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Timestamp: 2020-08-09 09:17:20+00:00
Document Index: 49224297

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 24', 'sentenza ', 'art. 378', 'art 24', 'art. 156', 'art. 24', 'art. 1335']

Sentenza Cassazione Civile n. 21562 del 18/09/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21562 del 18/09/2017
Cassazione civile, sez. lav., 18/09/2017, (ud. 16/05/2017, dep.18/09/2017), n. 21562
sul ricorso 30383-2011 proposto da:
DEI GRACCHI 209, presso lo studio dell’avvocato CESARE CARDONI, che
lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato GUIDO CONTICELLI,
avverso la sentenza n. 10108/2010 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
depositata il 13/12/2010, R. G. N. 8964/2008.
1. la Corte d’appello di Roma ha confermato la sentenza del Tribunale di Viterbo con cui il primo giudice aveva dichiarato tardiva l’opposizione proposta da C.M. alla cartella esattoriale, con la quale gli veniva ingiunto il pagamento di Euro 66.728,87 per contributi, in quanto proposta oltre il termine fissato del D.Lgs. n. 46 del 1999, art. 24, comma 5.
2. Avverso la sentenza ricorre C. con due motivi ulteriormente illustrati con memoria ex art. 378 c.p.c.. L’Inps ha rilasciato la procura in calce al ricorso notificato.
1. Con il primo motivo il ricorrente eccepisce che il termine di 40 giorni di cui all’art 24 citato non è da considerarsi perentorio.
2. Con il secondo motivo denuncia l’inesistenza della notifica della cartella avvenuta mediante spedizione per posta con raccomandata senza provvedere alla compilazione della relata di notifica sul frontespizio della cartella con la conseguenza che l’opposizione doveva ritenersi comunque tempestiva. Deduce che la notifica deve avvenire nel rispetto delle norme di cui agli artt. 137 c.p.c. e seg., nella specie non osservate, e che non era applicabile la sanatoria di cui all’art. 156 c.p.c. non estensibile ai casi di totale diversità dalla specie legislativamente disciplinata.
Circa il primo motivo va rilevato che secondo il consolidato orientamento di questa Corte in tema di iscrizione a ruolo dei crediti previdenziali, il termine prescritto dal D.Lgs. n. 46 del 1999, art. 24, comma 3 per proporre opposizione nel merito onde accertare la fondatezza della pretesa dell’ente, deve ritenersi perentorio perchè diretto a rendere incontrovertibile il credito contributivo dell’ente previdenziale in caso di omessa tempestiva impugnazione e a consentire una rapida riscossione del credito iscritto a ruolo (v. Cass. 27 febbraio 2007 n.4506, n. Cass n 8931/2011, n 18145/2012).
Con riferimento al secondo motivo deve rilevarsi che,come riconosciuto dallo stesso ricorrente, l’eccezione di nullità e/o inesistenza della notifica della cartella risulta sollevata solo nel presente giudizio. Trattasi di eccezione basata su circostanze di fatto non esaminate nei precedenti gradi, nè oggetto di discussione. Il ricorrente oppone, in modo semplicistico, che nessunetulteriore indagine avrebbe dovuto essere svolta risultando per tabulas la mancata compilazione della relata, ma neppure deposita, o indica la collocazione, della cartella sulla cui base è fondata l’eccezione, nè dell’avviso di ricevimento della raccomandata che non contesta di aver ricevuto.
Introduce, una “causa petendi” diversa, fondata su situazioni giuridiche non prospettate in primo grado, sicchè risulta inserito nel processo un nuovo tema di indagine (cfr. Corte cass. Sez. 5, Sentenza n. 10864 del 23/05/2005).
Si consideri, comunque, che la notifica della cartella esattoriale può essere eseguita anche mediante invio, da parte dell’esattore, di lettera raccomandata con avviso di ricevimento, nel qual caso si ha per avvenuta alla data indicata nell’avviso di ricevimento sottoscritto dal ricevente o dal consegnatario, senza necessità di redigere un’apposita relata di notifica, (cfr. Cass. 16949/2014).
Il termine per proporre opposizione, nella fattispecie, doveva pertanto decorrere da detto momento dovendo ritenersi che, una volta pervenuta all’indirizzo del destinatario, la cartella deve ritenersi ritualmente consegnata a quest’ultimo, stante la presunzione di conoscenza di cui all’art. 1335 c.c., superabile solo se il medesimo provi di essersi trovato senza sua colpa nell’impossibilità di prenderne cognizione.
Per le considerazioni che precedono il ricorso deve essere rigettato con condanna del ricorrente a pagare le spese processuali liquidate nei limiti della sola attività svolta dall’Inps.
Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente a pagare le spese processuali liquidate in Euro 100,00 per esborsi ed Euro 1.500,00 per compensi professionali,oltre 15% per spese generali ed accessori di legge.