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Timestamp: 2018-09-19 12:45:45+00:00
Document Index: 73176809

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 1', 'art. 93', 'art. 110', 'art. 93', 'art. 110', 'art. 4', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 2']

Novità fiscali del 18 settembre 2009: riallineamento dei valori civili e fiscali: disciplina IRAP; rimanenze finali su commesse pluriennali in valuta; errore materiale e dichiarazione integrativa; società di persone: estinzione dopo la cancellazione | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 18 settembre 2009: riallineamento dei valori civili e fiscali: disciplina IRAP; rimanenze finali su commesse pluriennali in valuta; errore materiale e dichiarazione integrativa; società di persone: estinzione dopo la cancellazione
1) Riallineamento dei valori civili e fiscali: Disciplina Irap
2) Rimanenze finali su commesse pluriennali in valuta
3) Imposta di bollo sul rilascio della carta di soggiorno a favore dei familiari dei cittadini della Ue
4) Brevi fiscali (Errore materiale e dichiarazione integrativa; società di persone: Estinzione dopo la cancellazione)
Anche i contribuenti che utilizzano i principi contabili internazionali, nella redazione del bilancio, devono recuperare a tassazione Irap le deduzioni extracontabili relative all’avviamento.
Ciò poiché che la norma non prevede alcuna deroga in tal senso.
Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 248/E del 17.09.2009.
Infatti, l’art. comma 51, secondo periodo, della legge n. 244/2007 stabilisce un criterio specifico da applicare ai fini IRAP per il riallineamento delle eccedenze pregresse dedotte extracontabilmente mediante il quadro EC del modello unico.
Peraltro, come è stato già chiarito (R.M. n. 50/2008), la citata norma si applica anche per i disallineamenti IRAP esistenti al 31.12.2007 tra i valori civili e fiscali relativi ai marchi e all’avviamento.
In altri termini, il recupero a tassazione IRAP in 6 quote costanti si applica anche per i marchi e l’avviamento la cui deducibilità (ai sensi del nuovo art. 5, comma 3 del D.Lgs. n. 446/1997) viene ancora ammessa extracontabilmente negli esercizi successivi al 2007 per la generalità delle imprese, in deroga al principio di derivazione dalle voci rilevanti del conto economico.
Al riguardo, l’Agenzia ha confermato che quanto affermato nella citata circolare n. 50/E del 2008 vale anche nei confronti dei contribuenti che, adottando i principi contabili internazionali nella redazione del bilancio, non ammortizzano contabilmente il costo dell’avviamento.
Infatti, l’art. 1, comma 51, si preoccupa di recuperare a tassazione IRAP le eccedenze pregresse dedotte extracontabilmente mediante il quadro EC, senza dettare specifiche deroghe per i soggetti che utilizzano i principi contabili internazionali nella redazione del bilancio.
Nel caso di specie, a parere delle Entrate la società, che ha posto istanza di interpello, deve comunque assoggettare a tassazione in 6 quote costanti l’ammontare complessivo dei componenti negativi relativi all’avviamento dedotti extracontabilmente dalla base imponibile IRAP fino al periodo d’imposta in corso al 31.12.2007.
Infine, per effetto del riallineamento, il maggiore valore fiscale dell’avviamento rileva ai fini dell’IRAP a partire dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007 e, di conseguenza, la società può dedurre le relative quote di ammortamento determinate in misura non superiore ad 1/18 del costo (incrementato) indipendentemente dall’imputazione a conto economico.
In virtù dell’art. 93 del TUIR le rimanenze finali delle commesse in valuta vanno valutate al tasso di cambio puntuale rilevato alla data di chiusura dell’esercizio.
Inoltre, non si applica, nel caso di specie, il disposto di cui all’art. 110, comma 3, del TUIR, che stabilisce l’irrilevanza fiscale delle oscillazioni sui tassi di cambio.
Pertanto, la valutazione delle rimanenze finali delle commesse ultrannuali va operata applicando il tasso di cambio di fine periodo alla parte di commessa realizzata sin dall’inizio di esecuzione del contratto, non producendosi in tal modo una stratificazione delle rimanenze finali dei vari esercizi.
Lo ha precisato l’Agenzia delle con la risoluzione n. 249/E del 17.09.2009 che ha confermato la tesi interpretativa fatta dal contribuente nell’istanza di interpello.
Infatti, l’art. 93 del TUIR, citato si occupa della disciplina relativa alla valutazione delle rimanenze finali delle opere, forniture e servizi, pattuiti come oggetto unitario e con tempo di esecuzione ultrannuale, stabilendo che le variazioni delle rimanenze finali, rispetto alle esistenze iniziali, concorrono a formare il reddito dell’esercizio.
A tal fine le rimanenze finali, che costituiscono esistenze iniziali dell’esercizio successivo, sono assunte per il valore complessivo determinato sulla base dei corrispettivi pattuiti per la parte eseguita fin dall’inizio dell’esecuzione del contratto.
La norma, anche se individua un parametro oggettivo – quello costituito dai corrispettivi contrattualmente pattuiti – al quale ancorare la valutazione delle rimanenze delle opere in corso, non disciplina l’ipotesi in cui i corrispettivi siano espressi in valuta estera.
Secondo l’Agenzia, considerato che il momento rilevante per la valutazione dell’opera è il termine dell’esercizio, il cambio al quale fare riferimento, ai fini della conversione del valore espresso in valuta estera, è quello puntuale rilevato alla data di chiusura dell’esercizio medesimo, in linea anche con quanto disposto dalla normativa civilistica in materia.
Riguardo all’ulteriore questione sulla possibilità che, in sede di valutazione delle rimanenze finali, si formino valori stratificati nel tempo, la neo risoluzione ha fatto osservare che la variazione delle rimanenze finali delle opere ultrannuali avviene al termine dell’esercizio attraverso una scrittura di rettifica che dà rilievo, ai fini della valutazione della commessa, al corrispettivo maturato. Evidenziando poi che questa particolare modalità di valutazione del magazzino differisce da quella ordinaria prevista per le rimanenze di beni (materie prime, prodotti finiti, merci, ecc.), poiché la commessa deve essere unitariamente considerata e la sua valutazione, al termine di ciascun esercizio, è relativa al valore globale dell’opera eseguita fin dall’inizio del periodo di esecuzione del contratto, al netto della frazione di opera per la quale sono stati liquidati corrispettivi a titolo definitivo.
A parere delle Entrate, la valutazione di questo particolare tipo di rimanenza esclude, proprio a motivo della unitarietà dell’opera, che si possa formare una stratificazione di valori da attribuire separatamente alle parti della commessa formatesi nei singoli esercizi.
Ne consegue che l’operazione di valutazione di fine periodo delle rimanenze deve essere effettuata con riguardo all’intera parte di commessa realizzata sin
dall’inizio di esecuzione del contratto, tenendo conto dell’oscillazione del tasso
di cambio intervenuta rispetto agli esercizi precedenti, non trovando applicazione, come già precisato, la previsione di cui all’art. 110, comma 3, del TUIR.
3) Imposta di bollo sul rilascio della carta di soggiorno a favore dei familiari dei cittadini dell’unione non aventi la cittadinanza in uno stato membro
Si applica l’imposta di bollo sul permesso rilasciato ai familiari di un cittadino comunitario che non hanno la cittadinanza nell’Ue.
Il rilascio della carta di soggiorno a favore dei familiari di un cittadino dell’Unione europea, non aventi la cittadinanza di uno stato membro, è, quindi, soggetta l’imposta di bollo.
Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 250/E del 17.09.2009, la quale ha prima ricordato il diritto dei cittadini dell’Unione europea e dei loro familiari di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri si applica a qualsiasi cittadino dell’Unione che si reca o soggiorna in uno stato membro diverso da quello di cui ha la cittadinanza, nonché ai suoi familiari che accompagnano o raggiungono il cittadino medesimo.
In seguito i familiari del cittadino dell’Unione non aventi la cittadinanza di uno Stato membro trascorsi tre mesi dall’ingresso nel territorio nazionale, richiedono alla questura competente per territorio di residenza la Carta di soggiorno di familiare di un cittadino dell’Unione, che ha una validità di cinque anni ed il cui rilascio è gratuito, salvo il rimborso del costo degli stampati e del materiale usato per il documento.
A parere delle Entrate, il concetto di gratuità (generico) non integra alcuna espressa previsione agevolativa in materia fiscale, ma è semplicemente finalizzato a non gravare il cittadino del costo del servizio sostenuto dalla pubblica amministrazione.
Possono essere considerate esenzioni solo quelle che il legislatore qualifica e disciplina espressamente come tali.
Per cui, ha rilevato, infine, la risoluzione, la carta di soggiorno assegnata ai familiari di un cittadino dell’Unione europea, non aventi la cittadinanza di un Paese membro, poiché confluisce tra gli atti e i provvedimenti rilasciati da Stato, Regioni, Province e Comuni, a coloro che ne abbiano fatto richiesta (art. 4, Tariffa allegata al D.p.r. n. 642/1972), sconta l’imposta di bollo nella misura di 14,62 euro a foglio.
– Studi di settore in revisione per il 2009: Slittamento al 31.03.2010
La Commissione di esperti per gli studi di settore, il 16.09.2009, non ha espresso il proprio parere sui 69 studi in revisione per l’anno di imposta 2009 e ha, invece, proposto l’introduzione di opportuni interventi correttivi perché si possa tenere conto degli effetti dell’attuale crisi economica.
La citata Commissione ha poi richiesto lo slittamento al 31.03.2010 la data dell’approvazione degli studi in corso di revisione, in luogo del 30.09.2009 come inizialmente previsto.
A decorrere dalla revisione gli indicatori di normalità economica provvisori vengono definitivamente sostituiti dagli indicatori di normalità specifici per i singoli studi e misurati sui vari cluster.
– Tassazione agevolata per fondi rustici senza forestazione
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 19075 del 01.09.2009, ha stabilito che i fondi rustici possono beneficiare della tassazione ridotta prevista dall’art. 7, L. n. 984/1977, qualora i terreni medesimi, oggetto d’acquisto, siano idonei ad aumentare l’efficienza dell’azienda ed il relativo reddito, mediante il miglioramento delle colture forestali anche senza l’effettiva realizzazione di interventi di forestazione.
– Abuso di diritto anche per le Dogane
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 19827 del 15.09.2009, ha stabilito che l’abuso del diritto si estende anche alle operazioni doganali.
I giudici hanno chiarito che nel diritto comunitario, interessato direttamente dai dazi doganali, è implicita la regola “antiabusiva” per le operazioni commerciali realizzate allo scopo di ottenere indebite agevolazioni daziarie.
– Indice di rivalutazione del TFR del mese di agosto 2009
L’istituto centrale di statistica ha reso noto che l’indice dei prezzi al consumo per il mese di agosto 2009 è stato pari a 135,8 punti.
L’incidenza percentuale della differenza rispetto all’indice in vigore al 31.12.2008 è pari a 0,966543; il calcolo del coefficiente di rivalutazione si esegue sommando il 75% di tale valore con un tasso fisso dell’1,5% annuo, per cui è risultato pari a 1,724907.
– Collaboratori: precisazioni INPS per la “disoccupazione”
L’indennità “una tantum” prevista a favore dei co.co.pro., non può in alcun modo essere riconosciuta ai soggetti che nell’anno precedente non hanno percepito un reddito minimo di 5mila euro.
Lo ha precisato l’Inps con il messaggio n. 20629 del 16.09.2009.
L’Inps ha precisato, che il reddito minimo riferito all’anno precedente è stabilito dall’art. 2, comma 19, della legge 2/2009 e qualora il lavoratore abbia i requisiti previsti per l’accredito contributivo nell’anno precedente e abbia accreditati nell’anno di riferimento almeno 3 mesi, l’indennità potrà essere erogata anche se il reddito conseguito nel 2008 superi l’importo di euro 11.516, ma sia comunque al di sotto o pari a 12.667 euro, ovvero al di sotto dell’importo utile all’accredito di 11 mesi nel 2008.
– Comunicazione della Commissione UE: nuove regole per transfer pricing
Con la comunicazione COM (2009) 472 del 14.09.2009, la Commissione Europea si propone di introdurre regole specifiche per una definitiva eliminazione delle doppie imposizioni in tema di accertamenti da transfer pricing.
– Società di persone: Estinzione dopo la cancellazione, si attende la decisione delle Sezioni Unite della Cassazione
Le Sezioni Unite della Suprema Corte dovranno chiarire se la cancellazione di una società di persone dal registro delle imprese determina o meno l’estinzione della società.
(Sentenza Cassazione civile n. 19804 del 15.09.2009)
– Errore materiale e dichiarazione integrativa
Se manca la compensazione in 4 anni si correggono gli errori.
Il contribuente che non si vuole avvalere del diritto alla compensazione può correggere l’errore contenuto della dichiarazione dei redditi entro il termine di 4 anni.
(C.T.P. Modena, sentenza, Sez. VI, 05.05.2009, n. 66)