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Timestamp: 2020-03-28 18:31:38+00:00
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Prescrizione del reato:ecco quando il giudice può pronunciare l'assoluzione. - Corte di cassazione penale - sentenza n. 49866/13 del 21/12/2013
Prescrizione del reato:ecco quando il giudice può pronunciare l'assoluzione.
sentenza 49866/13 del 21/12/2013
In presenza di una causa estintiva del reato il giudice del gravame è legittimato a pronunciare sentenza di assoluzione "ex" art. 129 c.p.p., comma 2, soltanto se la prova dell'insussistenza del fatto, della sua irrilevanza penale o della non commissione del medesimo da parte dell'imputato risulti evidente sulla base degli stessi elementi e delle medesime valutazioni posti a fondamento della sentenza impugnata, senza necessità di nuove indagini e di ulteriori accertamenti, che sarebbero incompatibili con il principio dell'immediata operatività della causa estintiva.
Cassazione penale, sezione sesta, sentenza del 21.12.2012, n. 49866
D.F., R.G., P.G.G., R.V., D.N.F. ricorrono, a mezzo del loro difensore, avverso la sentenza 11 aprile 2011 della Corte di appello di Bari, che, in parziale riforma della sentenza 28 febbraio 2007 del Tribunale di Foggia, qualificato il fatto come violazione degli artt. 56, 110 e 323 c.p. (tentato abuso d'ufficio con l'attenuante del recesso attivo) ...omissis...
Con un unico motivo di impugnazione si prospetta violazione di legge in punto di elemento soggettivo del ritenuto delitto, il quale esige il dolo intenzionale, nella specie peraltro da escludere in ragione della condizione soggettiva di incertezza degli accusati, che, sul punto dell'incarico all'avvocato per la tutela in sede penale del Sindaco, si erano "accontentati" delle generiche rassicurazioni di fattibilità dei segretari generali del Comune, succedutisi nell'iter del provvedimento di assunzione degli oneri di difesa tecnica del Sindaco stesso, persona offesa in un procedimento di diffamazione collegato alla campagna elettorale (ma anteriore alla assunzione della carica sindacale).
Il motivo, attesa la sopravvenuta causa estintiva non merita accoglimento.
Invero, in presenza di una causa estintiva del reato il giudice del gravame è legittimato a pronunciare sentenza di assoluzione "ex" art. 129 c.p.p., comma 2, soltanto se la prova dell'insussistenza del fatto, della sua irrilevanza penale o della non commissione del medesimo da parte dell'imputato risulti evidente sulla base degli stessi elementi e delle medesime valutazioni posti a fondamento della sentenza impugnata, senza necessità di nuove indagini e di ulteriori accertamenti, che sarebbero incompatibili con il principio dell'immediata operatività della causa estintiva (cass. pen. sez. 4, 33309/2008 Rv. 241961).
Orbene, siffatto esito è nella specie non rilevabile nè ragionevolmente ottenibile dalle emergenze processuali, con conseguente annullamento senza rinvio della sentenza impugnata, per intervenuta estinzione del reato a seguito di prescrizione.