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Timestamp: 2016-12-08 18:31:08+00:00
Document Index: 65819818

Matched Legal Cases: ['art. 1336', 'art. 1336', 'art. 1336', 'art. 1336', 'art. 1336', 'art. 8', 'art. 116', 'art. 116', 'art. 2', 'art. 2441']

⭐Finanziarsi. Le origini della sottocapitalizzazione sono remote e rappresentano
Finanziarsi. Le origini della sottocapitalizzazione sono remote e rappresentano
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Antonino Aldo Righi
1 Il prestito partecipativo per rafforzare le Pmi I risultati degli studi recentemente realizzati dalla Commissione Europea confermano che la spinta alla crescita economica (in termini di PIL) ed all incremento occupazionale provengono principalmente dalle piccole e medie imprese: l UE ha riconosciuto ripetutamente la loro importanza per lo sviluppo del mercato europeo dandone risalto anche attraverso l adozione della Carta europea per le piccole imprese, conseguentemente al Consiglio «Affari generali» di Lisbona (approvato nel 2000 in occasione del Consiglio europeo di Feira). Questa particolare missione riconosciuta ed affidata alle piccole e medie imprese, si scontra con la realtà delle imprese italiane per le quali si osserva, a parte la difficoltà strutturale ad accedere al mercato dei capitali, la cronica sotto capitalizzazione di Toma Gabriele Le origini della sottocapitalizzazione sono remote e rappresentano la conseguenza di una gestione della finanza aziendale determinata spesso da scelte influenzate alla normativa fiscale e tributaria, che nel corso degli anni ha favorito l indebitamento piuttosto che la capitalizzazione delle imprese. Recentemente la normativa fiscale ha invertito la propria ottica, ma questa situazione strutturale costituisce un freno allo sviluppo, in particolare per il non facile accesso al credito bancario (caratterizzato da un costo sistematicamente più elevato rispetto a quello sostenuto dalle grandi imprese). In vista poi della prossima applicazione, più o meno pedissequa da parte delle banche, dei principi stabiliti dall Accordo di Basilea, la scarsa presenza all interno dell azienda di capitale proprio rappresenta uno degli elementi maggiormente penalizzanti nell attribuzione di un giudizio di rating e di conseguenza per l accesso al credito a «buon mercato». La soluzione ideale sarebbe quella di fare capitalizzare in maniera sensibile l azienda con risorse apportate direttamente dai soci: non sempre vi è però la volontà, la possibilità e la capacità di farlo in breve tempo. Inoltre l aumento del capitale sociale consentirebbe all impresa di ottenere evidenti benefici in sede di applicazione della normativa fiscale relativa alla «thin capitalization». Esiste però lo strumento finanziario in grado di conciliare le volontà con le necessità: il prestito partecipativo, che consente all impresa di indebitarsi per realizzare programmi di sviluppo, di ammodernamento, di innovazione o di ristrutturazione, ne migliora sensibilmente i risultati economici, ne accresce il valore, e nel contempo «automaticamente» aumenta il patrimonio aziendale. Oltre a questo, il rimborso del prestito in conto interessi può anche avvenire per una parte che può risultare significativa, commisurata ai risultati economici dell impresa finanziata. La sua origine in Italia la possiamo fare risalire al 1991, quando vide la luce la Legge numero 317 (tra l altro mai resa direttamente operativa per la parte che riguardava l art ) che lo definiva in 1 Legge 317/ Capo VI - Art. 35. Prestiti partecipativi. 1. (...) 2. Si considerano prestiti partecipativi i finanziamenti di durata non inferiore a quattro anni, nei quali una parte del corrispettivo spettante all istituto di credito mobiliare o alla società finanziaria per l innovazione e lo sviluppo è commisurata al risultato economico dell impresa finanziata. 3. Per i prestiti partecipativi è dovuto un interesse annuo non superiore al tasso ufficiale di sconto vigente nel periodo al quale si riferiscono le rate di ammortamento del prestito. L impresa finanziata si obbliga, inoltre, a versare annualmente al soggetto finanziatore, entro trenta giorni dall approvazione del bilancio, una somma commisurata al risultato economico dell esercizio, nella percentuale concordata preventivamente con l istituto di credito mobiliare o la società finanziaria per l innovazione e lo sviluppo. Nel conto dei profitti e delle perdite dell impresa finanziata, la predetta somma costituisce oggetto di specifico accantonamento per onere, rappresenta un costo e, ai fini dell applicazione delle imposte sui redditi, è computata in diminuzione del reddito dell esercizio di competenza. Ad ogni effetto di legge gli utili netti annuali si considerano depurati da detta somma. 4. I prestiti partecipativi possono essere assistiti soltanto da garanzie personali, individuali o collettive, alle quali si applica l articolo 1946 del codice civile. Ad integrazione di tali garanzie è consentito l intervento del Fondo centrale di garanzia di cui all articolo 20 della legge 12 agosto 1977, n. 675, e successive modificazioni. La garanzia integrativa non opera per la parte dei prestiti partecipativi che ecceda il triplo del patrimonio netto dell impresa finanziata. 5. (...). 242 particolare come prestito la cui remunerazione aveva in parte derivazione dai risultati economici espressi dall azienda finanziata, più che prestito per la capitalizzazione. La sua attivazione sul campo è avvenuta negli ultimi anni, quando le esigenze di capitalizzazione delle imprese ne hanno reso necessario l utilizzo per favorire l aumento del capitale sociale più che per fare partecipare agli utili le istituzioni finanziatrici; si sono quindi proposti al Mercato strumenti finanziari promossi dalle banche o per i quali i consorzi fidi si sono resi disponibili a prestare proprie garanzie, ed ora perfino numerose misure di politica industriale ne promuovono l impiego per irrobustire l economia di riferimento. La finalità attualmente primaria è quella di rafforzare patrimonialmente le imprese e di accelerare il processo di capitalizzazione grazie all immissione di capitale proprio attraverso apporti monetari da parte dei soci, con la sua amplificazione ed «anticipazione» da parte di una banca per mezzo del capitale di credito (con il vantaggio per l impresa di ottenere sin dall inizio le risorse necessarie per la sua operatività). L operazione di prestito partecipativo La struttura di fondo di una operazione di prestito partecipativo è relativamente semplice: si configura esattamente come un rapporto finanziario triangolare tra la banca, l impresa finanziata e da capitalizzare, ed i terzi coobbligati (che di norma devono essere i soci), la cui particolarità è però rappresentata dalle relazioni contrattuali che si instaurano tra i «protagonisti». La banca concede il finanziamento: si tratta in genere di una linea di credito a scadenza (un mutuo quindi) con una durata in genere di medio-lungo termine (generalmente collocata tra i 5 e i 10 anni alla quale si può aggiungere anche un pre ammortamento di 2 o 3 anni), che prevede rimborsi periodici con la particolarità di coinvolgere in maniera più o meno diretta i soci (vedremo in seguito come), secondo schemi di rimborso differenziati. La società finanziata si obbliga a corrispondere alla banca, alle scadenze, il rimborso delle rate del finanziamento, secondo gli impegni assunti nel contratto di finanziamento. Per la natura dei vincoli che va ad assumere realizzando questa operazione, deve essere una impresa nella forma giuridica della società di capitali (SPA, SRL e SAPA) preferibilmente dotata del collegio dei revisori per importanti e necessari bisogni di trasparenza. Il ruolo dei soci è quello che maggiormente caratterizza l operazione. Sono essi che si impegnano formalmente, in quanto coobbligati nell operazione finanziaria, a fornire alla società le risorse necessarie per provvedere al rimborso del prestito: per rendere reale la loro «partecipazione» alla capitalizzazione della società, anche in presenza di un quadro normativo impreciso, sono necessari alcuni adempimenti da parte dell assemblea ordinaria e di quella straordinaria. Essi sono volti ad assumere il vincolo da parte della compagine sociale nel garantire il rimborso del finanziamento ed a finalizzarlo effettivamente all aumento del capitale: in questa maniera si realizza un aumento del capitale sociale che verrà versato man mano che avviene il rimborso del prestito. Il credito che i soci maturano costituisce infatti un finanziamento in conto futuro aumento del capitale sociale, che viene trasformato in capitale sociale alla fine dell ammortamento del prestito partecipativo. L azienda può scegliere di realizzare un integrale aumento di capitale sociale o di effettuare un parziale aumento di capitale ed un residuale accantonamento in un fondo di riserva di capitale da utilizzare in un secondo momento per l aumento di capitale. In ogni caso, l appostamento deve avere un valore non inferiore all importo del finanziamento bancario. Per questa ragione è utile che vengano effettuate dai professionisti di fiducia dell azienda (commercialista, notaio, avvocati, ecc.) preventivamente una serie di verifiche per valutare la reale possibllità di impostare e concludere questa operazione: per prima cosa c è da verificare la presenza di progetti di sviluppo e programmi di investimento adeguati ad essere supportati con una linea di finanziamento così impegnativa nel lungo periodo per la società ed i soci. C è poi da testare la reale disponibilità di tutta la compagine sociale a procedere ai versamenti di apporto di capitale che sarà richiesto ai sensi di legge, nel 253 corso degli anni definiti dal rimborso Ultimo punto, ma sicuramente non secondario per la realizzazione del progetto è quello di potere accedere al finanziamento positivamente e quindi di meritare il credito della banca in relazione alla capacità di rimborso di tutti i soci. Tra i soci devono essere verificate, oltre che le intenzioni, anche alcuni aspetti tecnici quali le deleghe di potere per la sottoscrizione del prestito e gli eventuali vincoli o impegni stabiliti dallo statuto societario per aspetti quali gli aumenti di capitale o le prelazioni. Se queste verifiche portano ad un risultato favorevole, e non vengono ravvisati impedimenti, l impegno dei soci deve divenire, oltre che reale e vincolante, anche formale: la «dottrina» consiglia di rafforzare il concetto di partecipazione dei soci alla capitalizzazione della loro società in sede assembleare. La società deve convocare una assemblea ordinaria alla quale deve partecipare la totalità dei soci e nel corso della quale deve essere deliberato all unanimità un ordine del giorno con un contenuto che verosimilmente potrebbe essere: 1. illustrazione del programma di investimento per il quale si richiede il finanziamento bancario; 2. indicazione della forma di finanziamento da utilizzare (importo, scadenza, periodicità delle rate, banca finanziatrice, ecc.) ed accettazione del vincolo dell utilizzo implicito a realizzare un aumento di capitale; 3. eventuale coinvolgimento nell operazione di finanziamento di un organismo collettivo di garanzia in veste di garante solidale o sussidiario dell operazione di prestito; 4. impegno da parte dei soci a deliberare, successivamente all erogazione del finanziamento bancario, l aumento del capitale sociale per un importo pari almeno a quello del finanziamento bancario; 5. impegno dei soci ad accollarsi le rate del mutuo, rimborsandole alle rispettive scadenze attraverso la creazione di una «provvista» per la società; 6. impegno futuro a non effettuare operazioni straordinarie di aumento di capitale senza la concessione dell autorizzazione da parte della banca finanziatrice («partecipante» sui generis nell impresa). Potrebbero essere eventualmente possibili aumenti di capitale per il trasferimento di riserve di capitale esistenti o per effettivo apporto di «denaro fresco»; 7. impegnarsi ad altri «covenants» quali la non riduzione del capitale sociale per esuberanza o la non distribuzione delle risorse che si dovessero generare nel corso dell ammortamento In sede di redazione annuale di bilancio, la società dovrà poi dare evidenza in nota integrativa all operazione che è stata realizzata, alle modalità in cui si verifica l aumento di capitale ed a come sta avvenendo il rimborso Un esempio Immaginiamo come si potrebbe articolare una operazione, nelle sue fasi più importanti, facendo ricorso ad un semplice esempio: una SRL con un capitale sociale di euro (quindi dotata di collegio dei revisori) e con un fatturato di 5 milioni di euro, ha la necessità di realizzare un investimento di euro per acquisire una nuova linea di produzione con la quale sviluppare un business estremamente interessante. I soci hanno inoltre già da tempo manifestato l intenzione di realizzare un aumento di capitale per portare il capitale sociale almeno a euro. Rispetto a linee di finanziamento tradizionali (leasing o mutuo), la banca, anche alla luce di questa ipotesi, propone ai quattro soci dell azienda ed ai loro professionisti di effettuare una operazione di prestito partecipativo che, oltre a soddisfare la domanda di risorse finanziarie, andrà a capitalizzare l azienda affiancandosi ed amplificando l azione autonoma dei soci: al termine dell operazione, l azienda avrà un capitale sociale di 1 milione di euro in funzione sia dell aumento di capitale con versamenti dei soci che per effetto del prestito. La proposta avanzata dalla banca viene valutata attentamente dai soci, che sotto la guida del proprio commercialista, decidono di accettare l offerta e quindi di convocare l assemblea ordinaria della società per discutere, approvare ed assumere gli impegni descritti in precedenza. Viene quindi avanzata ufficialmente la richiesta alla banca di un finanziamento per un importo di euro, da rimborsare in dieci anni secondo un piano di ammortamento americano (perciò con una quota di capitale annua di euro), con la 264 formula del prestito partecipativo. La banca in questa fase svolge la sua attività istruttoria, valutando il merito di credito, in particolare in riferimento alla capacità dell azienda di generare utili e di disponibilità da parte dei soci di risorse finanziarie da destinare per i successivi sette anni al rimborso del finanziamento ed all aumento del capitale. L azienda può trovarsi nella situazione di generare utili sufficienti a coprire anno per anno le rate del mutuo da rimborsare e quindi l aumento di capitale avviene non distribuendo dividendi, come si può invece verificare l ipotesi che non vi siano utili sufficienti, e che i soci debbano effettuare versamenti in conto capitale: ovviamente vi possono essere anche infinite situazioni ibride. Per queste ragioni la banca può richiedere a particolare garanzia del finanziamento e del rispetto della sua destinazione, che i soci si impegnino a rilasciare una malleveria personale, nella forma di fidejussione o di avallo, oltre che un atto d obbligo. Nel caso in cui il mutuo sia assistito da garanzia personali dei soci è da ricordare il suo assoggettamento alla normativa della «Thin Capitalization». Il tecnicismo scelto dalla banca per il rimborso/aumento di capitale prevede che, fermo restando l impegno da parte dell azienda nel rimborso del mutuo, i soci sono solidalmente responsabili tra di loro nel rimborsare le rate, effettuando accantonamenti in una apposita riserva indisponibile, denominata «riserva versamento soci in conto futuri aumenti di capitale sociale». La conversione di queste somme in capitale sociale può avvenire o al termine o nel corso dell ammortamento del mutuo, successivamente alla delibera da parte di una assemblea straordinaria. Viene quindi deliberato il finanziamento bancario e sottoscritto il contratto di mutuo, che presenta normalmente alcune particolarità rispetto all articolato normalmente in uso: 1. tra le premesse, troviamo la definizione di cosa sia un «prestito partecipativo» e la precisazione che la parte finanziata è pienamente edotta di cosa sia e di come funzioni; 2. viene previsto un «covenant» circa l impegno dei soci al mantenimento delle somme versate nel fondo futuri aumenti di capitale fino alla loro conversione in capitale; 3. viene citato l atto d impegno da parte dei soci, che va ad integrare i contenuti del contratto di mutuo; 4. può essere prevista una remunerazione integrativa del prestito bancario (quando concordato tra le parti), in funzione della positiva gestione aziendale, con il pagamento di un premio commisurato al risultato economico d esercizio; 5. vengono indicate una serie di clausole sospensive del contratto, quali la formalizzazione dell atto d obbligo da parte dei soci o il versamento delle somme previste al fondo (Tavola 1). Avviene pertanto l erogazione del finanziamento bancario per euro, che genera nei conti d ordine della società una evidenziazione delle garanzie prestate dai soci per l importo equivalente. Per dare il via all aumento di capitale è necessario convocare l assemblea straordinaria che lo dovrà deliberare; come si diceva, l aumento complessivo di capitale dovrà essere di euro, per 1 / 4 derivante da versamento da parte dei soci (come previsto dalla attuale normativa societaria) e per i 3 / 4 rappresentato dal prestito bancario. I soci versano sul conto appositamente acceso i euro e viene evidenziato sulla documentazione societaria (Certificato CCIAA, Carta intestata, ecc.) che il capitale sociale è di 1 milione di euro, versato per euro. Con l ammortamento del mutuo ed il pagamento delle rate da parte della società, si realizza anche l impegno da parte dei soci a «fare provvista» alla società: almeno euro all anno vengono accantonati nel fondo destinato al futuro aumento di capitale. Alla conclusione dei 10 anni, il fondo viene convertito in capitale sociale, ed a quel punto capitale sottoscritto e capitale versato coincideranno. Si diceva in precedenza che su questo tema si sono attivate oltre che le banche, altri soggetti istituzionalmente preposti ad attivare misure di politica industriale: sono numerose le norme e le misure volte ad incentivare le piccole e medie imprese nell uso di questo strumento. Ne ricordiamo solo alcune rimandando ad altre sedi il loro approfondimento: Emilia Romagna: con la misura 1.2 del PTAPI , le imprese possono godere di finan- 275 ziamenti bancari a tasso agevolato e con l intervento a garanzia dei consorzi fidi regionali a costo zero per l azienda; Liguria: con il Docup si è attivato un fondo per la concessione di prestiti partecipativi (per gli interventi in area Ob b) tramite Ligurcapital Spa; Piemonte: per gli interventi in area Ob b finanziamento pubblico a tasso agevolato di una quota del capitale deliberato (indicativamente pari al 50%), per il tramite di Finpiemonte Spa; Veneto: per gli interventi in area Ob 2 destinati alle imprese artigiane, attraverso la misura 1.2, con un finanziamento a tasso agevolato. TAVOLA 1 - IPOTESI DI ATTO D OBBLIGO L anno 2006 il giorno... del mese di... in, i sottoscritti: Sig..., nato a... il..., residente in... - Via... n...., Codice Fiscale... ; PREMESSO di essere soci della Società..., con sede in... Via... n..., in quanto titolari, per gli importi di seguito specificati, Sig.... Euro ,00, Sig.... Euro ,00, Sig.... Euro ,00, Sig.... Euro ,00., delle azioni/quote dell attuale capitale sociale della medesima, pari a Euro ,00, di cui è previsto un aumento minimo di Euro ,00 (ottocentoottantamila/00) nel periodo 2006\2016, tramite la richiesta di un «prestito partecipativo» da Euro ,00 (ottocentoottantamila/00) stipulato in data odierna; di avere intenzione di garantire interamente l accennato futuro aumento di capitale fino a un importo di Euro ,00 (ottocentomila/00), sottoscrivendo la differenza tra l aumento di capitale sociale e l importo della «Riserva per futuri aumenti di capitale sociale», iscritta nel bilancio della Società... ed utilizzata per l aumento di capitale sociale; che il... (banca)... con contratto in data... ha concesso alla predetta società un finanziamento di Euro ,00 nella forma di «prestito partecipativo», per la cui erogazione e buon fine dell operazione, è stato richiesto ai sottoscritti, quali soci sottoscrittori del su esposto futuro aumento del capitale della società in parola, di obbligarsi irrevocabilmente all effettuazione degli adempimenti sotto illustrati. DICHIARANO che le premesse sopra indicate formano parte integrante ed essenziale del presente atto; che hanno piena ed esatta conoscenza delle condizioni, modalità e pattuizioni che regolano il finanziamento sotto forma di «prestito partecipativo», citato in premessa, per aver preso preventiva visione del relativo contratto e pertinenti allegati. Attestato quanto sopra noi sottoscritti Sigg...., ci obblighiamo irrevocabilmente nei confronti della menzionata società..., ad effettuare i seguenti adempimenti, con la consapevolezza che il mancato rispetto, in tutto o in parte, anche di uno soltanto di tali adempimenti darà facoltà a... (banca)... considerare la predetta società finanziata come decaduta dal beneficio del termine di cui all art c.c. e/o di avvalersi della risoluzione del contratto di finanziamento ai sensi e per gli effetti dell art C.C.: a reintegrare la suddetta Società... della differenza tra la «Riserva» per futuri aumenti di capitale sociale», riserva indisponibile risultante dal bilancio della... stessa, e, se inferiore, il totale delle quote di capitale rimborsate, relative al finanziamento concesso dal..., pagate semestralmente, dalla medesima per il rimborso rateale del capitale mutuato con il finanziamento succitato, mediante versamenti con valuta pari a quella di pagamento delle suddette semestralità. Tale reintegrazione dovrà essere adeguatamente documentata da ciascuno di noi a... entro 30 giorni da ogni versamento; a fare in modo che le somme come sopra da noi corrisposte alla suddetta società siano mantenute in una apposita «riserva versamento soci in conto futuri aumenti di capitale sociale» che dovrà rimanere indisponibile, anche in caso di cessione, in tutto o in parte, delle partecipazioni sociali fino alla completa estinzione del finanziamento e che sarà destinata, insieme alla «Riserva per futuri aumenti di capitale sociale», a coprire il summenzionato aumento del capitale sociale di Euro ,00; a far deliberare, entro e non oltre la scadenza de periodo di ammortamento del suindicato finanziamento, il predetto aumento di capitale, da effettuare al termine dell ammortamento del finanziamento medesimo mediante trasformazione in capitale delle somme già reintegrate ed accantonate nella summenzionata «riserva», salvo che si ritenga di procedere ad aumenti parziali di capitale, periodicamente per le quote via reintegrate ed accantonate nella «riserva» medesima; in caso di cessione, anche parziale, delle nostre partecipazioni sociali, a provvedere anche a cedere le nostre correlate quote della predetta «riserva versamento soci in conto futuri aumenti di capitale sociale» ed a fare, altresì, accettare e sottoscrivere dai cessionari un atto d obbligo di contenuto uguale al presente. Firme (autentica notarile) 28 Documenti analoghi
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