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Timestamp: 2020-03-30 22:29:05+00:00
Document Index: 176857421

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 33', 'art. 24', 'art. 18', 'sentenza ', 'sentenza ']

Diritto del Lavoro - Pagina 17 di 18 - Euroconference Legal
Il giudizio di proporzionalità tra licenziamento disciplinare e addebito contestato non è sindacabile in sede di legittimità ove sorretto da idonea e congrua motivazione
di Evangelista Basile - 24 Gennaio 2017
Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 3 agosto 2016, n. 16217 Licenziamento individuale – contratto di categoria – sanzione conservativa – condotte contestate – proporzionalità – sanzione espulsiva – legittimità MASSIMA Anche nel caso in cui il contratto nazionale di riferimento preveda per una determinata tipologia di condotte tenute dal lavoratore la sanzione conservativa piuttosto che quella espulsiva, può essere legittimo il licenziamento purché lo stesso risulti proporzionato rispetto agli addebiti contestati. Tale principio è valido anche dopo la cd. riforma Fornero (l. n. 92/2012). COMMENTO La questione portata all’attenzione della Corte di Cassazione ha a oggetto la valutazione di legittimità di un licenziamento disciplinare. La Corte d’Appello ha confermato la decisione di primo grado con la quale era stata rigettata la domanda…
La transazione stipulata dal datore di lavoro e dal lavoratore finalizzata all’esodo incentivato di quest’ultimo
di Evangelista Basile - 17 Gennaio 2017
Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 28 settembre 2016, n. 19179 Incentivo all’esodo – Transazione accettata dal lavoratore – Impugnazione del licenziamento –Illegittima MASSIMA In tema di transazione stipulata dal datore di lavoro e dal lavoratore occorre indagare se le parti, mediante l’accordo, abbiano perseguito la finalità dl porre fine all’“incertus litis eventus” – anche solo per una parte del contenzioso – senza che, tuttavia, sia necessaria l’esteriorizzazione delle contrapposte pretese, né che siano state usate espressioni direttamente rivelatrici del negozio transattivo, la cui esistenza può essere desunta anche dalla corresponsione di denaro da parte del debitore, accettata dal creditore dichiarando di essere stato pienamente soddisfatto e di non avere null’altro a pretendere, se possa ritenersi che essa esprima la volontà di porre…
di Evangelista Basile - 10 Gennaio 2017
Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 6 Ottobre 2016, n.20051 Sicurezza – Incidente al lavoratore – Svolgimento di un’attività qualificata del datore come rischiosa e indicata nel dvr – Disposizione di una ctu per stabilire le responsabilità – Sussiste. MASSIMA Se il danno causato dall’incidente sul lavoro costituisce la concretizzazione del rischio specifico della lavorazione il giudice non può limitarsi ad affermare il difetto di prova del nesso causale ma è tenuto a verificare positivamente la esistenza di altri fattori di rischio concomitanti. Tali fattori possono escludere il nesso causale soltanto se dotati di efficacia causale esclusiva nella produzione dell’evento. Commento Con la pronuncia in commento la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato da un lavoratore contro la…
Licenziamento per giustificato motivo oggettivo del dipendente
di Evangelista Basile - 27 Dicembre 2016
Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 04 novembre 2016, n. 22476 LICENZIAMENTO INDIVIDUALE – Giustificato motivo oggettivo – Direttore – Soppressione delle sue mansioni – Sussiste MASSIMA Sussiste il licenziamento per giustificato motivo oggettivo del dipendente se a seguito della cessione del ramo di azienda vengono soppresse le sue mansioni. COMMENTO Con la sentenza in epigrafe la Corte di Cassazione è tornata nuovamente sul tema del licenziamento intimato in occasione di un trasferimento d’azienda. Più precisamente, la Corte d’appello aveva rigettato il reclamo del dipendente avverso la sentenza di primo grado, che, in esito a procedimento ai sensi della L. n. 92 del 2012, art. 1, comma 48 ss., aveva accertato la legittimità del licenziamento intimato allo stesso lavoratore, respingendone quindi l’impugnazione….
Permessi retributivi
di Evangelista Basile - 20 Dicembre 2016
Corte Costituzionale, 23 settembre 2016, n. 213 Permessi retribuiti – Conviventi more uxorio – Discriminazione – Sussiste MASSIMA Va dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 33, comma 3, l. n. 104 del 1992, come modificato dall’art. 24, comma 1, lett. a), l. n. 183 del 2010, nella parte in cui non include il convivente tra i soggetti legittimati a fruire del permesso mensile retribuito per l’assistenza alla persona con handicap in situazione di gravità, in alternativa al coniuge, parente o affine entro il secondo grado. Il diritto alla salute psico-fisica, ricomprensivo della assistenza e della socializzazione, va garantito e tutelato, al soggetto con handicap in situazione di gravità, sia come singolo che in quanto facente parte di una formazione sociale per…
Le conseguenze sanzionatorie previste dal novellato art. 18 l. 300/1970 nelle ipotesi di vizi afferenti i licenziamenti collettivi
di Evangelista Basile - 13 Dicembre 2016
Cass. civ., sezione lavoro, 29 settembre 2016, n. 19320. Licenziamento collettivo – Violazione dei criteri di scelta – Vizi procedurali – Reintegrazione – Non sussiste. MASSIMA Deve essere annullata con rinvio la sentenza di merito che per l’illegittimità del licenziamento collettivo dispone la tutela reintegratoria laddove il giudice ha rilevato un difetto della comunicazione di cui all’articolo 4 comma 9, limitandosi a sindacare il profilo formale attinente il contenuto della comunicazione, qualificando il vizio come meramente procedurale e senza scendere nel merito della correttezza dei criteri di scelta applicati: ne consegue che ha quindi erroneamente applicato la tutela reintegratoria, laddove la fattispecie sanzionatoria applicabile era quella meramente indennitaria prevista dal terzo periodo del settimo comma, con rinvio al quinto comma…
di Evangelista Basile - 6 Dicembre 2016
1) Cass. civ., sezione lavoro, 26 luglio 2016, n. 15441 Licenziamento per giusta causa – abbandono del posto di lavoro – sede di lavoro lasciata incustodita per alcuni minuti – sussiste MASSIMA Il concetto di abbandono del posto di lavoro deve intendersi non con riferimento alla durata della condotta contestata ma in relazione alla sua possibilità di incidere sulle esigenze del servizio. Va quindi escluso che l’abbandono richieda una durata protratta per l’intero orario residuo del turno di servizio svolto (nel caso di specie correttamente il datore ha licenziato un vigilantes che si era allontanato alcuni minuti per andare a comprare il giornale lasciando aperto un portoncino pedonale e la porta della guardiola). COMMENTO Con la pronuncia in oggetto, la…
Controlli a distanza dell’attività dei lavoratori
di Evangelista Basile - 29 Novembre 2016
Cassazione Penale, II Sezione, 1° agosto 2016, n. 33567 Uso di videoriprese per controllare entrata e uscite dei lavoratori – legittimità – sussiste MASSIMA È lecito l’uso di videoriprese per controllare l’eventuale falsificazione degli orari di entrata e di uscita dei lavoratori. Infatti, le garanzie dello Statuto non si applicano quando il datore, mediante le apparecchiature, verifica un reato, in questo caso una truffa. COMMENTO La Cassazione si è pronunciata in merito all’utilizzabilità delle videoriprese effettuate nei confronti di due lavoratori ai fini della valutazione dell’integrazione del reato di truffa. Più precisamente, due dipendenti del Comune – esercenti le mansioni di usciere – si erano allontanati dal loro posto di lavoro timbrando i cartellini di entrata e di uscita in orari…
Licenziamento per giustificato motivo soggettivo del lavoratore tossicodipendente per abbandonato volontario della comunità di recupero
di Evangelista Basile - 22 Novembre 2016
Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 18 luglio 2016, n. 14621 Licenziamento individuale – giustificato motivo soggettivo – abbandono comunità di recupero – trasferimento presso altra struttura di recupero – conservazione del posto – non sussiste MASSIMA Il diritto alla conservazione del posto compete al lavoratore tossicodipendente qualora sia “materialmente impedito a rendere la prestazione lavorativa per seguire il trattamento di disintossicazione”. Corollario logico di tale disposizione è che se il programma di recupero venga attuato presso un’altra struttura, l’abbandono e il volontario allontanamento fa venir meno “il presupposto di fatto costitutivo del diritto alla conservazione del posto ed esclude quindi il diritto del predetto alla conservazione stessa e ciò, appunto, a causa del venir meno dell’impedimento (a prestare l’attività lavorativa) che legittimava…
Retribuzioni convenzionali a effetti limitati in ambito previdenziale
di Nicola Fasano - 15 Novembre 2016
La Cassazione con la sentenza n. 17646 del 6 settembre scorso è intervenuta a dirimere l’annosa questione della utilizzabilità o meno delle c.d. “retribuzioni convenzionali” in ambito previdenziale anche in caso di distacco del lavoratore dipendente in Paesi previdenzialmente convenzionati con l’Italia. La pronuncia è di particolare interesse, anche in considerazione del fatto che ribalta l’esito dei due gradi precedenti, favorevoli all’azienda distaccante. Il tema più sentito è quello del distacco transnazionale dei dipendenti da parte di una società italiana presso una consociata estera localizzata in Paesi extraUE. In tali casi, la L. 398/1987, in ottica di tutela del lavoratore e per evitare “buchi” nella contribuzione dello stesso, prevede espressamente che qualora con il Paese extracomunitario di assegnazione non vi sia una Convenzione previdenziale con l’Italia, i contributi debbano essere versati non…