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Timestamp: 2017-01-21 23:50:20+00:00
Document Index: 76080046

Matched Legal Cases: ['art.16', 'art. 16', 'art 9', 'art. 9', 'art. 16', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art.\n9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art.\n5', 'art. 16', 'art. 5']

Circolare INPS n. 98 del 02.07.2007
Decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252,
articolo 16. Regime previdenziale delle contribuzioni o somme a carico del
complementare. Istituzione e finanziamento del Fondo di garanzia per omessi o
insufficienti versamenti datoriali alla previdenza complementare. Istruzioni
SOMMARIO: I versamenti datoriali alle forme
pensionistiche complementari disciplinate dal D.Lgs. n. 252/2005 sono esclusi dalla ordinaria
contribuzione previdenziale ed assoggettati a contribuzione di solidarietà,
dovuta anche in caso di contributi datoriali a fondi aperti o a forme
previdenziali complementari individuali che rispondano ai requisiti stabiliti
dallo stesso decreto. Una percentuale pari all�'1 per cento del gettito del
contributo di solidarietà deve confluire presso il Fondo di garanzia in oggetto
1. Contributo di solidarietà sulle
contribuzioni o somme a carico del datore di lavoro destinate a realizzare le
finalità di previdenza pensionistica complementare.
L�'articolo 16 del D.Lgs. 5 dicembre 2005, n. 252, recante disposizioni in materia di disciplina delle
forme pensionistiche complementari, dispone che:  Fermo restando
l'assoggettamento a contribuzione ordinaria nel regime obbligatorio di
appartenenza di tutte le quote ed elementi retributivi di cui all'articolo 12
della legge 30 aprile 1969, n. 153, e successive modificazioni, anche se
destinate a previdenza complementare, a carico del lavoratore, sulle
contribuzioni o somme a carico del datore di lavoro, diverse da quella
costituita dalla quota di accantonamento al TFR, destinate a realizzare le
finalità di previdenza pensionistica complementare di cui all'articolo 1, e'
applicato il contributo di solidarietà previsto nella misura del 10 per cento
dall'articolo 9-bis del decreto-legge 29 marzo 1991, n. 103, convertito, con
modificazioni, dalla legge 1° giugno 1991, n. 166.
Si deve apprezzare la diversa e più ampia formulazione
di tale norma rispetto a quanto disposto all�'articolo 6, comma 4, lettera f)
del D.Lgs. n. 314/1997, ultima
disposizione intervenuta nel tempo a disciplinare il contributo di solidarietà
per finanziamenti datoriali alla previdenza complementare (1). In particolare la
odierna disposizione non contempla più, al fine dell�'applicazione della
particolare tipologia di contribuzione in questione, l�'elemento della
previsione contrattuale collettiva di realizzazione delle finalità di
previdenza complementare con versamenti a carico del datore di lavoro.
La norma prevede come unico elemento determinante a
fondare l�'applicazione del particolare regime contributivo delle contribuzioni
o somme in questione la destinazione a finalità di previdenza complementare di
cui all�'articolo 1 della stessa fonte. In base alla nuova previsione, al fine
di applicare la contribuzione di solidarietà sugli
accantonamenti/contributi/versamenti datoriali alla previdenza complementare in
luogo della ordinaria contribuzione, devono allo stato attuale sussistere
unicamente i seguenti requisiti:
- la somma/contributo/accantonamento deve
in senso ampio avere la destinazione finale predetta;
- la forma di previdenza complementare deve
essere una di quelle disciplinate dall�'articolo 1 del D.Lgs. n. 252/2005, approvate dalla COVIP. Ai sensi di tale norma:
- sono «forme pensionistiche complementari
collettive» le forme di cui agli articoli 3, comma 1, lettere da a) a h), e 12,
dello stesso decreto, che hanno ottenuto l'autorizzazione all'esercizio
dell'attività da parte della COVIP, e di cui all'articolo 20, iscritte
all'apposito albo, alle quali e' possibile aderire collettivamente o
individualmente e con l'apporto di quote del trattamento di fine rapporto;
individuali» quelle di cui all'articolo 13, che hanno ottenuto l'approvazione
del regolamento da parte della COVIP alle quali e' possibile destinare quote del
Ne consegue che i versamenti datoriali a tutte le forme
pensionistiche complementari predette, anche qualora il conferimento del datore
di lavoro sia previsto da un semplice accordo individuale tra le parti, devono
intendersi esclusi dalla ordinaria contribuzione previdenziale ed assoggettati a
contribuzione di solidarietà, che diviene pertanto applicabile anche in caso di
contributo del datore di lavoro a fondi aperti o a forme previdenziali
complementari individuali, purché sussistano per esse tutti i requisiti
prescritti dal decreto 252/2005.
2. Istituzione e finanziamento del Fondo di
Ai sensi del comma 2 dell�'articolo 16 del D.Lgs.
n. 252/2005 una percentuale pari all'1 per cento del gettito del
predetto contributo di solidarietà deve confluire presso l�'apposito Fondo di
garanzia previsto dall�'articolo 5 del decreto legislativo 27.1.1992, n. 80,
istituito mediante evidenza contabile nell'ambito della gestione delle
prestazioni temporanee dell'INPS, e apprestato contro il rischio derivante
dall'omesso o insufficiente versamento da parte dei datori di lavoro sottoposti
a procedura di fallimento, di concordato preventivo, di liquidazione coatta
amministrativa ovvero di amministrazione controllata.
Poiché ai sensi dell'articolo 9-bis del D.L. n.
103/1991, convertito in legge n. 166/1991, il contributo di solidarietà in
questione affluisce alla gestione pensionistica di legge alla quale è iscritto
il lavoratore, ciascuno degli altri enti previdenziali interessati (INPDAP,ENPALS,IPOST,INPGI)
dovrà far affluire al Fondo di garanzia in trattazione, secondo le modalità
che saranno indicate dall�'Istituto con apposita comunicazione, la quota
corrispondente alla suddetta percentuale dell�'1 per cento del gettito del
Si precisa che la norma riferisce il calcolo della
percentuale pari all�'1 per cento soltanto a quella parte del gettito del
contributo di solidarietà di cui all�' articolo 9bis della legge n. 166/1991
relativo alle contribuzioni o somme a carico del datore di lavoro (diverse da
quella costituita dalla quota di accantonamento al t.f.r.) destinate a
realizzare le finalità di previdenza pensionistica complementare di cui all�'articolo
1 del D.Lgs. n. 252/2005
Modalità operative. Istruzioni per le
Alla luce di quanto sopra esposto, si rende
necessario, ai fini della corretta esposizione sul mod.DM10 del contributo di
solidarietà del 10%, distinguere il contributo sui finanziamenti datoriali per
le finalità di previdenza complementare di cui al DLgs 252/2005, da quello dovuto sui
finanziamenti datoriali per finalità diverse dalla previdenza completare (vedi
1) Per il versamento del contributo di
solidarietà del 10%, dovuto sulle somme e contributi a carico del datore di
lavoro, versate o accantonate per finalità di previdenza complementare di cui
all�'articolo 1 del D.LGS. n. 252/2005, le aziende continueranno ad utilizzare
i codici già esistenti dei quadri B-C del modello DM10:
M900, che assume il nuovo significato di contr.solidarietà
10% ex art.16 Dlgs n. 252/2005
per i lavoratori iscritti al F.P.L.D nonché a tutti gli altri Fondi gestiti
dall�'INPS;
M940, che assume il nuovo significato di contr.solidarietà
10% ex art. 16 Dlgs n. 252/2005
dirigenti industriali già iscritti all�'ex Inpdai, per i dirigenti iscritti
all�'ex INPDAI al 31.12.2002.
2) Per il versamento del contributo del 10% dovuto su contributi e somme
accantonate dal datore di lavoro sotto qualsiasi forma a Casse, Gestioni, Fondi
previsti da contratti collettivi o da accordi o da regolamenti aziendali per
finalità diverse da quelle della previdenza complementare, dovranno essere
utilizzati i codici di nuova istituzione dei quadri B-C del modello DM10:
M980, avente il significato di contr.solidarietà
10% ex art 9bis, c. 1, L. 166/91, su finanziamenti per finalità diverse dalla
previd. complementare per la generalità dei lavoratori per i lavoratori
iscritti al F.P.L.D nonché a tutti gli altri Fondi gestiti dall�'INPS;
M990, avente il significato di contr.solidarietà
previd complementare per dirigenti industriali già iscritti all�'ex Inpdai
In corrispondenza dei suddetti codici andranno esposti
il numero dei dipendenti, le retribuzioni imponibili e il contributo dovuto.
Nessun dato dovrà essere indicato nella casella giornate.
I datori di lavoro si atterranno alle indicazioni di
cui sopra concernenti la nuova esposizione dei contributi, con la prima denuncia
utile e, comunque non oltre il terzo mese successivo a quello di emanazione
Il contributo di solidarietà ex art. 9-bis, comma
1, della legge n. 166/1991 viene attualmente rilevato, nelle diverse gestioni
interessate, indistintamente, sia che lo stesso si applichi su somme destinate
al finanziamento della previdenza complementare sia che afferisca a somme
accantonate dai datori di lavoro per finalità diverse dalla previdenza
Peraltro, a seguito di quanto sopra esposto in
attuazione delle disposizioni contenute nell�'art. 16 del D.Lgs n. 252/2005, sorge la necessità di rilevare il contributo di
solidarietà di che trattasi in maniera distinta a seconda che detto contributo
venga applicato su somme destinate a previdenza complementare ovvero su somme
destinate a finalità diverse dalla previdenza complementare.
Pertanto ai conti esistenti, ai quali viene
opportunamente variata la denominazione, deve essere imputato il contributo di
solidarietà (esclusa la quota parte di pertinenza del Fondo di garanzia di cui
si dirà appresso) applicato su somme destinate soltanto al finanziamento della
previdenza complementare (codici modd. Dm 10/2 M900 e M940), mentre,
per la rilevazione dello stesso contributo applicato su somme destinate a
finalità diverse dalla previdenza complementare, vengono istituiti i seguenti
per rilevare nel Fondo pensioni lavoratori
dipendenti il contributo di cui all�'art. 9-bis, comma 1, della legge n.
166/1991 su somme non destinate alla previdenza complementare,
contraddistinto nei modd. DM 10/2 con il codice M980;
per rilevare nell�'ex Fondo elettrici il
contributo di cui all�'art. 9-bis, comma 1, della legge n. 166/1991 su
somme non destinate alla previdenza complementare, contraddistinto nei
modd. DM 10/2 con il codice M980;
per rilevare nell�'ex Fondo trasporti il
per rilevare nell�'ex Fondo telefonici il
per rilevare nel Fondo dirigenti delle
imprese industriali ex INPDAI il contributo di cui all�'art. 9bis, comma
1, della legge n. 166/1991 su somme non destinate alla previdenza
complementare, contraddistinto nei modd. DM 10/2 con il codice M990;
per rilevare nel Fondo Enti pubblici
creditizi  Istituto San Paolo di Torino  il contributo di cui all�'art.
9-bis, comma 1, della legge n. 166/1991 su somme non destinate alla
previdenza complementare, contraddistinto nei modd. DM 10/2 con il codice M980;
creditizi  CARIPLO - il contributo di cui all�'art. 9-bis, comma 1,
della legge n. 166/1991 su somme non destinate alla previdenza
complementare, contraddistinto nei modd. DM 10/2 con il codice M980;
creditizi  Monte dei Paschi di Siena - il contributo di cui all�'art.
creditizi  Cassa di Risparmio di Torino - il contributo di cui all�'art.
creditizi  Cassa di Risparmio di Firenze - il contributo di cui all�'art.
creditizi  Cassa di Risparmio Vittorio Emanuele per le Province
Siciliane - il contributo di cui all�'art. 9-bis, comma 1, della legge n.
creditizi  Cassa di Risparmio di Padova - il contributo di cui all�'art.
creditizi  Cassa di Risparmio di Asti - il contributo di cui all�'art.
creditizi  Banco di Sicilia - il contributo di cui all�'art. 9-bis,
comma 1, della legge n. 166/1991 su somme non destinate alla previdenza
creditizi  Banco di Napoli - il contributo di cui all�'art. 9-bis,
per rilevare nel Fondo volo il contributo
di cui all�'art. 9-bis, comma 1, della legge n. 166/1991 su somme non
destinate alla previdenza complementare, contraddistinto nei modd. DM 10/2
con il codice M980.
Inoltre, ai fini della
rilevazione del contributo (pari all�'1 per cento del gettito del contributo di
solidarietà) da destinare al Fondo di garanzia di cui sopra è cenno (si
precisa al riguardo che trattasi del Fondo di garanzia già previsto dall�'art.
5, comma 1, del D.Lgs. 27 gennaio 1992, n. 80), e in ottemperanza del disposto
dell�'art. 16, comma 2, lett. a), del D.Lgs. n. 252/2005, è stata istituita, nell�'ambito della Gestione
prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti, la seguente contabilità
PTY Fondo di garanzia di cui all�'art. 5,
comma 1, del D.Lgs. n. 80/1992 a copertura del rischio derivante dall�'omesso o
da insufficiente versamento da parte dei datori di lavoro dei contributi
destinati a previdenza complementare  Art. 16, comma 2, lett. a), del D.Lgs.
5 dicembre 2005, n. 252
Gli importi risultanti dai sopra citati codici M900
e M940 vengono ripartiti dalla procedura DM ed imputati, per la quota pari
all�'1 per cento di detti importi, ai conti PTY 21/110 (competenza anni
precedenti) e PTY 21/170 (competenza anno in corso).
In allegato vengono riportati sia i conti che variano
denominazione che i conti di nuova istituzione sopra indicati.
(2) Ai sensi dell�'articolo 9 bis, comma 1, della legge n. 166/1991, invece, il
contributo in questione è dovuto anche sui finanziamenti datoriali a Casse,
Fondi, Gestioni o forme assicurative previsti da contratti collettivi o da
accordi o da regolamenti aziendali, al fine di erogare prestazioni integrative
non solo previdenziali, ma anche assistenziali a favore del lavoratore e suoi
familiari nel corso del rapporto o dopo la sua cessazione.