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Timestamp: 2018-01-17 13:02:57+00:00
Document Index: 95540348

Matched Legal Cases: ['art.2', 'art.3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 13']

Documenti e norme - CONFCOMMERCIO - Imprese per l'Italia - Associazione di Bari
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[ 11/03/2009 ]
Delega al Governo in materia di produttività del lavoro pubblico
E’ stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale di ieri, 5 marzo (n. 53), la legge 4 marzo 2009 n. 15 recante un’ampia delega al Governo ad emanare, entro 9 mesi, uno o più decreti legislativi finalizzati all’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e alla efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni, nonché disposizioni integrative delle funzioni attribuite al CNEL e alla Corte dei conti (cd Riforma Brunetta)
Il provvedimento, collegato alla manovra di finanza pubblica del 2009, si inserisce nel contesto programmatico delineato dal “Piano industriale per la modernizzazione della PA” presentato dal Ministro Brunetta il 28 maggio dell’anno scorso.
Obiettivi della delega (art.2)
L’intervento legislativo è volto a delegare il Governo a riformare la disciplina del rapporto di lavoro dei dipendenti pubblici e della relativa contrattazione collettiva per il raggiungimento dei seguenti obiettivi specifici:
a) convergenza degli assetti regolativi del lavoro pubblico con quelli del lavoro privato, con particolare riferimento al sistema delle relazioni sindacali;
b) miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia delle procedure della contrattazione collettiva;
c) introduzione di sistemi interni ed esterni di valutazione del personale e delle strutture, finalizzati ad assicurare l’offerta di servizi conformi agli standard internazionali di qualità e a consentire agli organi di vertice politici delle PA l’accesso diretto alle informazioni relative alla valutazione del personale dipendente;
d) garanzia della trasparenza dell’organizzazione del lavoro nelle amministrazioni pubbliche e dei relativi sistemi retributivi;
e) valorizzazione del merito e conseguente riconoscimento di meccanismi premiali per i singoli dipendenti sulla base dei risultati conseguiti dalle strutture amministrative;
f) definizione di un sistema più rigoroso di responsabilità dei dipendenti pubblici;
g) affermazione del principio di concorsualità per l’accesso al lavoro pubblico e per le progressioni di carriera;
h) previsione dell’obbligo di permanenza per almeno un quinquennio nella sede di prima destinazione anche per i vincitori delle procedure di progressione verticale.
Individuati gli obiettivi generali della riforma, la legge fissa, per ogni singola materia, lo specifico fine che la riforma intende perseguire, nonché i principi e i criteri direttivi dei decreti delegati.
In tale ottica:
1. Contrattazione collettiva nel settore pubblico (art.3)
L’esercizio della delega in materia di contrattazione collettiva deve esser finalizzato a conseguire una migliore organizzazione del lavoro e ad assicurare il rispetto della ripartizione tra le materie sottoposte alla legge (nonché agli atti organizzativi e all’autonoma determinazione dei dirigenti) e le materie sottoposte a contrattazione collettiva.
La nuova disciplina dovrà attenersi ai seguenti principi e criteri direttivi:
a) precisare gli ambiti della disciplina del rapporto di lavoro pubblico riservati rispettivamente alla contrattazione collettiva e alla legge, fermo restando la riserva alla contrattazione collettiva della determinazione dei diritti e delle obbligazioni direttamente pertinenti al rapporto di lavoro;
b) riordinare le procedure di contrattazione collettiva nazionale ed integrativa, in coerenza con il settore privato;
c) riformare l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN), con particolare riguardo alle competenze, alla struttura e agli organi della medesima Agenzia;
d) prevedere l’imputabilità della spesa per il personale rispetto ai servizi erogati;
e) definire le modalità di pubblicità sia degli atti riguardanti la spesa per il personale sia dei contratti;
f) agevolare i processi di mobilità, anche volontaria, al fine di ridurre il ricorso a contratti di lavoro a termine, a consulenze e collaborazioni;
g) rafforzare la mobilità intercompartimentale del personale pubblico, anche attraverso la definizione, tramite regolamento, di una tabella di comparazione tra i livelli di inquadramento previsti dai contratti collettivi relativi ai diversi comparti di contrattazione.
2. Valutazione delle strutture e del personale delle amministrazioni pubbliche ed (art. 4)
L’esercizio della delega, in questo settore, deve essere volto al perseguimento delle seguenti finalità:
- assicurare elevati standard qualitativi ed economici dell’intero procedimento di produzione del servizio reso all’utenza tramite la valorizzazione del risultato ottenuto dalle singole strutture;
- prevedere mezzi di tutela giurisdizionale degli interessati nei confronti delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici che si discostano dagli standard qualitativi ed economici fissati;
- prevedere l’obbligo per le amministrazioni, i cui indicatori di efficienza o produttività si discostino dai valori medi dei medesimi indicatori rilevati tra le amministrazioni omologhe con i rendimenti più alti, di fissare ai propri dirigenti l’obiettivo di allineamento ai parametri deliberati dall’organismo centrale istituito presso l’ARAN.
Il Governo dovrà attenersi ai seguenti principi e criteri direttivi:
- individuare sistemi di valutazione delle amministrazioni pubbliche diretti a rilevare la corrispondenza dei servizi e dei prodotti resi ad oggettivi standard di qualità;
- prevedere l’obbligo per le amministrazioni di predisporre preventivamente gli obiettivi che si pone per ciascun anno e di rilevare, in via consuntiva, quanta parte degli obiettivi è stata effettivamente conseguita;
- prevedere l’organizzazione di confronti pubblici annuali sul funzionamento e sugli obiettivi di miglioramento di ciascuna amministrazione;
- prevedere, nell’ambito della procedura di riordino dell’ARAN, l’istituzione di un organismo centrale autonomo ed indipendente avente, tra i compiti, quello di garantire la trasparenza dei sistemi di valutazione ed assicurare la comparabilità e la visibilità degli indici di andamento gestionale;
- assicurare la totale accessibilità, anche attraverso la pubblicazione sui siti internet, dei dati relativi ai servizi resi dalla PA tramite la pubblicità e la trasparenza degli indicatori e delle valutazioni operate da ciascuna amministrazione pubblica.
In tema di azione collettiva nei confronti delle amministrazioni pubbliche e dei concessionari di servizi pubblici, i decreti delegati dovranno consentire ad ogni interessato (nonché alle associazioni o comitati a tutela degli interessi dei propri associati) di agire in giudizio in caso di lesione di interessi giuridicamente rilevanti per una pluralità di utenti o consumatori nelle seguenti ipotesi:
- violazione di standard qualitativi ed economici o degli obblighi contenuti nelle carte dei servizi;
- omesso esercizio di poteri di vigilanza, di controllo o sanzionatori;
- violazione dei termini o mancata emanazione di atti amministrativi generali.
Per quanto attiene alla giurisdizione, il giudizio viene devoluto alla giurisdizione esclusiva e di merito del giudice amministrativo.
Condizione di ammissibilità dell’azione è la preventiva diffida (alla PA o al concessionario) ad assumere le “iniziative utili alla soddisfazione degli interessati”.
Si precisa che l’azione è volta ad ottenere che l’amministrazione (o il concessionario) adotti le misure idonee a porre rimedio alle violazioni, alle omissioni o ai mancati adempimenti, con esclusione però del risarcimento del danno per il quale resta ferma la disciplina vigente.
3. Valorizzazione del merito (art. 5)
Al fine di introdurre nell’organizzazione delle pubbliche amministrazioni strumenti volti alla valorizzazione del merito e metodi finalizzati all’incentivazione della produttività e della qualità della prestazione lavorativa, il Governo dovrà:
- stabilire un ammontare minimo di risorse da destinare al merito e alla produttività sulla base della valutazione del contributo e del rendimento del singolo dipendente in relazione al risultato, evitando la corresponsione generalizzata ed indifferenziata di indennità e premi incentivanti a tutto il personale;
- destinare al personale coinvolto nei processi di ristrutturazione e razionalizzazione, parte delle economie conseguite con risparmi sui costi di funzionamento in proporzione ai risultati conseguiti dalle singole strutture amministrative;
- definire una riserva di accesso dall’esterno alle posizioni economiche apicali nell’ambito delle rispettive aree funzionali;
- stabilire che le progressioni di carriera avvengano con concorso pubblico, riservando una quota non superiore al 50 per cento al personale interno.
4. Riforma della dirigenza pubblica (art. 6)
In materia di dirigenza pubblica, la nuova disciplina dovrà perseguire le seguenti finalità:
- migliore organizzazione del lavoro;
- progressivo miglioramento della qualità delle prestazioni erogate al pubblico;
- realizzazione di adeguati livelli di produttività del lavoro pubblico, favorendo il riconoscimento di meriti e demeriti;
- rafforzamento del principio di distinzione tra le funzioni di indirizzo e di controllo (spettanti agli organi di governo) e le funzioni di gestione amministrativa (spettanti alla dirigenza).
In sede di esercizio della delega, il Governo dovrà attenersi ai seguenti principi e criteri direttivi:
- l’affermazione della piena autonomia e responsabilità del dirigente, in qualità di soggetto che “esercita i poteri del datore di lavoro pubblico”, nella gestione del personale;
- divieto di corrispondere il trattamento economico accessorio nell’ipotesi di responsabilità del dirigente che abbia omesso di vigilare sull’effettiva produttività delle risorse umane allo stesso assegnate e sull’efficienza della struttura che dirige;
- revisione del regime di incompatibilità;
- previsione che l’accesso alla prima fascia dirigenziale avvenga mediante concorsi;
- riduzione degli incarichi ai soggetti estranei alla pubblica amministrazione;
- retribuzione di risultato non inferiore al 30 per cento della retribuzione complessiva.
5. Sanzioni disciplinari e responsabilità dei dipendenti pubblici (art. 7)
La riforma del vigente assetto normativo in materia di sanzioni disciplinari e responsabilità dei dipendenti sarà finalizzata a potenziare il livello di efficienza degli uffici pubblici e di contrastare i fenomeni di scarsa produttività e di assenteismo.
In tale ottica, nella normativa da adottare da parte del legislatore delegato dovranno essere contenute le disposizioni inderogabili che andranno inserite di diritto nei contratti collettivi ai sensi degli articoli 1339 e 1419, secondo comma, del codice civile.
Tra i principi e criteri direttivi cui il Governo dovrà attenersi nell’esercizio della delega:
- prevedere meccanismi rigorosi per l’esercizio di controlli medici durante il periodo di assenza per malattia del dipendente;
- prevedere, a carico del dipendente responsabile, l’obbligo del risarcimento del danno patrimoniale nonché del danno all’immagine dell’amministrazione;
- prevedere il divieto di attribuire aumenti retributivi di qualsiasi genere ai dipendenti di uffici o strutture che siano stati individuati per grave inefficienza e improduttività.
Oltre alla definizione dei contenuti e delle finalità della delega il provvedimento contiene le ulteriori disposizioni di cui si riporta di seguito una sintesi:
1. Competenze del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro – CNEL (art. 9)
Al CNEL vengono attribuite nuove competenze, che si concretano:
a) nella predisposizione di una relazione annuale al Parlamento e al Governo sui livelli e la qualità dei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni centrali e locali alle imprese e ai cittadini;
b) nella predisposizione di una relazione annuale sullo stato della contrattazione collettiva nelle pubbliche amministrazioni con riferimento alle esigenze della vita economica e sociale;
c) nella promozione e nell’organizzazione di una Conferenza annuale sull’attività compiuta dalle amministrazioni pubbliche, con la partecipazione di rappresentanti delle categorie economiche e sociali, delle associazioni dei consumatori e degli utenti, di studiosi e organi di informazione.
2. Efficienza dell’azione amministrativa (art. 10)
Viene affidata ad una direttiva del Ministro per l’attuazione del programma di Governo il compito di specificare il contenuto delle relazioni che, ai sensi dell’articolo 68, comma 3 della legge finanziaria per il 2008, i Ministeri sono tenuti a presentare annualmente al Parlamento sullo stato della spesa, sull’efficacia nell’allocazione delle risorse e sul grado di efficienza dell’azione amministrativa, anche in relazione alla nuova struttura del bilancio per missioni e programmi.
Con DPCM, da emanare sentito il Ministro dell’economia e delle finanze, saranno dettate misure idonee a rafforzare l’autonomia e ad accrescere le capacità di analisi conoscitiva e valutativa dei servizi per i controllo interno.
3. Organizzazione e funzionamento della Corte dei conti (11)
Si introducono, inoltre, alcune disposizioni relative all’organizzazione e al funzionamento della Corte dei conti, la cui disciplina è sottratta alla delega legislativa di cui alla legge in commento.
Le principali innovazioni riguardano tre aspetti specifici: i controlli, il Presidente della Corte e il Consiglio di Presidenza. In particolare, vengono previsti:
- l’introduzione di una nuova disciplina di controllo di gestione, avente per oggetto le “gestioni pubbliche in corso di svolgimento”, sia dello Stato sia delle regioni e degli enti locali. Controllo che riguarderà, oltre che i risultati finali della gestione, anche gli atti che le amministrazioni predispongono per il perseguimento degli obiettivi loro assegnati. L’esito del nuovo tipo di controllo in corso di gestione è diverso a seconda della rilevanza delle anomalia riscontrate.
Una prima fattispecie riguarda l’accertamento di gravi irregolarità gestionali ovvero di gravi deviazioni da obiettivi, procedure o tempi di attuazione stabiliti da norme (nazionali o comunitarie) ovvero da direttive del Governo: in questi casi la Corte è tenuta ad individuarne le cause, anche in contraddittorio con l’amministrazione e provvede a darne comunicazione al Ministro competente, il quale può disporre la sospensione dell’impegno di somme stanziate sui pertinenti capitoli di spese.
Una seconda fattispecie riguarda il riscontro di rilevanti ritardi nella realizzazione di piani e programmi, o nell’erogazione di contributi, o nel trasferimento di fondi: in questi casi la procedura è analoga a quella prevista per l’altra ipotesi, ma cambiano gli esiti possibili. Il Ministro, infatti, può decidere di adottare entro 60 giorni i provvedimenti idonei a rimuovere gli impedimenti o scegliere di non ottemperare ai rilievi sollevati dalla Corte, con obbligo di comunicare le ragioni al Parlamento e alla corte stessa.
- il rafforzamento dei poteri del Presidente della Corte;
- la modifica della composizione e dell’organizzazione del Consiglio di Presidenza.
La Corte dei conti è autorizzata inoltre ad acquisire, anche in formato elettronico, tutti i documenti e le notizie che, ritiene di richiedere alle amministrazioni in sede di controllo.
4. Legge di semplificazione per il 2005 (art. 13)
Viene, infine, modificata la legge di semplificazione per il 2005 prevedendo la possibilità di adottare disposizioni integrative, di riassetto o correttive dei decreti legislativi già adottati.
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