Source: http://www.studiogiulianelli.it/Archivio/Modello%20degli%20elenchi%20riepilogativi%20delle%20cessioni%20e%20degli%20acquisti%20intracomunitari%20di%20ben/Intrastat%20A021.html
Timestamp: 2018-02-21 05:02:21+00:00
Document Index: 138719836

Matched Legal Cases: ['art. 50', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 11', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 46', 'art. 47', 'art. 6', 'art. 50', 'art. 39', 'art. 7', 'art. 17', 'art. 44', 'art. 17', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 46', 'art. 47', 'art. 50', 'art. 41', 'art. 20']

L'art. 50, comma 6, del D1 331/93 prevede che i contribuenti che effettuano operazioni intracomunitarie devono presentare agli Uffici
doganali gli elenchi riepilogativi delle cessioni e degli acquisti
intracomunitari registrati o soggetti a registrazione.
La presentazione di tali elenchi riepilogativi ha lo scopo di soddisfare
contemporaneamente esigenze sia di carattere fiscale sia di carattere
statistico connesse con gli scambi intracomunitari.
Rimandiamo alle singole risposte l'esame delle problematiche con riferimento sia alla modalità di compilazione per acquisti, cessioni, e
perfezionamenti, sia alla periodicità e modalità di presentazione.
Riferimenti nomativi:
- Dm 21 ottobre 1992
- D1 23 gennaio 1~3, n. 16 (convertito in legge 24 marzo 1993, n. 75)
- Dm 16 febbraio 1993
- D1 30 agosto 1993, n. 331 (convertito in legge 29 ottobre 1993, n.
427)- Art. 50, comma G
- Dm 24 dicembre 1993
- Decreto direttoriale 4 febbraio 1998
- Dpr 7 gennaio 1999, n. 10
~ Vedere anche: Acquisti comunitari / Campioni, omaggi e cessioni gratuite / Fatturazione delle vendite / Invii in conto visione / Lavorazioni e riparazioni / Prestazioni di servizi / S. Marino / Sanzioni
/Triangolazioni
1. COME DETETERMINARE IL VALORE STATISTCO INTRA
D. Nella compilazione dei modelli Intra il valore statistico rappresenta
sempre un dato difficile da determinare.
Vorremmo conoscere le regole ed un metodo pratico per ottenere tale valore.
R Diversi sono i criteri per la determinazione del valore statistico, a seconda che si tratti di cessioni od acquisti intracomunitari.
Difatti, nell'opuscolo distribuito dall'Istat alla vigilia dell'attuazione del mercato interno europeo (1" gennaio 1993) si legge:
1) nelle cessioni e, quindi, nel modello Intra l-bis ·il valore statistico alla
spedizione, da indicare in lire italiane, è stabilito partendo dall'ammontare
delle cessioni determinato ai sensi delle disposizioni in materia di Iva e de-
ve comprendere le spese di consegna (trasporto, assicurazione, ecc.) sol-
tanto fino al luogo di uscita dall'Italia (valore franco confine italiano). Per
le merci rispedite a seguito di introduzione temporanea a scopo di perfezionamento, il valore statistico ~ stabilito come se tali merci fossero intera-
mente prodotte in Italia·;
2) negli acquisti e, perciò, nel modello Intra 2-bis ·il valore statistico,all'introduzione, da indicare in lire italiane, è stabilito partendo dall'ammontare
degli acquisiti determinato ai sensi delle disposizioni in materia di Iva e de-
tanto fino al luogo di introduzione in Italia (valore franco confine italiano).
Per le merci reintrodotte a seguito di spedizione temporanea a scopo di
perfezionamento, il valore statistico è stabilito come se tali merci fossero
state interamente prodotte all'estero..
Da quanto suesposto deriva una prima regola: il valore statistico va sempre
riferito al confine italiano, o meglio al luogo di uscita o di entrata delle merci rispetto al territorio nazionale. Diventano quindi rilevanti i termini di resa
espressi in fattura, ed è utile elencare i principali Incoterms:
- Exw/franco fabbrica (ubicazione della fabbrica);
- Fca/franco vettore (... punto designato);
- Fas/franco sottobordo (porto d'imbarco convenuto);
- Fob/franco a bordo (porto d'imbarco convenuto);
- Cfr/costo e nolo (C&F) (porto di destinazione convenuto);
- Cif/costo, assicurazione e nolo;
- Caf(porto di destinazione convenuto);
- Cpt/porto pagato fino a (punto di destinazione convenuto);
- Cip/porto pagato, assicurazione inclusa, fino a (punto di destinazione
- DaWreso frontiera (luogo di consegna convenuto alla frontiera); i
- Des/ex ship (porto di destinazione convenuto);
- Deq/franco banchina (sdoganato ... porto convenuto); ~
- Ddu/reso non sdoganato (luogo di destinazione convenuto nel paese e
d'importazione);
- Ddp/reso sdoganato (luogo di consegna convenuto nel paese d'importazione) ecc.
Tutti i suddetti termini di resa fanno riferimento ad una località, includendo
nel valore espresso in fattura tutte le spese fino alla località stessa.
Ne deriva, per le cessioni, che se la località è posta all'interno del territorio
nazionale occorre aggiungere al valore di fattura le spese fino al confine italiano o meglio fino al luogo di uscita dal territorio medesimo; se invece la
località è situata al di fuori dello Stato italiano, si devono detrarre dal valore
di fattura le spese dal confine alla località designata.
Per gli acquisti, se la località cui fanno riferimento i termini di resa si trova
all'interno del territorio, vanno detratte dal valore di fattura le spese sostenute nel tratto tra il punto di entrata nel territorio nazionale e la località sud-
detta; viceversa, se la medesima è posta al di fuori del territorio dello Stato,
si devono aggiungere le spese riferite al tratto tra la località stessa ed il con-
fine italiano.
Maggiori difficoltà si hanno nel determinare le suddette spese da detrarre o
da aggiungere al valore di fattura a seconda dei termini di resa quando il
vettore è fornito dalla controparte commerciale, il che, spesso, se non sempre, impedisce di conoscere il punto di attraversamento del confine italiano
e l'incidenza proporzionale delle spese.
Si può suggerire di acquisire, dal proprio vettore di fiducia, i costi medi per
unità di misura e per chilometro in relazione alle tipologie dei trasporti e
determinare empiricamente i valori statistici, tenendo presenti i seguenti
- se la vendita è f.co partenza il valore statistico è superiore al valore di
- se la vendita è f.co confine il valore statistico è uguale al valore di fattura;
- se la vendita è f.co destino il valore statistico e inferiore al valore di fattura;
- se l'acquisto è f.co fabbrica il valore statistico è superiore al valore di
- se I'acquisto è f.co confine il valore statistico è uguale al valore di fattura;
- se I'acquisto è f.co destino il valore statistico è inferiore al valore di fattura.
Risulta evidente che i dati esposti sui modelli Intra possono risultare approssimativi; diventerebbe probabilmente più utile modificare la metodologia di rilevazione e considerare come valore statistico sempre il valore franco fabbrica rimettendo ai prestatori di servizi (vettori, assicuratori, ecc.) la
rilevazione dei propri costi, il che permetterebbe anche di avere dati di
controllo incrociati [7/94].
2.-MODELLI INTRA: CORREZIONI E RETTIFICHE
_ D. Ci riferiamo alla compilazione dei modelli Intra ed in particolare alle
- come comportarci quando si hanno variazioni di dati nell'ambito del
periodo di rilevazione;
- come correggere dati statistici che non compaiono nei modelli delle rettifiche.
R. Le disposizioni in tema di rilevazioni statistiche degli scambi intracomunitari, prevedono tre tipi di periodicità (art. 3 Dm 21 ottobre 1992 e art. G D1
23 gennaio 1993, n· 16 convertito in legge 24 marzo 1993, n. 75):
- mensile per cessioni ed acquisti intracomunitari nel corso dell'anno precedente di valore complessivo superiore a lire 150 milioni;
- trimestrale per importi da 50 a 150 milioni di lire;
- annuale per importi inferiori a 50 milioni.
Va, inoltre, precisato che solo nel caso di elenchi mensili vanno compilati i
moduli in tutte le colonne; per gli altri elenchi, la compilazione e limitata
alle colonne da 1 a G per le cessioni e da 1 a 7 per gli acquisti, ovvero alla
parte che è stata definita ·fiscale·.
Ove si abbiano delle variazioni di dati sia fiscali che statistici nell'ambito dei
suddetti periodi, sui modelli Intra 1 bis o Intra 2 bis, rispettivamente per le
cessioni o gli acquisti, vanno esposti i dati gia rettificati.
Difatti, a parte altre considerazioni di logica operativa, i programmi informatici di acquisizione dei dati non comprenderebbero delle rettifiche su
dati acquisiti nell'ambito del medesimo periodo.
Altra questione riguarda la correzione di dati statistici che non figurano nei
modelli delle rettifiche.
Sembrerebbe che il legislatore abbia selezionato e privilegiato solo i dati
fiscali, ammettendo come unico dato esclusivamente statistico ·il valore statistico·, e volendo eventualmente attribuire la duplice valenza fiscale e statistica alla natura della transazione ed alla nomenclatura combinata.
Rimane il fatto contraddittorio di un sistema sanzionatorio che penalizza,
parrebbe in modo sproporzionato alla gravità dell'errore, spesso involuto
da parte dell'operatore, errori per i quali non è resa possibile la rettifica.
Difatti, ove avvenga l'omessa o inesatta indicazione dei dati statistici negli
Regime in vigore fino al 31 dicembre 1998. Con decorrenza dal 1" gennaio 1999 (Dpr
7 gennaio 135~, n. 10, art. 1, commi 1 e 2) sono stati modificati gli importi che determinano
le periodicità di compilazione dei modelli Intrastat come segue:
1) cessioni intracomunitarie:
- mensili, per coloro che hanno realizzato nell'anno precedente o, in caso di inizio di attività, presumono di realizzare nell'anno in corso, cessioni per un ammontare complessivo
superiore a 300 milioni;
- trimestrali, per i soggetti con ammontare superiore a 75 milioni;
- annuali, per i restanti soggetti;
2) acquisti intracomunitari:
- mensili per coloro che hanno realizzato nell'anno precedente o presumono di realizzare
nell'anno in corso acquisti per un ammontare superiore a 200 milioni;
- trimestrale per i soggetti con ammontare superiore a 50 milioni;
-	annuali per·i restanti soggetti.
elenchi riepilogativi (listing, si contesta la violazione degli artt. 21 e 23 del
reg. Cee n. 3330~1 e dell'art. 6, secondo comma del Dln. 16/93, donde la
norma sanzionatoria dell'art. 11, terzo comma del Dpr n. 322/89, che pre-
vede la pena pecuniaria da lire 400.000 a lire 4.000.000 per le persone fisi-
che e da lire 1.000.000 a lire 10.000.000 per Enti e Società.
3. INTRASAT: DICHIARZAIONE DEL VOLUME D'AFFARI
D. Nel 1~5~3 una ditta italiana ha avuto un volume di cessioni intracomunitario inferiore a lire 50 milioni, donde la compilazione del modello In-
INTRA-1 annuale; sennonché nel corso del corrente anno, ha superato il predetto importo. Come deve comportarsi?
R L'art. G della legge n. 75 del 24 marzo 1993 di conversione del D1 n. 16
del 23 gennaio 1333 stabilisce che gli elenchi modelli Intra debbono riferirsi, rispettivamente: a periodi mensili per i soggetti che hanno realizzato nel-
l'anno precedente e, in caso di inizio di attività di scambi intracomunitari,
presumono di realizzare nell'anno in corso, per cessioni ovvero per acquisti, scambi con gli altri Stati membri della Comunità economica europea per
un ammontare complessivo superiore a 150 milioni di lire; a periodi trimestrali per gli altri soggetti con ammontare superiore a 50 milioni di lire; e a
periodi annuali per i restanti soggetti.
I medesimi criteri sono previsti nell'art. 3 del Dm 21 ottobre 1992, istitutivo
dei modelli Intra.
Nessuna norma né istruzione amministrativa prende in considerazione le
variazioni intervenute nel corso dei periodi previsti, ragione per cui occorre
procedere in via interpretativa.
Si deve ritenere che i· volumi di scambi intracomunitari realizzati nell'anno
precedente e quelli presunti, nel caso di inizio di attività, una volta determinata la periodicità delle compilazioni dei modelli Intra, non possano più modificarsi, neppure a fronte di variazioni effettive nel volume degli scambi.
L Regime in vigore Ano al 31 dicembre 1998. Con decorrenza dal 1" gennaio 1999 (Dpr
7 gennaio 1999, n. 10, art. 1, commi 1 e 2) sono stati modificati gli importi che determinano
- trimestrali per i soggetti con ammontare superiore a 50 milioni;
-	annuali per i restanti soggetti.
L'aumento di cessioni segnalate nel quesito, e riscontrato nel corrente anno, determinerà una diversa periodicità per l'anno venturo, proprio in ossequio al riferimento all'anno precedente voluto dalla norma, ed il medesimo criterio è valido nel caso di inizio dell'attività. D'altronde, l'acquisizione meccanografica degli elenchi rivelerebbero la contraddizione dovuta ad una variazione di periodicità nel corso dell'anno, che incide anche sulla tipologia delle informazioni fornite (compilazione parziale dei modelli Intra trimestrali ed annuali), tale contrasto viene difatti segnalato come criterio di controllo per l'anno successivo.
In sede di eventuale controllo verrà appunto accertato se la mancata corrispondenza tra la periodicità nella compilazione dei modelli Intra e l'ammontare dell'importo degli scambi intracomunitari sia dovuta alla effettiva cronologia delle fatturazioni, oppure ad errori od omissioni, in tal caso sanzionabili anche sotto il solo aspetto statistico da lire 400.000 a lire 4.000.000 per le persone fisiche; e da lire 1.000.000 a lire 10.000.000 per enti e società.
4- IL RITORNO DEL PALLET NELLE DICHIARAZIONI
D. La nostra società considera i pallet Eur 80x120 alla stessa stregua dei nostri prodotti finiti. Pertanto, al momento della spedizione, fattura ai clienti anche i pallet che questi non sono in grado di interscambiare al carico di quanto ordinato. Nel caso di cessioni intracomunitarie, anche i pallet figurano nell'Intra 1-Bis. E' frequente il caso in cui il destinatario intracomunitario decide di restituire in tempi successivi, tutti o parte dei Pallet da noi fatturatigli. In questo caso la nostra azienda rimette al cliente una nota di credito con il valore unitario dei pallet ritornati pari a quello originariamente indicato in fattura. I clienti greci invece, accompagnano il ritorno dei pallet vuoti con una loro fattura a valore unitario pari a quello da noi applicato in origine. Sulla classificazione del ritorno oneroso dei pallet vuoti, abbiamo raccolto pareri contrastanti. Qual è la procedura corretta?
R- La circ. n. 13 del 23 febbraio 1994, nel prendere in ipotesi le variazioni susseguenti ad una vendita, ha disciplinato le ipotesi di aumenti e diminuzioni nel seguente modo:
1.	Nel caso di variazioni in aumento, l'operatore nazionale è obbligato ad emettere una nota di debito.
2.	Nel caso di variazioni in diminuzione, l'operatore nazionale ha facoltà di emettere una nota di credito annotandola sul registro fatture emesse con apposita annotazione di rettifica in diminuzione. La rettifica riduce l'ammontare imponibile dell'operazione cui si riferisce se viene annotata nello
stesso mese in cui è annotata I'operazione originaria; diversamente si tiene
conto della rettifica in dichiarazione annuale.
Nel caso da voi prospettato per tutti i clienti europei, esclusa la Grecia, operate correttamente, come indicato al punto 2) sopra esposto. Per quanto attiene invece i rapporti commerciali con la Grecia, ci pare di capire che sono
gli stessi che vi rivendono i pallet, in quanto citate la frase ·ritorno oneroso·.
Pertanto, l'operazione ha tutte le caratteristiche dlell'acquisto intracomunitario,
acquisizione della proprietà;
effettiva movimentazione del bene;
effettiva movimentazione del bene
status di operatore economico del cedente comunitario e del cessionario nazionale
Quindi, la fattura che ricevete dalla Grecia è una normale fattura di acquisto
Intracomunitario da integrare ai sensi dell'art. 46 e da registrare ai sensi del-
l'art. 47 della legge n. 427/93, e da indicare sul modello Intra acquisti.
Sono, pertanto, i presupposti di base sopracitati a qualificare l'operazione
come acquisto intracomunitario. [1/951
5 NOMENCLATURA COMBINATA E COMPILAZIONE DEL MODULO INTRA
D. Accade che il fornitore estero in scambi intracomunitari dichiari un codice di nomenclatura combinata da noi non condiviso, anzi ritenuto decisamente errato; come dobbiamo comportarci nella compilazione del modello Intra?
R La responsabilità dei dati esposti nel modello Intra è attribuita al soggetto
passivo Iva, tenuto alla compilazione del medesimo, di cui sottoscrive il
frontespizio ed ogni elenco riepilogativo, e delle rettifiche.
pur essendo unica ed identica la codifica merceologica utilizzata in tutti i
paesi membri della Ce, può accadere che il codice indicato in fattura (non
obbligatorio) dal fornitore non venga condiviso dall'acquirente italiano.
In tale ipotesi, è consigliabile effettuare una verifica della classificazione in
È utile anche tener presente che le codifiche statistiche subiscono modifiche
ed aggiornamenti, che sono particolarmente numerosi ad inizio di ogni anno. Si rende, pertanto, opportuno che gli operatori effettuino periodicamente
un riscontro dell'esattezza delle codifiche abitualmente utilizzate. [3/951
6. OBBLIGHI INTRA PER L?ALLARGAMENTO COMUNITARIO AD AUSTRIA, FINLANDIA E SVEZIA
D. Dal I" gennaio 1~5 è avvenuta I'estensione della Ue ad altri tre paesi,
Austria, Finlandia e Svezia. In conseguenza di ciò, esistono specifiche disposizioni in merito ai modelli Intra?
R A seguito dell'adesione all'Unione Europea dei tre nuovi Stati, sono sorti
tra gli operatori alcuni dubbi in relazione alla periodicità della presentazione per I'anno 1935 degli elenchi riepilogativi delle cessioni e degli acquisti
intracomunitari, determinando l'intervento con propri chiarimenti da parte
dell'amministrazione finanziaria delle entrate.
Va rammentato innanzitutto che ai fini dell'individuazione della periodicità
sopra richiamata, l'art. 6, comma 1, del D1 23 gennaio 1993, n. 16, convertito dalla legge 24 marzo 1993, n. 75, stabilisce che occorre far riferimento
all'ammontare degli scambi effettuati nell'anno precedente con gli altri Stati
membri. considerando separatamente cessioni e acquisti.
Pertanto, i soggetti obbligati alla presentazione dei suddetti elenchi riepilogativi devono, per I'anno 1995, ricomprendere tra le operazioni prese a base per la determinazione della periodicità di presentazione degli elenchi,
anche I'ammontare delle esportazioni e importazioni definitive effettuate
con i nuovi paesi comunitari nel corso dell'anno 1994.
Naturalmente per gli operatori i quali durante I'anno 1~4 non hanno effettuato scambi commerciali con altri Stati comunitari, ivi compresi 1'Austria, la
Finlandia e la Svezia, e che iniziano tale attività, la periodicità di presentazione degli elenchi riepilogativi (modelli Intra) va rapportata, in ossequio al
.già citato art. G dei Dln. 16~3, ad un ammontare di scambi presuntivamente determinato.
In proposito giova tener presente che, individuata, anche se in via presuntiva, una certa periodicità, la medesima diviene vincolante per I'anno in
corso,'anche se dovessero verificarsi effettive variazioni in aumento o in diminuzione; il reale ammontare delle transazioni avvenute, determinerà la
periodicità dell'anno successivo.
Se, ad esempio, presumo di effettuare durante il 1995 cessioni per un valore comprensivo tra 50 e 150 milioni, donde la compilazione trimestrale
del modello Intra, anche se dovessi realizzare cessioni per un importo superiore a 150 milioni, per tutto I'anno in corso. Tale superiore importo renderà mensile la compilazione degli elenchi riepilogativi nell'anno 1996 a
prescindere dagli effettivi importi delle cessioni nel medesimo anno.
Si conferma, infine, la regola doganale che stabilisce che tutti gli scambi
commerciali avvenuti prima del 1995 con Austria, Finlandia e Svezia con
procedure doganali non definite (temporanee importazioni ed esportazioni, introduzioni in depositi doganali, ecc.) devono essere conclusi con formalità doganali che prevedono emissione di bollette. [4/95
7.AD OGNI NOMENCLATURA LA SUA RICA
D. Le transazioni con diversi codici di nomenclatura combinata nei confronti del medesimo soggetto passivo Iva, vanno indicate su righe diverse?
Ovvero, quale livello di sintesi è ammesso?
R Ogni codice di nomenclatura combinata rappresenta una specifica classificazione fiscale e statistica e va rilevata in apposita riga e non sono ammessi livelli di sintesi.
Vanno comunque tenute presenti le regole di classificazione delle merci,
presenti nella tariffa doganale, in cui si dispone che un oggetto presentato
smontato, anche incompleto, va classificato con il codice dell'oggetto completo; gli accessori forniti con macchinano, seguono la codifica del macchinario, ecc. [i/961
8 STESSA MERCE CON GRAMMATURA DIVERSA
D. Se in una fattura si ha lo stesso tipo di merce con grammatura diversa,
devono segnalare due diverse nomenclature combinate? E se hanno la
stessa grammatura?
R La descrizione lètterale delle merci esposta in tariffa individua il codice
della nomenclatura combinata da rilevare per 1'informazione statistica e da
riportare nel modello Intra; se quindi a grammature diverse corrispondono
codici diversi, si compilano righe diverse. [1/96]
9 I MODELLI INTRA PER LE RIPARAZIONI A TITOLO ONEROSO
D. Per il volume di scambi intracomunitari espresso in valore siamo tenuti
alla compilazione annuale dei modelli Intra, sia per le cessioni che per gli
Dovendo effettuare riparazioni a titolo oneroso, come devono essere redatti
R. La circolare ministeriale n. 13 del 23 febbraio 1994 ~~Iva. Armonizzazione
della disciplina relativa agli scambi intracomunitari, D1 30 agosto 1993, n.
331, convertito con modificazioni dalla legge 29 ottobre 1993, n· 427· al
punto 15.1, lettera c) per i beni in riparazione, stabilisce: ·Per i beni inviati
o ricevuti in riparazione la movimentazione assume rilevanza ai soli effetti
statistici, con l'obbligo di presentazione dei relativi elenchi. Le movimentazioni di beni per riparazione a titolo gratuito, comprese quelle effettuate a
titolo di garanzia, sono escluse dall'obbligo di presentazione degli elenchi
riepilogativi degli acquisti e delle cessioni intracomunitarie·.
La disposizione ha carattere generale, ed occorre tener presente che gli
elenchi annuali vanno compilati solo fino alla nomenclatura combinata,
pertanto, nella fattispecie prospettata, potrebbero aversi delle perplessità
sui dati da fornire nel rispetto delle istruzioni.
Ai fini del bilanciamento delle operazioni di arrivo e di spedizione dei materiali, pare opportuno che venga compilato l'elenco degli acquisti fino alla
colonna 7 apponendo degli zeri, espressi in cifre, per gli ammontari dell'operazione, e il codice 4 nella colonna·natura della transazione·.
Successivamente, al momento della rispedizione del materiale riparato, verrà compilato l'elenco delle cessioni fino alla colonna G - nomenclatura combinata -, apponendo I'importo della riparazione nella colonna dell'ammontare dell'operazione e il simbolo 5 nella colonna della natura della transazione.
Naturalmente, entrambe le operazioni di arrivo e di rispedizione del materiale verranno annotati nell'apposito registro bollato di carico e scarico.
Ove si volesse applicare rigorosamente la suddetta circolare, che prevede
soltanto la rilevazione statistica e non essendo richiesti i dati statistici negli
elenchi riepilogativi annuali, non si dovrebbe procedere a!la compilazione
di tali moduli. [2/96]
10.RETTIFICA INTRA IN CASO DI ROTTAMAZIONE
D. Abbiamo ricevuto beni per riparazione a titolo oneroso; ove il materiale
venisse ritenuto non riparabile e si fosse conseguentemente autorizzati a
rottamarlo, si deve fare una rettifica sul modello Intra?
R I1 caso prospettato rientra fra le fattispecie, previste nella circolare ministeriale 23 febbraio 1994, n. 13: ·Iva. Armonizzazione della disciplina relativa agli scambi intracomunitari. Decreto legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, punto 15.1:
casi particolari - beni in riparazione·.
All'atto del ricevimento del materiale, in relazione alla presunzione dell'onerosità della riparazione, viene compilato il modello Intra, riepilogo acquisti - 2 bis- ai soli effetti statistici: codici Iso-Iva del fornitore; I'indicazione ·0·
(zero) nelle colonne degli ammontari in lire e in valuta dell'operazione; il
codice ·4·, nella natura transazione (trattandosi di perfezionamento attivo),
il codice di nomenclatura combinata nella colonna ·7·; inoltre, le rimanenti
colonne, se si tratta di soggetto tenuto alla presentazione di elenco mensile
(nel caso di volumi di acquisti annuali di importo complessivo superiore a
lire 150 milioni)'
I1 materiale viene annotato nel registro delle lavorazioni (art. 50, comma 5,
Di 33i/93 e art. 39 Dpr n. 633/72).
Con la rottamazione, formalmente accertata, si dà scarico al precedente registro e si azzera I'operazione.
Pertanto, va azzerata I'operazione anche ai fini della rilevazione statistica,
mediante rettifica del modello Intra con presentazione del modello 2 ter,
su cui si deve trascrivere la precedente segnalazione col segno negativo
(->'. [4/96]
Dal 1" gennaio 1999 lire 200 milioni.
Z L'aspetto Più importante riguarda la procedura di rottamazione in quanto si tratta di bene non di proprietà del soggetto italiano ed è quindi difficilmente applicabile il Dpr 10 no-vembre 1~7, n. 441, salvo eventuale venfica di informazione presso gli Uffici competenti.
Al fine di superare tuni gli ostacoli burocratici è consigliabile effemiare un acquisto, da parte
del soggeno italiano, attribuendo un valore reale che può essere rapportato al tipo di ma-
teriale che compone il bene in base all'unita di misura come il kg. In tal caso verrebbe an-
nullata la precedente operazione con la pr-sentazione del mod Intra 2-ter e verrebbe segna-
lato I'acquisto con il mod. Intra 2-bis.
11- RETTIFICHE INTRA PER RESI DI MERCE
D. Dobbiamo rendere definitivamente della merce regolarmente acquistata e inserita nei modelli Intrastat (Intra 2-b~s) dei mesi precedenti.
È su~f~Sc2ente indicare la variazione tramite nota di credito emessa dal fornitore (Intra l-ter) oppure è necessario emettere nostra fattura di vendita
trattandosi di trasferimento di merce (Intra I-b~s)?
R La circolare 23 febbraio 1994, n. 13 del Ministero delle finanze al punto
10.3 fornisce la soluzione per il caso prospettato.
Per variazioni in diminuzione, l'operatore nazionale ha facoltà di intervenire con apposite annotazioni in diminuzione direttamente sul registro delle
fatture emesse e sul registro degli acquisti. Tali rettifiche riducono l'ammontare dell'operazione di acquisto cui si riferiscono, se vengono annotate nello stesso mese in cui è annotata l'operazione originaria; diversamente, delle
rettifiche si tiene conto in dichiarazione annuale.
Questa procedura di regolarizzazione è applicabile anche quando si debba
procedere alla restituzione dei beni al cedente in altro Stato membro; in tal
caso è necessario compilare il modello Intra a-ter, ai soli fini statistici, anche
se la variazione non ha assunto rilevanza fiscale.
La modifica di un'operazione già effettuata è soggetta alla stessa disciplina
dell'operazione principale; pertanto negli acquisti si applica la stessa ali-
quota Iva, o il medesimo trattamento di non imponibilità, esenzione o
non assoggettamento al tributo e lo stesso cambio già utilizzato per la fattura relativa all'acquisto originano.
Le rettifiche conseguenti a variazioni concernenti più periodi di riferimento,
ancorché compresi in piu anni solari possono essere indicate nei modelli
Intra l-ter per le cessioni ed Intra 2-ter per gli acquisti globalmente per ciascun acquirente o fornitore e per ciascun tipo di merce, con riferimento sol-
tanto all'ultimo periodo in cui le operazioni rettificate sono state comprese
negli elenchi riepilogativi. [9/961
12. I MODELLI INTRA PER VIA TELEMATICA
D. Abbiamo avuto notizia della possibilità di trasmissione telematica delle
dichiarazioni Intra. Gradiremmo informazioni in merito.
R La procedura per la trasmissione telematica dei dati è trattata nella circolare
26 settembre 1996, n. 231/D, prot. 4801 (Div. XIII - Centro informativo - Di rezione centrale degli affari generali, del personale e dei servizi informatici e
tecnici - Dipartimento delle dogane e delle imposte indirette) avente per oggetto ·Utilizzazione dell'Edi (Electronic I`ata Interchange) per 1à presentazione degli elenchi riepilogativi delle cessioni e degli acquisti intracomunitari·.
I1 collegamento è assicurato da appositi sistemi dì accesso installati presso i
Ced compartimentali.
La trasmissione dei dati fra i sistemi informatici degli operatori economici e
i predetti sistemi di accesso viene effettuata attraverso la rete pubblica a
commutazione di pacchetto Itapac, previa autorizzazione da parte della Direzione centrale sopraindicata ed apposite prove tecniche.
I1 richiedente può avvalersi di un terzo fornitore di servizi per la connessione al sistema di accesso.
L'acquisizione dei dati, opportunamente verificati con la conseguente segnalazione degli errori, viene confermata con apposito messaggio e sostituisce a tutti gli effetti la consegna degli elenchi. [12/96]
13. ANCHE IL RAPPRESENTANTE RSCALE È TENUTO AUA PRESENTAZIONE
DU MODEUI INTRA
D. Sono rappresentante fiscale di una società tedesca che ha assunto in
Italia un appalto per la fornitura di particolari ed il montaggio degli stessi
con propri tecnici nel cantiere italiano. Per Un completamento dell'opera la
società si avvale dl subappaltatori italiani.
Quale rappresentante fiscale integro le fatture estere con I'importo Iva ordinaria italiana e con le altre formalità necessarie e registro le stesse nel registro fatture emesse; registro pure le fatture di acquisto con regolare Iva pervenutemi da parte dei subappaltatori italiani e provvedo al versamento
mensile o trimestrale della eccedenza Iva. È corretto tale comportamento?
Quali sono inoltre gli adempimenti Intrastat?
R. La circolare 23 febbraio 1994, n. 13 ha precisato quanto segue: ·il secondo comma dell'art. 7 del Dpr 633/72, riformulato, attrae nel campo di applicazione dell'imposta, ai fini del presupposto territoriale, le forniture di
beni, anche in dipendenza di contratti di appalto, d'opera e simili, provenienti da altro Stato membro, che vengono installati, montati o assiemati
nei territorio dello Stato dal· fornitore o per suo conto.
In base alla richiamata disposizione il trasferimento dei beni, da parte del
fornitore comunitario, dal suo territorio in quello nazionale risulta irrilevante ai fini dell'imposta, in quanto il momento impositivo viene a determinarsi
all'atto della successiva consegna del bene installato, montato o assiemato.
Ne consegue che gli obblighi relativi alla fornitura di detti beni, in mancanza di stabile organizzazione o di rappresentante fiscale, devono essere
adempiuti dall'operatore italiano soggetto d'imposta, mediante emissione
di autofattura a norma dell'art. li, terzo comma, Dpr 633·.
L'art. 17, secondo comma, del Dpr 633 prevede, per i soggetti non residenti
e senza stabile organizzazione in Italia, la possibilità di nominare un rappresentante residente nel territorio dello Stato per adempiere o esercitare,
nei modi ordinari gli obblighi e i diritti derivanti dalla applicazione del decreto istitutivo dell'Iva relativamente alle operazioni effettuate nello Stato.
L'art. 44, terzo comma, primo periodo, della legge 29 ottobre i993, n· 427,
nell'ambito comunitario fa espressamente.~chiamo all'art. 17, secondo
comma, sopra citato.
Sempre l'art. 44, terzo comma, al terzo periodo prevede una particolare figura di rappresentante, il c.d. rappresentante fiscale ·leggero·, nelle ipotesi
in cui vengono effettuate esclusivamente operazioni attive e passive non
imponibili, esenti, non soggette o comunque senza obbligo di pagamento
~lIa~So~aZ~io~, come ribadito anche dalla circolare 13/94 al paragrafo 8,
il rappresentante è tenuto solamente all'esecuzione degli obblighi relativi
alla fatturazione delle operazioni e alla compilazione degli elenchi riepilogativi delle cessioni e degli acquisti intracomunitari
Si è partiti volutamente da questa figura fiscalmente più agevolata per arrivare a concludere che, se nella legge (art. 44, terzo comma) quanto nella
circolare è stato imposto I'obbligo di presentazione dei modelli Intra, ·ancorché le operazioni in tal caso non siano soggette all'obbligo di registrazione·, a maggior ragione tale obbligo ricade sul rappresentante fiscale
che deve rispettare gli adempimenti previsti dalia legge 427/93.
Per ultimo il Dm 21 ottobre 1992 all'art. 2, primo comma, e la successiva
circolare 5 febbraio 1993, n· 39/40, prevedono che ·sona tenuti alla presentazione degli elenchi riepilogativi i soggetti passivi all'imposta sul valore aggiunto che effettuano scambi comunitari con i soggetti all'imposta sul valore aggiunto degli altri Stati membri della Cee·; ed il rappresentante fiscale è
tale, in base all'art. 17, secondo comma, del Dpr 633.
Con la risoluzione 5 agosto 1994, n· VIT-15-8, il Ministero ha ribadito il concetto che ·il rappresentante fiscale, ricevuta la fattura estera, provvede ad
adempiere agli obblighi formali previsti dagli artt. 46 e seguenti della legge
427/93, per quanto concerne l'acquisto intracomunitario· I necessario
quindi far riferimento ai seguenti articoli della legge 427/93:
_ art. 46: numerazione ed integrazione della fattura;
- art. 47: registrazione della fattura;
- art. 50, comma 6: compilazione e presentazione dei modelli Intra. [1/97]
14. I MODELLI INTRA PER SOCIETA? NUOVE E IN ESTINZIONE
D. La nostra società sta per incorporare una consociata, trasformandola
in una divisione commerciale, ed entrambe compilano i modelli Intra
per la rilevazione degli scambi intracomunitari.
Si vorrebbe sapere quali saranno i/futuri adempimenti in proposito
R. La società destinata ad essere incorporata e quindi a cessare la propria attività come soggetto autonomo, all'atto della compilazione dell'ultimo elenco dovrà barrare la casella 2 del frontespizio, cessazione di attività, per la società incorporante bisogna distinguere due ipotesi:
-	se essa conserva la propria ragione e denominazione sociale, al momento della presentazione del primo elenco, includente le transazioni del soggetto cessato, dovrà tener conto di quei volumi operativi per l'eventuale modifica della periodicità;
-	- se invece assume una nuova denominazione sociale tiene il medesimo comportamento della società incorporata (barra alla casella 2 del frontespizio dell'ultimo elenco presentato come soggetto cessante per trasformazione), mentre nel frontespizio del modello Intra redatto a nome del nuovo soggetto derivante dalla trasformazione ed incorporazione, barra la casella 1 del frontespizio ( è il caso in cui non sono stati presentati in precedenza elenchi riepilogativi), tenendo conto dei nuovi volumi operativi ai fin idelle periodicità.
15. VARIAZIONE DEL CODICE IVA AI FINI INTRA
D. Abbiamo la delega per la compilazione dei codici Intra e talvolta ci viene segnalata dai nostri clienti la variazione di codice iva delle loro controparti commerciali in costanza di rapporto e nell'ambito del medesimo periodo di rilevazione statistica, Occorre effettuare verifiche?
R. Se il presupposto è il fatto che il medesimo soggetto passivo Iva ottiene nel suo paese la variazione del codice Iva, proseguendo la medesima tipologia di scambi intracomunitari non si vede il motivo di effettuare rettifiche. Infatti, il documento da cui si rilevano i dati e la fattura, da ritenersi compilata correttamente dall'operatore comunitario, che si presume possa aver dato comunicazione del cambiamento.
Ove invece, nel periodo di transizione fossero stati commessi errori con l'indicazione in fattura del codice Iva cessato oltre il termine di validità, sarà utile acquisire dall'operatore comunitario una comunicazione formale della data di variazione. In tal caso, diverrà necessario procedere alla rettifica eliminando col segno meno le transazioni imputate al codice Iva cessato, assegnando poi le medesime col segno più al nuovo codice.
Sarà anche consigliabile verificare l'esattezza del medesimo presso l'ufficio Iva.
16. VENDITA DI AUTOVETTURE A RESIDENTI IN ALTRO PAESE CE
D. Siamo concessionari di varie case automobilistiche ed è abbastanza frequente il caso di vendite a privati residenti in altro stato membro.Tali cessioni sono suscettibili di adempimenti particolari come scambi intracomunitari?
R. In linea generale, le cessioni effettuate nei confronti di privati residenti in altro stato comunitario sono considerate alla stregua di scambi interni ed esulano dalle disposizioni che disciplinano le transazioni intercomunitarie. Il caso specifico prospettato è stato però oggetto di recente risoluzione del dipartimento delle entrate che ha stabilito la seguente direttiva, considerando che l'art. 41, comma 2, lett. B , del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, in deroga al principio generale, espressamente classifica le operazioni in esame fra quelle assimilate alle cessioni intercomunitarie con conseguente applicazione delle disposizioni che ineriscono agli adempimenti formali che fanno capo al soggetto cedente, ivi compreso quello di presentazione del mod. Intra-1. Ne deriva che nella colonna 2 del modello Intra-1 il codice Iso del pese di residenza dell'acquirente sarà seguito da una serie di zeri nella successiva colonna 3.
17. INTRATAT: QUALE CODICE PER I BENI SMONTATI?
D. Frequentemente negli acquisti intracomunitari il nostro fornitore, per motivi di trasporto e di imballaggio spedisce le apparecchiature richieste smontate. Nella fattura, pur indicando il valore complessivo della fornitura, precisa il codice di nomenclatura combinata di ogni parte smontata. Dobbiamo attenerci allo stesso criterio nella compilazione dei vari Intra? E' ovvia la difficoltà di determinare i vari dati statistici e soprattutto i valori per le singole voci. E' corretto il sistema adottato dal fornitore?
R. La risoluzione del problema esposto dal lettore è contenuta nelle regole generali per l'interpretazione della nomenclatura combinata che costituiscono parte delle disposizioni preliminari alla tariffa doganale comune. La norma specifica stabilisce che qualsiasi riferimento ad un oggetto nel testo di una determinata voce comprende questo oggetto anche se incompleto o non finito purché presenti, nello stato in cui si trova, le caratteristiche essenziali dell'oggetto completo o finito, o da considerare come tale per effetto delle disposizioni precedenti, quando è presentato smontato o non montato. Ne deriva che la compilazione dell'unica riga di dettaglio con il codice della nomenclatura combinata riferito all'intera apparecchiatura ed analogamente per i rimanenti dati fiscali e statistici.
18. I PALLET E IL MODELLO INTRASTAT
D. nel caso di invio degli imballaggi a supporto della merce i cosiddetti pallet o bancali quali sono gli adempimenti previsti ai fini Intra?
R. La domanda del lettore trova risposta in una recente risoluzione del ministero delle finanze la n. 170/E/VII-15/855 del 30 luglio 1997 che richiama il regolamento Cee 22 ottobre 1992, n. 3046/92, recante disposizioni d'applicazione e modificazione di regolamento Cee 3330/91 relativo alle statistiche sugli scambi di beni fra gl istati membri;nel precisare il campo di applicazione del regime Intrastat, l'art. 20 del citato regolamento ha escluso dall'elaborazione statistica i dati riguardanti i beni figuranti nell'elenco contenuto nell'allegato III, tra cui gli imballaggi, indicati nel punto 10 di tale allegato. Pertanto, conclude la risoluzione, il mero movimento dei pallet all'interno del territorio comunitario, sempre che non costituiscano essi stessi oggetto di commercializzazione, risulta escluso dalla compilazione dei modelli Intra. La stessa risoluzione precisa che i pallet, già con pronuncia del 7 dicembre 1991, n. 47776284, erano stati assimilati ad imballaggi, in quanto si configurano come bancali necessari per il trasporto della merce.
19. IL VALORE STATISTICO DELLA MERCE NELLA VENDITA FRANCO FABBRICA
D. E' corretto risolvere il problema del valore statistico in presenza di una vendita franco fabbrica applicando sempre una percentuale fissa, per esempio 3,5% al valore stesso?
R. Le disposizioni in materia sono precise e prevedono che nelle cessioni intracomunitarie il valore statistico comprenda le spese di consegna soltanto fino al luogo di uscita dall'Itali. L'utilizzo perciò di una percentuale fissa è arbitrario e indubbiamente errato. Si conoscono e si comprendono le difficoltà che incombono sugli operatori, in caso di vendita franco fabbrica, nell'acquisire dati che non sono in loro possesso, quali l'effettivo luogo di uscita dal territorio statistico italiano, il mezzo di trasporto di attraversamento del confine nazionale, le spese di consegna sostenute dal cliente. E' consigliabile, come metodo pratico e più confacente con le norme, rilevare l'incidenza media delle spese per tipologia di merce, unità di peso e per chilometro per poi determinare di volta in volta il valore statistico. <non va comunque tralasciata un'ulteriore osservazione di carattere più generale. Se si vogliono avere dati il più possibile reali e veritieri, potrebbe prendersi in considerazione di modificare in accordo con le istituzioni re sponsabili, la nozione di valore statistico, facendolo corrispondere, per
esempio, al valore franco partenza a tutti chiaramente noto e accertabile.
Tali dati potrebbero essere integrati con una ulteriore rilevazione delle
spese di consegna, tramite i soggetti prestatori di tali servizi (vettori,
ecc.) con il vantaggio di avere informazioni incrociate sugli scambi intracomunitari. [1/98]
20. PRESENTAZIONE DU MODELLI INTRASTAT SU FLOPPY DISK
D. In caso di presentazione dei modelli Intra su floppy c'è anche il ritorno
di convalida dalla dogana (protocollo di acquisizione)?
R La presentazione dei modelli Intra, anche su Floppy, può avvenire tramite
consegna diretta o spedizione postale con raccomandata all'ufficio dogana-
le territorialmente competente.
Nel caso di consegna diretta la dogana appone sulla copia del frontespizio
I'annotazione del protocollo di ricezione/acquisizione ; nel caso invece di
spedizione postale, la ricevuta della raccomandata e prova della presentazione e dell'osservanza dei termini prescritti.
Va anche rammentato che col sistema Edi e possibile la trasmissione dei
dati in via telematica, ricevendone con la medesima procedura attestazione
di regolarità e conferma. [1/98]
21. IL PAESE DI ORIGINE NEL MODELLO INTRA-2 BIS
D. Una ditta italiana acquista album per foto da ditta francese che a sua
volta li importa dal Giappone. La ditta italiana che rivende il prodotto in
Italia, dovrà indicare nel modello Intra acquisti come paese di origine
R. I1 modello Intra-2 bis (acquisti) prevede nelle colonne 13 e 14 rispettiva-
mente il ~~Paese di provenienza· ed il ·Paese di origine~~ delle merci da indi-
care col codice Iso.
Per ~~paese di provenienza· si intende lo Stato da cui ha inizio il trasporto
con destinazione il paese del soggetto acquirente.
Per ·paese di origine· valgono le regole doganali di origine delle merci
(paese di ultima lavorazione, trasformazione sostanziale, economicamente
giustificata, ecc.).
Pertanto, nel caso prospettato il paese di origine è il Giappone ed il codice
Iso da indicare nella colonna 14 è ~~GP~~. [1/98]
22. PERFUIONAMENTO ATTIVO E PASSIVO: GLI ADEMPIMEWTI INTRA
D. Nel5li scambi intracomunitari le movimentazioni di merci, oggetto di
perfezionamento attivo e passivo, vengono rilevate nei modelli Intra solo
ai fni statistici.
Questo adempimento va osservato anche quando i soggetti interessati realizzano annualmente importi inferiori rispetto a quelli prescritti per le rilevazioni statistiche?
R. Le modifiche apportate alla legge n. 427/93, che hanno assimilato negli
scambi intracomunitari i regimi del perfezionamento attivo e passivo (in
termini doganali le temporanee importazioni ed esportazioni per lavorazione, trasformazione, riparazione, ecc.) alle prestazioni di servizi, hanno
comportato l'esclusione dalla compilazione dei corrispondenti modelli In-
tra ai fini fiscali, limitandola, come da istruzioni ministeriali, ai soli dati statistici.
Successive disposizioni - decreto direttoriale 17 gennaio 1998 del Diparti-
mento delle Dogane ed I.I - sopprimevano le rilevazioni del valore statistico con decorrenza dal 1" gennaio 1998 nel caso delle cessioni, se il volume
delle spedizioni effettuate nell'anno precedente abbiano avuto un valore
inferiore a lire 7 miliardi e per gli acquisti, ove il valore delle introduzioni
avvenute sempre nell'anno precedente sia stato inferiore a lire 3,5 miliardi;
inoltre, dal 1" aprile 1998 i dati dei regimi statistici, sia delle cessioni che
degli acquisti, venivano soppressi e sostituiti con i codici dei termini di resa
delle merci, fornendo così utili parametri di verifica della correttezza della
determinazione dei valori statistici rispetto ai valori commerciali delle merci
esposti nella parte fiscale dei modelli Intra.
I1 lettore avverte il contrasto tra le due disposizioni e si pone il problema se
alla luce dei limiti introdotti dal 1" aprile c.a. debba ancora essere compilata
la parte statistica dei modelli Intra nel caso dei perfezionamenti attivi e passivi.
I1 dubbio è legittimo, ma dalla lettura del decreto direttoriale emerge che le
innovazioni apportate alle precedenti norme concernono il solo valore statistico e non i rimanenti dati statistici, ii che fa supporre che nulla è mutato
per quanto concerne questi dati (nelle cessioni: natura transazione, nomenclatura combinata, massa netta, unità supplementare, condizioni di consegna, modo di trasporto, paese di destinazione, provincia di origine; negli
acquisti: natura transazione, nomenclatura combinata, massa netta, unità
supplementare, condizioni di consegna, modo di trasporto, paese di provenienza, paese di origine, provincia di destinazione).
Naturalmente, fatto salva diverso avviso dell 'amministrazione, il cui autorevole intervento si renderebbe utile. [9/98]
23 LEASING NELLA CE: COMPILAZIONE DEI MODELLI INTRA
D. Come si compilano i modelli Intra nel caso di arrivi o di spedizioni di
materiali in leasing o locazione?
Ora si veda anchr la circ. 12 marzo 1')<)C), n. 60/D.
R. Tali transazioni non possono considerarsi acquisti né cessioni intracomunitarie non determinando trasferimenti di proprietà, bensì, trattandosi
di ammissione temporanea e temporanea esportazione, sono da considerarsi prestazioni di servizio da rilevarsi ai soli fini statistici con l'utilizzo
del codice G ·Movimento di merci senza trasferimento di proprietà· (per no-
leggio, leasing operativo, ecc.) nella natura transazione.
Nel caso di arrivi, occorre tenere presente che, perché non si dia luogo ad
acquisizione, i medesimi beni, ove venissero importati in regime di temporanea da paesi terzi, dovrebbero godere della totale esenzione dai dazi doganali
Infine, la movimentazione dei predetti beni deve risultare da annotazione
nell'apposito registro di cui all'articolo 50, comma 5. [12/983
24. VARIAZIONI NEI MODELLI INTRA-TER
D. Come si possono rettificare dati non previsti nei modelli Intratel
R. La circolare n. 237 - prot. 744 del 20 novembre 1993 del dipartimento
delle Dogane precisa che i modelli Intra-1ter e Intra-2 ter vanno utilizzati
su iniziativa del dichiarante per comunicare le rettifiche ai riepiloghi di periodi precedenti, dovute a variazioni nell'ammontare delle operazioni intervenute successivamente alla presentazione degli elenchi, ovvero dovute ad
errori od omissioni sostanziali non già rilevati dagli uffici doganali o dagli
altri organi dell'Amministrazione finanziaria, nel qual caso, per le necessarie rettifiche, si dovrà procedere secondo quanto indicato o stabilito nei relativi verbali di accertamento.
Invece, per comunicare agli uffici doganali le correzioni da apportare alle
righe dettaglio formalmente errate (ed in questo caso si possono intendere
inclusi i dati che non figurano nei modelli Intra-ter), i soggetti interessati
possono utilizzare, all'occorrenza ed in special modo quando le correzioni
riguardano più righe di dettaglio, i modelli Intra-l bis ed Intra-2 bis indicando sugli stessi, oltre al periodo di riferimento dell'elenco da correggere ed
al numero di partita Iva, soltanto le righe di dettaglio corrette, contraddistinte dal medesimo numero progressivo con cui erano state indicate nel predetto elenco.
Ne deriva che ove vi fossero periodi diversi da rettificare dovranno compilarsi singoli riepiloghi per periodo né potranno accompagnarsi con frontespizi, bensì sarà consigliabile una normale nota di informazione su carta in-
testata. [12/98]