Source: https://danielemajori.com/category/processo-amministrativo-2/
Timestamp: 2018-10-15 11:54:22+00:00
Document Index: 59600008

Matched Legal Cases: ['art. 34', 'art. 30', 'art. 29', 'sentenza ', 'art. 30', 'art. 112', 'art. 30', 'sentenza ', 'art. 112', 'art. 30', 'art. 2', 'art. 31', 'art. 112', 'art. 647', 'sentenza ', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 31', 'sentenza ', 'art. 52', 'art. 52', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 133', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 105', 'sentenza ', 'art. 41', 'art. 112', 'art. 41', 'sentenza ', 'art. 44', 'art. 30', 'art. 34', 'sentenza ', 'art. 26', 'art. 3', 'art. 26', 'sentenza ', 'art. 652', 'sentenza ', 'art. 45', 'art. 243', 'art. 243', 'art. 3', 'art. 2697', 'art. 64', 'art. 114', 'art. 34', 'art. 79', 'art. 34', 'art. 267', 'art. 267', 'art. 2043', 'art. 31', 'art. 31', 'sentenza ', 'art. 111', 'art. 110', 'art. 63', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 27', 'art. 49', 'art. 696', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 23', 'sentenza ', 'art. 125']

Processo amministrativo | Avvocato Daniele Majori
Questa categoria contiene 107 articoli
(Consiglio di Stato, sez. V, 12 giugno 2017, n. 2852) «Preliminarmente si deve osservare che le questioni trattate nella parte dell’atto introduttivo del giudizio eccedono i limiti dimensionali del ricorso e non devono essere esaminate dal Collegio. Infatti, il previgente limite, applicabile al caso di specie ratione temporis, fissato dal decreto dal Presidente del Consiglio … Continua a leggere →
Condanna ex art. 34, comma 1, lett. c), c.p.a. al rilascio del permesso di costruire illegittimamente negato: per il Tar Toscana la cd. “azione di adempimento” amplia la tradizionale causa petendi del giudizio amministrativo di legittimità, consentendo al ricorrente di dedurre in giudizio non solo i motivi afferenti ai vizi del provvedimento impugnato, ma anche la sussistenza di tutti quei presupposti di fatto sulla scorta dei quali l’adozione del provvedimento richiesto appare doverosa; il c.p.a, infatti, contempla l’azione di condanna non solo nell’ambito della norma dedicata al tipo di pronunce che il g.a. può adottare, ma anche al primo comma dell’art. 30, che si riferisce chiaramente alle azioni che il ricorrente può proporre in aggiunta a quella di annullamento prevista dall’art. 29.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 23 marzo 2017 ⋅ Lascia un commento
(Tar Toscana, sez. III, 14 marzo 2017, n. 392) «E’ impugnato il provvedimento con cui il Dirigente del Settore Edilizia privata del [Comune] ha denegato il permesso […] finalizzato alla demolizione di tre manufatti accessori (due autorimesse e un vano doccia) e alla ricostruzione delle relative volumetrie con destinazione residenziale. Il [Comune] ha ritenuto che … Continua a leggere →
Contributo unificato per i motivi aggiunti: è consentito al G.A. l’accertamento, anche solo in via incidentale, della sussistenza dei presupposti per l’esenzione dal pagamento di un ulteriore contributo unificato (ossia l’identità di oggetto della domanda proposta con motivi aggiunti rispetto a quella proposta con il ricorso introduttivo o, comunque, il non ampliamento sostanziale del thema decidendum), anche alla luce della sentenza della Corte di Giustizia, sez. V, 6 ottobre 2015.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 9 febbraio 2017 ⋅ Lascia un commento
(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 31 gennaio 2017, n. 27) «Le deduzioni [dell’appellante] meritano accoglimento, infine, per quanto di ragione, anche con riferimento al tema della soggezione dei suoi motivi aggiunti di primo grado al contributo unificato. 9a Il T.A.R. ha affermato che ” la competenza a determinare la debenza e la … Continua a leggere →
Sulle differenze tra l’azione di risarcimento dei danni da provvedimento illegittimo ex art. 30, comma 3, c.p.a. e l’azione di risarcimento dei danni connessi alla mancata esecuzione del giudicato ex art. 112, comma 3, c.p.a.: soltanto alla prima si applica il termine decadenziale di proposizione sancito dall’art. 30, comma 3, c.p.a., che – nel caso di azione non contestuale al ricorso demolitorio – è di 120 giorni dal passaggio in giudicato della sentenza di annullamento del provvedimento causativo del danno; inoltre la prima azione soggiace a una differente disciplina processuale, sia in termini di proposizione (opportunamente venendo formalizzata come tale già nell’impostazione e nella rubrica dell’atto introduttivo), sia di rito, che è quello ordinario, e non quello celere e preferenziale dell’ottemperanza, trattata con il rito camerale; le due azioni, infine, divergono per il diverso ammontare del contributo unificato (per il Tar, invece, non si ravvisano profili differenziali nei presupposti sostanziali dell’azione ex art. 112, comma 3, c.p.a. rispetto a quella generale di condanna ex art. 30, comma 3, c.p.a.).
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 8 novembre 2016 ⋅ Lascia un commento
(Tar Campania, Napoli, sez. III, 24 ottobre 2016, n. 4866) «Venendo alla domanda risarcitoria spiegata dal ricorrente con il ricorso per ottemperanza all’esame, preliminarmente ritiene il Collegio di dover svolgere le precisazioni che seguono in punto di qualificazione dell’azione e relativo regime. In proposito, malgrado sia stato annullato il provvedimento (d.d. n. 421 del 2004) … Continua a leggere →
Indennizzo da ritardo nella conclusione dei procedimenti ad istanza di parte: una volta scaduti i termini per la conclusione del procedimento, l’istante – nel termine perentorio di 20 giorni dalla scadenza del termine entro il quale il procedimento si sarebbe dovuto concludere – deve ricorrere all’Autorità titolare del potere sostitutivo di cui all’art. 2, comma 9-bis, l. n. 241/1990, richiedendo l’emanazione del provvedimento non adottato (nella fattispecie, ricorrendo tali presupposti, il Tar ha ritenuto fondata la domanda proposta dal ricorrente, accogliendola nella misura massima consentita, pari ad € 2.000).
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 20 maggio 2016 ⋅ Lascia un commento
(Tar Sardegna, sez. I, 12 maggio 2016, n. 428) «Va ricordato che l’obbligo dell’amministrazione di provvedere sull’istanza del privato sussiste, intanto, qualora quest’ultimo sia titolare di una posizione qualificata ed abbia un interesse concreto ed attuale ad ottenere il provvedimento richiesto. Poi, va ricordato che il silenzio rilevante ai fini del rito ex art. 31 … Continua a leggere →
(Consiglio di Stato, sez. III, 30 ottobre 2015, n. 4984) «L’appellante, già ricorrente in primo grado, ha proposto ricorso al T.A.R. del Lazio (R.G. 10830/2014) contro il silenzio mantenuto dall’Amministrazione dell’Interno sulla sua istanza di concessione della cittadinanza italiana. Il ricorso è stato trattato alla camera di consiglio del 23 aprile 2015, presente l’Avvocato dello … Continua a leggere →
Ricorso in ottemperanza ex art. 112, co. 2, lett. c), c.p.a.: per la prova del passaggio in giudicato del decreto ingiuntivo non opposto è necessaria la dichiarazione di esecutorietà ex art. 647 c.p.c., mentre l’attestazione di cancelleria non può ritenersi sufficiente, non essendovi alcuna certezza in ordine alla regolarità della notifica del ricorso per decreto monitorio.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 26 agosto 2015 ⋅ Lascia un commento
(Tar Puglia, Lecce, sez. I, 22 luglio 2015, n. 2231) «Questo TAR, con sentenza n. 2531/14, dopo ampia disamina delle condizioni occorrenti per la prova del passaggio in giudicato del decreto ingiuntivo non opposto, ha chiarito, anche mediante rinvio a pronunce della Suprema Corte, che: “il decreto ingiuntivo, ancorché non tempestivamente opposto e benché provvisoriamente … Continua a leggere →
(Tar Sicilia, Catania, sez. I, 1° luglio 2015, n. 1850) «[I] ricorrenti impugnano la determina dirigenziale n. 05/47 emessa il 27.02.2015 – con la quale il Direttore dei Lavori Pubblici del Comune […] ha revocato e risolto l’affidamento dell’incarico di Direttore dei Lavori e Coordinatore della Sicurezza in fase di esecuzione, relativo al Progetto SIC … Continua a leggere →
L’attuale sistema disegnato dall’art. 19 l. n. 241/90, come modificato a seguito delle riforme del 2011 e del 2014, si regge sulla tassatività dei casi in cui alla Amministrazione é consentito intervenire dopo la scadenza dei termini di cui al comma 3 e comma 6-bis dello stesso art. 19: pertanto – fuori dalle situazioni individuate al comma 3 (falsità nelle dichiarazioni) ed al comma 4 (pericolo di danno per il patrimonio artistico e culturale, per l’ambiente e la salute, per la sicurezza pubblica e la difesa nazionale) – l’Amministrazione può intervenire su attività denunciate con D.i.a. o S.c.i.a. solo nel caso in cui un tale intervento risulti sollecitato appositamente da un terzo al quale possa riconoscersi la titolarità di un interesse qualificato (nello specifico, il terzo, in prima battuta, può solo presentare un’istanza con cui si sollecitino verifiche e, quindi, un ricorso ex art. 31, comma 1, 2 e 3 c.p.a., mentre può impugnare in via ordinaria, con azione di annullamento, il provvedimento espresso reso dalla Amministrazione a seguito della istanza sollecitatoria, potendosi poi il terzo giovare dell’effetto conformativo della decisione giudiziale pronunciata su un tale ricorso).
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 16 luglio 2015 ⋅ Lascia un commento
(Tar Piemonte, sez. II, 1° luglio 2015, n. 1114) «Il Collegio deve preliminarmente farsi carico di verificare la ammissibilità delle domande spiegate nell’ambito dell’odierno giudizio alla luce di quanto affermato dalla Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato nella sentenza n. 15 del 29/07/2011, l’attualità delle cui statuizioni deve peraltro essere verificata alla luce delle modifiche … Continua a leggere →
E’ ammissibile un ricorso in materia elettorale supportato da dichiarazioni sostitutive di atto notorio ad esso allegate, anche se le contestazioni riferite nelle suddette dichiarazioni non siano state messe a verbale nel corso delle operazioni elettorali, a condizione, però, che si dimostri, con la querela di falso, che tale incompletezza si risolve in realtà in una falsa attestazione implicita (nella fattispecie, il Tar ha rilevato che la contestazione in ordine al dato numerico contenuto del verbale sezionale, ancorché derubricata dal ricorrente a “mero errore di trascrizione”, implica comunque un accertamento in ordine alla sua “non corrispondenza” con il risultato della tabella di scrutinio, che si risolve pur sempre ed inevitabilmente nella valutazione della sua falsità, intesa come “non fedele” rappresentazione di un certo dato storico che il pubblico ufficiale attesta essere stato verificato in sua presenza e che il ricorrente assumeva, invece, essere diverso dal dato reale).
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 25 febbraio 2015 ⋅ Lascia un commento
(Tar Sicilia, Palermo, sez. II, 11 febbraio 2015, n. 417) «Cita, il ricorrente, giurisprudenza del Consiglio di Stato affermante la non necessità della proposizione delle querela di falso allorquando venga “dedotta la sussistenza di un mero errore materiale, commesso dal verbalizzante nella trascrizione dei dati relativi alle preferenze rivenienti dal semplice scrutinio delle schede, agevolmente … Continua a leggere →
Poiché il processo amministrativo tende ormai irreversibilmente a trasformarsi in processo amministrativo telematico (PAT) – afferma il Tar Campania – la notifica a mezzo PEC del ricorso introduttivo deve ritenersi valida ed efficacemente effettuata, anche in mancanza dell’autorizzazione ex art. 52 c.p.a. (atteso che la norma si riferisce a forme “speciali” di notificazione).
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 11 febbraio 2015 ⋅ Lascia un commento
(Tar Campania, Napoli, sez. VII, 6 febbraio 2015, n. 923) «[L]a notifica per mezzo di posta elettronica certificata (PEC) deve ritenersi valida ed efficacemente effettuata: ad avviso del Tribunale, la mancata autorizzazione ex art. 52 CPA non può ritenersi ostativa atteso che la predetta norma si relazione a forme “speciali” di notificazione, laddove il processo … Continua a leggere →
Canoni demaniali marittimi: sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo sul contenzioso concernente i provvedimenti di rideterminazione del canone demaniale sulle concessioni marittime, in applicazione dell’art. 1, co. 251, della legge 27 dicembre, 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), qualora non si tratti di mera quantificazione del canone ma di integrale revisione previa ricognizione tecnico-discrezionale del carattere di pertinenze demaniali marittime delle opere realizzate in precedenza dal concessionario, nonché in considerazione dell’inamovibilità o meno delle stesse.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 3 febbraio 2015 ⋅ Lascia un commento
(Consiglio di Stato, sez. VI, 26 gennaio 2015, n. 336) «Nella sentenza di primo grado si richiama anzitutto l’art. 133, comma 1, lett. b), cod. proc. amm., per il quale “Sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo:…. b) le controversie aventi ad oggetto atti e provvedimenti relativi a rapporti di concessione di beni pubblici, … Continua a leggere →
(Tar Abruzzo, L’Aquila, sez. I, 15 gennaio 2015, n. 33) «[C]ome già osservato da questo Tribunale con la sentenza n. 548/2011, non c’è dubbio che il danno da ritardo quale componente risarcibile, per equivalente, della lesione di un interesse legittimo pretensivo è concetto cui sono riconducibili diversi contenuti cha spaziano dal diritto ad una prestazione … Continua a leggere →
Sebbene sia irrituale il frazionamento della decisione mediante l’adozione del dispositivo in una camera di consiglio e la discussione della motivazione in altra e successiva camera di consiglio, tale frazionamento deve considerarsi al più un’irregolarità del procedimento decisionale, incapace come tale di determinare la nullità della sentenza e l’operatività del rinvio ex art. 105 c.p.a., sotto il profilo della lesione del contraddittorio e del diritto di difesa.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 9 gennaio 2015 ⋅ Lascia un commento
(Consiglio di Stato, sez. VI, 5 gennaio 2015, n. 18) «Con il primo motivo d’appello, la [società appellante] ha lamentato la nullità della sentenza, censurando in particolare che il dispositivo della stessa risulterebbe adottato in esito all’udienza pubblica del 29 maggio 2014, mentre la motivazione ( come inequivocabilmente risulta dal tenore della sentenza impugnata) recherebbe … Continua a leggere →
Impugnazione di atti di regolazione: i controinteressati in senso formale – ad almeno uno dei quali il ricorso deve essere notificato, a pena di inammissibilità, ex art. 41 c.p.a. – sono soltanto quei soggetti, singolarmente individuabili, cui gli atti sui quali è richiesto il controllo giurisdizionale di legittimità si riferiscano direttamente ed immediatamente, e che per effetto di tali atti abbiano già acquistato una posizione giuridica di vantaggio; gli atti regolatori, invece, non si rivolgono a destinatari determinati, ma a un gruppo indeterminato di destinatari non individuabili a priori, appartenenti agli operatori del settore interessati, sicché essi in genere hanno natura di atti amministrativi generali a contenuto unitario e inscindibile, rispetto ai quali, per definizione, non si possono individuare controinteressati.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 21 dicembre 2014 ⋅ Lascia un commento
(Consiglio di Stato, sez. VI, 15 dicembre 2014, n. 6153) «In via preliminare, va esaminata l’eccezione, sollevata [dall’interveniente ad adiuvandum], che deduce l’inammissibilità del ricorso originario, in quanto lo stesso non è stato notificato ad essa né tantomeno ad alcun controinteressato. L’eccezione è destituita di fondamento. L’articolo 41 del cod. proc. amm. prevede che il … Continua a leggere →
Utilizzo di Google Earth ai fini dell’assolvimento dell’onere della prova, gravante sul privato, in ordine all’epoca di realizzazione di un abuso edilizio: i relativi rilevamenti non costituiscono, di per sé, documenti idonei a detto scopo, qualora vi siano incertezze in merito all’epoca di risalenza delle immagini visualizzate e le informazioni relative ai metodi di esecuzione degli stessi rilevamenti siano generiche (nella fattispecie, il Tar Campania ha peraltro osservato che le immagini depositate in giudizio risultavano essere tratte dalla versione “base” del software e non da quelle più evolute predisposte per scopi commerciali).
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 18 dicembre 2014 ⋅ Lascia un commento
(Tar Campania, Napoli, sez. II, 27 novembre 2014, n. 6118) «Si osserva, in primo luogo, che la difesa della ricorrente non ha fornito alcun elemento idoneo a comprovare l’avvenuta esecuzione dell’intervento in epoca successiva all’entrata in vigore della l.r. n. 19 del 2009. 4.2. Occorre chiarire, infatti, che, come evidenziato dalla consolidata giurisprudenza, l’onere di … Continua a leggere →
Ai sensi e per gli effetti dell’art. 112, co. 3, c.p.a., i danni pretesi a titolo di perdita di ‘chances’ e di lesione esistenziale non costituiscono tipologie di danni configurabili come conseguenza immediata e diretta della mancata reintegrazione nel posto di lavoro – e non possono perciò essere richiesti in sede di giudizio di ottemperanza – senza una previa puntuale dimostrazione delle ‘chances’ perdute, ovvero delle afflizioni morali e relazionali subite, a causa della mancata reintegrazione.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 1 dicembre 2014 ⋅ Lascia un commento
(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 14 novembre 2014, n. 600) «Impregiudicato – e , comunque, non rilevante in ragione degli esiti di merito della controversia – il giudizio sul primo motivo di gravame, sia il secondo che il terzo motivo di gravame in sostanza fanno leva sull’assunto che il primo Giudice avrebbe … Continua a leggere →
La Sezione Quarta del Consiglio di Stato chiede all’Adunanza Plenaria di stabilire se anche i decreti decisori di ricorsi straordinari resi allorché il parere obbligatorio del Consiglio di Stato in sede consultiva non era ex lege vincolante (ed ancorché in concreto esso non sia stato disatteso dall’Autorità decidente) siano eseguibili con il rimedio dell’ottemperanza ed integrino “giudicato” sin dal momento della loro emissione, ovvero se tale qualità sia da riconoscere esclusivamente ai decreti decisori di ricorsi straordinari che (a prescindere dall’epoca di proposizione dei ricorsi medesimi) siano stati resi allorché il parere obbligatorio del Consiglio di Stato in sede consultiva rivestiva portata vincolante (essendo stato licenziato in epoca successiva all’entrata in vigore della legge n. 69/2009).
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 18 novembre 2014 ⋅ Lascia un commento
(Consiglio di Stato, sez. IV, ord. 7 novembre 2014, n. 5506) «Parte appellante sostiene che la ammissibilità del ricorso in ottemperanza al fine di ottenere la coattiva esecuzione dei decreti decisori dei ricorsi straordinarii debba intendersi estesa anche ai decreti pronunciati in epoca antecedente alla entrata in vigore della legge n. 69/2009; ciò in quanto … Continua a leggere →
Può talora ritenersi ammissibile l’azione avverso il silenzio inadempimento dell’Amministrazione su un’istanza di permesso di costruire in area non sottoposta a vincoli – pur essendo astrattamente configurabile un’ipotesi di silenzio-assenso sulla stessa istanza – in quanto è rimessa al giudice la valutazione (in relazione alle specificità della fattispecie esaminata, alla natura del potere esercitato dall’Amministrazione ed al complesso degli interessi coinvolti) circa la sussistenza dell’obbligo di provvedere.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 29 ottobre 2014 ⋅ Lascia un commento
(Tar Campania, Napoli, sez. II, 16 ottobre 2014, n. 5377) «In via preliminare la Sezione ritiene di dover evidenziare che il silenzio della Pubblica Amministrazione può formarsi non solo ove un obbligo giuridico di provvedere derivi da una norma di legge, da un regolamento o da un atto amministrativo, ma anche quando sia desumibile da … Continua a leggere →
Il CGA richiama il dovere di chiarezza e sinteticità degli atti e ordina la produzione di una memoria riepilogativa – che contenga l’esposizione chiara, sintetica ed omnicomprensiva di tutte le censure già proposte con l’atto di appello – alla quale fare riferimento per la decisione del giudizio.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 27 ottobre 2014 ⋅ Lascia un commento
(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, ord. 15 settembre 2014, n. 536) «[C]onsiderato che, alla luce della produzione documentale effettuata dall’appellante, risulta indispensabile richiedere chiarimenti sui fatti di causa alle amministrazioni appellate con relazione – corredata da idonea documentazione sistemata in ordine cronologico e munita di apposito indice – da depositare entro il … Continua a leggere →
(Tar Abruzzo, L’Aquila, sez. I, 11 settembre 2014, n. 661) «Il ricorso è ammissibile, poiché l’interessato ha a più riprese puntualizzato di non aver inteso intraprendere alcuna azione impugnatoria sulla DIA avversata (neanche sotto forma di silenzio-assenso sui mancati controlli e/o di diniego tacito della PA ad esperire verifiche repressive). Tenendo ben a mente il … Continua a leggere →
L’art. 41 c.p.a., nel momento in cui prevede, a pena di decadenza, la notificazione entro un termine perentorio del ricorso giurisdizionale ad almeno un controinteressato “che sia individuato nell’atto”, pone al tempo stesso un obbligo a carico della P.A. emanante, di comunicare a chi intende ricorrere contro l’atto (e ne faccia richiesta) i dati essenziali concernenti il soggetto “individuato”, onde rendere possibile la notificazione del ricorso e, dunque, l’esercizio del diritto alla tutela giurisdizionale, ex artt. 24 e 113 Cost.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 25 luglio 2014 ⋅ Lascia un commento
(Consiglio di Stato, sez. IV, 16 luglio 2014, n. 3735) «La sentenza appellata ha ritenuto: – che la notificazione effettuata presso l’ufficio sia nulla; – che non risulti applicabile l’art. 44, co. 4, Cpa, poiché, posto che “la residenza, la dimora ed il domicilio del [controinteressato] erano, all’epoca, ignoti e non conoscibili”, occorre invece fare … Continua a leggere →
Se residua la pur sola possibilità di risarcimento per equivalente, il giudice investito dell’azione di annullamento – anche in assenza di una domanda risarcitoria (proponibile ex art. 30, co. 5, c.p.a. sino a centoventi giorni dal passaggio in giudicato della sentenza) – accerta a questi altri fini l’eventuale illegittimità degli atti impugnati.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 24 luglio 2014 ⋅ Lascia un commento
(Consiglio di Stato, sez. VI, 18 luglio 2014, n. 3848) «Circa la domanda subordinata di accertamento dell’illegittimità dell’atto impugnato a fini risarcitori […] il Collegio osserva che effettivamente l’art. 34 Cod. proc. amm. prevede l’ipotesi in cui, nel corso del giudizio, l’annullamento del provvedimento impugnato non risulti più utile al ricorrente: in un tal caso … Continua a leggere →
Il Tar Sicilia osserva che solo nella misura in cui le parti offrano al giudice atti defensionali chiari e sintetici è possibile che il giudice renda un celere servizio di giustizia, con la tempestiva pubblicazione del dispositivo e il deposito di una sentenza chiara e sintetica (e possibilmente anche semplificata).
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 21 luglio 2014 ⋅ Lascia un commento
(Tar Sicilia, Palermo, sez. I, 8 luglio 2014, n. 1787) «[R]ileva pregiudizialmente il Collegio che la complessità dei ricorsi anche con riferimento al numero dei motivi e al peculiare intreccio delle posizioni processuali, ha evidentemente impedito la celere definizione della controversia, il che di regola dovrebbe peraltro avvenire con la pubblicazione del dispositivo e la … Continua a leggere →
Processo amministrativo: violazione del dovere di sinteticità degli atti e liquidazione delle spese di giudizio (artt. 3, comma 2, e 26, comma 1, c.p.a.).
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 9 luglio 2014 ⋅ Lascia un commento
(Consiglio di Stato, sez. IV, 1° luglio 2014, n. 3296) «Le spese del presente grado di giudizio, liquidate come da dispositivo, seguono la regola della soccombenza (art. 26 c.p.a.) e sono liquidate anche in considerazione del principio di sinteticità degli atti processuali (art. 3 e art. 26 co. 1 c.p.a.). Si deve, infatti, tener conto … Continua a leggere →
Se l’Amministrazione non ha preso parte al giudizio penale (nella fattispecie, conclusosi con una sentenza di assoluzione), non vi è un vincolo di giudicato che impedisce l’autonomo apprezzamento dei fatti oggetto degli impugnati provvedimenti da parte del giudice amministrativo, che ben può utilizzare come fonte anche esclusiva del proprio convincimento le prove raccolte nel giudizio penale, purché le risultanze probatorie siano sottoposte a un autonomo vaglio critico svincolato dall’interpretazione e dalla valutazione che ne abbia già dato il giudice penale, e purché la valutazione del materiale probatorio sia effettuata in modo globale e non frammentaria e limitata a singoli elementi di prova.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 5 luglio 2014 ⋅ Lascia un commento
(Consiglio di Stato, sez. V, 30 giugno 2014, n. 3282) «[A]i sensi dell’art. 652, comma 1, c.p.p.: “La sentenza penale irrevocabile di assoluzione pronunciata in seguito a dibattimento ha efficacia di giudicato, quanto all’accertamento che il fatto non sussiste o che l’imputato non lo ha commesso o che il fatto è stato compiuto nell’adempimento di … Continua a leggere →
Il promissario acquirente di beni immobili deve ritenersi legittimato all’impugnazione degli atti amministrativi di natura urbanistica ed edilizia che riguardano il suo dante causa quanto meno nei seguenti casi: a) nell’ipotesi in cui il promissario acquirente abbia già la materiale disponibilità del bene, il che avviene quando il contratto preliminare prevede la consegna anticipata; b) nel caso in cui il preliminare di compravendita contenga una clausola espressa che attribuisca al promissario acquirente la possibilità di richiedere il rilascio di titoli edilizi; c) nel caso in cui l’atto impugnato sia lesivo degli interessi del proprietario e, di riflesso, anche degli interessi del promissario acquirente (in quest’ultima ipotesi parte della giurisprudenza ammette quindi la possibilità per il promissario acquirente di agire direttamente in giudizio per la tutela di un interesse connesso ad un diritto di proprietà non ancora acquisito).
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 27 giugno 2014 ⋅ Lascia un commento
(Tar Lombardia, Milano, sez. II, 18 giugno 2014, n. 1592) «La giurisprudenza non ha un orientamento univoco in materia di legittimazione del promissario acquirente di beni immobili in ordine all’impugnazione degli atti amministrativi di natura urbanistica ed edilizia che li riguardano. Si osserva comunque, in linea generale, che la legittimazione del promissario acquirente all’impugnazione di … Continua a leggere →
Sull’ordine di esame dei ricorsi (principale e incidentale) quando le imprese ricorrenti sono le uniche due partecipanti alla gara.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 13 maggio 2014 ⋅ Lascia un commento
(Tar Puglia, Lecce, sez. I, 29 aprile 2014, n. 1126) «Poiché le imprese ricorrenti sono le uniche partecipanti alla gara ed entrambe contestano la reciproca mancata esclusione dalla procedura di gara, deve farsi applicazione del principio espresso dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea ( DECIMA SEZIONE – Sentenza 4 luglio 2013) secondo il quale “il … Continua a leggere →
Trasmissione di atti amministrativi a mezzo PEC ed effetti processuali: il perfezionamento della notifica telematica è disciplinato dall’art. 45, co. 2, d.lgs. n. 82/2005, in vigore dal 20 gennaio 2011 (“Il documento informatico trasmesso per via telematica si intende spedito dal mittente se inviato al proprio gestore, e si intende consegnato al destinatario se reso disponibile all’indirizzo elettronico da questi dichiarato, nella casella di posta elettronica del destinatario messa a disposizione dal gestore”).
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 3 aprile 2014 ⋅ Lascia un commento
(Tar Campania, Napoli, sez. III, 28 marzo 2014, n. 1875) «Deve ora il Collegio interrogarsi sul valore giuridico agli effetti processuali delle trasmissioni di atti amministrativi effettuate mediante l’impiego della posta certificata. Osserva al riguardo che l’impiego di tale mezzo elettronico di comunicazione è contemplato dal d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82, recante il codice … Continua a leggere →
Il rimborso del contributo unificato in favore del ricorrente vittorioso nella lite è dovuto dall’Amministrazione resistente anche in caso di compensazione delle spese.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 21 marzo 2014 ⋅ Lascia un commento
(Consiglio di Stato, sez. III, 14 marzo 2014, n. 1298) «L’interessato propone appello contro la sentenza, relativamente al punto della compensazione delle spese. Deduce che nel sistema del codice del processo amministrativo la compensazione delle spese è ammessa solo a titolo di eccezione, e per ragioni che debbono essere specificamente motivate; ma in questo caso … Continua a leggere →
In considerazione della ratio dell’art. 243-bis del Codice dei contratti pubblici, nonché delle specifiche previsioni di cui ai suoi commi 3 e 5, la statuizione dell’Amministrazione sull’informativa (ed il diniego tacito di autotutela formatosi sullo stesso preavviso di ricorso) non deve necessariamente essere oggetto di autonoma impugnazione, in quanto si pone esternamente ad un procedimento di gara che si è già esaurito ed è censurabile entro un termine breve di 30 giorni.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 24 febbraio 2014 ⋅ Lascia un commento
(Tar Puglia, Lecce, sez. II, 14 febbraio 2014, n. 459) «In via preliminare, occorre esaminare l’eccezione di inammissibilità del gravame sollevata dal Comune […] per l’omessa impugnazione del diniego tacito di autotutela formatosi sul preavviso di ricorso. In proposito si osserva che, ai sensi dell’art. 243-bis del d.lgs. n. 163/2006, prima di esperire il giudizio, … Continua a leggere →
Ai sensi dell’articolo 40 c.p.a, le censure dedotte devono essere specifiche e precise, a salvaguardia, tra l’altro, della effettiva garanzia del contraddittorio e del diritto di difesa nonché della precisa ed univoca individuazione del thema decidendum, esigenze che risultano ancor più stringenti in materia elettorale.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 17 febbraio 2014 ⋅ Lascia un commento
Le decisioni della Corte europea dei Diritti dell’Uomo non sono assimilabili ad un titolo esecutivo giudiziale suscettibile di esecuzione forzata, poiché nessuna disposizione della CEDU prevede meccanismi esecutivi diretti di tali provvedimenti, e, quindi, non rientra tra le attribuzioni di alcuna autorità giudiziaria nazionale la cognizione delle domande volte ad ottenere l’esecuzione delle decisioni della Corte europea: i mezzi a disposizione dei privati per sollecitare l’esecuzione delle decisioni contenenti statuizioni a loro favorevoli consistono (a) nella possibilità di rivolgersi direttamente e senza formalità al Comitato dei Ministri ovvero (b) nella possibilità di richiedere direttamente – a determinate condizioni – alla stessa Corte l’interpretazione della sentenza.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 14 febbraio 2014 ⋅ Lascia un commento
(Tar Sicilia, Catania, sez. II, 6 febbraio 2014, n. 424) «Il ricorrente ha proposto ricorso dinanzi alla Corte d’appello di Messina ai sensi della legge n. 89/2001 (legge Pinto), chiedendo l’equa riparazione, ai sensi dell’art. 3 di detta legge, per violazione del termine ragionevole del giudizio intentato dinanzi al Tar Sicilia – Catania con ricorso … Continua a leggere →
La pretesa risarcitoria – ove non si sia verificato un mero disagio o fastidio – esige un’allegazione di elementi concreti e specifici da cui desumere, secondo un criterio di valutazione oggettiva, l’esistenza e l’entità del pregiudizio subito, che non può essere ritenuto sussistente in re ipsa, né è consentito l’automatico ricorso alla liquidazione equitativa.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 4 febbraio 2014 ⋅ Lascia un commento
(Tar Lazio, Roma, sez. II Quater, 29 gennaio 2014, n. 1161) «Come è noto, in materia di risarcimento del danno, trova piena applicazione l’art. 2697 c.c., ora recepito anche dall’art. 64 c.p.a., in base al quale “chi vuol far valere un diritto in giudizio, deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento”. In tema … Continua a leggere →
La grave situazione economica in cui versa la sanità (e, dunque, le Aziende sanitarie) nella Regione Lazio integra il difetto di uno dei presupposti previsti dall’art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a., per la condanna dell’Amministrazione al pagamento della penalità di mora (cd. astreinte).
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 27 gennaio 2014 ⋅ Lascia un commento
(Tar Lazio, Roma, sez. III Quater, 21 gennaio 2014, n. 749) «Indipendentemente dall’adesione o meno, da parte del Collegio, all’orientamento giurisprudenziale (Cons. St., sez. III, 6 dicembre 2013, n. 5819) che esclude la penalità di mora con riferimento alle sentenze di condanna a somme di denaro, certo è che l’astreinte non è applicabile nel caso … Continua a leggere →
Chiamato a giudicare sull’eccezione di pretesa necessità di esclusione di un’offerta economica per inaffidabilità, il Consiglio di Stato ha ritenuto dirimente (in senso preclusivo all’esame della questione) la circostanza che la stessa offerta non era stata ancora sottoposta a verifica di congruità, poiché il giudice – stante l’espresso divieto posto dall’art. 34, comma 2, c.p.a. – non può sostituirsi all’Amministrazione nell’esercizio di poteri da questa ancora non esercitati.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 23 dicembre 2013 ⋅ Lascia un commento
(Consiglio di Stato, sez. III, 13 dicembre 2013, n. 5984) L’appellante ha sostenuto, in primo grado, «all’evidente fine di paralizzare l’azione della ricorrente principale, che [la ricorrente principale] avrebbe dovuto essere esclusa in limine per inaffidabilità della sua offerta economica. Il TAR ha reputato le relative censure “palesemente generiche e non supportate da concreti elementi … Continua a leggere →
Il Consiglio di Stato disattende l’eccezione di tardività del mezzo di primo grado (che, nella fattispecie, sarebbe derivata dall’omessa tempestiva proposizione dell’azione di accertamento circa la insussistenza dei presupposti per la eseguibilità dell’intervento oggetto di D.I.A., secondo la ricostruzione dell’istituto effettuata – successivamente all’introduzione del giudizio de quo – da parte della giurisprudenza amministrativa), traslando al giudizio innanzi al Consiglio di Stato il consolidato orientamento della Corte di Cassazione, che esclude la portata retroattiva del cd. overruling qualora ricorrano cumulativamente i seguenti presupposti: a) si verta in materia di mutamento della giurisprudenza su di una regola del processo; b) tale mutamento sia stato imprevedibile in ragione del carattere lungamente consolidato nel tempo del pregresso indirizzo, tale, cioè, da indurre la parte a un ragionevole affidamento su di esso; c) il suddetto “overruling” comporti un effetto preclusivo del diritto di azione o di difesa della parte.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 11 dicembre 2013 ⋅ Lascia un commento
(Consiglio di Stato, sez. IV, 6 dicembre 2013, n. 5822) «[L]a prima doglianza da scrutinare propone l’eccezione di tardività del mezzo di primo grado che – già prospettata dal Comune […] (che del pari l’ha sollevata nuovamente nel corso del giudizio di appello) – è stata disattesa dal Tar. […] 2.2. Appare evidente al Collegio … Continua a leggere →
Per il Tar Catania – sebbene la questione della decorrenza o meno del termine decadenziale di trenta giorni dalla comunicazione dell’aggiudicazione, senza la prescritta documentazione di corredo ex art. 79, co. 5 d.lgs. n. 163/2006, sia stata sottoposta al vaglio dell’Adunanza plenaria (con l’ordinanza n. 790/2013) e non sia stata ancora affrontata e risolta – seguendo il filo argomentativo tracciato nell’ordinanza di rimessione, detto termine di impugnazione si può far decorrere dallo spirare del termine di dieci giorni entro il quale l’interessato può esercitare il diritto di accesso.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 18 novembre 2013 ⋅ Lascia un commento
(Tar Sicilia, Catania, sez. III, 7 novembre 2013, n. 2682) «Il Collegio, preso atto delle corpose difese spiegate da tutte le parti in causa ed ampiamente puntualizzate in udienza in sede di discussione, per esigenze di carattere sistematico e di economia processuale ritiene necessario intraprendere prioritariamente l’esame della pregiudiziale eccezione di irricevibilità del ricorso introduttivo … Continua a leggere →
Ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 34, comma 3 c.p.a., non può escludersi la perdurante utilità dell’accertamento giurisdizionale della illegittimità dell’atto quando l’effetto caducatorio dell’annullamento non risulti più utile, ma risulti al contrario ancora utile l’effetto conformativo (come accade tutte le volte in cui, trattandosi, come nel caso di specie, di provvedimenti periodici, a reiterazione necessaria, sia possibile evitare e prevenire ulteriori eventi lesivi correlati all’altrimenti inevitabile reiterazione dell’illegittimità provvedimentale “seriale” mediante enunciazione della regola conformativa cui l’Amministrazione dovrà attenersi nell’emanazione della statuizione regolante la medesima attività per il periodo immediatamente successivo) o quello ripristinatorio connessi al giudicato di annullamento.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 14 novembre 2013 ⋅ Lascia un commento
(Tar Sicilia, Palermo, sez. I, 24 ottobre 2013, n. 1961) «In relazione al profilo, rilevabile d’ufficio, relativo all’interesse a coltivare il gravame, osserva il Collegio che la circostanza che, nelle more del giudizio, sia terminato l’anno scolastico in relazione al quale era stato proposto il ricorso, non scalfisce l’attualità dell’interesse della parte ricorrente in relazione … Continua a leggere →
Sulle condizioni che devono sussistere affinché, in concreto, sia configurabile a carico del giudice di ultima istanza l’obbligo di rimettere la questione di interpretazione pregiudiziale alla Corte di giustizia ex art. 267, co. 3 TFUE.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 29 ottobre 2013 ⋅ Lascia un commento
(Consiglio di Stato, sez. V, 23 ottobre 2013, n. 5131) «[L’]obbligo del rinvio pregiudiziale interpretativo alla Corte UE sancito dall’art. 267, co. 3, Trattato FUE presuppone non solo l’esistenza di un giudice ma anche di un giudizio correttamente instaurato e altrettanto correttamente celebrato ovvero sviluppatosi nel rispetto delle regole processuali del singolo Stato; la stessa … Continua a leggere →
Le cause di opposizione a ordinanza-ingiunzione di pagamento per la violazione di norme relative alle cave continuano ad appartenere alla giurisdizione del G.O. anche dopo l’entrata in vigore del d.lgs. n. 150/2011, poiché il legislatore non ha inteso attribuire alla giurisdizione esclusiva del G.A. la competenza a decidere le cause di opposizione a ordinanza-ingiunzione in materia urbanistica, tutte le volte in cui la controversia non tragga origine, e non abbia a presupposto, altri atti o provvedimenti, costituenti esercizio di attività autoritativa, emanati dall’ente territoriale e qualificabili come rivolti alla disciplina dell’uso del territorio.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 24 ottobre 2013 ⋅ Lascia un commento
(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 8 ottobre 2013, n. 757) «Correttamente il Tar ha affermato che la controversia rientra nella giurisdizione del giudice ordinario. Per una migliore comprensione della questione trattata è opportuno premettere che, in base al combinato disposto di cui agli articoli 1 e 9 della l. reg. 9 dicembre … Continua a leggere →
Sulla preclusione al risarcimento del danno che può derivare – ai sensi degli artt. 1227, co. 2, cod. civ. e 30, co. 3, c.p.a. – dall’omessa utile coltivazione degli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 15 ottobre 2013 ⋅ Lascia un commento
(Tar Puglia, Bari, sez. I, 3 ottobre 2013, n. 1353) «Invero, premesso che risultano integrati in astratto gli estremi del fatto illecito di cui all’art. 2043 cod. civ. posto in essere dalla Amministrazione comunale ai danni della [società ricorrente] (in particolare: attività amministrativa illegittima accertata da due sentenze di questo T.A.R. n. 1331/2005 e n. … Continua a leggere →
L’istituto del reclamo da attività commissariale, espressamente previsto dal c.p.a. solo in relazione al giudizio di ottemperanza, è applicabile anche per le attività surrogatorie dell’ausiliario del giudice volte a superare il silenzio-rifiuto dell’amministrazione, ma tenendo a mente che, nel caso di inerzia della P.A., il comando giudiziale intende solo supplire ad un “non liquet” dell’amministrazione, senza che il giudice – direttamente o mediante suo commissario – possa sostituire la sua volontà provvedimentale in luogo dell’attività amministrativa omessa, a meno che non si verta nella fattispecie ex art. 31, comma 3 c.p.a. (qui non in rilievo).
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 3 ottobre 2013 ⋅ Lascia un commento
(Tar Abruzzo, L’Aquila, sez. I, 26 settembre 2013, n. 794) «Il reclamo è inammissibile, nei sensi che il Collegio si appresta a puntualizzare. Occorre in proposito premettere alcune considerazioni generali in ordine all’istituto del reclamo da attività commissariale, espressamente previsto dal CPA solo in relazione al giudizio di ottemperanza, ma applicabile -nei limiti di seguito … Continua a leggere →
E’ inammissibile l’azione ex art. 31 c.p.a. volta alla dichiarazione dell’obbligo sostanziale di scorrimento dalla graduatoria, poiché non sussiste un obbligo incondizionato e assoluto allo scorrimento della graduatoria a carico dell’Amministrazione (ferma restando la legittimazione degli interessati a contestare in giudizio le eventuali determinazioni con le quali si sia diversamente proceduto a coprire posti vacanti).
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 16 settembre 2013 ⋅ Lascia un commento
(Consiglio di Stato, sez. VI, 11 settembre 2013, n. 4502) «Le [odierne appellanti] chiedono la riforma della sentenza con la quale il Tribunale amministrativo del Lazio ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto avverso il silenzio rifiuto opposto [dall’Amministrazione] alla diffida inoltrata al fine di ottenere lo scorrimento della graduatoria del concorso indetto il 29 febbraio … Continua a leggere →
Sui casi in cui è consentito il ricorso in Cassazione contro le decisioni del Consiglio di Stato, alla luce dell’evoluzione delle forme di tutela innanzi al giudice amministrativo e, in particolare, delle modalità del sindacato sull’eccesso di potere.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 10 settembre 2013 ⋅ Lascia un commento
(Consiglio di Stato, sez. VI, 14 agosto 2013, n. 4174) «L’art. 111, ultimo comma, della Costituzione prevede che contro le decisioni del Consiglio di Stato il ricorso in Cassazione è ammesso «per i soli motivi inerenti alla giurisdizione» (medesima disposizione è contenuta nell’art. 110 cod. proc. amm.). La dizione impiegata deve essere intesa nel senso … Continua a leggere →
Nell’impianto della l. n. 47/1985, il decorso del termine per la formazione del silenzio-assenso sull’istanza di condono è collegato ad una condizione di effettività, ossia alla concreta possibilità da parte del Comune di esaminare nel merito la domanda: è dunque il mancato esercizio di questo potere che viene sanzionato con la decadenza per il decorso del termine stabilito, tutte le volte in cui (e nei limiti in cui) esso si rivela sostanzialmente ingiustificabile.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 29 luglio 2013 ⋅ Lascia un commento
(Tar Calabria, Reggio Calabria, 17 luglio 2013, n. 470) «Il Comune […], nel costituirsi in giudizio, ha eccepito [….] l’inammissibilità del ricorso, in quanto non potrebbe ritenersi formato il silenzio – assenso in relazione alle istanze di condono presentate dalla controinteressata. Ciò in ragione del fatto che [l’istante, odierna controinteressata] ha dichiarato che l’ultimazione dell’edificio … Continua a leggere →
La mancata presentazione della domanda di partecipazione al concorso (secondo la più logica interpretazione della clausola, in attesa dell’eventuale esclusione) importa acquiescenza del ricorrente alla clausola (ritenuta) escludente e rende inammissibile la successiva impugnazione della stessa, a termine decadenziale scaduto, in conseguenza della intervenuta nomina della controinteressata, per difetto di una situazione giuridica soggettiva legittimante in capo al ricorrente.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 25 luglio 2013 ⋅ Lascia un commento
(Tar Sicilia, Catania, sez. II, 12 luglio 2013, n. 2073) «Osserva il Collegio – ai fini della delibazione della eccezione di inammissibilità per mancata presentazione dell’istanza di partecipazione al concorso per cui è causa – che la giurisprudenza amministrativa appare pacificamente orientata, almeno a far data dalla nota decisione dell’Adunanza Plenaria n. 1/2003, nel senso … Continua a leggere →
Possono sussistere casi in cui, anche in presenza di silenzio significativo di assenso (ovvero di rigetto), il privato ha evidente necessità di ottenere un titolo autorizzativo espresso, sicché è ammissibile l’azione avverso il silenzio.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 22 luglio 2013 ⋅ Lascia un commento
(Tar Campania, Salerno, sez. I, 15 luglio 2013, n. 1547) «Rimane […] da chiarire se, nei casi come quello in esame, in cui il legislatore assegna all’inerzia dell’amministrazione competente a pronunciarsi entro un preciso termine, il significato di accoglimento tacito, residui in capo al richiedente il diritto ad ottenere comunque un provvedimento espresso e, per … Continua a leggere →
Per il C.G.A., poiché l’art. 63, comma 3, c.p.a. consente di avvalersi dell’istituto della testimonianza scritta, nessun particolare rilievo probatorio può assegnarsi a una dichiarazione scritta, ove pure resa nelle forme sostitutive di atto di notorietà.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 19 luglio 2013 ⋅ Lascia un commento
(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 13 giugno 2013, n. 581) Sussiste «un profilo dirimente, di ordine processuale, che conduce a un superamento dei precedenti orientamenti in materia di prova nel giudizio elettorale e, conseguentemente, anche all’irrilevanza, in radice, del potenziale contrasto (quand’anche sussistente) come sopra ricostruito. Il profilo al quale si allude … Continua a leggere →
Dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 162/2012, i giudizi in materia di sanzioni amministrative irrogate dalla Consob non appartengono alla giurisdizione del giudice amministrativo, ma di quello ordinario.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 16 luglio 2013 ⋅ Lascia un commento
(Tar Lazio, Roma, sez. I, 8 luglio 2013, n. 6659) «Con sentenza depositata il 27 giugno 2012, pubblicata nella G.U. del 4 luglio 2012, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli articoli 133, comma 1, lettera l), 135, comma 1, lettera c), e 134, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 2 luglio 2010, … Continua a leggere →
La Corte di giustizia blocca l’effetto paralizzante del ricorso incidentale sul ricorso principale teorizzato dall’Adunanza Plenaria n. 4/2011.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 9 luglio 2013 ⋅ Lascia un commento
(Corte di giustizia dell’Unione europea, Sez. X, causa C-100/12, 4 luglio 2013, Fastweb SpA contro Azienda Sanitaria Locale di Alessandria) «13 In esito alla verificazione dell’idoneità delle offerte presentate dalle due società rispetto al piano di fabbisogni, disposta dal giudice del rinvio, è stato constatato che nessuna delle due offerte risultava conforme all’insieme delle specifiche … Continua a leggere →
Sulla scia dell’Adunanza Plenaria n. 2/2013, il Consiglio di Stato chiarisce gli effetti processuali che si verificano nelle ipotesi di congiunta devoluzione al medesimo giudice di una impugnazione in ottemperanza e di un ricorso di legittimità.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 4 luglio 2013 ⋅ Lascia un commento
(Consiglio di Stato, sez. IV, 25 giugno 2013, n. 3439) «La questione prospettata in forma di eccezione dall’intimata Amministrazione è stata funditus presa in esame dalla recente decisione dell’Adunanza Plenaria n. 2/2013: ivi è stato chiarito che, nella ipotesi di congiunta devoluzione al medesimo giudice di una impugnazione in ottemperanza e di un ricorso di … Continua a leggere →
Risarcimento del danno da lesione di interessi procedimentali ed onere della prova.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 1 luglio 2013 ⋅ Lascia un commento
(Consiglio di Stato, sez. V, 21 giugno 2013, n. 3405) «Circa la consistenza dell’onere probatorio che incombe sulla parte che propone domanda di risarcimento del danno davanti al giudice amministrativo, nonché in ordine alla natura giuridica ed agli elementi costitutivi della responsabilità dell’amministrazione per la lesione di interessi procedimentali, incluso il ritardo nell’attivazione e conclusione … Continua a leggere →
Per il Tar Lazio, il ricorso avverso il silenzio deve essere ammesso qualora l’inerzia nell’adozione di un atto regolamentare o amministrativo produca effetti lesivi non su di una pluralità indifferenziata di destinatari ma nella sfera giuridica di singoli amministrati specificamente individuati, giacché in questo caso esso ha gli stessi effetti di un atto di natura provvedimentale.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 27 giugno 2013 ⋅ Lascia un commento
(Tar Lazio, Roma, sez. II Quater, 11 giugno 2013, n. 5861) «[L]a ricorrente lamenta la violazione del termine di conclusione del procedimento e dell’art. 27 della L.R. n. 29 del 1997, il quale prevede l’obbligatoria adozione del regolamento e i poteri sostitutivi della regione in caso di inerzia da parte dell’ente gestore. Evidenzia inoltre la … Continua a leggere →
Sulle poste di danno risarcibili in caso di mancato conferimento di incarico professionale per illegittimità della relativa procedura concorsuale.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 24 giugno 2013 ⋅ Lascia un commento
(Tar Lombardia, Milano, sez. I, 17 giugno 2013, n. 1574) «La voce di danno patrimoniale, consistente nella mancata percezione della retribuzione che sarebbe stata corrisposta nel caso di conferimento dell’incarico, è fornita di prova. Sul punto, è stato dedotto e documentato, senza specifica contestazione di controparte, che, alla stregua dei criteri di valutazione utilizzati dalla … Continua a leggere →
Il Consiglio di Stato chiarisce le modalità con le quali la parte onerata deve adempiere all’ordine di integrazione del contraddittorio ex art. 49 c.p.a.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 20 giugno 2013 ⋅ Lascia un commento
(Consiglio di Stato, sez. IV, 4 giugno 2013, n. 3082) «In via preliminare, la Sezione deve darsi carico dell’eccezione di rito attinente alla mancata corretta integrazione del contraddittorio nei confronti della ASL […], come disposta dall’ordinanza n. 352 del 22 gennaio 2013. In via di fatto, deve osservarsi come la detta integrazione, disposta dalla Sezione … Continua a leggere →
Sulla disciplina in materia di intervento adesivo dipendente contenuta nel c.p.a.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 9 maggio 2013 ⋅ Lascia un commento
(Consiglio di Stato, sez. IV, 6 maggio 2013, n. 2446) «[R]itiene il Collegio che […] l’intervento ad opponendum spiegato nell’odierno giudizio di appello non sia ammissibile (ciò sebbene le prospettazioni ivi contenute ricalchino, in larga parte, le doglianze già contenute nel mezzo di primo grado ed accolte dal primo giudice, il che priva di effetto … Continua a leggere →
Anche nel processo amministrativo è ammissibile il ricorso per accertamento tecnico preventivo ex art. 696 c.p.c., ma lo stesso ricorso deve essere respinto se difetta la situazione di pericolo per la prova, che ne rappresenta elemento costitutivo.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 24 aprile 2013 ⋅ Lascia un commento
(Tar Lazio, Roma, sez. I, 22 aprile 2013, n. 4005) «[V]a anzitutto riconosciuta l’ammissibilità del ricorso per accertamento tecnico preventivo, aderendo all’orientamento del giudice d’appello, per il quale “si è in presenza, dunque, di un mezzo processuale tipico del regime probatorio che è preordinato, attesa la sua valenza conservativa, all’anticipazione del momento di acquisizione della … Continua a leggere →
Per il Tar Catania, nella liquidazione del mancato utile d’impresa bisogna tener conto anche dell’aliunde perceptum e l’onere della prova dell’eventuale assenza di quest’ultimo grava non sull’Amministrazione, ma sull’impresa, la quale può dimostrare – anche mediante l’esibizione dei libri contabili – di non aver eseguito, nel periodo che sarebbe stato impegnato dall’appalto in questione, altre attività lucrative incompatibili con quella per la cui mancata esecuzione chiede il risarcimento del danno.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 8 aprile 2013 ⋅ Lascia un commento
(Tar Sicilia, Catania, sez. IV, 27 marzo 2013, n. 880) «In ordine all’an e al quantum del risarcimento vanno fatte le seguenti osservazioni. E’ da premettere che in relazione sia al “mancato guadagno”che al danno curriculare, la ricorrente chiede il risarcimento dell’utile presuntivo non percepito, quantificandolo nel 10 % dell’offerta così come dalla stessa presentata. … Continua a leggere →
Sull’azione riconosciuta dall’art. 21-bis della l. n. 287/1990 in capo all’AGCM contro gli atti amministrativi generali, i regolamenti ed i provvedimenti di qualsiasi amministrazione pubblica che violano le norme a tutela della concorrenza e del mercato.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 4 aprile 2013 ⋅ Lascia un commento
(Tar Lazio, Roma, sez. III Ter, 15 marzo 2013, n. 2720) «L’Autorità ricorrente, con l’atto di gravame principale ed i successivi motivi aggiunti, ha impugnato davanti a questo Tribunale, ai sensi dell’art. 21 bis della legge n. 287/90, tutti gli atti, meglio indicati in epigrafe, adottati dall’Osservatorio sulle attività di autotrasporto e dal Ministero delle … Continua a leggere →
Anche nel processo amministrativo, la richiesta di autorizzazione alla chiamata in giudizio del terzo deve essere formulata nel primo atto difensivo, anche ove si tratti di una memoria di costituzione breve (ossia, fondamentalmente di stile).
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 25 marzo 2013 ⋅ Lascia un commento
(Consiglio di Stato, sez. IV, 11 marzo 2013, n. 1468) «Con il primo motivo di diritto, il Comune […] lamenta violazione e falsa applicazione di legge in relazione agli artt. 166 e 167 c.p.c. e all’art. 23 della legge n. 1034 del 1971. Viene cioè censurata la sentenza appellata nella parte in cui ha ritenuto … Continua a leggere →
L’onere di impugnazione – al cui mancato assolvimento si riconnette ora l’infondatezza nel merito della domanda risarcitoria – va valutato in concreto, nel senso che tale onere sussiste soltanto allorché si accerti che, effettivamente, l’impugnazione dell’atto lesivo avrebbe potuto concretamente giovare al ricorrente.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 8 marzo 2013 ⋅ Lascia un commento
(Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione siciliana, 20 febbraio 2013, n. 248) «Ritiene il Collegio che il primo giudice – che pure ha ben ricostruito e illustrato il sistema nel cui ambito si collocava prima del codice (e anche dopo) l’azione risarcitoria c.d. autonoma – abbia però erroneamente applicato i principi esposti al caso … Continua a leggere →
Dipendenza da causa di servizio delle infermità sofferte da pubblici dipendenti: motivazione degli atti negativi, ampiezza del sindacato giurisdizionale e possibilità di ricorso alla CTU.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 21 febbraio 2013 ⋅ Lascia un commento
(Tar Abruzzo, Pescara, sez. I, 14 febbraio 2013, n. 114) «Come è noto, nelle controversie aventi ad oggetto il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio delle infermità sofferte da pubblici dipendenti, la giurisprudenza amministrativa ha costantemente chiarito che il sindacato che il giudice della legittimità è autorizzato a compiere sulle determinazioni assunte dagli organi … Continua a leggere →
Piena conoscenza dei motivi dell’aggiudicazione, diritto di azione e decorrenza del termine di stand still.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 19 febbraio 2013 ⋅ Lascia un commento
(Tar Lombardia, Milano, sez. I, 14 febbraio 2013, n. 407) L’eccezione di sopravvenuta improcedibilità delle domande finalizzate alla tutela in forma specifica della ricorrente (ad avviso delle parti resistenti, trattandosi di lavori di interesse strategico, l’intervenuta stipulazione del contratto precluderebbe, ai sensi dell’art. 125 c.p.a., la relativa declaratoria di inefficacia) «deve essere disattesa, potendosi ravvisare … Continua a leggere →