Source: https://www.giurdanella.it/2018/06/12/limite-del-30-per-cento-del-subappalto-cge/
Timestamp: 2019-01-23 07:59:47+00:00
Document Index: 60783817

Matched Legal Cases: ['art. 118', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 88', 'art.4', 'art.118', 'art. 118', 'art. 25']

Limite del subappalto del 30 per cento, rinvio alla CGE anche del Consiglio di Stato - Giurdanella.it
Appalti − 12 Giugno 2018 di Redazione
Limite del subappalto del 30 per cento, rinvio alla CGE anche del Consiglio di Stato
CGUE, subappalto
Altro arresto sull'illegittimità dei limiti italiani al subappalto
Dopo l’ordinanza del Tar Lombardia, anche il Consiglio di Stato rinvia alla Corte di Giustizia la questione del limite del trenta per cento al subappalto, in ragione dei dubbi sulla compatibilità con i principi comunitari.
Come ha già fatto il Tar Lombardia, anche il Consiglio di Stato dubita della compatibilità comunitaria dei limiti al subappalto, questa volta con riferimento alla previsione contenuta nel vecchio codice appalti, l’art. 118 del D.Lgs. 163/2006.
Il limite del trenta per cento all’utilizzo del subappalto e il limite del venti per cento al ribasso da applicare ai subappaltatori
Ad avviso del Consiglio di Stato, la previsione, contenuta nell’art. 118, commi 2 e 4, d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163, dei limiti generali dettati dai due commi dell’art. 118 in questione (contenenti rispettivamente un limite generale del 30 % per il subappalto, con riferimento all’importo complessivo del contratto, impedendo agli operatori economici di subappaltare a terzi una parte cospicua delle opere, pari al 70 %, nonché un limite del 20 % al ribasso da applicare ai subappaltatori), può rendere più difficoltoso l’accesso delle imprese, in particolar modo di quelle di piccole e medie dimensioni, agli appalti pubblici.
In tal modo , ad avviso del Collegio, viene ostacolato l’esercizio della libertà di stabilimento e della libera prestazione dei servizi e precludendo, peraltro, agli stessi acquirenti pubblici l’opportunità di ricevere offerte più numerose e diversificate.
La questione interpretativa rimessa alla CGE
Per tali motivi, il Collegio ha formulato la seguente questione:
La questione della finalità del subappalto
Occorre ricordare che non tutta la giurisprudenza amministrativa è concorde nel ritenere il subappalto uno strumento finalizzato alla massima partecipazione nelle gare di appalto.
Il Tar Piemonte, per esempio, ha ritenuto legittimo favorire le imprese che non si avvalgono del subappalto, in ragione della natura problematica dello stesso, e del fatto che il subappalto non ha veramente la funzione di garantire la partecipazione alle gare delle piccole imprese, come invece l’avvalimento o la partecipazione in raggruppamento.
Si riporta di seguito l’Ordinanza del Consiglio di Stato, sez. VI, 11 giugno 2018, n. 3553
C.M. Service S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato Francesco Cardarelli, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso il suo studio in Roma, via G.P. Da Palestrina 47;
Università degli Studi di Roma La Sapienza, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato Giuseppe Bernardi, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso il suo studio in Roma, via Monte Zebio n. 28;
a) del provvedimento n. 1443/2017, prot 27045, datato 12 aprile 2017, a firma del Direttore di Area Patrimonio e servizi economali con il quale l’Università degli Studi di Roma ha disposto aggiudicazione definitiva al RTI TEDESCHI SRL (mandataria) – CONSORZIO STABILE ISTANT SERVICE (mandante) della procedura di gara per l’affidamento del servizio di pulizia da espletarsi nei locali in uso dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, presso la Città Universitaria e le sedi esterne, per la durata di cinque anni, per un importo complessivo di Euro a base d’asta di euro 46.300.968,40 oltre iva; b)per quanto occorra del verbale di aggiudicazione rep 229 del 13 gennaio 2017, dal quale è risultato aggiudicatario, in via provvisoria, il costituendo RTI TEDESCHI SRL – CONSORZIO STABILE ISTANT SERVICE per un importo complessivo di euro; c)di tutti verbali delle sedute nel corso della quali la Commissione di gara ha provveduto a valutare l’offerta formulata dal RTI TEDESCHI SRL – CONSORZIO STABILE ISTANT SERVICE, nonché di quelle in cui ha analizzato i giustificativi forniti dal RTI aggiudicatario per il sub procedimento della verifica dell’offerta anormalmente bassa ai sensi dell’art. 88 del Dlgs 163 del 2006, in relazione al quale la ricorrente si riserva di proporre successivi motivi aggiunti dal momento che la documentazione ad esso afferente è stata esibita in data 5 maggio 2017; d)di ogni atto connesso, presupposto e conseguente a quelli impugnati sub a) e sub b).
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 10 maggio 2018 il Cons. Davide Ponte e uditi per le parti gli avvocati Clarizia, Perrettini, Zurlo, Bernardi, e Lattanzi in delega di Cardarelli.;
1.2 Avverso tale esito proponeva ricorso giurisdizionale C.M. Service srl, – in proprio e nella qualità di mandataria del costituendo RTI con l’Impresa Piemonte srl – quale seconda in graduatoria) deducendo i seguenti motivi:
servizi offerti in conformità alle prescrizioni di gara; b) a seguito dell’accesso effettuato il 23 maggio 2017 presso la Direzione Provinciale del Lavoro, è stato possibile accertare che il RTI Tedeschi aveva assunto “tutto il personale già impiegato presso la stazione appaltante Università degli Studi di Roma “la Sapienza” alle stesse condizioni contrattuali ex art.4 lettera a) del CCNL Multiservizi/servizi integrati CIR a decorrere del 18.04.2017”, comprensivo quindi del personale inquadrato nei livelli retributivi che offerta aggiudicataria non aveva in alcun modo previsto (ossia n. 47 addetti di 3°, n. 19 di 4° e n. 1 di 5° livello) e, soprattutto, per i quali non era stato fornito alcun giustificativo nel procedimento di verifica dell’anomalia dell’offerta.
Ne consegue che l’Università ha aggiudicato l’appalto al RTI Tedeschi avendo valutato condizioni economico – organizzative che, disvelando la violazione di norme imperative (in specie ex art.118 del Dlgs 163 del 2006), risultando essere, oltre che manifestamente inattendibili, radicalmente diverse da quelle indicate in offerta e da quelle che concretamente sarebbero state realizzate in fase esecutiva: sicché la stazione appaltante ha solo fittiziamente verificato la congruità e l’affidabilità dell’offerta aggiudicataria.
2.1. Nella presente fattispecie vengono in rilievo, pertanto, le seguenti disposizioni dell’art. 118 del decreto legislativo n. 163 del 2006: “2. La stazione appaltante è tenuta ad indicare nel progetto e nel bando di gara le singole prestazioni e, per i lavori, la categoria prevalente con il relativo importo, nonché le ulteriori categorie, relative a tutte le altre lavorazioni previste in progetto, anch’esse con il relativo importo. Tutte le prestazioni nonché lavorazioni, a qualsiasi categoria appartengano, sono subappaltabili e affidabili in cottimo. Per i lavori, per quanto riguarda la categoria prevalente, con il regolamento, è definita la quota parte subappaltabile, in misura eventualmente diversificata a seconda delle categorie medesime, ma in ogni caso non superiore al trenta per cento. Per i servizi e le forniture, tale quota è riferita all’importo complessivo del contratto…..”; “4. L’affidatario deve praticare, per le prestazioni affidate in subappalto, gli stessi prezzi unitari risultanti dall’aggiudicazione, con ribasso non superiore al venti per cento. ….”.
Analogamente, la previgente disciplina di cui alla direttiva 2004/18 stabiliva a propria volta all’art. 25, intitolato «subappalto», quanto segue: «nel capitolato d’oneri l’amministrazione aggiudicatrice può chiedere o può essere obbligata da uno Stato membro a chiedere all’offerente di indicare, nella sua offerta, le parti dell’appalto che intende subappaltare a terzi, nonché i subappaltatori proposti. Tale comunicazione lascia impregiudicata la questione della responsabilità dell’operatore economico principale».
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