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Timestamp: 2019-01-20 01:09:18+00:00
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Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 16 luglio 2015, n. 14972. Il principio sancito dall’art. 3, l. n. 742/1969, secondo cui le cause di opposizione all’esecuzione e di opposizione agli atti esecutivi non sono sottoposte a sospensione durante il periodo feriale, fa riferimento (anche) al termine (che riprenda a decorrere dopo la sospensione disposta ai sensi dell’art. 398, ultimo comma, c.p.c.), per proporre ricorso per cassazione avverso la sentenza di opposizione all’esecuzione e agli atti esecutivi che sia stata impugnata per revocazione, nonché al termine per proporre ricorso per cassazione avverso la sentenza che ha deciso sulla revocazione - Renato D'Isa
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Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 16 luglio 2015, n. 14972. Il principio sancito dall’art. 3, l. n. 742/1969, secondo cui le cause di opposizione all’esecuzione e di opposizione agli atti esecutivi non sono sottoposte a sospensione durante il periodo feriale, fa riferimento (anche) al termine (che riprenda a decorrere dopo la sospensione disposta ai sensi dell’art. 398, ultimo comma, c.p.c.), per proporre ricorso per cassazione avverso la sentenza di opposizione all’esecuzione e agli atti esecutivi che sia stata impugnata per revocazione, nonché al termine per proporre ricorso per cassazione avverso la sentenza che ha deciso sulla revocazione
ORDINANZA 16 luglio 2015, n. 14972
La relazione è stata comunicata e notificata come per legge. Parte ricorrente ha depositato memoria.
A seguito della discussione sul ricorso, tenuta nella camera di consiglio, il Collegio ha condiviso i motivi in fatto ed in diritto esposti nella relazione. La memoria depositata da parte ricorrente non offre elementi per superare le argomentazioni svolte nella relazione.
Ed invero, la lettera dell’art. 3 della legge n. 742 del 1969, in relazione all’art. 92 dell’ordinamento giudiziario, lascia intendere che il regime dei termini processuali nel periodo feriale è correlato alla natura della controversia, e non alle sue vicende (cfr. Cass. n. 6940/07, n. 20745/09, ord. n. 9997/10, n. 17497/11) né all’organo giudiziario presso il quale pende la controversia (cfr. soprattutto Cass. ord. n. 2342/04). Esso è quindi applicabile all’intero corso del processo di opposizione all’esecuzione e agli atti esecutivi, in questo compresi i gradi di impugnazione, sia ordinaria che straordinaria. Va perciò affermato che il principio sancito dall’art. 3 della legge n. 742 del 1969, secondo cui le cause di opposizione all’esecuzione e di opposizione agli atti esecutivi non sono sottoposte a sospensione durante il periodo feriale, ha riferimento (anche) al termine (che riprenda a decorrere dopo la sospensione disposta ai sensi dell’art. 398, ult. co., cod. proc. civ.) per proporre ricorso per cassazione avverso la sentenza di opposizione all’esecuzione e agli atti esecutivi che sia stata impugnata per revocazione, nonché al termine per proporre ricorso per cassazione avverso la sentenza che ha deciso sulla revocazione: la norma citata, difatti, nella parte in cui richiama l’art. 92 dell’ordinamento giudiziario, si riferisce pur sempre a controversie che abbiano una determinata natura e non già all’organo giudiziario presso il quale pende la controversia medesima né al tipo di impugnazione proposta.
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 16 novembre 2015, n....