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Timestamp: 2019-02-22 08:10:08+00:00
Document Index: 80049341

Matched Legal Cases: ['art. 34', 'art. 31', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4']

Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma - Incompatibilità svolgimento Professione
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I chiarimenti dell'ODCEC Roma - A cura di Marco Carbone
I chiarimenti del CNDCEC
La disciplina delle incompatibilità - Note interpretative del CNDCEC
CHIARIMENTI DALLA COMMISSIONE ALBO DELL'ORDINE
In considerazione della casistica riscontrata dalla Commissione Albo dell’Ordine, presieduta dal collega Marco Carbone, si ritiene utile rammentare che le eventuali attività incompatibili rilevate dall’Ordine hanno come immediata conseguenza, nel caso le stesse non siano rimosse dall’Iscritto, la cancellazione dall’Albo e la segnalazione alla Cassa di Previdenza.
La Cassa di Previdenza, nella sua autonomia, potrebbe adottare provvedimenti in grado di incidere sulla posizione previdenziale individuale, con gravi ripercussioni sulle prestazioni pensionistiche.
Si ritiene utile rammentare che qualora l’iscritto versi in una situazione di incompatibilità e si trovi nella condizione di non poter rimuovere la stessa, in alternativa alla cancellazione, può avvalersi delle disposizioni di cui all’art. 34, comma 8, del D.Lgs. 139/2005 e quindi, chiedere il passaggio dall’Albo all’Elenco Speciale.
Per quanto riguarda la definizione degli incarichi a tempo definito e a tempo pieno l’articolo 10 del DPR n. 382 del 1980 prevede che i professori di I e di II fascia debbano dedicare alle attività didattiche:
i. non meno di 250 ore annuali se optano per il tempo definito;
ii. non meno di 350 ore annuali se optano per il tempo pieno.
L’iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili non risulta in alcuna situazione di incompatibilità nel caso rivesta la carica di amministratore e socio di società di capitali, o di socio illimitatamente responsabile di una società di persone, che esercita attività fiduciaria ai sensi della Legge 23 novembre 1936, n. 1966.
In virtù della Direttiva 2006/43/CE e del Decreto Legislativo n. 39/2010, non si ravvisano causa di incompatibilità per l’iscritto all’Ordine, che sia socio, anche illimitatamente responsabile, e amministratore di società di revisione, di persone e di capitali.
Il Promotore Finanziario, definito dall’art. 31 del D.Lgs. 58/1998 come “la persona fisica che, in qualità di dipendente, agente o mandatario, esercita professionalmente l'offerta fuori sede” (promozione e collocamento presso il pubblico di strumenti finanziari e di servizi di investimento fuori dalla sede legale), è un operatore specializzato nel collocamento di prodotti e servizi di investimento per conto di intermediari autorizzati, come ad esempio gli Istituti di Credito.
L’incompatibilità dell’Iscritto all’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili con l’attività di Promotore Finanziario è sancita espressamente dall’art. 4, comma 1, lettera e), del D. Lgs. n. 139/2005. La consulenza finanziaria può rientrare tra le attività del professionista solo se intesa in senso stretto e se quindi non si esplica in un'attività di intermediazione e non è retribuita con provvigioni.
L'effetto meno conosciuto delle situazione di incompatibilità è quello previdenziale. Infatti gli anni dichiarati incompatibili possono essere ritenuti non utili ai fini previdenziali e assistenziali con la conseguenza che questi non verranno conteggiati nell'anzianità assicurativo - contributiva del professionista.
Società di capitali esercente attività commerciale (Caso 6)
Una società di capitali esercente attività commerciale è partecipata da due soci entrambi iscritti all’Albo dell’Ordine dei dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.
Pertanto, nell’ipotesi indicata, per i due Iscritti all’Albo dell’Ordine dei dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, rivestendo la sola qualifica di soci, non appare configurarsi alcuna ipotesi di incompatibilità con l’esercizio della professione.
Società di capitali: Amministratore Unico (Caso 5)
è partecipata da due soci non iscritti all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili;
ha quale amministratore unico, a seguito di specifico mandato professionale, il Dott. Rossi, iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.
Società di capitali esercente attività commerciale (caso 3)
il socio Bianchi detiene una quota di partecipazione pari al 51% e riveste la carica di amministratore unico;
il socio Verdi detiene una quota di partecipazione pari al 49% e non riveste la carica di amministratore.
Società di capitali esercente attività commerciale: “Procura speciale” (caso 4)
il socio Rossi detiene una quota di partecipazione pari al 51% e non riveste la carica di amministratore ma gli è stata conferita una procura speciale con ampi poteri;
il socio Verdi detiene una quota di partecipazione pari al 49% e non riveste la carica di amministratore né gli è stata confertita alcuna procura.
Società di servizi (caso 2)
Società di servizi (caso 1)
Secondo le note interpretative riguardanti la disciplina delle incompatibilità di cui all’art. 4 del D.Lgs. 139/2005, approvate dal Consiglio Nazionale, ed i Pronto Ordini pubblicati in risposta ai quesiti posti dai diversi Ordini territoriali, l’incarico di Trustee può essere svolto da un Commercialista o da un Esperto Contabile, soltanto qualora lo stesso non abbia alcun interesse concreto ed effettivo nell’ambito del Trust, sia come disponente che come beneficiario.
Società commerciale: “Procura speciale”
Con i Pronto Ordini pubblicati in risposta ai quesiti formulati dai diversi Ordini territoriali, è stato confermato che, l’Iscritto nell’Albo dei Commercialisti o degli Esperti Contabili, che sia socio di maggioranza in una società esercente attività commerciale, pur non ricoprendo la carica di amministratore unico (Amministratore Delegato ovvero Presidente del Consiglio di Amministrazione), versa in una condizione di incompatibilità, qualora gli venga conferita procura con ampi poteri.
Attività non prevalente/abituale
Secondo le note interpretative riguardanti la disciplina delle incompatibilità di cui all’art. 4 del D.Lgs. 139/2005, approvate dal Consiglio Nazionale, si ravvisa incompatibilità quando l’Iscritto svolga concretamente, effettivamente e contemporaneamente attività commerciale, di intermediazione e di mediazione (a puro titolo esemplificativo ma non esaustivo: la figura di rappresentante di commercio, procacciatore di affari, agente di assicurazione, intermediario finanziario, assicurativo o commerciale ecc.) in nome proprio o altrui e per proprio conto, anche in modo non prevalente, né abituale. Rientra in questa fattispecie “il caso in cui il commercialista, a scopo di lucro, metta in contatto per un interesse economico proprio, un cliente e terzi al fine di ricavarne una provvigione”.
Socio e amministratore di cooperative
Le note interpretative riguardanti la disciplina delle incompatibilità di cui all’art. 4 del D.Lgs. 139/2005, emanate dal Consiglio Nazionale, escludono l’incompatibilità dell’iscritto nel caso il Professionista ricopra contemporaneamente la qualifica di socio e la carica di amministratore di società cooperativa, di mutue assicuratrici e di società consortili.
In virtù dell’art. 4 del D.Lgs. 139/2005, e considerato l’ordinamento applicabile ai soggetti iscritti all’Albo degli Spedizionieri Doganali che non vieta l’esercizio della libera professione di Commercialista e di Esperto Contabile, l’incompatibilità può ritenersi esclusa per la contemporanea iscrizione nei due Albi.
Società Immobiliari: gestione patrimonio familiare o di mero godimento o conservativa
Secondo le note interpretative della disciplina delle incompatibilità di cui all’art. 4 del D.Lgs. 139/2005, approvate dal Consiglio Nazionale, ed i Pronto Ordini pubblicati in risposta ai quesiti posti dai diversi Ordini territoriali, l’incompatibilità può ritenersi esclusa qualora l’attività di gestione immobiliare sia diretta alla pura gestione patrimoniale ovvero di mero godimento o meramente conservativa.
Pertanto, non si ravvisa una condizione di incompatibilità, qualora l’iscritto pur ricoprendo contemporaneamente la qualifica di socio di maggioranza e la carica di amministratore (ovvero altra carica da cui derivino poteri gestori) in società di persone o di capitali, gestisca il solo patrimonio immobiliare familiare, come avviene, per esempio, nell’ipotesi in cui gli immobili siano dati in locazione all’iscritto stesso oppure a componenti della sua famiglia; in tal modo l’attività di gestione immobiliare si configura come attività di pura gestione, finalizzata alla conservazione e valorizzazione dell’immobile stesso.
Le note interpretative della disciplina delle incompatibilità di cui all’art. 4 del D.Lgs. 139/2005, approvate dal Consiglio Nazionale, ed i Pronto Ordini, pubblicati in risposta ai quesiti posti dai diversi Ordini territoriali, hanno chiarito che per tutti i dipendenti della Pubblica Amministrazione, l’incompatibilità allo svolgimento della professione di Commercialista ed Esperto contabile è esclusa solo in caso di opzione per il tempo parziale, previa espressa autorizzazione del responsabile della Pubblica Amministrazione.