Source: https://renatodisa.com/2013/11/08/corte-di-cassazione-sezione-lavoro-sentenza-6-novembre-2013-n-24990-nel-caso-in-cui-sia-disposta-la-chiusura-di-un-settore-o-ramo-dazienda-tenuto-conto-che-ai-fini-dellapplicazione-dei-cri/
Timestamp: 2018-09-23 08:38:20+00:00
Document Index: 125119428

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Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 6 novembre 2013, n. 24990. Nel caso in cui sia disposta la chiusura di un settore o ramo d'azienda, tenuto conto che, ai fini dell'applicazione dei criteri di scelta dettati dall'art. 5 legge n. 223/91, la comparazione dei lavoratori da avviare alla mobilità può essere effettuata avendo riguardo soltanto ai lavoratori addetti al settore o al ramo interessato dalla chiusura o dalla ristrutturazione e non a quelli addetti all'intero complesso organizzativo e produttivo, qualora si accerti che queste riguardino effettivamente in via esclusiva detto settore o ramo d'azienda ed esauriscano in tale ambito i loro effetti, dovendosi giudicare della completezza delle informazioni esclusivamente sotto il profilo funzionale di consentire il controllo sindacale sulla effettività della scelta di cessare l'attività, insindacabile nel merito - Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 6 novembre 2013, n. 24990. Nel caso in cui sia disposta la chiusura di un settore o ramo d’azienda, tenuto conto che, ai fini dell’applicazione dei criteri di scelta dettati dall’art. 5 legge n. 223/91, la comparazione dei lavoratori da avviare alla mobilità può essere effettuata avendo riguardo soltanto ai lavoratori addetti al settore o al ramo interessato dalla chiusura o dalla ristrutturazione e non a quelli addetti all’intero complesso organizzativo e produttivo, qualora si accerti che queste riguardino effettivamente in via esclusiva detto settore o ramo d’azienda ed esauriscano in tale ambito i loro effetti, dovendosi giudicare della completezza delle informazioni esclusivamente sotto il profilo funzionale di consentire il controllo sindacale sulla effettività della scelta di cessare l’attività, insindacabile nel merito
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sentenza 6 novembre 2013, n. 24990
– l’appellante non aveva specificamente censurato le osservazioni del primo Giudice circa la sua legittima adibizione, per circa un anno e sino al momento della sua soppressione, al reparto cucina; inoltre, con riferimento alla categoria di appartenenza, prevedente espressamente tra le mansioni di riferimento quelle di pulizia, che costituivano l’attività prevalente del M. , non poteva ritenersi che fosse più qualificante svolgere tali mansioni in altri reparti, tanto più che l’interessato non aveva avuto nulla da obiettare in ordine al suo trasferimento presso il reparto cucina;
– in ordine alla riassunzione, la Società aveva chiaramente esplicitato i punteggi assegnati ai vari licenziati e gli stessi non avevano formato oggetto di specifiche censure da parte del M. ;
Ed invero la giurisprudenza di questa Corte ha già avuto modo di precisare che in tema di collocamento in mobilità e di licenziamenti collettivi, di cui alla legge n. 223/91, con accordo sindacale possono essere determinati criteri di scelta dei lavoratori diversi da quelli stabiliti per legge e, in particolare, può anche attribuirsi rilievo soltanto alle esigenze tecnico – produttive ed organizzative del complesso aziendale, sempre che venga rispettato il principio di non discriminazione tra i lavoratori e quello della razionalità delle regole pattuite (cfr, Cass., n. 9153/2003; cfr, altresì, ex plurimis, Cass., nn. 11886/2006;2429/2012).
La Corte rigetta il ricorso e condanna la parte ricorrente alla rifusione delle spese, da distrarsi a favore del difensore avv. Davide Gallotti e che liquida in Euro 2.550,00 (duemilacinquecentocinquanta), di cui Euro 2.500,00 (duemilacinquecento) per compenso, oltre accessori come per legge.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2013-11-11T12:59:38+00:008 novembre 2013|Cassazione civile 2013, Corte di Cassazione, Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale, Sentenze - Ordinanze, Societario|0 Commenti