Source: http://www.regione.piemonte.it/turismo/cms/strutture-ricettive/alberghi-diffusi.html
Timestamp: 2018-04-25 23:59:20+00:00
Document Index: 163545930

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art.10', 'art.6', 'art.13', 'art.6', 'art.5', 'art.4']

Sito ufficiale della Regione Piemonte Turismo - Strutture Ricettive - Alberghi diffusi
l.r. 11 marzo 2015, n° 3 recante “Disposizioni regionali in materia di semplificazione” - art. 7
Decreto del Presidente della Giunta Regionale 15 maggio 2017 n. 9/R "Caratteristiche e modalità di gestione delle aziende alberghiere nonché requisiti tecnico-edilizi ed igienico-sanitari occorrenti al loro funzionamento. (Articolo 8 della legge regionale 11 marzo 2015, n. 3)"
D.D. n. 519 del 26/10/2017
Decreto del Presidente della Giunta Regionale n°4195 del 20 maggio 1983
Di seguito è scaricabile tutta la modulistica relativa all'esercizio delle aziende alberghiere:
MODULISTICA AZIENDE ALBERGHIERE ( 965.9 kB)
Loghi distintivi Aziende alberghiere ( 2.35 MB)
Notifica sanitaria ( 79.94 kB)
Di seguito le INFORMAZIONI ESSENZIALI – Si invita a consultare l’intero testo legislativo e regolamentare.
Per qualsiasi informazione aggiuntiva o approfondimento, si prega di contattare la Sig.ra Barbara Bar all'indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Sono aziende alberghiere le strutture ricettive, a gestione unitaria, organizzate per fornire al pubblico alloggio, servizi accessori ed eventualmente servizio di bar e ristorazione in almeno sette camere, anche comunicanti, o sette appartamenti. La gestione si considera unitaria anche se la fornitura dei servizi alberghieri è affidata ad altri soggetti, secondo le modalità contrattuali in uso nel settore privatistico, in possesso di regolare titolo abilitativi per l’attività svolta, fermo restando in capo al gestore principale la responsabilità e la qualità dei servizi offerti dalla struttura alberghiera.
I locali delle strutture alberghiere destinati al pernottamento, rispondono alle seguenti definizioni:
a) camera: locale composto da un vano allestito con uno o più posti letto e dotato di un bagno privato o comune;
b) suite: locale composto da uno o più vani, con due o più posti letto, nonché da una parte allestita a soggiorno e/o salotto e da almeno un bagno privato e può assumere ulteriori denominazioni commerciali che definiscono il tipo di servizio offerto e le caratteristiche del locale;
c) appartamento: locale dotato di servizio autonomo di cucina e almeno un bagno privato, composto da almeno una camera e un vano destinato a soggiorno, oppure da almeno una camera destinata in parte anche ad uso soggiorno.
In particolare l’albergo diffuso è un esercizio ricettivo caratterizzato dalla centralizzazione in un unico stabile dell’ufficio ricevimento e delle sale di uso comune nonché dalla dislocazione delle unità abitative in uno o più stabili separati, integrate tra loro da servizi centralizzati, ed organizzate attraverso la valorizzazione di più immobili esistenti, purchè coerente con il funzionamento unitario dell’esercizio alberghiero.
Il numero minimo delle camere o degli appartamenti sopra citato (sette) è ridotto a cinque per gli alberghi diffusi localizzati nei comuni classificati montani, collinari e collinari depressi ai sensi dei provvedimenti del settore regionale competente in materia. E’ fatto comunque salvo il rispetto del limite percentuale del numero degli appartamenti, rispetto al numero delle camere, stabilito all’articolo 7, comma 4 della l.r. 3/2015.
L’albergo diffuso assicura i requisiti minimi di ospitalità alberghiera, può includere la prima colazione, nonché la preparazione e somministrazione di alimenti e bevande ed altri servizi accessori.
Le unità abitative devono essere integrate tra loro e con la realtà socio-culturale del territorio e non possono distare più di 1000 metri dallo stabile adibito ad uso comune, preferibilmente ubicato nel centro storico.
E’ fatto obbligo al titolare di dare opportuna informativa alla clientela circa la reale distanza delle camere e degli appartamenti diffusi sul territorio rispetto all’edificio principale.
La distanza massima tra gli stabili è calcolata misurando il percorso pedonale che collega i rispettivi ingressi principali.
In ragione della particolarità e della valenza del contesto architettonico ove l’albergo diffuso è localizzato, che deve essere pienamente salvaguardato, nonché dell’obiettivo strategico volto ad assicurare la rivitalizzazione del relativo tessuto sociale ed urbanistico, il Regolamento di attuazione stabilisce deroghe ai parametri urbanistico-edilizi, quali superfici ed altezze minime dei vani abitativi esistenti, in quanto prevalente il principio del restauro conservativo e del recupero filologico delle antiche tipologie abitative storiche.
L’attività alberghiera può essere esercitata:
a) con apertura annuale, per un periodo di attività non inferiore a 270 giorni, anche non consecutivi, nell’arco dell’anno solare;
b) con apertura stagionale, per un periodo di attività non inferiore a novanta giorni, anche non consecutivi, nell’arco dell’anno solare.
Il periodo di sospensione dell’attività, comprensivo della proroga di cui all’art.10, comma 6 della l.r.3/2015, può essere usufruito nell’arco temporale di un quinquennio, ciclicamente rinnovabile.
Destinazione urbanistica – idoneità e accessibilità dei locali
L’albergo diffuso, di cui all’articolo 6, comma 1, lettera f) della l.r.3/2015, è localizzato in borghi, nuclei e centri storici del territorio piemontese, all’interno di un medesimo comune espressione di tradizione, autenticità e cultura dei luoghi; può essere inserito in un aggregato urbano dove sono insediate anche attività commerciali, artigianali, enogastronomiche e servizi di pubblica utilità. In particolare, la localizzazione della struttura alberghiera è consentita:
a) in comuni con popolazione inferiore a cinquemila abitanti o in frazioni di comuni con popolazione superiore a cinquemila abitanti: in tal caso, fatta eccezione per l’edificio principale, le unità immobiliari diffuse possono conservare la destinazione urbanistica residenziale;
b) in comuni con popolazione superiore a cinquemila abitanti: in tal caso, anche le unità immobiliari diffuse presentano la destinazione urbanistica turistico-ricettiva.
Ai fini della localizzazione dell’albergo diffuso, il centro storico coincide con la zona censuaria di tipo “A” o ad essa assimilabile ai sensi del decreto interministeriale 2 aprile 1968, n.1444 (Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza tra i fabbricati e rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o ai parcheggi, da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell’articolo 17 della legge 6 agosto 1967, n.765.
L’esercizio di albergo diffuso è finalizzato soprattutto al recupero del patrimonio edilizio esistente garantendo la continuità storica, sociale e culturale del tessuto urbanistico in cui la struttura è collocata, nonché il rispetto dello stile architettonico e decorativo originario. Sono, comunque, fatte salve eventuali deroghe stabilite dai regolamenti edilizi comunali ai fini della conservazione della tipologia di edificio oggetto di intervento.
I locali destinati all’esercizio alberghiero, cono conformi alle norme:
a) tecnico-edilizie ed igienico-sanitarie di cui all’Allegato A del regolamento;
b) in materia di sicurezza, idoneità dei locali e prevenzione incendi;
c) in materia di accessibilità e di superamento delle barriere architettoniche, fatte salve eventuali deroghe stabilite dai regolamenti edilizi comunali o per casi di comprovate impossibilità tecnico-strutturali.
In relazione alla lettera c), per le persone diversamente abili sono comunque assicurati:
a) almeno un servizio igienico accessibile, di pertinenza delle aree e degli spazi di uso comune o in prossimità degli stessi, con wc distinto per sesso;
b) apposite rampe, o soluzioni equipollenti, per l’accesso agli spazi comuni;
c) un bagno ed una camera appositamente attrezzati ogni venti camere o appartamenti, nel rispetto del decreto del Ministero dei Lavori pubblici 14 giugno 1989, n.236 (Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche).
Attività e servizi aggiuntivi e complementari
L’accoglienza e l’ospitalità di animali al seguito della clientela è consentito nel rispetto delle prescrizioni dei regolamenti comunali, qualora esistenti. Gli animali sono custoditi dai proprietari in modo da non arrecare molestie o danni alle persone o alle cose.
Le aziende alberghiere possono fornire alla propria clientela, nel rispetto delle vigenti normative di settore, prodotti e servizi accessori quali la vendita di titoli di trasporto pubblico locale e di ingresso in stabilimenti termali e balneari, biglietti per attrazioni, manifestazioni ed eventi, prodotti enogastronomici, commerciali e artigianali, nonché servizi di accompagnamento.
Le aziende alberghiere che offrono servizi e attività dedicate alla cura, al benessere e alla salute del corpo, finalizzate in via esclusiva a garantire un più elevato livello di comfort e di relax agli ospiti alloggiati, quali fitness, terapie e trattamenti mirati al benessere psico-fisico, utilizzano idonei spazi e locali, nel rispetto delle vigenti norme tecniche ed igienico-sanitarie nonché dei requisiti di cui all’Allegato A del Regolamento di attuazione.
Le attività di cui sopra possono essere rivolte anche alle persone non alloggiate, nel rispetto delle norme che disciplinano l’avvio e l’esercizio delle relative attività.
Gli alberghi diffusi che forniscono i servizi di cui sopra rientrano nella tipologia di cui all’art.6, comma 1, lettera e) della l.r.3/2015, ossia “albergo centro benessere” e possono aggiungere, alla propria, la denominazione “centro benessere”, se si avvalgono di strutture e servizi minimi della classe quattro stelle.
Chiunque intende avviare un albergo diffuso, trasmette in via telematica con posta certificata allo Sportello Unico Attività Produttive (S.U.A.P.) sul cui territorio insistono le strutture e gli immobili da destinare all'attività, una Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), su apposito modello predisposto dalla struttura regionale competente corredato da alcuni allegati tra i quali la "Denuncia delle attrezzature, delle caratteristiche e dei prezzi".
Per l'esercizio dell'attività di albergo diffuso il soggetto interessato deve essere in possesso:
Il SUAP, ricevuta la segnalazione certificata di inizio attività, ne trasmette tempestivamente copia, sempre in via telematica, all'Azienda Sanitaria Locale che esercita l'attività di vigilanza e, a fini informativi, ne trasmette altresì copia alla Provincia e all'Agenzia di accoglienza e promozione turistica locale competenti per territorio.
Ogni variazione relativa a stati, fatti, condizioni e titolarità, indicati nella segnalazione di cui sopra è comunicata su apposito modello predisposto dalla struttura regionale competente, entro e non oltre i dieci giorni successivi al suo verificarsi, allo Sportello Unico Attività Produttive competente per territorio, che procede come per la Segnalazione certificata di inizio attività.
Il livello di classificazione degli alberghi diffusi è assegnato sulla base degli standards qualitativi minimi di cui all’Allegato B del regolamento di attuazione, riferibili alla prestazione e alla qualità dei servizi, nonché alle dotazioni e alle attrezzature degli alberghi.
La classificazione degli alberghi diffusi fornisce al pubblico indicazioni di massima del livello di comfort, della varietà e qualità dei servizi nonché del contesto ambientale che ciascuna struttura è in grado di offrire, attraverso l’attribuzione di categorie a stelle, espresse da un numero variabile crescente da 1 a 5.
La procedura di classificazione prevede un’autodichiarazione della classe che l’azienda stessa attribuisce attraverso la compilazione di un apposito modello predisposto dalla struttura regionale competente da allegare alla Segnalazione certificata di inizio attività.
L'esercizio dell’attività alberghiera in assenza di SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) comporta, oltre all'applicazione delle sanzioni previste, la cessazione dell'attività medesima.
In caso di sopravvenuta carenza di una o più condizioni che hanno legittimato l'esercizio dell'attività, il comune, anche su segnalazione di altra autorità competente, assegna un termine per il ripristino delle medesime, decorso inutilmente il quale ordina la sospensione dell'esercizio dell'attività fino ad un massimo di sessanta giorni.
Entro cinque giorni dall'adozione dei provvedimenti di cui ai commi 1, 2 e 3 il comune informa la provincia, l'ASL e l'ATL territorialmente competenti.
La sospensione temporanea o la cessazione volontaria dell'attività sono soggette a comunicazione attraverso la compilazione dei Modelli predisposti dalla struttura regionale competente:
Il periodo di sospensione temporanea dell'attività non può essere superiore a 6 sei mesi, prorogabili da parte del comune di ulteriori sei mesi. Decorso tale termine l'attività, qualora non riavviata, si intende definitivamente cessata.
Riserva di denominazione, segni distintivi, pubblicità e obblighi informativi
L’uso delle tipologie alberghiere, di cui all’articolo 6 della l.r.3/2015, nella ragione o denominazione sociale, è riservato esclusivamente a titolari o gestori di aziende alberghiere; ogni forma di comunicazione al pubblico, anche telematica, di denominazioni e locuzioni, anche in lingua straniera, non deve indurre confusione sulla tipologia dell’attività esercitata.
La denominazione di ciascuna azienda alberghiera:
a) indica la tipologia di appartenenza di cui all’articolo 6 della l.r.3/2015 e un nome di fantasia;
b) può utilizzare, in aggiunta, la dizione di “ecoalbergo” o “albergo storico” quando le strutture presentano, rispettivamente, i requisiti previsti per l’assegnazione del marchio comunitario di qualità ecologica al servizio della ricettività turistica (Ecolabel) o è esercitata al suo interno l’attività da almeno cinquant’anni, con la stessa denominazione e nello stesso immobile e da almeno ottanta anni nello stesso immobile, se è stata modificata la denominazione;
c) fatta eccezione per le aziende alberghiere esistenti alla data di entrata in vigore del Regolamento di attuazione, non può essere uguale a quella di altre strutture ricettive alberghiere, ovvero di altre tipologie ricettive dello stesso comune o dei comuni confinanti se si tratta di due aziende contigue;
Se il Comune territorialmente competente accerta, anche su istanza di titolari delle strutture ricettive interessati, la presenta di una o più denominazioni uguali, ingiunge con atto motivato la modifica della denominazione alla struttura che ha violato il comma precedente. Trascorsi sessanta giorni dalla notifica del provvedimento di ingiunzione senza alcun riscontro circa la modifica della denominazione da parte della struttura interessata, il Comune provvede all’applicazione della sanzione amministrativa di cui all’art.13, comma 9 della l.r.3/2015.
Le aziende alberghiere sono tenute ad esporre il segno distintivo della classe assegnata, sulla base delle caratteristiche di cui all’Allegato D:
a) sulla facciata principale, ed in modo ben visibile all’esterno, nell’insegna provvista di illuminazione notturna e recante l’esatta denominazione della struttura ricettiva alberghiera;
b) in caso di mancata indicazione nell’insegna, su una targa recante la denominazione della struttura, la tipologia di appartenenza nonché le stelle, del numero corrispondente alla classificazione vigente.
La tipologia di appartenenza e il numero di stelle corrispondenti al livello di classificazione attribuito alla struttura, sono indicati sulla carta intestata, sul materiale promozionale, nonché sull’eventuale sito web dell’azienda.
All’interno di ogni struttura sono esposte in modo ben visibile:
a) la copia dell’autorizzazione, o della DIA, ove ancora esistenti, ovvero della SCIA, corredata da ricevuta dell’avvenuta trasmissione al SUAP, all’interno della zona ricevimento degli ospiti;
b) la tabella e il cartellino concernenti i prezzi secondo le prescrizioni indicate all’articolo 3 della legge regionale 23 febbraio 1995, n.22 (Norme sulla pubblicità dei prezzi e delle caratteristiche degli alberghi e delle altre strutture turistico-ricettive).
Preparazione, somministrazione e vendita alimenti e bevande
Il servizio di preparazione e somministrazione di alimenti e bevande eventualmente offerto alle persone alloggiate, ai loro ospiti e a coloro che sono ospitati nella struttura ricettiva in occasione di manifestazioni e convegni, rispetta i criteri previsti dalla normativa comunitaria, nazionale e regionale vigente in materia. I requisiti generali e specifici in materia di igiene dei prodotti alimentari sono quelli previsti dal Regolamento (CE) n.852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004, dal decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 1980, n.327 (Regolamento di esecuzione della L.30 aprile 1962, n.283, e successive modificazioni, in materia di disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande) e dal Regolamento regionale 3 marzo 2008 n.2/R (Nuove norme per la disciplina della preparazione e somministrazione di alimenti e bevande, relativamente all’attività di bar, piccola ristorazione e ristorazione tradizionale).
Le attività di preparazione, ai fini della somministrazione di alimenti e bevande, nonché di mera somministrazione, nel rispetto dei requisiti di cui al precedente comma, sono soggette all’obbligo di notifica ai sensi dell’articolo 6 del Regolamento CE 852/2004 e dei provvedimenti del settore regionale competente in materia.
I titolari di albergo diffuso che provvedono alla preparazione e alla somministrazione di alimenti e bevande utilizzano, prevalentemente, prodotti tipici espressioni della cultura enogastronomia regionale.
Nell’albergo diffuso sono consentite l’esposizione e la vendita di prodotti tipici agroalimentari e artigianali, unicamente di origine locale nel rispetto della normativa vigente.
E’ consentito l’utilizzo di spazi o aree esterne dedicate per attività di somministrazione in modalità “catering” e “banqueting” secondo le modalità previste dalla normativa vigente.
Le aziende alberghiere che si avvalgono della denominazione aggiuntiva di “posto tappa” ai sensi dell’art.6, comma 3 bis, della l.r.3/2015, come inserito dall’art.5, comma 2, della legge regionale 25 ottobre 2016, n.19 “Disposizioni di riordino e razionalizzazione dell’ordinamento regionale”, sono tenute ad utilizzare ed esporre il proprio logo identificativo secondo le modalità e caratteristiche tecniche di cui all’Allegato E del Regolamento di attuazione.
Le caratteristiche dei servizi turistici offerti dalle aziende alberghiere che si avvalgono della denominazione aggiuntiva “posto tappa”, soddisfano le seguenti condizioni:
a) sono ubicate nelle località costituenti tappa di un itinerario, e comunque lungo il tracciato percorribile in non oltre trenta minuti di cammino dall’itinerario stesso;
b) sono parte di una rete di strutture ricettive alberghiere costituite in forma associativa per la gestione del servizio di “posto tappa” o di altri servizi connessi alla frequentazione di un itinerario riconosciuto come tale dalla Regione Piemonte ai sensi della legge regionale 18 febbraio 2010, n.12 (Recupero e valorizzazione del patrimonio escursionistico del Piemonte) e dal relativo Regolamento di attuazione;
c) si avvalgono di personale addetto al ricevimento, portineria-informazioni che parla e comprende a livello scolastico almeno una lingua ufficiale dell’Unione europea, oltre alla lingua italiana e detiene una conoscenza adeguata degli aspetti geografici locali, con particolare riguardo allo sviluppo, alle caratteristiche dell’itinerario e, per quanto possibile, alle condizioni di percorribilità;
d) riservano nell’ambito della propria disponibilità ricettiva un numero minimo di posti letto tale da garantire, anche attraverso la rete di cui alla lettera b), ospitalità per non più di due notti agli escursionisti.
Le strutture alberghiere denominate “posti tappa” garantiscono agli escursionisti:
a) un trattamento minimo di ristoro anche fuori dagli orari previsti per la somministrazione dei pasti; all’interno della struttura è altresì consentito il consumo di pasti freddi preparati autonomamente dall’escursionista;
b) un servizio, anche non assistito, di prima colazione;
c) un servizio di ricovero ed eventuale manutenzione di biciclette in caso di fruizione cicloturistica dell’itinerario;
d) materiale informativo in varie lingue relativo all’itinerario in generale e alle attrattive della località.
Consultare l’Allegato E del Regolamento di attuazione.
Per quanto riguarda le superfici delle camere da letto, le superfici degli appartamenti, le superfici dei bagni privati nelle camere e negli appartamenti, l’altezza e il volume dei locali, i soppalchi, i posti di cottura, i servizi igienico-sanitari, gli spazi e i locali destinati alle cure e al benessere psico-fisico degli ospiti, le piscine e le prescrizioni anti-legionellosi, consultare l’Allegato A del Regolamento di attuazione.
Le deroghe previste dagli articoli 1, 2 e 4 dell’Allegato A) per le strutture ubicate nei territori di comuni classificati montani, sono applicabili, esclusivamente per gli alberghi diffusi, anche nei comuni classificati collinari e collinari depressi.
Abbattimento barriere architettoniche e informazioni sull’accessibilità delle strutture alberghiere
Le strutture ricettive alberghiere di nuova realizzazione o in fase di ristrutturazione devono attenersi alle norme contenute nella legge 13/1989 e nel Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici n°236/89.
Laddove sia possibile deve essere sempre garantita l’accessibilità e l’adattabilità dei locali anche per le strutture esistenti.
A titolo meramente informativo in allegato alla SCIA dovrà essere compilato un questionario che fornisce dati utili ai fini dell’accessibilità alla struttura da parte delle persone con impedita o ridotta capacità motoria. Consultare l’allegato C del Regolamento di attuazione.
I fabbricati che ospitano gli alberghi diffusi, rispettano le disposizioni vigenti in materia di accessibilità, visitabilità e adattabilità, al fine di garantire alle persone con ridotta o impedita capacità motoria la fruizione, in condizioni di sicurezza e di autonomia, degli spazi e delle attrezzature sia all’interno delle unità abitative sia nelle zone di relazione.
In caso di unità abitative raggiungibili nel raggio di duecento metri, sono predisposti percorsi di accesso alla struttura alberghiera principale o idonei servizi di navetta in caso di unità abitative raggiungibili con una maggiore distanza.
Le aziende alberghiere che operano sul territorio piemontese ai sensi della l.r.3/2015, si dotano di apposita targa contenente il simbolo o logo che identifica l’attività svolta secondo le modalità indicate all’articolo 9, comma 4, del Regolamento di attuazione, in luogo ben visibile presso la struttura ricettiva.
Consultare l’Allegato D del Regolamento di attuazione.
Chiunque gestisce un'azienda alberghiera senza aver presentato la segnalazione certificata di inizio attività, è soggetto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.000,00 a euro 6.000,00.
Chiunque non segnali al SUAP, tramite apposita modulistica e utilizzando la stessa procedura per l’invio della SCIA, le variazioni relative a stati, fatti o qualità del segnalante intervenute in corso di esercizio entro e non oltre dieci giorni successivi al suo verificarsi, è soggetto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000,00 a euro 3.000,00.
Chiunque gestisce un'azienda alberghiera in violazione delle disposizioni di cui all'articolo 11, comma 1, lettera c) della l.r. 3/2015 ovvero attribuisce al proprio esercizio una classificazione diversa da quella assegnata, è soggetto alla sanzione amministrativa da euro 1.500,00 ad euro 3.500,00.
Chiunque compie irregolarità nella pubblicazione dei prezzi e delle caratteristiche di cui all'articolo 11, comma 1, lettera d) della l.r. 3/2015 è soggetto alle disposizioni sanzionatorie di cui all' articolo 6 della l.r. 22/1995.
Chiunque omette di trasmettere i dati di cui all'articolo 11, comma 1, lettera e) della l.r. 3/2015 è soggetto alla sanzione amministrativa di cui all' articolo 5 bis, comma 2, della l.r. 12/1987.
Il titolare dell'azienda alberghiera che viola le disposizioni dell'articolo 11, comma 1, lettera f) della l.r. 3/2015 in materia di comunicazione degli alloggiati all'autorità di pubblica sicurezza, incorre nella sanzione di cui all'articolo 17 del r.d. 773/1931.
Chiunque viola gli obblighi di cui all'articolo 11, comma 2 della l.r. 3/2015, ovvero utilizzi nella ragione o denominazione sociale, nell’insegna e in qualsiasi forma di comunicazione al pubblico, anche telematica, tipologie diverse da quelle previste dalla stessa l.r. 3/2015 o idonee a indurre confusione sulla legittimazione allo svolgimento dell’attività ricettiva è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000,00 ad euro 3.000,00.
In caso di reiterata violazione delle disposizioni previste nell'articolo 10 della l.r. 3/2015 il comune, anche su segnalazione di altro soggetto competente, può procedere, previa diffida, alla sospensione dell'attività nonché all'eventuale sua cessazione.
Ogni violazione alle prescrizioni stabilite dal regolamento di cui all'articolo 8 è punita con la sanzione amministrativa fino ad euro 5.000,00.
L'accertamento, l'irrogazione, la riscossione e l'introito delle sanzioni amministrative pecuniarie di cui all'articolo 13, commi 1, 2, 3 e 7, della l.r. 3/2015 sono di competenza del comune, quelle di cui all'articolo 13, comma 4, sempre della l.r. 3/2015, sono di competenza della provincia o del soggetto cui la relativa funzione è stata delegata sul cui territorio insiste la struttura ricettiva alberghiera.
Per l'accertamento delle violazioni e per l'applicazione delle sanzioni amministrative previste dalla l.r. 3/2015 si applicano i principi di cui al capo I della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).
Per quanto non previsto dalla l.r. 3/2015, si applicano le disposizioni contenute nella legge regionale 28 novembre 1989, n. 72 (Disciplina dell'applicazione delle sanzioni amministrative di competenza regionale) e nella legge regionale 14 gennaio 1997, n. 7 (Sanzioni amministrative in materia igienico-sanitaria).
comunicare giornalmente in Questura l’arrivo delle persone alloggiate e le relative generalità su apposite “schede di notificazione”;
La mancata comunicazione dei prezzi e delle caratteristiche delle strutture ricettive o la comunicazione mancante di informazioni essenziali o contenente informazioni errate comporta l’implicita conferma della precedente comunicazione; il titolare ha inoltre la possibilità di modificare i prezzi per il secondo semestre dell’anno inviando una seconda comunicazione entro il 1° marzo di ogni anno.
È fatto altresì obbligo ai gestori di tenere esposto in modo ben visibile agli ospiti, nei bungalow/mobilhome o altro luogo di prestazione dei servizi, un cartellino contenente il prezzo dei servizi medesimi, conformemente a quelli comunicati all’ATL.
Il titolare deve consegnare agli ospiti, al momento dell’arrivo, un bollettino che indica il nome della struttura, il numero dell’unità abitativa o posto tenda assegnato, i servizi offerti e il relativo prezzo, i servizi supplementari e il relativo prezzo; per i gruppi, tale bollettino è consegnato al capogruppo.
La mancata comunicazione dei prezzi e delle caratteristiche delle strutture ricettive o la comunicazione mancante di informazioni essenziali o contenente informazioni errate comporta l’implicita conferma della validità della precedente comunicazione, nonché l’applicazione della sanzione amministrativa da € 52,00 a €. 310,00.
La mancata esposizione delle tabelle e dei cartellini prezzi nella struttura ricettiva o l’esposizione di tabelle e cartellini contenenti informazioni erronee, comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da € 77,00 a €. 516,00.
Applicazione delle sanzioni
L’accertamento, l’irrogazione e la riscossione delle sanzioni amministrative pecuniarie di cui sopra, sono di competenza del Comune sul cui territorio insiste la struttura ricettiva, il quale introita i relativi proventi.
Funzioni di vigilanza e controllo
Ferme restando le competenze dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, le funzioni di vigilanza e di controllo sull’osservanza delle disposizioni di legge sono esercitate dal Comune ai sensi dell’art.4, comma 1, punto g) della l.r. 5 marzo 1987, n°12.