Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-31941-del-11-12-2018
Timestamp: 2020-08-14 06:05:29+00:00
Document Index: 147087003

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1', 'art. 360', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 39', 'art. 9', 'art. 1']

Sentenza Cassazione Civile n. 31941 del 11/12/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 31941 del 11/12/2018
Cassazione civile sez. VI, 11/12/2018, (ud. 08/11/2018, dep. 11/12/2018), n.31941
sul ricorso 29633-2017 proposto da:
M.G., M.R.;
avverso la sentenza n. 1811/22/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
Rilevato che la Commissione Tributaria Provinciale di Lecce accoglieva il ricorso delle contribuenti avverso l’avviso di riclassamento di un immobile, recante modifica delle classi e conseguente aumento della rendita catastale, adottato dall’allora Agenzia del territorio su richiesta del comune di Lecce della L. n. 311 del 2004, ex art. 1, comma 335;
che la Commissione Tributaria Regionale respingeva l’appello dell’Agenzia delle entrate affermando che il provvedimento di riclassamento de quo contiene un generico riferimento ai rapporti tra microzone, al relativo scostamento e ai provvedimenti amministrativi posti a fondamento del riclassamento – tra i quali la richiesta del Comune d Lecce di attivare il processo di revisione parziale del classamento catastale – mancando del tutto in essi l’indicazione di fatti e circostanze che avevano determinato il diverso classa mento;
che l’Agenzia delle entrate proponeva ricorso affidato a due motivi mentre le contribuenti non si costituivano.
considerato che con il secondo motivo d’impugnazione, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, l’Agenzia delle entrate denuncia violazione e falsa applicazione della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, e della L. n. 212 del 2000, art. 7, in quanto non sarebbe necessario indicare nell’atto di classamento specifiche caratteristiche dell’immobile, perchè non si tratterebbe di una revisione puntuale del classamento ma di un aumento delle rendite catastali in microzone anomale, necessario per attenuare il diverso mancato aggiornamento delle rendite catastali;
che il successivo art. 39, comma 1 bis – aggiunto del D.Lgs. n. 156 del 2015, art. 9, comma 1, lett. o), a decorrere dal 1 gennaio 2016 – (“La commissione tributaria dispone la sospensione del processo in ogni altro caso in cui essa stessa o altra commissione tributaria deve risolvere una controversia dalla cui definizione dipende la decisione della causa”) non è evidentemente applicabile al caso di specie, essendo la pregiudizialità invocata rispetto al Consiglio di Stato (Cass. nn. 25960/2018; 23792/2018; 17413/2018; 17412/2018);
considerato, ancora, che la Corte costituzionale, con la pronuncia n. 249 del 2017, ha da un lato affermato che “la scelta fatta dal legislatore con il censurato comma 335 (L. n. 311 del 2004, art. 1) non presenta profili di irragionevolezza (in quanto) la decisione di operare una revisione del classamento per microzone si basa sul dato che la qualità del contesto di appartenenza dell’unità immobiliare rappresenta una componente fisiologicamente idonea ad incidere sul valore del bene”, evidenziando però che “la natura e le modalità dell’operazione enfatizzano l’obbligo di motivazione in merito agli elementi che hanno, in concreto, interessato una determinata microzona, così incidendo sul diverso classamento della singola unità immobiliare; obbligo che, proprio in considerazione del carattere “diffuso” dell’operazione, deve essere assolto in maniera rigorosa in modo tale da porre il
contribuente in condizione di conoscere le concrete ragioni che giustificano il provvedimento”;
ritenuto pertanto che il ricorso va respinto e, non essendosi costituite le contribuenti, nulla va statuito in merito alle spese.