Source: http://www.settimanafiscaledigital.ilsole24ore.com/edizione/20185
Timestamp: 2020-08-05 01:13:44+00:00
Document Index: 12755359

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 1', 'art. 19', 'art. 7', 'art. 117', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 51', 'art. 3', 'art. 31']

Numero 5 2 febbraio 2018
L’entrata in vigore del D.Lgs. 3.7.2017, n. 117 (Codice del Terzo settore), avvenuta il 3.8.2017 , non ha coinciso con l’efficacia e l’operatività di tutte le norme in esso contenute: solo alcune disposizioni si applicheranno, in via transitoria , già dall’1.1.2018 , mentre per le altre occorrerà attendere l’emanazione dei relativi decreti attuativi , l’ autorizzazione della Commissione Ue e l’istituzione ed operatività del Registro unico . In particolare, dall’1.1.2018 si applicheranno alle attuali Onlus, alle Odv e alle Aps, le disposizioni che riguardano i titoli di solidarietà , il social lending , il social bonus , le agevolazioni ai fini delle imposte indirette e le norme relative a deduzioni e detrazioni per le erogazioni liberali . Dall’ autorizzazione della Commissione Ue dipende l’efficacia della normativa fiscale delle regole di determinazione forfetaria del reddito degli enti non commerciali. Tuttavia, la piena attuazione della normativa si avrà solo con l’istituzione del Registro unico , in cui «trasmigreranno» i dati contenuti negli attuali registri.
All’interno della L. 27.12.2017, n. 205 (Legge di Bilancio per il 2018), pubblicata sul Supplemento Ordinario n. 62 alla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29.12.2017, sono contenute diverse misure, anche di natura fiscale e contributiva , che riguardano il settore sportivo . Di seguito vengono illustrati gli interventi più rilevanti.
La normativa sull’ equo compenso per i professionisti è in vigore dal 6.12.2017 a seguito dell’approvazione dell’art. 19-quaterdecies aggiunto, in sede di conversione del D.L. 16.10.2017, n. 148, dalla L. 4.12.2017, n. 172, pubblicata nella G.U. 5.12.2017, n. 284 , in vigore dal 6.12.2017 . In base alle nuove disposizioni, il compenso del professionista , sia se iscritto ad un Albo sia se appartenente a professioni non ordinistiche , si considera conforme alla legge soltanto quando risulta proporzionale alla quantità ed alla qualità del lavoro svolto ed al contenuto ed alle caratteristiche della prestazione legale . L' equo compenso che, nella stesura originaria del decreto fiscale, interessava esclusivamente gli avvocati , successivamente è stato esteso, in sede di conversione, a tutte indistintamente le categorie di professionisti e trova applicazione nei rapporti tra il lavoratore autonomo e l’ azienda privata o pubblica (cd. committenti forti). Il Legislatore rimanda al Codice civile per quanto non previsto espressamente dalla normativa sull’ equo compenso . L’art. 1, co. 487, L. 27.12.2017, n. 205, (Legge di Bilancio 2018), pubblicata nella G.U. 29.12.2017, n. 302, in vigore dall’ 1.1.2018 , a parziale modifica dell’art. 19-quaterdecies dianzi richiamato, ha rafforzato e irrigidito il principio dell’ equo compenso , specificando che il compenso del professionista deve essere conforme al regolamento del Ministero della Giustizia per le professioni legali ed ai Decreti dei Ministeri vigilanti per le altre professioni ed eliminando la possibilità che le parti si accordino su clausole di natura potenzialmente vessatoria . Infine, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nell’adunanza del 22.11.2017, in merito al D.L. 148/2017, ha bocciato la norma sull’ equo compenso , dal momento che l’equo compenso reintrodurrebbe di fatto i minimi tariffari , costituendo una grave restrizione della concorrenza .
Con la Sentenza 15.11.2017, n. 27093 la Corte di Cassazione ha stabilito che, in tema di trattamento contributivo dell’ indennità di trasferta , l’art. 7- quinquies, D.L. 22.10.2016 n. 193, conv. con modif. dalla L. 1.12.2016 n. 225, risulta conforme ai principi costituzionali di ragionevolezza e di tutela del legittimo affidamento nella certezza delle situazioni giuridiche, oltre che all’art. 117, co. 1, Cost., sotto il profilo del principio di preminenza del diritto e di quello del processo equo , consacrati nell’art. 6 della Cedu. Inoltre con medesima sentenza è stato stabilito che l’eventuale continuatività della corresponsione del compenso per la trasferta non ne modifica l’assoggettabilità al regime contributivo e fiscale meno gravoso previsto dall’art. 51, co. 5, D.P.R. 917/1986 [CFF5151] .
Sanzioni per omessi versamenti
Con l’ Ordinanza 15.11.2017, n. 27068 , la Corte di Cassazione, giungendo a conclusioni opposte rispetto a quanto espresso nella Sentenza 21570/2016, ha statuito l’ inapplicabilità del cumulo giuridico alle sanzioni relative agli omessi versamenti . Il nuovo e più rigido orientamento, in realtà già espresso nella Sentenza 20.1.2017, n. 1540 pronunciata sempre dai Supremi Giudici è destinato a rendere ancora più difficile e improbabile l’esito favorevole dei processi avviati da molti contribuenti dinanzi alle Commissioni tributarie e che risultano ancora pendenti. Infatti, proprio sulla base di una precedente (e, a dire il vero, isolata) pronuncia fornita l’anno scorso sempre dalla Corte Suprema (Sentenza 21570/2016), che aveva, in presenza di plurime violazioni , ritenuto illegittima la prassi seguita dall’Agenzia delle Entrate nel calcolo delle sanzioni per omessi o ritardati versamenti , molti contribuenti hanno impugnato gli atti dell’Amministrazione emessi in caso di plurimi omessi versamenti di imposte limitandosi a contestare esclusivamente la non applicazione del cumulo giuridico .
Gestioni previdenziali pubbliche
La materia della prescrizione dei contributi previdenziali è stata riformata dalla L. 8.8.1995, n. 335 (cd. Riforma Dini) che, all’ art. 3, co. 9 e 10 , ha disposto, tra l’altro, la riduzione del termine di prescrizione della contribuzione previdenziale ed assistenza sociale obbligatoria da 10 a 5 anni. La stessa norma ha poi stabilito che la contribuzione prescritta non può essere versata e, conseguentemente, incassata dall’Istituto. Tali disposizioni, stante il riordino generale della materia operato dalla L. 335/1995, si applicano, pur con modalità diverse, anche alle contribuzioni a favore delle Gestioni pensionistiche pubbliche , trattandosi di forme esclusive dell’Assicurazione generale obbligatoria (Ago). Il principio generale della prescrizione quinquennale va, peraltro, opportunamente coordinato con l’art. 31, L. 24.5.1952, n. 610, che detta specifiche disposizioni per i dipendenti pubblici nel caso in cui si accerti che il versamento dei contributi abbia avuto inizio successivamente alla scadenza obbligatoria, sia in termini di modalità di sistemazione contributiva che di effetti sul trattamento di quiescenza.