Source: http://www.comune.verruasavoia.to.it/ici.html
Timestamp: 2019-04-24 08:50:18+00:00
Document Index: 144229341

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 37', 'art. 3', 'art. 37', 'art. 10']

I.C.I. - Comune di Verrua Savoia
Da chi è dovuta.
L’imposta comunale sugli immobili è dovuta dai proprietari di fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli situati nel territorio del Comune di Verrua Savoia, a qualsiasi uso destinati, ivi compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio è diretta l'attività dell'impresa; se però sull’immobile è stato costituito un diritto reale di usufrutto, uso o abitazione, allora l’imposta è dovuta dal titolare del diritto. Non è quindi tenuto al pagamento colui che detiene l’immobile a titolo di affitto, di comodato o per semplice uso di fatto.
In relazione al disposto dell’art. 1 del D.L. n° 93/2008:
È esclusa dall’imposta comunale sugli immobili, l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo, nonché le relative pertinenze.
Per unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo si intende quella considerata tale ai sensi del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, e successive modificazioni, nonché quelle ad essa assimilate dal comune con regolamento vigente alla data del 29 maggio 2008, ad eccezione di quelle di categoria catastale A1, A8 e A9 per le quali continua ad applicarsi la detrazione prevista dall'articolo 8, commi 2 e 3, del citato D.Lgs. n. 504/1992.
L’imposta si calcola applicando l’aliquota deliberata dal comune al valore dell’immobile così determinato :
per i fabbricati iscritti in catasto o che devono essere iscritti in catasto, la rendita catastale va moltiplicata per 100, tranne che per la categoria A/10 (uffici e studi privati) e le categorie del gruppo D, le cui rendite catastali vanno moltiplicate per 50, per la categoria C/1 (negozi e botteghe), che va invece moltiplicata per 34 e per la categoria B che va moltiplicata per 140;
per i terreni agricoli, il reddito dominicale va moltiplicato per 75;
per le aree fabbricabili il valore è invece costituito dal valore venale in comune commercio alla data del 1° gennaio dell’anno di imposizione.
L’imposta determinata come sopra va poi rapportata alla percentuale ed al periodo di possesso calcolato in mesi. Nel caso che la titolarità dell’immobile si sia protratta solo per parte del mese, esso è comunque calcolato per intero se il soggetto ha posseduto per più di 14 giorni.
N.B. A decorrere dall’anno 1997 le rendite catastali vanno aumentate del 5% e i redditi dominicali dei terreni del 25%.
QUESTE SONO LE ALIQUOTE PER L’ANNO 2011:
abitazione principale categoria catastale A1, A8 e A9 : aliquota pari al 5,5 per mille;
unità immobiliari di cui all'art. 3, punto A) del vigente regolamento ICI: aliquota pari al 4,5 per mille;
edifici non locati o sfitti: aliquota pari al 7,00 per mille - (si considerano quegli immobili che, seppur idonei all'uso, sono sottratti volontariamente alla locazione);
immobili tenuti a disposizione: aliquota pari al 7,00 per mille - (sono da considerarsi nella predetta categoria gli immobili posseduti come residenze secondarie);
immobili posseduti da Enti senza scopo di lucro: aliquota pari al 7,00 per mille; - (sono gli immobili posseduti dai soggetti indicati all'articolo 7, lettera i) del D.Lgs 504 del 1992, ma utilizzati per finalità diverse da quelle per le quali è prevista l'esenzione);
immobili diversi dalle abitazioni: aliquota pari al 7,00 per mille;
immobili diversi dall'abitazione principale: aliquota pari al 7,00 per mille
TERRENI AGRICOLI ESENTI ex art. 7, lett.h) D.Lgs. 504/92: fogli 16 – 18 –19 –20 e dal 24 al 55.
QUESTE SONO LE DETRAZIONI PER L’ANNO 2011:
UNITÀ IMMOBILIARE ADIBITA AD ABITAZIONE PRINCIPALE DEL SOGGETTO PASSIVO, DI CATEGORIA CATASTALE: A/1 ABITAZIONE DI TIPO SIGNORILE - A/8 ABITAZIONE IN VILLE E A/9 CASTELLI, PALAZZI DI EMINENTI PREGI ARTISTICI E STORICI per le quali continua a versasi l'imposta:
dall’imposta dovuta per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo sono detratti, fino a concorrenza del suo ammontare, € 103,30 (euro centotre/30) rapportati al periodo dell’anno durante il quale si protrae tale destinazione; se l’unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica.
dall’imposta dovuta per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo di cui all'art. 3 punto B) del Regolamento sono detratti, fino a concorrenza del suo ammontare, € 200,00 (Euro duecento) rapportati al periodo dell’anno durante il quale si protrae tale destinazione;
La detrazione spetta e va suddivisa in parti uguali solamente tra i soggetti (che possiedono l'immobile a titolo di proprietà, usufrutto o altro diritto reale) che dimorano nell'immobile.
Ai fini della ripartizione della detrazione non conta la percentuale di possesso, ma, esclusivamente , il numero dei contitolari che utilizzano l’immobile come abitazione principale.
Per abitazione principale s’intende quella nella quale il contribuente, ed i suoi familiari, dimorano abitualmente, (normalmente coincide con quella di residenza anagrafica).
Sono equiparate alle abitazioni principali le pertinenze dell’abitazione principale (box, garage, cantina, soffitta, ecc.) purché ubicate nello stesso edificio o complesso immobiliare nel quale è sita l’abitazione principale o ad essa collegate funzionalmente, ancorché distintamente iscritte in catasto, a condizione che il proprietario o titolare di diritto reale di godimento, anche se in quota parte, dell’abitazione nella quale abitualmente dimora sia proprietario o titolare di diritto reale di godimento, anche se in quota parte, della pertinenza e che questa sia durevolmente ed esclusivamente asservita alla predetta abitazione.
Per questo aspetto l’agevolazione della detrazione si concretizza nella facoltà di detrarre dall’imposta dovuta per la pertinenza la parte dell’importo della detrazione che non ha trovato capienza in sede di tassazione dell’abitazione principale. La determinazione del valore delle pertinenze continua ad essere effettuata secondo i criteri generali.
RIDUZIONE D’IMPOSTA PER I FABBRICATI INAGIBILI O INABITABILI
L’imposta è ridotta del 50 per cento per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono tali condizioni. (art. 8 comma 1 D.Lgs. n. 504/92).
L’ICI si paga in riferimento all’anno in corso (e non a quello precedente come per l’IRPEF). Quindi tutti coloro che sono titolari di immobili nell’anno di imposizione devono provvedere al pagamento, tenendo conto delle eventuali variazioni che si verificano in corso d’anno e rapportandole ai mesi di durata in base al criterio sopra illustrato per cui la situazione protrattasi per più di 14 giorni in un mese si considera valida per tutto il mese.
Il pagamento si effettua in due rate: la prima entro il 16 giugno (se festivo entro il primo giorno successivo), per un importo pari al 50% dell’imposta dovuta calcolata sulla base dell’aliquota e delle detrazioni dei dodici mesi dell’anno precedente.
La seconda rata deve essere versata entro il 16 dicembre (se festivo entro il primo giorno successivo) a saldo dell’imposta dovuta per l’intero anno, con eventuale conguaglio sulla prima rata versata. E’ comunque possibile pagare l’ICI dovuta per tutto l’anno entro la scadenza della prima rata.
Per il pagamento dell'imposta , arriverà direttamente alle abitazioni dei contribuenti titolari d'imposta il bollettino di versamento. Il pagamento dovrà essere effettuato utilizzando l’apposito bollettino sul conto corrente postale n. 88746169
intestazione I riga: EQUITALIA NOMOS SPA intestazione II riga: VERRUA SAVOIA-TO-ICI
Nel caso di tardivo/parziale/omesso versamento dell’imposta alle scadenze stabilite, è possibile regolarizzare la propria posizione mediante il RAVVEDIMENTO OPEROSO. Si tratta di una procedura che consente di sanare entro un determinato periodo di tempo e con una sanzione ridotta l’omesso, parziale o tardivo versamento.
La sanzione è del 30%di ogni importo non versato e si riduce:
a) al 3,75% (del tributo omesso/parzialmente/tardivamente versato) se effettuato entro 30 gg, dal termine ultimo previsto per il pagamento;
b) al 5% se il versamento viene effettuato oltre 30 gg. dalla scadenza ma comunque entro il 31 luglio dell’anno successivo per l’acconto e entro un anno per il saldo dal tardivo/parziale/omesso versamento.
Al tutto vanno sommati gli interessi legali che si ottengono moltiplicando il tributo omesso/tardivamente/ parzialmente versato per il tasso di interesse legale (fino al 31/12/2003 il 3%, dal 01/01/2004 il 2,5%, dal 1° gennaio 2008 il 3%) per i gg. che intercorrono dalla data in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato al giorno in cui viene eseguito, diviso 36.500.
Il versamento, comprensivo dell’imposta dovuta, sanzioni e interessi, deve avvenire utilizzando il bollettino di normale versamento di autotassazione barrando la casellina “RAVVEDIMENTO”.
ICI - Dichiarazione per l'anno 2010
Il modello di dichiarazione ICI il quale dovrà essere presentato soltanto nei casi in cui:
- le modificazioni soggettive e oggettive che danno luogo ad una diversa determinazione dell'imposta dovuta attengono a riduzioni d'imposta;
- - le modificazioni in questione non possono essere immediatamente acquisite da parte dei comuni attraverso la consultazione della banca dati catastale.
Questa epocale semplificazione, che era nell’aria già da diverso tempo, è stata resa possibile grazie al fatto che a seguito della determinazione dell’Agenzia del territorio del 18 dicembre 2007 è stato dato il via alla fruibilità dei dati catastali da parte dei comuni. In tal modo è stata data completa operatività alla disposizione recata dall’art. 37, comma 53, del decreto-legge n. 223/2006, cosiddetto decreto Visco-Bersani. Il risultato di tale operazione è che vengono notevolmente ridotti i casi in cui i contribuenti saranno chiamati a presentare la dichiarazione ICI.
In sostanza, la dichiarazione non dovrà essere presentata quando gli elementi rilevanti ai fini dell'ICI dipendono da atti per i quali sono applicabili le procedure telematiche previste dall'art. 3-bis del D.Lgs. n. 463/1997, che disciplina il Modello unico informatico (MUI). Il MUI è infatti il modello che viene utilizzato dai notai, a decorrere da giugno 2004, e che è diventato obbligatorio su tutto il territorio nazionale dal 1° giungo 2007, per effettuare telematicamente la registrazione, la trascrizione, l'iscrizione e l'annotazione nei registri immobiliari, nonché la voltura catastale di atti relativi a diritti sugli immobili.
I dati risultanti dal MUI approderanno direttamente nelle banca dati catastale che come ricordato è ormai fruibile da parte di tutti i comuni.
Nelle istruzioni vengono chiaramente illustrate le ipotesi più ricorrenti nelle quali i contribuenti sono chiamati ad adempiere l’obbligo dichiarativo e che possono sinteticamente essere racchiuse in due gruppi:
a) i casi espressamente stabiliti dall’art. 37, comma 53 del d.l. n. 223/2006, in base al quale la dichiarazione va presentata quando:
- gli immobili godono di riduzioni dell'imposta - fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati o dei terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli a titolo principale e dai medesimi condotti - ;
- gli immobili sono stati oggetto di atti per i quali non è stato utilizzato il MUI.
b) le ipotesi in cui il comune non ha gli elementi necessari per verificare il corretto adempimento dell'obbligazione tributaria. Tali ipotesi ricorrono quando:
- l'immobile è assegnato al socio della cooperativa edilizia a proprietà indivisa oppure è variata la destinazione ad abitazione principale dell'alloggio;
-è intervenuta un'estinzione del diritto di enfiteusi o di superficie;
- l'immobile è di interesse storico o artistico ai sensi dell'art. 10, comma 1, del D.Lgs. n. 42/2004;
-gli immobili sono posseduti, a titolo di proprietà o di altro diritto reale di godimento, da persone giuridiche, interessate da fusione, incorporazione o scissione;
Tuttavia, in considerazione delle novità che la dichiarazione presenta nelle istruzioni viene suggerito al contribuente che nel caso in cui vi siano dei dubbi sull’obbligo di presentazione della dichiarazione è opportuno rivolgersi ai competenti uffici comunali. Ciò anche al fine di non incorrere in eventuali sanzioni nel caso in cui non si adempia correttamente all’obbligo dichiarativo.
Un’altra rilevante novità della dichiarazione ICI 2007 è data dal fatto che occorre presentarla anche nell’ipotesi in cui un fabbricato acquisti o perda i requisiti della ruralità. Infatti, nel modello esiste un richiamo specifico a questa ipotesi.
Si ricorda che il termine di presentazione della dichiarazione ICI è legato a quello di presentazione della dichiarazione dei redditi. Tuttavia, nelle istruzioni così come nel decreto, si richiama l’attenzione dei comuni sulla possibilità di introdurre, qualora lo ritengano necessario, un’apposita disposizione regolamentare che preveda termini diversi di presentazione.
Determinazione dei Valori Medi Venali delle Aree Fabbricabili ai fini dell'I.C.I. per l'anno 2007
E' scaduto il 30 giugno 2007 il termine per l'accatastamento dei fabbricati non dichiarati e di quelli che hanno perso i requisiti di ruralità.
Il Decreto Fiscale collegato alla Finanziaria 2007 (Legge n° 286 del 24 novembre 2006) ha modificato i requisiti di ruralità dei fabbricati per poter usufruire dell’esclusione dal pagamento dell’I
Le aliquote e i concessionari negli altri Comuni (dal sito ANCI - CNC)
MODELLO E NOTE 2011 SUL RAVVEDIMENTO OPEROSO ICI
Istanza per riduzione ICI al 50% per fabbricati inagibili/inabita