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Timestamp: 2020-07-07 08:43:33+00:00
Document Index: 67130946

Matched Legal Cases: ['art. 163', 'art. 163', 'art. 181', 'sentenza ', 'art. 163', 'art. 136', 'art. 44', 'art. 163', 'art. 181']

Beni ambientali. Opere in zona vincolata e danno ambientale -
Beni ambientali. Opere in zona vincolata e danno ambientale
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Sez. 3, Sentenza n. 10463 del 25/01/2005 Ud. (dep. 17/03/2005 ) Rv. 231247
Presidente: Zumbo A. Estensore: Squassoni C. Relatore: Squassoni C. Imputato: Di Cesare ed altro. P.M. Salzano F. (Conf.)
(Annulla senza rinvio, App. Sassari, 12 Giugno 2003)
BELLEZZE NATURALI (PROTEZIONE DELLE) - IN GENERE - Opera realizzata senza autorizzazione in zona sottoposta a vincolo paesistico - Reato previsto dall'art. 163 del D.Lgs. n. 490/90 - Danno ambientale - Necessità - Esclusione - Ragioni.
Massima (Fonte CED Cassazione)
Il reato di cui all'art. 163 D.Lgs. n. 490/1999 (ora art. 181 D.Lgs. n. 41/2004) si perfeziona ponendo in essere interventi in zone sottoposte a vincolo paesistico senza l'autorizzazione amministrativa, condotta che, in quanto impedisce un controllo preventivo della P.A. sull'opera, mette in pericolo il paesaggio, bene tutelato in via mediata dalla disposizione, mentre non ha alcun rilievo la eventuale mancanza di danno ambientale, ancorché attestata dall'Ufficio Tutela del territorio.
In riforma della decisione 17.10.2002 del Tribunale di Tempio Pausania, la Corte territoriale di Cagliari sd Sassari, con la sentenza in epigrafe precisata, ha ritenuto Di Cesare Lorenzo e Bardeglinu Graziano responsabili del reato previsto dall'art. 163 D.Lvo 490/1999 e li ha condannati alla pena di giustizia. Per l'annullamento della sentenza, gli imputati ricorrono in Cassazione deducendo difetto di motivazione e violazione di legge, in particolare, rilevando:
in tale situazione, il ricorrente sostiene che si è
irreversibilmente prodotto l'effetto abrogativo delle norme indicate dall'art. 136 del testo unico.
Che l'intentio legis fosse quella segnalata si deduce, anche, dal fatto che la eliminazione del ricordato articolo è contestuale alla introduzione di una nuova fattispecie di reato, disciplinata dall'art. 44 del testo unico, di analogo contenuto della precedente sicché tra le due disposizioni è rilevabile una continuità normativa di tipo di illecito; pertanto, la abrogazione della vecchia normativa è giustificata proprio perché sostituita dalla nuova. Per quanto concerne le residue censure, deve rilevarsi come l'art. 163 D.Lvo 490/1999 (ora art. 181 D.Lvo 41/2004) stabilisca, per raggiungere il risultato di un equilibrato sviluppo degli interventi sul territorio, che le modifiche su di esso si svolgano secondo le linee preordinate dalla autorità amministrativa; pertanto, il reato si realizza con l'impedimento del preventivo controllo che, secondo la comune esperienza, pone in pericolo il paesaggio che è il bene tutelato in via mediata dalla norma.