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Timestamp: 2019-11-18 03:48:45+00:00
Document Index: 34683435

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art. 39', 'art. 3', 'art. 90', 'art. 7', 'art. 39', 'art 39', 'art. 16', 'art.1']

Segnalazione dell'AVCP al Governo e Parlamento riguardo la legge annuale per la concorrenza
Predisposizione della legge annuale per la concorrenza: Segnalazione dell’AVCP al Governo e Parlamento.
L’Autorità, in vista della predisposizione della legge annuale per il mercato e la concorrenza, ha formulato alcune osservazioni e proposte tese a rendere più corretto il funzionamento del mercato dei contratti pubblici di servizi, lavori e forniture, che ammonta al 6,6% del PIL (dati relativi all’anno 2009). Nel documento di segnalazione sono stati evidenziati alcuni ambiti prioritari di intervento atti a rimuovere i principali ostacoli al confronto concorrenziale nel mercato dei contratti pubblici, il cuicorretto funzionamento è condizione indispensabile per ottimizzare l’efficienza della spesa pubblica ed incrementare la competitività del Paese.
L’AVCP ha inoltre analizzato da un lato, le aree di non applicazione o di parziale applicazione delle procedure competitive, quali le procedure negoziate, le concessioni di servizi, gli appalti affidati dai concessionari di lavori pubblici, le procedure emergenziali, i servizi pubblici locali; dall’altro, le condizioni di accesso al mercato, ponendo in evidenza gli interventi necessari per migliorare la competitività attraverso una migliore qualificazione degli attori, committenti ed imprese. Sul versante del miglioramento delle condizioni di sviluppo ed accesso al mercato, l’Autorità ha osservato che un mercato dei contratti pubblici pienamente competitivo presuppone un generale accrescimento della qualità delle imprese e della pubblica amministrazione che vi partecipano.
Ciò significa che nel settore dei lavori pubblici (attestazioni SOA) contestualmente ad una rivisitazione del sistema di qualificazione delle imprese, occorre procedere anche ad una corrispondente qualificazione delle stazioni appaltanti; così delineando un sistema di valutazione delle capacità amministrative e gestionali di queste ultime al fine di classificarle per classi di importo o per tipologia di contratti e di consentire alle amministrazioni non strutturate di delegare le funzioni di committente a stazioni appaltanti più organizzate. Un altro profilo di intervento concerne l’istituto dell’avvalimento volto ad evitarne usi distorti anticoncorrenziali. Per quanto concerne le procedure emergenziali, l’Autorità sottolinea che nell’esercizio delle proprie funzioni di vigilanza, aveva già segnalato il rischio, insito nel frequente ricorso alle procedure di emergenza (gestione emergenziale), di distorsioni del mercato, in quanto viene consentito l’affidamento di lavori e servizi in via diretta, senza il rispetto delle regole poste a tutela della concorrenza. L’Autorità suggerisce quindi che le procedure in deroga alle procedure competitive siano utilizzate solo per le calamità naturali, ed anche in questi casi comunque sotto la vigilanza dell’Autorità. Inoltre, in considerazione delle peculiarità del mercato, è stata rappresentata l’esigenza di un ridimensionamento della normazione primaria a vantaggio di disposizioni regolatorie più flessibili da connettere però ad un rafforzamento dei poteri dell’Autorità di vigilanza e di regolazione sul mercato dei contratti.
Authority Appalti - Segnalazione al Governo e al Parlamento
Roma lì, 28 giugno 2010
Authority Appalti – Segnalazione al Governo e al Parlamento
L'AVCP torna sulla materia dei contratti pubblici con un nuovo Atto di segnalazione al Governo e Parlamento, che fa seguito a quello adottato nel 2008 e ad una serie di importanti indagini settoriali, nella convinzione che stabilità e chiarezza delle regole costituiscono, per tutti i servizi di valenza strategica per lo sviluppo industriale del Paese, elementi irrinunciabili. Viene nuovamente sottolineata dall'Authority la necessità di armonizzare le disposizioni introdotte dall'articolo 23-bis con le discipline settoriali, al fine di evitare che un quadro normativo poco lineare possa disincentivare l'apporto di risorse private. Un ulteriore fondamentale profilo riguarda la persistente mancanza di chiarezza sulle regole procedurali da osservare per l'aggiudicazione dei servizi, in considerazione del fatto che, nel nuovo quadro normativo, la gara diventa non soltanto il sistema ordinario di affidamento di tutti i servizi pubblici locali, ma anche il mezzo per tradurre in risultati tangibili gli obiettivi di concorrenzialità, efficienza e trasparenza cui la riforma si ispira. L'Authority pone, quindi, in rilievo l'opportunità di codificare in modo compiuto tali regole, anche in ossequio ai principi comunitari richiamati dall'articolo 30 del codice dei contratti, predeterminando gli obblighi di pubblicità per l'affidamento da assolvere in ambito nazionale e sovranazionale, il metodo di calcolo del valore dell'affidamento, le relative soglie di rilevanza, i requisiti di partecipazione alle gare e le procedure di gara da seguire. Importanti indicazioni vengono rese a proposito dell'affidamento a società miste e dell'in house providing, con peculiare riguardo al trasporto pubblico locale non ferroviario, per il quale la disciplina generale dell'articolo 23-bis deve essere coordinata con quanto stabilito dal regolamento CE n. 1370/2007 del 23 ottobre 2007. Nell'intento di garantire una transizione ordinata verso l'esternalizzazione totale o parziale dei servizi gestiti dalle società in house conformi ai principi comunitari, l'Authority si pronuncia, inoltre, a favore di un'interpretazione del regime transitorio che possa agevolare un'attenta pianificazione della strategia di esternalizzazione. Da ultimo, viene sottolineata l'utilità di un sistema di monitoraggio degli affidamenti, mediante l'attribuzione all'Osservatorio di competenze specifiche per la raccolta sistematica dei dati sull'andamento del rapporto concessorio, che consentirebbe di disporre di un importante supporto nella conoscenza delle problematiche di settore atto a circoscrivere le persistenti criticità del processo di liberalizzazione.
Roma lì 31 Maggio 2010
DURC IN ATTESA DEL REGOLAMENTO ATTUATIVO DEL CODICE APPALTI
Dure in attesa del regolamento attuativo del Codice appalti J n attesa dell`approvazione del Regolamento attuativo del Codice degli appalti, la questione della durata della validità del Documento unico di regolarità contributiva è ancora oggetto di dibattito dottrinale tra i sostenitori della validità mensile, sia per la partecipazione all`affidamento dei lavori che per consentire il regolare pagamento delle fatture, e coloro che invece propendono per la validità trimestrale del certificato. A tale riguardo, nemmeno giova l`interpretazione ondivaga dell`Autorità di vigilanza sui contratti pubblici che nel parere 31/2009 (peraltro non vincolante nemmeno per le parti in causa) si pronunciava per la validità mensile e limitata a una sola fase lavorativa, mentre nella recente determinazione n. 112010 affermala validità trimestrale del Durc in quanto ciò consente alle stazioni pubbliche appaltanti di estendere la garanzia della regolarità su un maggiore periodo che può comprendere anche più fasi lavorative.
L`interpretazione è tra l`altro carente laddove manca di menzionare l`art. 41, dpr 445/2000 (T.u. sulla documentazione amministrativa) quale regola generale la quale prevede che «i certificati rilasciati dalle pubbliche amministrazioni attestanti stati, qualità personali e fatti non soggetti a modificazioni hanno validità illimitata. Le restanti certificazioni hanno validità di sei mesi dalla data di rilascio se disposizioni di legge o regolamentari non prevedono una validità superiore». A parte il rilievo che nella procedura di rilascio del Durc interviene la Cassa edile che è un ente terzo alla pubblica amministrazione (per cui il documento unico potrebbe non essere considerato una cer- tificazione pubblica, come lo è invece il singolo certificato di regolarità rilasciato da Inps e Inail), va detto che a tale norma di carattere generale si contrappone e prevale la norma speciale quale è l`art. 39 septies della legge 51/2006 che dispone, appunto, che il Durc, di cui all`art. 3, comma 8 legge n. 494/1996 - ora art. 90, dlgs 8112008, ha validità di tre mesi. La validità trimestrale del Durc viene però messa in discussione dal successivo decreto ministeriale 24 ottobre 2007 che mentre al comma 1 art. 7 dichiara la validità mensile del Durc ai soli fini della fruizione dei benefici normativi e contributivi, al comma 2 del medesimo articolo 7 dispone che nel solo settore degli appalti privati il documento di regolarità contributiva, di cui all`art. 39 della Legge 51/2006, ha validità trimestrale.
Naturalmente la disposizione ministeriale non può avere la velleità di operare un`interpretazione autentica dell`art 39 della legge 51/2006 perché ciò richiederebbe una fonte di pari rango. Né la disposizione stessa indica quale sarebbe la diversa validità temporale del Durc negli appalti pubblici. Praeter legem è anche la interpretazione che ne ha dato l`Inail con propria Circolare del 5 febbraio 2008, n. 7, laddove afferma il principio secondo cui la validità del Durc, relativamente agli appalti pubblici, «è limitata alla fase per la quale il certificato è stato richiesto (ad es. la stipula del contratto, il pagamento del Sal ecc.)». 11 problema della validità temporale del Durc porta con sé anche dei risvolti di ordine pratico cui si è tentato di porre rimedio con la Legge 28 gennaio 2009, n. 2 (Misure di semplificazione per le famiglie e le imprese). Sancisce, infatti, l`art. 16-bis comma 10 che «le stazioni appaltanti pubbliche acquisiscono d`ufficio, anche attraverso strumenti informatici, il documento unico di regolarità contributiva (Durc) dagli Istituti preposti e dagli enti abilitati in tutti i casi in cui è richiesto dalla legge». Pertanto, le stazioni appaltanti da un lato, esonerando le imprese dalla presentazione della certificazione di regolarità, l`acquisirebbero esse stesse presso la Cassa edile, l`Inps e l`Inail e dall`altro possono risolvere i problemi di validità del certificato consultando direttamente, attraverso l`ausilio dei mezzi informatici, gli archivi degli stessi enti.
A più di un anno dalla sua entrata in vigore, però, la disposizione non ha trovato ancora applicazione e sarà, oltretutto, interessante notare quale coordinamento si avrà con l`emanando Regolamento di esecuzione del Codice dei contratti pubblici, la cui bozza prevede, al contrario, un generale obbligo di trasmissione del Durc alle stazioni appaltanti da parte delle imprese. Tra l`altro, sempre nella bozza del Regolamento sembra riproporsi la scadenza semestrale propria delle certificazioni pubbliche, laddove si prevede che nel caso in cui: - tra la stipula del contratto e il primo Sal o il primo accertamento delle prestazioni relative alla fornitura o al servizio affidato; - oppure tra due successivi Sal o due successivi accertamenti dei servizi e delle forniture resi; - intercorra un lasso di tempo superiore a 180 giorni, le imprese appaltatrici e i subappaltatori trasmettono un nuovo Durc aggiornato, affinché l`ente aggiudicatone posa tenere sotto controllo il mantenimento della regolarità contributiva da parte dei contraenti.
Il mercato degli appalti pubblici leva strategica per la crescita e la competitività del paese “Il mercato degli appalti pubblici riveste un importante fattore anticiclico – ha dichiarato oggi il Presidente dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici Luigi Giampaolino a margine dell’audizione tenuta alla Camera sulle autorità indipendenti – e può contribuire in maniera significativa a far uscire il Paese da questa grave crisi.” Nel corso del 2009 sono state attivate dalle stazioni appaltanti 51.021 gare per un ammontare complessivo posto a base d’asta pari a 79.364 milioni di euro. La domanda complessiva attivata dai contratti pubblici nel 2009 è cresciuta del 4,8% rispetto all’anno precedente (in termini assoluti è passata da 75.742 milioni di euro a 79.364 milioni di euro), a fronte di una riduzione del PIL, in base a quanto diffuso dai competenti soggetti istituzionali, del 5%. Tale risultato è dovuto esclusivamente agli appalti afferenti ai Settori Speciali (in particolare acqua, gas, trasporti) che sono aumentati del 23% (in valore assoluto passati da 16.987 milioni di euro a 20.890 milioni di euro) mentre si è registrata una sostanziale stabilità degli appalti banditi nei Settori Ordinari, ridotti solo dello 0,5%(passati da 58.755 milioni di euro a 58.474 milioni di euro). “Le stazioni appaltanti che hanno attivato gare nel corso degli anni risultano essere 13.321 e sono localizzate sull’intero territorio nazionale e la maggior parte di esse è di piccole e medie dimensioni, anche questi elementi di notevole importanza per poter rispondere alla crisi”. “Perché il settore degli appalti pubblici possa dispiegare fino in fondo i propri effetti anticiclici e contribuisca anche a garantire la tenuta dei posti di lavoro è necessario però che possa contare fino in fondo su decisi elementi di concorrenzialità e di mercato”.
AVCP-Art.1 L.266-05
Roma lì, 03 Febbraio 2010
Oggetto: rischio aumento della contribuzione nel 2011, conseguenza delle misure adottate con la Legge finanziaria 2010 (art.1, c. 241)
Nell’ incontro tenutosi presso l’AVCP venerdì 29 gennaio 2010, al quale ha preso parte il Presidente arch.Claudio Paccanaro, l’Autorità ha illustrato agli stakeholders lo schema della delibera annuale (disponibile sul sito di UCSI www.ucsitalia.it ), prevista dal Codice dei contratti, con la determinazione delle contribuzioni dovute dai soggetti pubblici e privati per la partecipazione alle gare pubbliche di lavori servizi e forniture, nonché le modalità per la loro riscossione. Hanno partecipato al tavolo, rappresentanti di ABI, ANCI, ANCPL, CONFAPI, CONFARTIGIANATO, CONFCOMMERCIO, CONFERSERCENTI, CONFINDUSTRIA, CNA, ENEL, ENI, FERSERVIZI, ANCST/LEGACOOP, E LA NOSTRA UNIONE. L’Autorià ha evidenziato l’effetto fortemente negativo sul proprio bilancio 2009 e su quello revisionale 2010, 2011 e 2012 della riduzione del numero dei contratti riscontrata nel 2009.
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