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Timestamp: 2017-11-18 06:28:51+00:00
Document Index: 125517659

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 28', 'art. 97', 'art. 28', 'sentenza ', 'art. 22', 'art. 1', 'art.3', 'sentenza ', 'art. 93', 'art. 2043', 'art. 28', 'sentenza ']

Dipendenti Pubblica Amministrazione - Cover Broker – Insurance protection
Per dirigenti, dipendenti tecnici ed amministrativi, personale sanitario ed amministratori pubblici
Per i dirigenti, dipendenti tecnici ed amministrativi, personale sanitario ed amministratori pubblici in genere abbiamo studiato specifiche polizze di Responsabilità Civile, con massimali di copertura fino a € 5.000.000
Dal 30/06/2008 questi tipi di polizze non possono essere stipulate dall’ente pubblico, ma dai singoli assicurati (vedasi l’art. 3 comma 59 Legge finanziaria 2008)
Le nostre offerte, a cui possono aderire singolarmente i dipendenti e gli amministratori pubblici, offrono molte garanzie tra cui:
Responsabilità amministrativa e amministrativa-contabile
Estensione Decreto Legislativo 81/2008
Perdite patrimoniali derivanti dall’attività di cui al D.Lgs 196/2003 (Codice Privacy)
Retroattività di copertura da 5 anni ad illimitata
Copertura Postuma – dopo cessazione carica – fino a 5 anni
Copertura per imposte e multe inflitte alla Pubblica Amministrazione e a Terzi
In conformità al principio dettato dall’art. 28 Cost. e alla disposizione di cui all’art. 97 Cost. (escluso il profilo della responsabilità penale che riveste carattere personale non assicurabile), i funzionari pubblici rispondono dei danni prodotti con il loro comportamento nell’esercizio delle proprie attribuzioni:
• Direttamente verso i terzi (responsabilità civile extracontrattuale);
• Verso l’Amministrazione di appartenenza e la p.a. in genere (responsabilità patrimoniale amministrativa e contabile);
La Responsabilità Civile verso terzi è disciplinata dagli artt. 22 e seguenti del t.u. 10 gennaio 1957, n. 3, i quali limitano detta responsabilità, sotto il profilo dell’elemento psicologico, alle ipotesi di dolo o colpa grave.
L’elemento dell’antigiuridicità può consistere non solo nella violazione di norme imperative di leggi e/o di norme di comune diligenza o prudenza, ma anche nell’inerzia e cioè nel fatto che l’impiegato si rifiuti o ritardi ingiustificatamente atti o operazioni, al cui compimento egli sia tenuto.
Inoltre esiste una responsabilità solidale del funzionamento e dell’amministrazione nel caso di danno nei confronti del cittadino ( art. 28 Cost.) che può scegliere chi escutere. La P.A. potrà eventualmente avvalersi verso il dipendente.
Per il danno invece arrecato all’amministrazione pubblica (danno diretto, ossia il pregiudizio economico cagionato all’ente pubblico fin dall’origine indipendentemente dal fatto che vi siano terzi interessati) o che questa debba risarcire ai privati (danno indiretto, ossia patito dall’amministrazione che sia obbligata a risarcire i terzi – per accordo transattivi o sentenza di condanna – i danni cagionati dal dipendente art. 22 comma 2 t.u. n./57), il funzionario è chiamato a rispondere per responsabilità patrimoniale innanzi alla Corte dei Conti (art. 1 comma 1 legge n. 20/94).
Pertanto la responsabilità patrimoniale dei funzionari pubblici verso la p.a. può assumere due forme:
• Responsabilità amministrativa: incombe sui funzionari che abbiano prodotto un danno patrimoniale all’amministrazione;
• Responsabilità contabile: propria degli agenti contabili, cioè dei dipendenti che maneggiano denaro o hanno in custodia bene e/o valori dell’amministrazione stessa.
I principali elementi costitutivi della responsabilità amministrativa sono:
• La violazione dei doveri di ufficio (rapporto di impiego, di servizio);
• Il danno erariale (qualsiasi pregiudizio degli interessi fondamentali della collettività semprechè suscettibili di valutazione economica, compreso il danno non patrimoniale all’immagine della p.a.);
• L’elemento soggettivo, il comportamento doloso o colposo (COLPA GRAVE);
• il nesso di causalità tra detto comportamento e il danno.
La legislazione limita, come detto, la responsabilità amministrativa dei soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei Conti ai fatti e alle omissioni commessi con dolo o colpa grave, ferma restando l’insindacabilità nel merito delle scelte discrezionali. Le conseguenze di una condotta lievemente colposa accertata in giudizio restano, dunque, sempre a carico della pubblica amministrazione e dunque del bilancio pubblico (art.3, comma 1, legge 639/96).
Il problema della responsabilità nella p.a. ha assunto particolare importanza soprattutto dopo che, in seguito alle aperture della sentenza delle sezioni unite della Corte di Cassazione del 22 luglio 1999, n. 500 e alle disposizioni di cui alla legge n. 205/2000, è pienamente riconosciuto il diritto del cittadino al risarcimento dei danni derivanti dalla lesione di interessi legittimi da parte della pubblica amministrazione, riproponendo in primo piano la questione della diretta responsabilità degli amministratori e dei dipendenti della pubblica amministrazione che quei danni possono cagionare con il loro comportamento.
In altre parole, oggi, ogni profilo di azione amministrativa è potenzialmente fonte di danno e conseguenzialmente di richiesta di risarcimento.
Il profilo assicurativo individuale su cui operare contrattualmente nei confronti dei pubblici agenti è rappresentato – per quanto riguarda la responsabilità civile – dalla colpa cosiddetta grave.
PER QUANTO RIGUARDA LA RESPONSABILITA’ DEGLI AMMINISTRATORI degli Enti pubblici evidenziamo che :
L’art. 93 del T.U. delle leggi sull’ordinamento degli Enti locali cita testualmente: “per l’amministratore e per il personale degli Enti locali si osservano le disposizioni vigenti in materia di responsabilità degli impiegati civili dello stato”.
Perché, quindi, gli amministratori e i dipendenti pubblici si devono assicurare?
• Perché la protezione del proprio patrimonio da richieste di risarcimento è un atto dovuto per salvaguardare sia il terzo e sia la Pubblica Amministrazione.
• In quanto le dispute legali sono spesso lunghe, costose e traumatiche; pertanto una copertura assicurativa per la Responsabilità Civile è un requisito necessario per la tutela di tutte le parti coinvolte.
• A chi è rivolta?
A ogni ente la cui attività sia soggetta alla giurisdizione della Corte dei Conti;
• Chi si assicura?
1) L’organismo della Pubblica Amministrazione Contraente della Polizza;
2) Ogni persona indicata in polizza che abbia con il Contraente un rapporto di servizio o un mandato o che partecipi alle attività istituzionali.
La Responsabilità Civile derivante all’assicurato per Perdite Patrimoniali cagionati a terzi in conseguenza di atti od omissioni commessi da Amministratori e dipendenti indicati in polizza, per cui l’Ente Assicurato/Contraente sia civilmente responsabile per legge, compresi i fatti dolosi e colposi commessi da persona di cui l’assicurato stesso debba rispondere ai sensi della legge.
Con la stipula di questa polizza, che viene emessa nel pieno rispetto della norma prevista dalla finanziaria 2008, si estende la copertura assicurativa alla COLPA GRAVE degli amministratori e dipendenti il cui premio, mediante emissione di appendice, resta a carico di ognuno di essi ai sensi dell’art. 2043 del c.c. e dell’art. 28 della costituzione giusta sentenza Corte dei Conti sez. 1, 29/11/1990 n. 254.
Ciò premesso possiamo affermare che l’incremento del controllo da parte dalla Corte dei Conti è divenuto negli ultimi anni un fenomeno di enorme interesse per gli amministratori e impiegati pubblici perché, data la vastità della materia da affrontare, l’atto illecito, ossia qualsiasi azione od omissione colposa compiuta nello svolgimento della propria mansione/funzione presso l’Ente che cagioni ad altri una perdita patrimoniale, diventa quasi un errore certo.
Per i motivi innanzi specificati ci permettiamo di consigliare agli amministratori e ai dipendenti di assicurare, per la Responsabilità patrimoniale, il Comune, quale Ente esercente attività Amministrativa, e di assicurarsi loro stessi in quanto una corretta gestione assicurativa della propria attività solleva dalla preoccupazione di poter pregiudicare, magari con un unico errore, anni di impegno e di sacrifici e di affrontare con più tranquillità gli impegni quotidiani. Atre precauzioni non esistono.
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