Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2011&numero=153
Timestamp: 2020-02-23 08:58:13+00:00
Document Index: 33002235

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 117', 'art. 1', 'art. 117', 'sentenza ', 'art. 25', 'art. 117', 'sentenza ']

Sentenza 153/2011 (ECLI:IT:COST:2011:153)
Udienza Pubblica del 22/03/2011; Decisione del 18/04/2011
Norme impugnate: Artt. 1 e 4 del decreto-legge 30/04/2010, n. 64.
Massime: 35629 35630 35631 35632
Atti decisi: ric. 84/2010
Massima n. 35629 Massima successiva
Spettacolo - Decreti ministeriali per la rideterminazione dei criteri per l'erogazione e la liquidazione dei contributi allo spettacolo dal vivo - Ricorso della Regione Toscana - Modificazione in sede di conversione della disposizione denunciata, medio tempore non attuata - Cessazione della materia del contendere.
Va dichiarata la cessazione della materia del contendere limitatamente alle questioni relative all'art. 4 del decreto-legge n. 64 del 2010. Infatti, con la conversione del decreto nella legge 29 giugno 2010, n. 100, la norma impugnata è stata espunta dal testo dell'art. 4; sicché la modificazione apportata in sede di conversione, in mancanza di attuazione medio tempore della norma contenuta nel decreto-legge (che avrebbe avuto effetto solamente a decorrere dal 1° gennaio 2011), risulta pienamente satisfattiva delle pretese della ricorrente.
decreto legge 30/04/2010 n. 64 art. 4
Massima n. 35630 Massima successiva Massima precedente
Spettacolo - Revisione dell'assetto ordinamentale e organizzativo delle fondazioni lirico sinfoniche - Ricorso della Regione Toscana - Modificazione in sede di conversione della disposizione denunciata - Eccepita cessazione della materia del contendere - Reiezione - Trasferimento della questione sul corrispondente testo risultante dalla legge di conversione.
In relazione alla questione di legittimità costituzionale dell'art. 1 del decreto-legge 30 aprile 2010, n. 54, modificato dalla legge di conversione 29 giugno 2010, n. 100, va disattesa l'eccepita cessazione della materia del contendere, in quanto le modifiche introdotte non soddisfano integralmente le pretese della ricorrente, atteso che la Regione non censura solamente la mancata previsione dell'intesa con la Conferenza unificata, ma anche il carattere di dettaglio della norma impugnata, ascritta ad un àmbito di legislazione concorrente («promozione ed organizzazione di attività culturali»), nonché l'adozione in tale materia di un ampio potere regolamentare del Governo. Le questioni promosse nei confronti del testo originario dell'art. 1 del decreto-legge n. 64 del 2010, possono, dunque, essere agevolmente trasferite sul corrispondente testo risultante dalla legge di conversione, senza che la materia del contendere possa ritenersi al riguardo cessata, poiché le innovazioni introdotte sono inidonee a risolvere tutti i punti d'interesse.
In senso analogo, v. citate sentenze n. 298/2009 e n. 430/2007.
decreto legge 30/04/2010 n. 64 art. 1
Massima n. 35631 Massima successiva Massima precedente
Spettacolo - Revisione dell'assetto ordinamentale e organizzativo delle fondazioni lirico sinfoniche - Ricorso della Regione Toscana - Eccepita inammissibilità della questione per formulazione della generica questione - Reiezione.
In relazione alla questione di legittimità costituzionale dell'art. 1 del decreto-legge 30 aprile 2010, n. 54, modificato dalla legge di conversione 29 giugno 2010, n. 100, va rigettata l'eccezione d'inammissibilità per formulazione generica della questione, in quanto la Regione non impugna soltanto il comma 2 dell'art. 1 (che prevede il parere, peraltro non obbligatorio, anziché l'intesa), ma altresì il comma 1, sia perché la revisione dell'assetto ordinamentale ed organizzativo delle fondazioni lirico-sinfoniche non lascerebbe alcuno spazio alla potestà legislativa regionale in una materia di legislazione concorrente, sia perché lo Stato avrebbe "abusato" del potere regolamentare utilizzandolo al di fuori della sfera della sua competenza esclusiva.
Massima n. 35632 Massima precedente
Spettacolo - Revisione dell'assetto ordinamentale e organizzativo delle fondazioni lirico sinfoniche - Ricorso della Regione Toscana - Ritenuta violazione ad opera di disciplina statale di dettaglio della competenza legislativa concorrente delle Regioni nella materia "promozione e organizzazione di attività culturali", nonché della correlativa potestà regolamentare e amministrativa regionale e del principio di leale collaborazione - Riconducibilità della disciplina denunciata alle materie di competenza esclusiva dello Stato "ordinamento e organizzazione amministrativa degli enti pubblici nazionali" e dell'"ordinamento civile", con rispetto delle esigenze partecipative regionali - Non fondatezza delle questioni.
Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1 del decreto-legge 30 aprile 2010, n. 54, modificato dalla legge di conversione 29 giugno 2010, n. 100, che disciplina la revisione dell'assetto ordinamentale e organizzativo delle fondazioni lirico sinfoniche. Infatti, la dimensione unitaria dell'interesse pubblico perseguito, nonché il riconoscimento della "missione" di tutela dei valori costituzionalmente protetti dello sviluppo della cultura e della salvaguardia del patrimonio storico e artistico italiano, confermano, sul versante operativo, che le attività svolte dalle fondazioni lirico-sinfoniche sono riferibili allo Stato ed impongono, dunque, che sia il legislatore statale, legittimato dalla lett. g) del secondo comma dell'art. 117 Cost., a ridisegnarne il quadro ordinamentale e l'impianto organizzativo. Da quanto precede risulta chiaro che interventi di riassetto ordinamentale ed organizzativo del tipo di quello prefigurato dal censurato art. 1 - incidendo profondamente in un settore dominato da soggetti che realizzano finalità dello Stato - devono essere ascritti alla materia «ordinamento e organizzazione amministrativa [...] degli enti pubblici nazionali», di competenza esclusiva statale ex art. 117, secondo comma, lett. g), Cost.
In senso analogo, v. citate sentenze n. 405 e n. 270/2005.
Sull'irrilevanza della mancata previsione dell'intesa con la Conferenza unificata nei settori di esclusiva competenza statale e sulla sufficienza del parere, v. citate sentenze n. 142 e n. 133/2008, peraltro ritenuta adeguata in ipotesi d'incidenza dell'intervento legislativo dello Stato su plurime competenze correlate, v. citata sentenza n. 51/2005.
Neppure potrebbe venire in rilievo, ai fini in esame, la competenza esclusiva statale in materia di ordinamento civile, in quanto, alla luce della giurisprudenza amministrativa formatasi in materia, le fondazioni liriche, seppur trasformate in fondazioni di diritto privato, rientrerebbero a pieno titolo fra gli organismi di diritto pubblico, essendo «[…] sottoposti al controllo della Corte dei conti, finanziati in massima parte con risorse pubbliche e quindi assoggettate ad una normativa speciale di gran lunga più penetrante di quella stabilita in via generale dell’art. 25 del codice civile. I fondatori necessari dei teatri, del resto, sono lo Stato, le Regioni ed i comuni e i presidenti degli stessi sono i sindaci delle città ospitanti, tenuti a rimettere anche al Ministero dell’economia e delle finanze le risultanze del proprio operato» (cfr. T.A.R. Liguria, sez. II, 18 febbraio 2009, n. 230; nello stesso senso T.A.R. Sicilia, sez. II, 16 maggio 2002, n. 1281). Inoltre, in merito alla natura e alla collocazione sistematica della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari, costituita a seguito dell’entrata in vigore del d.lgs. n. 367 del 1996, il disegno del legislatore sarebbe stato quello di operare una peculiare privatizzazione del settore, trasformando in fondazioni gli enti in precedenza deputati alla cura degli interessi propri della musica, ma senza privarli di tutte le preesistenti funzioni di carattere pubblicistico, tenuto conto delle indubbie ricadute di carattere pubblicistico degli specifici interessi affidati alle loro cure. La scelta del legislatore, insomma, sarebbe stata quella di «modificare i preesistenti moduli operativi, seppur sostituendo ai soggetti gestori di tipo tradizionale (enti pubblici in senso stretto) fondazioni di diritto privato [...] espressione della tendenza, da tempo emersa nella prassi legislativa, ad una spiccata eterogeneità dei moduli organizzativi e di azione della pubblica amministrazione, che in dottrina e giurisprudenza ha persino dato vita ad una nuova ed aperta nozione di “ente pubblico”, capace di comprendere anche figure soggettive formalmente privatistiche. [...] infatti, la fondazione gestisce interessi pubblici o, comunque, di pubblica rilevanza, se ad essa partecipano necessariamente (anche mediante rilevanti contributi di carattere finanziario) enti pubblici (tra i quali la Regione)» (cfr. T.A.R. Cagliari, sez. II, 23 maggio 2008, n. 1051).
In tal senso, la disposizione normativa oggetto di censura, concernente le modalità di adozione dei regolamenti di delegificazione destinati a riformare l’assetto ordinamentale e organizzativo delle fondazioni liriche, troverebbe copertura costituzionale nell’art. 117, secondo comma, lettera g), Cost., che riserva allo Stato la competenza legislativa esclusiva in materia di ordinamento e organizzazione amministrativa degli enti pubblici nazionali, tenuto conto della percorribilità di un’interpretazione adeguata al dettato costituzionale «in relazione anche [...] alla evoluzione subita [...] dalla stessa nozione di ente pubblico» (sentenza della Corte costituzionale n. 466 del 1993) e della natura speciale di tali soggetti desumibile sia dalla costituzione, sia dalla struttura e dalla gestione, con previsione di norme particolari, differenziate da quelle proprie del regime tipico dei soggetti privati (sentenze n. 29 del 2006 e n. 59 del 2000).
Secondo il predetto comma, gli emanandi regolamenti di riorganizzazione e revisione delle fondazioni dovranno: «a) prevedere l’attivazione di un percorso che coinvolga tutti i soggetti interessati, quali le Regioni, i comuni, i sovrintendenti delle fondazioni, le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative [...]». Ciò manifesterebbe chiaramente l’intento del legislatore statale di coinvolgere realmente gli enti locali interessati nella gestione delle fondazioni musicali, anche al di là delle prescrizioni formali dettate dal successivo comma 2; come pure di escludere che eventuali dissensi degli enti locali rispetto agli indirizzi dettati dal legislatore statale possano essere disattesi, imponendo, piuttosto, che siano affrontati e risolti in sede di confronto fra le parti.