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Timestamp: 2019-02-21 19:32:53+00:00
Document Index: 57931878

Matched Legal Cases: ['art. 1139', 'art. 1102', 'art. 1103', 'art. 1105', 'art. 1108', 'art. 1110', 'art. 1112', 'art. 1139', 'art. 1139', 'art. 1123', 'art. 1101', 'art. 1134', 'art. 1110', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1136', 'sentenza ', 'art. 1105', 'art. 1139', 'art. 1136', 'art. 1134', 'sentenza ', 'art. 1139', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Art. 1139 codice civile - Rinvio alle norme sulla comunione - Brocardi.it
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Articolo 1139 Codice civile
Dispositivo dell'art. 1139 Codice civile
Per quanto non è espressamente previsto da questo capo si osservano le norme sulla comunione in generale [1100 ss.; 61, 62 disp. att.] (1).
(1) Le norme ritenute generalmente applicabili sono:
- art. 1102;
- art. 1103;
- art. 1105;
- art. 1108;
- art. 1110;
- art. 1112, se il bene ha cessato la sua destinazione al condominio.
Le disposizioni in materia di comunione non si applicano al condominio:
- se vi è una disposizione che manifestamente regoli il caso di specie;
- quando, pur in mancanza di una disciplina espressa, la disposizione in tema di comunione non si ponga in sintonia con i principi in materia di condominio.
Spiegazione dell'art. 1139 Codice civile
Norma di rinvio alle regole sulla comunione
L'articolo contiene una opportuna norma, allo stesso tempo di rinvio e di chiusura, in coerenza con il riconoscimento di una comunione su alcune parti dell'edificio fra i proprietari separati dei vari piani o porzioni di piani.
Massime relative all'art. 1139 Codice civile
Cass. civ. n. 9280/2018
In tema di cd. condominio minimo, in mancanza di tabelle regolarmente approvate, la quota di partecipazione alle spese gravante sui singoli proprietari deve essere determinata dal giudice in base alla disciplina del condominio di edifici di cui all'art. 1123 c.c. e, quindi, tenendo conto del valore delle loro proprietà esclusive, e non, invece, applicando la regolamentazione in materia di comunione prevista dall'art. 1101 c.c., secondo la quale, in assenza di altra indicazione degli accordi, le quote si presumono uguali.
In tema di cd. condominio minimo, il singolo condominio ha diritto al rimborso delle spese sostenute per la gestione della cosa comune nell'interesse degli altri proprietari senza autorizzazione degli organi condominiali, solo qualora, ai sensi dell'art. 1134 c.c., dette spese siano urgenti, secondo quella nozione che distingue l'urgenza dalla mera necessità, poiché ricorre quando, secondo un comune metro di valutazione, gli interventi appaiano indifferibili allo scopo di evitare un possibile, anche se non certo, nocumento alla cosa, mentre nulla è dovuto in caso di mera trascuranza degli altri comproprietari, non trovando applicazione le norme in materia di comunione (art. 1110 c.c).
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 9280 del 16 aprile 2018)
Cass. civ. n. 20071/2017
Instaurandosi il condominio sul fondamento della relazione di accessorietà tra i beni comuni e le proprietà individuali e riscontrandosi la medesima situazione nel condominio cd. "minimo", ne discende che anche rispetto a quest'ultimo trova applicazione, sia per l'organizzazione interna dell'assemblea che per le situazioni soggettive dei partecipanti, la disciplina di cui agli artt. 1117 e ss. c.c., potendo pertanto in tal caso i condomini, in applicazione del principio maggioritario ed anche se in numero inferiore, rispettivamente, a quattro e dieci, nominare un amministratore ed approvare un regolamento. (Principio reso in fattispecie regolata, "ratione temporis", dalla disciplina anteriore a quella introdotta dalla l. n. 220 del 2012).
(Cassazione civile, Sez. VI-2, ordinanza n. 20071 del 11 agosto 2017)
Cass. civ. n. 5329/2017
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 5329 del 2 marzo 2017)
Cass. civ. n. 5288/2012
In tema di condominio negli edifici, la comunicazione, da parte di un condominio, del riparto delle spese non può sostituire l'atto presupposto, ossia la delibera di approvazione, che è necessaria anche in presenza di un condominio composto di due soli condomini, cui è applicabile l'art. 1136 c.c.; mentre il pagamento di acconti non può costituire prova di una delibera di approvazione delle spese inesistente. Resta, peraltro, possibile, ove non si raggiunga l'unanimità e non si decida, poiché la maggioranza non può formarsi in concreto, il ricorso all'autorità giudiziaria, ai sensi del combinato disposto degli artt. 1105 e 1139 c.c.
(Cassazione civile, Sez. VI, sentenza n. 5288 del 3 aprile 2012)
Cass. civ. n. 16075/2007
L'art. 1105 c.c. che stabilisce le regole di amministrazione della cosa comune è applicabile, in forza del rinvio contenuto nell'art. 1139 c.c. in materia condominiale, solo nell'ipotesi di condominio minimo, costituito di due soli condomini. In tutte le altre ipotesi le deliberazioni condominiali vengono assunte mediante le modalità e le maggioranze indicate nell'art. 1136 c.c. e alla ripartizione delle spese urgenti, eseguite senza la preventiva autorizzazione assembleare, si applica l'art. 1134 c.c.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 16075 del 19 luglio 2007)
Cass. civ. n. 5914/1993
In base all'art. 1139 c.c., la disciplina del capo II del titolo VII del terzo libro del codice civile (artt. 1117-1138) è applicabile — e solo per quanto in tali norme non espressamente previsto possono osservarsi le disposizioni sulla comunione in generale (artt. 1100-1116 c.c.) — ad ogni tipo di condominio e, quindi, anche, in quanto per essi né esplicitamente né implicitamente derogato, ai cosiddetti «condomini minimi», e cioè a quelle collettività condominiali composte da due soli partecipanti, in relazione alle quali sono da ritenersi inapplicabili le sole norme procedimentali sul funzionamento dell'assemblea condominiale, che resta regolato, dunque, dagli artt. 1104, 1105, 1106.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 5914 del 26 maggio 1993)
Cass. civ. n. 7126/1991
Anche nell'ipotesi di cosiddetto piccolo condominio, composto di due soli partecipanti, per la convocazione dell'assemblea dei condomini, come della comunione in generale, non sono prescritte particolari formalità, ma è pur sempre necessario che tutti i compartecipi siano stati posti in grado di conoscere l'argomento della deliberazione, per cui la preventiva convocazione costituisce requisito essenziale per la sua validità. Detta rituale convocazione non può essere sostituita dall'avvertimento o mera comunicazione della necessità di procedere a determinati lavori richiesti dall'autorità amministrativa.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 7126 del 25 giugno 1991)
Cass. civ. n. 535/1978
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 535 del 6 febbraio 1978)