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Timestamp: 2018-08-19 11:38:37+00:00
Document Index: 182288541

Matched Legal Cases: ['art. 2733', 'art. 2697', 'art. 2735', 'art. 5', 'art. 360', 'art. 2697', 'art. 5', 'art. 360']

Corte di Cassazione n° 20352/2010 – sinistro stradale – dichiarazione contenuta nel modello CID non ha valore di piena prova ma deve essere liberamente apprezzata dal giudice -28.09.2010. - - Giudice di Pace
Corte di Cassazione n° 20352/2010 – sinistro stradale – dichiarazione contenuta nel modello CID non ha valore di piena prova ma deve essere liberamente apprezzata dal giudice -28.09.2010. -
La dichiarazione confessoria, contenuta nel modulo di constatazione amichevole del sinistro (cosiddetto C.I.D.), resa dal responsabile del danno, proprietario del veicolo assicurato e - come detto - litisconsorte necessario, non ha valore di piena prova nemmeno nei confronti del solo confitente, ma deve essere liberamente apprezzata dal giudice, dovendo trovare applicazione la norma di cui all’art. 2733, terzo comma, cod. civ., secondo la quale, in caso di litisconsorzio necessario, la confessione resa da alcuni soltanto dei litisconsorti è, per l’appunto, liberamente apprezzata dal giudice (Cass., Sez. Un., 5.5.2006, n. 10311; Cass., 25.5.2007, n. 12257).
SENTENZA del 28.09.2010 N° 20352
T. L. conveniva dinanzi al Giudice di Pace di Legnano la P. Assicurazioni s.p.a. ed A. C. chiedendone la condanna al risarcimento dei danni subiti dall’autovettura di sua proprietà a seguito dello scontro verificatosi con un veicolo dello stesso C. , assicurato dalla suddetta compagnia assicuratrice.
Il C.t.u. nominato dal Giudice di Pace escludeva la compatibilità dei danni all’autovettura con la dinamica del sinistro come descritta da parte attrice e rilevava che il numero di targa indicato nel modulo di constatazione amichevole non contrassegnava il veicolo del C.
La P. assicurazioni chiedeva il rigetto dell’appello.
Il Tribunale di Milano respingeva l’Appello e condannava l’appellante alla rifusione delle spese in favore dell’appellata.
Proponeva ricorso per cassazione T. L. , con tre motivi. Non svolgevano attività difensiva gli intimati.
Con i primi due motivi del ricorso, da trattare unitariamente in considerazione della loro stretta connessione, T. L. denuncia rispettivamente: 1) «Violazione e falsa applicazione dell’art. 2697 c.c. e dell’art. 2735 c.c., dell’art. 5 comma II L. 39/77 con riferimento all’art. 360 comma II nn. 3 e 5 c.p.c.»; 2) «Violazione e falsa applicazione da parte del Giudice di secondo grado, dell’art. 2697 c.c. in relazione all’art. 5 comma II L. 39/77 sotto altro profilo: violazione dell’art. 360 comma I n. 3 c.p.c.».
Nessuna prova inoltre, secondo la L. , è stata data circa la mancata verificazione dell’incidente.
Lamenta parte ricorrente che il Giudice ha omesso di considerare la deposizione del teste G. che ha confermato il preventivo delle spese.
Depositata in Cancelleria il 28.09.2010