Source: http://www.fondazionetercas.it/fondazione/presentazione/
Timestamp: 2019-03-26 18:19:06+00:00
Document Index: 84215683

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.2447', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 153', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 118']

Fondazione Tercas | Presentazione
La Fondazione Tercas è una persona giuridica privata, persegue esclusivamente scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico, culturale e sociale nella provincia di Teramo e nei settori di intervento individuati con cadenza triennale tra quelli indicati dal D.Lgs 153/99.
Le risorse finanziarie per l’attuazione della Mission
Agli inizi degli anni Novanta, con l’applicazione della legge 30 luglio 1990 n. 218 ( Legge Amato), che si proponeva di ristrutturare e ammodernare il sistema bancario nazionale, le Casse di risparmio sono state oggetto di una profonda e radicale trasformazione che ha fortemente modificato il loro assetto, sia dal punto di vista giuridico – istituzionale sia da quello strutturale – operativo. Per effetto della riforma, la Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo, nata con Regio Decreto del 12 ottobre 1939 dalla fusione delle Casse di Risparmio di Atri e Nereto, acquisisce la qualificazione di Ente conferente denominato “Fondazione Tercas” a seguito dell’operazione di conferimento – voluta dalla Legge – dell’azienda bancaria ad una apposita società per azioni denominata, appunto Società conferitaria “Tercas S.p.A.“
Alla fondazione “residuata”, in memoria delle ragioni che portarono in origine all’esercizio del credito – ragioni ispirate a criteri di utilità e solidarietà sociale – vengono attribuiti scopi statutari finalizzati al perseguimento di scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico.
Successivamente, secondo la versione dello Statuto approvato dal Ministero il 21 giugno 2000 e conseguentemente alla mutata normativa, la Fondazione ha assunto lo status di persona giuridica privata; le attività di indirizzo sono state scisse, ed oggi la Fondazione è governata da due organi complementari, ciascuno con attribuzioni specifiche: il Consiglio di Indirizzo, composto da dieci membri (tra i quali il Presidente del Consiglio di Indirizzo che è anche Presidente della Fondazione), in parte designati da enti pubblici e privati, ed il Consiglio di Amministrazione, composto da cinque membri nominati dal Consiglio di Indirizzo, cui sovrintende il Presidente.
Tra gli anni 2001 e 2003 sia apre uno scontro molto duro tra fondazioni e Ministero dell’Economia e delle Finanze: l’allora Ministro Giulio Tremonti introduce, con l’art. 11 della legge finanziaria per il 2002, un emendamento al D.Lgs 153/99 al fine di vincolare l’autonomia delle fondazioni. Contro la legittimità di tali modifiche si avvia un contenzioso, fino alle pronunce della Corte Costituzionale del settembre 2003. Con la sentenza n. 300 si riafferma la natura giuridica privata delle fondazioni, riconoscendo loro piena autonomia statutaria e gestionale e collocandole a pieno titolo tra i soggetti espressione dell’organizzazione delle libertà sociali.
Con la sentenza n. 301, invece, si sancisce l’illegittimità costituzionale della norma che impone che negli organi di indirizzo vi dovesse essere una prevalenza di membri espressione degli enti locali; negli organi di indirizzo deve, invece, essere presente una qualificata rappresentanza degli enti, pubblici e privati, espressivi delle realtà locali.
Raggiunto quindi un quadro giuridico certo, la Fondazione Tercas, pur non essendovi esigenze di adeguamento in senso stretto, arriva ad una nuova revisione statutaria nel dicembre 2005, al fine di una più stretta rispondenza, anche formale, tra le diverse definizioni.
La Fondazione Tercas cede nell’ottobre 2006 il 15% della partecipazione nella Banca Tercas SpA; si tratta di 7.500.000 azioni ordinarie per un valore nominale di 3,9 milioni di euro cedute mediante OPV, Offerta Pubblica di Vendita. Il prezzo di cessione, fissato in 9 euro per azione, consente alla Fondazione un incasso complessivo di 67,5 milioni di euro che determinano una plusvalenza e quindi un incremento del patrimonio netto di quasi 48 milioni di Euro. L’operazione, con oltre 5000 sottoscrittori, si conclude con un successo tale da rendere necessaria l’assegnazione con riparto. L’interessenza nel capitale della Banca Tercas SpA si attesta quindi al 65%.
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IL COMMISSARIAMENTO DI BANCA TERCAS.
Il Commissario Sora, quindi, in data 7 luglio 2014, convoca per il giorno 29 dello stesso mese di luglio l’Assemblea degli Azionisti di Banca Tercas SpA per deliberare sulle proposte di aumento di capitale “mediante integrale utilizzo delle riserve ed azzeramento del capitale sociale, ai sensi dell’art.2447 del codice civile, con annullamento delle azioni ordinarie e contestuale aumento del capitale sociale, previo versamento del contributo a fondo perduto da erogarsi da parte del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi per un importo pari ad euro 265.000.000,00 (duecentosessantacinquemilioni virgola zero zero), in forma inscindibile ed a titolo oneroso riservato alla Banca Popolare di Bari Società Cooperativa per Azioni per un importo complessivo di euro 230.000.000,00 (duecentotrentamilioni virgola zero zero), mediante emissione di n. 230.000.000 azioni ordinarie, del valore nominale di euro 1,00 (uno virgola zero zero) ciascuna, con caratteristiche identiche a quelle annullate, con esclusione del diritto di opzione ai sensi dell’articolo 2441, comma 5, del codice civile e conseguente modifica dell’art. 6 dello Statuto sociale.”
Il Comunicato quindi conclude affermando “ con l’insediamento degli Organi Sociali avranno termine le procedure di amministrazione straordinaria di Banca Tercas e di Banca Caripe ed entrambe le banche verranno restituite alla gestione ordinaria.
LA FINE DEL COMMISSARIAMENTO DI BANCA TERCAS.
Dal 1 ottobre 2014, quindi, Banca Popolare di Bari – capofila dell’omonimo gruppo di cui fanno parte anche la Cassa di Risparmio di Orvieto e la Popolare Bari Corporate Finance – assume il pieno ed effettivo controllo di Banca Tercas e della sua controllata Banca Caripe.
La “Mission” della Fondazione Tercas
La definizione della mission della nostra Fondazione è esplicitata in maniera solenne nello Statuto, (in vigore dal 1 Aprile 2014) dove all’art. 2 si legge, appunto, che “La Fondazione persegue esclusivamente scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico del territorio, nel rispetto delle tradizioni originarie. La Fondazione indirizza la propria attività esclusivamente nei settori ammessi di cui all’art. 1, comma 1, lett. c-bis) del D.Lgs 153/99, e agli art. 153, comma 21, e 172 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 ed opera in via prevalente nei settori rilevanti di cui all’art. 1, comma 1, lett. d) del citato decreto, assicurando singolarmente e nel loro insieme l’equilibrata destinazione delle risorse e la preferenza ai settori a maggiore rilevanza sociale. La Fondazione svolge la sua attività nel territorio della Provincia di Teramo quale risulta alla data di approvazione del presente Statuto, e, ricorrendo determinati presupposti, in altri ambiti territoriali, con il coordinamento dell’ACRI o della Consulta delle Fondazioni Bancarie Abruzzesi..omissis…”
L’Ente, poi, definisce di volta in volta campi e spazi di operatività attraverso la programmazione pluriennale ed annuale. Tali definizioni danno luogo alla redazione dei Documenti di Programmazione Annuale e Pluriennale con i quali, nell’ambito dei valori e di specifici obiettivi privilegiati, si individuano i settori (in numero massimo di cinque) nei quali sarà concentrata, nel periodo di riferimento, la prevalenza delle risorse da assegnare, e quelli per i quali si prevedono comunque destinazioni. In occasione del Documento di Programmazione Pluriennale 2017 – 2019 la Fondazione ha delineato le strategie guida di intervento nel triennio, identificando così, in via preliminare, i Settori Rilevanti ed i Settori Ammessi di cui all’art. 1 lettera d) del D.Lgs 153/99, ai quali deve essere destinato almeno il 50% dell’avanzo d’esercizio, al netto degli accantonamenti alla riserva obbligatoria.
Per il triennio 2017-2019 il Documento di Programmazione Pluriennale ha individuato due SETTORI RILEVANTI
Arte, Attività e Beni Culturali (Cultura)
Volontariato, Filantropia e Beneficenza (Welfare)
Educazione, Istruzione e Formazione (Istruzione)
Ricerca Scientifica e Tecnologica (Ricerca Scientifica).
Resta fermo che la Fondazione opera in un’ottica di sussidiarietà orizzontale, quella stessa sussidiarietà sancita dall’art. 118 della Costituzione, secondo un’idea che ha trovato ormai pieno ed assoluto riconoscimento nelle già citate sentenze assunte dalla Consulta sul tema delle fondazioni. La Fondazione, pertanto, sta al fianco delle istituzioni pubbliche, in quanto interprete di quei bisogni della comunità di riferimento cui i vari livelli di governo pubblico non riescono a fare fronte. Per corrispondere adeguatamente a questa attesa ed ai compiti di un così impegnativo disegno, l’Ente, oltre che proporsi di perseguire con continuità il raggiungimento dei giusti assetti organizzativi e di struttura, si prefigge di stabilire e mantenere livelli elevati di collegamento e di relazione con gli organismi del territorio che svolgono attività nei campi istituzionali ad esso più vicini.
La Fondazione destina alla propria attività istituzionale le risorse derivanti dagli investimenti finanziari del proprio patrimonio in conformità alle vigenti disposizioni di legge in materia ed alle previsioni del proprio statuto.
Rispetto al ruolo di una Fondazione, non possono definirsi principi che in assoluto graduino la priorità dei bisogni, occorrendo collocare i processi di scelta all’interno della realtà concreta del territorio; è in questo modo che nel passato l’Ente ha sostanzialmente rivolto la propria attenzione principalmente al settore della cultura (ora denominato Arte Attività e Beni Culturali), con particolare riguardo alle attività capaci di incidere stabilmente sui livelli di conservazione e sviluppo del patrimonio culturale della Provincia, a quello della Ricerca Scientifica e Tecnologica ed a quelli riconducibili all’area dell’assistenza alle categorie deboli (Volontariato, beneficenza e filantropia e Assistenza agli anziani).