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Timestamp: 2019-08-21 16:51:57+00:00
Document Index: 173073511

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Rito Lavoro: la Cassazione e la tardiva notificazione del ricorso e del pedissequo decreto di fissazione udienza nel giudizio di appello — AFEC
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Rito Lavoro: la Cassazione e la tardiva notificazione del ricorso e del pedissequo decreto di fissazione udienza nel giudizio di appello
di Alessio Ferrante 22 Marzo 2017 22 Marzo 2017 Lascia un commentoRito Lavoro: la Cassazione e la tardiva notificazione del ricorso e del pedissequo decreto di fissazione udienza nel giudizio di appelloNews
La Suprema Corte, III Sezione Civile, con la sentenza n. 6464 dello scorso 14 marzo, ha nuovamente affrontato la questione della procedibilità o meno del giudizio di Appello nel caso in cui il ricorso introduttivo ed il pedissequo decreto di fissazione udienza siano stati notificati tardivamente. Più in particolare, nel caso di specie, atto introduttivo e provvedimento erano stati notificati ben oltre i dieci giorni di cui all’art. 435 comma 2 cpc (decorrenti dalla “comunicazione” del decreto di fissazione udienza da parte della cancelleria al procuratore dell’appellante). Ebbene la Corte di legittimità, investita della questione, riconducendo nell’alveo dell’improcedibilità dell’appello i soli casi di “omessa” od “inesistente” notificazione del ricorso e del decreto di fissazione udienza davanti al Collegio, ha ribadito l’inapplicabilità di tale sanzione laddove tale adempimento, seppur tardivo, sia stato compiuto nel rispetto del solo termine di cui all’art. 435 comma 3 cpc (venticinque giorni tra notificazione e udienza). Tale assunto trova ragion d’essere nel fatto che la mera tardività della notifica non produce alcun effetto pregiudizievole per la parte appellata così come l’inosservanza del termine di cui all’art. 435 comma 2 cpc, non avendo carattere perentorio, non può fondare alcuna pronuncia di improcedibilità dell’appello stesso. Per il testo della sentenza cliccare sul link che segue Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 14 marzo 2017, n. 6464
L'Avv. Alessio Ferrante consegue nel 2008 la Laurea in Giurisprudenza presso l'Università La Sapienza di Roma con tesi in Diritto Processuale Civile dal titolo "I presupposti storici della ricusazione".
Avvocato dal 2008 si occupa principalmente dell'attività giudiziale e stragiudiziale in materia di contratti, proprietà, responsabilità civile, condominio, locazioni, successioni, diritto di famiglia e minori, procedimenti d'urgenza, esecuzioni immobiliari, assicurazioni, responsabilità professionale.
E', inoltre, Custode e Professionista Delegato alle operazioni di vendita presso la sezione immobiliare del Tribunale Civile di Roma, nonchè Professionista nominato quale Organo di Composizione della Crisi da Sovraindebitamento ex l. 3/2012.
Nel 2016 consegue, inoltre, il titolo di dottore di ricerca presso l'Università dell'Aquila nel 2016 con tesi "La sponsorizzazione quale forma di partenariato pubblico privato per la tutela e valorizzazione dei beni culturali".
Illegittima applicazione della capitalizzazione trimestrale degli interessi (cosiddetto anatocismo)
In caso di separazione, anche di fatto, agli animali domestici si applica la disciplina dell’affidamento della prole minorenne – Tribunale civile di Roma, sez. V^, sentenza 12 – 15 marzo 2016, n. 5322