Source: https://www.osservatoriouniversita.unimib.it/news/page/2/
Timestamp: 2020-08-07 18:57:21+00:00
Document Index: 185297274

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ', 'art.53', 'art.98', 'art.97', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 5', 'sentenza ']

News – Pagina 2 – Osservatorio sull'Università
Con sentenza del 22 maggio 2020, n. 5432, il TAR Lazio, Roma, Sez. III, ha ribadito che, in tema di iscrizione ad anni successivi al primo di corsi di laurea a numero programmato, si applicano i principi affermati dalla sentenza del Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 28 gennaio 2015, n. 1, la quale ha affermato che, a livello di normazione primaria e secondaria, le uniche disposizioni in materia di trasferimenti si rinvengono ai commi 8 e 9 dell’art. 3 del D.M. 16 marzo 2007 in materia di “Determinazione delle classi di laurea magistrale”, i quali, senza alcun riferimento a requisiti per l’ammissione, disciplinano il riconoscimento dei crediti già maturati dallo studente, sia con riguardo al trasferimento degli studenti da un corso di laurea ad un altro, sia con riferimento al trasferimento da un’università ad un’altra, “secondo criteri e modalità previsti dal […]
Con Decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, recante “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, il Governo è intervenuto (anche) in materia di università e ricerca (titolo IX – misure in materia di università e ricerca, artt. 236-238). Leggi il testo completo: Decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 – Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 (titolo IX – misure in materia di università e ricerca, artt. 236-238). Leggi allegato: Relazione illustrativa (titolo IX, artt. 236-238).
Con sentenza del 18 maggio 2020, n. 68, la Corte dei conti reg., Lombardia, ha precisato che, alla luce del quadro normativo attuale, i professori universitari che abbiano optato per il regime lavorativo “a tempo pieno” non possono svolgere attività di natura libero – professionale. La posizione dei professori universitari risulta, infatti, peculiare rispetto a quella dei restanti dipendenti pubblici, atteso che le disposizioni contenute nell’art.53, comma 7, D.Lgs. 30 marzo 2001, n.165, devono essere integrate con quelle specificamente dettate nell’ambito della regolazione dello status del professore universitario, fermo restando che il principio generale che governa l’intera materia è quello secondo cui la prestazione lavorativa in favore del datore di lavoro pubblico assume il connotato dell’esclusività (art.98 Cost.), finalizzato ad assicurare il buon andamento dell’amministrazione tramite la salvaguardia delle energie del lavoratore e della sua indipendenza (art.97 Cost.). Leggi il testo completo: Corte dei conti reg., Lombardia, 18 maggio 2020, […]
Con sentenza del 13 maggio 2020, n. 3025, il Consiglio di Stato, Sez. VI, ha specificato come, in una procedura selettiva volta ad attribuire un incarico di insegnamento, non è censurabile la valutazione specifica dei titoli e delle pubblicazione laddove la medesima sia stata svolta in modo da permettere una ricostruzione del percorso logico posto a base dell’assegnazione del punteggio numerico a ciascuno dei candidati, mentre l’elemento comparativo, risultante dal raffronto tra i vari giudizi, deve ritenersi immanente alla formulazione dei giudizi in un unico contesto valutativo, sfociato nell’assegnazione di un punteggio numerico a ciascun candidato in relazione a ciascuno dei criteri prestabiliti. Leggi il testo completo: Consiglio di Stato, Sez. VI, 13 maggio 2020, n. 3025
Con sentenza del 11 maggio 2020, n. 4928, TAR Lazio, Roma, Sez. III, ha chiarito che, ove con il verbale di predeterminazione e ulteriore specificazione dei criteri di valutazione in sede di procedura di attribuzione dell’abilitazione scientifica nazionale di professore di prima fascia, la commissione – ai sensi dell’art. 8, comma 1, d.P.R. n. 95 del 2016 e nei limiti e secondo quanto previsto dal d.m. n. 120 del 2016 – precisi le figure autorali o coautorali delle pubblicazioni scientifiche di cui all’art. 7, d.m. n. 120 del 2016, indicandole in “autore corrispondente”, “ultimo autore”, “primo autore”, detto verbale costituisce sede e fonte di un autovincolo prudentemente allestito dalla commissione alla stessa sua funzione giudicatrice, nell’ottica della riduzione della discrezionalità dell’attività valutazionale voluta dal legislatore, all’insegna dell’imparzialità e della trasparenza della procedure intese all’attribuzione dell’abilitazione scientifica introdotte nell’ordinamento universitario con […]
Con sentenza del 11 maggio 2020, n. 285, il TAR Liguria, Genova, Sez. I, ha chiarito che la composizione della commissione di concorso deve ritenersi illegittima quando, pur rispettosa del regolamento di Ateneo, risulti in contrasto con le indicazioni del Piano nazionale anticorruzione e del successivo atto di indirizzo ministeriale n. 39/2018. Tale conclusione discende dall’art. 1, comma 3, della legge n. 190/2012, che, consentendo ad Anac l’annullamento d’ufficio di comportamenti o atti contrastanti con i piani e le regole sulla trasparenza, presuppone l’illegittimità del provvedimento da rimuovere, fungendo in sostanza da norma interposta. Occorre infatti rilevare che gli atti amministrativi possono discostarsi da circolari, istruzioni, atti di indirizzo e linee guida purché contengano una adeguata e puntuale motivazione, idonea a dar conto delle ragioni della diversa scelta amministrativa, concretandosi altrimenti il vizio di eccesso di potere (in argomento cfr., in […]
Con ordinanza del 7 maggio 2020, n. 8633, la Corte di Cassazione a Sezioni unite ha chiarito che appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario la controversia avente ad oggetto il rapporto lavorativo del personale universitario con l’azienda sanitaria, poiché l’art. 5, secondo comma, del d.lgs. 21 dicembre 1999, n. 517, distingue il rapporto di lavoro dei professori e ricercatori con l’università da quello instaurato dagli stessi con l’azienda ospedaliera (anche qualora quest’ultima non si sia ancora trasformata in azienda ospedaliero- universitaria) e dispone che, sia per l’esercizio dell’attività assistenziale, sia per il rapporto con le aziende, si applicano le norme stabilite per il personale del servizio sanitario nazionale, con la conseguenza che, quando la parte datoriale si identifichi nell’azienda sanitaria, la qualifica di professore universitario funge da mero presupposto del rapporto lavorativo e l’attività svolta si inserisce nei fini istituzionali e […]
Con decreto del 21 aprile 2020, n. 2076, il Consiglio di Stato, Sez. VI, si è nuovamente pronunciato sulla vicenda relativa alle elezioni del nuovo Presidente dell’Anvur, rilevando come le pronunce cautelare sinora adottate determinino un’evidente carenza di governance dell’ANVUR, incompatibile con i principi costituzionali di buona amministrazione e relativa continuità, tenuto conto oltretutto che l’eventuale accoglimento nel merito del ricorso, con annullamento degli atti impugnati, condurrebbe unicamente alla rinnovazione del relativo procedimento elettorale, ma non certo al diretto insediamento ex se di altro candidato alla carica per cui è causa. Leggi il testo completo: Consiglio di Stato, Sez. VI, 21 aprile 2020, n. 2076
Con sentenza del 20 aprile 2020, n. 2495, il Consiglio di Stato, Sez. VI, ha chiarito che, in virtù di quanto stabilito dall’articolo 13, direttiva 2013/55/Ue, che ha modificato la direttiva 2005/36 (relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali), sono riconoscibili in modo automatico i titoli di formazione previsti da tale direttiva e rilasciati in un altro Stato membro al termine di formazioni in parte concomitanti, a condizione che “la durata complessiva, il livello e la qualità delle formazioni a tempo parziale non siano inferiori a quelli delle formazioni continue a tempo pieno” (cfr. più di recente Corte giustizia UE , sez. III , 06/12/2018 , n. 675). Di conseguenza, laddove il richiedente sia in possesso del titolo di studio richiesto – la laurea conseguita in Italia (ex sé rilevante, senza necessità di mutuo riconoscimento reciproco) – sia della qualificazione abilitante all’insegnamento – conseguita […]