Source: http://www.instoria.it/home/cultura_costituzione.htm
Timestamp: 2018-12-15 09:40:51+00:00
Document Index: 68067903

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 9', 'art. 33', 'art. 9', 'art. 33', 'art. 9', 'art. 33', 'art. 9', 'art. 33', 'art. 9']

InStoria - Cultura e Costituzione
Il patrimonio culturale di un Paese rappresenta la testimonianza visibile e tangibile della storia di quella Nazione, nella sua evoluzione e nei cambiamenti che in essa si sono susseguiti.
Ci� che distingue un Paese da un altro non � solo l�aspetto morfologico del suo territorio ma anche, e forse soprattutto, la sua cultura, intesa come sintesi di arte, costume, tradizione sociale e culturale di una Nazione.
Anche la Costituzione italiana assume la cultura come valore fondamentale e inserisce tra i principi fondamentali la disposizione che impegna la Repubblica a promuoverne lo sviluppo (art. 9).
Come � affermato in dottrina, con la formulazione di questo principio � stata fatta la scelta di caratterizzare la Repubblica italiana come �Stato di cultura�, con il preciso indirizzo di assumere tra i compiti essenziali della stessa quello della promozione, dello sviluppo e dell�elevazione culturale della collettivit�, con il conseguente obbligo, per tutti gli enti territoriali nazionali, nell�ambito delle rispettive competenze, di promuovere sia le diverse attivit� legate ad espressioni artistiche, sia le attivit� di valorizzazione (oltre che di tutela) dei beni storico-artistici, che della tradizione culturale della Nazione rappresentano la massima espressione.
Le norme costituzionali sull�organizzazione della cultura e dell�arte si sistemano principalmente intorno a due distinti poli d�attrazione: da un lato l�art. 9 Cost., a norma del quale �la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura� e tutela altres� �il patrimonio storico e artistico della Nazione�; dall�altro, l�art. 33 Cost., secondo cui �l�arte e la scienza sono libere e libero ne � l�insegnamento�.
L�art. 9 Cost. sembrerebbe suddivisibile in due parti, corrispondenti ai suoi due diversi commi: infatti, il primo comma illustra la funzione promozionale cui la Repubblica s�impegna per sviluppare la cultura e la ricerca scientifica e tecnica; il secondo, viceversa, allude ad una logica conservativa, ponendo l�obbligo di tutelare il paesaggio e il patrimonio storico-artistico nazionale.
Da una prima interpretazione letterale sembra ravvisabile una differente prescrittivit� tra il primo comma, che lascia al legislatore un�amplissima discrezionalit� nella scelta degli strumenti opportuni a �promuovere lo sviluppo della cultura� (attraverso, ad esempio, incentivi ad attivit� teatrali, cinematografiche, alla diffusione di opere artistiche ed altre forme di promozione), ed il secondo comma, che invece pone un dovere di tutela di determinati beni.
La �promozione� alla quale fa riferimento il primo comma, non �, tuttavia, diretta ad un bene gi� sorto, ma ad un bene in continuo divenire (lo �sviluppo della cultura�) e per giunta immateriale; essa acquista efficacia solo con la legge ordinaria di attuazione, la quale determina le tipologie degli interventi tesi allo �sviluppo della cultura� e le �forme� culturali che si intendono favorire. Diversamente, nel secondo comma, che ha ad oggetto beni materiali individuati o individuabili, l�interesse alla tutela scaturisce direttamente dalla norma costituzionale. Entrambe le disposizioni assolvono, comunque, ad una medesima funzione, che � quella di introdurre un valore etico-culturale tra i primi valori della Costituzione.
Un�ulteriore differenza tra i due commi dell�articolo 9 Cost. pu� cogliersi sotto il profilo del rapporto delle singole disposizioni costituzionali rispetto al diritto di libert� artistica e scientifica (art. 33 Cost.). La disposizione contenuta nell�art. 9 Cost. deve essere correlata, infatti, con la norma di cui al 1� comma dell�art. 33 della Costituzione, secondo cui �l�arte e la scienza sono libere e libero ne � l�insegnamento�. Tale precetto considera l�arte e la scienza come valore assoluto, che come tale non � passibile di essere condizionato dall�esterno, ma deve essere lasciato alle libere scelte dell�individuo, in quanto espressione della genialit� umana e della personalit� del singolo.
Sembra, dunque, emergere chiaramente dal testo costituzionale che la tutela dei beni culturali e dell�ambiente sia finalizzata all�arricchimento della personalit� dell�individuo. Tale tutela non ha significato in s�, ma in quanto i beni culturali e le bellezze naturali sono un indispensabile strumento dell�arricchimento della persona e risultano finalizzati allo scopo di elevare il livello di civilt� dei componenti della societ�.
Per ci� che attiene il 1� comma dell�art. 9, questo, nell�attribuire alla �Repubblica� compiti di promozione culturale, non consente (n� presuppone) un�ingerenza del potere politico sulla spontanea evoluzione della vita culturale. Una siffatta interpretazione �, infatti, esclusa dall�art. 33 Cost., che tende proprio ad impedire la formazione di un�arte o di una scienza �di Stato� e che, anzi, assicura una tutela �privilegiata� alla libert� di manifestazione del pensiero in materia artistica e scientifica. Il dovere di promozione culturale non pu�, pertanto, tradursi in una pianificazione della cultura da parte dell�apparato pubblico, ma impone un�azione statale finalizzata alla realizzazione del valore della libert� dell�uomo in campo artistico.
Il Costituente ha, dunque, avvertito la necessit� dell�intervento pubblico, inteso non come intervento �di parte� o �politico�, ma come intervento �imparziale� o �neutro�, in forza del quale l�incentivazione culturale dello Stato, per essere legittima, non deve essere tesa a soddisfare le esigenze politiche della maggioranza o a realizzare interessi economici, ma deve essere indirizzata prevalentemente a sostegno delle posizioni di minoranza.
Il fine perseguito dalla Costituzione �, dunque, la crescita del pluralismo culturale, in quanto strumento di sviluppo della personalit� dei singoli e, quindi, della collettivit�.
Con la promozione della cultura le istituzioni si prefiggono �per l�appunto di formare cittadini colti e per colto deve intendersi anzitutto chi conservi una memoria storica del passato e sappia valutare criticamente l�epoca in cui vive�. L�interesse costituzionalmente tutelato non � ravvisabile pertanto nel mero interesse alla cultura, ma nell�interesse all�identit� culturale della Nazione.
Nell�art. 9 Cost., pertanto, il riferimento non sarebbe a cose, beni o interessi, ma ad una funzione culturale, da collegare alla formazione intellettuale dell�individuo attraverso processi educativi intesi in senso ampio, ove i beni costituiscono, dunque, strumento di cultura.
Nella Costituzione, dunque, la nozione di �cultura� appare comprensiva non soltanto dei beni materiali, ma altres� dei valori incorporali che vanno tutti preservati e salvaguardati in quanto concorrono a mantenere l�identit� delle diverse culture, regionali e locali, in cui si riassume l�identit� culturale della Nazione.
M. AINIS � M. FIORILLO, L�ordinamento della cultura, Giuffr�, Milano 2003
F. S. MARINI, Lo statuto costituzionale dei beni culturali, Giuffr�, Milano 2002
A. MANSI, La tutela dei beni culturali e del paesaggio, Cedam, Padova 2004