Source: http://www.tiropratico.com/normativa/Sentenze%20sulla%20Caccia.htm
Timestamp: 2017-02-25 04:31:11+00:00
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Sentenze sulla caccia e le armi
SENTENZE SULLA CACCIA Non vi è divieto di comodato di armi da caccia solo se l'arma e effettivamente utilizzata per attività venatoria, non essendo sufficiente la sua catalogazione come arma da caccia. Corte di Cassazione, Sezione I penale, sentenza n. 53 o 10650 del 22 gennaio 2002, registro generale n. 33153/2001, depositata in cancelleria il 14 marzo 2002, imputati Mula ed altri. Esercitare la caccia durante la stagione venatoria ma in orario notturno integra solo gli estremi di illecito amministrativo sanzionato dall’articolo 31, lettera g), della Legge n. 157 del 1992, e non il reato di esercizio della caccia in periodo di divieto generale, sanzionato penalmente dall’articolo 30, lettera a), della stessa Legge. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 1667 o 22335 dell’8 maggio 2001, registro generale n. 120/2001, depositata in cancelleria il 1° giugno 2001, imputato Gambetta. Le guardie delle Province e dei Comuni sono agenti di polizia giudiziaria solo quando sono in servizio, a differenza di altri corpi, e possono quindi andare a caccia fuori dall’orario di servizio. Corte di Cassazione, Sezione I civile, sentenza n. 5538/01 0 12086 del 18 dicembre 2000, depositata in cancelleria il 13 aprile 2001.*
La cattura di uccelli con le mani non è uccellagione e non è quindi punibile con la sanzione di cui all'articolo 30, lettera e), della Legge 157/1992, ma è caccia con mezzi vietati sanzionata dall'articolo 30, lettera h), della stessa legge. Inoltre non costituisce maltrattamento la semplice detenzione di animali, a prescindere dal luogo, modalità, durata e scopi di essa. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 139 o 3807 del 13 novembre 2000, registro generale n. 3639/2000, depositata in cancelleria il 10 gennaio 2001, imputato Moreschi.
L'uso di richiami vivi al di fuori dei casi consentiti dalla legge non è sanzionato dall'articolo 30 comma 1 lettera h) della Legge 11 febbraio 1992, n. 157, che riguarda l'uso di richiami vietati, né può considerarsi come caccia con mezzi vietati. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 3089 del 6 ottobre 2000, registro generale n. 18938/2000, depositata in cancelleria il 22 novembre 2000, imputato Cipolla. Costituisce esercizio venatorio il vagare o il soffermarsi con i mezzi destinati a tale scopo o in attitudine di ricerca della fauna selvatica o di attesa della medesima per abbatterla, anche se il fucile è scarico ed aperto. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 32016 o 14824/00 del 19 giugno 2000, registro generale 14660/97, depositata in cancelleria il 15 novembre 2000, imputato Longoni.
Tenere uccelli in gabbie coperte da un telo che impedisce il filtrare della luce costituisce detenzione in condizioni incompatibili con la loro natura e quindi maltrattamento. Corte di Cassazione, Sezione feriale penale, sentenza n. 831 o 10136 del 24 agosto 2000, registro generale n. 27497/00, depositata in cancelleria il 25 settembre 2000, imputato Castagna
L'uso di richiami vivi non consentiti implica il reato di caccia con mezzi vietati. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 1670 o 7756 del 28 aprile 2000, registro generale n. 37457.99, depositata in cancelleria il 4 luglio 2000, imputato Medaglia.
La distinzione fra uccellagione e cattura di uccelli con mezzi vietati o nei cui confronti la caccia non è consentita risiede nell’impiego di un qualsiasi impianto, mezzo e metodo di cattura o soppressione di essi che risulti “di massa” o non selettivo ovvero che possa portare localmente all’estinzione di una specie. - Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza n. 1553 o 6966 del 17 aprile 2000, registro generale n. 16620/99, depositata in cancelleria il 14 giugno 2000, imputato Bettoni
È vietato introdurre in un Parco nazionale un fucile, anche se scarico e a bordo di un'autovettura, ed anche se a introdurlo è una guardia giurata venatoria, in quanto la vigilanza sui Parchi nazionali è affidata esclusivamente al Corpo forestale dello Stato. Corte di Cassazione, Sezione I penale, sentenza n. 386 o 5977 del 13 marzo 2000, registro generale 51570/99, depositata in cancelleria il 22 maggio 2000, imputato D'Addario.
Devesi ritenere aperto al pubblico, ai fini del divieto di portare un fucile da caccia, non solo un luogo accessibile e frequentabile da un numero indefinito di persone, ma anche quello nel quale possono accedere una o più categorie di persone che abbiano determinati requisiti. Corte di Cassazione, sentenza n. 247 o 3187 del 10 febbraio 2000, registro generale n. 45736/1999, depositata in Cancelleria il 15 marzo 2000, imputato Russo.
L'introduzione di un fucile da caccia, ancorché scarico ed in custodia, all'interno di un'area protetta quale una Riserva naturale, diversamente che nei centri abitati e nelle altre zone indicate dalla lettera g) dell'articolo 21 della Legge 57/1992, è vietata. Corte di Cassazione, Sezione I penale, sentenza n. 268 o 2919 del 14 febbraio 2000, registro generale n. 46816/99, depositata in cancelleria il 9 marzo 2000, imputato Nocentini.
È vietato trasportare un fucile, ancorché scarico ed in custodia, all'interno di un'area protetta, quale è una Riserva naturale statale. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 30 o 3549 del 22 ottobre 1999, registro generale n. 11450/99, depositata in cancelleria il 5 gennaio 2000, imputato Bianchi. Costituisce esercizio di caccia mettere in funzione un registratore contenente richiami vietati, costituendo esso atto diretto all'abbattimento della fauna. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 14242 dell'8 novembre 1999, registro generale n. 40607, depositata in cancelleria il 16 dicembre 1999, imputato Lorusso.
Il divieto di usare nella caccia fucili con caricatore contenente più di due cartucce vale per i fucili ad anima liscia e non per quelli ad anima rigata. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 3316 del 26 ottobre 1999, registro generale n. 20386/99, depositata in cancelleria il 6 dicembre 1999, imputato Vitali.
L'abbattimento, cattura o detenzione di più di cinque fringuelli costituisce reato, mentre di un numero di fringuelli non superiore a cinque costituisce un semplice illecito amministrativo. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 2558 o 11771 del 2 luglio 1999, registro generale n. 2124/99, depositata in cancelleria il 15 ottobre 1999, imputato Parolini.*
Il reato di esercizio della caccia in "periodo di divieto generale", previsto dall'articolo 30, comma 1, lettera a), della Legge 157/1992, è configurabile anche nel caso in cui sia stato abbattuto un animale nel periodo della stagione venatoria ma al di fuori del più limitato arco di tempo nel quale sia consentita la caccia alla specie cui l'animale predetto appartiene. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 2499 del 7 luglio 1999, registro generale n.13857/99, depositata in cancelleria il 9 ottobre 1999, imputato Convalle.
Contraddicendo esplicitamente altra sentenza della Cassazione n. 8322 del 23 luglio 1994, afferma che le radio ricetrasmittenti non sono "mezzi di caccia" vietati dalla Legge 157/1992, ma solo mezzi ausiliari, e sebbene siano vietati da legge regionale della Valle d'Aosta, il loro semplice possesso durante la caccia non costituisce violazione di tale legge. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 1920 del 19 maggio 1999, registro generale 6644/99, depositata in cancelleria il 24 settembre 1999, imputato Gasperi.
I richiami acustici a funzionamento meccanico, elettromagnetico o elettromeccanico rientrano nel novero delle cose obiettivamente criminose, soggette a confisca obbligatoria. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 2584 o 10558 del 2 luglio 1999, registro generale n. 4391/99, depositata in cancelleria l'8 settembre 1999, imputato Conversano.*
La carabina è consentita nella caccia solo se fornita di caricatore contenente non più di due cartucce. Corte di Cassazione, Sezione penale, sentenza n. 2075 del 2 giugno 1999, registro generale n. 7826/99, depositata in cancelleria il 26 agosto 1999, imputato Giomi.
La carabina non esiste come arma distinta dal fucile. L'uso del fucile con canna ad anima rigata è consentito nella caccia anche se con caricatore capace di contenere oltre due cartucce, diversamente da quello con anima liscia. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 1897 del 18 maggio 1999, registro generale n. 6333/99, depositata in cancelleria il 29 luglio 1999, imputato Bruzzone. Costituisce uccellagione, ed è quindi punibile ai sensi dell'articolo 30, lettera e), della Legge 157/1992, qualsiasi sistema di cattura di uccelli con mezzi diversi da armi da sparo, non solo reti, panie o vischio, ma anche lacci, che abbia potenzialità offensiva più indeterminata e comporti maggiore sofferenza per i volatili rispetto ad altre forme di caccia, a nulla rilevando la destinazione delle prede (vive o morte), né la complessità ed estensione dei mezzi usati (dai sistemi di reti ai semplici lacci). Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 2064 o 9607 del 2 giugno 1999, registro generale n. 1869/1999, depositata in cancelleria il 27 luglio 1999, imputato Baire.
Ignorando la precedente sentenza n. 952 o 5457 del 19 marzo 1999, depositata in cancelleria il 29 aprile 1999, afferma che l'esclusione di una zona da un parco naturale rende non punibile anche chi vi abbia cacciato anteriormente alla riperimetrazione. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 1962 o 8454 del 26 maggio 1999, registro generale n. 46945/98, depositata in cancelleria il 1° luglio 1999, imputato Conotti.
La detenzione in gabbia di uccelli da usare come richiami per la caccia, pur se lecita in sé, in quanto espressamente consentita dall'articolo 4 della Legge 11 febbraio 1992, n. 157, può tuttavia configurarsi come maltrattamento se le gabbie sono di dimensioni così piccole da non consentire neppure l'apertura delle ali. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 2151 o 8473 del 9 giugno 1999, registro generale n. 45237/98, depositata in cancelleria il 1° luglio 1999, imputato Tamburini.
L'uso nell'esercizio venatorio, a fine di richiamo, di uccelli imbragati e trattenuti con una fune, ancorché consentito dalla legge sulla caccia, rientra nelle previsioni dell'articolo 727 del codice civile (maltrattamento), modificato posteriormente alla legge stessa, articolo che trova quindi applicazione anche riguardo a comportamenti che la legge sulla caccia considera leciti. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 1914 o 8290 del 24 maggio 1999, registro generale n. 42728/99, depositata in cancelleria il 25 giugno 1999, imputato Albertini.
La caccia è vietata all'interno di tutti i parchi nazionali e regionali e delle riserve naturali ed è irrilevante il fatto che sia stata consentita successivamente alla commissione del reato per nuova perimetrazione. I parchi e riserve nazionali e regionali, essendo stati istituiti e delimitati con provvedimenti pubblicati su Gazzette e Bollettini Ufficiali, non necessitano della tabellazione perimetrale ai fini di essere individuati come aree dove sia vietata l'attività venatoria, e pertanto non può essere riconosciuta la buona fede degli imputati del reato di esercizio venatorio in area protetta in caso di assenza di tabellazione. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 952 o 5457 del 19 marzo 1999, registro generale n. 46750/98, depositata in cancelleria il 29 aprile 1999, imputati Arlati ed altri.
L'omissione del parere obbligatorio dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica rende invalido l'atto amministrativo con cui la Regione ha modificato il calendario generale di caccia. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 1665 o 3897 del 18 dicembre 1998, registro generale n. 23615/98, depositata in cancelleria il 10 febbraio 1999, imputati Zito ed altri. *
Costituisce esercizio di caccia l'ispezione di trappole per la cattura di richiami vivi. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 452 o 3637 del 26 novembre 1998, registro generale n. 18691/98, depositata in cancelleria il 15 gennaio 1999, imputato Giovagnoli. Il divieto di caccia nei fondi chiusi da muro o da rete metallica o da altra effettiva chiusura di altezza non inferiore a metri 1,80, o da corsi d'acqua perenni il cui letto abbia la profondità di almeno metri 1,50 e la larghezza di almeno tre metri, vigente all'epoca del fatto, sussiste anche se il proprietario abbia omesso la notifica ai competenti uffici regionali e l'apposizione di cartelli. Corte di Cassazione, Sezione prima civile, sentenza n. 249/99 del 21 settembre 1998, registro generale n. 12583/96, depositata in cancelleria il 12 gennaio 1999, Candusso, Rossi & Ponta contro Giunta Provinciale di Udine.
Tagliole, lacci e trappole costituiscono mezzi di caccia vietati. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 3066 o 12910 del 13 ottobre 1998, registro generale n. 15954/98, depositata in cancelleria l'11 dicembre 1998, imputato Rinaldi.*
L'utilizzo nella caccia come richiami di uccelli imbracati e legati con una cordicella alla quale venga impresso uno strattone non costituisce maltrattamento, purché non si tiri la cordicella con violenza ma solo quel tanto che basta a far alzare in volo l'animale. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 2905 o 12543 del 2 ottobre 1998, registro generale n. 15017/98, depositata in cancelleria il 30 novembre 1998, imputato Nava ed altri.
La detenzione di uccelli in gabbia non è per sé maltrattamento perché altrimenti se non sono presenti condizioni di crudeltà, fatica eccessiva, tortura ingiustificata o impedimento di espletare le funzioni biologiche essenziali, con l’eccezione del volo. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 1639 o 7150 del 7 maggio 1998, registro generale n. 67/98, depositata in cancelleria il giugno 1998, imputato Composta. La detenzione di uccelli in piccole gabbie non è maltrattamento perché prevista dalla legge e perché si ha assuefazione. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 928 o 5868 del 17 marzo 1998, registro generale n. 34091/97, depositata in cancelleria il 19 maggio 1998, imputato Gottardi. Andare a caccia in un parco nazionale è reato anche se il parco stesso non è tabellato ed anche se la zona in cui avvenne il fatto sia stata successivamente scorporata dal parco. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 831 o 4756 del 9 marzo 1998, registro generale n. 35468/97, depositata in cancelleria il 22 aprile 1998, imputati Giacometti ed altri.*
Cumulabilità di due reati venatori: caccia in periodo di divieto e con mezzi vietati. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 700 o 4454 del 27 febbraio 1998, registro generale n. 44637/97, depositata in cancelleria il 15 aprile 1998, imputato Perfetto.
Le guardie volontarie delle associazioni riconosciute dal Ministero dell'Ambiente hanno qualifica di agenti di polizia giudiziaria. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 1151 del 1° aprile 1998, Registro generale n. 4597/97, imputato Guerini.
Gli uccelli selvatici non cessano di essere tali se detenuti in cattività e neppure se nati in cattività da genitori selvatici, pertanto la loro detenzione ed il loro commercio sono vietati, salvo i casi esplicitamente previsti dalla legge. - Corte di Cassazione, Sezione IV penale, sentenza n. 1790 o 3062 del 26 settembre 1997, registro generale n.5859/97, depositata in cancelleria l’11 marzo 1998, imputato Pagliai. L’abbattimento del fagiano di monte non costituisce reato. - Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 199 o 2931 del 23 gennaio 1998, registro generale n. 22003/97, depositata in cancelleria il 7 marzo 1998, imputato Lazzarotto. *
Il reato di caccia con mezzi vietati non assorbe quello di caccia in periodo di divieto generale, trattandosi di due distinti divieti la trasgressione di uno dei quali non comporta necessariamente la trasgressione dell’altro. - Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza n. 2143 o 10644 del 26 settembre 1997, registro generale n. 5856/97, depositata in cancelleria il 24 novembre 1997, imputato Salvini
Costituisce esercizio venatorio il vagare e il soffermarsi con i mezzi destinati a tale scopo o in attitudine di ricerca della fauna selvatica o di attesa delle medesima, anche nel caso che il fucile sia scarico e aperto, perché il fucile stesso, proprio perché aperto, può essere rapidamente caricato ed utilizzato per abbattere la selvaggina. Corte di Cassazione, Sezione I civile, sentenza n. 8890/97 del 16 maggio 1997, R.G.N. 10279/95, depositata in cancelleria il 10 settembre 1997, Morlupi contro Amministrazione provinciale di Perugia. Il possesso di un richiamo elettromagnetico è reato anche se inattivo al momento del controllo. Corte di Cassazione, Sez. III penale, n. 1187 o 5593 del 20 maggio 1997, registro generale n. 2465/97, depositata in cancelleria l'11 giugno 1997, imputato Taddei.
Le guardie giurate venatorie sono pubblici ufficiali, pur non avendo la qualifica di agenti di P. G. o di P. S. La definizione dell'articolo 134 del TULPS, che negava alle guardie giurate la pubblica funzione, è stata sostituita dall'articolo 357 C.P. come modificato dalle Leggi 26 aprile 1990 n. 86 e 7 febbraio 1992, n. 181; pertanto commette reato chi rifiuti di fornire le proprie generalità a guardia giurata in funzione di vigilanza venatoria. - Corte di Cassazione, Sez. penale, n. 568 o 4898 dell'8 aprile 1997, registro generale n. 4457/97, depositata in cancelleria il 23 maggio 1997.
Lo strattonare allodole imbracate e legate ad una cordicella, già lecito ai sensi della Legge 11 febbraio 1992, n. 157, è diventato reato a seguito della successiva entrata in vigore della Legge 22 novembre 1993, n. 473, che ha modificato l’articolo 727 del codice penale. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 1570 o 4703 del 19 novembre 1996, registro generale n. 19686/96, depositata in cancelleria il 20 maggio 1997, imputato Gemetto. La balestra è arma impropria. – Corte di Cassazione, Sez. I penale, sentenza n. 281 o 4331 dell’11 febbraio 1997, registro generale n. 20189/96, depositata in cancelleria il 10 maggio 1997, imputato Bassetti.
La distinzione tra uccellagione e generica cattura di uccelli non risiede nell’uccisione degli uccelli, ma nell’impiego di qualsiasi impianto, mezzo e metodo di cattura o di soppressione in massa o non selettiva o che possa portare localmente all’estinzione di una specie. - Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza n. 336 o 2423 del 20 febbraio 1997, registro generale n. 30258, depositata in cancelleria il 12 marzo 1997, imputato Carlesso
Contraddicendo altre sentenze della stessa Corte, afferma che la detenzione di uccelli in piccole gabbie che ne impediscono il volo e la migrazione non costituisce maltrattamento, essendo consentita dalle legge sulla caccia e qualora le misure delle gabbie non siano inferiori a quelle prescritte dall’INFS. - Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 601 del 1° ottobre 1996, registro generale n. 15261/96, depositata in cancelleria il 29 gennaio 1997, imputato Dal Prà.
La balestra è arma impropria. - Corte di Cassazione, sezione I penale, sentenza n. 310 o 1272 del 18 novembre 1996, registro generale n. 29865/96, depositata in cancelleria il 21 gennaio 1997, imputato Messina. Anche se l’articolo 4 della Legge 157/92 consente l’uso di richiami vivi, tuttavia tale uso deve ritenersi lecito solo se non ricorrono le ipotesi dell’articolo 727 C.P. I divieti di cui all’articolo 21 della Legge 157/92 hanno carattere esemplificativo e non esauriscono le condotte illecite integranti gli estremi del reato previsto dall’articolo 727 C. P., per i quali non vi è bisogno di accertamenti di natura medica. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 1516 o 10673 dell’11 novembre 1996, registro generale n. 23273/96, depositata in cancelleria il 10 dicembre 1996, imputato Calonaci. Costituisce maltrattamento tenere uccelli vivi privati delle penne timoniere oppure appesi a testa in giù. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 1517 o 10674 dell’11 novembre 1996, registro generale n. 23274/96, depositata in cancelleria il 10 dicembre 1996, imputato Zauli.
La cattura di uccelli appena nati e la loro detenzione in regime di cattività integrano gli estremi del reato di maltrattamento di animali, poiché risponde di tale reato anche chi detiene animali in condizioni non compatibili con la loro natura. Il prelievo di uova, nidi e piccoli nati integra un’ipotesi di uccellagione penalmente sanzionata. - Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza n. 1311 o 9574 dell’8 ottobre 1996, registro generale n. 155109/96, depositata in cancelleria l’8 novembre 1996, imputati Feltrin & altro
L’uso di richiami vivi sprovvisti di anelli inamovibili è sempre vietato, anche se la Provincia avesse omesso di distribuire gli anelli numerati di identificazione. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 1071 o 8880 del 4 luglio 1996, registro generale n. 15570/96, depositata in cancelleria il 2 ottobre 1996, imputato Zaghis.
La pratica dell’uccellagione, cioè la cattura di volatili a mezzo di reti, costituisce reato indipendentemente dalle finalità per cui è compiuta, sia questa l’abbattimento dell’animale ovvero la sua cattura per il mantenimento in cattività. - Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza n. 959 o 8698 del 21 giugno 1996, depositata in cancelleria il 26 settembre 1996, imputato Righi
Costituisce esercizio della caccia anche il recarsi a caccia (per dichiarazione espressa dell’imputato), con annotazione sul relativo tesserino, in possesso di richiami vietati. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 823 o 6812 del 5 giugno 1996, registro generale n. 6529/96, depositata in cancelleria il 5 luglio 1996, imputato Mazzoni. La caccia ai fringuelli era pienamente lecita nel 1992, ai sensi dell’articolo 18 della Legge 157/1992, essendo questa una deroga rispetto al divieto di caccia ai fringillidi disposto dagli articoli 30 e 31 della stessa legge. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 590 o 5259 del 24 aprile 1996, registro generale n. 2485/96, depositata in cancelleria il 27 maggio 1996, imputato Delfini. Contraddicendo in parte una precedente sentenza della Corte, afferma che la legge sulla caccia opera la distinzione tra uccellagione e le altre forme di caccia con riferimento esclusivamente al mezzo usato e non alla destinazione delle prede catturate. Costituisce perciò uccellagione qualsiasi atto diretto alla cattura di uccelli con mezzi diversi da armi da sparo (reti, panie, ecc.), avendo il legislatore inteso sanzionare in modo specifico un sistema di cattura che ha in genere una potenzialità offensiva più indeterminata e comporta maggior sofferenza biologica per i volatili. - Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza n. 501 o 4918 del 10 aprile 1996, registro generale n. 01047/96, depositata in cancelleria il 16 maggio 1996, imputato Giusti
In materia di divieto di uccellagione, la predisposizione delle reti costituisce violazione consumata del divieto posto dall’articolo 30, comma primo, lettera e), della legge 11 febbraio 1992 n. 157, e non tentativo, poiché la norma incriminatrice non richiede l’abbattimento o la cattura di animali, ma è sufficiente l’esercizio effettivo della tecnica speciale di cattura dei volatili vietata dalla legge. - Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza n. 45 o 3090 del 12 gennaio 1996, registro generale n. 33495/95, depositata in cancelleria il 27 marzo 1996, imputato Marconi
Anche le Regioni a statuto speciale, come quelle a statuto ordinario, devono assoggettarsi ai principi generali dell’ordinamento giuridico nonché agli obblighi internazionali e all’interesse nazionale. Tra tali principi generali vi sono anche quelli sulle aree protette (Legge n. 394/91) e sulla caccia (Legge n. 157/92). Pertanto la caccia nei parchi è sempre proibita. Tale divieto vale anche nella zona D. Corte di Cassazione, Sez. III penale, sentenza n. 288 o 3132 del 27 febbraio 1996, registro generale n. 37411/95, depositata in cancelleria il 27 marzo 1996, imputato Briguglio.
>La sentenza di caccia abusiva pronunciata in seguito a patteggiamento non è una condanna, sicché non si possono confiscare il fucile e le cartucce. - Corte di Cassazione, Sezione penale, sentenza n. 877 del 23 febbraio 1996, registro generale n. 24125/95, depositata in cancelleria il 22 marzo 1996, imputato Ciulla.
Costituisce uccellagione la cattura di uccelli con “reti da uccellagione” indipendentemente dal fatto che gli uccelli catturati siano abbattuti o mantenuti in vita. Quando invece gli uccelli vengano catturati con reti diverse e di piccole dimensioni, si avrà uccellagione solo se le prede catturate siano poi destinate all’abbattimento, mentre si avrà l’ipotesi punita più lievemente di “cattura di uccelli” nei casi in cui la cattura dei volatili sia diretta alla loro conservazione e utilizzazione in vita. - Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza n. 2111 o 2685 del 21 dicembre 1995, registro generale n. 33032/95, depositata in cancelleria il 26 febbraio 1996, imputato Scalabrin
Nella pratica illecita dell’uccellagione rientra qualsiasi sistema di cattura di gruppo o di massa di volatili, quale che siano le dimensioni dello strumento – nel caso di specie della rete – utilizzato, e tale pratica è in ogni caso vietata, essendo proibito qualsiasi sistema che consenta di catturare un numero indiscriminato e non selettivo di volatili, compresi anche eventualmente volatili tutelati. - Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza n. 1713 o 2630 del 18 dicembre 1995, registro generale n. 30098/95, depositata in cancelleria il 14 febbraio 1996, imputato Palandri
Commette reato chi spara da un natante e non chi esercita dal natante altre operazioni in cui si sostanzia l’attività venatoria. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 697 o 2286 del 21 novembre 1995, registro generale n. 22455/95, depositata in cancelleria il 23 gennaio 1996, imputato Piras. Contraddicendo altre sentenze della Corte, afferma che tenere come zimbello un’allodola legata con un’imbracatura e non per le ali, anche se può causare sofferenza, tuttavia non costituisce reato perché il fatto, consentito dalla Legge 157/92, costituisce esercizio di un diritto. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 2124 o 11962 del 7 novembre 1995, registro generale n. 23436/95, depositata in cancelleria il 6 dicembre 1995, imputati Amadori e a.
La carabina ed ogni arma da sparo con caricatore predisposto per contenere più di due cartucce sono vietate per la caccia - Corte di Cassazione, Sez. penale, sentenza n. 2143 del 6-6-1995, registro generale n. 3037/95, depositata in cancelleria il 19 luglio 1995, imputato Mori
L’uso dei richiami vivi, che prima della Legge 473/93 era vietato solo quando costituiva un’ipotesi di crudeltà, eccessiva fatica o ingiustificata tortura, ora è vietato anche quando è incompatibile con la natura dell’animale, a prescindere dalla sofferenza causata; pertanto l’uso delle gabbie, un tempo largamente permesso, è ora consentito solo nelle ipotesi residuali di compatibilità con la natura dell’animale. A nulla rileva il fatto che le dimensioni delle gabbie siano compatibili con le prescrizioni dell’INFS invocate dal ricorrente, in quanto queste sono anteriori alla Legge 473/93. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 835 o 6903 del 27 aprile 1995, registro generale n. 4483/95, depositata in cancelleria il 16 giugno 1995, imputato Clearco
È infondata l’eccezione di incostituzionalità dell’articolo 727 del codice penale. Non è viziata l’opinione del giudice di merito, secondo cui la detenzione di uccelli in piccole gabbie costituisce maltrattamento. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 798 o 6897 del 24 aprile 1995, registro generale n. 1268/95, depositata in cancelleria il (illeggibile), imputato Parussolo. Maltrattamento di uccelli in gabbiette: Dopo l'entrata in vigore della Legge 473/1993, l'uso di richiami vivi, già ampiamente permesso, è ora consentito solo nelle ipotesi residuali, da valutare in concreto, di compatibilità con la natura dell'animale - Corte di Cassazione, sentenza n. 835 o 6903 del 27 aprile 1995.
Maltrattamento di uccelli in gabbiette - Corte di Cassazione, Sez. III penale, n. 347 o 3486 del 23 febbraio 1995.
Trovarsi in attitudine di caccia con fucile, cartucce e cane costituisce esercizio venatorio ed il sequestro del fucile e delle cartucce, trovandosi in periodo non di caccia, è legittimo. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 2555 del 30-9-1994, registro generale n. 19776/94, depositata in cancelleria il 25 ottobre 1994, imputato Cammaroto.
Consistendo la caccia non solo nell'abbattimento della selvaggina, ma anche nella ricerca e attesa degli animali o nel provocare la loro uscita allo scoperto, sono mezzi di caccia non solo le armi, ma anche i mezzi per ricercarli, braccarli e stanarli, quali anche gli apparecchi radio ricetrasmittenti, che sono quindi vietati dalla legge 157/1992 - Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n. 1614 o 8322 del 17 giugno 1994, registro generale n. 11993/94, depositata in cancelleria il 23 luglio 1994, imputato Scilironi
Maltrattamento di uccelli legati come zimbelli accodati - Corte di Cassazione, Sezione III penale, n. 398 o 5067 dell'11 febbraio 1994, depositata in cancelleria il 3 maggio 1994, imputati Trussardo ed altri.
Nel caso in cui sia stata affermata la responsabilità dell’imputato per il reato di esercizio dell’uccellagione, tale specifico fatto-reato esaurisce del tutto la condotta criminosa posta in essere, sicché detta uccellagione, vietata e punita in qualunque periodo dell’anno, non può essere punita due volte per il solo fatto di essere stata esercitata in un periodo di silenzio venatorio. – Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza n. 464 o 3971 del 18 febbraio 1994, registro generale n. 32168/93, depositata in cancelleria il 5 aprile 1994, imputato Castellani
I passeri cinesi non si possono vendere, appartenendo a specie presente in Italia. La nozione di fauna selvatica non può essere limitata dal principio di territorialità in quanto lo Stato italiano ha recepito una serie di norme internazionali e comunitarie che proteggono alcune specie in sé e ne impediscono il commercio anche se morte. Corte di Cassazione, Sezione III penale, n. 533 del 18 febbraio 1994, registro generale n. 36610/93, depositata in cancelleria l’8 marzo 1994, imputato Colosio.
La fauna importata a fini commerciali non gode della tutela accordata dalla legge 157/1992 ma, se del caso, di quella accordata dalla Convenzione di Washington del 3 marzo 1993. Corte di Cassazione, Sezione III, sentenza n. 1013 del 17 agosto 1993.
Costituiscono maltrattamento di animali non soltanto quei comportamenti che offendono il comune sentimento di pietà, ma anche quelle condotte ingiustificate che incidono sulla sensibilità dell’animale, producendo un dolore, pur se nopn siano accompagnate dalla volontà di infierire sugli animali. Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza n. 691 del 14 marzo 1990.
Costituisce esercizio venatorio con mezzi vietati il semplice vagare o soffermarsi con l'autovettura in zona ricca di selvaggina così da poterla abbagliare con i fari, anche in assenza di armi o di capi abbattuti. Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza n. 2793 del 24 gennaio 1989, registro generale n. 920/88, depositata in cancelleria il 4 aprile 1990, presidente Vercellone. Ai fini della configurabilità del reato di maltrattamento di animali, la “necessità” richiesta perché sia lecito sottoporre gli animali a fatiche eccessive o a tortura deve essere intesa come necessità non assoluta ma relativa, cioè determinata anche da bisogni sociali o da pratiche generalmente adottate. Corte di Cassazione, sezione III, sentenza n. 11281 del 20 giugno 1986, depositata in cancelleria il 21 ottobre 1986, imputato Bianchi.
Il bracconaggio è furto aggravato - Corte di Cassazione, Sez. VI penale, n. 1481 o 1788 del 25 novembre 1982, registro generale n. 3911/82, depositata in cancelleria il 1° marzo 1983, imputati Amerini ed altri.
Il bracconaggio è furto aggravato - Corte di Cassazione, Sez. VI penale, n. 1313 del 28 ottobre 1982, registro generale n. 2005/81, depositata in cancelleria il 28 dicembre 1982, imputato Turnu.
Non vi è maltrattamento di animali se manca il dolo, cioè la libera e cosciente volontarietà del fatto. Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza n. 1279 del 3 ottobre 1973, n. 1350, depositata in cancelleria il 13 febbraio 1974, imputata Bonzanini.
L’allevamento di vitelli in celle tanto ristrette da costringerli a stare sempre in posizione eretta integra l’ipotesi di torture inflitte senza necessità. Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza n. 1629 del 6 luglio 1966, depositata in cancelleria il 31 ottobre 1966, imputato Rossi. Non spettava allo Stato, e per esso al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cremona, disapplicare, nei termini di cui all'ordinanza 2 novembre 2002, la legge della Regione Lombardia 7 agosto 2002, n. 18, recante «Applicazione del regime di deroga previsto dall'art. 9 della direttiva 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979, concernente la conservazione degli uccelli selvatici». Corte Costituzionale, sentenza n. 129 del 26 aprile 2004, depositata in Cancelleria il 28 aprile 2004. Le Regioni non possono prorogare la stagione venatoria oltre i termini previsti dalla legge statale. Corte Costituzionale, sentenza n. 311 del 2 ottobre 2003, depositata in Cancelleria il 15 ottobre 2003. *
La legge della Regione Marche n. 12 del 24 luglio 2002 non invade la sfera di competenza statale esclusiva sulla tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, trattando di detenzione e commercio di animali esotici esclusivamente dal punto di vista della tutela della salute e della sicurezza sanitaria. Corte Costituzionale, sentenza n. 222 del 4 giugno 2003, depositata in Cancelleria il 24 giugno 2003. *
La Provincia autonoma di Trento non può prevedere specie cacciabili diverse e periodi venatori più ampi di quelli previsti dall'art. 18 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, né omettere di prevedere l'obbligatorietà del parere dell'INFS preliminare all'adozione di provvedimenti sulla regolazione della caccia. Corte Costituzionale, sentenza n. 227 del 19 giugno 2003, depositata in Cancelleria il 4 luglio 2003. *
È inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 25 della Legge 11 febbraio 1992, n. 157, nella parte in cui non prevede che il Fondo di garanzia per le vittime della caccia sia tenuto al risarcimento dei danni derivanti dall’esercizio venatorio nel caso in cui la compagnia assicuratrice del responsabile del sinistro venga posta in liquidazione coatta amministrativa, in quanto la disposizione impugnata è già stata dichiarata costituzionalmente illegittima dalla Corte con sentenza n. 470 del 2000. Corte Costituzionale, ordinanza n. 278 del 17 giugno 2002, depositata in Cancelleria il 24 giugno 2002.*
È improcedibile il ricorso del Governo che ha sollevato questione di legittimità costituzionale della delibera legislativa della Regione Liguria approvata dal Consiglio regionale l’11 agosto 2000, riapprovata a maggioranza assoluta, a seguito di rinvio governativo, il 10 ottobre 2000, recante "Modifiche alla legge regionale 22 febbraio 1995, n. 12 e successive modifiche e integrazioni e individuazione di ulteriori forme di tutela del territorio", in quanto la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, ha abolito il procedimento di controllo della costituzionalità delle leggi regionali promosso, anteriormente alla promulgazione ed alla pubblicazione, dal Governo.Corte Costituzionale, ordinanza n. 248 del 5 giugno 2002, depositata in Cancelleria il 14 giugno 2002.*
È improcedibile il ricorso del Governo che ha sollevato questione di legittimità costituzionale della delibera legislativa della Regione Liguria approvata dal Consiglio regionale l’11 agosto 2000, riapprovata a maggioranza assoluta, a seguito di rinvio governativo, il 10 ottobre 2000, recante "Modificazioni ed integrazioni urgenti alla legge regionale 22 febbraio 1995, n. 12 (Riordino delle aree protette) come modificata con legge regionale 21 aprile 1995, n. 32”, in quanto la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, ha abolito il procedimento di controllo della costituzionalità delle leggi regionali promosso, anteriormente alla promulgazione ed alla pubblicazione, dal Governo. Corte Costituzionale, ordinanza n. 247 del 5 giugno 2002, depositata in Cancelleria il 14 giugno 2002.* Non è incostituzionale l'art. 727 del Codice Penale (maltrattamento di animali) laddove prevede la pena accessoria della pubblicazione della sentenza senza escludere i minorenni, in quanto il vigente ordinamento non contemplerebbe comunque l'applicazione per i minorenni di qualunque pena accessoria diversa da quelle espressamente indicate (interdizione dai pubblici uffici per una durata non superiore a cinque anni e la sospensione dall’esercizio della potestà genitoriale). Corte Costituzionale, ordinanza n. 71 del 28 febbraio 2002, depositata in Cancelleria il 19 marzo 2002.* Il Governo rinuncia a contenzioso costituzionale con Regione Lombardia in materia di caccia. Corte Costituzionale, ordinanza n. 55 del 27 febbraio 2002, depositata in Cancelleria il 15 marzo 2002.*
Non è incostituzionale l'articolo 18 della Legge Regionale della Regione Marche n. 7 del 5 gennaio 1995, che quantifica in 11 il numero dei membri dell'organo direttivo degli Ambiti territoriali di caccia. Corte Costituzionale, ordinanza n. 299 del 12 luglio 2001, depositata in Cancelleria il 25 luglio 2001.*
È incostituzionale la legge regionale del Friuli-Venezia Giulia n. 29 del 1° giugno 1993, nella parte in cui consente la cattura di uccelli a fini venatori anche da parte di personale non autorizzato dall'INFS. Corte Costituzionale, sentenza n. 210 del 2 luglio 2001, depositata in cancelleria il 4 luglio 2001.*
Gli ausiliari del traffico (ma potrebbero essere anche guardie venatorie volontarie), pur non essendo dipendenti della Pubblica Amministrazione, possono redigere verbali di contestazione. Corte Costituzionale, ordinanza n. 157 del 10 maggio 2001, depositata in cancelleria il 21 maggio 2001.*
Le Regioni non possono attuare il controllo della fauna consentendo l'abbattimento di specie vietate dalla Legge 157/1992 da parte della generalità dei cacciatori, senza l'osservanza dell'articolo 19 della Legge citata e senza il controllo dell'INFS. Corte Costituzionale, sentenza n. 135 del 9 maggio 2001, depositata in cancelleria il 17 maggio 2001.*
Dichiara (per motivi procedurali) l'inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 17 e 18 della legge della Regione Emilia-Romagna 15 febbraio 1994, n.8, che escludono la risarcibilità di svariate tipologie di danni arrecati alle produzioni agricole dalla "fauna selvatica". Corte Costituzionale, ordinanza n. 579 del 15 dicembre 2000, depositata in cancelleria il 29 dicembre 2000. *
Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 26 della legge 11 febbraio 1992, n. 157 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio) nonché degli artt. 16 e 18, secondo comma, della legge della Regione Emilia-Romagna 15 febbraio 1994, n. 8 (Disposizioni per la protezione della fauna selvatica e per l'esercizio dell'attività venatoria), riguardanti il risarcimento dei danni provocati dalla "fauna selvatica". Corte Costituzionale, ordinanza n. 581 del 15 dicembre 2000, depositata in cancelleria il 29 dicembre 2000.*
Dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 25, comma 1, della Legge 11 febbraio 1992, n. 157 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio) nella parte in cui non prevede il risarcimento dei danni alle persone da parte del Fondo di garanzia per le vittime della caccia, nel caso in cui colui che ha causato il danno risulti assicurato presso un'impresa assicuratrice che al momento del sinistro si trovi in stati di liquidazione coatta o vi venga posta successivamente. Corte Costituzionale, sentenza n. 470 del 23 ottobre 2000, depositata in cancelleria il 6 novembre 2000.*
È inammissibile (per motivi procedurali) la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 28 della Legge della Provincia autonoma di Trento 6 maggio 1988 n. 18 (ordinamento dei Parchi naturali) e dell'articolo 8, comma 1, della Legge della Provincia autonoma di Trento 9 dicembre 1991 n. 24 (Norme per la protezione della fauna selvatica e per l'esercizio della caccia) come modificato dall'articolo 5 della Legge della Provincia autonoma di Trento 26 agosto 1994 n. 2, nelle parti in cui consentono la caccia nei parchi naturali provinciali. Corte Costituzionale, ordinanza n. 456 del 23 ottobre 2000, depositata in cancelleria il 2 novembre 2000.*
Non è incostituzionale l'articolo 20, comma 2-bis, della Legge regionale umbra 17 maggio 1994, n. 14, modificato dall'articolo 2 della Legge regionale 19 luglio 1996, n. 18, nella parte in cui riconosce un'indennità pari a quattro volte il reddito dominicale da corrispondere ai proprietari o conduttori di terreni inclusi, senza il loro consenso, nel territorio di un'azienda faunistico-venatoria. - Corte Costituzionale, sentenza n. 164 del 25 maggio 2000, depositata in cancelleria il 31 maggio 2000.* È incostituzionale una norma transitoria che limiti il divieto di caccia in un Parco regionale fino all'adozione del Piano del parco. - Corte Costituzionale, sentenza n. 20 del 17 gennaio 2000, depositata in cancelleria il 27 gennaio 2000.* Dichiara l'illegittimità costituzionale della legge della Regione Sicilia n. 33 del 1° settembre 1997 ("Norme la protezione, la tutela e l'incremento della fauna selvatica e per la regolamentazione del prelievo venatorio. Disposizioni per il settore agricolo e forestale") nelle seguenti parti: 1) articolo 18, comma 1, "nella parte in cui non prevede che l'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste emani il calendario venatorio regionale previa acquisizione del parere dell'Istituto nazionale della fauna selvatica"; 2) l'articolo 17, comma 6 (che stabilisce che "non costituisce esercizio venatorio il prelievo di fauna selvatica ai fini dell'esercizio delle attività di impresa agricola previste dalla presente legge, limitatamente all'area dove vengono allevati gli animali e alle specie oggetto di allevamento"; 3) l'articolo 22, commi 2 e 7 (che fissa gli ambiti territoriali di caccia, che coincidono con le Province, accorpando, tra l'altro, a queste anche le isole); 4) l'articolo 22, comma 5, lettera a), "nella parte in cui dispone che a partire dalla prima domenica del mese di novembre al cacciatore è altresì consentito l'esercizio della caccia alla selvaggina migratoria, oltre che all'interno dell'ambito territoriale di caccia di residenza e di quelli prescelti, anche negli altri ambiti della regione senza obblighi di partecipazione economica" - Corte Costituzionale, sentenza n. 4 del 10 gennaio 2000, depositata in cancelleria il 12 gennaio 2000.* Conferma il divieto di caccia col falco al di fuori della stagione venatoria. Corte Costituzionale, sentenza n. 468 del 15 dicembre 1999, depositata in Cancelleria il 30 dicembre 1999.*
Spetta allo Stato, e non alle Regioni e Province autonome, dare attuazione con il regolamento contenuto nel D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357, alla direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche. Corte Costituzionale, sentenza n. 425 del 27 ottobre 1999, depositata in cancelleria il 10 novembre 1999.* Non spetta allo Stato non accogliere le richieste di iscrizione nell’elenco ufficiale delle aree naturali protette di sette parchi naturali e dodici riserve naturali. Tuttavia il divieto di caccia nelle aree protette è inerente alle finalità essenziali della protezione della natura. Corte Costituzionale, sentenza n. 389 del 13 ottobre 1999, depositata in cancelleria il 22 ottobre 1999.* Nei parchi regionali vige il divieto assoluto di caccia. Corte Costituzionale, ordinanza n. 234 del 7 giugno 1999, depositata in cancelleria l’11 giugno 1999.* La lettera c) dell'articolo 9 della direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici, riguardando "la cattura, la detenzione o altri impieghi misurati di determinati uccelli in piccola quantità", non sembra riferirsi all'attività venatoria, e non può dunque essere invocata per consentire la caccia in deroga alla direttiva stessa. Le Regioni non possono attivare autonomamente le deroghe alla direttiva e non possono estendere la portata delle eccezioni al divieto generale di caccia oltre quanto stabilito dalla Legge 11 febbraio 1992, n. 157, e dai decreti previsti dalla legge stessa. - Corte Costituzionale, sentenza n. 169 del 10 maggio 1999, depositata in Cancelleria il 14 maggio 1999.*
Le Regioni possono solo restringere, ma non ampliare, l'elenco delle specie cacciabili; la disciplina delle deroghe spetta al Governo centrale. - Corte Costituzionale, sentenza n. 168 del 10 maggio 1999, depositata in Cancelleria il 14 maggio 1999.*
La Regione speciale non può derogare dai limiti temporali della caccia fissati dalla Legge nazionale 157/1992 - Corte Costituzionale, Sentenza n. 323 del 14 luglio 1998, depositata in Cancelleria il 24 luglio 1998.*
Spetta allo Stato far valere, nei confronti delle Regioni, gli interessi unitari di cui esso è portatore, e quindi anche adeguare l’elenco delle specie cacciabili alla normativa comunitaria. Corte Costituzionale, sentenza n. 277 del 7 luglio 1998, depositata in cancelleria il 17 luglio 1998. *
È inammissibile la questione di legittimità costituzionale della legge n. 29/1993 della Regione Friuli-Venezia Giulia nella parte in cui consente la gestione degli impianti per la cattura degli uccelli anche a persone diverse dal personale dipendente dalle amministrazioni provinciali, in quanto i giudici del TAR, avendo con sentenza parziale rigettato tutti i motivi di gravame proposti, si sono preclusi la possibilità di mettere in discussione la disposizione censurata. Corte Costituzionale, ordinanza n. 264 del 1° giugno 1998, depositata in cancelleria il 9 luglio 1998.* Comprensione di aree ove è vietata la caccia per effetto di leggi diverse dalla 157/1992 nella percentuale di territorio destinata a protezione della fauna "selvatica" - Corte Costituzionale n. 448 del 16 dicembre 1997, depositata in Cancelleria il 30 dicembre 1997.
Le Regioni possono solo ridurre e non ampliare l'elenco delle specie cacciabili - Corte Costituzionale, sentenza n. 272 dell'11 luglio 1996, depositata in Cancelleria il 22 luglio 1996. * Il Ministro dell'ambiente non può sospendere la caccia - Corte Costituzionale, 11-24 giugno 1993.* Il tiro a volo fa parte della caccia ed è quindi soggetto alla competenza regionale; gli animali allevati non per questo perdono la caratteristica di selvatici - Corte Costituzionale, n. 578 del 12 dicembre 1990, depositata in Cancelleria il 28 dicembre 1998.* Dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 1, nella parte in cui autorizza l'uccellagione praticata con appostamenti fissi, e degli artt. 2 e 10 della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 24 luglio 1969, n. 17 (Esercizio dell'uccellagione nel territorio della Regione Friuli-Venezia Giulia). - Corte Costituzionale, n. 124 del 7 marzo 1990, depositata in cancelleria il 16 marzo 1990. Furto venatorio - Corte Costituzionale, ordinanza n. 359 del 19 dicembre 1983, depositata in Cancelleria il 29 dicembre 1983.* Furto venatorio - Corte Costituzionale, ordinanza n. 331 del 17 novembre 1983, depositata in Cancelleria il 28 novembre 1983. *
Annulla la deliberazione della Giunta Regionale della Lombardia che consente la realizzazione di un capanno da caccia. Decreto del Presidente della Repubblica del 23 ottobre 1997. * Annulla l'ordinanza del TAR del Friuli-Venezia Giulia che non ha sospeso l'elenco e il numero massimo delle specie di uccelli catturabili. Consiglio di Stato, Sezione Sesta, ordinanza n. 3184 del 28 settembre 1984. *
Respinge l'istanza di sospensiva della sentenza del TAR dell'Emilia-Romagna, Sezione di Parma, che ha stabilito che le guardie volontarie dell'ENPA sono agenti di polizia giudiziaria. Consiglio di Stato, Sezione Quarta, ordinanza n. 1820/2000 del'11 aprile 2000.*
Respinge la richiesta di sospensione della sentenza del TAR della Valle d'Aosta sulla nomina del Consiglio di Amministrazione del Museo regionale. Consiglio di Stato, Sezione Sesta, ordinanza n. 4111 del 28 luglio 2000. *
L'individuazione delle specie cacciabili da parte della direttiva europea 79/409/CEE non necessita della mediazione del mediatore nazionale e rappresenta una norma autoesecutiva, determinando l'illegittimità del calendario venatorio adottato in violazione della direttiva stessa. Le Province sono competenti a vietare la caccia in prossimità dei valichi montani. Consiglio di Stato, sezione Sesta, decisione n. 430 del 27 ottobre 2000. *
Conferma l'annullamento in parte del calendario venatorio della Provincia di Reggio Emilia. Consiglio di Stato, Sezione sesta, ordinanza n. 5730/2000 del 10 novembre 2000. *
Respinge l'appello del Ministero dell'Ambiente contro la sentenza del TAR del Lazio che ha riconosciuto che la LAC ha i requisiti per ottenere il riconoscimento come associazione di protezione ambientale, avendo tra i suoi fini non soltanto la generica abolizione della caccia, ma anche la difesa dell'ambiente e della fauna e la lotta contro le forme di caccia vietate, che coincide pienamente con gli interessi pubblici della tutela ambientale. Consiglio di Stato, sezione sesta, decisione n. 3080/2002 del 19 marzo 2002. *
Nei territori di protezione, che la legge 157/1992 riserva in una percentuale dal 20% al 30%, vanno computate solo le aree in cui sono adottati provvedimenti atti ad agevolare la sosta, riproduzione e cura della prole della fauna, e non anche quelli in cui la caccia è vietata per motivi di sicurezza, come le adiacenze delle strade e delle ferrovie. Respinge l'appello contro la sentenza del TAR della Campania n. 4639 del 4 aprile e 12 luglio 2001. Consiglio di Stato, Sezione sesta, decisione n. 717 del 21 maggio 2002.
È legittimo il diniego di rinnovo della licenza del porto di fucile per uso di caccia, ove il richiedente sia stato condannato con sentenza �patteggiata� per il reato di uccellagione, in quanto, se è vero che la sentenza patteggiata non può essere posta a fondamento di pronunce che implichino l'accertamento del fatto e la responsabilità penale dell'imputato, tuttavia la medesima sentenza deve ritenersi equivalente alla condanna ordinaria rispetto a quegli effetti extrapenali che l'ordinamento automaticamente ricollega al fatto giuridico della condanna. Consiglio di Stato, Sezione quarta, decisione n. 2941 del 10 maggio 2002, depositata in segreteria il 28 maggio 2002. * È ingiustificata la cattura per procurare uccelli vivi da richiamo, quando sia possibile ricorrere all'allevamento. Consiglio di Stato, Sezione sesta, decisione n. 2091/2003 del 10 dicembre 2002, depositata in segreteria in data illeggibile. * L'uso di reti per la cattura di volatili per la cessione come richiami vivi costituisce strumento adeguatamente selettivo se, per le caratteristiche tecniche delle reti impiegate e per la presenza di personale specializzato, sia garantita la sopravvivenza e la tempestiva liberazione dalle reti degli esemplari appartenenti a specie protette, la cui cattura non è consentita. Consiglio di Stato, Sezione sesta, sentenza n. 2698 del 19 maggio 2003. * Nei territori di protezione, che la legge 157/1992 riserva in una percentuale dal 20% al 30%, vanno computate solo le aree in cui sono adottati provvedimenti atti ad agevolare la sosta, riproduzione e cura della prole della fauna, e non anche quelli in cui la caccia è vietata per motivi di sicurezza, come le adiacenze delle strade e delle ferrovie. TAR della Campania, Sezione I, sentenza n. 4639 del 4 aprile e 12 luglio 2001.
Comitato di Gestione dell'Ambito Territoriale di Caccia della provincia di Caserta contro Reg. Campania ed altri. TAR Campania Sez. I Sent. 12 luglio 2001
Sospende la circolare n. 16 del 15 luglio 1994 del Ministero delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali, nella parte in cui consente la caccia in deroga. TAR dell'Emilia-Romagna, Sezione di Parma, ordinanza n. 348 del 22 novembre 1994. *
Sospende il piano di prelievo di caprioli e daini. TAR dell'Emilia-Romagna, Sezione di Parma, ordinanza n. 425 del 3 dicembre 1996. *
Sospende il piano di prelievo di caprioli e daini. TAR dell'Emilia-Romagna, Sezione di Parma, ordinanza n. 426 del 3 dicembre 1996. *
Sospende la caccia in deroga. TAR dell'Emilia-Romagna, Sezione di Parma, sentenza n. 237 del 20 ottobre 1998, depositata in segreteria il 20 ottobre 1998.
Le guardie volontarie delle associazioni di protezione ambientale, alle quali sia riconosciuta la qualifica di guardia giurata, sono agenti di polizia giudiziaria. TAR dell'Emilia-Romagna, Sezione di Parma, sentenza n. 569 del 15 giugno 1999, depositata in segreteria il 6 ottobre 1999.*
Sospende in parte il calendario venatorio 2000/2001 della Provincia di Reggio Emilia. TAR dell'Emilia-Romagna, Parma, Prima sezione, sentenza n. 365/2000 del 7 settembre 2000, depositata in segreteria il 7 settembre 2000. *
Sospende in parte il calendario venatorio 2000/2001 della Provincia di Modena. TAR dell'Emilia-Romagna, Parma, Prima sezione, sentenza n. 362/2000 del 7 settembre 2000, depositata in segreteria il 7 settembre 2000. *
Sospende in parte il calendario venatorio 2000/2001 della Provincia di Forlě - Cesena. TAR dell'Emilia-Romagna, Parma, Prima sezione, sentenza n. 351/2000 del 7 settembre 2000, depositata in segreteria il 7 settembre 2000. *
Sospende in parte il calendario venatorio 2000/2001 della Provincia di Ravenna. TAR dell'Emilia-Romagna, Parma, Prima sezione, sentenza n. 363/2000 del 7 settembre 2000, depositata in segreteria il 7 settembre 2000. *
Sospende in parte il calendario venatorio 2000/2001 della Provincia di Bologna. TAR dell'Emilia-Romagna, Parma, Prima sezione, sentenza n. 364/2000 del 7 settembre 2000, depositata in segreteria il 7 settembre 2000. *
È legittimo l'uso di fucili laser da parte del Comune di Modena per allontanare gli storni. TAR dell'Emilia-Romagna, Bologna, Sezione seconda, sentenza dell'11 ottobre 2001. *
Annulla l'ordinanza n. 3 dell'11 gennaio 2001 del sindaco di Calderara di Reno sul controllo dei colombi perché a tempo indeterminato e perché carente sul piano istruttorio. TAR dell'Emilia-Romagna, Bologna, Sezione seconda, sentenza n. 439 del 26 aprile 2001. *
Annulla l'atto amministrativo della Provincia di Bologna che consente la caccia in deroga alla direttiva comunitaria. TAR dell'Emilia-Romagna, Bologna, Sezione seconda, sentenza n. 1243/2001 del 15 novembre 2001, depositata in segreteria il 17 dicembre 2001. *
Nelle zone destinate all'addestramento, allenamento e gare per cani, ove sia autorizzata la facoltà di sparo su fauna di allevamento, tale facoltà vale solo nel periodo di apertura della caccia. TAR dell'Emilia-Romagna, Sezione di Parma, sentenza n. 15 del 18 dicembre 2001, depositata in segreteria il 15 gennaio 2002. *
Nel Parco Regionale dell'Abbazia di Monteveglio non sono consentiti prelievi ed abbattimenti in assenza di un Regolamento del Parco; in ogni caso, prescindendo da tale carenza, nei parchi e nelle riserve naturali regionali sarebbero consentiti unicamente eventuali prelievi faunistici ed abbattimenti selettivi, con esclusione di metodi di cattura e di abbattimento che abbiano un rilevante impatto sull'ambiente naturale; la Provincia di Bologna non ha alcuna competenza in tema di controllo della fauna nell'ambito dei parchi e delle riserve naturali. TAR dell'Emilia-Romagna, Bologna, Sezione seconda, sentenza n. 1550 del 26 settembre 2002, depositata in cancelleria il 21 ottobre 2002. *
Dichiara improcedibile il ricorso di ENPA e LAC contro il calendario venatorio regionale e quello della Provincia di Reggio nell'Emilia per sopravvenuta carenza d'interesse, essendo mutato il quadro normativo. TAR dell'Emilia-Romagna, Sezione di Parma, sentenza n. 400 del 4 marzo 2003, depositata in cancelleria il 3 aprile 2003. *
Dichiara improcedibile il ricorso di ENPA e LAC contro il calendario venatorio regionale e quello della Provincia di Forlě e Cesena per sopravvenuta carenza d'interesse, essendo mutato il quadro normativo. TAR dell'Emilia-Romagna, Sezione di Parma, sentenza n. 405 del 4 marzo 2003, depositata in cancelleria il 3 aprile 2003. *
Maltrattamento di uccelli in gabbiette. Annullamento di decreti che consentono l'uccellagione. TAR del Friuli-Venezia Giulia n. 436/94 dell'11 novembre 1994, depositata in segreteria il 17 dicembre 1994. *
Sospende il regolamento di esecuzione della disciplina dell'aucupio. TAR del Friuli-Venezia Giulia, ordinanza n. 308/96 del 13 settembre 1996, depositata in segreteria il 13 settembre 1996. *
Legittimazione delle reti orizzontali - Sentenza del TAR del Friuli-Venezia Giulia dell'11 gennaio 1997.
Annullamento della circolare del Ministro delle risorse agricole del 15 luglio 1994 che autorizzava le Regioni a permettere la caccia in deroga di peppola e fringuello, perché il potere di deroga è riservato allo Stato. - TAR del Lazio n. 1491/97 del 23 aprile 1997, depositata in segreteria il 29 settembre 1997.*
La percentuale massima del 30% del territorio agro-silvo-pastorale di ciascuna Regione destinata alla protezione della fauna ai sensi della Legge 11 febbraio 1992, n. 157, riguarda solo un complesso territoriale espressivo di interessi locali, che potrebbe definirsi �territorialità regionale di interesse locale�; mentre le aree di interesse nazionale ricadenti in territorio regionale, quali quelle dei Parchi Nazionali, non possono soggiacere a tali limiti. TAR del Lazio, Sezione 2 bis, sentenza n. 231/98 del 5 febbraio 1998, depositata in Segreteria il 19 febbraio 1998. *
La possibilità di avvalersi delle deroghe di cui alla lettera c) della direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici non è prevista dalla Legge 157/1992; le Regioni possono solo ridurre e non ampliare le eccezioni al divieto generale di caccia. - TAR del Lazio (Sezione 2Ş ter), sentenza n. 1195/99 del 17 giugno 1998, depositata in segreteria il 23 aprile 1999. *
Sospende la delibera della Giunta Provinciale di Roma che consente l'iscrizione dei cacciatori in entrambi gli ATC. TAR del Lazio, Sezione seconda, ordinanza n. 3198/99 del 27 ottobre 1999. *
Annulla il provvedimento di presa d'atto del Ministero dell'Ambiente, che dichiara che l'associazione Ekoclub International continua ad essere individuata come associazione di protezione ambientale. TAR del Lazio, Sezione II bis, sentenza n. 362/2001 del 19 ottobre 2000, depositata in segreteria il 23 gennaio 2001. *
Sospende ordinanza comunale che vieta di somministrare cibo ai cinghiali selvatici. TAR della Liguria, Genova, Prima sezione, ordinanza n. 910/2000 del 29 settembre 2000, depositata il 29 settembre 2000. *
Le guardie zoofile dell'ENPA non hanno poteri di polizia giudiziaria. TAR della Liguria, Sezione seconda, sentenza n. 1645/95 del 3 maggio 2001.* Gli ambiti territoriali di caccia devono avere dimensione subprovinciale; nelle percentuali di territorio da destinare a protezione della fauna vanno computate solo quelle aree in cui la caccia è vietata per ragioni ambientali e non perché meramente inidonee, cone i centri abitati o le fasce di rispetto stradali o ferroviarie; i volatili allevati in stato di cattività non perdono per questo la qualità di selvatici e pertanto il loro abbattimento per tutto l'anno è illegittimo. TAR della Liguria, Sezione seconda, sentenza n. 753/02 del 7 novembre 2002, depositata in segreteria il 22 novembre 2002. *
Sussiste il divieto di edificazione per 10 anni (legge 353/2000) anche a seguito dell'approvazione del Titolo V della Costituzione, ed anche in assenza del piano regionale contro gli incendi boschivi e del catasto comunale della aree percorse dal fuoco (concetto applicabile anche per i divieti di caccia contenuti nello stesso articolo della legge 353/00). Tar della Liguria, Sezione prima, sentenza n. 225/03 del 9 gennaio 2003, depositata in segreteria il 21 febbraio 2003. *
È legittimo il provvedimento del prefetto che vieta la detenzione di armi e munizioni ad alcolista cronico. Tar della Liguria, Sezione seconda, sentenza n. 232/03 del 30 gennaio 2003, depositata in segreteria il 27 febbraio 2003. *
Sono prevalenti le designazioni che raccolgono il maggior numero di consensi da parte delle associazioni ambientaliste, che designano gli esperti nel direttivo di un Ente Parco. Tar della Liguria, Sezione prima, sentenza n. 354 del 12 dicembre 2002, depositata in segreteria il 19 marzo 2003. *
Sospende la deliberazione della Giunta regionale n. 17.867 del 6 settembre 1996. TAR della Lombardia, Sezione prima, ordinanza n. 3042/96 del 6 novembre 1996.*
Le aziende faunistico-venatorie hanno come obiettivo principale di mantenere e migliorare nel loro interno gli ambienti naturali; pertanto la mancanza nelle relative concessioni dei programmi di conservazione e ripristino ambientale è motivo di annullamento. TAR della Lombardia, sentenza n. 2648/01 del 21 febbraio 2001, depositata in segreteria il 27 marzo 2001.*
Annulla la delibera della Giunta regionale della Lombardia che consente la cattura di uccelli da richiamo. TAR della Lombardia, Sezione I, sentenza n. 2163/01 del 7 marzo 2001, depositata in segreteria il 13 marzo 2001. *
Annulla la delibera n. 369 approvata dalla Giunta Provinciale di Lecco il 30 settembre 1999 riguardante il piano di prelievo di fagiano di monte e coturnice nei comprensori alpini di caccia perché fondato su censimenti inattendibili, e riferito ad una superficie diversa da quella indicata nel piano faunistico regionale. TAR della Lombardia, sentenza n. 4147 del 23 maggio 2001, depositata in segreteria il 31 maggio 2001. *
Annulla cinque delibere della Regione Lombardia che consentono la caccia in deroga alla direttiva comunitaria. TAR della Lombardia, Sezione I, sentenza n. 7095/01 dell'8 novembre 2001, depositata in segreteria l'8 novembre 2001. *
Spetta allo Stato, e per esso alla Commissione di controllo sugli atti regionali, annullare le deliberazioni regionali che derogano al divieto di caccia per alcune specie di uccelli, in quanto l'esercizio di una facoltà, pur prevista dalla normativa comunitaria, si connette all'adempimento di obblighi comunitari nel momento in cui l'atto di concreto esercizio debba attenersi a presupposti, condizioni e modalità stabiliti in sede comunitaria, la cui verifica competa allo Stato, portatore in materia di interessi unitari e non frazionabili. TAR della Lombardia, Sezione I, sentenza n. 196 del 9 gennaio 2002, depositata in cancelleria il 23 gennaio 2002. *
Spetta allo Stato l'individuazione delle specie cacciabili; la legge italiana NON ha disciplinato la facoltà di deroga ai divieti di prelievo venatorio come introdotta dall'articolo 9 della direttiva sulla conservazione degli uccelli selvatici. TAR della Lombardia, Sezione I, sentenza n. 202 del 9 gennaio 2002, depositata in cancelleria il 23 gennaio 2002. *
Spetta allo Stato l'individuazione delle specie cacciabili; la legge italiana NON ha disciplinato la facoltà di deroga ai divieti di prelievo venatorio come introdotta dall'articolo 9 della direttiva sulla conservazione degli uccelli selvatici. TAR della Lombardia, Sezione I, sentenza n. 203 del 9 gennaio 2002, depositata in cancelleria il 23 gennaio 2002. *
Spetta allo Stato l'individuazione delle specie cacciabili; la legge italiana NON ha disciplinato la facoltà di deroga ai divieti di prelievo venatorio come introdotta dall'articolo 9 della direttiva sulla conservazione degli uccelli selvatici. TAR della Lombardia, Sezione I, sentenza n. 204 del 9 gennaio 2002, depositata in cancelleria il 23 gennaio 2002. *
È riservata allo Stato l'individuazione delle specie cacciabili, e spetta allo Stato annullare delibere regionali che deroghino al divieto di caccia di alcune specie di uccelli; la legge 11 febbraio 1992, n. 157, non ha disciplinato le deroghe ai divieti di prelievo venatorio, per cui gli atti regionali che attivano tali deroghe sono illegittimi; il D.P.C.M. 27 settembre 1997, che disciplina tali deroghe, è del pari illegittimo. TAR della Lombardia, sezione prima, sentenza n. 205/02 del 9 gennaio 2002, depositata in segreteria il 23 gennaio 2002. *
Respinge la richiesta di sospensione del calendario venatorio 1998/1999, TAR delle Marche, ordinanza del 28 agosto 1998, depositata in segreteria il 28 agosto 1998. *
Respinge la richiesta di sospensione del calendario venatorio 1999/2000. TAR delle Marche, ordinanza n. 353 del 28 luglio 1999. *
Annulla la deliberazione n. 15 dell'8 gennaio 2001 della Giunta regionale di Vercelli sull'eradicazione del cinghiale, in quanto non giustificata da circostanze eccezionali. TAR del Piemonte, sentenza n. 873/01 dell'11 aprile, depositata in segreteria l'11 aprile 2001. *
Sospende in parte il calendario venatorio 1994-1995 della Regione Sardegna. TAR della Sardegna, ordinanza n. 109/95 dell'8 febbraio 1994, depositata in segreteria il 9 febbraio 1995. *
Annulla in parte il calendario venatorio 1995-1996 della Sardegna. TAR della Sardegna, sentenza n. 1991/95 del 5 dicembre 1995, depositata in segreteria il 20 dicembre 1995. *
Sospende in parte il calendario venatorio 1999/2000. TAR della Sicilia, Sezione di Catania, ordinanza n. 2860/99 del 15 dicembre 1999, depositata in segreteria il 16 dicembre 1999. *
Violazione della Convenzione di Berna; 33.850 uccelli da uccidere non sono "piccola quantità". - TAR Toscana, I Sezione, Sentenza n. 1331 del 19 maggio 1998.
Sospende la deliberazione del Consiglio regionale n. 170 del 17 settembre 2001 che consente il prelievo in deroga di passero e passera mattugia. TAR della Toscana, sezione terza, decreto n. 1103 del 3 ottobre 2001. *
Nega la sospensione dell'ordinanza del Sindaco di Pietrasanta per cattura e uccisione dei piccioni di città. TAR della Toscana, sezione seconda, ordinanza n. 579 del 14 maggio 2002. *
I Comuni non sono competenti a vietare gli spettacoli dei circhi. TAR di Trento, sentenza n. 33/94 del 14 gennaio 1994. *
Respinge il ricorso contro il calendario venatorio 1998-1999. TAR dell'Umbria, sentenza n. 416/99 del 19 maggio 1999, depositata in segreteria i 21 maggio 1999. *
Dichiara fondato il ricorso contro il calendario venatorio 1994 della Regione autonoma Valle d'Aosta. TAR della Valle d'Aosta, Sentenza n. 7/96 del 16 novembre 1995, depositata in cancelleria il 26 gennaio 1996. *
Respinge l'istanza di sospensione della nota che amplia le categorie dei soggetti legittimati all'abbattimento dei cinghiali. TAR della Valle d'Aosta, ordinanza n. 33/98 del 15 luglio 1998. *
Il Corpo Forestale non puň ampliare le categorie di soggetti autorizzati ad abbattere i cinghiali indicate nella Legge regionale. TAR della Valle d'Aosta, sentenza n. 56/2000 del 19 gennaio 2000, depositata in cancelleria il 20 marzo 2000. *
Annulla la nomina di un membro del consiglio di amministrazione del Museo regionale di Scienze naturali, designato da un'associazione non valdostana. TAR della Valle d'Aosta, sentenza n. 99/2000 del 16 marzo 2000, depositata in segreteria il 14 aprile 2000.*
Sospende la delibera della Giunta regionale della Valle d'Aosta che consente l'abbattimento dei cinghiali. TAR della Valle d'Aosta, ordinanza n. 39/2000 del 10 maggio 2000. *
Annullamento delle delibere della Giunta regionale del Veneto che consentono caccia di fringuello e peppola - TAR del Veneto, sentenza n. 207/96 del 14 dicembre 1995, depositata in segreteria il 17 febbraio 1996.*
Respinge la domanda di sospensione del calendario venatorio del 1996/1997. TAR del Veneto, sezione seconda, ordinanza n. 1462/96 del 5 settembre 1996. *
Respinge la domanda di sospensione del tesserino venatorio del 1996/1997. TAR del Veneto, sezione seconda, ordinanza n. 1463/96 del 5 settembre 1996. *
Sospende la delibera della Giunta regionale per la gestione di impianti di cattura degli uccelli n. 3889 del 2 settembre 1996. TAR del Veneto, sezione seconda, ordinanza n. 1602/96 del 23 ottobre 1996. *
Annullamento del calendario venatorio del Veneto del 1996/1997. - TAR Veneto II sezione, sentenza n. 688 del 22 gennaio 1998.
Annulla il provvedimento del Presidente della Giunta Regionale del Veneto n. 2496 del 1° dicembre 2000, che nomina un rappresentante di Ekoclub International tra i componenti della Commissione Faunistico-Venatoria Regionale. TAR del Veneto, sentenza n. 954/2001 del 4 aprile 2001, depositata in segreteria il 9 aprile 2001. *
Annulla parzialmente il calendario venatorio del Veneto per il 2000/2001 in vari punti che si discostano dal parere dell'INFS. TAR del Veneto, sentenza n. 2626/2001 del 17 maggio 2001. *
Il trasporto di fucile scarico nel portabagagli e sotto il sedile dell'automobile in un parco naturale regionale non costituisce esercizio di caccia. Tribunale di Avellino, Sezione distaccata di Cervinara, sentenza n. 55/2000 del 28 febbraio 2000, depositata in cancelleria il 13 marzo 2000. *
Annulla il provvedimento di sequestro preventivo di storno, passero, passera mattugia, tortora dal collare orientale, fringuello in più di cinque esemplari, peppola e cormorano nella quantità di tutti quelli presenti nella provincia di Belluno, emesso dal GIP di Belluno il 13 settembre 2002. Tribunale di Belluno, provvedimento del 2 ottobre 2002, depositato in Cancelleria il 3 ottobre 2002. *
Le guardie particolari giurate del WWF hanno poteri di polizia giudiziaria. Tribunale civile e penale di Perugia, sentenza n. 1596/99 R. GIP, n. 2765/99 R. GNR del 5 aprile 2000.
Nei parchi naturali regionali l'esercizio della caccia e l'introduzione di armi sono vietati anche in assenza di tabellazione. L'introduzione di armi è vietata anche se le armi stesse sono scariche ed in custodia. Giudice di Rovigo, Sezione distaccata di Adria, sentenza n. 2043/2001 del 2 febbraio 2001, depositata in cancelleria il 13 marzo 2001.
1 - Nei parchi naturali regionali sono vietati l'esercizio della caccia e l'introduzione di armi sin dall'istituzione dei medesimi nel territorio individuabile sulla base della perimetrazione provvisoria contenuta nella legge regionale istitutiva.
2 - Costituisce reato l'introduzione di armi e munizioni nel territorio di un parco regionale, senza essere a ciň autorizzati, anche se le armi sono scariche e custodite e l'attraversamento sia finalizzato a raggiungere aree diverse in cui la caccia è consentita. Tribunale di Rovigo, Sezione di Adria, sentenza del 2 febbraio 2001, imputato Veronese.
2 - Costituisce il reato di esercizio vietato della caccia previsto dall'art. 30 lett. D) l. n. 157/1992, e non quello di introduzione non autorizzata di armi, il fatto di colui che si introduce, munito dei mezzi destinati alla caccia, in un parco naturale regionale al fine di impossessarsi di capi di selvaggina feriti o uccisi, colpiti all'esterno dell'area protetta. Tribunale di Rovigo, Sezione di Adria, sentenza del 16 febbraio 2001, imputato Fante.
È punibile chi va a caccia in un Parco regionale anche in assenza di tabellazione. Tribunale di Rovigo, Sezione distaccata di Adria, sentenza n. 417/2000 del 15 dicembre 2001, depositata in cancelleria il 28 dicembre 2000.
Le specie alloctone, come lo scoiattolo grigio, di cui esistono popolazioni sul territorio nazionale sono protette. Tribunale civile e penale di Saluzzo, sentenza n. 578 del 26 novembre 1999, depositata in cancelleria il 26 novembre 1999. *
I colombi di città sono animali selvatici e sono pertanto protetti. Tribunale di Torino, Ufficio Istruzione Penale, sentenza sommaria 284/82 del 23 giugno 1983. *
Assolve gli imputati SPAGNESI e GENOVESI in ordine al reato di maltrattamento di animali perché il fatto non sussiste e in ordine ai reati di caccia all'interno di un parco e uso di mezzo di caccia vietato (trappole) perché non punibili per avere agito nell'erronea supposizione della sussistenza della causa di giustificazione dell'adempimento di un dovere. Corte di Appello di Torino, IV Sezione penale, sentenza n. 4009 del 4 luglio 2000, depositata in cancelleria il 12 luglio 2000.
Maltrattamento di uccelli in gabbiette - Pretore di Bassano del Grappa, Sezione distaccata di Asiago, n. 4127/94 del 20 dicembre 1995.*
Distruzione di nidi di rondine - Pretore di Firenze, n. 148/85 del 18 gennaio 1985. *
Non è permesso trasportare un fucile da caccia, neppure scarico ed in custodia, all'interno di una riserva naturale statale. - Pretura Circ. Firenze, Sezione Distaccata di Pontassieve, sentenza n. 274 del 9 novembre 1998.*
Gli agenti comunali di polizia giudiziaria non possono esercitare la caccia nel territorio del comune nel quale essi operano. - Pretura circondariale di Genova, sentenza n. 267 del 31 marzo 1998, depositata in cancelleria il 30 aprile 1998.
Maltrattamento di uccelli legati come zimbelli - Pretore di Treviso, Sez. Montebelluna, n. 127/93 del 29 giugno 1993.*
Maltrattamento di uccelli da cattura in gabbiette - Pretore di Treviso, Sez. Montebelluna, n. 235/94 dell'8 novembre 1994.*
Maltrattamento di uccelli da cattura in gabbiette o legati - Pretore di Treviso, Sez. Montebelluna n. 237/94 dell'8 novembre 1994.*
Maltrattamento di uccelli da cattura in gabbiette o legati - Pretore di Treviso, Sez. Montebelluna, n. 236/94 dell'8 novembre 1994.*
Maltrattamento di allodole da cattura in gabbiette - Pretore di Treviso, Sez. Castelfranco Veneto, n. 79/94 del 5 ottobre 1994.*
Maltrattamento di uccelli legati come zimbelli e richiami vivi - Pretore di Treviso, Sez. Oderzo, n. 82/94 del 21 giugno 1994.
Maltrattamento di zimbelli - Pretura di Verona, n. 221/96 del 9 febbraio 1996.* Repulsione del regolamento di esecuzione della L. R. 1° giugno 1993 n. 29 del Friuli-Venezia Giulia sull'aucupio. - Corte dei Conti, 12 ottobre 1995.
Costituisce esercizio venatorio il vagare o il soffermarsi con i mezzi
destinati a tale scopo o in attitudine di ricerca della fauna
selvatica o di attesa della medesima per abbatterla, anche se il
fucile è scarico ed aperto. Corte di Cassazione, Sezione III penale,
sentenza n. 32016 o 14824/00 del 19 giugno 2000, registro generale
14660/97, depositata in cancelleria il 15 novembre 2000, imputato
Longoni.* L'uso di richiami vivi non consentiti implica il reato di caccia con
mezzi vietati. Corte di Cassazione, Sezione III penale, sentenza n.
1670 o 7756 del 28 aprile 2000, registro generale n. 37457.99,
depositata in cancelleria il 4 luglio 2000, imputato Medaglia.*
È vietato introdurre in un Parco nazionale un fucile, anche se scarico
e a bordo di un'autovettura, ed anche se a introdurlo è una guardia
giurata venatoria, in quanto la vigilanza sui Parchi nazionali è
affidata esclusivamente al Corpo forestale dello Stato. Corte di
Cassazione, Sezione I penale, sentenza n. 386 o 5977 del 13 marzo
2000, registro generale 51570/99, depositata in cancelleria il 22
maggio 2000, imputato D'Addario.*
Devesi ritenere aperto al pubblico, ai fini del divieto di portare un
fucile da caccia, non solo un luogo accessibile e frequentabile da un
numero indefinito di persone, ma anche quello nel quale possono
accedere una o più categorie di persone che abbiano determinati
requisiti. Corte di Cassazione, sentenza n. 247 o 3187 del 10 febbraio
2000, registro generale n. 45736/1999, depositata in Cancelleria il 15
marzo 2000, imputato Russo.*
L'introduzione di un fucile da caccia, ancorché scarico ed in
custodia, all'interno di un'area protetta quale una Riserva naturale,
diversamente che nei centri abitati e nelle altre zone indicate dalla
lettera g) dell'articolo 21 della Legge 57/1992, è vietata. Corte di
Cassazione, Sezione I penale, sentenza n. 268 o 2919 del 14 febbraio
2000, registro generale n. 46816/99, depositata in cancelleria il 9
marzo 2000, imputato Nocentini.*
I richiami acustici a funzionamento meccanico, elettromagnetico o
elettromeccanico rientrano nel novero delle cose obiettivamente
criminose, soggette a confisca obbligatoria. Corte di Cassazione,
Sezione III penale, sentenza n. 2584 o 10558 del 2 luglio 1999,
registro generale n. 4391/99, depositata in cancelleria l'8 settembre
1999, imputato Conversano.*
L'uso nell'esercizio venatorio, a fine di richiamo, di uccelli
imbragati e trattenuti con una fune, ancorché consentito dalla legge
sulla caccia, rientra nelle previsioni dell'articolo 727 del codice
civile (maltrattamento), modificato posteriormente alla legge stessa,
articolo che trova quindi applicazione anche riguardo a comportamenti
che la legge sulla caccia considera leciti. Corte di Cassazione,
Sezione III penale, sentenza n. 1914 o 8290 del 24 maggio 1999,
registro generale n. 42728/99, depositata in cancelleria il 25 giugno
1999, imputato Albertini. *
La caccia è vietata all'interno di tutti i parchi nazionali e
regionali e delle riserve naturali ed è irrilevante il fatto che sia
stata consentita successivamente alla commissione del reato per nuova
perimetrazione. I parchi e riserve nazionali e regionali, essendo
stati istituiti e delimitati con provvedimenti pubblicati su Gazzette
e Bollettini Ufficiali, non necessitano della tabellazione perimetrale
ai fini di essere individuati come aree dove sia vietata l'attività
venatoria, e pertanto non può essere riconosciuta la buona fede degli
imputati del reato di esercizio venatorio in area protetta in caso di
assenza di tabellazione. Corte di Cassazione, Sezione III penale,
sentenza n. 952 o 5457 del 19 marzo 1999, registro generale n.
46750/98, depositata in cancelleria il 29 aprile 1999, imputati Arlati
ed altri.*
Il divieto di caccia nei fondi chiusi da muro o da rete metallica o da
altra effettiva chiusura di altezza non inferiore a metri 1,80, o da
corsi d'acqua perenni il cui letto abbia la profondità di almeno metri
1,50 e la larghezza di almeno tre metri, vigente all'epoca del fatto,
sussiste anche se il proprietario abbia omesso la notifica ai
competenti uffici regionali e l'apposizione di cartelli. Corte di
Cassazione, Sezione prima civile, sentenza n. 249/99 del 21 settembre
1998, registro generale n. 12583/96, depositata in cancelleria il 12
gennaio 1999, Candusso, Rossi & Ponta contro Giunta Provinciale di
Udine.*
Il possesso di un richiamo elettromagnetico è reato anche se inattivo
al momento del controllo. Corte di Cassazione, Sez. III penale, n.
1187 o 5593 del 20 maggio 1997, registro generale n. 2465/97,
depositata in cancelleria l'11 giugno 1997, imputato Taddei.*