Source: http://piergiorgiovalente.postilla.it/2010/11/24/modello-ocse-novita-2010-scambio-di-informazioni-stabile-organizzazione-e-altro-ancora/
Timestamp: 2020-01-23 01:15:53+00:00
Document Index: 15472151

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 7', 'art. 15']

Modello OCSE. Novità 2010: Scambio di informazioni, Stabile organizzazione (e altro ancora) - Postilla
Postilla » Fisco » Il Blog di Piergiorgio Valente » Commercio e fiscalità internazionale » Modello OCSE. Novità 2010: Scambio di informazioni, Stabile organizzazione (e altro ancora)
Eliminazione delle riserve sull’art. 26 del Modello OCSE, determinazione del reddito della stabile organizzazione, pagamenti nelle transazioni concernenti le telecomunicazioni, reddito da lavoro dipendente, trattamento fiscale dei Collective Investment Vehicles: sono queste alcune tra le più importanti novità introdotte dalla versione 2010 del Modello di Convenzione dell’OCSE, la cui pubblicazione è prevista questo settembre (cfr. Il Modello di Convenzione contro le doppie imposizioni dell’OCSE. La versione 2010, di Piergiorgio Valente, Il fisco n. 33/2010, p. 5333 ss.).
Il documento dell’OCSE pubblicato in data 22 luglio 2010 ne fornisce una esaustiva rassegna.
Le riserve sull’art. 26 del Modello OCSE
L’art. 26 del Modello OCSE reca le disposizioni fondamentali sullo scambio di informazioni in materia fiscale (cfr. Lo scambio di informazioni su richiesta secondo l’OCSE, di Piergiorgio Valente, Il fisco n. 30/2010; Lo scambio di informazioni su richiesta nelle fonti comunitarie, di Piergiorgio Valente, Il fisco n. 31/2010; Lo scambio di informazioni automatico nelle fonti internazionali e sovranazionali, di Piergiorgio Valente, Il fisco n. 20/2010; Lo scambio di informazioni spontaneo nelle fonti internazionali e sovranazionali, di Piergiorgio Valente, Il fisco n. 32/2010).
Di particolare importanza è la disposizione di cui al paragrafo 5, la quale è tesa ad assicurare lo scambio delle informazioni detenute da banche, altre istituzioni finanziarie, delegati, agenti e fiduciari. In sostanza, il segreto bancario, eventualmente previsto e tutelato dalla legislazione interna, non può rappresentare un limite allo scambio di informazioni (cfr. Segreto bancario. Finita l’età dell’oro?).
Nel corso del 2009, 4 Stati membri dell’OCSE (Austria, Belgio, Lussemburgo e Svizzera) hanno ritirato le loro riserve sul paragrafo 5 dell’art. 26 del Modello OCSE in ossequio agli standards internazionali di trasparenza. Risultano, pertanto, eliminati i paragrafi da 23 a 26 del Commentario all’art. 26 (cfr. Convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni, di Piergiorgio Valente, 2008).
I Collective Investment Vehicles
Le modifiche al Commentario all’art. 1 del Modello OCSE consentono di estendere l’applicazione delle disposizioni convenzionali al reddito dei fondi di investimento collettivo (cfr. Modifiche agli artt. 1-5 del Modello e al Commentario, di Piergiorgio Valente, Il fisco n. 32/2008). I nuovi paragrafi 6.8 – 6.16 del Commentario all’art. 1 esaminano le questioni di carattere tecnico-giuridico che costituiscono il presupposto generale per il trattamento fiscale convenzionale: il Collective Investment Vehicle deve essere considerato, a tali fini, una “persona“, un “residente di uno Stato Contraente” e un “beneficiario effettivo” del reddito prodotto.
L’art. 7 del Modello OCSE
Il testo dell’art. 7 e il relativo Commentario risultano completamente riscritti (cfr. Modifiche agli artt. 6-12 del Modello e al Commentario, di Piergiorgio Valente, Il fisco n. 33/2008).
– il paragrafo 1 fissa la regola generale per l’allocazione del diritto di assoggettare a tassazione i redditi di impresa;
– il paragrafo 2 prevede che nel determinare il reddito at arm’s length da attribuire alla stabile organizzazione bisogna tenere conto delle funzioni svolte, degli assets utilizzati e dei rischi assunti dall’impresa per mezzo della stabile organizzazione;
– il paragrafo 3 ha lo scopo di evitare fenomeni di doppia imposizione connessi al fatto che gli Stati contraenti potrebbero interpretare “differentemente” la disposizione di cui al paragrafo 2.
Apposito Annex al Commentario al Modello OCSE 2010 riporta, a titolo di “riferimento storico“, la versione 2008 dell’art. 7 (http://www.piergiorgiovalente.it/inc/common/fs/getFile.asp?nf=UGFnZXNfMV9DSTUucGRm&r=518).
Le modifiche al Commentario all’art. 12 del Modello OCSE riguardano il trattamento fiscale dei pagamenti per l’uso di “satellite transponder“, la qualificazione del reddito da concessione di diritti su cables e linee telefoniche, la qualificazione dei pagamenti in roaming e dei pagamenti per spectrum licences. In linea generale, siffatti pagamenti non costituiscono royalties ai sensi dell’art. 12 del Modello OCSE, né il satellite costituisce stabile organizzazione dell’operatore.
Le modifiche al Commentario all’art. 15 riguardano sostanzialmente l’interpretazione del paragrafo 2 dell’articolo (cfr. Modifiche agli artt. 13-31 del Modello e al Commentario, di Piergiorgio Valente, Il fisco n. 34/2008). Il paragrafo 8 del Commentario all’art. 15, integralmente riscritto, evidenzia la sussistenza di una relazione diretta tra i principi di cui al paragrafo 2 dell’art. 15 e l’art. 7 del Modello OCSE. Quest’ultimo si basa sull’assunto secondo cui un’impresa di uno Stato contraente non dovrebbe essere assoggettata a tassazione in un altro Stato, a meno che ivi non disponga di una stabile organizzazione. L’eccezione di cui al paragrafo 2 dell’art. 15 estende il suindicato principio all’imposizione dei lavoratori dipendenti dell’impresa, nell’ipotesi in cui l’attività da lavoro dipendente sia svolta nell’altro Stato per un periodo di tempo relativamente breve.
Letture: 36761 | Commenti: 78 |