Source: https://www.confetra.com/it/primopiano/doc_html/Circolari%202017/circ121.htm
Timestamp: 2018-07-22 14:37:38+00:00
Document Index: 130763241

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art.1', 'art.2', 'art.3', 'art.7', 'art.9', 'art.9', 'art.10', 'art.11', 'art.58', 'art.59', 'in fine', 'in fine']

Circolare n.121/2017
Oggetto: Tributi – Definitive le misure contenute nella Manovra correttiva – D.L. n.50/2017 convertito nella legge 21.6.2017, n.96, su S.O. alla G.U. n.144 del 23.6.2017.
Si riepilogano di seguito le disposizioni di natura tributaria contenute nella Manovra correttiva indicata in oggetto.
IVA - Split payment (art.1) – L’obbligo del meccanismo del cosiddetto split payment che impone alle PA di versare direttamente all’Erario l’Iva relativa alle fatture di acquisto di beni e servizi è stato esteso; in particolare il novero delle PA che rientrano in questa nuova modalità di versamento dell’Iva è più ampio rispetto a quanto previsto nel D.L. n.50/2017, comprendendo anche Università, Asl, Enti ospedalieri, Enti pubblici di assistenza e previdenza, Agenzie ed enti regionali del lavoro, Fondazioni e teatri, società controllate da detti enti pubblici, società inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana; inoltre tra i soggetti fornitori obbligati ad applicare lo split payment sono stati ricompresi, in aggiunta alle società, i professionisti. Ovviamente non riscuotendo più l’Iva i fornitori delle PA potrebbero trovarsi ad essere più facilmente a credito di imposta: per questo motivo è stato previsto che per tali soggetti dal 2018 il rimborso Iva avvenga con tempi più celeri. L’estensione si applica a decorrere dalle fatture emesse dall’1 luglio.
Modifiche alla voluntary disclosure (art.1 ter) – Sono state introdotte norme agevolative in materia di rientro agevolato di capitali dall’estero, in particolare relativamente ai redditi di lavoro dipendente e autonomo; inoltre è stato allentato il regime sanzionatorio.
Termini di detrazione dell’IVA (art.2) – E’ stato ridotto il termine per esercitare il diritto di detrazione dell’Iva prevedendo che il diritto stesso sorge nel momento in cui l’imposta diviene esigibile ed è esercitato al più tardi con la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto è sorto e alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo (in precedenza la detrazione era consentita fino alla dichiarazione del secondo anno). La disposizione, che si applica alle fatture e alle bollette doganali emesse dall’1 gennaio 2017, è penalizzante perché aumenta il disallineamento tra i termini dell’accertamento e quelli della detrazione con la conseguenza che la maggiore Iva accertata rimane indetraibile.
Indebite compensazioni (art.3) – Com’è noto, è stata abbassata da 15 mila a 5 mila euro la soglia della compensazione oltre la quale occorre il visto di conformità; la modifica riguarda le compensazioni relative a imposte sui redditi, imposte sostitutive, addizionali, Iva, Irap; in particolare riguardo all’Iva è stato previsto che la limitazione si applichi non solo il credito annuale, ma anche a quelli trimestrali; per contro è stato anticipato il periodo a partire dal quale si può effettuare la compensazione: dal decimo giorno successivo alla presentazione della dichiarazione da cui scaturisce il credito (in precedenza dal sedicesimo giorno del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione a credito). Sono state inoltre introdotte sanzioni specifiche per le indebite compensazioni: oltre al recupero del credito utilizzato (che non potrà essere versato utilizzando eventuali ulteriori crediti), sarà applicata una sanzione amministrativa del 30 per cento. Infine la presentazione del modello F24 per il pagamento con compensazione dovrà obbligatoriamente avvenire coi canali telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.
Aiuto Crescita Economica (art.7) – La legge di conversione ha cancellato le disposizioni che erano state previste in materia di ACE, l’aiuto per incentivare la patrimonializzazione delle imprese; in particolare è stato ripristinato il calcolo del beneficio sulla base dell’incremento del capitale alla data del 31 dicembre 2010 (e non più con riferimento a una base mobile come previsto dal decreto), inoltre sono state ridotte le aliquote ACE. Le modifiche si applicano a partire dal periodo d’imposta 2017.
Clausole salvaguardia IVA e accise (art.9) – Gli aumenti dell’aliquota Iva e delle accise previsti dalla legge di Stabilità 2015 qualora i saldi di finanza pubblica non fossero in equilibrio è ulteriormente slittato al 2018 per l’Iva e al 2019 per le accise.
Indici sintetici di affidabilità fiscale (art.9 bis) – Gli Studi di Settore vengono soppiantati dai nuovi Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale (ISA) a decorrere dal periodo d’imposta 2017. La novità rispetto agli Studi è che i nuovi indici consentiranno di accedere a regimi premiali, anziché essere strumenti di accertamento. Con successivo decreto il Ministero delle Finanze stabilirà i vari gradi di affidabilità che saranno riconosciuti alle imprese contribuenti in base ai ricavi dichiarati. I regimi premiali riguarderanno la possibilità di compensazioni senza visto di conformità, nonché la riduzione dei termini di accertamento.
Reclamo e mediazione (art.10) – E’ stato confermato che per controversie tributarie fino a 50 mila euro (in precedenza 20 mila) diventa obbligatorio esperire gli istituti della mediazione e del reclamo, a partire dagli atti notificati dal 2018. La legge di conversione ha chiarito che la norma non si applica ai tributi che costituiscono risorse proprie tradizionali secondo le norme comunitarie e dunque ai tributi doganali.
Definizione agevolata delle controversie tributarie (art.11) – Sono state confermate le disposizioni per la definizione agevolata delle liti contro l’Agenzia delle Entrate pendenti in ogni stato e grado di giudizio il cui ricorso sia stato notificato entro il 24 aprile 2017 (data di entrata in vigore del decreto legge); la legge di conversione ha aperto la possibilità anche agli enti locali di applicare la definizione agevolata per i tributi di loro competenza. Sono esclusi dalla definizione agevolata i ricorsi che riguardano i tributi doganali (Iva all’importazione, dazi, accise). La definizione agevolata avviene col pagamento delle imposte dovute più gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo, senza le sanzioni e gli interessi di mora. La domanda di definizione deve essere presentata entro il 30 settembre 2017; il pagamento può essere rateizzato se supera i 2 mila euro.
IRI (art.58) – Com’è noto, la legge di bilancio 2017 ha introdotto il regime IRI una nuova tassazione separata del reddito di impresa degli imprenditori individuali e delle società in nome collettivo e in accomandita semplice in regime di contabilità ordinaria, prevedendo che il reddito di impresa sia escluso dalla formazione del reddito complessivo ai fini Irpef e tassato con aliquota IRES (pari al 24 per cento). Le disposizioni del decreto legge n.50, confermate dalla legge di conversione, prevedono che gli utili conseguiti nel corso del regime IRI prelevati dal titolare o dai soci dopo la scadenza di tale regime concorreranno integralmente a formare il reddito del soggetto percettore. L’IRI che era stata versata su quegli utili dalla società contribuirà a costituire un credito d’imposta in capo al percettore stesso.
Transfer pricing (art.59) – La legge di conversione ha confermato le modifiche alla disciplina del transfer pricing introdotte dal decreto legge n.50. Pertanto nelle transazioni infragruppo non c’è più un riferimento al valore normale dei beni e servizi scambiati, bensì vale ora il criterio del prezzo di libera concorrenza.
Per riferimenti confronta circ.re conf.le n.89/2017
Disposizioni per il contrasto all'evasione fiscale
1. All'articolo 17-ter del decreto del Presidente della Repubblica
a) il comma 1 e' sostituito dal seguente: «1. Per le cessioni di
beni e per le prestazioni di servizi effettuate nei confronti di
amministrazioni pubbliche, come definite dall'articolo 1, comma 2,
della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni e
integrazioni, per le quali i cessionari o committenti non sono
debitori d'imposta ai sensi delle disposizioni in materia d'imposta
sul valore aggiunto, l'imposta e' in ogni caso versata dai medesimi
secondo modalita' e termini fissati con decreto del Ministro
«1-bis. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche alle
operazioni effettuate nei confronti dei seguenti soggetti:
a) societa' controllate, ai sensi dell'articolo 2359, primo
comma, nn. 1) e 2), del codice civile, direttamente dalla Presidenza
del Consiglio dei ministri e dai Ministeri;
b) societa' controllate, ai sensi dell'articolo 2359, primo
comma, n. 1), del codice civile, direttamente dalle regioni,
province, citta' metropolitane, comuni, unioni di comuni;
c) societa' controllate direttamente o indirettamente, ai sensi
dell'articolo 2359, primo comma, n. 1), del codice civile, dalle
societa' di cui alle lettere a) e b), ancorche' queste ultime
rientrino fra le societa' di cui alla lettera d) ovvero fra i
soggetti di cui all'articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre
d) societa' quotate inserite nell'indice FTSE MIB della Borsa
italiana; con il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze
di cui al comma 1 puo' essere individuato un indice alternativo di
1-ter. Le disposizioni del presente articolo si applicano fino al
termine di scadenza della misura speciale di deroga rilasciata dal
Consiglio dell'Unione europea ai sensi dell'articolo 395 della
1-quater. A richiesta dei cedenti o prestatori, i cessionari o i
committenti di cui ai commi 1 e 1-bis devono rilasciare un documento
attestante la loro riconducibilita' a soggetti per i quali si
applicano le disposizioni del presente articolo. I cedenti e
prestatori in possesso di tale attestazione sono tenuti
all'applicazione del regime di cui al presente articolo.
1-quinquies. Le disposizioni di cui al presente articolo non si
applicano agli enti pubblici gestori di demanio collettivo,
limitatamente alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi
afferenti alla gestione dei diritti collettivi di uso civico.
c-bis) la rubrica e' sostituita dalla seguente: «Operazioni
societa'».
le parole «degli enti pubblici» sono sostituite dalla parola «dei».
emanarsi entro trenta giorni dall'entrata in vigore del presente
decreto, sono stabilite le modalita' di attuazione delle norme di
cui ai commi 1 e 2 .
operazioni per le quali e' emessa fattura a partire dal 1° luglio
4-bis. A decorrere dal 1° gennaio 2018 i rimborsi da conto
fiscale di cui all'articolo 78 della legge 30 dicembre 1991, n. 413,
sono pagati direttamente ai contribuenti dalla struttura di gestione
prevista dall'articolo 22, comma 3, del decreto legislativo 9 luglio
1997, n. 241, a valere sulle risorse finanziarie disponibili sulla
contabilita' speciale n. 1778 «Agenzia delle entrate - Fondi di
4-ter. Con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, da
modalita' di attuazione del comma 4-bis.
4-quater. Le disposizioni di cui all'articolo 12 del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, si interpretano
nel senso che esse si applicano alle prestazioni di trasporto di
veicoli al seguito di passeggeri in quanto accessorie rispetto alle
prestazioni principali di trasporto di persone, assoggettate
all'imposta sul valore aggiunto con le aliquote ridotte del 5 e del
10 per cento, ai sensi del numero 1-ter) della parte II-bis della
tabella A e del numero 127-novies) della parte III della tabella A
allegata al citato decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del
1972, nonche', fino al 31 dicembre 2016, esenti dall'imposta ai sensi
dell'articolo 10, primo comma, numero 14), del medesimo decreto del
4-quinquies. Il Ministro dell'economia e delle finanze, con proprio
decreto, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto, estende l'ambito di
applicazione del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze
22 dicembre 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 304 del 31
dicembre 2005, anche al settore dei combustibili per autotrazione, in
applicazione dell'articolo 60-bis del decreto del Presidente della
1. All'articolo 5-octies, comma 1, del decreto-legge 28 giugno
1990, n. 227, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo la lettera a) e' inserita la seguente:
«a-bis) se alla formazione del reddito complessivo concorrono
redditi prodotti all'estero di cui all'articolo 6, comma 1, lettere
c) e d), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, non si
applica l'articolo 165, comma 8, del medesimo testo unico»;
b) alla lettera c), dopo le parole: «del presente articolo» sono
inserite le seguenti: «, nonche' per le imposte di cui all'articolo
19, commi 13 e 18, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
1) all'alinea, le parole: «alla lettera e)» sono sostituite dalle
seguenti: «alla lettera f)»;
2) al numero 2), le parole: «del numero 1) della presente lettera »
sono sostituite dalle seguenti: «della lettera e)» e dopo le parole:
«le somme da versare del 10 per cento» sono aggiunte le seguenti: «.
L'importo delle somme da versare, calcolato a seguito della
maggiorazione di cui al periodo precedente, compreso quanto gia'
versato, non puo' essere comunque superiore a quello determinato ai
sensi del numero 1) della presente lettera»;
3) al numero 3), le parole: «del numero 1) della presente lettera »
«le somme da versare del 3 per cento» sono aggiunte le seguenti: «.
sensi del numero 1) della presente lettera».
2. La disposizione di cui al comma 1, lettera a), del presente
articolo si applica anche agli atti emanati ai sensi dell'articolo
5-quater, comma 1, lettera b), del decreto-legge 28 giugno 1990, n.
227, non ancora definiti alla data di entrata in vigore della
disposizione medesima. In ogni caso non si fa luogo al rimborso delle
imposte gia' pagate.
Modifiche all'esercizio
del diritto alla detrazione dell'IVA
1. All'articolo 19, comma 1, del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972 n. 633, il secondo periodo e' sostituito
dal seguente: «Il diritto alla detrazione dell'imposta relativa ai
beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui
l'imposta diviene esigibile ed e' esercitato al piu' tardi con la
dichiarazione relativa all'anno in cui il diritto alla detrazione e'
sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del
diritto medesimo.»
2. All'articolo 25, primo comma , del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, le parole da: «, ovvero» a
«imposta.» sono sostituite dalle seguenti: «nella quale e' esercitato
termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa
all'anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo
anno.»
2-bis. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano alle
fatture e alle bollette doganali emesse dal 1° gennaio 2017.
Disposizioni in materia di contrasto
alle indebite compensazioni
a) al primo periodo sono soppresse le parole: «di cui
all'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 602» e le parole «15.000 euro annui» sono
sostituite con le parole «5.000 euro annui»;
b) dopo l'ultimo periodo e' aggiunto il seguente: «Nei casi di
utilizzo in compensazione, ai sensi dell'articolo 17 del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241, dei crediti di cui al presente
comma in violazione dell'obbligo di apposizione del visto di
conformita' o della sottoscrizione di cui, rispettivamente, al
primo e al secondo periodo sulle dichiarazioni da cui emergono i
crediti stessi, ovvero nei casi di utilizzo in compensazione ai sensi
dello stesso articolo 17 dei crediti che emergono da dichiarazioni
con visto di conformita' o sottoscrizione apposti da soggetti diversi
da quelli abilitati, con l'atto di cui all'articolo 1, comma 421,
della legge 30 dicembre 2004, n. 311, l'ufficio procede al recupero
dell'ammontare dei crediti utilizzati in violazione delle modalita'
di cui al primo periodo e dei relativi interessi, nonche'
all'irrogazione delle sanzioni.»
2. All'articolo 10, comma 1, lettera a), del decreto-legge 1°
agosto 2009, n. 102 , sono apportate le seguenti modificazioni:
1) il primo periodo e' sostituito dal seguente: «I contribuenti che
intendono utilizzare in compensazione il credito annuale o
infrannuale dell'imposta sul valore aggiunto per importi superiori a
5.000 euro annui hanno l'obbligo di richiedere l'apposizione del
visto di conformita' di cui all'articolo 35, comma 1, lettera a), del
decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, sulla dichiarazione o
sull'istanza da cui emerge il credito»;
2) al secondo periodo, dopo le parole: «In alternativa la
dichiarazione» sono inserite le seguenti: «o l'istanza»;
3) dopo il quarto periodo e' aggiunto il seguente:
«Nei casi di utilizzo in compensazione, ai sensi dell'articolo 17
del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, dei crediti di cui al
presente comma in violazione dell'obbligo di apposizione del visto di
conformita' o della sottoscrizione di cui, rispettivamente, al primo
e al secondo periodo sulle dichiarazioni o istanze da cui emergono i
dello stesso articolo 17 dei crediti che emergono da dichiarazioni o
istanze con visto di conformita' o sottoscrizione apposti da soggetti
diversi da quelli abilitati, con l'atto di cui all'articolo 1, comma
421, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, l'ufficio procede al
recupero dell'ammontare dei crediti utilizzati in violazione delle
modalita' di cui al primo periodo e dei relativi interessi, nonche'
b) al numero 7-bis le parole: «15.000 euro» sono sostituite dalle
seguenti «5.000 euro».
3. All'articolo 37, comma 49-bis, del decreto-legge 4 luglio 2006,
248, le parole: «per importi superiori a 5.000 euro annui,» sono
sostituite dalle seguenti: «ovvero dei crediti relativi alle imposte
sui redditi e alle relative addizionali, alle ritenute alla fonte,
alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito, all'imposta
regionale sulle attivita' produttive e dei crediti d'imposta da
indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi».
4. All'articolo 1, comma 422, della legge 30 dicembre 2004, n.
311, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Per il pagamento
delle somme dovute, di cui al periodo precedente, non e' possibile
avvalersi della compensazione prevista dall'articolo 17 del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241. In caso di iscrizione a ruolo
delle somme dovute, per il relativo pagamento non e' ammessa la
compensazione prevista dall'articolo 31 del decreto-legge 31 maggio
4-bis. All'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.
a) al comma 1, terzo periodo, le parole: «a partire dal giorno
sedici del mese successivo» sono sostituite dalle seguenti: «a
partire dal decimo giorno successivo»;
«2-ter. Qualora il credito di imposta utilizzato in compensazione
risulti superiore all'importo previsto dalle disposizioni che fissano
il limite massimo dei crediti compensabili ai sensi del presente
articolo, il modello F24 e' scartato. La progressiva attuazione della
disposizione di cui al periodo precedente e' fissata con
provvedimenti del direttore dell'Agenzia delle entrate. Con
provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono altresi'
indicate le modalita' con le quali lo scarto e' comunicato al
soggetto interessato».
4-ter. All'articolo 3, comma 1-ter, della legge 3 agosto 2004, n.
206, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «I soggetti di cui al
primo periodo del presente comma possono ottenere l'iscrizione negli
elenchi del collocamento obbligatorio di cui alla legge 12 marzo
1999, n. 68, secondo le modalita' previste per i soggetti di cui alla
legge 23 novembre 1998, n. 407».
4-quater. A decorrere dal 1º gennaio 2018, in luogo di quanto
previsto dall'articolo 7, comma 1, primo periodo, della legge 3
agosto 2004, n. 206, ai trattamenti diretti dei pensionati vittime di
atti di terrorismo e delle stragi di tale matrice, dei loro
superstiti nonche' dei familiari di cui all'articolo 3 della citata
legge n. 206 del 2004 e' assicurata, ogni anno, la rivalutazione
automatica in misura pari alla variazione dell'indice ISTAT dei
prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. In ogni caso
ai trattamenti di cui al primo periodo del presente comma si applica
un incremento annuale in misura pari, nel massimo, all'1,25 per cento
calcolato sull'ammontare dello stesso trattamento per l'anno
precedente, secondo l'articolazione indicata dall'articolo 69 della
legge 23 dicembre 2000, n. 388, da riferire alla misura
dell'incremento medesimo. Gli incrementi di cui al secondo periodo
del presente comma sono compresi in quelli di cui al primo periodo
del presente comma, se inferiori, sono alternativi, se superiori.
4-quinquies. All'onere derivante dal comma 4-quater, valutato in
417.000 euro per l'anno 2019, 820.000 euro per l'anno 2020, 1.163.000
euro per l'anno 2021, 1.518.000 euro per l'anno 2022, 1.881.000 euro
per l'anno 2023, 2.256.000 euro per l'anno 2024, 2.640.000 euro per
l'anno 2025, 3.035.000 euro per l'anno 2026 e 3.439.000 euro a
decorrere dall'anno 2027, si provvede, quanto a 200.000 euro per
l'anno 2019, a 820.000 euro per l'anno 2020, a 1.163.000 euro per
l'anno 2021, a 1.518.000 euro per l'anno 2022, a 1.881.000 euro per
l'anno 2023, a 2.256.000 euro per l'anno 2024, a 2.640.000 euro per
l'anno 2025, a 3.035.000 euro per l'anno 2026 e a 3.439.000 euro a
decorrere dall'anno 2027, mediante corrispondente riduzione del Fondo
di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n.
190, e, quanto a 217.000 euro per l'anno 2019, mediante
4-sexies. Agli oneri valutati di cui al comma 4-quinquies, si
applica l'articolo 17, commi da 12 a 12-quater, della legge 31
Rideterminazione delle aliquote dell'ACE
1. All'articolo 1 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
«3. Dall'ottavo periodo d'imposta l'aliquota percentuale per il
fissata all'1,5 per cento. In via transitoria, per il primo triennio
di applicazione, l'aliquota e' fissata al 3 per cento; per il periodo
d'imposta in corso al 31 dicembre 2014, al 31 dicembre 2015, al 31
dicembre 2016 e al 31 dicembre 2017 l'aliquota e' fissata,
rispettivamente, al 4 per cento, al 4,5 per cento, al 4,75 per cento
e all'1,6 per cento».
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano a partire dal
periodo d'imposta successivo a quello in corso alla data del 31
3. La determinazione dell'acconto dovuto ai fini dell'imposta sui
redditi delle societa' relativo al periodo d'imposta successivo a
quello in corso al 31 dicembre 2016 e' effettuata considerando quale
imposta del periodo precedente quella che si sarebbe determinata
Avvio della sterilizzazione delle clausole di salvaguardia
concernenti le aliquote dell'IVA e delle accise
a) alla lettera a), le parole «e' incrementata di tre punti
percentuali dal 1° gennaio 2018» sono sostituite dalle seguenti: «e'
incrementata di 1,5 punti percentuali dal 1° gennaio 2018 e di
ulteriori 0,5 punti percentuali a decorrere dal 1° gennaio 2019 e di
un ulteriore punto percentuale a decorrere dal 1° gennaio 2020»;
b) alla lettera b), le parole «e di ulteriori 0,9 punti
percentuali dal 1º gennaio 2019» sono sostituite dalle seguenti: «e
di ulteriori 0,4 punti percentuali dal 1° gennaio 2019; la medesima
aliquota e' ridotta di 0,5 punti percentuali a decorrere dal 1°
gennaio 2020 rispetto all'anno precedente ed e' fissata al 25 per
cento a decorrere dal 1° gennaio 2021»;
c) alla lettera c), le parole «2018», ovunque ricorrano, sono
sostituite dalle seguenti: «2019».
1. Al fine di favorire l'emersione spontanea delle basi imponibili
e di stimolare l'assolvimento degli obblighi tributari da parte dei
contribuenti e il rafforzamento della collaborazione tra questi e
l'Amministrazione finanziaria, anche con l'utilizzo di forme di
comunicazione preventiva rispetto alle scadenze fiscali, sono
istituiti indici sintetici di affidabilita' fiscale per gli esercenti
attivita' di impresa, arti o professioni, di seguito denominati
«indici». Gli indici, elaborati con una metodologia basata su analisi
di dati e informazioni relativi a piu' periodi d'imposta,
rappresentano la sintesi di indicatori elementari tesi a verificare
la normalita' e la coerenza della gestione aziendale o professionale,
anche con riferimento a diverse basi imponibili, ed esprimono su una
scala da 1 a 10 il grado di affidabilita' fiscale riconosciuto a
ciascun contribuente, anche al fine di consentire a quest'ultimo,
sulla base dei dati dichiarati entro i termini ordinariamente
previsti, l'accesso al regime premiale di cui al comma 11.
2. Gli indici sono approvati con decreto del Ministro dell'economia
e delle finanze entro il 31 dicembre del periodo d'imposta per il
quale sono applicati. Le eventuali integrazioni degli indici,
indispensabili per tenere conto di situazioni di natura
straordinaria, anche correlate a modifiche normative e ad andamenti
economici e dei mercati, con particolare riguardo a determinate
attivita' economiche o aree territoriali, sono approvate entro il
mese di febbraio del periodo d'imposta successivo a quello per il
quale sono applicate. Gli indici sono soggetti a revisione almeno
ogni due anni dalla loro prima applicazione o dall'ultima revisione.
emanare entro il mese di gennaio di ciascun anno, sono individuate le
attivita' economiche per le quali devono essere elaborati gli indici
ovvero deve esserne effettuata la revisione. Per il periodo d'imposta
in corso al 31 dicembre 2017, il provvedimento del direttore
dell'Agenzia delle entrate di cui al precedente periodo e' emanato
3. I dati rilevanti ai fini della progettazione, della
realizzazione, della costruzione e dell'applicazione degli indici
sono acquisiti dalle dichiarazioni fiscali previste dall'ordinamento
vigente, dalle fonti informative disponibili presso l'anagrafe
tributaria, le agenzie fiscali, l'Istituto nazionale della previdenza
sociale, l'Ispettorato nazionale del lavoro e il Corpo della guardia
di finanza, nonche' da altre fonti.
4. I contribuenti cui si applicano gli indici dichiarano, anche al
fine di consentire un'omogenea raccolta informativa, i dati
economici, contabili e strutturali rilevanti per l'applicazione degli
stessi, sulla base di quanto previsto dalla relativa documentazione
tecnica e metodologica approvata con il decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze di cui al comma 2, indipendentemente
dal regime di determinazione del reddito utilizzato. Con
provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, da emanare
entro il 31 gennaio dell'anno per il quale si applicano gli indici,
sono individuati i dati di cui al periodo precedente. La disposizione
del primo periodo si applica, nelle more dell'approvazione degli
indici per tutte le attivita' economiche interessate, anche ai
parametri previsti dall'articolo 3, commi da 181 a 189, della legge
28 dicembre 1995, n. 549, e agli studi di settore previsti
dall'articolo 62-bis del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331,
Per i periodi d'imposta 2017 e 2018, il provvedimento di cui al
secondo periodo del presente comma e' emanato entro il termine
previsto dall'articolo 1, comma 1, del regolamento di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, per
l'approvazione dei modelli di dichiarazione relativi ai predetti
5. L'Agenzia delle entrate mette a disposizione dei contribuenti o
degli intermediari di cui essi possono avvalersi, anche mediante
l'utilizzo delle reti telematiche e delle nuove tecnologie
informatiche, appositi programmi informatici di ausilio alla
compilazione e alla trasmissione dei dati di cui al comma 4, nonche'
gli elementi e le informazioni derivanti dall'elaborazione e
dall'applicazione degli indici.
6. Gli indici non si applicano ai periodi d'imposta nei quali il
a) ha iniziato o cessato l'attivita' ovvero non si trova in
condizioni di normale svolgimento della stessa;
b) dichiara ricavi di cui all'articolo 85, comma 1, esclusi quelli
di cui alle lettere c), d) ed e), o compensi di cui all'articolo 54,
del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, di
ammontare superiore al limite stabilito dal decreto di approvazione o
revisione dei relativi indici.
7. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze possono
essere previste ulteriori ipotesi di esclusione dell'applicabilita'
degli indici per determinate tipologie di contribuenti.
8. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze e'
istituita una commissione di esperti, designati dallo stesso
Ministro, tenuto anche conto delle segnalazioni dell'Amministrazione
finanziaria, delle organizzazioni economiche di categoria e degli
ordini professionali. La commissione e' sentita nella fase di
elaborazione e, prima dell'approvazione e della pubblicazione di
ciascun indice, esprime il proprio parere sull'idoneita' dello stesso
a rappresentare la realta' cui si riferisce nonche' sulle attivita'
economiche per le quali devono essere elaborati gli indici. I
componenti della commissione partecipano alle sue attivita' a titolo
gratuito. Non spetta ad essi il rimborso delle spese eventualmente
sostenute. Fino alla costituzione della commissione di cui al
presente comma, le sue funzioni sono svolte dalla commissione degli
esperti di cui all'articolo 10, comma 7, della legge 8 maggio 1998,
n. 146. Le funzioni di quest'ultima sono attribuite alla commissione
di cui al presente comma a decorrere dalla data della sua
9. Per i periodi d'imposta per i quali trovano applicazione gli
indici, i contribuenti interessati possono indicare nelle
imponibile ai fini delle imposte sui redditi, per migliorare il
proprio profilo di affidabilita' nonche' per accedere al regime
premiale di cui al comma 11. Tali ulteriori componenti positivi
rilevano anche ai fini dell'imposta regionale sulle attivita'
produttive e determinano un corrispondente maggior volume di affari
rilevante ai fini dell'imposta sul valore aggiunto. Ai fini
dell'imposta sul valore aggiunto, salva prova contraria,
all'ammontare degli ulteriori componenti positivi di cui ai
precedenti periodi si applica, tenendo conto dell'esistenza di
l'aliquota media risultante dal rapporto tra l'imposta relativa alle
beni ammortizzabili, e il volume d'affari dichiarato.
10. La dichiarazione degli importi di cui al comma 9 non comporta
l'applicazione di sanzioni e interessi a condizione che il versamento
delle relative imposte sia effettuato entro il termine e con le
modalita' previsti per il versamento a saldo delle imposte sui
redditi, con facolta' di effettuare il pagamento rateale delle somme
dell'articolo 20 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.
11. In relazione ai diversi livelli di affidabilita' fiscale
conseguenti all'applicazione degli indici, determinati anche per
effetto dell'indicazione di ulteriori componenti positivi di cui al
comma 9, sono riconosciuti i seguenti benefici:
a) l'esonero dall'apposizione del visto di conformita' per la
compensazione di crediti per un importo non superiore a 50.000 euro
annui relativamente all'imposta sul valore aggiunto e per un importo
non superiore a 20.000 euro annui relativamente alle imposte dirette
e all'imposta regionale sulle attivita' produttive;
b) l'esonero dall'apposizione del visto di conformita' ovvero dalla
prestazione della garanzia per i rimborsi dell'imposta sul valore
aggiunto per un importo non superiore a 50.000 euro annui;
c) l'esclusione dell'applicazione della disciplina delle societa'
non operative di cui all'articolo 30 della legge 23 dicembre 1994, n.
724, anche ai fini di quanto previsto al secondo periodo del comma
36-decies dell'articolo 2 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138,
d) l'esclusione degli accertamenti basati sulle presunzioni
1973, n. 600, e all'articolo 54, secondo comma, secondo periodo, del
e) l'anticipazione di almeno un anno, con graduazione in funzione
del livello di affidabilita', dei termini di decadenza per
l'attivita' di accertamento previsti dall'articolo 43, comma 1, del
con riferimento al reddito di impresa e di lavoro autonomo, e
dall'articolo 57, comma 1, del decreto del Presidente della
f) l'esclusione della determinazione sintetica del reddito
complessivo di cui all'articolo 38 del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, a condizione che il reddito
complessivo accertabile non ecceda di due terzi il reddito
12. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono
individuati i livelli di affidabilita' fiscale, anche con riferimento
alle annualita' pregresse, ai quali e' collegata la graduazione dei
benefici premiali indicati al comma 11; i termini di accesso ai
benefici possono essere differenziati tenendo conto del tipo di
attivita' svolto dal contribuente.
13. Con riferimento al periodo d'imposta interessato dai benefici
premiali di cui al comma 11, in caso di violazioni che comportano
l'obbligo di denuncia ai sensi dell'articolo 331 del codice di
procedura penale per uno dei reati previsti dal decreto legislativo
10 marzo 2000, n. 74, non si applicano le disposizioni di cui al
comma 11, lettere c), d), e) e f), del presente articolo.
14. L'Agenzia delle entrate e il Corpo della guardia di finanza,
nel definire specifiche strategie di controllo basate su analisi del
rischio di evasione fiscale, tengono conto del livello di
affidabilita' fiscale dei contribuenti derivante dall'applicazione
degli indici nonche' delle informazioni presenti nell'apposita
15. All'articolo 10, comma 12, della legge 8 maggio 1998, n. 146,
dopo le parole: «studi di settore,» sono inserite le seguenti: «degli
indici sintetici di affidabilita' fiscale». La societa' indicata
nell'articolo 10, comma 12, della legge 8 maggio 1998, n. 146,
provvede, altresi', a porre in essere ogni altra attivita' idonea a
sviluppare innovative tecniche di elaborazione dei dati, a potenziare
le attivita' di analisi per contrastare la sottrazione
all'imposizione delle basi imponibili, anche di natura contributiva,
ad aggiornare la mappa del rischio di evasione e a individuare le
relative aree territoriali e settoriali di intervento. Al fine di
consentire lo svolgimento delle attivita' di cui al precedente
periodo e di assicurare il coordinamento delle stesse con ulteriori
attivita' svolte dalla medesima societa' per altre finalita' e per
conto di altre amministrazioni, la stessa societa' puo' stipulare
specifiche convenzioni con le amministrazioni pubbliche di cui
165, ovvero con altri soggetti. Tali convenzioni, aventi ad oggetto
anche lo scambio, l'utilizzo e la condivisione dei dati, dei
risultati delle elaborazioni e delle nuove metodologie, nonche' altre
attivita', sono stipulate esclusivamente per le finalita' stabilite
dal presente comma o da altre disposizioni normative. Le convenzioni
che hanno ad oggetto la mappa del rischio di evasione e l'analisi per
il contrasto della sottrazione di basi imponibili, anche di natura
contributiva, sono stipulate, per le rispettive aree di competenza,
con le agenzie fiscali, con l'Istituto nazionale della previdenza
sociale, con l'Ispettorato nazionale del lavoro e con il Corpo della
guardia di finanza. Le quote di partecipazione al capitale della
societa' di cui al secondo periodo del presente comma possono essere
cedute, in tutto o in parte, al Ministero dell'economia e delle
finanze, in conformita' ai principi disposti dal decreto legislativo
19 agosto 2016, n. 175.
16. Nei casi di omissione della comunicazione dei dati rilevanti ai
fini della costruzione e dell'applicazione degli indici, o di
comunicazione inesatta o incompleta dei medesimi dati, si applica la
sanzione amministrativa pecuniaria prevista dall'articolo 8, comma 1,
del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471. L'Agenzia delle
entrate, prima della contestazione della violazione, mette a
disposizione del contribuente, con le modalita' di cui all'articolo
1, commi da 634 a 636, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, le
informazioni in proprio possesso, invitando lo stesso ad eseguire la
comunicazione dei dati o a correggere spontaneamente gli errori
commessi. Del comportamento del contribuente si tiene conto nella
graduazione della misura della sanzione. L'Agenzia delle entrate, nei
casi di omissione della comunicazione di cui al primo periodo, puo'
altresi' procedere, previo contraddittorio, all'accertamento dei
dell'imposta sul valore aggiunto ai sensi, rispettivamente, del
secondo comma dell'articolo 39 del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e dell'articolo 55 del decreto
17. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono
emanate le ulteriori disposizioni necessarie per l'attuazione del
18. Le disposizioni normative e regolamentari relative
all'elaborazione e all'applicazione dei parametri previsti
dall'articolo 3, commi da 181 a 189, della legge 28 dicembre 1995, n.
549, e degli studi di settore previsti dagli articoli 62-bis e
62-sexies del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con
modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, cessano di
produrre effetti nei confronti dei soggetti interessati agli stessi,
con riferimento ai periodi d'imposta in cui si applicano gli indici.
Ad eccezione di quanto gia' disposto dal presente articolo, le norme
che, per fini diversi dall'attivita' di controllo, rinviano alle
disposizioni citate nel precedente periodo e ai limiti previsti per
l'applicazione degli studi di settore si intendono riferite anche
agli indici. Per le attivita' di controllo, di accertamento e di
irrogazione delle sanzioni effettuate in relazione ai periodi
d'imposta antecedenti a quelli di cui al primo periodo si applicano
le disposizioni vigenti il giorno antecedente la data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto. Sono abrogati
l'articolo 10-bis della legge 8 maggio 1998, n. 146, e l'articolo
7-bis del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con
19. Dall'attuazione delle disposizioni del presente articolo non
1. All'articolo 17-bis, comma 1, del decreto legislativo 31
dicembre 1992, n. 546, le parole: «ventimila euro» sono sostituite
dalle seguenti: «cinquantamila euro».
2. Le modifiche di cui al comma 1 si applicano agli atti
impugnabili notificati a decorrere dal 1º gennaio 2018.
3. All'articolo 39, comma 10, del decreto-legge 6 luglio 2011, n.
111, dopo la parola: «ente», sono inserite le seguenti: «e
dell'agente della riscossione».
3-bis. All'articolo 17-bis del decreto legislativo 31 dicembre
1992, n. 546, dopo il comma 1 e' aggiunto il seguente:
«1-bis. Sono esclusi dalla mediazione i tributi costituenti risorse
proprie tradizionali di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettera a),
della decisione 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio
1. Le controversie attribuite alla giurisdizione tributaria in cui
e' parte l'agenzia delle entrate pendenti in ogni stato e grado del
giudizio, compreso quello in cassazione e anche a seguito di rinvio,
possono essere definite, a domanda del soggetto che ha proposto
legittimazione, col pagamento di tutti gli importi di cui all'atto
degli interessi da ritardata iscrizione a ruolo di cui all'articolo
20 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.
602, calcolati fino al sessantesimo giorno successivo alla notifica
dell'atto, escluse le sanzioni collegate al tributo e gli interessi
di mora di cui all'articolo 30, comma 1, del decreto del Presidente
1-bis. Ciascun ente territoriale puo' stabilire, entro il 31
agosto 2017, con le forme previste dalla legislazione vigente per
l'adozione dei propri atti, l'applicazione delle disposizioni di cui
al presente articolo alle controversie attribuite alla giurisdizione
tributaria in cui e' parte il medesimo ente.
2. In caso di controversia relativa esclusivamente agli interessi
di mora o alle sanzioni non collegate ai tributi, per la definizione
e' dovuto il quaranta per cento degli importi in contestazione. In
caso di controversia relativa esclusivamente alle sanzioni collegate
importo qualora il rapporto relativo ai tributi sia stato definito
3. Sono definibili le controversie il cui ricorso sia stato
notificato alla controparte entro la data di entrata in vigore del
presente decreto e per le quali alla data di presentazione della
domanda di cui al comma 1 il processo non si sia concluso con
pronuncia definitiva.
del 26 maggio 2014, e l'imposta sul valore aggiunto riscossa
b) le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato ai
sensi dell'articolo 16 del regolamento (UE) 2015/1589 del Consiglio,
del 13 luglio 2015.
5. Al versamento degli importi dovuti si applicano le disposizioni
previste dall'articolo 8 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n.
218, con riduzione a tre del numero massimo di rate. Non e' ammesso
Il termine per il pagamento degli importi dovuti ai sensi del
del totale delle somme dovute, scade il 30 settembre 2017 e il
contribuente deve attenersi ai seguenti ulteriori criteri:
a) per il 2017, la scadenza della seconda rata, pari
all'ulteriore quaranta per cento delle somme dovute, e' fissata al 30
b) per il 2018, la scadenza della terza e ultima rata, pari al
residuo venti per cento delle somme dovute, e' fissata al 30 giugno.
Per ciascuna controversia autonoma e' effettuato un separato
versamento. Il contribuente che abbia manifestato la volonta' di
avvalersi della definizione agevolata di cui all'articolo 6, del
dalla legge 1º dicembre 2016, n. 225, nei termini previsti dal comma
2 della stessa disposizione, puo' usufruire della definizione
agevolata delle controversie tributarie solo unitamente a quella di
cui al predetto articolo 6. La definizione si perfeziona con il
pagamento degli importi dovuti ai sensi del presente articolo o della
prima rata. Qualora non ci siano importi da versare, la definizione
si perfeziona con la sola presentazione della domanda.
6. Entro il 30 settembre 2017, per ciascuna controversia autonoma
di bollo. Per controversia autonoma si intende quella relativa a
7. Dagli importi dovuti ai sensi del presente articolo si
in materia di riscossione in pendenza di giudizio nonche' quelli
dovuti per la definizione agevolata di cui all'articolo 6 del
dalla legge 1º dicembre 2016, n. 225. La definizione non da' comunque
luogo alla restituzione delle somme gia' versate ancorche' eccedenti
rispetto a quanto dovuto per la definizione. Gli effetti della
definizione perfezionata prevalgono su quelli delle eventuali
pronunce giurisdizionali non passate in giudicato prima dell'entrata
8. Le controversie definibili non sono sospese, salvo che il
caso il processo e' sospeso fino al 10 ottobre 2017. Se entro tale
data il contribuente avra' depositato copia della domanda di
9. Per le controversie definibili sono sospesi per sei mesi i
giurisdizionali e di riassunzione che scadono dalla data di entrata
processuali. Il diniego e' impugnabile entro sessanta giorni dinanzi
cui la definizione della lite e' richiesta in pendenza del termine
per impugnare, la pronuncia giurisdizionale puo' essere impugnata
unitamente al diniego della definizione entro sessanta giorni dalla
notifica di quest'ultimo. Il processo si estingue in mancanza di
istanza di trattazione presentata entro il 31 dicembre 2018 dalla
parte che ne ha interesse. L'impugnazione della pronuncia
11. La definizione perfezionata dal coobbligato giova in favore
degli altri, inclusi quelli per i quali la controversia non sia piu'
12. Con uno o piu' provvedimenti del direttore dell'agenzia delle
entrate sono stabilite le modalita' di attuazione del presente
articolo. Tali modalita' di attuazione devono garantire il
riversamento alle regioni dei proventi derivanti dalla definizione
delle controversie relative all'IRAP e all'addizionale regionale
all'IRPEF, in coerenza con quanto previsto dall'articolo 9 del
13. Qualora, a seguito del monitoraggio cui all'articolo 17, comma
12 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, le maggiori entrate
derivanti dall'attuazione del presente articolo non dovessero
realizzarsi in tutto o in parte, si applica l'articolo 17, commi da
12-bis a 12-quater della citata legge n. 196 del 2009. Nel caso di
realizzazione di ulteriori introiti rispetto alle maggiori entrate
previste, gli stessi possono essere destinati, prioritariamente a
cui ai commi 575 e 633 dell'articolo 1 della legge 11 dicembre 2016
n, 232, nonche', per l'eventuale eccedenza, al reintegro anche
parziale delle dotazioni finanziarie delle missioni e programmi di
spesa dei Ministeri, ridotte ai sensi dell'articolo 13, da disporre
con appositi decreti di variazione di bilancio adottati dal Ministro
Modifiche alla disciplina dell'imposta sul reddito di impresa:
disciplina del trattamento delle riserve imposta sul reddito di
impresa presenti al momento della fuoriuscita dal regime
1. All'articolo 55-bis del testo unico delle imposte sui redditi
1986, n. 917, dopo il comma 6, e' aggiunto il seguente:
«6-bis. In caso di fuoriuscita dal regime di cui al presente
articolo anche a seguito di cessazione dell'attivita', le somme
prelevate a carico delle riserve di utili formate nei periodi
d'imposta di applicazione delle disposizioni del presente articolo,
nei limiti in cui le stesse sono state assoggettate a tassazione
separata, concorrono a formare il reddito complessivo
dell'imprenditore, dei collaboratori o dei soci; ai medesimi soggetti
e' riconosciuto un credito d'imposta in misura pari all'imposta di
cui al comma 1, primo periodo.».
1. All'articolo 110, del testo unico delle imposte sui redditi
«7. I componenti del reddito derivanti da operazioni con societa'
non residenti nel territorio dello Stato, che direttamente o
indirettamente controllano l'impresa, ne sono controllate o sono
controllate dalla stessa societa' che controlla l'impresa, sono
stati pattuiti tra soggetti indipendenti operanti in condizioni di
libera concorrenza e in circostanze comparabili, se ne deriva un
aumento del reddito. La medesima disposizione si applica anche se ne
deriva una diminuzione del reddito, secondo le modalita' e alle
condizioni di cui all'articolo 31-quater del decreto del Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. Con decreto del Ministro
delle migliori pratiche internazionali, le linee guida per
l'applicazione del presente comma.».
2. Dopo l'articolo 31-ter del decreto del Presidente della
«Art. 31-quater (Rettifica in diminuzione del reddito per
operazioni tra imprese associate con attivita' internazionale). - 1.
La rettifica in diminuzione del reddito di cui all'articolo 110,
comma 7, secondo periodo, del testo unico delle imposte sui redditi
1986, n. 917, puo' essere riconosciuta:
a) in esecuzione degli accordi conclusi con le autorita'
competenti degli Stati esteri a seguito delle procedure amichevoli
previste dalle convenzioni internazionali contro le doppie
imposizioni sui redditi o dalla Convenzione relativa
utili di imprese associate, con atto finale e dichiarazioni, fatta a
Bruxelles il 23 luglio 1990, resa esecutiva con legge 22 marzo 1993,
b) a conclusione dei controlli effettuati nell'ambito di
attivita' di cooperazione internazionale i cui esiti siano condivisi
dagli Stati partecipanti;
c) a seguito di istanza da parte del contribuente da presentarsi
secondo le modalita' e i termini previsti con provvedimento del
Direttore dell'Agenzia delle entrate, a fronte di una rettifica in
aumento definitiva e conforme al principio di libera concorrenza
evitare le doppie imposizioni sui redditi che consenta un adeguato
scambio di informazioni. Resta ferma, in ogni caso, la facolta' per
il contribuente di richiedere l'attivazione delle procedure
amichevoli di cui alla lettera a), ove ne ricorrano i presupposti.».