Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1673-codice-civile-perimento-o-deterioramento-della-cosa
Timestamp: 2019-01-23 04:11:19+00:00
Document Index: 69906403

Matched Legal Cases: ['art. 241', 'art. 238', 'art. 243', 'art. 241', 'art. 238', 'art. 243']

Art. 1673 codice civile: Perimento o deterioramento della cosa | La Legge per tutti
Art. 1673 codice civile: Perimento o deterioramento della cosa
Perimento: distruzione, disfacimento dell’opera.
Deterioramento: alterazione, danneggiamento dell’opera.
Il committente della costruzione di una nave non può chiederne la consegna, previa separazione dall'attivo fallimentare, prima dell'ultimazione di essa perché il relativo contratto, salva volontà contraria delle parti, per espresso richiamo dell'art. 241 c.nav., è disciplinato dalla normativa dell'appalto, sì che egli ne diviene proprietario soltanto con il completamento e l'accettazione dell'opera, mentre la trascrizione del nome committente nel registro delle navi in costruzione è idonea soltanto a vincere la presunzione, disposta dall'art. 238 c.nav., della costruzione per conto del costruttore, e il consenso di quegli al varo della nave, previsto dall'art. 243 c.nav., è necessario perché prelude all'accettazione di essa.
Cassazione civile sez. II 29 aprile 1998 n. 4350
Il committente della costruzione di una nave non può chiederne la consegna, previa separazione dall'attivo fallimentare, prima dell'ultimazione di essa perché il relativo contratto, salva volontà contraria delle parti, per espresso richiamo dell'art. 241 c. nav., è disciplinato dalla normativa dell'appalto, sì che egli ne diviene proprietario soltanto con il completamento e l'accettazione dell'opera, mentre la trascrizione del nome del committente nel registro delle navi in costruzione è idonea soltanto a vincere la presunzione, disposta dall'art. 238 c. nav., della costruzione per conto del costruttore, e il consenso del committente al varo della nave, previsto dall'art. 243 c. nav., è necessario perché prelude all'accettazione di essa.
Allorché l'appaltatore non agisca quale "nudus minister", cioè senza libertà di determinazione e di decisione, nell'esecuzione dei lavori commessigli, la sua responsabilità per i danni cagionati a terzi nell'esplicazione della sua autonoma attività è governata dalle regole proprie degli atti illeciti extracontrattuali, per cui egli risponde dei danni che siano derivati dalla inosservanza delle regole tecniche e della comune diligenza, anche quando l'opera sia stata compiuta sotto il controllo di un direttore dei lavori e la inosservanza dipenda dal fatto colposo del direttore medesimo o da difetto del progetto, ipotesi che fa configurare un concorso di colpa con l'appaltatore ma non l'esonero di responsabilità di questo ultimo.
Cassazione civile sez. II 11 aprile 1991 n. 3801
In caso di danni provocati ad un appartamento da infiltrazioni di umidità imputabili all'omessa o insufficiente collocazione di teli protettivi al termine di ogni giornata di lavoro per evitare le conseguenze dell'insorgenza di piogge, il condomino proprietario dell'appartamento deve agire direttamente nei confronti della ditta appaltatrice alla quale erano stati affidati i lavori di impermealizzazione e di pavimentazione dell'appartamento al piano superiore, in quanto che, per tutto il tempo dell'esecuzione dell'appalto, il potere di controllo e di vigilanza sul bene passa dal condominio all'appaltatore.