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Timestamp: 2020-05-28 11:37:59+00:00
Document Index: 25993281

Matched Legal Cases: ['art. 110', 'art. 1', 'art.14', 'art. 9', 'art. 53', 'art. 2222', 'art. 11', 'art. 21', 'art.41', 'art. 2', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 36', 'art. 14', 'art. 2222']

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DIRITTI DI ROGITO/SEGRETERIA AL VICESEGRETARIO COMUNALE.
Il sottoscritto funzionario comunale (cat. D3/D3) è incardinato ex art. 110, comma 1, D.Lgs 267/2000 in un ente pubblico (Comune A) senza dirigenza. È stato successivamente, secondo statuto e regolamento, nominato dallo stesso Ente vicesegretario comunale attraverso deliberazione giuntale. La funzione, esercitata ormai da anni, viene messa a disposizione di altri enti pubblici che chiedendo preventivamente il nulla osta al Comune A in cui sono incardinato, mi utilizzano secondo varie forme di collaborazione presso i loro piccolissimi Enti. In base alle capacità dei singoli Enti, il sottoscritto propone e calibra la tipologia di inquadramento possibile. In alcuni Enti collaboro ex comma 557, art. 1, L. 311/2014 per massimo 12 ore settimanali complessive, al di fuori del normale orario di lavoro
Si tratta dei comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti.
Nei comuni con popolazione superiore a tale soglia di abitanti, il così detto scavalco fuori dall'orario di servizio, non è consentito dalla legge. Ergo, si ricorre alle convenzioni ex art.14 del contratto collettivo nazionale - ordinamento enti locali, all'interno dell'orario di servizio.
… comunque espletato presso l'amministrazione di appartenenza e con oneri finanziari aggiuntivi per l'amministrazione di destinazione (In quanto in presenza di un'assunzione a tempo determinato, assimilabile, quanto ad effetti, al comando e, per tale motivo, rientrante nel computo del vincolo finanziario prescritto dall'art. 9 comma 28 del D.L. 31 maggio 2010, n.78 (Si veda a tal proposito deliberazione Corte Conti Lombardia num. 448 del 18/10/2013 Azzano Mella BS Bragò).
Il così detto vincolo per assunzioni flessibili, pari al 50% impegnato anno 2009, 100% in caso di comune virtuoso.
Presso il Comune di xxxxxxxxxx (XX), ho iniziato due anni or sono circa una collaborazione autorizzata dal Comune A ex art. 53 del D.Lgs. n. 165/2001.
Nel senso che il comune A ti ha rilasciato nulla osta alla collaborazione presso il comune di xxxxxxxxxxx.
Il Comune di xxxxxxxxx, piccolo comune montano, rinvenendo difficoltà a reperire un Segretario Comunale (sia in Convenzione che a scavalco) ha voluto tutelarsi ricercando, pro tempore, anche un vicesegretario affinché si potessero espletare le normali funzioni di legge dell'Ente coordinate dal Segretario (o dal suo sostituto) senza incorrere in errori o irregolarità amministrative. Dopo richiesta al Comune A (più grande di dimensione ma sempre sotto i 5.000 abitanti) ha ottenuto autorizzazione all'utilizzo del sottoscritto. A seguito di continui rinnovi di tre mesi in tre mesi della richiesta, negli ultimi rinnovi, il Comune di xxxxxxxxxx ha stipulato in continuità di collaborazione con il sottoscritto un contratto trimestrale ex art. 2222 del Codice Civile. Durante la collaborazione con il Comune di xxxxxxxxx il sottoscritto h a rogato, in sostituzione del Segretario, alcuni atti.
In sostituzione di segretario, in quanto sede di segretaria generale vacante … non perché il segretario titolare era ad esempio in malattia oppure in ferie.
Il sottoscritto rivendica i diritti di Segreteria, come normalmente gli vengono riconosciuti dagli altri Enti, secondo i principi di legge. Il diritto dei vicesegretari a percepire i compensi per i diritti di rogito-segreteria è previsto dall'art. 11 (Incarico al vicesegretario) del CCNL 09.05.2006. Esso pone in capo all'Ente l'obbligo di corrispondere detti compensi senza legarli in alcun modo al compenso spettante al Segretario stabilendone il limite nella percentuale di 1/3 dello stipendio in godimento al Segretario. Tale articolo al comma 1 recita: "Al personale incaricato delle funzioni di vicesegretario, secondo l'ordinamento vigente, sono corrisposti i compensi per diritti di segreteria (di cui all'art. 21 del D.P.R. 4 dicembre 1997, n. 465) per gli adempimenti posti in essere nei periodi di assenza o di impedimento del segretario comunale e provinciale titolare della relativa funzione" e al comma 2 recita: "La percentuale di 1/3 dello stipendio in godimento del segretario, prevista dall'art.41, comma 4, della legge n.312 del 1980, costituisce l'importo massimo che può essere erogato dall'ente a titolo di diritti di rogito e quindi il massimo teorico onere finanziario per l'ente medesimo; tale limite è sempre unico a prescindere dal numero dei soggetti beneficiari". La norma contrattuale in base all'art. 2, comma 2 del D. Lgs 165/2001 è divenuta fonte regolatrice dei rapporti di lavoro per la gran parte delle Pubbliche Amministrazioni anche e soprattutto in relazione al trattamento retributivo. Esso afferma: "I rapporti di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche sono disciplinati dalle disposizioni del capo I, titolo II, del libro V del codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell'impresa, fatte salve le diverse disposizioni contenute nel presente decreto, che costituiscono disposizioni a carattere imperativo. Eventuali disposizioni di legge, regolamento o statuto, che introducano o che abbiano introdotto discipline dei rapporti di lavoro la cui applicabilità sia limitata ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche, o a categorie di essi, possono essere derogate nelle materie affidate alla contrattazione collettiva ai sensi dell'articolo 40, comma 1, e nel rispetto dei principi stabiliti dal presente decreto, da successivi contratti o accordi collettivi nazionali e, per la parte derogata, non sono ulteriormente applicabili". La norma contrattuale contenuta nell'art. 11 (Incarico al vicesegretario) del CCNL 09.05.2006 trova ancora applicazione anche con il nuovo Contratto collettivo nazionale di lavoro comparto Funzioni locali in quanto non disapplicata, così come disponeva il comma 8 dell'art. 2 dell'ipotesi sottoscritta il 21.02.2018 laddove si riporta: "Per quanto non previsto, continuano a trovare applicazione, in quanto compatibili con le previsioni del presente contratto o non disapplicate le disposizioni dei precedenti CCNL".
Confermo tutto quello che hai scritto, tranne il limite di un terzo dello stipendio, per quanto riguarda i diritti di rogito.
Il limite è pari a 1/5 dello stipendio, come da articolo 10 comma 2 bis del DL 90/2014.
Ad ogni modo, non è questo il punto fondamentale della presente consulenza.
Se poi esaminiamo l'articolo 10 del DL 90/2014 (Abrogazione dei diritti di rogito del segretario comunale e provinciale e abrogazione della ripartizione del provento annuale dei diritti di segreteria) non vi è cenno alcuno ai compensi riguardanti i vicesegretari che pertanto continuano ad essere disciplinati dalla contrattazione collettiva.
Anche perché nel tuo caso si tratta di un comune senza dirigenza!
… e soprattutto tu non hai alcuna qualifica dirigenziale all'interno dell'ente locale.
Queste conclusioni coincidono con la giurisprudenza di diverse sezioni della Corte dei Conti. La Corte dei Conti della Liguria con la delibera 12.05.2016, n. 49, ha stabilito che la ratio dell'art. 10, comma 2-bis, D.L. n. 90 del 2014, è quella di salvaguardare l'attribuzione dei diritti di segreteria, seppur in misura ridotta rispetto al passato, a tutti i soggetti che non abbiano qualifica dirigenziale, a titolo d'integrazione economica. Sarebbe perciò incongrua una soluzione interpretativa diversa, che farebbe dipendere il diritto alla percezione dei medesimi alla sola appartenenza alla fascia C del Segretario titolare; pertanto si può anche ritenere che spettino sempre ai vicesegretari i diritti di segreteria nella misura prevista dalla predetta norma. In conclusione: la retribuzione dei Segretari soggiace ad una disciplina legale, la retribuzione dei vicesegretari soggiace ad una disciplina contrattuale.
CONFERMO IN PIENO TUTTO QUELLO CHE HAI SCRITTO IN QUESTO PASSAGGIO.
A ciò va aggiunto che l'art. 36 della Costituzione enuncia il principio di proporzionalità della retribuzione alla quantità e qualità del lavoro ed è a tutti noto che nel rogito dei contratti l'ufficiale rogante risponde personalmente e assume una responsabilità non indifferente.
INDUBBIAMENTE …
Inoltre, nessuna spesa grava sul Comune essendo i diritti di rogito direttamente versati dalle ditte aggiudicatarie dei contratti pubblici. Alla luce di quanto sopra, lo scrivente ritiene di avere diritto alla liquidazione dei diritti di rogito non ancora liquidati e pagati con riferimento all'anno 2018 per gli atti rogati presso il Comune di xxxxxxxxxx (PR) in quanto, come si evince sia dal repertorio contratti depositato presso la Segreteria Generale sia dal sistema informatico SISTer (Sistema Territorio) dell'Agenzia delle Entrate, ha sostituito nella funzione rogante il Segretario Comunale. Il Comune di xxxxxxxxxx, dopo un primo accenno a voler riconoscere i diritti di rogito, non ha proceduto alla liquidazione in quanto dubbioso della mia titolarità a vedermi riconosciuto questo diritto in quanto – presso xxxxxxxxxx – non incardinato in modo "continuativo" ma solo con rapporti di collaborazione.
Immaginavo che fosse questa la causa ostativa per la liquidazione dei diritti di rogito …
A mio parere, un vicesegretario non può essere utilizzato con lo strumento del contratto di lavoro autonomo professionale ex 2222 c.c.
Il segretario comunale è un lavoratore subordinato e non un autonomo professionista.
Il segretario comunale ha un preciso orario di lavoro anche se non ha l'obbligo di timbrare l’entrata e l'uscita.
Anche il vicesegretario comunale deve incardinare un rapporto di lavoro con l'ente locale di natura subordinata e non autonoma.
Mi riferisco allo scavalco fuori dall'orario di servizio oppure alla convenzione ex art. 14 CCNL ordinamento enti locali all'interno dell'orario di servizio.
Non esiste altro strumento giuridico per utilizzare il vicesegretario in dotazione organica di altro comune!!!
A mio parere, essendo stato utilizzato uno strumento giuridico assunzionale errato, non avresti nemmeno potuto rogare gli atti.
Ad ogni modo, gli atti sono stati rogati e ti sei assunto tutte le responsabilità civili e penali del rogito posto in essere. Gli atti pubblici sono validi, tanto per intenderci …
Così come è valido il tuo “scavalco autonomo professionale”, in quanto comunque è stato autorizzato dalla Prefettura UTG albo segretari comunali e provinciali.
I diritti di rogito, a questo punto, vanno liquidati!
Diciamo che in caso di contenzioso dinanzi al tribunale del lavoro, il giudice condannerebbe certamente l'ente comunale utilizzatore del vicesegretario ufficiale rogante!
Di fatto i diritti di rogito sono stati interamente incassati e gli atti rogati
Esatto, hai colto nel segno …
La mia richiesta di vedermi riconosciuto i diritti è stata espressa e motivata. Il Comune ora è silente. Si chiede un parere legale circa il diritto o meno mio, maturato, di vedermi riconosciuti (nella misura economica di legge prevista per i vicesegretari) i diritti di rogito per gli atti rogati in favore del Comune di xxxxxxxxx. Capisco che non sia così diffuso il ruolo del vicesegretario "a scavalco" o a collaborazione, tuttavia di fatto ciò è avvenuto e gli atti sono stati rogati a pieno favore del Comune di xxxxxxxxxx.
Nonostante abbia trascorso la mia vita lavorativa negli enti locali, quale componente di OIV, nuclei di valutazione, commissioni disciplinari, non mi ero mai imbattuto in un vicesegretario a scavalco autonomo ex art. 2222 c.c.
Ti dirò di più … non ne troveresti un altro in Italia!
Inutile cercare precedenti giurisprudenziali … non ne troveresti mai!
E' stato commesso un errore a monte, giacché il rapporto di lavoro del vicesegretario non potrebbe essere autonomo!
Tuttavia, i diritti di rogito sono stati interamente incassati, gli atti rogati e ti sei assunto le relative responsabilità civili e penali … quanto basta affinché maturi il tuo diritto alle spettanze economiche di cui alla presente consulenza.
Corte Conti Lombardia num. 448 del 18/10/2013 Azzano Mella BS Bragò