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Timestamp: 2020-07-03 09:33:42+00:00
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Un’operazione finanziaria imprudente integra la bancarotta semplice
18 Agosto 2016 | La Redazione
Integra la condotta richiesta per rispondere di bancarotta semplice, ex art. 217,n. 3, l. fall., il compimento di un’operazione finanziaria realizzata con grave imprudenza tale da pregiudicare le disponibilità finanziarie dell’azienda in crisi. Inoltre, il dolo richiesto dalla norma si considera sussistente qualora l’agente fosse consapevole del riflesso negativo che l’operazione finanziaria attuata avrebbe comportato alle condizioni patrimoniali dell’impresa. In questi termini si è espressa la sentenza n. 34911/ 2016, depositata in data 17 agosto.
La vicenda. Oggetto del procedimento su cui si è chiesto alla Corte di Cassazione di pronunciarsi è il caso di due amministratori, l’uno di fatto e l’altro di diritto, di una s.r.l., accusati e dichiarati responsabili del reato di cui all’art. 217, n. 3, l. fall. per aver proceduto alla vendita di due unità immobiliari ad un prezzo minore rispetto a quello formale, aggravando di fatto il dissesto della s.r.l. venditrice, successivamente dichiarata fallita.
Precisazioni sulla bancarotta art. 217, n. 3. Nonostante la difesa dei due amministratori avesse impugnato la sentenza d’Appello contestando l’erronea applicazione degli artt. 217, n. 3 e 224 l. fall., il Collegio di legittimità dichiara l’impugnazione priva di fondamento. Gli articoli in esame, infatti, vengono considerati correttamente applicati, anche a fronte di passati orientamenti giurisprudenziali in cui si era stabilito che per integrare l’ipotesi di bancarotta semplice di cui all’art. 217, n. 3 l. fall è sufficiente compiere “operazioni finalisticamente orientate a ritardare il fallimento” che, al contempo, si presentino “caratterizzate da grave avventatezza o spregiudicatezza” e che “superino i limiti dell’ordinaria imprudenza” (Cass. Pen., 4 giugno 2013, n. 24231). La S.C:, conformemente a quanto affermato da questo precedente orientamento, ritiene che l’applicazione della norma compiuta dalla Corte d’Appello sia stata adeguata e rigetta i ricorsi delle parti.
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