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Timestamp: 2019-07-19 16:58:27+00:00
Document Index: 137468782

Matched Legal Cases: ['art. 53', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 31', 'art. 1']

Commercio - GDO, PAM: Ipotesi di accordo sindacale aziendale, 23 aprile 2002
Tipologia: Ipotesi di accordo sindacale aziendale
Data firma: 23 aprile 2002
Validità: 31.03.2005
Parti: Supermercati PAM e Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil
Settori: Commercio, GDO, PAM
Art. 8 Orario di lavoro Art. 9 Inquadramenti
Art. 14 Norme personale ex Superal T srl
Ipotesi di accordo sindacale aziendale Supermercati PAM spa
In data 23 aprile 2002, a Bologna, tra: Supermercati PAM spa […] e le Organizzazioni sindacali nazionali di categoria: Filcams-Cgil […], Fisascat-Cisl […], Uiltucs-Uil […], presente una rappresentanza delle strutture sindacali territoriali, assistite dal coordinamento sindacale aziendale Supermercati PAM spa, si è convenuto quanto segue:
•investimenti e sviluppo, affiliazioni
•innovazione tecnologica
•terziarizzazioni
•politiche commerciali
•andamento della produttività sia a livello di rete che di unità produttiva
•dati relativi al salario variabile
•occupazione e sue dinamiche quantitative e qualitative
Attiene al livello territoriale (regionale o provinciale) l’informazione e confronto in ordine alle materie previste per il livello nazionale in rapporto alla loro attuazione ed agli effetti delle stesse sulla struttura occupazionale e organizzativa nei singoli territori.
Per quanto attiene invece al livello di singola unità produttiva, nel confermare che interlocutore delle RSA/ RSU per la soluzione dei problemi specifici è in prima istanza, il gerente del punto vendita, si chiarisce che l’informazione ed il confronto finalizzato al raggiungimento di possibili intese riguarderanno gli orari di lavoro, l’organizzazione del lavoro, l’analisi e composizione degli organici (part time, full time, lavoro straordinario o supplementare ed eventuali richieste di consolidamenti, assunzioni con contratto a tempo determinato, utilizzo del lavoro interinale e apprendistato ) e delle correlate produttività, nonché problematiche emergenti in tema di D.Lgs. 626/1994, di procedure di cui alla legge 223/1991, di inquadramenti professionali e formazione del personale.
•un esonero annuo retribuito per distacco sindacale di un proprio collaboratore per ciascuna delle Segreterie nazionali Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil; tali Segreterie sono titolari anche della richiesta dell’esonero;
•un monte di 500 ore in ragione d’anno di permesso sindacale retribuito per attività di coordinamento per ciascuna delle Segreterie nazionali Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil; tali segreterie sono titolari anche della richiesta dei permessi.
•le richieste di trasformazione a tempo pieno;
•le prestazioni di lavoro supplementare effettuate,
•il monte ore complessivo correlato alle esigenze tecnico-organizzative e di presidio del reparto
•le richieste di consolidamenti del lavoro supplementare;
•volontarietà e accordo tra azienda e lavoratore circa la nuova quantità e distribuzione dell’orario settimanale;
•priorità per i lavoratori richiedenti il consolidamento che abbiano effettuato un maggior numero di ore di lavoro supplementare negli ultimi dodici mesi, avuto riguardo alle richiamate norme di legge.
Alla luce di quanto sopra, le Parti convengono di estendere a tutte le ipotesi di assunzione con contratto a termine la possibilità di richiedere prestazioni di lavoro supplementare e straordinario. Fermo restando il carattere volontario della prestazione, il limite delle ore effettuabili è quello previsto dall’art. 53 vigente CCNL, riproporzionato per i mesi di durata del contratto a termine e della eventuale proroga.
Nell’ambito di verifiche che saranno attuate a livello territoriale, l’utilizzo dei contratti a tempo determinato sarà oggetto di monitoraggio e confronto tra le Parti finalizzato al raggiungimento di possibili intese, sia per quanto attiene le percentuali di utilizzo in rapporto ai prestatori assunti con contratto a tempo indeterminato, sia per la specifica delle ragioni di utilizzo indicate ai sensi del secondo comma, art. 1, D.Lgs. 368/2001.
Nel riconfermare la validità dell’istituto del CFL e dell’apprendistato particolarmente per gli aspetti relativi alla formazione, l’azienda, a parità di condizioni e costi, valuterà prioritariamente l’utilizzo dei servizi offerti dall’Ente Bilaterale Territoriale, ove costituito.
L’obiettivo di attuare misure volte a promuovere il miglioramento della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro costituisce principio fondamentale cui si ispira la vigente legislazione nazionale e comunitaria, nel quale Supermercati PAM spa si riconosce.
Il D.Lgs. 626/1994 e successive modifiche ed integrazioni, intende sviluppare l’informazione ed il dialogo in materia di salute e sicurezza sul lavoro tra aziende e lavoratori, promuovendo anche una adeguata formazione per il Rappresentante per la Sicurezza dei lavoratori. A tal fine saranno utilizzate le specifiche offerte formative poste in essere dagli Organismi Paritetici regionali di cui all’A.I. 18 novembre 1996, dagli Enti Bilaterali Territoriali, dalle ASL, dall’Inail o, infine, da Enti specializzati scelti di comune accordo, prevedendo l’utilizzo del monte ore di cui all’art. 10 A.I. 18 novembre 1996.
•tre componenti designati dalle Segreterie nazionali Filcams - Fisascat - Uiltucs;
•tre componenti designati dall’Azienda
•svolgere attività di raccolta e analisi dei dati sull’occupazione femminile in azienda
•approfondire l’esame della legislazione vigente in materia, con particolare riferimento alle modalità di utilizzo dei finanziamenti previsti dal Fondo Sociale Europeo e dal Fondo per l’occupazione, nonché elaborare progetti finalizzati sia allo sviluppo dell’occupazione e della professionalità delle donne sia a quanto previsto dall’art. 9 legge 53/2000; tali progetti saranno poi sottoposti all’approvazione delle parti
•verificare la fattibilità di convenzioni mirate al reinserimento nel mercato del lavoro di donne che desiderino riprendere l’attività lavorativa dopo un’interruzione
Fermo restando l’attuale orario di lavoro settimanale che prevede una prestazione pari a 38 ore e l’utilizzo di due ore di permesso retribuito alla settimana, restano confermate 40 ore di permesso retribuito residue su base annua. Viene altresì confermata la facoltà dei singoli lavoratori di richiedere l’accredito, in alternativa al pagamento, di un giorno di ferie in sostituzione della ex festività civile del 4 novembre.
Lavoro effettivo: l’orario di lavoro effettivo definito dall’ultimo comma dell’art. 31, Seconda Parte, CCNL 3/11/1994, risulta inferiore alle 38 ore settimanali per effetto di pause retribuite previste all’interno dell’orario settimanale di cui al comma precedente, secondo la seguente articolazione:
Laddove non esistano mense di quartiere o interaziendali, l’Azienda si impegna, su segnalazione della RSA/RSU, a consentire la consumazione del pasto dei propri dipendenti mediante convenzione presso strutture di ristorazione individuate di comune accordo tra le parti a livello di singolo punto vendita, alle medesime condizioni previste dal primo comma.
La materia costituisce oggetto di confronto tra le Parti in ambito decentrato, come previsto all’art. 1.