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Timestamp: 2019-04-22 08:37:07+00:00
Document Index: 133705268

Matched Legal Cases: ['art. 166', 'art. 12', 'art. 12', 'art.74', 'art.74', 'art.74']

Regolamento scarichi acque
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REGOLAMENTO SCARICHI DI ACQUE REFLUE NEI CANALI CONSORTILI.
L'imposizione da parte dei Consorzi di contributi per gli scarichi nei canali di bonifica è prevista dalla legislazione statale e regionale.
L'art. 166, commi 3 e 4, del Dlgs.n.152 del 3.04.2006, cosiddetto "Testo Unico Ambiente", dispone:
"3. Fermo restando il rispetto della disciplina sulla qualità delle acque e degli scarichi stabilita dalla parte terza del presente decreto, chiunque, non associato ai consorzi di bonifica ed irrigazione, utilizza canali consortili o acque irrigue come recapito di scarichi, anche se depurati e compatibili con l'uso irriguo, provenienti da insediamenti di qualsiasi natura, deve contribuire alle spese sostenute dal consorzio tenendo conto della portata di acqua scaricata".
4.11 contributo di cui al comma 3 è determinato dal Consorzio interessato e comunicato al soggetto utilizzatore, unitamente alle modalità di versamento";
L'art. 12 della L.R. 42 del 21.11.05, al comma 2, così recita: "tutti coloro che utilizzano canali consortili come recapito di scarichi, anche se deuprati e compatibili con l'uso irriguo, provenienti da insediamenti di qualunque natura, sono obbligati a contribuire alle spese consortili in proporzione al beneficio ottenuto".
Il comma 4 dello stesso art. 12 della L.R. 42/2005 prescrive inoltre che: "per ciascuno degli scarichi di cui al comma 1, i consorzi di bonifica devono rivedere o, in mancanza, adottare gli atti di concessione, individuando il relativo contributo da determinarsi in proporzione al beneficio ottenuto".
Il presente Regolamento adotta la terminologia afferente gli scarichi secondo il significato assegnato dall'art.74 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, che definisce "scarico" qualsiasi immissione di acque reflue in acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione.
Il medesimo art.74 del Decreto Legislativo 152/2006 così classifica le acque reflue:
"acque reflue domestiche": sono quelle provenienti da insediamenti di tipo residenziale e daservizi e derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche;
"acque reflue industriali": sono quelle provenienti da edifici od installazioni in cui si svolgonoattività commerciali o di produzione di beni, differenti qualitativamente dalle acque reflue domestiche e da quelle meteoriche di dilavamento, intendendosi per tali anche quelle venute in contatto con sostanze o materiali, anche inquinanti, non connessi con le attività esercitate nello stabilimento;
"acque reflue urbane": sono il miscuglio di acque reflue domestiche, di acque reflue industrialie/o meteoriche di dilavamento convogliate in reti fognarie, anche separate e provenienti da agglomerato..
Alla stregua del presente Regolamento le acque meteoriche e di dilavamento non sono in se stesse considerate "scarico" nel concetto delineato formalmente dall'art.74, comma 1, lettera il) del D.lgs 152/2006.
Pur tuttavia se un'acqua meteorica va a "lavare", anche se in modo non preordinato e sistematico (quindi discontinuo), un'area soggetta ad attività produttive anche passive e trasporta con sé elementi residuali ditale attività, cessa la natura pura e semplice di acqua meteorica e l'acqua diventa uno scarico vero e proprio e quindi deve essere assoggettato alla disciplina degli scarichi, va censito ed è soggetto ad autorizzazione.
In tal caso l'acqua perde la caratteristica unica ed esclusiva di acqua meteorica e va a fondersi con gli elementi reflui (sistematici od episodici) dell'azienda, fungendo da vettore improprio per la convogliabilità diretta verso il corpo recettore.
Vanno, perciò, considerati scarichi anche le acque provenienti daattività zootecniche.
Criteri per la determinazione del contributo
Ai fini della determinazione del contributo per scarichi nella rete di bonifica, si ritiene congruo commisurare il contributo medesimo alla portata media di ciascuna fase di scarico, continua e senza interruzioni, alla distanza tra il punto di scarico e il recapito finale, nonché alle tipologie degli scarichi immessi nei canali consortili.
Il contributo annuo per ogni scarico, quindi, viene fissato mediante il rapporto tra la portata media di ciascuna fase di scarico continua e senza interruzione e la portata media del canale consortile, tenuto conto di tutti i costi sopportati dal Consorzio per la manutenzione ed esercizio del sistema idraulico nel quale lo scarico insiste, compresi anche i costi relativi all'eventuale riduzione di inquinanti.
AI fine di rendere il più veloce possibile la procedura per la determinazione del beneficio si fissano i seguenti parametri di riferimento:
Valori tipo delle portate e dei costi	U.M.
portata media collettore tipo	600,00	lIs
portata media colatore tipo	60,00	l/s
costo annuo medio manutenzione ed esercizio collettore tipo	60.000,00 Euro
costo annuo medio manutenzione ed esercizio colatore tipo	6.000,00	Euro
Parametri delle distanze del punto di scarico nel canale consortile
Se più vicino alla foce	0,50	parametro
Se più vicino alla metà	1,00	parametro
Se più vicino all'origine	1,50	parametro
Tipologia dello scarico
acque reflue domestiche	3,00	parametro
acque reflue industriali (insediamento industriale, commerciale, artigianale, turistico,	6,00	parametro
sportivo, zootecnico, ecc.)
acque reflue urbane	8,00	parametro
acque ricadenti in bonifiche con sollevamento	8,00	parametro
I valori dei costi medi di manutenzione ed esercizio sono aggiornati dal Consorzio con cadenza annuale.
Il contributo richiesto ai titolari degli scarichi non può in ogni caso superare 1'80% del costo medio
di manutenzione ed esercizio del collettore o del colatore tipo.
Procedura da seguire per l'inserimento dei titolari degli scarichi nei ruoli consortili
L'imposizione del tributo avviene solo allorquando l'Autorità competente ha rilasciato l'autorizzazione prevista dal Decreto legislativo 152/2006, in caso contrario lo scarico è da ritenersi abusivo e non può essere oggetto di contribuzione.
Il presente Regolamento vieta che nei canali irrigui possano essere immessi scarichi di qualunque genere, che quindi possono essere autorizzati dal Consorzio solo ed unicamente se avvengono in canali di drenaggio.
Si stabilisce che la prassi tecnico - amministrativa che i richiedenti l'immissione di scarichi nei
canali di bonifica devono seguire è la seguente:
richiesta di parere preliminare al Consorzio, con allegati chiari e dettagliati elaborati tecnici dai quali si evinca, tra l'altro, la portata media di ciascuna fase di scarico, continua e senza interruzione e il punto di immissione;
rilascio di parere favorevole da parte del Consorzio per il prosieguo della pratica presso l'Autorità competente;
richiesta di autorizzazione al Consorzio, che, in qualità di Ente gestore del canale medesimo, rilascia l'autorizzazione allo scarico sulla scorta dell'esibizione di quella ottenuta dall'Autorità competente;
immissione del nominativo del titolare dello scarico nei ruoli consortili con i relativi importi di contribuenza calcolati secondo le metodologie previste dal presente Regolamento.