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Timestamp: 2019-09-20 12:18:24+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 1']

Titolo XII - Disposizioni finali (Artt. 127-136). - Tutela Legale Stupefacenti Titolo XII - Disposizioni finali (Artt. 127-136). - Tutela Legale Stupefacenti
Titolo XII – Disposizioni finali (Artt. 127-136).
Finanziamento di progetti, concessione di contributi e agevolazioni
1. Il decreto del Ministro per la solidarieta’ sociale di cui all’articolo 59, comma 46, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, in sede di ripartizione del Fondo per le politiche sociali, individua, nell’ambito della quota destinata al Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga, le risorse destinate al finanziamento dei progetti triennali finalizzati alla prevenzione e al recupero dalle tossicodipendenze e dall’alcoldipendenza correlata, secondo le modalita’ stabilite dal presente articolo. Le dotazioni del Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga individuate ai sensi del presente comma non possono essere inferiori a quelle dell’anno precedente, salvo in presenza di dati statistici inequivocabili che documentino la diminuzione dell’incidenza della tossicodipendenza.
2. La quota del Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga di cui al comma 1 e’ ripartita tra le regioni in misura pari al 75 per cento delle sue disponibilita’. Alla ripartizione si provvede annualmente con decreto del Ministro per la solidarieta’ sociale tenuto conto, per ciascuna regione, del numero degli abitanti e della diffusione delle tossicodipendenze, sulla base dei dati raccolti dall’Osservatorio permanente, ai sensi dell’articolo 1, comma 7.
3. Le province, i comuni e i loro consorzi, le comunita’ montane, le aziende unita’ sanitarie locali, gli enti di cui agli articoli 115 e 116, le organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, le cooperative sociali di cui all’articolo 1, comma 1, lettera b), della legge 8 novembre 1991, n. 381, e loro consorzi, possono presentare alle regioni progetti finalizzati alla prevenzione e al recupero dalle tossicodipendenze e dall’alcoldipendenza correlata e al reinserimento lavorativo dei tossicodipendenti, da finanziare a valere sulle disponibilita’ del Fondo nazionale di cui al comma 1, nei limiti delle risorse assegnate a ciascuna regione.
4. Le regioni, sentiti gli enti locali, ai sensi dell’articolo 3, comma 6, della legge 8 giugno 1990, n. 142, nonche’ le organizzazioni rappresentative degli enti ausiliari, delle organizzazioni del volontariato e delle cooperative sociali che operano sul territorio, come previsto dall’atto di indirizzo e coordinamento di cui al comma 7 del presente articolo, stabiliscono le modalita’, i criteri e i termini per la presentazione delle domande, nonche’ la procedura per la erogazione dei finanziamenti, dispongono i controlli sulla destinazione dei finanziamenti assegnati e prevedono strumenti di verifica dell’efficacia degli interventi realizzati, con particolare riferimento ai progetti volti alla riduzione del danno nei quali siano utilizzati i farmaci sostitutivi. Le regioni provvedono altresi’ ad inviare una relazione al Ministro per la solidarieta’ sociale sugli interventi realizzati ai sensi del presente testo unico, anche ai fini previsti dall’articolo 131.
5. Il 25 per cento delle disponibilita’ del Fondo nazionale di cui al comma 1 e’ destinato al finanziamento dei progetti finalizzati alla prevenzione e al recupero dalle tossicodipendenze e dall’alcoldipendenza correlata promossi e coordinati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per gli affari sociali, d’intesa con i Ministeri dell’interno, di grazia e giustizia, della difesa, della pubblica istruzione, della sanita’ e del lavoro e della previdenza sociale. I progetti presentati ai sensi del presente comma sono finalizzati:
c) alla elaborazione di efficaci collegamenti con le iniziative assunte dall’Unione europea;
6. Per la valutazione e la verifica delle spese connesse ai progetti di cui al comma 5 possono essere disposte le visite ispettive previste dall’articolo 65, commi 5 e 6, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni.
7. Con atto di indirizzo e coordinamento deliberato dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la solidarieta’ sociale, previo parere delle commissioni parlamentari competenti, sentite la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e la Consulta degli esperti e degli operatori sociali di cui all’articolo 132, sono stabiliti i criteri generali per la valutazione e il finanziamento dei progetti di cui al comma 3.
Tali criteri devono rispettare le seguenti finalita’:
a) realizzazione di progetti integrati sul territorio di prevenzione primaria, secondaria e terziaria, compresi quelli volti alla riduzione del danno purche’ finalizzati al recupero psico-fisico della persona;
c) diffusione sul territorio di servizi sociali e sanitari di primo intervento, come le unita’ di strada, i servizi a bassa soglia ed i servizi di consulenza e di orientamento telefonico;
d) individuazione di indicatori per la verifica della qualita’ degli interventi e dei risultati relativi al recupero dei tossicodipendenti;
g) realizzazione coordinata di programmi e di progetti sulle tossicodipendenze e sull’alcoldipendenza correlata, orientati alla strutturazione di sistemi territoriali di intervento a rete;
8. I progetti di cui alle lettere a) e c) del comma 7 non possono prevedere la somministrazione delle sostanze stupefacenti o psicotrope incluse nelle tabelle I e II di cui all’articolo 14 e delle sostanze non inserite nella Farmacopea ufficiale, fatto salvo l’uso dei medicinali oppioidi prescrivibili. (2)
9. Il Ministro della sanita’, d’intesa con il Ministro per la solidarieta’ sociale, promuove, sentite le competenti commissioni parlamentari, l’elaborazione di linee guida per la verifica dei progetti di riduzione del danno di cui al comma 7, lettera a).
10. Qualora le regioni non provvedano entro la chiusura di ciascun anno finanziario ad adottare i provvedimenti di cui al comma 4 e all’impegno contabile delle quote del Fondo nazionale di cui al comma 1 ad esse assegnate, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 5 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
11. Per l’esame istruttorio dei progetti presentati dalle amministrazioni indicate al comma 5 e per l’attivita’ di supporto tecnico-scientifico al Comitato nazionale di coordinamento per l’azione antidroga, e’ istituita, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, una commissione presieduta da un esperto o da un dirigente generale in servizio presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri designato dal Ministro per la solidarieta’ sociale e composta da nove esperti nei campi della prevenzione e del recupero dalle tossicodipendenze, nei seguenti settori:
sanitario-infettivologico, farmaco-tossicologico, psicologico, sociale, sociologico, riabilitativo, pedagogico, giuridico e della comunicazione. All’ufficio di segreteria della commissione e’ preposto un funzionario della carriera direttiva dei ruoli della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
12. L’organizzazione e il funzionamento del Comitato nazionale di coordinamento per l’azione antidroga sono disciplinati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. L’attuazione amministrativa delle decisioni del Comitato e’ coordinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per gli affari sociali attraverso un’apposita conferenza dei dirigenti generali delle amministrazioni interessate, disciplinata con il medesimo decreto.
(1) Articolo così sostituito dall’art. 1, co. 2, L. 18 febbraio 1999, n. 45.
(2) Comma sostituito dall’art. 4-vicies ter, co. 31, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. 21 febbraio 2006, n. 49. Successivamente, la Corte costituzionale, con sentenza 12-25 febbraio 2014, n. 32 (Gazz. Uff. 5 marzo 2014, n. 11 – Prima serie speciale), ha dichiarato, tra l’altro, l’illegittimità costituzionale del suddetto art. 4-vicies ter, D.L. 30 dicembre 2005, n. 272. Infine, il presente comma è stato così sostituito dall’art. 1, comma 29, D.L. 20 marzo 2014, n. 36, convertito, con modificazioni, dalla L. 16 maggio 2014, n. 79.
1. Per la costruzione, l’ampliamento o il recupero di immobili destinati a sedi di comunita’ terapeutiche il comitato esecutivo del Comitato per l’edilizia residenziale (CER), integrato per tali circostanze da un rappresentante del Ministro per gli affari sociali, puo’ concedere agli enti di cui all’articolo 11 un contributo in conto capitale fino alla totale copertura della spesa necessaria.
2. La concessione di detto contributo, secondo le procedure dei programmi straordinari attivati dal CER ai sensi dell’articolo 3, primo comma, lettera q), della legge 5 agosto 1978, n. 457, comporta un vincolo decennale di destinazione dell’immobile a sede di comunita’ terapeutica residenziale o diurna per tossicodipendenti ed e’ subordinata alla previa autorizzazione alla realizzazione dell’opera.
3. I contributi sono ripartiti tra le regioni in proporzione al numero di tossicodipendenti assistiti sulla base delle rilevazioni dell’Osservatorio permanente di cui all’articolo 132 e, in ogni caso, sono destinati in percentuale non inferiore al 40 per cento al Mezzogiorno a norma dell’articolo 1 del testo unico delle leggi sugli interventi nel Mezzogiorno, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218.
4. All’onere derivante dall’attuazione del presente articolo, valutato in lire 100 miliardi per ciascuno degli anni 1990, 1991 e 1992, si provvede mediante l’utilizzo delle disponibilita’ della sezione autonoma della Cassa depositi e prestiti istituita ai sensi dell’articolo 10 della legge 5 agosto 1978, n. 457.
Concessione di strutture appartenenti allo Stato
1. Agli enti locali, alle unita’ sanitarie locali e ai centri privati autorizzati e convenzionati, possono essere dati in uso, con convenzione per una durata almeno decennale, con decreto del Ministro delle finanze, emanato di concerto con il Ministro per gli affari sociali, edifici, strutture e aree appartenenti al demanio o al patrimonio e dello Stato, al fine di destinarli a centri di cura recupero di tossicodipendenti, nonche’ per realizzare centri e case di lavoro per i riabilitati.
2. Gli enti o i centri di cui al comma 1 possono effettuare opere di ricostruzione, restauro e manutenzione per l’adattamento delle strutture attingendo ai finanziamenti di cui all’articolo 128 e nel rispetto dei vincoli posti sui beni stessi.
3. Agli enti di cui al comma 1 si applicano le disposizioni dell’articolo 1, comma 1, 4, 5 e 6, dell’articolo 2 della legge 11 luglio 1986, n. 390.
Concessione delle strutture degli enti locali
1. Le regioni, le province autonome, gli enti locali, nonche’ i loro enti strumentali e ausiliari possono concedere in uso gratuito agli enti ausiliari di cui all’articolo 115, anche se in possesso dei soli requisiti di cui alle lettere a) e c) del comma 2 dell’articolo 116, beni immobili di loro proprieta’ con vincolo di destinazione alle attivita’ di prevenzione, recupero e reinserimento anche lavorativo dei tossicodipendenti, disciplinate dal presente testo unico.
2. L’uso e’ disciplinato con apposita convenzione che ne fissa la durata, stabilisce le modalita’ di controllo sulla utilizzazione del bene e le cause di risoluzione del rapporto, e disciplina le modalita’ di autorizzazione ad apportare modificazioni o addizioni al bene, anche mediante utilizzazione dei contributi di cui all’articolo 128.
1. Il Ministro per la solidarieta’ sociale, anche sulla base dei dati allo scopo acquisiti dalle regioni, presenta entro il 30 giugno di ciascun anno una relazione al Parlamento sui dati relativi allo stato delle tossicodipendenze in Italia, sulle strategie e sugli obiettivi raggiunti, sugli indirizzi che saranno seguiti nonche’ sull’attivita’ relativa alla erogazione dei contributi finalizzati al sostegno delle attivita’ di prevenzione, riabilitazione, reinserimento e recupero dei tossicodipendenti.
(1) Articolo così sostituito dall’art. 1, co. 3, L. 18 febbraio 1999, n. 45
Consulta degli esperti e degli operatori sociali
1. Presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per gli affari sociali e’ istituita la Consulta degli esperti e degli operatori sociali sulle tossicodipendenze composta da 70 membri.
2. La Consulta e’ nominata con decreto del Ministro per la solidarieta’ sociale tra gli esperti di comprovata professionalita’ e gli operatori dei servizi pubblici e del privato sociale ed e’ convocata periodicamente dallo stesso Ministro in seduta plenaria o in sessioni di lavoro per argomenti al fine di esaminare temi e problemi connessi alla prevenzione e al recupero dalle tossicodipendenze e contribuire alle decisioni del Comitato nazionale di coordinamento per l’azione antidroga.
3. Gli oneri derivanti dall’attuazione del presente articolo, pari a lire 400 milioni annue, sono a carico del Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga di cui all’articolo 127.
1. Le province autonome di Trento e Bolzano provvedono, nell’ambito delle proprie competenze, alle finalita’ di cui all’articolo 131 secondo le modalita’ stabilite dai rispettivi ordinamenti.
Progetti per l’occupazione di tossicodipendenti
1. I contributi di cui all’articolo 132 sono destinati, nella misura del 40 per cento, al finanziamento di progetti per l’occupazione di tossicodipendenti che abbiano completato il programma terapeutico e debbano inserirsi o reinserirsi nel mondo del lavoro.
2. I progetti possono essere elaborati dalle comunita’ terapeutiche e dalle cooperative operanti per l’inserimento lavorativo tanto autonomamente quanto in collaborazione con imprese pubbliche e private e con cooperative e con il concorso, anche in veste propositiva, delle agenzie per l’impiego. I progetti sono inviati al Ministero del lavoro e della previdenza sociale che, entro sessanta giorni dalla loro ricezione, esprime alla Commissione di cui all’articolo 134 un parere sulla fattibilita’ e sulla congruita’ economico-finanziaria, nonche’ sulla validita’ del progetto con riferimento alle esigenze del mercato del lavoro. I progetti possono prevedere una prima fase di formazione del personale e possono realizzare l’occupazione anche in forma cooperativistica.
3. La Commissione, acquisito il parere del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, autorizza la realizzazione del progetto e l’anticipazione dei fondi necessari.
Programmi finalizzati alla prevenzione ed alla cura dell’AIDS
1. Il Ministro di grazia e giustizia, di concerto con i Ministri della sanita’ e per gli affari sociali, approva uno o piu’ programmi finalizzati alla prevenzione ed alla cura dell’AIDS, al trattamento socio-sanitario, al recupero e al successivo reinserimento dei tossicodipendenti detenuti.
2. Il Ministro di grazia e giustizia puo’ realizzare i suddetti programmi, anche avvalendosi di strutture esterne, mediante apposite convenzioni, tanto per i detenuti in espiazione di pena, quanto per i detenuti in attesa di giudizio.
3. Il Ministero di grazia e giustizia dovra’ attivare corsi di addestramento e riqualificazione del personale dell’amministrazione penitenziaria.
4. L’onere derivante dall’attuazione del presente articolo e’ determinato in lire 20.000 milioni per gli anni 1990, 1991 e 1992.
1. Sono abrogati la legge 22 ottobre 1954, n. 1041, ad eccezione dell’articolo 1, per quanto concerne l’Ufficio centrale stupefacenti, gli articoli 447 e 729 del codice penale e ogni altra forma in contrasto con il presente testo unico.
2. Sono abrogati gli articoli 2, 8, 9, 75, 80, 80-bis, 82 e 83 della legge 22 dicembre 1975, n. 685.
3. Sono abrogati gli articoli 227 e 228 del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, recante norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale.