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Timestamp: 2018-10-21 07:03:45+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 17', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ']

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 30 ottobre 2017, n. 25760 - Lavoro straordinario prestato con abitualità - Compenso nella base di calcolo della retribuzione - Retribuzione globale di fatto, eccetto i compensi con carattere accidentale - Studio Cerbone
CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 30 ottobre 2017, n. 25760 – Lavoro straordinario prestato con abitualità – Compenso nella base di calcolo della retribuzione – Retribuzione globale di fatto, eccetto i compensi con carattere accidentale
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CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 30 ottobre 2017, n. 25760
Lavoro straordinario prestato con abitualità – Compenso nella base di calcolo della retribuzione – Ferie, festività, riduzioni orarie, tredicesima mensilità – Previsione CCNL – Retribuzione globale di fatto, eccetto i compensi con carattere accidentale – Retribuzione dovuta in relazione agli istituti indiretti – Non vigente principio di onnicomprensività – Riguardo alla disciplina dei singoli istituti di fonte contrattuale o legale (festività) – Compensi per le festività ex art. 5 della L. 27 maggio 1949, n. 260 – Retribuzione globale di fatto giornaliera, compreso ogni elemento accessorio
Con ricorso al Tribunale di Milano del 24.9.2007 R. R., dipendente della società F. T. M. spa (in prosieguo: la società) chiedeva accertarsi il proprio diritto alla inclusione del compenso per il lavoro straordinario prestato con abitualità nel periodo da gennaio 2002 a giugno 2006 nella base di calcolo della retribuzione per ferie, festività, riduzioni orarie, tredicesima mensilità e condannarsi il datore di lavoro al pagamento delle differenze di retribuzione consequenziali (€ 9.697,48) .
Il giudice del Lavoro accoglieva la domanda , come ridotta dal ricorrente in corso di causa in relazione alla eccepita prescrizione ( € 6.914,80).
La Corte territoriale osservava, quanto alla retribuzione per ferie, che l’articolo 14, parte prima, del CCNL stabiliva come base di calcolo la retribuzione globale di fatto, eccettuando i soli compensi aventi carattere accidentale; la nozione di retribuzione globale di fatto – contrapponendosi a quella di retribuzione di diritto, che identificava la retribuzione oraria – doveva intendersi riferita al trattamento globale in atto, comprensivo dello straordinario continuativo.
Per le festività l’articolo 5 della legge 260/1949 individuava quale trattamento dovuto ancora la «normale retribuzione globale di fatto giornaliera, comprensiva di ogni elemento accessorio» mentre il criterio del ragguaglio ad un sesto dell’orario settimanale, pure previsto dall’articolo 5, costituiva un moltiplicatore della base di calcolo .
Per i permessi retribuiti (rol) l’articolo 5 del CCNL rimandava al valore retributivo su cui era computata la gratifica natalizia e, dunque, al medesimo criterio della retribuzione globale di fatto.
1. Con il primo motivo la società ha denunziato — ai sensi dell’articolo 360 nr. 3 cod.proc.civ.— violazione e falsa applicazione degli artt. 1362 e 1363 cod.civ.
Oggetto di censura è la interpretazione in sentenza della locuzione di «retribuzione globale di fatto» contenuta nel CCNL per i lavoratori delle industrie METALMECCANICHE PRIVATE ed, in particolare, negli articoli 14 e 15 disciplina speciale-parte prima e nell’articolo 5 disciplina generale-parte terza dei CCNL 8.6.1999 e 7.5.2003, relativi, rispettivamente, alla disciplina delle ferie, della tredicesima mensilità e dei permessi retribuiti .
La ricorrente ha altresì dedotto la violazione e falsa applicazione dell’articolo 5 della legge 260/1949, in materia di festività infrasettimanali.
2. Con il secondo motivo la società ha impugnato la sentenza – ai sensi dell’art. 360 nr. 3 cod.proc.civ. – per violazione o falsa applicazione degli articoli 14 e 15 disciplina speciale-parte prima dei CCNL 8.6.1999 e 7.5.2003, dell’articolo 5 L. 260/1949, dell’articolo 5 disciplina generale- sezione terza dei CCNL 8.6.1999 e 7.5.2003, del pari assumendo la erronea interpretazione da parte del giudice del merito della locuzione di retribuzione globale di fatto utilizzata nelle norme, di legge e di contratto, richiamate.
3. Con il terzo motivo la società ricorrente ha dedotto – ai sensi dell’articolo 360 nr. 5 cod.proc.civ— omessa ed insufficiente motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio, consistente nella qualificazione del lavoro straordinario prestato dal lavoratore come continuativo e sistematico.
Ha lamentato che la Corte di merito non aveva svolto alcuna indagine quanto alle modalità ed alla frequenza con cui era stato prestato il lavoro straordinario nel periodo di causa, limitandosi ad assumere la non contestazione della continuità e sistematicità della prestazione. Nella memoria difensiva, invece, era stata contestata la continuità del lavoro straordinario ed evidenziato che il ricorrente si era limitato ad allegare l’ammontare annuo dei compensi liquidati a tale titolo senza specificare le ore ed i periodi di svolgimento della prestazione.
I primi due motivi, che possono essere trattati congiuntamente in quanto connessi, sono fondati limitatamente alla dedotta violazione dell’articolo 5 della legge 27 maggio 1949 nr. 260, in materia di compensi per le festività indicate dalla norma stessa.
Giova premettere che— come questa Corte ha ripetutamente affermato a partire da Cassazione civile, sez. un., 03/04/1989, n. 1608— per la determinazione della retribuzione dovuta al prestatore di lavoro in relazione agli istituti cc.dd. indiretti non vige nel nostro ordinamento un principio di onnicomprensività ma occorre avere riguardo alla disciplina dei singoli istituti, di fonte legale o contrattuale ( ex plurimis: Cass. sez lav. 15 gennaio 2013 nr. 813; 25 gennaio 2012 nr. 79873 marzo 2004 nr. 4341).
Le norme del CCNL per i dipendenti delle industrie metalmeccaniche private e della installazione di impianti qui rilevanti— e quelle di analogo tenore contenute nei contratti collettivi del settore in epoca precedente (CCNL 18 gennaio 1987, CCNL 5 luglio 1994) e successiva ( CCNL 20 gennaio 2008)— sono state già interpretate da questa Corte (Cass. civ., sez. lav., 25 luglio 1995 nr. 8102, 11 novembre 1996 nr. 9819, 10 novembre 2003 nr. 16852, 3 marzo 2004 nr. 4341; Cass. civ. sez. VI 14 dicembre 2016 nr. 25761), con pronunzie cui si intende dare continuità.
Quanto alle ferie, a tenore dell’articolo 14 disciplina speciale- parte prima dei CCNL per i dipendenti industrie metalmeccaniche private e della installazione di impianti 8.6.1999 e 7.5.2003 «Le ferie sono retribuite con la retribuzione globale di fatto, eccettuati gli eventuali compensi che abbiano carattere accidentale in relazione a prestazioni lavorative svolte in particolari condizioni di luogo, ambiente e tempo».
Il successivo articolo 15 prevede, poi, per la tredicesima mensilità il pagamento di «una gratifica ragguagliata ad ogni effetto ad una mensilità, determinata sulla base di 173 ore della retribuzione globale di fatto».
In ordine ai permessi annui (la cui disciplina comprende le exfestività), l’articolo 5 della disciplina generale- sezione terza tanto nel CCNL 8.6.1999 che nel CCNL 7.5.2003 indica quale criterio di monetizzazione ( ai fini della monetizzazione di 20 ore di permesso per i lavoratori turnisti) il valore retributivo sul quale è computata la gratifica natalizia.
La nozione di «retribuzione globale di fatto» adottata dal contratto collettivo, in mancanza di una diversa specificazione nello stesso testo contrattuale, deve intendersi come comprensiva di tutte le voci di retribuzione corrisposte con continuità e sistematicità al lavoratore nell’arco temporale rilevante ai fini della maturazione della retribuzione indiretta (nella specie l’anno in cui maturano le ferie e la gratifica natalizia) sì da divenire parte della retribuzione normalmente liquidata.
L’aggettivo «globale» comprende infatti quanto complessivamente ricevuto dal lavoratore in corrispettivo della sua attività di lavoro; il riferimento al «fatto» ovvero allo svolgimento in concreto del rapporto di lavoro esclude, poi, la rilevanza della previsione astratta di eccezionalità del compenso per lavoro straordinario contenuta nella disciplina del contratto collettivo.
Del resto l’art. 17 dell’accordo interconfederale per l’industria del 27.10.1946, reso efficace erga omnes con d.p.r n. 1070 del 28.7.1960, tuttora vigente quanto alla tredicesima mensilità, è stato del pari interpretato come prevedente ogni compenso di carattere continuativo che si ricolleghi alle particolari modalità della prestazione in atto, con esclusione, quindi, dei soli emolumenti eventuali, occasionali od eccezionali (Cassazione civile, sez. lav., 05/11/1998, n. 11137).
Il ricorso è invece fondato per quanto attiene alla interpretazione delle previsioni dell’articolo 5 della legge 27 maggio 1949 nr. 260.
A tenore della norma citata « Nelle ricorrenze della festa nazionale (2 giugno), dell’anniversario della liberazione (25 aprile), della festa del lavoro (1 maggio) e nel giorno dell’unità nazionale (4 novembre), lo Stato, gli Enti pubblici ed i privati datori di lavoro sono tenuti a corrispondere ai lavoratori da essi dipendenti, i quali siano retribuiti non in misura fissa, ma in relazione alle ore di lavoro da essi compiute, la normale retribuzione globale di fatto giornaliera, compreso ogni elemento accessorio. La normale retribuzione sopra indicata sarà determinata ragguagliandola a quella corrispondente ad un sesto dell’orario settimanale contrattuale o, in mancanza, a quello di legge…».
La norma contiene, dunque, una esplicita definizione della nozione di «normale retribuzione», che essa adotta per limitare l’ambito della locuzione «globale di fatto», stabilendo che «la normale retribuzione» corrisponde a quella relativa ad un sesto dell’orario settimanale ( di contratto o di legge).
Del resto questa Corte si è già ripetutamente espressa nel senso che l’art. 5 della legge n. 260 del 1949 benché adotti un criterio di retribuzione globale, non consente, dato il riferimento alla normalità della retribuzione, la computabilità di compensi straordinari o per loro natura o per patto espresso, come il compenso per lavoro straordinario, ancorché continuativo ( Cass., sez. VI, 14.12.2016 nr. 25761; sez. lav. 25 luglio 1995 nr. 8102; sez. lav. 29 ottobre 1990 n. 10448; nn. 11533-92; 11480-90; 10660-90; 10448-0; 10214-90).
L’onere di specificità della contestazione avrebbe dovuto essere invece assolto dalla società resistente indicando, a fronte della allegazione compiuta dal ricorrente della sistematicità del lavoro straordinario, comprovata dai compensi annui liquidati, i fatti (rientranti nella sua disponibilità),dai quali sarebbe invece emersa la imputazione dei compensi annui a prestazioni di carattere episodico ovvero a picchi anomali di lavoro.
Conclusivamente il ricorso deve essere accolto nei limiti del dedotto vizio di violazione dell’articolo 5 della legge 260/1949 ; la sentenza impugnata deve essere cassata nei predetti sensi e gli atti rinviati ad altro giudice, che si individua nella Corte di Appello di Milano in diversa composizione, affinché provveda ad un nuovo esame della domanda relativa ai compensi per le festività di cui al predetto articolo 5 alla luce del principio di diritto in questa sede esposto.
II giudice del rinvio provvederà anche alla disciplina delle spese del presente grado
Accoglie il ricorso nei limiti della dedotta violazione dell’articolo 5 L. 260/1949 ; rigetta nel resto. Cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia— anche per le spese— alla Corte di appello di Milano in diversa composizione.