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Timestamp: 2017-10-19 03:56:01+00:00
Document Index: 132429305

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art 3', 'art 1', 'art 1', 'art 1', 'art 1', 'art 1', 'art 1']

Offida D.O.C.G
Riconoscimento del disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata e garantita dei vini «Offida»
Gazzetta n. 149 del 29 giugno 2011
La Denominazione di Origine Controllata e Garantita «Offida» e' riservata ai vini che rispondono alle condizioni e ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:
La zona di produzione del vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita «Offida» Pecorino, «Offida» Passerina, comprende gli interi territori comunali di Acquaviva Picena, Appignano del Tronto, Casteldilama, Castorano, Castignano, Cossignano, Montefiore dell'Aso, Offida, Ripatransone, nonche' parte dei territori comunali di Ascoli Piceno, Colli del Tronto, Campofilone, Carassai, Cupramarittima, Grottammare, Montalto Marche, Massignano, Monsampolo del Tronto, Montedinove, Monteprandone, Pedaso, Petritoli, Rotella, San Benedetto del Tronto, Spinetoli.
La zona di produzione della Denominazione di Origine Controllata e Garantita «Offida» rosso comprende l'intero territorio dei comuni di Ripatransone, Offida, Acquaviva Picena, Castorano, Casteldilama, Cossignano, Appignano del Tronto e parte dei territori comunali di Ascoli Piceno, Colli del Tronto, Spinetoli, Monsampolo del Tronto, Grottammare, Massignano, Carassai, Montefiore dell'Aso, Montalto Marche, Castignano, Monteprandone e San Benedetto del Tronto.
Le condizioni ambientali dei vigneti destinati alla produzione dei vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita «Offida» devono essere quelle normali della zona e atte a conferire alle uve le specifiche caratteristiche di qualita'.
Nelle annate favorevoli i quantitativi di uve ottenuti e da destinare alla produzione dei vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita «Offida» devono essere riportati nel limite di cui sopra, fermo restando il limite resa uva-vino per i quantitativi di cui trattasi, purche' la produzione globale non superi del 20% il limite medesimo. Qualora si superi questo ulteriore limite, decade per l'intero quantitativo prodotto il diritto alla denominazione di origine controllata e garantita.
«Offida» Pecorino 70 63 «Offida» Passerina 70 63 «Offida» rosso 70 59,50
L'immissione al consumo dei vini a denominazione di origine controllata e garantita «Offida», nella tipologia «rosso», puo' avvenire solo dopo il periodo di invecchiamento obbligatorio di 24 mesi complessivi di cui 12 mesi in legno, aumentato di un periodo di 3 mesi di affinamento obbligatorio in bottiglia, a partire da non prima del 1° novembre dell'anno del raccolto. L'immissione al consumo per le tipologie bianche della denominazione di origine controllata e garantita«Offida» deve avvenire dopo il 1° marzo dell'anno successivo a quello della vendemmia.
Per i vini di cui all'art. 1 la scelta vendemmiale e' consentita, ove ne sussistano le condizioni di legge, soltanto verso le denominazioni di origine controllata «Rosso Piceno», «Falerio», «Falerio» tipologia Pecorino, Terre di Offida nella tipologia Passito,Vino Santo e spumante o verso la indicazione geografica tipica «Marche».
D.D. 23 Maggio 2001
Rettifica D.D. 20 Febbraio 2009
Art 1 La denominazione di origine controllata “Offida” è riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:
Offida Passerina Vino Santo
Pecorino minimo 85%
Offida Passerina passito:
Offida Passerina spumante:
Offida Passerina Vino Santo:
Passerina minimo 85%
possono concorrere alla produzione di detti vini altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Ascoli Piceno, fino ad un massimo del 15%.
Offida rosso:
Montepulciano minimo 50%
possono concorrere alla produzione di detto vino altri vitigni a bacca rossa, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Ascoli Piceno, fino ad un massimo del 20%.
Art 3 Le uve destinate alla produzione dei vini a DOC “Offida” di cui al precedente art. 2 devono provenire dai vigneti ubicati nella provincia di Ascoli Piceno ed inclusi nei territori appresso delimitati:
La zona di produzione dei vini a DOC “Offida Pecorino”, “Offida Passerina”, “Offida Passerina passito” e “Offida Passerina spumante” comprende gli interi territori amministrativi dei seguenti comuni:
Acquaviva Picena Appignano del Tronto Casteldilama Castorano
Castignano Cossignano Montefiore dell’Aso Offida
nonché parte dei territori amministrativi dei seguenti comuni:
Ascoli Piceno Colli del Tronto Campofilone Carassai
Cupramarittima Grottammare Montalto Marche Massignano
Monsampolo del Tronto Montedinove Monteprandone
Pedaso Rotella San Benedetto del Tronto
partendo dalla strada statale n. 16 Adriatica la linea di delimitazione segue la strada statale n. 4 Salaria fino ad incontrare la strada che porta a Vallesenzana e raggiunto per detta strada il confine amministrativo che divide il comune di Ascoli Piceno con il comune di Appignano, segue lo stesso fino al torrente Bretta, per continuare sul confine amministrativo tra il comune di Castignano ed il comune di Ascoli Piceno.
La stessa linea segue poi il confine amministrativo tra il comune di Castignano e Rotella fino ad incrociare la strada che collega Castignano a Rotella fino al centro abitato, da cui prosegue lungo la strada provinciale Rotella – Montaldo Marche, fino al ponte sul fiume Aso e da qui prosegue lungo il fiume, verso valle fino all’incrocio della strada statale n. 16 Adriatica, che percorre fino alla strada statale n. 4 Salaria.
La zona di produzione del vino a DOC “Offida rosso” comprende l’intero territorio amministrativo dei seguenti comuni:
Ripatransone Offida Acquaviva Picena Castorano
Casteldilama Cossignano Appignano del Tronto
Ascoli Piceno Colli del Tronto Spinetoli Monsampolo del Tronto
Grottammare Massignano Carassai Montefiore dell’Aso
Montaldo Marche Castignano Monteprandone S. Benedetto del Tronto
Il confine coincide con quello dell’area precedente descritta partendo dalla intersezione del torrente Menocchia con la strada statale n. 16 Adriatica procedendo fino a sud fino all’intersezione della strada statale n. 16 Adriatica con la strada statale n. 4 Salaria, da qui prosegue verso l’interno fino all’intersezione fra il confine amministrativo tra il comune di Appignano, Ascoli Piceno e Castignano.
Da qui la linea di delimitazione segue il confine amministrativo tra il comune di Appignano e Castignano fino all’intersezione della strada comunale Montecalvo e segue la stessa fino alla confluenza con la strada provinciale Offida – Castignano.
Dalla periferia di Castignano, partendo dalla strada provinciale Castignano – Cossignano, la linea si immette nel compluvio che porta al fosso dell’Acquachiara seguendo quest’ultimo fino al fiume Tesino.
A questo punto la linea oltrepassa il fiume e segue il fosso delle Pratole che collega il fondovalle con la strada provinciale Cossignano – Montaldo Marche, dall’incrocio con questa prosegue sulla strada per Porchia, supera il centro abitato di Porchia in direzione Carassai fino ad incontrare il confine amministrativo tra i comuni di Carassai e Montaldo Marche e lo segue fino al torrente Menocchia.
Da questo punto segue il torrente fino all’intersezione con la strada Casali – San Vito che percorre fino ad incrociare la strada provinciale Montaldo Marche – Carassai.
Da questo percorre la suddetta strada attraversando i centri abitati di Carassai, Montefiore dell’Aso e Massignano scendendo fino ad incrociare la strada statale n. 16 Adriatica.
La zona di produzione del vino a DOC “Offida Passerina Vino Santo” è limitata all’intero territorio dei comuni di:
Offida Ripatransone.
Art 4 Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a DOC “Offida” devono essere quelle normali della zona e atte a conferire alle uve e ai vini derivati le specifiche caratteristiche di qualità.
I vigneti devono trovarsi su terreni ritenuti idonei per la produzione della denominazione di origine controllata di cui si tratta.
Per i nuovi impianti ed i reimpianti la densità dei ceppi per ettaro di vigneto in coltura specializzata, sia per i vitigni bianchi sia per i vitigni rossi, non può essere inferiore a:
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura consentiti sono quelli già usati nella zona e comunque riconducibili alla spalliera semplice, ed atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini.
La Regione Marche può consentire forme di allevamento diverse qualora siano tali da migliorare la gestione del vigneto senza determinare effetti negativi sulle caratteristiche delle uve.
La produzione massima di uva ad ettaro di vigneto in coltura specializzata non deve essere superiore a:
Per i vigneti in coltura promiscua la produzione massima di uva ad ettaro deve essere rapportata alla superficie effettivamente coperta dalla vite.
A tale limite anche in annate eccezionalmente favorevoli la resa dovrà essere riportata attraverso un’accurata cernita delle uve, purché la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi. Le eccedenze delle uve nel limite massimo del 20% non hanno diritto alla denominazione di origine controllata. Oltre detto limite percentuale decade il diritto alla denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.
Le uve destinate alla produzione dei vini a DOC “Offida” devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
Offida Pecorino 11,50% vol.
Offida Passerina 11,00% vol.
Offida Passerina spumante 10,50% vol.
Offida Passerina passito 11,50% vol.
Offida Passerina Vino Santo 11,50% vol.
Offida rosso 12,50% vol.
Art 5 Le operazioni di vinificazione ivi compresi l’invecchiamento obbligatorio, l’affinamento dei vini rossi, devono essere effettuate nell’intero territorio provinciale di Ascoli Piceno.
L’appassimento delle uve e tutte le operazioni successive, relative alla produzione delle tipologie “passito e Vino Santo” devono essere effettuate all’interno delle rispettive zone di produzione di cui all’art 3.
La spumantizzazione con il metodo classico (fermentazione in bottiglia) deve essere effettuata all’interno della zona di produzione sopra citata, mentre la spumantizzazione con il metodo Martinetti (autoclave) può essere effettuata su tutto il territorio nazionale.
La tipologia “Offida passito” deve essere ottenuta con appassimento delle uve in pianta e/o dopo raccolta in locali idonei anche termoidrocondizionati, fino a raggiungere un contenuto zuccherino di almeno
260,00 grammi/litro
La tipologia “Offida Vino Santo” deve essere ottenuta con appassimento delle uve esclusivamente in locali idonei su graticci o appese, senza alcun tipo di forzatura, fino a raggiungere un contenuto zuccherino di almeno
L’uva appassita può essere ammostata non prima del
e la fermentazione non è condizionata nei tempi di avvio e di conclusione.
La fermentazione e la maturazione devono avvenire in recipienti di legno della capacità massima di 500 litri
per un periodo di almeno:
Offida passito un anno
Offida Vino Santo due anni
La tipologia spumante deve essere ottenuta esclusivamente per rifermentazione naturale e la durata del procedimento di elaborazione deve essere non inferiore a:
La resa massima dell’uva in vino e la produzione massima di vino per ettaro, comprese le aggiunte per l’elaborazione dei vini spumanti sono le seguenti:
Qualora la resa uva/vino superi i limiti di cui sopra, ma non il 75% per i vini “Offida Pecorino, Passerina, Passerina spumante e rosso” o il 53% per i vini “Offida passito e Offida Vino Santo”, anche se la produzione ad ettaro resta al di sotto del massimo consentito, l’eccedenza non avrà diritto alla denominazione di origine controllata. Oltre detto limite decade il diritto alla denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.
I seguenti vini devono essere sottoposti al relativo periodo di invecchiamento:
Offida rosso 24 mesi di cui almeno 6 mesi in legno
Offida passito 18 mesi di cui almeno 12 mesi in legno
Offida Vin Santo 36 mesi di cui almeno 24 mesi in legno
I periodi di invecchiamento decorrono tutti dal
L’immissione al consumo dei vini a DOC “Offida rosso”, può avvenire solo dopo il periodo di invecchiamento obbligatorio previsto, aumentato di un periodo di affinamento obbligatorio di almeno
L’immissione al consumo per le altre tipologie bianche della DOC “Offida” deve avvenire dopo il 1° Marzo dell’anno successivo alla vendemmia
Per i vini di cui all’art 1 la scelta vendemmiale è consentita, ove ne sussistano le condizioni di legge, soltanto verso le DOC “Rosso Piceno” e “Falerio dei Colli Ascolani” o verso la indicazione geografica tipica “Marche”.
Art 6 I vini di cui al precedente art 1, all’atto dell’immissione al consumo, devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
sapore: asciutto, sapido, armonico, tipico, caratteristico;
sapore: secco, tipico, caratteristico, gradevolmente acidulo;
colore: giallo paglierino sino all’ambrato più o meno carico;
profumo: caratteristico dell’appassimento, etereo,intenso;
sapore: dall’amabile al dolce, vellutato, armonico;
acidità volatile massima: 1,60 gr./l.;
estratto non riduttore minimo: 25,00 gr./l.;
colore: ambrato più o meno carico;
profumo: caratteristico dell’appassimento, etereo, intenso;
sapore: dall’amabile al dolce, armonico, vellutato;
estratto secco netto minimo: 25,00 gr./l.;
I vini della DOC “Offida” di cui al presente articolo, elaborati secondo pratiche tradizionali in recipienti di legno, possono essere caratterizzati da leggero sentore di legno.
Art 7 Nella etichettatura, designazione e presentazione dei vini di cui all’art 1 è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste nel presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, vecchio, selezionato e similari.
E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l’acquirente. Sono consentite le menzioni facoltative previste dalle norme comunitarie, oltre alle menzioni tradizionali, come quelle del colore, della varietà di vite, del modo di elaborazione e altre purché pertinenti ai vini di cui all’art 1.
Il riferimento alle indicazioni geografiche e toponomastiche di unità amministrative, frazioni, aree, zone e località, dalle quali effettivamente provengono le uve, è consentito soltanto in conformità al disposto legislativo.
Le menzioni facoltative esclusi i marchi ed i nomi aziendali possono essere riportate nell’etichettatura soltanto in caratteri tipografici non più grandi o evidenti di quelli utilizzati per la denominazione di origine controllata del vino, salvo le norme più restrittive.
Nella etichettatura dei vini di cui all’art 1 l’indicazione dell’annata di produzione delle uve è obbligatoria.
Per gli spumanti prodotti con metodo classico (rifermentazione naturale in bottiglia) è obbligatorio indicare l’anno della sboccatura.
Art 8 I vini di cui all’art 1, escluse le tipologie “Passerina passito e Passerina Vino Santo”, possono essere immessi al consumo soltanto in recipienti di volume nominale fino a 5,000 litri.
Le tipologie “passito e Vino Santo” devono essere immesse al consumo esclusivamente in bottiglie di capacità nominale non superiori a 0,750 litri chiuse con tappo di sughero raso bocca.
Per i vini rossi è obbligatorio l’uso di tappi in sughero raso bocca.
Per la tappatura dei vin i spumanti si applicano le norme vigenti.
Per i vini bianchi è consentito l’uso di tappi raso bocca in materiale sintetico.