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Timestamp: 2018-08-15 19:11:59+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 33', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 19', 'sentenza ', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 22', 'sentenza ']

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Il trasferimento del disabile per incompatibilità ambientale
Cassazione, N.24775-5 Novembre 2013
N:24775 - 5 Novembre 2013)
Sez. lav. – Pres. Miani Canevari, Est. Venuti, P.M. Fresa (diff.) – L.F. (avv.ti Bersani, Vinzia) c. Edisu (avv. X). Conf. Corte d’Appello Milano, 28 giugno-15 settembre 2011.
Note: Il trasferimento del disabile per incompatibilità ambientale
Trasferimento del lavoratore – Incompatibilità ambientale – Commi 5 e 6 dell’art. 33 della legge n. 104/1992 – Violazione e falsa applicazione – Non sussiste.
Il diritto del lavoratore disabile a non essere trasferito in altra sede senza suo consenso ai sensi dell’art. 33, comma 6, della legge n. 104/1992, mentre non può subire limitazioni in caso di mobilità connessa a ordinarie esigenze tecnico-produttive dell’azienda, non è invece esercitabile ove sia accertata la incompatibilità del dipendente con i suoi collaboratori, in quanto tale situazione costituisce, di per sé, una causa di disorganizzazione e disfunzione aziendale che giustifica la modifica della sede di lavoro.
Trasferimento senza consenso e assistenza a un familiare con handicap: ipotesi legittima nel caso di incompatibilità ambientale
Corte di Cassazione, N.16102-9 Luglio 2009
Articolo scritto da: Annamaria Lucarelli
Il diritto del lavoratore legittimato ad assistere un familiare con handicap a non essere trasferito ad altra sede senza il suo consenso vige in caso di mobilità connessa ad ordinarie esigenze tecnico – produttive dell’azienda o della pubblica amministrazione. Diversamente, il trasferimento per incompatibilità ambientale può essere utilizzato qualora la considerazione complessiva e l’equo bilanciamento dei valori costituzionali coinvolti necessitano di un intervento risolutivo dei gravi ed accertati pregiudizi derivanti dalla permanenza del dipendente presso l’originaria sede di lavoro.
N:16102 - 9 Luglio 2009)
Ss.Uu. – Pres. Carbone, Est. Morcavallo, P.M. Martone (Conf.) – Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Avvocatura Generale dello Stato) c. A. (non costituita). Cassa Corte d’Appello Messina 24 giugno 2004.
Note: Trasferimento senza consenso e assistenza a un familiare con handicap: ipotesi legittima nel caso di incompatibilità ambientale
Parole chiave: trasferimento :: handicap ::
Lavoro subordinato – Lavoratore che assiste un familiare con handicap – Incompatibilità ambientale – Gravi disfunzioni organizzative per il datore di lavoro – Bilanciamento di diritti costituzionalmente garantiti – Legittimità del trasferimento senza consenso.
Alla luce di una interpretazione dell’art. 33, comma 5, della legge n. 104 del 1992 orientata alla complessiva considerazione dei princìpi e dei valori costituzionali coinvolti, il diritto del genitore o del familiare lavoratore, con rapporto di lavoro pubblico o privato, che assista con continuità un parente o un affine entro il terzo grado handicappato, di non essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede, mentre non può subire limitazioni in caso di mobilità connessa a ordinarie esigenze tecnico-produttive dell’azienda, ovvero della pubblica amministrazione, non è invece attuabile ove sia accertata, in base a una verifica rigorosa anche in sede giurisdizionale, la incompatibilità della permanenza del lavoratore nella sede di lavoro.
Trasferimento del ramo d'azienda e tutele del lavoratore
Articolo scritto da: Chiara De Santis
Nulla osta rilasciato dalle associazioni sindacali e richiamo all’art. 19 dello Statuto dei lavoratori: ambito di applicazione e
Corte di Cassazione, N.8725-9 Aprile 2009
Articolo scritto da: Valerio Berti
La Corte, con la sentenza in esame, chiarisce che, rilevata definitivamente la mancanza dei requisiti di cui all’art. 19 dello Statuto, per stabilire se disapplicare o meno la tutela in tema di trasferimento, si dovrà aver riguardo al tempo del sorgere del diritto.
N:8725 - 9 Aprile 2009)
Sez. lav. – Pres. Sciarelli, Est. Consigliere Curzio, P.M. Riello (Diff.) – Telecom Italia Spa (avv.ti Maresca, Romei, Boccia e Morrico) c. Sindacato nazionale autonomo Telecomunicazioni Radiotelevisione (avv.ti Tribulato e Matafù). Cassa Corte d’Appello Messina 6 febbraio 2006.
Note: Nulla osta rilasciato dalle associazioni sindacali e richiamo all’art. 19 dello Statuto dei lavoratori: ambito di applicazione e
Parole chiave: diritto sindacale ::
Attività sindacale – Trasferimento Rsa – Art. 22 Stat. lav. – Obbligo di nulla osta – Legittimità del trasferimento – Costituzione di Rsa – Sottoscrizione dei contratti collettivi – Sussistenza dei requisiti per il godimento dei diritti sindacali.
In tema di trasferimento del dirigente sindacale aziendale soltanto previo nulla osta del sindacato di appartenenza, l’art. 19 della legge 20 maggio 1970, n. 300 (cd. Statuto dei lavoratori), al quale rinvia il successivo art. 22, va interpretato, nel testo risultante dalla parziale abrogazione referendaria, conformemente al percorso esegetico indicato dalla giurisprudenza costituzionale (segnatamente, Corte Cost., sentenza n. 54 del 1974), nel senso che esso non incide sulla possibilità di costituire rappresentanze sindacali aziendali (Rsa), ma si limita a definire i requisiti che le Rsa stesse devono possedere per poter fruire dei diritti sindacali disciplinati dal Titolo III del medesimo Statuto dei lavoratori.
Il trasferimento per incompatibilità ambientale: nozione e disciplina
Corte d’Appello Bologna, N.-3 Febbraio 2005
Articolo scritto da: Roberta D’Amore
(Corte d’Appello Bologna
N: - 3 Febbraio 2005)
Sez. lav. – Pres. Castiglione, Est. Benassi – Folchini (avv.ti Lannutti e Pedri) c. Ministero della pubblica istruzione (contumace) e Provveditorato agli studi di Parma (contumace)
Note: Il trasferimento per incompatibilità ambientale: nozione e disciplina
Parole chiave: trasferimento - incompatibilità ambientale ::
Trasferimento di lavoratore – Incompatibilità ambientale – Nozione.
Il trasferimento del dipendente dovuto a incompatibilità ambientale, trovando la sua causa nello stato di disorganizzazione e disfunzione dell’unità produttiva, ha natura cautelare, dovendosi ricondurre alle esigenze tecniche, organizzative e produttive, piuttosto che a ragioni punitive e disciplinari.