Source: http://www.ufficiocommercio.it/decreto-scia-il-parere-del-consiglio-di-stato.html
Timestamp: 2017-11-23 16:57:03+00:00
Document Index: 179129634

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 14', 'art. 4', 'art. 29']

Decreto Scia - Il parere del Consiglio di Stato - Ufficio commercio
Decreto Scia – Il parere del Consiglio di Stato
Il Consiglio di Stato si esprime sul decreto legislativo in materia di SCIA (n. 126/2016)
Decreto Legislativo 30/6/2016, n. 126 “Attuazione della delega in materia di segnalazione certificata di inizio attivita’ (SCIA), a norma dell’articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124″
È stato pubblicato uno dei fondamentali ed attesi decreti attuativi della legge n. 124 del 2015, c.d. riforma Madia avente ad oggetto la nuova disciplina della Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA).
L’art. 1 individua, al comma 1, l’oggetto dello schema nella definizione della “disciplina generale applicabile ai procedimenti relativi alle attività private non soggette ad autorizzazione espressa” e nella delimitazione degli “ambiti dei relativi regimi amministrativi”, che in realtà il comma 2 demanda a successivi decreti legislativi, ai quali spetterà l’individuazione dei procedimenti da ricondurre ai quattro regimi amministrativi definiti nella norma di delega, ossia: segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) di cui all’art. 19, l. 7 agosto 1990, n. 241; silenzio assenso di cui all’art. 20, l. n. 241 del 1990; comunicazione preventiva; autorizzazione espressa.
Le attività private che non saranno espressamente individuate in tali decreti legislativi “o specificamente oggetto di disciplina da parte della normativa europea, statale e regionale, non sono soggette a disciplina procedimentale”.
In proposito, merita di essere ricordato il parere del 30 marzo 2016 (cfr. news 1 aprile 2016) con cui il Consiglio di Stato, a proposito dell’oggetto dello schema, ha svolto, fra le altre, due considerazioni: in primo luogo rilevando che, “nonostante sarebbe stato auspicabile che l’attuazione della delega, preferibilmente con un unico decreto legislativo, non prescindesse dalla pur non facile opera di ricognizione e classificazione dei procedimenti”, il decreto possiede tuttavia “caratteristiche di autonoma utilità e di indipendente operatività” idoneo a risolvere alcune delle criticità applicative della disciplina in questione; in secondo luogo, invitando il Governo ad introdurre nello schema di decreto l’obbligo di comunicazione ai soggetti interessati dei termini entro i quali l’amministrazione è tenuta a rispondere ovvero entro i quali il silenzio dell’amministrazione equivale ad accoglimento della domanda, che rientra negli oggetti della delega previsti esplicitamente dall’art. 5, comma 1, l. n. 124 del 2015.
L’art. 2 disciplina la predisposizione dei moduli unificati e standardizzati per la presentazione di istanze, segnalazioni e comunicazioni alle pubbliche amministrazioni, ne regola le modalità di pubblicazione sui siti delle amministrazioni e prevede sanzioni per la mancata pubblicazione.
Il comma 4 detta una regola procedurale limitativa delle richieste interlocutorie delle pp.aa.. In particolare, l’amministrazione può chiedere all’interessato informazioni o documenti solo in caso di mancata corrispondenza del contenuto dell’istanza, segnalazione o comunicazione e dei relativi allegati a quanto predisposto ai sensi del comma 2. E’ quindi vietata ogni richiesta di informazioni o documenti ulteriori rispetto a quelli indicati nonchè di documenti in possesso di una p.a..
L’art. 3 costituisce il cuore del provvedimento ed introduce una disciplina per la concentrazione dei regimi amministrativi (cosiddetta SCIA unica).
In secondo luogo si interviene a modificare l’art. 19, sia eliminando la previsione generale della possibile sospensione dell’attività intrapresa sia introducendo un ulteriore inciso che attribuisce uno specifico potere di sospensione. In particolare, si prevede che in presenza di attestazioni non veritiere ovvero di pericolo per uno degli interessi c.d. rafforzati (ambiente, paesaggio, beni culturali, salute, sicurezza pubblica o difesa nazionale), con atto motivato l’amministrazione dispone la sospensione dell’attività intrapresa, interrompendo il termine di cui al primo periodo, che ricomincia a decorrere dalla data in cui il privato comunica l’adozione delle suddette misure. In assenza di ulteriori provvedimenti, decorso lo stesso termine, cessano gli effetti della sospensione eventualmente adottata.
In terzo luogo viene introdotto un nuovo art. 19 bis, rubricato “Concentrazione dei regimi amministrativi”. In particolare si prevede che sul sito istituzionale di ciascuna amministrazione sia indicato lo sportello unico, di regola telematico, al quale presentare la SCIA, anche in caso di procedimenti connessi di competenza di altre amministrazioni ovvero di diverse articolazioni interne. A fini di ulteriore semplificazione si prevede poi che se per lo svolgimento di un’attività sono necessarie altre SCIA, comunicazioni, attestazioni, asseverazioni e notifiche, l’interessato presenta un’unica SCIA allo sportello predetto; se l’attività oggetto di SCIA è condizionata dall’acquisizione di atti di assenso comunque denominati o pareri di altri uffici e amministrazioni, ovvero all’esecuzione di verifiche preventive, l’interessato presenta la relativa istanza allo stesso sportello cui consegue il rilascio della ricevuta. In tali casi, il termine per la convocazione della conferenza di cui all’art. 14 decorre dalla data di presentazione dell’istanza e l’inizio dell’attività resta subordinato al rilascio degli atti medesimi, di cui lo sportello dà comunicazione all’interessato.
L’art. 4 prevede l’obbligo di adeguamento di regioni ed enti locali entro il primo gennaio del 2017, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 29, l. n. 241 del 1990.