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Timestamp: 2019-04-20 00:59:11+00:00
Document Index: 117621158

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 34', 'art. 49', 'art. 6', 'art. 21', 'art. 6', 'art. 21', 'art. 6']

Approvata la Nota di aggiornamento al DEF 2018: ecco la sintesi delle novità
Il Consiglio dei Ministri n 21 del 27 settembre 2018 ha approvato la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (NaDef) 2018.
Ecco i punti principali riassunti nel comunicato stampa del Governo.
IVA: cancellazione degli aumenti previsti per il 2019;
REDDITO DI CITTADINANZA: introduzione del reddito di cittadinanza, con la contestuale riforma e il potenziamento dei Centri per l’impiego;
PENSIONI: sono previste la pensione di cittadinanza e, superando la Legge Fornero, nuove modalità di pensionamento anticipato per favorire l’assunzione di lavoratori giovani (quota 100).
FLAT TAX: prima fase dell’introduzione della flat taxtramite l’innalzamento delle soglie minime per il regime semplificato di imposizione su piccole imprese, professionisti e artigiani. Per le partite IVA con ricavi fino a 65 mila euro arriverà sin da subito la flat tax al 15%. Per le altre, con ricavi fino a 100 mila euro, occorre l’ok dell’Europa
IRES: è previsto il taglio dell’imposta sugli utili d’impresa (Ires)per le aziende che reinvestono i profitti e assumono lavoratori aggiuntivi;
INVESTIMENTI PUBBLICI: rilancio degli investimenti pubbliciattraverso l’incremento delle risorse finanziarie, il rafforzamento delle capacità tecniche delle amministrazioni centrali e locali nella fase di progettazione e valutazione dei progetti, nonché una maggiore efficienza dei processi decisionali a tutti i livelli della pubblica amministrazione, delle modifiche al Codice degli appalti e la standardizzazione dei contratti di partenariato pubblico-privato;
MANUTENZIONI STRAORDINARIE: è previsto un programma di manutenzione straordinaria della rete viaria e di collegamenti italiana a seguito del crollo del ponte Morandi a Genova, per il quale, in considerazione delle caratteristiche di eccezionalità e urgenza degli interventi programmati, si intende chiedere alla Commissione europea il riconoscimento della flessibilità di bilancio;
POLITICHE RILANCIO SETTORI CHIAVE: politiche di rilancio dei settori chiave dell’economia, in primis il manifatturiero avanzato, le infrastrutture e le costruzioni;
RISPARMIATORI DANNEGGIATI: stanziamento di risorse per il ristoro dei risparmiatori danneggiati dalle crisi bancarie;
PACE FISCALE: nella Nota trova spazio anche la pace fiscale con tetto fino a 100 mila euro per i contribuenti con cartelle esattoriali e liti con il Fisco fino al secondo grado.
Produttore agricolo in regime forfettario: per gli acquisti di carburante agricolo non è tassativo il pagamento tracciabile
Agenzia delle entrate, Risposta a interpello n. 13 del 27 settembre 2018: per gli acquisti di carburante agricolo effettuati da un produttore agricolo, in regime forfettario (detrazione forfettizzata dell’IVA con percentuali di compensazione e determinazione del reddito su base catastale), non occorre utilizzare mezzi di pagamento tracciabili. La cosa cambia, invece, se tale soggetto dovesse optare per il regime di determinazione ordinario del reddito e dell'IVA.
Quando le imposte sui redditi e l'IVA sono determinate in modo forfettario (non analitico), cioè senza fruire della deduzione dei costi e della detrazione ordinaria del tributo, non è obbligatorio ricorrere a mezzi di pagamento tracciabili per gli acquisti di gasolio agricolo, fermo restando il rispetto delle norme generali sull'uso di contante (massimo 3.000 euro).
Questo è quanto emerge dal chiarimento fornito dall’Amministrazione finanziaria alla titolare di un’azienda agricola che determina il reddito su base catastale, ai sensi dell'art. 32 del T.U.I.R., e che si avvale, ai fini IVA, del regime speciale per gli agricoltori disciplinato dall’art. 34 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, che prevede la detrazione forfetizzata dell’IVA applicando delle percentuali di compensazione.
La titolare dell’azienda utilizza diverse macchine agricole, di cui all'articolo 57 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della Strada), alimentate a gasolio. Trattasi del gasolio agevolato assegnato direttamente dalla Regione “X” agli agricoltori, tenendo conto della dimensione dei terreni coltivati e delle colture praticate, il cui ammontare viene annotato nel “libretto fiscale di controllo per le iscrizioni e i prelievi dei carburanti agevolati per uso agricolo”.
L’Agenzia delle Entrate precisa che l’azienda agricola in questione, applicando i particolari regimi sia ai fini delle imposte dirette (articolo 32 del T.U.I.R) sia dell’IVA (articolo 34 del D.P.R. n. 633 del 1972), determina forfettariamente le imposte. Poiché le imposte non sono determinate in modo analitico, viene meno il presupposto che impone l’uso di mezzi di pagamento tracciabili, ossia individuare puntualmente i costi sostenuti e l’IVA pagata per rivalsa. Ne consegue che, l'istante non è obbligata ad utilizzare mezzi di pagamento tracciabili per effettuare acquisti di carburante agricolo destinato alle diverse macchine agricole, fermo restando il rispetto delle norme generali riguardanti l’uso del contante (art. 49, comma 1, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231).
Ovviamente, nel caso in cui l’istante dovesse optare per il regime di determinazione ordinario del reddito e dell'IVA, torneranno applicabili le disposizioni sulla tracciabilità dei mezzi di pagamento (carte di credito, bancomat, ecc.) ai fini della deducibilità dei costi e della detraibilità dell'IVA assolta sull'acquisto del carburante.
“Fatture elettroniche in differita. Entro il 16° giorno se si hanno problemi di connessione .Una fatturazione differita (entro giorno 15 del mese successivo) salverà professionisti e imprese dai rigori della fatturazione elettronica, o meglio dal vincolo della data di emissione della fattura nel giorno stesso di effettuazione dell’operazione stessa. A lanciare la scialuppa di salvataggio è stato ieri Antonino Maggiore, direttore da cinque giorni dell’Agenzia delle entrate alla sua prima uscita pubblica in audizione davanti alla commissione finanze della camera.” Fonte: ItaliaOggi del 04/10/2018
Premessa. Fatturazione elettronica tra privati obbligatoria a partire dal 2019: la Legge di Bilancio 2018 (L. 205 del 27/12/2017), al fine di contrastare l’evasione Iva, ha esteso l'obbligo dell'emissione di fatture in formato elettronico (attualmente in vigore per i rapporti con la Pubblica Amministrazione) anche alle cessione di beni e alle prestazioni di servizi (e alle relative variazioni) tra sggetti privati. Fatturazione elettronica anche per i rapporti B2B (tra soggetti con partita Iva) e B2C (tra partite Iva e consumatori finali).
Data di emissione e data di invio. La data di emissione della fattura elettronica è quella indicata nel campo "DATA" della sezione "DATI GENERALI" del file della fattura. La data di invio è quella in cui il file della fattura viene inviato al Sistema di Interscambio (SdI).
In linea generale la fattura elettronica si considera emessa all'atto della sua consegna, spedizione, trasmissione o messa a disposizione del cessionario o committente. Potrebbe però accadere che l'iter di emissione, pur tempestivamente avviato, si concluda oltre la mezzanotte del medesimo giorno. In considerazione di ciò, l'AdE ha specificato che la «data di emissione» della fattura elettronica è la data riportata nel campo «Data» della sezione «Dati Generali»del file della fattura elettronica. Di conseguenza, una volta che la fattura sia stata inviata tempestivamente al Sdi (e non sia stata scartata dal sistema, nel qual caso si potrà rimediare nei cinque giorni successivi), i tempi di elaborazione «diventano marginali, assumendo rilievo, ai fini dell'emissione della fattura immediata, la sola data di formazione e contestuale invio al Sdi».In fase di prima applicazione delle nuove disposizioni, però, considerato anche il necessario adeguamento tecnologico richiesto alla platea di soggetti coinvolti e le connesse difficoltà organizzative, si ritiene che il file «fattura» inviato con un minimo ritardo, comunque tale da non pregiudicare la corretta liquidazione dell'imposta, costituisca violazione non punibile ai sensi dell'art. 6, comma 5bis, dlgs. n.472/1997. Fonte: Italia Oggi del 26/09/2018 - “Fattura elettronica, data di emissione in chiaro”. La data di emissione della fattura elettronica è quella riportata nel campo "data" della sezione "dati generali" del file della fattura. E’ quanto emerso nel corso del Workshop "Fatturazione elettronica: gli aspetti critici, nell'ambito del 2° Forum nazionale dei commercialisti ed esperti contabili
Circolare AdE 18/2014
Circolare AdE 8/2018
Circolare AdE 13/2018
Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate Prot. n. 89757/2018 del 30 aprile 2018
Il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate Prot. n. 89757/2018 del 30 aprile 2018 rappresenta una fonte fondamentale per l'esame degli adempimenti legati alla fatturazione elettronica.
Tale documento fornisce le “regole tecniche per l’emissione e la ricezione delle fatture elettroniche per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato e per le relative variazioni, utilizzando il Sistema di Interscambio”.
Uno dei “problemi” che andranno affrontati è quello inerente il momento di effettuazione dell’operazione (esigibilità del tributo) e la data dell’emissione della fattura.
L’obbligo di emissione della fattura deve essere assolto, secondo le indicazioni di cui all’art. 21 del D.P.R n. 633/1972, in corrispondenza del momento di effettuazione dell’operazione (ex art. 6 del D.P.R. n. 633/1972). La normativa prevede però alcune eccezioni, come la possibilità di emettere la fattura differita: è il caso delle cessioni di beni effettuate nei confronti dello stesso soggetto nel corso del mese solare precedente risultanti dal/dai documento/i di trasporto.
Il provvedimento direttoriale in analisi (si veda il punto 4.1) evidenzia che la data di emissione della fattura elettronica è la data riportata nel campo “Data” della sezione “Dati Generali” del file della fattura elettronica, che rappresenta una delle informazioni obbligatorie ai sensi degli articoli 21 e 21 – bis” del D.P.R. n. 633/1972. Viene inoltre precisato che la fattura elettronica scartata dal SdI si considera non emessa e tale situazione può essere sanata emettendo, entro 5 giorni (si contano anche i festivi), una “nuova” fattura con stesso numero e data.
E' doveroso precisare che il sistema consente l’emissione del documento, cioè del file “xml”, anche in una data successiva rispetto a quella riportata nel campo “data fattura”.
Il cedente potrà perciò generare il “file fattura” in formato “xml” in data 30 gennaio 2019 riportando “data fattura” 30/01/2019 ed effettuare la trasmissione al Sdi in data 2 febbraio 2019. L’operazione è tecnicamente possibile.
Ai fini fiscali il documento non si considera ancora emesso, ma solo semplicemente formato, fino a che non avviene materialmente la trasmissione. L’art. 21 del D.P.R. n. 633/1972 dispone infatti che “La fattura, cartacea o elettronica, si ha per emessa all’atto della sua consegna, spedizione, trasmissione o messa a disposizione del cessionario o committente …”. Al soggetto che ha emesso ed inviato la fattura elettronica verrà inviata una ricevuta di consegna, all’interno della quale sarà contenuta anche la data di ricezione della stessa da parte del destinatario.
La data della fattura deve coincidere con quella dell’effettuazione dell’operazione secondo la disciplina del citato art. 6 del D.P.R. n. 633/1972. Tornando all’esempio: se il professionista ha incassato il compenso il 30/01/2019 o il cedente ha consegnato la merce entro la medesima data, la stessa indicazione deve essere contenuta nella fattura emessa (“data documento”). Non assumerà alcuna rilevanza la circostanza che l’effettiva trasmissione al SdI possa non essere contestuale, come chiarito da Confindustria nel documento “Fatturazione elettronica tra privati, Prime indicazioni operative dell’8 giugno 2018”.
Nello stesso documento è stato evidenziato che, “al fine di individuare il momento di emissione della fattura, e quindi di esigibilità dell’imposta, non rileva il momento in cui la fattura viene trasmessa né quella in cui il Sdi invia la ricevuta di consegna o l’avviso di messa a disposizione”.
Il Dipartimento delle Finanze con la Circolare n. 1 del 31 marzo 2014 ha affermato espressamente che “per data di emissione deve intendersi la data indicata nella fattura, …”.
Nel sopracitato documento Confindustria precisa che “Non bisogna confondere, pertanto, i momenti rilevanti ai fini Iva dagli altri momenti che sanciscono esclusivamente la finalizzazione delle procedure informatiche”.
Per quanto evidenziato, la fattura trasmessa al SdI in data 2 febbraio 2019, si considererà emessa il 30/01/2019 (data indicata nel file “xml” nel campo “data documento”). L’emissione si considererà tempestiva in quanto la data del documento risulta perfettamente coincidente con la data di effettuazione dell’operazione. Il tributo risulterà esigibile nel corso della liquidazione del mese di gennaio (data di emissione).
Il SdI, a seguito della trasmissione del file, effettua i necessari controlli formali e, se non ci sono errori, consegna al soggetto trasmittente una “ricevuta di consegna” della fattura elettronica che contiene anche l’informazione della data di ricezione da parte del destinatario. La ricevuta costituisce la prova dell’avvenuta emissione della fattura. Tornando sempre allo stesso esempio, se la data della ricevuta è il 04/02/2019, l’emissione della fattura dovrà considerarsi effettuata tempestivamente il 30/01/2019.
In caso di anomalie/errori rilevati dal Sistema di Interscambio, viene trasmessa una notifica di scarto. La fattura, in tale ipotesi, si considera non emessa e l’emittente risulta obbligato ad effettuare un nuovo invio: l’emittente ha 5 giorni lavorativi di tempo, dal ricevimento della notifica di scarto, per provvedere ad un nuovo invio senza incorrere in una violazione sanzionabile.
Tornando all’esempio: il contribuente potrebbe ricevere la notifica di scarto il 4 febbraio. Da questo momento inizieranno a decorrere i 5 giorni lavorativi per effettuare il nuovo invio tramite il SdI. Il documento/file in formato “xml” riporterà nuovamente la data del 30 gennaio 2019 e andrà inviato entro il giorno 9 febbraio e, qualora non intervenga un’ulteriore notifica di scarto, il documento si considererà tempestivamente emesso in data 30/01/2019. Il tributo risulterà comunque e in ogni caso esigibile al 30/01/2019 ed entrerà nel periodo di liquidazione del mese di gennaio.
ATTENZIONE: E' fondamentale la tempestiva trasmissione del file: non deve decorrere un numero eccessivo di giorni tra la data indicata nella fattura e quella di trasmissione al SdI. Infatti, se la notifica di scarto interviene successivamente alla data di liquidazione mensile del 15 febbraio (periodo di gennaio), il contribuente deve avvalersi del ravvedimento operoso. Infatti, la data di emissione della fattura è pur sempre quella indicata nel documento/file in formato “xml”.
Privacy: disponibile sul sito del Garante il testo coordinato del Codice adeguato al Regolamento 2016/679
Disponibile il testo coordinato del Codice privacy adeguato al GDPR
Il Garante della Privacy, con comunicato del 19 settembre 2018, ha ricordato che è in vigore dal 19 settembre 2018 il D.Lgs. 101/2018, che adegua il D.Lgs. 196/2003 al GDPR. Sul sito del Garante è disponibile il testo coordinato del Codice in materia di protezione dei dati personali alle disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679.
Ecco il comunicato: "Entra oggi in vigore il Decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101 che adegua il Codice in materia di protezione dei dati personali (Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196) alle disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679. Il Garante rende disponibile sul proprio sito web istituzionale il testo coordinato del Codice." (link al sito garanteprivacy.it)
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Nuova "privacy italiana" dal 19 settembre 2018