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Timestamp: 2019-03-26 04:40:04+00:00
Document Index: 163010313

Matched Legal Cases: ['art. 149', 'art. 149', 'art. 106', 'art. 24', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 148', 'art. 2220']

Provvedimento del 23 febbraio 2017 [6186592] - Garante Privacy
Provvedimento del 23 febbraio 2017 [6186592]
Procedimento relativo ai ricorsi - Necessaria l'identità tra l'oggetto dell'istanza e l'oggetto del ricorso - 24 giugno 2004 [1041134]
Diritti dell'interessato e consenso - 'Centrali rischi' private: revoca del consenso rispetto a dati non pregiudizievoli e sospensione della loro ...
Diritti dell'interessato e consenso - La banca non può comunicare alla 'centrale rischi' privata di non aver rilasciato una carta di credito - 4 l...
[doc. web n. 6186592]
Provvedimento del 23 febbraio 2017
n. 83 del 23 febbraio 2017
VISTO il ricorso presentato in data 29 novembre 2016 da XY, rappresentato e difeso dall´avv. Fabio Romani, nei confronti di Cassa di Risparmio di Fermo S.p.A., rappresentata e difesa dagli avvocati Gianfranco Graziadei e Matteo Ghisalberti, con il quale l´interessato - richiamandosi alle istanze già avanzate ai sensi degli artt. 7 e 8 del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, Codice in materia di protezione dei dati personali (di seguito "Codice"), alle quali non sarebbe stato fornito alcun "idoneo riscontro" - ha chiesto in particolare:
- di ottenere la comunicazione in forma intelligibile dei dati relativi alla movimentazione contabile, dal 14 giugno 1999 fino alla data di sua chiusura, del conto corrente n. *** intrattenuto con la citata banca;
- di avere copia delle informative sul trattamento dei dati personali in relazione a tutte le tipologie di rapporti intrattenuti nel tempo;
- di conoscere i nominativi dei soggetti che, in qualità di responsabili o incaricati della banca resistente, hanno provveduto alla propria segnalazione "a sofferenza" alla Centrale dei Rischi della Banca d´Italia
CONSIDERATO che il ricorrente ha inoltre sollevato profili di illiceità della predetta segnalazione a sofferenza non solo in quanto carente dei presupposti giuridici, ma anche perché effettuata alla Centrale dei Rischi della Banca d´Italia in violazione dell´obbligo del preavviso;
VISTI gli ulteriori atti d´ufficio e, in particolare, la nota del 7 dicembre 2016 con la quale questa Autorità, ai sensi dell´art. 149, comma 1, del Codice, ha invitato il titolare del trattamento a fornire riscontro alle richieste dell´interessato, nonché l´ulteriore nota del 26 gennaio 2017 con cui è stata disposta, ai sensi dell´art. 149, comma 7, del medesimo Codice, la proroga del termine per la decisione sul ricorso;
VISTE le note del 28 dicembre 2016 e la successiva memoria del 5 gennaio 2017 con le quali Cassa di Risparmio di Fermo S.p.A. ha sostenuto che:
- in data 6 maggio 2015 la banca ha segnalato a sofferenza la posizione del ricorrente e del soggetto garante in relazione allo scoperto del conto corrente n.***, avvisandoli con lettera raccomandata in pari data;
- tale informativa è stata fornita contestualmente alla segnalazione, nel rispetto delle disposizioni vigenti all´epoca dei fatti, atteso che, solo con l´aggiornamento n. 15 della Circolare della Banca d´Italia n. 139 dell´11 febbraio 1991 emanato il 30 giugno 2016, è stato previsto che "tale informativa deve essere preventiva, cioè va trasmessa prima dell´invio della prima segnalazione "negativa";
- in data 26 maggio 2015, successivamente al pagamento del debito da parte del ricorrente, essa ha comunicato alla Centrale dei Rischi della Banca d´Italia l´estinzione della sofferenza in questione;
- il Codice di deontologia e buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti, ripetutamente richiamato dal ricorrente nell´atto di ricorso, non si applica al servizio di centralizzazione dei rischi di cui è titolare un soggetto pubblico, ossia la Banca d´Italia;
- essa è tenuta a segnalare le sofferenze alla Centrale dei Rischi della Banca d´Italia in virtù degli obblighi in tal senso previsti del Testo Unico Bancario a carico delle banche e degli intermediari finanziari di cui all´art. 106 del Testo Unico Bancario e tale comunicazione, come stabilito dall´art. 24, comma 1, lett. a), del Codice, può essere effettuata anche in assenza del consenso dell´interessato essendo un trattamento necessario per adempiere ad un obbligo previsto dalla legge;
- le richieste sottese all´odierno ricorso sarebbero state riscontrate dalla resistente con nota del 22 dicembre 2015, mettendo a disposizione dell´interessato tutta la documentazione bancaria richiesta con l´istanza del 30 ottobre 2015, inclusi gli estratti conto dell´ultimo decennio, che venivano ritirati dall´interessato in data 29 gennaio 2016 come risulta dalla quietanza allegata dalla controparte;
- inspiegabilmente, con l´istanza del 30 aprile 2016, venivano reiterate dal ricorrente le richieste già proposte, alla quale la banca ha fornito comunque risposta con nota del 5 maggio 2016 ribadendo di averle già evase;
VISTO il verbale dell´audizione svoltasi presso gli uffici del Garante in data 10 gennaio 2016 nel corso della quale il ricorrente ha sostenuto che:
- la banca non gli avrebbe ancora fornito copia delle informative sul trattamento dei dati richieste nell´atto di ricorso, omettendo altresì di comunicare i nominativi dei soggetti che hanno provveduto alla formalizzazione della contestata segnalazione alla Centrale dei Rischi, nonché di fornirgli i dati relativi alle movimentazioni contabili sul conto corrente n.***, a far data dal 1999;
- nessun riscontro sarebbe stato inoltre fornito dalla resistente con riferimento alle richieste inerenti l´origine dei dati, le finalità, le modalità e la logica del trattamento, nonché gli estremi del titolare e del responsabile;
CONSIDERATO che, nel corso della stessa audizione, la banca resistente ha affermato che la richiesta avanzata con riferimento alla copia delle informative sul trattamento dei dati non può, a proprio parere, essere avanzata ai sensi dell´art. 7 del Codice e che, in ogni caso, nel modulo di consenso sottoscritto dal ricorrente nel 1999 all´atto dell´apertura del conto corrente (allegato alla propria memoria del 5 gennaio 2016) "il ricorrente attesta di aver ricevuto l´informativa vigente ratione temporis";
VISTE le memorie del 14 gennaio e del 14 febbraio 2017 con le quali il ricorrente si è dichiarato insoddisfatto dei riscontri forniti da controparte ritenendoli non idonei;
VISTA la memoria del 13 febbraio 2017 con la quale la banca resistente ha sostenuto che:
- il ricorso sarebbe improcedibile perché tutte le richieste avanzate dal ricorrente e ribadite nell´atto di ricorso sarebbero state evase dalla resistente prima della proposizione dello stesso consegnando al ricorrente tutta la documentazione richiesta contenente i dati personali che lo riguardano di cui la banca era in possesso;
- mancherebbe l´esatta corrispondenza fra le richieste avanzate con gli interpelli preventivi e quelle riportate nelle conclusioni dell´odierno ricorso di talché le richieste aventi ad oggetto la copia delle informative sul trattamento dati ed i nominativi dei soggetti che hanno formalizzato la segnalazione di sofferenza alla Centrale dei Rischi sarebbero inammissibili per essere state proposte per la prima volta nell´atto di ricorso;
- in ogni caso, non grava sulla resistente "nessun onere di individuazione della persona fisica che ha effettuato la segnalazione, anche in considerazione del fatto che l´operatività di una qualsiasi filiale è riconducibile al rispettivo direttore, che opera quale institore della banca";
- contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente nel corso dell´audizione, la richiesta avanzata con l´istanza del 30 aprile 2016 si riferirebbe "esclusivamente alla documentazione bancaria ed ai relativi dati personali in essa contenuti", non essendo "stata formulata con riferimento alle categorie di cui all´art. 7, comma 2, del D.Lgs. 196/2003";
RILEVATO preliminarmente che, riguardo agli aspetti di specifica competenza di questa Autorità, non sono emersi nel corso dell´istruttoria profili di illiceità del trattamento dei dati del ricorrente riferiti alla segnalazione di sofferenza alla Centrale dei Rischi della Banca d´Italia effettuata dalla banca resistente in ottemperanza agli obblighi di segnalazione previsti dal Testo unico in materia bancaria e dalle relative disposizioni di attuazione (artt. 53 comma 1, lett. b), d.lgs. n. 385 del 1993; deliberazione Cicr del 29 marzo 1994; provv. Banca d´Italia 10 agosto 1995; circ. Banca d´Italia n. 139 dell´11 febbraio 1991 e successivi aggiornamenti) e ciò anche per quanto concerne gli obblighi informativi nei confronti del soggetto segnalato, essendosi la banca attenuta a quanto previsto dalle disposizioni vigenti all´epoca dei fatti;
RILEVATO che la richiesta ex art. 7, comma 2, del Codice, formulata dal ricorrente in modo equivoco nell´interpello preventivo, solo nel corso del procedimento è stata precisata nel senso di voler ottenere i nominativi di coloro che, in qualità di responsabili o incaricati del titolare del trattamento, hanno formalizzato la contestata segnalazione a sofferenza, e le informative rese dalla resistente nel corso degli anni;
RITENUTO, pertanto, che le predette richieste debbano essere dichiarate inammissibili ai sensi dell´art. 148, comma 1, lett. b), del Codice;
RILEVATO infine che, dalla documentazione in atti, risulta che in data 29 gennaio 2016 la banca ha consegnato al ricorrente copia della documentazione contenente i dati personali riferiti ai contratti intrattenuti dall´interessato unitamente alla copia degli estratti del conto corrente a decorrere dal 30 settembre 2005, non essendo tenuta, come stabilito dall´art. 2220 c.c., alla conservazione delle scritture contabili per un periodo superiore ad un decennio dall´ultima registrazione;
RITENUTO pertanto che anche la richiesta relativa alla movimentazione contabile del conto corrente debba essere dichiarata inammissibile avendo trovato accoglimento prima della proposizione del ricorso;
RITENUTO, pertanto, che, in ragione dell´inammissibilità del ricorso, sussistono giusti motivi per compensare integralmente fra le parti le spese del procedimento;