Source: https://www.approdocalabria.it/giornale/giordano-idv-illegittime-le-tariffe-della-sorical/
Timestamp: 2020-08-05 14:12:06+00:00
Document Index: 71634711

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art 13', 'art. 154', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 17', 'art 13', 'art. 154', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 8']

Giordano (Idv): illegittime le tariffe della Sorical | Approdo Calabria
Giordano (Idv): illegittime le tariffe della Sorical
Ha presentato una interrogazione a risposta immediata al Presidente del Consiglio Francesco Talarico, sulla grave crisi finanziarie degli enti locali calabresi a seguito del contenzioso con la Sorical e sulla legittimità delle tariffe applicate per il servizio di erogazione di acqua per usi idropotabili per sapere quanti comuni si trovano in una situazione debitoria con la Sorical e se la regione
REGGIO CALABRIA – Giuseppe Giordano, Consigliere regionale dell’Idv, unitamente al Capogruppo Emilio De Masi e al Consigliere Mimmo Talarico,ha presentato una interrogazione a risposta immediata alPresidente del Consiglio Francesco Talarico, sulla grave crisi finanziarie degli enti locali calabresi a seguito del contenzioso con la Sorical e sulla legittimità delle tariffe applicate per il servizio di erogazione di acqua per usi idropotabili per sapere quanti comuni si trovano in una situazione debitoria con la Sorical e se la regione, quale socio di maggioranza, abbia esercitato un controllo sulle nuove “Convenzioni di utenza” fatte sottoscrivere agli enti locali. Il gruppo Idv interroga anche per sapere, ancora una volta, se la Sorical, società mista nella quale la Regione è socio di maggioranza, abbia tenuto conto dei parametri legislativi nella determinazione delle tariffe per la somministrazione dell’acqua potabile; se nella errata e arbitraria determinazione delle tariffe non si concretizzi una grave inadempienza degli obblighi imposti nella convenzione fra Sorical e Regione Calabria, atteso che l’aumento della tariffa applicata dalla SORICAL non è conforme alle previsioni contrattuali ai sensi dell’art. 8, sesto comma, che prevede che la tariffa non sarebbe stata aumentata per i primi 5 anni e quindi nessun aumento poteva essere fatto prima dell’1.11.2009.Quali iniziative insomma,incalzano i consiglieri regionali dell’idv – la Giunta regionale intende intraprendere, tenuto conto dei poteri di vigilanza e controllo, per intervenire nei confronti della Sorical perché riveda le tariffe, determini in modo corretto gli importi dovuti dagli enti locali ai fini di una compensazione rispetto ai crediti vantati nei confronti degli stessi, determini delle condizioni di rientro dei crediti vantati più equi e meno vessatori anche attraverso la revisione delle clausole contrattuali previste nelle nuove convenzioni di utenza. “Già ad Agosto dello scorso annopresentamo una interrogazione urgente a risposta scritta portante il n° 32 ed avente ad oggetto la problematica inerente le tariffe applicate dalla Sorical ai comuni calabresi per il servizio di erogazione di acqua per usi idropotabili. L’interrogazione depositata tendeva a puntualizzare come l’art.. 154 del D.Lgs 152/2006, così come prima l’art 13 della legge Galli (36/94) prevede che il servizio idrico sia reso in regime di tariffa e non di prezzo. La stessa Corte dei Conti della Calabria, sezione controllo, con la delibera n. 388/2010 ha ribadito che , sulla scorta degli interventi della Corte Costituzionale, è precluso al legislatore regionale intervenire nel settore con una disciplina difforme da quella statale”. Nella medesima interrogazione si ricordava che per la Regione Calabria ,non avendo istituito le autorità d’ambito, non è applicabile l’art. 154, né il metodo normalizzato di cui all’art. 13 della legge Galli (abrogata dal D.Lgs 152/2006). Il comma 3 dell’art. 2 del D.L. 79/1995 (che ha sostituito il comma 2 dell’art. 17 della l. 319/1976) ha previsto che in caso di mancata elaborazione del c.d. metodo normalizzato, spetti al CIPE determinare la tariffa dell’acqua. In questa ottica il CIPE emanava dei provvedimenti che,però, sono stati violati sistematicamente dalla Sorical, la quale non si è conformata negli anni alle stesse previsioni contrattuali che regolamentano i rapporti tra detta società e la Regione Calabria; viste le condizioni drammatiche in cui versavano e versano tuttora i comuni calabresi si chiedeva di sapere se rispondesse al vero quanto illustrato e di adottare conseguentemente una serie di iniziative che potessero risolvere i problemi segnalati.A tutt’oggi, non è pervenuto alcun chiarimento sulle problematiche sollevate con l’interrogazione presentata, né tantomeno la Giunta regionale ha posto in essere iniziative concrete finalizzate a dirimere tutti i dubbi sollevati dalla gestione Sorical negli anni; addirittura la situazione finanziaria dei comuni si sta facendo sempre più drammatica con la Sorical impegnata in una azione sistematica di messa in mora dei comuni morosi i quali si trovano costretti, per impedire una riduzione della fornitura con disagi per la popolazione, a sottoscrivere delle nuove “Convenzioni di utenza” le cui clausole contrattuali sono a dir poco svantaggiose per gli enti locali. Il rischio concreto – scrivono nell’interrogazione- è quello di mettere in ginocchio la tenuta finanziaria degli enti locali con gravi ripercussioni sui servizi essenziali per la cittadinanza”.
ON.LE FRANCESCO TALARICO
Oggetto:Sulla grave crisi finanziarie degli enti locali calabresi a seguito del contenzioso con la SORICAL e sulla legittimità delle tariffe applicate per il servizio di erogazione di acqua per usi idropotabili
in data 04/08/2010 veniva presentata scrivente interrogazione urgente a risposta scritta portante il n° 32 ed avente ad oggetto la problematica inerente le tariffe applicate dalla Sorical ai comuni calabresi per il servizio di erogazione di acqua per usi idropotabili;
l’interrogazione depositata tendeva a puntualizzare come l’art.. 154 del D.Lgs 152/2006, così come prima l’art 13 della legge Galli (36/94) prevede che il servizio idrico sia reso in regime di tariffa e non di prezzo.La stessa Corte dei Conti della Calabria, sezione controllo, con la delibera n. 388/2010 ha ribadito che , sulla scorta degli interventi della Corte Costituzionale,, è precluso al legislatore regionale intervenire nel settore con una disciplina difforme da quella statale”.
nella medesima interrogazione si ricordava che per la Regione Calabria ,non avendo istituito le autorità d’ambito , non è applicabile l’art. 154, né il metodo normalizzato di cui all’art. 13 della legge Galli (abrogata dal D.Lgs 152/2006). Il comma 3 dell’art. 2 del D.L. 79/1995 (che ha sostituito il comma 2 dell’art. 17 della l. 319/1976) ha previsto che in caso di mancata elaborazione del c.d. metodo normalizzato, spetti al CIPE determinare la tariffa dell’acqua. In questa ottica, come meglio specificato nella interrogazione, il CIPE emanava dei provvedimenti che,però, sono stati violati sistematicamente dalla Sorical, la quale non si è conformata negli anni alle stesse previsioni contrattuali che regolamentano i rapporti tra detta società e la Regione Calabria;
viste le condizioni drammatiche in cui versavano e versano tuttora i comuni calabresi si chiedeva di sapere se rispondesse al vero quanto illustrato e di adottare conseguentemente una serie di iniziative che potessero risolvere i problemi segnalati;
a tutt’oggi, non è pervenuto alcun chiarimento sulle problematiche sollevate con l’interrogazione presentata, né tantomeno la Giunta regionale ha posto in essere iniziative concrete finalizzate a dirimere tutti i dubbi sollevati dalla gestione Sorical negli anni;
addirittura la situazione finanziaria dei comuni si sta facendo sempre più drammatica con la Sorical impegnata in una azione sistematica di messa in mora dei comuni morosi i quali si trovano costretti, per impedire una riduzione della fornitura con disagi per la popolazione, a sottoscrivere delle nuove “Convenzioni di utenza” le cui clausole contrattuali sono a dir poco svantaggiose per gli enti locali;
il rischio concreto, nonostante diversi comuni abbiano intrapreso la via giudiziaria per resistere alle richieste ritenute illegittime da parte di Sorical, è quello di mettere in ginocchio la tenuta finanziaria degli enti locali con gravi ripercussioni sui servizi essenziali per la cittadinanza;
per sapere quanti comuni si trovino in una situazione debitoria con la Sorical e se la regione,quale socio di maggioranza, abbia esercitato un controllo sulle nuove “Convenzioni di utenza” fatte sottoscrivere agli enti locali;
per sapere, ancora una volta, se la Sorical, società mista nella quale la Regione è socio di maggioranza, abbia tenuto conto dei parametri legislativi nella determinazione delle tariffe per la somministrazione dell’acqua potabile;
se nella errata e arbitraria determinazione delle tariffe non si concretizzi una grave inadempienza degli obblighi imposti nella convenzione fra Sorical e Regione Calabria, atteso che l’aumento della tariffa applicata dalla SORICAL non è conforme alle previsioni contrattuali ai sensi dell’art. 8, sesto comma, che prevede che la tariffa non sarebbe stata aumentata per i primi 5 anni e quindi nessun aumento poteva essere fatto prima dell’1.11.2009;
quali iniziative la Giunta regionale intende intraprendere, tenuto conto dei poteri di vigilanza e controllo, per intervenire nei confronti della Sorical perché riveda le tariffe, determini in modo corretto gli importi dovuti dagli enti locali ai fini di una compensazione rispetto ai crediti vantati nei confronti degli stessi, determini delle condizioni di rientro dei crediti vantati più equi e meno vessatori anche attraverso la revisione delle clausole contrattuali previste nelle nuove convenzioni di utenza.
On. Emilio DE MASI
On. Domenico TALARICO