Source: https://www.leggioggi.it/2012/12/20/gli-effetti-dellemendamento-alla-legge-stabilita-sul-riordino-province/
Timestamp: 2018-04-27 08:37:44+00:00
Document Index: 113731367

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 17', 'art. 7', 'art. 18']

Gli effetti dell'emendamento alla Legge Stabilità sul riordino province
Home Amministrativo Riordino Province, gli effetti dell’emendamento alla Legge Stabilità
Dopo la decisione della Commissione Affari Costituzionali del Senato di interrompere l’esame del disegno di legge di conversione del decreto legge 5 novembre 2012 n. 188 “Disposizioni urgenti in materia di Province e Città Metropolitane”, come anticipato da giorni, è stato infatti depositato il 15 dicembre in Commissione Bilancio del Senato un emendamento dei relatori sen. Legnini e sen. Tancredi, al disegno di legge “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013)” che dovrebbe passare all’esame dell’aula a partire da mercoledì 19 dicembre.
Sull’emendamento sono stati presentati 8 subemendamenti, respinti dalla Commissione, ad eccezione di quello presentato dal sen. Pichetto Fratin volto a prorogare al 31 dicembre 2013 anche il termine previsto dall’art. 2 del D. L. 95/2012 (spending review) per la riduzione del personale dell’amministrazione civile dell’interno (Prefetture) collegato al processo di riordino delle Province.
Questo il testo dell’emendamento approvato dalla Commissione Bilancio del Senato:
“Al fine di consentire la riforma organica della rappresentanza locale ed al fine di garantire il conseguimento dei risparmi previsti dal decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, nonché quelli derivanti dal processo di riorganizzazione dell’Amministrazione periferica dello Stato, fino al 31 dicembre 2013 è sospesa l’applicazione delle disposizioni di cui ai commi 18 e 19 dell’articolo 23 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.
All’articolo 23 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, al comma 16, sostituire le parole: “31 dicembre 2012” con le seguenti: “31 dicembre 2013”.
Nei casi in cui in una data compresa tra il 5 novembre 2012 e il 31 dicembre 2013 si verifichino la scadenza naturale del mandato degli organi delle province, oppure la scadenza dell’incarico di Commissario straordinario delle province nominato ai sensi delle vigenti disposizioni di cui al testo unico della legge sull’ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, o in altri casi di cessazione anticipata del mandato degli organi provinciali ai sensi della legislazione vigente, è nominato un commissario straordinario, ai sensi dell’articolo 141 del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000 per la provvisoria gestione dell’ente fino al 31 dicembre 2013.
All’articolo 17, comma 4, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, le parole “Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto” sono sostituite dalle seguenti: “Entro il 31 dicembre 2013”.
All’articolo 17, comma 10, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 135 le parole: “all’esito della procedura di riordino” sono sostituite dalle seguenti: “in attesa del riordino, in via transitoria”.
Il Presidente, la Giunta e il Consiglio della Provincia restano in carica fino alla naturale scadenza dei mandati.
Fino al 31 dicembre 2013 è sospesa l’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 18 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, nonché di quelle di cui all’articolo 2, comma 2, secondo e terzo periodo, del medesimo decreto legge”.
Esaminiamo gli effetti dell’emendamento, nei singoli punti, che si avrebbero in caso di approvazione finale del testo senza ulteriori modifiche in aula.
L’emendamento approvato dalla Commissione non posticipa il termine già fissato – “entro il 31 dicembre 2012” – ma “sospende l’applicazione”.
“All’articolo 23 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, al comma 16, sostituire le parole: “31 dicembre 2012” con le seguenti: “31 dicembre 2013“.
Il testo emendato dell’art. 23, comma 16, diventerebbe: “Il Consiglio provinciale è composto da non più di dieci componenti eletti dagli organi elettivi dei Comuni ricadenti nel territorio della Provincia. Le modalità di elezione sono stabilite con legge dello Stato entro il 31 dicembre 2013 (anziché 31 dicembre 2012)”.
L’emendamento interviene su quanto già previsto dall’art. 23, comma 20, del D. L. 201/2011: “Agli organi provinciali che devono essere rinnovati entro il 31 dicembre 2012 si applica, sino al 31 marzo 2013, l’articolo 141 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali”, prorogando il termine dei commissariamenti al 31 dicembre 2013.
1) Si possano sospendere le elezioni amministrative per il rinnovo di numerosi consigli provinciali pur in assenza di una nuova disciplina elettorale?
“All’articolo 17, comma 4, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, le parole “Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto” sono sostituite dalle seguenti: “Entro il 31 dicembre 2013“.
Il comma 10 dell’art. 17, come riformulato dall’emendamento, prevedrebbe: “In attesa del riordino, in via transitoria, sono funzioni delle province quali enti con funzioni di area vasta, ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettera p), della Costituzione:
c) programmazione provinciale della rete scolastica e gestione dell’edilizia scolastica relativa alle scuole secondarie di secondo grado”.
L’espressa previsione secondo cui “Il Presidente, la Giunta e il Consiglio della Provincia restano in carica fino alla naturale scadenza dei mandati” fa sì che le Giunte in carica alla data di entrata in vigore della legge di stabilità – si presume prima del 31 dicembre 2012 – restano tali fino alla naturale scadenza del mandato, facendo venir meno l’efficacia, seppure limitata a cinque giorni, dell’art. 7 del D. L. 188/2012 in forza del principio “Lex posterior derogat priori” “Lex posterior derogat priori””lex posterior derogat priori”.
La norma, se approvata, sospenderebbe fino al 31 dicembre 2013 l’applicazione delle disposizioni dell’art. 18 del D. L. 95/2012 “Istituzione delle Città metropolitane e soppressione delle province del relativo territorio”
Un’ultima considerazione sulla singolare premessa all’emendamento.
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Vincenzo Piccialli 22 dicembre 2012 at 17:51
E’ vero che va individuato un programma riformistico dell’architettura istituzionale per quel che riguarda l’ambito territoriale ottimale e il livello di governo migliore per l’esercizio delle funzioni e delle competenze, individuando con chiarezza ed univocità chi fa cosa (per la verità il Testo Unico degli Enti Locali, il DLgs 267/2000, è molto chiaro in tal senso, anche se in più punti e più volte disatteso da Regioni e Stato): ad esempio adottando il modello francese dove le Province (chiamate Dipartimenti) corrispondono alle Prefetture; oppure adottando il modello autonomistico della Provincia di Trento che funziona benissimo, con quel territorio ai vertici della qualità della vita in Italia e con le Regioni italiane, a questo punto, che potrebbero assumere le funzioni e le competenze della Regione Trentino Alto Adige.