Source: http://www.forumiuris.it/avvocato-commette-illecito-deontologico-fraziona-medesimo-credito-del-cliente-plurimi-atti-giudiziari/
Timestamp: 2020-02-19 22:31:42+00:00
Document Index: 159906877

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 49', 'art. 66', 'art. 2', 'art. 49', 'art. 66', 'art. 28']

AVVOCATO: commette illecito deontologico chi fraziona il medesimo credito del proprio cliente in plurimi atti giudiziari – Forum Iuris
Home » Diritto Civile » AVVOCATO: commette illecito deontologico chi fraziona il medesimo credito del proprio cliente in plurimi atti giudiziari
AVVOCATO: commette illecito deontologico chi fraziona il medesimo credito del proprio cliente in plurimi atti giudiziari
Cassazione civile, sezioni unite, sentenza n.961 del 17/01/2017 [Leggi provvedimento]
Redatto dal Dott. Marco Formica
“Si applica la sanzione disciplinare all’avvocato che, violando il Codice Deontologico Forense, si avvale di plurimi atti di intervento, per lo stesso creditore, i quali potevano essere riuniti in unico atto e con unica liquidazione di compensi, senza aggravare ingiustificatamente la posizione del debitore”.
Questo il principio di diritto affermato dalla Corte di Cassazione, Sez. Unite, Pres. Rordorf – Rel. Cirillo, con la sent. n. 961 del 22 novembre 2016, depositata in Cancelleria lo scorso 17 gennaio 2017.
La vicenda trae origine dall’apertura di un procedimento disciplinare nei confronti di quattro avvocati, da parte dell’Ordine degli Avvocati di Siena, per violazione dell’art. 49 del codice deontologico forense nella sua previgente formulazione.
A tal proposito, giova ricordare che la citata norma, oggi trasfusa nell’art. 66 C.d.f., prevede che “l’avvocato non deve aggravare con onerose o plurime iniziative giudiziali la situazione debitoria della controparte, quando ciò non corrisponda ad effettive ragioni di tutela della parte assistita”.
Nel caso in esame, a seguito di segnalazioni di anomalie e disfunzioni nelle esecuzioni mobiliari trattate dinanzi al Tribunale di Siena, il COA proscioglieva due avvocati domiciliatari e, diversamente, applicava sanzioni disciplinari nei confronti degli altri due procuratori, titolari delle cause.
In particolare, veniva stigmatizzata negativamente la strategia dell’avvalersi di plurimi atti di intervento che ben avrebbero potuto, per ciascun creditore, essere compendiati in unico atto e con unica liquidazione di compensi, senza aggravare ingiustificatamente la posizione del debitore.
La Suprema Corte, investita della questione, ha sottolineato che al creditore non è consentito frazionare la propria pretesa in plurime richieste giudiziali di adempimento, contestuali o scaglionate nel tempo, in considerazione delle regole di correttezza, buona fede e giusto processo per “inderogabili doveri di solidarietà” (art. 2 Cost.), da ritenersi violati quando il creditore aggravi ingiustificatamente la posizione del debitore ed eserciti l’azione in forme eccedenti, o devianti, rispetto alla tutela dell’interesse sostanziale.
Secondo gli Ermellini, inoltre, il frazionamento soggettivo delle azioni giudiziarie costituisce condotta abusiva poiché idonea a gravare le parti dell’aumento degli oneri processuali derivanti dalla proliferazione non necessaria dei procedimenti.
In ogni caso, conclude la Suprema Corte, a prescindere dalle considerazioni in tema di abuso del processo, l’aspetto centrale della questione è costituito dall’osservanza dei fondamentali principi di correttezza e buona fede, emergenti dall’art. 49 del Codice deontologico forense (oggi art. 66) che rappresenta una norma dettata in considerazione della responsabilità sociale dell’avvocato.
Per tali motivi, la Cassazione ha rigettato il ricorso e ha condannato in solido gli avvocati ricorrenti alle spese del giudizio di legittimità.
Topics: avvocato cliente credito frazionare plurimi atti giudiziari
Previous Post CONCORDATO PREVENTIVO: la risoluzione è ammessa quando i creditori chirografari rimangano totalmente insoddisfatti
Next Post POLITICA SOCIALE: l’invalidità temporanea secondo il diritto nazionale, seppure di durata incerta, non rientra di per sè nella nozione europea di handicap
Laureato in giurisprudenza con il massimo dei voti, dopo aver discusso una tesi dal titolo"La giurisprudenza del Tribunale di Bergamo sull'art. 28 dello Statuto dei lavoratori", ha poi svolto il tirocinio forense presso uno studio legale sito in Bergamo che si occupava prevalentemente di diritto civile. Attualmente collabora presso un prestigioso studio legale milanese ove gestisce procedure esecutive mobiliari/ immobiliari e procedure concorsuali per conto di primari istituti di credito.
Mag 23, 2019 542 0 CommentsBy: Redazione Forum Iuris