Source: https://www.lavoripubblici.it/news/2019/12/EDILIZIA/23021/Come-sanare-gli-abusi-edilizi-del-Testo-Unico-Edilizia
Timestamp: 2020-04-07 03:45:47+00:00
Document Index: 70113205

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 37', 'art. 36', 'art. 37', 'art. 30', 'art. 31', 'art. 33', 'art. 34', 'art. 35', 'art. 37', 'art. 27']

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Quando si parla di abusi edilizi e come sanarli è necessario partire subito da un distinguo: esiste una differenza concettuale tra condono edilizio e sanatoria edilizia, per la quale il primo tende a ottenere la sanatoria di immobili edificati in violazione della disciplina urbanistica ed edilizia, mentre il secondo, più propriamente definito accertamento di conformità, si riferisce ad intervento non autorizzato ma di cui si assume la conformità con la normativa urbanistica ed edilizia tanto all’epoca della violazione, quanto al momento dell’istanza.
La sanatoria edilizia o accertamento di conformità (art. 36 del DPR n. 380/2001)
La sanatoria edilizia o accertamento di conformità (art. 37 del DPR n. 380/2001)
Gli abusi edilizi considerati nel testo unico dell’edilizia
In Italia, il condono edilizio è contenuto nelle seguenti leggi speciali aventi durata temporale definita:
la Legge n. 47/1985;
la Legge n. 724/1994;
la Legge n. 326/2003.
Ne consegue che per gli immobili non condonati, la disciplina applicabile è quella normativamente descritta nel D.P.R. n. 380/2001 (c.d. Testo Unico Edilizia), al titolo IV, rubricato vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia e responsabilità, la quale prevede la sola possibilità di sanatoria attraverso una procedura definita «accertamento di conformità», ovvero, qualora ne ricorrano i presupposti, la c.d. fiscalizzazione dell’abuso.
Per quanto riguarda la sanatoria, che riguarda i soli abusi formali, è richiesto il requisito c.d. della "doppia conformità, requisito indefettibile che non può essere violato, né in sede amministrativa, né in sede giurisdizionale.
L’art. 36 del Testo Unico dell’Edilizia (Accertamento di conformità) stabilisce che:
Gli elementi fondamentali del precetto normativo sono:
si può adire alla richiesta di sanatoria soltanto fino alla scadenza dei seguenti termini:
prima che scadano i 90 giorni ingiunti con l’ordinanza di demolizione o al ripristino dello stato dei luoghi, per la demolizione delle opere realizzate in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali, ovvero in assenza o in difformità dalla segnalazione certificata di inizio attività alternativa al permesso di costruire;
entro il congruo termine stabilito nell’ordinanza del dirigente o del responsabile del competente ufficio comunale, per interventi di ristrutturazione edilizia in assenza di permesso di costruire o in totale difformità da esso, ovvero della segnalazione certificata di inizio attività alternativa al permesso di costruire;
entro il congruo termine stabilito nell’ordinanza del dirigente o del responsabile dell’ufficio, per la rimozione o demolizione degli interventi eseguiti in parziale difformità dal permesso di costruire o in totale difformità da esso, ovvero della segnalazione certificata di inizio attività alternativa al permesso di costruire;
e comunque fino all’irrogazione delle sanzioni amministrative;
la pretesa doppia conformità nei due momenti temporali indicati, e cioè:
al tempo del compimento dell’abuso;
al tempo della richiesta della sanatoria;
la subordinazione al pagamento di una sanzione amministrativa a titolo di oblazione;
l’istanza di sanatoria è rifiutata in caso di silenzio, ossia di infruttuoso decorso del tempo previsto per la conclusione del procedimento con un provvedimento espresso, dove per rifiuto si intende il rigetto.
Per gli interventi subordinati al regime giuridico e amministrativo della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), è possibile conseguire la sanatoria dell’intervento abusivo tramite procedura di accertamento di conformità ai sensi dell'art. 37 del Testo Unico Edilizia:
1. La realizzazione di interventi edilizi di cui all’articolo 22, commi 1 e 2, in assenza della o in difformità dalla segnalazione certificata di inizio attività comporta la sanzione pecuniaria pari al doppio dell'aumento del valore venale dell'immobile conseguente alla realizzazione degli interventi stessi e comunque in misura non inferiore a 516 euro.
5. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 23, comma 6, la segnalazione certificata di inizio di attività spontaneamente effettuata quando l’intervento è in corso di esecuzione, comporta il pagamento, a titolo di sanzione, della somma di 516 euro.
6. La mancata segnalazione certificata di inizio dell'attività non comporta l'applicazione delle sanzioni previste dall'articolo 44. Resta comunque salva, ove ne ricorrano i presupposti in relazione all’intervento realizzato, l’applicazione delle sanzioni di cui agli articoli 31, 33, 34, 35 e 44 e dell’accertamento di conformità di cui all’articolo 36.
Il Testo Unico dell’Edilizia tipizza le «categorie» di abusi edilizi, con relative sanzioni, il cui ordine sembra seguire il criterio della gravità, per cui partendo dal livello più grave si hanno:
lottizzazione abusiva (art. 30);
interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire ovvero della segnalazione certificata alternativa, in totale difformità o con variazioni essenziali (art. 31);
interventi di ristrutturazione edilizia c.d. «pesante» in assenza di permesso di costruire, ovvero della segnalazione certificata di inizio attività alternativa, o in totale difformità (art. 33);
interventi eseguiti in parziale difformità dal permesso di costruire o dalla segnalazione certificata alternativa (art. 34);
interventi abusivi realizzati su suoli di proprietà dello Stato o di enti pubblici (art. 35);
interventi eseguiti in assenza o in difformità della segnalazione certificata di inizio attività, ovvero del permesso di costruire facoltativo (art. 37).
La suddetta tipizzazione è preceduta da una norma generale (art. 27), la quale considera abuso edilizio qualsiasi attività urbanistico-edilizia non rispondente alle norme di legge e di regolamento, alle prescrizioni degli strumenti urbanistici ed alle modalità esecutive fissate nei titoli abilitativi.
La medesima norma generale indica di reprimere con la demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi:
l’inizio o l’esecuzione di opere eseguite senza titolo su aree:
assoggettate a vincolo di inedificabilità (assoluta e relativa, derivante da vincoli conformativi, ricognitivi od urbanistici, oppure espropriativi);
destinate ad opere e spazi pubblici;
destinate ad interventi di edilizia residenziale pubblica;
in tutti i casi di difformità dalle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.