Source: http://www.privacy.it/archivio/garanterico200106202.html
Timestamp: 2018-03-24 04:16:46+00:00
Document Index: 99975023

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 13', 'art. 29', 'art. 19', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 29', 'art. 31']

È inammissibile il ricorso con il quale si lamenta una violazione di un diritto della personalità riferita ad un complesso di persone e senza una idonea richiesta al titolare del trattamento (fattispecie in caso di interrogazione al sindaco sulle modalità per la raccolta differenziata dei rifiuti)
Il procedimento previsto dall'art. 29 della legge n. 675/1996 ha infatti caratteri propri in quanto il ricorso può essere presentato solo per la tutela di una precisa richiesta (formulata in riferimento alle specifiche situazioni soggettive tutelate dall'art. 13, comma 1, della legge n. 675) inoltrata precedentemente al titolare o al responsabile del trattamento e da questi disattesa, anche in parte.
L'inammissibilità del ricorso preclude al Garante di attivare un autonomo procedimento di verifica.
esaminato il ricorso presentato dal Sig. Luigi Marino Pagliari
Comune di Piadena;
1. Il ricorrente, consigliere comunale del Comune di Piadena, lamenta che tale amministrazione, nel quadro delle iniziative finalizzate alla raccolta differenziata dei rifiuti, abbia deciso l'adozione di sacchetti di plastica trasparenti.
Tali modalità di raccolta contrasterebbero con la legge sulla protezione dei dati personali, in quanto i sacchetti trasparenti in polietilene da un lato renderebbero possibile l'identificazione dei proprietari (attraverso "biglietti, lettere, bollette"), dall'altro permetterebbero di associare alle persone stesse abitudini, stili di vita, ecc., determinando un trattamento di dati personali che potrebbero, in alcuni casi, anche essere di tipo sensibile. Con il ricorso si chiede pertanto che il Garante ordini al Comune di Piadena la cessazione di tale comportamento ritenuto illegittimo.
2. Il d.P.R. 31/3/1998 n. 501 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 25 del 1/2/1999), contenente il regolamento di organizzazione e funzionamento dell'Ufficio del Garante per la protezione dei dati personali, ha introdotto negli artt. 18, 19 e 20 la disciplina relativa alla forma, alle modalità di presentazione ed al procedimento per l'esame dei ricorsi al Garante previsti dall'art. 29 della legge n. 675/1996.
Con deliberazione del 1 marzo 1999, n. 5 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 19 marzo 1999), il Garante ha poi individuato ai sensi del citato art. 19 i casi in cui, anche su invito dell'Ufficio, il ricorso inammissibile può essere regolarizzato a cura del ricorrente.
L'atto, infatti, difetta dei presupposti previsti dall'art. 29 della medesima legge. Il procedimento previsto dall'art. 29 della legge n. 675/1996 ha caratteri particolari in quanto con il ricorso che lo introduce non si può lamentare qualsiasi violazione di un diritto della personalità fuori delle ipotesi di cui all'art. 13 della legge, come può avvenire invece in caso di segnalazioni e reclami che possono essere rivolti anch'essi al Garante. Il ricorso può essere infatti presentato solo per la tutela di una precisa richiesta (formulata in riferimento alle specifiche situazioni soggettive tutelate dall'art. 13, comma 1, della legge n. 675) avanzata precedentemente al titolare o al responsabile del trattamento e da questi disattesa anche in parte.
Va precisato infatti che la proposizione immediata del ricorso al Garante è possibile solo nell'ipotesi in cui il decorso del tempo necessario per interpellare il titolare o il responsabile "esporrebbe taluno a pregiudizio imminente e irreparabile".
Di questa evenienza non vi è alcun cenno nel ricorso in esame, nel quale viene ipotizzata solo in termini generale la violazione delle disposizioni della legge n. 675 da parte del titolare del trattamento, senza alcuna prova del previo esercizio dei diritti dell'art. 13 della legge n. 675.
Questa Autorità, con nota n. 5654 del 15 maggio 2001, ha invitato il ricorrente a regolarizzare il ricorso mediante invio di copia dell'istanza precedentemente rivolta al titolare del trattamento. In risposta, il ricorrente ha però unicamente ritrasmesso copia di una lettera datata 13 febbraio 2001 indirizzata al Sindaco del Comune di Piadena, già allegata all'atto di ricorso.
Tale lettera reca il testo di un'interrogazione presentata dal ricorrente, nell'esercizio delle proprie funzioni di consigliere comunale, al Sindaco di Piadena (che alla medesima nota ha risposto con lettera del 6 marzo 2001 parimenti acclusa al ricorso). L'interrogazione contiene solamente alcuni generici rilievi critici sull'iniziativa intrapresa dall'amministrazione comunale in ordine alla raccolta differenziata dei rifiuti. In essa non vi è traccia dell'esercizio di alcuna delle posizioni giuridiche specificamente tutelate dall'art. 13, comma 1, della legge n. 675, da parte di uno o più interessati e figura solo una richiesta, nella predetta veste istituzionale, "che la decisione presa dall'amministrazione comunalevenga modificata per la tutela della privacy". I dubbi relativi alla violazione della riservatezza vengono inoltre presentati come ipotesi eventuale e riferita genericamente al complesso delle famiglie interessate dall'iniziativa comunale, senza alcun riferimento all'effettiva violazione di diritti del diretto interessato.
Questo tipo di segnalazioni o reclami, benché insuscettibili, per il modo con cui sono postulati, di essere esaminati nel particolare procedimento di cui all'art. 29 della legge, possono però essere esaminati comunque dal Garante, sulla base dell'art. 31, comma 1, lettera d), della legge che attribuisce a questa Autorità il compito di esaminare appunto "segnalazioni e reclamirelativi a inosservanze di legge o di regolamento", nell'ambito di una diversa tipologia di procedimenti.
La liceità e la correttezza delle procedure adottate nell'ambito delle iniziative intraprese da diversi comuni per la raccolta dei rifiuti è peraltro questione di particolare rilevanza già oggetto di un attivato procedimento amministrativo, al quale va quindi unita copia degli atti del ricorso.
b) dispone la riunione degli atti per connessione di materia agli atti del procedimento relativo alla raccolta dei rifiuti da parte di amministrazioni locali.