Source: http://www.gadit.it/articolo/569
Timestamp: 2019-03-24 15:44:21+00:00
Document Index: 86194901

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 35', 'art. 21', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 22', 'art. 13']

Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto Sent. n. 641/09 – Gadit
sul ricorso n. 2620/2008, proposto, ex art. 21 bis l. 1034/71, da Savciuc Liliana, rappresentata e difesa dall’ avv. Stefania Filippi, con domicilio presso la Segreteria del T.A.R., ai sensi dell’art. 35 R.D. 26 giugno 1924, n. 1054;
l’Amministrazione dell’interno, in persona del ministro pro tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocatura distrettuale dello Stato di Venezia, domiciliataria per legge;
del silenzio inadempimento della Questura di Treviso ai sensi dell’art. 21-bis legge 1034/71 e per l’accertamento della fondatezza dell’istanza ai sensi dell’art. 2, co. 5, legge 7 agosto 1990, n. 241, come modificato dall’art. 3 del d.l. 14 maggio 2005, n. 35;
Visto il ricorso, notificato il 3 dicembre 2008 e depositato presso la Segreteria il 23 dicembre 2008, con i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio dell’Amministrazione dell’Interno, depositato il 13 gennaio 2009;
Uditi nella camera di consiglio del 25 febbraio 2009 – relatore il Primo referendario S. Mielli – l’avv. Parpinel in sostituzione di Filippi per la parte ricorrente e l’avv. dello Stato Greco per la P.A.;
La ricorrente, cittadina Moldava, titolare di un permesso di soggiorno dall’anno 2002, espone di aver presentato un’istanza di rinnovo nel 2006 e di non avere più conosciuto l’esito della procedura che non è stata completata.
Con il ricorso in epigrafe la ricorrente chiede la declaratoria dell’illegittimità del silenzio serbato dall’amministrazione e la conseguente dichiarazione dell’obbligo di provvedere con provvedimento esplicito.
L’art. 22, comma 5, del Dlgs. 25 luglio 1998, n. 286, dispone che il provvedimento finale debba essere rilasciato nel complessivo termine massimo di quaranta giorni dalla presentazione della richiesta.
L’inerzia serbata sulla domanda dall’Amministrazione perdura invece a tutt’oggi in quanto non si è ancora pronunciata e ciò viola l’obbligo di concludere il procedimento.
Ne consegue che, essendo inutilmente spirato l’indicato termine per l’adozione del provvedimento espresso, il ricorso deve essere accolto e, per l’effetto, deve essere dichiarato l’obbligo della Questura di Treviso di adottare un provvedimento di accoglimento o di diniego entro il termine di trenta giorni dalla comunicazione in via amministrativa o dalla notificazione a cura di parte della presente sentenza.
Le spese di giudizio, in considerazione della mancanza di una recente sollecitazione dell’esercizio dei poteri dell’Amministrazione successiva alla comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza (cfr. Tar Veneto, Sez. III, 24 dicembre 2008, n. 3989), possono essere compensate, fermo restando che resta a carico dell’Amministrazione resistente il rimborso, in favore della ricorrente, delle spese del contributo unificato ai sensi dell’art. 13, comma 6 bis, del DPR 30 maggio 2002, n. 115, che dovranno essere corrisposte al difensore che ne ha chiesto la distrazione dichiarandosi antistatario.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto, Terza Sezione, definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, lo accoglie e, per l’effetto, ordina alla Questura della provincia di Treviso di adottare un provvedimento espresso nel termine di cui in motivazione.
Spese di giudizio compensate, salvo che per la rifusione del contributo unificato.
Così deciso in Venezia, in Camera di Consiglio, addì 25 febbraio 2009.
T.A.R. Veneto – III Sezione n.r.g. 2620/08