Source: http://www.50epiu.it/Home/Notizie/tabid/63/ID/2964/language/it-IT/Il-coniuge-con-reddito-inferiore-a-284051-euro-piu-una-quota-dellabitazione-puo-essere-considerato-a-carico.aspx
Timestamp: 2018-09-21 19:47:25+00:00
Document Index: 99202994

Matched Legal Cases: ['art.12', 'art. 12', 'art.1', 'art.27', 'art.1', 'art.12']

Il coniuge con reddito inferiore a 2.840,51 euro, più una quota dell'abitazione, può essere considerato a carico? > 50ePiu.it
Pubblicata in: Quesito Fiscale il 16 aprile 2018 12:00
Se il coniuge ha una pensione inferiore a 2.840,51 euro all'anno e in più possiede una quota dell'abitazione, può essere considerato fiscalmente a carico?
Sono una pensionata con pensione minima inferiore 2840,51 euro all'anno che mi permetterebbe di essere a carico di mio marito. La mia quota di reddito di proprietà (50%) dell'abitazione in comunione di beni, però, mi fa superare detto limite. Vorrei sapere se posso sempre essere considerata a carico di mio marito o meno.
Per stabilire la sussistenza della condizione di coniuge a carico, il reddito complessivo dovrà essere assunto considerando anche quello derivante dall’abitazione principale e della relativa pertinenza.
Pertanto se nell’anno d’imposta 2017 il Suo reddito complessivo, al lordo del reddito dell'unità immobiliare adibita ad abitazione principale (c.d. “non di lusso”, ovvero, non accatastata nelle categorie A/1, A/8 e A/9) e delle relative pertinenze (massimo una per ogni categoria catastale C/2, C/6 e C/7), è superiore al limite previsto di Euro 2.840,51, nel rispetto delle disposizioni dell’art.12, TUIR, Lei non potrà essere considerata quale coniuge a carico da parte di Suo marito.
Per essere considerato fiscalmente a carico, il soggetto (coniuge, figlio o altro familiare) deve avere nel 2017 un reddito complessivo, al lordo degli oneri deducibili, non superiore a Euro 2.840,51. Nello specifico, nel computo del reddito complessivo è necessario considerare anche:
- le retribuzioni corrisposte da enti e organismi internazionali, rappresentanze diplomatiche e consolari e missioni, dalla Santa Sede, dagli enti gestiti direttamente da essa e dagli enti centrali della Chiesa cattolica (comma 2, art. 12 TUIR);
- la quota esente dei redditi da lavoro dipendente prestato in via continuativa, come oggetto esclusivo del rapporto di lavoro, in zone di frontiera o in altri Paesi limitrofi, da parte di soggetti residenti nel territorio dello Stato;
- il reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva in applicazione del regime forfetario (art.1, Legge n.190/2014);
- il reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva in applicazione del regime agevolato previsto per i c.d. contribuenti minimi (art.27, commi 1 e 2 , D.L. 6 luglio 2011, n.98);
- il reddito imponibile sottoposto a tassazione sostitutiva nel caso di applicazione della c.d. “cedolare secca” agli immobili locati ad uso abitativo.
L’art.1, commi 252 e 253 della Legge di Bilancio 2018 ha apportato modifiche al comma 2, art.12, TUIR in materia di detrazioni d’imposta in presenza di figli fiscalmente a carico. In particolare:
- il comma 252 ha elevato a Euro 4.000,00 la soglia di reddito complessivo per essere considerati fiscalmente a carico, limitatamente ai figli di età non superiore a 24 anni;
- il comma 253 ha previsto che tale nuovo limite reddituale acquisisca efficacia dal 1° gennaio 2019.
Le modifiche apportate decorrono dal periodo d’imposta 2019 e quindi incideranno sulla dichiarazione dei redditi 2020. Per i periodi d’imposta 2017 e 2018 è confermato il limite di Euro 2.840,51 a prescindere dall’età del figlio.