Source: http://www.rivistadirittosocietario.com/Osservatorio-sulla-Giurisprudenza-del-Tribunale-di-Milano-715
Timestamp: 2020-07-05 10:54:01+00:00
Document Index: 39048466

Matched Legal Cases: ['art. 2449', 'art. 97', 'art. 50', 'art. 2383', 'art. 2449', 'art. 2434', 'art. 670', 'art. 2291', 'art. 1362']

A cura di Rocco Antonini, Edoardo d’Ippolito, Marco Ferrari, Marcello Giuliano
PAROLE CHIAVE: società di capitali - bilancio - approvazione bilancio - società responsabilità limitata - trasformazione - società cooperative
TRIBUNALE DI MILANO (sezione specializzata in materia di impresa) 24 luglio 2019 – Riva Crugnola, Presidente e Relatore R.G. n. 11838/2017 – Sentenza n. 7450/2019
Società di capitali – Società per azioni – Società con partecipazione dello Stato o enti pubblici – Revoca degli amministratori – Impugnazione – Giurisdizione ordinaria
(Artt. 2383 e 2449 c.c.)
Società di capitali – Società per azioni – Società con partecipazione dello Stato o enti pubblici spoil system – Decadenza automatica degli amministratori – esclusione
Società di capitali – Società per azioni – Società con partecipazione dello Stato o enti pubblici – Revoca degli amministratori – Illegittimità – Risarcimento
(Artt. 97 Cost.; 2383 e 2449 c.c.; 50 T.U.E.L.)
In tema di società per azioni partecipata da ente locale, la revoca dell’ammi­ni­stratore di nomina pubblica, ai sensi dell’art. 2449 cod. civ., può essere da lui impugnata presso il giudice ordinario, non presso il giudice amministrativo, trattandosi di atto “uti socius”, non “jure imperii”, compiuto dall’ente pubblico a seguito della scelta di fondo per l’impiego del modello societario.
Una interpretazione costituzionalmente orientata (ex art. 97 Cost.) dell’art. 50 T.U.E.L., nonché delle ulteriori disposizioni normative o regolamentari, statali o regionali, impone di escludere l’automatica decadenza degli amministratori delle società partecipate dagli enti pubblici – al momento del rinnovo degli organi di indirizzo politico degli enti locali.
L’amministratore revocato dall’ente pubblico può chiedere al giudice solo la tutela risarcitoria per difetto di giusta causa, a norma dell’art. 2383 c.c., non anche la tutela per reintegrazione nella carica, in quanto l’art. 2449 c.c. assicura parità di status tra amministratori di nomina assembleare e amministratori di nomina pubblica. (ed’i)
TRIBUNALE DI MILANO (Sezione specializzata in materia di impresa) 12 settembre 2019 – Ricci, Relatore R.G. n. 28666/2016
Delibera di approvazione del bilancio di esercizio – Difetto dell’interesse ad agire – Invalidità del bilancio di esercizio
(Artt. 2377, 2423, 2423-bis e 2434-bis c.c.)
Non può applicarsi l’art. 2434-bis c.c. quando una delibera di approvazione del bilancio sia stata impugnata (nel caso di specie: con atto di citazione notificato) in data anteriore all’approvazione del bilancio relativo all’esercizio successivo a quello di riferimento del bilancio impugnato.
La norma richiamata risulta finalizzata ad attuare il principio generale dell’in­teresse ad agire, poiché una volta approvato il bilancio successivo, la rappresentazione della situazione economico patrimoniale della società data con il bilancio precedente ai soci ed ai terzi ha esaurito le sue potenzialità informative ed organizzative, e dunque anche le sue potenzialità decettive, dovendo invece i destinatari dell’informazione, per ogni valutazione e decisione organizzativa conseguente, far riferimento all’ultimo bilancio approvato.
Il difetto di interesse ad agire emerge però nel caso di impugnativa proposta “dopo” l’approvazione del bilancio relativo all’esercizio successivo. Il fatto poi che questo non sia stato impugnato, non determina alcuna carenza di interesse sopravvenuta, essendo tale fattispecie del tutto diversa da quella presa in considerazione dalla norma in esame. (ra)
TRIBUNALE DI MILANO (Sezione specializzata in materia di impresa) 27 settembre 2019 – Ricci, Relatore R.G. n. 32219/2019
S.r.l. – Cessione quote – Diritto di prelazione – Assegno bancario – Sequestro giudiziario
(Artt. 2468, 2469 c.c. e 670 c.p.c.)
Il sequestro giudiziario ex art. 670, n. 1, c.p.c. non è utilizzabile per evitare il pagamento della somma di denaro portata da un assegno bancario, in quanto costituisce uno strumento di cautela “tipico” finalizzato a garantire, in pendenza di un giudizio di merito in ordine alla sussistenza di un diritto in re o ad rem, l’effettivo conseguimento del bene vantato dal richiedente in caso di accertamento del relativo diritto (nel caso di specie, la ricorrente chiedeva il sequestro giudiziario di un assegno bancario consegnato, a titolo controverso, alla controparte in sede di stipula del contratto di cessione di quote di s.r.l. – poi non perfezionatasi a causa dell’esercizio di un diritto di prelazione da parte di uno degli altri soci della società, con dichiarazione contestata – fintantoché non fosse stata accertata l’effettiva sussistenza del diritto in capo alla stessa ricorrente di acquistare le quote). (ra)
TRIBUNALE DI MILANO (Sezione specializzata in materia di impresa) 8 ottobre 2019 – Mambriani, Presidente e Relatore R.G. n. 74996/2015
Bilancio – Danno da false comunicazioni sociali
(Artt. 1227, 2043 c.c.)
Qualora l’investitore abbia disinvestito prima della proposizione delle domande di accertamento della responsabilità extracontrattuale dell’emittente quotato e di condanna al risarcimento, fondate sulla prospettazione della falsità dei bilanci antecedenti alla scelta d’investimento e sulla circostanza che se avesse conosciuto le reali condizioni economico patrimoniali dell’emittente non avrebbe effettuato l’investimento stesso, il danno è quantificabile nella differenza tra il costo dell’in­ve­stimento e il ricavo ottenuto dal disinvestimento. (mf)
TRIBUNALE DI MILANO (sezione specializzata in materia di impresa) 25 ottobre 2019 – Mambriani Giudice Unico R.G. n. 10046/2018
Trasformazione omogenea atipica – Responsabilità per debiti pregressi dei soci illimitatamente responsabili – Obbligazioni solidali
(Artt. 2291, 2499 e ss. c.c.)
In caso di trasformazione di società in nome collettivo in società in accomandita semplice, i soci illimitatamente responsabili la cui responsabilità, per effetto della trasformazione, divenga limitata al valore della partecipazione, rispondono non solo illimitatamente dei debiti anteriori alla trasformazione, ma anche solidalmente dei medesimi ex art. 2291 c.c. I soci illimitatamente responsabili che abbiano pagato debiti sociali sorti prima della trasformazione (per effetto della quale la loro responsabilità è divenuta limitata) hanno diritto di regresso nei confronti dei soci che siano divenuti limitatamente responsabili per quanto pagato in percentuale eccedente la misura della loro partecipazione nella società oggetto di trasformazione. (mg)
TRIBUNALE DI MILANO (sezione specializzata in materia di impresa) 5 novembre 2019 – Simonetti Relatore – Riva Crugnola, Presidente R.G. n. 4404/2017– Sentenza n. 9949/2019
Società cooperative – Assegnazioni di immobili sociali – Presupposti per l’as­se­gnazione – Clausole statutarie di società cooperative – Invalidità delle delibere del consiglio di amministrazione – Interpretazione del contratto
(Artt. 2511 e 1362 c.c.)
Per il caso in cui lo statuto di una società cooperativa edilizia disponga che il socio decade dall’assegnazione di un alloggio se egli o altri membri della sua famiglia siano proprietari di un alloggio nella città dove è posta la sede della cooperativa, è invalida la deliberazione del CdA di revoca dell’assegnazione al socio già proprietario di un immobile non abitabile e nudo proprietario di un immobile in cui vive l’usufruttuario: ai sensi dell’art. 1362 c.c., infatti, il riferimento operato dallo statuto alla disponibilità di un “alloggio” va distinto da quello a un generico “immobile residenziale”, dovendosi nel primo caso valutare la possibilità effettiva per il socio, da un punto di vista giuridico e di fatto, di risiedervi e abitarvi (disponibilità che difettava nel caso di specie). (mg)