Source: http://www.veja.it/2009/06/26/internet-italia-vietato-ricordare-la-rete-ha-la-memoria-troppo-lunga/
Timestamp: 2020-04-06 20:47:21+00:00
Document Index: 55678645

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 4', 'art.5', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4']

Internet Italia: Vietato ricordare, la Rete ha la memoria troppo lunga - VEJA.it
Il primo comma dell’art. 1 mira – le parole sono tratte dalla relazione di accompagnamento al disegno di legge – a far sì “che, decorso un lasso temporale, variabile a seconda della gravità del reato, e salvo che risulti il consenso scritto dell’interessato, non possano più essere diffusi o mantenuti immagini o dati, anche giudiziari, che consentano, direttamente o indirettamente, l’identificazione della persona già indagata o imputata, sulle pagine Internet liberamente accessibili dagli utenti oppure attraverso i motori di ricerca esterni al sito web sorgente”.
Il secondo ed il terzo comma della medesima previsione, rincarano, poi, la dose fissando il principio secondo il quale le immagini ed i dati di cui al comma 1, devono essere definitivamente rimossi da tutte “le pagine Internet” quando, “sia trascorso un anno dal momento in cui è stata pronunciata sentenza di non luogo a procedere, decreto di archiviazione o sia intervenuta sentenza definitiva di proscioglimento, anche a seguito di revisione” o “due anni se è intervenuta o se è stata dichiarata una causa di estinzione del reato o della pena”.
L’art. 2, dal canto suo, riconosce all’interessato il diritto di richiedere la rimozione delle immagini e dei dati di cui all’art. 1 dapprima direttamente “ai siti Internet ed ai motori di ricerca” e, quindi, al Garante per il trattamento dei dati personali e la riservatezza, prevedendo, altresì, che l’eventuale inadempimento da parte del destinatario della richiesta al provvedimento del Garante può costare a quest’ultimo una sanzione da 5.000 a 100.000 euro.
L’art. 4, stabilisce poi che “L’esercizio della tutela prevista ai sensi della presente legge non pregiudica il diritto dell’interessato e dei suoi eredi o del convivente a ottenere il risarcimento del danno, anche morale, derivante dalla violazione delle disposizioni di cui agli articoli 1 e 2”. L’art.5, infine, contiene tutta una serie di interventi – invero di dubbia utilità e scarso pregio sotto il profilo della tecnica della normazione – al codice privacy, evidentemente necessari secondo l’estensore del disegno di legge per coordinare la nuova legge con il codice privacy stesso.
Il disegno di legge – secondo una pessima abitudine che va, sfortunatamente, consolidandosi di giorno in giorno – impone a chi fa informazione in Rete in maniera professionale e a chiunque gestisca un semplice blog o altro sito Internet “amatoriale” eguali obblighi ed analoghe responsabilità a garanzia dell’altrui diritto all’oblio. Ai sensi dei commi 2 e 3 dell’art. 1 del DDL, pertanto, il gestore di un blog, ad esempio, dovrà preoccuparsi di procedere alla rimozione di immagini e dati relativi ad una persona quando “sia trascorso un anno dal momento in cui è stata pronunciata sentenza di non luogo a procedere, decreto di archiviazione o sia intervenuta sentenza definitiva di proscioglimento, anche a seguito di revisione” o “due anni se è intervenuta o se è stata dichiarata una causa di estinzione del reato o della pena”. Il mancato adempimento a tale obbligo può dar luogo, ai sensi di quanto disposto all’art. 4, a pesanti responsabilità risarcitorie, al coinvolgimento in procedimenti dinanzi al Garante per la privacy e a sanzioni fino a 100 mila euro.