Source: https://www.vocinelsilenzio.com/2018/02/08/modifica-allarticolo-162-ter-del-codice-penale/
Timestamp: 2019-08-22 05:50:30+00:00
Document Index: 126540032

Matched Legal Cases: ['art. 152', 'art. 73', 'art. 1209', 'art. 1', 'art. 162', 'art. 3', 'art. 635', 'art. 635', 'art. 638', 'art. 639']

Modifica all’Articolo 162-Ter del Codice Penale – Associazione Antiviolenza "Voci nel silenzio"
La remissione di querela (art. 152 c.p.) costituisce a sua volta una causa di estinzione del reato e consiste nell’atto con il quale un soggetto manifesta la volontà di revocare una querela già proposta. Essa può essere processuale o extraprocessuale e, in quest’ultimo caso, espressa o tacita; si ha remissione tacita quando il querelante compie fatti incompatibili con la volontà di persistere nella querela. La remissione di querela – che, salvo i casi per i quali la legge disponga altrimenti, può intervenire solo prima della condanna – non può essere sottoposta a termini o condizioni e può disporre anche la rinuncia al diritto alle restituzioni e al risarcimento del danno.
Il risarcimento del danno può essere riconosciuto anche in seguito a offerta reale ai sensi degli artt. 1208 e ss. del codice civile, formulata dall’imputato e non accettata dalla persona offesa, ove il giudice riconosca la congruità della somma offerta a tale titolo; nel caso di specie si ha offerta reale quando l’ufficiale giudiziario o il notaio (art. 73, disp. att. c.c.) presenti materialmente il denaro a titolo di risarcimento presso il domicilio della persona offesa (art. 1209 c.c.).
La riparazione deve realizzarsi nel termine massimo della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado. All’incolpevole inadempimento della riparazione consegue la possibilità, per l’imputato, di chiedere al giudice la fissazione di un ulteriore termine, non superiore a sei mesi, per il pagamento di quanto dovuto a titolo di risarcimento, anche in forma rateale. Il giudice, se accoglie la richiesta, ordina la sospensione del processo (cui si
All’esito positivo delle condotte riparatorie, il giudice deve dichiarare l’estinzione del reato. Una disposizione transitoria prevede che la nuova causa di estinzione del reato sia applicata anche con riguardo ai processi in corso al 3 agosto 2017, data di entrata in vigore della legge 103/2017; in tal caso, il reato è dichiarato estinto anche se le condotte riparatorie sono avvenute dopo la dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado. La legge 103/2017 (art. 1, commi 3 e 4) stabilisce la procedura per l’applicazione della disciplina dell’art. 162-ter ai processi in corso. La disciplina transitoria limita l’applicazione della nuova causa estintiva del reato ai processi in primo grado e in appello; tale limitazione è motivata dal fatto che la Cassazione è giudice privo di poteri e cognizioni di merito per valutare l’adeguatezza delle condotte riparatorie. L’imputato nella prima udienza può chiedere al giudice, se non è possibile provvedere al risarcimento del danno per fatto a lui non addebitabile, la fissazione di un termine ulteriore, non superiore a 6 mesi, per provvedere al pagamento, anche in forma rateale.
Anche nella messa alla prova è infatti prevista, ai fini dell’estinzione del reato, l’adozione da parte dell’imputato di condotte riparatorie. L’art. 3 della legge 67 stabilisce che, nei procedimenti per reati puniti con pena pecuniaria ovvero con reclusione fino a 4 anni (sola, congiunta o alternativa a pena pecuniaria), ovvero per uno dei reati in relazione ai quali l’articolo 550, comma 2, c.p.p. prevede la citazione diretta a giudizio, l’imputato possa chiedere la sospensione del processo con messa alla prova. La misura consiste in condotte riparatorie volte all’eliminazionedelle conseguenze dannose o pericolose del reato, ove possibile in misure risarcitorie del danno, nell’affidamento dell’imputato al servizio sociale e nella prestazione di lavoro di pubblica utilità; il corso della prescrizione del reato durante il periodo di sospensione del processo con messa alla prova è sospeso. Al termine della misura, se il comportamento dell’imputato è valutato positivamente, il giudice dichiara l’estinzione del reato, restando comunque applicabili le eventuali sanzioni amministrative accessorie.
La proposta di legge n. 4680 (Ferraresi ed altri) è diretta a delimitare l’ambito Il contenuto
se il reato non è commesso con violenza o minaccia o con abuso della qualità di operatore del sistema, danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici altrui (art. 635-bis, primo comma) o utilizzati dallo Stato o da altro ente pubblico o comunque di pubblica utilità (art. 635-ter primo comma);
se il reato non riguarda tre o più capi di bestiame, uccisione o danneggiamento di animali altrui (art. 638); deturpamento o imbrattamento di cose mobili altrui (art. 639, primo comma);
La proposta di legge è corredata della sola relazione illustrativa.