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Timestamp: 2019-08-21 16:32:29+00:00
Document Index: 89945843

Matched Legal Cases: ['art 14', 'art 34', 'art 3', 'art 15', 'art 15', 'art 19', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.13', 'art.7', 'art.11']

14 | Marzo | 2013 | Edscuola
Archivi giornalieri: giovedì 14 Marzo 2013
giovedì 14 Marzo 2013 Edscuola
CIRCOLARE N. 8/2013 SUI BES:
LA FISH e la FAND NON condividono il PARERE NEGATIVO DELLA RIVISTA “ TUTTOSCUOLA “
di Salvatore Nocera Vicepresidente Nazionale della FISH
e Luciano Paschetta rappresentante FAND per i problemi dell’istruzione
Il Ministro Profumo ha emanato il 27 Dicembre 2012 un’interessante, ma problematica, Direttiva sui BES, Bisogni Educativi, Speciali, concernenti non solo gli alunni con disabilità e quelli con DSA , Disturbi Specifici di Apprendimento, rispettivamente regolati dalla L.n. 104/92 e successiva copiosa normativa e dalla L.n. 170/2010, ma anche casi non certificabili o diagnosticabili a livello sanitario, come lo svantaggio socioculturale, familiare, affettivo etc.
Su tale Direttiva la FISH e la FAND , nel mese di gennaio , hanno condiviso ed inviato al MIUR una lettera nella quale manifestavano le loro riserve, e chiedevano chiarimenti al Ministero dell’Istruzione (si veda http://www.superando.it/2013/01/31/la-direttiva-ministeriale-sui- bisogni-educativi-speciali/) /
Il Ministero , dopo la sua presentazione al comitato tecnico dell’ Osservatorio permanente per l’Integrazione degli alunni con disabilità , ha pubblicato il 6 Marzo 2013 la Circolare n. 8 che chiarisce i punti più delicati della Direttiva, ragion per la quale, sul sito della F I S H, è stato pubblicato a cura del avv. Nocera, un commento alla circolare con ringraziamenti al Ministero per aver fugato le ambiguità della Direttiva Bisogni Educativi Speciali: importante quella Circolare (http://www.superando.it/2013/03/11/bisogni-educativi-speciali-importante-quella-circolare).
Il 20 Marzo TuttoscuolaFOCUS N. 461/577 ha pubblicato un articolo molto dettagliato di critiche, più che alla Direttiva, alla circolare n. 8/2013
http://mailing.tuttoscuola.com/mailmanager/message/0bccb6f5ae8e69727a8eb0f8a70b6383/45870/ 219403/
Come vicepresidente della F I S H e come rappresentante della FAND, che abbiamo visto recepite dalla circolare n. 8/13 del MIUR le nostre osservazioni, non possiamo condividere le attuali critiche della pregevole Rivista TuttoScuola, poiché ci sembrano dovute ad una lettura affrettata della circolare ; e ciò per i seguenti motivi:
1- L’articolo dà come scontato che l’unica risorsa normativamente prevista per l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità sia esclusivamente il docente per le attività di sostegno didattico, mentre la normativa prevede molte altre risorse, la prima delle quali è la presa in carico da parte del Consiglio di classe, ovviamente collaborato dal docente specializzato. Dare per scontato che il sostegno sia l’unica risorsa perpetua la perniciosa prassi della delega, da parte di molti docenti curricolari, dell’inclusione ai soli docenti per il sostegno. Pertanto noi rappresentanti delle due federazione dei disabili, F I S H e FAND,che si sono battute e si battono per superare questa prassi, e perché la scuola nel suo complesso deve essere “accogliente” non possiamo accettare questa posizione culturale.
2- L’articolo sostiene che il dpcm n. 185/06 sulla certificazione della disabilità a fini scolastici avrebbe introdotto nuovi criteri per le certificazioni, mentre in vero tale norma si è limitata a pretendere una visita collegiale, rispetto alle visite individuali previste dalla normativa previgente.
3- L’articolo sostiene che il MIUR abbia erroneamente applicato per interpretazione analogica ai nuovi casi di BES non certificabili sanitariamente la normativa dei diritti previsti dalle l.n. 104/92 e l.n. 170/10, che sono norme speciali per le quali non sarebbe consentita tale estensione analogica.
In vero l’art 14 delle Disposizioni preliminari al Codice civile vieta l’interpretazione analogica, non già alle leggi speciali ( cosa da sempre avvenuta ), ma alle “ leggi eccezionali” o , come sono pure chiamate, “ privilegi “, proprio perché sono norme che contrastano con i principii fondamentali delle norme generali. Si veda in proposito la bella pubblicazione di Ainis “ Privilegium “- l’Italia divorata dalle lobby “ Rizzoli, Dicembre 2012.
Invece le due leggi fondamentali sull’inclusione scolastica citate sono norme “ speciali” che però sono estrinsecazione di principii costituzionali come quello del diritto incondizionato allo studio, art 34, e della rimozione degli ostacoli che impediscono il realizzarsi di tale diritto, art 3 comma 2.In conseguenza di ciò, lungi dal subire il divieto di interpretazione analogica, i principii contenuti nelle due leggi citate debbono espandersi analogicamente a casi simili e materie analoghe come quelle dello svantaggio, salvi ovviamente i limiti connaturati alle diverse situazioni, come ad es. il diniego del sostegno sia agli alunni con DSA che agli alunni con svantaggio socioculturale etc.
Questa impostazione giuridica è stata anche sostenuta dal dott. Nocera, nel Commentario al nuovo Testo Unico della legislazione scolastica , approvato con dpr n. 297/94, curato dal compianto Presidente della Terza Sezione del Consiglio di Stato Livia Corsetti Barberio alla Voce “ Integrazione scolastica “ ( cfr. Livia Barberio Corsetti (a cura di), Commentario al Codice della scuola, Editrice La Scuola, Brescia 2003).
4- L’articolo poi lamenta che i Consigli di classe possano deliberare la concessione di misure compensative e dispensative anche per i nuovi casi di BES, creando così una grande confusione ed un pericoloso contenzioso. Proprio questo è stato uno dei punti per i quali FAND e FISH nella lettera di gennaio chiedevano chiarimenti, chiarimenti che abbiamo trovato nel testo della circolare, pertanto se l’articolo avesse attaccato su questo punto la Direttiva avrebbe avuto il nostro pieno assenso; ma, attaccare la circolare che proprio ha voluto eliminare i margini di genericità dalla Direttiva su questo delicatissimo aspetto, ci sembra da un lato ingeneroso e dall’altro non tener conto del lavoro da noi fatto, in nome dei nostri associati ragazzi con disabilità ed i loro genitori, nell’ambito dell’Osservatorio permanente per l’Integrazione degli alunni con disabilità. Infatti la circolare pretende espressamente che il consiglio di classe debba acquisire informazioni ad es. dai servizi sociali o formarsi convinzioni sulla necessità didattica della concessione di talune misure compensative e dispensative, richiamando espressamente le norme del d.m. del 12 Luglio 2011 che prevedono se e quando consentire tali misure; anzi si richiama espressamente la norma che, in caso di” esonero” ( non già di dispensa dalle prove scritte ) ma dallo studio delle lingue straniere nega la concessione del diploma, come avviene da sempre per gli alunni con disabilità, ai quali si concede solo un attestato coi crediti formativi maturati; non c’è quindi alcuno stravolgimento dei principii generali. Inoltre FISH e FAND ritengono la circolare formalmente corretta quando pretende che, il Consiglio di classe nel consentire alcune delle misure compensative o dispensative, debba “ motivare, verbalizzandole” la concessione di tali misure. Di ciò però l’articolo di TuttoScuola non fa cenno alcuno.
5- Ed ancora l’Articolo lamenta che sia stato consentito agli alunni con DSA di potersi avvalere delle misure compensative e dispensative, usando un certificato medico privato, in attesa del rilascio della certificazione dei presidi sanitari pubblici. Questa previsione della circolare va, a nostro avviso, intesa come un valido intervento pedagogico-didattico, nel senso che sulla base del presupposto della richiesta di certificazione pubblica, che potrebbe arrivare assai in là nel tempo, intanto si applicano mezzi di riequilibrio nelle prestazioni scolastiche di questi alunni; fermo restando che , ove la certificazione pubblica non dovesse pervenire per fine anno scolastico o dovesse essere negativa, le agevolazioni concesse verrebbero revocate e l’alunno verrebbe sottoposto a valutazione di prove prive di misure compensative e dispensative. A rafforzamento di questa affermazione , si fa presente che la circolare richiama la norma che impedisce l’utilizzo di misure compensative e dispensative qualora la certificazione non pervenga entro il 31 Marzo dell’ultimo anno dei cicli ove sono previsti esami di Stato.
6- L’articolo critica poi la normativa sui Gruppi di lavoro per l’inclusione, in cui si trasformano i GLHI, gruppi di lavoro per l’integrazione scolastica degli “ handicappati “ di cui all’art 15 comma 2 l.n. 104/92. A nostro avviso l’estensione di tali gruppi di lavoro anche alla cura dei DSA e degli altri BES è pienamente giustificata dallo stesso art 15 in cui è detto, come riporta la circolare, che i GLIP ( di cui i GLHI sono i terminali a livello di singolo istituto ) debbono provvedere “……nonché a qualsiasi altra attività inerente all’integrazione degli alunni con difficoltà di apprendimento.”
7- L’Articolo rivolge una critica speciosa alla circolare laddove dice verso la fine, che le ore di sostegno sono assegnate “globalmente alla scuola “ dall’Ufficio scolastico regionale. L’articolo sostiene che tale espressione può ingenerare il convincimento nelle famiglie degli alunni con BES non certificati che le ore di sostegno servono anche ai loro figli.
Però se si legge l’art 19 comma 11 della l.n. 111/11, richiamata dalla circolare, si scopre che la norma stabilisce che “ l’organico di sostegno è assegnato COMPLESSIVAMENTE alla scuola o alla rete di scuole.”. Pertanto se l’equivoco non è stato determinato dalla norma di legge vecchia di due anni, non lo sarà adesso dall’analoga espressione usata nella circolare.
8-L’articolo infine e molti interventi su siti on line ( tra i quali segnalo particolarmente http://www.edscuola.it ), mettono in dubbio la legittimità di una circolare , quale questa, di estendere analogicamente la normativa sui DSA agli altri casi di BES, poiché la circolare non può ovviamente modificare norme di legge o atti amministrativi generali.In proposito ho già sopra detto come la circolare non crea nuovo diritto ma si limita , legittimamente, ad estendere analogicamente alcuni aspetti della normativa sui DSA ai BES.Inoltre chi, come taluni interventi sul sito citato, ritenesse non vincolante la circolare per le scuole, saprà certamente anche che le circolari, pur essendo atti interni alle amministrazioni pubbliche comunque impongono l’obbligo di applicazione a tutti i dipendenti di quelle amministrazioni, salvo il rifiuto motivato dalla documentata prova della contrarietà della circolare all’ordine pubblico giuridico interno o internazionale, cioè ai principii generali del nostro ordinamento; e ci siamo sforzati di dimostrare come la circolare non solo rispetti tali principii, ma anzi ne sia un’ulteriore esplicitazione.
In conclusione la F I S H e la F A N D difendono la bontà della circolare che sviluppa ed amplia la logica inclusiva italiana e sono disponibili a collaborare con chiunque voglia ulteriormente migliorarne l’applicazione, poiché certamente data la novità , essa richiede maggiori approfondimenti specie per gli aspetti pratici e giuridici di applicazione concreta.
In vero la circolare era subordinata nei suoi contenuti alle disposizioni contenute nella Direttiva, che non poteva modificare , come atto giuridicamente sovraordinato.
Essa si è dovuta quindi limitare ad esplicitare taluni principii,desumendoli anchye da norme preesistenti e fugare così i dubbi interpretativi applicativi della stessa Direttiva.
Nulla impedisce ( anzi si auspica ) che, anche alla luce dell’articolo di Tuttoscuola e del dibattito che opportunamente tale articolo hasuscitato, il Ministero possa tornare sulle norme della Direttiva riordinandole ed esplicitando così ancor meglio i principii ispiratori che qualificano la normativa inclusiva attuata in Italia.
Vicepresidente Nazionale della FISH
rappresentante FAND per i problemi dell’istruzione
Un anno di studio all’estero per diventare cittadini del mondo
Wep da 25 anni accompagna giovani negli scambi culturali, lavorativi e linguistici
Un anno delle superiori all’estero è l’occasione per imparare una lingua straniera, fondamentale nel curriculum di un giovane , e per fare un’esperienza di vita indimenticabile, a contatto con una cultura e una realtà studentesca diverse.
Sono sempre più numerosi i liceali che scelgono il programma”High School” di Wep (World Educational Program ). Da un trimestre a un anno scolastico, gli studenti sono inseriti in una scuola superiore locale e ospitati da una famiglia del posto per tutta la durata del soggiorno.
Gli Stati Uniti sono la destinazione più frequente, ma è possibile scegliere anche mete come Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica, Canada, Regno Unito e Irlanda. E si può anche optare per Paesi fuori dall’area anglofona, tra cui Spagna, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Germania e Danimarca o, per andare fuori dall’Europa, Argentina, Cina, India, Costa Rica, Brasile e Giappone.
Il periodo di studio all’estero è riconosciuto in Italia dal Ministero della Pubblica Istruzione, grazie all’equiparazione dei percorsi scolastici.
Dall’Italia all’estero, dunque, ma Wep offre anche la possibilità inversa: le famiglie italiane che desiderano entrare in contatto con una cultura straniera possono dare ospitalità a studenti che arrivano da Paesi diversi. In questo caso, Wep provvede a inserire i ragazzi in una scuola superiore italiana per un periodo, anche in questo caso, che va dal trimestre all’anno scolastico. Alla famiglia che li ospita è invece chiesto di considerali membri a tutti gli effetti, con gli stessi diritti e gli stessi doveri. Un’esperienza utile, anche in questo caso, a conoscere una cultura straniera e a riscoprire la propria da un punto di vista esterno.
Wep è nata in Belgio nel 1988, su iniziativa di tre studenti reduci da un soggiorno in America allo scopo di offrire ad altri ragazzi la possibilità di vivere la stessa esperienza, la sua offerta formativa è presente in oltre 40 Paesi di tutti e cinque i continenti.
Oltre alla sede storica di Bruxelles, oggi i suoi uffici sono presenti in Francia – a Lione e Parigi – a Melbourne, in Australia, e in Italia, a Torino, Milano, Roma e Oderzo (provincia di Treviso). Può contare su oltre trecento corrispondenti in tutto il mondo, oltre ad una fitta rete di coordinatori locali che copre l’Italia intera.
«Il tragitto di ritorno, soltanto l’8% dei bambini italiani lo compie da solo, a fronte del 25% dei coetanei inglesi e del 76% dei tedeschi – aggiunge – Il divario di autonomia con gli altri paesi sul percorso casa-scuola permane ampio anche per i ragazzi delle medie inferiori: il 34% degli italiani, contro il 68% dei tedeschi e il 78% degli inglesi». In Italia risulta estremamente basso anche l’uso del mezzo pubblico. «Mentre per i bambini non ci sono differenze tra Italia e Inghilterra, 3% per entrambi i Paesi, in Germania la percentuale sale all’8» è detto nella ricerca.
Maggiori differenze si hanno invece per la scuola secondaria, dove l’Italia resta ferma al 3%, l’Inghilterra passa al 25% e la Germania arriva addirittura al 64%, «probabilmente – spiegano i ricercatori – per l’efficienza dei servizi pubblici, ma forse anche per maggiore fiducia dei genitori”. I maschi italiani, infine, sono più autonomi delle femmine, indipendentemente dall’età. La ricerca si conclude rilevando come «la possibilità di muoversi in autonomia da parte dei bambini permette l’esperienza fondamentale del gioco, aiuta a prevenire sovrappeso e obesità, ad acquisire maggiore sicurezza, autostima e capacità di interagire, rafforza i legami con le persone che abitano nel proprio quartiere e sviluppa un senso di identità e responsabilità, riducendo i sentimenti di solitudine durante l’adolescenza».
«Negli anni ‘70 – ha scritto Francesco Tonucci – i bambini dai 6 agli 11 anni che si muovevano autonomamente sul percorso casa–scuola erano il 90%, negli anni ’90 erano solo il 10% (…); Possiamo dire che oggi, praticamente, nessun bambino che abbia meno di 10 anni esce più da solo di casa. Questo cambiamento produce una serie di conseguenze gravi sul piano psicologico, cognitivo, sociale e fisico, tanto da poterlo considerare uno dei fenomeni più importanti e preoccupanti che riguardano la condizione infantile del nostro tempo». In pratica, «troppi bambini vivono ormai la loro infanzia chiusi tra quattro mura, senza fare la minima esperienza di autonomia, si spostano esclusivamente in macchina e sono scortati perennemente dagli adulti, non corrono mai il minimo rischio e arrivano all’adolescenza inesperti e irresponsabili».
Fondo di istituto: si può contrattare l’intero importo
Sciolto il nodo del fondo di istituto e della contrattazione di scuola. Lo hanno deciso oggi Ministero e sindacati che hanno sottoscritto un accordo in tal senso.
Con la firma del contratto sugli scatti di stipendio si è risolta definitivamente anche la questione della contrattazione integrativa di istituto.
Con una nota separata, firmata da tutti i sindacati (compresa Flc-Cgil che però non ha sottoscritto il contratto nazionale), le parti concordano anche su un punto molto importante: i contratti di scuola potranno essere stipulati facendo riferimento all’intero ammontare delle risorse che il Ministero ha già comunicato alle singole istituzioni scolastiche.
Viene così di fatto annullata l’interpretazione data dall’Ufficio scolastico regionale che con una propria nota aveva fornito indicazioni diverse alle scuole.
A questo punto la contrattazione di istituto può immediatamente riprendere, con riferimento agli importi già concordati a fine gennaio fra Ministero e sindacati e che qui riassumiamo sinteticamente
importo 2011/2012
importo 2012/2013
per ciascun punto di erogazione
per ciascun addetto
scuole primo ciclo
(docente o Ata)
scuole secondo ciclo
per ciascun docente
Per le funzioni strumentali spetteranno invece a ogni scuola
– una quota fissa di 2.365,00 euro
– una quota aggiuntiva per ogni complessità organizzativa di 1.244,00 euro
– una ulteriore quota per la dimensione della scuola pari ad 78,00 euro per ciascun docente in organico di diritto.
Per gli incarichi specifici del personale Ata viene infine attribuita alle scuole la somma di 198 euro per ciascun Ata in organico di diritto.
Mobilità a.s. 2013/2014: pubblicata l’Ordinanza
Confermati procedure e termini di presentazione delle istanze: domande di docenti e personale educativo entro il 9 aprile, 11 giugno per gli Ata
Come preannunciato nei giorni scorsi, il Miur ha trasmesso la Ordinanza ministeriale relativa alla mobilità del personale della scuola per l’a.s. 2013/2014.
Con la nota prot. n. 2548 del 13 marzo 2013 il Ministero ha trasmesso i seguenti documenti:
· Il CCNI siglato l’11 marzo 2013
· L’O.M. n. 9 del 13 marzo 2013
· Gli allegati all’O.M. n. 9
· La Nota Prot. n.9741/2012
· I Moduli per la mobilità
· Fac-simili allegati
È confermato l’obbligo, per il personale interessato, di presentare via web le domande oltre che per i docenti di ogni ordine e grado anche per il personale A.T.A., secondo la procedura POLIS.
Nel dettaglio, le scadenze previste sono le seguenti: il termine iniziale per la presentazione delle domande di movimento per il personale docente ed educativo è fissato al 13 marzo 2013 ed il termine ultimo è fissato al 9 aprile 2013. Il termine iniziale per la presentazione delle domande di movimento per il personale A.T.A. è fissato al 13 maggio 2013 ed il termine ultimo è fissato all’ 11 giugno 2013.
Pantaleo (Flc-Cgil): non abbiamo firmato intesa all’Aran perchè iniqua
“La Flc-Cgil non ha firmato all’Aran l’ intesa definitiva sugli scatti nella scuola perché comporta la drastica riduzione dei fondi per il miglioramento dell’offerta formativa.” Lo dichiara Mimmo Pantaleo, il segretario generale della Flc-Cgil
“La stessa mette in discussione il diritto di docenti ed Ata ad avere un’equa retribuzione delle prestazioni che si svolgono nelle scuole a favore degli alunni. Lo scambio fra mof e scatti d’anzianità è iniquo perché propone un meccanismo che dà ad alcuni togliendo a tutti i diritti contrattuali. Prevede che nel prossimo rinnovo contrattuale si recupererà una maggiore produttività individuale per compensare ciò che è stato tagliato in termini di organici: Una vera e propria beffa!
L’Intesa pone le premesse per dividere di nuovo i lavoratori e riproporre la contrapposizione fra scatti (a partire da quelli maturati e non pagati nel 2012) e MOF. Ribadiamo la richiesta di rimuovere il blocco degli scatti d’anzianità per tutti. Tra l’altro tale taglio si concretizza in un’enorme opera di impoverimento dell’autonomia scolastica e dell’autonomia negoziale di Dirigenti ed Rsu.
I risvolti sulla contrattazione integrativa sono pesantissimi e i tentativi di limitare la contrattazione di scuola sono la conseguenza dello stato d’incertezza e di confusione determinati dall’intesa. Deve essere chiaro a tutti che non accetteremo interpretazioni arbitrarie sulla contrattazione. Abbiamo già avviato il percorso per la definizione della piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale.
E’ importante che tali giudizi siano stati condivisi dalle 2100 assemblee di consultazione del personale della scuola, promosse autonomamente dalla Flc –Cgil, che hanno registrato l’85% dei no all’intesa. Per la nostra organizzazione sindacale il giudizio dei lavoratori sarà sempre vincolante rispetto agli accordi che si sottoscrivono”.
Blocco del contratto e congelamento degli scatti: è solo questione di tempo
Ormai è data per certa la decisione di bloccare i contratti del pubblico impiego e quindi anche quello della scuola per un ulteriore biennio. È solo questione di tempo ma questa polpetta avvelenata verrà ammannita sulle già magre mense dei lavoratori dell’istruzione
La decisione sarebbe stata presa dal governo Monti, ma l’onere di approvarla e metterla in atto toccherà al prossimo esecutivo.
Viene confermato il blocco dei rinnovi contrattuali per il pubblico impiego almeno fino al 31 dicembre 2014. L’operazione sul blocco dei rinnovi prevede risparmi di spesa per circa un miliardo e mezzo annuo per il biennio 2013-2014, 659 milioni sul 2015 e 726 milioni per il 2016.
La scuola dovrà contribuire con circa 300 milioni di euro. Ma quali potrebbero essere gli effetti negativi di questo ulteriore blocco contrattuale? Per avere un’idea completa della gravità di tale provvedimento bisogna considerare soprattutto alcuni aspetti di natura previdenziale, che determineranno tagli ingenti ed immaginabili. Per fare un esempio pratico, possiamo affermare, calcoli alla mano, che, chi si avvicina al traguardo della pensione essendo ormai entrato in un sistema di calcolo pensionistico, retributivo, sconterà sull’assegno di pensione circa l’80% del costo complessivo del blocco. In sostanza , coloro che a causa del blocco perderanno gli aumenti stipendiali per 5000 euro e andranno in pensione nel 2014-15 , avranno diritto ad una pensione più leggera di circa 4000 euro annui rispetto a quella che avrebbero potuto ottenere senza questo ulteriore blocco contrattuale.
Si tratta di un danno ingente e irreversibile. Un altro aspetto, meno ingente, ma molto significativo del degrado economico-finanziario, raggiunto nel nostro Paese, è quello del mancato, almeno stando alle indiscrezioni della stampa specializzata, incremento dell’indennità di vacanza contrattuale.
Si tratta della miserevole somma di massimo 20 euro mensili, dovuti per il ritardo del rinnovo contrattuale. Anche questi pochi soldi non verranno ad incrementare l’altra vacanza contrattuale del biennio 2010-2012. Questa è la triste realtà economico-finanziaria dei dipendenti pubblici e di tutto il personale scolastico, non ci sono soldi nemmeno per piangere.
Nonostante ciò, si sono impegnati ad approvare, sempre sulle spalle degli insegnati, nuovi sistemi di valutazione delle scuole, senza tenere in alcun conto la svalutazione economico e professionale dell’intera classe docente.
Partono le diffide Anief per lo sblocco delle ricostruzioni di carriera per neo-assunti, della nuova aliquota per pensionati (2011-2012) e per il ritorno alla data di anzianità retributiva del cedolino dicembre 2010. Rimangono bloccati nel 2012-2013, forse per 2014. Saranno sostituiti dal 2015 con il criterio della performance individuale, sempre se vi saranno i risparmi richiesti dall’ex-ministro Brunetta e già trovati da alcuni sindacati della scuola.
Il decreto legislativo 150/09 voluto dal ministro Brunetta fissa come futuro criterio del merito per i nuovi contratti, a parità di risorse prese dai risparmi, al posto dell’anzianità di servizio la prestazione dell’unità aziendale e individuale secondo fasce individuate con le parti sociali. La legge 122/2010 voluta dal ministro Tremonti blocca la firma dei contratti scaduti per tutto il triennio 2010-2012 – esteso al 2013 con un nuovo mille-proroghe – mentre alcuni sindacati (CISL, UIL, EX-GILDA, SNALS) ottengono dal ministro Gelmini l’impegno a utilizzare una parte dei risparmi derivanti dai nuovi tagli per garantire le retribuzioni del 2010. Così, essendo 150.000 i posti di docenti e ata della scuola saltati per effetto dei processi di razionalizzazione previsti dalla legge 133/2008 (200.000 posti tra 2006-2012 secondo i dati degli aventi diritto al voto alle due ultime elezioni RSU), al netto delle nuove assunzioni, un terzo di questi risparmi (pari a 50.000 posti di lavoro persi) è utilizzato per pagare quello che i lavoratori avrebbero dovuto percepire come scatto di anzianità nel 2010 ai sensi di un decreto interministeriale del gennaio 2011 dei ministri Brunetta, Gelmini, Tremonti con cui si ribadisce, comunque, l’irrecuperabilità dell’anzianità retributiva maturata con il servizio prestato negli anni 2010-2013. La diffidenza del MEF è tale che, nello stesso mese di gennaio 2011, dispone nel cedolino di ogni dipendente e dirigente pubblico lo spostamento d’ufficio di due anni della data di maturazione del successivo scatto di anzianità, mentre il personale neo-assunto dal 1 settembre 2010 al 1 settembre 2011 subisce dalle Ragionerie dello Stato il blocco della ricostruzione di carriera e il personale che va in quiescenza non vede riconosciuto dall’INPS l’aliquota superiore per la pensione, pur avendo percepito il presunto scatto per il 2010. Il 4 febbraio 2011, le confederazioni a cui aderiscono quei sindacati che avevano ottenuto l’accordo con il ministro Gelmini, firmano un’intesa con il Governo Berlusconi all’ARAN sui nuovi modelli contrattuali dove individuano in piena aderenza alla riforma voluta dal ministro Brunetta tre fasce di lavoratori (il 25% del personale non potrà avere più un aumento di stipendio) secondo il nuovo merito da misurare in base ai risparmi certificati. Con la legge 183/2011, il Governo per riconoscenza autorizza i sindacati rappresentativi della scuola ad aprire una speciale sessione negoziale per pagare gli scatti del 2011 e riconoscere la validità dei pagamenti relativi ai presunti scatti del 2010 ma a condizione di trovare nuovi risparmi nel settore della scuola, individuati, nell’intesa firmata il 31 gennaio 2013 sempre dagli stessi sindacati, nel taglio di un terzo di quel fondo d’istituto (alfabetizzazione motoria nella primaria, scuole a rischio, funzioni obiettivo, etc.) già decurtato a seguito del mancato passaggio a 24 ore delle ore di insegnamento. Il tutto è adottato mentre i giudici con la sentenza n. 223 dell’ottobre 2012 dichiarano incostituzionale il blocco dei loro automatismi di carriera, sempre disposto dalla legge 122/2010 ma per il solo biennio 2010-2011, e con la nota MEF dell’8 novembre 2012 ottengono dal dicembre successivo gli aumenti di stipendio senza subire alcun taglio. Il 6 marzo 2013, infine, il Governo Monti chiama le confederazioni all’ARAN per sottoscrivere una nuova intesa sul rinnovo dei futuri contratti abbandonando il criterio già concordato delle fasce e riprendendo il criterio della sola perfomance individuale (su cui misurare la maggior parte dell’accessorio) all’interno dell’unità aziendale che dimostra di aver raggiunto livelli standard definiti e valutati a livello centrale (nella scuola, forse, il decreto sulla valutazione approvato soltanto due giorni dopo?). L’incontro, però, è aggiornato perché permane il blocco dei contratti per il 2012 e 2013 e non sono previste nuove risorse, mentre voci sempre più insistenti danno per già firmato dal Governo uscente la proroga del blocco degli stipendi per tutto il 2014 così da poter aprire la nuova stagione contrattuale nel 2015 secondo i nuovi criteri ispirati dalla riforma Brunetta, sempre se si troveranno ulteriori risparmi nel comparto di appartenenza. Cui prodest ? Non certo ai lavoratori della scuola che fino al 2009 ricevevano gli aumenti di stipendio in base all’anzianità maturata e a risorse aggiuntive stanziate dai Governi.
Cosa fare adesso per neo-assunti, pensionati e tutto il personale alla luce degli scatti pagati nel 2010-2011? E’ possibile ancora ricorrere contro il blocco del 2012-2013?
E’ evidente che al di là delle valutazioni politiche sull’opportunità dell’azione sindacale o giudiziale, ormai, per il biennio 2010-2011 nella scuola gli scatti sono stati pagati; pertanto, tutto il personale dipendente e dirigente della scuola neo-assunto dal 1 settembre 2010 al 1 settembre 2011 ha il diritto ad avere sbloccata la ricostruzione di carriera o ad averla rifatta nel pieno riconoscimento degli anni di servizio prestati nel 2010 e nel 2011. Analogamente, tutto il personale andato in quiescenza negli stessi anni che avrebbe maturato lo scatto di stipendio nel 2010 e nel 2011 ha diritto al riconoscimento dell’aliquota superiore per la pensione. Infine, tutto il personale, avendo riconosciuto il pagamento degli scatti per il biennio 2010-2011 ha il diritto di ritornare nel proprio cedolino alla data di maturazione degli scatti prevista nel dicembre 2010. I docenti interessati devono inviare semplicemente la scheda dati predisposta dall’Anief e debitamente compilata con una mail rispettivamente a ricostruzionedicarriera@anief.net pensioni2010-2011@anief.net cedolino2010@anief.net per ricevere i modelli di diffida, con oggetto rispettivamente modello di diffida ricostruzione di carriera, modello di diffida pensioni 2010-2011, modello di diffida cedolino 2010 che dovranno essere inviati anche per pec alle amministrazioni di competenza (Ragioneria, INPS, MEF). Soltanto trascorsi i termini perentori della diffida sarà possibile adire il tribunale del lavoro per ottenere i crediti e diritti vantati secondo le successive istruzioni operative che saranno fornite dall’Anief alla mail indicata.
Il personale, infine, che intende sbloccare i contratti per il 2012-2013 sulla scia di quanto fatto dai magistrati con la sentenza della Consulta, può fin da adesso aderire al ricorso per lo sblocco del contratto – prima che qualche sindacalista annulli interamente il fondo d’istituto sempre che una nuova legge glielo permetta – inviando una mail a r.stipendio@anief.net con oggetto: richiesta istruzioni operative. Per l’occasione, potrà con lo stesso ricorso richiedere anche la restituzione della trattenuta illegittima del 2,5% del TFR sullo stipendio degli ultimi dieci anni o l’accredito figurativo dell’aliquota del 2,69% di TFS per il 2011-2012. Sono previsti rimborsi da 3.000 a 12.000 euro netti.
SCHEDA DI RILEVAZIONE DATI – DIFFIDA SCATTI PAGATI 2010-2011
Cognome ________________________________ Nome ________________________________
Residente in _______________________________________________ Prov. di _____________
Via __________________________________________________________ n._______________
Tel._________________________________ Cell.______________________________________
Email____________________________________C.F.__________________________________
DOCENTE □ ATA □ DIRIGENTE □ DSGA □
RICHIEDO IL MODELLO DI:
RICOSTRUZIONE □ PENSIONE □ CEDOLINO 2010 □
ISCRITTO ANIEF SI □ NO □
Denominazione Scuola sede di titolarità:
Via ___________________________________________ Comune ________________________ Prov.__________
Denominazione Scuola sede di servizio (se diversa dalla sede di titolarità):
___________, __________ ______________________________________________
Informativa, ai sensi dell’art.13 del D.lgs 196/2003, sulle finalità e sulle modalità di trattamento dati degli iscritti
I dati personali degli iscritti verranno raccolti, custoditi e gestiti dai legali dell’ANIEF con la massima riservatezza e sicurezza soltanto per l’espletamento delle procedure relative al ricorso per cui si è ricevuto il mandato. I dati personali degli iscritti, a seconda delle modalità e finalità sopra indicate, potranno essere conservati, trattati ed elaborati con programmi informatici di gestione di archivi elettronici, o tramite supporto cartaceo. L’interessato ha diritto di accedere ai dati che lo riguardano e di esercitare tutti gli altri diritti previsti dall’art.7 del D.Lgs 196/2003.
Sulla base degli esiti della valutazione finale dei corsi formativi, per entrambi i profili saranno complessivamente individuati 400 esperti per attività collaborativa nell’ambito dei progetti previsti.
Per quanto riguarda, in particolare, il profilo A, saranno selezionati esperti con esperienza e conoscenza maturata negli ambiti della gestione e organizzazione scolastica e della valutazione e autovalutazione nella scuola, nonché esperti con esperienza e conoscenza maturata negli ambiti pedagogico – didattici e della valutazione e autovalutazione nella scuola.
I requisiti di partecipazione per entrambi i profili sono: diploma di laurea secondo il precedente ordinamento. L’equiparazione alla laurea specialistica o alla laurea magistrale sarà valutata secondo la vigente normativa.
Titoli preferenziali conseguiti dopo la laurea sono invece le competenze maturate a partire dal 2003 attinenti al profilo prescelto. Sono specificamente considerate le collaborazioni professionali retribuite maturate con l’INVALSI, le collaborazioni professionali retribuite in attività di valutazione esterna delle scuole (con MIUR, USR, IRRE/IRRSAE, ANSAS/INDlRE), la partecipazione a progetti o esperienze innovative, le pubblicazioni, i corsi frequentati per l’aggiornamento delle competenze.
Incontro al Miur sugli organici
Ieri al Miur ulteriore incontro in materia di organici del personale docente, a renderlo noto un comunicato della Cisl
Ancora una volta, dice il sindacato, il contenuto del confronto ha riguardato esclusivamente il testo della circolare e le tabelle sulle classi di concorso atipiche, mentre non è stato ancora presentato il riparto dei posti tra le diverse regioni che dovrebbe essere oggetto del prossimo incontro calendarizzato per mercoledì 20 marzo.
Sulle classi di concorso atipiche la linea dell’amministrazione è rigidamente quella di non apportare modifiche, pertanto l’esame delle richieste che sono state avanzate da parte delle nostre strutture e che abbiamo nuovamente sostenuto non ha al momento prodotto effetti.
Per quanto riguarda il testo della circolare sugli organici le uniche novità riguardano:
– la possibilità per i direttori regionali di anticipare quote di organico di fatto nell’organico di diritto, abbiamo richiesto che sia precisato che tale incremento non sia inferiore a quello autorizzato lo scorso anno
– una precisazione sui CPIA che rinvia l’attivazione degli stessi all’a.s. 2014/15 in quanto nonostante la pubblicazione del nuovo regolamento, i piani deliberati dalle regioni non hanno potuto prevederne la costituzione;
– per la scuola secondaria di secondo grado sugli insegnamenti atipici, in assenza di docenti titolari da tutelare ovvero di esubero a livello provinciale, la scelta della classe di concorso è rimessa al dirigente scolastico sulla base del parere del collegio dei docenti che si esprime attraverso apposita delibera.
Sono attualmente ancora in discussione le proposte sostenute dalle OO.SS. relativamente ad un richiamo esplicito all’attribuzione di due docenti per classe nel tempo pieno della primaria volto ad arginare diffusi comportamenti di taglio dell’organico su questa tipologia di posti nonché una precisazione per quanto riguarda la costituzione delle classi prime dei corsi serali che deve tenere conto della serie storica delle iscrizioni.
Risulta confermato il rinvio dell’attuazione del Regolamento di riordino dell’istruzione degli adulti all’anno scolastico 2014-2015, con il mantenimento dell’organico definito nel 2011-2012.
Restano da risolvere, come ripete anche UilScuola, due questioni: la garanzia di due insegnanti nelle nuove classi di tempo pieno della scuola primaria ed una regolamentazione del numero massimo di alunni nei corsi di strumento musicale. Tali questioni vanno risolte o nella circolare in discussione ovvero, secondo la uil anche attraverso l’emanazione di un’apposita nota ministeriale, che eviti il determinarsi di situazioni didatticamente ingestibili.
Il prossimo incontro e’ fissato per il 20 alle ore 10, con a seguire un’informativa sugli inidonei.
A margine della riunione il Miur ha comunicato di essere in grado di trasmettere i dati sui pensionamenti per l’a.s. 2013-2014 e quelli sulle iscrizioni degli alunni a breve scadenza.
Pubblicata l’OM sui trasferimenti: domande entro il 9 aprile
Pubblicata l’OM sui trasferimenti: domande entro il 9 aprile Dopo la sottoscrizione dell’accordo sulla mobilità effettuata l’11 marzo, il Miur ha pubblicato l’ordinanza ministeriale n. 9 del 13.3.2013 per i trasferimenti del personale docente e Ata per il prossimo anno scolastico.
L’OM prevede l’obbligo, per il personale interessato, di presentare via web le domande oltre che per i docenti di ogni ordine e grado anche per il personale A.T.A., secondo la procedura POLIS descritta nella nota n. 9741 del 20.12.2012.
Per quanto riguarda il termine ultimo di presentazione delle domande via web, la circolare che accompagna l’OM ricorda che il termine ultimo per la presentazione delle domande di movimento per il personale docente ed educativo è fissato al 9 aprile 2013 e per il personale A.T.A. è fissato all’11 giugno 2013.
Scatti, saranno pagati ad aprile/maggio 2013 e potranno arrivare a 3mila euro lordi
Scatti, saranno pagati ad aprile/maggio 2013 e potranno arrivare a 3mila euro lordi Dopo il commento del segretario generale dello Snals-Confsal Marco Paolo Nigi, giungono i commenti di altri due leader sindacali, il segretario generale Cisl Scuola Francesco Scrima, e quello della Uil Scuola Massimo Di Menna.
Il primo rivendica “l’obiettivo raggiunto” di “tutelare la retribuzione di tutti”, ricorrendo a una scelta priva di alternative, recuperando gli anni di anzianità “congelati” “utilizzando una parte del salario accessorio”.
Più approfondito il commento del segretario generale della Uil Scuola Massimo Di Menna, il cui comunicato entra nel merito di quanto verrà corrisposto e quando: “Con l’intesa si riconosce, per tutto il personale, l’anno 2011, così come accaduto per il 2010, ai fini della anzianità e si garantisce il pagamento con tutti gli arretrati per coloro, circa 200 mila, che hanno maturato lo scatto al 31 dicembre 2011. Il pagamento dovrebbe avvenire tra aprile e maggio”.
Segue due tabelle degli aumenti ottenuti, che riproduciamo integralmente
anni Collab. Scol. Assistenti DSGA Doc. infanzia
primaria Doc 1° grado Doc 2° grado
da 0 a 8 14.903,94 16.696,06 22.073,10 19.324,27 20.973,22 20.973,22
da 9 a 14 16.242,79 18.411,10 24.707,17 21.454,06 23.444,75 24.062,51
da 15 a 20 17.221,92 19.680,15 27.031,17 23.332,06 25.623,29 26.407,69
da 21 a 27 18.186,09 20.956,80 29.517,34 25.154,66 27.738,87 29.394,95
da 28 a 34 18.913,31 21.865,96 32.071,98 26.952,89 29.814,05 31.352,07
da 35 a 19.423,09 22.562,63 34.556,83 28.291,99 31.352,07 32.912,17
anni Collab. Scol. Assistenti DSGA Doc. infanzia primaria Doc 1° grado Doc 2° grado
da 0 a 8 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00
da 9 a 14 1.338,85 1.715,04 2.634,07 2.129,79 2.471,53 3.089,29
da 15 a 20 979,13 1.269,05 2.324,00 1.878,00 2.178,54 2.345,18
da 21 a 27 964,17 1.276,65 2.486,17 1.822,60 2.115,58 2.987,26
da 28 a 34 727,22 909,16 2.554,64 1.798,23 2.075,18 1.957,12
da 35 a 509,78 696,67 2.484,85 1.339,10 1.538,02 1.560,10
Il comunicato della Uil Scuola spiega poi che, “nell’ipotesi che il pagamento avvenga nel prossimo mese di maggio, e che l’aumento per anzianità decorra dal gennaio 2012, il calcolo degli arretrati si ottiene aggiungendo anche i quattro mesi ( gennaio – aprile 2013) all’aumento annuale riportato in tabella per i diversi profili e per le diverse anzianità”, e porta alcuni esempi di variazioni retributive per il personale scolastico:
TFA speciali al via?
TFA speciali al via? Come per il decreto sul sistema di valutazione, anche sul decreto sui TFA speciali si sono registrate, come è noto, molte resistenze, accompagnate da inviti al ministro Profumo a rinviare ogni decisione al suo successore.
Come per la valutazione, dove il ministro ha portato il provvedimento in Consiglio dei ministri per il varo definitivo, anche per i TFA speciali, secondo quanto avrebbe riferito il ministero nel corso di una comunicazione sugli organici, vi è stato in queste ultime ore il varo definitivo da parte del Consiglio dei ministri.
I TFA speciali prevedono l’accesso senza selezione e senza limiti numerici degli ammessi. Viene richiesto soltanto un servizio di supplenza di almeno tre anni.
Al termine dei Tirocini si consegue l’abilitazione all’insegnamento.
Docenti tutors in allarme
Docenti tutors in allarme L’Anfis, associazione che rappresenta i formatori di insegnanti chiamati a svolgere le funzioni tutoriali nella formazione iniziale degli insegnanti (tutor coordinatori e tutor dei tirocinanti), fa sapere di considerare “inaccettabile ogni proposta che chieda agli insegnanti vincitori di selezione per gli incarichi tutoriali definiti dall’art.11 del DM 249/2010, di svolgere una attività aggiuntiva che ecceda il limite delle 36 ore settimanali (corrispondenti a 18 ore convenzionali di lezione frontale in classe) che non sia una scelta consapevole del docente, che esplicitamente la accetta, (ricordiamo che il limite è fissato nell’insegnamento a 24 ore di lezione frontale, corrispondenti a 48 ore di lavoro settimanale) e che non sia remunerata in aggiunta allo stipendio contrattuale riconosciuto dal CCNL vigente”.
Secondo l’associazione i tutor coordinatori hanno il diritto di pretendere, in base alla normativa vigente in materia, di essere collocati in posizione di esonero parziale dall’insegnamento come condizione per esercitare la funzione e per erogare qualunque tipo di servizio presso l’università. Analogamente ai tutor dei tirocinanti deve essere riconosciuta una remunerazione aggiuntiva per la prestazione di lavoro erogata in aggiunta al normale orario di servizio di insegnamento, così come regolato dal CCNL Scuola vigente.
L’Anfis denuncia l’assenza di iniziativa da parte di chi dovrebbe tutelare i diritti degli insegnanti con compiti tutoriali e avverte: “Pur riconoscendo i legittimi diritti degli aspiranti all’abilitazione all’insegnamento e idealmente appoggiando le loro istanze per ottenere nei tempi legittimi il completamento del percorso di formazione, diffidiamo chiunque dal mettere in atto iniziative finalizzate a eludere o raggirare il regolare impiego dei tutor coordinatori in ottemperanza alle leggi e ai regolamenti vigenti; diffidiamo altresì chiunque dall’adottare misure compensative che non rispettino quanto la legge prevede a garanzia della qualità del tirocinio e della professionalità degli insegnanti e ci riserviamo di adottare ogni iniziativa legittima per la difesa della funzione tutoriale nell’ambito della professionalità degli insegnanti e per la tutela della qualità della formazione iniziale degli insegnanti e del tirocinio formativo attivo”.
E’ auspicabile che la giusta richiesta dei docenti tutor di veder riconosciuti i loro diritti sia accolta al più presto e che vengano dati i necessari chiarimenti in proposito, anche per evitare che ulteriori ostacoli rendano ancora più problematico lo svolgimento dei TFA anche per quanto riguarda i tempi della loro conclusione.