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Timestamp: 2018-10-23 17:47:15+00:00
Document Index: 139041

Matched Legal Cases: ['art. 2477', 'art. 2435', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 24', 'art. 20', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 14']

Novità fiscali del 26 gennaio 2010: controllo dei conti: attuata direttiva europea; registro imprese: nuovo software; variazione dei redditi dei terreni: denuncia da presentare entro l'1 febbraio 2010 | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 26 gennaio 2010: controllo dei conti: attuata direttiva europea; registro imprese: nuovo software; variazione dei redditi dei terreni: denuncia da presentare entro l'1 febbraio 2010
1) Controllo dei conti: Attuata la direttiva europea
2) Registro imprese: Nuovo software dal 16.02.2010
3) Agricoltura: Codice di riordino dell’attività agricola trasmesso per il parere alle Camere
4) Sono variati i redditi dei terreni: Denuncia da presentare entro il 01.02.2010
Tra le novità di maggior rilievo contenute nel Decreto Legislativo di ratifica della direttiva comunitaria n. 43/06 sulla revisione legale dei conti che il Consiglio dei Ministri ha approvato il 22.01.2010 vi é l’obbligo di nomina del collegio sindacale a tutte le Srl che utilizzano il bilancio consolidato.
Vengono poi regolamentate le ipotesi di dimissioni del revisore o di risoluzione consensuale del contratto.
Finora, infatti, era possibile solo la revoca dell’incarico.
Il decreto legislativo varato ieri dal Consiglio dei Ministri sulla revisione dei conti fissa anche, tra le altre cose, i punti fermi del percorso professionale del futuro revisore contabile europeo.
Dopo la laurea, almeno triennale, sarà necessario un training della stessa durata, anche all’estero, per accedere al registro dei revisori contabili.
Nuove ipotesi in cui vi è l’obbligo di nomina del collegio sindacale per le società a responsabilità limitata.
Intervento diretto da parte del tribunale nel caso di mancata ottemperanza all’obbligo.
Possono continuare a restare senza collegio sindacale le Srl con forte indebitamente e quelle che fruiscono di finanziamenti pubblici.
Questi i contenuti salienti del D.Lgs., approvato dal Consiglio dei Ministri del 22.01.2010, che ha recepito gli indirizzi comunitari sulla revisione legale dei conti con riguardo alla disciplina applicabile nei casi di Srl contenuta nell’art. 2477 del codice civile. Vi saranno più casi rispetto al passato in cui vi è l’obbligo di nomina.
Il neo Decreto Legislativo obbliga alla nomina del collegio sindacale nelle società a responsabilità limitata (Srl):
1) presenza di un capitale sociale non inferiore a quello stabilito per le società per azioni e cioè non inferiore a € 120.000 (ipotesi immutata rispetto al passato);
2) obbligo di redazione del bilancio consolidato (novità);
3) controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti (novità);
4) per due esercizi consecutivi ha superato due dei limiti indicati dal comma 1 dell’art. 2435-bis e cioè quelli relativi alla possibilità di redazione del bilancio in forma abbreviata (ipotesi immutata rispetto al passato).
Novità correlata alla disciplina del bilancio consolidato
Ampliati i casi in cui la nomina del collegio sindacale è obbligatoria è quella in cui vige in capo alla Srl l’obbligo di redazione del documento.
Ad oggi tale obbligo in presenza di gruppo non viene prevista nel caso in cui le imprese controllanti unitamente alle imprese controllate non abbiano superato, per due esercizi consecutivi, due dei seguenti limiti:
– 17.500.000 euro nel totale degli attivi degli stati patrimoniali; – 35.000.000 ricavi delle vendite e delle prestazioni;
– 250 dipendenti occupati in media durante l’esercizio.
I suddetti parametri sono stati introdotti dal D.Lgs. 03.11.2008 e si applicano con riguardo ai bilanci relativi agli esercizi aventi inizio da data successiva a quella del 21.11.2008 (nella maggior parte dei casi ai bilanci riferiti al 2009).
La seconda invece impone un obbligo di controllo legale dei conti nei casi in cui lo stesso sia già previsto per un controllata.
Obbligo di nomina:
1. quando il capitale sociale non è inferiore a quello minimo stabilito per le società per azioni;
2. se per due esercizi consecutivi siano stati superati due dei limiti indicati dal primo comma dell’articolo
2435-bis.
Nessuna previsione nel caso di mancata nomina in presenza di una delle due condizioni di cui sopra
2. quando la società è tenuta alla redazione del bilancio consolidato;
3. quando la società controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti;
4. se per due esercizi consecutivi sono superati due dei limiti indicati dal primo comma dell’articolo 2435-bis.
Le pratiche con il Registro delle Imprese, a partire dal 16.02.2010, dovranno essere create attraverso la versione 6.5 del software FedraPlus (o con versioni di terzi produttori compatibili con i neo D.M.).
L’aggiornamento del software, che interessa Dottori Commercialisti, Notai ed imprese, è stato reso disponibile sul sito web di InfoCamere (http://webtelemaco.infocamere.it).
Le principali novità hanno riguardato l’adeguamento della modulistica sulla base della procedura di Comunicazione unica d’impresa (in particolare, sui termini di informazioni tributarie e previdenziali) nonché la compattazione, nel nuovo modello S, del precedente S6 e dello stesso intercalare S (quale diretta
conseguenza delle novità normative legate all’abolizione del libro soci).
– Nei modelli S1, S2, R e UL viene introdotto un nuovo campo per segnalare la presenza, presso l’indirizzo comunicato, delle scritture contabili; sempre nel modello S1 (ma non nell’S2) diviene ora obbligatoria l’indicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata;
– nel modello S5 viene imposto il campo della data di inizio dell’attività per tutte le imprese, a eccezione di quelle sociali (per qui sono previsti i nuovi quadri AL/BL), e sono poi introdotte specifiche voci per i dati previdenziali Inps
(gestione Commercio).
Viene aggiunto, quindi, il nuovo intercalare Iva: Attraverso quest’ultimo, che può essere allegato ai modelli base I1, I2, S1, S2 ed R, è possibile richiedere il codice fiscale, la partiva IVA e dichiarare i dati dell’attività d’impresa (le stesse informazioni, in sostanza, previste dalla modulistica dell’Agenzia delle Entrate).
Novità, infine, anche per il modello B dedicato al deposito dei bilanci d’esercizio: Sono stati aggiunti i campi bilancio sociale e situazione patrimoniale imprese sociali nonché alcuni flag legati sia al mancato rispetto del limite del 70% per le imprese sociali (nel rapporto tra ricavi prodotti da attività di utilità sociale e ricavi complessivi) che alla distribuzione di utili.
Prevista, infine, l’indicazione del formato XBRL
Lo schema di Decreto Legislativo n. 164 – cd. codice dell’attività agricola -, trasmesso per il parere alle Camere, riordina la normativa di competenza statale in materia di attività agricola.
Questo é accompagnato da uno schema di regolamento (n. 167), che costituisce una sorta di Testo Unico delle norme regolamentari vigenti in materia di attività agricola.
Si tratta di un primo concreto tentativo di semplificazione della normativa di settore stratificatasi negli anni.
Il quadro legislativo della materia agricola é, infatti, articolato in una pluralità di fonti, che vanno dal codice civile a leggi speciali, fino a singoli interventi previsti dalle leggi finanziarie o da altre leggi.
Al riordino della normativa in materia di attività agricola si procede ai sensi dell’art. 14 della L. n. 246/2005 (legge di semplificazione per il 2005), il quale ha previsto una complessa procedura di semplificazione e riordino della normativa vigente:
– il comma 14 del citato art. 14 ha previsto l’adozione, entro il 16 dicembre 2009, di decreti legislativi volti ad individuare le disposizioni legislative statali, pubblicate anteriormente al 1° gennaio 1970, anche se modificate con provvedimenti successivi.
Il D.L.gs. 1° dicembre 2009, n. 179 (emanato in attuazione di tale delega, è stato pubblicato nel supplemento ordinario alla “Gazzetta Ufficiale” del 14 dicembre 2009) lascia in vigore circa 2.400 atti normativi di rango primario anteriori al 1° gennaio 1970.
Il D.Lgs. è stato preceduto da altri due interventi legislativi che, agendo in maniera speculare rispetto al meccanismo taglia-leggi ed utilizzando anche il lavoro di ricognizione effettuato a quel fine, abrogano espressamente circa 32.000 atti normativi, anche successivi al 1970.
Si tratta dell’art. 24 del D.L. n. 112/2008, convertito dalla legge n. 133/2008, e del successivo D.L. n. 200/2008, convertito dalla L. n. 9/2009;
– il comma 15 del medesimo articolo dispone che i D.Lgs. di cui al comma 14 possano provvedere non solo alla individuazione delle disposizioni legislative statali vigenti ma anche alla semplificazione o al riassetto della materia che ne è oggetto, nel rispetto dei principi e criteri direttivi di cui all’art. 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59.
A questo comma, in particolare, fa riferimento il preambolo dello schema di decreto legislativo n. 164.
Il preambolo dello schema di D.Lgs. n. 164 richiama l’art. 14, commi 14, 15, 19 e 22.
Il comma 19 concerne la Commissione parlamentare per la semplificazione, chiamata ad esprimere il parere (le Commissioni permanenti dei due rami del Parlamento competenti per materia possono trasmettere i loro rilievi alla Commissione bicamerale); il comma 22 prevede un meccanismo di scorrimento della delega, qualora il termine di trenta giorni previsto per il parere della Commissione cade nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto dal medesimo art. 14, cioè nei trenta giorni precedenti il 16 dicembre 2009.
Nel caso di specie, il termine per l’espressione del parere scadrebbe il 14 gennaio 2010, in quanto lo schema è stato assegnato alla Commissione parlamentare per la semplificazione il 15 dicembre.
Analogo meccanismo di scorrimento anche qualora il termine per l’espressione del parere scada successivamente al termine per l’esercizio della delega; da ultimo, l’art. 6, comma 2, lettera d) della Legge 31.12.2009, n. 196, ha novellato l’art. 6, comma 3 della legge n. 42/2009 all’esclusivo fine di prevedere che il meccanismo di scorrimento del termine di delega scatti anche qualora il termine per l’espressione del parere scada successivamente al termine per l’esercizio della delega.
Inoltre, il comma 18 dell’art. 14 concede al Governo l’ulteriore possibilità di adottare, entro due anni dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di cui al comma 14, disposizioni di riassetto (oltre che integrative o correttive) sempre nel rispetto del citato articolo 20 della legge n. 59/1997.
(Servizio studi del Parlamento, Dossier di gennaio 2010)
In caso di variazione del reddito dominicale ed agrario dei terreni occorre procedere alla revisione del classamento dei terreni cui si riferiscono.
Denuncia variazioni redditi dei terreni
Le variazioni possono essere in aumento o in diminuzione.
Le variazioni in aumento devono essere denunciate entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello in cui si sono verificati i fatti modificativi e hanno effetto da tale anno.
Le variazioni in diminuzione, se denunciate entro il 31 gennaio dell’anno successivo hanno effetto dall’anno in cui si sono verificati i fatti modificativi, se, invece la denuncia è presentata successivamente, hanno effetto dall’anno in cui la stessa è stata presentata.
Per il 2010, le scadenze di cui sopra sono prorogate al 1° febbraio in quanto il 31 gennaio cade di domenica.
Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con una nota del 25.01.2010.
Ai fini Irpef, i terreni che sono o devono essere iscritti in catasto producono reddito fondiario e sono dotati di apposita rendita.
– reddito dominicale;
– reddito agrario.
Il reddito dominicale è attribuito al titolare per il solo fatto che questi è proprietario del terreno ed è costituito dalla parte del reddito medio ordinario del terreno adibito ad attività agricole, destinato alla proprietà.
Il reddito dominicale viene determinato mediante l’applicazione delle tariffe d’estimo in funzione della qualità e classe del terreno.
Il reddito agrario invece è quello riferibile all’esercizio di attività agricole poste in essere sul fondo impiegando capitale e lavoro.
Le variazioni del reddito
Se non vi è corrispondenza tra coltura praticata sul terreno e coltura risultante dal catasto, è necessario comunicare la variazione intervenuta.
Le variazioni possono essere:
– in aumento quando si sostituisce una coltura risultante dal catasto con una di maggior reddito;
– in diminuzione quando si introduce una coltura di minor reddito o anche nel caso in cui si ha una diminuzione della capacità produttiva del terreno per cause di forza maggiore (naturale esaurimento, eventi fitopatologici o entomologici, ecc.).
Non si tiene conto delle variazioni intenzionali o transitorie.
Come e quando denunciare le variazioni
– in caso di variazione in aumento, la denuncia deve essere presentata entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello in cui si sono verificati i fatti modificativi e hanno effetto da tale anno;
– in caso di variazioni in diminuzione se la denuncia è stata presentata entro il 31 gennaio dell’anno successivo, hanno effetto dall’anno in cui si sono verificati i fatti modificativi; se presentata successivamente, dall’anno in cui la stessa è stata presentata.
Per il 2010, le scadenze di cui sopra sono prorogate al 1° febbraio in quanto il 31 gennaio cade di domenica
La denuncia va presentata all’Ufficio del Territorio competente, indicando la partita catastale e le particelle cui le variazioni si riferiscono, con dimostrazione grafica del frazionamento, qualora le variazioni interessino porzioni di particelle.
– Decreto Legislativo IVA: Attuate le direttive 2008/8/CE, 2008/9/CE e 2008/117/CE, che modificano la direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda il luogo delle prestazioni di servizi, il rimborso dell’imposta sul valore aggiunto ai soggetti passivi stabiliti in altro Stato membro, nonché il sistema comune dell’IVA per combattere la frode fiscale connessa alle operazioni intracomunitarie.
(Consiglio dei Ministri n. 70 del 22.01.2010)
– IVA 2010: Pronte le specifiche tecniche per l’invio telematico dei dati
Sono state approvate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nella dichiarazione annuale IVA 2010, relativa all’anno 2009, e nel modello IVA 74-bis.
L’Agenzia delle Entrate ha, infatti, emanato il provvedimento che definisce le specifiche tecniche per la trasmissione per via telematica dei dati contenuti nei modelli.
(Provvedimento Agenzia delle Entrate del 22.01.2010, n. prot. 2010/10420)