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Timestamp: 2016-10-25 03:18:51+00:00
Document Index: 140340856

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 2110', 'art. 13', 'art. 2110', 'art. 8', 'art.\n47', 'art. 4', 'art. 24', 'art. 47', 'art. 8', 'sentenza ']

Circolare INPS n. 63 del 28.05.2008
Integrazioni salariali ai lavoratori agricoli
a tempo indeterminato. Requisito minimo occupazionale: art. 8 della legge n.
SOMMARIO: Corte di Cassazione: pronunce n.
16235/2002 e n. 453/2003 - Art. 8 della legge n. 457/72 - Calcolo delle giornate
di infortunio, malattia, assenza obbligatoria per gravidanza e puerperio ai fini
del raggiungimento del requisito occupazionale di oltre 180 giornate lavorative
con le pronunce n. 16235 del 2002 e n. 453 del 2003 ha innovato il precedente
indirizzo della Corte stessa risalente alla sentenza n. 4098 del 1981 in materia
di calcolo delle giornate di infortunio, malattia, assenza obbligatoria per
gravidanza e puerperio ai fini del raggiungimento del requisito occupazionale di
oltre 180 giornate lavorative presso la stessa azienda richiesto dall'art. 8
della legge n. 457/72 per beneficiare delle integrazioni salariali in favore di
lavoratori agricoli a tempo indeterminato.
Il mutamento giurisprudenziale  comportante la
rilevanza per il conseguimento del predetto requisito occupazionale (180 giorni)
oltre che del lavoro effettivo, anche delle giornate per le quali esista una
causa legittima di sospensione del rapporto di lavoro (cfr. art. 2110 cod. civ.)
 va ricondotto alla nota e progressiva tendenza del sistema normativo della
previdenza agricola (sia negli aspetti rivolti ai datori di lavoro, sia in
quelli concernenti i lavoratori) a confluire nel sistema previdenziale generale,
con conseguente estensione al primo di regole già in vigore per questultimo.
In particolare, la citata giurisprudenza dei primi anni
80 volta dal rilievo alle sole giornate di lavoro effettivamente prestato da
parte dei lavoratori agricoli a tempo indeterminato, rinvenire una sua ragion dessere
nel sistema di rilevazione del lavoro agricolo allepoca vigente, imperniato
sul meccanismo degli elenchi anagrafici  la cui tenuta era affidata allo
S.C.A.U.  nei quali venivano registrati unicamente le giornate di impiego
effettivo. Successivamente, lavvenuta soppressione dello S.C.A.U. ad opera
della legge 23 marzo 1994, n. 724 e lattribuzione delle relative funzioni allIstituto
e, circostanza ancor più rilevante, lavvenuta soppressione degli elenchi
anagrafici in relazione ai lavoratori agricoli a tempo indeterminato (art. 13
del D.Lgs. n. 375 del 1993), hanno fatto venir meno le ragioni che ostacolavano
una compiuta rilevazione per tale categoria anche delle giornate per le quali
sussistevano cause di legittima sospensione del rapporto di lavoro, portando
dunque a una valorizzazione delle stesse ai fini che qui interessano.
Incidentalmente, per completezza, si segnala che lanalogo
processo di assimilazione ai fini previdenziale tra il lavoro effettivo e le
cause di legittimo impedimento della prestazione lavorativa (art. 2110 cod. civ.)
aveva interessato, nellambito del lavoro non agricolo, il trattamento
speciale di disoccupazione di cui allart. 8, comma 1°, della legge 5
novembre 1968 n. 115, per il quale occorreva un trimestre di lavoro effettivo
(Cass. 6 novembre 1992, n. 12039).
Le considerazioni di ordine generale sopra evidenziate
impongono di adeguare le norme interne allindicato orientamento
Si chiarisce, inoltre, che in tema di mancato
raggiungimento del requisito occupazionale dei 180 giorni, le relative
controversie intentate dal singolo lavoratore, vertendo su situazioni giuridiche
configurabili quali diritti soggettivi, sono di competenza del Giudice
ordinario, e la relativa azione giudiziaria soggiace ai termini di cui all'art.
47, c. 3, del D.P.R. n. 639/70, come sostituito dall'art. 4 della legge
438/2002, essendo l'integrazione salariale agricola un trattamento previdenziale
la cui erogazione è affidata alla Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori
dipendenti di cui all'art. 24 legge 88/89, norma alla quale l'art. 47 fa
Tutto ciò premesso, le Direzioni dellIstituto, in
sede di verifica del requisito occupazionale di oltre 180 giornate di lavoro
effettivo, di cui allart. 8 delle legge n. 457 del 1972, comprenderanno come
utili anche le giornate di infortunio, malattia e assenza obbligatoria per
gravidanza o puerperio.
Le Direzioni potranno riesaminare tutti i casi di
specie ancora pendenti, intendendosi come tali quelle situazioni giuridiche per
le quali non sia intervenuta sentenza passata in giudicato o estinzione del
diritto per prescrizione.
- Gallarate, 19 ore fa	AteneoWeb s.r.l.