Source: http://firenze.sentenze.ilcaso.it/massimari/bancario/5-2/Cointestazione+del+conto+corrente+di+corrispondenza
Timestamp: 2020-03-29 12:16:45+00:00
Document Index: 47758985

Matched Legal Cases: ['art. 1341', 'art. 6', 'art. 1283', 'art. 119', 'art. 119', 'art. 1854']

Cointestazione del conto corrente di corrispondenza
Conto corrente bancario – Cointestazione – Trasferimento della proprietà del contenuto di un conto corrente – Negozio – Necessità
La cointestazione di un conto corrente, salvo prova di diversa volontà delle parti (ad es. dell'esistenza di un contratto di cui la cointestazione sia atto esecutivo ovvero del fatto che la cointestazione costituisca una proposta contrattuale, accettata per comportamento concludente), è di per sé atto unilaterale idoneo a trasferire la legittimazione ad operare sul contro (e, quindi, rappresenta una forma di procura), ma non anche la titolarità del credito, in quanto il trasferimento della proprietà del contenuto di un conto corrente (ovvero dell'intestazione del deposito titoli che la banca detiene per conto del cliente) è una forma di cessione del credito (che il correntista ha verso la banca) e, quindi, presuppone un apposito contratto tra cedente e cessionario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 03 Settembre 2019, n. 21963. Segue...
Se per il tratto anteriore al 30.6.2000 è indiscusso che la banca non poteva e non può legittimamente addebitare interessi su interessi, per il tratto successivo l’introduzione ex novo del meccanismo di capitalizzazione, sia pure su base di pari periodicità, ma con (ovvia, peraltro legittima) disparità nei tassi creditori e debitori, rappresenta un intuitivo peggioramento delle condizioni contrattuali ed esige specifica approvazione per iscritto – mediante sottoscrizione ad hoc ex art. 1341 c.c. – come è previsto in via generale dall'art. 6 delibera CICR 9.2.2000 per i nuovi contratti. (Antonio Pastore) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 19 Giugno 2019. Segue...
Anatocismo bancario nei contratti “uso piazza” anteriori alla delibera Cicr 9/2/2000 – Illegittimità – Ricalcolo degli interessi senza operare alcuna capitalizzazione – Correttezza – Prova della pubblicazione dell’adeguamento alla delibera Cicr nella Gazzetta Ufficiale e comunicazione al correntista – Necessità – Prova della pattuizione di nuova regolamentazione degli interessi – Necessità
Dichiarata la nullità della clausola contrattuale che consente la capitalizzazione trimestrale, e posto che il divieto di anatocismo stabilito dall’art. 1283 cod. civ. osterebbe anche ad un’eventuale previsione negoziale di capitalizzazione annuale, gli interessi a debito del correntista devono infatti essere calcolati senza operare alcuna capitalizzazione (Cass., Sez. Un., 24418/2010). Va precisato che, nel caso di specie, la banca convenuta ha dato atto di aver depositato, in allegato n. 4 alla comparsa di risposta, prova dell’avvenuta pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’avviso di adeguamento alla delibera C.I.C.R. del 2000, ma tale documento non si rinviene nel fascicolo di parte, per cui non vi è alcuna prova dell’avvenuto adeguamento, né è possibile valorizzare a tal fine la comunicazione di adeguamento che il c.t.u. ha rinvenuto in allegato all’estratto conto al 30/6/2000 (all. 13 alla relazione peritale), sia perché la delibera C.I.C.R. prevedeva che l’adempimento avrebbe dovuto essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, sia perché non vi è prova che tale avviso sia stato effettivamente comunicato al correntista. Inoltre, nella pattuizione modificativa delle condizioni economiche del rapporto intervenuta in data 7/4/2000 non vi è traccia di una nuova regolamentazione anche della periodicità di capitalizzazione pattuita nel 1992. Pertanto, correttamente il consulente ha svolto una seconda ipotesi di calcolo (1.B), nella quale ha espunto dal conteggio la capitalizzazione degli interessi sino alla chiusura del rapporto, e alla quale si farà, dunque, riferimento del quantificare le somme dovute alla parte attrice. (Adolfo Pesaresi) (riproduzione riservata) Tribunale Frosinone, 10 Marzo 2017. Segue...
Conto corrente bancario – Cointestazione (a firma disgiunta, come congiunta) – Conto deposito – Compensazione con debito di uno solo dei cointestatari – Dell’intero saldo – Ammissibilità.
Posto che la cointestazione del conto vale a rendere solidale il credito o il debito anche se il denaro sia immesso nel conto da uno solo dei contestatari ovvero da un terzo, il saldo attivo del conto rientra nella libera disponibilità di tutti i cointestatari. Sì che la banca è legittimata a compensare il saldo attivo presente su un conto cointestato con il debito di uno dei cointestatari, che sia presente su altro rapporto conto (solo a quest’ultimo intestato). (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Milano, 15 Aprile 2013, n. 1993. Segue...
Conto corrente bancario – Cointestazione – Morte di uno dei cointestatari – Liquidazione della quota spettante al cointestatario superstite – Permanenza del diritto del cointestatario superstite a domandare la documentazione relativa al rapporto.
Deve riconoscersi, alla luce dell’art. 119 comma 4 TUB, il diritto per il cliente cointestatario di un conto corrente di domandare all’intermediario copia della documentazione attinente all’oggetto del rapporto bancario passato o in essere, pur nell’ipotesi in cui l’altro cointestatario sia deceduto e l’intermediario abbia già provveduto a liquidare la quota dell’intestatario superstite. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Milano, 11 Aprile 2013, n. 1924. Segue...
Conto corrente bancario – Cointestazione – Firma disgiunta – Morte di un cointestatario – Poteri degli altri.
Nel caso di conto corrente cointestato con firma disgiunta, ciascun cointestario ha separato potere di disporre del conto, e per l’intero, anche in caso di morte o di sopravvenuta incapacità di uno degli altri cointestatari. (1) (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Roma, 27 Marzo 2013, n. 1673. Segue...
Richiesta di documentazione ex art. 119 TUB – Dovere della banca di rispondere della banca – In termini tempestivi e in modo preciso.
Costituisce elementare dovere di diligenza - che il buon senso, prima che lo stretto diritto, impone a qualsiasi bonus argentarius - quello di rispondere alla richiesta del cliente di ricercare l’esistenza di «eventuali rapporti cointestati con altre persone». Viola gravemente tale dovere il comportamento della banca che si fa viva solo trascorsi sei mesi dalla richiesta, per invitare il cliente «a rivolgersi ad altri soggetti». (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Milano, 27 Marzo 2013, n. 1649. Segue...
Diritto bancario – Cointestazione di conti – Acquisto di strumenti finanziari – Regime.
La circostanza secondo la quale tanto un conto corrente di appoggio che un conto di deposito di destinazione siano intestati anche a colui il quale ha disposto l’acquisto di titoli, non esclude che i titoli medesimi siano stati acquistati alla proprietà esclusiva del disponente, indipendentemente dal richiamo operativo ai conti di provenienza e di destinazione a dossier dei titoli. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Torino, 10 Aprile 2012. Segue...
Diritto bancario – Fissato bollato – Rilevanza negoziale – Esclusione.
Il c.d. fissato bollato non è documento di rilevanza negoziale, ma concreta unicamente una conferma d’ordine ed un riscontro, a fini fiscali, dell’avvenuta esecuzione della disposizione impartita dal cliente, con la conseguenza che la generica imputazione dell’operazione di acquisto di strumenti finanziari, da parte della banca, ai cointestatari di un conto trova giustificazione proprio nella suddetta cointestazione, tanto del conto corrente, tanto del conto deposito titoli. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Torino, 10 Aprile 2012. Segue...
Conto corrente di corrispondenza – Cointestazione – A firma congiunta – Addebiti RID autorizzati da un solo cointestatario – Obbligo della banca di rimborsare la somma all’altro cointestatario.
Avendo i clienti optato per un regime «a firma congiunta» del conto corrente, è sicuramente illegittima la condotta dell’intermediario che dia corso a una serie di addebiti RID in conto corrente sulla base di un’autorizzazione sottoscritta da uno solo dei cointestatari «a firma congiunta», dal momento che costui, in quanto tale, non potrebbe efficacemente autorizzare alcunché se non con il concorso della volontà dell’altro cointestatario. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Milano, 04 Novembre 2011, n. 2386. Segue...
Conto corrente di corrispondenza – Sequestro conservativo di un conto per il 50% del saldo – Blocco da parte della banca di tutti i rapporti «intestati o collegati» al cliente – Illegittimità – Risarcimento danni.
La banca che, raggiunta da un provvedimento di sequestro conservativo per il 50% del saldo di un conto, blocca tutti i c/c intestati o collegati al cliente si rende inadempiente ai suoi obblighi contrattuali, tra l’altro violando le norme di cui agli artt. 1852 – 1856 c.c., e deve risarcire i danni provocati. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Sara Belotti) (riproduzione riservata) ABF Milano, 03 Dicembre 2010, n. 1398. Segue...
Conto corrente – Cointestato – A firma disgiunta – Morte di un cointestatario – Richiesta di chiusura del conto da parte dell’altro cointestatario – Legittimità.
In caso di conto corrente cointestato a firma disgiunta, il contitolare ha diritto di chiedere, anche dopo la morte dell’altro, l’adempimento dell’intero saldo deposito e la prestazione così eseguita libera la banca verso gli eredi dell’altro contitolare. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Gaia Patriarca) (riproduzione riservata) ABF Roma, 09 Luglio 2010, n. 708. Segue...
Conto corrente - Cointestazione con firma disgiunta - Modalità di attuazione del rapporto obbligatorio - Solidarietà - Morte di un cointestatario - Disciplina di legge - Successione degli eredi nella posizione contrattuale del defunto - Potere di disposizione del saldo del cointestario superstite.
In difetto di apposite clausole contrattuali, i rapporti tra i cointestatari e la banca sono regolati dall’art. 1854 c.c. e la morte di un cointestario non comporta lo scioglimento del contratto, ma la successione degli eredi nella posizione contrattuale del defunto; pertanto, il cointestatario superstite mantiene il potere di disporre separatamente del saldo e uguale potere spetta agli eredi, che devono esercitarlo congiuntamente. (Gianluca Mucciarone) (riproduzione riservata) ABF Milano, 02 Febbraio 2010, n. 16. Segue...
Libretto bancario di deposito nominativo – Morte di uno dei contestatari – Diritto al pagamento della quota spettante agli eredi – Presentazione del libretto allo sportello – Necessità.
In caso deposito contestato attuato nella forma del libretto a risparmio nominativo libero, anche se è corretto ritenere che la contestazione con diritto al prelievo a firma disgiunta autorizza ciascun intestatario ad agire separatamente, gli eredi di uno dei contestatari, al fine di ottenere dalla banca il pagamento delle somme loro spettanti devono pur sempre presentare il libretto allo sportello. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Catania, 16 Ottobre 2007. Segue...