Source: http://consiglioaperto.blogspot.com/2015/05/
Timestamp: 2019-11-13 10:07:47+00:00
Document Index: 27991899

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 24', 'art. 1', 'art. 34', 'art. 16', 'art. 44']

consiglioaperto: maggio 2015
ECCO DA DOVE NASCE LO STRAPOTERE DELLE COMPAGNIE ASSICURATIVE.
In merito alla recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 24, comma 25, del D.L. n. 201/2011, convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della L. n. 214/2011, Cassa Forense ritiene necessario precisare ai suoi iscritti che tale pronuncia non può comportare alcun effetto nei confronti dei pensionati che, anche per gli anni 2012 e 2013, hanno continuato a percepire integralmente l’adeguamento ISTAT delle pensioni, con le specifiche modalità previste dalla normativa previdenziale Forense.
La norma oggi dichiarata incostituzionale, infatti, faceva espressamente riferimento al blocco parziale della rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, “secondo il meccanismo stabilito dall’art. 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448”, non applicabile al sistema previdenziale Forense.
Di conseguenza, anche i recenti provvedimenti governativi, relativi al riconoscimento di “una tantum” in esecuzione della pronuncia della Suprema Corte, non riguardano gli Avvocati pensionati del nostro Ente.
Oggi è entrato in vigore il c.d. "divorzio breve".
Spettacolo di beneficenza organizzato dall'AIGA Salerno.
Tribunale Salerno: sospensione elettorale nei giorni dall'1 al 5 giugno 2015.
PRESENTATA UN’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE SULLE DISFUNZIONI DEL PCT.
A T T O C A M E R A
Presentato il 13 maggio 2015 dall’On. Michela Rostan Al Ministro della Giustizia, On. Andrea Orlando, per sapere,
– a far data dal 30/6/2014, a norma del D.L. n. 179/2012, art. 16 bis, convertito in Legge n. 221/2012 e successivamente modificato dal D.L. n. 90/2014, art. 44, il deposito degli atti processuali e dei documenti da parte dei difensori delle parti precedentemente costituite e degli altri soggetti esterni, nei giudizi di competenza del tribunale, ha luogo in formato telematico con modalità informatiche (tanto è applicabile anche al deposito dei ricorsi per decreto ingiuntivo); – tali norme, dopo alcuni mesi di sperimentazione, hanno dimostrato di incidere profondamente e negativamente sul piano organizzativo nelle attività dei cancellieri, avvocati, magistrati nonché ausiliari esterni; – inizia ad instradarsi la convinzione che il PCT rallenti smodatamente i tempi della giustizia in quanto rende più laborioso il lavoro del magistrato che, considerate le modestissime e scarne dotazioni informatiche, è obbligato ad una estenuante ricerca degli atti processuali e ad una faticosa lettura degli stessi; – i magistrati hanno reiteratamente palesato difficoltà e perplessità riguardo alla consultazione e analisi degli atti endoprocessuali e relativi allegati depositati in formato telematico; – tali difficoltà, giova ribadirlo, scaturiscono dalla necessità di visionare la documentazione esclusivamente tramite monitor e senza l’indispensabile e insostituibile supporto cartaceo; – per far fronte a tali criticità, in gran parte dei tribunali si è andata diffondendo la prassi, peraltro fortemente voluta e caldeggiata dai magistrati, di invitare gli avvocati a depositare sistematicamente le cosiddette «copie di cortesia» degli atti endoprocessuali e relativi allegati trasmessi telematicamente; – perciò, nonostante l’introduzione del PCT, i magistrati continuano ad evitare di visionare gli atti processuali inviati telematicamente preferendo studiare le cause sulle anzidette «copie di cortesia»; diversamente, si troverebbero a stampare migliaia di atti e allegati, operazioni che, tra l’altro, le cancellerie non sarebbero in grado di fronteggiare; – l’invalsa e inusitata prassi, se indubbiamente da un canto agevola il lavoro delle cancellerie e dei magistrati, dall’altro costituisce senz’altro motivo di ulteriore aggravamento dell’attività dell’avvocato costretto, in buona sostanza, a sostituirsi al cancelliere e, soprattutto, a raddoppiare i depositi (prima telematico, poi cartaceo); – autorevoli esponenti informatici hanno osservato come le infrastrutture siano obsolete e le procedure eccessivamente complesse e non allineate con la normativa in materia di digitalizzazione; chi ha elaborato il PCT ha tenuto conto esclusivamente degli interessi del ministero e degli uffici giudiziari senza preoccuparsi degli utenti; 1) è assente una linea unica ed univoca nei vari uffici giudiziari per la formazione e la trasmissione degli atti; 2) gli operatori non sono stati adeguatamente preparati; 3) gli avvocati si sono dovuti sobbarcare gli oneri economici dell’innovazione; 4) allo stato non esistono infrastrutture adeguate; 5) quotidianamente si verificano disservizi ed disguidi tecnici che rallentano considerevolmente l’attività giudiziaria e vanificano il diritto di poter inviare l’atto processuale nell’ultimo giorno utile; – nel corso di questi primi mesi di applicazione del PCT sono emerse ulteriori criticità legate ad una non chiara ed univoca disciplina delle cosiddette anomalie di deposito che espongono gli avvocati e, conseguentemente, i cittadini (utenti finali del servizio giustizia) alla rischiosa possibilità di incappare nelle dannose conseguenze della decadenza dei termini di deposito in ipotesi di malfunzionamento del sistema o comunque di guasti e blocchi informatici non imputabili ai professionisti legali; – preoccupa oltremodo la nascente diffusione dei filoni giurisprudenziali relativi alle improcedibilità e inammissibilità delle domande causate dall’utilizzo irregolare ed improprio del PCT (frequentemente dovuto alla complessità e astrusità dei programmi) con conseguente e inevitabile accollo di pesanti responsabilità professionali per gli avvocati; – non ultimo, tantissimi processi rischiano di essere definiti sulla base di allegati artatamente manipolati (da avvocati e parti scorrette) le cui falsità non potranno essere mai riscontrabili nei monitor; tra l’altro, il magistrato potrebbe rifiutarsi di ordinare l’esibizione degli originali quando il difensore richiedente sia oggettivamente impossibilitato ad argomentare il minimo sospetto; le decisioni fondate su realtà documentali inesistenti e artefatte trascinerebbero la Giustizia in un vorticoso e inesorabile declino; – l’introduzione del doppio binario (cartaceo e telematico) restituirebbe agli avvocati la libertà di scegliere tra i due sistemi senza costringerli a subire le molteplici criticità che il PCT presenta e, soprattutto, eviterebbe di esporli al rischio di nuove irregolarità, decadenze, inammissibilità e improcedibilità che già cominciano ad essere elaborate dai primi indirizzi giurisprudenziali; – se il Ministro interrogato sia a conoscenza delle gravose problematiche dianzi rassegnate e se stia valutando l’ipotesi di reintrodurre, per un ulteriore e congruo lasso temporale predeterminato, la possibilità, per gli avvocati, di depositare gli atti facoltativamente in formato cartaceo o telematico quantomeno fino a quando il sistema non verrà uniformato, semplificato e reso maggiormente fruibile e funzionale.
Pubblicato da AVV. GIUSEPPE CELIA a 13:28:00 Nessun commento:
CNF – Riforme della Giustizia, il vicepresidente Logrieco: Serve collaborazione istituzionale tra ordine giudiziario e ordine forense.
La “cultura della legalità” presuppone un corretto esercizio della giurisdizione nella paritaria collaborazione dei due pilastri: l’Avvocatura e la Magistratura.
Lo ha detto il vicepresidente Francesco Logrieco, intervenuto alla tavola rotonda con il ministro della giustizia Andrea Orlando e il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini in occasione del V Salone della Giustizia, lo scorso 28 aprile.
Logrieco ha sottolineato l’importanza di una collaborazione istituzionale tra Avvocati e magistrati per un miglior servizio giustizia a vantaggio dei cittadini- esasperati dal sistema attuale- ed ha sottolineato la importanza che l’Avvocatura partecipi- a tutti i livelli – alla pianificazione e attuazione delle riforme.
“L’Avvocatura può offrire un contributo di esperienza e ha detto bene il ministro Orlando che citando gli esempi delle best practice ha sottolineato che le migliori performance si sono ottenute nei tribunali dove c’è stata la collaborazione sistematica tra magistrati e avvocati “, ha detto Logrieco.
“Questo schema dovrebbe essere rafforzato a livello centrale e nei consigli giudiziari. L’Avvocatura impegna risorse proprie nei tribunali, nelle cancellerie; se il processo telematico è potuto partire lo si deve anche agli investimenti che hanno fatto i Consigli dell’Ordine forense. E’ un dato concreto che dimostra che l’Avvocatura è già sul campo delle riforme”.
In merito ai nuovi strumenti di soluzione alternativa delle controversie, nel suo intervento il Ministro della Giustizia Orlando ha ribadito l’ intenzione del Governo di introdurre, con una “norma di prossima emanazione”, un sistema di incentivi per rendere più appetibile il ricorso all’arbitrato e alla negoziazione assistita.
Riguardo al tema- considerato strategico dall’Avvocatura- della organizzazione degli uffici e della copertura dei gravi vuoti di organico (mancano all’appello 9mila unità di personale amministrativo), il Guardasigilli ha annunciato la riqualificazione del personale amministrativo entro maggio, a cui si aggiungono le 300 unità già ricollocate e provenienti dalle province: a fine anno il gap dovrebbe ridursi di 2000 unità.
Evento formativo organizzato dall'AIGA Salerno (11 maggio 2015).