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Timestamp: 2017-12-15 00:27:53+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 18', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 18']

A seguito della cessazione del contratto d’appalto, veniva intimato il licenziamento per GMO ad un autista, la cui posizione lavorativa era stata soppressa. La Cassazione chiarisce il "perché" non siano stati violati gli obblighi di correttezza e buona fede nella scelta dei lavoratori da licenziare.
L’estensione dei termini di decadenza e di inefficacia dell’impugnazione trova applicazione con riguardo al dato oggettivo costituito dalla invalidità del licenziamento, non assumendo rilievo la categoria legale di appartenenza del lavoratore. Lo precisa la Corte di Cassazione, con sentenza n. 22627/2015.
Legittima l’opposizione fuori termine
La Suprema Corte, con sentenza n. 22355/2015, ha confermato il principio di diritto già espresso secondo il quale l’osservanza del termine a comparire (a garanzia del diritto di difesa) non trova ostacolo nel principio della giusta durata del processo.
Limiti temporali per l’impugnabilità del licenziamento
La Cassazione, con sentenza n. 20068/2015, afferma che il termine di decadenza per l’impugnativa del licenziamento decorre dalla trasmissione dell'atto scritto di impugnazione del recesso e non dalla data di perfezionamento dell'impugnazione per effetto della sua ricezione da parte del datore di lavoro.
Diritto di opzione ex art. 18: irreversibilità e autonomia dalle vicende processuali
La Cassazione, con sentenza n. 4874 depositata l’11 marzo 2015, ha precisato che tanto il diritto alla reintegrazione quanto quello all’indennità sostitutiva presuppongono l’accertamento dell’illegittimità del licenziamento e ne seguono la sorte: ciò che esula dagli effetti espansivi della sentenza di riforma è solo il diritto del lavoratore di scegliere tra i due.
Impugnazione del licenziamento. Il principio dell'immediatezza del ricorso è relativo
Il principio dell’immediatezza della contestazione dell’addebito e quello della tempestività del recesso del datore di lavoro devono essere intesi in senso relativo, ben potendo giustificarsi l’intercorrere di un lasso di tempo, tra cognizione dei fatti e contestazione del licenziamento, funzionale ad una ponderata valutazione delle condotte contestate.
L’illegittimità del procedimento disciplinare a carico del dirigente pubblico licenziato
08 Febbraio 2015 | di La Redazione
In tema di licenziamento di un dirigente dalla p.a. per responsabilità disciplinare, il parere del Comitato dei Garanti ha carattere obbligatorio ma non vincolante nei confronti della parte datoriale, alla quale deve essere attribuita l’esclusiva competenza per l’intero procedimento disciplinare. Inoltre, ove il licenziamento si basi su contestazioni generiche che impediscano un concreto accertamento delle condotte illegittime contestate, il provvedimento di recesso dal rapporto lavorativo è illegittimo, con il conseguente intervento dell’art 18 dello Statuto dei Lavoratori, pacificamente applicabile anche al pubblico impiego privatizzato.
Licenziamento illegittimo. Spetta al lavoratore provare esistenza ed entità del danno
05 Febbraio 2015 | di La Redazione
L’unica possibile forma di liquidazione di ogni danno privo delle caratteristiche della patrimonialità è quella equitativa: il ricorso a questo criterio è insito in tale tipologia di danno e nella funzione del risarcimento mediante la dazione di una somma di denaro, che non è reintegratrice di una diminuzione patrimoniale, ma compensativa di un pregiudizio non economico.