Source: https://www.exeo.it/free/rimessione-in-pristino-estinzione-reato
Timestamp: 2018-10-24 03:37:51+00:00
Document Index: 102975602

Matched Legal Cases: ['art. 42', 'art 936', 'art. 42', 'art.11', 'art. 936', 'art. 936', 'art. 936', 'art. 936', 'art. 935', 'art. 937', 'art. 43', 'art. 936', 'art. 43', 'art. 936', 'art. 2041', 'art.2058', 'art. 2058', 'art. 2056', 'art. 936']

La rimessione in pristino dopo l'occupazione sine titulo
In caso di occupazione senza titolo per omessa conclusione del procedimento entro i termini, nulla è dovuto per la perdita del diritto di proprietà (dato che il proprietario non può dirsi spogliato del suo diritto). L’eventuale perdita di valore del bene va risarcita in forma specifica con la condanna dell'Ente al ripristino dell’area alle condizioni originarie In ipotesi di restituzione del bene illegittimamente occupato, l’Amministrazione è tenuta alla rimessione in pristino stato dei luoghi
In assenza di un provvedimento per l'acquisizione ai sensi dell'art. 42 bis, d.p.r. 327/2001 o di un contratto di compravendita, il soggetto espropriante è obbligato a restituire i fondi illegittimamente occupati, previa remissione in pristino con distruzione dell'opera realizzata, a semplice richiesta dei proprietari.
Nell'ipotesi in cui alla dichiarazione di pubblica utilità non abbia fatto seguito l'emanazione di un tempestivo decreto di esproprio, in base all'attuale quadro normativo l'Amministrazione ha l'obbligo giuridico di far venir meno l'occupazione sine titulo e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, restituendo l'immobile al legittimo titolare dopo aver demolito quanto ivi realizzato, atteso che la realizzazione dell'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato costituisce un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo dell'acquisto e come tale inidoneo a determinare il trasferimento della proprietà.
Nell'attuale quadro normativo l'Amministrazione ha l'obbligo giuridico di far venir meno l'occupazione "sine titulo" e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, restituendo gli immobili ai... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... demolendo quanto realizzato.
L'irreversibile trasformazione non implica l'acquisizione del bene al patrimonio dell'amministrazione il che esclude l'esistenza di una pretesa presupponente la perdita della proprietà privata; il proprietario ha diritto alla restituzione del bene occupato ed alla riduzione in pristino stato.
Dell'area occupata illegittimamente dalla P.A. (nel caso di specie) con un impianto sportivo, a seguito della mancata conclusione del procedimento, va disposta la restituzione. Resta impregiudicata tra le parti la sorte degli impianti sportivi insistenti sul lotto, dovendosi avere riguardo in tal caso alla regola di cui all'art 936 del cod.civ.: pertanto, a scelta del proprietario, la P.A. dovrà rimuovere le opere realizzate, oppure il proprietario stesso potrà ritenerle corrispondendone, a sua scelta, il valore dei materiali ed il prezzo della manodopera oppure l'aumento di valore del fondo.
Qualora non sia stato adottato alcun provvedimento di espropriazione in sanatoria ai sensi dell'art. 42 bis d.p.r. n. 327/2001, deve essere disposta la restituzione del terreno occupato illegittimamente; deve viceversa escludersi la rimozione delle opere nel frattempo realizzate dall'Amministrazione qualora ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...te sia richiesto dall'interessato il mantenimento delle stesse.
A seguito dell'annullamento della procedura espropriativa, la restituzione delle aree deve essere posta in essere considerando lo stesso stato in cui essi si trovavano al momento dell'apprensione, essendo (l'Amministrazione), tenuta a porre in essere tutti gli adempimenti necessari ad assicurare l'effettiva ed integrale restitutio in integrum del possesso in capo ai proprietari del suolo.
Il venir meno (nel caso di specie a seguito della risoluzione di accordo ex art.11 della L. 241/90), del titolo giuridico fondante sia il possesso sia, ancora, il semplice utilizzo delle aree private, l'Amministrazione non può disinteressarsi dello stato in cui si trovano i terreni che ha occupato, essendo tenuta a porre in essere tutti gli adempimenti necessari ad assicurare l'effettiva e integrale restitutio in integrum della posizione giuridica in capo ai proprietari del suolo.
L'annullamento di atti inerenti la procedura di espropriazione per pubblica utilità comporta, quale effetto ripristinatorio del giudicato in termini di adeguamento dello stato di fatto a quello di diritto, la restituzione del bene oggetto di ablazione previa riduzione in pristino nonché l'o... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...isarcire il danno da illegittimo spossessamento.
Nel caso in cui l'amministrazione non abbia mai emanato un provvedimento di espropriazione e l'originaria legittima occupazione del bene (riveniente da un provvedimento di occupazione) sia venuta poi meno in conseguenza della scadenza del termine di efficacia dello stesso e della dichiarazione di pubblica utilità, si è di fronte ad un bene di proprietà privata detenuto sine titulo dall'ente pubblico; ne consegue l'obbligo di restituzione del bene oggetto di ablazione previa riduzione in pristino.
All'annullamento degli atti di approvazione del progetto, comportante dichiarazione di pubblica utilità, (e, in via derivata, dei conseguenziali atti della procedura ablatoria che in essa rinvengono univoco antecedente logico-giuridico), accede la declaratoria dell'obbligo, in capo all'Amministrazione, di provvedere alla restituzione al ricorrente dell'area interessata dalla realizzazione dell'opera (nel caso di specie condotta fognaria), previa rimessione in pristino dell'area stessa compatibilmente, ovviamente, con l'intervento posto in essere.
In ipotesi di occupazione senza titolo di area privata per omessa conclusione del procedimento, nulla è dovuto in r... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la perdita del diritto di proprietà, non potendosi il proprietario dirsi essere stato spogliato del suo diritto. Per ciò che concerne l'eventuale perdita di valore del bene, la condanna al ripristino dell'area alle condizioni originarie costituisce risarcimento in forma specifica.
In ipotesi di restituzione del bene illegittimamente occupato, l'Amministrazione è tenuta alla rimessione in pristino stato dei luoghi.
In ipotesi di occupazione illegittima l'Amministrazione è tenuta a risarcire il danno facendo cessare la situazione di permanente, illegittima occupazione (recte: sottrazione) anzitutto in forma specifica, provvedendo alla restituzione al legittimo proprietario dei terreni utilizzati per la realizzazione dell'opera pubblica opportunamente rimessi in pristino (e, naturalmente, corrispondendo l'indennizzo per il periodo di abusiva occupazione).
Per effetto dell'annullamento degli atti impugnati, la pretesa restituzione del fondo occupato, previa totale rimozione delle opere medio tempore realizzate dall'Amministrazione resistente, si appalesa legittima in quanto l'Amministrazione, versando nella situazione di occupante sine titulo del fondo espropriato, è tenuta - dopo l'annullamento dell'art... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...r. n. 327/2001 deciso dalla Corte Costituzionale (sent. n. 283/2010) - alla restituzione del bene nella condizione nel quale lo stesso si trovava al momento dell'avvenuta illegittima occupazione.
L'annullamento di atti inerenti la procedura di espropriazione per pubblica utilità comporta, quale effetto ripristinatorio del giudicato in termini di adeguamento dello stato di fatto a quello di diritto, la restituzione del bene oggetto di ablazione previa riduzione in pristino, nonché l'obbligo di risarcire il danno da illegittimo spossessamento.
In caso di mancato acquisto dell'area occupata da parte dell'ente pubblico, si è in presenza di un'occupazione senza titolo, ossia di un illecito permanente, che consente in ogni momento al privato di chiedere, anche in via giudiziale, la restituzione del fondo e la riduzione in pristino di quanto ivi realizzato.
In ipotesi di occupazione "sine titulo", l'Amministrazione deve risarcire il danno facendo cessare la situazione di permanente, illegittima occupazione (recte: sottrazione) anzitutto in forma specifica, provvedendo alla restituzione al legittimo proprietario dei terreni utilizzati per la realizzazione dell'opera pubblica opportunamente rimessi in pristino (e, naturalm... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...spondendo l'indennizzo per il periodo di abusiva occupazione).
In caso di mancato acquisto dell'area da parte dell'ente pubblico, si è in presenza di un'occupazione senza titolo, ossia di un illecito permanente, che consente in ogni momento al privato di chiedere, anche in via giudiziale, la restituzione del fondo e la riduzione in pristino di quanto ivi realizzato, salva la preclusione sostanziale di cui all'art. 936, comma 4 e 5, c.c., in materia di rimozione di opere eseguite dal terzo sul terreno altrui.
Qualora l'occupazione del fondo sia priva di ogni valido titolo giuridico a seguito della scadenza dei termini e perdita di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità, deve accogliersi la domanda di restituzione dell'area stessa, previa riconduzione al pristino stato.
In caso di mancato acquisto a qualsiasi titolo dell'area occupata da parte dell'ente pubblico, si è in presenza di un'occupazione senza titolo, ossia di un illecito permanente, che consente in ogni momento al privato di chiedere, anche in via giudiziale, la restituzione del fondo e la riduzione in pristino di quanto ivi realizzato, salva la preclusione sostanziale di cui all'art. 936, comma 4 e 5, c.c., in materia di rimozione di opere ese... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...erzo sul terreno altrui.
In conseguenza dell'intervenuto annullamento di tutti gli atti relativi alla procedura ablatoria, l'Amministrazione è tenuta a restituire l'area occupata; qualora sia stata posta in essere un'attività comportante alterazione dei luoghi, il proprietario ha diritto al ripristino ed a fruire dell'area nelle medesime condizioni, in cui la stessa si trovava prima dell'immissione in possesso.
Il consenso verbale del proprietario all'occupazione di parte del proprio terreno per la realizzazione dell'opera pubblica, nonché per la realizzazione dei lavori necessari, pur non avendo effetto traslativo, deve ritenersi tuttavia produttivo di effetti giuridici quanto alla modificazione dell'area, posto che al riguardo non è richiesta alcuna forma per la manifestazione del consenso; deve quindi essere rigettata la domanda dell'attore di riduzione in pristino della porzione di terreno interessato dalle modifiche e oggetto di restituzione.
La cessazione del potere pubblicistico ablativo conseguente alla scadenza dei termini per la realizzazione delle procedure di esproprio, senza che sia stato emanato il relativo decreto o comunque posto in essere un valido atto traslativo della proprietà, de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...piena reviviscenza del diritto dominicale in capo al titolare del fondo. L'occupazione del terreno da parte dell'Amministrazione deve quindi essere qualificata come illecito ed il proprietario ha diritto a riottenerne il possesso.
In caso di mancato acquisto dell'area da parte dell'ente pubblico, si è in presenza di un'occupazione senza titolo, ossia di un illecito permanente, che consente in ogni momento al privato di chiedere, anche in via giudiziale, la restituzione del fondo e la riduzione in pristino di quanto ivi realizzato, salva, ove ritenuta applicabile, la preclusione sostanziale di cui all'art. 936, comma 4 e 5, c.c., in materia di rimozione di opere eseguite dal terzo sul terreno altrui.
In caso di mancato acquisto dell'area irreversibilmente trasformata da parte dell'ente pubblico, si è in presenza di un'occupazione senza titolo, ossia di un illecito permanente, che consente in ogni momento al privato di chiedere, anche in via giudiziale, la restituzione del fondo e la riduzione in pristino di quanto ivi realizzato, salva la preclusione sostanziale di cui all'art. 936, comma 4 e 5, c.c., in materia di rimozione di opere eseguite dal terzo sul terreno altrui.
E' del tutto irrilevante, nell'ottica della restit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...bene occupato sine titulo, a cui l'Amministrazione va condannata previa riduzione in pristino, che sia stata realizzata l'opera pubblica nella misura in cui questa ha modificato la destinazione originaria del cespite e recato un pregiudizio patrimoniale e non a carico dei ricorrenti; ciò è peraltro compatibile con la restituzione del cespite e facoltà dello ius tollendi concessa al proprietario dei manufatti alle condizioni previste dall'art. 935 c.c., comma 1 e art. 937 c.c..
In ipotesi di occupazione illegittima l'Amministrazione deve risarcire il danno facendo cessare la situazione di permanente, illegittima occupazione (recte: sottrazione) anzitutto in forma specifica, provvedendo alla restituzione ai legittimi proprietari dei terreni utilizzati per la realizzazione dell'opera pubblica opportunamente rimessi in pristino (e, naturalmente, corrispondendo l'indennizzo per il periodo di abusiva occupazione).
In mancanza di accordo con effetti traslativi della proprietà delle aree occupate illegittimamente, l'Amministrazione deve emettere formale provvedimento con cui disporre la restituzione delle aree a suo tempo occupate, opportunamente ripristinate, impregiudicate le questioni consequenziali in ordine al ristoro relati... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...pazione illegittima.
Sono le parti a dover concordare le modalità di restituzione dei beni conformati dall'Amministrazione alla destinazione di PRG (nel caso di specie attrezzature ed impianti di interesse generale), in virtù del possesso degli stessi. Non si pone affatto la necessità di interventi materiali ripristinatori, vanificando l'opera realizzata; quel che va considerato, infatti, ai fini della restituzione, non è la situazione obiettiva antecedente all'illegittima espropriazione (terreni incolti), ma quella giuridicamente attuabile da parte del proprietario che resta sempre nell'ambito della destinazione di zona impressa.
In ipotesi di utilizzo dei fondi da parte della P.A. posto in essere in assenza di dichiarazione di pubblica utilità valida ed efficace, per effetto dell'annullamento in sede giudiziale, i proprietari dell'area sulla quale sono state eseguite le opere hanno diritto alla restituzione, accompagnata dalla rimozione delle opere ivi eseguite e dal ripristino del soprassuolo (recinzione) e delle colture insistenti al momento dell'occupazione.
In assenza di un atto/fatto acquisitivo della proprietà da parte dell'Amministrazione, deve essere riconosciuta la persistenza della... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...grave; in capo al titolare; deve essere pertanto disposta la restituzione del bene, con rimozione dell'opera realizzata sulla stessa.
L'annullamento di atti inerenti la procedura di espropriazione per pubblica utilità comporta, quale effetto ripristinatorio del giudicato in termini di adeguamento dello stato di fatto a quello di diritto, la restituzione del bene oggetto di ablazione previa riduzione in pristino.
Nel solco della giurisprudenza della C.E.D.U, in ipotesi di annullamento degli atti del procedimento, va disposta la restituzione dell'area occupata, previo ripristino nella consistenza e condizioni antecedenti l'occupazione.
In ipotesi di annullamento degli atti del procedimento per violazione delle garanzie di partecipazione procedimentale, l'Amministrazione va condannata alla restituzione del bene previo sua riduzione in pristino ove intervenuti, nelle more, atti di trasformazione dei luoghi.
La restituzione del bene illegittimamente occupato e trasformato presuppone l'eliminazione delle costruzioni realizzate.
La restituzione del bene, illegittimamente occupato, non implica necessariamente l'abbattimento dell'opera pubblica che sopra vi insista. Il privato potrebbe optare per la conserv... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ssa onde poterla sfruttare economicamente.
In ipotesi di restituzione del bene illegittimamente trasformato l'Amministrazione è tenuta alla riduzione in pristino dello stato dei luoghi.
A seguito dell'annullamento della dichiarazione di PU ed atti conseguenti, va disposta la restituzione del bene nel pristino stato, in conformità della richiesta del legittimo proprietario.
A seguito di annullamento del decreto di esproprio grava sull'Amministrazione l'obbligo di restituire l'area alla ricorrente nelle stesse condizioni di fatto in cui si trovava al momento della materiale apprensione.
L'Amministrazione, la quale subisca l'annullamento degli atti della procedura di esproprio, ha l'obbligo di restituire i suoli espropriati nello stato in cui si trovavano al momento dell'apprensione, a meno che ciò non risulti oggettivamente impossibile per circostanze sopravvenute; ciò in quanto il disposto annullamento giudiziale comporta il venir meno del titolo giuridico fondante l'acquisizione dell'area ma non la reintegra nel possesso degli originari proprietari.
In ipotesi di occupazione illegittima ed irreversibile trasformazione del bene, in mancanza di accordo tra le parti e di emanazion... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...edimento di acquisizione ex art. 43 DPR 327/2001, l'Amministrazione è tenuta alla restituzione del bene previa sua riduzione in pristino.
La restituzione del bene illegittimamente occupato per opera viaria è astrattamente possibile mediante la rimozione del manto di asfalto a suo tempo realizzato.
A fronte dell'obbligo di restituzione delle aree illegittimamente apprese non può essere eccepita l'impossibilità di assicurare l'effettiva e integrale restitutio in integrum, in presenza di manufatti facilmente amovibili.
L'art. 936 c.c. presuppone che le opere realizzate abbiano arrecato un aumento di valore del fondo sul quale insistono; ne consegue che in ipotesi di annullamento del provvedimento acquisitivo ex art. 43 DPR 327/2001, l'Autorità amministrativa non può invocare a proprio favore l'art. 936, comma terzo, al fine di evitare la remissione in pristino, qualora le opere realizzate non comportino un aumento di valore del fondo.
In ipotesi in cui l'Amministrazione ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rre la restituzione del bene illegittimamente utilizzato per la realizzazione di opere pubbliche per non avere adottato provvedimento di acquisizione sanante, ove effettivamente ricorra l'esigenza di salvaguardare l'economia pubblica, il Giudice può disporre che l'opera venga conservata e si continui ad utilizzarla secondo la sua destinazione, con obbligo per l'Amministrazione di corrispondere al legittimo proprietario un congruo canone d'affitto, salvo che il privato non ritenga di utilizzarla direttamente, in ogni caso conformemente alla sua destinazione pubblica.
In ipotesi in cui l'Amministrazione debba disporre la restituzione del bene illegittimamente utilizzato per la realizzazione di opere pubbliche per non avere adottato provvedimento di acquisizione sanante, lo spreco di denaro pubblico che si avrebbe per effetto della riduzione in pristino e/o della restituzione del terreno e dell'opera, può essere evitato, o almeno contenuto in buona parte, svolgendo azione di indebito arricchimento ai sensi dell'art. 2041 c.c., allo scopo di recuperare il valore dell'opera realizzata sul terreno del privato.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ndanna alla mera restituzione del bene illegittimamente occupato non risulta satisfattoria per il proprietario, in presenza di trasformazioni subìte dal bene e consistenti (nel caso di specie) nella demolizione in ragione dell'occupazione di manufatti insistenti sul bene medesimo e lavori di di sbancamento delle aree; ne consegue che in modo complementare alla restituzione, in corrispondenza di queste voci di danno, deve essere disposta la condanna al risarcimento per equivalente del danno patrimoniale subito.
L'amministrazione in sede di restituzione del bene illegittimamente occupato può scegliere di procedere a proprie spese al ripristino dello stato dei luoghi o, in alternativa, di formulare al proprietario una proposta di risarcimento dei danni per equivalente.
In ipotesi di restituzione del bene illegittimamente occupato sono a carico dell'Amministrazione gli oneri di riduzione in pristino.
In ipotesi di restituzione del bene occupato sussiste l'obbligo per l'Ente espropriante di ripristino nello stato preesistente ovvero di tenere indenne la proprietà dalle spese necessarie per il ripristino stesso.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rcimento del danno atto a tenere indenne il proprietario dalle spese necessarie per il ripristino del bene restituito deve essere rapportato ai soli importi necessari per il ripristino della situazione preesistente e non anche a quelli correlati ad eventuali migliorie o alle ordinarie operazioni connesse con la coltivazione.
La richiesta di ottenere il c.d. "risarcimento in forma specifica" (ossia la perfetta "restituito in integrum" del bene), che di regola costituisce l'obiettivo principale di ogni azione risarcitoria perché è quello che meglio assicura (rectius: realizza) il ripristino della situazione quo ante, qualora si risolva in una pretesa che aggrava eccessivamente, perché oltre l'effettiva consistenza del danno, l'onere risarcitorio del debitore senza peraltro produrre un vantaggio reale - e cioè economicamente apprezzabile - per il creditore, rischiando di assumere - almeno tendenzialmente - le connotazioni dell'atto emulativo, non appare assistita da alcun interesse meritevole di tutela.
Non può ritenersi che il "risarcimento per equivalente" (ai sensi dell'art.2058, comma... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ice civile) debba comunque includere - quale "pretium doloris" ed a prescindere dalla concreta "restitutio in integrum" - una somma pari al costo da affrontare per conseguire la perfetta rimessa in pristino, anche se quest'ultima si riveli in concreto "eccessivamente onerosa". In tal caso, il calcolo della somma da corrispondere a tale titolo deve essere riferito alla differenza fra il bene integro (e cioè nel suo stato originario) ed il bene leso o danneggiato e non già ai costi effettivamente occorrenti per la riparazione.
L'art. 2058 c.c., comma 2, non trova applicazione nelle azioni intese a far valere un diritto reale; viceversa in ipotesi di azioni intese ad ottenere il risarcimento del danno da responsabilità aquiliana, come nel caso in cui, ottenuta la restituzione del bene, si continui a discutere della quantificazione del danno conseguente all'illecito, è da escludere la legittimità del ricorso alla reintegrazione in forma specifica qualora, per le circostanze del caso concreto, le spese necessarie ad essa sarebbero superiori rispetto alla somma alla quale avrebbe diritto il danneggiato ex art. 2056 c.c., in quanto in tal caso, lo stesso riceverebbe dalla reintegrazione una ingiustificata locupletazione.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one in ordine alla ricorrenza del presupposto della eccessiva onerosità della reintegrazione in forma specifica, rientra nell'area dei giudizi di fatto riservati al giudice del merito, non sindacabili, in quanto tali, in sede di legittimità, ove immuni da vizi logici o giuridici di motivazione.
In caso di mancato acquisto dell'area illegittimamente occupata da parte dell'Ente pubblico, la restituzione del fondo e la riduzione in pristino di quanto ivi realizzato, resta soggetta alla disciplina di cui agli artt. 934 e ss cc., ed alla preclusione sostanziale di cui all'art. 936 commi 4 e 5 Cod. civ., in materia di rimozione di opere eseguite dal terzo sul terreno altrui.