Source: https://www.funerali.org/cimiteri/la-rinuncia-nelle-concessioni-cimiteriali-modi-forma-e-natura-dellatto-45953.html?replytocom=74129
Timestamp: 2020-04-03 02:15:05+00:00
Document Index: 164873200

Matched Legal Cases: ['art. 2703', 'art. 2703', 'art. 1230', 'art. 93', 'art. 94', 'art. 76', 'art. 674']

La “rinuncia” nelle concessioni cimiteriali: modi, forma e natura dell’atto. – funerali.org
Home→Cimiteri→La “rinuncia” nelle concessioni cimiteriali: modi, forma e natura dell’atto.
← Richiesta di spazio laico per funerali a Forli
Ospedali e case di cura: la vestizione dei defunti può esser a titolo oneroso? →
La rinuncia, quale atto unilaterale, irrevocabile e, secondo alcuni giuristi, pure recettizio, mentre altri studiosi si attestano su opinione contraria (il comune ha, comunque, quale parte funzionalmente sovraordinata nel rapporto concessorio instauratosi, solo facoltà e non obbligo di accoglierla) è un atto di esercizio della titolarità che il soggetto ha sulla concessione, ed è, in astratto, svincolata da limiti, salvo quello soggettivo. Infatti, il soggetto rinunciante deve essere nel pieno possesso dei diritti afferenti alla concessione e non solo di alcuni di essi (in quest’ultimo caso, la rinuncia non potrà che riguardare che questi ultimi).
Si tratta, quindi, di un negozio unilaterale, irrevocabile e dismissivo che deve rivestire la solenne forma scritta, la semplice scrittura privata non autenticata non pare, allora strumento idoneo al fine prefissato, poiché tale dichiarazione incide su diritti personali o sin anche personalissimi, come appunto lo Jus Sepulchri.
La rinuncia, sotto il profilo formale, richiede – fatte salve eventuali e differenti disposizioni esplicitamente stabilite od individuate dal Regolamento comunale di polizia mortuaria – un atto pubblico o, almeno, della scrittura privata autenticata da notaio (art. 2703 Cod. Civile) e previa registrazione, per la quale va corrisposta l’imposta di registro in misura fissa (D.M. (Fin.) 15 dicembre 1977, n. 13348), come, del resto, è fisiologico quando un atto abbia a proprio oggetto la deprivazione di diritti reali, seppur sui generis. (nota a cura del Dr. Sereno Scolaro)
Inoltre, poiché spesso la titolarità pieno jure sulla concessione può sussistere in capo a più soggetti, il rinunciante non può rinunciare alla concessione se non per quanto lo riguarda, salvo non sia legittimato da tutti gli aventi titolarità sulla concessione, nei consueti modi del codice civile (*forse*), per i quali potrà agire come semplice nuncius o rappresentante.
L’inciso “forse” nasce dal rinvio al regolamento comunale di polizia mortuaria circa i modi della rinuncia, così che questa fonte potrebbe prevedere che la legittimazione ad agire in nome e per conto di tutti i soggetti che dispongano della titolarità sulla concessione risulti con forme anche diverse da quelle comunemente previste dal Codice Civile, cioè, in sostanza, diverse dalla scrittura privata autenticata da notaio (Legge n. 89/1913) o da altro pubblico ufficiale autorizzato di cui all’art. 2703 Cod.Civile
Non va dimenticato come, saggiamente, molti regolamenti comunali di polizia mortuaria abbiano già affrontato questo aspetto, introducendo la presunzione che chi agisca lo faccia in nome e per conto di tutti gli aventi diritto (memento Art. 76 DPR 396/2000 in caso di dichiarazione mendace!), lasciando che eventuali controversie siano risolte tra le parti, rimanendo il comune, ente concedente, del tutto estraneo alla lite da definirsi avanti il Giudice in sede civile) e, soprattutto, esente da responsabilità derivante dalle azioni dei singoli supportate da tale presunzione, debitamente formalizzata nello stesso regolamento comunale di polizia mortuaria.
A parte l’aspetto, non proprio secondario, delle forme della legittimazione ad agire, nel caso di pluralità di soggetti, la rinuncia unilaterale di uno di essi determina un effetto di accrescimento (nel senso civilistico del diritto sucessorio) dei soggetti residuanti, dal momento che la concessione rimane sempre un “oggetto” indiviso (= comunione solidale), in cui probabilmente è anche difficile parlare di quote, se non in termini ideali ed astratti, dal momento che il suo utilizzo pro-indiviso è determinato dall’evento morte, cioè dalla cronologia degli eventi luttuosi e non da altri fattori, a meno che, in via giudiziale (se il giudice accede a questa tesi) si pervenga ad una regolazione dello Jus Sepulchri, “legalizzando”, per così dire, lo spacchettamento in frazioni del diritto di sepolcro.
Laddove si pervenisse ad una articolazione per quote, saremmo in presenza di una divisione, tale da determinare il sorgere di una pluralità di concessioni, aventi in comune l’origine e la durata, ma comunque tra loro distinte ed autonome.
Un rimborso non tanto dell’opera edilizia in sé, quanto dei materiali, anche lapidei e di arredo di cui essa consta e del canone concessorio originariamente versato al Comune può esser senza dubbio possibile purché:
a) si segua strettamente il principio nominalistico dettato dall’Art. 1277 Cod. Civile
b) tale ipotesi sia contemplata e normata, nel dettaglio, dal regolamento comunale di polizia mortuaria, altrimenti a rigor di logica non dovrebbe esser riconosciuto nulla.
Tutti gli oneri per riattare il sepolcro, prima che questi rientri nel possesso del comune, sono a carico dei concessionari rinuncianti.
La rinuncia produce effetti, proiettati sul futuro, non solo per la persona che retrocede il proprio diritto di sepolcro, ma anche per i suoi aventi causa, che, così, non potranno più subentrargli nella titolarità di un diritto estinto, per espressa volontà dell’interessato. Mi spiego meglio: la mia rinuncia (oggi) alla mia quota di titolarità nel rapporto concessorio, depriverà (domani) i miei discendenti della possibilità di divenire, a loro volta, intestatari della concessione, escludendoli dall’eventuale successiva voltura.
La “rinuncia” nelle concessioni cimiteriali: modi, forma e natura dell’atto. — 9 commenti
Gaetano il 13/02/2020 alle 12:13 scrive:
Il Comune ha concesso a Tizio 2 loculi per la tumulazione del concessionario e del coniuge. Il coniuge, deceduto il marito concessionario, rinuncia alla sua tumulazione nel loculo a lei assegnato e chiede la modifica del contratto di concessione con la destinazione del loculo a lei assegnato alla salma del genero defunto e tumulato “provvisoriamente” nello stesso. E’ possibile ciò?
necroforo il 14/02/2020 alle 12:07 scrive:
X Gaetano,
con molti “se” e moltissimi “ma” l’operazione di restyling della lex sepulchri sarebbe possibile ricorrendo (Consenziente il Comune, parte predominante del rapporto concessorio) ad una NOVAZIONE in senso civilistico della concessione ex art. 1230 Cod. Civile.
Vale a dire: per effetto unilaterale della rinuncia si estingue il rapporto concessorio in essere e se ne costituisce uno del tutto nuovo, con diverse obbligazioni sinallagmatiche, avente, però, come oggetto fisico lo stesso sepolcro privato bi-posto.
Così, senza ricorrere a gravose estumulazioni si potrebbe novellare la c.d. “RISERVA” ex art. 93 comma 1 D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285, ovvero il novero delle persone titolari del diritto primario alla sepoltura (jus sepeliri, jus inferendi mortuum in sepulchrum).
Questo passaggio, invero, un po’ bizantino, deve, però, espressamente esser previsto con norma procedurale e di dettaglio dal regolamento municipale di polizia mortuaria, altrimenti la concessione retrocessa rientrerebbe semplicemente nella piena disponibilità e possesso del Comune, in quale potrebbe ri-assegnare i due loculi secondo forme, modalità e procedure contemplate nel locale regolamento.
gaetano il 14/02/2020 alle 13:51 scrive:
La ringrazio per l’esaudiente risposta.
necroforo il 26/02/2020 alle 18:32 scrive:
tutti i sepolcri privati a sistema di tumulazione (o anche d’inumazione) sono attratti nella sfera del damanio comunale, non importa chi li abbia costruiti: se il Comune stesso o il concessionario di lotto cimiteriaale su cui esercitare il diritto di superficie (o secondo altri studiosi il semplice diritto d’uso)
Ci si comporta esattamente nello stesso modo.
Gaetano il 17/02/2020 alle 8:26 scrive:
On. Fun. il 13/09/2017 alle 17:15 scrive:
In caso di retrocessione della concessione di una cappella privata, il concessionario ha il diritto di estumulare e traslare in altra sede i resti mortali ivi tumulati da più di 40 anni o sono necessarie autorizzazioni da parte di altri discendenti della famiglia legittimati jure sanguinis ad adottare un qualsivoglia atto di disposizione sulle spoglie mortali, ma che non sono concessionari o proprietari del manufatto?
Carlo il 13/09/2017 alle 20:14 scrive:
X On. Fun.
Che bello! Finalmente un’impresa funebre s’interessa anche di problemi cimiteriali, pure piuttosto intricati di solito, rimessi, per la loro soluzione agli uffici comunali.
L’atto unilaterale di rinuncia non può essere inibito da terzi, ed a nulla vale una loro presunta opposizione; esso presenta pesantissime ricadute “a cascata” sullo stesso jus sepulchri, di salme già tumulate o di persone ancora invita, ma aventi diritto all’uso (potenziale) del sepolcro.
La retrocessione, in effetti, travolge lo stesso jus sepulchri anche futuro, inteso come legittima aspettativa, essendo una causa estintiva del rapporto giuridico dal quale lo stesso diritto di sepolcro discende: se non c’è concessione non sussiste nemmeno il diritto, attivo o passivo alla tumulazione: essi insieme sorgono ed insieme spirano.
Dal punto di vista del Comune o del gestore del cimitero (meglio, comunque una norma esplicativa in tal senso contenuta nel regolamento municipale di polizia mortuaria) è il concessionario rinunciante a sostenere gli oneri di riattamento della tomba e di sistemazione dei defunti in essa contenuti, i soggetti legittimati jure sanguinis a porre in essere atti di disposizione sulle spoglie mortali da traslare, potranno certamente far valere il loro potere decisionale scegliendo al posto della destinazione d’ufficio (capo di terra per indecomposti, ossario comune o cinerario comune) una nuova sepoltura privata e dedicata, con spese a proprio carico, sollevando l’ex ( …a questo punto) concessionario da quest’obbligo.
Carlo il 03/04/2017 alle 12:06 scrive:
Una superfetazione funeraria o forse, più semplicemente un ampliamento – impatto estetico a parte – molto più funzionale, nella capienza del sepolcro, derivante da opere, avvenute in momento successivo alla originaria costruzione, autorizzate con distinto (e seguente) progetto e sua esecuzione ex art. 94 D.P.R. n. 285/1990?
Ipotizzando che questa sia il quadro globale da cui muoviamo per queste poche, laconiche osservazioni, astrattamente, si avrebbe una situazione in cui due o, peggio ancora, più concessionari verrebbero a trovarsi in situazione di godere di diritto di superficie (o di solo uso?) sulla medesima area, oltretutto con durate differenziate.
Si dovrebbe, in tal caso verificare se il Regolamento comunale di polizia mortuaria preveda la liceità di questo (per così dire) “condominio”, in senso civilistico, nel diritto di superficie (e, presumibilmente, stante il fatto che il rapporto concessorio – probabilmente – sorge, ab origine – per una richiesta singola, potrebbe anche essere improbabile che vi sia una qualche regolazione di questi aspetti, in un senso o in altro), ragion per cui se, in tale fonte regolamentare, ne risultasse l’ammissibilità, potrebbe anche prendersi in considerazione l’accoglibilità della richiesta.
Va, altresì, valutato anche l’ulteriore aspetto, concernente la struttura fisica del sepolcro, così come ora sussistente: esso ha un carattere unitario, oppure può, anche solo idealmente, considerarsi formato da porzioni d’edificio autonome distinte e distinguibili (la costruzione iniziale, originaria e la parte “sovrapposta”), qualora vi sia, in qualche misura, una distinguibilità, potrebbe forse anche accogliersi una tale richiesta, fermo restando che la sezione interessata alla rinuncia, sarebbe oggetto di nuova concessione a terzi secondo le comuni modalità di assegnazione.
La distinzione/distinguibilità comporta che vi siano posti-feretro autonomamente fruibili e, preferibilmente, liberamente accessibili, ossia dotati di un proprio vestibolo per l’introduzione di feretri ex art. 76 D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285.
La questione delle distinte durate, potrebbe, a questo punto, rilevare poco, considerando come alla scadenza più prossima, vi sarà ulteriore concessione a terzi (sempre che il Regolamento comunale di polizia mortuaria non contempli l’istituto del rinnovo), le maggiori criticità dovrebbero esser affrontate nel momento in cui venga a scadere la concessione di maggiore durata.
Si tratta di complicazioni che, nel futuro, non saranno agevolmente gestibili e che sono, o possono essere, foriere di aspri contenziosi.
Ciò premesso ci si può sempre spogliare del diritto di sepolcro (diritto primario e sul sepolcro in sè), anche nel frangente di spacchettamento in più quote dello jus sepulchri, configurandosi il sepolcro così come concepito, come una comunione solidale ed indivisibile, chi rinuncia retrocede la propria frazione, producendo indirettamente un accrescimento (ex art. 674 Cod. Civile) nelle rimanenti quote, ma questi aspetti così intrusivi e di dettaglio dovrebbero esser recepiti nel regolamento municipale di polizia mortuaria.
Marco il 30/03/2017 alle 18:24 scrive:
Il mio problema “sepolcrale” verte e si sostanzia in questi termini: si tratta di cappella gentilizia (costruita entro il perimetro cimiteriale) composta da due parti edificate in momenti diversi e con scadenze di concessioni differenti.
Negli anni, è stata man mano messa a “disposizione” di sempre più familiari ed eredi, con subentri a volte un po’… spericolati.
Mio padre è uno degli aventi titolo, ma ad oggi avrebbe interesse ad “uscire” da questa comunione divenuta troppo promiscua e difficile da gestire. E’ possibile svincolarsi da ogni onere e onore e in quale modo?
1.451.136 accessi dal 27/5/2017
Archivi Seleziona il mese Aprile 2020 (6) Marzo 2020 (47) Febbraio 2020 (34) Gennaio 2020 (32) Dicembre 2019 (32) Novembre 2019 (31) Ottobre 2019 (33) Settembre 2019 (32) Agosto 2019 (26) Luglio 2019 (32) Giugno 2019 (31) Maggio 2019 (30) Aprile 2019 (34) Marzo 2019 (31) Febbraio 2019 (29) Gennaio 2019 (33) Dicembre 2018 (33) Novembre 2018 (31) Ottobre 2018 (35) Settembre 2018 (31) Agosto 2018 (32) Luglio 2018 (31) Giugno 2018 (31) Maggio 2018 (32) Aprile 2018 (29) Marzo 2018 (33) Febbraio 2018 (30) Gennaio 2018 (34) Dicembre 2017 (37) Novembre 2017 (37) Ottobre 2017 (40) Settembre 2017 (30) Agosto 2017 (29) Luglio 2017 (33) Giugno 2017 (32) Maggio 2017 (35) Aprile 2017 (35) Marzo 2017 (34) Febbraio 2017 (31) Gennaio 2017 (34) Dicembre 2016 (34) Novembre 2016 (40) Ottobre 2016 (40) Settembre 2016 (36) Agosto 2016 (34) Luglio 2016 (35) Giugno 2016 (31) Maggio 2016 (33) Aprile 2016 (34) Marzo 2016 (38) Febbraio 2016 (40) Gennaio 2016 (33) Dicembre 2015 (42) Novembre 2015 (35) Ottobre 2015 (41) Settembre 2015 (33) Agosto 2015 (23) Luglio 2015 (37) Giugno 2015 (31) Maggio 2015 (38) Aprile 2015 (34) Marzo 2015 (35) Febbraio 2015 (33) Gennaio 2015 (35) Dicembre 2014 (38) Novembre 2014 (37) Ottobre 2014 (44) Settembre 2014 (39) Agosto 2014 (26) Luglio 2014 (32) Giugno 2014 (36) Maggio 2014 (41) Aprile 2014 (34) Marzo 2014 (44) Febbraio 2014 (30) Gennaio 2014 (36) Dicembre 2013 (35) Novembre 2013 (45) Ottobre 2013 (60) Settembre 2013 (55) Agosto 2013 (40) Luglio 2013 (47) Giugno 2013 (46) Maggio 2013 (38) Aprile 2013 (44) Marzo 2013 (48) Febbraio 2013 (52) Gennaio 2013 (37) Dicembre 2012 (46) Novembre 2012 (56) Ottobre 2012 (46) Settembre 2012 (39) Agosto 2012 (41) Luglio 2012 (44) Giugno 2012 (47) Maggio 2012 (47) Aprile 2012 (45) Marzo 2012 (70) Febbraio 2012 (42) Gennaio 2012 (62) Dicembre 2011 (42) Novembre 2011 (58) Ottobre 2011 (49) Settembre 2011 (50) Agosto 2011 (51) Luglio 2011 (37) Giugno 2011 (50) Maggio 2011 (41) Aprile 2011 (45) Marzo 2011 (55) Febbraio 2011 (51) Gennaio 2011 (72) Dicembre 2010 (41) Novembre 2010 (59) Ottobre 2010 (64) Settembre 2010 (73) Agosto 2010 (50) Luglio 2010 (67) Giugno 2010 (58) Maggio 2010 (64) Aprile 2010 (56) Marzo 2010 (77) Febbraio 2010 (67) Gennaio 2010 (60) Dicembre 2009 (45) Novembre 2009 (73) Ottobre 2009 (50) Settembre 2009 (68) Agosto 2009 (50) Luglio 2009 (42) Giugno 2009 (63) Maggio 2009 (47) Aprile 2009 (39) Marzo 2009 (42) Febbraio 2009 (47) Gennaio 2009 (43) Dicembre 2008 (53) Novembre 2008 (54) Ottobre 2008 (80) Settembre 2008 (51) Agosto 2008 (35) Luglio 2008 (52) Giugno 2008 (42) Maggio 2008 (44) Aprile 2008 (57) Marzo 2008 (64) Febbraio 2008 (38) Gennaio 2008 (38) Dicembre 2007 (31) Novembre 2007 (32) Ottobre 2007 (60) Settembre 2007 (42) Agosto 2007 (37) Luglio 2007 (24) Giugno 2007 (19) Maggio 2007 (20) Aprile 2007 (16) Marzo 2007 (28) Febbraio 2007 (24) Gennaio 2007 (28) Dicembre 2006 (17) Novembre 2006 (31) Ottobre 2006 (25) Settembre 2006 (7) Agosto 2006 (5) Luglio 2006 (8) Giugno 2006 (4) Aprile 2006 (3) Marzo 2006 (2) Febbraio 2006 (1) Gennaio 2006 (2) Dicembre 2005 (3) Ottobre 2005 (4) Settembre 2005 (2) Agosto 2005 (2) Luglio 2005 (5) Maggio 2005 (9) Aprile 2005 (2) Marzo 2005 (5) Febbraio 2005 (8) Gennaio 2005 (3) Dicembre 2004 (3) Novembre 2004 (4) Ottobre 2004 (2) Luglio 2004 (2) Aprile 2004 (1) Gennaio 2004 (1) Ottobre 2003 (1) Luglio 2003 (1) Aprile 2003 (1) Gennaio 2003 (2) Ottobre 2002 (1) Luglio 2002 (1) Aprile 2002 (1) Gennaio 2002 (1) Gennaio 1970 (1)