Source: http://www.iussit.com/ctu-legittimazione-attivita-ricostruzione-dinamica-cinematica/
Timestamp: 2019-07-16 16:37:02+00:00
Document Index: 149879140

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 22', 'art. 195', 'art. 157', 'art. 101', 'art. 156', 'art. 51', 'art. 156', 'art. 51', 'art. 125', 'art. 2702', 'art. 2697', 'art. 116']

Ctu, legittimazione attività di ricostruzione dinamica e cinematica - Iussit.com
Ctu – eccezione di nullità delle operazioni peritali per mancanza di legittimazione (del consulente tecnico nominato) a svolgere attività di ricostruzione dinamica e cinematica dell’evento dannoso – rigetto
Il consulente tecnico (anche se non ingegnere) iscritto nel ruolo nazionale dei periti assicurativi è legittimato a svolgere l’attività di accertamento e stima dei danni nonché l’attività di ricostruzione dinamica e cinematica del sinistro.
Eccezione di nullità della ctu per mancanza trasmissione “bozza” perizia – disconoscimento indirizzo pec (indirizzo comunicato da delegato del procuratore di parte attrice) – irrilevanza
La nullità non può essere opposta dalla parte che vi ha dato causa
Giudice di Pace di Casoria, dott. Raffaele Musella
sentenza del 08 agosto 2018
Il Giudice di Pace di Casoria, in persona del dott. Raffaele Musella, ha pronunciato la seguente
nella causa civile iscritta al n° …/14 di RG
Tiziox Axx, nato a …il …, ed elettivamente domiciliato in … presso lo studio degli avv.ti Dx EEx e Fx GGx dai quali è rappresentato e difeso in virtù di mandato in calce all’atto di citazione
Caiox Bx, nata a…, residente in …
Caiox Fx, nato a … , residente in …
EUI Limited, quale società rappresentante per la gestione dei sinistri in Italia di Admiral Insurance Company Limited, in persona del procuratore speciale dott. Hx LLx, nominato con atto per notar MMx di Roma, rep. …, del 31 luglio 2009, elettivamente domiciliata in Napoli … presso lo studio dell’avv. Ox NNx dal quale è rappresentata e difesa in virtù del mandato in calce alla comparsa di costituzione e risposta
Oggetto: sinistro verificatosi il 30 giugno 2013, alle ore 09,30 circa, in Zzzz (NA) sulla S.S. 162, al km…, tra la Lancia tg (NN) di proprietà dell’attore, tamponata dalla Fiat Seicento tg (OO), di proprietà di Caiox Fx, garantita per la RCA dalla EUI Limited, condotta da Caiox Bx e sospinta contro la Fiat 500 tg (QQ) di proprietà di un terzo; risarcimento danni al veicolo attoreo.
Svolgimento del processo e conclusioni: come da verbale e atti di causa.
In via preliminare va rilevata la proponibilità della domanda, avendo la parte attrice ottemperato all’onere di cui all’art. 22 della legge 990/69.
Nel merito la domanda non è fondata e va, conseguentemente, rigettata.
Espletata la prova testimoniale è stato ritenuto necessario disporre la CTU con l’ordinanza del 05 maggio 2017 in considerazione delle perplessità espresse dalla società assicuratrice attraverso la perizia di un suo fiduciario tutt’altro che affrettata e generica, ma con una motivazione molto ben strutturata.
Depositata la relazione da parte dell’ausiliaria del giudice in esito alle operazioni peritali, il difensore attoreo ha lamentato che la bozza era stata trasmessa all’indirizzo pec nnn di cui non ha mai avuto la titolarità, né esso potrebbe appartenere al suo consulente tecnico di parte, non essendo stato giammai nominato.
Detto difensore, tuttavia, omette di riferire che l’indirizzo utilizzato non costituisce il frutto dell’immaginazione della CTU, ma è stato fornito in occasione del secondo accesso dalle sue due delegate, entrambe esercenti la professione forense, come emerge dal verbale sottoscritto in ognuna delle due pagine da tutti i presenti e come già formalmente constatato all’udienza successiva alla chiusura delle operazioni peritali. Pertanto l’ausiliaria, non incorsa in una svista, ha agito nel rispetto della volontà manifestata nell’ambito del sub procedimento e ragionevolmente, quindi, ha ritenuto allora, così come questo magistrato ritiene tuttora, che la bozza sia stata trasmessa ad un indirizzo riferibile alla difesa della parte attrice; il fatto, poi, che dal carteggio prodotto in relazione ad una vicenda connessa a quella de quo (controversia tra la parte attrice e l’artigiano che ha proceduto alla riparazione dell’auto) la pec appare come riconducibile ad un difensore facente parte dello studio professionale di coloro che si sono costituiti nell’interesse dell’attore, conferma tale convincimento.
Nessuna violazione dell’art. 195 cpc, pertanto, si ravvisa.
Vi è, comunque, un ulteriore rilievo che investe il profilo della legittimazione dell’eccipiente e offre margini risicatissimi, se non addirittura nulli ad argomentazioni contrarie; ammesso, per pura ipotesi, che configuri una nullità la trasmissione della bozza all’indirizzo pec comunicato alla CTU dal difensore, ma poi disconosciuto perché a lui non riferibile, quest’ultimo non potrebbe efficacemente invocare il vizio ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 157 cpc che, tanto sinteticamente quanto perspicuamente, recita: la nullità non può essere opposta dalla parte che vi ha dato causa.
L’unico vizio formale ravvisabile nell’ambito del sub-procedimento, sebbene solo in potenza non essendo stato eccepito dalla società convenuta che ne aveva l’interesse, è rappresentato dal mancato espletamento delle attività peritali nel corso del primo accesso disertato dalla parte attrice senza alcuna previa comunicazione dell’impedimento da parte del difensore, né le giustificazioni sono giunte quando egli è stato contattato telefonicamente dalla consulente (risultanze del verbale). Vi è stato, quindi, un mero rinvio dell’accesso, atteso che la società assicuratrice, apprezzabilmente, non si è opposta privilegiando, contra se, il contraddittorio effettivo rispetto a questioni formali, ma non per questo prive di pregio giuridico; a tale posizione si è allineata l’ausiliaria la quale, quindi, non ha infra ma ultra-tutelato l’interesse alla difesa della parte attrice.
Quest’ultima ha eccepito, altresì, l’invalidità delle operazioni peritali per mancanza di legittimazione della CTU allo svolgimento dell’incarico sulla base di quella che definisce “normativa dettata dal Consiglio Nazionale dei Periti industriali e dei Periti industriali laureati”. Tale “normativa”, a dire del difensore, sancisce che gli unici professionisti legittimati alla ricostruzione della dinamica del sinistro siano gli ingegneri o i periti industriali laureati.
Va preliminarmente precisato che il cd riferimento normativo utilizzato non costituisce una fonte di diritto alla quale il magistrato civile, ai sensi dell’art. 101 della Costituzione, è assoggettato, ma è null’altro che un parere espresso il primo dicembre 2014 dal suddetto organo pubblico a seguito di richiesta del Collegio Nazionale dei Periti industriali e dei Periti industriali laureati.
Il punctum dolens nasce dall’art. 156 del D. Lgs 209/2005, più noto come codice delle assicurazioni, secondo il quale l’attività professionale di perito assicurativo per l’accertamento e la stima dei danni alle cose derivanti dalla circolazione, dal furto e dall’incendio dei veicoli a motore e dei natanti soggetti alla disciplina del presente titolo non può essere esercitata da chi non sia iscritto nel ruolo di cui all’articolo 157. Sulla base del tenore letterale di tale norma le perizie aventi ad oggetto l’accertamento e la stima dei danni da sinistro stradale sarebbero riservate in via esclusiva ai periti assicurativi iscritti nel ruolo nazionale, figura professionale nella quale rientra la consulente nominata, con esclusione degli ingegneri non iscritti; tuttavia essi sarebbero esclusi dall’attività di ricostruzione cinematica e dinamica ancora riservata agli ingegneri ai sensi dell’art. 51 della legge n° 2357 del 23 ottobre 1923 che nel determinare le loro aree di competenze ha contemplato anche quelle inerenti alle vie ed ai mezzi di trasporto, di deflusso e di comunicazione, alle macchine nonché in generale alle applicazioni della fisica, i rilievi geometrici e le operazioni di estimo.
Tali interpretazioni hanno sviluppato un contrasto tra le due categorie professionali; gli ingegneri giustificano l’esclusiva oltre che sul dato normativo appena indicato anche con il loro percorso di studi più severo ed una preparazione scientifica più avanzata nel campo della fisica e della meccanica; i periti assicurativi, a loro volta, ribattono con la loro formazione estremamente specialistica corroborata, generalmente, da una maggiore esperienza “sul campo”.
È intervenuta nel 2013 l’AGCOM la quale ha salomonicamente affermato che l’attività di ricostruzione dinamica e cinematica dell’evento dannoso non appartiene alla sfera esclusiva di alcuna figura professionale.
L’equivoco nasce da una formulazione dell’art. 156 del CdA che, forse, doveva essere più circostanziata; la norma, così come espressa, dà vita sia ad un minus dixit quam voluit che ad un plus dixit quam voluit; la parte deficitaria sta nell’aver apparentemente confinato i periti assicurativi all’estimo quando hanno una professionalità che copre senz’altro anche l’attività di ricostruzione dinamica e cinematica; la parte eccedente sta nell’aver apparentemente creato una riserva quanto all’estimo nonostante gli ingegneri, soprattutto quelli con indirizzo meccanico o con pregressi studi come periti industriali, hanno ampiamente titolo per compiere tale attività come emerge dal non abrogato art. 51 della legge 2357/23.
Su tali punti va anche opportunamente evidenziato che le due prestazioni sono estremamente complementari e difficoltosamente scindibili; non a caso è oltremodo raro che un incarico peritale venga conferito dal magistrato o da una società assicuratrice soltanto per procedere alla quantificazione e non anche per accertare se vi sia un nesso eziologico tra l’evento ed i danni e, in caso positivo, per determinare quali avarie siano effettivamente riconducibili al sinistro.
La soluzione rigida che pretende che vi siano due riserve, l’una a favore dei periti automobilistici l’altra a favore degli ingegneri, avrebbe anche degli effetti concreti del tutto irragionevoli ed antieconomici poiché imporrebbe la nomina di due professionisti per ogni perizia assicurativa; non a caso, quindi, tale ipotesi non trova riscontri nella realtà.
L’attore lamenta anche che le foto esaminate dalla CTU non siano state controfirmate. Ancora una volta si è in presenza di un’eccezione chiaramente infondata; ai sensi dell’art. 125 e 126 cpc e dell’art. 2702 c.c. la necessità di sottoscrizione riguarda gli atti processuali o più in generale una scrittura, svolgendo essa la funzione di prova circa la riconducibilità di tali documenti all’autore; le foto, invece, non sono dichiarazioni ma immagini di cose, luoghi o persone in ordine alle quali nessuna norma richiede la sottoscrizione come requisito di validità; si potrebbe, semmai, contestare (e provare) il fatto che rappresentino le avarie derivate da un distinto sinistro o, fatto grave, la loro alterazione a mezzo fotoshop, ma nella fattispecie in esame nessuna eccezione è stata sollevata dai difensori della parte attrice quando la CTP della società convenuta ha provveduto al deposito in occasione del secondo accesso.
La questione sollevata offre lo spunto ad ulteriori considerazioni. L’attore non ha depositato le foto relative al veicolo di sua proprietà né in occasione dell’iscrizione a ruolo, né nella successiva fase istruttoria e neppure durante le operazioni peritali. La produzione di foto nella fase istruttoria costituisce un onere della parte in subiecta materia ai sensi dell’art. 2697 c.c., poiché consente al giudicante di avvalersi di un riscontro oggettivo a fronte delle dichiarazioni dei testi e di quelle puramente indiziarie contenute nei preventivi di parte; il mettere a disposizione del CTU le foto relative ai danni del veicolo costituisce, invece, l’espressione di un dovere di collaborazione delle parti in sede peritale.
Nel caso di specie le foto consegnate all’ausiliaria erano già state tempestivamente depositate dalla società assicuratrice in occasione della costituzione sebbene in bianco e nero; pertanto quelle a colori, depositate nel secondo accesso a seguito di richiesta della CTU, non possono considerarsi prove nuove, essendo soltanto mutata in meglio la qualità della stampa con cui le stesse identiche immagini sono state sviluppate, rendendole maggiormente fedeli alla realtà.
In ogni caso, la regola per cui il CTU non possa avvalersi di documenti che non siano già stati ritualmente prodotti dalle parti non vale quando essi sono indispensabili per espletare il compito affidatogli (Cass. 1291/2015); nella vicenda de quo la consulente, se non avesse acquisito le foto a colori dalla diligente società assicuratrice, avrebbe potuto dare una risposta incerta ai quesiti per la mancata chiara visione di alcuni fondamentali dettagli; la limitazione sarebbe stata ancora più grave dal momento che il veicolo attoreo (e non solo) non è stato messo a disposizione per l’ispezione, sebbene con la motivazione, non supportata da prova, di essere stato alienato a terzi.
Nel merito va preso atto che le attività peritali sono state svolte con estrema meticolosità come emerge dalla qualità, chiarezza e completezza dell’esposizione, ma soprattutto, sotto il profilo meno estrinseco e più sostanziale, dalla coerenza delle argomentazioni supportate dalla planimetria e dalle foto dei luoghi, dai grafici realizzati in relazione alle varie ipotesi di sinistro e da numerosissime foto relative ai danni dei veicoli, senza che sia stato trascurato alcun punto essenziale al fine di dare risposta ai quesiti.
D’altra prospettiva si rileva che non è giunta alcuna contestazione rispetto al percorso logico argomentativo della consulente designata dal magistrato, né nell’ambito del sub procedimento né in sede conclusionale dove, in uno stringato paragrafo di appena sette righi, si procede a considerazioni che, in presenza degli avversi rilievi del CTU e delle puntuali contestazioni di controparte, assumono un taglio del tutto generico, immotivato e apodittico, poiché si limitano ad affermare che la responsabilità del conducente dell’auto Fiat 600 è ampiamente riscontrata alla luce delle risultanze istruttorie limitandosi poi ad aggiungere che con la deposizione del teste è chiaramente dimostrato che il sinistro è stato causato dalla Fiat 600 ed i danni sono in rapporto causale con il sinistro, essendo il danno conseguenza di una condotta illecita del conducente del veicolo che tamponava da tergo l’istante.
Pertanto non vi è alcuna ragione ostativa alla piena adesione alle conclusioni della CTU che si è pronunciata in termini di incompatibilità sia in relazione ai danni diretti sia a quelli indiretti; con riferimento a quest’ultimi, caratterizzati da una maggiore gravità, si legge nel testo: non solo il danno presente sul terzo veicolo risulta essere diretta conseguenza di un urto inferto con bassa intensità e di entità decisamente inferiore rispetto al danno invece riportato dal veicolo attoreo alla parte anteriore ma anche perché la deformazione presente sulla traversa anteriore del veicolo attoreo è rivolta verso il basso, fatto che denota che al momento dell’impatto il veicolo attoreo effettuava una frenata di emergenza mentre era in movimento, provocando la compressione degli ammortizzatori anteriori e quindi l’abbassamento della parte anteriore del veicolo, detta circostanza è del tutto in contrapposizione con la dinamica descritta che vuole il veicolo attoreo fermo nel traffico, così come descritto in citazione ed indicato sul modello CAI.
A ciò si aggiunga che la deficitaria attività istruttoria svolta dall’attore (mancata produzione delle foto) ed un comportamento non collaborativo assunto durante le operazioni peritali e valutato ai sensi dell’art. 116 cpc, alimenta la tesi della non genuinità del sinistro.
Il Giudice di Pace di Casoria definitivamente pronunziando sulla domanda come proposta, così provvede:
b) condanna Tiziox Axx al pagamento a favore della società assicuratrice delle spese e competenze di causa che si determinano in complessivi € 1.850,00, oltre al 15% per spese generali, al CPA ed all’IVA come per legge;
c) pone le spese di CTU definitivamente a carico della parte attrice.
Così deciso in Casoria, il 08 agosto 2018
consulente tecnico, CTU, nullità, PEC
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