Source: https://milalegal.com/diritto-in-pillole/item/227-la-pubblicita-del-gioco-spin-go-poker-on-line-in-contrasto-con-il-codice-iap
Timestamp: 2019-08-24 14:20:12+00:00
Document Index: 134490375

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 2', 'art. 28', 'art. 28']

Milalegal - Mina Lanfranconi & Associati - La Pubblicità del Gioco Spin & Go (Poker On-Line) in contrasto con il Codice IAP
Gli spot pubblicitari, diffusi sulle reti Mediaset, aventi peroggetto un servizio di gioco di poker online a montepremi variabile denominato “Spin & go”, accessibile attraverso la piattaforma “Pokerstars”, gestita dalla società Reel Italy Ltd, sono contrari all’art. 28-ter del Codice di Autodisciplina Pubblicitaria (CAP) e per questo l’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) ne ha ordinato la cessazione.
Negli spot contestati vengono mostrati alcuni giocatori intenti a provare il prodotto reclamizzato, mentre una voce fuori campo recita “Pokerstars presenta Spin & Go, tre giocatori, Uno spin e puoi vincere fino a 10.000 Euro in 5 minuti. Solo su Pokerstars” e compare in sovraimpressione – nella parte inferiore dello schermo – la dicitura “probabilità di trovare uno spin&go da 10.000 Euro: 4 su 100.000 con buy-in pari a 10 Euro”.
Lo IAP, alla luce degli stringenti parametri di correttezza, trasparenza e responsabilità previsti dall’art. 28-ter del Codice dell’Autodisciplina Pubblicitaria (CAP) per la pubblicità dei prodotti del “settore gioco con vincita in denaro”, ha ritenuto che la dicitura in sovraimpressione non fosse sufficiente a scongiurare la violazione del citato articolo. Ciò in considerazione da una parte, dei potenziali rischi connessi ad un utilizzo improprio della comunicazione da parte di operatori del settore e i servizi promossi e dall’altra della vulnerabilità e impulsività di una parte dei consumatori.
Principio ispiratore dell’art. 28-ter, inserito nel CAP nel 2012 ovvero pochi mesi prima dell’entrata in vigore della Legge Balduzzi[1], è la tutela dell’interesse primario degli individui, ed in particolare dei minori, ad una vita familiare, sociale e lavorativa protetta dalle conseguenze di comportamenti di gioco non responsabile, determinati da eccesso o dipendenza. A tal proposito, infatti, prevede che la comunicazione commerciale relativa ai giochi con vincita in denaro, autorizzati sul territorio italiano, non debba contrastare con l’esigenza di favorire l’affermazione di modelli di comportamento ispirati a misura, correttezza e responsabilità. Ecco perché, rispetto ad altri settori, la pubblicità del settore gioco subisce vincoli maggiori, non deve in nessun caso incoraggiare il gioco eccessivo o incontrollato e deve riportare in modo chiaro le modalità di gioco e le condizioni di fruizione di bonus e incentivi.
Quanto al merito della questione conclusasi lo scorso 23 gennaio 2015, il Giurì ha ritenuto che il messaggio veicolato dai due spot “Spin & go” violasse non tanto l’art. 2 del CAP in tema di comunicazione ingannevole, ma proprio l’art. 28-ter perché non presentava con sufficiente chiarezza il prodotto reclamizzato al punto che una persona non esperta di giochi non avrebbe potuto capire che si trattava di un gioco di poker online. Tale confusione sulla natura del gioco avrebbe potuto indurre i consumatori a giocare senza tenere presente che il poker presenta una doppia componente di l’abilità e fortuna, con la conseguenza che un soggetto poco esperto, a causa dell’equivocità dello spot, avrebbe potuto partecipare al gioco promosso senza valutare correttamente le sue effettive chances di successo.
Per giungere a tale conclusione sono stati esaminati, tenendo presente la ratio dell’art. 28-ter, sia i singoli elementi dello spot che il messaggio nel suo complesso. Al fine di scongiurare una confusione da parte anche degli utenti non particolarmente avveduti o attenti, le immagini delle carte sul tavolo verde così come il marchio generale “Pokermasters” inserito sul finale e la presenza di tre giocatori nello spot, sono stati valutati non decisivi dal Giurì al fine di chiarire ai consumatori le caratteristiche del prodotto reclamizzato.
Nei settori più “sensibili” la creatività pubblicitaria è soggetta a maggiori vincoli rispetto ad altri settori proprio al fine di far prevalere un principio di tutela dei soggetti più vulnerabili che vengono comunque esposti alla comunicazione commerciale oggi diffusa capillarmente.
[1] Decreto Legge del 13 settembre 2012, n. 158 convertito con la Legge dell’8 novembre 2012, n. 189.
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