Source: http://docplayer.it/13972553-Contratto-a-tutele-crescenti-e-licenziamenti.html
Timestamp: 2019-01-21 20:29:28+00:00
Document Index: 34423367

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 18', 'art. 2', 'art. 54', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 18', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 2113', 'art. 82', 'art. 410', 'art. 412', 'art. 412', 'art. 76', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 414', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 18', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 54', 'art. 7', 'art. 8']

contratto a tutele crescenti e licenziamenti - PDF
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Orazio Annibale Salvatori
1 16/02/15 contratto a tutele crescenti e licenziamenti 13 febbraio 2015 relatore: sarah barutti CONTRATTO A TUTELE CRESCENTI Il 24 dicembre 2014 il Consiglio dei Ministri ha approvato uno schema di decreto attuativo della legge delega al Governo in materia di CONTRATTO DI LAVORO A TEMPO INDETERMINATO A TUTELE CRESCENTI, in attuazione della l. 10 dicembre 2014, n. 183 (c.d. Jobs Act). CAMPO DI APPLICAZIONE (art. 1) Le nuove disposizioni saranno applicate ai lavoratori che rivestono la qualifica di operai, impiegati o quadri, assunti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto. Nel caso in cui il datore di lavoro, in conseguenza di assunzioni a tempo indeterminato avvenute successivamente all entrata in vigore del decreto, integri il requisito occupazionale di cui all art. 18, comma 8 e 9, l. 300/1970, il licenziamento dei lavoratori, anche se assunti precedentemente a tale data, è disciplinato dalle disposizioni del decreto. Pertanto, qualora le piccole imprese superino, in conseguenza di nuove assunzioni, la soglia per l applicazione della tutela obbligatoria, la nuova disciplina varrà, oltre che per i nuovi assunti, anche per coloro che oggi sono già in organico all entrata in vigore del decreto. 1
2 ART. 18 ST. LAV.: A CHI SI APPLICA? REQUISITI DIMENSIONALI (ART. 18, COMMI 8 E 9, L. 300/1970) Attualmente le regole sulla tutela reale, ad eccezione delle tutele contro il licenziamento discriminatorio, si applicano al datore di lavoro, imprenditore o non imprenditore, che: in ciascuna sede, stabilimento, filiale, ufficio o reparto autonomo nel quale ha avuto luogo il licenziamento occupa alle sue dipendenze più di quindici lavoratori o più di cinque se si tratta di imprenditore agricolo; nell'ambito dello stesso comune occupa più di quindici dipendenti e all'impresa agricola che nel medesimo ambito territoriale occupa più di cinque dipendenti, anche se ciascuna unità produttiva, singolarmente considerata, non raggiunge tali limiti; occupa più di sessanta dipendenti. CASO. Azienda con 3 stabilimenti ubicati in tre diverse località con le seguenti caratteristiche: stabilimento A: headquarter, comune di Padova, dipendenti occupati: 6; stabilimento B: magazzino merci, comune di Venezia, dipendenti occupati: 14; stabilimento C: produzione merci, comune di Padova, dipendenti occupati: 25. Quale tutela applicare nelle diverse unità produttive? Quale tutela si applicherà alle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dalla data di entrata in vigore del decreto attuativo? Quali saranno le conseguenze per i lavoratori oggi già occupati presso le diverse unità produttive? DATI SULLE AZIENDE STIMA DELLE IMPRESE PER NUMERO DI DIPENDENTI NUMERO DIPENDENTI NUMERO DI IMPRESE (su un totale di ) INCIDENZA PERCENTUALE < 15 dipendenti % > 15 dipendenti ,0% STIMA DEI LAVORATORI DIPENDENTI OCCUPATI DIMENSIONE IMPRESE NUMERO DIPENDENTI INCIDENZA PERCENTUALE DEI DIPENDENTI SUL TOTALE < 15 dipendenti ,52 > 15 dipendenti ,47 TOTALE
3 LICENZIAMENTO DISCRIMINATORIO (1) LICENZIAMENTO DISCRIMINATORIO, NULLO E INTIMATO IN FORMA ORALE (art. 2) Il giudice, con la pronuncia con la quale dichiara la nullità del licenziamento perché discriminatorio ovvero riconducibile agli altri casi di nullità espressamente previsti dalla legge: ordina al datore di lavoro, imprenditore o non imprenditore, la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro, indipendentemente dal motivo formalmente addotto; il giudice condanna altresì il datore di lavoro al risarcimento del danno subito dal lavoratore per il licenziamento di cui sia stata accertata la nullità e l inefficacia, stabilendo a tal fine un'indennità commisurata all'ultima retribuzione globale di fatto maturata dal giorno del licenziamento sino a quello dell'effettiva reintegrazione, dedotto quanto percepito, nel periodo di estromissione, per lo svolgimento di altre attività lavorative. In ogni caso la misura del risarcimento non potrà essere inferiore a cinque mensilità della retribuzione globale di fatto. Il datore di lavoro è condannato, altresì, per il medesimo periodo, al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali. Fermo restando il diritto al risarcimento del danno, al lavoratore è data la facoltà di chiedere al datore di lavoro, in sostituzione della reintegrazione nel posto di lavoro, un'indennità pari a quindici mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto, la cui richiesta determina la risoluzione del rapporto di lavoro, e che non è assoggettata a contribuzione previdenziale. La richiesta dell'indennità deve essere effettuata entro trenta giorni dalla comunicazione del deposito della pronuncia o dall'invito del datore di lavoro a riprendere servizio, se anteriore alla predetta comunicazione. LICENZIAMENTO DISCRIMINATORIO (2) intimato in concomitanza col matrimonio (ossia intimato nel periodo che decorre dalla richiesta della pubblicazione civile di matrimonio fino a un anno dopo l avvenuta celebrazione) in violazione dei divieti di licenziamento di cui all art. 54, commi 1, 6, 7 e 9, TU di tutela e sostegno della maternità e della paternità riconducibile ad altri casi di nullità previsti dalla legge o determinato da un motivo illecito determinante ai sensi dell art c.c. intimato in forma orale reintegro, che può essere sostituito, su scelta del lavoratore, con una indennità di 15 mensilità risarcimento del danno nella misura delle retribuzioni perdute, dedotto quanto percepito, con un minimo di 5 mensilità versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dal giorno del licenziamento fino a quello della effettiva reintegrazione, con aggravio delle sanzioni civili reintegro, che può essere sostituito, su scelta del lavoratore, con una indennità di 15 mensilità risarcimento del danno nella misura delle retribuzioni perdute, dedotto quanto percepito, con un minimo di 5 mensilità versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dal giorno del licenziamento fino a quello della effettiva reintegrazione, con aggravio delle sanzioni civili 3
4 LICENZIAMENTO PER RAGIONI ECONOMICHE (1) LICENZIAMENTO PER GIUSTIFICATO MOTIVO OGGETTIVO (art. 3) Nei casi di licenziamenti economici è esclusa la possibilità del reintegro del lavoratore, prevedendo un indennizzo economico certo e crescente con l'anzianità di servizio. In particolare, l art. 3 del decreto attuativo, prevede che nei casi in cui risulta accertato che non ricorrono gli estremi del licenziamento per giustificato motivo oggettivo, il giudice: dichiara estinto il rapporto di lavoro alla data del licenziamento, e condanna il datore di lavoro al pagamento di un'indennità non assoggettata a contribuzione previdenziale di importo pari a 2 mensilità dell ultima retribuzione globale di fatto per ogni anno di servizio, in misura comunque non inferiore a 4 e non superiore a 24 mensilità. PROCEDURA DI FRONTE ALLA DTL (art. 3) Al licenziamento dei lavoratori a cui si applicano le disposizioni del decreto attuativo non trova applicazione l art. 7 l. 604/1966. VIZI FORMALI E PROCEDURALI (art. 4) Il decreto modifica anche le sanzioni indennitarie introdotte dalla l. 92/2012 per il licenziamento affetto da vizi formali (violazione dei requisiti di motivazione del licenziamento). In tali ipotesi il datore di lavoro dovrà corrispondere al dipendente un indennità crescente di importo pari a 1 mensilità per ogni anno di servizio, con un minimo di due e un massimo di 12 mensilità. LICENZIAMENTO PER RAGIONI ECONOMICHE (3) ANZIANITA DI SERVIZIO TUTELA ART. 3 DECRETO ATTUATIVO LICENZIAMENTO ILLEGITTIMO TUTELA ART. 4 DECRETO ATTUATIVO VIZI FORMALI 1 4 mensilità 2 mensilità 2 4 mensilità 2 mensilità 3 6 mensilità 3 mensilità 4 8 mensilità 4 mensilità 5 10 mensilità 5 mensilità 6 12 mensilità 6 mensilità 7 14 mensilità 7 mensilità 8 16 mensilità 8 mensilità 9 18 mensilità 9 mensilità mensilità 10 mensilità mensilità 11 mensilità mensilità 12 mensilità oltre mensilità 12 mensilità 4
5 LICENZIAMENTO PER RAGIONI ECONOMICHE (2) fatto posto a base del licenziamento manifestamente insussistente risarcimento massimo di 12 mensilità; reintegro, che può essere sostituito, su scelta del lavoratore, con una indennità di 15 mensilità; versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, senza pagamento sanzioni civili ma solamente degli interessi legali indennità risarcitoria pari a due mensilità per ogni anno di anzianità compresa tra un minimo di 4 e un massimo di 24 mensilità altre ipotesi in cui accerta che non ricorrono gli estremi del giustificato motivo economico (es. violazione dell obbligo di repechage) pagamento di una indennità tra 12 e 24 mensilità senza reintegro indennità risarcitoria pari a due mensilità per ogni anno di anzianità compresa tra un minimo di 4 e un massimo di 24 mensilità violazione del requisito di motivazione e della procedura di comunicazione preventiva indennità risarcitoria onnicomprensiva determinata tra un minimo di 6 e un massimo di 12 mensilità indennità risarcitoria pari ad una mensilità per ogni anno di anzianità compresa tra un minimo di 2 e un massimo di 12 mensilità LICENZIAMENTO PER RAGIONI ECONOMICHE: ESEMPI IPOTESI RAL del lavoratore pari a 40k, aliquota contributiva pari al 38%; anzianità di servizio pari a 7 anni. Sentenza di primo grado dopo 1,5 anni dal licenziamento. ESEMPIO 1 Licenziamento per ragioni oggettive ritenuto illegittimo per mancato rispetto dell obbligo di repechage. Rischio di causa pari al risarcimento del danno da 12 a 24 mensilità Indennità da un minimo di 40k a un massimo di 80k EX DECRETO ATTUATIVO Indennità pari a 46,6 k (14 mensilità) ESEMPIO 2 Licenziamento per ragioni oggettive ritenuto illegittimo per insussistenza delle ragioni poste alla base del licenziamento. Risarcimento del danno Reintegra Regolarizzazione contributiva fino alla data di reintegra Rischio di causa Retribuzioni perse nella misura massima di 12 mensilità, con incidenza sugli istituti contrattuali differiti: 43,33k Indennità sostitutiva della reintegra pari a 15 mensilità: 50k Contributi pari a 22,8 k (60k per aliquota del 38%) k pari a 35 mensilità EX DECRETO ATTUATIVO Indennità pari a 46,6 k (14 mensilità) jobs training 5
6 LICENZIAMENTI COLLETTIVI In caso di licenziamento collettivo ai sensi degli artt. 4 e 24 l. 223/1991 intimato senza l osservanza della forma scritta, si applica il regime sanzionatorio di cui all art. 2 del decreto attuativo. In caso di violazione delle procedure richiamate all art. 4, comma 12, o dei criteri di scelta di cui all art. 5, comma 1, l. 223/1991, si applica il regime di cui all'art. 3, comma 1. violazione dei criteri di scelta di cui all art. 5, comma 1, l. 223/1991 reintegro, che può essere sostituito, su scelta del lavoratore, con una indennità di 15 mensilità; risarcimento massimo di 12 mensilità; versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, senza pagamento sanzioni civili ma solamente degli interessi legali indennità risarcitoria pari a due mensilità per ogni anno di anzianità compresa tra un minimo di 4 e un massimo di 24 mensilità violazione della procedura di cui all art. 4, comma 12, l. 223/1991 pagamento di una indennità tra 12 e 24 mensilità senza reintegro indennità risarcitoria pari a due mensilità per ogni anno di anzianità compresa tra un minimo di 4 e un massimo di 24 mensilità LICENZIAMENTI COLLETTIVI: ESEMPI IPOTESI Tizio assunto il a tempo indeterminato. RAL del lavoratore pari a 60k, aliquota contributiva pari al 41%; anzianità di servizio pari a 10 anni. Caio assunto il a tempo indeterminato. RAL del lavoratore pari a 60k, aliquota contributiva pari al 41%; anzianità di servizio pari a 6 anni. L azienda ha violato i criteri di scelta licenziando Tizio e Caio, mentre rispettando i criteri ex art. 5 l 223/91 doveva recedere dal rapporto con Mevio e Sempronio. Sentenza di primo grado dopo 2 anni dal licenziamento. CALCOLO RISCHIO CAUSA SOGGETTO DISCIPLINA APPLICABILE RISCHIO CAUSA TIZIO CAIO risarcimento massimo di 12 mensilità; reintegro, che può essere sostituito, su scelta del lavoratore, con una indennità di 15 mensilità; versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, senza pagamento sanzioni civili ma solamente degli interessi legali EX DECRETO ATTUATIVO indennità risarcitoria pari a due mensilità per ogni anno di anzianità compresa tra un minimo di 4 e un massimo di 24 mensilità Risarcimento danno 12 mensilità: 65k Indennità sostitutiva della reintegra pari a 15 mensilità: 75k Regolarizzazione contributiva fino alla data di reintegra: contributi pari a 49,2 k (120k per aliquota del 41%) Rischio causa complessivo: 189,2 k Risarcimento danno pari a 12 mensilità: 60k jobs training 6
7 LICENZIAMENTO DISCIPLINARE (1) LICENZIAMENTO PER GIUSTIFICATO MOTIVO SOGGETTIVO E GIUSTA CAUSA (art. 3) Nei casi in cui risulta accertato che non ricorrono gli estremi del licenziamento per giustificato motivo soggettivo o giusta causa, il giudice: dichiara estinto il rapporto di lavoro alla data del licenziamento, e condanna il datore di lavoro al pagamento di un'indennità non assoggettata a contribuzione previdenziale di importo pari a 2 mensilità dell ultima retribuzione globale di fatto per ogni anno di servizio, in misura comunque non inferiore a 4 e non superiore a 24 mensilità. Esclusivamente nelle ipotesi di licenziamento per giustificato motivo soggettivo o per giusta causa in cui sia direttamente dimostrata in giudizio l'insussistenza del fatto materiale contestato al lavoratore, rispetto alla quale resta estranea ogni valutazione circa la sproporzione del licenziamento, il giudice annulla il licenziamento e condanna il datore di lavoro alla reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro e al pagamento di un'indennità risarcitoria commisurata all'ultima retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento fino a quello dell'effettiva reintegrazione, dedotto quanto il lavoratore abbia percepito per lo svolgimento di altre attività lavorative, nonché quanto avrebbe potuto percepire accettando una congrua offerta di lavoro. In ogni caso la misura dell'indennità risarcitoria relativa al periodo antecedente alla pronuncia di reintegrazione non può essere superiore a 12 mensilità. Il datore di lavoro è condannato, altresì, al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dal giorno del licenziamento fino a quello dell effettiva reintegrazione. VIZI FORMALI E PROCEDURALI (art. 4) Il decreto modifica le sanzioni indennitarie introdotte dalla l. 92/2012 per il licenziamento affetto da vizi procedurali (violazione della procedura di cui all art. 7 l. 300/1970). In tali ipotesi il datore di lavoro dovrà corrispondere al dipendente un indennità crescente di importo pari a 1 mensilità per ogni anno di servizio, con un minimo di 2 e un massimo di 12 mensilità, a meno che accerti la sussistenza dei presupposti per l applicazione delle tutele di cui agli artt. 2 e 3. LICENZIAMENTO DISCIPLINARE (2) insussistenza del fatto materiale contestato il fatto rientra tra le condotte punibili con una sanzione conservativa sulla base delle previsioni dei contratti collettivi ovvero dei codici disciplinari applicabili reintegro, che può essere sostituito, su scelta del lavoratore, con una indennità di 15 mensilità; risarcimento massimo di 12 mensilità; versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, senza pagamento sanzioni civili ma solamente degli interessi legali reintegro, che può essere sostituito, su scelta del lavoratore, con una indennità di 15 mensilità; risarcimento massimo di 12 mensilità; versamento dei contributi previdenziali e assistenziali indennità risarcitoria pari a due mensilità per ogni anno di anzianità compresa tra un minimo di 4 e un massimo di 24 mensilità 7
8 LICENZIAMENTO DISCIPLINARE (3) nelle altre ipotesi in cui si accerta che non ricorrono gli estremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa pagamento di un indennità risarcitoria onnicomprensiva determinata tra un minimo di 12 e un massimo di 24 mensilità indennità risarcitoria pari a due mensilità per ogni anno di anzianità compresa tra un minimo di 4 e un massimo di 24 mensilità violazione della procedura disciplinare di cui all art. 7 l. 300/1970 pagamento di un indennità risarcitoria onnicomprensiva determinata, in relazione alla gravità della violazione formale o procedurale commessa dal datore di lavoro, tra un minimo di 6 e un massimo di 12 mensilità indennità risarcitoria pari ad una mensilità per ogni anno di anzianità compresa tra un minimo di 2 e un massimo di 12 mensilità ALTRE DISPOSIZIONI LICENZIAMENTO PER INIDONEITA FISICA E PSICHICA La disciplina della reintegra di cui all art. 3, comma 2, trova applicazione anche nelle ipotesi in cui il giudice accerta il difetto di giustificazione per motivo consistente nell inidoneità fisica o psichica del lavoratore, anche ai sensi degli artt. 4, comma 4, e 10, comma 3, l. 68/1999. Nessuna previsione viene individuata per il licenziamento per superamento del periodo di comporto. Si ritiene, pertanto, che a tale fattispecie debba applicarsi la disciplina contenuta nell art. 18, comma 4, l. 300/1970 (risarcimento massimo di 12 mensilità; reintegro, che può essere sostituito dalla indennità di 15 mensilità; e versamento dei contributi previdenziali). E in caso di licenziamento durante il periodo di prova? COMPUTO ANZIANITA E APPALTI Ai sensi dell art. 8 del decreto attuativo, per le frazioni di anno d anzianità di servizio, le indennità sono riproporzionate e le frazioni di mese uguali o superiori a quindici giorni si computano come mese intero. L art. 7 prevede, inoltre, che ai fini del calcolo delle indennità, l anzianità di servizio del lavoratore che passa alle dipendenze dell impresa che subentra nell appalto si computa tenendo conto di tutto il periodo durante il quale il lavoratore è stato impiegato nell attività appaltata. E nel caso di trasferimento d azienda? REVOCA DEL LICENZIAMENTO (art. 5) Nell'ipotesi di revoca del licenziamento, purché effettuata entro il termine di quindici giorni dalla comunicazione al datore di lavoro dell'impugnazione del medesimo, il rapporto di lavoro si intende ripristinato senza soluzione di continuità, con diritto del lavoratore alla retribuzione maturata nel periodo precedente alla revoca, e non trovano applicazione i regimi sanzionatori previsti dal presente decreto. 8
9 OFFERTA DI CONCILIAZIONE In caso di licenziamento dei lavoratori cui si applicano le disposizioni del decreto attuativo di cui all art. 1, al fine di evitare il giudizio e ferma restando la possibilità per le parti di addivenire a ogni altra modalità di conciliazione prevista dalla legge, il datore di lavoro: può offrire al lavoratore, entro i termini di impugnazione stragiudiziale del licenziamento, pari a 60 giorni, in una delle sedi di cui all art. 2113, comma 4, c.c., e all art. 82, comma 1, d.lgs. 276/2003, un importo che non costituisce reddito imponibile ai fini dell imposta sul reddito delle persone fisiche e non è assoggettata a contribuzione previdenziale, di ammontare pari a 1 mensilità dell ultima retribuzione globale di fatto per ogni anno di servizio, in misura comunque non inferiore a 2 e non superiore a 18 mensilità, mediante consegna al lavoratore di un assegno circolare. L accettazione dell assegno in tale sede da parte del lavoratore comporta l estinzione del rapporto alla data del licenziamento e la rinuncia alla impugnazione del licenziamento. Art. 2113, comma 4, c.c. Art. 82, comma 1, d.lgs. 276/2003 LE SEDI COMPETENTI DTL (art. 410 c.p.c.); sedi previste dai contratti collettivi sottoscritti dalle associazioni sindacali maggiormente rappresentative (art. 412 ter c.p.c.); collegio di conciliazione e arbitrato (composto da un rappresentante di ciascuna delle parti e da un terzo membro, in funzione di presidente, scelto di comune accordo dagli arbitri di parte tra i professori universitari di materie giuridiche e gli avvocati ammessi al patrocinio davanti alla Corte di cassazione) (art. 412 quater c.p.c.) commissioni di certificazione (art. 76 d.lgs. 276/2003) contratto a tutele crescenti e licenziamenti OFFERTA DI CONCILIAZIONE (2) ESEMPIO Retribuzione globale di fatto: euro; aliquota del TFR pari al 25%; applicazione tutela risarcitoria art. 3, comma 1, decreto attuativo. Anzianità Fino a 2 anni 5 anni 10 anni Oltre 18 anni Offerta di conciliazione euro netti (2 mensilità) euro netti (5 mensilità) euro netti (10 mensilità) euro netti (18 mensilità) euro netti euro netti euro netti euro netti Tutela risarcitoria euro lordi (4 mensilità) euro lordi (10 mensilità) euro lordi (20 mensilità) euro lordi (24 mensilità) jobs training 9
10 LA PROCEDURA PER I LICENZIAMENTI RITO APPLICABILE SECONDO IL DECRETO ATTUATIVO (art. 12) Ai licenziamenti di cui al decreto attuativo non si applicano le disposizioni dei commi da 48 a 68 dell articolo 1 della legge n. 92 del Pertanto a tali licenziamenti non è applicabile il c.d. rito Fornero. Ci sarà un doppio binario per vecchi e nuovi assunti. VECCHI LAVORATORI Continuerà ad applicarsi il rito Fornero (processo celere a istruttoria sommaria) In caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo sarà ancora necessario esperire la procedura davanti alla DTL competente NUOVI LAVORATORI Si applicherà il rito ordinario ex art. 414 c.p.c. In caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo non si dovrà esperire la procedura ex art. 7 l. 604/1966 Effetti del licenziamento: dal giorno della comunicazione di avvio del procedimento, salvo l eventuale diritto del lavoratore al preavviso o alla relativa indennità sostituiva Non sono ammessi alla nuova forma di conciliazione prevista dall art. 6 del decreto attuativo Effetti del licenziamento: dal giorno in cui viene ricevuta la comunicazione Potranno usufruire della nuova forma di conciliazione prevista dall art. 6 del decreto attuativo e quindi beneficiare di incentivi all esodo esenti da imposte e contributi PICCOLE AZIENDE (1) Ai sensi dell art. 9 del decreto attuativo, ove il datore di lavoro non raggiunga i requisiti dimensionali di cui all art. 18, commi 8 e 9, l. 300/1970, non si applica la disciplina delle reintegra prevista dall art. 3, comma 2, e l'ammontare delle indennità previste dall'art. 3, comma 1, dall art. 4, comma 1 e dall art. 6, comma 1, è dimezzato e non può in ogni caso superare il limite di 6 mensilità. Ai datori di lavoro non imprenditori, che svolgono senza fine di lucro attività di natura politica, sindacale, culturale, di istruzione ovvero di religione o di culto, si applica la disciplina di cui al presente decreto. intimato in concomitanza col matrimonio (ossia intimato nel periodo che decorre dalla richiesta della pubblicazione civile di matrimonio fino a un anno dopo l avvenuta celebrazione) in violazione dei divieti di licenziamento di cui all art. 54, commi 1, 6, 7 e 9, TU di tutela e sostegno della maternità e della paternità riconducibile ad altri casi di nullità previsti dalla legge o determinato da un motivo illecito determinante ai sensi dell art c.c. intimato in forma orale REGIME SANZIONATORIO EX ART. 8 L. 604/1966 reintegro, che può essere sostituito, su scelta del lavoratore, con una indennità di 15 mensilità risarcimento del danno nella misura delle retribuzioni perdute, dedotto quanto percepito, con un minimo di 5 mensilità versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dal giorno del licenziamento fino a quello della effettiva reintegrazione, con aggravio delle sanzioni civili 10
11 16/02/15 PICCOLE AZIENDE (2) EX ART. 8 L. 604/1966 POST DECRETO ATTUATIVO nei casi in cui risulta accertato che non ricorrono gli estremi pagamento di un indennità indennità risarcitoria del licenziamento per risarcitoria onnicomprensiva onnicomprensiva pari a giustificato motivo oggettivo o determinata tra un minimo di 2,5 e una mensilità per ogni per giustificato motivo un massimo di 6 mensilità in anno di anzianità e soggettivo o giusta causa; ragione del numero dei dipendenti determinata tra un nell ipotesi in cui il giudice occupati, delle dimensioni minimo di 2 e un accerta il difetto di dell'impresa, dell'anzianità di massimo di 6 mensilità in giustificazione per motivo servizio del lavoratore, nonché del ragione dell anzianità consistente nell inidoneità comportamento e della condizioni fisica o psichica del lavoratore delle parti. L'indennità può essere maggiorata fino a 10 mensilità per indennità risarcitoria il dipendente con anzianità di oltre onnicomprensiva pari a 10 anni e fino a 14 mensilità per mezza mensilità per ogni violazione della procedura anzianità superiore a 20 anni, se anno di anzianità e disciplinare di cui all art. 7 l. dipendenti da datore che occupa determinata tra un 300/1970 più di 15 prestatori di lavoro (art. 8 l. minimo di 1 e un 604/1966) massimo di 6 mensilità in ragione dell anzianità OFFERTA DI CONCILIAZIONE L ammontare dell offerta di conciliazione sarà pari a mezza mensilità dell ultima retribuzione globale di fatto per ogni anno di servizio, in misura comunque non inferiore a 1 e non superiore a 6 mensilità, mediante consegna al lavoratore di un assegno circolare. CONTATTI PADOVA ROMA VERONA VENEZIA Via Francesco Rismondo 2/e Padova T via Ludovisi 36 via Enrico Fermi Verona T via Bruno Maderna Venezia T Roma T