Source: https://www.ambientesicurezzaweb.it/nucleare-i-requisiti-per-la-protezione-fisica-passiva/
Timestamp: 2019-01-24 07:31:30+00:00
Document Index: 172655148

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 25', 'art. 6', 'art. \xa09', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 6', 'art.\xa0 4', 'art.\xa0 7', 'art.\xa0 5', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 4', 'art.\n3', 'art. 5', 'art. 9', 'art.\xa0 5', 'art.\xa0 4', 'art.\xa0 5', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 6', 'art.\xa0 6', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 11', 'art. 5', 'art.\xa0 4', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 5', 'art.\xa0 4', 'art.\xa0 6', 'art. 4', 'art.\xa0 4', 'art. 5', 'art. 4', 'art.\xa0 4', 'art.\xa0 5', 'art. 4']

Nucleare: i requisiti per la protezione fisica passiva
Home Prevenzione & protezione Sicurezza nucleare: i requisiti per la protezione fisica passiva
Nel decreto del ministero dello Sviluppo economico 8 settembre 2017 anche i criteri per fare fronte a eventuali situazioni di sabotaggio delle installazioni nucleari
Stabilire i requisiti per la protezione fisica passiva del materiale nucleare durante le fasi di impiego, stoccaggio e trasporto, nonché delle materie e delle installazioni nucleari da atti di sabotaggio, di cui all'art. 5, comma 2 della legge n. 58/2015. Queste le finalità del decreto del ministero dello Sviluppo economico 8 settembre 2017 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 9 ottobre 2017, n. 236, che si occupa anche dei seguenti punti:
eventi di rimozione illecita;
rilascio del nulla osta per la protezione fisica passiva e dell'attestato;
pianificazione del piano di risposta e delle basi tecniche per l'emergenza;
interventi di manutenzione, modifica dei sistemi di protezione fisica e cosa fare in caso di malfuzionamento;
aggiornamento dei requisiti e della revisione periodica dei piani di protezione fisica;
protezione delle informazioni e delle funzioni ispettive.
Di seguito il testo integrale del decreto del ministero dello Sviluppo economico 8 settembre 2017, disponibile anche in pdf alla fine della pagina.
Decreto del ministero dello Sviluppo economico 8 settembre 2017
Requisiti di protezione fisica passiva e modalita' di redazione  dei piani di protezione fisica. (17A06749)
in Gazzetta Ufficiale del 9 ottobre 2017, n. 236
Vista  la  legge  31  dicembre  1962,   n.   1860,   e   successive
modificazioni, concernente l'impiego pacifico dell'energia nucleare;
Visto il decreto legislativo 17 marzo 1995, n.  230,  e  successive
modificazioni, recante «Attuazione  delle  direttive  89/618/Euratom,
90/641/Euratom,  96/29/Euratom,  2006/117/Euratom   in   materia   di
radiazioni  ionizzanti,  2009/71/Euratom  in  materia  di   sicurezza
nucleare degli impianti nucleari  e  2011/70/Euratom  in  materia  di
gestione sicura del combustibile esaurito e dei  rifiuti  radioattivi
derivanti da attivita' civili»;
Visto il decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, e  successive
modificazioni, recante «Disciplina  dei  sistemi  di  stoccaggio  del
combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi,  nonche'  benefici
economici, a norma dell'art. 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99»;
Visto il decreto legislativo 19 ottobre 2011, n. 185, e  successive
modificazioni, recante «Attuazione  della  direttiva  2009/71/Euratom
che istituisce un quadro comunitario per la sicurezza degli  impianti
nucleari»;
Visto  il  decreto  legislativo  4  marzo  2014,  n.  45,   recante
«Attuazione della direttiva 2011/70/Euratom, che istituisce un quadro
comunitario per la gestione responsabile e  sicura  del  combustibile
nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi»;
Visto, in particolare, l'art. 6 del  decreto  legislativo  4  marzo
2014, n. 45, che istituisce l'Ispettorato nazionale per la  sicurezza
nucleare   e   la   radioprotezione   (ISIN)   quale   autorita'   di
regolamentazione  competente  per  la   sicurezza   nucleare   e   la
radioprotezione definendone, tra l'altro,  le  relative  funzioni,  e
l'art.  9  che  attribuisce,  in  via  transitoria,  al  Dipartimento
nucleare, rischio tecnologico e industriale dell'ISPRA il compito  di
continuare a svolgere dette  funzioni,  nelle  more  dell'entrata  in
vigore  del  regolamento  che   definisce   l'organizzazione   e   il
funzionamento interno dell'Ispettorato;
Vista la legge 28 aprile 2015, n. 58,  di  ratifica  ed  esecuzione
degli  emendamenti  alla  convenzione  sulla  protezione  fisica  dei
materiali nucleari del 3 marzo 1980, adottati  a  Vienna  l'8  luglio
2005, e norme di adeguamento dell'ordinamento interno;
Visto, in particolare, l'art. 5, comma  2  della  legge  28  aprile
2015, n. 58, ove viene stabilito che i requisiti di protezione fisica
passiva e le modalita' di redazione dei relativi piani sono stabiliti
con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il
Ministro dell'interno e con il Ministro dell'ambiente e della  tutela
del territorio e del mare, da adottare entro sei mesi dalla  data  di
entrata in vigore della legge, ai sensi dell'art. 17, comma 3,  della
legge 23 agosto 1988, n.  400,  su  proposta  dell'Autorita'  di  cui
all'art. 4, comma 2, della legge stessa;
Visto, in particolare, l'art. 2A della Convenzione sulla protezione
fisica dei materiali nucleari come  emendata  ove  sono  stabiliti  i
principi fondamentali della protezione fisica delle materie  e  delle
installazioni nucleari;
Considerate le raccomandazioni riportate nel documento  della  IAEA
Nuclear Security Series No. 13 - Nuclear security recommendations  on
physical  protection  of  nuclear  material  and  nuclear  facilities
(INFCIRC/225/REVISION 5);
Vista la proposta dei requisiti  di  protezione  fisica  passiva  e
delle  modalita'  di  redazione  dei  relativi  piani  trasmessa  dal
Dipartimento nucleare, rischio tecnologico e  industriale  dell'ISPRA
con nota del 9 agosto 2016, prot. 051054, ai sensi dell'art. 5, comma
2, della legge n. 58/2015;
Il presente decreto stabilisce i requisiti per la protezione fisica
passiva delle materie nucleari durante il loro impiego, lo stoccaggio
e il trasporto, nonche' i requisiti per la protezione fisica  passiva
delle materie e delle installazioni nucleari da atti  di  sabotaggio,
di cui all'art. 5, comma  2  della  legge  n.  58/2015.  Il  presente
decreto stabilisce inoltre le procedure ed i contenuti del  documento
relativo al piano di protezione fisica per il rilascio del nulla osta
per la protezione fisica passiva delle installazioni nucleari e degli
attestati di protezione fisica passiva per le attivita' di trasporto,
di cui all'art. 6 della suddetta legge.
1. Fatte salve le definizioni di cui alla legge n. 58/2015, ai fini
dell'applicazione  del   presente   decreto   valgono   le   seguenti
a) «materie nucleari»: si intende il plutonio, ad  eccezione  dei
casi in cui la concentrazione isotopica in plutonio-238 sia superiore
all'80%; l'uranio-233; l'uranio arricchito negli isotopi 235  e  233;
l'uranio contenente la miscela di isotopi come presente in natura  in
forma diversa dallo stato minerale o  di  residuo  di  miniera;  ogni
materia contenente uno o piu' dei precedenti isotopi;
b) «uranio arricchito negli isotopi 235 o 233»: uranio contenente
gli isotopi 235 o 233 in un quantitativo  tale  che  il  rapporto  di
abbondanza della somma di detti isotopi rispetto all'isotopo  238  e'
maggiore del  rapporto  dell'isotopo  235  rispetto  all'isotopo  238
presente in natura;
c) «installazione nucleare»: installazione (inclusi gli edifici e
le apparecchiature ad essa associati) in esercizio o comunque in  uno
stato  in  cui  non  siano  state   completate   le   operazioni   di
disattivazione ai sensi del decreto legislativo  n.  230/1995,  nella
quale sono o sono state prodotte, utilizzate,  processate,  lavorate,
stoccate o smaltite materie nucleari;
d)  «sabotaggio»:  un  qualsiasi  atto  commesso  deliberatamente
contro un'installazione nucleare o contro materie nucleari durante il
loro impiego, stoccaggio o trasporto tale da causare, direttamente  o
indirettamente  un  danno   ai   lavoratori,   alla   popolazione   o
all'ambiente a seguito dell'esposizione alle radiazioni o al rilascio
di sostanze radioattive;
e)  «manutenzione  ordinaria»:  interventi  da  effettuarsi   sui
sistemi  di  protezione  fisica  passiva  che  richiedano  l'adozione
temporanea di eventuali misure sostitutive  di  quelle  previste  dal
piano di protezione fisica per un periodo non superiore alle 24 ore;
f) «manutenzione straordinaria»: interventi  da  effettuarsi  sui
sistemi di protezione fisica passiva che, pur richiedendo  l'adozione
piano di protezione fisica passiva in vigore per un periodo superiore
alle 24 ore, non comportino modifiche della configurazione  fisica  e
funzionale dei sistemi di protezione fisica  previsti  dal  piano  di
protezione fisica passiva in vigore;
g) «barriera fisica»: una o piu' recinzioni, pareti  o  strutture
di  interdizione  che  determinano  un  impedimento  o   un   ritardo
nell'accesso  e  costituiscono  un'integrazione  al  controllo  degli
h)  «misure  di  protezione  fisica»:  le  barriere  fisiche,  il
personale, le procedure e  le  apparecchiature  che  concorrono  alla
protezione fisica passiva;
i) «sistema di protezione fisica»: insieme integrato di misure di
protezione fisica atte a prevenire un atto di rimozione  illecita  di
materie nucleari o di sabotaggio;
j) «area ad accesso limitato»: area delimitata  con  presenza  al
suo interno di un'installazione nucleare o di materie nucleari dotata
di accesso  controllato  e  limitato  a  fini  di  protezione  fisica
k) «area protetta»:  area,  all'interno  di  un'area  ad  accesso
limitato, contenente  materie  nucleari  di  categoria  I  e  II  e/o
obiettivi di possibili atti di  sabotaggio,  circondata  da  barriere
fisiche e dotata di misure di protezione fisica;
l) «area interna»: area all'interno di un'area protetta dotata di
misure aggiuntive di protezione fisica  dove  si  trovano  in  uso  o
stoccaggio materie nucleari di categoria I;
m) «area vitale»: area collocata all'interno di un area  protetta
contenente sistemi o apparecchiature o materie  nucleari  o  sostanze
radioattive  il  cui   sabotaggio   potrebbe   causare   eventi   con
significative conseguenze radiologiche;
n)  «guardia»:  persona  incaricata  di  svolgere  attivita'   di
pattugliamento,  controllo  di  accessi,  scorta  d'individui  o   di
operazioni di trasporto e di assicurare una prima  risposta  ad  atti
finalizzati alla rimozione illecita di materiale o al sabotaggio;
o)  «piano  di  risposta»:  insieme  di  azioni  coordinate   per
rispondere ad atti finalizzati alla  rimozione  illecita  di  materie
nucleari o al sabotaggio ovvero a tentativi di compiere tali atti;
p) «misure di prudente gestione»: presidi  necessari  ad  evitare
che le materie nucleari vengano a contatto  con  persone  diverse  da
quelle autorizzate e preposte a  conservazione  delle  materie  sotto
chiave durante il deposito e il trasporto».
Classificazione delle materie nucleari
1. Ai fini della definizione dei  requisiti  di  protezione  fisica
passiva per le materie  nucleari  di  cui  al  presente  decreto,  le
suddette materie sono classificate nelle tre categorie  di  cui  alla
tabella in allegato  I,  stabilite  sulla  base  dell'isotopo,  della
quantita', dell'arricchimento (riportato tra parentesi ed espresso in
percentuale del contenuto di fissile) e dell'irraggiamento.
Requisiti per la protezione fisica passiva delle materie nucleari  da
eventi di rimozione illecita durante il loro impiego, stoccaggio  e
1. I requisiti che devono essere  adottati  dai  detentori  per  la
protezione fisica passiva delle  materie  nucleari  durante  il  loro
impiego e stoccaggio sono i seguenti:
a) un'installazione nucleare deve essere dotata di un sistema  di
protezione fisica;
b) le materie nucleari devono essere impiegate e custodite almeno
in aree ad accesso limitato;
c) devono essere adottate adeguate misure,  graduate  secondo  la
categoria delle materie, per rilevare tentativi di  intrusioni  o  di
rimozione illecita e deve essere posto in atto un piano di risposta;
d) devono essere predisposte misure per assicurare  il  controllo
degli accessi alle aree di custodia delle materie nucleari, adottando
un'adeguata gestione dei mezzi che consentono l'accesso a dette aree,
tra i quali le chiavi;
e) devono essere poste  in  atto  misure  idonee  ad  individuare
prontamente gli ammanchi di materie nucleari e nel caso effettuare la
pronta notifica all'Autorita'  di  cui  all'art.  4  della  legge  n.
58/2015 e all'Autorita' di pubblica sicurezza;
f) l'esercente di un'installazione nucleare  deve  periodicamente
valutare gli  aspetti  d'interfaccia  tra  le  misure  di  protezione
fisica, di sicurezza nucleare e di tenuta  della  contabilita'  delle
materie nucleari  in  modo  da  escludere  possibili  interferenze  e
garantirne una gestione coordinata;
g) i sistemi computerizzati rilevanti per la sicurezza  nucleare,
la protezione fisica e la tenuta  della  contabilita'  delle  materie
nucleari debbono essere protetti;
h) la  movimentazione  delle  materie  nucleari,  all'interno  di
un'installazione, ivi incluso il passaggio di consegne tra  operatori
dell'installazione stessa, deve essere regolata da procedure scritte.
2. Nell'allegato II al presente  decreto  sono  definiti  ulteriori
specifici requisiti di protezione delle materie nucleari classificate
in categoria I e II che devono essere adottati durante l'impiego e lo
stoccaggio delle stesse.
3. I requisiti per  la  protezione  fisica  passiva  delle  materie
nucleari che devono essere  adottati  dai  trasportatori  autorizzati
durante il trasporto sono i seguenti:
a)  l'organizzazione  del  trasporto  deve  essere   ottimizzata,
minimizzando il tempo totale di trasporto, il numero e la durata  dei
trasferimenti, tra un mezzo di trasporto e l'altro o  da  un'area  di
sosta temporanea all'altra, ed  evitando  di  adottare  programmi  di
trasporto prevedibili;
b) durante  il  trasporto  deve  essere  assicurata  la  continua
sorveglianza delle materie nucleari;
c) la gestione delle chiavi di accesso ai mezzi  di  trasporto  e
dei sistemi di chiusura dei  contenitori  di  trasporto  deve  essere
regolata da apposite procedure scritte;
d) prima dell'effettuazione del trasporto devono essere stabiliti
accordi scritti tra lo speditore, il trasportatore ed il destinatario
in merito a tempi, luoghi e modalita' di trasferimento delle  materie
e) il trasporto deve essere  effettuato  utilizzando  contenitori
disposti  all'interno  di  mezzi  di   trasporto,   compartimenti   o
contenitori merci chiusi e sigillati, adeguati alla  categoria  delle
materie nucleari trasportate. L'integrita' dei  sigilli  deve  essere
verificata durante le varie fasi del trasporto.
4. Nell'allegato III al presente decreto  sono  definiti  ulteriori
in categoria I e II da adottare durante il loro trasporto.
5. Le materie nucleari  in  quantita'  inferiore  ai  limiti  della
categoria III, come pure l'uranio naturale nella forma diversa  dallo
stato minerale, l'uranio depleto e il torio  devono  essere  protetti
dalla rimozione illecita adottando misure di prudente gestione.
Requisiti per la protezione fisica  passiva  da  atti  di  sabotaggio
delle materie nucleari durante il loro impiego e stoccaggio e delle
installazioni nucleari
1. Ai fini della predisposizione o dell'aggiornamento del piano  di
protezione fisica di cui  al  successivo  art.  7  gli  esercenti  di
installazioni nucleari devono svolgere  un'analisi  delle  potenziali
conseguenze  radiologiche  associate  agli  scenari  di   riferimento
definiti dal Ministero dell'interno ai sensi dell'art.  5,  comma  1,
della legge n. 58/2015, in assenza di misure di protezione  fisica  o
di mitigazione.
2. Per le installazioni nucleari in cui si determinino,  a  seguito
delle valutazioni degli scenari di cui al comma  1,  valori  di  dose
efficace agli individui della popolazione  superiori  a  10  mSv,  il
piano di protezione fisica  dovra'  prevedere  misure  di  protezione
fisica di tipo ingegneristico e/estionale rispondenti ai requisiti
di cui all'allegato IV.
3. Fuori dai casi di cui al comma 2, tutte le  altre  installazioni
nucleari devono essere  protette  con  misure  di  protezione  fisica
graduate secondo la natura e i quantitativi delle  materie  nucleari,
delle sostanze radioattive e la rilevanza per la  sicurezza  nucleare
dei sistemi presenti, secondo i requisiti  di  cui  all'allegato  IV,
adottando un approccio graduato.
4. Per le installazioni esistenti l'analisi di cui al comma 1  deve
essere utilizzata per la verifica  e  l'eventuale  aggiornamento  dei
piani di protezione fisica vigenti.
Requisiti per la protezione fisica passiva da atti
di sabotaggio delle materie nucleari durante il trasporto
1.  Il  trasportatore  autorizzato  deve  adottare  le  misure   di
protezione fisica passiva di cui all'art. 4, commi 3 e 4,  integrate,
ove necessario,  con  misure  addizionali  risultanti  da  specifiche
valutazioni  correlate  agli  scenari  di  riferimento  definiti  dal
Ministero dell'interno ai sensi dell'art. 5, comma 1, della legge  n.
Rilascio del nulla osta per la protezione fisica passiva
e contenuti del piano di protezione fisica
1. Ai fini del rilascio del nulla osta  per  la  protezione  fisica
passiva di cui all'art. 6 della  legge  n.  58/2015,  l'esercente  di
un'installazione  nucleare  deve  presentare  apposita   istanza   al
Ministero dello sviluppo economico. Copia  dell'istanza  deve  essere
trasmessa all'Autorita' di cui all'art. 4, comma  2  della  legge  n.
58/2015, al Ministero dell'interno ed al  Ministero  dell'ambiente  e
della tutela del territorio  e  del  mare.  All'istanza  deve  essere
allegato il piano di protezione fisica o  l'aggiornamento  di  quello
2. Il piano di protezione fisica deve almeno contenere:
a) l'individuazione  delle  materie  nucleari  e  delle  sostanze
radioattive presenti nell'installazione;
b) la classificazione delle materie nucleari ai  sensi  dell'art.
3, comma 1 del presente decreto;
c) l'individuazione delle  aree  ad  accesso  limitato,  interne,
protette e vitali;
d) la descrizione delle misure di protezione fisica coerenti  con
la classificazione di cui al punto  b)  e  con  le  risultanze  delle
valutazioni di cui all'art. 5, comma 1 del presente decreto, adottate
tenendo conto,  secondo  un  approccio  graduato,  dei  requisiti  di
protezione fisica passiva fissati dal presente decreto  in  relazione
ad eventi di rimozione illecita delle  materie  nucleari  nonche'  ad
atti di sabotaggio;
e) la descrizione delle misure  per  la  protezione  da  attacchi
f) la descrizione delle  modalita'  di  attivazione  delle  forze
dell'ordine nel caso di tentativi d'intrusione o di sabotaggio;
g) la descrizione dell'organizzazione del sistema di vigilanza  e
l'elenco delle principali procedure operative;
h) la descrizione della  centrale  operativa  di  gestione  degli
i) il programma delle prove periodiche dei sistemi di  protezione
j) le modalita'  di  registrazione  degli  eventi  a  carico  dei
sistemi di protezione fisica;
k) il piano di risposta di cui all'art. 9 del presente decreto.
3. Unitamente al piano di protezione fisica deve  essere  trasmessa
a. le valutazioni di  cui  all'art.  5,  comma  1,  del  presente
decreto come approvate dall'Autorita' di  cui  all'art.  4,  comma  2
della legge n. 58/2015;
b. la dimostrazione di adeguatezza  delle  misure  di  protezione
fisica adottate a fronte degli scenari di riferimento  come  definiti
dal Ministero dell'interno  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  n.
Rilascio dell'attestato di  protezione  fisica  passiva  in  caso  di
trasporto di materie nucleari e contenuti del piano  di  protezione
1. L'attestato di protezione fisica passiva  viene  rilasciato  per
ciascun trasporto di materie nucleari classificate nelle categorie  I
e II secondo la procedura di cui all'art. 6 della legge n. 58/2015.
2. Nel caso  di  trasporti  di  materie  nucleari  classificate  in
categoria III e' rilasciato un attestato di protezione fisica passiva
unico da rinnovarsi  ogni  tre  anni  o,  comunque,  entro  sei  mesi
dall'aggiornamento dei requisiti fissati  nel  presente  decreto.  Il
piano di protezione  fisica  deve  essere  sviluppato  adottando,  in
maniera graduata,  i  contenuti  di  cui  al  comma  5  del  presente
3. Nel caso di trasporto di materie nucleari in quantita' inferiori
ai valori della categoria III il trasportatore deve adottare prudenti
modalita' di gestione in accordo a specifiche procedure.
4. L'istanza per il rilascio dell'attestato deve  essere  inoltrata
al Ministero dello sviluppo economico e in copia all'Autorita' di cui
all'art. 4, comma 2 della legge n. 58/2015, corredata  del  piano  di
protezione fisica.
5. Il piano di  protezione  fisica  per  il  trasporto  di  materie
nucleari di categoria I e II deve contenere quanto segue:
a)  classificazione  delle   materie   nucleari   trasportate   e
descrizione delle relative modalita' di trasporto;
b) indicazioni degli accordi preventivi definiti con lo speditore
e  il  destinatario,  riguardanti,  il  luogo,  la  tempistica  e  le
modalita'  di  trasferimento  delle   responsabilita'   riguardo   la
c) descrizione degli aspetti  organizzativi  del  trasporto,  con
indicazione delle responsabilita', del personale  coinvolto  e  della
relativa qualificazione e tipo di addestramento;
la classificazione di cui al precedente punto a) e con le  risultanze
delle valutazioni di cui all'art. 6, comma 1  del  presente  decreto,
adottate tenendo conto, secondo un approccio graduato, dei  requisiti
di  protezione  fisica  passiva  fissati  dal  presente  decreto   in
relazione ad eventi di  rimozione  illecita  delle  materie  nucleari
nonche' ad atti di sabotaggio;
e) descrizione delle misure  di  protezione  fisica  relative  al
mezzo di  trasporto  utilizzato,  con  particolare  riferimento  alle
modalita' di ancoraggio del carico, dei  sigilli  utilizzati  e  alla
modalita' di gestione di tutte le chiavi utili all'accesso  ai  mezzi
di trasporto e al carico;
f) descrizione delle interfacce con le forze dell'ordine preposte
alla scorta del mezzo di trasporto;
g) programma di trasporto con l'indicazione dei criteri di scelta
del percorso, sue possibili alternative ed indicazioni  sul  ricovero
al sicuro in caso di anomalie o eventi anomali.
2. Unitamente al piano di protezione fisica devono essere trasmesse
le valutazioni di cui all'art.  6,  comma  1  del  presente  decreto,
elaborate  tenendo  conto  delle  caratteristiche   progettuali   dei
contenitori e dei mezzi di trasporto.
Pianificazioni di risposta e basi tecniche
per la pianificazione di emergenza
1. L'esercente  di  una  installazione  nucleare  e,  nel  caso  di
trasporto di materie nucleari, il  trasportatore  autorizzato  devono
allegare al piano di protezione fisica il piano di risposta.
2. Il piano di risposta deve contenere:
a) l'indicazione delle azioni da porre in essere per  reagire  ad
atti finalizzati alla rimozione illecita di  materie  nucleari  o  al
sabotaggio di materie nucleari e di installazioni nucleari;
b) le procedure per rilevare prontamente eventuali ammanchi delle
materie nucleari detenute; le modalita' di  attivazione  delle  forze
dell'ordine e dell'Autorita' di cui all'art. 4, comma 2  della  legge
n. 58/2015;
c) il programma di  formazione  ed  aggiornamento  del  personale
d)  il  programma  delle  esercitazioni  periodiche  di  verifica
dell'adeguatezza dei piani  di  risposta,  anche  in  relazione  alle
interfacce operative con i piani di emergenza.
3. I soggetti di  cui  al  comma  1  devono  altresi'  allegare  le
valutazioni delle possibili conseguenze radiologiche  ragionevolmente
ipotizzabili considerando gli scenari di cui all'art. 5  della  legge
n. 58/2015 e tenendo conto delle misure di protezione fisica previste
dal piano di protezione fisica proposto.
4. Il piano di risposta deve integrarsi con le pianificazioni e  le
procedure di emergenza dei soggetti di cui al comma 1  e  raccordarsi
con quelle predisposte ai sensi del capo X del decreto legislativo n.
230/1995.
5. Le valutazioni di cui al comma 3  sono  trasmesse  all'autorita'
competente di cui all'art. 4, comma 2 della  legge  n.  58/2015,  che
unitamente ad una relazione  critica  riassuntiva,  le  trasmette  al
prefetto della provincia in cui e' presente l'installazione  nucleare
ovvero, nel caso trasporto di materie  nucleari,  al  prefetto  delle
provincia  di  partenza,  affinche'  provvedano   ad   integrare   le
pianificazioni  di  emergenza  ai  sensi  del  capo  X  del   decreto
legislativo n. 230/1995.
Interventi di manutenzione o modifica sui sistemi
di protezione fisica delle installazioni nucleari
1.  Gli  interventi  di  manutenzione   ordinaria   devono   essere
comunicati all'Autorita' di cui all'art. 4, comma 2  della  legge  n.
58/2015, almeno una settimana prima della loro effettuazione.
2. Gli interventi di manutenzione  straordinaria,  tra  i  quali  i
rifacimenti  delle  recinzioni,  gli  interventi  sui   sistemi   per
l'adozione di tecnologie  diverse  e  le  modifiche  dei  sistemi  di
gestione e trasmissione dati, devono essere comunicati  all'Autorita'
di cui al comma 1 almeno 1 mese prima della loro  effettuazione,  con
l'indicazione delle misure  sostitutive  che  si  intendono  adottare
durante la loro esecuzione.
3.  Gli  interventi  che  comportino  modifiche  dei   sistemi   di
protezione fisica rispetto alla configurazione definita nel piano  di
protezione fisica passiva in  vigore  devono  essere  preventivamente
approvati dal Ministero dello sviluppo economico.
4. Per tutti gli interventi  deve  essere  mantenuta  una  apposita
registrazione sul sito, secondo le modalita' previste  nel  piano  di
protezione fisica di cui all'art. 7, comma 2, lettera j) del presente
Malfunzionamento dei sistemi di protezione fisica
1. Nel caso di malfunzionamento dei sistemi  di  protezione  fisica
gli  esercenti  devono  intraprendere   immediate   misure/o   azioni
sostitutive  o  di  integrazione  dandone   immediata   comunicazione
all'Autorita' di cui all'art. 4, comma 2 della legge n. 58/2015.
Aggiornamento dei requisiti di protezione fisica passiva
1. I requisiti  di  protezione  fisica  passiva  stabiliti  con  il
presente decreto sono aggiornati in  relazione  all'evoluzione  dello
stato dell'arte e delle raccomandazioni  internazionali  su  proposta
dell'Autorita' competente di cui all'art. 4, comma 2, della legge  n.
1. Ove non ricorrano le condizioni di cui all'art. 11  che  rendano
necessaria la revisione dei piani di protezione fisica,  ogni  cinque
anni l'esercente di un'installazione nucleare in possesso  del  nulla
osta di protezione fisica deve effettuare un  riesame  del  piano  di
protezione fisica in relazione all'aggiornamento degli  scenari  come
definiti dal Ministero dell'Interno ai sensi dell'art. 5 della  legge
n. 58/2015 o dei requisiti del presente  decreto,  all'esperienza  di
esercizio del sistema di protezione  fisica,  ad  eventuali  sviluppi
della tecnologia o variazioni delle condizioni dell'installazione,  e
trasmettere una relazione al Ministero dello sviluppo  economico,  al
Ministero dell'interno, al Ministero dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare e all'Autorita' competente di cui  all'art.  4,
comma 2, della legge n. 58/2015. Ove ricorrano le condizioni per  una
revisione del piano di protezione fisica,  l'esercente  presenta  una
richiesta di modifica del nulla osta  secondo  le  procedure  di  cui
all'art. 7 del presente decreto, allegando  il  piano  di  protezione
fisica aggiornato.
1. Le  informazioni  specifiche  e  di  dettaglio  sui  sistemi  di
protezione fisica  devono  essere  protette  attraverso  un'opportuna
classifica di segretezza ai sensi  della  normativa  vigente  per  la
tutela amministrativa del  segreto  di  Stato  e  delle  informazioni
classificate e a diffusione esclusiva, attribuita tenendo conto della
categoria   delle   materie   nucleari   e   delle    caratteristiche
dell'installazione nucleare.
1. Ai sensi dell'art. 4, comma 2, lettera a) della legge n. 58/2015
gli ispettori possono accedere a  tutte  le  aree  dell'installazione
nucleare e procedere a tutti gli accertamenti che reputino  necessari
ai fini del  controllo  del  sistema  di  protezione  fisica  nonche'
procedere alle azioni di vigilanza in caso di trasporto.
1. Entro novanta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto
gli esercenti  delle  installazioni  nucleari  devono  presentare  le
valutazioni ai sensi dell'art. 5, comma  1  del  decreto  stesso  per
l'approvazione da parte dell'Autorita' di cui  all'art.  4,  comma  2
della legge n. 58/2015.
2. Entro i novanta giorni successivi  all'approvazione  di  cui  al
comma 1 gli esercenti devono inoltrare l'istanza per il rilascio  del
nulla osta per  la  protezione  fisica  passiva  al  Ministero  dello
sviluppo economico ai sensi  dell'art.  6  della  legge  n.  58/2015,
allegando un aggiornamento del vigente piano  di  protezione  fisica,
elaborato sulla base dei requisiti stabiliti con il presente  decreto
e delle valutazioni di cui al comma 1, con le eventuali indicazioni e
prescrizioni fissate nell'approvazione rilasciata  dall'Autorita'  di
cui all'art. 4, comma 2 della legge n. 58/2015.
3. Nelle more del rilascio  del  nulla  osta  di  cui  al  comma  2
continuano a valere i piani di protezione fisica vigenti.
1. Il presente decreto entra  in  vigore  il  giorno  stesso  della
Requisiti per la protezione  fisica  passiva  da  rimozione  illecita
delle materie nucleari in categoria i e ii durante il loro  impiego
e stoccaggio.
Oltre ai requisiti generali  di  cui  all'art.  4,  comma  1  del
presente decreto sono definiti i seguenti requisiti specifici:
a) le materie nucleari  devono  essere  impiegate  ed  utilizzate
almeno in un'area protetta;
b) l'area protetta deve essere collocata all'interno  di  un'area
ad accesso limitato e deve essere dotata di  barriere  fisiche  e  di
sistemi di rilevamento di intrusioni o accessi  non  autorizzati;  le
misure adottate devono essere tali da assicurare  un  tempo  adeguato
per la valutazione degli allarmi e  l'approntamento  della  correlata
c) il numero delle vie di accesso all'area protetta  deve  essere
ridotto al minimo necessario e ciascuna via deve essere  equipaggiata
con allarmi;
d) tutti i veicoli, le persone e le merci  in  ingresso  all'area
protetta  devono  essere  controllati  per   impedire   accessi   non
autorizzati o l'introduzione di sostanze  materiali  vietate,  tra  i
quali materiali esplosivi e infiammabili; l'accesso ai  veicoli  deve
essere limitato  a  quelli  strettamente  necessari,  per  comprovate
esigenze di servizio, e le aree di sosta devono essere a distanza  di
sicurezza; devono essere previsti sistemi per  la  localizzazione  di
esplosivi industriali, militari o improvvisati;
e) l'accesso all'area protetta  e'  limitato  al  solo  personale
autorizzato. Devono essere poste in atto efficaci misure di controllo
per evitare l'accesso di persone non  autorizzate.  Il  numero  delle
persone  autorizzate  deve  essere  quello  minimo   necessario.   Il
personale delle imprese di manutenzione ed i visitatori devono essere
sempre accompagnati;
f) il  personale  autorizzato,  le  ditte  ed  i  visitatori  che
accedono  all'area  protetta  devono  essere  muniti  di   badge   di
riconoscimento sempre visibile;
g) deve essere predisposto  un  registro  di  tutti  gli  accessi
all'area protetta;
h)  il  trasferimento  di  materie  nucleari  tra  aree  protette
diverse, ma  all'interno  della  stessa  installazione,  deve  essere
effettuato  come  un  trasporto  di  materie  nucleari  della  stessa
categoria, tenuto conto dei sistemi di protezione fisica perimetrali;
i) devono essere previste una sala operativa  principale  ed  una
secondaria. La sala operativa principale deve  essere  presidiata  in
maniera permanente, la secondaria  svolge  funzione  di  riserva  con
replica delle funzioni di sicurezza piu' rilevanti. La sala operativa
principale deve avere le  stesse  misure  di  protezione  di  un'area
protetta qualora fosse collocata all'esterno della stessa;
j) i sistemi di allarme, i sistemi di comunicazione degli allarmi
e la sala operativa principale devono essere dotati di  alimentazione
elettrica ridondante; i sistemi di controllo devono  essere  protetti
da atti di manipolazione e falsificazione;
k) devono essere predisposti mezzi di  comunicazione  a  due  vie
dedicati, ridondanti e sicuri tra il personale a presidio della  sala
operativa principale e le unita' esterne predisposte alla rilevazione
ed al contrasto;
l) deve essere predisposto un servizio di vigilanza in  modalita'
H24, adeguato per numero di guardie e mezzi, addestrato ad operare in
una  installazione  nucleare  e  dotato  dei   necessari   mezzi   di
comunicazione con le forze di polizia per le azioni  di  contrasto  e
repressione;
m)  deve  essere  previsto  un   pattugliamento   del   perimetro
dell'installazione e di tutta la viabilita' interna dell'impianto con
frequenza casuale. Il pattugliamento deve in particolare  individuare
potenziali  aggressori  o  tracce  del  loro  passaggio,   verificare
visivamente l'integrita' dei principali  componenti  dei  sistemi  di
protezione fisica, predisporre eventuali misure compensative  e  dare
l'allarme  in  caso  di  necessita',  fornendo  supporto  alle  forze
dell'ordine nelle azioni di risposta;
n) devono essere  predisposte  procedure  di  intervento  sia  in
orario di lavoro che al di fuori di esso;
o) devono essere previste prove periodiche  di  funzionamento  di
tutti i sistemi di protezione fisica, inclusa la verifica  dei  tempi
d'intervento del servizio di vigilanza  e  delle  forze  dell'ordine,
mantenendo   un'apposita   registrazione.   Eventuali   significative
anomalie devono essere notificate.
delle materie nucleari in categoria I durante  il  loro  impiego  e
Oltre ai requisiti di cui sopra per la categoria I devono  essere
rispettati i seguenti requisiti:
a) le materie nucleari devono essere  impiegate  o  immagazzinate
solo all'interno dell'area interna; un'area interna puo' anche essere
un'area vitale;
b) l'area interna deve essere  dotata  di  ulteriori  sistemi  di
protezione fisica atti ad  individuare,  impedire  o  ritardare  ogni
tentativo di rimozione illecita. Sistemi di allarme  dedicati  devono
essere  previsti  ed  attivati  ogni  volta  che  l'area  resta   non
presidiata. I sistemi a protezione  dell'area  vitale  devono  essere
efficaci sia nei confronti  di  un  aggressore  esterno  che  di  uno
interno o da una qualsiasi combinazione delle due tipologie;
c) il numero degli accessi alle aree interne deve essere  ridotto
al  minimo  necessario.  Gli  accessi  devono  essere   adeguatamente
resistenti ed allarmati;
d) devono essere predisposte barriere antisfondamento ad adeguata
distanza dall'area interna, tenendo conto degli scenari  definiti  ai
sensi dell'art. 5 della legge n. 58/2015;
e)  l'accesso  all'area  interna   e'   limitato   alle   persone
autorizzate.  Circostanze  particolari  possono  prevedere  l'accesso
motivato  di  persone  non  autorizzate  per  un  tempo  limitato   e
accompagnate da personale autorizzato ed addestrato;
f) i veicoli, le persone e le merci che accedono all'area interna
devono essere controllati per  impedire  l'introduzione  di  sostanze
vietate. Gli stessi controlli devono essere effettuati in uscita  per
evitare la rimozione illecita  di  materie  nucleari.  Devono  essere
utilizzate apparecchiature dedicate per la localizzazione di  metalli
ed esplosivi;
g)  l'accesso  ai  veicoli  e'  consentito  solo  per  comprovate
esigenze di servizio e deve essere predisposto un  elenco  dei  mezzi
h) deve essere predisposto un registro delle persone che accedono
alle aree interne, che hanno accesso alle chiavi ed  in  generale  di
coloro che dispongono di credenziali e mezzi di accesso informatici;
i) le materie nucleari  all'interno  delle  aree  interne  devono
essere  stoccate  in  contenitori  tipo   cassaforte   ad   ulteriore
protezione durante il loro non utilizzo. Qualora le materie  nucleari
vengano estratte dall'area interna, come nel caso della  preparazione
di un loro  trasporto,  devono  essere  applicate  idonee  misure  di
protezione fisica compensative;
j) devono essere poste in atto  misure  di  rinforzo  della  sala
operativa e di  tutti  i  sistemi  che  ad  essa  forniscono  servizi
k) deve essere prevista  un'esercitazione  con  frequenza  almeno
annuale con la partecipazione del  personale  di  vigilanza  e  delle
eventi di rimozione illecita durante il trasporto.
A.III.1. Requisiti comuni per il trasporto  di  materie  nucleari  in
categoria I e II.
In aggiunta ai requisiti definiti nell'art. 4,  comma  3)  devono
essere soddisfatti i seguenti requisiti:
a) durante il trasporto  i  mezzi  debbono  essere  continuamente
sorvegliati da un servizio di guardia;
b) prima dell'inizio del trasporto  il  trasportatore  deve  aver
ricevuto conferma scritta dal destinatario a ricevere le materie  nei
tempi concordati;
c)  prima  dell'inizio  del  trasporto  i  mezzi  debbono  essere
sottoposti ad ispezione e collocati in un'area sorvegliata in  attesa
della partenza;
d) devono essere predisposte procedure scritte con le  istruzioni
per il personale incaricato della protezione fisica del trasporto;
e) i sistemi di fissaggio del carico  devono  ostacolare  la  sua
rimozione e garantire  un  tempo  utile  all'intervento  delle  forze
dell'ordine per assicurare una adeguata azione di risposta;
f)  prima  della  partenza  il  trasportatore   deve   verificare
l'efficienza dei sistemi di protezione fisica previsti nel piano;
g)  i  sigilli  dei  contenitori  devono  essere   opportunamente
registrati. Ad ogni trasferimento intermodale  deve  essere  altresi'
verificata l'integrita' degli stessi;
h)  devono   essere   disponibili   ed   operabili   sistemi   di
comunicazione tra i conduttori dei mezzi di trasporto, il servizio di
guardia, le forze  dell'ordine  di  risposta  ed  ove  necessario  lo
speditore ed il destinatario;
i) in relazione al modo di trasporto la  spedizione  deve  essere
organizzata come segue:
strada: convoglio ad uso esclusivo;
ferrovia: treno merci ad uso esclusivo;
via  mare  o  acque  interne:  in  compartimenti  o   «container»
dedicati, chiusi e sigillati;
aereo: in aereo cargo, in compartimenti  o  «container»  dedicati
chiusi e sigillati;
j) deve essere predisposto il piano di  risposta  da  integrare
con le pianificazioni di  emergenza  applicabili  in  relazione  alle
materie nucleari trasportate.
Requisiti per le materie nucleari in categoria I.
In aggiunta ai requisiti definiti  nell'art.  4,  comma  3  e  al
precedente  punto  A.III.1  devono  essere  soddisfatti  i   seguenti
a)  i  sistemi  di  comunicazione  devono  essere  ridondanti   e
diversificati. Inoltre, il personale coinvolto  nel  trasporto  e  le
guardie   di   scorta   devono   essere   istruiti   per   comunicare
frequentemente con il centro di controllo;
b) deve essere operativo un centro di controllo per il  trasporto
in grado di monitorare l'andamento delle operazioni e di attivare  le
forze dell'ordine di risposta;
c) nel caso di trasporto stradale i mezzi devono  essere  ad  uso
esclusivo e ove possibile adeguatamente progettati per  resistere  ad
atti ostili. Il mezzo di trasporto deve  avere  a  bordo  almeno  due
conducenti e deve essere scortato;
d) nel caso di trasporto ferroviario il convoglio di scorta  deve
viaggiare quanto piu' vicino possibile al mezzo di  trasporto  con  a
bordo le materie nucleari;
e) il trasporto via mare e via aerea devono essere effettuati con
mezzi di trasporto ad uso esclusivo.
Requisiti per la protezione fisica passiva da atti di  sabotaggio
delle materie nucleari nelle installazioni nucleari:
a) le materie nucleari, le sostanze radioattive e  i  sistemi  il
cui  danneggiamento  potrebbe   causare   significative   conseguenze
radiologiche devono essere adeguatamente  protetti,  collocandoli  in
aree vitali, poste all'interno di un'area protetta;
b) ciascuna area protetta deve essere  collocata  all'interno  di
un'area ad accesso limitato, deve essere protetta da idonee  barriere
fisiche e da sistemi di rilevamento antintrusione e  comunque  dotata
di misure idonee a prevenire accessi non autorizzati;
c) il numero delle vie di accesso a ciascuna area  protetta  deve
essere il minimo necessario e comunque ciascun  accesso  deve  essere
equipaggiato con sistemi di allarme;
d) i veicoli, le persone e i materiali  che  entrano  nelle  aree
protette  debbono  essere  sottoposti  a   controllo   con   adeguata
strumentazione. L'accesso dei veicoli deve essere ristretto al minimo
e comunque circoscritto ad aree di parcheggio dedicate;
e) l'accesso  alle  aree  protette  deve  essere  riservato  alle
persone autorizzate. Deve essere verificata l'identita' di  tutte  le
persone che accedono nelle aree protette.  Il  numero  delle  persone
autorizzate   deve   essere   limitato   al    minimo    strettamente
indispensabile. Eventuali altre  persone  che  debbono  accedere  per
operazioni specifiche debbono essere scortate da persone autorizzate;
f) le aree vitali debbono essere dotate di ulteriori  barriere  e
punti di controllo rispetto  alle  aree  protette  all'interno  delle
quali esse sono collocate;
g) le aree vitali debbono  essere  progettate  in  modo  tale  da
assicurare adeguate linee di ritardo nei confronti  della  conduzione
di atti di sabotaggio (interno ed esterno);
h) l'accesso alle aree vitali deve essere riservato alle  persone
autorizzate. Deve essere verificata l'identita' di tutte  le  persone
che accedono nelle aree vitali. Il numero delle  persone  autorizzate
deve essere limitato al minimo strettamente indispensabile. Eventuali
altre persone possono accedere solo per motivi eccezionali e limitati
periodi di tempo e debbono essere scortate da persone autorizzate;
i) le barriere di  protezione  delle  aree  vitali  debbono  esse
progettate tenendo conto degli scenari definiti ai sensi dell'art.  5
j) deve essere proibito l'accesso dei veicoli nelle aree vitali;
k) deve essere mantenuta la registrazione di tutte le persone che
accedono alle aree vitali o sono in possesso delle relative chiavi di
accesso, anche attraverso sistemi computerizzati;
l) nell'installazione deve esse presente, in area  protetta,  una
sala operativa per la ricezione  degli  allarmi,  l'attuazione  delle
risposte a tentativi d'intrusione e le  comunicazioni  con  le  forze
dell'ordine; le informazioni acquisite dalla sala  operativa  debbono
essere conservate in sicurezza; l'accesso alla  sala  operativa  deve
essere riservato solo alle persone autorizzate;
m) i sistemi di  allarme  e  la  sala  operativa  debbono  essere
alimentati   con   sorgenti   di    alimentazione    elettrica    non
interrompibili;
n) i sistemi di comunicazione con le  forze  dell'ordine  debbono
essere diversificati e ridondanti;
o) deve essere predisposto un servizio di vigilanza in  modalita'
H24 per assicurare un'adeguata e pronta risposta a tentativi di  atti
di sabotaggio; il personale deve essere adeguatamente addestrato;
p) deve essere previsto un pattugliamento del perimetro dell'area
protetta con frequenza casuale. Il pattugliamento deve in particolare
individuare  potenziali  aggressori  o  tracce  del  loro  passaggio,
verificare visivamente l'integrita'  dei  principali  componenti  dei
sistemi  di   protezione   fisica,   predisporre   eventuali   misure
compensative e dare l'allarme in caso di necessita' fornendo supporto
alle forze dell'ordine nelle azioni di risposta;
q)   devono   essere   condotte   delle   verifiche    periodiche
dell'operabilita'  dei  sistemi  di  protezione  fisica.  Ad   idonea
distanza  dalle  aree  vitali  debbono  essere  installate   adeguate
barriere antisfondamento;
r) i sistemi informatici  posti  a  servizio  degli  apparati  di
protezione  fisica  e  di  gestione  delle  emergenze  devono  essere
protetti da manipolazioni e falsificazioni;
s) gli interventi di manutenzione in  area  vitale  da  parte  di
ditte  esterne  devono  essere   sempre   presidiati   da   personale
autorizzato dell'impianto  con  competenze  specifiche  sul  tipo  di
intervento in corso e condotti sotto  videosorveglianza.  Gli  stessi
interventi devono essere registrati;
t) il piano di risposta deve contenere una sezione  apposita  per
il contrasto al sabotaggio  che  descriva  le  possibili  azioni  per
prevenire  ulteriori  danneggiamenti  e  minimizzare  le  conseguenze
radiologiche;
u) ogni evento riconducibile ad un atto o tentativo di sabotaggio
deve essere prontamente riferito all'Autorita' di pubblica  sicurezza
e all'Autorita' di cui all'art. 4, comma 2 della legge n. 58/2015.
D.M. 8 settembre 2017
esposizione nucleare
stoccaggio materiale nucleare
trasporto materiale nucleare
Emissioni da trasporto aereo: i chiarimenti della Ue