Source: https://www.mysolution.it/fisco/informazioni/notizie-del-giorno/?date=09-08-2019
Timestamp: 2019-08-18 07:50:52+00:00
Document Index: 65971768

Matched Legal Cases: ['art. 46', 'art. 91', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 60', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2426', 'art. 1243', 'art. 69', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 1174', 'art. 9', 'art. 4']

Notizie del 9 agosto 2019
Zona Franca Urbana Centro Italia, approvato l'elenco dei soggetti ammessi
È stato approvato e pubblicato dal Ministero dello Sviluppo economico il decreto contenente l'elenco dei soggetti ammessi alle agevolazioni riconosciute nell'ambito della Zona Franca Urbana Sisma Centro Italia. Al riguardo si ricorda quanto segue:
detta zona franca fu istituita dall'art. 46 del D.L. 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modifiche dalla Legge 21 giugno 2017, n. 96;
le agevolazioni in esame sono destinate sia alle imprese, sia ai titolari di reddito di lavoro autonomo;
possono presentare la domanda di accesso all'incentivo le imprese in possesso dei seguenti requisiti:
per le imprese iscritte al Registro delle imprese:
presenza di una o più unità produttive ubicate in una o più delle province interessate dalla misura;
per le imprese non iscritte:
luogo dell'esercizio dell'attività di impresa in una o più di tali province;
operatività nei territori delle province antecedente al 24 febbraio 2016, fatta eccezione per le imprese della provincia di Ancona (le quali devono risultare operanti nei territori antecedentemente al 26 aprile 2016), e per quelle della provincia di Pescara (che devono risultare operanti nei territori prima del 18 luglio 2016);
tra le condizioni imposte dalla norma per poter accedere agli incentivi in esame, si segnala anche l'obbligo di produrre - entro il 30 dicembre 2017 - la certificazione antimafia (per effetto di quanto dispone la Nota 23 novembre 2017, ai sensi dell'art. 91 del D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159);
con la Circolare 6 giugno 2019, n. 243317 , inoltre, il Ministero dello Sviluppo economico ha fornito chiarimenti in merito alle modalità di fruizione delle esenzioni fiscali e contributive, nonché alle modalità e ai termini di presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni in favore delle imprese e dei titolari di reddito di lavoro autonomo localizzati nella predetta zona franca. In particolare, sono stati precisati:
D. Dirett. 7 agosto 2019
Voucher per la digitalizzazione, pubblicato l'elenco delle imprese decadute
Approvato dal Mise il decreto contenente l'elenco - consultabile per regione - delle imprese decadute dal voucher per la digitalizzazione delle Pmi.
L'agevolazione, introdotta dal D.M. 23 settembre 2014, prevede che ciascuna impresa possa usufruire di un unico voucher, di importo non superiore a 10mila euro, destinati a coprire non più del 50 per cento delle spese ammissibili. Al riguardo si precisa inoltre quanto segue:
nell'ambito del “miglioramento dell’efficienza aziendale” (di cui all'art. 2, comma 2, lettera a), del D.M. 23 settembre 2014) sono ammissibili:
le spese per l’acquisto di hardware, software e servizi di consulenza specialistica finalizzati alla digitalizzazione dei processi aziendali; ne deriva che in merito alle componenti hardware e software sono ammesse tutte le strumentazioni tecniche ed informatiche basate su tecnologie digitali “che complessivamente considerate sono in grado di assicurare un miglioramento dell’efficienza aziendale” (come ad esempio computer e relative periferiche, tablet e smartphone);
le attrezzature il cui utilizzo è basato su un software dedicato che permette la digitalizzazione del processo produttivo;
per quanto attiene invece all'ambito di attività “sviluppo di soluzioni di e-commerce” (art. 2, comma 2, lettera c), del citato D.M. 23 settembre 2014), le spese per l’acquisto di hardware, software e servizi di consulenza specialistica strettamente finalizzati allo sviluppo di soluzioni di e-commerce, sono ammissibili solo se dirette allo sviluppo - e quindi alla creazione o al miglioramento - di soluzioni che consentano lo svolgimento di transazioni commerciali tramite internet finalizzate alla vendita di beni o servizi,
l'omessa indicazione - nel bonifico effettuato dall’impresa beneficiaria, per il pagamento dei titoli di spesa ai sensi dell’art. 7, comma 1 , lettera a) del D.M. 24 ottobre 2017 - della causale “Bene acquistato ai sensi del Decreto MISE 23 Settembre 2014” può comportare la revoca delle agevolazioni concesse qualora non permetta la piena tracciabilità e riconducibilità del pagamento al titolo di spesa cui si riferisce;
non sono ammessi i progetti di digitalizzazione e ammodernamento tecnologico che presentano esclusivamente spese riconducibili ai servizi di formazione qualificata di cui all’art. 2, comma 2, lettera f), del citato D.M. 23 settembre 2014: le spese in esame, infatti, sono ammissibili solo se strettamente correlate ai servizi e alle soluzioni informatiche riferiti agli ambiti di intervento di cui al predetto comma 2, lettere a), b), c), d) ed e).
Scheda informativa Voucher digitalizzazione PMI
Variazione in aumento per la distribuzione di riserva in sospensione d’imposta senza affrancamento
Con la Risposta all'istanza di interpello 8 agosto 2019, n. 332, l'Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito al regime tributario applicabile ai soci, titolari di partecipazioni qualificate, i quali nel periodo d’imposta 2018 hanno percepito somme derivanti dalla distribuzione parziale della riserva di rivalutazione iscritta in bilancio ai sensi dell’art. 15, commi da 16 a 23, del D.L. 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modifiche dalla Legge 28 gennaio 2009, n. 2 (riserva che accoglie il saldo attivo della rivalutazione ai fini fiscali di immobili strumentali di proprietà della società e che non è stata oggetto di affrancamento).
Nella fattispecie sottoposta all'esame dell'Agenzia delle Entrate, in particolare, la società aveva proceduto alla rivalutazione di un immobile strumentale pagando la relativa imposta sostitutiva per il riconoscimento fiscale dei maggiori valori iscritti in bilancio, senza peraltro avvalersi della facoltà di affrancare il saldo attivo di rivalutazione. Nel corso dell’esercizio 2018, la società aveva inoltre distribuito parte della riserva di rivalutazione ai due soci, entrambi titolari di partecipazioni qualificate.
Con la citata Risposta all'istanza di interpello, l'Agenzia ha precisato che nella situazione prospettata la società, in caso di distribuzione (anche parziale) della riserva in sospensione d’imposta non oggetto di affrancamento, deve:
nella propria dichiarazione dei redditi, effettuare una variazione in aumento;
assoggettare il maggior imponibile all’aliquota prevista nel momento in cui si verifica il presupposto impositivo (in capo alla stessa società).
Di conseguenza, ai fini fiscali la riserva in sospensione d’imposta si considera formata con utili prodotti nel medesimo periodo d’imposta e la società applicherà un’aliquota del 24 per cento sul maggior reddito determinato per effetto del verificarsi del presupposto impositivo nel corso del periodo d’imposta 2018 (gli utili distribuiti, infatti, si considerano formati in tale periodo d'imposta).
Risposta a istanza di interpello 8 agosto 2019, n. 332
Distribuzione ai soci della riserva
NEWS - DECRETO "CRESCITA"
Stabilite le modalità di accesso al fondo per i mancati pagamenti (accessibile anche ai professionisti)
Il Ministero dello Sviluppo economico ha emanato una circolare contenente una serie di chiarimenti sul fondo per le vittime di mancati pagamenti, istituito ai sensi dell'art. 1 della Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di Stabilità 2016), come modificato dal decreto “Crescita” (D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito con modifiche dalla Legge 28 giugno 2019, n. 58).
le Pmi sono tenute a presentare la domanda tramite l'apposita procedura informatica. Il rappresentante legale dell'azienda previo accesso alla procedura tramite la Carta nazionale dei servizi (CNS), può anche delegare a terzi tale adempimento. L'istanza (e i relativi allegati) sono firmati digitalmente dal soggetto che compila e presenta la domanda. La domanda, infine, dev'essere redatta in formato digitale in forma di DSAN secondo lo schema reperibile al seguente indirizzo: https://www.mise.gov.it/images/stories/documenti/Allegato_n.1-Domanda.pdf;
i professionisti inviano la domanda utilizzando il modello reperibile al seguente indirizzo: https://www.mise.gov.it/images/stories/documenti/Allegato_n.1-Domanda.pdf, all’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC): fondovmp@pec.mise.gov.it. I professionisti iscritti agli ordini professionali allegano alla domanda una DSAN attestante l’iscrizione all’ordine professionale, mentre quelli non iscritti a un ordine professionale allegano alla domanda l’attestazione rilasciata ai sensi della Legge 14 gennaio 2013, n. 4.
Si ricorda che con la Circolare 20 luglio 2017, n. 3203, il Ministero dello Sviluppo Economico aveva fornito ulteriori chiarimenti in merito alla disciplina del Fondo per il credito a favore delle aziende vittime di mancati pagamenti, alla luce delle novità apportate dall'art. 60-bis della “Manovra correttiva” (D.L. 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modifiche dalla Legge 21 giugno 2017, n. 96).
Modificando l'art. 1, comma 200, della citata Legge n. 208/2015, è stato infatti previsto che, per accedere al Fondo, le imprese richiedenti vittime dei mancati pagamenti per truffa, insolvenza fraudolenta, estorsione e false comunicazioni sociali devono risultare parti offese in un procedimento penale a carico delle imprese debitrici denunciate, che sia in corso - nei diversi gradi di giudizio - alla data di presentazione della domanda di finanziamento agevolato al Ministero.
Circolare 7 agosto 2019, n. 312471
NEWS - IMPOSTE DIRETTE, INDIRETTE
Regime forfetario, per verificare la sussistenza di cause ostative rilevano le attività effettivamente svolte
Ai sensi dell'art. 1, comma 57, lettera d), della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015) - nel testo risultante a seguito delle modifiche apportate dalla Legge di Bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145) - non possono applicare il regime forfetario gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che controllano - direttamente o indirettamente - società a responsabilità limitata, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dai medesimi esercenti attività d’impresa, arti o professioni.
In più occasioni l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che tale causa ostativa non risulta integrata qualora le attività effettivamente esercitate dalla persona fisica e dalla società indirettamente controllata siano riconducibili a due sezioni ATECO differenti (a tal fine si richiama, ad esempio, la Risposta all'istanza di interpello 13 maggio 2019, n. 137).
Ora, con la Risposta 8 agosto 2019, n. 334, è stato peraltro sottolineato che “occorre avere in ogni caso riguardo alle attività effettivamente svolte in concreto dal contribuente e dalla società a responsabilità limitata controllata, indipendentemente dai codici ATECO 2007 dichiarati, per valutarne la correlazione”. In materia è stato inoltre affermato che:
affinché operi detta causa ostativa è necessaria la compresenza:
del controllo diretto o indiretto di società a responsabilità limitata;
dell’esercizio da parte della stessa di attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni. In assenza di una di tali condizioni, la causa ostativa non opera e il contribuente può applicare o permanere nel regime forfetario (Circolare Agenzia Entrate 10 aprile 2019, n. 9/E);
ai fini della verifica della sussistenza di una causa ostativa al regime forfetario, rileva l’anno di applicazione del regime e non l’anno precedente e nel caso in cui venga accertata, la decadenza scatterà nel 2020 (risposta fornita dalle Entrate all'istanza di interpello n. 133 del 30 aprile 2019);
può applicare il regime forfettario a decorrere dal 2019 il contribuente che nel 2018 era in regime semplificato (in quanto non in possesso dei requisiti necessari ai fini dell’applicazione del regime medesimo), qualora vengano meno le cause di esclusione.
Risposta a istanza di interpello 8 agosto 2019, n. 334
NEWS - PRINCIPI CONTABILI
NPL in bilancio al valore di presumibile realizzo
La gestione degli NPL (cioè dei crediti deteriorati vantati dalle banche o da altri intermediari finanziari) rappresenta una fetta di mercato sempre più significativa e “alle prese con una costante ricerca di professionalità altamente specializzate, sia nella competenza legale ma anche nel profilo tecnico-economico”: è quanto emerge da un documento - intitolato “Non Performing Loans - NPL” - del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Sotto il profilo contabile, il documento precisa che:
tali crediti, se iscritti nell'attivo circolante devono essere rilevati “tenuto conto (...) del valore di presumibile realizzo” e, relativamente al fattore temporale, secondo il criterio del costo ammortizzato (art. 2426, comma 1, n. 8), del codice civile). Detta regola incontra una deroga qualora il criterio indicato possa non essere applicato, come avviene per i bilanci abbreviati e quelli delle micro-imprese, e in generale qualora gli effetti dell'impiego del medesimo criterio siano irrilevanti rispetto al valore dei crediti (come avviene ad esempio per i crediti a breve termine);
per effetto della iscrizione di tale tipologia di crediti secondo il loro presumibile valore di realizzazione, nel caso in cui sorgano fondati dubbi sulla loro certezza, liquidità ed esigibilità, il loro valore nominale dovrà essere diminuito in misura adeguata. A tal fine è stato anche sottolineato che alla svalutazione in esame si potrà procedere anche più volte, qualora opportuno, attraverso la decurtazione del valore nominale del credito, oppure tramite uno stanziamento adeguato all'apposito fondo rischi;
in materia sono applicabili gli Ias/Ifrs, tra cui soprattutto l'Ifrs 9 (Financial Instruments), nella nuova versione del luglio 2014 (recepita con il Regolamento Ue 22 novembre 2016, n. 2016/2067). Al riguardo, il documento in esame rileva che l'Ifrs, in continuità con lo Ias 39, prevede determinati criteri di iscrizione dell'attività finanziaria qualora al momento della rilevazione contabile iniziale il fair value della medesima differisca dal prezzo dell'operazione.
Documento 8 agosto 2019: Non Performing Loans - NPL
NEWS - CHIUSURA ESTIVA
Vi informiamo che il servizio Quotidiano MySolution riprenderà il 29 agosto 2019 con la rassegna delle più importanti novità intervenute nel mese di agosto, al fine di assicurarvi un completo aggiornamento per la ripresa della vostra attività professionale.
Inoltre, il Servizio Quesiti sarà sospeso fino al 1° settembre. Pertanto i quesiti inviati dal 10 agosto verranno presi in carico dagli autori il prossimo 2 settembre.
Gli uffici resteranno chiusi dal 12 al 26 agosto.
Per problemi di assistenza durante il periodo di chiusura potete inviare una mail ad assistenza@cesimultimedia.it.
Lo Staff di MySolution vi augura Buona Vacanze!
La compensazione opera anche per i crediti vantati dal Fisco nei confronti del contribuente
Qualora il contribuente agisca in giudizio per ottenere il rimborso di un proprio credito d'imposta, l'Amministrazione finanziaria è legittimata ad opporre in compensazione - ai sensi dell'art. 1243 del codice civile - i propri crediti certi, liquidi ed esigibili: lo ha affermato la quinta sezione tributaria della Corte di Cassazione con l'ordinanza 10 aprile 2019, n. 21082, depositata lo scorso 7 agosto.
Tale principio si fonda sulla considerazione che l'istituto della compensazione legale e giudiziale (disciplinato dalla citata norma codicistica) opera al di fuori di ogni potere eccezionale di autotutela riconosciuto alla Pubblica Amministrazione, poiché consente a qualunque soggetto - compresa l'Amministrazione finanziaria - chiamato in giudizio per il pagamento di un credito, di opporre a propria volta in compensazione l'esistenza di un proprio controcredito anch'esso certo, liquido ed esigibile. Di conseguenza la Commissione tributaria, verificata la sussistenza dei requisiti del controcredito opposto, dichiara l'estinzione (totale o parziale) del credito principale per compensazione legale (in tal senso si richiama la pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione n. 23225/2016).
Con la richiamata ordinanza n. 21082/2019, inoltre, i giudici di legittimità si sono soffermati anche sull'istituto del “fermo di pagamento” previsto dall'art. 69, ultimo comma, del Regio Decreto 18 novembre 1923, n. 2440, che consente a un'Amministrazione dello Stato che vanti un credito verso soggetti aventi diritto a somme di denaro dovute da altre Amministrazioni, di chiedere ed ottenere la sospensione del pagamento spettante al creditore della Pubblica Amministrazione. Per la Suprema Corte, “si tratta di uno strumento eccezionalmente attribuito all'amministrazione obbligata, atto a differire in via provvisoria il soddisfacimento di un credito liquido ed esigibile, comportante l'affievolimento sia pure temporaneo del diritto di credito del privato.
Da tali caratteristiche dell'istituto discende che il 'fermo', cioè la sospensione del pagamento delle somme dovute dall'Amministrazione non può prescindere dalla adozione di un provvedimento formale, emesso nell'esercizio di un potere discrezionale dall'autorità competente e dotato dei requisiti prescritti dalla legge" (in tal senso si richiama la pronuncia n. 23601/2011).
Ordinanza 7 agosto 2019, n. 21082
Compensazione anche per i crediti vantati dal Fisco
In arrivo controlli per le società con incoerenze tra disponibilità finanziarie e fatturato per gli anni 2016 e 2017
E' stato emanato ieri unprovvedimento direttoriale che – in attuazione dell’art. 11, comma 4, del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modifiche dalla Legge 22 dicembre 2011, n. 214 – dispone l'avvio della fase di sperimentazione di una procedura di analisi del rischio di evasione per le società basata sull’utilizzo integrato delle informazioni comunicate dagli operatori all’Archivio dei rapporti finanziari e degli altri elementi presenti in Anagrafe tributaria.
Il provvedimento, in particolare, dispone quanto segue:
sono interessati da tale attività di verifica le società (di persone e di capitali) per le quali emerge un’incoerenza tra le disponibilità finanziarie risultanti dalle informazioni comunicate all’Archivio dei rapporti finanziari e i ricavi/volume d’affari – oltre l’Iva – dichiarati per gli anni 2016 e 2017;
a tal fine, la Divisione Contribuenti trasmette alle Direzioni regionali e alle Direzioni provinciali - tramite un apposito applicativo informatico - l’elenco delle posizioni di competenza;
per ciascuna posizione segnalata, sono comunicati:
- i dati relativi alla numerosità dei conti correnti e al totale aggregato dei saldi e dei movimenti dei rapporti finanziari;
- gli ulteriori elementi significativi presenti in Anagrafe tributaria;
le singole Direzioni provinciali valuteranno le posizioni comunicate ai fini dell'avvio delle attività di controllo.
l’art. 11, commi 2 e 3, del citato D.L. n. 201/2011, ha introdotto l’obbligo per gli operatori finanziari di comunicare all’Archivio dei rapporti finanziari (previsto dall’art. 7, comma 6, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 605) le movimentazioni che hanno interessato i rapporti finanziari ed ogni informazione relativa ai predetti rapporti necessaria ai fini dei controlli fiscali;
ai sensi del successivo quarto comma della norma, le informazioni comunicate all’Archivio dei rapporti finanziari sono utilizzate dall’Agenzia delle Entrate per le analisi del rischio di evasione.
Provvedimento 8 agosto 2019, n. 669173
Leggi anche Italia Oggi, Indagini finanziarie 2.0, di Andrea Bongi
NEWS - ADEMPIMENTI
Il 31 agosto termina la sospensione feriale dei termini
Il prossimo 31 agosto terminerà il periodo di sospensione - iniziato il 1° agosto - dei termini relativi al processo civile, amministrativo e tributario.
In materia si rinvia all'art. 1, comma 1, della Legge 7 ottobre 1969, n. 742 e all'art. 7-quater, commi 16 , 17 e 18 , della Legge 22 ottobre 2016, n. 193.
Terminerà invece il 4 settembre la sospensione dei termini per la trasmissione dei documenti e delle informazioni richiesti ai contribuenti dall'Agenzia delle Entrate o da altri enti impositori, esclusi quelli relativi alle richieste effettuate nel corso delle attività di accesso, ispezione e verifica, nonché delle procedure di rimborso ai fini dell'Iva, nonché per il pagamento degli avvisi bonari.
Leggi anche la Circolare Monografica di Armando Fossi
Entro settembre l’utility per l’invio degli ANF da parte dei commercialisti
Entro fine settembre dovrebbe essere attiva l’utility per l’invio degli ANF (Assegni per i nuclei familiari) da parte dei dottori commercialisti ed esperti contabili. L’avvio del servizio è stato confermato dall’INPS alla delegazione del Consiglio nazionale dei commercialisti, guidata dal Consigliere nazionale Roberto Cunsolo, nel corso dei lavori del tavolo tecnico tra i due enti tenutosi ieri a Roma.
La conferma dell’abilitazione a questo servizio era stata fornita alla categoria con un comunicato stampa del CNDCEC del 27 maggio scorso, in seguito alle sollecitazioni formulate in tal senso dallo stesso Consiglio nazionale. Il ritardo nella partenza del servizio è giustificato dall’attesa da parte dell’Istituto del parere di fattibilità da parte del Garante della privacy.
Diversi gli aspetti legati agli ANF sui quali il Consiglio nazionale ha ricevuto chiarimenti nel corso della riunione del tavolo tecnico. I commercialisti hanno ottenuto di poter attivare un filtro sugli esiti di consultazione, di poter avere i risultati delle richieste anche in formato PDF e un alert che segnali la presenza di variazioni nelle domande già presentate.
Comunicato Stampa 8 agosto 2019
Emanate le norme di coordinamento tra l'Ifrs 16 (Leasing) e le regole sulla base imponibile Ires ed Irap
Sarà pubblicato a breve in Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale contenente alcune norme di coordinamento tra il principio Ifrs 16 (Leasing) e le regole di determinazione della base imponibile di Ires ed Irap, ai sensi dell’art. 4, comma 7-quater, del D.Lgs. 28 febbraio 2005, n. 38.
il decreto chiarisce la rilevanza fiscale delle nuove modalità di rilevazione in bilancio del leasing;
quest'ultimo è il “contratto, o parte di un contratto che, in cambio di un corrispettivo, trasferisce il diritto di utilizzo di un'attività (l'attività sottostante) per un periodo di tempo” (Ifrs 16, Appendice A);
tra le principali questioni affrontate dal decreto in esame, si segnala il coordinamento tra le norme fiscali sull'ammortamento e quanto precisato dal paragrafo 32 del citato principio contabile internazionale.
Si ricorda inoltre che il citato principio Ifrs 16 è stato approvato con il Regolamento Ue n. 2017/1986 ed è applicabile ai soggetti Ias/Ifrs “a partire dalla data di inizio del loro primo esercizio finanziario che cominci il 1° gennaio 2019 o successivamente”.
NEWS - ACCERTAMENTI
Contributi alle imprese di Parma e Sondrio
La Camera di Commercio di Sondrio ha stanziato 20mila euro da destinare alle imprese del territorio che intendano partecipare ad “Artigiano in Fiera 2019”, in programma a Rho (Mi) dal 30 novembre al 8 dicembre 2019. Al riguardo si precisa quanto segue:
alla misura possono accedere le micro, piccole e medie imprese con attività produttiva nel territorio della provincia di Sondrio;
il contributo - riconosciuto nella misura massima del 50 per cento delle spese sostenute, fino ad un importo non superiore a 1.500 euro - andrà ad abbattere i costi sostenuti per l’affitto dell’area espositiva e per l’iscrizione nel catalogo della fiera;
le domande dovranno essere presentate in via telematica alla locale Camera di Commercio, dalle ore 10 del 9 dicembre 2019 alle ore 12 del 20 gennaio 2020;
per ulteriori informazioni è possibile contattare l’Unità Operativa “Progetti di incentivazione e sostegno” (0342/527263235 - promozione@so.camcom.it) o consultare il sito camerale all’indirizzo: http://www.so.camcom.gov.it.
Scadrà invece il prossimo 31 ottobre il bando approvato dalla Camera di Commercio di Parma che riconosce contributi a fondo perduto nell'ambito dei progetti di “alternanza scuola-lavoro”. A tal fine sono stati stanziati complessivamente 35mila euro, da destinare alle imprese che realizzano percorsi di stage in Alternanza Scuola Lavoro (ASL) nella sede o in unità locali dell'impresa.
Comunicato Stampa 6 agosto 2019
NEWS - CODICE CIVILE
Contrasto giurisprudenziale sulla forma richiesta per il patto fiduciario concernente diritti reali immobiliari
Con l'ordinanza interlocutoria 5 agosto 2019, n. 20934, la seconda sezione civile della Corte di Cassazione ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, ai fini della composizione di un contrasto giurisprudenziale emerso in merito alle seguenti questioni:
se il patto fiduciario concernente diritti reali immobiliari può risultare da una dichiarazione unilaterale del fiduciario;
in questo secondo caso, quali requisiti deve possedere tale dichiarazione unilaterale per poter integrare gli estremi dell’atto scritto in presenza della volontà del fiduciante di avvalersene (anche in giudizio).
Gli Ermellini ricordano che attraverso il negozio fiduciario, la proprietà di un bene viene trasferita da un soggetto a un altro con l'intesa (pactum fiduciae) che il secondo - dopo essersene servito per un determinato scopo - lo ritrasferisca al fiduciante, oppure un determinato bene viene acquistato dal fiduciario con denaro fornito dal fiduciante, al quale il bene dovrà successivamente essere trasferito. Al riguardo si registrano due indirizzi giurisprudenziali:
secondo una prima tesi, il patto fiduciario concernente diritti reali immobiliari dev'essere redatto per iscritto, a pena di nullità (cfr., per tutte, Cass. 25 maggio 2017, n. 13216);
un altro orientamento espresso dalla giurisprudenza di legittimità, invece, ritiene che possa sussistere un patto fiduciario concluso oralmente (Cass. 15 maggio 2014, n. 10633).
In tale contesto, inoltre, sono state sostenute le seguenti teorie:
la dichiarazione con la quale il fiduciario si impegna unilateralmente al trasferimento realizza la conservazione del rapporto preesistente: si tratterebbe di un fenomeno assimilabile alla promessa di pagamento e alla ricognizione di debito;
essa può costituire un'autonoma fonte dell'obbligazione per il soggetto che la sottoscrive, qualora essa contenga la chiara enunciazione dell'impegno attuale del soggetto ad effettuare una determinata prestazione in favore di un altro soggetto, ai sensi dell'art. 1174 del codice civile;
sulla base di tale impegno unilaterale, può essere chiesta una pronuncia del giudice che faccia luogo del consenso mancante.
Ordinanza 5 agosto 2019, n. 20934
Patto fiduciario concernente diritti reali immobiliari
NEWS - TRIBUTI SPECIALI
Concessioni demaniali marittime, in arrivo un decreto
Con la Legge di Bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145) “abbiamo disposto l'estensione di quindici anni per la scadenza delle concessioni demaniali marittime ad uso turistico-ricreativo. Il percorso di riforma complessiva del settore passerà ora attraverso l'emanazione di un DPCM”: lo ha affermato nei giorni scorsi il Ministro Gian Marco Centinaio.
Inoltre, ha aggiunto che “Il fatto che l'Unione Europea, al momento, non abbia avviato nessuna procedura di infrazione, conferma la bontà delle proposte” avanzate dal Governo italiano. Al riguardo si ricorda che:
per effetto del D.M. 7 dicembre 2018, per il 2019, l'ammontare del canone annuo dovuto per le concessioni demaniali marittime dev’essere aumentato del 3,0 per cento; tale importo costituisce la base di calcolo per la determinazione del canone da applicare alle concessioni demaniali marittime:
rilasciate o rinnovate a decorrere dal 1° gennaio 2019;
in vigore, anche se rilasciate entro il 31 dicembre 2018. Il citato provvedimento precisa inoltre che:
a decorrere dal 1° gennaio 2019 la misura minima di canone di 354,01 euro - di cui all'art. 9 del D.M. 19 luglio 1989 - è fissata a 364,63 euro;
alle concessioni per le quali la misura annua dovesse risultare inferiore al previsto limite minimo, si applica la misura di 364,63 euro;
ai sensi dell'art. 4 del D.L. 5 ottobre 1993, n. 400, convertito con modifiche dalla Legge 4 dicembre 1993, n. 494 , i canoni annui relativi alle concessioni demaniali marittime sono aggiornati annualmente con decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sulla base della media degli indici determinati dall'Istat per i prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati e per i corrispondenti valori per il mercato all'ingrosso.
Concessioni demaniali balneari