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Timestamp: 2018-05-23 06:55:42+00:00
Document Index: 50987930

Matched Legal Cases: ['art.  8', 'art.  8', 'art.  17', 'art.  3', 'art. 155', 'art.  3', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 2', 'art.  3', 'art.   7', 'art. 2', 'art.  80', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 11', 'art.  3', 'art. 5', 'art. 6', 'art 2', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 7']

DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n.194 - Ripubblicazione del testo del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 194, recante: «Attuazione della direttiva 2002/49/CE relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale», corredato delle relative note. (Decreto legislativo pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - serie generale | Edilone.it
<MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI – DECRETO 3 agosto 2005
MINISTERO DELLA SALUTE – ORDINANZA 10 ottobre 2005>
DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n.194 – Ripubblicazione del testo del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 194, recante: «Attuazione della direttiva 2002/49/CE relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale», corredato delle relative note. (Decreto legislativo pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – serie generale
DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n.194 - Ripubblicazione del testo del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 194, recante: «Attuazione della direttiva 2002/49/CE relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale», corredato delle relative note. (Decreto legislativo pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 222 del 23 settembre 2005). (GU n. 239 del 13-10-2005)
Ripubblicazione  del testo del decreto legislativo 19 agosto 2005, n.
194,  recante:  «Attuazione  della direttiva 2002/49/CE relativa alla
determinazione  e  alla  gestione  del  rumore ambientale», corredato
delle  relative  note. (Decreto legislativo pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale – serie generale – n. 222 del 23 settembre 2005).
19 agosto  2005,  n.  194,  corredato  delle  relative note, ai sensi
dell’art.  8,  comma 3, del regolamento di esecuzione del testo unico
delle  disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sulla emanazione
dei  decreti  del  Presidente  della Repubblica e sulle pubblicazioni
Presidente  della Repubblica 14 marzo 1986, n. 217. Restano invariati
il valore e l’efficacia dell’atto legislativo qui trascritto.
Vista   la  direttiva  2002/49/CE  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio,   del  25 giugno  2002,  relativa  alla  determinazione  e
Vista  la  legge  Comunitaria  del 31 ottobre 2003, n. 306, recante
disposizioni    per    l’adeguamento    degli    obblighi   derivanti
Vista  la  legge  26 ottobre  1995,  n.  447,  recante legge quadro
sull’inquinamento acustico, e successive modificazioni;
Visto  il decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 39, e successive
modificazioni,  concernente  la liberta’ di accesso alle informazioni
Visto  il  decreto  legislativo  del  18 febbraio  2005,  n. 59, di
attuazione  della  direttiva  96/61/CE,  relativa  alla prevenzione e
riduzione integrate dell’inquinamento;
Acquisito  il parere della Conferenza unificata di cui all’articolo
8  del  decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, reso nella seduta
Sulla  proposta  del  Ministro per le politiche comuni- tarie e del
Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, di concerto con
i  Ministri  degli  affari  esteri,  della giustizia, dell’economia e
delle  finanze,  delle infrastrutture e dei trasporti, della salute e
effetti  nocivi  dell’esposizione  al  rumore ambientale, compreso il
a) l’elaborazione   della   mappatura   acustica  e  delle  mappe
acustiche strategiche di cui all’articolo 3;
b) l’elaborazione  e  l’adozione  dei  piani  di  azione  di  cui
all’articolo  4,  volti  ad  evitare e a ridurre il rumore ambientale
laddove  necessario,  in particolare, quando i livelli di esposizione
possono  avere effetti nocivi per la salute umana, nonche’ ad evitare
c) assicurare  l’informazione e la partecipazione del pubblico in
2.  Il  presente  decreto  non  si applica al rumore generato dalla
persona  esposta, dalle attivita’ domestiche, proprie o del vicinato,
ne’  al  rumore  sul  posto di lavoro prodotto dalla stessa attivita’
lavorativa  o  a  bordo  dei mezzi di trasporto o dovuto ad attivita’
3.  Laddove  non esplicitamente modificate dal presente decreto, si
applicano  le  disposizioni  della  legge  26 ottobre 1995, n. 447, e
successive  modificazioni, nonche’ la normativa vigente in materia di
tutela    dell’ambiente    esterno    e    dell’ambiente    abitativo
dall’inquinamento  acustico adottata in attuazione della citata legge
al  Presidente  delta Repubblica il potere di promulgare le
–  La  direttiva  2002/49/CE e’ pubblicata in GUCE n. L
–  La  legge  comunitaria  del 31 ottobre 2003, n. 306,
reca:   «Disposizioni   per  l’adeguamento  degli  obblighi
– La legge 26 ottobre 1995, n. 447, reca: «Legge quadro
sull’inquinamento acustico, e successive modificazioni».
– Il decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 39, reca:
«La  liberta’  d’accesso  alle  informazioni  in materia di
–  Il decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, reca:
–  Il  decreto legislativo del 18 febbraio 2005, n. 59,
reca:  «Attuazione  della direttiva 96/61/CE, relativa alla
prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento».
– La direttiva 96/61 /CE e’ pubblicata in GUCE n. L 257
–   Si   riporta  il  testo  dell’art.  8  del  decreto
legislativo   28 agosto   1997,  n.  281,  (Definizione  ed
ampliamento  delle attribuzioni della Conferenza permanente
per  i  rapporti  tra  lo  Stato,  le regioni e le province
autonome  di  Trento  e  Bolzano  ed  unificazione,  per le
materie  ed  i  compiti  di interesse comune delle regioni,
ed  autonomie  locali), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
«Art.  8 (Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali e
Conferenza  unificata).  – 1. La Conferenza Stato-citta’ ed
autonomie  locali  e’ unificata per le materie ed i compiti
di  interesse  comune  delle  regioni,  delle province, dei
comuni   e  delle  comunita’  montane,  con  la  Conferenza
2.  La  Conferenza  Stato-citta’ ed autonomie locali e’
sua  delega,  dal  Ministro dell’interno o dal Ministro per
gli  affari  regionali; ne fanno parte altresi’ il Ministro
del  tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
il  Ministro della sanita’, il presidente dell’Associazione
nazionale   dei  comuni  d’Italia  –  ANCI,  il  presidente
dell’Unione  nazionale  comuni, comunita’ ed enti montani –
Dei   quattordici   sindaci   designati   dall’ANCI  cinque
rappresentano  le  citta’  individuate  dall’art.  17 della
legge  8 giugno  1990, n. 142. Alle riunioni possono essere
invitati  altri  membri del Governo, nonche’ rappresentanti
3.  La  Conferenza  Stato-citta’ ed autonomie locali e’
convocata  almeno ogni tre mesi, e comunque in tutti i casi
il  presidente ne ravvisi la necessita’ o qualora ne faccia
4.  La  Conferenza  unificata  di  cui  al  comma  1 e’
convocata  dal  Presidente  del  Consiglio dei Ministri. Le
sedute  sono  presiedute  dal  Presidente del Consiglio dei
Ministri  o,  su  sua  delega,  dal Ministro per gli affari
–  Per la legge 26 ottobre 1995, n. 447, vedi note alle
a) «agglomerato»:   area  urbana,  individuata  dalla  regione  o
provincia  autonoma  competente,  costituita  da  uno  o  piu’ centri
abitati  ai  sensi  dell’articolo 3 del decreto legislativo 30 aprile
1992,  n. 285, e successive modificazioni, contigui fra loro e la cui
popolazione complessiva e’ superiore a 100.000 abitanti;
b) «aeroporto  principale»: un aeroporto civile o militare aperto
al  traffico  civile  in  cui  si  svolgono  piu’ di 50.000 movimenti
all’anno,  intendendosi  per  movimento un’operazione di decollo o di
atterraggio.   Sono  esclusi  i  movimenti  a  fini  addestrativi  su
aeromobili  definiti  leggeri ai sensi della regolamentazione tecnica
c) «asse  ferroviario principale»: una infrastruttura ferrovia su
cui transitano ogni anno piu’ di 30.000 treni;
d) «asse  stradale principale»: un’infrastruttura stradale su cui
transitano ogni anno piu’ di 3.000.000 di veicoli;
f) «determinazione»:  qualsiasi  metodo  per  calcolare, predire,
e  di  simulazioni,  il  rumore risulta sgradevole a una comunita’ di
i) «Lden  (livello  giorno-sera-notte)»:  il descrittore acustico
relativo all’intera giornata, di cui all’allegato 1;
l) «Lday  (livello  giorno)»: il descrittore acustico relativo al
n) «Lnight  (livello notte)»: il descrittore acustico relativo al
o) «mappatura  acustica»:  la rappresentazione di dati relativi a
una  situazione  di rumore esistente o prevista in una zona, relativa
ad  una  determinata sorgente, in funzione di un descrittore acustico
che  indichi  il  superamento di pertinenti valori limite vigenti, il
numero  di  persone  esposte  in  una determinata area o il numero di
p) «mappa   acustica  strategica»:  una  mappa  finalizzata  alla
determinazione dell’esposizione globale al rumore in una certa zona a
causa  di  varie  sorgenti  di  rumore  ovvero  alla  definizione  di
q) «piani  di  azione»: i piani destinati a gestire i problemi di
r) «pianificazione   acustica»:  il  controllo  dell’inquinamento
acustico  futuro  mediante  attivita’  di  programmazione,  quali  la
classificazione    acustica   e   la   pianificazione   territoriale,
l’ingegneria  dei  sistemi  per  il  traffico,  la pianificazione dei
trasporti,   l’attenuazione   del   rumore   mediante   tecniche   di
insonorizzazione   ed  il  controllo  dell’emissione  acustica  delle
s) «pubblico»:  una  o  piu’  persone  fisiche  o giuridiche e le
esterno  prodotti dalle attivita’ umane, compreso il rumore emesso da
mezzi  di  trasporto,  dovuto  al  traffico  veicolare,  al  traffico
ferroviario,  al  traffico  aereo  e proveniente da siti di attivita’
u) «relazione  dose-effetto»:  la  relazione  fra il valore di un
descrittore acustico e l’entita’ di un effetto nocivo;
v) «siti  di  attivita’ industriale»: aree classificate V o VI ai
sensi  delle norme vigenti in cui sono presenti attivita’ industriali
quali   quelle   definite  nell’allegato  1  al  decreto  legislativo
Lday  e Levening il cui superamento induce le autorita’ competenti ad
esaminare  o  applicare  provvedimenti  di attenuazione del rumore; i
valori  limite  possono  variare a seconda della tipologia di rumore,
dell’ambiente  circostante  e  del  diverso  uso del territorio; essi
possono  anche  variare  riguardo a situazioni esistenti o nuove come
nel  caso  in cui cambi la sorgente di rumore o la destinazione d’uso
dell’ambiente circostante;
aa)  «zona  silenziosa  di un agglomerato»: una zona delimitata
dall’autorita’   comunale  nella  quale  Lden,  o  altro  descrittore
acustico  appropriato  relativo  a  qualsiasi  sorgente non superi un
bb)  «zona  silenziosa  esterna  agli  agglomerati»:  una  zona
delimitata  dalla  competente  autorita’  che  non risente del rumore
prodotto  da  infrastrutture di trasporto, da attivita’ industriali o
da attivita’ ricreative.
–  L’art.  3 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n.
285, cosi’ recita:
«Art.  3  (Definizioni stradali e di traffico). – 1. Ai
fini  delle  presenti  norme le denominazioni stradali e di
1) area  di  intersezione: parte della intersezione a
raso,  nella  quale  si  intersecano due o piu’ correnti di
2)  area  pedonale: zona interdetta alla circolazione
dei  veicoli  salvo  quelli  in  servizio  di  emergenza, i
velocipedi  e i veicoli al servizio di persone con limitate
o impedite capacita’ motorie, nonche’ eventuali deroghe per
i  veicoli  ad  emissioni  zero aventi ingombro e velocita’
tali   da   poter   essere  assimilati  ai  velocipedi.  In
particolari   situazioni   i   comuni  possono  introdurre,
attraverso  apposita  segnalazione,  ulteriori  restrizioni
opportunamente  segnalata  ed  organizzata,  sulla  quale i
pedoni  in  transito  dall’uno  all’altro lato della strada
4)  banchina:  parte  della  strada  compresa  tra il
margine  della carreggiata ed il piu’ vicino tra i seguenti
elementi    longitudinali:   marciapiede,   spartitraffico,
arginello,  ciglio  interno della cunetta, ciglio superiore
5)    braccio   di   intersezione:   cfr.   ramo   di
a  selezionare  le  correnti  di  traffico  per guidarle in
7)  carreggiata:  parte  della  strada destinata allo
scorrimento  dei  veicoli;  essa  e’ composta da una o piu’
corsie di marcia ed, in genere, e pavimentata e’ delimitata
8)  centro  abitato:  insieme  di edifici, delimitato
lungo  le vie di accesso dagli appositi segnali di inizio e
fine.  Per  insieme di edifici si intende un raggruppamento
continuo,   ancorche’   intervallato   da  strade,  piazze,
giardini  o  simili,  costituito da non meno di venticinque
fabbricati  e da aree di uso pubblico con accessi veicolari
9)  circolazione:  e’  il  movimento, la fermata e la
10)   confine   stradale:   limite  della  proprieta’
stradale  quale  risulta dagli atti di acquisizione o dalle
fasce  di esproprio del progetto approvato; in mancanza, il
confine  e’  costituito  dal  ciglio  esterno  del fosso di
guardia  o  della cunetta, ove esistenti, o dal piede della
scarpata se la strada e’ in rilevato o dal ciglio superiore
della scarpata se la strada e’ in trincea;
11)   corrente   di   traffico:  insieme  di  veicoli
(corrente  veicolare), o pedoni (corrente pedonale), che si
piu’ file parallele, seguendo una determinata traiettoria;
12)  corsia:  parte  longitudinale  della  strada  di
larghezza  idonea a permettere il transito di una sola fila
consentire   ed   agevolare  l’ingresso  ai  veicoli  sulla
consentire  l’uscita dei veicoli da una carreggiata in modo
15)  corsia  di  emergenza:  corsia,  adiacente  alla
dei  veicoli  di soccorso ed, eccezionalmente, al movimento
dei  pedoni,  nei  casi  in cui sia ammessa la circolazione
16)  corsia  di  marcia:  corsia  facente parte della
carreggiata,    normalmente   delimitata   da   segnaletica
che  si  accingono ad effettuare determinate manovre, quali
svolta,     attraversamento,    sorpasso,    decelerazione,
accelerazione,  manovra per la sosta o che presentano basse
velocita’ o altro;
19)  cunetta:  manufatto  destinato  allo smaltimento
delle   acque   meteoriche   o   di  drenaggio,  realizzato
longitudinalmente  od  anche  trasversalmente all’andamento
20)  curva:  raccordo longitudinale fra due tratti di
strada  rettilinei,  aventi  assi  intersecantisi,  tali da
determinare condizioni di limitata visibilita’;
21)   fascia   di  pertinenza:  striscia  di  terreno
compresa  tra  la  carreggiata  ed  il confine stradale. E’
parte  della  proprieta’  stradale e puo’ essere utilizzata
22)  fascia di rispetto: striscia di terreno, esterna
al  confine  stradale,  sulla  quale  esistono vincoli alla
realizzazione,  da  parte  dei  proprietari del terreno, di
23)  fascia  di  sosta  laterale:  parte della strada
adiacente  alla  carreggiata,  separata  da questa mediante
striscia  di  margine  discontinua  e  comprendente la fila
24)  golfo  di  fermata:  parte della strada, esterna
alla   carreggiata,   destinata   alle  fermate  dei  mezzi
collettivi  di linea ed adiacente al marciapiede o ad altro
25)  intersezione  a  livelli  sfalsati:  insieme  di
infrastrutture   (sovrappassi;   sottopassi  e  rampe)  che
consente  lo  smistamento delle correnti veicolari fra rami
26)  intersezione a raso (o a livello): area comune a
piu’   strade,   organizzata   in  modo  da  consentire  lo
smistamento  delle  correnti di traffico dall’una all’altra
27)  isola  di  canalizzazione:  parte  della strada,
opportunamente  delimitata  e non transitabile, destinata a
31)  itinerario  internazionale:  strade  o tratti di
strade  facenti  parte degli itinerari cosi’ definiti dagli
32)   livelletta:   tratto   di   strada  a  pendenza
33)  marciapiede:  parte  della  strada, esterna alla
carreggiata,  rialzata  o altrimenti delimitata e protetta,
34)  parcheggio:  area  o  infrastruttura posta fuori
prossimita’  di  stazioni  o fermate del trasporto pubblico
locale   o   del   trasporto   ferroviario,  per  agevolare
l’intermodalita’;
35)   passaggio   a  livello:  intersezione  a  raso,
opportunamente   attrezzata   e  segnalata  ai  fini  della
sicurezza, tra una o piu’ strade ed una linea ferroviaria o
36)  passaggio  pedonale  (cfr.  anche  marciapiede):
striscia   bianca   continua   o  una  apposita  protezione
parallela  ad essa e destinata al transito dei pedoni. Esso
37)  passo  carrabile:  accesso  ad  un’area laterale
idonea allo stazionamento di uno o piu’ veicoli;
38)   piazzola  di  sosta:  parte  della  strada,  di
lunghezza  limitata,  adiacente esternamente alla banchina,
39)   pista   ciclabile:  parte  longitudinale  della
strada,    opportunamente    delimitata,   riservata   alla
40)  raccordo  concavo  (cunetta):  raccordo  tra due
livellette  contigue di diversa pendenza che si intersecano
41)  raccordo  convesso  (dosso):  raccordo  tra  due
42)  ramo di intersezione: tratto di strada afferente
43)  rampa  (di  intersezione):  strada  destinata  a
collegare due rami di un’intersezione;
44)  ripa: zona di terreno immediatamente sovrastante
o    sottostante    le    scarpate   del   corpo   stradale
rispettivamente   in   taglio  o  in  riporto  sul  terreno
45)   salvagente:  parte  della  strada,  rialzata  o
opportunamente  delimitata  e protetta, destinata al riparo
ed   alla   sosta   dei   pedoni,   in   corrispondenza  di
attraversamenti   pedonali   o  di  fermate  dei  trasporti
46)   sede  stradale:  superficie  compresa  entro  i
confini  stradali.  Comprende  la carreggiata e le fasce di
47)   sede   tranviaria:  parte  longitudinale  della
48)  sentiero  (o  mulattiera  o  tratturo): strada a
fondo  naturale  formatasi  per  effetto  del  passaggio di
della   strada   destinata  alla  separazione  di  correnti
50)  strada  extraurbana:  strada  esterna  ai centri
51)  strada  urbana:  strada  interna  ad  un  centro
52)  strada  vicinale  (o  poderale  o  di bonifica):
53)  svincolo: intersezione a livelli sfalsati in cui
53-bis)  utente debole della strada: pedoni, disabili
in  carrozzella,  ciclisti  e tutti coloro i quali meritino
una   tutela   particolare  dai  pericoli  derivanti  dalla
54) zona a traffico limitato: area in cui l’accesso e
55)  zona  di  attestamento:  tratto  di carreggiata,
immediatamente  a  monte  della linea di arresto, destinato
all’accumulo  dei  veicoli  in  attesa  di  via  libera  e,
56)  zona  di  preselezione:  tratto  di carreggiata,
opportunamente  segnalato,  ove  e’ consentito il cambio di
corsia affinche’ i veicoli possano incanalarsi nelle corsie
57)  zona  di  scambio: tratto di carreggiata a senso
unico,  di  idonea  lunghezza,  lungo  il quale correnti di
traffico   parallele,  in  movimento  nello  stesso  verso,
possono  cambiare  la  reciproca  posizione  senza  doversi
58)  zona  residenziale:  zona  urbana  in cui vigono
particolari  regole di circolazione a protezione dei pedoni
e  dell’ambiente,  delimitata lungo le vie di accesso dagli
2.  Nel  regolamento  sono  stabilite altre definizioni
a) l’autorita’   individuata  dalla  regione  o  dalla  provincia
autonoma  elabora  e trasmette alla regione o alla provincia autonoma
competente  le  mappe  acustiche  strategiche,  nonche’ i dati di cui
all’allegato 6, relativi al precedente anno solare, degli agglomerati
con piu’ di 250.000 abitanti;
b) le  societa’  e  gli  enti  gestori  di  servizi  pubblici  di
trasporto  o  delle  relative  infrastrutture elaborano e trasmettono
alla  regione  o  alla  provincia  autonoma  competente  la mappatura
acustica,   nonche’  i  dati  di  cui  all’allegato  6,  riferiti  al
precedente  anno  solare,  degli  assi  stradali  principali  su  cui
transitano   piu’  di  6.000.000  di  veicoli  all’anno,  degli  assi
ferroviari  principali  su  cui  transitano  piu’  di 60.000 convogli
all’anno  e  degli  aeroporti  principali. Nel caso di infrastrutture
principali  che  interessano piu’ regioni gli stessi enti trasmettono
la  mappatura  acustica  ed  i  dati di cui all’allegato 6 relativi a
dette  infrastrutture  al  Ministero dell’ambiente e della tutela del
2.  Nel  caso  di  servizi  pubblici  di trasporto e delle relative
a),  la mappatura acustica prevista al comma 1, lettera b), nonche’ i
dati  di cui all’allegato 6, sono trasmessi entro il 31 dicembre 2006
all’autorita’ individuata al comma 1, lettera a).
competente  le mappe acustiche strategiche degli agglomerati, nonche’
i dati di cui all’allegato 6, riferiti al precedente anno solare;
precedente  anno solare, degli assi stradali e ferroviari principali.
Nel  caso  di  infrastrutture principali che interessano piu’ regioni
gli  stessi  enti  trasmettono la mappatura acustica ed i dati di cui
all’allegato   6   relativi   a  dette  infrastrutture  al  Ministero
dell’ambiente  e  della  tutela  del  territorio  ed  alle  regioni o
4.  Nel  caso  di  servizi  pubblici  di trasporto e delle relative
a),  la mappatura acustica prevista al comma 3, lettera b), nonche’ i
dati  di cui all’allegato 6, sono trasmessi entro il 31 dicembre 2011
all’autorita’ individuata al comma 3, lettera a).
commi  1  e  3  sono  elaborate  in  conformita’  ai requisiti minimi
stabiliti  all’allegato  4,  nonche’ ai criteri stabiliti con decreto
del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, di concerto
con  i Ministeri della salute e delle infrastrutture e dei trasporti,
sentita  la  Conferenza  unificata,  da adottare entro sei mesi dalla
data  di  entrata  in vigore del presente decreto, tenuto conto anche
commi  1  e  3  sono riesaminate e, se necessario, rielaborate almeno
7.  La  regione  o  la  provincia autonoma competente o, in caso di
infrastrutture  principali che interessano piu’ regioni, il Ministero
dell’ambiente  e  dalla  tutela  del territorio verifica che le mappe
acustiche  strategiche  e la mappatura acustica di cui ai commi 1 e 3
8.  Nelle  zone  che  confinano  con altri Stati membri dell’Unione
europea  il  Ministero  dell’ambiente  e della tutela del territorio,
avvalendosi   delle  dotazioni  umane  e  strumentali  disponibili  a
legislazione  vigente,  coopera  con le autorita’ competenti di detti
Stati  ai  fini  della  mappa  acustica strategica di cui al presente
9.  All’attuazione del presente articolo si provvede con le risorse
finanziarie   disponibili  a  legislazione  vigente,  senza  nuovi  o
autonoma,   tenuto   conto   dei   risultati  delle  mappe  acustiche
strategiche  di  cui all’articolo 3, elabora e trasmette alla regione
od  alla provincia autonoma competente i piani di azione e le sintesi
di  cui  all’allegato  6  per  gli  agglomerati  con  piu’ di 250.000
b) le  societa’  e  gli  enti  gestori  dei  servizi  pubblici di
della   mappatura   acustica   di  cui  all’articolo 3,  elaborano  e
trasmettono  alla  regione  od  alla  provincia autonoma competente i
piani  di  azione  e  le  sintesi di cui all’allegato 6, per gli assi
stradali  principali  su  cui transitano piu’ di 6.000.000 di veicoli
all’anno,  per  gli assi ferroviari principali su cui transitano piu’
di  60.000 convogli all’anno e per gli aeroporti principali. Nel caso
di  infrastrutture principali che interessano piu’ regioni gli stessi
enti  trasmettono i piani d’azione e le sintesi di cui all’allegato 6
relativi  a  dette  infrastrutture al Ministero dell’ambiente e della
a),  i  piani  d’azione  previsti  al comma 1, lettera b), nonche’ le
sintesi  di  cui  all’allegato 6,  sono trasmessi entro il 18 gennaio
2008 all’autorita’ individuata al comma 1, lettera a).
di cui all’allegato 6 per gli agglomerati;
stradali   e   ferroviari  principali.  Nel  caso  di  infrastrutture
principali che interessano piu’ regioni gli stessi enti trasmettono i
piani  d’azione  e  le sintesi di cui all’allegato 6 relativi a dette
infrastrutture   al   Ministero  dell’ambiente  e  della  tutela  del
a),  i  piani  d’azione  previsti  al comma 3, lettera b), nonche’ le
2013 all’autorita’ individuata al comma 3, lettera a).
5.  I  piani  d’azione  previsti ai commi 1 e 3 sono predisposti in
conformita’  ai requisiti minimi stabiliti all’allegato 5, nonche’ ai
criteri  stabiliti  con  decreto  del  Ministro dell’ambiente e della
tutela  del  territorio,  di  concerto con i Ministeri della salute e
delle   infrastrutture   e   dei  trasporti,  sentita  la  Conferenza
del  presente decreto, tenuto conto anche della normazione tecnica di
6. L’autorita’ individuata dalla regione o dalla provincia autonoma
competente  e  le  societa’ e gli enti gestori di servizi pubblici di
piani  d’azione  di  cui ai commi 1 e 3 ogni cinque anni e, comunque,
ogni  qualvolta  necessario  e in caso di sviluppi sostanziali che si
dell’ambiente  e  dalla  tutela  del  territorio verifica che i piani
d’azione  di  cui  ai commi 1 e 3 soddisfino i requisiti stabiliti al
8.  I  piani  d’azione  previsti  ai  commi  1  e  3  recepiscono e
aggiornano  i  piani  di  contenimento  e  di abbattimento del rumore
prodotto  per  lo  svolgimento  dei  servizi pubblici di trasporto, i
di  intervento per la bonifica dall’inquinamento acustico adottati ai
sensi  degli  articoli 3,  comma  1,  lettera i), 10, comma 5, 7 e 4,
9.  Restano  ferme  le  disposizioni  relative  alle  modalita’, ai
criteri  ed  ai  termini  per  l’adozione dei piani di cui al comma 8
stabiliti  dalla  legge  n. 447 del 1995 e dalla normativa vigente in
10.  Nelle  zone  che  confinano con altri Stati membri dell’Unione
europea  il  Ministero  dell’ambiente  e  della tutela del territorio
coopera  con  le  autorita’  competenti  di detti Stati ai fini della
11. All’attuazione del presente articolo si provvede con le risorse
– Gli articoli 3, comma 1, lettera i), 10, comma 5, 7 e
4,  comma  2,  della  legge  26 ottobre 1995, n. 447, cosi’
«Art.   3  (Competenze  dello  Stato).  –  1.  Sono  di
i) l’adozione    di    piani   pluriennali   per   il
contenimento   delle   emissioni  sonore  prodotte  per  lo
svolgimento  di  servizi  pubblici  essenziali  quali linee
ferroviarie,  metropolitane,  autostrade  e  strade statali
entro  i  limiti  stabiliti  per  ogni specifico sistema di
trasporto,  ferme  restando  le  competenze  delle regioni,
disposizioni  di  cui  all’art. 155 del decreto legislativo
5.  In deroga a quanto previsto ai precedenti commi, le
societa’   e  gli  enti  gestori  di  servizi  pubblici  di
trasporto  o delle relative infrastrutture, ivi comprese le
autostrade,  nel  caso  di superamento dei valori di cui al
comma  2,  hanno  l’obbligo  di predisporre e presentare al
comune  piani  di  contenimento ed abbattimento del rumore,
secondo le direttive emanate dal Ministro dell’ambiente con
proprio  decreto  entro  un  anno  dalla data di entrata in
vigore  della presente legge. Essi devono indicare tempi di
adeguamento,   modalita’   e  costi  e  sono  obbligati  ad
impegnare,  in via ordinaria, una quota fissa non inferiore
al  7  per  cento  dei  fondi  di  bilancio previsti per le
attivita’   di   manutenzione   e  di  potenziamento  delle
infrastrutture  stesse  per  l’adozione  di  interventi  di
contenimento   ed   abbattimento  del  rumore.  Per  quanto
riguarda  l’ANAS  la  suddetta  quota  e’ determinata nella
le attivita’ di manutenzione. Nel caso dei servizi pubblici
essenziali,  i  suddetti piani coincidono con quelli di cui
all’art.  3, comma 1, lettera i); il controllo del rispetto
della   loro   attuazione   e’   demandato   al   Ministero
dell’ambiente.».
«Art.  7 (Piani di risanamento acustico). – 1. Nel caso
di  superamento dei valori di attenzione di cui all’art. 2,
comma  1,  lettera g), nonche’ nell’ipotesi di cui all’art.
all’adozione  di piani di risanamento acustico, assicurando
decreto  legislativo  30 aprile  1992, n. 285, e successive
modificazioni,   e  con  i  piani  previsti  dalla  vigente
legislazione  in materia ambientale. I piani di risanamento
sono  approvati dal consiglio comunale. I piani comunali di
risanamento  recepiscono  il  contenuto  dei  piani  di cui
all’art. 3, comma 1, lettera i), e all’art. 10, comma 5.
2.  I  piani  di risanamento acustico di cui al comma 1
a) l’individuazione  della  tipologia  ed entita’ dei
rumori  presenti, incluse le sorgenti mobili, nelle zone da
risanare individuate ai sensi dell’art. 6, comma 1, lettera
b) l’individuazione   dei   soggetti  a  cui  compete
l’intervento;
c) l’indicazione  delle  priorita’, delle modalita’ e
d) la  stima  degli  oneri  finanziari  e  dei  mezzi
e) le   eventuali   misure   cautelari   a  carattere
d’urgenza  per  la  tutela  dell’ambiente  e  della  salute
3.  In  caso  di  inerzia  del comune ed in presenza di
gravi  e  particolari  problemi  di  inquinamento acustico,
all’adozione del piano si’ provvede, in via sostitutiva, ai
sensi dell’art. 4, comma 1, lettera b).
4.  Il piano di risanamento di cui al presente articolo
puo’  essere adottato da comuni diversi da quelli di cui al
comma  1,  anche  al  fine  di  perseguire  i valori di cui
all’art. 2, comma 1, lettera h).
abitanti  la giunta comunale presenta al consiglio comunale
una  relazione biennale sullo stato acustico del comune. Il
regione  ed alla provincia per le iniziative di competenza.
comma  1,  la  prima relazione e’ allegata al piano stesso.
Per  gli altri comuni, la prima relazione e’ adottata entro
due  anni  dalla  data  di entrata in vigore della presente
«Art. 4 (Competenze delle regioni). – 1. (Omissis).
2.  Le  regioni, in base alle proposte pervenute e alle
disponibilita’    finanziarie    assegnate   dallo   Stato,
definiscono le priorita’ e predispongono un piano regionale
triennale  di  intervento per la bonifica dall’inquinamento
acustico,  fatte  salve  le  competenze statali relative ai
piani  di  cui  all’art.  3,  comma  1,  lettera i), per la
redazione  dei  quali  le  regioni  formulano  proposte non
vincolanti.   I   comuni   adeguano   i  singoli  piani  di
risanamento   acustico   di   cui   all’art.   7  al  piano
1.  Ai  fini  dell’elaborazione  e  della revisione della mappatura
acustica  e  delle  mappe acustiche strategiche di cui all’articolo 3
sono  utilizzati i descrittori acustici Lden Lnight calcolati secondo
quanto stabilito all’allegato 1.
2.  Entro  centoventi  giorni  dalla  data di entrata in vigore del
presente  decreto,  con  decreto  del  Presidente  del  Consiglio dei
Ministri,  su  proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio,  di  concerto  con  il  Ministro della salute, sentita la
province  autonome di Trento e di Bolzano, sono determinati, ai sensi
dell’articolo  3  della  legge  n.  447  del  1995,  i  criteri e gli
algoritmi  per la conversione dei valori limite previsti all’articolo
2  della stessa legge, secondo i descrittori acustici di cui al comma
3.  Per  le  finalita’  di  cui al comma 1, l’autorita’ individuata
dalla  regione  o provincia autonoma e le societa’ e gli enti gestori
di  servizi  pubblici  di  trasporto  o delle relative infrastrutture
possono  utilizzare i dati espressi nei descrittori acustici previsti
dalle  norme  vigenti,  convertendoli nei descrittori Lden, e Lnight,
sulla  base  dei metodi di conversione definiti ai sensi del comma 2,
purche’ detti dati non risalgano a piu’ di tre anni.
4.  Fino all’emanazione dei decreti di cui al comma 2 si utilizzano
i  descrittori  acustici  ed  i relativi valori limite determinati ai
sensi dell’articolo 3 della legge n. 447 del 1995.
5.  Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi
Gli  articoli 3 e 2, della legge n. 447 del 1995, cosi’
a)  la  determinazione, ai sensi della legge 8 luglio
1986,  n.  349, e successive modificazioni, con decreto del
Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  su proposta del
Ministro  dell’ambiente,  di concerto con il Ministro della
sanita’  e  sentita la Conferenza permanente per i rapporti
di Bolzano, dei valori di cui all’art. 2;
b) il  coordinamento  dell’attivita’ e la definizione
della   normativa   tecnica   generale   per  il  collaudo,
l’omologazione,  la  certificazione e la verifica periodica
dei  prodotti  ai fini del contenimento e dell’abbattimento
del  rumore;  il  ruolo  e  la  qualificazione dei soggetti
preposti  a tale attivita’ nonche’, per gli aeromobili, per
i  natanti  e  per  i  veicoli  circolanti  su  strada,  le
procedure  di  verifica  periodica  dei  valori  limite  di
i   veicoli   circolanti  su  strada,  avviene  secondo  le
modalita’  di  cui  all’art.  80  del  decreto  legislativo
c) la   determinazione,  ai  sensi  del  decreto  del
Presidente  della  Repubblica  24 luglio  1977, n. 616, con
decreto  del  Ministro  dell’ambiente,  di  concerto con il
Ministro della sanita’ e, secondo le rispettive competenze,
con  il  Ministro  dei lavori pubblici, con il Ministro dei
trasporti   e   della   navigazione   e   con  il  Ministro
dell’industria,  del  commercio  e  dell’artigianato, delle
tecniche  di rilevamento e di misurazione dell’inquinamento
d) il  coordinamento  dell’attivita’  di  ricerca, di
sperimentazione  tecnico-scientifica  ai  sensi della legge
8 luglio  1986,  n.  349,  e  successive  modificazioni,  e
dell’attivita’ di raccolta, di elaborazione e di diffusione
dei   dati.   Al   coordinamento   provvede   il   Ministro
dell’ambiente,  avvalendosi  a tal fine anche dell’Istituto
superiore   di   sanita’,  del  Consiglio  nazionale  delle
ricerche   (CNR),   dell’Ente   per  le  nuove  tecnologie,
l’energia  e  l’ambiente (ENEA), dell’Agenzia nazionale per
la protezione dell’ambiente (ANPA), dell’Istituto superiore
per  la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL), del
(CSRPAD)  del  Ministero dei trasporti e della navigazione,
nonche’ degli istituti e dei dipartimenti universitari;
e) la  determinazione, fermo restando il rispetto dei
valori  determinati  ai sensi della lettera a), con decreto
del  Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del
sanita’   e,  secondo  le  rispettive  competenze,  con  il
Ministro    dei    lavori   pubblici,   con   il   Ministro
dell’industria,  del  commercio e dell’artigianato e con il
Ministro  dei  trasporti e della navigazione, dei requisiti
acustici  delle  sorgenti  sonore  e dei requisiti acustici
passivi  degli edifici e dei loro componenti, allo scopo di
ridurre  l’esposizione  umana al rumore. Per quanto attiene
ai  rumori  originati  dai  veicoli  a  motore definiti dal
titolo  III del decreto legislativo 30 aprile 1991, n. 285,
e  successive  modificazioni, restano salve la competenza e
la  procedura  di  cui  agli articoli 71, 72, 75 e 80 dello
f) l’indicazione, con decreto del Ministro dei lavori
pubblici,  di  concerto con il Ministro dell’ambiente e con
il  Ministro dei trasporti e della navigazione, dei criteri
per  la  progettazione,  l’esecuzione e la ristrutturazione
delle  costruzioni  edilizie  e  delle  infrastrutture  dei
trasporti, ai fini della tutela dall’inquinamento acustico;
g) la   determinazione,   con  decreto  del  Ministro
dell’ambiente  di  concerto con il Ministro dell’industria,
del  commercio  e  dell’artigianato  e  con il Ministro dei
trasporti  e  della navigazione, dei requisiti acustici dei
sistemi  di  allarme anche antifurto con segnale acustico e
dei  sistemi di refrigerazione, nonche’ la disciplina della
installazione  della manutenzione e dell’uso dei sistemi di
allarme  anche  antifurto  e  anti-intrusione  con  segnale
quanto  previsto  dagli  articoli 71, 72, 75, 79, 155 e 156
del   decreto   legislativo   30 aprile  1992,  n.  285,  e
h) la  determinazione, con le procedure previste alla
lettera  e),  dei  requisiti acustici delle sorgenti sonore
nei  luoghi  di  intrattenimento  danzante  o  di  pubblico
l) la   determinazione,   con  decreto  del  Ministro
dell’ambiente,  di concerto con il Ministro dei trasporti e
della  navigazione,  dei  criteri di misurazione del rumore
disciplina per il contenimento dell’inquinamento acustico;
m) la   determinazione,   con  decreto  del  Ministro
emesso  dagli aeromobili e della relativa disciplina per il
contenimento  dell’inquinamento  acustico,  con particolare
1) ai   criteri   generali   e   specifici  per  la
definizione   di   procedure  di  abbattimento  del  rumore
valevoli  per  tutti gli aeroporti e all’adozione di misure
di  controllo  e  di  riduzione  dell’inquinamento acustico
prodotto  da  aeromobili  civili nella fase di decollo e di
2)   ai   criteri   per  la  classificazione  degli
3)  alla  individuazione delle zone di rispetto per
le  aree  e  le  attivita’  aeroportuali  e  ai criteri per
regolare l’attivita’ urbanistica nelle zone di rispetto. Ai
fini della presente disposizione per attivita’ aeroportuali
si  intendono  sia le fasi di decollo o di atterraggio, sia
quelle  di  manutenzione,  revisione  e  prove motori degli
4)  ai  criteri  per la progettazione e la gestione
inquinamento acustico in prossimita’ degli aeroporti;
n) la   predisposizione,  con  decreto  del  Ministro
dell’ambiente,   sentite   le  associazioni  di  protezione
ambientale  riconosciute  ai sensi dell’art. 13 della legge
8 luglio   1986,   n.  349,  nonche’  le  associazioni  dei
consumatori  maggiormente  rappresentative,  di campagne di
2.  I decreti di cui al comma 1, lettere a), c), e), h)
vigore  della  presente legge. I decreti di cui al comma 1,
3.  I  provvedimenti  previsti dal comma 1, lettere a),
c),  d),  e),  f),  g),  h),  i),  l)  e  m), devono essere
armonizzati  con  le direttive dell’Unione europea recepite
dallo  Stato  italiano  e  sottoposti  ad  aggiornamento  e
verifica  in  funzione  di  nuovi elementi conoscitivi o di
4.  I  provvedimenti  di  competenza dello Stato devono
essere  coordinati  con  quanto  previsto  dal  decreto del
Presidente   del  Consiglio  dei  Ministri  1° marzo  1991,
pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  57 dell’8 marzo
«Art.  2  (Definizioni).  –  1.  Ai fini della presente
a) inquinamento  acustico:  l’introduzione  di rumore
nell’ambiente  abitativo  o  nell’ambiente  esterno tale da
provocare  fastidio  o disturbo al riposo ed alle attivita’
umane,  pericolo  per la salute umana, deterioramento degli
ecosistemi,    dei    beni    materiali,   dei   monumenti,
dell’ambiente  abitativo  o dell’ambiente esterno o tale da
interferire  con  le  legittime  fruizioni  degli  ambienti
b) ambiente  abitativo:  ogni  ambiente interno ad un
edificio   destinato   alla  permanenza  di  persone  o  di
comunita’  ed  utilizzato  per  le diverse attivita’ umane,
fatta  eccezione  per  gli  ambienti destinati ad attivita’
produttive  per i quali resta ferma la disciplina di cui al
decreto  legislativo  15 agosto  1991,  n.  277,  salvo per
quanto  concerne  l’immissione di rumore da sorgenti sonore
esterne   ai   locali  in  cui  si  svolgono  le  attivita’
c) sorgenti  sonore fisse: gli impianti tecnici degli
edifici  e le altre installazioni unite agli immobili anche
in  via transitoria il cui uso produca emissioni sonore; le
infrastrutture    stradali,    ferroviarie,   aeroportuali,
marittime,   industriali,   artigianali,   commerciali   ed
agricole;  i  parcheggi;  le aree adibite a stabilimenti di
movimentazione  merci; i depositi dei mezzi di trasporto di
persone  e  merci;  le aree adibite ad attivita’ sportive e
d) sorgenti  sonore  mobili: tutte le sorgenti sonore
e) valori  limite  di emissione: il valore massimo di
rumore  che  puo’  essere  emesso  da  una sorgente sonora,
misurato in prossimita’ della sorgente stessa;
f) valori  limite di immissione: il valore massimo di
rumore  che  puo’  essere  immesso  da  una o piu’ sorgenti
sonore  nell’ambiente  abitativo  o  nell’ambiente esterno,
misurato in prossimita’ dei ricettori;
g) valori  di  attenzione:  il  valore  di rumore che
segnala  la presenza di un potenziale rischio per la salute
umana o per l’ambiente;
h)  valori  di  qualita’:  i  valori  di  rumore da
conseguire  nel breve, nel medio e nel lungo periodo con le
tecnologie  e  le metodiche di risanamento disponibili, per
realizzare  gli obiettivi di tutela previsti dalla presente
sono   determinati   in   funzione  della  tipologia  della
sorgente,  del  periodo della giornata e della destinazione
d’uso della zona da proteggere.
a) valori    limite    assoluti,    determinati   con
b) valori   limite   differenziali,  determinati  con
riferimento  alla  differenza tra il livello equivalente di
4.   Restano   ferme   le   altre  definizioni  di  cui
all’allegato  A al decreto del Presidente del Consiglio dei
n. 57 dell’8 marzo 1991.
5.  I  provvedimenti per la limitazione delle emissioni
sonore  sono di natura amministrativa, tecnica, costruttiva
a) le   prescrizioni   relative   ai  livelli  sonori
ammissibili,  ai  metodi  di  misurazione  del rumore, alle
b) le  procedure  di  collaudo,  di omologazione e di
certificazione  che  attestino  la conformita’ dei prodotti
alle  prescrizioni  relative ai livelli sonori ammissibili;
la  marcatura  dei  prodotti  e  dei dispositivi attestante
l’avvenuta omologazione;
c) gli  interventi  di riduzione del rumore, distinti
in  interventi  attivi  di riduzione delle emissioni sonore
traffico;  i piani dei trasporti provinciali o regionali ed
i  piani  del  traffico  per  la  mobilita’ extraurbana; la
pianificazione    e   gestione   del   traffico   stradale,
e) la  pianificazione  urbanistica, gli interventi di
delocalizzazione  di  attivita’  rumorose  o  di  ricettori
6.  Ai  fini  della  presente legge e’ definito tecnico
competente  la figura professionale idonea ad effettuare le
misurazioni,  verificare  l’ottemperanza ai valori definiti
dalle  vigenti  norme,  redigere  i  piani  di  risanamento
acustico,  svolgere  le relative attivita’ di controllo. Il
tecnico  competente  deve essere in possesso del diploma di
scuola  media  superiore ad indirizzo tecnico o del diploma
universitario  ad  indirizzo scientifico ovvero del diploma
7. L’attivita’ di tecnico competente puo’ essere svolta
previa  presentazione  di  apposita domanda all’assessorato
regionale  competente  in  materia  ambientale corredata da
documentazione comprovante l’aver svolto attivita’, in modo
non  occasionale,  nel  campo  dell’acustica  ambientale da
almeno  quattro  anni  per i diplomati e da almeno due anni
8. Le attivita’ di cui al comma 6 possono essere svolte
altresi’  da  coloro che, in possesso del diploma di scuola
media  superiore,  siano  in  servizio  presso le strutture
pubbliche  territoriali  e vi svolgano la propria attivita’
nel campo dell’acustica ambientale, alla data di entrata in
vigore  della  presente  legge  nonche’  da  coloro  che, a
prescindere  dal  titolo  di  studio, possano dimostrare di
legge,   per   almeno  cinque  anni,  attivita’  nel  campo
dell’acustica ambientale in modo non occasionale
9.  I soggetti che effettuano i controlli devono essere
diversi  da  quelli  che  svolgono le attivita’ sulle quali
1.  I  valori  dei  descrittori  acustici  Lden  e  Lnight  di  cui
all’articolo  5,  comma  1,  e  gli  effetti nocivi dell inquinamento
acustico  sono  stabiliti  secondo  i  metodi  di determinazione e le
relazioni  dose-effetto  definiti  rispettiva-mente all’allegato 2 ed
all’allegato  3, nonche’ sulla base dei criteri stabiliti con decreto
con  i  Ministri della salute e delle infrastrutture e dei trasporti,
Comunicazioni alla Commissione europea e al Ministero dell’ambiente e
1.  Il  Ministero  dell’ambiente  e  della  tutela  del  territorio
a) entro  il 30 ottobre 2005 e, successivamente ogni cinque anni,
entro  il  30  giugno, gli assi stradali principali su cui transitano
piu’ di 6.000.000 di veicoli all’anno, gli assi ferroviari principali
su  cui  transitano  piu’  di 60.000 convogli all’anno, gli aeroporti
principali e gli agglomerati con piu’ di 250.000 abitanti;
gli  altri  agglomerati  e  gli  altri  assi  stradali  e  ferroviari
c) entro sei mesi dalle date stabilite all’articolo 3, commi 1, 3
e  6,  i  dati  relativi  alle  mappe  acustiche  strategiche ed alle
mappature acustiche previsti all’allegato 6;
d) entro sei mesi dalle date stabilite all’articolo 4, commi 1, 3
e 6, i dati relativi ai piani d’azione di cui all’allegato 6, nonche’
i  criteri  adottati  per  individuare  le  misure previste nei piani
e) entro  il  31 dicembre  2005,  informazioni sui valori limite,
espressi  in  Lden  e  Lnight,  in  vigore per il rumore del traffico
veicolare,  ferroviario  ed  aereo  in  prossimita’  degli aeroporti,
nonche’ i valori limite stabiliti per il rumore nei siti di attivita’
2.  Per  le  finalita’ di cui al comma 1, la regione o la provincia
autonoma  competente  e  le  societa’  e  gli enti gestori di servizi
pubblici  di trasporto o delle relative infrastrutture, per quanto di
competenza,  comunicano al Ministero dell’ambiente e della tutela del
a) entro  il  30 settembre  2005  e,  successivamente ogni cinque
c) entro tre mesi dalle date stabilite all’articolo 3, commi 1, 3
d) entro tre mesi dalle date stabilite all’articolo 4, commi 1, 3
1.  L’informazione  relativa  alla  mappatura acustica e alle mappe
acustiche  strategiche di cui all’articolo 3 ed ai piani di azione di
cui  all’articolo  4  e’  resa accessibile dall’autorita’ pubblica in
conformita’  alle  disposizioni  del  decreto legislativo 24 febbraio
1997,  n.  39,  e  successive  modificazioni, anche avvalendosi delle
tecnologie   di  telecomunicazione  informatica  e  delle  tecnologie
2.  I  soggetti  che,  ai sensi dell’articolo 4, commi 1 e 3, hanno
l’obbligo  di  elaborare i piani d’azione comunicano, mediante avviso
pubblico,  le  modalita’ con le quali il pubblico puo’ consultare gli
stessi    piani;   entro   quarantacinque   giorni   dalla   predetta
comunicazione chiunque puo’ presentare osservazioni, pareri e memorie
in  forma  scritta  dei  quali  i soggetti proponenti i piani tengono
allo   stesso   comma   2   disciplinano   ulteriori   modalita’   di
partecipazione del pubblico alla elaborazione dei piani d’azione.
Per  il  decreto  legislativo  24 febbraio 1997, n. 39,
1.  Con  decreto  del  Ministro  dell’ambiente  e  della tutela del
territorio,   di  concerto  con  i  Ministri  della  salute  e  delle
disposizioni   adottate   a  livello  comunitario  o  a  sopravvenute
1.  Ai  fini  dell’adozione  dei decreti di cui ai commi 3 e 4, con
decreto  del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, da
adottare  entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto,  e’  istituito  presso  il  Ministero  dell’ambiente e della
2.  All’istituzione e al funzionamento del Comitato di cui al comma
1  si  provvede  con  le  risorse  finanziarie,  umane  e strumentali
disponibili  a legislazione vigente. La partecipazione alle attivita’
del  comitato  non  da’  luogo alla corresponsione di alcun compenso,
indennita’ o rimborso spese.
3.  Con  decreto  del  Ministro  dell’ambiente  e  della tutela del
in   vigore   del  presente  decreto,  sono  apportate  le  modifiche
normativa  vigente  in  materia  di  tutela  dell’ambiente  esterno e
dell’ambiente  abitativo dall’inquinamento acustico adottata ai sensi
dell’articolo 3, comma 1, della legge n. 447 del 1995.
4.  Con  decreto del Presidente della Repubblica, adottato ai sensi
dell’articolo  17,  comma  1,  della  legge  23 agosto  1988, n. 400,
sentita  la Conferenza unificata, da emanare entro un anno dalla data
di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  sono  apportate  le
modifiche  necessarie per coordinare con le disposizioni del presente
decreto  la  normativa  vigente  in  materia  di tutela dell’ambiente
esterno e dell’ambiente abitativo dall’inquinamento acustico adottata
ai sensi dell’articolo 11 della legge n. 447 del 1995.
Per  l’art. 3, comma 1 della legge n. 447 del 1995 vedi
note all’art. 5.
Si  riporta il testo dell’art. 17, comma 1, della legge
23 agosto 1988, n. 400, recante: «Disciplina dell’attivita’
«Art.   17.   (Regolamenti).   –  1.  Con  decreto  del
Presidente   della  Repubblica,  previa  deliberazione  del
Consiglio  dei Ministri, sentito il parere del Consiglio di
Stato  che  deve  pronunziarsi  entro  novanta giorni dalla
richiesta,   possono   essere   emanati   regolamenti   per
a) l’esecuzione    delle    leggi   e   dei   decreti
legislativi, nonche’ dei regolamenti comunitari
b) l’attuazione  e  l’integrazione  delle leggi e dei
decreti  legislativi  recanti  norme  di principio, esclusi
quelli   relativi   a  materie  riservate  alla  competenza
leggi  o  di  atti aventi forza di legge, sempre che non si
d) l’organizzazione   ed   il   funzionamento   delle
amministrazioni  pubbliche  secondo le disposizioni dettate
L’art. 11, della legge n. 447, del 1995 cosi’ recita:
«Art.  11  (Regolamenti  di  esecuzione). – 1. Entro un
anno  dalla data di entrata in vigore della presente legge,
con   decreto   del  Presidente  della  Repubblica,  previa
Ministro  dell’ambiente  di concerto, secondo le materie di
rispettiva   competenza,  con  i  Ministri  della  sanita’,
dell’industria,   del  commercio  e  dell’artigianato,  dei
trasporti  e della navigazione, dei lavori pubblici e della
difesa,  sono  emanati  regolamenti di esecuzione, distinti
per   sorgente   sonora   relativamente   alla   disciplina
dell’inquinamento  acustico  avente  origine  dal  traffico
veicolare,  ferroviario,  marittimo  ed  aereo, avvalendosi
dei   suddetti   servizi,   dagli  autodromi,  dalle  piste
motoristiche di prova e per attivita’ sportive, da natanti,
da  imbarcazioni  di  qualsiasi natura, nonche’ dalle nuove
2.  I  regolamenti  di  cui  al  comma  1 devono essere
esclusivamente  interessate  da  installazioni  militari  e
nelle  attivita’  delle Forze armate sono definiti mediante
specifici  accordi  dai  comitati  misti  paritetici di cui
all’art.  3  della  legge  24  dicembre  1976,  n.  898,  e
1.  Le societa’ e gli enti gestori di servizi pubblici di trasporto
o  delle  relative  infrastrutture che non adempiono agli obblighi di
cui  agli  articoli 3,  commi  1 e 3, e 4, commi 1 e 3, sono soggetti
alla  sanzione  amministrativa  del  pagamento  di  una somma da euro
30.000 a euro 180.000 per ogni mese di ritardo.
2.  Le societa’ e gli enti gestori di servizi pubblici di trasporto
o  delle relative infrastrutture che non adempiono all’obbligo di cui
agli  articoli 3,  comma 5, e 4, comma 5, sono soggetti alla sanzione
amministrativa  del  pagamento  di  una  somma  da  euro 2.000 a euro
3.  Le societa’ e gli enti gestori di servizi pubblici di trasporto
cui   all’articolo   7,   comma   2,   sono  soggetti  alla  sanzione
amministrativa  del  pagamento  di  una  somma  da  euro 5.000 a euro
4.   All’irrogazione   delle   sanzioni  amministrative  pecuniarie
previste  dal  presente  articolo  provvede la regione o la provincia
autonoma   competente,   ad   eccezione  delle  ipotesi  relative  ad
infrastrutture  principali  che  interessano  piu’ regioni nonche’ di
quelle  previste  al  comma  3  per  le  quali  provvede il Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio.
5.  Per  quanto  non espressamente previsto dal presente decreto si
applicano  le  disposizioni  della  legge 24 novembre 1981, n. 689, e
Dato a Roma, addi’ 19 agosto 2005
La  legge 24 novembre 1981, n. 689, reca: «Modifiche al
sistema penale».
(art. 5, comma l)
1.   Definizione  del  livello  giorno-sera-notte  (day-evening-night
level) Lden.
1.1.  Il  livello  (giorno-sera-notte)  Lden  in decibel (dB), e’
definito dalla seguente formula:
—->   Vedere Formula a pag. 33  in formato zip/pdf
a) Lden  e’  il  livello  continuo  equivalente a lungo termine
ponderato «A», determinato sull’insieme dei periodi giornalieri di un
anno solare;
b) Lday  e’  il  livello  continuo  equivalente a lungo termine
ponderato  «A»,  definito  alla  norma  ISO 1996-2: 1987, determinato
sull’insieme dei periodi diurni di un anno solare;
e) Levening  e’ il livello continuo equivalente a lungo termine
sull’insieme dei periodi serali di un anno solare;
d) Lnight  e’  il  livello continuo equivalente a lungo termine
sull’insieme dei periodi notturni di un anno solare
dove,  per  tener conto delle condizioni sociologiche, climatiche
ed  economiche  presenti  sul territorio nazionale, i periodi vengono
fissati in:
a) periodo  giorno-sera-notte:  dalle 6.00 alle 6.00 del giorno
successivo, a sua volta cosi’ suddiviso:
b) l’anno  e’ l’anno di osservazione per l’emissione acustica e
un anno medio sotto il profilo meteorologico;
dove  si  considera  il  suono  incidente e si tralascia il suono
riflesso dalla facciata dell’abitazione considerata.
La  determinazione  di  Lday,  Levening,  Lnight sull’insieme dei
periodi   diurni,   serali  e  notturni  potra’  avvenire  attraverso
l’applicazione   di   tecniche   previsionali  e/o  di  campionamento
1.2. Il punto di misura per la determinazione di Lden e quindi di
Lday, Levening, Lnight, dipende dall’applicazione:
a) nel  caso  del  calcolo  ai  fini  della  mappatura acustica
strategica  in  termini  di  esposizione  al  rumore all’interno e in
prossimita’  degli  edifici,  i  punti  prescelti  per il calcolo del
rumore sono posti ad un’altezza dal suolo di 4,0 + o – 0,2 m (3,8-4,2
m)  e  sulla  facciata  piu’  esposta;  a tale scopo la facciata piu’
esposta e’ il muro esterno rivolto verso la sorgente specifica e piu’
vicino  ad  essa;  a  fini  diversi da quelli suddetti possono essere
operate scelte diverse;
b) nel  caso  del  rilevamento ai fini della mappatura acustica
prossimita’  degli  edifici, i punti di misura devono essere posti ad
un’altezza  dal  suolo di 4,0 + o – 0,2 m (3,8-4,2 m); possono essere
scelti  altri  punti di misura, ma la loro altezza dal suolo non deve
mai  essere  inferiore  a  1,5  m  e  i  risultati  sono riportati ad
un’altezza equivalente di 4 m;
c) per  altri  fini,  quali  la  pianificazione  acustica  e la
mappatura  acustica,  possono essere scelti altri punti di misura, ma
la  loro  altezza dal suolo non deve mai essere inferiore a 1,5 m, ad
esempio nel caso di:
2)  elaborazione  di  misure  locali  atte  a ridurre l’impatto
acustico su abitazioni specifiche;
3)  mappatura  acustica  dettagliata  di  un’area limitata, con
rappresentazione dell’esposizione acustica di singole abitazioni.
2.1.  Il  descrittore  del  rumore  notturno Lnight e’ il livello
continuo  equivalente  a  lungo  termine ponderato «A», definito alla
norma  ISO  1996-2:  1987,  relativo a tutti i periodi notturni di un
anno solare, dove:
a) la  notte  e’ di 8 ore come definito al punto 1 del presente
b)  l’anno e’ l’anno di osservazione per l’emissione acustica e
un  anno  medio  sotto  il  profilo  meteorologico,  come definito al
paragrafo 1 del presente allegato;
c) e’ considerato il suono incidente, come descritto al punto 1
del presente allegato;
d) il punto di misura e’ lo stesso usato per Lden
3.1. In alcuni casi, oltre a Lden e Lnight e, se del caso, Lday e
Levening,  puo’  essere utile usare speciali descrittori acustici con
relativi valori limite. Ad esempio nelle circostanze seguenti:
a) la  sorgente  di  rumore  in questione e’ attiva solo per un
tempo  parziale,  ad  esempio  meno  del  20%  rispetto al totale dei
periodi  diurni di un anno, al totale dei periodi serali di un anno o
al totale dei periodi notturni di un anno;
b) in  media, in uno o piu’ periodi considerati, si verifica un
numero esiguo di fenomeni sonori, ad esempio meno di uno all’ora; ove
si puo’ intendere per fenomeno sonoro un evento di durata inferiore a
cinque  minuti,  ad  esempio  il  passaggio  di  un  treno  o  di  un
aeromobile;
d) Lamax,  o  SEL  (livello  di esposizione a un suono) ai fini
della  protezione  durante  il  periodo notturno in caso di picchi di
e) protezione supplementare nel fine settimana o in particolari
stagioni dell’anno;
1.1.  I  valori  di Lden e Lnight possono essere determinati, nel
punto prescelto, mediante calcolo o misurazione. Per le previsioni e’
applicabile solo il calcolo.
2.1.  I metodi di calcolo utilizzabili, in attesa dell’emanazione
dei decreti di cui all’art. 6, sono i seguenti:
a) per   il  rumore  dell’attivita’  industriale:  ISO  9613-2:
«Acoustics  –  Attenuation  of  sound  propagation  outdoors, Part 2;
General  method  of  calculation».  Possono  essere  ottenuti dati di
rumorosita’  (dati  di ingresso) idonei a questa metodologia mediante
1)  ISO  8297: 1994 «Acoustics – Determination of sound power
levels  of  multisource  industrial  plants  for  evaluation of sound
pressure levels in the environment – Engineering method»;
2)  EN  ISO  3744:  1995  «Acoustics – Determination of sound
power levels of noise using sound pressure – Engineering method in an
essentially free field over a reflecting plane»;
3)  EN  ISO  3746:  1995  «Acoustics – Determination of sound
power levels of noise sources using an enveloping measurement surface
over a reflecting plane»;
b) per  il  rumore  degli  aeromobili:  documento 29 ECAC. CEAC
«Report  on  Standard Method of Computing Noise Contours around Civil
Airports»,  1997. Tra i diversi approcci per la modellizzazione delle
linee  di  volo,  va  usata  la  tecnica di segmentazione di cui alla
sezione 7.5 del documento 29 ECAC. CEAC;
c) per  il  rumore  del  traffico  veicolare: metodo di calcolo
ufficiale  francese  «NMPB-Routes-96  (SETRACERTU-LCPC-CSTB)», citato
nell’«Arrête’  du  5  mai  1995  relatif au bruit des infrastructures
routieres,  Journal Officiel du 10 mai 1995, article 6» e nella norma
francese   «XPS   31-133».   Per   i  dati  di  ingresso  concernenti
l’emissione, questi documenti fanno capo al documento «Guide du bruit
des  transports  terrestres, fascicule prevision des niveaux sonores,
CETUR 1980»;
d) per il rumore ferroviario: metodo di calcolo ufficiale dei
Paesi     Bassi     pubblicato     in    «Reken-en    Meetvoorschrift
Railverkeerslawaai   `96,  Ministerie  Volkshuisvesting,  Ruimtelijke
2.2.  I  metodi  di  cui al punto 2.1 devono essere adeguati alla
definizione   di   Lden  ed  Lnight  secondo  quanto  definito  dalla
raccomandazione della Commissione del 6 agosto 2003, n. 2003/613/CE.
3.1.   Per  le  operazioni  di  misura  dei  descrittori  di  cui
all’allegato  1  si  fa riferimento alle norme ISO 1996-2: 1987 e ISO
1996-1: 1982.
3.2. I dati delle misurazioni effettuate di fronte a una facciata
o  a  un  altro  elemento  riflettente  devono  essere  corretti  per
escludere  il contributo del riflesso di tale facciata o elemento. In
linea  generale  cio’  comporta  una  correzione  di  –  3  dB per le
misurazioni.
1.  Le  relazioni dose-effetto sono impiegate per determinare gli
effetti del rumore sulla popolazione e sono valutate attraverso:
a) la  relazione tra fastidio e Lden per il rumore del traffico
veicolare,  ferroviario  e  degli  aeromobili  nonche’ dell’attivita’
b) la  relazione  tra disturbi del sonno e Lnight per il rumore
del  traffico  veicolare,  ferroviario  e  degli  aeromobili  nonche’
dell’attivita’ produttiva.
1.2.   Se   necessario   sono   formulate   specifiche  relazioni
dose-effetto per:
a) le  abitazioni  con speciale insonorizzazione quali definite
nell’allegato 6;
b) le  abitazioni  con  una  facciata silenziosa quali definite
e) rumore tonale dell’attivita’ industriale;
f) rumore  impulsivo  dell’attivita’  industriale  e altri casi
(art. 3, comma 5)
Requisiti  minimi  per la mappatura acustica e per le mappe acustiche
1.  La  mappatura  acustica  e  le  mappe  acustiche  strategiche
costituiscono  una  rappresentazione  di  dati  relativi  ad  uno dei
a) la  situazione di rumore esistente o prevista in funzione di
un descrittore acustico;
b) il numero stimato di edifici abitativi, scuole e ospedali di
una  determinata  zona che risultano esposti a specifici valori di un
descrittore acustico;
c) il  numero  stimato delle persone che si trovano in una zona
esposta al rumore;
d) il   superamento   di   un   valore  limite,  utilizzando  i
descrittori acustici di cui all’art. 5.
2. La mappatura acustica e le mappe acustiche strategiche possono
essere presentate al pubblico in forma di:
3.  Le  mappe  acustiche  strategiche  relative  agli agglomerati
riguardano in particolar modo il rumore emesso:
d) dai siti di attivita’ industriale, inclusi i porti.
4. Le mappe acustiche strategiche e la mappatura acustica fungono
da base per:
a) i dati da trasmettere alla Commissione ai sensi dell’art. 7;
b) l’informazione da fornire ai cittadini ai sensi dell’art. 8;
c) i piani d’azione ai sensi dell’art. 4.
5. I requisiti minimi per le mappe acustiche strategiche e per la
mappatura   acustica,  in  relazione  ai  dati  da  trasmettere  alla
Commissione,  figurano  nell’allegato  6,  punti 1.5, 1.6, 2.5, 2.6 e
6.  Per  l’informazione  ai  cittadini ai sensi dell’art. 8 e per
l’elaborazione di piani d’azione ai sensi dell’art. 4 sono necessarie
informazioni supplementari e piu’ particolareggiate, come:
c) mappe  di  confronto,  in  cui  la  situazione  esistente e’
confrontata a svariate possibili situazioni future;
d) mappe  che visualizzano il valore di un descrittore acustico
a un’altezza diversa da 4 m, ove opportuno;
e) la  descrizione  delle  strumentazioni  e  delle tecniche di
misurazione  impiegate  per  la sua redazione, nonche’ la descrizione
dei modelli di calcolo impiegati e della relativa accuratezza.
7.  La mappatura acustica e le mappe acustiche strategiche ad uso
locale  o nazionale devono essere tracciate utilizzando un’altezza di
misurazione  di  4 m e intervalli di livelli di Lden e Lnight di 5 dB
come definito nell’allegato 6.
8.   Per   gli  agglomerati  devono  essere  tracciate  mappature
acustiche distinte per il rumore del traffico veicolare, ferroviario,
aereo e dell’attivita’ industriale. Possono essere aggiunte mappature
relative ad altre sorgenti di rumore.
(art. 4, comma 5)
Requisiti minimi dei piani d azione
1.   I  piani  d’azione  devono  comprendere  almeno  i  seguenti
a) una  descrizione  dell’agglomerato,  degli  assi  stradali e
ferroviari  principali  o  degli  aeroporti  principali e delle altre
sorgenti di rumore da prendere in considerazione;
b) l’autorita’ competente;
e) il contesto giuridico;
d) qualsiasi valore limite in vigore ai sensi dell’art. 5;
f) una  valutazione  del  numero  stimato di persone esposte al
rumore,   l’individuazione   dei   problemi  e  delle  situazioni  da
migliorare;
g) un  resoconto  delle  consultazioni pubbliche organizzate ai
sensi dell’art. 8;
h) le   misure   antirumore  gia’  in  atto  e  i  progetti  in
i) gli  interventi pianificati dalle autorita’ competenti per i
successivi  cinque  anni, comprese le misure volte alla conservazione
delle aree silenziose;
m) le informazioni di carattere finanziario, ove disponibili:
fondi stanziati, analisi costi- efficacia e costi-benefici;
n) disposizioni   per  la  valutazione  dell’attuazione  e  dei
risultati del piano d’azione.
2.  Gli  interventi pianificati dalle autorita’ nell’ambito delle
proprie competenze possono comprendere, ad esempio:
d) scelta di sorgenti piu’ silenziose;
3.  I  piani  d’azione  devono  comprendere  stime  in termini di
riduzione del numero di persone esposte (fastidio, disturbi del sonno
o altro).
4. Ai piani d’azione deve essere allegata una sintesi non tecnica
di facile consultazione per il pubblico.
(art. 7, comma l)
1.1)  una  descrizione  concisa  dell’agglomerato:  ubicazione,
dimensioni, numero di abitanti;
1.2) l’autorita’ competente;
1.3)  i programmi di contenimento del rumore attuati in passato
e le misure antirumore in atto;
1.5)  il  numero  totale  stimato, arrotondato al centinaio, di
persone  che  vivono nelle abitazioni esposte a ciascuno dei seguenti
intervalli  di  livelli di Lden in dB a 4 m di altezza sulla facciata
piu’  esposta:  55-59, 60-64, 65-69, 70-74, > 75, con distinzione fra
rumore  del  traffico veicolare, ferroviario e aereo o dell’attivita’
industriale.  Le  cifre  vanno arrotondate al centinaio per eccesso o
per difetto: (ad esempio:
5.200  =  tra  5.150 e 5.249; 100 = tra 50 e 149; 0 = meno di 50). Si
dovrebbe,  inoltre,  precisare,  ove  possibile  e  opportuno, quante
persone negli intervalli di cui sopra occupano abitazioni dotate di:
a) insonorizzazione   speciale   dal  particolare  rumore  in
questione,  ossia  insonorizzazione  speciale  degli edifici da uno o
piu’  tipi  di rumore ambientale, in combinazione con gli impianti di
ventilazione  o  condizionamento  di  aria  del  tipo che consente di
mantenere elevati valori di insonorizzazione dal rumore ambientale;
b) una   facciata   silenziosa,   ossia   la  facciata  delle
abitazioni  in cui il valore di Lden a 4 m di altezza dal suolo e a 2
m  di  distanza  dalla facciata, per i rumori emessi da una specifica
sorgente,  sia  inferiore  di  oltre  20 dB a quello registrato sulla
facciata  avente  il  valore piu’ alto di Lden. Si dovrebbe, inoltre,
precisare  in  che misura gli assi stradali e ferroviari principali e
gli    aeroporti    principali,    come    definiti   all’articolo 2,
contribuiscono ai fenomeni summenzionati;
1.6)  il  numero  totale  stimato, arrotondato al centinaio, di
persone  che  occupano  abitazioni  esposte  a  ciascuno dei seguenti
intervalli di livelli di Lnight in dB a 4 m di altezza sulla facciata
piu’ esposta:
50-54,  55-59, 60-64, 65-69, > 70, con distinzione fra rumore del
traffico veicolare, ferroviario e aereo o dell’attivita’ industriale.
Questi  dati  potranno  altresi’  essere valutati per la fascia 45-49
anteriormente  al  18 luglio 2009. Si dovrebbe inoltre precisare, ove
possibile  e  opportuno, quante persone negli intervalli di cui sopra
occupano abitazioni dotate di:
questione, secondo la definizione di cui al punto 1.5, lettera a);
b) una  facciata silenziosa, secondo la definizione di cui al
punto  1.5  lettera b). Si dovrebbe precisare, inoltre, in che misura
gli  assi stradali e ferroviari principali e gli aeroporti principali
1.7) le mappe strategiche in forma di grafico devono presentare
almeno le curve di livello 60, 65, 70 e 75 dB;
1.8)  una  sintesi  del  piano d’azione che contempli tutti gli
aspetti  pertinenti  di  cui all’allegato 5 e che non superi le dieci
cartelle;
2)  per  gli  assi  stradali  e  ferroviari  principali  e  gli
2.1)  una  descrizione  generale della strada, della ferrovia o
dell’aeroporto: ubicazione, dimensioni e flussi di traffico;
2.2)  una caratterizzazione dell’area circostante: agglomerati,
paesi,  campagna o altro, informazioni su assetto territoriale, altre
principali sorgenti di rumore;
2.3)  i programmi di contenimento del rumore attuati in passato
2.5)  il  numero  totale  stimato, arrotondato al centinaio, di
persone che occupano abitazioni situate al di fuori degli agglomerati
esposte  a ciascuno dei seguenti intervalli di livelli di Lden, in dB
a  4 m di altezza e sulla facciata piu’ esposta: 55-59, 60-64, 65-69,
70-74,   >  75.  Si  dovrebbe  inoltre  precisare,  ove  possibile  e
opportuno,  quante  persone  negli  intervalli  di cui sopra occupano
abitazioni dotate di:
punto 1 .5, lettera b);
2.6)  il  numero  totale  stimato, arrotondato al centinaio, di
urbani esposte a ciascuno dei seguenti intervalli di livelli di Lnigh
in  dB  a  4  m di altezza sulla facciata piu’ esposta: 50-54, 55-59,
60-64, 65-69, > 70. Questi dati potranno altresi’ essere valutati per
la  fascia  45-49  anteriormente  al  18 luglio  2009.  Si  dovrebbe,
inoltre,  precisare,  ove possibile e opportuno, quante persone negli
intervalli di cui sopra occupano abitazioni dotate di:
c) una  facciata silenziosa, secondo la definizione di cui al
punto 1.5, lettera b);
2.7)  la  superficie  totale, in km2, esposta a livelli di Lden
rispettivamente  superiori  a 55, 65 e 75 dB. Occorre inoltre fornire
il  numero  totale stimato, arrotondato al centinaio, di abitazioni e
il  numero  totale  stimato  di  persone,  arrotondato  al centinaio,
presenti  in  ciascuna  zona.  Le  cifre  includono  gli agglomerati.
Occorre  rappresentare  anche le curve di livello 55 e 65 dB su una o
piu’  mappe,  che  devono comprendere informazioni sull’ubicazione di
paesi, citta’ e agglomerati all’interno delle curve di livello;
2.8)  una  sintesi  del  piano d’azione che contempli tutti gli
DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n.194 – Ripubblicazione del testo del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 194, recante: «Attuazione della direttiva 2002/49/CE relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale», corredato delle relative note. (Decreto legislativo pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – serie generale redazione redazione 2015-05-19T16:46:46+00:00