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Timestamp: 2018-02-25 13:50:49+00:00
Document Index: 149760349

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 14', 'art. 10', 'art. 14', 'art. 3', 'art. 14', 'art. 2', 'art. 4']

Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale – Strade dei vini
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06132 - SAN MARTINO IN CAMPO (PG)
DM 29/03/2004
GU n.80 del 5/04/2004
Visto il regolamento (CE) n. 134 della commissione del 20 gennaio 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Comunita' europea L 15 del 21 gennaio 1998 con il quale e' stata registrata la indicazione geografica protetta «Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Comunita' Europea L 15 del 21 gennaio 1998;
Visto il decreto ministeriale del 29 marzo 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - Serie generale - n. 80 del 5 aprile 2004 con il quale e' stato attribuito al Consorzio di tutela del Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale il riconoscimento e l'incarico a svolgere le funzioni di cui all'art. 14, comma 15, della legge 21 dicembre 1999, n. 526 per la IGP «Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale»;
Visto il decreto ministeriale del 29 marzo 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - Serie generale - n. 124 del 30 maggio 2007 con il quale e' stato confermato per un triennio al Consorzio di tutela del Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale l'incarico a svolgere le funzioni di cui all'art. 14, comma 15, della legge 21 dicembre 1999, n. 526 per la IGP «Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale»;
Visto il decreto ministeriale dell'8 aprile 2010 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - Serie generale - n. 96 del 26 aprile 2010 con il quale e' stato confermato per un triennio al Consorzio di tutela del Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale l'incarico a svolgere le funzioni di cui all'art. 14, comma 15, della legge 21 dicembre 1999, n. 526 per la IGP «Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale»;
Visto il decreto ministeriale del 24 maggio 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - Serie generale - n. 133 dell'8 giugno 2013 con il quale e' stato confermato per un triennio al Consorzio di tutela del Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale l'incarico a svolgere le funzioni di cui all'art. 14, comma 15, della legge 21 dicembre 1999, n. 526 per la IGP «Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale»;
Considerato che la condizione richiesta dall'art. 5 del decreto 12 aprile 2000 sopra citato, relativo ai requisiti di rappresentativita' dei Consorzi di tutela, e' soddisfatta in quanto il Ministero ha verificato che la partecipazione, nella compagine sociale, dei soggetti appartenenti alla categoria «allevatori» nella filiera «carni fresche» individuata all'art. 4, lettera e) del medesimo decreto, rappresenta almeno i 2/3 della produzione controllata dall'Organismo di Controllo nel periodo significativo di riferimento. Tale verifica e' stata eseguita sulla base delle dichiarazioni presentate dal Consorzio richiedente e delle attestazioni rilasciate dall'organismo di controllo privato 3A PTA Soc. cons. a r.l., autorizzato a svolgere le attivita' di controllo sulla indicazione geografica protetta «Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale»;
Ritenuto pertanto necessario procedere alla conferma dell'incarico in capo al Consorzio di tutela del Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale a svolgere le funzioni indicate all'art. 14, comma 15, della legge n. 526/1999,
1. E' confermato per un triennio, l'incarico concesso con il decreto ministeriale del 29 marzo 2004 e successivamente rinnovato con decreto del 29 marzo 2007, con decreto dell'8 aprile 2010 ed infine con decreto del 24 maggio 2013, al Consorzio di tutela del Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale con sede legale in San Martino in Campo (PG), Via delle Fascine n. 4, a svolgere le funzioni di cui all'art. 14, comma 15, della legge 21 dicembre 1999, n. 526 per la IGP «Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale».
Visto il regolamento (CEE) n. 2081/92 del Consiglio del 14 luglio 1992 relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine dei prodotti agricoli ed alimentari;
Visto l'art. 14 della citata legge 21 dicembre 1999, n. 526, ed in particolare il comma 15 che individua, le funzioni per l'esercizio delle quali i Consorzi di tutela delle D.O.P., delle I.G.P. e delle S.T.G. possono ricevere, mediante provvedimento di riconoscimento, l'incarico corrispondente dal Ministero delle politiche agricole e forestali;
Visti i decreti ministeriali 12 aprile 2000, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 97 del 27 aprile 2000, emanati dal Ministero delle politiche agricole e forestali in attuazione dell'art. 14, comma 17 della citata legge n. 526/1999, relativi ai requisiti di rappresentativita' per il riconoscimento dei Consorzi di tutela delle D.O.P. e delle I.G.P. ed ai criteri di rappresentanza negli organi sociali dei medesimi Consorzi, determinati in ragione della funzione di rappresentare la collettivita' dei produttori interessati all'utilizzazione delle denominazioni protette e alla conservazione e alla difesa della loro reputazione, costituenti anche lo scopo sociale del Consorzio istante;
Visto il decreto 12 settembre 2000, n. 410, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 9 del 12 gennaio 2001 con il quale, in attuazione dell'art. 14, comma 16 della legge n. 526/1999, e' stato adottato il regolamento concernente la ripartizione dei costi derivanti dalle attivita' dei Consorzi di tutela delle D.O.P. e delle I.G.P. incaricati dal Ministero;
Visto il regolamento (CE) n. 134 della Commissione del 20 gennaio 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita' europee L 15 del 21 gennaio 1998 con il quale e' stata registrata la indicazione geografica protetta «Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale»;
Vista l'istanza presentata dal Consorzio di tutela del «Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale» I.G.P., con sede in Perugia, fraz. San Martino in Colle, via Viscioloso n. 21, intesa ad ottenere il riconoscimento dello stesso ad esercitare le funzioni indicate all'art. 14, comma 15 della citata legge n. 526/1999;
Considerato che la condizione richiesta dall'art. 5 del decreto 12 aprile 2000, sopra citato, relativo ai requisiti requisiti di rappresentativita' dei Consorzi di tutela e' soddisfatta in quanto il Ministero ha verificato la partecipazione, nella compagine sociale, dei soggetti appartenenti alla categoria allevatori e macellatori nella filiera carni fresche, individuata all'art. 4, lettera e) del medesimo decreto, che rappresentano almeno i 2/3 della produzione. controllata dal predetto organismo di controllo, nel periodo significativo di riferimento. La verifica di cui sopra e' stata eseguita sulla base delle dichiarazioni presentate dal Consorzio richiedente e delle attestazioni rilasciate dall'organismo privato 3 A - Parco Tecnologico Agroalimentare dell'Umbria, autorizzato a svolgere le attivita' di controllo sulla indicazione geografica protetta «Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale» con decreto ministeriale 18 ottobre 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 250 del 23 ottobre 1999 e successivamente prorogato;
Considerate le funzioni non surrogabili del Consorzio di tutela di una D.O.P. o di una I.G.P., al quale l'art. 14 della legge 21 dicembre 1999, n. 526, attribuisce in via esclusiva, fatte salve le attivita' di controllo svolte ai sensi dell'art. 10 del regolamento (CEE) n. 2081/92 di spettanza dell'organismo privato autorizzato sopra indicato, le attivita' concernenti le proposte di disciplina di produzione, quelle di miglioramento qualitativo della stessa, anche in termini di sicurezza alimentare, nonche' in collaborazione con il Ministero delle politiche agricole e forestali, le attivita' di salvaguardia delle D.O.P. e delle I.G.P. da abusi, atti di concorrenza sleale contraffazioni, uso improprio delle denominazioni protette nel territorio di produzione e in quello di commercializzazione, anche mediante la stipulazione di convenzioni con i soggetti interessati al confezionamento e all'immissione al consumo del prodotto tutelato, non incidenti sulle caratteristiche chimico-fisiche e organolettiche, sulla identificazione certa dello stesso e conformi al disciplinare di produzione registrato in ambito europeo;
Ritenuto pertanto necessario procedere al riconoscimento del Consorzio di tutela del «Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale» I.G.P. al fine di consentirgli l'esercizio delle attivita' sopra richiamate e specificamente indicate all'art. 14, comma 15 della citata legge n. 526/1999;
Lo statuto del Consorzio di tutela del «Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale» I.G.P., con sede in Perugia, fraz. San Martino in Colle, via Viscioloso n. 21, e' conforme alle prescrizioni di cui all'art. 3 del decreto 12 aprile 2000, recante disposizioni generali relative ai requisiti di rappresentativita' dei Consorzi di tutela delle denominazioni di origine protette (D.O.P) e delle indicazioni geografiche protette (I.G.P.).
1. Il Consorzio di tutela del «Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale» I.G.P. e' riconosciuto ai sensi dell'art. 14, comma 15 della legge 21 dicembre 1999, n. 526, ed e' incaricato di svolgere le funzioni previste dal medesimo comma, sulla I.G.P. «Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale» registrata con regolamento (CE) n. 134 della Commissione del 20 gennaio 1998.
2. Gli atti del Consorzio di cui al comma precedente, dotati di rilevanza esterna, contengono gli estremi del presente decreto di riconoscimento al fine di distinguerlo da altri enti, anche non consortili, aventi quale scopo sociale la tutela dei propri associati e di rendere evidente che lo stesso e' l'unico soggetto incaricato dal Ministero allo svolgimento delle funzioni di cui al comma 1 per la I.G.P. «Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale».
Il Consorzio di tutela del «Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale» I.G.P. non puo' modificare il proprio statuto e gli eventuali regolamenti interni senza il preventivo assenso dell'autorita' nazionale competente.
Il Consorzio di tutela del «Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale» I.G.P. puo' coadiuvare, nell'ambito dell'incarico conferitogli con l'art. 2 del presente decreto, l'attivita' di autocontrollo svolta dai propri associati e, ove richiesto, dai soggetti interessati all'utilizzazione della I.G.P. «Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale» non associati, a condizione che siano immessi nel sistema di controllo dell'organismo autorizzato.
1. I costi conseguenti alle attivita' per le quali e' incaricato il Consorzio di tutela del «Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale» I.G.P. sono ripartiti in conformita' del decreto 12 settembre 2000, n. 410, di adozione del regolamento concernente la ripartizione dei costi derivanti delle attivita' dei Consorzi di tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche protette incaricati dal Ministero delle politiche agricole e forestali.
2. I soggetti immessi nel sistema di controllo della I.G.P. «Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale» appartenenti alla categoria «allevatori e macellatori» nella filiera carni fresche, individuata all'art. 4, lettera e) del decreto 12 aprile 2000, recante disposizioni generali relative ai requisiti di rappresentativita' dei Consorzi di tutela delle D.O.P. e delle I.G.P., sono tenuti a sostenere i costi di cui al comma precedente, anche in caso di mancata appartenenza al Consorzio di tutela.