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Timestamp: 2018-02-18 10:21:17+00:00
Document Index: 175822167

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 13', 'art.  37', 'art. 13', 'art. 14', 'art.  37', 'art. 23', 'art. 16', 'art. 39', 'art. 2', 'art.  18', 'art. 13', 'art. 1', 'art.   4', 'art. 12', 'art. 13', 'art.  192', 'art. 13']

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 14 novembre 2011 | Architetto.info
MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 14 novembre 2011
MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 14 novembre 2011 - Modifica dei «Fogli avvertenze» approvati con decreto del 5 agosto 2010, per il pagamento di somme iscritte al Ruolo. (11A15211) - (GU n. 274 del 24-11-2011 )
Modifica dei «Fogli avvertenze» approvati con decreto  del  5  agosto
2010, per il pagamento di somme iscritte al Ruolo. (11A15211)
Visto il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate  20
marzo 2010, oggi competente  per  materia,  con  il  quale  e’  stato
approvato il  nuovo  modello  di  cartella  di  pagamento,  ai  sensi
dell’art. 25 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre
Visto l’art. 13, comma 6-quater, del decreto del  Presidente  della
Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, aggiunto dall’art.  37,  comma  6,
lettera t), del decreto-legge 6 luglio 2011, n.  98,  convertito  con
modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, ai sensi del  quale
per  i  ricorsi  principale  ed  incidentale   proposti   avanti   le
commissioni tributarie provinciali e regionali, e’  stato  introdotto
il contributo unificato negli importi descritti nel medesimo art. 13,
comma 6-quater;
Visto l’art. 14, comma 3-bis, del  citato  decreto  del  Presidente
della Repubblica n. 115 del 2002, aggiunto  dall’art.  37,  comma  6,
lettera u), del decreto-legge n. 98 del 2011, che individua la  norma
di riferimento per la determinazione del valore della controversia  e
stabilisce le modalita’ con le quali procedere alla dichiarazione  di
tale valore;
Visto l’art. 23, comma 50, del decreto-legge n. 98 del 2011, che ha
previsto  per  tutti  gli   atti   introduttivi   di   un   giudizio,
l’indicazione obbligatoria del codice fiscale, oltre che della parte,
anche dei rappresentanti in giudizio;
Visto l’art. 16, comma 1-bis, del  decreto  legislativo  31dicembre
1992, n. 546, introdotto dall’art. 39, comma  8,  della  lettera  a),
numero 2), del decreto-legge n. 98 del 2011, il quale prevede che  le
comunicazioni siano effettuate anche mediante l’utilizzo della  posta
elettronica  certificata  e  che  l’indirizzo  di  posta  elettronica
certificata del difensore o delle parti sia indicato  nel  ricorso  o
nel primo atto difensivo;
Considerato che il combinato disposto dei commi 35-bis e  35-quater
dell’art. 2 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito  con
modificazioni dalla legge 14 settembre  2011,  n.  148,  prevede  che
l’adempimento  relativo  all’indicazione  dell’indirizzo   di   posta
elettronica certificata della parte ricorrente sia, altresi’, incluso
tra gli elementi da indicare nel ricorso ai sensi  dell’art.  18  del
citato decreto legislativo. n. 546 del 1992;
Considerato che l’art. 13, comma 3-bis, del  predetto  decreto  del
Presidente della Repubblica n. 115  del  2002,  ha  disposto  che  la
mancata indicazione del  codice  fiscale  della  parte  ricorrente  o
dell’indirizzo  di  posta  elettronica  certificata   del   difensore
determina l’aumento  del  contributo  unificato  nella  misura  della
meta’;
Visto  il  decreto   5   agosto   2010   del   direttore   generale
dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, pubblicato nella
Gazzetta  Ufficiale  n.  196  del   23   agosto   2010,   concernente
l’approvazione dei «Fogli avvertenze» per le somme iscritte  a  ruolo
di competenza della medesima amministrazione;
Attesa l’esigenza di apportare al citato  decreto  direttoriale  le
modifiche derivanti dalle norme sopra riferite;
1. Sono modificate le avvertenze di  cui  all’allegato 1  approvato
con decreto del direttore generale dell’Amministrazione autonoma  dei
monopoli  di  Stato  5  agosto  2010,  nella  sezione  relativa  alle
modalita’ di presentazione del ricorso.
2. L’allegato di cui al comma 1, cosi’ come modificato, e’ inserito
in calce al presente decreto e ne costituisce parte integrante.
Il presente decreto sara’ inviato agli organi di controllo per  gli
RUOLI EMESSI DA AAMS – AMMINISTRAZIONE AUTONOMA DEI MONOPOLI DI STATO
(Per il recupero dei crediti tributari) – FOGLIO AVVERTENZE.
Richiesta di informazioni e di riesame del ruolo in autotutela.
Per  questa  cartella  di   pagamento   e’   possibile   chiedere
informazioni  all’ufficio  che  ha   emesso   il   ruolo,   (indicato
nell’intestazione  della  pagina   relativa   al   «Dettaglio   degli
addebiti»). A tale ufficio potra’, inoltre, essere presentata istanza
di riesame per  chiedere  l’annullamento  del  ruolo;  l’istanza  non
interrompe ne’ sospende i termini per proporre l’eventuale ricorso.
Il responsabile del procedimento di  iscrizione  a  ruolo  e’  il
direttore  dell’ufficio,  indicato  nell’intestazione  della   pagina
relativa al «Dettaglio degli addebiti», o un suo delegato.
Quando e come presentare ricorso.
Quando presentare il ricorso.
Il contribuente che vuole impugnare il ruolo e/o la cartella deve
proporre ricorso entro sessanta  giorni  dalla  data  della  notifica
(articoli 18-22, decreto legislativo  n.  546/1992).  I  termini  per
proporre ricorso  sono  sospesi  di  diritto  dal  1°  agosto  al  15
settembre di ogni anno (art. 1, legge n. 742/1969).
Se  prima  della  notifica  della  cartella  il  contribuente  ha
ricevuto la notifica di un avviso di accertamento, di  un  avviso  di
liquidazione, di un provvedimento di irrogazione sanzioni o  di  ogni
altro atto per cui la legge prevede l’autonoma  impugnabilita’,  puo’
impugnare il ruolo e/o la cartella solo per vizi propri.
A chi presentare il ricorso.
intestare il ricorso alla  Commissione  tributaria  provinciale
territorialmente  competente  (art.   4,   decreto   legislativo   n.
546/1992);
notificare il ricorso  all’ufficio  che  ha  emesso  il  ruolo,
indicato nell’intestazione della pagina relativa al «Dettaglio  degli
addebiti», spedendolo per posta in plico raccomandato senza busta con
avviso di ricevimento,  o  consegnandolo  direttamente  all’impiegato
addetto dell’ufficio che rilascia la  relativa  ricevuta,  o  tramite
notificare il ricorso all’Agente della riscossione nel caso  in
cui siano contestati vizi imputabili alla sua attivita’ (ad  esempio,
vizi relativi al procedimento  di  notificazione  della  cartella  di
pagamento) spedendolo per posta in plico raccomandato senza busta con
avviso di ricevimento, o tramite ufficiale giudiziario.
Dati da indicare nel ricorso.
la Commissione tributaria provinciale;
le generalita’ del ricorrente;
il  codice  fiscale  del  ricorrente  e  del  rappresentante   in
il rappresentante legale, se si tratta di societa’ o ente;
la residenza o  la  sede  legale  o  il  domicilio  eventualmente
eletto;
l’indirizzo di posta elettronica certificata del ricorrente o del
difensore incaricato;
l’Ufficio e/o l’Agente della riscossione contro cui si ricorre;
il numero della cartella di pagamento;
la  richiesta  che  viene  rivolta  alla  Commissione  tributaria
E’ opportuno che il contribuente alleghi al ricorso la  fotocopia
della documentazione  da  cui  risulti  la  data  di  notifica  della
N.B. – Se l’importo contestato e’ pari  o  superiore  a  2.582,28
euro, il contribuente deve essere obbligatoriamente assistito  da  un
difensore appartenente a una delle  categorie  previste  dalla  legge
(art. 12, comma 2, del decreto legislativo n. 546/1992). Per  importo
contestato si intende l’ammontare del tributo, esclusi gli  interessi
e le sanzioni; in caso  di  controversie  relative  esclusivamente  a
sanzioni, per importo contestato si intende il loro ammontare.
Il contribuente, entro trenta giorni da  quando  ha  proposto  il
ricorso, deve – a pena di inammissibilita’ – costituirsi in giudizio,
cioe’ deve depositare il proprio fascicolo presso la segreteria della
Commissione tributaria provinciale o  spedirlo  per  posta  in  plico
raccomandato senza busta con avviso di ricevimento.
l’originale  del  ricorso  se   e’   stato   notificato   tramite
l’Ufficiale giudiziario, oppure la copia  del  ricorso  se  e’  stato
consegnato o spedito per posta; in questo caso il  contribuente  deve
attestare che la copia sia conforme all’originale del ricorso;
la fotocopia della ricevuta del deposito o della  spedizione  per
raccomandata postale;
Prima di costituirsi in giudizio  il  contribuente  e’  tenuto  a
pagare il contributo unificato in base al valore  della  controversia
(art. 13, comma 6-quater, del decreto del Presidente della Repubblica
n. 115/2002). Questo  valore  e’  determinato  secondo  le  modalita’
indicate al punto N.B. del paragrafo «Dati da indicare nel ricorso» e
deve risultare da  apposita  dichiarazione  resa  dalla  parte  nelle
conclusioni del ricorso, anche nell’ipotesi di prenotazione a debito.
Il contributo unificato  e’  pagato  secondo  le  modalita’  indicate
nell’art.  192  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica   n.
La ricevuta del versamento va  allegata  al  ricorso  al  momento
della costituzione in giudizio.
Chi perde in giudizio puo’ essere condannato al  pagamento  delle
N.B. –  Se  nel  ricorso  il  difensore  non  indica  il  proprio
indirizzo di posta elettronica certificata e il proprio numero di fax
oppure la parte non indica il proprio codice fiscale,  il  contributo
unificato e’ aumentato della meta’ (art. 13, comma 3-bis, del decreto
del Presidente della Repubblica n.115/2002).
Sospensione del pagamento.
Il contribuente che propone ricorso puo’ chiedere la  sospensione
del pagamento in via amministrativa o giudiziale. Se  la  sospensione
viene concessa  e  successivamente  il  ricorso  viene  respinto,  il
contribuente deve pagare gli interessi maturati durante il periodo di
sospensione del pagamento:
sospensione  amministrativa:  l’istanza  di  sospensione   deve
essere presentata in carta semplice  all’ufficio  che  ha  emesso  il
ruolo, indicato nell’intestazione della pagina relativa al «Dettaglio
degli addebiti»;
sospensione giudiziale: se il  pagamento  della  cartella  puo’
causare  un  danno  grave  e  irreparabile,  l’istanza  motivata   di
sospensione  deve  essere  proposta   alla   Commissione   tributaria
provinciale a cui viene presentato il ricorso. L’istanza puo’  essere
inserita nel ricorso oppure proposta con  atto  separato;  in  questo
caso,  il  contribuente  deve  notificare  l’istanza  all’Ufficio   o
all’Agente  della  riscossione  contro  cui  ha  proposto  ricorso  e
depositarla  presso  la  segreteria  della   Commissione   tributaria
provinciale con le stesse modalita’ previste per il ricorso.
MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 14 novembre 2011 redazione redazione 2015-05-05T22:52:30+00:00