Source: http://www.vasroma.it/il-prip-che-vorrebbe-il-movimento-5-stelle/
Timestamp: 2019-12-07 01:55:45+00:00
Document Index: 16116946

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 36', 'art. 7', 'art. 34', 'art. 5', 'art. 51', 'art. 41', 'art. 4', 'art. 27', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 27', 'art. 20', 'art. 31']

Il PRIP che vorrebbe il Movimento 5 Stelle – V.A.S. Circolo Territoriale di Roma
Il gruppo capitolino del Movimento 5 Stelle è formato dal capogruppo Marcello De Vito e dai consiglieri Daniele Frongia, Virginia Raggi ed Enrico Stefàno che hanno presentato 12 emendamenti in ordine alla proposta di deliberazione n. 59 (PRIP) e 12 emendamenti in ordine alla proposta di deliberazione n. 61 (modifiche ed integrazioni al regolamento di Pubblicità).
Dall’esame attento dei loro contenuti emerge in modo chiaro quale PRIP abbia in mente e vorrebbe che si approvasse il Movimento 5 Stelle.
Ne faccio la seguente sintetica descrizione
Non conoscendo a quel momento le controdeduzioni approvate dalla Giunta Capitolina, il Movimento 5 Stelle ha presentato 12 emendamenti alla Normativa Tecnica di Attuazione del PRIP la metà dei quali erano stati già accolti e 12 emendamenti al Regolamento di Pubblicità di due erano stati pur essi già accolti: ne deriva di per sé che il Movimento 5 Stelle non solo ha implicitamente accolto il modello europeo su cui si basa il PRIP della Giunta Capitolina, ma ne chiede un rafforzamento con gli emendamenti da dibattere in aula che sono di seguito elencati.
Il Movimento 5 Stelle conferma la sottozona B1 per il centro storico, dove consente impianti di pubblica utilità di mt. 1,20 x 1,80 e vieta invece l’istallazione di impianti su parete cieca o di impianti su tetti e terrazzi, mentre differenzia le altre sottozone nel modo seguente:
sottozona B2, che comprende le aree della Città Storica, all’interno del GRA al di fuori della sottozona B1, e il quartiere dell’EUR, dove consente impianti di pubblica utilità di mt. 1,20 x 1,80;
sottozona B3, che include le aree esterne al tracciato delle mura e incluse all’interno del tracciato dell’anello ferroviario nonricomprese nella sottozona B2, dove consente impianti di pubblica utilità di mt. 1,20 x 1,80;
sottozona B4, che comprende tutte le restanti aree esterne al tracciato dell’anello ferroviario ed al quartiere dell’EUR non ricomprese nella zona B2.
Ne deriva il seguente modello di zonizzazione, che non obbligherebbe a dover cambiare graficamente tutte le 14 tavole di zonizzazione e tipi stradali.
Chiede che i proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie applicare agli impianti accertati come abusivi debbono essere destinati ad un fondo apposito, finalizzato a coprire tutte le spese che si dovessero anticipare in caso di rimozione forzata d’ufficio dei medesimi impianti.
Il Movimento 5 Stelle chiede il miglioramento del PRIP con l’introduzione da un lato della disciplina dei bandi di gara (all’art. 7 del Regolamento) aggiungendo ulteriori casi di esclusione dalle gare (che per differenza lasciano individuare le ditte da considerare “virtuose”) e dall’altro con la introduzione delle misure di salvaguardia del PRIP (all’art. 36 della N.T.A. del PRIP).
Analizziamo ora i singoli emendamenti.
Con l’emendamento n. 3 il Movimento 5 Stelle chiede di aggiungere dopo lo schema intitolato “Indice di affollamento (mq. di superficie ogni 100 ml di strada)” le parole:
“Gli impianti di tipo 4.B – Impianto su parere cieca – e 4.C -. Impianto su tetto o terrazzo concorrono al computo della superficie espositiva complessiva, ma non nel calcolo dell’affollamento per singola via”.
Il gruppo ne dà la seguente motivazione: “Senza la modifica questa tipologia caratterizzata da grande formato non troverebbe spazio o impedirebbe la presenza di qualsiasi altra forma pubblicitaria”.
Con l’emendamento n. 4 il gruppo chiede di aggiungere dopo “sottozona B1, che comprende le aree incluse all’interno del tracciato delle mura aureliane, delle mura gianicolensi e delle mura vaticane”:
sottozona B2, che comprende le aree della Città Storica, all’interno del GRA al di fuori della sottozona B1, e il quartiere dell’EUR;
sottozona B3, che include le aree esterne al tracciato delle mura e incluse all’interno del tracciato dell’anello ferroviario nonricomprese nella sottozona B2;
Con l’emendamento n. 5 il gruppo chiede di inserire prima delle parole “destinati esclusivamente a comunicazioni di tipo istituzionale” le parole “a muro” ed aggiungere alla fine del punto il seguente inciso:
Con l’emendamento n. 8 il gruppo chiede di sostituire il 2° comma con i due seguenti commi:
L’emendamento è stato proposto da VAS, Basta Cartelloni-Francesco Fiori e Cittadinanzattiva, fatto proprio come parere dai Municipi I e XV, ed accolto in sede di controdeduzioni dalla Giunta Capitolina: è stato ugualmente depositato in quanto il Movimento 5 Stelle al momento di presentarlo non era ancora a conoscenza delle controdeduzioni.
Con l’emendamento n. 6 il gruppo chiede di eliminare il primo punto dell’elenco “1.A – Cartello SPQR – formati 200×200, 300×200” ed al secondo punto dell’elenco “1.B – Cartello per pubbliche affissioni” il formato 100×140”, aggiungendodopo le parole “comunicazioni di tipo istituzionale” le parole “(per una superficie pari ad almeno il 40% della superficie pubblicitaria complessiva della sottozona)”.
Chiede altresì di inserire il seguente punto: “2.A – Impianto di pubblica utilità – formato 120×180;”.
Chiede infine di eliminare tutti i successivi punti:
“1.C – Palina SPQR – formato 100×100;
– 3.B – Cassonetto, plancia, vetrina – formati 140×200;
– 4.A – Tabelle – formati 120×180, 140×200, 300×200;
Con l’emendamento n. 9 il gruppo chiede di aggiungere i due seguenti commi:
Con l’emendamento n. 10 il gruppo chiede di integrare Integrare il 1° comma con il seguente testo:
Con l’emendamento n. 11 il gruppo chiede di sostituire il 2° comma con il seguente testo:
«2. Le aree da sottoporre a piano di localizzazione sono comunque quelle corrispondenti come perimetrazione al territorio di ognuno dei nuovi 15 Municipi di Roma.»
Anche questo emendamento è stato proposto da VAS, Basta Cartelloni-Francesco Fiori e Cittadinanzattiva, fatto proprio come parere dai Municipi I e XV, ed accolto in sede di controdeduzioni dalla Giunta Capitolina: è stato ugualmente depositato in quanto il Movimento 5 Stelle al momento di presentarlo non era ancora a conoscenza delle controdeduzioni.
Con l’emendamento n. 12 il gruppo chiede di eliminare l’espressione «per iniziativa e a cura di privati anche in forma associativa.».
Con l’emendamento n. 13 il gruppo chiede diaggiungere alla fine un comma con il seguente testo:
Con l’emendamento n. 2 il Movimento 5 Stelle chiede di sostituirlo con lo stesso seguente testo che è stato proposto da VAS, Basta Cartelloni-Francesco Fiori e Cittadinanzattiva e fatto proprio come parere dai Municipi I, XIII e XV, ma non accolto in sede di controdeduzioni dalla Giunta Capitolina.
In parallelo con l’emendamento n. 7 il Movimento 5 Stelle chiede di eliminare l’ultimo periodo delle premesse dal seguente testo: «Ritenuto di stabilire che, a seguito dell’approvazione del seguente documento, entrano in vigore con efficacia immediata le disposizioni di cui all’art. 7 e 14 delle Norme Tecniche di Attuazione a valere come cd. “misure di salvaguardia” nelle more dell’adozione dei Piani di Localizzazione»
Per un opportuno confronto occorre sapere che il dott. Francesco Paciello assieme ad Aequa Roma non hanno espressamente controdedotto alla suddetta proposta, ma a premessa di tutte le controdeduzioni hanno affermato che <<trattandosi di un piano generale di programmazione dell’utilizzo del territorio ai fini dell’esposizione pubblicitaria, prescinde dallo stato attuale dei luoghi>> per cui <<il passaggio al progettato modello di sviluppo è demandato ad un autonomo documento che dovrà tener conto delle norme transitorie previste dall’art. 34 del Regolamento Pubblicità>>.
ART. 4 -Mezzi pubblicitari ammessi e vietati – Norme tecniche per l’installazione
Con l’emendamento n. 8 il gruppo chiede di aggiungere dopo la lettera I) del 1° comma la lettera I bis) dal seguente testo: «I bis) impianti di pubblica utilità intesi anche come elementi di arredo urbano di pubblica utilità contenenti, in via accessoria, superficie pubblicitaria oppure come impianti pubblicitari collegati e finalizzati al finanziamento di progetti di servizi di pubblica utilità e/o di mobilità alternativa;».
Ne dà la seguente motivazione: “Per evitare applicazioni distorte rispetto ai “componenti e complementi di arredo urbano” si che si è provveduto a proporre in sede di “parere” espresso dal Consiglio del XV Municipio; è preferito dare una definizione più precisa degli “impianti di pubblica utilità”, anche per collegarne la definizione a tutte e tre le sottozone B1, B2 e B3 del PRIP.”
Questo emendamento è stato proposto da VAS, Basta Cartelloni-Francesco Fiori e Cittadinanzattiva, fatto proprio come parere dai Municipi I e XV, ed accolto in sede di controdeduzioni dalla Giunta Capitolina: è stato ugualmente depositato in quanto il Movimento 5 Stelle al momento di presentarlo non era ancora a conoscenza delle controdeduzioni.
Con l’emendamento n. 7 il gruppo chiede di aggiungerel’art. 5 Bis dal seguente testo:
Ne dà la seguente motivazione: “La pubblicità a messaggio variabile è stata disciplinata dal comma 11 dell’art. 51 del Regolamento di esecuzione ed attuazione del nuovo Codice della Strada (emanato con D.P.R. 495/1992), che così come modificato dall’art. 41 del D.P.R. n. 610 del 16.9.1996 dispone testualmente: “11. Fuori dai centri abitati è vietata la collocazione di cartelli ed altri mezzi pubblicitari a messaggio variabile, aventi un periodo di variabilità inferiore a cinque minuti, in posizione trasversale al senso di marcia dei veicoli. Entro i centri abitati il periodo di variabilità ammesso è fissato dai regolamenti comunali”.
Ne deriva che a Roma “i messaggi non possono variare con scansione inferiore ai 5 minuti” solo fuori dei centri abitati, mentre entro i centri abitati spetta al Regolamento comunale fissare il periodo di variabilità ammesso.
Ma non risulta che abbia assolto a questo compito il vigente Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009, perché alla lettera m) del 1° comma dell’art. 4 ammette come uso di impianti che costituiscono mezzi pubblicitari anche i “mezzi elettronici e meccanici a messaggio variabile”, di cui non viene però fissato nessun periodo di variabilità ammesso.
Il punto 1) del successivo art. 27, che è relativo al “Canone per la pubblicità effettuata con pannelli luminosi e proiezioni”, dispone che “per la pubblicità eseguita per conto altrui con insegne, pannelli o altre analoghe strutture caratterizzate dall’impiego di diodi luminosi, lampadine e simili mediante controllo del messaggio o la sua visione in forma intermittente, si applica il canone, indipendentemente dal numero dei messaggi, per metro quadrato
di superficie e per anno solare”, senza specificare altro.
Per opportuna conoscenza va detto però che le controdeduzioni approvate il 22 giugno 2011 dalla Giunta Capitolina ai pareri espressi dai Consigli Municipali riguardo al Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP) hanno accolto la proposta fatta dall’allora Consiglio del XIII Municipio, secondo cui “gli impianti pubblicitari aventi messaggio variabile dovranno avere una variabilità non inferiore ai 10 secondi”: la circostanza conferma che il Comune di Roma non ha al momento fissato nel proprio Regolamento il periodo di variabilità ammesso nei centri abitati e che le controdeduzioni approvate dalla Giunta Capitolina costituiscono un atto endoprocedimentale senza ancora quindi nessuna valenza giuridica immediata. Ne deriva la necessità di regolamentare prima o poi questo tipo particolare di pubblicità come hanno già fatto altri Comuni d’Italia (Ferrara, Savona, Treviso, Massa Carrara, Cagliari ecc.). “
Con l’emendamento n. 10 il gruppo propone di aggiungere, dopo il comma 2 bis aggiunto dalla proposta di deliberazione n. 61, un comma 2 ter:
<<2 ter. Fermi restando i requisiti di esclusione dalla partecipazione alle procedure di affidamento degli appalti dei servizi pubblicitari, di cui all’articolo 38 del Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163, non hanno diritto a partecipare a nessun bando di gara per il rilascio dei nuovi titoli autorizzativi degli impianti da assegnare in gestione decennale tutti soggetti che:
Con l’emendamento n. 6 il gruppo chiede di aggiungere dopo il comma 2 bis aggiunto dalla proposta di deliberazione un comma 2 ter ed un comma 2 quater dal seguente testo:
«2 ter. Il parco degli impianti posti a gara deve essere riservato alle seguenti diverse tipologie nelle forme e nei modi che deciderà l’Amministrazione in sede di definizione delle diverse gare:
2.quater. É consentito partecipare in raggruppamento temporaneo d’imprese. Non è sottoposto a gara pubblica, da parte del Comune, il rilascio delle autorizzazioni all’esposizione pubblicitaria su: i mezzi di cui alle lettere e), f), g), h), i), n) e p) dell’art. 4, comma 1; le pensiline e le paline del servizio di trasporto pubblico urbano ed extraurbano; i contenitori di rifiuti solidi urbani, le cabine di trasformazione elettrica; le edicole di rivendita dei giornali, i banchi fissi di commercio e gli impianti che siano collocati nelle aree dei mercati rionali come previsto dall’art. 8 bis del Regolamento per le attività commerciali su aree pubbliche di cui alla deliberazione del Consiglio Comunale n. 35/2006.»
Ne dà la seguente motivazione: “Le tre tipologie ipotizzate in linea generale sono quelle non solo del modello Parigi, ma anche di tutte le altre principali città europee. L’ultimo periodo è esattamente lo stesso testo (però parziale) del Regolamento di Veltroni”.
Con l’emendamento n. 11 il Movimento 5 Stelle ha chiesto di aggiungere dopo il comma 2 bis aggiunto dalla proposta di deliberazione il solo comma 2 ter.
Con l’emendamento n. 5 il gruppo chiede di aggiungere dopo il comma 2 bis aggiunto dalla proposta di deliberazione e i commi 2 ter e 2 quater un comma 2 quinques dal seguente testo:
«Comma 2 quinques – A seguito della approvazione dei Piani di Localizzazione, che dovranno stabilire il numero, la posizione esatta e le dimensioni anche di ogni impianto di proprietà privata da installare su suolo pubblico, il Comune provvede al rilascio delle autorizzazioni per gli impianti individuati dai Piani di Localizzazione approvati, previa gara pubblica per ognuno dei lotti in cui verrà suddivisa la città e di cui faranno parte, secondo le tre tipologie indicate al precedente comma 2. Come condizione ineludibile del primo bando di gara va posta la automatica decadenza delle autorizzazioni di tutti gli impianti esistenti, che risultino ancora installati sul territorio, di proprietà delle ditte che non avranno vinto il bando di gara, con la perdita immediata del conseguente “diritto acquisito” e l’obbligo di rimozione di tali impianti a loro cura e spese. In caso di inerzia, il Comune provvede alla rimozione forzata con la collaborazione della ditta che ha vinto il bando. La ditta singola o associata che si aggiudica ogni specifica gara ha diritto ad installare esclusivamente il numero fisso degli impianti che sono stati individuati nei rispettivi Piani di Localizzazione e che vengono autorizzati per una durata paria dieci anni, trascorsi i quali il Comune provvede ad indire un nuovo bando perla gestione dello stesso identico numero di impianti. Gli impianti già regolarmente installati a seguito della aggiudicazione del rispettivo bando di gara che dovessero essere successivamente rimossi in modo temporaneo o definitivo per cause comunque di forza maggiore hanno diritto ad essere ricollocati per lo stesso periodo temporaneo oppure definitivamente nelle posizioni individuate dai Piani di Localizzazione per impianti di pari superficie espositiva destinati a pubblicità temporanea.»
Ne dà la seguente motivazione: “Si tratta sostanzialmente dello stesso testo della proposta unitaria di VAS e Basta Cartelloni-Francesco Fiori, spostata però al Regolamento ed inserita all’art. 7.”
Con l’emendamento n. 4 il gruppo chiede di aggiungere dopo il comma 2 bis aggiunto dalla proposta di deliberazione e i commi 2 ter, 2 quater e 2 quinques un comma 2 sexies dal seguente testo:
«Comma 2 sexies – A seguito della approvazione dei Piani di Localizzazione il Comune provvede altresì al rilascio delle concessioni per gli impianti di sua proprietà (SPQR) individuati dai Piani di Localizzazione approvati, previa gara pubblica per ognuno dei lotti in cui verrà suddivisa la città e di cui faranno parte, secondo le tre tipologie indicate al precedente comma 2.
AI termine del decennio il Comune provvede ad indire nuovi bandi di gara ed a concedere la locazione per altri dieci anni alla ditta singola o associata che si sarà aggiudicata ogni specifico bando di gara.»
Con l’emendamento n. 3 il gruppo chiede di aggiungere dopo il comma 2 bis aggiunto dalla proposta di deliberazione e i commi 2 tre, 2 quater, 2 quinques e 2 sexies un comma 2 septles dal seguente testo:
«Comma 2 septies – Fra le condizioni in eludibili di ogni bando di gara per la ditta che se lo sarà aggiudicato c’é l’obbligo di collaborare con il Comune per la rimozione che si rendesse forzata in caso di inottemperanza da parte delle ditte pubblicitarie che non hanno vinto il bando a smantellare i propri impianti.
La ditta che vince un bando si impegna a provvedere all’immediato oscuramento di tutti gli impianti abusivi di cui si rendesse comunque necessaria la rimozione forzata della quale debbono parimenti curare ad ogni modo l’esecuzione ai costi che sono stati esplicitati per ogni tipo di rimozione nello stesso bando di gara e che il Comune deve anticipare alla medesima ditta.»
Per un opportuno confronto al riguardo riporto il seguente passo del parere espresso dalla Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale (pag. 7): <<in conclusione, la scelta di molti comuni di assegnare in concessione detti spazi di territorio comunale a mezzo di gara non soltanto non appare incompatibile – come pure si legge in alcuni passaggi motivazionali di varie pronunce – con il principio costituzionale di libera iniziativa economica, ma risulta semmai funzionale al concretizzarsi di quel principio, grazie allo strumento concorrenziale proprio della gara. La gara infatti consentirebbe – secondo questa impostazione – a nuovi operatori di fare ingresso in un mercato altrimenti caratterizzato dalle posizioni privilegiate e inattaccabili delle ditte che hanno conseguito in passato le autorizzazioni ad utilizzare, con i propri impianti, gli spazi pubblici più ambiti ed economicamente più remunerativi. Il relativo canone patrimoniale, definito non ricognitorio, rappresenta pertanto una controprestazione per l’utilizzo in esclusiva del suolo pubblico (ex art. 27, commi 7 e 8 del D.Lgs. 285/92 “Codice della Strada”) ……
L’aggiudicatario dovrebbe essere scelto sulla base dell’offerta economicamente più vantaggiosa ovvero alla qualità del progetto presentato in termini di: qualità dei materiali di cui si compongono gli impianti e i mezzi, delle loro caratteristiche tipologiche, dell’offerta di servizi aggiuntivi di miglioramento del decoro urbano, di recupero di aree degradate, di arredo cittadino, di manutenzione delle aree circostanti agli impianti o ai mezzi autorizzati nonché di iniziative per la repressione dell’abusivismo pubblicitario.>>
ART. 19 – Piano regolatore e Piani di localizzazione degli impianti e dei mezzi pubblicitari
Con l’emendamento n. 2 il gruppo chiede di aggiungere dopo il 1° comma i due seguenti commi:
«1 bis. I Piani di localizzazione vanno redatti applicando gli indici di affollamento di cui alla lettera A) dello comma del successivo art. 20, così come indicati dal Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari, al fine di individuare sul territorio il numero, la posizione esatta e le dimensioni di ogni impianto di proprietà privata da installare su suolo pubblico e da destinare anche alla pubblicità temporanea nel rispetto delle distanze minime prescritte dal D. Lgs. n.285/2991 e del D.P.R. n. 495/1992, nonché dei vincoli paesaggistici.
1 ter. Nella individuazione di cui precedente comma sono compresi anche gli impianti pubblicitari a messaggio variabile che fuori dei centri abitati non possono avere una variabilità inferiore ai cinque minuti, mentre entro i centri abitati dovranno avere una variabilità non inferiore ai 10 secondi.»
Ne dà la seguente motivazione: “Si tratta di due precisazioni di cui è carente il regolamento e che vanno quindi regolamentate”.
L’emendamento è stato proposto da VAS, Basta Cartelloni-Francesco Fiori e Cittadinanzattiva e fatto proprio come parere dai Municipi I e XV, ma non accolto in sede di controdeduzioni dalla Giunta Capitolina con la seguente motivazione: “La richiesta non viene accolta in quanto la previsione dell’inserimento della pubblicità temporanea all’interno dei piani di localizzazione rischia di cristallizzare ubicazioni che poi si possono rivelare non idonee a soddisfare le esigenze di comunicazione relative a questo tipo di pubblicità che, pertanto, richiede una più opportuna valutazione caso per caso. Per quanto riguarda il messaggio variabile questo costituisce solo una modalità tecnica della forma di pubblicità senza avere alcun rilievo sulla ubicazione dell’impianto.”
Con l’emendamento n. 1 il gruppo chiede di aggiungere, dopo il comma 5, un comma 5 bis dal seguente testo:
Ne è stata data la seguente motivazione: “Per prassi consolidata i proventi delle sanzioni non vengono per lo più accantonati per coprire le spese da dover anticipare per le rimozioni forzate d’ufficio, che il Comune attinge dalle entrate correnti del bilancio, motivando con tale causa anche le mancate rimozioni per assenza di fondi. In tal modo invece si è sicuri di non incorrere in “distrazione di fondi pubblici”.
Con l’emendamento n. 12 il Movimento 5 Stelle chiede di aggiungere un comma 2 dal seguente testo.
Ne dà la seguente motivazione: “L’emendamento proposto è finalizzato a dare piena autonomia di azione ai Gruppi di Polizia Locale di Roma Capitale nell’ambito dio un decentramento più compiuto di quello attuale.”
Per gli stessi motivi sopra esposti riguardo all’art. 31, va a mio giudizio riformulata la proposta in modo più conforme alla normativa vigente in materia
Con l’emendamento n. 9 il gruppo chiede di eliminare il comma 5 e il comma 5 bis.
Ne è stata data la seguente motivazione: “Non ha più senso che rimangano queste disposizioni da quando da un lato è stata chiusa la procedura di riordino con la deliberazione n. 425/2013 e dall’altro lato la scadenza improrogabile di tutte le autorizzazioni è stata fissata al 31 dicembre 2014.”.
Al presidente della Commissione Commercio verrebbe voglia di strillargli in faccia alla romama: "A Corsé ma sul PRIP ce fai o ce sei ?”