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Timestamp: 2017-06-25 13:56:32+00:00
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Roma, 24 marzo – La Corte d'Appello di Roma, sezione Lavoro, condanna Vodafone Italia con una sentenza che conferma “la natura discriminatoria dei licenziamenti impugnati sulla scorta di una serie univoca ed assolutamente concludente di elementi”. I licenziamenti discriminatori sono quelli comunicati da Vodafone a circa 110 dipendenti del call center della sede di Roma, 39 in questo giudizio. La colpa dei lavoratori licenziati? Aver impugnato nel 2007 la cessione dei loro contratti ad una azienda appaltatrice – COMDATA - ed essere stati reintegrati in Vodafone per ordine giudiziario dopo che la cessione di ramo d'azienda fu giudicata dal tribunale illegittima con “più sentenze emesse in gradi diversi”, come ricordato anche in questo ultimo provvedimento. Essersi organizzati, in stragrande maggioranza nei COBAS, e aver lottato duramente per 7 anni contro l’ingiustizia subita, al fine di far rispettare la legge anche alla multinazionale Vodafone. A distanza di 2 anni dal licenziamento, i tribunali in primo e secondo grado di giudizio affermano che “non sussiste dubbio alcuno che il licenziamento intimato agli odierni ricorrenti sia ritorsivo e discriminatorio, ancor prima che illegittimo” poiché “Vodafone ha reso palese ed evidente che la sua volontà non era quella di azzerare gli esuberi dichiarati ma di espellere chi, e solamente chi, era stato riammesso in servizio dopo aver vinto la controversia”. Dopo la tristemente nota discriminazione operata dalla Fiat nei confronti dei 19 dipendenti di Pomigliano iscritti Fiom è ora il turno di Vodafone. Il colosso multinazionale delle telecomunicazioni in Italia beneficia di una concessione pubblica dello Stato per fatturare somme a 10 cifre (5 miliardi e 790 milioni di euro i ricavi per servizi dichiarati nell'ultimo bilancio della sola Vodafone Italia), tra una cessione di ramo d'azienda illegittima e numerosi licenziamenti ritorsivi e discriminatori, dimostrando così una certa noncuranza per le Leggi di questo stesso Stato. Esecutivo Provinciale Cobas del Lavoro Privato
maggio u.s. il giudice Redavid, della 2° sez. del Tribunale del Lavoro di Roma,
ha emesso la sentenza relativa al contenzioso tra gli ex lavoratori Vodafone e
l'azienda stessa concernente il licenziamento dei dipendenti.
lavoratori erano stati ceduti nel 2007 alla società Comdata Care SpA, avevano
ricorso legalmente contro l'operazione di esternalizzazione, in data 05/06/2012
avevano vinto il 1° grado di giudizio della causa e successivamente al
reintegro in Vodafone imposto dal giudice di 1° grado erano stati licenziati
dall'azienda in data 18/10/2012, in seguito all'apertura della procedura di
mobilità dell'01/08/2012 riguardante solo ed esclusivamente tali dipendenti. In
data 25/09/2013 tali lavoratori hanno vinto anche il 2° grado di giudizio, in
Corte d'Appello, della causa contro la cessione di ramo d'azienda.
dei fatti sopra riassunti gli ex dipendenti Vodafone hanno impugnato anche il
licenziamento discriminatorio e punitivo operato da Vodafone Italia e dopo ben
1 anno di estenuante attesa, ripetute udienze, produzione di prove, ascolto di
testimoni, differite presentazioni di note conclusive prima da parte degli
avvocati dei lavoratori e successivamente da parte degli avvocati dell'azienda
il giudice Luca Redavid ha emesso la sentenza che riportiamo alla fine di
in passato ha descritto una sentenza a suo sfavore come inopinatamente errata,
non ci permettiamo di utilizzare tale aggettivo, poichè si tratta, pur sempre,
di un giudizio di un giudice, ma ci permettiamo di fare alcune
perchè c'è voluto un anno di
tempo per emettere una sentenza sapendo che i lavoratori coinvolti erano
stati licenziati ed avevano, intanto che questo parto di quasi 12 mesi si
completasse, terminato anche l'indennità di mobilità? in sintesi nella sentenza viene
asserito che i ricorrenti non hanno le prove necessarie a dimostrazione
del loro licenziamento discriminatorio; a tal proposito il fatto che solo
tali lavoratori siano stati coinvolti in un licenziamento e che solo ad
essi venisse assegnato un punteggio sfavorevole ed arbitrario per
inserirli negli unici posti a rischio di una graduatoria di mobilità è un
comportamento da considerare regolare e indiscutibile? che il giudice asserisca che un
imprenditore è libero di disporre delle proprie strategie business a
scapito del mantenimento dei posti di lavoro è etico e realistico o è solo
un'affermazione che leggittima le aziende ad usufruire di risorse/licenze,
spesso statali (basti considerare lo start up della Omnitel, ora Vodafone,
nel quale venivano specificati i presupposti per ottenere le licenze, ad
esempio il mantenimento del perimetro occupazionale), senza impegnarsi a
creare un business dei cui frutti possano beneficiare sia gli imprenditori
che la forza lavoro impiegata? può un difensore della legge
emettere una sentenza che non tiene conto di tutti gli elementi che
determinano un contenzioso e che non ammetta tutti i capitoli di prova che
presentano i ricorrenti? può un giudice sentenziare
asserendo che questo caso di licenziamento collettivo è particolare e non
regolamentabile dalla legge Fornero, quando tale casistica è ampiamente
contemplata e regolamentata da tale legge e quindi negare, oltre al posto
di lavoro, un risarcimento, sebbene minimo, a degli ex lavoratori? Ci sono
tanti punti che andrebbero discussi, questa sentenza non riguarda solo il piccolo
caso degli ex lavoratori Vodafone, è una sentenza che si ripercuote sui temi
macro economici e sociali conseguenza della crisi mondiale tuttora in corso; è
una sentenza che consente a delle aziende in salute e non in crisi di licenziare del personale
in un periodo in cui è molto difficile trovare un impiego, soprattutto per gli
over 40, è una sentenza che leggittima una società che si è vista dar torto da ben 2 gradi di giudizio per un totale di 4 giudici ad aggirare la legge per poter disporre prepotentemente come preferisce delle vite altrui, è una sentenza che consente in un periodo che dovrebbe essere di
austerity di incrementare il nr. dei soggetti che frugano nelle tasche degli
italiani per prosciugarle, poichè l'idennità di mobilità di cui hanno ususfruito tali lavoratori è pagata dall'Inps (ovvero da coloro che pagano le tasse), è una sentenza che consente ad un contratto di
lavoro a tempo indeterminato di divenire, senza alcuna giusta causa e con
discriminazione, un contratto a tempo determinato ed è una sentenza che dice ai
lavoratori "avete osato mettervi contro un colosso e questa è la punizione
che vi spetta: vi tolgo il lavoro, non vi risarcisco e addirittura vi obbligo a
pagare le spese legali dell'azienda Vodafone nella misura di euro 5.000,00 +
Iva + spese varie!".
personalmente, non è l'importo delle spese legali di controparte a
preoccuparci, ma l'intento con cui le stesse ci sono state addebitate. Giudice
Redavid, hai deciso di lasciarci in mezzo ad una strada, ci auguriamo che tu
creda davvero in questa sentenza, e questo possiamo digerirlo, perchè un
contenzioso non si sa come finisce fino all'ultimo grado di giudizio, ma perchè
infierire su degli ex lavoratori senza alcun sostentamento? Perchè non
comprendere con questa sentenza che quanto deciso dai tuoi colleghi prima di te
ovvero che siamo stati e siamo dipendenti Vodafone il licenziarci è stato
raggirare 2 sentenze a Vodafone sfavorevoli e quindi legalizzare la
discriminazione che essa ha operato nei ns confronti?
all'evidenza che anche le prime 2 cause collettive economiche, con le quali gli
ex dipendenti, in virtù della sentenza della Corte di Appello contro la
cessione di ramo d'azienda, chiedevano il pagamento delle differenze
retributive, si badi bene solo le differenze retributive, tra quanto percepito
negli anni di lavoro in Comdata Care e quanto avrebbero dovuto percepire in
qualità di dipendenti Vodafone sono state rigettate da 2 giudici, d.ssa Masi e
dr. Di Stefano, quest'ultimo presidente della 2° sez. Lavoro del Tribunale di
Roma. Curioso come una Corte d'Appello stabilisca che siamo sempre stati, in
tutti questi anni, dipendenti Vodafone ed altri 2 giudici di 1° grado non
determinino che avevamo diritto alla retribuzione prevista per i dipendenti
sicuramente casuale il fatto che tutte le ultime cause intraprese contro
Vodafone e Comdata siano state assegnate a giudici della sola 2° sez. del
Lavoro del Tribunale di Roma, il quale possiede ben 4 sezioni. Ora, poichè
possiamo parlare di scaramanzia ed a questo punto anche di un timore
reverenziale nei confronti di alcuni giudici di questa famigerata 2° sez.
Lavoro del Tribunale di Roma forse dovremmo augurarci di non avere più il
piacere di interagire con tale sezione? Sia ben
chiaro, quello che potevamo perdere è già stato ampiamente perso, quindi non
c'è alcuna paura nel proseguire la strada che abbiamo intrapreso a suon di
battaglie legali e non solo.
alcuna paura, andiamo avanti a testa alta.