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Timestamp: 2019-09-19 17:21:54+00:00
Document Index: 178119007

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 36', 'art. 7', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 48', 'art. 23', 'art. 48', 'art. 23', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 133']

Penale Archivi - Pagina 3 di 153
Corte di Cassazione – III sez. pen. – sentenza n. 36387 del 23-09-2019
Il delitto di omessa presentazione della dichiarazione da parte del sostituto di imposta si consuma, ai sensi del D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 5, comma 2, allo scadere del termine dei 90 giorni successivi all’originario termine tributario.
Corte di Cassazione – sez. fer. pen. – sentenza n. 35988 del 27-08-2019
La nozione di “residenza”, che viene in considerazione per l’applicazione dei diversi regimi di consegna previsti dalla L. 24 aprile 2005, n. 69, presuppone l’esistenza di un radicamento reale e non estemporaneo dello straniero nello Stato tra i cui indici concorrenti vanno indicati la legalità della sua presenza in Italia, l’apprezzabile continuità temporale e stabilità della stessa, la distanza temporale tra quest’ultima e la commissione del reato e la condanna conseguita all’estero, la fissazione in Italia della sede principale, anche se non esclusiva, e consolidata degli interessi lavorativi, familiari ed affettivi, il pagamento eventuale di oneri contributivi e fiscali.
Corte di Cassazione – I sez. pen. – sentenza n. 35988 del 13-08-2019
Il reato di vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle forze armate consiste nel disprezzare, tenere a vile, ricusare qualsiasi valore etico, sociale o politico alle istituzioni predette, considerate nella loro entità astratta ovvero concreta, ossia nella loro essenza ideale oppure quali enti concretamente operanti.
L’elemento soggettivo del delitto di vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle forze armate consiste nel dolo generico, con conseguente irrilevanza dei motivi particolari che possano aver indotto l’autore a commettere consapevolmente il fatto vilipendioso addebitato.
Corte di Cassazione – III sez. pen. – sentenza n. 36241 del 20-08-2019
La notificazione a mezzo posta eseguita mediante consegna dell’atto a persona diversa dal suo destinatario – come avvenuto nel caso di specie – si perfeziona, dopo l’entrata in vigore della L. n. 890 del 1982, art. 7, comma 6 (introdotto dal D.L. n. 248 del 2007, art. 36, comma 2-quater, conv., con modif., dalla L. n. 31 del 2008), con la spedizione, al destinatario medesimo, della lettera raccomandata con cui l’agente postale lo informa dell’avvenuto recapito dell’atto al terzo estraneo, pur abilitato a riceverlo.
L’art. 7 della legge n. 890/1982 non richiede, per il perfezionamento della notifica a mezzo posta effettuata mediante consegna dell’atto a persona diversa dal destinatario, la “ricezione” della raccomandata cd. informativa.
In tema di comunicazione a mezzo di raccomandata semplice dell’avvenuta notifica di un atto, con consegna del plico a persona diversa dal destinatario, l’attestazione di invio di tale raccomandata al detto destinatario copre con fede privilegiata l’avvenuta spedizione.
Corte di Cassazione – Sez. Un. pen. – sentenza n. 28243 del 28-06-2013
Corte di Cassazione – Sez. Un. pen. – sentenza n. 35814 del 07-08-2019
Corte di Cassazione – VII sez. pen. – sentenza n. 30573 del 12-07-2019
Corte di Cassazione – Sez. Un. pen. – sentenza n. 28908 del 03-07-2019
L’incompetenza a conoscere dei reati appartenenti alla cognizione del giudice di pace deve essere dichiarata dal giudice togato in ogni stato e grado del processo, ai sensi del D.Lgs. 28 agosto 2000, n. 274, art. 48, disposizione che deroga al regime previsto dall’art. 23 c.p.p., comma 2, sulla rilevabilità dell’incompetenza per materia c.d. in eccesso entro precisi termini di decadenza; tuttavia nel caso in cui il giudice togato riqualifichi il fatto in un reato di competenza del giudice di pace, resta ferma la sua competenza per effetto del principio della perpetuatio iurisdictionis, purchè l’originario reato gli sia stato attribuito nel rispetto delle norme sulla competenza per materia e la riqualificazione sia un effetto determinato da acquisizioni probatorie sopravvenute nel corso del processo.
L’incompetenza a conoscere dei reati appartenenti alla cognizione del giudice di pace deve essere dichiarata dal giudice togato in ogni stato e grado del processo, ai sensi dell’art. 48 D.Lgs. n. 28 agosto 2000, n. 274, disposizione che deroga al regime previsto dall’art. 23 c.p.p., comma 2, sulla rilevabilità dell’incompetenza per materia c.d. in eccesso entro precisi termini di decadenza; tuttavia nel caso in cui il giudice togato conosca del reato del giudice di pace per essere venuto meno il vincolo di connessione resta ferma, per effetto del principio della perpetuatio iurisdictionis, la sua competenza, purchè in origine correttamente individuata.
Corte di Cassazione – Sez. Un. pen. – sentenza n. 28911 del 03-07-2019
Corte di Cassazione – Sez. Un. Pen. – sentenza n. 28910 del 03-07-2019
Le pene accessorie per le quali la legge indica un termine di durata non fissa, devono essere determinate in concreto dal giudice in base ai criteri di cui all’art. 133 c.p..