Source: http://www.creditosalernitano.it/soci_statuto.php
Timestamp: 2018-12-18 14:13:05+00:00
Document Index: 88958934

Matched Legal Cases: ['art. 2443', 'sentenza ', 'art. 2533', 'art. 1252', 'art. 2535', 'art. 2441', 'art. 2390']

STATUTO DEL CREDITO SALERNITANO - BANCA POPOLARE DELLA PROVINCIA DI SALERNO
COSTITUZIONE, DENOMINAZIONE, SCOPO, DURATA E SEDE DELLA SOCIETÀ
È costituita una Società cooperativa per azioni sotto la denominazione di "Credito Salernitano – Banca Popolare della Provincia di Salerno – Società cooperativa per azioni".
In forma abbreviata la Società viene indicata con la sigla "CREDISAL - s.c.p.a." Il logotipo nominativo della Società è costituito dalla sequenza delle otto lettere "CREDISAL".
La Società è retta dalle disposizioni di legge e dalle norme del presente Statuto.
La Società ha per oggetto la raccolta del risparmio e l’esercizio del credito, tanto nei confronti dei propri soci quanto dei non soci, ispirandosi ai principi del Credito Popolare. A tal fine la Società presta speciale attenzione al territorio, ove è presente tramite la propria rete distributiva, con particolare riguardo alle piccole e medie imprese ed a quelle cooperative. In aderenza alle proprie finalità istituzionali la Società accorda ai clienti soci agevolazioni in ordine alla fruizione di specifici servizi.
La Società può compiere, con l'osservanza delle disposizioni vigenti, tutte le operazioni e svolgere tutti i servizi bancari e finanziari consentiti, nonché ogni altra attività strumentale o comunque connessa al raggiungimento dello scopo sociale.
La Società può emettere obbligazioni, anche convertibili in azioni, con l'osservanza delle disposizioni di legge.
La durata della Società è fissata al 31 dicembre 2060, salvo proroga.
La Società ha sede legale e amministrativa in Salerno e può istituire, trasferire e sopprimere succursali in Italia e all'estero.
PATRIMONIO SOCIALE, SOCI E AZIONI
- a) dal capitale sociale;
- b) dalla riserva legale;
- c) dalla riserva straordinaria e da ogni altra riserva avente destinazione generica o specifica alimentata da utili netti, nonché da ogni altra riserva prevista da norme di legge;
- d) dalla riserva da sovrapprezzo azioni;
- e) dalla riserva acquisto azioni proprie.
Il capitale sociale è variabile ed è rappresentato dalle azioni, del valore nominale unitario di Euro cinquecento virgola zero centesimi(500,00),in circolazione.
L'emissione delle azioni, che in linea di principio è illimitata, può essere deliberata:
a) - in via ordinaria dal Consiglio di Amministrazione;
b) - in via straordinaria dall'Assemblea Straordinaria dei soci.
A norma dell'art. 2443 c.c. è attribuita al Consiglio di Amministrazione la facoltà di aumentare una o più volte, nel termine di cinque anni dalla data di iscrizione della Società nel registro delle imprese, il capitale sociale fino a raggiungere l'importo massimo di Euro ventimilioni virgola zero centesimi(20.000,00) mediante l'emissione di azioni.
Le azioni sono nominative ed indivisibili e non è consentita contitolarità delle medesime, salva l’ipotesi prevista dall’articolo 16.
Il Consiglio di Amministrazione può, tenuto conto dell'interesse sociale, predeterminare per ogni esercizio il numero delle azioni che potranno essere emesse e le modalità della loro emissione, anche riguardo al numero delle azioni sottoscrivibili da ciascun socio o da chi venga ammesso come socio, tenuto conto dei limiti al possesso azionario previsti dai successivi articoli 10, comma secondo, e 15.
Articolo 8 - Prezzo delle azioni
Su proposta degli Amministratori, sentito il Collegio Sindacale, l’Assemblea dei soci determina annualmente, in sede di approvazione del bilancio, l’importo che deve essere versato in aggiunta al valore nominale per ogni nuova azione emessa nell’esercizio.
Il Consiglio di Amministrazione può determinare annualmente l'applicazione e la misura degli interessi di conguaglio da corrispondersi sulle azioni sottoscritte durante l’anno.
Il Consiglio di Amministrazione determina inoltre la misura della tassa di ammissione a socio e dei diritti di trasferimento delle azioni. Tale determinazione può essere variata dal Consiglio nel corso dell’esercizio.
Possono essere ammesse a Socio le persone fisiche, con esclusione di quelle che si trovano nelle condizioni previste dal successivo articolo 14.
Possono inoltre far parte della Società le persone giuridiche, le società di ogni tipo, i consorzi, le associazioni ed altri enti; essi debbono designare per iscritto la persona fisica autorizzata a rappresentarli; qualsiasi modificazione a tale designazione è inopponibile alla Società, finché non sia stata ad essa regolarmente notificata mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento.
Ai fini dell’ammissione nella Società è inoltre necessario che l’aspirante socio abbia uno sperimentato rapporto di clientela in atto con la Società stessa; ovvero che sia favorevolmente conosciuto nelle aree in cui la Società è attiva attraverso la rete dei propri sportelli.
Qualora il numero complessivo dei soci fosse inferiore a quello minimo previsto dalla legge, la compagine sociale deve essere reintegrata entro un anno; in caso contrario la Società è posta in liquidazione.
Articolo 10 - Formalità per l'ammissione a Socio
Chi intende diventare Socio deve presentare al Consiglio di Amministrazione il certificato di partecipazione al sistema di gestione accentrata e presentare al Consiglio stesso una domanda scritta contenente, oltre all’indicazione attestante la titolarità del numero delle azioni acquistate per sottoscrizione o cessione, le generalità, il domicilio ed ogni altra informazione e/o dichiarazione dovute per legge o per Statuto o richieste dalla Società in via generale.
Ai fini dell’ammissione a socio è richiesta, unitamente alla domanda di ammissione, la presentazione della certificazione attestante la titolarità di almeno otto azioni.
La domanda deve inoltre contenere l'accettazione di tutti gli oneri e gli obblighi stabiliti dallo Statuto e dai regolamenti sociali.
In caso di trasferimento di azioni, le domande devono essere sottoscritte dal cedente e dal cessionario, ovvero anche solo da quest'ultimo se comprova di esserne legittimato attraverso idonea documentazione.
Sino a quando non abbia richiesto ed ottenuto l’ammissione a socio, il cessionario di azioni può esercitare i soli diritti aventi contenuto patrimoniale.
La cessione da parte del socio dell’intera partecipazione, comunque rilevata dalla Società, comporta la perdita della qualità di socio.
Articolo 11 - Gradimento all'ammissione a Socio
Il Consiglio di Amministrazione decide sull’accoglimento o sul rigetto della domanda di ammissione a socio. In caso di rigetto provvede con delibera motivata, avuto riguardo all’interesse della società, allo spirito della forma cooperativa e alle previsioni statutarie.
La deliberazione di ammissione deve essere annotata a cura degli amministratori nel Libro dei Soci e comunicata all’interessato. La domanda di ammissione a socio si intende comunque accolta qualora non venga comunicata al domicilio del richiedente una determinazione contraria entro sessanta giorni dal momento in cui la domanda è pervenuta, a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento, alla Società.
L’eventuale rifiuto di ammissione può essere sottoposto dall’interessato, a pena di decadenza nel termine di trenta giorni dal ricevimento della notizia, all’esame del Collegio dei Probiviri che decide entro trenta giorni dal ricevimento della richiesta. Il Consiglio di Amministrazione è tenuto a riesaminare la domanda di ammissione su motivata richiesta del Collegio dei probiviri, costituito ai sensi dell’articolo 52, comma secondo e la sua decisione non è appellabile.
Articolo 12 - Acquisto della qualità di Socio
La qualità di socio si acquisisce con l’iscrizione nel Libro dei Soci previo versamento integrale dell’importo delle azioni sottoscritte, del sovrapprezzo, degli interessi di conguaglio e degli altri oneri previsti dall'articolo 8.
L’ammissione a socio si intende decaduta se l’interessato non provvede al versamento dell’importo complessivamente dovuto entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione di ammissione.
Articolo 13 - Domiciliazione dei soci
I soci, per quanto concerne ogni rapporto con la Società e ad ogni effetto di legge e del presente Statuto, si ritengono domiciliati all’indirizzo risultante dal Libro dei Soci.
Articolo 14 - Cause di inammissibilità a Socio
Non possono far parte della Società gli interdetti, gli inabilitati, i falliti che non abbiano ottenuto sentenza di riabilitazione e coloro che abbiano riportato condanne che comportino interdizione anche temporanea dai pubblici uffici o l’incapacità ad esercitare uffici direttivi.
I soci che vengano a trovarsi in uno dei casi previsti dal comma precedente sono esclusi dalla Società, previo accertamento da parte del Consiglio di Amministrazione.
Articolo 15 - Limiti al possesso azionario
Nessuno può detenere azioni in misura eccedente lo zero virgola cinquanta per cento(0,50%) del capitale sociale o nella diversa misura determinata dalla legge.
La Società appena rileva il superamento di tale limite, contesta al detentore la violazione del divieto.
Le azioni eccedenti devono essere alienate entro un anno dalla contestazione, ovvero diverso termine stabilito dalla legge; trascorso inutilmente tale termine, i diritti patrimoniali successivamente attribuiti alle stesse, fino alla data della loro alienazione vengono acquisiti dalla società e destinati a scopi mutualistici.
Articolo 16 - Morte del Socio
In caso di morte del Socio, il rapporto sociale può continuare con gli eredi del defunto in possesso dei requisiti per l’ammissione alla Società, purché procedano a divisione delle azioni cadute in successione ottenendone l’assegnazione, facciano la domanda per l’ammissione e la domanda venga accolta.
Se subentra una pluralità di eredi e la quota non sia divisibile o comunque non si formi l'accordo tra loro per la divisione, gli stessi sono obbligati a nominare uno di essi rappresentante comune, che chieda ed ottenga l'ammissione a socio, per l'esercizio dei diritti sociali.
È facoltà degli eredi chiedere il rimborso delle azioni.
Articolo 17 - Recesso del Socio
Il recesso è ammesso nei soli casi consentiti dalla legge con le modalità e gli effetti da esso previsti. Sono espressamente escluse ulteriori cause di recesso.
È in ogni caso escluso il recesso in caso di proroga della durata della Società e nel caso di introduzione e rimozione di vincoli alla circolazione delle azioni.
Spetta al Consiglio di Amministrazione constatare, entro sessanta giorni dalla comunicazione di recesso,se ricorrono i motivi che, a norma di legge e del presente Statuto, legittimano il recesso.
Qualora i presupposti del recesso non sussistano, il Consiglio di Amministrazione deve darne immediata comunicazione al Socio che, entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione, può proporre opposizione dinanzi al tribunale.
Per il rimborso delle azioni al Socio receduto si applicano le disposizioni dell'articolo 19.
Articolo 18 - Esclusione del Socio
Il Consiglio di Amministrazione, con deliberazione presa a maggioranza assoluta dei suoi componenti, può escludere dalla Società:
a) - coloro che abbiano costretto la Società ad atti giudiziali per l’adempimento delle obbligazioni contratte;
b) - coloro che si siano resi responsabili di atti dannosi per l'interesse e il prestigio della Società;
c) - coloro che si trovino nelle situazioni previste dall'art. 2533, Cod. Civ.
Il provvedimento di esclusione, assunto ai sensi dell'articolo 14 o del comma precedente, è immediatamente efficace e deve essere comunicato con lettera raccomandata con avviso di ricevimento.
Il socio escluso può ricorrere al Collegio dei Probiviri entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione, restando convenzionalmente esclusa la possibilità di sospensione del provvedimento impugnato. Il Collegio dei Probiviri si pronuncia entro trenta giorni dal ricevimento del ricorso.
Contro la deliberazione di esclusione il Socio può altresì proporre opposizione al tribunale, nel termine di sessanta giorni dalla comunicazione.
Al socio escluso compete il rimborso delle azioni in conformità all'articolo 19.
Nel caso di inadempimento grave del socio alle proprie obbligazioni verso la Società, il Consiglio di Amministrazione, senza pregiudizio di ogni altra azione che spetti alla Società e senza necessità di preventiva intimazione o costituzione in mora e di formalità giudiziarie, può escluderlo e portare in compensazione dei propri crediti, anche ai sensi dell'art. 1252 Cod. Civ. e con effetto nei confronti dei terzi, il debito verso il socio stesso per il controvalore delle azioni determinato, in deroga all'art. 2535, Cod.Civ., ai sensi dell'articolo 19.
Ove lo ritenga opportuno, la Società nella stessa ipotesi può, in luogo del rimborso e annullamento delle azioni, procedere all’acquisto delle azioni del socio debitore al prezzo stabilito secondo le modalità previste dal comma precedente.
Articolo 19 - Rimborso delle azioni
In caso di scioglimento del rapporto sociale nelle ipotesi previste dal presente Statuto, la Società, salvi i suoi diritti creditori, provvede al rimborso delle azioni del socio.
Le azioni saranno rimborsate al prezzo determinato dal Consiglio di Amministrazione sulla base del bilancio dell’esercizio precedente a quello in cui il rapporto sociale si scioglie. I soci hanno tuttavia facoltà di richiedere il rimborso al prezzo che sarà stabilito sulla base del bilancio dell’esercizio in corso al momento dello scioglimento del rapporto sociale; in tal caso il pagamento sarà effettuato entro 180 giorni dall’approvazione del bilancio stesso.
Il rimborso delle azioni non comprende il sovrapprezzo versato.
Articolo 20 - Annullamento delle azioni
In ogni ipotesi di rimborso delle azioni, si fa luogo ad annullamento delle stesse.
L’importo spettante a titolo di rimborso è posto a disposizione degli aventi diritto in un conto infruttifero e si prescrive nei termini previsti dalla legge.
Articolo 21 - Acquisto delle proprie azioni
Il Consiglio di Amministrazione può disporre l’acquisto di azioni della Società(cosiddette azioni proprie),nei limiti del fondo di cui all’articolo 57, ultimo comma, nonché nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili, risultanti dall’ultimo bilancio approvato, a tali fini destinati dall’Assemblea dei soci.
Il valore nominale delle azioni acquistate viene prudenzialmente contenuto nell’ammontare massimo del 10% (dieci per cento) del capitale sociale.
Le azioni acquistate possono essere dal Consiglio ricollocate oppure annullate.
Articolo 22 - Dividendo
Il nuovo Socio partecipa per l'intero al dividendo deliberato dall'Assemblea per l'esercizio in corso, qualunque sia l'epoca dell'acquisto delle azioni; i sottoscrittori di nuove azioni devono però corrispondere alla Società gli interessi di conguaglio nella misura fissata dal Consiglio di Amministrazione.
Per l'esercizio dei diritti patrimoniali, il titolare delle azioni si avvale dell'intermediario presso il quale esiste la posizione in azioni della società. Il Socio si obbliga ad impartire all'intermediario le istruzioni necessarie allo scopo di eseguire il rapporto nel rispetto delle norme di legge e di statuto che disciplinano le banche popolari.
I dividendi non riscossi entro un quinquennio dal giorno in cui divengono esigibili, vengono acquisiti dalla Società e imputati alla riserva statutaria con vincolo di destinazione a scopi mutualistici.
Articolo 23 - Vincoli su azioni
Il pegno ed ogni altro vincolo producono effetto nei confronti della Società dal momento in cui sono annotati nel Libro dei soci.
In caso di pegno o di usufrutto delle azioni, il diritto di voto in Assemblea resta comunque riservato al Socio.
In ogni caso, alla Società è riconosciuto, per patto sociale, a garanzia di ogni credito, diretto o indiretto, che essa abbia nei confronti del socio, diritto di ritenzione sulle azioni del socio medesimo.
Articolo 24 - Organi sociali
L'esercizio delle funzioni sociali, secondo le rispettive competenze determinate dalla legge e dalle disposizioni che seguono, è demandato:
a) - all'Assemblea dei soci;
b) - al Consiglio di Amministrazione;
c) - al Comitato Esecutivo, se nominato;
d) - al Presidente del Consiglio di Amministrazione;
e) - al Collegio Sindacale;
f) - al Collegio dei Probiviri;
g) - alla Direzione Generale.
Articolo 25 – Assemblea dei soci
L'Assemblea dei soci è Ordinaria e Straordinaria.
L'Assemblea Ordinaria delibera sugli oggetti riservati alla sua competenza dalla legge e dal presente Statuto.
L'Assemblea Straordinaria delibera sugli oggetti riservati dalla legge alla sua competenza.
L'Assemblea regolarmente costituita rappresenta l'universalità dei soci e le sue deliberazioni obbligano tutti i soci ancorchè non intervenuti o dissenzienti.
L'Assemblea dei soci è convocata nei modi e nei termini di legge dal Consiglio di Amministrazione, oppure, occorrendo, dal Collegio Sindacale, previa comunicazione al Presidente del Consiglio di Amministrazione, nel comune dove ha sede la Società o in ogni altro luogo indicato nell'avviso di convocazione, purchè in territorio italiano.
L’Assemblea è convocata almeno una volta l'anno, entro centoventi giorni dalla chiusura dell'esercizio sociale.
Con lo stesso avviso l'Assemblea può essere indetta in seconda convocazione non oltre trenta giorni da quello fissato per la prima convocazione.
Il Consiglio di Amministrazione deve convocare l'Assemblea entro trenta giorni da quando ne è fatta domanda da almeno un decimo dei soci aventi diritto di intervenire all'Assemblea a quella data.
La domanda deve essere sottoscritta, con firma autenticata nei modi di legge o da funzionari della Società a ciò delegati, da tutti i soci richiedenti ed indicare gli argomenti da trattare.
La convocazione su richiesta dei soci non è ammessa per argomenti sui quali l'Assemblea delibera, a norma di legge, su una proposta degli amministratori o sulla base di un progetto o di una relazione da essi predisposta.
Articolo 26 – Competenze dell'Assemblea
a) – approva il bilancio e destina gli utili;
b) – nomina gli amministratori e i sindaci e provvede alla loro revoca;
c) – conferisce l'incarico, sentito il Collegio Sindacale, alla Società di revisione cui è affidato il controllo contabile e provvede alla sua revoca;
d) – determina la misura dei compensi da corrispondere agli Amministratori, ai Sindaci ed alla Società di revisione incaricata del controllo contabile;
e) – approva le politiche di remunerazione a favore degli Amministratori e dei dipendenti o collaboratori non legati alla Società da rapporti di lavoro subordinato, nonché gli eventuali piani di remunerazione basati su strumenti finanziari;
f) – delibera sulla responsabilità degli amministratori e sindaci;
g) – approva il Regolamento Assembleare e il Regolamento di cui all’articolo 34, comma nono, relativo al cumulo degli incarichi degli amministratori;
h) – delibera su tutti gli altri oggetti attribuiti alla sua competenza dalla legge o dallo Statuto.
L’Assemblea straordinaria dei Soci delibera in merito alle modifiche delle Statuto sociale, salvo quanto disposto dal successivo articolo 42, comma quarto, nonché sulla nomina, sulla revoca, sulla sostituzione e sui poteri dei liquidatori e su ogni altra materia attribuita dalla legge alla sua competenza.
Articolo 27 - Intervento all’Assemblea e rappresentanza
Hanno diritto di intervenire alle assemblee ed esercitarvi il diritto di voto coloro che risultano iscritti nel Libro dei soci almeno novanta giorni prima di quello fissato per l'Assemblea di prima convocazione ed abbiano fatto pervenire presso la sede della Società, almeno due giorni non festivi prima della data fissata per la prima convocazione, l'apposita comunicazione che l'intermediario incaricato della tenuta dei conti deve effettuare all'emittente; a detto obbligo di comunicazione non sono soggetti i soci che abbiano le proprie azioni iscritte in conto presso la Società.
La Società, verificata la sussistenza dei requisiti prescritti, emette un biglietto di ammissione nominativo valevole per l'esercizio del diritto di voto.
Ogni socio ha un voto, qualunque sia il numero delle azioni di cui è titolare.
È ammessa la rappresentanza di un socio da parte di un altro socio che non sia amministratore, sindaco o dipendente della Società. Le deleghe, compilate con l'osservanza delle norme di legge e dei regolamenti disciplinanti lo svolgimento delle assemblee della Società, valgono tanto per la prima che per la seconda convocazione.
Non è ammessa la rappresentanza da parte di persona non socia, anche se munita di mandato generale. Le limitazioni anzidette non si applicano ai casi di rappresentanza legale.
L'Assemblea può svolgersi anche con gli intervenuti dislocati in più locali, ubicati nel comune ove ha sede l'Assemblea, audio/video collegati, a condizione che siano rispettati il metodo collegiale e i principi di buona fede e di parità di trattamento e in particolare a condizione che tutti i partecipanti possano essere identificati e sia loro consentito di partecipare alla discussione e alla votazione simultanea sugli argomenti all'ordine del giorno, nonché di poter visionare, ricevere e trattare la documentazione.
In tal caso, nell'avviso di convocazione devono essere indicati i locali audio/video collegati nei quali gli intervenuti possano affluire, dovendosi ritenere la riunione svolta in quello ove siano presenti il Presidente e il verbalizzante.
Articolo 28 – Regolamento Assembleare
Il funzionamento dell’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è disciplinato, oltre che dalle norme di legge e di Statuto, da un Regolamento approvato dall’Assemblea ordinaria e valevole, fino a che sia modificato o sostituito, per tutte quelle successive. Ciascuna Assemblea, peraltro, può deliberare di non prestare osservanza ad una o più norme del Regolamento.
In tale Regolamento sono disciplinate le modalità di presentazione, da parte dei soci ovvero del Consiglio di Amministrazione, delle candidature alle cariche sociali, nonchè le modalità di svolgimento dell'elezione da parte dell'Assemblea.
Articolo 29 - Costituzione dell’Assemblea
L’Assemblea ordinaria è validamente costituita in prima convocazione con l’intervento, in proprio o per rappresentanza legale o delega, di almeno la metà dei soci aventi diritto di voto e, in seconda convocazione, qualunque sia il numero dei soci presenti o rappresentati.
L’Assemblea straordinaria, anche per le deliberazioni previste dall’art. 2441, comma quinto, Cod. Civ., in prima convocazione è validamente costituita con l’intervento, in proprio o per rappresentanza legale o per delega, di almeno i tre quinti dei soci aventi diritto di voto e, in seconda convocazione, con l’intervento di almeno un decimo dei soci medesimi.
Tuttavia anche in seconda convocazione è necessaria la presenza in proprio o per delega di almeno un quinto dei soci per le deliberazioni concernenti il cambiamento dell’oggetto sociale, la trasformazione o la fusione della Società ed il trasferimento della sede sociale all’estero.
Articolo 30 - Presidenza dell’Assemblea
L’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è presieduta dal Presidente del Consiglio di Amministrazione e, in caso di sua assenza o impedimento, da chi lo sostituisce ai sensi del successivo articolo 37 e, in caso di impedimento anche di questi, da altro socio designato dall’Assemblea medesima.
Il Presidente ha pieni poteri per la direzione dell’Assemblea e, in particolare, per l’accertamento della regolarità delle deleghe ed in genere del diritto degli intervenuti a partecipare all’Assemblea, per constatare se questa sia regolarmente costituita ed in numero valido per deliberare, per dirigere e regolare la discussione, per stabilire le modalità delle votazioni, proclamandone i risultati.
L’Assemblea, su proposta del Presidente, nomina fra i soci due o più scrutatori nonchè un Segretario. Nel caso di Assemblea Straordinaria o quando il Presidente lo reputi opportuno la funzione di segretario è assunta da un notaio, da lui designato.
Durante lo svolgimento dell’Assemblea, il Presidente può farsi assistere anche da non soci, in relazione alle specifiche materie oggetto di trattazione.
Articolo 31 - Validità delle deliberazioni dell’Assemblea
L’Assemblea delibera a maggioranza assoluta dei voti validamente espressi; a parità di voti la proposta si intende respinta.
La nomina delle cariche sociali avviene a maggioranza relativa, salvo che essa non sia effettuata per acclamazione.
Le votazioni in Assemblea hanno luogo in modo palese.
Per la nomina delle cariche sociali si procede a scrutinio segreto, salvo che l’Assemblea, su proposta del Presidente, consenta di procedere con voto palese.
In caso di votazione a scrutinio segreto, i soci che lo richiedano hanno diritto di far risultare a verbale in maniera palese l’esito della loro votazione o eventualmente la loro astensione.
Nella nomina delle cariche sociali, in caso di parità di voti, si intende eletto il più anziano di età.
Articolo 32 - Proroga dell’Assemblea
Qualora la trattazione dell’ordine del giorno non si esaurisca in una seduta, l’Assemblea può essere prorogata dal Presidente non oltre l’ottavo giorno successivo, mediante dichiarazione da farsi all’adunanza e senza necessità di altro avviso.
Alla ripresa dei lavori, l’Assemblea si costituisce e delibera con le stesse maggioranze stabilite per la validità della costituzione e delle deliberazioni dell’adunanza di cui rappresenta la prosecuzione.
Articolo 33 - Verbale delle Assemblee
Le deliberazioni di ogni Assemblea sono fatte risultare da apposito verbale che, trascritto sul Libro dei Verbali delle Assemblee, viene sottoscritto dal Presidente, dal Segretario e dagli scrutatori.
Il Libro dei Verbali delle Assemblee e gli estratti del medesimo, certificati conformi dal Presidente e dal Segretario o autenticati da un notaio, fanno prova delle adunanze e delle deliberazioni delle Assemblee.
Articolo 34 – Composizione, nomina, revoca e durata del Consiglio di Amministrazione
La Società è amministrata da un Consiglio di Amministrazione composto dal Presidente e da un minimo di otto ad un massimo di tredici consiglieri eletti dall'Assemblea tra i soci iscritti nel Libro dei soci da almeno novanta giorni, previa determinazione del numero.
I componenti del Consiglio di Amministrazione devono possedere i requisiti previsti dalla normativa anche regolamentare, tempo per tempo vigente.
Almeno tre Consiglieri devono essere non esecutivi. Ai Consiglieri non esecutivi non possono essere attribuite deleghe né particolari incarichi e non possono essere coinvolti, nemmeno di fatto, nella gestione esecutiva della Società.
Almeno due Consiglieri – che possono coincidere con quelli di cui al comma precedente - debbono possedere i requisiti di indipendenza di cui al comma successivo.
Ai fini della presente disposizione sono considerati non indipendenti i Consiglieri che:
a) - abbiano avuto con la Società nell'esercizio precedente, direttamente o indirettamente, relazioni commerciali, creditizie o professionali significative;
b) - rivestano la carica di amministratore esecutivo in un’altra società controllata dalla Società;
c) - siano soci o amministratori o abbiano relazioni significative di affari con il soggetto incaricato della revisione contabile della Società;
d) - siano coniugi, parenti ed affini entro il quarto grado di una persona che si trovi in una delle situazioni di cui ai punti precedenti.
Il venir meno del requisito di indipendenza quale sopra definito in capo ad un amministratore non ne determina la decadenza se i requisiti permangono in capo al numero minimo di amministratori che secondo il presente Statuto, nel rispetto della normativa vigente, devono possedere tale requisito.
Gli Amministratori possono essere amministratori o direttori generali di società concorrenti e, in ogni caso, per gli stessi si intende espressamente derogato il divieto di cui all'art. 2390 Cod. Civ. con l'approvazione dell'Assemblea, necessaria qualora si tratti di società non sottoposte a controllo.
Gli amministratori non possono essere nominati per un periodo superiore a tre esercizi e scadono con l'Assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo all'ultimo esercizio della loro carica.
Gli amministratori sono esonerati dall'obbligo di prestare cauzione e per effetto della loro gestione non contraggono altre responsabilità al di fuori di quelle stabilite dalla legge.
Con apposito Regolamento, approvato dall'Assemblea ordinaria, sono previsti limiti al cumulo degli incarichi che possono essere contemporaneamente detenuti dagli amministratori, che tengano conto della natura dell'incarico e delle caratteristiche e dimensioni della società amministrata. Restano comunque fermi, ove più rigorosi, i limiti al cumulo degli incarichi previsti dalla disciplina legale e regolamentare.
I componenti del Consiglio di Amministrazione possono essere revocati dall'Assemblea in ogni momento, salvo il diritto al risarcimento del danno qualora la revoca avvenga senza giusta causa.
La perdita da parte dell'Amministratore della qualità di socio ne comporta automaticamente la decadenza dalla carica.
Articolo 35 - Cause di ineleggibilità e di decadenza
Non possono essere eletti alla carica di amministratore, e se eletti decadono, gli interdetti, gli inabilitati, i falliti, coloro che siano stati condannati ad una pena che comporti l'interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici o l'incapacità ad esercitare uffici direttivi, nonché coloro che sono legati alla Società da un rapporto continuativo di prestazione d’opera o di lavoro subordinato.
Articolo 36 - Sostituzione degli Amministratori
Se nel corso dell'esercizio vengono a mancare per qualsiasi motivo uno o più amministratori, il Consiglio di Amministrazione provvede alla loro sostituzione per cooptazione con deliberazione approvata dal Collegio Sindacale, purché la maggioranza sia sempre costituita da Amministratori nominati dall'Assemblea.
Gli Amministratori così nominati rimangono in carica sino alla prossima Assemblea.
Gli Amministratori eletti dall'Assemblea in sostituzione di quelli venuti a mancare, scadono alla stessa data prevista dal mandato di coloro che hanno sostituito.
Venendo a mancare la maggioranza degli Amministratori nominati dall'Assemblea, si intende decaduto l'intero Consiglio e deve essere convocata l'Assemblea per la nomina dei nuovi Amministratori.
Il Consiglio di Amministrazione resta peraltro in carica fino a quando l'Assemblea, che deve essere convocata senza indugio, non deliberi in merito al suo rinnovo e sia intervenuta l'accettazione da parte della maggioranza dei nuovi Consiglieri.
Articolo 37 - Cariche consiliari
Il Consiglio di Amministrazione elegge, anche non contestualmente, tra i suoi componenti uno o due Vice Presidenti che restano in carica fino alla cessazione del loro mandato di amministratori. In caso di nomina di due Vice Presidenti, il Consiglio designa tra essi il Vice Presidente Vicario.
In caso di assenza o impedimento, il Presidente è sostituito nelle sue funzioni:
a) - dal Vice Presidente, se questi è unico;
b) - dal Vice Presidente Vicario e, in assenza o impedimento anche di quest'ultimo, dall'altro Vice Presidente.
In caso di assenza o di impedimento dei Vice Presidenti, le funzioni del Presidente sono assunte dal Consigliere più anziano di età, a meno che il Consiglio di Amministrazione le attribuisca ad altro dei suoi membri.
Venendo meno nel corso dell’esercizio il Presidente ovvero il o i Vice Presidenti, il Consiglio completato per cooptazione ai sensi dell'articolo 36 provvede alla nomina.
Il Consiglio di Amministrazione può attribuire ad uno dei suoi componenti le funzioni di Segretario del Consiglio stesso. Qualora il Segretario non venga nominato o nell’ipotesi di sua assenza o impedimento, le funzioni di Segretario sono svolte da altro consigliere o dal Direttore Generale.
Con il consenso del Consiglio, il Segretario può essere coadiuvato nelle sue funzioni da un dipendente della Società.
Articolo 38 – Presidente del Consiglio di Amministrazione
Il Presidente del Consiglio di Amministrazione promuove l’effettivo funzionamento del governo societario, garantendo l’equilibrio di poteri rispetto agli Amministratori esecutivi, con particolare riferimento ai poteri delegati.
Il Presidente convoca e presiede le riunioni del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo, se nominato, ne fissa l'ordine del giorno e provvede affinché adeguate informazioni sulle materie iscritte all’ordine del giorno vengano fornite a tutti i consiglieri.
Coordina inoltre i lavori del Consiglio e del Comitato Esecutivo, se nominato, verificando la regolarità della costituzione dello stesso e accertando l’identità e la legittimazione dei presenti e i risultati delle votazioni.
Nei casi di assoluta e improrogabile urgenza il Presidente, su proposta del Direttore Generale, può adottare i provvedimenti di competenza del Consiglio di Amministrazione o del Comitato esecutivo, se nominato,purchè non attribuiti da norme inderogabili di legge al Consiglio medesimo. Delle decisioni così assunte deve essere data comunicazione all'organo normalmente competente in occasione della prima adunanza successiva.
Articolo 39 - Adunanza del Consiglio di Amministrazione
Il Consiglio di Amministrazione è convocato di norma una volta al mese.
Può, inoltre, essere convocato ogni qualvolta il Presidente lo ritenga necessario, oppure quando ne venga fatta richiesta motivata da almeno la metà dei componenti il Consiglio stesso, oppure, anche ad iniziativa del Collegio Sindacale, previa comunicazione al Presidente del Consiglio di Amministrazione.
La convocazione è effettuata dal Presidente con avviso contenente l'indicazione degli argomenti da trattare, da trasmettere al domicilio od indirizzo comunicato da ciascun Amministratore e Sindaco, almeno cinque giorni prima della data fissata per l’adunanza, anche via telefax, posta elettronica ovvero qualunque altro mezzo telematico che garantisca la prova dell’avvenuto ricevimento. In caso di urgenza la convocazione è effettuata, con avviso da trasmettere con telefax, posta elettronica o altro mezzo di comunicazione urgente, almeno ventiquattro ore prima della riunione.
Il Consiglio può tuttavia validamente deliberare anche in mancanza di formale convocazione ove siano presenti tutti i suoi componenti e tutti i Sindaci effettivi.
Le adunanze del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo, se nominato, possono tenersi anche per teleconferenza, per videoconferenza e, più in generale, mediante qualsiasi mezzo di telecomunicazione, a condizione che tutti i partecipanti possano essere identificati e sia loro consentito seguire la discussione e di intervenire in tempo reale nella trattazione degli argomenti affrontati, nonché per visionare, ricevere e trattare la documentazione.
Alle predette condizioni il Consiglio di Amministrazione si intende riunito nel luogo in cui si trova il Presidente, che deve coincidere con quello indicato nella convocazione. Nello stesso luogo deve essere presente il Segretario della riunione, onde consentire la stesura e la sottoscrizione del verbale della riunione.
Le adunanze sono presiedute dal Presidente e sono valide quando intervenga la maggioranza assoluta dei componenti.
Articolo 40 - Deliberazioni del Consiglio
Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei voti: a parità di voti prevale il voto di chi presiede.
Articolo 41 - Verbali del Consiglio
Delle adunanze e delle deliberazioni del Consiglio deve essere redatto processo verbale da trascriversi sul relativo libro e da sottoscriversi da chi lo presiede e dal Segretario.
I verbali delle adunanze danno conto del processo di formazione delle decisioni.
Questo Libro e gli estratti del medesimo, certificati conformi dal Presidente e dal Segretario, fanno prova delle adunanze e delle deliberazioni assunte.
Articolo 42 - Attribuzioni del Consiglio di Amministrazione
Il Consiglio è investito di tutti i poteri per l’ordinaria e straordinaria amministrazione della Società, tranne quelli che la legge riservi esclusivamente all’Assemblea.
Gli Amministratori sono tenuti a riferire al Consiglio e al Collegio Sindacale di ogni interesse di cui siano eventualmente portatori, per conto proprio o di terzi, in relazione a una determinata operazione della società precisandone la natura, i termini, l'origine e la portata.
Oltre alle attribuzioni non delegabili per legge o per disposizioni di vigilanza, sono riservate all’esclusiva competenza del Consiglio di Amministrazione le decisioni concernenti:
a) - l'ammissione, il recesso e l’esclusione dei soci;
b) - l'indirizzo generale nonché le linee ed operazioni strategiche, i piani industriali e finanziari della Società e la loro modifica;
c) - la valutazione del generale andamento della gestione;
d) - la valutazione dell'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile della Società;
e) - l'assunzione e la cessione di partecipazioni di rilievo;
f) - l'acquisto di azioni proprie, a valere sulle disponibilità dell’apposito fondo;
g) - l'approvazione e la verifica periodica, con cadenza almeno annuale, della struttura organizzativa;
h)- la definizione del sistema dei flussi informativi e la verifica nel continuo della sua adeguatezza, completezza e tempestività;
i) - la valutazione della coerenza del sistema di remunerazione ed incentivazione con le strategie di lungo periodo della Società, assicurando che il sistema sia tale da non accrescere i rischi aziendali, nonché l’adeguata informativa all’Assemblea sull’attuazione delle politiche di remunerazione;
l) - la indicazione di quali Amministratori, oltre quelli indicati nel presente Statuto, hanno la rappresentanza della Società;
m) - la determinazione dei criteri per l’esecuzione delle istruzioni della Banca d'Italia;
n) - le politiche di gestione del rischio, nonché la valutazione della funzionalità, efficienza, efficacia del sistema dei controlli interni;
o) - la nomina, la revoca e la determinazione del trattamento economico del Direttore Generale e degli altri componenti la direzione generale;
p) - la nomina del responsabile delle funzioni di revisione interna e di conformità, previo parere del Collegio Sindacale;
q) - l'acquisto, l'alienazione e la permuta di immobili e diritti immobiliari, nonché la costruzione di unità immobiliari;
r) - l'approvazione e la modifica dei regolamenti interni;
s) - il trasferimento della sede sociale nell’ambito del territorio comunale;
t) - l'istituzione ed ordinamento, anche ai fini dell’articolazione della facoltà di firma, in Italia e all’estero, di sedi secondarie, succursali e rappresentanze nonché il loro trasferimento e soppressione;
u) - l'eventuale costituzione di comitati e/o commissioni con funzioni consultive, determinando la composizione, le attribuzioni e le modalità di funzionamento.
È inoltre attribuita al Consiglio di Amministrazione la competenza esclusiva ad assumere le deliberazioni concernenti l’adeguamento dello Statuto a disposizioni normative, nonché quelle concernenti le fusioni nei casi di cui agli artt. 2505 e 2505 bis, Cod.Civ..
Il Consiglio di norma delibera su proposta del Presidente o del Direttore Generale, fermo comunque il diritto di ogni Consigliere di presentare proposte.
Articolo 43 - Compenso degli Amministratori
Agli Amministratori sono riconosciuti compensi nella misura stabilita annualmente dall'Assemblea dei soci.
Il Consiglio di Amministrazione determina i criteri e le modalità di ripartizione dei compensi fra i propri componenti.
Il Consiglio di Amministrazione, sentito il Collegio Sindacale, stabilisce la remunerazione degli Amministratori che ricoprono cariche particolari previste dallo Statuto, in coerenza con la politica deliberata dall’Assemblea.
Agli Amministratori sono altresì riconosciute medaglie di presenza per la partecipazione a sedute del Consiglio, del Comitato Esecutivo, se nominato, e degli altri eventuali Comitati consiliari, nella misura stabilita dall’Assemblea dei soci.
Gli Amministratori hanno altresì diritto al rimborso delle spese vive sostenute per l'espletamento del mandato.
Articolo 44 - Comitato Esecutivo
Il Consiglio di Amministrazione, nel rispetto delle disposizioni di legge e di Statuto, può delegare proprie attribuzioni ad un Comitato Esecutivo, composto dal Presidente, quale membro di diritto, che lo presiede, e da due a quattro amministratori, nominati ogni anno dallo stesso Consiglio, nella prima riunione dopo l'Assemblea dei soci, esclusi i consiglieri non esecutivi ai sensi dell'articolo 34 dello Statuto, determinando, il contenuto, i limiti e le eventuali modalità di esercizio della delega.
Il Comitato Esecutivo si riunisce di norma ogni dieci giorni. La riunione è valida con la presenza della maggioranza assoluta dei componenti; le votazioni sono prese a maggioranza assoluta dei presenti ed in caso di parità la proposta si intende respinta. I Sindaci assistono alle riunioni del Comitato Esecutivo.
Il Comitato Esecutivo può tuttavia validamente deliberare anche in mancanza di formale convocazione ove siano presenti tutti i suoi componenti.
Il Comitato Esecutivo può eleggere annualmente tra i suoi membri un Segretario o chiamare a tale ufficio il Direttore Generale o, in sua assenza, chi lo sostituisce.
Alle riunioni del Comitato Esecutivo, previo consenso dei suoi componenti, possono partecipare altri dipendenti della Società o terzi per la trattazione di specifici argomenti all’ordine del giorno.
Delle adunanze e deliberazioni del Comitato Esecutivo deve essere redatto processo verbale, in conformità a quanto previsto dall’articolo 41.
Il Comitato Esecutivo cura che l’assetto organizzativo, amministrativo e contabile sia adeguato alla natura e alle dimensioni dell'impresa e deve riferire al Consiglio e al Collegio Sindacale, almeno ogni trimestre, sul generale andamento della gestione, ivi compreso l'andamento dei rischi, sulla sua prevedibile evoluzione e sulle operazioni di maggiore rilievo, per le loro dimensioni o caratteristiche, effettuate dalla Società e dalle sue controllate.
Delle decisioni assunte dal Comitato viene data notizia al Consiglio di Amministrazione nella sua prima riunione successiva.
Articolo 45 - Deleghe
In materia di erogazione del credito e di gestione corrente, poteri deliberativi possono essere delegati al Comitato Esecutivo, se nominato, al Direttore Generale, ad altri componenti della Direzione, a dipendenti investiti di particolari funzioni e ai preposti alle succursali, entro predeterminati limiti di importo graduati sulla base delle funzioni e del grado ricoperto.
Le decisioni assunte dagli altri titolari di deleghe devono essere portate a conoscenza del Comitato Esecutivo, ove nominato, e, anche, per importi globali, del Consiglio di Amministrazione, nella loro prima adunanza successiva.
Articolo 46 - Collegio Sindacale
L'assemblea ordinaria nomina tre Sindaci effettivi e due supplenti, fra soci e non soci, in possesso dei prescritti requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza; designa il Presidente del Collegio.
Non possono essere eletti alla carica di Sindaco e, se eletti, decadono dall'ufficio gli interdetti, gli inabilitati, i falliti, coloro che sono stati condannati ad una pena che importa l'interdizione anche temporanea dai pubblici uffici o l'incapacità ad esercitare uffici direttivi, il coniuge, i parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori della Società e coloro che rientrano nelle altre ipotesi di ineleggibilità previste dal Codice Civile.
Costituisce, altresì, causa di ineleggibilità o di decadenza dalla carica di componente il Collegio Sindacale l’essere membro di organi amministrativi o di controllo di altre banche o aziende che svolgano attività in concorrenza con quella della società, salvo si tratti di organismi di categoria.
I componenti del Collegio Sindacale non possono comunque assumere cariche diverse da quelle di controllo presso altre società partecipate di rilievo strategico.
I Sindaci non possono, inoltre, assumere incarichi di amministrazione e controllo presso società ed enti in numero superiore a quello stabilito dalla normativa, anche regolamentare, tempo per tempo vigente.
I sindaci possono essere revocati con deliberazione dell'Assemblea ordinaria solo in presenza di una giusta causa. La deliberazione di revoca deve essere approvata dal tribunale, sentito l'interessato.
L'emolumento spettante a ciascun Sindaco viene stabilito, all'atto della nomina e per l'intero periodo di durata dell'ufficio, dall'Assemblea ordinaria.
Oltre a tale emolumento spetta ai membri effettivi del Collegio Sindacale il rimborso delle spese sostenute per l'espletamento delle loro funzioni.
Articolo 47 - Durata in carica e sostituzione dei Sindaci
I Sindaci restano in carica per tre esercizi, scadono con l'Assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio della carica e sono rieleggibili. La cessazione dei Sindaci per scadenza del termine ha effetto dal momento in cui il Collegio Sindacale è ricostituito.
In caso di morte, rinuncia o decadenza di un sindaco, subentrano i supplenti secondo le modalità stabilite dalla legge.
Se viene a mancare il Presidente del Collegio Sindacale, fino alla prossima assemblea ne esercita le funzioni il più anziano di età dei Sindaci effettivi nominati dall’Assemblea.
Articolo 48 – Compiti e poteri del Collegio Sindacale
a)- sull'osservanza della legge, dei regolamenti e dello Statuto;
b) - sul rispetto dei principi di corretta amministrazione;
c) - sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società e sul corretto funzionamento;
d) - sull'adeguatezza e funzionalità del sistema dei controlli interni, con particolare riguardo al controllo dei rischi;
e) - sugli altri atti e fatti precisati dalla legge.
Il Collegio Sindacale accerta, in particolare, l'adeguato coordinamento di tutte le funzioni e strutture coinvolte nel sistema dei controlli interni, ivi compresa la Società di revisione incaricata del controllo contabile, promuovendo, se del caso, gli opportuni interventi correttivi. A tal fine il Collegio Sindacale e la Società di revisione si scambiano senza indugio i dati e le informazioni rilevanti per l'espletamento dei rispettivi compiti.
Il Collegio Sindacale vigila, altresì, sull'osservanza delle regole adottate dalla Società per assicurare la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parti correlate e ne riferisce nella relazione annuale all'Assemblea.
I Sindaci possono avvalersi, nello svolgimento delle verifiche e degli accertamenti necessari, delle strutture e delle funzioni preposte al controllo interno nonché procedere, in qualsiasi momento, anche individualmente, ad atti di ispezione e controllo.
Il Collegio Sindacale può chiedere agli Amministratori notizia, anche con riferimento a società controllate, sull'andamento delle operazioni sociali e su determinati affari.
Il Collegio Sindacale informa senza indugio la Banca d'Italia circa tutti i fatti o gli atti, di cui venga a conoscenza, che possono costituire una irregolarità nella gestione dell'impresa o una violazione delle norme disciplinanti l'attività bancaria.
Fermo restando l'obbligo di cui al precedente comma, il Collegio Sindacale segnala al Consiglio di Amministrazione le carenze e le irregolarità eventualmente riscontrate, richiede l'adozione di idonee misure correttive e ne verifica nel tempo l'efficacia.
Il Collegio Sindacale esprime un parere in ordine alle decisioni concernenti la nomina dei responsabili delle funzioni di controllo interno nonché su ogni decisione inerente la definizione degli elementi essenziali del sistema dei controlli interni.
I Sindaci riferiscono, in occasione dell'approvazione del bilancio di esercizio, sull'attività di vigilanza svolta, sulle omissioni e sui fatti censurabili eventualmente rilevati; relazionano altresì sui criteri seguiti nella gestione sociale per il conseguimento dello scopo mutualistico.
I sindaci devono assistere alle adunanze dell'Assemblea, del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo, se nominato.
I verbali delle riunioni del Collegio Sindacale danno conto del processo di formazione delle decisioni.
L'informativa al Collegio Sindacale, al di fuori delle riunioni del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo, se nominato, viene effettuata per iscritto al Presidente del Collegio.
Articolo 49 – Funzionamento del Collegio Sindacale
Il Collegio, che deve riunirsi almeno ogni novanta giorni, viene convocato dal presidente con avviso da spedirsi almeno otto giorni prima della riunione a ciascun sindaco e, nei casi di urgenza, almeno tre giorni prima. L’avviso può essere redatto su qualsiasi supporto cartaceo o magnetico e può essere spedito con qualsiasi sistema di comunicazione, compresi il telefax e la posta elettronica.
Il Collegio è regolarmente costituito con la maggioranza dei sindaci; le delibere sono assunte a maggioranza dei presenti.
Le riunioni possono svolgersi anche per teleconferenza, per videoconferenza e, più in generale, mediante qualsiasi mezzo di telecomunicazione, a condizione che siano rispettati il metodo collegiale e i principi di buona fede e di parità di trattamento e, in particolare, a condizione che tutti i partecipanti possano essere identificati e sia loro consentito seguire la discussione ed intervenire in tempo reale nella trattazione degli argomenti affrontati, nonché poter visionare, ricevere e trattare la documentazione.
La riunione si intende svolta nel luogo ove siano presenti il Presidente e il verbalizzante.
Il verbale, in tal caso, deve contenere la dichiarazione di esatta corrispondenza del suo contenuto con le questioni trattate ed essere sottoscritto dai Sindaci alla prima occasione utile.
Articolo 50 – Controllo contabile
Il controllo contabile della Società è esercitato da una Società di revisione, secondo le disposizioni di legge, su incarico conferito dall’Assemblea dei soci.
La Società incaricata del controllo contabile comunica senza indugio alla Banca d'Italia gli atti o i fatti, rilevati nello svolgimento dell'incarico, che possano costituire una grave violazione delle norme disciplinanti l'attività bancaria ovvero che possano pregiudicare la continuità dell'impresa o comportare un giudizio negativo, un giudizio con rilievi o una dichiarazione di impossibilità di esprimere un giudizio sul bilancio.
Articolo 51 - Collegio dei Probiviri
L'assemblea ordinaria nomina il Presidente del Collegio dei Probiviri, quattro Probiviri effettivi e due supplenti.
Essi durano in carica tre esercizi, sono rieleggibili e prestano il loro ufficio gratuitamente, salvo il rimborso delle spese per lo svolgimento del loro incarico.
Il Presidente provvede alla convocazione del Collegio quando occorre e ne dirige i lavori.
I supplenti surrogano, in ordine di età e fino alla prossima Assemblea, il membro effettivo che venga comunque a mancare; il nuovo nominato assume l'anzianità di quelli in carica.
I supplenti, inoltre, surrogano pure in ordine di età, di volta in volta, i membri effettivi che non possono prendere parte alle decisioni o che devono astenersi per ragioni di parentela, di affinità, di altro legittimo impedimento o motivo di opportunità.
Articolo 52 - Competenza del Collegio dei Probiviri
Il Collegio dei Probiviri regola lo svolgimento delle propria attività nel modo che ritiene opportuno senza vincolo di formalità procedurali.
Il Collegio, integrato di volta in volta con rappresentante dell’aspirante socio, si esprime entro trenta giorni dalla richiesta, sui ricorsi di cui all'articolo 11, comma terzo, del presente Statuto.
Articolo 53 - Direzione Generale
La Direzione Generale è composta dal Direttore Generale e dagli altri componenti designati dal Consiglio di Amministrazione, che ne determina le attribuzioni.
Il Direttore Generale deve possedere i requisiti di professionalità e di onorabilità previsti dalla legge.
Le deliberazioni concernenti la nomina dei componenti la Direzione Generale sono assunte dal Consiglio di Amministrazione a maggioranza assoluta dei suoi componenti.
Articolo 54 - Funzioni del Direttore Generale
Il Direttore Generale, nei limiti dei poteri conferitigli e secondo gli indirizzi del Consiglio di Amministrazione, nell’esercizio della funzione di sovrintendenza, coordinamento esecutivo e controllo, provvede alla gestione di tutti gli affari correnti, esercita i poteri in materia di erogazione del credito, di spesa e di operazioni finanziarie nei limiti assegnatigli, sovrintende all'organizzazione e al funzionamento delle reti e servizi, dà esecuzione alle deliberazioni assunte dal Consiglio di Amministrazione nonché a quelle assunte dal Comitato Esecutivo, se nominato, ed a quelle assunte in via d'urgenza a norma dell'articolo 38, ultimo comma.
Nell'espletamento delle sue funzioni, il Direttore Generale si avvale degli altri componenti la Direzione Generale. Riferisce al Consiglio di Amministrazione.
Il Direttore Generale è il capo del personale e della struttura e propone assunzioni, promozioni e revoche.
Il Direttore Generale può avviare autonomamente tutte le azioni giudiziarie che appaiono opportune per assicurare il recupero dei crediti.
Il Direttore Generale formula proposte agli organi collegiali sulle materie riservate alla sua competenza, previa informazione al Presidente e prende parte, con voto consultivo, alle adunanze del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo, se nominato.
In caso di assenza o impedimento, il Direttore Generale è sostituito, in tutte le facoltà e funzioni che gli sono attribuite, dal Vice Direttore Generale, se nominato, ovvero dal componente la direzione designato dal Consiglio di Amministrazione. Per il caso di impedimento od assenza anche di quelli, il Consiglio di Amministrazione può delegare facoltà e funzioni ad altro componente la direzione.
Articolo 55 - Poteri di firma
La rappresentanza della Società nei confronti dei terzi ed in giudizio, sia in sede giurisdizionale che amministrativa, compresi i giudizi di Cassazione o di revocazione, nonché la firma sociale libera competono al Presidente e, in caso di sua assenza od impedimento, anche temporanei, a chi legittimamente lo sostituisce a norma di Statuto.
Di fronte ai terzi la firma di chi sostituisce il Presidente fa prova dell'assenza od impedimento del medesimo.
La rappresentanza della Società e la firma sociale libera possono inoltre essere conferite dal Consiglio di Amministrazione a singoli consiglieri per determinati atti o categorie di atti.
La firma sociale è, altresì, attribuita dal Consiglio al Direttore Generale, dirigenti, funzionari o dipendenti della Società con determinazione dei limiti e delle modalità di esercizio.
Il Consiglio può inoltre, ove necessario, conferire mandati e procure anche ad estranei alla Società per il compimento di determinati atti.
Articolo 56 - Bilancio
Dopo la chiusura di ogni esercizio, il Consiglio di Amministrazione procede alla formazione del bilancio, nonché della relazione sulla gestione sociale e della nota integrativa, in conformità alle prescrizioni di legge.
Nella sua relazione all'Assemblea il Consiglio riferisce su tutto quanto può illustrare il più compiutamente possibile l’attività e lo stato degli affari della Società.
Nelle relazioni di cui agli artt. 2428 e 2429, Cod. Civ., gli Amministratori ed i Sindaci indicano specificamente i criteri seguiti nella gestione sociale per il conseguimento dello scopo mutualistico ed illustrano le ragioni delle determinazioni assunte con riguardo all'ammissione di nuovi soci.
Articolo 57 - Ripartizione degli utili
L'utile netto risultante dal bilancio sarà ripartito come segue:
a) - in misura non inferiore a quella stabilita dalla legge, alla riserva legale;
b) - in misura non inferiore al 5% (cinque percento) alla riserva straordinaria;
La Società destina in ogni esercizio una somma fino al 5% (cinque per cento) dell'utile dell'esercizio precedente a quello di riferimento, da determinare da parte dell'Assemblea e da devolvere, secondo le determinazioni del Consiglio di Amministrazione, a scopi di beneficenza e assistenza ed iniziative di pubblico interesse in favore dei territori serviti.
Il residuo viene ripartito fra i soci nella misura che, su proposta del Consiglio di Amministrazione, viene fissata dall'Assemblea, quale dividendo alle azioni.
L'eventuale residuo, pure su proposta del Consiglio di Amministrazione, è destinato all'incremento della riserva straordinaria o alla costituzione o all'incremento di ulteriori riserve, nonché della riserva per l'acquisto o il rimborso di azioni della Società, ovvero riportato al nuovo esercizio.
Articolo 58 - Altre riserve
Oltre alle riserve previste dal precedente articolo, altre riserve sono formate:
a) - con l'importo versato quale sovrapprezzo in aggiunta al valore nominale delle azioni sottoscritte a norma dell'articolo 8 e, altresì, con i proventi relativi alla tassa di ammissione a socio;
b) - con i dividendi che restano devoluti alla Società a norma dell'articolo 22, ultimo comma.
SCIOGLIMENTO E NORME DI LIQUIDAZIONE
Articolo 59 - Scioglimento e norme di liquidazione
In caso di scioglimento l’Assemblea nomina i Liquidatori, stabilisce i loro poteri, le modalità della liquidazione e la destinazione dell'attivo risultante dal bilancio finale.
Il riparto delle somme disponibili fra i titolari delle azioni ha luogo tra questi in proporzione delle rispettive partecipazioni.