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Timestamp: 2018-12-16 08:06:28+00:00
Document Index: 160215211

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 22', 'art. 817', 'art. 1', 'sentenza ']

Decreto Fiscale, via libera della Camera
23 Maggio 2018 | di Jacopo Lorenzi
Il presente intervento ha lo scopo di analizzare le novità normative introdotte con la Legge di bilancio 2018 in tema di tassazione patrimoniale dei beni immobili ubicati in prossimità dei porti i quali, a determinate condizioni, possono essere accatastati nel gruppo E quali beni esenti da IMU e TASI.
17 Maggio 2018 | di Mario Cavallaro
Come noto, uno dei pilastri del nostro sistema giudiziario è la radicale differenziazione dal sistema del c.d. common law, nel quale il precedente giurisprudenziale può divenire fonte di diritto. Nel diritto nazionale il precedente, ancorché autorevole ed avente il rango di pronuncia di legittimità, opera come elemento di indirizzo, appunto come “diritto vivente”, senza attingere tuttavia a natura ed effetti di fonte del diritto.
09 Maggio 2018 | di Saverio Capolupo
La legge delega, nel prevedere l’obbligatorietà dell’installazione del POS e l’obbligo di accettare in pagamento carte di debito e carte di credito, demanda al Governo l’individuazione della sanzione applicabile. Tale soluzione non è praticabile in quanto in palese contrasto con il principio di legalità di cui all’art. 23 della Costituzione, ripreso per le sanzioni amministrative, dall’art. 1 della Legge n. 689/1981. È necessario, pertanto, un intervento urgente sulla norma primaria per evitare che si resti sul piano dei meri annunci con evidente premio per gli evasori ma anche con innegabili riflessi negativi nella lotta al riciclaggio ed al contrasto al finanziamento al terrorismo internazionale. Fino a quanto non si verificherà tale intervento non sarà possibile irrogare alcuna sanzione.
L'interpello sui nuovi investimenti
03 Maggio 2018 | di Francesco Pistolesi
Con l'interpello sui nuovi investimenti non si assiste al debutto di un nuovo genere di istanza diretta al Fisco e volta a chiarire i dubbi del contribuente. La peculiarità di questo istituto è rappresentata dalla funzione catalizzatrice assolta dall'investimento, che consente di cumulare in un'unica domanda i diversi tipi di interpello ammessi nel nostro ordinamento e permette altresì un accesso agevolato alla procedura di adempimento collaborativo. La relativa disciplina conferma i lineamenti qualificanti del regime generale degli interpelli, presentando al contempo alcune significative novità (quali quelle sulla ricordata portata attrattiva del progetto d'investimento, sulle interlocuzioni e sugli accessi concordati nel corso del procedimento e sull'esclusione del ripensamento dell'Agenzia delle Entrate) che potranno forse trovare successivi sviluppi anche al di là dell'assetto proprio degli interpelli.
24 Aprile 2018 | di Mario Cavallaro
In tema di spese del giudizio tributario, la Corte Costituzionale si è pronunciata con la sentenza n. 77 dello scorso 19 aprile, allargando le maglie delle eccezioni alla regola generale per cui è il soccombente a pagare le spese. Un ritorno alla tecnica normativa della clausola generale delle «gravi ed eccezionali ragioni» che permettono al giudice di valutare e alleggerire la posizione di chi perde, esonerandolo dal rimborsare le spese legali al vincitore.
17 Aprile 2018 | di Saverio Capolupo
"Uno dei punti di maggiore criticità per l’applicazione degli ISAF, anche di legittimità costituzionale, è certamente costituito dall'attribuzione del voto cui conseguono rilevanti effetti di carattere sostanziale e procedimentale. Il provvedimento di attuazione, oltre ad approvare gli ISAF, amplia la categoria dei contribuenti esclusi e indica i riferimenti normativi relativi alla determinazione dei ricavi e compensi. Chiarisce, inoltre, che l’attribuzione del voto è affidata ad un programma informatico elaborato dall'Agenzia delle Entrate il quale segnala anche il punteggio relativo agli indicatori elementari tesi a verificare la normalità e la coerenza della gestione aziendale o professionale. Sono state specificate anche le modalità di ravvedimento per le quali permangono dubbi di carattere sperequativo tra i contribuenti. Incomprensibile la mancata debenza degli interessi sulle maggior imposte dovute a seguito del ravvedimento”.
Ultime sentenze delle Commissioni Tributarie: negata la libertà di scelta della modalità telematica
11 Aprile 2018 | di Aurelio Parente
Alcune recenti sentenze hanno stabilito che l'opzione telematica per la costituzione in giudizio è vincolata sia alla scelta fatta nel primo grado che a quella della parte ricorrente, in tal senso interpretando gli artt. 2, 9 e 10, d.m. 23 dicembre 2013, n. 163. Altre hanno invece ribadito che se la parte disconosce la conformità all'originale del documento informatico, privo di firma digitale, utilizzato per la notifica dell'atto impugnato, quest'ultima deve essere dichiarata nulla, nel rispetto delle regole di cui all'art. 22 e ss., D.Lgs. n. 82/2005.
La tassazione della plusvalenza realizzata mediante cessione d'azienda verso costituzione di rendita vitalizia
10 Aprile 2018 | di Simone Marzo
Cass. civ., sez. trib., 14 febbraio 2018, n. 3518
La cessione d'azienda in cambio della costituzione di una rendita vitalizia dà luogo alla realizzazione di una plusvalenza imponibile in capo al cedente poiché costituisce un trasferimento a titolo oneroso, mentre l'aleatorietà connaturata a tale fattispecie non impedisce di attribuire alla prestazione corrispettiva (la rendita vitalizia) un valore economico oggettivamente determinabile, ricorrendo a tal fine i criteri attuariali, peraltro recepiti anche dall'ordinamento tributario, seppure ai fini dell'imposizione indiretta.
Pertinenze: rilievo civilistico e tributario ai fini ICI
03 Aprile 2018 | di Domenico Chindemi
La definizione civilistica di pertinenza è fornita, in via generale, dall'art. 817 c.c., secondo cui "sono pertinenze le cose destinate in modo durevole al servizio o ad ornamento di un'altra cosa". Sussistono diversità di valutazione e di presupposti tra istituti civilistici e tributari dovuti alla specificità ed ai principi propri del diritto tributario che ne modificano gli elementi di individuazione. Di seguito l'Autore - Dott. Domenico Chindemi - effettua una disamina accurata sulla diversa valutazione della pertinenza in campo civilistico e tributario.
Il regime di esenzione dall'IMU agricola non viola il principio di riserva di legge
29 Marzo 2018 | di Nicola Mario Condemi
Non è costituzionalmente illegittimo il regime di esenzione dall'IMU dettato per i terreni agricoli collocati nel territorio dei Comuni classificati totalmente o parzialmente montani nell'elenco tenuto dall'ISTAT, regime in vigore negli anni 2014-2015 e ormai abrogato per dall'art. 1, comma 13, L. n. 208/2015. Lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza n. 17/2018, ritenendo in parte infondate e in parte inammissibili le questioni di legittimità costituzionale proposte dalla Regione autonoma Sardegna – che lamentava, oltre alla lesione delle proprie competenze, la violazione di parametri non competenziali – nonché dal Tar del Lazio, per il mancato rispetto del principio di riserva di legge in materia tributaria.