Source: http://comitat-friul.blogspot.com/2018/11/
Timestamp: 2019-07-24 07:23:07+00:00
Document Index: 113099697

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 13']

Comitât pe Autonomie e pal Rilanç dal Friûl: novembre 2018
Modifica dell'art. 13 dello statuto di autonomia della regione Friuli-VG. E le minoranze linguistiche friulana e germanica? Ricordiamo che la costituzione italiana non ammette discriminazione tra minoranze linguistiche!
NELLA REGIONE FRIULI-VG
NON C'E' SOLO
LA MINORANZA LINGUISTICA SLOVENA!!
Dal sito ufficiale del Consiglio regionale
“(…) Il disegno di legge costituzionale di iniziativa parlamentare n. 36 modifica, invece, l'articolo 13 dello Statuto del FVG con lo scopo di garantire alla minoranza slovena il diritto a essere comunque rappresentata nel Consiglio regionale. Con la modifica suggerita - ha spiegato ancora Bernardis - si intende introdurre una prerogativa specifica per i partiti della minoranza slovena, prevedendo almeno un seggio assicurato in Consiglio regionale, indipendentemente dal numero di voti raggiunto.
Dopo l'intervento di Gabrovec, che ha portato ad esempio quanto previsto dalla Slovenia per i cittadini di minoranza italiana ed ha parlato di principio di reciprocità, nonché le richieste di approfondimento giunte da più consiglieri, la Commissione ha deciso all'unanimità di rinviare il parere a quando saranno organizzate delle audizioni su una tematica ritenuta tanto delicata quanto importante per tutta la Regione. (…)”
http://www.consiglio.regione.fvg.it/pagine/comunicazione/comunicatistampa.asp?comunicatoStampaId=609949.
Il Consiglio regionale è eletto a suffragio universale diretto, uguale e segreto.
Il numero dei consiglieri regionali è determinato in ragione di uno ogni 25.000 abitanti o frazione superiore a 10.000 abitanti, secondo i dati desunti dall'ultima rilevazione dell'Istat Movimento e calcolo della popolazione residente annuale antecedente il decreto di convocazione dei comizi elettorali.
Questa è una vecchia battaglia della minoranza linguistica slovena che vive in regione, palesemente incostituzionale, perché prevedendo una norma elettorale che va a vantaggio della sola minoranza linguistica slovena, discrimina le minoranze linguistiche friulana e germanica: discriminazione VIETATA dalla nostra Costituzione e dal Consiglio d'Europa.
Ma in regione, nel "silenzio tombale" degli eletti friulani in Consiglio regionale e in Parlamento, la minoranza linguistica slovena "pretende" di discriminare le altre due minoranze linguistiche (friulani e germanici) con una norma posta solo a suo vantaggio nello Statuto di autonomia, ossia in una legge di rango costituzionale. Norma poi modificabile in futuro solo con il lungo percorso previsto per le leggi costituzionali e contro cui non è possibile ricorrere perchè di rango costituzionale.
Ricordiamo ancora una volta che la Corte Costituzionale italiana più volte nelle sue sentenze ha precisato che è VIETATA la discriminazione tra minoranze linguistiche e scritto in sentenza che tutte le minoranze linguistiche hanno pari diritti. Inclusi, ovviamente, i diritti elettorali!!
Perchè mai la minoranza germanica e la minoranza friulana della nostra regione non possono anche loro avere "GARANTITO" un loro rappresentante in consiglio regionale al pari della minoranza slovena, "indipendentemente dal numero di voti raggiunto"?
E' vero che attualmente non esiste un partito etnico regionale friulano e/o germanico (ma è esistito in passato!!) mentre esiste oggi più di un partito etnico regionale della minoranza slovena, ma nulla vieta che in futuro si ricostituisca.
Non è stato sufficiente – strumentalizzando la tutela della minoranza slovena - aver creato un collegio triestino extra-large che danneggia pesantemente la minoranza linguistica friulana? Si vuole continuare su questa strada, penalizzando questa minoranza nel negarle gli stessi diritti elettorali richiesti dalla minoranza linguistica slovena? Perché è in questa direzione che va la modifica proposta dell'art. 13 dello statuto di autonomia.
L'art. 13 dello Statuto di autonomia della regione se viene modificato, DEVE prevedere un pari diritto di rappresentanza in Consiglio regionale anche per le altre due minoranze regionali, la friulana e la germanica. In Italia e in Europa non sono ammesse discriminazioni tra minoranze (i due termini giuridici “nazionali - linguistiche” sono equivalenti e rappresentano la stessa identica fattispecie giuridica).
Il principio di reciprocità richiamato dal consigliere Gabrovec, non è un principio costituzionale e neppure un principio del diritto internazionale. Al massimo è "buona creanza", ma si sa che questa nei rapporti tra Stati è scarsamente presente….
Oltre al fatto che la Costituzione slovena - ma ci risulta che ciò non venga precisato dal consigliere regionale di lingua slovena Gabrovec - garantisce un seggio in Parlamento, non solo alla minoranza italiana, ma a TUTTE le minoranze linguistiche riconosciute dalla Slovenia. Non esiste pari norma nella Costituzione italiana. E se fosse posta in Costituzione, dovrebbe essere estesa a tutte le 12 minoranze linguistiche riconosciute dalla Repubblica italiana, esattamente come prevede la Costituzione slovena.
Sia per la Costituzione slovena che per quella italiana, non esistono minoranze linguistiche di serie A e minoranze linguistiche di serie B, tutte le minoranze hanno PARI diritti, inclusi i privilegi…. elettorali!
E questo il nostro precedente POST del 12 giugno 2018
http://comitat-friul.blogspot.com/2018/06/minoranza-linguistica-slovena-conoscono.html
Pubblicato da Comitât pe Autonomie e pal Rilanç dal Friûl a 13:55 2 commenti:
Etichette: Gabrovec, Lingua friulana, lingua slovena, lingua tedesca, Minoranza linguistica friulana, Regione Friuli VG, Statuto di autonomia speciale
UTI E LO SPEZZATINO DEL FRIULI - COMUNICATO STAMPA DEL 20 NOVEMBRE 2018
Con la legge sulle UTI il Friuli ha subito e sembra che debba continuare a subire la cancellazione della propria identità, dissolta da un lato nell'indigesto friulveneziagiulianismo e dall'altro nel frazionamento delle proprie forme di rappresentanza istituzionale.
Ora si ridiscutono tempi e metodi di funzionamento delle UTI e di altre iposi su enti di area vasta ma il problema dello spezzatino del Friuli resta inalterato poichè resta inalterata la violazione del principio che una minoranza linguistica, e i friulani lo sono, ha diritto ad una forma unitaria di rappresentanza amministrativa.
Dobbiamo ricordare che negli archivi del Consiglio regionale, quasi dimenticate, giacciono proposte di legge per il Friuli risalenti agli anni '80 (Movimento Friuli) agli anni '90 (Londero nel '96 e Cecotti nel '97 con una proposta organica di riforma degli Enti locali) e poi negli anni 2000 con la proposta di questo Comitato per l'istituzione dell'Assemblea delle Provincie del Friuli, e ancora recentemente col referendum del sindaco Anzil per l'istituzione delle due provincie autonome del Friuli e di Trieste. Forse in questa fase di riesame delle UTI varrebbe la pena che il Consiglio si rileggesse le motivazioni e l'articolato di quelle proposte.
Etichette: Comitato per l'autonomia e il rilancio del Friuli, Friuli, Minoranza linguistica friulana, Paolo Fontanelli, UTI Unioni territoriali intercomunali
MINORANZA LINGUISTICA FRIULANA - L'INSEGNAMENTO DELLA STORIA E DELLA GEOGRAFIA DEL FRIULI E' UN DIRITTO DEI FRIULANI ! - Lettera inviata dall'Assemblea della Comunità linguistica friulana al Ministro dell'Istruzione Marco Bussetti e al Presidente della regione Friuli-VG, Massimiliano Fedriga.
e della geografia dei Friuli
è un diritto dei friulani
una lettera inviata dalla "Assemblee de Comunitât Linguistiche Friulane" al Ministro dell'Istruzione Marco Bussetti, al Presidente della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, e per conoscenza ad altri nominativi che non pubblichiamo per motivi di spazio:
Comunitât Linguistiche Furlane
Sede presso il Comune di Carlino
P. San Rocco 24 - tel. 0432-555787
Oggetto: Insegnamento della storia e della geografia del Friuli.
Carlino, li 19 ottobre 2018
Signor Ministro dell’Istruzione
Signor Presidente della Regione Autonoma Friuli – Venezia Giulia
L’art. 4 della legge n. 482/99 “Norme in materia delle minoranze linguistiche storiche”, in attuazione dell’art. 6 della Costituzione, recita: “Nelle scuole materne […] l'educazione linguistica prevede, accanto all'uso della lingua italiana, anche l'uso della lingua della minoranza per lo svolgimento delle attività educative. Nelle scuole elementari e nelle scuole secondarie di primo grado é previsto l'uso anche della lingua della minoranza come strumento di insegnamento”.
Fra i temi già individuati come prioritari dal gruppo di regia costituito da Regione Autonoma Friuli – Venezia Giulia, Ministero della Pubblica istruzione - Ufficio Scolastico Regionale F-VG, Università degli Studi del Friuli – Facoltà di Scienze della Formazione, vi sono la storia e la geografia del Friuli. Tali materie sono quelle che forse meglio consentono di lavorare in e per la lingua minoritaria, friulana nel caso in parola, perché permettono agli allevi di arricchire la proprie conoscenze del luogo in cui vivono e la proprie abilità, proprio partendo dal contesto locale territoriale.
Ad oggi, nonostante un corpus normativo statale e regionale che dovrebbe ampiamente garantire i diritti linguistici della minoranza nella scuola, l’insegnamento manifesta, pur in presenza di alcuni punti di forza, anche notevoli punti di debolezza. Tra questi vi è proprio l’insegnamento della storia e della geografia del Friuli che trova troppo poco spazio nei libri di testo progettati per l’intera Repubblica. Al di là di frequenti strafalcioni, i libri di testo, proprio per la loro impostazione italiana, non colgono la complessità storica, geografica, culturale e linguistica di un territorio di confine come il Friuli, ricco di una bimillenaria identità plurale e , nel contempo, di una propria individualità, anche politica, che travalica l’area latina e italiana per ricomprendere anche il mondo slavo e quello germanico. Talvolta i manuali ripropongono addirittura, sia pure in forma edulcorata e dissimulata rispetto ad un non lontano passato, i luoghi comuni della retorica nazionalista escludente delle diversità.
Dato atto che quanto premesso lede gravemente i diritti della minoranza friulana (e delle altre presenti nella Regione) e i diritti individuali dei suoi appartenenti, garantiti dalla Costituzione e dalle leggi, in qualità di presidente dell’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana, organo istituzionale cui aderiscono 114 Comuni, chiedo fortemente l’avvio di un percorso collaborativo tra Regione e Ministero in indirizzo volto alla sottoscrizione di un protocollo di intesa per l’insegnamento della storia e della geografia del Friuli, a partire dalla terza classe della scuola primaria e fino al termine della scuola secondaria di secondo grado.
Ritengo di conseguenza necessario giungere alla predisposizione di un fascicolo di storia del Friuli in aggiunta ai testi ministeriali che contenga, in linea con il percorso ministeriale corrispondente ad ogni singolo anno, i contenuti curricolari che interessano la storia locale.
Parimenti ritengo necessario redigere un fascicolo di geografia in aggiunta ai testi ministeriali a partire dalla terza classe della scuola primaria che contenga, in linea con il percorso ministeriale corrispondente ad ogni singolo anno, i contenuti curricolari che interessano la geografia locale.
Pare ovvio che il fascicolo debba essere bilingue, da un lato in friulano e dall’altro in italiano. La finalità infatti non è solo la conoscenza della storia e della geografia del Friuli ma anche l‘utilizzo della lingua minoritaria come veicolo per l ‘insegnamento della stessa. (CLIL). Parimenti è necessario il testo in italiano perché la storia del Friuli è un elemento distintivo di un territorio da sempre inclusivo dove, accanto alla prevalente lingua friulana, hanno convissuto e convivono la lingua slovena, la tedesca e varie parlate venete.
La necessità di creare materiali didattici per la promozione di una migliore educazione scolastica di base e per il conseguimento di una reale tutela delle lingue e culture minoritarie è inoltre coerente con i contenuti della circolare ministeriale n. 730/06 “la scuola dell’autonomia è chiamata a recepire le istanze formative di cui sono portatori gli alunni, le famiglie e, più in generale il territorio”, diventando “il luogo in cui la diversità sia esaltata come fonte di ricchezza”.
Riguardo alle competenze scientifiche ed organizzative all’uopo necessarie, è mia convinzione che siano ampiamente presenti nelle istituzioni cui questa richiesta è inviata per conoscenza, in primis nell’Università del Friuli e nella efficace esperienza di Docuscuele.
Riguardo la fattibilità di quanto richiesto cito, a titolo esemplificativo, la recente sottoscrizione, da parte del ministro Marco Bussetti in indirizzo e del presidente della Regione Veneto Luca Zaia, di un protocollo d’intesa per l’introduzione della storia e della cultura del Veneto nelle scuole di ogni ordine e grado di quella Regione.
Rendendomi disponibile alla massima collaborazione, porgo distinti saluti.
Segue elenco destinatari della lettera
"inclusi i media"
Il Comitato per l'autonomia e il rilancio del Friuli, ringrazia il Presidente dell'Assemblea della Comunità Linguistica Friulana, Diego Navarria, per aver concesso la pubblicazione della lettera sul blog.
Pubblicato da Comitât pe Autonomie e pal Rilanç dal Friûl a 14:00 2 commenti:
Etichette: Diego Navarria, Friuli, Lingua friulana, Minoranze linguistiche
MINORANZA LIGUISTICA FRIULANA - Quando "UN LAVORO DI SQUADRA" dei parlamentari eletti in regione a difesa dei diritti linguistici di questa importante minoranza?
Quando "un lavoro di squadra"
dei parlamentari eletti in regione
a difesa dei diritti linguistici
di questa importante minoranza?
Da un articolo pubblicato sul quotidiano IL PICCOLO di Trieste il 12 novembre 2018 a firma di Marco Ballico
http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2018/11/12/news/risorse-a-zero-nella-finanziaria-per-esuli-e-minoranza-italiana-1.17454375
TITOLO - Risorse a zero nella Finanziaria per esuli e minoranza italiana.
Rosato (Pd) lancia l’allarme: fondi soppressi, pronti i nostri emendamenti ma serve gioco di squadra di Marco Ballico
“(...) Nel 2016-18, la maggioranza a guida Pd aveva assicurato per ciascun anno del triennio 2,3 milioni sulla legge 72/01 a sostegno degli esuli e 3,5 milioni sulla 73/01 per la minoranza italiana in Slovenia e Croazia. Tenendo conto che qualche limatura c’è stata a causa dei tagli lineari ministeriali, che hanno per esempio abbassato a circa 2 milioni la quota sulla 72, si trattava di oltre 16 milioni sul triennio. Risorse, ora prosciugate, che le associazioni chiederanno da subito di recuperare. (…) «Abbiamo verificato e i soldi non ci sono – fa sapere Rosato –. Non un bel segnale dopo che con il nostro governo avevamo incrementato quei finanziamenti raggiungendo i livelli degli anni buoni. (…) Ma più che gridare allo scandalo, mi pare corretto chiedere un lavoro di squadra a tutti i parlamentari della regione. (…) ».
…...............……
Parafrasando l'on. Rosato, quando un lavoro di squadra dei parlamentari eletti in regione per PRETENDERE:
UN FINANZIAMENTO ADEGUATO DELLA LEGGE 482/99 (tutela delle minoranze linguistiche storiche riconosciute dalla Repubblica italiana ai sensi dell'art. 6 della Costituzione italiana)? Oggi questa legge è finanziata con una miseria indegna di un Paese civile e nei fatti priva di attuazione! Ricordiamo che stiamo parlando di ben 3 milioni di cittadini italiani...
UN ADEGUATO FINANZIAMENTO REGIONALE ALLA MINORANZA LINGUISTICA FRIULANA (600 mila cittadini italiani che vivono nella regione Friuli-Venezia Giulia, ossia oltre il 50% della popolazione regionale); minoranza a cui - dalla stessa regione in cui sono storicamente stanziati da millenni - vengono sistematicamente negati o "concessi al ribasso" i diritti linguistici a cui ha diritto per legge. Regione che sta perfino negando a questa minoranza il diritto al bilinguismo visivo nei cartelli stradali nelle strade di competenza regionale, obbligo previsto anche dalla legge 482/99 e da trattati internazionali ratificati dall'Italia, ma non imposto dalla Giunta regionale e dal Consiglio regionale, alla società a capitale pubblico "Friuli Venezia Giulia Strade S.p.A." che nei fatti risulta disattendere questo diritto dei friulanofoni.
Dal sito del Comitato 482
Cortese attenzione on.le Ettore ROSATO:
dal sito ufficiale della regione Friuli-VG
"VISTA la circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri - n. 0002464 dd. 15 febbraio 2016 - recante linee guide per la predisposizione delle richieste di finanziamento da parte delle amministrazioni territoriali e locali a valere sui fondi previsti per l’esercizio 2016 ai sensi degli articoli 9 e 15 della legge 482/1999 che al fine della determinazione della quota da assegnare alla Regione Friuli Venezia Giulia, in attuazione del DLgs 223/2002, individua un importo da destinare alla Regione pari a € 339.354,00, in attesa di successiva conferma.(…)"
http://mtom.regione.fvg.it/storage//2016_2191/Testo%20integrale%20della%20Delibera%20n%202191-2016.pdf
Pubblicato da Comitât pe Autonomie e pal Rilanç dal Friûl a 13:41 4 commenti:
Etichette: Esuli istriani, Ettore Rosato, Friuli, FVG Strade, Legge 482/99, Lingua friulana, Minoranza linguistica friulana
UNIVERSITA' DEL FRIULI: IL VERO PROBLEMA E' QUELLO DELLE RISORSE!!
Come ha ben evidenziato la campagna elettorale regionale di questa primavera c'è un tema prioritario per le realtà istituzionali, sociali ed economiche di questa Regione e cioè quello delle risorse. Senza adeguate risorse qualunque idea di autonomia, specialità, sviluppo del territorio, della sanità e dell'università non può reggere e questa priorità va tenuta conto da tutti, ora, tenuto conto che i Governi nazionale e regionale di nuova nomina si apprestano a far approvare la loro prima legge di bilancio.
In questo quadro il Comitato per l'autonomia e il rilancio del Friuli ha evidenziato l'annoso problema della sperequazione di finanziamenti statali tra gli atenei della regione con un sottofinanziamento per quello friulano, rispetto a Trieste, che assomma a quasi un miliardo in quindici anni.
Questo, a nostro avviso, è il problema che colpisce l'università, questo è il nodo che la politica nazionale e regionale deve affrontare ora. Dobbiamo auspicare ancora una volta che i consiglieri regionali, il mondo imprenditoriale e sindacale e soprattutto i nostri parlamentari facciano pressione a Roma perchè il criterio del costo storico venga superato equiparando i finanziamenti degli atenei regionali.
E' possibile che ci sia forse qualcosa da dire in relazione all'università del Friuli e su quanto potrebbe fare di più per la lingua friulana, per il rispetto del mandato popolare, per il rapporto col territorio, in relazione alla sua articolazione interna ed ai rapporti con le altre istituzioni accademiche regionali ma noi riteniamo che questi ed altri temi, anche grazie alle sollecitazioni di tutti i portatori di interessi sociali e politici che agiscono in Friuli, siano ben presenti nel dibattito interno dell'ateneo che deve e dovrà mantenere il difficile equilibrio tra autonomia dell'istituzione e rapporto col territorio.
Ora il problema vero su cui ciascuno dovrebbe agire secondo il proprio ruolo, è quello relativo alle risorse, poi verrà il tempo di altri confronti, perchè adesso sarebbe bene evitare di prendere esempio dai capponi di Renzo.
Pubblicato da Comitât pe Autonomie e pal Rilanç dal Friûl a 09:27 8 commenti:
Etichette: Comitato per l'autonomia e il rilancio del Friuli, Friuli, Friuli-Vg, Paolo Fontanelli, Università di Trieste, Università Udine
Modifica dell'art. 13 dello statuto di autonomia d...
UTI E LO SPEZZATINO DEL FRIULI - COMUNICATO STAMP...
MINORANZA LINGUISTICA FRIULANA - L'INSEGNAMENTO DE...
MINORANZA LIGUISTICA FRIULANA - Quando "UN LAVORO ...
UNIVERSITA' DEL FRIULI: IL VERO PROBLEMA E' QUELLO...
QUANDO IL REGIME FASCISTA CANCELLO' IL FRIULI....