Source: http://www.danielenicotra.it/2019/07/30/rassegna-corrispettivi-e-registratori-telematici/
Timestamp: 2019-10-15 14:21:07+00:00
Document Index: 161183637

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 22', 'art. 21', 'art. 3']

Rassegna: Corrispettivi e Registratori Telematici – Dott. Daniele Nicotra
A partire dal 1° luglio 2019 i soggetti rientranti nell’articolo 22 del D.P.R. 633/72 (commercianti al dettaglio, artigiani che erogano prestazioni in locali aperti al pubblico, ecc.), che hanno conseguito un volume d’affari complessivo, nell’anno 2018, superiore a 400mila euro, sono chiamati ad affrontare il nuovo obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri.
Partono dunque i cosiddetti corrispettivi telematici, che andranno a sostituire sia lo scontrino fiscale che la ricevuta fiscale, i quali non saranno più utilizzabili.
Dal DL Crescita più tempo per trasmettere
Prima di entrare nel dettaglio del “documento commerciale” è doveroso segnalare che un emendamento approvato al D.L. Crescita prevede che – fermo restando l’obbligo di memorizzazione telematica – la trasmissione dei corrispettivi, che dovrebbe essere giornaliera, possa essere effettuata entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione. Inoltre, per i soggetti interessati dal 1° luglio 2019, e sino al 1° gennaio 2020, non si applicheranno comunque sanzioni se la trasmissione sarà effettuata entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.
Riferimento normativo e soggetti interessati
Tornando sul punto dei corrispettivi telematici, la norma di riferimento è l’articolo 2, comma 2, del D.Lgs. n. 127 del 5 agosto 2015, così come risultante a seguito della riscrittura operata con l’articolo 17 comma 1 lettera a) del D.L. 23 ottobre 2018 n. 119; ad essere interessati sono tutti i soggetti che certificano i propri ricavi tramite “corrispettivi”, ovvero coloro che attualmente emettono scontrino fiscale o ricevuta fiscale, essendo chiamati ad emettere fattura solo laddove questa venga espressamente richiesta dal cliente.
L’obbligo, come si è detto, è anticipato al 1° luglio 2019 per i soggetti aventi volume d’affari nel 2018 superiore a 400mila euro, ed è peraltro previsto un esonero, ma solo fino al 1° gennaio 2020, per i soggetti che pur avendo raggiunto la summenzionata soglia di ricavi hanno conseguito nel 2018 corrispettivi in maniera del tutto marginale. Il D.M. del 10 maggio 2019 ha identificato tale soglia con l’1% del volume d’affari complessivo.
Sono interessate dall’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi, le attività di cui all’art. 22 del D.P.R. 633/1972, Decreto Iva.
• cessioni di beni effettuate da commercianti al minuto autorizzati in locali aperti al pubblico, in spacci interni, mediante apparecchi di
distribuzione automatica, per corrispondenza, a domicilio o in forma ambulante;
• prestazioni alberghiere e somministrazioni di alimenti e bevande effettuate dai pubblici esercizi, nelle mense aziendali o mediante
apparecchi di distribuzione automatica;
• prestazioni di trasporto di persone nonché di veicoli e bagagli al seguito;
• prestazioni di servizi rese nell’esercizio di imprese in locali aperti al pubblico, in forma ambulante o nell’abitazione dei clienti;
• prestazioni di custodia e amministrazioni di titoli e per gli altri servizi resi da aziende o istituti di credito e da società finanziarie o
• operazioni esenti indicate ai numeri da 1) a 5) e ai numeri 7), 8), 9), 16) e 22) dell’art. 10 (decreto Iva);
• attività di organizzazione di escursioni, visite della città, giri turistici ed eventi similari, effettuate dalle agenzie di viaggi e turismo;
• prestazioni di servizi di telecomunicazione, di servizi di teleradiodiffusione e di servizi elettronici resi a committenti che agiscono al di fuori dell’esercizio d’impresa, arte o professione.
A. Operazioni non soggette all’obbligo di certificazione dei corrispettivi, ai sensi dell’art. 2 del D.P.R. 21 dicembre 1996, n. 696, del D.M. 13 febbraio 2015 e del D.M. 27 ottobre 2015;
B. Prestazioni di trasporto pubblico collettivo di persone e di veicoli e bagagli al seguito, se i biglietti di trasporto assolvono la funzione di certificazione fiscale;
C. Fino al 31 dicembre 2019 per le operazioni collegate e connesse a quelle di cui alla lettera a) e b) nonché alle operazioni di cui all’art. 22 del D.P.R. 633/1972 effettuate in via marginale rispetto a quelle della lettera
a) e b) o a quelle soggette all’obbligo di fatturazione ai sensi dell’art. 21 dello stesso decreto; sono considerate effettuate in via marginale, le operazioni i cui ricavi o compensi non sono superiori all’1% del volume d’affari dell’anno 2018;
D. Alle operazioni di cessione di beni e prestazioni di servizi effettuate a bordo di navi, aerei o treni qualora il trasporto sia internazionale (ad esempio crociere internazionali).
Dal 1° gennaio 2020 tutti i soggetti di cui all’articolo 22 del D.P.R. 633/72 saranno tenuti ad ottemperare, con l’esclusione dei soggetti che già ad oggi sono esonerati dall’emissione dello scontrino fiscale o della ricevuta fiscale ex D.P.R. n. 696/1996 (es. vendite per corrispondenza), ricordando altresì che il D.M. 10 maggio 2019 precisa che in futuro, previo accordo con le rispettive associazioni di categoria, via via tutti i soggetti ancora esonerati potrebbero essere attratti nell’obbligo.
Fatto questo primo quadro introduttivo, vediamo quale tipo di documento sostituirà lo scontrino fiscale o la ricevuta fiscale.
Innanzi tutto, ribadiamo che gli scontrini fiscali e le ricevute fiscali non saranno più utilizzabili nel momento in cui viene ad essere operativo l’obbligo di corrispettivo telematico (quindi, a partire dal 1° luglio 2019 o dal 1° gennaio 2020, a seconda delle situazioni).
Per la corretta memorizzazione dei corrispettivi e la trasmissione telematica giornaliera, si dovranno utilizzare i Registratori Telematici, ovvero dei particolari registratori di cassa che, a differenza dei loro predecessori, sono dotati di una memoria interna inaccessibile ed immodificabile, che garantisce la memorizzazione dei corrispettivi. Inoltre, i medesimi RT sono dotati anche delle funzionalità atte alla trasmissione telematica dei corrispettivi stessi.
Ogni “punto cassa” dovrà effettuare giornalmente la trasmissione dei corrispettivi all’Agenzia delle entrate (salvo quanto previsto nell’emendamento approvato al DL Crescita), a meno che non si decida di adottare un Server RT: un computer, avente caratteristiche tecniche prestabilite, che colletta le informazioni dei corrispettivi raccolte dai diversi punti cassa, e ne effettua una trasmissione cumulativa. Sul punto è bene ricordare che possono (si tratta dunque di una facoltà, non di un obbligo) dotarsi di server RT esclusivamente i contribuenti aventi almeno tre punti cassa nel medesimo luogo, ed anche il Server RT deve essere collocato nei medesimi locali; inoltre, la rete che collega i punti cassa con il server deve avere caratteristiche tecniche predefinite, atte a garantire che i dati siano preservati nel passaggio dai Registratori Telematici al Server.
Questo, per quanto riguarda il punto di vista dell’esercente, che quindi andrà a “digitare” l’incasso sul Registratore Telematico, ottenendone così la memorizzazione e la base dati necessaria alla trasmissione dei corrispettivi, trasmissione che peraltro sostituisce l’obbligo di tenuta del registro dei corrispettivi stesso.
Dal punto di vista dell’acquirente, invece, a cambiare sarà il documento che si ottiene a titolo di ricevuta. Non più una ricevuta fiscale, o uno scontrino fiscale, bensì un documento commerciale:il “nuovo scontrino”, o la nuova “ricevuta fiscale”.
Tale documento commerciale è già stato disciplinato in precedenza a livello normativo, poiché la trasmissione telematica dei corrispettivi – che ora diviene obbligatoria – è già da anni presente nella nostra legislazione, per quanto fosse utilizzabile a titolo facoltativo. Le caratteristiche sono state, infatti, definite con Decreto MEF 7 dicembre 2016 (pubblicato in G.U. il 29 dicembre 2016).
Saranno tenuti a rilasciare il documento commerciale tutti i soggetti di cui all’articolo 22 D.P.R. 633/72 non appena scatterà per loro l’obbligo di trasmissione del corrispettivo telematico, a meno che, ovviamente, il cliente non richieda fattura (ordinaria o semplificata, per importi fino a 400 euro), che tiene conto del corrispettivo.
Il documento commerciale sarà emesso secondo le modalità di cui al Provvedimento 28 ottobre 2016 n. 182017 ovvero, in altri termini, dal Registratore Telematico, e dovrà essere stampato su carta, in modo tale da consentirne la leggibilità e la conservazione nel tempo.
È anche prevista l’emissione in forma elettronica, su richiesta del cliente. In questo caso, il cliente comunica il proprio indirizzo e-mail e riceve il documento commerciale direttamente via posta elettronica.
Il documento commerciale contiene (almeno):
dati del soggetto emittente (denominazione, ragione sociale, nome e cognome, partita IVA ed ubicazione dell’esercizio);
ammontare del corrispettivo dovuto e pagato.
Si tratta, in sostanza, di un documento estremamente simile all’attuale scontrino fiscale, e come quest’ultimo, varrà a titolo di garanzia ma non avrà valore ai fini fiscali (per esempio, per far valere detrazioni).
Valore ai fini fiscali del documento commerciale
Affinché il documento commerciale valga anche ai fini fiscali, questo dovrà essere integrato dal codice fiscale o dalla partita IVA del cliente (ovvero, essere l’equivalente di quello che oggi è lo scontrino “parlante”).
Peraltro, è bene ricordare che l’emissione di un documento commerciale integrato di codice fiscale o partita IVA dell’acquirente costituisce anche documento riconosciuto valido per l’emissione di fattura differita, ex articolo 21 comma 4 D.P.R. 633/72.
Le spese farmaceutiche
Menzione a parte meritano le spese sanitarie certificate da scontrino (es. farmacie). Secondo la normativa inerente i corrispettivi elettronici, il documento commerciale che riporti il codice fiscale dell’acquirente è considerato valido ai fini della detrazione IRPEF. Per quanto riguarda il soggetto emittente, peraltro, al fine di evitare una duplicazione di adempimenti (ovvero la trasmissione giornaliera dei corrispettivi ed anche la trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria), è previsto che si possa effettuare una trasmissione giornaliera al Sistema TS, che vale anche quale trasmissione dei corrispettivi ai fini fiscali.
Per completezza, si ricorda che con il Provvedimento prot. 99297/2019 l’Agenzia delle Entrate è andata a modificare il Provvedimento 182017/2016, prevedendo che “la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri può essere effettuata anche utilizzando una procedura web messa gratuitamente a disposizione dei contribuenti in area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate”.
Secondo quanto annunciato, l’applicazione sarà fruibile anche da dispositivi mobili (smartphone, tablet, ecc.). In sostanza, tramite app sarà possibile memorizzare e trasmettere direttamente i dati dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate.
Il provvedimento precisa, altresì, che tale applicazione consentirà anche di generare il documento commerciale. In sostanza, utilizzando l’app sarà possibile fare a meno del Registratore Telematico; tuttavia occorre considerare che sarà necessario dotarsi degli strumenti necessari per la stampadel documento commerciale, che è comunque obbligatoria.
Corrispettivi telematici, rilasciate le funzioni di invio per il periodo transitorio
Sono state rese disponibili il 29 luglio le funzioni di trasmissione dei corrispettivi giornalieri da utilizzarsi nel periodo transitorio (primi sei mesi dall’obbligo) da parte dei soggetti che non sono riusciti a dotarsi in tempo di un Registratore telematico.
Come noto, a partire dal 1 luglio 2019, i contribuenti di cui all’articolo 22 D.P.R. 633/72, che nel 2018 hanno conseguito un volume d’affari superiore a 400mila euro, sono tenuti a certificare i corrispettivi telematicamente, ovvero, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, D.Lgs. 127/2015, sono tenuti alla memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi.
I soggetti obbligati, a partire dal 1 luglio, possono:
Essersi dotati di Registratore Telematico in tempo utile, ed in tal caso già effettuano la trasmissione dati mediante l’apparecchiatura in uso, e pertanto non sono interessati dalla procedura in oggetto;
Aver utilizzato per la certificazione dei corrispettivi il Documento Commerciale on line, assolvendo in tal caso immediatamente gli obblighi di certificazione e trasmissione, ed anche in questo caso non occorre procedere all’invio con la procedura qui analizzata;
Non aver utilizzato né la soluzione 1) né la 2), proseguendo, come disposto dall’articolo 12-quinquies del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34 (cd. “Decreto Crescita”), introdotto in sede di conversione dalla legge n. 58 del 28 giugno 2019 e meglio chiarito dalla Circolare 15/E/2019 con l’emissione dei “vecchi” scontrini fiscali o ricevute fiscali e mantenendo il registro dei corrispettivi giornaliero, avvalendosi della possibilità di poter trasmettere telematicamente i dati in un secondo momento, posto che “le sanzioni previste dal comma 6 [dell’articolo 2 del decreto legislativo n. 127 del 2015] non si applicano in caso di trasmissione telematica dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, fermi restando i termini di liquidazione dell’imposta sul valore aggiunto”.
Oggetto del presente intervento sono pertanto i soggetti di cui al punto 3), ovvero i contribuenti già obbligati agli e-corrispettivi, ma che non essendosi trovati pronti possono – esclusivamente per i primi sei mesi, e sino a messa in uso del RT – mantenere le pregresse modalità certificative (assolvendo così l’obbligo di “memorizzazione” come chiarito dalla Circolare 15/E), per poi assolvere all’obbligo di trasmissione, entro l’ultimo giorno del mese successivo, inviando i dati tramite la piattaforma Fatture e Corrispettivi, ora aggiornata in tal senso.
Per effettuare la trasmissione telematica dei corrispettivi occorre, dunque, utilizzare la Piattaforma Fatture e Corrispettivi / sezione Corrispettivi / Corrispettivi per esercenti non in possesso di RT (soluzione transitoria) – voce, quest’ultima, di nuova introduzione.
Tale trasmissione, che può essere effettuata anche da un intermediario ex art. 3, comma 3, del d.P.R. n. 322/98, e può materialmente essere effettuata generando ex novo il file XML contenente i dati dei corrispettivi, oppure importando un file XML parziale da modificarsi, o ancora importando un file XML completo, utilizzando in questo caso la piattaforma solo per la mera fase di firma ed invio.
Area Generazione
Il contribuente che non abbia già a propria disposizione un file XML conforme al Provvedimento 4 luglio 2019 potrà inviare i corrispettivi compilando un “foglio corrispettivi” web, accedendo all’Area Generazione.
Sempre entro tale area potrà anche essere importato un file XML incompleto, con possibilità di modifica (funzione importa da file XML).
Sono pertanto previste sia la funzione “Crea File” (per coloro che “partono da zero”), che la funzione di importazione di un file già predisposto e presente sulla postazione in uso, ma da integrarsi prima dell’invio.
Per quanto riguarda le funzioni di creazione, è possibile creare un file contenente più giornate e, all’interno delle stesse è prevista la gestione di più aliquote, da selezionarsi dall’apposito elenco a discesa. Nel caso di ventilazione dovrà essere selezionata l’aliquota “0%”.
Si presti attenzione al fatto che dovranno essere inseriti i valori imponibili, cui automaticamente la piattaforma va ad aggiungere, evidenziandola in separata colonna, l’IVA, calcolata in base all’aliquota prima impostata. Chiaramente, in caso di ventilazione si inserirà il corrispettivo lordo.
Terminato l’inserimento dei dati si potrà salvare il file XML prodotto dalla procedura o visualizzarlo / salvarlo in pdf.
Per effettuare la trasmissione vera e propria, ottemperando così agli obblighi di legge, occorre:
Verificare che il file sia esente da errori, utilizzando la funzione “Controlla file”;
Una volta passato il controllo, il file potrà essere firmato (sigillato). Questo passaggio si effettua selezionando il pulsante “Sigilla”, che appone il sigillo elettronico dell’Agenzia delle Entrate per garantire l’integrità e l’immodificabilità del file;
Una volta sigillato il file si potrà procedere all’effettivo invio, tramite la funzione “Invia”.
Come si è detto, è possibile anche trasmettere un file XML già interamente predisposto secondo il tracciato normativamente previsto (Provvedimento AdE 4 luglio).
In questo caso, in luogo di “Crea File, posto nel menù “Generazione”, si andrà a selezionare la voce “Trasmissione”.
Prima di essere inviato, il file dovrà essere necessariamente firmato, mediante firma qualificata (firma digitale) o “firma Entrate”, o sigillato con certificato di firma CA Agenzia delle Entrate, disponibile nelle “Funzioni di supporto” all’interno del servizio dedicato alla Trasmissione dati Corrispettivi giornalieri per esercente non in possesso di RT.
Il file potrà essere caricato singolarmente, ma potrà anche essere caricato un unico file compresso (.zip) contenente più file. La dimensione massima del file caricato non dovrà superare i 5 Mb. Terminato il caricamento del file firmato si potrà procedere con la trasmissione.
La trasmissione potrà essere effettuata a partire dal 30.07.2019 e dovrà essere portata a termine entro l’ultimo giorno del mese di riferimento, quindi i corrispettivi di luglio dovranno essere trasmessi entro il 31 agosto, ma coincidendo con il sabato, vi sarà tempo fino al 2 settembre.
Tag:corrispettivi telematici, Registro Telematico, RT, trasmissione corrispettivi, trasmissione telematica corrispettivi
Marina su “Resto al Sud”: online le FAQ con i chiarimenti di Invitalia
Marcella su Sostituzione serratura: ok al bonus mobili