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Timestamp: 2018-07-21 17:24:00+00:00
Document Index: 181742783

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 9', 'art. 17', 'art. 12', 'art.  31', 'art. 31', 'art. 17']

Misura di salvaguardia per le aree a pericolosita' e a rischio di frana molto elevato individuate e perimetrate nel "Piano straordinario per la rimozione delle situazioni a rischio idrogeologico piu' alto - rischio di frana nel bacino del fiume Arno". (Deliberazioni n. 135 del 27 ottobre 1999 | Architetto.info
Misura di salvaguardia per le aree a pericolosita’ e a rischio di frana molto elevato individuate e perimetrate nel “Piano straordinario per la rimozione delle situazioni a rischio idrogeologico piu’ alto – rischio di frana nel bacino del fiume Arno”. (Deliberazioni n. 135 del 27 ottobre 1999
Misura di salvaguardia per le aree a pericolosita' e a rischio di frana molto elevato individuate e perimetrate nel "Piano straordinario per la rimozione delle situazioni a rischio idrogeologico piu' alto - rischio di frana nel bacino del fiume Arno". (Deliberazioni n. 135 del 27 ottobre 1999 e n. 136 del 10 novembre 1999).
AUTORITA’ DI BACINO DEL FIUME ARNO
Misura  di salvaguardia per le aree a pericolosita’ e a rischio  di
frana   molto   elevato  individuate  e  perimetrate   nel   “Piano
straordinario   per  la  rimozione  delle  situazioni   a   rischio
idrogeologico  piu’ alto – rischio di frana nel  bacino  del  fiume
Arno”.  (Deliberazioni n. 135 del 27 ottobre 1999 e n. 136  del  10
novembre 1999).
Misure di salvaguardia – rischio da frana
1. Ai sensi dell’art. 1, comma 1-bis, della legge n. 267/1998, come
inserito  dall’art. 9 della legge n. 226/1999, ed  in  applicazione
della  legge n. 183/1989, art. 17, comma 3, lettera d), e comma  6-
bis,  come  aggiunto  dall’art. 12  della  legge  n.  493/1993,  in
connessione  ed  integrazione con il “Piano  straordinario  per  la
rimozione  delle situazioni a rischio idrogeologico piu’  alto  nel
bacino  di rilievo nazionale del fiume Arno” approvato dal Comitato
istituzionale  dell’Autorita’ di bacino dell’Arno con  delibera  n.
134,  sono  adottate  le  misure di  salvaguardia  per  le  aree  a
pericolosita’ e a rischio da frana molto elevato, come  individuate
e perimetrate nella cartografia di cui all’allegato n. 1 secondo il
testo di cui agli articoli seguenti.
2.  Le  misure  di salvaguardia si applicano quindi alle  aree  del
bacino idrografico di rilievo nazionale del fiume Arno ubicate  nei
territori delle province di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia,  Prato,
Siena, nei seguenti comuni:
Bibbiena,   Castel   San  Niccolo’,  Cerreto   Guidi,   Chitignano,
Chiusidella    Verna,   Loro   Ciuffenna,   Montemignaio,    Poppi,
Pratovecchio,  Terranuova Bracciolini, Bagno a  Ripoli,  Capraia  e
Limite,   Certaldo,  Dicomano,  Fiesole,  Gambassi,  Montespertoli,
Pelago,  Palaia,  Pescia, Quarrata, Prato,  Vernio,  Montepulciano,
Misure  di  salvaguardia   per le aree a  rischio  di  frana  molto
elevato (R.F.4)
1.  Ai  sensi del decreto-legge n. 180/1998, convertito dalla legge
n.  267/1998 e come modificato dalla legge n. 226/1999, all’interno
delle aree individuate e perimetrate nella allegata cartografia con
la  sigla  P.F.4.  (“pericolosita’ di frana  molto  elevata”)  sono
soggetti  alle  presenti  misure di salvaguardia  gli  insediamenti
compatti  e  le infrastrutture di maggior rilievo, ricadenti  nelle
aree esplicitamente indicate con la sigla R.F.4. (“rischio di frana
molto elevato”), sia gli altri insediamenti, gli edifici sparsi, le
infrastrutture esistenti, nonche’ le zone omogenee B , C , D  e  la
zona  F limitatamente alle attrezzature generali ad esclusione  dei
parchi, ai sensi del decreto interministeriale n. 1444/1968, ovvero
zone  ad  esse  assimilabili  riferite agli  strumenti  urbanistici
comunali  vigenti al momento dell’entrata in vigore delle  presenti
misure di salvaguardia, che sono da considerarsi comunque come aree
R.F.4.  anche  se  non  evidenziate  con  specifico  perimetro   in
2.  Nelle  aree  R.F.4.  di  cui al comma  1  sono  consentiti  gli
interventi  di  bonifica e di sistemazione dei  movimenti  franosi,
previo  parere favorevole dell’Autorita’ di bacino in  merito  alla
compatibilita’  degli stessi rispetto alle previsioni  generali  di
sistemazione  dell’area e all’organizzazione  degli  interventi  di
3.  All’interno delle aree R.F.4. sono consentiti esclusivamente  i
seguenti  interventi di carattere edilizio, infrastrutturale  o  di
trasformazione morfologica:
3   a)  gli  interventi  di  demolizione  senza  ricostruzione,  di
manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro, di risanamento
conservativo,  cosi’  come definiti alle  lettere  a)  ,  b)  e  c)
dell’art.  31  della  legge n. 457/1978 e  successive  modifiche  e
3  b)  gli  interventi  di ristrutturazione  edilizia,  cosi’  come
definiti  alla  lettera d) dell art. 31 della legge n.  457/1978  e
successive modifiche e integrazioni, che non comportino aumento  di
superficie o di volume ne’ aumento del carico urbanistico;
3  c) gli interventi sugli edifici esistenti, finalizzati a ridurre
la   vulnerabilita’,   a  migliorare  la  tutela   della   pubblica
incolumita’, senza aumenti di superficie e volume, ne’  cambiamenti
di  destinazione  d’uso,  che  non comportino  aumento  del  carico
urbanistico;
3 d) gli interventi di adeguamento o ristrutturazione delle opere e
infrastrutture pubbliche, nonche’ della viabilita’ e della rete dei
servizi  privati  esistenti  non  delocalizzabili,  purche’   siano
realizzati  senza  aggravare le condizioni di  instabilita’  e  non
compromettano  la  possibilita’  di  realizzare  la  bonifica   del
movimento franoso;
3  e)  gli  interventi necessari per la manutenzione  ordinaria  di
opere pubbliche o di interesse pubblico;
3  f)  i nuovi interventi relativi a infrastrutture pubbliche o  di
interesse  pubblico  riferite a servizi essenziali,  purche’  siano
realizzati   gli  interventi  necessari  per  la  bonifica   e   la
sistemazione  del  movimento  franoso,  previo  parere   favorevole
dell’Autorita’ di bacino.
per le aree a pericolosita’ di frana molto elevata (P.F.4)
1.  In  relazione  alle specifiche condizioni idrogeologiche,  alla
tutela  dell’ambiente e alla prevenzione contro presumibili effetti
dannosi di interventi antropici, ai sensi dell’art. 17, comma  6  –
bis,  della  legge  11  maggio 1989, n.  183,  sono  soggetti  alle
presenti  misure di salvaguardia le aree individuate e  perimetrate
nell’allegata  cartografia con la sigla  P.F.4  (“pericolosita’  di
frana molto elevata”).
2.  Nelle aree P.F.4, di cui al comma 1 del presente articolo, sono
consentiti gli interventi di bonifica e sistemazione dei  movimenti
franosi,  previo parere favorevole dell’Autorita’ di  bacino  sulla
compatibilita’  rispetto alle previsioni generali  di  sistemazione
dell’area  e  all’organizzazione  degli  interventi  di  messa   in
3.  Le  approvazioni di opere pubbliche nelle zone omogenee  A  non
urbanizzate,  F  a  parco,  nonche’  nelle  zone  con  esclusiva  o
prevalente  funzione  agricola, di cui alla legge  regionale  della
Toscana  14  aprile  1995,  n. 64, all’interno  delle  aree  P.F.4,
possono  essere relative a nuovi interventi a condizione che  siano
realizzate  le  opere di bonifica e di sistemazione  dei  movimenti
franosi   previo   parere  favorevole  dell’Autorita’   di   bacino
sull’idoneita’  dello  studio  e  degli  interventi  di  messa   in
sicurezza previsti.
Integrazioni e modifiche delle presenti misure di salvaguardia
1.  Ai  fini  della modifica del perimetro delle aree di  cui  agli
articoli precedenti delle presenti misure di salvaguardia gli  enti
locali  interessati  inoltrano all’Autorita’ di  bacino  specifiche
richieste   corredate   dalla  documentazione   che   dimostri   il
superamento delle condizioni di pericolosita’ e/o di rischio, anche
in  seguito  alla  realizzazione di  interventi.  La  modifica  del
perimetro delle aree e’ approvata dall’Autorita’ di bacino.
2. L’Autorita’ di bacino procede periodicamente alla verifica delle
perimetrazioni   sulla   base   dell’aggiornamento    del    quadro
conoscitivo.  3.  Ai fini di quanto previsto ai commi  1  e  2  del
presente articolo una prima verifica potra’ essere effettuata entro
sei mesi dall’approvazione del presente atto.
4.  Il  segretario  generale e’ delegato agli adempimenti  ed  alle
modifiche previsti dal presente articolo e provvedera’ con  proprio
atto alle integrazioni ed alle modifiche, sottoponendo le stesse al
parere  del  comitato  tecnico nei casi di  particolare  rilevanza,
dandone comunicazione al Comitato istituzionale nelle prime  sedute
Gli  elaborati  cartografici di cui agli articoli precedenti,  come
specificati   in   premessa,   sono  depositati   ai   fini   della
consultazione presso l’Autorita’ di bacino del fiume Arno ed anche,
per   la  parte  di  territorio  di  competenza,  presso  i  comuni
La  misura  di salvaguardia sara’ notificata agli enti  locali  nei
confronti dei quali la stessa e’ destinata ad esplicare efficacia e
sara’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
e nei bollettini regionali della Toscana e dell’Umbria.
Misura di salvaguardia per le aree a pericolosita’ e a rischio di frana molto elevato individuate e perimetrate nel “Piano straordinario per la rimozione delle situazioni a rischio idrogeologico piu’ alto – rischio di frana nel bacino del fiume Arno”. (Deliberazioni n. 135 del 27 ottobre 1999 redazione redazione 2015-05-06T02:26:57+00:00