Source: https://www.conservatoriorossini.it/normativa/dpr-13203/
Timestamp: 2020-01-22 08:51:25+00:00
Document Index: 89845605

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 17', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 19', 'art. 2103', 'art. 21', 'art. 24', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 4', 'art. 21', 'art. 24', 'art. 23', 'art. 3', 'art. 6']

﻿ DPR 132/03 - Conservatorio Rossini DPR 132/03 - Conservatorio Rossini
Home » Normativa » DPR 132/03
DPR 132/03
a) per “Ministro” e per “Ministero”, rispettivamente, il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca;
b) per “istituzioni”, le Accademie di belle arti, l’Accademia nazionale di arte drammatica, gli Istituti superiori per le industrie artistiche, nonche’ i conservatori di musica, l’Accademia nazionale di danza e gli Istituti musicali pareggiati;
c) per “organi di gestione”, i consigli di amministrazione delle Istituzioni;
d) per “CNAM”, il Consiglio nazionale per l’alta formazione artistica e musicale;
e) per “legge”, la legge 21 dicembre 1999, n. 508.
2. Il direttore e’ eletto dai docenti dell’istituzione, nonche’ dagli assistenti, dagli accompagnatori al pianoforte e dai pianisti accompagnatori, tra i docenti, anche di altre istituzioni, in possesso di particolari requisiti di comprovata professionalita’ stabiliti con il regolamento di cui all’articolo 2, comma 7, lettera a), della legge. In sede di prima applicazione e fino all’adozione del predetto regolamento, i requisiti sono stabiliti dallo statuto, con riferimento all’esperienza professionale e di direzione, acquisite anche in ambiti multidisciplinari ed internazionali.
a) docenti dell’istituzione, in possesso di requisiti di comprovata professionalita’ stabiliti dallo statuto, eletti dal corpo docente;
1. Il collegio dei revisori, costituito con provvedimento del presidente, e’ composto da tre membri, di cui uno designato dal Ministro dell’economia e delle finanze, che lo presiede, e due designati dal Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca; i componenti devono essere in possesso dei requisiti di cui al decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88; il collegio dei revisori vigila sulla legittimita’, regolarita’ e correttezza dell’azione amministrativa; espleta i controlli di regolarita’ amministrativa e contabile di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286; ad esso si applicano le disposizioni del codice civile in quanto compatibili.
b) redige una relazione annuale sulle attivita’ e sul funzionamento dell’istituzione sulla base di criteri generali determinati dal Comitato per la valutazione del sistema universitario, sentito il CNAM; la relazione e’ trasmessa al Ministero entro il 31 marzo di ogni anno e costituisce il quadro di riferimento per l’assegnazione da parte del Ministero di contributi finanziari;
c) acquisisce periodicamente, mantenendone l’anonimato, le opinioni degli studenti sulle attivita’ didattiche, dandone conto nella relazione annuale di cui alla lettera b).
1. La consulta degli studenti e’ composta da studenti eletti in numero di tre per gli istituti fino a cinquecento studenti, di cinque per gli istituti fino a mille, di sette per gli istituti fino a millecinquecento, di nove per gli istituti fino a duemila, di undici per gli istituti con oltre duemila studenti. Fanno parte inoltre della consulta gli studenti eletti nel consiglio accademico; oltre ad esprimere i pareri previsti dallo statuto e dai regolamenti, la consulta puo’ indirizzare richieste e formulare proposte al consiglio accademico ed al consiglio di amministrazione con particolare riferimento all’organizzazione didattica e dei servizi per gli studenti.
1. Per l’elaborazione dello statuto, del regolamento didattico e del regolamento di amministrazione, finanza e contabilita’, le istituzioni possono costituire, con deliberazione degli attuali organi di gestione, sentito il collegio dei professori e la rappresentanza degli studenti appositi organismi composti da membri appartenenti alla stessa istituzione e da esperti esterni. 2. In sede di prima applicazione:
Disposizioni per la regione Valle d’Aosta e per le province autonome di Trento e di Bolzano
– Si riporta il testo dell’art. 2, comma 7 della legge 21 dicembre 1999, n. 508: Riforma delle Accademie di belle arti, dell’Accademia nazionale di danza, dell’Accademia nazionale di arte drammatica, degli Istituti superiori per le industrie artistiche, dei Conservatori di musica e degli Istituti musicali pareggiati:
“7. Con uno o piu’ regolamenti emanati ai sensi dell’art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell’universita’ e della ricerca scientifica e tecnologica di concerto con il Ministro della pubblica istruzione, sentiti il CNAM e le competenti commissioni parlamentari, le quali si esprimono dopo l’acquisizione degli altri pareri previsti per legge, sono disciplinati:
d) i possibili accorpamenti e fusioni, nonche’ le modalita’ di convenzionamento con istituzioni scolastiche e universitarie e con altri soggetti pubblici e privati;
g) le procedure, i tempi e le modalita’ per la programmazione, il riequilibrio e lo sviluppo dell’offerta didattica nel settore;
h) i criteri generali per l’istituzione e l’attivazione dei corsi, ivi compresi quelli di cui all’art. 4, comma 3, per gli ordinamenti didattici e per la programmazione degli accessi;
i) la valutazione dell’attivita’ delle istituzioni di cui all’art. 1.”.
– Si riporta il testo dell’art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri):
2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di Stato, sono emanati i regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi della Repubblica, autorizzando l’esercizio della potesta’ regolamentare del Governo, determinano le norme generali regolatrici della materia e dispongono l’abrogazione delle norme vigenti, con effetto dall’entrata in vigore delle norme regolamentari.”.
– L’art. 3, comma 3 della legge n. 508 del 1999 reca:
“3. In sede di prima applicazione della presente legge e fino alla prima elezione del CNAM, le relative competenze sono esercitate da un organismo composto da:
c) quattro membri designati in parti eguali dal Ministro dell’universita’ e della ricerca scientifica e tecnologica e dal CUN;
d) quattro studenti delle istituzioni di cui all’art. 1;
e) un direttore amministrativo.”.
– Si riporta il testo degli articoli 212, comma 3, 220, comma 5, 228 comma 7 e 241 comma 5 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 (Approvazione del testo unico delle disposizioni legislativevigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado):
“Art. 212. – 1. – 2. (Omissis).
3. L’incarico puo’ essere conferito, in via eccezionale, anche a persona che, per opere compiute o per insegnamenti dati, sia venuta in meritata fama di singolare perizia nella sua arte.”.
“Art. 220. – 1. – 4. (Omissis).
5. Il Ministro puo’, in via eccezionale, conferire senza concorso il posto di direttore a persona che, per opere compiute o per insegnamenti dati, sia venuta in meritata fama di singolare perizia nella sua arte. Il Ministro puo’ esonerare dal periodo di prova la persona cosi’ nominata.”.
“Art. 228. – 1. – 6. (Omissis).
7. Il Ministro puo’, in via eccezionale, conferire senza concorso il posto di direttore a persona che, per opere compiute o per insegnamenti dati, sia venuta in meritata fama di singolare perizia nella sua arte. Il Ministro puo’ esonerare dal periodo di prova la persona cosi’ nominata.”.
“Art. 241. – 1. – 4. (Omissis).
5. Il Ministro puo’, in via eccezionale, conferire senza concorso i posti di direttore a persone che, per opere compiute o per insegnamenti dati, siano venuti in meritata fama di singolare perizia nella loro arte. Il Ministro puo’ esonerare dal periodo di prova il personale cosi’ nominato.”.
– Il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88, concerne: “Attuazione della direttiva n. 84/253/CEE, relativa all’abilitazione delle persone incaricate del controllo di legge dei documenti contabili”.
– Si riporta il testo dell’art. 2 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286 (Riordino e potenziamento dei meccanismi e strumenti di monitoraggio e valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati dell’attivita’ svolta dalle amministrazioni pubbliche, a norma dell’art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59):
“Art. 2. – 1. Al controlli di regolarita’ amministrativa e contabile provvedono gli organi appositamente previsti dalle disposizioni vigenti nei diversi comparti della pubblica amministrazione, e, in particolare, gli organi di revisione, ovvero gli uffici di ragioneria, nonche’ i servizi ispettivi, ivi compresi quelli di cui all’art. 1, comma 62, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e, nell’ambito delle competenze stabilite dalla vigente legislazione, i servizi ispettivi di finanza della Ragioneria generale dello Stato e quelli con competenze di carattere generale.
2. Le verifiche di regolarita’ amministrativa e contabile devono rispettare, in quanto applicabili alla pubblica amministrazione, i principi generali della revisione aziendale asseverati dagli ordini e collegi professionali operanti nel settore.
3. Il controllo di regolarita’ amministrativa e contabile non comprende verifiche da effettuarsi in via preventiva se non nei casi espressamente previsti dalla legge e fatto salvo, in ogni caso, il principio secondo cui le definitive determinazioni in ordine all’efficacia dell’atto sono adottate dall’organo amministrativo responsabile.
4. I membri del collegi di revisione degli enti pubblici sono in proporzione almeno maggioritaria nominati tra gli iscritti all’albo dei revisori contabili. Le amministrazioni pubbliche, ove occorra, ricorrono a soggetti esterni specializzati nella certificazione dei bilanci.”.
– L’art. 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), prevede:
“Art. 19. – 1. Per il conferimento di ciascun incarico di funzione dirigenziale e per il passaggio ad incarichi di funzioni dirigenziali diverse, si tiene conto della natura e delle caratteristiche dei programmi da realizzare, delle attitudini e della capacita’ professionale del singolo dirigente, anche in relazione ai risultati conseguiti in precedenza, applicando di norma il criterio della rotazione degli incarichi. Al conferimento degli incarichi e al passaggio ad incarichi diversi non si applica l’art. 2103 del codice civile.
2. Tutti gli incarichi di direzione degli uffici delle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, sono conferiti a tempo determinato, secondo le disposizioni del presente articolo. Gli incarichi hanno durata non inferiore a due anni e non superiore a sette anni, con facolta’ di rinnovo. Sono definiti contrattualmente per ciascun incarico, l’oggetto, gli obiettivi da conseguire, la durata dell’incarico, salvo i casi di revoca di cui all’art. 21, nonche’ il corrispondente trattamento economico. Quest’ultimo e’ regolato ai sensi dell’art. 24 ed ha carattere onnicomprensivo.
3. Gli incarichi di segretario generale di Ministeri, gli incarichi di direzione di strutture articolate al loro interno in uffici dirigenziali generali e quelli di livello equivalente sono conferiti con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro competente, a dirigenti della prima fascia del ruolo unico di cui all’art. 23 o, con contratto a tempo determinato, a persone in possesso delle specifiche qualita’ professionali richieste dal comma 6.
4. Gli incarichi di direzione degli uffici di livello dirigenziale generale sono conferiti con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro competente, a dirigenti della prima fascia del ruolo unico di cui all’art. 23 o, in misura non superiore ad un terzo, a dirigenti del medesimo ruolo unico ovvero, con contratto a tempo determinato, a persone in possesso delle specifiche qualita’ professionali richieste dal comma 6.
5. Gli incarichi di direzione degli uffici di livello dirigenziale sono conferiti, dal dirigente dell’ufficio di livello dirigenziale generale, ai dirigenti assegnati al suo ufficio ai sensi dell’art. 4, comma 1, lettera c).
6. Gli incarichi di cui ai commi precedenti possono essere conferiti con contratto a tempo determinato, e con le medesime procedure, entro il limite del 5 per cento dei dirigenti appartenenti alla prima fascia del ruolo unico e del 5 per cento di quelli appartenenti alla seconda fascia, a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale, che abbiano svolto attivita’ in organismi ed enti pubblici o privati o aziende pubbliche e private con esperienza acquisita per almeno un quinquennio in funzioni dirigenziali, o che abbiano conseguito una particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica desumibile dalla formazione universitaria e postuniversitaria, da pubblicazioni scientifiche o da concrete esperienze di lavoro, o provenienti dai settori della ricerca, della docenza universitaria, delle magistrature e dei ruoli degli avvocati e procuratori dello Stato. Il trattamento economico puo’ essere integrato da una indennita’ commisurata alla specifica qualificazione professionale, tenendo conto della temporaneita’ del rapporto e delle condizioni di mercato relative alle specifiche competenze professionali. Per il periodo di durata del contratto, i dipendenti di pubbliche amministrazioni sono collocati in aspettativa senza assegni, con riconoscimento dell’anzianita’ di servizio.
7. Gli incarichi di direzione degli uffici dirigenziali di cui ai commi precedenti sono revocati nelle ipotesi di responsabilita’ dirigenziale per inosservanza delle direttive generali e per i risultati negativi dell’attivita’ amministrativa e della gestione, disciplinate dall’art. 21, ovvero nel caso di risoluzione consensuale del contratto individuale di cui all’art. 24, comma 2.
9. Degli incarichi di cui ai commi 3 e 4 e’ data comunicazione al Senato della Repubblica ed alla Camera dei deputati, allegando una scheda relativa ai titoli ed alle esperienze professionali dei soggetti prescelti.
10. I dirigenti ai quali non sia affidata la titolarita’ di uffici dirigenziali svolgono, su richiesta degli organi di vertice delle amministrazioni che ne abbiano interesse, funzioni ispettive, di consulenza, studio e ricerca o altri incarichi specifici previsti dall’ordinamento. Le modalita’ per l’utilizzazione del predetti dirigenti sono stabilite con il regolamento di cui all’art. 23, comma 3.
11. Per la Presidenza del Consiglio dei Ministri, per il Ministero degli affari esteri nonche’ per le amministrazioni che esercitano competenze in materia di difesa e sicurezza dello Stato, di polizia e di giustizia, la ripartizione delle attribuzioni tra livelli dirigenziali differenti e’ demandata ai rispettivi ordinamenti.
12. Per il personale di cui all’art. 3, comma 1, il conferimento degli incarichi di funzioni dirigenziali continuera’ ad essere regolato secondo i rispettivi ordinamenti di settore.”.
– Per il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, si veda la nota all’art. 6.