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Timestamp: 2018-03-22 04:38:20+00:00
Document Index: 89935740

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'arte 1', 'arte 2', 'arti 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2']

DELIBERAZIONE 15/94, 28 luglio 1994 (urn:nir:autorita.informatica.pubblica.amministrazione:delibera: ;15) - PDF
DELIBERAZIONE 15/94, 28 luglio 1994 (urn:nir:autorita.informatica.pubblica.amministrazione:delibera: ;15)
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Gemma Pellegrino
1 DELIBERAZIONE 15/94, 28 luglio 1994 (urn:nir:autorita.informatica.pubblica.amministrazione:delibera: ;15) Art. 2, comma 15 della Legge 24 dicembre 1993, n 537: Regole tecniche per l'uso dei supporti ottici L'Autorità Visto l'articolo 2, comma 15, della legge 24 dicembre 1993, n 537, che prevede che gli obblighi di conservazione e di esibizione di documenti, per finalità amministrative e probatorie, previsti dalla legislazione vigente, si ritengono soddisfatti anche se realizzati mediante supporto ottico purché le procedure utilizzate siano conformi a regole tecniche, dettate dall'autorità per l'informatica nella pubblica amministrazione; Viste le proposte all'uopo predisposte dagli uffici, consistenti in: a) regole tecniche per l'uso dei supporti ottici ai fini previsti dal comma 15, art. 2, Legge 537/93; b) allegato - indicazioni per le procedure conformi alle regole tecniche per l'uso dei supporti ottici ai fini previsti dal comma 15, art. 2, Legge 537/93; c) note esplicative sulle regole tecniche per l'uso del supporti ottici ai fini previsti dal comma 15, art. 2, Legge 537/93; Ritenuto di accogliere le proposte suindicate Delibera di dettare, a norma dell'articolo 2, comma 15, della legge 24 dicembre 1993, n 537, le regole tecniche di seguito riportate, indicando nel contempo le procedure conformi alle stesse. REGOLE TECNICHE PER L'USO DEI SUPPORTI OTTICI 1. Sono utilizzabili i CD-R e le tecnologie WORM, fisicamente non riscrivibili: ablativa, "alloy forming", "bubble forming", "dye polymer", "phase change". Limitatamente all'uso di queste tecnologie WORM non riscrivibili, per la struttura fisica del supporto ottico si adottano come regole tecniche dell'autorità le seguenti norme ISO: ISO 9171 parte 1 e parte 2; ISO In mancanza ed in attesa di uno standard specifico per i CD-R è ammesso il loro utilizzo purché conformi alla norma ISO Quando saranno disponibili altre norme ISO che egualmente soddisfino le esigenze per l'archiviazione su supporto ottico ai fini probatori ed amministrativi, l'autorità provvederà ad aggiornare il presente elenco e ad emanare le relative regole tecniche. 2. Per la struttura logica dei file, si adottano: per i dischi ottici, la norma ISO/DIS 13346, approvata ed in corso di pubblicazione, da seguire in tutte le sue parti 1, 2, 3, 4,5; per i CD-R la norma ISO/DIS 13490, approvata ed in corso di pubblicazione, e la norma ISO 9660 nei casi in cui è applicabile.
2 3. Per la memorizzazione sul disco dei documenti e per i meccanismi di lettura, al momento non vi sono norme in proposito, ma è in corso il procedimento di approvazione di alcune di esse. Fino ad allora si adottano, per analogia, le stesse norme del CCITT G3 e G4 FAX. Per la compressione, si adotta anche la norma ISO 10918, la cui parte prima è pubblicata mentre la parte seconda è stata approvata ed è in corso di pubblicazione. 4. Il fornitore del disco ottico deve indicare, sotto la sua responsabilità, le condizioni ottimali (temperatura, umidità, ecc.) per la conservazione fisica, per la stabilità del supporto e per la sua fruibilità (leggibilità e riproducibilità) a lungo termine. L'Amministrazione deve assicurarsi che tali condizioni vengano rispettate attentamente. 5. L'identificazione univoca del singolo disco fisico, ai fini della protezione contro l'eventuale alterazione dolosa del suo contenuto e riscrittura su un altro disco ottico, deve essere garantita dal fornitore del disco; ogni disco deve quindi riportare, in maniera facilmente leggibile e non alterabile: il nome, o un identificativo, del fornitore; la data di fabbricazione; un codice identificativo del singolo disco fisico, che il costruttore deve garantire essere unico, formato da numeri e/o lettere dell'alfabeto. In alternativa, è ammessa l'identificazione del disco mediante firma autografa del responsabile del disco sul supporto stesso e l'apposizione di un numero identificativo la cui unicità è garantita dal responsabile del disco, realizzate con modalità che le rendano indelebili. Se si vuole assicurare l'appartenenza del disco ad un lotto specifico della P.A., il lotto dovrà essere contraddistinto da un ologramma, sufficientemente difficile da riprodurre, posto sul disco con una tecnica di incollaggio, o di stampa, che garantisca contro la possibilità di trasferirlo in maniera non rilevabile. 6. Il fornitore del sistema di scrittura/lettura ("drive"), insieme alle apparecchiature fisiche e ai relativi programmi di gestione, dovrà anche fornire e certificare la corretta funzionalità di uno o più programmi che svolgano complessivamente le seguenti funzioni: leggere in qualunque momento qualunque traccia, anche quelle dichiarate come cancellate, ai fini della protezione contro le riscritture parziali sullo stesso disco; conoscere in ogni momento il numero delle tracce occupate e di quelle libere, sia relativamente alla parte dati che a quella dei settori alternativi; gestire la cattura dell'immagine nella fase di memorizzazione con modalità che non permettano manomissioni del documento; copiare, visualizzare, stampare i documenti archiviati su supporto ottico con modalità che non permettano manomissioni del documento. Questi programmi devono presentare all'utente un'interfaccia auto esplicativa, che permetta anche ad un utente non abituato di accedere alle informazioni che essi forniscono. Saranno preferiti i sistemi di cattura/scrittura che permettono di misurare le capacità residue di correzione di errore, rese possibili dai campi ECC, in modo che il risultato della misura possa essere assunto come uno degli indici utili alle procedure che definiscono il momento opportuno per il riversamento su altro supporto. 7. I contratti di fornitura devono contenere clausole atte a garantire sia da parte del fornitore del supporto fisico che di quello del sistemi di lettura/scrittura: la disponibilità sul mercato di supporti ottici e di apparecchiature ad essi conformi (sistemi di lettura/scrittura e di gestione fisica) per tre anni; la compatibilità tra sistemi al momento del passaggio da uno obsoleto ad un altro più avanzato imposto dall'evoluzione tecnologica; la disponibilità della manutenzione e di parti di ricambio per almeno due anni dopo aver informato l'amministrazione dell'uscita dal mercato del sistema;
3 la disponibilità di procedure per il riversamento al momento in cui il sistema offertodal fornitore uscirà dal mercato; l'esistenza sul mercato di almeno un fomitore alternativo per i dischi e per i sistemi di lettura/scrittura. L'esistenza sul mercato di almeno un fornitore alternativo per i sistemi di gestione fisica ("juke-box") è motivo di preferenza. 8. Il contratto di fornitura deve anche contenere l'indicazione delle norme a cui la fornitura si deve confermare e la richiesta di produrre adeguata certificazione di conformità emessa da un centro europeo riconosciuto. Tale certificazione può tuttavia essere sostituita da un'autodichiarazione in cui il fornitore, sotto la propria responsabilità, dichiara la conformità delle apparecchiature fornite alle norme citate nel contratto. 9. Saranno regolati con provvedimenti successivi gli aspetti relativi: all'archiviazione dei documenti che presentano colori; all'archiviazione dei documenti redatti in forma elettronica; all'uso della crittografia; alla produzione e alla conservazione delle relative chiavi; all'uso dei meccanismi di firma elettronica; alla produzione e alla pubblicità delle relative chiavi; al modo di trattare i formati non A4; alla trasmissione via rete del documento da esibire; a tempi e modalità di riversamento su altri supporti. 10. Regole tecniche da definire in funzione dell'emanazione delle procedure operative. Ogni disco ottico deve contenere tutte le informazioni che permettono di facilitare il ritrovamento dei documenti archiviati,, nella loro interezza, anche a grande distanza di tempo e anche da persone diverse da quelle che hanno proceduto all'archiviazione. Il primo file memorizzato sul disco ottico deve quindi contenere, in un formato e con le modalità che saranno precisate con documenti successivi: la data di inizio della registrazione; l'identificazione della persona fisica responsabile del riempimento del disco; le informazioni generali relative: al disco; al suo contenuto previsto; alle modalità con cui esso sarà riempito; all'uso della compressione; all'uso di crittografia; all'uso dei programmi di cui al precedente punto 6. Per ogni file memorizzato sul disco ottico devono essere introdotti, con modalità che saranno precisate con documenti successivi, i seguenti dati: l'identificazione della persona fisica che lo ha immesso; la data di archiviazione di quel file; eventuali informazioni relative alla crittografia; eventuali informazioni relative alla firma elettronica; altre informazioni utili al ritrovamento del documento; la somma ciclica ("checksum") del file contenente il documento e dei dati aggiuntivi. Alla chiusura del disco deve essere garantito che sul disco stesso siano stati memorizzati, con modalità che saranno precisate con documenti successivi, anche i seguenti dati: la data di fine dell'archiviazione; l'identificazione della persona fisica che lo ha chiuso; il contenuto effettivo del disco;
4 le informazioni relative agli indici; quelle relative alle tracce occupate, a quelle libere e a quelle danneggiate, come rilevate dai programmi previsti al precedente punto 6; le altre informazioni utili al ritrovamento dei documenti. Allegato - Indicazioni per le procedure conformi alle regole tecniche per l'uso dei supporti ottici. IL PRESIDENTE (Guido M. Rey) ALLEGATO INDICAZIONI PER LE PROCEDURE CONFORMI ALLE REGOLE TECNICHE PER L'USO DEI SUPPORTI OTTICI Per poter raggiungere le finalità previste dal comma 15 dell'art. 2 della legge 537/93, occorre che "le procedure utilizzate siano conformi a regole tecniche dettate dall'autorità": le procedure devono essere quindi definite in modo da completare le regole tecniche e da tenere conto dei fatti specifici illustrati nel seguito di questo allegato, che indica le caratteristiche che devono avere le procedure per l'applicazione del citato comma 15. Tutte le procedure devono essere pubbliche ed esibibili per stabilirne l'ammissibilità legale. Le procedure devono essere comunicate all'autorità. che ne conserverà copia. Inoltre, devono essere previsti meccanismi di verifica, di revisione, di certificazione delle procedure e del fatto che sono applicate correttamente. 1.1 Sicurezza Ai fini della sicurezza, le procedure devono tenere conto, e quindi disciplinare, i seguenti aspetti: individuare per ogni disco la persona fisica responsabile del suo riempimento; assicurare che il disco sia tenuto sotto stretto controllo fino a che esso non è stato riempito completamente (perché fino ad allora è sempre possibile sostituire un documento già registrato con una nuova versione modificata); indicare le condizioni sotto le quali il processo di memorizzazione garantisce l'autenticità del documento archiviato; regolamentare le operazioni per l'apertura di un disco nuovo (formattazione e/o verifica che sia vuoto, creazione del primo file, ecc.); regolamentare le operazioni per la creazione di ogni singolo file contenente le informazioni da archiviare e l'aggiunta, per ognuno di essi, delle informazioni indicate dalle regole tecniche e di altre eventualmente ritenute opportune; regolamentare le operazioni per la chiusura del disco (verificare lo stato di riempimento, la formazione di indici e di statistiche, verificare che sono state rese non più utilizzabili le tracce di riserva, introdurre i dati indicati dalle regole tecniche ed altri eventualmente ritenuti opportuni, ecc); regolamentare, qualora sia, per ragioni di riservatezza, necessario l'uso di crittografia nella conservazione di documenti su disco, la procedura di formazione e di conservazione (e la relativa responsabilità) delle parole chiave; la procedura dovrà anche garantire che, quando ogni documento potrà essere reso pubblico, anche la sua chiave crittografica sarà resa pubblica; garantire che il documento memorizzato sul disco ottico sia conforme all'originale; a questo proposito, avendo usate apparecchiature conformi alle specifiche tecniche e seguite procedure conformi alle regole tecniche, l'amministrazione ha il potere di
5 autocertificare la conformità del documento su disco ottico all'originale (cartaceo o informatico); regolamentare il rilascio di copie; imporre che, al momento dell'immissione di un documento (o di una serie di documenti), l'operatore autorizzato dal responsabile del disco ottico debba introdurre anche un proprio elemento identificativo, la data e l'ora, le parole chiave per il ritrovamento del documento (o dei documenti), aggiornare gli indici e certificare che l'immagine introdotta è la vera e completa rappresentazione del documento (o dei documenti); regolamentare, qualora sia necessario, l'uso di un meccanismo di firma elettronica e la pubblicità degli strumenti (ad esempio, delle chiavi) per il riconoscimento delle firme elettroniche. 1.2 Memorizzazione dei documenti Ai fini della memorizzazione dei documenti su disco, le procedure devono: definire le modalità per il trasferimento da carta verso disco; imporre la memorizzazione sotto forma di immagine ottica solo per documenti cartacei che contengono firme autografe, timbri, bolli, figure, ed altri elementi simili; regolare come avviene la memorizzazione diretta di un file su disco ottico (è in questo momento che esso diventa un "documento elettronico") e la sua successiva visualizzazione quando occorre leggerlo; precisare se le esigenze dell'amministrazione richiedono che i documenti archiviati su un unico disco siano tutti di unico tipo (immagine o "file"). oppure se è consentito che sullo stesso disco siano presenti contemporaneamente documenti d'entrambi i tipi; si noti che se si sceglie la memorizzazione per immagini, la presenza simultanea di dati, oltre che immagini, è comunque necessaria almeno perché occorre memorizzare sul disco anche i dati sulle modalità dell'archiviazione; differenziare, dove necessario, le metodologie di introduzione dei documenti preesistenti all'avvio del sistema di archiviazione su disco ottico, dalle metodologie usate per l'introduzione dei documenti che saranno prodotti successivamente; assicurare la conservazione, sullo stesso disco, delle informazioni generali relative al disco, al suo contenuto, alle modalità con cui esso è stato riempito, in particolare quelle relative alla compressione e alla eventuale crittografia, al responsabile e ai soggetti che lo hanno riempito (come ente e come persona), alla data di inizio dell'archiviazione e alla data di fine. ecc.; assicurare la conservazione, sullo stesso disco, delle informazioni che permettono di facilitare il ritrovamento dei documenti archiviati anche a grande distanza di tempo e anche da persone diverse da quelle che hanno proceduto all'archiviazione, e definire le procedure per l'uso di queste informazioni; verificare che, qualora si sia scelta l'archiviazione per immagine, l'immagine archiviata sul disco sia identica a quella dell'originale cartaceo; se invece si è scelta l'archiviazione per "file", le procedure devono definire se si accetta che le immagini prodotte possano differire tra di loro per le modalità di stampa; se non lo si accetta, le procedure debbono definire le modalità di conservazione dei processi di stampa sullo stesso disco, al fine di garantire l'unicità dell'immagine finale prodotta; attestare la conformità del documento riprodotto su supporto ottico all'originale cartaceo; regolamentare le modalità della distruzione del documento cartaceo originale, da effettuarsi al momento della trascrizione su disco ottico; per tutti i documenti introdotti sul disco, sia quelli preesistenti su supporto cartaceo e trasferiti sul disco, sia quelli originati già in forma elettronica, determinare la struttura dell'archivio, attribuire un codice di identificazione per ogni singolo documento, mantenere il nesso amministrativo che eventualmente intercorre fra i documenti.
6 1.3 Durata Ai sensi della normativa vigente, al fine di assicurare la necessaria durata della conservazione, le procedure devono prevedere: il raggruppamento dei documenti, e quindi eventualmente anche dei dischi, differenziati per la durata della conservazione, ad esempio: quelli per la conservazione indefinita; quelli per la conservazione per almeno 40 anni; quelli per la conservazione per almeno 10 anni; i termini periodici, per ciascuno di essi, per il controllo della qualità della conservazione dei documenti; ove il sistema di scrittura/lettura permetta di misurare la qualità, la definizione del livello minimo di qualità accettabile, al di sotto del quale diventa necessario il riversamento dei dati su altro disco-; a tal fine le procedure devono prevedere un controllo periodico della qualità della registrazione dei dati sul disco per controllarne il lento ma inevitabile deterioramento; le procedure, se necessario, per permettere/regolare la produzione di copie di "rinfresco", eventualmente su nuovi, futuri, tipi di supporti (effettuazione di riversamenti dei documenti su nuovi supporti); le modalità tecniche per l'eliminazione del dischi, indicate, per tutta la documentazione, dagli art , 42 del D.P.R. 1409/63, le modalità per il trasporto agli archivi di Stato o presso gli istituti di conservazione previsti dalla legge archivistica, allo scadere del periodo di conservazione, del disco ottico e delle copie di sicurezza create dall'amministrazione. 1.4 Esibizione Ai fini dell'esibizione le procedure devono completare le regole tecniche, tenendo conto che, in questo caso in modo particolare. il confine tra le regole tecniche e le procedure non è sempre determinabile con precisione assoluta. Nel caso in cui il documento sia memorizzato direttamente come "file" sul disco ottico, le procedure devono determinare come avviene la sua successiva visualizzazione quando lo si deve leggere. In questo caso non è infatti garantita, ai fini dell'esibizione, l'unicità dell'immagine che si ricaverà dal disco ottico, perché essa dipenderà da come verrà prodotta l'immagine grafica al momento dell'esibizione. L'esibizione di un documento memorizzato su supporto ottico può avvenire in vari "modi", tra i quali saranno qui considerati i seguenti: A. Esibendo il disco su cui è conservato il documento da esibire Poiché sullo stesso disco è in generale contenuta una grande quantità di documenti diversi, l'esibizione del disco originale implica quindi anche la possibile lettura di tutti gli altri documenti in esso contenuti. Implica inoltre la loro esportazione, anche solo temporanea, dall'archivio dell'esibente. Le procedure devono quindi stabilire se l'ente. verso il quale viene fatta l'esibizione, può, o deve, conservare il disco fisico che riceve, oppure può, o deve, copiare il documento sui propri dischi, oppure se può, o deve, stamparlo e conservare la copia cartacea. Poiché nel primo caso l'asportazione temporanea potrebbe essere anche molto prolungata, le procedure devono regolare se e come la responsabilità della conservazione degli altri documenti passa all'ente verso cui si è esibito il disco. Nel secondo e nel terzo le procedure devono invece stabilire come viene garantita nel tempo la validità della copia. Le procedure devono anche stabilire le modalità di esecuzione di copie da copie e i limiti della loro validità. B. Esibendo un disco ottico su cui è stato copiato il solo documento da esibire Le procedure devono indicare come viene garantita (e/o dimostrata) la conformità della copia all'originale e come viene assicurata la validità della riproduzione conforme su altro supporto informatico (e ottico in particolare). C. Mediante trasmissione via rete del documento da esibire
7 Le procedure devono indicare come potrebbe effettuarsi, se diventasse necessaria. la verifica a posteriori della sua conformità al documento conservato nel disco originale. D. Esibendo una copia su carta del documento da esibire Le procedure devono indicare se e come l'esibizione di copia su carta può essere completata dalla possibilità di autocertificarne la conformità all'originale, e come viene assicurata la validità della copia conforme su carta. E. Mediante sopralluogo dell'ente verso cui si deve esibire nel luogo in cui sono conservati i dischi ottici dell'esibente Le procedure devono precisare le modalità con cui deve avvenire l'esibizione in questo caso. In tutti i casi detti precedentemente, ma in particolare nel caso D, le procedure devono anche indicare il livello minimo accettabile della qualità grafica della riproduzione finale. 1.5 Varie Le procedure devono infine: stabilire un congruo period o di transizione per permettere a chi avesse già fatto investimenti in questo settore di adeguarsi alle norme attuali; ad esempio prevedendo che le Amministrazioni definiscano le procedure di estrazione e trasporto, eventualmente graduale, dai formati esistenti a quelli normalizzati definiti dall'autorità-. stabilire se e come viene permessa la visualizzazione a distanza, anche a richiesta di terzi; definire se è necessaria una richiesta di autorizzazione e/o di collaudo dei sistemi di archiviazione ottica; definire eventuali ulteriori regole comportamentali; definire come sono trattati, per i documenti conservati su dischi ottici, i problemi: della bollatura di registri, della bollatura di documenti, dei bolli, dei timbri, delle marche da bollo, delle marche varie per tasse varie, ecc. prevedere eventualmente l'introduzione di bollatura virtuale per documenti su dischi ottici. NOTE ESPLICATIVE SULLE REGOLE TECNICHE PER L'USO DEI SUPPORTI OTTICI 1. Premessa La legge finanziaria 1994 (N G.U. n. 303 del 28/12/93) ha stabilito la possibilità di usare i supporti ottici per la conservazione dei documenti: più precisamente. il comma 15 dell'art. 2 recita:"gli obblighi di conservazione e di esibizione di documenti, per finalità anuninistrative eprobatorie, previsti dalla legislazione vigente, si intendono soddisfatti anche se realizzati mediante supporto ottico purché le procedure utilizzate siano conformi a regole tecniche dettate,..., dall'autorità per l'informatica nella pubblica amministrazione...". La legge fa quindi riferimento alla possibilità di usare l'archiviazione su supporto ottico in alternativa ad altri strumenti. Restano "in ogni caso in vigore le norme di cui al D.P.R. 30 settembre 1963, n. 1409, relative all'ordinamento e al personale degli Archivi di Stato, nonché le norme che regolano la conservazione dei documenti originali di interesse storico, artistico e culturale". Lo spirito della norma vuole tutelare i documenti di interesse storico, artistico e culturale-: per questi documenti è opportuno che vi sia, per il riversamento su supporti ottici, la preventiva autorizzazione del ministero competente. La norma, come espressamente indicato dalla commissione parlamentare, interessa sia la Pubblica Amministrazione (centrale e periferica), sia i privati., sia i rapporti che intercorrono tra questi soggetti.
8 Alla luce di queste considerazioni, l'autorità emana regole tecniche tali che sulla base di esse possano essere definite le procedure necessarie, richieste dal citato comma 15 dell'art. 2 della finanziaria. L'Autorità comunque ritiene opportuno fornire alcune indicazioni sugli aspetti che le procedure devono trattare per meglio conformarsi alle regole tecniche. Il motivo di questa scelta è scaturito dalla consapevolezza che solo una giusta integrazione tra regole tecniche e procedure può dare quelle garanzie necessarie per facilitare la diffusione dei sistemi di archiviazione ottica nella Pubblica Amministrazione e tra gli organismi privati. Il presente documento contiene le note esplicative alle regole tecniche e alle indicazioni sulle procedure che l'autorità emana per regolare il settore. L'Autorità rende pubblico ora il presente gruppo di documenti, sebbene non ancora del tutto completo, al fine di far conoscere le proprie determinazioni sull'argomento. Essa intende infatti fornire al più presto alle Amministrazioni, ai fornitori ed ai privati interessati una precisa indicazione, tra le norme esistenti, di quelle adatte a soddisfare i requisiti indicati dalla legge. con le integrazioni e le prescrizioni addizionali necessarie, anche per le modalità di definizione delle procedure. Questa scelta è fatta affinché il mercato non sia colto impreparato al momento in cui le Amministrazioni decideranno di avviare concretamente la realizzazione di sistemi di archiviazione ottica. Quanto alle tecnologie, l'autorità indica qui quelle che al momento attuale sono già sufficientemente mature per soddisfare le esigenze della Pubblica Amministrazione, per validarne poi successivamente altre quando diventeranno altrettanto mature. Le regole tecniche devono comunque rispettare le decisioni dell'unione Europea in materia, ed in particolare quella che vieta ad uno Stato membro di definire autonomamente regole tecniche diverse dalle norme europee. E' vietato, inoltre, adottare come regole tecniche specifiche proprietarie non pubblicamente disponibili e non emanate da un organismo autorizzato. D'altra parte, le norme europee in materia di supporti ottici necessarie non sono state ancora adeguate all'attuale livello di sviluppo della tecnologia, sebbene l'attività degli Enti normatori, mirata a tale adeguamento, sia tuttora in corso. Inoltre, l'art. 2 comma 15 della legge 537/93 assegna alla conservazione su supporto ottico una specificità tutta italiana, perché esso prevede esplicitamente che gli obblighi di conservazione e di esibizione a fini sia amministrativi che probatori possano essere assolti attraverso l'utilizzo del supporto ottico in sostituzione di quello cartaceo. Ciò introduce quindi una serie aggiuntiva di vincoli e di limitazioni all'uso della tecnologia che riducono ulteriormente lo spettro della normativa europea disponibile. L'Autorità, tenendo conto di queste limitazioni, provvederà ad aggiornare costantemente le attuali regole tecniche e ad emanarne delle nuove, mantenendosi sempre in linea con le normative in materia previste dall'unione Europea. 2. Le norme tecniche esistenti Tra le norme tecniche esistenti e quelle attualmente in via di definizione, sono state individuate quelle che l'autorità ritiene che siano adatte alla Pubblica Amministrazione Italiana. Nel seguito di questo documento sono riportate le considerazioni e le esigenze in base alle quali sono state effettuate le scelte. È da notare che alcune norme del settore sono caratterizzate da molti parametri: è quindi in ogni caso necessario selezionarne alcuni per i quali fissare i valori da adottare. L'Autorità ritiene che sia più conveniente non fare subito tutte le scelte, ma, nel tempo, procedere a una loro graduale selezione e/o riduzione, stringendo, ad esempio, i campi di variabilità ammessi per i relativi parametri. Per una efficiente introduzione dei sistemi di archiviazione su supporto ottico occorrono anche le norme relative ad alcuni aspetti complementari: ad esempio, per la codifica dei caratteri del testo e di controllo, per il compattamento dei testi, per la scansione dei documenti, per la crittografia, eccetera. È poi anche da notare che esistono numerose tecnologie per la realizzazione di sistemi di archiviazione su supporti ottici, che differiscono principalmente, ai fini di quanto qui trattato, perché per alcune tecnologie la caratteristica di non riscrivibilità è dovuta alla irreversibilità del processo fisico che "scrive" sul disco. Al contrario, per altre tecnologie il procedimento fisico di scrittura sul disco è di per sé reversibile, nel senso che, fisicamente, il disco può essere
9 riscritto più volte (per alcune tecnologie, la riscritturazione è possibile molte volte, per altre solo poche volte). Tra le tecnologie, riscrivibili, per quella magneto ottica esistono sistemi di lettura/scrittura opportuni., in grado di trattare il supporto come se fosse WORM, impedendo la riscrittura su campi già utilizzati dall'utente. Questi dischi sono formattabili con la perdita sia dei dati che della caratteristica di essere usati successivamente come WORM. È infine da notare che, fino all'entrata in vigore dell'art. 2 comma 15 della legge 537/93, l'uso di dischi ottici non sostituiva la conservazione cartacea e non aveva valore né amministrativo né probatorio, che restava unicamente affidato alla conservazione degli originali cartacei: i sistemi a disco ottico erano utilizzati solo per ragioni di efficienza nella gestione di grandi quantità di documenti cartacei. Ed è tuttora così in molti Paesi dove l'uso di dischi ottici è ampiamente diffuso, ma con la sola finalità della gestione, senza sostituzione dei documenti cartacei. 3. Finalità ed esigenze degli utenti Dalla lettura dell'art. 2 comma 15 della legge 537/93 si deduce che la finalità dell'uso dei dischi ottici è duplice: da un lato deve permettere la conservazione (e quindi la leggibilità) a lungo termine dei documenti, dall'altro, deve rendere possibile l'esibizione, e quindi lo scambio di documenti tra soggetti diversi, con valore amministrativo e probatorio. Ai fini degli scambi occorre quindi garantire la più ampia possibilità di leggere il disco fisico anche con sistemi diversi da quello che li ha scritti, occorre cioè la massima compatibilità tra i vari sistemi di lettura e di scrittura. Ai fini della conservazione a lungo termine occorre anzitutto la garanzia della possibilità della conservazione fisica del disco per un tempo adeguato, e in secondo luogo la garanzia della compatibilità, oltre che con tutti i sistemi di lettura attuali, anche con quelli futuri, per un tempo adeguato. È insomma quindi necessario mirare alla leggibilità "universale" del disco fisico. Nei paragrafi successivi si esamineranno quindi più attentamente le finalità e le conseguenti esigenze della Pubblica Amministrazione legate all'obbiettivo fissato dal comma 15, che indica gli archivi ottici come sostitutivi di quelli cartacei, al fine di distruggere questi ultimi dopo il loro trasferimento sull'archivio ottico: da esse derivano le regole tecniche dettate dall'autorità. 3.1 La sicurezza Occorre la massima garanzia della non alterabilità del dati memorizzati sul supporto e comunque una adeguata possibilità di rilevare se è avvenuta una loro manomissione. La sicurezza è garantita al livello richiesto solo se tutto il processo di cattura, archiviazione, conservazione e riproduzione, sia negli aspetti tecnici che procedurali, è controllato allo stesso livello. Questo orientamento espresso in sede di normalizzazione internazionale, è pienamente condivisibile: attualmente tutto il processo di registrazione è allo studio del comitato ISO/TC 171/WG 7; sicuramente quando questa commissione avrà completato i suoi lavori vi saranno nuovi spunti di riflessione ed aggiornamenti delle regole tecniche anche da parte dell'autorità. Nell'attesa che queste norme internazionali siano emanate, è doveroso per l'autorità evidenziare che i livelli di sicurezza offerti dalle varie tipologie di tecnologie sono diversi. Le tecnologie irreversibili offrono intrinsecamente garanzie maggiori di quelle reversibili. Infatti, nel caso delle tecnologie reversibili, l'impossibilità di riscrittura del disco è garantita solo dal fatto che i programmi contenuti nel sistema di scrittura riconoscono le indicazioni presenti sul disco e non scrivono su zone già scritte in precedenza: la sicurezza è quindi legata alla conseguente grande difficoltà che si incontrerebbe nel tentare di modificare quei programmi. Ma ciò non è sufficiente per le esigenze della Pubblica Amministrazione, perché ciò potrebbe infatti al più garantire che gli operatori locali non sarebbero in grado di alterare il contenuto dei dischi, ma non sarebbe sufficiente a garantire, specialmente dopo un lunghissimo tempo di conservazione, che il disco non sia mai stato asportato e portato all'esterno dove invece organizzazioni interessate, ad esempio quelle criminose, potrebbero creare un centro di scrittura dotato dei programmi necessari per l'alterazione dei contenuto del dischi ottici reversibili.
10 Altro punto debole della tecnologia M.O. è la suscettibilità ai campi magnetici,. che possono determinare la perdita completa delle informazioni memorizzate. Per la protezione contro la copiatura e riscrittura totale (con eventuale alterazione dolosa del suo contenuto) su un altro disco ottico è poi necessaria l'identificazione fisica del singolo disco fisico. Per la protezione contro le riscritture parziali sullo stesso disco è poi anche necessario che il sistema di lettura permetta di leggere sempre tutte le tracce, anche quelle cancellate (nel caso sia necessario sostituire un documento, poiché il disco è non riscrivibile, il sistema scrive in un'area diversa la nuova versione del documento, lascia dove stava la vecchia versione e, nell'indice del disco, sostituisce i puntatori alla vecchia versione con nuovi puntatori alla nuova versione). È poi da prevedere anche la possibilità di avere un resoconto delle parti non ancora utilizzate presenti sul disco. Per ragioni di riservatezza deve essere ammesso l'uso della crittografia nella conservazione delle informazioni su disco: ma in tal caso occorre che l'algoritmo di crittografia sia normalizzato e che sia regolamentata anche la procedura di formazione e di conservazione (e la relativa responsabilità) delle parole chiave. Devono essere ammessi anche i meccanismi di firma elettronica, regolamentando la pubblicità degli strumenti (ad esempio, delle chiavi) per il riconoscimento della firma. È infine opportuno valutare l' utilità di disporre l'esecuzione di adeguate copie di riserva del disco. 3.2 La conservazione Le esigenze di conservazione richiedono che venga garantita, sia al momento della registrazione che nel futuro: la fedeltà all'immagine originale del documento; la sua leggibilità; la sua duplicabilità; la resistenza a tentativi di alterazione; la stabilità nel tempo del supporto in condizioni normali di conservazione. Per la conservazione fisica e per la stabilità del supporto ottico devono essere rese note dal fornitore e garantite dall'amministrazione le condizioni ottimali. Se il documento era inizialmente su carta, per poterlo archiviare si deve procedere alla sua lettura per punti, ad esempio con un meccanismo a scansione ("scanner"), e alla memorizzazione del risultato così prodotto sul disco ottico. Per ovvie ragioni di risparmio di spazio è in questo caso necessario l'uso anche di un meccanismo di compressione che deve quindi essere normalizzato. Se il documento era inizialmente un "file" prodotto da un elaboratore di testi, si può procedere come sopra, producendo prima un'immagine di stampa e archiviandola poi come se essa provenisse da un meccanismo di scansione. Ma è anche possibile accettare che la conservazione (e la conseguente eventuale esibizione) non avvenga necessariamente a livello di immagine grafica ma che possa avvenire mediante conservazione del file (e quindi mediante la produzione della sua immagine di stampa solo al momento dell'esibizione). In questo caso, però, l'aspetto grafico del documento non è determinato a priori, ma dipende dagli apparati fisici e dai programmi usati per la stampa, e potrà quindi variare con essi. Non è quindi garantita, ai fini dell'esibizione, l'unicità dell'immagine che si ricaverà dal disco ottico, perché essa dipenderà da come verrà prodotta l'immagine grafica al momento dell'esibizione. Se si desidera ottenere l'unicità dell'immagine, le procedure devono imporre che insieme alla conservazione del file avvenga anche la conservazione delle informazioni relative alla produzione della stampa. Si noti che anche nel caso precedente (memorizzazione dell'immagine) è possibile, con un riconoscitore di caratteri, passare al "file" e quindi successivamente ad un testo identico come contenuto ma con una immagine di stampa che potrà essere diversa. L'Autorità ritiene che dovranno essere ammesse entrambe le possibilità, anche per rendere possibile la conservazione di documenti contenenti simultaneamente immagini, piante, disegni, ecc., e per la conservazione di modulistica. Potrebbe risultare necessario per il corretto svolgimento delle procedure assicurare una conservazione stabile nel tempo di copie di riferimento di processi automatici normalizzati per
11 la stampa, per la compressione, per la crittografia, ecc.: in tal caso si potrebbe assegnare ad un opportuno organismo (la "Conservatoria dei programmi e dei processi campione") il compito di fungere da depositario e da conservatore ai fini delle esigenze della Pubblica Amministrazione. Questo compito potrebbe essere svolto dal Ministero del Beni Culturali. I tempi di conservazione dei documenti cartacei (e quindi anche di quelli su disco ottico) sono stabiliti dalla normativa vigente, l'amministrazione archivistica, per i documenti a conservazione illimitata da versare agli Archivi di Stato o sottoposti alla vigilanza delle Soprintendenze Archivistiche, indicherà modalità e tempi di versamento. 3.3 L'esibizione L'esibizione di un documento memorizzato su supporto ottico può avvenire in vari "modi", tra i quali sono qui stati considerati i seguenti,. 1. esibendo il disco su cui è conservato il documento da esibire; 2. esibendo un disco ottico su cui è stato copiato Il solo documento da esibire; 3. mediante trasmissione via rete del documento da esibire; 4. esibendo una copia su carta del documento da esibire; 5 mediante sopralluogo dell'ente verso cui si deve esibire nel luogo in cui sono conservati i dischi ottici dell'esibente. Tutti i modi esposti richiedono la attenta definizione di opportune procedure, mentre il solo modo 3 richiede anche la definizione di opportune regole tecniche. 3.4 Il ritrovamento delle informazioni Sul disco devono essere conservate anche le informazioni generali relative al disco, al suo contenuto, alle modalità con cui esso è stato riempito, in particolare quelle relative alla compressione e alla eventuale crittografia, al soggetto che lo ha riempito (come ente e come persona), alla data di inizio dell'archiviazione e alla data di fine, ecc. Le regole tecniche normalizzano quindi la posizione, il formato, la struttura e il contenuto di queste informazioni. Sullo stesso disco devono poi essere conservate anche le informazioni che permettono il ritrovamento, nella loro completezza, dei documenti archiviati anche a grande distanza di tempo e anche da persone diverse da quelle che hanno proceduto all'archiviazione: occorre definire sia le relative regole tecniche per la memorizzazione di queste informazioni, sia le procedure per il loro uso. Per una corretta archiviazione dei documenti memorizzati su supporto ottico e per renderne possibile l'accesso in qualunque tempo e da qualunque fruitore, è opportuno: - attribuire ad ogni documento un codice di identificazione (ARC: "archive reference code"); - mantenere l'eventuale nesso amministrativo che intercorre fra i documenti stessi; - disegnare, nel caso di archivi complessi, una struttura dell'archivio rispondente alle funzioni dell'amministrazione, che consenta di dare ai singoli documenti una collocazione logica all'interno dell'archivio stesso. Allo stato attuale della tecnologia non è conveniente che il disco ottico avente finalità probatorie venga usato anche come disco di lavoro, e non è d'altra parte questo l'obbiettivo delle presenti regole tecniche: se è necessario usare frequentemente le informazioni contenute sul disco ottico, occorre valutare se conviene farne una copia di lavoro su altro tipo di disco, ad esempio, magnetico. In tal caso devono essere definite le procedure che regolino le modalità, e in particolare la correttezza e la sicurezza, di queste operazioni. Le finalità e le esigenze sopra descritte mettono in evidenza la necessità di due caratteristiche fondamentali che il disco deve comunque avere ai fini amministrativi e probatori (e che possono non essere necessarie ad altri fini): deve essere stabile nel tempo e non deve essere riscrivibile. La definizione delle regole tecniche relative all'archiviazione ottica è scaturita tenendo in dovuto conto l'attività di uno specifico gruppo di lavoro, composto da esponenti della Pubblica Amministrazione e da organismi di normazione, e con molte audizioni di enti privati e pubblici interessati all'argomento.
NOTE ESPLICATIVE DELLE REGOLE TECNICHE PER LA RIPRODUZIONE E CONSERVAZIONE DEI DOCUMENTI SU SUPPORTO OTTICO
NOTE ESPLICATIVE DELLE REGOLE TECNICHE PER LA RIPRODUZIONE E CONSERVAZIONE DEI DOCUMENTI SU SUPPORTO OTTICO deliberazione 13 dicembre 2001, n. 42, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana
NOTE ESPLICATIVE DELLE REGOLE TECNICHE PER LA RIPRODUZIONE E CONSERVAZIONE DEI DOCUMENTI SU SUPPORTO OTTICO Premessa Come è ben noto la prima applicazione della deliberazione AIPA n. 42/2001, inerente