Source: http://paperzz.com/doc/5299814/atto-n.-1513---regione-umbria
Timestamp: 2016-10-22 21:29:35+00:00
Document Index: 146959715

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 23', 'art. 32', 'art. 35', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 4', 'art.\n5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 13', 'art.\n14', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 18', 'art.\n19', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 22', 'art. 23', 'art. 24', 'art. 25', 'art. 26', 'art. 27', 'art. 28', 'art. 29', 'art. 30', 'art. 31', 'art. 32', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 2135', 'art. 230', 'sentenza ', 'art. 2135', 'art. 3', 'art. 230', 'art. 2', 'art. 14', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 28', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 31', 'art. 28', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 11', 'art. 3', 'art, 20', 'art. 9']

ATTO N. 1513 - Regione Umbria
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Piazza Italia, 2 - 06121 PERUGIA
ATTO N . 1513
della Giunta regionale (deliberazione n. 328 del 24/03/2014)
“NUOVE NORME IN MATERIA DI AGRITURISMO, FATTORIE DIDATTICHE E AGRICOLTURA
Depositato alla Sezione Flussi Documentali, Archivi e Privacy
Trasmesso alla II Commissione Consiliare Permanente il 02/04/2014
MODULO Ol
. COD. PRATICA: 2014-003-11
Adozione del disegno di legge: &quot;Nuove norme in materia di agriturismo,
e agricoltura sociale&quot;
Vice Presidente della Giunta
Segretario Verbalizzanle:
Franco Roberto Maurizio Bili
MOOUlO Ol
COD. PRATICA:2014-Q03-11
Vista la relazione illustrativa avente ad oggetto &quot;Nuove norme in materia di agriturismo,
fattorie didattiche e agricoltura sociale&quot; presentata dal Direttore Giampiero Antonelli;
Preso atto della proposta di disegno di legge presentata dall' Assessore Fernanda Cecchini
avente ad oggetto: &quot;Nuove norme in materia di agriturismo, fattorie didattiche e agricoltura
sociale&quot;;
Preso atto del parere favorevole del Direttore in merito alla coerenza dell'atto proposto con
gli indirizzi e gli obiettivi assegnati alla Direzione stessa;
Dato atto che con DGR n. 212 del 3/03/2014 &egrave; stato preadottato il Disegno di Legge avente
per oggetto &quot;Nuove norme in materia di agriturismo, fattorie didattiche e agricoltura sociale&quot;;
Preso atto del parere favorevole espresso dal Consiglio delle Autonomie Locali nella seduta
del 21/03/2014 e trasmesso con nota Pro!. n. 84 del 24/03/2014, con il quale &egrave; stato chiesto
inoltre di modificare l'art. 32 della I.r. 11/2005 recante &quot;Norme in materia di governo del
territorio: pianificazione urbanistica comunale&quot; sostituendo la data del 13 novembre 1997 con
il 20 febbraio 2006;
Preso atto del parere favorevole del Comitato Legislativo espresso nella seduta del
24/03/2014 trasmesso con nota Pro!. n. 41091 del 24/03/2014;
Dato atto che il presente disegno di legge non comporta nuove o maggiori spese o
diminuzione di entrate;.
..:.. -.'
Ritenuto di provvedere all'approvazione del citato disegno di legge, corredato dalle note di
riferimento e della relativa relazione;
Visto l'art. 23 del Regolamento interno di questa Giunta;
1. di approvare l'allegato disegno di legge, avente ad oggetto: &quot;Nuove norme in materia di
agriturismo, fattorie didattiche e agricoltura sociale&quot; e la relazione che lo accompagna
dando mandato al proprio Presidente di presentarlo, per le conseguenti determinazioni, al
2. di indicare l'Assessore Fernanda Cecchini di rappresentare la Giunta regionale in ogni
fase del successivo iter e di assumere tutte le iniziative necessarie.
segue atto n.
2014-003-11
ModuloDL
REGIONE UMBRIA - GIUNTA REGIONALE - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI
Diseono di leooe: Adozione del Disegno di legge: &quot;Nuove norme in materia di agriturismo,
fattorie didattiche e agricoltura sociale&quot;
.•..-..
In sintesi, il presente disegno di legge disciplina l'avvio e l'esercizio delle attivit&agrave; relative
all'agriturismo, alle fattorie didattiche ed alle fattorie sociali, stabilendone criteri, limiti,
procedure amministrative e conseguenti attivit&agrave; di vigilanza e controllo. Pertanto, il ddl non
determina alcun impatto finanziario sul bilancio regionale, non comportando spese a carico
Nell'ambito delle azioni finalizzate allo sviluppo e potenziamento della diversificazione delle
attivit&agrave; delle aziende agricole, il presente disegno di legge tratta in modo organico le
principali attivit&agrave; di diversificazione co.mprendendoin un unico testo le norme concernenti.
l'agriturismo, le fattorie didattiche e, per la prima volta, una specifica disciplina per la
regolamentazione e la promozione dell'agricoltura sociale.
La necessit&agrave; di andare ad una nuova disciplina regionale del sistema agrituristico umbro
deriva dalla sostanziale evoluzione del settore verificatasi negli ultimi dieci anni, legata alle
dinamiche del turismo in generale e del settore agricolo in particolare interessato da
importanti e radicali cambiamenti introdotti con il D. Lvo. 228/2001.
Con tale ultima normativa oltre a modificare la definizione di imprenditore agricolo viene
ridefinito l'ambito di attivit&agrave; ad esso riferibili individuando tra le attivit&agrave; connesse &quot;le attivita'
dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l'utilizzazione prevalente di attrezzature o
risorse dell'azienda normalmente impiegate nell'attivita' agricola esercitata ivi comprese le
attivita' di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione
ed ospitalita' come definite dalla legge&quot;.
Il presente DDL, oltre ad accogliere le modifiche normative in materia di agriturismo
apportate dalla legge nazionale 96/06 definisce un testo unico per la attivit&agrave; di
diversificazione delle attivit&agrave; agricole (attivit&agrave; connesse) introdotte dal D.Lvo 228/2001.
Viene infatti rivista la normativa in materia di Fattorie Didattiche gi&agrave; normate con legge
regionale n. 13/2005 e successivo regolamento regionale n. 7/2008 e viene introdotta ex
novo la normativa in materia di Fattorie Sociali che diventa una novit&agrave; nel panorama agricolo
regionale andando incontro, con un'ottica sinergica, alla necessit&agrave; di un welfare diffuso a
livello regionale per soggetti a rischio di emarginazione di diversa natura e alla necessit&agrave; di
fornire nuove opportunit&agrave; agli imprenditori agricoli che tradizionalmente svolgono un ruolo
sociale di grande importanza in particolare in zone a rischio di spopolamento.
Partendo dal testo della legge regionale n. 28/1997 si &eacute; andati ad un revisione e modifica
della normativa agrituristica che comunque ha interessato vari aspetti:
- urbanistico tenendo conto delle nuove normative regionali in materia urbanistica (I.r.
n.11/2005 e s.m.i. );
- amministrativo tenuto conto della normativa in materia di procedimenti amministrativi (L.
241/1990) e di decentramento amministrativo endoregionale L.R. n. 18/2012 e succo
- igienico-sanitario tenuto conto del pacchetto delle normative comunitarie e nazionali
intervenute in materia di igiene, sicurezza e qualit&agrave; per la trasformazione, preparazione,
somministrazione degli alimenti e macellazione degli animali in azienda, nonch&eacute; delle
normative in materia di requisiti igienico-sanitari delle piscine ad uso natatorio.
E' stato sottolineato e centralizzato il concetto di prevalenza delle attivit&agrave; agricole rispetto a
quelle agrituristiche, principio su cui si basa la possibilit&agrave; di svolgere le attivit&agrave; agrituristiche
'l '1
&quot;l'I
COD. PRATICA: 2014-003-11
REGIONE UMBRIA - GIUNTA REGIONALE - DISEGNI
DI lEGGE E RELAZIONI
con dimensioni diverse sulla base di tabelle tempo lavoro che verranno approvate 'con';
successivo regolamento su proposta delle strutture regionali competenti in materia di
agriturismo e turismo.
E' stata ampliata la possibilit&agrave; di svolgere tutte le attivit&agrave; agrituristiche in maniera disgiunta
l'una dall'altra (dare ospitalit&agrave; in alloggi o in spazi aperti, somministrare pasti e bevande,
organizzare degustazioni di prodotti aziendali). Sono stati stabiliti limiti minimi certi per la
somministrazione di prodotti aziendali in modo tale distinguere l'attivit&agrave; di somministrazione
pasti in agriturismo rispetto alle attivit&agrave; di ristorazione commerciale.
Relativamente agli immobili destina bili alle attivit&agrave; agrituristiche si &egrave; stabilito potranno essere
solo esistenti ai seni dell'art. 32 della I.r. 11/2005.
Per tali immobili saranno possibili gli interventi edilizi previsti all'art. 35 della L.R n. 11/2005
eS.m.i. .
In questo ambito, allineandosi a quanto previsto per l'edilizia residenziale dalla legge
regionale n. 11/2005, si d&agrave; possibilit&agrave; anche per i fabbricati e ad uso agrituristico realizzare
interventi di recupero, risana mento conservativo, ristrutturazione edilizia ed urbanistica.
Rimane rispetto alla precedente normativa l'opportunit&agrave; di ospitare i turisti anche in aree
attrezzate per la sosta di campeggiatori. Tale opportunit&agrave; viene introdotta anche per le
Per quanto concern~gn_ac;ld.etti ,alle attivit&agrave; agrituristiche si 'precisa che .questi possono
. &eacute;ssere iridfvidu&agrave;ti 'ii&egrave;ll'imprendit&ograve;re agricolo, i s'uoi familiari e i coadiuvanti agricoli a tempo
determinato e indeterminato, secondo le diverse forme contrattuali previste dalla normativa
vigente in materia di lavoro.
Solamente per le attivit&agrave; agrituristiche complementari si pu&ograve; fare ricorso a soggetti esterni
E' stato dato un chiarimento rispetto all'utilizzo di strutture agrituristiche da parte di soggetti
che non sono ospiti. Questi ultimi possono usufruire delle strutture agrituristiche, dietro
corrispettivo, solo quando le attivit&agrave; proposte siano in connessione con le risorse agricole
dell'azienda (es. passeggiata a cavallo qualora i cavalli siano risorse dell'azienda agricola) e
con le altre attivit&agrave; volte alla conoscenza del patrimonio storico-ambientale e culturale mentre
sono fruibili solo dagli ospiti, senza dar luogo a corrispettivo, ma come servizi integrativi
all'ospitalit&agrave;, qualora non si configuri tale connessione.
Come attivit&agrave; connessa viene data la possibilit&agrave; di vendere prodotti aziendali e/o provenienti
da altre aziende agricole secondo quanto disposto dal D. L.vo 228/2001.
Viene sottolineato inoltre che l'azienda agricola che esercita attivit&agrave; agrituristiche non pu&ograve;
esercitare altre tipologie di ospitalit&agrave; turistica o a queste assimilabili e non pu&ograve; utilizzare
denominazioni riferibili a queste ultime attivit&agrave; creando confusione nel mercato.
Per quanto concerne la classificazione delle strutture agrituristiche si stabiliranno in sede
regolamentare criteri dettagliati che tengano conto delle peculiarit&agrave; della nostra regione in
linea con i criteri generali stabiliti dal decreto del Ministro delle politiche agricole e foresta li
del 13 febbraio 2013 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 54 del 5 marzo 2013.
A seguito delle modifiche legislative che sono intervenute in questi ultimi anni, la normativa
proposta prevede una semplificazione delle procedure per avviare l'attivit&agrave; agrituristica.
L'obiettivo della semplificazione viene conseguito mediante l'introduzione della segnalazione
certificata di inizio di attivit&agrave; agrituristiche (SCIA) necessaria per l'esercizio della medesima
Quanto sopra permette una sostanziale riduzione dei tempi per iniziare l'attivit&agrave; e nel
contempo sensibilizza i comuni ad un maggiore controllo ad attivit&agrave; gi&agrave; avviata. La
presentazione della SCIA &egrave; subordinata all'acquisizione ,da parte dell'imprenditore, delle
certificazioni di conformit&agrave; urbanistica e igienico.sanitaria e di sicurezza
Viene stabilito inoltre che l'attivit&agrave; non pu&ograve; essere avviata qualora l'imprenditore non sia in
possesso del certificato di abilitazione rilasciato dall'Unione Speciale dei Comuni (ovvero fino
alla loro costituzione dalle Comunit&agrave; Montane competenti per territorio) e della iscrizione
all'Elenco regionale degli imprenditori agricoli abilitati all'esercizio delle attivit&agrave; agrituristiche.
: '0_:
i,:,..\ ~/
MOd&quot;lo&deg;t
L'attivit&agrave; di vigilanza e controllo delle disposizioni previste dalla legge &egrave; di competenza 'd~il~ii1'~~:;/'
medesimi soggetti indicati dalla I.r. 13/2013,
Relativamente alla normativa in materia di Fattorie Didattiche si &egrave; provveduto ad un
aggiornamento della precedente normativa in materia (legge regionale n, 13/2005), Si tratta
sempre di un'attivit&agrave; connessa all'agricoltura che prevede l'ospitalit&agrave; presso le aziende
agricole con l'obbiettivo principale di promuovere la conoscenza del territorio rurale,
dell'agricoltura e dei suoi prodotti ed in generale del legame esistente fra alimentazione e
patrimonio storico-culturale, Tale attivit&agrave; potr&agrave; essere destinata non soltanto a scolaresche
ma anche a famiglie e/o associazioni e/o gruppi di interesse nell'ambito di una sola giornata
o in pi&ugrave; giornate prevedendo, in quest'ultimo caso anche l'alloggio e la somministrazione dei
pasti. Qualora l'azienda agricola che svolge attivit&agrave; di fattoria didattica sia anche autorizzata
come agriturismo possono anche essere utilizzate le strutture e i locali dell'agriturismo. In
tale caso, nell'arco di tempo dedicato allo svolgimento delle attivit&agrave; di fattoria didattica,
l'azienda agrituristica pu&ograve; derogare, previa comunicazione al Comune competente, dai limiti
di ricettivit&agrave; previsti per l'agriturismo e comunque tenuto conto degli standard urbanistici
definiti per gli ostelli per la giovent&ugrave; e dei kinderheimer sanciti nel &quot;Testo unico per il
Turismo&quot; di cui alla I.r. n. 13/2013. I locali destinati all'attivit&agrave; di fattoria didattica dovranno
avere le caratteristiche urbanistiche di quelli previsti per l'agriturismo. L'imprenditore agricolo
che intende avviare un'attivit&agrave; di fattoria didattica.dovr&agrave; richiedere l'iscrizione;.dell'azienda
all'elenco regi&egrave;ii'-aledellg&quot;f&agrave;tt'oiiedid&agrave;!iiche' p'revla la verifica dei' requisiti strutturali della
stessa e dovr&agrave; disporre di operatori di fattoria didattica certificati dalla Regione per
l'esercizio dell'attivit&agrave; didattica e devono avere requisiti previsti da un profilo professionale
definito a livello regionale ma che tiene conto di standard europei riferiti a tale attivit&agrave;.
Anche in questo caso, come per l'agriturismo, l'inizio dell'attivit&agrave; pu&ograve; avvenire con semplice
presentazione di SCIA presso il Comune competente e con i procedimenti gi&agrave; citati e l'attivit&agrave;
di vigilanza e controllo sull'attivit&agrave; esercitata &egrave; demandata ai soggetti di cui all'articolo 6 della
I.r. 13/2013.
L'introduzione della normativa delle Fattorie Sociali risulta una novit&agrave; nel panorama regionale
umbro. La proposta &egrave; di andare in maniera sinergica a rispondere da una parte a
un'esigenza di welfare diffuso e dall'altra a individuare ulteriori possibilit&agrave; di incremento dei
redditi agricoli per mantenere un'economia diffusa in particolare nelle zone marginali del
- inclusione socio-lavorativa di soggetti appartenenti alle fasce deboli e inserimento sociolavorativo di soggetti svantaggiati, molto svantaggiati e disabili;
- fornitura di prestazione e di servizi sociali, socio-sanitari, riabilitativi, terapeutici, formativi ed
educativi per famiglie, anziani, categorie deboli e soggetti svantaggiati, molto svantaggiati e
- prestazioni e attivit&agrave; sociali e di servizio per le comunit&agrave; locali che impieghino le risorse
materiali e immateriali dell'agricoltura per promuovere, accompagnare e realizzare azioni di
inclusione sociale e lavorativa, di ricreazione, di servizi utili per la vita quotidiana e di
La proposta prevede che possano richiedere il riconoscimento di fattorie sociali le imprese
agricole autorizzate o accreditate nel rispetto della normativa vigente in materia di
autorizzazione e accreditamento per i servizi socio assistenziali e socio sanitari o che
abbiano stipulato accordi di partenariato aventi durata almeno quinquennale Enti pubblici
competenti per territorio, con cooperative sociali, organizzazioni di utilit&agrave; sociale, imprese
sociali e associazioni ed enti di promozione sociale, come definiti dalle normative vigenti, in
possesso di detta autorizzazione.
I fabbricati utilizzabili per le fattorie sociali devono avere, dal punto di vista urbanistico, le
caratteristiche di quelli per l'attivit&agrave; agrituristica e dal punto di vista autorizzatorio i requisiti
stabiliti dalla normativa vigente per le attivit&agrave; socio-assistenziali e socio-sanitarie che
del i:l
2014-003.11
Moaulbo
. '':':/
verranno svolte presso l'azienda agricola e devono essere autorizzati precedentemente~:i~,.di;;i/
all'inizio attivit&agrave; dagli organi competenti.
Le aziende agricole che svolgono l'attivit&agrave; di fattoria sociale debbono garantire che l'attivit&agrave; in
azienda svolta a favore di soggetti svantaggiati sia coordinata ed avvenga con l'assistenza di
un numero adeguato di operatori sociali e/o socio-sanitari in possesso della qualifica,
acquisita ai sensi del regolamento regionale 4 marzo 2003, n. 4.
Anche in questo caso viene istituito un elenco regionale delle fattorie sociali e la verifica dei
requisiti per essere iscritti viene delegata alle Unioni Speciali dei Comuni.
La proposta prevede che la Regione favorisca l'agricoltura sociale, in particolare mediante:
la concessione alle fattorie sociali, nel rispetto della normativa vigente,
dei beni del
patrimonio regionale; la promozione della conoscenza dei prodotti agroalimentari, provenienti
dalle fattorie sociali, anche al fine del loro impiego nelle mense pubbliche, in particolare nelle
mense scolastiche o nelle mense delle aziende sanitarie; una adeguata informazione sulle
attivit&agrave; e sui prodotti provenienti dalle fattorie sociali, anche attraverso la creazione di
Anche nel caso di Fattorie sociali l'inizio delle attivit&agrave; pu&ograve; avvenire dietro presentazione di
SCIA al Comune competente che sar&agrave; delegato anche per le attivit&agrave; di vigilanza e controllo.
L'art. 1 definisce l'oggetto e le finalit&agrave; della legge. Il titolo I, comprendente gli articoli da 2 a 9,
disciplina .l'attivit&agrave; agrituri~tica. ed .in .p&lt;!.rticola&ccedil;e;J'~rt. 2. comprende .le . definizioni; l'art. 3
discipliria&igrave;'uiffizZo dei locali; l'art. 4 siabilisce i criteri ed i limiti per l'esercizio dell'attivit&agrave;; l'art.
5 tratta le aree di sosta per i campeggiatori; l'art. 6 stabilisce le norme di carattere igienicosanitario; l'art. 7 disciplina l'abilitazione all'esercizio dell'attivit&agrave; agrituristica; l'art. 8 disciplina
la formazione e la tenuta dell'elenco regionale degli imprenditori abilitati all'esercizio
dell'attivit&agrave; agrituristica; l'art. 9 disciplina la riserva di denominazione e classificazione.
Il titolo Il, comprendente gli articoli da 10 a 16, disciplina l'attivit&agrave; di fattoria didattica ed in
particolare: l'art. 10 comprende le definizioni; l'art. 11 disciplina l'utilizzo dei locali; l'art. 12
disciplina le norme igienico-sanitarie; l'art. 13 disciplina gli operatori di fattoria didattica; l'art.
14 l'abilitazione all'esercizio dell'attivit&agrave; di fattoria didattica; l'art. 15 disciplina l'elenco
regionale delle fattorie didattiche; l'art. 16 disciplina la riserva di denominazione.
Il titolo 111 introduce per la prima volta in Umbria la disciplina per le fattorie sociali. Tale titolo
comprende gli articoli da 17 a 22 ed in particolare: l'art. 17 comprende le definizioni di
agricoltura sociale e di fattoria sociale; l'art. 18 individua i requisiti delle fattorie sociali; l'art.
19 tratta i requisiti degli operatori socio-sanitari di fattorie sociali; l'art. 20 disciplina
l'abilitazione all'esercizio dell'attivit&agrave; di fattoria sociale; l'art. 21 disciplina la formazione e la
tenuta dell'elenco
regionale delle fattorie sociali; l'art. 22 disciplina la riserva di
denominazione; l'art. 23 individua gli interventi di sostegno alle fattorie sociali.
Nel titolo IV, comprendente gli articoli da 24 a 29, sono disciplinati all'art. 24 le disposizioni
comuni; all'art. 25 le procedure amministrative per l'inizio dell'attivit&agrave; previste dalla legge,
all'art. 26 le attivit&agrave; di studio, promozione e formazione, all'art. 27 sono individuati gli aspetti
la cui puntualizzazione e rimandata al regolamento di attuazione, all'art. 28 sono trattati la
vigilanza ed il controllo, all'art. 29 sono stabilite le sanzioni amministrative.
Infine, il titolo V tratta le norme transitorie e finali e comprende l'art. 30 relativo alle norme
transitorie e finali, l'art. 31 che individua le norme da abrogare e l'art. 32 concernente la
3 z.8
COD. PRATICA: 2014.003-11
Disegno di legge: &quot;Nuove norme in materia di
agriturismo, fattorie didattiche e agricoltura
sociale&quot;,
e finalit&agrave;)
1. La Regione, nel rispetto dei principi
della legislazione europea e statale, sostiene
l'agricoltura anche mediante la promozione
della diversificazione delle attivit&agrave; agricole
con forme idonee di ricettivit&agrave; nelle
al ... tutelgre, -qualificare. e valorizzare
ie risors&eacute; spe&egrave;ifiche di ciascun territorio;
favorire il mantenimento delle
attivit&agrave; umane nelle aree rurali, agevolando in
particolare !'insediamento dei giovani e delle
donne nel settore agricolo;
favorire la multifunzionalit&agrave; in
agricoltura, !'incremento dei redditi aziendali e
la differenziazione dei redditi agricoli;
favorire le iniziative a difesa del
suolo, del territorio e dell'ambiente da parte
degli imprenditori agricoli e il miglioramento
della qualit&agrave; di vita nei territori rurali;
recuperare il patrimonio edilizio
rurale tutelando le peculiarit&agrave; paesaggistiche;
produzioni tipiche, le produzioni di qualit&agrave; e le
anche mediante la promozione della filiera
promuovere la cultura rurale e
favorire lo sviluppo agricolo e
avvicinare le giovani generazioni
al mondo agricolo, alla sua storia, alle sue
tradizioni, alla sua cultura e alle sue moltepliCi
funzioni volte a migliorare la qualit&agrave; della vita;
favorire la vendita diretta
dettaglio dei prodotti agricoli aziendali.
segue a Ilo n.
'2, '-7'.)
:~1;
',&quot;&quot;
MOdUIO.'?r~~:-,~.'&quot;
3. La Regione riconosce e promuove
l'agricoltura sociale quale strumento per
generare, attraverso le attivit&agrave; agricole,
di servizi culturali, educativi,
assistenziali, riabilitativi, terapeutici, formativi
ed occupazionali.
(Attivit&agrave; agrituristiche)
1. Per attivit&agrave; agrituristiche si intendono
le attivit&agrave; di ricezione e ospitalit&agrave; esercitate
dagli imprenditori agricoli di cui all'articolo
c .. ~21-3~ del codice civile, anche nella forma di
societ&agrave; di capitali o di persone oppure
associate fra loro, attraverso l'utilizzazione
della propria azienda in rapporto di
connessione con le attivit&agrave; di coltivazione del
fondo, di silvicoltura e di allevamento di
agrituristiche gli imprenditori agricoli di cui al
comma 1 in possesso del certificato di
abilitazione per l'esercizio delle attivit&agrave;
agrituristiche secondo le procedure previste
all'articolo 7, iscritti all'elenco regionale degli
imprenditori agricoli abilitati all'esercizio delle
attivit&agrave; agrituristiche di cui all'articolo 8 e che
hanno presentato la segnalazione certificata
di inizio attivit&agrave; (SCIA) ai sensi dell'articolo
dell'attivit&agrave;
l'imprenditore agricolo e i suoi familiari ai
sensi dell'articolo 230-bis del c.c., nonch&eacute; i
lavoratori dipendenti de/l'azienda agricola a
tempo determinato, indeterminato, parziale,
parasubordinato o con altre forme di lavoro
flessibile ai sensi della normativa vigente. Il
ricorso a soggetti esterni &egrave; consentito
esclusivamente per lo svolgimento di attivit&agrave;
e servizi complementari di cui al comma 4,
dare ospitalit&agrave; in alloggi o in spazi
aperti destinati alla sosta di campeggiatori;
segue allo n.
';l'6
.tl ;&quot;i?
&igrave;;j!j
MocluloOl~&quot;,
'-',,&quot;
&quot;'''0
REGIONE UMBRIA . GIUNTA REGIONALE - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI i~~;
somministrare pasti e bevande
costituiti da prodotti propri e da prodotti di
aziende agricole della zona, ivi compresi i
superalcoolico, con preferenza per i prodotti
umbri tipici e di qualit&agrave; caratterizzati dai
marchi europei o compresi nell'elenco
tradizionali, secondo le modalit&agrave; indicate
dall'articolo 4, comma 4;
prodotti aziendali, ivi inclusa la mescita di
organizzare, anche all'esterno dei
beni fondiari nella disponibilit&agrave; dell'impresa,
attivit&agrave; ricreative, culturali, didattiche, di
pratica sportiva, nonch&eacute; escursionistiche e di
ippoturismo, anche perrnezz.Q_~iconvenzioni
c&Ograve;n~-gli ~ enti - locali,. iinalizzat&eacute;
- .~,....... ',
5. Sono considerati prodotti propri i cibi e
le bevande prodotti, lavorati e trasformati
nell'azienda agricola, nonch&eacute; quelli ricavati
dell'azienda agricola e ottenuti attraverso
lavorazioni esterne. Per le cooperative
agricole di produzione e conferimento che
considerati prodotti propri anche i prodotti
agricoli conferiti dai soci produttori agricoli.
6. Ai fini del riconoscimento delle diverse
qualifiche di imprenditore agricolo, nonch&eacute;
della priorit&agrave; nell'erogazione dei contributi e
comunque ad ogni altro fine che non sia di
carattere fiscale, il reddito proveniente
dall'attivit&agrave; agrituristica &egrave; considerato reddito
agrituristiche nel rispetto delle disposizioni
previste dalla presente legge comporta la
conseguente applicazione delle disposizioni
fiscali di cui all'articolo 5 della legge 30
dicembre 1991, n. 413 (Disposizioni per
ampliare le basi imponibili, per razionalizzare,
l'attivit&agrave;
rivalutazione obbligatoria dei beni immobili
delle imprese, nonch&eacute; per riformare il
contenzioso e per la definizione agevolata dei
rapporti tributari pendenti; delega al
segue atto n..
'Z (5
:il&quot;
COD. PRATICA: 20~4-o03-11
MOduIO.qL_ ...
REGIONE UMBRIA - GIUNTA REGIONALE - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI;':
concessione di amnistia per reati tributari;
istituzioni dei centri di assistenza fiscale e del
conto fiscale), nonch&eacute; di ogni altra normativa
settoriale,
riconducibile alle attivit&agrave; agrituristiche, In
difetto di specifiche disposizioni, si applicano
le norme previste per il settore agricolo,
&quot;&quot;.,-:.'
, c;l
regolamento di attuazione di cui all'articolo
27, comma 1, lettera a) definisce la disciplina
amministrativa per l'esercizio delle attivit&agrave;
Art,3
(Locali per attivit&agrave; agrituristiche)
1. Possono essere utilizzati per le attivit&agrave;
agrituristiche esclusivamente &quot;gli, edifici o.
parte di essi gi&agrave; esistenti nel fondo cosi come
definiti ai sensi dell'articolo 32, comma 2,
lettera c) della legge regionale 22 febbraio
2005, n. 11 (Norme in materia di governo del
comunale), compresi gli ampliamenti previsti
all'articolo 35, commi 1 e 4 della stessa I.r,
11/2005 e le opere pertinenziali, nel rispetto
dalla normativa urbanistico-edilizia vigente.
2. I locali utilizzati per le attivit&agrave;
agrituristiche sono assimilabili ad ogni effetto
ai fabbricati rurali e sono considerati beni
strumentali dell'azienda agricola.
3. Le attivit&agrave; agrituristiche possono
essere svolte sia in edifici con destinazione
agricola che in edifici classificati come civile
abitazione, nonch&eacute; in locali siti nell'abitazione
principale dell'imprenditore agricolo ubicata
nel fondo. Qualora l'imprenditore agricolo
svolga la propria attivit&agrave; in un fondo privo di
fabbricati, le attivit&agrave; agrituristiche possono
essere svolte in edifici adibiti ad abitazione
dell'imprenditore agricolo siti nelle localit&agrave;
abitate, come definite dalla nomenclatura
ISTAT, aventi una popolazione non superiore
a tremila abitanti, ubicate nel medesimo
comune o in un comune limitrofo e
rispondenti alle caratteristiche di ruralit&agrave;
dell'edificio e del luogo in cui esso &eacute; ubicato
come specificato nel regolamento di
attuazione di cui all'articolo 27, comma 1,
lettera b), nel rispetto della normativa
urbanistico-edilizia vigente.
~;z8
- DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI
4. Negli edifici in cui si svolgono le
attivit&agrave; agrituristiche
esercitate altre forme di ricettivit&agrave; turistica.
(Criteri e limiti delle attivit&agrave; agrituristiche)
1. Le attivit&agrave; agricole devono essere
prevalenti rispetto alle attivit&agrave; agrituristiche.
2. Le attivit&agrave;
prevalenti quando il tempo-lavoro necessario
dell'attivit&agrave; agricola &egrave;
delle attivit&agrave; agrituristiche nel
corso dell'anno. La valutazione del tempolavoro &egrave; effettuata sulla base delle tabelle
dalla. Giunta
'reg&ograve;lam&egrave;nto di attuazione di cui all'articolo
1, lettera c). Le tabelle
individuano le giornate lavoro occorrenti per
le attivit&agrave; di coltivazione
silvi coltura e di allevamento degli animali e
per le diverse attivit&agrave;
agrituristiche di cui all'articolo 2, comma 4.
comunque prevalente quando le attivit&agrave; di
ricezione e di somministrazione di pasti e
superiore a dieci ospiti.
4. AI fine di contribuire alla realizzazione
e alla qualificazione delle attivit&agrave; agrituristiche
e alla promozione dei prodotti agroalimentari
somministrazione di pasti e di bevande di cui
all'articolo 2, comma 4, lettere b) e c), deve
rispettare i seguenti limiti e criteri:
i prodotti propri, cos&igrave; come definiti
all'articolo 2, comma 5, devono costituire
almeno il trenta per cento in valore;
i prodotti regionali provenienti da
aziende agricole o di trasformazione
territorio dell'Umbria, fra cui devono essere
compresi, con carattere di preferenza, i
e i prodotti tipici e
caratterizzati da marchi DOP, IGP, IGT, DOC
e DOCG o compresi nell'elenco nazionale dei
tradizionali, devono
costituire almeno il cinquantacinque per cento
in valore;
segue atto n .
COD, PRATICA: 2014-003.11
ModuloOl,'
in caso di obiettiva indisponibilit&agrave;
di alcuni prodotti in ambito regionale e di loro
effettiva necessit&agrave; ai fini del completamento
dell'offerta enogastronomica, &eacute; consentito
l'acquisto di una quota massima del quindici
per cento in valore di prodotti di altra
deve essere indicata agli ospiti
l'origine dei prodotti impiegati.
5. Nel regolamento di attuazione di cui
all'articolo 27, comma 1, lettera d) sono
stabilite le modalit&agrave; per la verifica dei limiti di
cui al comma 4, lettere a), b) e c) e per
l'indicazione dell'origine dei prodotti impiegati.
6. Le attivit&agrave; ricreative o culturali di cui
all'articolo 2, comma 4, lettera d) possono
_ autol}omamente
rispettoall'ospitalit&agrave;- e alla somministrazione di pasti e
bevande di cui alle lettere a) e b) del
medesimo comma 4, solo in quanto realizzino
obiettivamente la connessione con l'attivit&agrave; e
con le risorse agricole aziendali, nonch&eacute; con
altre attivit&agrave; volte alla conoscenza del
patrimonio storico-ambientale e culturale. Le
per la definizione di tale
connessione sono stabilite con il regolamento
di attuazione di cui all'articolo 27, comma 1,
lettera e). Le attivit&agrave; ricreative e culturali per
le quali tale connessione non si realizza
possono svolgersi esclusivamente come
servizi integrativi e accessori riservati agli
ospiti che soggiornano nell'azienda agricola e
la partecipazione, anche facoltativa, a tali
attivit&agrave; non pu&ograve; dare luogo ad autonomo
7. Su espressa richiesta degli ospiti &eacute;
consentita l'aggiunta di un ulteriore letto
rispetto al numero dei posti letto autorizzati,
qualora la superficie della camera interessata
consenta tale possibilit&agrave;, da rimuovere il
giorno della partenza dell'ospite stesso.
(Aree attrezzate per la sosta dei
campeggiatori)
1. Qualora nell'ambito del fondo agricolo
non esistano fabbricati destinabili ad alloggi
agrituristici, &egrave; consentita la realizzazione di
un'area attrezzata per un numero massimo di
'1..... r?
del ,)
'~J' .&quot;;
.... -l •..
:;- ;
l'vIoduloOL
2014.003-11
sei piazzole, elevabile a dieci nelle aziende
agricole condotte in forma associata.
2. Nel caso in cui il recupero di fabbricati
rurali non consenta di raggiungere il numero
massimo di posti letto autorizzabili, &egrave;
consentita la realizzazione di un'area
attrezzata per un massimo di sei piazzuole.
Nelle aree attrezzate di cui ai commi 1
l'approvvigionamento idrico e lo smaltimento
dei liquami e dei rifiuti.
4. I servizi igienici dell'area attrezzata
devono essere distinti da quelli posti
all'interno dell'alloggio agrituristico e devono
comprendere almeno un WC, una doccia e
un lavabo ogni tre piazzuole. Tali servizi
devono essere realizzati in muratura nel
rispetto'tlelle caratteristiche ambientali della
zona e della normativa urbanistico-edilizia
5. AI fine di garantire alle persone
diversamente abili la fruizione delle aree
attrezzate di cui ai commi 1 e 2 e dei servizi
connessi devono essere garantiti i requisiti
minimi obbligatori previsti, a tal fine, dalla
Tabella G di cui alla legge regionale 12 luglio
2013, n. 13 (Testo unico in materia di
6. La realizzazione di piazzuole nelle
aree attrezzate di cui ai commi 1 e 2 &egrave;
comunque subordinata alle autorizzazioni
previste dalla vigente normativa in materia.
7. L'eventuale ombreggiamento delle
esclusivamente con l'impiego di vegetazione
arbustiva o arborea e le stesse non possono
essere pavimentate. La superficie di ciascuna
piazzuola non pu&ograve; superare i quaranta metri
1. I requisiti igienico-sanitari degli
immobili e delle attrezzature da utilizzare per
attivit&agrave; agrituristiche sono stabiliti dalla Giunta
regionale con il regolamento di attuazione di
cui all'articolo 27, comma 1, lettera f), che
definisce limiti, criteri, requisiti e condizioni in
materia di igiene e sanit&agrave; per l'esercizio delle
segue alto n.
ModuJoDL
attivit&agrave; agrituristiche. Nella definizione dei
requisiti si tiene conto delle particolari
caratteristiche architettoniche e di ruralit&agrave;
degli edifici, specie per quanto attiene
l'altezza e il volume dei locali in rapporto alle
superfici aeroilluminanti, nonch&eacute; delle limitate
dimensioni dell'attivit&agrave; esercitata.
2. Per l'idoneit&agrave; dei locali adibiti ad
attivit&agrave; agrituristiche di alloggio, nei limiti di
dieci posti letto, &egrave; sufficiente il requisito
dell'abitabilit&agrave; o agibilit&agrave;.
3. Nel caso di somministrazione di pasti
in numero massimo di dieci, per la loro
preparazione, pu&ograve; essere autorizzato l'uso
della cucina domestica.
somminislr.azione di alimenti.e bevande e per .
la m&agrave;&egrave;ellazione degli animali si applica la
normativa europea denominata Pacchetto
igiene ed in particolare i regolamenti (CE) 28
gennaio 2002, n. 178/2002,29 aprile 2004, n.
852/2004 e 29 aprile 2004, n. 853/2004,
nonch&eacute; la normativa statale e regionale di
attuazione in materia di igiene dei prodotti
. _ •• __
.o' .••..
,,_! •..•.:.;.:-~.
5. Il regolamento di attuazione di cui
all'articolo 27, comma 1, lettera g) disciplina
le modalit&agrave; ed i limiti per lo svolgimento delle
attivit&agrave; di cui al comma 4.
6. La conformit&agrave; degli edifici adibiti ad
agriturismo alle norme in materia di
accessibilit&agrave; e superamento delle barriere
architettoniche &egrave; assicurata con opere
normativa tecnica e compatibili con le
caratteristiche di ruralit&agrave; degli edifici.
7. AI fine di garantire alle persone
diversamente abili la fruizione delle strutture
servizi connessi alle attivit&agrave;
agrituristiche, nel caso di ristrutturazioni
edilizie o di avvio di nuove attivit&agrave;
agrituristiche, devono comunque essere
garantiti i requisiti di accessibilit&agrave; ad almeno
una camera con relativo bagno nell'ambito
della ricettivit&agrave; ed alla sala ristorazione e/o
degustazione con relativo bagno nell'ambito
dell'attivit&agrave; di somministrazione di pasti e
bevande e degustazione.
.•..- .
esercizio alla data di entrata in vigore della
presente legge gli operatori agrituristici
possono essere autorizzati dal comune
competente per territorio a derogare dalle
disposizioni di cui comma 7, qualora sia
dimostrata l'impossibilit&agrave; tecnica di abbattere
le barriere architettoniche in relazione agli
elementi strutturali ed impiantistici dei locali o
alle specifiche caratteristiche architettoniche
e paesaggistico-ambientali.
(Abilitazione all'esercizio delle attivit&agrave;
agrituristiche)
1. L'imprenditore agricolo che intende
esercitare le attivit&agrave; agrituristiche presenta
istanza per il rilascio del certjficatQ di.
&agrave;bilit&agrave;iione all'unione speciale di comuni
competente per territorio di cui alla legge
regionale 23 dicembre 2011, n. 18 (Riforma
del sistema amministrativo regionale e delle
autonomie locali e istituzione dell'Agenzia
forestale regionale. Conseguenti modifiche
2. L'unione
competente per territorio rilascia il certificato
di abilitazione ai soggetti di cui al comma 1
sulla base dei criteri e limiti di cui all'articolo
3. Il certificato di abilitazione contiene,
in particolare, i dati relativi all'imprenditore
agricolo, alle attivit&agrave; agrituristiche che si
possono svolgere, al fondo rustico e agli
edifici nei quali tali attivit&agrave; si possono
4. l'imprenditore
all'esercizio delle attivit&agrave; agrituristiche &egrave;
tenuto a comunicare ogni variazione dei dati
contenuti nel certificato di abilitazione entro
e non oltre trenta giorni dalla variazione
5. Le unioni speciali di comuni, con
cadenza triennale dall'abilitazione, verificano
la permanenza dei limiti e criteri di cui
all'articolo 4 e trasmettono i dati relativi agli
esiti alla struttura regionale competente in
&quot;'n~1
'}.,,,
ModuloOL
27, comma 1, lettera h) definisce le modalit&agrave;
operative per l'attuazione delle disposizioni
(Elenco regionale degli imprenditori agricoli
abilitati all'esercizio delle attivit&agrave;
1. E' istituito, presso la struttura
regionale competente in materia, l'elenco
regionale degli imprenditori agricoli abilitati
all'esercizio delle attivit&agrave; agrituristiche, di
seguito denominato Elenco agriturismo.
2. L'Elenco
-, della struttura agrituiistica;
codice unico di identificazione di
azienda agricola (Partita IVA o codice fiscale)
e numero di iscrizione al registro delle
imprese della Camera di Commercio
cognome e nome, ovvero ragione
sociale, dell'impresa agricola;
catastali del fondo agricolo e dei fabbricati
destinati alle attivit&agrave; agrituristiche;
agrituristiche che si possono esercitare,
nonch&eacute; il numero degli ospiti autorizzabili per
3. Fatte salve le disposizioni di cui
all'articolo 6 della legge 20 febbraio 2006, n.
96 (Disciplina dell'agriturismo), la Giunta
cui all'articolo 27, comma 1, lettera i)
definisce il contenuto dell'Elenco agriturismo
e le modalit&agrave; di tenuta e di aggiornamento
4. Il mancato IniZIO delle attivit&agrave;
agrituristiche entro tre anni dalla data di
dall'Elenco agriturismo. Tale temine si
interrompe nel caso di lavori di recupero o
ristrutturazione in corso d'opera degli
immobili da destinare alle attivit&agrave;.
S Z '6
Modulo OL .....-- -~.&quot;
(Riserva di denominazione e classificazione)
1. L'uso della denominazione agriturismo
e dei termini attributivi derivati, &egrave; riservata
esclusivamente agli imprenditori agricoli
iscritti all'Elenco agriturismo che esercitano
l'attivit&agrave; ai sensi della presente legge.
2. L'utilizzo
comunicazione, da parte dei soggetti abilitati,
non deve essere affiancato ad altra
denominazione, qualificazione o termine
riferibile ad altre forme di ricettivit&agrave; turistica.
27, comma 1, lettera j) definisce i criteri di ..
classificazione coerenti con quanto previsto
dal decreto del Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali 13 febbraio
2013 (Determinazione dei criteri omogenei di
classificazione delle aziende agrituristiche).
27, comma 1, lettera k) definisce le modalit&agrave;,
la tipologia e i contenuti della cartellonistica e
delle altre forme di comunicazione relative
alle aziende agrituristiche.
DISCIPLINA DELLE FATTORIE
(Attivit&agrave; di fattoria didattica)
1. Per attivit&agrave; di fattoria didattica si
intendono le attivit&agrave; esercitate dagli
imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135
del c.c., anche nella forma di societ&agrave; di
capitali o di persone oppure associate fra
loro, attraverso l'utilizzazione della propria
azienda in rapporto di connessione con le
attivit&agrave; di coltivazione del fondo, di
silvicoltura e di allevamento di animali,
finalizzate ad offrire servizi e prestazioni
rurale, dell'agricoltura e dei suoi prodotti ed in
ModulO Dl
alimentazione e patrimonio storico-culturale;
consapevole attraverso la comprensione
delle relazioni esistenti fra produzione,
consumi alimentari ed ambiente, nella
prospettiva di uno sviluppo sostenibile;
alla conoscenza dei cicli biologici
animali e vegetali e dei processi di
dei prodotti agricoli locali in relazione alle
attivit&agrave; agricole praticate in azienda;
alla conoscenza dell'ambiente
naturale, del bosco, della montagna, della
fauna e della flora selvatica, della gestione
delle risorse, del paesaggio e delle tradizioni
rurali, dell'artigianato rurale ed artistico, dei
modelli produttivi e socjali &ccedil;ietpassato e del
presente e [l'fgeneral&egrave;-del patrimonio storico;
culturale e religioso, per stimolare riflessioni e
azioni consapevoli a favore dello sviluppo
alla conoscenza del territorio per
sensibilizzare gli utenti sui temi del rapporto
fra l'uomo e l'ambiente rurale.
2. Possono svolgere le attivit&agrave; di fattoria
didattica gli imprenditori agricoli di cui al
abilitazione per l'esercizio delle attivit&agrave; di
fattoria didattica secondo le procedure
previste all'articolo 14, iscritti all'elenco
regionale delle fattorie didattiche di cui
all'articolo 15 e che hanno presentato la
SCIA ai sensi dell'articolo 25.
3. Le attivit&agrave; di cui al comma 1 possono
essere svolte nell'arco di uno o pi&ugrave; giornate
con possibilit&agrave; di pernottamento.
4. L'imprenditore agricolo che esercita
le attivit&agrave; di fattoria didattica, prima della
visita, deve concordare con gli insegnanti o
accompagnatori gli obiettivi educativi da
raggiungere ed il programma da realizzare
in base alle potenzialit&agrave; dell'azienda agricola
e delle valenze territoriali e ambientali, il
preparazione dei pasti, la tariffa massima
per ogni gruppo di studio.
regionale, con il
27, comma 1, lettera a), definisce la
disciplina amministrativa per l'esercizio delle
attivit&agrave; di fattoria didattica.
(Locali per attivit&agrave; di fattoria didattica)
1. Possono essere utilizzati per attivit&agrave; di
fattoria didattica esclusivamente gli edifici o
definiti ai sensi dell'articolo 32, comma 2
lettera c) della I.r. 11/2005, nonch&eacute; gli
ampliamenti previsti all'articolo 35, commi 1
e 4 della stessa I.r. 11/2005 e le opere
pertinenziali, nel rispetto della normativa
2. I locali utilizzati per le attivit&agrave; di fattoria
didattica sono assimilabili ad ogni effetto ai
f&agrave;bbricati .rurali e.' sono considerati beni
3. Le attivit&agrave; di fattoria didattica possono
4. Per le fattorie didattiche che
prevedono il pernottamento, le strutture
destinate ad alloggi devono possedere i
requisiti previsti dalla Tabella E e dalla
Tabella O allegate alla I.r. 13/2013.
prevedere il pernottamento in un'area
attrezzata, per un massimo di sei piazzuole,
nel rispetto di quanto previsto all'articolo 5,
commi 3, 4, 5, 6 e 7.
6. Alle fattorie didattiche che prevedono
il pernottamento e la somministrazione dei
pasti si applicano le disposizioni di cui
all'articolo 6, comma 7.
7. La conformit&agrave; alle norme in materia di
architettoniche degli edifici, delle strutture e
dei percorsi all'aperto, destinati alle attivit&agrave; di
fattoria didattica, &eacute; assicurata con opere
8. Le aziende agrituristiche riconosciute
come fattorie didattiche ai sensi della
2014-003-1
REGIONE UMBRIA - GIUNTA REGIONALE.
presente legge, possono utilizzare i locali
destinati alle attivit&agrave; agrituristiche derogando
dal limite di capacit&agrave; ricettiva massima,
determinato sulla base dei criteri e dei limiti di
cui all'articolo 4, per lo svolgimento delle
attivit&agrave; previste al presente Titolo, previa
comunicazione al comune competente.
(Norme igienico sanitarie)
attivit&agrave; di fattoria didattica sono stabiliti dalla
Giunta regionale con il regolamento di
lettera f) che definisce limiti, criteri, requisiti e
condizi~ni in materia di igielJe e sanit&agrave; per
l'esercizio delle attivit&agrave; di fattoria didattica.
Nella definizione di tali requisiti si tiene conto
delle particolari caratteristiche architettoniche
e di ruralit&agrave; degli edifici, specie per quanto
attiene l'altezza e il volume dei locali in
rapporto alle superfici aeroilluminanti, nonch&eacute;
.. ' &quot;.-',
2. Qualora le attivit&agrave; di fattoria didattica
si articolino su pi&ugrave; giornate, prevedendo
anche la somministrazione di pasti e il
pernottamento, le strutture devono possedere
tutti i requisiti previsti all'articolo 6.
3. Le fattorie didattiche devono garantire
adeguati servizi in rapporto al numero dei
partecipanti, alla durata della permanenza in
azienda, alle strutture in dotazione all'azienda
agricola e al numero di operatori presenti in
azienda. Devono inoltre assicurare la
presenza di locali o ambienti coperti attrezzati
con arredo indispensabile per la realizzazione
delle attivit&agrave; didattiche previste, locali adibiti a
sala ristoro e/o per il consumo di colazioni o
merende al sacco, idonea viabilit&agrave; e
parcheggi per il transito dei mezzi di
(Operatori di fattoria didattica)
1. Le attivit&agrave; di fattoria didattica devono
essere svolte da operatori in possesso
dell'attestato di idoneit&agrave; rilasciato dalla
3Z 1(5
_:..::J
- DISEGNI 01 LEGGE E RELAZIONI
2. Possono essere operatori di fattoria
didattica, purch&eacute; in possesso dell'attestato di
cui al comma 1, l'imprenditore agricolo e i
suoi familiari ai sensi dell'articolo 230-bis del
dell'azienda agricola a tempo determinato,
indeterminato, parziale, parasubordinato o
con altre forme di lavoro flessibile ai sensi
3. E' istituito presso la struttura regionale
competente l'elenco regionale degli operatori
di fattoria didattica.
27, comma 1, lettera I) definisce modalit&agrave; e
criteri per la certificazione degli operatori di
fatto.ria didattica e per il rilascio dell'attestato ...
di idoneit&agrave;, nonch&eacute; per la tenuta dell'elenco
regionale degli operatori di fattoria didattica di
-,.r!.',
(Abilitazione all'esercizio delle attivit&agrave; di
fattoria didattica)
esercitare le attivit&agrave; di fattoria didattica
presenta istanza per il rilascio del certificato
di abilitazione all'unione speciale di comuni
competente per territorio di cui alla I.r.
sulla base delle disposizioni di cui agli
articoli 10, 11 e 12.
3. Il certificato di abilitazione contiene, in
particolare, i dati relativi all'imprenditore
agricolo, alle attivit&agrave; di fattoria didattica che si
all'esercizio delle attivit&agrave; di fattoria didattica &eacute;
contenuti nel certificato di abilitazione entro e
non oltre trenta giorni dalla variazione stessa
segue allo n..
la permanenza dei requisiti di cui agli articoli
10, 11 e 12 e trasmettono i dati relativi agli
regolamento di cui all'articolo 27, comma 1,
lettera h) definisce le modalit&agrave; operative per
l'attuazione delle disposizioni di cui al
(Elenco regionale delle fattorie didattiche)
regionale delle fattorie didattiche, di seguito
, &quot;;.~ ,-'
..Elenco fattorie -didattiche.
2. L'Elenco fattorie didattiche comprende
denominazione commerciale della
catasta li del fondo agricolo e dei fabbricati
destinati alle attivit&agrave; di fattoria didattica;
elencazione delle attivit&agrave; di fattoria
didattica che si possono esercitare.
27, comma 1, lettera i) definisce il contenuto
dell'Elenco fattorie didattiche e le modalit&agrave; di
tenuta e aggiornamento dello stesso.
4. Il mancato inizio delle attivit&agrave; fattoria
didattica entro tre anni dalla data di iscrizione,
comporta la cancellazione dall'Elenco fattorie
didattiche. Tale temine si interrompe nel caso
di lavori di recupero o ristrutturazione in corso
d'opera degli immobili da destinare alle
segue atto n,
~Z q
COD, PRATICA: 2014.QOJ-11
1. L'uso della denominazione fattoria
didattica e dei termini attributivi derivati, &egrave;
riservata esclusivamente agli imprenditori
agricoli iscritti all'Elenco fattorie didattiche
che esercitano le attivit&agrave; ai sensi della
2. L'utilizzo della denominazione fattoria
didattica in tutte le forme di comunicazione da
parte dei soggetti abilitati non deve essere
qualificazione o termine riferibile ad altre
forme di ricettivit&agrave; turistica.
27, comma 1, lettera k) definisce modalit&agrave;,
tipologia e contenuti della cartellonistica e
delle altre. form~ di comunicazione relative
alle fattorie didattiche.
TITOLO 111
DISCIPLINA DELL'AGRICOLTURA
(Agricoltura sociale
di fattoria sociale)
1. Ai fini della presente legge per
agricoltura sociale si intendono le attivit&agrave;
connesse all'attivit&agrave; agricola, ai sensi
dell'articolo 2135, comma 3 del c.c., volte ad
offrire servizi a particolari fasce di
sussidiariet&agrave; con enti pubblici competenti per
territorio, cooperative sociali, organizzaZioni
di volontariato, imprese sociali e associazioni
di promozione sociale, al fine di promuovere
sul territorio azioni atte ad offrire risposte a
bisogni sociali locali.
2. Per attivit&agrave; di fattoria sociale si intende
l'attivit&agrave; di utilit&agrave; sociale esercitata da
animali ai sensi dell'articolo 2135, comma 3
loro, attraverso l'utilizzazione prevalente delle
attrezzature e delle risorse della propria
azienda, finalizzate ad offrire servizi e
segue alto n .
,:,&quot;'
,&lt;&quot;':..:':~
prestazioni quali:
socio-lavorativa di
soggetti appartenenti alle fasce deboli e
socio-lavorativo di soggetti
svantaggiati, molto svantaggiati e disabili;
fornitura di prestazioni e di servizi
sociali, socio-sanitari, riabilitativi, terapeutici,
formativi ed educativi per soggetti vulnerabili,
famiglie, anziani, categorie deboli e soggetti
prestazioni e attivit&agrave; sociali e di
servizio per le comunit&agrave; locali che impiegano
e realizzare azioni di
inclusione sociale e lavorativa, di ricreazione,
di servizi utili per la vita quotidiana e di
..' _.ed.ucaZ,ione.
3. Ai fini del presente Titolo si
definiscono soggetti vulnerabili le persone
fisiche a rischio di esclusione e di
emarginazione quali le persone con disabilit&agrave;
fisica o psichica, minori a rischio o con
difficolt&agrave; di apprendimento o in condizioni di
disagio familiare, economico o sociale,
anziani, soggetti con problemi di dipendenze,
giovani disoccupati o inoccupati.
4. Possono richiedere il riconoscimento
di fattoria sociale le imprese agricole
autorizzate o accreditate nel rispetto della
autorizzazione e accreditamento per i servizi
socio assistenziali e socio sanitari o che
hanno stipulato accordi di partenariato aventi
durata almeno quinquennale con enti pubblici
competenti per territorio, cooperative sociali,
organizzazioni di volontariato, imprese sociali
e associazioni di promozione sociale,
autorizzate o accreditate per i servizi socio
assistenziali e socio sanitari.
5. Le fattorie sociali possono ospitare,
anche per periodi brevi, gruppi di persone
appartenenti ai soggetti vulnerabili di cui al
comma 3 solo se accompagnati da operatori
socio-sanitari in possesso della qualifica
acquisita ai sensi del regolamento regionale 4
marzo 2003, n. 4 (Modalit&agrave; per l'acquisizione
della qualifica di operatore socio-sanitario).
6. Le attivit&agrave; e le iniziative in materia di
agricoltura sociale sono definite dalla Giunta
'&igrave;
Modu!oOL
regionale, con proprio atto, su proposta della
struttura regionale competente in materia di
fattorie sociali previa intesa con le strutture
regionali compenti in materia di salute e
7. La Regione favorisce una adeguata
informazione e promozione delle attivit&agrave; e dei
prodotti delle fattorie sociali.
amministrativa per l'esercizio delle attivit&agrave; di
(Requisiti delle fattorie sociali)
fattoria sociale esclusivamente gli edifici o
parte di essi gi&agrave; esistenti nel fondo casi come
amplia menti previsti all'articolo 35, commi 1
e 4 della stessa I.r. 11/2005
sociale e la loro ubicazione devono rispettare
i requisiti stabiliti dalla normativa vigente per
le attivit&agrave; socio-assistenziali e socio-sanitarie
svolte presso l'azienda agricola e devono
essere preventivamente autorizzati sulla base
della medesima normativa.
3. I locali utilizzati per le attivit&agrave; di fattoria
sociale sono assimilabili ad ogni effetto ai
fabbricati rurali e sono considerati beni
4. Le attivit&agrave; di fattoria sociale possono
abitazione nonch&eacute; in locali siti nell'abitazione
fabbricati, le attivit&agrave; di fattoria sociale
possono essere svolte in edifici adibiti ad
abitazione dell'imprenditore agricolo siti nelle
abitate,
come definite dalla
popolazione non superiore a tremila abitanti,
'-j Z r-&ograve;
: ':~ .
ubicate nel medesimo comune o in un
di ruralit&agrave; dell'edificio e del
luogo in cui esso &egrave; ubicato come specificato
27, comma 1, lettera b), nel
rispetto della normativa urbanistico-edilizia
5. Le fattorie sociali devono possedere i
normative di settore, nonch&egrave; possedere tutti i
di ricettivit&agrave; ed
normativa vigente in materia, nel rispetto di
quanto stabilito dal decreto legislativo 9 aprile
2008, n. 81 (Attuazione dell'articolo 1 della
tutela della~salute e della sicurezza nei luoghi
di lavoro) e dalla legge regionale 20 agosto
2001, n. 21 (Disposizioni in materia di
allevamento, sperimentazione,
commercializzazione e consumo di organismi
geneticamente modificati e per la promozione
di prodotti biologici e tipici).
:.: ~.'-':';
~.-:,,,,;. ....
, ~....:q'..,
':&quot;'1,,,,,, -_... - .'.: .•
6. Le aziende agrituristiche riconosciute
come fattorie sociali ai sensi della presente
legge, possono utilizzare i locali destinati alle
attivit&agrave; agrituristiche derogando dal limite di
capacit&agrave; ricettiva massima previsto all'articolo
4 per ospitare i soggetti destinatari delle
prestazioni sociali di cui all'articolo 17 e gli
19 per lo
legge previa comunicazione
(Operatori socio-sanitari di fattorie sociali)
1. Le aziende agricole che svolgono
l'attivit&agrave; di fattoria sociale devono garantire
che l'attivit&agrave; svolta a favore di soggetti
destinatari delle prestazioni sociali di cui
all'articolo 17 sia coordinata ed avvenga con
&quot;assistenza
di operatori socio-sanitari
possesso della qualifica acquisita ai sensi del
r.r 4/2003.
l'azienda agricola sia in
possesso dell'autorizzazione di cui all'articolo
34 della legge regionale 28 dicembre 2009, n.
? '7,]
=,,-0
26 (Disciplina per la realizzazione del
Sociali) deve garantire un adeguato numero
di operatori socio-sanitari presenti in azienda
tale da permettere un regolare svolgimento
3. Quando l'azienda agricola opera
nell'ambito di accordi di partenariato con i
soggetti di cui all'articolo 17, comma 4 gli
stessi soggetti devono garantire la presenza
in azienda di un adeguato numero di
operatori socio-sanitari per tutta la durata
delle attivit&agrave; svolte.
(Abilitazione all'esercizio dell'attivit&agrave; di fattoria
esercitare le attivit&agrave; di fattoria sociale
articoli 17 e 18.
agricolo, alle attivit&agrave; di fattoria sociale che si
all'esercizio delle attivit&agrave; di fattoria sociale &egrave;
17 e 18 e trasmettono i dati relativi agli esiti
alla struttura regionale competente in
operative per l'attuazione delle disposizioni di
segue alto n,
L t,?
COO, PRATICA: 2014-003-11
(Elenco regionale delle fattorie sociali)
regionale delle fattorie sociali, di seguito
denominato Elenco fattorie sociali.
2. L'Elenco fattorie sociali comprende
imprese' della Camera&quot; di Commercio
.. :--... &lt;._'
destinati alle attivit&agrave; di fattoria sociale;
sociale che si possono esercitare.
dell'Elenco fattorie sociali e le modalit&agrave; di
sociale entro tre anni dalla data di iscrizione,
sociali. Tale temine si interrompe nel caso di
lavori di recupero o ristrutturazione in corso
sociale e dei termini attributivi derivati, &egrave;
agricoli iscritti all'Elenco fattorie sociali che
esercitano le attivit&agrave; ai sensi della presente
. l ~'
.: 4!
&quot;1.•.•
- DISEGNI DI lEGGE
sociale in tutte le forme di comunicazione da
alle fattorie sociali.
1. la Regione' favorisce l'agricoltura
sociale, in particolare, mediante:
la concessione alle fattorie sociali,
nel rispetto della normativa vigente, dei beni
del patrimonio regionale;
la promozione della conoscenza
dei prodotti agroalimentari, provenienti dalle
fattorie sociali, anche al fine del loro impiego
nelle mense pubbliche, in particolare nelle
mense scolastiche o nelle mense delle
2. la Regione favorisce altresi una
adeguata informazione sulle attivit&agrave; e sui
prodotti provenienti dalle fattorie sociali,
anche attraverso la creazione di piattaforme
1. Non possono esercitare le attivit&agrave; di
cui alla presente legge, salvo che abbiano
ottenuto la riabilitazione, coloro che non siano
in possesso dei requisiti di cui all'articolo 6,
comma 1 della legge 20 febbraio 2006, n. 96
(Disciplina dell'agriturismo).
2. Per l'attivit&agrave; di vendita dei prodotti si
applica quanto stabilito dall'articolo 4 del
, .•. ,
..&quot;/
,,,'/
(Orientamento e modernizzazione del settore
agricolo, a norma dell'articolo 7 della legge 5
marzo 2001, n. 57).
3. Ai sensi dell'articolo 13 della legge
regionale 16 settembre 2011, n. 8 le
procedure di cui alla presente legge utilizzano
esclusivamente la cooperazione applicativa,
o altre modalit&agrave; telematiche per la gestione
informatica. La Giunta regionale, con proprio
atto, definisce le misure organizzative da
adottare per tutte le attivit&agrave; volte a gestire,
garantire e verificare la trasmissione dei dati,
il monitoraggio e l'effettuazione dei controlli.
(Disciplina amministrativa per /'inizio delle
iniziare le attivit&agrave; agrituristiche, di fattoria
successivamente all'iscrizione ai rispettivi
elenchi di cui agli articoli 8, 15 e 21, presenta
al comune competente per territorio, la
segnalazione certificata di inizio attivit&agrave;
(SCIA), ai sensi dell'articolo 19 della legge 7
agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia
di procedimento amministrativo e di diritto di
accesso ai documenti amministrativi) e con le
modalit&agrave; stabilite con il regolamento di
attuazione di cui ali'articolo 27, comma 1,
lettera m). La SCIA &egrave; corredata di una polizza
assicurativa per i rischi di responsabilit&agrave; civile
2. L'imprenditore agricolo che esercita le
attivit&agrave; di cui alla presente legge comunica al
comune competente per territorio qualsiasi
variazione dei dati dichiarati nella SCIA entro
quindici giorni dall'avvenuta variazione.
3. Il comune, entro sessanta giorni dal
ricevimento della SCIA, trasmette all'unione
speciale di comuni e alla struttura regionale
competenti, un documento sintetico che
riporta i dati principali della SCIA.
(Attivit&agrave; di studio, promozione
e fonnazione)
&lt;F;
.; .. ,- ..OH
definizione delle politiche di promozione
integrata e di programmazione degli
strumenti agevolativi finanziati da fondi
statali e regionali promuove
specifiche azioni rivolte alla valorizzazione
delle attivit&agrave; previste dalla presente legge.
2. La Giunta regionale, in armonia con
gli indirizzi della programmazione regionale,
promuove in particolare:
caratteristiche della domanda e dell'offerta di
servizi inseriti nelle attivit&agrave; previste dalla
presente legge e sulla loro evoluzione nel
iniziative per lo sviluppo e la
promozione delle attivit&agrave; previste dalla
presente legge; .
.'-.' ,. ~&quot;
istituzionale da realizzare tramite opportune
iniziative pubblicitarie ed editoriali anche
o internazionali per la promozione e la
valorizzazione delle attivit&agrave; preViste dalla
3. La Regione, anche per il tramite delle
maggiormente rappresentative a livello
nazionale e operanti nell'ambito regionale,
ovvero tramite altri soggetti giuridici di natura
pubblico-privata, se inclusi nell'ambito di una
professionale, anche periodiche, per gli
imprenditori agricoli che esercitano le attivit&agrave;
1. La Giunta regionale adotta, entro
centoventi giorni dall'entrata in vigore della
presente legge, norme regolamentari per
definire in particolare:
'egue atto n.
&quot;3le
2014.{)03.11
REGIONE UMBRIA - GIUNTA REGIONALE -DISEGNI
la disciplina amministrativa per
l'esercizio delle attivit&agrave; agrituristiche, le
attivit&agrave; di fattoria didattica e le attivit&agrave; di
fattoria sociale, ai sensi degli articoli 2,
comma 8,10, comma 5 e 17, comma 8;
,&quot;',.'
'&quot;,'
ruralit&agrave;
dell'edificio e del luogo ai sensi degli articoli
3, comma 3 e 18, comma 4, nel rispetto della
normativa urbanistico-edilizia vigente;
le tabelle per la valutazione del
tempo lavoro, ai sensi dell'articolo 4, comma
2, predisposte dalle strutture regionali
competenti in materia di agriturismo e
le modalit&agrave; per la verifica dei limiti
somministrati,
nonch&eacute; per l'indicazio_ne
dell'origine degli stessi ai sensi dell'articolo 4,
le modalit&agrave; per la verifica della
connessione, ai sensi dell'articolo 4, comma
i requisiti igienico-sanitari degli
le attivit&agrave; agrituristiche e di fattoria didattica,
ai sensi degli articoli 6, comma 1 e 12,
le modal&igrave;t&agrave; e i limiti per lo
svolgimento delle attivit&agrave; di preparazione,
confezionamento, vendita, somministrazione
di alimenti e bevande e macellazione degli
animali ai sensi dell'articolo 6, comma 5;
l'attuazione della disciplina per l'abilitazione
fattoria didattica e di fattoria sociale, ai sensi
degli articoli 7, comma 6, 14, comma 6 e 20,
il contenuto, la tenuta e
dell'Elenco fattorie didattiche e dell'Elenco
fattorie sociali, ai sensi dell'articolo 8, comma
3, 15, comma 3 e 21, comma 3;
i criteri di classificazione degli
agriturismi di cui all'articolo 9, comma 3;
le modalit&agrave;, la tipologia e i
contenuti della cartellonistica e delle altre
forme di comunicazione di cui agli articoli 9,
del.~
''':2.:.!;!&quot;~~:::/
comma 4,16, comma 3 e 22, comma 3;
le modalit&agrave; e i criteri per la
certifrcazione degli operatori di fattoria
didattica, per il rilascio dell'attestato di
idoneit&agrave; e per la tenuta dell'elenco regionale,
ai sensi dell'articolo 13, comma 4;
m) le modalit&agrave; di presentazione della
agrituristiche, di fattoria didattica e di fattoria
sociale, ai sensi dell'articolo 25, comma 1;
le linee guida per lo svolgimento
dell'attivit&agrave; di vigilanza e controllo, ai sensi
dell'articolo 28, comma 4.
1. L'attivit&agrave; di vigilanza e controllo delle
disposizioni previste dalla presente legge &egrave;
attribuita alle unioni speciali di comuni di cui
alla I.r. 18/2011, in conformit&agrave; a quanto
previsto dalla I.r. 13/2013.
2. La Regione promuove accordi di
programma con i soggetti statali e regionali
preposti alle attivit&agrave; di controllo.
speciali di comuni
competente, entro il 31 gennaio di ciascun
anno, una relazione sull'attivit&agrave; di controllo
svolta nell'anno precedente.
4. 1/ regolamento attuativo di cui
all'articolo 27, comma 1, lettera n) definisce le
linee guida per lo svolgimento dell'attivit&agrave; di
1. Per la mancata o tardiva notifica al
agrituristica, di fattoria didattica o di fattoria
sociale, per l'utilizzo delle strutture per attivit&agrave;
diverse da quelle dichiarate nella SCIA di cui
all'articolo 25 o per il mancato rispetto dei
periodi di apertura e chiusura dichiarati, si
applica la sanzione amministrativa da euro
3.000,00 a euro 10.000,00, con immediata
segue alto n.:;
Z.fS
Modulo0l
REGIONE UMBRIA . GIUNTA REGIONALE.
2. Per l'utilizzo delle diciture agriturismo,
fattoria didattica e fattoria sociale o similari da
parte di soggetti non autorizzati ai sensi della
presente legge o in maniera difforme da
quanto previsto agli articolo 9, 16 e 22 si
1.000,00 a euro 5.000,00.
3. Nel caso di presenze superiori rispetto
alla capacit&agrave; ricettiva dichiarata o di
permanente della struttura
ricettiva tale da determinare un potenziale
ricettivo superiore a quello dichiarato nella
SCIA di cui all'articolo 25, si applica la
sanzione amministrativa da euro 1.000,00 a
4. Nel caso di violazione dei limiti di
prevalenza stabiliti all'articolo 4, comma 2 si
3.000,00 a euro 10.000,00.
5. Nel caso di mancata comunicazione di
variazione di cui agli articoli 7, comma 4, 14,
comma 4 e 20, comma 4, si applica la
sanzione amministrativa da euro 3.000,00 a
6. Nel caso di mancato rispetto dei limiti
stabiliti all'articolo 4, comma 4, si applica la
euro 4,000,00.
7. Nel caso di erogazione dei servizi
previsti con l'impiego di personale in
difformit&agrave; da quanto previsto agli articoli 2,
comma 3, 13, comma 2 e 19, si applica la
sanzione amministrativa da euro 500 a euro
8. Nel caso di mancata o parziale
utilizzazione delle strutture adibite ad
agriturismo, fattoria didattica e fattoria sociale
per lo svolgimento delle attivit&agrave; dichiarate
nella SCIA di cui all'articolo 25, si applica la
amministrative sono introitati a titolo definitivo
dalle unioni speciali di comuni cui spetta la
determinazione e l'irrogazione della sanzione,
con le procedure di cui alla legge 24
novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema
penale) e alla legge regionale 30 maggio
1983, n. 15 (Norme per l'applicazione delle
- DISEGNI D/LEGGE
competenza della Regione o di Enti da essa
(Norme transitorie
,&quot; -&quot;.' .....
e finali)
1. I procedimenti amministrativi relativi
agrituristici di cui all'articolo 8 della legge
regionale 14 agosto 1997, n. 28 (Disciplina
delle attivit&agrave; agrituristiche) e all'elenco
all'articolo 5 della legge regionale 22 febbraio
2005, n. 13 (Norme per -&quot;U:liscipljna,delle ~ ,..
'fattorie didattiche e modificazione dell'art. 20
della legge regionale 28 febbraio 1994, n. 6,
come integrata e modificata dalla legge
regionale 26 marzo 1997, n. 10 e dalla legge
regionale 26 maggio 2004, n. 8) iniziati e non
conclusi prima della data di entrata in vigore
del regolamento di attuazione di cui
all'articolo 27, comma 1, lettere h) ed i) sono
portati a compimento secondo le norme
previgenti ancorch&eacute; abrogate dalla presente
~........ ,,,.. .
2. Gli operatori agrituristici gi&agrave; iscritti
all'elenco degli operatori agrituristici ai sensi
dell'articolo 8 della I.r. 28/1997 sono iscritti
automaticamente all'Elenco agriturismo di cui
all'articolo 8. Restano valide le autorizzazioni
comunali, ovvero le DIA o le SCIA rilasciate
ai sensi della I.r. 28/1997.
3. Le fattorie didattiche gi&agrave; iscritte
all'elenco regionale delle fattorie didattiche ai
sensi dell'articolo 5 della I.r. 13/2005 sono
iscritti automaticamente all'Elenco fattorie
didattiche di cui all'articolo 15. Restano valide
le autorizzazioni comunali, ovvero le DIA o le
SCIA rilasciate ai sensi della I.r. 13/2005.
4. I procedimenti amministrativi relativi al
rilascio di attestazione di idoneit&agrave; di operatore
di fattoria didattica di cui all'articolo 4, comma
2 della I.r. 13/2005 e all'articolo 11 del
regolamento regionale 14 ottobre 2008, n. 7:
(Norme di attuazione della legge regionale 22
febbraio 2005, n. 13 in materia di fattorie
didattiche) iniziati e non conclusi prima della
REGIONE UMBRIA - GIUNTA REGIONALE - OISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI
data di entrata in vigore del regolamento di
attuazione di cui all'articolo 25, comma 1,
lettera I) sono portati a compimento ai sensi
della I.r. 13/2005 e del r.r. 7/2008, ancorch&eacute;
abrogati dalla presente legge.
5. Restano validi gli attestati di idoneit&agrave;
di operatore di fattoria didattica gi&agrave; rilasciati ai
sensi dell'articolo 4, comma 2 della I.r.
13/2005 e dell'articolo 11 del r.r. 7/2008.
6. Le aziende agrituristiche in esercizio
alla data di entrata in vigore del regolamento
lettera a), c) d), e), f), g), h) e j) adeguano la
propria attivit&agrave; alle disposizioni della presente
legge e del regolamento di attuazione stesso
entro dodici mesi dall'entrata in vigore del
medesimo regolamento di attuazione.
.~. 7.'&quot; .ln conformit&agrave; all'articolo 63, comma 3
della legge regionale 23 dicembre 2011, n. 18
(Riforma del sistema amministrativo regionale
e delle autonomie locali e istituzione
dell'Agenzia forestale regionale. Conseguenti
modifiche normative), le comunit&agrave; montane,
ancorch&eacute; sciolte, continuano ad esercitare le
funzioni conferite con la presente legge alle
unioni speciali di comuni fino alla data di
adozione dello statuto di ciascuna unione ai
sensi dell'articolo 11 della medesima I.r.
8. La Regione esercita le funzioni di cui
all'articolo 14, conferite alle unioni speciali di
comuni dal medesimo articolo 14, sino alla
realizzazione di entrambe le seguenti
approvazione dei regolamenti di
organizzazione e funzionamento di tutte le
unioni speciali di comuni;
approvazione del regolamento di
lettera h) e i).
9. Fino all'entrata
in vigore del
27, comma 1, lettere a), c), d), f) e g) si
applica l'articolo 3, commi 10, 11 e 11.1 della
I.r. 28/1997 ancorch&eacute; abrogata dalla presente
10. Per le piscine di tipo A2 inserite in
strutture ricettive con un numero massimo di
ospiti autorizzati non superiore a trenta ed in
COD. PRATlCA:2014.Q03-11
&quot;.-,
presente legge che, ai sensi dell'articolo 3,
comma 4 della legge regionale 13 febbraio
2007, n. 4 (Disciplina in materia di requisiti
igienico-sanitari delle piscine ad uso
natatorio), sono a disposizione esclusiva
degli ospiti, aventi dimensioni inferiori a 120
mq, non si applica quanto stabilito all'articolo
16, comma 1, e all'articolo 17, comma 2 del
regolamento regionale 1 aprile 2008, n. 2
(Disposizioni di attuazione della legge
regionale 13 febbraio 2007, n. 4 -Disciplina in
materia di requisiti igienico-sanitari delle
piscine ad uso natatorio). Tali impianti, fermo
restando quanto previsto dagli articoli 9, 10,
11, 12 e 13 della I.r. 4/2007 e dall'articolo 3,
commi 6, 6 bis e 6 ter, del r.r. 2/2008,
possono continuare l'esercizio dell'attivit&agrave;
prevista per la quale devono comunque
essere garantite, da parted!'t' titolare, l'igiene, , ,
,&quot;, -la sicurezza e la funzionalit&agrave; della piscina: ..,
1. La legge regionale 14 agosto 1997, n.
28 (Disciplina delle attivit&agrave; agrituristiche) &egrave;
2. La legge regionale13 dicembre 1999,
n. 37 (Modificazioni ed ulteriori integrazioni
della legge regionale 14 agosto 1997, n. 28Disciplina delle attivit&agrave; agrituristiche) &egrave;
3. La legge regionale 22 febbraio 2005,
n. 13 (Norme per la disciplina delle fattorie
didattiche e modificazione dell' art. 20 della
legge regionale 28 febbraio 1994, n. 6 , come
integrata e modificata dalla legge regionale
26 marzo 1997, n. 10 e dalla legge regionale
26 maggio 2004, n. 8 ) &egrave; abrogata.
4. Il regolamento regionale 14 ottobre
2008, n. 7 (Norme di attuazione della legge
regionale 22 febbraio 2005, n. 13 in materia
di fattorie didattiche) &egrave; abrogato.
5. La legge 23 marzo 2012, n. 3 (Ulteriori
modificazioni ed integrazioni della legge
regionale 14 agosto 1997, n, 28 &quot;Disciplina
delle attivit&agrave; agrituristiche&quot;) &egrave; abrogata.
6. Gli articoli 54, 55, 56, 57, 58, 59, 60,
61, 62, 63, 64, 65 66 e 67 della legge
16 febbraio 2010, n. 15
'7. ~
'/\1 7.014
COD. PRATICA: 201&lt;1-003-11
(Disposizioni per l'adempimento degli obblighi
2006/123/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio del 12 dicembre 2006 relativa ai
servizi nel mercato interno. Modificazioni ed
integrazioni di leggi regionali) sono abrogati.
1. Ogni rinvio effettuato da leggi regionali
e da altri atti, normativi o amministrativi a
norme abrogate ai sensi dell'articolo 31 deve
intendersi riferito, ove compatibili, alle
corrispondenti disposizioni della presente
~--&quot;...'&quot; ' ..
&quot;?,z8
'~&quot;-'-'''''''
REGIONE UMBRIA. GIUNTA REGIONALE.
,&quot;&quot;&lt;:&quot;:&quot;'.~:~~
[',;:(
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\.. ','
. :\ \ .'
~(~ •. G--;::;.,.'
. Il testo dell'art. 2135 del Codice Civile &egrave; il seguente:
. ,&quot;o
&Egrave; imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attivit&agrave;: coltivazione del fondo, selvicoltur ,
allevamento di animali e attivit&agrave; connesse.
Per coltivazione del fondo, per selvicoltura e per allevamento di animali si intendono le attivit&agrave; dirette
alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere
vegetale o animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o
Si intendono comunque connesse le attivit&agrave;, esercitate dal medesimo imprenditore agricolo, dirette
alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che
abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o
dall'allevamento di animali, nonch&eacute; le attivit&agrave; dirette alla fornitura di beni o servizi mediante
l'utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell'attivit&agrave;
agricola esercitata, ivi comprese le attivit&agrave; di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e
forestale, ovvero di ricezione ed ospitalit&agrave; come definite dalla legge .
• Il testo dell'art. 230.bis del Codice Civile &egrave; il seguente:
ArI. 230.bis. Impresa familiare.
Salvo che sia configurabile un diverso rapporto, il familiare che presta in modo continuativo la sua
attivit&agrave; di lavoro nella famiglia o nell'impresa familiare ha diritto al mantenimento secondo la
condizione patrimoniale della famiglia e partecipa agli utili dell'impresa familiare ed ai beni acquistati
con essi nonch&eacute; agli incrementi dell'azienda, anche in ordine all'avviamento, in proporzione alla
quantit&agrave; e qualit&agrave; del lavoro prestato. le decisioni concernenti l'impiego degli utili e degli incrementi
nonch&eacute; quelle inerenti alla gestione straordinaria, agli indirizzi produttivi e alla cessazione
dell'impresa sono adottate, a maggioranza, dai familiari che partecipano all'impresa stessa. I familiari
partecipanti all'impresa che non hanno la piena capacit&agrave; di agire sono rappresentati nel voto da chi
esercita la potest&agrave; su di essi.
Il lavoro della donna &eacute; considerato equivalente a quello dell'uomo.
Ai fini della disposizione di cui al primo comma si intende come familiare il coniuge, i parenti entro il
terzo grado, gli affini entro il secondo; per impresa familiare quella cui collaborano il coniuge, i
parenti entro il terzo grado, gli affini entro il secondo.
Il diritto di partecipazione di cui al primo comma &eacute; intrasferibile, salvo che il trasferimento avvenga a
favore di familiari indicati nel comma precedente col consenso di tutti i partecipi. Esso pu&ograve; essere
liquidato in danaro alla cessazione, per qualsiasi causa, della prestazione del lavoro, ed altresl in
caso di alienazione dell'azienda. Il pagamento pu&ograve; avvenire in pi&ugrave; annualit&agrave;, determinate, in difetto di
accordo, dal giudice.
In caso di divisione ereditaria o di trasferimento dell'azienda i partecipi di cui al primo comma hanno
diritto di prefazione sull'azienda. Si applica, nei limiti in cui &egrave; compatibile, la disposizione dell'articolo
Le comunioni tacite familiari nell'esercizio dell'agricoltura sono regolate dagli usi che non contrastino
con le precedenti norme.
- Il testo dell'articolo 5 della legge del 30 dicembre 1991 n. 413 recante &quot;Disposizioni per
facilitare e potenziare l'attivita' di
accertamento; disposizioni per la rivalutazione obbligatoria dei beni immobili delle imprese,
nonche' per riformare il contenzioso e la definizione agevolata dei rapporti tributari
pendenti;delega al Presidente della RepUbblica per la concessione di amnistia per reati
tributari; istituzione dei centri di assistenza fiscale e del conto fiscale&quot; &egrave; il seguente:
1. I soggetti, diversi da quelli indicati alle lettere a) e b) del comma 1 dell'articolo 87 del testo unico
delle imposte sui redditi, approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, e successive
modificazioni, che esercitano attivit&agrave; di agriturismo di cui alla L. 5 dicembre 1985, n. 730,
determinano il reddito imponibile applicando all'ammontare dei ricavi conseguiti con l'esercizio di tale
attivit&agrave;, al netto della imposta sul valore aggiunto, il coefficiente di redditivit&agrave; del 25 per cento.
:.'.'/
.0:.. _. /~y
2. I soggetti che esercitano attivit&agrave; di agriturismo di cui alla L. 5 dicembre 1985, n. 730, determina
l'imposta sul valore aggiunto riducendo l'imposta relativa alle operazioni imponibili in misura par &agrave;l'~~
50 per cento del suo ammontare, a titolo di detrazione forfetaria dell'imposta afferente agli acqui ti e
alle importazioni.
3. Il contribuente ha facolt&agrave; di non avvalersi delle disposizioni del presente articolo, esercit ndo
l'opzione nella dichiarazione annuale relativa all'imposta sul valore aggiunto per l'anno precedente;
l'opzione ha effetto anche per la determinazione del reddito e deve essere comunicata all'ufficio delle
imposte dirette nella dichiarazione annuale relativa alle imposte sul reddito per l'anno precedente: Le
opzioni sono vincolanti per un triennio.
- Il testo vigente dell'articolo 32, comma 2, lettera c), della legge regionale 22 febbraio 2005,
n. 11 (Norme in materia di governo del territorio: pianificazione urbanistica comunale) &egrave; il
Art. 32 - Finalit&agrave; e definizioni.
c) edifici esistenti, ai fini dell' articolo 35 , commi 1, 5, 7 e 8: sono quelli presenti e legittimati nel
territorio destinato dagli strumenti urbanistici generali a usi agricoli, purch&eacute; sia stato rilasciato il titolo
abilitativo e siano iniziati
i lavori.alla.data del13 novembre 1997;
,.. :'_ ..• &quot;...... ~.. &quot;
. f., ~ ::. . '-:-~..&quot;', _ ....~.-_
- Il testo vigente dell'articolo 35 della I.r. 11/2005 &egrave; il seguente:
Art. 35 - Interventi relativi agli edifici esistenti.
1. Nei singoli edifici destinati a residenza sono ammessi gli interventi di manutenzione ordinaria,
manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia,
nonch&eacute;, per quelli gi&agrave; esistenti alla data del 13 novembre 1997, ampliamenti per un incremento
massimo di cento metri quadri di superficie utile coperta, purch&eacute; la superficie utile coperta
complessiva del singolo edificio oggetto di intervento, comprensivo dell'ampliamento, non risulti
superiore a quattrocentocinquanta metri quadri. In caso di ampliamento, l'altezza massima della
parte ampliata pu&ograve; eccedere il limite di metri lineari sei e cinquanta, sino al raggiungimento
dell'altezza massima dell'edificio esistente.
2. L'ampliamento di cui al comma 1 &eacute; comprensivo di quelli gi&agrave; realizzati in applicazione della
3. Gli interventi di ampliamento di edifici residenziali di cui al comma 1 , nonch&eacute; gli interventi di
ristrutturazione edilizia e urbanistica previsti dal presente articolo, sono subordinati alla
individuazione da parte del comune degli edifici sparsi nel territorio, ai sensi dell' articolo 33, comma
4. Per gli edifici di cui all' articolo 33, comma 5 , sono consentiti gli interventi di manutenzione
ordinaria, straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, nonch&eacute; interventi di ristrutturazione
interna. purch&eacute; non pregiudichino le caratteristiche tipologiche e storico-architettoniche del
medesimo. Eventuali ampliamenti di tali edifici destinati a residenza sono consentiti nei limiti fissati
dai comuni in sede di individuazione, in rapporto alle caratteristiche tipologiche e storicoarchitettoniche di ciascun edificio e, comunque con le limitazioni di cui al comma 1 . Detti
amplia menti, qualora a seguito della loro realizzazione compromettano le caratteristiche tipologiche,
storiche ed architettoniche dell'edificio esistente, possono costituire un organismo edilizio autonomo,
purch&eacute; per l'edificio esistente sia gi&agrave; completato il recupero e la riqualificazione e gli ampliamenti
siano realizzati a distanza non inferiore a dieci metri lineari e
a distanza non superiore a trenta
metri lineari dall'edificio esistente in ragione della tutela delle visuali godibili in direzione dell'edificio
4-bis. Negli edifici di cui al comma 4 , nonch&eacute; in altri edifici appositamente censiti dai comuni con
variante allo strumento urbanistico generale ai sensi degli articoli 18, commi 3, 3 bis e 67, comma 3,
tenendo conto della presenza delle necessarie opere infrastrutturali, sono consentite destinazioni
d'uso per attivit&agrave; di servizi di cui all' articolo 3, comma 1, lettera g-quater) della legge regionale n.
1/2004 , con esclusione di quelle commerciali. 5. Per gli edifici rurali esistenti, non adibiti a residenza
ancorch&eacute; utilizzati per uso diverso dall'attivit&agrave; agricola, sono consentiti gli interventi edilizi di
manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, di
ristrutturazione edilizia ed urbanistica, al fine di migliorare la qualit&agrave; strutturale e favorire la
COD. PRATICA:2014.(l03-11
Mo~\J!oOL
REGIONE UMBRIA - GIUNTA REGIONALE - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI'J,:
riqualificazione urbanistica e ambientale. Gli interventi di ristrutturazione urbanistica, con riferi~~~i. ~
ai quali &egrave; prevista la demolizione e ricostruzione degii edifici in sito diverso, sono consentiti purch&egrave; I
ricostruzione del fabbricato avvenga nelle aree dove sono gi&agrave; presenti
edifici di tipo abitativ ,
produttivo o ricettivoa distanza non superiore a cinquanta metri dall'edificio pi&ugrave; vicino o dal s o
successivo ampliamento ancorch&egrave; l'edificio stesso &egrave; situato nel territorio di un comune confinante e
comunque nel rispetto della disciplina del sistema e delle unit&agrave; di paesaggio di cui all' articolo 3,
comma 2 , ove prevista dal PRG. L'eventuale delocalizzazione di edifici destinati ad attivit&agrave;
zootecniche, ai fini della riqualificazione urbanistica degli ambiti interessati, &egrave; comunque effettuata
nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, e di quanto previsto ali' articolo 27, comma 6, della L.R. n.
27 2000 o comunque in allontanamento.
6. La ricostruzione in sito diverso di edifici rurali esistenti, non adibiti a residenza, da parte
dell'impresa agricola, &egrave; consentita nell'ambito dell'azienda previa presentazione al comune di piano
aziendaie.
7. Gli interventi negli edifici destinati a residenza di cui ai commi 1 e 4 possono comprendere anche
il cambiamento di destinazione d'uso dell'intero edificio, comprese le parti non residenziali, incluso
l'eventuale ampliamento, ai fini residenziali, per attivit&agrave; extralberghiere, per residenze d'epoca,
nonch&egrave; per attivit&agrave; connesse all'attivit&agrave; agricola.
7-bis. La realizzazione degli interventi relativi alle attivit&agrave; delle fattorie didattiche e delle fattorie
sociali di cui all' articolo 32, comma 2 bis, &egrave; consentita esclusivamente con le modalit&agrave; previste ai
commi 5 e 7, per gli edifici nella disponibilit&agrave; dell'impresa agricola, ancorch&egrave; gi&agrave; impiegate nell'attivit&agrave;
, . ,a.grjcoJa.e.serc.itatA'&quot;&quot; ,... ' '. &quot;, .. , ... c,. -. , ......
~~--~--,. ... ,.'
&quot;8. Per&quot;gli'&eacute;difi&egrave;i rurali' esistenti alla data dei 13 novembre 1997, non adibiti a residenza, ancorch&egrave;
oggetto di interventi edilizi dopo tale data e anche se utilizzati per uso diverso dall'attivit&agrave; agricola, gli
interventi di cui al comma 5 possono comprendere anche il cambiamento di destinazione d'uso,
come previsto al comma 7, purch&egrave; tali edifici siano in muratura o a struttura in cemento armato o
metallica chiusa almeno su tre lati e purch&egrave; ricadenti, anche a seguito degii interventi di
ristrutturazione urbanistica, nelle aree dove sono gi&agrave; presenti edifici di tipo abitativo o ricettivo, a
distanza non superiore a cinquanta metri da questi o dal reiativo ampliamento e limitatamente a una
superficie utile coperta di duecento metri quadri per ciascuna impresa agricola o propriet&agrave; fondiaria
anche in caso di frazionamento e trasferimento della propriet&agrave; successivamente al 13 novembre
1997, da realizzare in un unico edificio.
8-bis. Negli interventi di cui al comma 8 sono computate le superfici gi&agrave; eventualmente interessate
da cambiamento di destinazione d'uso in applicazione della normativa previgente, nonch&egrave; oggetto di
successivo trasferimento o frazionamento di propriet&agrave;. &Egrave; fatto salvo quanto previsto dalla normativa
in materia di agriturismo con la possibilit&agrave; di utilizzare ai fini agrituristici ,nonch&eacute; per le attivit&agrave; delle
fattorie didattiche e delle fattorie sociali di cui all' articolo 32, comma 2-bis, gli ampliamenti previsti
ai commi 1 e 4, ancorch&eacute; gi&agrave; realizzati o autorizzati in applicazione di normative previgenti.
8-ter. Il comune, al fine di favorire l'accorpamento di edifici della stessa propriet&agrave; fondiaria, pu&ograve;
consentire la ricostruzione in sito diverso con cambio d'uso degli edifici ruraii di cui al comma 8, a
distanza non superiore a cinquanta metri dall'edificio di tipo abitativo o ricettivo della stessa
propriet&agrave; fondiaria purch&eacute; il trasferimento non superi una distanza di mI. 1000 (mille) e il nuovo sito
non riguardi aree vincolate ai sensi del d.lgs. 4212004 , in assenza di tale vincolo sul sito
preesistente dell'edificio oggetto di trasferimento. 8-quater. Alle stesse limitazioni e condizioni di cui
ai commi 5, 8 e 8 bis, &egrave; consentito il trasferimento della destinazione d'uso dall'edificio residenziale
all'edificio rurale non adibito a residenza, purch&eacute; della stessa propriet&agrave; fondiaria ed a
compensazione delle rispettive superfici utili coperte.
9. Gli interventi di ristrutturazione urbanistica e o di cambiamento della destinazione d'uso per gli
edifici di cui ai commi 5 e 8, nonch&eacute; gli interventi di ampliamento di cui al comma 4 , sono
a permesso di costruire con atto d'obbligo per regolare i rapporti connessi
10. Il progetto relativo al titolo abilitativo di cui al comma 9 valuta l'entit&agrave; dei manufatti da
ricomprendere nell'intervento, in ragione degli obiettivi di riqualificazione da raggiungere per il
miglioramento delle condizioni del territorio e dei manufatti edilizi presenti, con particolare riferimento
alle aree sottoposte a vincolo di cui al D.Lgs. n. 42 2004 ed alla normativa paesistica. Il progetto
dovr&agrave; inoltre tutelare gli edifici eventualmente presenti che rivestono interesse storico-architettonico,
gli elementi del paesaggio antico, nonch&eacute; l'edificato civile di particolare rilievo architettonico e
paesistico, anche in riferimento alle disposizioni regionali in materia. Il comune, in caso di interventi
di demolizione e successiva ricostruzione in sito diverso, &egrave; tenuto ad accertare che la demolizione
dell'edificio preesistente avvenga preliminarmente agli interventi di ricostruzione.
'1, 2-8
ModvloDl
11. Gli interventi concernenti il cambiamento di destinazione d'uso, di cui al comma 8 ,
subordinati alla costituzione, prima del rilascio del titolo abilitativo, di un vincolo di asserviment dei
terreni interessati, registrato e trascritto nei modi previsti dalla legge. Il vincolo riguarda i terreni
necessari e corrispondenti all'applicazione dell'indice di utilizzazione territoriale per le nuove
costruzioni, di cui ali' articolo 34, comma 2 , considerando la superficie utile coperta degli immobili
interessati dall'intervento. In carenza di terreno necessario ai fini dell'applicazione dell'indice di
utilizzazione territoriale sono vincolati i terreni agricoli di propriet&agrave; del richiedente comunque
disponibili nel territorio comunale.
- la legge regionale 12 luglio 2013, n. 13 (Testo unico in materia di turismo) &egrave; pubblicata sul
supplemento ordinario n. 1 al &laquo;Bollettino Ufficiale&raquo; - serie generale - n. 32 del 17/uglio
- Il Reg. (CE) n. 178/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 28 gennaio2002 che
stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l'Autorit&agrave;
europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza
alimentare, &egrave; pubblicato sulla G.U. dell'Unione europea L31 del 1 febbraio 2002 .
- Il Reg. (CE) n. 852/2004 del Parlamento.Europeo e del Consiglio deU29,aprile 2004 .
sull'igiene'dei prodottialiinentari, &egrave; .pubblicato sulla G.U. dell'Unione europea L 139 del 30
- Il Reg. (CE) n. 853/2004 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 che
stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale, &egrave;
pubblicato sulla G.U. dell'Unione europea L139 del 30 aprile 2004.
.-&quot;&quot;&quot;,
- La legge regionale 23 dicembre 2011, n. 18 (Riforma del sistema amministrativo regionale
e delle autonomie locali e istituzione dell'Agenzia foresta le regionale. Conseguenti
modifiche normative) &egrave; pubblicata sul S.O. n. 1 al B.U.R. 29 dicembre 2011, n. 61.
- Il testo vigente dell'articolo 6 della legge 20 febbraio 2006, n. 96 (Disciplina dell'agriturismo)
&egrave; il seguente:
Art. 6 - Disciplina amministrativa.
1. L'esercizio dell'attivit&agrave; agrituristica non &egrave; consentito, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione, a:
a) coloro che hanno riportato nell'ultimo triennio, con sentenza passata in giudicato, condanna
per uno dei delitti previsti dagli articoli 442, 444, 513, 515 e 517 del codice penale, o per uno dei
delitti in materia di igiene e di sanit&agrave; o di frode nella preparazione degli alimenti previsti da leggi
b) coloro che sono sottoposti a misure di prevenzione ai sensi della legge 27 dicembre 1956, n.
1423, e successive mOdificazioni,o sono stati dichiarati delinquenti abituali.
2. La comunicazione di inizio dell'attivit&agrave; consente l'avvio immediato dell'esercizio dell'attivit&agrave;
agrituristica. &quot; comune, compiuti i necessari accertamenti, pu&ograve;, entro sessanta giorni, formulare
rilievi motivati prevedendo i relativi tempi di adeguamento senza sospensione dell'attivit&agrave; in caso di
lievi carenze e irregolarit&agrave;, ovvero, nel caso di gravi carenze e irregolarit&agrave;, pu&ograve; disporre l'immediata
sospensione dell'attivit&agrave; sino alla loro rimozione da parte dell'interessato, opportunamente verificata,
entro il termine stabilito dal comune stesso.
3. Il titolare dell'attivit&agrave; agrituristica &egrave; tenuto, entro quindici giorni,a comunicare al comune qualsiasi
variazione delle attivit&agrave; in precedenza autorizzate, confermando, sotto propria responsabilit&agrave;, la
sussistenza dei requisiti e degli adempimenti di legge.
';';j:;,~.
- per il testo dell'art. 2135 del Codice Civile si veda la nota all'articolo 1.
- per il testo degli artI. 32 e 35 della Lr. 1112005 si vedano le note all'art. 3.
supplemento ordinario n. 1 al &laquo;Bollettino Ufficiale&raquo; - serie generale - n. 32 del 17 luglio
- per l'art. 230-bis del Codice civile si veda la nota all'art. 2.
Note all' art. 14
-la legge regionale 23 dicembre 2011, n. 18 (Riforma del sistema amministrativo regionale e
delle autonomie locali e istituzione dell'Agenzia foresta le regionale. Conseguenti modifiche
normative) &egrave; pubblicata sul S.O. n. 1 al B.U.R. 29 dicembre 2011, n. 61.
,'peTl'ar'ficolo 2&quot;1'35'8gj&quot;Codi2'&Eacute;r&eacute;i~ij~srited~&quot;ia noia all'art. 2.
- Il regolamento regionale 4 marzo 2003, n. 4 (Modalit&agrave; per l'acquisizione della qualifica di
operatore socio-sanitario) &egrave; stato pubblicato sul S.O. n. 2 al B.U.R. del 12 marzo 2003, n.
- per gli artI. 32 e 35 della I.r. 11/2005 si vedano le note all'art. 3.
- Il Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 &egrave; stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 30
aprile 2008, n. 101
- La legge regionale 20 agosto 2001, n. 21 (Disposizioni in materia di coltivazione,
geneticamente modificati e per la promozione di prodotti biologici e tipici) &egrave; stata pubblicata
sul B.U.R. n. 41 del 29 agosto 2001.
Note all' art. 20
- la legge regionale 23 dicembre 2011, n. 18 (Riforma del sistema amministrativo regionale e
- per il testo dell'articolo 6 della legge 20 febbraio 2006, n. 96 (Disciplina dell'agriturismo) si
veda la nota all' articolo 7.
- Il testo vigente dell'art. 4 del D.Lgs. 18-5-2001 n. 228 recante &quot;Orientamento e
modernizzazione del settore agricolo, a norma dell'articolo 7 della L. 5 marzo 2001, n. 57&quot;,
Art. 4 - Esercizio dell'attivit&agrave; di vendita.
1. Gli imprenditori agricoli, singoli o associati, iscritti nel registro delle imprese di cui all'art. 8 della
legge 29 dicembre 1993, n. 580, possono vendere direttamente al dettaglio, in tutto il territorio della
;2.fS
2014.003.11
Repubblica, i prodotti provenienti in misura prevalente dalle rispettive aziende,
disposizioni vigenti in materia di igiene e sanit&agrave;.
2. La vendita diretta dei prodotti agricoli in forma itinerante &egrave; soggetta a comunicazione al omune
del luogo ove ha sede l'azienda di produzione e pu&ograve; essere effettuata a decorrere dalla data i invio
della medesima comunicazione.
Per la vendita al dettaglio esercitata su superfici all'aperto
nell'ambito dell'azienda agricola, nonch&eacute; per la vendita esercitata in occasione di sagre, fiere,
manifestazioni a carattere religioso, benefico o politico o di promozione dei prodotti tipici o locali, non
&egrave; richiesta la comunicazione di inizio attivit&agrave;.
3. La comunicazione di cui al comma 2, oltre alle indicazioni delle generalit&agrave; del richiedente,
dell'iscrizione nel registro delle imprese e degli estremi di ubicazione dell'azienda, deve contenere la
specificazione dei prodotti di cui s'intende praticare la vendita e delle modalit&agrave; con cui si intende
effettuarla, ivi compreso il commercio elettronico.
4. Qualora si intenda esercitare la vendita al dettaglio non in forma itinerante su aree pubbliche o in
locali aperti al pubblico, la comunicazione &egrave; indirizzata al sindaco del comune in cui si intende
esercitare la vendita. Per la vendita al dettaglio su aree pubbliche mediante l'utilizzo di un posteggio
la comunicazione deve contenere la richiesta di assegnazione del posteggio medesimo, ai sensi
dell'art. 28 del decreto legislat'lvo 31 marzo 1998, n. 114.
4-bis. La vendita diretta mediante il commercio elettronico pu&ograve; essere iniziata contestualmente
all'invio della comunicazione al comune del luogo ove ha sede l'azienda di produzione.
5. La presente disciplina si applica anche nel caso di vendita di prodotti derivati, ottenuti a seguito di
attivit&agrave; di manipolazione-' o trasformazione
dei~ .....prodotti
e zoote&ccedil;nici&quot;.fi.o&lt;llizzat~&lt;ll,completo.
&quot; '&quot;,
1&quot;,.' ~.
.. ,' •.• sfruttamento del ciclo produttivo dell'impresa ..
6. Non possono esercitare l'attivit&agrave; di vendita diretta gli imprenditori agricoli, singoli o soci di societ&agrave;
di persone e le persone giuridiche i cui amministratori abbiano riportato, nell'espletamento delle
funzioni connesse alla carica ricoperta nella societ&agrave;, condanne con sentenza passata in giudicato,
per delitti in materia di igiene e sanit&agrave; o di frode nella preparazione degli alimenti nel quinquennio
precedente all'inizio dell'esercizio dell'attivit&agrave;. Il divieto ha efficacia per un periodo di cinque anni dal
passaggio in giudicato della sentenza di condanna.
7. Alla vendita diretta disciplinata dal presente decreto legislativo continuano a non applicarsi le
disposizioni di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, in conformit&agrave; a quanto stabilito
dall'articolo 4, comma 2, lettera d), del medesimo decreto legislativo n. 114 de11998.
B. Qualora l'ammontare dei ricavi derivanti dalla vendita dei prodotti non provenienti dalle rispettive
aziende nell'anno solare precedente sia superiore a 160.000 euro per gli imprenditori individuali
ovvero a 4 milioni di euro per le societ&agrave;, si applicano le disposizioni del citato decreto legislativo n.
114 de11998.
B-bis. In conformit&agrave; a quanto previsto dall'articolo 34 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, nell'ambito dell'esercizio della
vendita diretta &egrave; consentito il consumo immediato dei prodotti oggetto di vendita, utilizzando i locali e
gli arredi nella disponibilit&agrave; dell'imprenditore agricolo, con l'esclusione del servizio assistito di
somministrazione e con l'osservanza delle prescrizioni generali di carattere igienico-sanitario.
B-ter. L'attivit&agrave; di vendita diretta dei prodotti agricoli ai sensi del presente articolo non comporta
cambio di destinazione d'uso dei locali ove si svolge la vendita e pu&ograve; esercitarsi su tutto il territorio
comunale a prescindere dalla destinazione urbanistica della zona in cui sono ubicati i locali a ci&ograve;
- &quot;testo
vigente dell'articolo
13 della legge regionale 16 settembre 2011, n. 8 &egrave; il seguente:
Art. 13 - Utilizzo della telematica nei rapporti tra le pubbliche amministrazioni
1. I soggetti di cui all' articolo 11 utilizzano la PEC o l'interscambio diretto tra sistemi informatici, via
cooperazione applicativa, per tutte le comunicazioni con altre pubbliche amministrazioni.
2. A partire dal 1 luglio 2012 i soggetti di cui all' articolo 11 utilizzano esclusivamente la PEC
l'interoperabilit&agrave; del protocollo informatico di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in
materia di documentazione amministrativa. (Testo A)).
3. A partire dal 1 dicembre 2012 i soggetti di cui ali' articolo 11 utilizzano esclusivamente la
cooperazione applicativa, o altre modalit&agrave; telematiche per la gestione informatica dei procedimenti
amministrativi, negli specifici settori definiti con le deliberazioni di cui ali' articolo 19 .
4. Decorso il termine di cui al com ma 2 e quello di cui al comma 3, nei settori definiti ai sensi dello
stesso comma 3 , l'amministrazione regionale non considerer&agrave; ricevi bili documenti pervenuti con
modalit&agrave; diverse da quelle telematiche.
:32J1
- Il testo vigente dell' articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 &egrave; il seguente:
ArI. 19 Segnalaziene certificata di inizie attivit&agrave; - Scia
1. Ogni atto di auterizzaziene, licenza, cencessiene nen cestitutiva, permesse e nulla
comunque deneminate, cemprese le demande per le iscrizieni in albi e rueli richieste per l'esercizio
di attivit&agrave; imprenditeriale, cemmerciale e artigianale il cui rilascie dipenda esclusivamente
dall'accertamente di requisiti e presuppesti richiesti dalla legge e da atti amministrativi a centenuto
generale, e nen sia previsto alcun limite e centingente cemplessive e specifici strumenti di
programmaziene setteriale per il rilascie degli atti stessi, &eacute; sostituite da una segnalaziene
dell'interessate, cen la sela esclusiene dei casi in cui sussistane vinceli ambientali, paesaggistici e
culturali e degli atti rilasciati dalle amministrazieni prepeste alla difesa nazienale, alla pubblica
sicurezza, all'immigraziene, all'asile, alla cittadinanza, all'amministraziene della giustizia,
all'amministraziene delle finanze, ivi cempresi gli atti cencernenti le reti di acquisiziene del gettite,
anche derivante dal giece, nench&eacute; di quelli previsti dalla nermativa per le cestruzieni in zene
sismiche e di quelli impesti dalla nermativa cemunitaria. La segnalaziene &eacute; cerredata dalle
dichiarazieni sestitutive di certificazieni e dell'atte di neteriet&agrave; per quante riguarda tutti gli stati, le
qualit&agrave; persenali e i fatti previsti negli articeli 46 e 47 del teste unice di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, nench&eacute;, eve espressamente previste dalla nermativa
vigente, dalle attestazieni e asseverazieni di tecnici abilitati, evvere dalle dichiarazieni di cenfermit&agrave;
da parte dell'Agenzia delle imprese di cui ali' articele 38, cemma 4, del decrete-Iegge 25 giugno
2008, n. 112, cenv~e(1ijQ,.&ccedil;onmOQ!!i.c.a~9r)i,
,d,all.b1egge 6 agoste 2008,n. 133, relative &agrave;lla&quot;
sussistenza dei requisiti e dei&quot;p'resupposti di cui al' prime periede: tali attestazieni e asseverazieni
sone cerredate dagli elaberati tecnici necessari per censentire le verifiche di cempetenza
dell'amministraziene. Nei casi in cui la nermativa vigente prevede l'acquisiziene di atti e pareri di
.organi e enti appesiti, evvere l'esecuziene di verifiche preventive, essi sene cemunque sestituiti dalle
autocertificazieni, attestazieni e asseverazieni e certificazioni di cui al presente cemma, salve le
verifiche successive degli .organi e delle amministrazieni cempetenti. La segnalaziene, cerredata
delle dichiarazieni, attestazieni e asseverazieni nench&eacute; dei relativi elaberati tecnici, pu&ograve; essere
presentata mediante pesta raccemandata cen avvise di ricevimento, ad ecceziene dei precedimenti
per cui &eacute; previste l'utilizze esclusive della medalit&agrave; telematica; in tal case la segnalaziene si
censidera presentata al memente della riceziene da parte dell'amministraziene.
2. L'attivit&agrave; eggette della segnalaziene pu&ograve; essere iniziata dalla data della presentaziene della
segnalaziene all'amministraziene cempetente.
3. L'amministraziene cempetente, in case di accertata carenza dei requisiti e dei presuppesti di cui
al cemma 1, nel termine di sessanta gierni dal ricevimente della segnalaziene di cui al medesime
cemma, adetta metivati provvedimenti di diviete di prosecuziene dell'attivit&agrave; e di rimeziene degli
eventuali effetti dannesi di essa, salve che, eve ci&ograve; sia pessibile, l'interessate prevveda a cenfermare
alla normativa vigente detta attivit&agrave; ed i suei effetti entre un termine fissate dall'amministraziene, in
.ogni case nen inferiere a trenta gierni. &Egrave; fatte cemunque salve il petere dell'amministraziene
cempetente di assumere determinazieni in via di autetutela, ai sensi degli articeli 21-quinquies 21nenies. In case di dichiarazieni sestitutive di certificaziene e dell'atte di neteriet&agrave; false e mendaci,
l'amministraziene, ferma restande l'applicaziene delle sanzieni penali di cui al cemma 6, nench&eacute; di
quelle di cui al capo VI del teste unice di cui al decrete del Presidente della Repubblica 28 dicembre
2000, n. 445, pu&ograve; sempre e in .ognitempe adettare i prevvedimenti di cui al prime periede.
4. Decerse il termine per l'adeziene dei provvedimenti di cui al prime periede del cemma 3 evvere di
cui al cemma 6-bis, all'amministraziene &eacute; censentite intervenire sele in presenza del pericele di un
danne per il patrimenie artistice e culturale, per l'ambiente, per la salute, per la sicurezza pubblica e
la difesa nazienale e previe metivate accertamente dell'impessibilit&agrave; di tutelare cemunque tali
interessi mediante cenfermaziene dell'attivit&agrave; dei privati alla nermativa vigente.
4-bis. Il presente articele nen si applica alle attivit&agrave; ecenemiche a prevalente carattere finanziarie, ivi
cemprese quelle regelate dal teste unice delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decrete
legislative l' settembre 1993, n. 385, e dal teste unice in materia di intermediaziene finanziaria di cui
al decrete legislative 24 febbraie 1998, n. 58.
[5. Il presente articele nen si applica alle attivit&agrave; ecenomiche a prevalente carattere finanziario, ivi
comprese quelle regelate dal teste unice delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decrete
legislativo l' settembre 1993, n. 385, e dal teste unice in materia di intermediazione finanziaria di cui
al decreto legislativo 24 febbraie 1998, n. 58. Ogni controversia relativa all'applicaziene del presente
articole &eacute; develuta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Il relative ricorso
.'~'&gt;&quot;\.
MOd~&Ograve;-b
giurisdizionale, esperibile da qualunque interessato nei termini d'llegge, pu&ograve; riguardare anche gli~'o.:~~
di assenso formati in virt&ugrave; delle norme sul silenzio assenso previste dall'articolo 20.
6. Ove il fatto non costituisca pi&ugrave; grave reato, chiunque, nelle dichiarazioni o attestaziom o
che corredano la segnalazione di inizio attivit&agrave;, dichiara o attesta falsamente
l'esistenza dei requisiti o dei presupposti di cui al comma 1 &egrave; punito con la reclusione da uno a tre
6-bis. Nei casi di Scia in materia edilizia, il termine di sessanta giorni di cui al primo periodo del&quot;
comma 3 &egrave; ridotto a trenta giorni. Fatta salva l'applicazione delle disposizioni di cui al comma 4 e al
comma 6, restano altres&igrave; ferme le disposizioni relative alla vigilanza sull'attivit&agrave; urbanistico-edilizia,
alle responsabilit&agrave; e alle sanzioni previste dal decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno
2001, n. 380, e dalle leggi regionali.
6-ter. La segnalazione certificata di inizio attivit&agrave;, la denuncia e la dichiarazione di inizio attivit&agrave; non
provvedimenti taciti direttamente impugnabili. Gli interessati possono sollecitare
l'esercizio delle verifiche spettanti all'amministrazione e, in caso di inerzia, esperire esclusivamente
l'azione di cui all'art. 31, commi 1, 2 e 3del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104.
Note all'art. 28
-la legge regionale 12 luglio 2013, n. 13 (Testo unico in materia di turismo) &egrave; pubblicata sul
ordinario n. 1 al &laquo;Bollettino Ufficiale&raquo; • serie generale.
n. 32 del 17 luglio
.,-'a)~gg,e,r~i0!1ple
23..dicembre,Q011 , ni &gt;18 (Riforma 'd&eacute;l sistema &agrave;mmii'iistr&agrave;tivo'regi6'n&agrave;i&eacute;'e&quot;
delle autonomie locali e istituzione dell'Agenzia foresta le regionale.
&egrave; pubblicata sul S.O. n. 1 al B.U.R. Umbria 29 dicembre
Note'all'articolo
2011, n. 61.
,,,!&quot;
r .'~,
-la legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale) &egrave; pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 30 novembre 1981, n. 329, S.O .
• la legge regionale 30 maggio 1983, n. 15 (Norme per l'applicazione
pecuniarie di competenza della Regione o di Enti da essa delegati) &egrave;
nel B.U.R. Umbria 2 giugno 1983, n. 36.
- il testo vigente dell'art. 8 della legge regionale
14 agosto 1997, n. 28 (Disciplina delle
attivit&agrave; agrituristiche),
pubblicata nel B.U.R. 20 agosto 1997, n. 39 &egrave; il seguente:
Art. 8 - Elenco degli operatori. Commissione regionale per l'agriturismo.
1. &Egrave; istituito presso la Giunta regionale l'elenco regionale dei soggetti abilitati all'esercizio dell'agriturismo.
2. l'elenco il tenuto da una commissione nominata dal Presidente della Giunta regionale previa delibera della
4. la commissione ha sede presso la struttura della Giunta regionale competente in materia di agricoltura ed il
b) da due funzionari regionali appartenenti alla struttura operante nella materia dell'agricoltura e da due del
c) tre esperti nelle materie di cui alla presente legge di comprovata esperienza e professionalit&agrave; designati dalle
organizzazioni agricole maggionmenterappresentative a livello nazionale ed operanti nell'ambito regionale (18).
5. Spetta alla commissione la valutazione dell'idonell&agrave; dell'azienda agricola all'esercizio dell'attivit&agrave; agrituristica,
la determinazione del tempo massimo per lo svolgimento dell'attivit&agrave; agrituristica rispetto a quella agricola sulla
base delle tabelle di conversione previste all'art. 6 e la verifica circa l'idoneit&agrave; dei richiedenti in osservanza di
quanto previsto ai commi 3 e 4, dell'art. 6, della legge 5 dicembre 1985, n. 730.
6. la commissione si awale per le funzioni di segreteria e per l'istruttoria delle domande, della competente
struttura della Giunta regionale operante nella materia dell'agricoltura.
7. [Ai componenti la commissione estranei all'amministrazione regionale spetta un gettone di presenza di lire
100.000 lorde per ciascuna giornata di seduta) (19).
8. la commissione prowede d'ufficio, ogni tre anni, alla revisione dell'elenco al fine della verifica della
permanenza dei requisiti in capo ai singoli operatori iscritti.
9. Il mancato inizio dell'attivit&agrave; entro tre anni dalla data di iscrizione, comporta la cancellazione d'ufficio
dall'elenco regionale di cui al comma 1.
- il testo dell'art. 5 della legge regionale 22 febbraio 2005, n. 13 (Disciplina delle attivit&agrave;',;
agrituristiche) &egrave; il seguente:
Art. 5 - Elenco regionale.
1. &Egrave; istituito presso la Giunta regionale SelVizio bonifica e miglioramenti fondiari l'elenco regionale delle fattone
didattiche. Le aziende agricole e/o agrituristiche in possesso dei requisiti previsti dagli articoli 3 e 4 e che
intendono essere iscritte nell'elenco regionale devono fame richiesta alla Giunta regionale anche per il tramite
delle organizzazioni professionali agricole, allegando una relazione illustrativa del piano delle attivit&agrave; didattiche
e ricreative che possono essere svolte in azienda, le caratteristiche dei percorsi educativi ed i periodi di
realizzazione dell'attivit&agrave;.
2. La Giunta regionale determina i criteri e le modalit&agrave; per l'iscrizione nell'elenco regionale, e predispone
l'apposita modulistica.
3. Alle fattorie didattiche iscritte nell'elenco regionale e che esercitano tale attivit&agrave; viene rilasciato un attestato di
qualit&agrave; qualora dimostrino una cura particolare dal punto di vista dello sviluppo sostenibile con le modalit&agrave;
stabilite dal regolamento di cui all'articolo 11, sentita la commissione di cui all'articolo 8 della L.R. n. 28/1997.
- il testo vigente dell'art. 4 della legge regionale 22 febbraio 2005, n. 13 (Disciplina delle
attivit&agrave; agrituristiche)
Art. 4 - Formazione degli operalori.
1. La Regione anche per il tramite delle organizzazioni professionali agricole e/o agrituristiche maggiormente
rappresentative a livello nazionale e operanti nell'ambito regionale ovvero tramite altri soggetti giuridici di natura
pubblico-privata, istituisce corsi di formazione di operatore di fattoria didattica e di aggiomamento per
imprenditori agricoli e operatori agrituristici che intendono attivare nelle. loro aziende,ynM~nqrj~pip~,ni~~9L,,,,.-~&quot;,,-.,,&quot;&quot;
1,-bi.s,hcorsi,di,fonmazione,e.di
aggiomlim&egrave;&quot;nICKIi&eacute;uV&agrave;l &egrave;omma 1&quot;istituiti dalla Regione tramite soggetti pubblicoprivati, devono essere previsti nell'ambito di documenti di programmazione regionale (4).
2. La frequenza ai corsi &egrave; obbligatoria e al tenmine del corso ai partecipanti viene rilasciato un attestato di
idoneit&agrave; di operatore di fattoria didattica.
3. Sono esonerati dalla partecipazione ai corsi coloro che dimostrano di aver esercitato l'attivit&agrave; di animazione
didattica per almeno due anni in stnutture regionali umbre o di altre regioni.
- il testo vigente dell'art. 11 del Regolamento regionale 14 ottobre 2008, n. 7 (Norme di
attuazione della legge regionale 22 febbraio 2005, n. 13 in materia di fattorie didattiche)
Art. 11 - Rilascio dell'attestato di idoneit&agrave;
1. L'attestato di idoneit&agrave; di cui all'articolo 6, comma 1 &egrave; rilasciato a seguito di certificazione individuale degli
apprendimenti, con riferimento agli standard minimi di competenza di cui all'allegato A e secondo le linee di
di cui all'allegato S, facenti parte integrante e sostanziale del presente regolamento. La
certificazione &egrave; svolta a scelta del richiedente secondo le seguenti modalit&agrave;:
a) certificazione diretta, a cui accede chi dispone di almeno due anni di dimostrabile esercizio dell'attivit&agrave; di
animazione didattica in strutture umbre o di altre regioni. Ai fini di mutuo riconoscimento, accede inoltre alla
certificazione chi dispone di una abilitazione professionale attinente all'esercizio delle attivit&agrave; proprie della
fattoria didattica rilasciata da altre amministrazioni.
L'eventuale certificazione parziale delle competenze
detenmina l'automatico riconoscimento dei crediti fonmativi corrispondenti;
b) certificazione successiva a frequenza di percorso fonmativo modulare, conforme agli standard minimi di cui
all'allegato C, facente parte integrante e sostanziale del presente regolamento. Gli imprenditori agricoli e gli
operatori agrituristici. oltre che i possessori di lauree attinenti agli insegnamenli impartiti, possono richiedere al
soggetto attuatore il riconoscimento
di crediti fonmativi rivolli alla riduzione di durata, validi ai fini
dell'assolvi mento dell'obbligo di frequenza, ed applicazione di quanto disposto dalle refative norme regionali in
2. Le attestazioni rilasciate in esito al percorso formativo ed al procedimento di certificazione sono redatte in
conformit&agrave; agli standard europei, nazionali e regionali di trasparenza e mutuo riconoscimento.
3. Gli operatori delle fattorie didattiche partecipano ad eventuali corsi di aggiornamento.
delle autonomie locali e istituzione dell'Agenzia forestale regionale. Conseguenti modifiche
normative) &egrave; pubblicata sul S.O. n. 1 al B.U.R.29 dicembre 2011, n. 61.
- il testo vigente dell'art. 3 della legge regionale 14 agosto 1997, n. 28 (Disciplina delle
Art. 3 - Strutture e requisiti igienico-sanitari
10. La capacit&agrave; ricettiva massima dell'azienda
l'attivit&agrave; si svolga su uno o pi&ugrave; fabbricati.
agricola e dei &laquo;centri servizi&raquo;
di trenta posti letto, sia che
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11. I punti ristoro devono prevedere non pi&ugrave; di due posti a sedere per ogni posto letto e deve essere assicurata
una superficie minima di mq. 1,5 per ogni posto a sedere.
11.1. Il limite di cui al comma 11, non si applica nei seguenti casi:
a) alle aziende agrituristiche dedite alla sola somministrazione dei pasti, situate nelle aree individuate nel
programma regionale di cui all'articolo 17;
b) all'ospitalit&agrave; nei confronti di scolaresche e gruppi di studio in visita all'azienda agrituristica;
c) alle attivit&agrave; ricettive situate oltre 1000 metri di altitudine sopra il livello del mare, per le quali il limite di cui al
comma 11 &egrave; elevato di ulteriori due posti a sedere per ogni posto letto.
- Il testo vigente degli articoli 3, comma 4, 9,10,11,12 e 13 della legge regionale 13 febbraio
2007, n. 4 (&quot;Disciplina in materia di requisiti igienico-sanitari delle piscine ad uso natatorio&quot;)
,~&gt;&quot;
Art. 3 - Classificazione delle piscine
... omissis .. ,
4. la categoria A &egrave; suddivisa nelle seguenti classi:
a) Al1 piscine pubbliche o private aperte al pubblico;
b) Al2 piscine ad uso collettivo inserite in strutture ricettive alberghiere,
extralberghiere, all'aria aperta e agrituristiche, a disposizione esclusiva degli
alloggiati, nonch&egrave; inserite in altre strutture adibite ad uso collettivo quali collegi,
convitti, scuole, universit&agrave;, comunit&agrave;, palestre, circoli e associazioni, a disposizione
dei soli ospiti, studenti, clienti o soci;
c) Al3 impianti finalizzati al gioco acquatico;
.&quot;C.~) AJ4, struttUr~ ~&lt;?'!lp'le~se &ccedil;omprendenti piscine rientranti:in pi&ugrave; di unadelle&quot;clas's;.di&quot;
., cui alle lettere a), b)e c) .
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;&quot;1
Art, g - Dotazione di personale.
1. Il titolare dell'impianto nomina il responsabile della piscina o dichiara formalmente di assumerne
personalmente le funzioni al fine di garantire l'igiene, la sicurezza e la funzionalit&agrave; delle piscine.
b) il rispetto dei requisiti igienico-sanitari e ambientali previsti dall'Accordo del 16 gennaio 2003 tra Ministro della
Salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, di seguito denominato Accordo Stato-Regioni 16
3. Per le piscine di classe B/1, salvo diversa formale designazione, il responsabile della piscina &egrave;
l'amministratore; in mancanza di amministratore o di responsabile designato rispondono i proprietari nei modi e
limiti stabiliti dalle leggi vigenti in materia,
5. l'assistente bagnanti di cui al com ma 4, lettera a) . abilitato alle operazioni di salvataggio e di primo soccorso ai
sensi della nomnativa vigente, vigila, ai fini della sicurezza, sulle attivit&agrave; che si svolgono in vasca e negli spazi
perimetrali intorno alla vasca. In ogni piscina con bagnanti &egrave; assicurata la presenza di assistenti bagnanti
durante tutto l'orario di funzionamento della piscina, fatti salvi i casi previsti al comma 6 .
6, I responsabili delle piscine classificate Al2 e B/1 possono derogare dall'obbligo della presenza di assistente
bagnanti secondo le disposizioni previste dalle norme regolamentari di cui ali' ar,icolo 20 .
7. l'addetto agli impianti tecnologici di cui al comma 4. lettera b) garantisce il corretto funzionamento degli
impianti ai fini del rispetto dei requisiti igienico-sanitari e ambientali di cui all'Accordo Stato-Regioni 16 gennaio
Art. 10 - Requisiti strutturali.
1. I requisiti strutturali delle parti essenziaii del complesso di cui ali' articolo 2, comma 2 devono:
a) garantire che la potenzialit&agrave; degli impianti di trattamento dell'acqua sia proporzionata al volume dell'acqua
delle vasche e al carico inquinante dovuto all'utilizzazione delle stesse;
b) garantire che l'attivit&agrave; natatoria, nelle varie forme previste per le diverse categorie e gruppi di piscine e tipi di
vasche, possa svolgersi nel rispetto delle esigenze di sicurezza e di sorveglianza degli utenti;
,~ garantire che la fruizione da parte degli utenti e la pulizia ordinaria e straordinaria degli spogliatoi, delle docce
e dei servizi igienici e di tutte le aree accessorie e di disimpegno possa avvenire in modo regolare, e col minimo
rischio per la sicurezza degli utenti;
che la localizzazione e l'installazione degli impianti, nonch&egrave; la loro gestione siano tali da assicurare
condizioni di sicurezza e di facile accessibilit&agrave;;
e) garantire la fruibilit&agrave; da parte dei portatori di handicap, secondo la normativa vigente.
Art. 11 - Documentazione.
l. &quot; responsabile della piscina tiene a disposizione della ASL competente, incaricata dei controlli esterni, la
d) garantire
'., .,~,'.
COD. PRATICA: 2014-003-'1
GIUNTA REGIONALE - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI
a) il documento
di valutazione del rischio in cui &egrave; considerata ogni fase che potrebbe rivelarsi critica nella
gestione dell'attivita. Il documento tiene conto dei seguenti principi:
/) l'analisi dei potenziali pericoli igienico-sanitari per la piscina;
2) l'individuazione dei punti o delle fasi in cui possono verificarsi i pericoli di cui al comma I, lellera al, numero I) e
la definizione delle relative misure preventive da adottare;
3) l'individua zio ne dei punti critici e definizione dei limiti degli stessi;
~) la definizione del sistema di monitoraggio;
6) le verifiche periodiche delle attivita di gestione ed autocontrollo ed eventuali aggiornamenti, anche in
relazione al variare delle condizioni iniziali, delle analisi dei rischi, dei punti critici, e delle procedure in mate
controllo e sorveglianza;
• i'~'&gt;-.
c} il registro dei controlli dell'acqua in vasca;
~: ;:'::: '.'.&gt; ' . '.-':' '\
reiativa alla certificaZlone degli impianti,
f) la copia del brevetti degli asslstent. bagnanti;
g) l'attestaZIone di eventuali corsI di agglomamento e formazione del personale operante presso l'implant 'di .
2 La documentaZione di CUIal comma I &egrave; a disposizione della ASL competente per un peno do di almeno dU~~
&gt;'_ ~,)'
Art. 12 - Controlli.
1. I controlli per la verifica del corretto funzionamento dei complesso sono distinti in controlli interni, eseguiti a
cura del responsabile della piscina, e controlli esterni di competenza deIl'ASL.
:.&quot;.,2T71?Jl:l',l~,piscine,dLpropriet&agrave;pubblica
o privata de-stinate'ad una utenza pubblica dicu1ajl~'Cai&egrave;'goha)(O~&eacute;'I;&quot;
;:'''2c.:C'','' .
articolo 3, comma 3 , sono fatti salvi i controlli delle commissioni comunali e provinciali di vigilanza sui locali di
pubblico spettacolo di cui al regolamento per l'esecuzione del Testo Unico delle leggi di Pubblica Sicurezza
regio-decrelo 6 maggio 1940, n. 635 , come modificato dal decreto del Presidente della Repubblica 28 maggio 200 I, n,
Art, 13 - Controlli interni.
1. Il responsabile della piscina garantisce la corretta gestione sotto il prOfilo igienico-sanitario di tutti gli elementi
funzionali del complesso che concorrono alla sicurezza della piscina.
2, I controlli interni sono eseguiti secondo le norme regolamentari di cui ali' art, 20, Icllera t) , con attivita di
gestione e di auto-controllo indicate nella documentazione di cui all' articolo Il ,
3, Il responsabile della piscina, qualora a seguito dei controlli interni riscontri valori dei parametri microbiologici
e chimico-fisici non conformi ai valori stabiliti dall'Accordo Stato-Regioni 16 gennaio 2003 provvede al ripristino
delle condizioni ottimali.
4, Il responsabile della piscina comunica alla ASL competente la non confonnita di cui al comma 3 non risanabile
rapidamente; indica altresi i provvedimenti che intende adottare al fine del ripristino delle condizioni ottimali,
- Il testo vigente degli articoli 3. 16 e 17 del regolamento regionale 1 aprile 2008. n, 2
(Disposizioni di attuazione della legge regionale 13 febbraio 2007. n, 4 -Disciplina in
materia di requisiti igienico-sanitari delle piscine ad uso natatorio) &egrave; il seguente:
Art. 3 - Assistenti bagnanti
1. Gli assistenti bagnanti, di cui all'articolo g, comma 4, lettera a) della legge regionale, abilitati alle operazioni di
vigilanza, di salvataggio e di primo soccorso, devono possedere il brevetto di assistente bagnante o titolo
equipollente rilasciato da ente riconosciuto dalle norme vigenti.
2, Il numero di assistenti bagnanti deve essere tale da garantire che la vigilanza sia esercitata
ed efficacemente su tutte le vasche presenti e deve essere definito dal responsabile
dell'impianto natatorio in base al criterio di cui al comma 3 e del documento di valutazione del rischio,
3. Il numero minimo di assistenti bagnanti va stabilito applicando il rapporto di uno ogni 350 mq di superficie
delle vasche, Nel caso di vasche adiacenti e ben visibili tra loro il calcolo va fatto sommando la superfiCie delle
stesse, Sono fatte salve le disposizioni di cui al decreto ministeriale 18 marzo 1996 e sue successive modifiche
ed integrazioni nel caso di utilizzo delle piscine rientranti nel campo di applicazione del decreto stesso.
4. Le funzioni di assistente bagnante possono essere svolte dallo stesso responsabile dell'impianto natatorio
purch&egrave; in possesso della necessaria abilitazione di cui al comma 1 '
5, Nel periOdO di utilizzazione delle vasche per corsi di addestramento, allenamento sportivo o gare &egrave; sufficiente
la presenza al bordo vasca degli istruttori e/o allenatori, purch&egrave; abilitati alle operazioni di salvataggio e primo
soccorso ed in numero corrispondente a quello richiesto dalle dimensioni della vasca,
6, I titolari delle piscine classificate AJ2 e 8/1 possono derogare dall'obbligo della presenza dell'assistente
bagnanti, ai sensi dell'articolo 9, com ma 6 della legge regionale, qualora ricorrano le seguenti condizioni:
a) piscina con vasca di superficie non superiore a 180 mq avente profondita non superiore a 150 cm calcolata
dal livello dell'acqua;
b) piscina con vasca di superficie di qualunque dimensione avente profondita non superiore a 120 cm calcolata
dal livello dell'acqua.
6-bis. Nei casi di cui al comma 6, in assenza di assistenti bagnanti, sono obbligatorie le seguenti misure
a) la presenza di attrezzature per il soccorso in acqua quali salvagenti, pertiche allungabili ed allre disponibili a
bordo vasca;
b) divieto di accesso alla piscina ai minori di 12 anni se non accompagnati da un adulto.
6-ter. I titolari delle piscine classificate 6/1, nonch&eacute; delle piscine classificate A/2 limitatamente a quelle inserite
in strutture ricettive alberghiere, extralberghiere e agrituristiche, per le quali non ricorrano le condizioni di cui alle
lettere a) e b) del comma 6, possono derogare dall'obbligo della presenza dell'assistente bagnanti ai sensi
dell'art. 9, comma 6 della legge regionale, qualora vengano messe in atto le seguenti misure preventive
.&lt;{cI&quot; &quot;',
.:'. '.:;;.' .
a) informazione agli utenti dell'assenza del servizio di assistente bagnanti;
&quot; &quot;/
b) recinzione o allre forme di delimitazione che impediscano il libero accesso alla piscina:
c) linee galleggianti in vasca o altre soluzioni atte a favorire l'autosalvataggio;
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,:&quot;
d) segnalazione di dislivello di profondit&agrave; del fondale;
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..,,~,
e) sistemi in grado di informare tempestivamente il determinarsi di situazioni di emergenza;
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f) divieto di accesso alla piscina ai minori di dodici anni se non accompagnati da un adulto;
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g) presenza di attrezzature per il soccorso in acqua quali salvagenti, pertiche allungabili ed altre, disponibili a
bordo vasca,
7. Per le piscine che usufruiscono della deroga di cui al comma 6 le modalit&agrave; organizzative della vigilanza e
procedure di intervento devono essere indicate nel documento di valutazione del rischio di cui all'allegato 5.
Art. 16 - Requisiti strutturali.
1. I requisiti strutturali ed impiantistici delle piscine e delle relative aree di insediamento, devono rispondere a
quelli prescritti nell'allegato 9.
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. 'j','pr&quot;'''':.h-;'?' r~&gt;.~..,r..:;i';'~' ,',~,::;.1::1'.!~TiI'-;~:':'~:~
'''2.,lapiscina.deve
essere costantem&egrave;ntiHeriuiarielie
condizioni strUttUrali ottimali; gl&igrave; spazi i'locali devono
essere mantenuti e utilizzati per l'uso al quale sono stati destinati.
3. la sezione attivit&agrave; accessorie deve essere ubicata in locali o aree nettamente separate dalla sezione vasche.
Art. 17 - Aspetti igienici generali di gestione.
1, In tutti gli ambienti della piscina deve essere praticata quotidianamente la pulizia e la disinfezione, con la
2. Il ricircolo dell'acqua e le quantit&agrave; di acqua di reintegro giornaliera deve avvenire nel rispetto di quanto
previsto dalle Norme UNI vigenti.
3. le acque di ricircolo possono essere trattate in un unico impianto a condizione che ogni vasca possegga il
proprio dispositivo di alimentazione dell'acqua e che l'apporto di disinfettante corrisponda ai fabbisogni delle
singole vasche.
segue ano n.
..• :..'~
MODULO SO
COD. PRATICA 2014-OOJ.11
DIREZIONE REGIONALE RISORSA UMBRIA. FEDERALISMO, RISORSE FINANZIARIE
- .&quot;&quot;':~.-,-_'..:.~':~ ~ • - ;_: ..•,,_'.-C.:-_- __ ' &quot;__ •. _
&quot; Direttore, ai sensi e per gli effetti degli artt. 6, I.r. n. 2/2005 e 13 del Regolamento
approvato con Deliberazione di G.R., 25 gennaio 2006, n. 108:
riscontrati i prescritti pareri del vigente Regolamento interno della Giunta,
verificata la coerenza dell'atto proposto con gli indirizzi e gli obiettivi assegnati alla
esprime parere favorevole alla sua approvazione.
Perugia, l&igrave; 24/03/14
segue atto n. 328
IL DIRJnORE
DOTT. GIAMPI.'
COD. PRATICA: 2014..003-11
.-,:' /'
L~,l'
Assessorato regionale &quot;Politiche agricole ed agroalimentari. Sviluppo rurale.
Programmazione forestale e politiche per lo sviluppo della montagna. Promozione e
valorizzazione dei sistemi naturalistici e paesaggistici. Aree protette. Parchi. Caccia e
pesca.&quot;
Adozione del disegno di legge: &quot;Nuove
norme in materia di agriturismo,
PROPOSTA ASSESSORE
ai sensi del vigente Regolamento della Giunta regionale,
alla Giunta regionale l'adozione del presente atto
Perugia, l&igrave; 24/03/2014
Si dichiara il presente atto urgente
Perugia, li 24/03/2014
Assessore Fer