Source: https://www.confindustria.av.it/lavori-usuranti-obbligo-di-comunicazione-circolare-ministeriale/
Timestamp: 2019-09-22 15:09:48+00:00
Document Index: 87670956

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 4', 'art. 2100', 'art. 11', 'art. 2100', 'art. 1', 'art. 1']

Lavori usuranti – Obbligo di comunicazione – Circolare Ministeriale – Confindustria Avellino
Lavori usuranti – Obbligo di comunicazione – Circolare Ministeriale
Prot. n. I/ 1330/11
Avellino, 23 Giugno 2011
Facciamo riferimento alle nostre precedenti comunicazioni per segnalare la circolare n. 15 del 20 giugno 2011 del Ministero del lavoro (allegata) relativa alla comunicazione prevista dall’art. 5 del D.Lgs n. 67/2011, che Confindustria ha fortemente sollecitato, sia nei tempi che nei contenuti.
Il Ministero anticipa le sole indicazioni inerenti alla comunicazione chiarendo che l’effettiva operatività del provvedimento rimane comunque subordinata all’emanazione del decreto interministeriale previsto dall’art. 4 dello stesso D.lgs. 67/2011, che individuerà le “modalità attuative”.
In particolare, la circolare si sofferma sulle modalità di comunicazione dello svolgimento di lavoro usurante – sia con riferimento alle lavorazioni su linee a catena sia al lavoro notturno -, sulla natura e sulla scadenza dei termini delle comunicazioni e sul sistema sanzionatorio.
Processo produttivo in serie caratterizzato dalla “linea a catena”.
La comunicazione, è bene precisarlo, ha il fine di evidenziare l’impiego di lavoratori con le modalità del lavoro su linee a catena: non introduce, quindi, alcun obbligo di dar prova della sussistenza dei presupposti per il godimento del beneficio, trattandosi di verifica rimessa all’ente previdenziale competente.
Viene evidenziato che le imprese interessate dalla norma in questione sono “esclusivamente quelle nelle quali sono attualmente svolte attività che soddisfino tutti i requisiti” indicati dal decreto legislativo.
Quindi, si tratta solamente delle aziende in cui oggi ricorrono i tre requisiti:
a) applicazione delle voci di tariffa per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro di cui all’elenco n. 1 allegato al d.lgs. 67/2011
b) applicazione dei criteri di organizzazione del lavoro previsti dall’art. 2100 c.c., così come disciplinati dal CCNL applicato;
Il riferimento alla disciplina del CCNL è opportuna in quanto consente di riferire a ciascun contratto collettivo la qualificazione dei contorni del lavoro a cottimo per verificarne l’esistenza attuale.
A questo proposito, ricordiamo che il Ministero del lavoro, con interpello n. 13/2007 ha evidenziato che la corresponsione dell’utile di cottimo ad un apprendista (per il quale, ai sensi della legge 276/2003 sussiste il divieto di retribuzione nella forma del cottimo) è ammissibile quando questo è “pressoché totalmente sganciato dal “risultato produttivo” del lavoratore, costituendo viceversa una voce retributiva fissa”.
Il Ministero ha precisato, a questo proposito, che “la ratio della previsione contenuta nel D.Lgs. n. 276/2003 – peraltro del tutto analoga a quella riportata nell’art. 11, lett. f), della L. n 25/1955 – è di evitare che l’apprendista possa subire un pregiudizio dall’applicazione di una retribuzione commisurata al risultato, proprio in ragione della minore capacità produttiva dovuta evidentemente ad una minore esperienza di lavoro
La conseguenza potrebbe essere che una siffatta modalità di retribuzione, pur qualificata formalmente come cottimo (ai sensi dell’art. 2100 c.c.), potrebbe non legittimare i presupposti per la concessione del beneficio previdenziale, fondato sul carattere usurante dell’attività svolta.
La comunicazione dev’essere fatta esclusivamente in via telematica, utilizzando il sito del Ministero del lavoro (www.lavoro.gov.it) e l’apposita applicazione LAV-US, che sarà disponibile dal 21 giugno.
Nel modulo occorrerà indicare anche le unità produttive presso le quali sono svolte le lavorazioni di cui all’art. 1, comma 1, lett. c).
Il termine di scadenza di 30 giorni dall’entrata in vigore del D.Lgs n. 67/2011, che sarebbe scaduto il 25 giugno, viene prorogato al 31 luglio 2011, tenendo conto del fatto che esso ha natura ordinatoria.
Nella comunicazione, con riguardo al numero indicativo di lavoratori interessati, il datore di lavoro deve tener conto anche dei lavoratori utilizzati in virtù di un contratto di somministrazione, in quanto è l’azienda utilizzatrice a conoscere le attività prestate dai lavoratori inviati in missione dalle agenzie di somministrazione.
Il datore di lavoro deve comunicare, con periodicità annuale, “l’esecuzione di lavoro notturno”, anche per il tramite dell’associazione cui aderisca o conferisca mandato.
Per quanto riguarda le condizioni alle quali l’impresa è tenuta a fare la comunicazione, la circolare fa espresso richiamo a quanto previsto dall’ art. 1, comma 1, lett. b, del D.lgs. n. 67/2011.
Anche in questo caso, la comunicazione ricomprende i lavoratori somministrati nel numero indicativo dei lavoratori interessati.
La comunicazione va fatta esclusivamente in via telematica attraverso il sito del Ministero del lavoro, utilizzando il modello LAV-NOT. Il modello sarà disponibile nel sito del Ministero del lavoro a partire dal 20 luglio 2011.
La scadenza della comunicazione è il 30 settembre 2011, per il lavoro notturno svolto nel corso dell’anno 2010 e il 31 marzo 2012, relativamente al lavoro notturno svolto nel corso dell’anno 2011.
Il Ministero precisa che la natura del termine fissato dal D.Lgs n. 67/2011 è ordinatoria e non perentoria, per cui verrà punita solamente l’omissione della comunicazione, e non anche il ritardo. Ne consegue che la comunicazione effettuata dopo la scadenza di ciascuno dei termini sopra indicati ma prima dell’ispezione non sarà punibile.
Il Ministero precisa opportunamente che la sanzione amministrativa riguarda solamente l’omissione e non il ritardo e che la stessa è relativa a ciascuna comunicazione e non anche a ciascuno dei lavoratori interessati.
Viene, inoltre, precisato che non sono sanzionabili i meri errori materiali e gli errori riferiti a dati già in possesso delle Pubbliche amministrazioni destinatarie dell’adempimento quando il datore di lavoro al quale si riferisce la comunicazione e le unità produttive interessate sono correttamente individuati.