Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/circolare-agenzia-entrate-n-29-del-25082006.html
Timestamp: 2017-01-23 00:32:32+00:00
Document Index: 145732861

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 29', 'art. 78', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 57', 'art. 13']

Circolare Agenzia Entrate n. 29 del 25.08.2006
Trattamento delle comunicazioni, delle
dichiarazioni e delle definizioni presentate ai sensi degli articoli 7, 8, 9 e
14 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni ed
2. SINTESI NORMATIVA
2.1 ARTICOLO 7, DEFINIZIONE AUTOMATICA DEI REDDITI DI IMPRESA E DI LAVORO
2.2 ARTICOLO 8, INTEGRAZIONE DEGLI IMPONIBILI PER GLI ANNI PREGRESSI
2.3 ARTICOLO 9, DEFINIZIONE AUTOMATICA PER GLI ANNI PREGRESSI
2.4 ARTICOLO 14, REGOLARIZZAZIONE DELLE SCRITTURE CONTABILI
3. CONDIZIONI DI VALIDITA'
3.1 ARTICOLO 7, DEFINIZIONE AUTOMATICA DEI REDDITI DI IMPRESA E DI LAVORO
3.2 ARTICOLO 8, INTEGRAZIONE DEGLI IMPONIBILI PER GLI ANNI PREGRESSI
3.3 ARTICOLO 9, DEFINIZIONE AUTOMATICA PER GLI ANNI PREGRESSI
3.4 COMPENSAZIONE DEGLI IMPORTI DOVUTI A TITOLO DI SANATORIA
La circolare fornisce
chiarimenti in merito al trattamento delle comunicazioni, delle dichiarazioni e
delle definizioni presentate ai sensi degli articoli 7, 8, 9 e 14 della legge 27
dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni ed integrazioni e agli effetti
derivanti dal controllo centralizzato effettuato sulle medesime.
2.1. ARTICOLO 7, DEFINIZIONE AUTOMATICA DEI REDDITI DI IMPRESA E DI LAVORO
L'articolo 7, comma 1, della legge n. 289
del 2002 ha disposto che i soggetti titolari di redditi di impresa, gli
esercenti arti e professioni e i soggetti che producono redditi in forma
associata (art. 5 del T.U.I.R.)
potevano effettuare la definizione automatica dei redditi di impresa, di lavoro
autonomo e di quelli imputati ai sensi del predetto art. 5, relativi ad una o più
annualità per le quali le dichiarazioni sono state presentate entro il 31
Il decreto legge 24 giugno 2003, n. 143, come modificato dall'articolo
34, comma 1, lettera a), del
decreto legge n. 269 del 2003, ha prorogato i termini in materia di definizione
agevolata degli adempimenti tributari.
Da ultimo, l'articolo 2 - comma 44 - della legge 24 dicembre 2003, n.
350 ha esteso la definizione alle dichiarazioni relative ai periodi d'imposta in
corso al 31 dicembre 2002 presentate entro il 31 ottobre 2003.
La definizione automatica ha effetto ai fini delle
imposte sui redditi e relative addizionali, dell'IVA e dell'IRAP e si perfeziona
con il versamento, mediante autoliquidazione, dei tributi derivanti dai maggiori
ricavi o compensi determinati sulla base dei criteri e delle metodologie
stabiliti con apposito decreto del Ministro dell'economia e delle finanze,
tenendo conto, per gli anni d'imposta da 1998 a 2002, in alternativa:
- dell'ammontare dei ricavi o compensi
determinabili sulla base degli studi di settore per le annualità e i
contribuenti per cui si applicano;
determinabili sulla base dei parametri per le annualità e i contribuenti per
cui si applicano;
- della distribuzione dei contribuenti in
classi omogenee di categorie economiche per fasce di ricavi o compensi e di
redditività risultanti dalle dichiarazioni, qualora non siano applicabili né
gli studi di settore né i parametri.
La definizione automatica per il periodo d'imposta 1997
si effettuava esclusivamente con il versamento di una somma pari a euro 300.
Ai sensi del comma 2 la definizione automatica poteva
essere effettuata anche dagli imprenditori agricoli titolari di reddito agrario
(art. 29 del T.U.I.R.) e dalle
imprese di allevamento (art. 78
del T.U.I.R) con effetto ai fini dell'IVA e dell'IRAP, mediante pagamento degli
importi determinati sulla base di una specifica metodologia di calcolo approvata
con il già citato decreto.
Ai sensi dei commi 3 e 4 la definizione automatica non
poteva essere effettuata dai soggetti:
a) che avevano omesso di presentare la
dichiarazione ovvero non avevano dichiarato redditi di impresa o di lavoro
b) che avevano dichiarato ricavi o compensi
di importo annuo superiore a euro 5.164.569;
c) ai quali, alla data di entrata in vigore
della legge n. 289 del 2002 per i periodi d'imposta fino al 2001 e,
relativamente all'anno 2002, alla data di entrata in vigore della legge n. 350
del 2003, erano stati notificati processi verbali di constatazione con esito
positivo, ovvero avvisi di accertamento ovvero inviti al contraddittorio per i
quali non si era perfezionata la definizione prevista dagli articoli 15 e 16 della legge 289/2002;
d) nei cui riguardi era stata esercitata
l'azione penale per i reati previsti dal decreto legislativo 10 marzo 2000 n. 74 della quale il contribuente aveva avuto
formale conoscenza entro la data di definizione automatica;
e) che non avevano versato, entro la prima
data di pagamento degli importi dovuti per l'integrazione, le somme derivanti
dall'accertamento parziale con esclusione delle sanzioni e degli interessi; Gli
importi calcolati a titolo di maggior ricavo o compenso non potevano essere
inferiori a euro 600 per le persone fisiche e a euro 1.500 per gli altri
La definizione automatica dei redditi d'impresa o di
lavoro autonomo esclude la rilevanza, a qualsiasi effetto, delle eventuali
perdite risultanti dalla dichiarazione; è escluso altresì il riporto a nuovo
delle predette perdite.
Gli importi dovuti a titolo di maggiore imposta, con
esclusione degli importi dovuti per la definizione di redditi di partecipazione,
andavano aumentati di euro 300 per ogni annualità oggetto di definizione,
ovvero di euro 600 per i soggetti cui si applicavano gli studi di settore e nei
confronti dei quali erano riscontrabili anomalie negli indici di coerenza
I soggetti che avevano dichiarato ricavi o compensi non
inferiori a quelli determinabili in base agli studi di settore e nei confronti
dei quali non erano riscontrabili anomalie negli indici di coerenza economica, nonché
quelli che hanno dichiarato ricavi o compensi non inferiori a quelli Circolare
n. 12 del 2003, punto 2.1.1.
2.2. ARTICOLO 8, INTEGRAZIONE DEGLI
IMPONIBILI PER GLI ANNI PREGRESSI
L'articolo 8, comma 1, della legge n. 289
del 2002 ha disposto che le dichiarazioni relative ai periodi d'imposta per i
quali i termini di presentazione sono scaduti entro il 31 ottobre 2002, potevano
essere integrate ai fini delle imposte dirette (IRPEF, IRPEG, ILOR) e delle
relative addizionali, delle imposte sostitutive, dell'imposta sul patrimonio
netto delle imprese, dell'IVA, dell'IRAP, del contributo straordinario per
l'Europa, dei contributi previdenziali e di quelli al Servizio sanitario
nazionale. Il medesimo comma ha disposto che i sostituti d'imposta potevano
integrare le ritenute relative ai periodi d'imposta come sopra identificati.
Era possibile, altresì, integrare i redditi soggetti a
tassazione separata. La relativa maggiore imposta, diversamente da quanto
avviene ordinariamente, doveva essere autoliquidata in via definitiva dal
Da ultimo l'articolo 2 - comma 44 - della legge 24 dicembre 2003, n.
La dichiarazione di cui al citato articolo 8 poteva essere presentata anche
per integrare una dichiarazione omessa.
Ai sensi del comma 10 del citato articolo 8 non era possibile procedere
all'integrazione qualora:
a) alla data di entrata in vigore della
legge n. 289 del 2002 per i periodi d'imposta fino al 2001 e, relativamente
all'anno 2002, alla data di entrata in vigore della legge n. 350 del 2003 era
stato notificato processo verbale di constatazione con esito positivo ovvero
avviso di accertamento, nonché invito al contraddittorio per i quali non era
stata perfezionata la definizione ai sensi degli articoli 15 e 16;
b) alla data di entrata in vigore della
all'anno 2002, alla data di entrata in vigore della legge n. 350 del 2003 erano
divenuti definitivi gli avvisi di accertamento di cui agli articoli 41-bis del DPR n. 600 del 1973 e
54, quinto comma, del DPR n. 633 del
1972, a meno che il contribuente non provvedeva a versare entro la prima data di
pagamento degli importi dovuti per l'integrazione, le somme derivanti
dall'accertamento parziale con esclusione delle sanzioni e degli interessi;
c) alla data di presentazione della
dichiarazione integrativa il contribuente aveva avuto formale conoscenza
dell'esercizio dell'azione penale per i reati indicati alla lettera c), del
comma 6 dell'art. 8.
Nella dichiarazione integrativa dovevano essere
indicati, in riferimento alle imposte, alle relative addizionali e al contributo
straordinario per l'Europa, maggiori importi dovuti non inferiori a euro 300
Euro per ciascun periodo d'imposta.
Per ciascuna annualità integrata ai fini dei
contributi previdenziali, il versamento minimo era pari a euro 300.
Per i redditi e gli imponibili conseguiti all'estero
con qualunque modalità era dovuta un'imposta sostitutiva pari al 6 per cento,
con un minimo da versare per ciascuna annualità di euro 300.
Il pagamento doveva essere eseguito in un'unica
soluzione se l'importo da versare non superava complessivamente euro 3.000 e
euro 6.000, rispettivamente, per le persone fisiche e per i soggetti diversi
dalle persone fisiche, la parte eccedente può essere versata in due rate di
pari importo maggiorate degli interessi legali.
Dichiarazione integrativa 2003
Se il primo versamento era stato eseguito entro il 2
ottobre 2003, le due rate dovevano essere versate entro le date seguenti:
1) 1 dicembre 2003 (il 30 novembre 2003
cade di domenica)
2) 21 giugno 2004
maggiorate degli interessi legali a partire dal 17 ottobre 2003.
Se il primo versamento era stato eseguito dopo il 2
1) 20 luglio 2004
2) 18 ottobre 2004
Il primo versamento si considera tempestivo se
effettuato entro il 16 aprile 2004.
I titolari di redditi prodotti in forma associata
che alla data del 25 giugno 2003 avevano ricevuto la comunicazione di avvenuta
definizione da parte delle società di cui all'art. 5 del TUIR, dovevano effettuare
il primo versamento entro il 16 aprile 2004. Dovevano versare le rate eccedenti
entro le date seguenti:
maggiorate degli interessi legali a decorrere dal 17 ottobre 2003.
I titolari di redditi prodotti in forma associata che
alla data del 25 giugno 2003 non avevano ricevuto la comunicazione di avvenuta
il primo versamento entro il 16 giugno 2004. Dovevano versare le rate eccedenti
maggiorate degli interessi legali a decorrere dal 17 giugno 2004.
Dichiarazione integrativa 2004
Il primo versamento doveva essere eseguito entro il 16
aprile 2004, le due rate dovevano essere versate entro le date seguenti:
maggiorate degli interessi legali a partire dal 17 aprile 2004.
dovevano effettuare il primo versamento entro il 16 giugno 2004. Dovevano
versare le rate eccedenti entro le date seguenti:
In presenza di dichiarazione modificativa e/o di
integrazione per l'anno 2002, il contribuente che aveva effettuato un versamento
relativo alla prima dichiarazione integrativa inferiore a euro 3.000 se persona
fisica o a euro 6.000 se soggetto diverso da persona fisica, doveva versare
entro il 16 aprile 2004 l'intero importo dovuto fino a concorrenza della somma
di euro 3.000 ovvero euro 6.000, considerato anche il versamento eseguito in
base alla prima dichiarazione integrativa. Fatte salve le condizioni di cui
sopra doveva comunque versare un minimo di euro 100 se persona fisica o di euro
200 se soggetto diverso.
dichiarazione integrativa per l'anno 2002, il contribuente che aveva effettuato
un versamento relativo alla prima dichiarazione integrativa superiore a euro
3.000 se persona fisica o a euro 6.000 se soggetto diverso da persona fisica,
doveva versare entro il 16 aprile 2004 un importo non inferiore al 10 per cento
dell' importo dovuto in base alla dichiarazione modificativa e/o della
dichiarazione integrativa per l'anno 2002.
Il contribuente che si era avvalso della facoltà di
cui all'articolo 1, comma 2-quinquies, del decreto legge n. 143 del 2003, convertendo la
dichiarazione integrativa in definizione automatica, poteva scomputare, ai fini
dell'individuazione dei limiti fissati in euro 3.000 e euro 6.000, l'importo
eventualmente dovuto ai fini IVA nella precedente dichiarazione integrativa.
Resta in ogni caso dovuto il versamento minimo di euro 100 o di euro 200 da
effettuarsi entro il 16 aprile 2004.
Tutti i termini sopra indicati sono prorogati di sei
mesi in caso di dichiarazioni integrative presentate da eredi del contribuente,
ai sensi dell'articolo 65 del DPR
n. 600 del 1973 così come richiamato dalla Circolare n. 12 del 2003, punto 2.1.1.
2.3. ARTICOLO 9, DEFINIZIONE AUTOMATICA
PER GLI ANNI PREGRESSI
L'articolo 9 della legge n. 289 del 2002 ha
disposto che il contribuente poteva chiedere la definizione automatica
presentando una dichiarazione concernente, a pena di nullità, tutti i periodi
d'imposta per i quali i termini di presentazione delle dichiarazioni erano
scaduti entro il 31 ottobre 2002.
Il decreto legge 24 giugno 2003, n. 143, come
modificato dall'articolo 34,
comma 1, lettera a), del decreto legge n. 269 del 2003, ha prorogato i termini
in materia di definizione agevolata degli adempimenti tributari.
Non potevano essere oggetto di definizione i redditi
soggetti a tassazione separata.
Ai sensi del comma 14 del citato articolo 9 non era possibile procedere
alla definizione per le annualità per le quali:
I. alla data di entrata in vigore della
II. alla data di entrata in vigore della
pagamento degli importi dovuti per l'integrazione le somme derivanti
III. alla data di presentazione della
dell'esercizio dell'azione penale per gli illeciti indicati alla lettera c), del
comma 10 dell'art. 8.
Se il contribuente aveva omesso la presentazione di
tutte le dichiarazioni relative a tutti i tributi per tutti i periodi d'imposta,
non poteva avvalersi della definizione di cui all'art. 9.
La definizione automatica si perfezionava in
riferimento alle imposte elencate al comma 2, lettera a): imposte sui redditi e
relative addizionali, imposte sostitutive, imposta sul patrimonio netto delle
imprese, IRAP, contributo straordinario per l'Europa, con il versamento di un
importo pari all'8 per cento delle imposte lorde e delle imposte sostitutive
risultanti dalla dichiarazione originariamente presentata. Se l'imposta lorda o
sostitutiva era di ammontare superiore a euro 10.000 la percentuale applicabile
sull'eccedenza era del 6 per cento, se l'ammontare era superiore a euro 20.000
la percentuale applicabile sull'eccedenza era del 4 per cento.
riferimento all'IVA, comma 2, lettera b), con il versamento di un importo pari
alla somma del 2 per cento dell'imposta relativa alla cessione di beni e alle
prestazioni di servizi effettuate dal contribuente, per le quali l'imposta era
divenuta esigibile nel periodo d'imposta e del 2 per cento dell'imposta detratta
nel medesimo periodo. Se l'imposta relativa alle operazioni imponibili o
l'imposta detratta superavano euro 200.000, le percentuali applicabili a
ciascuna eccedenza erano pari all' 1,50 per cento, se l'imposta relativa alle
operazioni imponibili o l'imposta detratta superavano euro 300.000, le
percentuali applicabili a ciascuna eccedenza erano pari all'uno per cento.
Sono ridotte dell'80 per cento le somme da versare per
la parte eccedente euro 11.600.000.
Le imposte di cui alla lettera a), da versare per
ciascun periodo d'imposta non potevano complessivamente essere inferiori a:
euro 100 per le persone fisiche, le
società semplici e gli enti non commerciali non titolari di reddito d'impresa o
ai seguenti importi per le persone fisiche
titolari di redditi d'impresa o di redditi professionali e per i soggetti
diversi dalle persone fisiche:
euro 400 se l'ammontare dei
ricavi e dei compensi non era superiore a euro 50.000;
euro 500 se l'ammontare dei
ricavi e dei compensi non era superiore a euro 180.000;
euro 600 se l'ammontare dei
ricavi e dei compensi era superiore a euro 180.000.
dei quali non erano riscontrabili anomalie negli indici di coerenza economica,
nonché per quelli che avevano dichiarato ricavi o compensi non inferiori a
quelli determinabili in base ai parametri potevano effettuare la definizione
versando euro 500 per ciascuna annualità.
dei quali erano riscontrabili anomalie negli indici di coerenza economica,
potevano effettuare la definizione versando euro 700 per ciascuna annualità.
Per i possessori di redditi prodotti in forma associata
l'importo minimo da versare era commisurato all'ammontare dei ricavi e dei
compensi conseguiti dalla società e rapportato alla percentuale di
partecipazione, in ogni caso non poteva essere inferiore a euro 200 per ciascuna
L'importo minimo era ridotto a euro 100 per i soci di
società di persone che avevano dichiarato ricavi o compensi non inferiori a
quelli determinabili in base agli studi di settore e nei confronti delle quali
non erano riscontrabili anomalie negli indici di coerenza economica, nonché per
i soci di società di persone che avevano dichiarato ricavi o compensi non
inferiori a quelli determinabili in base ai parametri.
L' imposta di cui alla lettera b), da versare per
ciascun periodo d'imposta non poteva essere inferiore a:
euro 500 se l'ammontare del volume d'affari
non era superiore a euro 50.000;
euro 600 se l'ammontare del volume d'affari
non era superiore a euro 180.000;
euro 700 se l'ammontare del volume d'affari
era superiore a euro 180.000.
In presenza di perdita formatasi nell'esercizio oggetto
di definizione, occorreva versare l'ammontare minimo come sopra individuato. In
presenza di altri redditi, l'imposta da versare doveva essere rideterminata
sommando all'imponibile l'ammontare della perdita utilizzata.
In presenza di perdite formatesi in precedenti esercizi
oggetto di definizione l'imposta da versare doveva essere rideterminata sommando
all'imponibile la perdita utilizzata.
- le perdite divenute definitive;
- le perdite derivanti dall'applicazione
dell'art. 4 della legge 18 ottobre 2001, n. 383;
- le perdite affrancate ai sensi del comma
7, con il versamento di una somma pari al 10 per cento, ridotta al 5 per cento
per la parte di perdite eccedenti euro 250.000.
In caso di omessa dichiarazione erano dovuti per
ciascun settore impositivo e per ciascuna annualità euro 1.500 per le persone
fisiche, euro 3.000 per i soggetti diversi dalle persone fisiche.
Se nell'ambito dello stesso settore impositivo, ad
esempio imposte sui redditi ed assimilate, era stata presentata la dichiarazione
ai fini IRPEF (o IRPEG) ed era stata omessa ai fini IRAP, era dovuto il maggiore
importo tra euro 1.500 o euro 3.000, rispettivamente per le persone fisiche e i
soggetti diversi dalle persone fisiche, e l'importo calcolato sulle maggiori
imposte determinate con i criteri ordinari.
soluzione se l'importo da versare non superava 3.000 Euro e 6.000 Euro,
rispettivamente, per le persone fisiche e per i soggetti diversi dalle persone
fisiche, la parte eccedente poteva essere versata in due rate di pari importo
Istanza di definizione 2003
3) 1 dicembre 2003 (il 30 novembre 2003
cadeva di domenica)
4) 21 giugno 2004
Istanza di definizione 2004
In presenza di istanza di definizione modificativa e/o
di definizione per l'anno 2002, il contribuente che aveva effettuato un
versamento relativo alla prima istanza di definizione inferiore a euro 3.000 se
persona fisica o a euro 6.000 se soggetto diverso da persona fisica, doveva
versare, entro il 16 aprile 2004, l'intero importo dovuto fino a concorrenza
della somma di euro 3.000 ovvero euro 6.000, considerato anche il versamento
eseguito in base alla prima istanza di definizione, con un minimo di euro 100 se
persona fisica o di euro 200 se soggetto diverso.
versamento relativo alla prima istanza di definizione superiore a euro 3.000 se
versare, entro il 16 aprile 2004, un importo non inferiore al 10 per cento dell'
importo dovuto in base all'istanza modificativa e/o di definizione per l'anno
2.4. ARTICOLO 14, REGOLARIZZAZIONE DELLE
L'articolo 14 della legge n. 289 del 2002 ha
disposto che il contribuente che si è avvalso delle disposizioni di cui
all'art. 9, poteva procedere alla
regolarizzazione delle scritture contabili, versando un'imposta sostitutiva del
6 per cento del valore o del maggior valore dei beni iscritti, secondo i termini
e le modalità descritte per l'art. 9.
Si precisa che, ai fini dell'individuazione
dell'importo del primo pagamento, in caso di presentazione di un'unica istanza
di definizione, i limiti di 3000 euro e 6000 euro, rispettivamente per le
persone fisiche e per gli altri soggetti, erano dovuti con riferimento al cumulo
delle somme da versare ai sensi degli articoli 9 e 14.
3.1. ARTICOLO 7, DEFINIZIONE AUTOMATICA DEI REDDITI DI IMPRESA E DI LAVORO
La definizione si considera
validamente effettuata:
1. se non sussistono le cause ostative di
cui al comma 3 e al comma 4;
2. se si fonda su dati corrispondenti a
quelli contenuti nella dichiarazione originariamente presentata;
3. se gli importi dovuti sono calcolati in
misura non inferiore agli importi indicati nel paragrafo 1.1
4. se il primo versamento è stato eseguito
entro il 16 aprile 2004 ed è stato di importo non inferiore a quello dovuto
ovvero è stato di misura non inferiore a euro 3.000 per le persone fisiche o a
euro 6.000 per gli altri soggetti;
5. se, fatte salve le altre condizioni di
cui sopra, il primo versamento è stato eseguito entro il 16 giugno 2004 da
parte dei titolari di redditi prodotti in forma associata che alla data del 25
giugno 2003 non avevano ricevuto la comunicazione di avvenuta definizione da
parte della società di cui all'art. 5 del TUIR;
6. se i versamenti effettuati in
conseguenza dell'entrata in vigore della legge 350 del 2003, soddisfano le
condizioni descritte nel paragrafo 1.1 alla voce "Comunicazione 2004".
Fatte salve tutte le altre condizioni, può essere considerato errore scusabile
la fattispecie riferita al contribuente che abbia effettuato il versamento del
dieci per cento dell'importo dovuto, calcolato al netto anziché al lordo delle
eventuali riduzioni del cinquanta per cento delle maggiori imposte; la validità
della definizione opera a condizione che siano versati gli interessi, calcolati
al tasso legale, relativi alla differenza scaturita dalla erronea determinazione
della base di commisurazione del dieci per cento. Detti interessi decorrono
dalla data del versamento carente alla data di versamento degli ulteriori
importi rateali dovuti.
3.2. ARTICOLO 8, INTEGRAZIONE DEGLI
si considera validamente presentata:
2. se la trasmissione della dichiarazione
è avvenuta con ritardo non superiore ai novanta giorni dalla data di scadenza
3. se nella dichiarazione integrativa sono
stati indicati, in riferimento ai distinti settori impositivi come identificati
al punto 1.1, maggiori importi dovuti non inferiori a euro 300 per ciascun
periodo d'imposta;
entro il 16 aprile 2004 ed è stato di importo non inferiore a quello dovuto in
base alla dichiarazione integrativa stessa ovvero è stato di misura non
inferiore a euro 3.000 per le persone fisiche o a euro 6.000 per gli altri
parte della società di cui all'art. 5 del TUIR. In presenza di istanza di
definizione modificativa e/o di definizione per l'anno 2002, il contribuente che
ha effettuato un versamento relativo alla prima istanza di definizione inferiore
a euro 3.000 se persona fisica o a euro 6.000 se soggetto diverso da persona
fisica, deve versare, entro il 16 aprile 2004, l'intero importo dovuto fino a
concorrenza della somma di euro 3.000 ovvero euro 6.000, considerato anche il
versamento eseguito in base alla prima istanza di definizione, con un minimo di
euro 100 se persona fisica o di euro 200 se soggetto diverso. In presenza di
istanza di definizione modificativa e/o di definizione per l'anno 2002, il
contribuente che ha effettuato un versamento relativo alla prima istanza di
definizione superiore a euro 3.000 se persona fisica o a euro 6.000 se soggetto
diverso da persona fisica, deve versare, entro il 16 aprile 2004, un importo non
inferiore al 10 per cento dell' importo dovuto in base all'istanza modificativa
e/o di definizione per l'anno 2002.
3.3. ARTICOLO 9, DEFINIZIONE AUTOMATICA
La dichiarazione per la
definizione degli anni pregressi si considera validamente presentata:
cui al comma 14;
3. se si fonda su dati corrispondenti a
quelli contenuti nelle dichiarazioni originariamente presentate;
4. se nell'istanza di definizione sono
stati indicati importi dovuti non inferiori a quelli riportati nel paragrafo
5. se l'istanza di definizione ha
riguardato tutte le annualità per le quali non era decaduto il termine per
l'azione accertatrice al 31 dicembre 2002: annualità 1997-2001 per le imposte
di cui alla lettera a) del comma 2; annualità 1998-2001 per le imposte di cui
alla lettera b) del comma 2.
Qualora sia stata omessa la dichiarazione relativa
all'annualità 1996 per le imposte di cui alla lettera a) ovvero 1997 per le
imposte di cui alla lettera b) l'istanza di definizione deve comprendere anche
dette annualità.
Si ricorda, con riferimento al settore impositivo di
cui alla lettera b), che devono essere definite anche le annualità per le quali
non era decaduto il termine per l'azione di accertamento per effetto del 2
periodo del 1 comma dell'art. 57
del DPR n. 633/72;
6. se il primo versamento è stato eseguito
entro il 16 aprile 2004 ed è stato congruo rispetto all'importo dovuto in base
all'istanza di definizione stessa ovvero è stato di misura non inferiore a euro
3.000 per le persone fisiche o a euro 6.000 per gli altri soggetti. In presenza
di istanza di definizione modificativa e/o di definizione per l'anno 2002, il
definizione inferiore a euro 3.000 se persona fisica o a euro 6.000 se soggetto
diverso da persona fisica, deve versare, entro il 16 aprile 2004, l'intero
importo dovuto fino a concorrenza della somma di euro 3.000 ovvero euro 6.000,
considerato anche il versamento eseguito in base alla prima istanza di
definizione, con un minimo di euro 100 se persona fisica o di euro 200 se
soggetto diverso. In presenza di istanza di definizione modificativa e/o di
definizione per l'anno 2002, il contribuente che ha effettuato un versamento
relativo alla prima istanza di definizione superiore a euro 3.000 se persona
fisica o a euro 6.000 se soggetto diverso da persona fisica, deve versare, entro
il 16 aprile 2004, un importo non inferiore al 10 per cento dell'importo dovuto
in base all'istanza modificativa e/o di definizione per l'anno 2002.
3.4. COMPENSAZIONE DEGLI IMPORTI DOVUTI
A TITOLO DI SANATORIA
In base alla legge n. 289 del
2002 le somme dovute a seguito delle sanatorie presentate ai sensi degli
articoli 7, 8, 9 e 14,
andavano versate secondo le modalità previste dall'articolo 17 del decreto legislativo n. 241
del 1997 con esclusione della possibilità di avvalersi dell'istituto della
Pertanto le sanatorie si intendono perfezionate se, non
sussistendo altre cause di invalidità, il contribuente abbia effettuato il
primo versamento utile senza utilizzare in compensazione crediti di cui aveva
comunicazioni di cui all'articolo 7,
delle dichiarazioni integrative di cui all'articolo 8 e delle istanze di definizione
di cui all'articolo 9, pur
tenendo conto delle specificità riferibili a ciascuno degli istituti
definitori, viene disciplinato in modo unitario.
La mancata o tardiva effettuazione dei versamenti delle
rate successive al primo pagamento eseguito tempestivamente e in misura congrua,
comporta l'iscrizione a ruolo, mediante procedura centralizzata, delle somme non
versate, delle sanzioni applicabili e degli interessi.
In particolare, in presenza di versamento rateale
omesso o carente, si procede all'iscrizione a ruolo dell'imposta e degli
interessi legali non versati applicando la sanzione sull'ammontare
complessivamente non versato (imposta + interessi). A decorrere dalla data in
cui il versamento andava effettuato si applicano ulteriori interessi legali
sull'intero importo non versato.
In presenza di versamento tardivo oltre i trenta giorni
si iscrive a ruolo la sanzione pari al trenta per cento dell'intero importo
pagato in ritardo (imposta + interessi). Se non versati si iscrivono a ruolo gli
interessi legali dovuti per il periodo intercorrente tra la data in cui il
versamento andava eseguito e quella di effettiva esecuzione.
In presenza di versamento eseguito entro trenta giorni
dalla scadenza, fatti salvi gli altri criteri sopra esposti, la sanzione è
ridotta alla metà.
I ruoli originati dal controllo saranno inviati al
visto dell'ufficio competente individuato in ragione del domicilio fiscale del
contribuente al momento della presentazione della
comunicazione/dichiarazione/definizione di condono, salvo i casi particolarmente
complessi per i quali sarà necessario un preventivo esame da parte degli uffici
locali prima di procedere all'iscrizione a ruolo.
Le irregolarità connesse alla presentazione e/o al
primo versamento saranno segnalate agli uffici competenti per la verifica circa
l'effettiva sussistenza delle predette irregolarità.
Qualora dai riscontri eseguiti, l'ufficio dovesse
verificare la regolarità dell'istanza di definizione segnalata, lo stesso
procederà alle opportune correzioni (ad esempio abbinamento di un versamento);
gli eventuali importi dovuti per effetto di rate non versate, tardive o carenti
saranno iscritti a ruolo con procedura centralizzata.
Se invece in base ai riscontri eseguiti emerga una
condizione di invalidità dell'istanza, l'ufficio acquisirà l'esito del
controllo attraverso un'apposita procedura informatica.
Si precisa che ai versamenti dovuti a seguito della
presentazione della comunicazione di cui all'articolo 7, della dichiarazione di cui
all'articolo 8 e della
definizione di cui all'articolo 9
non è applicabile l'istituto del ravvedimento di cui all'art. 13 del Decreto
applicazione delle presenti istruzioni, favorendo altresì l'interazione tra le
professionalità presenti nell'area servizi e nell'area controllo degli uffici
locali, attesa la peculiarità del trattamento delle istanze di sanatoria.
- Finale Emilia, 23 ore fa	Ravvedimento operoso versamenti (vers. 2017)
- Finale Emilia, 23 ore fa	Cessione di credito commerciale: modello/procedura tramite scambio di corrispondenza