Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-24654-del-19-10-2017
Timestamp: 2020-06-06 15:31:36+00:00
Document Index: 122980948

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 96', 'art. 380', 'art. 360', 'art. 2697', 'art. 116', 'art. 360', 'art. 111', 'art. 101', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 366', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 2697', 'art. 115', 'art. 360', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 24654 del 19/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24654 del 19/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 19/10/2017, (ud. 27/04/2017, dep.19/10/2017), n. 24654
sul ricorso 15420/2016 proposto da:
C.M.C., elettivamente domiciliato in ROMA, VICOLO
lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato ANDREA DEDONI;
B.M., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA OSLAVA N. 12,
difeso dall’avvocato FABRIZIO PANI;
avverso la sentenza n. 250/2016 della CORTE D’APPELLO di CAGLIARI,
Con sentenza 250 del 2016 la Corte d’Appello di Cagliari, in parziale accoglimento del gravame interposto dal sig. C.M.C. e in conseguente parziale riforma della pronunzia del Trib. Cagliari n. 2732 del 2014, ha escluso la debenza di quanto a suo carico ex art. 96 c.p.c. posto dal giudice di prime cure, rigettando per il resto il gravame interposto avverso la declaratoria di responsabilità del medesimo in ordine ai danni riscontrati nell’immobile pignorato rilasciato al sig. B.M., acquirente del medesimo all’incanto.
Avverso la suindicata pronunzia della corte di merito il C. propone ora ricorso per cassazione, affidato a 3 motivi.
Resiste con controricorso il B., che ha presentato anche memoria.
E’ stata notificata ai difensori delle parti costituite proposta ex art. 380 bis c.p.c..
Con il 1^° motivo il ricorrente denunzia “violazione e falsa applicazione” degli artt. 2697,2043 c.c., in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Con il 2^ motivo denunzia “violazione e falsa applicazione” dell’art. 2697 c.c., art. 116 c.p.c., in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Con il 3^ motivo denunzia “violazione e falsa applicazione” dell’art. 111 Cost., art. 101 c.p.c., in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3; nonchè “omesso esame” di fatto decisivo per il giudizio, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4.
Va anzitutto osservato che esso risulta formulato in violazione dell’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6, atteso che il ricorrente pone a suo fondamento atti e documenti del giudizio di merito (in particolare il “comodato alla società Laboratorio Analisi s.a.s.”, le “produzioni documentali”, la “prova testimoniale”, “la perizia espletata dal geom. P. nell’anno 2006”, la “fattura (OMISSIS)… (doc. n. 13 allegato nel fascicolo di parte attrice)”), limitandosi meramente a richiamarli, senza invero debitamente – per la parte d’interesse in questa sede – riprodurli nel ricorso ovvero, laddove riprodotti, senza fornire puntuali indicazioni necessarie ai fini della relativa individuazione con riferimento alla sequenza dello svolgimento del processo inerente alla documentazione, come pervenuta presso la Corte Suprema di Cassazione, al fine di renderne possibile l’esame (v., da ultimo, Cass., 16/3/2012, n. 4220), con precisazione (anche)dell’esatta collocazione nel fascicolo d’ufficio o in quello di parte, e del se essi siano stati rispettivamente acquisiti o prodotti (anche) in sede di giudizio di legittimità (v. Cass., 23/3/2010, n. 6937; Cass., 12/6/2008, n. 15808; Cass., 25/5/2007, n. 12239, e, da ultimo, Cass., 6/11/2012, n. 19157); la mancanza anche di una sola di tali indicazioni rende il ricorso inammissibile (cfr., da ultimo, Cass., Sez. Un., 19/4/2016, n. 7701).
Deve ulteriormente porsi in rilievo, con particolare riferimento al 1^ e al 3^ motivo, che il ricorrente inammissibilmente prospetta (anche) doglianze di vizi motivazione al di là dei limiti consentiti dalla vigente formulazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 (v. Cass., Sez. Un., 7/4/2014, n. 8053), giacchè alla stregua della vigente formulazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, nel caso ratione temporis applicabile, il vizio di motivazione denunciabile con ricorso per cassazione si sostanzia solamente nell’omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti, dovendo riguardare un fatto inteso nella sua accezione storico-fenomenica, e non anche come nella specie l’erroneità, la contraddittorietà o l’insufficienza della motivazione o l’omesso e a fortiori erroneo esame di determinati elementi probatori (cfr. Cass., Sez. Un., 7/4/2014, n. 8053, e, da ultimo, Cass., 29/9/2016, n. 19312).
Il primo motivo, inoltre, deduce la violazione dell’art. 2697 c.c., senza rispettare i criteri indicati da Cass., Sez. Un. n. 16598 del 2016.
Senza infine sottacersi, avuto in Particolare riguardo al 2^ motivo, che giusta principio consolidato nella giurisprudenza di legittimità la violazione dell’art. 115 c.p.c., è apprezzabile, in sede di ricorso per cassazione, nei limiti del vizio di motivazione di cui all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 – e non anche come nella specie dal ricorrente viceversa prospettato in termini di violazione di legge -, dovendo emergere direttamente dalla lettura della sentenza e non già dal riesame degli atti di causa, inammissibile in sede di legittimità.
La Corte dichiara il ricorso inammissibile. Condanna il ricorrente, nella qualità, al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, che liquida in complessivi Euro 3.100,00, di cui Euro 2.900,00 per onorari, oltre a spese generali ed accessori come per legge.