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Timestamp: 2018-07-20 14:24:27+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 155', 'art. 106', 'art. 13', 'art. 112', 'art. 106', 'art. 107', 'art. 113', 'art. 2', 'art. 107', 'art. 106', 'art. 106', 'art. 106', 'art. 118', 'art. 1260']

Glossario anatocismo usura swap
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Arbitro bancario finanziario: L’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) è un sistema di risoluzione alternativa delle controversie (ADR) che possono sorgere tra i clienti e le banche e gli altri intermediari in materia di operazioni e servizi bancari e finanziari; rappresenta un’opportunità di tutela più semplice, rapida ed economica rispetto a quella offerta dal giudice ordinario.Il procedimento si svolge in forma scritta e non è necessaria l’assistenza di un avvocato. Le decisioni dell’ABF non sono vincolanti come quelle del giudice ma, se l’intermediario non le rispetta, la notizia del loro inadempimento è clam
sa pubblica. Dopo una decisione dell’ABF, la parte interessata può comunque ricorrere al giudice ordinario.
Arbitro per le controversie finanziarie: L’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF), istituito dalla Consob con la delibera n. 19602 del 4 maggio 2016, è uno strumento di risoluzione delle controversie tra investitori “retail” e intermediari per la violazione degli obblighi di diligenza, correttezza, informazione e trasparenza che gli intermediari devono rispettare quando prestano servizi di investimento o il servizio di gestione collettiva del risparmio. Solo i risparmiatori possono fare ricorso all’ACF, per richieste di risarcimento danni non superiori a 500.000 euro. Gli intermediari sono obbligati ad aderire all’ACF. E’ uno strumento che consente all’investitore di ottenere una decisione sulla controversia in tempi rapidi, senza costi e senza obbligo di assistenza legale. L’ACF assicura imparzialità e indipendenza di giudizio. Qualora l’investitore non sia soddisfatto della decisione, può comunque rivolgersi all’Autorità giudiziaria. Presentare ricorso all’ACF o ad altro sistema alternativo di risoluzione delle controversie è condizione di procedibilità per avviare un procedimento giudiziario.L’ACF è composto dal Collegio e dalla Segreteria tecnica.
Accordato: ammontare del credito che gli organi competenti dell’intermediario segnalante hanno deciso di concedere al Cliente.
Accordato operativo: ammontare del credito utilizzabile dal Cliente in quanto riveniente da un contratto perfetto ed efficace.
Albo delle Banche e dei Gruppi Bancari: L’albo delle banche contiene l’elenco delle banche italiane e delle succursali di banche comunitarie ed extracomunitarie autorizzate ad operare nel nostro Paese. L’iscrizione all’albo attesta anche che il soggetto è sottoposto alla normativa e ai controlli di vigilanza. L’albo dei gruppi contiene l’elenco e la composizione dei gruppi bancari. L’iscrizione all’albo attesta l’appartenenza delle singole società ad un gruppo bancario e, quindi, la loro sottoposizione alla relativa disciplina di vigilanza. L’Albo delle banche e dei gruppi bancari è consultabile sul sito della Banca d’Italia.
Anatocismo: Deriva dal greco anà – di nuovo, e tokòs – interesse, ovvero il calcolo dell’interesse sugli interessi. Tale procedura di calcolo, vietata dall’articolo 1283 c.c., viene di norma utilizzata dal sistema bancario per il calcolo degli interessi e la si vede applicata nei mutui (e in tutte le altre forme di finanziamento), nei leasing e nelle aperture di credito in conto corrente. In questo ultimo caso l’applicazione degli interessi anatocistici si vede direttamente in quanto l’interesse generato dal capitale a debito del trimestre precedente viene sommato al capitale a debito del trimestre successivo ai fini del calcolo dell’interesse periodale.
Anticipi su effetti salvo buon fine: E’una forma di finanziamento concessa a fronte della presentazione all’incasso da parte dell’impresa, di crediti in scadenza aventi o meno natura cambiaria nel rispetto della clausola salvo buon fine (ricevute bancarie, RIBA, ecc.). L’operazione di anticipazione al salvo buon fine (SBF) permette al Cliente di trasformare immediatamente in denaro un proprio credito verso un terzo, con il cui incasso la Banca ottiene il rimborso delle somme anticipate. L’importo che risulta dagli effetti e dai documenti presentati alla Banca viene – in caso di accoglimento della richiesta – anticipato, a valere sull’apertura di credito in conto corrente messa a disposizione del Cliente; su detta apertura sono addebitati gli interessi se il Cliente utilizza l’anticipazione; se, viceversa, il Cliente non utilizza le somme, gli interessi non vengono contabilizzati. Alla scadenza degli effetti/documenti, se il debitore effettua il pagamento di quanto dovuto, si estingue anche la partita debitoria del Cliente nei confronti della Banca; nel caso, invece, il terzo debitore non adempia l’obbligazione, il Cliente è tenuto a rimborsare direttamente alla Banca il controvalore delle somme utilizzate.
Apertura di credito: Contratto tramite il quale la banca mette a disposizione del cliente una somma di denaro per un periodo determinato.
Ateco: Versione nazionale, sviluppata dall’Istat, della classificazione delle attività economiche definita in ambito europeo e approvata con regolamento CE/2006/1893 (NACE rev. 2). L’ultima classificazione è Ateco 2007, che ha sostituito la precedente Ateco 2002.
Autorità Di Vigilanza: Le Autorità di vigilanza -Banca d’Italia, Consob (Commissione Nazionale per le società e la borsa), ISVAP (Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni Private), COVIP (Commissione di vigilanza sui fondi pensione), AGCM (Autorità Garante della concorrenza e del mercato- sono individuate dalla legge 28 dicembre 2005, n. 262 “Disposizioni a tutela del risparmio e disciplina dei mercati finanziari” c.d. “legge sul risparmio”. La Consob svolge funzioni di controllo sui mercati mobiliari e con la Banca d’Italia attività di vigilanza sugli intermediari che svolgono attività di intermediazione mobiliare: banche, SIM, SGR e altri soggetti abilitati. Con riferimento a tali intermediari è competente per quanto riguarda la trasparenza e la correttezza dei comportamenti. L’IVASS è una autorità indipendente dotata di autonomia patrimoniale, contabile, organizzativa e gestionale. L’Istituto opera per garantire la stabilità del mercato e delle imprese di assicurazione nell’interesse degli assicurati e degli utenti in generale. La COVIP è l‘autorita’ amministrativa che ha il compito di vigilare sul funzionamento dei fondi pensione complementari.L’AGCM, detta “Autorità Antitrust”, è un’autorità indipendente che ha competenze in materia di tutela della concorrenza, in particolare concentrazioni, intese e abusi di posizione dominate; inoltre ha competenza in materia di pubblicità ingannevole e comparativa e di conflitto di interessi.
Azione: Strumento finanziario che rappresenta una frazione del capitale sociale di una società e che conferisce all’investitore la qualità di socio e i diritti patrimoniali (ad esempio utili) e/o amministrativi (ad esempio diritto di voto nelle assemblee) ad essa collegati. La remunerazione delle azioni è legata all’andamento economico della società che le emette. Le azioni possono essere negoziate nei mercati regolamentati. In relazione alle caratteristiche si distingue tra: azioni ordinarie che hanno il diritto di voto nelle assemblee sia ordinarie che straordinarie, e hanno diritto al dividendo e al rimborso del capitale in caso di liquidazione dopo le azioni con privilegi di natura patrimoniale (azioni privilegiate e di risparmio); azioni privilegiate che possono godere, rispetto alle ordinarie, di una maggiore partecipazione agli utili (l’entità del privilegio è determinato dalla società e indicato nello statuto) oltre che del diritto di prelazione nel rimborso del capitale (fatti salvi i diritti delle azioni di risparmio). Il vantaggio sul dividendo e il diritto di prelazione comportano, in genere, un sacrificio in termini di partecipazione alle decisioni della società; azioni di risparmio che godono di privilegi nella distribuzione degli utili e nel rimborso del capitale, ma sono prive del diritto di voto. Le risparmio sono emesse solo da società quotate in mercati regolamentati italiani o dell’Unione Europea.
Banca Centrale Europea (BCE): La Banca Centrale Europea, nata nel giugno 1998, assicura – direttamente o per il tramite delle banche centrali nazionali – lo svolgimento dei compiti assegnati all’Eurosistema (vedi) e al Sistema europeo di banche centrali (vedi). Gli organi decisionali sono il Comitato esecutivo, il Consiglio direttivo e il Consiglio generale. Il primo è costituito dal Presidente e dal Vicepresidente della BCE e da quattro membri, nominati dal Consiglio europeo. Il Consiglio direttivo, principale organo decisionale, è composto dai membri del Comitato esecutivo e dai governatori delle banche centrali nazionali dei paesi dell’area dell’euro. Il Consiglio generale comprende il Presidente e il Vicepresidente della BCE e i governatori delle banche centrali nazionali dei paesi della UE. La Banca d’Italia, come altre le banche centrali nazionali, detiene una quota del capitale sociale della BCE.
Banche: L’aggregato comprende tutte le banche residenti in Italia; è inclusa la Cassa depositi e prestiti spa, classificata nelle statistiche armonizzate del Sistema europeo delle banche centrali come “altra istituzione finanziaria monetaria”, rientrante nella categoria delle istituzioni creditizie (vedi: Cassa depositi e prestiti spa).
Benchmark: Generalmente è il titolo più trattato all’interno di una categoria omogenea di titoli, ad esempio quella dei titoli decennali a tasso fisso.
Best Execution: Per best execution si intende che l’intermediario è tenuto ad eseguire le operazioni per conto dei clienti alle migliori condizioni possibili, tenuto conto di prezzo, costi, rapidità e probabilità di esecuzione e regolamento, natura e dimensione dell’ordine. La best execution si applica alle transazioni di tutti gli strumenti , ma non nel caso di controparte qualificata (a meno che non sia quest’ultima a richiederlo espressamente) né nel caso di esecuzione di istruzioni specifiche impartite dai clienti.
BOT (Buoni ordinari del Tesoro): Titoli di Stato privi di cedole, emessi con scadenza compresa tra uno e 12 mesi.
Capitale nozionale: capitale di riferimento su cui si calcolano i pagamenti periodici e il mark to market di un derivato finanziario.
Cassa depositi e prestiti spa: Istituto fondato nel 1863 alle dipendenze del Ministero delle Finanze (poi Tesoro) e dotato, per effetto della L. 197/1983, di autonomia amministrativa e organizzativa. Esso è stato trasformato in società per azioni nel dicembre 2003 (cfr. il riquadro: La trasformazione della Cassa depositi e prestiti in società per azioni e gli effetti sul debito pubblico, in Bollettino economico, 42, 2004). Dal settembre 2006 la Cassa depositi e prestiti spa è inclusa tra le Istituzioni finanziarie monetarie (IFM; vedi). Dalla stessa data è soggetta al regime di riserva obbligatoria dell’Eurosistema. Dall’ottobre 2007 i dati di bilancio della Cassa depositi e prestiti spa sono inclusi nelle statistiche, compilate secondo i principi armonizzati del SEBC, sulla situazione dei conti delle banche e dei fondi comuni monetari residenti in Italia.
Censito collegato: indica se vi sono forme di collegamento, diverse dalle coobbligazioni, fra il cliente segnalato e altri soggetti.
Centrale dei rischi: La Centrale dei Rischi (C.R.) è un sistema informativo che raccoglie le informazioni sugli affidamenti (finanziamenti) concessi dagli intermediari bancari e finanziari ai singoli clienti e restituisce agli intermediari la posizione creditizia verso il sistema finanziario. L’obiettivo perseguito è di contribuire a migliorare la qualità dei crediti degli intermediari partecipanti, nonché ad accrescere la stabilità del sistema creditizio e finanziario. Gli intermediari partecipanti al servizio centralizzato dei rischi sono le banche, gli intermediari finanziari che esercitano l’attività di finanziamento e le “società per la cartolarizzazione dei crediti”. Gli intermediari partecipanti sono tenuti a segnalare mensilmente alla Banca d’Italia la posizione debitoria di cui risulta titolare ciascun cliente quando la stessa superi prefissati limiti d’importo (euro 30.000 da gennaio 2009) o sia a «sofferenza» (in questo caso anche se l’importo è inferiore a tale limite) (vedi Sofferenze). Oltre alle segnalazioni mensili dei rischi, la C.R. rileva taluni “eventi qualitativi” significativi (appostazione o estinzione di sofferenza, ristrutturazione del credito) e le “regolarizzazioni” di crediti ad andamento anomalo (ad esempio sconfinamenti). I soggetti interessati hanno diritto a conoscere le informazioni registrate a loro nome in Centrale dei rischi, richiedendole direttamente agli intermediari segnalanti o alle Filiali della Banca d’Italia. In ambito nazionale operano, inoltre, sistemi di centralizzazione dei rischi di carattere privatistico che rilevano quasi esclusivamente operazioni di credito al consumo. La C.R. della Banca d’Italia partecipa allo scambio organizzato di dati tra le “C.R. pubbliche” europee.
Certificates: investimento in un pool di opzioni finanziarie, sia in acquisto che in vendita, scritte sul medesimo sottostante (azione, indice, quote di fondi comuni d’investimento, future su materie prime, tasso di cambio, presi singolarmente o raggruppati in panieri). Data la strategia di opzioni di cui è composto, l’investimento non è tipizzato alla mera replica del sottostante bensì consente di ottenere a scadenza un profilo di rischio/rendimento differente.
Cessione del quinto dello stipendio: La cessione del quinto dello stipendio è una particolare tipologia di prestito personale, destinata a lavoratori dipendenti e a pensionati. In tale forma tecnica il rimborso delle rate avviene tramite cessione di una quota dello stipendio o della pensione a favore del soggetto finanziatore. Tale quota, trattenuta direttamente in busta paga, non può eccedere la quinta parte dell’emolumento netto mensile. La materia è stata originariamente disciplinata dal DPR 5.1.1950, n. 180, integrato e modificato da successivi interventi normativi.
C.I.C.R. Comitato interministeriale per il credito e il risparmio: Il CICR ha l’alta vigilanza in materia di credito e di tutela del risparmio e delibera nelle materie attribuite alla sua competenza dal testo unico bancario (TUB) o da altre leggi. Il CICR è composto dal Ministro dell’economia e delle finanze, che lo presiede, dal Ministro del commercio internazionale, dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, dal Ministro dello sviluppo economico, dal Ministro delle infrastrutture, dal Ministro dei trasporti e dal Ministro per le politiche comunitarie. Alle sedute partecipa il Governatore della Banca d’Italia.
C.I.V. Commissione di istruttoria veloce:commissione determinata in misura fissa, espressa in valore assoluto, commisurata ai costi addebitata a fronte di sconfinamenti in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido, nei contratti di conto corrente e di apertura di credito.La commissione di istruttoria veloce ha le seguenti caratteristiche: a) è determinata, per ciascun contratto, in misura fissa ed è espressa in valore assoluto. Possono essere applicate commissioni di importo diverso a contratti diversi, anche a seconda della tipologia di clientela. Nei contratti con soggetti diversi dai consumatori possono esscre applicate, nello stesso contratto, commissioni ditferenziate a seconda dell’importo dello sconfinamento, se questo è superiore a 5.000 euro; non possono essere previsti più di tre scaglioni di importo; b) non eccede i costi mediamente sostenuti dall’intermediario per svolgere l’istruttoria veloce e a questa direttamente connessi, secondo quanto previsto dal comma 4; c) è applicata solo a fronte di addebiti ehe determinano uno sconfinamento o accrescono l’ammontare di uno sconfinamento esistente; d) è applicata solo quando vi è sconfinamento avendo riguardo al saldo disponibile di fine giornata. Per un maggiore approfondimento sulle caratteristiche della commissione si vedano la’t. 117 bis T.u.b. e la delibera C.i.c.r. del 30 giugno 2012.
Contestazioni: Nel caso in cui il soggetto segnalato sia parte di una o più cointestazioni, la CR fornisce anche la posizione di rischio globale delle cointestazioni di cui eventualmente fa parte il singolo intestatario della CR. Le posizioni di rischio che fanno capo alle cointestazioni sono distinte rispetto a quelle del soggetto segnalato.
Commissione di massimo scoperto: La Commissione di Massimo Scoperto (CMS) è, in base alla definizione fornita dalla Corte di Cassazione con sentenza 870 del 18 gennaio 2006, la remunerazione accordata alla banca per la messa a disposizione dei fondi a favore del correntista indipendentemente dall’effettivo prelevamento della stessa. La sua funzione in base a tale definizione è quindi quella di remunerare la banca per le somme messe a disposizione del correntista indipendentemente dall’effettivo prelevamento delle stesse e deve essere applicata sulla parte non utilizzata, per il periodo di riferimento. Si evince quindi la distinzione di funzione di questa dagli interessi che invece sono dovuti sulle somme di denaro effettivamente adoperate. Secondo la definizione contenuta nelle istruzioni di Banca d’Italia di febbraio 2006, la CMS nella tecnica bancaria viene definita come il corrispettivo pagato dal cliente per compensare l’intermediario dell’onere di dover essere sempre in grado di fronteggiare una rapida espansione nell’utilizzo dello scoperto del conto. Tale compenso – che di norma viene applicato allorché il saldo del cliente risulti a debito per oltre un determinato numero di giorni – viene calcolato in misura percentuale sullo scoperto massimo verificatosi nel periodo di riferimento.
In mancanza di un’univoca definizione di commissione di massimo scoperto e dell’uso assai variegato della stessa da parte degli istituti di credito la clausola della CMS prevista in contratto deve essere oggetto di una specifica pattuizione la quale deve indicare tutti gli elementi per la sua esatta determinazione, altrimenti la stessa risulta indeterminata e indeterminabile.
Commissione per la messa a disposizione dell’affidamento: commissione onnicomprensiva, calcolata in maniera proporzionale rispetto alla somma messa a disposizione del cliente e alla durata dell’affidamento. L’ammontare della commissione, determinata in coerenza con la delibera del CICR anche in relazione alle specifiche tipologie di apertura di credito e con particolare riguardo per i conti correnti, non può superare lo 0,5 per cento, per trimestre, della somma messa a disposizione del cliente. L’ onnicomprensività della commissione comporta che non possono essere previsti ulteriori oneri in relazione alla messa a disposizione dei fondi né all’utilizzo dei medesimi, ivi inclusi la commissione per l’istruttoria, le spese relative al conteggio degli interessi e ogni altro corrispettivo per attività che sono a esclusivo servizio dell’affidamento. Non rientrano nella commissione le imposte, le spese notarili, gli oneri conseguenti a inadempimento del cliente, le spese per l’iscrizione dell’ipoteca, le spese a fronte di servizi di pagamento per l’utilizzo dell’affidamento. Per un maggiore approfondimento sulle caratteristiche della commissione si vedano la’t. 117 bis T.u.b. e la delibera C.i.c.r. del 30 giugno 2012.
Confidi (Consorzi di garanzia collettiva fidi) Sono soggetti a natura cooperativa o consortile che rilasciano garanzie collettive a fronte di finanziamenti erogati a favore delle imprese socie o consorziate. Nell’attività di concessione del credito da parte delle banche alle piccole e medie imprese, l’intervento dei confidi consente di ridurre i costi dell’informazione sui soggetti da affidare ed i rischi per i casi di inadempimento. In via ordinaria i confidi si iscrivono in un’apposita sezione, di cui all’art. 155, comma 4 del TUB, dell’elenco regolato dall’art. 106 del TUB (nella formulazione preesistente alla riforma introdotta dal D.lgs. 141/2010 e successive modifiche) per lo svolgimento esclusivo dell’attività di rilascio di garanzie collettive dei fidi. L’art. 13 della L. 326/2003 prevede la possibilità per tali soggetti di assumere la veste di società finanziarie vigilate, al superamento di determinati requisiti dimensionali, ovvero quella di «banche cooperative a responsabilità limitata». In questi ultimi due casi, è concessa la possibilità di svolgere, in via non prevalente, anche altre attività quali la prestazione di garanzie a favore dello Stato o la gestione di fondi pubblici di agevolazione, nonché concedere altre forme di finanziamento entro i limiti stabiliti dalla Banca d’Italia. A partire dall’attuazione della riforma prevista dal D.lgs. 141/2010, i confidi che non superano i requisiti dimensionali stabiliti dovranno essere iscritti nell’elenco tenuto da un apposito Organismo, dotato di autonomia organizzativa e finanziaria, in presenza dei requisiti previsti ai sensi dell’art. 112 del TUB.
Conto anticipi: l’accredito degli effetti avviene su un conto specifico (c/anticipi) sul quale vengono addebitati gli anticipi richiesti, a loro volta resi disponibili sul c/c di corrispondenza, per mezzo di un giroconto immediato. Gli interessi passivi maturano sul conto specifico e vengono successivamente addebitati al conto ordinario insieme alle commissioni di incasso e ai diritti di distinta.
Conto corrente: Il conto corrente bancario è un prodotto per la raccolta dei risparmi che al contempo semplifica la gestione del denaro grazie ai servizi offerti dalla banca per effettuare pagamenti e riscuotere incassi. La differenza tra l’importo complessivo degli accrediti (versamenti) e quello degli addebiti (prelevamenti) effettuati fino ad una certa data, è espressa in modo sintetico dal saldo del conto corrente. A seconda del segno della differenza, il saldo è detto a credito (positiva), altrimenti a debito (negativa). Ogni nuova registrazione sul conto ne determina un aggiornamento.
Costi occulti: I costi occulti (oppure commissioni implicite) sono dati dalla differenza tra il mark to market (valore di mercato) iniziale del contratto e la somma che l’ente riceve dalla banca a titolo di upfront (una sorta di “anticipo”). Se la banca non paga alcun upfront, il costo occulto è dato dal valore del mark to market (Mtm).
Credit scoring: Il credit scoring è un sistema automatizzato adottato dalle banche e dagli intermediari finanziari per valutare le richieste di finanziamento della clientela (in genere per la concessione del credito al consumo). Esso si basa su sistemi automatizzati che prevedono l’applicazione di metodi o modelli statistici per valutare il rischio creditizio, e i cui risultati sono espressi in forma di giudizi sintetici, indicatori numerici o punteggi, associati all’interessato, diretti a fornire una rappresentazione, in termini predittivi o probabilistici, del suo profilo di rischio, affidabilità o puntualità nei pagamenti.
Crediti acquisiti da clientela diversa da intermediari – debitori ceduti: segnalazioni effettuate a nome del debitore ceduto, riguardanti il valore nominale dei crediti acquisiti dall’intermediario segnalante tramite operazioni di factoring, sconto pro soluto e operazioni di cessione del credito pro soluto e pro solvendo.
Crediti agevolati: Operazioni eseguite a tasso inferiore a quello di mercato in virtù di provvedimenti legislativi che dispongono un concorso agli interessi.
Crediti ceduti a terzi: cessioni di credito effettuate dagli intermediari segnalanti alla società di cartolarizzazione, o ad altri soggetti. L’importo della segnalazione è pari al valore nominale del credito ceduto, indipendentemente dal prezzo di cessione tra le Parti.
Crediti deteriorati: Sofferenze, Inadempienze probabili (vedi), Crediti scaduti e/o sconfinanti deteriorati (vedi). Il complesso delle esposizioni deteriorate corrisponde alla categoria dei “non-performing” come definita nel regolamento di esecuzione UE/2014/680 della Commissione europea e successive modificazioni e integrazioni. Nell’ambito delle partite deteriorate rientrano anche le esposizioni oggetto di concessioni deteriorate che corrispondono alle “non-performing exposures with forbearance measures” come definite nel Regolamento sopra menzionato. Tali esposizioni sono classificate, a seconda dei casi, tra le sofferenze, le inadempienze probabili, oppure tra le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate.
Crediti di firma: Vengono così definite le garanzie prestate dagli intermediari (vedi garanzie), su richiesta della clientela, con le quali essi si impegnano a far fronte a eventuali inadempimenti di obbligazioni assunte dalla clientela medesima nei confronti di terzi (ad esempio accettazioni, avalli, fideiussioni ecc.).
Crediti per cassa: operazioni in pool: informazioni aggiuntive sui finanziamenti in pool segnalati tra i crediti per cassa. Tali categorie sono distinte a seconda del ruolo svolto dall’ente segnalante. In particolare, l’azienda capofila deve effettuare due distinte segnalazioni valorizzando nella categoria di censimento “crediti per cassa: operazioni in pool – azienda capofila”, la quota di finanziamento a proprio carico e, nella categoria di censimento “crediti per cassa: operazioni in pool – totale”, l’ammontare complessivo del finanziamento erogato in pool. Ogni azienda partecipante diversa dalla capofila deve segnalare, nella categoria di censimento “crediti per cassa: operazioni in pool – altra azienda partecipante”, la quota di propria pertinenza.
Crediti ristrutturati: Esposizioni per le quali una banca (o un pool di banche), a causa del deterioramento delle condizioni economico-finanziarie del debitore, acconsente a modifiche delle originarie condizioni contrattuali (ad es. rinegoziazione della durata, riduzione del debito e/o degli interessi) che danno luogo a una perdita.
Crediti scaduti e/o sconfinanti deteriorati: Esposizioni scadute o sconfinanti da oltre 90 giorni diverse da quelle classificate tra le sofferenze o le inadempienze probabili.
Derivati: strumenti finanziari il cui valore dipende da quello di altre più fondamentali variabili sottostanti (tassi di interesse, tassi di cambio, ecc…). In questa categoria rientrano futures, forward, swap e opzioni.
Divisa: indica la valuta in cui sono espressi i valori della Centrale Rischi, ovverosia euro o altre valute.
Documento di sintesi: Il documento di sintesi – che deve essere consegnato al cliente insieme al contratto di finanziamento – deve consentire al cliente una chiara evidenza delle più significative condizioni contrattuali ed economiche. Nel documento è riprodotto lo schema del foglio informativo relativo allo specifico tipo di operazione o servizio bancario, con opportuni adattamenti, riportando le condizioni economiche e le clausole contrattuali praticate al cliente; possono essere omesse le informazioni riguardanti la banca e quelle relative alle caratteristiche e ai rischi dell’operazione o del servizio.
Durata originaria: indica la durata fissata dall’originario contratto di affidamento, o, in caso di rideterminazione per effetto di accordi successivi intervenuti tra le parti, la nuova durata stabilita.
Durata residua: indica il periodo di tempo intercorrente tra la data di rilevazione e il termine contrattuale di scadenza dell’operazione segnalata.
Elenco degli intermediari finanziari ai sensi degli artt. 106 e 107 del decreto legislativo n. 385/1993, Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (TUB) Nell’elenco (cd. “elenco generale”), tenuto dalla Banca d’Italia devono iscriversi le persone giuridiche (vedi società finanziarie) che svolgono nei confronti del pubblico l’attività di assunzione di partecipazioni, di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma, di prestazione di servizi di pagamento e di intermediazione in cambi. L’iscrizione è subordinata alla verifica, da parte della Banca d’Italia, della sussistenza dei requisiti previsti dalla legge.Tra gli intermediari finanziari iscritti nell’elenco di cui all’art. 106 del T.U.B., quelli più rilevanti, per il volume dell’attività finanziaria e/o per la natura dell’attività svolta, sono iscritti altresì nell’elenco ex art. 107 del T.U.B. medesimo (cd. “elenco speciale”). Tali intermediari sono sottoposti alla vigilanza della Banca d’Italia.
Elenco degli intermediari finanziari ai sensi dell’art. 113 del decreto legislativo n. 385/1993, Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (TUB)Nell’elenco, tenuto dalla Banca d’Italia, devono iscriversi i soggetti (persone giuridiche) che svolgono in via prevalente le attività finanziarie di assunzione di partecipazioni, di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma, di prestazione di servizi di pagamento e di intermediazione in cambi ma non nei confronti del pubblico.
Euribor (Euro interbank offered rate): Tasso d’interesse, applicato ai prestiti interbancari in euro non garantiti, calcolato giornalmente come media semplice delle quotazioni rilevate su un campione di banche con elevato merito di credito selezionato periodicamente dalla European Banking Federat
Fair value: È il corrispettivo al quale un’attività (passività) può essere scambiata (estinta) in una libera transazione tra parti consapevoli e disponibili.
Fenomeno correlato: in presenza di cessione di crediti a terzi da parte dell’intermediario segnalante, indica la natura dei crediti ceduti (crediti in sofferenza e non).
Fido: È l’importo massimo di credito che la banca concede a un cliente. La sua concessione richiede accertamenti in merito alle fonti di reddito e alla consistenza patrimoniale del cliente al fine di valutare la capacità di rimborso del credito erogato, anche in ottica prospettica. E’ detto generale se utilizzabile in qualsiasi momento e per ogni tipo di operazione, a seconda delle prorie esigenze. Il fido accordato è l’importo massimo di credito che la banca ha deciso di concedere al cliente. Il fido utilizzato è la parte del credito effettivamente utilizzata dal cliente.
Finanziamenti a procedura concorsuale e altri finanziamenti: crediti concessi a organi di procedura concorsuale e assistiti da una specifica causa di prelazione. Tali crediti si differenziano da quelli concessi al soggetto prima dell’instaurarsi della procedura, i quali devono invece essere iscritti tra le sofferenze. Per altri finanziamenti particolari devono intendersi gli affidamenti concessi a soggetti in stato di insolvenza e per i quali sia stata consentita la segnalazione del credito tra quelli in bonis, ad esempio, finanziamenti concessi a enti pubblici locali in stato di dissesto finanziario, qualora questi crediti siano inerenti a una gestione distinta da quella commissariata.
Fondo di garanzia per le PMI: Il Fondo – istituito, in base all’art. 2, comma 100, lettera a), della L. 23.12.1996, n. 662, dal Ministero delle Attività produttive (ora dello Sviluppo economico), alimentato con risorse pubbliche – garantisce o contro-garantisce operazioni, aventi natura di finanziamento ovvero partecipativa, a favore di piccole e medie imprese. Gli interventi del Fondo consistono essenzialmente in “garanzie dirette” a fronte di esposizioni di banche e di intermediari finanziari iscritti nell’elenco speciale di cui all’art. 107 del TUB e in “contro-garanzie” a fronte delle garanzie rilasciate da confidi. Il Fondo rilascia garanzie per un importo multiplo rispetto alle risorse disponibili (“moltiplicatore”), nei limiti imposti dall’osservanza di uno specifico coefficiente di rischio.
Garanzie ricevute: Garanzie reali e personali che l’intermediario riceve dal soggetto segnalato (garante) in favore di un soggetto terzo (garantito) al quale l’intermediario stesso ha concesso un finanziamento. Confluiscono in questa categoria i contratti autonomi di garanzia, gli impegni assunti da consorzi o cooperative di garanzia nei confronti degli intermediari convenzionati a fronte dei finanziamenti concessi da questi ultimi alle imprese consorziate, garanzie degli accollati, patti di riacquisto con contenuto fideiussorio stipulati in ambito di operazioni di locazione finanziaria, garanzie ricevute dai Fondi di garanzia, controgaranzie a prima richiesta. In caso di inadempimento del soggetto garantito e di improduttiva escussione della garanzia che assiste il finanziamento, va indicato nello stato del rapporto “garanzia attivata con esito negativo”, fintanto che esiste il rapporto garantito.
Import-Export: indica se l’operazione è finalizzata all’attività di importazione o esportazione di beni e servizi eventualmente svolta dal cliente.
Importo: rappresenta l’ammontare del debito del Cliente o il valore nominale dei crediti.
Importo garantito: è pari al minore fra quanto indicato nella classe di dati “utilizzato” e il valore del bene oggetto della garanzia. Nelle garanzie ricevute è pari al minore fra il valore della garanzia e l’importo utilizzato dal garantito.
Interessi anatocistici: interessi calcolati prendendo come capitale di riferimento una somma già maggiorata da interessi, l’anatocismo deriva infatti dalla capitalizzazione di interessi affinché siano nuovamente produttivi di interessi. Il codice civile vieta il regime di capitalizzazione composta degli interessi, se non per quote di debito scadute che non sono state regolarmente pagate a scadenza, purché tale clausola sia contrattualizzata e specificamente accettata dal cliente. L’anatocismo è vietato in tutti gli altri casi.
Interest rate cap: opzione di copertura utilizzata per porre un limite (strike) al rialzo dei tassi interesse su un debito indicizzato. In virtù del fatto che tale derivato può produrre per il cliente flussi di cassa positivi o nulli, prevede il pagamento di un premio alla stipula.
Indicatore sintetico di costo ( I.S.C.): Sintetica misura del costo totale del finanziamento (interessi più spese e oneri accessori). Deve essere calcolato con modalità analoghe a quelle previste per il TAEG (Tasso annuale effettivo globale).
Intermediari creditizi: Banche e intermediari finanziari di leasing, di factoring e di credito al consumo iscritti nell’albo ex art. 106 del TUB.
Intermediari finanziari iscritti nell’albo ex art. 106 del TUB (post D.lgs. 141/2010): Intermediari finanziari iscritti nell’albo di cui al nuovo art. 106 del TUB (nella formulazione introdotta dalla riforma prevista dal D.lgs. 141/2010). Essi svolgono esclusivamente l’esercizio delle attività di concessione di finanziamenti nei confronti del pubblico sotto qualsiasi forma o di riscossione dei crediti ceduti e servizi di cassa e pagamento nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione (servicing) ai sensi dell’articolo 2, commi 3, 6 e 6-bis della L. 130/1999; tali intermediari possono inoltre essere autorizzati a prestare servizi di pagamento, emissione e gestione di moneta elettronica e servizi di investimento, nonché esercitare altre attività consentite dalla legge e attività connesse o strumentali, nel rispetto delle disposizioni dettate dalla Banca d’Italia.
International bank account number (IBAN) Codice utilizzato per identificare in maniera univoca, a livello internazionale, il conto di un cliente presso un intermediario finanziario. Esso rappresenta un’estensione del Basic bank account number (BBAN) utilizzato solo a livello nazionale. I codici IBAN italiani sono formati da 27 caratteri.
Leasing: è una forma di finanziamento in cui, in cambio di un canone periodico, il cliente (utilizzatore) ottiene la disponibilità di un bene strumentale alla propria attività, acquisendone la proprietà al termine del contratto dietro pagamento di una quota prefissata, inferiore al valore di mercato del bene (riscatto del leasing).
Mark to market: è il valore di un derivato calcolato in un determinato istante temporale in base alle condizioni di mercato vigenti.
Market best practice: insieme delle pratiche, metodologie e convenzioni utilizzate dagli operatori di mercato per effettuare un determinato compito.
Meccanismo della rimodulazione: si verifica una rimodulazione ogni qual volta il debito di un derivato (ovvero il mark to market negativo) viene sostituito con la stipula di un nuovo derivato con pari valore di upfront. In tale contesto viene e crearci un prestito sintetico che può celare il superamento delle soglie di usura.
Modifica unilaterale del contratto: Nei contratti a tempo indeterminato può essere convenuta, con clausola approvata specificamente dal cliente, la facoltà di modificare unilateralmente i tassi, i prezzi e le altre condizioni previste dal contratto qualora sussista un giustificato motivo. Negli altri contratti di durata la facoltà di modifica unilaterale può essere convenuta esclusivamente per le clausole non aventi ad oggetto i tassi di interesse, sempre che sussista un giustificato motivo. Qualunque modifica unilaterale delle condizioni contrattuali deve essere comunicata espressamente al cliente secondo modalità contenenti in modo evidenziato la formula: ‘Proposta di modifica unilaterale del contratto’, con preavviso minimo di due mesi, in forma scritta o mediante altro supporto durevole preventivamente accettato dal cliente. Nei rapporti al portatore la comunicazione è effettuata secondo le modalità stabilite dal CICR. La modifica si intende approvata ove il cliente non receda, senza spese, dal contratto entro la data prevista per la sua applicazione. In tal caso, in sede di liquidazione del rapporto, il cliente ha diritto all’applicazione delle condizioni precedentemente praticate. Se il cliente non è un consumatore nè una micro-impresa come definita dall’articolo 1, comma 1, lettera t), del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11, nei contratti di durata diversi da quelli a tempo indeterminato di cui al comma 1 del presente articolo possono essere inserite clausole, espressamente approvate dal cliente, che prevedano la possibilità di modificare i tassi di interesse al verificarsi di specifici eventi e condizioni, predeterminati nel contratto . Le variazioni contrattuali per le quali non siano state osservate le prescrizioni del presente articolo sono inefficaci, se sfavorevoli per il cliente. Le variazioni dei tassi di interesse adottate in previsione o in conseguenza di decisioni di politica monetaria riguardano contestualmente sia i tassi debitori che quelli creditori, e si applicano con modalità tali da non recare pregiudizio al cliente. Si veda l’art. 118 T.U.B.
Mutuo (contratto di) Il mutuo bancario costituisce la principale forma di prestito che le banche concedono nel medio-lungo termine. Le caratteristiche giuridiche e finanziarie rendono il prodotto funzionale all’acquisto di immobili, in particolare della casa di abitazione. La restituzione del prestito avviene nell’arco di un periodo predefinito secondo un piano, detto ammortamento, attraverso la corresponsione di rate. La rata è composta di una quota capitale, a titolo di restituzione del prestito, e di una quota interessi, in ragione dell’applicazione del tasso. A seconda del tipo di tasso di interesse applicato si distingue fra mutuo a tasso fisso (che cioè non si modifica durante la vita del contratto) e a tasso variabile (che si può modificare nel tempo in relazione all’andamento del costo del denaro). Il mutuo è ipotecario nel caso in cui il rimborso nei confronti della banca è garantito da un’ipoteca sul bene acquistato.
Obbligazioni: titoli di debito emesso da società o enti pubblici che attribuisce al suo possessore il diritto al rimborso del capitale prestato all’emittente alla scadenza, più un interesse su tale somma. Un’obbligazione tipica sono ad esempio i titoli di Stato.
Obbligazioni bancarie: Titoli di debito che impegnano la banca emittente al rimborso del capitale oltre che alla corresponsione degli interessi, di ammontare fisso o variabile nell’arco della durata prestabilita. La normativa di vigilanza prescrive che la durata media di una emissione non possa essere inferiore a 24 mesi. L’eventuale rimborso anticipato non può avvenire prima di 18 mesi e deve essere esplicitamente previsto dal regolamento di emissione.
OPA (Offerta pubblica di acquisto): Offerta rivolta al pubblico e finalizzata all’acquisto di strumenti finanziari. Qualora l’acquisto venga realizzato consegnando, a titolo di corrispettivo, altri prodotti finanziari, l’offerta pubblica viene definita di scambio. L’offerta pubblica è irrevocabile e si rivolge a parità di condizioni a tutti i possessori degli strumenti finanziari che sono oggetto dell’OPA stessa. Nel caso di società italiane con azioni ordinarie quotate in mercati regolamentati italiani, è previsto l’obbligo da parte di chi, in seguito ad acquisti a titolo oneroso, pervenga a detenere una quota superiore al 30 per cento di offrire ai restanti azionisti l’acquisto della totalità delle azioni ordinarie della società eccedenti la quota che egli precedentemente deteneva (OPA totalitaria obbligatoria). Sono previste ipotesi di esenzione dall’obbligo. In particolare, l’obbligo non sussiste se la partecipazione viene a essere detenuta in seguito a una precedente offerta pubblica avente per oggetto almeno il 60 per cento delle azioni ordinarie e che soddisfa ulteriori condizioni indicate dalla legge (OPA preventiva). La fattispecie della cosiddetta OPA residuale configura l’obbligo da parte di chi venga a detenere una partecipazione superiore al 90 per cento di promuovere un’OPA sul restante capitale della società, se entro quattro mesi non ha ripristinato un flottante sufficiente ad assicurare il regolare andamento delle negoziazioni.
Operatore qualificato: Detto anche investitore qualificato e investitore istituzionale. Indica un soggetto appartenente a una speciale categoria di investitori per i quali nei rapporti con gli intermediari autorizzati non si applicano certe disposizioni e cautele previste per i rapporti con gli altri investitori e ciò in ragione della loro presumibile competenza professionale.
Operazioni effettuate per conto di terzi: finanziamenti erogati dall’intermediario a valere sui fondi pubblici la cui gestione, che ha natura di mero servizio, è caratterizzata dal fatto che l’organo deliberante è esterno all’intermediario stesso che svolge, dietro pagamento di una provvigione o di una commissione forfettaria, esclusivamente attività di tipo istruttorio, di erogazione, di riscossione e di riversamento somme per conto dell’ente interessato. Qualora l’intermediario assumesse, all’interno delle suddette operazioni, una posizione di rischio, totale o parziale, quest’ultima dovrebbe essere segnalata tra i crediti di firma nella categoria di censimento “garanzie connesse con operazioni di natura finanziaria”.
Opzioni esotiche: si tratta di opzioni fuori standard, non quotate sui mercati e spesso molto speculative.
Partite deteriorate: Partite in sofferenza, Partite incagliate, Crediti scaduti e/o sconfinanti deteriorati e Crediti ristrutturati.
Partite incagliate: Esposizioni verso affidati in temporanea situazione di obiettiva difficoltà che, peraltro, possa essere prevedibilmente superata in un congruo periodo di tempo.
Piano di ammortamento: rappresenta il piano dettagliato della restituzione del capitale prestato più gli interessi maturati dalla banca. In esso viene stabilito l’importo, la data entro la quale tutto il debito deve essere pagato, la periodicità di ciascuna rata (mese, trimestre, semestre), i criteri per determinare l’ammontare di ogni rata e il debito residuo. Le rate di un piano di ammortamento sono composte da due elementi principali: la quota capitalee la quota di interesse.
Piano di ammortamento alla francese: è un piano di ammortamento a rata costante, dove la rata è tendenzialmente omogenea e costante (salvo le possibili fluttuazioni del tasso di interesse nei mutui a tasso variabile) ed è formata da una quota di interessi, decrescente, e da una quota di capitale, crescente.
Piano di ammortamento all’italiana: Il suo nome non deve però trarre in inganno, non significa che è il piano più utilizzato in Italia, perché nel Bel Paese quello più diffuso è il piano di ammortamento alla francese, ossia a rata costante. Quello all’italiana è caratterizzato dalla quota di capitale costante. Ciò comporta che la rata nel tempo risulta essere decrescente, come del resto la quota di interessi.
Polizze index linked: sono prodotti con prestazione mista dalla dalla somma di una obbligazione zero coupon bond, di un derivato e di un prodotto vita. Pur essendo venduti come prodotti vita di natura assicurativa, molto spesso il valore atteso di questa prestazione è praticamente irrisorio. Questi prodotti sono affetti da commissioni implicite molto elevate che erodono l’extra rendimento atteso rispetto al mercato.
Rating: Esprime la valutazione, formulata da un’agenzia privata specializzata, del merito di credito di un soggetto emittente obbligazioni sui mercati finanziari internazionali, ovvero della probabilità che questi faccia fronte puntualmente al servizio del debito. Il rating fornisce agli operatori finanziari un’informazione omogenea sul grado di rischio degli emittenti e riveste una grande importanza per gli investitori che non sono in grado di effettuare autonomamente l’analisi del rischio di credito. L’assegnazione di un rating agevola per gli emittenti il processo di fissazione del prezzo e di collocamento dei titoli emessi. Per questi motivi, i soggetti che desiderano collocare titoli sui mercati finanziari internazionali sono indotti a richiedere una valutazione del loro merito di credito alle agenzie di rating. In alcuni casi, anche in relazione all’importanza del soggetto emittente, le agenzie possono assegnare d’iniziativa un rating che, in questo caso, viene definito «implicito». Le agenzie definiscono una graduatoria, diversa per le obbligazioni a breve e a lungo termine, in funzione del grado di solvibilità dell’emittente; questa graduatoria prevede, per il debito a lungo termine, un massimo di affidabilità AAA (assenza di rischio); sotto tale livello sono previsti vari tipi di classificazioni. Le principali agenzie di rating, circa una decina, sono dislocate soprattutto negli Stati Uniti. Le più rappresentative sono Standard & Poor’s e Moody’s, le uniche, tra l’altro, che forniscano una gamma completa di valutazione, differenziata sia per tipologia dell’emittente che per strumento finanziario.
Reclamo: Ogni atto con cui un cliente chiaramente identificabile contesta all’intermediario un suo comportamento o un’omissione.
Rischi autoliquidanti:si tratta di quelle operazioni caratterizzate da una fonte di rimborso predeterminata, ovverosia di quei finanziamenti che il soggetto ha ricevuto per ottenere l’immediata disponibilità di crediti non ancora scaduti da lui vantati verso soggetti terzi e che, quindi, vengono ceduti all’intermediario prima della loro scadenza. Include operazioni di anticipo su fatture, anticipo sbf, anticipo per operazioni di factoring, anticipo all’esportazione, finanziamento a fronte di cessioni di credito ex. art. 1260 c.c., altri anticipi su crediti commerciali, sconto di portafoglio commerciale e finanziario indiretto, finanziamenti contro cessione di stipendio, acquisto di crediti a titolo definitivo, prefinanziamenti di mutuo.
Rischi autoliquidanti – crediti scaduti: segnalazioni effettuate a nome del soggetto cedente, riguardanti il valore nominale dei crediti facenti parte dei “rischi autoliquidanti” scaduti nel mese precedente a quello oggetto di rilevazione. All’interno di tale categoria dovranno essere indicati i crediti scaduti che, alla data di rilevazione, risultano essere stati pagati e quelli che, alla medesima data, non risultano invece essere stati pagati.
Rischi a revoca: finanziamenti utilizzabili dal soggetto nei limiti fissati contrattualmente per i quali l’intermediario si riserva la facoltà di recedere indipendentemente dall’esistenza di una giusta causa. Include aperture di credito in conto corrente concesse per elasticità di cassa con o senza una scadenza prefissata, crediti scaduti e impagati derivanti da operazioni riconducibili alla categoria dei rischi autoliquidanti.
Risoluzione stragiudiziale delle controversie: Ogni volta che i clienti hanno un contenzioso con un intermediario bancario o finanziario, possono anzichè perseguire le vie legali, ricorrere a organismi terzi e indipendenti, istituiti per legge o su base volontaristica capaci di decidere sulla controversia o di trovare un accordo fra le parti.
Ruolo affidato: in presenza di operazioni di factoring, indica il ruolo del soggetto segnalato (cedente o ceduto).
Saldo medio: corrisponde alla media aritmetica dei saldi contabili giornalieri rilevati nel mese cui si riferisce la segnalazione. L’indicazione del saldo medio è prevista solo per le aperture di credito in conto corrente a scadenza per i rischi a revoca.
Sofferenze: finanziamenti in essere nei confronti di soggetti che versano in una situazione di grave e non transitoria difficoltà economica che rende gli stessi incapaci di adempiere alle proprie obbligazioni. La classificazione a sofferenza dipende esclusivamente da una valutazione dell’intermediario sulla complessiva situazione finanziaria del soggetto e non può derivare automaticamente da un mero ritardo di quest’ultimo nel pagamento dei debiti. Devono essere inclusi in tale categoria anche i crediti ristrutturati vantati nei confronti di clientela a sofferenza.
Sofferenze – crediti passati a perdita: crediti a sofferenza che l’intermediario, a seguito di delibera, ha ritenuto non più recuperabili o in riferimento ai quali non ha ritenuto conveniente intraprendere ulteriori atti di recupero forzoso. Sono altresì da inserire in tale categoria gli importi parziali non recuperati oggetto di transazioni con i clienti, di concordato preventivo e concordato fallimentare remissorio.
Stato Rapporto: fornisce informazioni sulla situazione dei crediti. Si considera contestato e deve essere indicato qualsiasi rapporto oggetto di segnalazione per il quale sia stata coinvolta un’Autorità terza rispetto alle parti (Autorità giudiziaria, Garante della Privacy o altra preposta alla risoluzione stragiudiziale delle controversie con la clientela).
Strutturati: complessi prodotti finanziari dati dalla composizione di obbligazioni e derivati.
Swap: contratto derivato che prevede lo scambio di flussi di cassa futuri a date prefissate secondo una formula predefinita. Il più semplice swap sui tassi di intesse (IRS) prevede lo scambio di interessi a tasso fisso contro interessi a tasso variabile su un medesimo capitale nozionale. L’IRS è spesso impropriamente considerato come un derivato di copertura. Spesso gli swap contengono commissioni implicite che li rendono sbilanciati a favore del soggetto proponente.
T.A.E.G. (Tasso annuale effettivo globale):Tasso effettivo globale sui prestiti erogati da banche e finanziarie.
T.A.N. (Tasso annuo nominale):Il TAN indica il tasso d’interesse (ossia il prezzo), in percentuale e su base annua, richiesto da un creditore sull’erogazione di un finanziamento. A differenza del TAEG (vedi) non esprime il “costo complessivo” del finanziamento che può essere anche molto più alto (ad esempio, per spese, oneri e commissioni accessorie). Pertanto un prestito con TAN pari a zero potrebbe avere un TAEG ben maggiore di zero.
T.E.G.M. (Tasso effettivo globale medio):Il Tasso effettivo globale medio indica il valore medio del tasso effettivamente applicato dal sistema bancario e finanziario a categorie omogenee di operazioni creditizie (ad esempio: aperture di credito in c/c, crediti personali, leasing, factoring, mutui, ecc.) nel secondo trimestre precedente. Ai sensi della legge il calcolo del tasso deve tener conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate all’erogazione del credito. I tassi rilevati sono pubblicati trimestralmente in Gazzetta Ufficiale. Il tasso effettivo globale medio risultante dall’ultima rilevazione e relativamente alla categoria di operazioni in cui il credito è compreso determina la soglia oltre la quale gli interessi sono sempre usurari in base alla legge n. 108/96, come modificata dal d.l. 70/2011. Le banche e gli intermediari finanziari sono tenuti a pubblicizzare nei locali aperti al pubblico il TEGM.
Tipo Attività: indica la tipologia dell’operazione segnalata nella categoria di censimento.
Tipo Garanzia: indica la tipologia di garanzie censite dalla Centrale dei Rischi.
Trend crescente: Andamento crescente dei prezzi di un’attività finanziaria. Il trend crescente si osserva qualora i prezzi di una determinata attività finanziaria continuano ad aumentare, in maniera non necessariamente regolare, per un periodo di tempo prolungato. Tale situazione viene anche detta “mercato toro” (o bull market).
Trend decrescente: Andamento decrescente dei prezzi di un’attività finanziaria. Il trend decrescente si osserva qualora i prezzi di una determinata attività finanziaria continuano a diminuire, in maniera non necessariamente regolare, per un periodo di tempo prolungato. Tale situazione viene anche detta “mercato orso” (o bear market).
T.U.B.: Il testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia è un testo unico della Repubblica Italiana, emanato con il d.lgs 1º settembre 1993, n. 385, ed in vigore dal 1º gennaio 1994.
Up-front: è la somma che la Banca riconosce alla controparte al momento della stipula di un contratto swap. Affinché il derivato sia teoricamente “fair” dovrebbe coincidere con il valore alla stipula della componente derivativa.
Utilizzato: ammontare del credito erogato al Cliente alla data di riferimento della segnalazione.
Valore garanzia: indica, nelle garanzie di nature personale, il limite dell’impegno assunto dal garante con il contratto di garanzia; nelle garanzie di natura reale, il valore del bene dato in garanzia.
Valore intrinseco: rappresenta il valore equo (fair value), positivo per l’intermediario e negativo per il soggetto censito, dei derivati finanziari OTC in essere alla data di riferimento della segnalazione.