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Timestamp: 2017-09-25 04:21:27+00:00
Document Index: 126103765

Matched Legal Cases: ['art. 710', 'art. 710', 'art. 741', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

separazione dei coniugi BOLOGNA AVVOCATO spesso grande dolore per la coppia | Avvocato a Bologna - Studio Legale Bologna Avvocato Sergio Armaroli
separazione dei coniugi BOLOGNA AVVOCATO spesso grande dolore per la coppia
SEPARARSI E’ SPESSO E COMUNQUE UN GRANDE DOLORE PER LA COPPIA, RESTA UNO DEGLI AVVENIMENTI PIU’ TRAUMATICI.
SEPARARSI A BOLOGNA COME N TUTTA ITALIA RICHIEDE UN GROSSO STRAPPO EMOTIVO.
VI SONO COPPIE CHE DA ANNI HANNO MAGARI VITA PROPRIA AUTONOMA MA NEL MOMENTO DELLA SEPARAZIONE SOFFRONO MOLTISSIMO
ADDIRITTURA DIVENTANO GELOSI. CAPITA DI RICEVERE CLIENTI CHE MANIFESTANO UN DISAGIO ENORME NEL SEPARARSI PERCHE’ COMUNQUE E’UNA GRANDE ROTTURA AFFETTIVA UNA ENORME ROTTURA AFFETTIVA.
CAMBIANO LE ABITUDINE E LA PRSONA CHE MAGARI DA TEMPO SOPPORTIAMO ACCANTO A NOI CI VIENE IMPROVVISAMENTE A MANCARE E A MANCARE PARECCHIO.
DEL RESTO MOLTI DICONO SIAMO STATI INSIEME DIECI ANNI,VENTI ANNI ,TRENTA ANNI E IL DOLORE E IL SENSO DI SMARRIMENTO E’ FORTISSIMO .
ULTIMAMENTE UNA SIGNORA SUI 45 VOLEVA SEPARARSI ,DICEVA CHE CON IL MARITO SI DETESTAVANO DOPO 24 ANNI DI CONVIVENZA, MA RINVIAVA SEMPRE LA DECISIONE, VOLEVA COMUNQUE RESTARE MANTENERE UN RAPPORTO SEPPUR DI FREDDA CONVIVENZA CON IL MARITO PERCHE’ ALTRIMENTI SAPEVA DI SENTIRSI POI MALEDETTAMENTE SOLA.
LA PAURA DI TROVARSI POI SOLI ,DI INTERROMPERE L’ABITUDINE COMUNQUE DI VEDERSI DI PARLARSI E DICIAMOLO PURE DI SCONTRARSI,VIENE A MANCARE DOPO LA SEPARAZIONE.
MOLTI DICONO LO FACCIAMO PER I FIGLI DI NON SEPARARCI SUBITO, MA IN REALTA’ E’ LA LORO PAURA DI CAMBIARE POI ABITUDINI, DI NON VEDERSI PIU’ DI SMETTERE DI LOTTARE PER STARE INSIEME.
UN RAPPORTO VA COSTRUITO GIORNO DOPO GIORNO.
L’avvocato Sergio Armaroli è a disposizione per assisterti e consigliarti per la tua separazione o divorzio. La separazione consensuale è possibile soltanto se tra i coniugi viene raggiunto un accordo sulle condizioni che dovranno reggere i rapporti personali e patrimoniali reciproci e i rapporti di ciascuno con i figli.
Se non vi è accordo , la separazione, sarà inevitabilmente giudiziale, nel senso che le condizioni dellaseparazione verranno stabilite dal tribunale,attenzione separarsi è un diritto un coniuge non potrà mai impedire all’altro coniuge di separarsi. Un accordo tra coniugi separandi si può trovare anche durante lo svolgimento del giudizio; in tal caso, la separazione, avviata come giudiziale, verrà definita come consensuale. La separazione consensuale è preferibile poichè riduce tempi e costi, oltre a favorire rapporti più sereni tra le parti.
L’avvocato Sergio Armaroli tel 051/6447838 è a disposizione per assisterti e consigliarti per la tua separazione o divorzio.
Il provvedimento di chiusura del procedimento di modifica delle condizioni di separazione (tanto consensuale che giudiziale), previsto dall’art. 710 cod. proc. civ., è immediatamente ed automaticamente esecutivo per quanto si desume all’interno dello stesso art. 710, restando, invece, esclusa la sua soggezione alla disciplina della norma generale del procedimento camerale, di cui all’art. 741 cod. proc. civ. Possiamo modificare le condizioni della separazione possono essere modificate in un momento successivo? Sì, è possibile modificare quanto già concordato in sede diseparazione consensuale, o deciso dal giudice. Le modificazioni, tuttavia, acquisteranno efficacia giuridica soltanto se ratificate o, a seconda dei casi, disposte dal tribunale. Occorre però la modifica delle condizioni personali di uno dei coniugi La formazione di una nuova famiglia non legittima di per sé una diminuzione del contributo per il mantenimento dei figli nati in precedenza, in quanto costituisce espressione di una scelta e non di una necessità e lascia inalterata la consistenza degli obblighi nei confronti della prole (Cass. 22 novembre 2000, n. 150652 ) .
Se voglio divorziare, : cosa devo fare? Prima di divorziare bisogna procedere con le pratiche per la separazione, che può essere consensuale, quando c’è accordo tra i coniugi, o giudiziale, nel caso contrario. Dopo tre anni dall’udienza di comparizione davanti al giudice della separazione, e sempreché sia stata pronunciata quest’ultima, si può chiedere il divorzio. Il divorzio comporta la fine del matrimonio, ovverossia il venir meno del vincolo coniugale. Ricordiamo che solo il divorzio pone fine al matrimonio, la separazione resta una fase intermedia tra matrimonio e divorzio. Rimane, però, un vincolo di solidarietà sul piano economico, da cui sorge il diritto all’assegno divorzile per il coniuge che non abbia mezzi economici adeguati a conservare il tenore di vita goduto durante la convivenza matrimoniale.In realtà quindi bisogna provvedere al mantenimento del coniuge economicamente debole. L’accertamento del giudice deve tenere conto non solo del reddito lavorativo, ma di ogni genere di entrata, compresa la titolarità di cespiti patrimoniali.
Voglio risposarmi ma da anni è in corso la causa di separazione come devo fare? E’ possibile accelerare i tempi del divorzio chiedendo, nella causa di separazione, una sentenza parziale: in tal caso, pur proseguendo la causa di separazione per definire le questioni in gioco (quali affidamento dei figli e assegno di mantenimento) è consentito introdurre contemporaneamente il giudizio per ildivorzio. In ogni caso, è imprescindibile che siano trascorsi tre anni dalla comparizione delle parti davanti al presidente del tribunale nel giudizio di separazione e che sia stata pronunciata sentenza definitiva di separazione. A chi dei due coniugi spetta l’assegnazione, della casa familiare? Nel nuovo assetto determinato dalla legge n. 54/2006 (cd. legge sull’affidamento condiviso), resta salvo il principio per cui la casa familiare, viene assegnata tenendo conto, prioritariamente, delle esigenze dei figli. Ciò comporta che la casa venga assegnata al genitore presso il cui quale continuerà ad abitare il figlio (minorenne o maggiorenne non economicamente autonomo).
La novità rispetto al sistema previgente è dato dalla previsione esplicita che l’assegnazione della casa all’uno o all’altro coniuge costituisce fattore di rilievo economico, di cui il giudice deve tenere conto nella determinazione dell’assetto economico della separazione. Qualora non vi siano figli, l’abitazione familiare non può essere assegnata ad alcuno dei coniugi. Nella separazione quali diritti hanno i figli? Nei casi di separazione e divorzio, la legge prevede oggigiorno, a seguito della riforma intervenuta nel 2006, l’affidamento condiviso dei figli, come regola generale. L’affidamento condiviso è essenziale per garantire ai figli la cd. bigenitorialità, e cioè un apporto paritario, da parte dei genitori, sia sul piano relazionale-affettivo, sia sul piano educativo. Vi sono poi deroghe in casi del tutto eccezionali, tra i quali non può farsi rientrare la conflittualità tra i genitori. Se così fosse – come ha spiegato la Cassazione – l’eccezione dovrebbe diventare regola, dato l’elevatissimo numero di separazioni conflittuali. Come deve essere regolato l’assegno di mantenimento per i figli nella separazione? Anche per il mantenimento dei figli la riforma sull’affidamento condiviso ha apportato importanti modifiche. Non vale più la regola per cui spetta al genitore non affidatario (generalmente il padre) corrispondere all’altro un assegno mensile, ma questo assegno – detto oggi ‘perequativo’ – è dovuto soltanto se sussista una sostanziale disparità di reddito tra i genitori. Dovrebbe valere, in generale, il criterio del mantenimento diretto. Per determinare l’ammontare dell’ assegno perequativo, occorre poi fare riferimento ad una serie di parametri indicati dalla legge, tra cui i tempi di permanenza del figlio presso l’uno e l’altro genitore e altresì la disponibilità della casa familiare.
Con una sentenza che lascerà spazio a qualche perplessità, la Cassazione stabilisce che in tema di assegno di mantenimento da parte dell’altro coniuge, non è sufficiente allegare meramente uno stato di disoccupazione, dovendosi verificare, avuto riguardo a tutte le circostanze concrete del caso, la possibilità del coniuge richiedente di collocarsi o meno utilmente, ed in relazione alle proprie attitudini, nel mercato del lavoro. Si tratta della sentenza 9-27 dicembre 2011, n. 28870 rilasciata nello stesso giorno in cui la stessa Cassazione ha stabilito che l’ex moglie ha diritto all’assegno di divorzioanche se lavora e percepisce un reddito proprio. In realtà, i due casi sono basati su presupposti diversi anche se riconducibili alla situazione di disagio lavorativo in cui versano i singoli.ù
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Tante volte ricevo clienti che devono consensualmente fare una separazione. Mi viene spesso chiesto che costi vi possono essere. Questo dipende da una serie di fattori, come ad esempio se vi é un immobile da dividere all’interno della separazione o piu’ immobili, se i coniugi hanno problematiche accese riguardo all’affido dei figli, se vi sono serie problematiche di reddito, ovvero se occorre l’assegno di mantenimento, oppure l’assegno per i figli. Chiama l’avvocato sergio armaroli 051 6447838.Chiedi una consulenza.
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RISPOSTA: Sia il padre che la madre secondo le loro possibilità dovranno continuare a provvedere all’educazione e istruzione dei figli: perciò il genitore a cui non sono stati affidati dovrà contribuire economicamente, dando un assegno determinato da suo reddito
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