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Timestamp: 2018-07-22 16:49:46+00:00
Document Index: 168214796

Matched Legal Cases: ['art. 45', 'art. 3', 'art. 50', 'art. 45', 'art. 45', 'art. 49', 'art. 62', 'art. 66']

Le ultime novità sul Codice del Consumo
Professionisti Le ultime novità sul Codice del Consumo
Professionisti Pubblicato il 2 luglio 2016
> Professionisti Pubblicato il 2 luglio 2016
Le ultime modifiche in materia di tutela del consumatore: ampliamento della figura del contratto negoziato fuori dai locali commerciali; diritto di recesso.
Il D.Lgs. 21/2014 ha modificato il Codice del consumo, dando attuazione alla direttiva 2011/83/UE sui diritti dei consumatori. In particolare, il D.Lgs. 21/2014 ha modificato gli artt. 45-67, in precedenza dedicati ai contratti a distanza e ai contratti negoziati fuori dai locali commerciali. L’art. 45 individua le nozioni generali. Alcune sono meramente riproduttive di altre disposizioni del Codice del consumo, quali, ad es., la definizione di «consumatore» (lett. a) e «professionista» (lett. b), per le quali la disposizione rinvia alla definizioni generali contenute nell’art. 3 Cod. consumo.
Anche la nozione di «contratto a distanza» (lett. g) è rimasta sostanzialmente invariata rispetto a quella contenuta nel previgente art. 50 Cod. consumo, ora abrogato. Invece, la figura del «contratto negoziato fuori dai locali commerciali» è stata ampliata rispetto a quella previgente, in quanto include non solo il contratto concluso in luogo diverso dai locali commerciali (art. 45, lett. h) n. 1) ma anche il contratto concluso nei locali del professionista, purché tale conclusione avvenga «immediatamente dopo che il consumatore è stato avvicinato personalmente e singolarmente in un luogo diverso dai locali del professionista» (art. 45, lett. h) n. 3). Sicché, l’attuale nozione attribuisce rilevanza giuridica anche alla fase precontrattuale, dando rilievo alle tecniche di aggancio del consumatore da parte del professionista. L’art. 49 Cod. consumo, come modificato dal D.Lgs. 21/2014, prevede che prima che il consumatore sia vincolato da un contratto a distanza o negoziato fuori dei locali commerciali, il professionista fornisce al consumatore, in maniera chiara e comprensibile, una serie di informazioni quali le caratteristiche principali dei beni o dei servizi, l’identità del professionista, l’indirizzo e i recapiti del professionista, per consentire al consumatore di contattarlo rapidamente e comunicare efficacemente con lui, il prezzo totale dei beni o dei servizi, le modalità di pagamento, le informazioni sul diritto di recesso e la durata del contratto. Le informazioni formano parte integrante del contratto a distanza o del contratto negoziato fuori dei locali commerciali e possono essere modificate soltanto con accordo espresso delle parti. Se il professionista non adempie gli obblighi di informazione sulle spese aggiuntive o gli altri costi, il consumatore non deve sostenere tali spese o costi.
Particolarmente rilevante è la nuova disciplina del diritto di recesso. Negli artt. 49 ss. è previsto un periodo di recesso di 14 giorni per recedere da un contratto concluso a distanza o fuori dai locali commerciali, senza necessità di fornire alcuna giustificazione e senza dover sostenere alcun costo diverso da quelli di restituzione (che deve avvenire entro 14 giorni dalla consegna).
I 14 giorni per il recesso decorrono:
– per i contratti di servizio, dalla conclusione del contratto;
– per i contratti di vendita, dal momento in cui il consumatore acquisisce il possesso dei beni (in caso di consegne multiple da quando consegnato l’ultimo bene; in caso di consegna periodica dal possesso del primo bene);
– per i contratti di contratti di fornitura di acqua, gas ed elettricità, dal giorno della conclusione del contratto.
Nel caso in cui il professionista non fornisca correttamente le informazioni sul diritto di recesso, il periodo di recesso scade 12 mesi dopo la fine del periodo di recesso come sopra determinato. In caso di recesso il professionista rimborsa tutti i pagamenti ricevuti dal consumatore, eventualmente comprensivi delle spese di consegna, senza ritardo e comunque entro 14 giorni dal giorno in cui è informato della decisione del consumatore. La direttiva non si applica ai contratti conclusi in ambito di servizi sociali, assistenza sanitaria, gioco d’azzardo, servizi finanziari, trasferimento di immobili, costruzione di edifici, vacanze e circuiti «tutto compreso», fornitura di alimenti e bevande, trasporto passeggeri, contratti conclusi mediante distributori automatici. Sono previste, inoltre, disposizioni relative ai diritti del consumatore nei contratti di vendita e nei contratti di servizi.
Per i contratti di vendita i beni devono essere consegnati entro 30 giorni dalla conclusione del contratto. Il rischio della perdita o del danneggiamento del bene è del professionista fino a quando il consumatore non ha ricevuto materialmente il possesso del bene (artt. 61 e 63). Ai contratti di vendita dei beni, nonché ai contratti servizio e ai contratti di fornitura acqua, gas, elettricità, teleriscaldamento o contenuto digitale, si applicano le seguenti disposizioni:
– divieto di imporre ai consumatori tariffe che superino quella sostenute dal professionista in relazione all’uso di alcuni mezzi di pagamento (art. 62);
– divieto di imporre al consumatore di pagare un costo superiore alla tariffa base della linea telefonica utilizzata dal professionista.
Eventuali pagamenti supplementari sono subordinati al consenso espresso del consumatore (artt. 64 e 65). Per quanto riguarda la tutela amministrativa e giurisdizionale in relazione alla violazione degli obblighi introdotti dalle nuove disposizioni del Codice, l’art. 66 estende i poteri dell’Autorità della concorrenza e del mercato anche per l’accertamento delle violazioni delle nuove disposizioni riferite, in particolare, agli obblighi informativi preliminari, comprese quelle sul diritto di recesso. La disposizione fa salva la possibilità di risolvere stragiudizialmente eventuali controversie tra consumatore e impresa presso gli appositi organi delle Camere di commercio.