Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/circolare-inps-n-64-del-15032001.html
Timestamp: 2017-01-21 10:52:16+00:00
Document Index: 135780903

Matched Legal Cases: ['art. 80', 'art. 80', 'art.4', 'art.3', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art.1', 'art.80', 'art. 80', 'art. 80', 'art.33', 'art. 33', 'art. 80', 'art. 80', 'art. 33']

Circolare INPS n. 64 del 15.03.2001
Legge 23.12.2000, n. 388, all�'art. 80, comma
2. Congedi per gravi e documentati motivi familiari. Indennizzabilità fino a
due anni delle relative assenze ai genitori o, in caso di loro decesso, ai
fratelli o sorelle conviventi di soggetti handicappati in situazione di
gravità. Istruzioni contabili. Variazioni al piano dei conti
SOMMARIO: Dal 1° gennaio 2001 ai genitori o, in
caso di loro decesso, ai fratelli o sorelle conviventi di soggetti handicappati
in situazione di gravità spettano alternativamente congedi straordinari
per la durata massima complessiva di due anni nell�'arco della vita lavorativa.
I congedi suddetti, per i lavoratori dipendenti da privati datori di lavoro,
sono indennizzati dall�'INPS nella misura dell�'ultima retribuzione, con un
massimo di 70 milioni annui per le assenze di durata annuale. Per le assenze di
durata inferiore, il massimo indennizzabile è proporzionalmente ridotto
La legge 23.12.2000, n. 388, all�'art. 80,
comma 2, ha aggiunto, dopo il comma 4 dell'articolo 4 della legge 8 marzo 2000,
n. 53, il seguente articolo 4-bis.:
"La lavoratrice madre o, in alternativa, il
lavoratore padre, anche adottivi, o, dopo la loro scomparsa, uno dei fratelli o
delle sorelle conviventi di soggetto con handicap in situazione di gravità di
cui all'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, accertata ai
sensi dell'articolo 4, comma 1, della legge medesima da almeno cinque anni e che
abbiano titolo a fruire dei benefici di cui all'articolo 33, commi 1, 2 e 3,
della predetta legge n. 104 del 1992 per l'assistenza del figlio, hanno diritto
a fruire del congedo di cui al comma 2 del presente articolo entro sessanta
giorni dalla richiesta. Durante il periodo di congedo, il richiedente ha diritto
a percepire un'indennità corrispondente all�'ultima retribuzione e il periodo
medesimo è coperto da contribuzione figurativa; l'indennità e la contribuzione
figurativa spettano fino ad un importo complessivo massimo di lire 70 milioni
annue per il congedo di durata annuale. Detto importo è rivalutato annualmente,
a decorrere dall'anno 2002, sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei
prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. L'indennità è
corrisposta dal datore di lavoro secondo le modalità previste per la
corresponsione dei trattamenti economici di maternità. I datori di lavoro
privati, nella denuncia contributiva, detraggono l'importo dell'indennità
dall'ammontare dei contributi previdenziali dovuti all'ente previdenziale
competente. Per i dipendenti dei predetti datori di lavoro privati, compresi
quelli per i quali non è prevista l'assicurazione per le prestazioni di
maternità, l'indennità di cui al presente comma è corrisposta con le
modalità di cui all'articolo 1 del decreto-legge 30 dicembre 1979, n. 663,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33. Il congedo
fruito ai sensi del presente comma alternativamente da entrambi i genitori,
anche adottivi, non può superare la durata complessiva di due anni; durante il
periodo di congedo entrambi i genitori non possono fruire dei benefici di cui
all'articolo 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, fatte salve le disposizioni
di cui ai commi 5 e 6 del medesimo articolo".
Per la prima attuazione di quanto previsto dalla legge
suddetta, ai fini dell�'erogazione dell�'indennità connessa alla fruizione
del congedo straordinario (come nel corso della presente circolare sarà
definito) di cui trattasi, concedibile a far tempo dal 1.1.2001, si
forniscono le indicazioni che seguono.
Si precisa poi che il riferimento a persone
handicappate senza altra specificazione si intende comunque effettuato, nel
prosieguo della presente circolare, sempre a soggetti in situazione di
gravità, non ricoverati a tempo pieno in strutture specializzate.
Hanno titolo a fruire dei benefici in argomento i
a) genitori, naturali o adottivi, (il
diritto non è riconoscibile agli affidatari) di soggetti handicappati per i
quali è stata accertata, ai sensi dell�'art.4, comma 1, della legge
104/92, da almeno 5 anni, la situazione di gravità contemplata
dall�'art.3, comma 3, della medesima legge e che abbiano titolo a fruire
dei benefici di cui all'articolo 33, commi 1, 2 e 3, della predetta legge n. 104
del 1992 (1).
A parte il requisito temporale
(riconoscimento da almeno 5 anni) sono richieste quindi le stesse condizioni
che consentono ai genitori stessi di fruire dei permessi di cui alla
legge 104/92, compresa quella che prevede che il soggetto non sia ricoverato a
tempo pieno presso istituti specializzati.
La fruizione del beneficio in
questione spetta in via alternativa alla madre o al padre, con l�'ovvia
conseguenza che il beneficio non può essere utilizzato contemporaneamente da
Ciò premesso, in analogia a
quanto previsto per la fruizione dei permessi di cui all�'art. 33 della 104
citata -anche a seguito delle innovazioni introdotte con la legge 53/2000
- (v. circ. n. 133/2000) per l�'ottenimento dell�'assegno in oggetto non è
richiesta la convivenza con il figlio.
Se trattasi di figlio minorenne
è senz�'altro possibile fruire del beneficio in questione anche se l�'altro
genitore non lavora; se invece il figlio, convivente con entrambi i
genitori, è maggiorenne e l�'altro genitore non lavora non è possibile
ottenere il beneficio di cui trattasi a meno che non ricorrano i requisiti e le
condizioni di cui alla circolare n. 133/2000, punti 2.4. e 2.5, relativi alla
dimostrazione dell�'impossibilità, da parte del genitore che non lavora, di
Sempre in analogia con i
criteri della circolare succitata, se il richiedente (padre o madre) non è
convivente con il figlio maggiorenne handicappato, occorre che l�'assistenza
sia prestata in via continuativa ed esclusiva dal richiedente stesso (v. circ.
citata, punti 2.3.1 e 2.3.2).
b) Il diritto è riconoscibile -sempre
alternativamente- anche a fratelli o sorelle (ovviamente anche adottivi)
del soggetto handicappato grave (sempre che sia riconosciuto come tale da almeno
5 anni e non sia ricoverato a tempo pieno) in caso di decesso di entrambi i
genitori di quest�'ultimo; a differenza del diritto dei genitori, è
richiesta la convivenza con il soggetto handicappato a prescindere dal
fatto che quest�'ultimo sia maggiorenne o minorenne. Trattandosi di parenti,
ferma restando la necessità, appena menzionata, della convivenza, sono
richieste le altre condizioni previste per il riconoscimento dei permessi della
legge 104 a favore dei parenti. Il limite di due anni di fruizione è
quello complessivo tra tutti i fratelli e sorelle e vale nell�'arco della vita
lavorativa di tutti gli interessati.
Destinatari della provvidenza erogata dall�'Istituto
per il congedo straordinario di cui trattasi, sono anche (purché si tratti di
dipendenti da datori di lavoro privati) i genitori -oppure, nel suddetto caso di
decesso, fratelli o sorelle- di soggetto handicappato appartenenti a categorie
professionali per le quali non è prevista l�'assicurazione per maternità, ai
quali non vengono invece, come è noto, riconosciute a carico dell�'INPS le
prestazioni economiche per permessi ex art. 33 citato.
L�'indennità in oggetto non è riconoscibile ai
lavoratori domestici e ai lavoratori a domicilio, a cui, come è noto, non sono
riconoscibili i permessi di cui alla legge n. 104/92.
Si fa riserva di comunicazioni per quanto si riferisce
ai lavoratori a termine, compresi quelli agricoli e quelli stagionali.
La prestazione è riconoscibile per la durata massima
complessiva, nell�'arco della vita lavorativa, di due anni, che
costituiscono anche il limite complessivo fruibile, tra tutti gli aventi
diritto, per ogni persona handicappata. La prestazione stessa può essere
frazionata (v. punto 4).
Si sottolinea che comunque i periodi di congedo
straordinario di cui trattasi rientrano nel limite massimo globale spettante a
ciascun lavoratore ai sensi dell�'art. 4, comma 2, della legge n. 53/2000,
di due anni di permesso, anche non retribuito, per gravi e documentati motivi
familiari(il testo completo dell�'art. 4 è riportato ad ogni buon conto
nell�'allegato 1). Trattandosi di limite massimo individuale, ad
un lavoratore o lavoratrice che nel tempo avesse fruito (anche soltanto per
motivi riguardanti esclusivamente la propria persona e non il figlio
handicappato), ad es., di un anno e quattro mesi di permessi anche non
retribuiti per gravi e documentati motivi familiari, il congedo
straordinario di cui trattasi potrà essere riconosciuto solo nel limite di otto
mesi: naturalmente la differenza fino ai due anni -e cioè un anno e quattro
mesi- potrà invece essere riconosciuta all�'altro genitore che non avesse mai
richiesto permessi per motivi familiari o li avesse chiesti per non oltre otto
mesi. Le stesse regole valgono per i fratelli dei soggetti handicappati in caso
di decesso dei genitori.
Lo spirito e le finalità della legge portano a
concludere che in caso di pluralità di figli handicappati il beneficio spetta
per ciascun figlio handicappato, sia pure con i limiti previsti dalle
disposizioni impartite, a seguito di parere del Consiglio di Stato, per la
fruizione dei permessi ex lege 104 circa la necessità che sia
rigorosamente riconosciuta, tramite accertamento sanitario, l�'impossibilità
di assistenza di ambedue i figli usufruendo di un solo congedo straordinario; a
proposito della pluralità di figli portatori di handicap, va peraltro tenuto
conto che, dovendosi considerare il congedo straordinario in parola, compreso,
come detto, nell�'ambito massimo di due anni di permessi per gravi e
documentati motivi familiari, non è mai possibile per lo stesso
lavoratore fruire del raddoppio: infatti, utilizzati i due anni per il
primo figlio, avrà esaurito anche il limite individuale per gravi e
documentati motivi personali. La accennata possibilità di fruizione di
ulteriori periodi biennali per altri figli handicappati è dunque ipotizzabile
solo per l�'altro genitore (ovvero, nei casi previsti, per i fratelli o
sorelle), con decurtazione di eventuali periodi da lui utilizzati a titolo di
permessi per gravi e documentati periodi familiari. Lo spirito e le finalità
della legge, invece, escludono che il beneficio in argomento sia concedibile se
la persona handicappata da assistere presti, a sua volta, attività lavorativa
nel periodo di godimento del congedo da parte degli aventi diritto (genitori o
fratelli o sorelle in caso di morte dei genitori).
L�'indennità è corrisposta nella misura dell�'ultima
retribuzione percepita e cioè quella percepita nell�'ultimo mese di lavoro
che precede il congedo (comprensiva del rateo di emolumenti non riferibili al
solo mese considerato (2), e cioè quelli relativi a tredicesima mensilità,
altre mensilità aggiuntive, gratifiche, indennità, premi, ecc.), sempreché la
stessa, rapportata ad un anno sia inferiore o pari al limite di 70
milioni di Lire, pari a 36.151,98 Euro (valore valido per il 2000 -v. in
appresso). In pratica, ai fini del limite massimo di erogabilità, la
retribuzione del mese preso a riferimento (comprensiva della quota parte di
tredicesima mensilità, ecc.), se il mese è lavorato a tempo pieno, va
moltiplicata per 12 e divisa per 365 giorni (366 se le assenze cadono in un anno
bisestile), con un limite giornaliero, quindi (anno 2000), di Lire 191.780
(99,04 Euro). Se invece nel mese preso a riferimento l�'attività è stata
svolta in regime di contratto di lavoro a part time verticale, la
retribuzione percepita nel mese stesso va divisa per il numero dei giorni
retribuiti, compresi quelli festivi o comunque di riposo relativi al periodo di
lavoro effettuato: la retribuzione giornaliera così determinata va raffrontata
con il limite massimo giornaliero sopra indicato (Lire 191.780 per il 2000).
Considerato che, come detto, il beneficio è
frazionabile anche a giorni (interi), l�'indennità (pari alla retribuzione
effettiva, oppure a quella inferiore connessa ai limiti massimi annui suddetti
di 70 milioni), è da corrispondere per tutti i giorni per i quali il beneficio
A proposito della frazionabilità si precisa che
analogamente alle astensioni facoltative dal lavoro (congedi parentali), ai fini
della frazionabilità stessa, tra un periodo e l�'altro di fruizione è
necessaria -perché non vengano computati nel periodo di congedo straordinario i
giorni festivi, i sabati e le domeniche- l�'effettiva ripresa del lavoro,
requisito non rinvenibile né nel caso di domanda di fruizione del congedo in
parola dal lunedì al venerdì (settimana corta) senza ripresa del lavoro il
lunedì della settimana successiva a quella di fruizione del congedo, né nella
fruizione di ferie. Ciò non significa comunque che immediatamente dopo un
periodo di congedo al titolo in argomento non possano essere ammessi periodi di
ferie (o di fruizione di altri congedi o permessi), cosicché sia necessario
continuare nella fruizione di congedo straordinario. Significa invece che due
differenti frazioni di congedo straordinario intervallate da un periodo feriale
o altro tipo di congedo, debbono comprendere ai fini del calcolo del numero di
giorni riconoscibili come congedo straordinario anche i giorni festivi e i
sabati (settimana corta) cadenti subito prima o subito dopo le ferie (o altri
congedi o permessi).
Quanto precede vale anche in caso di part time
orizzontale. In caso di variazioni successive nell�'orario di lavoro previsto
nel corso del periodo di congedo richiesto, (passaggio da un periodo part
time orizzontale ad uno di lavoro a tempo pieno o viceversa) la retribuzione
va ridimensionata per adeguarla a quella che effettivamente verrebbe meno per
effetto della fruizione del congedo straordinario: la retribuzione mensile a cui
far riferimento è sempre quella effettiva con il limite di 70 milioni di Lire
rapportate ad anno -vale a dire con il limite delle anzidette L. 5.833.333
mensili (comprensive delle mensilità aggiuntive, ecc.)-; per le frazioni di
mese si richiamano i criteri di cui alla circolare n. 182 del 4.8.1997, par. 1.
Il beneficio invece non è riconoscibile, per i
periodi in cui non è prevista attività lavorativa, come ad es. in caso di part
time verticale per i periodi non retribuiti.
Se il congedo viene fruito per frazioni di anno, ai
fini del computo del periodo massimo previsto per la concessione dei 2 anni di
beneficio, l�'anno si assume per la durata convenzionale di 365 giorni.
A partire dall�'anno 2002 il limite di Lire 70.000.000
è rivalutato annualmente sulla base delle variazioni dell�'indice ISTAT dei
prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.
La domanda -da avanzare secondo i facsimile
allegati 2 (mod. hand 4 - congedi straordinari genitori) e 3 (mod. hand 5 -
congedi straordinari fratelli), che le Sedi avranno cura di riprodurre in loco
(3)- per l�'ottenimento del congedo di cui trattasi va prodotta all�'INPS in
due copie, una delle quali deve essere restituita a vista (a stretto giro
di posta, se pervenuta con tale mezzo), all�'interessato con l�'attestazione
da parte dell�'INPS della ricezione, per la consegna al datore di lavoro,
che è conseguentemente autorizzato, dal momento della consegna stessa, ad
erogare la prestazione, dopo aver verificato le condizioni di erogazione
sulla base della documentazione presentata. Eventuali dubbi circa la
possibilità di accoglimento vanno tempestivamente comunicati da parte del
datore di lavoro all�'INPS, affinché l�'Istituto stesso assuma le decisioni
L�'INPS, dal canto suo, una volta ricevuta la
domanda del lavoratore, effettuerà autonomamente, con la massima
tempestività, le valutazioni di competenza, comunicando con immediatezza
all�'interessato e al suo datore di lavoro i motivi che dovessero ostare al
riconoscimento del beneficio richiesto. Non è, in sostanza, previsto un
provvedimento esplicito di autorizzazione nell�'ipotesi di esito positivo
delle valutazioni anzidette.
Sulla domanda deve essere ovviamente indicato il
periodo di congedo che si intende fruire. In caso di modifica del periodo in
precedenza fissato, deve essere presentata, con le modalità sopra indicate, una
nuova domanda, rettificativa della precedente.
Con la domanda deve essere prodotta dichiarazione dell�'altro
genitore di non aver fruito del beneficio, con impegno a comunicare all�'INPS
ed al datore di lavoro eventuali modifiche ovvero con l�'indicazione dei
periodi fruiti. Dovrà essere riportata con chiarezza la denominazione del
relativo datore di lavoro e, possibilmente, il numero di posizione INPS dello
stesso, qualora si tratti di datore di lavoro privato.
Alla domanda va allegata la documentazione (anche in
copia dichiarata autentica) relativa al riconoscimento della gravità dell�'handicap,
a suo tempo rilasciata dalla commissione medica della competente ASL, ai sensi
dell�'art. 4 comma 1 della legge 104/92, con dichiarazione di responsabilità
relativa al fatto che nel frattempo non sono intervenute variazioni nel
riconoscimento della gravità dell�'handicap stesso ed impegno a comunicare
qualsiasi variazione che possa avere riflessi sul diritto al congedo.
Si ricorda che l�'accertamento della gravità dell�'handicap
deve essere stato effettuato dalla competente commissione ASL da almeno 5 anni.
Fa fede a tale proposito la data di rilascio del provvedimento, salvo che sulla
certificazione non sia indicata una diversa decorrenza.
Non è necessario presentare nuovamente la
documentazione qualora l�'accertamento sanitario suddetto sia già in possesso
dell�'Istituto per una precedente domanda presentata allo stesso e al datore di
lavoro: è sufficiente dichiarazione in tal senso, unitamente a quella relativa
alla permanenza delle condizioni di gravità.
Il congedo straordinario e le relative prestazioni s�'intendono
decorrenti dalla data indicata sulla domanda, salvo diversa decorrenza fissata
dal datore di lavoro (da comunicare al lavoratore e all�'INPS) (4), che in ogni
modo è tenuto ad accoglierla (sempre che sussistano le condizioni) entro 60
giorni dalla richiesta dell�'interessato.
6. MODALITÀ DI CORRESPONSIONE DELL�'INDENNITÀ
L�'indennità per il congedo in questione è
anticipata dal datore di lavoro secondo le modalità previste per la
corresponsione dei trattamenti di maternità, vale a dire con possibilità di
conguaglio con i contributi dovuti all�'INPS.
Tale possibilità è prevista per i soli datori di
lavoro privati, compresi quelli non tenuti al versamento della
contribuzione per i trattamenti economici di maternità.
Per quanto riguarda i lavoratori agricoli a tempo
indeterminato, conformemente al sistema di cui all�'art.1 della legge 33/80, il
pagamento deve essere effettuato direttamente dall�'INPS; le relative
istruzioni verranno fornite a parte.
6.1. Istruzioni per i datori di lavoro che
operano con il sistema del DM10/2
Ai fini della compilazione del mod. DM10/2, i datori di
lavoro indicheranno l'importo dell'indennità in argomento in uno dei righi in
bianco del quadro "D" utilizzando il codice di nuova istituzione
"L070", preceduto dalla dicitura "IND. CONG. art.80 L.
388/2000".
Con la stessa denuncia contributiva i datori di lavoro
provvederanno a conguagliare anche le eventuali indennità afferenti ai periodi
di paga a partire da GENNAIO 2001.
Nella denuncia interessata dalle operazioni di
conguaglio delle indennità ex art. 80 L.388/2000, i datori di lavoro
provvederanno, altresì, ad indicare il numero dei dipendenti ai quali si
riferiscono le indennità in parola, riportandolo in uno dei righi in bianco dei
quadri B-C del mod.DM10/2, preceduto dal codice di nuova istituzione CS01,
e dalla dicitura CONG. STRAORD.
Stante la finalità statistica di tale rilevazione
nessun dato dovrà essere riportato nelle caselle GIORNATE, RETRIBUZIONI
e SOMME A DEBITO.
Nelle ipotesi in cui il lavoratore richieda al datore
di lavoro la trasformazione delle giornate di assenza per le quali ha percepito
l�'indennità ex art. 80 lege n. 388/2000 in ferie o permessi di altro
genere (v. successivo punto 7), con la denuncia afferente il periodo in cui
viene richiesta la trasformazione, il datore di lavoro provvederà alla
restituzione delle somme anticipate a titolo di congedo straordinario.
L�'importo da restituire dovrà essere esposto in uno
dei righi in bianco dei quadri B-C del mod.DM10/2 preceduto dalla dicitura
REST.CONG.STRAORD. e dal codice di nuova istituzione M070.
Nessun dato dovrà essere riportato nelle caselle GIORNATE, NUMERO
DIPENDENTI e RETRIBUZIONI.
7. COMPATIBILITÀ DEL CONGEDO STRAORDINARIO CON
La legge finanziaria prevede esplicitamente che durante
il periodo di congedo entrambi i genitori non possono usufruire dei benefici di
cui all�'art.33 della legge 104/92.
Ciò significa non solo che, come ovvio, chi fruisce
del congedo in questione non può richiedere durante lo stesso periodo permessi
ai sensi dell�'art. 33 suindicato ma che tale facoltà è preclusa nello
stesso periodo anche all�'altro genitore (o all�'altro fratello o sorella
in caso di fruizione da parte di tali soggetti).
Significa anche che non è possibile, prima o
dopo la fruizione di un periodo di congedo straordinario che si riferisca -anche
solo come conseguenza della fruizione del congedo stesso a cavaliere di due o
più mesi- ad una sola parte del mese, richiedere nell�'ambito dello stesso
mese giorni di permesso ex lege 104/92 (5). Nel caso di fruizione,
nell�'ambito dello stesso mese -prima del godimento di un periodo di congedo
straordinario- di permessi di cui alla legge da ultimo citata, i giorni di
permesso utilizzati ai sensi della legge 104 saranno conteggiati, sempre che
sussistano le altre condizioni (essenzialmente quella del riconoscimento della
gravità dell�'handicap da almeno 5 anni), come congedo straordinario: in
tale ultima ipotesi si dovrà tenere conto, se necessario, dei criteri
illustrati al punto 4), terzo capoverso. E�' comunque fatta salva la
possibilità per il lavoratore stesso di richiedere al datore di lavoro la
trasformazione delle suddette giornate di assenza in ferie o permessi di
altro genere, retribuiti o meno: in ogni caso le indennità a carico INPS per le
giornate come sopra non riconoscibili devono essere recuperate per il tramite
Quanto precede vale anche nel caso in cui i permessi
stessi vengano richiesti nell�'ambito dello stesso mese dal secondo genitore
(o, nei casi previsti, fratello o sorella), prima o dopo la fruizione del
periodo frazionato di congedo straordinario da parte dell�'altro.
Perciò, ad es., se un congedo straordinario
viene chiesto dal 24.1. al 5.4., non potranno essere riconosciuti, né alla
madre né al padre, giorni di permesso ex lege 104, sia nel mese di
gennaio che in quello di aprile (oltre che in quelli di febbraio e marzo).
Il verificarsi, per lo stesso soggetto, durante
il congedo straordinario, di altri eventi che di per sè potrebbero
giustificare una astensione dal lavoro, non determina interruzione nel congedo
straordinario. In caso di malattia o maternità è però fatta salva una
diversa esplicita volontà da parte del lavoratore o della lavoratrice volta ad
interrompere la fruizione del congedo straordinario, interruzione che può
comportare o meno, secondo le regole consuete, l�'erogazione di indennità a
carico dell�'INPS; in tal caso la possibilità di godimento, in momento
successivo, del residuo del congedo straordinario suddetto, è naturalmente
subordinata alla presentazione di nuova domanda (v. par. 4). A proposito della
indennizzabilità o meno dell�'evento di malattia o di maternità che consente
l�'interruzione del congedo straordinario si sottolinea in particolare che,
considerato che la fruizione del congedo straordinario comporta la sospensione
del rapporto di lavoro, l�'indennità è riconoscibile solo se non sono
trascorsi più di 60 giorni (6) dall�'inizio della sospensione (in linea di
massima coincidente, come è noto, con l�'ultima prestazione lavorativa).
L�'astensione facoltativa da parte dell�'altro
genitore, per il medesimo figlio handicappato e nello stesso periodo
in cui il primo genitore è in godimento del congedo straordinario, non è
ammissibile in quanto l�'alternatività di cui alla disposizione in esame si
riferisce anche al godimento di benefici diretti al medesimo fine, da parte dell�'altro
La disposizione in esame prevede che il periodo
medesimo è coperto da contribuzione figurativa, che spetta, come l�'indennità
fino ad un importo complessivo massimo di lire 70 milioni annue per il
congedo di durata annuale.
Sull�'argomento si fa riserva di istruzioni a parte.
Per l'imputazione contabile dell'indennità
percepita durante la fruizione del congedo straordinario di cui si tratta,
stante la sua natura di prestazione a sostegno della famiglia con onere a carico
dello Stato e quindi da evidenziare, come già precisato con circolare n. 206
dell'11.12.2000, nella contabilità separata " GAT " nell'ambito della
"Gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni
previdenziali", sono stati istituiti i seguenti conti:
GAT 30/06 - se anticipata dai datori di lavoro, di
competenza degli anni precedenti:
GAT 30/86 - se anticipata dai datori di lavoro, di
competenza dell'anno in corso;
GAT 30/07 - se erogata direttamente dall'Istituto, di
competenza degli anni precedenti;
GAT 30/87 - se erogata direttamente dall'Istituto, di
GAT 10/35 - per la rilevazione del debito e dei
conseguenti pagamenti nei casi di erogazione diretta da parte dell'Istituto.
Per la rilevazione di eventuali recuperi delle
indennità in argomento è stato istituito il conto GAT 24/34. In corrispondenza
di tale conto è stato istituito il codice di bilancio " 87 " con il
quale sarà aggiornata la procedura "recupero crediti per
Al predetto conto verranno imputati, da parte della
procedura DM, anche eventuali recuperi effettuati al suddetto titolo dai datori
Gli importi relativi alle partite di che trattasi che
alla fine dell'esercizio risultino ancora da definire, saranno imputati,
mediante la ripartizione del saldo del conto GPA 00/32 eseguita dalla suddetta
procedura, al conto esistente GAT 00/30.
Il suddetto codice di bilancio con la denominazione:
"Indennità derivante da congedo straordinario art. 80, comma 2, L.
388/2000" dovrà essere utilizzato, ovviamente, anche per evidenziare,
nell'ambito del partitario del conto GPA 00/69, i crediti per prestazioni
divenuti inesigibili.
Inoltre, le eventuali somme non riscosse dai
beneficiari dovranno essere evidenziate nell'ambito del partitario del conto GPA
10/31 e contraddistinte dal codice di bilancio di nuova istituzione " 87 -
Somme non riscosse dai beneficiari - indennità derivante da congedo
straordinario art. 80, comma 2, L. 388/2000".
Al termine dell'esercizio le partite in argomento che
risultino ancora da definire dovranno essere imputate al conto GAT 10/36.
Nell'allegato n. 4 si riportano i conti di nuova
istituzione GAT 10/35, GAT 10/36, GAT 24/34, GAT 30/06, GAT 30/07, GAT 30/86 e
GAT 30/87.
(1) Il riferimento ai commi 1 e 2 dell�'art. 33
della l. 104 - che come è noto, sono applicabili solo fino al terzo anno di
età del bambino - è certamente improprio per situazioni di handicap grave
accertato da almeno cinque anni: il riferimento stesso deve intendersi perciò
operato solo ai fini dell�'individuazione dei soggetti titolari del diritto al
(2) Si ricorda che gli emolumenti di cui trattasi sono da calcolare pro
quota (vale a dire in frazioni), anche se gli stessi sono
stati corrisposti per intero nel mese considerato ovvero in questo non siano
stati corrisposti affatto: così, ad es., va comunque calcolata la quota
frazionaria di tredicesima o premi, gratifiche, ecc.. Normalmente la frazione
stessa è pari ad 1/12; se il premio, gratifica, ecc. spettanti sono riferiti a
periodi inferiori all�'anno la frazione si riduce in proporzione (es.: 1/6 dei
premi semestrali).
(3) La stampa sarà curata dalle Sedi utilizzando gli stanziamenti di bilancio
previsti per l�'approvvigionamento di modulari. Per l�'allestimento
tipografico dei moduli dovrà essere utilizzato il formato A3 (cm. 29,7 x 42) in
modo che il foglio ripiegato assuma le dimensioni del formato A4 (cm. 21 x
29,7).
In sostanza, sulla facciata anteriore (da ripiegare) dovranno essere stampate, a
sinistra la pag. 4 e a destra la pag. 1, e sulla facciata posteriore a sinistra
la pag. 2 e a destra la pag. 3.
Come può rilevarsi dai moduli consultabili nel sito INTRANET/INTERNET, il
colore di alcuni riquadri è arancio chiaro per il mod. hand 4 - congedi
straordinari genitori, giallo chiaro per il mod. hand 5 - congedi straordinari
Ovviamente i moduli possono essere stampati da P.C., per singola pagina, in
formato A4, utilizzando i files scaricabili dal predetto sito
(4) Tale comunicazione può essere considerata in linea di massima sufficiente,
salvo diversa indicazione del lavoratore stesso, per la modifica del periodo
precedentemente fissato.
(5) Per determinare la non fruibilità dei riposi giornalieri ex lege 104
nell�'arco dello stesso mese è sufficiente che una parte anche minima di
congedo straordinario cada nell�'arco di un mese.
(6) In caso di malattia il termine di 60 giorni è elevato a due mesi, se il
computo è più favorevole,
1. La lavoratrice e il lavoratore hanno diritto ad un
permesso retribuito di tre giorni lavorativi all'anno in caso di decesso o di
documentata grave infermità del coniuge od un parente entro il secondo grado o
del convivente, purché la stabile convivenza con il lavoratore o la lavoratrice
risulti da certificazione anagrafica. In alternativa, nei casi di documentata
grave infermità, il lavoratore e la lavoratrice possono concordare con il
datore di lavoro diverse modalità di espletamento dell'attività lavorativa.
2. I dipendenti di datori di lavoro pubblici o privati
possono richiedere, per gravi e documentati motivi familiari, fra i quali le
patologie individuate ai sensi del comma 4, un periodo di congedo, continuativo
o frazionato, non superiore a due anni. Durante tale periodo il dipendente
conserva il posto di lavoro, non ha diritto alla retribuzione e non può
svolgere alcun tipo di attività lavorativa. Il congedo non è computato
nell'anzianità di servizio né ai fini previdenziali; il lavoratore può
procedere al riscatto, ovvero al versamento dei relativi contributi, calcolati
secondo i criteri della prosecuzione volontaria.
3. I contratti collettivi disciplinano le modalità di
partecipazione agli eventuali corsi di formazione del personale che riprende
l'attività lavorativa dopo la sospensione di cui al comma 2.
4. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, il Ministro per la solidarietà sociale, con
proprio decreto, di concerto con i Ministri della sanità, del lavoro e della
previdenza sociale e per le pari opportunità, provvede alla definizione dei
criteri per la fruizione dei congedi di cui al presente articolo,
all'individuazione delle patologie specifiche ai sensi del comma 2, nonché alla
individuazione dei criteri per la verifica periodica relativa alla sussistenza
delle condizioni di grave infermità dei soggetti di cui al comma 1.
4.bis. La lavoratrice madre o, in alternativa, il
gravità di cui all�'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n.104,
accertata ai sensi dell�'articolo 4, comma 1, della legge medesima da almeno
cinque anni e che abbiano titolo a fruire dei benefici di cui all�'articolo 33,
commi 1, 2 e 3, della predetta legge n. 104 del 1992 per l assistenza del
figlio, hanno diritto a fruire del congedo di cui al comma 2 del presente
articolo entro sessanta giorni dalla richiesta. Durante il periodo di congedo,
il richiedente ha diritto a percepire un�'indennità corrispondente all�'ultima
retribuzione e il periodo medesimo è coperto da contribuzione figurativa; l�'indennità
e la contribuzione figurativa spettano fino ad un importo complessivo massimo di
lire 70 milioni annue per il congedo di durata annuale. Detto importo è
rivalutato annualmente, a decorrere dall�'anno 2002, sulla base della
variazione dell�'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e
impiegati. L�'indennità è corrisposta dal datore di lavoro secondo le
modalità previste per la corresponsione dei trattamenti economici di
maternità. I datori di lavoro privati, nella denuncia contributiva, detraggono
l�'importo dell�'indennità dall�'ammontare dei contributi previdenziali
dovuti all�'ente previdenziale competente. Per i dipendenti dei predetti datori
di lavoro privati, compresi quelli per i quali non è prevista l assicurazione
per le prestazioni di maternità, l indennità di cui al presente comma è
corrisposta con le modalità di cui all�'articolo 1 del decreto-legge 30
dicembre 1979, n. 663, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio
1980, n. 33. Il congedo fruito ai sensi del presente comma alternativamente da
entrambi i genitori, anche adottivi, non può superare la durata complessiva di
due anni; durante il periodo di congedo entrambi i genitori non possono fruire
dei benefici di cui all�'articolo 33 della 5 febbraio 1992, n.104, fatte salve
le disposizioni di cui ai commi 5 e 6 del medesimo articolo.
Allegato 2 (omesso)
Allegato 3 (omesso)