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Timestamp: 2019-05-21 17:40:57+00:00
Document Index: 129276528

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Cassazione Penale, sentenza numero 16078 del 11/04/2014 – Semaforo verde
1. Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Teramo ricorre avverso la sentenza indicata in epigrafe con la quale il Giudice di pace di (OMISSIS) ha mandato assolta L. F. dal reato di cui all’art. 590 cod. pen. perchè il fatto non sussiste.
Secondo il ricorrente il (OMISSIS) la L. si trovava alla guida della propria autovettura e percorreva il lungomare di (OMISSIS) quando, nell’effettuare una manovra di svolta a destra, collideva con il velocipede condotto da S. G., al quale derivavano lesioni personali. Ad avviso dell’esponente, il Giudice di pace ha errato nel ritenere che non fosse stata raggiunta la prova dell’impatto tra i due veicoli, emergendo tale prova dalle dichiarazioni dei testi escussi, di talchè la sentenza impugnata si appalesa avulsa dalle risultanze istruttorie.
2. In data 11.3.2014 l’avv. M. D., quale difensore di fiducia di L. F., ha depositato “Memoria difensiva”, con la quale rileva taluni errori negli enunciati del ricorrente e ribadisce la contraddittorietà del quadro probatorio disponibile al Giudice di pace per il giudizio, chiedendo pertanto il rigetto del ricorso.
3.1. Alla base della sentenza di assoluzione in esame vi è il convincimento della incertezza in merito all’impatto tra i veicoli della L. e del S.; incertezza derivante, per il Giudice di pace, dalla contraddittorietà dei materiali dichiarativi disponibili.
Infatti la sentenza espone che:
– la persona offesa aveva affermato di essere stata urtata dall’autovettura con lo specchietto laterale destro mentre ella stava effettuando la manovra di sorpasso;
– il teste M. non aveva confermato di aver visto l’impatto, limitandosi a riferire che il ciclista era caduto;
– il teste R. non aveva visto la collisione, pur parlando della caduta del ciclista;
– la teste F. non aveva visto la collisione ma aveva visto le parti antagoniste discutere tra loro;
– il teste D. E. aveva visto il ciclista appoggiarsi al lunotto posteriore dell’auto per evitare il veicolo che effettuava la manovra di svolta a destra;
– nessuno dei testi aveva parlato di danni alla bicicletta o dell’autovettura.
Orbene, prima ancora di mettere a fuoco eventuali manifeste illogicità della motivazione in esame, va rilevato come il Giudice di pace, pur esponendo che diversi testi avevano riferito della caduta del ciclista, omette di esplicare il percorso logico attraverso il quale giunge ad escludere che tale caduta sia stata causata dalla condotta di guida della automobilista. Infatti, egli si è limitato a prendere in esame l’ipotesi dell’impatto tra i veicoli sicchè, ritenuto di dover escludere questa, si è risolto alla pronuncia assolutoria. Tuttavia, non vi è alcun automatismo tra la mancata prova della collisione tra i veicoli ed il giudizio di infondatezza della imputazione, dovendosi verificare se la manovra eventualmente colposa della L. (ed invero, anche su tale preliminare aspetto la sentenza tace) abbia comunque comportato la perdita dell’assetto del ciclista e quindi la sua caduta a terra e le conseguenti lesioni.
Occorre rammentare, infatti, che, in tema di circolazione stradale, il conducente di un veicolo, quando intende cambiare direzione di marcia non ha soltanto l’obbligo di segnalare il cambio di direzione ma anche quello di accertarsi, attraverso lo specchio retrovisivo, prima di iniziare la manovra, se la stessa possa creare pericoli (così Sez. 4, n. 12148 del 12/06/1991 – dep. 29/11/1991, C., Rv. 188688, con riferimento ad altro veicolo). Sicchè la manovra di conversione di un veicolo (sia sulla destra, e ancora di più, sulla sinistra) per uscire dalla sede stradale deve essere effettuata solo se si abbia la certezza di poter completare la manovra stessa senza pericolo per gli altri utenti della strada (lasciando libero così nel più breve tempo possibile lo scorrimento del normale flusso di circolazione: Sez. 4, n. 42493 del 03/10/2012 – dep. 31/10/2012, P., Rv. 254612; segnalando il cambio di direzione: Sez. 4, n. 4825 del 11/12/2002 – dep. 03/02/2003, C., Rv. 224920).
Ove la L. abbia eseguito la manovra di svolta senza osservare le prescrizioni che la governano va ancora verificato che ad essa sia etiologicamente connessa la caduta del ciclista, sia che l’impatto tra i veicoli si sia verificato, sia nell’ipotesi inversa poichè il dato giuridicamente rilevante è l’esistenza di un rapporto di derivazione causale, quale delineato dall’art. 41 cod. pen., secondo l’interpretazione fornitane dalla giurisprudenza di legittimità.
4. Ne consegue che la sentenza impugnata – avendo omesso di fare applicazione dei principi sopra rammentati – deve essere annullata con rinvio per nuovo esame al Giudice di pace di (OMISSIS), al quale va demandato il regolamento tra le parti delle spese inerenti al presente giudizio di legittimità.
[La Corte] annulla la sentenza impugnata con rinvio al Giudice di pace di (OMISSIS) cui rimette anche il regolamento delle spese tra le parti del presente giudizio.
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