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Timestamp: 2020-08-03 21:26:12+00:00
Document Index: 171214837

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2697', 'art. 860', 'art. 360', 'art. 18', 'art. 8', 'art. 56']

Sentenza Cassazione Civile n. 24358 del 29/11/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24358 del 29/11/2016
Cassazione civile sez. VI, 29/11/2016, (ud. 05/10/2016, dep. 29/11/2016), n.24358
sul ricorso 14873/2015 proposto da:
CONSORZIO BONIFICA 5 TOSCANA COSTA, in persona del Presidente e
GIUSEPPE CONOSCENTI, giusta procura in calce al ricorso;
SOCIETA’ AGRICOLA MARCHESI GINORI LISCI SRL, in persona del legale
NUTI, giusta procura speciale in calce al controricorso e ricorso
avverso la sentenza n. 2319/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
La CTR della Toscana, con sentenza n. 2319, depositata il 1 dicembre 2014, non notificata, rigettò l’appello proposto dall’allora Unione Montana Alta Val di Cecina avverso la decisione della CTP di Pisa, che aveva accolto il ricorso proposto dalla Società Agricola Marchesi Ginori Lisci S.r.l. avverso avvisi di pagamento per contributi di bonifica relativi agli anni 2009 e 2010.
La società intimata resiste con controricorso e ricorso incidentale condizionato affidato a due motivi.
Con il primo motivo il Consorzio denuncia la violazione e falsa applicazione dell’art. 2697 c.c., con riferimento all’art. 860 c.c., del R.D. n. 215 del 1933, artt. 10, 11, 58 e 59, alla L.R. Toscana n. 34 del 1994, artt. 3, 4, 15, 16, 18 e 33, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
A sostegno della censura assume che la decisione della CTR sarebbe incorsa in error in iudicando allorchè ha affermato che la contribuente avrebbe fatto oggetto di specifica contestazione il piano di classifica, donde l’insussistenza, nella fattispecie, della presunzione di benefici diretti e specifici agli immobili ricadenti nel perimetro di contribuenza e la necessità per il Consorzio di provare gli interventi che ne abbiano assicurato i predetti benefici fondiari, onere probatorio ritenuto nella fattispecie non soddisfatto.
Ciò avuto riguardo al fatto che almeno in relazione ad uno dei profili di specifica doglianza dovesse ritenersi integrata la sussistenza della suddetta specifica contestazione. In particolare, sgombrato il campo dalle contestazioni sulla legittimità del piano di classifica che in corso di giudizio risultavano essere state superate dalla documentazione allegata dall’ente (come la mancata delimitazione del perimetro di contribuenza) o alle quali comunque non erano riconducibili gli effetti paventati dalla contribuente, come la mancata dotazione di uno specifico catasto consortile secondo la previsione della citata L.R. Toscana n. 34 del 1994, art. 18, stante la finalità repertoriale dello stesso, o come la dedotta mancata trascrizione del piano, essendo demandata ad essa l’effetto di mera pubblicità – notizia, restava la specifica contestazione da parte della contribuente della mancata previa elaborazione del piano generale di bonifica di cui all’art. 8 della citata legge della Regione Toscana, applicabile, ratione temporis.
Invero, ciascuna delle questioni in relazione alle quali la contribuente lamenta l’omessa pronuncia risulta essere stata oggetto degli originari motivi addotti a sostegno dell’impugnazione dinanzi alla CTP di Pisa avverso l’avviso di pagamento, e, seppur entrambe riproposte, come previsto dal D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 56, nelle controdeduzioni depositate dalla contribuente dinanzi alla CTR all’avverso ricorso in appello, ciò è avvenuto con atto non depositato nei termini (essendo avvenuto il deposito delle controdeduzioni il 10 luglio 2013, oltre il termine di 60 giorni dalla notifica del ricorso in appello avvenuta il 29 gennaio 2013), essendo state poi le eccezioni ribadite nell’ulteriore memoria depositata in grado d’appello dinanzi alla CTR.
Questa Corte (cfr. Cass. sez. 6-5, ord. 22 giugno 2016, n. 12937; Cass. sez. 5, 18 dicembre 2014, n. 26830), ha affermato il principio secondo il quale “nel processo tributario, improntato a criteri di speditezza e concentrazione, la volontà dell’appellato di riproporre le questioni assorbite, pur non occorrendo a tal fine alcuna impugnazione incidentale, deve essere espressa, a pena di decadenza, nell’atto di controdeduzioni da depositare nel termine previsto per la costituzione in giudizio, e non può essere manifestata in atti successivi, ch esplicano una funzione meramente illustrativa”.