Source: http://www.letterebeniculturali.unibo.it/it/corsi/corsi-di-studio/corso/2016/8616
Timestamp: 2017-06-24 10:23:55+00:00
Document Index: 49484355

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art.1', 'art.1', 'art. 6', 'art.29', 'art. 29']

Il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali è finalizzato a formare laureati magistrali con il profilo corrispondente alla qualifica professionale di Restauratore di Beni Culturali, di cui all'art. 29, co. 6,7,8,9 D.Lgs. 42/04 e successive modificazioni (D.M. 02.03.2011 art.1 co.2). Il restauratore di beni culturali è il professionista che definisce lo stato di conservazione e mette in atto un complesso di azioni dirette e indirette per limitare i processi di degrado dei materiali costitutivi dei beni e assicurarne la conservazione, salvaguardandone il valore culturale (D.M.26.05.2009 art.1 co.1). I laureati magistrali in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali sono pertanto in grado di operare con autonomia decisionale ed operativa per definire lo stato di conservazione dei manufatti e mettere in atto azioni di prevenzione, manutenzione, restauro, atte a limitare i processi di degrado dei materiali costitutivi e ad assicurarne la conservazione contestualizzando il valore artistico e culturale delle opere. Possiedono approfondite conoscenze delle metodologie e tecniche di conservazione e restauro necessarie alla progettazione degli interventi nonchè elevate competenze pratiche, sensibilità, abilità manuale. In accordo con le parti sociali si intendono attivare i seguenti percorsi formativi: PF1 - materiali lapidei e derivati; superfici decorate dell'architettura; PF4 - materiali e manufatti ceramici e vitrei, materiali e manufatti in metallo e leghe. Entrambi i percorsi prevedono attività scientifiche e tecnico-pratiche, tra cui studio e inquadramento storico, costituzione materica e diagnosi dello stato di conservazione, mirate alla predisposizione ed esecuzione di un corretto progetto di intervento di restauro e/o di controllo e prevenzione dei processi di degrado. I percorsi individuati prevedono l'integrazione tra la docenza convenzionale e, come previsto del DM istitutivo,una attività di laboratorio che integra esperienze universitarie e esperienze esterne (Scuola del Mosaico di Ravenna, Parco archeologico di Classe), che assicurino la effettiva proiezione dello studente verso il ruolo di restauratore. Vengono inoltre forniti agli studenti elementi di conoscenza della normativa riguardante i beni culturali e altri relativi alla economia di impresa, indispensabili per lo svolgimento della professione, sia in ambito di attività privata autonoma che in enti pubblici. Per perseguire gli obiettivi previsti e per consentire allo studente di confrontarsi fin dall'inizio del corso con le problematiche relative al restauro, le attività pratiche di laboratorio vengono distribuite lungo l'arco dei cinque anni.Infine si intende segnalare che è sotto attenta considerazione la costruzione del percorso formativo "PF6", che, oltre a quanto già attivo e "fruibile" in Ateneo (Dip. di Conservazione e di Scienze Informatiche), può trovare un formidabile punto di forza nella Cineteca di Bologna. La recentissima modifica della natura giuridica di quell'Ente e la complessità connessa al coordinare l'attività di diverse strutture,suggerisce,malgrado i contatti già in corso, di non proporsi di implementare fin d'ora questo settore nella proposta, riservandosi più tempo(un anno) per darle un impianto organico. Riteniamo però utile segnalare fin d'ora l'idea di una estensione del corso in questa direzione e il lavoro in atto a questo scopo. Completa la formazione del laureato magistrale in Conservazione e restauro dei beni culturali(abilitante ai sensi del D.lgs n.42/2004) la conoscenza di una lingua dell'Unione Europea a livello B2. Potranno essere previste sia l'acquisizione delle quattro abilità linguistiche (lettura, scrittura, ascolto e dialogo) sia la frequenza vincolata delle lezioni, secondo criteri che verranno specificati in itinere dal corso di studi, in coerenza alle prescrizioni degli Organi Accademici.
CONOSCENZA E CAPACITÀ DI COMPRENSIONE:AREA DELLE SCIENZE DI BASEIl laureato magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali:
- possiede approfondite conoscenze scientifiche relative alla composizione materica e alla struttura dei manufatti e alle interrelazioni tra i materiali costitutivi, propedeutiche a una adeguata conoscenza delle cause che determinano il degrado dei beni culturali.AREA STORICA E STORICO-ARTISTICAIl laureato magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali:
AREA DELLE SCIENZE APPLICATE E DELLA METODOLOGIA PER LA CONSERVAZIONE E IL RESTAUROIl laureato magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali:
dipinti, materiali lapidei, materiali tessili, arredi lignei, metalli ceramici e vetri, carta e beni librari, materiali fotografici, cinematografici e digitali.AREA DEL RESTAUROIl laureato magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali:
AREA GIURIDICA, ECONOMICA E GESTIONALEIl laureato magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali:
- possiede adeguata conoscenza della normativa riguardante i beni culturali ed elementi relativi alla economia di impresa, indispensabili per lo svolgimento della professione, sia in ambito di attività privata autonoma che in enti pubblici.CAPACITÀ DI APPLICARE CONOSCENZA E COMPRENSIONE:AREA DELLE SCIENZE DI BASEIl laureato magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali:
- sa leggere, analizzare e utilizzare i dati delle indagini scientifiche necessarie a definire lo stato di conservazione di un manufatto e/o bene culturale e a progettare gli interventi conservativi più adeguati.AREA STORICA E STORICO-ARTISTICAIl laureato magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali:
- è in grado di integrare una corretta prospettiva storico-artistica nella progettazione e pianificazione di interventi sia a livello conservativo che di restauro e manutenzione in uno o più dei seguenti settori: dipinti, materiali lapidei, manufatti tessili, arredi lignei, metalli ceramici e vetri, carta e beni librari, materiali fotografici, cinematografici e digitali.AREA DELLE SCIENZE APPLICATE E DELLA METODOLOGIA PER LA CONSERVAZIONE E IL RESTAUROIl laureato magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali:
- è in grado di pianificare, progettare e dirigere interventi a livello conservativo e manutenzione in uno o più dei seguenti settori: dipinti, materiali lapidei,manufatti tessili, arredi lignei, metalli ceramici e vetri, carta e beni librari, materiali fotografici, cinematografici e digitali.AREA DEL RESTAUROIl laureato magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali:
Le conoscenze, capacità e abilità pratiche relative all’area del Restauro sono conseguite e verificate attraverso i Laboratori di Restauro previsti dai piani didattici dei percorsi attivati.AREA GIURIDICA, ECONOMICA E GESTIONALEIl laureato magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali:
- è in grado di individuare quali sono gli aspetti rilevanti sotto il profilo economico e normativo nella definizione di un progetto di manutenzione e di intervento conservativo; - sa utilizzare gli strumenti informatici per la gestione dei dati e del progetto di conservazione.AUTONOMIA DI GIUDIZIO (MAKING JUDGEMENTS)Il laureato magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali:- è in grado di rilevare e valutare criticamente, ed in una visione unitaria, i dati relativi alla tecnica e allo stato di conservazione dei manufatti;- affronta responsabilmente i problemi conservativi dal punto di vista della prevenzione, della manutenzione e dell'intervento;- ha la capacità di reperire e vagliare fonti di informazione e bibliografiche;- è in grado di svolgere attività di ricerca e sperimentazione nel campo della conservazione;- è capace di lavorare sia in gruppo che in modo autonomo con responsabilità;- conosce le norme deontologiche e i principi etici connessi all'elevata responsabilità professionale dei restauratori.L'autonomia di giudizio viene conseguita attraverso lo studio e l'interpretazione critica di tesi e argomentazioni storico-artistiche, l'analisi di opere, di problemi conservativi e la valutazione di interventi di restauro.Strumenti di verifica sono gli esami di profitto, oltre che le relazioni sulle attività pratiche nei laboratori di restauro, le presentazioni orali e la discussione della tesi di laurea.ABILITÀ COMUNICATIVE (COMMUNICATION SKILLS)Il laureato magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali:- possiede adeguata capacità di relazione e coordinamento in gruppi di lavoro in cantieri e laboratori di restauro;- possiede capacità di comunicazione nei confronti delle altre figure professionali che operano nel campo dei beni culturali;- è in grado di organizzare relazioni e comunicazioni secondo gli standard richiesti dal settore della conservazione;- è in grado di comunicare contenuti di tipo didattico e divulgativo nel campo del restauro e della conservazione;- possiede una conoscenza della lingua inglese a livello B2.Le abilità comunicative sono conseguite attraverso l'esecuzione, con l'uso di strumenti informatici adeguati, di relazioni tecniche grafiche e testuali, e la loro presentazione e discussione orale.Strumenti didattici di verifica sono le valutazioni delle attività pratiche, delle presentazioni orali, di relazioni ed elaborati finali e di eventuali rapporti relativi ad altre attività didattiche.La prova di verifica di Ateneo della conosecnza della lingua inglese completa l'accertamento dell'acquisizione delle abilità comunicative.CAPACITÀ DI APPRENDIMENTO (LEARNING SKILLS)Il laureato magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali:- possiede un metodo di studio ed è in grado di porsi obiettivi di auto-apprendimento;- è in grado di intraprendere, in modo autonomo, studi e ricerche finalizzati al proprio aggiornamento professionale;- è in grado di acquisire nuovi strumenti per sviluppare ulteriormente la propria formazione professionale.La capacità di apprendimento viene conseguita attraverso l'integrazione tra l'estesa attività pratica di restauro e l'approccio interdisciplinare nei corsi teorici e nelle attività frontali, oltre che con la partecipazione a seminari, a tirocini e cantieri didattici, e ad altre attività di approfondimento.Strumenti didattici di verifica sono le valutazioni delle attività pratiche, delle presentazioni orali, di relazioni ed elaborati finali e di eventuali rapporti relativi ad altre attività didattiche.
PFP1 Materiali lapidei e derivati; superfici decorate dell'architettura - immatricolati aa.aa. 2013/2014 e 2014/2015
PFP 4: Materiali e manufatti ceramici e vitrei - Materiali e manufatti in metallo e leghe - immatricolati aa.aa. 2013/2014 e 2014/2015
PFP1 Materiali lapidei e derivati; superfici decorate dell'architettura - immatricolati a.a. 2015/2016
PFP 4: Materiali e manufatti ceramici e vitrei - Materiali e manufatti in metallo e leghe - immatricolati a.a. 2015/2016
PFP1 Materiali lapidei e derivati; superfici decorate dell'architettura - piano didattico - immatricolati a.a. 2016/2017
PFP 4: Materiali e manufatti ceramici e vitrei - Materiali e manufatti in metallo e leghe - Piano didattico - immatricolati a.a. 2016/2017
I programmi di mobilità destinati agli studenti promossi dall'Ateneo di Bologna in collaborazione con Atenei dell'Unione Europea e di alcuni paesi non compresi nella Unione Europea offrono l'opportunità di svolgere un periodo di studio o di tirocinio all'estero . Consulta le informazioni sulle opportunità all'estero alle pagine: http://www.letterebeniculturali.unibo.it/it/la-dimensione-internazionale-della-scuola http://www.unibo.it/it/campus-ravenna/servizi-di-campus/ufficio-relazioni-internazionali Delegati/Referenti nell'ambito della internazionalizzazione: Prof. Gustavo Gozzi gustavo.gozzi@unibo.it Prof. Mario Neve mario.neve@unibo.it Ufficio Orientamento Tirocini e Relazioni Internazionali (International Relations Service )campusravenna.relazioniinternazionali@unibo.it Prova finale
Modalità di svolgimento della prova finaleLa prova finale, con valore abilitante, consiste in due prove:a) una di carattere applicativo, consistente in un intervento pratico-laboratoriale. Ai sensi dell'art. 6 del DM 87/2009, qualora la prova non venga superata, il candidato potrà ripetere l'esame nella sessione successiva;b) una di carattere teorico-metodologico, consistente nella discussione di un elaborato scritto, dove il candidato presenta un progetto conservativo scelto all'interno del suo settore specifico di specialità, sviluppato in modo autonomo anche rapportandosi alle altre professionalità che intervengono nei processi di conservazione dei beni culturali, e svolto nell'ambito delle attività pratiche del periodo di tirocinio, finalizzato alla preparazione della prova finale/tesi di laurea, come previsto nell'ordinamento didattico.Tale tesi consiste in un elaborato scritto preparato sotto la supervisione di uno o più relatori, che verrà valutato nell'esame finale dove il laureando magistrale dovrà presentare con chiarezza e piena padronanza i risultati del proprio lavoro, motivando dal punto di vista scientifico e storico-artistico tutte le scelte compiute.Ai sensi del DM 87/2009, la commissione per l'esame finale è composta da 7 membri nominati dai Direttori delle istituzioni formative e comprende almeno due membri designati dal Ministero per i beni e le attività culturali tra gli iscritti nel registro dei restauratori da almeno 5 anni, nonché due docenti universitari designati dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Nella fase di prima applicazione, il Ministero per i beni e elettività culturali designa i due membri tra i diplomati delle scuole di alta formazione e studio del ministero stesso.
PROFILO PROFESSIONALE:Restauratore di Beni Culturali (art.29, co. 6,7,8,9 D.Lgs 42/04 successive modificazioni)FUNZIONE IN UN CONTESTO DI LAVORO:- definisce lo stato di conservazione anche attraverso sopralluoghi e analisi dell'opera e del suo contesto;
Le attività svolte da questa figura variano profondamente in funzione degli oggetti da restaurare. COMPETENZE ASSOCIATE ALLA FUNZIONE: - competenze di biologia, chimica, fisica e mineralogia per una corretta analisi diagnostica sullo stato di conservazione dei beni culturali; - conoscenza della storia dell’arte, delle tecniche artistiche e delle problematiche - anche di carattere archeologico - connesse allo studio delle testimonianze materiali; - conoscenze sulle tecniche di intervento e di protezione dei beni; - conoscenza delle procedure di redazione e archiviazione di documenti, nonché della normativa relativa ai Beni Culturali; - buona conoscenza della lingua inglese per l’aggiornamento e la partecipazione a convegni internazionali;
- attitudine alla comunicazione sia con i vari referenti che con i committenti.SBOCCHI OCCUPAZIONALI: - Laboratori ed imprese di restauro;
In data 24/2/2012 la Commissione ha esaminato la sintesi della consultazione delle parti interessate avvenuta mediante incontri con i responsabili di organismi di tutela e conservazione sia regionale che nazionale. Sono emerse le seguenti indicazioni:- Ravenna, con otto siti UNESCO patrimonio dell'umanità, è da decenni caratterizzata dalla presenza di elevate competenze sia scientifiche che di restauro del patrimonio dei BC. Il settore del restauro del mosaico, delle superfici architettoniche e decorate dell'arch., nonché di strutture e oggetti archeologici ha visto una stretta collaborazione tra l'Ateneo sede di Ravenna e quelli di tutela e conserv. del patrimonio quali la Soprint. ai monumenti e quella Archeol.. Si ritiene che tale sinergia di competenze debba essere strutturata in un percorso did.di LM a CU in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali per formare laureati con la qualifica profess. di Restauratore di BC, di cui all'art. 29, co. 6,7,8,9 D.Lgs. 42/04 e successive modificazioni.- La necessità che la professione del restauratore dei BC goda di conoscenze e competenze sia scientifiche che umanistiche e di operatività del restauro è stata riconosciuta dalle parti sociali che hanno ritenuto che tali competenze siano fornite dagli Atenei e da quelli dei BC.- La professione del restauratore dei BC potrà operare nel contesto sia italiano che internaz., in particolare nei paesi mediterranei che hanno molti mosaici sia parietali che pavimentali sia storico-artistici che archeologici, nonché di strutture architettoniche ed oggetti archeologici.- Nel contesto nazionale, i contatti avuti con responsabili dell'amministrazione centrale del MIBAC, confermano la necessità che Ravenna per la sua storia e completezza di competenze possedute, possa costituire un polo di eccellenza nel restauro sia del mosaico che delle superfici architettoniche ed i materiali e strutture di provenienza archeologicaLa Commissione concorda che il progetto di corso è coerente con le esigenze del sistema socio-economico.Le parti sociali consultate sono: Direttore Regionale per i BC e Paesaggistici dell'ER – Bologna; Soprintendente ai beni archeologici dell'ER, Bologna; Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di RA, FE, FC, RM-RA; Direttore Generale per le Antichità, Fondazione Ravennantica.
Gli studenti possono contattare il Coordinatore del corso di studio: prof.ssa Mariangela Vandini mariangela.vandini@unibo.it Segreteria Didattica Palazzo Corradini - via Mariani, 5 - 48121 Ravenna (piano ammezzato) tel. 0544-936911 telefax: 0544-936942 letterebenicult.vpra.infodidattica@unibo.it . Segreteria Studenti http://www.unibo.it/it/campus-ravenna/servizi-di-campus/segreteria-studenti Tutor http://corsi.unibo.it/MagistraleCU/ConservazioneRestauroBeniculturali/Pagine/tutor.aspx