Source: https://www.camera.it/leg18/824?tipo=C&anno=2019&mese=11&giorno=19&view=&commissione=08
Timestamp: 2020-04-02 19:53:54+00:00
Document Index: 39655723

Matched Legal Cases: ['e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario']

Martedì 19 novembre 2019. — Presidenza del presidente Alessandro Manuel BENVENUTO. – Interviene il viceministro per l'interno Vito Claudio Crimi.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 18 novembre 2019.
Alessandro Manuel BENVENUTO, presidente, essendo stata richiesta l'attivazione dell'impianto a circuito chiuso, non essendovi obiezioni, ne dispone l'attivazione.
In ragione degli approfondimenti ancora in corso tra le relatrici e i rappresentanti del Governo, sospende la seduta.
La seduta sospesa alle 11.40 è ripresa alle 12.25.
Alessandro Manuel BENVENUTO, presidente, ricorda che nella seduta di ieri le relatrici hanno presentato le proposte emendative 3.53 e 3.067, rispetto alle quali sono pervenuti rispettivamente 16 subemendamenti e un unico subemendamento, che dichiara inammissibile in quanto non riferibile rispetto al testo dell'articolo aggiuntivo (vedi allegato 1).Pag. 75
Ricorda che le relatrici e il Governo hanno espresso nella seduta di ieri i pareri sulle proposte emendative riferite agli articoli 1, 2 e 3.
Avverte che la Commissione passerà alle votazioni, ad iniziare dagli identici articoli aggiuntivi Gabriele Lorenzoni 1.04 e Melilli 1.05.
Paolo TRANCASSINI (FdI) ritiene doveroso, prima di procedere alle votazioni, ricevere alcuni chiarimenti dalla maggioranza e dal Governo. Ricorda che l'orario d'inizio della seduta odierna, già fissato per le 10, è stato successivamente rinviato due volte. Ci si augurava che tali rinvii fossero finalizzati ad ottenere risposte da parte del Ministero dell'economia e delle finanze in ordine alla copertura di proposte emendative accantonate. Ribadisce quindi che, a suo avviso, è doveroso che le relatrici o il Governo dicano qualcosa su quest'aspetto prima di procedere nell'esame degli emendamenti.
Erica MAZZETTI (FI) si associa alle considerazioni del deputato Trancassini e ritiene che non si possa procedere senza ricevere chiarimenti da parte delle relatrici.
Paolo TRANCASSINI (FdI) insiste sulla richiesta di avere notizie circa le coperture degli emendamenti accantonati, dato che sono giorni che le opposizioni attendono una risposta in merito da parte delle relatrici o del Governo.
Patrizia TERZONI, relatrice, informa che i rinvii concernenti l'avvio della seduta odierna sono stati dovuti a incontri politici e tecnici delle relatrici con il Ministero dell'economia e delle finanze, al fine di trovare una soluzione in ordine alla copertura alcune proposte emendative accantonate. Avverte che gli uffici del Ministero stanno ancora lavorando in questa direzione e, in attesa di conoscere i risultati di questo lavoro, ad avviso delle relatrici le proposte emendative in questione debbono rimanere accantonate. Nulla vieta però alle opposizioni di chiedere di porre in votazione le proprie proposte emendative accantonate qualora lo ritengano opportuno.
Paolo TRANCASSINI (FdI) considera la risposta della relatrice Terzoni troppo generica. Ritiene che sia diritto delle opposizioni conoscere quali siano le proposte emendative oggetto della ricerca di una copertura adeguata e quale direzione stia prendendo, quindi, il lavoro richiamato dalla relatrice. Lamenta, poi, il fatto che alcune agenzie di stampa attribuiscano alle opposizioni un atteggiamento ostruzionistico, cosa non rispondente al vero. La verità è che ci sono numerose comunità dei territori colpiti dal sisma che attendono risposte chiare dal Parlamento.
Erica MAZZETTI (FI) trova imbarazzanti le predette agenzie, che attribuiscono alle opposizioni un atteggiamento ostruzionistico. Ricorda che da una settimana le opposizioni lavorano con atteggiamento costruttivo senza far trapelare nulla all'esterno, il tutto, prima di ogni cosa, per rispetto alle popolazioni colpite dal terremoto. Sottolinea come le relatrici ieri abbiano presentato un emendamento che va nella direzione di cercare una soluzione ai problemi della ricostruzione, anche se non del tutto condivisibile. Ricorda, tuttavia, che ci sono altre proposte emendative delle opposizioni che vanno nella stessa direzione, in modo, a suo avviso, più chiaro, ma sulle quali il parere delle relatrici e del Governo è stato contrario. A suo avviso, il Governo e la maggioranza stanno esasperando un clima inizialmente positivo mentre ci sono numerose proposte emendative da votare su un provvedimento di cui domani l'Assemblea dovrebbe avviare l'esame. Chiede, quindi, maggiore rispetto.
Stefania PEZZOPANE, relatrice, ricorda che quello in esame è un decreto importante ma non del tutto soddisfacente e che necessita, quindi, di alcuni aggiustamenti e di ulteriori elementi da inserire. Il lavoro delle relatrici con il Ministero dell'economia e delle finanze va in questa direzione, Pag. 76ma si scontra con una contingenza parlamentare complicata a causa dell'esame, presso la Camera e il Senato, del decreto-legge in materia fiscale e del disegno di legge di bilancio, sui quali sono impegnate le strutture del medesimo Ministero. Ritiene, quindi, che le proposte emendative già accantonate debbano rimanere tali, mentre si può procedere sulle altre. Sottopone alla valutazione del presidente della Commissione l'opportunità di convocare una riunione dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, per decidere come proseguire nell'esame del provvedimento.
Quanto alle richiamate agenzie, assicura che le relatrici, le quali non ritengono ostruzionistico l'atteggiamento delle opposizioni, non hanno rilasciato alla stampa alcuna dichiarazione in tal senso. Per quanto riguarda l'emendamento presentato ieri dalle relatrici, ribadisce che è esso frutto di un importante confronto con più Ministeri e che la soluzione trovata si può definire «rivoluzionaria» rispetto alla normativa vigente. È legittimo tuttavia che tale soluzione non sia condivisa da tutti. In proposito, ricorda che ai gruppi è data la possibilità di presentare subemendamenti, che saranno attentamente valutati.
Alessandro Manuel BENVENUTO, presidente, vista la situazione di stallo venutasi a creare, sospende la seduta e convoca l'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, per le 13.10.
La seduta sospesa alle 12.40 è ripresa alle 15.05.
Alessandro Manuel BENVENUTO, presidente, non essendo emerso nel corso della riunione dell'ufficio di presidenza un chiaro orientamento riguardo alle modalità di prosieguo dell'esame del provvedimento, avverte che si riprenderà l'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 1, riservandosi di convocare una riunione informale con i rappresentanti dei gruppi di opposizione al termine dei lavori della Commissione, volta a conoscerne gli intendimenti.
Alessio BUTTI (FdI) rileva che continui rinvii delle sedute della Commissione denotano i forti problemi politici interni alla maggioranza. Sottolinea come il proprio gruppo abbia sin da subito manifestato una certa indulgenza verso gli atteggiamenti ondivaghi della maggioranza e abbia dato la massima disponibilità in ragione della delicatezza del tema trattato e per rispetto ai molti cittadini fortemente colpiti conseguenza dell'evento sismico del 2016. Invita tuttavia la maggioranza a non abusare di tale disponibilità e a dichiarare apertamente che le risposte positive che si aspettava dal Ministero dell'economia non si sono rivelate tali per molte delle proposte emendative presentate anche da propri esponenti.
Non volendo in nessun modo assumere un atteggiamento ostile su un tema che non ha e non deve avere colore politico, invita la maggioranza a cambiare drasticamente atteggiamento, manifestando un maggiore rispetto nei confronti delle opposizioni, sia riguardo alla tempistica con la quale si intende procedere sia riguardo alla scelta delle proposte emendative da approvare, spesso presentate anche dai gruppi di opposizione, che sistematicamente se le vedono respinte.
Non ritiene esserci alcuna urgenza di avviare l'esame del provvedimento in Assemblea nella mattinata di giovedì, come richiesto con forza dal Ministro D'Incà nella riunione dell'ufficio di presidenza, stante anche la probabile posizione della questione di fiducia sul provvedimento nell'altro ramo del Parlamento, notizia informalmente circolata nelle ultime ore.
Vincenza LABRIOLA (FI) manifestando la massima disponibilità del proprio gruppo a raggiungere un accordo riguardo alle modalità future di esame del provvedimento, ribadisce ancora una volta che, rispetto alle proposte emendative che la maggioranza e il Governo avevano chiesto alle opposizioni di segnalare nell'incontro di giovedì mattina per poter svolgere un approfondimento volto alla loro approvazione, non è stato ancora dato alcun riscontro. Se tale incontro si è rivelato un Pag. 77errore, non essendoci alcun riscontro positivo sulle proposte emendative delle opposizioni, ritiene che siano venute meno le basi per un dibattito serio e costruttivo.
In ultimo, non ritiene opportuna la richiesta del Ministro per i rapporti con il Parlamento di avviare l'esame del provvedimento in Assemblea già a partire dalla mattina di giovedì, dovendosi altrimenti strozzare il dibattito in Commissione in modo a suo giudizio inaccettabile.
Tullio PATASSINI (Lega) esprime ancora una volta stupore per l'atteggiamento della maggioranza. Di fronte alla continua e costante disponibilità delle forze di opposizione, registra il disinteresse del Ministro D'Incà per il dibattito che la Commissione dovrà svolgere sul provvedimento, ritenendosi prioritario l'avvio dell'esame in Assemblea nella mattinata di giovedì.
Pur ritenendo apprezzabili alcune delle aperture dichiarate dal viceministro Crimi nella riunione dell'ufficio di presidenza riguardo alle molte questioni aperte, ritiene che le proposte da questi avanzate vadano approfondite, a partire dall'emendamento 3.53 presentato ieri dalle relatrici, rispetto al quale ritiene opportuno avviare un serio e proficuo dibattito. Anche rispetto alla questione dei subappalti ritiene opportuno conoscerne i dettagli, per capire, ad esempio, se tale apertura riguarda solo le imprese locali o tutte le imprese del territorio.
Rileva inoltre che, invece di procedere a continui rinvii delle sedute della Commissione, sarebbe preferibile che la maggioranza prendesse il tempo necessario per svolgere tutti gli approfondimenti, per iniziare successivamente, insieme alle opposizioni, un dibattito costruttivo in un quadro chiaro e definito. Manifesta in ogni caso, come sempre dall'inizio dell'esame del provvedimento, la propria disponibilità a partecipare all'ennesima riunione per decidere le modalità di prosieguo dell'esame.
Daniela RUFFINO (FI) rifacendosi all'intervento svolto dalla relatrice Pezzopane nella riunione dell'ufficio di presidenza, che ha sottolineato come il provvedimento sia importante per tutte le forze politiche, fa presente che le opposizioni stanno attendendo da stamattina alle dieci che si proceda finalmente alle votazioni delle proposte emendative in un quadro chiaro e definito, cosa che non sta avvenendo neanche adesso, dopo cinque ore di vana attesa. Sempre l'onorevole Pezzopane ha dichiarato nel proprio intervento che alcune cose necessarie devono ancora essere inserite nel provvedimento, sottolineando in tale contesto l'importanza dell'emendamento 3.53 presentato dalle relatrici nella seduta di ieri. A tale riguardo, evidenzia come sarebbe stato più corretto e forse anche più efficace da parte della maggioranza lavorare su proposte emendative aventi analoghi contenuti presentati dalle opposizioni, come ad esempio gli emendamenti Mazzetti 3.13 e D'Eramo 3.14, anche solo per approvare qualcosa in maniera condivisa.
Tra le molte proposte elencate dal viceministro Crimi in ufficio di presidenza e da lui portate come una apertura del Governo nei confronti delle richieste dei gruppi parlamentari, ritiene importanti solo la previsione di 2 milioni da stanziare per il cratere dell'Aquila e di 1 milione per i sottoservizi nella ricostruzione privata, sempre per L'Aquila. Il resto delle proposte sono a suo giudizio quisquilie non sufficienti a rendere condivisibile il decreto. Fa presente, quindi, che le opposizioni non saranno conniventi su un decreto-legge sisma uguale agli altri precedentemente emanati, privo di contenuti reali che diano risposte che i territori attendono ormai da troppo tempo.
La Commissione, con distinte votazioni, approva gli identici emendamenti Gabriele Lorenzoni 1.04 e Melilli 1.05 (vedi allegato 2).
Alessandro Manuel BENVENUTO, presidente, comunica che l'articolo aggiuntivo Fregolent 1.06 è stato ritirato.
Paolo TRANCASSINI (FdI), intervenendo sul proprio articolo aggiuntivo 1.08, Pag. 78osserva che la presentazione di un'analoga proposta da parte di un rappresentante della maggioranza, seppur ritirata a fronte del parere contrario espresso su di essa, ne evidenzia l'importanza. Ricorda che tale emendamento è stato richiesto dai professionisti e dagli addetti ai lavori e chiede pertanto alla maggioranza e Governo le ragioni della loro contrarietà.
Ribadisce la richiesta fatta nel corso della seduta di ieri, con riguardo all'articolo aggiuntivo Braga 1.01, che prevede l'intesa del Commissario straordinario con i presidenti delle Regioni. Sottolinea ancora una volta l'importanza della governance della ricostruzione, ritenuta assai importante dal Partito democratico quando a governare le quattro regioni interessate erano esponenti del suo partito ed oggi non tenuta in considerazione essendo cambiato il quadro politico di riferimento.
La Commissione respinge gli identici articoli aggiuntivi Gagliardi 1.07 e Trancassini 1.08.
Alessandro Manuel BENVENUTO, presidente, avverte che l'articolo aggiuntivo Gabriele Lorenzoni 1.09 risulta assorbito dalla approvazione degli identici articoli aggiuntivi Gabriele Lorenzoni 1.04 e Melilli 1.05.
Erica MAZZETTI (FI) intervenendo sul proprio articolo aggiuntivo 1.011, identico all'articolo aggiuntivo 1.012 del collega Trancassini, osserva che si tratta di una delle proposte segnalate dal proprio gruppo e di particolare rilievo in quanto, attraverso poteri straordinari attribuiti al Commissario straordinario Farabollini, consente di risolvere il problema dello smaltimento del conferimento in discarica dei materiali di risulta, che costituisce uno degli ostacoli più forti per la ricostruzione.
Manuela GAGLIARDI (MISTO-C10VM), intervenendo sul proprio articolo aggiuntivo 1.044, osserva che tale proposta emendativa rientra nel pacchetto di deroghe richieste dalle regioni per poter affrontare finalmente il problema dello smaltimento dei detriti che rallenta il processo di ricostruzione. Ritiene necessario che dopo un sisma possano essere utilizzate procedure in deroga e si sorprende della contrarietà espressa dalla maggioranza e dal Governo che sembravano inizialmente condividere tale esigenza, come dimostrato dalla presentazione di un'analoga proposta emendativa.
Daniela RUFFINO (FI) osserva che per i processi di ricostruzione la variabile tempo è decisiva e ritiene necessario, affinché l'emergenza non duri davvero fino al 2024, aderire a procedure speciali. Auspica che di fronte a un parere contrario espresso dalla maggioranza e dal Governo, ci sia una proposta alternativa e soprattutto in grado di risolvere tale questione.
Paolo TRANCASSINI (FdI) osserva che il contenuto del proprio articolo aggiuntivo 1.012 richiama il testo di una mozione votata all'unanimità dal Consiglio della regione Lazio che, ricorda, è presieduta dal segretario del partito democratico. Stigmatizza la superficialità con la quale vengono messe da parte proposte emendative che raccolgono le richieste avanzate dalle regioni per risolvere il problema delle macerie che dopo tre anni devono ancora essere rimosse. Evidenzia come la deroga sia effettuata solo per quei comuni che hanno avuto una distruzione superiore al 50 per cento degli edifici e chiede pertanto quale sia la ragione della contrarietà.
Il viceministro Vito Claudio CRIMI ricorda che l'attribuzione di poteri straordinari ad un Commissario rappresenta una misura molto forte, introdotta all'indomani del crollo del ponte di Genova, e fortemente contestata dal Parlamento in quell'occasione. Fa presente che, nel caso di Genova, si trattava di una singola opera da ricostruire, per la quale era più facile effettuare un monitoraggio, cosa non possibile nel caso di una ricostruzione, come quella del Centro Italia, che investe ben Pag. 79quattro regioni, su cui insistono numerosi comuni.
Silvia FREGOLENT (IV) rappresenta al Governo l'opportunità di adottare tale misura che si è dimostrata di successo nel caso della ricostruzione del ponte Morandi. Osserva che se non è questa la soluzione che si intende trovare, seppur a suo giudizio in uno stato di emergenza devono essere trovate soluzioni di emergenza, una risposta deve essere comunque data.
Paolo TRANCASSINI (FdI) fa presente al Viceministro che la proposta emendativa non investe tutti i comuni del cratere ma solo quelli quasi completamente distrutti. Osserva, come il viceministro sa bene, che i comuni che presentano un tasso di crolli superiore al 50 per cento per la maggior parte presentano crolli superiori al 70 per cento, risultando praticamente distrutti.
Manuela GAGLIARDI (MISTO-C10VM) da genovese ritiene che l'eccezionalità dei fatti accaduti a Genova non possa essere considerata superiore a quella del terremoto del Centro Italia. Avere detriti dopo più di tre anni che impediscono la ricostruzione rappresenta una situazione di emergenza rispetto alla quale va data al commissario straordinario potere adeguato.
Erica MAZZETTI (FI) ritiene questa una problematica di assoluta urgenza. Non aver risolto finora il problema dello smaltimento e del conferimento in discarica delle macerie rende emergenziale la situazione attuale. L'Italia centrale costituisce il cantiere più grande del paese e rappresenta proprio il contesto nel quale applicare tutte le possibili semplificazioni burocratiche e operative. Chiede pertanto alla maggioranza e al governo una ulteriore riflessione su tali proposte emendative.
La Commissione respinge gli identici articoli aggiuntivi Mazzetti 1.011, Trancassini 1.012 e Gagliardi 1.044.
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 13.30 alle 14.20 e dalle 18 alle 18.20.
Audizione di rappresentanti della Federazione Italiana Rigeneratori Imballaggi (FIRI).
La seduta inizia alle 15.55.
Patrizia TERZONI, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche attraverso la trasmissione televisiva sul canale satellitare della Camera dei deputati e la trasmissione diretta sulla web-tv della Camera dei deputati.
Roberto MAGNAGHI, presidente della Federazione Italiana Rigeneratori Imballaggi (FIRI), svolge una relazione sui temi oggetto dell'audizione.
Interviene, per formulare quesiti e osservazioni, Rossella MURONI (LeU).
Roberto MAGNAGHI, presidente della Federazione Italiana Rigeneratori Imballaggi (FIRI) e Stefano CAPRA, consigliere del comitato di coordinamento Federazione Italiana Rigeneratori Imballaggi, forniscono chiarimenti in relazione ai quesiti posti.
Patrizia TERZONI, presidente, ringrazia i rappresentanti della Federazione Italiana Pag. 80Rigeneratori Imballaggi (FIRI) per il loro intervento.
Alessandro Manuel BENVENUTO, presidente, avverte che il Governo ha presentato l'articolo aggiuntivo 3.069 (vedi allegato 3), che è stato immediatamente trasmesso ai Gruppi. Fissa quindi come termine per la presentazione di subemendamenti le ore 10 di domani, mercoledì 20 novembre.
Paolo TRANCASSINI (FdI), intervenendo sull'ordine dei lavori, chiede chiarimenti sulla modalità di prosecuzione degli stessi, dichiarando di non comprendere le ragioni di un esame forzato del provvedimento, dato che sarebbe possibile far slittare la discussione generale in Assemblea alla giornata di lunedì 25 novembre rispetto alla data attualmente fissata di venerdì 22 novembre. Nell'osservare che l'attuale situazione di stallo è totalmente responsabilità delle forze di maggioranza, ritiene che un esame in tempi meno serrati possa consentire un esame più approfondito sulle proposte emendative. Richiamando recenti dichiarazioni del Presidente del Consiglio circa il grande impegno profuso dalla maggioranza per accelerare la ricostruzione post terremoto, rileva che se il Presidente del Consiglio fosse disposto a partecipare, nella giornata di domani, ai lavori della Commissione si potrebbe giungere a una conclusione in tempi rapidi confidando sulla sua capacità di individuare rapidamente soluzioni idonee.
Il viceministro Vito Claudio CRIMI chiede di mantenere l'accantonamento degli identici articoli aggiuntivi Muroni 1.013, Fregolent 1.014, Gagliardi 1.015, Gallinella 1.016, Trancassini 1.017 e Braga 1.018 e di accantonare anche gli identici articoli aggiunti Gagliardi 1.019 e Baldelli 1.021 al fine di poter eventualmente rivedere il parere contrario precedentemente espresso.
Alessandro Manuel BENVENUTO, presidente, avverte che restano accantonati gli identici articoli aggiuntivi Muroni 1.013, Fregolent 1.014, Gagliardi 1.015, Gallinella 1.016, Trancassini 1.017 e Braga 1.018 e dispone l'accantonamento degli identici articoli aggiunti Gagliardi 1.019 e Baldelli 1.021.
Patrizia TERZONI (M5S), relatrice, ricorda di avere espresso parere favorevole, a condizione che per essi sia accettata la riformulazione in identico testo nei termini di cui in allegato (vedi allegato 2), sugli identici articoli aggiuntivi Muroni 1.023, Fregolent 1.024, Gagliardi 1.025, Braga 1.026 e Trancassini 1.027 nonché dell'articolo aggiuntivo Gabriele Lorenzoni 1.028 e dell'articolo aggiuntivo Gagliardi 8.023.
Paolo TRANCASSINI (FdI) dichiara di aver compreso, nella seduta precedente, che la riformulazione proposta dei diversi identici articoli aggiuntivi, tra i quali quello a sua prima firma 1.027, sarebbe stata identica all'articolo aggiuntivo Gabriele Pag. 81Lorenzoni 1.028 senza riformulazione.
Patrizia TERZONI (M5S), relatrice, ribadisce che il parere favorevole è condizionato dall'accettazione della riformulazione proposta anche per l'articolo aggiuntivo Gabriele Lorenzoni 1.028.
Tullio PATASSINI (Lega) ricorda che la proposta di concedere alle regioni di avvalersi di società in house per la ricostruzione è stata respinta numerose volte dall'allora maggioranza nel corso dell'esame dei precedenti decreti-legge sulle aree terremotate. Segnalando che vi sono strutture degli enti territoriali che già operano con tale finalità, chiede come mai il Movimento 5 Stelle abbia cambiato idea su questo tema e perché il Partito Democratico insista su questa proposta che non sembra in grado di far conseguire risultati concreti nel velocizzare la ricostruzione.
Stefania PEZZOPANE (PD), relatrice, entrando nel merito del tema oggetto delle proposte emendative, ricorda che esse sono state presentate da tutti i gruppi tranne che da quello della Lega e che vi è il sostegno della regione Abruzzo che ha visto operare con successo una società in house, quindi a totale partecipazione pubblica, nella ricostruzione a seguito del sisma del 2009. La proposta di riformulazione intende dare quindi una risposta a una richiesta avanzata da molte regioni e trasfusa nelle proposte emendative presentate da molti gruppi.
Manuela GAGLIARDI (MISTO-C10VM) dichiara di non comprendere quella parte della riformulazione che fa riferimento a convenzioni non onerose, posto che anche le società in house, che sono una sorta di braccio operativo degli enti territoriali, hanno bisogno di ricevere un pagamento per la attività svolte in regime di convenzione.
Piergiorgio CORTELAZZO (FI) chiede chiarimenti in ordine alla modalità di prosecuzione dei lavori della seduta odierna.
Alessandro Manuel BENVENUTO, presidente, comunica che i lavori potranno proseguire fino le 22, per riprendere nella giornata di domani a partire dalle ore 10.
Paolo TRANCASSINI (FdI) dichiara di non comprendere la riformulazione proposta dato che gli identici articoli aggiuntivi, tra i quali quello a sua prima firma 1.027, recepiscono le proposte provenienti dalla regione Abruzzo. Invita ad avere più fiducia nei suggerimenti che vengono dagli enti territoriali che ben conoscono la situazione, piuttosto che nelle proposte di modifica avanzate dalle strutture ministeriali che, invece, non conosco a sufficienza le realtà locali.
Chiara BRAGA (PD) accetta la riformulazione del proprio articolo aggiuntivo 1.026 in quanto frutto di un'attività istruttoria e di un esame ponderato svolto dal Governo e dalle relatrici. La riformulazione fornisce in ogni caso una risposta effettiva all'esigenza di avvalersi di società in house per la ricostruzione.
Paolo TRANCASSINI (FdI), insistendo nel ritenere preferibile mantenere la formulazione originaria delle proposte emendative, ne propone l'accantonamento al fine di poter avviare un confronto con i territori sull'efficacia della riformulazione proposta dalle relatrici.
Il viceministro Vito Claudio CRIMI precisa che la formulazione originaria delle proposte emendative in discussione non è accoglibile in quanto si realizzerebbe una duplicazione e verrebbero stanziate risorse per le stesse finalità già previste dal decreto-legge n. 189 del 2016, affiancando al personale degli Uffici speciali per la ricostruzione delle regioni il personale delle società in house. La riformulazione proposta consente di avvalersi di tali società ma solo nei casi in cui ciò possa avvenire in modalità non onerosa. Se questa ipotesi non si rivelerà percorribile sarannopossibili Pag. 82successive modifiche in corso d'opera. Rileva come, in ogni caso, l'approvazione della riformulazione proposta rappresenterebbe un passo in avanti in tale direzione.
Manuela GAGLIARDI (MISTO-C10VM) osserva che le cautele espresse dal viceministro Crimi sulla reale operatività della riformulazione proposta suggerirebbero di procedere a un accantonamento al fine di poter effettuare una veloce verifica in tal senso.
Il viceministro Vito Claudio CRIMI ribadisce che il parere favorevole è condizionato alla riformulazione proposta.
Paolo TRANCASSINI (FdI) osserva che non è la prima volta che si propone di compiere un «mezzo» passo in avanti senza voler percorrere un processo innovativo nella sua interezza, sottolineando che nel corso dell'esame dell'ennesimo provvedimento sulla ricostruzione dovrebbe essere ormai chiaro che occorre recepire le esigenze di coloro che operano sul territorio. A fronte del dato oggettivo di paesi distrutti e di comunità disperse le certezze di chi rifiuta qualunque dialogo dovrebbero vacillare. Insiste nuovamente per l'accantonamento delle proposte emendative in discussione per poter effettuare una verifica con i soggetti coinvolti sulla reale portata della riformulazione proposta.
Alessandro Manuel BENVENUTO, presidente, pone in votazione gli identici articoli aggiuntivi Gagliardi 1.025 e Trancassini 1.027, i cui presentatori non hanno accettato la riformulazione proposta.
La Commissione respinge gli identici articoli aggiuntivi Gagliardi 1.025 e Trancassini 1.027.
Alessandro Manuel BENVENUTO, presidente, avverte che è stata accettata l'identica riformulazione degli identici articoli aggiuntivi Muroni 1.023, Fregolent 1.024 e Braga 1.026, nonché dell'articolo aggiuntivo Gabriele Lorenzoni 1.028.
Le Commissioni approvano l'identica riformulazione degli articoli aggiuntivi Muroni 1.023, Fregolent 1.024, Braga 1.026 e Gabriele Lorenzoni 1.028 (vedi allegato 2).
Alessandro Manuel BENVENUTO, presidente, avverte che a seguito dell'approvazione dell'identica riformulazione degli articoli aggiuntivi Muroni 1.023, Fregolent 1.024, Braga 1.026 e Gabriele Lorenzoni 1.028, risulta precluso l'articolo aggiuntivo Gagliardi 8.023 che pertanto non sarà posto in votazione.
La Commissione respinge gli identici emendamenti Gagliardi 1.029 e Pella 1.030.
Tullio PATASSINI (Lega) intervenendo sull'emendamento D'Eramo 1.031, esprime il proprio favore e sottolinea che esso non comporta oneri economici ed è volto a consentire che la proroga dei termini per la presentazione delle richieste di contributo sia effettuata con ordinanza del Commissario straordinario onde evitare un intervento legislativo.
Paolo TRANCASSINI (FdI) intervenendo sull'emendamento D'Eramo 1.031, rileva come non consentire che la proroga dei termini per la presentazione delle richieste di contributo sia nella disponibilità del Commissario straordinario dimostri la scarsa sensibilità del Governo per il difficile lavoro del Commissario chiamato a realizzare attività assai complesse e diversificate, anche in conseguenza delle differenze esistenti in territori pur se tra loro contigui. Osserva che è un ulteriore prova che il Commissario Farabollini è stato lasciato solo dall'Esecutivo che non intende dotarlo nemmeno di ragionevoli poteri per semplificare le attività della struttura commissariale.
La Commissione respinge l'emendamento D'Eramo 1.031.
Rossella MURONI (LeU) ritira tutti gli emendamenti del proprio gruppo riferiti all'articolo 1 per i quali è stato formulato un invito al ritiro.
Alessandro Manuel BENVENUTO, presidente comunica che gli identici emendamenti Fregolent 1.032, Gabriele Lorenzoni 1.033, Morgoni 1.034 e Stumpo 1.048 sono stati ritirati.
Mario MORGONI (PD) illustrando l'emendamento a sua firma 1.049, sottolinea che esso non comporta oneri aggiuntivi né modifiche ordinamentali, limitandosi a fornire una pura interpretazione di una norma esistente. Si tratta della norma inserita dal decreto cosiddetto «sblocca cantieri» per consentire, ai proprietari di un immobile fortemente danneggiato, la collocazione di strutture amovibili e temporanee per evitare lo spopolamento. Taluni sindaci hanno dato un'interpretazione restrittiva di tale norma, escludendo da tale beneficio i proprietari non residenti. Ciò ha avuto ripercussioni negative considerato che i territori interessati vedono la presenza di molti proprietari di seconde case, per definizione non residenti. Chiede quindi che l'emendamento possa essere approvato per chiarire la predetta interpretazione ovvero che si possa al momento accantonare riservandosi, inoltre, di presentare un ordine del giorno di pari contenuto nel caso non venga accolto.
Stefania PEZZOPANE (PD), relatrice, invita al ritiro dell'articolo aggiuntivo Morgoni 1.049 in quanto la sua approvazione comporterebbe un allargamento della platea dei destinatari del beneficio e invita il firmatario dell'emendamento a presentare un ordine del giorno in tal senso.
Paolo TRANCASSINI (FdI) replicando alla relatrice Pezzopane sottolinea che essendo l'emendamento Morgoni 1.049 volto ad evitare una possibile falsa interpretazione ciò non comporterebbe affatto un ampliamento della platea dei destinatari farebbe semplicemente un po’ di chiarezza a beneficio degli uffici. Al contrario ritiene che la presentazione di un ordine del giorno potrebbe risultare fuorviante. Non si comprende, infatti, che impegno dovrebbe prendere il Governo, poiché la norma esiste ed è ben scritta ma solo male interpretata, non è dunque necessario alcun impegno da parte del Governo.
Patrizia TERZONI (M5S), relatrice, ricorda che la norma in questione è stata adottata su richiesta del comune di Amatrice dove il fenomeno dei non residenti con seconda casa era particolarmente rilevante. Rileva come la norma sia scritta correttamente e che si tratta di una cattiva applicazione da parte di pochi comuni. In tal senso ritiene sufficiente la presentazione di semplice ordine del giorno.
Paolo TRANCASSINI (FdI) rammenta che la normativa nasce soprattutto in funzione di aiutare e sviluppare il turismo permettendo anche ai non residenti di elevare alcune strutture provvisorie. Concorda sul fatto che sono solo alcuni sindaci a male interpretare la norma e tuttavia ritiene che chiarirne la portata sarebbe in ogni caso opportuno. Al contrario ritiene che presentare e approvare un ordine del giorno sia, in tal caso, più impegnativo che altro, spingendo il Governo a prendere un impegno laddove non è necessario fare nulla perché la norma è ben scritta ma solo male applicata da alcuni sindaci.
Mario MORGONI (PD) ritira l'articolo aggiuntivo a sua firma 1.049.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Pella 1.036.
Tullio PATASSINI (Lega) illustrando l'articolo aggiuntivo D'Eramo 1.037, sottolinea il suo eminente profilo tecnico segnalando che non sempre si può fare un intervento antisismico unitario sull'immobile, soprattutto considerando le realtà abitative condominiali, giacché parti di esso possono avere caratteristiche e manifestare danni diversi tra loro.
La Commissione respinge l'emendamento D'Eramo 1.037.
Il viceministro Vito Claudio CRIMI conferma il parere favorevole sugli identici emendamenti Fregolent 1.038, Gabriele Lorenzoni 1.046 e Morgoni 1.047, per la parte ammissibile, a condizione che vengano riformulati mantenendo il contenuto della sola lettera b).
Alessandro Manuel BENVENUTO, presidente, comunica che i presentatori hanno accolto la riformulazione proposta degli identici emendamenti Fregolent 1.038, Gabriele Lorenzoni 1.046 e Morgoni 1.047. In conseguenza di tale riformulazione, essi saranno posti in votazione tra le proposte emendative riferite all'articolo 4.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Gagliardi 2.75 e approva gli identici emendamenti Fregolent 2.1, Morgoni 2.2, Gallinella 2.3 e Stumpo 2.4 (vedi allegato 2).
Il viceministro Vito Claudio CRIMI conferma il parere favorevole sugli identici emendamenti Trancassini 2.5 e Mazzetti 2.6, a condizione che siano riformulati in identico testo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2). Propone la medesima riformulazione anche per gli identici emendamenti Muroni 2.7, Gabriele Lorenzoni 2.8, D'Eramo 2.9 e Buratti 2.10.
Paolo TRANCASSINI (FdI) accetta la riformulazione proposta dal Viceministro pur non condividendo appieno la decisione di omettere il comma 2-quater e invitando quindi il Governo a rivedere la sua posizione ricordando che l'istanza tradotta in quella proposta emendativa proveniva dai territori interessati dal sisma.
Alessandro Manuel BENVENUTO, presidente, prende atto che la riformulazione è stata accettata da tutti i presentatori. Precisa che dalla sua eventuale approvazione consegue l'assorbimento dell'emendamento Gabriele Lorenzoni 2.11.
La Commissione, con distinte votazioni, approva gli identici emendamenti, Trancassini 2.5 e Mazzetti 2.6, Muroni 2.7, Gabriele Lorenzoni 2.8, D'Eramo 2.9 e Buratti 2.10, come riformulati (vedi allegato 2) e respinge l'emendamento Baldelli 2.12.
Paolo TRANCASSINI (FdI), illustrando l'emendamento Acquaroli 2.13, sottolinea che esso intende rispondere soprattutto a precise esigenze dei territori marchigiani, riferendosi in particolare alla costruzione dei cosiddetti «muri a sacco». Segnala infatti che sarebbe buona norma considerare le peculiarità costruttive dei diversi luoghi e fornire quindi adeguati strumenti normativi che lo consentano. Invita quindi il Governo a migliorare tali aspetti proponendo altresì l'accantonamento dell'emendamento Acquaroli 2.13 per consentire all'Esecutivo i necessari approfondimenti sulla tematica. Stigmatizza la scarsa attenzione del Governo su tematiche tutt'altro che marginali.
Il viceministro Vito Claudio CRIMI con riferimento alle considerazioni svolte dal deputato Trancassini segnala che la Commissione ha testé approvato una serie di identici emendamenti all'articolo 2 aventi la medesima portata di quello in discussione. Lo invita quindi ad una maggiore attenzione e rispetto circa il lavoro che i deputati e i rappresentanti del Governo stanno svolgendo in Commissione.
Paolo TRANCASSINI (FdI) rammaricandosi del fatto che il viceministro Crimi non abbia colto l'ironia nelle sue osservazioni ritiene che la risposta fornita sia in realtà sgarbata evidenziando che se l'emendamento a sua prima firma fosse stato realmente assorbito dalle precedenti votazioni non sarebbe stato necessario esprimere un parere contrario.
Alessandro Manuel BENVENUTO, presidente, avverte che gli emendamenti Gagliardi 2.14 e Baldelli 2.15 saranno posti in votazione solo per la parte non assorbita dall'approvazione degli identici emendamenti Pag. 85Fregolent 2.1, Morgoni 2.2, Gallinella 2.3 e Stumpo 2.4.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Acquaroli 2.13 e gli identici emendamenti Gagliardi 2.14 e Baldelli 2.15, per la parte non assorbita.
Il viceministro Vito Claudio CRIMI illustra una nuova proposta di riformulazione degli identici emendamenti Muroni 2.16, Fregolent 2.17, Morgoni 2.18 e Gabriele Lorenzoni 2.19, da cui consegue la loro identità con l'emendamento D'Eramo 2.20. Evidenzia che la nuova formulazione consente di non assorbire gli identici emendamenti Gabriele Lorenzoni 2.58, Massetti 2.59 nonché l'emendamento Trancassini 2.60, ciò al fine di venire incontro alle richieste delle opposizioni di vedere i propri emendamenti messi in votazione e accolti e non semplicemente assorbiti.
Alessandro Manuel BENVENUTO, presidente, avverte che la formulazione testé avanzata dal Governo degli emendamenti Muroni 2.16, Fregolent 2.17, Morgoni 2.18 e Gabriele Lorenzoni 2.19, è stata accettata dai presentatori.
La Commissione, con distinte votazioni, approva, nel testo riformulato, gli identici Muroni 2.16, Fregolent 2.17, Morgoni 2.18 e Gabriele Lorenzoni 2.19, nonché l'emendamento D'Eramo 2.20 (vedi allegato 2) e respinge gli identici emendamenti D'Eramo 2.21 e Pella 2.22.
Il viceministro Vito Claudio CRIMI con riferimento agli identici emendamenti Gabriele Lorenzoni 2.24, Braga 2.25, D'Eramo 2.26 e Cortelazzo 2.27, invita i presentatori a presentare un ordine del giorno sulla medesima materia ai fini di un successivo approfondimento.
Alessandro Manuel BENVENUTO, presidente, avverte che gli identici emendamenti Gabriele Lorenzoni 2.24, Braga 2.25, D'Eramo 2.26 e Cortelazzo 2.27 sono stati ritirati dai presentatori.
Paolo TRANCASSINI (FdI), illustrando l'emendamento a sua prima firma 2.23, evidenzia come esso sia volto ad accogliere un'esigenza largamente sentita nei territori che è stata infatti recepita da tutti i gruppi parlamentari che hanno ritenuto di presentare identici emendamenti in materia. Osserva pertanto che la richiesta del viceministro Crimi di presentare un ordine del giorno non sia idonea a soddisfare gli anni di attesa di quelle popolazioni. Ritiene infatti che il quadro normativo della ricostruzione dovrebbe a questo punto essere ampiamente definito mentre la Commissione si trova ancora a chiedersi quali possano essere gli interventi per far partire la ricostruzione. Senza alcun intendo polemico stigmatizza la scarsa apertura del Governo e delle relatrici che denota, a suo giudizio. Una mancanza di serietà se si vogliono dare risposte concrete. Osserva quindi che nonostante vi sia una teorica capacità di ascolto delle esigenze dei territori in realtà si sceglie di non tradurre tali esigenze in norme efficaci mentre purtroppo quello in esame sarà probabilmente l'ultimo provvedimento in tema di ricostruzione dei territori colpiti.
Insiste per l'accantonamento dell'emendamento a sua prima firma 2.23 che, data l'unanimità della richiesta politica, dovrebbe indurre il Governo a valutare la rilevanza della problematica che gli emendamenti intendono risolvere oltretutto rispondendo alle preoccupazioni serie emerse nel corso delle audizioni.
La Commissione respinge l'emendamento Trancassini 2.23.
Mario MORGONI (PD) dichiara di ritirare l'emendamento a sua prima firma 2.29.
La Commissione respinge l'emendamento Pella 2.28.
Erica MAZZETTI (FI), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 2.30, ne illustra le finalità evidenziando come esso sia volto a consentire il rilancio Pag. 86economico dei territori colpiti prevedendo che il cambio di destinazione d'uso degli edifici dichiarati inagibili in favore dell'insediamento di nuove attività produttive.
Manuela GAGLIARDI (MISTO-C10VM) illustra le finalità dell'emendamento a sua prima firma 2.76, volto a dare una concreta prospettiva di rilancio ai territori colpiti. Dichiara quindi di non comprendere le ragioni del parere contrario, già espresso, dal momento che l'emendamento non comporta nuovi oneri finanziari. Chiede quindi al Governo di rivedere il parere contrario al fine di dare un segnale di speranza ai territori colpiti.
Paolo TRANCASSINI (FdI) illustra le finalità dell'emendamento a sua prima firma 2.31, non comprendendo la ratio di un atteggiamento di chiusura sugli emendamenti in discussione da parte del Governo e della maggioranza. Esprime amarezza per il fatto che l'esame di questo provvedimento non si sia rivelato l'occasione giusta per dare risposte concrete alle legittime attese dei territori colpiti, segnalando che su tale problematica è stata approvata all'unanimità una mozione nella regione Lazio. Ribadisce come tale emendamento sia volto a dare una possibilità ai comuni distrutti dal sisma di avere un'effettiva speranza di ripresa economia e di recuperare la necessaria vivacità imprenditoriale attraverso il cambio di destinazione d'uso degli immobili dichiarati inagibili. Si tratta di un emendamento che non necessità di alcuna copertura finanziaria e che riguarda solo dieci comuni rispetto alla totalità rispetto a quelli presenti nel cratere. Al riguardo vista la chiusura da parte del Governo si chiede se abbia sbagliato la regione Lazio a votare la mozione o se piuttosto stia sbagliando la Commissione Ambiente nel voler respingere tali emendamenti.
Auspicando quindi un ripensamento da parte del Governo, si chiede se in tale contesto non stia emergendo non solo la chiusura da parte del MEF ma anche un'incapacità di ascolto delle reali esigenze del territorio chiaramente espresse nel corso delle audizioni e che oggi la Commissione sceglie di non tenere in alcuna considerazione.
La Commissione respinge, gli identici emendamenti Mazzetti, 2.30, Trancassini 2.31 e Gagliardi 2.76.
La seduta termina alle ore 22.
Nel Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari n. 275 del 18 novembre 2019, a pagina 83, seconda colonna, trentatreesima riga, aggiungere il seguente periodo «Deposita infine le riformulazioni riferite all'articolo 1 (vedi allegato 2), anticipate nella seduta antimeridiana».