Source: http://www.fondazioneforumaterni.it/index.php/pages/newsletter-febbraio-2018
Timestamp: 2018-08-18 21:49:57+00:00
Document Index: 114742786

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1415', 'art. 1416', 'art. 1417', 'sentenza ', 'art. 2051', 'art. 342', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2051', 'sentenza ', 'art. 2051', 'sentenza ', 'art. 18', 'art. 36', 'sentenza ']

Newsletter - Febbraio 2018
Divieto di patto commissorio – Ipotesi di più negozi collegati – Verifica in concreto della sussistenza di uno scopo di garanzia.
Corte d’Appello de L’Aquila – sentenza 13 febbraio 2018, n. 266 – Pres. Iannaccone – Est. Ciofani
Il divieto del patto commissorio si estende a qualsiasi negozio, ancorché di per sé astrattamente lecito, allorché esso venga impiegato per conseguire il fine concreto, riprovato dall’ordinamento, della illecita coercizione del debitore, costringendolo al trasferimento di un bene a scopo di garanzia nell’ipotesi di mancato adempimento di un’obbligazione assunta. In particolare, ben può il patto commissorio essere ravvisato anche di fronte a più negozi tra loro collegati quando esso scaturisca da un assetto di interessi complessivi tale da far ritenere che il procedimento negoziale attraverso il quale deve compiersi il trasferimento di un bene del debitore sia collegato, piuttosto che alla funzione di scambio ad uno scopo di garanzia a prescindere dalla natura meramente obbligatoria o traslativa o reale del contratto o del momento in cui il trasferimento deve verificarsi o degli strumenti negoziali destinati alla sua attuazione e, persino, dalla identità dei soggetti che abbiano stipulato i negozi collegati.
Simulazione – Prova – Regime agevolato del terzo – Presunzioni semplici - Ammissibilità.
Corte d’Appello de L’Aquila – sentenza 20 febbraio 2018, n. 346 – Pres. Buzzelli – Est. Di Girolamo
Ai sensi dell’art. 1415 c.c. i terzi possono far valere la simulazione in confronto delle parti quando essa pregiudica i loro diritti ed ai sensi dell’art. 1416, comma 2 c.c.; il pregiudizio del creditore stesso è ravvisabile in presenza di una diminuzione quantitativa o variazione qualitativa del patrimonio del debitore che renda più incerto, difficile o comunque oneroso il soddisfacimento. Inoltre, all’attore, in quanto terzo rispetto all’accordo simulato, è applicabile il regime probatorio agevolato di cui all’art. 1417 c.c., in forza del quale è ammissibile la prova testimoniale senza limiti e per giurisprudenza costante anche il ricorso alla prova per presunzioni semplici che possono essere tratte da qualsiasi fonte probatoria dalla quale siano ricavabili elementi gravi, precisi e concordanti.
Danni da cose in custodia – Carattere oggettivo - Nesso causale tra la cosa in custodia ed il danno – Sussiste – Irrilevanza della condotta del custode.
Tribunale di Pescara – sentenza 28 febbraio 2018, n. 295 – Est. Falco
La responsabilità per i danni cagionati da cose in custodia (art. 2051 cod. civ.) ha carattere oggettivo e, perché possa configurarsi in concreto, è sufficiente che sussista (come nella specie) il nesso causale tra la cosa in custodia ed il danno arrecato, senza che rilevi al riguardo la condotta del custode e l'osservanza o meno di un obbligo di vigilanza, in quanto la nozione di custodia nel caso rilevante non presuppone, ne' implica uno specifico obbligo di custodire analogo a quello previsto per il depositario, e funzione della norma è, d'altro canto, quella di imputare la responsabilità a chi si trova nelle condizioni di controllare i rischi inerenti alla cosa, dovendo pertanto considerarsi custode chi di fatto ne controlla le modalità d'uso e di conservazione, e non necessariamente il proprietario o chi si trova con essa in relazione diretta
Procedimento civile – Appello – Requisiti ex art. 342 c.p.c. – Specifiche contestazioni delle motivazioni della sentenza impugnata – Necessità di rigorosa e formalistica enunciazione delle ragioni poste a fondamento dell'appello – Insussistenza.
Tribunale di Pescara – sentenza 29 dicembre 2017, n. 1621 – Est. Ria
In tema di appello il “nuovo” atto deve contenere, per superare il vaglio di ammissibilità, l'indicazione specifica dei motivi di appello e la contrapposizione delle argomentazioni dell'appellante contrapposte a quelle della sentenza impugnata, ma non già una rigorosa e formalistica enunciazione delle ragioni poste a fondamento dell'appello essendo sufficiente che al giudice siano esposte – anche sommariamente – le ragioni di fatto e di diritto su cui si fonda l'impugnazione, che possono sostanziarsi anche nella prospettazione delle medesime ragioni addotte nel giudizio di primo grado purché ciò determini una critica specifica della decisione impugnata.
Danni – Evento franoso – Omessa esecuzione di opere di contenimento da parte dell'ente proprietario della strada – Responsabilità da cosa in custodia ex art. 2051 c.c. - Sussiste.
Tribunale di Teramo – sentenza 20 febbraio 2018, n. 153 – Est. Chiauzzi
E' applicabile l'art. 2051 c.c. alla P.A. relativamente ai beni demaniali soggetti ad un uso generale e diretto da parte dei cittadini anche in presenza di eventi franosi che abbiano arrecato danni al privato, laddove siano state omesse opere di contenimento (dovendosi escludere nella fattispecie il caso fortuito), per effetto del potere di controllo e di vigilanza sul bene stesso, che sia tale da evitare situazioni di pericolo per gli utenti, con la conseguente ripartizione dell'onere della prova tra danneggiato e danneggiante.
Società c.d. “in house providing” – Applicazione dei divieti o limitazioni alle assunzioni di personale ex Dlgs. 165/2001 – Divieto di automatica conversione del contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato - Sussiste.
Corte d’Appello de L’Aquila, sez. lav., sentenza 01 marzo 2018, n. 124 – Pres. Sannite - Est. Ciangola
Nella misura in cui le società in house providing sono costituite esclusivamente da soci aventi natura pubblica, esercitano l'attività in prevalenza in favore dell'ente o degli enti partecipanti e sono sottoposte ad un controllo corrispondente a quello esercitato dagli enti pubblici sui loro uffici, e quindi costituiscono in realtà delle articolazioni della pubblica amministrazione da cui promanano e non dei soggetti giuridici ad essa esterni e da essa autonomi, non possono che essere sottoposte agli stessi limiti e divieti imposti dal D.lgs 165/2001 alle pubbliche amministrazioni in senso stretto. Ed infatti l’art. 18, comma 2 bis, del decreto-legge n. 112 del 2008, come introdotto dalla l. 102 del 2009 (per le società a partecipazione pubblica locale totale che siano titolari di affidamenti diretti di servizi pubblici locali senza gara), nonché il comma 6 dell’articolo 3 bis l. 148/2011 (per le società affidatarie in house) dispongono l’applicazione a tali società dei “divieti o limitazioni alle assunzioni di personale”, tra cui anche l’utilizzo del contratto a termine solo per esigenze “temporanee” ed “eccezionali” [N.d.r.: Fattispecie nella quale, in riferimento ad una società finalizzata alla gestione c.d. “in house” dei servizi di igiene ambientale e cimiteriale, la Corte ha escluso l'esistenza di un diritto del lavoratore alla conversione del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato e, a fronte della accertata nullità della clausola di apposizione del medesimo, ha disposto unicamente, a norma dell'art. 36, comma 5, D.lgs 165/2001, la condanna della società appellante al risarcimento del danno subito dall’appellato a causa dell'illegittimo ricorso a forme di lavoro flessibile a termine].
Tribunale di Pescara – est. de Rensis – sentenza 19.1.2018
“Nel delitto di truffa, quando il profitto è conseguito mediante accredito su carta di pagamento ricaricabile (nella specie “postepay”), il tempo e il luogo di consumazione del reato sono quelli in cui la persona offesa ha proceduto al versamento del denaro sulla carta, poiché tale operazione ha realizzato contestualmente sia l’effettivo conseguimento del bene da parte dell’agente, che ottiene l’immediata disponibilità della somma versata e non un mero diritto di credito, sia la definitiva perdita dello stesso bene da parte della vittima”.
I Consigli Distrettuali di Disciplina (CDD) sono nuovi organismi ai quali la nuova normativa dell’ordinamento professionale forense conferisce il compito del controllo disciplinare sugli avvocati iscritti agli albi. Da questo numero la redazione della Newsletter PQM on line darà spazio a provvedimenti del Consiglio Distrettuale di Disciplina dell'Abruzzo ritenuti significativi.
Artt. 4, 9, 10 e 11 Nuovo Codice Deontologico – Omessa informazione del cliente circa trattative stragiudiziali – Definizione transattiva della vertenza mediante apposizione di firma apocrifa – Tardivo e parziale versamento della somma incassata per conto del cliente - Violazione delle suddette norme deontologiche per condotta contraria ai doveri di integrità, probità, dignità, decoro, correttezza e fedeltà, connesse al rapporto di fiducia tra avvocato e cliente - Sussistenza.
Consiglio Distrettuale di Disciplina Forense de L'Aquila – dec. 23 novembre 2017, Proc. n. 139/15
Costituisce grave violazione dei doveri di integrità, probità, dignità, decoro, correttezza e fedeltà, connesse al rapporto di fiducia tra avvocato e cliente, così come prescritti dagli artt. 5, 6, 7 e 35 del Codice Deontologico previgente (oggi 4, 9, 10 e 11 del Nuovo Codice Deontologico), meritevole della sanzione della radiazione, la condotta non colposa dell'avvocato che svolga e concluda una trattativa stragiudiziale con una compagnia di assicurazioni senza informarne il cliente e trattenendo la somma incassata – previa emissione di quietanza risultata falsa quanto alla firma del cliente medesimo – per un notevole lasso di tempo (oltre un anno), restituendone poi solo una minima parte.
Newsletter Febbraio 2018 Home Fondazione --Statuto e Atto Costitutivo ---Atto Costitutivo ---Statuto --Consiglio di Amministrazione --Comitato Tecnico Scientifico --Segreteria e Contatti --Accreditamenti --Collabora con noi --Albo Avvocati Pescara Formazione --Regolamenti ---Regolamento per la formazione forense C.N.F. ---Regolamento Integrativo formazione continua COA Pescara ---Legge professionale --Novità normative e giurisprudenziali --Programma Offerta Formativa ---POF 2015 --Accesso a Riconosco --Formazione Mediatori civili e commerciali ---Corsi di Formazione per Mediatori ---Corsi di aggiornamento per mediatori ---Normativa Scuola Forense --Chi siamo --Regolamenti ---Regolamento frequenza --Area Riservata Allievi --Area Riservata Docenti --Programma delle lezioni --Convenzioni ---Convenzione Ordine Avvocati Lanciano ---Convenzione Ordine Avvocati Vasto --Modulistica --Collabora con noi --Contatti Rivista P.Q.M. --Chi siamo ---La rivista ---Condirettori e Direttore Responsabile ---Comitato di Redazione --Collabora con noi --Contatti --PQM On-line ---Newsletter Febbraio 2015 ---Newsletter Marzo 2015 ---Newsletter Aprile 2015 ---Newsletter Maggio 2015 ---Newsletter Luglio 2015 ---Newsletter Settembre-Ottobre 2015 ---Newsletter Novembre 2015 ---Newsletter Dicembre 2015 ---Newsletter Gennaio-Febbraio 2016 ---Newsletter Marzo 2016 ---Newsletter aprile-maggio 2016 ---Newsletter giugno 2016 ---Newsletter luglio 2016 ---Newletter agosto-settembre 2016 ---Newsletter ottobre-dicembre 2016 ---Newsletter gennaio 2017 ---Newsletter febbraio 2017 ---Newsletter Marzo 2017 ---Newsletter aprile 2017 ---Newsletter Maggio 2017 ---Newsletter Giugno-Luglio 2017 ---Newsletter Novembre 2017 ---Newsletter Dicembre 2017 ---Newsletter Gennaio 2018 ---Newsletter Marzo 2018 --Newsletter Febbraio 2018