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Timestamp: 2019-04-21 23:02:10+00:00
Document Index: 19894368

Matched Legal Cases: ['art. 53', 'art. 53', 'art. 53', 'DTF ', 'sentenza ', 'DTF ', 'art. 53', 'art. 116', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 292', 'art. 81', 'sentenza ', 'art. 292']

6B_841/2010 - 2011-07-18 - Straftaten - Incitazione all'entrata, alla partenza o al soggiorno illegali; ripetuta disobbedienza a decisioni dell'autorità
2.3 A mente del ricorrente, gerente di un esercizio pubblico può essere esclusivamente la persona che ha conseguito il certificato di capacità e che dunque detiene la responsabilità nei confronti dell'Ufficio permessi. Quel che risulta dalla patente rilasciatagli non è determinante, piuttosto lo è quanto riportato dal testo della stessa Les pubb/TI. Il solo fatto che la patente identifica nell'insorgente il "gerente" dell'affittacamere non sopperisce infatti all'assenza di certificato di capacità. Se, come sostiene la CCRP, la legge cantonale intende istituire un dovere di garante in capo al gerente, è perché il gerente dispone di un certificato di capacità ottenuto dopo essere stato istruito e aver imparato ad affrontare le problematiche identificate nell'art. 53 Les pubb/TI, ciò che comporta un dovere accresciuto. Tale dovere non può però gravare la persona priva di certificato di capacità e dunque senza un'adeguata istruzione sui doveri di responsabile di un esercizio pubblico. Quanto poi alle dichiarazioni rilasciate alla Polizia, il ricorrente ha affermato di occuparsi di mansioni che normalmente competono a un gerente. Di conseguenza, egli non si reputa un gerente, bensì una persona che ne svolge le mansioni, sotto la
direzione della società gestrice che detiene il reale potere decisionale. A differenza di un gerente, l'insorgente non dispone quindi di alcun potere decisionale. In quanto dipendente della D.________SA, è soggetto alle istruzioni della datrice di lavoro e deve rispondere alla stessa della sua attività. Non poteva dunque decidere autonomamente di non accettare delle ospiti nelle stanze. Non è dunque corretto ritenere, come invece ha fatto la CCRP, che l'insorgente fosse libero di gestire le stanze come meglio preferiva. Il riconoscimento del ruolo di gerente del ricorrente da parte della CCRP procederebbe da un'interpretazione estensiva e conseguentemente incostituzionale dell'art. 53 Les pubb/TI. Non potendo essere definito gerente, il ricorrente non ricopre neppure il ruolo di garante e non può dunque venirgli rimproverata nessuna omissione impropria.
2.4 Occorre in concreto esaminare se il termine "gerente" dell'art. 53 Les pubb/TI si riferisce unicamente alle persone titolari di un certificato di capacità, come sostiene il ricorrente, oppure comprende anche le persone che svolgono i compiti di gerenza senza disporre del suddetto certificato, come invece ritenuto dalla CCRP. Trattandosi di una legge cantonale, il Tribunale federale esamina l'interpretazione che ne è data dalle autorità cantonali sotto il ristretto profilo dell'arbitrio (sulla nozione di arbitrio v. DTF 135 V 2 consid. 1.3 pag. 4, con rinvii), anche quando viene invocata la violazione del principio della legalità (v. sentenza 6B_1006/2008 del 5 marzo 2009 consid. 3.1). Il Tribunale federale non deve stabilire quale sarebbe l'interpretazione corretta della disposizione in questione, ma deve limitarsi a decidere se l'interpretazione attribuitale dall'autorità cantonale sia sostenibile. Sicché, a prescindere dall'esistenza di altre soluzioni difendibili o persino preferibili, il Tribunale federale si attiene all'interpretazione fornita dall'autorità cantonale nella misura in cui non risulta insostenibile, irragionevole o manifestamente contraria al senso e allo scopo perseguito dalla disposizione o dalla normativa
in esame (DTF 136 I 316 consid. 2.2.2; 134 II 124 consid. 4.1).
Orbene, nel caso concreto le autorità cantonali hanno accertato che l'insorgente sapeva o doveva comunque presumere che le donne a cui affittava le camere non soggiornavano quali turiste, ma esercitavano un'attività lucrativa illegale in quanto non autorizzate a lavorare in Svizzera. In virtù della sua posizione di garante sgorgante dagli art. 53 Les pubb/TI e 89 Res pubb/TI, egli era tenuto a segnalare immediatamente alla polizia situazioni irregolari legate all'attività dell'esercizio pubblico di cui era gerente. Sotto questo profilo, la semplice notifica di soggiorni turistici di straniere che in realtà non soggiornavano a tale scopo non adempie tale obbligo legale e non consente di negare la realizzazione della fattispecie di cui all'art. 116 cpv. 1 lett. a LStr. Come giustamente osservato dalla CCRP - sulle cui motivazioni il ricorso non spende una parola - la trasmissione alla polizia locale di semplici notifiche di soggiorni turistici non fornisce alcuna informazione utile per l'accertamento di un'attività lucrativa abusiva, né agevola la pronuncia o l'esecuzione di una decisione da parte di un'autorità nei confronti di uno straniero in posizione irregolare. Anzi, chi notifica semplici soggiorni turistici, sapendo o dovendo
presumere che il soggiorno dello straniero da lui notificato è illegale a motivo dell'attività lucrativa da questi esercitata senza permesso, protrae l'inganno - già messo in atto dallo straniero ai danni dell'amministrazione al momento dell'ottenimento del visto per turisti - nei confronti della polizia locale sulle ragioni e pertanto sulla natura stessa del soggiorno (v. sentenza impugnata pag. 14). La censura va quindi respinta in quanto infondata.
5.1 Occorre innanzitutto chiedersi se il ricorrente sia legittimato a sollevare tale censura. Il dispositivo della sentenza impugnata, che riforma quello della decisione di prima istanza, riconosce infatti l'insorgente unicamente "autore colpevole di incitazione al soggiorno illegale per i fatti descritti nel decreto d'accusa n. 1417/2009 del 23 marzo 2009 ad eccezione dei fatti del 18 febbraio 2009 per i quali è prosciolto dalla relativa imputazione" (punto 1 del dispositivo). Sebbene nei suoi considerandi la CCRP abbia confermato la condanna del ricorrente per il reato di cui all'art. 292 CP, ha omesso di menzionarla nel dispositivo della sua pronunzia. Si può quindi dubitare che il ricorrente disponga di un interesse giuridicamente protetto (v. art. 81 cpv. 1 lett. b LTF) a criticare soltanto i motivi della sentenza cantonale concernenti la contestata infrazione che non figura nel dispositivo. È pur vero che, nel valutare la colpa dell'insorgente per commisurare la sua pena, è stato tenuto conto dei due capi d'imputazione di cui è stato riconosciuto autore colpevole in prima istanza. In questa sede tuttavia la pena non viene censurata. La questione della legittimazione del ricorrente - che non spiega quale interesse
giuridicamente protetto avrebbe nel formulare censure di violazione dell'art. 292 CP - può essere lasciata irrisolta, perché in ogni caso il gravame è volto all'insuccesso in considerazione di quanto segue.
Entscheid : 6B_841/2010
Datum : 18. Juli 2011
Regeste : Incitazione all'entrata, alla partenza o al soggiorno illegali; ripetuta disobbedienza a decisioni dell'autorità
beschwerdeführer • questio • geschädigter • illegaler aufenthalt • bundesgericht • tourist • gemeinderat • garantenstellung • kantonale behörde • erwerbstätigkeit • aufgabenteilung • entscheid • schlepper • prostitution • kantonsgericht • strafrecht • examinator • probezeit • entscheidungsbefugnis • parteientschädigung
112-IA-107 • 119-IV-238 • 127-IV-27 • 129-IV-246 • 129-IV-49 • 130-IV-77 • 134-II-124 • 135-V-2 • 136-I-316 • 136-II-101
1C_449/2008 • 6B_1006/2008 • 6B_584/2010 • 6B_841/2010
AuG: 116
BGG: 66, 81, 97, 109
StGB: 1, 292
2002/3447