Source: http://www.marcovalussi.it/tag/costituzione-italiana/
Timestamp: 2013-06-18 05:11:44+00:00
Document Index: 14992955

Matched Legal Cases: ['art.2', 'art.3', 'art.1', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 32']

Costituzione italiana | Silphion
Appello dei civilisti
Posted on 02/03/2009 by silphion	L’incontro di ieri con il senatore Ignazio Marino a Verona sul tema del testamento biologico mi ha ricordato di postare questo appello, firmato da 30 civilisti italiani, sottoscritto anche da una trentina di giuslavoristi e da proceduralisti, mandato a tutti i quotidiani italiani ma pubblicato (su carta, che sul web Bioetiche ha risposto subito) solo da Micromega:
b) La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea protegge il diritto alla vita (art.2) e il diritto all’integrità della persona (art.3) nel titolo dedicato alla Dignità, che è anche il primo, fondamentale diritto della persona (art.1). All’integrità della persona, in ragione della dignità, è consustanziale il principio di autodeterminazione stabilito nel secondo comma dell’art. 2, secondo il quale “Nell’ambito della medicina e della biologia devono essere in particolare rispettati: il consenso libero e informato della persona interessata, secondo le modalità definite dalla legge, ecc.” Ancora una volta il principio non è limitato ai trattamenti terapeutici, ma riguarda la libera determinazione nel campo medico-biologico.”
c) La Costituzione italiana, che tutela l’autodeterminazione all’art. 13, configura all’art. 32 il principio del consenso come elemento coessenziale al diritto alla salute, e prevede che anche nei casi in cui il legislatore si avvalga del potere di imporre un trattamento sanitario, “in nessun caso possa violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Tale dignità non può essere intesa solo in un senso affidato a criteri oggettivi, ma implica il rispetto dell’identità senza la quale cade la ragion d’essere della dignità dell’uomo. d) Il principio che consente il rifiuto di atti medici anche benefici è un’acquisizione consolidata della giurisprudenza europea, a valle di una evoluzione che risale alla fine dell’800; e più volte si è confermato che anche di fronte allo stato di necessità il libero, consapevole, lucido dissenso dev’essere rispettato. Un tale diritto di rifiutare le terapie, anche di sostegno vitale, non ha nulla a che fare con l’eutanasia, che consiste invece in una condotta direttamente intesa a procurare la morte. e) Egualmente estraneo all’eutanasia è il principio condiviso in bioetica e in biodiritto per cui l’interruzione delle cure, anche senza volontà espressa del paziente divenuto incapace, debba essere praticata non solo quando le cure sono sproporzionate (c.d. accanimento terapeutico) ma anche quando esse siano inutili o abbiano il solo effetto del mantenimento in vita artificiale (cfr. l’art. L 1110-5, 2° comma, del Code de la santé publique, modificato dalla L. n. 2005-370 del 22 aprile 2005 “Relativa ai diritti del malato ed alla fine della vita”, e l’art. R 4127-37 del Code de la santé publique, modificato dal decreto n. 2006-120 del 6 febbraio 2006).
Confidiamo che il legislatore italiano saprà e vorrà tenere in conto questi principi e adeguare ad essi la disciplina delle direttive anticipate, evitando di espropriare la persona del diritto elementare di accettare la morte che la malattia ha reso inevitabile, di combattere il male secondo le proprie misure e – se ritiene – praticando soltanto il lenimento della sofferenza, senza rimanere prigioniera, per volontà di legge, di meccanismi artificiali di prolungamento della vita biologica.
Guido Alpa	- Università di Roma La Sapienza
Giuseppe Amadio	- Università di Padova
Tommaso Auletta	- Università di Catania
Angelo Barba	- Università di Siena
Massimo Basile	- Università di Messina
Alessandra Bellelli	- Università di Perugia
Andrea Belvedere	- Università di Pavia
Paolo Cendon	- Università di Trieste
Donato Carusi	- Università di Genova
Maria Carla Cherubini	- Università di Pisa
Maria Vita De Giorgi	- Università di Ferrara
Valeria De Lorenzi	- Università di Torino
Raffaella De Matteis	- Università di Genova
Gilda Ferrando	- Università di Genova
Massimo Franzoni	- Università di Bologna
Paolo Gaggero	- Università di Milano Bicocca
Aurelio Gentili	- Università di Roma Tre
Francesca Giardina	- Università di Pisa
Biagio Grasso	- Università di Napoli Federico II
Gianni Iudica	- Università Bocconi Milano
Gregorio Gitti	- Università di Milano Statale
Leonardo Lenti – Università di Torino
Francesco Macario	- Università di Roma Tre
Marisaria Maugeri	- Università di Catania
Cosimo Marco Mazzoni	- Università di Siena
Marisa Meli	- Università di Catania
Salvatore Monticelli	- Università di Foggia
Giovanni Passagnoli	- Università di Firenze
Salvatore Patti	-	Università di Roma La Sapienza
Paolo Pollice	-	Università di Napoli
Roberto Pucella	- Università di Bergamo
Enzo Roppo	-	Università di Genova
Carlo Rossello	- Università di Genova
Liliana Rossi Carleo	- Università di Napoli
Giovanna Savorani	-	Università di Genova
Claudio Scognamiglio	- Università di Roma “Tor Vergata”
Chiara Tenella Sillani	-	Università di Milano Statale
Giuseppe Vettori	-	Università di Firenze
Alessio Zaccaria	-Università di Verona
Mario Zana -	Università di Pisa
Paolo Zatti	- Università di Padova
Posted in news	| Tagged Convenzione di Oviedo, Costituzione italiana, diritti umani, Eluana Englaro, fine vita, salute, testamento biologico, Unione Europea	Non posso che citare…
Posted on 09/02/2009 by silphion	Mi ero ripromesso di mantenere un rispettoso silenzio su questo blog rispetto alla vicenda Englaro, lasciando ad altri luoghi ed altre dimensioni di discussione la mia frustrazione, rabbia e indignazione. Altri hanno già discusso ampiamente di tutto questo, ma non posso esimermi dall’aderire allo spirito del post di Chiara Lalli su Bioetica, che riassume bene posizioni che condivido.
” (…) Scrivere di Eluana, in un clima tanto convulso e infetto, è una azione di estrema difesa contro questi spietati burocrati della morte. Non è solo Eluana ad essere aggredita, ma la stessa possibilità di definire il nostro Stato come liberale e laico. (…) Le implicazioni sono vaste e profonde, disegnano il profilo di una metastasi forse ancora difficilmente rilevabile ma inarrestabile, e che ingoia le libertà fondamentali e i diritti civili.
Questa nuova forma di paternalismo è viscida e odiosa, perché non ha nemmeno il coraggio di darsi il nome che le spetta”
E già che ci siamo, cito anche il post precedente di Giuseppe Regalzi, qui, sull’esposizione tendenziosa di “dati” artatamente scelta per oscurare invece che rischiarare. Una vergogna per chi ha accettato di non chiarire il proprio pensiero e/o per chi ha scelto di divulgarlo in questo modo.
Posted in news	| Tagged bioetica, Consulta di Bioetica, Costituzione italiana, diritti, Eluana Englaro, etica, fine vita, morte, paternalismo, stato vegetativo post-traumatico	Fammi scegliere	Chi cerca trova	Search