativi al IV trimestre 2018.
L’art. 4, comma 2, del D.L. 22 ottobre 2016, n. 193, convertito nella legge 225/2016 (collegato alla Legge di Bilancio 2017) ha introdotto, a partire dal periodo d’imposta 2017, l’obbligo di comunicare trimestralmente i dati delle liquidazioni IVA periodiche (sia nel caso in cui l’imposta sia liquidata mensilmente che trimestralmente).
La Comunicazione deve essere presentata esclusivamente per via telematica, direttamente dal contribuente o tramite intermediario abilitato, ma l’invio seguirà una strada del tutto nuova. Non è infatti utilizzabile, per questo adempimento, il portale Entratel.
Il D.L. 22 ottobre 2016, n. 193, convertito nella legge 225/2016, ha modificato l’art. 21 del D.L. n. 78/2010, prevedendo l’obbligo, a partire dal 2017, della comunicazione periodica, per i soggetti passivi IVA, dei dati delle fatture emesse e ricevute, delle note di variazione e delle bollette doganali (cosiddetto “Spesometro”).
La scadenza per la trasmissione telematica dei dati del II semestre o del IV trimestre 2018, inizialmente fissata al 28 febbraio 2019, è stata prorogata al 30 aprile 2019.
L’annuncio è stato dato dal sottosegretario all’Economia Massimo Bitonci, al termine di un tavolo tecnico per superare le criticità relative alla concomitanza delle scadenze fiscali. La misura dovrebbe essere ufficializzata con un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da adottare su proposta del ministero dell’Economia.
Dovranno quindi essere trasmesse entro il 30 aprile:
i dati delle fatture emesse e ricevute nel III e IV trimestre 2018 per i soggetti che avessero optato per l’invio trimestrale.
Scade il 30 aprile 2019 il termine per l’invio (trasmissione esclusivamente telematica) della prima comunicazione delle operazioni transfrontaliere, il cosiddetto “Esterometro”. Si tratta della nuova comunicazione da inviare all’Agenzia Entrate, con cadenza mensile, contenente i dati delle operazioni attive e passive intercorse tra soggetti passivi IVA stabiliti in Italia e soggetti esteri (UE o Extra UE).
La scadenza originaria era prevista per il 28 febbraio, ma l’annuncio della proroga è stato dato dal sottosegretario all’Economia Massimo Bitonci, al termine di un tavolo tecnico per superare le criticità relative alla concomitanza delle scadenze fiscali. La misura dovrebbe essere ufficializzata con un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da adottare su proposta del ministero dell’Economia.
Si ricorda che fino al 28 febbraio 2019 è possibile esercitare l’opposizione all’invio dei propri dati di spesa sanitaria all’Agenzia delle Entrate ai fini del 730 precompilato.
Tramite la funzione disponibile sul Sistema Tessera Sanitaria è possibile visualizzare tutte le spese mediche sostenute nell’anno 2018 e che sono pervenute al Sistema TS entro il 31 gennaio 2019.
Per i dati relativi all’anno 2019 è inoltre disponibile, fino al 31 gennaio 2020, una funzionalità che permette di segnalare eventuali incongruenze riscontrate sulle spese sanitarie, come ad esempio gli importi e la classificazione della spesa e la titolarità del documento fiscale.
Il 28 febbraio scade il termine per il deposito della situazione patrimoniale 2018 dei consorzi e dei contratti di rete
Entro il 28 febbraio 2019, i Consorzi e i Contratti di rete che hanno chiuso l’esercizio al 31 dicembre 2018, dovranno depositare al Registro delle imprese la situazione patrimoniale, comprensiva della nota integrativa.
Il mancato deposito nei termini è soggetto a sanzione amministrativa pari, per ogni soggetto obbligato al deposito, a:
68,66 euro, se l’adempimento viene effettuato tra il 31° ed il 60° giorno successivo alla scadenza del termine;
206 euro, se l’adempimento viene effettuato dal 61° giorno successivo alla scadenza del termine.
Quest’anno la situazione Xbrl potrà essere redatta sulla base della tassonomia 2017-07-06 oppure ricorrendo alla nuova tassonomia 2018-11-04 che si applicherà obbligatoriamente a partire dal 1° marzo 2019, ma per la quale ne è consentita l’applicazione anticipata.
Legge 30 dicembre 2018, n. 145, art. 1, commi 70-72
La legge di Bilancio 2019 (L. 145/2018) ha modificato, con effetti dal 2019, la disciplina del credito d’imposta ricerca e sviluppo.
l’ampliamento del novero delle spese ammissibili;
le modalità di calcolo del credito d’imposta;
la riduzione da 20 a 10 milioni di euro, dell’importo massimo del credito che potrà essere fruito da ciascuna impresa.
PREVIDENZA, LAVORO AUTONOMO
Inps, Circolare 6 febbraio 2019, n. 19
Con la circolare n. 19 del 6 febbraio 2019 l’INPS ha reso noto il valore delle aliquote, del minimale e del massimale del reddito per il calcolo dei contributi dovuti per il 2019 da tutti i soggetti iscritti alla Gestione separata.
Per i collaboratori e le figure assimilate, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge n. 335/1995, l’aliquota contributiva e di computo è dall’anno 2018 pari al 33%.
0,22%, disposta dall’art. 7 del D.M. 12 luglio 2007, in attuazione di quanto previsto dal comma 791, articolo unico, della legge n. 296/2006;
0,51%, disposta dalla L. 81/2017, recante “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi di lavoro subordinato”.
Per i liberi professionisti con partita IVA, iscritti alla Gestione separata INPS e non iscritti ad altre gestioni obbligatorie né pensionati, l’importo rimane invariato al 25,72% (25% IVS + aliquota aggiuntiva dello 0,72%), mentre, per gli iscritti titolari di pensioni o assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie, l’aliquota per il 2018 si conferma al 24%.
Per l’anno 2019 il massimale è pari a 102.543,00 euro ed il minimale di reddito per l’accredito contributivo previsto per quest’anno è fissato nella misura di 15.878,00 euro.
Le aliquote dovute per la contribuzione alla Gestione separata per l’anno 2019 sono quindi complessivamente fissate come segue:
(33,00 + 0,72 + 0,51)
(33,00 + 0,72)
(25,00 IVS + 0,72)
La fatturazione elettronica tra privati – Risposte dell’Agenzia Entrate al Cndcec
Lo scorso 31 gennaio 2019, nel corso del question time in Commissione Finanze della Camera, in risposta all’interrogazione n. 5-01347, sono stati forniti alcuni chiarimenti aventi ad oggetto l’adempimento dell’obbligo di emissione della fattura elettronica.
In particolare, per quanto riguarda i soggetti che optano per il regime di cui agli artt. 1 e 2 della legge n. 398 del 1991, è stato ribadito quanto già chiarito dall’Agenzia delle Entrate nel corso di un confronto pubblico con l’Ordine dei Commercialisti e degli esperti contabili del 15 gennaio 2019, ossia che “nulla vieta a detti soggetti di emettere le fatture elettroniche a prescindere dal fatto che abbiano o no il limite dei 65.000 euro di proventi derivanti dall’attività commerciale”.
Nella risposta 2.14 del documento “Le risposte dell’agenzia delle entrate ai quesiti posti dal Consiglio nazionale dei commercialisti” pubblicato a margine del citato confronto tra Commercialisti e Agenzia delle entrate era stato anche precisato che la fattura elettronica (tipo documento TD1) deve essere emessa esponendo l’IVA (e non in reverse charge).
Nella risposta 1.11 del documento “Le risposte dell’agenzia delle entrate ai quesiti posti dal consiglio nazionale dei commercialisti” pubblicato a margine del confronto tra Commercialisti e Agenzia delle entrate del 15 gennaio 2019, l’Agenzia ha precisato che quando l’emittente è un soggetto residente o stabilito in Italia, gli importi vanno esposti in fattura elettronica con valuta euro, in “coerenza” con l’art. 21, comma 4, lett. l), del D.P.R. n. 633/1972.
Secondo le indicazioni diffuse da AssoSoftware, (FAQ dell’8 febbraio 2019) se l’imponibile e l’imposta esposti in fattura sono espressi in una valuta diversa dall’Euro, la fattura (seppur regolarmente transitata da SDI) “non è valida e deve essere stornata con una Nota Di Variazione inviata allo SDI, a seguire dovrà essere emessa una nuova fattura in euro”.
Ricordiamo infatti che per il carburante:
ai fini IVA, la detraibilità dell’imposta è dettata dall’art. 19-bis1 del D.P.R. n. 633/1972, ovvero:
ai fini della deducibilità fiscale del costo vanno distinti:
veicoli a deducibilità integrale: quelli utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa e i veicoli adibiti ad uso pubblico (art. 164, comma 1, lett. a), TUIR);
veicoli a deducibilità limitata (20%): quelli utilizzati in via “non esclusiva” per l’attività d’impresa;
veicoli a deducibilità limitata (70%): quelli concessi in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta (art. 164, comma 1, lett. b-bis), del TUIR);
veicoli a deducibilità limitata (80%): quelli utilizzati in via “non esclusiva” per l’attività di agente.
D.L. 14 dicembre 2018, n. 135, convertito in legge 11 febbraio 2019, n. 12
Con la definitiva approvazione e conversione in legge del cosiddetto Decreto Semplificazioni (D.L. 14 dicembre 2018, n. 135, convertito in legge n. 12/2019) sono state in parte stabilite le definizioni legali di blockchain, o meglio, delle “tecnologie basate su registri distribuiti” (DLT) e degli smart contract, con le relative linee guida.
L’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) avrà il compito di individuare gli standard tecnici che tali tecnologie devono possedere per poter essere definite tali.
Lo scopo, nell’era della rivoluzione industriale 4.0, è quello di rendere legalmente riconosciuta la memorizzazione di un documento informatico su blockchain (ovvero su DLT) ed in particolare di dare valore legale alla validazione temporale elettronica.
Le definizioni, in quanto contenute nel decreto Semplificazioni 2019, devono essere considerate Legge ma ad oggi non sono ancora applicabili in quanto mancano le definizioni tecniche.
Sarà compito dell’Agenzia per l’Italia Digitale stabilire quali requisiti concreti debbano avere queste tecnologie per poter rientrare in questa definizione ormai parte del codice civile italiano.
Gli esperti in blockchain del Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) potranno essere interpellati per aiutare l’AgID per l’individuazione delle specifiche tecniche.
Anche per il 2019 è prevista la detrazione Irpef del 50% su un tetto massimo di spesa di 96mila euro per ciascuna unità immobiliare. L’agevolazione è confermata per chi acquista, entro l’anno in corso, un box, un posto auto o una casa in un edificio interamente ristrutturato.
Analogamente a quanto già previsto per la riqualificazione energetica degli edifici, per gli interventi che comportano un risparmio energetico occorre trasmettere all’Enea una comunicazione dei lavori effettuati, entro 90 giorni dalla data della loro ultimazione. Per quelli terminati nel 2018, la trasmissione va fatta attraverso il sito http://ristrutturazioni2018.enea.it; per gli interventi del 2019, è in corso di predisposizione un nuovo portale telematico.
Confermata per il 2019 anche la detrazione Irpef del 50% per gli acquisti, per un importo massimo di 10mila euro, di nuovi mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni) destinati ad arredare un immobile sul quale sono stati effettuati determinati interventi edilizi, ma solo se la ristrutturazione è iniziata a partire dal 1° gennaio 2018.
Proroga al 31 dicembre 2019 anche per le detrazioni Irpef/Ires per le spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica degli edifici, generalmente confermate nella misura del 65% (l’importo massimo di spesa agevolabile è diverso a seconda del tipo di intervento che si effettua).
Ricordiamo tuttavia che, già dall’anno scorso, la percentuale di detrazione:
è stata ridotta al 50% per l’acquisto e la posa in opera di finestre, schermature solari e impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili;
80%, se i lavori effettuati comportano il passaggio a una classe di rischio inferiore;
Sempre dal 1° gennaio 2018, per le caldaie a condensazione, la detrazione:
non spetta più, se la caldaia ha un’efficienza media stagionale inferiore alla classe A;
Resta l’obbligo, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, di inviare all’Enea l’attestato di prestazione energetica (Ape) e la scheda informativa.
L’Ape non è richiesto per l’installazione di pannelli solari, per la sostituzione di finestre e di impianti di climatizzazione invernale, per l’acquisto e la posa in opera di schermature solari.
CU 2019: le novità della Certificazione unica per redditi di lavoro dipendente e assimilati, redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi
Le novità nel modello 2019 riguardano l’inserimento dei campi dedicati al credito INPS per l’anticipo finanziario a garanzia pensionistica (APE).
Sono stati quindi inseriti alcuni campi per l’indicazione del credito riconosciuto dall’INPS a fronte del pagamento degli interessi e del premio sul rischio di premorienza maturati sull’anticipo finanziario a garanzia pensionistica (APE) previsto dalla legge n. 232/2016.
La restituzione del prestito avviene a partire dalla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, con rate mensili ventennali. Il prestito è coperto da una polizza assicurativa obbligatoria per il rischio di premorienza.
A fronte degli interessi sul finanziamento e dei premi assicurativi per la copertura del rischio di premorienza corrisposti al soggetto erogatore è riconosciuto un credito d’imposta annuo.
Tale credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi ed è riconosciuto dall’INPS per l’intero importo rapportato al mese a partire dal primo pagamento del trattamento di pensione.
L’INPS recupera il credito rivalendosi sulle ritenute da versare mensilmente all’erario nella sua qualità di sostituto d’imposta.
Spesometro: la comunicazione dei dati fatture per il II semestre 2018
L’invio dei dati prevede che vengano comunicati:
N1 Operazioni escluse Art. 15 D.P.R. n. 633/1972.
N2 Operazioni non soggette Operazioni non soggette ad IVA per mancanza di uno o più presupposti d’imposta, ad esempio prestazioni di servizi extra-UE.
N3 Operazioni non imponibili Operazioni tra cui esportazioni o cessione di beni intra-UE.
N4 Operazioni esenti Art. 10 D.P.R. n. 633/1972.
N5 Regime del margine Il campo imponibile/importo deve riportare il valore comprensivo di IVA.
N6 Reverse Charge/Inversione contabile Operazioni in reverse charge e acquisti intraUE.
N7 Operazioni con IVA assolta in altro Stato UE
A partire dal periodo d’imposta 2019, con l’introduzione della fatture elettronica obbligatoria, non vi sarà più l’obbligo di trasmettere tale comunicazione.
Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo: le novità dalla legge di Bilancio 2019
La legge di Bilancio 2019 (legge n. 145/2018) ha modificato, con effetti dal 2019, la disciplina del credito d’imposta ricerca e sviluppo.
contratti stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati per il diretto svolgimento delle attività di attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta;
contratti stipulati con imprese residenti rientranti nella definizione di start-up innovative e di PMI innovative, per il diretto svolgimento delle attività di attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta, a condizione, in entrambi i casi, che non appartengano al medesimo gruppo dell’impresa committente (imprese controllate, controllanti e controllate da un medesimo soggetto ai sensi dell’art. 2359 del codice civile, inclusi i soggetti diversi dalle società di capitali; per le persone fisiche si tiene conto anche di partecipazioni, titoli o diritti posseduti dai familiari dell’imprenditore (si intendono per familiari, ai fini delle imposte sui redditi, il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado);
contratti stipulati con imprese diverse da quelle indicate ai punti precedenti per il diretto svolgimento delle attività di attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta, sempre che non appartengano al medesimo gruppo dell’impresa committente (come sopra precisato).
A decorrere dal 2019 sono inclusi tra le spese agevolabili anche costi sostenuti per l’acquisto di materiali, forniture e altri prodotti analoghi direttamente impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo, anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota relativi alle fasi della ricerca industriale e dello sviluppo sperimentale. Stante il principio di omogeneità dei dati da porre a raffronto a partire dal 2019, la media storica di raffronto dovrà essere conseguentemente ricalcolata aggiungendo i costi della specie sostenuti nel triennio 2012-2014.
A decorrere dal 2019 è reintrodotta la differenziazione del beneficio a seconda della tipologia di spese ammissibili. In particolare la percentuale del 50%, applicabile nel 2018 su tutta l’eccedenza agevolabile, viene mantenuta nel 2019 solo per:
le sole spese del personale titolare di un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, direttamente impiegato in tali attività di ricerca (nel caso di attività di ricerca e sviluppo intra-muros, svolte internamente all’impresa);
Si applicherà invece l’aliquota del 25% per tutte le altre tipologie di spese ammissibili
Si ricorda che con riferimento alle competenze tecniche e privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, anche acquisite da fonti esterne, il decreto Dignità ha escluso dal credito d’imposta, a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 14 luglio 2018, le spese per competenze tecniche e privative industriali se l’acquisto, anche in licenza d’uso, dei beni immateriali, deriva da operazioni intervenute tra imprese appartenenti al medesimo gruppo.
Le modalità di calcolo del credito d’imposta
A partire dal periodo d’imposta 2019, il credito d’imposta:
si applicherà nella misura del 50% sulla parte dell’eccedenza di spese in ricerca e sviluppo rispetto alla media del triennio 2012-2014, proporzionalmente riferibile alle spese per il personale titolare di un rapporto di lavoro subordinato direttamente impiegato in tali attività di ricerca e per i contratti stipulati con Università, enti e organismi di ricerca nonché con start-up e PMI innovative indipendenti, rispetto alle spese ammissibili complessivamente sostenute nello stesso periodo d’imposta agevolabile;
Il nuovo criterio non interferisce con la formazione del parametro storico (media del triennio 2012-2014), perché opera direttamente sull’eccedenza agevolabile (differenza tra l’ammontare complessivo delle spese ammissibili sostenute nel periodo agevolato e media del triennio 2012-2014), individuando la quota di essa su cui applicare l’aliquota del 50% e la restante quota su cui applicare l’aliquota del 25% in ragione della diversa incidenza delle varie tipologie di spese sulle spese complessive sostenute nel periodo agevolabile.
La riduzione dell’importo massimo del credito
La legge di Bilancio 2019 prevede il dimezzamento dell’importo massimo annuale del credito d’imposta riconosciuto a ciascuna impresa, da 20 milioni a 10 milioni di euro.
Come abbiamo anticipato, già a decorrere dal periodo d’imposta 2018, vengono meglio definiti gli adempimenti formali che le imprese devono rispettare per beneficiare del credito d’imposta. Le precisazioni sono quanto mai utili anche al fine di garantire le stesse imprese beneficiare in caso di eventuali controlli.
L’obbligo della certificazione delle spese rilevanti ai fini del calcolo del beneficio (sia del periodo agevolato e sia dei periodi di media), originariamente previsto solo per le imprese non soggette per legge al controllo legale dei conti, viene esteso dal 2018 a tutti i soggetti beneficiari.
Le spese sostenute per adempiere a tale obbligo di certificazione della documentazione contabile sono riconosciute in aumento del credito d’imposta per un importo non superiore al minore tra quello effettivamente sostenuto e 5.000 euro, fermo restando, comunque, il limite massimo di 10 milioni di euro di importo concedibile per ciascuna impresa su base annuale.
L’utilizzo in compensazione del credito maturato in un determinato periodo agevolabile potrà avvenire a decorrere dal periodo successivo ma solo successivamente all’emissione della certificazione.
L’impresa è obbligata a predisporre una relazione tecnica illustrativa del progetto o dei progetti di ricerca e sviluppo intrapresi, del loro avanzamento e di tutte le altre informazioni rilevanti per l’individuazione dei lavori ammissibili al credito d’imposta. Tale relazione, in caso di attività svolte direttamente dall’impresa, deve essere redatta dal responsabile aziendale delle attività di ricerca e sviluppo o del responsabile del singolo progetto o sotto-progetto e deve essere controfirmata dal rappresentante legale dell’impresa ai sensi del testo unico delle disposizioni legislative regolamentari in materia di documentazione amministrativa di cui al D.P.R. n. 445/2000. Nel caso di ricerca commissionata, la redazione della relazione tecnica spetterà invece al soggetto commissionario.