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Timestamp: 2020-02-17 01:03:24+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'sentenza ']

Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 20077 - pubb. 30/06/2018
Cassazione Sez. Un. Civili, 12 Aprile 2018, n. 9156. Est. Chindemi.
Magistratura - Illecito disciplinare - Nomina a consulente di professionista con risalente frequentazione
Magistratura - Illecito disciplinare - Nomina di consulenti non iscritti all'albo del tribunale - Esigenze relative alla giurisdizione
Commette illecito disciplinare il magistrato che affida numerosi incarichi al commercialista con il quale intrattiene un rapporto di risalente frequentazione pranzando con lo stesso al bar del tribunale, esprimendo a un collega apprezzamenti e fiducia nei riguardi del citato consulente, palesando una certa consuetudine con il medesimo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
La nomina di consulenti non iscritti all'albo del tribunale nella cui circoscrizione di svolge il giudizio non configura gli estremi di una violazione disciplinare ascritta qualora sia collegata alle esigenze relative alla giurisdizione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
La Sezione Disciplinare del Consiglio Superiore della magistratura, con sentenza in data 8/6/2017, comminava alla dott.ssa X., giudice presso il Tribunale di *, all'epoca dei fatti giudice presso il tribunale di * e * (con riguardo alle contestazioni rispettivamente ascritte), la sanzione della perdita di anzianità di mesi quattro, avendola ritenuta responsabile degli illeciti disciplinari: a) di cui al D.Lgs. 23 febbraio 2006, n. 109, art. 1 e art. 2, comma 1, lett. g) per avere designato quale consulenti del procedimento penale trattato quale giudice monocratico del tribunale di * (Rg. N. 2931/13 nei confronti di S.R.) il dott. A. e il dott. Y., con cui la stessa aveva una risalente frequentazione, entrambi commercialisti, non indicando le ragioni di tale nomina congiunta e liquidando il compenso in misura superiore a quella prevista dal relativo D.M.; b) di cui al D.Lgs. 23 febbraio 2006, n. 109, art. 1 e art. 2, comma 1, lett. g) ed f) per aver revocato, quale giudice del tribunale di *, la misura cautelare imposta all' imputato per il reato di stalking, per la mancanza del relativo fascicolo processuale e successivamente, su istanza del difensore della parte civile, che evidenziava pericolo per l'incolumità personale di quest'ultima, ripristinando la misura cautelare, previo parere del PM (incolpazione n. 2 del proc. disc. n. 43/16); c) di cui al D.Lgs. 23 febbraio 2006, n. 109, art. 1 e art. 2, comma 1, lett. g) ed f) per non avere, quale giudice del tribunale di *, rinviato la causa, per disporre la traduzione dell'imputato B.K. (accusato di cessione di sostanze stupefacenti), nè delibato la sussistenza di una causa di legittimo impedimento a comparire e, dopo avere modificato l'imputazione, non sussistendo alcun potere in capo al giudice di riqualificare la imputazione in corso di causa per un fatto diverso, per avere rimesso la stessa ad altro giudice, violando il principio di immutabilità del giudice, avendo, tra l'altro assegnato un procedimento per il quale è prevista l'udienza preliminare ad un giudice sprovvisto della prima valutazione di professionalità, non sussistendo in capo al giudice alcun potere di provvedere direttamente all'assegnazione di un affare in luogo del presidente del tribunale o di soggetto da lui delegato (incolpazione n. 40 del proc. disc. n. 26/17); d) di plurimi illeciti disciplinari, in violazione del D.Lgs. 23 febbraio 2006, n. 109, art. 1 e art. 2, comma 1, lett. g) per avere, quale giudice presso il tribunale di Livorno, nominato consulente il dott. Y., non iscritto all'albo dei consulenti del tribunale di Livorno, con il quale aveva un rapporto di risalente frequentazione (avendo questi assicurato la correzione delle bozze di un romanzo scritto dalla dott.ssa M. (incolpazioni da 1 a 40 del proc. disc. n.. 26/17); assolveva la stessa dalle residue incolpazioni per essere rimasti esclusi gli addebiti.
Avverso tale sentenza proponeva ricorso la dott.ssa X., affidato ad otto motivi. Il Ministro della giustizia non ha svolto attività difensiva.
3. Relativamente alla contestazione di cui al numero 1 del procedimento disciplinare 43/2016, viene eccepita: 5) nullità della decisione per violazione di legge, difetto di motivazione, non avendo valutato la sezione disciplinare che la nomina di due consulenti era giustificata dalla diversa qualifica di esperto in flussi finanziari per uno di essi ed esperto in tassi bancari per l'altro (senza tuttavia specificare la competenza del G.) trattandosi di procedimento penale nei confronti di un imputato di truffa di molti milioni di Euro in danno del Comune di *, essendo stata la nomina di più periti sollecitata dallo stesso PM, ritenendo insussistente la grave violazione di legge per aver liquidato il compenso su 17 quesiti mentre in realtà sarebbero stati solo 11. La sezione disciplinare del CSM riteneva insussistente l'addebito per la proroga dei termini del deposito della relazione, giustificata dai ritardi nell'acquisizione dei documenti necessari alla elaborazione della risposta, non comportando comunque il mancato rispetto del termine di deposito la nullità o la inutilizzabilità della perizia, ritenendo anche la insussistenza delle condizioni per la sostituzione del perito nel caso in cui non fornisca il proprio parere nel termine fissato.