Source: https://www.mistermagazine.it/2017/12/18/avvalimento-la-sostituzione-dellimpresa-in-corso-di-gara/
Timestamp: 2018-07-23 11:21:39+00:00
Document Index: 172107635

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 63', 'art. 89', 'art. 48', 'sentenza ']

Avvalimento – La sostituzione dell’impresa in corso di gara – Mr. Magazine
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La recente sentenza della Corte di giustizia Casertana Costruzioni del 14 settembre 2017 (C-223/16) ha rilevato come la nuova Direttiva appalti (2014/24/UE) abbia apportato sostanziali modifiche alla disciplina dell’avvalimento, confermando l’orientamento già espresso nella sentenza del 2016 Partner Apelski Dariusz (C-324/14),
Con rinvio pregiudiziale, il Consiglio di Stato ha chiesto alla Corte di giustizia di pronunciarsi sulla validità delle norme del vecchio Codice appalti italiano (il d.lgs. n. 163/2006), la cui interpretazione portava all’esclusione dell’offerta di quel concorrente il cui ausiliario avesse perso – dopo la scadenza dei termini per il deposito delle offerte e prima dell’aggiudicazione – la capacità sulla quale era stato fatto affidamento per la partecipazione alla gara.
Difatti, l’art. 63 della nuova Direttiva appalti consente la sostituzione dell’impresa ausiliaria in caso di mancato soddisfacimento dei criteri di selezione della procedura di gara o in caso di motivi obbligatori di esclusione. Tale norma è oggi contenuta nell’art. 89 del nuovo Codice appalti (il d.lgs. n. 50/2016). Il Consiglio di Stato si è quindi domandato se tale modifica della legge europea potesse influire anche sull’interpretazione delle norme del vecchio Codice appalti, applicabile ratione temporis alla vicenda in giudizio.La Corte di giustizia ha escluso tale possibilità. La nuova Direttiva appalti ha infatti dettato una disciplina dell’avvalimento significativamente differente rispetto a quella contenuta nell’art. 48 della Direttiva 2004/18/CE. Tale discontinuità, legata alla chiarezza della norma più risalente, impedisce di interpretare quest’ultima alla luce della nuova Direttiva.
I previgenti artt. 47 e 48 della vecchia Direttiva appalti consentivano agli operatori economici di far affidamento sulle capacità di altri soggetti al fine di vedersi aggiudicato un appalto pubblico. Si tratta del fenomeno noto in Italia come avvalimento, la cui finalità è quella di tutelare la concorrenza per mezzo di un accesso il più ampio possibile al mercato delle gare pubbliche. Tale funzione è senz’altro confermata dalla nuova Direttiva.
Nella precedente interpretazione, il ricorso all’avvalimento vedeva tuttavia un limite nel rispetto dei principi di parità di trattamento e di non discriminazione. In applicazione di tali principi, un’amministrazione non può chiedere chiarimenti a un offerente la cui offerta essa ritenga imprecisa o non conforme alle specifiche del bando di gara, salvo che per correggere errori materiali manifesti. Una modifica attinente al soggetto aggiudicatario è sempre stata considerata, invece, una modifica sostanziale, in violazione dei suddetti principi. La sostituzione in fase di gara di un’impresa ausiliaria era dunque contraria al principio di parità di trattamento.
Tale arresto giurisprudenziale si legava alla posizione del partecipante al raggruppamento temporaneo di imprese (caso Idrodinamica Spurgo Velox) e al subappalto (caso Wall), ma viene utilizzato – come conferma la sentenza Casertana Costruzioni – anche al caso dell’avvalimento.
Sarà interessante chiedersi come in futuro la Corte di giustizia intenderà applicare il principio di parità di trattamento al rinnovato istituto dell’avvalimento (e forse anche a quelli del RTI e del subappalto), alla luce del fatto che – a differenza del passato – oggi la nuova Direttiva appalti chiaramente consente la sostituzione dell’impresa ausiliaria.
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