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Timestamp: 2018-04-23 07:36:20+00:00
Document Index: 135099931

Matched Legal Cases: ['art. 90', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 360', 'art. 398', 'art. 90', 'art. 185', 'art. 124']

Le conseguenze giuridiche derivanti dalla mancata osservanza dell’art. 90-bis c.p.p.: nullità o mera irregolarità? :: Antonio Di Tullio D'Elisiis
Homepage>Le conseguenze giuridiche derivanti dalla mancata osservanza dell’art. 90-bis c.p.p.: nullità o mera irregolarità?
«Art. 90-bis. (Informazioni alla persona offesa). - 1. Alla persona offesa, sin dal primo contatto con l'autorita' procedente, vengono fornite, in una lingua a lei comprensibile, informazioni in merito: a) alle modalita' di presentazione degli atti di denuncia o querela, al ruolo che assume nel corso delle indagini e del processo,al diritto ad avere conoscenza della data, del luogo del processo e della imputazione e, ove costituita parte civile, al diritto a ricevere notifica della sentenza, anche per estratto; b) alla facolta' di ricevere comunicazione dello stato del procedimento e delle iscrizioni di cui all'articolo 335, commi 1 e 2; c) alla facolta' di essere avvisata della richiesta di archiviazione; d) alla facolta' di avvalersi della consulenza legale e del patrocinio a spese dello Stato; e) alle modalita' di esercizio del diritto all'interpretazione e alla traduzione di atti del procedimento; f) alle eventuali misure di protezione che possono essere disposte in suo favore; g) ai diritti riconosciuti dalla legge nel caso in cui risieda in uno Stato membro dell'Unione europea diverso da quello in cui e' stato commesso il reato; h) alle modalita' di contestazione di eventuali violazioni dei propri diritti; i) alle autorita' cui rivolgersi per ottenere informazioni sul procedimento; l) alle modalita' di rimborso delle spese sostenute in relazione alla partecipazione al procedimento penale; m) alla possibilita' di chiedere il risarcimento dei danni derivanti da reato; n) alla possibilita' che il procedimento sia definito con remissione di querela di cui all'articolo 152 del codice penale, ove possibile, o attraverso la mediazione; o) alle facolta' ad essa spettanti nei procedimenti in cui l'imputato formula richiesta di sospensione del procedimento con messa alla prova o in quelli in cui e' applicabile la causa di esclusione della punibilita' per particolare tenuita' del fatto; p) alle strutture sanitarie presenti sul territorio, alle case famiglia, ai centri antiviolenza e alle case rifugio».
Ciò posto, chi scrive si permette sommessamente di tracciare una linea argomentativa diversa da quella appena evidenziata volta - nell’ottica di un effettivo rafforzamento delle garanzie difensive, riconosciute alla parte offesa per effetto dell’entrata in vigore dell’art. 90 bis c.p.p. - a sanzionare concretamente, e quindi a livello procedurale, la violazione di questo dettato normativo.
Basti pensare, ad esempio, al diritto riconosciuto alla vittima in sede di incidente probatorio di «nominare un proprio consulente di parte che intervenga all'espletamento della prova»[4].
Ad esempio, in materia di accertamenti tecnici non ripetibili (art. 360 c.p.p.), è stato postulato in sede nomofilattica che l’«omissione dell'avviso all'indagato, alla persona offesa e ai difensori di accertamenti irripetibili integra un'ipotesi di nullità di ordine generale a regime intermedio»[7].
Gli ermellini sono giunti alle medesime conclusioni per quanto attiene la fase introduttiva dell’incidente probatorio (art. 398 c.p.p.) poiché, nell’affermare che la «persona indagata non è legittimata, per carenza di interesse, alla deduzione della nullità conseguente all'omessa comunicazione della data dell'incidente probatorio alla persona offesa»[8], i giudici di legittimità hanno lasciato chiaramente intendere, argomentando a contrario, che la parte offesa ben potrebbe, ove possibile, dedurre questa nullità avendone sicuramente interesse a eccepirla.
In conclusione, fermo restando che permane il nodo da sciogliere circa il modo in cui una nullità di questo tipo potrà essere accertata (chi scrive ritiene che si possa individuare la nullità nel vizio che eventualmente connota l’atto in cui si concreta il primo contatto della parte offesa con l'autorita' procedente, per poi farla riverberare sull’atto consecutivo (o contestuale a questo) in cui dovevano essere menzionate le informazioni di cui all’art. 90 – bis c.p.p. a norma dell’art. 185 c.p.p.), lo scrivente ritiene comunque di aderire a quanto espresso da parte dell’Ufficio del Massimario nella parte in cui si afferma come tale problematica non potrà che essere risolta «in sede di applicazione»[9] ove «si misureranno le conseguenze pratiche delle eventuali violazioni, fermo restando il generale obbligo di osservanza delle norme, sancito all’art. 124 cod. proc. pen.»[10].
[1]Corte Suprema di Cassazione, Ufficio del Massimario, Servizio penale, a cura di M. Guerra, rel. III/02/2016, Norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato: prima lettura del d.lgs. 212 del 20152 febbraio 2016, in https://www.cortedicassazione.it/cassazione-resources/resources/cms/documents/RelIII_0216_.pdf.
[6]Ex plurimibus: Cass. pen., sez. IV, 12/08/1985, in Cass. pen., 1987, 121; Giust. pen., 1986, III, 283 («L'istanza di rimessione del procedimento ad altro giudice per legittimo sospetto va notificata, a pena di decadenza, alle altre parti private e quindi anche alla parte offesa, indipendentemente dalla costituzione di parte civile»); Cass. pen., sez. II, 14/02/1979, in Cass. pen., 1980, 1138; Giust. pen., 1980, III, 301 («All'interrogatorio dell'imputato hanno diritto ad assistere solo il difensore di quest'ultimo e quello delle altre parti private (cioè della persona offesa o danneggiata dal reato, anche se non costituita parte civile, del responsabile civile e della persona civilmente obbligata per l'ammenda), e non anche il difensore degli altri coimputati, stante l'autonomia del rapporto processuale di ciascun soggetto incriminato. Da ciò non deriva alcuna disparità di trattamento e non è configurabile alcun contrasto con i principi costituzionali»).
[9]Corte Suprema di Cassazione, Ufficio del Massimario, Servizio penale, a cura di M. Guerra, rel. III/02/2016, Norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato: prima lettura del d.lgs. 212 del 20152 febbraio 2016, in https://www.cortedicassazione.it/cassazione-resources/resources/cms/documents/RelIII_0216_.pdf.