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Timestamp: 2020-08-07 12:23:32+00:00
Document Index: 79349784

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2043', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 2043']

Sentenza Cassazione Civile n. 31957 del 11/12/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 31957 del 11/12/2018
Cassazione civile sez. III, 11/12/2018, (ud. 27/09/2018, dep. 11/12/2018), n.31957
sul ricorso iscritto al n. 4594/2017 R.G. proposto da:
rappresentato e difeso dall’Avv. Giuseppe Innocenti, con domicilio
eletto in Siracusa, presso lo studio di quest’ultimo;
PROVINCIA REGIONALE DI SIRACUSA, oggi LIBERO CONSORZIO COMUNALE DI
avverso la sentenza n 1400/2016 dei Tribunale di Siracusa, depositata
il 29 giugno 2016.
Il Comune di (OMISSIS) propone ricorso per cassazione avverso la sentenza del Tribunale di Siracusa n. 1400/2016, depositata il 29 giugno 2016, fondato su un solo motivo, illustrato da memoria.
A seguito dell’impatto dell’auto guidata da T.G. con un cane randagio, parte di un branco, sulla strada provinciale 95, a circa 4 km dal centro abitato di (OMISSIS), T.G. riportava danni fisici ed all’auto, dei quali chiedeva il risarcimento alla Provincia Regionale di Siracusa, convenuta in giudizio dinanzi al Giudice di Pace di Siracusa. Avendo la Provincia eccepito il proprio difetto di legittimazione passiva, l’attore veniva autorizzato a chiamare in causa il Comune di (OMISSIS). Il Giudice di Pace rigettava la domanda attorea, ritenendo che sulla Provincia Regionale di Siracusa non gravasse l’obbligo di recintare le proprie strade e che il Comune di (OMISSIS), ai sensi dell’art. 2043 c.c., dovesse considerarsi esente da responsabilità avendo provato di avere assolto l’obbligo di vigilanza sui cani randagi.
1. Con un unico motivo, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, l’Amministrazione ricorrente lamenta la violazione e/o falsa applicazione degli artt. 2051 e 2043 c.c., nonchè della L.R. Sicilia n. 15 del 2000, artt. 11 e 14.
– sulla scorta del combinato disposto della L.R. Sicilia n. 15 del 2000, artt. 11 e 14, sui Comuni e sulle Province è posto l’obbligo non di reprimere il randagismo, come affermato nella sentenza impugnata, ma di tutelare gli animali randagi e di prevenire il randagismo, attraverso l’istituzione dell’anagrafe canina;
– non vi è un obbligo che imponga al Comune la repressione del randagismo nè il conseguente controllo capillare dell’intero territorio comunale;
2.5. E tanto nell’ottica che, se bastasse, per invocarne la responsabilità, l’individuazione dell’ente preposto alla cattura dei randagi ed alta custodia degli stessi, la fattispecie cesserebbe di essere regolata dall’art. 2043 c.c., e finirebbe per essere del tutto disancorata dalla colpa, rendendo la responsabilità dell’ente una responsabilità sottoposta a principi analoghi se non addirittura più rigorosi di quelli previsti per le ipotesi di responsabilità oggettiva da custodia di cui agli artt. 2051,2052 e 2053 c.c..
Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sezione Terza Civile della Corte di Cassazione, il 27 settembre 2018.