Source: http://www.handylex.org/stato/l100262.shtml
Timestamp: 2019-02-23 18:59:20+00:00
Document Index: 160989461

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 16', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 7', 'art. 16', 'art. 1']

Cecità civile e minorazioni visive - definizioni
"Nuove disposizioni relative all'Opera nazionale per i ciechi civili"
(Pubblicata nella Gazz. Uff. 7 marzo 1962, n. 61)
Nota bene: si ricorda che la legge 27 maggio 1970, n. 382 (artt. 20 e seguenti) ha soppresso l'Opera nazionale per i ciechi civili e ha trasferito, patrimonio, personale e competenze in capo all'Unione Italiana Ciechi (vedasi la legge citata)
1. L'Opera nazionale per i ciechi civili, istituita con legge 9 agosto 1954, n. 632, provvede:
a) alla concessione della pensione non riversibile ai ciechi civili, di cui al successivo art. 7;
c) a promuovere iniziative aventi per iscopo il collocamento al lavoro dei non vedenti, a tal fine essa studia - in collaborazione con l'Unione italiana ciechi e con le altre istituzioni interessate - le effettive possibilità di inserimento dei ciechi nella vita produttiva del paese;
2. L'Opera nazionale per i ciechi civili è retta da un Consiglio di amministrazione composto di un presidente e di dieci consiglieri nominati con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro per l'interno.
4. Il presidente ha la rappresentanza legale dell'Opera al cui funzionamento sovrintende esercitando tutti i poteri non spettanti al Consiglio di amministrazione e vigilando sull'esecuzione delle delibere adottate dal Consiglio stesso. Ii presidente convoca il Consiglio di amministrazione in via ordinaria ogni due mesi ed in via straordinaria quando lo ritenga opportuno e ne facciano richiesta scritta almeno quattro consiglieri e propone gli argomenti da sottoporre alla discussione.
5. La revisione della gestione dell'Opera è affidata ad un Collegio di revisori dei conti così composto:
6. L'Opera dispone di una organizzazione centrale e periferica.
7. Ogni cittadino affetto da cecità congenita o contratta in seguito a cause che non siano di guerra, infortunio sul lavoro o in servizio, ha diritto, in considerazione delle specifiche esigenze derivanti dalla minorazione, ad una pensione non riversibile qualora versi in stato di bisogno.
8. Tutti coloro che siano colpiti da cecità assoluta o abbiano un residuo visivo non superiore ad un ventesimo in entrambi gli occhi con eventuale correzione, hanno diritto alla corresponsione della pensione a decorrere dal compimento del 18° anno di età.
9. L'ammontare della pensione di cui alla lettera a) dell'art. 1 è determinato maggiorando il trattamento stabilito dall'art. 4 della legge 9 agosto 1954, n. 632, e dall'art. 16 del decreto del Presidente della Repubblica 15 gennaio 1956, numero 32, di lire 4.000 mensili per i ciechi assoluti e di lire 2.000 mensili per coloro che abbiano un residuo visivo non superiore ad un ventesimo in entrambi gli occhi con eventuale correzione.
10. I ciechi, che prima del 25° anno di età non abbiano assolto l'obbligo scolastico di cui al regio decreto 29 agosto 1941, n. 1449, o non abbiano frequentato un corso di qualificazione professionale e non esercitino alcuna attività lavorativa, nonché i ciechi ospitati in istituti di istruzione, percepiscono la relativa pensione nell'ammontare del 50 per cento.
11. L'accertamento della cecità e del residuo visivo è effettuato da apposita Commissione provinciale, nominata dal medico provinciale e composta di tre medici, di cui uno scelto dallo stesso medico provinciale con funzioni di presidente e due oculisti, designati, rispettivamente, dall'Opera nazionale per i ciechi civili e dall'Unione italiana dei ciechi.
Gli onorari dovuti ai medici per gli accertamenti di cui al primo comma sono corrisposti dall'Opera nazionale per i ciechi civili a proprio carico (1).
(1) Il comma è stato così modificato dall'art. 2, L. 10 agosto 1964, n.718
12. Il parere della Commissione di cui all'articolo precedente, qualora non sia accettato dall'interessato, è sottoposto alla revisione di una Commissione superiore nominata dal Ministro per la sanità e composta di:
La Commissione superiore è presieduta dal sanitario indicato alla lettera a) del comma precedente. Il presidente e i componenti durano in carica tre anni. In caso di necessità la Commissione può essere ampliata ed articolata, su proposta dell'Opera, in diverse sottocommissioni i cui componenti, designati dagli enti di cui al primo comma, sono nominati dal Ministro per la sanità (2).
(2) Articolo così modificato dall'art. 3, L. 10 agosto 1964, n. 718
13. Con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per l'interno, di concerto con il Ministro per il tesoro, sarà provveduto, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, all'approvazione del regolamento dell'Opera e delle altre norme eventualmente necessarie per l'esecuzione e l'attuazione della presente legge.
14. L'Opera provvede a far espletare entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge gli accertamenti di cui all'art. 11, in relazione all'art. 7, per tutti coloro che beneficiano dell'assegno ed in seguito, periodicamente, almeno una volta ogni dieci anni.
15. Salvo quanto previsto dall'art. 16 alle provvidenze di cui alla presente legge si provvede con un contributo annuo a carico dello Stato di 1.700 milioni di lire a favore dell'Opera nazionale per i ciechi civili.
16. Alle spese per l'assistenza sanitaria, di cui alla lettera d) dell'art. 1, lo Stato partecipa con un contributo annuo di lire 200 milioni.
17. All'onere derivante dalla presente legge si provvede con le maggiori entrate di cui alla legge relativa all'«Adeguamento dei canoni demaniali e dei sovracanoni dovuti agli enti locali ai sensi della legge 21 gennaio 1949, n. 8».
18. E' abrogata ogni disposizione legislativa o regolamentare incompatibile con la pesente legge.
19. L'Opera continuerà la corresponsione in favore dei minorati, con residuo visivo superiore ad un ventesimo e non superiore ad un decimo in entrambi gli occhi con eventuale correzione, dell'assegno di cui siano in godimento, nell'ammontare di lire 10.000 mensili, alle condizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 gennaio 1956, n. 32.
Legge - 03/04/2001 n. 138