Source: http://www.condominionews.com/2011/02/del-lavoro-nellimpresa.html
Timestamp: 2017-10-22 17:19:06+00:00
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Condominio News - Il condominio a portata di mano: Del lavoro nell'impresa
Cfr. T.A.R., Veneto-Venezia, sez. I, sentenza 26 marzo 2009, n. 881 e Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 7 aprile 2010, n. 8262 .
Condizioni per l'esercizio dell'impresa.
Direzione e gerarchia nell'impresa.
Cfr. Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 10 luglio 2009, n. 16196 .
L'imprenditore è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro (1).
Vedi Giuseppina Mattiello, Pubblico impiego: la laurea non dà diritto a mansioni superiori, Cass. Civile, sez. III, sentenza 17 aprile 2013, n. 9240.
(1) Si veda il D.L.vo 9 aprile 2008 n. 81, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro
Cfr. Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 20 agosto 2007, n. 16148 e Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza 27 dicembre 2007, n. 6687, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 7 novembre 2007, n. 23162, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 18 gennaio 2008, n. 1068, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 29 gennaio 2008, n. 1971, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 29 gennaio 2008, n. 1988, Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 1 febbraio 2008, n. 5117, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 19 febbraio 2008, n. 4067, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 25 febbraio 2008, n. 4718, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 25 febbraio 2008, n. 4781, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 14 aprile 2008, n. 9817, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 15 aprile 2008, n. 9898, Consiglio di Stato, sez. VI, decisione 15 aprile 2008, n. 1739, Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 22 aprile 2008, n. 16466, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 20 maggio 2008, n. 12735, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 3 luglio 2008, n. 18376, Corte d'Appello di Potenza, sez. lavoro, sentenza 18 luglio 2008, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 22 luglio 2008, n. 20188, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 11 settembre 2008, n. 22858, Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 14 ottobre 2008, n. 38819, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 7 gennaio 2009, n. 45, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 26 gennaio 2009, n. 1838, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 17 febbraio 2009, n. 3785,e Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 17 marzo 2009, n. 6454, Tribunale di Lanusei, sentenza 31 marzo 2009, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 30 giugno 2009, n. 15327 e Cassazione Civile, SS.UU., sentenza 22 febbraio 2010, n. 4063 .
Responsabilità dell'imprenditore(1).
L'imprenditore deve uniformarsi nell'esercizio dell'impresa ai princìpi dell'ordinamento corporativo e agli obblighi che ne derivano e risponde verso lo Stato dell'indirizzo della produzione e degli scambi, in conformità della legge e delle norme corporative].
Inosservanza degli obblighi dell'imprenditore(1).
Se l'imprenditore non osserva gli obblighi imposti dall'ordinamento corporativo nell'interesse della produzione, in modo da determinare grave danno all'economia nazionale, gli organi corporativi, dopo aver compiuto le opportune indagini e richiesto all'imprenditore i chiarimenti necessari, possono disporre la trasmissione degli atti al pubblico ministero presso la corte d'appello di cui fa parte la magistratura del lavoro competente per territorio, perché promuova eventualmente i provvedimenti indicati nell'articolo 2091].
Il presidente della magistratura del lavoro, ricevuta la istanza del pubblico ministero, fissa il giorno per la comparizione dell'imprenditore e assegna un termine entro il quale egli deve presentare le sue deduzioni.
Le disposizioni dei tre articoli precedenti non si applicano nei casi in cui per le trasgressioni commesse dall'imprenditore le leggi speciali prevedono particolari sanzioni a di lui carico].
(1) I primi due commi del presente articolo devono riternersi abrogati per effetto dell'abrogazione dell'ordinamento corporativo con R.D.L. 9 agosto 1943, n. 721.
Cfr. Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 28 luglio 2008, n. 20532 e Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 27 luglio 2009, n. 17455 .
Le leggi speciali -[e le norme corporative], in relazione a ciascun ramo di produzione e alla particolare struttura dell'impresa, determinano i requisiti di appartenenza alle indicate categorie.
Cfr. Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 13 luglio 2009, n. 16336 e Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 27 luglio 2009, n. 17455 .
Salvo diversa disposizione delle norme corporative se il contratto di lavoro è stato stipulato per una durata superiore a cinque anni, o a dieci se si tratta di dirigenti, il prestatore di lavoro può recedere da esso trascorso il quinquennio o il decennio, osservata la disposizione dell'articolo 2118]
(1) Articolo abrogato dall'art. 9 della Legge 18 aprile 1962, n. 230.
Cfr. Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 18 gennaio 2008, n. 1074 e Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 19 marzo 2008, n. 7393 .
(1) Comma abrogato per effetto della soppressione dell'ordinamento corporativo.
Prestazione del lavoro. (1)
(1) Articolo così sostituito dall’art. 3, comma 1, D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81, a decorrere dal 25 giugno 2015, ai sensi di quanto disposto dall’art. 57, comma 1 del medesimo D.Lgs. 81/2015.
Cfr. Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 23 agosto 2007, n. 17940, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 4 settembre 2007, n. 18580, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 5 dicembre 2007, n. 25313, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 21 dicembre 2007, n. 27113, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 23 gennaio 2008, n. 1430, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 4 febbraio 2008, n. 2621, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 12 febbraio 2008, n. 3304, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 5 febbraio 2008, n. 2729, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 18 febbraio 2008, n. 4000, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 19 febbraio 2008, n. 4060, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 22 febbraio 2008, n. 4673, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 26 marzo 2008, n. 7871, Cassazione Civile, SS.UU., sentenza 4 aprile 2008, n. 8740, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 14 aprile 2008, n. 9814, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 7 maggio 2008, n. 11142, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 8 maggio 2008, n. 11362, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 9 maggio 2008, n. 11601, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 10 giugno 2008, n. 15327, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 2 settembre 2008, n. 22055, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 6 ottobre 2008, n. 24658, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 22 ottobre 2008, n. 25574 e Cassazione Civile, sez. tributaria, sentenza 9 dicembre 2008, n. 28887, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 1° luglio 2009, n. 15405, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 30 settembre 2009, n. 20980 e Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 14 aprile 2010, n. 8893 .
Cfr. Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 26 maggio 2008, n. 13530, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 12 gennaio 2009, n. 394, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 16 febbraio 2009, n. 3710, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 10 luglio 2009, n. 16196 e Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 14 ottobre 2009, n. 21795 .
Cfr. Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 10 agosto 2009, n. 18169 .
L'inosservanza delle disposizioni contenute nei due articoli precedenti può dar luogo alla applicazione di sanzioni disciplinari, secondo la gravità dell'infrazione [e in conformità delle norme corporative]. (1)
Cfr. Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 8 giugno 2009, n. 13167 e Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 14 ottobre 2009, n. 21795 .
Ha anche diritto ad un periodo annuale di ferie retribuito, possibilmente continuativo, nel tempo che l'imprenditore stabilisce, tenuto conto delle esigenze dell'impresa e degli interessi del prestatore di lavoro. La durata di tale periodo è stabilita dalla legge [dalle norme corporative] (1), dagli usi o secondo equità.
Cfr. Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 21 marzo 2008, n. 7654 .
Cfr. Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 10 gennaio 2008, n. 278 .
Mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento d'azienda.
Cfr. Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 22 ottobre 2007, n. 22067, Tribunale di Trani, sentenza 20 marzo 2008, Tribunale di Cassino, sentenza 27 giugno 2008 e Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 10 luglio 2009, n. 16198 .
(1) Comma modificato dalla L. 4 novembre 2010, n. 183. Successivamente, il presente comma era stato modificato dall’art. 7, comma 1, D.L. 12 settembre 2014, n. 132; tale modifica non è stata confermata dalla legge di conversione (L. 10 novembre 2014, n. 162).
Cfr. Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 27 luglio 2007, n. 16682, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 12 maggio 2008, n. 11659 e Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 19 ottobre 2009, n. 22105 .
Cfr. Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 18 aprile 2008, n. 10218 .
Salvo diverse disposizioni della legge [o delle norme corporative] (1) l'imprenditore e il prestatore di lavoro contribuiscono in parti eguali alle istituzioni di previdenza e di assistenza.
Le prestazioni indicate nell'articolo 2114 sono dovute al prestatore di lavoro, anche quando l'imprenditore non ha versato regolarmente i contributi dovuti alle istituzioni di previdenza e di assistenza, salvo diverse disposizioni delle leggi speciali [o delle norme corporative]. (1)
Cfr. Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 15 giugno 2007, n. 13997 .
Fondi speciali per la previdenza e l'assistenza.
Cfr. Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 1 febbraio 2007, n. 2233 e Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 14 ottobre 2009, n. 21795 . Cfr. la formula "Lettera di licenziamento per giustificato motivo" tratta da FormularioCivile.it.
Cfr. Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 9 luglio 2007, n. 15334, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 12 ottobre 2007, n. 21445, Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 5 ottobre 2009, n. 21221 e Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 14 ottobre 2009, n. 21795 . Cfr. la formula "Lettera di licenziamento per giusta causa" tratta da FormularioCivile.it.
Computo dell'indennità di mancato preavviso.
Divieto d'interposizione nel lavoro a cottimo.
Responsabilità dell'imprenditore agricolo.
L'imprenditore, anche se esercita l'impresa sul fondo altrui, è soggetto agli obblighi stabiliti dalla legge [e dalle norme corporative] (1) concernenti l'esercizio dell'agricoltura.
I poteri dei dirigenti preposti all'esercizio dell'impresa agricola e quelli dei fattori di campagna, se non sono determinati per iscritto dal preponente, sono regolati [dalle norme corporative e, in mancanza] (1), dagli usi.
Le comunioni tacite familiari nell'esercizio dell'agricoltura sono regolate dagli usi.]
(1) Articolo abrogato dall'art. 205, L. 19 maggio 1975, n. 151.
(1) L'articolo che recitava: "La composizione della famiglia colonica non può volontariamente essere modificata senza il consenso del concedente, salvi i casi di matrimonio, di adozione e di riconoscimento di figli naturali. La composizione e le variazioni della famiglia colonica devono risultare dal libretto colonico." è da ritenersi implicitamente abrogato dall’art. 7, L. 15 settembre 1964 n. 756. Sucessivamente l'art. 1, L. 10 dicembre 2012, n. 219, ha disposto che nel codice civile le parole: «figli legittimi» e «figli naturali», ovunque ricorrano, siano sostituite dalla parola «figli».
La mezzadria a tempo indeterminato s'intende convenuta per la durata di un anno agrario, [salvo diverse disposizioni delle norme corporative] (1), e si rinnova tacitamente di anno in anno, se non è stata comunicata disdetta almeno sei mesi prima della scadenza nei modi fissati [dalle norme corporative] (1), dalla convenzione o dagli usi.
È a carico del mezzadro, salvo diverse disposizioni [delle norme corporative] (2), della convenzione o degli usi, la spesa della mano d'opera eventualmente necessaria per la normale coltivazione del podere.
Le spese per la coltivazione del podere e per l'esercizio delle attività connesse, escluse quelle per la mano d'opera previste dall'articolo 2147, sono a carico del concedente e del mezzadro in parti eguali, se non dispongono diversamente [le norme corporative], la convenzione o gli usi.
Salvo diverse disposizioni [delle norme corporative] (1), della convenzione o degli usi, l'assegnazione delle scorte al termine della mezzadria deve farsi secondo le norme seguenti:
Direzione dell'impresa e assunzione di mano d'opera.
Iscrizione d'ufficio.
Cfr. Corte Costituzionale, ordinanza 18 gennaio 2008, n. 6 .
Cancellazione d'ufficio.
Efficacia dell'iscrizione.
Inosservanza dell'obbligo di iscrizione.
Salvo quanto disposto dagli articoli 2626 e 2634, chiunque omette di richiedere l'iscrizione nei modi e nel termine stabiliti dalla legge, è punito con l'ammenda da € 10 a € 516.
[All'atto della richiesta l'imprenditore deve depositare la sua firma autografa e quelle dei suoi institori e procuratori] (1)
Indicazione dell'iscrizione.
Cfr. Cassazione Civile, sez. I, sentenza 16 maggio 2008, n. 12469 .
Poteri dell'institore.
Obblighi dell'institore.
Responsabilità personale dell'institore.
Poteri dei commessi dell'imprenditore.
Cfr. Tribunale di Cassino, sentenza 27 giugno 2008 .
Cfr. Cassazione Civile, sez. tributaria, sentenza 21 dicembre 2007, n. 27034 .
(2) I commi che recitavano: "3. Gli obblighi di numerazione progressiva, vidimazione e gli altri obblighi previsti dalle disposizioni di legge o di regolamento per la tenuta dei libri, repertori e scritture, ivi compreso quello di regolare tenuta dei medesimi, sono assolti, in caso di tenuta con strumenti informatici, mediante apposizione, ogni tre mesi a far data dalla messa in opera, della marcatura temporale e della firma digitale dell'imprenditore, o di altro soggetto dal medesimo delegato, inerenti al documento contenente le registrazioni relative ai tre mesi precedenti.
4. Qualora per tre mesi non siano state eseguite registrazioni, la firma digitale e la marcatura temporale devono essere apposte all'atto di una nuova registrazione, e da tale apposizione decorre il periodo trimestrale di cui al terzo comma." sono stati così sostituite dal D.L. 13 maggio 2011, n. 70.
(3) Comma aggiunto dal D.L. 13 maggio 2011, n. 70.
﻿Art. 2220.