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Timestamp: 2019-08-20 21:12:47+00:00
Document Index: 116992627

Matched Legal Cases: ['art. 54', 'art. 316', 'art. 319', 'sentenza ', 'art. 1', 'art.1', 'art. 1', 'art. 54', 'art. 53', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1']

Sei qui: Home AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE ANNI 2015-2017
Adottato dal Consiglio notarile di SALERNO, su proposta del Referente per la prevenzione della corruzione, in data 14 GENNAIO 2016, ai sensi della legge n. 190/2012 e delle delibere ANAC nn. 144/2014 e 145/2014
Con la legge 6 novembre 2012, n. 190 recante "Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione", (pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. 265 del 13 novembre 2012) è stata introdotta la disciplina delle misure per limitare il verificarsi di fenomeni corruttivi e contrari alla legalità all’interno delle amministrazioni pubbliche e dei soggetti comunque esercenti pubbliche funzioni o svolgenti attività di pubblico interesse.
- d.lgs. 31 dicembre 2012, n. 235, recante “Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi”;
- d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33, recante “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”;
- d.lgs. 8 aprile 2013, n. 39, recante “Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico”;
- d.P.R. 16 aprile 2013, n. 62 “Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici a norma dell’art. 54 del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165”.
- peculato mediante profitto dell’errore altrui (art. 316 c.p.);
- abuso, da parte del pubblico ufficiale, della sua qualità o dei suoi poteri, nell’indurre taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altrautilità – art. 319-quater c.p.;
Le pene per i predetti reati sono state recentemente inasprite dalla legge 27 maggio 2015, n. 69recante “Disposizioni in materia di delitti contro la pubblica amministrazione, di associazioni di tipo mafioso e di falso in bilancio”.
La nozione di corruzione declinata nel PNA ricomprende non solo l’intera gamma dei delitti contro la pubblica amministrazione/ente disciplinati nel Titolo II, Capo I, del codice penale, ma anche le situazioni in cui – a prescindere dalla rilevanza penale – venga in evidenza un malfunzionamento dell’amministrazione a causa dell’uso a fini privati delle funzioni attribuite, ovvero l’inquinamento dell’azione amministrativa ab externo, sia che tale azione abbia successo sia nel caso in cui rimanga a livello di tentativo.
La legge n. 190/2012, come ribadito dall’ANAC in molte sue delibere, fa riferimento, dunque, ad un concetto più ampio di corruzione, in cui rilevano non solo l’intera gamma dei reati contro la p.a. disciplinati dal Titolo II del Libro II del codice penale, ma anche le situazioni di “cattiva amministrazione”, nelle quali vanno compresi tutti i casi di deviazione significativa, dei comportamenti e delle decisioni, dalla cura imparziale dell’interesse pubblico, cioè le situazioni nelle quali interessi privati condizionino impropriamente l’azione delle amministrazioni o degli enti, sia che tale condizionamento abbia avuto successo, sia nel caso in cui rimanga a livello di tentativo.
La legge n. 190/2012 prevede la pianificazione di adeguate misure di prevenzione e contrasto alla corruzione in ogni amministrazione pubblica o ente comunque obbligato, attraverso l’elaborazione di un Piano triennale di prevenzione della corruzione (PTPC), anche sulla base delle indicazione fornite attraverso il PNA (come modificato dalla determinazione ANAC n. 12 del 28 ottobre 2015), a seguito dell’analisi e valutazione dei rischi corruttivi ipotizzabili all’interno dell’organizzazione oggetto di analisi.
2. La pianificazione delle misure di prevenzione della corruzione nel Consiglio Notarile Distrettuale di SALERNO
2.1. Il Consiglio Notarile Distrettuale (CND) di SALERNO
Il CND di Salerno è composto da undici notai, eletti dai notai esercenti nel distretto; gli eletti restano in carica tre anni. I membri del Consiglio sono rinnovati per un terzo in ciascun anno, secondo l'ordine di anzianità di nomina. Il Consiglio elegge tra i propri membri il Presidente, il Segretario e il Tesoriere.
- riceve dal Tesoriere, in principio di ogni anno, il conto delle spese dell'anno decorso e forma quello preventivo dell'anno seguente, salva l'approvazione del collegio.
2.1.1. Organismi di diritto privato controllati o partecipati dal CND di Salerno
Fondazione Gaetano AMATO
Presidente:dott. Aniello CALABRESE
Segretario: dott. Stefano CAMPANELLA
Tesoriere: dott.ssa Angela GAMMALDI
Consiglieri: dott. Filippo ANSALONE
dott. Luigi CAPOBIANCO
dott. Stefano FAZZARI
dott. Raffaele LAUDISIO
dott.ssa Teresa LOMONACO
dott. Lucio MAZZARELLA
dott.ssa Claudia PETRAGLIA
dott. Luca RESTAINO
Alessandra Conforti,nata a Salerno il 27 agosto1963, residente in Salerno, Via Balzico, 26 Codice fiscale CNFLSN63M67H703B.
Eleonora Santoro, nata a Salerno il 13 marzo 1963, residente in Salerno, Via Balzico, 26 Codice fiscale SNTLNR63C53H703X
== ProvvedimentidisciplinariacaricodeiNotai : PresidenteConsiglioNotarile dott. Aniello Calabrese
== Iscrizione,trasferimentoecancellazionedalRuolo:Presidente ConsiglioNotarile dott. Aniello Calabrese
== Rilascio di certificati e attestazionirelativi ai Notai e ai Praticanti Notai: Segretario dott. Stefano Campanella
== Accredito eventi formativi professionali: Dipendente Alessandra Conforti
== Riconoscimento crediti CFP dei Notai: Presidente Consiglio Notarile dott. Aniello Calabrese
== Pareri in materia di onorari: Presidente Consiglio Notarile dott. Aniello Calabrese, Consiglieri dott.ssa Angela Gammaldi e dott. Stefano Fazzari
== Composizione delle contestazioni: ConsiglioNotarile
== Accesso documenti amministrativi: Dipendente Alessandra Conforti
== Iniziative culturali, patrocini, manifestazioni: Consigliere Delegato alla Comunicazione dott.ssa Claudia Petraglia
== Bilancio, aspetti economici: Tesoriere dott.ssa Angela Gammaldi
==Verifica Bandi, affidamento incarichi: Presidente del Consiglio Notarile dott. Aniello Calabrese
== Comunicazione : Consigliere Delegato dott.ssa Claudia Petraglia
== Sito web: Consigliere Delegato dott.ssa Claudia Petraglia Personale - Segretario dott. Stefano Campanella
== DatiStatistici: Consigliere Delegato dott. Luigi Capobianco;
== Antiriciclaggio: Consigliere Delegato dott. Luigi Capobianco
== Rapporti con gli Uffici: Consigliere Delegato dott. Lucio Mazzarella
== Postaelettronicacertificata (PEC)-DipendenteAlessandra Conforti
== CO.RE.DI. Campania
Con nota del 23 dicembre 2014 il CNN, avviando una autonoma linea di confronto, nel prendere atto di quanto deciso dall’ANAC con la deliberazione n. 145/2014, segnalava la sussistenza di specifiche difficoltà attuative della normativa di contrasto alla corruzione, specie per i Consigli notarili distrettuali (in ragione delle ridotte realtà organizzative e dimensionali degli stessi, della assenza al loro interno di posizioni di livello dirigenziale, della carenza di personale e della mancanza delle risorse strumentali necessarie) e auspicava, in considerazione delle problematiche evidenziate, la costituzione di un tavolo tecnico volto all’individuazione di percorsi condivisi finalizzati alla concreta applicazione della normativa in questione
Nell’ambito del confronto avviato, il CNN procedeva all’adozione della delibera quadro n. 2-73/24 marzo 2015, concernente gli adempimenti di cui alla legge n. 190/2012 e ai decreti delegati, richiesta dall’ANAC, nell’ambito dei colloqui intercorsi, al fine specifico di effettuare una verifica preventiva del percorso da intraprendere in vista del corretto adempimento degli obblighi di cui alla citata normativa;
Nell’attesa di un riscontro alle soluzioni applicative prospettate con la summenzionata delibera, le attività intraprese dagli uffici del CNN per dare corso agli adempimenti di cui alle disposizioni in tema di contrasto alla corruzione proseguivano, sebbene subivano un rallentamento in ragione dell’impugnazione, da parte del Consiglio Nazionale Forense e di numerosi Consigli dell'Ordine degli Avvocati circondariali, delle delibere ANAC n. 144/2014 e n. 145/2014, con ricorso notificato il 3-4 dicembre 2014 e depositato il 17 dicembre 2014 innanzi al TAR per il Lazio, Roma;
A seguito della sentenza n. 11392/2015 resa dal TAR Lazio il 24 settembre 2015, nonostante le molteplici difficoltà di ordine applicativo, il CND, nel prendere atto di detta decisione, continuava a dare corso agli adempimenti di cui alla normativa di contrasto alla corruzione, prontamente procedendo alla nomina del Referente della prevenzione della corruzione e all’avvio delle attività correlate agli adempimenti in materia di trasparenza nella prima riunione utile del CND tenutasi il 14 gennaio 2016;
In tale contesto, seppur in assenza di specifiche indicazioni applicative della c.d. “normativa anticorruzione” alle peculiari specifiche organizzative e funzionali dei CND, si è proceduto all’approvazione del presente Piano triennale di prevenzione della corruzione (PTPC), per gli anni 2015-2017, per il Consiglio Notarile Distrettuale di Salerno.
- determinare la consapevolezza in capo ai destinatari che il verificarsi di fenomeni corruttivi espone l’Ente a gravi rischi, in special modo sotto il profilo dell’immagin pubblica, e produce conseguenze sul piano penale e disciplinare a carico dell’autore della violazione;
- coloro che, anche nei fatti, operano per conto o nell’interesse del CND.
- dalla emersione di lacune del piano o comunque di situazioni sintomatiche della sua inidoneità ravvisate dal RPC, anche in seguito all’accertamento di violazioni delle misure preventive, in conformità a quanto previsto dall’art. 1, comma 10, della Legge n. 190/2012.
- nel caso di ipotizzata violazione da parte dei dipendenti e degli altri soggetti obbligati all’osservanza del presente Piano, si configura un ipotesi di illecito disciplinare, secondo quanto stabilito dall’art.1, comma 14 della Legge n. 190/2012, e il Referente propone al Consiglio i provvedimenti da adottare;
- nel caso di violazione posta in essere da parte di un componente del Consiglio, l’autore della violazione avrà l’obbligo di astenersi dalle attività correlate all’adozione dei previsti provvedimenti.
Il Referente si coordina con il Responsabile della prevenzione della corruzione e con il Responsabile per la trasparenza del Consiglio Nazionale del Notariato, al fine di rendere coordinata e omogenea e l’attuazione della normativa sulla prevenzione della corruzione in tutte le articolazioni territoriali dell’Ordine professionale della categoria notarile.
Al fine di effettuare la mappatura dei processi del CND e le conseguenti attività di identificazione, valutazione e trattamento dei rischi, il Referente potrà avvalersi, ove lo ritenga, della collaborazione di referenti interni, nominati dal Consiglio, su proposta del Referente nelle articolazioni dell’ente ove previste:
Le schede di rilevazione dei processi e di identificazione, valutazione e trattamento dei rischi rilevati costituiscono l’Allegato “A” al presente PTPC, mentre il catalogo dei rischi, ordinati per valore, al fine di definire compiutamente le priorità di intervento, costituisce l’Allegato “B”.
- l’adozione di adeguate misure di trasparenza (disciplinate dal d.lgs. n. 33/2103 e di sarà dato dettagliato conto nel Programma triennale per la trasparenza e l’integrità, che costituisce apposita Sezione del presente PTPC);
Il CND di Salerno, ad integrazione e specificazione dei doveri minimi di diligenza, lealtà, imparzialità e buona condotta, contenuti nel d.P.R. 16 aprile 2013, n. 62, ha adottato un proprio “Codice di comportamento” il cui testo è pubblicato nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito web www.notaisalerno.it
L’art. 1, comma 51, della legge n. 190/2012 ha introdotto un nuovo articolo nell’ambito del d.lgs. n. 165 del 2001, l’art. 54 bis, “Tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti” (c.d. whistleblower), al fine di consentire l’emersione di fattispecie di illecito commesse all’interno delle amministrazioni pubbliche e dei soggetti ad esse equiparate ai sensi della normativa anticorruzione.
- la tutela all’anonimato;
Il dipendente che ritiene di aver subito una discriminazione, per il fatto di aver effettuato una segnalazione di illecito, deve dare notizia circostanziata dell’avvenuta discriminazione al
6.4.Inconferibilità specifiche per gli incarichi di componente del Consiglio e per gli incarichi dirigenziali.
I componenti dell’organo di indirizzo politico-amministrativo del CND, i dirigenti, ove previsti, i dipendenti, all’atto dell’assunzione, i consulenti e i collaboratori dell’ente sono tenuti a sottoscrivere, in aggiunta alle dichiarazioni espressamente previste dalle norme di contrasto alla corruzione, una dichiarazione che attesti l’assenza di cause di conflitti di interesse, anche solo potenziali, rispetto alle attività e alle finalità istituzionali dell’Ente
6.6. Pantouflage/Revolving doors: disciplina dello svolgimento di attività successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro (art. 53, comma 16 ter, d.lgs. n. 165/2001)
Ciò posto si prevede che i contratti di assunzione del CND di Salerno dovranno contenere la clausola concernente i divieti sopra richiamati e che coloro che partecipano a procedure di scelta del contraente per l’affidamento di contratti di lavori, servizi o forniture o, comunque, coloro i quali intrattengono rapporti contrattuali con il CND di Salerno, siano tenuti a rendere una dichiarazione nella quale attestino di non avere alle proprie dipendenze ex dipendenti pubblici cessati dal rapporto di pubblico impiego che nei tre anni precedenti la cessazione, abbiano esercitato poteri autoritativi o negoziali nei confronti del soggetto presso il quale risultano assunti. Si prevede, in caso di violazione della citata disposizione contrattuale, l’esclusione dalle procedure di affidamento dei soggetti interessati.
6.7. L’astensione in caso di conflitto di interesse
Conformemente a quanto previsto dalla normativa anticorruzione, dal Codice di comportamento dei dipendenti pubblici (d.P.R. n. 62/2013), nel PNA e dal Codice di comportamento adottato dal CND di Arezzo, i dipendenti che nello svolgimento delle attività istituzionali, riterranno di trovarsi in una delle condizioni, anche solo potenziali, idonee a configurare un conflitto di interesse, saranno tenuti a darne tempestiva comunicazione al proprio Referente.
6.8. L’adozione di patti di integrità nelle procedure di affidamento di lavori, servizi e forniture
6.9. L’adozione di adeguate misure per prevenire casi di incompatibilità di soggetti nella formazione di commissioni.
far parte, anche con compiti di segreteria, di commissioni per l'accesso o per la selezione del personale;
essere assegnati, anche con funzioni direttive, agli uffici preposti alla gestione delle risorse finanziarie, all'acquisizione di beni, servizi e forniture, nonché alla concessione o all'erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari o attribuzioni di vantaggi economici a soggetti pubblici e privati;
6.10. Rapporti tra il CND e i soggetti che con lo stesso instaurano rapporti
Il CND di Salerno, ai sensi dell’art. 1, comma 9, lett. e), della legge 190/2012, è tenuto a monitorare i rapporti con i soggetti con esso contraenti o interessati a procedimenti di autorizzazione, concessione o erogazione di vantaggi economici di qualunque genere, anche verificando eventuali relazioni di parentela o affinità sussistenti tra i titolari, gli amministratori, i soci e i dipendenti degli stessi soggetti e i dirigenti e i dipendenti dell’ente.
A tal fine i dirigenti dell’ente dovranno garantire che i componenti delle commissioni di gara, nell’ambito della prima seduta, compilino apposita dichiarazione in cui ciascun componente attesti l’inesistenza di eventuali rapporti o relazioni di parentela con i soggetti partecipanti alla stessa.
6.11. La formazione del personale dipendente in materia di prevenzione della corruzione, etica e legalità
La legge n. 190/2012 all’art. 1, comma 9, lettera c), impone uno specifico obbligo di informazione, per il personale addetto alle attività a rischio corruzione, nei confronti del Referente, chiamato a vigilare sul funzionamento e sull'osservanza del presente PTPC.
- forniscono le informazioni richieste dal soggetto competente per l’individuazione delle attività nell’ambito delle quali è più elevato il rischio di corruzione e formulano specifiche proposte volte alla prevenzione del rischio medesimo;
- provvedono al monitoraggio delle attività nell’ambito delle quali è più elevato il rischio di corruzione svolte nell’articolazione organizzativa cui sono preposti.
Ai sensi della la legge n. 190/2012 (art. 1, comma 8), l’aggiornamento del PTPC dovrà essere adottato entro il 31 gennaio di ciascun anno e comunicato all’ANAC, secondo le modalità già declinate nel presente Piano.
Entro il 15 dicembre di ogni anno, il Referente pubblica nel sito web del CND una relazione recante i risultati dell’attività di prevenzione svolta sulla base di uno schema definito dall’ANAC.
Attraverso il PTTI il CND di Salerno intende promuovere una sempre maggiore consapevolezza del rispetto dei principi di buon andamento ed imparzialità da parte degli operatori interni e, attraverso l'adempimento degli obblighi di trasparenza e consentire a tutti gli stakeholders di verificare che i fini istituzionali dell’ente siano perseguiti nel pieno rispetto della normativa e attraverso una gestione ottimale delle risorse sia economiche, sia umane.
Il sito web istituzionale del CND è www.notaisalerno.it
Le informazioni riportate nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito web www.notaisalerno.it rispondono ai requisiti di integrità, costante aggiornamento, completezza, tempestività di pubblicazione, semplicità di consultazione, comprensibilità, omogeneità, facile accessibilità, nonché della conformità ai documenti originali in possesso dell’ente.
invio di un messaggio di posta elettronica al RTI all’indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Nel messaggio devono essere indicati i dati, le informazioni, i documenti soggetti ad obbligo di pubblicazione, per i quali si chiede l’accesso civico, nonché le generalità del richiedente e un indirizzo postale o di posta elettronica dove poter fornire riscontro alla richiesta;
invio di posta ordinaria, contenente di dati di cui al punto sub 1), all’indirizzo Consiglio Notarile di Salerno, c.a. Referente per la trasparenza e l’integrità, Corso Giuseppe Garibaldi n. 154 - CAP 84100 – Salerno.
invio di un messaggio di posta elettronica all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Nel messaggio devono essere indicati i dati, le informazioni o i documenti soggetti ad obbligo di pubblicazione, per i quali si era richiesto l’accesso civico e la data nella quale si era presentata l’istanza, nonché le generalità del richiedente e un indirizzo postale o di posta elettronica dove poter fornire riscontro alla richiesta;
invio di posta ordinaria, contenente di dati di cui al punto sub a), all’indirizzo Consiglio Notarile di Salerno, c.a. Referente per la trasparenza e l’integrità, Corso Giuseppe Garibaldi n. 154 - CAP 84100 – Salerno.
MODELLO “1”
Modello utilizzato per la mappatura dei processi – Area processi istituzionali
MODELLO “2”