Source: http://salviamoilpaesaggio-ccc.blogspot.com/2015/
Timestamp: 2019-11-19 13:36:53+00:00
Document Index: 11347010

Matched Legal Cases: ['art 23', 'art. 130', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 8']

Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori - Coordinamento Cremonese, Cremasco, Casalasco: 2015
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Il Forum dei movimenti per la terra e il paesaggio non ha padroni:
NON riceve nessun tipo di finanziamento pubblico
e NON ha sponsor privati.
Per questo possiamo far sentire liberamente la nostra voce,
senza paura di dare fastidio a questa o quella lobby.
Se pensate che sia importante una voce libera in difesa
del paesaggio vi chiediamo di aiutarci a sostenere
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Presentiamo i gruppi di lavoro nazionali che si sono costituiti ad Ancona nell’Assemblea generale.
Sono gruppi di lavoro aperti ai quali invitiamo ad aderire chiunque senta di poter dare il proprio contributo.
Per aderire scrivere una mail al referente di ogni gruppo.
Obiettivo: redigere emendamenti atti a modificare il testo del disegno di legge DDL C.2039 denominato ‘Contenimento del consumo di suolo e riuso del suolo edificato’ licenziato dalle commissioni riunite Ambiente e Agricoltura della Camera il 27.10.2015 e di prossima calendarizzazione in Parlamento.
Referente pro-­‐tempore: Riccardo Picciafuoco (Forum SiP Marche) - riccardo1955@gmail.com
Obiettivo: elaborare una proposta di legge del Forum Salviamo Il Paesaggio, da considerare anche come processo di partecipazione civile e di arricchimento culturale di una vasta platea di cittadini, e come elemento identitario e unificante per l'intero Forum.
CENSIMENTO CEMENTO
Obiettivo: riorganizzare il metodo e gli strumenti, così come la specifica informazione e comunicazione, per stimolare il censimento degli edifici e infrastrutture inutilizzate e inutili. Migliorare e ampliare il vademecum pubblicato sul blog nazionale, rendere autonomi tutti coloro i quali vogliono stimolare il proprio Sindaco a compilare il nostro questionario.
Referente: Massimo Mortarino (SiP Torino) - mmortarino@affidabilita.eu
SUOLO EUROPA
Obiettivo: portare il problema del consumo di suolo all’attenzione dell’Europa con attività di comunicazione e creazione di legami tra persone per la difesa della risorsa suolo.
Referente Coordinatore: Mario Catizzone, ex funzionario europeo - rapanui.pedon@gmail.com
COMUNITA’ TECNICO SCIENTIFICA
Obiettivo: Informazione tecnico scientifica e autorevolezza del Forum incrementando e migliorando i rapporti del Forum con la comunità scientifica e professionale che ruota intorno al tema suolo.
Referente: Stefano Salvi, geologo (Ass.Ottavo Colle, Roma) - stefano.salvi@ingv.it
Obiettivo: Operare sul fronte educativo per sviluppare, diffondere e consolidare una "coscienza" del valore di bene comune del suolo e del paesaggio in sinergia con le altre attività del Forum.
Referente pro-­‐tempore: Salvatore Vitale (SiP Perugia) - domus.net@gmail.com
Obiettivo: creare un settore tecnico che possa supportare i presidi territoriali. Si parte da una mappatura delle competenze disponibili su scala locale per arrivare a costituire un albo di esperti del Forum disponibili a collaborare gratuitamente per specifiche iniziative.
Per comunicare le disponibilità: segreteria@salviamoilpaesaggio.it
Obiettivi: Coinvolgere fasce più ampie di persone sulle iniziative della rete con una Redazione diffusa di Salviamo il Paesaggio nella quale ogni referente può diventare una “antenna locale”. Raccolta documentazione utile e archivio online del Forum.
Referenti: Virginia Scarsi - redazione@salviamoilpaesaggio.it
Obiettivo: aggiornare e implementare i contatti con i presidi territoriali e le varie componenti aderenti al Forum per sostenere con adeguati fondi la copertura delle spese vive e amministrative dei servizi del Forum (sito, Newsletter, redazione, campagne); campagna di raccolta fondi ‘buona causa’ online.
Referenti: Miranda Baratelli segreteria@salviamoilpaesaggio.it, Virginia Scarsi
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Presentazione studi Isola Ballottino
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Etichette: boschi, Casalasco, eventi, fauna, Motta Baluffi
Appello e presidio contro la fusione LGH-A2A
Da alcuni giorni è disponibile la petizione on-line contro il passaggio del 51% delle quote di LGH alla multiutilities A2A. Venerdì pomeriggio, dalle 15 in poi, si terrà inoltre un presidio in piazza Duomo a Cremona, di fronte al Palazzo Comunale, nel quale si riunirà il Consiglio per esprimersi su tale passaggio. Si tratta di un'operazione che riguarda da vicino la questione dell'inceneritore e della discarica di San Rocco. La gestione da parte di un soggetto quotato in borsa, e non più dei sindaci dei territori interessati, rende il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti ancor più soggetto alle sole regole del mercato, mentre questioni come la tutela del territorio e la salute dei cittadini necessitano di scelte strategiche e di un indirizzo politico volto al bene comune, come evidenziato dall'esito del referendum del giugno 2012.
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Etichette: Cremona, Cremonese, inceneritori, rifiuti
Soresina: approvato Odg sullo stoccaggio gas di Bordolano
Il Comune di Soresina ha approvato all'unanimità, nella seduta del Consiglio Comunale del 30 novembre 2015, l'Odg predisposto dal Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia sulla concessione dell'AIA alla centrale di compressione di Stogit dello stoccaggio metano di Bordolano, il cui testo è riportato di seguito.
Lo stesso odg è già stato approvato dai comuni di Borgo San Giacomo, San Paolo, Verolavecchia e, con una modifica finale, dal Comune di Corte de' Cortesi con Cignone.
Il medesimo testo di Odg è stato sottoposto anche ai Comuni di Quinzano d'Oglio, Pontevico, Villachiara, Castelvisconti, Azzanello, Annicco, Genivolta, Paderno Ponchielli, Olmeneta, Casalbuttano e Casalmorano: si è in attesa quindi di un'eventuale approvazione anche nei rimanenti comuni coinvolti dal "Progetto stoccaggio Bordolano di Stogit-2008".
ODG A.I.A. BORDOLANO
Questa Amministrazione Comunale a conoscenza dell’avvenuto deposito in data 3 marzo 2015 presso la Provincia di Cremona della documentazione della Società Stogit SpA per l’avvio della procedura di Autorizzazione Integrata Ambientale quale atto propedeutico per l’avvio della centrale di stoccaggio e dello stesso stoccaggio di metano di Bordolano,
Premesso che, secondo la citata Relazione Tecnica Stogit per l’AIA (pag5/66): “l’attività della Concessione Bordolano stoccaggio consisterà nel comprimere/iniettare il gas naturale proveniente dalla rete di distribuzione nazionale nel giacimento di stoccaggio e successivamente erogarlo…” e che si tratta quindi di cicli semestrali alternati di immissione (periodo aprile-settembre) e di estrazione (periodo ottobre–marzo) a forti pressioni che a Bordolano sono di 240 bar,
Esprime forte preoccupazione per i rischi cui viene sottoposto il territorio di una vasta area:
1) per la presenza nei pressi e sotto lo stoccaggio di Bordolano, secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) di Roma, di sorgenti sismogeniche composite ITCS002 alla profondità di –2.000 metri e che è sovrastata da Soncino a Montichiari, dalla sorgente sismogenica composita ITCS072 alla profondità di –1.000 metri, ambedue in grado di provocare sismi naturali di Magnitudo 6.1 in tutta la loro estensione creando una realtà sismica decisamente critica;
2) per l’aspetto di sismicità attivata dalle attività di stoccaggio di metano nei pressi e sopra la sorgente sismogenica composita ITCS002 (M6.1) nel raggio di 10 km dagli impianti di Bordolano (Provvedimento Direttoriale n. 18804 del 08 agosto 2013 del Ministero dell’Ambiente – Prescrizione 1c: “Qualora la sismicità registrata, in un raggio di 10 km dai “fondo pozzo” dello stoccaggio, durante le operazioni di gestione dello stoccaggio stesso, anche successivamente al fermo dell’impianto, uguagli o superi la Magnitudo Locale di 3.0, dovranno essere adottati tutti gli accorgimenti opportuni atti a riportare la magnitudo Locale massima dei sismi a valori inferiori a 2.0”…);
3) per l’aspetto ambientale e della salute per le ricadute, nei prossimi 20-40 anni, nel raggio di 15-20 km, delle emissioni (secondo i dati della Relazione Tecnica Stogit-2015 per l’AIA centrale di Bordolano) di 4.097.000.000m3/anno di fumi a 530° centigradi con PM2,5, PM1, Nox (190 tonn/anno), CO (165 tonn/anno), Co2, emissioni climalteranti dannose per gli esseri viventi, per l’ecosistema e per la biodiversità;
4) con riferimento alla forte antropizzazione del territorio di riferimento del “Progetto Bordolano Stoccaggio – Stogit 2008” di 135 kmq con 16 Comuni, 55.000 abitanti, il fiume Oglio, il Parco Oglio Nord, ampliato ai territori nel raggio di 10 km dagli impianti della centrale di Bordolano con i Comuni di Genivolta, San Paolo e Villachiara (Rif. Provvedimento Direttoriale n. 18804 del 08-08-2013 “Prescrizione 1c-raggio 10 km”),
5) in mancanza: a) della rete indipendente di rilevamento sismico per la permanente informazione al pubblico dei dati rilevati, b) della realizzazione del “Dominio esteso di rilevazione (DE) per una fascia di ampiezza compresa fra i 5-10km secondo quanto previsto nel Cap. 5 “Caratteristiche del monitoraggio sismico” degli “Indirizzi e Linee Guida per il monitoraggio della sismicità delle deformazioni del suolo e delle pressioni di poro nell’ambito delle attività antropiche” del 24 novembre 2014 del Ministero dello Sviluppo;
6) in assenza dell’attuazione delle disposizioni previste dalle Linee Guida del 24 novembre 2014 del Ministero dello Sviluppo “Indirizzi e linee guida per il monitoraggio della sismicità, delle deformazioni del suolo e delle pressioni di poro nell’ambito delle attività antropiche” del Ministero dello Sviluppo del 24 novembre 2014 con l’individuazione dell’Autorità Competente istituzionalmente preposta per: a) sovrintendere all’andamento sismico delle attività di stoccaggio del metano; b) a interrompere le stesse attività in caso di attività anomala dello stoccaggio di metano.
7) in riferimento alla DGR della Regione Lombardia n. 2949 del 19 dicembre 2014 che dichiara: “Dato atto che l’attività di stoccaggio di gas naturale in sotterraneo può dare origine a fenomeni sismici antropogenici…” (pag.4) e successivamente: “Considerato che la concessione di stoccaggio di “Sergnano stoccaggio” è localizzato in prossimità della sorgente sismogenica attiva naturale ITCS002 localizzata alla profondità di 2.000 meri, secondo i dati forniti da INGV…” (pag. 6), ancora: “Considerato…in applicazione del principio generale di precauzione, considerate le elevate capacità di stoccaggio oggi presenti in Lombardia e, in particolare, nella Provincia di Cremona, di assoluta rilevanza e tali da richiedere una particolare attenzione ai fini della valutazione degli effetti dell’attività nell’ambiente circostante relativamente alla sismicità indotta/innescata…”;
8) rilevato che la sopraccitata sorgente sismogenica attiva naturale ITCS002 (DGR Lombardia n. 2949 del 19-12-2014) localizzata alla profondità di 2.000 metri è la medesima sorgente sismogenica composita nei pressi e sopra la quale sono localizzati gli stoccaggi di metano di Settala (sovrapressione), Sergnano, Ripalta Cremasca, Romanengo (progetto), Bordolano (in costruzione), Bagnolo Mella/Capriano del Colle (in progetto), stoccaggi collegati fra loro dal sistema di rete dei metanodotti;
9) che il mondo scientifico rileva: “la discussione precedente sulla sismicità attivata suggerisce di evitare, sia per lo sfruttamento che per lo stoccaggio, ogni zona in vicinanza di strutture sismotettoniche attive” (Delibera Giunta Regione Emilia Romagna-GR n. 211 del 08 febbraio 2010) e che: “L’iniezione e l’estrazione di fluidi accelera la produzione di terremoti che potrebbero verificarsi naturalmente – Prof. P. Segall Università Standford-California” (Ricorso TAR Lazio- Daniele Cenese et altri contro Ministero dell’Ambiente);
10) il Decreto Ministeriale del 28 dicembre 2011 a firma dei Ministri Clini (Ambiente) e Passera (Sviluppo) evidenzia tra l’altro (pag 4): “Visto il D.M. 6 novembre 2001 di conferimento, per la durata di anni venti, della concessione di stoccaggio “Bordolano Stoccaggio” alla Società ENI S.p.A., situato nel sottosuolo delle province di Cremona e Brescia e ricadente nell’ambito della concessione di coltivazione “Cignone” in titolo alla medesima Società…” di fatto conferma l’estensione dello stoccaggio “Bordolano Stoccaggio” nel sottosuolo delle province di Cremona e Brescia;
11) conseguentemente ne avrebbero dovuto avere notizia i Comuni e le Province nel cui sottosuolo si estende il citato stoccaggio di metano cui fa riferimento il “Progetto Bordolano Stoccaggio – Stogit 2008” secondo quanto previsto dal dlgs 152/2006 all’art 23 comma 3: “La documentazione è depositata su supporto informatico ovvero, nei casi di particolare difficoltà di ordine tecnico, anche su supporto cartaceo, a seconda de casi , presso gli uffici dell’autorità competente, delle regioni, delle province, e dei comuni il cui territorio sia anche solo parzialmente interessato dal progetto o dagli impatti della sua attuazione”
12) il “Progetto Bordolano stoccaggio – Stogit 2008” si configura come uno dei tasselli di un sistema di stoccaggi di metano nel territorio lombardo tra di loro collegati con reti di metanodotti (da Bagnolo Mella a Sergnano, da Bordolano a Sergnano, da Romanengo a Sergnano, da Sergnano a Mortara e al Passo Gries), sistema ad elevato impatto ambientale per il quale si rende necessaria una valutazione complessiva di Valutazione Ambientale Strategica-V.A.S. e di Valutazione di Impatto Sanitario-V.I.S. come previsto dalla Direttiva 2003/35/CE, trattandosi di impatto su vasta area regionale e non la semplice Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) singolo progetto per singolo progetto degli stoccaggi e dei metanodotti,
13) stante: a) la mancata documentazione, informazione, partecipazione ed espressione dei pareri dei cittadini che disattende la attuazione della Convenzione europea di Aarhus-1998, la mancata espressione dei pareri da parte dei Comuni e degli Enti territorialmente interessati; b) la mancata valutazioni della staticità degli edifici del territorio; c) la mancata definizione di fidejussioni a tutela di eventuali danni al patrimonio pubblico, storico monumentale, privato civile ed industriale, alle infrastrutture; d) la mancata attuazione del principio di precauzione previsto dalla Legge 308/04 con riferimento all’articolo 174 del Trattato di Amsterdam che riprende l’art. 130 del Trattato di Maastricht e che testualmente riporta: “2. La politica della Comunità in materia ambientale mira a un livello elevato di tutela, tenendo conto della diversità delle situazioni nelle vaie regioni della Comunità. Essa è fondata sui principi della precauzione e dell’azione preventiva, sul principio della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all’ambiente, nonché sul principio “chi inquina paga”;
e) oltre ai nuovi atti ed alle situazioni di rischio e pericolo per gli abitanti ed il territorio emersi successivamente la data di presentazione del “Progetto Bordolano Stoccaggio – Stogit 2008”:
1) Provvedimento Direttoriale n. 18804 del 08-08-2013 del Ministero dell’Ambiente;
2) risultati della Commissione ICHESE del febbraio 2014 sul terremoto dell’Emilia Romagna del maggio 2012;
3) Nuove Linee Guida del Ministero dello Sviluppo del 24 novembre 2014 “Indirizzi e linee guida per il monitoraggio della sismicità, delle deformazioni del suolo e delle pressioni di poro nell’ambito delle attività antropiche”;
4) Delibera Giunta Regione Lombardia n. 2949 del 19 dicembre 2014;
5) Decreto 25 marzo 2015 Ministero dello Sviluppo: “Aggiornamento del disciplinare tipo in attuazione dell’articolo 38 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014 n. 164, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 103 del 06-05-2015,
alla Provincia di Cremona cui è stata depositata la richiesta di Autorizzazione Integrata Ambientale per la conseguente attivazione della centrale e dello stoccaggio di metano di Bordolano:
1) di dichiarare o meno la competenza in materia di analisi e gestione degli effetti sismici nel sottosuolo della vasta area interessata dal “Progetto Bordolano Stoccaggio – Stogit 2008”;
2) di dichiarare l’esistenza o meno della rete indipendente di monitoraggio sismico e di continua informazione al pubblico;
3) di indicare quale struttura e quale personale è indicato ed autorizzato per la gestione della rete sismica indipendente e per la eventuale sospensione delle attività di stoccaggio in presenza di anomalie sismiche nello stoccaggio di Bordolano (soggetto ad incendio pozzo nei mesi di marzo-aprile 1952 con conseguente forte depressurizzazione), che risulta contiguo/confinante con “Bagnolo Mella/Capriano del Colle stoccaggio”, con “Romanengo stoccaggio” (ITIS104 sisma del 12 maggio 1802), contiguo/confinate con “Sergnano stoccaggio”, quest’ultimo vicino a “Ripalta Cremasca stoccaggio”, quest’ ultimo contiguo/confinante con “Cornegliano Laudense stoccaggio” (sisma antropogenico di Caviaga del 15-16 maggio 1951 di Magnitudo 5,5 Richter);
4) di dichiarare se, allo stato, esiste un sistema in grado di individuare le eventuali variazioni ed il potenziale rischio sismico antropogenico di ogni singolo stoccaggio pure di fronte ad una complessa e non programmata né pianificata presenza di stoccaggi nel sottosuolo della pianura padana lombarda, situazione della quale, ad oggi, non sono noti né valutati gli effetti provocati dalla ridondante presenza di attività antropogeniche nel sottosuolo in presenza della sorgente simogenica composita ITCS002 a –2.000 metri di profondità in grado di scatenare sismi di Magnitudo 6.1 in ogni punto della sua estensione e sovrastata da Soncino a Montichiari dalla sorgente sismogenica composita ITCS072 a –1.000 metri di profondità in grado di scatenare sismi di Magnitudo 6.1 in ogni punto della sua estensione;
5) di attuare il principio europeo di precauzione;
6) di annullare per gravi carenze e vizi sostanziali di forma il “Progetto Bordolano stoccaggio – Stogit 2008”.
Soresina, 11 giugno 2015
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Laudato si' - incontro a Casalmaggiore
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Servono ponti, non muri
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Custodire il creato: perchè? Come?
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Oltre Expo
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Settimana della Terra 2015
Di seguito il programma del Geoevento organizzato a Romanengo in occasione della Settimana della Terra. Ulteriori informazioni sul portale dedicato all'evento.
Escursione guidata in bicicletta, per conoscere i fontanili dei Pratizagni e il Pianalto di Romanengo
Ritrovo in piazza del Comune di Romanengo e partenza alle ore 14,30 (l'escursione termina alle ore 17,30 circa).
Percorrendo la strada per Casaletto di Sopra, sosta al fontanile 'dei Nobili' e al fontanile 'Mantella Boldrina': due attraenti e tra i migliori esempi dello straordinario fenomeno delle risorgive, che ancora si manifesta in modo diffuso nell'alta provincia di Cremona.
Raggiunto Casaletto di Sopra si attraversa l'abitato a ritroso, per guadagnare la strada di cascina Musonera e Ferramosa (ATTENZIONE! due attraversamenti della S.P. 44 Soncino-Pandino), da cui dirigersi verso Melotta e, da qui, ritorno al luogo di partenza attraversando la porzione occidentale del Pianalto di Romanengo (un interessante geosito di importanza regionale) dove saranno illustrati gli insoliti caratteri geomorfologici, geologici e pedologici di questo antichissimo rilievo isolato della pianura lombarda centrale, testimone di un antico livello pleistoicenico della stessa pianura e custode di alcune singolarità pedologiche fossili, capaci di raccontare la storia evolutiva degli ultimi 300 mila anni della regione padana e dei climi che l'hanno interessata.
Iscrizione obbligatoria entro il 23/10/2015
Modalità di iscrizione: Iscrizioni entro venerdì 23 ottobre su www.faiprenotazioni.it
Delegazione FAI Cremona, Italia Nostra Cremona, Salviamo il Paesaggio Cremonese, WWF Cremona; con la collaborazione di FIAB Cremona e FIAB Cremasco
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Stop al consumo di suolo - 31.10 a Magnago (MI)
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Assemblea Nazionale 2015 – Ancona, 14 novembre
Ce l’hai il coraggio di difendere il tuo Paese?
Abbiamo bisogno di te per fermare il mostro che continua a divorare suolo, territorio e paesaggio.
il consumo di suolo, territorio e paesaggio continua a ritmi elevatissimi.
Il consumo di suolo nella fascia 0-300 m dalla costa (ISPRA 2015)
l dati 2015 dell’Ispra sono spaventosi: oltre il 20% delle nostre coste è stato cementificato, con regioni come le Marche e la Liguria che raggiungono il 40%.
Il 30% delle aree non montuose della Valle d’Aosta è ormai irrimediabilmente consumato, il 20% di quelle delle Lombardia, il 17% della Campania.
Nelle aree della Liguria soggette a rischio idraulico oltre il 30% del suolo è ormai totalmente impermeabile alle acque. Dagli anni ’70 ad oggi una superficie agricola grande come la Liguria, Lombardia ed Emilia Romagna messe insieme è andata persa, e l’Italia oggi avrebbe bisogno di altri 50 milioni di ettari (ne ha solo 12 milioni!) per soddisfare i nostri bisogni senza dipendere dall’estero.
L’Italia è terza come deficit di suolo agricolo in Europa (SERI, 2011)
Quello che i dati non possono dire lo denunciamo noi dal nostro sito web: migliaia di ettari vengono consumati ogni anno in opere inutili, ridondanti, clientelari, a esclusivo vantaggio di pochi e non della comunità.
Molti di noi vengono accusati di fare battaglie NIMBY, di difendere il proprio cortile chiedendo solo di spostare il problema più in là. Ebbene l’esistenza stessa del Forum dimostra che il cortile che vogliamo difendere non è solo il nostro pezzetto di territorio, ma è l’Italia intera, e che la battaglia riguarda milioni di persone.
Tanti sono gli italiani coinvolti in questo conflitto sociale. Un conflitto tra chi vuole trasformare Regioni intere in un’unica grande megalopoli, e chi vuole mantenere e migliorare le funzioni sociali, agricole, paesaggistiche, ma anche economiche del proprio territorio.
Andamento del grado di auto-approvvigionamento alimentare in Italia (Mipaaf, 2011)
Un conflitto che dobbiamo combattere in maniera pacifica, collaborando con le parti sane della società, denunciando quelle malate.
Questo conflitto possiamo vincerlo solo insieme, organizzandoci sempre meglio, sostenendoci a vicenda a tutte le scale territoriali, coinvolgendo nuovi attivisti, superando la barriera dell’informazione, proponendo la nostra visione a chi è inconsapevole del disastro in corso.
Possiamo vincerlo ad esempio perseguendo i nostri obiettivi: approvare una legge per fermare il consumo di suolo e sapere dove sono tutti gli edifici inutilizzati, per dimostrare l’inutilità di nuove costruzioni.
Per vincerlo prima che sia troppo tardi abbiamo bisogno di essere in tanti, abbiamo bisogno di te, dei tuoi parenti e amici, delle tue capacità tecniche, di comunicazione, di insegnamento, del tuo personale impegno a fare qualcosa di concreto e immediato, per salvare quello che resta della Terra e del Paesaggio di questo Paese.
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Semiscambi - 18.10.2015
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Il risveglio della terra - 24.10 a Cingia de' Botti
Etichette: Casalasco, Cingia de' Botti
Sito dell'Ecomuseo del Pianalto di Romanengo e della Valle dei Navigli Cremonesi
Ci è stato comunicato che da pochi giorni è disponibile on-line il sito dell'Ecomuseo del Pianalto di Romanengo e della Valle dei Navigli Cremonesi. Sul portale è possibile scoprire ed approfondire la conoscenza dei principali luoghi di interesse della zona, delle varie tipologie di percorso, delle attività previste e dei servizi offerti.
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Diamo un diritto al suolo
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Puliamo il mondo 2015 nel Cremasco
Pubblichiamo il programma dell'iniziativa promossa da Legambiente Altocremasco.
COMUNICATO STAMPA PULIAMO IL MONDO 2015
L’ultimo week end di settembre a Crema, Palazzo Pignano e Madignano il circolo Legambiente Alto Cremasco aderisce a PULIAMO IL MONDO, iniziativa nazionale di sensibilizzazione sul tema dei rifiuti, edizione italiana di Clean up the World, il più grande appuntamento di volontariato ambientale del mondo.
In linea con le esperienze positive di Rifiutando e EcoAzioni, con cui il circolo si impegna in maniera continuativa a ripulire e valorizzare alcune aree verdi cittadine, organizzando anche quest’anno PULIAMO IL MONDO Legambiente vuole simbolicamente e concretamente promuovere la qualità della vita e dell’ambiente.
Il territorio è il nostro patrimonio più grande e la bellezza è la chiave per investire sul nostro futuro: conservare e valorizzare quella presente, vigilare affinché sia inclusa in ogni intervento pubblico e privato, sono i presupposti sui quali nasce PULIAMO IL MONDO e per i quali Legambiente a livello nazionale e locale si batte da più di vent'anni, coinvolgendo il più possibile i cittadini riguardo a questi temi.
Invitiamo quindi la cittadinanza a partecipare numerosa a PULIAMO IL MONDO!
L'appuntamento è per domenica 27 settembre a Crema, ritrovo nel piazzale della stazione alle 9:30 (piazza Martiri della Libertà), a Palazzo Pignano, ore 9:30 in via Pandino 88.
A Madignano il Comune aderisce insieme alle scuole, durante la giornata di giovedì 24 le classi terze, quarte e quinte dell’IC G. Falcone e P. Borsellino si impegneranno a ripulire alcune aree pubbliche del Paese.
Per informazioni e contatti: legambiente.altocremasco@gmail.com ; FB Circolo Legambiente Alto Cremasco.
PULIAMO IL MONDO è organizzata con la preziosa collaborazione dei Comuni di Crema, Madignano e Palazzo Pignano insieme a molte altre realtà associative e scuole cremasche. Tutta l’attrezzatura necessaria (guanti, sacchi, cappellini) sarà fornita gratuitamente sul posto.
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Manifestazione nazionale Bordolano
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Terra e finanza
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Appello per attuazione obiettivi legge lombarda sui rifiuti
Di seguito il comunicato sottoscritto dal Coordinamento regionale Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori
Le associazioni firmatarie della presente, in vista della conferenza Stato Regioni di settembre sono a chiedere al Presidente della Regione e all’Assessore all’Ambiente che, coerentemente con le posizioni espresse in passato:
si ribadisca la richiesta da parte della Regione Lombardia dell’abrogazione dell’art. 35 così come deliberato dalla Commissione Ambiente della Conferenza Stato-Regioni lo scorso 13 ottobre 2014 eliminando ogni correlazione tra il riconoscimento della qualifica R1 agli impianti di incenerimento esistenti, l’incremento della capacità autorizzata fino alla “saturazione termica” e la estensione dell’area di conferimento dei rifiuti urbani;
si evidenzi la decisione della Regione Lombardia verso la graduale dismissione degli impianti di incenerimento dei rifiuti deliberata dalla Giunta Regionale in data 20 giugno 2014, conseguenza logica alla accertata sovraccapacità degli impianti stessi, risultato ottenuto grazie alla corretta impostazione della raccolta dei rifiuti urbani e all’impegno profuso dai cittadini lombardi con percentuali superiori a quelle minime richieste dalla UE.
Un impegno che ora rischia di essere scoraggiato con l’attuazione dell’art. 35;
si chieda che per il rifiuto residuale venga privilegiato il trattamento a freddo attraverso la nuova impiantistica di selezione meno costosa, più rapida da installare e più flessibile e che permette di recuperare materia sia come frazioni da riciclare, per altre forme di recupero di materia riducendo sensibilmente quantità e la pericolosità dei rifiuti avviati a smaltimento.
si evidenzi che la Lombardia ha deliberato per la non costruzione di nuovi inceneritori;
si chieda che la bozza di decreto attuativo venga respinta perché palesemente contraria alla discussione in atto sull’economia circolare, sugli obiettivi da raggiungere e sulla strategia europea verso “rifiuti zero”, per essere sostituita con altro testo coerente con quanto proposto a livello europeo.
Chiediamo inoltre che la coerenza della Regione Lombardia sia evidente sia nelle procedure di modifica delle autorizzazioni degli impianti di incenerimento esistente (valutazione di impatto ambientale, informazione e partecipazione delle popolazioni interessate) come pure nella piena integrazione nel PPGR (2014) e nella concreta attuazione del Piano d’azione regionale per la riduzione dei rifiuti (2009).
Il decreto applicativo, oggetto di discussione e adozione il 9 settembre alla Conferenza integrata Stato-Regioni infatti:
non considera gli scenari incrementali di recupero di materia attualmente in discussione a livello UE, nel corso del dibattito sulla "Economia Circolare", né la bozza di direttiva europea che pone un obiettivo di riciclaggio del 70%, rifacendosi invece alla direttiva, ormai obsoleta, del 2008 con obiettivi del 65% di RD e 50% di riciclaggio. E’ da questa impostazione arretrata e rigida che emergerebbe la presunta necessità di una capacità di incenerimento del 41,5% del rifiuto prodotto con un incremento di 12 nuovi inceneritori, ridimensionando l’obiettivo di riciclaggio e recupero come materia al 58,5%, dato già superato da alcune regioni e molte province;
prevede una produzione costante nel tempo senza considerare l’obbligo comunitario di predisporre piani di riduzione della produzione dei rifiuti, piani che stentano ad essere elaborati e ancor più attuati;
individua l’incenerimento come unico strumento di trattamento per il rifiuto residuo e gli scarti della selezione della raccolta differenziata, giustificando questa strategia come obbligo normativo delle direttive CE, mentre le citate Direttive UE fanno riferimento a tutt’altri obblighi, priorità e indirizzi in cui la riduzione degli sprechi, il riutilizzo e il riciclo di materia vengono posti come prioritari per le politiche economiche dei Paesi europei, mentre il recupero energetico diventa una variabile secondaria e scompare dal sistema degli obiettivi. [Comunicazione UE "Verso un'economia circolare: Programma per un'Europa a zero rifiuti" - Gazzetta ufficiale dell’Unione europea - C 230/91 del 14.7.2015];
assume il conseguimento del 65% di Raccolta Differenziata senza tenere conto di Regioni e Comuni dove il risultato è già oggi molto superiore. Senza considerare che Regioni come l’Emilia Romagna (cosi come altre quali ad esmpio il Veneto) che con la propria proposta di Legge di cui sopra eleva tale obiettivo al 73% e al 70% il riciclaggio di materia, con il rischio di far retrocedere tali Regioni dai risultati raggiunti dato che la normativa nazionale sovrasta quella regionale,
assume una produzione del 65% di Combustibile Solido Secondario (CSS) dagli impianti di pretrattamento; un dato questo che viene assunto in modo del tutto artificioso al rialzo senza considerare dati oggettivi e reali degli stessi impianti di preparazione CDR/CSS;
non prevede scenari operativi alternativi per il RUR, come gli impianti a freddo con recupero consistente di materia (le cosiddette "Fabbriche dei Materiali") che sono praticabili e praticati e che si stanno diffondendo nelle programmazioni locali in molte parti d’Europa e d'Italia, impianti che soddisfano l’obbligo di adottare “ogni altra operazione di recupero di materia, con priorità rispetto all'uso dei rifiuti come fonte di energia”;
non considera né i costi né i tempi di realizzazione degli impianti né la loro intrinseca rigidità : gli impianti di incenerimento richiedono alti investimenti, diversi anni per la loro progettazione e costruzione e non hanno flessibilità dato che non possono fa altro che bruciare quantità elevate di rifiuti (“alla saturazione termica”) per decenni, mentre le “fabbriche dei materiali” costano 3-4 volte meno, richiedono al massimo 2 anni per la loro realizzazione e possono essere utilizzati anche per il trattamento delle frazioni differenziate nel momento in cui cala il RUR.
Occorre inoltre ricordare che il settimo comma dell'art. 35 della Legge 164/2014, prevede l'applicazione del potere sostitutivo del Governo ex art. 8, legge n. 131/2003, nel caso di mancato rispetto dei termini di cui al comma 2, al comma 4, al comma 5 e al comma 6. Un “potere sostitutivo” che toglie agli enti territoriali la competenza nella pianificazione e il controllo gestionale anche in assenza di “emergenze nazionali” nella “gestione autosufficiente di rifiuti urbani e assimilati”. La definizione degli impianti di incenerimento dei rifiuti quali “infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale” determina un controllo diretto del Consiglio dei Ministri sulla gestione gli impianti esautorando di fatto le Regioni e gli Enti locali nella definizione delle procedure, dei contenuti autorizzativi e nella fissazione di misure di tutela ambientale nel rispetto delle normative europee sulla prevenzione e riduzione integrata dell’inquinamento.
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Etichette: inceneritori, Regionale, rifiuti
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