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Timestamp: 2018-11-18 19:36:24+00:00
Document Index: 149494160

Matched Legal Cases: ['art. 366', 'art. 370', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 155', 'art. 155']

Corte di Cassazione, sezione I, 1 luglio 2015, n.13504. In materia di divorzio o separazione, quando l’affidamento condiviso dei figli prevede un collocamento prevalente presso uno dei genitori, la corresponsione dell’assegno di mantenimento deve porsi a carico del genitore non collocatario - Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, sezione I, 1 luglio 2015, n.13504. In materia di divorzio o separazione, quando l’affidamento condiviso dei figli prevede un collocamento prevalente presso uno dei genitori, la corresponsione dell’assegno di mantenimento deve porsi a carico del genitore non collocatario
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SENTENZA 1 luglio 2015, n.13504
2 – Preliminarmente deve rilevarsi l’inammissibilità della memoria depositata nell’interessa della T. , in applicazione del principio secondo cui la parte contro la quale il ricorso è diretto, se intende contraddirvi, deve farlo mediante controricorso contenente, ai sensi dell’art. 366 cod. proc. civ. (richiamato dall’art. 370, comma secondo, stesso codice), l’esposizione delle ragioni atte a dimostrare l’infondatezza delle censure mosse alla sentenza impugnata dal ricorrente. In mancanza di tale atto, essa non può presentare memoria, ma solamente partecipare, come nella specie è avvenuto, alla discussione orale (Cass., 20 aprile 2012, n. 6222).
2.2 – Con il secondo mezzo si deduce omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio: la corte territoriale avrebbe erroneamente determinato le posizioni reddituali di ciascuno dei genitori e, sotto altro profilo, avrebbe fra la stabile coabitazione (presso la madre) e il ‘pernottamento’ presso il padre, senza tener conto dei periodi di permanenza presso lo stesso, come già stabiliti e di fatto rispettati.
4 – Avuto riguardo, quindi, alla ricostruzione operata nella sentenza impugnata, va osservato che, indipendentemente dalle distinzioni di natura terminologica fra il ‘dormire presso l’abitazione del padre’ e la ‘coabitazione con la madre’, il quadro delineato dallo stesso ricorrente non si discosta, nella sostanza, dalla collocazione prevalente della prole presso la madre, con alcuni periodi di permanenza presso l’altro genitore.
6 – È stato poi precisato che l’assegno disposto in favore del genitore presso il quale la prole è prevalentemente collocata non contrasta con il contenuto dell’art. 155 cod. civ., che fornisce alcune indicazioni sui presupposti e caratteri dell’assegno, introducendo il principio generale, già elaborato dalla giurisprudenza di questa Corte, per cui ciascun genitore provvede al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito. L’ulteriore previsione che il giudice possa disporre, ove necessario, la corresponsione di un assegno periodico, al fine di realizzare tale principio di ‘proporzionalità’, esclude che la Corte territoriale abbia violato detta disposizione, in quanto la previsione di un assegno si rivela quantomeno opportuna, se non necessaria, quando, come nella specie, l’affidamento condiviso preveda un collocamento prevalente presso uno dei genitori: assegno da porsi a carico del genitore non collocatario. Del resto il ricordato art. 155 c.c., fornisce indicazioni specifiche sulla determinazione dell’assegno, considerando, tra l’altro, ‘i tempi di permanenza presso ciascun genitore’.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-07-07T11:49:13+00:007 luglio 2015|Cassazione civile 2015, Corte di Cassazione, Delle persone e della Famiglia, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti