Source: http://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1129-codice-civile-nomina-revoca-ed-obblighi-dellamministratore
Timestamp: 2016-12-10 12:41:00+00:00
Document Index: 44704569

Matched Legal Cases: ['art. 91', 'art. 1129', 'art. 1129', 'art. 1709', 'art. 1129', 'art. 1129', 'art. 1130', 'art. 63', 'art. 1129', 'art. 1852', 'art. 63', 'art. 1129', 'art. 2377', 'art. 2377', 'art. 1138', 'art. 1129', 'art. 1138', 'art. 1117', 'art. 1129']

RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	Quando i condomini sono più di otto (1), se l’assemblea non vi provvede, la nomina di un amministratore è fatta dall’autorità giudiziaria su ricorso di uno o più condomini o dell’amministratore (2) dimissionario.
L’amministratore è tenuto altresì ad adeguare i massimali della polizza se nel periodo del suo incarico l’assemblea deliberi lavori straordinari. Tale adeguamento non deve essere inferiore all’importo di spesa deliberato e deve essere effettuato contestualmente all’inizio dei lavori. Nel caso in cui l’amministratore sia coperto da una polizza di responsabilità civile professionale generale per l’intera attività da lui svolta, tale polizza deve essere integrata con una dichiarazione dell’impresa di assicurazione che garantisca le condizioni previste dal periodo precedente per lo specifico condominio (4). Sul luogo di accesso al condominio o di maggior uso comune, accessibile anche ai terzi, è affissa l’indicazione delle generalità, del domicilio e dei recapiti, anche telefonici, dell’amministratore.
CommentoAssemblea: è l’organo deliberativo del condominio (per le attribuzioni di tale organo [v. 1135]).
Cassazione civile sez. II 01 settembre 2014 n. 18487 Il procedimento diretto alla revoca dell'amministratore di condominio soggiace al regolamento delle spese ex art. 91 cod. proc. civ., dovendosi escludere, nella disciplina antecedente all'entrata in vigore dell'art. 1129, undicesimo comma, cod. civ., come introdotto dalla legge 11 dicembre 2012, n. 220, che queste possano essere ripetibili nel rapporto interno tra il condomino vittorioso che le ha anticipate e il condominio, nei cui confronti pure si producono gli effetti della decisione, in quanto è nel rapporto processuale tra le parti del giudizio che le spese trovano la loro esclusiva regola di riparto. Rigetta, Trib. Roma, 02/01/2008
Cassazione civile sez. II 01 settembre 2014 n. 18487 In tema di condominio negli edifici, il decreto emesso ai sensi dell'art. 1129, primo comma, cod. civ. ha ad oggetto esclusivamente la nomina dell'amministratore da parte del tribunale, in sostituzione dell'assemblea che non vi provvede, senza che però muti la posizione dell'amministratore stesso, il quale, benché designato dall'autorità giudiziaria, instaura con i condomini un rapporto di mandato e non riveste la qualità di ausiliario del giudice. Ne consegue che l'amministratore nominato dal tribunale deve rendere conto del suo operato soltanto all'assemblea, e la determinazione del suo compenso rimane regolata dall'art. 1709 cod. civ. (Fattispecie anteriore alle modifiche dell'art. 1129 cod. civ., operate con la legge 11 dicembre 2012, n. 220, inapplicabile "ratione temporis"). Cassa con rinvio, App. L'Aquila, 11/09/2007
Cassazione civile sez. II 22 luglio 2014 n. 16698 Il conto corrente condominiale (previsto obbligatoriamente dall'art. 1129 c.c.) non è altro che un conto su cui vanno a confluire le somme versate da tutti i condomini, e va escluso che su di esso possa ritenersi impressa una specifica destinazione. Di conseguenza, qualora il condominio per il tramite dell'amministratore pro tempore non abbia assolto all'onere probatorio di fornire prova documentale (ad esempio, con la produzione di copia del registro di contabilità previsto dall'art. 1130 c.c. o degli estratti conto bancari) che su detto conto non vi siano somme di pertinenza dei condomini morosi (in riferimento all'obbligo di preventiva escussione di questi ultimi imposto dall'art. 63 disp. att. c.c.) dette somme devono ritenersi pignorabili, e il relativo saldo può essere assegnato a soddisfazione del credito vantato dal creditore procedente.
Tribunale Reggio Emilia sez. VI 26 maggio 2014 I contributi versati dai singoli condomini sul conto corrente condominiale (obbligatorio ai sensi del novellato art. 1129, comma 7, c.c.) integrano quel "saldo" che è a immediata disposizione del correntista "condominio" (ex art. 1852 c.c.) senza che abbiano rilevanza il titolo dell'annotazione a credito e/o la provenienza della provvista. Da ciò deriva l'ammissibilità del pignoramento di detto credito (sussistente in favore del condominio e avente a oggetto la restituzione delle somme depositate su detto conto) senza che a ciò osti il beneficio di preventiva escussione ex art. 63, comma 2, disp. att. c.c., il quale è posto a presidio unicamente dei distinti obblighi pro quota spettanti ai singoli.
Tribunale Milano 26 maggio 2014 Ai sensi dell'art. 1129 c.c., l'amministratore può essere revocato in ogni tempo dall'assemblea e, quindi, anche prima della scadenza annuale senza alcuna motivazione ovvero indipendentemente da una giusta causa. La norma ha la finalità di assicurare che la gestione dei beni e dei servizi - che deve soddisfare gli interessi comuni - riscuota la costante fiducia dei condomini: pertanto, l'assemblea - nell'esercizio delle sue prerogative - ben può procedere alla nomina del nuovo amministratore senza avere preventivamente revocato l'amministratore uscente.
Cassazione civile sez. II 18 aprile 2014 n. 9082 In tema di impugnazione delle delibere condominiali, ai sensi dell'art. 2377 c.c. - dettato in tema di società di capitali ma, per identità di "ratio", applicabile anche in materia di condominio - ove sopravvenga la sostituzione della delibera invalida ex art. 2377 comma 4 c.c., l'annullamento non può avere luogo e interviene la "cessazione della materia del contendere", restando sottratto al giudice adito per l'impugnazione il potere-dovere di sindacare incidentalmente la legittimità dell'atto di rinnovo, il quale potrà semmai essere sottoposto ad ulteriore impugnazione, se si ritenga che anch'esso non sia conforme alla legge o all'atto costitutivo. Né rileva la circostanza che la successiva assemblea si sia limitata a deliberare sui medesimi argomenti posti all'ordine del giorno nella precedente assemblea, senza annullare la precedente delibera affetta da vizi e/o irregolarità né sostituire la delibera impugnata di cui è causa. La dizione contenuta negli atti di vendita che riservava alla società venditrice l'amministrazione del condominio sino alla vendita dell'ultima unità immobiliare e che conferiva mandato alla società venditrice per la redazione del regolamento condominiale e delle tabelle millesimali non può intendersi valida. Difatti in tema di condominio negli edifici, l'art. 1138, quarto comma, c.c. dichiara espressamente non derogabile dal regolamento, tra le altre, la disposizione dell'art. 1129 c.c., la quale attribuisce all'assemblea la nomina dell'amministratore e stabilisce la durata dell'incarico; ne deriva la nullità della clausola del regolamento che riservi ad un determinato soggetto, per un tempo indeterminato, la carica di amministratore del condominio, sottraendo all'assemblea il relativo potere di nomina e di revoca, senza che abbiano a tal fine rilievo il rapporto in concreto esistente tra i condomini o l'attività esercitata nell'edificio. Allo stesso modo non può ritenersi valido l'accordo in ordine alla predisposizione del regolamento condominiale e delle tabelle millesimali per una data non meglio determinata e che, di fatto, si pone in contrasto con il disposto dell'art. 1138 c.c. Allo stesso modo non meglio fondate risultano le contestazioni in ordine alla inclusione di determinati beni tra i beni comuni alla luce della presunzione di comunione di cui all'art. 1117 c.c. trattandosi di strade interne, aree a verde e cancelli e la mancata indicazione di segno contrario come evincibile dagli atti di causa.
Tribunale Bari sez. V 15 aprile 2014 n. 1940 In tema di condominio negli edifici, la "prorogatio" imperii dell'amministratore - che trova fondamento nella presunzione di conformità alla volontà dei condomini e nell'interesse del condominio alla continuità dell'amministrazione - si applica in ogni caso in cui il condominio rimanga privo dell'opera dell'amministratore e, quindi, non solo nelle ipotesi di scadenza del termine di cui all'art. 1129, comma 2, c.c. o di dimissioni, ma anche nei casi di revoca o annullamento per illegittimità della delibera di nomina. Ne consegue che l'amministratore condominiale, la cui nomina sia stata dichiarata invalida, continua ad esercitare legittimamente, fino all'avvenuta sostituzione, i poteri di rappresentanza, anche processuale, dei comproprietari, rimanendo l'accertamento di detta "prorogatio" rimesso al controllo d'ufficio del giudice e non soggetto ad eccezione di parte, in quanto sia inerente alla regolare costituzione del rapporto processuale. Conferma App. Napoli 20 giugno 2006, n. 2072
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