Source: https://www.ofsumbria.it/statuto/
Timestamp: 2019-09-17 05:10:40+00:00
Document Index: 112390073

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'art. 76', 'art. 24', 'art. 26', 'art. 78', 'art. 28', 'art. 8', 'art. 98', 'art. 43', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 71', 'art. 23', 'art. 39', 'art. 38', 'art 39', 'art. 40', 'art 90', 'art. 23', 'art. 41', 'art. 43', 'art. 77', 'art. 33', 'art. 53', 'art. 56', 'art 58', 'art. 49', 'art. 97', 'art. 82', 'art. 90', 'art.12', 'art. 54', 'art. 57', 'artt 54', 'art. 49', 'art. 14', 'art. 77', 'art. 59', 'art.52', 'art. 76', 'art. 76', 'art. 77', 'art. 76', 'art. 49', 'art. 78', 'art. 78', '§ 2', '§ 3', 'art. 32', 'art. 30', '§2', '§ 1', 'art. 79', 'art. 30', 'art. 53', 'art. 53', 'art. 24', 'art. 88', 'art. 76', 'art. 48', 'art. 36', 'art. 97', 'art. 25', 'art. 90', 'art. 13', 'art. 15', 'art. 12', 'art. 77', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 15', 'art. 93', 'art. 52', 'art. 25', 'art. 30', 'art. 52', 'art. 48', 'art. 59', '§2']

Statuto - O.F.S. Umbria
StatutoOFS Umbria2019-02-22T09:51:20+02:00
1. L’OFS d’Italia è parte dell’Ordine Francescano Secolare (OFS), associazione internazionale pubblica di fedeli[1] riconosciuta dalla Santa Sede fondata sulla Fraternità e ispirata al principio di partecipazione alle attività associative in condizione di uguaglianza e pari opportunità in tutti gli appartenenti alla stessa.
2. Si articola in Fraternità a vari livelli: locale, regionale e nazionale ed è costituito dall’unione organica e strutturale di tutte le Fraternità locali e personali esistenti sul territorio nazionale, della Repubblica di San Marino e della Svizzera italiana, sia in formazione che erette canonicamente da una delle Famiglie religiose del Primo Ordine e del TOR,[2] unite e coordinate tra loro tramite le Fraternità regionali, corrispondenti alle regioni civili italiane, e dalla Svizzera italiana.
3. È regolato dal diritto proprio: Regola (1978), Rituale (1984), Costituzioni Generali (2000), Statuto Consilium Internationale Ordo Franciscanus Sæcularis (CIOFS), dal presente Statutoe dal Diritto comune.
– ogni altra attività di promozione dei valori evangelici che sia in sintonia con lo scopo[3].
2. Per il perseguimento delle sue finalità, l’OFS d’Italia collabora con gruppi, movimenti e associazioni ecclesiali, i giovani, le famiglie, le Istituzioni laiche e confessionali, le strutture educative e sociali presenti sul territorio nazionale, così come le altre componenti della Famiglia Francescana,[4] con le quali si propone di realizzare e sostenere attività in comune.
1. Il segno distintivo di appartenenza all’OFS d’Italia è il “ TAU ”[5].
2. Il Ministro nazionale è il rappresentante dell’Italia a livello internazionale, in particolare al Capitolo Generale dell’OFS[6] ed in quella sede svolge la funzione di “consigliere internazionale”; suo sostituto, in caso di legittimo impedimento, è il vice Ministro nazionale.
1. L’inserimento nell’OFS d’Italia è possibile per tutti i cattolici di ogni condizione, siano essi laici – uomini e donne – o chierici secolari (Diaconi, Sacerdoti, Vescovi)[7] ed avviene, dopo un congruo periodo di conoscenza e formazione, mediante la “Professione della Regola”, come stabilito dai successivi articoli 9 e 10 del presente Statuto.
3. Fanno parte dell’Ordine Francescano Secolare d’Italia tutte le Fraternità locali e personali in formazione e canonicamente erette sul territorio nazionale. Le Fraternità esistenti nella Repubblica di San Marino appartengono al territorio regionale delle Marche. Le Fraternità esistenti nel Canton Ticino e nel Cantone dei Grigioni sono al momento animate dall’OFS d’Italia in attesa della costituzione della Fraternità nazionale Elvetica. La Fraternità regionale della Svizzera italiana è Ente riconosciuto civilmente dalla Svizzera, di cui segue la legislazione statale.
4. Ogni singola Fraternità locale è costituita da: “Professi” ovvero uomini e donne che hanno emesso la Professione; “Ammessi”, cioè coloro i quali, dopo il periodo di discernimento vocazionale, sono stati accolti in Fraternità ed hanno celebrato il “rito dell’ammissione”[8].
Gli “Iniziandi”,[9] invece, sono coloro che intraprendono un periodo di conoscenza della spiritualità francescana ma non sono ancora ufficialmente inseriti nella Fraternità.
2. Questo periodo ha la durata di almeno un anno[10] con incontri specifici nell’arco del mese.
4. Al termine del periodo di cui al precedente punto 2., l’Iniziandoche intende proseguire nel cammino formativo, con domanda scritta comunica al Consiglio la volontà di essere ammesso in Fraternità.
5. L’ammissione dell’Iniziando al periodo di formazione e preparazione alla Professione è decisa dal Consiglio di Fraternità,[11] dopo aver effettuato un attento discernimento e verificato che l’aspirante abbia ricevuto i Sacramenti dell’iniziazione cristiana.
6. I giovani francescani ”promessi” (Gi.Fra), in virtù del percorso di discernimento vissuto e di una concreta vita fraterna, possono direttamente celebrare il rito di ammissione[12].
1. Durante il tempo di formazione gli Ammessiapprofondiscono la spiritualità francescana, lo studio della natura, del carisma e del “diritto proprio” dell’OFS; sono altresì coinvolti in attività di apostolato e servizio. Preposti a ciò sono i responsabili della formazione coadiuvati dai Professi di cui al successivo art. 33.2 (in particolare per lo studio della Regola e delle CC.GG.), e dall’Assistente.
2. Il periodo di formazione ha la durata di almeno un anno[13] ed è scandito da incontri possibilmente settimanali e dalla partecipazione assidua alla vita della Fraternità. Lo stesso può essere prolungato per non oltre un anno qualora l’Ammesso necessiti di maggior tempo per il proprio discernimento vocazionale alla Professione, su sua richiesta scritta o per decisione del Consiglio di Fraternità, udito il parere del Responsabile della formazione e dell’Assistente spirituale[14].
1. La Professione è l’atto pubblico e solenne mediante il quale il candidato, al termine del periodo di formazione, previa richiesta scritta al Consiglio di Fraternità e parere favorevole del medesimo, viene incorporato stabilmente ed in maniera perpetua nell’OFS con l’impegno di osservarne la Regola. La stessa è emessa secondo il Rituale[15] ed il relativo atto viene registrato e conservato nell’archivio della Fraternità.
2. La Professione è atto giuridico normalmente emesso in forma perpetua. Per ragioni di carattere strettamente pedagogico, propedeutiche alla effettiva presa di coscienza dell’appartenenza all’Ordine,[16] il Consiglio di Fraternità può consentire, in via del tutto eccezionale e solo per valide ragioni, la Professione temporanea dell’Ammesso.
3. L’età minima per emettere la Professione è di anni 18 (diciotto)[17].
1. I neo Professi sono coloro che hanno emesso la Professione perpetua da meno di tre anni, durante i quali vengono aiutati a vivere pienamente le dinamiche della Fraternità e a rafforzare il senso di identità e di appartenenza all’Ordine.
2. La Professione perpetua da oltre tre anni è requisito oggettivo per l’eleggibilità[18] a livello regionale e nazionale.
2. Gli indirizzi formativi e pastorali sono periodicamente aggiornati dal Consiglio nazionale, anche sulla base dei documenti del Magistero della Chiesa Cattolica e degli orientamenti del CIOFS e fanno parte della formazione dei Professi. I Consigli regionali porranno in essere tutte le attività idonee e necessarie per la crescita formativa delle Fraternità locali, tenendo conto anche delle indicazioni della Fraternità nazionale.
3. La Fraternità locale è tenuta a dare concreta attuazione agli indirizzi formativi e pastorali dei livelli superiori, prestando particolare attenzione alle indicazioni della Chiesa locale[19].
1. La partecipazione alla vita di Fraternità è presupposto essenziale per l’appartenenza all’OFS[20].Il Consiglio di Fraternità deve porre in essere ogni iniziativa fraterna e pastorale per facilitare l’attiva presenza di ciascuno.
a) ritiro volontario: i Professi a pieno titolo che si trovino per vari motivi in temporanea difficoltà possono chiedere, con atto scritto, al Consiglio di Fraternità il ritiro temporaneo.
Il Consiglio locale, dopo un dialogo fraterno col richiedente ed aver concordato un tempo di riflessione per un ripensamento, generalmente non superiore a sei mesi, può accogliere la domanda di ritiro temporaneo con atto scritto che dovrà essere annotato sul registro di Fraternità[21];
b) sospensione: il Professo che, senza giustificato motivo non partecipa alla vita di Fraternità ovvero pone in essere comportamenti contrari alla Regola, alle CC.GG., al presente Statuto ed agli orientamenti dei livelli superiori viene ammonito con atto scritto dal Consiglio di Fraternità, che lo invita a rispondere entro 30 (trenta) giorni. Qualora si ostini nel proprio comportamento, nonostante gli inviti al dialogo, il Consiglio emette il decreto di sospensione per un periodo non inferiore ad un anno, decorrente dalla data del provvedimento, che comunica all’interessato ed annota nel registro di Fraternità.
b) decadenza: qualora ricorrano cause gravi, esterne, imputabili e giuridicamente provate ovvero vi sia pubblico abbandono della fede, allontanamento dalla comunione ecclesiale, scomunica e le altre forme di impedimento e di censura canonica o siano trascorsi 3 (tre) anni dalla richiesta di ritiro volontario o dalla data del provvedimento di sospensione senza alcuna espressa volontà di rientro in Fraternità, nonostante gli inviti al dialogo del Consiglio[22].
2. Qualora il periodo di dialogo fraterno non abbia esito positivo e permanga la causa grave, il Consiglio di Fraternità locale è tenuto ad inviare la relativa documentazione in ogni sua parte al Consiglio regionale richiedendo il decreto di decadenza e/o dimissione dall’OFS illustrandone il motivo. Il decreto di dimissioni o decadenza dall’OFS diventa esecutivo a seguito della conferma del Consiglio nazionale[23], previo esame di tutta la documentazione scritta a corredo dello stesso[24].
a) il Capitolo (Assemblea)[25], a tutti i livelli;
b) il Consiglio, a tutti i livelli;
c) il Ministro, a tutti i livelli;
d) la Giunta, per i soli livelli nazionale e regionale;
e) Revisori dei conti, a tutti i livelli.
3. Il Capitolo è convocato ordinariamente una volta l’annoalmeno un mese prima della data fissata, per i livelli locale e regionale, ed almeno tre mesi prima per quello nazionale.
1. Il Consiglio a tutti i livelli è composto da almeno cinque membri[26], oltre all’Assistente o agli Assistenti – per i livelli regionale e nazionale – ed al rappresentante della Gi.Fra,[27] ed esercita le competenze allo stesso attribuite dalle Costituzioni Generali agli artt. 50 (locale), 62.2 (regionale) e 66.2 (nazionale).
2. In casi eccezionali nella Fraternità locale, posto che l’ufficio di responsabile della formazione può essere assunto dal titolare di uno degli altri uffici[28], il Consiglio potrà essere composto da quattro Professi, oltre all’Assistente ed al rappresentante Gi.Fra.
4. L’Assistente, o gli Assistenti per i livelli regionale e nazionale, ha/hanno diritto di voto nelle decisioni del Consiglio, escluse le questioni economiche[29].
1. I Consigli delle Fraternità regionale e nazionale possono costituire una Giunta esecutiva per la trattazione degli argomenti che necessitano di una decisione in tempi brevi, che non consentono la convocazione del Consiglio[30], composta da: Ministro, vice Ministro, Consigliere o Consiglieri interessato/interessati, nonché dal Presidente della Conferenza degli Assistenti.
1. Una Fraternità, a qualunque livello, che possegga la personalità giuridica o amministri beni patrimoniali di elevato valore economico[31], deve dotarsi di “revisori dei conti” per verificare la situazione patrimoniale e contabile. 2. Essi sono tre Professi eletti con modalità e durata stabilite dal Titolo IV del presente Statuto.
3. Entro lafine del triennio verificano il bilancio consuntivo e quello preventivo da sottoporre al Consiglio; accertano la regolare tenuta della contabilità; verificano la corrispondenza tra le scritture contabili, la consistenza della cassa, l’esistenza dei valori e dei titoli di proprietà; in generale vigilano sulla situazione contabile/patrimoniale della Fraternità[32].
1. Sono uffici della Fraternità quelli di Ministro, vice Ministro, Segretario, Tesoriere e Responsabile della formazione[33].
a) è stato sospeso dalla Fraternità o si è temporaneamente ritirato dalla stessa[34];
b) è stato escluso dal computo degli aventi diritto al voto a motivo dell’impossibilità oggettiva a partecipare alla vita di Fraternità, per validi motivi di salute, famiglia e/o distanza come specificati negli atti della Fraternità[35] secondo le modalità previste in tema di quorum costitutivo[36].
2. Il Ministro convoca il Capitolo elettivo,[37] con le modalità prescritte nell’art. 76.1 CC.GG., per i livelli locale e regionale almeno un mese prima della data fissata per la sua celebrazione; per il livello nazionale almeno tre mesi prima.
3. Il Consiglio di livello superiore può accogliere la richiesta di anticipare la data del Capitolo elettivo per un massimo di tre mesi decorrenti da quello nel quale si compiono i tre anni dalla precedente assemblea elettiva ovvero posticiparlo fino a massimo tre mesi dalla medesima data.[38]
5. Prima della celebrazione del Capitolo elettivo, il Consiglio deve affidare ad un esperto, che non sia membro dello stesso, o ai Revisori dei conti della Fraternità che possiede personalità giuridica civile, la verifica della situazione finanziaria e patrimoniale della stessa.[39]
La certificazione deve essere presentata dal Tesoriere uscente all’Assemblea[40] prima della fase elettiva.
il Ministro di livello superiore o il suo delegato[41];
un membro della Conferenza degli Assistenti di livello superiore o il suo delegato[42];
a livello locale, l’Assistente;
a livello regionale, gli Assistenti regionali;
a livello nazionale, gli Assistenti nazionali ed i presidenti delle Conferenze degli Assistenti regionali[43].
a livello locale, tutti i Professi della Fraternità salvo quanto previsto al precedente art. 24.2;
a livello regionale, i membri secolari del Consiglio regionale uscente compreso il rappresentante Gi.Fra, se è Professo, ed i ministri locali o, in caso di loro impossibilità, i vice ministri;
a livello nazionale, i membri secolari del Consiglio nazionale uscente, compreso il rappresentante Gi.Fra, se Professo; i ministri e vice ministri regionali o, in caso di impossibilità oggettiva a partecipare, i sostituti individuati con votazione dal loro Consiglio nell’ambito dello stesso.
1. Per procedere validamente alla celebrazione della fase elettiva è necessaria la presenza di più della metà degli aventi diritto al voto[44], così come individuati all’art. 26.1b) del presente Statuto.
3. L’assenza dell’Assistente di livello superiore o del suo delegato[45], convocato nei modi previsti, non impedisce né invalida la celebrazione del Capitolo.
1. La votazione degli uffici che compongono il Consiglio a qualunque livello[46], deve essere preceduta da:
e) verifica delle situazioni di incompatibilità o di ineleggibilità dei Professi;
2) La elezione agli uffici deve essere fatta in modo separato e con scrutinio distinto secondo il seguente ordine e con le maggioranze indicate dall’art. 78 delle CC.GG:
a) per primo si elegge il Ministro[47];
b) per secondo si elegge il vice Ministro[48];
c) poi si eleggonoi consiglieri:
4. Le schede votate e scrutinate debbono corrispondere agli elettori effettivi[49]. Qualora siano in numero maggiore di quello degli aventi diritto, presenti al momento dell’espressione del voto, la votazione è nulla[50].
3. In virtù della temporaneità del servizio, un Professo che abbia ricoperto un qualsiasi ufficio (ministro, vice ministro, consigliere), dopo il terzo triennio consecutivo (anche con ruoli diversi nello stesso livello) si mostri disponibile “a lasciare l’incarico”[51] per permettere ad altri fratelli o sorelle di sperimentare il dono del servire nello spirito di corresponsabilità[52].
1. Il Presidente del Capitolo elettivo ha il potere di confermare o non confermare una elezione[53].
3. Il Consiglio di livello superiore ha il potere/dovere di invalidare le elezioni e di convocarle nuovamente nei casi di inosservanza delle norme contenute nelle Costituzioni Generali[54] e del presente Statuto.
2. Vacante l’Ufficio di consigliere, il Consiglio rimette al Capitolo la sostituzione dello stesso e il Professo che verrà eletto dalla Fraternità svolgerà il servizio fino alla naturale scadenza del Consiglio
b) discernere e deliberare sull’accoglienza di Iniziandi, Ammessi[55] e Professi, d’intesa col formatore e l’Assistente;
1. La partecipazione responsabile alla vita dell’Ordine richiede ai membri della Fraternità uno spiccato senso di appartenenza che si esprime riconoscendo nella fraternità il valore fondamentale da vivere e da proporre alla Chiesa[56] e alla società.
2. Le riunioni periodiche e gli incontri di Fraternità[57] sono improntati a incrementare la comunione e la crescita nella vita francescana ed ecclesiale mediante momenti di preghiera, di studio, di servizio ed anche di fraterno intrattenimento.
4.Potranno essere accolti anche coloro che, pur non appartenendo all’OFSe senza mostrare interesse ad iniziare un percorso di discernimento vocazionale allo stesso, vogliono vivere e conoscere gli insegnamenti francescani.
Tuttavia, pur considerando tale accoglienza un dono ed un’opportunità di evangelizzazione, è necessario mantenere un equilibrio numerico adeguato alla capacità di testimonianza dei francescani secolari[58].
1. Gli incontri ordinari della Fraternità sono preferibilmente settimanali,accessibili alla maggior parte dei membri e sono improntati:
1. Il Consiglio deve dedicare maggiore e più delicata attenzione ai fratelli Professi che si trovino a vivere uno status particolare[59], offrendo loro un fraterno aiuto attraverso l’ascolto, il dialogo ed un accompagnamento formativo specifico[60]. La Fraternità curerà che i fratelli separati o divorziati in posizione irregolare partecipino alla vita della stessa, pur non potendo prendere parte ai Sacramenti.
Art. 38: erezionedi una nuova Fraternità
2. Accolta la richiesta del gruppo in formazione, come segno di corresponsabilità, la Fraternità locale garante individuata o il Consiglio di livello superiore, designa al suo interno un Professo/consigliere che animi il gruppo e ne curi la formazione, che sarà comunque verificata/sostenuta dal Consiglio della Fraternità locale garante o dal Consiglio di livello superiore.[61]
3. Come segno di comunione e corresponsabilità il Consiglio di livello superiore chiede un Assistente spirituale al Ministro Provinciale competente, affinché accompagni il gruppo.[62]
Qualora i Professi della Fraternità in accompagnamento siano in numero insufficiente a garantire l’espletamento delle elezioni, il Consiglio Regionale decide sulle domande individuali di Ammissione e di Professione all’OFS e può deliberare che l’accompagnatore fraterno riceva le stesse. L’accompagnatore fraterno non può celebrare il Capitolo elettivo della Fraternità che ha accompagnato.[63]
b.3 nel caso la Fraternità dichiarata inattiva fosse in possesso di un patrimonio questo verrà gestito dal Consiglio regionale,[64] che nominerà un amministratore per la gestione dello stesso, il quale svolgerà le proprie funzioni sotto la direzione del Consiglio regionale;
1. La Fraternità Personale di cui all’art. 28.3 delle CC.GG., si caratterizza per non essere strettamente vincolata al territorio in cui vivono i suoi appartenenti, che è la regola generale dell’organizzazione della Chiesa[65]. In quanto eccezione, per la sua esistenza devono sussistere due elementi essenziali: la necessità oggettiva e la reale unità delle persone che, pur dislocate in territori diversi, chiedono di darle vita[66]. La Fraternità Personale, pertanto, è costituita per motivi specifici, validi e inseriti nel decreto di erezione.
4. Essa, per le sue particolari natura e finalità, deve avere uno statuto approvato dal Consiglio nazionale, che sia del tutto conforme al diritto OFS[67] ed in armonia con le indicazioni delle Fraternità nazionale e regionale.
Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte – Valle d’Aosta, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria, Veneto.
1. I Consigli regionali hanno il compito di coordinare, animare e guidare le Fraternità locali esistenti nel territorio della propria regione e di favorire ed incrementare l’unione tra le stesse e la Fraternità nazionale[68].
3. Qualora Fraternità locali esistenti nel territorio dello Stato italiano, ma integrate in altra Fraternità nazionale, decidano il passaggio alla Fraternità OFS d’Italia, le stesse dovranno seguire l’iter stabilito dalla Presidenza CIOFS in accordo con le Fraternità nazionali italiana e di provenienza. Lo stesso dicasi per il caso inverso.
1. Alla luce delle CC.GG.,[69] i rapporti delle Fraternità OFS e Gi.Fra sono di origine comunionale e giuridica e, quindi, la vocazione e l’identità della Gioventù Francescana nascono, crescono e si esplicano nell’ambito dell’OFS.
■ promuovere la vocazione giovanile francescana, l’espansione delle Fraternità Gi.Fra e l’accompagnamento di questi giovani nel loro cammino di crescita umana, cristiana e francescana con proposte di attività e contenuti tematici in linea con le proposte formative delle Fraternità Gi.Fra ad ogni livello[70];
■ garantire il carisma e la comunione con la Famiglia Francescana nel rispetto della sua normativa strutturale e pedagogica;
■ attivarsi per l’animazione fraterna e sollecitare il Primo Ordine – TOR affinché garantisca l’Assistenza spirituale richiesta dai giovani francescani;
■ conoscere lo Statuto e gli altri documenti riguardanti la Gi.Fra;
■ programmare momenti di attività comuni, specie nel campo della evangelizzazione, dell’apostolato e della testimonianza;
■ lavorare insieme, ove possibile, nella cura dei bambini e dei giovani, nell’impegno per la Giustizia, Pace e Salvaguardia del Creato (GPSC), la missionarietà, la pastorale familiare, per fidanzati e giovani coppie e in ogni altro aspetto di testimonianza;
■ accompagnare il giovane francescano avendo come punti di riferimento fondamentali il Delegato e l’Animatore fraterno OFS.
1. Il giovane francescano può entrare nel cammino di discernimento vocazionale alla Professione nell’OFS pur restando ancora in seno alla Gi.Fra[71], fermo restando quanto previsto dall’art. 8.2 del presente Statuto.
1. L’Animatore fraterno è un Professo che ha il compito di:[72]
a. accompagnare i giovani nel loro cammino di crescita umana e spirituale;
b. promuovere lo stile di vita francescano tra i giovani, mediante appropriate iniziative;
c. assicurare un’adeguata formazione francescana che aiuti i giovani a porre al centro della propria vita la persona e la sequela di Cristo sull’esempio di san Francesco;
d. promuovere una stretta comunione con l’OFS, con cui condividono lo stesso carisma francescano secolare.
1. La promozione, la cura, la guida e l’animazione per la formazione umana, cristiana e francescana dei fanciulli e ragazzi sono responsabilità primaria di ogni Fraternità OFS a qualunque livello[73] che si avvale della collaborazione della Gi.Fra, là dove esiste.
c) Famiglia;
d) Missionarietà;
e) Giustizia, Pace e Salvaguardia del Creato.
1. Compito dell’Assistente è favorire l’approfondimento della spiritualità francescana e cooperare in ogni aspetto della vita dell’OFS, nonché alla formazione iniziale e permanente della Fraternità[74].
L’Assistenza spirituale è ben delineata (definizione, ruolo e requisiti) dalle Costituzioni Generali dell’OFS[75] e dallo Statuto per l’Assistenza spirituale e pastorale all’OFS vigente.
2. Il servizio di Assistente spirituale può essere svolto per un periodo complessivo non superiore a dodici (12) anni[76].
3. I Consigli di Fraternità, di qualsiasi livello, promuovono momenti adeguati di informazione e formazione per una proficua ed approfondita conoscenza del servizio spirituale e pastorale degli Assistenti.
4. Gli Assistenti nei Capitoli di qualunque livello, non hanno diritto di voto nelle questioni economiche e nelle elezioni[77].
1. Gli Assistenti regionali e nazionali sono al massimo quattro per ogni livello, rappresentanti ciascun Ordine del Primo Ordine e del TOR[78], e partecipano sia alle riunioni di Consiglio che ai Capitoli del rispettivo livello[79].
2. Per il livello nazionale e nelle Regioni dove sono presenti più Ordini del Primo Ordine e del TOR, i Superiori Maggiori concordano la nomina dell’Assistente spirituale incaricato a rappresentare la propria Famiglia religiosa in seno ai rispettivi Consigli OFS[80], dopo aver sentito il Consiglio nazionale o quello regionale OFS[81].
1. Le visite fraterna e pastorale si svolgono preferibilmente in forma congiunta[82] e vanno effettuate entro i primi 18 mesi dalla celebrazione del Capitolo elettivo.
1. Ciascuna Fraternità, ad ogni livello, godendo di personalità giuridica nella Chiesa, ha la facoltà di chiedere il riconoscimento della personalità giuridica allo Stato Italiano, al fine di poter acquisire, disporre o alienare beni e allo stesso tempo di poter stipulare atti giuridici, in ossequio alla normativa canonica che, in detta materia, rimanda al diritto statale[83].
3. L’amministrazione dei beni patrimoniali spetta al Consiglio di Fraternità, mentre l’esercizio tecnico/materiale e l’esecuzione delle decisioni sugli stessi competono al Tesoriere.[84]
4. Gli atti di amministrazione straordinaria (vendite, operazioni finanziarie, eccetera, che eccedono la somma massima stabilita dalla CEI) debbono essere preventivamente autorizzati:
2. In spirito di corresponsabilità e compartecipazione ogni Professo ed ogni Ammesso, versa una quota stabilita dal Consiglio, secondo la contribuzione deliberata per ciascun Consiglio di livello superiore[85].
2. Il Tesoriere della Fraternità, ai vari livelli, cura la compilazione del rendiconto delle entrate e delle uscite (bilancio consuntivo), nonché la previsione economica del successivo esercizio economico (bilancio preventivo), che debbono essere visionati dai revisori dei conti qualora esistenti, e poi approvati quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio economico ovvero entro sei mesi, nei casi previsti da disposizioni di legge, ovvero qualora particolari e motivate esigenze lo richiedano[86]:
3. Il rendiconto di cui al punto 2., una volta approvato, verrà immediatamente inviato al Consiglio di livello superiore affinché lo verifichi[87].
b) atti di amministrazione straordinaria[88]: quelli che ineriscono in modo determinante la sostanza del patrimonio, la sua stabilità, natura o struttura materiale e/o giuridica ovvero la sua idoneità a conseguire i fini della persona giuridica che ne è titolare ovvero che superino l’importo stabilito dalla CEI.
1. Nel caso in cui una Fraternità locale o regionale venga dichiarata inattiva, la proprietà di tutti i suoi beni – unitamente all’archivio – passa automaticamente alla Fraternità di livello superiore[89]; nel caso della Fraternità nazionale gli stessi vengono acquisiti dalla Presidenza CIOFS.
1. Qualunque Professo, temporaneo o perpetuo, che ritenga essere stato leso da un decreto adottato nei suoi confronti, può ricorrere al Consiglio di livello superiore entro tre mesi dal ricevimento dello stesso[90]. Se non concorda con la decisione di questi può proporre istanza agli ulteriori livelli ed infine alla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.
2. Il Consiglio decide sulla richiesta di sospensione, che può concedere solo per gravi motivi[91], entro 45 (quarantacinque) giorni dal ricevimento della domanda.
[1] cfr canoni 116, 301 c. 3, 312, 313 Codice di Diritto Canonico (Codex Iusris Canonici – C.I.C.)
[2] artt. 46 e 47 delle Costituzioni Generali dell’Ordine Francescano Secolare, Roma 8 dicembre 2000 (CC.GG.)
[3] cfr artt. 6, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19 Regola dell’Ordine Francescano Secolare, Roma 24 giugno 1978 (Regola); CC.GG.Capitolo II, Titolo II (artt. da 17 a 26)
[4] cfr can. 328 C.I.C. e art. 98 CC.GG.
[5] cfr. art. 43 CC.GG. «Gli Statuti nazionali stabiliscono: […] – il segno distintivo di appartenenza all’Ordine (il TAU o altro simbolo francescano)», Circolare CIOFS n. 34/08-14 del 8/12/11 allegato n. 10 (Decisione del Capitolo Generale OFS del 29/10/11) e Circolare prot. 208 A/13 del 17/11/13 Consiglio Nazionale OFS Italia.
[6] cfr Statuto della Fraternità Internazionale dell’OFS (FIOFS), art. 5.1
[7] cfr. art. 2.2 CC.GG.
[8] gli Ammessi sono inseriti ufficialmente nella Fraternità; hanno diritti e doveri come i Professi; sono esclusi dalla ‘voce attiva e passiva’, così come stabilito dall’art. 71.1 delle CC.GG.Secondo la terminologia ex art. 23 Regola e art. 39 CC.GG., il termine Ammessi sostituisce la parola “novizi”.
[9] il termine “Iniziandi” sostituisce la parola “postulanti”
[10] cfr art. 38.2 CC.GG.
[11] nel rispetto delle condizioni previste dalle CC.GG., art 39.2 e dal Rituale, articoli 10, 11, 12 “Note preliminari”
[12] circ. CIOFS n. 2/09-14 documento “Incorporazione nell’OFS dei membri della Gifra” n. 5.1
[13] cfr art. 40.1 CC.GG.
[14] cfr art 90.1 CC.GG.
[15] artt. da 13 a 17 Rituale “Note preliminari”
[16] vds. Rituale, “Note Preliminari” n. 19. La Professione temporanea non è atto ordinario e, quindi, non può essere consuetudine o prassi il concederla, essendo un’eccezione all’art. 23 della Regola
[17] cfr art. 41.2 CC.GG. «Condizioni per la Professione o Promessa di vita evangelica sono: […] – il compimento dell’età stabilita dagli Statuti nazionali» e art. 43 CC.GG.
[18] art. 77.3 CC.GG.
[19] cfr art. 33.2 CC.GG.
[20] art. 53.3 CC.GG.
[21] cfr art. 56.1 CC.GG.
[22] secondo le modalità di cui agli artt. 58.2 e 58.3 delle CC.GG. – ad esempio: tutte le irregolarità concernenti il matrimonio cristiano (da non confondere con le situazioni difficili) e le attività esoteriche (cartomanzia, spiritismo, negromanzia, satanismo, eccetera)
[23] cfr art 58.4 CC.GG.
[24] circolare CIOFS 18/02-08
[25] il Capitolo è anche definito Assemblea, cfr art. 49.2 CCGG
[26] 1. Ministro; 2. vice Ministro; 3. Segretario; 4. Delegato alla formazione; 5. Tesoriere
[27] cfr art. 97.4 CC.GG.
[28] cfr art. 82, b CC.GG.
[29] cfr art. 90 CC.GG. ed art.12.3, Statuto per l’assistenza spirituale all’OFS – Roma 4 ottobre 2009
[30] se si tratta di una questione di segreteria, si convoca il Segretario; se è di natura formativa il Responsabile della formazione …e così via
[31] cfr. art. 54 CC.GG.e art. 57 del presente Statuto
[32] cfr artt 54; 62 lett. l; .66 lett. n CC.GG.
[33] cfr CC.GG., art. 49.1
[34] cfr art. 14 del presente Statuto
[35] circolare CIOFS 11/02-08
[36] art. 77.4 CC.GG.
[37] artt. 51.2; 63.2 a); 67.2 a) CC.GG.
[38] canone 165 C.I.C.
[39] cfr. art. 59.2 del presente Statuto
[40] art.52.4c CC.GG.
[41] art. 76.2 CC.GG.
[42] art. 76.2 CC.GG.
[43] artt. 12.3; 16.3 Statuto per l’Assistenza (2009)
[44] cfr art. 77. 4 CC.GG.
[45] art. 76. 2 CC.GG.
[46] art. 49.1 CC.GG.
[47] art. 78.1 CC.GG.
[48] art. 78.2 CC.GG.
[49] canone 173§ 2 C.I.C.
[50] canone 173§ 3 C.I.C.
[51] art. 32.2 CC.GG.
[52] cfr art. 30 CC.GG.
[53] canone 179 §2 che richiama il canone 149 § 1 C.I.C. in relazione agli artt. 76.2 e 78.4 CC.GG.
[54] art. 79.5 CC.GG.
[55] vds. artt. 8 e 9 del presente Statuto.
[56] cfr art. 30.2 CC.GG.
[57] cfr art. 53.1 – .2 CC.GG.
[58] cfr art. 53.5 e 103.1 CC.GG.eCircolare CIOFS 35/02-08 del 1/01/06
[59] cfr. art. 24.2 CC.GG.
[60] in caso di violazione del Sacramento matrimoniale la Chiesa distingue tra situazioni: a) difficili, ossiacoppie in crisi, separati, divorziati non risposati innocenti o pentiti per aver chiesto il divorzio; b) irregolari, divorziati risposati civilmente, conviventi, sposati solo civilmente. Nel primo caso vi è comunione anche sacramentale con la Chiesa, mentre nel secondo vi è l’impedimento alla partecipazione ai Sacramenti. Cfr Direttorio di Pastorale familiare, cap. VII
[61] cfr Circolare CIOFS 14/6/2002
[62] cfr art. 88.1 CC.GG.
[63] cfr art. 76.2 CC.GG.
[64] cfr art. 48 CC.GG.
[65] cfr canone 518 C.I.C.
[66] ad esempio, una Fraternità costituita da soli Diaconi e loro mogli è una Fraternità Personale
[67] art. 36 CC.GG.
[68] cfr. art .61.1 CC.GG.
[69] cfr. CC.GG., artt. 96 – 97
[70] cfr CC.GG., art. 97.1
[71] Circolare CIOFS n. 2/09-14 Incorporazione nell’Ofs dei membri della Gifra
[72] Circolare CIOFS n. 36/08-14 del 23/01/12 e allegato “Linee guida per l’animazione fraterna”
[73] cfr. art. 25 CC.GG.
[74] cfr CC.GG., art. 90.1 e art. 13.1 Statuto per l’Assistenza spirituale e pastorale all’Ofs 2009
[75] cfr CC.GG., artt. 85-91
[76] cfr Statuto per l’Assistenza spirituale e pastorale all’OFS, art. 15.3
[77] cfr Statuto per l’Assistenza spirituale e pastorale all’OFS, art. 12.3; cfr. CC.GG. art. 77.1 e 2, 90.2
[78] cfr Statuto per l’Assistenza spirituale e pastorale all’OFS, art. 16.1
[79] ibidem, art. 16.4
[80] ibidem, art. 15.2
[81] ibidem, artt. 19.1 e 21.1
[82] cfr CC.GG., art. 93.4
[83] cfr. canone 1290 C.I.C.
[84] cfr art. 52.4 CC.GG.
[85] cfr art. 25 Regola e art. 30.3 CC.GG.
[86] cfr canone 1287 C.I.C.
[87] ad esempio: l’esercizio finanziario (E.F.) dell’anno 2013 inizia il 1° gennaio e finisce il 31 dicembre. I bilanci consuntivo del 2012 e preventivo del 2013 vanno approvati entro la fine di febbraio 2013. Cfr. art. 52.4.c CC.GG.
[88] cfr. canone 1281 C.I.C.
[89] cfr art. 48.1 CC.GG.
[90] art. 59 CC.GG.
[91] cfr canone 1736§2 C.I.C.
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