Source: http://docplayer.it/1912889-Vademecum-per-la-gestione-dei-rifiuti-da-manutenzione.html
Timestamp: 2018-02-25 00:36:55+00:00
Document Index: 110658164

Matched Legal Cases: ['art. 266', 'art. 212', 'art. 212', 'art. 183', 'art. 266', 'art. 212', 'art. 183']

VADEMECUM PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI DA MANUTENZIONE - PDF
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1 VADEMECUM PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI DA MANUTENZIONE Per fare in modo che le aziende che fanno attività di manutenzione, attuino in modo corretto la gestione dei rifiuti provenienti appunto dalla loro attività di manutenzione, abbiamo predisposto questo semplice vademecum che contempla le 4 casistiche possibili. CASO 1: - manutenzione esterna (effettuata presso gli stabili del cliente) - beni oggetto di manutenzione di proprietà del cliente CASO 2: - manutenzione esterna (effettuata presso gli stabili del cliente) - beni oggetto di manutenzione a noleggio cioè di proprietà del manutentore CASO 3: - manutenzione interna (effettuata presso gli stabili del manutentore) - beni oggetto di manutenzione di proprietà del cliente CASO 4: - manutenzione interna (effettuata presso gli stabili del manutentore) - beni oggetto di manutenzione in noleggio cioè di proprietà del manutentore In ognuna di queste situazioni è bene che il manutentore sappia esattamente come comportarsi dal punto di vista della gestione dei rifiuti prodotti dalla loro attività e dal punto di vista della: - gestione burocratica (presa in carico del rifiuto) - gestione logistica (trasporto del rifiuto) Gli unici concetti che rimangono invariati per tutti i 4 casi sono le modalità di confezionamento, cioè il manutentore sarà sempre ed in ogni caso, responsabile del confezionamento dei rifiuti prodotti dalla propria attività. Quindi dovrà fare attenzione ad utilizzare imballaggi idonei ad evitare la dispersione aerea (in caso di rifiuti solidi o solido/polverulenti) e il percolamento/gocciolamento (in caso di rifiuti liquidi o fangosi). Inoltre dovrà avere cura di etichettare correttamente i colli, attribuendo il CER corretto e tutte le altre informazioni di caratterizzazione del rifiuto (stato fisico, caratteristiche di pericolo, eventuale ADR). Andiamo ora ad esaminare, per ognuno dei 4 casi di cui sopra, le differenze comportamentali da tenere per la gestione del rifiuto dal punto di vista burocratico e dal punto di vista del trasporto.
2 CASO 1. MANUTENZIONE ESTERNA (EFFETTUATA PRESSO GLI STABILI DEL CLIENTE) BENI OGGETTO DI MANUTENZIONE DI PROPRIETÀ DEL CLIENTE Il rifiuto si genera nel momento in cui dall attività di manutenzione si producono scarti di diverso genere provenienti dall attività di manutenzione stessa DETENTORE del rifiuto: produttore del rifiuto o il Cliente che è il proprietario del bene. 1) Il Cliente decide di prendere in carico il rifiuto In questo caso il cliente si configura come detentore del rifiuto Il Cliente, in quanto detentore del rifiuto può prendere in carico il rifiuto e provvedere da se alla gestione dello stesso con conseguente conferimento a soggetti terzi autorizzati nelle modalità e nei tempi previsti dal D.Lgs 152/ ) Il manutentore decide di farsi carico del rifiuto In questo caso il MANUTENTORE si configura come produttore del rifiuto (art. 266 comma 4 del D.lgs 152/06). Il manutentore in quanto produttore del rifiuto può farsi carico del conferimento del rifiuto presso il proprio deposito di rifiuti temporaneo Il trasporto del rifiuto dal sito del cliente (luogo di produzione dello stesso) deve essere effettuato da mezzo autorizzato dall Albo Nazionale Gestori Ambientali (Vedi art. 212 comma 8 D.Lgs 152/06). Il manutentore può effettuare il trasporto del rifiuto solo se ha precedentemente provveduto ad autorizzare un automezzo al trasporto del codice CER con cui è identificato il rifiuto in conto proprio (Vedi art. 212 comma 8 D.Lgs 152/06. Se il rifiuto è classificato come Non Pericoloso non ci sono limiti quantitativi per il trasporto in conto proprio. Se il rifiuto è classificato come pericoloso le quantità trasportabili in conto proprio non possono eccedere i 30 chilogrammi o 30 litri giorno. Il rifiuto dev e essere preso in carico nel deposito temporaneo del manutentore (vedi art. 183 comma bb) del D. Lgs. 152/06 e registrato entro 10 giorni lavorativi o sul registro di carico scarico rifiuti cartaceo (se non obbligato all iscrizione sistri) oppure anche sul registro cronologico Sistri (Se trattasi di soggetto obbligato all iscrizione Sistri). Dal sarà tenuto a gestire unicamente il Registro Sistri (in base alle attuali normative in vigore).
3 CASO 2. MANUTENZIONE ESTERNA (EFFETTUATA PRESSO GLI STABILI DEL CLIENTE) BENI OGGETTO DI MANUTENZIONE A NOLEGGIO CIOÈ DI PROPRIETÀ DEL MANUTENTORE. Il rifiuto si genera nel momento in cui dall attività di manutenzione si producono scarti di diverso genere provenienti dall attività di manutenzione stessa. DETENTORE del rifiuto: l azienda di manutenzione che è il proprietario del bene. In questo caso il Cliente non si configura come DETENTORE del rifiuto. Quindi, - Il cliente, non essendo né detentore né produttore del rifiuto, non può prendere in carico il rifiuto. In questo caso il Manutentore che si configura sia come PRODUTTORE che DETENTORE del rifiuto, deve farsi carico del conferimento del rifiuto presso il proprio deposito temporaneo o conferimento presso smaltitore autorizzato (art. 266 comma 4 del D.lgs 152/06). Il trasporto del rifiuto dal sito del Cliente (luogo di produzione dello stesso) deve essere effettuato da mezzo autorizzato dall Albo Nazionale Gestori Ambientali. Il manutentore può effettuare il trasporto del rifiuto solo se ha precedentemente provveduto ad autorizzare un automezzo al trasporto del codice CER con cui è identificato il rifiuto prodotto in CONTO PROPRIO (vedi art. 212 comma 8 del D.Lgs 152/06). Se il rifiuto è classificato come non pericoloso non ci sono limiti quantitativi per il trasporto in conto proprio. Se il rifiuto è classificato come pericoloso le quantità trasportabili in conto proprio non possono eccedere i trenta chilogrammi o trenta litri al giorno. Il destinatario è la sede del manutentore, il rifiuto deve essere preso in carico nel deposito temporaneo del manutentore (vedi art. 183 comma bb del D.Lgs. 152/06) e registrato entro 10 giorni o sul registro di carico/scarico (se non obbligato all iscrizione Sistri) o sul registro cronologico Sistri (se obbligato all iscrizione al Sistri). I rifiuti devono essere avviati allo smaltimento presso smaltitore autorizzato all Albo Nazionale Gestori Ambientali secondo una delle seguenti modalità alternative, a scelta del manutentore (produttore/detentore dei rifiuti): - con cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dalle quantità in deposito; quando il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunga complessivamente i 30 metri cubi di cui al massimo 10 metri cubi di rifiuti pericolosi. - in ogni caso, allorché il quantitativo di rifiuti non superi il predetto limite all anno, il deposito
4 CASO 3. MANUTENZIONE INTERNA (EFFETTUATA PRESSO GLI STABILI DEL MANUTENTORE) BENI OGGETTO DI MANUTENZIONE DI PROPRIETA DEL CLIENTE. Il rifiuto si genera nel momento in cui dall attività di manutenzione si producono scarti (es. polvere estinguente/schiuma/componenti sostitutive od estintori interi da sostituire) di diverso genere provenienti dall attività di manutenzione stessa. DETENTORE del rifiuto: l azienda di manutenzione In questo caso il Manutentore che si configura sia come PRODUTTORE che come DETENTORE del rifiuto, deve farsi carico del conferimento del rifiuto. Il trasporto del bene oggetto di manutenzione dal sito del Cliente può essere effettuato con semplice Documento di Trasporto in conto lavorazione. Dopo aver effettuato l attività di manutenzione sul bene di proprietà del Cliente si ha la produzione di scarti, i rifiuti prodotti dalle manutenzioni devono essere caricati entro 10 giorni o sul registro di carico e scarico (se non obbligato all iscrizione Sistri) o sul registro cronologico Sistri (se obbligato all iscrizione Sistri). Dal momento della presa in carico si attiva il deposito temporaneo di rifiuti e i rifiuti devono essere avviati alo smaltimento presso smaltitore autorizzato all Albo Nazionale Gestori Ambientali secondo una delle seguenti modalità alternative, a scelta del Manutentore (produttore dei rifiuti): - con cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dalle quantità in deposito; quando il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunga complessivamente i 30 metri cubi di cui al massimo 10 metri cubi di rifiuti pericolosi. - In ogni caso, allorché il quantitativo di rifiuti non superi il predetto limite all anno, il deposito
5 CASO 4. MANUTENZIONE INTERNA (EFFETTUATA PRESSO GLI STABILI DEL MANUTENTORE) BENI OGGETTO DI MANUTENZIONE IN NOLEGGIO CIOE DI PROPRIETA DEL MANUTENTORE. Il rifiuto si genera nel momento in cui dall attività di manutenzione si producono scarti (es. polvere estinguente/schiuma/componenti sostituite od estintori interi da sostituire) di diverso genere provenienti dall attività di manutenzione stessa. DETENTORE del rifiuto: l azienda di manutenzione Il Cliente non essendo né detentore né produttore del rifiuto, non può prendere in carico il rifiuto e provvedere da sé alla gestione dello stesso. In questo caso il Manutentore che si configura sia come PRODUTTORE che come DETENTORE del rifiuto, deve farsi carico del conferimento del rifiuto. Il trasporto del bene oggetto di manutenzione dal sito del Cliente può essere effettuato con semplice Documento di Trasporto in conto lavorazione. Dopo aver effettuato l attività di manutenzione i rifiuti devono essere caricati entro 10 giorni o sul registro di carico e scarico (se non obbligato all iscrizione al Sistri) o sul registro cronologico Sistri (se obbligato all iscrizione al Sistri). Dal momento della presa in carico si attiva il deposito temporaneo di rifiuti e i rifiuti devono essere avviati allo smaltimento presso smaltitore autorizzato all Albo Nazionale Gestori Ambientali secondo una delle seguenti modalità alternative, a scelta del Manutentore (produttore dei rifiuti): - con cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dalle quantità in deposito; quando il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunga complessivamente i 30 metri cubi di cui al massimo 10 metri cubi di rifiuti pericolosi. - In ogni caso, allorché il quantitativo di rifiuti non superi il predetto limite all anno, il deposito