Source: http://www.tuttoambiente.it/sentenze-premium/acqua/?s_item=56cb94cb34617aeadff1e79b53f38354
Timestamp: 2018-12-16 12:19:17+00:00
Document Index: 34502716

Matched Legal Cases: ['art. 137', 'sentenza ', 'art. 113', 'art. 131', 'art. 137', 'sentenza ', 'sentenza ']

Cass. Pen. Sez. III 10/07/2018 n. 31389 - Quali sanzioni per la violazione della disciplina regionale? - Tuttoambiente.it
n. 31389
L’art. 137, comma 9 del D.L.vo 152\\2006 punisce, con le sanzioni stabilite dal primo comma, chiunque non ottempera alla disciplina dettata dalle regioni ai sensi dell'articolo 113, comma 3, il quale, a sua volta, prevede che le regioni disciplinino i casi in cui può essere richiesto che le acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne siano convogliate e opportunamente trattate in impianti di depurazione per particolari condizioni nelle quali, in relazione alle attività svolte, vi sia il rischio di dilavamento da superfici impermeabili scoperte di sostanze pericolose o di sostanze che creano pregiudizio per il raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici (nella specie, si trattava di un parcheggio a servizio di un’attività principale, ipotesi che la legge regionale prevedeva quale esenzione agli obblighi di installazione dei dispositivi di gestione delle acque di prima pioggia).
1. Il Tribunale di Forlì, con sentenza del 17 gennaio 2017 ha riconosciuto A.P. responsabile della contravvenzione di cui agli artt. 137, comma 9 d.lgs. 152\06 in relazione all'art. 113, comma 3 del medesimo decreto e lo ha condannato alla pena dell'ammenda per non aver provveduto a richiedere, quale legale rappresentante di una società consortile, l'autorizzazione all'ente competente per lo scarico di acque reflue di prima pioggia e/o di dilavamento nei modi e nei tempi fissati dalla deliberazione della giunta regionale dell'Emilia Romagna 14 febbraio 2005, n. 286 per una parte di un'area utilizzata come distributore carburanti, lavaggio automezzi, zona cambio olio, strade, stalli e deposito di materiali priva di trattamento delle acque meteoriche (in Cesena, accertato il 29/4/2015).
2.Con un primo motivo di ricorso osserva che il giudicante, dopo aver riportato testualmente quanto stabilito dalla lettera g) della deliberazione della giunta regionale dell'Emilia Romagna 14 febbraio 2005, n. 286, avrebbe omesso di considerare le relative eccezioni indicate nella medesima lettera g) pur nella consapevolezza che i mezzi presenti nell'area erano in condizioni di stallo o parcheggio, come dimostrato dalle risultanze dell'istruzione dibattimentale.
3.Con un secondo motivo di ricorso lamenta la mancata applicazione della causa di non punibilità di cui all'art. 131-bis cod. pen.
2.L’art. 137, comma 9 d.lgs. 152\06 punisce, con le sanzioni stabilite dal primo comma, chiunque non ottempera alla disciplina dettata dalle regioni ai sensi dell'articolo 113, comma 3, il quale, a sua volta, prevede che le regioni disciplinino i casi in cui può essere richiesto che le acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne siano convogliate e opportunamente trattate in impianti di depurazione per particolari condizioni nelle quali, in relazione alle attività svolte, vi sia il rischio di dilavamento da superfici impermeabili scoperte di sostanze pericolose o di sostanze che creano pregiudizio per il raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici.
3.Il Tribunale, dando atto della accertata destinazione dell'area a parcheggio, evidenzia come, a seguito di diffida da parte dell'amministrazione provinciale, conseguente all'accertamento secondo il quale si era ritenuto che dai mezzi collocati nell'area potessero liberarsi sostanze inquinanti nelle acque meteoriche, l'imputato avesse presentato un piano di gestione delle acque di prima pioggia, successivamente approvato.
Aggiunge il Tribunale che colui che aveva eseguito il sopralluogo, nel corso della sua deposizione testimoniale, aveva riferito di non aver potuto osservare, sul posto, l'esecuzione di attività diverse dal mero stallo e parcheggio di automezzi e, richiamato il contenuto della citata lettera g) della deliberazione della giunta regionale, pur dando atto della circostanza che l'area in questione fosse di fatto adibita soltanto ad area di solo parcheggio, ha testualmente aggiunto che la stessa "rileva tuttavia quale pertinenza di altre attività principali esercitate nel centro per l'autotrasporto di Cesena, di talché correttamente la Provincia ha richiesto un piano di gestione delle acque di prima pioggia, in conformità con le previsioni della DGR 286/05".
4.Ciò posto, osserva il Collegio che la sentenza impugnata, pur dando atto del contenuto della disposizione regionale considerata e, segnatamente, delle esenzioni in essa previste, nonché della dimostrata destinazione dell'area a mero stallo o parcheggio, perviene poi a conclusioni che con tale disposizioni risultano porsi in evidente contrasto, valorizzando una "destinazione a pertinenza di altre attività principali" dell'area in questione che non trova riscontro nelle precedenti affermazioni nelle quali detta area si assume essere destinata esclusivamente a parcheggio, circostanza, questa, che come osservato dal ricorrente, avrebbe comportato l'esenzione dagli obblighi ritenuti violati.
5.Si impone pertanto l'annullamento con rinvio della sentenza impugnata affinché il Tribunale possa rimediare al rilevato vizio motivazionale.