Source: https://studiolegaledanza.wordpress.com/2018/01/02/oggetto-atto-di-messa-in-mora-e-diffida-ritenuta-del-250-sulla-retribuzione-art-12-del-decreto-legge-n-78-del-31-maggio-2010-convertito-con-modificazioni-in-legge-n-122-2010/
Timestamp: 2018-12-18 22:08:18+00:00
Document Index: 123883406

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 2120', 'art. 37', 'art. 38', 'sentenza ', 'art. 2120']

Oggetto: ATTO DI MESSA IN MORA E DIFFIDA Ritenuta del 2,50 % sulla retribuzione – art. 12 del decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010, convertito, con modificazioni, in legge n. 122/2010. – Avv. Maurizio Danza Docente di Diritto del Lavoro Universitas Mercatorum
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Avv. Maurizio Danza Docente di Diritto del Lavoro Universitas Mercatorum
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Oggetto: ATTO DI MESSA IN MORA E DIFFIDA Ritenuta del 2,50 % sulla retribuzione – art. 12 del decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010, convertito, con modificazioni, in legge n. 122/2010.
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Ente ____________________
Via _____________________
Cap _____________________
ATTO DI MESSA IN MORA E DIFFIDA
Oggetto: Ritenuta del 2,50 % sulla retribuzione – art. 12 del decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010, convertito, con modificazioni, in legge n. 122/2010.
Il sottoscritto __________________________,dipendente presso ___________________, con inquadramento nel profilo di _____________________
La Legge 30 luglio 2010 n. 122, di conversione, con modificazioni del DL 31 maggio 2010 n. 78, reca misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica;
con riferimento agli interventi in materia previdenziale, l’art. 12, comma 10 del D.L 31 maggio 2010 n. 78 sopra indicato, ha espressamente previsto “ con effetto sulle anzianità contributive maturate a decorrere dal 01 gennaio 2011, per i lavoratori alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 3 dell’art. 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, per i quali il computo dei trattamenti di fine servizio, comunque denominati, in riferimento alle predette anzianità contributive non è già regolato in base a quanto previto dall’art. 2120 c.c. del codice civile in materia di trattamento di fine rapporto, il computo dei predetti trattamenti di fine servizio si effettua secondo le regole di cui al citato articolo 2120 c.c., con applicazione dell’aliquota del 6,91 per cento”;
sino al 31 dicembre 2010 la normativa imponeva al datore di lavoro un accantonamento complessivo del 9,60% sull’80% della retribuzione lorda, con una trattenuta a carico del dipendente pari al 2,50% sempre sull’80% della retribuzione così come previsto dall’art. 37 del Decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1032, secondo cui “ciascuna amministrazione si rivale a carico del dipendente iscritto in misura pari al 2,50% della base contributiva”; la base contributiva è fissata dall’art. 38 del DPR da ultimo citato nell’80% “ dello stipendio, paga o retribuzione annui, considerati al lordo”;
alla luce di quanto sopra, appare evidente come il complesso normativo in materia previdenziale sia mutato con la conseguenza che, a decorrere dal 1° gennaio 2011 non ha più titolo ad essere effettuata la ritenuta del 2,50% sull’80% della retribuzione, quindi, ne deriva la illegittimità del cumulo dei due istituti sopra richiamati (ossia la perdurante trattenuta del 2,50% sull’80% dei redditi, in aggiunta all’istituto di nuova introduzione previsto dal D.L. n. 78/2010 convertivo in legge 122/2010);
tale principio risulta affermato dalla recente sentenza n. 53/2012 secondo cui “la nuova normativa possiede ed esplica un chiaro effetto novativo dell’istituto, dal momento che disciplina ex novo la medesima materia, introducendo una differente modulazione del contributo, esaustivamente regolata richiamando la disciplina dell’art. 2120 c.c., e dunque la disciplina civilistica del trattamento di fine rapporto, nell’ambito della quale la rivalsa del 2,50% a carico dei dipendenti non è praticata, perché non prevista in alcun modo”.
è di tutta evidenza che la trattenuta del 2,50% operata dall’Amministrazione nei propri confronti deve considerarsi illegittima, poiché non dovuta, a partire dal 01.01.2011.
ciò premesso, il sottoscritto
L’Amministrazione in indirizzo, in persona del legale rappresentante pro-tempore, domiciliato in Via _________________, (città) ___________________.
a cessare
immediatamente nei propri confronti la ritenuta del 2,50% sull’80% della retribuzione, a rimborsare gli importi illegittimamente trattenuti a decorrere dal 01.01.2011.
con avviso
che perdurando tale comportamento il sottoscritto si riserva di adottare tutte le opportune iniziative legali per la tutela dei propri diritti ed interessi.
La presente da intendersi quale atto interruttivo di qualsivoglia termine di prescrizione.
Con salvezza di ogni ulteriore azione.
Roma, data
atto di diffida e messa in mora trattenuta su TFR
DIFFIDA MIUR RICONOSCIMENTO ABILITAZIONE PROFESSIONE DOCENTE CONSEGUITA IN ROMANIA: INVIO ENTRO 31/01/2018 EMAIL DANZA.RICORSOESTERO@GMAIL.COM
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