Source: http://www.craal.it/obiettivi.html
Timestamp: 2018-12-11 08:04:56+00:00
Document Index: 178679370

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2']

Ottenere la presenza di un Ufficio Diritti Animali efficace e operativo in ogni Comune
Uno degli obiettivi del C.R.A.A.L. è quello di garantire la presenza in ogni Comune dell’Ufficio Diritti Animali:
• gestito in collaborazione con le associazioni animaliste
coordinato con l’attività della ASL competente, in particolare:
- per interventi in caso di segnalazioni di maltrattamento da verificare,
- per quanto previsto dall’art. 3, comma 1, lett. g) “predisposizione di interventi atti al controllo sanitario e demografico dei cani e gatti”,
- per quanto previsto dall’art. 3, comma 2, lett. b), “ interventi di ritiro e consegna presso strutture di pronto soccorso dei cani e gatti feriti segnalati dai cittadini o dalle associazioni di protezione animali”
• coordinato con la Forza Pubblica per l’intervento tempestivo in caso di segnalazioni di maltrattamento da perseguire
Verificare e sostenere l'applicazione dell'articolo 9 comma 4 sul riconoscimento e la registrazione dei "cani di quartiere"
I“cani di quartiere” , secondo l’art. 9, comma 4, devono essere iscritti e riconosciuti a nome dell’associazione animalista di riferimento per la gente del quartiere dove vive abitualmente il cane, ma, secondo quanto precisato dall’art. 9 comma 3, i cani di quartiere devono essere vaccinati, sorvegliati e sterilizzati dal servizio veterinario dell’azienda ASL competente per territorio che ne è per tali aspetti, anche assolutamente responsabile
In proposito viene precisato dalla Circolare del Ministero della Sanità n.5 del 14 maggio 2001, che il riconoscimento del cane di quartiere significa “… che la gente del quartiere NON si attribuirà l’onere della responsabilità della proprietà del cane (intendendosi con questo responsabilità sulla custodia del cane e relative responsabilità anche penali), ma si impegnerà per procurare all’amico dell’uomo i parametri necessari alla sopravvivenza e convivenza: alimenti e alloggio di fortuna”;
Vigilare che i Comuni intervengano sul fenomeno del randagismo, in applicazione della L.R. 34/97, e collaborare nella predisposizione degli interventi. Tra questi sostenere l'organizzazione di "canili mobili" per la sterilizzazione di cani e gatti vaganti sul territorio
Uno dei punti principali del programma di controllo del fenomeno del randagismo proposto dal CRAAL è di suggerire l'organizzazione da parte di Comuni e ASL di competenza ( o strutture o associazioni convenzionate) di “canili mobili” per la sterilizzazione dei cani e gatti di sesso femminile vaganti sul territorio e censiti.
I “canili mobili” sono strutture temporanee, di facile e veloce allestimento, dove mantenere il cane per il tempo strettamente necessario alla sua identificazione con microchip, alla sterilizzazione e alla breve degenza post-operatoria. Trascorso tale periodo, il cane viene nuovamente liberato sul territorio a lui noto, con il fondamentale risultato di averne interrotto la riproduzione incontrollata ed esponenziale e aver permesso un controllo del fenomeno del randagismo in un periodo breve. Tutto questo senza sofferenza e reclusione a vita degli animali, con una strategia semplice da realizzare e con un costo minimo rispetto al mantenimento a vita in prigionia dei randagi presso strutture convenzionate e non, prigionia eticamente inaccettabile laddove esistono alternative migliori praticabili.
Così, interrotta la riproduzione dei randagi, gli abbandoni estivi, che purtroppo si realizzano in misura riducibile ma per un minimo inevitabile, saranno compensati dalle adozioni promosse e incentivate dalle associazioni animaliste presso i rifugi e presso i canili sanitari, che tornano ad assolvere alla loro funzione di controllo sanitario e temporanea accoglienza dei randagi in attesa di adozione.
Collaborare con i Comuni nella programmazione di una campagna di informazione sulla sterilizzazione e di un piano di incentivazione alla sterilizzazione dei cani appartenenti ai privati
Rientra a far parte del del programma di controllo del fenomeno del randagismo la proposta da CRAAL ai Comuni di creare un piano di incentivazione della sterilizzazione dei cani di sesso femminile appartenenti ai privati sia attraverso campagne di informazione sui vantaggi anche sanitari della sterilizzazione stessa che attraverso l’offerta per i cani di privati che hanno un basso reddito di interventi di sterilizzazione gratuiti o a basso costo, effettuati dai veterinari delle ASL o da veterinari convenzionati (programma già realizzato dal Comune di Roma con ottimi risultati).
L’incentivazione della sterilizzazione anche attraverso l’offerta di interventi gratuiti per i cani padronali è fondamentale, perché mentre sono pochi i cuccioli e gli adulti randagi destinati a sopravvivere a lungo, i cani di proprietà sfornano cuccioli ben curati per i primi mesi e forti, che vengono poi regolarmente portati a riempire i rifugi delle associazioni, a questi si aggiunge l’incontrollata riproduzione dei cani padronali tenuti per la guardia nei cantieri e nelle proprietà in campagna.
Far sì che venga garantita la partecipazione delle associazioni animaliste al controllo del benessere degli animali nei canili convenzionati
Uno degli obiettivi del CRAAL è di garantire la trasparenza degli accordi tra Comuni e canili convenzionati e di proporre la partecipazione delle associazioni animaliste al controllo del benessere degli animali nei canili convenzionati, svolto dalle ASL, in modo da renderlo effettivo ed efficace.
La proposta mira ad interrompere l'orribile fenomeno dei canili-lager privati e convenzionati, e ad assicurare agli animali che vengono ospitati nei canili convenzionati alloggi e condizioni di vita dignitosi.
Fare rispettare la legge regionale 34/97 [art. 2, comma a] sull'allestimento da parte dei Comuni di Canili Sanitari e di Oasi di accoglienza zoofila
Uno dei punti del programma del CRAAL è di far rispettare ai Comuni, singoli o associati, l'obbligo di allestimento, in collaborazione con le ASL e in coordinamento con le associazioni di volontariato, sul territorio, di Canili Sanitari destinati alla duplice funzione di assistenza sanitaria e ricovero (obbligo che doveva essere assolto entro 24 mesi dalla entrata in vigore della legge regionale 34/97, art. 2, comma a).
Il Canile Sanitario può (art. 2, comma b) essere affidato in tutto o in parte, mediante convenzione, alle associazioni di volontariato animalista.
Laddove le Associazioni ne esprimano la necessità sul territorio, individuazione da parte dei Comuni di un’area da destinare all’allestimento di un’ “Oasi di accoglienza zoofila” gestita dalle Associazioni di volontariato e Protezione animale dove queste possano far fronte alle emergenze e portare avanti gli obiettivi statutari. Nell’ “Oasi di accoglienza zoofila” l’opera del volontariato locale può trovare una propria costruttiva espressione e partecipazione alla cura dei randagi e alla prevenzione del randagismo.
Con l’allestimento dei Canili Sanitari e delle “Oasi di accoglienza zoofila” si vuole interrompere l’orribile mercato degli animali smarriti, feriti o abbandonati, che vengono dirottati a molte decine di chilometri di distanza dal territorio di appartenenza affidandoli a strutture private non controllabili e alimentando il business dei canili-lager privati convenzionati.
La “Carta del C.R.A.A.L.” raccoglie gli obiettivi più urgenti da raggiungere per la tutela degli animali d’affezione e per la prevenzione del randagismo.
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