Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2008/06/liscrizione-allalbo-professionale-se-la-paga-il-dipendente-pubblico.html
Timestamp: 2018-05-26 12:06:17+00:00
Document Index: 40155363

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 67', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 110', 'art. 90', 'art. 3']

L'iscrizione all'albo professionale se la paga il dipendente pubblico
Per l’iscrizione all’albo dei tecnici dipendenti, i relativi oneri finanziari non possono essere posti a carico del bilancio dell’ente, il quale resta estraneo al rapporto esistente tra dipendente e relativo ordine professionale.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
Questo è l’indirizzo che ha elaborato la Corte dei Conti, Sezione di Controllo Regione Marche, con il parere n. 9 del 3 giugno 2008, in risposta ad una richiesta di parere da parte dell’amministrazione provinciale di Pesaro e Urbino, concernente la sussistenza o meno dell’obbligo in capo all’ente di rimborsare le spese sostenute dai tecnici dipendenti per l’iscrizione all’albo professionale.
Analizzando la questione, il collegio rileva che sul piano strettamente normativo non esiste una disposizione di legge che pone un obbligo, a carico del bilancio dell’ente di appartenenza, di pagare o rimborsare gli oneri per l’iscrizione all’albo professionale dei tecnici dipendenti.
Ciò in considerazione del fatto che la disciplina prevista dall’art. 17 della legge 109/94 (legge Merloni) è stata modificata dall’art. 6, comma 2, della legge 415/98, eliminando qualsiasi riferimento all’onere di rimborso per iscrizione ad albi professionali, dal momento che non è richiesta l’iscrizione all’albo professionale per i dipendenti pubblici che firmano i progetti, ma è sufficiente il possesso dell’abilitazione professionale. Peraltro, anche le successive modifiche della disciplina (art. 7 legge 166/02 e art. 90 dlgs 163/06) non hanno disposto nulla in merito.
Inoltre, ad avviso dei giudici, occorre tener conto che l’abilitazione, legata all’accertamento dei requisiti tecnico-professionali, è cosa diversa dall’iscrizione ad un albo professionale, risultandone un presupposto.
Proprio questo principio è stato recepito dalla normativa vigente, che ammette la possibilità di elaborare progetti da parte dei dipendenti in possesso di abilitazione all’esercizio della professione, senza necessità di iscrizione al relativo albo (art. 90, comma 4, dlgs 163/2006), prevedendo anche la possibilità di redarre progetti da parte di professionisti esterni all’ente, iscritti negli appositi albi (art. 90, comma 7, dlgs 163/2006).
In merito all’attività di collaudo, poi, viene fatto rilevare che l’attuale art. 67 dpr 380/2001, laddove si prevede la necessità di attività svolte da tecnici iscritti all’albo, deve essere valutato “alla luce del principio che nega la possibilità di concentrare in un unico soggetto le attività di progettazione, direzione lavori, esecuzione e collaudo”.
In conclusione, alla luce delle considerazioni prodotte, i giudici contabili ritengono che, “in mancanza di una espressa previsione di legge, non possano essere posti oneri finanziari a carico dell’ente, il quale resta estraneo ai rapporto tra dipendente e relativo ordine professionale”.
L’orientamento elaborato dalla Corte marchigiana è in linea con analoghi pareri espressi dalla Sezione Sardegna, con il parere n. 1/2007, dalla Sezione Puglia, con il parere n. 5/2007, e dalla Sezione Toscana, con il parere n. 11/2008.
Numero e data parere
Sintesi parere
1 del 19/01/2007
Richiesta di parere in relazione ad una fattispecie attinente all’assunzione a carico del Comune della tassa annuale di iscrizione di un dipendente a tempo indeterminato all’albo professionale
“Occorre considerare preliminarmente se l’iscrizione a un albo professionale costituisca requisito per lo svolgimento dell’attività per il dipendente.
Così non è più nella materia dei lavori pubblici in quanto la disciplina di cui all’articolo 17 della legge 109 del 1994 è stata modificata dalla legge n. 415 del 1998 nel senso che non è richiesta l’iscrizione all’albo professionale per i dipendenti pubblici che firmino i progetti, ma è sufficiente il possesso dell’abilitazione professionale; in questo caso l’iscrizione costituisce una scelta del dipendente e pertanto il relativo pagamento è sicuramente a suo carico.
Una diversa ipotesi si ha qualora il dipendente possa essere autorizzato a svolgere il lavoro part-time. L’eventualità di usufruire dell’iscrizione all’albo per svolgere attività libero professionale, e quindi a favore di soggetti diversi dall’ente pubblico datore di lavoro, consente di affermare che il relativo costo non possa gravare su quest’ultimo.
Più complessa è la fattispecie di un dipendente obbligatoriamente iscritto a un albo esclusivo del pubblico impiego, quale ad esempio l’elenco speciale annesso all’albo degli avvocati.
A tale ipotesi ha fornito una soluzione la Corte d’appello di Torino, nella sentenza n. 338/03, peraltro relativa a un dipendente di un ente statale, nella quale si afferma, in mancanza di una norma che disciplini la materia, e facendo ricorso ai principi generali dell’ordinamento giuridico dello Stato, che le spese sostenute dal dipendente nell’esclusivo interesse del proprio datore di lavoro devono essere sopportate dal datore.
La ricostruzione sopra riportata non appare condivisibile, in quanto per alcune figure professionali l’iscrizione a un albo è un requisito imprescindibile, in mancanza del quale non è consentito l’esercizio dell’attività. Tale iscrizione costituisce uno dei presupposti richiesti per l’assunzione e deve perdurare per tutta la durata del lavoro alle dipendenze del comune. Si ritiene, pertanto, che debba essere cura del soggetto, assunto per ricoprire al’interno dell’ente un ruolo che richiede la suddetta iscrizione, farsi carico degli adempimenti necessari per assicurare nel tempo la sussistenza del requisito che ha costituito condicio sine qua non della sua assunzione, tra i quali rientra sicuramente il pagamento della tassa annuale.
(….) La necessità di una previsione espressa si ritrova anche nell’art. 12 della legge 241 del 1990, secondo il quale “la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e l’attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati sono subordinate alla predeterminazione ad alla pubblicazione da parte delle amministrazioni procedenti, nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti, dei criteri e delle modalità cui le amministrazioni stesse devono attenersi”
5 dell’11/4/2007
Richiesta di parere in merito al rimborso in favore di un assistente sociale, dipendente dell’ente sin dal 01/06/1985, della tassa annuale di iscrizione all’albo tenuto dall’Ordine degli Assistenti Sociali istituito presso il Consiglio Regionale della Puglia
“L’iscrizione all’albo professionale configura (…) un atto amministrativo di accertamento dello status del professionista e determina conseguenti diritti e doveri.
Il vincolo dell’iscrizione all’albo professionale può essere richiesto dalla legge anche nel caso di dipendenti di enti pubblici ai quali sarà applicabile oltre alla disciplina prevista dal contratto collettivo del relativo comparto anche quella specifica prevista per la categoria professionale di appartenenza che, nel caso in esame, è contenuta nella Legge 23 marzo 1993 n. 84 recante la disciplina dell’ordinamento della professione di assistente sociale.
Ne consegue, ad avviso della Sezione, che l’Amministrazione Pubblica resta estranea al rapporto che si instaura tra un proprio dipendente ed il relativo ordine professionale.
Infatti, l’iscrizione al relativo albo professionale è requisito di natura strettamente personale richiesto sin dalla partecipazione alle prove concorsuali bandite dall’Ente e che conseguentemente costituisce un presupposto per l’assunzione e lo svolgimento del rapporto lavorativo del dipendente.
(…) La Sezione ritiene che il versamento delle quote annuali effettuato dal dipendente comunale iscritto al proprio albo professionale costituisce un preciso adempimento eseguito nel proprio interesse alla prosecuzione di un valido rapporto lavorativo.
Deve, quindi, escludersi che l’Ente sia tenuto ad effettuare il rimborso delle quote di iscrizione all’albo versate dal proprio dipendente.
Infatti, il rimborso della quota di iscrizione all’albo si tradurrebbe in un ingiustificato onere finanziario a carico dell’Ente”
11 del 22 aprile 2008
Richiesta di parere in ordine all’obbligo per il Comune di procedere al pagamento dell’iscrizione all’albo professionale per i seguenti dipendenti assunti a tempo indeterminato:
1) funzionario tecnico, categoria D3, responsabile Servizio Lavori pubblici, ingegnere, cui vengono affidati i collaudi delle opere;
2) funzionario architetto tecnico comunale, responsabile del servizio di urbanistica;
3) avvocato, responsabile dell’Ufficio legale (ufficio in corso di costituzione);
4) architetto, responsabile della progettazione, assunto con contratto a tempo determinato ai sensi dell’art. 110 tuel
“… l’iscrizione ad albo professionale non è necessariamente elemento imprescindibile per l’esercizio della relativa attività lavorativa.
(…) per i casi descritti ai punti 1 e 2 delle premesse (funzionario tecnico ingegnere e funzionario tecnico architetto) non essendo necessaria l’iscrizione all’albo professionale per l’esercizio dell’attività specificamente descritta, i relativi oneri non possono essere posti a carico dell’ente locale.
Per quanto riguarda il professionista assunto con contratto a tempo indeterminato per la progettazione di opere per l’ente pubblico, in questo caso l’iscrizione all’albo è obbligatoria ai sensi dell’art. 90, comma 7 del Codice dei contratti ed, essendo requisito necessario per la costituzione del rapporto giuridico, resta ovviamente a carico del soggetto prescelto.
La fattispecie riguardante il professionista legale risulta, in parte, assimilabile a tale ultima ipotesi. In questo caso, infatti, l’iscrizione all’albo, nel cosiddetto “elenco speciale”, deve ritenersi necessaria per lo svolgimento dell’attività di patrocinio forense dell’ente, ai sensi del RDL 1578/1933, art. 3, ed è possibile purché la stessa attività sia svolta nell’esclusivo interesse dell’ente stesso. Anche in questo caso, può ritenersi che l’iscrizione all’albo attenga al profilo professionale del soggetto, che solo in quanto avvocato iscritto può essere assunto per le funzioni descritte, come presumibilmente dovrà prevedere anche il bando del relativo concorso. Ne consegue, che l’iscrizione, ed il mantenimento della stessa, con i relativi oneri economici, sono da ritenersi ad esclusivo carico del dipendente e costituiscono un requisito fondamentale per lo svolgimento dell’ufficio affidato.
25 giugmo 2008