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Timestamp: 2019-08-25 07:19:42+00:00
Document Index: 78724566

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 45', 'art. 9', 'art. 41', 'art. 16', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 1']

Due quesiti del COA di Urbino sulla validità temporale dei “vecchi” certificati di compiuta pratica e sull’iscrizione nell’elenco dei difensori d’ufficio – Codice Deontologico Forense
Due quesiti del COA di Urbino sulla validità temporale dei “vecchi” certificati di compiuta pratica e sull’iscrizione nell’elenco dei difensori d’ufficio
Il COA di Urbino ha formulato richiesta di parere sui seguenti quesiti:
1. i certificati di compiuta pratica emessi prima del 15.08.2012 (così come stabilito dal DPR 137/2012, art. 6 comma 12) hanno una validità illimitata o valgono le stesse regole previste dal DPR 137/2012, art. 6 comma 12 (validità di 5 anni)?
2. La richiesta di iscrizione nell’elenco dei difensori d’ufficio deve essere deliberata dal CNF al quale il Consiglio dell’Ordine circondariale di appartenenza del richiedente invia parere ai sensi dell’art. 1 comma 1 ter D. Lgs. 06/2015? Oppure è il COA che delibera detta iscrizione?
L’approvazione della legge 31 dicembre 2012, n. 247 ha determinato la sopravvenuta inapplicabilità alla professione forense delle norme contenute nell’art. 3, comma 5, del D.L. 138/2011, convertito in legge n. 148/2011 e, conseguentemente, delle norme contenute nel D.P.R. n. 137/2012. Ciò, tanto in considerazione del criterio cronologico (a mente del quale la legge posteriore deroga a quella precedente) quanto del criterio di specialità e di quello gerarchico.
Più in generale, il primo e più significativo effetto della riforma è quello di sottrarre la professione forense alla delegificazione degli ambiti materiali di cui all’art. 3, comma 5, del D.L. n. 138/2011 comportando una “rilegificazione” dello statuto normativo dell’avvocatura.
Ciò posto, nelle more della piena applicazione della L. n. 247/2012, la quale prevede per molte proposizioni in essa contenute l’emanazione di un regolamento attuativo ministeriale, previo parere obbligatorio del CNF, la disciplina del tirocinio trova ancora ristoro nel D.P.R. 101/90 (cfr. CNF, pareri 17.7.2015, nn. 67, 77 e 80).
Invero, a mente dell’art. 9 del predetto D.P.R. n. 101/90, “il certificato di compiuta pratica viene rilasciato dal consiglio dell’ordine del luogo ove il praticante ha svolto la maggior parte della pratica ovvero, in caso di parità, del luogo in cui la pratica è stata iniziata. Il certificato di compiuta pratica non può essere rilasciato più di una volta”.
In modo analogo, anche l’art. 45 della legge professionale pone in evidenza solamente che “il consiglio dell’ordine presso il quale è compiuto il periodo di tirocinio rilascia il relativo certificato”.
Tale conclusione trova ulteriore fondamento anche sulla scorta del dato letterale di cui all’art. 9 del D.P.R. 101/1990 nella parte in cui statuisce l’impossibilità di rilasciare per più di una volta il certificato di compiuta pratica.
Come si evince dal dettato normativo, pertanto, alcun limite di efficacia al certificato di compiuta pratica viene previsto, e ciò, almeno, fino all’emanazione del D.M. di cui all’art. 41, comma 13, della legge professionale.
In riferimento al secondo quesito, si evidenzia quanto appresso.
All’art. 16 della l. 247/2012 il legislatore statuisce l’onere in capo al governo, entro i due anni dall’entrata in vigore della predetta legge, di emanare un Decreto legislativo, sentito il parere vincolante del CNF, circa il riordino della disciplina della difesa di ufficio, provvedendo, altresì, a dettare i principi nonché i criteri direttivi cui l’esecutivo dovrà attenersi.
Ciò posto, in data 30.1.2015 è stato emanato il D. Lgs. n. 6/2015, pubblicato in Gazzetta ufficiale in data 5.2.2015 ed entrato in vigore il 20.2.2015, recante “riordino della disciplina della difesa d’ufficio, ai sensi dell’articolo 16 della legge 31 dicembre 2012, n. 247” il quale ha provveduto a riordinare, modificare e disciplinare in modo compiuto e preciso le modalità ed i requisiti per procedere all’iscrizione all’elenco degli elenchi di difensori di ufficio.
In particolare, le nuove disposizioni contenute nel predetto D. Lgs. prevedono che l’elenco dei difensori d’ufficio (tenuto, ai sensi dell’art. 15 l. 247/2012, presso ciascun consiglio dell’ordine circondariale) venga unificato su base nazionale, attribuendo al CNF la competenza in ordine alle iscrizioni e al periodico aggiornamento.
Invero, all’art. 1, comma 1 del D. Lgs. n. 6/2015 è previsto che “Il Consiglio nazionale forense predispone e aggiorna, con cadenza trimestrale, l’elenco alfabetico degli avvocati iscritti negli albi, disponibili ad assumere le difese d’ufficio”.
Si stabilisce, quindi, che il CNF provveda sulla richiesta di iscrizione previo parere del locale Consiglio dell’ordine di appartenenza. L’art. 1, comma 1-ter del D. Lgs. n. 6/2015 dispone che “la domanda di inserimento nell’elenco nazionale di cui al comma 1 è presentata al Consiglio dell’ordine circondariale di appartenenza, che provvede alla trasmissione degli atti, con allegato parere, al Consiglio nazionale forense”.
Una volta all’anno, gli avvocati iscritti, qualora vogliano mantenere la loro iscrizione presso il predetto elenco, dovranno presentare al CNF la documentazione comprovante l’effettiva e persistente esperienza nel settore penale ovvero “partecipazione ad almeno 10 udienze camerali o dibattimentali per anno, escluse quelle di mero rinvio”.
A ciò si aggiunga che con il “Regolamento per la tenuta e l’aggiornamento dell’elenco unico nazionale degli avvocati iscritti negli albi disponibili ad assumere le difese di ufficio” approvato dal CNF nella seduta del 22.05.2015, pubblicato sul sito istituzionale del CNF in data 10.06.2015 ed entrato in vigore in data 10.07.2015, all’art. 4 rubricato “Domanda di inserimento nell’elenco nazionale” stabilisce che la domanda di inserimento nell’elenco nazionale dei difensori di ufficio presso il CNF va presentata al COA di appartenenza il quale, verificata la sussistenza dei requisiti all’uopo richiesti dal D. lsg 6/2015, trasmette, entra trenta giorni successivi la ricezione della predetta documentazione unitamente al parere attestante la sussistenza dei requisiti richiesti, al CNF.
Sarà a tutti gli effetti il CNF a deliberare in merito alla richiesta di iscrizione presentata. Ai sensi dell’art. 1, comma 1 ter, d. lgs. 6/2015 “avverso la decisione di rigetto della domanda è ammessa opposizione ai sensi dell’articolo 7 del Decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199”.
Consiglio nazionale forense (rel. Orlando), parere del 17 settembre 2015, n. 88
- Decisione: Consiglio Nazionale Forense, parere n. 88 del 17 Settembre 2015
- Consiglio territoriale: COA Urbino, delibera (quesito)