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Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 97', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 41', 'art 21', 'art. 23', 'art. 21', 'art. 24', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 21', 'art. 21']

norme generali sullazione amministrativa Legge n. 241/1990 Legge n. 69/2009 d.lgs. N. 150/2009 Norme generali sulla dirigenza pubblica d.Lgs n. 165/ ppt scaricare
PubblicatoTeofila Conti
Presentazione sul tema: "norme generali sullazione amministrativa Legge n. 241/1990 Legge n. 69/2009 d.lgs. N. 150/2009 Norme generali sulla dirigenza pubblica d.Lgs n. 165/2001."— Transcript della presentazione:
norme generali sullazione amministrativa Legge n. 241/1990 Legge n. 69/2009 d.lgs. N. 150/2009 Norme generali sulla dirigenza pubblica d.Lgs n. 165/2001 (artt. 2, 5, 16, 17, 21) Norme regolativa del profilo del DS d.lgs. N. 165/2001 art. 25 CCNL DS Le fonti dei poteri e delle responsabilità del dirigente scolastico
Dirigenza pubblica Organo di indirizzo e controllo Dirigenza generale Dirigenza seconda fascia (Relazione gerarchica) (Relazione di direzione) Dirigenza scolastica
Anna Armone 4 * Lobiettivo specifico del legislatore puntualizzato nella riforma Brunetta è la responsabilizzazione del ruolo di direzione politica e di gestione amministrativa Si è mirato a trasformare il dirigente pubblico in una figura analoga a quella del dirigente privato, attribuendogli poteri autonomi di gestione degli uffici e organizzazione del lavoro, sottratti alla sfera politica e, in parte, alla contrattazione collettiva
Anna Armone 5 * Ai dirigenti spetta l'adozione degli atti e provvedimenti amministrativi, compresi tutti gli atti che impegnano l'amministrazione verso l'esterno, nonché la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo. Essi sono responsabili in via esclusiva dell'attività amministrativa, della gestione e dei relativi risultati
Artt. 2 e 5 d.lgs 165/2001 Poteri datoriali di organizzazione e gestione delle risorse umane Art. 17 d.lgs 165/2001 Potere di sostituzione e potere di delega Art. 25 d.lgs 165/2001 Poteri di direzione coordinamento e valorizzazione delle risorse umane
Anna Armone 7 * La gestione degli uffici e quella del personale sono i due aspetti della loro funzione manageriale, che la legge impone venga svolta, appunto, secondo canoni di efficienza e di efficacia del settore privato, ma pur sempre nel rispetto di quelli dellimparzialità e del buon andamento dellazione amministrativa, come previsto dallart. 97 della Costituzione
Anna Armone 8 * Il perseguimento dellinteresse pubblico (secondo i canoni del buon andamento e dellimparzialità) è garantito attraverso la verifica della finalizzazione dellattività amministrativa allobiettivo, dunque soggetta ad un vincolo di scopo I controlli devono essere rivolti alla misurazione dei risultati intermedi o finali. In tal modo diventa irrilevante se quellattività si componga di atti e rapporti governati dal diritto privato, come tali individualmente non funzionalizzati e sottratti anche al controllo del giudice amministrativo
Anna Armone 9 * Anche se il dirigente svolge il suo ruolo autonomamente dalla politica, è il contesto reale di azione, quale si configura e si delimita interagendo con gli altri soggetti (politici, lavoratori, sindacati), nella rete delle relazioni organizzative e interorganizzative, che determina lo spazio effettivo di esercizio del suo ruolo di direzione
Anna Armone 10 * Art (Direzione e gerarchia dellimpresa) * Limprenditore è il capo dellimpresa e da lui dipendono gerarchicamente i suoi collaboratori Art (Prestatore di lavoro subordinato) È prestatore di lavoro subordinato chi si obbliga mediante retribuzione a collaborare nellimpresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto direzione dellimprenditore
Anna Armone 11 * Art (Diligenza del prestatore di lavoro) * Il prestatore di lavoro deve usare la diligenza richiesta dalla natura della prestazione dovuta, dall'interesse dell'impresa e da quello superiore della produzione nazionale. * Deve inoltre osservare le disposizioni per l'esecuzione e per la disciplina del lavoro impartite dall'imprenditore e dai collaboratori di questo dai quali gerarchicamente dipende.
Anna Armone 12 * Il potere direttivo ha anchesso la funzione di disciplinare il rapporto di lavoro, anche se tale funzione è residuale, in quanto tale potere opera nei limiti delle regole fissate dalla legge e dalla contrattazione collettiva. * Il linea generale il potere direttivo (nel pubblico e nel privato) si traduce nelle seguenti azioni: Emanazione delle direttive interne di organizzazione; Fissazione dei regimi di orario; Attribuzione e modifica delle mansioni; Modificazione del luogo della prestazione di lavoro; Attribuzione di riconoscimenti economici; Controllo, misurazione e valutazione della prestazione
Anna Armone 13 Lavoro pubblico legge contratti Potere datoriale (potere organizzazione dellufficio e potere di gestione del singolo rapporto di lavoro, potere direttivo) Atti pubblicistici (Macro-organizzazione) (Micro-organizzazione)
Anna Armone 14 * Area a regime privatistico micro.- organizzazione (potere di organizzazione degli uffici) Organizzazione e gestione del personale Gestione del singolo rapporto di lavoro (potere direttivo)
Anna Armone 15 * Nel settore privato il datore di lavoro può disporre di tutti i suoi poteri in modo esclusivo e pieno o può condividerli con le controparti sindacali, eventualmente negoziandoli. * Le decisioni datoriali costituiscono il prius logico per lesercizio del potere direttivo, vero e proprio potere di gestione del singolo rapporto di lavoro. * Eventuali decisioni condivise devono, però, tradursi sempre in un formale ordine al lavoratore, cui si ricollegano le relative responsabilità.
Anna Armone 16 * Rispetto al lavoro privato, nel lavoro pubblico la legge interviene a regolamentare direttamente – così sottraendoli alla contrattazione collettiva – molti istituti con norme che sono dichiarate imperative, e dunque non modificabili né dalla contrattazione collettiva né dal contratto individuale. * (art. 2, c. 2 d.lgs. N. 165/2001). Inoltre, lampiezza, lampiezza, la natura e la regolazione dei poteri dirigenziali di micro- organizzazione è stabilita direttamente dalla legge.
Anna Armone 17 * Lart. 5, c. 2 del d.lgs n. 165/2001 stabilisce che « le determinazioni per lorganizzazione degli uffici e le misure inerenti la gestione dei rapporti di lavoro sono assunte in via esclusiva dagli organi preposti alla gestione, con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro» Sottrazione delle decisioni organizzative del dirigente al confronto negoziale con il sindacato indisponibilità
Anna Armone 18 * Il datore di lavoro, nelle aziende private, è titolare del contratto di lavoro, e normalmente si configura come imprenditore ai sensi dellart c.c. * Il dirigente è un lavoratore subordinato che ricopre nellimpresa un ruolo caratterizzato da un elevato grado di professionalità, autonomia e potere decisionale, ed esplica le proprie funzioni al fine di promuovere, coordinare e gestire la realizzazione degli obiettivi dellimpresa. * Il dirigente privato esercita i propri poteri per delega dellimprenditore, risultando a sua volta soggetto al potere direttivo datoriale nellambito dellorganizzazione gerarchica dellimpresa. Lamministrazione pubblica è titolare del contratto di lavoro con il pubblico dipendente. Il dirigente pubblico esercita i poteri del privato datore di lavoro Il dirigente pubblico esercita i propri poteri sulla base dellattribuzione prevista dalla legge e non per delega
Anna Armone 19 * L lestensione dei nuovo poteri dirigenziali al dirigente scolastico, in particolare, è automatica? * Oppure il dirigente scolastico rimane fuori dal sistema delle nuove prerogative dirigenziali?
Anna Armone 20 * Il legislatore della Riforma Brunetta non è intervenuto sul profilo dirigenziale in quanto «dirigenza speciale». Ciononostante il profilo va interpretato alla luce degli artt. 2 e 5 del d.lgs Inderogabilità delle norme primarie Prerogative dirigenziali
Anna Armone 21 La norma viene integrata e modificata dallart. 5 del d.lgs. 165/2001, in quanto norma generale Poteri di direzione coordinamento valorizzazione intesa come contenuto del potere gerarchico del datore di lavoro inteso come accessorio al potere gerarchico e come gestione delle relazioni paritetiche Intesa come azione squisitamente manageriale, collegata allazione valutativa dei dipendenti e dirigenziale GESTIONE DEL PERSONALE
Art. 25 d.lgs n. 165/01 4. Nell'ambito delle funzioni attribuite alle istituzioni scolastiche, spetta al dirigente l'adozione dei provvedimenti di gestione delle risorse e del personale. Necessità di reinterpretare la norma alla luce della Riforma Brunetta
Anna Armone 23 Art. 1 La funzione dirigenziale si esplica con i compiti e le modalità previsti dal d.lgs. N. 165/2001, fatte salve le modifiche e le integrazioni del d.p.r. 132/2003, nonché dal d.lgs. N. 150/2009 Art. 14 «Il dirigente la cui funzione è definita negli artt. 1 e 2 del CCNL 2006….» funzione Compiti e modalità
La regolazione dellart. 21 del d.lgs 165/2001 è generale Il CCNL dei dirigenti scolastici rinvia allart. 21
il primo comma dellart. 21, come novellato dallart. 41 del D.Lgs. n. 150 del 2009, afferma la responsabilità dirigenziale in ordine: al mancato raggiungimento degli obiettivi accertato attraverso le risultanze del Sistema di valutazione di cui al Titolo II; allinosservanza delle direttive a lui imputabili. In questi casi, ferma restando la responsabilità disciplinare secondo la disciplina contenuta nel contratto collettivo, lart 21 stabilisce limpossibilità di rinnovo dello stesso incarico dirigenziale, spingendosi, in relazione alla gravità dei casi, sino ad affermare la possibilità dellamministrazione di revocare lincarico, collocando il dirigente a disposizione dei ruoli di cui allart. 23 del D.Lgs. n. 165 del 2001.
* lart. 21 mantiene espressamente ferma, in relazione alle ipotesi sostanziali di infrazione cui essa si ricollega, leventuale responsabilità disciplinare secondo la disciplina contenuta nel contratto collettivo. Quella dirigenziale è una responsabilità specifica ed aggiuntiva, riferibile solo ai dirigenti della pubblica amministrazione e destinata ad affiancarsi alle altre forme di responsabilità riconducibili a tutti i pubblici dipendenti (penale, civile, disciplinare, amministrativo-contabile).
* La responsabilità disciplinare presuppone un comportamento illecito e colposo del dipendente la responsabilità dirigenziale prescinde da specifiche condotte, ricollegandosi direttamente ai risultati conseguiti dal dirigente nellespletamento del proprio incarico: ne consegue che oggetto di accertamento e valutazione, in questo caso, non è una colpa del funzionario, sebbene la sua inidoneità alla funzione
Il 1° comma dellart. 24 del D.Lgs.n. 165 del 2001 dispone, inoltre, che il trattamento economico accessorio spettante ai dirigenti deve essere correlato alle funzioni attribuite, alle connesse responsabilità e ai risultati conseguiti.
29 È una responsabilità distinta dagli altri tipi di responsabilità (penale, civile, amministrativa, disciplinare, previste per i dipendenti dello Stato) È una responsabilità manageriale di risultati in quanto ciò che ha rilievo non è tanto il fatto che il dirigente sia stato più o meno osservante dei propri doveri, quanto il fatto che i risultati complessivi della azione dellufficio sono più o meno corrispondenti, quantitativamente e qualitativamente alle ragionevoli attese dovendosi valutare lattività della PA in termini di efficacia di bontà sostanziale dei risultati senza con questo voler superare la legittimità dellazione amministrativa comunque sempre doverosa al massimo grado (Consiglio di Stato)
* Criteri per lesercizio del sindacato giudiziale i classici vizi di legittimità propri dei provvedimenti amministrativi logica privatistica che dovrebbe connotare gli atti di gestione del rapporto di impiego giurisprudenza prevalente: atto negoziale adottato dallamministrazione con la capacità e i poteri del datore di lavoro, ai sensi dellart. 5, comma 2, dello stesso d.lgs. nr. 165 del 2001
* La nuova previsione oggi inserita nellultimo comma dellart. 2 l. nr. 241 del 1990, secondo cui il mancato rispetto dei termini di conclusione del procedimento amministrativocostituisce elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale, comporta o meno lintroduzione nel sistema di una ipotesi ulteriore di responsabilità dirigenziale, destinata ad aggiungersi alle due individuate dallart. 21 d.lgs. nr. 165 del 2001 dopo lintervento semplificatore del 2002? Lalternativa sarebbe la riconducibilità della nuova previsione a una delle due ipotesi già esistenti, di cui dunque essa costituirebbe una mera specificazione.
* La nuova fattispecie non può essere assimilata alla figura della inosservanza di direttive, considerandola unipotesi particolare di essa le direttive richiamate dallart. 21 vanno identificate in quelle impartite dallorgano di indirizzo politico, finzionalmente connesse con gli obiettivi individuati nel provvedimento di incarico la previsione dei termini di conclusione dei procedimenti amministrativi – la cui inosservanza, secondo la norma, può costituire elemento di valutazione della responsabilità del dirigente - non discende da siffatte direttive, ma direttamente da disposizioni di legge o regolamento
* Risulta problematico anche ricondurre la nuova previsione alla diversa ipotesi, ex art. 21 d.lgs. nr. 165 del 2001, di mancato raggiungimento degli obiettivi. gli obiettivi cui il legislatore ha inteso far riferimento sono gli obiettivi specifici cui è preordinato lincarico dirigenziale, quali risultano individuati nel provvedimento di conferimento, e non certo gli obiettivi generali dellazione della p.a., come il raggiungimento di risultati di efficienza ed efficacia, cui è funzionale il rispetto dei termini di conclusione dei procedimenti amministrativi di cui allart. 2 l. nr. 241/90 (questi ultimi, per vero, ai sensi dellart. 1 della stessa legge non sono obiettivi, macriteri cui deve conformarsi lazione dellamministrazione).
* La previsione introdotta allultimo comma dellart. 2 l. nr. 241/90 deve essere interpretata nel senso che con essa si sia introdotta una nuova e ulteriore ipotesi di responsabilità dirigenziale, destinata ad aggiungersi a quelle già individuate dal non modificato art. 21 d.lgs. nr. 165/2001.
35 Culpa in eligendo (es. nomina del responsabile del procedimento, nomina di esperto esterno alla PA, ecc.) Culpa in vigilando (il dirigente risponde del fatto altrui. Viene imputato, a chi è preposto al vertice dellufficio, la responsabilità per il risultato complessivo dello stesso e come conseguenza anche degli altri dipendenti che prestano servizio nellunità operativa da lui diretta)
La responsabilità del dirigente in relazione alle proprie performance individuali e a quelle organizzative dellufficio da lui diretto, oltre ad assumere rilievo sotto il profilo disciplinare, ha delle rilevanti ripercussioni anche sotto il profilo economico. R
CCNL La responsabilità disciplinare attiene alla violazione degli obblighi di comportamento ed è disciplinata dal CCNL La responsabilità dirigenziale resta regolata dallart. 21 del d.lgs. N. 165/2001
ART. 14 ccnl Obblighi del dirigente ART. 15 ccnl Sanzioni e procedure disciplinari Art. 16 Codice disciplinare Gravità dellinfrazione secondo i principi della gradualità e proporzionalità
Anna Armone 39 Profilo dsga Competenze Consiglio Competenze collegio Profilo docente Compatibilità tra linterpretazione dei nuovi poteri dirigenziali e la previsione normativa relativa a funzioni e poteri degli altri soggetti decisionali dellistituzione scolastica
Anna Armone 40 Svolge attività lavorativa di rilevante complessità ed avente rilevanza esterna. Sovrintende, con autonomia operativa, ai servizi generali amministrativo-contabili e ne cura l'organizzazione svolgendo funzioni di coordinamento, promozione delle attività e verifica dei risultati conseguiti, rispetto agli obiettivi assegnati ed agli indirizzi impartiti, al personale ATA, posto alle sue dirette dipendenze. Organizza autonomamente l'attività del personale ATA nell'ambito delle direttive del dirigente scolastico. Attribuisce al personale ATA, nell'ambito del piano delle attività, incarichi di natura organizzativa e le prestazioni eccedenti l'orario d'obbligo, quando necessario. Nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative e amministrative il dirigente puo' avvalersi di docenti da lui individuati, ai quali possono essere delegati specifici compiti, ed e' coadiuvato dal responsabile amministrativo, che sovrintende, con autonomia operativa, nell'ambito delle direttive di massima impartite e degli obiettivi assegnati, ai servizi amministrativi ed ai servizi generali dell'istituzione scolastica, coordinando il relativo personale CCNL Art. 25 d.lgs 165/2001
Anna Armone 41 Fonte contrattuale Recede difronte alla fonte primaria Riorganizzazione della relazione gerarchico- funzionale ds - dsga LA DIRETTIVA diventa strumento del potere organizzatorio dirigenziale
Anna Armone 42 * La relazione dirigente – dsga può altresì essere regolata da deleghe specifiche Fonti della delega al dsga d.i. 44/2001 Art. 17 d.lgs 165/2001, comma 1 bis (in particolare gestione del personale e delle risorse finanziarie)
Anna Armone 43 Le competenze sono stabilite da norma primaria. È pertanto, opportuno, mantenere lattuale ripartizione delle competenze in attesa di un riordino complessivo degli organi collegiali Competenze previste dal Testo Unico Competenze previste dal CCNL Competenze recedono in quanto fonte subordinata alla norma primaria
44 Good LucK!!!! Anna Armone
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