Source: http://www.zonafrancasardegna.com/index.php/zona-franca-news/tag/randaccio?start=40
Timestamp: 2020-07-12 23:09:03+00:00
Document Index: 132752455

Matched Legal Cases: ['art. 97', 'art. 72', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 16', 'art.1']

Mercoledì, 27 Agosto 2014 14:04
CHI RISARCIRA' I DANNI AI DIPENDENTI DI ALCOA LICENZIATI?
Quando si scoprirà che l’Energia Elettrica utilizzata nello stabilimento dell’ALCOA doveva venire fornita dall’ENEL a prezzi decisamente inferiori a quelli invece praticati, che hanno messo fuori mercato la produzione e di conseguenza fatto fallire l’azienda costretta a chiudere i battenti proprio per il costo troppo elevato dell’Energia Elettrica, che doveva invece venire fornita senza il pagamento dell’Iva e delle Accise ai sensi del D.lgs. n.75/98, e quindi a prezzi decisamente molto più bassi?
Dopo aver scoperto e denunciato che l’Italia sta andando a rotoli perché presso Equitalia e presso le Agenzie delle Entrate di tutta l’Italia, imperversano i Dirigenti Fasulli, ossia degli individui che da semplici impiegati, per grazia ricevuta (incarichi fiduciari) o tramite Concorsi interni truffaldini, hanno usurpato il posto ai Veri Dirigenti dello stesso Ministero, (ossia a coloro che erano stati assunti tramite regolari pubblici concorsi indetti ai sensi dell’art. 97 della Costituzione), non vorremmo scoprire che altrettanta truffa si è verificata all’interno delle Università Italiane, in particolare di quelle giuridiche della Sardegna, dove ci risulta che operino dei professori Universitari che non conoscono (o ancora peggio fanno finta di non conoscere) le Basi del Diritto Italiano e del diritto Comunitario nonché la connessione tra entrambe le legislazioni.
Infatti non capiamo come mai, l’attuale Giunta Regionale, composta da un folto numero di Docenti Universitari (tra cui il Presidente Pigliaru), si ostini A FARE FINTA DI NON CAPIRE E QUINDI A NON DARE ATTUAZIONE A QUANTO PREVISTO:
- nel D.lgs. n.75/98, emanato in attuazione dei Codici Doganali Comunitari richiamati nello stesso decreto, le cui modalità (di applicazione dei suddetti Codici Doganali Comunitari) sono stati recepiti dallo Stato Italiano principalmente nel D.P.R. n.633/72, dove si prevede che i residenti nelle Zone Franche non devono essere assoggettati al pagamento di
DAZI DOGANALI - IVA - ACCISE
ESENZIONE, CHE COMPRENDE OVVIAMENTE, ANCHE L’IVA E LE ACCISE CHE GRAVANO SULLA CORRENTE ELETTRICA.
Pertanto se si pretende che le imprese che danno lavoro a coloro che risiedono in Sardegna, come l’ALCOA e tutti i Sardi residenti, continuino a pagare i suddetti tributi (Dazi Doganali, Iva ed Accise) significa che i Politici che ci Governano in accordo con i Dirigenti truffaldini del Ministero dell’Economia e Finanze stanno violando quanto previsto:
- nel D.lgs. n.75/98;
- nel D.P.R. n.633/72 che ha recepito, richiamandola, la normativa Comunitaria sulle Zone Franche agli artt. 7,8,9,17,19,21,67,72, e dove l’art. 72 comma 2 precisa che “per gli effetti del presente decreto, le cessioni dei beni e le prestazioni di servizi non soggette all’imposta sul valore aggiunto (Iva) ai sensi delle agevolazioni previste nei trattati e accordi internazionali, sono equiparate alle Operazioni Non Imponibili di cui agli artt. 8,8bis e 9 del presente decreto, e che le suddette disposizioni si applicano anche alle sedi Diplomatiche e Consolari, ai comandi militari degli Stati membri, alle Comunità Europee nell’esercizio delle funzioni istituzionali;
- nel D.P.R. n. 793/1981 (art. 10);
- nel D.L. n. 746/83 convertito nella Legge n.17/1984 (art. 1);
- nella Legge n. 413/1991 (art. 13);
- nel D.L. n.331/93 convertito nella Legge n. 427/93 che disciplina le operazioni intracomunitarie, sulle zone franche e sui depositi franchi;
- nella Legge n. 88/2009 recante disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alla Comunità Europea;
- nel D.lgs. n. 18/2010 emanato in attuazione Direttive n. 2008/8/CE del 12 febbraio 2008, n. 2008/9/CE del 12 febbraio 2008 e n. 2008/117/CE del 16 dicembre 2008 che modificano la Direttiva n. 2006/112/CE del Consiglio del 28 novembre 2006;
- nella Legge n. 228/2012 art. 1 commi da 324 a 335.
Ma soprattutto significa anche che i Politici (ossia i Professori Universitari) preposti attualmente alla guida della Regione, fanno finta di non capire, oppure proprio non capiscono, il significato del D.lgs. n.75/98, decreto garantito addirittura da un Assioma (che vuol dire principio evidente di per sé e che pertanto non ha bisogno di essere dimostrato) contenuto nella:
- Direttiva Comunitaria del Consiglio n.69/75/CEE del 4 marzo 1969 intitolato “Armonizzazione delle disposizioni legislative e amministrative Europee riguardanti il regime delle Zone Franche” dove si fornisce una interpretazione autentica della parola Zona Franca , nel seguente modo: “si intende per zona franca, qualunque sia il nome gli si voglia dare, vaste zone territoriali comprensive di Città e Villaggi, che godono per motivi storico – economici e sociali di benefici fiscali riservati alla popolazione residente, e dove le merci che si trovano nell’ambito di detti territori sono considerate fuori dalla Comunità Economica Europea (extradoganali) ai fini dell’applicazione di Dazi doganali e di qualsiasi tassa o misura di effetto equivalente”.
Assioma: se ai residenti in detti territori dichiarati zona franca Extradoganale, si chiede invece di pagare tributi non dovuti, può significare esclusivamente o che si sta violando il D.lgs. n.75/98 oppure che lo stesso sia stato modificato/abrogato da altra legge a noi sconosciuta.
- Direttiva sesta del Consiglio n.77/388/CEE del 17.5.1977 dove l’art. 1 e l’art. 16 in combinato disposto con la Direttiva del Consiglio n.91/680/CEE del 16.12.91 prevedono che gli Stati membri sono tenuti ad adeguare il loro attuale regime dell’Iva alle disposizioni della presente direttiva, che pertanto non si considera sottoposto all’Iva e a dazi doganali un bene che viene immesso in un territorio sottoposto al regime di Zona Franca ai sensi delle Direttive del Consiglio n. 69/75/CEE e n.69/74/CEE.
Si rammenta infine, che la Legge Doganale n.1424/1940, vigente alla data dell’emanazione del nostro Statuto Sardo approvato con Legge Costituzionale n.3/1948, all’art.1 definiva i Punti Franchi, I Depositi Franchi e le Zone Franche come Territori Extradoganali.
Giovedì, 10 Luglio 2014 20:27
Lunedì, 30 Giugno 2014 17:19
Giovedì, 12 Giugno 2014 17:16
Martedì, 10 Giugno 2014 12:35
Parte la Zona Franca: si inizia dai porti.
All'uscita dalla Prefettura di Cagliari e dalla riunione tecnica tenutasi alle ore 12.00 di questa mattina, la dottoressa Maria Rosaria Randaccio, presidente del Movimento Sardegna Zona Franca, si dimostra pacatamente soddisfatta per il passo compiuto oggi.
Infatti i rappresentanti delle istituzioni presenti al tavolo istituito di primo mattino, al quale erano presenti una delegazione della Regione Sardegna, alcuni impiegati dell'Agenzia delle Dogane di Cagliari, dell'Agenzia delle Entrate di Cagliari e il presidente di Confcommercio Filippo Spanu, hanno concordato l'attivazione la zona franca nei porti di Cagliari, Olbia, Oristano, Porto Torres, Portovesme e Arbatax, compreso le zone industriali ad essi collegate o collegabili, secondo quanto disposto dal D.lgs. n.75/98.
Naturalmente questo è solo un primo passo che denota la volontà della Regione ad aprire un dialogo con il Movimento Sardegna Zona Franca, che non si riterrà però soddisfatto finché non si parlerà di "zona franca al consumo", cioé quella che dovrà interessare anche i cittadini e le attività al di fuori della cerchia portuale ed industriale, in modo da impedire lo spopolamento delle aree interne e la depressione di altre attività lontane da quelle zone.
La dottoressa Randaccio - dopo un incisivo intervento di Vanni Sanna, delegato da tutti i sindaci che hanno deliberato pro zona franca - ha ribadito con forza che è necessario che le istituzioni facciano riferimento alla normativa fiscale, che disciplina le zone franche in tutte le attività ad esse collegate.
Il Movimento Sardegna Zona Franca proseguirà in ogni caso il lavoro iniziato con le dichiarazioni d'intento e con le azioni che si renderanno necessarie se la parte politica non darà seguito a quanto stabilito in questo tavolo tecnico.
La Conferenza Stampa del Movimento Sardegna Zona Franca è fissata per le ore 16.00 presso la sede della Regione Sardegna.