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Timestamp: 2017-06-24 21:22:13+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 27', 'art. 22', 'art. 21', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 16', 'art. 20', 'sentenza ', 'art. 17', 'art. 20', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 25', 'art. 8', 'art. 8', 'sentenza ', 'sentenza ']

ASSOCIAZIONE INDUSTRIALI VICENZA - ppt scaricare
PubblicatoMirella Grasso
Presentazione sul tema: "ASSOCIAZIONE INDUSTRIALI VICENZA"— Transcript della presentazione:
ASSOCIAZIONE INDUSTRIALI VICENZAIl contenzioso impresa e Pubblica Amministrazione tra forma e sostanza avv. Federico Peres – avv. Marina Zalin Butti & Partners – avvocati Via Leoncino n. 10 – Verona /
INDICE INTERVENTO Le sanzioni amministrative e i provvedimenti della P.A. nei confronti dell’impresa L’accertamento e la contestazione di una violazione amministrativa Gli scritti difensivi avverso le sanzioni amministrative Il procedimento di ingiunzione Obblighi procedimentali della P.A. Cenni sul procedimento avanti al TAR Il recupero del credito della P.A.
Le sanzioni amministrative e i provvedimenti della P.A. nei confronti dell’impresa Sanzioni amministrative Tra le misure che la pubblica amministrazione può adottare, qualora risulti violato un precetto, la sanzione amministrativa è una “pena in senso tecnico” intesa a colpire il responsabile della violazione allo scopo di dissuaderlo dal commettere ulteriori violazioni. Sono invece misure di esecuzione e non sanzioni amministrative ad es. gli interventi di messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale delle aree inquinate previste, a carico dei responsabili dall’art. 17 del D.Lgs. 22/97.
Le sanzioni amministrative e i provvedimenti della P.A. nei confronti dell’impresa Sanzioni amministrative La sanzione amministrativa, anche se intesa come pena in senso tecnico, va differenziata dalla sanzione penale sotto i seguenti aspetti: Sociale: diversità di disvalore Giuridico: diversità di effetti Procedimentale: autorità amministrativa (anche se eccezione D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231)
Le sanzioni amministrative e i provvedimenti della P.A. nei confronti dell’impresa La tipologia delle sanzioni amministrative Le sanzioni amministrative, possono essere classificate nelle seguenti tipologie: Sanzioni principali :pecuniarie ed interdittive Sanzioni accessorie: es. confisca
Le sanzioni amministrative e i provvedimenti della P.A. nei confronti dell’impresa Sanzioni amministrative pecuniarie Si tratta della sanzione amministrativa tipica e consiste nell’applicazione al contravventore di una pena pecuniaria stabilita, di regola, tra un minimo ed un massimo indicati dalla legge
Le sanzioni amministrative e i provvedimenti della P.A. nei confronti dell’impresa Sanzioni amministrative interdittive Sono misure che si concretizzano nella privazione di un diritto o di una capacità nei confronti di chi abbia trasgredito ad un precetto: incidono direttamente su un diritto del trasgressore (es. provvedimento che dispone la chiusura di una attività) incidono direttamente su provvedimenti amministrativi che consentono al trasgressore di esercitare un diritto (es. revoca di autorizzazione)
Le sanzioni amministrative e i provvedimenti della P.A. nei confronti dell’impresa Sanzioni accessorie: la confisca Le sanzioni accessorie accedono a quelle principali e ne seguono la sorte giuridica. Tra queste, particolare rilievo, in campo ambientale, riveste la confisca, che consiste nell’ espropriazione di cose attinenti all’illecito a favore dello Stato Può essere: FACOLTATIVA per cose che servirono o furono destinate a commettere la violazione OBBLIGATORIA per cose che sono il prodotto della violazione per cose la cui detenzione costituisce violazione
Le sanzioni amministrative e i provvedimenti della P.A. nei confronti dell’impresa Diffide, sospensioni e revoche di autorizzazioni In quali situazioni la Pubblica Amministrazione può adottare, in materia ambientale, un provvedimento di diffida oppure di sospensione o anche di revoca all’esercizio di un’attività regolarmente autorizzata?
Le sanzioni amministrative e i provvedimenti della P.A. nei confronti dell’impresa Diffide, sospensioni e revoche di autorizzazioni Quando a seguito di controlli successivi all’avviamento degli impianti questi non risultino conformi all’autorizzazione di cui all’art. 27, ovvero non siano soddisfatte le condizioni e le prescrizioni contenute nell’atto di autorizzazione all’esercizio delle operazioni di cui al comma 1, quest’ultima è sospesa, previa diffida, per un periodo massimo di 12 mesi. Decorso tale termine senza che il titolare abbia provveduto a rendere quest’ultimo conforme all’autorizz., L’autorizzazione stessa è revocata. rifiuti
Le sanzioni amministrative e i provvedimenti della P.A. nei confronti dell’impresa Diffide, sospensioni e revoche di autorizzazioni Ferma restando l’applicazione delle norme sanzionatorie di cui al Titolo V, in caso di Inosservanza delle prescrizioni dell’autorizz. allo scarico, l’autorità competente procede, secondo la gravità dell’infrazione: alla diffida, stabilendo un termine entro il quale devono essere eliminate le irregolarità b) alla diffida e contestuale sospensione dell’aut. per un tempo determinato, ove si manifestino situazioni di pericolo per la salute pubblica o per l’ambiente c) alla revoca dell’aut. In caso di mancato adeguamento alle prescrizioni imposte con la diffida e in caso di reiterate violazioni che determinano situazioni di pericolo per la salute pubblica e per l’ambiente. scarichi
Le sanzioni amministrative e i provvedimenti della P.A. nei confronti dell’impresa Diffide, sospensioni e revoche di autorizzazioni In caso di inosservanza alle prescrizioni autorizz. l’autorità regionale competente procede secondo la gravità delle infrazioni: alla diffida, assegnando un termine entro il quale devono essere eliminate le irregolarità; b) alla diffida e contestuale sospensione della attività aut. per un tempo determinato, ove si manifestino situazioni di pericolo per la salute e/o per l’ambiente; c) alla revoca dell’autorizzazione e alla chiusura dell’impianto, in caso di mancato adeguamento alle prescrizioni imposte con la diffida e in caso di reiterate violazioni che determinino situazioni di pericolo per la salute e/o per l’ambiente. aria
Le sanzioni amministrative e i provvedimenti della P.A. nei confronti dell’impresa Diffide, sospensioni e revoche di autorizzazioni In un’ipotesi di scarico effettuato oltre i valori limite di cui al D.Lgs. n. 152/99 sarebbe legittima una diffida che si limiti ad imporre al titolare dell’aut. il rispetto dei limiti di legge?
Le sanzioni amministrative e i provvedimenti della P.A. nei confronti dell’impresa Diffide, sospensioni e revoche di autorizzazioni “In tema di tutela delle acque dall’inquinamento, l’ipotesi prevista dall’art. 22 della legge n. 319 costituisce reato sussidiario, la cui applicazione diviene operativa allorché le prescrizioni indicate nel nel provvedimento di autorizzazione e non osservate, non attengano ai limiti di accettabilità degli scarichi, dovendosi, in quest’ultima ipotesi, applicare l’art. 21 comma 3 della stessa legge” (Cassazione Penale, sez. III 6 aprile 1988).
Accertamento e contestazione della violazioneIl procedimento sanzionatorio trova il suo necessario presupposto nell’accertamento da parte degli organi competenti, dei fatti che integrano la fattispecie di illecito amministrativo. L’accertamento di concretizza negli atti finalizzati ad acclarare la sussistenza del fatto illecito (assunzione di informazioni, ispezione di cose e luoghi, rilievi segnaletici)
Accertamento e contestazione della violazioneAccertamento mediante analisi di campioni (art. 15 L. 689/1981) Quanto l’accertamento della violazione presuppone l’analisi di campioni, come accade spesso nella materia ambientale, è prevista una procedura particolare: L’esito delle analisi deve essere comunicato con raccomandata a.r. all’interessato; L’interessato può chiedere - entro 15 giorni dalla comunicazione delle prime analisi - la revisione delle analisi con la partecipazione di un proprio consulente; La data della revisione va comunicata all’interessato almeno 10 giorni prima
Accertamento e contestazione della violazioneAccertamento mediante analisi di campioni (art. 15 L. 689/1981) ECCEZIONE PER ANALISI NON RIPETIBILI La Corte Costituzione (28 luglio 1983 n. 248) ha stabilito il principio generale per cui in caso di analisi non ripetibili e per le quali non sia possibile la revisione l’organo procedente deve comunicare all’interessato il giorno, l’ora ed il luogo dove le analisi verranno effettuate affinché l’interessato possa partecipare al procedimento con l’assistenza di un consulente tecnico
Accertamento e contestazione della violazioneL’attività di accertamento viene di regola trasfusa in un documento dotato di rilevanza probatoria: il verbale La notifica del verbale di accertamento della violazione implica la contestazione della stessa, ossia la segnalazione da parte dell’amministrazione ad un soggetto di determinati fatti considerati illeciti
Accertamento e contestazione della violazioneProcedimento di contestazione (art. 14 L. 689/ 1981) L’art. 14 della L. 689/81 distingue tra: CONTESTAZIONE IMMEDIATA – ove possibile – L'eventuale impossibilità di effettuare la contestazione immediata deve risultare da adeguata motivazione. Tale motivazione può, a detta di parte della giurisprudenza, essere anche implicita, bastando che essa sia desumibile, in modo specifico ed univoco, dalle modalità del fatto contestato. D'altro canto, non può ritenersi la validità di qualsivoglia motivazione, ma solo di quella idonea, in concreto, a giustificare l'impossibilità di contestazione immediata.
Accertamento e contestazione della violazioneProcedimento di contestazione (art. 14 L. 689/ 1981) A questo proposito la Corte di cassazione ha affermato: "In tema di violazioni amministrative, qualora il giudice dell'opposizione (o il prefetto) ritenga, con prudente apprezzamento, che la contestazione immediata- del cui difetto l'interessato si sia doluto- sarebbe stata, in concreto, possibile, in relazione alle circostanze del caso e che tale contestazione non è stata, ciononostante, effettuata, provvede all'annullamento del verbale di accertamento della violazione così contestata" (Cass. Civ., sez. III, 18 giugno 1999, n. 6123, Pref. di Terni- Galli).
Accertamento e contestazione della violazioneProcedimento di contestazione (art. 14 L. 689/ 1981) CONTESTAZIONE MEDIANTE NOTIFICAZIONE – termini massimi per la notifica: 90 giorni dall’accertamento L'ultimo atto di accertamento (intendendosi con tale espressione: acquisizione di tutti gli elementi utili per procedere alla valutazione del fatto e quindi alla contestazione) è da considerarsi la relazione di analisi; se il verbale di accertamento è viene notificato oltre i 90 giorni prescritti dalla legge la violazione dell'art. 14 comma 2 risulta piena e la procedura deve essere archiviata
Accertamento e contestazione della violazioneContenuto della contestazione In assenza di specifiche indicazioni di legge sono requisiti essenziali della contestazione: La qualificazione in termini di illecito dei fatti L’imputazione dell’illecito ad uno o più responsabili La comunicazione dell’inizio di un procedimento a suo/loro carico
Accertamento e contestazione della violazioneIl pagamento in misura ridotta Dopo l’accertamento della violazione e la relativa contestazione il trasgressore per evitare che il procedimento sanzionatorio prosegua può effettuare il pagamento in misura ridotta (1/3 del massimo) della sanzione relativa all’infrazione contestatagli Entro 60 giorni dalla contestazione immediata o dalla notificazione
Accertamento e contestazione della violazionePagamento in misura ridotta e sanzioni accessorie Possono essere applicate le sanzioni accessorie al trasgressore che ha pagato in misura ridotta ?
Accertamento e contestazione della violazionePagamento in misura ridotta e sanzioni accessorie Salvo quanto previsto dalle disposizioni speciali, in via generale l’art. 16 L. 689/81, che prevede il meccanismo del pagamento in misura ridotta, nulla dispone circa le sanzioni accessorie …TUTTAVIA…
Accertamento e contestazione della violazionePagamento in misura ridotta e sanzioni accessorie L’art. 20 della L. 689/01 stabilisce nel suo primo comma che le sanzioni accessorie devono essere applicate con ordinanza di ingiunzione e con la sentenza di condanna la sanzione interdittiva presuppone l’irrogazione della sanzione principale L’art. 17 nel prevedere che l’agente che ha accertato la violazione presenti un rapporto nella sola ipotesi in cui non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta presuppone che il PAGAMENTO PONGA FINE AL PROCEDIMENTO SANZIONATORIO
Accertamento e contestazione della violazionePagamento in misura ridotta e sanzioni accessorie L’IRROGAZIONE DELLA SANZIONE ACCESSORIA NON PUÒ AVER LUOGO NELL’IPOTESI DI PAGAMENTO IN MISURA RIDOTTA
Accertamento e contestazione della violazionePagamento in misura ridotta e sanzioni accessorie ECCEZIONI PER LA CONFISCA: Nei casi di confisca obbligatoria: il pagamento in misura ridotta non preclude la sua applicazione (art. 20 comma 4 – anche in assenza di ordinanza di ingiunzione) Nei casi di confisca facoltativa: non applicabile in caso di pagamento in misura ridotta (impossibile l’accertamento dell’a utilizzazione o della destinazione)
Gli scritti difensivi avverso le sanzioni amministrativeConclusa la fase dell’accertamento e della contestazione il procedimento può sfociare nell’emanazione di una ordinanza di ingiunzione che rappresenta il vero e proprio provvedimento sanzionatorio: LA CONTESTAZIONE DELL’ILLECITO NON È INFATTI UN PROVVEDIMENTO SANZIONATORIO
Gli scritti difensivi avverso le sanzioni amministrativeIn ogni caso l’interessato può far pervenire all’organo competente ad irrogare la sanzione (di regola la Provincia) entro 30 giorni dalla contestazione o dalla notifica del verbale SCRITTI DIFENSIVI O DOCUMENTAZIONE e può chiedere di essere sentito
Gli scritti difensivi avverso le sanzioni amministrativeLe difese svolte dal trasgressore devono essere valutate dall’amministrazione? L’interessato che ne faccia richiesta deve essere necessariamente sentito? Qual è la sorte dell’ordinanza di ingiunzione emessa senza una previa valutazione delle istanze difensive?
Gli scritti difensivi avverso le sanzioni amministrativeLa giurisprudenza dominante ritiene che l’ordinanza sia illegittima per inosservanza di un obbligo procedimentale
Il procedimento di ingiunzioneDeterminazione della sanzione o archiviazione Esaminati i documenti e gli scritti difensivi Proceduto all’audizione degli interessati – ove richiesta -: Se fondato l’accertamento: determinazione con ordinanza MOTIVATA della sanzione ed ingiunzione del pagamento all’autore della violazione Se infondato l’accertamento: ordinanza motivata di archiviazione
Il procedimento di ingiunzioneContenuto dell’ordinanza di ingiunzione 1) L’ordinanza di ingiunzione deve essere MOTIVATA: no un semplice riferimento alle norme violate ed agli estremi del verbale di accertamento(Cass. 23 giugno 1995, 7138) no generica parafrasi del testo normativo, ma deve contenere elementi specifici che consentano l’individuazione del tipo e della gravità dell’infrazione ( Cass. 13 marzo 1992 n. 3081) La motivazione per relationem non è ammissibile nel caso in cui l’interessato abbia prodotto documenti e deduzioni difensive (Cass. 24 novembre 1990 n )
Il procedimento di ingiunzioneContenuto dell’ordinanza di ingiunzione Indicazione del termine e dell’autorità contro cui ricorrere (Corte Cost. 1 aprile 1998 n. 86) 3) Corrispondenza con la contestazione 4) Sottoscrizione (anche se secondo la Cassazione non costituisce motivo di invalidità l’illeggibilità o l’incompletezza della firma)
Il procedimento di ingiunzioneL’ opposizione all’ordinanza di ingiunzione ENTRO 30 GIORNI DALLA NOTIFICA DELL’ORDINANZA DI INGIUNZIONE: PAGAMENTO	PRESENTAZIONE DELLA SANZIONE OPPOSIZIONE IRROGATA	(mediante ricorso davanti al tribunale civile)
Obblighi procedimentali della P.A.Comunicazione di avvio del procedimento in cosa consiste l’obbligo per la P.A. di comunicare al diretto interessato l’avvio di un procedimento amministrativo nei suoi confronti?
Obblighi procedimentali della P.A.Comunicazione di avvio del procedimento L’art. 7 della legge n. 241 del 1990 precisa che ove non sussistano ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze di celerità del procedimento, l’avvio del procedimento stesso è comunicato, con le modalità previste dall’art. 8, ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti ed a quelli che per legge debbono intervenirvi. Ove parimenti non sussistano le ragioni di impedimento predette, qualora da un provvedimento possa derivare un pregiudizio a soggetti individuati o facilmente individuabili, diversi dai suoi diretti destinatari, l’amministrazione è tenuta a fornire loro, con le stesse modalità, notizia dell’inizio del procedimento
Obblighi procedimentali della P.A. Provvedimenti particolariComunicazione di avvio del procedimento Provvedimenti particolari Questa regola vale anche per i provvedimenti vincolati di tipo sanzionatorio? E per quelli contraddistinti da un’elevata discrezionalità tecnica?
Obblighi procedimentali della P.A.Comunicazione di avvio del procedimento la comunicazione dell’avvio del procedimento si applica anche agli atti vincolati di tipo sanzionatorio, atteso che la partecipazione del privato anche agli accertamenti che precedono atti vincolati può far rilevare circostanze ed elementi tali da indurre l’amministrazione a recedere dall’emanazione dell’atto in questione’ (Consiglio di Stato sez. VI n. 686 in Guida al diritto n. 12/02 p. 84)
Obblighi procedimentali della P.A.Comunicazione di avvio del procedimento “La mancata comunicazione di avvio del procedimento di imposizione di un vincolo su un bene di interesse storico artistico comporta l’illegittimità del conseguente provvedimento quando i destinatari dello stesso non abbiano potuto partecipare al procedimento. La partecipazione del privato è indispensabile anche quando, come nel caso in esame, il procedimento sia pressochè privo di discrezionalità amministrativa e sia connotata, viceversa, da un alto tasso di c.d. discrezionalità tecnica” (Consiglio di Stato sez. Vi 31 gennaio 2000 n. 29 in Il Giornale di diritto amm.vo n. 6/00 p. 582 con nota di Aldo Sandulli)
in cosa consiste il c.d. ‘diritto di accesso’Obblighi procedimentali della P.A. Diritto di accesso ai documenti amministrativi in cosa consiste il c.d. ‘diritto di accesso’ ai documenti amministrativi? E’ consentita solo la presa visione o è anche possibile l’estrazione di copia di documenti?
Obblighi procedimentali della P.A. Art. 25 l.n. 241/90Diritto di accesso ai documenti amministrativi Art. 25 l.n. 241/90 1. Il diritto di accesso si esercita mediante esame ed estrazione di copia dei documenti amministrativi, nei limiti e nei modi indicati dalla presente legge. L’esame dei documenti è gratuito. Il rilascio di copia è subordinato soltanto al rimborso del costo di riproduzione, salve le disposizioni vigenti in materia di bollo, nonché i diritti di ricerca e di visura
Obblighi procedimentali della P.A.Diritto di accesso ai documenti amministrativi Nei confronti di quali soggetti pubblici può essere esercitato ? In particolare: nei confronti delle s.p.a. che gestiscono pubblici servizi?
Obblighi procedimentali della P.A.Diritto di accesso ai documenti amministrativi Il diritto di accesso si può esercitare anche nei confronti di concessionari di pubblici servizi (Consiglio di Stato n. 4). Soggetto passivo è anche il gestore del pubblico servizio (Consiglio di Stato sez. VI n. 1414)
Obblighi procedimentali della P.A.Diritto di accesso ai documenti amministrativi Di quali atti e documenti il privato ha il diritto di prendere visione? Solo quelli di diritto pubblico o anche quelli di diritto privato? E i pareri legali richiesti dalla Pubblica Amministrazione a professionisti esterni?
Obblighi procedimentali della P.A.Diritto di accesso ai documenti amministrativi La disciplina sul diritto d’accesso è stata introdotta per garantire il controllo dell’efficienza ed imparzialità dell’azione amministrativa a favore di soggetti titolari di un interesse giuridicamente rilevante; tale diritto non può essere invocato per l’ostensione di atti provenienti da soggetti privati, detenuti dall’amministrazione, ma non utilizzati ai fini dell’attività di quest’ultima, né incidenti nelle relative determinazioni (Consiglio di Stato sez. VI n. 191) Se l’intervento del professionista riguarda la strategia difensiva in una causa gli atti sono coperti da segreto professionale, se invece si tratta di un parere acquisito dalla P.A. con valenza endoprocedimentale – vieppiù se richiamato nell’atto – il diritto d’acc. non si può negare
Obblighi procedimentali della P.A.Diritto di accesso ai documenti amministrativi Quale deve essere il contenuto di una domanda, perché la stessa possa essere accolta, con la quale il privato intende esercitare il diritto di accesso?
Obblighi procedimentali della P.A.Diritto di accesso ai documenti amministrativi Ai sensi dell’art. 25 2° comma della legge n. 241/90 la richiesta d’accesso ai documenti amministrativi deve essere motivata Vale a dire: deve essere specifica? Occorre dichiarare la ragione che sta alla base dell’interesse ad esercitare il diritto d’accesso?
Obblighi procedimentali della P.A.Diritto di accesso ai documenti amministrativi La domanda d’accesso ai documenti amministrativi non si configura come generica – e quindi inammissibile – per il solo fatto di non contenere l’indicazione degli estremi dei singoli atti richiesti (TAR Lazio sez. II n. 851) L’interesse deve essere compiutamente esternato già nell’istanza rivolta alla P.A.; deve trattarsi di un interesse personale (pertinente cioè esclusivamente al soggetto che ne vanta la titolarità) giuridicamente protetto e concreto (Consiglio di Stato sez. V n. 2109)
Obblighi procedimentali della P.A.Diritto di accesso ai documenti amministrativi Quanto tempo ha la P.A. per evadere la richiesta? 30 giorni Se la P.A. nega il diritto o non si pronuncia, quanto tempo ha il privato per presentare ricorso al TAR? 30 giorni
Obblighi procedimentali della P.A. SINTESIDiritto di accesso ai documenti amministrativi SINTESI Anche nei confronti dei gestori di pubblici servizi (anche s.p.a) Diritto di estrarre copia Esclusi gli atti coperti da segreto professionale, ma compresi quelli provenienti da privati che hanno incidenza nelle determinazioni della P.A. Indicando le ragioni dell’interesse (motivata) ma non occorre l’individuazione puntuale dei docc. richiesti 30 giorni per evadere la richiesta e 30 giorni per ricorrere al TAR
Obblighi procedimentali della P.A.Caratteristiche del provvedimento amministrativo Quale è il contenuto essenziale di un provvedimento amministrativo? In quali casi si può sostenere che un provvedimento amministrativo è illegittimo? ovvero Quali sono i vizi del provvedimento amm.vo che consentono di presentare con efficacia una ricorso al TAR?
Obblighi procedimentali della P.A.Caratteristiche del provvedimento amministrativo INCOMPETENZA VIOLAZIONE DI LEGGE ECCESSO DI POTERE
Obblighi procedimentali della P.A.Caratteristiche del provvedimento amministrativo INCOMPETENZA Provvedimento emesso da un organo amministrativo diverso da quello che la norma di riferimento individua come competente ad adottarlo Un ordine di bonifica ex art. 8 D.M. n. 471/99 impartito dalla Provincia o dalla Regione anziché dal Comune
Obblighi procedimentali della P.A.Caratteristiche del provvedimento amministrativo VIOLAZIONE DI LEGGE Rapporto di contraddittorietà tra l’atto e una norma di legge circa forma, contenuto o procedimento: mancata applicazione o falsa applicazione di una norma di legge Un ordine di bonifica ex art. 8 D.M. n. 471/99 impartito al proprietario del sito che non sia stato individuato come responsabile dell’inquinamento
Obblighi procedimentali della P.A.Caratteristiche del provvedimento amministrativo Sviamento di potere ECCESSO DI POTERE Travisamento dei fatti Difetto di motivazione o contraddittorietà della stessa Contraddizione con precedenti manifestazioni di volontà Difetto di istruttoria
Cenni sul procedimento avanti al TARGli atti impugnabili Quali sono i provvedimenti amministrativi che possono (e devono) essere impugnati avanti al TAR? In particolare, in cosa consiste il c.d. atto presupposto?
Cenni sul procedimento avanti al TARGli atti impugnabili Debbono essere impugnati gli atti che incidono direttamente ed in via definitiva (ancorchè per un periodo di tempo limitato) sulle posizioni di interesse dei soggetti privati. L’interesse diretto, attuale e concreto all’impugnazione si può manifestare anche rispetto ad un provvedimento non avente carattere definitivo dell’iter procedimentale intrapreso, ma che costituisca il presupposto di un provvedimento di successiva emanazione. tuttavia
Cenni sul procedimento avanti al TARGli atti impugnabili in questi casi la mancata impugnazione dell’atto presupposto comporta l’impossibilità (dal punto di vista processuale) di impugnare l’atto definitivo. E’ inammissibile il ricorso teso all’annullamento di un atto applicativo viziato da invalidità derivata, quando non risulti ritualmente impugnato l’atto presupposto (CdS sez. IV n. 1683) L’atto amministrativo meramente esecutivo di un atto precedente è del tutto sfornito di discrezionalità e, in quanto tale, non è ricorribile, qualora sia divenuto inoppugnabile l’atto presupposto (CdS sez. IV n. 38)
Le sanzioni amministrative e i provvedimenti della P.A. nei confronti dell’impresa Il risarcimento del danno Come si può reagire avverso un diniego della P.A.? Cosa può ottenere, in concreto, il privato? In termini generali, il privato può pretendere dalla P.A. il risarcimento dei danni subiti?
Le sanzioni amministrative e i provvedimenti della P.A. nei confronti dell’impresa Il risarcimento del danno non solo annullamento dell’atto viziato ma anche possibilità di ottenere, direttamente nella stessa sede di processo amministrativo, il risarcimento dei danni subiti.
Le sanzioni amministrative e i provvedimenti della P.A. nei confronti dell’impresa Il risarcimento del danno lo ha stabilito la sentenza n. 500 della Corte di Cassazione a Sezioni Unite del 22 luglio 1990 La risarcibilità degli interessi legittimi – la cui lesione è qualificabile in astratto come danno ingiusto – dipende in concreto dall’accertamento dell’effettività del danno e della sua ingiustizia, dall’esistenza di un nesso causale tra l’evento e il comportamento il comportamento illegittimo della P.A. e dalla sussistenza di una componente di dolo o colpa (non del funzionario ma) dell’amministrazione- apparato, che non può considerarsi in re ipsa, ma va verificata dal giudice in ragione di un esercizio dell’azione amm.va che risulti in violazione delle regole della imparzialità, correttezza e buona amministrazione che si pongono come limiti alla discrezionalità.
Le sanzioni amministrative e i provvedimenti della P.A. nei confronti dell’impresa Il risarcimento del danno Ciò può avvenire, pertanto, con i seguenti limiti
Le sanzioni amministrative e i provvedimenti della P.A. nei confronti dell’impresa Il risarcimento del danno il risarcimento del danno non è conseguenza automatica e costante dell’annullamento giurisdizionale, ma richiede, a garanzia di un corretto contenimento delle domande risarcitorie, la positiva verifica di tutti i requisiti richiesti dalla legge. In particolare la colpa, non già del funzionario, ma della pubblica amministrazione – non può essere ricondotta alla violazione delle regole dell’imparzialità, correttezza e buona amministrazione, che si pongono come limiti estremi alla discrezionalità, ma bisogna tenere conto dei vizi che inficiano il provvedimento e in linea con la giurisprudenza comunitaria, della gravità della violazione commessa dalla PA’ (CDS sez. IV, n in Giornale di diritto amministrativo n. 2/02 p. 143)
Le sanzioni amministrative e i provvedimenti della P.A. nei confronti dell’impresa Il risarcimento del danno (in materia di pubblici appalti) Quale applicazione concreta ha questo principio in materia, ad esempio, di appalti pubblici? TAR Lombardia n. 5049
Le sanzioni amministrative e i provvedimenti della P.A. nei confronti dell’impresa Il risarcimento del danno (in materia di pubblici appalti) In caso di annullamento di una gara d’appalto di servizi, ove non sia possibile il risarcimento in forma specifica per essere stato nelle more già sottoscritto il contratto con la ditta dichiarata aggiudicataria, a quella vincitrice del ricorso deve essere risarcito il danno subito consistente sia nella perdita delle chance di vittoria che essa ragionevolmente aveva, sia nel mancato guadagno conseguente, da determinarsi tenendo conto a) dell’esito della gara e b) di una percentuale di utile presunto pari al 10% con applicazione di un coefficiente di riduzione corre- lato alle ragionevoli probabilità di aggiudicazione.
Cenni sul procedimento avanti al TARIl termine per presentare impugnazione Qual è il termine per impugnare un provvedimento avanti al TAR? In particolare, da quando decorre?
Cenni sul procedimento avanti al TARIl termine per presentare impugnazione Il termine è di 60 giorni che decorrono dal giorno in cui l’interessato ne abbia ricevuta la notifica o ne abbia comunque avuto piena conoscenza per gli atti per i quali non è richiesta la notifica individuale, dal giorno in cui sia scaduto il termine di pubblicazione (ove prevista da disposizioni di legge o regolamentari)
Cenni sul procedimento avanti al TARLa tutela cautelare E’ possibile ottenere tutela immediata in un giudizio avanti al TAR? In particolare, che cosa occorre dimostrare per ottenerla?
Cenni sul procedimento avanti al TARLa tutela cautelare Il Tribunale, su istanza del ricorrente, può disporre la sospensione in via cautelare del provvedimento impugnato ma alla condizione che il ricorrente abbia dimostrato Un pregiudizio grave e irreparabile derivante dall’esecuzione dell’atto impugnato
Cenni sul procedimento avanti al TARLa tutela cautelare rispetto ai provvedimenti negativi E se il provvedimento impugnato ha carattere negativo (es. diniego di autorizzazione o di concessione, silenzio della p.a.) è possibile ottenere tutela in via cautelare?
Cenni sul procedimento avanti al TARLa tutela cautelare rispetto ai provvedimenti negativi Sì, ma ciò comporta esclusivamente l’obbligo per la P.A. di provvedere nuovamente, non potendo il giudice sostituirsi alla Pubblica Amministrazione. Va annullata l’ordinanza del TAR che imponga, in via cautelare, alla P.A. di eliminare il provvedimento negativo impugnato, sostituendolo con un diverso atto, poiché tale imposizione incide in via definitiva e irreversibile sul rapporto amm.vo controverso ed esorbita dai limiti connaturati al giudizio cautelare, nell’ambito del quale, invece, è consentita la tutela degli interessi pretensivi a fronte di provvedimenti negativi della p.a., mediante l’adozione di misure d’urgenza di contenuto positivi, determinate autonoma- mente dal giudice e con efficacia meramente interinale (CdS ord. n.1210 del 1996)
Il recupero del credito della P.A.Imposte, corrispettivi e giudice competente Il decreto legislativo n. 80 del 31 marzo 1998, modificato dalla legge n. 205 del 21 luglio 2000, ha devoluto alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo tutte le controversie in materia di pubblici servizi ed in particolare quelle riguardanti le attività e le prestazioni di ogni genere, anche di natura patrimoniale, rese nell’espletamento di pubblici servizi, ivi comprese quelle rese nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, con esclusione dei rapporti individuali di utenza con soggetti privati, delle controversie meramente risarcitorie che riguardano il danno a persona o a cose e delle controversie in materia di invalidità.
Il recupero del credito della P.A.Imposte, corrispettivi e giudice competente Dopo iniziali contrasti interpretativi la Corte di Cassazione a sezioni unite, con la sentenza n del ha stabilito che Nell’ambito del rapporto di concessione, le controversie che traggono origine dall’interpretazione ed applicazione delle disposizioni che regolano l’assetto economico dello svolgimento del rapporto stesso concernono indennità, canoni e altri corrispettivi, sono, pertanto, devolute alla giurisdizione del giudice ordinario.
Il recupero del credito della P.A.Imposte, corrispettivi e giudice competente E in materia di recupero del credito della P.A. relativo al canone di fognatura e depurazione? 1 Quale è il giudice competente? 2 Il passaggio da canone a tariffa cosa ha comportato? 3 In che termini si può contestare il pagamento del canone di Depurazione?
Il recupero del credito della P.A.Imposte, corrispettivi e giudice competente 1 Il tribunale ordinario (Cass. civ. sez. un. n del ) 2 Il venir meno della competenza delle Commissioni Tributarie relativa al canone (oggi tariffa) 3 il pagamento del canone di depurazione è dovuto nel caso in cui la fognatura comunale convogli in un impianto di depurazione, a prescindere dall’effettiva utilizzazione del servizio medesimo; diversamente non è dovuto quando, di fatto, manchi il collegamento tra l’impianto di fognatura e quello di depurazione (Comm. Trib. Prov. Treviso n. 344)
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