Source: https://www.arpa.marche.it/temi-ambientali/2012-06-12-08-52-59/itemlist/category/24-rifiuti
Timestamp: 2020-05-27 06:34:17+00:00
Document Index: 110882452

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 21', 'art. 3', 'art.189', 'art. 3', 'art. 189']

glossario rifiuti (3)
Giovedì, 22 Gennaio 2015 11:09
Compilazione dei dati relativi alla produzione comunale dei rifiuti urbani e alla gestione dei rifiuti da parte degli impianti di trattamento in regione Marche
O.R.So. è l'acronimo di Osservatorio Rifiuti Sovraregionale ed è un software gestionale utilizzato per la raccolta dati di produzione dei rifiuti dei comuni e dati di gestione dei rifiuti urbani da parte degli impianti di trattamento e discariche.
Nato in Regione Lombardia ed utilizzato da altre molte regioni italiane come Veneto, Umbria, Toscana, FVG ed Emilia Romagna, è il sistema ufficiale della Regione Marche per l'acquisizione dei dati di produzione e gestione dei RSU ed è amministrato dalla Sezione Regionale del Catasto dei Rifiuti (SRCR) che ha sede presso il Dipartimento provinciale dell'ARPAM di Pesaro.
L'utilizzo di tale sistema, tramite la compilazione delle schede comunali, è obbligatorio ai fini della possibilità per la SRCR di calcolare la % RD, parametro di riferimento per il calcolo del tributo regionale per il conferimento in discarica.
ACCESSO a ORSo
Manuale completo ORSo - schede comunali - il manuale è in fase di redazione
Manuale completo ORSo - scheda impianto - il manuale è in fase di redazione
DGRM 1627/2016: obbligo alla compilazione entro il 28/02 di ogni anno
Formula e modalità di calcolo della %RD (percentuale di raccolta differenziata): DGRM n. 87/2018 e 124/2017
Contatti per assistenza alla compilazione ed utilizzo del software:
tel. 0721/3999519 fax 0721/3999510 e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orari Sezione Regionale del Catasto Rifiuti:
Lun - Mer – Ven 8:00 - 14:00
Mar – Gio 8:00 - 14:00 15:00 - 18:00
Il DPR 13/06/2017 n. 120 (entrato in vigore il 22/08/2017) ha come obiettivo il riordino e la semplificazione della disciplina inerente la gestione delle terre e rocce da scavo, con particolare riferimento:
alla gestione delle terre e rocce da scavo qualificate come sottoprodotti, ai sensi dell'articolo 184-bis, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, provenienti da cantieri di piccole dimensioni, di grandi dimensioni e di grandi dimensioni non assoggettati a VIA o a AIA, compresi quelli finalizzati alla costruzione o alla manutenzione di reti e infrastrutture;
Gli adempimenti necessari ai fini della gestione delle terre e rocce da scavo variano a seconda della tipologia di cantiere ed i principali sono sinteticamente riportati nella allegata TABELLA RIEPILOGATIVA.
Si ricorda che la Dichiarazione di cui all’art. 21 del D.P.R. 120/2017 (Allegato 6) va trasmessa, obbligatoriamente al Comune e al Dipartimento provinciale ARPAM competente e preferibilmente anche ai Comuni e Dipartimenti ARPA provinciali del sito di destinazione, almeno 15 giorni prima dell’inizio dei lavori di scavo, mentre la Dichiarazione di avvenuto utilizzo (Allegato 8) va trasmessa agli stessi Enti entro il termine di validità del piano di utilizzo o della dichiarazione di cui all’art. 21 (ovvero entro la data presunta di ultimazione attività di utilizzo di cui all’allegato 6).
Nel rispetto delle condizioni previste dal DPR 120/2017 le terre e rocce da scavo sono considerate sottoprodotti e sono escluse dal campo di applicazione dei rifiuti.
Operare in difformità a quanto previsto dal D.P.R. 120/2017, incluso il mancato rispetto dei tempi di notifica, comporta, di norma, la cessazione da parte delle terre e rocce da scavo della qualifica di sottoprodotto. In questo caso la gestione delle terre e rocce da scavo rientra nell’ambito della normativa dei rifiuti, con conseguente applicazione del relativo regime sanzionatorio.
Per modifiche delle dichiarazioni e dei Piani di utilizzo e quant’altro non specificato si rimanda al DPR 120/2017.
ARPA effettuerà i controlli con costi a carico del proponente relativi alle dichiarazioni sostitutive ed ai piani di utilizzo.
NUOVA MODULISTICA:
Dichiarazione di utilizzo di cui all'articolo 21 (allegato 6)
Documento di trasporto di cui all'articolo 6 (Allegato 7)
Dichiarazione di avvenuto utilizzo - D.A.U. di cui all'articolo 7 (Allegato 8)
DOCUMENTAZIONE COMPLEMENTARE:
Circolare Ministeriale prot. n. 0015786 del 10.11.2017
Nota Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare prot. 0002697 del 20/02/2018
Nota Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare prot. 0012021 del 19/07/2018
pagina aggiornata il 22/11/2018
Martedì, 31 Luglio 2012 08:36
CAMERA DI POSTCOMBUSTIONE AFTERBURN CHAMBER
Dispositivo di cui sono dotati gli impianti di incenerimento rifiuti finalizzato all'abbattimento del monossido di carbonio (CO) presente nei fumi della combustione primaria.
Pubblicato in glossario rifiuti
ACINO DI RECUPERO e SMALTIMENTO
recovery and disposal basin
Entità territoriale o sub-ambito per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati, costituita da un insieme di comuni organizzati in Consorzio obbligatorio ai sensi della legge regionale 28/99.
Martedì, 31 Luglio 2012 08:35
ACQUE REFLUE WASTEWATER
Liquidi provenienti da attività fisiologiche dell’uomo (metabolismo), oppure da sue attività lavorative primarie (agricoltura e allevamento di bestiame) o secondarie (industria), che possono contenere sostanze organiche ed inorganiche nocive. Le acque reflue, se immesse senza alcun trattamento di depurazione (o con un trattamento incompleto o comunque inefficace) nell’ambiente naturale, possono contaminarlo con gravi conseguenze a carico degli esseri viventi che lo popolano. Dal punto di vista giuridico le acque reflue sono disciplinate dal D.Lgs 152/99 e non soggette al Decreto “Ronchi”.
Martedì, 31 Luglio 2012 08:32
Il Catasto Rifiuti venne istituito dal D.L. n. 397 del 9.9.1988 convertito poi nella L.475/88. All'art. 3 vennero delineate le competenze, le funzioni e le finalità di questo nuovo strumento conoscitivo in campo ambientale.
Con l'emanazione della Legge n.70 del 25.01.1994 venne istituito, fra gli altri, l'obbligo della dichiarazione ambientale (MUD) che, nelle intenzioni del legislatore, doveva contenere una serie di informazioni (ambientali, sanitarie e di sicurezza pubblica) ma che in effetti ha poi finito per contenere quasi soltanto i dati sulla produzione dei rifiuti (dal 2003 vengono richiesti nel MUD dati a ditte autorizzate IPPC).
Tale materia è stata poi ripresa dal cosiddetto Decreto "Ronchi" (D.Lgs. n.22/97) e dal DM 372/98 ad esso collegato ed in seguito confermata dal c.d. "Testo Unico Ambientale" ossia il D.L.gs. 152/06 all'art.189.
PRODUZIONE RIFIUTI SOLIDI URBANI & RACCOLTE DIFFERENZIATE MARCHE
anno 2019 - 2018 - 2017 - 2016 - 2015 - 2014 - 2013 - 2012 - 2011 - 2010 - 2009 - 2008
anno 2017 - 2016 - 2015 - 2014 - 2013 - 2012 - 2011 - 2010
il ruolo di ARPAM nella gestione dei dati
RAPPORTO RIFIUTI SPECIALI anno 2012
ANALISI MERCEOLOGICHE RSU NEGLI IMPIANTI DELLA REGIONE MARCHE
anno 2017 - 2016 - 2015 (parte I - parte II) - 2014 - 2013 - 2012
RACCOLTE DIFFERENZIATE DISCARICHE
REPORT E ARTICOLI SULLA PRODUZIONE DI RIFIUTI E RACCOLTA DIFFERENZIATA
BUONE NOTIZIE PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA NELLE MARCHE.DALL'ARPAM I DATI 2019 E UN INVITO A PERSEVERARE (APRILE 2020)
2008-2018: COME È CAMBIATA LA RACCOLTA DIFFERENZIATA NELLE MARCHE (MAGGIO 2019)
LA PRODUZIONE DI RSU, LE RACCOLTE DIFFERENZIATE E GLI INDICATORI DI GESTIONE DAL 2009 AL 2016 CON CONSIDERAZIONI TRATTE DALLE INDAGINI MERCEOLOGICHE (GLI ELABORATI GRAFICI DELLA RELAZIONE AD ALTA RISOLUZIONE)
LA PRODUZIONE DI RSU, LE RACCOLTE DIFFERENZIATE E GLI INDICATORI DI GESTIONE DAL 2009 AL 2015 CON CONSIDERAZIONI TRATTE DALLE INDAGINI MERCEOLOGICHE (GLI ELABORATI GRAFICI DELLA RELAZIONE AD ALTA RISOLUZIONE)
LA PRODUZIONE DI RSU, LE RACCOLTE DIFFERENZIATE E GLI INDICATORI DI GESTIONE DAL 2009 AL 2014 CON CONSIDERAZIONI TRATTE DALLE INDAGINI MERCEOLOGICHE (GLI ELABORATI GRAFICI DELLA RELAZIONE AD ALTA RISOLUZIONE)
LA PRODUZIONE DI RIFIUTI SOLIDI URBANI E GLI INDICATORI DI QUALITÀ DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA NELLE MARCHE; ANDAMENTO DEI DATI DAL 2009 AL 2013 E PRESENTAZIONE DI STUDI SPERIMENTALI SVOLTI DA ARPAM: LE ANALISI MERCEOLOGICHE DEL RIFIUTO
STUDIO SU SPRECO ALIMENTARE: STIMA DELL'ORGANICO SMALTITO IN DISCARICA E CONTABILIZZAZIONE DELL'ORGANICO RECUPERATO TRAMITE COMPOSTAGGIO
LA PRODUZIONE DI RIFIUTI SOLIDI URBANI E GLI INDICATORI DI QUALITÀ DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA NEL 2012 CON UN OSSERVAZIONE AI DATI DEL TRIENNIO PRECEDENTE
LA PRODUZIONE DI RIFIUTI URBANI NELLE MARCHE E GLI INDICATORI DI PERFORMANCE DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA (BOCCAROSSA)
STUDIO DELLO SPRECO ALIMENTARE TRAMITE INDIVIDUAZIONE DELLA FRAZIONE ORGANICA ATTRAVERSO L’ANALISI MERCEOLOGICA DEL RIFIUTO INDIFFERENZIATO
LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DI IMBALLAGGI A BASE CELLULOSICA CON UN PARTICOLARE FOCUS SUL TETRAPAK E LA STIMA DELL’IMBALLAGGIO NON RECUPERATO ED AVVIATO A SMALTIMENTO
PICCOLA GUIDA ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA CASALINGA DEGLI IMBALLAGGI
Il Catasto Rifiuti venne istituito dal D.L. n. 397 del 9.9.1988 convertito poi nella L.475/88.
All'art. 3 vennero delineate le competenze, le funzioni e le finalità di questo nuovo strumento conoscitivo in campo ambientale. Con l'emanazione della Legge n.70 del 25.01.1994 venne istituito, fra gli altri, l'obbligo della dichiarazione ambientale (MUD) che, nelle intenzioni del legislatore, doveva contenere una serie di informazioni (ambientali, sanitarie e di sicurezza pubblica), ma che in effetti ha finito per contenere quasi soltanto i dati sulla produzione dei rifiuti (dal 2003 vengono richiesti nel MUD dati a ditte autorizzate IPPC).
Tale materia è stata poi ripresa dal cosiddetto Decreto "Ronchi" (D.Lgs. n.22/97) e dal DM 372/98 ad esso collegato ed in seguito confermata dal c.d. "Testo Unico Ambientale" ossia il D.L.gs. 152/06 all'art. 189.
RIFIUTI DIP. ANCONA
RIFIUTI DIP. ASCOLI PICENO
RIFIUTI DIP. MACERATA
RIFIUTI DIP. PESARO