Source: https://www.confetra.com/it/archivio/doc_html/Circolari_2005/circ026.htm
Timestamp: 2019-10-20 03:27:13+00:00
Document Index: 143852137

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 43', 'art. 6', 'art. 78', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 22', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 21', 'art. 69', 'art. 48', 'art. 3', 'art. 7']

Circolare 26/2005
Circolare n. 26/2005
Oggetto: Previdenza – Nuovi valori convenzionali - Circolare Inps n. 21 dell’4.2.2005.
1) Minimali contributivi. A decorrere dall'1 gennaio 2005 i nuovi minimali contributivi, sui quali come noto devono essere calcolati i contributi previdenziali in presenza di retribuzioni inferiori (legge n.389/89), sono:
euro 39,94 e 1038,44 rispettivamente minimale giornaliero e mensile per quadri, impiegati e operai;
euro 110,50 e 2.873,00, rispettivamente minimale giornaliero e mensile per dirigenti.
Applicando le retribuzioni minime (senza anzianità o superminimi) previste dai contratti collettivi stipulati nei settori rappresentati dalla Confetra, si dovrà far riferimento al minimale mensile per i contributi dovuti per i lavoratori classificati al livello VI dei CCNL sia trasporto merci che magazzini generali, nonché per i lavoratori dei livelli IV, III, II e I del CCNL autoscuole e studi di consulenza automobilistica; analoga operazione dovrà essere eseguita per i contributi dovuti per i dirigenti di cui ai CCNL sia trasporto merci che magazzini generali.
Per i lavoratori part-time, per i quali si deve far riferimento al minimale orario (ricavabile moltiplicando quello giornaliero per 6 e dividendo l'importo ottenuto per il numero di ore settimanali previste dal CCNL), detto minimale è pari a euro 6,14. Anche in questo caso il minimale orario dovrà essere applicato solo per gli stessi livelli per i quali si deve far riferimento al minimale mensile.
2) Contributo aggiuntivo dell'1%. A decorrere dall'1 gennaio 2005 la fascia di retribuzione esente dal contributo aggiuntivo dell'1%, previsto dalla legge n.438/92 a carico dei lavoratori dipendenti, e' stata elevata a euro 38.641,00 annue, corrispondenti a euro mensili 3.220,00 (in precedenza 3.157,00); il contributo dell'1% dovrà pertanto essere calcolato sulla parte di retribuzione eccedente questo nuovo limite.
3) Massimale contributivo e pensionabile. Dall’1 gennaio 2005 e’ stato elevato a euro 84.049,00 annui (in precedenza 82.401,00) il massimale contributivo e pensionabile introdotto dalla legge n.335/95 per i nuovi assunti dall’1 gennaio 1996 per i quali la pensione verrà calcolata secondo il sistema contributivo.
4) Contributi per apprendisti. A decorrere dall’1 gennaio 2005 i nuovi importi settimanali dei contributi dovuti per gli apprendisti sono pari a:
· euro 2,94 (in precedenza 2,88) per gli apprendisti soggetti all’assicurazione
· euro 2,85 (in precedenza 2,79) per gli apprendisti non soggetti all’assicu­razione INAIL
Per riferimenti confronta circ.re conf.le n.13/2004
Circolare n. 21 del 4 Febbraio 2005
OGGETTO: Determinazione per l’anno 2005 del limite minimo di retribuzione giornaliera ed aggiornamento degli altri valori per il calcolo di tutte le contribuzioni dovute in materia di previdenza ed assistenza sociale. Contribuzione dovuta per gli apprendisti.
4. Quota di retribuzione soggetta nell'anno 2005 all'aliquota aggiuntiva di un punto percentuale ai sensi dell'art. 3-ter della legge 14.11.1992, n. 438;
5. Massimale annuo della base contributiva e pensionabile;
8. Regime di decontribuzione delle erogazioni previste dai contratti collettivi di secondo livello (art. 6, lett. e) del D.Lgs. 2.9.1997, n. 314);
9. Contributo apprendisti per l'anno 2005;
Il D.L. 9.10.1989, n. 338, convertito in legge 7.12.1989, n. 389, sancisce all'art. 1, co. 1 che la retribuzione da assumere come base per il calcolo dei contributi di previdenza ed assistenza sociale non può essere inferiore all'importo delle retribuzioni stabilito da leggi, regolamenti, contratti collettivi, stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative su base nazionale, ovvero da accordi collettivi o contratti individuali, qualora ne derivi una retribuzione d'importo superiore a quello previsto dal contratto collettivo.
Poiché è stato accertato dall'Istat che, nell'anno 2005, la variazione percentuale ai fini della perequazione
automatica delle pensioni è stata pari al 2,0 % nelle tabelle A) e B) (v. allegato 1), si riportano i limiti di retribuzione giornaliera, da valere dal periodo di paga in corso all’ 1.1.2005 a seguito dell'applicazione di tale aliquota.
Si ricorda che tali limiti devono essere ragguagliati, qualora dovessero essere d'importo inferiore, a
€ 39,94 (9,5% dell'importo del trattamento minimo mensile di pensione a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti in vigore all’ 1.1.2005, pari a € 420,43 mensili) (3) (4).
L’art. 1, co. 4 del D.L. n. 338 del 1989, confermato dall'art. 9 del D.Lgs. n. 61 del 2000, stabilisce il criterio per la determinazione del limite minimo di retribuzione oraria applicabile ai fini contributivi per i rapporti di lavoro a tempo parziale, a decorrere dall’1.1.1989 (20).
(€ 39,94) x (6) / (40) = € 5,99
A decorrere dall’1.1.1993, è dovuta un’aliquota aggiuntiva nella misura di un punto percentuale sulle quote di retribuzione eccedenti il limite della prima fascia di retribuzione pensionabile (21) in favore di tutti i regimi pensionistici che prevedano aliquote contributive a carico del lavoratore inferiori al 10%.
La prima fascia di retribuzione pensionabile è stata determinata per l'anno 2005 in € 38.641,00.
Pertanto a decorrere dall’1.1.2005 l'aliquota aggiuntiva dell’1% deve essere applicata sulla quota di retribuzione eccedente il limite annuo di € 38.641,00 che, rapportato a dodici mesi, è pari a € 3220,00.
5. Aggiornamento del massimale annuo della base contributiva e pensionabile.Il massimale annuo della base contributiva e pensionabile previsto dall'art. 2, co. 18, della legge 8.8.1995, n. 335, per i nuovi iscritti dal 1° gennaio 1996 a forme pensionistiche obbligatorie e per coloro che optano per la pensione con il sistema contributivo (23) rivalutato in base all'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati calcolato nella misura del 2,0%, è pari, per l'anno 2005, a € 84.049,00.
Detto parametro rapportato al trattamento minimo di € 420,43 per l'anno 2005 risulta, pertanto, pari ad una retribuzione settimanale di € 168,17.
L'art. 7 del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638, non si applica ai lavoratori della piccola pesca marittima e delle acque interne soggetti alla legge 13 marzo 1958, n. 250 (25). La legge 29.12.2001 n. 448 (finanziaria 2002) ha stabilito, all’art. 43, co. 3 l’applicazione di tale norma con effetto retroattivo a decorrere dall’entrata in vigore della legge n. 638 del 1983. Per i criteri ai attuazione di tale previsione si rimanda alla circolare n. 41 del 22.02.2002.
Si riportano i predetti importi per l’anno 2005 (26) con la precisazione che si tratta degli stessi già fissati dal D.Lgs. n. 314 del 1997.
Il massimale giornaliero, previsto dall’art. 6, comma 15, del D.L. 30.12.87 n. 536 convertito con L. 29.2.88 n. 48, da prendere a riferimento ai fini del calcolo della contribuzione di malattia e maternità dei lavoratori dello spettacolo con contratto a tempo determinato è confermato, per l’anno 2005, in € 67,14.
Con riferimento alle istruzioni fornite con circolare n. 181 del 16.12.2002 si comunica che l’importo dell’indennità di maternità obbligatoria a carico del bilancio dello Stato ai sensi di quanto disposto dall’art. 78 del D.Lgs. 26.03.2001 n. 151, è pari, per l’anno 2005, a € 1747,82.
- calcoleranno le differenze tra le retribuzioni imponibili in vigore all’ 1.1.2005 e quelle assoggettate a contribuzione per lo stesso mese;
(3) L’indice del 2,0% è utilizzato agli effetti della determinazione dei valori contributivi di cui alla presente circolare al fine di consentire gli adempimenti contributivi sui valori aggiornati.
Detti valori acquisiranno carattere di definitività in seguito all’emanazione del previsto D.M.
(4) Si veda quanto disposto dall’art. 7 della legge 11.11.1983, n. 638, modificato dall'art. 1, co. 2, del D.L. n. 338 del 1989, convertito nella legge n. 389 del 1989.
(5) Cir. 9674 del 06.05.78, Cir. n. 806 del 21.07.1986, Cir. 205 del 25.07.95, e da ultimo Cir. n.33 dell’8.02.2002 punto 1.1..
(6) La misura giornaliera dei salari medi convenzionali (in origine fissata in £ 10.000) è rivalutabile, ai sensi dell’art. 22 della legge 3.6.1975, n. 160, in relazione all'aumento dell'indice medio del costo della vita calcolato dall'Istat, fatta eccezione per gli importi che risultano determinati nell'anno precedente (o perché stabiliti per la prima volta o perché modificati).
(7) Si vedano le circolari n. 100 del 22 maggio 2000, n. 33 dell’ 8 febbraio 2001 e n. 36 dell’8 febbraio 2002.
(10) Per l’individuazione del C.C.N.L. da applicare si veda la circolare n. 192 del 3.8.90.
(11) Ad esempio se la variazione è intervenuta nel corso dell’anno 2004 il nuovo valore retributivo dovrà essere utilizzato soltanto a partire dall’ 1.1.2005.
(12) Già fissato dall’art. 4 del D.M. 3.12.1999.
(13) Cfr. art. 1 del D.L. 9.10.1989, n. 338 convertito nella legge 7.12.1989, n. 389 e art. 7 della legge 11.11.1983, n. 638, modificato dall’art. 1, co. 2 del D.L. n. 338 del 1989, convertito nella legge n. 389 del 1989. Si veda anche la circolare n. 200 del 4.12.2000.
(15)Si vedano anche le circolari n. 36 dell’8.02.2002 e 26 del 6.02.2003
(18) In base a tale disposizione la retribuzione da prendere a base ai fini del calcolo dei contributi di previdenza ed assistenza non può essere inferiore all'importo delle retribuzioni stabilito da leggi, regolamenti, contratti collettivi, stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative su base nazionale, ovvero da accordi collettivi o contratti individuali, qualora ne derivi una retribuzione di importo superiore a quello previsto dal contratto collettivo.
(19) Pertanto in tale settore l’esistenza di appositi minimali non esime dall’obbligo del rispetto, ai fini contributivi, del disposto dell’art. 1, co. 1, della legge n. 389 del 1989.
(21)Determinata ai fini dell’applicazione dell’art. 21, comma 6, della L.11.03.1988, n. 67; circolare 298 del 30.12. 1992 e circolare n. 151 del 7.7. 1993.
(25)Cfr.art. 69, co. 7 della legge 23.12.2000, n. 388.
(26) Il co. 9 dell'art. 48 del T.u.i.r., approvato con D.P.R. 22.12.1986, n. 917 (come sostituito dall’art. 3 del D.Lgs. n. 314 del 1997), ha previsto che tutti gli ammontari degli importi che non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente possono essere rivalutati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri quando la variazione percentuale del valore medio dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati relativo al periodo di 12 mesi terminante al 31 agosto, supera il 2% rispetto al valore medio del medesimo indice rilevato con riferimento allo stesso periodo dell'anno 1998.
(1) Da adeguare a euro 39,94 ai sensi dell’art. 7 della legge 11/11/1983, n. 638 e della legge 7/12/1989, n. 389.