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Timestamp: 2017-07-29 12:32:33+00:00
Document Index: 107272489

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art. 55', 'art. 55', 'art.55', 'art.54', 'art.3', 'art.54', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 58', 'art. 3', 'art. 55', 'art. 58', 'art.78', 'art.79', 'art.78', 'art.15', 'art.15', 'art. 42', 'art. 75', 'art. 79', 'art.11', 'art. 11', 'art.15', 'art. 35', 'art 12', 'art.10', 'art.10', 'art.10', 'art.10', 'art.10', 'art.10', 'art.10', 'art.10', 'art.10', 'art.10', 'art.10', 'art.10', 'art.10', 'art.10', 'art.10', 'art11', 'art11', 'art.14', 'art. 30', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 65', 'art.16', 'art. 9', 'art. 28', 'art. 52', 'art. 9', 'art. 18', 'art. 55', 'art. 55', 'art.55']

COMUNE DI LAJATICO Regolamento Urbanistico. Norme Tecniche di attuazione - PDF
COMUNE DI LAJATICO Regolamento Urbanistico. Norme Tecniche di attuazione
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Flavia Paoletti
1 COMUNE DI LAJATICO Norme Tecniche di attuazione TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI CAPO I. Contenuti ed attuazione del Art.1 Finalità ed efficacia del Art.2 Ambiti di applicazione, delimitazioni di riferimento Art.3 Elaborati Art.4 Definizioni Art.5 Destinazioni d uso Art.6 Modalità di attuazione Art.7 Elementi costitutivi dei P.U., dei P.A., dei P.I. e dei progetti e programmi di opere pubbliche Art.8 Luoghi a statuto speciale Art.9 Aree di interesse archeologico Art.10 Aree con Piani Attuativi vigenti alla data di adozione del R.U. TITOLO II SPAZI ESISTENTI. UTOE CAPO I. Ambiti della conservazione Art.11 Ambiti della Conservazione ( Centri Storici ) 11.1 Centri storici Classificazione degli edifici presenti all'interno del perimetro dei centri storici con prescrizioni specifiche relative alla modalità di intervento sui singoli fabbricati, sulle loro pertinenze e sulle aree libere Prescrizioni specifiche relative alle modalità di intervento sui singoli fabbricati e sulle loro pertinenze 11.4 Disciplina generale per le aree pubbliche e per le pertinenze a comune 11.5 Destinazioni d'uso 11.6 Modalità d intervento: parametri edilizi igienico - sanitari e tecnologici Interventi sugli elementi strutturali verticali Interventi sugli elementi strutturali orizzontali Interventi sulle strutture di copertura Interventi sulle strutture di collegamento verticale Interventi sulle facciate Decorazioni ed elementi architettonici delle facciate dei fabbricati Tinteggiature interne Superfetazioni Aree libere di pertinenza degli edifici Elementi architettonici in metallo Pavimentazioni interne ed esterne Altezze interne Terrapieni, strutture di contenimento e muri di cinta L'ambiente urbano Percorsi pedonali e carrabili: strade, piazze e giardini pubblici Elementi di arredo urbano da salvaguardare Tubazioni, condutture e canalizzazioni. 12 Caratteristiche degli elementi di facciata dei fabbricati Realizzazione di servizi ed impianti interni alle unità edilizie. Art.12 Disciplina dei luoghi a statuto speciale CAPO II. Ambiti della trasformazione ordinaria Art.13 Trasformabilità del patrimonio edilizio esistente Art.14 Aree della trasformazione ordinaria 14.1 Aree di completamento e di consolidamento del tessuto urbano a prevalente destinazione residenziale Aree a prevalente destinazione residenziale Destinazioni d'uso non residenziali Interventi edilizi con cambio di destinazione d'uso Ampliamenti una tantum Aree di riqualificazione Aree con destinazione d'uso prevalente produttiva Area a destinazione produttive, direzionale e commerciale Destinazioni d'uso diverse da quelle produttive 14.4 Opere pertinenziali Piscine Campi per pratiche sportive: tennis ; campetti polivalenti ; campi pratica Parcheggi CAPO III. Ambiti di Tutela Art.15 Aree di tutela 15.1 Aree agricole periurbane 15.2 Aree di salvaguardia e tutela ambientale 15.3 Aree a Verde Pertinenziale 15.4 Aree a verde privato: parchi e giardini di interesse storico paesaggistico TITOLO III TERRITORIO RURALE CAPO I. Norme generali Art.16 Articolazione del territorio rurale in Sistemi Territoriali Art.17 Condizioni di trasformazione del territorio Art.18 Interventi di tutela e valorizzazione ambientale 18.1 Aree di fondovalle 18.2 Colline a carattere agricolo 18.3 Colline a carattere naturale-ambientale CAPO II. Disciplina delle aree a prevalente funzione agricola Art.19 Programma Aziendale e disciplina per la realizzazione di nuovi edifici rurali 19.1 Obbligatorietà del Programma Aziendale ed aspetti procedurali "Programma Aziendale" con valore di piano attuativo Interventi per la tutela e la valorizzazione ambientale contenuti nei "Programma Aziendale" Residenze ed annessi agricoli funzionali alla conduzione dei fondi Limiti dimensionali e criteri per la definizione degli edifici rurali Annessi agricoli per aziende che esercitano l attività agricola su fondi inferiori ai minimi colturali definiti dal PTC ai sensi dell art. 41 comma 7 LRT 1/2005 e successive modifiche ed integrazioni. Art.20 Manufatti precari temporanei 23 20.1 Serre temporanee e serre con copertura stagionale aventi caratteristiche costruttive dei manufatti precari 20.2 Manufatti temporanei per la vendita diretta di prodotti agricoli e tipici locali 20.3 Manufatti temporanei necessari allo svolgimento dell attività agricola Manufatti temporanei per il ricovero degli animali da cortile Art.21 Disciplina del patrimonio edilizio e ambientale esistente 21.1 Interventi ammissibili sui fabbricati esistenti 21.2 Fabbricati rurali considerati storicizzati e caratterizzanti l identità rurale locale 21.3 Ampliamenti una tantum per fabbricati rurali Interventi sui fabbricati non più utili alla conduzione del fondo o mai utilizzati 21.5 Disciplina dei locali interrati 21.6 Recupero del patrimonio edilizio per finalità turistico- ricettive 21.7 Deroghe standard minimi 21.8 Aree di riqualificazione ambientale Aree di riqualificazione per orti Cave Art.22 Disciplina delle opere pertinenziali 22.1 Sistemazione delle aree scoperte e dei giardini 22.2 Sistemazioni ambientali a seguito di deruralizzazione di fabbricati agricoli con pertinenze inferiori all ettaro 22.3 Sistemazioni ambientali a seguito di deruralizzazione di fabbricati agricoli con pertinenze superiori all ettaro 22.4 Impianti sportivi di proprietà privata Piscine Campi per pratiche sportive: tennis ; campetti polivalenti ; campi pratica Annessi per ricovero dei cavalli per finalità amatoriali 22.5 Autorimesse a servizio di unità residenziali 22.6 Recinzioni 22.7 Laghetti collinari Invasi Art.23 Caratteri tipologici e formali dei fabbricati rurali di nuova costruzione Art.24 Annessi per autoconsumo 24.1 Requisiti per l ammissibilità e dimensionamenti Caratteri tipologici e formali Impegni da sottoscrivere nell atto d obbligo 24.4 Procedure autorizzative Art.25 Normativa di raccordo con la disciplina dell'agriturismo Ospitalità in spazi aperti Interventi sul PEE per finalità agrituristiche Somministrazione pasti, alimenti e bevande CAPO III. Disciplina degli interventi puntuali Art.26 Interventi di ampliamento di insediamenti produttivi, commerciali e direzionali esistenti Art.27 Disciplina delle Aree Puntuali APTR 1 Mulino La Sterza APTR 2 Area per centrale di produzione di energia mediante impianti eolici con potenza superiore a 300kw CAPO IV. Aree di Tutela del territorio rurale Art.28 Aree a dominante naturale-ambientale 28.1 Parco di Pietra Cassia 28.2 Parco dei corridoi ecologici Realizzazione di unita ambientali 34 Interventi sulla vegetazione a basso impatto ambientale Regolamentazione delle attivita agricole Interventi di mitigazione per opere di collegamento e infrastrutture tecnologiche Realizzazione di manufatti temporanei con funzione di supporto alla fruizione dei percorsi ciclabili ed escursionistici Art.29 Aree di particolare interesse paesaggistico 29.1 Aree di crinale 29.2 Fascia di rispetto paesaggistico-ambientale della strada SP45 Art.30 Salvaguardia paesaggistico-ambientale Titolo IV SPAZI DELLA TRASFORMAZIONE RILEVANTE CAPO I. Ambiti della trasformazione intensiva Art.31 Articolazione delle aree della trasformazione intensiva Art.32 Disciplina degli ambiti della trasformazione intensiva 32.1 Ambiti a destinazione residenziale TrR1 Lajatico sud TrR2 Lajatico sud-est TrR.3 Orciatico nord-est TrR.4 Orciatico nord Art. 33 Modalità di attuazione delle trasformazioni intensive CAPO II. Ambiti della trasformazione strategica Art.34 Articolazione degli ambiti della trasformazione strategica Art.35 Disciplina degli ambiti della trasformazione strategica 35.1 Progetti Integrati P.I.1 : Progetto di riqualificazione ambientale ed urbanistica della frazione La Sterza - P.I.1 Sub ambiti funzionali : P.I.1 - Area 01 : La Sterza Ovest P.I.1- Area 02 La Sterza NORD-OVEst P.I.1- Area 03 La Sterza CENTRALE P.I.1- Area 04 La Sterza Est P.I.2 Progetto di riqualificazione del tracciato della S.R.T P.I.2 Sub ambiti funzionali: P.I.2 Area 01 loc. I Frati P.I.2 Area 02 loc. Ragone P.I.3 Progetto di valorizzazione ambientale ed agrifaunistica - P.I.3.1 Progetto di valorizzazione ambientale per la diffusione della didattica ambientale (centro didattico di Orciatico) - P.I.3.2 Progetto per la realizzazione della rete sentieristica di collegamento ai sistemi delle colline a carattere naturale e ai siti storico-culturali. - P.I.3.4 Progetto territoriale di valorizzazione agrifaunistica: progetto per la realizzazione di una struttura turistico-ricettiva di supporto all'attività escursionistica CAPO III. Procedimenti attuativi Art. 36 Modalità di attuazione delle trasformazioni strategiche TITOLO V SERVIZI E INFRASTRUTTURE CAPO I. Opere di urbanizzazione Art.37 Servizi pubblici e di uso pubblico 37.1 Attrezzature e servizi di interesse comune 37.2 Istruzione 45 37.3 Aree a verde pubblico 37.4 Impianti sportivi pubblici e di interesse pubblico 37.5 Impianti tecnologici 37.6 Aree cimiteriali 37.7 Parcheggi pubblici 37.8 Disciplina degli impianti pubblicitari 37.9 Fasce di rispetto elettrodotti Art.38 Impianti carburanti Impianti esistenti Modifiche ad impianti esistenti Nuovi Impianti Ambiti ammessi Requisiti per nuovi impianti Disciplina degli impianti carburanti Art.39 Reti stradali 39.1 Classificazione 39.2 Inserimento paesaggistico 39.3 Deroghe dimensionali 39.4 Sicurezza Stradale CAPO II. Reti ambientali Art.40 Infrastrutture ambientali 40.1 Reti ambientali Corridoi ambientali Connessioni a dominante naturalistica all interno delle U.T.O.E Spazi ciclabili e pedonali attrezzati TITOLO VI INDIRIZZI PER LA QUALITA DEI PROGETTI CAPO I. Criteri di qualità progettuale Art. 41 Qualità urbana ed ambientale Art. 42 Regolamento della qualità urbana ed ambientale Art. 43 Disposizioni per la valutazione ed il controllo della qualità 43.1 Commissione di Qualità 43.2 Funzioni della CdQ 43.3 Oggetto delle valutazioni obbligatorie e vincolanti della CdQ 43.4 Oggetto delle valutazioni obbligatoria da parte della CdQ su istanza di parte ai fini dell attribuzione degli incentivi urbanistico edilizi 43.5 Composizione della CdQ 43.6 Procedura di convocazione della CdQ 43.7 Atti della CdQ e Verbale di Qualità CAPO II. Incentivi per la qualità architettonica ed urbana Art. 44 Incentivi per la qualità architettonica ed urbana CAPO III. Documentazione ai fini della Valutazione di compatibilità paesaggistica Art. 45 Compatibilità paesaggistica 45.1 Regolamento della qualità urbana ed ambientale Obiettivi di qualità per contesti: Indirizzi per i contesti a carattere prevalentemente insediativi Indirizzi per i contesti a carattere prevalentemente aperto 45.2 Relazione di compatibilità paesaggistica 56 TITOLO VII CONDIZIONI ALLA TRASFORMAZIONE CAPO I. Condizioni generali Art.46 Disposizioni generali CAPO II. Sistema acqua Art.47 Risparmio idrico Art.48 Captazione idrica Art.49 Smaltimento liquami e acque reflue CAPO III. Sistema aria e clima Art.50 Emissioni in atmosfera Art.51 Inquinamento luminoso Art.52 Inquinamento acustico Art.53 Inquinamento visivo CAPO IV. Sistema energia Art. 54 Risparmio energetico 54.1 Impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili (pannelli solari termici e fotovoltaici, pompe di calore, turbine eoliche ed altre forme di produzione di energia da fonti rinnovabili) CAPO V. Sistema rifiuti Art.55 Rifiuti solidi urbani CAPO VI. Sistema suolo Art. 56 Rischio geologico-idraulico 56.1 Aree ricadenti all interno delle classi di pericolosità idraulica molto elevata PI4 del PAI 56.2 Aree ricadenti all interno delle classi di pericolosità geomorfologica molto elevata PF4 del PAI 56.3 Aree ricadenti all interno delle classi di pericolosità idraulica elevata PI3 del PAI 56.4 Aree ricadenti all interno delle classi di pericolosità geomorfologica elevata PF3 del PAI Art.57 Bonifiche siti potenzialmente inquinati CAPO VII. Sistema aziende Art.58 Industrie a rischio di incidente rilevante CAPO VIII. Sistema Radiazioni non ionizzanti Art.59 Inquinamento elettromagnetico CAPO IX. Condizionamenti specifici per ambiti Art.60 Specifiche per ambiti della trasformazione ordinaria 60.1 Aree del completamento, Aree del consolidamento, Aree della riqualificazione e Aree periurbane SISTEMA ARIA 60.2 Aree con Piani attuativi vigenti SISTEMA SUOLO Art.61 Specifiche per ambiti della trasformazione rilevante SISTEMA ACQUA SISTEMA ARIA SISTEMA ENERGIA 67 Art.62 Valutazione integrata dei Piani attuativi Art.63 Specifiche per Servizi e Infrastrutture 63.1 Opere di urbanizzazione, reti infrastrutturali,servizi pubblici e di uso pubblico SISTEMA ARIA Inquinamento acustico TITOLO VIII Salvaguardie e Fattibilità di carattere geologico idraulico sismico. CAPO I. Attitudine alla trasformazione dei suoli Art.64 Attitudine alla trasformazione dei suoli Art. 65 Salvaguardie dell assetto geomorfologico del territorio Art. 66 Salvaguardie dell assetto idrogeologico del territorio Art. 67 Salvaguardie dell assetto idraulico del territorio CAPO II. Fattibilità degli interventi di trasformazione Art. 68 Carta della Fattibilità Art. 69 Classi di Fattibilità TITOLO IX NORME TRANSITORIE E FINALI CAPO I. Norme transitorie e finali Art. 70 Piani e Programmi di Settore Art. 71 Norme transitorie per concessioni e permessi a costruire rilasciati in data anteriore all'adozione del presente R.U. Art. 72 Quantità di riferimento per il RU di prima fase APPENDICE A Definizioni APPENDICE B Elenco delle specie vegetali utilizzabili per realizzare nuove piantumazioni. ALLEGATO 1- SCHEDE DI ASSETTO. Ambiti della trasformazione strategica e ambiti della trasformazione intensiva ALLEGATO 2- Territorio rurale -Patrimonio edilizio esistente ALLEGATO 3- Abaco delle tipologie architettoniche del territorio rurale 78 TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI CAPO I. Contenuti ed attuazione del Art. 1 Finalità ed efficacia del. Il presente (R.U.) è redatto ai sensi dell art. 55 della L.R.1/2005 e sue successive modifiche ed integrazioni e costituisce lo strumento operativo del Piano Strutturale (P.S.) che disciplina dettagliatamente l attività urbanistica ed edilizia per il territorio comunale secondo i parametri e i criteri di sostenibilità definiti dal P.S. Il R.U. rende operativi gli obiettivi e le condizioni d uso delle risorse contenute nel P.S. Costituiscono riferimenti inderogabili per le previsioni del R.U.: il quadro conoscitivo, i sistemi territoriali e le unità territoriali organiche elementari come definiti dal P.S. approvato con delibera di CC n.27 del 27/06/2006. In caso di difformità tra gli elaborati grafici del R.U. e quelli del P.S. devono ritenersi valide le indicazioni contenute negli elaborati di maggior dettaglio. In caso di difformità o contraddizione tra i contenuti delle presenti norme e gli elaborati grafici comprensivi delle schede di assetto prevalgono comunque le norme. Le presenti norme di attuazione e gli elaborati del R.U., prevalgono anche sulle norme contenute nel Regolamento Edilizio Comunale (R.E.), qualora in contrasto. In caso di eventuali discordanze tra elaborati grafici a diverse scale del R.U. riguardanti la stessa zona si intendono valide le indicazioni del grafico in scala di maggior dettaglio. In caso di eventuali discordanze o contrasti normativi tra le presenti NTA e le NTA del PTC approvato con DCP n. 100 del ed entrato in vigore il prevalgono le norme del PTC. Il R.U. sarà adeguato a piani, progetti e programmi direttamente operativi dettati da leggi o da atti amministrativi sovracomunali. Dal giorno della pubblicazione sul BURT della delibera di approvazione del R.U. cessa l efficacia delle norme del P.R.G. approvato con Del. CRT n. 132 del 17/02/1997 e successive varianti. Mantengono efficacia, nell'ambito temporale di validità di ogni atto di governo del territorio, i piani attuativi approvati prima del giorno della pubblicazione sul BURT della delibera di approvazione del presente R.U., fatte salve le varianti al PRG di interesse pubblico e contestuali piani attuativi, per le quali è sufficiente la sola adozione, in quanto tali atti, sia a livello normativo che cartografico, anticipano gli obiettivi del P.S. e del R.U. In coerenza con i principi contenuti nel presente R.U., il R.E. dovrà introdurre ulteriori specifiche norme per incentivare la realizzazione di edifici secondo i criteri della bio-edilizia e del risparmio energetico, indicando le modalità premiali per il calcolo delle volumetrie e delle superficie lorde di pavimento (SLU) realizzate. Art. 2 Ambiti di applicazione, delimitazioni di riferimento Il R.U. si applica al territorio comunale modulando le sue previsioni per la disciplina relativa agli spazi, costruiti e non, esistenti e per la disciplina degli spazi di trasformazione rilevante e delle infrastrutture. Ai sensi dell art. 55 della L.R. 1/2005 e sue successive modificazioni ed integrazioni il R. U. contiene: - la disciplina per la gestione degli spazi esistenti; - la disciplina delle trasformazioni degli assetti insediativi, infrastrutturali ed edilizi del territorio; - la disciplina delle trasformazioni non materiali del territorio. 89 Le discipline perdono efficacia dopo 5 anni dal giorno di pubblicazione sul BURT della delibera di approvazione del R.U, se entro tale termine non sono stati approvati i relativi piani attuativi o progetti esecutivi, le previsioni ed i conseguenti vincoli preordinati all espropriazione di cui al comma 4 lettera g) e comma 5 dell art.55 della L.R. 1/2005 e sue successive modificazioni ed integrazioni. Gli strumenti attuativi di iniziativa privata perdono efficacia allorché entro cinque anni dall approvazione del R.U. non sia stata stipulata la relativa convenzione ovvero i proponenti non abbiano stipulato la relativa convenzione o non abbiano formato un valido atto unilaterale d obbligo a favore del Comune. La disciplina relativa agli spazi esistenti è valida a tempo indeterminato. Può essere concessa deroga al R.U. come previsto dall art.54 della L.R. 1/2005 e sue successive modificazioni ed integrazioni nel rispetto di entrambe le seguenti condizioni: a) purché si operi nei limiti fissati dalle leggi e con esclusivo riferimento ai parametri dimensionali dell'intervento concernenti altezze, superfici, volumi e distanze; b) per la realizzazione di interventi urgenti ammessi a finanziamento pubblico, finalizzati alla tutela della salute e dell'igiene pubblica, a recupero di condizioni di agibilità e accessibilità di infrastrutture e di edifici pubblici e privati, nonché alla salvaguardia dell'incolumità pubblica e privata, che si siano resi necessari in conseguenza di calamità naturali o catastrofi, o di eventi naturali o connessi con l'attività dell'uomo, rilevanti ai fini dell'attività di protezione civile. La definizione dei nuovi tracciati viari contenuta negli elaborati cartografici di cui al successivo art.3 va considerata come indicazione di massima che va approfondita in sede di progettazione definitiva delle opere viarie. Art. 3 Elaborati Il R.U. è costituito dai seguenti elaborati: - Relazione illustrativa; - con i seguenti Allegati: allegato 1 -Schede di assetto - Ambiti della trasformazione strategica e Ambiti della trasformazione intensiva; allegato 2 -Territorio Rurale - Patrimonio edilizio esistente; allegato 3 -Abaco delle tipologie architettoniche presenti esistenti nel territorio rurale; - Valutazione integrata ; - Atti del quadro conoscitivo, come approfondimento del quadro conoscitivo del P.S.: tav. QC1 a Delimitazione UTOE,Centri Abitati e Vincoli- Lajatico Nord scala 1: tav. QC1 b Delimitazione UTOE,Centri Abitati e Vincoli- Lajatico Sud scala 1: Elaborati cartografici di progetto: Tav.1 Disciplina dei territori urbani: UTOE 1 LAJATICO Scala 1: Tav.2 Disciplina dei territori urbani: UTOE 2 ORCIATICO Scala 1: Tav.3 Disciplina dei territori urbani: UTOE 3 e 4 LA STERZA e VILLAGGIO S.GIOVANNI Scala 1: Tav.4a Disciplina dei territori rurali: parte Nord Scala 1: Tav.4a Disciplina dei territori rurali: parte Sud Scala 1: Tav.5 Individuazione delle aree soggette ad esproprio Scala 1: Tav.6 Disciplina dei territori ai fini dell'installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili (art.54.1 N.T.A.) Scala 1: Relazione e carte di fattibilità geomorfologia, idraulica e sismica: Tav. G1RU Carta di Fattibilità UTOE 1 Lajatico; Tav. G2RU Carta di Fattibilità UTOE Orciatico La Sterza S. Giovanni val d Era; 910 - Piano Urbano della Mobilità e del traffico (PUMET) di cui all art. 55 comma 3 della L.R. 1/2005 e successive modifiche ed integrazioni - Programma di intervento per l abbattimento delle barriere architettoniche ed urbanistiche, di cui all art. 55 comma 4 punto f della L.R. 1/2005 e successive modifiche ed integrazioni. - Piano di distribuzione e localizzazione delle funzioni di cui all'art. 58 della L.R. 1/2005 e sue successive modificazioni ed integrazioni - Piano di indirizzo e di regolazione degli Orari di cui all art. 3 della L.R. 38/1998 e successive modifiche ed integrazioni ed all art. 55 comma 3 della L.R. 1/2005 e successive modifiche ed integrazioni Art. 4 Definizioni Nelle presenti norme si applicano le definizioni delle principali categorie e parametri di intervento come riportate nell appendice A, che costituisce parte integrante del presente R.U. fino alla sua sostituzione nell ambito del successivo R.E. Art. 5 Destinazioni d uso Il R.U. specifica le destinazioni d uso prevalenti per le diverse aree. Il mutamento della destinazione d uso degli immobili è comunque consentito a condizione che sia compatibile e coerente con le funzioni ammissibili previste dalle NTA e dagli elaborati grafici del R.U. e dal Piano di distribuzione e localizzazione delle funzioni, art. 58 della L.R. 1/2005 e successive modifiche ed integrazioni. Per l articolazione delle funzioni principali si rimanda al Piano della distribuzione e localizzazione delle funzioni. Le destinazioni d uso sono così specificate: - Residenziale - Industriale ed artigianale - Commerciale - Turistico ricettivo - Direzionale - Servizi ed attrezzature di interesse comune - Commerciale all ingrosso e deposito - Agricola e funzioni connesse ai sensi di legge Art. 6 Modalità di attuazione Il R.U. si attua con interventi edilizi diretti, con Progetti Unitari, con progetti e programmi di opere pubbliche, con Piani Attuativi di iniziativa pubblica e/o privata, con progetti urbani e territoriali (Progetti Integrati), e con piani e programmi previsti dalla normativa regionale e nazionale vigente. Gli interventi edilizi diretti, come definiti agli artt. 78 e 79 della LR.1/2005 e successive modifiche ed integrazioni, sono sottoposti alle seguenti tipologie di atti: - Permesso a costruire (P.c) - (art.78, comma 1, LR.1/2005) - Denuncia inizio attività (DIA) (art.79 LR.1/2005) - Progetti per opere pubbliche (art.78, comma 2, LR.1/2005) Il Progetto Unitario è assimilato ad un permesso a costruire convenzionato, esteso a tutta l'area di intervento con specificazioni di elaborati grafici finalizzate a garantire che gli interventi edilizi si inseriscano correttamente nel proprio contesto paesaggistico, producano un ordinato ed armonico sviluppo del tessuto urbano, siano connotati da un apprezzabile livello di qualità architettonica e rispondano alle finalità assegnate dal P.S. e dagli altri strumenti di programmazione urbanistica. I Progetti Integrati ( P.I.) sono progetti-quadro di carattere urbano e territoriale di cui all'art.15 delle N.T.A. di P.S.. I P.I. sono approvati dal Consiglio Comunale. 1011 I Piani Attuativi sono strumenti urbanistici di dettaglio, estesi a tutta l'area di intervento, indicata con apposita simbologia nella cartografia del R.U. Vengono approvati dal Comune, in attuazione del R.U. e dei Progetti Integrati di cui all'art.15 delle N.T.A. di P.S. I piani attuativi possono avere i contenuti e l'efficacia di uno o più dei seguenti piani o programmi: - Piani di lottizzazione (L.1150/1942 e successive modifiche ed integrazioni) - Piani per l'edilizia Economica e Popolare (L.167/1962 e successive modifiche ed integrazioni ) - Piani per insediamenti produttivi (L.865/1971 e successive modifiche ed integrazioni) - Piani di recupero del patrimonio edilizio (L.457/1978 e successive modifiche ed integrazioni) - Programmi complessi di riqualificazione insediativa che comprendono i Programmi integrati di intervento ex L.493/1993. Nei territori rurali il R.U. si attua con gli interventi edilizi diretti, se necessario convenzionati, di cui al presente articolo, ove richiesto dalle vigenti normative, con programmi miglioramento agricolo ambientale di cui all art. 42 della L.R. 1/2005, nonché al Regolamento di attuazione di cui al DPGR 09/02/2007n.5 /R. I riferimenti ai contenuti e agli articoli delle leggi previgenti verranno adeguati agli articoli n. 65, 66, 67, 68, 70, 71, 72, 73 e 74 della L.R. 1/2005 ed al Regolamento di attuazione della relativa disciplina previsto dalla suddetta legge per il governo del territorio all art. 75 di cui al DPGR 09/02/2007n.3/R. Il R.U. individua come disciplina transitoria delle aree interessate da Progetti Integrati il mantenimento delle destinazioni d uso esistenti e come ammissibili le seguenti tipologie di intervento: manutenzione ordinaria e straordinaria ; restauro e risanamento conservativo ; ristrutturazione edilizia ; secondo le definizioni di cui all art. 79 della L.R. 1/2005 e sue successive modifiche ed integrazioni. Il R.U. riconosce altresì la possibilità di avviare in ogni momento la procedura del Progetto Integrato, salvo far riconfluire all interno del R.U., tramite varianti specifiche, le previsioni dei suddetti progetti una volta approvati dalla Amministrazione Comunale. Art. 7 Elementi costitutivi dei P.U., dei P.A., dei P.I. e dei progetti e programmi di opere pubbliche Progetti Unitari (P.U) Fatte salve specifiche documentazioni richieste per la presentazione del permesso a costruire dalle normative vigenti, il P.U. è costituito dai seguenti elaborati: - Descrizione dell'ambiente fisico interessato dall'intervento; - Planivolumetrico con indicazione dei lotti edificabili con l'ubicazione degli immobili, delle sistemazioni esterne, compreso quelle a verde con descrizione delle specie vegetali impiegate, delle superfici impermeabili e dei materiali previsti per le pavimentazioni esterne; - Schema delle opere di urbanizzazione primaria; - Misure adottate per la mitigazione degli effetti ambientali; - Schema di convenzione o atto unilaterale d'obbligo che stabilisca gli impegni connessi alla realizzazione del P.U., nonché garanzie finanziarie inerenti la realizzazione delle opere di urbanizzazione; - Misure di mitigazione degli effetti ambientali negativi. Nel caso in cui l'area sottoposta a P.U. sia costituita da diverse proprietà, perché possa essere rilasciato il permesso a costruire convenzionato per il primo intervento occorre che: 1112 - sia contestualmente approvato il P.U., esteso a tutta l'area; - siano specificate le opere da realizzare sulle aree di proprietà del richiedente; - siano stati sottoscritti la convenzione o l'atto d'obbligo da parte di tutti i proprietari. Verificata l'indisponibilità degli altri proprietari ad attuare l'intero ambito sottoposto a P.U. si potranno approvare anche progetti parziali, purché costituiscano parti autonomamente funzionali ed organiche con l'intero ambito e non vengano pregiudicati gli interventi futuri e siano fatti salvi i diritti di terzi. I P.U. sono approvati, con deliberazione di Consiglio Comunale, sulla base dei seguenti criteri: - qualità dell'intervento sotto l'aspetto progettuale, architettonico, ambientale ed insediativo nel suo complesso; - qualità nella distribuzione degli eventuali spazi pubblici e di uso pubblico; - funzionale organizzazione degli spazi liberi, delle aree a verde e dei parcheggi; - dimostrazione di coerenza e conformità con le finalità e gli obiettivi riportati nel P.S. Piani attuativi (P.A) Fatte salve specifiche documentazioni richieste dalle normative vigenti, o dalle presenti norme per specifici ambiti territoriali, i P.A. sono costituiti dai seguenti elaborati: 1. Relazione illustrativa, che descriva lo stato attuale, gli obiettivi, i criteri, le scelte e la modalità di attuazione di quanto previsto dal piano stesso; 2. Relazione di fattibilità sotto l'aspetto paesaggistico, ambientale, geomorfologico, viario, dell'accessibilità sociale, funzionale, economica e della modalità di attuazione; 3. Estratto di P.S. e R.U. nel quale sia specificatamente individuato il confine dell'area oggetto del P.A e planimetria in scala 1:2000 aggiornata, estesa all'ambito compreso entro 100 ml. dal perimetro dell'area interessata; 4. Estratti del quadro conoscitivo riferiti all'area oggetto di P.A.; 5. Relazione di inquadramento storico, qualora l'oggetto di intervento sia presente nel Catasto Catasto Leopoldino, o comunque sia di interesse storico, architettonico, testimoniale o facente parte del centro storico ; 6. Documentazione fotografica; 7. Documentazione cartografica in scala adeguata, dello stato di fatto ivi compresi gli spazi, i servizi e le attrezzature pubbliche con particolare riferimento ai servizi in rete (fognature etc.) con l'individuazione di un caposaldo cui riferire le quote e le curve di riferimento; 8. Relazione geologica particolareggiata e relazione idraulica particolareggiata, laddove necessaria; 9. Rilievo allo stato di fatto in scala adeguata; 10. Progetto planimetrico e planivolumetrico in scala adeguata nonchè elaborati grafici atti a verificare l'inserimento di quanto previsto, dallo stesso P.A., nell'ambiente circostante ; 11. Elaborati tecnici relativi alle opere di urbanizzazione primaria previste; 12. Norme di attuazione del P.A. comprensive di specifiche norme inerenti la qualità architettonica delle opere previste;, 13. Elenchi catastali delle proprietà interessate dal P.A.; 14. Relazione indicante le opere, le misure adottate per la mitigazione degli effetti ambientali, i tempi degli interventi da effettuare da parte del Comune e degli eventuali altri operatori pubblici e privati, nonché le relative previsioni finanziarie di massima; 15. Valutazione integrata di cui all art.11 della L.R. 1/2005 e sue successive modifiche ed integrazioni redatta ai sensi del Regolamento di attuazione, di cui al comma 5 dell'art. 11 della legge succitata, approvato con DPGR 09/02/2007n.4 /R. Nei P.A, di iniziativa privata devono inoltre essere aggiunti i seguenti elaborati: 16. Documentazione attestante la proprietà delle aree comprese nel piano di lottizzazione; estratto originale di mappa catastale e certificato catastale delle particelle per le quali viene richiesta l'autorizzazione a lottizzare; 1213 17. Schema di convenzione tra Comune e operatori con specificati: - tempi e modi di esecuzione dei lavori; - destinazione d'uso; - contributi per le urbanizzazioni, che possono essere assolti anche attraverso cessioni di aree e/o esecuzione diretta delle opere; - sanzioni a carico degli operatori in caso di inadempienza; - ogni altro aspetto relativo ai rapporti fra il soggetto richiedente ed il Comune. Progetti Integrati (P.I.) Fatte salve specifiche documentazioni richieste dalle normative vigenti, o dalle presenti norme per specifici ambiti territoriali, i P.I., sono progetti-quadro di carattere urbano e territoriale (equiparabili a masterplan) di cui all'art.15 delle N.T.A. di P.S.. I P.I. sono approvati con deliberazione di Consiglio Comunale. I P.I. sono costituiti da quanto previsto specificamente dall art. 35 (progetti integrati) delle N.T.A. del presente R.U. e dai seguenti elaborati: Relazione illustrativa, che descriva lo stato attuale, gli obiettivi, i criteri, le scelte e la modalità di attuazione di quanto previsto dal piano stesso; Relazione di fattibilità sotto l'aspetto paesaggistico, ambientale, geomorfologico, viario, dell'accessibilità sociale, funzionale, economica e della modalità di attuazione; Estratto di P.S. e R.U. nel quale sia specificatamente individuato il confine dell'area oggetto del P.A e planimetria in scala 1:2000 aggiornata, estesa all'ambito compreso entro 100 ml. dal perimetro dell'area interessata; Estratti del quadro conoscitivo riferiti all'area oggetto di P.I.; Relazione di inquadramento storico, qualora l'oggetto di intervento sia presente nel Catasto Catasto Leopoldino, o comunque sia di interesse storico, architettonico, testimoniale o facente parte del centro storico; Documentazione fotografica; Documentazione cartografica in scala adeguata, dello stato di fatto ivi compresi gli spazi, i servizi e le attrezzature pubbliche con particolare riferimento ai servizi in rete (fognature etc.); Progetto planimetrico e planivolumetrico in scala adeguata nonchè elaborati grafici atti a verificare l'inserimento di quanto previsto, dallo stesso P.I., nell'ambiente circostante; Elaborati relativi alle opere di urbanizzazione e di arredo urbano previste; Norme di attuazione del P.I. comprensive di specifiche norme inerenti la qualità architettonica delle opere previste. Progetti e programmi di opere pubbliche Fatte salve specifiche documentazioni richieste dalle normative vigenti, o dalle presenti norme per specifici ambiti territoriali, i Progetti e programmi di opere pubbliche sono costituiti dagli stessi elaborati previsti dal presente articolo per i P.U. Art. 8 Luoghi a statuto speciale I luoghi a statuto speciale, individuati dal P.S. e negli elaborati grafici del R.U. e di seguito elencati, seguono la specifica disciplina definita all art 12 delle presenti norme: Luoghi a Statuto speciale a Lajatico: 01- Chiesa San Leonardo in via Roma(Beni Culturali art.10 D.lgs. 42/04); 02- Canonica in via Roma (Beni Culturali art.10 D.lgs. 42/04); 03- Edificio in via Roma(Beni Culturali art.10 D.lgs. 42/04); 04- Chiesa di san Sebastiano in via Roma(Beni Culturali art.10 D.lgs. 42/04); 05- Edificio in via Roma(Beni Culturali art.10 D.lgs. 42/04); 06- Edificio in via Matteotti (Beni Culturali art.10 D.lgs. 42/04); 07- Municipio in via Garibaldi(Beni Culturali art.10 D.lgs. 42/04); 1314 08- Teatro in via Garibaldi (Beni Culturali art.10 D.lgs. 42/04); 09- Piazzetta San Carlo; 10- Piazza Vittorio veneto; 11- Torre dell Orologio; 12- Via Vecchia delle Fonti (già via Maestra della fonte); 13- La Fonte in via delle Fonti 14- ex Palazzo Pretorio in via Garibaldi Luoghi a Statuto speciale a Orciatico: 01- Chiesa in via Manzoni (Beni Culturali art.10 D.lgs. 42/04); 02- Chiesa in via Manzoni (Beni Culturali art.10 D.lgs. 42/04); 03- Campanile in via Manzoni (Beni Culturali art.10 D.lgs. 42/04); 04- Edificio in via Topi Palazzo Stefanini ; 05- Edificio in via Corsini (Beni Culturali art.10 D.lgs. 42/04); 06- La Fonte; 07- Cimitero a I Poggioni; 08- Oratorio a I Poggioni; 09- Oratorio all Annunziata; 10- Podere L Annunziata. Luoghi a Statuto speciale nel Territorio Rurale: 03- Oratorio della fattoria di Spedaletto; Ci2- Cimitero di Lajatico; M1- Molino a vento; M2- Molino a vento; M3- Molino ad acqua; M4- Molino ad acqua ; R1- Rocca di Pietra Cassia (Beni Culturali art.10 D.lgs. 42/04); V1- Fattoria di Spedaletto (Villa Corsini) (Beni Culturali art.10 D.lgs. 42/04); Beni Puntuali: 06- P. Santa Lucia 10- P. dei Boschicci 13- C. Al Bosco 14- P. Sensaie 15- P. Rota 20- P Il cerro 25- Casa Frati 26- Villa delle Ginestre 27- Casa D Era 28- P. I Sorbi 30- C. Al Mago 34- P. di Mandriola 35- P. di Rattaione 36- P. Ragone 38- Le Capanne 39- P. La Guardiola 40- P. Il Mulino 41- P. La Casetta 42- P. Fraccavera 43- P. Pulledraia 1415 44- Fattoria di Spedaletto 45- P. Ragoncino 46- Sant Andrea 47- P. Il Poderino 48- C. Fabbri 50- P. Nuovo 52- C. Nuova 56- Le Banditine 59- Quercioli 61- P. Croce 66- Le Querce 68- Le Caselle 73- Villa San Giuliano 74- Sant Anna 78- P. di Vezzano 79- Colle all Asino 83- P. Santa Eugenia 84- P. Il Pastorino 85- P. Il Casino 86- P. La Casina 88- C poggio Burelli 89- P. Pian delle Vigne 96- P. di Roseto (Campo alla Donna) 97- P. di Roseto 98- P. San Giuseppe Art. 9 Aree di interesse archeologico Le aree archeologiche e di interesse archeologico sono individuate nel P.S. e rappresentate nelle Tavv.1, 2, 3, 4a e 4b del presente R.U. In tali aree qualsiasi tipo di intervento deve essere preceduto da saggi stratigrafici effettuati sotto la direzione di esperti qualificati e sulla base di eventuali ulteriori studi ed indagini atti a valutare la possibilità di presenza di vestigia e/o reperti di interesse archeologico, storico, culturale. Nel caso di conferme della presenza di vestigia e reperti non potrà essere effettuato alcun tipo di intervento, ad esclusione di quelli temporanei atti a salvaguardare quanto ritrovato, in attesa del parere in merito espresso dagli Enti competenti in materia. Nelle aree archeologiche potranno essere realizzate strutture fisse al fine di tutelare i beni archeologici e consentirne la valorizzazione e la fruizione a fini culturali e turistico-culturali, previa autorizzazione degli Enti preposti. Art. 10 Aree con Piani Attuativi vigenti alla data di adozione del R.U. Nelle Tavv.1 e 3 di R.U. sono riportati i perimetri degli strumenti attuativi vigenti alla data di adozione del R.U. Per le aree comprese all interno di tali perimetri rimangono in vigore le norme di attuazione ed i parametri edilizi-urbanistici stabiliti dagli stessi piani attuativi. Ogni area è contraddistinta da un codice alfanumerico che fa riferimento all elenco riportato nel presente articolo. Successivamente all attuazione dei piani ricadenti nelle UTOE ovvero, alla scadenza di validità della relativa convenzione ed esaurite anche le eventuali di varianti ai piani stessi e/o alle convenzioni, è valida la disciplina dell ambito di riferimento come indicato nelle tavv.1,2,3 e 4. Elenco dei piani attuativi vigenti alla data di adozione del R.U. 1516 N. PIANO DELIBERE-approvazione (numero/anno) PL1 Piano di Lottizzazione Loc. La Penca (Lajatico) 47/1997 PL2 Piano di Lottizzazione Broticani (Lajatico) 52/2000 PL3 Piano di Lottizzazione La Capannina (Lajatico) 58/1999 PL4 Piano di Lottizzazione Broticani 2 (Lajatico) 34/2005 PL1 Piano di Lottizzazione Loc. Semena (La Sterza) 01/10/06 TITOLO II SPAZI ESISTENTI. UTOE CAPO I. Ambiti della conservazione Art. 11 Ambiti della Conservazione ( Centri Storici ) 11.1 Centri storici. I centri storici, Lajatico e Orciatico sono individuati come insediamenti di particolare valore storico, architettonico, sociale, testimoniale, ambientale e definiti nei loro perimetri nelle Tavv.1 e 2 del R.U. seguono la disciplina definita dal presente articolo. Tale disciplina è finalizzata: -alla salvaguardia ed al recupero dei valori ambientali, architettonici, storico-culturali e testimoniali del patrimonio edilizio e del tessuto urbanistico; -alla riqualificazione degli ambiti interessati da fenomeni di degrado Classificazione degli edifici presenti all'interno del perimetro dei centri storici con prescrizioni specifiche relative alla modalità di intervento sui singoli fabbricati, sulle loro pertinenze e sulle aree libere. Con specifico tratto grafico sulle Tavv. 1 e 2 di progetto del R.U. gli edifici e le loro pertinenze presenti all interno dei confini dei centri storici (C.S.), sono classificati nel modo seguente: - Categoria 1a) Edifici di particolare pregio architettonico soggetti a tutela (art.10 D.lgs. 42/04). Edifici che distinguono per la qualità dei caratteri architettonici e storicoculturali: fortificazioni, palazzi e ville storiche, chiese, edifici religiosi, parchi, giardini, cimiteri storici, pertinenze storicizzate dei succitati fabbricati, nonché esempi significativi di architettura contemporanea. - Categoria 1b) Edifici di pregio architettonico. Edifici assimilabili a quelli della categoria 1a per il loro particolare valore. - Categoria 2a) Edifici di particolare valore storico ambientale. Edifici che non presentano caratteri di particolare valore architettonico, ma che possiedono un valore documentale sotto il profilo storico-culturale in rapporto allo sviluppo dei centri abitati e alla loro connotazione ambientale e paesaggistica, quali: luoghi di culto e edifici religiosi; edifici destinati a funzioni di interesse pubblico; edifici residenziali con caratteri tipici del XIX sec. e dei primi decenni del secolo 1617 scorso; opifici e magazzini di interesse sotto il profilo dell archeologia industriale. - Categoria 2b) Edifici di valore storico ambientale. Edifici assimilabili alla categoria 2a ma di minor pregio e/o parzialmente compromessi da interventi incongrui. - Categoria 3) Edifici di valore irrilevante. Sono edifici recenti, privi di apprezzabili valori architettonici ed ambientali. Gli interventi ammessi in rapporto alla classificazione per categorie degli edifici sono i seguenti: - Categoria 1a) Edifici di particolare pregio architettonico: - manutenzione ordinaria; - manutenzione straordinaria; - restauro e risanamento conservativo; - cambiamento di destinazione d uso. Negli edifici aventi destinazione d'uso residenziale sono consentiti gli interventi di recupero dei sottotetti secondo quanto previsto dalla L.R.T.5/ Categoria 1b) Edifici di pregio architettonico. Edifici assimilabili a quelli della categoria 1a per il loro particolare valore, oltre a quanto previsto per la categoria 1a è consentito il cambio di destinazione d uso con interventi edilizi limitati ad opere interne riguardanti parti non strutturali dell edificio e non decorate. Tali interventi devono essere realizzati nel totale rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell organismo edilizio. - Categoria 2a) Edifici di particolare valore storico ambientale: - manutenzione ordinaria; - manutenzione straordinaria; - restauro e risanamento conservativo; - ristrutturazione edilizia con l obbligo del mantenimento dei prospetti originari principali e di quelli posti lungo le strade e gli spazi pubblici o di uso pubblico. Sono ammesse modeste modifiche, delle aperture esterne dei retroprospetti, da attuare comunque nel rispetto delle partiture originarie. Alle domande di cui agli atti relativi agli artt.78 e 79 della L.R. 1/2005 e successive modifiche ed integrazioni, nonché a quelle di cui ai P.U. e P.A., qualora da attivare, oltre ai documenti previsti nel R.E., deve essere allegata una dettagliata documentazione fotografica e di rilevamento grafico. L' esecuzione delle finiture esterne deve essere eseguita con materiali omogenei a quelli originali - Categoria 2b) Edifici di valore storico ambientale. Edifici assimilabili alla categoria 2a ma di minor pregio e/o parzialmente compromessi da interventi incongrui. Oltre a quanto consentito per la categoria 2a è consentita la soprelevazione fino a cm 60 del piano d imposta della copertura per rendere abitabile il sottotetto. Tale intervento è condizionato all eliminazione delle superfetazioni incongrue in copertura ed al ripristino dei prospetti principali mediante eliminazione delle superfetazioni, ripristino di fregi e decorazioni originari (cornici, cornicioni, etc.), esecuzione di finiture esterne con materiali omogenei a quelli originali come meglio specificato nell art11.6 delle presenti norme. E' ammessa la modifica e la realizzazione ex novo di aperture esterne, da attuare comunque nel rispetto delle partiture originarie. È ammessa inoltre la realizzazione di piccoli ampliamenti per la realizzazione di servizi igienici e logge mediante la 1718 realizzazione di strutture a colonna, che interessino tutti i piani del fabbricato e da collocare esclusivamente nei retroprospetti dei fabbricati stessi. Tali apliamenti sono condizionati al ripristino dei prospetti principali mediante eliminazione delle superfetazioni, ripristino di fregi e decorazioni originari (cornici, cornicioni, etc.), ed all esecuzione di finiture esterne con materiali omogenei a quelli originali come meglio specificato nell art11.6 delle presenti norme. - Categoria 3) Edifici di valore irrilevante: - manutenzione ordinaria; - manutenzione straordinaria; - restauro e risanamento conservativo; - ristrutturazione edilizia con ampliamento; - sostituzione edilizia; - ristrutturazione urbanistica (mediante PdR). Qualora un edificio di categoria 3 ricada all interno dell'area di riqualificazione di cui all art.14.2 gli interventi ammissibili sono definiti allo stesso art Le Unità Minime di Intervento (dimensioni minime sulla quali è ammesso effettuare un intervento), in rapporto ai diversi tipi di intervento, sono le seguenti: a) per gli interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione, restauro e risanamento conservativo, e ristrutturazione edilizia che non comportino opere che coinvolgano prospetti e/o coperture, fatti salvi quelli previsti per la rimozione delle superfetazioni, l'unità Minima di Intervento è costituita dalla singola unità immobiliare; b) per gli interventi di ristrutturazione edilizia, diversi da quelli di cui alla precedente lettera a), sostituzione edilizia e ristrutturazione urbanistica, l'unità minima di intervento è costituita dalla Unità Edilizia (insieme costituito dal singolo fabbricato o complesso edilizio e dalle sue pertinenze, quali aree scoperte, annessi etc.) Prescrizioni specifiche relative alle modalità di intervento sui singoli fabbricati e sulle loro pertinenze Le volte e gli archi devono essere conservati in tutte le loro caratteristiche, nel caso di cedimenti dovuti a soprastanti strutture murarie in falso, se non e' possibile eliminare le cause del cedimento, si deve procedere a rimettere in forza la volta o l'arco con catene o con opportune cementazioni o iniezioni di resine epossidiche. Nel caso di interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, quando i solai lignei non presentino gravi insufficienze statiche, gli stessi devono essere conservati ed opportunamente rafforzati; in presenza di gravi insufficienze statiche dei solai, questi potranno essere sostituiti con altri di tipo, disegno e materiali omogenei a quelli originali. Nel caso di solai deteriorati ma che rivestono particolare carattere formale (cassettoni, decorazioni, pitture, etc.) si deve procedere alla loro conservazione tramite loro consolidamento ed alleggerimento e realizzando, non a contatto con l'estradosso, un nuovo solaio secondo le tecniche attuali. Negli interventi di ristrutturazione edilizia, qualora i solai lignei non rivestano particolare carattere formale (cassettoni, decorazioni, pitture, etc.) e le condizioni di conservazione degli stessi lo rendano indispensabile e' ammissibile la demolizione e la ricostruzione secondo tecniche attuali. In ogni caso, qualora si impieghino travetti prefabbricati in cemento armato ordinario o precompresso, si deve disporre un'apposita armatura di collegamento dei travetti alle strutture perimetrali in modo da costituire un efficace ancoraggio sia agli effetti della trasmissione del 1819 momento negativo, sia della forza di taglio; qualora si usino laterizi, questi dovranno essere a blocco unico tra i travetti ed essere efficacemente aderenti ad essi e alla sovrastante soletta. In ogni caso si dovrà sempre provvedere anche al consolidamento delle murature nelle zone adiacenti ai solai. In ogni caso negli edifici classificati nelle categorie 1a; 1b; 2a e 2b, eccetto quando si renda necessaria la sovrapposizione di un nuovo solaio per garantire la conservazione di quello originario, non può essere modificata la quota del piano di calpestio ed inoltre non possono essere alterate le posizioni delle finestre e dei davanzali in rapporto all'originaria partitura delle facciate, fatto salvo il ripristino delle partiture originarie Disciplina generale per le aree pubbliche e per le pertinenze a comune. Gli interventi di recupero e risanamento delle aree libere riguardano gli spazi esterni sia di pertinenza delle unità edilizie nel loro insieme ed esterne ad esse e di rilevante importanza come documento dei trascorsi storici dell'insediamento, sia le aree destinate ad uso pubblico. Gli interventi su tali pertinenze concorrono all'opera di risanamento funzionale e formale dei centri storici e pertanto la loro disciplina è assunta quale integrazione della disciplina edilizia relativa ai fabbricati. Nell attuazione degli interventi si dovrà tenere conto dei seguenti criteri: - la valorizzazione degli aspetti urbanistici ed architettonici mediante l'eliminazione di opere incongrue esistenti e la creazione di opere capaci di concorrere alla riorganizzazione funzionale e formale delle aree e degli spazi liberi; il risanamento degli eventuali dissesti di tipo idrogeologico mediante una adeguata regimazione delle acque, il risanamento mediante consolidamento ed adeguamento delle opere di contenimento e drenaggio dei versanti e dei terrapieni Destinazioni d'uso. Sulle tavole del Piano di distribuzione e localizzazione delle funzioni sono individuate le destinazioni d uso ammesse che concorrono al soddisfacimento delle esigenze della residenza, alla dotazione di servizi ed attrezzature pubbliche e collettive, ed al più generale processo di recupero dei centri e dei nuclei storici interessati dal suddetto Piano. Ogni utilizzazione o attività in contrasto con quelle previste dal Piano, viene considerata ad esaurimento. Non e' pertanto consentito sostituire ogni cessata utilizzazione con altra che non risulti specificatamente ammessa dal suddetto Piano. In particolare le destinazioni d'uso ammesse per gli immobili nell ambito del C.S., sono le seguenti: - residenza ed attività assimilate alla residenza; - locali tecnici o di servizio alla residenza: cantine, carraie, garages, magazzini, ripostigli, locali caldaia, locali lavanderia, etc.; - attività commerciali e pubblici esercizi: negozi, servizi di somministrazione e ristoro, attrezzature ricettive; - attività artigianali e di servizio compatibili con la residenza con esclusione delle attività inquinanti e/o rumorose; - attrezzature pubbliche o di prevalente interesse pubblico: attrezzature amministrative pubbliche, sociosanitarie, culturali, ricreative e per la vita associativa; - uffici pubblici o privati Modalità d intervento: parametri edilizi igienico - sanitari e tecnologici Interventi sugli elementi strutturali verticali. 1920 Per quanto riguarda i fabbricati delle categorie 1a ed 1b nel caso di cedimenti di strutture portanti o di fondazioni insufficienti si deve procedere secondo le seguenti modalità: a) qualora sia possibile alla luce di indagini geotecniche ed indagini tese ad accertare la consistenza dei materiali, si procede a sottofondare opportunamente senza demolire le murature in elevazione; qualora si riscontrino gravi cedimenti, rotazioni e/o lesioni delle murature si può procedere al ripristino delle murature ricorrendo ad uno o più dei seguenti metodi, a seconda delle necessità: - ricuciture localizzate con il metodo del "cuci e scuci" per piccole partite; - riparazione di lesioni o ristrutturazione di intere pareti mediante l'impiego di reti elettrosaldate; - iniezioni di miscele leganti; - inserimento di elementi strutturali "in breccia"; - incorniciatura di aperture (nuove o danneggiate) a mezzo di schemi e materiali idonei a ripristinare la continuità strutturale; - tiranti orizzontali e verticali; a) nel caso di muratura a faccia vista o comunque decorata, l'operazione di risanamento e consolidamento dovrà essere condotta in modo tale da conservare al muro risanato le stesse caratteristiche delle superfici originarie. Per gli edifici di categoria 1a; 1b; 2a e 2b: a) gli interventi di consolidamento devono essere condotti in modo tale da permettere il mantenimento delle caratteristiche delle superfici esterne omogenee a quelle originarie, secondo quanto previsto dalle presenti Norme di attuazione; b) nel caso di pilastri o colonne, i problemi sono affini a quelli delle murature per quanto e' dovuto a fondazioni insufficienti; c) colonne e pilastri sia in pietra che in muratura qualora presentino gravi erosioni che possono compromettere la loro funzione portante, qualunque sia il tipo di intervento previsto, debbono essere sostituiti con altri con caratteristiche delle superfici esterne omogenee a quelle originarie, oppure procedere al restauro di colonne e pilastri, soprattutto negli elementi o parti basamentali, mediante l'inserimento di tasselli delle intere basi per gradi (due semibasi in tempi successivi) Interventi sugli elementi strutturali orizzontali. Negli edifici di cui alle categorie 1a; 1b; 2a e 2b si prevede che: a) Le volte e gli archi devono essere conservati in tutte le loro caratteristiche, nel caso di cedimenti dovuti a sovrastanti strutture murarie in falso, se non e' possibile eliminare le cause del cedimento, si deve procedere a rimettere in forza la volta o l'arco con iniezioni di resine epossidiche o comunque interventi tesi alla conservazione delle strutture stesse; b) Nel caso di interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, quando i solai lignei non presentino gravi insufficienze statiche, gli stessi devono essere conservati ed opportunamente rafforzati; in presenza di gravi insufficienze statiche dei solai, questi potranno essere sostituiti con altri di tipo, disegno e materiali omogenei a quelli originali; c) Nel caso di solai deteriorati ma che rivestono particolare carattere formale (cassettoni, decorazioni, pitture, etc.) si deve procedere alla loro conservazione tramite loro consolidamento ed alleggerimento e realizzando, non a contatto con l'estradosso, un nuovo solaio secondo le tecniche attuali. d) Negli interventi di ristrutturazione edilizia, qualora i solai lignei non rivestano particolare carattere formale (cassettoni, decorazioni, pitture, etc.) e le condizioni di conservazione degli stessi lo rendano indispensabile e' ammissibile la demolizione e la ricostruzione secondo le tecniche attuali Interventi sulle strutture di copertura. 20 Vedere altro
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