Source: https://www.file-pdf.it/2015/04/09/circolare-aprile-2015/
Timestamp: 2019-07-19 14:41:52+00:00
Document Index: 89508284

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art.1', 'art.1', 'art.1', 'art.38', 'art.13', 'art.17', 'art.1', 'art.1', 'art.17', 'art.38', 'art.2', 'art.17', 'art.12', 'art.7', 'art.17', 'art.74', 'art.3', 'art.3', 'art.12', 'art.7', 'art.199', 'art.17', 'art.17', 'art.17', 'art.8', 'art.34', 'art.74', 'art.74', 'art.11', 'art.48', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.1']

Le informative per l’azienda da mar mil - circolare aprile 2015 pdf - File PDF .it
circolare aprile 2015 .pdf
Nome del file originale: circolare aprile 2015.pdf
Titolo: Le informative per l’azienda
Autore: mar_mil
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circolare aprile 2015.pdf (PDF, 897 KB)
Essendo scaduta il 31 marzo 2015 l’operatività del vecchio “Accordo per il Credito 2013”, così come
previsto dall’art.1 co.246 L. n.190/14, l’ABI assieme ai rappresentanti delle imprese ha approvato le nuove
misure finalizzate a promuovere l’accesso al credito delle pmi e a sostenere le imprese che si trovano in
temporanea difficoltà finanziaria. Il nuovo accordo consente principalmente:
 la sospensione per 12 mesi del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti a medio
 la sospensione per 12 mesi ovvero per 6 mesi del pagamento della quota capitale implicita nei canoni di
operazioni di leasing rispettivamente immobiliare o mobiliare;
 l’allungamento di 3 anni della durata dei mutui chirografari e di 4 anni della durata dei mutui ipotecari.
Le operazioni di sospensione e di allungamento saranno concesse solo qualora non siano già stati fruiti
relativamente agli stessi contratti nei 24 mesi precedenti la data di presentazione delle istanze. Sono state,
inoltre, istituite le misure denominate “Imprese in Sviluppo” per il finanziamento dei progetti
imprenditoriali di investimento e per il rafforzamento della struttura patrimoniale delle imprese e
“Imprese e P.A.” per lo smobilizzo dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica
Amministrazione. L’accordo ha validità fino al 31 dicembre 2017 e una Informativa approfondita sarà
rilasciata nella Circolare in uscita a inizio maggio.
(Associazione Bancaria Italiana e Associazioni imprenditoriali, Accordo per il Credito 2015, 31/03/2015)
Anche per il 2014 escluse le operazioni sotto i 3.000 euro per agenzie di viaggio e commercianti al minuto
I commercianti al minuto e i soggetti equiparati e le agenzie di viaggio possono non segnalare le operazioni
attive inferiori a 3.000 euro al netto dell’Iva nello spesometro da presentare telematicamente all’Agenzia
delle Entrate per il periodo di imposta 2014. L’Agenzia delle Entrate ha in tal modo escluso relativamente
ai commercianti al minuto e alle agenzie di viaggio le operazioni che potevano non essere inserite anche
negli spesometri dei periodi di imposta 2012 e 2013. Il provvedimento del 31 marzo 2015, inoltre, esonera
dall’obbligo di presentazione dello spesometro gli enti pubblici.
(Agenzia delle Entrate, Provvedimento, 31/03/2015)
Pubblicato l’elenco delle pubbliche Amministrazioni obbligate a ricevere fatture elettroniche
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha individuato l’elenco delle pubbliche Amministrazioni
obbligate a ricevere la fattura dai propri fornitori in formato elettronico per il tramite del Sistema di
Interscambio dal 31 marzo 2015. Gli enti pubblici interessati sono individuati normativamente:
 all’art.1, co.2 D.Lgs. n.165/01;
 all’art.1, co.2 L. n.196/09;
 all’art.1, co.209 L. n.244/07.
(Ministero dell’Economia e delle Finanze, Circolare n.1/DF, 09/03/2015)
Oggetto: CREDITI IVA TRIMESTRALI E MODELLO TR –
AL DEBUTTO IL VISTO DI CONFORMITÀ PER I RIMBORSI
Con Provvedimento direttoriale del 20 marzo 2015 l’Agenzia delle Entrate ha approvato il nuovo modello
TR con le relative istruzioni.
 la previsione all’art.38-bis d.P.R. n.633/72 di nuove regole in tema di rimborsi Iva, introdotte dall’art.13
D.Lgs. n.175/14 (Decreto Semplificazioni Fiscali);
 l’introduzione di un nuovo art.17-ter d.P.R. n.633/72 che prevede il meccanismo dello split payment, ad
opera della Legge di Stabilità 2015 (art.1, co.629, lett. b) L. n.190/14).
Il nuovo modello dovrà essere impiegato a partire dal mese di aprile per richiedere il rimborso o l'utilizzo in
compensazione del credito Iva maturato nel primo trimestre del 2015.
Viene prevista, anche per i rimborsi trimestrali di importo superiore a 15.000 euro, la possibilità di richiesta
dell’eccedenza di imposta detraibile senza dover prestare la garanzia quando l’istanza di rimborso è dotata del
visto di conformità o della sottoscrizione dell’organo di controllo e dell’attestazione patrimoniale e
contributiva. Per consentire l’apposizione del visto di conformità o, in alternativa, la sottoscrizione da parte
dell’organo di controllo, nonché l’attestazione delle condizioni patrimoniali e contributive viene integralmente
riformata nel nuovo modello la sezione 3 che lo scorso anno era riservata ai contribuenti virtuosi.
Viene introdotto nel modello il nuovo rigo TA13 dedicato alle operazioni in regime di split payment, riferibili
alle cessioni di beni e prestazioni di servizi rese nei confronti delle pubbliche amministrazioni, per le quali
l’Iva in fattura deve essere versata direttamente dall’amministrazione pubblica committente.
Con l’articolo 8 D.M. 23 gennaio 2015, che dà attuazione al dettato dell’art.1, co.630 L. n.190/14 (Legge di
Stabilità per il 2015), i soggetti passivi che effettuano le operazioni di cui all’art.17-ter d.P.R. n.633/72
vengono inclusi - già a partire dalle richieste di rimborso relative al primo trimestre dell'anno d'imposta
2015 - fra le categorie di contribuenti per i quali i rimborsi dell’Iva sono da eseguirsi in via prioritaria, ai
sensi dell’art.38-bis, co.10 del Decreto Iva. Con il successivo D.M. datato 20 febbraio 2015 vengono
apportate modifiche al D.M. 23 gennaio 2015 al fine di eliminare i criteri previsti dall'art.2 D.M. 22 marzo
2007 per coloro che sono ammessi al citato rimborso in via prioritaria.
Rettifica tra compensazione e rimborso
Viene prevista nel frontespizio una casella “Rettifica utilizzo credito” che va barrata nel caso in cui si
intenda variare - secondo le istruzioni fornite dall’Agenzia con la Risoluzione n.99/E/14 - la modalità di
utilizzo del credito espressa in sede di presentazione del modello TR.
L’utilizzo del modello TR
Circolare mensile per l’impresa – aprile 2015
Il credito Iva che si forma nelle liquidazioni periodiche mensili o trimestrali può essere utilizzato,
ordinariamente, solo in compensazione verticale (per abbattere il debito Iva delle liquidazioni successive).
In alcune situazioni è, però, possibile utilizzare in compensazione orizzontale il credito Iva emergente dalla
liquidazione trimestrale ovvero chiederne il rimborso, previa presentazione telematica di un apposito
modello denominato TR.
Si ricorda che, in caso di utilizzo in compensazione orizzontale del credito Iva trimestrale, tale
compensazione è ammessa già dalla data di presentazione del modello sino a 5.000 euro; per la parte
eccedente occorre attendere il giorno 16 del mese successivo.
In particolare, con la presentazione del modello TR si può ottenere la possibilità di compensare il credito
scaturente da ciascuno dei primi 3 trimestri dell’anno ovvero di chiederne il rimborso all’Erario (il credito
del quarto trimestre viene utilizzato in compensazione o chiesto a rimborso attraverso la presentazione
della dichiarazione Iva annuale).
È bene precisare che diversamente da quanto previsto per le richieste di credito trimestrale a rimborso
(novità esaminata in precedenza), la richiesta in compensazione del credito Iva trimestrale eccedente la
soglia (complessivamente intesa per i tre trimestri) di 15.000 euro non prevede la necessità di apporre il
visto di conformità da parte del professionista.
Si tratta di una differenza (forse ingiustificata) rispetto alla compensazione del credito emergente dalla
dichiarazione annuale Iva e che determina minori verifiche e minori responsabilità e, conseguentemente,
minori costi per i contribuenti.
Si invitano pertanto tutti i contribuenti che gestiscono autonomamente la contabilità a tenere
accuratamente e tempestivamente monitorato il credito Iva periodico risultante alla fine di ogni
trimestre e, in caso di crediti significativi, contattare quindi lo Studio per valutare la possibilità e
opportunità di presentare il modello TR.
Oggetto: IL GOVERNO CONCEDE “CREDITO”
Lo scorso 27 febbraio, in attuazione al provvedimento c.d. “campolibero”, sono stati pubblicati sulla
Gazzetta Ufficiale n.48 i decreti interministeriali relativi ai crediti d’imposta per:
 l’e-commerce di prodotti agroalimentari, della pesca e dell’acquacoltura,
 le nuove reti d’impresa per la produzione alimentare.
Lo scorso 23 marzo, invece, sulla G.U. n.68 è stato pubblicato l’atteso decreto sul turismo digitale.
Le agevolazioni pubblicate in G.U. hanno contenuto e forme differenti e, quindi, esaminiamole
Il credito di imposta, valido per il triennio 2014-2016, è attribuito ai fini della digitalizzazione delle strutture
ricettive come più avanti definite e spetta in relazione alle seguenti tipologie di spesa:
 impianti wifi a condizione che l’esercizio ricettivo metta a disposizione dei propri clienti un servizio
gratuito di velocità di connessione pari ad almeno 1 Megabit/s in download,
 siti web ottimizzati per il sistema mobile,
 programmi e sistemi informatici per la vendita diretta di servizi e pernottamenti,
 per spazi e pubblicità per la promozione e commercializzazione di servizi e pernottamenti turistici sui siti
e piattaforme informatiche specializzate, anche gestite da tour operator e agenzie di viaggio,
 servizi di consulenza per la comunicazione e il marketing digitale,
 strumenti per la promozione digitale di proposte e offerte innovative in tema di inclusione e di ospitalità
per persone con disabilità,
 servizi relativi alla formazione del titolare o del personale dipendente.
Il credito compete nella misura del 30% e fino ad un massimo di 12.500 euro (il limite di spesa agevolabile è
quindi di 41.666 euro) ed è concesso in regime “de minimis”.
La richiesta del credito deve avvenire mediante domanda telematica al Ministero dei Beni e delle Attività
Culturali e del Turismo. Per le spese sostenute nell’anno 2014, la trasmissione dovrà avvenire entro 60
giorni da quando saranno rese note le modalità di trasmissione, per gli anni successivi le richieste dovranno
essere inviate dal 1° gennaio al 28 febbraio, rispettivamente, del 2016 e del 2017. Le risorse saranno
assegnate secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande.
 le strutture alberghiere con almeno 7 camere,
 gli affittacamere, gli ostelli per la gioventù, le case e appartamenti per vacanze, i residence, le case per
ferie, i bed and breakfast, i rifugi montani,
 gli esercizi ricettivi aggregati quali consorzi, reti d’impresa, ATI e organismi similari – costituite da un
esercizio ricettivo singolo (destinatario del credito) con soggetti che forniscano servizi accessori alla
ricettività, quali ristorazione, trasporto, prenotazione, promozione, commercializzazione, accoglienza
turistica e attività analoghe.
 le agenzie di viaggio e tour operator.
Il credito di imposta deve essere ripartito in 3 quote annuali di pari importo e può essere utilizzato
esclusivamente in compensazione tramite modello F24, deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi
relativa al periodo d'imposta per il quale è stato concesso e non concorre alla formazione del reddito ai fini
delle imposte sui redditi né del valore della produzione ai fini Irap.
Oggetto: L’AGENZIA PUBBLICA L’ATTESA CIRCOLARE ESPLICATIVA IN TEMA DI REVERSE CHARGE
Con la Circolare n.14/E del 27 marzo scorso l’Agenzia delle Entrate pubblica finalmente gli attesi
chiarimenti in merito alle nuove ipotesi per le quali trova applicazione il meccanismo dell’inversione
contabile o reverse charge, già in vigore a partire dalle operazioni effettuate dal 1° gennaio 2015.
La Circolare commenta, quindi, le seguenti ipotesi introdotte all’interno del comma 6 dell’art.17 del
Decreto Iva ad opera della Legge di Stabilità 2015:
 lett. a-ter) prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di
completamento relative ad edifici;
 lett. d-bis) trasferimenti di quote di emissioni di gas a effetto serra definite all'articolo 3 della direttiva
2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003, e successive modificazioni,
trasferibili ai sensi dell'art.12 della medesima direttiva 2003/87/CE, e successive modificazioni;
 lett. d-ter) trasferimenti di altre unità che possono essere utilizzate dai gestori per conformarsi alla
citata direttiva 2003/87/CE e di certificati relativi al gas e all'energia elettrica;
 lett. d-quater) cessioni di gas e di energia elettrica a un soggetto passivo-rivenditore ai sensi dell'art.7bis, co.3, lett. a).
Nessuna precisazione, invece, relativamente all’ipotesi contemplata dalla nuova lett. d-quinquies) del citato
art.17; tale ipotesi, riferita alle cessioni di beni effettuate nei confronti degli ipermercati (codice attività
47.11.1), supermercati (codice attività 47.11.2) e discount alimentari (codice attività 47.11.3) è infatti
subordinata alla necessaria autorizzazione da parte del Consiglio UE, che peraltro pare intenzionato a non
Altra fattispecie interessata dalla circolare in commento è quella relativa all’applicazione del reverse charge
per le cessioni di “bancali in legno (pallet) recuperati ai cicli di utilizzo successivi al primo” prevista
dall’art.74, co.7, del decreto Iva così come modificato legge di Stabilità 2015 e anch’essa decorrente dal 1°
Il primo importante chiarimento riguarda la cosiddetta “clausola di salvaguardia” e cioè le previsioni
destinate ai comportamenti tenuti dai contribuenti dal 1° gennaio 2015 e fino al 26 marzo 2015 (giorno che
precede l’emanazione della presente circolare). Sul punto la C.M. n.14/E precisa opportunamente che
“sono fatti salvi, con conseguente mancata applicazione di sanzioni, eventuali comportamenti difformi
adottati dai contribuenti, anteriormente all’emanazione del presente documento di prassi”.
Non è quindi necessario, alla luce di quanto stabilito dalla richiamata circolare, modificare eventuali
comportamenti pregressi che alla luce dei presenti chiarimenti si fossero rivelati errati.
Vediamo ora di esaminare i tre macro argomenti nei quali è suddivisa la circolare: reverse charge nel settore
edile, nel settore energetico e nella cessione dei pallets recuperati ai cicli di utilizzo successivi al primo.
a-ter) prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative
ad edifici
È questa la fattispecie di maggior frequenza e nella quale i chiarimenti erano molto attesi da parte degli
operatori. Due sono i principi espressi nel documento di prassi e che vanno evidenziati:
per l’individuazione delle prestazioni di cui alla lettera a-ter) si deve fare riferimento
unicamente ai codici attività della Tabella ATECO 2007 (detto criterio deve, quindi,
essere assunto al fine di individuare le prestazioni di pulizia, demolizione,
installazione di impianti e completamento relative ad edifici)
il Legislatore, utilizzando il riferimento alla nozione di edificio, ha sostanzialmente
voluto limitare la disposizione in commento ai fabbricati e non alla più ampia
categoria dei beni immobili.
 devono ricomprendersi nell’ambito applicativo della norma in commento anche gli edifici in corso di
costruzione rientranti nella categoria catastale F3 e le “unità in corso di definizione” rientranti nella
categoria catastale F4;
 sono escluse dal meccanismo del reverse charge le prestazioni di servizi di cui alla lettera a-ter) aventi
ad oggetto, ad esempio, terreni, parti del suolo, parcheggi, piscine, giardini, etc., salvo che questi non
costituiscano un elemento integrante dell’edificio stesso (ad esempio, piscine collocate sui terrazzi,
giardini pensili, impianti fotovoltaici collocati sui tetti, etc.);
 devono applicare il reverse charge indipendentemente dalla circostanza che si tratti di prestatori che
 il sistema dell’inversione contabile si applica, a prescindere dalla circostanza che:
- le prestazioni siano rese dal subappaltatore nei confronti delle imprese che svolgono l’attività di
costruzione o ristrutturazione di immobili ovvero nei confronti dell’appaltatore principale o di un
altro subappaltatore;
- le prestazioni siano rese nei confronti di un contraente generale a cui venga affidata dal
committente la totalità dei lavori;
- dal rapporto contrattuale stipulato tra le parti;
- dalla tipologia di attività esercitata
 devono ritenersi escluse dal reverse charge le forniture di beni con posa in opera in quanto tali
operazioni, ai fini Iva, costituiscono cessioni di beni e non prestazioni di servizi, poiché la posa in opera
assume una funzione accessoria rispetto alla cessione del bene.
Vediamo ora di sintetizzare i chiarimenti in relazione a ciascuna delle prestazioni interessate dalla norma.
impianti relativi
Sono da ricomprendere le prestazioni relative alle attività classificate come servizi di pulizia dalla
Tabella ATECO2007, a condizione che questi ultimi siano riferiti esclusivamente ad edifici:
Devono intendersi escluse dall’applicazione del meccanismo dell’inversione contabile le
attività di pulizia specializzata di impianti e macchinari industriali, in quanto non rient ranti
nella nozione di edifici.
Sono da ricomprendere le prestazioni relative alla seguente attività classificata dalla Tabella
ATECO2007:
Sono da ricomprendere le prestazioni relative alle seguenti attività classificate dalla Tabella
- 43.21.01 Installazione di impianti elettrici in edifici o in altre opere di costruzione (inclusa
- 43.22.01 Installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell’aria
- 43.22.02 Installazione di impianti per la distribuzione del gas (inclusa manutenzione e
- 43.22.03 Installazione di impianti di spegnimento antincendio (inclusi quelli integrati e la
- 43.29.09 Altri lavori di costruzione e installazione n.c.a. (limitatamente alle prestazioni riferite
ad edifici).
Il fatto che l’Agenzia richiami espressamente nei codici ATECO2007 anche le manutenzioni e le
riparazioni fa ritenere che anche per tali prestazioni sia da applicare il meccanismo del reverse
Ai fini dell’individuazione delle prestazioni rientranti nella nozione di “completamento di edifici”
soccorrono le classificazioni fornite dai seguenti codici attività ATECO 2007:
- 43.32.02 Posa in opera di infissi, arredi, controsoffitti, pareti mobili e simili. La posa in opera di
“arredi” deve intendersi esclusa dall’applicazione del meccanismo dell’inversione contabile, in
quanto non rientra nella nozione di completamento relativo ad edifici;
- 43.39.01 Attività non specializzate di lavori edili- muratori (limitatamente alle prestazioni
afferenti gli edifici);
- 43.39.09 Altri lavori di completamento e di finitura degli edifici n.c.a. “completamento di
Debbono ritenersi escluse dal meccanismo dell’inversione contabile le prestazioni di servizi
relative alla preparazione del cantiere di cui al codice ATECO 2007 43.12, in quanto le stesse non
sono riferibili alla fase del completamento, bensì a quella propedeutica della costruzione.
In presenza di un unico contratto, comprensivo di una pluralità di prestazioni di servizi in parte
soggette al regime dell’inversione contabile e in parte soggette all’applicazione dell’Iva nelle
modalità ordinarie, si dovrà procedere alla scomposizione delle operazioni, individuando le
singole prestazioni assoggettabili al regime del reverse charge.
Negli appalti aventi ad oggetto la costruzione di un edificio ovvero interventi di restauro, di
risanamento conservativo e interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’art.3 c.1 lett. c) e d),
del d.P.R. n.380/01, “In una logica di semplificazione, l’Agenzia ritiene che, anche con riferimento
alla prestazioni riconducibili alla lettera a-ter), trovino applicazione le regole ordinarie e non il
meccanismo del reverse charge”.
d-bis) trasferimenti di quote di emissioni di gas a effetto serra definite all'art.3 della direttiva 2003/87/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003, e successive modificazioni, trasferibili ai sensi
dell'art.12 della medesima direttiva 2003/87/CE, e successive modificazioni;
d-ter) trasferimenti di altre unità che possono essere utilizzate dai gestori per conformarsi alla citata
direttiva 2003/87/CE e di certificati relativi al gas e all'energia elettrica;
d-quater) cessioni di gas e di energia elettrica a un soggetto passivo-rivenditore ai sensi dell'art.7-bis, co.3, lett.a);
In relazione a tali fattispecie vai in primis ricordato che si tratta di una misura di carattere temporaneo in
quanto l’art.199-bis della Direttiva 112/2006 consente di estendere il meccanismo del reverse charge alle
operazioni sopra elencate per una durata non inferiore a due anni e non oltre la data del 31 dicembre 2018.
La Circolare n.14/E precisa che nell’ambito applicativo della norma vanno ricompresi i certificati che hanno
finalità di incentivazione dell’efficienza energetica o della produzione di energia da fonti rinnovabili, in
conformità alle finalità e agli obiettivi della Direttiva n.2003/87/CE, quali ad esempio:
 i certificati verdi
 i titoli di efficienza energetica (c.d. certificati bianchi)
 le garanzie di origine.
Pertanto, le cessioni di beni e le prestazioni di servizi aventi ad oggetto i titoli sopra richiamati sono soggetti
all’applicazione del reverse charge ai sensi dell’art.17, co.6, lettera d-ter), del Decreto Iva.
 unità di riduzione delle emissioni (ERU) e
 le riduzioni certificate delle emissioni (CER).
 Settore delle fonti rinnovabili
Come affermato nella lettera d-quater) l’estensione del reverse charge riguarda le cessioni di gas e di
energia elettrica al “soggetto passivo-rivenditore” inteso come “un soggetto passivo la cui principale
attività in relazione all’acquisto di gas, di energia elettrica (…) è costituita dalla rivendita di detti beni
ed il cui consumo personale di detti prodotti è trascurabile” (articolo 7-bis), co.3, lett. a) d.P.R.
n.633/72).
 restano escluse dall’ambito applicativo della disposizione in commento le cessioni di gas e di energia
elettrica effettuate nei confronti di un consumatore finale;
 il meccanismo del reverse charge non può ritenersi applicabile alle cessioni di GPL, in quanto le stesse
non avvengono tramite un sistema di gas naturale o reti connesse a tale sistema.
La Circolare n.14/E sul punto precisa che non è richiesta – come nel caso dei rottami - la condizione che i
beni in questione (pallets) siano inutilizzabili rispetto alla loro originaria destinazione se non attraverso una
fase di lavorazione e trasformazione, essendo sufficiente, nel caso che qui interessa, che il pallet sia ceduto
in un ciclo di utilizzo successivo al primo. Con la locuzione “cicli di utilizzo successivi al primo”, il Legislatore
ha voluto fare riferimento a tutte le fasi successive alla prima immissione in commercio del pallet nuovo e
conseguentemente, tutte le fasi di rivendita successive alla prima andranno assoggettate al regime
dell’inversione contabile.
Infine, la Circolare n.14/E, dopo aver esaminato le singole fattispecie, affronta diverse aspetti applicativi
della disciplina che vengono di seguito sintetizzati in forma di rappresentazione schematica.
La norma prevede espressamente che le disposizioni relative allo split payment non si
applicano qualora l’ente pubblico sia debitore di imposta. I servizi resi alla Pubblica
split payment e Amministrazione, soggetti al meccanismo dell’inversione contabile, sono unicamente
quelli che vengono acquistati da quest’ultima nell’esercizio della propria attività
Qualora il consorzio agisca sulla base di un contratto assoggettabile alla disciplina del
reverse charge, tale modalità di fatturazione, riverberandosi anche nei rapporti interni,
parte di società è applicabile anche da parte delle società consorziate per le prestazioni rese al
L’applicazione del meccanismo dell’inversione contabile, costituendo una deroga alle
modalità ordinarie di assolvimento dell’imposta, esclude, quindi, l’applicabilità del
regime di cash accounting. Pertanto, qualora i soggetti che abbiano optato per l’Iva per
regime iva per
cassa, dal 1° gennaio 2015, pongano in essere operazioni che, per effetto e delle nuove
disposizioni introdotte dalla Legge di Stabilità 2015, rientrano nel meccanismo del
reverse charge, relativamente a tali operazioni non potranno più applicare per il regime
di cash accounting.
Non si applica il reverse charge alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi
effettuate da soggetti che applicano il regime forfetario (si rinvia a Circolare n.37/E/06
con la quale sono stati forniti chiarimenti in merito al regime dei “minimi”).
Qualora, invece, tali soggetti acquistino beni o servizi in regime di reverse charge,
gli stessi saranno tenuti ad assolvere l’imposta secondo tale meccanismo e, non
potendo esercitare il diritto alla detrazione, dovranno effettuare il ve rsamento
dell’imposta a debito.
Per distinguere la quota di servizi da imputare alla gestione commerciale dell’ente,
assoggettabile al meccanismo dell’inversione contabile, da quella imputabile all’attività
promiscui da
istituzionale, anche in presenza di unico corrispettivo riferibile ad un contratto,
occorrerà far riferimento a criteri oggettivi quali, ad esempio, agli accordi contrattuali
tra le parti, all’entità del corrispettivo pattuito, al carattere dimensionale degli edifici
interessati, etc..
Con un’interpretazione per certi versi criticabile la Circolare n.14 ha precisato che in
caso di emissione di lettera di intento da parte dell’esportatore abituale con riferimento
ad operazioni assoggettabili al meccanismo dell’inversione contabile di cui all’art.17,
Reverse nei casi
co.6 d.P.R. n.633/72, troverà applicazione la disciplina del reverse charge, che, attesa la
finalità antifrode, costituisce la regola prioritaria. Dette operazioni, pertanto, dovranno
essere fatturate ai sensi del citato l’art.17, co.6 d.P.R. n.633/72 e non ai sensi dell’art.8,
co.1, lett. c) del medesimo d.P.R. n.633/72. Conseguentemente, per tali operazioni non
potrà essere utilizzato il plafond.
Soggetti esclusi La Circolare n.14/E elenca, a titolo esemplificativo, una serie di soggetti che,
dal reverse
beneficiando di particolari regimi fiscali ed essendo di fatto esonerati dagli
adempimenti previsti dal d.P.R. n.633/72, sono esclusi dall’applicazione del reverse
charge. Si tratta di:
 produttori agricoli con volume di affari non superiore a 7.000 euro, di cui all’art.34
co.6 d.P.R. n.633/72;
 esercenti attività di intrattenimento di cui alla tariffa allegata al d.P.R. n.640/72 ai
quali, agli effetti dell’Iva, si applicano le disposizioni di cui all’art.74, co.6 d.P.R.
n.633/72;
 enti che hanno optato per le disposizioni di cui alla L. n.398/91;
 soggetti che effettuano spettacoli viaggianti, nonché quelli che svolgono le altre
attività di cui alla tabella C allegata al d.P.R. n.633/72 che, nell’anno solare
precedente hanno realizzato un volume di affari non superiore a 25.822,84 euro, di
cui all’art.74-quater, co.5 d.P.R. n.633/72.
Oggetto: RIMEDIO PER LE RATEAZIONI DECADUTE CON EQUITALIA
L’articolo 19 d.P.R. n.602/73 prevede che il contribuente possa richiedere all’Agente della riscossione la
ripartizione del pagamento delle somme iscritte a ruolo fino ad un massimo di 72 rate mensili, nell’ipotesi
di temporanea situazione di obiettiva difficoltà. Nei casi in cui il debitore si trovi per ragioni estranee alla
propria responsabilità in una comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica
la rateazione può essere aumentata fino a 120 rate mensili.
La decadenza dal beneficio della rateizzazione scatta nel caso del mancato pagamento di otto rate
anche non consecutive. Fino a che i pagamenti sono regolari (cioè fino ad un massimo di 7 rate
scadute), il contribuente non è più considerato inadempiente ed è al riparo da eventuali azioni cautelari o
esecutive (fermi, ipoteche, pignoramenti). I piani di rateizzazione (ordinari e straordinari) scaduti possono
essere prorogati una sola volta.
L’articolo 10, co.12-quinquies D.L. n.192/14 prevede che a favore dei contribuenti decaduti da un piano di
rateazione entro il 31 dicembre 2014 possa essere concesso un nuovo piano di rateazione di massimo 72
rate mensili se viene presentata l’Istanza di Rateazione ai sensi dell’art.11-bis D.L. n.66/14 entro il prossimo
Sono interessati alla norma di favore i contribuenti decaduti dal beneficio della rateazione entro il 31
dicembre 2014; quindi, sembrerebbero rientrarvi tutti coloro che sono decaduti da uno qualsiasi dei piani
di rateizzazione ordinario e straordinario, anche se già oggetto di proroga. Il nuovo piano di rateazione
eventualmente concesso non è prorogabile e il debitore decade dallo stesso in caso di mancato pagamento
di due rate, anche non consecutive.
Qualora la richiesta di rateazione sia presentata successivamente ad una segnalazione effettuata
all’Agente della Riscossione da parte della Pubblica Amministrazione ex art.48-bis d.P.R. n.602/73
(pagamenti di importo superiore a 10.000 euro a favore di un contribuente che risulta inadempiente
all’obbligo di versamento derivante dalla notifica di cartelle di pagamento di ammontare di almeno
10.000 euro), la rateazione non può essere concessa limitatamente agli importi che costituiscono
oggetto della predetta segnalazione.
(http://www.gruppoequitalia.it/equitalia/export/sites/equitalia/.content/files/it/Modulistica/Istanza-perrateazioni-decadute-alla-data-del-31-dicembre-2014.pdf) che conferma la circostanza per cui non sono
richieste giustificazioni particolari per ottenere la riapertura della rateazione.
Per beneficiare di tale “ripescaggio” dei piani di rateazione decaduti entro il 31 dicembre 2014 il modello va
presentato entro il prossimo 31 luglio 2015 presso il competente Agente della Riscossione o quello
specificato nell’atto inviato da Equitalia.
Oggetto: LIQUIDAZIONE DEL TFR IN BUSTA PAGA (QuIR)
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ed entrerà in vigore il 3 aprile prossimo, il D.P.C.M. n.29 del 20
febbraio 2015, recante norme attuative delle disposizioni in materia di liquidazione del Tfr come parte
integrante della retribuzione per il periodo di paga decorrente da marzo 2015 a giugno 2018.
Possono presentare istanza per la liquidazione mensile della QuIR tutti i lavoratori dipendenti da datore di
lavoro del settore privato, con rapporto di lavoro subordinato in essere da almeno 6 mesi, per i quali trovi
applicazione l'istituto del Tfr.
L’opzione può essere esercitata anche in caso di conferimento, con modalità esplicite o tacite, del Tfr
maturando alle forme pensionistiche complementari dove, nel corso del periodo di durata dell’opzione, la
partecipazione del lavoratore dipendente prosegue senza soluzione di continuità sulla base della posizione
individuale maturata nell'ambito della forma pensionistica medesima, nonché dell’eventuale contribuzione
a suo carico e/o a carico del datore di lavoro.
b. lavoratori dipendenti del settore agricolo;
c. lavoratori dipendenti per i quali la legge ovvero il contratto collettivo nazionale di lavoro, anche
mediante il rinvio alla contrattazione di secondo livello, prevede la corresponsione periodica del Tfr
ovvero l'accantonamento del Tfr medesimo presso soggetti terzi;
e. lavoratori dipendenti da datori di lavoro che abbiano iscritto nel Registro Imprese un accordo di
f. lavoratori dipendenti da datori di lavoro che abbiano iscritto presso il Registro Imprese un piano di
risanamento attestato;
g. lavoratori dipendenti da datori di lavoro per i quali, ai sensi delle disposizioni normative vigenti, siano
stati autorizzati interventi di integrazione salariale straordinaria e in deroga, se in prosecuzione
dell'integrazione straordinaria stessa, limitatamente ai lavoratori dipendenti in forza all'unità produttiva
interessata dai predetti interventi;
h. lavoratori dipendenti da datori di lavoro che abbiano sottoscritto un accordo di ristrutturazione dei debiti
e di soddisfazione dei crediti;
i. lavoratori che abbiano disposto del Tfr a garanzia di contratti di finanziamento (il lavoratore è tenuto a
notificare tale ricorrenza al datore di lavoro), fino alla notifica dell’estinzione del credito oggetto del
Misura è imponibilità del Tfr da liquidare
La QuIR mensile è pari all’intera quota di Tfr maturanda, al netto del contributo dello 0,50% eventualmente
dovuto, da assoggettare a tassazione ordinaria e non imponibile ai fini previdenziali.
In sede di liquidazione del Tfr la QuIR non è considerata ai fini della determinazione dell’aliquota d’imposta
per la tassazione separata del Tfr.
Ai fini della verifica dei limiti di reddito complessivo per la corresponsione del bonus degli 80 euro non si
tiene conto della QuIR.
Procedura di liquidazione della QuIR
I lavoratori possono richiedere al datore di lavoro la liquidazione mensile della QuIR presentandogli istanza
sull’apposito modulo debitamente compilato e validamente sottoscritto. La manifestazione di volontà
esercitata è irrevocabile fino al 30 giugno 2018 o alla cessazione del rapporto di lavoro se antecedente. Il
datore di lavoro deve accertare il possesso dei requisiti da parte del lavoratore.
L’opzione è efficace e l'erogazione della QuIR è operativa dal mese successivo a quello di formalizzazione
dell’istanza e fino al periodo di paga che scade il 30 giugno 2018 o a quello in cui si verifichi la risoluzione
del rapporto di lavoro, se antecedente.
Dal periodo di paga decorrente dal mese successivo a quello di presentazione della istanza, il datore di
lavoro deve operare la liquidazione mensile della QuIR sulla base delle modalità in uso ai fini
dell'erogazione della retribuzione. I datori di lavoro che, per liquidare la QuIR, accedessero al finanziamento
assistito da garanzia, devono provvedere a partire dal terzo mese successivo a quello di efficacia
Per i lavoratori per i quali si liquidi mensilmente la QuIR, non è dovuto il versamento del Tfr alle forme
pensionistiche complementari o al Fondo di tesoreria Inps.
I datori di lavoro dovranno anche integrare le denunce contributive Inps sulla base delle istruzioni che
saranno rese note dall'Istituto.
Interruzione della liquidazione della QuIR
La liquidazione della QuIR è interrotta a partire dal periodo di paga successivo a quello di insorgenza delle
condizioni elencate alle lettere e., f., g. e h. del paragrafo sui lavoratori esclusi e per l'intero periodo di
sussistenza delle medesime, nonché nel caso di sottoposizione a procedure concorsuali a partire dalle
seguenti decorrenze:
1. dall’iscrizione della sentenza dichiarativa di fallimento nel Registro Imprese in caso di avvio della
procedura di fallimento del datore di lavoro;
2. dall'iscrizione del decreto di ammissione alla procedura nel Registro Imprese, in caso di avvio della
procedura di concordato preventivo;
3. dalla pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale, in caso di avvio della procedura di
4. dall'iscrizione nel Registro Imprese della sentenza dichiarativa dello stato di insolvenza, in caso di avvio
della procedura di amministrazione straordinaria.
Per i periodi di paga da marzo 2015 a giugno 2018, per i lavoratori che abbiano richiesto la liquidazione
della QuIR, il datore di lavoro è esonerato dal versamento del contributo al Fondo di garanzia per il Tfr
dell’Inps (0,20% o 0,40% per i dirigenti industriali) sulle quote maturande di Tfr corrisposte. Inoltre, il
datore di lavoro che, senza accedere alle misure di finanziamento assistito da garanzia, effettui la
liquidazione della QuIR, potrà dedurre dal reddito d’impresa il 4% (6% per imprese con meno di 50 addetti)
dell'ammontare del Tfr liquidato e potrà diminuire il costo del lavoro attraverso una riduzione (0,28% dal
2014) degli oneri impropri correlata al flusso di Tfr maturando liquidato.
Per finanziare la liquidazione mensile della QuIR, i datori di lavoro che abbiano alle proprie dipendenze
meno di 50 addetti e che non siano tenuti al versamento del Tfr al Fondo di tesoreria Inps, possono
accedere ad un finanziamento, assistito da garanzia rilasciata da apposito Fondo e dello Stato in ultima
istanza, al quale non può essere applicato un tasso, comprensivo di ogni eventuale onere, superiore a
quello di rivalutazione del Tfr tempo per tempo vigente.
Il limite dimensionale della forza lavoro aziendale è calcolato sulla base dei principi e dei criteri già adottati
per individuare i soggetti tenuti al versamento del Tfr al Fondo di tesoreria ed è verificato e certificato
Per accedere al credito occorre richiedere telematicamente all’Inps la certificazione delle informazioni
necessarie che è rilasciata, per la specifica posizione contributiva, entro 30 giorni dalla richiesta e può
essere utilizzata per l'accensione del finanziamento presso un unico intermediario (anche nel caso in cui il
finanziamento sia esteso per effetto di successive richieste di liquidazione della QuIR) aderente all'accordo
quadro tra i Ministri del Lavoro e dell'Economia e l'Associazione bancaria italiana, mediante la
sottoscrizione, sulla base delle sole informazioni contenute nella predetta certificazione e senza alcuna
valutazione di merito, di un contratto di finanziamento assistito da garanzia, la cui misura non può eccedere
l'importo della QuIR certificato dall'Inps mensilmente, e che deve prevedere la costituzione del privilegio
speciale sui beni mobili.
L'Inps rende disponibile, ogni mese, al datore di lavoro e all'intermediario, la certificazione della misura
della QuIR da finanziare, come risultante dalle denunce contributive del datore di lavoro. In assenza di
denunce contributive il finanziamento è sospeso. Gli intermediari erogano mensilmente i finanziamenti
nella misura indicata dalle certificazioni Inps.
Il rimborso del finanziamento è fissato al 30 ottobre 2018, ma in tutti i casi di risoluzione del rapporto di
lavoro intervenuti durante la vigenza del finanziamento, il datore di lavoro è tenuto al rimborso del
finanziamento già fruito entro la fine del mese successivo a quello di risoluzione del rapporto di lavoro
medesimo, per l'importo oggetto della liquidazione mensile della QuIR del lavoratore interessato,
comprensivo degli oneri a servizio del prestito.
L'intermediario notifica al datore di lavoro la richiesta di rimborso della somma erogata, al netto
dell'importo eventualmente già restituito, evidenziando che, in caso di mancato adempimento nel termine
di 30 giorni dall'avvenuta notifica, il Fondo di garanzia è surrogato di diritto all'intermediario nel privilegio e
che l'Inps è legittimato ad operare la riscossione mediante avviso di addebito con titolo esecutivo e con
ogni altro strumento di riscossione previsto, nonché la data di scadenza del rimborso, ancorché in misura
parziale, del finanziamento, a decorrere dalla quale, in caso di inadempimento, il datore di lavoro è tenuto
a corrispondere all'Inps, le sanzioni civili. In caso di procedure concorsuali, l'intermediario avvia le
procedure di recupero del credito mediante deposito dell'istanza di ammissione allo stato passivo o atto
equivalente e notifica all'Inps la richiesta di intervento del Fondo di garanzia.
Se il finanziamento sia utilizzato, anche solo in parte, per finalità diverse dalla liquidazione mensile della
QuIR, fatti salvi eventuali rilievi penali, l'erogazione del finanziamento è interrotta e il datore di lavoro è
tenuto al rimborso immediato della parte di finanziamento già fruita e degli interessi. L'erogazione del
finanziamento è interrotta anche al verificarsi di una delle condizioni che determinano l’interruzione
dell’erogazione della QuIR prima evidenziate.
Fondo di garanzia e oneri del datore di lavoro
L’apposito Fondo di garanzia è alimentato da propria dotazione iniziale (100 milioni di euro per il 2015) a
carico dello Stato, ma anche dal pagamento del prezzo per la garanzia sul finanziamento a carico dei datori
di lavoro che accedano al finanziamento, pari alla misura del contributo mensile dello 0,20% della
retribuzione imponibile dei lavoratori per i quali il datore di lavoro abbia richiesto il finanziamento della
liquidazione mensile della QuIR.
Il mancato versamento del contributo sarà recuperato dall’Inps mediante avviso di addebito o ogni altro
strumento di riscossione previsto per i contributi previdenziali obbligatori.
Sulle somme pagate all'intermediario, il datore di lavoro inadempiente è tenuto a corrispondere le sanzioni
civili a decorrere dalla data di scadenza della restituzione, ancorché in misura parziale, del finanziamento
fino alla data di pagamento, anche a rate, sulla base delle condizioni e modalità previste per i crediti di
natura contributiva. La sussistenza di tali debiti non rileva ai fini del rilascio del Durc.
Oggetto: AL VIA LA VOLUNTARY DISCLOSURE
Con l’emanazione della Circolare n.10/E dello scorso 13 marzo, è possibile valutare con maggiore
compiutezza il tema della Voluntary Disclosure, vale a dire la possibilità di regolarizzare la detenzione di
capitali all’estero (non correttamente segnalata nel quadro RW del modello Unico) e la mancata tassazione
dei redditi connessi.
Unitamente alla c.d. regolarizzazione internazionale, la norma consente anche una sanatoria delle violazioni
dichiarative commesse sino al 30 settembre 2014 (c.d. Voluntary nazionale) da parte dei soggetti non tenuti
alla compilazione del quadro RW.
In sostanza, i tratti fondamentali della procedura sono rappresentati dalla possibilità di ottenere dei
benefici in termini di riduzione delle sanzioni, a fronte dell’integrale pagamento delle imposte dovute; il
tutto, nell’ottica della piena trasparenza nei confronti del Fisco, diversamente dalle precedente pratiche di
scudo fiscale, che invece consentivano l’anonimato.
Sono interessati ad approfondire la tematica i soggetti che tenuti alla compilazione del quadro RW; quindi,
trattasi di persone fisiche, enti non commerciali, società semplici, associazioni professionali, trust e titolari
effettivi degli investimenti o delle attività estere.
Va segnalato che sono interessati alla procedura anche gli eredi dei soggetti che abbiano commesso le
violazione, ovviamente per il solo comparto delle imposte e non delle sanzioni, che risultano non
trasmissibili agli eredi.
Ai fini di cogliere gli effetti premiali della sanatoria, risulta necessario presentare una specifica istanza,
corredata da una relazione di accompagnamento dettagliata e dalla documentazione probatoria.
Fornita così la fonte di innesco, si attiverà un procedimento di confronto con l’Agenzia, finalizzato alla
determinazione delle somme dovute ed alla sottoscrizione dei relativi atti.
Si segnala che, ovviamente, la procedura richiede una attenta valutazione preliminare finalizzata alla
sufficienza dei documenti ed alla coerenza dei medesimi, oltre che alla corretta individuazione dei redditi
Infatti, l’attivazione “alla cieca” può determinare forme indebite di autodenuncia che debbono
assolutamente essere evitate.
I periodi di imposta interessati dalla sanatoria
La regolarizzazione può riguardare periodi di imposta molto remoti nel tempo, a seconda della
ubicazione delle attività estere. A titolo indicativo, riportiamo la tabella elaborata dall’Agenzia per fornire
un quadro di sintesi.
Paese black list con accordo (*)
(*) L’ipotesi vale solo se ricorrono congiuntamente specifiche condizioni previste dalla norma; diversamente si applicano le regole
dei Paesi black list
Si rammenta, che tra il mese di febbraio e di marzo 2015 hanno stipulato accordi con l’Italia i seguenti
paesi: Svizzera, Liechtenstein e Principato di Monaco.
Determinazione degli imponibili di riferimento
L’iter normale richieda la individuazione puntuale degli imponibili di riferimento, circostanza che può
richiedere uno sforzo non indifferente, specialmente nelle ipotesi di redditi derivanti da investimenti di
In alternativa, qualora la media delle consistenze delle attività finanziarie risultanti al termine di ciascun
periodo di imposta non ecceda i 2 milioni di euro, è possibile richiedere all’Agenzia la quantificazione
forfetaria del rendimento in misura pari al 5%, con assoggettamento ad aliquota del 27%.
L’ammontare delle sanzioni
Si è già detto che l’aspetto premiale della Voluntary consiste nella riduzione delle sanzioni applicabili alle
violazioni concernenti la mancata compilazione del quadro RW e la mancata dichiarazione dei redditi.
Per quanto attiene la mancata compilazione del quadro RW, le sanzioni di riferimento sono le seguenti:
Paese black list con accordo**
(*) per i paesi black list, per il periodo d’imposta 2008 si applica la sanzione del 6% se la dichiarazione dei reddi è stata presentata
successivamente al 4 agosto 2009; in caso di presentazione della dichiarazione entro tale data, invece, si applica la sanzione del 5%
(**) se ricorrono congiuntamente le condizioni previste dalla norma
Nel caso di atteggiamento collaborativo del contribuente, le sanzioni sono ulteriormente ridotte alle
(*) per i paesi black list, per il periodo d’imposta 2008 si applica la sanzione del 3% se la dichiarazione dei redditi è stata presentata
successivamente al 4 agosto 2009; in caso di presentazione della dichiarazione entro tale data, invece, si applica la sanzione del 2,5%
La definizione agevolata consente poi di ridurre la sanzione ad 1/3.
Per quanto riguarda le imposte sui redditi dovute sui redditi prodotti all’estero, il beneficio consiste nella
riduzione delle sanzioni di 1/4 e, per conseguenza:
 nel caso di detenzione in paese non black list: sanzione del 100% (133,33 x 75%);
 nel caso di detenzione in paese black list con accordo: sanzione del 100% (133,33 x 75%);
 nel caso di detenzione in paese black list: sanzione del 200% (266,66 x 75%).
Tali misure possono poi essere ridotte:
 ad 1/6, nel caso in cui il contribuente aderisca all’invito al contraddittorio;
 ad 1/3, laddove si attivi la procedura di accertamento con adesione.
Stante la estrema complessità della materia, le possibili ricadute di natura penale ed il termine di scadenza
ad oggi fissato per il mese di settembre 2015, si invitano i Sigg.ri Clienti interessati a prendere al più presto
contatto con lo Studio al fine di concordare un incontro esplorativo cui seguiranno eventuali successivi
In ogni caso, si raccomanda la massima trasparenza nella esposizione della situazione, al fine di consentire
di suggerire la migliore strategia possibile, valutando anche eventuali alternative con lo strumento del
Oggetto: PRINCIPALI SCADENZE DAL 16 APRILE AL 15 MAGGIO 2015
Di seguito evidenziamo i principali adempimenti dal 16 aprile al 15 maggio 2015, con il commento dei
marzo, codice tributo 6003.
I contribuenti Iva mensili che hanno affidato a terzi la contabilità (art.1, co.3, DPR
contributo alla gestione separata Inps, con riferimento al mese di marzo, relativamente ai
effettuate nel mese precedente: sui redditi di lavoro dipendente unitamente al
versamento delle addizionali all'Irpef, sui redditi di lavoro assimilati al lavoro dipendente,
sui redditi di lavoro autonomo, sulle provvigioni, sui redditi di capitale, sui redditi diversi,
sulle indennità di cessazione del rapporto di agenzia, sulle indennità di cessazione del
Scade oggi il termine di presentazione della dichiarazione periodica Conai riferita al mese di
marzo da parte dei contribuenti tenuti a tale adempimento con cadenza mensile.
Scade oggi il termine per l’invio telematico all’Agenzia delle Entrate della comunicazione
delle operazioni attive e passive realizzate nel 2014 da i soggetti passivi iva con obbligo di
liquidazione trimestrale dell’imposta.
Scade oggi, per i soggetti tenuti a questo obbligo con cadenza mensile e trimestrale il
termine per presentare in via telematica l'elenco riepilogativo degli acquisti e delle cessioni
intracomunitarie effettuate, rispettivamente, nel mese o trimestre precedente.
contributi ovvero ai compensi corrisposti rispettivamente ai dipendenti, collaboratori a
progetto e associati in partecipazione relativi al mese di marzo.
Scade oggi il termine, con riferimento al mese di marzo, per la comunicazione in forma
nuovi o rinnovati tacitamente con decorrenza 01.04.2015.
Scade il termine per presentare la richiesta di rimborso o per l’utilizzo in compensazione
del credito Iva riferito al primo trimestre 2015 (Modello TR).
Scade oggi il termine per la spedizione del modello Mud 2015 relativo all’anno 2014.
e ricevute e per l’annotazione del documento riepilogativo delle fatture di importo
inferiore a 300,00 euro emesse nel mese precedente.
Documento PDF circolare aprile 2015.pdf
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