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Timestamp: 2020-07-03 13:26:18+00:00
Document Index: 141223002

Matched Legal Cases: ['art. 152', 'art. 152', 'art. 161', 'art. 39', 'art. 152', 'art. 161', 'art. 152', 'art. 160', 'art. 160', 'art. 39']

RE: RE: CONCORDATO CON RISERVA
Mi trovo in un certo imbarazzo nel sottoporre la domanda che segue, ma mi pare doveroso affrontare un problema che si può porre in via generale.
Si tratta delle modalità da osservare per la presentazione della domanda di concordato c.d. in bianco da una società di persone.
Un tribunale richiede infatti:
a)	La determina di cui all'art. 152 L.F.
b)	La presentazione di bilanci depositati alla Camera di Commercio (rectius al Registro delle Imprese).
Ora, a me pare che la lettera b) del secondo comma dell'art. 152 L.F. limiti alle società di capitali ivi menzionate l'obbligo di assumere la delibera notarile (come esplicitamente dispone il successivo terzo comma) mentre, per le società di persone, è sufficiente l'apposizione della firma dei soci (autenticata dal legale) in calce alla domanda.
Il secondo punto si presenta in maniera più articolata.
A me pare che il sesto comma dell'art. 161 L.F. sia molto chiaro nel limitare (oltre all'elenco nominativo dei creditori) la presentazione dei bilanci degli ultimi tre esercizi, magari estratti dal libro degli inventari.
Il tribunale richiede invece che il debitore, ai fini dell'ammissibilità della domanda, deve produrre tutta la documentazione contabile necessaria per la redazione delle situazioni patrimoniali, che ha natura equipollente rispetto ai bilanci ufficiali, ovvero le dichiarazioni dei redditi, il registro IVA acquisti e vendite, oltre al libro dei beni ammortizzabili.
A me non pare che la richiesta sia legittima, ma sicuramente mi sbaglio. Vorrei però capire dove sta l'errore interpretativo, perché se tale richiesta fosse stata formulata in vigenza dell'art. 39 del CCI niente ci sarebbe stato da eccepire, ma oggi sono perplesso.
RE: RE: RE: CONCORDATO CON RISERVA
Quanto al punto sub a), l'art. 152 , l.fall. prevede al comma secondo lett. a) che la proposta e le condizioni del concordato, salva diversa disposizione dell'atto costitutivo o dello statuto "nelle società di persone, sono approvate dai soci che rappresentano la maggioranza assoluta del capitale". In queste società è sufficiente che le singole volontà siano raccolte anche separatamente, senza che occorra un particolare procedimento per una deliberazione unitaria in senso formale, per cui può ritenersi valida la maggioranza risultante dall'apposizione della firma dei soci (autenticata dal legale) in calce alla domanda. La stessa, tuttavia dovrebbe essere accompagnata dallo statuto da cui risulta che non è richiesta per atti di straordinaria amministrazione una particolare modalità di espressione della volontà dei soci; fermo restando che i fini della presentazione della domanda di concordato con riserva di cui all'art. 161, comma 6, l.fall., le formalità di cui all'art. 152 l.fall. devono essere rispettate solo al momento del successivo completamento della domanda con il deposito della proposta (Cass. 04/09/2017 , n. 20725).
Quanto al punto sub b), il comma sesto dell'art. 160 è, come lei dice, molto chiaro in proposito in quanto richiede unicamente la produzione dei "bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e all'elenco nominativo dei creditori con l'indicazione dei rispettivi crediti", da cui non ci sembra che si possa derivare, attraverso una interpretazione estensiva, l'estensione alla ulteriore documentazione da lei indicata. E ciò, a nostro parere, è dimostrato dal disposto del comma ottavo dell'art. 160, che impone determinati obblighi informativi, anche relativi alla gestione finanziaria dell'impresa e all'attività compiuta ai fini della predisposizione della proposta ecc., ma successivamente alla concessione del termine e non come requisito di ammissibilità della domanda. Il tribunale ha, in realtà, anticipato, come lei ricorda, la previsione dell'art. 39 del CCII, che, però, entrerà in vigore nell'agosto del 2020.