Source: http://www.francoribaudo.it/ribaudo-pd-approvata-la-legge-per-valorizzare-i-piccoli-comuni-attraverso-nuove-risorse-e-semplificazioni/
Timestamp: 2018-10-15 10:56:28+00:00
Document Index: 55376704

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 13']

Roma 2 Ottobre – “Lo scorso 28 settembre è stato approvato definitivamente al Senato il disegno di legge ‘Misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni, nonché disposizioni per la riqualificazione e il recupero dei centri storici dei medesimi comuni’. Meglio conosciuta come legge che tutela i piccoli comuni, istituisce un fondo per lo sviluppo strutturale per i borghi con meno di cinquemila abitanti.” Lo scrive in una nota il deputato siciliano del Pd Franco Ribaudo.
“L’obiettivo – aggiunge – è quello di ripopolare, o quanto meno di frenare l’abbandono dei paesi, specialmente delle aree interne; paesi che, dal 1971, hanno visto ridursi il numero di residenti anche più del 20 per cento. I 5.591 Comuni interessati dal provvedimento occupano il 54 per cento del suolo italiano e rappresentano il 69 per cento del totale dei municipi.
È previsto, tra il 2017 ed il 2023, uno stanziamento di cento milioni di euro da parte del Governo Nazionale. Per l’utilizzo delle risorse saranno stilati un piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli comuni e un elenco di interventi prioritari.
La legge offre delle serie opportunità nel settore turistico ed in particolare nel recupero dei centri storici, un aiuto per sostenere ed incoraggiare i giovani attraverso anche la promozione del consumo di prodotti a km zero e di iniziative cinematografiche e culturali. Sappiamo come il Governo attuale abbia da sempre lavorato per tutelare i piccoli centri, favorendo ad esempio la rinascita dei mille campanili d’Italia. Questa misura è un’ulteriore risposta che si aggiunge all’iniziativa Aree Interne.
Previste – conclude – inoltre una serie di manovre che potranno favorire l’implementazione di tutti quei servizi necessari a connettere le piccole comunità con il resto del mondo, come la banda ultralarga, le migliorie nella rete dei trasporti ed i servizi postali.”
Per maggiori informazioni allego il testo della legge, le finalità e l’ambito di applicazione.
informazioni aggiornate a giovedì, 28 settembre 2017
Le finalità e l’ambito di applicazione
Il testo approvato contiene misure che riguardano i piccoli comuni, che sono definiti come i comuni con popolazione residente fino a 5.000 abitanti o istituiti a seguito di fusione tra comuni aventi ciascuno popolazione fino a 5.000 abitanti. I piccoli comuni possono beneficiare dei finanziamenti concessi ai sensi dell’articolo 3 qualora rientrino in una delle tipologie elencate (tra le quali rileva il disagio insediativo, le unioni di comuni montani, i comuni rientranti nelle aree periferiche e ultraperiferiche come individuate nella Strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne del Paese, ecc.). Le finalità generali delle varie misure attengono, tra l’altro, al sostegno dello sviluppo sostenibile, economico, sociale, ambientale e culturale, alla promozione dell’equilibrio demografico, favorendo la residenza in tali comuni, alla tutela e valorizzazione del patrimonio naturale, rurale, storico-culturale e architettonico, nonché al sistema dei servizi essenziali, con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento (art. 1).
nel Fondo confluiscono altresì le risorse per la progettazione e la realizzazione di itinerari turistici a piedi, denominati «cammini», di cui all’art. 1, comma 640, secondo periodo, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.
I piccoli comuni possono individuare, all’interno del perimetro dei centri storici, zone di particolare pregio, dal punto di vista della tutela dei beni architettonici e culturali, da riqualificare mediante interventi integrati pubblici e privati finalizzati alla riqualificazione urbana, nel rispetto delle tipologie e delle strutture originarie, attraverso gli strumenti previsti dalla vigente normativa statale e regionale in materia.
Per la realizzazione degli interventi i comuni possono anche avvalersi del Fondo per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei piccoli comuni istituito dall’art. 3.
Quanto alla tipologia dei predetti progetti integrati, si tratta, tra l’altro, di interventi di: risanamento, conservazione e recupero del patrimonio edilizio da parte di soggetti privati; realizzazione di opere pubbliche o di interesse pubblico; manutenzione straordinaria e riuso del patrimonio edilizio inutilizzato; consolidamento statico e antisismico degli edifici storici, nonché riqualificazione energetica; miglioramento dei servizi urbani.
acquisire e riqualificare immobili per contrastare l’abbandono di terreni e di edifici dismessi o degradati (art. 5);
acquisire stazioni ferroviarie dismesse o case cantoniere per destinarle a presidi di protezione civile o sedi di promozione di prodotti tipici locali, acquisire il sedime ferroviario dismesso e non recuperabile all’esercizio ferroviario, principalmente per la destinazione a piste ciclabili, nonché realizzare circuiti e itinerari turistico-culturali ed enogastronomici, volti alla rinnovata fruizione dei percorsi connessi alla rete ferroviaria storica (art. 6);
relativamente alle aree, nelle quali non vi è interesse da parte degli operatori a realizzare reti per la connessione veloce e ultraveloce, beneficiare delle misure (previste dalla deliberazione del Comitato interministeriale per la programmazione economica n. 65/2015) per le aree a fallimento di mercato in attuazione della Strategia italiana per la banda ultralarga, volte a favorire la diffusione delle infrastrutture in banda ultralarga; per tali finalità, inoltre, si prevede la precedenza nell’accesso ai finanziamenti pubblici previsti dalla normativa vigente per la realizzazione dei programmi di e-government e la priorità ai piccoli comuni, anche in forma associata – da parte del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione – nella individuazione delle iniziative di innovazione tecnologica per i comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti (art. 8);
favorire, con differenti modalità (utilizzo di reti telematiche già esistenti, convenzioni con società Poste italiane S.p.A.) l’utilizzo dei servizi postali e dell’effettuazione di pagamenti; si prevede inoltre anche la possibilità dei piccoli comuni di affidare a Poste italiane S.p.A. la gestione dei servizi di tesoreria e di cassa. (art. 9);
promuovere il consumo e la commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentari provenienti da filiera corta o a chilometro utile (artt. 11-12). I piccoli comuni possono promuovere il consumo e la commercializzazione di tali prodotti, favorendone l’impiego da parte dei gestori dei servizi di ristorazione collettiva pubblica. Nei bandi di gara indetti dai piccoli comuni per la fornitura di servizi legati alla ristorazione collettiva costituisce titolo preferenziale per l’aggiudicazione l’utilizzo dei prodotti prima richiamati, inclusi quelli biologici, in quantità superiori ai criteri minimi ambientali (CAM), fermo restando quanto previsto dal Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 50/2016). I piccoli comuni devono, altresì, destinare specifiche aree per la realizzazione dei mercati agricoli per la vendita diretta, riservando prioritariamente i posteggi agli imprenditori agricoli che vendono i prodotti agricoli ed alimentari provenienti da filiera corta e a chilometro utile. Gli esercizi della grande distribuzione commerciale possono destinare una congrua percentuale, calcolata in termini di valore, dei prodotti agricoli e alimentari da acquistare annualmente a prodotti provenienti da filiera corta o a chilometro utile. Al fine di favorire la vendita dei medesimi prodotti, nei predetti esercizi commerciali è destinato ad essi uno spazio apposito, allestito in modo da rendere adeguatamente visibili e identificabili le caratteristiche dei prodotti.
I comuni che esercitano obbligatoriamente in forma associata le funzioni fondamentali mediante unione di comuni o unione di comuni montani avranno l’obbligo di svolgere le funzioni di programmazione in materia di sviluppo socio-economico, e quelle che riguardano l’impiego delle occorrenti risorse finanziarie, anche derivanti dai fondi strutturali dell’Unione europea. È fatto divieto di ricorrere alla creazione di nuovi soggetti, agenzie o strutture comunque denominate per lo svolgimento di tale compito (art. 13).
Con riferimento ai servizi di trasporto e all’istruzione, l’articolo 15 prevede che il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e d’intesa con la Conferenza unificata, predisponga, in coerenza con la strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne del Paese, il Piano per l’istruzione destinato alle aree rurali e montane, con particolare riguardo al collegamento dei plessi scolastici ubicati in tali aree, all’informatizzazione e alla progressiva digitalizzazione delle attività didattiche e amministrative che si svolgono nei medesimi plessi. Viene altresì previsto che, nell’ambito del Piano Generale dei Trasporti e della Logistica (PGTL) e dei Documenti Pluriennali di Pianificazione (DPP), sono individuate apposite azioni destinate alle aree rurali e montane, con particolare riguardo al miglioramento delle reti infrastrutturali, nonché al coordinamento tra i servizi, pubblici e privati, finalizzati al collegamento tra i comuni delle aree rurali e montane, nonché al collegamento degli stessi con i comuni capoluogo di provincia e regione.
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