Source: https://www.informazionefiscale.it/bonus-contributi-a-fondo-perduto-partita-iva-cumulabilita-esclusione
Timestamp: 2020-08-10 15:41:47+00:00
Document Index: 1006355

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'art. 25', 'art. 27', 'art. 38', 'art. 25', 'art. 27', 'art. 28', 'art. 38', 'art. 28', 'art. 25']

Riepilogo bonus e contributi a fondo perduto: quali sono le regole sulla cumulabilità e sulle esclusioni? I provvedimenti emanati dal legislatore in questi mesi al fine di sostenere le aziende, i professionisti ed i privati cittadini suddivisi nei vari decreti cura Italia, liquidità e rilancio, stanno creando alcune perplessità nel panorama economico.
Bonus e contributi a fondo perduto, riepiloghiamo le regole sulla cumulabilità e sulle esclusioni previste dalla normativa.
Il panorama dei beneficiari delle misure agevolative e di sostegno previste dai vari decreti è vasto e di complessa identificazione, vale quindi la pena riepilogare in questa sede in modo schematico quelli sono le risorse stanziate dallo Stato ed a quali categorie sono destinate.
Prima di tutto dobbiamo suddividere i soggetti economici in 3 macro aree:
professionisti con partita iva iscritti a istituti privati di previdenza obbligatoria;
professionisti con partita iva iscritti alla gestione separa INPS;
titolari di partita iva iscritti alla sezione speciale artigiani e commercianti INPS.
La presente premessa ha come obiettivo quello di andare a chiarificare quali sono i soggetti per cui è possibile usufruire della facoltà di cumulabilità delle misure previste dal decreto salva italia per i mesi di marzo e aprile con il contributo a fondo perduto o con il bonus maggio previsto dal decreto rilancio.
Riepilogo bonus e contributi a fondo perduto: professionisti con partita iva casse private
I titolari di partita iva iscritti a istituti privati di previdenza obbligatoria, i quali svolgono attività professionale, sono esclusi dal bonus previsto dall’art. 27 del decreto-legge 18/2020 (Indennità professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa) stanziato per il mese di marzo e confermato dal decreto-legge 34/2020 per il mese di aprile.
Il loro percorso al fine di poter ottenere una misura a sostegno della loro attività, è stato impervio, e difficile da percorrere, in quanto sono state le stesse casse previdenziali che hanno dovuto strutturare idonee modalità di presentazione delle domande in via telematica, e controlli veloci ed efficienti al fine di poter erogare un importo pari sempre a 600 euro per il mese di marzo e di ulteriori 600 euro per il mese di aprile.
La procedura non è stata però automatica come nel caso dell’INPS e i requisiti da rispettare erano diversi e molteplici.
I professionisti iscritti a casse private sono stati inoltre esclusi dalla platea dei beneficiari del contributo a fondo perduto previsto all’art. 25 del d.l. 34/2020 e non potranno ovviamente fare domanda per il bonus maggio da 1000 euro previsto per coloro che sono iscritti in gestione separata, dovranno attendere il mese di agosto al fine di poter capire se ed in quale modalità sarà loro erogata una ulteriore indennità dalla loro cassa di appartenenza.
Riepilogo bonus e contributi a fondo perduto: professionisti con partita iva gestione separata INPS
I professionisti titolari di partita iva, iscritti alla gestione separata INPS, sono stati invece beneficiari del bonus previsto dall’art. 27 del d.l 18/2020 confermato dal d.l 34/2020, ed hanno quindi percepito una indennità pari a 600 euro per il mese di marzo, e nel caso in cui non vi fossero state problematiche si sono visti accreditare automaticamente una cifra pari alla precedente sul conto corrente per il mese di aprile.
Una delle problematiche più diffuse legata a questa particolare categoria di soggetti economici è stata quella della mancata iscrizione in gestione separata di professionisti che avevano però iniziato l’attività regolarmente prima del termine ultimo previsto dal decreto (23 febbraio 2020).
L’Inps ha così implementato una procedura di risoluzione di tali questioni, le quali avevano inevitabilmente portato alla sospensione di numerose domande invece valide.
La circolare INPS del 6 giugno 2020 riporta le seguenti indicazioni:
se il professionista aveva aperto la partita iva prima del 2019, e risultava essere iscritto dopo il 23 febbraio 2020 ovviamente con con effetto retroattivo, al fine di poter ammettere la validità dell’istanza di riesame, deve aver regolarmente compilato il quadro RR- Sezione II della dichiarazione dei redditi relativa agli anni successivi all’inizio dell’attività;
per coloro che, invece, avevano iniziato l’attività nel corso dell’anno di imposta 2019, con tempestiva comunicazione all’Agenzia delle Entrate, dal momento che non sono ancora decorsi i termini per gli adempimenti fiscali e contributivi da parte del professionista, il pagamento del bonus è riconosciuto in presenza di iscrizione alla Gestione Separata pervenuta all’Istituto in un periodo successivo al 23 febbraio 2020, purché il beneficiario alleghi all’istanza di riesame la ricevuta della comunicazione di inizio attività (modello AA9) dalla quale risulti l’inizio dell’attività antecedente al 23 febbraio 2020.
Al bonus di Maggio previsto dall’art. 38 del d.l 34/2020 possono accedere anche i liberi professionisti titolari di una partita IVA attiva alla data di entrata in vigore del presente decreto Rilancio (19 maggio 2020), iscritti alla Gestione separata non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano subito una comprovata riduzione di almeno il 33% del reddito del secondo bimestre 2020, rispetto al reddito del secondo bimestre 2019.
Quindi tali soggetti nel caso in cui possano dimostrare tale calo del fatturato possono beneficiare di tale indennità, dovendo però entrare nuovamente nel loro profilo “MY INPS” e ripresentare la domanda.
Il contributo a fondo perduto previsto invece dall’art. 25 del d.l 34/2020 è loro precluso in quanto sono considerati soggetti esclusi, le partite IVA che hanno diritto al bonus previsto dal decreto Cura Italia e che quindi hanno percepito le indennità previste dall’art. 27 del d.l 18/2020.
Riepilogo bonus e contributi a fondo perduto: titolari partita iva iscritti all’AGO
I titolari di partita iva iscritti all’albo degli artigiani e commercianti hanno invece beneficiato delle indennità previste dall’art. 28 del d.l 18/2020 per il mese di marzo e di aprile per un importo di 600 euro per ciascuna mensilità.
L’art. 38 del d.l 34/2020 il quale disciplina l’indennità di maggio stimata in 1.000 euro esclude dalla platea dei beneficiari coloro che hanno percepito le indennità previste dall’art. 28 del d.l 18/2020, quindi artigiani e commercianti.
I lavoratori iscritti alla gestione speciale degli artigiani e commercianti possono però richiedere il contributo a fondo perduto previsto dall’art. 25 del d.l 34/2020 a patto che rispettino le seguenti condizioni, ed entro il 24 agosto 2020:
Condizione fondamentale è che devono avere ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel 2019.
Oltre a tale assunto deve essere rispettato almeno uno tra i seguenti requisiti:
inizio dell’attività a partire dal 1° gennaio 2019 ;
domicilio fiscale o sede operativa situati nel territorio di Comuni colpiti da eventi calamitosi (sisma, alluvione, crollo strutturale), i cui stati di emergenza erano in atto alla data del 31 gennaio 2020 (data della dichiarazione dello stato di emergenza da Coronavirus). L’elenco di tali Comuni è riportato in appendice alle istruzioni del modello dell’istanza..
Era estremamente necessario fare un chiarezza e comprendere quali sono le misure previste dal governo per sostenere alcune tipologie di categorie di agenti economici al fine di poter fare un’analisi corretta e completa delle eventuali ripercussioni economiche che l’emergenza COVID ha causato e di quanto gli aiuti stanziati dal governo abbiano effettivamente inciso sulla ripresa delle attività e il sostegno alle famiglie.
Lista comuni colpiti da eventi calamitosi (sisma, alluvione, crollo strutturale)
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