Source: https://www.informazionescuola.it/attenzione-i-permessi-per-motivi-personali-o-di-famiglia-e-la-legge-finanziaria-2282012/
Timestamp: 2017-04-27 07:05:56+00:00
Document Index: 159939586

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art.15', 'art. 13', 'art. 19', 'art. 13', 'art. 15']

ATTENZIONE - I PERMESSI PER MOTIVI PERSONALI O DI FAMIGLIA E LA LEGGE FINANZIARIA 228/2012 | InformazioneScuola
Print PDFCon l’avvio del nuovo anno scolastico 2015/2016, puntualmente inizia “il solito braccio di ferro” tra Dirigenti Scolastici e lavoratori della Scuola sull’ autorizzazione di ferie, permessi, visite ecc.
Una delle dinamiche più critiche che, negli ultimi due anni scolastici, sta insidiando l’autorizzazione di permessi, che potrebbero ricadere benissimo nelle casistiche sopra descritte, riguarda la mancata autorizzazione dei permessi per motivi personali o di famiglia per i Docenti a tempo indeterminato (art. 15 comma 2 del CCNL Scuola). Ad onor del vero, fin quando il Docente usufruisce dei primi 3 giorni, l’autorizzazione è pressoché automatica, anche perché, numerose recenti sentenze di merito, hanno più volte ribadito in lungo e in largo per tutta lo stivale, che: il Docente, per fruire dei permessi previsti dall’art.15 comma 2 del CCNL Scuola, deve presentare istanza corredata di autocertificazione (nel merito della quale l’amministrazione non può entrare per sindacare sulle motivazioni addotte dal lavoratore) al solo scopo di informare l’Istituzione Scolastica della propria assenza dal servizio in quel determinato giorno, senza pertanto attendere nessuna autorizzazione formale scritta o verbale che sia.
Le ferie sono disciplinate dall’art. 13 comma 9, ed in buona sostanza dice che il Docente ha diritto a 6 giorni di ferie durante l’anno scolastico, purché trovi lui stesso il suo sostituto per il/i giorno/i di ferie, al fine di non comportare aggravio di spesa per l’amministrazione. Operazione pressoché impossibile, a detta di molti Docenti che vorrebbero usufruire delle ferie durante l’anno scolastico, ma non possono per l’ovvia ostilità della norma, che sembrerebbe essere stata cogitata apposta per non far usufruire i lavoratori di questo sacrosanto diritto.
E’ “solo” su questo punto che la Legge ha modificato il CCNL Scuola (nella parte in cui si dice, per i supplenti, che “non è obbligatorio” fruire delle ferie nei mesi da settembre a giugno, ma solo a luglio e agosto”. Non a caso la norma è inserita nella legge sui “risparmi di spesa” (legge di stabilità). Quindi riguarda solo i supplenti annuali fino al 30/6 (che, tra l’altro, non hanno i 3 + 6 giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari, ma solo 6 giorni e non retribuiti, art. 19 del CCNL Scuola), non riguarda né i supplenti annuali fino al 31/8 (i quali non hanno mai diritto alla monetizzazione delle ferie non godute, perché le fruiscono obbligatoriamente entro il 31/8), né i Docenti di ruolo per i quali non si pone mai il problema della monetizzazione delle ferie (salvo, al massimo, quando vanno in pensione).
Questa è la ratio dell’intervento legislativo: che non vi sia volontà di modificare le norme contrattuali lo dimostra anche il fatto che nella seconda parte il comma 54 riprende esattamente quanto già disposto dall’art. 13 del CCNL circa l’obbligo della non insorgenza di oneri per l’Amministrazione. Nessuna interferenza si determina, in ogni caso, rispetto al combinato disposto dell’articolo 13, comma 9, e dell’articolo 15, comma 2. I giorni di ferie, se utilizzati come permessi retribuiti, non sottostanno ad alcun vincolo riguardante il periodo della loro fruizione: una volta richiesti a tale titolo, infatti, non costituiscono più giorni di ferie, ma giorni di permesso, e in quanto tali, pur sottratti al monte complessivo delle ferie fruibili da parte del personale docente, sono soggetti al regime giuridico dei permessi retribuiti.
Ogni tesi contraria appare priva di fondamento giuridico nonché logico. I due istituti sono e vanno tenuti distinti e separati. Distinti sono gli articoli di riferimento, diversa è la norma che li disciplina. E’ quindi evidente che le modifiche apportate all’istituto delle ferie non hanno alcuna incidenza rispetto alle modalità di fruizione dei sei giorni, specie qualora li si utilizzi ai sensi dell’art. 15 del CCNL con le stesse modalità dei permessi retribuiti. Pertanto, qualsiasi limitazione si intendesse porre all’utilizzazione dei sei giorni in questione risulterebbe chiaramente illegittima.
ultima modifica: 2015-10-12T15:49:28+00:00 da Ultime Notizie Condividi Condividi
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