Source: https://www.legale-bernasconi.ch/tag/diritto-di-visita
Timestamp: 2020-02-21 18:26:45+00:00
Document Index: 3633793

Matched Legal Cases: ['art. 134', 'sentenza ', 'art. 134', 'art. 134', 'sentenza ', 'art. 315', 'art. 273', 'art. 273', 'sentenza ', 'DTF ', 'art. 273', 'art. 308', 'sentenza ']

diritto di visita Archives | Divorzio e consulenza alle PMI - Avv. Igor Bernasconi
Archivi tag: diritto di visita
Modifica del diritto di visita e della custodia: avantutto va ricordato che secondo l’art. 134 cpv. 1 CC il giudice – a istanza di un genitore, del figlio o dell’autorità di protezione – modifica l’attribuzione dell’autorità parentale se fatti nuovi importanti lo esigono per il bene del figlio;
L’autorità di protezione dei minori è competente per modificare la regolamentazione dell’autorità parentale e della custodia, nonché per l’approvazione di un contratto di mantenimento, solamente in caso di accordo tra i genitori. Negli altri casi, decide il giudice competente per la modifica della sentenza di divorzio (art. 134 cpv. 3 CC), quindi il Pretore.
Se necessario, il Pretore modifica anche il diritto di visita o la partecipazione di ciascun genitore alla cura del figlio, qualora debba decidere sulla modifica dell’autorità parentale, della custodia o del contributo di mantenimento di un figlio minorenne; negli altri casi l’autorità di protezione dei minori decide circa la modifica delle relazioni personali o della partecipazione alla cura del figlio (art. 134 cpv. 4 CC).
Nella procedura di modifica della sentenza di divorzio, il giudice è competente per modificare le misure giudiziarie relative all’attribuzione e alla protezione del figlio, secondo le norme disciplinanti il divorzio (art. 315b cpv. 1 n. 2 CC).
Gli articoli 134 e 315b CC sono strettamente connessi e, per le modifiche delle decisioni adottate dal giudice matrimoniale, devono essere letti in parallelo per definire la ripartizione delle competenze materiali tra il giudice e le autorità di protezione.
Se il Pretore deve decidere su una modifica litigiosa dell’autorità parentale o del diritto di custodia disciplinati in una decisione di divorzio, egli è anche competente – per attrazione – a decidere sulla modifica delle relazioni personali (diritti di visita) tra il genitore non affidatario e il figlio.
autorità di protezionecompetenzacustodiadiritto di visita
Diritto di visita: circostanze da tenere in considerazione
In una recente sentenza, la Camera di protezione del Tribunale d’appello ha ricordato quali sono i criteri del diritto di visita del genitore non affidatario.
Essa ha in particolare e avantutto menzionato che, giusta l’art. 273 cpv. 1 CC, i genitori che non sono detentori dell’autorità parentale o della custodia nonché il figlio minorenne hanno reciprocamente il diritto di conservare le relazioni personali indicate dalle circostanze.
Presupposto per l’esercizio di tale diritto è l’esistenza giuridica di un legame di filiazione (BSK ZGB I, Schwenzer ad art. 273 CC n. 7). Il diritto alle relazioni personali con entrambi i genitori è essenziale non solo di per sé, ma anche per il ruolo decisivo che può svolgere nel processo di identificazione.
Nella fissazione del diritto di visita non importa tanto trovare un equilibrio tra gli interessi dei genitori, quanto disciplinare le relazioni tra genitori e figlio nell’interesse di quest’ultimo.
Determinante è sempre il bene del figlio, da valutare secondo le circostanze, mentre gli interessi dei genitori passano in secondo piano (sentenza CDP del 2 maggio 2013, inc. 9.2013.46 consid. 3; DTF 127 III 295 consid. 4a, 123 III 451, cons. 3b e 3c).
Tra le circostanze da tenere in considerazione per fissare la durata e la frequenza degli incontri si annoverano ad esempio l’età del figlio, lo stato di salute di quest’ultimo e del genitore titolare del diritto alle relazioni personali, la distanza dai rispettivi domicili, le esigenze del figlio (frequentazione della scuola, di corsi ecc.), i desideri espressi dal figlio capace di discernimento e così via (Hegnauer in: RDT 1998 pag. 174 e Berner Kommentar, ad art. 273 CC note 65 segg.).
Per il bene del figlio le relazioni personali di un minorenne con il genitore privo di custodia parentale vanno commisurate anche – come si è appena detto – allo sviluppo psicofisico del figlio stesso e all’evolversi delle sue esigenze.
Il diritto di visita va organizzato in base a criteri oggettivi e in modo durevole, ciò che presuppone un’analisi attuale e in prospettiva futura della situazione. Si deve altresì tener conto delle difficoltà organizzative di entrambi i genitori, evitando soluzioni troppo complicate (Meier/Stettler, Droit de la filiation, 5ª ed., Ginevra-Losanna 2014, n. 766).
L’istituzione di una curatela educativa risulta utile per vigilare sull’esercizio del diritto di visita (art. 308 cpv. 2 CC), per stabilirne i giorni e gli orari, per vegliare sull’evoluzione delle relazioni personali fra padre e figlio e per proporre gli opportuni adattamenti (FamPra 2/2001 pag. 390; sentenza CDP 22 agosto 2014, inc. 9.2014.9 consid. 8).