Source: http://legislazionetecnica.it/4564991/prd/approfondimento/indici-istat-costi-costruzione-e-tassi-interesse
Timestamp: 2019-07-18 15:03:39+00:00
Document Index: 159950708

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 2', 'art. 32', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 1', 'art. 24', 'art. 2120', 'art. 1284', 'art. 1284', 'art. 1284', 'art. 1284', 'art. 4', 'art. 113', 'art. 35', 'art. 26', 'art. 30', 'art. 133', 'art. 144']

Indici Istat, costi di costruzione e tassi di interesse | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : AR1504
Bollettino di Legislazione Tecnica n. 3/2018
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INDICE Istat DEI PREZZI AL CONSUMO PER FAMIGLIE DI OPERAI E IMPIEGATI
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Che cosa è l’indice Istat dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati (FOI)
L’indice Istat dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati (c.d. “FOI”) misura con c
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Nel mese di maggio 2019, l’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, si è attestato sul valore di 102,7, con un aumento di +0,1 rispetto al mese precedente, un aumento di +0,7% rispetto al corrispondente mese dell’anno precedente ed un aumento di +1,6 rispetto al corrispondente mese di due anni precedenti (rif. Comunicato Istat 14/06/2019).
Nel mese di giugno 2019, l’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, si è attestato sul valore di 102,7, invariato rispetto al mese precedente, con un aumento di +0,5% rispetto al corrispondente mese dell’anno precedente ed un aumento di +1,7 rispett
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Segue la tabella completa dell’indice con i dati storici dal 1947.
base 1961 = 100
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Calcolo delle variazioni con e senza utilizzo dei coefficienti di raccordo
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Indici con la medesima base di riferimento
La variazione percentuale tra indici mensili (o anche tra indici medi annui) aventi la medesima base di riferimento è pari al rapporto tra l’indice attuale (IA)
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Indici con differente base di riferimento
La variazione percentuale tra indici mensili (o anche tra indici medi annui) aventi differente base di riferimento è pari al rapporto tra l’indice attuale (IA) e l’indice iniziale (II), per i coefficienti di raccordo tra basi contigue (CR), per 100, meno 100; il risultato finale è arrotondato al primo decimale.
IA / II x CR x 100 - 100
Si riporta di seguito la tabella contenente i coefficienti di raccordo (il coefficiente di raccordo è pari all’indice medio del nuovo anno base espresso nella base precedente, diviso 100).
Coefficienti di raccordo indice Istat dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati (FOI)
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Utilizzo dell’indice FOI per la rivalutazione dei canoni di locazione
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Per i contratti di locazione di immobili adibiti ad uso diverso da quello di abitazione (ad esempio i negozi) - disciplinati dagli artt. 27-42 della L. 392/1978, vige ancora l’art. 32 della L. 392/1978, in base al quale:
- per i contratti stipulati alla durata minima (6+6 anni), l’aggiornamento non può essere superiore al 75% della variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati;
Per le locazioni abitative non ad equo canone, disciplinate quindi dalla L. 431/1998, l’eventuale previsione di un aggiornamento in base all’indice Istat è rimessa alla libera contrattazione delle parti, quando non sia oggetto degli accordi stipulati in sede locale tra le organizzazioni della proprietà edilizia e le organizzazioni dei conduttori, ai sensi dell’art. 2 della L. 431/1998, comma 3.
In tutti i casi trattati al presente paragrafo, l’aggiornamento - se spettante in base alle pattuizioni vigenti - andrà calcolato sulla base della variazione dell’indice Istat FOI intervenuta ogni anno nel mese corrispondente a quello di stipula del contratto (ad esempio in caso di contratto stipulato a gennaio 2016, la variazione andrà calcolata, nella misura pattuita, in base all’indice Istat del mese di gennaio 2017 a valere sui canoni 2017, gennaio 2018 a valere sui canoni 2018, e così via). Il tutto, ovviamente, salvo diverse pattuizioni tra le parti.
Si ricorda che per gli immobili ad uso diverso da quello abitativo, l’originaria versione dell’art. 32 della L. 392/1978 prevedeva l’aggiornamento del canone con frequenza biennale; detta disposizione è stata poi modificata dal D.L. 07/02/1985, n. 12 (L. 05/04/1985, n. 118), che ha sancito anche per questi immobili il passaggio al regime di aggiornamento annuale a far data dal 08/04/1985. L’aggiornamento biennale permane quindi a tutt’oggi solamente per i contratti stipulati anteriormente alla data di entrata in vigore del D.L. 12/1985 che ancora proseguono di rinnovo in rinnovo.
Seguono le tabelle di riferimento; per approfondimenti sulle modalità per calcolare il canone di locazione ed il suo aggiornamento si rinvia a Determinazione del canone di locazione immobiliare e aggiornamento con Indici ISTAT.
Si veda anche La disciplina dei contratti di locazione a canone concordato ai sensi della L. 431/1998.
Percentuali di aumento indice FOI tra ciascun mese ed il corrispondente mese dell’anno precedente
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L’art. 24 della L. 392/1978 (ora abrogato, ma ancora applicabile per i contratti che soggiacciono alla disciplina dell’equo canone) dispone che il canone - determinato come illustrato in precedenza - deve essere aggiornato applicando allo stesso il coefficiente pari al 75% della variazione assoluta dell’indice FOI intervenuta tra l’anno base e l’anno preso in considerazione, e non sommando i singoli aggiornamenti annuali al canone di base. L’aggiornamento del canone decorre dal mese successivo a quello in cui ne viene fatta richiesta con lettera raccomandata.
Per questa operazione occorre distinguere tra:
- gli immobili la cui costruzione sia stata ultimata entro il 1975, per i quali va fatto riferimento alle percentuali di aumento rispetto alla base di giugno 1978=100, essendo quest’ultimo l’ultimo valore comunicato dall’Istat al 30/07/1978, data di entrata in vigore della L. 392/1978;
- gli immobili la cui costruzione sia stata ultimata dopo tale data, per i quali va fatto invece riferimento, ai sensi dell’art. 24 della L. 392/1978, alla variazione assoluta dell’indice Istat intervenuta tra il mese di dicembre dell’anno precedente quello in corso ed il mese di dicembre dell’anno in cui è stato ultimato l’immobile, poiché convenzionalmente tutti gli immobili sono considerati terminati al 31 dicembre, indipendentemente dal mese di ultimazione;
- per gli immobili ultimati tra il 01/01/1976 ed il 31/12/1978 la variazione da utilizzare è quella relativa al periodo dicembre 1978-dicembre dell’anno precedente a quello in corso, poiché la L. 392/1978 non prevede alcuna disposizione retroattiva.
Per la corretta determinazione dell’aggiornamento dell’equo canone occorre infine considerare che la L. 25/07/1984, n. 377, ha stabilito all’art. 1 che per gli immobili ad uso di abitazione per il 1984 non si applica l’aggiornamento del canone di locazione previsto dall’art. 24 della L. 392/1978.
Seguono le tabelle di riferimento; per ulteriori approfondimenti sull’equo canone nonché sulle modalità per la determinazione, l’adeguamento e l’aggiornamento del relativo canone di locazione si rinvia a Determinazione del canone di locazione immobiliare e aggiornamento con Indici ISTAT.
Percentuali di aumento indice FOI rispetto alla base giugno 1978=100 ridotte al 75%, senza e con la soppressione dell’aggiornamento per il 1984
SENZA 1984
75% SENZA 1984
Percentuali di aumento indice FOI tra i mesi di dicembre di ciascun anno, ridotte al 75% e con soppressione aggiornamento 1984, da applicare all’equo canone di base per le abitazioni ultimate dopo il 31/12/1975
(*) La prima riga rappresenta l’anno di costruzione, la prima colonna l’anno al quale si desidera effettuare la rivalutazione; la tabella tiene conto del mancato aggiornamento del canone previsto per il 1984; poiché gli immobili ultimati nel 1976 e 1977 si considerano ultimati nel 1978, i relativi valori non sono da considerare.
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Utilizzo dell’indice FOI per la rivalutazione del trattamento di fine rapporto (TFR)
Ai sensi dell’art. 2120 del Codice civile, comma 4, il trattamento di fine rapporto “con esclusione della quota maturata nell’anno, è incrementato, su base composta, al 31 dicembre di ogni anno, con l’applicazione di un tasso costituito dall’1,5 per cento in misura fissa e dal 75 per cento dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, accertato dall’Istat, rispetto al mese di dicembre dell’anno precedente”.
Il successivo comma 5 prevede altresì, che “ai fini della applicazione del tasso di rivalutazione di cui al comma precedente per frazioni di anno, l’incremento dell’indice Istat è quello risultante nel mese di cessazione del rapporto di lavoro rispetto a quello di dicembre dell’anno precedente. Le frazioni di mese uguali o superiori a quindici giorni si computano come mese intero”.
In pratica, il calcolo si effettua ricavando il 75% dell’incremento dell’indice Istat FOI del mese di riferimento rispetto al mese di dicembre dell’anno precedente, e sommando a questo valore un coefficiente pari a 0,125 per ciascun mese (1,50 / 12).
Nel caso in cui non vi sia incremento nell’indice Istat, o addirittura vi sia un decremento, la relativa componente verrà considerata pari a zero, e si farà quindi riferimento solo alla parte fissa.
A maggiore chiarezza si fornisce un esempio di calcolo.
Indice FOI mese di cessazione (maggio 2017)
Indice FOI mese dicembre dell’anno precedente (dicembre 2016)
Incremento percentuale (riga 3 / riga 4 - 1 x 100)
0,797607%
75% incremento percentuale (riga 5 x 0,75)
0,598205%
Coefficiente fisso (0,125 x 5)
Coefficiente di rivalutazione TFR (riga 6 + riga 7)
1,223205%
Importo TFR rivalutato (riga 1 x riga 8)
10.119,82 Euro
Per i rapporti in corso alla fine dell’anno, il TFR accantonato al dicembre dell’anno precedente andrà rivalutato, sulla base dei criteri suindicati, al mese di dicembre dell’anno successivo, e così via per tutti gli anni durante i quali il rapporto di lavoro è regolarmente in corso.
Segue la tabella completa.
Percentuali per la rivalutazione del TFR in base all’indice FOI
75% INCR.
mag-1982
10,022272
7,5167038
8,3917038
1,0839170
12,753036
9,5647773
11,0647773
1,1106478
8,797127
6,5978456
8,0978456
1,0809785
8,580858
6,4356436
7,9356436
1,0793564
3,2608693
4,7608693
1,0476087
5,092593
3,8194444
5,3194444
1,0531944
5,462555
4,0969163
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Utilizzo dell’indice FOI per la rivalutazione monetaria di somme in generale
L’indice Istat dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati va utilizzato per la rivalutazione monetaria da un periodo all’altro delle somme in denaro, come ad esempio gli assegni dovuti al coniuge separato, o qualsiasi altra somma.
Segue la tabella da utilizzare per confrontare le variazioni temporali del valore della moneta in Italia a partire dal 1861 fino al 2018, elaborata dall’Istat.
Per tradurre somme di denaro di un certo anno in valuta del 2018 occorre moltiplicare la somma per il coefficiente di rivalutazione riportato in tabella in corrispondenza dell’anno iniziale.
Qualora la somma da tradurre sia espressa in Lire, dopo averla moltiplicata per il coefficiente di rivalutazione si effettua la conversione in Euro dividendo per 1936,27.
Si precisa che i coefficienti di trasformazione dei valori monetari riportati (ricavati a partire dagli indici FOI medi annui) sono calcolati e diffusi per sole finalità di analisi storica, e pertanto non costituiscono valori ufficiali da utilizzare per le rivalutazioni monetarie a fini legali (aggiornamento canoni d’affitto, assegni familiari, trattamento di fine rapporto, ecc.), per i quali sarà necessario determinare il coefficiente di rivalutazione a partire dagli indici FOI mensili.
Coefficienti per la rivalutazione monetaria di somme al 2018
9.525,364
9.467,635
9.751,309
10.026,699
10.196,865
10.091,471
9.849,683
9.410,601
9.276,483
8.998,616
7.962,078
7.510,384
7.334,083
8.564,472
8.094,092
7.779,680
8.077,351
8.178,847
7.889,696
8.434,988
8.640,264
8.926,627
9.103,495
8.906,270
8.916,437
8.936,840
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INDICI Istat DEI COSTI DI COSTRUZIONE DI MANUFATTI EDILIZI
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Che cosa sono gli indici Istat dei costi di costruzione di manufatti edilizi
Gli indici Istat dei costi di costruzione di manufatti edilizi misurano con cadenza mensile la variazione nel tempo dei costi dell’edilizia residenziale e del genio civile, riferiti ad una specifica tipologia di fabbricato residenziale e di tronco stradale e, in particolare, dei costi diretti attribuibili alla realizzazione dell’opera.
Attualmente l’Istat pubblica i seguenti indici:
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Poiché come detto le stime riguardano solo costi i diretti attribuibili alla realizzazione dell’opera, non sono inclusi:
- i costi del suolo;
- i costi di progettazione e di direzione dei lavori;
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Utilizzo degli indici nel procedimento di stima del costo di un’opera
L’utilizzo di questi indici avviene prevalentemente nell’ambito del metodo mono-parametrico di stima, con il quale la stima del co
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Nel mese di maggio 2019, gli indici del costo di costruzione di manufatti edilizi si sono attestati sui seguenti valori (nuova base 2015 = 100):
- Indice del costo di costruzione fabbricato residenziale: 102,5 (dato provvisorio);
- Indice del costo di costruzione tronco stradale con tratto in galleria: 101,6 (dato provvisorio).
Nel mese di aprile 2019, gli indici del costo di costruzione di manufatti edilizi si sono attestati sui seguenti valori (nuova base 2015 = 100):
- Indice del costo di costruzione fabbricato residenziale: 102,4;
- Indice del costo di costruzione tronco stradale con tratto in galleria: 101,6.
Dati fermi a dicembre 2018 N4:
- Indice del costo di costruzione tronco stradale senza tratto in galleria: 102,0;
- Indice del costo di costruzione tronco stradale in trincea: 100,9;
- Indice del costo di costruzione tronco stradale in rilevato: 100,9;
- Indice del costo di costruzione tronco stradale in viadotto: 102,6;
- Indice del costo di costruzione
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Seguono le tabelle complete degli indici con i dati storici.
Per il calcolo con i coefficienti di raccordo si faccia riferimento ai coefficienti di raccordo riportati in riferimento a ciascun indice ed alle modalità già specificate a proposito dell’indice dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati (FOI).
Su richiesta degli Abbonati, relativamente a ciascun indice, sono inviate le tabelle con le serie storiche relative ai quattro gruppi di costo: manodopera, materiali, trasporti e noli.
base 1966 = 100
base 1970 = 100
base 1976 = 100
base 1980 = 100
base 1990 = 100
base 1995 = 100
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TASSI DI INTERESSE PER LA RIVALUTAZIONE DEI CREDITI
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Interessi legali e interessi di mora: significato, utilizzo e differenze
Gli interessi “legali”, così chiamati perché stabiliti per legge, sono le somme aggiuntive dovute dal debitore in caso di ritardato adempimento ad obbligazioni di natura pecuniaria, nell’ambito di rapporti contrattuali di qualsiasi tipo.
Gli interessi legali hanno carattere corrispettivo (fungono da corrispettivo per la fruizione del denaro altrui), si applicano anche se non espressamente pattuito, e decorrono dunque per il solo fatto di disporre del denaro altrui in ragione dell’inadempimento al pagamento previsto, senza che il creditore debba dimostrare di aver sofferto alcun danno (
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Misura degli interessi legali e degli interessi di mora
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Tasso degli interessi legali: determinazione, misura e utilizzo
Ai sensi dell’art. 1284 del Codice civile, comma 1, la misura del saggio degli interessi legali, inizialmente fissata al 2,5% in ragione d’anno, può essere modificata dal Ministro del tesoro (ora Ministro dell’economia e finanze), con proprio decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana non oltre il 15 dicembre dell’anno precedente a quello cui il saggio si riferisce, sulla base del rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato di durata non superiore a 12 mesi e tenuto conto del tasso di inflazione registrato nell’anno.
L’ultimo decreto di variazione è il D. Min. Economia e Fin. 12/12/2018 - pubblicato sulla G.U. 15/12/2018, n. 291 - con il quale il Ministero dell’economia e finanze ha aggiornato il saggio dell’interesse legale al valore dello 0,8%. Il nuovo valore entra in vigore a partire dal 01/01/2019, sostituendo il precedente 0,3% approvato con D. Min. Economia e Fin. 13/12/2017 ed in vigore dal 01/01/2018.
Decorrenza degli interessi legali
Gli interessi legali decorrono dal giorno in cui è stato convenuto il pagamento oppure dal giorno della “messa in mora” (data della intimazione del pagamento o della richiesta di adempimento) fino al giorno dell’effettivo pagamento, ed inoltre che, stante il disposto dell’art. 1284 del Codice civile, comma 3, gli interessi superiori alla misura legale (cosiddetti “interessi di mora”) devono essere determinati per iscritto, altrimenti sono dovuti nella misura legale.
Il D.L. 12/09/2014, n. 132, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 212 del 12/09/2014 ed in vigore dal giorno successivo - poi convertito in legge dalla L. 10/11/2014, n. 162 - ha aggiunto i nuovi commi quarto e quinto all’art. 1284 del Codice civile, in forza dei quali, se le parti non ne hanno determinato la misura dell’interesse di mora, da quando ha inizio un procedimento di cognizione il saggio degli interessi legali è pari a quello previsto dalla legislazione speciale relativa ai ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali (su cui si veda più avanti). La disposizione si applica anche all’atto con cui si promuove il procedimento arbitrale.
In altri termini, se la pretesa risarcitoria viene perseguita nell’ambito di un procedimento - sia esso in sede civile, amministrativa o penale, ed anche un procedimento arbitrale ai sensi del Codice di procedura civile - ai fini del calcolo dell’interesse di mora, la misura del saggio di interesse legale si intende sostituita da quella prevista dal D. Leg.vo 231/2002 (come modificato dal D. Leg.vo 192/2012), e determinato semestralmente con comunicato del Ministero dell’economia e delle finanze.
Per ogni opportuno approfondimento si rinvia a
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Tasso degli interessi legali in caso di instaurazione di un procedimento giudiziale
I commi 4 e 5 all’art. 1284 del Codice civile (introdotti dal D.L. 12/09/2014, n. 132, con decorrenza dal n
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Tasso degli interessi di mora nelle transazioni commerciali
Se, come detto, nell’ambito dei rapporti tra privati la misura dell’interesse di mora è convenzionale, e come tale deve essere stabilita per iscritto (salvo applicazione degli interessi legali in caso contrario), una disciplina specifica è dettata dal D. Leg.vo 09/10/2002, n. 231 per le transazioni commerciali, come tali intendendosi quei rapporti che hanno luogo tra società e/o pubbliche amministrazioni (nell’ambito della propria attività “privatistica” di carattere commerciale, e non istituzionale) e/o professionisti (nell’ambito della propria attività professionale).
Per questa tipologia di rapporti, l’art. 4 del D. Leg.vo 231/2002 definisce un saggio di interessi “legali di mora” (nel senso che si tratta di un interesse di mora stabilito per legge), in misura pari al tasso della Banca centrale europea (c.d. “tasso BCE” N2) incrementato dell’8% N3, come individuato semestralmente dal Ministero dell’economia e finanze con proprio comunicato da pubblicarsi in Gazzetta ufficiale.
Per ogni opportuno approfondimento si rinvia a Ritardato pagamento di onorari e corrispettivi: interessi, tutele, prescrizione.
Si riporta di seguito la tabella completa dei tassi in questione.
Tasso degli interessi per i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali
G.U. 10/02/2003, n. 33
G.U. 12/07/2003, n. 160
G.U. 15/01/2004, n. 11
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Termini di pagamento e altre disposizioni varie del D. Leg.vo 231/2002
Oltre alla misura del tasso di interesse come sopra indicato, il D. Leg.vo 231/2002 stabilisce quanto segue:
- decorrenza degli interessi, senza necessità di costituzione
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Ritardi di pagamento nei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture
La disciplina speciale per i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali dettata dal D. Leg.vo 231/2002 è applicabile anche ai contratti pubblici di lavori, servizi e forniture a partire dal 01/01/2013, a seguito delle modifiche introdotte dal D. Leg.vo 09/11/2012, n. 192 e come ora previsto anche dall’art. 113-bis del D. Leg.vo 50/2016 (Codice dei contratti pubblici).
La disciplina in questione ha pertanto sostituito, con la decorrenza indicata, quella in precedenza dettata dalla legislazione speciale sui contratti pubblici (prima l’art. 35 del D.P.R. 1063/1962, poi l’art. 26 della L. 109/1994, attuato dall’art. 30 del D.M. 145/2000, e da ultimo l’art. 133 del D. Leg.vo 163/2006 - ora abrogato e sostituito dal D. Leg.vo 50/2016 - attuato dall’art. 144 del D.P.R. 207/2010), disciplina peraltro applicabile solamente ai contratti di lavori.
Per ogni opportuno approfondimento si rinvia a Pagamenti, penali, interessi e tracciabilitÃ nei contratti pubblici.
Si riporta per completezza qui di seguito la tabella con i tassi di mora per gli appaltatori di lavori pubblici validi fino al 31/12/2012.
Tassi di mora per gli appaltatori di lavori pubblici validi fino al 31/12/2012
D. Min. Tesoro 30/07/1963
D. Min. Tesoro 14/03/1964
D. Min. Tesoro 15/02/1965
D. Min. Tesoro 08/04/1966
D. Min. Tesoro 07/07/1967
D. Min. Tesoro 12/04/1968
D. Min. Tesoro 20/05/1969