Source: http://blog.avvocati-italia.com/category/indagini/
Timestamp: 2013-05-19 07:28:46+00:00
Document Index: 7420404

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 21', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1']

Archivio per la categoria ‘indagini’	Civile.it – Forensic Artist for FBI … (feed)
Queste sono le indagini di polizia che mi piacciono –Video available– Queste sono le indagini di polizia che mi piacciono. Complimenti a tutti. La morale e’ ve – Questo e’ un Feed. Il testo completo e’ solo sul sito www.Civile.it. Solo i siti amatoriali o senza pubblicità sono autorizzati ad aggregare i nostri contenuti, grazie.
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Civile.it – Forensic Artist for FBI … (feed)
Categorie:civile, enti, indagini, polizia, sentenze, siti, video	Tag: Convegno “Indagini finanziarie, redditometro e studi di settore”.
Il giorno 26 gennaio 2013 – dalle ore 9:30 alle ore 12:30 – presso l’Hotel President di Benevento alla via Perasso, si terrà un convegno avente ad oggetto “Indagini finanziarie, redditometro e studi di settore”. Programma dell’evento Saluti ed introduzione : Dott. Rocco Carbone, Presidente del Tribunale di Benevento e Presidente della Commissione Tributaria Provinciale di Benevento Saluti e coordinamento : Dott. Giovanni Cuomo, Presidente ODCEC Benevento Relazioni : Dott. Cesare Maragoni, (…) – Diritto commerciale e tributario Leggi:
Convegno “Indagini finanziarie, redditometro e studi di settore”.
Categorie:commerciale, indagini, IP, lazio, tributario, Varie Legali	Tag: Civile.it – La sentenza della Cassazione sul dipendente che cancell … (feed)
Interessante la ricostruzione dei tipi di cancellazione, applicazione di password e indagini successive. cassazione V penale n. 8555 del 18.11.2011 dep . 5.3.2012 –Video available– Con la sentenza indicata in epigrafe la Corte di Appello di Catania confermava
Categorie:Cassazione, civile, indagini, IP, lazio, pa, penale, siti, video	Tag: Se ti sequestro la stampa telematica – UPDATED
La Procura di Caltanissetta sequestra alcuni documenti pubblicati da La Repubblica online indagando due giornalisti per violazione del segreto istruttorio. Questo, in estrema sintesi (e con qualche imprecisione voluta per rendere la cosa più comprensibile), i fatti delle ultime ore riguardanti il sequestro preventivo di alcuni verbali di interrogatorio di Riina e non solo. Un fatto gravissimo se guardiamo al comma 3 dell’art. 21 della Costituzione: Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili. E tale tutela è confermata anche a livello di legislazione ordinaria dal R.d.l. 561/46 che, all’art. 2, comma 2, così stabilisce In deroga a quanto è stabilito nell’articolo precedente, si può far luogo al sequestro dei giornali o delle altre pubblicazioni o stampati, che, ai sensi della legge penale, sono da ritenere osceni (o offensivi della pubblica decenza) ovvero che divulgano mezzi rivolti (a impedire la procreazione o) a procurare l’aborto o illustrano l’impiego di essi o danno indicazioni sul modo di procurarseli o contengono inserzioni o corrispondenze relative ai mezzi predetti. Visto che siamo sicuramente fuori di questi casi (anche di quelli tra parentesi non più vigenti…) che cosa è successo? Difficile dirlo senza poter visionare il provvedimento di sequestro, ma sorge il sospetto che le peculiarità della Rete abbiano consentito certe sbavature (laddove per la stampa cartacea si sarebbe, forse, “osato” meno). In alcuni casi, la giurisprudenza ha ritenuto la legittimità del sequestro della stampa ( annunci collegati alla prostituzione e fotografie in realtà non vera “stampa” ), ma è chiaro che non versiamo in queste ipotesi di confine. Non resta, allora, da ribadire che, malgrado l’importanza delle indagini in tema di mafia, il fatto resta gravissimo. Meriterebbe maggiore visibilità, anche per essere valutato dall’opinione pubblica. Aggiornamento del 3 ottobre 2011: Marco Scialdone, nei commenti, mi ricorda di segnalare questa sentenza che potrebbe spiegare la cosa. Segui questo link:
Categorie:Cronaca e Diritto, Diritti digitali, documenti, enti, eventi, indagini, Internet e stampa, IP, la repubblica, lazio, News, pa, penale, sequestro preventivo, stampa, Varie Legali	Tag: Cassazione: si a ricovero coatto in ospedale psichiatrico se c`è pericolosità sociale dell`indagato per atti persecutori
In tema di misure cautelari, con sentenza n. 30573, depositata il 2 agosto 2011, la corte di Cassazione ha stabilito che laddove gli accertamenti tecnici svolti nel corso delle indagini preliminari, hanno accertato sul conto dell’indagato (per atti … Continua a leggere la notizia:
Cassazione: si a ricovero coatto in ospedale psichiatrico se c`è pericolosità sociale dell`indagato per atti persecutori
Categorie:Cassazione, corte di cassazione, enti, indagini	Tag: Carlo Ruta: gli antefatti
Se ne parla molto, da giorni. Anzi, visto che le motivazioni non sono ancora note, secondo me se n’è parlato anche troppo, a sproposito, per partito preso. Francamente, prima di trarre conclusioni affrettate, preferisco fare qualche riflessione-precisazione, ripercorrendo certi antefatti non irrilevanti (e non noti a molti). Carlo Ruta, storico e giornalista siciliano, si è visto confermare dalla Corte di Appello di Catania la condanna per il reato di stampa clandestina inflittagli dal Tribunale di Modica. Perché? Perché il suo sito Accade In Sicilia – accadeinsicilia.net (se vogliamo, possiamo chiamarlo anche blog, ma non cambia nulla) è stato riconosciuto vera e propria stampa, dunque da registrarsi, preventivamente, presso il tribunale di competenza come vuole la legge (sulla stampa) 47/48. Carlo Ruta avevo detto la sua circa la conduzione di alcune indagini antimafia condotte da un certo pm. Quest’ultimo, evidentemente non gradendo la critica, lo ha querelato per diffamazione e denunciato per stampa clandestina. Ora, si possono dire molte cose, tra cui anche quella, un po’ scontata e populista, che qui in Italia non c’è vera libertà perché è l’unico posto al mondo (ovvio, se si escludono note e sanguinarie dittature come Cina, Cuba, Corea del Nord, ecc.) in cui chi ha un blog dovrebbe sottoporsi al controllo di Stato. In realtà, la cosa più giusta e interessante da fare sarebbe quella di leggere le motivazioni. Siccome, al momento, non possiamo farlo (perché non risultano ancora depositate), “accontentiamoci” di analizzare alcuni antefatti, almeno se veramente vogliamo capire. Ecco un po’ di materiali, qui già segnalati a suo tempo: alcuni atti di indagine ; la sentenza di primo grado (tribunale di Modica); un commento di Alessia Sorgato per Penale.it; alcune mie osservazioni sulla valenza probatoria della WayBack Machine di WebArchive. Personalmente, più leggo la sentenza di primo grado e più trovo aberrante l’identificazione della locuzione “ società dell’informazione ” con una società commerciale che si occupa di informazione (es.: un editore). Non è uno svarione da poco. Anyway, attendiamo la sentenza di appello. Il resto della notizia:
Carlo Ruta: gli antefatti
Categorie:Articoli, blog, Blogodiritto, carlo ruta, commerciale, enti, eventi, formazione, indagini, Internet e stampa, IP, media, pa, penale, stampa, stampa clandestina, tag, Varie Legali	Tag: Privacy e sanita’: pubblicate le linee guida del Garante privacy in materia di customer satisfaction
Il Garante per la protezione dei dati personali comunica di aver fissato le regole alle quali dovranno attenersi gli organismi sanitari pubblici e privati che svolgono indagini sulla qualità dei servizi sanitari offerti ai cittadini. Dal comunicato diffuso dal Garante privacy: « I sondaggi per… L’articolo e’ disponibile nel blog Notizia originale:
Categorie:Articoli, blog, garante privacy, indagini, iusreporter, Leggi, privacy, Varie Legali	Tag: Big Trouble in Perugia
Sembra che l’omicidio della povera Meredith Kercher faccia discutere anche al di là dei fatti di stretta cronaca e processuali. Sappiamo che gli americani sono molto decisi nel difendere la loro connazionale Amanda Knox, parlando espressamente di erroni nelle indagini e nel giudizio. Ne hanno pieno diritto. Tra i cronisti USA schierati contro la giustizia italiana c’è tale Frank Sfarzo, blogger o giornalista o entrambe le cose. Già tempo fa, per il tramite dell’organizzazione Committee to Protect Journalists – CPJ , lo Sfarzo si era ufficialmente lamentato delle attenzioni un po’ troppo “ruvide” asseritamente riservategli dalla Polizia perugina. Ora, su ordine della magistratura fiorentina (compentente per territorio se la persona offesa è un magistrato del distretto di Perugia – e il riferimento è al pm dell’omicidio Kercher, Giuliano Mignini), Google (proprietaria di Blogspot) stacca il blog di Sfarzo, Perugia Schock. Trattasi di un vero e proprio sequestro, per diffamazione in danno del Mignini. Ce lo riferisce il Sole . QUI uno dei primissimi commenti d’oltreoceano e QUI quello di un avvocato americano. Originariamente pubblicato su:
Categorie:amanda knox, avvocato, blog, Blogodiritto, Diritti digitali, enti, frank sfarzo, giustizia, google, indagini, pa, perugia schock, polizia, sequestro blog, Varie Legali	Tag: Blog e deontologia
Manlio Cammarata segnala un disegno di legge sull’informazione, l’ennesimo, ma con la sorpresa, secondo me. Si tratta del ddl C.4301 dal titolo wertmulleresco: “Modifica all’articolo 139 del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, concernente l’adozione di norme deontologiche relative al trattamento dei dati personali relativi a indagini di polizia e a procedimenti giurisdizionali, anche acquisiti mediante intercettazione di comunicazioni, nell’ambito delle attività giornalistiche e tramite i mezzi d’informazione”, primo firmatario, l’Onorevole Antonello Soro (PD). In estrema sintesi, si propone l’emanazione di un codice deontologico che regoli il trattamento di dati personali, con particolare attenzione alle intercettazioni, nel mondo dell’informazione. Per i soli giornalisti? A prima vista, si direbbe di sì, ma leggendo meglio… Temo che l’àmbito di applicazione sia più ampio. Ecco gli indizi: “ nell’ambito delle attività giornalistiche e tramite i mezzi d’informazione ” (titolo del ddl); “ nell’esercizio della professione di giornalista o, comunque, tramite i mezzi di informazione ” (art. 1, comma1); “ A dispetto della denominazione di codice deontologico, le sue disposizioni non saranno semplici norme di buona condotta da applicare all’interno della categoria professionale, magari con logiche corporative. Saranno invece regole dell’ordinamento generale, valide per chiunque scriva od operi sui mezzi di informazione : il loro rispetto potrà dunque essere fatto valere davanti al Garante o al giudice ordinario ” (relazione). Ecco, quest’ultimo indizio mi sembra assai univoco nell’estendere l’applicazione di questo “codice deontologico” a tutto il mondo dell’informazione, anche a quella non professionale: i blog, ad esempio. Sbaglio qualcosa? Leggi il resto qui:
Blog e deontologia
Categorie:antonello soro, blog, Blogodiritto, documenti, enti, formazione, indagini, intercettazioni, Internet e stampa, lazio, media, pa, polizia, siti, Varie Legali	Tag: Cassazione: inquirenti e giudici devono verificare la fondatezza dei reati, giornalista deve attenersi ai fatti
Integra il reato di diffamazione il comportamento del cronista che si lascia andare a valutazione del tutto “autonome” rispetto alle indagini e al procedimento, valutazioni orientate a qualificare come colpevole l’imputato. È questo il principio emes… Approfondisci:
Cassazione: inquirenti e giudici devono verificare la fondatezza dei reati, giornalista deve attenersi ai fatti
Categorie:Cassazione, indagini	Tag: Articoli precedenti
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