Source: http://mobile.ilcaso.it/articolo_ragionato/fallimentare/111/R*111-34
Timestamp: 2020-01-22 19:35:11+00:00
Document Index: 135562202

Matched Legal Cases: ['art. 118', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 118', 'art.118', 'art. 111', 'art. 118', 'art. 111', 'art. 118']

Contratti pubblici e appalto
Fallimento – Credito del sub-appaltatore – Prededuzione – Presupposti – Sospensione dei pagamenti ex art. 118 cod. appalti – Interpretazione – Fattispecie
In tema di prededuzione spettante al sub-appaltatore nell’ambito del fallimento dell’affidatario, va precisato che l’art. 118, comma 3, codice appalti, secondo periodo ("qualora gli affidatari non trasmettano le fatture quietanzate del subappaltatore o del cottimista entro il predetto termine (i venti giorni dalla data di ciascun pagamento), la stazione appaltante sospende il successivo pagamento a favore degli affidatari") non consente di ricomprendere nella nozione di “sospensione dei pagamenti” la dichiarazione con cui la stazione appaltante, preso atto del mancato rilascio di una serie di quietanze, manifesta la propria volontà di pagare l'affidatario (nel caso di specie nella persona del commissario liquidatore della procedura di liquidazione coatta amministrativa); né è possibile sostenere che l'apertura di una procedura concorsuale determini in automatico il verificarsi della sospensione dei pagamenti, in quanto tale effetto è determinato dalla dichiarazione dell'Amministrazione appaltante.
La sospensione dei pagamenti previsti dall'art. 118 cod. appalti non può sopravvivere al pagamento che la stessa Amministrazione venga spontaneamente a fare nelle mani del commissario liquidatore della procedura di liquidazione coatta amministrativa, in quanto, in tal caso, è lo stesso comportamento materiale tenuto dall'Amministrazione a smentire, ovvero a privare di significato, l'eventuale dichiarazione di sospensione.
In tema di verifica dei presupposti per il riconoscimento della prededuzione al credito del sub-appaltatore non si deve far riferimento al tempo della presentazione della domanda di insinuazione nel passivo, né al momento dell'apertura della procedura.
Piuttosto, è da rilevare in proposito che l'onere della prova di una avvenuta sospensione dei pagamenti ex art. 118, comma 3, cod. appalti incombe sul soggetto che invoca la prededuzione; toccherà poi eventualmente al curatore la prova del fatto estintivo costituito dall'avvenuto spontaneo pagamento da parte dell'Amministrazione, senza che possano avere rilievo preclusioni temporali che non siano connesse alla conformazione del procedimento di verifica dello stato passivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 04 Febbraio 2019, n. 3203. Segue...
Fallimento - Ripartizione dell'attivo - Prededucibilità dei crediti del subappaltatore in ipotesi in cui il committente sia la P.A. - Condizioni - Sicuro ed indubbio vantaggio per la massa - Necessità - Onere di allegazione da parte del subappaltatore
L’ammissione del credito del subappaltatore al passivo fallimentare in prededuzione può trovare riscontro solo se ed in quanto esso comporti, per la procedura concorsuale, un sicuro ed indubbio vantaggio consistente nel pagamento di una maggior somma da parte del committente P.A. la quale subordini tale pagamento alla quietanza del subappaltatore in ordine al proprio credito, ai sensi dell’art. 118, comma 3, d.lgs. n. 163 del 2006, sicchè è necessaria l’allegazione, da parte del subappaltatore-creditore, di un’effettiva e concreta funzionalità del pagamento alla procedura concorsuale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 22 Giugno 2017, n. 15479. Segue...
Fallimento – Ammissione al passivo – Crediti prededucibili – Compenso del subappaltatore – In caso di interruzione del rapporto contrattuale – Prededuzione: esclusione
Va esclusa l’applicabilità dell’art.118, comma 3, cod. appalti nel caso di fallimento dell’affidataria dei lavori. La ratio della norma e, in particolare, della sanzione della sospensione, deve esser intesa anche come forma di tutela dell’interesse del’ente appaltante, finalizzato ad ottenere il completamento dell’opera senza correre il rischio di interruzione o ritardi, e come forma di controllo riconosciuta all’ente appaltante onde evitare l’affidamento in subappalto a prezzi troppo bassi, che possono compromettere la corretta esecuzione delle opere.
E una tale finalità della norma presuppone la prosecuzione del rapporto di appalto. Con il fallimento, invece, nel momento in cui il curatore non abbia dichiarato di voler subentrare nel rapporto di appalto, tale esigenza di tutela non ricorre in quanto il meccanismo contrattuale si interrompe ex lege.
La Suprema Corte (sent.3402/12) afferma che il riconoscimento della prededuzione del credito è subordinato all’accertamento dell’effettiva sospensione da parte della stazione appaltante del pagamento di spettanza della società fallita. Pertanto, tale subordinazione sussiste se il rapporto prosegue nonostante la procedura concorsuale, poiché il fallimento fa venire meno il potere di sospensione dei pagamenti dovuti all’appaltatore da parte del committente ed esclude il nesso di strumentalità tra pagamento al subappaltatore pagamento all’appaltatore. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 24 Marzo 2016. Segue...
Fallimento - Credito del subappaltatore ex articolo 118, comma 3, d.lgs. 163/2006 - Prededuzione
Ai fini della prededucibilità dei crediti nel fallimento, il necessario collegamento occasionale o funzionale con la procedura concorsuale va inteso non soltanto con riferimento al nesso tra l'insorgere del credito e gli scopi della procedura, ma anche con riguardo alla circostanza che il pagamento del credito, ancorché avente natura concorsuale, rientri negli interessi della massa e negli scopi della procedura stessa, in quanto utile alla gestione fallimentare. Difatti, la prededuzione attua un meccanismo satisfattorio destinato a regolare non solo le obbligazioni della massa sorte al suo interno, ma anche tutte quelle che interferiscono con l'amministrazione fallimentare ed influiscono sugli interessi dell'intero ceto creditorio. Può, quindi, definirsi "funzionale alla procedura concorsuale" e degno di essere soddisfatto in prededuzione il credito del subappaltatore (il cui pagamento consentirà alla stazione appaltante di procedere al pagamento dell'impresa appaltatrice ai sensi dell'articolo 118, comma 3, d.lgs. 163/2006) grazie al "necessario nesso di strumentalità tra il pagamento del proprio credito, che solo se assistito da prededuzione può essere eseguito con preferenza seppure a seguito di riparto, e la soddisfazione del credito della fallita in termini di funzionalità rispetto agli interessi della procedura di quel pagamento, meritevole per l'effetto del rango preferenziale. Siffatta correlazione rende del tutto irrilevante il fatto che il credito sia sorto in periodo anteriore al fallimento dell'appaltatore committente, poiché del suo soddisfacimento si gioverà l'intera massa dei creditori del fallimento, sì che è possibile rintracciare un interesse della stessa massa dei creditori al pagamento in prededuzione del credito del suo subappaltatore, pagamento "utile e necessario per il conseguimento dello scopo della procedura". (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 11 Giugno 2015. Segue...
Fallimento - Applicazione dell'articolo 118, comma 3, Codice degli appalti - Esclusione
Nessuna norma attribuisce natura prededucibile al credito del subappaltatore pubblico. (Nicola Salvarani) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 10 Aprile 2015. Segue...
L'interpretazione letterale e logico-sistematica del combinato disposto degli artt. 118, comma 3, codice appalti e 111 L. F. permette di individuare la ratio della disposizione sia nella tutela della posizione dei subappaltatori, i cui crediti sono garantiti direttamente mediante pagamento da parte della stazione appaltante (o indirettamente, tramite controllo della certificazione confessoria dell’avvenuto pagamento da parte dell’appaltatore – fatture quietanzate), sia nella tutela della stazione appaltante stessa non esposta ad eventuali doppi pagamenti. (Andrea Balba) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 26 Febbraio 2014. Segue...
Intervenuto il fallimento, anche alla luce della ratio normativa come sopra sviluppata, vengono meno le ragioni di tutela del subappaltatore e della committenza: il subappaltatore, in disparte l’effettivo pagamento (che avverrà in moneta fallimentare), trova soddisfazione nella valutazione della propria posizione creditoria in sede di verifica del passivo; la stazione appaltante è garantita dal fatto che non sarà più esposta ad eventuali doppi pagamenti in quanto, una volta pagata la procedura fallimentare, sarà questa a farsi carico, in sede di riparto, della soddisfazione di tutti i creditori anteriori. (Andrea Balba) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 26 Febbraio 2014. Segue...
Dal raccordo tra l'art. 111 L.F. e l'art. 118, comma 3 del codice degli appalti non può dedursi che il requisito del collegamento occasionale ovvero funzionale, come elemento caratterizzante dei crediti prededucibili, sia da intendersi anche nel senso che il pagamento di quel credito, ancorché avente natura concorsuale, rientra negli interessi della massa in quanto apporta utilità alla massa garantendo la miglior soddisfazione del ceto creditorio, atteso che la norma sulla prededuzione va interpretata in senso restrittivo. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 25 Febbraio 2014. Segue...
Fallimento - Ripartizione dell'attivo - Prededuzione - Art. 111 legge fall. - Crediti sorti in occasione o in funzione del fallimento - Crediti del subappaltatore - Pagamento come condizione di procedibilità del pagamento all'appaltatore fallito - Utilità per la massa - Sussistenza - Fondamento - Conseguenze - Soddisfacimento in sede di riparto - Configurabilità
Ai fini della prededucibilità dei crediti nel fallimento, il necessario collegamento occasionale o funzionale con la procedura concorsuale, ora menzionato dall'art. 111 legge fall., va inteso non soltanto con riferimento al nesso tra l'insorgere del credito e gli scopi della procedura, ma anche con riguardo alla circostanza che il pagamento del credito, ancorché avente natura concorsuale, rientri negli interessi della massa e dunque risponda agli scopi della procedura stessa, in quanto utile alla gestione fallimentare. Invero, la prededuzione attua un meccanismo satisfattorio destinato a regolare non solo le obbligazioni della massa sorte al suo interno, ma anche tutte quelle che interferiscono con l'amministrazione fallimentare ed influiscono sugli interessi dell'intero ceto creditorio. (Nella specie, è stato ammesso in prededuzione il credito, sorto in periodo anteriore al fallimento, relativo al corrispettivo di un subappalto concluso con il gruppo della società fallita, cui le opere erano state appaltate da un ente pubblico, sussistendo il nesso di strumentalità tra il pagamento del credito del subappaltatore, da eseguire con detta preferenza e seppur a seguito di riparto, e la soddisfazione del credito della fallita, tenuto conto che il pagamento di quest'ultimo risulta sospeso, ai sensi dell'art. 118, comma 3, del d.lgs. n. 163 del 2006, da parte della stazione appaltante, ed invece può essere adempiuto se consti il pagamento al predetto subappaltatore). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Marzo 2012, n. 3402. Segue...