Source: http://www.studiocarrera.it/faq_s.htm
Timestamp: 2017-11-22 22:09:01+00:00
Document Index: 158866470

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2087', 'art. 2087', 'sentenza ', 'art. 2222', 'art. 2087', 'art. 43', 'art. 589', 'art. 2087', 'art. 185', 'art. 2087']

Assicurazione e Spettacolo
quali sono i lavoratori dello spettacolo per cui è obbligatoria l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e per le malattie contratte sul lavoro? chi gestisce tale assicurazione?
La gestione dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro è affidata all'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL). Titolare dell'obbligo dell'assicurazione è il datore di lavoro. Limitatamente al settore dello spettacolo, l'assicurazione contro gli infortuni è obbligatoria per le persone addette a macchine mosse non direttamente dalla persona che ne usa, ad apparecchi a pressione, ad apparecchi e impianti elettrici e termici. Oltre al fatto oggettivo costituito dall'uso delle macchine è prevista una elencazione di attività specitiche soggette all'assicurazione in questione. La legge rende obbligatoria l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro per le persone addette all'allestimento, la prova o la esecuzione di pubblici spettacoli, l'allestimento o l'esercizio di parchi di divertimento, con l'esclusione delle persone addette ai servizi di sala dei locali cinematografici e teatrali (direttore - maschere). Per le persone comunque addette, in rapporto diretto con il pubblico, al servizio di cassa presso cinematografi, teatri, ecc.. l'obbligo assicurativo è stato riconosciuto dalla Corte Costituzionale con sentenza 7 aprile 1981 n. 55.
quali sono i rischi che copre l'assicurazione inail?
Oggetto dell'assicurazione INAIL sono tutti i casi di infortunio avvenuti per causa violenta in occasione di lavoro, da cui sia derivata la morte o l'inabilità permanente al lavoro, assoluta o parziale, ovvero una inabilità temporanea assoluta che importi l'astensione dal lavoro per più di tre giorni. Rientra nel concetto di rischio dipendente dal lavoro, cioè originato dall'occasione di lavoro, il cosiddetto infortunio in itinere che è indennizzabile quando il lavoratore, per andare o tornare dal luogo di lavoro, debba percorrere una determinata strada che conduca esclusivamente al luogo di lavoro e che presenti rischi diversi da quelli delle ordinarie vie di comunicazione, oppure quando egli debba servirsi di un mezzo che non sia quello comunemente usato o sia quello fornito e prescritto dall'imprenditore. La malattia professionale è, come l'infortunio sul lavoro, un evento dannoso che agisce sulla capacità lavorativa dell'individuo ed è originato da cause inerenti allo stesso svolgimento della prestazione di lavoro. Essa tuttavia si differenzia dall'infortunio, perché la causa della lesione non è violenta (= rapida) ma agisce lentamente e per gradi sull'organismo umano; e perché detta lesione deve risultare in netta relazione con l'esercizio di determinate attività e trovare in queste la propria origine.
chi sono i datori di lavoro dello spettacolo? quale tipo di responsabilita' hanno in caso di infortunio del lavoratore sul lavoro?
Per quanto concerne il settore dello spettacolo, datori di lavoro in relazione all'obbligo dell'assicurazione contro gli infortuni, sono tutti coloro che occupano persone addette a macchine mosse non direttamente da chi ne usa, apparecchi elettrici ecc., eppure che adibiscono persone nelle attività elencate nell'art. 1 punto 27 del T.U. approvato con D.P.R. 30 giugno 1965 n. 1124. L'assicurazione esonera il datore di lavoro dalla responsabilità civile per gli infortuni sul lavoro, eccetto che egli abbia riportato condanna penale per il fatto dal quale l'infortunio è derivato. Permane, altresì, la responsabilità civile dei datore quando la sentenza penale stabilisca che l'infortunio sia avvenuto per fatto imputabile ai vari dipendenti, e quindi non soltanto agli incaricati della direzione o sorveglianza del lavoro, del cui fatto il datore debba rispondere secondo il codice civile.
quali sono le categorie di lavoratori dello spettacolo per è obbligatoria l'assicurazione inail?
Riguardo alle persone occupate nel settore dello spettacolo, occorre nettamente distinguere tra personale con qualifiche artistiche che non è tutelato dal rischio contro g1i infortuni sul lavoro, e personale con qualifiche tecniche e taluni ausiliari dello spettacolo che invece sono compresi nella tutela e assicurati presso l'I.N.A.I.L. Sono assicurati obbligatoriamente all' I.N.A.I.L.:
Coloro che in modo permanente o avventizio prestano alle dipendenze e sotto la direzione altrui opera manuale retribuita, qualunque sia la forma di retribuzione. Circa il requisito della manualità quale presupposto della ricorrenza dell'obbligo assicurativo, esso deve essere inteso nel senso di prevalenza e di rilevanza e non di accessorietà rispetto all'opera intellettuale esplicata. L'obbligo riguarda in linea principale gli operai e solo eccezionalmente, con previsioni che sono tassative, alcune categorie di persone con qualifica e mansioni impiegatizie.
Coloro che, trovandosi nelle condizioni di cui al precedente n. 1), anche senza partecipare materialmente al lavoro, sovraintendono al lavoro di altri. Sovraintendente è soltanto chi, esperto in determinati lavori manuali, è stato specificamente preposto dall'imprenditore a guidare, in modo diretto e continuo, quei lavori, cioè a dirigere da vicino la esecuzione materiale dei lavori stessi, affidati ad operai a lui sottoposti, con poteri di controllo e di sorveglianza, dal lato tecnico, mediante istruzioni, correzioni, modifiche ed anche, se necessario, intervenendo di persona e sostituendosi all'operaio, partecipando così direttamente e continuativamente alla fase esecutiva dei lavori. L'aiuto regista, nelle riprese di una produzione cinematografica, non partecipa in modo diretto e continuo, stando presso gli operai, all'esecuzione materiale dei lavori per la realizzazione delle scene, degli effetti di luce, dei costumi, delle truccature, dei movimenti di macchina, ecc., ma accerta che gli ordini impartiti dal regista siano esattamente eseguiti e, pertanto, ai fini dell'obbligo dell'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, non può essere qualificato un sovraintendente.
In favore di cassieri/e di cinema, teatri e simili è stata riconosciuta la tutela assicurativa contro gli infortuni sul lavoro, dalla Corte costituzionale con sentenza 7 aprile 1981, n. 55.
Gli artigiani che prestano abitualmente opera manuale nelle rispettive imprese. Il premio assicurativo viene calcolato su alcune classi di retribuzione convenzionale.
I soci delle cooperative e di ogni altro tipo di società, anche di fatto, comunque denominata, costituita od esercitata, i quali prestino opera manuale o sovraintendano al lavoro di altri.
Il coniuge, i figli, gli altri parenti, gli affini dei datore di lavoro che prestano con o senza retribuzione alle di lui dipendenze opera manuale. ed anche non manuale se sovraintendono al lavoro di altri.
Nel novero delle persone assicurate contro gli infortuni sul lavoro rientrano le maestranze e i tecnici addetti alla produzione cinematografica (attrezzisti, gruppisti, macchinisti, elettricisti,. operatori della macchina, fonici, montatori, ecc.); nel campo teatrale sono compresi nell'assicurazione i tecnici (direttori di scena, elettricisti, macchinisti e attrezzisti. ecc.); per gli enti lirici e sinfonici, il personale operaio (specializzati. qualificati, manovali. ecc.); nonché, per le aziende che gestiscono teatri di posa, gli operai e gli intermedi; per le imprese di doppiaggio di films, gli operai (sincronizzatori, autisti meccanici, operatori. aiuto tecnici, preparatrici, ecc.).
quali sono le categorie di lavoratori dello spettacolo che non rientrano tra quelle obbligatoriamente da assicurare? quale tipo di tutela ricevono tali lavoratori?
Esistono diverse categorie di lavoratori con qualifiche artistiche che prestano la propria opera nella realizzazione di spettacoli che possono comportare l'esposizione a probabili rischi, non minori di quelli cui sono sottoposti altri lavoratori tutelati, per i quali però non è prevista l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, perché la legge non prevede affatto l'attività di dette categorie (attori, generici, capigruppo, comparse, artisti lirici, attori di prosa, ecc.). Si pensi, ad esempio, ai rischi che possono presentarsi, in special modo nella produzione cinematografica, per scene che rappresentano incendi, scontri di veicoli, cavalcate, cadute di acrobati e così via. È noto che il datore di lavoro deve garantire, nell'esercizio dell'impresa, le misure necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro, ai sensi dell'art. 2087 cod. civ. Per assolvere a tale obbligo derivante dal codice civile gli imprenditori cinematografici sono stati indotti a stipulare con carattere consuetudinario talune polizze assicurative per gli attori cinematografici, in modo da essere sollevati dalle conseguenze di possibili incidenti che dovessero occorrere all'attore, durante e in connessione con la lavorazione del film. Pur in presenza di una assicurazione privata per infortunio del lavoratore, la magistratura ha ribadito che, nel caso si verifichi 1'infortunio, l'imprenditore risponde illimitatamente delle conseguenze dannose dell'evento. Ciò in quanto ogni pattuizione contrattuale intesa a trasferire ad altri o a limitare preventivamente gli obblighi antinfortunistici ovvero ad escludere o limitare la relativa responsabilità, deve ritenersi nulla perché in contrasto con il principio fondamentale del neninem laedere e con i precetti antinfortunistici specifici posti a carico dell'imprenditore e costituenti altrettante norme imperative inderogabili. La polizza assicurativa garantisce prestazioni in caso di morte, d'invalidità permanente o temporanea, entro limiti di massimali. Per quanto riguarda i generici cinematografici (il Contratto Collettivo 20 maggio 1940 definisce i generici quelli che, oltre a possedere un normale corredo di vestiario moderno, da giorno e da sera, partecipano in gruppo o isolatamente alle azioni cinematografiche, pronunciando eventualmente brevi battute e sottoponendosi normalmente a regolare trucco) il collettivo nazionale del 1951 (recepito nel D.P.R. 2 gennaio 1962, n. 609) impone ai produttori l'obbligo di garantire gli scritturati con una polizza privata che surroghi e sollevi l'imprenditore al verificarsi di eventuali infortuni sia sul lavoro sia in itinere, cioè per recarsi dall'abitazione al posto di lavoro e viceversa. Il disposto dell'accordo collettivo in esame risolve sul piano contrattuale il problema del rischio professionale inerente al lavoro e lo trasferisce, così come avviene per legge per tutti i lavoratori in caso d'impossibilità della prestazione di lavoro, dal lavoratore colpito all'imprenditore (c.d. traslazione del rischio). Nel predetto accordo è prevista solo l'invalidità temporanea assoluta di durata non superiore ai novanta giorni, per la quale la misura dell'indennizzo a carico della compagnia di assicurazioni è precisata nell'80% della retribuzione complessiva giornaliera stabilita dal contratto, per ogni giorno di invalidità. In favore dei capigruppo non esistono forme di tutela contro gli infortuni, neppure di origine sindacale come per i generici. I capigruppo (ora denominati aiuti per l'organizzazione delle scene di massa) hanno il compito di assumere le comparse, di regolare la loro prestazione e di provvedere alla retribuzione per conto dell'imprenditore. Il contratto collettivo del 1951, con validità obbligatoria, ha imposto alle case di produzione l'obbligo di assumere un capogruppo quando il numero delle comparse superi le cinque unità e non oltrepassi le venti. Il successivo contratto collettivo del 1955 ha esteso ai capigruppo il trattamento economico dei generici extra, ma, nessuna disposizione ha disciplinato l'assicurazione contro gli infortuni, alla quale di regola le produzioni provvedono volontariamente presso compagnie di assicurazioni. Il citato accordo del 1951 per i generici non prevede tra i casi verificabili né la morte, né la invalidità permanente a seguito dell'infortunio. Deve ritenersi tuttavia che valgano i principi del diritto comune in materia di danni, in dipendenza della traslazione del rischio a carico dell'imprenditore e in applicazione dell'art. 2087 del codice civile. L'accordo citato ha abolito la franchigia o carenza, che, come clausola limitativa dell'erogazione indennitaria, escludeva la copertura del rischio per invalidità inferiori a tre giorni. I ballerini e i tersicorei addetti all'allestimento, alla prova o all'esecuzione di pubblici spettacoli sono compresi nell'obbligo assicurativo contro gli infortuni sul lavoro. Il principio è stato affermato dalla Corte costituzionale con sentenza n. 137 del 21 marzo 1989.
quale tipo di tutela ricevono in caso infortunio o malattia a causa di lavoro "i figuranti speciali" e "le comparse"?
La " figurazione speciale " è qualifica intermedia fra il generico e la comparsa, distinta da speciali attitudini o caratteristiche somatiche (es. il gigante, il gobbo, il nano, l'acrobata, ecc.). I figuranti sono coloro che sono destinati a completare il quadro di ripresa senza dover apportare un contributo individuale all'azione cinematografica e senza dover pronunciare battute. I contratti post-corporativi e la legge sul collocamento non prevedono espressamente la figurazione speciale. Di frequente sono sorte controversie in sede giudiziaria, in special modo per talune categorie di figurazioni speciali, ad es. acrobati, che venivano ritenute dalle produzioni appartenenti alla qualifica dei generici, mentre gli interessati vantavano la qualifica di attori, anche se di secondo piano o cosiddetti secondari. Nel settore televisivo, alla qualifica di figurazione speciale corrispondono quelle di " figurante speciale " e "figurante ": il primo si pone sullo stesso piano dei " tramagnini" per la complessità delle azioni sceniche affidategli e per il fatto che compare normalmente isolato, nonché, per le particolari esigenze della ripresa televisiva, in primo piano; il figurante o figurante semplice, dà vita, invece, ad alcune caratterizzazioni che, seppure secondarie, sono comunque necessarie per la realizzazione della rappresentazione. Le comparse di solito vengono escluse dalle categorie artistiche perché hanno il compito, una volta assunte, di dare la loro presenza senza pronunziare battute. Le comparse possono essere vestite con gli abiti di scena ma, di regola, non sono sottoposte a trucco né vengono riprese in primo piano. L'accordo economico del maggio 1982 definisce le comparse come "le persone che non svolgono tale attività in forma abituale, bensì forniscono prestazioni non individualizzate di tipo occasionale o saltuario che si esauriscono in una sola giornata o in una sola scena e che non hanno alcun carattere professionale. Esse non sono sottoposte a trucco se non sommario e sono utilizzate per riprese di massa in cui svolgere collettivamente le funzioni di sfondo e dei quadri di insieme ". Dette prestazioni sono qualificate come di collaborazione coordinata e continuativa, nell'ambito delle prestazioni di lavoro autonomo di cui all'art. 2222 cod. civ. Ad esse non si applicano le disposizioni di legge sulle assicurazioni sociali attualmente vigenti per i lavoratori dello spettacolo. I movimenti e le presenze in scena delle comparse saranno coordinati dall'aiuto regista per l'organizzazione delle scene di massa (ex capogruppo) appartenente alla troupe cinematografica. Limitatamente all'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro c'è da rilevare che né le comparse né le figurazioni sono per legge o per contratto collettivo tutelate contro questo rischio. Al riguardo osserviamo che per la figurazione speciale è pacificamente riconosciuta l'esistenza di un rapporto di lavoro subordinato, sicché nel caso si verifichi un rischio infortunistico dovrebbero trovare applicazione nei confronti del produttore cinematografico l'art. 2087 cod. civ. e se vi è violazione dell'art. 43 cod. pen. l'art. 589 o 590 cod. pen. (delitti colposi contro la vita e l'incolumità individuale). Per le comparse, invece, alle quali è disconosciuta ogni forma di tutela legislativa sul lavoro, è dubbia l'applicazione dell'art. 2087 cod. civ. nei confronti del produttore, ma propendiamo per l'applicazione del citato articolo, perché è tuttora in vigore e dotato di efficacia obbligatoria il contratto collettivo del maggio 1940 che prevede che esso si applichi alle comparse, senza nulla specificamente disporre riguardo ad esse. In tal modo, a favore delle comparse, nell'ipotesi che si verifichi un infortunio e questo sia imputabile a titolo di colpa al produttore, sarebbe applicabile l'art. 185 cod. pen. che prevede il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale, prescindendo dall'origine contrattuale o extracontrattuale della responsabilità. L'applicazione dell'art. 2087 cod. civ. solleverebbe però la comparsa dall'onere della prova che altrimenti dovrebbe fornire a sostegno della sussistenza della responsabilità extracontrattuale del produttore ai sensi dell'an. 2697 cod. civ.
l'assicurazione inail è obbligatoria per i componenti di complessi orchestrali?
Circa l'applicabilità della tutela assicurativa contro gli infortuni sul lavoro ai complessi orchestrali facenti uso di strumenti musicali elettrici o di apparecchiature elettriche o elettroniche di amplificazione del suono, I'INAIL ritiene che i componenti dei complessi non sono soggetti alla tutela antinfortunistica. Infatti, spesso per tali complessi non è dato riconoscere neppure il requisito della dipendenza ed inoltre tale prestazione artistica non è configurabile come attività manuale. L'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro va pertanto limitata ai casi in cui i componenti delle orchestre, oltre ad eseguire brani musicali, collaborino come dipendenti o come soci di organismi associativi - sia pure di mero fatto - all'impianto di apparecchiature elettriche o elettroniche od alla riparazione, seppure di emergenza, oppure al trasporto, al carico ed allo scarico degli strumenti o delle apparecchiature stesse.
quali procedure deve seguire il datore di lavoro che assume lavoratori dello spettacolo?
I datori di lavoro soggetti alle disposizioni dell'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro debbono denunciare all'INAIL, almeno cinque giorni prima dell'inizio dei lavori, la natura dei lavori stessi e debbono fornire all'Istituto tutti gli elementi e le indicazioni che siano da esso richiesti per la valutazione del rischio e la determinazione del premio di assicurazione. Nel caso in cui la denuncia di esercizio per particolari condizioni non fosse possibile presentarla nel termine anzidetto, dev'essere inoltrata entro cinque giorni dall'inizio dei lavori. L'INAIL, una volta ricevuta la denuncia dei lavori, assegnerà all'azienda un numero di posizione assicurativa, che verrà riportato sui libri di matricola e di paga, i quali prima delle registrazioni dovranno essere vidimati dall'Istituto stesso; inoltre comunicherà al datore di lavoro la voce ed il corrispondente tasso di premio applicati ai lavori denunciati. Per i lavori a carattere temporaneo esercitati da uno stesso datore di lavoro in più luoghi, compreso ciascuno in diverse circoscrizioni territoriali dell'INAIL, il datore di lavoro deve presentare la denuncia di ogni singolo lavoro e di ogni eventuale sua modificazione alla sede dell'INAIL nella cui circoscrizione l'azienda ha la sua sede legale.
cosa deve fare il datore di lavoro in caso di variazione delle mansioni del lavoratore già assicurato?
Il datore di lavoro deve denunciare all'Istituto assicuratore le successive modificazioni di estensione e di natura del rischio già coperto dall'assicurazione non oltre l'ottavo giorno da quello in cui le modificazioni o variazioni suddette si sono verificate. Deve altresì provvedere alla denuncia delle variazioni riguardanti l'individuazione del titolare dell'azienda, il domicilio e la residenza di esso, nonché la sede dell'azienda entro il termine suindicato. Per il personale inviato a prestare la propria attività all'estero, in Paesi extracomunitari con i quali non siano in vigore accordi di sicurezza sociale, il datore di lavoro è tenuto alla tutela previdenziale introdotta dal D.L. 31luglio 1987, n. 317, convertito in L. 3 ottobre 1987, n. 398.
cosa fare in caso di cessazione dell'attivita' ?
Il datore di lavoro deve denunciare, entro otto giorni dal suo verificarsi, la cessazione dell'attività o delle lavorazioni assicurate, comunicando entro il giorno 20 del secondo mese successivo alla cessazione stessa, contestualmente all'autoliquidazione del premio, l'ammontare delle retribuzioni effettivamente corrisposte durante l'ultimo periodo. In caso di ritardata denuncia l'obbligo del pagamento del premio di assicurazione, nella misura in precedenza dovuta, si estende fino al decimo giorno successivo a quello della cessazione.
in caso di omessa denuncia dei lavori l'inail diffida il datore di lavoro a provvedervi nel termine di dieci giorni. in luogo della diffida, molto spesso, l'inail procede direttamente alla richiesta dei premi di assicurazione o comunica alla ditta di ritenerla soggetta all'obbligo dell'assicurazione. che fare in questo caso? e' possibile opporsi alla diffida?
Il Ministero del Lavoro ha espresso l'avviso che l'INAIL debba sempre procedere alla preventiva diffida. Contro la diffida dell'INAIL è data facoltà al datore di lavoro di ricorrere, entro il termine di dieci giorni, all'ispettorato del Lavoro territorialmente competente. Il ricorso non è ammissibile se presentato oltre il termine di cui sopra. Contro la decisione dell'Ispettorato è ammesso, sia in favore dell'INAIL sia in favore del datore di lavoro, il ricorso al Ministero del Lavoro, entro quindici giorni. Tale ricorso non ha effetto sospensivo, come di contro l'aveva il primo ricorso, a meno che il Ministero non ritenga di disporre la sospensione degli effetti della decisione di primo grado. Avverso la decisione del Ministero, esaurito il procedimento amministrativo, spetta all'istituto assicuratore e al datore di lavoro l'azione giudiziaria da proporsi nel termine di sessanta giorni dal-la comunicazione del provvedimento ministeriale. Trascorsi novanta giorni senza che l'organo adito abbia comunicato la decisione, il ricorso s'intende respinto a tutti gli effetti con la formazione del c.d. silenzio -e contro il provvedimento impugnato è esperibile l'azione giudiziaria. Per esperire l'azione giudiziaria nei confronti dell'INAIL, il datore di lavoro non è più tenuto a effettuare il pagamento del premio richiestogli dall'Istituto, poiché il noto principio del solve et repete è stato dichiarato incostituzionale. Nell'ipotesi che il datore di lavoro non presenti il ricorso a seguito della diffida a provvedere alla denuncia di esercizio, è tenuto a versare il premio assicurativo risultante dagli accertamenti effettuati dall'INAIL a decorrere dall'inizio dei lavori.
come si calcola il premio di assicurazione? quali sono le modalita' di pagamento
La tariffa dei premi è ordinata secondo una classificazione tecnica di lavorazioni divise in dieci grandi gruppi, ciascuno dei quali è articolato in gruppi. sottogruppi e voci. Il pagamento dei premi e degli eventuali accessori deve essere effettuato dal datore di lavoro presso gli uffici postali e le banche indicate dall'I.N.A.I.L. Costituisce prova del pagamento e della data di esso la ricevuta del versamento. Dal 1 gennaio 1991, il datore di lavoro è tenuto al pagamento anticipato del premio di assicurazione sull'importo delle retribuzioni presunte (che egli ha indicato all'atto della presentazione della denuncia di esercizio) per il periodo di un anno solare o per la minor durata dei lavori. Ciò vale per il primo pagamento del premio. Per il pagamento dei premi anticipati degli anni solari successivi al primo, si tiene conto delle retribuzioni effettivamente corrisposte nell'anno precedente, che si considerano come presunte. Il datore deve comunicare all'Istituto assicuratore, entro il termine del 20 febbraio previsto per il pagamento della rata premio anticipata e della regolazione premio relativa al periodo assicurativo precedente, l'ammontare delle retribuzioni effettivamente corrisposte durante detto ultimo periodo, salvo i controlli che l'Istituto creda di disporre. In caso di cessazione dell'attività assicurata nel corso dell'anno la citata comunicazione dovrà essere effettuata entro il giorno 20 del secondo mese successivo alla cessazione stessa, contestualmente all'autoliquidazione del premio. Il pagamento del premio anticipato (escluso il primo pagamento che deve essere effettuato entro la data di inizio dei lavori) e la regolazione del premio (in base alle retribuzioni effettivamente corrisposte durante l'anno) debbono avvenire, con la nuova procedura c.d. di autoiiquidazione. entro il 20 febbraio. Il datore di lavoro, se per il periodo di tempo per il quale deve essere anticipato il premio presuma di erogare retribuzioni inferiori a quelle effettivamente corrisposte nell' anno precedente, potrà calcolare la rata premio sul minore importo delle retribuzioni stesse dandone comunicazione motivata all'Istituto assicuratore entro il 31 dicembre. In caso di mancato invio della dichiarazione delle retribuzioni entro il termine stabilito, l'INAIL può procedere direttamente all'accertamento delle retribuzioni, addebitando al datore le spese sostenute per l'accertamento stesso, o effettuare la liquidazione del premio dovuto in base al doppio delle retribuzioni presunte dell'ultimo periodo assicurativo.
cosa deve fare il datore di lavoro in caso di infortunio di proprio dipendente sul luogo di lavoro?
Il datore di lavoro deve denunciare all'INAIL gli infortuni da cui siano colpiti i dipendenti e che siano prognosticati non guaribili entro tre giorni. La denuncia deve essere fatta entro due giorni da quello in cui il datore di lavoro ne abbia notizia e deve essere corredata di certificato medico. L'infortunio che abbia prodotto la morte o per il quale sia preveduto il pericolo di morte deve essere denunciato per telegrafo entro ventiquattro ore dall'evento. Qualora l'inabilità per un infortunio prognosticato guaribile entro tre giorni si prolunghi al quarto, il termine per la denuncia decorre da quest'ultimo giorno. La denuncia dell'infortunio ed il certificato medico debbono indicare, oltre alle generalità dell'operaio, il giorno e l'ora dell'infortunio, le cause e le circostanze di esso. Tutti i datori di lavoro, anche se non soggetti alle disposizioni sull'assicurazione contro gli infortuni, devono denunciare, entro due giorni, all'autorità locale di pubblica sicurezza che ne rilascia ricevuta 'infortunio che ha causato la morte o l'inabilità del lavoratore per oltre tre giorni. Per i datori di lavoro soggetti all'obbligo dell'assicurazione, la denuncia deve essere fatta su modulo dell'INAIL.
quali sono le prestazioni dell'inail?
Le prestazioni dell'INAIL sono le seguenti:
Indennità giornaliera per inabilità temporanea nella misura del 60% della retribuzione giornaliera, a decorrere dal quarto giorno di assenza dal lavoro e fino al novantesimo giorno; nella misura del 75% dal novantunesimo giorno di inabilità. Il datore di lavoro è obbligato a corrispondere al lavoratore infortunato l'intera retribuzione per la giornata nella quale è avvenuto l'infortunio ed il 60% della retribuzione stessa, salvo migliori condizioni previste da contratti o da leggi, per i giorni successivi fino a quando sussiste la carenza dell'assicurazione. L'obbligo suddetto sussiste anche nei casi in cui la guarigione avvenga entro il periodo di carenza, cioè entro i tre giorni.
Rendita per inabilità permanente. L'inabilità permanente assoluta è la conseguenza di un infortunio il quale tolga completamente e per tutta la vita l'attitudine al lavoro. L'inabilità permanente parziale è la conseguenza di un infortunio il quale diminuisca in misura superiore al 10%, ma essenzialmente e per tutta la vita, l'attitudine al lavoro.
Assegno per l'assistenza personale continuativa.
Rendita ai superstiti e assegno una volta tanto in caso di morte.
Cure mediche e chirurgiche, compresi gli accertamenti clinici.
Fornitura di apparecchi di protesi.
Le prestazioni per le malattie professionali sono le stesse che vengono erogate per gli infortuni sul lavoro. Per l'indennizzo per inabilità permanente parziale occorre che la capacità lavorativa risulti ridotta in misura superiore al 10 per cento. Le prestazioni sono dovute anche quando l'assicurato abbia cessato la propria attività nelle lavorazioni per le quali è ammesso il diritto alle prestazioni, purché l'evento dannoso (inabilità o morte) si verifichi entro un periodo di tempo che è espressamente stabilito dalla legge per ciascuna malattia.
chi assicura gli sportivi?
La Cassa Interna di Previdenza del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (C.O.N.I.) autorizzata ad esercitare l'assicurazione contro gli infortuni ha assunto la denominazione di Cassa di Previdenza per l'Assicurazione degli Sportivi -Sportass-. La Sportass è un ente pubblico necessario ai fini dello sviluppo economico, civile, culturale e democratico del Paese. Scopo fondamentale della Sportass è quello di assicurare, senza fini di lucro, tutti gli sportivi (professionisti e dilettanti) e tutti gli ausiliari sportivi (giudici, arbitri, ufficiali di gara, crono-metristi, allenatori, sanitari, accompagnatori. massaggiatori, ecc.) contro i danni derivanti dagli infortuni che si verifichino durante l'esercizio dello sport e delle funzioni connesse, nonché contro i rischi di viaggio. Beneficiano dell'assicurazione della Cassa tutti gli iscritti alle Federazioni Sportive aderenti od affiliate al C.O.N.I. e tutti gli iscritti alle Organizzazioni Sportive sulle quali il C.O.N.I. esercita il potere di sorveglianza e di tutela. Deve inoltre trattarsi di infortuni verificati durante l'attività agonistica o di preparazione fisico-atletica, preventivamente autorizzata e controllata dalla organizzazione sportiva competente.
quali sono i rischi assicurati e le prestazioni fornite dalla sportass?
I rischi assicurati e le prestazioni fornite dalla Sportass sono:
in caso di morte dell'assicurato, erogazione agli aventi diritto, del capitale stabilito dalle specifiche condizioni assicurative di cui beneficiava l'atleta o l'ausiliario sportivo;
in caso di invalidità permanente, un indennizzo proporzionale al grado di inabilità calcolato, quest'ultimo, in base a tabelle;
in caso di inabilità temporanea, un indennizzo sotto forma di diaria, dal nono giorno successivo a quello dell'infortunio e fino alla cessazione dell'assistenza sanitaria, e comunque per un massimo di 120 giorni. L'obbligo dell'assicurazione contro i rischi è stato ribadito dalla Legge n.91/93, contenente norme in materia di rapporti tra società e sportivi professionisti stabilendo che le società sportive devono stipulare una polizza assicurativa a favore degli sportivi professionisti contro il rischio della morte e contro gli infortuni che possono pregiudicare il proseguimento dell'attività sportiva professionistica, nei limiti assicurativi stabiliti, in relazione all'età ed al contenuto patrimoniale del contratto, dalle federazioni sportive nazionali, d'intesa con i rappresentanti delle categorie interessate. La Sportass fornisce anche l'assistenza sanitaria per le cure delle lesioni conseguite dall'infortunio, in forma diretta presso centri di cura appositamente convenzionati per prestazioni di ricovero ed ambulatoriali) o indiretta (mediante rimborso delle spese sostenute dall' infortunato). Norme speciali sono previste nel regolamento delle prestazioni assicurative erogate dalla Sportass in favore di:
giudici, ufficiali di gara, arbitri, commissari, guardialinee, direttori sportivi, allenatori, massaggiatori, istruttori federali, cronometristi, ecc.;
arbitri della F.I.G.C.;
corridori ciclisti;
addetti agli sport motoristici;
addetti agli sport invernali;
addetti agli sport equestri;
addetti alla pesca sportiva;
allievi iscritti ai corsi di addestramento sportivo o partecipanti alle attività giovanili di qualsiasi disciplina sportiva, organizzati dal C.O.N.I. o, per conto del C.O.N.I., dalle Federazioni ed Enti Sportivi Nazionali;
allievi della Scuola Centrale dello Sport;
giovani partecipanti ai giochi della Gioventù;