Source: https://es.scribd.com/doc/86062279/Guida-VVF-1
Timestamp: 2016-10-24 07:44:48+00:00
Document Index: 103416912

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art.1964', 'art.12', 'art.1964', 'art. 19', 'art. 20', 'art.1965', 'art.1998', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'art.1998', 'art.5', 'art. 1860', 'art.000']

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O B B L I G H I, C O N T R O L L I, P R O C E D U R E E D O C U M E N T A Z I O N I T E C N I C H E NELL’ATTIVITÀ DI PREVENZIONE INCENDI
“ per ignem per undas celerrime“
I N D I C E 1 - SCOPO DELLA GUIDA TECNICA 2 - OBBLIGHI E CONTROLLI DI PREVENZIONE INCENDI 2.1 2.2 GENERALITÀ ATTIVITÀ SOGGETTE AL CONTROLLO DEI VIGILI DEL FUOCO
pag 3 3 3 4 5
2.2.1 - D. M. 16.2.1982 - DETERMINAZIONE DELLE ATTIVITÀ SOGGETTE
ALLE VISITE DI PREVENZIONE INCENDI
2.2.2 - DPR 26.5.1959, N. 689 - DETERMINAZIONE DELLE AZIENDE E LAVORAZIONI SOGGETTE, AI FINI DELLA PREVENZIONE DEGLI INCENDI, AL PREVENTIVO
ESAME ED AL COLLAUDO DEL COMANDO DEI VIGILI DEL FUOCO
ATTIVITÀ NON SOGGETTE A CONTROLLI DI PREVENZIONE INCENDI
11 15 19 19 23 23 26 27 30 31 32 32 35 39 40 40 42 42 42 44 44 46 47 58
OBBLIGHI, CONTROLLI, PROCEDURE E DOCUMENTAZIONI TECNICHE NELL’ATTIVITÀ DI PREVENZIONE INCENDI
♦ ATTIVITÀ SOGGETTE AL CONTROLLO DEI VIGILI DEL FUOCO ♦ ATTIVITÀ NON SOGGETTE A CONTROLLI DI PREVENZIONE INCENDI ♦ PROCEDURE E DOCUMENTAZIONI PER LE ATTIVITÀ SOGGETTE AL CONTROLLO DEI VIGILI DEL FUOCO PER I PROCEDIMENTI DI : • RICHIESTA DI ESAME PROGETTO E PARERE DI CONFORMITÀ • RICHIESTA DI COLLAUDO PER IL RILASCIO DEL C . P . I . • AUTORIZZAZIONE PROVVISORIA ALL ’ E S E R C I Z I O D E L L ’ A T T I V I T À • RINNOVO DEL CERTIFICATO DI PREVENZIONE INCENDI • PROCEDIMENTO DI DEROGA • NULLA OSTA PROVVISORIO ( N O P ) ♦ TARIFFE E DURATA DEL SERVIZIO PER LE ATTIVITÀ SOGGETTE
A CONTROLLI DI PREVENZIONE INCENDI
3 - LA PRATICA DI PREVENZIONE INCENDI PER LE ATTIVITÀ SOGGETTE AI CONTROLLI DEI VIGILI DEL FUOCO: LE NUOVE PROCEDURE 3.1 - GENERALITÀ 3.2 - RICHIESTA DI ESAME PROGETTO E PARERE DI CONFORMITÀ 3.2.1 - PROCEDURE 3.2.2 - DOCUMENTAZIONE TECNICA 3.2.2.1 - DOCUMENTAZIONE RELATIVA AD ATTIVITÀ NON REGOLATE
DA SPECIFICHE DISPOSIZIONI ANTINCENDIO
3.2.2.2 - DOCUMENTAZIONE RELATIVA AD ATTIVITÀ REGOLATE
3.2.2.3 - DOCUMENTAZIONE RELATIVA A MODIFICHE, O AMPLIAMENTI , O RISTRUTTURAZIONI DI UNA PARTE DELL ’ ATTIVITÀ 3.3 RICHIESTA DI COLLAUDO PER IL RILASCIO DEL CERTIFICATO DI PREVENZIONE INCENDI
3.3.1 - PROCEDURE 3.3.2 - DOCUMENTAZIONE TECNICA 3.4 3.5 AUTORIZZAZIONE PROVVISORIA ALL’ ESERCIZIO DELL’ ATTIVITÀ RINNOVO DEL CERTIFICATO DI PREVENZIONE INCENDI
3.5.1 - PROCEDURE 3.5.2 - DOCUMENTAZIONE TECNICA 3.6 PROCEDIMENTO DI DEROGA
♦ MODULISTICA DA UTILIZZARE PER LE NUOVE PROCEDURE DI PREVENZIONE INCENDI
3.6.1 - PROCEDURE 3.6.2 - DOCUMENTAZIONE TECNICA
3.7 3.8 3.9 -
VALIDITÀ DEL NULLA OSTA PROVVISORIO ( NOP) MANIFESTAZIONI TEMPORANEE TARIFFE E DURATA DEL SERVIZIO PER LE ATTIVITÀ SOGGETTE A CONTROLLI DI PREVENZIONE INCENDI ( DM 16.2.1982)
3.10 - MODULISTICA DA UTILIZZARE PER LE NUOVE PROCEDURE DI PREVENZIONE INCENDI
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A. Monaco – Obblighi, controlli e procedure di prevenzione incendi
1 - SCOPO DELLA GUIDA TECNICA Scopo di questa Guida Tecnica è quello di fornire indicazioni generali su obblighi, controlli e procedure di prevenzione incendi, e sulle documentazioni tecniche da presentare per la richiesta del parere di conformità, per il rilascio del certificato di prevenzione incendi, e per gli altri procedimenti previsti per le attività soggette a controlli di prevenzione incendi da parte dei Vigili del Fuoco. Vengono altresì evidenziate importanti considerazioni sulle attività non soggette a controlli di prevenzione incendi, per le quali è comunque necessario adottare idonee misure di sicurezza antincendio. 2 - OBBLIGHI E CONTROLLI DI PREVENZIONE INCENDI 2.1 - GENERALITÀ Fare “ PREVENZIONE INCENDI ” significa, sostanzialmente, prevedere e prevenire le cause che possono determinare un incendio, e porre in atto tutti quei provvedimenti idonei ad evitare che l’incendio abbia luogo, o a minimizzarne le conseguenze. Occorre quindi imparare a conoscere e ad applicare le norme ed i criteri tecnici di sicurezza antincendio, sia per poter verificare l’avvenuta e corretta applicazione di tali criteri, sia per poter procedere alla progettazione ed all’esecuzione degli adeguamenti eventualmente necessari, sia per poter ottenere le autorizzazioni e/o certificazioni necessarie. È tuttavia doveroso evidenziare che operare correttamente nell’ambito della sicurezza antincendio è attualmente piuttosto complesso per coloro che non siano già esperti nel campo, a causa di una notevole frammentarietà della normativa tecnica e procedurale, nonché a causa di carenze o assenze di precise indicazioni tecniche in molti casi di attività soggette a controlli di Prevenzione Incendi. Nel seguito si intendono precisare i concetti più importanti per gli aspetti procedurali. Le varie attività presenti nel mondo che ci circonda (attività industriali, attività artigianali, attività commerciali, attività pubbliche, attività private, etc.), da un punto di vista autorizzativo possono distinguersi in:
ATTIVITÀ SOGGETTE AL CONTROLLO DEI VIGILI DEL FUOCO ; ATTIVITÀ NON SOGGETTE AL CONTROLLO DEI VIGILI DEL FUOCO ;
2.2 - ATTIVITÀ SOGGETTE AL CONTROLLO DEI VIGILI DEL FUOCO Sono soggette a controlli di prevenzione incendi da parte dei Vigili del Fuoco le attività elencate nel D.M. 16.2.1982 ed in Tab. A o B del DPR 689/59. Per tali attività i controlli di prevenzione incendi da parte dei Vigili del Fuoco, si esplicano, di norma, in due fasi distinte : In una prima fase occorre sottoporre ad approvazione il progetto che prevede la realizzazione di una nuova attività e/o le modifiche che intervengono , successivamente, variando le condizioni di sicurezza a suo tempo valutate, ed ottenere il “parere di conformità” da parte dei vigili del fuoco; In tale fase di esame progetto è opportuno e necessario fornire tutti i riferimenti interessanti la prevenzione incendi nel modo più dettagliato possibile, al fine di evitare la mancata valutazione preventiva di elementi che potrebbero poi rivelarsi importanti per la sicurezza. È altresì comunque necessario che qualsiasi ulteriore e successiva variazione progettuale venga nuovamente sottoposta ad approvazione VF prima della sua realizzazione. La seconda fase dei controlli di prevenzione incendi è invece, di norma, costituita dal sopralluogo tecnico , che, per le per le attività elencate nel DM 16.2.1982, è finalizzato al rilascio del CERTIFICATO DI PREVENZIONE INCENDI (CPI). All’atto di tale sopralluogo, tramite accertamenti diretti in loco, e tramite documentazioni, certificazioni e dichiarazioni, sarà verificata la piena conformità dell’attività (strutture, materiali, impianti, allestimenti, etc.) al progetto approvato, alle prescrizioni impartite, alla normativa vigente, ed alle norme di buona tecnica. È importante ricordare che il sopralluogo tecnico finale per l’accertamento della corretta realizzazione di opere ed impianti ai fini della sicurezza antincendio (ad esempio per il rilascio del CPI) può essere effettuato solo dopo il definitivo completamento dell’opera da collaudare, comprensiva di impianti ed arredi interni, e che il CPI è un atto definitivo, relativo a tutto il complesso realizzato (anche se questo dovesse comprendere come parti integranti più attività soggette a controllo VF). Il rilascio del “certificato di prevenzione incendi” rappresenta normalmente l’esito finale e naturale di un percorso procedurale finalizzato alla definizione ed al controllo delle condizioni di sicurezza antincendio di una attività soggetta a controlli di prevenzione incendi. Infatti il DPR 577/82, all’art. 17, definisce ufficialmente il significato di “Certificato di prevenzione Incendi” quale attestazione che “l’attività sottoposta a controllo è conforme alle disposizioni vigenti in materia ed alle prescrizioni dell’autorità competente”. Tuttavia, in alcuni casi particolari e poco frequenti, esistono attività per le quali sussiste comunque l’obbligo di controllo da parte dei Vigili del Fuoco, ma non è previsto il rilascio del CPI; tali casi sono: • Se una attività è soggetta al controllo VF per effetto del DPR 689/59, ma non rientra anche tra quelle elencate dal DM 16.2.1982 (vedere nel
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Tale distinzione è molto importante perché, mentre per le attività soggette a controlli di prevenzione incendi da parte dei Vigili del Fuoco è previsto un preciso ed obbligatorio iter procedurale, finalizzato al rilascio del “Certificato di Prevenzione Incendi” e dettagliatamente descritto nel seguito, per le attività non soggette a controlli di prevenzione incendi, invece, non è previsto alcun iter burocratico, pur sussistendo comunque un obbligo di adempimenti in tema di sicurezza antincendio. Infatti l’eventuale esenzione dai cosiddetti “controlli” obbligatori, non esenta assolutamente il “titolare dell’attività” dall’obbligo di attuare ed osservare comunque tutti i provvedimenti di sicurezza antincendio necessari per la sicurezza dell’attività, sia per la tutela della incolumità dei lavoratori addetti, sia per la tutela della incolumità delle persone a qualsiasi titolo presenti, per cui la differenza tra le due “categorie” di attività è certamente più formale e procedurale che sostanziale.
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seguito i due elenchi di attività soggette a controlli), è comunque obbligatorio richiedere ed effettuare l’esame di un progetto, ed una visita di collaudo ad impianto o costruzione ultimati, prima dell’inizio delle lavorazioni; ma, a seguito del sopralluogo, non si rilascia il CPI, ma solo una dichiarazione di conformità. • Se un impianto di produzione di calore (es: centrale termica per riscaldamento locali) è alimentato a combustibile liquido (gasolio od olio combustibile), con potenzialità compresa tra 30.000 e 100.000 kcal/h, e se è installato in un Comune compreso nella zona A o B della legge 615\66 (es. Udine), è comunque obbligatorio il controllo VF (esame progetto e sopralluogo), ma per tali impianti non si rilascia il CPI, ma solo una dichiarazione di conformità normativa. È da evidenziare che la descrizione dei controlli di prevenzione incendi fin qui accennata rappresenta solo una schematizzazione di larga massima, perché le possibili fasi procedurali sono molto più complesse ed articolate. Nel seguito si riportano integralmente gli elenchi delle attività soggette a controlli di prevenzione incendi (DM 16.2.1982; DPR 689/59 -Tab. A e B), e si descrivono dettagliatamente le nuove procedure, profondamente modificate da recenti normative per le attività elencate dal DM 16.2.1982. 2.2.1 D.M. 16.2.1982 - DETERMINAZIONE DELLE ATTIVITÀ SOGGETTE ALLE VISITE DI PREVENZIONE INCENDI
Il testo dell’articolo unico è il seguente:
“I locali, le attività, i depositi, gli impianti e le industrie pericolose i cui progetti sono soggetti all’esame e parere preventivo dei comandi provinciali dei vigili del fuoco ed il cui esercizio è soggetto a visita e controllo ai fini del rilascio del “Certificato di prevenzione incendi”, nonché la periodicità delle visite successive, sono determinati come dall’elenco allegato che, controfirmato dal Ministro dell’interno e dal Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, forma parte integrante del presente decreto. I responsabili delle attività soggette alle visite ed ai controlli di prevenzione incendi di cui al presente decreto hanno l’obbligo di richiedere il rinnovo del “Certificato di prevenzione incendi” quando vi sono modifiche di lavorazione o di struttura, nei casi di nuova destinazione dei locali o di variazioni qualitative e quantitative delle sostanze pericolose esistenti negli stabilimenti o depositi, e ogniqualvolta vengano a mutare le condizioni di sicurezza precedentemente accertate, indipendentemente dalla data di scadenza dei certificati già lasciati. La scadenza dei “Certificati di prevenzione incendi” già rilasciati e validi alla data di emanazione del presente decreto, dovrà intendersi modificata secondo i nuovi termini da questo previsti. Agli stabilimenti ed impianti che comprendono, come parti integranti del proprio ciclo produttivo, più attività singolarmente soggette al controllo da parte dei comandi dei vigili del fuoco, dovrà essere rilasciato un unico “Certificato di prevenzione incendi” relativo a tutto il complesso e con scadenza triennale.” L’elenco delle 97 attività soggette a controllo comprende la grande maggioranza delle attività industriali, molte attività ad uso pubblico con prevedibili elevati affollamenti, ed alcuni impianti o attività specifiche ritenute potenzialmente a rischio di incendio. Per ciascuna delle attività descritte nell’elenco è indicato un limite minimo dimensionale (es: numero di persone; superficie; potenzialità; quantitativi di materiale in deposito e/o lavorazione); i controlli di prevenzione incendi (esame preventivo del progetto e controllo ai fini del rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi) sono obbligatori al di sopra dei limiti minimi indicati. Accanto ad ogni attività descritta nell’elenco, è indicata la periodicità di validità del Certificato di Prevenzione Incendi (3 anni; 6 anni; una tantum [u.t.]); per alcune attività possono essere indicate periodicità diverse di validità del CPI, in relazione alla dimensione o potenzialità dell’attività. Di seguito si riporta integralmente l’elenco delle 97 attività soggette a controllo.
Il D.M. 16.2.1982 (G.U. n. 98 del 9.4.1982) contiene un elenco di 97 diverse attività soggette al controllo di prevenzione incendi. Inoltre, il D.M. 16.2.1982 contiene un unico articolo che precisa alcune procedure di prevenzione incendi di notevole interesse, quali : • Per tutte le attività elencate è necessario il parere preventivo a seguito di un esame del progetto, e l’esercizio dell’attività è subordinato a visita e controllo ai fini del rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi ; La periodicità di validità del Certificato di Prevenzione Incendi viene articolata in 6 e 3 anni per le diverse attività, ed in alcuni casi è previsto un rilascio “una tantum”; Il Certificato di Prevenzione Incendi deve essere comunque rinnovato, indipendentemente dalla data di scadenza dei certificati già rilasciati, nei seguenti casi : quando intervengono modifiche di lavorazione o di struttura; nei casi di nuova destinazione dei locali; nei casi di variazioni qualitative e quantitative delle sostanze pericolose esistenti negli stabilimenti o depositi; ogniqualvolta vengano a precedentemente accertate; mutare le condizioni di sicurezza
Viene inoltre chiarito, in modo inequivocabile, che “agli stabilimenti ed impianti che comprendono, come parti integranti del proprio ciclo produttivo, più attività singolarmente soggette al controllo da parte dei Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco, dovrà essere rilasciato un unico Certificato di Prevenzione Incendi relativo a tutto il complesso e con scadenza triennale”.
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per quantitativi complessivi superiori a 500 kg 3 Depositi di gas combustibili in serbatoi fissi : a . radiografiche e fotografiche di sicurezza con materiale in deposito superiore a 100 q.1982 . artigianale e privato (testo modificato dal DM 27.disciolti o liquefatti (in bombole o bidoni) : . n.7.000 kg 21 Officine o laboratori per la verniciatura con vernici infiammabili e/o combustibili oltre 5 addetti 22 Depositi e/o rivendite di alcoli a concentrazione superiore al 60% in volume: 3 . compresi quelli di origine petrolifera o chimica.____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
A. e successive modificazioni ed integrazioni 26 Stabilimenti ed impianti ove si producono. cartoni e prodotti cartotecnici nonché depositi per la cernita della carta usata.t.2 a 10 m 3 . inchiostri. per quantitativi globali in ciclo o in deposito superiori a 8. con oltre 5 addetti Impianti per il trattamento di prodotti ortofrutticoli e cereali utilizzanti gas combustibili 6 Impianti per l’idrogenazione di oli e grassi 6 Aziende per la seconda lavorazione del vetro con l’impiego di oltre 15 becchi a gas 6 Stabilimenti ed impianti ove si producono e/o impiegano liquidi infiammabili (punto di 3 3 infiammabilità fino a 65° C) con quantitativi globali in ciclo e/o in deposito superiori a 0. impianti con pressione di esercizio non superiore a 5 bar Impianti di distribuzione di gas combustibili per autotrazione 6 Officine e laboratori con saldatura e taglio dei metalli utilizzanti gas combustibili e/o 6 comburenti.compressi : 3 .per capacità geometrica complessiva superiore a 10 m 3 6 Depositi e/o rivendite di oli lubrificanti. impiegano o detengono sostanze instabili che possono dar luogo da sole a reazioni pericolose in presenza o non di catalizzatori 27 Stabilimenti ed impianti ove si producono.li 44 Stabilimenti ed impianti ove si producono.10.li
6 3 6 3 6 6 3 3
6 3 3 3 3 6 3 3 6 3 6 6 6 6 6 6 6 6
GT1-2000 .li 42 Stabilimenti ed impianti per la produzione della carta e dei cartoni e di allestimento di prodotti cartotecnici in genere con oltre 25 addetti e/o con materiale in deposito o lavorazione superiore a 500 q.per quantitativi complessivi fino a 500 kg 6 . Monaco – Obblighi. lacche infiammabili e/o combustibili con quantitativi globali in ciclo e/o in deposito superiori a 500 kg 20 Depositi e/o rivendite di vernici.M. elektron e a leghe ad alto tenore di magnesio 35 Mulini per cereali ed altre macinazioni con potenzialità giornaliera superiore a 200 quintali e relativi depositi 36 Impianti per l’essiccazione dei cereali e di vegetali in genere con depositi di capacità superiore a 500 q. oli diatermici e simili 6 Depositi di liquidi infiammabili e/o combustibili per uso industriale.li 41 Stabilimenti ed impianti ove si lavora e/o detiene foglia di tabacco con processi di essiccazione con oltre 100 addetti con quantitativi globali in ciclo e/o in deposito superiori a 500 q.5 m Stabilimenti ed impianti per la preparazione di oli lubrificanti.5 m Stabilimenti ed impianti ove si producono e/o impiegano liquidi combustibili con punto di 3 3 infiammabilità da 65 °C a 125 °C.li di prodotto essiccato 37 Stabilimenti ove si producono surrogati del caffè 38 Zuccherifici e raffinerie dello zucchero 39 Pastifici con produzione giornaliera superiore a 500 q. impiegano o detengono vernici. gasolio e miscele per autotrazione ad uso pubblico e privato con o senza stazione di servizio 19 Stabilimenti ed impianti ove si producono. di stracci di cascami e di fibre tessili per l’industria della carta con quantitativi superiori a 50 q. controlli e procedure di prevenzione incendi
A.liquefatti per capacità complessiva superiore a 2 m Reti di trasporto e distribuzione di gas combustibili.1965. 966)
N.per uso industriale o artigianale con capacità geometrica 6 3 complessiva da 0.con quantitativi da 500 a 1.9. 18. impiegano o detengono nitrati di ammonio.1985) . impiegano o detengono sostanze esplodenti classificate come tali dal regolamento di esecuzione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza approvato con regio decreto 6 maggio 1940. 8 di 59
. impiegano e/o detengono carte fotografiche. 635.con quantitativi superiori a 1.disciolti o liquefatti : 3 . impiega e/o detiene fosforo e/o sesquisolfuro di fosforo 32 Stabilimenti ed impianti per la macinazione e la raffinazione dello zolfo 33 Depositi di zolfo con potenzialità superiore a 100 q. n.M . liquefatti) con quantità globali in ciclo o in 3 3 deposito superiori a 50 Nm / h Impianti di compressione o di decompressione dei gas combustibili e comburenti con 6 3 potenzialità superiore a 50 Nm /h Depositi e rivendita di gas combustibili in bombole : a .per capacità complessiva da 0.pag.con capacità da 0.75 a 2 m 3 3 . nitrato di piombo e perossidi inorganici 28 Stabilimenti ed impianti ove si producono.2 a 10 m 6 3 3 . impiega o detiene magnesio.per uso industriale o artigianale o agricolo o privato 3 3 con capacità geometrica complessiva superiore a 25 m Depositi e/o rivendite di liquidi infiammabili e/o combustibili per uso commerciale: 3 . e successive modificazioni ed integrazioni. Monaco – Obblighi.li 40 Riserie con potenzialità giornaliera superiore a 100 q.3 a 2 m 6 3 3 .li 43 Depositi di carta.1975.per capacità complessiva da 0.per capacità complessiva superiore a 2 m b . 4 della legge 26.per capacità complessiva da 0. pellicole cinematografiche. controlli e procedure di prevenzione incendi
D. gas comburenti (compressi.2. eliografiche e cianografiche.compressi : 3 6 . di metalli alcalini e alcalino-ferrosi.5 a 25 m . ATTIVITÀ
Stabilimenti ed impianti ove si producono e/o impiegano gas combustibili. nonché perossidi organici 25 Esercizi di minuta vendita di sostanze esplodenti di cui ai D. agricolo.ELENCO DEI DEPOSITI E INDUSTRIE PERICOLOSE SOGGETTI ALLE
N.compressi per capacità complessiva superiore a 3 m 6 3 3 b .pag. con esclusione delle reti di distribuzione cittadina e dei relativi u.75 a 2 m 6 3 .
VISITE ED AI CONTROLLI DI PREVENZIONE INCENDI (art. inchiostri e lacche infiammabili e/o combustibili: .per capacità complessiva superiore a 2 m Depositi di gas comburenti in serbatoi fissi : 3 a .1973 e 18.5 24 Stabilimenti ed impianti ove si producono. 7 di 59
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16. disciolti.per capacità geometrica complessiva da 0.li 34 Stabilimenti ed impianti ove si produce.000 kg . impiegano o detengono sostanze soggette ad accensione spontanea e/o sostanze che a contatto con l’acqua sviluppano gas infiammabili 29 Stabilimenti ed impianti ove si produce acqua ossigenata con concentrazione superiore al 60% di perossido di idrogeno 30 Fabbriche e depositi di fiammiferi 31 Stabilimenti ed impianti ove si produce.con capacità superiore a 10 m 23 Stabilimenti di estrazione con solventi infiammabili e raffinazione di oli e grassi vegetali ed animali. calcografiche. di oli diatermici e simili per capacità superiore a 1 m
18 Impianti fissi di distribuzione di benzina. con quantitativi globali di solventi in ciclo e/o in deposito superiori a 0.3.per capacità complessiva superiore a 2 m 3 b .
12. officine meccaniche per lavorazioni a freddo con oltre 25 addetti 73 Stabilimenti ed impianti ove si producono laterizi. apparecchi contenenti dette sostanze ed apparecchi generatori di radiazioni ionizzanti (art.1964.li .li 58 Depositi di manufatti in plastica con oltre 50 q. u.li 59 Stabilimenti ed impianti ove si producono e lavorano resine sintetiche e naturali. escluso il deposito in corso di spedizione 79 Impianti nei quali siano detenuti combustibili nucleari o prodotti o residui radioattivi (art. con quantitativi superiori a 50 q.P. . 66 Stabilimenti siderurgici e stabilimenti per la produzione di altri metalli 67 Stabilimenti e impianti per la zincatura.
N. fitofarmaci.1962. 10 di 59
.12.oltre 75 addetti 50 Stabilimenti ed impianti per la preparazione del crine vegetale. di sughero ed altri prodotti affini. maioliche. u.li 49 Industrie dell’arredamento. autorimesse pubbliche. dormitori e simili con oltre 25 posti-letto 85 Scuole di ogni ordine.P. case di cura e simili con oltre 25 posti-letto 87 Locali adibiti ad esposizione e/o vendita all’ingrosso o al dettaglio con superficie 2 lorda superiore a 400 m comprensiva dei servizi e depositi 2 88 Locali adibiti a depositi di merci e materiali vari con superficie lorda superiore a 1. tele cerate. grado e tipo.impianti per la preparazione o fabbricazione delle materie nucleari. di candele e di altri oggetti di cera e paraffina. n. 2 del D. 1704) 78 Impianti di deposito delle materie nucleari. 886 97 Oleodotti con diametro superiore a 100 mm
3 u. di fieno.2. di fascine. lampade a tubi luminescenti.10. . di paglia. dello sparto e simili. Monaco – Obblighi.t. di carbonella.pag.1983 (testo modificato dal DM 30.R.li . di glicerina grezza quando non sia prodotta per idrolisi. Monaco – Obblighi. 102 del D. di canne.____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
A.oltre 1.
GT1-2000 .2. ricovero natanti. n. con potenzialità globale superiore a 500 q. installati in edifici civili aventi altezza in gronda maggiore di 24 metri e quelli installati in edifici industriali di cui all’art. glicerina raffinata e distillata ed altri prodotti affini 82 Centrali elettroniche per l’archiviazione e l’elaborazione di dati con oltre 25 addetti 83 Locali di spettacolo e di trattenimento in genere con capienza superiore a 100 posti 84 Alberghi.1963. litografie. 13 della legge 31. laboratori. organici e intermedi e prodotti farmaceutici con l’impiego di solventi ed altri prodotti infiammabili 60 Depositi di concimi chimici a base di nitrati e fosfati e di fitofarmaci.11.P. 185) 76 Esercizi commerciali con detenzione di sostanze radioattive (capo IV del D.da 50 a 1.reattori nucleari.P. gallerie. liquido o gassoso con potenzialità superiore a 100. porcellane e simili con oltre 25 addetti 74 Cementifici 75 Istituti.1962. ecc. aventi corsa sopra il piano terreno maggiore di 20 metri. lavorazione del sughero. . 5 della legge 31. ramatura e lavorazioni similari comportanti la fusione di metalli o altre sostanze 68 Stabilimenti per la costruzione di aeromobili.000 q.li in lavorazione o in deposito 57 Stabilimenti ed impianti per la produzione e lavorazione di materie plastiche con quantitativi superiori a 50 q.oltre 1. archivi. con quantitativi: . 46 Depositi di legnami da costruzione e da lavorazione. lavorazione e rigenerazione della gomma. linoleum e altri prodotti affini.1965. dell’abbigliamento e della lavorazione della pelle. 29. n. collegi.t. coloranti. n. accademie e simili per oltre 100 persone presenti 86 Ospedali. motels. pile ed accumulatori elettrici. n.li . controlli e procedure di prevenzione incendi
A.da 50 a 1. di carbone vegetale e minerale.li 48 Stabilimenti ed impianti ove si producono.000 Kcal/h 92 Autorimesse private con più di 9 autoveicoli. controlli e procedure di prevenzione incendi
N.5.li 61 Stabilimenti ed impianti per la fabbricazione di cavi e conduttori elettrici isolati 62 Depositi e rivendite di cavi elettrici isolati con quantitativi superiori a 100 quintali 63 Centrali termoelettriche 64 Gruppi per la produzione di energia elettrica sussidiaria con motori endotermici di potenza complessiva superiore a 25 kw 65 Stabilimenti ed impianti ove si producono lampade elettriche.
45 Stabilimenti ed impianti ove si producono. 13. 6 6 6 u. 1564 91 Impianti per la produzione del calore alimentati a combustibile solido.R. 81 Stabilimenti per la produzione di sapone. 1860.li 55 Depositi di prodotti della gomma. 1497 96 Piattaforme fisse e strutture fisse assimilabili di perforazione e/o produzione di idrocarburi di cui al D. della trebbia e simili.impianti per la separazione degli isotopi.P. calzaturifici: .li 51 Teatri di posa per le riprese cinematografiche e televisive 52 Stabilimenti per lo sviluppo e la stampa delle pellicole cinematografiche 53 Laboratori di attrezzerie e scenografie teatrali 54 Stabilimenti ed impianti per la produzione. 1860 e art.t.superiori a 1000 q.R. impiegano e detengono pellicole cinematografiche e fotografiche con supporto infiammabile per quantitativi superiori a 5 kg. 1. sostituito dall’art.12. esclusi i depositi all’aperto con distanze di sicurezza esterne non inferiori a 100 m misurate secondo le disposizioni di cui al punto 2.t. anche saltuariamente ricerche scientifiche o attività industriali per le quali si impiegano isotopi radioattivi. pensioni.t.pag. eccettuati quelli che facciano parte di un mezzo di trasporto. lettera b) della legge 31.da 25 a 75 addetti .000 q. pneumatici e simili con oltre 100 quintali 56 Laboratori di vulcanizzazione di oggetti di gomma con più di 50 q.000 q.li 47 Stabilimenti e laboratori per la lavorazione del legno con materiale in lavorazione e/o in deposito: .R. di acidi grassi. 30. stampa in offset ed attività similari con oltre 5 addetti 94 Edifici destinati a civile abitazione con altezza in gronda superiore a 24 metri 95 Vani di ascensori e montacarichi in servizio privato.1962. stabilimenti e reparti in cui si effettuano. valvole elettriche. musei.1 del DM 30.000 m 89 Aziende ed uffici nei quali siano occupati oltre 500 addetti 90 Edifici pregevoli per arte o storia e quelli destinati a contenere biblioteche. 1860) 80 Impianti relativi all’impiego pacifico dell’energia nucleare ed attività che comportano pericoli di radiazioni ionizzanti derivanti dal predetto impiego : . di legna da ardere. ricovero aeromobili 93 Tipografie. lavorazione della paglia. lavorano e detengono fibre tessili e tessuti naturali e artificiali. n. u. .000 q. collezioni o comunque oggetti di interesse culturale sottoposti alla vigilanza dello Stato di cui al regio decreto 7 novembre 1942.1986) . 6 6 6 6 6 6 u.t.12. con quantitativi in lavorazione o in deposito pari o superiori a 50 q. 9 di 59
GT1-2000 . n. n 185) 77 Autorimesse di ditte in possesso di autorizzazione permanente al trasporto di materie fissili speciali e di materie radioattive (art.1964.da 500 a 1000 q. 9 del D.impianti nucleari.impianti per il trattamento dei combustibili nucleari irradianti. 24 maggio 1979. n.13. automobili e motocicli 69 Cantieri navali con oltre 5 addetti 70 Stabilimenti per la costruzione e riparazione di materiale rotabile ferroviario e tranviario con oltre 5 addetti
6 3 6 3 6 6 6 6 6 6 6 3 6 3 6 6 6 3 6 6 3 3 6 6 6
71 Stabilimenti per la costruzione di carrozzerie e rimorchi per autoveicoli con oltre 5 addetti 72 Officine per la riparazione di autoveicoli con capienza superiore a 9 autoveicoli.R.
P . nell’ambito del Capo VI.1959.5. non si rilascia il CPI (perché non previsto da quella normativa). Il DPR 547/55. che elenca 7 attività. AL PREVENTIVO ESAME ED AL COLLAUDO DEL COMANDO DEI VIGILI DEL FUOCO
Quali siano le aziende e le lavorazioni di cui si parla nei commi a) e b) dell’art. mentre il DPR 689/59 è una norma con rilevanza penale. al controllo del Comando del Corpo dei Vigili del fuoco competente per territorio. 689 .DPR 26. ai fini della prevenzione degli incendi. N .1982 ed il DPR 689/59 sono normative finalizzate ad esigenze diverse: la prima è una norma di sola prevenzione incendi.. 547. 47 del DM 16.5. Di seguito si riporta integralmente il contenuto del DPR 689/59. tutt’oggi ancora pienamente valide.
Alcuni potrebbero erroneamente ritenere che il DM 16. controlli e procedure di prevenzione incendi
2. è stato emanato il DPR 25. tale attività non trova riscontro nel DM 16. 36 del Decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955.I progetti di nuovi impianti o costruzioni di cui al precedente articolo o di modifiche di quelli esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto. 25.1982)..
TABELLA A .. 12 di 59
. N . per cui un’attività potrebbe rientrare nella definizione di una norma. Monaco – Obblighi. ciò è vero solo parzialmente. nelle quali sono occupate contemporaneamente oltre 15 addetti”. ma viene determinato successivamente. Si evidenzia infine (come già descritto anche in precedenza).____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
A. troviamo gli articoli 36 e 37.
GT1-2000 . AL PREVENTIVO ESAME ED AL COLLAUDO DEL COMANDO DEI VIGILI DEL FUOCO In applicazione dell’articolo 36 del DPR 547/55..2. ed una Tabella B. 2 7 . ma solo una dichiarazione di conformità.1959. 3 . disciolti o liquefatti.pag. n.2. SI SVILUPPANO E SI DETENGONO PRODOTTI INFIAMMABILI. e quindi. AI FINI DELLA PREVENZIONE DEGLI INCENDI . essendo molto successivo al DPR 689/59.A Z I E N D E E L A V O R A Z I O N I N E L L E Q U A L I S I P R O D U C O N O .R. n. pur non essendo una normativa specificamente dedicata alla prevenzione incendi. Tale DPR 689 contiene due tabelle con elencazione di aziende e lavorazioni soggette.1982 è una norma a carattere unicamente amministrativo. R . ai sensi dell’art. si sviluppano o si detengono prodotti infiammabili. al preventivo esame ed al collaudo dei vigili del fuoco. sono determinate con le tabelle A e B annesse al presente decreto. che di seguito si riportano: Art. e le tabelle A e B devono sempre essere considerate per le seguenti motivazioni: Il DM 16. 36 .2.. al contrario di quanto avviene per l’inosservanza degli obblighi di controllo previsti dal DM. È importante evidenziare che tali tabelle A e B sono tutt’oggi ancora pienamente valide.. Alcune attività possono essere previste da una sola delle due normative (es: l’attività n. contiene tuttavia importanti riferimenti a tale materia. devono essere sottoposti al preventivo esame del Comando del Corpo dei Vigili del fuoco. intitolato : “Difesa contro gli incendi e le scariche atmosferiche”. Omissis . 2 .2. si impiegano. 689 (G. n.1982 è riferita a “stabilimenti e laboratori per la lavorazione del legno con materiale in lavorazione e/o in deposito superiore a 50 q. su proposta del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale. carburazione od altri processi. 547).1959.U.DETERMINAZIONE DELLE AZIENDE E LAVORAZIONI SOGGETTE. INCENDIABILI O ESPLODENTI ( A R T . Monaco – Obblighi.L e aziende e le lavorazioni: a) nelle quali si producono. che per attività eventualmente soggette a controllo per effetto del solo DPR 689/59 (e quindi non elencate anche dal DM 16. che determina una precisa individuazione di aziende e lavorazioni soggette.pag. S I I M P I E G A N O . Art. L E T T . sono soggette. al controllo dei Vigili del Fuoco : una Tabella A. AI FINI DELLA PREVENZIONE DEGLI INCENDI. per dimensioni.Aziende per la produzione di gas combustibili compressi. La determinazione delle aziende e lavorazioni di cui al precedente comma è fatta con decreto presidenziale.
D E N O M I N A Z I O N E E S E T T O R E D I A T T I V I T À
1 . Il DM 16. al controllo del Comando del Corpo dei vigili del fuoco competente per territorio. ai fini della prevenzione degli incendi.P. 36. ai fini della prevenzione degli incendi.1959). 36 non è precisato nel DPR 547. 2 di Tabella B è riferita a “fabbriche di mobili e infissi con oltre 50 addetti”). l’attività n.1982).1959.1982. 37 . 689 .2.5. ai fini della prevenzione incendi. N. ubicazioni ed altre ragioni presentano in caso di incendio gravi pericoli per l’incolumità dei lavoratori. prima dell’inizio delle lavorazioni. b) che. incendiabili o esplodenti. e non in quella dell’altra norma (es: l’attività n. A .2.. è necessario considerare anche gli elenchi contenuti in tali tabelle. 11 di 59
GT1-2000 . Tali Tabelle A e B. 1 9 5 5 . raggruppati significativamente sotto la dizione “Lavorazioni pericolose e controllo dei Vigili del Fuoco”.li” . 4 . determinano un primo elenco di attività obbligatoriamente soggette al controllo dei Vigili del Fuoco. sono soggette. 689.Officine od impianti per la produzione di gas combustibili ottenuti per distillazione. a seguito della visita di collaudo ad impianto o costruzione ultimati (che rimane comunque necessaria).
26. 7 di Tabella B è riferita a “attività esercitate nei locali costruiti prevalentemente in legno o con solai o scale in legno. n. abbia ricompreso nel suo ambito tutte le attività elencate nelle tabelle A e B..DETERMINAZIONE DELLE AZIENDE E LAVORAZIONI
SOGGETTE .Aziende che utilizzano gas combustibili per sottoporli a successive trasformazioni.
. di concerto con i Ministri per l’industria e commercio e per l’interno. nel D. che elenca 54 attività soggette. questo significa che l’eventuale inosservanza agli obblighi di controllo per una attività elencata in tabella A o B costituisce reato penale.
Articolo unico Le aziende e lavorazioni che.5.. nella fase di verifica di assoggettabilità o meno di una attività al controllo obbligatorio dei Vigili del Fuoco. reazione. al quale dovrà essere richiesta la visita di collaudo ad impianto o costruzione ultimati. per tale motivo le attività soggette a controlli sono definite secondo impostazioni del tutto diverse.2. mentre la seconda deriva da una norma per la prevenzione degli infortuni sul lavoro (DPR 547/55). controlli e procedure di prevenzione incendi
A. DEL D . 212 del 4.9.2 .
controlli e procedure di prevenzione incendi
A. latte. D E L D . etilene ed altri gas carburanti. 16 -Produzione della glicerina con esclusione del processo per idrolisi dai grassi. mobili. Magazzini di vendita con oltre 50 addetti. acetato di isoamile. 18 -Lavatura a secco con solventi infiammabili. etilamina stirolo monomero). 17 -Produzione di acqua ragia vegetale. 26 -Produzione di rajon e cellophane e di prodotti affini ottenuti con l’impiego di solventi infiammabili. produzione di linoleum e prodotti affini.Trattamento dei prodotti ortofrutticoli con l’impiego di acetilene.000 kg. Aziende per la produzione di ebanite. nonché di cascami e fibre tessili vegetali ed artificiali che bruciano con sviluppo di fiamma. controlli e procedure di prevenzione incendi
4 . 13 di 59
GT1-2000 . TABELLA B . metilcicloesano. tabacco. 49 -Magazzini di deposito di fibre tessili vegetali ed artificiali che bruciano con sviluppo di fiamma. acetato di isobutile. 19 -Distillazione di catrame e depositi di benzolo per quantità superiore a 500 kg. di alluminio. 6. impiegano o detengano sostanze esplodenti considerate tali dal regolamento al Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza approvato con R.5. alcool isopropilico. nafta. cianografiche e fotografiche. nelle quali sono occupate contemporaneamente oltre 15 addetti. N . 15 -Estrazione di olii con solventi infiammabili. 11 -Depositi. Industria dell’arredamento e dell’abbigliamento con oltre 75 addetti. cloroformio. 10 -Stabilimenti per la lavorazione del greggio petrolifero. acido acetico. dicloroetilene. esano. benzina.1940. raffinazione. ecc. 1 9 5 5 . diossano. dello sparto e simili. di stracci. Magazzini per deposito e classificazione di carta usata. 37 -Produzione e depositi di fiammiferi. 21 -Aziende in cui viene eseguita la iniezione di olii cresolati. alcool etilico.AZIENDE E LAVORAZIONI CHE PER DIMENSIONI. acetato di metile.. dell’elecktron e delle leghe ad alto tenore di magnesio.Attività esercitate nei locali costruiti prevalentemente in legno o con solai o scale in legno. lavorazioni del sughero.
GT1-2000 . metilobutilchetone. di nerofumo e di vernici nere. R . per quantitativi di gas superiori a 500 kg. alcool butilico. per capacità complessiva delle bombole superiori a 2.D. nitropropano. 35 -Aziende nelle quali si fa impiego di pellicole infiammabili. distillazione bassa temperatura di combustibili fossili. 42 -Aziende in cui si producono e si impiegano polveri di magnesio. 635. Fabbriche di mobili e di infissi con oltre 50 addetti.Magazzini e depositi di bombole o bidoni di gas combustibili: compressi. degli oli minerali. solfuro di carbonio. cloruro di etile. P . toluolo. 48 -Produzione di tele cerate. 13 -Reparti di collaudo e prova negli stabilimenti per la costruzione e riparazione di motori a combustione interna. etere etilico. eptano. alcool metilico. 6 . acetato di propile. ottenuti con l’impiego di sostanze infiammabili. manganese. rigenerazione di olii minerali esausti o bruciati. 46 -Aziende per la produzione della gomma. tessuti gommati e prodotti affini. formiato di etile. rame: ovvero di cacao. della trebbia e simili. Monaco – Obblighi.Centrali di compressione. 3 6 . vulcanite ed altri prodotti affini. 7 . acetato di butile. G R A V I P E R I C O L I P E R L’ I N C O L U M I T À D E I L A V O R A T O R I ( A R T . con l’impiego di gas combustibili con impianto generatore centralizzato ovvero con oltre 5 posti di lavoro. eliografiche. della guttaperca e dei relativi manufatti.000 litri.Aziende per l’idrogenazione di olii e grassi. etere vinilico. dietilamina. stazioni di travaso e depositi di metano e di gas idrocarburati. per quantità superiori a 500 kg. piridina.Impianti per la saldatura o per il taglio di metalli. butilene. acetato di etile. 23 -Produzione e depositi di solfuro di carbonio.pag. 2 7 . nelle 24 ore. metalli. cicloesano. 30 -Produzione di solventi infiammabili per uso industriale (acetato di amile. 8 . trattamento degli oli minerali. 45 -Magazzini per deposito di carte e cartoni catramati. n. acetato di vinile. lavorazione ulteriore di petroli. UBICAZIONE ED ALTRE R A G I O N I P R E S E N T A N O I N C A S O D I I N C E N D I O . 14 di 59
. bromuro di metile. 41 -Aziende per la produzione del magnesio. L E T T . dimetilbenzene. 24 -Distilleria e depositi di alcool a concentrazione superiore al sessanta per cento in volume. butadiene. 25 -Produzione di colle animali con impiego di solventi infiammabili. carta filata e trucioli di carta. sughero ed altre sostanze organiche. 33 -Produzione e depositi di celluloide e di oggetti vari dello stesso materiale 34 -Produzione e depositi di pellicole infiammabili. 5 . formiato di metile. ossisolfuro di carbonio. 547). Aziende in genere nelle quali sono occupati contemporaneamente in un unico edificio a più di un piano oltre 500 addetti. distillazione di rocce asfaltiche. 39 -Aziende per la produzione di polveri di carbone. 7 . 47 -Reparti di preparazione alla filatura delle fibre tessili vegetali ed artificiali che bruciano con sviluppo di fiamma e relativi depositi. furfurolo. magazzini e rivendite di benzina. ossido di etilene. butanone. olii minerali ed altri prodotti idrocarburati infiammabili o combustibili. ossido di mesitile. Industria della carta con oltre 100 addetti e della cartotecnica con oltre 25 addetti. miscele lubrificanti ed affini (distillazione. Monaco – Obblighi. 51 -Molini per cereali ad alta macinazione can potenzialità superiore a 200 ql. altre eventuali lavorazioni affini). benzolo. bromuro di etile. 29 -Aziende per la fabbricazione di cavi e conduttori elettrici isolati. 52 -Riserie con potenzialità superiore ai 100 ql. 50 -Produzione di carburo di calcio e depositi per quantità superiori a 1. produzione di emulsioni bituminose da petroli. disciolti o liquefatti. etere isopropilico. petrolio. 27 -Produzione di fibre tessili poliviniliche. benzina. di carbolineum. nelle 24 ore. amiantite.Aziende nelle quali si esegue la seconda lavorazione del vetro con l’impiego di oltre 15 cannelli a gas. B . trementina). 31 -Industrie chimiche per la produzione di resinesintetiche. 38 -Macinazione e raffinazione dello zolfo. lavorazione della paglia. 53 -Produzione di surrogati di caffè. calzature e di altri prodotti affini. preparazione e lavorazione di oli lubrificanti ed affini. 28 -Reparti di verniciatura a spruzzo con solventi infiammabili con oltre 5 addetti. clorobenzene. 9 .____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
A. alcool isoamilico. Aziende in cui viene prodotto ed utilizzato il fosforo ed il sesquisolfuro di fosforo e relativi depositi. 40 -Aziende per la produzione di agglomerati di materiali combustibili. legno. 14 -Produzione di creme e lucidi per pavimenti. etere metiletilico. destrina. acetato di isopropile. 20 -Produzione di vernici con solventi infiammabili. altre fabbricazioni affini. 4 . etilbenzene. di cartoni e feltri catramati. 36 -Preparazione del fosforo e suo impiego per la produzione di composti. 22 -Produzione di inchiostri da stampa con impiego di solventi infiammabili.
32 -Aziende che producono. aldeide acetica. produzione di farina e di trucioli di legno e legno macinato. 43 -Laboratori di attrezzerie e scenografie teatrali. 54 -Aziende per la preparazione del crine vegetale. cerate e simili.pag. di coloranti organici ed intermedì e di prodotti farmaceutici con impiego di solventi ed altri prodotti infiammabili (acrilonitile. ottenuti con l’impiego di sostanze infiammabili. 12 -Autorimesse pubbliche. acetone. etere metilico.
Aziende per la lavorazione della foglia del tabacco con oltre 100 addetti. 44 -Aziende per la produzione di carte geografiche.
P. CAVE E CANTIERI (DM 19. e. ove ciò non è possibile.1934 – Circolare M.5.3. di lotta antincendio. Monaco – Obblighi. né di richiesta e rilascio di C.ATTIVITÀ NON SOGGETTE A CONTROLLI DI PREVENZIONE INCENDI In precedenza si è visto che sono soggette a controlli di prevenzione incendi da parte dei Vigili del Fuoco le attività elencate nel D. PER MACCHINE IN USO PRESSO AZIENDE AGRICOLE .1986) • IMPIANTI PER LA PRODUZIONE DI CALORE con potenzialità superiore a 30. nella quale sono specificati i criteri adottati per la valutazione stessa. o di oli lubrificanti..M. Udine).1992. misure di protezione collettiva ed individuale. e per tali attività sono previste procedure ben definite relative ai vari tipi di procedimenti previsti dalla attuale normativa. ed all’art. misure di emergenza da attuare in caso di pronto soccorso. o è meno pericoloso.. 33. anche di tipo antincendio. 26.3. indipendentemente dal fatto che una attività sia o non sia soggetta a controlli di prevenzione incendi da parte dei vigili del fuoco. le seguenti attività : • SCUOLE . 29. pur non essendo previsti controlli obbligatori da parte dei Vigili del Fuoco (e quindi non sussistendo obbligo di esame progetto.4. o di alcoli a concentrazione superiore a 60% in volume.LGS . e. posizione e materiali di realizzazione.M.2.2..1982 e in Tab. che: Il “datore di lavoro” è tenuto all’osservanza delle misure generali di tutela previste dall’art. Per tali impianti deve essere obbligatoriamente osservata la normativa UNI . con capacità ricettiva non superiore a 25 posti letto (D.. impone che “in tutte le aziende .000 kcal/h (D.000 kcal/h ubicata in abitazione privata). anche in quei casi in cui l’attività non dovesse essere classificabile come “luogo di lavoro” (es.: eliminazione dei rischi ….F. in relazione alla natura dell’attività ….9. GALLERIE .3. Monaco – Obblighi. devono essere adottate idonee misure per prevenire gli incendi e per tutelare la incolumità dei lavoratori in caso di incendio “. per la tutela dei lavoratori sul luogo di lavoro. A tal riguardo si riportano alcuni punti significativi di tali normative: • La normativa vigente per la tutela dei lavoratori sul luogo di lavoro prevede l’applicazione obbligatoria di misure di sicurezza (e quindi anche di sicurezza antincendio) in tutte le aziende. Inoltre. 15 di 59
Norme per il RIFORNIMENTO DI CARBURANTI. loro riduzione al minimo. 16. il datore di lavoro elabora un documento contenente: una relazione sulla valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute durante il lavoro. l’individuazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate in conseguenza della valutazione di cui alla lettera “a”. e/o attività ricettive turistico-alberghiere in genere. non ricomprese negli elenchi citati.: DPR 547/55.. 246 del 16.1998) impone misure di sicurezza.CIG • EDIFICI STORICI E ARTISTICI DESTINATI A MUSEI ..L. di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave ed immediato. se tali impianti sono alimentati a combustibile liquido. 14 (nuova formulazione) prevede che “le porte dei locali di lavoro devono.8. Il DPR 547/55.5.M.). per quantitativi inferiori a quelli previsti per i controlli obbligatori (DM 31.4.
Inoltre si ritiene opportuno richiamare l’attenzione ed evidenziare che la normativa vigente per la tutela dei lavoratori sul luogo di lavoro (es. DM 10. etc.1996). n.M. all’art. 19. che sono applicabili in modo molto vasto e generalizzato. ma è tuttavia opportuno evidenziare che l’esenzione da tali controlli preventivi non esenta assolutamente il titolare dell’attività dall’obbligo di attuare comunque tutti i provvedimenti di sicurezza necessari per la tutela della incolumità sia dei lavoratori addetti.M. esistono però normative tecniche specifiche ad esse riferite.I. D . con altezza antincendio compresa fra 12 e 24 metri (D. dimensioni. deve valutare …. 3 (es.7. sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò che non lo è.I.1956). per numero. controlli e procedure di prevenzione incendi
A.M. 1.1996) • IMPIANTI SPORTIVI con capienza non superiore a 100 spettatori (D.000 kcal/h. prevedendo.: Per tali impianti deve essere comunque ed integralmente osservata la normativa VV.1987) • AUTORIMESSE PRIVATE con capacità di parcamento non superiore a 9 autoveicoli (D. per essi sono comunque anche obbligatori i controlli da parte dei vigili del fuoco (esame del progetto e sopralluogo tecnico). Il D. non sono previsti controlli burocratici di routine. i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori All’esito della valutazione di cui al comma 1. descritte nelle specifiche normative tecniche riferite a tali attività. con numero di presenze contemporanee fino a 100 persone (D. o di vernici e lacche infiammabili. quali più specifici esempi. 626/94.pag. A o B del DPR 689/59. sussiste quindi comunque un obbligo normativo di rispetto di determinate misure di sicurezza. dei dirigenti e dei preposti. tra l’altro.8.
GT1-2000 . non solo ad attività industriali ed artigianali. 18. pur non essendo previsto il rilascio del CPI.: impianto termico per riscaldamento locali con potenzialità di 50.____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
A. sia delle persone a qualsiasi titolo presenti. A tal riguardo si evidenzia innanzitutto che esistono numerose attività per le quali.). e sono installati in Comuni della zona A o B della legge 615\66 (es. 626/94 (Attuazione di direttive CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro) impone obblighi ancora più estesi e dettagliati a carico dei datori di lavoro. o di gas liquefatti. 569)
GT1-2000 . • IMPIANTI PER LA PRODUZIONE DI CALORE a combustibile gassoso. controlli e procedure di prevenzione incendi
2. n.1996) • EDIFICI DESTINATI A CIVILE ABITAZIONE . ma anche a tutte le attività ad uso civile con presenza di persone. 9.1990)
DEPOSITI E/O RIVENDITE
di liquidi infiammabili.pag. Per le altre attività.M. N . e fino a 100.M.. ESPOSIZIONI E 2 MOSTRE con superficie non superiore a 400 m (DM 20.1994) • LOCALI DI INTRATTENIMENTO E DI PUBBLICO SPETTACOLO con capienza non superiore a 100 persone (D. consentire una rapida uscita delle persone ed essere agevolmente apribili dall’interno durante il lavoro”. 16 di 59
.3 . Al momento attuale si possono citare.1992) • ALBERGHI . B . 12. A MEZZO DI CONTENITORI DISTRIBUTORI MOBILI .000kcal/h. con potenzialità non superiore a 30. che devono essere attuate sotto la diretta responsabilità del “titolare dell’attività” .
possono suddividersi secondo il seguente schema: attività soggette a controlli di prevenzione incendi e regolamentate da norme tecniche specifiche.. ed in tali casi l’attuazione e l’osservanza delle misure di sicurezza necessarie é demandata alla piena.
attività non soggette a controlli di prevenzione incendi. ma soggette ad adempimenti obbligatori di sicurezza antincendio se vi è presenza di lavoratori dipendenti (D.1998.
C’è infine da rilevare che alcune sentenze della magistratura. (omissis) .
Quali misure di sicurezza antincendio devono applicarsi per le attività non soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco? Per le attività regolamentate da norme tecniche specifiche (ad esempio quelle citate in precedenza). di gestione dell’emergenza.. devono applicarsi le prescrizioni tecniche descritte in tali normative.). Per le attività non specificamente regolamentate (e queste sono la maggioranza). attività non soggette a controlli di prevenzione regolamentate da norme tecniche specifiche.. 3 e 13 del DPR 577/82.. ed è bene ripeterlo. sia anche di tutte le altre persone presenti a qualsiasi titolo nell’ambito dell’attività.3... a tutte le attività con presenza di lavoratori... di evacuazione dei lavoratori in caso di pericolo grave e immediato. Misure. 626/94 e nel DM 10. 3 e 13 del DPR 577/82 prevede che. sussiste comunque un obbligo normativo di attuazione e di rispetto di misure di sicurezza antincendio.1998. e dalla circostanza che l’attività possa risultare anche non soggetta al controllo obbligatorio dei Vigili del Fuoco e/o di altri Enti. il dirigente e il preposto che esercitano. alle dimensioni dell’azienda ovvero dell’unità produttiva. Monaco – Obblighi. i principi di base e le misure tecniche fondamentali previste dal combinato disposto degli art. non regolamentate da norme tecniche specifiche. adottano le misure necessarie per la sicurezza e la salute di lavoratori.
GT1-2000 .. larghezza. o ad essi assimilati.. Pertanto. 626/94. anche di tipo antincendio... anche recenti (es: Corte suprema di Cassazione). Tali misure devono essere adeguate alla natura dell’attività. abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa. estese nella loro interezza a favore di tutte le persone presenti a qualsiasi titolo nell’ambito dell’attività. provvedimenti e accorgimenti operativi atti a limitare le conseguenze dell’incendio . verso e modalità di apertura.. e nel DM 10. tenendo presenti le esigenze funzionali e costruttive delle attività.Lgs... ove applicabili. DPR 547/55). controlli e procedure di prevenzione incendi
il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza. e al numero delle persone presenti.
adotta le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei lavoratori. (omissis) .pag. Il combinato disposto degli art..
adotta le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dà istruzioni affinché i lavoratori. certamente condivisibile. (omissis) . anche per attività esentate dai controlli preventivi e successivi dei Vigili del Fuoco.. 18 di 59
.. 1 (cioè: “tutti i settori di attività privati o pubblici”).. indipendentemente dalle dimensioni dell’attività.. siano applicate le seguenti misure tecniche fondamentali: Misure. nonché per il caso di pericolo grave e immediato.____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
A. provvedimenti e accorgimenti operativi intesi a ridurre le probabilità dell’insorgere dell’incendio . 17 di 59
GT1-2000 . ma nella loro interezza ed a favore di tutte le persone presenti a qualsiasi titolo nell’ambito dell’attività. ma soggette ad
Il datore di lavoro.Lgs. hanno più volte riaffermato il principio per cui “le norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro devono trovare applicazione anche a beneficio delle persone che occasionalmente si trovano nei luoghi di lavoro.
. e adempimenti obbligatori di sicurezza antincendio.. immediato e inevitabile. in caso di pericolo grave. dal numero di persone presenti. di salvataggio di pronto soccorso e. Quindi. per le attività non specificamente regolamentate possono applicarsi le indicazioni contenute nel D.pag. dirigono o sovrintendono le attività indicate all’art. Per riassumere si può quindi dire che tutte le attività. comunque. attività soggette a controlli di prevenzione incendi e non regolamentate da norme tecniche specifiche. e in particolare: designa preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio. (omissis) . Per il dimensionamento delle “vie ed uscite di emergenza” (numero. esclusiva e diretta responsabilità del “titolare dell’attività”. Monaco – Obblighi. da un punto di vista di regolamentazione tecnica.
. etc. devono essere applicate misure di sicurezza antincendio a tutela sia di tali lavoratori dipendenti.Lgs.3. Tale orientamento. essendo la loro integrità fisica meritevole di protezione non meno di quella dei lavoratori“. 626/94 (e successive modifiche o integrazioni). nonché. incendi. con analogia ad altre normative esistenti. i criteri tecnici indicati nei succitati DPR 547/55 e D. controlli e procedure di prevenzione incendi
A... in tutte le attività che prevedono l’impiego di lavoratori dipendenti.. significa di fatto estendere l’applicazione obbligatoria di misure di sicurezza. si applicano. nell’ambito delle rispettive attribuzioni e competenze.
59 (G. se si ritiene di voler chiedere “l’autorizzazione provvisoria all’esercizio”. introdotte dal DPR 37/98 e dal DM 4. se quella già presentata è comunque idonea ad illustrare esaurientemente e compiutamente tutti gli aspetti di sicurezza antincendio.GENERALITÀ Recentemente sono state emanate nuove direttive in materia di prevenzione incendi. tali da trasformare profondamente le procedure abituali fino ad ora seguite. e/o radicalmente innovate altre già esistenti in precedenza. di autorizzazioni in deroga e per le quali alla stessa data non si sia ancora provveduto.3. a norma dell’articolo 20. con riferimento ad ogni singolo procedimento. e potrà indicare i correttivi eventualmente necessari.3 1997. e la relativa documentazione a corredo delle stesse. In caso di carenze.LA PRATICA DI PREVENZIONE INCENDI PER LE ATTIVITÀ SOGGETTE AI CONTROLLI DEI VIGILI DEL FUOCO: LE NUOVE PROCEDURE 3.1998 e che non hanno ancora avuto un esito definitivo.Regolamento per la disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi Chiarimenti applicativi Tali nuove normative introducono inoltre il concetto che le varie autorizzazioni previste devono essere rilasciate in tempi brevi e ben determinati. Al momento della presentazione di una domanda per uno dei procedimenti previsti (es. tuttavia. attestante che la realizzazione delle opere e degli impianti. è opportuno evitare di trasmettere per corrispondenza le domande. Nel seguito saranno evidenziate tali esigenze formali. n. A o B del DPR 689/59. 19 di 59
. 37 . Vengono però introdotte nuove procedure.5. ed a tal riguardo prevedono un iter burocratico preciso e piuttosto rigido (vedi descrizioni successive e schema illustrativo riportato nel seguito). verrà effettuato.I. in tal modo l’ufficio avrà la possibilità di controllare immediatamente la completezza e la correttezza formale della domanda e della documentazione.Disposizioni relative alle modalità di presentazione ed al contenuto delle domande per l’avvio dei procedimenti di prevenzione incendi.1. in molti casi. ai fini della acquisizione di pareri su progetti. 57 del 10.1. n. introducono anche. come già avveniva in passato. l’ufficio provvederà a richiedere le integrazioni necessarie. • L’art. anche per le domande pervenute prima del 10. firmata da professionista abilitato. in due fasi distinte : l’esame di un progetto con parere di conformità da parte dei Vigili del Fuoco. ferma restando la personale facoltà di ciascuno di utilizzare modulistica in tutto o in parte diversa da quella proposta. Le nuove procedure si applicano solo per le attività soggette a controlli di prevenzione incendi da parte dei Vigili del Fuoco per effetto del DM 16. e quindi potrà facilitare l’iter procedurale. n.U. 9 del 5.1998) • D. Le nuove procedure di prevenzione incendi.pag. un primo controllo sulla completezza formale delle domande e della documentazione presentata.2. comma 8. ed un sopralluogo tecnico per il rilascio del certificato di prevenzione incendi.1 . il procedimento non viene avviato. 20 di 59
GT1-2000 . la documentazione integrativa eventualmente necessaria. 4. al fine di applicare il nuovo regolamento. nonché all’uniformità dei connessi servizi resi dai comandi provinciali dei vigili del fuoco (G.: esame progetto o rilascio di CPI).1998. per le domande di esame del progetto e di rilascio di CPI. Tali direttive sono contenute nelle seguenti normative: • DPR 12.5.Regolamento recante disciplina dei provvedimenti relativi alla prevenzione incendi.1998 . controlli e procedure di prevenzione incendi
A. controlli e procedure di prevenzione incendi
3 . Monaco – Obblighi.1998. mentre non si applicano ad eventuali attività che risultassero soggette ai controlli di prevenzione incendi unicamente per effetto delle Tab. presentate ai Comandi prima della data di entrata in vigore del regolamento DPR 37/98. e pertanto. Le procedure ordinarie più comuni di controllo di prevenzione incendi da parte dei Vigili del Fuoco si esplicano. anche per le domande pervenute prima del 10. si applica la disciplina del presente regolamento”. A tal riguardo.98.1982. di certificazioni di prevenzione incendi.1998 occorre certamente integrare la documentazione già presentata con una specifica certificazione di conformità.1998 .DPR 12. in genere dall’Ufficio prevenzione incendi.____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
A.U.M. • Viceversa. disciplinano i seguenti aspetti: Esame progetto e parere di conformità Rilascio del certificato di prevenzione incendi Autorizzazione provvisoria all’esercizio dell’attività Rinnovo del certificato di prevenzione incendi Procedimento di deroga Validità del nulla osta provvisorio (NOP) Manifestazioni temporanee Tariffe e durata del servizio per le attività soggette a controlli di prevenzione incendi
Tali nuove normative.1998) • Circolare M. n. e si ritiene invece consigliabile la presentazione diretta all’Ufficio prevenzione incendi del Comando provinciale.5. nei casi di incertezza sulle documentazioni necessarie. n° 37 . aspetti formali che possono divenire una componente necessaria per il felice esito del procedimento interessato. nell’attesa. Ciò significa che i Comandi VF dovrebbero richiedere. probabilmente non verrà richiesta nuova documentazione. n. 8 del DPR 37/98 prevede che “alle domande presentate ai comandi prima della data di entrata in vigore del presente regolamento. della legge 15 . ma si ritiene opportuno richiamare fin d’ora l’attenzione su alcuni aspetti di portata generale: • Molti Comandi VF hanno predisposto appositi fac-simili di modulistica per le domande e per alcune documentazioni da presentare per i vari procedimenti di prevenzione incendi. si ritiene che l’utilizzo della modulistica proposta potrà rendere più efficaci e snelli i necessari controlli formali. 104 del 7. si ritiene che presumibilmente molti Comandi eviteranno di appesantire ulteriormente le procedure quando non sarà strettamente necessario.5. e. per quanto
GT1-2000 . Pertanto.5.5.pag. oltre che disciplinare in modo sostanzialmente diverso gli aspetti procedurali. Monaco – Obblighi.
modificato dall’art. 20 della legge 4. Rimane ovviamente valida la forma tradizionale di atto notorio. tra l’altro. • Alla luce di tali nuove disposizioni normative. rilascio CPI.98 ne deve fare specifica menzione. • Anche per le domande di rinnovo di CPI.6.6. n. .: professionista).6. avvalersi della consulenza gratuita che offre tale servizio.1997. al fine di risolvere efficacemente ogni problematica. le istanze presentate ad un Comando VF. 11 comma 3 della legge 15.G. al fine di snellire l’attività amministrativa della Pubblica Amministrazione. n. per la trattazione delle problematiche di prevenzione incendi. prevedono che essi siano presentati come atto notorio.1997. 11 comma 3 della legge 15. ai sensi dell’art.1965.. pur se pervenute prima del 10.1998 fornisce molte nuove e dettagliate indicazioni a tale riguardo.5.Domanda di esame progetto.5. tali indicazioni sono state rapidamente superate. n. che prevede che la “firma” degli interessati sulle istanze non è soggetta ad autenticazione nei seguenti casi: .F. 20 della legge 4.5. nella loro stesura originale. della legge 16. 22 di 59
.1998. È però importante evidenziare che nella “causale del versamento” (obbligatoria qualora il destinatario sia un Ente pubblico). n° della pratica se conosciuto. sia avvenuta in piena conformità al progetto approvato dai VV.1998). nonché la regolarità e validità di dispositivi. 8 del DM 4.1.N° di pratica VF …….6. rinnovo CPI. che possono essere accettate se firmate in uno dei modi descritti: .1. 191). alla normativa vigente. Notevole interesse riveste. sarà certamente necessario seguire la nuova procedura. (istanza non per
via telematica) -
Dichiarazione per l’esercizio provvisorio dell’attività. con riferimento alle normative ed ai criteri di sicurezza attinenti la prevenzione incendi. o altro funzionario comunale incaricato dal Sindaco (art. modificato dall’art. controlli e procedure di prevenzione incendi
A. perché la legge 16. comma 10 e 11. segretario comunale. provvedere al “perfezionamento amministrativo”. La documentazione tecnica da acquisire agli atti per la richiesta del parere di conformità. perché il DM 4. 191). deve essere idonea ad attestare la corretta realizzazione delle opere e degli impianti. in giorni ed orari che si potranno richiedere all’ufficio prevenzione del Comando. cancelliere. 15).O. 2 comma 10 della legge 16.1968.Quando l’istanza.1998. alle prescrizioni in esso contenute. materiali. è presentata unitamente a copia fotostatica di un documento di identità del sottoscrittore (art.
Per ciascun procedimento di prevenzione incendi è necessario. (istanza non per
Dichiarazione di situazione non mutata. cioè la firma apposta sull’istanza dall’interessato in presenza di notaio.1998.esempio di causale: Prevenzione Incendi . 127.
GT1-2000 . e del D. n. n. in particolare si segnalano
GT1-2000 . in tali casi la copia fotostatica dei documento di identità sarà inserita nel fascicolo unitamente all’istanza presentata. Le nuove normative sulle procedure di prevenzione incendi prevedono. denominazione dell’attività. n. o come dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà.
Occorre inoltre prestare una rinnovata attenzione alle documentazioni tecniche da presentare per le diverse tipologie di procedimenti attualmente previsti. nelle forme di legge. recante modifiche ed integrazioni alla legge 15. e. e/o autenticate nelle forme di legge. n.M. ed art.1998.1968. ed alle norme di buona tecnica. ha apportato variazioni significative alle modalità di acquisizione di documenti.Domanda di parere di conformità per l’attività .. attrezzature ed impianti. 15. È procedura generalmente consigliabile. dovrà comprendere: • schede informative generali.07.). redatta in modo opportuno ed esauriente secondo le indicazioni fornite nel seguito. 142 del 20.9. è necessario indicare sempre tutti gli elementi utili per l’individuazione del servizio e della pratica cui si riferisce il versamento (tipo di servizio richiesto. . Tuttavia.U. meglio illustrata nel seguito. n.5.. la procedura relativa alla sottoscrizione degli atti da produrre agli organi della Amministrazione Pubblica.pag. firmata dall’interessato. Delega ad altro soggetto per i rapporti di Prevenzione Incendi con il Comando VF. 21. e pertanto possono essere accettate. tra le altre. etc.____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
A. 21 di 59
i seguenti casi di istanze. 6 della legge 26. 127.1997. Tale documentazione.1998. possono essere considerate come firmate in originale. mediante un versamento su c/c postale intestato alla Tesoreria Provinciale dello Stato. in applicazione all’art.pag. 127. n. 966.…… . controlli e procedure di prevenzione incendi
attiene agli aspetti di sicurezza antincendio. Monaco – Obblighi. 191 (S. n. per alcuni documenti.Quando la firma sull’istanza è apposta dall’interessato in presenza del dipendente addetto all’Ufficio competente a ricevere la documentazione (art. secondo indicazioni più dettagliate che saranno fornite in seguito. • relazioni tecniche descrittive delle soluzioni attuate e degli impianti installati.
Si rammenta infine che i Funzionari Tecnici di tutti i Comandi VF ricevono abitualmente il pubblico. e per gli altri procedimenti previsti per le attività soggette a controlli di prevenzione incendi da parte dei Vigili del Fuoco.5. in particolare per situazioni complesse e/o non normate. . la sussistenza dei requisiti richiesti. e quindi occorrerà presentare le documentazioni previste Qualora l’interessato intenda delegare altro soggetto per i necessari rapporti con il Comando VF (es. l’istanza e la copia fotostatica del documento di identità possono essere inviate anche per via telematica o telefax (ovviamente solo nei casi in cui la legge non prescrive l’imposta di bollo sull’istanza). Monaco – Obblighi. che almeno una copia delle domande e delle dichiarazioni e/o certificazioni presentate per i vari procedimenti di prevenzione incendi devono essere firmate in originale. contenenti tutte le informazioni generali sull’attività. e firmate secondo una delle procedure descritte.5. 2. per il rilascio del certificato di prevenzione incendi .
sia in caso di nuove attività. nelle forme di legge. La specificazione dell’attività principale e delle eventuali attività secondarie elencate nel DM 16. del suo legale rappresentante. ne deve fare specifica menzione. e rispecchianti la reale situazione dell’attività. e quindi una documentazione incompleta.1998.1998.7. previa comunicazione all’interessato entro 15 giorni dalla data di presentazione del progetto. etc. non potrà essere avviato dal Comando VF se la domanda non è formalmente corretta e non è corredata di tutti gli allegati indicati nel DM 4. e riprende a decorrere dalla data di ricevimento della documentazione integrativa richiesta. Monaco – Obblighi. il predetto termine. sia per la “autorizzazione provvisoria all’esercizio dell’attività” che. controlli e procedure di prevenzione incendi
A.1965.1985 e/o altre normative specifiche) nell’ambito delle rispettive competenze professionali. controlli e procedure di prevenzione incendi
elaborati grafici realizzati in conformità a quanto previsto dal D.). sono escluse dall’obbligo del bollo. prima della sua realizzazione. dichiarazioni e/o attestazioni rilasciate dal titolare dell’attività per gli aspetti di competenza. decorrono dal soddisfacimento globale di tali i requisiti.pag.RICHIESTA DI ESAME PROGETTO E PARERE DI CONFORMITÀ 3.1983. Infatti i controlli di prevenzione incendi prevedono che.PROCEDURE Il titolare di una attività soggetta a controlli di prevenzione incendi deve richiedere il parere di conformità dei Vigili del Fuoco. sia per gli aspetti sostanziali che per gli aspetti formali. le amministrazioni pubbliche. È altresì comunque necessario che qualsiasi ulteriore e successiva variazione progettuale venga nuovamente sottoposta ad approvazione VF. interessate dal progetto. potrà facilmente costituire motivo per un diniego dell’autorizzazione richiesta (es: parere contrario al progetto presentato. Qualora l’interessato intenda delegare altro soggetto per i necessari rapporti con il Comando VF (es. qualora siano variate le condizioni di sicurezza a suo tempo già valutate.M.: professionista). ed al riguardo all’articolo 2 prevede che : Il comando esamina i progetti e si pronuncia sulla conformità degli stessi alla normativa antincendio entro 45 giorni dalla data di presentazione. è differito al 90° giorno. il progetto si intende respinto. di cui una in bollo.1998 devono intendersi quali prescrizioni obbligatorie. 23 di 59
GT1-2000 . il termine può
GT1-2000 .1 . in attesa del sopralluogo. Ove il comando non si esprima nei termini prescritti. mancato rilascio o rinnovo di CPI. terminati i lavori. 966. 24 di 59
.03.1982. Documentazione tecnico progettuale. Monaco – Obblighi. i tempi previsti dal DPR 37/98. in una prima fase. In caso di documentazione incompleta od irregolare ovvero nel caso in cui il comando ritenga assolutamente indispensabile richiedere al soggetto interessato l’integrazione della documentazione presentata. per cui occorre porre la dovuta attenzione ai seguenti aspetti: • La domanda di parere di conformità sui progetti deve essere presentata in duplice copia. tuttavia. Nel seguito si forniscono indicazioni dettagliate sulla documentazione tecnica da presentare per i vari procedimenti. nel caso di Enti o società.
Si è già richiamata l’attenzione sull’importanza che assumono. il termine è interrotto.pag. in particolare: Se la documentazione non è formalmente completa. certificati e/o omologazioni rilasciate da enti o laboratori legalmente autorizzati (D. Attestato del versamento effettuato a mezzo di conto corrente postale a favore della Tesoreria provinciale dello Stato. il procedimento non viene avviato.5. pertanto. sia in caso di modifiche di quelli esistenti.
Si evidenzia che le indicazioni del DM 4.
L’acquisizione del parere di conformità dei Vigili del Fuoco rappresenta un requisito preliminare necessario ed indispensabile . può essere richiesta al Comando VF.2. l’esame della completezza formale è un atto preliminare compiuto dall’ufficio. 30. a firma di tecnico abilitato e conforme a quanto specificato nell’allegato 1 al decreto 4. o.5. gli aspetti formali del procedimento di esame progetto.1998. o difforme da quanto indicato. Ciascuna domanda di parere di conformità sui progetti deve contenere i seguenti elementi: • Generalità e domicilio del richiedente. in base alla vigente normativa. ai sensi della legge 26. Qualora la complessità del progetto lo richieda. sia per l’esito positivo del successivo collaudo antincendio (da effettuare mediante sopralluogo tecnico e finalizzato al rilascio di CPI).____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
A. corredata da certificazioni di conformità dei lavori eseguiti al progetto approvato. È importante notare che il procedimento di esame del progetto per il rilascio del parere di conformità.5. e deve essere indirizzata al Comando provinciale dei vigili del fuoco competente per territorio.03. 25.1985). per un sola volta. 26. 3. Il DPR 37/98 definisce tale fase come “parere di conformità”.2.M. prima dell’assegnazione della pratica al “responsabile del procedimento”.2 .11.5. n. in duplice copia. nella nuova procedura.M. dichiarazioni e/o attestazioni e/o certificazioni rilasciate da professionisti legalmente autorizzati (D. Se la documentazione tecnico-progettuale non è pienamente conforme a quanto specificato nell’allegato 1 al DM 4. gli enti ed i privati responsabili delle attività soggette a controlli sono tenuti a richiedere al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco l’esame dei progetti di nuovi impianti o costruzioni. Ubicazione prevista per la realizzazione delle opere.
per quanto possibile. da parte del Comando VF. in mancanza. ai criteri generali di prevenzione incendi. 25 di 59
Come è noto.DOCUMENTAZIONE TECNICA Come già accennato in precedenza. non sarà più ammissibile l’espressione di un parere favorevole condizionato da numerose e sostanziali prescrizioni tecniche. che dovranno evidenziare l’osservanza dei criteri generali di sicurezza antincendio. e quindi il termine utile per l’esame del progetto (45 o 90 giorni).2. Nell’eventualità di una mancata risposta nei tempi previsti (45 o 90 giorni. Monaco – Obblighi.5. viste le difficoltà di carattere formale introdotte con le nuove normative. tramite l’ufficio prevenzione.Stante la natura del provvedimento (conformità sul progetto). oppure può anche essere predeterminato dal Comando VF ed indicato mediante una tabella riepilogativa. per cui. e quindi non sufficientemente chiariti e/o concordati preliminarmente.La “complessità” del progetto. allo scopo di attivare un comportamento collaborativo che consenta di evitare. appena verificata la completezza formale della documentazione. Se la documentazione tecnico-progettuale è pienamente conforme a quanto specificato nell’allegato 1 al DM 4. ma si consiglia di richiedere maggiori informazioni all’Ufficio Prevenzione Incendi o al responsabile del procedimento. il termine riprenderà per intero a decorrere dalla data di perfezionamento della richiesta medesima. potrà essere espresso un parere favorevole di conformità solo se il progetto presentato è sostanzialmente conforme alle normative ed ai criteri tecnici generali di prevenzione incendi. la valutazione dei rischi connessi e la
GT1-2000 . si ritiene consigliabile che la formale presentazione del progetto sia preceduta da una fase di esame preliminare da parte di un funzionario tecnico VF. o nei casi di indeterminazione sulle scelte progettuali più opportune nei confronti della sicurezza. potrebbero poi essere oggetto di contenzioso in sede di controllo finale per il rilascio di CPI. 3. Deve essere sufficientemente dettagliata in modo da evitare la mancata valutazione preventiva di elementi che potrebbero poi rivelarsi importanti per la sicurezza.
Con riferimento a quanto sopra si precisa che: . ed esaminare congiuntamente un elaborato progettuale già definito in tutte le sue parti. questo aspetto costituisce condizione necessaria per l’ottenimento di un parere favorevole di conformità sul progetto. con ogni probabilità. il seguente iter procedurale: Evitare di trasmettere per corrispondenza le domande di esame progetto. ciò perché aspetti di sicurezza antincendio trattati superficialmente in fase di esame progetto. sia per gli aspetti sostanziali che per gli aspetti formali (e ciò potrà avvenire anche dopo l’eventuale interruzione del termine). . in considerazione dell’elevato carico di lavoro esistente presso il Comando VF. si ritiene in linea di massima di poter consigliare. deve comprendere: • scheda informativa generale • relazione tecnica • elaborati grafici Tale documentazione deve essere tale da raggiungere in modo soddisfacente i seguenti obiettivi: • Deve consentire di accertare la rispondenza alle norme vigenti o. in modo da concordare preventivamente tutti gli aspetti formali e sostanziali necessari per l’espressione di un parere favorevole di conformità. che deve fornire tutti i possibili riferimenti interessanti la prevenzione incendi. sarà opportuno non interpretare automaticamente tale evento come un parere contrario.2 . in tal modo l’ufficio avrà la possibilità di controllare immediatamente la completezza e la correttezza formale della domanda e della documentazione. e potrà indicare i correttivi eventualmente necessari. in una prima necessaria fase di transizione.pag. richiedendo integrazione. . inoltre. occorre inoltre considerare che.5.____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
A. verrà espresso un motivato parere contrario alla conformità del progetto. tra le attività soggette a controlli di prevenzione incendi ve ne sono alcune regolamentate da specifiche disposizioni antincendio. a tale
GT1-2000 . controlli e procedure di prevenzione incendi
A. La documentazione tecnica progettuale. nel caso di richiesta di integrazione. che “ove il comando non si esprima nei termini prescritti. controlli e procedure di prevenzione incendi
essere interrotto per un sola volta. da presentare in duplice copia al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco. fissare un appuntamento con un funzionario tecnico del Comando VF. possano essere approvati anche progetti con prescrizioni di coronamento. Monaco – Obblighi. può essere comunicato dal “responsabile del procedimento” all’interessato entro 15 giorni dalla data di presentazione del progetto. sempre. Nei casi di progetti complessi. che non stravolgano l’impianto generale del progetto.1998. . e. potrà. nel modo più dettagliato possibile.L’ufficio prevenzione incendi comunicherà al richiedente il nominativo del “responsabile del procedimento”.Tuttavia. il procedimento di esame progetto avrà comunque. l’esame tecnico è un atto compiuto dal “responsabile del procedimento”. tenuto conto del sostanziale mutamento procedurale introdotto.pag. all’art. è necessario porre la massima attenzione alla documentazione progettuale. sebbene il DPR 37/98 prevede. ma presentarle direttamente all’Ufficio prevenzione incendi del Comando provinciale. con ogni probabilità. non è possibile escludere a priori un ritardo sui tempi prescritti. di addivenire alla mancata approvazione dei progetti. In caso di perdurante difformità ad integrazione avvenuta. il “responsabile del procedimento” si pronuncerà sulla “conformità” del progetto nei termini temporali previsti.98 prevede che la documentazione progettuale da presentare possa essere composta in modo diverso. mentre per molte altre tuttora non esistono norme tecniche specifiche. salvo interruzione dei termini).2. si ritiene che. A tal riguardo il DM 4. un esito esplicito da parte del Comando VF (parere di conformità o parere contrario). o un professionista da lui delegato. infatti. il progetto si intende respinto”. attribuendo il maggior onere alle attività non ancora regolamentate. appare evidente che. Pertanto.
scopo il titolare dell’attività. 26 di 59
. tramite l’individuazione dei pericoli di incendio.
11.98. nominativo ed indirizzo del titolare. apparecchiature ed attrezzi. pressione e portata). ubicazione. • Affollamento massimo ipotizzabile degli ambienti. altezza.____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
A. 27 di 59
GT1-2000 . isolamento). e/o per locali.)
La scheda informativa generale deve essere sempre presentata per tutte le attività soggette a controlli di prevenzione incendi. ascensori (tipo.: tipologia dell’intervento progettuale. scale (tipo. che potrebbe considerare insufficiente o incompleta la relazione presentata. Per le attività non regolamentate da specifiche disposizioni antincendio.2. sostanze in ciclo.1983 e successive integrazioni. e deve essere sempre riferita all’intero complesso. piani interrati. la valutazione dei rischi connessi e la descrizione delle misure di prevenzione e protezione antincendio da attuare per ridurre i rischi. Carico di incendio nei vari compartimenti (tipologie di materiali. etc). geometria. caratteristiche di immagazinamento. etc. ascensori. sistemi di sicurezza e controllo. gruppi elettrogeni. etc. ubicazione. numero e posizione delle uscite.98. volumetria. sia regolate che non regolate da specifiche disposizioni.Documentazione relativa ad attività non regolate da specifiche disposizioni antincendio
Lo schema ed i contenuti della relazione tecnica indicati dal DM 4. Monaco – Obblighi. magazzini. Monaco – Obblighi. mentre per ampliamenti e/o modifiche di attività già valutate in precedenza ci si potrà limitare alla parte oggetto degli interventi stessi. Impianti tecnologici di servizio (impianti termici. luoghi sicuri (criteri. riferimento ad eventuale pratica di P. Impianti di processo e/o lavorazioni (descrizione e caratteristiche. etc. 30. integrati con alcune indicazioni ed annotazioni di coronamento. caratteristiche e criteri di sicurezza. • Caratteristiche degli edifici: (caratteristiche edilizie e strutturali. porte (tipo. termini e definizioni di cui al D. depositi. posizione attuale di prevenzione incendi. quali ad esempio: • Descrizione e caratteristiche delle condizioni di accessibilità e viabilità dell’area occupata e di quella circostante. deve essere suddivisa secondo lo schema indicato nel seguito. quali ad esempio: • Destinazione d’uso ed indicazione delle modalità di utilizzazione dei singoli locali. • • • • • • • • • Sostanze pericolose e loro modalità di stoccaggio (ubicazione. compartimentazione. elencazione delle norme di sicurezza antincendio cui si fa riferimento. cucine. tramite l’individuazione dei pericoli di incendio. caratteristiche).: ragione sociale. • Vie di esodo: criteri e dati di dimensionamento (larghezza. tossici. conformità normativa). etc. criteri di distribuzione. tipologia edilizia. sono i seguenti: individuazione dei pericoli di incendio La prima parte della relazione deve contenere l’indicazione di elementi che permettono di individuare i pericoli presenti nell’attività. etc). articolazione planovolumetrica.98. al fine di consentire la valutazione del rischio connesso ai pericoli individuati.
GT1-2000 . con particolare riferimento alla presenza di persone con ridotte od impedite capacità motorie o sensoriali. la relazione tecnica deve essere sempre riferita all’intero complesso. 28 di 59
. caratteristiche. Deve altresì chiaramente evidenziare la conoscenza e l’osservanza dei criteri generali di sicurezza antincendio e delle normative specifiche eventualmente esistenti. lunghezza e larghezza dei percorsi. montacarichi. illuminazione di sicurezza. ampliamento o ristrutturazione di attività esistente. la documentazione potrà limitarsi a dimostrare l’osservanza delle specifiche disposizioni tecniche di prevenzione incendi. ed indicati dal DM 4.pag. laboratori.M. controlli e procedure di prevenzione incendi
La relazione tecnica deve essere redatta con riferimento agli elaborati grafici. controlli e procedure di prevenzione incendi
descrizione delle misure di prevenzione e protezione antincendio da attuare per ridurre i rischi. Si ritiene consigliabile riprodurre sempre la titolazione e la suddivisione indicata. numero. impianti di messa a terra e di protezione contro le scariche atmosferiche. parcheggi.).5.). Movimentazioni interne. Aree e/o impianti a rischio specifico (autorimesse. ed in conformità a simboli. Per le attività già regolamentate.) Dati generali di prevenzione incendi del tipo di intervento in progetto (es.pag. etc. regimi di temperatura. ubicazione. caratteristiche chimico-fisiche. modifica. e deve contenere almeno gli elementi descritti nel seguito. dimensioni. tipologia ed indirizzo dell’attività. massimo affollamento ipotizzabile. superfici. separazioni. con particolare riferimento a quanto indicato anche per gli elaborati grafici. Impianti di distribuzione gas (combustibili. quantitativi. etc.
descrizione delle condizioni ambientali La seconda parte della relazione deve contenere la descrizione delle condizioni ambientali nelle quali i pericoli sono inseriti. capacità di deflusso). • Lay-out aziendale (distanziamenti. caratteristiche). Nel seguito esaminiamo dettagliatamente i diversi casi previsti dal DM 4.5. attività soggette a controllo esistenti o previste nell’ambito del complesso. specificare se trattasi di nuovo insediamento. anche nei casi di modifiche o ampliamenti o ristrutturazioni di una parte dell’attività. 3. numero. e/o per piani.). carburanti.1 . dimensionamento).
La scheda informativa generale deve comprendere: • Dati ed informazioni generali sull’attività principale e sulle eventuali attività secondarie soggette a controllo di prevenzione incendi (es. eventuale bibliografia specializzata di riferimento.5.) Impianti elettrici normali e di emergenza.2. impianti di riscaldamento. archivi. suddiviso per edifici.I. per evitare il rischio di una interruzione dei termini da parte del “responsabile del procedimento”. preesistente. Macchine. invece.
commerciali. Gli elaborati grafici devono illustrare nel modo più chiaro ed esauriente possibile tutti gli aspetti interessanti la sicurezza antincendio e la conformità alle normative vigenti di prevenzione incendi. posti a sedere. • • • • •
valutazione qualitativa del rischio La terza parte della relazione deve contenere la valutazione qualitativa del livello di rischio. Ubicazione degli organi di manovra degli impianti di protezione antincendio e dei blocchi di emergenza degli impianti tecnologici. dalla quale risulti chiaramente: • Ubicazione. larghezza delle vie di accesso. 29 di 59
La scheda informativa generale per ogni attività soggetta a controlli di prevenzione incendi.
GT1-2000 . etc. gestione dell’emergenza Nell’ultima parte della relazione devono essere indicati. e con la reale configurazione di arredi e/o allestimenti interni ed esterni (arredi interni. • Segnaletica di sicurezza (criteri. vicine (ferrovie. etc. etc). elettrodotti. deve essere sempre riferita all’intero complesso. chiaramente leggibili. • Ubicazione e dimensioni di superfici di aerazione e di evacuazione fumi. con particolare riferimento alle norme tecniche esistenti. impianti di spegnimento a pioggia. acquedotti. attrezzature. configurazione.M. raggi di curvatura.1:2000) rappresentante l’area occupata dall’attività in esame. ed in particolare devono soddisfare i seguenti requisiti: planimetria generale in scala opportuna (1:200 . gli accessi pedonali e carrabili (ubicazione degli accessi. e redatti utilizzando la simbologia di cui al D. palchi e/o tribune.11. ed ogni altro utile riferimento per le squadre di soccorso in caso di intervento. • Ubicazione della illuminazione di sicurezza. in via generale. i vani scala. e degli impianti tecnologici esterni (cabine elettriche.). corsi d’acqua. • Caratteristiche dei materiali. e la descrizione delle misure preventive e protettive assunte. etc.2. con il verso di apertura delle porte. portate. schema d’impianto. e deve indicare i medesimi elementi già descritti in precedenza per le attività non regolamentate. confini di proprietà e configurazione edificativa di progetto dell’attività in esame. artigianali. anche nei casi di modifiche o ampliamenti o ristrutturazioni di una parte dell’attività. etc). e le aree adiacenti. aree a rischio specifico. • Configurazione planimetrica e tipologia della edificazione circostante (edifici destinati alla collettività.____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
A. ubicazione) . impianti di evacuazione fumi.Documentazione relativa ad attività regolate da specifiche disposizioni antincendio
Gli elaborati grafici devono essere quotati. pompe. e comunque piegati in formato A4. 3. scaffalature. elettrodotti.1983.1:500 .pag. sia regolata che non regolata da specifiche disposizioni.
GT1-2000 . • Attrezzature e/o impianti di protezione antincendio (estintori. fino ad una distanza di almeno 100 metri dal perimetro dell’attività. • Impianto idrico antincendio (alimentazione. caratteristiche. altri impianti fissi di spegnimento. 30 di 59
. tipologia. del contesto territoriale in cui l’attività si inserisce. quali ad esempio: • Caratteristiche di resistenza al fuoco di strutture portanti e/o di compartimentazione (criteri. destinazioni d’uso.2 . è preferibile che siano presentati in formati non superiori ad A2.). riserva idrica). Monaco – Obblighi. conformità normativa). controlli e procedure di prevenzione incendi
A.). conformità normativa). idranti e naspi (numero. • Ubicazione delle attrezzature mobili di estinzione e degli impianti di protezione antincendio (se previsti). Monaco – Obblighi. impianti di distribuzione gas tecnici. l’indicazione degli obiettivi di sicurezza assunti e l’indicazione delle azioni messe in atto per perseguirli. controlli e procedure di prevenzione incendi
Aerazione (aperture di aerazione e/o ventilazione.1:1000 . con indicazione dei macchinari ed impianti esistenti. ubicazione. pozzi. con indicazioni relative a distanze di sicurezza. Indicazioni relative a infrastrutture gasdotti. impianti di rivelazione e segnalazione incendio). cisterne.2. dimensionamento. autonomia di funzionamento. 30. attività industriali.pag. pendenze. pressioni). tipo. impianti di ventilazione e/o condizionamento e/o trattamento aria.). sezioni ed eventuali prospetti importanti ai fini della sicurezza antincendio degli edifici (in scala adeguata). caratteristiche. in particolare si deve fare riferimento a: • Destinazione d’uso ai fini antincendio di ogni locale e/o area. gli ascensori. reazione al fuoco (criteri. 1:100. etc. compensazione del rischio incendio (strategia antincendio) La quarta parte della relazione tecnica deve contenere la descrizione dei provvedimenti da adottare nei confronti dei pericoli. e tavole relative ad eventuali impianti e macchinari di particolare importanza ai fini della sicurezza antincendio. i corridoi. gli elementi strategici della pianificazione dell’emergenza che dimostrino la perseguibilità dell’obiettivo della mitigazione del rischio residuo attraverso una efficiente organizzazione e gestione aziendale. con la chiara indicazione degli elementi caratterizzanti il rischio di incendio e le misure di sicurezza riportate nella relazione tecnica. Le condizioni di accessibilità all’area e di viabilità al contorno. interdipendenza. fognature. delle condizioni ambientali. portate. tubazioni. Quanto altro ritenuto utile per una descrizione complessiva dell’attività ai fini antincendio. 1:200) di ogni edificio dell’attività.
Indicazioni relative alla tipologia ed ubicazione delle risorse idriche esistenti nella zona (idranti esterni.). rete gas. relative ciascun piano. • Indicazione delle uscite.
piante in scala opportuna (1:50. etc.
all’art. La nuova procedura. e devono soddisfare gli stessi requisiti già descritti in precedenza per le attività non regolamentate. tramite accertamenti diretti in loco. e devono soddisfare gli stessi requisiti già descritti in precedenza per le attività non regolamentate. prima della sua realizzazione. Nel passato accadeva frequentemente che. Si evidenzia che la domanda per il rilascio del CPI può essere effettuato solo dopo il definitivo completamento dell’opera da collaudare. Per effetto del DM 16. il successivo sopralluogo. di norma. All’atto di tale sopralluogo. come sarà meglio spiegato nel seguito.1983. controlli e procedure di prevenzione incendi
Per le attività regolamentate da specifiche disposizioni antincendio. Il DPR 577/82. unitamente alla domanda di sopralluogo per il rilascio di CPI. Per effetto dello stesso DM 16.3 .2. 31 di 59
GT1-2000 . di norma. in mancanza di tali documentazioni. 30. sia regolata che non regolata da specifiche disposizioni. Monaco – Obblighi. e comunque piegati in formato A4. Gli elaborati grafici devono illustrare nel modo più chiaro ed esauriente possibile tutti gli aspetti interessanti la sicurezza antincendio e la conformità alle normative vigenti di prevenzione incendi. in sede di sopralluogo tecnico per il rilascio del CPI. etc. comprensiva di impianti ed arredi interni. 17. sarà verificata la piena conformità dell’attività (strutture. Si ritiene comunque opportuno e consigliabile fornire sempre tutti i possibili riferimenti interessanti la prevenzione incendi. o ampliamenti. o ristrutturazioni di una parte dell’attività (purché già valutati positivamente in precedenza).) al progetto approvato. ed alle norme di buona tecnica.2.1 . secondo le procedure indicate nel seguito.pag.2. invece. e deve indicare i medesimi elementi già descritti in precedenza per le attività non regolamentate. sussiste “l’obbligo di richiedere il rinnovo del certificato di prevenzione incendi quando vi sono modifiche di lavorazione o di struttura.Documentazione relativa a modifiche. deve essere sempre riferita all’intero complesso. 32 di 59
.____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
A. ed una certificazione rilasciata da professionista abilitato attestante la piena conformità delle opere e degli impianti al progetto approvato. nei casi di nuova destinazione dei locali o di variazioni qualitative e quantitative delle sostanze pericolose esistenti negli stabilimenti o depositi. anche sul piano penale.11. relativo a tutto il complesso realizzato (anche se questo dovesse comprendere come parti integranti più attività soggette a controllo VF). Monaco – Obblighi. prevede invece che. e. non si darà luogo al sopralluogo. a condizione che tali interventi di modifica non interferiscano ai fini della sicurezza con le restanti parti già valutate in precedenza.PROCEDURE La seconda fase dei controlli di prevenzione incendi è invece. allestimenti. la relazione tecnica può limitarsi a dimostrare l’osservanza delle specifiche disposizioni tecniche di prevenzione incendi. Gli elaborati grafici devono illustrare nel modo più chiaro ed esauriente possibile tutti gli aspetti interessanti la sicurezza antincendio e la conformità alle normative vigenti di prevenzione incendi. anche nei casi di modifiche o ampliamenti o ristrutturazioni di una parte dell’attività. il titolare dell’attività deve provvedere a richiederne il rinnovo. è preferibile che siano presentati in formati non superiori ad A2.pag. o ampliamenti. costituita da un sopralluogo tecnico per il rilascio del CERTIFICATO DI PREVENZIONE INCENDI ( CPI ). certificazioni e dichiarazioni. accertando la non congruità tra la situazione di fatto e quella certificata. per il titolare dell’attività e/o il professionista che ha certificato. alle prescrizioni impartite. ha una validità limitata a 3 o 6 anni . in caso di certificazioni inesatte.3.RICHIESTA DI COLLAUDO PER IL RILASCIO DEL CERTIFICATO DI PREVENZIONE INCENDI 3. controlli e procedure di prevenzione incendi
A. o ristrutturazioni di una parte dell’attività
La scheda informativa generale per ogni attività soggetta a controlli di prevenzione incendi.1982.
Nei casi di modifiche. e da elaborati grafici riferiti in modo esauriente alla parte oggetto degli interventi in esame.1982 un certificato di prevenzione incendi. nel modo più ampio e dettagliato possibile. e ogni qualvolta vengano a mutare le condizioni di
Gli elaborati grafici devono essere quotati. pertanto. prima della scadenza del CPI. chiaramente leggibili. e che il CPI è un atto definitivo.2.
GT1-2000 . alla normativa vigente.M. e redatti utilizzando la simbologia di cui al D. definisce ufficialmente il significato di “Certificato di prevenzione Incendi” quale attestazione che “l’attività sottoposta a controllo è conforme alle disposizioni vigenti in materia ed alle prescrizioni dell’autorità competente”. al fine di evitare la possibile mancata valutazione preventiva di elementi che potrebbero poi rivelarsi importanti per la sicurezza. materiali. 3.
Gli elaborati grafici devono essere costituiti da una planimetria generale riferita all’intero complesso. inoltre. potrà comportare conseguenze spiacevoli.3 . impianti. Pertanto. la relazione tecnica può limitarsi a descrivere la parte di attività oggetto degli interventi stessi. sia anche necessariamente allegata copia del parere rilasciato dal Comando VF. È pertanto necessario che qualsiasi variante che dovesse intervenire in corso d’opera sia sottoposta ad approvazione preventiva da parte dei Vigili del Fuoco. e tramite documentazioni. di tale condizione sarà opportuno fare esplicito riferimento. si riscontrava che l’attività era stata realizzata in modo sensibilmente difforme da quanto esaminato ed approvato in fase di esame progetto.
relativamente a: . di distribuzione e di utilizzazione dell’energia elettrica.2. 966.Attestato del versamento effettuato a mezzo di conto corrente postale a favore della Tesoreria provinciale dello Stato. . Deve essere descritta e documentata l’avvenuta predisposizione da parte del titolare dell’attività. di trasporto. . ed alle norme di buona tecnica (vedi modello allegato). atte a comprovare che le strutture. sia avvenuta in piena conformità al progetto approvato dai VV.impianti di trasporto e utilizzazione e distribuzione di gas allo stato liquido e aeriforme.5. che la realizzazione delle opere e degli impianti. nonché la sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio richiesti. e/o di fluidi infiammabili.impianti di rivelazione e segnalazione d’incendio.1998. per cui occorre porre la dovuta attenzione agli aspetti descritti nel seguito: • La domanda di rilascio di certificato prevenzione incendi deve essere presentata in duplice copia. per una sola volta. i tempi previsti dal DPR 37/98 decorrono dal soddisfacimento globale di tali i requisiti. .serbatoi contenenti fluidi infiammabili.impianti di produzione. dandone motivata comunicazione all’interessato. ai sensi della legge 26. Qualora l’interessato intenda delegare altro soggetto per i necessari rapporti con il Comando VF. Deve essere documentato. Monaco – Obblighi. indirizzata al Comando provinciale dei vigili del fuoco competente per territorio. il certificato di prevenzione incendi che costituisce. nelle forme di legge.Copia del parere rilasciato dal Comando provinciale dei vigili del fuoco sul progetto. ne deve fare specifica menzione. .La specificazione dell’attività principale e delle eventuali attività secondarie elencate nel DM 16.F. prevede al riguardo del rilascio del CPI che: Completate le opere di cui al progetto approvato. in particolare si evidenzia la necessità che la domanda sia corredata di: Documentazioni tecniche (certificazioni. gli enti e privati sono tenuti a presentare al comando domanda di sopralluogo. . e/o certificazioni di collaudo) idonee ad attestare la corretta realizzazione delle opere. . e/o dichiarazioni di conformità.____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
A. vista la differenziazione di procedure introdotta dal DPR 37/98 tra rilascio e rinnovo di CPI. • Ciascuna domanda di rilascio di certificato prevenzione incendi deve contenere i seguenti elementi: . combustibili o comburenti. Qualora venga riscontrata la mancanza dei requisiti di sicurezza richiesti. . alle prescrizioni in esso contenute. . in caso di modifiche tali da provocare la decadenza del CPI non si dovrà più richiedere il “rinnovo di CPI”.pag. e/o di “autorizzazione provvisoria all’esercizio dell’attività”. si evidenzia inoltre che non si potrà procedere al rilascio di CPI. controlli e procedure di prevenzione incendi
A. e/o omologazioni.pag. Tale termine può essere prorogato. combustibili o comburenti.Generalità e domicilio del richiedente. e/o dichiarazioni di corretta posa in opera. mediante una specifica attestazione di regolare esecuzione firmata da professionista abilitato. delle strutture e degli impianti descritti e/o richiesti in fase di esame progetto e/o dalle normative vigenti. o. 33 di 59
GT1-2000 .1982. se la domanda non è formalmente corretta. il comando ne dà immediata comunicazione all’interessato ed alle autorità competenti ai fini dell’adozione dei relativi provvedimenti. Entro 15 giorni dalla data di effettuazione del sopralluogo viene rilasciato all’interessato. ma più correttamente si dovrà richiedere il “rilascio” di un nuovo CPI. di idonee procedure attinenti la gestione della sicurezza. ove previsto. . all’articolo 3. . il nulla osta all’esercizio dell’attività. in base alla vigente normativa. per le quali si chiede il rilascio di certificato prevenzione incendi. di cui una in bollo. ai soli fini antincendio. n. Entro 90 giorni dalla data di presentazione della domanda il comando effettua il sopralluogo per accertare il rispetto delle prescrizioni previste dalla normativa di prevenzione degli incendi. Monaco – Obblighi. sono escluse dall’obbligo del bollo. nonché la loro ubicazione. .impianti per l’evacuazione del fumo e del calore.materiali classificati ai fini della reazione al fuoco . .porte ed altri elementi di chiusura classificati ai fini della resistenza al fuoco.
GT1-2000 .attrezzature e componenti di impianti con specifica funzione ai fini della sicurezza antincendio.Dichiarazioni e certificazioni secondo quanto specificato nell’allegato 2 al DM 4.
Al riguardo della procedura di rilascio del certificato di prevenzione incendi. indipendentemente dalla data di scadenza dei certificati già rilasciati.7.resistenza al fuoco degli elementi strutturali portanti e/o separanti. . del suo legale rappresentante. alla normativa vigente. nel caso di Enti o società. installati o posti in opera in conformità alla vigente normativa In materia di sicurezza antincendio. gli impianti. per quanto attiene agli aspetti di sicurezza antincendio. in caso di esito positivo.Copia del parere rilasciato dal Comando provinciale dei vigili del fuoco sul progetto.” È tuttavia da evidenziare che.
Alla domanda devono essere allegati: . controlli e procedure di prevenzione incendi
sicurezza precedentemente accertate. di 45 giorni. le attrezzature e le opere di finitura sono stati realizzati. 34 di 59
. Il DPR 37/98. dopo avere richiesto il “parere di conformità” sulle modifiche da apportare.impianti di protezione antincendio ed estinzione degli incendi . nonché di protezione contro le scariche atmosferiche.Gli estremi di approvazione del progetto da parte dei vigili del fuoco. le amministrazioni pubbliche.1965.
relativamente a: • strutture.di protezione contro le scariche atmosferiche. La dichiarazione di corrispondenza. controlli e procedure di prevenzione incendi
3. intonaci o lastre).
Nel caso di elementi protetti con rivestimenti (vernici intumescenti. sono trattenuti dal titolare stesso. A tale scopo.5.12. la certificazione sarà a firma del direttore del laboratorio di prova.12. e/o omologazioni. . attrezzature e componenti di impianti con specifica funzione ai fini della sicurezza antincendio. 818 (professionista abilitato). n. da professionista iscritto negli elenchi del ministero dell’interno di cui alla legge 7. e garantisca sulla loro corrispondenza con quelle fornite dal produttore del rivestimento (es: pulizia e sabbiatura del supporto. Monaco – Obblighi.di trasporto e utilizzazione dl.1984. n. I rapporti di prova e le relazioni di calcolo (in forma integrale o sintetica) relativi agli elementi di cui al presente punto. unitamente alla domanda di sopralluogo per il rilascio di CPI. la relativa certificazione deve essere redatta. Monaco – Obblighi. di trasporto. 35 di 59
. di tenuta (E) e di isolamento (I) dell’elemento. di isolamento termico delle facce non esposte all’incendio). . E PORTE ED ALTRI ELEMENTI DI CHIUSURA CLASSIFICATI AI FINI DELLA RESISTENZA AL FUOCO
secondo quanto di seguito specificato:
ELEMENTI STRUTTURALI PORTANTI E/ O SEPARANTI CLASSIFICATI AI FINI DELLA RESISTENZA AL FUOCO (con esclusione delle porte e degli elementi di
chiusura) Per tali elementi strutturali la documentazione deve essere costituita da: a . • per le valutazioni di tipo tabellare (es: confronto con le tabelle contenute nella Circolare 91/61).1998.pag. ricadenti nel campo di applicazione della legge n. analitico o tabellare. per relazione sintetica si intende un elaborato che descriva l’elemento.di protezione antincendio. con quello certificato.
GT1-2000 . e/o certificazioni di collaudo) da allegare alla domanda devono essere idonee ad attestare la corretta realizzazione delle opere. in mancanza di tali documentazioni. compreso l’eventuale rivestimento protettivo. il professionista potrà avvalersi di una dichiarazione a firma dell’installatore che riporti le modalità applicative utilizzate.2 . di applicazione dei protettivi. nella situazione reale.Certificazione di resistenza al fuoco dell’elemento.____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
A. le dichiarazioni di conformità del materiale o del prodotto da parte del fornitore. 46 del 1990.Dichiarazione di corrispondenza dell’elemento in opera. 818. gas allo stato liquido e aeriforrne. La documentazione da allegare alla domanda di sopralluogo è la dichiarazione di conformità prevista dall’articolo 9 della legge n. Tale dichiarazione può essere redatta: • • da qualsiasi professionista quando il grado di resistenza al fuoco sia fornito da tabella.1984. controlli e procedure di prevenzione incendi
A. da cui si evincano tipologia. acquisiti dal titolare in allegato alle relative certificazioni. nei diversi casi. purché siano tenuti a disposizione del Comando per eventuali controlli. in mancanza di apposita procedura di verifica della corretta posa in opera. e/o dichiarazioni di corretta posa in opera. acquisiti dal titolare in allegato alle relative certificazioni. • per le valutazioni analitiche. finiture. e la sussistenza. In tutti i casi in cui il metodo di verifica non consenta di certificare anche i requisiti di resistenza ®. 818. 36 di 59
GT1-2000 .12. I rapporti di prova relativi ai prodotti di cui al presente punto. la certificazione potrà essere a firma di professionista anche non abilitato. riguarda le caratteristiche strutturali dell’elemento. relativa a tali requisiti. . sono trattenuti dal titolare stesso e tenuti a disposizione del Comando per eventuali controlli.3.
Impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio. delle strutture e degli impianti descritti e/o richiesti in fase di esame progetto e/o dalle normative vigenti. modalità di giunzione delle lastre. e/o dichiarazioni di conformità. tipo e quantitativo di protettivo. delle ipotesi di base adottate per la verifica (es: condizioni di sollecitazione.DOCUMENTAZIONE TECNICA La nuova procedura prevede che. n.di produzione.
Per tali materiali ed elementi di chiusura la documentazione deve essere costituita da una dichiarazione di corretta posa in opera a firma dell’installatore. b . di distribuzione e di utilizzazione dell’energia elettrica. le ipotesi di base adottate per il calcolo e ogni altro dato necessario e sufficiente per la eventuale riproducibilità della verifica analitica. dispositivi. per ciascun materiale o elemento. Alla dichiarazione di corretta posa in opera devono essere allegate. e le copie dell’omologazione del prototipo prevista dalla vigente normativa. 46 del 1990 • Sono considerati rilevanti ai fini della sicurezza antincendio gli impianti: . etc. la certificazione sarà a firma di professionista iscritto negli elenchi del ministero dell’interno di cui alla legge 7.1984.).
MATERIALI CLASSIFICATI AI FINI DELLA REAZIONE AL FUOCO . negli altri casi. Poiché la valutazione della classe di resistenza al fuoco può essere di tipo sperimentale. per i quali eventualmente non sia prevista l’omologazione del prototipo. ciclo di applicazione. • • • materiali. deve essere allegata una valutazione a firma di professionista iscritti negli elenchi del ministero dell’interno di cui alla legge 7. non si darà luogo al sopralluogo. in questo caso. siano anche necessariamente allegate le dichiarazioni e certificazioni previste dal DM 4. dati commerciali di identificazione e ubicazione dei materiali o dei prodotti. dalle seguenti figure professionali: • per le valutazioni di tipo sperimentale.pag. Le documentazioni tecniche (certificazioni.
i comandi provinciali dei vigili del fuoco. l’avvenuta predisposizione da parte dello stesso titolare dell’attività.661. In assenza di tale progetto.F.di rivelazione e segnalazione d’incendio.11. anche il rispetto degli obblighi previsti dal DPR 15. Monaco – Obblighi. Impianti di protezione antincendio e di protezione contro le scariche atmosferiche non ricadenti nel campo della legge n. In tale dichiarazione deve essere specificato anche il rispetto degli obblighi previsti dal DPR 15.
L’esigenza di queste ultime documentazioni implica le seguenti conseguenze: • Se non è stato già esaminato con esito favorevole un progetto rispondente alla situazione da collaudare.per l’estinzione degli incendi.1985. siano stati autorizzati ed iscritti in appositi elenchi del Ministero dell’Interno” Il DM 25. né una “autorizzazione provvisoria all’esercizio”. che la realizzazione delle opere e degli impianti. ha previsto la costituzione di appositi albi professionali per i professionisti che operano nel campo della prevenzione. 18 del DPR 577/82 prevede che “ai fini dell’approvazione di un progetto o del rilascio del certificato di prevenzione incendi.11. per quanto riguarda la marcatura CE delle apparecchiature elettriche. dovrà essere presentata una certificazione (completa di documentazione tecnica illustrativa) a firma di professionista iscritto negli elenchi di cui la legge n. e. devono essere presentate anche le seguenti documentazioni: • Deve essere descritta e documentata. oltre agli accertamenti ed alle valutazioni direttamente eseguite. e qualora tali varianti siano rilevanti ai fini della sicurezza. La documentazione deve essere costituita da una dichiarazione di corretta installazione e funzionamento da parte dell’installatore. controlli e procedure di prevenzione incendi
A. ed anche che “nella fase preliminare di progettazione i comandi provinciali dei vigili del fuoco potranno valutare le proposte dei professionisti e degli operatori privati per la individuazione delle soluzioni tecniche più idonee a garantire le condizioni di sicurezza antincendio”. prima della realizzazione.1996. né una “autorizzazione provvisoria all’esercizio”.Lgs. a firma di professionista. n 626. nel caso in cui dovesse comunque emergere l’esigenza di apportare varianti in corso d’opera successivamente all’approvazione del progetto da parte dei Vigili del Fuoco. di idonee procedure attinenti la gestione della sicurezza.11. per quanto riguarda la marcatura CE di apparecchi a gas e l’attestato di conformità dei dispositivi installati separatamente.per l’evacuazione del fumo e del calore. per quanto attiene agli aspetti di sicurezza antincendio.
GT1-2000 . 1. e del D. . combustibili o comburenti non ricadenti nel campo di applicazione della legge n.
Deve essere documentato. . per quanto riguarda la marcatura CE di apparecchi a gas e l’attestato di conformità dei dispositivi installati separatamente. comunque. oltre agli accertamenti ed alle valutazioni direttamente eseguite. certificato o omologato dal Ministero dell’Interno e la documentazione attestante la conformità del prodotto alla norma tecnica di riferimento. 661. 25. controlli e procedure di prevenzione incendi
Il progetto e gli allegati obbligatori sono tenuti a disposizione per eventuali controlli. ed occorre ottenere un nuovo parere di conformità prima della richiesta del sopralluogo per il rilascio del CPI.F. nei casi previsti dalla legge e dai regolamenti. L’art. possono avvalersi.1996. Inoltre. 46 del 1990 La documentazione deve essere costituita da una dichiarazione di conformità a firma dell’installatore.pag. laboratori o professionisti iscritti in albi professionali. L’art. prevede che i professionisti iscritti in detti albi professionali sono autorizzati. 2 di tale DM 25.46 del 1990 • Sono impianti di protezione antincendio gli impianti: . La legge 818/84 a tal riguardo. n. il sopralluogo non sarà effettuato. affermando che “ai fini dell’approvazione di un progetto o del rilascio del certificato di prevenzione incendi. non potrà essere rilasciato né il CPI.pag. che. nonché i requisiti necessari e le procedure per l’iscrizione in tali albi. un progetto di variante. possono richiedere certificazioni rilasciate da enti. deve necessariamente essere sottoposto all’approvazione dei Vigili del Fuoco. • Se l’opera da collaudare è totalmente o parzialmente difforme da quella illustrata nel progetto approvato. applicativo della legge 818/84. a rilasciare le certificazioni ai fini dell’approvazione di progetto o del rilascio di certificato di prevenzione incendi e/o di nullaosta provvisorio..1996. a domanda. ove previsto. di certificazioni rilasciate da enti e laboratori legalmente riconosciuti o da professionisti iscritti agli albi professionali” .3. mediante una specifica “ certificazione di regolare esecuzione” . 818 del 1984. firmata da professionista abilitato. Si ritiene altresì opportuno richiamare alcune disposizioni normative per quanto riguarda la richiesta di certificazioni e/o omologazioni e/o documentazioni tecniche da parte del Comando VF. Pertanto. sia avvenuta in piena conformità al progetto approvato dai VV. relativa agli stessi aspetti. riferito alle eventuali norme di prodotto o agli eventuali requisiti prestazionali previsti dalle disposizioni vigenti o da prescrizioni del Comando Provinciale VV. alle prescrizioni in esso contenute.1985. non potrà essere rilasciato né il CPI.3. corredata di progetto. infine. . n. 38 di 59
Impianti di utilizzazione. nell’ambito delle rispettive competenze professionali stabilite dalle leggi e dai regolamenti. unitamente alla domanda di sopralluogo per il rilascio di CPI. 37 di 59
. Nella dichiarazione deve essere specificato. • Deve essere presentata copia del parere rilasciato dal comando VF. ed alle norme di buona tecnica (vedi modello allegato).
GT1-2000 . alla quale deve essere allegata la documentazione attestante la conformità del prodotto al prototipo approvato. ed è corredata da uno specifico progetto e da eventuali allegati obbligatori. Monaco – Obblighi. nell’art. se pertinente. riprende e specifica tale concetto. i comandi provinciali dei vigili del fuoco. trasporto e distribuzione di fluidi infiammabili. a firma del titolare dell’attività. Attrezzature e componenti di impianti con specifica funzione ai fini della sicurezza antincendio La documentazione deve essere costituita da una dichiarazione di corretta installazione a firma dell’installatore.____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
A. alla normativa vigente.
” Si evidenzia tuttavia che tale autorizzazione provvisoria all’esercizio sarà rilasciata solo se la domanda di rilascio di CPI (già presentata in precedenza o contestualmente). l’interessato.3. per quanto attiene agli aspetti di sicurezza antincendio. ai soli fini antincendio. per effetto dell’articolo 5 del DPR 37/98. ma anche. D. ma solo la domanda. ancora all’articolo 3. La dichiarazione di inizio attività deve essere presentata in duplice copia. può presentare al comando una dichiarazione. che ora assume validità generale quale unica modalità di rinnovo del CPI (qualora la situazione sia rimasta immutata). 3. comma 5. Si segnala infine l’opportunità. attestante che la realizzazione delle opere e degli impianti. sulla base della documentazione prodotta.PROCEDURE Il DPR 37/98 modifica sostanzialmente anche le procedure per il rinnovo del CPI che.M. Tale procedura era già stata introdotta dalla legge 818/84 come possibilità di rinnovo di CPI per le attività esistenti a quell’epoca e che non avevano subito modifiche. sia attentamente verificata l’efficienza di dispositivi ed impianti finalizzati alla sicurezza antincendio. corredata da una dichiarazione del responsabile dell’attività. ancora nell’articolo 4.AUTORIZZAZIONE PROVVISORIA ALL’ESERCIZIO DELL’ATTIVITÀ È interessante notare come il DPR 37/98 introduce una importantissima novità per quanto riguarda l’esercizio dell’attività. alcune importanti condizioni di esercizio rivolte alla gestione della sicurezza nell’ambito dell’attività. nei casi in cui la situazione di una attività non è mutata rispetto a quella riscontrata alla data del rilascio del precedente certificato. l’informazione e la formazione del personale. e soprattutto. ed alle norme di buona tecnica (vedi modello allegato). alla normativa vigente. e che. in attesa del sopralluogo. apposita domanda conforme alle previsioni contenute nel decreto di cui all’articolo 1. per quanto attiene agli aspetti di sicurezza antincendio. i controlli.5. è corredata di tutta la documentazione indicata al titolo precedente. provvede entro 15 giorni dalla data di presentazione della domanda. alle prescrizioni in esso contenute. in tempo utile e comunque prima della scadenza del certificato. a cura dei responsabili dell’attività. il cui fac-simile è contenuto nel DM 4. firmata da professionista abilitato nel campo della Prevenzione Incendi (Legge 818/84. le attrezzature e le altre misure di sicurezza antincendio adottate. controlli e procedure di prevenzione incendi
È bene evidenziare anche che il rilascio di dichiarazioni. attestante che non è mutata la situazione riscontrata alla data del rilascio del certificato stesso.. e/o perizie giurate da parte di professionisti “abilitati” comporta non solo l’esigenza una valutazione critica. comprovante l’efficienza dei dispositivi.1985). comma 5.4 . e da una perizia giurata. indirizzata al Comando provinciale dei vigili del fuoco competente per territorio.5.F. 40 di 59
. che vengono effettuati. Infatti l’articolo 4 del DPR 37/98 prevede che: “Ai fini del rinnovo del certificato di prevenzione incendi. autorizzazione provvisoria all’esercizio dell’attività. con la quale attesta che sono state rispettate le prescrizioni vigenti in materia di sicurezza antincendio e si impegna al rispetto degli obblighi di cui all’articolo 5 (obblighi connessi con l’esercizio dell’attività). il DPR 37/98 prevede che “Fatto salvo quanto disposto dal comma 1. gli interventi di manutenzione. di cui una in bollo. che costituirà “autorizzazione provvisoria all’esercizio dell’attività”. 3. ed alle norme di buona tecnica. firmata da professionista abilitato nel campo della Prevenzione Incendi. alle prescrizioni in esso contenute. Il Comando VF rilascia all’interessato contestuale ricevuta dell’avvenuta presentazione della dichiarazione che costituisce. Monaco – Obblighi. conterrà anche.98 ed è riportata anche nella modulistica di questo testo. nonché dei sistemi e degli impianti antincendio. Infatti. La ricevuta rilasciata dal comando. prima del sopralluogo. secondo le forme di legge. sia avvenuta in piena conformità al progetto approvato dai VV. è corredata di tutta la documentazione indicata al titolo precedente. Si rammenta tuttavia che l’autorizzazione provvisoria all’esercizio sarà rilasciata solo se la domanda di rilascio di CPI (già presentata in precedenza o contestualmente). ma.
GT1-2000 . potrà essere rinnovato senza l’effettuazione di un sopralluogo tecnico. completezza e conoscenza sui diversi aspetti della sicurezza. alla normativa vigente. che. 39 di 59
assicurare un adeguata informazione e formazione del personale dipendente sui rischi di incendio connessi con la specifica attività.RINNOVO DEL CERTIFICATO DI PREVENZIONE INCENDI 3. si evidenzia inoltre che il CPI non potrà essere rinnovato se la domanda non è formalmente corretta.pag.1 . annotare in un apposito registro. siano presenti tecnici qualificati in grado di relazionare con competenza. all’atto dei sopralluoghi. Tale registro deve essere mantenuto aggiornato e reso disponibile ai fini di controlli di competenza del comando. sia avvenuta in piena conformità al progetto approvato dai VV. sulle misure di prevenzione e protezione adottate. quale condizione utile e spesso necessaria per un esito positivo del collaudo. introduce una procedura del tutto analoga. sulle precauzioni da osservare per evitare l’insorgere di un incendio e sulle procedure da attuare in caso di incendio.____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
A. si richiama in particolare l’importanza della “ CERTIFICAZIONE DI REGOLARE ESECUZIONE ”. Monaco – Obblighi. corredata da certificazioni di conformità dei lavori eseguiti al progetto approvato .” Al riguardo della procedura di rinnovo del certificato di prevenzione incendi.F. e/o certificazioni. controlli e procedure di prevenzione incendi
A.5 . il DPR 37 ha abrogato quell’articolo 4 della legge 818/84. si richiama in particolare l’importanza della “certificazione di regolare esecuzione”. e finché non sarà avvenuto sia il perfezionamento
Per l’autorizzazione provvisoria all’esercizio non occorre presentare nessuna documentazione specifica..pag. 25. e deve essere resa come atto notorio o dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà. Il comando. effettuare verifiche di controllo ed interventi di manutenzione secondo cadenze temporali che saranno indicate. attestante che la realizzazione delle opere e degli impianti. i dispositivi. e sui dispositivi ed impianti installati. in particolare potrà essere imposto l’obbligo di: mantenere in stato di efficienza i sistemi. le verifiche. l’assunzione diretta di responsabilità. gli interessati presentano al comando. (cioè l’obbligo di presentare al comando domanda di sopralluogo dopo avere completate le opere di cui al progetto approvato). e cioè una “autorizzazione provvisoria all’esercizio dell’attività”.
1965. La possibilità di richiedere deroghe era già prevista dall’art. provoca automaticamente la decadenza dello stesso. ne deve fare specifica menzione.Dati identificativi e copia del CPI in scadenza. per giustificati motivi. sistemi ed impianti finalizzati alla protezione attiva antincendio. 3.pag.PROCEDIMENTO DI DEROGA 3. e comunque prima della scadenza del certificato.6 . e quindi occorre sottoporre ad esame un progetto di modifica. le amministrazioni pubbliche. completate le opere di modifica. si richiama tuttavia l’attenzione sul fatto che qualsiasi eventuale modifica delle condizioni di sicurezza precedentemente accertate. completate le opere di modifica. • Per il perfezionamento amministrativo . ottenere il parere di conformità.
GT1-2000 . n. controlli e procedure di prevenzione incendi
amministrativo che il perfezionamento tecnico della domanda. Monaco – Obblighi. . ne avrebbe curato l’inoltro con il proprio parere all’Ispettore regionale o interregionale.2. acquisendo preventivamente i pareri del Comandante provinciale (che deve essere trasmesso entro 30 giorni dal ricevimento della richiesta). sono escluse dall’obbligo del bollo. resa da professionista abilitato. nonché la loro ubicazione. • Per il perfezionamento tecnico . indipendentemente dalla data di scadenza del CPI. unitamente alla domanda.1982. e.M. nel caso di Enti o società.____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
A. e del Comitato Tecnico Regionale per la prevenzione incendi. a condizione di assicurare comunque.2.
3. i tempi previsti dal DPR 37/98 decorrono dal soddisfacimento globale di tali i requisiti. ogni domanda di rinnovo di CPI deve essere corredata della seguente documentazione tecnica: . del suo legale rappresentante. . occorre presentare. occorre seguire le procedure ordinarie di prevenzione incendi. prevedendo che la deroga possa essere rilasciata direttamente dall’Ispettore regionale dei vigili del fuoco (entro 60 giorni dal ricevimento della richiesta). e quindi occorre sottoporre ad esame un progetto di modifica. tale dichiarazione deve essere resa come atto notorio o dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà. attestante che non è mutata la situazione riscontrata alla data del rilascio del certificato stesso. occorre seguire le procedure ordinarie di prevenzione incendi. con esclusione delle attrezzature mobili di estinzione. 10 del DPR 577/82. ma prevedeva una procedura lunga e complessa che inevitabilmente richiedeva tempi spesso anche molto lunghi. attestante l’efficienza dei dispositivi. . 42 di 59
. Monaco – Obblighi. mediante misure alternative.PROCEDURE Nei casi in cui. con proprio motivato parere. cioè se sono mutate le condizioni di sicurezza dell’attività.La specificazione dell’attività principale e delle eventuali attività secondarie elencate nel DM 16.pag. sistemi ed impianti finalizzati alla protezione attiva antincendio. avrebbe trasmesso l’istanza ai competenti organi centrali tecnici del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. controlli e procedure di prevenzione incendi
A.5. nelle forme di legge. attestato del versamento effettuato a mezzo di conto corrente postale a favore della Tesoreria provinciale dello Stato.5. mutata la situazione riscontrata alla data del rilascio del certificato stesso. indirizzata al Comando provinciale dei vigili del fuoco competente per territorio. ai sensi della legge 26. • La domanda di rinnovo di certificato prevenzione incendi deve essere presentata in duplice copia. resa da professionista abilitato. Infatti tale procedura del DPR 577 prevedeva che l’interessato poteva avanzare motivata richiesta di deroga all’osservanza della norma al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco che.Dichiarazione del responsabile dell’attività attestante che non è .1 . con esclusione delle attrezzature mobili di estinzione. il quale a sua volta. • La situazione dell’attività nei riguardi della sicurezza deve non essere mutata rispetto a quella riscontrata alla data del rilascio del precedente certificato. attestante l’efficienza dei dispositivi. e sono riportati anche nella modulistica di questo testo.6. o. secondo le forme di legge • Perizia giurata .Qualora l’interessato intenda delegare altro soggetto per i necessari rapporti con il Comando VF. per le quali si chiede il rilascio di certificato prevenzione incendi.1982. .Generalità e domicilio del richiedente. non sia possibile il rispetto integrale delle norme in vigore.98. Si richiama comunque l’attenzione sul fatto che è possibile richiedere il rinnovo del CPI solo se la situazione dell’attività nei riguardi della sicurezza non è mutata rispetto a quella valutata al momento del rilascio del precedente CPI. 21 del DPR 577/82.7. in base alla vigente normativa. di cui una in bollo. Per entrambe le documentazioni i fac-simili sono contenuti nel DM 4. che avrebbero potuto concedere la deroga solo dopo aver sentito il parere espresso dal comitato centrale tecnico-scientifico di cui all art. Il DPR 37/98 semplifica notevolmente tale farraginosa procedura. presentare domanda di sopralluogo per il rilascio di nuovo CPI. 16. un grado di sicurezza equivalente a quello previsto dalle norme. 41 di 59
GT1-2000 .DOCUMENTAZIONE TECNICA La nuova procedura di prevenzione incendi prevede che il rinnovo del CPI non avvenga più a seguito di sopralluogo. che deve essere la seguente: • Dichiarazione del responsabile dell’attività. per cui occorre porre la dovuta attenzione agli aspetti descritti nel seguito: • La domanda di rinnovo deve essere presentata al comando VF in tempo utile. 966. e. Si richiama inoltre l’attenzione sui seguenti importanti aspetti: Il CPI rinnovato secondo tale procedura avrà comunque la validità temporale prevista dal D. ma automaticamente sulla base della documentazione prodotta dal richiedente.2 . è possibile richiedere una deroga. Diversamente. secondo le forme di legge. e ciò deve essere esplicitamente dichiarato dal responsabile dell’attività . • Ciascuna domanda di rinnovo di CPI deve contenere i seguenti elementi: . ottenere il parere di conformità.Perizia giurata . presentare domanda di sopralluogo per il rilascio di nuovo CPI. tale dichiarazione deve essere resa come atto notorio o dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà. accertata la consistenza dei motivi della richiesta. Se la situazione dell’attività nei riguardi della sicurezza è mutata.
di cui all’articolo 20 del decreto del Presidente della Repubblica 29. gli stessi effetti del certificato di prevenzione incendi.” È importante evidenziare che i procedimenti di deroga sono proponibili subordinatamente alle seguenti condizioni: • La deroga può essere richiesta unicamente per aspetti di sicurezza antincendio regolamentati da specifiche norme tecniche. e dalle misure tecniche che si ritengono idonee a compensare tale rischio aggiuntivo.____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
A. e deve spiegare i motivi per cui è impossibile l’osservanza integrale della norma. 3. possono presentare al comando domanda motivata per la deroga al rispetto delle condizioni prescritte. infatti una richiesta di deroga deve sempre proporre soluzioni alternative di sicurezza che assicurino.7 . nelle forme di legge. 818 (Nulla osta provvisorio per le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi…) i comandi provinciali dei vigili del fuoco.le caratteristiche dell’attività e/o i vincoli esistenti che impediscono di ottemperare alla disposizioni normative sui si intende derogare.la valutazione dei rischi aggiuntivi conseguenti alla mancata osservanza delle disposizioni cui si chiede di derogare. n. . controlli e procedure di prevenzione incendi
A tal riguardo si riporta l’art. una richiesta di deroga deve sempre proporre soluzioni alternative di sicurezza che assicurino. e dalle misure tecniche che si ritengono idonee a compensare il rischio aggiuntivo.1982.DOCUMENTAZIONE TECNICA Per la richiesta di una deroga. L’ispettore regionale. hanno rilasciato in passato a numerose attività un nulla osta provvisorio (NOP) che consente l’esercizio delle attività. di cui una in bollo. deve descrivere dettagliatamente gli aspetti normativi di sicurezza antincendio a cui si intende derogare. da utilizzare per garantire i necessari indirizzi e l’uniformità applicativa nei procedimenti di deroga.6. e deve spiegare i motivi per cui è impossibile l’osservanza integrale della norma. con l’avvertenza che. controlli e procedure di prevenzione incendi
A.12.la valutazione dei rischi aggiuntivi conseguenti alla mancata osservanza delle disposizioni cui si chiede di derogare.VALIDITÀ DEL NULLA OSTA PROVVISORIO (NOP) Per effetto della legge 7. . . ne deve fare specifica menzione. nonché la loro ubicazione.le disposizioni normative cui si intende derogare. . si pronuncia entro 60 giorni dalla ricezione.
GT1-2000 . ai sensi della legge 26. Qualora l’interessato intenda delegare altro soggetto per i necessari rapporti con il Comando VF. ci si può riferire alla documentazione prevista per il parere di conformità . sentito il comitato tecnico regionale di prevenzione incendi. Pertanto.7. 966. • La richiesta di deroga deve descrivere dettagliatamente gli aspetti normativi di sicurezza antincendio a cui si intende derogare. in particolare devono essere chiaramente indicate: . n. un livello globale di sicurezza almeno equivalente a quello previsto dalle norme cui si intende derogare. a richiesta dei titolari e previo accertamento della rispondenza alle prescrizioni e condizioni imposte dai comandi stessi sulla base di direttive sulle misure più urgenti ed essenziali di prevenzione incendi. durante il periodo della sua validità. del suo legale rappresentante.le caratteristiche dell’attività e/o i vincoli esistenti che impediscono di ottemperare alla disposizioni normative sui si intende derogare.la valutazione dei rischi aggiuntivi conseguenti alla mancata osservanza delle disposizioni normative cui si chiede di derogare. Monaco – Obblighi. 6 del DPR 37/98. o. comunque.la valutazione dei rischi aggiuntivi conseguenti alla mancata osservanza delle disposizioni normative cui si chiede di derogare. la trasmette entro 30 giorni dal ricevimento. gli interessati. con proprio motivato parere. 966. Il comando esamina la domanda e. 43 di 59
Attestato del versamento effettuato a mezzo di conto corrente postale a favore della Tesoreria provinciale dello Stato. n.2 . secondo le modalità stabilite dal decreto di cui all’articolo 1.1965. comma 5. la documentazione tecnica deve essere simile a quella già indicata per il parere di conformità. oggetto della domanda di deroga. che prevede: “Qualora gli insediamenti o gli impianti sottoposti a controllo di prevenzione incendi e le attività in essi svolte presentino caratteristiche tali da non consentire l’integrale osservanza della normativa vigente. e pertanto nelle more del rilascio del certificato di prevenzione incendi è consentita la prosecuzione dell’attività soggetta al controllo di prevenzione incendi. integrata da una valutazione sul rischio aggiuntivo conseguente alla mancata osservanza delle disposizioni cui si intende derogare.1982. Monaco – Obblighi. la relazione tecnica deve essere integrata da una valutazione sul rischio aggiuntivo conseguente alla mancata osservanza delle disposizioni cui si intende derogare. Inoltre. dandone contestuale comunicazione al comando ed al richiedente.7.Generalità e domicilio del richiedente.La specificazione dell’attività principale e delle eventuali attività secondarie elencate nel DM 16. comunque. .le misure tecniche che si ritengono idonee a compensare il rischio aggiuntivo.2. 44 di 59
. all’ispettorato regionale dei vigili del fuoco. • La domanda deve essere presentata in 3 copie. . L’Ispettore regionale dei vigili del fuoco trasmette ai competenti organi tecnici centrali del Corpo nazionale dei vigili del fuoco i dati inerenti alle deroghe esaminate per la costituzione di una banca dati. comunque.le disposizioni normative cui si intende derogare. in deroga a quanto previsto al terzo comma dell’articolo 4 della legge 26. • Ciascuna domanda deve contenere: . non può quindi essere richiesta deroga ad eventuali prescrizioni del Comando provinciale relative ad aspetti non normati. . .1984 n.pag. 577. In particolare devono essere chiaramente indicate: .1965. Tale nulla osta provvisorio produce. precedentemente valutato. indirizzata al Comando provinciale dei vigili del fuoco competente per territorio. nel caso di Enti o società.pag.7.
3. Tutta la documentazione tecnica a corredo della richiesta di deroga. un livello globale di sicurezza almeno equivalente a quello previsto dalle norme cui si intende derogare.
966.1999) per alcuni aspetti di quel decreto.P.3.
ATTIVITÀ ( DM 16. piani di emergenza.. Per effetto di tale abrogazione le manifestazioni temporanee non sono più soggette (in quanto tali) al controllo obbligatorio dei Vigili del Fuoco. sono tenuti all’osservanza delle misure più urgenti ed essenziali di prevenzione incendi indicate nel decreto del Ministero dell’Interno 8.” 3.6. . devono essere adottate entro tre anni dall’emanazione del presente regolamento. in tali casi.4. dovrà richiedere il rilascio del CPI secondo le nuove norme procedurali. saranno le future normative ad indicare i tempi utili per l’adeguamento delle attività.2000 12. etc 90 – edifici storici destinati a biblioteca.1965. 626/94 e/o nel DPR 547/55. etc. prescrizioni contenute nel DM 10. 818. 7 del DPR 37/98. controlli e procedure di prevenzione incendi
A..8.1998.MANIFESTAZIONI TEMPORANEE Il DPR 37/98.1982)
Si evidenzia infine (e ciò assume particolare importanza) che. in particolare si segnala l’obbligo delle seguenti condizioni di esercizio: . Viceversa. della legge 26. n. per le attività in possesso di NOP valido.
GT1-2000 . e pertanto non è più necessario né richiedere il rilascio del CPI per tali manifestazioni. comma1.1999 12. sprovvisti di tale certificato.9.L.1985. che prevedeva “le visite di controllo al fine del rilascio del certificato di prevenzione incendi per manifestazioni di qualsiasi genere da svolgersi in locali o luoghi aperti al pubblico. ove non già emanate. 9. sono tuttora validi (anche se sul documento NOP rilasciato è in molti casi indicata una data di scadenza. che indicheranno per quali aspetti ed in quali tempi le attività esistenti dovranno adeguarsi alle nuove disposizioni al fine dell’ottenimento del CPI. per le attività in cui non sono intervenute modifiche tali da comportare una alterazione delle preesistenti condizioni di sicurezza antincendio. . a suo tempo prevista e poi prorogata).1996) prevede che i locali esistenti devono essere adeguati entro 3 anni dalla data di entrata in vigore (quindi 12.1996 7.1992 4. 45 di 59
.: registro dei controlli. con l’esclusione del piano di sicurezza antincendio e del registro della sicurezza antincendio che devono essere predisposti entro un anno dalla data di entrata in vigore. ha abrogato l’art. attualmente. 46 di 59
94 – edifici civile abitazione 90 – edifici storici destinati a musei. Per quelle attività per le quali attualmente ancora non esistono normative specifiche. facente capo alla Prefettura. comma secondo.2001 9. n. il NOP è da considerare decaduto. controlli e procedure di prevenzione incendi
Tutti i NOP rilasciati. Monaco – Obblighi.”.8 .10.12.3.2.6.P. comunque. mentre le disposizioni riguardanti la gestione della sicurezza devono essere attuate immediatamente. Monaco – Obblighi. 7 del DPR 37/98 relativo al “nulla osta provvisorio”: “I soggetti che hanno ottenuto il nulla osta provvisorio per le attività sottoposte ai controlli di prevenzione incendi ai sensi dell’articolo 2 della legge 7. né inviare a questo Comando le documentazioni tecniche relative agli aspetti di sicurezza antincendio delle manifestazioni medesime.9.7. ogni attività attualmente in possesso di NOP valido dovrà comunicare l’avvenuto adeguamento secondo le norme transitorie..1984. numero 5.S. 15. purché. come è stato ribadito all’art. Rimangono invece immutate le competenze della Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo. Si ritiene tuttavia importante evidenziare che.1999 26. etc 85 – edilizia scolastica 84 – attività turistico alberghiere 4/b – depositi di GPL con capacità > 5 m3 22 – depositi soluzioni idroalcoliche 83 – locali di pubblico spettacolo
27. il DPR 37/98 prevede che queste debbano essere emanate entro 3 anni.).3. secondo le indicazioni eventualmente già fornite. anche nei casi in cui la tipologia di una manifestazione sia tale da non assoggettarla neanche al controllo della C.: prescrizioni su vie ed uscite di emergenza ed altri aspetti antincendio contenuti nel D.12. non siano poi intervenute modifiche tali da comportare una alterazione delle preesistenti condizioni di sicurezza antincendio. e quindi l’eventuale assoggettabilità di manifestazioni temporanee. Nei casi in cui siano intervenute modifiche di tal genere.____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
A. nei termini stabiliti dalle specifiche direttive emanate dal Ministero dell’Interno per singole attività o gruppi di attività di cui all’allegato al decreto del Ministero dell’interno 16. entro quella data.V. ai controlli di tale Commissione. Nella tabella successiva vengono indicati i termini di adeguamento attualmente già previsti dalle norme transitorie vigenti per alcune attività normate. tutti i
GT1-2000 . successivamente alla data di rilascio.).osservanza degli altri obblighi previsti dalla normativa in materia di prevenzione incendi (es.pag.1982.2. misure di sicurezza antincendio. Pertanto. per effetto dell’art. etc. 7 del DPR 37/98 la validità del NOP si deve ritenere prorogata fino alla data prevista nelle norme transitorie delle singole normative di prevenzione incendi per le varie attività. tale esenzione dai controlli obbligatori non esenta assolutamente il titolare dell’attività dall’obbligo di attuare ed osservare. salvo l’adempimento agli obblighi previsti dalla normativa in materia di prevenzione incendi.1999
A titolo esemplificativo.pag.osservanza delle misure più urgenti ed essenziali di prevenzione incendi contenute nel DM 8. all’art.osservanza degli obblighi di cui all’art. Il nulla osta provvisorio consente l’esercizio dell’attività ai soli fini antincendio. comma primo.11. mantenimento dell’efficienza di dispositivi. Tali direttive. informazione e formazione del personale. 5 del DPR 37/98 (es. e l’attività deve avviare le procedure ordinarie previste per il rilascio del certificato di prevenzione incendi. Di seguito si riporta l’art.1998 31. ivi compresi gli obblighi conseguenti alle modifiche degli impianti e costruzioni esistenti nonché quelli previsti nei casi richiamati all’articolo 5.Lgs. previa acquisizione del parere di conformità sul progetto. attrezzature.1985. e potrà contestualmente richiedere la “autorizzazione provvisoria all’esercizio dell’attività”.3. l’esercizio deve avvenire con la piena osservanza di precise condizioni di esercizio mirate alla “gestione della sicurezza”. nonché all’osservanza degli obblighi di cui all’articolo 4 del presente regolamento. del DPR 577/82.. la normativa sui locali di pubblico spettacolo (DM 19.
5.. nei casi in cui nell’ambito di una “manifestazione temporanea” dovessero sussistere comunque attività soggette a controlli di prevenzione incendi per effetto del DM 16.per le richieste di CPI.1965.1982.M.1982. Monaco – Obblighi. sottoscritte da professionisti iscritti all’albo professionale ed abilitati nel campo della prevenzione incendi (DM 25. per ogni attività e per ogni sua ulteriore suddivisione.1). n° della pratica se conosciuto.. ma introduce.N° di pratica VF .2. attestanti la sussistenza dei requisiti di sicurezza previsti dalla normativa vigente..1998.1998 prevede anche che “qualora la richiesta interessi più attività singolarmente elencate nell’allegato al decreto del Ministro dell’interno 16 febbraio 1982.ore 4). L’attestato del versamento effettuato. comprendente anche una centrale termica con potenzialità di 450 Kw (attività 91 . 47 di 59
GT1-2000 .pag. e le marche da bollo eventualmente necessarie. Se il bollettino di versamento postale non viene consegnato già precompilato dall’Ufficio Prevenzione (e ciò potrà facilmente accadere. ed un gruppo elettrogeno da 200 Kw (attività 64 . comprendenti più attività singolarmente elencate nel DM 16.pag.29 da apporre a cura dell’ufficio prevenzione sulla fattura relativa al servizio.Domanda di parere di conformità per l’attività .gruppi elettrogeni . si dovrà provvedere a versare mediante bollettino di versamento postale. la somma necessaria secondo le indicazioni fornite in precedenza. n. Monaco – Obblighi.. una marca da bollo da Euro 1. 7 del DM 4. è necessario ricordare che sul retro del c/c occorre indicare sempre la “causale del versamento”. la durata del servizio deve essere calcolata sulla base di quella prevista per i pareri di conformità del progetto delle corrispondenti attività. e quindi i tempi previsti dal DPR 37/98 decorrono dal soddisfacimento globale sia dei requisiti relativi alla documentazione tecnica. • Nella tabella.2. 966. l’importo del versamento dovrà essere pari alla somma delle durate indicate per le singole attività.1982 (es. e l’importo corrispondente deve essere maggiorato del cinquanta per cento.1985. al rinnovo di CPI. Per il “perfezionamento amministrativo”. nonché si dovranno consegnare le marche da bollo eventualmente necessarie. Per completezza di informazione si riporta di seguito la tabella di cui all’allegato VI del DM 4.. si richiama l’attenzione sui seguenti punti: • La tabella riporta l’elenco delle 97 attività soggette ai controlli di prevenzione incendi contenuto nel DM 16... della tipologia e della complessità dell’attività soggetta a controllo. intestato alla Tesoreria Provinciale dello Stato.1982) Il DM 4. e successive modifiche ed integrazioni. cui compete in linea generale l’onere del rilascio dell’agibilità. 20.” Pertanto.33 da apporre a cura dell’ufficio prevenzione sul Certificato.etc. che i procedimenti relativi ai servizi richiesti non potranno essere avviati dal Comando VF se la domanda non è formalmente corretta. i controlli di competenza VF saranno effettuati secondo le nuove procedure previste dalle normative richiamate in questa circolare. etc. e/o descritti in eventuali guide tecniche emanate al riguardo. per attività complesse.3. denominazione dell’attività. e successive modifiche ed integrazioni. infine.
GT1-2000 .47.01. . e l’importo del versamento sarà quello riferito a tale durata del servizio. A titolo esemplificativo.. è riportata la durata convenzionale dei procedimenti relativi al parere di conformità del progetto. il numero del c/c postale su cui effettuare il versamento varia per ogni provincia.____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
A.). ulteriori suddivisioni dimensionali per molte delle attività ivi elencate. è riportata nella tabella di cui all’allegato 6 al presente decreto.” Si evidenzia che il citato art. a tal riguardo si raccomanda di indicare sempre tutti gli elementi utili per l’individuazione del servizio e della pratica cui si riferisce il versamento (tipo di servizio richiesto.5.
La durata del servizio per ogni singola attività e per ogni specifico procedimento di prevenzione incendi. dovranno essere consegnate unitamente alla domanda ed alla documentazione tecnica necessaria.per importi del versamento superiori a Euro 77. tenuto conto del tipo di prestazione richiesta. esclusiva e diretta responsabilità del “titolare dell’attività”. e del D. al fine di valutare nell’ambito dei propri poteri e competenze l’opportunità di autorizzare la manifestazione. pertanto. in tal caso la durata complessiva del procedimento sarà di 14 ore. nei casi di eventuale assenza di controlli. 7 che “la durata dei servizi di prevenzione incendi resi dai Comandi provinciali dei vigili del fuoco. Il Sindaco. sia di tutte le persone a qualsiasi titolo presenti nell’ambito dell’attività. in 8 ore per le scuole con oltre 2000 persone presenti. es.9 . 3.1998 prevede all’art. perché il nuovo sistema di tariffazione consente ai Comandi VF di organizzarsi in modo tale che chiunque potrà individuare facilmente e rapidamente l’importo necessario per ciascun caso).: Prevenzione Incendi . una marca da bollo da Euro 10.ore 6). n. in applicazione all’art.5. in 6 ore per le scuole con oltre 501 persone presenti e fino a 2000. controlli e procedure di prevenzione incendi
A. ed ivi sommariamente esposte.5. Inoltre si segnala che l’interessato deve consegnare anche: . sia dal perfezionamento amministrativo. 6 della legge 26. . potrà acquisire agli atti certificazioni. anche in tali casi l’obbligo dell’attuazione e dell’osservanza delle misure di sicurezza necessarie é demandata comunque alla piena. la durata del servizio è calcolata sulla base di quella prevista per i pareri di conformità del progetto delle corrispondenti attività.: impianti termici serbatoi gpl . ed ai fini del “parere di conformità” la durata del servizio viene convenzionalmente determinata in 4 ore per le scuole con oltre 100 persone presenti e fino a 500. Per le deroghe.1982. anche al fine di stabilire l’importo dei corrispettivi di cui all’articolo 6 della legge 26 luglio 1965.2. Rimane inteso che. Ad esempio.).98. controlli e procedure di prevenzione incendi
provvedimenti di sicurezza necessari per la tutela della incolumità sia dei lavoratori addetti.07. calcoliamo l’importo del versamento per l’esame progetto di un Ospedale con 200 posti letto (attività 86 . sono riportate nell’allegato VI del DM 4. al sopralluogo finalizzato al rilascio di CPI. È importante notare. legge 818\84 art.ore 4).2. 48 di 59
. la durata del servizio è pari a quella complessivamente risultante dalla durata prevista per ogni singola attività.TARIFFE E DURATA DEL SERVIZIO PER LE ATTIVITÀ SOGGETTE A CONTROLLI DI PREVENZIONE INCENDI (DM 16. per la provincia di Udine il numero del c/c postale è 15038334. 966. ai soli fini della determinazione della durata dei servizi . le scuole (attività 85) vengono suddivise in 3 categorie. maggiorata del cinquanta per cento. • Per le eventuali richieste di deroga. che è obbligatoria qualora il destinatario sia un Ente pubblico..
fino a 10 addetti . 239 del 13. con gli importi già maggiorati del 50%.impianti singoli .compressi : 3 .per quantitativi complessivi superiori a 5° m Depositi di gas comburenti in serbatoi fissi : 3 a . in tali casi.5.pag. Monaco – Obblighi.10.per capacità complessiva fino a 2 m 3 . una particolare durata del servizio per le attività ricadenti tra quelle a rischio di incidente rilevante. dopo le tabelle costituenti l’allegato VI del DM 4. 49 di 59
GT1-2000 . in tale prospetto è riportato anche il calcolo delle tariffe per le richieste di deroga.U.____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
A. l’effettiva durata del servizio sarà indicata dal Comando VF. inoltre. basterà moltiplicare per tali valori. Pertanto.pag.disciolti o liquefatti : 3 . si riporta un prospetto delle nuove tariffe per i procedimenti di prevenzione incendi.1998) ha rideterminato le tariffe orarie per i servizi a pagamento di prevenzione incendi in Euro 41.
ALLEGATO VI AL DM 4.1998 (G. 4 D E L L A L E G G E 9 6 6 / 1 9 6 5 E DM 1 6 . ed in Euro 45.disciolti o liquefatti (in bombole o bidoni) : .per capacità complessiva superiore a 2 m b . come spiegato in precedenza. ATTIVITÀ Stabilimenti ed impianti ove si producono e/o impiegano gas combustibili.compressi per capacità complessiva superiore a 3 m 3 b .cabine Depositi e rivendita di gas combustibili in bombole : a – compressi : 3 .1998.per quantitativi complessivi fino a 5 m 3 . già sviluppato fino ad un massimo di 30 ore. con esclusione delle reti di distribuzione cittadina e dei relativi impianti con pressione di esercizio non superiore a 5 bar Impianti di distribuzione di gas combustibili per autotrazione . Monaco – Obblighi.per quantitativi complessivi superiori a 5 m 3 e fino a 50 m 3 . DURATA DEL SERVIZIO (espresso in ore) AI SENSI DELLA LEGGE N.
Parere di Rilascio conformità del CPI del progetto
2 4 2 5 7 4 4 8
3 6 3 6 9 6 6 10
1 2 1 3 4 2 2 --
6 8 4 6 4 6 4
8 10 6 8 6 8 6
10 11 Aziende per la seconda lavorazione del vetro con
GT1-2000 .oltre 10 addetti Impianti per il trattamento di prodotti ortofrutticoli e cereali utilizzanti gas combustibili Impianti per l’idrogenazione di oli e grassi l’impiego di oltre 15 becchi a gas
966/1965
Recentemente il DM 21. compresi quelli di origine petrolifera o chimica. 2 .5.00 per il procedimento di rilascio di CPI. liquefatti) con quantità globali in ciclo o in deposito 3 superiori a 50 Nm / h Impianti di compressione o di decompressione dei gas 3 combustibili e comburenti con potenzialità superiore a 50 Nm /h .per quantitativi complessivi superiori a 500 kg Depositi di gas combustibili in serbatoi fissi : a . calcolato il numero di ore da pagare per un procedimento.per capacità complessiva superiore a 2 m 3 . gas comburenti (compressi. 50 di 59
. disciolti.00 per i procedimenti di esame progetto e di rinnovo di CPI. controlli e procedure di prevenzione incendi
A. con oltre 5 addetti .9. in relazione alla complessità dell’insediamento.per quantitativi complessivi fino a 500 kg . Per maggiore semplicità.1998 ELENCO DELLE ATTIVITÀ SOGGETTE AI CONTROLLI DI PREVENZIONE INCENDI AI SENSI DELL ’A R T .impianti .liquefatti per capacità complessiva superiore a 2 m Reti di trasporto e distribuzione di gas combustibili. 1 9 8 2 .per capacità complessiva superiore a 2 m b .impianti misti (gpl e metano) Officine e laboratori con saldatura e taglio dei metalli utilizzanti gas combustibili e/o comburenti. n. controlli e procedure di prevenzione incendi
La tabella indica.
GT1-2000 .pag. 18.stabilimenti .000 kg Officine o laboratori per la verniciatura con vernici infiammabili e/o combustibili oltre 5 addetti Depositi e/o rivendite di alcoli a concentrazione superiore al 60% in volume: 3 .M. artigianale e privato: 3 .1973 e 18.li di prodotto essiccato Stabilimenti ove si producono surrogati del caffè Zuccherifici e raffinerie dello zucchero Pastifici con produzione giornaliera superiore a 500 q. impiega o 35 36
detiene magnesio. impiegano o detengono nitrati di ammonio. Monaco – Obblighi. agricolo.1975. ATTIVITÀ ai D.li Stabilimenti ed impianti per la produzione della carta e dei cartoni e di allestimento di prodotti cartotecnici in genere con oltre 25 addetti e/o con materiale in deposito o lavorazione superiore a 500 q.000 kg . nitrato di piombo e perossidi inorganici .5 Stabilimenti ed impianti ove si producono. impiegano o detengono sostanze instabili che possono dar luogo da sole a reazioni pericolose in presenza o non di catalizzatori .con capacità superiore a 10 m Stabilimenti di estrazione con solventi infiammabili e raffinazione di oli e grassi vegetali ed animali.pag.9.stabilimenti . e successive modificazioni ed integrazioni Stabilimenti ed impianti ove si producono. impiegano o detengono sostanze esplodenti classificate come tali dal regolamento di esecuzione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza approvato con regio decreto 6 maggio 1940.stabilimenti .stabilimenti .per capacità geometrica complessiva fino a 25 m . nonché perossidi organici .5 m Stabilimenti ed impianti ove si producono e/o impiegano liquidi combustibili con punto di infiammabilità da 65 °C a 125 °C. di oli diatermici e 3
8 6 8 6 6 6 6 6 6 6 6 6 6 6 6
10 8 10 8 8 8 8 8 8 8 8 8 8 8 8
4 3 4 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3
18 Impianti fissi di distribuzione di benzina.depositi Fabbriche e depositi di fiammiferi . inchiostri e lacche infiammabili e/o combustibili: .stabilimenti . controlli e procedure di prevenzione incendi
DURATA DEL SERVIZIO (espresso in ore) AI SENSI DELLA LEGGE N. impiegano o detengono sostanze soggette ad accensione spontanea e/o sostanze che a contatto con l’acqua sviluppano gas infiammabili . gasolio e 19
miscele per autotrazione ad uso pubblico e privato con o senza stazione di servizio Stabilimenti ed impianti ove si producono.per capacità geometrica complessiva superiore a 3000 m Depositi e/o rivendite di liquidi infiammabili e/o combustibili per uso commerciale: 3 .li Stabilimenti ed impianti ove si lavora e/o detiene foglia di tabacco con processi di essiccazione con oltre 100 addetti con quantitativi globali in ciclo e/o in deposito superiori a 500 q. 52 di 59
. ATTIVITÀ liquidi infiammabili (punto di infiammabilità fino a 65° C) con 3 quantitativi globali in ciclo e/o in deposito superiori a 0.li Riserie con potenzialità giornaliera superiore a 100 q.5 m Stabilimenti ed impianti per la preparazione di oli lubrificanti.depositi
31 Stabilimenti ed impianti ove si produce.per quantitativi fino a 25 m 3 . oli diatermici e simili Depositi di liquidi infiammabili e/o combustibili per uso industriale. impiegano o detengono vernici. inchiostri. 635.per capacità geometrica complessiva fino a 10 m 3 .depositi Stabilimenti ed impianti ove si producono.per capacità geometrica complessiva superiore a 10 m simili per capacità superiore ad 1 m 3 . n. impiega e/o detiene 32 Stabilimenti ed impianti per la macinazione e la
33 Depositi di zolfo con potenzialità superiore a 100 q.depositi Stabilimenti ed impianti ove si produce acqua ossigenata con concentrazione superiore al 60% di perossido di idrogeno .per capacità geometrica complessiva superiore a 3 3 25 m e fino a 3000 m 3 .con capacità superiore a 10 m 3 .con quantitativi superiori a 1. e successive modificazioni ed integrazioni.depositi Stabilimenti ed impianti ove si producono.li 34 Stabilimenti ed impianti ove si produce.stabilimenti . di metalli alcalini e alcalino-ferrosi.per quantitativi oltre 25 m
DURATA DEL SERVIZIO (espresso in ore) AI SENSI DELLA LEGGE N.li
GT1-2000 .con quantitativi fino a 1. lacche infiammabili e/o combustibili con quantitativi globali in ciclo e/o in deposito superiori a 500 kg Depositi e/o rivendite di vernici. elektron e a leghe ad alto tenore di magnesio Mulini per cereali ed altre macinazioni con potenzialità giornaliera superiore a 200 quintali e relativi depositi Impianti per l’essiccazione dei cereali e di vegetali in genere con depositi di capacità superiore a 500 q. per quantitativi globali in ciclo o in deposito 3 superiori a 8.10.____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
A. Monaco – Obblighi. con quantitativi globali di solventi in ciclo e/o in deposito superiori a 0.depositi fosforo e/o sesquisolfuro di fosforo raffinazione dello zolfo
12 Stabilimenti ed impianti ove si producono e/o impiegano 13
25 Esercizi di minuta vendita di sostanze esplodenti di cui 26
2 5 7 2 4 2 4 4
3 6 9 4 6 3 6 6
1 3 4 1 2 1 2 2
17 Depositi e/o rivendite di oli lubrificanti. controlli e procedure di prevenzione incendi
eliografiche e cianografiche.li . Monaco – Obblighi. con quantitativi superiori a 50 q.li Stabilimenti ed impianti ove si producono e lavorano resine sintetiche e naturali.li .li
74 75 Istituti. 13 della legge 31. ecc. linoleum e altri prodotti affini. di stracci di cascami e di fibre tessili per l’industria della carta con quantitativi superiori a 50 q.12.li Industrie dell’arredamento. n. con quantitativi in lavorazione o in deposito pari o superiori a 50 q.li 59
. Depositi di legnami da costruzione e da lavorazione. radiografiche e fotografiche di sicurezza con materiale in deposito superiore a 100 q.000 q. 54 di 59
A.2. pellicole cinematografiche.000 q. porcellane e simili con oltre 25 addetti Cementifici anche saltuariamente ricerche scientifiche o attività industriali per le quali si impiegano isotopi radioattivi. stabilimenti e reparti in cui si effettuano. pneumatici e simili 56 Laboratori di vulcanizzazione di oggetti di gomma con più di 57
50 q. controlli e procedure di prevenzione incendi
DURATA DEL SERVIZIO (espresso in ore) AI SENSI DELLA LEGGE N.
rotabile ferroviario e tranviario con oltre 5 addetti Stabilimenti per la costruzione di carrozzerie e rimorchi per autoveicoli con oltre 5 addetti Officine per la riparazione di autoveicoli con capienza superiore a 9 autoveicoli.li Teatri di posa per le riprese cinematografiche e televisive Stabilimenti per lo sviluppo e la stampa delle pellicole cinematografiche Laboratori di attrezzerie e scenografie teatrali rigenerazione della gomma.per quantitativi fino a 500 q.oltre 500 q. 185) Esercizi commerciali con detenzione di sostanze radioattive (capo IV del D. pile ed accumulatori elettrici. lavorazione e 55 Depositi di prodotti della gomma.pag. maioliche. 53 di 59
A.fino a 500 q.oltre 1.1964. di legna da ardere.li .per potenza complessiva superiore a 100 Kw elettriche. laboratori.li . di carbonella. di carbone vegetale e minerale.P. ramatura e lavorazioni similari comportanti la fusione di metalli o altre sostanze Stabilimenti per la costruzione di aeromobili. impiegano e detengono pellicole cinematografiche e fotografiche con supporto infiammabile per quantitativi superiori a 5 kg.R. impiegano e/o detengono carte fotografiche.1964. con quantitativi: .1962. cartoni e prodotti cartotecnici nonché
58 Depositi di manufatti in plastica con oltre 50 q. calzaturifici: .li in lavorazione o in deposito Stabilimenti ed impianti per la produzione e lavorazione di materie plastiche con quantitativi superiori a 50 q.superiori a 500 q. apparecchi contenenti dette sostanze ed apparecchi generatori di radiazioni ionizzanti (art. di sughero ed altri prodotti affini: . calcografiche.000 q. dell’abbigliamento e della lavorazione della pelle.li .superiori a 500 q. della trebbia e simili.li Stabilimenti ed impianti per la fabbricazione di cavi e conduttori elettrici isolati Depositi e rivendite di cavi elettrici isolati con quantitativi superiori a 100 quintali Centrali termoelettriche Gruppi per la produzione di energia elettrica sussidiaria con motori endotermici di potenza complessiva superiore a 25 kw .li .000 q.li con oltre 100 quintali
DURATA DEL SERVIZIO (espresso in ore) AI SENSI DELLA LEGGE N.li Stabilimenti ed impianti ove si producono.li . valvole elettriche. officine meccaniche per lavorazioni a freddo con oltre 25 addetti . con potenzialità globale superiore a 500 q.pag. 102 del D. dello sparto e simili. coloranti.000 q.fino a 1.per quantitativi superiori a 500 q. tele cerate. 13. organici e intermedi e prodotti farmaceutici con l’impiego di solventi ed altri prodotti infiammabili Depositi di concimi chimici a base di nitrati e fosfati e di fitofarmaci.oltre 1. Stabilimenti siderurgici e stabilimenti per la produzione di altri metalli Stabilimenti e impianti per la zincatura.officine con oltre 20 autoveicoli Stabilimenti ed impianti ove si producono laterizi.13. n 185)
GT1-2000 .P.R. fitofarmaci.2. automobili e motocicli
3 6 6 4 6 4 8
4 8 8 6 8 6 10
1 3 3 2 3 2 4
2 4 6 6 6 8 8 8 8
3 6 8 8 8 10 10 10 10
65 Stabilimenti ed impianti ove si producono lampade 66 67
5 7 4 8 4 4 4 4 4 4 4 4
6 8 6 10 6 6 6 6 6 6 6 6
2 3 2 4 2 2 2 2 2 2 2 2
68 69 Cantieri navali con oltre 5 addetti 70 Stabilimenti per la costruzione e riparazione di materiale 71 72
50 Stabilimenti ed impianti per la preparazione del crine
53 54 Stabilimenti ed impianti per la produzione.oltre 75 addetti vegetale. ATTIVITÀ
43 Depositi di carta.li Stabilimenti ed impianti ove si producono.li Stabilimenti ed impianti ove si producono. 1860 e art. lampade a tubi luminescenti. n. lavorano e detengono fibre tessili e tessuti naturali e artificiali. di fascine. di fieno.fino a 75 addetti . di canne.fino a 1. ATTIVITÀ depositi per la cernita della carta usata.per potenza complessiva fino a 100 Kw . di paglia. Monaco – Obblighi.fino a 500 q.li e fino a 1.li Stabilimenti e laboratori per la lavorazione del legno con materiale in lavorazione e/o in deposito: . lavorazione della paglia. lavorazione del sughero.officine fino a 20 autoveicoli .
installati in edifici civili aventi altezza in gronda maggiore di 24 metri e quelli installati in edifici industriali di cui all’art.con corsa fino a 32 m .con capienza fino a 500 posti . 1564 Impianti per la produzione del calore alimentati a combustibile solido. – impianti per il trattamento dei combustibili nucleari irradianti. 29.con superficie lorda superiore a 1.R.____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
A. 1497 . 9 del D.12.con superficie lorda superiore a 4.oltre 10 addetti
2 4 6 4 6 2 4 6
3 6 8 6 8 3 6 8
1 2 3 2 3 ----
93 Tipografie.oltre 2. 30. 1. n. glicerina raffinata e distillata ed altri prodotti affini Centrali elettroniche per l’archiviazione e l’elaborazione di dati con oltre 25 addetti Locali di spettacolo e di trattenimento in genere con capienza superiore a 100 posti .pag.000 persone presenti Ospedali. motels.con capienza superiore a 2. Stabilimenti per la produzione di sapone.con altezza superiore a 32 m e fino a 50 m .in relazione alla complessità dell’insediamento)
GT1-2000 . collezioni o comunque oggetti di interesse culturale sottoposti alla vigilanza dello Stato di cui al regio decreto 7 novembre 1942.con altezza superiore a 50 m
95 Vani di ascensori e montacarichi in servizio privato. liquido o gassoso con potenzialità superiore a 100. – impianti per la separazione degli isotopi. 24 maggio 1979. sostituito dall’art.con potenzialità fino a 350 Kw . n. aventi
corsa sopra il piano terreno maggiore di 20 metri.000 posti Alberghi. 5 della legge 31.con altezza fino a 32 m . n. stampa in offset ed attività similari
6 8 10 6 8 10 6 8 10 6 8 10
94 Edifici destinati a civile abitazione con altezza in gronda
superiore a 24 metri .da 101 a 500 posti letto . collegi.P.R. grado e tipo.000 m 2 . di candele e di altri oggetti di cera e paraffina. ATTIVITÀ permanente al trasporto di materie fissili speciali e di materie radioattive (art. 1860) Impianti relativi all’impiego pacifico dell’energia nucleare ed attività che comportano pericoli di radiazioni ionizzanti derivanti dal predetto impiego : – impianti nucleari.con capienza superiore a 500 posti e fino a 2.Attività di cui ai punti precedenti ricadenti tra quelle a
rischio di incidente rilevante (* .1962.con potenzialità superiore a 350 Kw Autorimesse private con più di 9 autoveicoli. 886 Oleodotti con diametro superiore a 100 mm
96 Piattaforme fisse e strutture fisse assimilabili di 97
-.5. case di cura e simili con oltre 25 posti-letto . litografie.fino a 100 posti letto .12.000 Kcal/h (116 Kw) .R. di glicerina grezza quando non sia prodotta per idrolisi. ATTIVITÀ superficie lorda superiore a 1. ricovero natanti.000 mq 2 . Monaco – Obblighi. gallerie.fino a 100 posti letto . 1860.da 101 a 500 posti letto .P.000 m Aziende ed uffici nei quali siano occupati oltre 500 addetti
77 Autorimesse di ditte in possesso di autorizzazione
88 Locali adibiti a depositi di merci e materiali vari con
4 8 6 8 6 10 8 10 2 4 ---
89 90 Edifici pregevoli per arte o storia e quelli destinati a contenere
biblioteche. autorimesse pubbliche.1962.000 m
DURATA DEL SERVIZIO (espresso in ore) AI SENSI DELLA LEGGE N.fino a 10 addetti . n.1965.oltre 500 posti letto Scuole di ogni ordine. ricovero aeromobili con capienza fino a 50 autoveicoli con capienza superiore a 50 autoveicoli e fino a 300 autoveicoli .P.000 m 2 .pag. archivi.da 501 a 2. 55 di 59
GT1-2000 .con superficie lorda fino a 4. pensioni.12. n.000 posti . lettera b) della legge 31. Comprensiva dei servizi e depositi 2 .000 m e fino a 5.oltre 500 posti letto Locali adibiti ad esposizione e/o vendita all’ingrosso o al dettaglio con superficie lorda superiore a 400 mq. – reattori nucleari.con superficie lorda fino a 1.fino a 500 persone presenti . controlli e procedure di prevenzione incendi
DURATA DEL SERVIZIO (espresso in ore) AI SENSI DELLA LEGGE N.1963. musei. eccettuati quelli che facciano parte di un mezzo di trasporto. escluso il deposito in corso di spedizione Impianti nei quali siano detenuti combustibili nucleari o prodotti o residui radioattivi (art.000 m 2 2 . dormitori e simili con oltre 25 posti-letto .con superficie lorda fino a 5.con corsa superiore a 32 m perforazione e/o produzione di idrocarburi di cui al D. controlli e procedure di prevenzione incendi
A. di acidi grassi. Monaco – Obblighi. 2 del D. 56 di 59
. 1704) Impianti di deposito delle materie nucleari. n. – impianti per la preparazione o fabbricazione delle materie nucleari.con capienza superiore a 300 autoveicoli con oltre 5 addetti .000 persone presenti . accademie e simili per oltre 100 persone presenti .
MOD .00 902.1998). in corrispondenza della durata complessiva del servizio .00 720. nell’applicazione delle nuove procedure. controlli e procedure di prevenzione incendi
Dopo avere calcolato il numero di ore da pagare per un procedimento. e questo comporta.00 225.50 1107. 57 di 59
GT1-2000 . anche il cambiamento della modulistica fino ad ora utilizzata.00 492. Per individuare correttamente la tariffa da pagare per ogni singolo procedimento.00 1660.50 1722. che è arricchita da elementi di guida alla compilazione ed alla predisposizione della documentazione tecnica necessaria per le diverse procedure di prevenzione incendi.00 533.00 1066.MODULISTICA DA UTILIZZARE PER LE NUOVE PROCEDURE DI PREVENZIONE INCENDI Le recenti normative in tema di prevenzione incendi hanno profondamente cambiato le procedure. poter disporre della modulistica già predisposta.00 1170.00 943.9.00 738. controlli e procedure di prevenzione incendi
A.50 123. con gli importi già maggiorati del 50%. RILASCIO C .00 270.00 369.00 495. finalizzati all’ottenimento del parere di conformità antincendio
MOD .50 369.00 1414.P.00 1305.50 984.50 1845.00 82.50 492.00 1260.00 574.00 410.GPL
MOD . o anche l’introduzione di nuova modulistica per aspetti innovativi. Nella modulistica si propongono maggiormente ricorrenti: alcuni fac-simili relativi agli aspetti
41.00 855.00 1215. Alla luce dell’esperienza maturata.00 990.00 765.pag.00 450. 4.pag.00 861.00 553. della relazione tecnica e degli elaborati grafici. in tale prospetto è riportato anche il calcolo per le richieste di deroga. PIN-13
GT1-2000 .00 900.50 1230. da allegare a l l ’ i s t a n z a d i s o p r a l l u o g o p e r i l r i l a s c i o d e l CPI Modello per la “DICHIARAZIONE DI INIZIO ATTIVITÀ” Modello per la “ CERTIFICAZIONE DI CONFORMITÀ DEI LAVORI ESEGUITI AL PROGETTO APPROVATO”
1 1 .00 799.00 164.00 1783.50 1353.P. si riporta un prospetto delle tariffe.00 1045.00 123.00 205.9.00 328.1998)
N° ORE ESAME PROGETTO E RINNOVO C . Pertanto.50 246.10. PIN-12
Le nuove tariffe riportate nella tabella sono in vigore con decorrenza 28. in molti casi può risultare utile per il titolare dell’attività e/o per i professionisti.10 .00 360. basterà moltiplicarle per le tariffe previste dal DM 21.50 861.00 451.bis
MOD .1998.00 1148.I .00 135.00 1291. Monaco – Obblighi.10.00 1350.00 1080. Monaco – Obblighi.00 1537.00 1025.00
45. PIN-
11. DEROGA
3. 239 del 13.00 405.00 1035.1998.00 246. per effetto del DM 21.00 697. per maggiore semplicità.00 1107.00 945.50 1476.00 1230.50 615.00 307.9. già sviluppato fino ad un massimo di 30 ore.00 585.00 90.00 820. PIN-11 MOD . M. 58 di 59
.00 430.00 675. necessariamente.00 810.I .1998. e poi leggere l’importo totale nel prospetto soprastante. n. in campo nazionale è stata predisposta una nuova modulistica che bene si adatta alle reali esigenze delle nuove procedure di prevenzione incendi. PIN-10
Modello di domanda per la “ RICHIESTA DI PARERE DI CONFORMITÀ ANTINCENDIO” ISTRUZIONI SULLA REDAZIONE DEL PROGETTO.00 184.00 615.00
61.00 779.00 656.U.1998 (G.5.00 630.
NUOVE TARIFFE DEI SERVIZI PER LE ATTIVITÀ SOGGETTE A CONTROLLI DI PREVENZIONE INCENDI (DM 21.00
MOD .00 315.00 540.50 1599.00 1168.____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
A. PIN-
10.50 738.00 984.00 180.
MOD .00 1189.00 922.00 676. occorre sommare le ore relative ad ogni singola attività per cui si richiede il controllo.00 1125.00 287. PIN-
Modello di domanda per la “ RICHIESTA DI RILASCIO DI CPI” Modello di domanda per la “ RICHIESTA DI RILASCIO DI CPI” per attività 4b Istruzioni per la predisposizione della documentazione tecnica di cui all’allegato II al D.
Monaco – Obblighi.____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________
A.pag. PIN-18
“ CERTIFICAZIONE
INSTALLAZIONE PER SERBATOI DI GPL ”
MOD . PIN-19
Modello di domanda per la “RICHIESTA DI DEROGA ”
MOD . 59 di 59
. PIN-17
MOD . ai fini del R I N N O V O e della VOLTURA del certificato di prevenzione incendi Modello per la “ PERIZIA GIURATA SULLA FUNZIONALITÀ ED SISTEMI ED IMPIANTI EFFICIENZA DI DISPOSITIVI. ANTINCENDIO ”
MOD . PIN-14
Modello di domanda per la “ RICHIESTA DI RINNOVO DI CPI ” Modello per la “ DICHIARAZIONE DI SITUAZIONE NON MUTATA ”. PIN-16
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