Source: http://dlgs81.blogspot.it/2015/06/
Timestamp: 2017-09-25 06:11:48+00:00
Document Index: 95963937

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 100', 'art. 100', 'art. 100', 'art. 90', 'art. 1', 'art.1', 'art. 91', 'art. 100', 'art. 65', 'art. 65', 'art.65', 'art. 65', 'art. 65', 'art. 65', 'art. 65']

D lgs 81: giugno 2015
Firenze 16 posti all'Agenzia per la sicurezza nelle ferrovie
Lavoro: a Firenze 16 posti all'Agenzia per la sicurezza nelle ferrovie
​E' stata indetta da pochi giorni una procedura di mobilità per la copertura di 25 posti nelle categorie funzionari e collaboratori da inquadrare nell'area tecnica per le sedi di Firenze (16 posti) e di Roma dell'Agenzia nazionale per la sicurezza delle Ferrovie.
Per sede fiorentina si ricercano i seguenti profili: funzionario tecnico per norme d'esercizio, standard tecnici, autorizzazioni e certificazioni, ispettorato e controlli (8 posti), funzionario tecnico monitoraggio e banche dati (3 posti), collaboratore tecnico norme d'esercizio, autorizzazioni e certificazioni, ispettorato e controlli (2 posti), collaboratore tecnico banche dati (3 posti).
Alla procedura di mobilità e selezione possono partecipare i dipendenti a tempo indeterminato della Pubblica Amministrazione in possesso dei requisiti previsti dal bando, tra i quali un titolo di studio tra architettura, ingegneria o istituto tecnico per geometri.
La domanda deve pervenire entro il 10 agosto 2015. Il testo integrale del bando, con tutte le informazioni del caso e il modulo della domanda, è disponibile sul sito dell'Agenzia www.ansf.it, nella sezione amministrazione trasparente, sottosezione bandi di concorso.
Etichette: Infortunio, SICUREZZA LAVORO
L’articolo 2 del Decreto del 4 marzo 2013, articolo che sarà più volte citato da interpellante e Commissione:
1.Nelle attività di apposizione della segnaletica per la delimitazione di cantieri stradali in presenza di traffico veicolare, i gestori delle infrastrutture, quali definiti dall’articolo 14 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e le imprese appaltatrici, esecutrici o affidatarie, applicano almeno i criteri minimi di sicurezza di cui all’allegato I. Della adozione e applicazione dei criteri minimi di cui al precedente capoverso i gestori delle infrastrutture, quali definiti dall’articolo 14 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, le imprese appaltatrici, esecutrici e affidatarie danno evidenza nei documenti della sicurezza di cui agli articoli 17, 26, 96 e 100 del d.lgs. n. 81/2008.
L’Interpello n. 1/2015 del 24 giugno 2015 ha dunque per oggetto la “risposta al quesito inerente i criteri generali di sicurezza relativi alle procedure di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare”, un quesito sottoposto dalla Federazione Sindacale Italiana dei Tecnici e Coordinatori della Sicurezza ( Federcoordinatori) alla Commissione per gli interpelli più di un anno fa.
L’interpellante vuole sapere il parere della Commissione in merito alla corretta interpretazione dell'art. 2 del decreto interministeriale del 4 marzo 2013.
In particolare si evidenzia che ‘nell’art. 2 del decreto di cui all'oggetto, viene indicato come l'adozione e l'applicazione dei criteri minimi di sicurezza descritti nell'allegato I, siano in capo ai gestori delle infrastrutture, alle imprese appaltatrici, esecutrici e affidatarie che devono darne evidenza nei documenti di sicurezza di cui agli art. 17; 26; 96 e 100 del D.Lgs. 81/2008 e smi. Ora, gli articoli 17, 26 e 96 sono riferiti ad obblighi riconducibili al Committente ovvero al Datore di lavoro per la redazione di documenti di sicurezza [...], mentre l 'art. 100 del d.lgs. n. 81/2008 è relativo a un documento, il Piano di Sicurezza e Coordinamento, redatto dal Coordinatore per la Sicurezza. In nessuna parte del decreto si fa riferimento alla figura del Coordinatore per la Sicurezza se non per questo art. 100. Come dunque può rientrare la figura del Coordinatore in questo decreto? Quali i suoi compiti previsti?
Considerato come i precedenti articoli siano riferiti tutti ad obblighi è possibile che invece che all'art. 100 si volesse far riferimento all'art. 90 relativo agli obblighi in capo al Committente o Responsabile dei lavori, tra cui vi è quello relativo la nomina del Coordinatore che redige il PSC?".
Per poter rispondere la Commissione ricorda innanzitutto che il decreto del 4 marzo 2013 “ha lo scopo di individuare i criteri generali di sicurezza relativi alle procedure di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare”. E le attività di cui al comma 1 dell'art. 1 del decreto fanno riferimento alle situazioni esplicitate nei principi per il segnalamento temporaneo di cui all'articolo 2 del disciplinare approvato con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 10 luglio 2002 (art.1, co. 2, del decreto)”.
E per salvaguardare la sicurezza, mantenendo comunque una adeguata fluidità della circolazione, “il segnalamento temporaneo deve: informare gli utenti, guidarli, convincerli a tenere un comportamento adeguato ad una situazione non abituale”.
Inoltre l'art. 91 del d.lgs. n. 81/2008 prevede che "il coordinatore per la progettazione:
a) redige il piano di sicurezza e di coordinamento di cui all'articolo 100, comma 1, i cui contenuti sono dettagliatamente specificati nell'allegato XV”.
Con queste premesse la Commissione fornisce le seguenti indicazioni.
Si indica che con il decreto in argomento “viene ‘ampliato’ il raggio di azione dei regolamenti previgenti, definendo i criteri minimi per la posa, il mantenimento e la rimozione della segnaletica di delimitazione e di segnalazione delle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare”. E l'allegato XV, punto 2.2.1. lett. b), del d.lgs. n. 81/2008 “stabilisce che il piano di sicurezza e coordinamento, di competenza del coordinatore per l
a sicurezza, deve contenere ‘l'analisi degli elementi essenziali di cui all’allegalo XV.2, in relazione: [...] all'eventuale presenza di fattori esterni che comportano rischi per il cantiere, con particolare attenzione ai lavori stradali ed autostradali al fine di garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori impiegati nei confronti dei rischi derivanti dal traffico circostante’”.
E dunque “il riferimento all'art. 100 del d.lgs. n. 81/2008 non appare inappropriato con le finalità del decreto in oggetto, anche se tra le figure elencate per l'applicazione dei criteri minimi, non è espressamente menzionato il coordinatore per la sicurezza”.
*** Scarica interpello
Etichette: Piano di Sicurezza e Coordinamento, requisiti professionali del coordinatore, Segnaletica stradale
Nel Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro ( D.Lgs. 81/2008), il comma 1 dell’articolo 65 (nel Titolo II, relativo ai luoghi di lavoro) vieta l’utilizzo, per qualsiasi attività lavorativa, dei locali semisotterranei e sotterranei, ma inserisce una successiva deroga al divieto.
È evidente che, in questa situazione normativa “articolata”, possano sorgere dubbi e interpretazioni diverse sui confini e sui criteri delle deroghe previste per legge.
Proprio per dare una risposta ad alcuni di questi dubbi, è stato pubblicato dalla Commissione per gli interpelli l’Interpello n. 5/2015 del 24 giugno 2015 che ha per oggetto la “risposta al quesito relativo all'art. 65 del d.lgs. n. 81/2008 sui locali interrati e seminterrati”.
Si parte da un’istanza di interpello da parte del Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) in merito alla corretta interpretazione dell'art. 65 del Testo Unico.
Infatti il CNI scrive che ‘il decreto legislativo n. 81/2008 prevede, all'art.65, commi 2 e 3, che, in deroga, possono essere destinati al lavoro, locali chiusi sotterranei o semisotterranei, quando ricorrano particolari esigenze tecniche (comma 2) e comunque anche per altre lavorazioni per le quali non ricorrono le esigenze tecniche (comma 3) in assenza di emissioni di agenti nocivi, assicurando sempre idonee condizioni di aerazione meccanica e/o naturale, di illuminazione artificiale e di microclima (bar, ristoranti, attività commerciali, ecc.). L'ordine degli ingegneri ritiene che, alle condizioni suddette, vi possa essere permanenza di lavoratori in detti locali per l'intera giornata lavorativa contrattuale".
Quello che chiede dunque il Consiglio Nazionale degli Ingegneri alla Commissione è la “conferma della correttezza di tale interpretazione”.
Prima di rispondere la Commissione per gli interpelli, prevista dall’articolo 12 comma 2 del Testo Unico in materia di salute e sicurezza nel lavoro, segnala che “le modalità di utilizzo dei locali sotterranei o semisotterranei sono regolamentate dall'art. 65 del d.lgs. n. 81/2008”. E si sottolinea che il comma 3 dell'articolo “attribuisce all'organo di vigilanza il potere di ‘consentire l'uso dei locali chiusi sotterranei o semisotterranei anche per altre lavorazioni per le quali non ricorrono le esigenze tecniche, quando dette lavorazioni non diano luogo ad emissioni di agenti nocivi, sempre che siano rispettate le norme del presente decreto legislativo e si sia provveduto ad assicurare le condizioni di cui al comma 2’”.
Ricordiamo, a questo proposito, che sui siti di molte Aziende Sanitarie Locali, sono presenti precise indicazioni relative alle documentazioni necessarie, ai criteri di deroga e alle linee guide per l’utilizzo di locali interrati e seminterrati destinati alla permanenza di persone per attività lavorativa.
Torniamo all’interpello e alla risposta fornita dalla Commissione.
Si indica che “il potere attribuito all' organo di vigilanza, dal succitato art. 65 comma 3, si concretizza in uno specifico potere autorizzativo atto a rimuovere, con un determinato provvedimento, i limiti posti dall'ordinamento all'utilizzazione dei locali sotterranei o semisotterranei, previa verifica della compatibilità di tale esercizio con il bene tutelato e costituito, nel caso in specie, dalla salute e sicurezza dei lavoratori”.
Fatta questa premessa, il provvedimento di autorizzazione “deve essere congruamente motivato in ordine a quanto previsto al comma 3 dell'art. 65, il quale impone che le predette lavorazioni ‘non diano luogo ad emissione di agenti nocivi’, presuppone il rispetto del d.lgs. n. 81/2008 e, in particolare, richiede la verifica che si sia provveduto ad assicurare idonee condizioni di aerazione, di illuminazione e di microclima (comma 2, art. 65, d.lgs. n. 81/2008)”.
E si desume infine che “nell'ambito dell'atto autorizzativo anche eventuali limitazioni sull'orario di lavoro devono trovare una concreta e determinata motivazione strettamente correlata alle esigenze imposte e specificate dalla norma medesima”.
>>> Interpelli sicurezza lavoro 24 giugno 2015
Etichette: locali semisotterranei e sotterranei
Decisione di esecuzione (UE) 2015/974 della Commissione, del 17 giugno 2015, che autorizza gli Stati membri ad adottare determinate deroghe, a norma della direttiva 2008/68/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al trasporto interno di merci pericolose [notificata con il numero C(2015) 4087]
Sulla GUUE è stata pubblicata Direttiva 2014/103/UE della Commissione del 21 novembre 2014 che regola il trasporto delle merci pericolose, adeguando al processo scientifico gli allegati della direttiva 2008/68/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al trasporto interno di merci pericolose
Si tratta del terzo adeguamento biennale al progresso scientifico e tecnico degli Allegati I, II e III nelle sezioni dedicate all'ADR, al RID e all'ADN.
Le versioni modificate dell'ADR si applicheranno a partire dal 1° gennaio 2015 con un periodo transitorio che durerà fino al 30 giugno 2015 termine entro il quale gli Stati membri dovranno mettere in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva di modifica 2014/103/UE.
Etichette: modifiche per ADR, RID e ADN
UNI annuncia la pubblicazione e l'entrata in vigore di una serie di norme UNI in materia di Sistemi di gestione dell'energia.
UNI ISO 50003:2015 -in vigore dal 18 giugno
Sistemi di gestione dell'energia - Requisiti per organismi che forniscono audit e certificazione dei sistemi di gestione dell'energia
La norma definisce i requisiti di competenza, congruenza e imparzialità nelle attività di audit e certificazione dei sistemi di gestione dell'energia (EnMS) per gli organismi che forniscono tali servizi: definisce il processo di audit, i requisiti di competenza per il personale coinvolto nel processo di certificazione dell'EnMS, la durata dell'audit e il campionamento dei multisito. Va utilizzata congiuntamente alla ISO/IEC 17021:2011 i cui requisiti si applicano anche alla presente norma.
UNI ISO 50004:2015 -in vigore dal 18 giugno
Sistemi di gestione dell'energia - Linee guida per l'implementazione, il mantenimento e il miglioramento di un sistema di gestione dell'energia
La norma è applicabile ad ogni organizzazione, indipendentemente dalla sua dimensione, tipologia o localizzazione. Essa però non fornisce aiuto su come sviluppare un sistema integrato di gestione
UNI ISO 50006:2015 -in vigore dal 18 giugno
Sistemi di gestione dell'energia - Misurazione della prestazione energetica utilizzando il consumo di riferimento (Baseline - EnB) e gli indicatori di prestazione energetica (EnPI) - Principi generali e linee guida
Le linee guida nella presente norma sono applicabili ad ogni organizzazione indipendentemente dalla taglia, tipologia, localizzazione o livello di maturità nella gestione dell'energia.
UNI ISO 50015:2015 -in vigore dal 18 giugno
Sistemi di gestione dell'energia - Misura e verifica della prestazione energetica delle organizzazioni - Principi generali e linee guida
La norma definisce i principi generali e le linee guida per il processo di misura e verifica (M&V) della prestazione energetica di una organizzazione o di una sua componente. La presente norma può essere utilizzata indipendentemente o in combinazione con altre norme o protocolli e può essere applicata a tutte le forme di energia.
Etichette: UNI ISO
“L’Unione europea è un ambiente molto variegato, eppure i Paesi che la compongono hanno diverse cose in comune. Come dimostra il tema della salute e sicurezza sul lavoro, non condividono soltanto i problemi, ma anche buona parte delle soluzioni, talvolta declinate con modalità differenti che possono riflettere le differenze culturali”. Hans-Horst Konkolewsky, segretario generale dell’Associazione internazionale di sicurezza sociale (Issa), ha aperto con questa riflessione il suo intervento al seminario su “La prevenzione nei luoghi di lavoro: un confronto tra esperienze europee”, organizzato dall’Inail a Roma, presso il Parlamentino dell’Istituto di via IV Novembre.
“Siamo a un punto di svolta”. “Le iniziative di prevenzione – ha aggiunto – oggi sono a un punto di svolta e devono affrontare una complessità maggiore, che riflette i profondi cambiamenti del mondo del lavoro e richiede un approccio diverso rispetto al passato. Questo nuovo scenario è influenzato dall’impatto dei processi di globalizzazione, di cui le migrazioni sono la manifestazione più evidente, e dal progressivo invecchiamento della forza lavoro, una novità che i nostri sistemi di sicurezza sociale non possono ignorare”.
“Grandi miglioramenti nella riduzione degli infortuni mortali”. Un altro aspetto particolarmente significativo, per il segretario generale dell’Issa, è l’importanza crescente delle questioni legate alla salute e al benessere dei lavoratori rispetto al tema classico degli infortuni. “Dal punto di vista dell’andamento infortunistico – ha spiegato – nell’ultimo decennio ci sono stati grandi miglioramenti, soprattutto nella riduzione degli infortuni mortali, mentre si registra un trend preoccupante sul fronte delle malattie professionali, come dimostrano i 187mila casi mortali legati a patologie lavoro-correlate che si stima si verifichino ogni anno nei 28 Paesi dell’Ue”.
“Le tecnopatie sono una specie di tsunami”. Per Konkolewsky “si tratta di una specie di tsunami che rischia di travolgerci e dobbiamo capire come affrontarlo”. A questo proposito, il segretario dell’Issa ha citato “alcune soluzioni interessanti” promosse a livello internazionale, a partire dal nuovo quadro strategico europeo 2014-2020, che ha inserito il miglioramento della prevenzione delle malattie professionali, e la necessità di affrontare i rischi nuovi ed emergenti senza trascurare quelli già esistenti, tra le sue tre sfide principali. Un’altra iniziativa significativa è quella varata lo scorso anno al XX Congresso mondiale sulla salute e sicurezza sul lavoro di Francoforte, “con l’accordo sulla ‘Vision Zero’, ovvero l’impegno collettivo per un mondo senza infortuni gravi e malattie professionali fatali”.
“Al G7 in Germania la proposta di un Vision Zero Fund”. Un ulteriore elemento di incoraggiamento, secondo Konkolewsky, è rappresentato dall’approdo della discussione su questi temi, spesso confinati nella nicchia degli esperti, ai più alti livelli decisionali. “Il G20 dello scorso anno in Australia – ha spiegato – si è concluso con una dichiarazione a favore di posti di lavoro più sicuri e salutari, per garantire allo stesso tempo la tutela dei lavoratori e livelli più elevati di produttività e crescita. Al G7 che si è tenuto a inizio giugno in Germania, invece, per la prima volta è stata riconosciuta la necessità di realizzare, nell’ambito del mondo globalizzato, catene produttive sostenibili ed è stata proposta la creazione di un fondo ‘Vision Zero’, per sostenere i Paesi che non hanno le risorse per dotarsi di sistemi di protezione dei lavoratori”.
I contributi di Dguv, Hse e Dwea. L’intervento del segretario generale dell’Issa è stato preceduto da due tavole rotonde che hanno offerto una panoramica attuale dei modelli di prevenzione applicati in Danimarca, Gran Bretagna, Germania e Italia, sia per quanto riguarda gli specifici aspetti dell’analisi dei dati, della ricerca, della formazione, degli incentivi e della vigilanza, sia nella prospettiva particolare dell’assetto normativo e delle forme di cooperazione tra pubblico e privato. Oltre a rappresenti dell’Inail, in questa sede hanno portato il loro contributo rappresentanti di rilievo dell’Ente tedesco di assicurazione infortuni (Dguv), del Comitato esecutivo per la Salute e la sicurezza sul lavoro britannico (Hse) e dell’Agenzia danese per l’ambiente di lavoro (Dwea).
Rotoli: “Dal 2010 incentivi per un miliardo di euro”. In particolare, il direttore centrale Prevenzione dell’Inail, Ester Rotoli, nel corso della prima tavola rotonda – moderata dal presidente dell'Istituto, Massimo De Felice, e alla quale hanno preso parte anche Anders Christensen, consulente scientifico Wea, Karl-Heinz Noetel, consulente senior Dguv, e Kevin Myers, direttore generale Regolamenti Hse – ha ricordato che “dal 2010 l’Istituto ha messo a disposizione un miliardo di euro per finanziare le piccole e medie imprese nella realizzazione di interventi in materia di prevenzione e promuovere la salute e la sicurezza. Abbiamo cominciato nel 2010 con 60 milioni di euro a fondo perduto, per una copertura del 50% dei costi di ogni progetto accolto, per arrivare a oltre 267 milioni di euro stanziati nell’ultimo bando Isi 2014 e una copertura maggiorata al 65%”.
Bando Isi 2014: il 25 giugno l’invio delle domande. Grazie ai bandi Isi le aziende possono intervenire, così, in tutti gli ambiti di prevenzione: dall’ammodernamento e dalla sostituzione di macchinari e attrezzature fino all’adozione – nella totalità dei processi organizzativi – dei sistemi per la gestione della salute e sicurezza. “La partecipazione in questi cinque anni è sempre stata davvero grande – ha ricordato Rotoli – Il prossimo 25 giugno si svolgerà la fase di inoltro delle domande di accesso ai finanziamenti in relazione al bando 2014 e sono già più di 24mila le aziende che hanno prenotato il codice identificativo per potere ottenere gli stanziamenti. Tutto questo conferma la forte volontà del mondo imprenditoriale di investire in sicurezza e la consapevolezza del fatto che agire in tal senso conviene: un ‘messaggio’ che è stato recepito e interiorizzato perché restituire sicurezza al lavoratore significa, tra i tanti vantaggi, anche dotare l’azienda di maggiore competitività sul mercato”.
Il recepimento delle direttive comunitarie tra luci e ombre. Nel corso della seconda tavola rotonda – moderata da Luigi La Peccerella, già avvocato generale Inail, e alla quale sono intervenuti Dorthe Bjerrum Harrow, dirigente Wea, Walter Eichendorf, vice direttore generale Dguv, Kevin Myers, direttore generale Regolamenti Hse, e Francesco Battini, presidente Oiv dell’Inail – è stato espresso un generale timore in relazione al (frequente) mancato recepimento a livello di Stati membri del complesso di norme, regolamenti e standard promosso a livello comunitario. Se, infatti, la normativa interessa ormai la gran parte della materia legata alla salute e alla sicurezza sul lavoro, tuttavia, la mancata applicazione delle direttive rischia che tanto sforzo giuridico rimanga relegato a un livello di mero principio.
La Peccerella: “Essenziale un’adozione omogenea della normativa”. “L’esatto, corretto e tempestivo recepimento incide su due aspetti – ha sottolineato La Peccerella – Il primo è di carattere umano: il diritto a un livello essenziale di salute e sicurezza è uno dei capisaldi fondamentali della cittadinanza europea e dovrebbe essere garantito in maniera omogenea in tutti i Paesi Ue. L’altro aspetto è, invece, la divergenza della normativa in materia di salute e sicurezza da Paese a Paese, che può creare alterazioni del mercato”. Ne è esempio la direttiva Bolkestein, sulla libera circolazione dei servizi, che in una prima stesura prevedeva l’esportabilità della normativa del Paese d’origine su tutti gli aspetti che disciplinavano l’attività dei prestatori di servizi. “Una lunghissima discussione ha portato, tuttavia, al risultato di escludere la normativa in materia di prevenzione dal principio del Paese d’origine – ha affermato La Peccerella – Questo proprio a causa della disomogeneità dei livelli di tutela che, se ‘esportabile’, avrebbe potuto produrre effetti di alterazione del mercato e di dumping in materia di salute e sicurezza sul lavoro”.
Etichette: La prevenzione nei luoghi di lavoro
“Infortuni sul lavoro e malattie professionali: bilanci e prospettive a 50 anni dal Testo unico”: questo il titolo del convegno che si svolgerà il 30 giugno prossimo, presso l'Aula Magna dell'Università degli studi di Padova, su iniziativa della Scuola di Giurisprudenza - Dipartimento di diritto privato e critica del diritto, col patrocinio del ministero del Lavoro e delle politiche sociali e dell’Inail. L’evento è articolato in due sessioni e in una tavola rotonda conclusiva. La partecipazione è gratuita.
Fu emanato il 30 giugno 1965. Il convegno – promosso per celebrare i 50 anni dell’emanazione del decreto del Presidente della Repubblica n.1124 del 30 giugno 1965, “Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali” – vuole rappresentare un’occasione di riflessione su questo caposaldo della tutela sociale e sulla sua interpretazione a opera della giurisprudenza e della dottrina. La giornata rappresenterà, così, un’occasione per ripercorrere l’evoluzione della normativa in tema di tutela degli infortuni e delle malattie professionali e per delineare i futuri sviluppi della materia.
Un cardine della legislazione a tutela di infortunati su lavoro e tecnopatici. Il Testo unico rappresenta ancora oggi la più importante fonte legislativa per quanto riguarda la tutela degli infortunati sul lavoro e dei tecnopatici. Il provvedimento - che regola ampia parte delle attività dell’Inail - ha raccolto, infatti, la maggior parte delle norme che attualmente disciplinano l’assicurazione obbligatoria contro gli incidenti e le malattie di origine professionale. Pur nato mezzo secolo fa, oggetto di un lungo processo di riforme che ne ha progressivamente accentuato e valorizzato gli aspetti sociali - grazie alle integrazioni e modifiche apportate dalla legislazione successiva e dai numerosi interventi in senso evolutivo della tutela da parte della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione – il Testo unico ha visto garantito un suo costante adeguamento, che lo ha reso sempre più attuale e “fedele” ai suoi tempi.
I temi del confronto: dall'evoluzione normativa ai profili medico-legali. Il convegno di Padova analizzerà, dunque, questo processo complesso, cercando di delineare anche i possibili, futuri scenari evolutivi. Dopo gli indirizzi di saluto da parte delle autorità – a rappresentare l’Inail sarà il direttore regionale Veneto, Alessandro Crisci – alle ore 10,30 prenderà il via la sessione mattutina, nel corso della quale Luigi La Peccerella, già avvocato generale dell’Istituto, affronterà il tema “L’evoluzione normativa nei 50 anni del Testo Unico: profili sistematici e criticità”. Nel corso della sessione pomeridiana sono previsti, inoltre, gli interventi del vicedirettore centrale Prestazioni sanitarie e reinserimento, Giorgio Soluri – che illustrerà il tema “Dalla tutela del lavoratore alla tutela della persona: le prestazioni sanitarie – e del sovrintendente sanitario centrale, Angela Goggiamani, con la relazione “La tutela degli eventi lavorativi: profili medico-legali”.
Etichette: La prevenzione dei rischi sul lavoro
L’ingegnere che svolga professionalmente la propria attività in materia di salute e sicurezza sul lavoro, potrà assumere l’incarico di docente nei corsi di formazione a condizione che documenti il possesso dei criteri di cui al decreto 6 marzo 2013, per ciascuna tematica per la quale voglia svolgere attività di docenza.
E’ quanto risponde il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con interpello n. 2 del 25 giugno 2015, all’istanza presentata dall’Ordine degli Ingegneri.
E’ quanto risponde il Ministero del Lavoro al Consiglio Nazionale degli ingegneri con interpello n. 2/2015. Nell’istanza avanzata si è richiesto appunto, il parere in merito alla identificazione dei requisiti che devono essere posseduti dai docenti nei corsi di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro. La risposta è da ricercare nel decreto interministeriale 6 marzo 2013 in vigore dal 18 marzo 2014 che individua i requisiti richiesti e la cui dimostrazione è a carico del docente.
Etichette: Salute e sicurezza sul lavoro
La domanda viene spontanea e' piu' pericoloso andare al lavoro o combattere in guerra ????
Maurizio Sacconi chiede Semplificazioni più coraggiose per sicurezza lavoro
L'Isis fa meno morti che andare al lavoro http://t.co/VVv5J6CIHf #sicurezzalavoro @StampaInail @fattoquotidiano pic.twitter.com/Aq0fOv6uEb
— portaleconsulenti (@portaleconsulen) 27 Giugno 2015
Etichette: Semplificazioni, SICUREZZA LAVORO
Si è tenuto oggi dalle 16 alle 16.30 il “click day” per l’assegnazione con procedura “valutativa a sportello” degli oltre 267 milioni di euro a fondo perduto che l’Inail ha messo a disposizione delle aziende per sostenere la realizzazione di interventi di prevenzione, l’adozione di modelli organizzativi orientati alla sicurezza e la sostituzione o l’adeguamento delle attrezzature di lavoro. Circa 23.000 gli utenti che hanno inserito il codice identificativo nei trenta minuti di apertura dello sportello telematico. Lo stanziamento rappresenta la quinta tranche di un finanziamento complessivo pari a oltre un miliardo di euro che l’Inail ha messo a disposizione a partire dal 2010. Il sistema di finanziamento ISI si conferma quale importante strumento di sostegno economico alle imprese con una copertura dei costi di ogni progetto ammesso al finanziamento, che anche quest’anno è stata mantenuta al 65% fino a un massimo di 130.000 euro. Il contributo economico è stato assegnato nei limiti dei budget regionali secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande, che sono state presentate in modalità telematica dalle aziende i cui progetti hanno superato la prima fase, che si è svolta dal 3 marzo al 7 maggio 2015, e quindi ottenuto il codice identificativo. Gli elenchi cronologici comprensivi di tutte le domande inoltrate oggi attraverso lo sportello telematico, con l’indicazione di quelle collocate in posizione utile per l’accesso al contributo, saranno pubblicati entro il 1° luglio sul sito Inail, nella sezione “incentivi alle imprese”.
Etichette: incentivi alle imprese