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Timestamp: 2018-10-16 20:19:36+00:00
Document Index: 7103965

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 20', 'art. 22', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1']

ENERGIA - Art. 1, c. 1117 L. n. 296/2006 (Finanziaria 2007) | Edilone.it
ENERGIA – Art. 1, c. 1117 L. n. 296/2006 (Finanziaria 2007)
ENERGIA – Art. 1, c. 1117 L. n. 296/2006 (Finanziaria 2007) – Spettanza degli incentivi alla sola produzione di energia prodotta da fonti rinnovabili.
L’art. 1, comma 1117, della legge 27 dicembre 2006 n. 296 (finanziaria 2007) afferma il principio della spettanza degli incentivi finalizzati alla promozione delle fonti rinnovabili alla sola produzione di energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili, così come definite dall’articolo 2 della direttiva 2001/77/CE. Sono fatti salvi i finanziamenti e gli incentivi concessi, ai sensi della previgente normativa, ai soli impianti già autorizzati e di cui sia stata già avviata concretamente la realizzazione, ivi comprese le convenzioni adottate con delibera CIP 6 e destinate al sostegno alle fonti energetiche assimilate, per i quali si applicano le disposizioni di cui al comma 1118, il quale si limita a prevedere il potere del Ministro per lo sviluppo economico di ridefinire l’entità e la durata dei sostegni alle fonti energetiche non rinnovabili assimilate alle fonti energetiche rinnovabili utilizzate da impianti già realizzati ed operativi alla data di entrata in vigore della legge, tenendo conto dei diritti pregressi e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico, allo scopo di ridurre gli oneri che gravano sui prezzi dell’energia elettrica e eliminare vantaggi economici che non risultino specificamente motivati e coerenti con le direttive europee in materia di energia elettrica. CONSIGLIO DI STATO, Sez. VI – 28/03/2008, sentenza n. 1277
Acquirente Unico s.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, costituitosi in giudizio, rappresentato e difeso dall’Avv.to Ennio Magrì, ed elettivamente domiciliato presso lo stesso, in Roma, via G. D’Arezzo, n. 18;
Il giudice di primo grado ha ritenuto che l’Autorità non avesse il potere di modificare le condizioni economiche relative alle convenzioni stipulate per le iniziative prescelte, il cui regime è congelato nella struttura dei prezzi chiusi definiti dal provvedimento CIP 6/92.
Secondo il Tar, con il provvedimento CIP 6 è stato stabilito un regime di prezzi di cessione chiuso, attraverso prezzi incentivanti soggetti a criteri di aggiornamento automatici, specificati, per effetto del D.M. 4-8-1994, dall’accordo Snam/Confindustria. In tale contesto l’art. 3, comma 7, secondo periodo, della legge n. 481/1994 avrebbe previsto la sostanziale fissità dei prezzi di cessione dell’energia elettrica prodotta nell’ambito delle c.d. iniziative prescelte per tutta la durata del contratto.
In base a tale tesi, l’impugnata deliberazione, con la quale l’Autorità ha dettato una disciplina innovativa della componente del costo di cessione costituita dal costo evitato di combustibile, sovvertendo a posteriori le regole di convenienza ad investire nelle iniziative prescelte, collide con il sistema di prezzi chiusi statuito dal menzionato art. 3, comma 7, secondo periodo, e con la sua ratio incentivante.
Il Tar ha escluso che l’esercitato potere di aggiornamento possa fondarsi sulla circostanza che la nuova disciplina dettata dall’Autorità sia riferita al periodo successivo alla scadenza dell’accordo Snam/Confindustria, ritenendo che il rinvio a tale accordo disposto dal D.M. 4-8-94 sia di carattere materiale o recettizio, nel senso che le disposizioni contenute nell’accordo sono ormai incorporate nel provvedimento CIP 6.
Differenti conclusioni non deriverebbero dalle novità normative della legge n.296/2006 (legge finanziaria 2007), la quale, all’art. 1, comma 1117, fa salvi i finanziamenti e gli incentivi concessi agli impianti già autorizzati destinati alla produzione di energia da fonti rinnovabili o assimilate, confermando la necessità di salvaguardare le iniziative ed i connessi investimenti, realizzati nell’ ambito della politica di agevolazione delle fonti stesse.
– con l’impugnata delibera si è limitata ad aggiornare il prezzo del gas della componente CEC della tariffa, senza modificare la componente incentivante;
– la scadenza dell’accordo Snam / Confindustria ha reso inevitabile l’intervento dell’Autorità, in quanto sarebbe altrimenti mancato il riferimento per il calcolo della componente e il prezzo del gas utilizzato era ormai non più attuale e superato a seguito della liberalizzazione del settore;
– il rinvio all’accordo contenuto nel D.M. non può essere considerato recettizio e il provvedimento CIP 6 contiene comunque criteri di aggiornamento generici e non applicabili;
– la tesi del Tar precluderebbe qualsiasi possibilità di aggiornamento, che peraltro è già avvenuto con il D.M. del 1994;
– la delibera impugnata non lede l’affidamento delle imprese ed opera, senza alcun effetto retroattivo, a partire del 1 gennaio 2007;
– alcuna illegittimità derivata può derivare dall’annullamento della precedente deliberazione dell’Autorità n. 248/2004.
L’ art. 20 della legge 9 gennaio 1991, n. 9 prevede che il CIP definisca, in base al criterio dei costi evitati, i prezzi relativi alla cessione, alla produzione per conto dell’Enel, al vettoriamento e i parametri relativi allo scambio dell’energia elettrica prodotta da impianti utilizzanti fonti convenzionali; mentre il successivo art. 22 della stessa legge n. 9/91 disciplina il regime giuridico degli impianti di produzione di energia elettrica a mezzo di fonti rinnovabili, stabilendo che i prezzi relativi alla cessione, alla produzione per conto dell’Enel, al vettoriamento ed i parametri relativi allo scambio vengono definiti dal CIP ed aggiornati con cadenza almeno biennale, assicurando prezzi e parametri incentivanti nel caso di nuova produzione di energia elettrica ottenuta da fonti energetiche rinnovabili.
Al punto 7, del titolo II, del provvedimento CIP 6, è stabilito che le componenti del prezzo di cessione vengono aggiornate dalla Cassa Conguaglio per il Settore Elettrico entro il mese di aprile di ciascun anno sulla base del seguente criterio, con riferimento al costo evitato di combustibile: variazione percentuale registrata tra il valore medio del prezzo del metano nell’anno 1992 riferito a forniture continue per centrali termoelettriche a ciclo combinato con consumo superiore a 50 milioni di metri cubi rispetto a quello dell’anno 1991 (Il valore risultante da tale aggiornamento sarà utilizzato come valore di conguaglio per l’anno 1992 e come valore di acconto per il 1993. I successivi aggiornamenti e conguagli si effettueranno con lo stesso criterio).
Soppresso il CIP per effetto dell’art. 1 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, l’art. 5, comma 2, del d.P.R. 20 aprile 1994, n. 373 ha attribuito al Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato le funzioni del CIP in materia di energia elettrica e di gas, fino all’assetto definitivo derivante dall’istituzione degli organismi indipendenti di cui all’art. 1, lettera b), della legge 24 dicembre 1993, n. 537.
Con decreto del 4 agosto 1994, il Ministro dell’industria ha aggiunto il seguente periodo al titolo II, punto 7 la lettera b), del provvedimento CIP 6: “si fa riferimento all’accordo Snam/Confindustria: Contratto di lungo termine per la somministrazione di gas per la produzione di energia elettrica per cessione a terzi”, inserendo anche il punto 7-bis: “Il prezzo di cessione viene aggiornato anche a seguito di modifiche normative che comportino maggiori costi o costi aggiuntivi”.
Con la stessa legge n. 481/1995 (art. 3, comma 7), è stato previsto che “I provvedimenti già adottati dal Comitato interministeriale prezzi e dal Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato in materia di energia elettrica e di gas conservano piena validità ed efficacia, salvo modifica o abrogazione disposta dal Ministro, anche nell’atto di concessione, o dalla Autorità competente. Il provvedimento CIP n. 6 del 29 aprile 1992, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 109 del 12 maggio 1992, come integrato e modificato dal decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato del 4 agosto 1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 186 del 10 agosto 1994, si applica, per tutta la durata del contratto, alle iniziative prescelte, alla data di entrata in vigore della presente legge, ai fini della stipula delle convenzioni, anche preliminari, previste dal decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato del 25 settembre 1992, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 235 del 6 ottobre 1992, nonché alle proposte di cessione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili propriamente dette, presentate all’ENEL spa entro il 31 dicembre 1994 ed alle proposte di cessione di energia elettrica che utilizzano gas d’altoforno o di cokeria presentate alla medesima data, a condizione che in tali ultimi casi permanga la necessaria attività primaria dell’azienda. Conservano altresì efficacia le disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 28 gennaio 1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 56 del 9 marzo 1994. Per le altre iniziative continua ad applicarsi la normativa vigente, ivi compreso il citato provvedimento CIP n. 6 del 1992 ed i relativi aggiornamenti previsti dall’articolo 22, comma 5, della legge 9 gennaio 1991, n. 9, che terranno conto dei principi di cui all’articolo 1 della presente legge”.
Come già detto, secondo il Tar l’Autorità non avrebbe il potere di aggiornare la componente CEC, in quanto l’art. 3, comma 7, secondo periodo, della legge n. 481/1994 avrebbe previsto la sostanziale fissità dei prezzi di cessione dell’energia elettrica prodotta nell’ambito delle c.d. iniziative prescelte per tutta la durata del contratto.
Con l’art. 1, comma 1117, viene affermato il principio della spettanza degli incentivi finalizzati alla promozione delle fonti rinnovabili alla sola produzione di energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili, così come definite dall’articolo 2 della direttiva 2001/77/CE; vengono fatti salvi i finanziamenti e gli incentivi concessi, ai sensi della previgente normativa, ai soli impianti già autorizzati e di cui sia stata già avviata concretamente la realizzazione, ivi comprese le convenzioni adottate con delibera CIP 6 e destinate al sostegno alle fonti energetiche assimilate, per i quali si applicano le disposizioni di cui al comma 1118.
Tale comma 1118 si limita a prevedere il potere del Ministro per lo sviluppo economico di ridefinire l’entità e la durata dei sostegni alle fonti energetiche non rinnovabili assimilate alle fonti energetiche rinnovabili utilizzate da impianti già realizzati ed operativi alla data di entrata in vigore della legge, tenendo conto dei diritti pregressi e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico, allo scopo di ridurre gli oneri che gravano sui prezzi dell’energia elettrica e eliminare vantaggi economici che non risultino specificamente motivati e coerenti con le direttive europee in materia di energia elettrica.
Così deciso in Roma, il 22 gennaio 2008 dal Consiglio di Stato in sede giurisdizionale – Sez.VI -, riunito in Camera di Consiglio, con l’intervento dei Signori:
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ENERGIA – Art. 1, c. 1117 L. n. 296/2006 (Finanziaria 2007) redazione redazione 2015-06-11T22:55:05+00:00 Edilone.it