Source: https://www.studiomazzoleni.com/circolari/circolare-22-ottobre-2018/
Timestamp: 2019-02-22 07:07:58+00:00
Document Index: 142638589

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 20', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 15', 'art. 13']

[Circolare] 22 Ottobre 2018 - Studio Mazzoleni
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Ddl di Bilancio, decreto collegato e decreto semplificazioni: le misure fiscali approvate dal Governo
Differenze tra volume d’affari dichiarato e importo delle operazioni comunicate sanabili con l’adempimento spontaneo
Spesometro, mancato invio sanabile con il ravvedimento operoso
Visto di conformità sul Modello REDDITI 2018
Rimborso IVA del terzo trimestre 2018: modello TR da trasmettere entro ottobre
Entro il 31 ottobre l’invio telematico del Modello 770/2018
Fattura elettronica: la scelta dell’indirizzo telematico di destinazione
Con la fattura elettronica differita più tempo per la trasmissione al SdI
Credito d’imposta per quotazione PMI: domande fino al 31 marzo 2019
Credito d’imposta pubblicità: le risposte a nuovi quesiti
Tassazione dell’attività di ricerca svolta in USA da soggetto fiscalmente residente in Italia
Le istruzioni del Garante privacy per il registro dei trattamenti
Il ravvedimento operoso per la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute
Fattura elettronica: perché preferire il “Codice Destinatario” alla PEC e come gestirlo al meglio
della dichiarazione dei redditi/unificata persone fisiche, società di persone e società di capitali con esercizio coincidente con l’anno solare.
Persone fisiche; Società.
Mercoledì 31 ottobre2018: 770/2018.
Sostituti d’imposta; Intermediari.
Mercoledì 31 ottobre2018: IVA.
Termine per la richiesta di rimborso/compensazione dell’IVA a credito relativo al terzo trimestre 2018.
Contribuenti Iva che hanno realizzato nel corso del terzo trimestre 2018 un’eccedenza di imposta detraibile superiore a 2.582,28 euro e che intendono chiedere in tutto o in parte il rimborso o l’utilizzo in compensazione per pagare anche altri tributi, contributi e premi.
In data 15 ottobre 2018 sono stati approvati dal Consiglio dei Ministri i seguenti provvedimenti:
Oltre al decreto fiscale collegato alla Manovra, il Consiglio dei Ministri ha approvato anche il disegno di legge di Bilancio. Tra le principali novità fiscali del provvedimento si segnalano le seguenti:
IVA, ACCERTAMENTO
Con Provvedimento n. 237975 dell’8 ottobre 2018, l’Agenzia delle Entrate ha reso noto che sono in arrivo nuove comunicazioni per i soggetti IVA per i quali emergono differenze tra il volume d’affari dichiarato e l’importo delle operazioni comunicate all’Agenzia (con lo spesometro) dai contribuenti e dai loro clienti.
Le informazioni derivanti dal confronto saranno messe a disposizione del contribuente e della Guardia di Finanza, anche mediante l’utilizzo di strumenti informatici (PEC e cassetto fiscale).
Gli alert hanno lo scopo di consentire al contribuente di poter fornire elementi, fatti e circostanze dalla stessa Agenzia non conosciuti, in grado di giustificare la presunta anomalia ovvero di porre rimedio agli eventuali errori o omissioni mediante l’istituto del ravvedimento operoso.
Il 1° ottobre 2018 (il 30 settembre era domenica) è scaduto il termine per l’invio della comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute del primo semestre 2018 (spesometro).
Resta ora la possibilità di sanare il mancato invio tramite l’istituto del ravvedimento operoso.
L’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 104/E, pubblicata in data 28 luglio 2017, aveva fornito chiarimenti in merito agli aspetti sanzionatori e al ravvedimento operoso dell’adempimento.
Scade il 31 ottobre 2018 il termine per l’invio delle dichiarazioni dei rediti relative all’anno 2017.
Non è l’entità del credito che determina la necessità del visto di conformità, ma solo il suo eventuale utilizzo in compensazione orizzontale sopra la soglia dei 5.000 euro.
I contribuenti IVA che hanno realizzato nel trimestre solare un’eccedenza di imposta detraibile superiore a 2.582,28 euro e che intendono chiedere in tutto o in parte il rimborso di questa somma (o l’utilizzo in compensazione per pagare anche altri tributi, contributi e premi), devono presentare il modello TR entro la fine del mese successivo, quindi entro il 31 ottobre 2018 per il 3° trimestre dell’anno.
La presentazione dell’istanza deve avvenire telematicamente e l’utilizzo del credito per importi superiori a 5.000 euro (da calcolarsi cumulativamente tra i trimestri oggetto di richiesta) deve avvenire, salvo apposizione del visto di conformità, a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione dell’istanza.
Si ricorda che, ai sensi degli artt. 30 e 38 bis del D.P.R. n. 633/1972, è prevista la possibilità di chiedere a rimborso o di utilizzare in compensazione orizzontale il credito IVA maturato in ciascuno dei primi 3 trimestri dell’anno, quando l’importo è superiore a 2.582,28 euro e se:
Il prossimo 31 ottobre scade il termine per la presentazione telematica all’Agenzia Entrate, da parte dei sostituti d’imposta, dei modelli 770/2018 relativi al 2017.
L’eventuale mancata della presentazione potrà essere sanata entro il 29 gennaio 2019 mediante l’istituto del ravvedimento operoso, con il pagamento della sanzione di 25,82 euro.
La fattura elettronica deve contenere un indirizzo telematico di destinazione presso il quale il cliente/destinatario intende ricevere il documento elettronico. L’indirizzo può essere costituito, in alternativa, dal codice destinatario o da un indirizzo PEC.
Il “Codice Destinatario” è un codice di 7 cifre alfanumerico attribuito dall’Agenzia Entrate ai provider operanti sul mercato.
Se il cliente dovesse comunicare un indirizzo PEC (quale indirizzo telematico dove intende ricevere la fattura), il campo “Codice Destinatario” dovrà essere compilato con il valore “0000000” (sette zeri) e, nel campo “PEC destinatario”, andrà riportato l’indirizzo PEC comunicato dal cliente.
Audizione 3 ottobre 2018; Guida “La fattura elettronica e i servizi gratuiti dell’Agenzia Entrate”
Il neo-Direttore dell’Agenzia Entrate, Antonio Maggiore, nel corso di un’audizione presso la Commissione Finanze della Camera, ha consigliato l’utilizzo della fatturazione differita anche con l’introduzione della fattura elettronica. Tale possibilità è stata anche già presentata nella nuova Guida sulla fatturazione elettronica pubblicata dall’Amministrazione finanziaria lo scorso 27 settembre.
Restano infatti valide le regole che consentono di predisporre la “fattura (elettronica) differita” entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, nel rispetto delle disposizioni previste dall’art. 21, comma 4 lett. a), del D.P.R. n. 633/1972.
Dal punto di vista operativo, questa disposizione può consentire all’utente di avere più tempo per predisporre e trasmettere al SdI la fattura elettronica, fermo restando l’obbligo di rilasciare al cliente, al momento dell’operazione, un documento di trasporto o altro documento equipollente anche su carta.
Mise, Comunicato Stampa 28 settembre 2018
Al via la possibilità, per le piccole e medie imprese, di presentare la domanda per la concessione del credito d’imposta per costi di consulenza finalizzati all’ammissione alla loro quotazione in un mercato regolamentato, o in sistemi multilaterali di negoziazione di uno Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo.
Per il riconoscimento dell’agevolazione fiscale, le PMI beneficiarie dovranno inoltrare la domanda entro il 31 marzo 2019.
I criteri di concessione del credito sono stati definiti con il Decreto 23 aprile 2018 del Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Dipartimento per l’informazione e l’editoria, FAQ 12 ottobre 2018
Sul sito della Presidenza del Consiglio (Dipartimento per l’informazione e l’editoria) sono state aggiornate al 12 ottobre 2018 le FAQ relative al credito di imposta sugli investimenti pubblicitari incrementali.
Le nuove FAQ riguardano, in particolare:
invio e sottoscrizione della comunicazione/dichiarazione sostitutiva direttamente o tramite intermediario;
individuazione dell’esercizio di imputazione delle spese pubblicitarie: applicazione del principio di “competenza”;
modalità di pagamento delle fatture;
importo da considerare ai fini dell’agevolazione;
trattamento fiscale del bonus;
alternatività e non cumulabilità del bonus;
investimenti pubblicitari sulle testate digitali.
Relativamente al primo quesito viene chiarito, in particolare, quanto segue:
“Se la comunicazione telematica (sia la comunicazione per l’accesso che la dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati) è presentata direttamente dal richiedente l’agevolazione (soggetto beneficiario), la firma si considera apposta con l’inserimento delle proprie credenziali di accesso all’area riservata dell’Agenzia, e non è prevista l’allegazione di alcun documento di identità.
IRPEF, DICHIARAZIONI
Agenzia delle Entrate, Risposta a istanza di interpello 4 ottobre 2018, n. 26
L’Agenzia delle Entrate ha risposto all’istanza di interpello n. 26 del 4 ottobre 2018 presentata da un cittadino italiano residente negli USA, relativamente al trattamento fiscale dei redditi percepiti nel 2017, derivanti da attività di ricerca svolta negli Stati Uniti.
In particolare l’interpellante, richiamando l’art. 20 della Convenzione Italia-Stati Uniti contro le doppie imposizioni riteneva che, tali redditi, fossero esenti da imposizione anche in Italia e quindi non fossero da indicare in dichiarazione.
L’Agenzia delle Entrate precisa invece che, essendo l’istante iscritto all’AIRE dall’8 novembre 2017, deve essere considerato come soggetto fiscalmente residente in Italia per il periodo d’imposta 2017. Conseguentemente, per l’annualità 2017, tutti i redditi percepiti dall’istante, dovunque siano stati prodotti, devono essere dichiarati ai fini dell’imposizione nel nostro Paese.
Sebbene la disposizione della Convenzione contro le doppie imposizioni stabilisca, in presenza delle condizioni previste, l’esenzione dall’imposizione delle remunerazioni relative all’attività di insegnamento o di ricerca nel Paese contraente in cui la medesima è svolta (nella fattispecie in esame gli USA), impedisce di estendere tale beneficio anche agli adempimenti fiscali che il contribuente è tenuto ad effettuare nel proprio Paese di residenza fiscale (nella fattispecie in esame l’Italia), qualora sia diverso dallo Stato in cui è svolta l’attività.
Pertanto, in relazione all’annualità 2017, l’istante deve indicare nella dichiarazione dei redditi da presentare in Italia anche il reddito estero derivante dall’attività di ricerca svolta negli USA.
Il Garante della Privacy ha reso note le istruzioni sul Registro delle attività di trattamento, previsto dal Regolamento (EU) n. 679/2016 (noto come “RGPD”).
Il Registro, che deve essere predisposto dal titolare e del responsabile del trattamento, è un documento contenente le principali informazioni relative alle operazioni di trattamento dei dati svolte da una impresa, un’associazione, un esercizio commerciale, un libero professionista; deve avere forma scritta, anche elettronica, e deve essere esibito su richiesta al Garante.
I soggetti obbligati alla tenuta del Registro sono:
qualunque titolare o responsabile (incluse imprese/organizzazioni con meno di 250 dipendenti) che effettui trattamenti che possano presentare un rischio, anche non elevato, per i diritti e le libertà dell’interessato;
qualunque titolare o responsabile (incluse imprese/organizzazioni con meno di 250 dipendenti) che effettui trattamenti non occasionali;
qualunque titolare o responsabile (incluse imprese/organizzazioni con meno di 250 dipendenti) che effettui trattamenti delle categorie particolari di dati di cui all’art. 9, paragrafo 1 RGPD, o di dati personali relativi a condanne penali e a reati di cui all’art. 10 RGPD.
L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) ha pubblicato le Linee Guida sulla compliance antitrust, adottate in data 25 settembre 2018, dopo una fase di consultazione pubblica, che “definiscono, in linea con le best practices internazionali, le componenti tipiche di un programma di compliance antitrust, tra cui il riconoscimento del valore della concorrenza come parte integrante della cultura aziendale, l’identificazione e valutazione del rischio antitrust specifico dell’impresa, la definizione di processi gestionali idonei a ridurre tale rischio, la previsione di un sistema di incentivi e lo svolgimento di attività di formazione e di auditing“.
la richiesta di valutazione del programma ai fini del riconoscimento dell’eventuale attenuante ai fini dell’applicazione dei criteri di quantificazione delle sanzioni amministrative pecuniarie irrogate dall’Autorità in applicazione dell’art. 15, comma 1, della legge n. 287/1990;
i criteri che l’Autorità intende adottare nella valutazione ai fini del riconoscimento dell’attenuante.
L’Agenzia Entrate-Riscossione ha attivato lo “sportello digitale”, tramite il quale i contribuenti potranno effettuare le principali operazioni in modo semplice, veloce e sicuro: https://www.agenziaentrateriscossione.gov.it/it/servizi/Portale-web-lo-sportello-digitale-/
Il servizio è accessibile dal Portale web tramite l’area riservata. I contribuenti potranno in questo modo gestire le proprie pratiche senza passare allo sportello.
Accedendo alla home-page del portale si dovrà poi cliccare sull’icona in alto a destra “Accedi all’area riservata”. Inserendo le credenziali di Spid, Agenzia delle Entrate, Inps o Carta Nazionale dei Servizi, si potranno eseguire le seguenti operazioni:
Con il servizio EquiPro si potrà inoltre delegare un intermediario a operare per proprio conto.
Per l’omissione o errata trasmissione dei dati delle fatture si applica la sanzione amministrativa di 2 euro per ogni fattura, con un limite massimo di 1.000 euro ogni trimestre.
È stata disposta la riduzione alla metà, entro quindi il limite massimo di 500 euro, della sanzione se la trasmissione viene effettuata entro i 15 giorni successivi alla scadenza ordinaria o se nel medesimo termine viene effettuata la trasmissione corretta dei dati.
Ai fini della regolarizzazione delle violazioni predette è possibile applicare l’istituto del ravvedimento operoso ex art. 13 del D.Lgs. n. 472 del 18 dicembre 1997.
Ipotizzando, come indicato nella risoluzione n. 104/E/2017, un’errata comunicazione di 180 fatture, la sanzione base sarebbe pari a 360 euro, ridotta a 180 euro se la correzione dell’adempimento avviene entro 15 giorni dalla scadenza e ulteriormente ridotta a seconda di quando viene realizzato il pagamento. In caso di correzione e pagamento entro 15 giorni, la sanzione nel caso proposto sarà pari a 20 euro (360 x 50% = 180 x 1/9 = 20).
Fattura elettronica: perché preferire il “Codice Destinatario” alla PEC
e come gestirlo al meglio
Se il cliente non comunicasse alcun indirizzo telematico (ovvero è un consumatore finale oppure un operatore in regime di vantaggio o forfettario), sarà sufficiente compilare solo il campo “Codice Destinatario” con il valore “0000000”.
In assenza di “Codice Destinatario” o di indirizzo PEC, il Sistema di Interscambio (SdI) non riuscirà a consegnare la fattura elettronica al cliente, ma non andrà persa: sarà a disposizione del cliente destinatario in un’apposita area di consultazione riservata del sito dell’Agenzia Entrate (con conseguente disagio per il recupero e la gestione del file).
La gestione della fatturazione elettronica tramite PEC, soprattutto per quanto riguarda la ricezione, è sconsigliata per le difficoltà di integrazione con i sistemi contabili, per l’elevato volume di fatture da gestire e per l’alto rischio di perdita dati.
Per contro, i vantaggi della gestione e della ricezione delle fatture elettroniche tramite il codice destinatario sono:
monitoraggio continuo non necessario (poiché automatizzato);
conservazione digitale automatica.
Il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia Entrate n. 89757 del 30 aprile 2018 ha inoltre previsto che i soggetti passivi (anche tramite intermediari) possono comunicare all’Agenzia Entrate, mediante apposito servizio di registrazione, l’indirizzo telematico presso il quale intendono ricevere i documenti elettronici, sia esso un “codice destinatario” o in alternativa un indirizzo PEC.
È la soluzione che consigliamo perché in caso di registrazione, le fatture elettroniche saranno sempre recapitate al suddetto indirizzo telematico, senza necessità di dover comunicare sempre e a tutti i fornitori l’indirizzo aggiornato.
Infine, sempre sul sito dell’Agenzia delle Entrate, dopo aver registrato il proprio indirizzo telematico, sarà possibile generare il QR-code che consente a chi deve emettere una fattura elettronica di acquisire con una semplice scansione tutti i “Dati Cliente” (compreso l’indirizzo telematico di destinazione).