Source: http://www.luigiaccattoli.it/blog/congedo-ad-tempus-del-cardinale-pell-chiamato-a-processo/
Timestamp: 2017-07-23 06:43:31+00:00
Document Index: 23368814

Matched Legal Cases: ['in dubio', 'in dubio', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Il blog di Luigi Accattoli » Congedo ad tempus del cardinale Pell chiamato a processo
Congedo ad tempus del cardinale Pell chiamato a processo
29 giugno 2017 alle 11:28	· Archiviato in Varie	George Pell, il cardinale australiano prefetto della Segreteria per l’Economia, accusato in patria per abusi su minori, d’accordo con il Papa prende “un periodo di congedo [dall’incarico] per potersi difendere” e torna in Australia. Nei commenti il comunicato vaticano, parole del cardinale, contorni vari.
98 Commenti	»
29 giugno 2017	@ 11:28
Non viene sostituito. Comunicato 1: La Santa Sede ha appreso con rincrescimento la notizia del rinvio a giudizio in Australia del Card. George Pell per imputazioni riferibili a fatti accaduti alcuni decenni orsono. Messo al corrente del provvedimento, il Card. Pell, nel pieno rispetto delle leggi civili e riconoscendo l’importanza della propria partecipazione affinché il processo possa svolgersi in modo giusto e favorire così la ricerca della verità, ha deciso di far ritorno nel suo Paese per affrontare le accuse che gli sono state mosse. Il Santo Padre, informato di ciò dallo stesso Card. Pell, gli ha concesso un periodo di congedo per potersi difendere.
29 giugno 2017	@ 11:29
Onestà del cardinale. Comunicato 2: Durante l’assenza del Prefetto, la Segreteria per l’Economia continuerà a svolgere i propri compiti istituzionali. I Segretari rimarranno in carica per il disbrigo degli affari ordinari, donec aliter provideatur. Il Santo Padre, che ha potuto apprezzare l’onestà del Card. Pell durante i tre anni di lavoro nella Curia Romana, gli è grato per la collaborazione e, in particolare, per l’energico impegno a favore delle riforme nel settore economico e amministrativo e l’attiva partecipazione nel Consiglio dei Cardinali (C9).
Ha collaborato. Comunicato 3: La Santa Sede esprime il proprio rispetto nei confronti della giustizia australiana che dovrà decidere il merito delle questioni sollevate. Allo stesso tempo va ricordato che il Cardinale Pell da decenni ha condannato apertamente e ripetutamente gli abusi commessi contro minori come atti immorali e intollerabili, ha cooperato in passato con le Autorità australiane (ad esempio nelle deposizioni rese alla Royal Commission), ha appoggiato la creazione della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori e, infine, come Vescovo diocesano in Australia ha introdotto sistemi e procedure per la protezione di minori, e per fornire assistenza alle vittime di abusi.
29 giugno 2017	@ 11:30
Parole di Pell stamane in Sala Stampa Vaticana: Aspetto il giorno in cui mi potrò difendere davanti alla corte. Sono innocente, le accuse sono false e considero l’idea stessa di abuso sessuale un crimine orribile. Ho informato regolarmente il Santo Padre in questi lunghi mesi e in numerose occasioni e abbiamo parlato della possibilità che io prenda un periodo di congedo per difendermi. Per questo sono molto grato al Santo Padre di avermi dato il congedo per tornare in Australia. Sono sempre stato totalmente coerente e chiaro nel mio respingimento totale di queste accuse. Le notizie di queste accuse rafforzano la mia risolutezza e le procedure del tribunale mi offrono ora la possibilità di difendere il mio nome e tornare al mio lavoro a Roma.
Udienza il 18 luglio. Dopo la dichiarazione non erano previste domande dei giornalisti. Il portavoce vaticano Greg Burke ha informato che «da adesso in poi il cardinale non sarà presente a eventi liturgici pubblici a partire dalla messa di oggi per i Santi Pietro e Paolo». Pell, 76 anni, è invitato a comparire in tribunale il 18 luglio. I dettagli delle accuse non sono noti. Secondo notizie di stampa si tratterebbe di abusi a carico di tre minori, oggi adulti, risalenti agli anni ’70 e ’90. Già prima di questo rinvio a giudizio, Pell era accusato di avere insabbiato le denunce di abusi compiuti da altri sacerdoti a Ballarat quando era vescovo ausiliare.
29 giugno 2017	@ 11:31
Per l’atteggiamento del Papa va ricordata una risposta sulle vecchie accuse a Pell data in aereo durante il rientro da Cracovia il 31 luglio 2016: Non si deve giudicare prima che la giustizia giudichi. Se io dessi un giudizio a favore o contro il Cardinale Pell, non sarebbe buono, perché giudicherei prima. E’ vero, c’è il dubbio. E c’è quel principio chiaro del diritto: in dubio pro reo. Dobbiamo aspettare la giustizia e non fare prima un giudizio mediatico, perché questo non aiuta. Il giudizio delle chiacchiere, e poi? Non si sa come risulterà. Stare attenti a quello che deciderà la giustizia. Una volta che la giustizia ha parlato, parlerò io.
29 giugno 2017	@ 11:56
Mio commento in forma di riassunto. Il Papa non dimissiona Pell, cioè per il momento dà fiducia alla sua affermazione d’innocenza. Pell accetta il processo e promette di collaborare pienamente con il tribunale: non si avvale dell’immunità diplomatica e non si appella all’assenza di un accordo di estradizione tra Australia e Vaticano. La severità di Papa Bergoglio in materia di abusi sessuali – preannunciata con le parole “una volta che la giustizia ha parlato parlerò io – si esprime oggi nell’allontamento precauzionale di Pell dalle sue funzioni e dalle celebrazioni liturgiche.
29 giugno 2017	@ 12:54
Caro Luigi è un’altra durissima ferita che si apre per la Santa Chiesa Cattolica.
E’ ovviamente sacrosanto aspettare il corso del giudizio che vede coinvolto il card. Pell e non lanciarsi in condanne preventive.
Il cambio di passo dei vertici della Chiesa sul tema degli abusi iniziato con Benedetto XVI e proseguito oggi con papa Francesco è sicuramente un fatto positivo.
Di sicuro, se le Chiese sono “vuote” sappiamo che la causa va anche ricercata nella “contro testimonianza” pervenuta dal cattolicesimo, dal suo interno.
Dio ci perdoni.
29 giugno 2017	@ 13:42
Ieri sera alla Messa in cattedrale eravamo quattro donne anziane e tre uomini anziani …
29 giugno 2017	@ 14:41
C’è anche chi è “contento” in Curia dell’allontanamento di Pell, che si era fatto molti nemici.
http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/17_giugno_29/perche-caso-cardinale-pell-aiutera-riforme-finanziarie-segna-cambio-passo-pedofilia-4cbc9954-5ca5-11e
” …probabile uscita di scena potrebbe fare avanzare e non fermare le riforme. Il modo in cui Pell le ha gestite è stato considerato insieme costoso e inefficace. La sua Segreteria si è scontrata con gran parte degli altri «ministeri» vaticani. E in questo conflitto si è notato un pregiudizio culturale verso tutto ciò che era italiano. Pell ha voluto usare la mano pesante per imporre la superiorità del sistema giuridico anglosassone su un mondo che conosceva poco e che lo ha presto rifiutato. Non gli è bastato dire che agiva per conto di Francesco: anche perché a poco a poco lo stesso pontefice si è reso conto che quei metodi non solo non funzionavano ma frenavano qualunque passo avanti. ”
In nome delle riforme , sempre le riforme, non si pensa ad altro ormai. o le riforme o morte: le riforme il grande imperativo categorico!
Intanto osserviamo che a morire nel frattempo che si fanno le famose riforme che dovrebbero risolvere la terribile crisi , sia proprio la fede cattolica come evidenziato dalla sconsolata Antonella Lignani.
sarebbe assurdo che dopo aver fatto le riforme si accorgessero che .. non è rimasta neppure più una pecorella del gregge !
29 giugno 2017	@ 15:23
“Donec aliter provideatur”…
29 giugno 2017	@ 15:25
“Padre Abate, è giunto un frate” … “Brodo lungo e seguitate”.
Per accogliere tutto e tutti è necessario annacquare, ma a forza di “annacquare” anche la minestra più buona perde sapore…
Buona festa dei SS Pietro e Paolo!
29 giugno 2017	@ 17:53
I genitori hanno chiesto di poterlo portare almeno a casa …
https://www.avvenire.it/famiglia-e-vita/pagine/piccolo-charlie-gard-stacca-la-spina-ospedale
29 giugno 2017	@ 17:58
L’Italia è in preghiera per Charlie (ma non ritrovo il sito …)
29 giugno 2017	@ 18:08
Cara Antonella, dovevamo immaginare che avrebbero liquidato il caso. Ma non disperiamo,lasciamo alla bontà di Nostro Signore il destino di questa creatura. Se è nella Volontà di Dio che viva…vivrà…certo che vivrà!
29 giugno 2017	@ 19:55
Oggi, a Roma c’è festa. I santi Apostoli sono morti qui. Abbiamo le carceri mamertine che parlano ancora del loro passaggio prima del martirio. Pensate che c’è ancora l’acqua con la quale battezzarono i prigioneri sgorgata per prodigio al tocco dell’Apostolo. E’ ancora li, che fuoriesce da una piccola ferritoria nel pavimento, dell’angusta piccola opprimente prigione, fresca e buona da duemila anni
Riflettevo sulla scrittura di oggi, di come tutta la comunità si fosse riunita in una preghiera incessante affinché Pietro, condannato a morte, potesse in qualche modo uscirne vivo. E accadde quello che accadde. Quanto importante la figura di Pietro per la Chiesa nascente, tanto, che l’assenza rappresentava un lutto, un dolore inenarrabile.
Lui è Pietro, Cefa,la Pietra sulla quale dovrà edificare la Chiesa di Cristo “E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa». La Sua Chiesa dunque, quella di Cristo, non quella di Pietro. Dunque, solo su quella voluta da Cristo “portae inferi non praevalebunt “, ne consegue che per altri esperimenti di Chiesa ” portae inferi praevalebunt”, e anche che, se Pietro si sposta dal Vangelo, dai comandamenti, dai sacramenti , dal Deposito della Fede, dalla Rivelazione, dal Sacro Magistero, da tutto quanto Cristo disse e fece “portae inferi praevalebunt ” Io credo nel cardinale Pill, ho la sensazione che sia vittima di un complotto, una cospirazione, una congiura ordita ai suoi danni e preparata a mestiere. Da chi? Chi le sta’ rovesciando addosso questa cesta di serpenti? Pensateci. Era il 2015 si era alla vigilia del Sinodo e tredici cardinali (dopo il deplorevole coming out di Monsignor Charamsa, boomerang per la fazione ‘’progressista” per cui sembrò ci fosse uno spostamento “a destra del Papa) scrissero al papa un lettera i cui firmatari ricoprivano ruoli di prima grandezza nella gerarchia della Chiesa. Parliamo di Caffarra, Dolan, Müller, Napier, Sarah, ed altri. La lettera poneva, in modo conciso e chiarissimo, all’attenzione del papa, una serie di “preoccupazioni” circa le procedure del sinod, a loro giudizio “configurate per facilitare dei risultati predeterminati su importanti questioni controverse” ( famiglia,comunione ai divorziati). La Relactio finale del Sinodo fu avvolta da una cortina fumogena, al punto da non essere diffusa.
Torniamo alla lettera la quale metteva il punti sull'”Instrumentum laboris” ,un documento chilometrico che non ha nulla a che vedere con il metodi snelli delle “proposizioni” come si usava fare, pertanto ritenuto dai firmatari “inadeguato come “testo guida e fondamento di un documento finale”.
Si dice che papa Francesco respinse in blocco (come con “dubia” ) la provocazione e che la riscrittura del testo, rimaneggiata, divenne appannaggio di quella commissione tutta nominata da papa Francesco con i novatori in maggioranza schiacciante, e, al contrario di quanto avviene in aula come procedura di sinodi che termina col voto ad uno ad uno ed anche in assenza di proposizioni si vota punto per punto una “Relatio finalis” scritta da una commissione elettiva, ora, veniva tutta nominata dall’alto.
A chi venne attribuita la paternità della Lettera che mandò il Papa su tutte le furie? Al Cardinale Pell. LO stesso che oggi deve dimettersi per discolparsi di un’accusa immonda. Già da tempo Pietro Parolin,lo aveva commissariato. Insomma, a me, questa storiaccia brutta brutta, infamante, sa tanto di quel piatto freddo chiamata vendetta offerto, fatalità, in corso preparatorio in vista del nuovo Sinodo…
29 giugno 2017	@ 20:11
E così, la Santa Sede dando un calcio al cerchio ed uno alla botte con una mano lo salva esprimendo rispetto nei confronti della giustizia australiana dicendo che il Cardinale da decenni ha condannato apertamente e ripetutamente gli abusi commessi contro minori come atti immorali e intollerabili, ha cooperato in passato con le Autorità australiane ecc ecc…
Il papa usa la tattica del dubbio si rifà al principio del diritto: in dubio pro reo.
“aspettiamo la giustizia e non fare prima un giudizio mediatico, perché questo non aiuta. Il giudizio delle chiacchiere, e poi? Non si sa come risulterà. Stare attenti a quello che deciderà la giustizia. Una volta che la giustizia ha parlato, parlerò io”
Parlerà Lui, certo, intanto l’ha -o l’hanno- fatto fuori! La storia del gatto e del topo che diventò suo amico.
29 giugno 2017	@ 20:34
Clodine, parla chiaro. Vuoi dire che dietro l’accusa di pedofilia al cardinale Pell c’è la mano del papa? Tu pensi questo o hai il dubbio che sia così? Si direbbe proprio di sì, da come riporti i fatti.
Quanto al piccolo Charlie, sono costernato. Mi chiedo dove siano tutti coloro che hanno invocato il principio di autodeterminazione per giustificare, anzi per rivendicare il diritto di morire. Evidentemente ci sono vite che non vale la pena di vivere, che non si ha il diritto di vivere. Ci attende l’orrore.
29 giugno 2017	@ 20:51
Si, Leopondo, è un mio dubbio. Sto pensando molto a questa accusa grave, un’accusa che, come minimo, allontana in maniera quasi definitiva dalla scena Vaticana e non solo- comunque vadano le cose anche se si risolvessero in bene- il cardinal Pell.
Credo che la Santa Sede avesse più di un motivo per avercela con questo cardinale. Non solo per essere stato l’artefice della famosa lettera a ridosso del Sinodo – e dunque anche motivo di allontanamento in vista del prossimo- ma anche per essere, così si dice, un grandissimo spendaccione. Sembra lapidasse ingenti quantitativi di denaro per cose futili. Non so fino a che punto queste accuse fossero fondate però, se ne parlò , e molto.
Insomma, si, ho il sospetto che ci sia sotto una congiura…
Dopo il caso Boffo, difficile per me, ora,credere che tutto va come lo raccontano loro…
29 giugno 2017	@ 20:55
Sul piccolo Charlie, caro Leopoldo, è una delle pagine più nere mai raccontate…
Si resta senza parole. Io credo in Dio, nella bontà del cielo, solo Lui lo può aiutare, lui che tutto può.
29 giugno 2017	@ 21:09
Appello perché i genitori possano portare il bambino a casa:
https://www.change.org/p/great-ormond-street-hospital-grant-connie-yates-chris-gard-s-last-wish-to-take-charlie-gard-home
29 giugno 2017	@ 21:10
Leopoldo, tu che penseresti leggendo questo?
http://espresso.repubblica.it/plus/articoli/2015/02/25/news/scontro-di-potere-in-vaticano-1.201208
29 giugno 2017	@ 21:23
“Si, Leopondo, è un mio dubbio.”
Aho, sora Cesira, anvedi : pure la sora Clausdia c’ha li dubia sua.
29 giugno 2017	@ 22:01
Come non restare trasecolati quando si leggono certi commenti?
Il “buon” cardinale Pell, che ha dimostrato di essere un accentratore di poteri e un accumulatore di soldi, viene rispedito in Australia, e qualcuno ha il dubbio che il Papa abbia voluto farlo fuori col pretesto di sospetta pedofilia, di cui dovrà rispondere in tribunale.
Di fronte a una logica così illogica, uno non può che restare di sasso.
29 giugno 2017	@ 22:03
Clodine, in verità non sono addentro alle guerre che si consumano nella Chiesa, tuttavia ci sarebbero tanti modi di agevolare, diciamo così, l’avvicendamento ai vertici dell’Istituzione. Quello adombrato da te sarebbe così infame, passami il termine, da annullare completamente ogni credibilità del papa, in qualunque campo. Io sarò ingenuo ma Francesco, sia pure con i suoi limiti (è proprio degli uomini averne), mi pare una persona profondamente onesta. Dopo, sono d’accordo sul fatto che il papa stia cercando di cambiare profondamente (un cambiamento radicale) la Chiesa e la sua collocazione nel mondo ma a me questo piace molto. A te no, e va bene. Il mondo è bello perché è vario.
29 giugno 2017	@ 22:55
Cara Antonella Lignani,
neppure una parola da parte del papa sul piccolo Charlie.
Che dire?Credo che Cristo una parola l’avrebbe detta.
Resta da vedere chi sia oggi il Vicario di Cristo.
Certo silenzi sono piu’agghiaccianti di tante parole.
29 giugno 2017	@ 23:09
C’è stato solo un intervento sia pure tardivo di Mons. Paglia.
29 giugno 2017	@ 23:25
Parole fredde e di circostanza quelle di Mons.Paglia.Dove e’la Chiesa profetica?La Chiesa che grida nel deserto preparate le vie del Signore?Dove e’il fuoco,la passione?Per Charlie solo fredde e caute parole. E questa e’la Chiesa ispirata d a llo Spurito Santo?Si vede che tutta la passione e la profezia sono dedicate all’ecologismo e ai migranti e ai movimenti sociali.Non ne resta piu’per questioni come la vita e la morte di un bambino.
Questioni cruciali ,questioni fondamentali,questioni su cui si gioca la concezione antropologica dell’uomo e il suo futuro:ma di fronte a queste questioni la chiesa di Bergoglio o sta zitta o balbetta o diciamolo francamente se ne frega.
30 giugno 2017	@ 0:02
“Certo silenzi sono piu’agghiaccianti di tante parole.”
Lei farebbe bene a stare in silenzio, cara signora.
Perché giudica? Che ne sa lei di quel che ha ritenuto di dover fare il Papa? Chi le dice che non sia ,invece, intervenuto nel modo migliore, con discrezione, senza gridarlo ai quattro venti? E senza, peraltro, avere la risposta sperata?
Dovrebbe, il Papa, fare tutto ciò che piace a lei?
Smetta di prendere ogni pretesto per attaccarlo. Smetta, una buona volta. E non vada a farneticare, con l’ignoranza che le è propria, sulla “Chiesa profetica”, della quale niente sa.
Lei si dimostra meschina e miserabile, signora Venturi. Proprio una brutta persona.
30 giugno 2017	@ 0:07
Parole fredde e di circostanza quelle di Mons. Paglia e dei vescovi inglesi.
30 giugno 2017	@ 0:15
Caro Luigi Accattoli,
non ho mai visto attacchi così sfrontati e indecenti nei confronti del Papa.
Questa signora Venturi è ai limiti della blasfemia.
Qui non si tratta di semplici critiche, ma di aggressione violenta che avvelena l’aria ed è un’offesa anche per chi entra nel blog.
Ha passato ogni limite, questa signora.
Tu sei il padrone del blog. A te spetta fare il moderatore, senza permettere che qualcuno entri con i coltelli sulla lingua.
30 giugno 2017	@ 0:36
Io cara Victoria,siccome nonposso come non puo’nessuno vedere nel srgreto dei cuori umani,mi attengo ai fatti.Mi attengo a cio’che vedo e sento
Lei forse cara Victoria puo’vantare di sapere cosa c’e’nell’intimo delle coscienze.Io no.Mi attengo ai fatti, parlo di cio’che vedo e che tutti possono vedere,non presumo di saperne “di piu'”.
E attenendosi ai fatti e senza presumere di sapere chissa’quali segreti del cuore del Santo Padre Francesco osservo che:
La massima autorita’spirituale della Chiesa cattolica,la cui autorita’anche mediatica e’immensa,e che poteva se avesse voluto parlare contro la decisione di ammazzare il piccolo Charlie non ha parlato.
Certo cosa ne so io di cosa pensa il papa nel suo cuore?Ma allora cosa ne sa lei cara Victoria?Atteniamoci agli atti e parole pubbliche e non presumiamo di essere ben dentro i segreti del cuore del papa,cosa che ne’io ne’lei possiamo essere.
Atteniamoci ali atti e parole PUBBLICHE,le uniche su cui possiamo esprimere un giudizio.
Ora tali atti e parole pubbliche da parte del papa nel caso del piccolo C h arlie non ci sono state.
Questo da parte di un papa che parla in continuazione a ruota libera su ogni argomento dello scibile umano,dai diritti sindacali alle pensioni,dai migranti ai riscaldamento globale.
Sulla vicemda di Charlie che tanto.ha colpito e fatto fremere di c ompassipne il cuore d i.molta gente,su questo blog in particolare quello di AntonellaLig n ani, il papa non ha detto.nulla. Nulla.E siccome nessuno di.noi puo.presumere di sapere cosa voglia significocare questo nulla,dobiamo solo premdere atto che non ha detto nulla.
A volte la sensibilita’e il cuore di una persona si comprendono piu’che dalle parole dai silenzi.
Forse ci sono.cuori che restamo indiffetenti alla morte del piccolo Charlle e battono solo per i.migranti.
Forse ci sono cuori che pur dichiarand osi pieni di misericordia non losono affatto.Chissa’.
Nessuno.puo ‘sapere il segreto dei.cuori umani.
Ma sicuramente il Giorno del Giudizio ogni cuore verra’giudicato per le sue parole e i suoi silenzi ,per le o p ere e le omissioni
30 giugno 2017	@ 0:37
Ormai che ho fatto tanto, faccio anche questo: allego il parare di un esperto di malattie mitocondriali.
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-fermatevi-vi-diciamo-che-charlie-ha-ancora-speranze-20322.htm
30 giugno 2017	@ 0:49
Abbiamo inviato un appello al papa, avrebbe potuto rispondere! Anche solo con una preghiera.
30 giugno 2017	@ 1:16
Ha ben altro a cui pensare : la Riforma.
30 giugno 2017	@ 1:28
Anche tu, Antonella, sei curiosa però (scusa se mi permetto). Ma hai tu idea di quanti impegni ha un Papa? Vorresti che rispondesse a tutti quelli che gli hanno fatto appelli?
E poi, cosa avresti voluto da mons. Paglia più di quanto ha detto?
Le sue parole non sono “fredde e di circostanza” come sono sembrate a te.
Sono le parole giuste.
Ha detto con chiarezza che è ingiusto non rispettare la volontà dei genitori del piccolino e che ” non si può mai porre in essere alcun gesto che metta fine intenzionalmente a un’esistenza umana compresa la sospensione della nutrizione e dell’idratazione”.
“Al tempo stesso vanno purtroppo riconosciuti anche i limiti di ciò che si può fare, certo dentro un servizio all’ammalato che deve continuare fino alla morte naturale”. Più chiaro di così?!
Sono stati fatti appelli da tutte le parti per il caso Charlie, ma la corte di Strasburgo ha, purtroppo, rispettato le leggi inglesi. Oggi, poi, che l’Inghilterra è uscita dall’Europa, figurati se potevano andarle contro.
Che si poteva fare di più? Credo niente. A volte ci si trova di fronte a muri invalicabili.
Forse il Papa, che deve aver ricevuto moltissime perorazioni perché intervenisse, è entrato personalmente in questo caso, magari con qualche telefonata a chi di dovere. E non ha ottenuto nulla. Che possiamo saperne noi? Deve rendere conto a noi di quel che fa?
Una cosa è certa: tutti ci troviamo dalla parte del bimbo, cioè dei genitori. Tutti preghiamo per loro.
Quel che di sicuro non si deve fare è strumentalizzare anche questo caso dolorosissimo per fini ideologici.
Invece qui qualcuno sta facendo proprio questo. Sta approfittando di questa vicenda pietosa per gettare fango sulla Chiesa di papa Francesco.
30 giugno 2017	@ 7:10
Il punto è che il silenzio del Papa ( ma anche di Bassetti e Galantino) è indifendibile. La scusa della strumentalizzazione politica non regge. Il Papa è uscito dal protocollo tradizionale tante volte, ha telefonato a sorpresa a tanta gente , ha avuto gesti di attenzione per tante questioni (diciamo pure prevalentemente all’accoglienza dei migranti), ma proprio su questo dolorosissima vicenda di un bambino malato e condannato a morte non ha VOLUTO dire niente. C’è ben poco da cinquantare.
30 giugno 2017	@ 7:15
San Giovanni Paolo Il non avrebbe avuto timore di attaccare gli Erode di oggi, ma certo c’è una differenza enorme tra i due , da tutti i punti di vista. Il pontificato di San Giovanni Paolo II ha portato frutti straordinari, vedremo cosa rimarrà del pontificato presente. Non mi sbilancio ulteriormente, ma questo silenzio peserà sul giudizio che tra qualche anno gli storici daranno alla “Chiesa di Bergoglio”.
30 giugno 2017	@ 11:29
Qualcuno di voi mi può aiutare a ricordare l’appello e le parole espresse da Benedetto XVI sul caso Englaro ?
30 giugno 2017	@ 11:46
Leggi qua, Andrea Salvi:
CASO ENGLARO: L’OSSERVATORE, SENTENZA CASSAZIONE ORIENTATA A RELATIVISMO
(ASCA) – Citta’ del Vaticano, 17 ott – ”Dalla Cassazione una sentenza orientata al relativismo”. Questo il commento de L’Osservatore romano dopo che ieri la Suprema corte ha deciso di consentire un nuovo processo innanzi alla Corte d’Appello di Milano sul distacco del sondino nasogastrico ad Eluana Englaro, una ragazza in stato vegetativo dal 1992 a seguito di un incidente stradale. Le motivazioni della sentenza della Cassazione sono essenzialmente due, ricorda oggi il giornale vaticano, il diritto all’autodeterminazione terapeutica del paziente che non deve incontrare alcun ”limite” anche nel caso in cui ne consegua ”il sacrificio del bene della vita”, poiche’ lo Stato italiano riconosce il pluralismo dei valori. Mentre la seconda motivazione prende spunto dallo stato di irreversibilita’ della sua condizione, ”secondo standard scientifici internazionalmente riconosciuti”. Premesse che, secondo L’Osservatore romano ”appaiono evidentemente confutabili. Nessun esperto potrebbe, allo stato attuale, dichiarare l’irreversibilita’ della condizione di stato vegetativo, se non in base ad una scelta puramente soggettiva” si fa notare. Mentre sulla volonta’ di Eluana, poi, ”l’arbitrarieta’ appare palese. La dichiarazione di un momento non puo’ evidentemente essere presa a parametro per presumere la volonta’ di una persona – scrive il quotidiano della Santa Sede – riguardo a scelte come quelle che riguardano la contrarieta’ o meno ad un trattamento che fra l’altro si pone al limite fra terapia e nutrizione”. Ricordato poi che la ”vita va difesa sempre”, L’Osservatore romano riconferma che questo vale ”in ogni suo momento poiche’ sulla vita stessa, e sulla sua interruzione, nessun uomo ha alcuna signoria”. ”Nel caso specifico della sentenza della Cassazione, dunque, e’ inaccettabile il relativismo dei valori, soprattutto se questi riguardano la conservazione o meno della vita. Accettare, pure nel vuoto legislativo, una tale posizione, significa orientare fatalmente il legislatore verso l’eutanasia. Di piu’: introdurre il concetto di pluralismo dei valori – e’ la conclusione – significa aprire una zona vuota dai confini non piu’ tracciabili. Significherebbe attribuire appunto ad ognuno una potesta’ indeterminata sulla propria esistenza dalle conseguenze facilmente immaginabili, anche solo ragionando dal punto di vista etico”.
Acceso il dibattito sul caso Englaro. L’Osservatore Romano: “la sentenza della Cassazione orienta il legislatore verso l’eutanasia”
E’ acceso il dibattito in Italia sul caso di Eluana Englàro, la ragazza in stato vegetativo dal 1992 a seguito di un incidente stradale. La Cassazione ha stabilito ieri che il giudice può, su istanza del tutore, autorizzare l’interruzione, ma a patto che sia provata come irreversibile la condizione di stato vegetativo e che sia accertato che il convincimento etico della giovane avrebbe portato a tale decisione. Per l’Osservatore Romano la sentenza della Cassazione e’ frutto di un inaccettabile “relativismo dei valori ” e orienta “fatalmente il legislatore verso l’eutanasia”. Ieri il segretario della Conferenza episcopale italiana, mons. Giuseppe Betori, aveva ribadito la difesa della vita fino alla sua naturale conclusione. Per Adriano Pessina, direttore del Centro di Bioetica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, la scelta della suprema Corte suscita diverse “gravi perplessità”. Adriana Masotti gli ha chiesto di spiegare il perchè. R. – La perplessità maggiore è data dal fatto che sembra che la Corte stabilisca che qualora una persona non fosse più in grado di prendere relazioni, di avere rapporti coscienti, possa essere in qualche modo abbandonato dal punto di vista assistenziale. Perché il caso Englaro è il caso di una persona in stato vegetativo persistente, che in questo momento ha come unico sostegno semplicemente l’alimentazione e l’idratazione. Io trovo assolutamente paradossale ritenere che si possa rinunciare a questa forma di assistenza o che si possa teorizzare che la società può smettere di assistere persone che magari non sono più in grado di intendere e di volere. Poi, il riferimento alla possibilità che la scienza stabilisca che mai la povera Englaro potrà riprendere coscienza, è un’altra affermazione che significa non conoscere la scienza. E’ evidente che la scienza non potrà mai stabilire in assoluto la possibilità di ripresa della coscienza di Englaro. Ancora più grave è l’idea che si fa riferimento ad una volontà pregressa per cui la Englaro non avrebbe voluto stare in questa situazione. Ora, il punto fondamentale non è che qualcuno voglia stare nello stato vegetativo permanente; la questione di fondo è quando, per un caso qualsiasi e per diversi motivi, uno è in uno stato vegetativo persistente noi – oltre a cercare di fare di tutto perché riprenda coscienza – non dobbiamo anche almeno garantirgli quel minimo di assistenza che è l’alimentazione e l’idratazione?
D. – Chi chiede insistentemente che Eluana non venga più alimentata lo fa in nome dell’autodeterminazione della persona. In questo caso, non c’è la certezza che Eluana avrebbe rifiutato l’alimentazione. Ma se avesse lasciato scritto questa sua volontà, le cose sarebbero state diverse? In sostanza, esiste un diritto a morire?
R. – Il termine “diritto a morire” è un termine improprio, perché il diritto riguarda solo la sfera di beni che siano utilizzabili, e la morte non è un bene ma è un fatto. In secondo luogo, l’idea dell’autodeterminazione non è messa in discussione. La questione in questo caso è diversa: se il rinunciare a dei trattamenti sproporzionati è assolutamente legittimo, risulta – secondo me – non accettabile invece l’idea che uno chieda di essere lasciato a morire di fame e di sete. Qui si tratta di rinunciare ad avere quell’alimentazione e quell’idratazione che sono il conforto minimo per una persona D. – La difficoltà ad emettere un giudizio sul caso Englaro può essere vista comunque come un incoraggiamento ed una richiesta a che il parlamento legiferi su questi casi? Il testamento biologico, allora, potrebbe essere la soluzione?
R. – Io ritengo che il testamento biologico non sia assolutamente uno strumento utile, perché burocratizza una questione molto delicata, che è il rapporto medico-paziente nelle diverse fasi della vita. Io credo che su molte questioni si tratti di ritornare ad una formazione etica che tenga in conto quali sono i beni in gioco e distingua le varie situazioni, perché uno stato vegetativo persistente non è una persona in coma, non si tratta di un accanimento terapeutico. Ci sono situazioni molto differenti, che un pezzo di carta non può risolvere. Continuo a dire: che cosa ci ha fatto di male la Englaro per farla morire di fame e di sete? Paradossalmente, poi, emerge l’altra frase: “Ma allora a questo punto meglio ucciderla con un’iniezione letale!”. E qui si vede chiaramente che si vuole farla finita con questa vita. Una democrazia seria non fa mai delle discriminazioni sulle persone in base alle loro condizioni mentali e conoscitive. E’ in grado di non infierire, quindi di non fare accanimento terapeutico, ma anche di non abbandonare nessuno.
© Copyright Radio Vaticana Pubblicato da Raffaella a 8:38:00 PM Etichette: benedetto xvi, commenti, etica, mass media, papa, ratzinger, riflessioni, scienza
30 giugno 2017	@ 12:04
Qualcuno qui ha detto che il silenzio del papa è indifendibile. Vorrei che mi citasse l’ appello di Benedetto XVI sul caso Englaro (o non c’e’ mai stato?)
Forza Federico citami l’appello di Benedetto XVI sul caso Englaro!
30 giugno 2017	@ 13:35
la tua è una domanda provocatoria e mi verrebbe voglia di non rispondere.
Aggiungo solo una considerazione, che spero tu capisca.
Nessuno si sarebbe mai sognato di chiedere a papa Benedetto di fare un appello per Eluana Englaro, perchè era chiara la sua posizione. Il suo impegno a sostegno dei valori non negoziabili è indiscutibile e tutta la Chiesa Italiana si è impegnata per chiedere il diritto alla vita per Eluana: dal presidente della CEI all’ultimo seminarista, anche con gesti simbolici forti (le bottiglie d’acqua sul sagrato delle chiese). Oggi le cose sono profondamente cambiate e allora chiedo io a te: perchè? per quale motivo la Chiesa sembra (SEMBRA) aver rinunciato a difendere la vita degli innocenti?
In un mondo (compresa, purtroppo,l’Italia) sempre più orientato verso una cultura della morte, la voce della Chiesa Cattolica sarebbe VITALE.
Perchè non si sente? Perchè non è chiaro l’impegno della Chiesa in difesa della vita?
30 giugno 2017	@ 13:59
La mia e’ una domanda provocatoria perché anche in questo caso a papa Francesco, oggetto di una attenzione sempre sospettosa, che si è sempre dichiarato contro aborto e eutanasia, viene chiesto un gesto che ai papi precedenti non venne chiesto e che non mi risulta fecero (se qualcuno mi smentisce, prendo atto)
30 giugno 2017	@ 14:05
Non era richiesto perchè non era necessario. Questo pontificato, con il suo stile, la sua priorità verso i migranti, la sua apertura ai lontani, lo ha reso necessario.
Ma inutile insistere, non c’è stato e non ci sarà.
C’è solo da piangere e non solo per la morte di un innocente e il dolore dei suoi genitori, privati di ogni speranza.
30 giugno 2017	@ 14:31
quello che colpisce è la meschinità , ‘aridità di cuore di certuni, insieme ad una logica direi ZOPPICANTE e non proprio aristotelica!.
Sillogismo di Andrea Salvi :
Siccome Benedetto non disse nulla sul caso Englaro , allora Francesco ha fatto bene a non dire nulla sul caso charlie.
ma che razza sillogismo è ?
se A ha fatto questo, e anche B ha fatto questo.
non ne consegue che A e B abbiano fatto giusto!
Io ricordo solo le luminose parole di GIOVANNI PAOLO II , il papa santo ( fatto santo proprio da quelli che ne stanno tradendo l’eredità spirituale”
“Ogni volta che si minaccia la vita, NOI CI ALZEREMO IN PIEDI per protestare”
Evidentemente oggi si preferisce la posizione seduta
30 giugno 2017	@ 14:39
Il sig. Benedetti coma al solito si arrampica sugli specchi per cercare di spiegare ciò che non è spiegabile per nessuna ragione al mondo.
Sono sicura che se oggi sul soglio ci fosse ancora Benedetto XVI, si sarebbe comportato come fece nel caso della Englaro e come sta facendo papa Francesco.
E nessuno di questi che vogliono colpevolizzare il Papa attuale, avrebbe avuto da dire.
Fra l’altro, costoro sono molto disturbati sempre dall’attenzione di Francesco verso i migranti e verso “i lontani”.
Provo a ricordare al devotissimo Federico Benedetti che per Gesù non ci sono i “lontani”. Non ci sono mai stati.
E gli ricordo ancora una volta che Gesù ebbe a dire: “chi accoglie lo straniero accoglie me”.
Questo suo rovello dei migranti smentisce clamorosamente la cattolicità di cui va tanto fiero.
E anche rimanendo seduti e zitti di fronte agli atti malvagi contro la vita , e senza neppure inginocchiarsi davanti alla Presenza Reale di Nostro Signore nella Santa Eucarestia, non si sfugge al proprio destino: http://espresso.repubblica.it/attualita/2017/06/29/news/l-incriminazione-del-cardinale-pell-per-pedofilia-le-colpe-di-papa-francesco-1.305307
30 giugno 2017	@ 14:40
30 giugno 2017	@ 14:53
“Con il cuore straziato ho letto la sentenza di morte per il piccolo Charlie della Corte Europea.
Il dolore, la rabbia e la disperazione mi riporta a 25 anni fa quando in un ospedale di Montecarlo comunicavano a me e mio marito che avrebbero staccato la spina al respiratore che teneva in vita Martina, la nostra bambina di tre anni entrata in coma durante un intervento al cuore.
Tempi diversi certo, ma la cultura della morte e la volontà dei medici di decidere loro – non i genitori, non il Padre Eterno – sulla vita e sulla morte erano già presenti.
Noi siamo riusciti a portare via nostra figlia, grazie al nonno che ha provveduto a trasferirla con un elicottero presso l’ospedale della nostra città. Martina è stata qui curata dal personale medico e infermieristico con umanità ed ha trascorso gli ultimi giorni circondata dall’amore dei suoi cari.
E’ volata in cielo non quando hanno deciso i medici, quando nel giorno deciso dal Padre Celeste che la vita gliela aveva donata.
Il dolore provato allora in quei giorni terribili si rinnova oggi leggendo del piccolo Charlie. Solo chi ha provato certi momenti può capire veramente lo strazio dei suoi genitori. Vorrei abbracciarli forte forte e dirgli che prego e pregherò per loro.”
una testimonianza raccolta sul web.
30 giugno 2017	@ 14:57
il Giorno del Giudizio Cristo dirà. ero piccolo e malato e indifeso e mi avete fatto morire .
e anche voi miei sacerdoti e vescovi e papi non avete fatto nulla per impedirlo.
Ed essi diranno quando mai Signore noi abbiamo fatto questo? e Lui dirà : quando lo avete fatto al piccolo Charlie lo avete fatto a me.
30 giugno 2017	@ 15:04
Ogni volta che si minaccia la vita, NOI CI ALZEREMO IN PIEDI per protestare”
è più comoda”
Eppure nemmeno Giovanni Paolo II intervenne direttamente con un appello quando i giudici decisero di staccare la spina a Teddy Schiavo.
MCV non perdi occasione per gettare fango
30 giugno 2017	@ 15:31
caro Andrea Salvi , scusami se te lo dico ma pare che a te di Charlie non importi un bel nulla, tutto teso come sei ad attaccare chi attacca la tua parte clericale e a dimostrare che hanno torto i critici di Francesco. .
vabbe’ , per sfinimento, e perchè non me ne frega nulla del clericalismo, GPII non parlò, e allora? Ammesso e non concesso che GPII e Benedetto non parlarono, questo significa che Francesco è giusto che non parli? ma che cavolo di mentalità arida e ottusa vi ritrovate? Ma non avete un CUORE? il vostro cuore non sanguina per Charlie? O avete solo un cervello che macina obiezioni per difendere il pontefice dei vostri sogni?
OK lavatevi la coscienza con questi sofismi.
intanto la realtà è che Charlie viene ucciso. Papa Francesco non ha detto una parola per lui e per i suoi poveri genitori.
30 giugno 2017	@ 15:33
la tua è una polemica inutile.
Accetta/accettate che nel mondo cattolico si sono alzate molte voci a chiedere un intervento esplicito del Papa. Non solo io o Maria Cristina, ma moltissime persone. Evidentemente c’è una necessità o un bisogno che precedentemente non c’era. Capiscilo/capitelo e accettate che questa situazione non è un’aggressione nei confronti del Santo Padre, ma una necessità che si è generata durante questi ultimi anni del suo pontificato.
La difesa ad oltranza dei turiferari è fuori luogo come i paragoni con i pontificati precedenti.
E’ una situazione nuova, conseguente allo stile impresso da Bergoglio al ministero petrino…
30 giugno 2017	@ 15:47
Ciascuno faccia la propria parte per la difesa della vita. E non insegni al papa o ai papi quello che deve o dovevano dire. E si astengo dal tracciare giudizi tipo:
– quello che colpisce è la meschinità , ‘aridità di cuore di certuni
– pare che a te di Charlie non importi un bel nulla, tutto teso come sei ad attaccare chi attacca la tua parte clericale e a dimostrare che hanno torto i critici di Francesco. .
Queste si sono provocazioni, ma nel senso deteriore del termine, che vogliono far scivolare la discussione in rissa. Prosegui da sola.
30 giugno 2017	@ 15:52
Si astengano dal tranciare…
Correggo e chiudo
30 giugno 2017	@ 16:07
1. Vita. Credo che occorra un certo incosciente o irresponsabile coraggio a dire che il Papa e la Chiesa nel 2017 non alzano la voce a difesa della vita, della vita non nata e della vita nata; della vita di chi soffre per malattia e della vita di chi soffre per miseria e guerra.
E comunque: non è vita quella dei lontani e dei migranti che si perdono nel mare (vita di grandi, di piccoli, e di non nati e che sarebbero nati) ? Chi conta il numero delle vite non nate, e di quelle nate e che durano poco e male, nelle situazioni di guerra, di fame e di miseria?
2. Alzare la voce. Certo nel mondo globalizzato tutti possiamo alzare la voce per tutto, ogni momento. E anche il papa poteva forse far sentire la sua voce “pubblica” per questa infelicissima creatura inglese (e anche la CEI, e la analoga inglese, e anche i vescovi di ogni paese del mondo, e anche ogni aderente ai partiti e ai gruppi pro life, e quelli che alzano i muri e quelli che sono contro l’Europa delle burocrazie e a favore della Brexit e altri ancora). Può essere che il Papa possa essere “indicizzato di gradimento” a fine mandato per questo solo fatto di (presunto) ufficiale silenzio . Non sarà, per questo solo fatto, “santo subito”. Verificheremo. E ci metteremo a fare la conta con le azioni e i risultati degli altri papi.
3. Pell. Il tentativo, nemmeno molto nascosto, è di giocare l’incriminazione del cardinale contro il papa, senza differenza di schieramenti ecclesiali e politici, di destra o di sinistra. Non si può però barare, almeno su questo blog, su due dati di fatto, i pochi che conosciamo con certezza, uno dei quali riportato anche qui.
a) Rumors su Pell, da parte della giustizia o di una certa opinione pubblica australiana, c’erano prima del 2015 e prima del marzo 2013.
b) I contrasti e le resistenze di eminenze vaticane nella attribuzione di competenze al neo manager porporato australiano o le segnalazioni dei simboli di potenza della sua carica (superficie e arredamento di uffici e appartamenti) sono molto prima della lettera, sua e di altri, al Papa sulle procedure del Sinodo 2015.
Aggiungo, di mio. Non è senza qualche fondamento l’ipotesi che Pell uomo, per stazza e storia ecclesiastica, della “Chiesa muscolare” di Wojtyla sia riuscito in un doppio intento: riciclarsi, in un settore in cui si sente competente, sul “carro trainante” del pontificato in corso; e allontanarsi il prima possibile dall’Australia.
30 giugno 2017	@ 16:19
La realtà di oggi è molto diversa da quella di qualche anno fa. Ai tempi della Englaro c’era un dibattito politico molto intenso, e l’opinione pubblica era diversa. Ora non c’è stato coinvolgimento dei politici e le dichiarazioni di oggi sono decisamente tardive e poco convincenti. Se la prendono con l’Europa? E i vari rappresentanti a Strasburgo cosa facevano?
Non recriminiamo. Una persona stupenda mi ha detto di confidare nel Signore, che scrive diritto anche sulle righe storte. Non mi sento pronta per un atteggiamento così impegnativo, posso solo provare.
30 giugno 2017	@ 17:19
Una preghiera ai genitori che sappiano accettare questo disegno;
Una ai medici, che abbiano fatto il loro lavoro al meglio e che Dio sani il loro probabile dolore nel porre fine alla vita del piccolo;
Una per tutti coloro che sono infuriati e non capiscono;
Una per tutti coloro che alzano le spalle e dicono semplicemente “è giusto così”;
Una per chi ha tentato di capirci qualcosa e si è fermato dall’esprimere un giudizio, esausto;
Una per chi invece non si è fermato e in buona fede sta urlando il suo sconcerto;
Una per tutti coloro che sono stati in silenzio e forse avrebbero dovuto parlare e per coloro che hanno parlato e avrebbero fatto meglio a tacere;
Una per gli esperti improvvisati;
Una per gli esperti che avrebbero lecitamente preso altre strade;
Una per gli esperti che invece hanno scelto questa;
E per Charlie? Si, una preghiera finale per Charlie: piccolo, ti prego, prega per noi.
30 giugno 2017	@ 17:36
Perdonatemi ma anch’io, come altri qua sopra, ho un dubbio: il dubbio che qualcuno voglia criticare – gli eufemismi mi piacciono – papa Francesco “a prescindere”. C’è chi lo accusa, neppure tanto velatamente, di avere provocato l’indagine a carico del Cardinale Pell, in quanto non allineato, e c’è chi lo accusa, invece, di aver agevolato lo stesso cardinale nonostante il suo coinvolgimento in tali fatti. Della serie, “come la fai la sbagli”.
Quanto al piccolo Charlie, ho già detto come la penso. Tuttavia, l’ultimo sfregio alla sua esistenza sarebbe quello di strumentalizzarlo, facendone l’ennesima bandierina a sostegno dei “valori non negoziabili”, sempre “absit injuria verbis”.
30 giugno 2017	@ 17:47
“Non sarà, per questo solo fatto, “santo subito”. Verificheremo. E ci metteremo a fare la conta con le azioni e i risultati degli altri papi.”
Che dire? Ogni Papa ha la santità che si è meritata.
I numeri valgono, eccome se valgono!! valgono anche gli 0+ e gli 0-
“Non è senza qualche fondamento l’ipotesi che Pell uomo, per stazza e storia ecclesiastica, della “Chiesa muscolare” di Wojtyla sia riuscito in un doppio intento: riciclarsi, in un settore in cui si sente competente, sul “carro trainante” del pontificato in corso; e allontanarsi il prima possibile dall’Australia.”
A questo non avevo pensato. Trovo questa ipotesi ragionevole.
30 giugno 2017	@ 17:52
” …il dubbio che qualcuno voglia criticare – gli eufemismi mi piacciono – papa Francesco “a prescindere”. ”
Questo non è dubbio, è certezza lapalissiana.
30 giugno 2017	@ 18:21
Il diritto alla vita è il primo dei diritti dell’uomo, oltre ad essere un valore non negoziabile.
30 giugno 2017	@ 19:00
“Il diritto alla via è il primo dei diritti dell’uomo”, professoressa Lignani, significa tutto e non significa niente. Per esempio, parlare di diritto alla vita presupporrebbe la possibilità di esercitarne le relative facoltà, ivi compresa quella di porre fine, per lo meno in determinate circostanze, alla propria di vita. In verità, la cosa è un po’ più complicata di come qualcuno vorrebbe farci credere. Certo, se ci fosse stata una legge chiara, che dava ai genitori l’ultima parola sulla vita del figlio in quelle condizioni, il bambino avrebbe potuto vivere ancora un po’. Ma si sa com’è, quando un valore non è negoziabile, non se ne può nemmeno discutere.
Io sono convinto che le reciproche chiusure non aiutino.
Quando papa Francesco disse “chi sono io per giudicare?”, non si preoccupo’ delle strumentalizzazioni politiche e ideologiche (uso volutamente le espressioni di mons Paglia) che ci potevano essere e che infatti ci sono state. Perché adesso ci si preoccupa tanto di questo?
Ho letto che a Charlie è stato concesso un po’ più tempo.
30 giugno 2017	@ 19:06
Stasera alle 21 a Biella si dirà il rosario per Charlie (da estendere a tutti i bambini in difficoltà).
30 giugno 2017	@ 19:21
Antonella, questa è una delle pagine più disumane…credo se ne parlerà molto, non finirà qui…
Sono d’accordo con Federico…
30 giugno 2017	@ 19:29
Mi confermate che i Gard hanno scritto al Papa?
tonizzo - Antonino D'Anna scrive,
30 giugno 2017	@ 19:35
Buonasera. Non ci sono conferme di una lettera dei Gard al Papa, anche se pure io registro questa voce.
Dico solo su questa vicenda, essendomi già espresso altrove e visto che mi esprimerò di nuovo domattina sul mio giornale, che valgono le parole di Aldo Moro su Paolo VI (che però non le meritava):
Il Papa ha fatto pochino. Spero ne avrà scrupolo.
30 giugno 2017	@ 19:58
Caro Tonizzo,
Grazie per queste tue parole, che esprimono l’impressione di molti cattolici, bergogliani e turiferari compresi.
LEONE MINUSCOLI scrive,
30 giugno 2017	@ 20:08
http://www.aldomariavalli.it/2017/06/30/che-cosa-ci-puo-insegnare-la-storia-di-charlie/
30 giugno 2017	@ 20:19
“Quando papa Francesco disse “chi sono io per giudicare?”, non si preoccupo’ delle strumentalizzazioni politiche e ideologiche (uso volutamente le espressioni di mons Paglia) che ci potevano essere…”
Quando papa Francesco disse quella frase, la disse per enunciare una verità fondamentale: nessuno può permettersi di giudicare chi appare diverso per un motivo o per un altro, e comunque ogni giudizio va lasciato a Dio che è il solo che sa quel che cova nel cuore degli uomini.
Questa verità io non l’ho appresa in chiesa ma in casa, dai miei genitori semplici e buoni e onesti, che così si comportavano verso tutti. Non volevano nessun chiacchiericcio vuoto.
Qua invece succede che un bel po’ di gente vuole giudicare questo Papa. Perché? Per acrimonia nei suoi confronti. Infatti viene criticato da una sola parte, che si riconosce a colpo d’occhio.
Tutto ciò io lo vedo poco onesto.
Qui si comprende che il caso pietoso del piccolino e dei suoi sfortunati genitori è servito a lanciare pietre contro il Papa.
Per me tutto questo suona VERGOGNOSO. Gli state addossando una croce che non merita.
Lo dico anche a te, Tonizzo caro.
Ti sei appropriato, inopportunamente, delle parole di Aldo Moro per mollare un ceffone a papa Francesco.
Spero ne avrai scrupolo tu, bello mio.
30 giugno 2017	@ 20:20
‘Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.’
Se ci si basa sulla capacità di esercitare le relative facoltà, allora una legge potrebbe stabilire ad esempio che chi è vittima di un grave ictus può essere eliminato: non è in grado di esercitare certe facoltà!
Ogni persona viva ha diritto a rimanere tale, punto.
Chi ritiene certe vite non degne, una volta eliminate quelle ne riterrà indegne altre, non si fermerà, non prendiamoci in giro.
In Inghilterra c’è la legge contro l’accanimento terapeutico e i medici del GOSH si sono attaccati a questo. Continuare a farlo respirare, bere e mangiare è accanimento terapeutico che porta sofferenza al bimbo. Per cui, per non farlo soffrire, lo lasceranno morire di asfissia e di sete.
Temo che il vero motivo sia quello che ha espresso un commentatore sul sito FB dell’ospedale: volevi pagargli il respiratore fino a 70 anni? Sommato ovviamente alla chiusura mentale di tanti medici che se una cura a loro non pare valida, quella cura non esiste.
30 giugno 2017	@ 20:29
Tra i tanti commenti ecco, su «Vita», una sintesi dei problemi emersi: «Il primo è l’impossibilità di demandare alla giurisprudenza questo tipo di decisioni. L’onere della decisione e della responsabilità devono essere a carico dei clinici. Non può essere la legge a decidere se Charlie, o chiunque altro, debba vivere o morire. Il secondo è il rapporto medico-paziente. È del tutto evidente come in questo caso sia totalmente saltato e, anzi, sia arrivato ad un vero e proprio conflitto. Il terzo, e ultimo, che è bene distinguere tra incurabile e inguaribile. Charlie è inguaribile, ma questo non significa che sia incurabile. Le cure palliative e l’accompagnamento alla morte fanno parte integrante di ciò che intendiamo con cura».
Sempre su «Vita» un medico palliativista dell’ospedale pediatrico Gaslini di Genova, Luca Manfredini, spiega (mi sembra con molto buon senso): «Charlie non è l’unico, bambini con patologie inguaribili e necessità di una assistenza complessa ce ne sono molti, anche in Italia. Il nostro compito, nei loro confronti, è garantire loro la migliore qualità di vita possibile e poi il migliore accompagnamento alla morte». In ciascun caso «si tratta di aiutare i genitori a fare la scelta migliore per il paziente, cercando di non condizionarli. Io come medico posso avere delle opinioni, ritenere che per un bambino valga la pena la ventilazione e per un altro meno, e posso concepire anche che alcuni tecnici – nel caso di Charlie come in altri che vediamo spesso nel nostro lavoro – possano sostenere che si tratta di accanimento. Noi che ci occupiamo di cure palliative abbiamo il compito di trovare un equilibrio, di bilanciare queste due posizioni». Aiutare i genitori a scegliere «significa prospettare con chiarezza i benefici degli interventi ipotizzati e il loro peso, la loro gravosità sul bambino e sulla vita della famiglia, dove con gravosità non intendo quella economica, quella non deve essere mai fatta pesare». Quanto all’ultimo desiderio dei genitori di Charlie, cioè di lasciar morire il loro bambino a casa, Manfredini spiega: «L’Organizzazione mondiale della sanità dice che, dove possibile, le cure palliative devono essere gestite a domicilio e la prospettiva italiana va molto in questa direzione, anche l’hospice è per favorire la gestione a domicilio. Non so quali siano state le motivazioni per cui la richiesta dei genitori di Charlie non sia stata assecondata. Noi dove è possibile favoriamo la possibilità che l’ultimo momento sia il più intimo possibile».
«Con Charlie – dice Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la vita italiano – muoiono la speranza e il diritto, muoiono la pietà e l’umanità. Siamo ben oltre l’eutanasia. Con la condanna a morte di Charlie si gettano le premesse perché ad altre vite, considerate inutili e senza prospettive di guarigione, possa essere imposto il dovere di morire, nel loro “best interest”».
bell’articolo quello di Valli
30 giugno 2017	@ 20:32
Direi di si’ e senza alcuna polemica contro il Papa…
30 giugno 2017	@ 21:17
Per chi frequenta facebook consiglio la lettura di un lungo intervento di Alessandra Rigoli, medico della rianimazione pediatrica del S.Raffaele di Milano.
Da affiancare alla lettura del post di Valli per farsi una idea a 360 gradi della questione.
30 giugno 2017	@ 21:20
Il suo intervento mi e’ giunto alla osservazione attraverso Fabio Colagrande
1 luglio 2017	@ 9:19
Il Papa su Twitter: “Difendere la vita umana, soprattutto quando è ferita dalla malattia, è un impegno d’amore che Dio affida ad ogni uomo”.
1 luglio 2017	@ 12:37
Il cardinale Caffarra: “Fermatevi”
1 luglio 2017	@ 12:38
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/caffarra-su-charlie-gard-fermatevi-nome-dio-1415087.html
1 luglio 2017	@ 13:09
Il card. Caffarra si conferma un grande pastore.
Non su può dire altrettanto di altri che hanno espresso, tardivamente, parole di circostanza. E infatti molti cattolici, conservatori e progressisti, turiferari e Non, stanno manifestando un certo sconcerto.
1 luglio 2017	@ 20:17
Cafarra sarà stato un grande pastore ma dovrebbe conoscere meglio la scienza prima di lanciare anatemi tipo quello che e’ stato riportato.
Gli uomini di scienza cattolici sono molto più cauti.
Non strumentalizziamo il povero Charlie per le battaglie pro life. Non c’entra nulla
Ecco il parere di Dalla Piccola, gia’ presidente di Scienza e vita al tempo del referendum sulla fecondazione assistita e attuale direttore scientifico dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma
http://www.lastampa.it/2017/07/01/vaticaninsider/ita/inchieste-e-interviste/charlie-il-genetista-dallapiccola-difendiamo-la-vita-ma-non-cadiamo-nellaccanimento-PJVotHUMMun7ZBxYOE6cEM/pagina.html.
Do’ per scontato che questo mio post susciterà numerose reazioni a cui non replichero’. Chiedo solo di leggere attentamente l’intervista a Dallla Piccola.
1 luglio 2017	@ 22:24
Dico una cosa sola: rispettare e aiutare i genitori.
1 luglio 2017	@ 22:41
https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/charlie-figlio-nostro
1 luglio 2017	@ 22:43
come non darti ragione su Cafarra Andrea Salvi? purtroppo ci sono troppi pastori che straparlano di cose che non conoscono minimamente
2 luglio 2017	@ 9:06
L’accanimento terapeutico di un malato terminale è una cosa, ma nel caso di in bambino di dieci mesi per il quale i genitori chiedono, a proprie spese ( con fondi raccolti appositamente per questo scopo), di poter tentare una terapia sperimentale è tutta un’altra cosa.
Mi sembra che a certi commenti manchino, oltre alle conoscenze scientifiche, anche il buon senso e il cuore.
2 luglio 2017	@ 9:39
A Federico non posso non rispondere.
Leggiti per intero la intervista a Dalla Piccola: e vedrai che non gli mancano ne’ le conoscenze scientifiche, ne’ il buon senso, né il cuore.
2 luglio 2017	@ 13:27
Su “Avvenire” ci sono interventi importanti. Il Signore scrive diritto sulle righe storte: la moglie di Luca Coscioni ha scritto una bella lettera al quotidiano dei vescovi:
https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/charlie-e-non-solo-l-assedio-dei-dubbi-e-le-comuni-risposte
Nonostante lo strazio bisogna continuare a vivere …
2 luglio 2017	@ 13:56
Andrea, capisco benissimo che la situazione sia complessa e non possa essere eccessivamente semplificata.
Penso tuttavia che cuore e buon senso spingano nella direzione della richiesta dei genitori di Charlie, che in fondo chiedono soliv
2 luglio 2017	@ 13:57
Solo di tentare un ultimo, estremo, tentativo.
2 luglio 2017	@ 14:34
Sì, Antonella, è una bella lettera quella della signora Farina-Coscioni ed è altrettanto bella la risposta di Tarquini.
In questa vicenda protagonista inconsapevole è la piccola creatura, Charlie: un bimbo tenerissimo che, solo a vederlo, lo accarezzi con lo sguardo e lo riponi nel cuore come in uno scrigno.
Io voglo credere che lui non stia soffrendo.
Chi soffre sono i genitori, invece. La loro sofferenza si è diffusa per il mondo intero e credo che, comunque vadano a finire le cose, da essa nascerà qualcosa di buono, come da un terreno fertile.
Nel frattempo, è commovente la solidarietà che ha suscitato dappertutto.
Di questa dovremmo ricordarci quando, impotenti a risolvere certi problemi di enorme gravità, siamo tentati di pensare che Dio è insensibile se non li risolve Lui.
Dio è più presente che mai nelle sofferenze del mondo e nella vicinanza degli uomini che si riscoprono fratelli di fronte a quelle sofferenze.
2 luglio 2017	@ 15:44
Bravo Andrea Salvi che ha segnalato sia l’intervento della Rigoli in FB che quello di Dallapiccola in Vaticaninsider. Sicuramente degno di nota lo scambio Coscioni-Tarquinio su Avvenire di oggi pag. 2 (con un bel titolo: assedio dei dubbi e comuni risposte da trovare – Avvenire in questi giorni è stato informativo in tanti sensi). I tipi di dubbio di cui parla Avvenire evidentemente faticano ad arrancare nel cardinal Caffarra. Pazienza.
Mi permetto due domande (molto ingenue).
– Se in questo famoso centro USA dove il povero Charlie Gard potrebbe andare, e in cui gli esiti risolutivi del suo dramma non parrebbe comunque siano garantiti, risultasse, a cose da iniziare, che hanno usato per le ricerche o le terapie le staminali, noi cattolici che diremmo? Sospenderemmo la commozione e l’impeto di accanimento per la vita?
– Non ci può venire il dubbio che in tante parti del mondo (terre di fame, guerra, miseria e di emigrazione) esistano situazioni simili (spero meno gravi in genere) a quella per cui tutti giustamente trepidiamo? E non ci può venire da pensare che magari in tanti barconi sul Mediterraneo ci siano bimbi/e, nascituri e nati, in condizioni uguali o analoghe a quelle di Charlie, con genitori che hanno gli stessi desideri di vita dei genitori di Charlie?.
Questi continuerebbero ad essere sempre e solo bambini/e “clandestini” e bambini/e “peccato per loro che sono nati lì”?
2 luglio 2017	@ 16:32
2 luglio 2017	@ 16:38
E non si capisce dove voglia arrivare. Non dobbiamo porci il problema etico della ricerca su cellule staminali?
Non dobbiamo preoccuparci di Charlie solo perché è europeo, mentre la priorità di questo pontificato è occuparsi solo e ossessivamente dei migranti da accogliere senza se e senza ma?
Padre Amigoni abbia la carità di spiegare, altrimenti, come al solito, è polemica inutile.
2 luglio 2017	@ 16:40
Padre Amigoni, il fatto che ci siano tanti bambini disperati non significa che non si possa intervenire in un caso nel quale incide la diretta volontà degli uomini.
2 luglio 2017	@ 16:45
Come dire: siccome tanti muoiono di fame, non diamo niente a chi vicino a noi ha fame. Come dire: tanti sono stati crocifissi come Gesù …
2 luglio 2017	@ 20:54
Se tu hai letto questo, Antonella, hai letto male.
Il senso dell’intervento di p. Amigoni era un altro. Molto diverso, se permetti.
Bisogna leggere bene per capire.
In ogni caso, è verissimo che quando muoiono i bambini dei migranti, e sono numerosi, nessuno qui leva la sua voce indignandosi per quelle morti precocissime.
Un cattolicesimo di parte non è ammissibile, anzi direi che è scandaloso.
2 luglio 2017	@ 21:33
Per Charlie mi sono data da fare mandando e – mail, cosa che potevo fare, ed ho pregato. Per i bambini dei migranti non so a chi mandare e – mail, mi accontento di partecipare contribuendo a Save the children. Qualche volta non si sa davvero cosa fare, a parte pregare, naturalmente.