Source: https://www.paradigma.it/iniziativa/normativa-antimafia-attivita-di-impresa-e-contratti-pubblici/
Timestamp: 2020-06-01 09:07:48+00:00
Document Index: 173702121

Matched Legal Cases: ['art. 84', 'art. 94', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 32', 'art.3']

A poco più di due anni riforma del Codice antimafia, la casistica applicativa nell’ambito dei contratti pubblici continua ad offrire nuove occasioni di approfondimento e di elaborazione interpretativa da parte della giurisprudenza.
Da un lato, gli orientamenti dei giudici competenti in materia di misure di prevenzione segnalano non univoci approcci ad una delle più significative novità della riforma del 2017, ossia il controllo giudiziario, pensato quale misura idonea a ricondurre sul sentiero della piena conformità legale realtà aziendali sostanzialmente sane e soltanto lambite da influenze di stampo mafioso, specie per quanto riguarda l’applicazione su base volontaria di questo istituto, capace di consentire la prosecuzione dell’operatività aziendale anche in esecuzione di appalti pubblici.
Per altro verso, la giurisprudenza amministrativa, ed in particolar modo la Sez. III del Consiglio di Stato, ha ribadito con sempre maggior fermezza il proprio orientamento di estremo rigore nell’applicazione della normativa antimafia in tutti gli ambiti in cui attività amministrative e presenza di operatori economici interessati da influenze criminali si vadano a incrociare, arrivando financo a teorizzare una sorta di “capitis deminutio” assoluta per tali soggetti.
In questo scenario, essenziale per le stazioni appaltanti e per le realtà di impresa che operano negli appalti pubblici è il rafforzamento dei presidi di compliance e di controllo rispetto alle interferenze mafiose: per le prime, rendendo sempre più meticolosa l’attività di verifica dei requisiti in fase di partecipazione alle gare e di vigilanza nel corso dell’esecuzione contrattuale; per le seconde, potenziando sempre più le funzioni di audit e compliance e introducendo forme di screening periodico sui titolari di cariche chiamati a rendere dichiarazioni per la partecipazione alle gare pubbliche e sulle imprese terze abituali partner nell’ambito di subappalti o altri subcontratti o forme di cooperazione.
Obiettivo dell’incontro è fornire ai partecipanti un quadro dettagliato e completo delle problematiche connesse all’applicazione della normativa antimafia alle procedure di affidamento di appalti pubblici e dei più recenti indirizzi giurisprudenziali in materia.
Le possibili interferenze della criminalità di stampo mafioso sugli appalti pubblici, le misure prefettizie di contrasto, il contegno della stazione appaltante
Le forme di infiltrazione mafiosa che inquinano il mercato degli appalti
Informazioni e comunicazioni antimafia
L’informazione antimafia interdittiva e le situazioni che vi possono dare origine ex art. 84 c. 4 del Codice antimafia
L’ampiezza di discrezionalità sottesa al criterio del “più probabile che non”
Gli effetti dispiegati dalla documentazione antimafia in corso di gara
Gli effetti nel corso dell’esecuzione dell’appalto e l’articolata casistica prevista dall’art. 94 del Codice antimafia
Le figure della stazione appaltante chiamate ad una più intensa vigilanza nel corso dell’appalto e le relative responsabilità nelle varie fasi
Casistica ricorrente nei subappalti e nel reclutamento della manodopera
Il passaggio al nuovo affidatario di dipendenti “pregiudicati oppure sospettati di essere contigui ad ambienti mafiosi”: il rapporto tra clausole sociali e normativa antimafia negli orientamenti della giurisprudenza amministrativa (CdS, Sez. III, Sent. n. 3138/2018; CdS, Sez. III, Sent. n. 2078/2017; CdS, Sez. III, Sent. n. 565/2017)
La sindacabilità in sede giurisdizionale dell’interdittiva antimafia e i prevalenti orientamenti della giurisprudenza amministrativa in materia di applicazione della normativa antimafia agli appalti pubblici
Il regìme temporale dell’interdittiva antimafia
I profili di giurisdizione connessi alle risoluzioni contrattuali disposte dalle stazioni appaltanti per ragioni inerenti i tentativi di condizionamento malavitoso
Gli orientamenti prevalenti nella giurisprudenza amministrativa circa la “capacità giuridica” dell’operatore economico inciso da interdittiva antimafia: l’A.P. CdS n. 3/2018
La posizione del soggetto partecipante a una gara colpito da informativa antimafia illegittima: CdS, Sez. III, Sent. n. 1882/2018
Il “recupero” delle imprese sane lambite dal condizionamento mafioso e le misure di prevenzione delle interferenze criminali utilizzabili a tal fine
L’amministrazione giudiziaria ex art. 34 Codice antimafia e la casistica applicativa innovativa operata dal Tribunale di Milano negli ultimi anni
Il controllo giudiziario e la distinzione tra controllo volontario e controllo disposto d’ufficio: presupposti comuni o diversi? La vexata quaestio dell’impugnazione dell’interdittiva per poter accedere al controllo anche nell’ipotesi di controllo volontario
L’amministrazione giudiziaria ex art. 34 e il controllo giudiziario quali occasioni per il rafforzamento del sistema di controlli interni dell’impresa e il suo possibile ritorno, previo self-cleaning, al mercato delle commesse pubbliche
DFS Dinoia Federico Simbari Avvocati Penalisti
Configurabilità di un’azione di responsabilità a carico dei vertici societari per la mancata adozione delle misure di self-cleaning idonee a consentire alla società la partecipazione alle gare pubbliche
La prevenzione delle interferenze criminali nei contratti pubblici attraverso ulteriori istituti di diritto amministrativo
I protocolli di Vigilanza Collaborativa tra ANAC e singole stazioni appaltanti e il nuovo Regolamento in materia del 28 giugno 2017
Le misure straordinarie art. 32, D. L. n. 90/2014 e le nuove Linee Guida ANAC in materia adottate l’11 aprile 2019
La tracciabilità dei flussi finanziari ex art.3 L. n. 136/10 e le relative Linee Guida ANAC (aggiornate dopo il Decreto Legislativo Correttivo del Codice dei Contratti Pubblici del 2017)
Cocco Salomoni Santoro Studio Legale
Codice MePA – ANTIMAFIA1501