Source: http://www.aslromad.it/Pagina.aspx?Section=1&Page=4
Timestamp: 2018-06-18 17:16:54+00:00
Document Index: 26159897

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 35']

L'Azienda ispira il proprio modello organizzativo-gestionale a criteri di responsabilizzazione, di delega dei sistemi di gestione, di autonomia e responsabilità professionale degli operatori.
L'attribuzione e la delega espressa di poteri e l'assegnazione di obiettivi rendono possibile il coinvolgimento degli operatori nella gestione aziendale, consentendo la valutazione dei risultati raggiunti rispetto agli obiettivi assegnati.
L'Azienda applica, in quanto possibile, il principio della separazione delle responsabilità di governo e di committenza da quelle di produzione delle prestazioni, di organizzazione e gestione delle risorse assegnate.
Ciascun dirigente è tenuto al rispetto di un contributo obbligatorio minimo di responsabilità, salvo ulteriori attribuzioni contenute nei contratti di lavoro. Tale contributo è costituito da:
responsabilità nell'utilizzo efficiente ed efficace delle risorse assegnate;
responsabilità nella tutela della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro;
obbligo di riservatezza e di lealtà nei confronti della Azienda;
obbligo di trasparenza e di soddisfacimento dei debiti informativi.
La descrizione della struttura organizzativa è riportata nell'allegato 4 dell'Atto Aziendale.
Le articolazioni organizzative dell'Azienda
La struttura organizzativa dell'Azienda è articolata in unità organizzative di tipo produttivo o di supporto e nel cui ambito aggregano risorse professionali, tecniche e finanziarie ed assicurano, attraverso il governo dei processi e delle attività, il raggiungimento degli obiettivi assegnati.
Le articolazioni, sulla base delle correlate responsabilità tecnico professionali e/o di organizzazione e di gestione delle risorse assegnate, possono essere:
Strutture Complesse (U.O.C.):
per Struttura Complessa si intende l'articolazione interna dell'Azienda alla quale è attribuita la responsabilità di gestione di risorse umane, tecniche o finanziarie, secondo quanto previsto dall'articolo 15 - quinquies, 5° comma del Decreto Legislativo n° 229/99 e dai relativi articoli dei Contratti Collettivi Nazionali di lavoro vigenti;
le strutture complesse esercitano funzioni amministrative o assistenziali, chiaramente individuabili, e sono contrassegnate da un significativo valore economico sia in termini di tecnologie utilizzate che di risorse umane affidate e hanno la responsabilità del budget assegnato;
la titolarità della struttura complessa implica l'assunzione di funzioni di Direzione e organizzazione delle risorse e della attività da attuarsi nel rispetto degli obiettivi economici, organizzativi e gestionali del dipartimento di appartenenza, nonché l'adozione di decisioni volte al corretto espletamento delle attività in termini di appropriatezza.
Strutture semplici a valenza Dipartimentale (U.O.S.D.):
assicurano attività riconducibili ad una o più linee di attività, chiaramente individuabili, non ridondanti o riconducibili alle U.O.C. e con responsabilità del budget assegnato;
la titolarità della struttura semplice a valenza dipartimentale implica l'assunzione di funzioni di Direzione e organizzazione delle risorse assegnate e della attività da attuarsi nel rispetto degli obiettivi economici, organizzativi e gestionali del dipartimento di appartenenza, nonché l'adozione di decisioni volte al corretto espletamento delle attività in termini di appropriatezza.
Strutture semplici (U.O.S.):
le strutture semplici sono articolazioni funzionali della struttura complessa;
le strutture semplici assicurano funzioni riconducibili a una o più linee di attività tra loro coerenti, chiaramente individuate nell'ambito della struttura complessa di riferimento. La relativa titolarità implica l'attribuzione di funzioni con responsabilità ed autonomia limitate agli obiettivi assegnati all'interno dei processi di produzione.
Incarichi di natura professionale, di alta specializzazione, di consulenza, di studio e di ricerca:
prevedono il riconoscimento e l'esercizio di elevate competenze tecnico-professionali tese a produrre servizi e/o prestazioni particolarmente complessi, nell'ambito di una determinata disciplina.
Alle articolazioni organizzative individuate corrispondono diversi livelli di complessità organizzativa e professionale, da cui discendono le responsabilità attribuite.
Dette articolazioni sono graduate sulla base del sistema di pesatura secondo i criteri previsti sia dai contratti nazionali di lavoro che dalla contrattazione integrativa aziendale.
Le modalità di affidamento e revoca degli incarichi sono definite con atto specifico.
Per il personale del comparto l'azienda individua posizioni organizzative che svolgono funzioni che implicano assunzione diretta di elevata responsabilità.
Il Presidio Ospedaliero Unico dell'Azienda è articolato in tre ospedali:
C.P.O. Gennaro Di Rosa
P.O. Integrato L. Di Liegro (in via di accreditamento istituzionale)
Il Presidio Ospedaliero Unico è struttura operativa dell'Azienda ed è organizzato secondo modello dipartimentale, in strutture complesse, semplici e semplici dipartimentali ed è dotato di autonomia gestionale e con contabilità separata all'interno del bilancio dell'Azienda. All'interno dello stesso è istituita una unità operativa complessa a responsabilità amministrativa, a cui è preposto un dirigente amministrativo.
Esso rappresenta un livello di responsabilità condivisa dei livelli qualitativi e di appropriatezza delle prestazioni erogate ovvero del miglioramento continuo della qualità e del governo clinico.
La missione fondamentale del Presidio Ospedaliero Unico è rappresentata dalla diagnosi e cura di patologie tali da richiedere prestazioni diagnostiche, terapeutiche, riabilitative ad alta integrazione e concentrazione nel tempo e nello spazio di risorse umane e tecnologiche. E' preposto al trattamento di pazienti in urgenza o portatori di patologie acute.
Assicura la fornitura di prestazioni specialistiche in regime di ricovero, di day-hospital, ambulatoriale e di pronto soccorso, secondo le caratteristiche di qualità e di quantità specificate nei piani di attività annualmente predisposti sulla base delle indicazioni della programmazione regionale e aziendale.
Il Presidio Ospedaliero Unico, al fine di meglio assolvere la missione fondamentale, attua ogni possibile forma di integrazione con le altre strutture operative dell'Azienda ed in particolare con i Distretti di riferimento, con le loro articolazioni interne, con i medici di medicina generale e con le loro organizzazioni, secondo i principi della presa in carico dei pazienti, della continuità assistenziale, dell'umanizzazione e personalizzazione dei percorsi di accesso e di cura.
Nel Presidio Ospedaliero Unico è istituita la Direzione Medica, con i compiti e le responsabilità previste dalle vigenti normative.
Il Direttore Generale affida, secondo le procedure previste dalla vigente normativa concorsuale, la Direzione del Presidio Ospedaliero ad un Dirigente Medico quale responsabile delle funzioni igienico-organizzative.
Il Direttore Medico ha la responsabilità gestionale ed organizzativa del Presidio Ospedaliero ed è complessivamente responsabile dello sviluppo del governo clinico, della qualità e dell'appropriatezza delle prestazioni erogate e dei processi organizzativi riguardanti la continuità assistenziale e la presa in carico dei pazienti.
E' responsabile unico della gestione operativa delle strutture ospedaliere e risponde alla Direzione Aziendale del buon andamento delle attività e del complessivo assetto organizzativo delle strutture ospedaliere, degli obiettivi e del budget ad esso affidati.
Le competenze del Direttore Medico del Presidio Ospedaliero Unico sono quelle relative:
alla funzione direzionale di tutte le attività di erogazione delle strutture ospedaliere;
al perseguimento degli obiettivi di risultato e di attività negoziati in sede di contrattazione di budget con la Direzione Aziendale, mediante le risorse assegnate;
a garantire la migliore funzionalità dei servizi ospedalieri, favorire un'adeguata assistenza ospedaliera alle persone, nonché la continuità dell'assistenza, operando in stretta interrelazione con le altre strutture aziendali.
Il Direttore Medico del Presidio Ospedaliero assicura la funzione di supporto, integrazione, coordinamento, raccordo e continuità operativa tra i direttori delle strutture complesse dei Dipartimenti e la Direzione aziendale.
Esercita la funzione di garante della adeguatezza della risposta ospedaliera alla domanda di salute espressa dagli assistiti, nell'ambito degli indirizzi strategici definiti dalla Direzione Aziendale e delle risorse attribuite. Assicura la necessaria integrazione delle attività, garantendo il buon andamento generale del Presidio. Definisce con il concorso dei Direttori di Dipartimento e delle Unità Operative Complesse interessate le risorse e gli obiettivi nell'ambito degli indirizzi indicati dalla Direzione Aziendale.
Per le funzioni di coordinamento amministrativo è preposto un dirigente amministrativo in possesso dei requisiti di legge.
Il Distretto Sanitario e l'integrazione socio sanitaria
Il distretto, istituito ai sensi dell'art. 3 quater del D. Lgs n. 502/92 e ss.mm.ii., rappresenta l'articolazione territoriale dell'Azienda in cui si realizza l'integrazione complessa delle attività sociali e sanitarie, il coordinamento delle attività dei dipartimenti territoriali ed il raccordo con le attività dei dipartimenti ospedalieri.
Il ruolo del distretto quale garante dell'integrazione, dell'appropriatezza e della continuità dei percorsi assistenziali, trova espressione nell'esercizio della funzione di committenza nei confronti dei sistemi di produzione interni ed esterni, pubblici e privati.
il Distretto costituisce la sede delle relazioni tra attività aziendali ed enti locali per il pieno esercizio della funzione di programmazione volta ad individuare le principali aree di bisogno ed a delineare le priorità di intervento. Il Distretto rappresenta, pertanto, l'interlocutore privilegiato per i rapporti con gli enti locali e costituisce la struttura di riferimento per la cittadinanza, per quanto attiene al proprio territorio.
Dal punto di vista strutturale, il Distretto si configura quale articolazione territoriale, organizzativa e funzionale dell'Azienda, dotato di autonomia gestionale, a cui viene attribuito uno specifico budget.
L'integrazione socio-sanitaria rappresenta la strategia fondante del modello distrettuale, da perseguire a tutti i livelli del sistema, quale approccio che interpreta in modo completo l'obiettivo di tutelare la salute ed il benessere del cittadino.
Aspetti imprescindibili per realizzare l'integrazione socio-sanitaria sono:
l'adozione di un approccio per percorsi assistenziali integrati, a partire dalla progettazione e programmazione degli interventi, alla realizzazione della presa in carico, alla valutazione degli esiti in termini di risultati conseguiti;
la partecipazione della persona attraverso la personalizzazione degli interventi, valorizzando la relazione interpersonale anche in termini di qualità del tempo dedicato, la facilitazione all'accesso, il coinvolgimento del paziente nei percorsi assistenziali;
la multiprofessionalità quale cardine per formulare una azione integrata e continuativa;
la valorizzazione della rete, non soltanto istituzionale (Aziende Sanitarie, Comuni, Scuole, ecc.) ma anche informale (rete parentale, amicale, volontariato, privato sociale), costruendo sinergie tra le varie risorse.
Nella definizione e nell'articolazione dei percorsi e dei processi di presa in carico e continuità dell'assistenza, la dimensione dell'integrazione socio-sanitaria è condizione necessaria per il garantire il pieno diritto alla cura.
Il Distretto svolge le funzioni previste dall'art. 3-quinquies del D. Lgs. 502/92 e ss.mm.ii. e le seguenti attività:
a) valutazione della domanda/bisogno dei cittadini, anche attraverso forme di partecipazione delle associazioni dei cittadini, degli utenti e delle loro famiglie;
b) valutazione e conduzione dell'assetto erogativo di prestazioni sanitarie e socio-sanitarie, anche ai fini della qualità e dell'appropriatezza della domanda e delle risposte assistenziali, con particolare riferimento ai percorsi assistenziali per le patologie croniche e le persone fragili;
c) programmazione delle attività territoriali sanitarie e sociosanitarie;
d) compartecipazione, con gli enti locali, le aziende per i servizi alla persona e gli altri soggetti di cui all'art. 1 L. n. 328/2000 e ss.mm.ii., alla definizione delle più ampie politiche di welfare attraverso il piano di zona e gli accordi di programma, nonché attraverso una adeguata politica di integrazione socio-sanitaria;
e) garanzia della presa in carico e della continuità assistenziale, sia mediante la produzione diretta dei servizi e delle prestazioni, sia attraverso l'acquisizione degli stessi da altri soggetti aziendali ed extra aziendali, pubblici e privati accreditati.
Il Direttore di Distretto, dirigente in possesso dei requisiti previsti dall'articolo 3 sexies del D. Lgs n. 502/92, il cui incarico è attribuito ai sensi della normativa vigente, garantisce la funzione direzionale delle attività distrettuali.
E' responsabile delle attività del distretto, tenendo conto del relativo budget in termini di gestione delle risorse umane, strumentali ed economiche assegnate per il perseguimento degli specifici obiettivi attribuiti dalla legge e dalla programmazione regionale ed aziendale.
Il Direttore del Distretto è responsabile della struttura e del suo complessivo funzionamento.
E' responsabile altresì della programmazione e valutazione delle attività territoriali sanitarie e sociosanitarie, rispondendo al direttore generale della suddetta gestione e dei risultati raggiunti.
Il Direttore di Distretto assegna il budget alle varie articolazioni territoriali direttamente dipendenti dal Distretto.
Il Direttore del Distretto supporta la Direzione strategica nei rapporti con i Presidenti dei Municipi e con il Sindaco del Comune di Fiumicino, nonché con gli altri soggetti richiamati dall'art. 1 della legge n. 328/2000.
Il Direttore di Distretto assicura il coordinamento con il Dipartimento di Prevenzione per le iniziative di cui all'art. 7 bis, II comma, del D. Lgs n. 502/92 e ss. mm. Ii.
Le funzioni di produzione distrettuali sono:
a. prevenzione e tutela della salute della donna della coppia e del bambino;
b. prevenzione e cura delle dipendenze patologiche;
c. medicina generale, specialistica territoriale e continuità assistenziale;
d. medicina legale;
e. assistenza protesica;
f. riabilitazione e presa in carico dell'utente disabile adulto;
g. assistenza domiciliare integrata, assistenza semiresidenziale e residenziale.
Sono considerate funzioni strategiche per le attività distrettuali: l'integrazione sociosanitaria, il Punto unico di Accesso (PUA), la valutazione multidimensionale distrettuale e l'integrazione ospedale - territorio.
Le strutture ed i servizi distrettuali, operano con modalità integrate, garantendo il raccordo funzionale delle diverse linee di attività.
Le indicazioni attuali sono da ritenersi flessibili in funzione dell'evoluzione del quadro programmatorio regionale.
La Casa della Salute, la cui funzione strategica è rappresentata soprattutto da un'efficace presa in carico del paziente cronico attraverso percorsi diagnostico- terapeutici assistenziali condivisi, rappresenta un nodo della rete dei servizi territoriali ed è inserita nel Distretto, di cui rappresenta un'articolazione organizzativa. Tale struttura è destinata a trattare persone affette da patologie cronico-degenerative in fase non acuta e con esigenze diversificate e forme morbose a lenta risoluzione, che in passato afferivano alla tradizionale degenza ospedaliera, generando ricoveri impropri.
L'Ospedale di Comunità, la cui funzione strategica è rappresentata soprattutto da una efficacia presa in carico di pazienti anche acuti, che potrebbero essere trattati efficacemente anche in assistenza domiciliare integrata ma la cui compliance familiare insufficiente, rende necessaria la presa in carico degli stessi garantendone una assistenza continuativa con degenza giornaliera in relazione alle complesse multipatologie presenti e alle fragilità dei pazienti stessi.
L'integrazione dei medici di medicina generale nella organizzazione della struttura ne garantisce la vocazione multifunzionale e a gestione multiprofessionale (con particolare valorizzazione della figura dell'infermiere-case manager e del bed-manager).
Il Dipartimento di Prevenzione rappresenta la principale articolazione di riferimento per il macrolivello dei LEA "Assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di lavoro" ed è, quindi, la struttura operativa aziendale che garantisce detta assistenza, perseguendo obiettivi di promozione della salute e prevenzione delle malattie e delle disabilità, anche attraverso azioni coordinate con le altre strutture.
Il Dipartimento di Prevenzione è propulsore e coordinatore di interventi di promozione della salute e di prevenzione sul territorio e non si limita, quindi, ad avere un ruolo meramente o prevalentemente ispettivo e certificativo.
Ai sensi degli artt. 7 ess. del D. Lgs. 502/92 e ss.mm.ii., il Dipartimento di Prevenzione aggrega le funzioni specificamente dedicate a:
Le funzioni svolte dal Dipartimento di Prevenzione sono organizzate in rapporto all'omogeneità della disciplina di riferimento, alle funzioni attribuite, nonché alle caratteristiche e alle dimensioni del bacino di utenza e devono sviluppare reciproche forme di integrazione operativa nell'ambito dei rispettivi programmi di attività che prevedono l'esercizio di funzioni affini.
Il Dipartimento di Salute Mentale rappresenta il riferimento ed il garante clinico per la tutela della salute mentale. Pertanto opera per la prevenzione, la cura e la riabilitazione di ogni forma di disagio mentale, privilegiando interventi personalizzati ed intervenendo prioritariamente sul territorio. Il DSM coordina sotto un'unica direzione le attività territoriali ed ospedaliere, pubbliche e private accreditate dell'assistenza per la salute mentale.
Il DSM è un dipartimento strutturale transmurale (territoriale ed ospedaliero), dotato di autonomia tecnico-organizzativa.
Il DSM comprende più unità organizzative complesse finalizzate al completo sviluppo e all'integrazione degli interventi preventivi e terapeutico-riabilitativi.
Il Direttore del Dipartimento coordina la rete complessiva dei servizi territoriali ed ospedalieri, pubblici e privati accreditati dell'assistenza per la salute mentale che insistono sul territorio aziendale e gestisce la quota del budget aziendale destinato alla tutela della salute mentale nel perseguimento degli obiettivi assegnati.
Il DSM, attraverso le proprie strutture, garantisce tutte le funzioni previste dalla normativa vigente, ivi comprese: il controllo dei ricoveri degli utenti, di competenza territoriale, attraverso la Unità Valutativa Multidimensionale; la diagnosi ed il trattamento dei pazienti con disagio e patologie psichiche in ambito detentivo domiciliare; i percorsi di reinserimento sociale e lavorativo per i pazienti provenienti dagli OPG; la promozione e la gestione di alloggi comunitari; l'assistenza per le patologie connesse alle dipendenze.
Presso il DSM è costituita la Consulta della Salute Mentale di cui alla DGR 143 del 3 febbraio 1998. Per il suo funzionamento viene adottato apposito regolamento Aziendale.
Il Dipartimento di Medicina
Il Dipartimento Emergenza e Accettazione
Il Dipartimento Cure Primarie e dell'Integrazione Socio Sanitaria
Il Dipartimento per le Cure Primarie assicura l'assistenza dei Medici di Medicina Generale, dei Pediatri di Libera Scelta, l'assistenza specialistica, l'assistenza domiciliare, l'assistenza residenziale e semiresidenziale per anziani e per disabili, l'assistenza farmaceutica territoriale, le cure palliative, le attività medico legali sia monocratiche che collegiali.
L'organizzazione aziendale, al fine di sostenere e integrare l'apporto delle professioni sanitarie di cui alla legge n. 251/00, per un appropriato, efficace ed efficiente andamento dei processi preventivi, diagnostici, terapeutici e riabilitativi e rendere sinergico e ottimale l'andamento dei processi assistenziali, prevede nelle sue articolazioni che la linea clinica e la linea assistenziale agiscano in maniera integrata nel rispetto delle relative peculiarità scientifiche, professionali ed organizzative.
Le modalità con cui si realizzerà l'integrazione dovranno essere esplicitate nel regolamento dipartimentale.
Il Dipartimento è una struttura dotata di autonomia gestionale, titolare di indirizzo, direzione, organizzazione e coordinamento del personale infermieristico, ostetrico e riabilitativo, tecnico sanitario, tecnico della prevenzione e sociale.
Ai fini del conferimento dell'incarico di struttura, sia essa semplice che complessa, al personale della dirigenza delle professioni sanitarie si applicano le disposizioni previste dalla Legge 251/22 e dai vigenti CC.CC.NN.LL. della dirigenza professionale, tecnica e amministrativa.
Il Dipartimento per l'Amministrazione dei Fattori Produttivi
Il Dipartimento per l'amministrazione dei Fattori Produttivi coordina e razionalizza le attività dei Servizi Amministrativi, perseguendo altresì obiettivi di miglioramento dell'attività amministrativa complessiva aziendale, nell'ottica dell'efficienza, efficacia e semplificazione dell'azione amministrativa e gestionale.
Il Dipartimento favorisce la massima integrazione e cooperazione tra le strutture interne che la compongono e le altre strutture aziendali, promuovendo l'efficace introduzione di nuovi sistemi di gestione e l'innovazione costante dei processi di lavoro gestiti a garanzia del funzionamento complessivo dell'Azienda. Esso attua la gestione del ciclo attivo e del ciclo passivo secondo le regole della contabilità pubblica ed in base a principi contabili tesi alla continua qualificazione della spesa pubblica.
Per perseguire obiettivi di miglioramento dell'efficacia assistenziale e dell'efficienza operativa, l'Azienda attiva Dipartimenti interaziendali, coinvolgendo altre strutture sanitarie pubbliche regionali con il compito di contribuire al raggiungimento della mission aziendale.
I dipartimenti interaziendali vengono resi operativi a seguito di formali accordi tra le Aziende coinvolte. Tali accordi prevedono l'adozione di specifici Regolamenti che esplicitano gli obiettivi generali di tali dipartimenti, le procedure di nomina e il profilo di ruolo del Direttore di dipartimento, le modalità di coordinamento, l'eventuale svolgimento di attività in comune, la gestione di risorse in comune nonché gli aspetti economici e le modalità di applicazione operativa dei sistemi di gestione dei rischi.
I dipartimenti interaziendali rappresentano uno strumento cui affidare il compito di perseguire le finalità e gli obiettivi di collaborazione e integrazione concordati tra le Aziende aderenti, sia sul piano assistenziale che su quello tecnico-amministrativo.
Il Direttore di Dipartimento interaziendale è nominato dal Direttore Generale dell'Azienda dalla quale è giuridicamente dipendente, previa intesa tra le Aziende interessate.
Il Direttore di dipartimento strutturale interaziendale rimane titolare della unità operativa complessa cui è preposto. L'incarico di Direttore di dipartimento strutturale interaziendale ha durata da due a tre anni, è sottoposto a verifica. Al Direttore del dipartimento strutturale interaziendale spetta la relativa indennità di posizione prevista dal vigente CCNL per la direzione di dipartimento strutturale aziendale.
Le responsabilità connesse alla gestione delle risorse delle singole UOC restano in capo ai direttori delle strutture complesse che compongono il dipartimento interaziendale.
In sede di prima applicazione si istituisce il Dipartimento Interaziendale del Farmaco di cui al successivo art. 35, e il Dipartimento Interaziendale di Medicina Legale a cui afferiscono le attività di Medicina Legale delle Aziende Sanitarie RM D, RM E ed RM F.
Il funzionamento del Dipartimento Interaziendale di Medicina Legale sarà definito attraverso apposito regolamento condiviso dalle Aziende interessate.
Il Dipartimento Interaziendale del Farmaco
La direzione del Dipartimento interaziendale del Farmaco, d'intesa tra le Aziende interessate, è affidata all'Azienda Sanitaria Locale Roma 3.
Area delle Funzioni di Staff alla Direzione Aziendale
L'Area delle funzioni di staff garantisce lo svolgimento coordinato delle attività di programmazione, valutazione e controllo rivolte all'integrazione del governo clinico e di quello economico, secondo le linee strategiche della Direzione aziendale.
Con riferimento alle principali funzioni trasversali di rilevanza esterna o ad alta necessità di integrazione, vengono individuate specifiche strutture che presidiano processi ed azioni di particolare rilevanza e complessità, a supporto ed orientamento delle principali scelte strategiche aziendali e dei conseguenti indirizzi operativi.
L'Area delle Attività Amministrative Decentrate coordina e razionalizza le attività dei Servizi Amministrativi, perseguendo altresì obiettivi di miglioramento dell'attività amministrativa complessiva aziendale, nell'ottica dell'efficienza, efficacia e semplificazione dell'azione amministrativa e gestionale.
L'Area delle Attività Amministrative Decentrate promuove innovazione e miglioramento da realizzare anche mediante il coordinamento delle funzioni amministrative dipartimentali, distrettuali e di presidio garantendo un migliore raccordo tra direzione amministrativa aziendale e strutture amministrative dei distretti e dei presidi, unicità delle procedure, controllo del budget ed efficienza della spesa.
L'area funzionale Materno Infantile ha quale compito farsi carico di tutti gli aspetti inerenti la salvaguardia della salute della popolazione in età evolutiva, della donna in tutte le fasi della vita, per una maternità consapevole e per la sua sfera ginecologica; contribuire alla tutela della unicità e peculiarità del rapporto genitore/bambino da un punto di vista organico e psichico; coinvolgere gli utenti nelle attività assistenziali, ponendo continuamente al centro dell'attenzione e della verifica continua dei risultati, il rispetto dei diritti e dei bisogni dell'utente e del suo nucleo familiare e il diritto ad essere coinvolto in modo informato nelle decisioni che lo riguardano.
L'area funzionale Materno Infantile si pone l'obiettivo di promuovere la definizione dei ruoli e delle specificità delle diverse U.O. identificando prioritariamente gli elementi e le procedure che devono essere assicurati nella prospettiva dell'integrazione ospedale-territorio al fine di rendere il sistema efficiente sostenibile e in grado di ampliare l'offerta agli utenti.