Source: http://lexbrowser.provincia.bz.it/doc/it/196188/legge_provinciale_5_dicembre_2012_n_20.aspx?view=1
Timestamp: 2020-08-13 12:42:49+00:00
Document Index: 20458796

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 17', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 10', 'art. 22', 'art. 17']

Normativa provinciale Tutela del paesaggio e dell' ambiente Inquinamento prodotto da rumore Legge provinciale 5 dicembre 2012, n. 20
(1) La presente legge, in attuazione della legge 26 ottobre 1995, n. 447, “Legge quadro sull’inquinamento acustico”, stabilisce norme per la tutela dell’ambiente esterno ed abitativo dall’inquinamento acustico, ai fini di migliorare la qualità della vita e di tutelare la salute umana.
(2) La presente legge stabilisce misure di prevenzione e di riduzione del livello di rumorosità, di risanamento ambientale delle aree acusticamente inquinate nonché i criteri in base ai quali i comuni procedono alla classificazione acustica del proprio territorio.
(3) La presente legge, fatte salve le eccezioni espressamente considerate, non trova applicazione in caso di inquinamento acustico:
nei luoghi di lavoro, ai quali si applica la disciplina specifica in materia di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori;
causato dai singoli veicoli o da attività o mezzi militari;
generato dal comportamento delle persone, dalle attività domestiche e dagli animali;
generato da impianti elettroacustici delle attività di protezione civile ed ordine pubblico;
generato da infrasuoni ed ultrasuoni.
(1) La richiesta di iscrizione nell’elenco nazionale dei tecnici competenti in acustica è presentata da chi risiede in provincia di Bolzano all’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima, di seguito denominata Agenzia. L’Agenzia gestisce le domande e verifica periodicamente i requisiti per il mantenimento dell’iscrizione. 2)
L'art. 3 è stato così sostituito dall'art. 17, comma 1, della L.P. 24 settembre 2019, n. 8.
(1) Le tecniche di rilevamento e misurazione del rumore devono assicurare la riproducibilità e la confrontabilità dei dati rilevati e delle valutazioni eseguite. Le modalità per l’esecuzione delle misurazioni e le caratteristiche della strumentazione sono stabilite nell’allegato D.
(1) Il comune elabora una proposta di piano comunale di classificazione acustica (P.C.C.A.). Nell’individuazione di una classe acustica il comune deve tener conto del prevalente ed effettivo utilizzo dell’area stessa, considerando il criterio in base al quale di regola zone confinanti devono appartenere a classi acustiche i cui limiti non si discostino di più di 5 dB(A). A tal fine una zona urbanistica può contenere anche piú di una zona acustica. La classificazione indicata nella tabella 1 dell’allegato A rappresenta una classificazione-tipo, proposta per l’elaborazione da parte dei comuni del P.C.C.A..
(2) Il comune dispone la pubblicazione all’albo comunale per 30 giorni consecutivi della proposta di cui al comma 1. Entro tale termine chiunque può presentare le proprie osservazioni. Contestualmente al deposito all’albo comunale la deliberazione è trasmessa all’Agenzia, per l’espressione di un parere. Nel caso in cui un comune intenda classificare in un’altra classe acustica di cui alla tabella 1 dell’allegato A un’area confinante con altri comuni, la deliberazione è trasmessa anche ai comuni limitrofi per l’espressione dei relativi pareri. Tutti i pareri sono resi entro 90 giorni dalla richiesta. Decorso inutilmente tale termine, essi si intendono resi in senso favorevole. 3)
(3) Il comune, tenuto conto delle osservazioni pervenute e acquisito il parere dell’Agenzia, approva il P.C.C.A., provvede a darne avviso entro 30 giorni sul Bollettino Ufficiale della Regione Trentino-Alto Adige e contestualmente ne trasmette copia alla Provincia autonoma di Bolzano. Qualora il P.C.C.A. si discosti dal parere dell'Agenzia, il comune è tenuto motivare le ragioni di questa difformità. Tali motivazioni fanno parte integrante della delibera di approvazione del P.C.C.A.
L'art. 5, comma 2, è stato così modificato dall'art. 17, comma 2, della L.P. 24 settembre 2019, n. 8.
(1) Alle infrastrutture ferroviarie e stradali, agli aeroporti e agli eliporti si applica la normativa statale vigente.
(2) Nel caso in cui sia prevista la realizzazione di nuove zone appartenenti alle classi acustiche I, II o III ad una distanza inferiore a 50 metri dal confine di proprietà dei tracciati della ferrovia, dell’autostrada nonché delle strade con un volume di traffico superiore a 3.000.000 di veicoli all’anno si applica la procedura di cui all’articolo 6, comma 2.
(3) Nell’elaborazione delle mappature acustiche, delle mappe acustiche strategiche e dei piani d’azione si applica la normativa statale e comunitaria vigente.
(4) La Giunta provinciale individua gli agglomerati, le infrastrutture stradali e ferroviarie, gli aeroporti e gli eliporti tenuti all’applicazione delle disposizioni di cui al comma 3.
(1) L’Agenzia stabilisce i criteri per la predisposizione della documentazione necessaria ai fini della valutazione di clima acustico e di impatto acustico.
(1) La realizzazione di nuovi impianti o la modifica sostanziale di quelli già esistenti, rientranti nelle categorie dell’allegato B, è soggetta ad approvazione da parte dell’Agenzia, fatti salvi gli impianti previsti dalla legge provinciale 5 aprile 2007, n. 2, e quelli soggetti alla disciplina IPPC (Integrated Pollution Prevention and Control).
(2) Per l’approvazione degli impianti di cui al comma 1 deve essere presentata al comune, unitamente alla domanda di concessione edilizia ovvero unitamente alle previste autorizzazioni di legge, una valutazione d’impatto acustico che dimostri il rispetto del valore limite di pianificazione (Lip), come previsto dalla tabella 2 dell’allegato A.
(3) La valutazione d’impatto acustico contiene:
la descrizione dell'impianto, delle caratteristiche temporali di funzionamento diurno o notturno, con l’indicazione della durata, se continua o discontinua, della frequenza di esercizio e dell’eventuale compresenza di altre sorgenti;
la descrizione delle singole sorgenti di rumore previste, con indicazione della loro puntuale collocazione, delle modalità e dei tempi di funzionamento delle stesse;
la descrizione delle tecnologie adottate per prevenire l’inquinamento acustico;
la descrizione del clima acustico ante operam presso i ricettori più esposti.
(4) Il comune richiede un parere vincolante sul progetto all'Agenzia, la quale si pronuncia entro 60 giorni.
(5) Contro il parere dell'Agenzia è ammesso ricorso in unica istanza, a pena di decadenza, entro 30 giorni dalla data della comunicazione del provvedimento al Comitato ambientale.
(6) Per gli impianti soggetti ad autorizzazione ai sensi della legge provinciale 16 marzo 2000, n. 8, recante “Norme per la tutela della qualità dell’aria”, e non compresi nell’allegato B della presente legge, l’Agenzia può richiedere una valutazione di impatto acustico.
(1) I valori limite di immissione per le varie classi acustiche sono definiti nella tabella 3 dell’allegato A.
(2) I valori limite di cui al comma 1 non si applicano alla rumorosità prodotta da:
attività e comportamenti non connessi con esigenze produttive, commerciali o professionali;
attività di carico e scarico merci;
attività di raccolta dei rifiuti urbani;
attività di pulizia delle strade;
attività di ripristino urgente dell’erogazione dei servizi pubblici in rete;
attività di carattere agricolo non industriale;
cantieri, ad eccezione degli impianti di vaglio e frantumazione inerti;
musica dal vivo o riproduzioni vocali;
attività di cui agli articoli 11 e 12;
campane, mortaretti e spari a salve, megafoni o altri impianti elettroacustici funzionali all’esercizio del culto.
(4) Per impianti di trasporto in servizio pubblico il sindaco/la sindaca, su richiesta motivata, può concedere deroghe temporanee al rispetto dei valori limite di cui al comma 1, qualora lo richiedano particolari esigenze locali o ragioni di pubblica utilità. Nel caso di impianti di trasporto in servizio pubblico che interessano il territorio di due o più comuni, la competenza spetta alla Giunta provinciale.
L'art. 10, comma 3, è stato abrogato dall'art. 22, comma 1, lettera b), della L.P. 24 settembre 2019, n. 8.
(1) Ai lavori edili e alle altre attività particolarmente rumorose si applicano le disposizioni contenute nell'allegato C.
(1) Lo svolgimento di manifestazioni temporanee in luogo pubblico o aperto al pubblico che comportino l’impiego di impianti rumorosi o che comunque determinino un impatto acustico significativo sull’ambiente circostante, deve essere preventivamente autorizzato dal sindaco/dalla sindaca del comune territorialmente competente.
(2) Nell’autorizzazione vanno indicate tutte le prescrizioni relative ad orari, numero massimo di giorni all’anno concessi per le manifestazioni, nonché tutti gli accorgimenti organizzativi, procedurali e tecnologici finalizzati a minimizzare il disturbo presso i ricettori più prossimi.
(3) Il sindaco/la sindaca può esentare dall’obbligo di autorizzazione determinate attività, in considerazione della natura occasionale o della durata limitata delle stesse.
(1) All’interno degli edifici situati nelle zone di classe acustica I, II e III si applicano i valori limite differenziali stabiliti nella tabella 4 dell’allegato A. Tali limiti si applicano esclusivamente per il rumore prodotto e trasmesso all'interno dello stesso edificio o comunque trasmesso direttamente attraverso corpi solidi.
(2) I valori limite differenziali non si applicano alla rumorosità prodotta:
nei casi previsti dall’articolo 10, comma 2, lettere b), c), h), i), j) e k);
da impianti tecnologici adibiti ad uso comune situati all’interno di un edificio.
(1) La Giunta provinciale, sentito il Consiglio dei Comuni, disciplina la procedura volta al rispetto dei requisiti acustici passivi degli edifici.
(1) Qualora si constati il superamento dei valori limite di cui agli articoli 10 e 13, il comune ovvero l’Agenzia, nell’ambito delle rispettive competenze di cui all’Art. 16, ordina al responsabile della violazione di mettere in atto, entro un termine prestabilito, le misure di risanamento per l’adeguamento ai limiti di legge.
(2) In casi eccezionali in cui gli interventi necessari per l’osservanza dei valori limite di cui agli articoli 10 e 13 risultino essere obiettivamente di difficile attuazione sotto l’aspetto tecnico, operativo o finanziario, l’autorità di cui al comma 1 può, eventualmente anche per un periodo di tempo limitato, derogare al rispetto dei valori di cui sopra, eventualmente disponendo un intervento sul ricettore, sulla base di un progetto di risanamento acustico.
(3) In caso di disturbi particolarmente gravi, scaduto il termine per porre in essere le misure di risanamento, l’autorità di cui al comma 1 può intervenire con misure cautelari ed urgenti, anche disponendo la sospensione temporanea dell’esercizio dell’attività rumorosa sino all’avvenuto adeguamento.
(4) In caso di superamento dei valori di attenzione e qualora nell’individuazione delle aree nelle zone già urbanizzate non sia possibile rispettare, a causa di preesistenti destinazioni d’uso, il divieto di contatto di aree, anche appartenenti a comuni confinanti, che si discostino in misura superiore a 5 dB(A) dai valori limite, i comuni adottano un piano di risanamento acustico in linea con il piano urbano del traffico o con il piano urbano di mobilità, ove previsti, ovvero con gli strumenti urbanistici vigenti e con i criteri stabiliti dalla Giunta provinciale.
(5) I comuni attuano tutte le misure organizzative e gestionali atte a favorire il contenimento delle emissioni sonore derivanti dal traffico stradale e quelle atte al raggiungimento dei valori di qualità, come previsto dalla normativa vigente.
(1) I comuni esercitano l’attività di vigilanza e controllo in materia di inquinamento acustico, avvalendosi del supporto dell’Agenzia.
(2) L’Agenzia esercita l’attività di vigilanza e controllo in materia di tutela dall’inquinamento acustico derivante da traffico stradale sovracomunale, ferroviario, aeroportuale e dagli impianti di cui all’allegato B.
(3) Il personale incaricato è autorizzato ad effettuare le ispezioni ed i controlli necessari.
(4) Contro i provvedimenti dell’Agenzia è ammesso ricorso in unica istanza, a pena di decadenza, entro 30 giorni dalla data della comunicazione degli stessi, al Comitato ambientale.
(1) Fatto salvo quanto previsto dalle norme penali, si applicano le seguenti sanzioni amministrative pecuniarie:
in caso di messa in esercizio degli impianti di cui all’allegato B senza il previsto parere dell’Agenzia: da 1.000 euro a 3.000 euro;
in caso di inottemperanza alle prescrizioni contenute nel parere dell’Agenzia per gli impianti di cui all’allegato B: da 500 euro a 1.500 euro;
in caso di svolgimento di manifestazioni senza la prescritta autorizzazione comunale, come previsto dall’Art. 12, comma 1, e in caso di mancato rispetto delle disposizioni previste dal punto 1 dell’allegato C: da 500 euro a 1.500 euro;
in caso di mancato rispetto delle disposizioni previste dal punto 2 dell’allegato C: da 300 euro a 900 euro;
in caso di mancato adeguamento ai limiti di legge entro il termine previsto dall’articolo 15: da 1.000 euro a 3.000 euro;
in caso di non ottemperanza alle prescrizioni impartite dall’autorità competente: da 1.000 euro a 3.000 euro.
(2) L’accertamento e la contestazione delle infrazioni spettano alle autorità di cui all’articolo 16, nell’ambito delle rispettive competenze.
(1) In caso di mancato adempimento da parte dei comuni degli obblighi previsti dalla presente legge entro i termini previsti, la Provincia autonoma di Bolzano provvede in via sostitutiva.
(1) La legge provinciale 20 novembre 1978, n. 66, “Provvedimenti contro l’inquinamento prodotto da rumore” e il decreto del presidente della Giunta provinciale 6 marzo 1989, n. 4, sono abrogati.
ALLEGATO A - CLASSI ACUSTICHE (articolo 5) 7)
Il primo periodo dell'allegato A è stato così sostituito dall'art. 17, comma 4, della L.P. 24. settembre 2019, n. 8. La tabella 1 dell'allegato A è stata integrata ai sensi della deliberazione della Giunta provinciale 11 dicembre 2019, n. 1073.
Per le seguenti tipologie di impianti la valutazione di impatto acustico deve essere redatta da un tecnico/una tecnica competente in acustica ai sensi dell’articolo 3 della legge.
centrali idroelettriche di potenza nominale > 3 MW;
nuove infrastrutture stradali di lunghezza superiore a 2 chilometri e con capacità prevista superiore a 3 milioni di veicoli/anno;
realizzazione, modifica o potenziamento di infrastrutture ferroviarie ed altri sistemi di trasporto collettivo su rotaia o a fune;
realizzazione, modifica o potenziamento di aeroporti ed eliporti ad uso civile;
realizzazione o ampliamento di impianti fissi o mobili di frantumazione o di cernita adibiti alla lavorazione o al riciclaggio sul posto di una quantità maggiore a 3.000 m³ di rifiuti inerti, ghiaia o altri materiali;
impianti eolici di potenza nominale > 1 MW;
realizzazione o ampliamento di cave con oltre 50.000 m³ di materiale movimentato;
Per le seguenti tipologie di impianti l’Agenzia può richiedere che la valutazione di impatto acustico sia redatta da un tecnico/una tecnica competente in acustica ai sensi dell’articolo 3 della legge.
motori fissi a combustione interna con potenza nominale > 0,3 MW, ad esclusione dei gruppi elettrogeni di emergenza;
attività artigianali ed industriali che esercitano le lavorazioni durante l’orario notturno;
impianti di ventilazione a servizio di autorimesse con una capienza superiore a 300 posti, limitatamente al loro esercizio ordinario di espulsione dei fumi generati dai motori degli autoveicoli;
impianti di ventilazione a servizio di tunnel stradali limitatamente al loro esercizio ordinario di espulsione dei fumi generati dai motori degli autoveicoli;
impianti di betonaggio;
impianti di condizionamento e refrigerazione di attività produttive e commerciali di potenza termica/frigorifera > 100 kW, posizionati sulle parti esterne di edifici situati in centri abitati.
ALLEGATO D NORME TECNICHE DI MISURA E DI STRUMENTAZIONE (articolo 4)