Source: http://www.ilfattomontoriese.com/2018/10/04/mo-te-o-gara-questo-e-il-dilemma-rifiuti/
Timestamp: 2019-03-23 22:57:44+00:00
Document Index: 56789576

Matched Legal Cases: ['art. 345', 'art. 23', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 34', 'art. 23', 'art. 345', 'sentenza ']

IL PUNTO 3.0 – MO.TE O GARA? …E’ QUESTO IL DILEMMA RIFIUTI – Il Fatto Montoriese
IL PUNTO 3.0 – MO.TE O GARA? …E’ QUESTO IL DILEMMA RIFIUTI
By il Fatto Montoriese on ottobre 4, 2018
A fine settembre è scaduto il Contratto di gestione rifiuti relativo al nostro Comune, da parte della Diodoro srl. Il contratto è stato prorogato per sei mesi, in attesa di decidere quale piano adottare. L’amministrazione in carica si trova a dover affrontare il nodo della riconferma o del cambiamento delle vecchie prassi e quindi ridiscutere lo stato dell’arte confrontandosi sul da farsi.
Nell’ultimo Consiglio Comunale è stata approvata, con i voti unanimi della maggioranza, una delibera di indirizzo in cui si confermava una proroga di sei mesi all’attuale gestore ed il successivo affidamento (in houseproviding) al Consorzio esclusivamente a partecipazione pubblica Mo.Te.una partecipata dal Comune di Montorio al Vomano per una quota dell’ 8,64%.
Rispetto alla decisione votata dalla maggioranza consigliare, va fatta una valutazione di legittimità ed una successiva di merito.
Introduciamo un’affermazione di principio, cioè la normativa europea nell’art. 345 del TFUE ed in particolare quella nazionale ancor più stringente confermata anche dall’art. 23 bis del Decreto Legge 112/2008, ricordato anche nella sentenza della corte costituzionale n. 325/2010,che impone il meccanismo della gara come sistema di scelta dell’interlocutore esterno all’ente.
La scelta è chiara: le condizioni di gara permettono di decidere tra diversi interlocutori e di conseguenza di scegliere un percorso votato all’efficacia e all’efficienza nello svolgimento del servizio e soprattutto per garantire il controllo della spesa regionale.
A conferma di questo principio, la normativa europea ha limitato nel corso del tempo l’utilizzo di altre forme di gestione, in particolare la forma in houseproviding, considerata poco rispettosa dei meccanismi di libera concorrenza di mercato, relegando tale formula solo in specifici casi rintracciabili nella stessa sentenza della corte costituzionale 325/2010 sopra menzionata:
In caso di partecipazione interamente pubblica;
Nel caso in cui l’aggiudicante eserciti un controllo di contenuto analogo a quello che pone sui propri uffici;
Svolgimento della parte più importante dell’attività svolta dall’aggiudicante a favore dell’ente aggiudicatario;
A questi requisiti europei la normativa nazionale ha aggiunto gli ulteriori:
Obblighi di pubblicità e motivazione delle scelte operate;
Analisi di mercato relativamente al servizio da affidare;
Trasmissione di relazione dell’ente affidante all’autorità di settore per parere in merito, all’opportunità di affidamento nel caso di specie all’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici ( AVCP);
Sussistenza ed esposizione delle situazioni di settore ostative all’affidamento tramite gara cioè ricorrendo al libero mercato;
tutto quanto sopra descritto è esattamente specificato nella sentenza della corte costituzionale 325/2010.
In questo contesto si inserisce quanto previsto dal comma 23 dell’art. 34 del D.L. 179/2012 convertito dalla L. 221/2012 dove si riserva specificatamente agli enti di governo degli ambiti territoriali (A.T.O.) le funzioni di:
Scelta della forma di gestione
Determinazione delle tariffe di utenza
Nella Regione Abruzzo l’autorità di riferimento è l’Autorità per la Gestione Integrata dei Rifiuti Urbani (AGIR) dove obbligatoriamente devono confluire le convenzioni sottoscritte da tutti i Comuni della rete.
Ad oggi l’Agir di fatto non è operativa per ragioni organizzative e di investimento sul territorio. In questa fase di transizione ci si chiede come dovranno comportarsi le amministrazioni comunali che dovranno affidare il servizio di raccolta rifiuti.
Nelle more di operatività dell’Agir ci assiste la deliberazione della Corte dei Conti della Lombardia del 17/01/2014 n. 20 dove si ribadisce testualmente “….nelle more dell’istituzione degli A.T.O. permane in capo ai Comuni la potestà di gestione del servizio di igiene ambientale. Tuttavia l’affidamento in concreto di detto servizio (anche nell’ipotesi di gestione già instaurata) dovrà avvenire secondo i principi di trasparenza, parità di trattamento e concorrenza e, in ogni caso, tramite procedure a selezione comparativa, escluso ogni automatico rinnovo in favore degli attuali affidatari.”
Di fatto quindi non si esclude, a nostro giudizio, che possa operarsi un affidamento diretto ad un consorzio pubblico, ma che tale affidamento vada opportunamente motivato sia dal punto di vista economico sia da quello organizzativo anche comparando in sede preliminare le relative offerte pro-forma richiedibili ai diversi gestori proponibili nel rispetto dei principi generali di pubblicità, buona amministrazione, trasparenza ed economicità della gestione.
Economicità di gestione è proprio questo il punto. Il servizio deve funzionare e costare poco per i cittadini. Con il bando di gara vince il migliore, con l’affido diretto vince uno solo.
’Autorità per la Gestione Integrata dei Rifiuti Urbani
all’art. 23 bis del Decreto Legge 112/2008
art. 345 del TUEL
houseproviding
sentenza della corte costituzionale n. 325/2010