Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/articolo_ragionato/fallimentare/186/R*186-20
Timestamp: 2020-08-04 19:42:08+00:00
Document Index: 134363138

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 186', 'art. 184', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 6', 'art. 186', 'art. 186', 'sentenza ']

Concordato preventivo omologato - Fase esecutiva - Fallimento dichiarato omisso medio su istanza dello stesso imprenditore - Ammissibilità
Concordato preventivo omologato - Fase esecutiva - Fallimento dichiarato su istanza dello stesso imprenditore - Finanza esterna prevista nel piano inidonea a elidere l'insolvenza - Ammissibilità
Concordato preventivo omologato - Fase esecutiva - Fallimento dichiarato su istanza dello stesso imprenditore - Insolvenza indipendente dall'epidemia da Covid-19 - Ammissibilità
Per la dichiarazione di fallimento dell'imprenditore in concordato omologato, deve accertarsi che l’insolvenza attenga all’impossibilità di portare ad esecuzione il piano concordatario anche tenuto conto dell'apporto previsto di finanza esterna.
Ai sensi dell’art. 10, comma 2, D.L. 8 aprile 2020, n. 23, come convertito con modificazioni da L. 5 giugno 2020 n. 40, è procedibile il ricorso per la dichiarazione di fallimento presentato dall’imprenditore in proprio che si trovi in concordato preventivo omologato quando l’insolvenza non è conseguenza dell’epidemia da COVID-19. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 24 Giugno 2020. Segue...
Concordato preventivo omologato - Successiva dichiarazione di fallimento - Azione di risoluzione o di annullamento del concordato - Carenza - Insinuazione al passivo - Falcidia concordataria - Applicabilità - Esclusione - Fondamento
In tema di insinuazione al passivo, se il fallimento sia stato dichiarato quando era ancora possibile la risoluzione ex art. 186 l.fall. del concordato preventivo omologato, il creditore istante non è tenuto a sopportare gli effetti esdebitatori e definitivi ex art. 184 l.fall., posto che l'attuazione del piano è resa impossibile per l'intervento di un evento come il fallimento che, sovrapponendosi al concordato medesimo, inevitabilmente lo rende irrealizzabile. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 22 Giugno 2020, n. 12085. Segue...
Dichiarazione di fallimento società in concordato preventivo omologato – Risoluzione del concordato preventivo ex art. 186 l.f
Deve trattarsi in pubblica udienza della prima sezione civile - in quanto di possibile rilievo nomofilattico - la questione se debba essere ammesso al passivo integralmente o nella misura falcidiata in sede concordataria il credito nei confronti di debitore dichiarato fallito senza che sia stato dichiarato risolto il concordato preventivo in precedenza omologato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 24 Aprile 2018, n. 10105. Segue...
In tema di concordato preventivo con cessione dei beni, l’imprenditore assume l’obbligo di porre a disposizione dei creditori l’intero patrimonio dell’impresa ma non l’obbligo di garantire il pagamento dei crediti in una misura percentuale prefissata, a meno di un’espressa previsione in tale senso. Qualora, dunque, l’imprenditore abbia regolarmente adempiuto al predetto obbligo non potrà configurarsi alcun tipo di inadempimento non sussistendo più alcun credito: di conseguenza, non sarà possibile agire, ne’ ex art. 186 l.fall. per la risoluzione del concordato, ne’ ex art. 6 l.fall. per conseguire il fallimento rispetto all’originaria insolvenza. (Andrea Goretti) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 20 Dicembre 2017. Segue...
In conformità con il principio secondo cui la pendenza della domanda di concordato preventivo, sia esso ordinario o con riserva, impedisce temporaneamente la dichiarazione di fallimento sino al verificarsi degli eventi previsti dagli artt. 162, 173, 179 e 180 l.fall., anche la pendenza di un concordato preventivo omologato impedisce la dichiarazione di fallimento sino al verificarsi degli eventi previsti dall’art. 186 l.fall.; dopo l’omologa, infatti, la procedura concorsuale prosegue poiché, se non v’è più pendenza del procedimento concordatario, vi è comunque pendenza del concordato in fase esecutiva. D’altra parte neppure sarebbe logico ritenere che l’accordo perfezionato e non disciolto abbia effetti (preclusivi) più deboli rispetto alla fase meramente formativa di un accordo ancora ipotetico sino all’intervenuta omologa. (Andrea Goretti) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 20 Dicembre 2017. Segue...
L’art. 186 l.fall., con la previsione del termine annuale di decadenza dall’azione risolutoria, è norma scritta anche al fine di dare stabilità all’accordo concordatario e così certezza alle relazioni commerciali ed ai rapporti giuridici correlati alla ristrutturazione; pertanto, una volta maturata tale decadenza, la regolamentazione concordataria si cristallizza, rendendo impossibile la risoluzione del concordato. Tale impossibilità, a propria volta, impedisce la dichiarazione di fallimento rispetto all’originaria insolvenza. (Andrea Goretti) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 20 Dicembre 2017. Segue...
Concordato preventivo - Risoluzione - Dichiarazione di fallimento d’ufficio - Esclusione - Questione di legittimità costituzionale - Manifesta infondatezza
Concordato preventivo - Risoluzione - Dichiarazione d’ufficio del fallimento - Questione di costituzionalità - Manifesta infondatezza
Concordato preventivo – Inadempimento del debitore in fase di esecuzione del concordato – Dichiarazione di fallimento senza previa risoluzione
La giurisprudenza ammette senza obiezioni la possibilità di dichiarare il fallimento in caso di inadempimento del debitore in fase di esecuzione del concordato, senza necessità della previa risoluzione (o annullamento) del concordato omologato (v. Tribunale Torino 26/7/2016, Tribunale Napoli Nord 13/4/2016, Tribunale Venezia 6/11/2015, Tribunale Modena 1/8/2016, Tribunale Rovereto 22/12/2016). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 10 Gennaio 2017. Segue...
Concordato preventivo - Risoluzione - Dichiarazione di fallimento - Dichiarazione d'ufficio - Questione di costituzionalità
E' rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli articoli 137 e 186 del regio decreto 16 marzo 1942 n° 267, in relazione agli articoli 3, 35 primo comma, 38 secondo comma, 41 primo comma, della Costituzione, laddove esso non prevede che, a seguito della pronuncia di risoluzione del concordato preventivo ad iniziativa di uno o più creditori, il tribunale possa dichiarare d’ufficio il fallimento dell’imprenditore, qualora non vi sia domanda in tal senso da parte dei creditori, del pubblico ministero o dello stesso debitore. (Luciano Varotti) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 28 Ottobre 2015. Segue...
Concordato preventivo - Risoluzione - Dichiarazione di fallimento
Laddove sia proposta, oltre alla domanda di risoluzione del concordato, anche quella di fallimento, il tribunale può con la medesima sentenza accogliere entrambe le domande. (Marco Capecchi) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 26 Giugno 2014. Segue...
Concordato preventivo – Annullamento e risoluzione – Accertamento dello stato di insolvenza – Dichiarazione di fallimento – Impulso del creditore o del pubblico ministero – Necessità – Trasmissione degli atti al pubblico ministero.