Source: http://paperzz.com/doc/5271582/decreti-presidenziali
Timestamp: 2017-01-23 10:53:46+00:00
Document Index: 1252184

Matched Legal Cases: ['art. 71', 'art. 10', 'art. 8', 'art. 20', 'art. 22', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 40', 'art. 41', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 8', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 40', 'art 23', 'art. 3', 'art. 53', 'art. 40', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 53', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 23', 'art. 8', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 41', 'art. 64', 'art. 65', 'art. 41', 'art. 64', 'art. 53', 'art. 40', 'art. 3', 'art. 14', 'art 1', 'art 2', 'art 1', 'art 2']

dalla G.U. n. 59 del 12 marzo 2014 (s.o. n. 20) DECRETO pdf2 898 KB
Regole tecniche per il protocollo informatico pdf3 122 KB
Conservazione sostitutiva - Allegato 4 - Pacchetto di pdf1 547 KB
La-fattura-elettronica-e-sua-conservazione pdf265 KB
Conservazione sostitutiva - Allegato 2 pdf1 465 KB
Decreto - Sangiovannirotondonet.it pdf171 KB
E-MAIL pdf9 203 KB
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Serie generale - n. 8
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI
MINISTRI 13 novembre 2014.
Regole tecniche in materia di formazione, trasmissione,
copia, duplicazione, riproduzione e validazione temporale
dei documenti informatici nonch&eacute; di formazione e conservazione dei documenti informatici delle pubbliche amministrazioni ai sensi degli articoli 20, 22, 23-bis, 23-ter, 40, comma 1, 41, e 71, comma 1, del Codice dell’amministrazione
digitale di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005.
Visto il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, recante &laquo;Codice dell’amministrazione digitale&raquo; e, in particolare, gli articoli 20, 22, 23-bis,
23-ter, 40, comma 1, 41 e l’art. 71, comma 1;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, recante &laquo;Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa&raquo;;
Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e
successive modificazioni, recante &laquo;Codice in materia di
protezione dei dati personali&raquo;;
Visto il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e
successive modificazioni, recante &laquo;Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’art. 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137&raquo;;
Visti gli articoli da 19 a 22 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, recante &laquo;Misure urgenti per la
crescita del Paese&raquo;, con cui &egrave; stata istituita l’Agenzia per
l’Italia digitale;
Visto il Regolamento (UE) n. 910/2014 del Parlamento
europeo e del Consiglio del 23 luglio 2014 in materia di
identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno e che abroga la
direttiva 1999/93/CE, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
dell’Unione europea serie L 257 del 28 agosto 2014;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 febbraio 2013, recante &laquo;Regole tecniche in materia
di generazione, apposizione e verifica delle firme elettroniche avanzate, qualificate e digitali, ai sensi degli articoli
20, comma 3, 24, comma 4, 28, comma 3, 32, comma 3,
lettera b), 35, comma 2, 36, comma 2, e 71&raquo;, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 21 maggio 2013, n. 117;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 dicembre 2013, recante &laquo;Regole tecniche in materia di sistema di conservazione ai sensi degli articoli 20,
commi 3 e 5-bis, 23-ter, comma 4, 43, commi 1 e 3, 44,
44-bis e 71, comma 1, del Codice dell’amministrazione
digitale di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005&raquo;, pubblicato nel Supplemento ordinario n. 20 alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - 12 marzo 2014, n. 59;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 dicembre 2013, recante &laquo;Regole tecniche per il
protocollo informatico ai sensi degli articoli 40-bis, 41,
47, 57-bis e 71, del Codice dell’amministrazione digitale
di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005&raquo;, pubblicato
nel Supplemento ordinario n. 20 alla Gazzetta Ufficiale serie generale - 12 marzo 2014, n. 59;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 21 febbraio 2014 con cui l’onorevole dottoressa Maria Anna
Madia &egrave; stato nominata Ministro senza portafoglio;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 febbraio 2014 con cui al Ministro senza portafoglio onorevole dott.ssa Maria Anna Madia &egrave; stato
conferito l’incarico per la semplificazione e la pubblica
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 aprile 2014 recante delega di funzioni al Ministro
senza portafoglio onerovole dott.ssa Maria Anna Madia
per la semplificazione e la pubblica amministrazione;
Acquisito il parere tecnico dell’Agenzia per l’Italia
Sentita la Conferenza unificata di cui all’art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 nella seduta del
24 agosto 2013;
Espletata la procedura di notifica alla Commissione europea di cui alla direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, modificata dalla
direttiva 98/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 luglio 1998, attuata con decreto legislativo
23 novembre 2000, n. 427;
Di concerto con il Ministro dei beni e delle attivit&agrave; culturali e del turismo per le parti relative alla formazione e
conservazione dei documenti informatici delle pubbliche
1. Ai fini del presente decreto si applicano le definizioni del glossario di cui all’allegato 1 che ne costituisce
2. Le specifiche tecniche relative alle regole tecniche
di cui al presente decreto sono indicate nell’allegato n. 2
relativo ai formati, nell’allegato n. 3 relativo agli standard
tecnici di riferimento per la formazione, la gestione e la
conservazione dei documenti informatici, nell’allegato
n. 4 relativo alle specifiche tecniche del pacchetto di archiviazione e nell’allegato n. 5 relativo ai metadati. Le
specifiche tecniche di cui al presente comma sono aggiornate con delibera dell’Agenzia per l’Italia digitale, previo
parere del Garante per la protezione dei dati personali, e
pubblicate sul proprio sito istituzionale.
1. Il presente decreto detta le regole tecniche per i documenti informatici previste dall’art. 20, commi 3 e 4,
dall’art. 22, commi 2 e 3, dall’art. 23, e dall’art. 23-bis,
commi 1 e 2, e del decreto legislativo 7 marzo 2005,
n. 82, recante &laquo;Codice dell’amministrazione digitale&raquo;, di
seguito Codice.
2. Il presente decreto detta le regole tecniche previste dall’art. 23-ter, commi 3 e 5, dall’art. 40, comma 1 e
dall’art. 41, comma 2-bis del Codice in materia di documenti amministrativi informatici e fascicolo informatico.
3. Ai sensi dell’art. 2, comma 5, del Codice, le presenti
regole tecniche si applicano nel rispetto della disciplina
rilevante in materia di tutela dei dati personali e, in particolare, del Codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.
4. Le disposizioni del presente decreto si applicano ai
soggetti di cui all’art. 2, commi 2 e 3, del Codice, nonch&eacute;
agli altri soggetti a cui &egrave; eventualmente affidata la gestione o la conservazione dei documenti informatici.
Formazione del documento informatico
1. Il documento informatico &egrave; formato mediante una
delle seguenti principali modalit&agrave;:
a) redazione tramite l’utilizzo di appositi strumenti
b) acquisizione di un documento informatico per via
telematica o su supporto informatico, acquisizione della
copia per immagine su supporto informatico di un documento analogico, acquisizione della copia informatica di
un documento analogico;
c) registrazione informatica delle informazioni risultanti da transazioni o processi informatici o dalla presentazione telematica di dati attraverso moduli o formulari
resi disponibili all’utente;
d) generazione o raggruppamento anche in via automatica di un insieme di dati o registrazioni, provenienti
da una o pi&ugrave; basi dati, anche appartenenti a pi&ugrave; soggetti
interoperanti, secondo una struttura logica predeterminata e memorizzata in forma statica.
2. Il documento informatico assume la caratteristica di
immodificabilit&agrave; se formato in modo che forma e contenuto non siano alterabili durante le fasi di tenuta e accesso
e ne sia garantita la staticit&agrave; nella fase di conservazione.
3. Il documento informatico, identificato in modo univoco e persistente, &egrave; memorizzato in un sistema di gestione informatica dei documenti o di conservazione la cui
tenuta pu&ograve; anche essere delegata a terzi.
4. Nel caso di documento informatico formato ai sensi
del comma 1, lettera a), le caratteristiche di immodificabilit&agrave; e di integrit&agrave; sono determinate da una o pi&ugrave; delle
5. Nel caso di documento informatico formato ai sensi
del comma 1, lettera b), le caratteristiche di immodificabilit&agrave; e di integrit&agrave; sono determinate dall’operazione di
memorizzazione in un sistema di gestione informatica dei
documenti che garantisca l’inalterabilit&agrave; del documento o
in un sistema di conservazione.
6. Nel caso di documento informatico formato ai sensi
del comma 1, lettere c) e d), le caratteristiche di immodificabilit&agrave; e di integrit&agrave; sono determinate dall’operazione
di registrazione dell’esito della medesima operazione e
dall’applicazione di misure per la protezione dell’integrit&agrave; delle basi di dati e per la produzione e conservazione
dei log di sistema, ovvero con la produzione di una estrazione statica dei dati e il trasferimento della stessa nel
sistema di conservazione.
7. Laddove non sia presente, al documento informatico
immodificabile &egrave; associato un riferimento temporale.
8. L’evidenza informatica corrispondente al documento
informatico immodificabile &egrave; prodotta in uno dei formati contenuti nell’allegato 2 del presente decreto in modo
da assicurare l’indipendenza dalle piattaforme tecnologiche, l’interoperabilit&agrave; tra sistemi informatici e la durata
nel tempo dei dati in termini di accesso e di leggibilit&agrave;.
Formati diversi possono essere scelti nei casi in cui la natura del documento informatico lo richieda per un utilizzo
specifico nel suo contesto tipico.
9. Al documento informatico immodificabile vengono
associati i metadati che sono stati generati durante la sua
formazione. L’insieme minimo dei metadati, come definiti nell’allegato 5 al presente decreto, &egrave; costituito da:
a) l’identificativo univoco e persistente;
b) il riferimento temporale di cui al comma 7;
c) l’oggetto;
d) il soggetto che ha formato il documento;
e) l’eventuale destinatario;
f) l’impronta del documento informatico.
Eventuali ulteriori metadati sono definiti in funzione
del contesto e delle necessit&agrave; gestionali e conservative.
Copie per immagine su supporto informatico
di documenti analogici
1. La copia per immagine su supporto informatico di
un documento analogico di cui all’art. 22, commi 2 e 3,
del Codice &egrave; prodotta mediante processi e strumenti che
assicurino che il documento informatico abbia contenuto
e forma identici a quelli del documento analogico da cui &egrave;
tratto, previo raffronto dei documenti o attraverso certificazione di processo nei casi in cui siano adottate tecniche
in grado di garantire la corrispondenza della forma e del
contenuto dell’originale e della copia.
2. Fermo restando quanto previsto dall’art. 22, comma 3, del Codice, la copia per immagine di uno o pi&ugrave; documenti analogici pu&ograve; essere sottoscritta con firma digitale o firma elettronica qualificata da chi effettua la copia.
3. Laddove richiesta dalla natura dell’attivit&agrave;, l’attestazione di conformit&agrave; delle copie per immagine su supporto
informatico di un documento analogico di cui all’art. 22,
comma 2, del Codice, pu&ograve; essere inserita nel documento
informatico contenente la copia per immagine. Il documento informatico cos&igrave; formato &egrave; sottoscritto con firma
digitale del notaio o con firma digitale o firma elettronica
qualificata del pubblico ufficiale a ci&ograve; autorizzato. L’attestazione di conformit&agrave; delle copie per immagine su supporto informatico di uno o pi&ugrave; documenti analogici pu&ograve;
essere altres&igrave; prodotta come documento informatico separato contenente un riferimento temporale e l’impronta di
ogni copia per immagine. Il documento informatico cos&igrave;
prodotto &egrave; sottoscritto con firma digitale del notaio o con
firma digitale o firma elettronica qualificata del pubblico
ufficiale a ci&ograve; autorizzato.
digitale o firma elettronica qualificata del pubblico ufficiale a ci&ograve; autorizzato. L’attestazione di conformit&agrave; delle
copie o dell’estratto informatico di uno o pi&ugrave; documenti
informatici pu&ograve; essere altres&igrave; prodotta come documento
informatico separato contenente un riferimento temporale
e l’impronta di ogni copia o estratto informatico. Il documento informatico cos&igrave; prodotto &egrave; sottoscritto con firma
qualificata del pubblico ufficiale a ci&ograve; autorizzato.
Trasferimento nel sistema di conservazione
1. Il trasferimento dei documenti informatici nel sistema di conservazione avviene generando un pacchetto di
versamento nelle modalit&agrave; e con il formato previsti dal
manuale di conservazione di cui all’art. 8 del decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2013, in
materia di conservazione dei documenti informatici.
2. I tempi entro cui i documenti informatici devono essere versati in conservazione sono stabiliti per le diverse
tipologie di documento e in conformit&agrave; alle regole tecniche vigenti in materia.
3. Il buon esito dell’operazione di versamento &egrave; verificato tramite il rapporto di versamento prodotto dal sistema di conservazione.
Duplicati informatici di documenti informatici
1. Il duplicato informatico di un documento informatico di cui all’art. 23-bis, comma 1, del Codice &egrave; prodotto
mediante processi e strumenti che assicurino che il documento informatico ottenuto sullo stesso sistema di memorizzazione, o su un sistema diverso, contenga la stessa
sequenza di bit del documento informatico di origine.
Copie e estratti informatici di documenti informatici
1. La copia e gli estratti informatici di un documento informatico di cui all’art. 23-bis, comma 2, del Codice sono
prodotti attraverso l’utilizzo di uno dei formati idonei di
cui all’allegato 2 al presente decreto, mediante processi e
strumenti che assicurino la corrispondenza del contenuto
della copia o dell’estratto informatico alle informazioni
del documento informatico di origine previo raffronto dei
documenti o attraverso certificazione di processo nei casi
in cui siano adottate tecniche in grado di garantire la corrispondenza del contenuto dell’originale e della copia.
2. La copia o l’estratto di uno o pi&ugrave; documenti informatici di cui al comma 1, se sottoscritto con firma digitale o
firma elettronica qualificata da chi effettua la copia ha la
stessa efficacia probatoria dell’originale, salvo che la conformit&agrave; allo stesso non sia espressamente disconosciuta.
3. Laddove richiesta dalla natura dell’attivit&agrave;, l’attestazione di conformit&agrave; delle copie o dell’estratto informatico di un documento informatico di cui al comma 1, pu&ograve;
essere inserita nel documento informatico contenente la
copia o l’estratto. Il documento informatico cos&igrave; formato &egrave; sottoscritto con firma digitale del notaio o con firma
1. I soggetti privati appartenenti ad organizzazioni che
applicano particolari regole di settore per la sicurezza dei
propri sistemi informatici possono adottare misure di sicurezza per garantire la tenuta del documento informatico
di cui all’art. 3.
2. I soggetti privati, per garantire la tenuta del documento informatico di cui all’art. 3, possono adottare, quale modello di riferimento, quanto previsto dagli articoli
50-bis e 51 del Codice e dalle relative linee guida emanate dall’Agenzia per l’Italia digitale. I sistemi di gestione
informatica dei documenti rispettano le misure di sicurezza previste dagli articoli da 31 a 36 del codice in materia
di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e dal disciplinare tecnico di cui
all’allegato B del predetto codice.
Formazione del documento amministrativo informatico
1. Al documento amministrativo informatico si applica
quanto indicato nel Capo II per il documento informatico,
salvo quanto specificato nel presente Capo.
2. Le pubbliche amministrazioni, ai sensi dell’art. 40,
comma 1, del Codice, formano gli originali dei propri documenti attraverso gli strumenti informatici riportati nel
manuale di gestione ovvero acquisendo le istanze, le dichiarazioni e le comunicazioni di cui agli articoli 5-bis,
40-bis e 65 del Codice.
3. Il documento amministrativo informatico, di cui
all’art 23-ter del Codice, formato mediante una delle modalit&agrave; di cui all’art. 3, comma 1, del presente decreto, &egrave;
identificato e trattato nel sistema di gestione informatica
dei documenti di cui al Capo IV del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, comprensivo del registro di protocollo e degli altri registri di cui
all’art. 53, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, dei repertori e degli
archivi, nonch&eacute; degli albi, degli elenchi, e di ogni raccolta
di dati concernente stati, qualit&agrave; personali e fatti gi&agrave; realizzati dalle amministrazioni su supporto informatico, in
luogo dei registri cartacei, di cui all’art. 40, comma 4, del
Codice, con le modalit&agrave; descritte nel manuale di gestione.
4. Le istanze, le dichiarazioni e le comunicazioni di cui
agli articoli 5-bis, 40-bis e 65 del Codice sono identificate e trattate come i documenti amministrativi informatici
nel sistema di gestione informatica dei documenti di cui
al comma 3 ovvero, se soggette a norme specifiche che
prevedono la sola tenuta di estratti per riassunto, memorizzate in specifici archivi informatici dettagliatamente
descritti nel manuale di gestione.
5. Il documento amministrativo informatico assume le
caratteristiche di immodificabilit&agrave; e di integrit&agrave;, oltre che
con le modalit&agrave; di cui all’art. 3, anche con la sua registrazione nel registro di protocollo, negli ulteriori registri, nei
repertori, negli albi, negli elenchi, negli archivi o nelle
raccolte di dati contenute nel sistema di gestione informatica dei documenti di cui al comma 3.
6. Fermo restando quanto stabilito nell’art. 3, comma 8, eventuali ulteriori formati possono essere utilizzati
dalle pubbliche amministrazioni in relazione a specifici
contesti operativi che vanno esplicitati, motivati e riportati nel manuale di gestione.
7. Al documento amministrativo informatico viene associato l’insieme minimo dei metadati di cui all’art. 53
del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre
2000, n. 445, fatti salvi i documenti soggetti a registrazione particolare che comunque possono contenere al
proprio interno o avere associati l’insieme minimo dei
metadati di cui all’art. 3, comma 9, come descritto nel
manuale di gestione.
8. Al documento amministrativo informatico sono associati eventuali ulteriori metadati rilevanti ai fini amministrativi, definiti, per ogni tipologia di documento,
nell’ambito del contesto a cui esso si riferisce, e descritti
nel manuale di gestione.
9. I metadati associati al documento amministrativo
informatico, di tipo generale o appartenente ad una tipologia comune a pi&ugrave; amministrazioni, sono definiti dalle
pubbliche amministrazioni competenti, ove necessario
sentito il Ministero dei beni e delle attivit&agrave; culturali e del
turismo, e trasmessi all’Agenzia per l’Italia digitale che
ne cura la pubblicazione on line sul proprio sito.
10. Ai fini della trasmissione telematica di documenti
amministrativi informatici, le pubbliche amministrazioni
pubblicano sui loro siti gli standard tecnici di riferimento,
le codifiche utilizzate e le specifiche per lo sviluppo degli
applicativi software di colloquio, rendendo eventualmente disponibile gratuitamente sul proprio sito il software
per la trasmissione di dati coerenti alle suddette codifiche
e specifiche. Al fine di abilitare alla trasmissione telematica gli applicativi software sviluppati da terzi, le amministrazioni provvedono a richiedere a questi opportuna
certificazione di correttezza funzionale dell’applicativo e
di conformit&agrave; dei dati trasmessi alle codifiche e specifiche
Copie su supporto informatico di documenti
amministrativi analogici
1. Fatto salvo quanto previsto all’art. 4, l’attestazione
di conformit&agrave;, di cui all’art. 23-ter, comma 3, del Codice,
della copia informatica di un documento amministrativo
analogico, formato dalla pubblica amministrazione, ovvero da essa detenuto, pu&ograve; essere inserita nel documento informatico contenente la copia informatica. Il documento
informatico cos&igrave; formato &egrave; sottoscritto con firma digitale
o firma elettronica qualificata del funzionario delegato.
2. L’attestazione di conformit&agrave; di cui al comma 1,
anche nel caso di uno o pi&ugrave; documenti amministrativi
informatici, effettuata per raffronto dei documenti o attraverso certificazione di processo nei casi in cui siano
adottate tecniche in grado di garantire la corrispondenza
del contenuto dell’originale e della copia, pu&ograve; essere prodotta come documento informatico separato contenente
un riferimento temporale e l’impronta di ogni copia. Il
documento informatico prodotto &egrave; sottoscritto con firma
digitale o con firma elettronica qualificata del funzionario
1. Il responsabile della gestione documentale, ovvero,
ove nominato, il coordinatore della gestione documentale:
a) provvede a generare, per uno o pi&ugrave; documenti
informatici, un pacchetto di versamento nelle modalit&agrave; e
con i formati concordati con il responsabile della conservazione e previsti dal manuale di conservazione;
b) stabilisce, per le diverse tipologie di documenti,
in conformit&agrave; con le norme vigenti in materia, con il sistema di classificazione e con il piano di conservazione,
i tempi entro cui i documenti debbono essere versati in
c) verifica il buon esito dell’operazione di versamento tramite il rapporto di versamento prodotto dal sistema
1. Il responsabile della gestione documentale ovvero,
ove nominato, il coordinatore della gestione documentale
predispone, in accordo con il responsabile della sicurezza
e il responsabile del sistema di conservazione, il piano
della sicurezza del sistema di gestione informatica dei
documenti, nell’ambito del piano generale della sicurezza ed in coerenza con quanto previsto in materia dagli
articoli 50-bis e 51 del Codice e dalle relative linee guida emanate dall’Agenzia per l’Italia digitale. Le suddette
misure sono indicate nel manuale di gestione.
2. Si applica quanto previsto dall’art. 8, comma 2, secondo periodo.
che contiene i riferimenti che identificano univocamente
i documenti informatici appartenenti al fascicolo o all’aggregazione documentale informatica.
FASCICOLI INFORMATICI,
REGISTRI E REPERTORI INFORMATICI
2. Ai fascicoli informatici, alle aggregazioni documentali informatiche, ai registri o repertori informatici
si applica quanto previsto per il documento informatico
all’art. 11, comma 1, lettere b) e c).
1. Ai fascicoli informatici, alle aggregazioni documentali informatiche, ai registri o repertori informatici si applicano le misure di sicurezza di cui all’art. 12.
Formazione dei fascicoli informatici
1. I fascicoli di cui all’art. 41 del Codice e all’art. 64,
comma 4, e all’art. 65 del decreto del Presidente della
Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 fanno parte del sistema di gestione informatica dei documenti e contengono l’insieme minimo dei metadati indicati al comma 2-ter
del predetto art. 41 del Codice, nel formato specificato
nell’allegato 5 del presente decreto, e la classificazione
di cui al citato art. 64 del citato decreto n. 445 del 2000.
2. Eventuali aggregazioni documentali informatiche
sono gestite nel sistema di gestione informatica dei documenti e sono descritte nel manuale di gestione. Ad esse si
applicano le regole che identificano univocamente l’aggregazione documentale informatica ed &egrave; associato l’insieme minimo dei metadati di cui al comma 1.
Formazione dei registri e repertori informatici
1. Il registro di protocollo e gli altri registri di cui
all’art. 53, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, i repertori, gli
albi, gli elenchi e ogni raccolta di dati concernente stati,
qualit&agrave; personali e fatti realizzati dalle amministrazioni
su supporto informatico in luogo dei registri cartacei di
cui all’art. 40, comma 4, del Codice sono formati ai sensi
dell’art. 3, comma 1, lettera d).
2. Le pubbliche amministrazioni gestiscono registri
particolari informatici, espressamente previsti da norme o
regolamenti interni, generati dal concorso di pi&ugrave; aree organizzative omogenee con le modalit&agrave; previste ed espressamente descritte nel manuale di gestione, individuando
un’area organizzativa omogenea responsabile.
Trasferimento in conservazione
provvede a generare, per uno o pi&ugrave; fascicoli o aggregazioni documentali informatiche o registri o repertori informatici di cui all’art. 14, un pacchetto di versamento
1. Il presente decreto entra in vigore decorsi trenta
giorni dalla data della sua pubblicazione nella Gazzetta
2. Le pubbliche amministrazioni adeguano i propri sistemi di gestione informatica dei documenti entro e non
oltre diciotto mesi dall’entrata in vigore del presente decreto. Fino al completamento di tale processo possono essere applicate le previgenti regole tecniche. Decorso tale
termine si applicano le presenti regole tecniche.
Il presente decreto &egrave; inviato ai competenti organi di
controllo e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
per la semplificazione e la
Il Ministro dei beni
e delle attivit&agrave; culturali
Registrato alla Corte dei conti il 23 dicembre 2014
Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri giustizia e affari esteri, reg.
ne - prev. n. 3354
INTRODUZIONE...............................................................................................................................
DEFINIZIONI....................................................................................................................................
Di seguito si riporta il glossario dei termini contenuti nelle regole tecniche di cui all’articolo
71 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e successive modificazioni e integrazioni in
materia di documento informatico e sistema di conservazione dei documenti informatici che si
aggiungono alle definizione del citato decreto ed a quelle del decreto del Presidente della
Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445 e successive modificazioni e integrazioni.
operazione che consente a chi ne ha diritto di prendere visione
ed estrarre copia dei documenti informatici
riconoscimento, da parte dell’Agenzia per l’Italia digitale, del
possesso dei requisiti del livello pi&ugrave; elevato, in termini di qualit&agrave;
e sicurezza ad un soggetto pubblico o privato, che svolge attivit&agrave;
di conservazione o di certificazione del processo di
caratteristica che esprime il livello di fiducia che l’utente ripone
nel documento informatico
aggregazione di documenti informatici o di fascicoli informatici,
riuniti per caratteristiche omogenee, in relazione alla natura e
alla forma dei documenti o in relazione all’oggetto e alla materia
o in relazione alle funzioni dell’ente
complesso organico di documenti, di fascicoli e di aggregazioni
documentali di qualunque natura e formato, prodotti o comunque
acquisiti da un soggetto produttore durante lo svolgimento
archivio costituito da documenti informatici, fascicoli
informatici nonch&eacute; aggregazioni documentali informatiche
gestiti e conservati in ambiente informatico
un insieme di funzioni e di strutture, individuate dalla
amministrazione, che opera su tematiche omogenee e che
presenta esigenze di gestione della documentazione in modo
unitario e coordinato ai sensi dell’articolo 50, comma 4, del
attestazione di
conformit&agrave; delle copie
dichiarazione rilasciata da notaio o altro pubblico ufficiale a ci&ograve;
per immagine su
autorizzato allegata o asseverata al documento informatico
supporto informatico di
un documento analogico
caratteristica di un documento informatico che garantisce di
essere ci&ograve; che dichiara di essere, senza aver subito alterazioni o
autenticit&agrave;
modifiche. L’autenticit&agrave; pu&ograve; essere valutata analizzando
l'identit&agrave; del sottoscrittore e l'integrit&agrave; del documento
collezione di dati registrati e correlati tra loro
soggetto, pubblico o privato, che svolge attivit&agrave; di certificazione
del processo di conservazione al quale sia stato riconosciuto,
certificatore accreditato
dall’ Agenzia per l’Italia digitale, il possesso dei requisiti del
livello pi&ugrave; elevato, in termini di qualit&agrave; e di sicurezza
contrassegno a stampa
Coordinatore della
copia analogica del
duplicazione dei
arco temporale di esistenza del documento informatico, del
fascicolo informatico, dell’aggregazione documentale
informatica o dell’archivio informatico dalla sua formazione alla
sua eliminazione o conservazione nel tempo
attivit&agrave; di organizzazione logica di tutti i documenti secondo uno
schema articolato in voci individuate attraverso specifici
decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e successive
modificazioni e integrazioni
insieme di istruzioni o comandi software direttamente elaborabili
dai sistemi informatici
soggetto, pubblico o privato, che svolge attivit&agrave; di conservazione
al quale sia stato riconosciuto, dall’Agenzia per l’Italia
digitale, il possesso dei requisiti del livello pi&ugrave; elevato, in
termini di qualit&agrave; e di sicurezza, dall’Agenzia per l’Italia
insieme delle attivit&agrave; finalizzate a definire ed attuare le politiche
complessive del sistema di conservazione e a governarne la
gestione in relazione al modello organizzativo adottato e
descritto nel manuale di conservazione
contrassegno generato elettronicamente, apposto a stampa sulla
copia analogica di un documento amministrativo informatico per
verificarne provenienza e conformit&agrave; all’originale
responsabile della definizione di criteri uniformi di
classificazione ed archiviazione nonch&eacute; di comunicazione
interna tra le AOO ai sensi di quanto disposto dall’articolo 50
comma 4 del DPR 445/2000 nei casi di amministrazioni che
abbiano istituito pi&ugrave; Aree Organizzative Omogenee
documento analogico avente contenuto identico a quello del
documento informatico da cui &egrave; tratto
copia di backup degli archivi del sistema di conservazione
prodotta ai sensi dell’articolo 12 delle presenti regole tecniche
per il sistema di conservazione
identifica il soggetto/sistema al quale il documento informatico &egrave;
produzione di duplicati informatici
operazione che consente di visualizzare un documento
conservato e di ottenerne copia
documento nel quale si attestano in maniera sintetica ma
esaustiva fatti, stati o qualit&agrave; desunti da dati o documenti in
possesso di soggetti pubblici
una sequenza di simboli binari (bit) che pu&ograve; essere elaborata da
una procedura informatica
Aggregazione strutturata e univocamente identificata di atti,
documenti o dati informatici, prodotti e funzionali all’esercizio
di una specifica attivit&agrave; o di uno specifico procedimento. Nella
funzionalit&agrave; aggiuntive
funzionalit&agrave;
funzionalit&agrave; minima
pubblica amministrazione il fascicolo informatico collegato al
procedimento amministrativo &egrave; creato e gestito secondo le
disposizioni stabilite dall’articolo 41 del Codice.
modalit&agrave; di rappresentazione della sequenza di bit che
costituiscono il documento informatico; comunemente &egrave;
identificato attraverso l’estensione del file
le ulteriori componenti del sistema di protocollo informatico
necessarie alla gestione dei flussi documentali, alla
conservazione dei documenti nonch&eacute; alla accessibilit&agrave; delle
le componenti del sistema di protocollo informatico finalizzate a
rispondere almeno ai requisiti di interconnessione di cui
all’articolo 60 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445
la componente del sistema di protocollo informatico che rispetta
i requisiti di operazioni ed informazioni minime di cui
all’articolo 56 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445
una funzione matematica che genera, a partire da una evidenza
informatica, una impronta in modo tale che risulti di fatto
impossibile, a partire da questa, ricostruire l’evidenza
informatica originaria e generare impronte uguali a partire da
evidenze informatiche differenti
generazione automatica
formazione di documenti informatici effettuata direttamente dal
sistema informatico al verificarsi di determinate condizioni
sequenza di caratteri alfanumerici associata in modo univoco e
persistente al documento informatico, al fascicolo informatico,
all’aggregazione documentale informatica, in modo da
consentirne l’individuazione
caratteristica che rende il contenuto del documento informatico
non alterabile nella forma e nel contenuto durante l’intero ciclo
immodificabilit&agrave;
di gestione e ne garantisce la staticit&agrave; nella conservazione del
documento stesso
la sequenza di simboli binari (bit) di lunghezza predefinita
generata mediante l’applicazione alla prima di una opportuna
complesso dei metadati, la cui struttura &egrave; descritta nell’allegato 5
insieme minimo di
metadati del documento del presente decreto, da associare al documento informatico per
identificarne provenienza e natura e per garantirne la tenuta
insieme delle caratteristiche di un documento informatico che ne
integrit&agrave;
dichiarano la qualit&agrave; di essere completo ed inalterato
capacit&agrave; di un sistema informatico di interagire con altri sistemi
interoperabilit&agrave;
informatici analoghi sulla base di requisiti minimi condivisi
insieme delle caratteristiche in base alle quali le informazioni
leggibilit&agrave;
contenute nei documenti informatici sono fruibili durante
l’intero ciclo di gestione dei documenti
registrazione cronologica delle operazioni eseguite su di un
sistema informatico per finalit&agrave; di controllo e verifica degli
accessi, oppure di registro e tracciatura dei cambiamenti che le
piano della sicurezza del
informatica dei
piano generale della
transazioni introducono in una base di dati
strumento che descrive il sistema di conservazione dei
documenti informatici ai sensi dell’articolo 9 delle regole
tecniche del sistema di conservazione
strumento che descrive il sistema di gestione informatica dei
documenti di cui all’articolo 5 delle regole tecniche del
protocollo informatico ai sensi delle regole tecniche per il
protocollo informatico D.P.C.M. 31 ottobre 2000 e successive
processo di trasposizione su un qualsiasi idoneo supporto,
attraverso un processo di elaborazione, di documenti analogici o
insieme di dati associati a un documento informatico, o a un
fascicolo informatico, o ad un'aggregazione documentale
informatica per identificarlo e descriverne il contesto, il
contenuto e la struttura, nonch&eacute; per permetterne la gestione nel
tempo nel sistema di conservazione; tale insieme &egrave; descritto
nell’allegato 5 del presente decreto
pacchetto informativo composto dalla trasformazione di uno o
pi&ugrave; pacchetti di versamento secondo le specifiche contenute
nell’allegato 4 del presente decreto e secondo le modalit&agrave;
riportate nel manuale di conservazione
pacchetto informativo inviato dal sistema di conservazione
all’utente in risposta ad una sua richiesta
pacchetto informativo inviato dal produttore al sistema di
conservazione secondo un formato predefinito e concordato
contenitore che racchiude uno o pi&ugrave; oggetti da conservare
(documenti informatici, fascicoli informatici, aggregazioni
documentali informatiche), oppure anche i soli metadati riferiti
agli oggetti da conservare
documento che, nel contesto del piano generale di sicurezza,
descrive e pianifica le attivit&agrave; volte a proteggere il sistema di
conservazione dei documenti informatici da possibili rischi
nell’ambito dell’organizzazione di appartenenza
documento, che, nel contesto del piano generale di sicurezza,
gestione informatica dei documenti da possibili rischi
strumento, integrato con il sistema di classificazione per la
definizione dei criteri di organizzazione dell'archivio, di
selezione periodica e di conservazione ai sensi dell’articolo 68
del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445
documento per la pianificazione delle attivit&agrave; volte alla
realizzazione del sistema di protezione e di tutte le possibili
azioni indicate dalla gestione del rischio nell’ambito
dell’organizzazione di appartenenza
accettazione da parte del sistema di conservazione di un
pacchetto di versamento in quanto conforme alle modalit&agrave;
previste dal manuale di conservazione
insieme delle attivit&agrave; finalizzate alla conservazione dei
documenti informatici di cui all’articolo 10 delle regole tecniche
del sistema di conservazione
persona fisica o giuridica, di norma diversa dal soggetto che
ha formato il documento, che produce il pacchetto di
versamento ed &egrave; responsabile del trasferimento del suo
contenuto nel sistema di conservazione. Nelle pubbliche
amministrazioni, tale figura si identifica con responsabile
della gestione documentale.
documento informatico che attesta l'avvenuta presa in carico da
rapporto di versamento parte del sistema di conservazione dei pacchetti di versamento
inviati dal produttore
insieme delle informazioni risultanti da transazioni informatiche
o dalla presentazione in via telematica di dati attraverso moduli o
formulari resi disponibili in vario modo all’utente
registro informatico di particolari tipologie di atti o documenti;
nell’ambito della pubblica amministrazione &egrave; previsto ai sensi
dell’articolo 53, comma 5 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445
registro informatico di atti e documenti in ingresso e in uscita
che permette la registrazione e l’identificazione univoca del
documento informatico all’atto della sua immissione cronologica
nel sistema di gestione informatica dei documenti
registro informatico che raccoglie i dati registrati direttamente
dalle procedure informatiche con cui si formano altri atti e
repertorio informatico documenti o indici di atti e documenti secondo un criterio che
garantisce l’identificazione univoca del dato all’atto della sua
immissione cronologica
dirigente o funzionario, comunque in possesso di idonei requisiti
gestione documentale o
professionali o di professionalit&agrave; tecnico archivistica, preposto al
servizio per la tenuta del protocollo informatico, della gestione
per la tenuta del
dei flussi documentali e degli archivi, ai sensi dell’articolo 61
protocollo informatico,
del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, che produce il pacchetto
della gestione dei flussi
di versamento ed effettua il trasferimento del suo contenuto
documentali e degli
nel sistema di conservazione.
soggetto responsabile dell’insieme delle attivit&agrave; elencate
nell’articolo 8, comma 1 delle regole tecniche del sistema di
la persona fisica, la persona giuridica, la pubblica
amministrazione e qualsiasi altro ente, associazione od
organismo preposti dal titolare al trattamento di dati personali
soggetto al quale compete la definizione delle soluzioni tecniche
ed organizzative in attuazione delle disposizioni in materia di
informazione contenente la data e l’ora con riferimento al
Tempo Universale Coordinato (UTC), della cui apposizione &egrave;
responsabile il soggetto che forma il documento
operazione con cui si eliminano, secondo quanto previsto dalla
normativa vigente, i documenti ritenuti privi di valore
amministrativo e di interesse storico culturale
strumento che permette di organizzare tutti i documenti secondo
un ordinamento logico con riferimento alle funzioni e alle
attivit&agrave; dell'amministrazione interessata
sistema di conservazione dei documenti informatici di cui
all’articolo 44 del Codice
nell’ambito della pubblica amministrazione &egrave; il sistema di cui
all'articolo 52 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445; per i privati
&egrave; il sistema che consente la tenuta di un documento informatico
Caratteristica che garantisce l’assenza di tutti gli elementi
dinamici, quali macroistruzioni, riferimenti esterni o codici
staticit&agrave;
eseguibili, e l’assenza delle informazioni di ausilio alla
redazione, quali annotazioni, revisioni, segnalibri, gestite dal
prodotto software utilizzato per la redazione
particolare evento caratterizzato dall’atomicit&agrave;, consistenza,
transazione informatica
integrit&agrave; e persistenza delle modifiche della base di dati
445, e successive modificazioni
riferito ad un area organizzativa omogenea, un ufficio dell’area
stessa che utilizza i servizi messi a disposizione dal sistema di
persona, ente o sistema che interagisce con i servizi di un
sistema di gestione informatica dei documenti e/o di un sistema
per la conservazione dei documenti informatici, al fine di fruire
delle informazioni di interesse
operazione con cui il responsabile della conservazione di un
organo giudiziario o amministrativo dello Stato effettua l'invio
versamento agli archivi
agli Archivi di Stato o all’Archivio Centrale dello Stato della
documentazione destinata ad essere ivi conservata ai sensi della
normativa vigente in materia di beni culturali
INTRODUZIONE......................................................................................................................................
IFORMATI..............................................................................................................................................
2.1 Identificazione .................................................................................................. 2.2 Le tipologie di formato....................................................................................... 2.3 Formati Immagini ............................................................................................. 2.3.1
Raster ....................................................................................................... 2.3.2
Vettoriale .................................................................................................. 2.4 Altri Formati..................................................................................................... 2.5 Le caratteristiche generali dei formati .................................................................. 3
CRITERIDISCELTADEIFORMATI............................................................................................................
3.1 Caratteristiche.................................................................................................. 4
Apertura .................................................................................................... 3.1.2
Sicurezza................................................................................................... 3.1.3
Portabilit&agrave; .................................................................................................. 3.1.4
Funzionalit&agrave; ............................................................................................... 3.1.5
Supporto allo sviluppo ................................................................................. 3.1.6
Diffusione .................................................................................................. SCELTA...................................................................................................................................................
4.1 Formati e prodotti per la formazione e gestione .................................................... 4.2 Formati per la conservazione .............................................................................. 5
IFORMATIINDICATIPERLACONSERVAZIONE........................................................................................
5.1 PDF - PDF/A ..................................................................................................... 5.2 TIFF ................................................................................................................ 5.3 JPG ................................................................................................................. 5.4 Office Open XML (OOXML) ................................................................................. 5.5 Open Document Format..................................................................................... 5.6 XML ................................................................................................................ 5.7 TXT................................................................................................................. 5.8 Formati Messaggi di posta elettronica .................................................................. — 21 —
Il presente documento fornisce indicazioni iniziali sui formati dei documenti informatici che
per le loro caratteristiche sono, al momento attuale, da ritenersi coerenti con le regole tecniche del
documento informatico, del sistema di conservazione e del protocollo informatico.
I formati descritti sono stati scelti tra quelli che possono maggiormente garantire i principi
dell’interoperabilit&agrave; tra i sistemi di conservazione e in base alla normativa vigente riguardante
specifiche tipologie documentali.
Il presente documento, per la natura stessa dell’argomento trattato, viene periodicamente
aggiornato sulla base dell’evoluzione tecnologica e dell’obsolescenza dei formati e pubblicato
online sul sito dell’Agenzia per l’Italia digitale.
2 I formati
La leggibilit&agrave; di un documento informatico dipende dalla possibilit&agrave; e dalla capacit&agrave; di
interpretare ed elaborare correttamente i dati binari che costituiscono il documento, secondo le
regole stabilite dal formato con cui esso &egrave; stato rappresentato.
Il formato di un file &egrave; la convenzione usata per interpretare, leggere e modificare il file.
2.1 Identificazione
L’associazione del documento informatico al suo formato pu&ograve; avvenire, attraverso varie
modalit&agrave;, tra cui le pi&ugrave; impiegate sono:
1. l’estensione: una serie di lettere, unita al nome del file attraverso un punto, ad esempio [nome
del file].docx identifica un formato testo di propriet&agrave; della Microsoft;
2. I metadati espliciti: l’indicazione “application/msword” inserita nei tipi MIME che indica un
file testo realizzato con l’applicazione Word della Microsoft
3. il magic number: i primi byte presenti nella sequenza binaria del file, ad esempio 0xffd8
identifica i file immagine di tipo .jpeg
2.2 Le tipologie di formato
L’evolversi delle tecnologie e la crescente disponibilit&agrave; e complessit&agrave; dell’informazione
digitale ha indotto la necessit&agrave; di gestire sempre maggiori forme di informazione digitale (testo,
immagini, filmati, ecc.) e di disporre di funzionalit&agrave; pi&ugrave; specializzate per renderne pi&ugrave; facile la
creazione, la modifica e la manipolazione.
Questo fenomeno porta all’aumento del numero dei formati disponibili e dei corrispondenti
programmi necessari a gestirli nonch&eacute; delle piattaforme su cui questi operano.
In particolare, volendo fare una prima sommaria, e non esaustiva, catalogazione dei pi&ugrave; diffusi
formati, secondo il loro specifico utilizzo possiamo elencare:
- Testi/documenti (DOC, HTML, PDF,...)
- Calcolo (XLS, ...)
- Immagini (GIF, JPG, BMP, TIF, EPS, SVG, ...)
- Suoni (MP3, WAV, ...)
- Video (MPG, MPEG, AVI, WMV,...)
- Eseguibili (EXE, ...)
- Archiviazione e Compressione (ZIP, RAR, ...)
- Formati email (SMTP/MIME, …)
2.3 Formati Immagini
Per la rappresentazione delle immagini sono disponibili diversi formati, che possono essere
distinti secondo la grafica utilizzata: raster o vettoriale.
2.3.1 Raster
Nel caso della grafica raster, l’immagine digitale &egrave; formata da un insieme di piccole aree
uguali (pixel), ordinate secondo linee e colonne.
I formati pi&ugrave; diffusi sono il .tif (usato dai fax), il .jpg, il .bmp.
2.3.2 Vettoriale
La grafica vettoriale &egrave; una tecnica utilizzata per descrivere un'immagine mediante un insieme
di primitive geometriche che definiscono punti, linee, curve e poligoni ai quali possono essere
attribuiti colori e anche sfumature.
I documenti realizzati attraverso la grafica vettoriale sono quelli utilizzati nella stesura degli
elaborati tecnici, ad esempio progetti di edifici.
Attualmente i formati maggiormente in uso sono:
DWG, un formato proprietario per i file di tipo CAD, di cui non sono state rilasciate le
DXF, un formato simile al DWG, di cui sono state rilasciate le specifiche tecniche
Shapefile un formato vettoriale proprietario per sistemi informativi geografici (GIS) con la
caratteristica di essere interoperabile con con i prodotti che usano i precedenti formati.
SVG, un formato aperto, basato su XML, in grado di visualizzare oggetti di grafica vettoriale,
non legato ad uno specifico prodotto.
2.4 Altri Formati
Per determinate tipologie di documenti informatici sono utilizzati specifici formati. In
particolare in campo sanitario i formati pi&ugrave; usati sono:
DICOM (immagini che arrivano da strumenti diagnostici) anche se il DICOM non &egrave; solo
un formato, ma definisce anche protocolli e altro;
HL7 ed in particolare il CDA2 (Clinical Document Architecture) che contiene la sua
stessa descrizione o rappresentazione.
Le specifiche approvate per alcune tipologie di documenti quali le prescrizioni, si trovano al
http://www.innovazionepa.gov.it/i-dipartimenti/digitalizzazione-e-innovazionetecnologica/attivita/tse/il-tavolo-permanente-per-la-sanita-elettronica-delle-regioni-e-delleprovince-autonome-tse-.aspx
2.5 Le caratteristiche generali dei formati
L’informazione digitale &egrave; facilmente memorizzata, altrettanto facilmente accedere e
riutilizzarla, modificarla e manipolarla, in altre parole, elaborarla ed ottenere nuova informazione.
Questi formati, e i programmi che li gestiscono, che sono poi quelli che consentono e
facilitano l’operativit&agrave; giorno per giorno sul digitale, vanno valutati in funzione di alcune
caratteristiche quali:
La diffusione, ossia il numero di persone ed organizzazioni che li adotta
La portabilit&agrave;, ancor meglio se essa &egrave; indotta dall’impiego fedele di standard documentati e
Le funzionalit&agrave; che l’utente ha a disposizione per elaborare l’informazione e collegarla ad altre
(ad esempio gestione di link)
La capacit&agrave; di gestire contemporaneamente un numero congruo (in funzione delle esigenze
dell’utente) di formati
La diffusione di visualizzatori che consentono una fruibilit&agrave; delle informazioni in essi
contenute indipendentemente dalla possibilit&agrave; di rielaborarle.
Altre caratteristiche importanti sono la capacit&agrave; di occupare il minor spazio possibile in fase di
memorizzazione (a questo proposito vanno valutati, in funzione delle esigenze dell’utente, gli
eventuali livelli di compressione utilizzabili) e la possibilit&agrave; di gestire il maggior numero possibile
di metadati, compresi i riferimenti a chi ha eseguito modifiche o aggiunte.
&Egrave; facilmente comprensibile come, nella fase di gestione del digitale, l’utente debba avere a
disposizione la massima flessibilit&agrave; possibile in termini di formati e funzionalit&agrave; disponibili.
Gli unici limiti sono quelli che un’organizzazione impone a se stessa quando per esigenze di
interscambio ed interoperabilit&agrave;, pu&ograve; determinare i formati, e i relativi programmi di gestione, che
maggiormente soddisfano le contingenti esigenze operative.
3 Criteri di scelta dei formati
Ai fini della formazione, gestione e conservazione, &egrave; necessario scegliere formati che possano
garantire la leggibilit&agrave; e la reperibilit&agrave; del documento informatico nel suo ciclo di vita.
La scelta tra i formati dipende dalle caratteristiche proprie del formato e dei programmi che lo
Le caratteristiche di cui bisogna tener conto nella scelta sono:
3. portabilit&agrave;
4. funzionalit&agrave;
5. supporto allo sviluppo
Un formato si dice “aperto” quando &egrave; conforme a specifiche pubbliche, cio&egrave; disponibili a
chiunque abbia interesse ad utilizzare quel formato. La disponibilit&agrave; delle specifiche del formato
rende sempre possibile la decodifica dei documenti rappresentati in conformit&agrave; con dette specifiche,
anche in assenza di prodotti che effettuino tale operazione automaticamente.
Questa condizione si verifica sia quando il formato &egrave; documentato e pubblicato da un
produttore o da un consorzio al fine di promuoverne l’adozione, sia quando il documento &egrave;
conforme a formati definiti da organismi di standardizzazione riconosciuti. In quest’ultimo caso
tuttavia si confida che quest’ultimi garantiscono l’adeguatezza e la completezza delle specifiche
Nelle indicazioni di questo documento si &egrave; inteso privilegiare i formati gi&agrave; approvati dagli
Organismi di standardizzazione internazionali quali ISO e ETSI.
La sicurezza di un formato dipende da due elementi il grado di modificabilit&agrave; del contenuto
del file e la capacit&agrave; di essere immune dall’inserimento di codice maligno
Portabilit&agrave;
Per portabilit&agrave; si intende la facilit&agrave; con cui i formati possano essere usati su piattaforme
diverse, sia dal punto di vista dell’hardware che del software, inteso come sistema operativo. Di
fatto &egrave; indotta dall’impiego fedele di standard documentati e accessibili.
Per funzionalit&agrave; si intende la possibilit&agrave; da parte di un formato di essere gestito da prodotti
informatici, che prevedono una variet&agrave; di funzioni messe a disposizione dell’utente per la
formazione e gestione del documento informatico.
E’ la modalit&agrave; con cui si mettono a disposizione le risorse necessarie alla manutenzione e
sviluppo del formato e i prodotti informatici che lo gestiscono (organismi preposti alla definizione di
specifiche tecniche e standard, societ&agrave;, comunit&agrave; di sviluppatori, ecc.).
La diffusione &egrave; l’estensione dell’impiego di uno specifico formato per la formazione e la
gestione dei documenti informatici,
Questo elemento influisce sulla probabilit&agrave; che esso venga supportato nel tempo, attraverso la
disponibilit&agrave; di pi&ugrave; prodotti informatici idonei alla sua gestione e visualizzazione.
Inoltre nella scelta dei prodotti Altre caratteristiche importanti sono la capacit&agrave; di occupare il
minor spazio possibile in fase di memorizzazione (a questo proposito vanno valutati, in funzione
delle esigenze dell’utente, gli eventuali livelli di compressione utilizzabili) e la possibilit&agrave; di gestire
il maggior numero possibile di metadati, compresi i riferimenti a chi ha eseguito modifiche o
4.1 Formati e prodotti per la formazione e gestione
Per la scelta dei formati idonei alla formazione e gestione dei documenti informatici, sono da
tenere in considerazione le caratteristiche indicate nei paragrafi precedenti.
Ulteriori elementi da valutare sono l’efficienza in termini di occupazione di spazio fisico e la
possibilit&agrave; di gestire il maggior numero possibile di metadati, compresi i riferimenti a modifiche o
aggiunte intervenute sul documento.
Le pubbliche amministrazioni indicano nel manuale di gestione i formati adottati per le
diverse tipologie di documenti informatici motivandone le scelte effettuate; specificano altres&igrave; i
casi eccezionali in cui non &egrave; possibile adottare i formati in elenco motivandone le ragioni.
4.2 Formati per la conservazione
La scelta dei formati idonei alla conservazione oltre al soddisfacimento delle caratteristiche
suddette deve essere strumentale a che il documento assuma le caratteristiche di immodificabilit&agrave; e
di staticit&agrave; previste dalle regole tecniche.
Per quanto fin qui considerato, &egrave; opportuno privilegiare i formati che siano standard
internazionali (de jure e de facto) o, quando necessario, formati proprietari le cui specifiche tecniche
siano pubbliche, dandone opportuna evidenza nel manuale di conservazione dei documenti
Ulteriore elemento di valutazione nella scelta del formato &egrave; il tempo di conservazione previsto
dalla normativa per le singole tipologie di documenti informatici.
I formati per la conservazione adottati per le diverse tipologie di documenti informatici
devono essere indicati nel manuale di conservazione motivandone le scelte effettuate; sono altres&igrave;
specificati i casi eccezionali in cui non &egrave; possibile adottare i formati in elenco motivandone le
5 I formati indicati per la conservazione
I formati di seguito indicati sono un primo elenco di formati che possono essere usati per la
Come gi&agrave; indicato nelle premesse questo elenco sar&agrave; periodicamente aggiornato.
5.1 PDF - PDF/A
Il PDF (Portable Document Format) &egrave; un formato creato da Adobe nel 1993 che attualmente si
basa sullo standard ISO 32000. E’ stato concepito per rappresentare documenti complessi in modo
indipendente dalle caratteristiche dell’ambiente di elaborazione del documento. Nell’attuale
versione gestisce varie tipologie di informazioni quali: testo formattato, immagini, grafica vettoriale
2D e 3D, filmati.
Un documento PDF pu&ograve; essere firmato digitalmente in modalit&agrave; nativa attraverso il formato
ETSI PAdES.
Il formato &egrave; stato ampliato in una serie di sotto-formati tra cui il PDF/A.
ISO 19005-1:2005 (vers. PDF 1.4)
ISO 19005-2:2011 (vers. PDF 1.7)
Collegamento utile
http://www.pdfa.org/doku.php
Il PDF/A &egrave; stato sviluppato con l’obiettivo specifico di rendere possibile la conservazione
documentale a lungo termine su supporti digitali
Tra le caratteristiche di questa tipologia di file abbiamo:
assenza di collegamenti esterni,
assenza di codici eseguibili quali javascript ecc.,
assenza di contenuti crittografati.
Queste caratteristiche rendono il file indipendente da codici e collegamenti esterni che ne
possono alterare l'integrit&agrave; e l'uniformit&agrave; nel lungo periodo.
Le pi&ugrave; diffuse suite d’ufficio permettono di salvare direttamente i file nel formato PDF/A.
Sono disponibili prodotti per la verifica della conformit&agrave; di un documento PDF al formato
Aldus Corporation in seguito acquistata da Adobe
TIFF 6.0 del 1992
TIFF Supplement 2 del 2002
Di questo formato immagine raster, in versione non compressa o compressa senza perdita di
informazione. Di questo formato vi sono parecchie versioni, alcune delle quali proprietarie (che ai
fini della conservazione nel lungo periodo sarebbe bene evitare). In genere le specifiche sono
pubbliche e non soggette ad alcuna forma di limitazione.
Questo &egrave; un formato utilizzato per la conversione in digitale di documenti cartacei. Il suo
impiego va valutato attentamente in funzione del tipo di documento da conservare in considerazione
dei livelli di compressione e relativa perdita dei dati.
Esistono, infine, alcuni formati ISO basati sulla specifica TIFF 6.0 di Adobe (che &egrave; quella
&quot;ufficiale&quot; del TIFF). Si tratta del formato ISO 12639, altrimenti noto come TIFF/IT, rivolto
particolarmente al mondo del publishing e della stampa e dell'ISO 12234, altrimenti detto TIFF/EP,
pi&ugrave; orientato alla fotografia digitale.
ISO/IEC 10918:1
Il formato JPEG pu&ograve; comportare una perdita di qualit&agrave; dell’immagine originale. Anche in
questo caso, come nel caso dei TIFF, avendo una grossa diffusione, pu&ograve; essere preso in
considerazione, ma il suo impiego, correlato ad un opportuno livello di compressione va valutato
attentamente in funzione del tipo di documento da conservare.
JPG &egrave; il formato pi&ugrave; utilizzato per la memorizzazione di fotografie ed &egrave; quello pi&ugrave; comune su
Lo stesso gruppo che ha ideato il JPG ha prodotto il JPEG 2000 con estensione .jp2 (ISO/IEC
15444-1) che pu&ograve; utilizzare la compressione senza perdita di informazione. Il formato JPEG 2000
consente, inoltre, di associare metadati ad un'immagine. Nonostante queste caratteristiche la sua
diffusione &egrave; tutt'oggi relativa.
5.4 Office Open XML (OOXML)
Estensioni principali
.docx, .xlsx, .pptx
pubblicate da Microsoft dal 2007
ISO/IEC DIS 29500:2008
Comunemente abbreviato in OOXML, &egrave; un formato di file, sviluppato da Microsoft, basato sul
linguaggio XML per la creazione di documenti di testo, fogli di calcolo, presentazioni, grafici e
Open XML &egrave; adottato dalla versione 2007 della suite Office di Microsoft.
Lo standard prevede, oltre alle indicazioni fondamentali (strict), alcune norme transitorie
(transitional) introdotte per ammettere, anche se solo temporaneamente, alcune funzionalit&agrave; presenti
nelle vecchie versioni del formato e la cui rimozione avrebbe potuto danneggiare gli utenti,
facendogli perdere funzionalit&agrave;.
Per quanto riguarda il supporto di Microsoft Office allo standard ISO/IEC 29500:2008:
- MS Office 2007 legge e scrive file conformi a ECMA-376 Edition 1.
- MS Office 2010 legge e scrive file conformi a ISO/IEC 29500:2008 transitional e legge file
conformi a ISO/IEC 29500:2008 strict
Documenti conformi ad ISO/IEC 29500:2008 strict sono supportati da diversi prodotti
informatici disponibili sul mercato.
Il formato Office Open XML dispone di alcune caratteristiche che lo rendono adatto alla
conservazione nel lungo periodo, tra queste l’embedding dei font, la presenza di indicazioni di
presentazione del documento, la possibilit&agrave; di applicare al documento la firma digitale XML.
I metadati associabili ad un documento che adotta tale formato sono previsti dallo standard
ISO 29500:2008.
5.5 Open Document Format
Oracle America (gi&agrave; Sun Microsystems)
http://www.oracle.com/it/index.html
.ods, .odp, .odg, .odb
pubblicate da OASIS dal 2005
UNI CEI ISO/IEC 26300
ODF (Open Document Format, spesso referenziato con il termine OpenDocument) &egrave; uno
standard aperto, basato sul linguaggio XML,
sviluppato dal consorzio OASIS per la
memorizzazione di documenti corrispondenti a testo, fogli elettronici, grafici e presentazioni.
Secondo questo formato, un documento &egrave; descritto da pi&ugrave; strutture XML, relative a contenuto,
stili, metadati ed informazioni per l’applicazione.
Lo standard ISO/IEC IS 26300:2006 &egrave; ampiamente usato come standard documentale nativo,
oltre che da OpenOffice.org, da una ampia serie di altri prodotti disponibili sulle principali
piattaforme: Windows, Linux. Mac.
&Egrave; stato adottato come standard di riferimento da moltissime organizzazioni governative e da
diversi governi ed ha una &quot;penetrazione&quot; di mercato che cresce giorno per giorno.
pubblicate da W3C
Extensible Markup Language (XML) &egrave; un formato di testo flessibile derivato da SGML (ISO
8879).
Su XML si basano numerosi linguaggi standard utilizzati nei pi&ugrave; diversi ambiti applicativi. Ad
SVG usato nella descrizione di immagini vettoriali
XBRL usato nella comunicazione di dati finanziari
ebXML usato nel commercio elettronico
SOAP utilizzato nello scambio dei messaggi tra Web Service
5.7 TXT
Oltre a XML, per quanto concerne i formati non binari “in chiaro”, &egrave; universalmente utilizzato
il formato TXT.
Ai fini della conservazione nell’uso di tale formato, &egrave; importante specificare la codifica del
carattere (Character Encoding) adottata.
5.8 Formati Messaggi di posta elettronica
Ai fini della conservazione, per preservare l’autenticit&agrave; dei messaggi di posta elettronica, lo
standard a cui fare riferimento &egrave; RFC 2822/MIME.
Per quanto concerne il formato degli allegati al messaggio, valgono le indicazioni di cui ai
precedenti paragrafi.
STANDARD E SPECIFICHE TECNICHE
STANDARDESPECIFICHETECNICHE........................................................................................................
Il presente documento fornisce indicazioni iniziali sugli standard e le specifiche
tecniche da ritenersi coerenti con le regole tecniche del documento informatico e del
Per la natura stessa dell’argomento trattato, il presente documento viene
periodicamente aggiornato e pubblicato online sul sito dell’Agenzia per l’Italia digitale.
2 Standardespecifichetecniche
Di seguito sono riportati i principali standard e specifiche tecniche di riferimento
nell’ambito della formazione, gestione e conservazione di documenti informatici e documenti
amministrativi informatici.
per la formazione, gestione di documenti informatici:
UNI ISO 15489-1: 2006 Informazione e documentazione - Gestione dei documenti di
archivio - Principi generali sul record management.
UNI ISO 15489-2: 2007 Informazione e documentazione - Gestione dei documenti di
archivio – Linee Guida sul record management.
ISO/TS 23081-1:2006 Information and documentation - Records management processes –
Metadata for records – Part 1 – Principles, Quadro di riferimento per lo sviluppo di un sistema
di metadati per la gestione documentale.
ISO/TS 23081-2:2007 Information and documentation - Records management processes –
Metadata for records – Part 2 – Conceptual and implementation issues, Guida pratica per
l'implementazione.
ISO 15836:2003 Information and documentation - The Dublin Core metadata element set,
Sistema di metadata del Dublin Core.
per la conservazione di documenti informatici:
ISO 14721:2002 OAIS (Open Archival Information System), Sistema informativo aperto per
ISO/IEC 27001:2005, Information technology - Security techniques - Information security
management systems – Requirements, Requisiti di un ISMS (Information Security
ETSI TS 101 533-1 V1.1.1 (2011-05) Technical Specification, Electronic Signatures and
Infrastructures (ESI); Information Preservation Systems Security; Part 1: Requirements for
Implementation and Management, Requisiti per realizzare e gestire sistemi sicuri e affidabili
per la conservazione elettronica delle informazioni.
ETSI TR 101 533-2 V1.1.1 (2011-05) Technical Report, Electronic Signatures and
Infrastructures (ESI); Information Preservation Systems Security; Part 2: Guidelines for
Assessors, Linee guida per valutare sistemi sicuri e affidabili per la conservazione elettronica
UNI 11386:2010 Standard SInCRO - Supporto all'Interoperabilit&agrave; nella Conservazione e nel
Recupero degli Oggetti digitali.
SPECIFICHE TECNICHE DEL PACCHETTO DI
INTRODUZIONE............................................................................................................................ 2
STRUTTURADELL’INDICEDELPACCHETTODIARCHIVIAZIONE...................................................... 3
VOCABOLARIO............................................................................................................................. — 38 —
Il presente allegato illustra la struttura descrittiva dell’indice del pacchetto di
Tale struttura fa riferimento allo standard SInCRO - Supporto all'Interoperabilit&agrave; nella
Conservazione e nel Recupero degli Oggetti digitali (UNI 11386:2010), che &egrave; lo standard
nazionale riguardante la struttura dell’insieme dei dati a supporto del processo di
In analogia allo standard SInCRO, la struttura di seguito descritta prevede una specifica
articolazione per mezzo del linguaggio formale XML, per la cui applicazione pratica si
rimanda allo standard stesso.
Per completezza, si avverte che ci&ograve; che in questo documento &egrave; denominato IPdA (Indice
del Pacchetto di Archiviazione) nello standard SInCRO &egrave; indicato come IdC (Indice di
Conservazione) e, analogamente, PdA (Pacchetto di Archiviazione) &egrave; indicato come VdC
(Volume di Conservazione).
L’IPdA &egrave; l’evidenza informatica associata ad ogni PdA, contenente un insieme di
informazioni articolate come descritto nel seguito. Deve essere corredato da un riferimento
temporale e dalla firma digitale o firma elettronica qualificata del soggetto che interviene nel
processo di produzione del pacchetto di archiviazione.
Entrando nel dettaglio, all’interno dell’elemento IPdA si trovano le seguenti strutture:
informazioni generali relative all’indice del pacchetto di archiviazione: un identificatore
dell’IPdA, il riferimento all’applicazione che l’ha creato, eventuali riferimenti ad altri
IPdA da cui deriva il presente, e un eventuale elemento “ExtraInfo” che consente di
introdurre metadati soggettivi relativi all’IPdA liberamente definiti dall’utilizzatore con
un proprio schema;
informazioni inerenti il Pacchetto di Archiviazione, in particolare: un identificatore del
PdA, eventuali riferimenti ad altri PdA da cui deriva il presente, informazioni relative a
una eventuale tipologia/aggregazione (di natura logica o fisica) cui il PdA appartiene e
infine un eventuale elemento “ExtraInfo” che consente di introdurre metadati soggettivi
relativi al PdA;
indicazione di uno o pi&ugrave; raggruppamenti di uno o pi&ugrave; file che sono contenuti nel PdA. &Egrave;
possibile raggruppare file sulla base di criteri di ordine logico o tipologico ed assegnare
ad ogni raggruppamento / singolo file le informazioni di base e un eventuale elemento
“ExtraInfo” che consente di introdurre metadati definiti dall’utilizzatore. Ogni elemento
file contiene l’impronta attuale dello stesso, ottenuta con l’applicazione di un algoritmo
di hash e un’eventuale impronta precedentemente associata ad esso: in questo modo &egrave;
possibile ad esempio gestire il passaggio da un algoritmo di hash diventato non pi&ugrave;
sicuro ad uno pi&ugrave; robusto;
infine, informazioni relative al processo di produzione del PdA, come: l’indicazione del
nome e del ruolo dei soggetti che intervengono nel processo di produzione del PdA (es.
responsabile della conservazione, delegato, pubblico ufficiale ecc.), il riferimento
temporale adottato (generico riferimento temporale o marca temporale), l’indicazione
delle norme tecniche e giuridiche applicate per l’implementazione del processo di
produzione del PdA ed, infine, anche per il processo, un elemento “ExtraInfo” che
consente di aggiungere dati soggettivi relativi al processo.
La flessibilit&agrave; della struttura consente di gestire situazioni in cui &egrave; necessario ordinare in
modo diverso gli indici creandone di nuovi, accorpando o frammentando le informazioni
contenute negli IPdA precedenti, oppure generare uno nuovo IPdA facendo riferimento ad
una precedente versione dello stesso: questo &egrave; il caso in cui si desidera effettuare migrazioni a
causa di evoluzioni tecnologiche.
Infine, come accennato precedentemente nella specificazione delle varie strutture
dell’indice del pacchetto di archiviazione, l’elemento “ExtraInfo” presente pu&ograve; essere oggetto
di ulteriori specificazioni e deve essere inteso come una sorta di “plug-in” per strutture di
metadati specialistiche, ove la specializzazione pu&ograve; essere relativa al dominio applicativo
(sanit&agrave;, banche, etc.) o alla tipologia documentaria (fatture, circolari, rapporti diagnostici,
Nei capitoli successivi sono riportati la rappresentazione grafica della struttura
dell’indice del pacchetto di archiviazione e il relativo vocabolario.
STRUTTURADELL’INDICEDELPACCHETTODIARCHIVIAZIONE
Si riporta la rappresentazione grafica della struttura dell’indice del pacchetto di archiviazione.
Gli elementi racchiusi nella cornice in grassetto sono obbligatori.
2 Vocabolario
Nel vocabolario relativo alla struttura dell’indice del pacchetto di archiviazione sono
riportati per ogni termine il nome, la descrizione, l’elemento da cui discende e l’elenco degli
eventuali elementi di cui pu&ograve; essere l’origine.
Elementi Figli
che ha generato l’IPdA.
DescGenerale
ApplicazioneNome,
ApplicazioneProdutto
ApplicazioneVersione
ApplicazioneNo
Nome dell’applicazione che ha
generato l’IPdA.
ApplicazionePro
duttore
dell’applicazione che ha generato
l’IPdA.
ApplicazioneVer
Versione dell’applicazione che
ha generato l’IPdA.
Cognome del soggetto che
interviene nel processo di
produzione del pacchetto di
NomeECognom
Nome dell’eventuale tipologia o
aggregazione a cui appartiene il
File o il PdA.
FileGruppo,
PdAGruppo
Informazioni descrittive relative
a una eventuale
tipologia/aggregazione (di natura
logica o fisica) cui il PdA
Informazioni relative all’Indice
del Pacchetto di Archiviazione,
associate al pacchetto stesso.
ExtraInfo, ID,
IPdAPre
dell’elemento cui si riferisce, che
non possono essere associate ad
altri elementi, ad esempio per la
definizione di strutture di
metadati adeguate allo specifico
contesto d’uso.
Queste ulteriori informazioni
DescGenerale,
MetadatiEsterni
, PdA, Processo,
MetadatiEsterni,
MetadatiIntegrati
devono essere strutturate nel
formato XML, utilizzando uno
schema XML. L’insieme di
queste informazioni pu&ograve; essere
inserito direttamente all’interno o
all’esterno dell’elemento come
file avendo quindi la stessa
struttura dell’elemento &lt;File&gt;.
Informazioni relative al file
contenuto nel pacchetto di
FileGruppo
ImprontaPre,
Elemento di aggregazione di pi&ugrave;
file contenuti nel pacchetto di
archiviazione. &Egrave; funzionale alla
creazione di insiemi di file sulla
base di criteri logici o tipologici.
ExtraInfo, File
dell’elemento cui si riferisce.
IPdAPre,
, PdA,
PdAGruppo,
PdAPre
Informazioni sull’impronta del
file cui l’elemento si riferisce.
File, IPdAPre,
ImprontaPre
Informazioni relative a
precedenti impronte del file
archiviazione o del file di
metadati (esterno all’IPdA) che
contiene le informazioni
dell’elemento &lt;ExtraInfo&gt;.
all’indirizzo fisico del file
dell’elemento cui si riferisce,
espressa come indirizzo URI.
Indice che contiene le
informazioni relative al pacchetto
di archiviazione prodotto.
IPdAIDPre
Identificativo univoco dell’indice
del pacchetto di archiviazione
associato al precedente pacchetto
di archiviazione oggetto della
descrizione. Il valore
dell’identificativo deve
DescGenerale, PdA,
coincidere con il valore
dell’elemento &lt;ID&gt; contenuto
all’interno dell’elemento
&lt;IPdAPre&gt;.
Informazioni relative a uno o pi&ugrave;
indici dei pacchetti di
archiviazione da cui &egrave; originato
quello in oggetto. Tali
informazioni sono fondamentali
per ricostruire la storia degli
oggetti posti in conservazione.
L’IPdAPre pu&ograve; riferirsi a:
 una precedente versione
dell’IPdA attuale (ad esempio
in caso di migrazione e/o
modifiche del formato dei file,
ove da un PdA si migri ad un
nuovo PdA);
 pi&ugrave; IPdA cronologicamente
antecedenti che hanno
generato per fusione l’IPdA
attuale (ad esempio in caso di
riorganizzazione della
struttura dell’archivio, ove pi&ugrave;
PdA vengano aggregati in un
singolo PdA);
 un IPdA cronologicamente
antecedente che per
frammentazione ha generato
l’IdP attuale (ad esempio in
caso di scarto di documenti da
un PdA, ove a partire da un
PdA si generino pi&ugrave; PdA).
MarcaAttached
Data e ora di produzione
dell’indice del pacchetto di
archiviazione, in forma
normalizzata, nel caso in cui
questa sia testimoniata con una
marca temporale attached
all’IPdA stesso. Al contrario
dell’analogo elemento
&lt;MarcaDetached&gt;, in questo
caso non ha senso indicare l’URI
della marca temporale.
MarcaDetached
Informazioni sulla localizzazione
della marca temporale detached
relativa a data e ora di
produzione dell’indice del
pacchetto di archiviazione. Il
valore dell'elemento deve essere
espresso nel formato URI.
ID, Indirizzo,
Le informazioni dell’elemento
&lt;ExtraInfo&gt;, contenute
all’esterno dell’IPdA in un file
XML le cui caratteristiche sono
descritte nei subelementi.
Trattandosi di un file, questo
elemento ha la stessa struttura
dell’elemento &lt;File&gt;. Tale file
pur essendo esterno all’IPdA &egrave;
comunque contenuto nel PdA.
MetadatiIntegra
&lt;ExtraInfo&gt;, integrate all’interno
dell’IPdA e strutturate nel
Nome del soggetto che interviene
nel processo di produzione del
pacchetto di archiviazione.
Nome e cognome del soggetto
che interviene nel processo di
archiviazione. Tale elemento
deve essere valorizzato nel caso
in cui il soggetto sia persona
SoggettoNome
PdAGruppo, PdAPre
Informazioni relative a una
eventuale tipologia o
aggregazione (di natura logica o
fisica) cui il PdA appartiene.
Descrizione, ID
pacchetti di archiviazione da cui
&egrave; originato quello in oggetto (ad
esempio per migrazione di un
pacchetto o per aggregazione di
pi&ugrave; pacchetti).
ID, IPdAIDPre
Informazioni relative alle
modalit&agrave; di svolgimento del
processo di produzione del
RiferimentoNormativ
o, Soggetto, Tempo
Ragione sociale del soggetto che
RiferimentoNor
Informazioni su norme,
regolamenti e standard che
regolano il processo di
RiferimentoTem
porale
Informazioni relative a data e ora
di produzione dell’indice del
pacchetto di archiviazione, nel
caso in cui non venga apposta
una marca temporale. Il valore
dell'elemento deve essere nel
formato ISO 8601 e pi&ugrave;
precisamente nella forma
YYYY-MM-DDT00:00:00r00
(per l’Italia &egrave; di default +01).
Informazioni relative ai soggetti
che intervengono nel processo di
SoggettoID
Identificativo univoco del
soggetto che interviene nel
Se l’identificativo &egrave; un codice
con ambito nazionale, a tale
codice deve essere premesso il
codice Paese definito da ISO
3166 seguito dal carattere “:”. Se
il soggetto &egrave; colui che appone la
firma digitale all’IPdA &egrave; da
privilegiare l’uso di un codice
identificativo presente in un
campo del suo certificato
del soggetto che interviene nel
NomeECognome,
pacchetto di archiviazione. Tale
elemento &egrave; necessario a
distinguere i seguenti casi:
 riferimento temporale
(l’elemento
&lt;RiferimentoTemporale&gt;)
MarcaAttached,
MarcaDetached,
RiferimentoTemporal
SoggettoID,
marca temporale detached
(il cui indirizzo URI
valorizza l’elemento
&lt;MarcaDetached&gt;)
(all’elemento vuoto
&lt;MarcaAttached&gt; &egrave;
associata la data in forma
Nella tabella seguente vengono riportati per ogni attributo il nome, la descrizione, gli
elementi a cui pu&ograve; essere associato e le caratteristiche.
altroruolo
Valorizzazione del ruolo
rivestito dal soggetto nell’ambito
del processo di produzione del
caso in cui risultino non adeguati
i valori previsti dall’attributo
attributo opzionale di
tipo CDATA
(Character data)
altroschemarif
Valorizzazione del sistema di
riferimento utilizzato per
identificare il soggetto nel caso
in cui risultino non adeguati i
valori previsti dall’attributo
schemarif.
Valorizzazione del tipo di
codifica utilizzato nella scrittura
attributo obbligatorio,
Valori ammessi: 7bit |
8 bit | base64 | binario
| quotedprintable |
Estensione che caratterizza il
tipo NMTOKEN
(ovvero esprimibile
con caratteri
alfanumerici, punti,
trattino, due punti o
Informazioni sulla struttura dati
del file a cui si riferisce.
,MetadatiEstern
attributo obbligatorio
di tipo NMTOKEN
Specificazione della funzione di
hash utilizzata.
trattino due punti, o
underscore). Valore di
default: “SHA-256”
IPdAcorrelato
Identificatore univoco
archiviazione contenente la
precedente impronta del file
Lingua in cui sono espresse le
underscore). Deve
essere espresso con un
codice a due caratteri,
coerentemente con lo
standard ISO 6391:2002. Valore di
default: “it”
Indicazione della data e dell’ora
pacchetto di archiviazione,
espressa in forma normalizzata.
Il valore dell'elemento deve
essere nel formato ISO 8601 e
pi&ugrave; precisamente nella forma
di tipo CDATA
attributo obbligatorio.
Pubblico ufficiale,
Eventuali informazioni relative
al sistema di riferimento nel
quale assume significato il
IPdA_IDPre
(Character data).
valore dell’identificativo
univoco.
Valore di default:
schemarif
identificare il soggetto.
Indirizzo URL dove &egrave; presente lo ExtraInfo
schema XML dei metadati
utilizzato per descrivere le
ExtraInfo.
underscore); Deve
assumere la forma di
Indicazione della natura del
xml canonico
Indirizzo URL dove &egrave; presente lo
schema XML dell’indice del
Indicazione della versione dello
pacchetto di archiviazione al fine
di gestire l’evoluzione dello
Indicazione se l’eventuale file in
formato xml &egrave; trasformato in
forma canonica.
codice fiscale, partita
IVA, codice del
URL. Valore di
“www.uni.com/U3011
/sincro”
underscore). Valore
di default fisso: “1.0”
attributo opzionale.
Valori ammessi: SI |
INTRODUZIONE...................................................................................................................................................
METADATIMINIMIDELDOCUMENTOINFORMATICO.........................................................................................
METADATIMINIMIDELDOCUMENTOAMMINISTRATIVOINFORMATICO...........................................................
METADATIMINIMIDELFASCICOLOINFORMATICOODELLAAGGREGAZIONEDOCUMENTALEINFORMATICA.....
Il presente allegato illustra la struttura dei metadati relativi al documento informatico , al
documento amministrativo informatico e al fascicolo informatico o aggregazione documentale
2 METADATIMINIMIDELDOCUMENTOINFORMATICO
&lt;?xmlversion=&quot;1.0&quot;encoding=&quot;ISOͲ8859Ͳ1&quot;?&gt;
&lt;xs:schemaxmlns:xs=&quot;http://www.w3.org/2001/XMLSchema&quot;&gt;
&lt;xs:elementname=&quot;documento&quot;&gt;
&lt;xs:elementname=&quot;datachiusura&quot;type=&quot;xs:date&quot;/&gt;
&lt;xs:elementname=&quot;oggettodocumento&quot;type=&quot;xs:string/&gt;
&lt;xs:elementname=&quot;soggettoproduttore&quot;&gt;
&lt;xs:elementname=&quot;nome&quot;type=&quot;xs:string&quot;/&gt;
&lt;xs:elementname=&quot;cognome&quot;type=&quot;xs:string&quot;/&gt;
&lt;xs:elementname=&quot;codicefiscale&quot;type=&quot;xs:string&quot;/&gt;
&lt;xs:elementname=&quot;destinatario&quot;&gt;
&lt;xs:attributename=&quot;IDDocumento&quot;type=&quot;xs:string&quot;use=&quot;required&quot;/&gt;
ValoriAmmessi
Tipodato
Comedasistema Alfanumerico20
diidentificazione caratteri
&lt;xs:attributename=&quot;IDDocumento&quot;
type=&quot;xs:string&quot;use=&quot;required&quot;/&gt;
Identificativounivocoepersistente&egrave;unasequenzadicaratterialfanumericiassociatainmodounivocoe
permanentealdocumentoinformaticoinmododaconsentirnel’identificazione.DublinCoreraccomandadi
identificareildocumentopermezzodiunasequenzadicaratterialfabeticionumericisecondounsistemadi
identificazioneformalmentedefinito.Esempiditalisistemidiidentificazioneincludonol’UniformResource
Identifier(URI),ilDigitalObjectIdentifier(DOI)el’InternationalStandardBookNumber(ISBN)
Datadichiusura
Dataformato
&lt;xs:elementname=&quot;datachiusura&quot;
type=&quot;xs:date&quot;/&gt;
Datadichiusuradiundocumento,indicailmomentonelqualeildocumentoinformatico&egrave;reso
immodificabile.
Testolibero
Alfanumerico100 &lt;xs:elementname=&quot;oggettodocumento&quot;
type=&quot;xs:string/&gt;
Oggetto,metadatofunzionaleariassumerebrevementeilcontenutodeldocumentoocomunqueachiarirne
lanatura.DublicCoreprevedel’analogapropriet&agrave;“Description”chepu&ograve;includeremanon&egrave;limitatasoloa:
unriassuntoanalitico,unindice,unriferimentoalcontenutodiunarappresentazionegraficaountestolibero
delcontenuto.
nome:Testo
cognome:testo
Codicefiscale:
Alfanumerico40
Alfanumerico16
&lt;xs:elementname=&quot;nome&quot;
&lt;xs:elementname=&quot;cognome&quot;
&lt;xs:elementname=&quot;codicefiscale&quot;
Ilsoggettochehal’autorit&agrave;elacompetenzaaprodurreildocumentoinformatico.
(Obbligatorio,se
Ilsoggettochehal’autorit&agrave;elacompetenzaaricevere ildocumentoinformatico.
3 METADATIMINIMIDELDOCUMENTOAMMINISTRATIVOINFORMATICO
L’insiememinimodeimetadatideldocumentoamministrativoinformatico&egrave;quelloindicatoagliarticoli9e
19 delle regole tecniche per il protocollo informatico di cui al D.P.C.M. 31 ottobre 2000 e descritti nella
CircolareAIPAdel7maggio2001,n.28.
4 METADATI MINIMI DEL FASCICOLO INFORMATICO O DELLA
AGGREGAZIONEDOCUMENTALEINFORMATICA
&lt;xs:elementname=&quot;fascicolo&quot;&gt;
&lt;xs:elementname=&quot;IPAtitolare&quot;type=&quot;xs:stringmaxOccurs=&quot;1&quot;/&gt;
&lt;xs:elementname=&quot;IPApartecipante&quot;type=&quot;xs:string&quot;minOccurs=&quot;0&quot;maxOccurs=&quot;unbounded&quot;/&gt;
&lt;xs:elementname=&quot;responsabile&quot;&gt;
&lt;xs:elementname=&quot;oggettofascicolo&quot;type=&quot;xs:string/&gt;
&lt;xs:elementname=&quot;documento&quot;type=&quot;xs:string&quot;maxOccurs=&quot;unbounded&quot;/&gt;
&lt;xs:attributename=&quot;IDFascicolo&quot;type=&quot;xs:string&quot;use=&quot;required&quot;/&gt;
&lt;xs:attributename=&quot;IDFascicolo&quot;type=&quot;xs:string&quot;
permanentealfascicolooaggregazionedocumentaleinformaticainmododaconsentirnel’identificazione.
DublinCoreraccomandadiidentificareildocumentopermezzodiunasequenzadicaratterialfabeticio
numericisecondounsistemadiidentificazioneformalmentedefinito.Esempiditalisistemidiidentificazione
includonol’UniformResourceIdentifier(URI),ilDigitalObjectIdentifier(DOI)el’InternationalStandardBook
Number(ISBN)
Amministrazione Vedispecifiche CodiceIPA
&lt;xs:elementname=&quot;IPAtitolare&quot;type=&quot;xs:string
CodiceIPA
maxOccurs=&quot;1&quot;/&gt;
Amministrazionetitolaredelprocedimento,checuralacostituzioneelagestione delfascicolomedesimo.
Amministrazioni Vedispecifiche
&lt;xs:elementname=&quot;IPApartecipante&quot;
type=&quot;xs:string&quot;minOccurs=&quot;0&quot;
Amministrazionichepartecipanoall’iterdelprocedimento.
Responsabiledelprocedimento
Alfanumerico100 &lt;xs:elementname=&quot;oggettofascicolo&quot;
Identificativodel
documentocos&igrave;
comedefinitodi
alcapitolo3.
Alfanumerico20
&lt;xs:elementname=&quot;documento&quot;type=&quot;xs:string&quot;
Elencodegliidentificativideidocumenticontenutinelfascicolo cheneconsentonolareperibilit&agrave;.
15A00107