Source: http://docplayer.it/67173494-Corte-di-cassazione-copia-non-ufficiale.html
Timestamp: 2019-10-22 12:26:41+00:00
Document Index: 137102911

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 20', 'art. 372', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 20', 'sentenza ', 'art. 372', 'art. 13', 'art. 13']

1 Civile Sent. Sez. U Num Anno 2016 Presidente: AMOROSO GIOVANNI Relatore: MAMMONE GIOVANNI Data pubblicazione: 31/05/2016 SENTENZA sul ricorso proposto da: CANNIZZARO FRANCESCO, rappresentato e difeso da sé 2016 medesimo unitamente all'avvocato MICHELE PONTECORVO, 56 presso il cui studio in ROMA, VIA ASIAGO 9, è elettivamente domiciliato, per delega in calce al ricorso; - ricorrente -
2 contro ORDINE DEGLI AVVOCATI DI MILANO; - intimato - avverso la sentenza n. 81/2015 del CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE, depositata il 11/06/2015; udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 09/02/2016 dal Presidente Dott. GIOVANNI MAMMONE; udito l'avvocato Francesco CANNIZZARO: udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. PIERFELICE PRATIS, che ha concluso per il rigetto del ricorso.
3 Svolgimento del processo 1. Con decisione pronunziata in data e depositata il successivo il Consiglio dell'ordine degli Avvocati di Milano riteneva l'avv. Francesco Cannizzaro colpevole di due addebiti disciplinari, irrogando la sanzione della censura, per aver prodotto in giudizi() e per aver allegato ad un esposto presentato allo stesso COA gli atti relativi ad una separazione giudiziale tra due coniugi da lui non difesi, nonché per aver rivolto espressioni diffamatorie nei confronti di un suo collega avvocato nella stesura di altro esposto presentato a detto COA. 2. L'avv. Cannizzaro proponeva ricorso al Consiglio Nazionale Forense, il quale con sentenza in data accoglieva parzialmente l'impugnazione, escludendo la prima delle incolpazioni e confermando la responsabilità per la seconda, relativa alla formulazione delle espressioni diffamatorie. Il CNF, in particolare, rigettava le deduzioni difensive con cui il professionista aveva reclamato l'esistenza di una causa di giustificazione, costituita dall'aver ricevuto a sua volta espressioni diffamatorie, posto che l'art. 20, c. 2, del codice deontologico di categoria esclude la rilevanza della reciprocità o della provocazione, allorquando sia contestata ad un avvocato la violazione dell'onore di una persona o di un collega. Il COA, in ragione del parziale accoglimento, riduceva tuttavia la sanzione a quella minima dell'avvertimento professionista ha proposto ricorso per cassazione con ricorso e, nell'imminenza della pubblica udienza, ha depositato documentazione ai sensi dell'art. 372 c.p.c. Motivi della decisione 4. Con l'unico motivo di censura l'avv. Cannizzaro ascrive al CNF di aver adottato una motivazione apparente, in quanto non riferibile alle 12. Cannizzaro Francesco c. CM Milano (r.g /15)
4 effettive censure ad esso sottoposte con il terzo motivo di impugnazione. Nella sostanza il giudice avrebbe decontestualizzato le frasi oggetto di contestazione, considerandole mera reazione ad una provocazione o ad un'offesa, mentre, invece, i fatti ascritti alla collega, oggetto del contestato esposto, erano veri ed inoppugnabili, tali da non poter essere ritenuti di contenuto offensivo o diffamatorio. In altre parole, quanto affermato nell'esposto , indirizzato al COA di Milano e cioè che "l'avv. patrocinando la simulata separazione, pur consapevole delle sue finalità, si è resa responsabile del reato di favoreggiamento personale, in un'aggravante del reato già perpetrato dal Giovanni Centini suo assistito (appropriazione indebita), ai sensi dell'ut. 61, n. 2 c.p." non costituirebbe illecito ai sensi dell'art. 20 del Codice deontologico forense, in quanto non nascente da gratuita attribuzione di specifici comportamenti, costituendo descrizione di fatti inoppugnabilmente accertati motivo non è fondato. L'art. 20 del Codice deontologico forense, nel testo applicabile ratione temporis, sotto la rubrica "divieto di uso di espressioni sconvenienti od offensive", prevede che "/. Indipendentemente dalle disposizioni civili e penali, l'avvocato deve evitare di usare espressioni sconvenienti od offensive negli scritti in giudizio e nell'attività professionale in genere, sia nei confronti dci colleghi che nei confronti dci magistrati, delle controparti e dei terzi. 2. La ritorsione o la provocazione o la reciprocità delle offese non escludono l'infrazione della regola deontologica". Nel fare applicazione di tale disposizione il CNF, con la sua motivazione, non ha ignorato il contesto fan-uale in cui è maturato l'esposto presentato dall'avv. Cannizzaro, in quanto, dopo aver affermato la natura offensiva e diffamatoria delle suddette espressioni, ha precisato che il 12. Cannizzaro Francesco c. COA Milano (r.g /15) -2-
5 contesto in questione e quindi la veridicità o meno dei fatti da cui deriva l'attribuzione delle espressioni ritenute diffamatorie non ha rilevanza nella fattispecie esaminata. L'avvocato, infatti, secondo la motivazione dell'organo di rappresentanza professionale, "quale che sia il contesto in cui opera", non deve usare espressioni offensive e diffamatorie, nei confronti né dei colleghi, né di altri. Tali affermazioni non sono altro che l'applicazione puntuale del primo comma dell'art. 20 sopra riportato, che fa obbligo all'avvocato, "nell'attività professionale in genere" ed a prescindere dalle conseguenze civili e penali, di non usare espressioni sconvenienti ed offensive nei confronti, tra gli altri, dei propri colleghi. In altre parole, è sconveniente di per sé la fraseologia adottata, a prescindere dalla veridicità dei fatti che hanno dato luogo alla presentazione dell'esposto. 6. Il principio appena enunziato rende superflua la valutazione del contenuto della sentenza della Corte d'appello di Milano, allegata ex art. 372 c.p.c., intervenuta dopo la pronunzia oggi impugnata e concernente la controversia civile nel cui contesto è maturato l'esposto ritenuto deontologicamente scorretto. 7. Il ricorso deve essere, dunque, rigettato, senza pronunzia alcuna sulle spese del giudizio di legittimità. Per questi morivi La Corte rigetta il ricorso. Ài sensi dell'art. 13, c. 1 quater, del d.p.r n. 115, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del c. 1 bis dello stesso art. 13. Così deciso in Roma il 9 febbraio Cannizzaro Francesco e. COA Milano (r.g /15) -3-
/ /16 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE. 56 presso il cui studio in ROMA, VIA ASIAGO 9, è
/ 1137 0/16 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONI UNITE CIVILI Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. RENATO RORDORF Primo Pres.te f.f. Dott. GIOVANNI
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO SEZIONI UNITE CIVILI SENTENZA
/ 520 6/16 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONI UNITE CIVILI Composta dagli Ill.mi Sig.ri magistrati: Dott. Renato RORDORF Dott. Giovanni AMOROSO Dott.
118394/16 REPUBBLICA ITALIANA
118394/16 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZION E Composta dagli Ill.mi Sig.ri Magistrati: SEZIONI UNITE CIVILI Dott. Giovanni CANZIO Dott. Ettore BUCCIANTE Dott.
N. 37/13 R.G. RD 180/15 CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio Nazionale Forense, riunito in seduta
N. 37/13 R.G. RD 180/15 CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio Nazionale Forense, riunito in seduta pubblica, nella sua sede presso il Ministero della
Civile Sent. Sez. 1 Num. 20113 Anno 2015 Presidente: CECCHERINI ALDO Relatore: DIDONE ANTONIO Data pubblicazione: 07/10/2015 SENTENZA sul ricorso 13093-2009 proposto da: MANFEROCE TOMMASO (c. f. MNFTMS39E25C710E),
Civile Sent. Sez. L Num. 8594 Anno 2017 Presidente: NOBILE VITTORIO Relatore: SPENA FRANCESCA Data pubblicazione: 03/04/2017 SENTENZA sul ricorso 20111-2011 proposto da: SUCCU MARIA GIOVANNA C.F. SCCMGU79L58B359N,
Civile Sent. Sez. L Num. 20545 Anno 2015 Presidente: ROSELLI FEDERICO Relatore: ROSELLI FEDERICO Data pubblicazione: 13/10/2015 SENTENZA sul ricorso 946-2015 proposto da: ILACQUA FRANCESCO C.F. LCOFNC68R09H501H,
Civile Sent. Sez. U Num. 18571 Anno 2016 Presidente: RORDORF RENATO Relatore: MATERA LINA Data pubblicazione: 22/09/2016 SENTENZA sul ricorso 28667-2014 proposto da: INZERILLO BIAGIO, MIRAGLIA MARIA, elettivamente
Civile Sent. Sez. L Num. 17965 Anno 2016 Presidente: BRONZINI GIUSEPPE Relatore: GHINOY PAOLA Data pubblicazione: 13/09/2016 SENTENZA sul ricorso 16601-2015 proposto da: IANNIELLO ANNA C.F. NNLNNA80L58F839J,
Civile Sent. Sez. L Num. 2513 Anno 2017 Presidente: NOBILE VITTORIO Relatore: BRONZINI GIUSEPPE Data pubblicazione: 31/01/2017 SENTENZA sul ricorso 20125-2015 proposto da: POSTE ITALIANE S.P.A. C.F. 97103880585,
SENTENZA. PACE& PACIFICI, rappresentato e difeso dall'avvocato HANS LUNGER;
Civile Sent. Sez. 2 Num. 7949 Anno 2017 Presidente: PETITTI STEFANO Relatore: SCARPA ANTONIO Data pubblicazione: 28/03/2017 SENTENZA sul ricorso 25311-2013 proposto da: LUNGER HANS LNGHNS38M03E421C, elettivamente
Civile Sent. Sez. L Num. 19114 Anno 2014 Presidente: ROSELLI FEDERICO Relatore: NAPOLETANO GIUSEPPE Data pubblicazione: 10/09/2014 SENTENZA sul ricorso 11812-2013 proposto da: C.I.A. CONFEDERAZIONE ITALIANA
SENTENZA. D'ANGELO Avv. Sebastiano, rappresentato e difeso da se medesimo. e, in forza di procura speciale a margine del ricorso,
Civile Sent. Sez. 2 Num. 9659 Anno 2016 Presidente: BUCCIANTE ETTORE Relatore: GIUSTI ALBERTO Data pubblicazione: 11/05/2016 ha pronunciato la seguente sul ricorso proposto da: SENTENZA Compensi professionali
/16 REPUBBLICA ITALIANA
1 15 200/16 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONI UNITE CIVILI Composta dagli Ill.mi Sig.ri Magistrati: Dott. Giovanni CANZIO Dott. Ettore BUCCIANTE Dott.
Avvocati: contributo annuale, mancato pagamento e giurisdizione
Avvocati: contributo annuale, mancato pagamento e giurisdizione Cass. civile, Sez. U -, Sentenza n. 7666 del 24/03/2017. Pres.: RORDORF. Est.: PETITTI. Avvocato e procuratore Albo In genere Avvocati Contributo
Civile Sent. Sez. U Num. 26996 Anno 2016 Presidente: AMOROSO GIOVANNI Relatore: GIUSTI ALBERTO Data pubblicazione: 27/12/2016 SENTENZA sul ricorso 7677-2016 proposto da: COLETTI EMANUELE, elettivamente