Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-16005-del-27-06-2017
Timestamp: 2020-01-27 19:48:22+00:00
Document Index: 122905146

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 380', 'art. 1', 'art. 157', 'art. 360', 'art. 83', 'art. 360', 'art. 132', 'art. 111', 'art. 360', 'art. 83', 'art. 360', 'art. 83', 'art. 159', 'art. 360']

Sentenza Cassazione Civile n. 16005 del 27/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16005 del 27/06/2017
Cassazione civile, sez. VI, 27/06/2017, (ud. 03/03/2017, dep.27/06/2017), n. 16005
EDILSYSTEM SRL, in persona dell’Amministratore e legale
SAN TOMMASO D’AQUINO 116, presso lo studio dell’avvocato CARLO
MILARDI, rappresentata e difesa dall’avvocato GIOVANNI FIORENTINO;
avverso la sentenza n. 462/2014 del TRIBUNALE DI TORRE ANNUZIATA, EX
SEZIONE DISTACCATA DI CASTELLAMMARE DI STABIA, depositata il
1. – Con sentenza n. 462/14 il Tribunale di Torre Annunziata rigettava l’appello proposto dalla Edilsystem s.r.l. avverso la sentenza emessa dal giudice di pace di Castellammare di Stabia, che aveva respinto la domanda proposta da detta società nei confronti del condominio di via (OMISSIS), per nullità della procura ad litem, derivante dall’illeggibilità della firma del conferente. Osservava il Tribunale che oltre ad essere illeggibile tale firma, mancava all’interno della procura l’indicazione del nominativo del conferente e della relativa carica, a nulla rilevando che tali indicazioni fossero contenute nel corpo dell’atto.
2.1. – Il condominio di via (OMISSIS), è rimasto intimato.
2.2. – Il ricorso è stato avviato alla trattazione camerale ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., come dal D.L. 31 agosto 2016, n. 168, art. 1 bis, comma 1, lett. e), convertito, con modificazioni, dalla L. 25 ottobre 2016, n. 197.
3. – Il primo motivo denuncia la violazione dell’art. 157 c.p.c., commi 1 e 2, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4, perchè la pretesa nullità della procura alla lite è stata rilevata d’ufficio dal giudice di primo grado; il secondo motivo lamenta la violazione dell’art. 83 c.p.c., comma 3, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4, essendo nella specie possibile identificare il soggetto che aveva rilasciato la procura a margine della citazione di primo grado, attraverso le indicazioni contenute nel medesimo atto processuale; il terzo motivo deduce la violazione dell’art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4, e art. 111 Cost., comma 6, sempre in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4, per il carattere apparente della motivazione del giudice d’appello; il quarto motivo espone la violazione dell’art. 83 c.p.c., comma 3, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4, sempre con riferimento all’erronea negazione della possibilità di integrare la procura con le indicazioni emergenti dall’atto a margine del quale essa era stata vergata; il quinto motivo deduce la violazione dell’art. 83 c.p.c., comma 3, e art. 159 c.p.c., nonchè artt. 1363 e 1367 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, per non aver il giudice d’appello interpretato la procura mediante applicazione delle regole ermeneutiche previste in materia contrattuale.
Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sezione Sesta – 2 Civile della Corte di Cassazione, il 3 marzo 2017.