Source: https://anief.org/index.php?option=com_content&view=article&id=19098:diplomati-magistrale-anief-notifica-il-primo-ricorso-alla-cedu-per-annullare-la-sentenza-della-plenaria-che-li-esclude-dalle-gae&catid=252&Itemid=1110
Timestamp: 2018-07-21 11:34:56+00:00
Document Index: 89569136

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.14', 'art. 13', 'art. 47', 'art.4', 'sentenza ']

Il ricorso, patrocinato dagli avvocati De Michele e Galleano, per conto del presidente nazionale e di una maestra entrata di ruolo con riserva, dopo avere regolarmente superato l'anno di prova, intende denunciare la violazione della Carta europea dei diritti dell'uomo, dei diritti fondamentali UE, del trattato dell'Unione europea e della direttiva UE sul precariato. L'iniziativa segue la denuncia Anief alla Commissione di petizione del parlamento UE e al Consiglio d'Europa e precede il prossimo deposito in Cassazione del ricorso per l'annullamento della suddetta sentenza per eccesso di giurisdizione. Sono diversi i punti che i legali del giovane sindacato hanno messo in evidenza. Tra le righe del ricorso si cita anche la recente sentenza della Cedu sul ricorso Mazzeo che ha censurato proprio l'operato del Consiglio di Stato, che “ha stigmatizzato ai punti 35-39 proprio la prassi giudiziaria del Consiglio di Stato, per favorire ingiustificatamente le pubbliche amministrazioni, di modificare o ritardare l’applicazione delle decisioni precedentemente adottate in subiecta materia e la conseguente violazione degli artt.6 e 13 della Convenzione”.
Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): Ancora di più alla luce degli ultimi accadimenti, la soluzione rimane solo quella politica: dall’8 gennaio, Anief ha promosso due scioperi, l'ultimo nel giorno d’insediamento delle Camere dei deputati per chiedere a gran voce la riapertura straordinaria delle GaE dopo essere riuscita nella XVI legislatura a riaprirle due volte al personale docente abilitato. Ci sono quasi 50 mila maestre e maestri che aspettano di sapere se sono in possesso di un titolo - il diploma magistrale - che è ritenuto dai giudici valido per l’insegnamento ma non per l’immissione in ruolo. Mentre altri docenti con lo stesso titolo, grazie a sentenze passate in giudicato, sono confermati nei ruoli. È una situazione assurda e chi governa la scuola non può attuare la politica dello struzzo.
Mentre rimane bloccata la vicenda dei 50mila maestri con diploma magistrale, estromessi dalle GaE da un Consiglio di Stato che si è più volte contraddetto, Anief notifica il primo ricorso alla Cedu per annullare la sentenza dell’Adunanza Plenaria dello scorso 20 dicembre. Il ricorso, patrocinato dagli avvocati De Michele e Galleano, per conto del presidente nazionale e di una maestra entrata di ruolo con riserva, dopo avere regolarmente superato l'anno di prova, intende denunciare la violazione della Carta europea dei diritti dell'uomo, dei diritti fondamentali UE, del trattato dell'Unione europea e della direttiva UE sul precariato.
L'iniziativa segue la denuncia Anief alla Commissione di petizione del parlamento UE e al Consiglio d'Europa e precede il prossimo deposito in Cassazione del ricorso per l'annullamento della suddetta sentenza per eccesso di giurisdizione. Sono diversi i punti che i legali del giovane sindacato hanno messo in evidenza. Ad iniziare dalla violazione dell’Art.1 del Protocollo n.1 della Convenzione EDU, in combinato disposto con l'art.14 della Convenzione EDU, in relazione alla violazione delle clausole 4, n.1, e 5, nn.1 e 2, dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, recepito dalla direttiva 1999/70/CE e dell’Art. 6, par.1, e art. 13 Convenzione EDU, in relazione alla violazione dell'art. 47 della Carta dei Diritti fondamentali UE, e dell'art.4, comma 3, del Trattato dell'Unione europea
Tra le righe del ricorso si cita anche la recente sentenza della Cedu sul ricorso Mazzeo che ha censurato proprio l'operato del Consiglio di Stato, che “ha stigmatizzato ai punti 35-39 proprio la prassi giudiziaria del Consiglio di Stato, per favorire ingiustificatamente le pubbliche amministrazioni, di modificare o ritardare l’applicazione delle decisioni precedentemente adottate in subiecta materia e la conseguente violazione degli artt.6 e 13 della Convenzione”.
Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario Confederale Cisal, “comunque, ancora di più alla luce degli ultimi accadimenti, la soluzione rimane solo quella politica, sulla scia della soluzione legislativa proposta dall’Anief: dall’8 gennaio scorso, abbiamo promosso due scioperi, l'ultimo nel giorno d’insediamento delle Camere dei deputati per chiedere a gran voce la riapertura straordinaria delle GaE dopo essere riuscita nella XVI legislatura a riaprirle due volte al personale docente abilitato. Ci sono quasi 50 mila maestre e maestri che aspettano di sapere se sono in possesso di un titolo - il diploma magistrale - che è ritenuto dai giudici valido per l’insegnamento ma non per l’immissione in ruolo. Mentre altri docenti con lo stesso titolo, grazie a sentenze passate in giudicato, sono confermati nei ruoli. È una situazione assurda e chi governa la scuola non può attuare la politica dello struzzo”, conclude il sindacalista autonomo.
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