Source: https://www.unijuris.it/node/3061
Timestamp: 2020-02-18 07:50:04+00:00
Document Index: 159822779

Matched Legal Cases: ['art. 145', 'art. 18', 'art. 18', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 145', 'art. 15', 'art. 24', 'art. 15', 'art. 18', 'sentenza ', 'art. 18', 'sentenza ', 'sentenza ']

Corte di Cassazione – Dichiarazione di fallimento di società cessata: requisiti di validità del procedimento. Natura devolutiva del reclamo da parte del debitore non costituito in primo grado. | Unijuris 2.0 - Osservatorio sulla Giurisprudenza Fallimentare
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Corte di Cassazione – Dichiarazione di fallimento di società cessata: requisiti di validità del procedimento. Natura devolutiva del reclamo da parte del debitore non costituito in primo grado.
Inserito da Francesco Gabassi il Mer, 23/11/2016 - 10:45
Corte di Cassazione, Sez. I civ., 13 settembre 2016 n. 17946 - Pres. Nappi, Rel. Didone.
Procedura fallimentare – Ricorso – Notificazione – Art. 15 L.F. – Semplificazione del procedimento – Non comparabilità con quello ex art. 145 c.p.c. – Garanzia del diritto di difesa – Costituzionalità della norma fallimentare - Società già cancellata dal registro delle imprese – Validità della notifica - Modalità possibili.
Sentenza dichiarativa di fallimento – Reclamo ex art. 18 L.F. - Natura “devolutiva” - Debitore non costituito innanzi al tribunale – Asserzioni difensive – Presupposti oggettivi e soggettivi - Insussistenza - Prova dei fatti - Ammissibilità.
Dichiarazione di fallimento – Reclamo ex art. 18 L.F. – Impugnazione fondata esclusivamente su vizi di rito - Non contestuale e rituale deduzione delle questioni di merito – Inammissibilità per difetto d’interesse.
Alla luce della recente sentenza n. 146 del 2016 della Corte Costituzionale che, per tutelare l’introdotta semplificazione del procedimento notificatorio nell’ambito della procedura fallimentare, ha escluso, in relazione al parametro di cui all’art. 3 Cost., la comparabilità tra il procedimento ordinario di notifica ex art. 145 c.p.c. e quello da svolgersi ai sensi del novellato art. 15, terzo comma L.F. e che, in relazione al parametro di cui all’art. 24 Cost., ha evidenziato essere adeguatamente garantito dallo stesso art. 15 L.F. il diritto di difesa del debitore, si deve affermare che, nel caso di società già cancellata dal registro delle imprese, il ricorso per la dichiarazione di fallimento può essere validamente notificato all’indirizzo di posta certificata della società cancellata, in precedenza comunicato al registro delle imprese, ovvero quando, per qualsiasi ragione, non risulti possibile la notifica a mezzo PEC, direttamente presso la sua sede sempre risultante dal registro delle imprese, e, in caso di ulteriore esito negativo, mediante deposito presso la casa comunale dove la medesima aveva sede. (Pierluigi Ferrini –Riproduzione riservata)
La riconosciuta natura “devolutiva” del reclamo ex art. 18 contro la sentenza dichiarativa del fallimento, consente al debitore fallito, benché non costituito innanzi al tribunale, di indicare, comunque, per la prima volta, in sede di reclamo avverso la decisione di primo grado (che gli viene notificata nelle forme ordinarie) i fatti a sua difesa ed i mezzi di prova di cui intende avvalersi al fine di sindacare la sussistenza dei presupposti oggettivi e soggettivi che hanno condotto alla dichiarazione de di lui fallimento, in particolare, nel caso di impresa cessata, ex artt. 1, 5 e 10 L.F.. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)
Si deve considerare inammissibile, oltre che per difetto d’interesse, anche per non rispondenza al modello legale, l’impugnazione ex art. 18 L.F. della sentenza dichiarativa di fallimento laddove la stessa sia fondata esclusivamente su vizi di rito, senza la contestuale e rituale deduzione delle eventuali questioni di merito ed i vizi denunciati non rientrino tra quelli tassativamente indicati dagli artt. 353 e 354 c.p.c. che comportano una remissione al primo giudice, e ciò in quanto, in tale ipotesi, il giudice d’appello non può limitarsi a dichiarare la nullità della sentenza e del giudizio di primo grado, ma, non ricorrendo alcuna delle ipotesi di remissione, deve decidere nel merito, previa rinnovazione degli accertamenti compiuti nella pregressa fase processuale, ammettendo il convenuto a svolgere tutte quelle attività che, in conseguenza della nullità, gli sono state precluse. (Pierluigi Ferrini – Riproduzione riservata)
http://www.fallimentiesocieta.it/sites/default/files/161116181921.PDF