Source: http://osservatoriomediazionecivile.blogspot.com/2015/09/
Timestamp: 2020-02-23 08:27:57+00:00
Document Index: 29650271

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 11', 'art. 5', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art.7', 'art. 14', 'art. 14']

Osservatorio Nazionale sulla Mediazione Civile: settembre 2015
41/15. Mediazione e negoziazione assistita in tema di diritti reali e risarcimento danni (Osservatorio Mediazione Civile n. 41/2015)
=> Tribunale di Verona, 25 giugno 2015
Qualora siano proposte due domanda, una – in tema di diritti reali - rientrante nella disciplina della mediazione obbligatoria, ed una relativa al risarcimento dei danni patiti per effetto della condotta censurata nella prima domanda, ma – in quanto non attinente la lesione della componente non patrimoniale del diritto di cui alla prima domanda – non soggetta alla mediazione obbligatoria ex art. 1-bis. D.lgs. n. 28/2010, è opportuno, al fine evitare di separare le due domande per consentire lo svolgimento del procedimento di mediazione sulla prima, demandare alla mediazione anche la controversia sul danno in applicazione del disposto dell’art. 5, comma 2 d. lgs. 28/2010.
La domanda per il risarcimento dei danni indeterminata nel quantum non è soggetta a negoziazione assistita obbligatoria ai sensi dell’art. 3, comma 1 d.l. 132/2014, convertito dalla legge 162/2014.
Per approfondimenti si veda SPINA, Tutela diun diritto reale e risarcimento danni: mediazione o negoziazione assistita?,Altalex, 2015
Fonte: Osservatorio Mediazione Civile n. 41/2015
gli attori, con atto di citazione notificato in data 11 marzo 2015, hanno convenuto in giudizio davanti a questo Tribunale il --- per sentirlo condannare al ripristino dello status quo ante di un’area cortiva, originariamente destinata a giardino, e la cui proprietà spetta in comune ad attori e convenuto che quest’ultimo aveva trasformato in parcheggio;
per ovviare a tale inconveniente è opportuno demandare alla mediazione anche la controversia sul danno lamentato dagli attori in applicazione del disposto dell’art. 5, comma 2 d. lgs. 28/2010.
Fissa alle parti il termine di quindici giorni dalla comunicazione del presente provvedimento per presentare l’istanza di mediazione in relazione alla controversia sul diritto di comunione.
Dispone la mediazione sulla controversia risarcitoria fissando a tal fine alle parti il medesimo termine sopra indicato e rinvia la causa all’udienza del ---.
Etichette: diritti reali, mediazione demandata, Mediazione e processo, negoziazione assistita
40/15. Mediazione demandata, dualità dei soggetti che compongono la parte in un procedimento di mediazione: non basta l’incontro preliminare tra i soli legali (Osservatorio Mediazione Civile n. 40/2015)
=> Tribunale di Pavia, 18 maggio 2015
Disposta la mediazione dal giudice, va confermato che l’esperimento del tentativo di mediazione – presenti le parti o i loro procuratori speciali e i loro difensori – è condizione di procedibilità della domanda giudiziale e che, considerato che il giudizio sulla mediabilità della controversia è già dato con il provvedimento del giudice, la mediazione non potrà considerarsi esperita con un semplice incontro preliminare tra i soli legali delle parti. Giova al riguardo rilevare che l’art. 5 del D.Lgs. 28/2010 sia al comma 1 che al comma 2 fa riferimento esclusivo alla funzione di assistenza del difensore, senza alcun riferimento alla funzione di rappresentanza, presupponendo con questo la necessaria dualità dei soggetti che compongono la parte in un procedimento di mediazione. In mancanza di tale dualità possono derivare conseguenze sia sul regolamento delle spese del giudizio fino ad influire sulla stessa procedibilità della domanda giudiziale.
Il giudice può invitare il mediatore a verbalizzare le eventuali assenze ingiustificate e quale, tra le parti presenti, dichiari di non voler proseguire nella mediazione oltre l’incontro preliminare.
Fonte: Osservatorio Mediazione Civile n. 40/2015
Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo omissis
L’opposizione della omissis appare fondata su un principio di prova scritta, ovvero sulla documentazione medico sanitaria relativa al suo pregresso stato di salute psichica, stato che appare tale da poter incidere, in astratto, sulla sua capacità di intendere e volere al momento della stipula del contratto di fideiussione omnibus con la banca opposta e, conseguentemente, sulla validità ed efficacia del contratto inter partes;
Visto che il rilievo d’ufficio del possibile errato calcolo degli interessi, per la valutazione della sua fondatezza, necessita di un accertamento più approfondito di quanto possa essere effettuato nella presente fase preliminare, di mera valutazione della provvisoria esecuzione del decreto.
Ritenuto peraltro opportuno disporre l’esperimento del procedimento di mediazione in vista di una possibile conciliazione della lite che possa eventualmente coinvolgere anche gli altri condebitori i quali, diversamente dalla omissis, non hanno proposto opposizione al decreto.
l’esperimento del procedimento di mediazione, ponendo l’onere dell’avvio della procedura di mediazione a carico della Banca opposta e avvisando entrambe le parti che, per l’effetto, l’esperimento del tentativo di mediazione – presenti le parti o i loro procuratori speciali e i loro difensori – sarà condizione di procedibilità della domanda giudiziale e che, considerato che il giudizio sulla mediabilità della controversia è già dato con il presente provvedimento, la mediazione non potrà considerarsi esperita con un semplice incontro preliminare tra i soli legali delle parti.
invita il mediatore a verbalizzare le eventuali assenze ingiustificate e quale, tra le parti presenti, dichiari di non voler proseguire nella mediazione oltre l’incontro preliminare.
Invita mediatore e parti a valutare, già in sede di mediazione e per economicità processuale, l’opportunità di svolgere una consulenza tecnica econometrica.
Etichette: avvocatura, mancata partecipazione alla mediazione, Mediatore professionista, mediazione demandata, Mediazione e processo, poteri del giudice
39/15. Mediazione delegata: il giudice invita il mediatore a formulare in ogni caso la proposta conciliativa (Osservatorio Mediazione Civile n. 39/2015)
=> Tribunale di Siracusa, 30 marzo 2015
In caso di mediazione c.d. delegata, il giudice può invitare il mediatore ad avanzare proposta conciliativa, pur in assenza di congiunta richiesta delle parti ex art. 11 comma 1, D.lgs 28/2010.
Fonte: Osservatorio Mediazione Civile n. 39/2015
rilevato che il procedimento n. R.G. omissis e chiamata l’odierna udienza del 30/03/2015 e che i procuratori delle parti hanno dato atto dell’ omesso esperimento dell’ obbligatorio tentativo di mediazione, visto l’ art. 5 del D.lgs 28/2010
rammenta che il mancato effettivo esperimento della suddetta procedura è sanzionata a pena di improcedibilità della domanda;
invita le parti ad informare tempestivamente il giudice mediante comunicazione presso l’indirizzo omissis anche in relazione di quanto stabilito dagli artt. 8 comma IV bis e 13, D.Lgs 28/2010, rispettivamente per l’ipotesi della mancata partecipazione delle parti (sostanziali), senza giustificato motivo al procedimento di mediazione e in tema di statuizione sulle spese processuali del giudizio, in caso di ingiustificato rifiuto delle parti della proposta di conciliazione formulata dal mediatore.
Siracusa, 30 marzo 2015
Etichette: mediazione demandata, Mediazione e processo, poteri del giudice, proposta del mediatore
38/15. Ministero della Giustizia: dati statistici sulla mediazione 1 gennaio – 31 marzo 2015 (Osservatorio Mediazione Civile n. 38/2015)
I nuovi dati ministeriali sulla diffusione della mediazione civile e commerciale relativi al primo trimestre del 2015 (1) rilevano quanto segue.
Trend in crescita dei procedimenti di mediazione iscritti (57.074), unitamente ad una riduzione dei procedimenti iscritti presso i Tribunali ordinari relativi ai codici oggetto inerenti la mediazione.
Le controversie maggiormente trattate risultano ancora quelle relative ai contratti bancari (circa il 25%). Tra le altre materie si ricordano le controversie in tema di diritti reali (13%), locazione (11%) e condominio (11%).
L’aderente compare nel 45% dei casi (trend in lieve aumento).
Solo nel 21% di tali casi, però, si giunge all’accordo conciliativo (trend in diminuzione). Tuttavia, osserva il documento del Ministero “da una analisi a campione risulta che il tasso di successo sale al 43% se si escludono le mediazioni in cui gli aderenti hanno partecipato solo al primo incontro conoscitivo”.
Le controversie con i migliori dati quanto all’esito positivo della mediazione sono quelle in materia di patti di famiglia (43%), diritto reali (34%) e comodato (31%).
mediazione obbligatoria: 80,1%
mediazione demandata dal giudice: 9,8%
mediazione concordata (prevista da clausola contrattuale): 0,6%
mediazione volontaria: 9,5%
Si segnala al riguardo il trend in continua crescita relativo alle mediazioni demandate (circa 4.900 procedimenti).
Quanto alla presenza dell’avvocato in mediazione, l’assistenza legale è in diminuzione nelle mediazione volontarie: il 48% dei proponenti (dato che sale tra i chiamati in mediazione: circa il 77% è assistito da un avvocato).
https://webstat.giustizia.it/Analisi%20e%20ricerche/Mediazione%20civile%20al%2031%20marzo%202015.pdf
Fonte: Osservatorio Mediazione Civile n. 38/2015
37/15. Circolare ministeriale 14 luglio 2015: incompatibilità tra avvocato e mediatore (Osservatorio Mediazione Civile n. 37/2015)
Il decretoministeriale n. 139 del 4 agosto 2014 ha modificato il d.m.180 del 2010, introducendo, tra l’altro, il nuovo art. 14 bis, dedicato ai profili di incompatibilità e conflitti di interesse del mediatore (I).
Con la circolare 14 luglio 2015, il Ministero della Giustizia, Dipartimento per gli affari di giustizia ha fornito le seguenti linee interpretative, anche al fine di dare compiuta attuazione alla disposizione in questione:
il divieto di cui all’art. 14 bis opera anche nei confronti del difensore di fiducia della parte chiamata in mediazione, che rivesta al contempo la qualifica di mediatore presso l’organismo adito;
l’incompatibilità di cui all’art. 14 bis si estende anche ai mediatori dell’organismo con cui si è concluso un accordo ai sensi dell’art.7, comma 2, lett. c), D.M. 180/2010;
non è possibile sottoscrivere tra le parti in mediazione accordi derogatori del divieto di cui all’art. 14 bis;
l’organismo deve rifiutare (potere-dovere) di ricevere le istanze di mediazioni nelle quali si profilano ipotesi di incompatibilità di cui all’art. 14 bis.
Per approfondimenti si veda SPINA, Avvocato e mediatore: i chiarimenti del Ministero sulle incompatibilità, Altalex 2015.
(I) Art. 14-bis, d.m. 180/2010:
1. Il mediatore non può essere parte ovvero rappresentare o in ogni modo assistere parti in procedure di mediazione dinanzi all'organismo presso cui è iscritto o relativamente al quale è socio o riveste una carica a qualsiasi titolo; il divieto si estende ai professionisti soci, associati ovvero che esercitino la professione negli stessi locali.
3. Chi ha svolto l'incarico di mediatore non può intrattenere rapporti professionali con una delle parti se non sono decorsi almeno due anni dalla definizione del procedimento. Il divieto si estende ai professionisti soci, associati ovvero che esercitano negli stessi locali.
Si veda D.M.n. 180 del 2010 aggiornato alle modifiche introdotte dal D.M. n. 139 del 2014,in Osservatorio Mediazione Civile n.52/2014.
Fonte: Osservatorio Mediazione Civile n. 37/2015
Etichette: avvocatura, Circolari e note ministeriali, Decreto ministeriale n. 180 del 2010 aggiornato, Mediatore professionista, Ministero della Giustizia, Organismi di mediazione
41/15. Mediazione e negoziazione assistita in tema...
40/15. Mediazione demandata, dualità dei soggetti ...
39/15. Mediazione delegata: il giudice invita il m...
38/15. Ministero della Giustizia: dati statistici ...
37/15. Circolare ministeriale 14 luglio 2015: inco...