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Timestamp: 2020-07-04 14:50:04+00:00
Document Index: 158066333

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 28', 'art. 45', 'art. 55', 'art. 13', 'art. 91', 'art. 97', 'art. 17', 'art. 656', 'art. 805', 'art. 38', 'art. 68', 'art. 102', 'art. 15', 'art. 101', 'art. 91', 'art. 1', 'art. 102', 'art. 143', 'art. 105', 'art. 806', 'art. 16', 'art. 103', 'art. 121', 'art. 110', 'art. 646', 'art. 712', 'art. 104', 'art. 94', 'art. 806', 'art. 24', 'art. 89', 'art. 114', 'art. 16', 'art. 116', 'art. 11', 'art. 120', 'art. 860', 'art. 60', 'art. 123', 'art. 138', 'art. 134', 'art. 11', 'art. 29', 'art. 28', 'art. 135', 'art. 53', 'art. 815', 'art. 68', 'art. 17', 'art. 959', 'art. 140', 'art. 11', 'art. 34', 'art. 107', 'art. 56', 'art. 135', 'art. 42', 'art. 56', 'art. 46', 'art. 45', 'art. 63', 'art. 143', 'art. 836', 'art. 261', 'art. 216', 'art. 56', 'art. 142', 'art. 126', 'art. 141', 'art. 53', 'art. 42', 'art. 116', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 61', 'art. 66', 'art. 37', 'art. 815', 'art. 15', 'art. 22', 'art. 72', 'art. 806', 'art. 63', 'art. 170', 'art. 28', 'art. 29', 'art. 73', 'art. 33', 'art. 29', 'art. 73', 'art. 651', 'art. 23', 'art. 73', 'art. 106', 'art. 45', 'art. 832', 'art. 135', 'art. 74', 'art. 138', 'art. 139', 'art. 140', 'art. 134', 'art. 134', 'art. 139', 'art. 24', 'art. 145', 'art. 24', 'art. 144', 'art. 72', 'art. 114', 'art. 149', 'art. 586', 'art. 193', 'art. 15', 'art. 806', 'art. 15', 'art. 292', 'art. 198', 'art. 15', 'art. 297', 'art. 586', 'art. 155', 'art. 28', 'art. 9', 'art. 155', 'art. 29', 'art. 30', 'art. 34', 'art. 142', 'art. 839', 'art. 840', 'art. 646', 'art. 112', 'art. 119', 'art. 816', 'art. 45', 'art. 158', 'art. 91', 'art. 20', 'art. 157', 'art. 157', 'art. 144', 'art. 72', 'art. 27', 'art. 56', 'art. 837', 'art. 841', 'art. 108', 'art. 232', 'art. 125', 'art. 123', 'art. 961', 'art. 71', 'art. 125', 'art. 123', 'art. 20', 'art. 125', 'art. 61', 'art. 257', 'art. 257', 'art. 130', 'art. 89', 'art. 106', 'art. 143']

Lawbrary | RFF - Regolamento del Tribunale federale concernente la realizzazione forzata di fondi
Regolamento del Tribunale federale concernente la realizzazione forzata di fondi
A. Realizzazione nell'esecuzione in via di pignoramento
1. Esecuzione del pignoramento(8 - 15)
2. Amministrazione(16 - 22)
3. Pignoramento di una quota di comproprietà (23 - 23)
4. Pignoramento dietro rogatoria (24 - 24)
1. Procedura preliminare
A. Disposizioni generali(25 - 32)
B. Elenco degli oneri(33 - 44)
C. Condizioni dell'incanto(45 - 52)
2. Incanto ed aggiudicazione
A. Condizioni dell'aggiudicazione(53 - 55)
B. L'incanto(56 - 72)
3. Realizzazione di una quota di comproprietà (73 - 73)
4. Realizzazione dietro rogatoria (74 - 78)
5. Vendita di una quota di comproprietà per ordine del giudice (78 - 78)
III. Riparto(79 - 84)
B. Realizzazione nell'esecuzione in via di realizzazione del pegno
I. Procedimento preliminare(85 - 96)
II. Realizzazione(97 - 111)
III. Riparto(112 - 121)
C. Della realizzazione nella procedura di fallimento(122 - 133)
Disposizioni finali(135 - 136)
Disposizione finale della modificazione del 4 dicembre 1975
Disposizione finale della modificazione del 7 settembre 1993
del 23 aprile 1920 (Stato 1° gennaio 2012)
in applicazione dell'articolo 15 della legge federale dell'11 aprile 18893 sulla esecuzione e sul fallimento (LEF),
A. Sfe­ra d'ap­pli­ca­zio­ne
1Sog­giac­cio­no al­le di­spo­si­zio­ni del pre­sen­te re­go­la­men­to i fon­di nel sen­so dell'ar­ti­co­lo 655 del Co­di­ce ci­vi­le2 (CC) si­tua­ti in Sviz­ze­ra.
2Es­se non si ap­pli­ca­no al­la rea­liz­za­zio­ne dei di­rit­ti di par­te­ci­pa­zio­ne del de­bi­to­re ad una pro­prie­tà co­mu­ne (p. es. al di­rit­to ad una quo­ta di una suc­ces­sio­ne in­di­vi­sa), che deb­bo­no es­se­re rea­liz­za­ti giu­sta le nor­me del re­go­la­men­to del Tri­bu­na­le fe­de­ra­le del 17 gen­na­io 19233 con­cer­nen­te il pi­gno­ra­men­to e la rea­liz­za­zio­ne di di­rit­ti in co­mu­nio­ne.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del R del TF del 4 dic. 1975, in vi­go­re dal 1° apr. 1976 (RU 1976 164).
1 Abro­ga­to dal n. I del R del TF del 5 giu. 1996 (RU 1996 2900).
C. Ri­chie­sta di iscri­zio­ni ed an­no­ta­zio­ni nel re­gi­stro fon­dia­rio
I. Da­ta del­la ri­chie­sta
Le ri­chie­ste di iscri­zio­ni ed an­no­ta­zio­ni nel re­gi­stro fon­dia­rio in­com­ben­ti agli uf­fi­ci di ese­cu­zio­ne e fal­li­men­ti de­vo­no es­se­re fat­te sen­za in­du­gio do­po l'inol­tro dell'istan­za o del­la do­man­da di ven­di­ta o dell'ese­cu­zio­ne del pi­gno­ra­men­to o del se­que­stro. In ca­so di ri­cor­so, la ri­chie­sta d'iscri­zio­ne non po­trà es­se­re dif­fe­ri­ta se non in for­za di un de­cre­to prov­vi­sio­na­le cui l'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za ab­bia at­tri­bui­to ef­fet­to so­spen­si­vo e per la du­ra­ta del­la so­spen­sio­ne.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del R del TF del 5 giu. 1996, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 2900).
L'iscri­zio­ne od an­no­ta­zio­ne de­ve es­se­re ri­chie­sta dall'uf­fi­cio che ha pro­ce­du­to all'ope­ra­zio­ne che dà luo­go all'iscri­zio­ne od an­no­ta­zio­ne quand'an­che non ab­bia agi­to che per ro­ga­to­ria di al­tro uf­fi­cio. In que­sto ca­so es­so tra­smet­te­rà all'uf­fi­cio ri­chie­den­te, co­gli al­tri do­cu­men­ti, l'at­to di ri­ce­vu­ta del­la ri­chie­sta (art. 5).
III. Pre­sen­ta­zio­ne del­la do­man­da all'uf­fi­cio del re­gi­stro fon­dia­rio
La do­man­da di iscri­zio­ne o di can­cel­la­zio­ne, ste­sa in du­plo sull'ap­po­si­to for­mu­la­rio, sa­rà tra­smes­sa all'uf­fi­cio del re­gi­stro fon­dia­rio a mez­zo po­sta­le giu­sta le nor­me con­cer­nen­ti la co­mu­ni­ca­zio­ne de­gli at­ti giu­di­zia­ri (art. 28 dell'O (1) del­la leg­ge sul ser­vi­zio del­le po­ste, del 1° set­tem­bre 19672) o con­se­gna­ta di­ret­ta­men­te all'uf­fi­cio con­tro ri­ce­vu­ta su uno de­gli esem­pla­ri. L'esem­pla­re mu­ni­to del­la ri­ce­vu­ta sa­rà con­ser­va­to nell'in­car­to dell'ese­cu­zio­ne o del fal­li­men­to che es­so con­cer­ne.
2 [RU 1967 1440, 1969 393 1142, 1970 480 714, 1971 680 1717, 1972 1872 2376 2508, 1974 578 1977 2050, 1975 2033, 1976 962, 1977 2122, 1979 287 1180, 1980 2 777, 1981 1863, 1983 1656, 1986 39 544 991 1991 art. 45 n. 2, 1987 440, 1988 370, 1989 565 764 1899, 1990 1448, 1992 94 1243, 1993 62 2473, 1994 1442 2788, 1995 5491, 1996 14 470 art. 55 cpv. 2, 1997 270 1435. RU 1997 2461 art. 13 lett. a]. Ve­di ora l'O sul­le po­ste del 26 nov. 2003, in vi­go­re dal 1° gen. 2004 (RS 783.01).
IV. Re­stri­zio­ne del­la fa­col­tà di di­spor­re
1. Can­cel­la­zio­ne
La can­cel­la­zio­ne dell'an­no­ta­zio­ne d'una re­stri­zio­ne al­la fa­col­tà di di­spor­re sa­rà ri­chie­sta:
d'uf­fi­cio, se:
1.12 il pi­gno­ra­men­to o il se­que­stro è di­ven­ta­to ca­du­co in se­gui­to a ri­ven­di­ca­zio­ne non con­te­sta­ta a men­te de­gli ar­ti­co­li 106 e se­guen­ti del­la LEF;
l'ese­cu­zio­ne è estin­ta in se­gui­to a rea­liz­za­zio­ne del fon­do od a pa­ga­men­to;
è sta­to pa­ga­to il prez­zo di ven­di­ta del fon­do, per il qua­le era sta­ta ac­cor­da­ta pro­ro­ga di pa­ga­men­to;
la par­te­ci­pa­zio­ne al pi­gno­ra­men­to è di­ven­ta­ta per mo­ti­vo qual­sia­si ca­du­ca. In que­sto ca­so la can­cel­la­zio­ne si ri­fe­ri­rà so­lo all'an­no­ta­zio­ne del­la par­te­ci­pa­zio­ne;
il se­que­stro è pe­ren­to per inos­ser­van­za del ter­mi­ne pre­scrit­to per pro­muo­ve­re l'ese­cu­zio­ne o l'azio­ne;
il de­bi­to­re pre­sta ga­ran­zia giu­sta l'ar­ti­co­lo 277 LEF;
A ri­chie­sta del de­bi­to­re escus­so, ove es­so an­ti­ci­pi le spe­se e giu­sti­fi­chi, sia:
che il pi­gno­ra­men­to prov­vi­so­rio è di­ven­ta­to ca­du­co in se­gui­to all'am­mis­sio­ne dell'azio­ne di ine­si­sten­za del de­bi­to;
o che il pi­gno­ra­men­to è estin­to in se­gui­to all'am­mis­sio­ne del­la ri­ven­di­ca­zio­ne di cui agli ar­ti­co­li 107 a 109 del­la LEF;
o che il se­que­stro è sta­to an­nul­la­to a se­gui­to del­la pro­ce­du­ra di op­po­si­zio­ne o in vir­tù di al­tra de­ci­sio­ne giu­di­zia­ria;
o che l'ese­cu­zio­ne è sta­ta an­nul­la­ta o so­spe­sa con de­cre­to de­fi­ni­ti­vo del giu­di­ce a men­te dell'ar­ti­co­lo 85 o 85a del­la LEF ov­ve­ro è pe­ren­ta per de­cor­ren­za del ter­mi­ne pre­vi­sto per la do­man­da di ven­di­ta.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del R del TF del 5 giu. 1996, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 2900).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del R del TF del 5 giu. 1996, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 2900).
4 In­tro­dot­to dal n. I del R del TF del 5 giu. 1996, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 2900 3490).
5 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del R del TF del 5 giu. 1996, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 2900).
6 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del R del TF del 5 giu. 1996, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 2900).
2. Com­pe­ten­za
Com­pe­ten­te per ri­chie­de­re la can­cel­la­zio­ne è l'uf­fi­cio giu­sta l'ar­ti­co­lo 4.
1. Esecuzione del pignoramento
A. Esten­sio­ne ed ese­cu­zio­ne del pi­gno­ra­men­to
L'uf­fi­cio, pre­vio in­vi­to al de­bi­to­re di as­si­ster­vi (art. 91 LEF), ese­gui­rà il pi­gno­ra­men­to in ba­se al­le in­di­ca­zio­ni ri­sul­tan­ti dal re­gi­stro fon­dia­rio, sti­man­do ed iscri­ven­do nel pro­ces­so ver­ba­le tan­ti fon­di quan­ti oc­cor­ro­no per sod­di­sfa­re il de­bi­to co­gli in­te­res­si e le spe­se (art. 97 LEF).
B. Sti­ma
1La sti­ma de­ter­mi­ne­rà il va­lo­re ve­na­le pre­su­mi­bi­le del fon­do e dei suoi ac­ces­so­ri fa­cen­do astra­zio­ne dal­le va­lu­ta­zio­ni ri­sul­tan­ti dal ca­ta­sto o dall'as­si­cu­ra­zio­ne con­tro gli in­cen­di. I cre­di­ti ga­ran­ti­ti da pe­gno ri­sul­tan­ti dal re­gi­stro fon­dia­rio sa­ran­no men­zio­na­ti som­ma­ria­men­te sen­za pe­rò in­tro­dur­re la pro­ce­du­ra di ri­ven­di­ca­zio­ne per ac­cer­tar­ne l'esi­sten­za.
2Ogni par­te in­te­res­sa­ta può, en­tro il ter­mi­ne di ri­cor­so con­tro il pi­gno­ra­men­to (art. 17 cpv. 2 LEF) e pre­vio de­po­si­to del­le spe­se oc­cor­ren­ti, chie­de­re all'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za una nuo­va sti­ma a mez­zo di pe­ri­ti. Il cre­di­to­re che ha ri­chie­sto una nuo­va sti­ma non po­trà esi­ge­re la ri­fu­sio­ne del­le spe­se dal de­bi­to­re, se non nel ca­so in cui la sti­ma pra­ti­ca­ta dall'uf­fi­cio sia sta­ta no­te­vol­men­te mo­di­fi­ca­ta. Le con­te­sta­zio­ni re­la­ti­ve al­la tas­sa­zio­ne ri­sul­tan­te dal­la sti­ma sog­giac­cio­no al giu­di­zio de­fi­ni­ti­vo dell'Au­to­ri­tà can­to­na­le di vi­gi­lan­za.1
C. Fon­di iscrit­ti sot­to il no­me di un ter­zo
1I fon­di iscrit­ti nel re­gi­stro fon­dia­rio sot­to al­tro no­me che quel­lo del de­bi­to­re pos­so­no ve­nir pi­gno­ra­ti so­lo se il cre­di­to­re ren­da ve­ro­si­mi­le:1
che il de­bi­to­re ne ha ac­qui­sta­ta la pro­prie­tà (art. 656 cpv. 2 CC2) sen­za iscri­zio­ni nel Re­gi­stro fon­dia­rio (oc­cu­pa­zio­ne, suc­ces­sio­ne, espro­pria­zio­ne, ese­cu­zio­ne for­za­ta o sen­ten­za);3
o che in vir­tù del re­gi­me ma­tri­mo­nia­le il fon­do ri­spon­de per gli ob­bli­ghi del de­bi­to­re escus­so;
o che l'iscri­zio­ne è er­ra­ta.
2In que­sti ca­si l'uf­fi­cio, ap­pe­na ese­gui­to il pi­gno­ra­men­to, pro­muo­ve­rà la pro­ce­du­ra di ri­ven­di­ca­zio­ne.4
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del R del TF del 5 giu. 1996, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 2900).
D. Par­ti co­sti­tu­ti­ve ed ac­ces­so­ri di un fon­do
1Gli og­get­ti, che se­con­do l'uso del luo­go so­no con­si­de­ra­ti co­me par­ti co­sti­tu­ti­ve od ac­ces­so­ri del fon­do, so­no com­pre­si senz'al­tro nel pi­gno­ra­men­to sen­za che sia­no men­zio­na­ti nel pro­ces­so ver­ba­le.
2Gli og­get­ti in­ve­ce che so­no men­zio­na­ti nel re­gi­stro fon­dia­rio co­me ac­ces­so­ri (art. 805 cpv. 2; 946 cpv. 2 CC1 ) o il cui ca­rat­te­re di ac­ces­so­rio sia dub­bio, sa­ran­no iscrit­ti co­me ta­li sin­go­lar­men­te nel ver­ba­le e sin­go­lar­men­te sti­ma­ti. Se pres­so il re­gi­stro fon­dia­rio tro­va­si un in­ven­ta­rio de­gli ac­ces­so­ri esat­to e cor­ri­spon­den­te agli og­get­ti esi­sten­ti, es­si pos­so­no es­se­re sti­ma­ti e pi­gno­ra­ti som­ma­ria­men­te per ca­te­go­rie ri­fe­ren­do­si all'in­ven­ta­rio.
3Se un in­te­res­sa­to chie­de che al­tri og­get­ti ven­ga­no iscrit­ti nel ver­ba­le di pi­gno­ra­men­to co­me ac­ces­so­ri, l'uf­fi­cio è te­nu­to a far luo­go al­la do­man­da.
4Le con­te­sta­zio­ni con­cer­nen­ti il ca­rat­te­re co­sti­tu­ti­vo od ac­ces­so­rio so­no li­qui­da­te in oc­ca­sio­ne dell'ap­pu­ra­men­to dell'elen­co de­gli one­ri (art. 38 cpv. 2).2
II. Pi­gno­ra­men­to se­pa­ra­to de­gli ac­ces­so­ri
1Gli ac­ces­so­ri d'un fon­do pos­so­no es­se­re pi­gno­ra­ti se­pa­ra­ta­men­te sol­tan­to col con­sen­so del de­bi­to­re e di tut­ti gli in­te­res­sa­ti se­con­do le ri­sul­tan­ze dal re­gi­stro fon­dia­rio (cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi, ecc.).
2Se gli ac­ces­so­ri pi­gno­ra­ti e rea­liz­za­ti se­pa­ra­ta­men­te era­no an­no­ta­ti co­me ta­li nel re­gi­stro fon­dia­rio, l'uf­fi­cio di ese­cu­zio­ne, ese­gui­ta la ven­di­ta, ne tra­smet­te­rà l'elen­co all'uf­fi­cio del re­gi­stro per­ché pro­ce­da al­le ne­ces­sa­rie can­cel­la­zio­ni.
E. Ti­to­li di pe­gno del pro­prie­ta­rio1
1Se il de­bi­to­re è in pos­ses­so di ti­to­li di pe­gno eret­ti sul fon­do al pro­prio no­me e che non fu­ro­no pi­gno­ra­ti per­ché in­suf­fi­cien­ti per co­pri­re il cre­di­to pel qua­le ha luo­go l'ese­cu­zio­ne, l'uf­fi­cio li pren­de­rà in cu­sto­dia fin­ché du­ra il pi­gno­ra­men­to del fon­do (art. 68 cpv. 1 lett. a).
2 Una vol­ta pi­gno­ra­to il fon­do è esclu­so un pi­gno­ra­men­to dei ti­to­li di pe­gno del pro­prie­ta­rio.2
2 In­tro­dot­to dal n. I del R del TF del 5 giu. 1996, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 2900 3490).
F. Frut­ti
1Il pi­gno­ra­men­to del fon­do com­pren­de senz'al­tro i frut­ti pen­den­ti e gli af­fit­ti e le pi­gio­ni in cor­so (art. 102 cpv. 1 LEF). Es­si non sa­ran­no quin­di men­zio­na­ti sin­go­lar­men­te nel ver­ba­le di pi­gno­ra­men­to e non po­tran­no es­se­re pi­gno­ra­ti se­pa­ra­ta­men­te fin­ché du­ra il pi­gno­ra­men­to del fon­do. Il pro­ces­so ver­ba­le fa­rà pe­rò men­zio­ne dei con­trat­ti di lo­ca­zio­ne e di af­fit­to esi­sten­ti.
2Se pri­ma del pi­gno­ra­men­to i frut­ti o le pi­gio­ni e gli af­fit­ti so­no sta­ti pi­gno­ra­ti se­pa­ra­ta­men­te, i cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi ne sa­ran­no in­for­ma­ti nel mo­do pre­vi­sto per il pi­gno­ra­men­to del fon­do (art. 15 cpv. 1 lett. b).
G. Av­vi­si
1Su­bi­to do­po aver ese­gui­to il pi­gno­ra­men­to (prov­vi­so­rio o de­fi­ni­ti­vo) l'uf­fi­cio di ese­cu­zio­ne do­vrà:1
chie­de­re al re­gi­stro fon­dia­rio com­pe­ten­te l'an­no­ta­zio­ne di una re­stri­zio­ne del­la fa­col­tà di di­spor­re a stre­gua de­gli ar­ti­co­li 960 CC3 e 101 LEF; in se­gui­to do­vrà es­se­re co­mu­ni­ca­ta ogni par­te­ci­pa­zio­ne, de­fi­ni­ti­va o prov­vi­so­ria, di un nuo­vo cre­di­to­re (art. 101 LEF);
por­ta­re il pi­gno­ra­men­to a co­no­scen­za dei cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi o lo­ro rap­pre­sen­tan­ti iscrit­ti nel re­gi­stro fon­dia­rio ed, even­tual­men­te, de­gli in­qui­li­ni ed af­fit­tua­ri, ri­chia­man­do ai pri­mi il di­spo­sto de­gli ar­ti­co­li 102 ca­po­ver­so 1, 94 ca­po­ver­so 3 del­la LEF e 806 ca­po­ver­si 1 e 3 del CC ed av­vi­san­do i se­con­di che per l'av­ve­ni­re gli af­fit­ti e le pi­gio­ni non po­tran­no es­se­re va­li­da­men­te pa­ga­ti se non in ma­no dell'uf­fi­cio di ese­cu­zio­ne (art. 91 cpv. 1);
se esi­ste as­si­cu­ra­zio­ne con­tro i dan­ni, av­ver­ti­re dell'av­ve­nu­to pi­gno­ra­men­to l'as­si­cu­ra­to­re, av­vi­san­do­lo che a stre­gua dell'ar­ti­co­lo 56 del­la leg­ge fe­de­ra­le 2 apri­le 19084 sul con­trat­to d'as­si­cu­ra­zio­ne es­so non po­trà fi­no a nuo­vo av­vi­so pa­ga­re va­li­da­men­te even­tua­li in­den­ni­tà se non in ma­no dell'uf­fi­cio di ese­cu­zio­ne; se in se­gui­to il pi­gno­ra­men­to di­ven­ta ca­du­co (per ri­ti­ro o estin­zio­ne dell'ese­cu­zio­ne, pa­ga­men­to ecc.), l'uf­fi­cio ne da­rà im­me­dia­to av­vi­so all'as­si­cu­ra­to­re (art. 1 e 2 del R del 10 mag. 19105 con­cer­nen­te il pi­gno­ra­men­to, il se­que­stro e la rea­liz­za­zio­ne di di­rit­ti de­ri­van­ti da po­liz­ze d'as­si­cu­ra­zio­ne, a ter­mi­ni del­la leg­ge fe­de­ra­le 2 apri­le 1908­sui con­trat­ti d'as­si­cu­ra­zio­ne, RPass).
2Del­la co­mu­ni­ca­zio­ne di que­sti av­vi­si sa­rà fat­to cen­no nel ver­ba­le di pi­gno­ra­men­to.
3In ca­si d'ur­gen­za la do­man­da di an­no­ta­zio­ne del­la re­stri­zio­ne del­la fa­col­tà di di­spor­re (cpv. 1 lett. a) sa­rà pre­sen­ta­ta pri­ma del­la pre­sa del pro­ces­so ver­ba­le di pi­gno­ra­men­to.6
A. Di­spo­si­zio­ni ge­ne­ra­li. Du­ra­ta ed eser­ci­zio
1L'uf­fi­cio di ese­cu­zio­ne fin­ché du­ra il pi­gno­ra­men­to prov­ve­de all'am­mi­ni­stra­zio­ne e al­la cul­tu­ra del fon­do (art. 102 cpv. 3 LEF), a me­no che es­so non si tro­vi in pos­ses­so di un ter­zo che lo ri­ven­di­ca.
2L'am­mi­ni­stra­zio­ne pas­sa all'uf­fi­cio an­che se il de­bi­to­re pri­ma del pi­gno­ra­men­to ne ha in­ca­ri­ca­to con­trat­tual­men­te un ter­zo. L'uf­fi­cio ne re­sta in­ve­sti­to an­che du­ran­te una so­spen­sio­ne prov­vi­so­ria dell'ese­cu­zio­ne (so­spen­sio­ne le­ga­le, mo­ra­to­ria) e la pro­ro­ga con­ces­sa al de­bi­to­re in vir­tù dell'ar­ti­co­lo 123 del­la LEF (art. 143a LEF).1
3Sot­to la sua re­spon­sa­bi­li­tà, l'uf­fi­cio può in­ca­ri­ca­re un ter­zo dell'am­mi­ni­stra­zio­ne e del­la cul­tu­ra del fon­do. La cul­tu­ra può es­se­re af­fi­da­ta al de­bi­to­re stes­so, che non po­trà pre­ten­de­re un ri­sar­ci­men­to spe­cia­le se l'uf­fi­cio gli fa ab­ban­do­no di una par­te dei frut­ti o del lo­ro ri­ca­vo co­me con­tri­bu­to al suo so­sten­ta­men­to a stre­gua dell'ar­ti­co­lo 103 del­la LEF.
4L'uf­fi­cio po­trà far­si an­ti­ci­pa­re dal cre­di­to­re le spe­se di am­mi­ni­stra­zio­ne del fon­do ove ne ri­ten­ga i red­di­ti in­suf­fi­cien­ti (art. 105 LEF).
B. Esten­sio­ne
I. Prov­ve­di­men­ti or­di­na­ri
L'am­mi­ni­stra­zio­ne e la cul­tu­ra del fon­do pi­gno­ra­to com­pren­do­no tut­te le mi­su­re ne­ces­sa­rie per con­ser­var­lo nel­la sua so­stan­za e nel­la sua ren­di­ta e per per­ce­pir­ne i frut­ti e gli al­tri red­di­ti, co­me, ad es., or­di­na­zio­ne e pa­ga­men­to di pic­co­le ri­pa­ra­zio­ni, se­mi­na­gio­ne e pian­ta­gio­ni, rin­no­va­zio­ne del­le as­si­cu­ra­zio­ni or­di­na­rie, di­sdet­ta ai lo­ca­ta­ri, lo­ro sfrat­to, sti­pu­la­zio­ne di nuo­vi con­trat­ti di af­fit­to, rac­col­ta e ven­di­ta dei frut­ti na­tu­ra­li, in­cas­so del­le pi­gio­ni ed af­fit­ti an­che per via di ese­cu­zio­ne, eser­ci­zio del di­rit­to di ri­ten­zio­ne per pi­gio­ni ed af­fit­ti, pa­ga­men­to del­le tas­se cor­ren­ti per il gas, l'ac­qua po­ta­bi­le, l'elet­tri­ci­tà ecc. Non po­tran­no in­ve­ce ve­nir pa­ga­ti gli in­te­res­si ipo­te­ca­ri sca­du­ti du­ran­te l'am­mi­ni­stra­zio­ne o an­te­rior­men­te ad es­sa.
II. Prov­ve­di­men­ti ec­ce­zio­na­li di am­mi­ni­stra­zio­ne
1Ove la ge­stio­ne ri­chie­da l'in­tro­du­zio­ne di una cau­sa o al­tri prov­ve­di­men­ti ec­ce­zio­na­li o co­sto­si l'uf­fi­cio po­trà, in ca­si d'ur­gen­za, pren­de­re di­ret­ta­men­te le mi­su­re ade­gua­te, ma ne in­for­me­rà im­me­dia­ta­men­te sia i cre­di­to­ri istan­ti, com­pre­si i cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi pro­ce­den­ti (art. 806 CC1), sia il de­bi­to­re, av­vi­san­do­li che han­no il di­rit­to di ag­gra­var­si con­tro i prov­ve­di­men­ti da es­so pre­si.
2Se non esi­ste pe­ri­co­lo nel ri­tar­do, l'uf­fi­cio con­sul­te­rà an­zi­tut­to i cre­di­to­ri ed il de­bi­to­re sot­to­po­nen­do lo­ro del­le pro­po­ste con­cre­te sui prov­ve­di­men­ti da pren­der­si e sul mo­do di co­prir­ne le spe­se, e im­par­ti­rà lo­ro con­gruo ter­mi­ne per op­por­vi­si. Tra­scor­so il ter­mi­ne sen­za op­po­si­zio­ne, le pro­po­ste dell'uf­fi­cio si avran­no per ac­cet­ta­te. Se i cre­di­to­ri ed il de­bi­to­re ca­do­no d'ac­cor­do su al­tri prov­ve­di­men­ti, l'uf­fi­cio si con­for­me­rà al­le lo­ro istru­zio­ni, sem­pre­ché i cre­di­to­ri ne an­ti­ci­pi­no le spe­se o che esi­sta­no mez­zi suf­fi­cien­ti. Se gli in­te­res­sa­ti non so­no d'ac­cor­do sul­le mi­su­re da pren­der­si, l'uf­fi­cio si ri­vol­ge­rà all'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za per istru­zio­ni.
C. Lo­ca­li oc­cu­pa­ti dal de­bi­to­re
Pri­ma del­la rea­liz­za­zio­ne del fon­do il de­bi­to­re non è te­nu­to al pa­ga­men­to di un'in­den­ni­tà per i lo­ca­li di abi­ta­zio­ne o di ne­go­zio da es­so oc­cu­pa­ti, nè può es­ser­ne espul­so.
D. Con­ta­bi­li­tà
I. Spe­se di am­mi­ni­stra­zio­ne
1L'uf­fi­cio ter­rà un con­to spe­cia­le del­le spe­se di am­mi­ni­stra­zio­ne. Il con­to sa­rà de­po­sto con­tem­po­ra­nea­men­te al­lo sta­to di ri­par­to e po­trà es­se­re og­get­to di ri­cor­so al­le au­to­ri­tà can­to­na­li di vi­gi­lan­za, il cui giu­di­zio è de­fi­ni­ti­vo, sem­pre­ché non si trat­ti dell'ap­pli­ca­zio­ne del re­go­la­men­to sul­le spe­se.1
2Il ri­sar­ci­men­to spet­tan­te ad un ter­zo per l'am­mi­ni­stra­zio­ne e la cul­tu­ra del fon­do (art. 16 cpv. 3) sa­rà, in ca­so di con­te­sta­zio­ne, sta­bi­li­to dal­le au­to­ri­tà can­to­na­li di vi­gi­lan­za.
II. In­cas­si e sbor­si
1L'uf­fi­cio ter­rà un con­to-cor­ren­te par­ti­co­la­reg­gia­to de­gli in­cas­si e del­le spe­se. Il con­to po­trà in ogni tem­po es­se­re esa­mi­na­to dal de­bi­to­re e dai cre­di­to­ri istan­ti e sa­rà de­po­sto con­tem­po­ra­nea­men­te al­lo sta­to di ri­par­to.
2In ca­so di con­te­sta­zio­ne l'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za de­ci­de.
E. Frut­ti e red­di­ti a del fon­do
1Il ri­ca­vo dei frut­ti ed i red­di­ti in­cas­sa­ti ser­vi­ran­no an­zi­tut­to a sod­di­sfa­re le spe­se di am­mi­ni­stra­zio­ne e, al ca­so, a som­mi­ni­stra­re al de­bi­to­re il con­tri­bu­to con­ces­so­gli per il suo so­sten­ta­men­to e quel­lo del­la sua fa­mi­glia (art. 103 cpv. 2 LEF). Tra­scor­so il ter­mi­ne di par­te­ci­pa­zio­ne a stre­gua de­gli ar­ti­co­li 110 e 111 del­la LEF e pre­vio de­po­si­to di uno sta­to prov­vi­so­rio di ri­par­to, l'even­tua­le ec­ce­den­za sa­rà di­stri­bui­ta tra gli aven­ti di­rit­to me­dian­te ver­sa­men­ti pe­rio­di­ci in ac­con­to. Ver­ran­no sod­di­sfat­ti in pre­ce­den­za i cre­di­to­ri ga­ran­ti­ti da pe­gno im­mo­bi­lia­re che pro­mos­se­ro ese­cu­zio­ne in­con­te­sta­ta in via di rea­liz­za­zio­ne del pe­gno an­te­rior­men­te al­la rea­liz­za­zio­ne dei frut­ti.
2Se il ri­ca­vo dei frut­ti na­tu­ra­li e ci­vi­li ba­sta al sod­di­sfa­ci­men­to com­ple­to di tut­ti i cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi e pi­gno­ran­ti, l'ese­cu­zio­ne sa­rà so­spe­sa d'uf­fi­cio e si pro­ce­de­rà al­la di­stri­bu­zio­ne fi­na­le, sem­pre­ché le ese­cu­zio­ni in via di rea­liz­za­zio­ne del pe­gno sia­no de­fi­ni­ti­ve e sia tra­scor­so il ter­mi­ne di par­te­ci­pa­zio­ne dei cre­di­to­ri pi­gno­ran­ti.
3Se l'ese­cu­zio­ne non ha con­dot­to al­la rea­liz­za­zio­ne del fon­do (art. 121 LEF), il ri­ca­vo net­to dei frut­ti na­tu­ra­li e ci­vi­li sa­rà ri­par­ti­to tra i cre­di­to­ri istan­ti che vi ab­bia­no di­rit­to.
4Se il de­bi­to­re ca­de in fal­li­men­to pri­ma del­la rea­liz­za­zio­ne del fon­do, il ri­ca­vo net­to dei frut­ti na­tu­ra­li e ci­vi­li sa­rà ri­par­ti­to, se so­no de­cor­si i ter­mi­ni per la par­te­ci­pa­zio­ne al pi­gno­ra­men­to (art. 110 e 111 LEF), se­con­do gli ar­ti­co­li 144-150 LEF; l'even­tua­le ec­ce­den­za spet­ta al­la mas­sa.1
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del R del TF del 5 giu. 1996, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 2900 3490).
3. Pignoramento di una quota di comproprietà
A. Con­te­nu­to dell'at­to di pi­gno­ra­men­to, sti­ma, pi­gio­ni e af­fit­ti
1In ca­so di pi­gno­ra­men­to di una quo­ta di com­pro­prie­tà di un fon­do, l'at­to di pi­gno­ra­men­to men­zio­ne­rà no­me, co­gno­me e do­mi­ci­lio del de­bi­to­re e de­gli al­tri com­pro­prie­ta­ri con l'in­di­ca­zio­ne del­le lo­ro par­ti (art. 646 CC2) ri­spet­ti­va­men­te del­le lo­ro quo­te di va­lo­re (art. 712e cpv. 1 CC), non­chè la de­scri­zio­ne e la sti­ma dell'im­mo­bi­le in com­pro­prie­tà e dei suoi ac­ces­so­ri e, trat­tan­do­si di pro­prie­tà per pia­ni, an­che la de­scri­zio­ne e la sti­ma del­la quo­ta ap­par­te­nen­te al de­bi­to­re, com­pre­si gli even­tua­li ac­ces­so­ri.
2L'ar­ti­co­lo 9 si ap­pli­ca per ana­lo­gia al­la sti­ma e al­la som­ma­ria men­zio­ne dei cre­di­ti ga­ran­ti­ti da pe­gno; ol­tre ai cre­di­ti ga­ran­ti­ti da pe­gno gra­van­ti la quo­ta pi­gno­ra­ta de­vo­no es­se­re men­zio­na­ti i cre­di­ti ga­ran­ti­ti da pe­gno gra­van­ti l'in­te­ro fon­do.
3Al pi­gno­ra­men­to del­le pi­gio­ni e de­gli af­fit­ti di una quo­ta di com­pro­prie­tà, co­sti­tui­ta in pro­prie­tà per pia­ni, ap­pi­gio­na­ta o af­fit­ta­ta si ap­pli­ca per ana­lo­gia l'ar­ti­co­lo 14.
B. Av­vi­si
L'ar­ti­co­lo 15 è ap­pli­ca­bi­le per ana­lo­gia, ri­te­nu­to che:
una re­stri­zio­ne del­la fa­col­tà di di­spor­re do­vrà es­se­re an­no­ta­ta uni­ca­men­te per la par­te pi­gno­ra­ta e non an­che per le al­tre par­ti. Una men­zio­ne sul fo­glio del fon­do stes­so do­vrà pe­rò se­gna­la­re il pi­gno­ra­men­to di una par­te e in­di­ca­re che ogni at­to di di­spo­si­zio­ne nel sen­so dell'ar­ti­co­lo 648 ca­po­ver­so 2 del CC2 è su­bor­di­na­ta all'au­to­riz­za­zio­ne dell'uf­fi­cio di ese­cu­zio­ne.
i cre­di­to­ri al be­ne­fi­cio di un di­rit­to di pe­gno sul­la par­te pi­gno­ra­ta e, nel ca­so di pro­prie­tà per pia­ni, lo­ca­ta­ri e af­fit­tua­ri del pia­no in og­get­to, sa­ran­no av­vi­sa­ti del pi­gno­ra­men­to. L'uf­fi­cio co­mu­ni­che­rà inol­tre il pi­gno­ra­men­to agli as­si­cu­ra­to­ri pres­so i qua­li so­no as­si­cu­ra­ti con­tro i dan­ni l'in­te­ro im­mo­bi­le o la par­te pi­gno­ra­ta.
se l'in­te­ro fon­do, co­me ta­le, for­ni­sce red­di­to, l'uf­fi­cio co­mu­ni­che­rà il pi­gno­ra­men­to an­che agli al­tri com­pro­prie­ta­ri e ad un'even­tua­le am­mi­ni­stra­to­re, av­vi­san­do­li che i frut­ti di per­ti­nen­za del­la par­te pi­gno­ra­ta do­vran­no in fu­tu­ro es­se­re con­se­gna­ti all'uf­fi­cio di ese­cu­zio­ne (art. 104 e 99 LEF). In tal ca­so il pi­gno­ra­men­to sa­rà inol­tre co­mu­ni­ca­to ai cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi il cui di­rit­to di pe­gno gra­va l'in­te­ro fon­do (art. 94 cpv. 3 LEF e art. 806 CC).
1 In­tro­dot­to dal n. I del R del TF del 4 dic. 1975, in vi­go­re dal 1° apr. 1976 (RU 1976 164).
C. Con­te­sta­zio­ne dei di­rit­ti dei com­pro­prie­ta­ri o del­la pro­por-zio­ne in­di­ca­ta del­la quo­ta del de­bi­to­re
1Se il cre­di­to­re con­te­sta i di­rit­ti dei com­pro­prie­ta­ri e chie­de il pi­gno­ra­men­to dell'in­te­ro fon­do, l'uf­fi­cio fa­rà luo­go al­la do­man­da e con­tem­po­ra­nea­men­te as­se­gne­rà al cre­di­to­re istan­te il ter­mi­ne pre­vi­sto dall'ar­ti­co­lo 108 LEF per agi­re giu­di­zial­men­te.2
2Que­sto pro­ce­di­men­to de­ve es­se­re pro­mos­so an­che quan­do il cre­di­to­re pre­ten­de che non si trat­ta di com­pro­prie­tà, ma di pro­prie­tà co­mu­ne, o con­te­sta la ri­par­ti­zio­ne del­le quo­te.
3Se il ter­mi­ne è tra­scor­so in­frut­tuo­sa­men­te o se l'azio­ne è sta­ta re­spin­ta, l'uf­fi­cio pi­gno­re­rà la quo­ta qua­le è iscrit­ta nel re­gi­stro fon­dia­rio.
D. Am­mi­ni­stra­zio­ne
1L'am­mi­ni­stra­zio­ne dell'in­te­ro fon­do e, in ca­so di pro­prie­tà per pia­ni, i di­rit­ti di am­mi­ni­stra­zio­ne del de­bi­to­re sul­la par­te di sua pro­prie­tà, pas­sa­no all'uf­fi­cio.
2Gli ar­ti­co­li 16 a 22 so­no ap­pli­ca­bi­li per ana­lo­gia.
E. Com­pe­ten­za
Com­pe­ten­te per il pi­gno­ra­men­to e per l'am­mi­ni­stra­zio­ne è l'uf­fi­cio del luo­go (art. 24) in cui il fon­do si tro­va.
4. Pignoramento dietro rogatoria
1Se il fon­do da pi­gno­rar­si gia­ce in al­tro cir­con­da­rio di ese­cu­zio­ne, l'uf­fi­cio in­ca­ri­che­rà del pi­gno­ra­men­to l'uf­fi­cia­le di quel cir­con­da­rio: se il fon­do è si­tua­to in più cir­con­da­ri, quel­lo in cui si tro­va la par­te che ha mag­gior va­lo­re (art. 89 LEF), in­di­can­do­gli l'im­por­to per il qua­le de­ve pro­ce­de­re al pi­gno­ra­men­to.
2L'uf­fi­cio ri­chie­sto ese­gui­rà il pi­gno­ra­men­to con­for­man­do­si ai di­spo­sti de­gli ar­ti­co­li 89 e 90 del­la LEF, e 8, 9, 11, 14 e 15 del pre­sen­te re­go­la­men­to e in­vie­rà all'uf­fi­cio re­qui­ren­te il ver­ba­le di pi­gno­ra­men­to, di cui con­ser­ve­rà una co­pia, ag­giun­gen­do­vi la pro­va dell'av­ve­nu­ta ri­chie­sta di an­no­ta­zio­ne nel re­gi­stro fon­dia­rio di una re­stri­zio­ne del­la fa­col­tà di di­spor­re. L'uf­fi­cio ri­chie­den­te tra­scri­ve­rà il con­te­nu­to del ver­ba­le di pi­gno­ra­men­to nell'ori­gi­na­le del pro­prio ver­ba­le, di cui no­ti­fi­che­rà co­pia al­le par­ti (art. 114 LEF) e as­se­gne­rà, ove sia ne­ces­sa­rio, i ter­mi­ni oc­cor­ren­ti.1
3L'am­mi­ni­stra­zio­ne e la cul­tu­ra del fon­do (art. 16 a 21) spet­ta­no esclu­si­va­men­te all'uf­fi­cio ri­chie­sto che può es­se­re in­ca­ri­ca­to an­che del­la di­stri­bu­zio­ne dei red­di­ti ai cre­di­to­ri a stre­gua dell'ar­ti­co­lo 22.
A. Ter­mi­ne di rea­liz­za­zio­ne1
1Il cre­di­to­re al be­ne­fi­cio di un pi­gno­ra­men­to prov­vi­so­rio non può chie­de­re la rea­liz­za­zio­ne del fon­do pri­ma che il pi­gno­ra­men­to sia di­ve­nu­to de­fi­ni­ti­vo e che sia­no tra­scor­si sei me­si dal pi­gno­ra­men­to prov­vi­so­rio. Il ter­mi­ne en­tro il qua­le la rea­liz­za­zio­ne può es­se­re chie­sta de­cor­re dal gior­no in cui il pi­gno­ra­men­to prov­vi­so­rio è di­ven­ta­to de­fi­ni­ti­vo (art. 116 e 118 LEF).
2 Abro­ga­to dal n. I del R del TF del 5 giu. 1996 (RU 1996 2900).
B. Rea­liz­za­zio­ne se­pa­ra­ta de­gli ac­ces­so­ri
Gli ac­ces­so­ri com­pre­si nel pi­gno­ra­men­to del fon­do (art. 11) non po­tran­no es­se­re rea­liz­za­ti se­pa­ra­ta­men­te se non col con­sen­so di tut­ti gli in­te­res­sa­ti. Se l'ac­ces­so­rio rea­liz­za­to era iscrit­to nel re­gi­stro fon­dia­rio, l'uf­fi­cio di ese­cu­zio­ne si con­for­me­rà al di­spo­sto dell'ar­ti­co­lo 12 ca­po­ver­so 2 di que­sto re­go­la­men­to.
C. Ri­chie­sta di estrat­to del re­gi­stro fon­dia­rio
1Av­vi­sa­to il de­bi­to­re del­la do­man­da di ven­di­ta (art. 120 LEF), l'uf­fi­cio chie­de­rà un estrat­to dal re­gi­stro fon­dia­rio con­cer­nen­te il fon­do da rea­liz­zar­si o, se già lo pos­sie­de, lo fa­rà ve­ri­fi­ca­re dal re­gi­stro fon­dia­rio com­pe­ten­te, che al ca­so lo ret­ti­fi­che­rà o lo com­ple­te­rà cer­ti­fi­can­do­lo con­for­me al con­te­nu­to at­tua­le del re­gi­stro.
2Sul­la scor­ta dell'estrat­to dal re­gi­stro fon­dia­rio l'uf­fi­cio ne con­trol­le­rà e, even­tual­men­te, ret­ti­fi­che­rà i da­ti in­ter­ro­gan­do il de­bi­to­re sul no­me ed il do­mi­ci­lio dei cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi.
D. Pub­bli­ca­zio­ne e av­vi­so dell'in-can­to
I. Pub­bli­ca­zio­ne
1La da­ta dell'in­can­to de­ve es­se­re sta­bi­li­ta in mo­do che il ter­mi­ne per ri­cor­re­re con­tro le con­di­zio­ni del­la ven­di­ta sia tra­scor­so pri­ma del gior­no dell'in­can­to.
2Ol­tre le in­di­ca­zio­ni pre­vi­ste dall'ar­ti­co­lo 138 del­la LEF, il ban­do men­zio­ne­rà il no­me e il do­mi­ci­lio del de­bi­to­re e de­si­gne­rà esat­ta­men­te il fon­do da rea­liz­zar­si ed il suo va­lo­re di sti­ma.1 Nell'av­vi­so ai cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi pre­vi­sto dall'ar­ti­co­lo 138 ca­po­ver­so 2 nu­me­ro 3 del­la LEF sa­rà lo­ro in­giun­to di co­mu­ni­ca­re all'uf­fi­cio al­tre­sì se il cre­di­to ga­ran­ti­to dal pe­gno è sca­du­to par­zial­men­te o to­tal­men­te e, se fu di­sdet­to, per qua­le im­por­to ed a qua­le sca­den­za lo sia sta­to.
3L'in­giun­zio­ne pre­vi­sta dall'ar­ti­co­lo 138 ca­po­ver­so 2 nu­me­ro 3 del­la LEF do­vrà es­se­re fat­ta an­che a tut­ti i ti­to­la­ri di ser­vi­tù, che sor­se­ro sot­to il re­gi­me dell'an­ti­co di­rit­to can­to­na­le e non fu­ro­no an­co­ra iscrit­te a pub­bli­co re­gi­stro. L'in­giun­zio­ne sa­rà ac­com­pa­gna­ta dal­la com­mi­na­to­ria che le ser­vi­tù non in­si­nua­te non sa­ran­no op­po­ni­bi­li ad un ag­giu­di­ca­ta­rio di buo­na fe­de del fon­do gra­va­to a me­no che si trat­ti di di­rit­ti che an­che se­con­do il CC2 han­no ca­rat­te­re di di­rit­to rea­le sen­za iscri­zio­ne.
3 Abro­ga­to dal n. I del R del TF del 5 giu. 1996 (RU 1996 2900).
II. Av­vi­si spe­cia­li
1Su­bi­to do­po la pub­bli­ca­zio­ne dell'in­can­to, l'uf­fi­cio spe­di­rà gli av­vi­si spe­cia­li pre­vi­sti dall'ar­ti­co­lo 139 del­la LEF. Se il va­lo­re di sti­ma del fon­do è men­zio­na­to nel­la pub­bli­ca­zio­ne, l'av­vi­so var­rà al­tre­sì co­me co­mu­ni­ca­zio­ne del­la sti­ma a sen­si dell'ar­ti­co­lo 140 ca­po­ver­so 3 del­la LEF. L'ar­ti­co­lo 9 ca­po­ver­so 2 del pre­sen­te re­go­la­men­to è ap­pli­ca­bi­le.
2Ta­li av­vi­si sa­ran­no no­ti­fi­ca­ti ad ogni cre­di­to­re cui spet­ta di­rit­to di pe­gno sul fon­do od in cui fa­vo­re es­so sia pi­gno­ra­to, ai cre­di­to­ri iscrit­ti nell'elen­co dei cre­di­to­ri del re­gi­stro fon­dia­rio qua­li ti­to­la­ri di un di­rit­to di pe­gno o di usu­frut­to sui cre­di­ti ga­ran­ti­ti da pe­gno im­mo­bi­lia­re, al de­bi­to­re, all'even­tua­le ter­zo pro­prie­ta­rio del fon­do ed a tut­te quel­le al­tre per­so­ne che pos­seg­go­no sul fon­do un di­rit­to qual­sia­si iscrit­to od an­no­ta­to nel re­gi­stro fon­dia­rio. Ove dal re­gi­stro fon­dia­rio ri­sul­ti che per i cre­di­to­ri ga­ran­ti­ti da pe­gno fu­ro­no co­sti­tui­ti dei pro­cu­ra­to­ri, gli av­vi­si sa­ran­no no­ti­fi­ca­ti a que­sti ul­ti­mi (art. 860, 875, 877 CC1).2
3Ne­gli av­vi­si spe­cia­li in­di­riz­za­ti ai cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi sa­rà men­zio­na­to se la rea­liz­za­zio­ne è sta­ta chie­sta da un cre­di­to­re al be­ne­fi­cio del pi­gno­ra­men­to o da un cre­di­to­re pi­gno­ra­ti­zio an­te­rio­re o po­ste­rio­re in gra­do.
4Av­vi­si spe­cia­li sa­ran­no in­via­ti an­che ai ti­to­la­ri di di­rit­ti le­ga­li di pre­la­zio­ne ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 682 ca­po­ver­si 1 e 2 del CC. Es­si deb­bo­no inol­tre es­se­re in­for­ma­ti con let­te­ra ac­com­pa­gna­to­ria sia del­la pos­si­bi­li­tà che del mo­do di eser­ci­ta­re i lo­ro di­rit­ti in oc­ca­sio­ne dell'in­can­to (art. 60a).3
3 In­tro­dot­to dal n. I del D del TF del 4 dic. 1975, in vi­go­re dal 1° apr. 1976 (RU 1976 164).
III. In ca­so di rin­vio dell'in­can­to
Se l'in­can­to è sta­to dif­fe­ri­to so­lo do­po la de­cor­ren­za dei ter­mi­ni per l'in­si­nua­zio­ne de­gli one­ri, il ban­do per il nuo­vo in­can­to sa­rà pub­bli­ca­to al­me­no 14 gior­ni pri­ma. Non oc­cor­re che con­ten­ga nuo­va­men­te l'in­giun­zio­ne pre­vi­sta dall'ar­ti­co­lo 138 ca­po­ver­so 2 nu­me­ro 3 del­la LEF.
E. Pro­ro­ga con­ces­sa do­po la pub­bli­ca­zio­ne del ban­do
1Do­po la pub­bli­ca­zio­ne del ban­do, la ven­di­ta non po­trà es­se­re dif­fe­ri­ta (art. 123, 143a LEF) che se il de­bi­to­re ver­sa im­me­dia­ta­men­te all'uf­fi­cio, ol­tre l'ac­con­to sta­bi­li­to, le spe­se oc­ca­sio­na­te dal­le mi­su­re pre­pa­ra­to­rie e dal rin­vio dell'in­can­to.1
2Gli ac­con­ti in­cas­sa­ti sa­ran­no ver­sa­ti sen­za in­du­gio al cre­di­to­re che ha chie­sto la ven­di­ta.
B. Elenco degli oneri
A. Da­ta del de­po­si­to
Spi­ra­to il ter­mi­ne per le in­si­nua­zio­ni (art. 138 cpv. 2 n. 3 LEF), l'uf­fi­cio al­le­sti­rà l'elen­co de­gli one­ri in mo­do che pos­sa es­se­re de­po­sto si­mul­ta­nea­men­te al­le con­di­zio­ni d'in­can­to (art. 134 cpv. 2 LEF).
1L'elen­co de­gli one­ri de­ve con­te­ne­re:
l'in­di­ca­zio­ne del fon­do da ven­der­si, de­gli even­tua­li ac­ces­so­ri (art. 11) e del va­lo­re di sti­ma qua­li ri­sul­ta­no dal ver­ba­le di pi­gno­ra­men­to;
gli one­ri iscrit­ti nel re­gi­stro fon­dia­rio e quel­li in­si­nua­ti in se­gui­to all'in­giun­zio­ne (art. 29 cpv. 2 e 3) dell'uf­fi­cio (ser­vi­tù, one­ri fon­dia­ri, di­rit­ti di pe­gno im­mo­bi­lia­re e di­rit­ti per­so­na­li an­no­ta­ti), coll'in­di­ca­zio­ne esat­ta dei be­ni ai qua­li i sin­go­li one­ri si ri­fe­ri­sco­no e del gra­do ri­spet­ti­vo dei di­rit­ti di pe­gno, del­le ser­vi­tù e de­gli al­tri one­ri, per quan­to ri­sul­ti dall'estrat­to del re­gi­stro fon­dia­rio (art. 28) o dal­le in­si­nua­zio­ni. Sa­ran­no pu­re in­di­ca­ti, in co­lon­ne se­pa­ra­te, gli im­por­ti esi­gi­bi­li dei cre­di­ti ga­ran­ti­ti da pe­gno e quel­li da as­se­gnar­si al de­li­ba­ta­rio (art. 135 LEF). Ove un'in­si­nua­zio­ne di un one­re non sia con­for­me all'estrat­to del re­gi­stro fon­dia­rio, l'uf­fi­cio do­vrà at­te­ner­si all'in­si­nua­zio­ne, ma men­zio­ne­rà an­che il con­te­nu­to dell'iscri­zio­ne nel re­gi­stro. Se l'one­re in­si­nua­to è me­no este­so di quan­to ri­sul­ti dal re­gi­stro fon­dia­rio, l'uf­fi­cio, ot­te­nu­to il con­sen­so del ti­to­la­re, prov­ve­de­rà al­la mo­di­fi­ca­zio­ne o can­cel­la­zio­ne dell'iscri­zio­ne nel re­gi­stro fon­dia­rio.
2Sa­ran­no iscrit­ti nell'elen­co an­che gli one­ri che fu­ro­no in­si­nua­ti sen­za che i ti­to­la­ri vi fos­se­ro ob­bli­ga­ti. Gli one­ri iscrit­ti nel re­gi­stro fon­dia­rio do­po il pi­gno­ra­men­to del fon­do e sen­za l'au­to­riz­za­zio­ne dell'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne sa­ran­no pu­re men­zio­na­ti, ma coll'in­di­ca­zio­ne di que­sta cir­co­stan­za e coll'av­ver­ten­za che po­tran­no es­ser pre­si in con­si­de­ra­zio­ne so­lo se ed in quan­to i cre­di­to­ri pi­gno­ran­ti sia­no in­tie­ra­men­te sod­di­sfat­ti (art. 53 cpv. 3).
II. Po­sti va­can­ti e ti­to­li al no­me del pro­prie­ta­rio del fon­do
1Nell'elen­co de­gli one­ri non si ter­rà con­to nè dei po­sti va­can­ti nè dei ti­to­li di pe­gno eret­ti al no­me del de­bi­to­re stes­so, che so­no in suo pos­ses­so e non fu­ro­no pi­gno­ra­ti, ma so­lo pre­si in cu­sto­dia dall'uf­fi­cio a stre­gua dell'ar­ti­co­lo 13 (art. 815 CC1; art. 68 cpv. 1 del pre­sen­te R).
2Se ta­li ti­to­li fu­ro­no co­sti­tui­ti in pe­gno o pi­gno­ra­ti, es­si non po­tran­no, ove il fon­do sia sta­to pi­gno­ra­to, es­se­re rea­liz­za­ti se­pa­ra­ta­men­te da es­so, ma do­vran­no fi­gu­ra­re nell'elen­co de­gli one­ri se­con­do il lo­ro gra­do per l'im­por­to in­di­ca­to dal ti­to­lo o, se la som­ma per la qua­le il ti­to­lo è sta­to co­sti­tui­to in pe­gno o pi­gno­ra­to è in­fe­rio­re, per que­sta som­ma.
III. Pre­te­se esclu­se dall'elen­co one­ri
1Le pre­te­se in­si­nua­te tar­di­va­men­te o che non im­pli­ca­no one­ri rea­li per il fon­do non sa­ran­no men­zio­na­te nell'elen­co. L'uf­fi­cio av­vi­se­rà im­me­dia­ta­men­te i ti­to­la­ri del­la lo­ro esclu­sio­ne, ri­chia­man­do lo­ro il di­rit­to di ri­cor­so en­tro i ter­mi­ni le­ga­li (art. 17 cpv. 2 LEF).
2L'uf­fi­cio non può ri­fiu­ta­re l'iscri­zio­ne de­gli one­ri che fi­gu­ra­no all'estrat­to del re­gi­stro fon­dia­rio o che fu­ro­no in­si­nua­ti en­tro il ter­mi­ne, nè mo­di­fi­car­li, nè con­te­star­li, nè esi­ge­re la pro­du­zio­ne di pro­ve. Se, esple­ta la pro­ce­du­ra di ap­pu­ra­men­to dell'elen­co de­gli one­ri, un ti­to­la­re ri­nun­cia ad un one­re iscrit­to, l'uf­fi­cio ter­rà con­to di que­sta ri­nun­cia sol­tan­to se l'one­re è sta­to già can­cel­la­to dal re­gi­stro fon­dia­rio.
C. Co­mu­ni­ca­zio­ne
1L'elen­co one­ri sa­rà co­mu­ni­ca­to ai cre­di­to­ri pi­gno­ran­ti, ai cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi, ai ti­to­la­ri di di­rit­ti an­no­ta­ti (art. 959 CC1) ed al de­bi­to­re.
2Nel­la co­mu­ni­ca­zio­ne sa­rà in­di­ca­to che il ter­mi­ne per im­pu­gna­re l'esi­sten­za, l'esten­sio­ne, il gra­do o l'esi­gi­bi­li­tà di una pre­te­sa è di die­ci gior­ni dal­la co­mu­ni­ca­zio­ne e che la con­te­sta­zio­ne dev'es­se­re fat­ta per iscrit­to pres­so l'uf­fi­cio, de­si­gnan­do esat­ta­men­te la pre­te­sa con­te­sta­ta, al­tri­men­ti es­sa si avrà per ri­co­no­sciu­ta per quan­to con­cer­ne l'ese­cu­zio­ne in cor­so (art. 140 cpv. 2; 107 cpv. 2 e 4 LEF).2
3Se una cau­sa con­cer­nen­te un ag­gra­vio iscrit­to nell'elen­co de­gli one­ri è già pen­den­te in una ese­cu­zio­ne an­te­rio­re, l'uf­fi­cio ne fa­rà men­zio­ne nell'elen­co, in­di­can­do le par­ti in cau­sa e le lo­ro con­clu­sio­ni. L'esi­to del­la cau­sa sa­rà de­ci­si­vo an­che per l'elen­co de­gli one­ri del­la nuo­va ese­cu­zio­ne.
D. Ap­pu­ra­men­to dell'elen­co de­gli one­ri
I. Ac­ces­so­ri
1I cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi che non han­no avu­to mo­do di far­lo pri­ma, po­tran­no, en­tro il ter­mi­ne di con­te­sta­zio­ne dell'elen­co de­gli one­ri, chie­de­re all'uf­fi­cio che vi ven­ga­no iscrit­ti co­me ac­ces­so­ri del fon­do al­tri og­get­ti ol­tre quel­li già men­zio­na­ti­vi (art. 11 cpv. 3).
2Se l'elen­co-one­ri fa men­zio­ne di ac­ces­so­ri (art. 34 cpv. 1 lett. a), l'uf­fi­cio av­ver­ti­rà nell'av­vi­so pre­vi­sto dall'ar­ti­co­lo 37 i cre­di­to­ri pi­gno­ran­ti, il de­bi­to­re e, even­tual­men­te, an­che il ter­zo ri­ven­di­can­te, che, en­tro il ter­mi­ne suin­di­ca­to, es­si po­tran­no con­te­sta­re pres­so l'uf­fi­cio la qua­li­tà di ac­ces­so­rio di que­sti og­get­ti o di al­cu­ni di es­si.
3Se gli ac­ces­so­ri so­no sta­ti ri­ven­di­ca­ti in pro­prie­tà da un ter­zo, il ter­mi­ne di die­ci gior­ni per con­te­sta­re que­sta pre­te­sa (art. 107 cpv. 2 LEF) sa­rà as­se­gna­to a tut­ti i cre­di­to­ri pi­gno­ran­ti e pi­gno­ra­ti­zi ed al de­bi­to­re.1
II. De­ter­mi­na-zio­ne del­la po­si-zio­ne del­le par­ti nel­la cau­sa. Fo­ro
In ca­so di con­te­sta­zio­ne, l'uf­fi­cio pro­ce­de­rà a stre­gua dell'ar­ti­co­lo 107 ca­po­ver­so 5 del­la LEF. Ove si trat­ti di un di­rit­to iscrit­to nel re­gi­stro fon­dia­rio, la cui esi­sten­za o il cui gra­do di­pen­da dall'iscri­zio­ne, la par­te di at­to­re in­com­be­rà a co­lui che chie­de la mo­di­fi­ca­zio­ne o la can­cel­la­zio­ne di que­sto di­rit­to.
III. Com­ple­men­to o ret­ti­fi­ca or­di­na­ti dall'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za
Se in se­gui­to a ri­cor­so l'elen­co one­ri è sta­to mo­di­fi­ca­to o com­ple­ta­to dall'Au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za, l'uf­fi­cio co­mu­ni­che­rà il com­ple­men­to o la ret­ti­fi­ca agli in­te­res­sa­ti, as­se­gnan­do lo­ro un nuo­vo ter­mi­ne di con­te­sta­zio­ne di die­ci gior­ni.
IV. Pre­te­sa ri­co­no­sciu­ta dal de­bi­to­re ma con­te­sta­ta ef­fi­ca­ce­men­te da un cre­di­to­re1
Se una pre­te­sa, che il de­bi­to­re ha ri­co­no­sciu­to la­scian­do tra­scor­re­re il ter­mi­ne di con­te­sta­zio­ne, è sta­ta ef­fi­ca­ce­men­te con­te­sta­ta da un cre­di­to­re, il ti­to­la­re del­la pre­te­sa con­te­sta­ta po­trà chie­de­re che il fon­do ven­ga mes­so all'in­can­to an­zi­tut­to col­la men­zio­ne dell'one­re con­te­sta­to e in se­gui­to sen­za di es­sa, e che ove il prez­zo of­fer­to per il fon­do coll'ag­gra­vio ba­sti per sod­di­sfa­re il cre­di­to­re che l'ha con­te­sta­to, il fon­do ven­ga ag­giu­di­ca­to gra­va­to dall'one­re (art. 56).
V. Con­te­sta­zio­ne del gra­do e dell'im­por­to: rap­por­to tra i cre­di­to­ri di un grup­po1
1Il gra­do e l'im­por­to di cre­di­ti pi­gno­ra­ti­zi iscrit­ti nell'elen­co de­gli one­ri non pos­so­no più es­se­re con­te­sta­ti nel­lo sta­dio di ri­par­ti­zio­ne da chi eb­be oc­ca­sio­ne di im­pu­gnar­li nel pro­ce­di­men­to di ap­pu­ra­men­to dell'elen­co de­gli one­ri.
2Se più cre­di­to­ri par­te­ci­pa­no al pi­gno­ra­men­to, la con­te­sta­zio­ne dell'elen­co de­gli one­ri e il pro­ce­di­men­to giu­di­zia­rio che ne se­guì non so­no pro­dut­ti­vi di ef­fet­ti nei con­fron­ti dei cre­di­to­ri, che non han­no im­pu­gna­to l'one­re.
E. Re­vi­sio­ne del­la sti­ma
Com­piu­ta la pro­ce­du­ra di ap­pu­ra­men­to dell'elen­co de­gli one­ri, l'uf­fi­cio do­vrà sta­bi­li­re, se il va­lo­re del fon­do ab­bia su­bi­to mo­di­fi­ca­zio­ne dal pi­gno­ra­men­to in poi, se­gna­ta­men­te in se­gui­to ad eli­mi­na­zio­ne di ag­gra­vi. Il ri­sul­ta­to di que­sta nuo­va sti­ma sa­rà co­mu­ni­ca­to agli in­te­res­sa­ti. È ap­pli­ca­bi­le il di­spo­sto dell'ar­ti­co­lo 9 ca­po­ver­so 2.
A. Con­te­nu­to
1Le con­di­zio­ni d'in­can­to do­vran­no con­te­ne­re ol­tre l'in­di­ca­zio­ne del no­me del de­bi­to­re, di quel­lo del cre­di­to­re istan­te, del luo­go e del­la da­ta dell'in­can­to e la de­scri­zio­ne del fon­do e dei suoi ac­ces­so­ri:
la men­zio­ne che il fon­do è mes­so all'asta con tut­ti gli one­ri che lo gra­va­no se­con­do l'elen­co one­ri (ser­vi­tù, one­ri fon­dia­ri, di­rit­ti di pe­gno im­mo­bi­lia­re e di­rit­ti per­so­na­li an­no­ta­ti), e che i re­la­ti­vi ob­bli­ghi per­so­na­li del de­bi­to­re non sca­du­ti sa­ran­no im­po­sti all'ag­giu­di­ca­ta­rio nel­la mi­su­ra in cui non sia­no co­per­ti dal ri­ca­vo del­la ven­di­ta (art. 135 LEF);
se so­no da rea­liz­zar­si più fon­di, la men­zio­ne se es­si sa­ran­no mes­si all'in­can­to in bloc­co o in grup­pi ed in qua­li, o sin­go­lar­men­te e, even­tual­men­te, in qua­le or­di­ne;
se de­ve aver luo­go un dop­pio tur­no d'asta per fon­do o pei suoi ac­ces­so­ri (art. 42, 57 e 104), la men­zio­ne che il mi­glior of­fe­ren­te del pri­mo tur­no re­ste­rà vin­co­la­to fi­no a com­pi­men­to del se­con­do (art. 56);
l'in­di­ca­zio­ne del­le som­me pa­ga­bi­li in con­tan­ti sul prez­zo di ven­di­ta e la men­zio­ne del­le po­ste che l'ag­giu­di­ca­ta­rio do­vrà as­su­me­re ol­tre que­sto prez­zo (art. 46 e 49);
la men­zio­ne se, e even­tual­men­te fi­no a con­cor­ren­za di qua­le im­por­to, il prez­zo di ag­giu­di­ca­zio­ne do­vrà es­se­re pa­ga­to all'at­to dell'in­can­to o se è con­ces­so un ter­mi­ne di pa­ga­men­to a stre­gua dell'ar­ti­co­lo 136 del­la LEF, e, in que­sto ca­so, qua­le ga­ran­zia de­ve es­se­re pre­sta­ta per la sca­den­za pro­ro­ga­ta e se que­sta ga­ran­zia do­vrà es­se­re pre­sta­ta all'at­to dell'in­can­to o en­tro un ter­mi­ne fis­so. Nel ca­so in cui il pa­ga­men­to sia da far­si o la ga­ran­zia da pre­star­si all'at­to dell'in­can­to, si in­di­che­rà che l'ag­giu­di­ca­zio­ne di­pen­de dall'ese­cu­zio­ne di que­ste pre­sta­zio­ni e che quin­di ogni of­fe­ren­te re­sta vin­co­la­to fin­ché non sia per­fet­ta l'ag­giu­di­ca­zio­ne all'of­fe­ren­te che lo pre­ce­de;
se l'uf­fi­cio in­ten­de che per es­se­re ac­col­ta un'of­fer­ta deb­ba su­pe­ra­re la pre­ce­den­te di una de­ter­mi­na­ta som­ma, l'in­di­ca­zio­ne di que­sta som­ma;
la clau­so­la esclu­den­te ogni ga­ran­zia da par­te dell'uf­fi­cio.
2L'elen­co de­gli one­ri, ret­ti­fi­ca­to in con­for­mi­tà dei ri­sul­ta­ti di ri­cor­si o di cau­se, sa­rà an­nes­so qua­le ap­pen­di­ce al­le con­di­zio­ni dell'in­can­to.
II. Pa­ga­men­to a con­tan­ti del prez­zo di ven­di­ta
1. Pa­ga­men­to ef­fet­ti­vo
1Nel­le con­di­zio­ni di in­can­to sa­rà ri­chie­sto pa­ga­men­to a con­tan­ti da com­pu­tar­si sul prez­zo di ag­giu­di­ca­zio­ne: del ca­pi­ta­le dei cre­di­ti ipo­te­ca­ri esi­gi­bi­li, de­gli in­te­res­si sca­du­ti, com­pre­si gli in­te­res­si mo­ra­to­ri e le pre­se di ese­cu­zio­ne, del­le spe­se di am­mi­ni­stra­zio­ne del fon­do, in quan­to non sia­no co­per­te dal suo red­di­to, del­le spe­se di rea­liz­za­zio­ne ed even­tual­men­te del­la par­te del prez­zo ec­ce­den­te l'im­por­to to­ta­le dei cre­di­ti ga­ran­ti­ti da pe­gno.1
2Sa­ran­no ri­te­nu­ti esi­gi­bi­li in ca­pi­ta­le ed in­te­res­si i cre­di­ti, che se­con­do le con­sta­ta­zio­ni dell'elen­co de­gli one­ri pas­sa­to in giu­di­ca­to, so­no sca­du­ti al mo­men­to dell'in­can­to, com­pre­si quel­li che go­do­no di pe­gno le­ga­le, ed i cre­di­ti pi­gno­ra­ti­zi che han­no fat­to og­get­to di ese­cu­zio­ne, sem­pre­ché non sia in­ter­ve­nu­ta op­po­si­zio­ne o che l'op­po­si­zio­ne sia sta­ta ri­mos­sa.
3Cre­di­ti pi­gno­ra­ti­zi non esi­gi­bi­li do­vran­no sem­pre es­se­re as­se­gna­ti all'ag­giu­di­ca­ta­rio (art. 45 cpv. 1 lett. a).
2. Per sur­ro­ga­zio­ne
1La so­sti­tu­zio­ne del pa­ga­men­to ef­fet­ti­vo di un cre­di­to da pa­gar­si in con­tan­ti con al­tro mo­do di estin­zio­ne (as­sun­zio­ne del de­bi­to, no­va­zio­ne) può es­se­re ac­cet­ta­ta dall'uf­fi­cio sol­tan­to se l'ag­giu­di­ca­ta­rio pro­du­ce, en­tro il ter­mi­ne fis­sa­to dal­le con­di­zio­ni di ven­di­ta per il pa­ga­men­to o pro­ro­ga­to per ac­cor­do di tut­ti gli in­te­res­sa­ti (art. 63 cpv. 1), una di­chia­ra­zio­ne del cre­di­to­re con­sta­tan­te che è d'ac­cor­do di es­se­re sod­di­sfat­to al­tri­men­ti.
2In man­can­za di ta­le di­chia­ra­zio­ne l'uf­fi­cio in­di­rà un nuo­vo in­can­to ap­pe­na spi­ra­to il ter­mi­ne di pa­ga­men­to (art. 143 LEF).
III. De­bi­ti as­se­gna­ti al de­li­be­ra-ta­rio
1. Im­pu­ta­bi­li sul prez­zo di ven­di­ta
1Gli in­te­res­si cor­ren­ti fi­no al gior­no dell'in­can­to so­pra cre­di­ti ipo­te­ca­ri as­se­gna­ti, ven­go­no as­se­gna­ti al de­li­be­ra­ta­rio in ac­con­to del prez­zo, ove le con­di­zio­ni di ven­di­ta non di­spon­ga­no espres­sa­men­te al­tri­men­ti.
2Le con­di­zio­ni di ven­di­ta pos­so­no sta­bi­li­re che i red­di­ti cor­ren­ti fi­no al gior­no dell'in­can­to pas­sa­no all'ag­giu­di­ca­ta­rio co­me equi­va­len­te de­gli in­te­res­si cor­ren­ti sui cre­di­ti pi­gno­ra­ti­zi non sca­du­ti. In luo­go del gior­no dell'in­can­to po­trà es­se­re fis­sa­ta al­tra sca­den­za co­me da­ta al­la qua­le i pro­fit­ti e gli one­ri del fon­do pas­sa­no all'ag­giu­di­ca­ta­rio. I red­di­ti già in­cas­sa­ti e quel­li esi­gi­bi­li non pos­so­no ve­nir as­se­gna­ti all'ag­giu­di­ca­ta­rio.
2. Spe­se non im­pu­ta­bi­li sul prez­zo di ag­giu­di­ca­zio­ne
1Le con­di­zio­ni di ven­di­ta met­te­ran­no a ca­ri­co dell'ag­giu­di­ca­ta­rio sen­za im­pu­ta­zio­ne sul prez­zo di ven­di­ta:1
le spe­se di tra­pas­so del­la pro­prie­tà e del­le mo­di­fi­ca­zio­ni da pra­ti­car­si nel re­gi­stro fon­dia­rio e nei ti­to­li a ri­guar­do dei pe­gni, del­le ser­vi­tù ecc., com­pre­se le spe­se del pro­ce­di­men­to pre­vi­sto dall'ar­ti­co­lo 69 ri­guar­do ai ti­to­li ipo­te­ca­ri, man­can­ti, to­tal­men­te o par­zial­men­te estin­ti a se­gui­to dell'in­can­to, co­me pu­re le tas­se di tra­pas­so di pro­prie­tà;
i cre­di­ti as­si­sti­ti da ipo­te­ca le­ga­le, non sca­du­ti al mo­men­to dell'in­can­to e quin­di non iscrit­ti nell'elen­co one­ri (art. 836 CC3: pre­mi di as­si­cu­ra­zio­ne con­tro gli in­cen­di, im­po­ste fon­dia­rie, ecc.); inol­tre le tas­se cor­ren­ti per l'ac­qua po­ta­bi­le, gas, elet­tri­ci­tà, ecc.
2All'in­fuo­ri di que­sti pa­ga­men­ti l'ag­giu­di­ca­ta­rio non può es­se­re te­nu­to ad ef­fet­tuar­ne al­tri ol­tre il prez­zo di ag­giu­di­ca­zio­ne, a me­no che es­si sia­no men­zio­na­ti nel­le con­di­zio­ni d'in­can­to.4
3. Con­trat­ti di lo­ca­zio­ne e di af­fit­to
La lo­ca­zio­ne e l'af­fit­to pas­sa­no all'ac­qui­ren­te con la pro­prie­tà del­la co­sa (art. 261, 261b e 290 lett. a del Co­di­ce del­le ob­bli­ga­zio­ni2, CO).
4. Di­rit­to di pre­la­zio­ne
1I di­rit­ti di pre­la­zio­ne co­sti­tui­ti per con­trat­to (art. 216 cpv. 2 e 3 CO2) non po­tran­no es­se­re eser­ci­ta­ti in se­de di in­can­to; i di­rit­ti le­ga­li di pre­la­zio­ne po­tran­no es­se­re eser­ci­ta­ti nei li­mi­ti dell'ar­ti­co­lo 60a.
2Il di­rit­to di pre­la­zio­ne, an­no­ta­to nel re­gi­stro fon­dia­rio a ca­ri­co del fon­do, sa­rà as­se­gna­to al de­li­ba­ta­rio co­me è iscrit­to nell'elen­co de­gli one­ri, a me­no che non sia da can­cel­lar­si in se­gui­to al ri­sul­ta­to del dop­pio tur­no d'asta (art. 56). La que­stio­ne di sa­pe­re se, avu­to ri­guar­do al suo con­te­nu­to, il di­rit­to di pre­la­zio­ne pos­sa an­co­ra es­se­re eser­ci­ta­to in oc­ca­sio­ne di una ven­di­ta ul­te­rio­re o se è estin­to, ri­ma­ne ri­ser­va­ta al giu­di­ce.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell'O del TF del 7 set. 1993, in vi­go­re dal 1° gen. 1994 (RU 1993 3183).
Ul­te­rio­ri mo­di­fi­ca­zio­ni al­le con­di­zio­ni di in­can­to non so­no am­mis­si­bi­li a me­no che es­se ven­ga­no di nuo­vo de­po­ste, pub­bli­ca­te e co­mu­ni­ca­te agli in­te­res­sa­ti a stre­gua dell'ar­ti­co­lo 139 del­la LEF.
A. Condizioni dell'aggiudicazione
A. Di­spo­si­zio­ni ge­ne­ra­li
1Per il com­pu­to del prez­zo di ag­giu­di­ca­zio­ne (art. 142a in re­la­zio­ne con l'art. 126 cpv. 1 LEF), so­no con­si­de­ra­ti co­me cre­di­ti pi­gno­ra­ti­zi po­zio­ri (per il lo­ro ca­pi­ta­le, gli in­te­res­si sca­du­ti e cor­ren­ti fi­no al gior­no dell'in­can­to, gli in­te­res­si mo­ra­to­ri e le spe­se di ese­cu­zio­ne) a quel­li del cre­di­to­re pro­ce­den­te so­lo i cre­di­ti iscrit­ti nell'elen­co one­ri e che non fu­ro­no con­te­sta­ti o fu­ro­no am­mes­si dal giu­di­ce o che so­no og­get­to di una cau­sa pen­den­te (art. 141 LEF).1
2Ove il fon­do sia sta­to pi­gno­ra­to in fa­vo­re di più grup­pi di cre­di­to­ri, non si ter­rà con­to che dei cre­di­ti pi­gno­ra­ti­zi con­sta­ta­ti nei con­fron­ti del pi­gno­ra­men­to per il qua­le è chie­sta la rea­liz­za­zio­ne.
3I di­rit­ti di pe­gno iscrit­ti nel re­gi­stro fon­dia­rio so­lo do­po il pi­gno­ra­men­to e sen­za il con­sen­so dell'uf­fi­cio di ese­cu­zio­ne, non en­tra­no in li­nea di con­to per il com­pu­to del prez­zo di ag­giu­di­ca­zio­ne, sem­pre­ché non sia­no sor­ti an­te­rior­men­te in vir­tù del­la leg­ge stes­sa e non pre­val­ga­no su tut­ti gli ag­gra­vi iscrit­ti.
B. Ese­cu­zio­ne in via di pi­gno­ra­men­to pro­mos­sa da un cre­di­to­re pi­gno­ra­ti­zio
I. Ove es­so do­man­di la rea­liz­za­zio­ne
1Se un cre­di­to­re pi­gno­ra­ti­zio ha pro­mos­so ese­cu­zio­ne in via di pi­gno­ra­men­to per un cre­di­to ga­ran­ti­to da pe­gno e iscrit­to nell'elen­co de­gli one­ri ed ha ot­te­nu­to il pi­gno­ra­men­to del fon­do gra­va­to in suo fa­vo­re (art. 53 cpv. 1), l'ag­giu­di­ca­zio­ne po­trà aver luo­go pur­ché l'of­fer­ta su­pe­ri i cre­di­ti pi­gno­ra­ti­zi an­te­rio­ri in gra­do a quel­lo del cre­di­to­re istan­te.
2Qua­lo­ra tut­ta­via il cre­di­to­re pi­gno­ra­ti­zio non ab­bia pro­mos­so ese­cu­zio­ne in via di pi­gno­ra­men­to se non per gli in­te­res­si o per una quo­ta del ca­pi­ta­le, l'ag­giu­di­ca­zio­ne po­trà aver luo­go so­lo ove l'of­fer­ta su­pe­ri an­che l'im­por­to del ca­pi­ta­le per il qua­le l'ese­cu­zio­ne non fu pro­mos­sa.
II. Ove un al­tro cre­di­to­re do­man­di la rea­liz­za­zio­ne
Se il cre­di­to­re ipo­te­ca­rio che ha fat­to pi­gno­ra­re il fon­do ipo­te­ca­to for­ma par­te col­la sua ese­cu­zio­ne di un grup­po e se la rea­liz­za­zio­ne è chie­sta da un al­tro cre­di­to­re par­te­ci­pan­te, l'ag­giu­di­ca­zio­ne non può aver luo­go se l'of­fer­ta non su­pe­ra an­che il cre­di­to ipo­te­ca­rio, pur­ché iscrit­to nell'elen­co-one­ri.
B. L'incanto
A. Dop­pio tur­no d'asta
1Apren­do l'in­can­to, l'uf­fi­cio co­mu­ni­che­rà agli astan­ti, se non l'ha già fat­to nel­le con­di­zio­ni d'in­can­to, se il fon­do è po­sto all'in­can­to pri­ma con e in se­gui­to sen­za men­zio­ne di un ag­gra­vio (art. 42 e 104).
2Per l'ag­giu­di­ca­zio­ne val­go­no le di­spo­si­zio­ni se­guen­ti:
nel tur­no d'asta in cui il fon­do è po­sto in ven­di­ta con l'ag­gra­vio, l'uf­fi­cio enun­ce­rà che il mag­gior obla­to­re re­ste­rà vin­co­la­to fi­no a com­pi­men­to di un even­tua­le se­con­do tur­no d'asta. Se l'of­fer­ta fat­ta è suf­fi­cien­te per sod­di­sfa­re il cre­di­to­re o se l'im­por­to man­can­te vien pa­ga­to im­me­dia­ta­men­te in con­tan­ti dal ti­to­la­re del­la ser­vi­tù o dell'one­re fon­dia­rio, il fon­do sa­rà ag­giu­di­ca­to con l'ag­gra­vio e non oc­cor­re­rà pro­ce­de­re ad un se­con­do tur­no d'asta;
se in­ve­ce l'of­fer­ta fat­ta nel pri­mo tur­no d'asta non ba­sta per sod­di­sfa­re in­te­gral­men­te il cre­di­to­re, l'uf­fi­cio pro­ce­de­rà ad un se­con­do tur­no, av­vi­san­do gli astan­ti che il fon­do sa­rà ag­giu­di­ca­to sen­za ag­gra­vio, a me­no che que­st'asta dia un ri­sul­ta­to non su­pe­rio­re a quel­lo del­la pri­ma. Se vien con­se­gui­to prez­zo mag­gio­re, il fon­do sa­rà ag­giu­di­ca­to e l'ag­gra­vio can­cel­la­to dal re­gi­stro fon­dia­rio an­che se il prez­zo fos­se suf­fi­cien­te per sod­di­sfa­re com­ple­ta­men­te il cre­di­to­re (art. 116);
se nel tur­no d'asta sen­za l'ag­gra­vio non vien rag­giun­to prez­zo su­pe­rio­re, il fon­do sa­rà ag­giu­di­ca­to al mag­gior of­fe­ren­te del pri­mo tur­no, il qua­le do­vrà as­su­me­re l'ag­gra­vio.
1 Nei te­sti te­de­sco e fran­ce­se que­sto ar­ti­co­lo non è sud­di­vi­so in ca­po­ver­si.
II. Ac­ces­so­ri
Se col fon­do so­no da rea­liz­za­re de­gli ac­ces­so­ri, il de­bi­to­re, ogni cre­di­to­re pi­gno­ra­ti­zio e pi­gno­ran­te può chie­de­re pri­ma dell'in­can­to che gli ac­ces­so­ri ed il fon­do ven­ga­no po­sti all'asta pri­ma se­pa­ra­ta­men­te poi con­giun­ta­men­te. Se il prez­zo del­la ven­di­ta in bloc­co su­pe­ra quel­lo del­le ven­di­te se­pa­ra­te, l'ag­giu­di­ca­zio­ne agli of­fe­ren­ti nel­le aste se­pa­ra­te è da con­si­de­rar­si co­me ca­du­ca.
B. Of­fer­ta
I. Mo­da­li­tà
1Of­fer­te fat­te sot­to con­di­zio­ni o ri­ser­ve o in­de­ter­mi­na­te quan­to al lo­ro im­por­to non pos­so­no es­se­re ac­cet­ta­te.
2Pri­ma di pro­ce­de­re all'ag­giu­di­ca­zio­ne l'uf­fi­cio po­trà chie­de­re a chi ha fat­to of­fer­ta in no­me al­trui o qua­le rap­pre­sen­tan­te di una per­so­na giu­ri­di­ca la giu­sti­fi­ca­zio­ne del­la sua ve­ste. Gli at­ti giu­sti­fi­ca­ti­vi so­no ag­giun­ti all'in­car­to, se l'ag­giu­di­ca­zio­ne vien fat­ta al rap­pre­sen­tan­te.
3Non ver­ran­no ac­cet­ta­te le of­fer­te fat­te per per­so­ne non de­si­gna­te o da de­si­gnar­si più tar­di o per en­ti giu­ri­di­ci non an­co­ra esi­sten­ti.
4Le of­fer­te fat­te per iscrit­to de­vo­no es­se­re co­mu­ni­ca­te agli astan­ti pri­ma dell'ini­zio dell'asta e de­vo­no es­se­re pre­se in con­si­de­ra­zio­ne al­le me­de­si­me con­di­zio­ni del­le of­fer­te ver­ba­li.1
II. Of­fer­ta col­let­ti­va
Ove più per­so­ne ab­bia­no fat­to un'of­fer­ta col­let­ti­va senz'al­tra spe­cia­le in­di­ca­zio­ne il fon­do sa­rà lo­ro ag­giu­di­ca­to in com­pro­prie­tà per quo­te egua­li.
III. Chia­ma­ta ed ag­giu­di­ca­zio­ne
1Ogni of­fer­ta sa­rà chia­ma­ta tre vol­te e ogni vol­ta sa­rà enun­cia­to se si trat­ta del­la pri­ma, del­la se­con­da o del­la ter­za chia­ma­ta. L'uf­fi­cio è te­nu­to di pro­cla­ma­re de­li­be­ra­ta­rio chi ha fat­to l'ul­ti­ma e mag­gio­re of­fer­ta.
2Se le con­di­zio­ni d'in­can­to pre­scri­vo­no che una som­ma sia da pa­gar­si in con­tan­ti o una ga­ran­zia da for­nir­si im­me­dia­ta­men­te l'ag­giu­di­ca­zio­ne sa­rà de­fi­ni­ti­va so­lo do­po que­ste pre­sta­zio­ni; se es­se non ven­go­no for­ni­te, l'in­can­to sa­rà ri­pre­so, l'of­fer­ta im­me­dia­ta­men­te pre­ce­den­te chia­ma­ta di nuo­vo tre vol­te e l'ag­giu­di­ca­zio­ne sa­rà fat­ta all'obla­to­re di que­sta of­fer­ta, se es­sa non è su­pe­ra­ta.
IV. In­can­to e ver­ba­le
1L'in­can­to de­ve es­se­re ese­gui­to sen­za in­ter­ru­zio­ne.
2Per ogni in­can­to sa­rà ste­so un pro­ces­so ver­ba­le che fa­rà se­gui­to al­le con­di­zio­ni di ven­di­ta e sa­rà sot­to­scrit­to dall'uf­fi­cia­le che ha pro­ce­du­to all'in­can­to e dall'ag­giu­di­ca­ta­rio.
3Do­po che la mag­gio­re of­fer­ta è sta­ta chia­ma­ta tre vol­te, l'uf­fi­cia­le che pro­ce­de all'in­can­to do­vrà in­vi­ta­re i ti­to­la­ri di di­rit­ti di pre­la­zio­ne, pre­sen­ti o rap­pre­sen­ta­ti, a di­re se vo­glio­no o me­no eser­ci­ta­re il lo­ro di­rit­to. L'obla­to­re che ha for­mu­la­to la mag­gio­re of­fer­ta vi ri­mar­rà le­ga­to fi­no a quan­do i ti­to­la­ri di un di­rit­to le­ga­le di pre­la­zio­ne si sa­ran­no pro­nun­cia­ti.
4Se un aven­te di­rit­to di­chia­ra di vo­ler eser­ci­ta­re il suo di­rit­to le­ga­le di pre­la­zio­ne per il prez­zo cor­ri­spon­den­te al­la mag­gio­re of­fer­ta, il fon­do gli sa­rà ag­giu­di­ca­to. Se più aven­ti di­rit­to for­mu­las­se­ro ta­le di­chia­ra­zio­ne in co­mu­ne, si ap­pli­che­rà l'ar­ti­co­lo 59; se più com­pro­prie­ta­ri for­mu­las­se­ro ta­le di­chia­ra­zio­ne, si ap­pli­che­rà l'ar­ti­co­lo 682 ca­po­ver­so 1 se­con­do pe­rio­do del CC.
1 In­tro­dot­to dal n. I del R del TF del 4 dic. 1975 (RU 1976 164). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell'O del TF del 7 set. 1993, in vi­go­re dal 1° gen. 1994 (RU 1993 3183).
C. Ver­ba­le d'in­can­to
D. Ac­ces­so­ri as­si­cu­ra­ti
Qua­lo­ra la ven­di­ta com­pren­da de­gli ac­ces­so­ri as­si­cu­ra­ti col­let­ti­va­men­te (art. 15 lett. c), l'uf­fi­cio ne in­for­me­rà gli astan­ti all'ini­zio dell'in­can­to. Se gli og­get­ti as­si­cu­ra­ti ven­go­no ag­giu­di­ca­ti glo­bal­men­te ad una so­la per­so­na, l'uf­fi­cio av­vi­se­rà im­me­dia­ta­men­te l'as­si­cu­ra­to­re del tra­pas­so del­la pro­prie­tà all'ac­qui­ren­te (art. 3 RPass1).
E. Mo­ra dell'ag­giu­di­ca­ta­rio
1Ove l'ag­giu­di­ca­ta­rio si tro­vi in mo­ra col pa­ga­men­to e le ga­ran­zie da es­so pre­sta­te non pos­sa­no ve­nir li­qui­da­te su­bi­to sen­za pro­muo­ve­re ese­cu­zio­ne o cau­sa, l'uf­fi­cio an­nul­le­rà l'ag­giu­di­ca­zio­ne e or­di­ne­rà sen­za in­du­gio un nuo­vo in­can­to a stre­gua dell'ar­ti­co­lo 143 ca­po­ver­so 1 del­la LEF, a me­no che tut­ti gli in­te­res­sa­ti (de­bi­to­re, cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi per­den­ti, cre­di­to­ri istan­ti), con­sen­ta­no ad una pro­ro­ga del ter­mi­ne del pa­ga­men­to.1 L'an­nul­la­men­to dell'ag­giu­di­ca­zio­ne sa­rà iscrit­to a ver­ba­le (art. 61) e co­mu­ni­ca­to per iscrit­to all'ag­giu­di­ca­ta­rio.
2Qua­lo­ra il tra­pas­so del­la pro­prie­tà sia già sta­to iscrit­to nel re­gi­stro fon­dia­rio (art. 66 cpv. 3), l'uf­fi­cio in­for­me­rà il re­gi­stro fon­dia­rio dell'an­nul­la­men­to dell'ag­giu­di­ca­zio­ne e lo in­ca­ri­che­rà del­la can­cel­la­zio­ne dell'iscri­zio­ne e del­le re­la­ti­ve an­no­ta­zio­ni.
F. Nuo­vo in­can­to
I. Ban­do
1Il nuo­vo in­can­to non do­vrà aver luo­go pri­ma del­lo spi­ra­re del ter­mi­ne di un me­se dal pre­ce­den­te.
2Nel ban­do, il nuo­vo in­can­to sa­rà espres­sa­men­te de­si­gna­to co­me «nuo­vo in­can­to in se­gui­to a mo­ra dell'ag­giu­di­ca­ta­rio nel pa­ga­men­to del prez­zo».
3Non si pro­ce­de­rà ad una nuo­va sti­ma del fon­do nè all'in­giun­zio­ne di nuo­vi ter­mi­ni per l'in­si­nua­zio­ne di pre­te­se a stre­gua dell'ar­ti­co­lo 138 ca­po­ver­so 2 nu­me­ro 3 del­la LEF.
II. Elen­co-one­ri e con­di­zio­ni dell'in­can­to
1L'elen­co-one­ri al­le­sti­to per il pre­ce­den­te in­can­to fa sta­to an­che per il nuo­vo e per even­tua­li ul­te­rio­ri in­can­ti che do­ves­se­ro ri­ve­lar­si ne­ces­sa­ri.1 Se ven­go­no a co­no­scen­za dell'uf­fi­cia­le nuo­vi one­ri di di­rit­to pub­bli­co sor­ti nell'in­ter­val­lo, ne ter­rà con­to d'uf­fi­cio. In que­sto ca­so, il com­ple­men­to dell'elen­co sa­rà co­mu­ni­ca­to agli in­te­res­sa­ti in con­for­mi­tà dell'ar­ti­co­lo 140 ca­po­ver­so 2 del­la LEF (art. 37). Gli in­te­res­si ma­tu­ra­ti nell'in­ter­val­lo, iscrit­ti nell'elen­co de­gli one­ri co­me in­te­res­si cor­ren­ti, sa­ran­no men­zio­na­ti, coll'in­di­ca­zio­ne del lo­ro im­por­to, co­me cre­di­ti esi­gi­bi­li e pa­ga­bi­li in con­tan­ti sen­za che per­ciò oc­cor­ra de­po­si­ta­re nuo­va­men­te l'elen­co de­gli one­ri.
2Le al­tre con­di­zio­ni d'in­can­to po­tran­no es­se­re mo­di­fi­ca­te dall'uf­fi­cio en­tro i li­mi­ti con­ces­si­gli dall'ar­ti­co­lo 134 ca­po­ver­so 1 del­la LEF. Se ven­go­no mo­di­fi­ca­te so­lo do­po il lo­ro de­po­si­to, l'uf­fi­cio do­vrà far ap­pli­ca­zio­ne dell'ar­ti­co­lo 52.
G. Ese­cu­zio­ne dell'ag­giu­di­ca-zio­ne
I. Ri­chie­sta d'iscri­zio­ne del tra­pas­so del­la pro­prie­tà
1L'uf­fi­cia­le d'ese­cu­zio­ne ri­chie­de­rà d'uf­fi­cio l'iscri­zio­ne nel re­gi­stro fon­dia­rio del tra­pas­so del­la pro­prie­tà av­ve­nu­to in se­gui­to all'ag­giu­di­ca­zio­ne, to­sto che con­sti che l'ag­giu­di­ca­zio­ne non può più es­se­re con­te­sta­ta me­dian­te ri­cor­so o che il ri­cor­so in­ter­po­sto è sta­to re­spin­to de­fi­ni­ti­va­men­te.
2Di re­go­la la ri­chie­sta non sa­rà fat­ta pri­ma del pa­ga­men­to in­te­gra­le del­le spe­se di tra­sfe­ri­men­to del­la pro­prie­tà e del prez­zo di ag­giu­di­ca­zio­ne.
3Tut­ta­via, die­tro istan­za mo­ti­va­ta dell'ag­giu­di­ca­ta­rio, l'uf­fi­cio po­trà chie­de­re l'iscri­zio­ne del tra­pas­so an­che pri­ma, pur­ché que­sti for­ni­sca ga­ran­zia suf­fi­cien­te per il pa­ga­men­to del sal­do del prez­zo di ag­giu­di­ca­zio­ne. In que­sto ca­so l'uf­fi­cio chie­de­rà in pa­ri tem­po l'an­no­ta­zio­ne nel re­gi­stro fon­dia­rio di una re­stri­zio­ne del­la fa­col­tà di di­spor­re se­con­do l'ar­ti­co­lo 960 CC1.2
4Nei Can­to­ni che fan­no di­pen­de­re l'iscri­zio­ne nel re­gi­stro fon­dia­rio dal pa­ga­men­to del­le tas­se di tra­pas­so, l'uf­fi­cio dif­fe­ri­rà la ri­chie­sta d'iscri­zio­ne fin­ché le tas­se gli sia­no pa­ga­te o gli sia for­ni­ta la pro­va che fu­ro­no pa­ga­te di­ret­ta­men­te.
5Se il de­bi­to­re non era an­co­ra iscrit­to per­so­nal­men­te co­me pro­prie­ta­rio nel re­gi­stro fon­dia­rio (per es. qua­le ere­de), l'uf­fi­cio di ese­cu­zio­ne, chie­den­do l'iscri­zio­ne del tra­pas­so del­la pro­prie­tà in fa­vo­re dell'ag­giu­di­ca­ta­rio, prov­ve­de­rà a che in pre­ce­den­za il fon­do ven­ga iscrit­to al no­me del de­bi­to­re.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 2 dell'all. all'O del 23 set. 2011 sul re­gi­stro fon­dia­rio, in vi­go­re dal 1° gen. 2012 (RU 2011 4659).
II. Chi de­ve es­se­re iscrit­to
L'uf­fi­cio non può far iscri­ve­re co­me pro­prie­ta­rio del fon­do che la per­so­na cui fu ag­giu­di­ca­to. L'iscri­zio­ne a no­me di un ter­zo, che di­chia­ri es­se­re sta­to sur­ro­ga­to nell'ac­qui­sto co­me ces­sio­na­rio o co­me ti­to­la­re di un di­rit­to di pre­la­zio­ne, è vie­ta­ta, an­che se l'ag­giu­di­ca­ta­rio vi con­sen­te.
III. Can­cel­la­zio­ni dal re­gi­stro fon­dia­rio
1Con­tem­po­ra­nea­men­te all'iscri­zio­ne del tra­pas­so del­la pro­prie­tà l'uf­fi­cio di ese­cu­zio­ne chie­de­rà che sia­no can­cel­la­ti dal re­gi­stro fon­dia­rio:
i po­sti va­can­ti e i ti­to­li di pe­gno eret­ti al no­me del pro­prie­ta­rio stes­so, di cui il de­bi­to­re non aves­se di­spo­sto (art. 815 CC1). Ove ta­li ti­to­li sia­no sta­ti co­sti­tui­ti in pe­gno e, il cre­di­to ga­ran­ti­to es­sen­do sca­du­to, il re­la­ti­vo de­bi­to non sia sta­to ac­col­la­to all'ag­giu­di­ca­ta­rio, es­si sa­ran­no pa­ri­men­ti estin­ti o ri­dot­ti nel­la mi­su­ra in cui non ri­sul­tas­se­ro co­per­ti dal prez­zo di ag­giu­di­ca­zio­ne;
i di­rit­ti di pe­gno o al­tri one­ri non im­po­sti all'ag­giu­di­ca­ta­rio;
le re­stri­zio­ni del­la fa­col­tà di di­spor­re an­no­ta­te in se­gui­to al pi­gno­ra­men­to del fon­do (art. 15 cpv. 1 lett. a).
2Inol­tre l'uf­fi­cio chie­de­rà l'iscri­zio­ne de­gli one­ri (ser­vi­tù ecc.) non an­co­ra iscrit­ti ma con­sta­ta­ti nel­la pro­ce­du­ra di ap­pu­ra­men­to dell'elen­co.
IV. An­nul­la­men­to di ti­to­li di pe­gno
1Pri­ma di pro­ce­de­re al ri­par­to del ri­ca­vo, l'uf­fi­cio chie­de­rà la con­se­gna dei ti­to­li con­cer­nen­ti i di­rit­ti di pe­gno im­mo­bi­lia­re estin­ti in tut­to od in par­te per ef­fet­to del­la ven­di­ta. An­che se non ven­go­no con­se­gna­ti, l'uf­fi­cio ne pro­vo­che­rà la can­cel­la­zio­ne o la mo­di­fi­ca­zio­ne nel re­gi­stro fon­dia­rio de­po­nen­do l'im­por­to del­le som­me lo­ro spet­tan­ti.
2In tal ca­so l'av­ve­nu­ta can­cel­la­zio­ne o mo­di­fi­ca­zio­ne del di­rit­to di pe­gno im­mo­bi­lia­re sa­rà pub­bli­ca­ta una vol­ta nel fo­glio uf­fi­cia­le e sa­rà, ove ne sia no­to l'in­di­riz­zo, co­mu­ni­ca­ta me­dian­te let­te­ra rac­co­man­da­ta al ti­to­la­re, av­vi­san­do­lo che sa­rà pu­ni­ta co­me fro­de l'alie­na­zio­ne o co­sti­tu­zio­ne in pe­gno del ti­to­lo to­tal­men­te o par­zial­men­te estin­to per un im­por­to su­pe­rio­re al va­lo­re che ha con­ser­va­to.
3Qua­lo­ra il pos­ses­so­re del ti­to­lo non sia no­to, la can­cel­la­zio­ne o la mo­di­fi­ca­zio­ne del di­rit­to di pe­gno im­mo­bi­lia­re sa­rà re­sa di pub­bli­ca ra­gio­ne per cu­ra dell'uf­fi­cio di ese­cu­zio­ne, che men­zio­ne­rà nel­la pub­bli­ca­zio­ne la com­mi­na­to­ria di cui all'ali­nea pre­ce­den­te.
V. Av­vi­si agli in­qui­li­ni ed af­fit­tua­ri
1Se esi­sto­no con­trat­ti di pi­gio­ne o di af­fit­to sul fon­do ven­du­to, l'uf­fi­cio in­for­me­rà gli in­qui­li­ni e gli af­fit­tua­ri del tra­pas­so del­la pro­prie­tà e in­di­che­rà lo­ro la da­ta dal­la qua­le l'ac­qui­ren­te ha il di­rit­to di per­ce­pi­re le pi­gio­ni o gli af­fit­ti.
2Se al de­li­be­ra­ta­rio è sta­ta con­ces­sa una pro­ro­ga per il pa­ga­men­to del prez­zo di ag­giu­di­ca­zio­ne, l'av­vi­so pre­ci­ta­to non sa­rà da­to pri­ma che il prez­zo sia sta­to pa­ga­to e che l'uf­fi­cio ab­bia chie­sta la can­cel­la­zio­ne del­la re­stri­zio­ne del­la fa­col­tà di di­spor­re an­no­ta­ta nel re­gi­stro fon­dia­rio.
H. In­can­to sen­za ri­sul­ta­to
1Qua­lo­ra l'in­can­to sia an­da­to de­ser­to, per man­can­za di of­fer­ta o per­ché l'of­fer­ta fat­ta era in­suf­fi­cien­te ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 142a in re­la­zio­ne con l'ar­ti­co­lo 126 ca­po­ver­so 1 del­la LEF o per­ché l'uf­fi­cia­le pre­po­sto all'in­can­to ha ri­nun­cia­to al­la ven­di­ta a nor­ma dell'ar­ti­co­lo 127 del­la LEF, l'ese­cu­zio­ne, quan­to al fon­do pi­gno­ra­to e ai suoi ac­ces­so­ri, di­ven­ta ca­du­ca. Gli ac­ces­so­ri non po­tran­no es­se­re rea­liz­za­ti se­pa­ra­ta­men­te se non col con­sen­so di tut­ti gli in­te­res­sa­ti (de­bi­to­re, cre­di­to­ri pi­gno­ran­ti e pi­gno­ra­ti­zi).1
2Il ri­ca­vo net­to dei frut­ti na­tu­ra­li e ci­vi­li non an­co­ra di­stri­bui­to (art. 22 cpv. 1) e, al ca­so, quel­lo del­la rea­liz­za­zio­ne del cre­di­to ver­so il de­li­be­ra­ta­rio ina­dem­pien­te (art. 72) sa­ran­no at­tri­bui­ti ai cre­di­to­ri pi­gno­ran­ti e pi­gno­ra­ti­zi (art. 806 CC2) istan­ti.
3Gli in­qui­li­ni, i lo­ca­ta­ri ed il re­gi­stro fon­dia­rio sa­ran­no av­vi­sa­ti im­me­dia­ta­men­te che il pi­gno­ra­men­to e le re­stri­zio­ni del­la fa­col­tà di di­spor­re che ne di­pen­do­no so­no di­ven­ta­ti ca­du­chi.
J. Cre­di­to ver­so il de­li­be­ra­ta­rio ina­dem­pien­te
1Se il de­li­be­ra­ta­rio non ha adem­piu­te le con­di­zio­ni del­la ven­di­ta e se il prez­zo con­se­gui­to nel se­con­do in­can­to (art. 63) è in­fe­rio­re a quel­lo del pri­mo, l'uf­fi­cio de­ter­mi­ne­rà dap­pri­ma il va­lo­re del cre­di­to ver­so il de­li­be­ra­ta­rio ina­dem­pien­te e, nel ca­so di man­ca­to pa­ga­men­to en­tro il ter­mi­ne da par­te del de­bi­to­re del me­de­si­mo, ne da­rà co­mu­ni­ca­zio­ne ai cre­di­to­ri pro­ce­den­ti e ai cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi i cui cre­di­ti ri­ma­se­ro sco­per­ti, av­vi­san­do­li che se in­ten­do­no far pro­ce­de­re al­la rea­liz­za­zio­ne di det­to cre­di­to se­con­do gli ar­ti­co­li 130 nu­me­ro 1 e 131 del­la LEF do­vran­no far­ne do­man­da en­tro il ter­mi­ne di die­ci gior­ni. In di­fet­to di ta­le do­man­da, il cre­di­to sa­rà ven­du­to ad un uni­co pub­bli­co in­can­to.1
2Le ga­ran­zie for­ni­te dal de­li­be­ra­ta­rio ina­dem­pien­te per l'adem­pi­men­to del­le con­di­zio­ni di ven­di­ta sa­ran­no ri­mes­se ai cre­di­to­ri che si so­no in­ca­ri­ca­ti dell'esa­zio­ne del cre­di­to o cui ven­ne as­se­gna­to in pa­ga­men­to o al de­li­be­ra­ta­rio del cre­di­to stes­so (art. 170 cpv. 1 CO2).
3Ove in se­gui­to a nuo­vo ina­dem­pi­men­to an­che da par­te del nuo­vo ag­giu­di­ca­ta­rio deb­ba­si pro­ce­de­re ad al­tro in­can­to e ne ri­sul­ti una nuo­va per­di­ta, il cre­di­to ver­so il se­con­do de­li­be­ra­ta­rio ina­dem­pien­te sa­rà rea­liz­za­to nel mo­do sta­bi­li­to per il cre­di­to ver­so il pri­mo.
3. Realizzazione di una quota di comproprietà
A. Estrat­to del re­gi­stro fon­dia­rio
Quan­do una quo­ta di com­pro­prie­tà de­ve es­se­re rea­liz­za­ta, l'estrat­to del re­gi­stro fon­dia­rio che l'uf­fi­cio de­ve chie­de­re (art. 28) do­vrà ri­guar­da­re non so­lo la quo­ta del de­bi­to­re ma an­che l'in­te­ro fon­do.
B. Ban­do: no­ti­fi­ca di pre­te­se.
1Il ban­do d'in­can­to di una par­te di com­pro­prie­tà di un fon­do do­vrà in­di­ca­re la par­te o la quo­ta di va­lo­re spet­tan­te al de­bi­to­re; es­so con­ter­rà inol­tre la de­ci­sio­ne e la sti­ma del fon­do in com­pro­prie­tà e dei suoi ac­ces­so­ri e, nel ca­so di pro­prie­tà per pia­ni, la de­scri­zio­ne e la sti­ma del­la par­te del fon­do e dei suoi ac­ces­so­ri.
2La dif­fi­da a no­ti­fi­ca­re i di­rit­ti di pe­gno e le ser­vi­tù del vec­chio di­rit­to can­to­na­le non an­co­ra iscrit­te nei pub­bli­ci re­gi­stri (art. 29 cpv. 2 e 3), non sa­rà li­mi­ta­ta al­la quo­ta pi­gno­ra­ta ma sa­rà este­sa agli one­ri gra­van­ti il fon­do in­te­ro.
3Qua­lo­ra dall'estrat­to del re­gi­stro fon­dia­rio (art. 73) ri­sul­ti che l'in­te­ro fon­do è gra­va­to da pe­gno im­mo­bi­lia­re, l'in­can­to sa­rà prov­vi­so­ria­men­te so­spe­so e l'uf­fi­cio pro­ce­de­rà uni­ca­men­te al­la pub­bli­ca­zio­ne del­la dif­fi­da di cui al ca­po­ver­so 2 ed all'epu­ra­zio­ne dell'elen­co-one­ri.
1Per gli av­vi­si spe­cia­li è ap­pli­ca­bi­le l'ar­ti­co­lo 30.
2Quan­do l'in­te­ro fon­do è gra­va­to da un di­rit­to di pe­gno im­mo­bi­lia­re, un esem­pla­re del­la pub­bli­ca dif­fi­da dell'ar­ti­co­lo 73a ca­po­ver­si 2 e 3, do­vrà es­se­re tra­smes­so ai ti­to­la­ri di di­rit­ti di pe­gno im­mo­bi­lia­ri gra­van­ti l'in­te­ro fon­do, co­me pu­re al­le per­so­ne che, se­con­do il re­gi­stro cre­di­to­ri, van­ta­no di­rit­ti di pe­gno o di usu­frut­to sul cre­di­to in og­get­to.
C. Elen­co-one­ri
I. Con­te­nu­to
L'elen­co-one­ri (art. 33 e segg.) con­ter­rà le in­for­ma­zio­ni pre­vi­ste dall'ar­ti­co­lo 73 ca­po­ver­so 1 sul­la quo­ta di com­pro­prie­tà da rea­liz­za­re e sull'in­te­ro fon­do. Es­so enu­me­re­rà se­pa­ra­ta­men­te gli one­ri che gra­va­no la quo­ta e quel­li che gra­va­no l'in­te­ro fon­do, sia che ta­li one­ri ri­sul­ti­no da un'iscri­zio­ne nel re­gi­stro fon­dia­rio, sia che sia­no sta­ti no­ti­fi­ca­ti in se­gui­to al­la pub­bli­ca dif­fi­da (art. 29 cpv. 2 e 3 e art. 73a cpv. 2).
II. Co­mu­ni­ca­zio­ne
L'elen­co-one­ri sa­rà co­mu­ni­ca­to a tut­ti i cre­di­to­ri a fa­vo­re dei qua­li ven­ne pi­gno­ra­ta la quo­ta di com­pro­prie­tà, a tut­ti i cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi il cui di­rit­to di pe­gno gra­va la quo­ta o l'in­te­ro fon­do, co­me pu­re ai ti­to­la­ri di di­rit­ti an­no­ta­ti e al de­bi­to­re.
D. Pro­ce­du­ra in ca­so di di­rit­ti di pe­gno gra­van­ti l'in­te­ro fon­do.
I. Trat­ta­ti­ve di con­ci­lia­zio­ne
1Se dal­la pro­ce­du­ra di epu­ra­zio­ne dell'elen­co-one­ri ri­sul­ta che l'in­te­ro fon­do è gra­va­to da di­rit­ti di pe­gno, l'in­can­to è so­spe­so.
2L'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne con­dur­rà trat­ta­ti­ve con i cre­di­to­ri ti­to­la­ri di un di­rit­to di pe­gno sull'in­te­ro fon­do e con gli al­tri com­pro­prie­ta­ri, in vi­sta di ri­par­ti­re il pe­gno sul­le sin­go­le quo­te; qua­lo­ra il de­bi­to­re ri­spon­da so­li­dal­men­te con gli al­tri com­pro­prie­ta­ri di un de­bi­to ipo­te­ca­rio ga­ran­ti­to dall'in­te­ro fon­do, l'uf­fi­cio cer­che­rà di per­fe­zio­na­re una cor­ri­spon­den­te ri­par­ti­zio­ne del de­bi­to. Se le trat­ta­ti­ve di con­ci­lia­zio­ne por­ta­no ad un ri­sul­ta­to po­si­ti­vo, do­po aver pro­ce­du­to al­le ne­ces­sa­rie mo­di­fi­che nel re­gi­stro fon­dia­rio, l'elen­co one­ri sa­rà mo­di­fi­ca­to con­for­me­men­te al ri­sul­ta­to con­se­gui­to e l'in­can­to del­la par­te del de­bi­to­re avrà luo­go su que­sta ba­se.2
3L'uf­fi­cio po­trà inol­tre ten­ta­re di ot­te­ne­re, con­du­cen­do trat­ta­ti­ve con gli in­te­res­sa­ti, lo scio­gli­men­to del rap­por­to di com­pro­prie­tà, in mo­do che sia pos­si­bi­le sod­di­sfa­re in­te­ra­men­te o par­zial­men­te il cre­di­to­re pro­ce­den­te con il pro­dot­to del­la par­ti­cel­la at­tri­bui­ta al de­bi­to­re o del­la quo­ta del de­bi­to­re sul pro­dot­to del­la ven­di­ta dell'in­te­ro fon­do o del­la som­ma per­toc­can­te­gli in se­gui­to all'ac­qui­sto del­la sua quo­ta par­te di uno o più com­pro­prie­ta­ri (cfr. art. 651 cpv. 1 CC3).
4Nel­la mi­su­ra in cui, giu­sta le nor­me del di­rit­to ci­vi­le, per la mo­di­fi­ca di rap­por­ti giu­ri­di­ci oc­cor­re la col­la­bo­ra­zio­ne del de­bi­to­re, l'uf­fi­cio agi­sce in suo luo­go e ve­ce (art. 23c).
5L'au­to­ri­tà can­to­na­le su­pe­rio­re di vi­gi­lan­za può con­dur­re di­ret­ta­men­te trat­ta­ti­ve di con­ci­lia­zio­ne o de­le­gar­le all'au­to­ri­tà in­fe­rio­re di vi­gi­lan­za.
II. Ven­di­ta all'in­can­to del­la quo­ta
1Non per­ve­nen­do a ri­par­ti­re gli one­ri dell'in­te­ro im­mo­bi­le e, se del ca­so, il de­bi­to so­li­da­le, e non per­ve­nen­do a scio­glie­re il rap­por­to di com­pro­prie­tà, si prov­ve­de­rà all'in­can­to del­la so­la quo­ta pi­gno­ra­ta, pre­via pub­bli­ca­zio­ne (art. 73a cpv. 1), e av­vi­so agli in­te­res­sa­ti a nor­ma dell'ar­ti­co­lo 30 ca­po­ver­si 2 a 4 e 73b ca­po­ver­so 2. La dif­fi­da pre­vi­sta da­gli ar­ti­co­li 29 ca­po­ver­si 2 e 3 e dall'ar­ti­co­lo 73a ca­po­ver­so 2 non de­ve es­se­re ri­pe­tu­ta. La rea­liz­za­zio­ne for­za­ta dell'in­te­ro fon­do non è pos­si­bi­le sen­za il con­sen­so di tut­ti gli in­te­res­sa­ti, ri­ser­va­to il ca­so pre­vi­sto dall'ar­ti­co­lo 106a.
2Se, pri­ma dell'in­can­to del­la quo­ta, do­ves­se es­se­re pro­mos­sa un'ese­cu­zio­ne in rea­liz­za­zio­ne del pe­gno im­mo­bi­lia­re aven­te per og­get­to l'in­te­ro fon­do (art. 106a), la pre­ce­den­za de­ve es­se­re da­ta a que­st'ul­ti­ma ese­cu­zio­ne.
Art. 73g
E. Con­di­zio­ni di in­can­to
1Le con­di­zio­ni di in­can­to di una quo­ta di com­pro­prie­tà de­vo­no in­di­ca­re, ol­tre al de­bi­to­re e al cre­di­to­re che ha ri­chie­sto la rea­liz­za­zio­ne (art. 45 cpv. 1, ini­zio), le per­so­ne che, uni­ta­men­te al de­bi­to­re ri­ve­sto­no la qua­li­tà di com­pro­prie­ta­ri.
2Se, a di­pen­den­za del fal­li­men­to del­le trat­ta­ti­ve pre­vi­ste all'ar­ti­co­lo 73e de­ve es­se­re rea­liz­za­ta una quo­ta di un fon­do gra­va­to nel suo in­sie­me da un di­rit­to di pe­gno im­mo­bi­lia­re, le con­di­zio­ni di in­can­to do­vran­no pre­ci­sa­re che l'ag­giu­di­ca­ta­rio suc­ce­de­rà in­te­gral­men­te al de­bi­to­re per quan­to con­cer­ne i di­rit­ti di pe­gno che se­con­do l'elen­co-one­ri cre­sciu­to in giu­di­ca­to, gra­va­no l'in­te­ro fon­do e i cre­di­ti in tal mo­do ga­ran­ti­ti, sen­za che que­sti one­ri sia­no im­pu­ta­ti sul prez­zo di ven­di­ta. Re­sta ri­ser­va­to il ca­so in cui il cre­di­to­re di­chia­ra di vo­ler te­ne­re ob­bli­ga­to il pri­mo de­bi­to­re (art. 832 cpv. 2 CC2 e art. 135 cpv. 1 per. 2 LEF).
3Le di­spo­si­zio­ni dell'ar­ti­co­lo 51 sui di­rit­ti di pre­la­zio­ne con­ven­zio­na­li iscrit­ti nel re­gi­stro fon­dia­rio si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia ai di­rit­ti di pre­la­zio­ne fon­da­ti sull'ar­ti­co­lo 712c CC.
Art. 73h
F. Prez­zo d'ag­giu­di­ca­zio­ne
Il cal­co­lo dell'of­fer­ta suf­fi­cien­te giu­sta l'ar­ti­co­lo 142a del­la LEF in re­la­zio­ne con l'ar­ti­co­lo 126 del­la LEF pre­scin­de­rà dai cre­di­ti ga­ran­ti­ti da pe­gno gra­van­ti l'in­te­ro fon­do.
1 In­tro­dot­to dal n. I del R del TF del 4 dic. 1975 (RU 1976 164). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del R del TF del 5 giu. 1996, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 2900).
Art. 73i
G. Di­spo­si­zio­ni ap­pli­ca­bi­li per ana­lo­gia
Sot­to ri­ser­va de­gli ar­ti­co­li 73 a 73h le di­spo­si­zio­ni de­gli ar­ti­co­li 25 a 72 si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia al­la rea­liz­za­zio­ne di una quo­ta di com­pro­prie­tà.
4. Realizzazione dietro rogatoria
A. Com­pe­ten­za1
1Se il fon­do da rea­liz­zar­si è si­tua­to in al­tro cir­con­da­rio di ese­cu­zio­ne, la do­man­da di ven­di­ta sa­rà non­di­me­no pre­sen­ta­ta all'uf­fi­cio del fo­ro di ese­cu­zio­ne, an­che ove, av­ve­nu­to il pi­gno­ra­men­to, il de­bi­to­re aves­se tra­sfe­ri­to il suo do­mi­ci­lio in al­tro cir­con­da­rio. L'uf­fi­cio del fo­ro di ese­cu­zio­ne in­ca­ri­che­rà del­la rea­liz­za­zio­ne l'uf­fi­cio del luo­go do­ve il fon­do è si­tua­to, an­ti­ci­pan­do­gli a sua ri­chie­sta il pre­sun­ti­vo im­por­to del­le spe­se.
2Se il fon­do è si­tua­to in più cir­con­da­ri, sa­rà com­pe­ten­te per la rea­liz­za­zio­ne l'uf­fi­cio nel cui cir­con­da­rio è si­tua­ta la par­te del fon­do di mag­gior va­lo­re.
3Se so­no da rea­liz­zar­si con­tem­po­ra­nea­men­te più fon­di co­sti­tui­ti in pe­gno per il me­de­si­mo cre­di­to, com­pe­ten­te per la rea­liz­za­zio­ne sa­rà l'uf­fi­cio del fo­ro di ese­cu­zio­ne, se uno di es­si è si­tua­to nel suo cir­con­da­rio. Se nes­su­no dei fon­di gia­ce in que­sto cir­con­da­rio, sa­rà com­pe­ten­te l'uf­fi­cio nel cui cir­con­da­rio è si­tua­to il fon­do di mag­gior va­lo­re.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del R del TF del 4 dic. 1975, in vi­go­re dal 1° apr. 1976 (RU 1976 164). Se­con­do la me­de­si­ma di­sp. al­la nu­me­ra­zio­ne ro­ma­na del­le mar­gi­na­li de­gli art. 74 a 78 so­no sta­te so­sti­tui­te le let­te­re ma­iu­sco­le.
B. Ob­bli­ghi dell'uf­f­cio ri­chie­sto
1L'uf­fi­cio ri­chie­sto pro­ce­de­rà di­ret­ta­men­te a tut­te le ope­ra­zio­ni ine­ren­ti al­la rea­liz­za­zio­ne: se­gna­ta­men­te prov­ve­de­rà all'am­mi­ni­stra­zio­ne del fon­do, al­le pub­bli­ca­zio­ni uf­fi­cia­li (art. 138 e 143 LEF), al­le co­mu­ni­ca­zio­ni oc­cor­ren­ti (art. 139 e 140 cpv. 2 LEF), all'al­le­sti­men­to dell'elen­co de­gli one­ri (art. 140 LEF), e del­le con­di­zio­ni d'in­can­to (art. 134 e 135 LEF), all'in­cas­so del prez­zo di ven­di­ta e all'iscri­zio­ne del tra­pas­so di pro­prie­tà nel re­gi­stro fon­dia­rio.1
2Nei ca­si in cui la leg­ge ri­ser­va l'ap­prez­za­men­to dell'uf­fi­cia­le di ese­cu­zio­ne o l'uso lo­ca­le (art. 134 cpv. 1, 135 cpv. 2, 137 e 140 cpv. 3 LEF), la de­ci­sio­ne spet­ta all'uf­fi­cio ri­chie­sto.
3Ad es­so spet­ta pa­ri­men­ti di sce­glie­re gli or­ga­ni di pub­bli­ci­tà, e, en­tro i li­mi­ti le­ga­li, di sta­bi­li­re i ter­mi­ni dell'in­can­to, te­nen­do con­to del­le even­tua­li pro­po­ste mo­ti­va­te dell'uf­fi­cio ri­chie­den­te.
C. Co­mu­ni­ca­zio­ni e ter­mi­ni
On­de per­met­te­re all'uf­fi­cio ri­chie­sto di prov­ve­de­re al­le co­mu­ni­ca­zio­ni e di im­par­ti­re i ter­mi­ni (art. 139 e 140 cpv. 2 LEF), l'uf­fi­cio ri­chie­den­te di ese­cu­zio­ne gli tra­smet­te­rà, col­la ro­ga­to­ria, un elen­co dei cre­di­to­ri par­te­ci­pan­ti all'ese­cu­zio­ne e dei lo­ro cre­di­ti.
D. Pro­ro­ga di pa­ga­men­to. In­cas­si
1L'uf­fi­cio ri­chie­sto non ha fa­col­tà di con­ce­de­re di pro­pria ini­zia­ti­va la pro­ro­ga pre­vi­sta dall'ar­ti­co­lo 123 del­la LEF.
2Le som­me in­cas­sa­te dall'uf­fi­cio ri­chie­sto sa­ran­no con­se­gna­te im­me­dia­ta­men­te all'uf­fi­cio ri­chie­den­te, ove non sia sta­to sta­bi­li­to di­ver­sa­men­te (art. 24).
E. Ver­ba­le e pi­gno­ra­men­to com­ple­men­ta­re1
1Ese­gui­ta la rea­liz­za­zio­ne, l'uf­fi­cio ri­chie­sto tra­smet­te­rà all'uf­fi­cio ri­chie­den­te una co­pia del ver­ba­le di rea­liz­za­zio­ne coi do­cu­men­ti giu­sti­fi­ca­ti­vi, il con­to fi­na­le del­la rea­liz­za­zio­ne e il ri­ca­vo net­to. L'ori­gi­na­le del ver­ba­le di rea­liz­za­zio­ne ri­mar­rà nell'in­car­to dell'uf­fi­cio ri­chie­sto.
2Il pi­gno­ra­men­to com­ple­men­ta­re (art. 145 LEF), co­me pu­re l'al­le­sti­men­to del­la gra­dua­to­ria e il ri­par­to del ri­ca­vo so­no di com­pe­ten­za esclu­si­va dell'uf­fi­cio del fo­ro di ese­cu­zio­ne (art. 24).2
5. Vendita di una quota di comproprietà per ordine del giudice
1Per la ven­di­ta or­di­na­ta dal giu­di­ce giu­sta l'ar­ti­co­lo 649b ca­po­ver­so 3 CC2 è com­pe­ten­te l'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne o, se il di­rit­to can­to­na­le lo pre­ve­de, l'uf­fi­cio dei fal­li­men­ti del di­stret­to in cui è si­to il fon­do in com­pro­prie­tà o la par­te del fon­do di mag­gior va­lo­re.
2Le spe­se del­la pro­ce­du­ra di in­can­to, da an­ti­ci­pa­re dal ri­chie­den­te, sa­ran­no pre­le­va­te dal pro­dot­to del­la ven­di­ta.
3L'ag­giu­di­ca­zio­ne po­trà es­se­re ope­ra­ta a un prez­zo non in­fe­rio­re al mon­tan­te dei cre­di­ti ga­ran­ti­ti da pe­gno im­mo­bi­lia­re, an­che se non si do­ves­se­ro con­se­gui­re ec­ce­den­ze.
4L'esi­to del­la ven­di­ta de­ve in ogni ca­so es­se­re co­mu­ni­ca­to al giu­di­ce, an­che se l'in­can­to non aves­se da­to esi­to po­si­ti­vo.
5Per il re­sto gli ar­ti­co­li 73 a 73i so­no ap­pli­ca­bi­li per ana­lo­gia, ec­ce­zion fat­ta per l'ar­ti­co­lo 73e ca­po­ver­so 3. La pre­ce­den­za al­la rea­liz­za­zio­ne dell'in­te­ro fon­do in com­pro­prie­tà in se­gui­to a un'ese­cu­zio­ne in via di rea­liz­za­zio­ne del pe­gno ver­rà pe­rò ac­cor­da­ta so­lo se ta­le rea­liz­za­zio­ne è im­mi­nen­te.
III. Riparto
A. Da­ta del ri­par­to
1La gra­dua­to­ria sa­rà al­le­sti­ta e il ri­ca­vo ri­par­ti­to (art. 144 e segg. LEF) so­lo do­po la rea­liz­za­zio­ne del cre­di­to ver­so il de­li­be­ra­ta­rio ina­dem­pien­te (art. 72). Il di­spo­sto dell'ar­ti­co­lo 199 del­la LEF è ri­ser­va­to.
2La gra­dua­to­ria non de­ter­mi­ne­rà che il gra­do dei cre­di­to­ri pi­gno­ran­ti.
3I cre­di­ti sca­du­ti iscrit­ti nell'elen­co de­gli one­ri pas­sa­to in giu­di­ca­to sa­ran­no pa­ga­ti su­bi­to do­po l'in­cas­so del prez­zo di ag­giu­di­ca­zio­ne, an­che se non fos­se an­co­ra pos­si­bi­le pro­ce­de­re al ri­par­to fi­na­le tra i cre­di­to­ri pi­gno­ran­ti.
B. At­ti da de­por­si per l'ispe­zio­ne
Si­mul­ta­nea­men­te al­la gra­dua­to­ria e al­lo sta­to di ri­par­to l'uf­fi­cio de­por­rà per l'ispe­zio­ne il con­to fi­na­le dei red­di­ti del­la ge­stio­ne e il con­to del­le spe­se ed emo­lu­men­ti di am­mi­ni­stra­zio­ne e di ven­di­ta ed av­vi­se­rà l'ag­giu­di­ca­ta­rio e gli in­te­res­sa­ti che pos­so­no esa­mi­na­re que­sti at­ti ed im­pu­gnar­li me­dian­te ri­cor­so.
C. Nor­me di ri­par­to
I. Di­spo­si­zio­ne ge­ne­ra­le
Il ri­par­to del ri­ca­vo net­to sa­rà fat­to se­con­do le nor­me se­guen­ti:
An­zi­tut­to do­vran­no es­se­re ta­ci­ta­ti i cre­di­to­ri ga­ran­ti­ti da pe­gno sul fon­do o su ti­to­li di pe­gno, i cui cre­di­ti fi­gu­ra­no co­me esi­gi­bi­li nell'elen­co de­gli one­ri e so­no ri­ma­sti in­con­te­sta­ti o fu­ro­no am­mes­si dal giu­di­ce. L'ec­ce­den­za sa­rà ri­par­ti­ta tra i cre­di­to­ri per i qua­li il fon­do fu pi­gno­ra­to o se­que­stra­to de­fi­ni­ti­va­men­te e de­po­sta per i cre­di­to­ri che so­no al be­ne­fi­cio di un pi­gno­ra­men­to prov­vi­so­rio.
I cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi, i cui di­rit­ti di pe­gno im­mo­bi­lia­re fu­ro­no iscrit­ti nel re­gi­stro fon­dia­rio so­lo do­po il pi­gno­ra­men­to o so­no sta­ti di­chia­ra­ti in­fon­da­ti nel pro­ce­di­men­to di ap­pu­ra­men­to dell'elen­co de­gli one­ri, ma non fu­ro­no con­te­sta­ti dal de­bi­to­re, han­no di­rit­to di par­te­ci­pa­re al ri­ca­vo so­lo do­po l'in­te­gra­le pa­ga­men­to dei cre­di­to­ri pi­gno­ran­ti, sal­vo il ca­so in cui i di­rit­ti di pe­gno iscrit­ti do­po il pi­gno­ra­men­to sia­no sor­ti pri­ma di es­so in vir­tù del­la leg­ge e pre­val­ga­no su tut­ti gli one­ri iscrit­ti.
II. Ese­cu­zio­ne in via di pi­gno­ra­men­to pro­mos­sa da un cre­di­to­re pi­gno­ra­ti­zio
1Se il cre­di­to­re pi­gno­ra­ti­zio ha fat­to pi­gno­ra­re il fon­do co­sti­tui­to in pe­gno, il ri­ca­vo re­si­duan­te do­po il pa­ga­men­to dei cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi an­te­rio­ri ser­vi­rà an­zi­tut­to a pa­ga­re il cre­di­to­re pi­gno­ran­te per il ca­pi­ta­le ed in­te­res­si e so­lo l'even­tua­le ec­ce­den­za sa­rà ri­par­ti­ta tra i cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi po­ste­rio­ri se­con­do il lo­ro gra­do.
2Se il ri­ca­vo re­si­duan­te do­po sod­di­sfat­ti i cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi an­te­rio­ri non ba­sta per co­pri­re il cre­di­to del cre­di­to­re pi­gno­ra­ti­zio pi­gno­ran­te, que­sti, agen­do nel­la sua qua­li­tà di cre­di­to­re pi­gno­ran­te, sa­rà sod­di­sfat­to se­con­do il gra­do fis­sa­to dal­la leg­ge sull'im­por­to ri­ca­va­to da­gli al­tri be­ni pi­gno­ra­ti.
III. Frut­ti e red­di­to del fon­do
I frut­ti na­tu­ra­li e ci­vi­li, che fu­ro­no og­get­to di di­ver­si pi­gno­ra­men­ti suc­ces­si­vi (pi­gno­ra­men­ti sin­go­li o per grup­pi), ser­vi­ran­no, fin­ché du­ra il pi­gno­ra­men­to del fon­do stes­so, al sod­di­sfa­ci­men­to dei cre­di­to­ri al be­ne­fi­cio di un pi­gno­ra­men­to pre­ce­den­te, an­che ove fos­se­ro sta­ti rea­liz­za­ti o fos­se­ro sca­du­ti so­lo do­po l'ese­cu­zio­ne di un pi­gno­ra­men­to sus­se­guen­te. Re­sta­no ri­ser­va­ti i di­rit­ti spet­tan­ti ai cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi pro­ce­den­ti in ba­se agli ar­ti­co­li 94 ca­po­ver­so 3 del­la LEF e 806 del CC1 (art. 114).2
2 Nuo­vo te­sto del per. 2 giu­sta il n. I del R del TF del 4 dic. 1975, in vi­go­re dal 1° apr. 1976 (RU 1976 164).
D. At­te­sta­to di ca­ren­za di be­ni
1L'at­te­sta­to di ca­ren­za di be­ni (art. 149 LEF) do­vrà es­se­re ri­la­scia­to al cre­di­to­re istan­te an­che quan­do l'in­can­to fos­se an­da­to de­ser­to e non fos­se sta­to pos­si­bi­le pro­ce­de­re ad un pi­gno­ra­men­to com­ple­men­ta­re nel sen­so dell'ar­ti­co­lo 145 del­la LEF.
E. Ri­par­to in ca­so di rea­liz­za­zio­ne di una quo­ta di com­pro­prie­tà
Quan­do de­ve es­se­re ri­par­ti­to il ri­ca­vo del­la rea­liz­za­zio­ne di una quo­ta, gra­va­ta di pe­gno, di un fon­do co­sti­tui­to in­te­ra­men­te in pe­gno, le di­spo­si­zio­ni de­gli ar­ti­co­li 79 ca­po­ver­so 3 e 81 ca­po­ver­so 2 sul pa­ga­men­to dei cre­di­ti esi­gi­bi­li ga­ran­ti­ti da pe­gno so­no ap­pli­ca­bi­li uni­ca­men­te per i cre­di­ti ga­ran­ti­ti da pe­gno gra­van­ti la quo­ta, e non per quel­li che gra­va­no l'in­te­ro fon­do.
I. Procedimento preliminare
A. Op­po­si­zio­ne
Sal­vo men­zio­ne con­tra­ria espres­sa, l'op­po­si­zio­ne è pre­sun­ta di­ret­ta con­tro il cre­di­to e l'esi­sten­za di un di­rit­to di pe­gno.
B. Inam­mis­si­bi­li­tà dell'ese­cu­zio­ne
Ol­tre i ca­si pre­vi­sti da­gli ar­ti­co­li 56 a 62 del­la LEF, l'ese­cu­zio­ne in via di rea­liz­za­zio­ne del pe­gno im­mo­bi­lia­re è inam­mis­si­bi­le du­ran­te la pro­ce­du­ra d'in­ven­ta­rio di­ret­ta con­tro gli ere­di o la suc­ces­sio­ne per i de­bi­ti del de­fun­to (art. 586 CC1). Po­trà in­ve­ce aver luo­go du­ran­te la pro­ce­du­ra d'in­ven­ta­rio pre­vi­sta dall'ar­ti­co­lo 398 del CC.
C. Og­get­to del pe­gno
I. Re­spon­sa­bi­li­tà sus­si­dia­ria
Se il cre­di­to è ga­ran­ti­to da pe­gno so­pra di­ver­si fon­di, di cui al­cu­ni non so­no ipo­te­ca­ti che sus­si­dia­ria­men­te, l'ese­cu­zio­ne do­vrà dap­pri­ma es­se­re ini­zia­ta ed ese­gui­ta sui fon­di ipo­te­ca­ria­men­te vin­co­la­ti in via prin­ci­pa­le. Se il ri­ca­vo del­la lo­ro ven­di­ta non ba­sta per sod­di­sfa­re com­ple­ta­men­te il cre­di­to­re istan­te, que­sti do­vrà pre­sen­ta­re una nuo­va do­man­da d'ese­cu­zio­ne on­de ot­te­ne­re la rea­liz­za­zio­ne dei fon­di ipo­te­ca­ti a ti­to­lo sus­si­dia­rio.
II. Pro­prie­tà di ter­zi. Abi­ta­zio­ne co­niu­ga­le
1. Di­spo­si­zio­ni ge­ne­ra­li1
1Se nel cor­so del­la do­man­da di ese­cu­zio­ne o nel cor­so dell'ese­cu­zio­ne il pe­gno è sta­to in­di­ca­to dal cre­di­to­re istan­te co­me pro­prie­tà di un ter­zo o co­me ser­ven­te all'abi­ta­zio­ne co­niu­ga­le o qua­lo­ra ciò ri­sul­ti dal re­gi­stro fon­dia­rio du­ran­te il pro­ce­di­men­to di rea­liz­za­zio­ne, una co­pia del pre­cet­to ese­cu­ti­vo sa­rà no­ti­fi­ca­ta al ter­zo, al co­niu­ge del de­bi­to­re o del ter­zo per dar lo­ro la fa­col­tà di sol­le­va­re op­po­si­zio­ne.2
2Que­sta fa­col­tà non spet­ta a chi ab­bia ac­qui­sta­to lo sta­bi­le so­lo do­po l'iscri­zio­ne nel re­gi­stro fon­dia­rio del­la re­stri­zio­ne del­la fa­col­tà di di­spor­re di cui agli ar­ti­co­li 90 e 97.
3Del re­sto l'ese­cu­zio­ne può es­se­re pro­se­gui­ta con­tro il ter­zo sol­tan­to quan­do es­sa pos­sa es­ser­lo con­tro il de­bi­to­re per­so­na­le. So­no ap­pli­ca­bi­li i di­spo­sti de­gli ar­ti­co­li 57 a 62, 297 del­la LEF e 586 del CC3. Ri­ser­va­ti gli ar­ti­co­li 98 e 100 l'ese­cu­zio­ne pro­mos­sa con­tro il de­bi­to­re per­so­na­le è in­di­pen­den­te da quel­la pro­mos­sa con­tro il ter­zo pro­prie­ta­rio del pe­gno.4
4Que­ste di­spo­si­zio­ni so­no ap­pli­ca­bi­li per ana­lo­gia quan­do il de­bi­to­re e un ter­zo so­no com­pro­prie­ta­ri o pro­prie­ta­ri co­mu­ni del fon­do co­sti­tui­to in pe­gno.5
4 Nuo­vo te­sto del per. 2 giu­sta il n. I del R del TF del 4 dic. 1975, in vi­go­re dal 1° apr. 1976 (RU 1976 164).
5 In­tro­dot­to dal n. I del R del TF del 4 dic. 1975, in vi­go­re dal 1° apr. 1976 (RU 1976 164).
2. Fal­li­men­to del de­bi­to­re per­so­nal­men­te re­spon­sa­bi­le
1Se il de­bi­to­re per­so­na­le è ca­du­to in fal­li­men­to e se il fon­do non fa par­te del­la mas­sa, l'ese­cu­zio­ne in via di rea­liz­za­zio­ne del pe­gno po­trà es­se­re pro­se­gui­ta con­tro il fal­li­to e con­tro il ter­zo pro­prie­ta­rio an­che du­ran­te la pro­ce­du­ra di fal­li­men­to.
2Qua­lo­ra la suc­ces­sio­ne del de­bi­to­re ven­ga li­qui­da­ta dall'uf­fi­cio dei fal­li­men­ti (art. 193 LEF) o una per­so­na giu­ri­di­ca si estin­gua a se­gui­to di fal­li­men­to, l'ese­cu­zio­ne in via di rea­liz­za­zio­ne del pe­gno sa­rà di­ret­ta so­lo con­tro il ter­zo pro­prie­ta­rio del pe­gno.1
3Que­ste di­spo­si­zio­ni so­no pu­re ap­pli­ca­bi­li quan­do il de­bi­to­re e un ter­zo so­no com­pro­prie­ta­ri o pro­prie­ta­ri co­mu­ni del fon­do co­sti­tui­to in pe­gno.2
2 In­tro­dot­to dal n. I del R del TF del 4 dic. 1975, in vi­go­re dal 1° apr. 1976 (RU 1976 164).
D. An­no­ta­zio­ne d'una re­stri­zio­ne del­la fa­col­tà di di­spor­re die­tro do­man­da del cre-di­to­re
1Die­tro do­man­da del cre­di­to­re pi­gno­ra­ti­zio pro­ce­den­te, l'uf­fi­cio ri­chie­de­rà l'an­no­ta­zio­ne sul re­gi­stro fon­dia­rio d'una re­stri­zio­ne del­la fa­col­tà di di­spor­re nel sen­so dell'ar­ti­co­lo 960 del CC1 (cfr. art. 15 cpv. 1 lett. a e 23a lett. a):2
se non è sta­ta fat­ta op­po­si­zio­ne con­tro il pre­cet­to ese­cu­ti­vo (o l'op­po­si­zio­ne sol­le­va­ta è ir­re­go­la­re o tar­di­va);
se l'op­po­si­zio­ne in­ter­po­sta va­li­da­men­te è sta­ta ri­mos­sa de­fi­ni­ti­va­men­te con giu­di­zio di ri­get­to o con sen­ten­za or­di­na­ria o se fu ri­ti­ra­ta.
2L'uf­fi­cio da­rà co­no­scen­za di que­sto di­spo­sto al cre­di­to­re istan­te con­tem­po­ra­nea­men­te al­la no­ti­fi­ca del du­plo del pre­cet­to ese­cu­ti­vo.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del R del TF del 4 dic. 1975, in vi­go­re dal 1° apr. 1976 (RU 1976 164).
E. Pi­gio­ni ed af­fit­ti
I. Di­vie­to di pa­gar­li al ter­zo pro­prie­ta­rio o a de­bi­to­re
1Se il cre­di­to­re pi­gno­ra­ti­zio pro­ce­den­te ri­chie­de l'esten­sio­ne del di­rit­to di pe­gno ai cre­di­ti per pi­gio­ni e af­fit­ti (art. 806 CC2), l'uf­fi­cio di ese­cu­zio­ne, non ap­pe­na ri­ce­vu­ta la do­man­da di ese­cu­zio­ne con­sta­te­rà se esi­sta­no con­trat­ti di lo­ca­zio­ne o af­fit­to sul fon­do, e in­giun­ge­rà agli in­qui­li­ni o af­fit­tua­ri di pa­ga­re d'ora in­nan­zi pi­gio­ni ed af­fit­ti so­lo in ma­no dell'uf­fi­cio av­vi­san­do­li del pe­ri­co­lo di do­ver pa­ga­re due vol­te.
2Que­sto av­vi­so sa­rà da­to an­che du­ran­te le fe­rie o la so­spen­sio­ne dell'ese­cu­zio­ne con­ces­sa al de­bi­to­re o al pro­prie­ta­rio del pe­gno, sem­pre­ché il pre­cet­to ese­cu­ti­vo sia sta­to emes­so pri­ma. L'av­vi­so può es­se­re omes­so se il fon­do è già pi­gno­ra­to (art. 15 lett. b), e non sa­rà rin­no­va­to in oc­ca­sio­ne di una nuo­va do­man­da di ese­cu­zio­ne in via di rea­liz­za­zio­ne del pe­gno o di pi­gno­ra­men­to del fon­do.
II. Av­vi­so al pro­prie­ta­rio del pe­gno
1No­ti­fi­can­do l'av­vi­so agli in­qui­li­ni (od af­fit­tua­ri) l'uf­fi­cio in­for­me­rà in pa­ri tem­po il pro­prie­ta­rio del pe­gno, che in for­za dell'ese­cu­zio­ne in via di rea­liz­za­zio­ne del pe­gno di cui è og­get­to, le pi­gio­ni e gli af­fit­ti sa­ran­no per l'av­ve­ni­re per­ce­pi­ti dall'uf­fi­cio e che gli è quin­di vie­ta­to, sot­to com­mi­na­to­ria di pe­na (art. 292 del Co­di­ce pe­na­le sviz­ze­ro2), di ri­scuo­ter­li o di di­spor­ne.3
2Que­sto av­vi­so men­zio­ne­rà che, se il pro­prie­ta­rio del pe­gno in­ten­de pre­ten­de­re che le pi­gio­ni (gli af­fit­ti) in tut­to od in par­te non so­no com­pre­se nel pe­gno, es­so do­vrà di­chia­rar­lo all'uf­fi­cio en­tro 10 gior­ni dal­la ri­ce­vu­ta dell'av­vi­so, in­di­can­do­ne i mo­ti­vi e pre­ci­san­do an­che, al ca­so, l'am­mon­ta­re del­la par­te con­te­sta­ta.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta l'O del TF del 19 dic. 1923, in vi­go­re dal 3 mar. 1924 (RU 40 27).
III. Op­po­si­zio­ne
1Se è sta­ta fat­ta op­po­si­zio­ne, l'uf­fi­cio as­se­gne­rà al cre­di­to­re un ter­mi­ne di die­ci gior­ni per pro­por­re in giu­di­zio l'azio­ne di con­sta­ta­zio­ne dell'esi­sten­za del de­bi­to e del di­rit­to di pe­gno o per chie­de­re il ri­get­to dell'op­po­si­zio­ne. L'uf­fi­cio inol­tre av­vi­se­rà il cre­di­to­re, che ove la do­man­da di ri­get­to ven­ga re­spin­ta, egli do­vrà ini­zia­re il pro­ce­di­men­to or­di­na­rio per il ri­co­no­sci­men­to del cre­di­to o del di­rit­to di pe­gno en­tro die­ci gior­ni da quel­lo in cui la sen­ten­za sul­la do­man­da di ri­get­to è pas­sa­ta in giu­di­ca­to.2
2Ove il pro­prie­ta­rio del pe­gno ab­bia pre­te­so che le pi­gio­ni (gli af­fit­ti) in tut­to od in par­te non so­no com­pre­se nel pe­gno, l'uf­fi­cio as­se­gne­rà al cre­di­to­re un ter­mi­ne di die­ci gior­ni per pro­por­re l'azio­ne di con­sta­ta­zio­ne del di­rit­to di pe­gno con­te­sta­to.
3Que­sta in­giun­zio­ne men­zio­ne­rà che, se que­sti ter­mi­ni non ven­go­no os­ser­va­ti, gli av­vi­si no­ti­fi­ca­ti ai lo­ca­ta­ri (af­fit­tua­ri) sa­ran­no re­vo­ca­ti o, in ca­so di con­te­sta­zio­ne so­lo par­zia­le del di­rit­to di pe­gno sul­le pi­gio­ni ed af­fit­ti, det­ti av­vi­si non si ap­pli­che­ran­no che al­la par­te non con­te­sta­ta, e che l'uf­fi­cio ver­se­rà ai lo­ca­to­ri le pi­gio­ni (gli af­fit­ti) già per­ce­pi­te, o, in ca­so di con­te­sta­zio­ne so­lo par­zia­le, la par­te ad es­sa cor­ri­spon­den­te.
4Se i ter­mi­ni pre­ci­ta­ti ven­go­no ri­spet­ta­ti, i prov­ve­di­men­ti pre­si sul­le pi­gio­ni e gli af­fit­ti re­sta­no pie­na­men­te in vi­go­re, o, al ca­so, so­la­men­te per l'im­por­to par­zia­le per cui il cre­di­to­re ha pro­mos­so l'azio­ne.
IV. Ob­bli­ghi dell'uf­fi­cio du­ran­te il di­vie­to
1Do­po aver da­to agli in­qui­li­ni ed af­fit­tua­ri l'av­vi­so pre­vi­sto dall'ar­ti­co­lo 91, l'uf­fi­cio pren­de­rà in luo­go del de­bi­to­re o del pro­prie­ta­rio del pe­gno le mi­su­re ne­ces­sa­rie on­de ga­ran­ti­re il pa­ga­men­to del­le pi­gio­ni ed af­fit­ti ed ef­fet­tuar­ne l'in­cas­so, even­tual­men­te an­che in via di ese­cu­zio­ne, eser­ci­te­rà il di­rit­to di ri­ten­zio­ne, di­sdi­rà i con­trat­ti, prov­ve­de­rà al­lo sfrat­to de­gli in­qui­li­ni, sti­pu­le­rà nuo­vi con­trat­ti di lo­ca­zio­ne o di af­fit­to. Avrà inol­tre fa­col­tà di or­di­na­re le ri­pa­ra­zio­ni ur­gen­ti e di pa­ga­re col ri­ca­vo de­gli af­fit­ti i con­tri­bu­ti cor­ren­ti (per il gas, l'ac­qua po­ta­bi­le, l'elet­tri­ci­tà ecc.), le ri­pa­ra­zio­ni ed i sus­si­di pre­vi­sti dall'ar­ti­co­lo 103 ca­po­ver­so 2 del­la LEF.
2L'uf­fi­cio po­trà sot­to la sua re­spon­sa­bi­li­tà af­fi­da­re ad un ter­zo que­sti com­pi­ti.
V. Im­pie­go de­gli af­fit­ti in­cas­sa­ti
1. Ac­con­ti ai cre­di­to­ri
1Le pi­gio­ni e gli af­fit­ti non pos­so­no ser­vi­re al pa­ga­men­to de­gli in­te­res­si di cre­di­ti ga­ran­ti­ti da pe­gno pei qua­li non so­no in­tro­dot­te ese­cu­zio­ni, ma po­tran­no ser­vi­re per ver­sa­re, an­che pri­ma del­la do­man­da di ven­di­ta, de­gli ac­con­ti al cre­di­to­re istan­te pur­ché es­so giu­sti­fi­chi che il suo cre­di­to fu ri­co­no­sciu­to o è sta­to con­sta­ta­to da giu­di­zio pas­sa­to in giu­di­ca­to.
2A più cre­di­to­ri, che ab­bia­no pro­mos­sa ese­cu­zio­ne in via di rea­liz­za­zio­ne del pe­gno sul me­de­si­mo fon­do, po­tran­no es­se­re ver­sa­ti de­gli ac­con­ti, ove tut­ti sia­no d'ac­cor­do sul mo­do di ri­par­tir­li, o, in ca­so con­tra­rio, ove l'esi­sten­za ed il gra­do dei cre­di­ti ga­ran­ti­ti sia­no sta­ti ac­cer­ta­ti me­dian­te gra­dua­to­ria al­le­sti­ta in con­for­mi­tà dell'ar­ti­co­lo 157 ca­po­ver­so 3 del­la LEF. Le ri­par­ti­zio­ni sa­ran­no fat­te in ba­se ad uno sta­to di ri­par­to.1
2. Fal­li­men­to del de­bi­to­re
Se il de­bi­to­re, pro­prie­ta­rio del pe­gno im­mo­bi­lia­re, è ca­du­to in fal­li­men­to pri­ma del­la rea­liz­za­zio­ne del fon­do, le pi­gio­ni e gli af­fit­ti sca­du­ti pri­ma dell'aper­tu­ra del fal­li­men­to e non an­co­ra ri­par­ti­ti, ca­dran­no nel­la mas­sa, ri­ser­va­to il di­rit­to di pre­fe­ren­za spet­tan­te ai cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi istan­ti in ba­se all'ar­ti­co­lo 806 ca­po­ver­so 1 del CC1 (art. 198 LEF).
A. Mi­su­re pre­li-mi­na­ri
I. An­no­ta­zio­ne ob­bli­ga­to­ria del­la re­stri­zio­ne del­la fa­col­tà di di­spor­re
1Ri­ce­vu­ta la do­man­da di ven­di­ta, l'uf­fi­cio è te­nu­to a ri­chie­de­re l'an­no­ta­zio­ne nel re­gi­stro fon­dia­rio del­la re­stri­zio­ne del­la fa­col­tà di di­spor­re se­con­do l'ar­ti­co­lo 960 del CC2 (cfr. art. 15 cpv. 1 lett. a e 23a lett. a).
2Se l'an­no­ta­zio­ne è già sta­ta pra­ti­ca­ta, ta­le ri­chie­sta non è ne­ces­sa­ria.
II. Com­pu­to dei ter­mi­ni di rea­liz­za­zio­ne
1 Se il fon­do ipo­te­ca­to ap­par­tie­ne ad un ter­zo, i ter­mi­ni pre­vi­sti dall'ar­ti­co­lo 154 del­la LEF de­cor­ro­no dal gior­no in cui il pre­cet­to ese­cu­ti­vo fu no­ti­fi­ca­to al ter­zo pro­prie­ta­rio.1
2Per il com­pu­to del ter­mi­ne en­tro il qua­le la rea­liz­za­zio­ne può es­se­re do­man­da­ta, non si ter­rà con­to, se è sta­ta sol­le­va­ta op­po­si­zio­ne, dell'in­ter­val­lo tra l'in­tro­du­zio­ne e la li­qui­da­zio­ne del pro­ce­di­men­to giu­di­zia­rio da es­sa pro­vo­ca­to, e nep­pu­re del­la du­ra­ta d'una so­spen­sio­ne o di una mo­ra­to­ria con­ces­se al ter­zo pro­prie­ta­rio (art. 297 LEF), né di quel­la del­la pro­ce­du­ra d'in­ven­ta­rio sul­la sua suc­ces­sio­ne (art. 586 CC2).3
3La rea­liz­za­zio­ne non po­trà aver luo­go du­ran­te i pe­rio­di di cui, giu­sta il ca­po­ver­so 2, non vie­ne te­nu­to con­to nel cal­co­lo dei ter­mi­ni pre­vi­sti dall'ar­ti­co­lo 154 del­la LEF.4
4 In­tro­dot­to dal n. I del R del TF del 4 dic. 1975, in vi­go­re dal 1° apr. 1976 (RU 1976 164).
III. Estrat­to del re­gi­stro fon­dia­rio. Sti­ma
1Co­mu­ni­ca­ta la do­man­da di rea­liz­za­zio­ne al de­bi­to­re e, al ca­so, al ter­zo pro­prie­ta­rio del pe­gno (art. 155 cpv. 2 LEF), l'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne si fa­rà ri­la­scia­re un estrat­to del re­gi­stro fon­dia­rio (art. 28 e 73) e pro­ce­de­rà al­la sti­ma del fon­do (art. 9 cpv. 1, e 23).
2Se non è già in­se­ri­ta nel ban­do a stre­gua dell'ar­ti­co­lo 29, la sti­ma sa­rà co­mu­ni­ca­ta al cre­di­to­re che ha do­man­da­to la rea­liz­za­zio­ne, al de­bi­to­re ed al ter­zo pro­prie­ta­rio coll'av­ver­ten­za che en­tro il ter­mi­ne di ri­cor­so es­si po­tran­no do­man­da­re all'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za una nuo­va sti­ma per mez­zo di pe­ri­ti a men­te dell'ar­ti­co­lo 9 ca­po­ver­so 2.
IV. Pro­prie­tà di un ter­zo o abi­ta­zio­ne co­niu­ga­le ri­ve­la­ta­si so­lo in se­gui­to al­la do­man­da di ven­di­ta1
1Se all'uf­fi­cio ri­sul­ta sol­tan­to do­po la do­man­da di ven­di­ta che il fon­do co­sti­tui­to in pe­gno è pro­prie­tà di un ter­zo o ser­ve d'abi­ta­zio­ne co­niu­ga­le, co­pia del pre­cet­to ese­cu­ti­vo sa­rà no­ti­fi­ca­ta an­che al ter­zo o al co­niu­ge del de­bi­to­re o del ter­zo. La ven­di­ta po­trà av­ve­ni­re sol­tan­to quan­do il pre­cet­to ese­cu­ti­vo è pas­sa­to in for­za e so­no tra­scor­si sei me­si dal­la sua no­ti­fi­ca.2
2Que­ste di­spo­si­zio­ni non so­no ap­pli­ca­bi­li se al mo­men­to dell'ac­qui­sto del­la pro­prie­tà da par­te del ter­zo una re­stri­zio­ne del­la fa­col­tà di di­spor­re era già an­no­ta­ta nel re­gi­stro fon­dia­rio a stre­gua de­gli ar­ti­co­li 90 e 97.
3Ove dall'estrat­to del re­gi­stro fon­dia­rio ri­sul­tas­se che il cre­di­to pel qua­le l'ese­cu­zio­ne è sta­ta pro­mos­sa è ga­ran­ti­to da pe­gno su più fon­di ap­par­te­nen­ti a di­ver­si pro­prie­ta­ri e se non a tut­ti ven­ne in­ti­ma­to il pre­cet­to, l'uf­fi­cio di ese­cu­zio­ne in­vi­te­rà il cre­di­to­re ad an­ti­ci­pa­re en­tro bre­ve ter­mi­ne le spe­se oc­cor­ren­ti per la no­ti­fi­ca con­se­cu­ti­va del pre­cet­to ese­cu­ti­vo, av­vi­san­do­lo che, tra­scor­so in­frut­tuo­sa­men­te que­sto ter­mi­ne, l'ese­cu­zio­ne si avrà per ab­ban­do­na­ta.
B. Am­mi­ni­stra­zio­ne
1A da­ta­re dal­la do­man­da di ven­di­ta l'uf­fi­cio prov­ve­de­rà al­la am­mi­ni­stra­zio­ne ed al­la cul­tu­ra del fon­do nel mo­do pre­vi­sto per l'ese­cu­zio­ne in via di pi­gno­ra­men­to (art. 155 cpv. 1, 102 cpv. 3 LEF e 16 e segg. e 23c del pre­sen­te R), a me­no che il cre­di­to­re istan­te aves­se espres­sa­men­te di­chia­ra­to di ri­nun­ciar­vi.1
2Se il fon­do ap­par­tie­ne ad un ter­zo, l'uf­fi­cio po­trà as­su­me­re l'am­mi­ni­stra­zio­ne sol­tan­to quan­do l'op­po­si­zio­ne da que­sti sol­le­va­ta è sta­ta ri­mos­sa.
C. Rea­liz­za­zio­ne
I. Prin­ci­pio ge­ne­ra­le
Agli at­ti pre­pa­ra­to­ri e all'ese­cu­zio­ne del­la ven­di­ta si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia i di­spo­sti de­gli ar­ti­co­li 13, 20 ca­po­ver­so 2, 29 a 42, 43 ca­po­ver­so 1, 44 a 53, 54 ca­po­ver­so 2, 56 a 70 e 72, e in ca­so di rea­liz­za­zio­ne di una quo­ta di com­pro­prie­tà gli ar­ti­co­li da 73 a 73i, co­me pu­re gli ar­ti­co­li 74 a 78; si ap­pli­ca­no inol­tre le di­spo­si­zio­ni spe­cia­li se­guen­ti.
II. Di­spo­si­zio­ni spe­cia­li
1. Il fon­do ap­par­tie­ne ad un ter­zo
Se il fon­do ap­par­tie­ne ad un ter­zo, do­vran­no es­se­re in­di­ca­ti nel ban­do an­che il suo no­me ed il do­mi­ci­lio (art. 29 cpv. 2). Un esem­pla­re del ban­do (art. 30) e l'elen­co de­gli one­ri (art. 34), sa­ran­no co­mu­ni­ca­ti an­che al ter­zo pro­prie­ta­rio.
2. Dop­pio tur­no d'asta
1Se il fon­do è gra­va­to da ser­vi­tù, one­ri fon­dia­ri o di­rit­ti per­so­na­li an­no­ta­ti nel re­gi­stro fon­dia­rio in con­for­mi­tà dell'ar­ti­co­lo 959 del CC1 (di­rit­ti di pre­la­zio­ne, di ri­cu­pe­ra, di pro­mes­sa di ven­di­ta, di lo­ca­zio­ne od af­fit­to ecc.), l'uf­fi­cio di ese­cu­zio­ne, no­ti­fi­can­do l'elen­co de­gli one­ri ai cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi, li av­ver­ti­rà che i ti­to­la­ri dei cre­di­ti da pe­gno po­zio­ri a que­gli one­ri po­tran­no chie­de­re per iscrit­to, en­tro il ter­mi­ne di die­ci gior­ni, il dop­pio tur­no d'asta pre­vi­sto dall'ar­ti­co­lo 142 del­la LEF, sem­pre­ché la pre­ce­den­za del cre­di­to pi­gno­ra­ti­zio ri­sul­ti dall'elen­co de­gli one­ri e non sia sta­ta con­te­sta­ta con suc­ces­so.2
2In ca­so di rea­liz­za­zio­ne di una quo­ta di com­pro­prie­tà l'ar­ti­co­lo 142 del­la LEF è ap­pli­ca­bi­le per quan­to con­cer­ne i di­rit­ti di cui al ca­po­ver­so 1, gra­van­ti sia la quo­ta che l'in­te­ro fon­do.3
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del R del TF del 5 giu. 1996, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 2900 3490).
3. Cre­di­to­re pro­ce­den­te se­con­do l'art. 142a (126) LEF1
1Cre­di­to­re pro­ce­den­te a stre­gua dell'ar­ti­co­lo 142 del­la LEF in re­la­zio­ne con l'ar­ti­co­lo 126 è co­lui al­la cui do­man­da ven­ne in­det­to l'in­can­to; tra più cre­di­to­ri, quel­lo il cui di­rit­to di pe­gno pre­ce­de gli al­tri in gra­do.2
2Se il di­rit­to di pe­gno del cre­di­to­re che ha do­man­da­to la ven­di­ta è pa­ri in gra­do a quel­lo d'al­tri cre­di­to­ri, que­sti sa­ran­no pu­re con­si­de­ra­ti co­me cre­di­to­ri istan­ti an­che se non han­no fat­to do­man­da di ven­di­ta.
4. Ipo­te­ca a fa­vo­re di ar­ti­gia­ni ed im­pren­di­to­ri
L'im­por­to mi­ni­mo di ag­giu­di­ca­zio­ne si cal­co­la se­con­do l'ar­ti­co­lo 142a del­la LEF in re­la­zio­ne con l'ar­ti­co­lo 125 del­la LEF non­ché se­con­do gli ar­ti­co­li 53 ca­po­ver­so 1 e 105 del pre­sen­te re­go­la­men­to, an­che quan­do il fon­do è gra­va­to di ipo­te­che de­gli ar­ti­gia­ni ed im­pren­di­to­ri (art. 839 CC). Le con­di­zio­ni di in­can­to esi­ge­ran­no tut­ta­via il pa­ga­men­to in con­tan­ti di tut­ti que­sti cre­di­ti per il ca­so in cui non po­tes­se­ro es­se­re in­te­gral­men­te co­per­ti (art. 840 CC).
4a. Rea­liz­za-zio­ne di un fon­do in com­pro­prie­tà ipo­te­ca­to per in­te­ro
1Se la rea­liz­za­zio­ne vie­ne or­di­na­ta a di­pen­den­za di un'ese­cu­zio­ne in via di rea­liz­za­zio­ne del pe­gno ri­chie­sta da un cre­di­to­re il cui pe­gno gra­va l'in­te­ro fon­do, il fon­do in­te­ro do­vrà es­se­re ven­du­to.
2L'epu­ra­zio­ne de­gli one­ri si esten­de­rà an­che a quel­li che gra­va­no le sin­go­le quo­te.
3Il ri­ca­vo del­la ven­di­ta ser­vi­rà in pri­mo luo­go al­la co­per­tu­ra dei cre­di­ti gra­van­ti l'in­te­ro fon­do. L'even­tua­le ec­ce­den­za sa­rà ri­par­ti­ta tra i com­pro­prie­ta­ri pro­por­zio­nal­men­te al­le lo­ro fra­zio­ni (art. 646 CC2) e, in ca­so di pro­prie­tà per pia­ni, in pro­por­zio­ne al va­lo­re di sti­ma, che sa­rà de­ter­mi­na­to giu­sta gli ar­ti­co­li 9 e 23.
4Le con­di­zio­ni di in­can­to do­vran­no pre­ve­de­re il pa­ga­men­to in con­tan­ti del­la par­te del prez­zo di ven­di­ta per­toc­can­te ai cre­di­to­ri ti­to­la­ri di cre­di­ti ga­ran­ti­ti da pe­gno gra­van­ti le sin­go­le quo­te.
5Lo sta­to di ri­par­to (art. 112) do­vrà pu­re re­go­la­re il ri­par­to di un even­tua­le ec­ce­den­te del ri­ca­vo del­la ven­di­ta sui cre­di­ti ga­ran­ti­ti da pe­gno gra­van­te l'in­te­ro fon­do.
5. Cre­di­to ga­ran­ti­to da più fon­di
1Se più fon­di ap­par­te­nen­ti al­lo stes­so pro­prie­ta­rio so­no co­sti­tui­ti in pe­gno per il cre­di­to per cui l'ese­cu­zio­ne è pro­mos­sa, se ne rea­liz­ze­rà sol­tan­to quan­to ba­sti per sod­di­sfa­re il cre­di­to­re pi­gno­ra­ti­zio istan­te e i cre­di­ti ga­ran­ti­ti da pe­gno pre­ce­den­ti in gra­do (art. 119 cpv. 2 LEF). Sa­ran­no rea­liz­za­ti in pri­mo luo­go i fon­di che non so­no gra­va­ti da di­rit­ti di pe­gno po­ste­rio­ri in gra­do a quel­lo del cre­di­to­re pro­ce­den­te.
2Se i fon­di co­sti­tui­ti in pe­gno per il me­de­si­mo cre­di­to ap­par­ten­go­no a di­ver­si pro­prie­ta­ri, sa­ran­no ven­du­ti an­zi­tut­to i fon­di ap­par­te­nen­ti al de­bi­to­re. Se il lo­ro ri­ca­vo è in­suf­fi­cien­te, si pro­ce­de­rà al­la ven­di­ta dei fon­di ap­par­te­nen­ti a ter­zi, che do­vran­no es­se­re rea­liz­za­ti tut­ti nel me­de­si­mo in­can­to (art. 816 cpv. 3 CC1).
3Le con­di­zio­ni d'in­can­to in­di­che­ran­no l'or­di­ne nel qua­le i fon­di ver­ran­no mes­si all'asta (art. 45 lett. b).
6. Fon­di co­sti­tui­ti in pe­gno se­pa­ra­ta­men­te
1Fon­di co­sti­tui­ti in pe­gno se­pa­ra­ta­men­te pos­so­no es­se­re ven­du­ti in bloc­co o per grup­pi sol­tan­to se co­sti­tui­sco­no un'uni­tà eco­no­mi­ca che non può es­se­re smem­bra­ta sen­za for­te di­mi­nu­zio­ne di va­lo­re.1
1bisAste per ogni sin­go­lo fon­do pre­ce­de­ran­no sem­pre le aste in bloc­co o per grup­pi. I mag­gio­ri of­fe­ren­ti nell'asta per i sin­go­li fon­di re­sta­no vin­co­la­ti fin­tan­to che non ha avu­to luo­go l'asta in bloc­co o per grup­pi. A se­con­da che il prez­zo glo­ba­le più ele­va­to sia sta­to rag­giun­to con le sin­go­le aste o con l'asta in bloc­co o per grup­pi, l'ag­giu­di­ca­zio­ne sa­rà fat­ta a fa­vo­re dei mag­gio­ri of­fe­ren­ti del­le sin­go­le aste o dei mag­gio­ri of­fe­ren­ti dell'asta in bloc­co o per grup­pi.2
2Que­sto mo­do di pro­ce­de­re sa­rà pos­si­bil­men­te in­di­ca­to già nel­le con­di­zio­ni d'in­can­to e, in ogni ca­so, sa­rà co­mu­ni­ca­to agli astan­ti all'ini­zio dell'asta.
3Le con­di­zio­ni d'in­can­to in­di­che­ran­no inol­tre che la quo­ta di ri­par­to spet­tan­te a ogni fon­do in se­gui­to all'asta in bloc­co do­vrà ri­sul­ta­re al­me­no ugua­le all'of­fer­ta più al­ta con­se­gui­ta dal fon­do me­de­si­mo nell'am­bi­to dell'asta sin­go­la.3
3 In­tro­dot­to dal n. I del R del TF del 5 giu. 1996, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1996 2900 3490).
7. Pi­gno­ra­men­to si­mul­ta­neo del pe­gno
Se il fon­do ven­du­to in un'ese­cu­zio­ne in via di rea­liz­za­zio­ne del pe­gno era sta­to pi­gno­ra­to, la ven­di­ta coll'in­di­ca­zio­ne del nu­me­ro dell'ese­cu­zio­ne in via di rea­liz­za­zio­ne del pe­gno in cui è av­ve­nu­ta sa­rà men­zio­na­to nel ver­ba­le di pi­gno­ra­men­to.
8. Can­cel­la­zio­ni dal re­gi­stro fon­dia­rio
1Con­tem­po­ra­nea­men­te al­le do­man­de di iscri­zio­ne pre­vi­ste dall'ar­ti­co­lo 68 l'uf­fi­cio chie­de­rà al re­gi­stro fon­dia­rio la can­cel­la­zio­ne del­le re­stri­zio­ni al­la fa­col­tà di di­spor­re an­no­ta­te in ba­se agli ar­ti­co­li 90 e 97.
2I ti­to­li del­le car­tel­le fon­dia­rie o di ren­di­te fon­dia­rie ri­ma­sti to­tal­men­te o par­zial­men­te per­den­ti sa­ran­no pre­sen­ta­ti all'uf­fi­cio del re­gi­stro fon­dia­rio per la can­cel­la­zio­ne o ri­du­zio­ne. I ti­to­li dei sem­pli­ci cre­di­ti ipo­te­ca­ri non sa­ran­no con­se­gna­ti al cre­di­to­re se non do­po che l'uf­fi­cio d'ese­cu­zio­ne vi ab­bia fat­to men­zio­ne dell'estin­zio­ne del di­rit­to d'ipo­te­ca.
9. Rea­liz­za­zio­ne in­frut­tuo­sa
1Se l'ese­cu­zio­ne è ri­sul­ta­ta in­frut­tuo­sa (art. 158 LEF e 71 del pre­sen­te R), l'uf­fi­cio ri­chie­de­rà la can­cel­la­zio­ne del di­rit­to di pe­gno che ga­ran­ti­va il cre­di­to per cui fu pro­mos­sa l'ese­cu­zio­ne (ca­pi­ta­le, ra­te od an­nui­tà), e quel­la del­la re­stri­zio­ne del­la fa­col­tà di di­spor­re an­no­ta­ta a stre­gua de­gli ar­ti­co­li 90 e 97. Gli av­vi­si in­ti­ma­ti agli in­qui­li­ni od af­fit­tua­ri (art. 91) sa­ran­no re­vo­ca­ti im­me­dia­ta­men­te.
2Il ri­ca­vo net­to dei frut­ti na­tu­ra­li e ci­vi­li del fon­do sa­rà ri­par­ti­to fra i cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi istan­ti.
A. Sta­to di ri­par­to
1In­cas­sa­to in­te­gral­men­te il ri­ca­vo del­la ven­di­ta, l'uf­fi­cio al­le­sti­rà lo sta­to di ri­par­to sul­la ba­se del ri­sul­ta­to del­la pro­ce­du­ra di ap­pu­ra­men­to dell'elen­co de­gli one­ri. I cre­di­ti ac­cer­ta­ti in ba­se a que­sto pro­ce­di­men­to non po­tran­no più ve­nir con­te­sta­ti giu­di­zial­men­te nè per il lo­ro im­por­to nè per il lo­ro gra­do.
2Lo sta­to di ri­par­to, il con­to del­le spe­se (art. 20) e il con­to-li­qui­da­zio­ne dei red­di­ti in­cas­sa­ti sa­ran­no de­po­sti per l'ispe­zio­ne du­ran­te 10 gior­ni. Il de­po­si­to sa­rà co­mu­ni­ca­to per iscrit­to al de­bi­to­re ed ai cre­di­to­ri non in­te­gral­men­te co­per­ti coll'in­di­ca­zio­ne del di­vi­den­do lo­ro spet­tan­te.
B. Rap­por­to tra cre­di­to­ri pi­gno­ran­ti e cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi
1Se il fon­do ven­du­to in un'ese­cu­zio­ne in via di rea­liz­za­zio­ne di pe­gno era in pa­ri tem­po og­get­to di pi­gno­ra­men­to (art. 157 cpv. 3 LEF), nel­lo sta­to di ri­par­to l'uf­fi­cio ter­rà con­to sol­tan­to dei cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi esclu­den­do­ne i cre­di­to­ri par­te­ci­pan­ti al pi­gno­ra­men­to. Se do­po il pa­ga­men­to del­le spe­se di am­mi­ni­stra­zio­ne, di rea­liz­za­zio­ne, di ri­par­to (art. 157 cpv. 1 LEF) non­ché dei cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi istan­ti e, se del ca­so, dei cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi po­ste­rio­ri, re­sta un'ec­ce­den­za, l'uf­fi­cio la ri­ter­rà per in­clu­der­la nel­lo sta­to di ri­par­to dell'ese­cu­zio­ne in via di pi­gno­ra­men­to.1
2Pri­ma che i cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi non sia­no sod­di­sfat­ti com­ple­ta­men­te e nel­la mi­su­ra in cui i cre­di­to­ri par­te­ci­pan­ti non li pre­ce­do­no in gra­do, il ri­ca­vo del­la ven­di­ta del fon­do co­sti­tui­to in pe­gno non può es­se­re im­pie­ga­to né per co­pri­re le spe­se d'ese­cu­zio­ne in via di pi­gno­ra­men­to né per ta­ci­ta­re i cre­di­to­ri par­te­ci­pan­ti a que­st'ese­cu­zio­ne.2
3Nel­lo sta­to di ri­par­to sul­la ese­cu­zio­ne in via di pi­gno­ra­men­to non so­no da iscri­ver­si i cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi (art. 144 e segg. LEF).
C. Pi­gio­ni ed af­fit­ti
1Il ri­ca­vo net­to del­le pi­gio­ni e de­gli af­fit­ti in­cas­sa­ti dal­la do­man­da di ese­cu­zio­ne in via di rea­liz­za­zio­ne del pe­gno fi­no al­la ven­di­ta del fon­do sa­rà as­se­gna­to al cre­di­to­re pi­gno­ra­ti­zio istan­te in ac­con­to del suo cre­di­to, an­che se il pro­dot­to del­la ven­di­ta del fon­do ba­stas­se per sod­di­sfar­lo.
2Se più cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi han­no inol­tra­to do­man­da d'ese­cu­zio­ne in epo­che di­ver­se, il cre­di­to­re pi­gno­ra­ti­zio po­zio­re in gra­do avrà di­rit­to di pre­fe­ren­za sul­le pi­gio­ni e su­gli af­fit­ti sca­du­ti po­ste­rior­men­te al­la sua do­man­da d'ese­cu­zio­ne.
3Il ri­ca­vo net­to dei frut­ti na­tu­ra­li per­ce­pi­ti do­po la do­man­da di ven­di­ta e quel­lo del cre­di­to ver­so l'ag­giu­di­ca­ta­rio ina­dem­pien­te (art. 72), ser­vi­ran­no, col pro­dot­to del­la ven­di­ta del fon­do, al sod­di­sfa­ci­men­to di tut­ti i cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi se­con­do il lo­ro gra­do.
D. Ac­ces­so­ri
1Il ri­ca­vo del­la ven­di­ta di ac­ces­so­ri, co­sti­tui­ti in pe­gno sol­tan­to in fa­vo­re di al­cu­ni dei cre­di­to­ri ga­ran­ti­ti da pe­gno im­mo­bi­lia­re, spet­te­rà so­lo a que­sti ul­ti­mi in ra­gio­ne del lo­ro gra­do, ma es­si do­vran­no es­se­re sod­di­sfat­ti an­zi­tut­to sul ri­ca­vo del fon­do e so­la­men­te ove que­sto non ba­stas­se a ta­ci­tar­li, sa­ran­no sod­di­sfat­ti col ri­ca­vo de­gli ac­ces­so­ri. Se non esi­sto­no pi­gno­ra­men­ti, l'even­tua­le ec­ce­den­za sa­rà at­tri­bui­ta al pro­prie­ta­rio del pe­gno.
2Se gli ac­ces­so­ri non so­no sta­ti ven­du­ti se­pa­ra­ta­men­te (art. 27), il ri­par­to del prez­zo di ven­di­ta glo­ba­le del fon­do e de­gli ac­ces­so­ri av­ver­rà in pro­por­zio­ne del va­lo­re del fon­do e de­gli ac­ces­so­ri se­con­do la sti­ma de­fi­ni­ti­va.
E. One­ri can­cel­la­ti per ef­fet­to del dop­pio tur­no d'asta
1Se un one­re di gra­do po­ste­rio­re ai di­rit­ti ipo­te­ca­ri de­ve ve­ni­re can­cel­la­to in ba­se al ri­sul­ta­to di un dop­pio tur­no d'asta (art. 56) e se, pa­ga­to il cre­di­to­re pi­gno­ra­ti­zio an­te­rio­re, ri­ma­ne un'ec­ce­den­za da im­pie­gar­si a stre­gua dell'ar­ti­co­lo 812 ca­po­ver­so 3 del CC1, l'uf­fi­cio di ese­cu­zio­ne in­giun­ge­rà al ti­to­la­re di co­mu­ni­car­gli en­tro die­ci gior­ni qua­le va­lo­re es­so at­tri­bui­sce all'one­re can­cel­la­to. Se que­sti non dà se­gui­to all'in­giun­zio­ne, si ri­ter­rà che ab­bia ri­nun­cia­to ad ogni pre­te­sa.
2L'one­re sa­rà iscrit­to nel­lo sta­to di ri­par­to per il va­lo­re in­di­ca­to. A que­ste pre­te­se si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia i di­spo­sti de­gli ar­ti­co­li 147 e 148 del­la LEF.2
F. Con­te­sta­zio­ne da par­te di ope­rai ed im­pren­di­to­ri
1Se nel­la rea­liz­za­zio­ne del pe­gno i cre­di­ti de­gli ope­rai od im­pren­di­to­ri su­bi­sco­no una per­di­ta (art. 837 cpv. 1 n. 3 CC1 ), l'uf­fi­cio as­se­gne­rà lo­ro un ter­mi­ne di die­ci gior­ni per pro­muo­ve­re al fo­ro dell'ese­cu­zio­ne l'azio­ne ten­den­te al ri­co­no­sci­men­to del di­rit­to di es­se­re pa­ga­ti sull'im­por­to del ri­ca­vo as­se­gna­to ai cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi an­te­rio­ri (art. 841 cpv. 1 CC2 ).
2Se l'azio­ne è pro­mos­sa en­tro que­sto ter­mi­ne, il ri­par­to del­le som­me in li­ti­gio sa­rà so­spe­so fi­no a de­fi­ni­zio­ne ami­che­vo­le o giu­di­zia­le del­la cau­sa. Se l'azio­ne è am­mes­sa, la som­ma at­tri­bui­ta agli at­to­ri sa­rà pre­le­va­ta sull'im­por­to spet­tan­te al cre­di­to­re pi­gno­ra­ti­zio soc­com­ben­te.
3Se il di­rit­to di pe­gno spet­tan­te al cre­di­to­re soc­com­ben­te è sta­to as­se­gna­to nell'in­can­to all'ag­giu­di­ca­ta­rio, l'at­to­re sa­rà sur­ro­ga­to in que­sto di­rit­to di pe­gno per l'im­por­to at­tri­bui­to­gli dal­la sen­ten­za. L'uf­fi­cia­le di ese­cu­zio­ne pro­vo­che­rà d'uf­fi­cio le iscri­zio­ni oc­cor­ren­ti nel re­gi­stro fon­dia­rio e nei ti­to­li.
4Se l'azio­ne non è pro­mos­sa en­tro il ter­mi­ne sud­det­to, l'uf­fi­cio po­trà pro­ce­de­re al ri­par­to sen­za te­ner con­to dei cre­di­ti de­gli ope­rai ed im­pren­di­to­ri ri­ma­sti sco­per­ti.
G. Fon­di co­sti­tui­ti in pe­gno se­pa­ra­ta­men­te e rea­liz­za­ti in bloc­co
Se so­no sta­ti ven­du­ti in bloc­co dei fon­di co­sti­tui­ti in pe­gno se­pa­ra­ta­men­te (art. 108), il prez­zo ri­ca­va­to dal­la ven­di­ta in bloc­co sa­rà ri­par­ti­to sui di­ver­si fon­di nel­la pro­por­zio­ne del­la sti­ma at­tri­bui­ta ai sin­go­li fon­di nel­la pro­ce­du­ra di ap­pu­ra­men­to dell'elen­co de­gli one­ri.
H. Rea­liz­za­zio­ne di fon­di ap­par­te­nen­ti a pro­prie­ta­ri re­spon­sa­bi­li so­li­dal­men­te
Se i fon­di co­sti­tui­ti in pe­gno e spet­tan­ti a più pro­prie­ta­ri vin­co­la­ti in so­li­do, non fu­ro­no ag­giu­di­ca­ti ad un so­lo de­li­be­ra­ta­rio, la ri­par­ti­zio­ne sa­rà fat­ta se­con­do le nor­me se­guen­ti:
Se non esi­ste di­rit­to di pe­gno di gra­do an­te­rio­re co­sti­tui­to so­la­men­te su al­cu­ni fon­di, i cre­di­ti ga­ran­ti­ti da pe­gno sa­ran­no ri­par­ti­ti sui sin­go­li fon­di in pro­por­zio­ne del lo­ro va­lo­re, ba­sa­to sul ri­sul­ta­to de­gli in­can­ti.
Se in­ve­ce il cre­di­to ga­ran­ti­to glo­bal­men­te da tut­ti i fon­di è po­ste­rio­re in gra­do a cre­di­ti gra­van­ti sol­tan­to sin­go­li fon­di, il cre­di­to ga­ran­ti­to da pe­gno glo­ba­le sa­rà ri­par­ti­to sui sin­go­li fon­di nel­la pro­por­zio­ne del lo­ro prez­zo, pre­via de­du­zio­ne dell'im­por­to del­le ipo­te­che spe­cia­li an­te­rio­ri dal prez­zo dei fon­di che ne so­no gra­va­ti. I cre­di­ti ga­ran­ti­ti dall'in­sie­me dei fon­di e po­zio­ri al cre­di­to per il qua­le l'ese­cu­zio­ne fu pro­mos­sa sa­ran­no, an­cor­chè non sca­du­ti, pa­ga­ti in con­tan­ti.
J. At­to d'in­suf­fi­cien­za di pe­gno
Se il pe­gno non è sta­to rea­liz­za­to per man­can­za di un'of­fer­ta suf­fi­cien­te o se il cre­di­to del cre­di­to­re pi­gno­ra­ti­zio istan­te non è co­per­to dal ri­ca­vo, do­vrà es­se­re ri­la­scia­to un at­to d'in­suf­fi­cien­za di pe­gno ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 158 del­la LEF. Agli al­tri cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi sa­rà ri­la­scia­ta una di­chia­ra­zio­ne con­sta­tan­te so­lo che le lo­ro pre­te­se so­no ri­ma­ste sco­per­te.
II. In ca­so di rea­liz­za­zio­ne do­po l'omo­lo­ga­zio­ne di un con­cor­da­to
L'ar­ti­co­lo 158 ca­po­ver­so 2 del­la LEF non è ap­pli­ca­bi­le, se l'at­to di in­suf­fi­cien­za di pe­gno è sta­to ri­la­scia­to al cre­di­to­re in ba­se ad una rea­liz­za­zio­ne del pe­gno av­ve­nu­ta do­po l'omo­lo­ga­zio­ne di un con­cor­da­to per un cre­di­to ga­ran­ti­to da pe­gno ad es­sa an­te­rio­re. An­cor­chè pro­mos­sa en­tro un me­se, l'ese­cu­zio­ne per il cre­di­to sco­per­to non sa­rà am­mis­si­bi­le se non è pre­ce­du­ta dal­la no­ti­fi­ca di un nuo­vo pre­cet­to ese­cu­ti­vo, a me­no che il cre­di­to­re ab­bia omes­so di ag­gra­var­se­ne en­tro il ter­mi­ne di die­ci gior­ni a con­ta­re dal pi­gno­ra­men­to o dal­la no­ti­fi­ca del­la com­mi­na­to­ria di fal­li­men­to.
C. Della realizzazione nella procedura di fallimento
A. Re­la­zio­ne col re­go­la­men­to con­cer­nen­te la am­mi­ni­stra­zio­ne de­gli uf­fi­ci di fal­li­men­to
La rea­liz­za­zio­ne dei fon­di nel­la pro­ce­du­ra di fal­li­men­to è re­go­la­ta dal­le di­spo­si­zio­ni del re­go­la­men­to del 13 lu­glio 19111 con­cer­nen­te l'am­mi­ni­stra­zio­ne de­gli uf­fi­ci dei fal­li­men­ti (RUF), col­le mo­di­fi­ca­zio­ni ed in­te­gra­zio­ni se­guen­ti.
I. In­giun­zio­ne ai ti­to­la­ri di ser­vi­tù non iscrit­te nel re­gi­stro fon­dia­rio
1La pub­bli­ca­zio­ne del fal­li­men­to (art. 232 LEF) sa­rà ac­com­pa­gna­ta dall'in­giun­zio­ne che i ti­to­la­ri di ser­vi­tù, sor­te sot­to l'im­pe­rio dell'an­ti­co di­rit­to e non an­co­ra iscrit­te nel Re­gi­stro fon­dia­rio, so­no te­nu­ti ad in­si­nua­re le lo­ro pre­te­se, cor­re­da­te di even­tua­li mez­zi di pro­va, pres­so l'uf­fi­cio dei fal­li­men­ti en­tro un me­se.1
2L'in­giun­zio­ne de­ve in­di­ca­re esat­ta­men­te il de­bi­to­re, il fon­do da rea­liz­zar­si e con­te­ne­re la com­mi­na­to­ria pre­vi­sta dall'ar­ti­co­lo 29 ca­po­ver­so 3.
II. Av­vi­si agli in­qui­li­ni ed af­fit­tua­ri
Ap­pe­na ri­ce­vu­ta la di­chia­ra­zio­ne di fal­li­men­to, l'uf­fi­cio dei fal­li­men­ti av­vi­se­rà per iscrit­to gli in­qui­li­ni ed af­fit­tua­ri di un fon­do di pro­prie­tà del de­bi­to­re che, a scan­so del pe­ri­co­lo di un dop­pio pa­ga­men­to, es­si do­vran­no d'ora in­nan­zi pa­ga­re le pi­gio­ni e gli af­fit­ti so­lo in ma­no dell'uf­fi­cio.
III. Ap­pu­ra­men­to dell'elen­co de­gli one­ri
1On­de ve­ri­fi­ca­re a stre­gua dell'ar­ti­co­lo 58 ca­po­ver­so 2 RUF1 i di­rit­ti rea­li fra­zio­na­ri (ser­vi­tù, one­ri fon­dia­ri, di­rit­ti di pe­gno, di pre­la­zio­ne, di com­pe­ra, di ri­cu­pe­ro, pi­gio­ni ed af­fit­ti, ecc.) co­sti­tui­ti sul fon­do, sa­rà com­pi­la­to per ogni fon­do un elen­co spe­cia­le di tut­ti i cre­di­ti ga­ran­ti­ti da es­so e di tut­ti gli al­tri ag­gra­vi rea­li che all'in­can­to do­vran­no es­se­re ac­col­la­ti al de­li­be­ra­ta­rio, ad esclu­sio­ne de­gli one­ri rea­li che esi­sto­no e pas­sa­no all'ag­giu­di­ca­ta­rio per vir­tù di leg­ge. L'elen­co con­ter­rà pu­re l'in­di­ca­zio­ne esat­ta de­gli og­get­ti (fon­di ed ac­ces­so­ri), ai qua­li i sin­go­li one­ri si ri­fe­ri­sco­no.
2Que­sti elen­chi for­ma­no par­te in­te­gran­te del­la gra­dua­to­ria, che fa­rà ri­fe­ri­men­to ad es­si sen­za de­si­gna­re sin­go­lar­men­te i cre­di­ti ga­ran­ti­ti da pe­gno.
IV. Cre­di­ti ga­ran­ti­ti da pe­gno su ti­to­li di pe­gno eret­ti al no­me del pro­prie­ta­rio del fon­do
1I cre­di­ti ga­ran­ti­ti da pe­gno so­pra ti­to­li ipo­te­ca­ri eret­ti al no­me del pro­prie­ta­rio del fon­do sa­ran­no col­lo­ca­ti co­me cre­di­ti ga­ran­ti­ti da pe­gno ma­nua­le. I ti­to­li co­sti­tui­ti in pe­gno in­ve­ce sa­ran­no col­lo­ca­ti co­me cre­di­ti ipo­te­ca­ri per l'im­por­to per il qua­le ven­ne ri­co­no­sciu­to il ma­nua­le, con ri­fe­ri­men­to al­la sua col­lo­ca­zio­ne nel­la gra­dua­to­ria.
2Se il cre­di­to ga­ran­ti­to da pe­gno ma­nua­le è in­fe­rio­re all'im­por­to del ti­to­lo del pe­gno im­mo­bi­lia­re che l'as­si­ste, l'ec­ce­den­za non sa­rà col­lo­ca­ta co­me pe­gno im­mo­bi­lia­re.
V. Le­git­ti­ma-io­ne per con­te­sta­re gli elen­chi de­gli one­ri
1I cre­di­to­ri chi­ro­gra­fa­ri non han­no ve­ste per con­te­sta­re gli elen­chi de­gli one­ri (art. 125) in quan­to la con­te­sta­zio­ne non ri­guar­di che il di­rit­to di prio­ri­tà di gra­do di un cre­di­to­re pi­gno­ra­ti­zio su di un al­tro, nè per in­ter­ve­ni­re in una sif­fat­ta con­te­sta­zio­ne pro­mos­sa da un cre­di­to­re pi­gno­ra­ti­zio ver­so un al­tro.
2L'azio­ne del cre­di­to­re pi­gno­ra­ti­zio che in­ten­de con­te­sta­re il gra­do di un al­tro cre­di­to­re do­vrà es­se­re in­ten­ta­ta con­tro di es­so, non con­tro la mas­sa.
VI. Da­ta del­la rea­liz­za­zio­ne
1La rea­liz­za­zio­ne (per in­can­to od a trat­ta­ti­ve pri­va­te) non po­trà, nep­pu­re nei ca­si d'ur­gen­za, aver luo­go pri­ma che sia­no de­ci­se, con sen­ten­za pas­sa­ta in giu­di­ca­to, le con­te­sta­zio­ni re­la­ti­ve ai di­rit­ti di pe­gno od al­tri di­rit­ti rea­li li­mi­ta­ti ri­sul­tan­ti dal­le iscri­zio­ni nel re­gi­stro fon­dia­rio o no­ti­fi­ca­ti da ter­zi (art. 123).
2L'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za po­trà per­met­te­re che la rea­liz­za­zio­ne av­ven­ga pri­ma, se ciò pos­sa far­si sen­za pre­giu­di­zio di in­te­res­si le­git­ti­mi. In que­sto ca­so le con­di­zio­ni d'in­can­to fa­ran­no men­zio­ne del­le cau­se pen­den­ti e una iscri­zio­ne prov­vi­so­ria sa­rà pra­ti­ca­ta nel re­gi­stro fon­dia­rio (art. 961 CC1).
VII. Av­vi­so spe­cia­le
1Ne­gli av­vi­si spe­cia­li da no­ti­fi­car­si se­con­do l'ar­ti­co­lo 257 spe­cia­le del­la LEF (art. 71 RUF1), i cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi, che a stre­gua dell'elen­co de­gli one­ri (art. 125) so­no al be­ne­fi­cio di un di­rit­to po­zio­re agli one­ri rea­li fra­zio­na­ri (ser­vi­tù, one­re fon­dia­rio, di­rit­to di pre­la­zio­ne ecc.), sa­ran­no in­for­ma­ti che han­no la fa­col­tà di esi­ge­re un dop­pio tur­no d'asta a stre­gua dell'ar­ti­co­lo 142 del­la LEF, pur­ché ne fac­cia­no istan­za per iscrit­to pres­so l'uf­fi­cio en­tro il ter­mi­ne di die­ci gior­ni, tra­scor­so il qua­le si ri­ter­rà che vi ab­bia­no ri­nun­cia­to.2
2Av­vi­si spe­cia­li sa­ran­no in­via­ti, in ap­pli­ca­zio­ne ana­lo­ge­ti­ca dell'ar­ti­co­lo 30 ca­po­ver­so 4, ai ti­to­la­ri di di­rit­ti le­ga­li di pre­la­zio­ne dell'ar­ti­co­lo 682 ca­po­ver­si 1 e 2 CC3 .4
VIII. In­can­to
1I di­spo­sti de­gli ar­ti­co­li 45 a 52, 56 a 70, 106 ca­po­ver­so 2, 108 e 110 ca­po­ver­so 2 so­no ap­pli­ca­bi­li al­la pro­ce­du­ra re­la­ti­va al­le con­di­zio­ni d'in­can­to e all'in­can­to stes­so.1
2L'am­mi­ni­stra­zio­ne del fal­li­men­to può, ove vi sia au­to­riz­za­ta da una de­ci­sio­ne dell'as­sem­blea dei cre­di­to­ri, ri­ser­var­si nel­le con­di­zio­ni d'in­can­to il di­rit­to di ri­fiu­ta­re l'ag­giu­di­ca­zio­ne nel ca­so in cui l'of­fer­ta mag­gio­re non rag­giun­ges­se il prez­zo mi­ni­mo pre­ci­sa­to nel­le con­di­zio­ni d'in­can­to.2
3In tal ca­so, se la ven­di­ta non ha luo­go a trat­ta­ti­ve pri­va­te, in un nuo­vo in­can­to, l'ag­giu­di­ca­zio­ne po­trà es­se­re pro­nun­cia­ta an­che al di sot­to del prez­zo mi­ni­mo pre­ci­sa­to giu­sta il ca­po­ver­so 2.3
4Il di­spo­sto dell'ar­ti­co­lo 135 ca­po­ver­so 1 pe­rio­do 2 del­la LEF non e ap­pli­ca­bi­le in te­ma di fal­li­men­to.
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del R del TF del 4 dic. 1975, in vi­go­re dal 1° apr. 1976 (RU 1976 164).
VIIIa. Par­ti­co­la-ri­tà del­la rea­liz-za­zio­ne di una quo­ta di com­pro-prie­tà
1. Estrat­to del re-gi­stro fon­dia­rio. No­ti­fi­ca del­le ser­vi­tù
1Se la mas­sa fal­li­men­ta­re com­pren­de una quo­ta di com­pro­prie­tà su di un fon­do, l'ar­ti­co­lo 73 è ap­pli­ca­bi­le per ana­lo­gia per quan­to con­cer­ne l'estrat­to del re­gi­stro fon­dia­rio che de­ve es­se­re ri­chie­sto giu­sta l'ar­ti­co­lo 26 RUF2.
2La dif­fi­da di no­ti­fi­ca­re le ser­vi­tù sor­te sen­za iscri­zio­ne nei pub­bli­ci re­gi­stri sot­to l'im­pe­ro del vec­chio di­rit­to can­to­na­le e non an­co­ra iscrit­te (art. 123) de­ve es­se­re in­via­ta pu­re ai ti­to­la­ri di ser­vi­tù gra­van­ti l'in­te­ro fon­do e, nel ca­so del­la pro­prie­tà per pia­ni ret­ta dal vec­chio di­rit­to can­to­na­le (art. 20bis del Ti­to­lo fi­na­le CC3), pu­re ai ti­to­la­ri di ta­li ser­vi­tù gra­van­ti il pia­no ap­par­te­nen­te al­la mas­sa fal­li­men­ta­re.
2. Av­vi­si. Am­mi­ni­stra­zio­ne
1L'aper­tu­ra del fal­li­men­to sa­rà re­sa no­ta non so­lo ai cre­di­to­ri al be­ne­fi­cio di un di­rit­to di pe­gno sul­la quo­ta di pro­prie­tà del fal­li­to ma an­che ai cre­di­to­ri al be­ne­fi­cio di un pe­gno sull'in­te­ro fon­do; que­sti ul­ti­mi non de­vo­no pe­rò es­se­re dif­fi­da­ti di pre­sen­ta­re il lo­ro ti­to­lo di pe­gno.
2Se il fal­li­to è com­pro­prie­ta­rio di un fon­do che for­ni­sce red­di­to, l'ar­ti­co­lo 23a let­te­ra c pri­ma fra­se si ap­pli­ca per ana­lo­gia.
3All'am­mi­ni­stra­zio­ne è ap­pli­ca­bi­le per ana­lo­gia l'ar­ti­co­lo 23c ca­po­ver­so 1.
3. Elen­co de­gli one­ri, gra­dua­to­ria
1Nell'elen­co de­gli one­ri (art. 125) sa­ran­no in­di­ca­ti se­pa­ra­ta­men­te gli one­ri che gra­va­no la sin­go­la quo­ta di com­pro­prie­tà e quel­li che gra­va­no l'in­te­ro fon­do.
2I cre­di­ti as­si­sti­ti da pe­gno che gra­va­no l'in­te­ro fon­do sa­ran­no col­lo­ca­ti nei cre­di­ti non ga­ran­ti­ti (art. 61 cpv. 1 RUF2 ), per la par­te a ca­ri­co del fal­li­to, in ca­so di re­spon­sa­bi­li­tà so­li­da­le del fal­li­to per la to­ta­li­tà del­la som­ma; ciò nel ca­so in cui le trat­ta­ti­ve di con­ci­lia­zio­ne pre­vi­ste da­gli ar­ti­co­li 130e e 73e non­ché la ven­di­ta del­la quo­ta di com­pro­prie­tà del fal­li­to al­le con­di­zio­ni pre­scrit­te da­gli ar­ti­co­li 130f e 73g sia­no ri­ma­ste sen­za esi­to.3
4. Ban­do ed av­vi­si spe­cia­li2
1Il ban­do (art. 257 cpv. 1 e 2 LEF) do­vrà con­te­ne­re le in­di­ca­zio­ni pre­vi­ste dall'ar­ti­co­lo 73a ca­po­ver­so 1.
2Gli av­vi­si spe­cia­li (art. 257 cpv. 3 LEF, 71 RUF3 e 129 del pre­sen­te re­go­la­men­to), sa­ran­no in­via­ti an­che ai cre­di­to­ri ga­ran­ti­ti da pe­gno gra­van­ti l'in­te­ro fon­do co­me pu­re ai ter­zi por­ta­to­ri di un ti­to­lo di pe­gno gra­van­te l'in­te­ro fon­do.
Art. 130e
5. Pro­ce­du­ra quan­do l'in­te­ro fon­do è gra­va­to da un di­rit­to di pe­gno im­mo­bi­lia­re
Se dall'epu­ra­zio­ne dell'elen­co de­gli one­ri ri­sul­ta che l'in­te­ro fon­do è gra­va­to da un di­rit­to di pe­gno si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia gli ar­ti­co­li 73e e 73f.
Art. 130f
6. Con­di­zio­ni di in­can­to
L'ar­ti­co­lo 73g è ap­pli­ca­bi­le per ana­lo­gia al­le con­di­zio­ni di in­can­to sen­za la ri­ser­va, nel ca­po­ver­so 2, dell'ar­ti­co­lo 832 ca­po­ver­so 2 CC2 (art. 130 cpv. 4).
Art. 130g
7. Ri­ser­va del-l'ese­cu­zio­ne in via di rea­liz­za­zio­ne del pe­gno im­mo­bi­lia­re
1Al cre­di­to­re ga­ran­ti­to da un pe­gno gra­van­te l'in­te­ro fon­do re­sta ri­ser­va­to il di­rit­to di far va­le­re il suo cre­di­to al­la sca­den­za già du­ran­te la pro­ce­du­ra di fal­li­men­to (art. 89 cpv. 1) per mez­zo dell'ese­cu­zio­ne in via di rea­liz­za­zio­ne del pe­gno (art. 106a).
2Se il fon­do og­get­to del pe­gno vie­ne rea­liz­za­to in se­gui­to all'ese­cu­zio­ne in via di rea­liz­za­zio­ne del pe­gno pri­ma che il cre­di­to­re pi­gno­ra­ti­zio ab­bia ri­ce­vu­to un di­vi­den­do nel fal­li­men­to, è ap­pli­ca­bi­le l'ar­ti­co­lo 61 ca­po­ver­so 2 RUF2 . L'ar­ti­co­lo 217 del­la LEF re­sta ri­ser­va­to.
IX. Cre­di­to ver­so il de­li­be­ra­ta­rio ina­dem­pien­te
Se il cre­di­to ver­so il de­li­be­ra­ta­rio ina­dem­pien­te (art. 143 cpv. 2 LEF) è con­te­sta­to e non può es­se­re ri­scos­so, l'am­mi­ni­stra­zio­ne del fal­li­men­to ne fa­rà of­fer­ta se­con­do l'ar­ti­co­lo 260 del­la LEF an­zi­tut­to ai cre­di­to­ri pi­gno­ra­ti­zi per­den­ti, in­di ai cre­di­to­ri chi­ro­gra­fa­ri. Se nes­su­no ne chie­de la ces­sio­ne il cre­di­to sa­rà ven­du­to all'asta. L'ar­ti­co­lo 72 è ap­pli­ca­bi­le.
X. Ri­par­to
Per il ri­par­to val­go­no i di­spo­sti de­gli ar­ti­co­li 115 a 118.
1 Abro­ga­ti dal n. I del R del TF del 5 giu. 1996 (RU 1996 2900).
1Il pre­sen­te re­go­la­men­to en­tra in vi­go­re il 1° gen­na­io 1921.
1 [RU 33 116]
1Tut­te le di­spo­si­zio­ni e le istru­zio­ni in­com­pa­ti­bi­li col pre­sen­te re­go­la­men­to so­no abro­ga­te.
2In ispe­cial mo­do è abro­ga­to il re­go­la­men­to del Tri­bu­na­le fe­de­ra­le del 21 di­cem­bre 19161 con­cer­nen­te le iscri­zio­ni ed an­no­ta­zio­ni nel re­gi­stro fon­dia­rio da ese­guir­si ad istan­za de­gli uf­fi­ci di ese­cu­zio­ne e dei fal­li­men­ti; e l'ar­ti­co­lo 74 ca­po­ver­so 3 RUF2 è mo­di­fi­ca­to nel sen­so dell'ar­ti­co­lo 69 ca­po­ver­so 3 del pre­sen­te re­go­la­men­to.