Source: https://www.avvocatoflash.it/blog/diritto-penale/come-ottenere-la-riabilitazione-penale
Timestamp: 2019-10-14 15:43:21+00:00
Document Index: 182204208

Matched Legal Cases: ['art. 178', 'art. 179', 'sentenza ', 'art. 683', 'art. 180', 'art. 445']

Come ottenere la riabilitazione penale?
Il nostro ordinamento consente a chi ha scontato una condanna penale di ottenere la riabilitazione.
< Diritto Penale # RiabilitazionePenale
A tutti noi è capitato almeno una volta di dovere presentare il certificato del casellario giudiziale o un’autocertificazione attestante di non aver subito condanne e di non avere carichi pendenti, cioè procedimenti in corso. Chi, però, ha avuto un passato burrascoso non può vantare una fedina penale pulita e, perciò, potrebbe essere pregiudicato nell’intraprendere un nuovo lavoro, soprattutto nel settore pubblico.
Basti pensare che per partecipare ai concorsi pubblici sia richiesta, a pena di nullità della domanda, una fedina penale pulita. E allora si potrebbe ritenere che chi ha subito una condanna in passato non potrà mai prendere parte ai concorsi pubblici. In realtà, non è affatto così: chi ha subito una condanna e vuole partecipare ad un concorso pubblico, può farlo grazie all’istituto della riabilitazione penale che cancella il reato, cioè come se il soggetto non l’avesse mai commesso.
Il nostro ordinamento, infatti, consente a chi davvero si sia redento di poter avere una seconda chance e reinserirsi nella società.
Beninteso, la riabilitazione consente la partecipazione a quasi tutti i concorsi pubblici, salvo quelli di accesso alle forze armate e magistratura, ove sono richiesti requisiti più ferrei in considerazione del ruolo che si andrà a ricoprire.
Vediamo ora nello specifico in cosa consiste la riabilitazione penale e in quali casi può essere richiesta.
1. Riabilitazione penale
La riabilitazione penale è uno strumento predisposto dal nostro legislatore che consente la cancellazione delle pene accessorie e degli effetti penali della condanna (art. 178 c.p.). E questo comporta la cancellazione del reato dal casellario giudiziale.
In tal modo, il condannato, che abbia già scontato la pena o comunque questa si sia estinta per altre ragioni, si riappropria delle capacità giuridiche che aveva temporaneamente perso a causa della condanna.
Un esempio è il poter partecipare ai concorsi pubblici, che gli erano preclusi per effetto delle pene accessorie di interdizione dai pubblici uffici.
1.1 Chi può richiederla?
Possono farne richiesta tutti coloro che siano stati condannati in via definitiva e che abbiano manifestato una sincera redenzione durante l’esecuzione della pena.
1.2 Condizioni per ottenere la riabilitazione penale
Il nostro codice penale prevede alcune condizioni affinché si possa legittimamente richiedere la riabilitazione (art. 179 c.p.). Tali condizioni sono le seguenti:
Deve essere trascorso un certo lasso temporale da quando la pena sia stata eseguita, cioè da quando il condannato ha finito di scontare la sua pena, o la pena si sia estinta in altro modo, cioè è stata pagata la multa o l’ammenda. Il lasso temporale è di:
3 anni: riguarda la maggior parte dei casi.
8 anni: riguarda il caso in cui il condannato sia un recidivo, cioè abbia commesso lo stesso reato più volte.
10 anni: riguarda il caso in cui il condannato sia un delinquente abituale (cioè commette spesso reati), professionale (cioè vive abitualmente con il ricavato dei suoi reati) o per tendenza (cioè commette un delitto con un’indole particolarmente malvagia).
Se il richiedente abbia fruito della sospensione condizionale della pena, cioè non abbia scontato la sua pena in carcere perché appunto sospesa, il termine inizia a decorrere dal giorno stesso in cui la sentenza sia passata in giudicato, cioè non sia più modificabile.
Il soggetto abbia sempre tenuto una buona condotta, cioè abbia avuto un comportamento conforme alle norme di convivenza sociale e non sia incorso in nuove denunce.
E se il giudice dovesse respingere la richiesta per mancanza del requisito di buona condotta?
Il richiedente potrà riproporre domanda di riabilitazione penale dopo che siano decorsi almeno due anni dal momento in cui è divenuto irrevocabile il provvedimento di rigetto.
Il soggetto abbia riparato il danno mediante risarcimento e/o mediante restituzioni o ancora si sia adoperato spontaneamente ed efficacemente per eliminare o quantomeno ridurre le conseguenze dannose o pericolose del reato.
Ai fini della concessione della riabilitazione penale è rilevante che l’interessato abbia fatto qualunque cosa per risarcire il danno e che non ci sia riuscito per causa a lui non imputabile. Il danno, infatti, deve essere risarcito anche se il danneggiato non si sia costituito parte civile nel processo penale o non abbia proposto la relativa domanda in sede civile. E questo comportamento è sintomatico del sincero pentimento dell’interessato.
Laddove, invece, non dovesse riuscire ad adempiere le sue obbligazioni per causa a lui non imputabile, dovrà fornire prova di questa causa maggiore: ad esempio, dovrà provare di versare in gravi condizioni economiche che non gli consentono di far fronte a quella spesa.
Il soggetto non deve essere stato sottoposto a misure di sicurezza (ad esempio, la libertà vigilata), salvo il caso di espulsione dello straniero dallo stato.
Le spese di giustizia devono essere state saldate.
Richiesta di riabilitazione
La domanda di riabilitazione penale deve essere presentata innanzi al Tribunale di sorveglianza del distretto di Corte d’Appello in cui ha residenza l’interessato (art. 683 c.p.p.).
L’istanza può essere presentata personalmente o mediante – e questa è la strada consigliata -l’assistenza di un legale.
Dopo che la richiesta è stata presentata e sono stati acquisiti d’ufficio tutti i documenti utili alla procedura, viene fissata un’udienza di trattazione. La procedura si conclude con un’ordinanza che potrà essere di:
Rigetto: il giudice respinge la richiesta.
Accoglimento: il giudice accoglie la richiesta e concede la riabilitazione penale.
Una volta concessa, la riabilitazione viene annotata sul certificato penale ad opera della cancelleria del giudice che l’ha emessa.
La richiesta di riabilitazione penale non è gravata da alcun costo: non vi sono bolli, diritti o altre spese, salvo quella del legale. Il richiedente, peraltro, potrà avvalersi del patrocinio a spese dello stato, cioè lui non dovrà pagare alcunché all’avvocato, purché abbia un reddito inferiore a € 11528,41 e possegga gli altri requisiti di legge.
E la riabilitazione penale può essere revocata?
Una volta concessa la riabilitazione può essere revocata se il soggetto dovesse commettere, nei successivi 7 anni, un delitto per cui è prevista la pena della reclusione non inferiore a 2 anni o una pena superiore (art. 180 c.p.).
2. Casi di riabilitazione automatica
Esistono delle ipotesi in cui non vi è bisogno di presentare la specifica richiesta di riabilitazione penale in quanto l’effetto è automatico. Le ipotesi in questione sono due:
- Decreto penale di condanna
In tali casi l’effetto della riabilitazione penale opera automaticamente e non c’è bisogno, dunque, di presentare l’apposita richiesta.
Basti pensare che rientra tra i vantaggi che il legislatore riconosce a tutti coloro che scelgono il rito speciale del patteggiamento in luogo di quello ordinario. Sono previsti, infatti, i benefici della non applicabilità delle pene accessorie e delle misure di sicurezza nonché l’estinzione del reato qualora il soggetto tenga un comportamento integerrimo, cioè non commetta un delitto o una contravvenzione nei successivi 5 anni (delitto) o 2 anni (contravvenzione) (art. 445 c.p.p.).
- Codice penale: artt. 178, 179, 180 c.p.
- Codice di procedura penale: artt. 445, 683 c.p.p.
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