Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-89-codice-civile-divieto-temporaneo-di-nuove-nozze
Timestamp: 2018-12-15 12:44:51+00:00
Document Index: 97123670

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 140', 'sentenza ', 'art. 116', 'art. 31', 'art. 116']

Art. 89 codice civile: Divieto temporaneo di nuove nozze. | La Legge per tutti
Non può contrarre matrimonio (1) la donna, se non dopo trecento giorni dallo scioglimento, dall’annullamento o dalla cessazione degli effetti civili del precedente matrimonio. Sono esclusi dal divieto i casi in cui lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del precedente matrimonio siano stati pronunciati in base all’articolo 3, numero 2, lettere b) ed f), della legge 1 dicembre 1970, n. 898 (2), e nei casi in cui il matrimonio sia stato dichiarato nullo per impotenza (3), anche soltanto a generare, di uno dei coniugi.
Scioglimento: [v. 149].
Annullamento e cessazione degli effetti civili: in relazione al cd. matrimonio concordatario (cioè il matrimonio canonico con effetti civili), il codice non parla di scioglimento ma di cessazione degli effetti civili per evidenziare che in tali ipotesi non sono intaccati gli effetti religiosi del matrimonio.
L’annullamento, invece, può essere disposto con sentenza quando ricorrano dei vizi dell’atto costitutivo del vincolo matrimoniale. È evidente, perciò, che l’annullamento incide sul matrimonio inteso come atto mentre lo scioglimento opera sul rapporto che ne deriva.
(1) La violazione del divieto determina la semplice irregolarità del matrimonio. Le uniche conseguenze della violazione sono quelle previste dall’art. 140, cioè l’imposizione di una sanzione amministrativa a carico della donna che contrae matrimonio contro il divieto dell’altro coniuge e del pubblico ufficiale celebrante.
(2) Si tratta delle ipotesi in cui lo scioglimento del matrimonio viene chiesto a seguito della sentenza dichiarativa della separazione dei coniugi o quando non vi sia stata consumazione.
(3) In quest’ipotesi, come in quella richiamata nella nota precedente, è possibile l’immediata celebrazione del matrimonio per l’esistenza di fatti accertati in sede giudiziale.
Il fondamento della norma è costituito dalla volontà di evitare incertezze circa la paternità dei figli nati dopo lo scioglimento del matrimonio.
È legittimo il rifiuto opposto dall'ufficiale di stato civile alla richiesta di trascrizione di un matrimonio contratto all'estero tra persone dello stesso sesso.
Corte appello Roma 13 luglio 2006
Considerata la palese contrarietà all'ordine pubblico italiano della normativa straniera (nella specie, tunisina) che sancisce il divieto assoluto delle nozze per disparità di culto, per cui il rilascio del nulla osta di cui all'art. 116 c.c., comma 1 viene subordinato all'appartenenza, certa ed attestata, di entrambi gli sposi alla religione mussulmana, tale normativa deve ritenersi priva di effetti nel territorio del nostro Stato in conformità al principio generale ed irrinunciabile di cui all'art. 31 disp. prel. c.c.: deve perciò ordinarsi all'ufficiale dello stato civile richiesto dai nubendi di procedere alle pubblicazioni matrimoniali, pur in assenza del nulla osta di cui all'art. 116 cit., e, successivamente, alla celebrazione delle nozze dei ricorrenti.
Tribunale Barcellona P.G. 09 marzo 1995