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Timestamp: 2016-12-11 08:10:04+00:00
Document Index: 52699946

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 63 del 11.05.2001
Cooperative d'abitazione - Agevolazioni per interventi di recupero del
patrimonio edilizio residenziale - Art. 1 della L. 27 dicembre 1997, n. 449
Con nota del 24 ottobre 2000, la Lega Nazionale delle Cooperative e
Mutue ha chiesto il parere di questa Direzione in merito alla corretta applicazione dell'art. 1 della L. 27 dicembre 1997, n. 449, riguardante
l'agevolazione per gli interventi di ristrutturazioni edilizie, ed il suo coordinamento con la vigente disciplina riservata alle cooperative
d'abitazione.
In particolare, si chiede se la disciplina prevista dall'art. 1 della
L. n. 449 del 1997 abbia riflesso sulla corretta applicazione delle vigenti disposizioni, in materia d'imposta sul valore aggiunto, previste per le
cooperative edilizie.
L'art. 1 della L. 27 dicembre 1997, n. 449 ha introdotto la possibilità
di usufruire di un beneficio fiscale consistente in una detrazione ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche - fissata nella misura del
41 per cento per gli anni 1998 e 1999 e del 36 per cento dal 1° gennaio 2000 del costo sostenuto per gli interventi di manutenzione (straordinaria
e ordinaria), restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia su unità immobiliari - destinate ad abitazione e parti comuni di
In base ai chiarimenti forniti da questa Direzione con le circolari n. 57/E del 24 febbraio 1998 e n. 121/E dell'11 maggio 1998, hanno diritto
a fruire dell'agevolazione "... anche i soci di cooperative, sia a proprietà divisa, in quanto possessori dell'immobile, che a proprietà
indivisa, in quanto detentori dell'immobile ...".
I chiarimenti ministeriali appena evidenziati hanno stabilito, inoltre,
gli adempimenti procedurali richiesti per il riconoscimento della detrazione di cui al citato art. 1 della L. n. 449 del 1997:
1) l'indicazione nell'atto di assegnazione provvisoria del valore
d'assegnazione complessivo dell'abitazione sottoposta all'intervento di recupero, nonché della frazione di costo di acquisto attribuito alla stessa
2) la registrazione dell'atto di assegnazione provvisoria;
3) la trasmissione al competente Centro di servizio del modulo di
4) il versamento tramite bonifico bancario alla cooperativa degli
acconti e del saldo della frazione del costo complessivo di assegnazione per la parte non riguardante la frazione del costo di acquisto del
fabbricato;
5) la separata indicazione, nella fattura emessa dalla cooperativa
al momento della stipula dell'atto pubblico di trasferimento della proprietà, della frazione del costo di acquisto dell'immobile imputata alla
singola abitazione (non rilevante ai fini del calcolo della detrazione) rispetto alla restante parte del corrispettivo fatturato (su cui va
calcolata la detrazione).
Tanto premesso, l'istante chiede di sapere se i sopra elencati
adempimenti procedurali determino riflessi in materia di imposta sul valore aggiunto e, segnatamente, per ciò che concerne la separata indicazione in
fattura della frazione di costo di acquisto del fabbricato imputata a ciascun socio, rispetto al corrispettivo riferito alle effettive spese di
La realizzazione di programmi edilizi che abbiano per oggetto la
costruzione o l'acquisto ed il successivo recupero di immobili già esistenti costituisce la finalità principale cui è diretta l'attività delle
cooperative di abitazione, a fronte della quale esse percepiscono un unico corrispettivo rappresentato dal valore di assegnazione dell'abitazione.
Tale corrispettivo, ai fini Iva, va assoggettato a fatturazione al
momento della stipulazione dell'atto pubblico, momento in cui avviene il trasferimento della proprietà dell'immobile dalla cooperativa ai soci
Ai sensi dell'art. 6, lettera d-bis), del D.P.R. 26 ottobre 1972,
n. 633, infatti, per quanto concerne le assegnazioni in proprietà di case di abitazione, effettuate nei confronti dei soci dalla cooperativa
edilizia, l'operazione si considera effettuata ai fini dell'Iva alla data del rogito notarile con cui la proprietà è trasferita al socio.
La norma ha carattere agevolativo in quanto tutti gli acconti versati
dal socio durante la costruzione e, in ogni modo, prima della data del rogito notarile sono irrilevanti agli effetti del tributo, perciò non
comportano, a carico della cooperativa, obblighi di fatturazione, di versamento dell'imposta e di esercizio della rivalsa.
Per le assegnazioni in godimento di alloggi a favore di soci di
cooperative a proprietà indivisa, invece, il momento in cui l'operazione assume rilevanza agli effetti dell'Iva, coincide, secondo le regole
generali, con quello del pagamento dei canoni periodici di godimento.
Inoltre, ai sensi dell'art. 3, commi 2 e 3, del D.L. 27 aprile 1990,
n. 90, convertito dalla L. 26 giugno 1990, n. 165 e successive modificazioni, la base imponibile delle assegnazioni in favore dei propri
soci di alloggi, adibiti ad abitazione principale, costruiti su aree in proprietà, di cui all'art. 13 della L. 2 luglio 1949, n. 408, e successive
modificazioni ed integrazioni, da parte d'enti pubblici territoriali, è costituita dal 70 per cento del costo degli alloggi medesimi se non
superiore a quello stabilito dal Comitato per l'edilizia residenziale. Per la parte eccedente, l'Iva si applica invece sull'intera somma.
Per quanto concerne, invece, le assegnazioni in favore dei propri soci
di alloggi, costruiti su aree in diritto di superficie, la base imponibile è ridotta al 50 per cento del costo degli stessi. Anche in tale ipotesi se
il costo supera quello stabilito dal Comitato per l'edilizia residenziale, per la parte eccedente il tributo si applica su tutta la differenza.
L'art. 1, comma 3, del D.L. 30 dicembre 1991, n. 417, convertito dalla
L. n. 66 del 1992, ha disposto che la percentuale di riduzione sopraindicata (70 e 50 per cento rispettivamente e di cui ai commi 2 e 3
dell'art. 3 del citato D.L. n. 90 del 1990) si applica anche ai corrispettivi di godimento periodicamente versati dai soci alle cooperative
per l'assegnazione in godimento delle case di abitazione di cui all'art. 13 della L. n. 408 del 1949 e successive modificazioni.
Peraltro, la L. 30 novembre 1994, n. 656 ha disposto che l'accennato
speciale criterio di favore per la determinazione della base imponibile vale solo per gli alloggi adibiti ad abitazione principale del socio, con
la conseguenza che, al di fuori di tale ipotesi, riprendono vigore i criteri generali validi per le assegnazioni ai soci.
Le disposizioni normative sopra richiamate, ai fini della loro
applicabilità, prescindono dal tipo d'intervento (nuova costruzione o
recupero) effettuato dalla cooperativa.
La circostanza per cui la cooperativa abbia costruito ovvero acquistato
e successivamente ristrutturato l'immobile assegnato al socio non ha alcuna influenza nell'applicazione dell'Iva, per la cui determinazione occorre,
invece, considerare l'ammontare complessivo del corrispettivo d'assegnazione indicato nel rogito notarile o del canone di godimento, a
prescindere dalle voci che concorrono a formarlo.
Ciò che rileva agli effetti dell'Iva è, infatti, ai sensi dell'art. 13 del citato D.P.R. n. 633 del 1972, unicamente il corrispettivo della
prestazione contrattuale, rappresentata dall'alienazione dell'abitazione prenotata ed assegnata al socio o concessa in godimento allo stesso.
Le innovazioni procedurali richieste per il riconoscimento della
detrazione di cui all'art. 1 della L. n. 449 si pongono, invece, su un diverso ambito oggettivo e temporale rispetto alla disciplina Iva, sopra
Ai fini della detrazione, di cui all'art. 1 della L. n. 449, delle
spese sostenute per gli interventi di recupero edilizio è rilevante, infatti, avere riguardo al loro effettivo pagamento. Questo, per i soci di
cooperative, avviene generalmente prima dell'emissione della fattura che, per espressa previsione di legge, è rimandata al momento del rogito
notarile. Invero, il diritto alla detrazione deriva dall'obbligo, da parte del socio, di dichiarare ai fini Irpef il reddito dell'unità immobiliare
già a decorrere dalla data di assegnazione provvisoria della stessa e quindi prima della stipula dell'atto di vendita.
detrazione di cui all'art. 1 della L. n. 449 non interferiscono con la specifica disciplina Iva dettata per agevolare l'attività svolta dalle
cooperative d'abitazione.
La disciplina dell'Iva, infatti, prescindendo dal tipo d'intervento
effettuato (di recupero o nuova costruzione), fa riferimento al corrispettivo rappresentato dal valore d'assegnazione dell'abitazione,
assoggettato a fatturazione contestualmente alla stipula dell'atto pubblico d'assegnazione in proprietà della stessa abitazione o, nel caso
d'assegnazione in godimento, all'atto del pagamento dei canoni periodici.
L'indicazione separata in fattura della quota parte di spese sostenute
per la ristrutturazione non determina un'autonoma rilevanza agli effetti dell'Iva di tali spese, ma risponde all'esigenza di determinare
correttamente la detrazione riconosciuta al socio assegnatario dall'art. 1 della L. n. 449 del 1997.
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