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Timestamp: 2018-02-18 06:48:26+00:00
Document Index: 125151828

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art.  11', 'art. 8', 'art. 11', 'art. 11']

CASSA DEPOSITI E PRESTITI - CIRCOLARE 7 luglio 2003, n.1252: Estinzione anticipata dei mutui, ai sensi del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 20 giugno 2003, recante modifiche all'art. 11 del decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica del 7 gennaio 1998 | Edilone.it
CASSA DEPOSITI E PRESTITI – CIRCOLARE 7 luglio 2003, n.1252: Estinzione anticipata dei mutui, ai sensi del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 20 giugno 2003, recante modifiche all’art. 11 del decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica del 7 gennaio 1998
CASSA DEPOSITI E PRESTITI - CIRCOLARE 7 luglio 2003, n.1252: Estinzione anticipata dei mutui, ai sensi del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 20 giugno 2003, recante modifiche all'art. 11 del decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica del 7 gennaio 1998 e successive modifiche. (GU n. 163 del 16-7-2003)
CIRCOLARE 7 luglio 2003, n.1252
Estinzione  anticipata  dei  mutui, ai sensi del decreto del Ministro
dell’economia  e  delle finanze del 20 giugno 2003, recante modifiche
all’art. 11 del decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica del 7 gennaio 1998 e successive modifiche.
Alle amministrazioni statali
Alle  amministrazioni provinciali e
Alle  comunita’  montane, isolane e
di arcipelago
Alle unioni di comuni
Ai gestori di pubblici servizi
delle  regioni  e delle province
Alla  Conferenza  permanente  per i
rapporti   tra   lo   Stato,  le
regioni  e  le province autonome
Alla   Conferenza  Stato-citta’  ed
All’Associazione  nazionale  comuni
italiani (A.N.C.I.)
All’Unione     province    italiane
All’Unione nazionale comuni montani
(U.N.C.E.M.)
La  precedente  versione  dell’art. 11 del decreto del Ministro del
tesoro,  del  bilancio e della programmazione economica del 7 gennaio
1998  e  successive  modificazioni  enunciava  alcune delle cause che
potevano  determinare  la  risoluzione  anticipata  del  rapporto  di
finanziamento (estinzione anticipata).
In  particolare,  la  norma  accordava al mutuatario la facolta’ di
richiedere  l’estinzione  anticipata del mutuo a condizione che fosse
corrisposto  un  indennizzo, che si assumeva tenesse indenne la Cassa
depositi  e prestiti (d’ora in avanti CDP) dalle conseguenze arrecate
dal disinvestimento.
Quanto  all’ipotesi  in cui l’estinzione anticipata del rapporto di
finanziamento  fosse  determinata  dalla  CDP a seguito di revoca del
finanziamento,  la  disposizione  in esame (comma 2) definiva in modo
ampio  le cause («… qualsiasi causa non imputabile alla Cassa …»)
e contemplava gli effetti derivanti dal richiamo anticipato, qualora,
in  forza  delle  particolari  modalita’  di  ammortamento  dei mutui
concessi  dall’Istituto,  il mutuatario avesse rimborsato capitale in
misura superiore a quello effettivamente percepito.
Il   diritto   dell’Istituto  di  reagire  all’inadempimento  degli
obblighi  conseguenti  al  rapporto  di  finanziamento  (es.: mancato
adeguamento   o  integrazione  delle  garanzie;  mancato  o  parziale
pagamento  delle  rate  di  ammortamento)  attraverso il ricorso agli
ordinari  strumenti  di  tutela (decadenza dal beneficio del termine,
risarcimento  del  danno, ecc.) viene registrato nella disciplina per
l’accesso  ai  mutui  della  CDP  al fine di garantire una uniforme e
trasparente  applicazione  dei principi generali dell’ordinamento. In
questo  contesto, l’indennizzo costituisce la forma di ristoro idonea
a liberare il soggetto debitore dalle pretese attivabili dalla CDP in
conseguenza del rimborso anticipato.
1. L’estinzione anticipata secondo il nuovo testo dell’art. 11.
Ai sensi del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del
20 giugno  2003, che ha modificato l’art. 11 del decreto del Ministro
del  tesoro,  del  bilancio  e  della  programmazione  economica  del
7 gennaio   1998,  l’estinzione  anticipata  dei  mutui  puo’  essere
richiesta  dai  soggetti  mutuatari  e/o  pagatori,  ovvero  disposta
d’ufficio   dalla  CDP  per  cause  ad  essa  non  imputabili,  quali
l’inadempimento    degli   obblighi   derivanti   dal   rapporto   di
finanziamento  da  parte  dei  soggetti mutuatari e/o pagatori, o per
violazione  della disciplina legislativa o regolamentare (comma 1 del
nuovo art. 11).
La disposizione definisce le modalita’ di quantificazione dei costi
relativi   all’estinzione,   basate   sul   capitale  erogato  e  non
rimborsato,  mentre  non  ha  rilievo la circostanza che l’estinzione
intervenga      anteriormente      o     successivamente     l’inizio
dell’ammortamento.
Nei  casi  in  cui gli oneri di ammortamento siano a carico di piu’
soggetti, il pagamento dell’indennizzo e la restituzione del capitale
erogato  e  non ancora rimborsato, sono ripartiti in proporzione alle
quote di mutuo a carico degli stessi.
L’estinzione  parziale  di  un  mutuo e’ possibile solo nel caso di
estinzione  dell’intera quota di un soggetto pagatore (cfr. paragrafo
1.1)  ovvero per ridurre l’importo concesso alle somme effettivamente
necessarie  alla  realizzazione  dell’opera,  nei casi previsti dalla
circolare n. 1232/99 al punto 2.4.2 (fine lavori e ribasso d’asta).
1.1 Gli obblighi derivanti dall’estinzione anticipata.
L’estinzione  anticipata  comporta  l’obbligo di corrispondere alla
CDP  la  differenza,  se positiva, tra la quota di capitale erogata e
quella  ammortizzata  (comma  2  del  nuovo  art.  11);  laddove tale
differenza risulti negativa, la CDP e’ obbligata a corrispondere tale
differenza al soggetto pagatore (comma 4).
Per  i  soli mutui a tasso fisso, nel caso in cui i tassi applicati
dalla  CDP sulle nuove concessioni siano inferiori a quelli applicati
ai  mutui  da  estinguere  anticipatamente,  considerando la scadenza
residua del finanziamento, il soggetto pagatore deve corrispondere un
indennizzo,   commisurato  al  capitale  erogato.  Sono  esclusi  dal
pagamento  dell’indennizzo  (precedentemente  pari all’1% del residuo
debito)  i  mutui a tasso variabile, mentre per i mutui a tasso fisso
con  diritto  di  estinzione  parziale  anticipata  alla pari restano
valide  le  disposizioni  di  cui all’art. 8, comma 1, lettera b) del
decreto  del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica  7 gennaio  1998  e  successive  modificazioni.  Per questi
ultimi, a modifica di quanto previsto nella circolare CDP n. 1232/99,
punto 4.4.1.2,  l’ente,  per  estinguere  anticipatamente la quota di
mutuo  che  non  gode del diritto di estinzione anticipata alla pari,
deve  versare  un  indennizzo  calcolato con le modalita’ previste al
punto 1.2 della presente circolare.
In via generale, tutti gli esborsi derivanti dall’operazione sono a
carico  del  soggetto  che  si  e’ assunto gli oneri del servizio del
debito  (pagatore);  la  CDP resta estranea ai rapporti intercorrenti
tra   quest’ultimo  e  il  soggetto  beneficiario  del  finanziamento
(mutuatario).
Nei casi in cui gli oneri di ammortamento siano a totale carico del
soggetto   mutuatario,   su  quest’ultimo  gravano  tutti  gli  oneri
derivanti  dall’operazione  (pagamento  dell’indennizzo  ed eventuale
restituzione del capitale erogato non ammortizzato).
soggetti,  occorre  distinguere l’ipotesi di estinzione anticipata su
richiesta da quella disposta dalla CDP per revoca del finanziamento:
se  la  richiesta  proviene  da uno dei soggetti pagatori, la CDP
dispone  l’estinzione  anticipata limitatamente alla parte di mutuo a
suo carico, con addebito degli oneri derivanti dall’operazione per la
sola  quota  di sua spettanza; nel caso in cui il mutuo non sia stato
interamente  erogato,  l’estinzione  e’ accordata solo se il soggetto
mutuatario   dichiara   che   la   riduzione  del  finanziamento  non
compromette la realizzazione dell’opera;
se  la  richiesta proviene dal soggetto mutuatario ed e’ motivata
dal  fatto  che  l’investimento  non  viene  piu’  realizzato, la CDP
estende  il  provvedimento  a tutti i soggetti pagatori, con relativo
addebito,  pro  quota,  degli oneri derivanti dall’estinzione, a meno
che  il  mutuatario non abbia manifestato nella richiesta la volonta’
di accollarsi i suddetti oneri;
in  caso di revoca del finanziamento per finalita’ pubbliche (es.
somme  utilizzate  dal  mutuatario  per  uno  scopo diverso da quello
riportato  nel  provvedimento di concessione del mutuo), l’estinzione
anticipata  e’  estesa  a  tutti  i  soggetti  pagatori, con relativo
addebito, pro quota, degli oneri derivanti dall’estinzione;
in  caso  di revoca del finanziamento per inadempimento, da parte
di  uno  dei soggetti pagatori, degli obblighi derivanti dal rapporto
di  finanziamento  (mancato  pagamento  delle  rate di ammortamento o
mancato  adeguamento  delle  garanzie), l’estinzione e’ limitata alla
sola  quota di mutuo a suo carico, con addebito degli oneri derivanti
dall’operazione per la sola quota di sua spettanza. Tuttavia, qualora
il  soggetto  mutuatario  dichiari che la riduzione del finanziamento
compromette  la  realizzazione  dell’opera,  l’estinzione e’ estesa a
tutti  gli  enti  pagatori,  con  relativo addebito, pro quota, degli
oneri derivanti dall’operazione.
1.2 Il calcolo dell’indennizzo.
Ai  sensi  del  comma  3 dell’art. 11, l’indennizzo, commisurato al
capitale  erogato, e’ pari alla differenza, se positiva, tra la somma
dei  valori  attuali  delle  rate di ammortamento residue e il debito
residuo  …
CASSA DEPOSITI E PRESTITI – CIRCOLARE 7 luglio 2003, n.1252: Estinzione anticipata dei mutui, ai sensi del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 20 giugno 2003, recante modifiche all’art. 11 del decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica del 7 gennaio 1998 redazione redazione 2015-05-19T22:30:09+00:00