Source: https://www.scuderimottaeassociati.it/accesso-civico-generalizzato-alla-documentazione-di-gara/
Timestamp: 2018-10-16 03:46:27+00:00
Document Index: 26042120

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 53', 'art. 53', 'art. 53', 'art. 5', 'art. 53', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 53']

Accesso civico generalizzato alla documentazione di gara - Scuderi Motta e Associati
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Sezioni Unite: risarcimento danni ai medici specializzandi iscritti all’anno accademico 1982/1983
3 agosto 2018 Valentina Magnano S. Lio
Non é possibile esercitare l’accesso civico generalizzato ex art. 5, comma 2 del decreto legislativo n. 33/2013, rispetto agli “atti delle procedure di affidamento e di esecuzione dei contratti pubblici” di cui al comma 1, dell’art. 53 del decreto legislativo n. 50/2016.
Così si é da ultimo espresso il Tar Parma il quale – con la decisione del 18 luglio 2018 n.197 che qui si segnala – ha ritenuto legittimo il diniego opposto dalla stazione appaltante all’istanza di accesso civico generalizzato presentata da una impresa per visionare: i) i documenti di una gara di appalto già espletata e dalla quale la impresa era stata esclusa; ii) una serie di dati inerenti ad aspetti relativi all’esecuzione del rapporto contrattuale scaturito da tale gara (rapporto anch’esso esaurito).
L’art. 53 sopra citato – osserva il TAR Parma – “..reca una particolare disciplina per l’accesso agli atti afferenti alle procedure ad evidenza pubblica finalizzate alla stipulazione di appalti o concessioni di servizi.
In sostanza, dunque, l’art. 53 del d.lgs. n. 50 del 2016 riconduce espressamente la disciplina applicabile per tutti i documenti (di gara e di esecuzione del contratto) richiesti dal Consorzio ricorrente, fatte salve le eccezioni contenute nello stesso testo normativo di riferimento, alla disciplina ordinaria in materia di accesso…”
Correlativamente ed a sua volta, continua il Collegio giudicante, “..il comma 3 dell’art. 5-bis del d.lgs. n. 33 del 2013 statuisce che “il diritto di cui all’articolo 5, comma 2, è escluso nei casi di segreto di Stato e negli altri casi di divieti di accesso o divulgazione previsti dalla legge, ivi compresi i casi in cui l’accesso è subordinato dalla disciplina vigente al rispetto di specifiche condizioni, modalità o limiti, inclusi quelli di cui all’articolo 24, comma 1, della legge n. 241 del 1990”.
Si tratta dei cosiddetti casi di “esclusione assoluta”, nei quali cioè l’amministrazione che detiene i documenti richiesti non conserva alcuna possibilità di comparazione discrezionale degli interessi coinvolti…”.
A fronte di ciò, occorre – ad avviso del Collegio – chiedersi “..se la speciale disciplina contenuta nell’art. 53 del d.lgs. n. 50 del 2016 (ivi ricompreso l’espresso richiamo all’applicabilità delle regole in materia di diritto di accesso ordinario) debba considerarsi come un caso di esclusione della disciplina dell’accesso civico ai sensi del comma 3 dell’art. 5-bis su richiamato…”
La risposta a tale quesito per il Collegio è affermativa, sulla base di un “duplice rilievo, testuale e interpretativo“.
Ad avviso del Collegio giudicante infatti, “..da un punto di vista letterale, il comma 3 dell’art. 5-bis del d.lgs. n. 33 del 2013 è cristallino nello stabilire che il diritto di accesso civico generalizzato “è escluso” nei casi in cui l’accesso è subordinato dalla disciplina vigente al rispetto di specifiche condizioni, modalità o limiti.
Al contrario, come detto, residua nell’attuale sistema dei contratti pubblici una norma – l’art. 53, comma 1 del d.lgs. n. 50 del 2016 – che restringe il campo di applicazione del diritto di accesso agli atti richiesti dal ricorrente alle norme sul diritto di accesso ordinario di cui alla L. n. 241/1990…“.
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Tags: accesso agli atti, accesso civico generalizzato, appalti, appalti pubblici, casi di esclusione assoluta, decreto legislativo 33/2013, decreto legislativo 50/2016, diniego di accesso agli atti, documentazione di gara, fase esecutiva, gara, Legge n.241/1990, principio di concorrenza, principio di trasparenza