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Timestamp: 2020-02-24 03:29:27+00:00
Document Index: 4623756

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2901', 'sentenza ', 'art. 366', 'sentenza ', 'art. 96', 'art. 96']

Sentenza Cassazione Civile n. 17075 del 11/07/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17075 del 11/07/2017
Cassazione civile, sez. III, 11/07/2017, (ud. 04/05/2017, dep.11/07/2017), n. 17075
sul ricorso 25288-2014 proposto da:
PLEASANT SRL UNIPERSONALE, in persona del legale rappresentante pro
tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA PALESTRO 78, presso
lo studio dell’avvocato ANDREA RANIERI, rappresentata e difesa
dall’avvocato FERNANDO NINO TRIGGIANI giusta procura speciale in
COOPERATIVA CERAMICA IMOLA S.C., in persona del Presidente e legale
rappresentante pro tempore Sig. B.S., elettivamente
domiciliata in ROMA, VIA MERULANA, 71, presso lo studio
dell’avvocato GIULIANO PAGLIA, rappresentata e difesa dall’avvocato
CHIARA ATZENI giusta procura speciale in calce al controricorso;
avverso la sentenza n. 571/2014 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA,
depositata il 27/05/2014;
Rilevato che, con sentenza resa in data 27/5/2014, la Corte d’appello di L’Aquila ha dichiarato inammissibile l’appello proposto dalla Pleasant s.r.l. unipersonale avverso la decisione con la quale il giudice di primo grado: a) ha respinto la domanda proposta dalla Pleasant per la dichiarazione dell’illegittimità dell’iscrizione ipotecaria disposta, ai danni di Z.T., nell’interesse della Cooperativa Ceramica d’Imola s.c., su un immobile che lo Z. (debitore della cooperativa) aveva in precedenza ceduto alla Pleasant; b) ha accolto la domanda ex art. 2901 c.c. proposta in via riconvenzionale dalla Cooperativa Ceramica d’Imola avverso l’atto con il quale lo Z. e L.L. avevano ceduto, in favore della Pleasant, l’immobile sul quale era stata iscritta ipoteca;
che avverso la sentenza d’appello la Pleasant s.r.l. unipersonale ha proposto ricorso per cassazione sulla base di tre motivi d’impugnazione, illustrati da successiva memoria;
che la Cooperativa Ceramica s.c. d’Imola resiste con controricorso;
considerato che il ricorso è inammissibile, siccome privo del requisito dell’esposizione sommaria dei fatti, prescritto, a pena di inammissibilità, dall’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 3;
che, infatti, detta esposizione, costituendo (in forza della norma richiamata) un requisito di contenuto-forma del ricorso, deve consistere in un sintetico resoconto dei fatti di causa idoneo a garantire, alla Corte di cassazione, l’acquisizione di una chiara e completa cognizione del fatto sostanziale che ha originato la controversia e del fatto processuale, senza dover ricorrere ad altre fonti o atti in suo possesso, compresa la stessa sentenza impugnata (Sez. U, Sentenza n. 11653 del 18/05/2006, Rv. 588770 – 01);
che all’inammissibilità del ricorso segue la condanna della ricorrente al rimborso, in favore della controricorrente, delle spese del giudizio di legittimità, secondo la liquidazione di cui al dispositivo;
che peraltro ricorrono, ad avviso del Collegio, i presupposti – avuto riguardo alle ragioni obiettive della decisione, nonchè agli argomenti difensivi tutti incentrati sulla estraneità della Pleasant s.r.l. rispetto al debito dello Z., senza mai considerare gli effetti della revocatoria – per la condanna della ricorrente al pagamento, in favore della controricorrente, ai sensi dell’art. 96 c.p.c., comma 3, della somma equitativamente determinata nell’importo di Euro 1.000,00.
Condanna la ricorrente al rimborso, in favore della controricorrente, delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in Euro 7.000,00, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15%, agli esborsi liquidati in Euro 200,00, e agli accessori come per legge, nonchè al pagamento della somma di Euro 1.000,00 ex art. 96 c.p.c., comma 3.