Source: https://vladbad.typepad.com/studiodagostino/imposte-e-tasse-varie/page/2/
Timestamp: 2019-11-15 20:41:39+00:00
Document Index: 8516897

Matched Legal Cases: ['art.13', 'sentenza ', 'art.2421', 'art.218', 'art.318', 'art. 63', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 63', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 5']

Impresa, Fisco, Non Profit - Il blog informativo: Imposte e Tasse varie
Scritto alle 11:23 nella Associazioni e Fondazioni, Imposta di registro, imposta di bollo, Imposte e Tasse varie, Onlus, Terzo Settore, Veicoli, auto, camion, barche, aerei, moto | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Pagamenti Sistri sospesi per il 2012
Il contributo sistri per il 2012 è stato ufficialmente sospeso.
L'entrata in vigore del sistema di tracciabilità dei rifiuti è rinviata al 30/06/2012.
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Tag: aziende, imposte, rifiuti
Associazioni: come funzionano lotterie, tombole e pesche di beneficienza
Sono consentite lotterie, le tombole e le pesche o banchi di beneficenza, promossi da enti morali, associazioni e comitati senza fini di lucro, aventi scopi assistenziali, culturali, ricreativi e sportivi disciplinati dagli articoli 14 e seguenti del codice civile, e dalle organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui all'articolo 10, del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, se dette manifestazioni sono necessarie per far fronte alle esigenze finanziarie degli enti stessi (art.13 D.P.R. 430/2001).
I rappresentanti legali degli enti organizzatori delle manifestazioni ne danno comunicazione, almeno trenta giorni prima, al Prefetto competente e al Sindaco del comune in cui è effettuata l'estrazione.
Le lotterie sono consentite se:
la vendita dei biglietti è limitata alla provincia;
l'importo complessivo dei biglietti non deve superare €51.645,69;
i biglietti devono essere contrassegnati da serie e numerazioni progressive.
La tombola è consentita se:
la vendita delle cartelle è litata al comune o ai comuni limitrofi;
le cartelle sono contrassegnate da serie e numerazioni progressive;
i premi posti in palio non devono superare, complessivamente, la somma di €12.911,42.
Le pesche e i banchi di beneficienza sono consentiti se:
la vendita dei biglietti è limitata al comune;
il ricavato non deve eccedere €51.645,69;
la serie e in numeri progressivi devono essere indicati nella fattura dello stampatore.
I premi sono soggetti a ritenuta alla fonte del 10%. la ritenuta deve essere versata dall'associazione entro il 16 del mese successivo a quello in cui il vincitore fa valere il proprio diritto. La ritenuta si calcola su:
per i premi acquistati sul valore risultante sulla fattura d'acquisto;
per i premi donati da un'impresa dal valore risultante contabilmente all'impresa;
per i premi donati da privati si deve usare il valore di mercato.
IVA: non è detraibile l'IVA sugli acquisti effettuati per le manifestazioni a premio. Sono esclusi da IVA gli importi pagati dai partecipanti.
Gli organizzatori devono versare un'imposta sostitutiva pari al 20% del prezzo di acquisto di beni o servizi non imponibili, esenti o fuori campo IVA (codice tributo 1672).
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Tag: associazioni, giuochi, lotterie, tombole
Canone RAI, esenzione per gli ultra 75enni, ma solo se con pochi redditi
I soggetti di età superiore a 75 anni sono esonerati dal pagamento del canore RAI, ma solo a condizione che non convivano con soggetti, titolari di reddito, diversi dal coniuge ed unitamente a quest'ultimo non abbiano redditi superiori ad €6.713,98 annui.
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Tag: canone, rai, televisione
Gli invalidi pagano il canone RAI
Tramite una risposta di Antonina Giordano su FiscoOggi è stato nuovamente ribadito il concetto che gli invalidi non hanno diritto all'esenzione dal canone RAI.
Inoltre chi si trasferisce in una casa di riposo può chiedere l'annullamento del canone.
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Tag: canone, disabilità, rai, tv
Canone RAI, si paga solo se c'e' il televisore
L'agenzia delle entrate, attraverso una risposta su Fisco Oggi, è tornata a dare chiarimenti sul canone RAI e cul canone speciale dovuto dalle aziende.
Non basta possedere un computer, un telefonino o un tablet collegati alla rete per essere soggetti al pagamento del canone, è necessario infatti possedere un televisore.
Per ciò che concerne imprese, enti, società, etc. il canone speciale è dovuto se i computer vengono utilizzati come televisori. Se però tali organizzazioni pagano già il canone per il possesso di un televisore non sono soggetti nuovamente ad imposizione.
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Tag: imprese, rai, tasse, televisione
I camion-vela pagano la tassa sulla pubblicita'
Con la sentenza n.5858, del 13/04/2012, la Corte di Cassazione ha stabilito che i camion vela che sostano per un periodo prolungato in un centro abitato, ben visibili, sono soggetti alla imposta sulla pubblicità, in quanto assimilati ad un qualunque altro impianto pubblicitario.
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Tag: camion, fisco, pubblicità, tasse
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Tag: fisco, imposte, scadenze, tasse
Chiarimenti Canone RAI imprese
Fisco Oggi ha pubblicato una risposta(di Antonina Giordano) ad un quesito che chiede chiarimenti in merito all'obbligo di pagare il canone RAI da parte delle imprese.
"Gli esercenti attività d’impresa che possiedono uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione di trasmissioni radio in esercizi pubblici, in locali aperti al pubblico o impiegati a scopo di lucro, diretto o indiretto (ad esempio, alberghi, bar, ristoranti, uffici), sono tenuti al pagamento del canone di abbonamento speciale..."
Nell'unico di questo anno ci sarà una sezione apposita dove riportare i pagamenti.
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Tag: canone, imprese, rai
Tassa annuale libri sociali, scadenza il 16 marzo
Scade venerdì 16 marzo l'ultimo giorno per pagare la tassa annuale di concessioni governative sui libri sociali e i registri contabili. La tassa è dovuta dalle società di capitali, anche da quelle in liquidazione. Sono escluse le società cooperative e di mutua assicurazione e le società fallite.
I libri sociali per i quali c'è obbligo(art.2421 C.C.) di vidimazione e numerazione sono:
libro dei verbali delle assemblee
libro dei verbali del consiglio di amministrazione
libro dei verbali del collegio sindacale(se esistente)
libro delle obbligazioni(se esistenti)
libro dei verbali del comitato esecutivo(se esistente)
libro dei verbali dell'assemblea degli obbligazionisti(se esistenti)
altri libri imposti da leggi speciali.
Non sono soggetti a vidimazione i registri contabili(libro giornale, registri IVA, libro inventari, etc.), sono invece soggetti ad obbligo di numerazione.
Per calcolare l'imposta da pagare bisogna prendere come punto di riferimento il primo gennaio del periodo interessato, per cui per questo anno il giorno 1/1/2012. A quella data va conteggiato il capitale o il fondo di dotazione dell'azienda.
Gli importi da pagare sono:
€309,87 con capitale o fondo di dotazione inferiore ad €516.456,90
€516,46 per coloro che hanno capitale o fondo di dotazione superiori ad €516.456,90
Codice tributo 7085, sezione erario.
Per le società di nuova costituzione non vale la scadenza del 16/3. Il pagamento va effetuato tramite bollettino postale prima dell'avvio dell'attività.
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Tag: azienda, impresa, scadenze, società, tasse
Canone Rai, fare attenzione.
Con la precisazione dell'altro giorno la Rai ha specificato che il canone speciale dovuto da quelle imprese o professionisti che usano i monitori dei pc come televisori e non dagli altri. A parere dello scrivente però c'è da fare attenzione, sono molte le imprese che utilizzano monitor o televisori per videoconferenze, corsi, presentazioni, etc.. e solo occasionalmente utilizzano tali strumenti per vedere trasmissioni televisive. In questo caso il canone sarebbe dovuto. Pertanto sarebbe opportuno che ogni azienda facesse un'analisi accurata delle proprie esigenze.
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Tag: canone, rai, tv
Canone Rai anche per imprese e studi professionali
In questi giorni molte aziende e studi professionali stanno ricevendo una comunicazione da parte della RAI, con cui si invitano gli stessi a sottoscrivere l'abbonamento speciale anche se non hanno televisori presso le loro sedi.
In base all'articolo 27 del regio decreto 246 del 21 febbraio 1938 sono sottoposti a canone tutti gli «apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive indipendentemente dalla qualità o dalla quantità del relativo utilizzo». Pertanto chi ha computer collegati alla rete è soggetto, almeno secondo la Rai.
Ricordiamo che, in base al recente decreto "salva Italia", imprese e società devono indicare il numero di abbonamento speciale nella dichiarazione dei redditi.
La cosa sta già suscitando polemiche perchè, in effetti, la maggior parte delle aziende non utilizza i computer per collegarsi alla tv, neanche in streaming. Di più, molte aziende utilizzano i televisori presenti nei loro uffici solamente per corsi o dimostrazioni.
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Tag: aziende, imprese, professionisti, rai, televisione
Pubblicato il Decreto liberalizzazioni
Pubblicato in data 24/01/2012 sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Liberalizzazioni:
Alcuni degli aspetti principali sono:
- Professionisti: il compenso deve essere stabilito, su richiesta del cliente, all'atto del conferimento dell'incarico.
- I giovani sotto i 35 anni potranno costituire Srl apportando capitale simbolico per 1 euro.
- Sconti sulle assicurazioni per chi farà installare la scatola nera sulla propria auto.
- IVA agevolata al 10% per le locazioni di abitazioni residenziali e sociali.
- imposta al 20% sul trading di BTP future.
- Sospensione della tassazione per chi trasferisce la residenza, o per le imprese la sede, in altro stato dell'unione europea.
- Regime di silenzio assenso per l'ingresso di extracomunitari per lavori stagionali.
- I requisiti per il possesso della patente saranno accertati dal medico di base.
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Tag: aziende, fisco, imprese, liberalizzazioni
Telefonini, la tassa di concessione è dovuta dalle amministrazioni pubbliche
L'agenzia delle entrate, con la risoluzione n.9/e, del 18/1/12, ha chiarito che, nonostante la confusione giuridica sorta in seguito all'art.218 del Dlgs 259/2003, che aboliva l'art.318 del Dpr 156/1973, la tassa di concessione governativa sulla telefonia mobile. La risoluzione chiarisce anche che la tassa di concessione è dovuta da tutte le amministrazioni pubbliche non statali.
L'agenzia chiarisce che:
"..In considerazione delle disposizioni vigenti in materia, si ritiene, pertanto, che la tassa sulle concessioni governative sia dovuta nelle ipotesi in cui venga rilasciato all’utente il documento attestante la sua condizione di abbonato, posto che il presupposto oggettivo del tributo è la creazione del titolo giuridico in base al quale l’utente può utilizzare il sistema.
Il rilascio di tale titolo giuridico da parte del gestore del servizio radiomobile di comunicazione costituisce il presupposto oggettivo di applicazione della tassa di concessione governativa sui servizi radiomobili, ai sensi del suddetto articolo 21 della Tariffa annessa al DPR n. 641 del 1972..."
"..Per quanto concerne, inoltre, le considerazioni esposte dall’Agenzia interpellante in ordine alla esclusione della tassa per le amministrazioni pubbliche, si ricorda che questa amministrazione, con numerosi documenti di prassi (risoluzione n. 107 del 15 maggio 2003; risoluzione n. 55 del 3 maggio 2005) ha avuto modo di chiarire che la qualificazione di amministrazione pubblica non esclude detti soggetti dall’obbligo del pagamento della tassa sulle concessioni governative, ai sensi del sopra citato articolo 21 della tariffa allegata al DPR n. 641 del 1972..."
Scarica 2012 01 18 Tassa di concessione telefonini risoluzione+9e
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Tag: amministrazioni, enti pubblici, tasse, telefonia
Scritto alle 10:06 nella Comunicati Stampa, Dichiarazioni e comunicazioni fiscali, Immobili e Fabbricati, Imposte dirette, Imposte e Tasse varie, Scadenze | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Cedolare secca - circolare chiarificatrice
L'agenzia delle entrate ha emesso in data 1/06/2011 la circolare 26/e, che sistematizza le novità introdotte dalla "cedolare secca". In vista delle prossime scadenze tra le cose che interessano maggiormente i contribuenti vi è la problematica degli acconti:
"In particolare, è previsto che l’acconto dell’85% è versato in due rate (6 luglio e 30 novembre 2011) per i contratti in corso al 31 maggio 2011, nonché per i contratti scaduti ovvero oggetto di risoluzione volontaria entro tale data. In applicazione delle regole ordinarie, tuttavia, se l’85% della cedolare secca dovuta per il 2011, calcolata sommando l’importo della cedolare secca dovuta dal contribuente per ciascuno di detti contratti, è inferiore a 257,52 euro, l’acconto è versato in unica rata entro il 30 novembre 2011. Coerentemente, se l’importo su cui calcolare l’acconto, calcolato come sopra indicato, non supera 51,65 euro l’acconto non è dovuto e la cedolare secca è versata interamente a saldo.
Per i contratti con decorrenza successiva al 31 maggio 2011 il versamento d’acconto è effettuato, in unica rata, entro il 30 novembre 2011. In altre parole, per i contratti decorrenti tra il 1° giugno e il 31 ottobre 2011, l’acconto sarà versato in unica rata, pari all’85% della cedolare secca complessivamente dovuta per detti contratti entro il 30 novembre 2011. Anche per i contratti in esame, se l’importo su cui calcolare l’acconto, definito come sopra indicato, non supera 51,65 euro l’acconto non è dovuto e la cedolare secca è versata interamente a saldo.
Per i contratti con decorrenza dal 1° novembre 2011, non è dovuto acconto e la cedolare secca sarà versata interamente in sede di saldo. Nel caso in cui il contratto sia risolto anticipatamente, prima del
versamento della seconda rata di acconto, quest’ultima potrà essere rideterminata al fine di commisurare l’acconto dovuto alla percentuale stabilita dalla norma.
Con riguardo al primo anno di applicazione del nuovo regime, visto l’obbligo di versamento in acconto dell’85% della cedolare secca dovuta per il periodo di imposta 2011, l’acconto IRPEF per il medesimo periodo di imposta 2011 si ritiene correttamente determinato se pari al 99 per cento dell’IRPEF
dovuta sulla base della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta precedente, assumendo il relativo reddito senza considerare il reddito fondiario prodotto nel 2010 dagli immobili abitativi per i quali, nel 2011, il contribuente si avvale della cedolare secca per l’intero periodo di imposta."
Altro chiarimento importante riguarda la rinuncia agli aggiornamenti ISTAT:
"Anche per il 2011, l’applicazione del nuovo sistema di determinazione dell’imposta è subordinata alla condizione che il locatore rinunci alla facoltà di chiedere l’aggiornamento del canone, pena l’inapplicabilità del regime in questione, e che ne dia preventiva comunicazione al conduttore.
La comunicazione per l’applicazione della cedolare secca, come già illustrato nel paragrafo 2.3, in via generale deve essere inviata al conduttore prima dell’esercizio dell’opzione.
Per l’anno 2011, per quanto riguarda i contratti scaduti o risolti, già registrati, prorogati e con imposta di registro già versata alla data del 7 aprile 2011, deve ritenersi che la condizione richiesta dalla norma sia rispettata se la rinuncia è comunicata al conduttore, con lettera raccomandata, nel termine
stabilito per il versamento del primo acconto dovuto, che può essere il 6 luglio 2011 se l’acconto è dovuto in due rate, oppure il 30 novembre 2011 se l’acconto è dovuto in unica rata, ovvero se non è dovuto acconto, entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi.
Per i contratti di locazione nei quali è espressamente disposta la rinuncia agli aggiornamenti del canone di cui al paragrafo 2.3 si ritiene che non sia necessario inviare al conduttore la comunicazione in questione.
Sulla base della comunicazione di rinuncia, per il periodo contrattuale cui si riferisce l’acconto, il locatore non può percepire dal conduttore gli aggiornamenti dei canoni e questi, se già percepiti, devono essere restituiti.
In presenza di più locatori, l’opzione esercitata da uno di essi esplica effetti anche nei confronti degli altri locatori ai fini della rinuncia agli aggiornamenti del canone."
Scarica 2011 06 01 circ+26e Cedolare Secca
Scritto alle 11:41 nella Circolari, Dichiarazioni e comunicazioni fiscali, Immobili e Fabbricati, Imposte e Tasse varie, Ravvedimento, sanzioni, pagamenti, Scadenze | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Tag: fabbricati, immobili, imposte, tasse
FESTIVITA' DEL 17 marzo 2011
Il decreto legge numero 5 del 22 febbraio 2011 ha definitivamente disciplinato la festività del 17 marzo 2011 quale giorno FESTIVO per la ricorrenza del 150° ANNIVERSARIO DELL'UNITÀ DI ITALIA. Scarica Dlegge 22022011 n5
Per evitare che le aziende abbiano un costo aggiuntivo al normale costo del lavoro in conseguenza del trattamento festivo, il decreto ha definito che il festeggiamento del 17 marzo sostituisce la festività soppressa del 4 novembre. Quindi, SOLO PER L'ANNO 2011, la festività soppressa del 4 novembre non avrà incidenza sulla busta paga,e quindi non sarà un costo per il datore di lavoro, mentre il 17 marzo 2011 sarà a tutti gli effetti giorno festivo.
Ricordiamo il trattamento del lavoro festivo:
- se nei giorni festivi i lavoratori non prestano attività, la retribuzione è normalmente erogata senza che siano scalati ferie o permessi
- nel caso di attività lavorativa, il lavoratore percepisce oltre alla normale retribuzione, la maggiorazione festiva per le ore effettivamente lavorate e 1/26 di festività non goduta (costo aggiuntivo per l'azienda).
- le festività soppresse (solo il 4 novembre tranne il 2011) sono generalmente pagate con 1/26 in aggiunta alla retribuzione di novembre in base al trattamento determinato nel CCNL applicato al rapporto di lavoro: qualora il trattamento previsto nel CCNL per il 4 novembre sia migliore del trattamento previsto per il giorno lavorativo, al lavoratore spetta anche la differza nella retribuzione di marzo.
di Giovannone Maria Luisa
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Tag: 17 MARZO 2011, 4 NOVEMBRE, FESTIVITA', LAVORO, LAVORO FESTIVO, UNITA' ITALIA
Tassa annuale libri sociali - Scadenza
Entro il 16/03/2011 deve essere pagata la tassa annuale per la bollatura e la numerazione dei libri sociali.
La tassa deve essere versata da S.p.a., S.r.l., società consortili a responsabilità limitata, aziende speciali e consorzi tra enti territoriali. Sono obbligate al versamento le società in liquidazione e quelle sottoposte a procedure concorsuali(escluso il fallimento).
Sono escluse dal versamento le cooperative, le mutue assicuratrici, le società fallite e i consorzi che non assumano la forma di società consortili.
L'importo da versare, in base al capitale sociale(o fondo di dotazione) sottoscritto al 1° gennaio dell'anno nel quale si effettua il versamento è pari a:
- €309,87 per capitale sociale pari od inferiore ad €516.456,90;
- €516,46 per capitale sociale superiore ad €516.456,90;
Eventuali variazioni successive, nell'anno, del capitale sociale, non influiscono sull'importo da versare.
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Tag: contabilità, impresa, società, tasse
Procura speciale in esenzione da bollo
Con la risoluzione n. 13 del 9 febbraio 2011 l'Agenzia delle Entrate ha finalmente chiarito che la procura speciale, attribuita dal contribuente al fine di farsi assistere da un professionista innanzi all’Agenzia delle Entrate, redatta secondo le forme previste dall’art. 63 del DPR 600/73, è esente dall’imposta di bollo ai sensi dell’art. 5 della Tabella allegata al DPR 642/72. Inoltre, l’esenzione dall’imposta di bollo si applica anche all’autenticazione della sottoscrizione apposta in calce alla procura medesima
Infatti – spiega l’Agenzia – sebbene la procura, quale negozio unilaterale di natura privatistica, sia in linea di principio soggetta, ai sensi dell’art. 2 della Tariffa allegata al DPR 642/72, all’imposta di bollo sin dall’origine nella misura di euro 14,62, essa va esente dall’imposta ove possa essere ricondotta nella previsione esentativa di cui all’art. 5 della Tabella allegata al medesimo DPR.
Tale ultima norma, infatti, esenta in modo assoluto dall’imposta di bollo “gli atti e copie del procedimento di accertamento e di riscossione di qualsiasi tributo, dichiarazioni, denunzie, atti, documenti e copie presentate ai competenti uffici ai fini dell’applicazione delle leggi tributarie, con esclusione di ricorsi, opposizioni ed altri atti difensivi del contribuente”.
Ora, posto che la procura speciale, redatta secondo le forme di cui all’art. 63 del DPR 600/73, rientra nella previsione di cui al citato art. 5 della Tabella, essa risulta esente da imposta di bollo ove venga rilasciata per il compimento di atti, per il rilascio di copie del procedimento di accertamento e riscossione di qualsiasi tributo, per la presentazione di dichiarazioni o denunzie, documenti e copie presso i competenti Uffici dell’Amministrazione finanziaria ai fini dell’applicazione delle leggi tributarie.
Così – aggiunge l’Agenzia – godono dell’esenzione, ad esempio, le procure speciali di cui al comma 1-bis dell’art. 7 del DLgs. 19 giugno 1997 n. 218 (ovvero le procure per la rappresentanza del contribuente in sede di accertamento con adesione), che sono, infatti, utilizzate nell’ambito del procedimento di accertamento dell’obbligo tributario.
La procura non è valida senza autentica
Infine, la risoluzione precisa che il regime di esenzione dall’imposta di bollo trova applicazione anche con riferimento all’autenticazione della sottoscrizione apposta in calce alla procura, in quanto l’autenticazione è legata alla procura da un rapporto di imprescindibilità e necessarietà, sicché si ritiene che sia l’una che l’altra rientrino nell’esenzione di cui all’art. 5 della Tabella, purché presentate nell’ambito e per le finalità individuate da tale norma.
Scritto alle 17:48 nella Accertamento, Burocrazia e pratiche, Contenzioso, Imposta di registro, imposta di bollo, Imposte e Tasse varie, Pubblica Amministrazione, Risoluzioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Tag: atti, autentica , esenzione imposta bollo, procura, rappresentanza
Scritto alle 16:36 nella Associazioni e Fondazioni, Attualità, Burocrazia e pratiche, Circolari, Comunicati Stampa, Comunicazioni di servizio, Imposte e Tasse varie, Lavoro, Lavoro autonomo, Professionisti, Leggi e diritto, Popoli e politiche, Previdenza e assistenza, Sostituti d'imposta | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)