Source: http://www.giustiziaquotidiana.it/dblog/storico.asp?s=&m=&pagina=322&ordinamento=asc
Timestamp: 2019-08-20 15:49:21+00:00
Document Index: 33843041

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 130', 'art. 84', 'art. 8', 'art. 130', 'art. 84', 'art. 149', 'art. 8']

Napoli Vesuviana: aborti e interventi clandestini nella "clinica cinese"
Di Loredana Morandi (del 06/06/2010 @ 08:21:06, in Osservatorio Famiglia, linkato 1408 volte)
Napoli, aborti e interventi clandestini
in una clinica gestita da cinesi/ Video
La struttura scoperta a Terzigno era dotata anche di una perfetta sala operatoria. Trovate prescrizioni di medici italiani.
TERZIGNO (5 giugno) - Una clinica clandestina gestita da cinesi completa di reparti e persino di sala operatoria è stata scoperta dai carabinieri del reparto territoriale di Torre Annunzia a Terzigno in provincia di Napoli. La clinica era stata allestita in un sottoscala. Nella clinica, dotata di tutte le attrezzature per interventi di chirurgia generale, sembra certo che si praticassero anche aborti clandestini. Oltre a due lettighe, che sarebbero state utilizzate come letti operatori, i carabinieri, hanno scoperto anche una camera di degenza, allestita in un locale umido, sporco e senza alcun ricambio di aria.
L'articolo prosegue su Il Mattino
La sala operatoria era stata insonorizzata ed era munita anche di alcune apparecchiature per ecografie. Inoltre i carabinieri, che hanno operato in collaborazione con la polizia locale e con i militari del Nas, hanno trovato numerose confezioni di medicinali.
Gli inquirenti stanno cercando di accertare se la struttura fosse dedicata esclusivamente ai componenti della numerosa comunità cinese di tutto l'hinterland Vesuviano o se tra i pazienti ci fossero anche altri cittadini. In particolare, sul fronte degli aborti, si cerca di capire se alla «clinica» si rivolgessero anche pazienti italiane.
Sequestrate anche centinaia di ricette mediche cinesi, ecografie di feti, passaporti e altri documenti di identificazione. Nella clinica sono state trovate anche ricette sottoscritti da medici italiani. Al momento dell'intervento, nella clinica è stato sorpreso un infermiere cinese di 36 anni, in regola con la legge sull'immigrazione, che è stato trattenuto in caserma per chiarimenti.
Terzigno è una delle roccaforti dei cinesi nel Napoletano: vi vivono a migliaia e vivono compiendo le più svariate attività dal commercio di abbigliamento alla gestione di ristoranti e concessionarie di auto.
"Ne valeva la pena" Storie di terrorismi e mafie, di segreti di Stato e di giustizia offesa - di Armando Spataro
Di Loredana Morandi (del 06/06/2010 @ 09:18:02, in Magistratura, linkato 1987 volte)
Un libro da non perdere! Oggi è domenica ed in attesa che aprano le librerie vi informo che potrete assistere ad una intervista al Pubblico Ministero milanese in onda oggi alle 14:30 su Rai 3, durante trasmissione "Mezz'ora" di Lucia Annunziata. L.M.
Storie di terrorismi e mafie,
di segreti di Stato e di giustizia offesa
ISBN 9788842093008
Editori Laterza - clicca per acquistare online
«Come è potuto accadere che a due pubblici ministeri, sino a quel momento oggetto di denunce sporte solo da mafiosi e terroristi da loro inquisiti, siano state attribuite condotte costituenti gravi reati dal presidente di un governo di centro-sinistra il cui programma elettorale prevedeva la strenua difesa della legalità? E, soprattutto, come è potuto accadere che due governi di diverso orientamento politico abbiano uno dopo l’altro apposto il segreto di Stato su notizie già universalmente note perché da tempo circolanti sul web? I fatti possono essere finalmente raccontati, in modo rispettoso tanto dei limiti di questo anomalo segreto di Stato, quanto dei diritti degli imputati». Parliamo della vicenda Abu Omar che, grazie all’indipendenza della magistratura italiana e all’obbligatorietà dell’azione penale, volute dai Costituenti e oggi seriamente a rischio, ha portato sul banco degli imputati, caso unico al mondo, appartenenti ai servizi segreti americani e italiani. Armando Spataro, che è stato protagonista dell’inchiesta insieme a Ferdinando Pomarici, la racconta in dettaglio. Come le altre importanti indagini svolte lungo 34 anni di attività professionale, da quelle sui brigatisti rossi e Prima Linea a quelle sulla ’ndrangheta trapiantata in Lombardia, per finire con il terrorismo internazionale. Una storia popolata di ricordi dolorosi e di facce ambigue, ma anche di passione civile e di persone amate.
Di Loredana Morandi (del 06/06/2010 @ 11:50:38, in Estero, linkato 1344 volte)
«Con la gradualità resta il discrimine» da Il Sole 24 ore
Di Loredana Morandi (del 06/06/2010 @ 11:57:34, in Sindacati Giustizia, linkato 1390 volte)
Disparità professionali tra uomo e donna sul piano retributivo e pensionistico...
«Con la gradualità resta il discrimine»
BRUXELLES - La diversa età di accesso alla pensione nel pubblico impiego rappresenta una discriminazione inaccettabile, aveva sentenziato nel novembre di due anni fa la Corte di Giustizia europea, perché contraria all'articolo 157 del Trattato Ue che stabilisce il principio dell'eguaglianza retribuiva tra uomo e donna nell'Ue. Per questa ragione non è accettabile nemmeno la soluzione gradualistica presentata dal governo italiano per adeguarsi alla normativa europea. In una lettera al ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, il commissario Ue competente Viviane Reding scrive infatti che prevedere ben 8 anni per arrivare all'eguaglianza di trattamento nel 2018 significa di fatto continuare a mantenere in essere una discriminazione illegale. Di qui la richiesta all'Italia di mettersi in regola entro il 2012.
Tutto comincia nel 2005 quando Bruxelles avvia una procedura contestando il regime pensionistico dei dipendenti pubblici gestito dall'Inpdap per la prevista disparità tra uomo (65 anni) e donna (60 anni) dell'età pensionistica. La questione finisce alla Corte Ue che nel novembre 2008 dà ragione alla Commissione. L'Italia non si conforma alla sentenza se non dopo una nuova lettera di messa in mora inviata da Bruxelles nel giugno scorso. Il resto è cronaca di queste ore. Con una serie di dubbi e punti interrogativi. Perché la Commissione ritiene sia discriminatoria solo nel pubblico impiego la diversa età pensionistica uomo-donna, che è poi esattamente la stessa fissata dalla legislazione nazionale? Perché una dipendente pubblica ha diritto a vedersi applicato l'articolo 157 sulla parità di remunerazione e una lavoratrice privata no? Non è che così Bruxelles e la Corte eliminano una discriminazione per crearne una nuova?
Le risposte sguazzano nel formalismo giuridico: siccome nel pubblico impiego, spiega la Commissione, lo stato agisce da "imprenditore" non è ammissibile un suo comportamento discriminatorio. Sulla legislazione nazionale invece è libero di fare quel che vuole. Cioè...di discriminare. La Corte dice lo stesso in punta di diritto: siccome il pubblico impiego è retto da una legge ad hoc, in breve da un regime speciale, ricade sotto l'articolo 157 del Trattato. Per il regime generale delle pensioni vale invece la direttiva n.7 del 1979 che dà agli stati mano libera per rendere più flessibile l'applicazione del Trattato.
Resta che nella sostanza c'è una direttiva vecchia di 30 anni che perpetua la discriminazione di genere in contraddizione con la norma superiore del Trattato. Di più, è sfasata rispetto alle esigenze attuali di una società europea che invecchia e ha bisogno di più occupati e meno pensionati. Tanto è vero che dovunque si allunga l'età pensionistica, a prescindere dai problemi di genere. Resta anche che, in quanto impone un obbligo preciso agli stati di rispettare la parità uomo-donna, l'articolo 157 è di quelli direttamente applicabili: per pretenderne l'attuazione basta che un cittadino lo invochi direttamente davanti a un giudice nazionale.
Sciopero Magistratura: il Vademecum
Di Loredana Morandi (del 06/06/2010 @ 12:02:44, in Magistratura, linkato 1519 volte)
Manovra/ Anm:
No udienze senza cancellieri,
così 'sciopero bianco'
Preparato 'vademecum' in vista di proteste tra 21 e 25 giugno
Roma, 5 giu. (Apcom) - Udienze sospese "non appena il cancelliere abbia completato l'orario giornaliero di lavoro, in assenza di autorizzazione allo straordinario, evitando di chiedere loro prestazioni gratuite"; ma anche stop ai "colloqui diretti tra pm e difensori". Sono alcune delle regole per le 'sciopero bianco' dei magistrati, dettate dall'Anm in un vademecum preparato proprio in vista delle giornate di protesta contro i tagli contenuti nella manovra, che verranno fissate tra il 21 e il 25 giugno. In quell'occasione le toghe si asterranno da tutte le "attività di supplenza" che normalmente svolgono per le carenze del personale amministrativo.
Le regole per il settore civile, comprese le cause di lavoro: "l'udienza deve essere svolta con l'assistenza del cancelliere che, secondo la previsione dell'art. 130 c.p.c., redige il processo verbale dell'udienza sotto la direzione del giudice; l'udienza deve essere svolta con la presenza delle sole parti e dei difensori di ciascuna procedura trattata ex art. 84 disp. att. C.p.p.; i contatti tra i difensori e il giudice al di fuori dell'udienza devono essere effettuati solo attraverso la presentazione di istanze".
Per il settore penale, il 'vademecum' prevede che all'udienza "i processi e i testimoni devono essere chiamati dall'ufficiale giudiziario"; "deve essere assicurato che i testimoni rimangano appartati durante l'udienza e che si evitino i contatti tra vittime e imputati negli edifici giudiziari (art. 8 della Decisione quadro dell'Unione Europea del 15 marzo 2001 relativa alla posizione della vittima nel procedimento penale); nei giorni della protesta devono essere sospesi i colloqui diretti tra pm e difensori; deve essere disposta l'interruzione dell'udienza non appena il cancelliere abbia completato l'orario giornaliero di lavoro, in assenza di autorizzazione allo straordinario, evitando di chiedere loro prestazioni gratuite; i contatti tra i difensori e il giudice al di fuori dell'udienza devono essere effettuati solo attraverso la presentazione di istanze".
MANOVRA: ANM, IL VADEMECUM
PER LO 'SCIOPERO BIANCO' DI GIUGNO
(AGI) - Roma, 5 giu. - Un 'vademecum' per mettere in atto uno 'sciopero bianco' in una o piu' giornate tra il 21 e il 25 giugno. E' quello stilato dall'Associazione nazionale magistrati, che delega le sezioni distrettuali a individuare date e modalita' di protesta.
Nel settore civile, il sindacato delle toghe invita i magistrati a svolgere l'udienza solo con l'assistenza del cancelliere che, secondo la previsione dell'articolo 130 del codice di procedura civile, redige il processo verbale dell'udienza sotto la direzione del giudice.
L'udienza, sottolinea l'Anm, deve essere svolta con la presenza delle sole parti e dei difensori di ciascuna procedura trattata. I contatti tra i difensori e il giudice al di fuori dell'udienza devono essere effettuati solo attraverso la presentazione di istanze.
Tali indicazioni possono essere applicate anche alle controversie trattate davanti al giudice del lavoro.
Per quanto riguarda il penale, all'udienza i processi e i testimoni devono essere chiamati dall'ufficiale giudiziario, deve essere assicurato che i testimoni rimangano appartati durante l'udienza e che si evitino i contatti tra vittime e imputati negli edifici giudiziari.
Nei giorni della protesta devono essere sospesi i colloqui diretti tra pm e difensori e deve essere disposta l'interruzione dell'udienza non appena il cancelliere abbia completato l'orario giornaliero di lavoro, in assenza di autorizzazione allo straordinario, evitando di chiedere loro prestazioni gratuite. Infine, cosi' come nel settore penale, i contatti tra i difensori e il giudice al di fuori dell'udienza devono essere effettuati solo attraverso la presentazione di apposite istanze.
Associazione Magistrati: il documento della GEC + il Vademecum
Di Loredana Morandi (del 06/06/2010 @ 12:05:03, in Magistratura, linkato 1381 volte)
- Sta già provocando un massiccio “esodo” di magistrati, gravemente penalizzati dalle misure concernenti il trattamento di fine rapporto, con conseguente grave scopertura degli organici già in sofferenza.
la soppressione dei piccoli Tribunali e delle sezioni distaccate di Tribunale misure che consentirebbero di risparmiare, a regime, decine di milioni di euro;
- l’astensione dal lavoro, unitamente alle altre magistrature, per il giorno 1 luglio;
- delibera l’organizzazione di assemblee tra l’8 e il 18 giugno, anche unitamente a tutte le componenti firmatarie del Patto per la Giustizia, per rappresentare alla opinione pubblica la situazione di grave disagio in cui versano i magistrati e simulare gli effetti della mancata supplenza;
- delibera l’organizzazione, nella settimana dal 21 al 25 giugno, di una o più giornate di mobilitazione e di protesta con sospensione delle attività di supplenza, delegando le sezioni distrettuali a individuare le giornate di protesta e le modalità di attuazione, nei limiti delle indicazioni allegate e secondo le specifiche esigenze dei singoli distretti;
- delibera l’istituzione di un ufficio di assistenza e consulenza legale per i magistrati per l’eventuale proposizione di azioni giudiziarie.
Le attività di supplenza che i magistrati intendono denunciare:
A) L’udienza deve essere svolta con l’assistenza del cancelliere che, secondo la previsione dell’art. 130 c.p.c., redige il processo verbale dell’udienza sotto la direzione del giudice;
B) L’udienza deve essere svolta con la presenza delle sole parti e dei difensori di ciascuna procedura trattata ex art. 84 disp. att. c.p.p.;
C) I contatti tra i difensori e il giudice al di fuori dell’udienza devono essere effettuati solo attraverso la presentazione di istanze;
Le suindicate indicazioni possono essere applicate anche alle controversie trattate davanti al giudice del lavoro.
A) All’udienza i processi ed i testimoni devono essere chiamati dall’ufficiale giudiziario;
B) Deve essere assicurato che i testimoni rimangano appartati durante l’udienza (art. 149 disp. att. c.p.p.) e che si evitino i contatti tra vittime e imputati negli edifici giudiziari (art. 8 della Decisione quadro dell’Unione Europea del 15 marzo 2001 relativa alla posizione della vittima nel procedimento penale);
C) Nei giorni della protesta devono essere sospesi i colloqui diretti tra PM e difensori;
D) Deve essere disposta l’interruzione dell’udienza non appena il cancelliere abbia completato l’orario giornaliero di lavoro, in assenza di autorizzazione allo straordinario, evitando di chiedere loro prestazioni gratuite;
E) I contatti tra i difensori e il giudice al di fuori dell’udienza devono essere effettuati solo attraverso la presentazione di istanze.
Mezz'ora con Armando Spataro di Lucia Annunziata
Di Loredana Morandi (del 07/06/2010 @ 08:48:47, in Magistratura, linkato 1369 volte)
Ieri purtroppo ho perso la puntata della trasmissione della Annunziata. E' utile dire che mamma Rai e i suoi orripilanti copyright Microsoft impedisce ai sistemi operativi meno evoluti di fruire delle sue opere via web.
Non sono la sola, ma visto che viviamo in democrazia, suppongo che il "Servizio pubblico" dovrebbe come minimo concedere ai suoi fruitori l'utilizzo di TUTTI i player. Questa protesta l'ho già fatta in occasione della trasmissione web da Bologna di Santoro, perché 'sti qui son tutti bravi a parlare di "libera informazione" ma convivono con la propria abissale ignoranza tecnologica e ancora nel pomeriggio prima della trasmissione erano censurati e sotto copyright Microsoft con i plugin del pessimo lettore Silver Light.
Attendo di vedere il video su YouTube... e non appena lo trovo, lo inserirò per chi ha perso l'interessantissima puntata con il dott. Spataro. L.M.
Protesta Anm non e' fine a se stessa
Intercettazioni, Spataro: irragionevole (ANSA) - MILANO, 6 GIU - I limiti di tempo delle intercettazioni previsti nel ddl sono irragionevoli. Lo ha detto il procuratore aggiunto di Milano, Spataro. Che e' intervenuto anche sulla protesta dell'Anm, sostenendo che non e' fine a se stessa. 'Solo partendo dalla proposta di un archivio riservato per le intercettazioni, e non dalla loro limitazione, ci puo' essere una riforma condivisa' dice, intervistato dalla Annunziata. Le intercettazioni sono 'il piu' importante strumento contro la criminalita'.
Manovra/ Spataro: I Magistrati scioperano per equità fiscale
"Non vogliono apparire unici non disposti a sacrifici"
Roma, 6 giu. (Apcom) - Armando Spataro, procuratore aggiunto di Milano, difende lo sciopero dei magistrati rispondendo al Tg3 nell'anticipazione di 'In 1/2 ora', la trasmissione di Lucia Annunziata che lo ospita. Spataro mette in rilievo "la necessità che l'equità fiscale imponga sacrifici per tutti. I magistrati non vogliono assolutamente apparire gli unici non disposti a partecipare ai sacrifici. Ma se il debitore ha dei problemi si può accettare che mi dica pago fra tre anni, non si può accettare che dica: ho problemi, non pago affatto".
Video: Mezz'ora con Armando Spataro di Lucia Annunziata
Di Loredana Morandi (del 07/06/2010 @ 11:57:07, in Magistratura, linkato 1398 volte)
20/08/2019 @ 17.49.20