Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-28317-del-05-11-2019
Timestamp: 2020-08-05 11:33:29+00:00
Document Index: 15412537

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 61', 'art. 7', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 1']

Sentenza Cassazione Civile n. 28317 del 05/11/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28317 del 05/11/2019
Cassazione civile sez. VI, 05/11/2019, (ud. 09/07/2019, dep. 05/11/2019), n.28317
sul ricorso 26684-2018 proposto da:
B.M.E.;
avverso la sentenza n. 577/23/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
23/02/2018;
Con la sentenza indicata in epigrafe, la Commissione tributaria regionale della Puglia – sezione staccata di Lecce – rigettò l’appello proposto dall’Agenzia delle entrate nei confronti di B.M.E. avverso la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Lecce, che aveva accolto il ricorso proposto dal contribuente avverso avviso di accertamento, con il quale l’allora Agenzia del Territorio, all’esito del procedimento sulla revisione del classamento delle unità immobiliari site in microzone comunali per le quali si era rilevato un significativo scostamento tra il rapporto: valore medio di mercato/valore medio catastale della singola microzona e l’analogo rapporto relativo all’insieme delle microzone comunali, in applicazione della L. 30 dicembre 2004, n. 311, art. 1, comma 335, aveva notificato all’intestatario catastale indicato in epigrafe la rideterminazione della classe di merito e della rendita catastale.
3. Con il terzo motivo si denuncia violazione e falsa applicazione della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, del D.P.R. n. 1142 del 1949, art. 61, nonchè della L. n. 212 del 2000, art. 7, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, assumendo che la CTR avrebbe omesso di considerare che la norma in questione sarebbe stata volta a rendere uniforme il mancato aggiornamento delle rendite catastali, attenuando le sperequazioni fiscali all’interno di uno stesso Comune, così consentendo la revisione massiva dei classamenti degli immobili ivi ubicati; sarebbe dunque incorsa in errore di diritto la sentenza impugnata nella parte in cui, ai fini del soddisfacimento dell’obbligo motivazionale dell’avviso di accertamento impugnato, aveva ritenuto necessario che gli atti dovessero pur sempre tener conto dei fattori edilizio posizionali propri dell’unità immobiliare.
4.1. Orbene, così come hanno chiarito le sezioni unite (Cass., sez. un., 18 aprile 2016, n. 7665, par. 11), quando si procede all’attribuzione di ufficio di un nuovo classamento ad un’unità immobiliare a destinazione ordinaria, l’Agenzia competente deve specificare se il mutamento è dovuto ad una risistemazione dei parametri relativi alla microzona in cui si colloca l’unità immobiliare e, nel caso, indicare l’atto con cui si è provveduto alla revisione dei parametri relativi alla microzona, a seguito di significativi e concreti miglioramenti del contesto urbano (…), trattandosi di uno dei possibili presupposti del riclassamento (…).
4.3. Sul punto la Corte delle Leggi, nel convalidare la legittimità del peculiare strumento introdotto con la legge finanziaria 2005, (C. Cost., primo dicembre 2017, n. 249), afferma che la scelta fatta dal legislatore con il censurato comma 335 non presenta profili d’irragionevolezza. La decisione di operare una revisione del classamento per microzone si basa sul dato che la qualità del contesto di appartenenza dell’unità immobiliare rappresenta una componente fisiologicamente idonea ad incidere sul valore del bene, tanto che il fattore posizionale già costituisce una delle voci prese in considerazione dal sistema catastale in generale. Può quindi ritenersi non irragionevole che l’accertamento di una modifica del valore degli immobili presenti in una determinata microzona abbia una ricaduta sulla rendita catastale. Il conseguente adeguamento, proprio in quanto espressione di un’accresciuta capacità contributiva, è volto in sostanza ad eliminare una sperequazione esistente a livello impositivo (par. 7.2). Peraltro la natura e le modalità dell’operazione enfatizzano l’obbligo di motivazione in merito agli elementi che hanno, in concreto, interessato una determinata microzona, così incidendo sul diverso classamento della singola unità immobiliare; obbligo che, proprio in considerazione del carattere “diffuso” dell’operazione, deve essere assolto in maniera rigorosa in modo tale da porre il contribuente in condizione di conoscere le concrete ragioni che giustificano il provvedimento (par. 7.3).
Nella specie mancano proprio quei dati primigeni ed essenziali del peculiare procedimento valutativo delineato dal comma 335 e dalle fonti normative integrative, apprestandosi da parte del fisco un compendio motivazionale affidato a formule stereotipate e di stile, se non meramente riproduttive di precetti normativi. Il che dà luogo a una motivazione sostanzialmente figurativa e praticamente apparente, che, nel caso specifico, non può nemmeno essere etero-integrata con riferimento ad elementi resi comunque disponibili ovvero conoscibili (L. 7 agosto 1990, n. 241, art. 3, comma 3), attesa la laconicità della presupposta determinazione direttoriale del 28 novembre 2010 (G.U., n. 286 del 07/12/2010; v. L.Fin., art. 1, comma 361, 2008). Il vizio motivazionale dell’atto impugnato è, dunque, genetico e di per se stesso di gravità tale da invalidarlo nella sua interezza.