Source: https://www.emmeci.co/prodotto/controversie-con-lautorita-garante-per-le-comunicazioni-e-competenze-funzionale-del-tar-lazio/
Timestamp: 2019-08-22 22:40:45+00:00
Document Index: 66485093

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 1', 'art. 33', 'art. 9', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 135', 'art. 135', 'art. 135', 'art. 13', 'art. 135', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 15']

Controversie con l’autorita garante per le comunicazioni e competenze funzionale del Tar Lazio – Emmeci
L’art. 3, comma 1, legge 6 dicembre 1971, n. 1034, istitutiva dei tribunali amministrativi regionali, prevede che la giurisdizione amministrativa sia esercitata in relazione ad “atti e provvedimenti” dei pubblici poteri ritenuti illegittimi, perché viziati da incompetenza, eccesso di potere o violazione di legge. Diversamente, in deroga a tale regola generale, avverso i provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) è ammesso ricorso davanti al Tar Lazio, Roma. Il Tar capitolino è attributario ex lege dei poteri di cognizione e decisione delle liti riguardanti i provvedimenti del Garante, senza che le parti possano derogare a tale assegnazione, che prescinde dall’osservanza dei criteri normalmente utilizzabili per l’individuazione della competenza, ossia “materia”, “valore” o “territorio” ed ha ragione nel diverso criterio dell’oggetto dell’impugnativa, consistente, appunto, nei provvedimenti di AGCOM.
La legge istitutiva dell’Autorità (l. 31 luglio 1997, n. 249) non si limita, infatti, a sancire la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in ragione dell’elevato grado di specializzazione che connota la giurisdizione stessa, prescrivendo altresì, all’art. 1, c. 26, la competenza funzionale inderogabile del Tar Lazio, così come l’art. 33 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, nel disciplinare le regole a presidio della concorrenza e del mercato, ha attribuito la giurisdizione esclusiva per l’impugnazione dei provvedimenti amministrativi adottati dall’Autorità antitrust al giudice amministrativo altresì identificato nel Tar Lazio avente sede a Roma.
La competenza territoriale esclusiva e inderogabile è stata confermata dall’art. 9 del decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259, recante il Codice delle comunicazioni elettroniche, relativamente ai provvedimenti adottati in base alle disposizioni del Codice: il legislatore, dunque, ha tratteggiato una competenza ratione materiae, tale da rendere ultronea ai fini della individuazione del Giudice munito di giurisdizione qualsivoglia qualificazione dell’atto sottoposto al sindacato giurisdizionale nonché ogni indagine della natura della posizione giuridica soggettiva sottesa alla pretesa azionata dal soggetto ricorrente.
L’attuale disciplina di diritto positivo pone, dunque, accanto alle generali ipotesi di competenza territoriale inderogabile
del giudice amministrativo di cui all’art. 13 c.p.a., le peculiari fattispecie devolute alla competenza funzionale inderogabile del medesimo giudice previste dall’art. 14 c.p.a.. Quest’ultimo articolo, attraverso la disposizione recata dal primo comma, demanda al Tar Lazio, sede di Roma, la cognizione e la decisione delle controversie puntualmente elencate dal successivo art. 135 c.p.a., fra le quali rientrano – expressis verbis – le liti involgenti i provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (art. 135, comma 1, lett. b), c.p.a.).
L’ampia competenza del giudice amministrativo romano così come legislativamente sancita in ordine alle controversie afferenti ad atti del Garante per le comunicazioni attiene, dunque ed evidentemente, anche alla cognitio di provvedimenti in materia di comunicazioni elettroniche, compresi quelli relativi alla imposizione di servitù.
Una limitata eccezione alla competenza funzionale risiede relativamente alle cause di servizio, poiché l’art. 135 c.p.a. espunge dalla competenza funzionale inderogabile del Tar Lazio di Roma disposta dal primo comma “le controversie sui rapporti di lavoro dei pubblici dipendenti”. Di talché, nella evenienza di tali ultime liti, viene a riespandersi il criterio generale contemplato dall’art. 13 del codice del processo amministrativo che, rispettivamente, dispone la competenza territoriale inderogabile del tribunale amministrativo regionale nella cui circoscrizione territoriale hanno sede le pubbliche amministrazioni dei cui “provvedimenti, atti, accordi o comportamenti” si controverta (comma primo) ovvero, quanto alle liti “riguardanti pubblici dipendenti”, del “tribunale
nella cui circoscrizione territoriale è situata la sede di servizio” (comma secondo). Invero, la norma recata dall’art. 135 c.p.a. che stabilisce la competenza funzionale inderogabile del Tar Lazio con sede a Roma per determinate controversie “è di carattere speciale e, come tale, deroga a quelle definite da criteri generali come i sunnominati comma 1 e 2 dell’art. 13 del c.p.a.”.
Siffatto principio è stato esplicitamente ribadito dal Giudice amministrativo campano di Napoli allorché ha dichiarato
la propria incompetenza territoriale in favore del Tar Lazio, sede di Roma, in relazione a due ricorsi promossi da dipendenti dell’Autorità garante per le comunicazioni avverso atti adottati dal Garante stesso.
Gli artt. 15 e 16 del c.p.a., rispettivamente intitolati al “rilievo della incompetenza” e al “regolamento di competenza” e di recente riformati ad opera del decreto legislativo 14 settembre 2012, n. 160, disciplinano lo statuto regolamentare sia delle ipotesi di competenza territoriale inderogabile ex art. 13 c.p.a., sia delle ipotesi di competenza funzionale inderogabile ex art. 14 c.p.a.: valga sottolineare, fra i diversi aspetti di interesse propri di tale normativa, la rilevabilità d’ufficio del difetto di entrambe le species di competenza “finché la causa non è decisa in primo grado” nonché, nei giudizi di impugnazione, “se dedotto con specifico motivo avverso il capo della pronuncia impugnata che, in modo implicito o esplicito, ha statuito sulla competenza” (art. 15, comma primo, c.p.a.).