Source: http://associazionesuperpartes.it/it/blog?tag=dopo-di-noi
Timestamp: 2019-11-17 15:50:58+00:00
Document Index: 71933716

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6']

Le agevolazioni fiscali del Dopo di noi sono...
Cosa cambia per il cittadino Le disposizioni dell'art. 6 della Legge Dopo di noi (L. n. 112/16 Â«Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive di sostegno familiareÂ») non necessitano dell'emanazione di apposite disposizioni attuative. E' quanto emerso dall'interrogazione parlamentare dell'Onorevole Elena Carnevali in Commissione Affari Sociali della Camera. Ciò implica, dunque, che tali disposizioni, portanti una parte assai rilevante della nuova disciplina in relazione alle agevolazioni previste per i negozi di separazione patrimoniale, possono considerarsi oggi già immediatamente applicabili. Le ragioni giuridiche L'interrogazione parlamentare era volta a definire come mai ad oggi non risultasse ancora adottato il decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, attuativo dell'articolo 6 della Legge Dopo di noi, così come richiesto dal comma 11 dello stesso articolo. L'art. 6 della Legge di Noi, infatti, reca con sè tutta una serie di agevolazioni fiscali (http://associazionesuperpartes.it/2017/02/02/dopo-di-noi-le-agevolazioni-fiscali/), prevedendo tuttavia al comma 11 che "con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di attuazione del presente articolo". Tale disposizione è stata da subito al centro dell'attenzione degli interpreti dal momento che la disciplina delle agevolazioni fiscali così come prevista dalla nuova legge sembrava già di per sè applicabile e, dunque, in molti avevano sollevato alcune perplessità su quello che poteva essere il contenuto del decreto attuativo previsto dalla legge. Sta di fatto che adesso la questione può dirsi conclusa, dal momento che la risposta all'interrogazione parlamentare di questi giorni sembra non lasciare spazio a diverse interpretazioni. L'onorevole Bobba ha infatti concluso per l'applicabilità immediata delle disposizioni contenute nell'art. 6 ritenendo, sentito il Dipartimento delle finanze e l'Agenzia delle entrate, che le suddette previsioni normative "non necessitino dell'emanazione di apposite disposizioni attuative". Per approfondimenti chiedi ai professionisti SuperPartes http://associazionesuperpartes.it/about/ Per leggere gli altri articoli SuperPartes clicca qui:http://associazionesuperpartes.it/extra/blog/
art. 6 comma 11 Legge n. 112/16
Dopo di noi: Fondo per l'assistenza di persone...
La Legge Dopo di noi (Legge n. 112/16) ha previsto l'istituzione di un fondo (Fondo per l'assistenza di persone con disabilità grave prive di sostegno familiare), il cui accesso è subordinato alla sussistenza dei requisiti individuati con decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, di concerto con il Ministero dell'Economia e delle finanze e il Ministero della Salute. Il fondo è dotato di un cospicuo patrimonio, per la precisione 90 milioni di euro per l'anno 2016; 38,3 milioni di euro per l'anno 2017 e 56,1 milioni di euro annui a decorrere dal 2018, con cui si dovranno attuare programmi di residenzialità innovativi, come ad esempio il co-housing e, in generale, realizzare progetti per la cura del benessere dei soggetti affetti da disabilità grave privi del sostentamento familiare, così come indicato dalle finalità delle nuove disposizioni. Al finanziamento dei programmi e all'attuazione degli interventi cui è destinato il fondo, possono compartecipare le Regioni, gli Enti locali, gli Enti del terzo settore, nonchè altri soggetti di diritto privato (che abbiano una comprovata esperienza nel settore dell'assistenza a soggetti con disabilità ) e le famiglie che si associano. Le finalità del Fondo sono indicate dalla Legge Dopo di noi all'art. 4 e precisamente sono: attivare e potenziare programmi di intervento volti a favorire percorsi di deistituzionalizzazione e di supporto alla domiciliarità in abitazioni o gruppi-appartamento che riproducano le condizioni abitative e relazionali della casa familiare e che tengano conto anche delle migliori opportunità offerte dalle nuove tecnologie, al fine di impedire l'isolamento delle persone con disabilità grave; realizzare, ove necessario e, comunque, in via residuale, nel superiore interesse delle persone con disabilità grave, interventi per la permanenza temporanea in una soluzione abitativa extrafamiliare per far fronte ad eventuali situazioni di emergenza, nel rispetto della volontà delle persone con disabilità grave, ove possibile, dei loro genitori o di chi ne tutela gli interessi; realizzare interventi innovativi di residenzialità per le persone con disabilità grave, volti alla creazione di soluzioni alloggiative di tipo familiare e di co-housing, che possono comprendere il pagamento degli oneri di acquisto, di locazione, di ristrutturazione e di messa in opera degli impianti e delle attrezzature necessari per il funzionamento degli alloggi medesimi, anche sostenendo forme di mutuo aiuto tra persone con disabilità ; sviluppare programmi di accrescimento della consapevolezza, di abilitazione e di sviluppo delle competenze per la gestione della vita quotidiana e per il raggiungimento del maggior livello di autonomia possibile delle persone con disabilità grave. Le attività di programmazione di tali interventi prevedono il coinvolgimento delle organizzazioni di rappresentanza delle persone con disabilità . Le caratteristiche abitative a carico del Fondo Per quanto riguarda le soluzioni abitative, il Decreto attuativo della Legge Dopo di noi detta precise caratteristiche, in relazione alla casa abitativa, i gruppi appartamento e le soluzioni co-housing. Va precisato che gli interventi e i servizi a carico del Fondo non rispondono solo al soddisfacimento di bisogni abitativi, ma si inseriscono in un contesto di sviluppo e valorizzazione di competenze verso l'autonomia e di promozione dell'inclusione sociale. L'art. 5 comma 4 prevede che le soluzioni alloggiative finanziate dal Fondo, inclusa l'abitazione di origine, devono riprodurre le condizioni abitative e relazionali della casa familiare, in particolare: deve trattarsi di soluzioni che offrano ospitalità a non più di 5 persone. Deroghe possono essere stabilite dalle Regioni in via eccezionale in base ai particolari bisogni assistenziali delle persone inserite, nella formula di più moduli abitativi nella medesima struttura. In ogni caso non sono previsti finanziamenti per strutture con singoli moduli abitativi che ospitino più di 5 persone, per un totale di non più di 10 persone complessive nella struttura, inclusi eventuali posti per situazioni di emergenza e/o sollievo, in un massimo di 2; deve trattarsi di spazi accessibili, organizzati come spazi domestici che possano essere vissuti come la propria casa, prevedendo ove possibile l'utilizzo di oggetti e mobili propri. Nel rispetto delle misure di sicurezza e di prevenzione dei rischi, devono essere garantiti spazi in cui sia tutelata la riservatezza, in particolare le camere da letto, preferibilmente singole, ed adeguati spazi di quotidianità e il tempo libero; deve essere promosso l'utilizzo di tecnologie domeniche per migliorare l'autonomia delle persone con disabilità grave, in particolare tecnologie domotiche, di connettività sociale, assistive e di ambient assisted living; devono essere ubicate in zone residenziali ovvero anche rurali se all'interno di progetti di agricoltura sociale e comunque non in un contesto territoriale isolato. Notaio Paolo Broccoli
La legge disciplina, seppur parzialmente, il...
Cosa cambia per il cittadino La legge 112/16, meglio nota come Legge dopo di noi, ha formalmente previsto il contratto di affidamento fiduciario. Seppur disciplinato solo parzialmente, il nuovo istituto oggi appare definitivamente ammesso dall'ordinamento, passando dalla mera elaborazione dottrinale al riconoscimento ufficiale effettuato dal diritto positivo. In tal modo viene offerto al cittadino un nuovo strumento giuridico, dai molti vantaggi, di cui potersi avvalere per la cura dei propri interessi. Per approfondimenti chiedi ai Notai SuperParteshttp://associazionesuperpartes.it/notai/ Disciplina A prevedere il "nuovo istituto" (la fiducia, in realtà , era già presente nel diritto romano ma con connotati diversi) è la Legge 112/16, in particolare agli artt. 1 e 6. Se ne occupa, per vero, in relazione alle agevolazioni fiscali per chi intenda destinare beni al raggiungimento delle finalità della legge stessa, che ricordiamo essere quelle di tutela dei soggetti con disabilità grave. Ma in disparte le agevolazioni fiscali, già esaminate, in questa sede preme offrire una breve ricostruzione di quelli che sono i tratti essenziali del contratto di affidamento fiduciario. Struttura Come premessa, vale la pena sottolineare che, nel momento in cui la legge parla di "contratto di affidamento fiduciario" sembra richiedere la bilateralità dello stesso, escludendo per converso gli atti unilaterali. Per quanto attiene alla struttura del contratto, un soggetto (affidante) affida una parte del proprio patrimonio ad un altro soggetto (affidatario) affinchè quest'ultimo attui il trasferimento dello stesso a favore dei beneficiari indicati dall'affidante, al verificarsi di determinate condizioni.La presenza dei beneficiari al contratto originario, tuttavia, è facoltativa. Può essere nominato un guardiano come nel trust, detto anche protector, con il compito di vigilare sulla corretta esecuzione del programma. Oggetto La Legge Dopo di noi fa riferimento solamente ai fondi speciali, tuttavia non si vedono ragioni ostative all'ammissibilità di beni immobili, mobili o quote societarie. La Legge Dopo di noi disciplina, infatti, solo un'applicazione particolare del nuovo istituto per specifiche finalità . Forma È opportuna la forma scritta e nel caso in cui si voglia beneficiare delle agevolazioni fiscali di cui alla Legge 112/16 sarà necessaria la forma dell'atto pubblico. In ogni caso, essendo necessari anche tutta una serie di requisiti contenutistici (art. 6), è fortemente consigliato ricorrere all'ausilio di un Notaio nella redazione dell'atto. Ambito di applicazione L'ambito di applicazione dell'affidamento fiduciario non si limita alle ipotesi previste dalla Legge Dopo di noi, ma si estende a molte altre fattispecie, da quelle successorie a quelle familiari fino aquelle commerciali. Differenze ed Analogie con il Trust Secondo un'interpretazione[1], lo strumento potrebbe differenziarsi dal trust per il fatto che i beneficiari dell'affidamento, anche se determinati, non avrebbero un dirittoal patrimonio alla cessazione del programma, in quanto il contratto potrebbe prevedere la facoltà per l'affidante o il protector di modificare programma o beneficiari, in questo differenziandosi dal Trust che spesso prevede limitazioni al riguardo. In realtà la tesi può essere oggetto di revisione critica, come la stessa opinione ammette, almeno tutte le volte in cui i poteri residui in capo all'affidante siano tali da non far ritenere realizzata la fiducia ed il conseguente spossessamento, fondamentale a sostenere il programma dell'affidamento fiduciario. Perciò eventuali poteri dell'affidante di incidere su programma o beneficiariandrebbero ancorati ad eventi obiettivi che prescindano dalla mera volontà dell'affidante, potendosi, in caso contrario, dubitare della causa dell'affidamento. Discussa è la segregazione patrimoniale del bene vincolato in affidamento fiduciario, alcuni la ritengono ammissibile solo tramite il ricorso al 2645 ter c.c. o alla società fiduciaria, altri invece la ritengono ammissibile secondo una lettura evolutiva dell'articolo 2740 c.c., in ogni caso è evidente la differenza rispetto al trust dove la segregazione trova fonte nella natura stessa dell'istituto come riconosciuto dalla Convenzione dell' Aja. Per leggere gli altri articoli SuperPartes clicca qui:http://associazionesuperpartes.it/extra/blog/ [1] F. Pene Vidari, Contratto di affidamento fiduciario, patrimonio e passaggio generazionale, in www.federnotizie.it/contratto-di-affidamento-fiduciario-patrimonio-e-passaggio-generazionale