Source: http://consiglio.regione.molise.it/?q=node/104
Timestamp: 2020-07-13 01:06:01+00:00
Document Index: 26291430

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 15', 'art. 11', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 15', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 43', 'art. 49', 'art. 29', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 56', 'art. 12']

Regolamento interno del Consiglio Regionale del Molise | Consiglio Regionale del Molise
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Regolamento interno del Consiglio Regionale del Molise
DECORRENZA DELLE FUNZIONI
E PREROGATIVE DEL CONSIGLIERE REGIONALE
PRESlDENZA PROVVISORIA
E DELL'UFFICIO DI PRESIDENZA DEL CONSIGLIO
All'elezione dell'ufficio di Presidenza si provvede con le modalità e le procedure previste dall'art. 14 dello Statuto.
Il Presidente rappresenta il Consiglio Regionale, sovraintende sl suo funzionamento e ne assicura il buon andamento facendo osservare lo Statuto ed il Regolamento.
- invia al Commissario del Governo per il controllo le leggi e gli atti amministrativi deliberati dai Consiglio;
- esegue quanto disposto dagli articoli 34 - 3° comma e 35 - 1° comma dello Statuto;
I Vicepresidenti collaborano con il Presidente e lo sostituiscono in caso di assenza o di impedimento. Adempiono altresì alle singole funzioni di competenza del Presidente che vengono eventualmente loro delegate.
Compiti de Segretari
Qualora il Vicepresidente di turno risulti anch'esso impedito od assente, la presidenza è assunta dal secondo Vicepresidente senza che ne risulti modificato il turno stabilito:
L'Ufficio di Presidenza, oltre alle funzioni previste dall'art. 15 dello Statuto:
a) predispone lo stato di previsione annuale della spesa occorrente per il funzionamento del Consiglio, delle Commissioni, dei Gruppi consiliari e dei relativi uffici e richiede alla Giunta Regionale di iscrivere nel progetto di bilancio della Regione l'ammontare globale della spesa medesima, sotto il capitolo: "Spese per il funzionamento del Consiglio Regionale";
b) amministra i fondi inscritti in detto stato di previsione, approvato dal Consiglio in allegato al bilancio regionale;
c) propone all'approvazione del Consiglio il Regolamento di Amministrazione e Contabilità per la gestione di detti fondi;
d) provvede, anche con ordini di servizio, a tutti i servizi interni del Consiglio;
e) assicura ai Gruppi consiliari gli strumenti ed i mezzi necessari per il loro funzionamento, a norma dell'art. 11 dello Statuto;
f) decide sui ricorsi circa la composizione delle Commissioni;
g) decide sulle giustificazioni delle assenze alle sedute dell'Assemblea e delle Commissioni;
h) delibera su tutte le altre questioni che ad esso siano deferite dal Presidente;
i) presenta annualmente all'approvazione del Consiglio, dopo averlo sottoposto all'esame del Collegio dei revisori dei Conti, il rendiconto delle spese sostenute a norma del presente articolo;
l) delibera il conferimento di incarichi di consulenza da fornire agli organi consiliari, determinandone l'ammontare dei compensi e dei rimborsi;
m) promuove, nell'interesse del Consiglio, convegni, studi e ricerche;
n) esprime pareri in caso di consultazioni con il Parlamento o con il Governo;
p) vigila sull'esecuzione delle deliberazioni consiliari;
q) delibera l'accreditamento presso il Consiglio dei rappresentanti della stampa quotidiana e periodica e degli altri organi di informazione;
r) disciplina l'accesso del pubblico nella sala del Consiglio;
s ) esercita le altre funzioni demandate ad esso dallo Statuto, dalle leggi e dai regolamenti.
L'Ufficio di Presidenza e convocato dal Presidente, d'ufficio o su richiesta motivata di almeno due componenti. Cinque giorni prima della riunione dovrà essere trasmesso ai singoli componenti l'ordine di convocazione con l'indicazione degli argomenti da esaminare, predisposto dal Presidente anche sulla base delle richieste dei singoli componenti e delle deliberazioni dell'Ufficio.
PER LA VERIFICA DELLE ELEZIONI
Irrinunciabilita' dell'incarico
La Commissione di cui al precedente art. 9 procede all'esame delle condizioni di eleggibilità di tutti i Consiglieri. A tal fine, contestualmente alla costituzione della Commissione, il Presidente del Consiglio invita i Consiglieri a comunicare il proprio status anche in relazione ad eventuali condizioni di incompatibilità o ineleggibilità.
La Commissione di cui all'art. 9 deve concludere i suoi lavori nel più breve termine e, comunque, non oltre il 45° giorno della nomina.
Si riunisce ulteriormente, senza necessità di rinnovo a richiesta del Presidente del Consiglio, nelle ipotesi previste dal successivo art. 15.
Esclusione di altri Consiglieri dalle sedute della Commissione. Presentazione di memorie e richiesta di audizione
Se durante il quinquennio viene sollevata questione di decadenza o di incompatibilità per causa sopravvenuta nei confronti di un Consigliere la cui elezione sia già stata convalidata, o se si verifica ipotesi di sostituzione degli eletti, il Presidente del Consiglio convoca immediatamente la Commissione per la verifica delle condizioni di eleggibilità, che provvede nei termini e con le modalità di cui ai precedenti articoli del Capo IV.
Nelle ipotesi di cui al precedente comma i Consiglieri dovranno comunicare tempestivamente e per iscritto al presidente del Consiglio l'adesione ad un Gruppo diverso da quello originario.
Nella stessa seduta nella quale si procede all'elezione dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio, vengono istituite le Commissioni permanenti di cui all'art. 18 dello Statuto. Ciascun Gruppo procede alla designazione dei propri rappresentanti in modo che le stesse riflettono la composizione del Consiglio, assicurando anche, in quanto possibile, la rappresentanza di ogni Gruppo.
Ciascun Consigliere deve essere assegnato ad almeno una Commissione e può partecipare, senza diritto di voto, ai lavori delle altre Commissioni.
1a COMMISSIONE PERMANENTE:
(Ordinamento e organizzazione amministrativa)
2a COMMISSIONE PERMANENTE:
3a COMMISSIONE PERMANENTE:
- musei, biblioteche, beni culturali, spettacoli; turismo ed industria alberghiera;
Nella prima seduta, convocata dal Presidente del Consiglio entro dieci giorni dalla loro costituzione, ciascuna Commissione procede all'elezione del proprio Ufficio di Presidenza, composto da un Presidente, da due Vicepresidenti ed un Segretario
Per l'elezione del Presidente è necessaria la maggioranza assoluta dei componenti la Commissione. Ove nessun Consigliere riporti al primo scrutinio la maggioranza assoluta, si procede al ballottaggio tra i due candidati che abbiano ottenuto il maggior numero di voti. In caso di parità di voti, è proclamato eletto il più anziano nel mandato.
Il Segretario viene eletto a maggioranza di voti. In caso di parità di voti prevale l'età.
L'Ufficio di Presidenza del Consiglio, sentiti i Presidenti delle Commissioni, i Presidenti dei Gruppi consiliari e la Giunta Regionale, stabilisce il calendario dei lavori delle Commissioni, del Consiglio e degli altri organi collegiali.
Le Commissioni si riuniscono in seduta ordinaria nei giorni stabiliti dal calendario. Sono convocate dai rispettivi Presidenti e possono riunirsi in seduta straordinaria ove i Presidenti stessi lo ritengano opportuno, oppure a richiesta dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio di due Commissari.
Le Commissioni deliberano con l’intervento della maggioranza dei loro componenti ed a maggioranza dei presenti.
La verifica del numero legale può essere richiesta, prima della votazione, da ogni Commissario. Il Presidente della Commissione, ove accerti la mancanza del numero legale, sospende temporaneamente la seduta. Se la mancanza del numero legale sussiste anche dopo la sospensione, il Presidente scioglie la seduta e riporta gli argomenti all’ordine del giorno della seduta successiva.
Le proposte di legge o di regolamento, gli atti amministrativi ed in generale gli affari sui quali le Commissioni devono essere chiamate a pronunziarsi sono assegnati dal Presidente del Consiglio alle singole Commissioni competenti per materia. Nel caso che uno stesso oggetto investa materie interessanti più Commissioni, esso è assegnato alla Commissione con competenza prevalente. Ove non sia individuabile la competenza prevalente di una sola Commissione, un affare può essere assegnato a più Commissioni per l'esame in comune. In tal caso assume la presidenza delle Commissioni riunite il Presidente più anziano.
Le proposte di legge o di regolamento e gli atti amministrativi aventi identico oggetto o vertenti su materie strettamente connesse sono iscritti nello stesso ordine del giorno e si procede al loro esame abbinato. L'abbinamento non è più possibile se l'argomento è stato già licenziato.
Le Commissioni possono chiedere all'ufficio legislativo del Consiglio pareri formali su argomenti al loro esame. La domanda è trasmessa all'ufficio legislativo dal Presidente della Commissione ed è comunicata al Presidente del Consiglio, al quale viene successivamente trasmesso anche il parere dell'ufficio legislativo.
In caso di assenza del relatore di maggioranza, la relazione in Assemblea viene svolta dal Presidente della Commissione. Le relazioni di minoranza, in caso di assenza dei relatori, vengono lette in aula da uno dei segretari dell'Ufficio di Presidenza; ma se sono state trasmesse al Presidente del Consiglio ai sensi e per gli effetti del primo comma del presente articolo, vanno comunque inviate agli Organi di Controllo insieme al processo verbale.
Il resoconto sommario relativo ai lavori della Commissione viene trasmesso dalla Segreteria all'Ufficio di Presidenza del Consiglio, il quale provvede ad inviarne copia alla Giunta Regionale, ai Gruppi Consiliari ed agli Organi di informazione. La Commissione decide di volta in volta, quale dei suoi lavori, nell'interesse della Regione, debba rimanere segreto.
DELLA CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO
DELLA ORGANIZZAZIONE DEI LAVORI
E DELLE SEDUTE DELL'ASSEMBLEA
Il Presidente deve convocarlo in modo che la seduta abbia luogo entro venti giorni, quando ne faccia richiesta il Presidente della Giunta o un quinto dei Consiglieri. Nella richiesta devono essere indicati gli argomenti da inserire all'ordine del giorno.
Modalità di svolgimento delle sedute degli organi consiliari in caso di emergenza
In caso di situazioni di particolare gravità ed emergenza nazionale, decretata dal Presidente del Consiglio dei ministri, o regionale, decretata dal Presidente della Giunta regionale, che rendono temporaneamente impossibile o particolarmente difficile all’Assemblea, alle Commissioni consiliari, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi consiliari e all’Ufficio di Presidenza, di riunirsi secondo le ordinarie modalità, è consentito lo svolgimento delle sedute dei menzionati organi in modalità telematica.
Ai fini del presente regolamento, per sedute in modalità telematica si intendono le sedute degli organi collegiali di cui al comma 1, con partecipazione a distanza dei componenti dell’organo stesso attraverso l’utilizzo di strumenti telematici idonei a consentire l’identificazione certa di ogni partecipante, la comunicazione in tempo reale a due vie e, quindi, il collegamento simultaneo tra tutti i partecipanti ed a permettere l’espressione del voto.
La sussistenza delle condizioni di cui al comma 1 è riconosciuta dal Presidente del Consiglio regionale, per tutti gli organi, sentita la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi consiliari.
Nelle sedute che si svolgono in modalità telematica, l’espressione di voto per alzata di mano avviene mediante risposta dell’avente diritto alla chiamata del Presidente. Durante la votazione tutti i Consiglieri e i componenti della Giunta regionale sono tenuti a mantenere attiva la telecamera del proprio dispositivo.
Per le sedute di Commissione e dell’Ufficio di Presidenza, l’espressione del voto avviene con le modalità di cui al comma 4.
Le votazioni possono effettuarsi con appello nominale o per scrutinio segreto a richiesta di tre Consiglieri. La domanda di votazione per appello nominale prevale su quella per scrutinio segreto.
Il Presidente, qualora la richiesta di votazione venga fatta verbalmente, invita i richiedenti ad alzare la mano per accertarne il numero, e a fornire risposta alla chiamata.
Ogni Consigliere ha facoltà di intervenire su qualsiasi argomento in discussione, salvo nei casi previsti dal presente Regolamento.
La durata degli interventi non può eccedere i seguenti limiti temporali:
20 minuti: interventi per illustrare relazioni, mozioni ed interventi durante la discussione generale sui disegni di legge e sulle questioni ed affari comunque sottoposti all'esame del Consiglio;
10 minuti: interventi per dichiarazioni di voto finale;
5 minuti: interventi per illustrare emendamenti al testo in discussione o questioni pregiudiziali o sospensive. Lo stesso limite di tempo si applica allo svolgimento di ordini del giorno e di interpellanze. Si applica altresì alle dichiarazioni di voto sulle mozioni e su ordini del giorno;
5 minuti: dichiarazioni di voto, diverse da quelle finali fatte a nome di un Gruppo Consiliare. Interventi sugli emendamenti e sulle questioni pregiudiziali e sospensive Interventi per illustrare richiami al Regolamento, ordine del giorno, all'ordine delle votazioni e illustrare una richiesta di chiusura della discussione;
5 minuti: replica degli interpellanti e degli interroganti alla risposta della Giunta; esposizione del dissenso sul programma dei lavori e sull'ordine del giorno della seduta proposto dal Presidente. Ogni altra dichiarazione non indicata nel presente comma.
L’Ufficio di Presidenza approva, ove ritenuto necessario, disposizioni attuative di quanto previsto dal presente articolo.
Per quanto non disposto dal presente articolo si applicano, in quanto compatibili, le norme del presente Regolamento.
I poteri di polizia del Consiglio sono esercitati in suo nome dal Presidente, che impartisce gli ordini necessari
I congedi si intendono accordati se non sorge opposizione all'annunzio dato al Consiglio dal Presidente in principio di seduta. Nel caso di opposizione, il Consiglio delibera, per alzata di mano, senza discussione.
Il Consiglio delibera con l'intervento della maggioranza prevista dall'art. 19 dello Statuto.
Il Presidente non è tenuto a verificare se l'Assemblea sia in numero legale per deliberare, se non quando ne sia fatta esplicita richiesta.
Per la verifica del numero legale il Presidente ordina l'appello nominale. Il richiedente è considerato presente
Se il Consiglio non è in numero legale, il Presidente può rinviare la seduta ad altra ora dello stesso giorno con un intervallo di tempo non minore di un'ora, oppure rinviarla al giorno successivo, purché non festivo, alla medesima ora del giorno precedente.
La mancanza del numero legale in una seduta non costituisce presunzione di mancanza del numero legale alla ripresa dei lavori nello stesso giorno o nel giorno. successivo.
Il processo verbale deve contenere solo le deliberazioni e gli atti, con l'indicazione dell'oggetto e dei nomi dei Consiglieri che hanno partecipato alla discussione. Deve contenere altresì eventuali eccezioni riguardanti l'illegittimità anche procedurale delle deliberazioni, quando ne sia fatta espressa richiesta durante la seduta.
Il resoconto sommario riporta succintamente tutte le decisioni del Consiglio e tutti gli interventi, è distribuito a tutti i Consiglieri entro sette giorni, non forma oggetto di approvazione, ma ogni Consigliere può far rettificare le proprie dichiarazioni. Il resoconto sommario viene firmato dal Presidente e da almeno un Segretario dell'Ufficio di Presidenza e viene conservato in apposita raccolta a cura del Segretario del Consiglio.
La deliberazione dell'Ufficio di Presidenza, in assenza di disciplina legislativa, fissa anche le condizioni per il rilascio delle copie ed estratti delle deliberazioni e dei resoconti .
Il Consiglio non può discutere né deliberare su materie non iscritte all'ordine del giorno, salvo il caso previsto .al successivo art. 43.
Se un Consigliere pronuncia parole sconvenienti, oppure turba con il suo contegno la libertà delle discussioni e l'ordine della seduta, il Presidente lo richiama formalmente nominandolo. Il richiamato può esporre al Consiglio le sue giustificazioni. Se vi è opposizione al richiamo, il Presidente, ove non ritenga valide le giustificazioni, invita il Consiglio a decidere, per alzata di mano, senza discussione.
Dopo due richiami all'ordine nella stessa seduta, il Presidente può proporre al Consiglio l'esclusione del Consigliere dall'aula per tutto il resto della seduta e, nei casi più gravi, la comminazione della censura. La censura comporta, oltre all'esclusione immediata dall'aula, l'interdizione a partecipare ai lavori del Consiglio e delle Commissioni per un periodo da due a cinque giorni.
Qualora sorga tumulto in aula e risultino vani i richiami del Presidente, questi abbandona il seggio ed ogni discussione si intende sospesa. Se il tumulto continua, il Presidente sospende temporaneamente la seduta oppure, se lo ritiene opportuno, la scioglie. In quest'ultimo caso il Consiglio si intende convocato, senza necessità di ulteriore avviso, per il successivo giorno non festivo, alla stessa ora di convocazione della seduta che è stata sciolta, salva diversa disposizione del Presidente.
Divieto di interruzione dei discorsi Divieto di parlare due volte sullo stesso argomento I Consiglieri che intendono parlare debbono iscriversi di norma presso la Presidenza prima che la discussione abbia inizio.
Il Consigliere, che nel corso di una discussione sia accusato di fatti che ledano la sua onorabilità, può chiedere al Presidente del Consiglio di nominare una Commissione, che accerti se l'accusa sia fondata. Alla Commissione può essere assegnato un termine per riferire al Consiglio.
interventi per illustrare relazioni, mozioni ed interventi durante la discussione generale sui disegni di legge e sulle questioni ed affari comunque sottoposti all'esame del Consiglio;
interventi per dichiarazioni di voto finale;
interventi per illustrare emendamenti al testo in discussione o questioni pregiudiziali o sospensive. Lo stesso limite di tempo si applica allo svolgimento di ordini del giorno e di interpellanze. Si applica altresì alle dichiarazioni di voto sulle mozioni e su ordini del giorno;
dichiarazioni di voto, diverse da quelle finali fatte a nome di un Gruppo Consiliare. Interventi sugli emendamenti e sulle questioni pregiudiziali e sospensive Interventi per illustrare richiami al Regolamento, ordine del giorno, all'ordine delle votazioni e illustrare una richiesta di chiusura della discussione;
replica degli interpellanti e degli interroganti alla risposta della Giunta; esposizione del dissenso sul programma dei lavori e sull'ordine del giorno della seduta proposto dal Presidente. Ogni altra dichiarazione non indicata nel presente articolo.
Sulla questione, dopo l'illustrazione del proponente, possono intervenire un Consigliere per ciascun Gruppo.
Il Consiglio decide con votazione per alzata di mano.
Gli ordini del giorno sono votati anche per divisione.
Dopo la discussione generale su progetti di legge, ogni Consigliere può presentare ordini del giorno diretti ad evitare il passaggio all'esame degli articoli. Tali ordini del giorno vanno illustrati, discussi e votati secondo le norme del precedente art. 49.
Articoli aggiuntivi ed emendamenti sono, di regola presentati e svolti in Commissione. Se sono respinti in Commissione, possono essere ripresentati in Assemblea anche durante la discussione degli articoli cui si riferiscono.
E' in facoltà del Presidente di non accettare emendamenti formulati con frasi irriguardose od emendamenti estranei all'oggetto della discussione.
Se il proponente insiste, decide il Consiglio senza discussione .
Il Presidente, dopo gli interventi dei Consiglieri iscritti a parlare, dichiara chiusa la discussione generale. Chiusa la discussione generale è data facoltà di parlare per la replica ai relatori ed al rappresentante della Giunta Regionale.
Esame dei singoli articoli; votazione degli emendamenti; votazione finale
DELLA ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA
Il voto contrario del Consiglio su una proposta della Giunta non comporta né decadenza né obbligo di dimissioni.
Su invito del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Consiglio Regionale procede, nel termine stabilito dall'art. 29 dello Statuto, alla sostituzione del Presidente o della Giunta per atti contrari alla Costituzione o per gravi violazioni di legge.
E DELLA DISTRIBUZIONE DEI DISEGNI DI LEGGE
E DELLE PROPOSTE DI INIZIATIVA CONSILIARE
delle proposte di legge Alle proposte di legge, per le quali sia richiesta la procedura d'urgenza, si applicano le disposizioni dell'art. 35 dello Statuto. La procedura di urgenza può essere richiesta in aula dal Presidente della Giunta Regionale o dai proponenti in occasione della comunicazione.
Alle proposte di legge, per le quali sia richiesta la procedura d'urgenza, si applicano le disposizioni dell'art. 35 dello Statuto. La procedura di urgenza può essere richiesta in aula dal Presidente della Giunta Regionale o dai proponenti in occasione della comunicazione.
Le votazioni si effettuano per alzata di mano. Possono effettuarsi con appello nominale o per scrutinio segreto a richiesta di tre Consiglieri. La domanda di votazione per appello nominale prevale su quella per scrutinio segreto.
La richiesta, anche verbale, deve essere presentata dopo !a chiusura della discussione e prima che il Presidente inviti il Consiglio a votare.
Il Presidente, qualora la richiesta di votazione venga fatta verbalmente, invita i richiedenti ad alzare la mano per accertarne il numero.
Le norme del precedente articolo si applicano anche per le votazioni concernenti oggetti diversi dalle proposte di legge salvo espressa contraria disposizione dello Stato e del Regolamento.
I Segretari nelle votazioni a scrutinio segreto accertano il numero ed il nome dei votanti, degli assenti e degli astenuti. Il Presidente ne proclama i risultati.
Nello scrutinio segreto i voti sono espressi deponendo nelle urne pallina bianca o pallina nera, ovvero, se si atta di elezioni, apposita scheda.
Validita' della deliberazione
Agli effetti del computo del numero legale i Consiglieri presenti nell'aula, i quali non partecipano ad una votazione. sono considerati come astenuti.
Il risultato della votazione è proclamato dal Presidente con la formula: "Il Consiglio approva" o "Il Consiglio non approva".
DELLE INTERROGAZIONI,
DELLE INTERPELLANZE E DELLE MOZIONI
La Giunta ha facoltà di chiedere di poter rispondere ad un'interrogazione anche una in seduta antecedente a quella a ciò destinata ed indipendentemente dall'ordine di presentazione. In tal caso l'interrogazione stessa viene allegata, per esteso, al relativo ordine del giorno.
La Giunta ha facoltà, altresì, di rispondere immediatamente all'atto dell'annunzio, come pure di differire la risposta di un'interrogazione posta all'ordine del giorno, indicando, in quest'ultimo caso, in quale giorno intende rispondere.
Risposta della giunta - Replica dell'interrogante
con richiesta di risposta scritta Nel presentare un'interrogazione il Consigliere può dichiarare che intende avere risposta scritta. In questo caso, entro quindici giorni, la Giunta dà risposta scritta all'interrogante e la comunica in copia al Presidente del Consiglio, il quale, nella prima seduta immediatamente successiva, ne informa l'Assemblea.
L'interpellanza consiste nella domanda fatta alla Giunta circa i motivi o gli intendimenti della sua condotta su determinati problemi.
Un Consigliere che intende rivolgere un'interpellanza ne fa domanda per iscritto senza motivazione.
Qualora il Presidente lo disponga, le interpellanze relative a fatti ed argomenti identici, o strettamente connessi possono essere svolte contemporaneamente. In tal caso, la Giunta dà agli interpellanti un'unica risposta.
Facoltà di presentare una mozione; illustrazione dell'interpellanza
Il Presidente del Consiglio, sentita la conferenza dei capi-gruppo e la Giunta, stabilisce per ogni seduta a quali interrogazioni sarà data risposta.
Il Presidente sceglie non più di sette interrogazioni, con criteri di rappresentanza dei gruppi; eccezionalmente, in caso di urgenza, possono essere iscritte, qualora la Giunta vi consenta, anche interrogazioni presentate tardivamente.
Se sono presentate più interrogazioni sullo stesso argomento, il Presidente sceglie l'interrogazione da iscrivere all'ordine del giorno secondo un criterio di rotazione ira i gruppi cui appartengono i presentatori.
In Assemblea, il Presidente dà lettura di ciascuna interrogazione, alla quale la Giunta risponde per non più di cinque minuti. Il presentatore replica per non più di tre minuti.
Le interrogazioni svolte nel modo stabilito dal presente articolo non possono essere ripresentate come interrogazioni ordinarie.
La mozione pervenuta almeno dieci giorni prima di quello fissato per una seduta di Consiglio è posta all'ordine del giorno della seduta medesima.
Tuttavia, qualora i presentatori o uno di essi chiedano l'iscrizione all'ordine del giorno di una mozione non pervenuta entro i termini di cui al comma precedente, si segue la procedura prevista dal secondo comma dell'articolo 43.
La votazione di una mozione può farsi per divisione.
Il proponente di una mozione ha una sola volta il diritto di replica, anche prima della chiusura della discussione.
Decadenza Lo svolgimento delle interrogazioni, delle interpellanze e delle mozioni deve essere fatta a parte da ogni altra discussione.
Improponibilità ed inammissibilità' delle interrogazioni, delle interpellanze e delle mozioni
Per l'esercizio delle funzioni di cui all'art. 56, comma 5° dello Statuto, il Collegio dei revisori dei conti può prendere visione, anche mediante accesso diretto negli Uffici competenti, dei provvedimenti di spesa e di gestione emanati dall'Amministrazione Regionale e della relativa documentazione istruttoria.
Entro il 31 maggio il Collegio dei revisori presenta al Consiglio la relazione sulla gestione del patrimonio immobiliare, sulla gestione del bilancio e sul conto consuntivo.
Il Consigliere ha diritto di libero accesso agli Uffici e può prendere liberamente visione degli atti cui è interessato. A tal fine provvedono i coordinatori dei settori o i responsabili degli Uffici dei relativi servizi, debitamente delegati dal Presidente del Consiglio, dal Presi dente della Giunta o dagli Assessori.
L'Ufficio di Presidenza, nell'ambito dell'autonomia organizzativa e funzionale sancita dall'art. 12 dello Statuto nel rispetto delle leggi regionali che disciplinano le strutture degli Uffici del Consiglio, organizza il lavoro dei dipendenti del Consiglio stabilendo anche gruppi di lavoro. Può in caso di necessità, e sentiti i responsabili dei servizi del Consiglio, stabilire turni ed orari flessibili.