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Timestamp: 2020-01-26 22:14:03+00:00
Document Index: 186254222

Matched Legal Cases: ['art. 1372', 'art. 2948', 'art. 2043', 'art. 2043', 'art. 2043', 'art. 2947']

Si segnala il seguente parere del dott. Giuseppe Debenedetto per la lucidità argomentativa dimostrata e l’individuazione delle strategie difensive ritenute più idonee alla difesa del cliente.
CORSO ON-LINE DELL’AVV. LUIGI VIOLA (TENUTO SUL PORTALE GIURIDICO WWW.OVERLEX.COM) PER LA PREPARAZIONE ALL’ESAME DI ABILITAZIONE ALL’ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE FORENSE 2005.
7 bis) PARERE DI DIRITTO CIVILE.
Tizio acquista un immobile in data 9/05/2000.
L’immobile viene acquistato con tutti gli arredi, nonché con tutte le utenze allacciate (luce, gas, acqua, ecc.).
Tizio si stabilisce in quell’abitazione con tutto il resto della sua famiglia.
Inaspettatamente, il 9/05/2005 gli viene notificato un atto di citazione da parte dell’Enel, che lo chiama ad adempiere i suoi obblighi economici derivanti dal periodo di utenza 9/05/1998-9/04/2000.
A Tizio sembra assurdo dover pagare una somma di denaro all’Enel relativamente ad un periodo in cui non era stato immesso nel possesso dell’immobile di riferimento.
Così, decide di recarsi presso l’ufficio informazioni Enel più vicino, per capire meglio di cosa mai potesse essere ritenuto responsabile.
All’ufficio gli viene riferito che avrebbe dovuto verificare la regolarità dell’utenza relativa al periodo antecedente la sua immissione nell’immobile.
Tale impostazione stupisce Tizio, che decide di recarsi da un legale.
Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio rediga motivato parere.
La problematica sottesa alla fattispecie in esame impone, preliminarmente, di inquadrare la natura del contratto di utenza per poi verificare se sussiste la responsabilità (contrattuale o extracontrattuale) dell’acquirente dell’immobile Tizio, il quale, a dire dell’Enel, avrebbe dovuto verificare la regolarità dell’utenza relativa al periodo antecedente alla sua immissione nell’immobile.
Orbene, il contratto di utenza di energia elettrica è un vero e proprio contratto di somministrazione destinato a soddisfare, ad intervallo di tempo costante, bisogni periodici e continuativi attraverso la costituzione di un rapporto durevole. L’essenza di tale contratto sta in ciò che il somministratore, con l’impegnarsi a soddisfare bisogni futuri del somministrato, il quale acquista correlativamente il diritto ad avere ai prezzi ed alle condizioni prestabilite, e con la dovuta regolarità, le prestazioni che gli sono state promesse, assume su di sé, oltre che l’obbligo di apprestare i mezzi necessari per l’adempimento, anche i rischi della fornitura, costituendo questi, tranne che in polizza non ne sia stato espressamente convenuto lo spostamento a carico dell’utente, l’alea normale del contratto derivante dal proiettarsi delle prestazioni nel futuro. Il somministrato non ha alcun obbligo di vigilanza o di custodia sulle linee di trasporto dell’energia elettrica fino al contatore, esplicandosi la sua detenzione solo sui cavi che si dipartono dal contatore e sull’energia che passa da questo.
Ciò posto, nella fattispecie in esame risulta che Tizio ha acquistato l’immobile con tutti gli arredi, nonché con tutte le utenze allacciate (luce, gas, acqua, ecc.). Quindi il contratto di utenza è stato stipulato con il venditore dell’immobile e non già con l’acquirente Tizio.
Occorre pertanto verificare se è ipotizzabile una successione del contratto tra il venditore dell’immobile e l’acquirente Tizio.
Ebbene, a norma dell’art. 1372 cod. civ., il contratto produce effetti soltanto nei confronti delle parti e dei loro eredi e non anche nei confronti dei successori a titolo particolare mortis causa o per atto fra vivi; pertanto le obbligazioni assunte dal proprietario di un immobile nei confronti di un terzo non si trasferiscono - tranne che siano configurabili come obbligazioni propter rem, costituenti numerus clausus - all’acquirente dello stesso immobile, se non attraverso uno degli strumenti negoziali tipici all’uopo predisposti dall’ordinamento (delegazione, espromissione, accollo e cessione del contratto).
Tuttavia, il contratto di somministrazione tra l’Enel e Tizio può essersi perfezionato per facta concludentia, indipendentemente dalla sottoscrizione del formulario-tipo, in quanto non necessita di forma scritta, né ad substantiam, né ad probationem. Invero, il contratto di somministrazione prescinde da rigorismi di forma, onde è sufficiente a rivelarne l’esistenza, l’intento e l’attuazione del comportamento di fatto dei soggetti, consistente nella ricezione e fruizione, da parte di uno degli stessi, della fornitura effettuata dall’altro.
In tal caso, comunque, Tizio risponderebbe degli obblighi economici derivanti dal contratto di utenza solo per il periodo successivo al 9/05/2000 (data di acquisto dell’immobile) e non già per il periodo antecedente, per il quale Tizio dovrebbe chiamare in causa il venditore dell’immobile quale soggetto responsabile dal 9/05/1998 al 9/04/2000.
In ogni caso, Tizio potrebbe eccepire l’intervenuta prescrizione del corrispondente credito, sostenendo - con il supporto dell’orientamento giurisprudenziale affermatosi in materia - che il prezzo della somministrazione di energia elettrica da parte di un ente fornitore di tale servizio, che venga pagato annualmente o a scadenze inferiori all’anno in relazione ai consumi verificatisi per ciascun periodo, configura una prestazione periodica con connotati di autonomia nell’ambito di una causa petendi di tipo continuativo e deve pertanto ritenersi incluso nella previsione dell’art. 2948, n. 4 cod. civ.
Va detto, altresì, che l’Enel non potrebbe nemmeno rivalersi nei confronti del venditore dell’immobile, il quale - in caso di chiamata in causa da parte di Tizio - potrebbe anch’esso eccepire l’intervenuta prescrizione del credito relativo al periodo di utenza 9/05/1998-9/04/2000, in quanto la citazione è stata notificata il 9/5/2005 oltre il prescritto termine quinquennale, né risulta che siano stati in precedenza notificati atti interruttivi della prescrizione (diffida, messa in mora).
Resta ora da verificare se è possibile ipotizzare un’eventuale responsabilità extracontrattuale di Tizio, ex art. 2043 c.c..
Occorre al riguardo accertare se il comportamento di Tizio può essere ritenuto “colposo”, ed in particolare per “culpa in omittendo” concretizzatasi nell’astensione da un’attività che Tizio avrebbe dovuto compiere, ossia verificare la regolarità dell’utenza relativa al periodo antecedente la sua immissione nell’immobile.
Secondo un recente orientamento giurisprudenziale è da ritenersi in colpa, ai sensi dell’art. 2043 c.c., colui che prendendo possesso di un appartamento per civile abitazione, quale acquirente o conduttore, non controlli l’efficienza dei servizi ed anche la loro regolare tenuta in ragione dell’utenza che se ne è fatta (fattispecie relativa ad acquirente di appartamento il quale è stato condannato al ristoro dei danni subiti dall’Enel, per non aver controllato il contatore luce risultato, a seguito di accertamento, manomesso dai precedenti proprietari).
Tuttavia, nella fattispecie in esame non sembra potersi addebitare a Tizio alcuna responsabilità, mancando un valido nesso di causalità - che peraltro costituisce un presupposto per l’esame dell’elemento soggettivo dell’illecito - tra la condotta di Tizio e l’evento danno. Vale al riguardo evidenziare che il credito oggetto della citazione notificata dall’Enel si riferisce ad un periodo di utenza antecedente alla sua immissione nel possesso dell’immobile, per il quale dovrebbe rispondere unicamente il venditore dell’immobile.
In ogni caso, l’azione di responsabilità extracontrattuale ex art. 2043 c.c. eventualmente intrapresa nei confronti di Tizio si è inesorabilmente prescritta ai sensi dell’art. 2947, 1° comma c.c., secondo cui il diritto al risarcimento del danno derivante da fatto illecito si prescrive in cinque anni dal giorno in cui il fatto si è verificato.