Source: https://sportellotelematico.comune.landriano.pv.it/action:r_lombar:mutamento.destinazione.uso
Timestamp: 2020-06-06 07:59:13+00:00
Document Index: 160306670

Matched Legal Cases: ['art. 51', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 52', 'art. 20', 'art. 52']

Cambiare la destinazione d'uso di un immobile | Sportello Telematico Unificato STU3
La destinazione d’uso è la funzione di un’area o di un edificio ammessa dagli strumenti di pianificazione (Legge regionale 11/03/2005, n. 12, art. 51, com. 1). Per gli edifici sono comprese le funzioni compatibili con la destinazione principale derivante da provvedimenti definitivi di condono edilizio.
La destinazione d’uso qualificante è quella principale. Qualsiasi ulteriore destinazione d’uso che integri, renda possibile la destinazione d’uso principale o sia prevista dallo strumento urbanistico generale a titolo di pertinenza o custodia è di tipo complementare, accessoria o compatibile.
Le destinazioni principali, complementari, accessorie o compatibili possono coesistere senza limitazioni percentuali. È anche possibile passare dall'una all'altra rispettando la Legge regionale 11/03/2005, n. 12, art. 51, com. 1. Fanno eccezione quelle eventualmente escluse dal Piano di Governo del Territorio (PGT).
Cambiare la destinazione d'uso con opere edili
I mutamenti di destinazione d’uso, conformi alle previsioni urbanistiche comunali e connessi alla realizzazione di opere edilizie, non mutano la qualificazione dell’intervento e sono ammessi anche nell’ambito di piani attuativi in corso di esecuzione (Legge regionale 11/03/2005, n. 12, art. 51, com. 1).
Cambiare la destinazione d'uso senza opere edili con una comunicazione
I mutamenti di destinazione d'uso di immobili che non comportano la realizzazione di opere edilizie sono soggetti solo a preventiva comunicazione dell'interessato al Comune. I mutamenti devono però essere conformi alle previsioni urbanistiche comunali e alla normativa igienico-sanitaria (Legge regionale 11/03/2005, n. 12, art. 52, com. 2).
Le uniche eccezioni previste sono i mutamenti di destinazione d'uso di immobili finalizzati alla creazione di luoghi di culto e luoghi destinati a centri sociali (per i quali occorre chiedere il rilascio del permesso di costruire (PDC)) e le limitazioni delle destinazioni d’uso dei beni culturali (Decreto legislativo 22/1/2004, n. 42, art. 20, com. 1).
Cambiare la destinazione d'uso per la creazione di luoghi di culto e centri sociali con il permesso di costruire (PDC)
I mutamenti di destinazione d’uso di immobili, anche non comportanti la realizzazione di opere edilizie e finalizzati alla creazione di luoghi di culto e centri sociali, occorre chiedere il rilascio del permesso di costruire (PDC) (Legge regionale 11/03/2005, n. 12, art. 52, com. 3-bis).
Ultimo aggiornamento: 07/01/2020 15:48.54