Source: https://www.ancebrescia.it/2012/ministero-del-lavoro-cigs-assenza-del-requisito-dimensionale-concessione-della-mobilita-interpello-2912/
Timestamp: 2019-06-17 01:33:03+00:00
Document Index: 42876974

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 12', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 1']

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MINISTERO DEL LAVORO – CIGS – ASSENZA DEL REQUISITO DIMENSIONALE CONCESSIONE DELLA MOBILITÀ – INTERPELLO 29/12
Con risposta ad interpello n. 29/12, che si riproduce in calce alla presente nota, il Ministero del lavoro ha fornito alcuni chiarimenti in ordine alla possibilità di accedere alla procedura di mobilità per le aziende commerciali nelle quali, durante il periodo di cassa integrazione straordinaria precedentemente concessa, venga meno il rispetto del requisito dimensionale.
Il Ministero del lavoro, al riguardo, ha confermato che, in caso di procedura di mobilità avviata ai sensi dell’art. 4 della L. n. 223/91, qualora nel corso dell’attuazione del programma di cassa integrazione straordinaria, approvata per le causali di intervento di cui all’art. 1 della L. n. 223/91, l’impresa ritenga di non essere in grado di garantire il reimpiego a tutti i lavoratori sospesi, il requisito dimensionale (superiore a 15 dipendenti per l’industria e 50 dipendenti per il commercio) deve sussistere solo al momento della presentazione della richiesta di ammissione al relativo intervento straordinario di integrazione salariale con riferimento alla media occupazionale del precedente periodo semestrale, così come stabilito dal citato art. 1 della L. n. 223/91.
In virtù di quanto sopra, pertanto, l’impresa potrà avviare la procedura di mobilità, ai sensi dell’art. 4 della L. n. 223/91, durante o al termine dell’intervento della cassa integrazione straordinaria, nel corso delle sospensioni dal lavoro ex art. 1 della L. n. 223/91, anche qualora il livello occupazionale sia sceso al di sotto del relativo limite dimensionale (superiore a 15 dipendenti per l’industria).
Oggetto: art. 9, D.Lgs. n. 124/2004 – L. n. 223/1991 – diritto all’indennità di mobilità per i dipendenti di imprese esercenti attivitàcommerciali con meno di 50 dipendenti al termine di un periodo di CIGS.
La Confcommercio ha avanzato istanza di interpello al fine di conoscere il parere di questa Direzione generale in merito alla corretta applicazione della L. n. 223/1991, per quanto attiene alla sussistenza dei limiti numerici necessari per l’attivazione, da parte di imprese esercenti attività commerciale con meno di 50 dipendenti al termine di un periodo di CIGS, della procedura di mobilità c.d. indennizzata.
In via preliminare occorre ricordare che, ai sensi dell’art. 12, comma 3, della L. n. 223/1991, “le disposizioni in materia di trattamento straordinario di integrazione salariale sono estese alle imprese esercenti attività commerciali che occupino più di 200 dipendenti”.
Il D.L. n. 148/1993 (conv. da L. n. 236/1993) ha previsto inoltre che “sino al 31 dicembre 1995 le disposizioni in materia di integrazione salariale sono estese alle imprese commerciali che occupino più di 50 dipendenti”.
Successivamente, con diversi provvedimenti, i lavoratori di tali aziende sono stati ammessi al trattamento straordinario di integrazione salariale.
Attualmente, l’art. 3, comma 1, della L. n. 92/2012 ha inoltre aggiunto il comma 3 bis all’art. 12, della L. n. 223/1991, stabilendo che “a decorrere dal 1° gennaio 2013 le disposizioni in materia di trattamento straordinario di integrazione salariale e i relativi obblighi contributivi sono estesi alle seguenti imprese a) imprese esercenti attività commerciali con più di cinquanta dipendenti (…)”.
Premesso quanto sopra si ritiene che, in caso di procedura di mobilità avviata ex art. 4 della L. n. 223/1991, qualora nel corso dell’attuazione del programma di CIGS, approvato per le causali di
intervento di cui all’art. 1 della L. n. 23/1991, l’impresa ritenga di non essere in grado di garantire il reimpiego a tutti i lavoratori sospesi, il requisito dimensionale (superiore a 15 dipendenti per l’industria, 50 dipendenti per il commercio ecc.) sia richiesto solo al momento della presentazione della richiesta di ammissione al relativo intervento straordinario di integrazione salariale, con riferimento alla media occupazionale del precedente periodo semestrale, ex art. 1 L. n. 223/1991.
Nel caso di lavoratori dipendenti da una impresa che rientra nel campo di applicazione della L. n. 223/1991 per i quali siano stati versati i relativi contributi, si ritiene pertanto che i medesimi abbiano diritto all’indennità di mobilità di cui alla L. n. 223/1991, anche in ragione delle esigenze di parità di trattamento innanzi illustrate.