Source: https://www.brocardi.it/codice-di-procedura-civile/libro-primo/titolo-vi/capo-i/sezione-iv/art138.html
Timestamp: 2020-06-05 00:07:25+00:00
Document Index: 55663821

Matched Legal Cases: ['art. 138', 'art. 138', 'art. 138', 'art. 160', 'art. 138', 'art. 139', 'art. 140', 'art. 138', 'art. 138', 'art. 170', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 138', 'art. 2699', 'sentenza ', 'art. 138', 'art. 331', 'sentenza ', 'art. 138', 'art. 141', 'art. 139', 'art. 140', 'sentenza ', 'art. 138', 'sentenza ', 'art. 138', 'sentenza ', 'art. 138', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 138', 'art. 170', 'sentenza ']

Art. 138 codice di procedura civile - Notificazione in mani proprie - Brocardi.it
Tu sei qui: Fonti > Codice di procedura civile > LIBRO PRIMO - Disposizioni generali > Titolo VI - Degli atti processuali > Capo I - Delle forme degli atti e dei provvedimenti > Sezione IV - Delle comunicazioni e delle notificazioni > Articolo 138
Dispositivo dell'art. 138 Codice di procedura civile
L'ufficiale giudiziario può sempre eseguire la notificazione mediante consegna della copia nelle mani proprie del destinatario (1) (2), presso la casa di abitazione oppure, se ciò non è possibile, ovunque lo trovi nell'ambito della circoscrizione dell'ufficio giudiziario al quale è addetto.
Se il destinatario rifiuta di ricevere la copia, l'ufficiale giudiziario ne dà atto nella relazione, e la notificazione si considera fatta in mani proprie (3).
(1) Per procedere alla notifica a mani degli atti processuali è necessario che l'ufficiale giudiziario conosca personalmente il destinatario o che per lo meno quest'ultimo si sia qualificato come tale.
(2) Nel caso in cui l'ufficiale giudiziario non abbia la prova dell'identità del destinatario, dovrà procedere secondo le forme previste dagli artt. 139 ss.
(3) La presunzione legale di conoscenza a cui il secondo comma si riferisce è rivolta a soddisfare un'esigenza pratica diretta ad impedire che un intenzionale espediente dilatorio, quale è il rifiuto, appunto, privo di valida giustificazione, possa ostacolare il normale svolgimento della procedura di notificazione.
La norma in analisi indica la forma di notificazione che assicura le più ampie garanzie in ordine alla conoscenza dell'atto da parte del destinatario.
Spiegazione dell'art. 138 Codice di procedura civile
La forma di notificazione preferibile è quella prevista dalla norma in esame, ossia la notifica a mani proprie, che si realizza nei casi in cui l’atto viene ricevuto dal destinatario di persona.
Tale forma di notifica rende irrilevante ogni indagine sulla residenza, domicilio o dimora; ciò che occorre è che la notifica non venga effettuata a persona diversa dal destinatario, quale potrebbe essere una persona di famiglia.
La regola fissata dalla presente norma va contemperata con quella per cui in taluni casi la notificazione deve essere effettuata al procuratore costituito presso il domicilio eletto; in questi casi, è nulla la notifica effettuata alla parte personalmente nel domicilio eletto anziché al procuratore costituito (la nullità, tuttavia, verrebbe sanata dalla successiva costituzione in giudizio del destinatario dell’atto).
Parallelamente, nei casi in cui la legge prescrive la notificazione dell’atto alla parte personalmente ex art. 138 e ss. c.p.c., se tale notifica dovesse essere effettuata presso il procuratore della parte stessa (costituito nel giudizio relativo all’atto da notificare), si viene ad integrare una mera violazione di una prescrizione formale, e non la sua nullità ex art. 160 del c.p.c..
Anche per la notificazione da effettuarsi presso il difensore vale la regola dettata dalla norma in esame, secondo cui la notifica effettuata al difensore in luogo diverso dal domicilio eletto, ma da questi ricevuta a mani proprie, è da ritenere valida.
La notifica ad una impresa individuale ha come destinatario la persona fisica dell’imprenditore e va eseguita secondo le regole delle notificazioni alle persone fisiche ex art. 138 e ss. c.p.c. .
Se la notifica, invece, deve essere effettuata ad un condominio, va eseguita presso il domicilio privato dell’amministratore che lo rappresenta oppure presso lo stabile condominiale.
Il secondo comma della norma fissa il principio secondo cui la notifica si considera effettuata in mani proprie nel caso in cui il destinatario si rifiuta di ricevere l’atto; tale principio vale anche per la notificazione fatta al domiciliatario, laddove quest’ultimo rifiuti la notifica deducendo la rinuncia o la revoca dell’incarico.
Perché tale principio possa trovare applicazione occorre che il rifiuto provenga dal medesimo destinatario e non da una delle persone abilitate a ricevere copia dell’atto ex art. 139 c.p.c. (in questo caso occorrerà procedere alla notifica ex art. 140 del c.p.c.).
Al Sig. ……………………. Residente/domiciliato in ……., via ……. N…., ivi recandomi e consegnandone copia a mani di ……….
mediante invio di copia a mezzo servizio postale, con raccomandata n…… spedita dall’Ufficio Postale di ……..
Alla società (indicare denominazione e tipo sociale), in persona del suo legale rappresentante pro tempore, con sede in……………., via ……. N…., ivi recandomi e consegnandone copia a mani di ……….
Massime relative all'art. 138 Codice di procedura civile
Cass. civ. n. 15326/2015
La regola stabilita dall'art. 138, comma 1, c.p.c., secondo cui l'ufficiale giudiziario può sempre eseguire la notificazione mediante consegna nelle mani proprie del destinatario, ovunque lo trovi, è applicabile anche nei confronti del difensore di una delle parti in causa, essendo questi, dopo la costituzione in giudizio della parte a mezzo di procuratore, l'unico destinatario delle notificazioni da eseguirsi nel corso del procedimento (art. 170, comma 1, c.p.c.), sicché, al fine della decorrenza del termine per l'impugnazione, è valida la notifica della sentenza effettuata a mani proprie del procuratore costituito, ancorché in luogo diverso da quello in cui la parte abbia, presso il medesimo, eletto domicilio.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 15326 del 21 luglio 2015)
Cass. civ. n. 26175/2014
In tema di notifica ex art. 138, secondo comma, cod. proc. civ., in cui il destinatario rifiuta di ricevere copia dell'atto e la consegna è una mera "ficio iuris", la cosiddetta relata può essere formata subito dopo, in un luogo diverso da quello in cui si è concluso il procedimento notificatorio e anche in assenza della parte, senza che ciò comporti alcuna violazione dell'art. 2699 cod. civ. e senza che ne consegua alcuna invalidità, attesa l'autonomia tra la notificazione e la relativa certificazione.
(Cassazione civile, Sez. V, sentenza n. 26175 del 12 dicembre 2014)
Cass. civ. n. 23388/2014
È validamente compiuta, secondo le forme della notificazione cosiddetta "virtuale" ex art. 138, secondo comma, cod. proc. civ., la notificazione di un atto processuale, qualora il destinatario, correttamente identificato nelle sue generalità dall'ufficiale giudiziario, si rifiuti di ricevere la copia dell'atto, restando irrilevanti i motivi del rifiuto. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la decisione con cui la corte di merito, dopo avere ordinato l'integrazione del contraddittorio ai sensi dell'art. 331 cod. proc. civ., preso atto che i destinatari della notificazione - sebbene correttamente identificati nelle proprie generalità - si erano rifiutati di ricevere copia dell'atto notificatogli, in quanto indicati come eredi di una persona a loro dire inesistente, aveva dichiarato inammissibile l'atto appello trattandosi di profilo suscettibile di rilevare ai fini della validità della riassunzione ma non per la notifica).
(Cassazione civile, Sez. VI-3, sentenza n. 23388 del 3 novembre 2014)
Cass. civ. n. 12489/2014
Il rifiuto di ricevere la copia dell'atto è legalmente equiparabile alla notificazione effettuata in mani proprie soltanto se proveniente, con certezza, dal destinatario della notificazione medesima, ex art. 138, secondo comma, cod. proc. civ., o, giusta la previsione dell'art. 141, terzo comma, del medesimo codice, dal suo domiciliatario, e non anche quando analogo rifiuto sia stato opposto da persona che, non essendo stato reperito il destinatario in uno dei luoghi di cui al primo comma dell'art. 139 cod. proc. civ., sia tuttavia abilitata, ai sensi del secondo comma di quest'ultimo alla ricezione dell'atto, dovendosi, in tal caso, eseguire, a pena di inesistenza della notificazione, le formalità prescritte dall'art. 140 cod. proc. civ.
(Cassazione civile, Sez. V, sentenza n. 12489 del 4 giugno 2014)
Cass. civ. n. 12545/2013
A norma dell'art. 138, secondo comma, cod. proc. civ., il rifiuto di ricevere la copia dell'atto è legalmente equiparabile alla notificazione effettuata in mani proprie soltanto ove sia certa l'identificazione dell'autore del rifiuto con il destinatario dell'atto, non essendo consentita una analoga equiparazione nel caso in cui il rifiuto sia stato opposto da un soggetto del tutto estraneo, oppure se l'"accipiens" sia un congiunto del destinatario o un addetto alla casa (o, a maggior ragione, un vicino o il portiere), ancorché si tratti di soggetti che altre disposizioni abilitano, in ordine prioritario gradato, alla ricezione dell'atto.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 12545 del 22 maggio 2013)
Cass. civ. n. 1887/2006
La notifica di un atto a mani proprie del destinatario, ex art. 138 c.p.c., è sempre valida, a prescindere dalla circostanza che la consegna del piego, nel comune in cui ha la propria residenza il destinatario del piego stesso, non sia avvenuta presso la casa di abitazione (anagrafica) del destinatario stesso.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 1887 del 30 gennaio 2006)
Cass. civ. n. 7620/2001
Il principio, secondo cui, anche al di fuori dell'ambito di operatività dell'art. 138, secondo comma, c.p.c., il rifiuto del destinatario di un atto unilaterale recettizio di ricevere lo stesso non esclude che la comunicazione debba ritenersi avvenuta e produca i relativi effetti, ha un ambito di validità determinato dal concorrente operare del principio secondo cui non esiste, in termini generali ed incondizionati, l'obbligo, o l'onere, del soggetto giuridico di ricevere comunicazioni e, in particolare, di accettare la consegna di comunicazioni scritte da parte di chicchessia e in qualunque situazione. Infatti, al di fuori del campo delle comunicazioni normativamente disciplinate, quali quelle mediante notificazione o mediante i servizi postali, una soggezione in tal senso del destinatario non esiste in termini generali, ma può dipendere dalle situazioni o dai rapporti giuridici cui la comunicazione si collega. In particolare, nel rapporto di lavoro subordinato è configurabile in linea di massima l'obbligo del lavoratore di ricevere comunicazioni, anche formali, sul posto di lavoro, in dipendenza del potere direttivo e disciplinare al quale egli è sottoposto (così come non può escludersi un obbligo di ascolto, e quindi anche di ricevere comunicazioni, da parte dei superiori del lavoratore), ma un obbligo analogo non è configurabile, in genere, al di fuori dell'orario e del posto di lavoro e, in particolare, in un luogo pubblico. (Fattispecie relativa al tentativo di consegna di una lettera — in ipotesi contenente la comunicazione di licenziamento —, compiuto, da parte del fattorino della datrice di lavoro, sulla pubblica strada nei pressi dell'abitazione della lavoratrice; la S.C. ha confermato sul punto la sentenza di merito, che aveva ritenuto legittimo il rifiuto opposto dalla lavoratrice).
(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 7620 del 5 giugno 2001)
Cass. civ. n. 8404/2000
Ai sensi dell'articolo 138, comma 2, del c.p.c., la notifica si considera fatta a mani proprie, in caso di rifiuto del destinatario di ricevere l'atto.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 8404 del 20 giugno 2000)
Cass. civ. n. 7820/1998
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 7820 del 10 agosto 1998)
Cass. civ. n. 193/1976
La regola stabilita dall'art. 138, primo comma, c.p.c., secondo cui l'ufficiale giudiziario può sempre eseguire la notificazione mediante consegna nelle mani proprie del destinatario, ovunque lo trovi, è applicabile anche nei confronti del difensore di una delle parti in causa, in quanto a norma dell'art. 170, primo comma, c.p.c. il difensore, dopo la costituzione in giudizio della parte costituita a mezzo di procuratore, è l'unico destinatario di tutte le modificazioni da eseguirsi nel corso del procedimento.
(Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 193 del 16 febbraio 1976)