Source: http://amministrativo.unipv.it/materiali/Cons_St_5_giugno_2007-2984.htm
Timestamp: 2017-08-18 12:44:11+00:00
Document Index: 12546712

Matched Legal Cases: ['art. 55', 'art. 21', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1']

1). Con provvedimento in data 10.07.2003 il Soprintendente Regionale per i Beni e le Attività Culturali dell’Emilia Romagna, in accoglimento di istanza presentata dall’Azienda Unità Sanitaria Locale di Parma, autorizzava l’alienazione di immobile di proprietà dell’ Azienda medesima , ubicato nel Comune di Fidenza, denominato “Palazzina ex Collegio dell’Angelo”, costruito nel 1880 e con destinazione nell’attualità a servizi ospedalieri.
L’alienazione veniva subordinata alle condizioni che «vengano previste destinazioni d’uso per strutture ricettive di tipo socio-assistenziale, sanitario e di tipo residenziale speciale (alloggi protetti, assistiti, per anziani) e con funzione direzionale (uffici pubblici, scuole). Siano escluse destinazioni d’uso per attività commerciali, industriali e artigianali; sia mantenuta e, eventualmente, migliorata, la fruibilità propria delle precedenti destinazioni d’uso».
Si versa a fronte di un complesso di misure di carattere reale che - in attuazione della previsione di cui all’art. 55 del d.lgs. n. 490/1999, in base alla quale la dismissione del bene da parte dell’ente pubblico non deve risolversi in pregiudizio dell’ integrità del bene e del pubblico godimento - sono finalizzate a salvaguardare il bene da ogni possibile compromissione o da limiti all’ accessibilità da parte della collettività nel momento in cui si determina il mutamento del titolo di proprietà.
Si tratta, inoltre, di misure che si collegano alla regola primaria in materia di conservazione dei beni culturali che si rinviene all’art. 21, secondo comma, del d.lgs. n. 490/1999 ed impone che i beni stessi “non possono essere adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico ed artistico oppure tali creare pregiudizio alla loro conservazione ed integrità”.
Sotto un primo profilo va osservato che l’art. 10 del d.P.R. n. 283/2000 in precedenza richiamato assegna all’ autorità ministeriale la possibilità di selezionare le categorie di “usi incompatibili con il carattere artistico e storico del bene o pregiudizievoli della sua integrità”.
I limiti al diritto dominicale dell’acquirente che possono introdursi in sede di rilascio dell’autorizzazione alla vendita devono, quindi, operare in negativo, a salvaguardia dell’ integrità e conservazione del bene e dei valori artistici e storici di cui è espressione, ma non possono imporre in positivo singole destinazioni d’uso per il perseguimento di scopi - nella specie attinenti alla tutela della salute, all’ assistenza di persone in posizione di svantaggio, o al reperimento di strutture da destinare a pubblici uffici o scuole - la cui cura e affidata a altri organismi ed all’ esercizio di diverse potestà pubbliche.
La “Palazzina Collegio dell’ Angelo – Ospedale Civile” edificata nel 1880 e “sottoposta ad innumerevoli interventi edilizi dagli anni ’30 del XX secolo con sopraelevazione e negli anni ’60 fino alla realizzazione, pochi anni fa, delle scale di sicurezza” è stata ricondotta nella categoria di beni di cui all’art. 1, comma primo, lett. a), del d.lgs. n. 490/1999, perché espressione diretta di intrinseci valori storici/artistici e non per il collegamento indiretto a precedenti utilizzazioni ritenute rilevanti per il riferimento alla storia ed alla cultura della comunità locale.
Il T.A.R. è, quindi, incorso in errore quando, a giustificazione dei limiti alle destinazioni d’uso, ha collegato la misura di tutela del complesso immobiliare alla “relazione tra la sua destinazione pregressa e la storia e il costume locali”, trattandosi di ipotesi diversa - contemplata dall’art. 1, comma primo, lett. b), del d.lgs. n. 490/1999 (c.d. vincolo indiretto per il riferimento ai fatti della storia, della cultura, dell’arte. ecc.) - che non è presa in considerazione nel provvedimento di dichiarazione dell’ interesse particolarmente importante che è, invece, applicativo dell’art. 1, comma primo, lett. a) del d.lgs. menzionato in relazione, come innanzi detto, all’intrinseco valore storico ed artistico del bene.
il....05/06/2007