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Timestamp: 2018-11-19 19:00:48+00:00
Document Index: 142290801

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 117', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1']

Supplemento ordinario alla Gazzetta Uf ciale n. 211 del 10 settembre Serie generale DELLA REPUBBLICA ITALIANA - PDF
Supplemento ordinario alla Gazzetta Uf ciale n. 211 del 10 settembre Serie generale DELLA REPUBBLICA ITALIANA
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1 Supplemento ordinario alla Gazzetta Uf ciale n. 211 del 10 settembre Serie generale Spediz. abb. post. 45% - art. - 1, art. comma 2, comma 1 20/b Legge , , n. n Filiale - Filiale di Romadi Roma GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA SI PUBBLICA TUTTI I PARTE PRIMA Roma - Lunedì, 10 settembre 2012 GIORNI NON FESTIVI DIREZIONE E REDAZIONE PRESSO IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA - UFFICIO PUBBLICAZIONE LEGGI E DECRETI - VIA ARENULA, ROMA AMMINISTRAZIONE PRESSO L ISTITUTO POLIGRAFICO E ZECCA DELLO STATO - VIA SALARIA, ROMA - CENTRALINO LIBRERIA DELLO STATO PIAZZA G. VERDI, ROMA AVVISO AL PUBBLICO Si comunica che il punto vendita Gazzetta Ufficiale sito in via Principe Umberto, 4 è stato trasferito nella nuova sede di Piazza G. Verdi, Roma N. 184 MINISTERO DELLA SALUTE PROVVEDIMENTO 13 luglio Ordinanza 4 agosto 2011 «Norme sanitarie in materia di encefalomielite equina di tipo West Nile (West Nile Disease) e attività di sorveglianza sul territorio nazionale». Modifica Allegato A «Procedure operative di intervento e flussi informativi nell ambito del Piano di sorveglianza nazionale per l encefalomielite di tipo West Nile - Anno 2012».
3 SOMMARIO MINISTERO DELLA SALUTE PROVVEDIMENTO 13 luglio Ordinanza 4 agosto 2011 «Norme sanitarie in materia di encefalomielite equina di tipo West Nile (West Nile Disease) e attività di sorveglianza sul territorio nazionale». Modi ca Allegato A «Procedure operative di intervento e ussi informativi nell ambito del Piano di sorveglianza nazionale per l encefalomielite di tipo West Nile - Anno 2012». (12A09654).. Pag. 1 ALLEGATI » 1 III
5 DECRETI, DELIBERE E ORDINANZE MINISTERIALI MINISTERO DELLA SALUTE PROVVEDIMENTO 13 luglio Ordinanza 4 agosto 2011 «Norme sanitarie in materia di encefalomielite equina di tipo West Nile (West Nile Disease) e attività di sorveglianza sul territorio nazionale». Modi ca Allegato A «Procedure operative di intervento e ussi informativi nell ambito del Piano di sorveglianza nazionale per l encefalomielite di tipo West Nile - Anno 2012». IL DIRETTORE GENERALE DELLA SANITÀ ANIMALE E DEI FARMACI VETERINARI Visto il testo unico delle leggi sanitarie approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modi che; Visto il regolamento di polizia veterinaria approvato con decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320; Visto l art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833; Visto l art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 e successive modi cazioni; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 1994, n. 243, regolamento recante attuazione della direttiva 90/426/CEE relativa alle condizioni di polizia sanitaria che disciplinano i movimenti e le importazioni di equini di provenienza da Paesi terzi, con le modi che apportate dalla direttiva 92/36/CEE; Visto il decreto ministeriale 29 novembre 2007 recante approvazione del Piano di sorveglianza nazionale per la encefalomielite di tipo West Nile (West Nile Disease) pubblicato nella Gazzetta Uf ciale della Repubblica italiana n. 36 del 12 febbraio 2008; Vista l ordinanza 4 agosto 2011 recante «Norme sanitarie in materia di encefalomielite equina di tipo West Nile (West Nile Disease) e attività di sorveglianza sul territorio nazionale», pubblicata nella Gazzetta Uf ciale della Repubblica italiana n. 209 dell 8 settembre 2011, in particolare l art. 2; Rilevato che sulla base della situazione epidemiologica rilevata nel corso del 2011 è necessario aggiornare le unità geogra che di riferimento per ciascuna provincia inclusa sia nell Area a circolazione virale (ACV) sia nell Area di sorveglianza esterna (AS) nonché rivedere gli obiettivi del Piano tenuto conto della diffusione della malattia in aree diverse da quelle già interessate a partire dal 2008; Sentito il Centro di Referenza Nazionale per le malattie esotiche presso l Istituto Zoopro lattico Sperimentale dell Abruzzo e del Molise «G. Caporale»; Sentite le Regioni e le Province autonome; Dispone: 1. In conformità a quanto previsto al comma 2, art. 2 dell Ordinanza 4 agosto 2011, è resa operativa, per l anno 2012, sul territorio nazionale l esecuzione delle «Procedure operative di intervento e ussi informativi nell ambito del Piano di sorveglianza nazionale per la Encefalomielite di tipo West Nile (West Nile Disease)» di cui all allegato A del presente dispositivo. 2. In conformità a quanto previsto dal comma 3, art. 2 dell Ordinanza 4 agosto 2011, l allegato A dell ordinanza 4 agosto 2011 è sostituito dall allegato A al presente dispositivo. 3. Il presente atto è inviato alla Gazzetta Uf ciale della Repubblica italiana per la sua pubblicazione. Il presente provvedimento è inviato alla Corte conti per la registrazione. Roma, 13 luglio 2012 Il direttore generale: FERRI Registrato alla Corte dei conti il 27 agosto 2012 Uf cio di controllo sugli atti del MIUR, MIBAC, Min. Salute e Min. Lavoro, registro n. 12, foglio n. 88 WEST NILE DISEASE Procedure operative di intervento e ussi informativi nell ambito del Piano di sorveglianza nazionale per la Encefalomielite di tipo West Nile (West Nile Disease) INTRODUZIONE Le procedure operative di intervento e i ussi informativi descritti nel presente documento per l anno 2012 sono adottate nell ambito del Piano di sorveglianza per la West Nile Disease (WND) e, come per gli anni precedenti, hanno il ne di individuare il più precocemente possibile la circolazione del virus West Nile (WNV) sia nelle aree dove già si è avuta nel passato sia nelle restanti parti del territorio nazionale. O BIETTIVI. 1. Individuare precocemente la circolazione del WNV sul territorio nazionale. 2. Veri care la circolazione virale nelle popolazioni di equidi presenti sul territorio per individuare precocemente il passaggio del virus dagli uccelli ai mammiferi. 3. Identi care il periodo a rischio per la trasmissione vettoriale. 2. CRITERI GENERALI PER LA SORVEGLIANZA DELLA WND La sorveglianza nei confronti della WND si basa sulle seguenti componenti: 1. Sorveglianza su uccelli stanziali appartenenti a specie bersaglio. In caso di mancato raggiungimento del 50% delle attività previste, è possibile, in alternativa, attuare la sorveglianza su allevamenti avicoli rurali o all aperto o tramite il posizionamento di gruppi di polli sentinella, 1
6 2. sorveglianza negli equidi, 3. sorveglianza entomologica, 4. sorveglianza sulla mortalità negli uccelli selvatici, 5. sorveglianza dell avifauna migratoria. Le modalità di attuazione delle diverse componenti differiscono a seconda della situazione epidemiologica riscontrata. Sono individuate 3 aree geogra che distinte: A. area con circolazione virale (ACV) (Figura 1), il territorio che è stato interessato dalla circolazione del WNV nel corso dei due anni precedenti. L elenco dei territori inclusi nell ACV è riportato in allegato I; B. area di sorveglianza esterna alla ACV (AE), il territorio dei Comuni compresi in un raggio di 20 km intorno ai casi veri catisi nelle zone più esterne dell ACV. Per le Regioni Emilia Romagna, Veneto, Lazio, Umbria e Toscana (limitatamente all area in Provincia di Arezzo) è stato incluso nell AE anche il territorio dei comuni precedentemente inclusi in ACV e non interessati dalla circolazione virale nel corso dei due anni precedenti (Figura 1). Nelle Regioni Sardegna, Friuli Venezia Giulia l AE comprende tutto il territorio regionale non incluso nell ACV. L elenco dei territori inclusi nell AE è riportato in allegato II; C. resto del territorio nazionale (aree a rischio - AR) (Figura 1): ABRUZZO: Foce del ume Vomano N E CAMPANIA: Serre Persano N E MARCHE: Sentina N E PIEMONTE: Garzaia di Marengo N E SICILIA: Oasi del Simeto N E TOSCANA: Padule di Fucecchio N E L elenco dei Comuni inclusi nelle AR è riportato nell allegato III. In Tabella 1 è riportata una sintesi delle attività previste per ciascuna area. 3. AREA CON CIRCOLAZIONE VIRALE (ACV) O BIETTIVI DELLA SORVEGLIANZA IN ACV. L obiettivo principale delle azioni di sorveglianza da svolgere in ACV è l identi cazione del periodo a rischio per la trasmissione vettoriale, al ne di poter porre in essere tutte le misure necessarie a ridurre il rischio d infezione per l uomo. Inoltre, la comparsa del lineage II del WNV in alcune aree del Veneto e del Friuli Venezia Giulia rende necessario, soprattutto in queste aree, massimizzare le attività di sorveglianza virologica sui vettori al ne di veri care e monitorare la possibile circolazione congiunta dei due lineage Unità geogra ca di riferimento Al ne di standardizzare opportunamente le attività di sorveglianza nell ambito dell area, si considera come unità geogra ca di riferimento il territorio avente una super cie complessiva di circa km 2. In tal modo, per le aree incluse nell ACV di ciascuna Provincia è possibile de nire il numero di unità geogra che di riferimento che essa include (Tabella 2). Ne consegue che, ad esempio, se nel territorio incluso nell ACV di una Provincia il numero di unità geogra che da esso rappresentato è pari a 0.5, il numero di unità campionarie previste dal presente documento nell ambito delle diverse azioni di sorveglianza per ciascuna unità geogra ca di riferimento dovrà essere ridotto alla metà (esempio: numero di siti di cattura entomologica = 2, numero di siti di cattura effettivamente da attivare sul territorio incluso nell ACV della Provincia = 1), mentre, al contrario se il numero di unità geogra che da esso rappresentato è pari a 1.5, il numero di unità campionarie previste per ciascuna unità geogra ca di riferimento dovrà essere aumentato della metà (esempio: numero di siti cattura entomologica = 2, numero di siti di cattura effettivamente da attivare sul territorio incluso nell ACV della Provincia = 3) Sorveglianza su uccelli stanziali appartenenti a specie bersaglio Per specie bersaglio si intende quel gruppo di specie recettive al virus che, dal punto di vista gestionale, sono sottoposte a controlli di popolazione in larga parte del loro areale di distribuzione. Appartengono alle specie bersaglio: Gazza (Pica pica), Cornacchia grigia (Corvus corone cornix), Ghiandaia (Garrulus glandarius). La sorveglianza ornitologica nelle ACV può essere effettuata su richiesta delle Regioni, qualora si intenda veri care la possibile assenza di circolazione virale nell area. Laddove sia dimostrata l assenza di circolazione virale per due anni consecutivi, l area potrà essere rimossa da quelle comprese nelle ACV. Qualora le Regioni intendano veri care la possibile assenza di circolazione virale, tali specie dovranno essere sottoposte a campionamento. A tal ne le Autorità Competenti (Province, Enti Parchi ecc.) potranno chiedere all Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (ISPRA) l approvazione di speci ci piani di cattura qualora non previsti dalle normali attività di gestione delle specie. Dovranno essere campionati almeno 100 esemplari per unità geogra ca di riferimento durante il periodo Marzo-Novembre. L IZS competente invia idonei campioni di organo (cuore, cervello, rene e milza) al Centro di Referenza Nazionale per le Malattie Esotiche (CESME) per la diagnosi di WND. Per ogni specie prelevata dovrà essere compilata una scheda W02 di accompagnamento. In aggiunta agli organi sopra menzionati è possibile inviare al CESME campioni di sangue/siero prelevati da tali specie di uccelli. Per ogni specie prelevata dovrà essere compilata una scheda W02 di accompagnamento. Nel caso in cui ci fossero dif coltà a mettere in atto le attività di cui al presente paragrafo, è possibile, in aggiunta fare campionamenti su allevamenti rurali e all aperto (vedi capitolo 4.3.1) o con il posizionamento di gruppi di animali sentinella (vedi capitolo 4.3.2) Sorveglianza entomologica La sorveglianza entomologica ha l obiettivo di identi care il periodo nel corso del quale debbono essere poste in atto tutte le misure atte a ridurre il rischio di contrarre l infezione da parte dell uomo mediante la: de nizione del periodo a rischio per la trasmissione vettoriale, mediante lo studio della dinamica dell abbondanza dei vettori, de nizione delle specie di zanzare responsabili della trasmissione virale nel ciclo enzootico, de nizione delle specie di zanzare responsabili della trasmissione virale agli equidi, valutazione dell overwintering delle zanzare e del virus nelle specie di zanzare, valutazione della precocità del rilievo del virus nelle zanzare. 2
7 La sorveglianza entomologica è effettuata in almeno 2 aziende per ciascuna unità geogra ca di riferimento. La valutazione dell overwintering e le catture invernali sono importanti per de nire la dinamica stagionale delle popolazioni di culicidi nelle varie aree coinvolte. Ciò è fondamentale per indirizzare la frequenza e la stagionalità dei controlli preventivi su donatori di sangue e organi nel corso dell anno nelle varie zone d Italia. Le aziende scelte devono avere le seguenti caratteristiche: aziende nelle quali nel corso dei precedenti anni sono stati riscontrati casi clinici o sieroconversioni negli animali sentinella o positività nei culicidi, aziende situate in prossimità di aree umide e con un elevata concentrazione di avifauna selvatica. Presso le aziende prescelte vengono installate: 1 trappola di tipo CO2-CDC, 1 trappola del tipo gravid trap, 1 trappola del tipo BG sentinel. Le catture sono effettuate con cadenza mensile nel periodo da luglio a febbraio dell anno successivo, mentre da marzo a giugno compresi saranno effettuate con cadenza quindicinale. La gravid trap e la BG sentinel devono essere attive per due giorni e due notti consecutive e le catture sono ritirate al termine delle due giornate. La CO2-CDC deve essere attiva per due notti (dal crepuscolo alla mattina successiva) di seguito e le catture sono ritirate al termine di ogni notte di cattura. Contestualmente alle catture eseguite con le trappole, devono essere effettuate in ogni azienda catture di zanzare adulte tramite aspirazione nei ricoveri degli animali. Le azioni di sorveglianza entomologica dovranno essere intensi- cate anche attraverso la rete degli Istituti Zoopro lattici Sperimentali e mediante il coinvolgimento delle strutture che a livello locale già si occupano in alcune Regioni del monitoraggio e controllo della fauna culicidica. I campioni dovranno essere inviati al CESME ed accompagnati dalla scheda W05 pre-compilata nella parte anagra ca qualora si tratti di aziende zootecniche (vedi le indicazioni contenute nel capitolo 9 del presente documento) Sorveglianza dell avifauna selvatica delle specie migratorie Durante il periodo delle migrazioni, uccelli migratori viremici possono essere responsabili dell introduzione del virus nelle aree di sosta o in quelle di nidi cazione. Le aree dove si vengono a concentrare maggiormente questi animali sono le zone umide situate lungo le rotte migratorie. Per poter mettere in evidenza l arrivo di uccelli viremici e l eventuale instaurarsi del ciclo silvestre, è utile predisporre un sistema di controllo per individuare precocemente l introduzione del virus. Le Regioni, pertanto, che intendano attivare la sorveglianza sull avifauna migratoria devono seguire le indicazioni di seguito riportate. Il programma di monitoraggio sull avifauna selvatica prevede tre campionamenti annuali da effettuare: il primo durante il passo primaverile (marzo-aprile), il secondo alla ne di agosto, il terzo fra la metà e la ne di settembre. Le catture di uccelli selvatici devono essere effettuate da personale addestrato allo scopo (inanellatori) provvisto di patentino di inanellamento di categoria A ed un veterinario debitamente addestrato ad effettuare prelievi di sangue negli uccelli selvatici, in collaborazione con gli agenti di Polizia Provinciale, gli Agenti del C.F.S., l Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, il Ce.R.M.A.S. e le autorità locali. Le specie da sottoporre a monitoraggio devono includere sia passeriformi sia non passeriformi. Il campione di sangue può essere prelevato da punti di repere differenti: negli animali di piccole dimensioni (da piccoli passeriformi no a piccoli limicoli) il prelievo è consigliabile dalla vena giugulare; per animali di maggiori dimensioni il prelievo può essere fatto dalla vena brachiale dell ala o dalla vena metatarsale della zampa. La quantità di siero prelevabile è legata, ovviamente, al peso dell animale. I campioni prelevati dovranno essere conservati alla temperatura di +4 C ed inviati al CESME per gli esami di laboratorio. Si raccomanda di inviare i campioni in idonee condizioni di conservazione e nel più breve tempo possibile a causa della esiguità del campione; per ogni specie di uccello prelevata va compilata una scheda W06 di accompagnamento. I campioni inviati dovranno essere accompagnati dalla scheda W06 debitamente compilata. 4. AREA DI SORVEGLIANZA ESTERNA O BIETTIVI DELLA SORVEGLIANZA IN AE. Gli obiettivi delle azioni di sorveglianza in AE sono: individuare precocemente la circolazione del virus sul territorio nazionale, veri care la circolazione virale nelle popolazioni di equidi e nell uomo, veri care la persistenza e la possibile endemizzazione dell infezione anche al ne di salvaguardare la salute pubblica Unità geogra ca di riferimento Al ne di standardizzare opportunamente le attività di sorveglianza nell ambito dell area, si considera come unità geogra ca di riferimento il territorio di uno o più Comuni e avente una super cie complessiva di circa km 2. In tal modo, per le aree incluse nell area di sorveglianza esterna di ciascuna Provincia è possibile de nire il numero di unità geogra che di riferimento che essa include (Tabella 5). Per il calcolo del numero di unità campionarie per il territorio incluso nell area di sorveglianza di ciascuna Provincia, ci si comporta come nel caso dell ACV (vedi capitolo 3.1 del presente documento) Sorveglianza su uccelli stanziali appartenenti a specie bersaglio La sorveglianza sulle specie di uccelli stanziali a appartenenti a specie bersaglio avviene con le stesse modalità previste per l ACV nel capitolo 3.2. Tale tipo di attività, a differenza di quanto previsto per l ACV, non è da considerare facoltativa. Nelle aree dove la sorveglianza su uccelli stanziali appartenenti a specie bersaglio non può essere attivata o si prevede che non sarà in grado di raggiungere almeno il 50% dei controlli previsti, occorre effettuare le attività previste in allevamenti avicoli rurali e all aperto (vedi capitolo 4.3.1) o, in alternativa, quelle conseguenti al posizionamento di gruppi di animali sentinella (vedi capitolo 4.3.2). 3
8 4.3. Sorveglianza nelle specie avicole Sorveglianza in allevamenti avicoli rurali e all aperto Nelle aree dove la sorveglianza su uccelli stanziali appartenenti a specie bersaglio non può essere attivata o si prevede che non sarà in grado di raggiungere almeno il 50% dei controlli previsti, è possibile, in alternativa, controllare sierologicamente un campione rappresentativo di allevamenti avicoli rurali o all aperto, inclusi gli allevamenti di selvaggina da penna. Nella scelta delle aziende da campionare verranno privilegiati gli allevamenti in possesso delle seguenti caratteristiche: prossimità ad aree umide o comunque dove si registra un elevata concentrazione di avifauna selvatica, sia stanziale che di passo, allevamenti all aperto, allevamenti di selvaggina, aziende faunistico-venatorie e agri-faunistiche. Sulla base del numero delle aziende presenti nel territorio incluso nell AE di ciascuna provincia, il numero di allevamenti da campionare è riportato in Tabella 3. All interno di ciascuno allevamento verranno sottoposti a prelievo un numero di animali di età inferiore ai 6 mesi, come riportato in Tabella 4. Le attività di campionamento iniziano a marzo e terminano entro la ne di novembre. I prelievi possono essere effettuati contestualmente a quelli del piano di monitoraggio dell in uenza aviaria. Gli operatori, devono prelevare per ciascun animale 2 campioni di sangue da porre in 2 provette: una senza anticoagulante e una con EDTA (1) (minimo 2 ml di sangue per provetta da conservare a temperatura di +4 C). I campioni, inviati al CESME, dovranno essere accompagnati dalla scheda W01 già pre-compilata nella parte anagra ca (vedi le indicazioni contenute nel capitolo 9 del presente documento). Si considera positivo un animale che abbia dato esito positivo ad un esame sierologico e/o virologico speci co per il virus della West Nile. In caso di positività ai test diagnostici di laboratorio, il CESME comunica subito i risultati alla Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario, al servizio veterinario della Regione competente ed all IZS che ne aveva fatto richiesta Sorveglianza attraverso il posizionamento di gruppi di animali sentinella Nelle aree dove la sorveglianza su uccelli stanziali appartenenti a specie bersaglio non può essere attivata o si prevede che non sarà in grado di raggiungere almeno il 50% dei controlli previsti, è possibile, in alternativa, utilizzare esemplari in gabbia di specie avicole (polli o galline a ne carriera). Per ciascuna unità geogra ca di riferimento devono essere selezionati 4 siti di sorveglianza, dove posizionare, per ciascuno di essi, almeno 30 esemplari suddivisi in due gruppi di 15 animali ciascuno; è preferibile, ove possibile, posizionare le sentinelle all interno di aziende zootecniche operanti nell area di studio e poste preferibilmente entro circa 800 m dalle aree di concentrazione dell avifauna e/o di zone umide (raccolte d acqua dolce o salmastra di qualunque tipo). (1) Non usare l eparina come anticoagulante perché interferisce con la PCR Le sentinelle al primo prelievo devono risultare negative nei confronti del virus della WND. A partire dal 15 marzo e no al 30 ottobre, devono essere effettuati prelievi di sangue ogni 15 giorni, alternando i prelievi sui due sottogruppi. Gli operatori devono prelevare per ciascun animale 2 campioni di sangue da porre in 2 provette: una senza anticoagulante e una con EDTA (minimo 2 ml di sangue per provetta da conservare a temperatura di +4 C). I campioni inviati dovranno essere accompagnati dalla scheda W01 pre-compilata nella parte anagra ca (vedi le indicazioni contenute nel capitolo 9 del presente documento). In caso di positività ai test diagnostici di laboratorio, il CESME comunica subito i risultati alla Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario, ai servizi veterinari regionali della Regione ed all IZS che ne aveva fatto richiesta Sorveglianza negli equidi Considerata la dif coltà di trovare animali sieronegativi da sottoporre a controllo come animali sentinella, le Regioni, di concerto con il Ministero della salute e il CESME, possono attivare un piano di controlli a campione sui sieri di equidi prelevati per altri motivi (Anemia Infettiva equina, Morbo coitale maligno) volti ad evidenziare fenomeni precoci d infezione (evidenza sierologica di anticorpi precoci [IgM] verso il WNV). In tal caso dovranno essere campionati almeno 60 capi ogni 400 km 2 (utilizzando la ripartizione territoriale in celle utilizzata per la sorveglianza della bluetongue). Tali campioni dovranno essere inviati al CESME, per le opportune indagini, accompagnati dalla scheda W03 pre-compilata nella parte anagra ca scegliendo Motivo del prelievo [6]: «controllo a campione» (vedi le indicazioni contenute nel capitolo 9 del presente documento). In caso di positività ai test diagnostici di laboratorio, il CESME comunica subito alla Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario, al servizio veterinario della Regione competente ed al richiedente. In caso di positività verranno eseguite le attività riportate nel Punto 8.2 del documento. Per le de nizioni di sospetto e di conferma si rimanda all art. 1 dell O.M. 4 agosto 2011 e successive modi che. Per quanto riguarda la sorveglianza clinica su casi sospetti di encefalite si rimanda a quanto riportato nel capitolo 6 del presente documento Sorveglianza entomologica La sorveglianza entomologica nelle AE ha l obiettivo principale di valutare l overwintering delle zanzare e la precocità del rilievo del virus nelle specie di zanzare, qualora si veri casse la circolazione del virus in tali zone. Ai ni della valutazione del rischio, può essere svolta, in aggiunta alle attività sopra esplicitate, anche quella relativa alla valutazione della densità delle zanzare, con adattamenti locali da concertare di volta in volta con il CESME, informandone il Ministero. Contestualmente alle catture eseguite con le trappole, devono essere effettuate in ogni azienda catture di zanzare adulte tramite aspirazione nei ricoveri degli animali. 4
9 La sorveglianza entomologica è effettuata in 2 aziende per ciascuna unità geogra ca di riferimento, in cui sia attiva la sorveglianza sierologica sugli equini. Presso le aziende prescelte saranno installate: 1 trappola di tipo CO2-CDC, 1 trappola del tipo BG sentinel. Le catture sono effettuate con cadenza mensile nel corso di tutto l anno e seguendo le modalità descritte per l ACV (vedi capitolo 3.2 del presente documento). 5. AREE A RISCHIO Gli obiettivi delle azioni di sorveglianza in AR sono: individuare precocemente la circolazione del virus sul territorio nazionale, veri care la circolazione virale nelle popolazioni di equidi e nell uomo Unità geogra ca di riferimento Nel caso delle aree di studio presenti sul territorio nazionale ed elencate in Allegato III, al ne di sempli care l esecuzione delle attività di sorveglianza, si considera come unità geogra ca di riferimento il territorio di ciascuna area di studio Sorveglianza su uccelli stanziali appartenenti a specie bersaglio La sorveglianza sulle specie di uccelli stanziali appartenenti a specie bersaglio avviene con le stesse modalità previste per l ACV nel capitolo 3.2. Tale tipo di attività, a differenza di quanto previsto per l ACV, non è da considerare facoltativa Sorveglianza nelle specie avicole Il campionamento negli allevamenti avicoli rurali o all aperto o, in alternativa, la sorveglianza tramite il posizionamento di gruppi di animali sentinella di specie aviarie è effettuata con le stesse modalità descritte per l AE (vedi capitolo 4.3 del presente documento) Sorveglianza negli equidi La sorveglianza negli equidi è effettuata con le seguenti modalità: 1. entro il 31 marzo di ciascun anno i Servizi Veterinari dell Aziende USL competenti selezionano 28 equidi per ciascuna unità geogra ca di riferimento su cui effettuare il controllo sierologico (animali sentinella); 2. I capi sentinella dovranno essere scelti nelle aziende in modo tale da essere il più possibile rappresentativi dell intero territorio sotto sorveglianza. Poiché l obiettivo principale è di individuare l inizio della circolazione virale negli equidi per determinare il passaggio del virus dagli uccelli ai mammiferi ed il rischio per l uomo, è opportuno utilizzare equidi stanziali (per i quali non si prevede movimentazione durante il periodo dei controlli) oppure equidi per i quali sia possibile escludere qualunque contatto precedente con il virus (puledri di età < = 6 mesi). Le attività di campionamento iniziano ad aprile e terminano a settembre; nel corso di tale periodo gli equidi vengono prelevati 3 volte, la prima all inizio del periodo (aprile-maggio), la seconda volta nell ultima settimana di agosto, ed una terza nell ultima settimana di settembre. I prelievi possono essere effettuati contestualmente a quelli del piano di sorveglianza nazionale dell anemia infettiva equina (O.M. 8 agosto 2010). I prelievi devono essere effettuati sempre sugli stessi equidi. I campioni inviati al CESME dovranno essere accompagnati dalla scheda W03 pre-compilata nella parte anagra ca scegliendo Motivo del prelievo [2]: «equidi sentinella» (vedi le indicazioni contenute nel capitolo 9 del presente documento) Sorveglianza entomologica La sorveglianza nelle aree a rischio ha come obiettivo quello di de nire la composizione della fauna culicidica in tali aree. Per ciascuna area di studio deve essere selezionata 1 azienda sentinella, che può essere sia un azienda equina sia un allevamento avicolo all aperto; l azienda deve essere situata in prossimità di zone umide e/o con un elevata concentrazione di avifauna selvatica. Presso l azienda prescelta verranno installate: 1 trappola di tipo CO2-CDC, 1 trappola del tipo BG sentinel. Le catture vengono effettuate con le stesse modalità descritte per la zona ACV, una volta al mese a partire dalla ne di marzo no alla ne di ottobre. I campioni devono essere inviati al CESME accompagnati dalla scheda W05. Per tutte le attività di cattura entomologica descritte per le 3 diverse Aree, visionare l Allegato V esplicativo: «Modalità di cattura/ gestione del campione entomologico» Sorveglianza dell avifauna selvatica delle specie migratorie La sorveglianza sulle specie di uccelli migratori avviene con le stesse modalità previste per l ACV nel capitolo SORVEGLIANZA CLINICA NEGLI EQUIDI La sorveglianza clinica negli Equidi si attua su tutto il territorio nazionale. Tutti i casi di sintomatologia nervosa negli Equidi devono essere noti cati e sottoposti ad indagini approfondite per escludere o confermare la WND, indipendentemente dall area geogra ca dove questi si manifestano. Sintomi tipici della malattia negli equidi sono i seguenti: movimenti in circolo, debolezza arti posteriori, incapacità a mantenere la stazione quadrupedale, paralisi/paresi agli arti, fascicolazioni muscolari, de cit propriocettivi, cecità, ptosi labbro inferiore o paresi/paralisi dei muscoli labiali o facciali, digrignamento dei denti. Nel caso di sospetta sintomatologia neurologica in Equidi, il servizio veterinario dell Azienda USL competente per territorio provvede a darne immediata comunicazione alla Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario ed al servizio veterinario della Regione. Il servizio veterinario dell Azienda USL provvede altresì ad informare l Istituto Zoopro lattico Sperimentale competente per territorio 5
10 e il CESME, e ad eseguire prelievi di sangue sugli equidi che manifestano sintomatologia clinica riferibile a WND. I campioni di sangue sono inviati all Istituto Zoopro lattico Sperimentale di competenza con la relativa scheda W03 - scegliendo come Motivo del prelievo [1]: «equidi con sintomi clinici» - per il successivo inoltro al CESME. Qualora il sospetto riguardi animali deceduti o soppressi in seguito a sindrome neurologica, il servizio veterinario dell Azienda USL competente per territorio, in collaborazione con l Istituto Zoopro lattico Sperimentale competente per territorio effettua l esame anatomopatologico ed il prelievo del cervello e del midollo spinale, del cuore e della milza che devono essere inviati immediatamente al CESME, in quantità idonea, perfettamente confezionati e conservati, accompagnati dalla scheda W03 - Motivo del prelievo [5]: «controllo su equidi deceduti/abbattuti» - debitamente compilata. In caso di positività ai test diagnostici di laboratorio, il CESME comunica i risultati alla Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario, ed al servizio veterinario della Regione competente ed al richiedente. In caso di positività confermata dagli esami di laboratorio eseguiti dal CESME, il servizio veterinario dell Azienda USL provvederà ad eseguire prelievi di sangue sugli equidi presenti in azienda con una numerosità campionaria riportata nella Tabella 4. I campioni di sangue sono inviati all Istituto Zoopro lattico Sperimentale di competenza con la relativa scheda W03 - scegliendo come Motivo del prelievo [4]: «controllo su equidi presenti nella stessa azienda in cui si trova il caso confermato» - per il successivo inoltro al CESME. Per ciascun animale devono essere prelevati due campioni di sangue da porre in due provette: una senza anticoagulante ed una con EDTA (almeno 8 ml di sangue per provetta da conservare a temperatura di +4 C). 7. SORVEGLIANZA SULLA MORTALITÀ NEGLI UCCELLI SELVATICI La sorveglianza passiva sull avifauna selvatica si effettua su tutto il territorio nazionale e dovrà essere intensi cata durante il periodo di attività degli insetti vettori. La sorveglianza passiva ha come scopo principiale l individuazione precoce della circolazione virale. Ogni individuo trovato morto ed appartenete alle specie: Merlo (Turdus merula), Storno (Sturnus vulgaris), Taccola (Corvus monedula), Gazza (Pica pica), Ghiandaia (Garrulus glandarius), Cornacchia grigia (Corvus corone cornix) e Tortora dal collare orientale (Streptopelia decaocto) dovrà essere obbligatoriamente raccolto ed inviato all Istituto Zoopro lattico Sperimentale competente per territorio che, una volta effettuato l esame anatomo-patologico, invia i campioni di organo (cuore, cervello, rene e milza) al CESME per la ricerca del virus. I campioni devono essere inviati secondo le raccomandazioni indicate nella Circolare n. 3 dell 8 maggio 2003 e accompagnati dalle scheda W02 debitamente compilata. Per ogni specie di uccello prelevata va compilata una distinta scheda W02 di accompagnamento. Analogamente si dovrà procedere in tutti gli episodi di mortalità anomala o di aumento dell incidenza della mortalità nell avifauna selvatica segnalati per ogni altra specie nelle aree di presenza e durante il periodo di attività dei vettori. 8. MISURE DA ADOTTARE IN CASO DI POSITIVITÀ 8.1. Positività in allevamenti avicoli rurali e all aperto o in gruppi di animali sentinella delle specie aviarie In caso di positività confermate in soggetti di allevamenti avicoli rurali o all aperto, oppure in animali sentinella delle specie aviarie, il servizio veterinario dell Azienda USL, ricevuta la comunicazione della conferma di positività, provvede ad abbattere gli animali positivi ed ad inviarli, accompagnati dalla scheda W01, all Istituto Zoopro lattico Sperimentale competente per territorio, che provvede ad eseguire gli esami anatomo-patologici su tutti i soggetti pervenuti e ad inviare subito al CESME i campioni di rene, cuore, milza e cervello di tutti gli animali, contestualmente a copia della scheda W01 (vedi le indicazioni contenute nel capitolo 9 del presente documento). Qualora la positività sia confermata anche dagli esami virologici o di ricerca del genoma virale (PCR) negli organi, e nel casi ci si trovi in aree diverse dalle ACV, il servizio veterinario dell Azienda USL competente per territorio provvede a: effettuare catture esaustive dei culicidi presenti nell azienda, sottoporre a prelievo di sangue e siero un numero rappresentativo di animali presenti nell azienda avicola, sottoporre a prelievo un campione di equidi presenti nel raggio di 4 km dall allevamento avicolo o gruppo di animali sentinella con esiti positivi. Il campione di animali da prelevare è calcolato sulla base della Tabella 4. I campioni di sangue sono inviati all Istituto Zoopro lattico Sperimentale di competenza con la relativa scheda W03 - Motivo del prelievo [3]: «controllo a campione su equidi stanziali presenti nelle aziende a 4 Km rispetto al focolaio» - per il successivo inoltro al CESME Sieroconversione in equidi sentinella, positività diagnostica o conferma di sospetto clinico In caso di sieroconversione in equidi sentinella, di positività diagnostica confermata (IgM e/o SN) o qualora un sospetto clinico sia confermato dagli esami di laboratorio, il servizio veterinario dell Azienda USL, ricevuta la comunicazione della conferma di positività, provvede a: sottoporre a visita clinica tutti gli equidi presenti in azienda, effettuare un prelievo di sangue e siero in tutti gli equidi presenti in azienda ed inviarlo al CESME. I campioni di sangue sono inviati all Istituto Zoopro lattico Sperimentale di competenza con la relativa scheda W03 - Motivo del prelievo [4]: «controllo su equidi presenti nella stessa azienda in cui si trova il caso confermato» - per il successivo inoltro al CESME; effettuare catture esaustive dei culicidi presenti nell azienda. Inoltre, nel caso ci si trovi in aree diverse dalle ACV, il servizio veterinario dell Azienda USL competente procede a: sottoporre a prelievo un campione di equidi presenti nel raggio di 4 km dall allevamento di equidi con esiti positivi. Il campione di animali da prelevare è calcolato sulla base della Tabella 4. I campioni di sangue sono inviati all Istituto Zoopro lattico Sperimentale di competenza con la relativa scheda W03 - Motivo del prelievo [3]: «controllo a campione su equidi stanziali presenti nelle aziende a 4 Km rispetto al focolaio» - per il successivo inoltro al CESME. 6
11 8.3. Altre evidenze di circolazione del virus West Nile Ogni qual volta venga sospettata la circolazione del virus in un territorio precedentemente non interessato dall infezione, sulla base degli esiti degli esami virologici o di ricerca del genoma virale in culicidi e/o nell avifauna, il servizio veterinario dell Azienda USL competente per territorio provvede a: sottoporre a visita clinica tutti gli equidi presenti nel raggio di 4 km dal sito in cui la positività è stata rilevata, sottoporre a prelievo un campione di equidi presenti nel raggio di 4 km dal sito in cui la positività è stata rilevata. Il campione di animali da prelevare è calcolato sulla base della Tabella 4. I campioni di sangue sono inviati all Istituto Zoopro lattico Sperimentale di competenza con la relativa scheda W03 - Motivo del prelievo [3]: «controllo a campione su equidi stanziali presenti nelle aziende a 4 Km rispetto al focolaio» - per il successivo inoltro al CESME Controllo su altri animali Nel caso di rilievo di circolazione virale nelle aree sottoposte a sorveglianza, la Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario, in collaborazione con il CESME ed i servizi veterinari delle Regioni e delle ASL interessate, potrà caso per caso, proporre l esecuzione di controlli aggiuntivi anche su specie animali diverse da quelle contemplate nei precedenti capitoli. 9. REGISTRAZIONE DEI DATI E FLUSSI INFORMATIVI Tutti i campioni prelevati per la diagnosi di WND vengono analizzati dal CESME Allevamenti avicoli / gruppi di animali sentinella delle specie aviarie Per quanto riguarda gli allevamenti avicoli rurali o all aperto, questi debbono essere preventivamente registrati presso la BDN, anche per il tramite del Sistema Informativo Veterinario ( emergenze/west_nile/caricamento_dati.htm). Per quanto concerne i gruppi di animali sentinella delle specie aviarie, nel caso in cui le sentinelle siano posizionate all interno di aziende zootecniche, il gruppo verrà identi cato dallo stesso codice aziendale attribuito all azienda zootecnica ospitante e registrato in BDN. In caso contrario il gruppo di sentinelle dovrà comunque essere registrato in BDN come struttura sentinella assegnandogli un codice aziendale. A ciascun sottogruppo è attribuito un numero progressivo di identi cazione, da mantenere sso per tutta la durata dei controlli. Ogni singolo animale dovrà essere contraddistinto da un numero univoco (per esempio utilizzando un anello da posizionare alla zampa), che sarà utilizzato per tutta la durata del campionamento. I campioni devono essere accompagnati dalla scheda W01 precompilata per tutti i dati anagra ci, che potrà essere stampata dalla BDN anche per il tramite del sistema informativo nazionale Sorveglianza su uccelli stanziali appartenenti a specie bersaglio I campioni prelevati da uccelli appartenenti a specie bersaglio ai sensi dei capitoli 3.2, 4.2 e 5.2 del presente documento devono essere accompagnati dalla scheda W02 debitamente compilata Sorveglianza tramite equidi sentinella Le informazioni relative agli allevamenti ed agli equidi sentinella selezionati debbono essere preventivamente registrati in BDN utilizzando come codice identi cativo il microchip o il passaporto. I campioni devono essere accompagnati dalla scheda W03 precompilata per tutti i dati anagra ci, che potrà essere stampata dalla BDN anche per il tramite del sistema informativo nazionale Controlli a campione su sieri di equidi prelevati per altri motivi Il Servizio Veterinario dell ASL consegna i campioni di siero, prelevati nell ambito di altri piano di sorveglianza (Anemia Infettiva, Morbo Coitale Maligno), all Istituto Zoopro lattico Sperimentale territorialmente competente che provvede ad inviarli al CESME. I campioni devono essere accompagnati dalla scheda W03 pre-compilata per tutti i dati anagra ci. Tutti i capi prelevati devono essere identi cati con codice identi cativo il microchip o il passaporto Equidi - sorveglianza sindromica (sindromi neurologiche e equidi deceduti o soppressi) Il Servizio Veterinario dell AUSL preleva, secondo le modalità descritte nel capitolo 6 del presente documento, i campioni di siero, sangue e organi nelle aziende equine dove si sono veri cati casi riferibili a WND. I campioni devono essere accompagnati dalla scheda W03 e consegnati all Istituto Zoopro lattico Sperimentale territorialmente competente che li invia al CESME Insetti Il Servizio Veterinario dell AUSL preleva, secondo le modalità descritte nei capitoli 3.3, 4.5 e 5.5, i campioni di insetti nelle aziende prescelte. I campioni devono essere accompagnati dalla scheda W05 e consegnati all Istituto Zoopro lattico Sperimentale territorialmente competente che li invia al CESME Altre attività Le Regioni interessate concordano con il CESME e con la Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario le modalità operative per l attuazione delle seguenti attività di studio: de nizione del ruolo degli uccelli migratori: sorveglianza sugli uccelli migratori per l individuazione delle specie responsabili dell introduzione e dell ampli cazione del virus della West Nile, studio entomologico: individuare le specie di zanzare responsabili della trasmissione del WNV, sia nel ciclo epizootico che enzootico della malattia, e la loro capacità di overwintering (del vettore e del virus) nelle aree con circolazione virale, studio su altre specie vertebrate: valutazione del sistema di sorveglianza basato su animali sentinella come indicatore della presenza dell infezione. 7
12 Tabella 1. Sintesi delle attività previste per ciascuna area. Area con circolazione virale (ACV) Sorveglianza su uccelli stanziali di specie bersaglio (Cornacchia grigia, Gazza, Ghiandaia) Area di sorveglianza esterna (AE) Area che è stata interessata dalla Area di 20 km esterna alla circolazione del virus della West ACV. Nile nel corso dei 2 anni precedenti. Obiettivo 1: Individuazione precoce della circolazione del virus 2 Da effettuare su richiesta delle Regioni, qualora si intenda verificare la possibile assenza di circolazione virale nell area. Esame virologico e PCR su organi di almeno 100 esemplari ogni km 2. Aree a rischio nel resto dell Italia (AR) Aree definite nel resto d Italia, considerate a rischio. Esame virologico e PCR su organi di almeno 100 esemplari ogni area a rischio. [cap. 4.2 del Piano] [cap. 3.2 del Piano] [cap. 5.2 del Piano] OPPURE, per quelle aree nelle quali la sorveglianza su uccelli sinantropici abbia raggiunto meno del 50% del previsto Sorveglianza in allevamenti avicoli Come per area AE. rurali e all aperto Da effettuare su richiesta delle Regioni, qualora si intenda verificare la possibile assenza di circolazione virale nell area. Prelievo di campioni statisticamente rappresentativi (max 60 aziende x 28 capi x Provincia) nel periodo marzo novembre. [cap. 3.2 del Piano] [cap e 4.3 del Piano] OPPURE, per quelle aree nelle quali la sorveglianza su uccelli sinantropici abbia raggiunto meno del 50% del previsto Sorveglianza attraverso il Ogni km 2, 4 siti di posizionamento di polli sentinella Da effettuare su richiesta delle Regioni, qualora si intenda verificare la possibile assenza di circolazione virale nell area. sorveglianza, con 30 esemplari ciascuno da esaminare mensilmente da marzo a ottobre. [cap. 5.3 del Piano] Come per area AE. 4 siti x 30 esemplari da esaminare mensilmente da marzo a ottobre. [cap. 3.2 del Piano] [cap del Piano] [cap. 5.3 del Piano] Obiettivo 2: Verificare la circolazione virale negli equidi per individuare il passaggio del virus dagli uccelli ai mammiferi ed il rischio per l'uomo Sorveglianza sugli equidi Attivazione da parte delle Ogni area, 28 equidi sentinella da Regioni, di concerto con il esaminare 3 volte (maggio Ministero della Salute e il agosto settembre). CESME, di un piano di controlli a campione sui sieri di [cap. 5.4 del Piano] equidi prelevati per altri motivi:60 capi /400 km 2. [cap. 4.4 del Piano] Obiettivo 3: Identificare il periodo a rischio per la trasmissione vettoriale. Definizione della composizione della fauna culicidica, del ruolo delle specie di vettrici e overwintering, definizione del periodo a rischio per la trasmissione vettoriale, mediante lo studio della dinamica dell abbondanza dei vettori Sorveglianza su uccelli migratori Ogni km 2, 2 siti di cattura (mensile da luglio a febbraio, quindicinale da marzo a giugno) Ogni km 2, 2 siti di cattura (mensile) [cap. 4.5 del Piano] [cap. 3.3 del Piano] Obiettivo 4. Attività di studio Definire il ruolo svolto dagli uccelli selvatici migratori 3 campionamenti annuali: 1. durante il passo primaverile (marzo-aprile), 2. alla fine di agosto, 3. fra la metà e la fine di settembre. [cap.3.4 del Piano] Catture mensili da marzo a ottobre in 1 azienda sentinella [cap. 5.5 del Piano] 3 campionamenti annuali: 1. durante il passo primaverile (marzo-aprile), 2. alla fine di agosto, 3. fra la metà e la fine di settembre [cap.5.6 del Piano 2 Per l uso della sorveglianza entomologica come strumento per il rilievo precoce della circolazione virale si veda l obiettivo 3 e gli obiettivi specifici elencati nei capitoli dedicati alle attività entomologiche. 8
13 Tabella 2. Superficie (km 2 ) e numero di unità geografiche di riferimento per ciascun territorio provinciale incluso nell ACV. Area con circolazione virale (ACV) Regione Provincia Km2 Numero di unità di riferimento BASILICATA MATERA 432, ,5 CALABRIA CROTONE 535, ,5 FRIULI VENEZIA GIULIA GORIZIA 226, ,25 FRIULI VENEZIA GIULIA PORDENONE 366, ,25 FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE 1294, MOLISE CAMPOBASSO 643, ,5 PUGLIA FOGGIA 41, SARDEGNA CAGLIARI 409, ,5 SARDEGNA MEDIO CAMPIDANO 704, ,5 SARDEGNA NUORO 91, SARDEGNA ORISTANO 1516, SICILIA MESSINA 143, SICILIA PALERMO 38, SICILIA TRAPANI 980, VENETO TREVISO 1064, VENETO VENEZIA 2411,
14 Tabella 3. Numero di allevamenti da sottoporre a prelievo per la ricerca del WNV N. di allevamenti da N. totale di allevamenti sul territorio campionare 34 tutti
15 Tabella 4. Numero di capi da sottoporre a prelievo per la ricerca di WNV. Popolazione 3 N. di capi da prelevare 10 tutti Per quanto riguarda la sorveglianza in allevamenti avicoli rurali o all aperto, si intende il numero di capi presenti in azienda, mentre per quanto riguarda i controlli su equidi nei 4 km attorno ad allevamenti avicoli rurali e all aperto o a gruppi di polli sentinella risultati positivi si intende la popolazione di equidi presenti nei 4 km. 11
16 Tabella 5. Superficie (km 2 ) e numero di unità geografiche di riferimento per ciascun territorio provinciale incluso nell area di sorveglianza esterna alla ACV. Regione Provincia Km2 Numero di unità di riferimento ABRUZZO CHIETI 340,32 0,25 BASILICATA MATERA 2681,75 2 BASILICATA POTENZA 88, CALABRIA CATANZARO 423,32 0,5 CALABRIA CROTONE 1083,33 1 EMILIA ROMAGNA BOLOGNA 798,86 0,5 EMILIA ROMAGNA FERRARA 2198,53 1,5 EMILIA ROMAGNA MODENA 1223,05 1 EMILIA ROMAGNA PARMA 658,73 0,5 EMILIA ROMAGNA REGGIO EMILIA 1105,45 1 FRIULI VENEZIA GIULIA GORIZIA 238,58 0,25 FRIULI VENEZIA GIULIA PORDENONE 1906,75 1,5 FRIULI VENEZIA GIULIA TRIESTE 211,17 0,25 FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE 3603,16 3 LAZIO FROSINONE 352,4 0,25 LAZIO LATINA 1509,92 1 LAZIO ROMA 86, MOLISE CAMPOBASSO 1275,76 1 PUGLIA BARI 808,45 0,5 PUGLIA BARLETTA-ANDRIA-TRANI 522,3 0,5 PUGLIA FOGGIA 4704,94 3,5 PUGLIA TARANTO 345,93 0,25 SARDEGNA CAGLIARI 4188,36 3 SARDEGNA CARBONIA-IGLESIAS 1510,12 1 SARDEGNA MEDIO CAMPIDANO 823,41 0,5 SARDEGNA NUORO 3862,96 3 SARDEGNA OGLIASTRA 1864,26 1,5 SARDEGNA OLBIA-TEMPIO 3422,79 2,5 SARDEGNA ORISTANO 1539,48 1 SARDEGNA SASSARI 4315,44 3 SICILIA AGRIGENTO 213,25 0,25 SICILIA MESSINA 1342,41 1 SICILIA PALERMO 1425,1 1 SICILIA TRAPANI 1400,47 1 TOSCANA AREZZO 1525,11 1 TOSCANA SIENA 805,66 0,5 UMBRIA PERUGIA 1961,71 1,5 VENETO PADOVA 2145,14 1,5 VENETO ROVIGO 1821,7 1,5 VENETO TREVISO 1413,66 1 VENETO VENEZIA 57,
17 Figura 1. Area con circolazione virale (ACV), area di sorveglianza esterna (AE), aree a rischio (AR). 13
18 ALLEGATO I ELENCO DEI COMUNI INCLUSI NELL AREA CON CIRCOLAZIONE VIRALE (ACV). BASILICATA MATERA FERRANDINA BASILICATA MATERA MIGLIONICO BASILICATA MATERA POMARICO CALABRIA CROTONE CROTONE CALABRIA CROTONE CUTRO CALABRIA CROTONE ISOLA DI CAPO RIZZUTO CALABRIA CROTONE ROCCA DI NETO CALABRIA CROTONE SCANDALE FRIULI VENEZIA GIULIA GORIZIA GRADO FRIULI VENEZIA GIULIA GORIZIA MONFALCONE FRIULI VENEZIA GIULIA GORIZIA RONCHI DEI LEGIONARI FRIULI VENEZIA GIULIA GORIZIA SAN CANZIAN D'ISONZO FRIULI VENEZIA GIULIA GORIZIA SAN PIER D'ISONZO FRIULI VENEZIA GIULIA GORIZIA STARANZANO FRIULI VENEZIA GIULIA GORIZIA TURRIACO FRIULI VENEZIA GIULIA GORIZIA VILLESSE FRIULI VENEZIA GIULIA PORDENONE AZZANO DECIMO FRIULI VENEZIA GIULIA PORDENONE CASARSA DELLA DELIZIA FRIULI VENEZIA GIULIA PORDENONE CHIONS FRIULI VENEZIA GIULIA PORDENONE CORDOVADO FRIULI VENEZIA GIULIA PORDENONE FIUME VENETO FRIULI VENEZIA GIULIA PORDENONE MORSANO AL TAGLIAMENTO FRIULI VENEZIA GIULIA PORDENONE PASIANO DI PORDENONE FRIULI VENEZIA GIULIA PORDENONE PRAVISDOMINI FRIULI VENEZIA GIULIA PORDENONE SAN VITO AL TAGLIAMENTO FRIULI VENEZIA GIULIA PORDENONE SESTO AL REGHENA FRIULI VENEZIA GIULIA PORDENONE VALVASONE FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE AIELLO DEL FRIULI FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE AQUILEIA FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE BAGNARIA ARSA FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE BASILIANO FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE BERTIOLO FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE BICINICCO FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE BUJA FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE CAMINO AL TAGLIAMENTO FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE CAMPOFORMIDO FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE CAMPOLONGO AL TORRE FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE CARLINO FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE CASTIONS DI STRADA FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE CERVIGNANO DEL FRIULI FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE CODROIPO FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE COLLOREDO DI MONTE ALBANO FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE FAGAGNA FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE FIUMICELLO 14
19 FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE GONARS FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE LATISANA FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE LESTIZZA FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE LIGNANO SABBIADORO FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE MAJANO FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE MARANO LAGUNARE FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE MARTIGNACCO FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE MERETO DI TOMBA FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE MORTEGLIANO FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE MORUZZO FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE MUZZANA DEL TURGNANO FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE PALAZZOLO DELLO STELLA FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE PALMANOVA FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE PASIAN DI PRATO FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE POCENIA FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE PORPETTO FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE POZZUOLO DEL FRIULI FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE PRECENICCO FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE RIVIGNANO FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE RONCHIS FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE RUDA FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE SAN GIORGIO DI NOGARO FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE SAN VITO AL TORRE FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE SAN VITO DI FAGAGNA FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE TALMASSONS FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE TAPOGLIANO FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE TEOR FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE TERZO D'AQUILEIA FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE TORVISCOSA FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE VARMO FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE VILLA VICENTINA FRIULI VENEZIA GIULIA UDINE VISCO MOLISE CAMPOBASSO CAMPOMARINO MOLISE CAMPOBASSO GUGLIONESI MOLISE CAMPOBASSO LARINO MOLISE CAMPOBASSO MONTELONGO MOLISE CAMPOBASSO MONTORIO NEI FRENTANI MOLISE CAMPOBASSO PORTOCANNONE MOLISE CAMPOBASSO ROTELLO MOLISE CAMPOBASSO SAN GIACOMO DEGLI SCHIAVONI MOLISE CAMPOBASSO SAN MARTINO IN PENSILIS MOLISE CAMPOBASSO SANTA CROCE DI MAGLIANO MOLISE CAMPOBASSO TERMOLI MOLISE CAMPOBASSO URURI PUGLIA FOGGIA ZAPPONETA SARDEGNA CAGLIARI CAGLIARI SARDEGNA CAGLIARI MONASTIR 15
20 SARDEGNA CAGLIARI MONSERRATO SARDEGNA CAGLIARI QUARTU SANT'ELENA SARDEGNA CAGLIARI SAN SPERATE SARDEGNA CAGLIARI SELARGIUS SARDEGNA CAGLIARI SESTU SARDEGNA CAGLIARI VILLASOR SARDEGNA MEDIO CAMPIDANO GONNOSFANADIGA SARDEGNA MEDIO CAMPIDANO PABILLONIS SARDEGNA MEDIO CAMPIDANO SAMASSI SARDEGNA MEDIO CAMPIDANO SAN GAVINO MONREALE SARDEGNA MEDIO CAMPIDANO SANLURI SARDEGNA MEDIO CAMPIDANO SARDARA SARDEGNA MEDIO CAMPIDANO SERRAMANNA SARDEGNA MEDIO CAMPIDANO VILLACIDRO SARDEGNA NUORO OROSEI SARDEGNA ORISTANO ALES SARDEGNA ORISTANO ARBOREA SARDEGNA ORISTANO BARATILI SAN PIETRO SARDEGNA ORISTANO BAULADU SARDEGNA ORISTANO BONARCADO SARDEGNA ORISTANO CABRAS SARDEGNA ORISTANO CURCURIS SARDEGNA ORISTANO GONNOSCODINA SARDEGNA ORISTANO GONNOSTRAMATZA SARDEGNA ORISTANO MARRUBIU SARDEGNA ORISTANO MASULLAS SARDEGNA ORISTANO MILIS SARDEGNA ORISTANO MOGORO SARDEGNA ORISTANO MORGONGIORI SARDEGNA ORISTANO NARBOLIA SARDEGNA ORISTANO NURACHI SARDEGNA ORISTANO OLLASTRA SARDEGNA ORISTANO ORISTANO SARDEGNA ORISTANO PALMAS ARBOREA SARDEGNA ORISTANO PAU SARDEGNA ORISTANO PAULILATINO SARDEGNA ORISTANO POMPU SARDEGNA ORISTANO RIOLA SARDO SARDEGNA ORISTANO SAN NICOLO' D'ARCIDANO SARDEGNA ORISTANO SAN VERO MILIS SARDEGNA ORISTANO SANTA GIUSTA SARDEGNA ORISTANO SENEGHE SARDEGNA ORISTANO SIAMAGGIORE SARDEGNA ORISTANO SIAMANNA SARDEGNA ORISTANO SIAPICCIA SARDEGNA ORISTANO SIMALA SARDEGNA ORISTANO SIMAXIS 16