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Timestamp: 2019-03-25 17:56:50+00:00
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sentenza 7 novembre 2016, n. 22576 – Studio Legale Avvocato Carmela Ruggeri – Vicenza
sentenza 7 novembre 2016, n. 22576
Con atto di citazione notificato il 19 giugno 2003 (OMISSIS) conveniva in giudizio (OMISSIS) davanti al Tribunale di Gorizia per sentirlo condannare alla restituzione della somma di 22.040,00 che essa, nel corso di una relazione sentimentale durata quattro anni, gli aveva prestato in piu’ occasioni per pagare i suoi debiti.
In subordine, l’attrice chiedeva che fosse riconosciuto l’arricchimento senza causa del convenuto.
Si costituiva in giudizio (OMISSIS), il quale eccepiva l’intervenuta prescrizione del diritto di controparte e, comunque, chiedeva il rigetto della sua domanda.
Il Tribunale di Gorizia, con sentenza n. 229/08, rigettava le domande attrici.
(OMISSIS) appellava la sentenza, chiedendone la riforma.
La Corte di Appello di Trieste, nella resistenza dell’appellato, con sentenza n. 460/11, rigettava l’impugnazione osservando che, indipendentemente dalla qualificazione data al rapporto dal primo giudice, era onere dell’attrice provare la conclusione di un contratto di mutuo con obbligo di restituzione.
Avverso la indicata sentenza della Corte di Appello di Trieste ha proposto ricorso per cassazione (OMISSIS), articolandolo su tre motivi, illustrati da memoria mentre (OMISSIS) non ha svolto difese.
1. Con il primo motivo (OMISSIS) lamenta l’omessa pronuncia in ordine al primo motivo di appello, concernente l’insussistenza di una donazione indiretta per mancanza dell’animus donandi, e la motivazione omessa od insufficiente sul punto. In particolare, la corte territoriale non aveva esaminato, a suo avviso, il suddetto motivo di gravame, ne’ aveva motivato quanto alla natura del rapporto intercorso fra le parti.
La sentenza ha statuito che, a prescindere dalla qualificazione del rapporto, spettava all’attrice la prova del contratto di mutuo. In ogni caso per Cass. n. 17050 del 28/07/2014 la parte che chieda la restituzione di somme date a mutuo e’ tenuta a provare, oltre alla consegna, anche il titolo dal quale derivi l’obbligo di controparte alla restituzione, purche’ l’attore fondi la domanda su un particolare contratto, senza formulare neppure in subordine una domanda volta a porre in questione il diritto della controparte di trattenere la somma ricevuta, ferma restando, la necessita’ che il rigetto della domanda di restituzione sia argomentato con cautela, tenendo conto della natura del rapporto e delle circostanze del caso, idonee a giustificare che una parte trattenga senza causa il denaro indiscutibilmente ricevuto dall’altra.
Con il secondo motivo la ricorrente contesta la violazione e falsa applicazione dell’articolo 2041 c.c., in quanto la corte territoriale aveva errato nel tenere conto che, se non ricorreva, nella specie, un trasferimento di denaro per spirito di liberalita’, l’azione di arricchimento indebito doveva essere accolta, non potendosi considerare il dedotto arricchimento avvenuto con la di lei volonta’.
La censura e’ infondata avendo la Corte statuito essere pacifico che le somme vennero date volontariamente nell’ambito di una relazione sentimentale.
Con il terzo motivo (OMISSIS) lamenta la motivazione illogica e contraddittoria della sentenza, nella parte in cui il quarto motivo di appello era stato dichiarato assorbito, poiche’ se l’azione di arricchimento era proponibile diveniva necessario anche accertarne l’ammontare.
La censura e’ infondata in quanto correttamente il quarto motivo di appello e’ stato considerato assorbito.
Si da’ atto che la sentenza e’ stata redatta con la collaborazione dell’assistente di studio Dott. (OMISSIS