Source: https://www.studiomarianiborsani.it/datore-di-lavoro-quali-responsabilita-ai-tempi-del-covid/
Timestamp: 2020-08-05 19:20:09+00:00
Document Index: 87951299

Matched Legal Cases: ['art. 2087', 'art. 2087', 'art. 40', 'art. 590', 'art. 589', 'art. 590']

Datore e responsabilità ai tempi del Covid - Studio Mariani Borsani
27 Mag 2020, by Luca Borsani in Area legale, Diritto civile
L’emergenza Covid-19 ha costretto i datori di lavoro ad adottare particolari misure di sicurezza per evitare il contagio e tutelare la salute dei lavoratori.
Ma quali responsabilità sorgono in capo al datore di lavoro? Cosa accadrebbe se il lavoratore dovesse contrarre il coronavirus all’interno dell’azienda per la quale svolge la prestazione? Cosa accadrebbe se il datore di lavoro non si fosse premunito di adottare ogni misura necessaria per evitare il contagio? Ed ancora, si potrebbe ravvisare una responsabilità civile o penale del datore di lavoro?
Le risposte a questi quesiti, oggi ancora più importanti data la ripresa quasi totale delle attività lavorative, non sono scontate ed ogni domanda posta necessita di specifici approfondimenti.
In data 14.03.2020 è stato emanato il Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure anti-contagio negli ambienti di lavoro, successivamente oggetto di modifica il 24/04/2020. Tale documento prevede delle misure che il datore di lavoro ha l’obbligo giuridico di adottare qualora vi sia la ripresa dell’attività produttiva. La mancata attuazione delle misure previste obbliga il datore di lavoro a mantenere ferma la produzione e, nel caso in cui si ignorasse il divieto, si imporrebbe la sospensione dell’attività sino al ripristino di adeguati livelli di protezione e sicurezza.
Vi è infatti un vero e proprio obbligo giuridico in capo al datore di lavoro di impedire che il lavoratore contragga il virus Covid-19 nel luogo ove presta l’attività lavorativa.
L’art. 2087 c.c. attribuisce al datore di lavoro una posizione di garanzia, per la quale risponde della mancata osservanza delle norme a tutela dell’integrità fisica dei prestatori di lavoro, tra le quali rientrano a pieno regime anche le misure anti-contagio Covid-19.
Ciò implica che nel caso in cui il datore di lavoro non abbia adottato tutte le misure previste per la tutela della salute e sicurezza potrà essere chiamato a risponderne anche in sede civile, a meno che non provi di aver adottato tutte le misure necessarie per la tutela dei suoi dipendenti.
La posizione di garanzia del datore di lavoro, delineata dall’art. 2087 c.c., determina una responsabilità penale in capo allo stesso, ai sensi dell’art. 40 c.p., per il solo fatto di non aver adottate le norme antinfortunistiche previste (tra le quali rientrano anche quelle covid).
Nello specifico il datore di lavoro potrebbe rispondere del reato di cui all’art. 590 c.p., lesioni, e persino di omicidio colposo ai sensi dell’art. 589 c.p., qualora vi sia il decesso del lavoratore, oltre all’aggravante della violazione delle norme antinfortunistiche di cui all’art. 590 c.3 c.p.
Per quanto attiene al contagio da Covid-19, come anche specificato dalla circolare INAIL 13/2020, è necessario che il contagio sia avvenuto in costanza di lavoro, il datore di lavoro abbia violato le norme antinfortunistiche, ovvero non abbia applicato le misure di sicurezza e anticontagio delineate dal protocollo citato e che vi sia nesso di causalità tra l’evento dannoso e la violazione della normativa.
Spetterà al lavoratore l‘onere della prova relativa alla sede del contagio, mentre il datore di lavoro dovrà dimostrare di aver adottato tutte le misure necessarie ad evitarlo.
Il datore di lavoro è obbligato ad adottare tutte le misure necessarie per tutelare la salute dei lavoratori. Se, in caso di ripresa della produzione, questi non fosse in grado di assicurare un grado di sicurezza adeguato, dovrebbe sospendere l’attività sino all’adeguamento alle misure stabilite.
Nel caso avvenga un contagio in costanza di lavoro, proprio l’adozione delle misure necessarie determinerà l’esclusione o meno della responsabilità civile e penale del datore stesso, sul quale graverà l’onere della prova in tal senso.
Qualora vi fosse una carenza nelle misure anticontagio, lo stesso potrà essere chiamato a rispondere in sede civile ed in sede penale, con conseguente obbligo di risarcimento del danno cagionato.
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