Source: http://www.comuni.it/servizi/forumbb/viewtopic.php?t=120955&view=previous
Timestamp: 2014-10-01 04:00:19+00:00
Document Index: 183518519

Matched Legal Cases: ['art. 183', 'art. 185', 'art. 184', 'art. 183', 'art. 256', 'sentenza ', 'art. 183', 'art. 256']

Comuni d'Italia :: Leggi argomento - deposito di ramaglie in luogo privato
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Inviato: Mar 01 Mag 2012 - 5:06 am Oggetto: deposito di ramaglie in luogo privato
VENGONO DEPOSITATE IN AREA PRIVATA RAMAGLIE DI OGNI GENERE, DA ERBA, RESTI DI CIMATURE DI ALBERI, PIANTE E VIA DICENDO...TALI DA CREARE UNA SPECIE DI PIATTAFORMA-COMPOSIT, CON NOTEVOLE PUZZA, SPECIALMENTE ORA CHE SI AVVICINA LA BELLA STAGIONE IL TUTTO SU LUOGO PRIVATO, MA CON NOTEVOLE FASTIDIO PER LE ABITAZIONI LIMITROFE, CHE PROTESTANO POSSIBILE EMANARE ORDINANZA DI SGOMBERO, DA PARTE DEL COMUNE IMPUTABILE A CARENZE IGIENICO SANITARIE EVENTUALI SANZIONI PREMETTO CHE LA DISLOCAZIONE E' IN AMBIENTE AGRICOLO FUORI CENTRO ABITATO E LE RAMAGLIE SONO RESIDUI DI LAVORAZIONE DI UN VIVAISTA GRAZIE
ofrancoRegistrato: 14/01/11 20:40Messaggi: 326
Inviato: Mar 01 Mag 2012 - 8:03 am Oggetto: Immagina se accanto vi fosse una masseria al posto del vivaista!! Allora si che sarebbero profumi...
A mio avviso queste cose sono compatibili con la destinazione urbanistica della zona. Ovviamente tutto rientra fino a quando le esalazioni non sono nocive per la salute pubblica. Come ben sai questo, per�, non siamo noi a stabilirlo. Credo che, in questi casi, l'intervento dell'ASL sia determinante anche per una eventuale successiva ordinanza contingibile ed urgente per motivi igienico-sanitari.
Saluti, Franco_________________�*��*�.��...�.�\
http://www.ipapuglia.it/smfL'ultima modifica di ofranco il Mar 01 Mag 2012 - 10:20 am, modificato 1 volta
Inviato: Mar 01 Mag 2012 - 9:20 am Oggetto: Credo che sia necessario appurare se leramaglie siano da considerarsi rifiuto e, quindi quello in questione al massimo dovrebbe essre un deposito temporaneo cos� come indicato dall'art. 183 TUA, oppure se trattasi effettivamente di attivit� di compostaggio e quindi devi controllare le varie disposizioni regionali..._________________
Inviato: Mar 01 Mag 2012 - 9:23 am Oggetto: Re: deposito di ramaglie in luogo privato
allebasi ha scritto:	VENGONO DEPOSITATE IN AREA PRIVATA RAMAGLIE DI OGNI GENERE, DA ERBA, RESTI DI CIMATURE DI ALBERI, PIANTE E VIA DICENDO...TALI DA CREARE UNA SPECIE DI PIATTAFORMA-COMPOSIT, CON NOTEVOLE PUZZA, SPECIALMENTE ORA CHE SI AVVICINA LA BELLA STAGIONE IL TUTTO SU LUOGO PRIVATO, MA CON NOTEVOLE FASTIDIO PER LE ABITAZIONI LIMITROFE, CHE PROTESTANO POSSIBILE EMANARE ORDINANZA DI SGOMBERO, DA PARTE DEL COMUNE IMPUTABILE A CARENZE IGIENICO SANITARIE EVENTUALI SANZIONI PREMETTO CHE LA DISLOCAZIONE E' IN AMBIENTE AGRICOLO FUORI CENTRO ABITATO E LE RAMAGLIE SONO RESIDUI DI LAVORAZIONE DI UN VIVAISTA GRAZIE
AB DEVI VEDERE QUANTO E' STABILITO DAL REGOLAMENTO DI POLIZIA URBANA/REGOLAMENTI COMUNALI CHE STABILISCONO ANCHE LE SANZIONI DA APPLICARE IN CASO DI EVENTUALI VIOLAZIONI COMMESSE (OLTRE A PREVEDERE, IN MOLTI CASI, APPOSITI CENTRI DI RACCOLTA E SMALTIMENTO )
Inviato: Mar 01 Mag 2012 - 9:50 am Oggetto: DEPOSITO TEMPORANEO DI RIFIUTI
sembra utile prendere in considerazione le novit� legislative introdotte D.Lgs. n. 205 del 3 dicembre 2010 in materia di attivit� di potatura e di sfalcio. Si anticipa che sono escluse dal campo di applicazione dei rifiuti le attivit� di potatura e di sfalcio, ma solo limitatamente alle attivit� di agricoltura. Conseguentemente gli sfalci e le potature provenienti da aree verdi pubbliche e private, quali giardini, parchi ed aree cimiteriali sono rifiuti urbani e come tali sottoposti alla disciplina disposta dal Codice ambientale (Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006). Allo stato attuale, i diversi residui vegetali provenienti da pulitura di aree verdi, classificati (in base alla loro gestione) come �rifiuti urbani� ex articolo 184, D.Lgs 152/2006 e (in base alla loro natura) / o come �rifiuti organici� , devono essere conferiti al servizio pubblico di raccolta. Il Ministero dell'ambiente attraverso la nota del 18 marzo 2011 n. 16607, sottolinea che l'esclusione degli scarti vegetali dal campo di applicazione dei rifiuti � riservata solo a sfalci, potature ed altri materiali che provengono da attivit� agricola o forestale. Tali materiali devono essere adibiti all'impiego in agricoltura, in silvicoltura o nella produzione di energia da biomassa. (art. 185, comma 1, lettera f) del D.Lgs 152/2006). Mentre gli scarti vegetali provenienti da attivit� diverse, �da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali�, sono invece rifiuti classificati come �rifiuti urbani� (ex art. 184, comma 2, lettera e) D.Lgs 152/2006). La normativa italiana in tema di rifiuti consente alle imprese di tenere depositati i propri rifiuti prodotti all'interno delle stesse, senza necessit� di ottenere autorizzazione alcuna. Sussistono, per�, dei limiti a tale tipo di deposito, previsti dall�istituto del cosiddetto "deposito temporaneo", espressamente previsto dalla legge. L�art. 183, comma 1, lett. m) del D. lgs. n. 152/2006 (Codice dell�Ambiente), infatti, individua la fattispecie del deposito temporaneo, che costituisce un�eccezione alle fasi che caratterizzano il procedimento di gestione dei rifiuti. Si tratta infatti di un�attivit� strettamente circoscritta, anche dal punto di vista fisico, al luogo dove si producono i rifiuti: si presuppone infatti che il rifiuto non sia mai uscito dall�area in cui avviene l�attivit� produttiva.
Da ci� si deduce che trattasi, in generale, di una particolare modalit� di stoccaggio dei rifiuti, consistente nel �raggruppamento dei rifiuti effettuato, prima della raccolta, nel luogo in cui gli stessi sono prodotti�, a determinate condizioni elencate dalla norma sopra richiamata; i rifiuti devono essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di smaltimento secondo una delle previste modalit� alternative, a scelta del produttore, con cadenza almeno trimestrale.
La fattispecie del deposito temporaneo non rientra nel processo di gestione dei rifiuti ed � reso esente dal regime autorizzatorio ai sensi degli artt. 208, comma 17 e 210, comma 5 del D. lgs n. 152/2006. qualora non vengano rispettate le sopra descritte condizioni di ammissibilit�, ed altre che sono state omesse e per le quali si rimanda al citato articolo di legge, l�attivit� diventa illegale e penalmente perseguibile in quanto integra attivit� di deposito incontrollato di rifiuti, sanzionata ai sensi dell�art. 256, comma 2 D. lgs. n. 152/2006.
Per un ulteriore approfondimento vedasi anche: Corte di Cassazione penale,�sez. III, sentenza dell�11 marzo 2009, n. 19883.
Vedasi anche Corte di Cassazione (Cass. Pen., sez. III, 4 novembre 2008, n. 46213), che ha chiarito il punto fornendo utili indicazioni in materia di ramaglie e scarti da potatura ed in riferimento alla nozione di �rifiuto" di cui all'art. 183, comma 1, lett. a) del D.lgs. n. 152/2006 (�qualsiasi sostanza od oggetto che rientra nelle categorie riportate nell'allegato A alla parte quarta del presente decreto e di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l'obbligo di disfarsi�), soggiacendo alla relativa disciplina di gestione e smaltimento.
La questione attiene alla duplice valenza dell'attivit� di riutilizzo di una sostanza, con la sua possibile riferibilit� sia al campo del recupero dei rifiuti (quale MPS) che a quella dei sottoprodotti. Nel caso specifico, non � lecito l'abbruciamento dei residui; l'eliminazione mediante incenerimento di rami d' alberi tagliati non usufruibili in processi produttivi integra il reato di smaltimento non autorizzato di rifiuti speciali non pericolosi (art. 256, comma 1, lett. a), D. Lgs. 3 aprile 2006 n. 152), in quanto tale materiale non costituisce materia prima secondaria riutilizzata in settori produttivi diversi senza pregiudizio per l'ambiente.
La normativa ambientale e dei rifiuti, in campo nazionale nonch� regionale � oltremodo vasta e complessa, per cui � necessario sempre approfondire con la ricerca legislativa e giuridica, le innumerevoli fattispecie possibili di illecito o di differenziazione applicativa della disciplina normativa._________________FALCO
(Tacito)L'ultima modifica di FALCO il Mar 01 Mag 2012 - 10:39 am, modificato 3 volte
Inviato: Mar 01 Mag 2012 - 9:55 am Oggetto: Re: DEPOSITO TEMPORANEO DI RIFIUTI
FALCO ha scritto:	........	TI SEI DIMENTICATO ( VOLUTAMENTE?) DI INDICARE LA FONTE DEL TUO COPIA ED INCOLLA:
Citazione:	Tratto dalla Rivista �L�ARTIGIANATO� mensile unione provinciale degli artigiani.
DEPOSITO TEMPORANEO DI RIFIUTI: CASI IN CUI L'ARTIGIANO PU� TENERE DEPOSITATI RIFIUTI IN AZIENDA SENZA INCORRERE NELLA VIOLAZIONE PENALE.
di Avvocato Rosa Bertuzzi
Inviato: Mar 01 Mag 2012 - 10:24 am Oggetto: No, non mi sono dimenticato e non mi piace quando si insinua "volutamente" il dubbio della cattiva fede su possibili errori fatti in buona fede. Infatti l'ho modificato 3 volte, mentre scrivevi il post, dato che sono pi� articoli selezionati e congiunti; cecavo di mettere il link automatico ma non ci riuscivo e non � comunque quello che hai messo tu, anche se � il medesimo autore. Comunque, mi occupo giornalmente di questo e di molti altri illeciti legati a problematiche ambientali per cui ricorro spesso ad approfondimenti in rete ed in siti specializzati prima di far pagare cifre stratosferiche o procedere a denunzie poco circostanziate._________________FALCO