Source: https://fiscomania.com/conferimento-di-partecipazioni-realizzo-controllato/
Timestamp: 2020-04-06 08:50:12+00:00
Document Index: 147114843

Matched Legal Cases: ['art. 175', 'art. 175', 'art. 9', 'art. 175', 'art. 175', 'art. 87', 'art. 3', 'art. 175', 'art. 9', 'art. 177', 'art. 2359', 'art. 2359', 'art. 2359', 'art. 177', 'art. 2359', 'art. 2359', 'art. 2359', '§ 1', 'art. 2359', 'art. 2359', 'art. 2359', 'art. 175', 'art. 175', 'art. 175', 'art. 175']

Conferimento di partecipazioni a realizzo controllato: guida - Fiscomania
Home Tax Planning Tax Planning Nazionale Conferimento di partecipazioni a realizzo controllato: guida
Guida all’applicazione del regime fiscale del realizzo controllato di cui all’articolo 175, comma 1, del TUIR per il conferimento di partecipazioni. Determinazione del valore del conferimento ed operazione in neutralità fiscale.
Come funziona il regime del realizzo controllato?
Conferimento di partecipazioni in continuità di valori contabili
Conferimento di partecipazioni non neutrale fiscalmente
Conferimento di partecipazioni con realizzo controllato e minuslvalenze
Realizzo controllato e partecipazioni di controllo
Controllo di fatto extra-assembleare
Conferimento di partecipazioni parziale in caso di controllo
Realizzo controllato e soggetti residenti in Italia
Natura giuridica della conferitaria
Conferimento di partecipazioni: consulenza fiscale online
In caso di conferimento di partecipazioni tra imprese, l’art. 175 co. 1 del TUIR consente di considerare come valore di realizzo del conferimento “quello attribuito alle partecipazioni ricevute in cambio dell’oggetto conferito, nelle scritture contabili del soggetto conferente ovvero, se superiore, quello attribuito alle partecipazioni conferite nelle scritture contabili del soggetto conferitario“.
Ai fini della determinazione del componente positivo di reddito realizzato dal soggetto conferente, il costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione viene contrapposto al valore contabile più elevato tra:
Quello attribuito nella contabilità del soggetto conferente alla partecipazione ricevuta in cambio del conferimento;
Quello attribuito nella contabilità del soggetto conferitario alla partecipazione conferita.
In questo articolo tutte le informazioni utili per comprendere e sfruttare i vantaggi legati al conferimento di partecipazioni a realizzo controllato. Regime di cui all’articolo 175, comma 1 del TUIR.
Il regime di realizzo controllato ex art. 175 comma 1 del TUIR consente di considerare come valore di realizzo del conferimento il valore attribuito in bilancio alle partecipazioni ricevute (conferite).
L’applicazione del regime del realizzo controllato è limitata “conferimenti di partecipazioni di controllo o di collegamento ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile”.
Deve trattarsi di conferimenti di partecipazioni “effettuati tra soggetti residenti in Italia nell’esercizio di imprese commerciali”. Questo implica che, ai fini della determinazione del componente positivo di reddito realizzato dal soggetto conferente, il costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione viene contrapposto non già al valore normale della partecipazione stessa, determinato ai sensi dell’art. 9 del TUIR, bensì al valore contabile più elevato tra:
Quello attribuito nella contabilità del soggetto conferitario alla partecipazione conferita
Si parla di “realizzo controllato” proprio perché le parti del conferimento hanno la possibilità di “controllare”, mediante le scelte che operano sul piano contabile, l’entità del presupposto imponibile che il conferimento determina in capo al conferente.
Nel caso di conferimento di partecipazioni effettuato in continuità di valori contabili l’applicazione del regime di cui all’art. 175 comma 1 del TUIR ha l’effetto di determinare in capo al soggetto conferente un presupposto imponibile pari a zero. Quindi, sostanzialmente una neutralità fiscale “di fatto” dell’operazione.
Ma cosa si intende per neutralità fiscale dell’operazione?
In questo caso si intende un conferimento di partecipazioni societarie con iscrizione della partecipazione conferita e di quella ricevuta in cambio, nelle rispettive contabilità, per un valore contabile pari a quello cui risultava iscritta ante conferimento la partecipazione conferita nella contabilità del soggetto conferente.
Il tutto, relativamente a una partecipazione il cui costo fiscalmente riconosciuto in capo al conferente coincide con il suo valore di iscrizione contabile. Soltanto al verificarsi di questi presupposti si realizza un conferimento in neutralità fiscale.
Può accadere il caso in cui l’iscrizione contabile delle partecipazioni ricevute in cambio o di quelle conferite avvenga per un valore superiore a quello per cui risultavano iscritte in campo al conferente.
Allo stesso modo può capitare che, nonostante l’iscrizione contabile sia avvenuta in continuità di valori, esistesse a monte in capo al conferente un disallineamento tra il minor costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione e il suo maggior valore di iscrizione contabile.
In questi casi all’interno del regime del realizzo controllato non riesce a formarsi un conferimento in neutralità fiscale. Sostanzialmente, l’applicazione del regime di cui all’art. 175, comma 1 del TUIR determina l’emersione di un componente positivo di reddito di impresa in capo al conferente.
Tale componente di reddito è imponibile:
Soltanto nella misura del 5%, se il conferente è un’impresa soggetta a IRES;
Soltanto nella misura del 58,14%, se il conferente è una impresa soggetta a IRPEF.
Questa fattispecie (di minor imponibilità) si applica qualora la partecipazione conferita abbia i requisiti per l’applicazione della participation exemption di cui all’art. 87 del TUIR.
Giova per altro sottolineare che la percentuale di imponibilità del 58,14% si applica agli atti di realizzo posti in essere a decorrere dal 1° gennaio 2018, ai sensi del DM 26 maggio 2017; per gli atti di realizzo posti in essere prima del 1° gennaio 2009, la percentuale di imponibilità era il 40% (DM 2 aprile 2008) e per quelli posti in essere dal 1° gennaio 2009 fino al 31 dicembre 2017, era il 49,72%.
La relazione illustrativa al previgente art. 3 del DLgs. n 358/1997 (trasfuso nell’attuale art. 175 del TUIR) ha chiarito sin dal principio che:
“esulano dall’articolo in questione, che si riferisce alle «plusvalenze», i criteri di determinazione delle minusvalenze, che rimangono pertanto quelli ordinari; per ottenere la deduzione di una minusvalenza non appaiono infatti sufficienti le mere valutazioni operate dalla conferitaria, ma occorre che il valore di perizia sia inferiore al valore contabile dell’azienda, ai sensi dell’art. 9 del TUIR”.
In altre parole, le minusvalenze e i componenti negativi di reddito in genere “da realizzo controllato” sono indeducibili. Questo, in quanto il regime di realizzo controllato deroga al criterio del valore normale ai fini della possibilità di “controllare” l’entità del componente positivo di reddito realizzato, fino ad arrivare ad azzerarlo, ma senza spingersi fino al punto che dalla deroga possano addirittura emergere componenti negativi di reddito che, a valore effettivi, non sussistono.
Come chiarito dalla risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 38/2012, quanto precede vale anche con riferimento ai conferimenti di partecipazioni di controllo in “regime controllato” ex art. 177 comma 2 del TUIR.
Dal punto di vista oggettivo, il regime di realizzo controllato può applicarsi ai conferimenti che hanno per oggetto partecipazioni di controllo o di collegamento ai sensi dell’art. 2359 c.c.
Per quanto concerne le partecipazioni di controllo, il rinvio all’intero art. 2359 c.c. implica che non rilevi soltanto l’ipotesi del controllo di diritto ai sensi del n. 1) del comma 1 dell’art. 2359 c.c. (come avviene nel caso del regime di realizzo controllato ex art. 177 comma 2 del TUIR), ma anche quella del controllo di fatto ai sensi dei nn. 2) e 3) del comma 1 dell’art. 2359 c.c.
Ai sensi del comma 2 dell’art. 2359 c.c., ai fini della verifica della sussistenza del controllo di diritto o del controllo di fatto “assembleare” si computano anche i voti spettanti a società controllate, a società fiduciarie e a persona interposta, mentre non si computano i voti spettanti per conto di terzi.
Per quanto concerne le partecipazioni di collegamento, l’art. 2359 comma 3 c.c. stabilisce che sono considerate collegate le società sulle quali il socio esercita una influenza notevole. Essa la si presume quando nell’assemblea ordinaria può essere esercitato almeno un quinto dei voti ovvero un decimo se la società ha azioni quotate in mercati regolamentati.
Detto questo, si rileva come la prassi dell’Amministrazione finanziaria (C.M. n. 320/E/1997, § 1.3.1) ritenga che il requisito del controllo e del collegamento vada rinvenuto con riguardo alla partecipazione oggetto dell’operazione.
Pertanto, il requisito deve considerarsi escluso dall’ambito di applicazione del regime nel conferimento di una partecipazione che di per sé non attribuisce nell’assemblea della partecipata:
Né il controllo di diritto (n. 1 dell’art. 2359 comma 1 c.c.);
Né il controllo di fatto (n. 2 dell’art. 2359 comma 1 c.c.);
E nemmeno l’influenza notevole (art. 2359 comma 3 c.c.).
Questo, a nulla rilevando l’eventuale “controllo di fatto extra-assembleare” esercitato in forza di altre circostanze diverse dalla disponibilità di voti in assemblea.
Quando questo pre-requisito risulta verificato può determinarsi l’applicabilità della disciplina anche ai casi in cui il soggetto conferente conferisce solo una parte della partecipazione di controllo che possiede.
Questa parte, pur non configurandosi di per sé stessa come partecipazione di controllo, determina il trasferimento del controllo dal soggetto conferente alla società conferitaria, in ragione della partecipazioni da questa già possedute.
Dal punto di vista soggettivo, invece, il regime di “realizzo controllato” ex art. 175 comma 1 del TUIR può applicarsi ai conferimenti “effettuati tra soggetti residenti in Italia nell’esercizio di imprese commerciali”.
Se dunque il soggetto conferente o il soggetto conferitario non sono residenti in Italia, l’applicabilità dell’art. 175 comma 1 del TUIR è già per questo motivo preclusa.
La residenza in Italia sia del soggetto conferente che del soggetto conferitario non basta però a garantire il diritto all’applicazione del regime di realizzo controllato ex art. 175 comma 1 del TUIR, posto che la norma richiede anche che il conferimento sia effettuato nell’esercizio di impresa.
Ciò preclude l’applicazione del regime a quei conferimenti di partecipazioni di controllo o collegamento che vengono ad esempio effettuati da un conferente persona fisica che non esercita attività di impresa o che, pur esercitandola, possiede la partecipazione oggetto del conferimento come bene non relativo all’impresa.
Nessun paletto viene posto invece dalla norma con riguardo alla natura giuridica del soggetto conferitario residente. Ragione per cui, ove sussistano gli altri presupposti oggettivi e soggettivi per l’applicazione della speciale disciplina, il regime di realizzo controllato ex art. 175 comma 1 del TUIR risulta applicabile non solo ai conferimenti in favore di società conferitarie di capitali, ma anche ai conferimenti in favore di società conferitarie di persone.
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