Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1347-codice-civile-possibilita-sopravvenuta-delloggetto
Timestamp: 2019-10-13 23:45:08+00:00
Document Index: 19866747

Matched Legal Cases: ['art. 67', 'art. 79', 'sentenza ', 'art. 1346', 'art. 1343', 'art. 1346', 'sentenza ', 'art. 1346']

Art. 1347 codice civile: Possibilità sopravvenuta dell'oggetto | La Legge per tutti
Art. 1347 codice civile: Possibilità sopravvenuta dell’oggetto
Il contratto sottoposto a condizione sospensiva o a termine è valido, se la prestazione inizialmente impossibile diviene possibile prima dell’avveramento della condizione o della scadenza del termine (1).
Condizione sospensiva: [v. 1353].
Termine (di efficacia): evento futuro (cioè non ancora verificatosi) e certo a partire dal quale (dies a quo o termine iniziale) o fino al quale (dies ad quem o termine finale) il negozio produrrà effetti [v. Libro IV, Titolo II, Capo III].
Possibilità (dell’oggetto): l’oggetto del contratto, nella realtà fisica, già esiste o può venire ad esistenza.
(1) La possibilità dell’oggetto deve sussistere non al momento in cui si raggiunge l’accordo, ma in quello in cui si producono gli effetti, e cioè al verificarsi della condizione sospensiva (evento futuro e incerto al cui verificarsi è subordinata l’efficacia giuridica del contratto) [v. 1353] ovvero della scadenza del termine iniziale [v. 1353] (data o evento certo, al cui verificarsi è subordinata l’efficacia giuridica del contratto).
La norma rappresenta un’applicazione del cd. principio di conservazione del contratto, in virtù del quale la legge ammette la validità del contratto temporaneamente impossibile se la possibilità sopravviene prima della scadenza del termine o dell’avveramento della condizione sospensiva (Bianca).
La vendita di un terreno, che venga stipulata per consentire all'acquirente una sua utilizzazione edificatoria, al momento non permessa dagli strumenti urbanistici, e venga quindi sottoposta alla condizione sospensiva della futura approvazione di una variante di detti strumenti che contempli quell'utilizzazione, non è affetta da nullità, né sotto il profilo dell'impossibilità dell'oggetto, né sotto il profilo dell'impossibilità della condizione, dovendosi ritenere consentito alle parti di dedurre come condizione sospensiva anche un mutamento di legislazione o di norme operanti "erga omnes", salva restando l'inefficacia del contratto in conseguenza del mancato verificarsi di tale mutamento. Rigetta, App. Genova, 21/01/2006
Cassazione civile sez. II 12 febbraio 2014 n. 3207
La vendita di un terreno, che venga stipulata per consentire all'acquirente una sua utilizzazione edificatoria, al momento non permessa dagli strumenti urbanistici, e venga quindi sottoposta alla condizione sospensiva della futura approvazione di una variante di detti strumenti che contempli quell'utilizzazione, non è affetta da nullità, nè sotto il profilo dell'impossibilità dell'oggetto, nè sotto il profilo dell'impossibilità della condizione, dovendosi ritenere consentito alle parti di dedurre come condizione sospensiva anche un mutamento di legislazione o di norme operanti erga omnes, salva restando l'inefficacia del contratto in conseguenza del mancato verificarsi di tale mutamento.
Cassazione civile sez. I 10 gennaio 1986 n. 74
Il principio di accessorietà della garanzia comporta il venir meno della relativa obbligazione tutte le volte in cui l'obbligazione principale sia estinta, ma non esclude la possibilità della sua rinnovata vigenza, allorché dopo l'estinzione il debito principale ritorni ad esistenza in virtù di fatti sopravvenuti, e non comporta pertanto l'invalidità della clausola contenuta in una fideiussione, la quale preveda la reviviscenza della garanzia in caso di revoca del pagamento del debito principale ai sensi dell'art. 67 l. fall.; né tale clausola può dirsi vessatoria come tuttora riferibile al rapporto principale, posto che questo non si è definitivamente estinto con un pagamento valido ed irrevocabile.
Cassazione civile sez. I 17 ottobre 2008 n. 25361
In tema di locazione di immobili urbani ad uso diverso da quello di abitazione, i diritti vantati dal conduttore una volta sorti sono disponibili e possono essere oggetto di rinunzia, con o senza corrispettivo, a favore del locatore come di un terzo, non ostandovi la tutela di cui all'art. 79 l. 27 luglio 1978 n. 392, che è volta ad impedire che i diritti vantati dal conduttore siano oggetto di un'elusione di tipo preventivo. (Nella specie la S.C ha cassato con rinvio la sentenza di merito che aveva statuito l'impossibilità dell'oggetto del contratto e la sua nullità con riferimento alla cessione del posto ove si svolgeva l'attività commerciale del cedente, senza considerare se fosse configurabile una rinuncia, verso corrispettivo, a far valere il diritto del conduttore alla prosecuzione del contratto, risolvendolo anticipatamente, e la contestuale non opposizione al subentro di un terzo nel rapporto con il locatore).
Il conduttore di un immobile abusivo è obbligato al pagamento del canone perché l'oggetto del contratto, che ai sensi dell'art. 1346 c.c. deve esser lecito, è da riferire alla prestazione, ovvero al contenuto del negozio, non al bene in sè, nè è illecita la causa, ai sensi dell'art. 1343 c.c., perché locare un immobile costruito senza licenza, nè condonato, non è in contrasto con l'ordine pubblico, da intendere come il complesso dei principi e dei valori che contraddistinguono l'organizzazione politica ed economica della società in un determinato momento storico.
Cassazione civile sez. III 28 aprile 1999 n. 4228
La nullità del contratto o della singola clausola contrattuale per impossibilità della cosa o del comportamento che ne forma oggetto (art. 1346, 1347, 1418 e 1419, c.c.) richiede che tale impossibilità, oltre che oggettiva e presente fin dal momento della stipulazione, sia anche assoluta e definitiva, rimanendo invece ininfluenti a tal fine le difficoltà più o meno gravi, di carattere materiale o giuridico, che ostacolino in maniera non irrimediabile il risultato a cui la prestazione è diretta. (Nella specie, un cantante aveva assunto l'impegno di fornire ad una casa discografica prestazioni artistiche per la produzione di quattro dischi "long playing" in cinque anni, e, secondo l'interpretazione del giudice di merito - convalidata dalla S.C. - tale impegno si aggiungeva ad uno di analoga entità assunto dal gruppo musicale di cui tale artista costituiva la voce solista; la sentenza impugnata aveva ritenuto il contratto con il cantante nullo per impossibilità derivante sia dall'effetto "inflazionistico" che si sarebbe prodotto sul mercato per il cumulo delle produzioni, sia dalla sostanziale incompatibilità dei due impegni, stante la loro entità e complessità; la S.C. ha annullato tale decisione, in applicazione del riportato principio, ed anche in considerazione della mancata valorizzazione di clausola che rendeva prorogabile il termine per gli adempimenti).
Cassazione civile sez. lav. 20 aprile 1998 n. 4013
La nullità del contratto o della singola clausola contrattuale, per impossibilità della cosa o del comportamento che ne forma oggetto (art. 1346, 1347, 1418 e 1419 c.c.), postula che tale impossibilità, oltre che oggettiva e presente fin dal momento della stipulazione, sia anche assoluta e definitiva. Pertanto, ove l'efficacia del negozio sia subordinata al verificarsi di una condizione, o sia differita con la previsione di un termine, l'impossibilità originaria non deve esser venuta meno prima dell'avveramento della condizione o della scadenza del termine. (Nella specie, alla stregua del principio di cui sopra, la suprema corte ha cassato la pronuncia con la quale i giudici del merito avevano affermato la nullità di un patto di sottoscrizione delle nuove azioni di una società "che non sarebbero state coperte da altri soci", rilevando che l'eventualità del verificarsi o meno di tale ipotesi configurava evento futuro ed incerto, condizionante la prestazione dell'obbligo, e, quindi, non si determinava l'impossibilità della prestazione, nei termini specificati).
Cassazione civile sez. I 21 aprile 1978 n. 1910