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Timestamp: 2019-11-21 13:30:56+00:00
Document Index: 129908061

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 32', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 32', 'art. 32']

Costruire / Ristrutturare Casa | Comune di Norbello
Pratiche edilizie - scheda informativa
Cosa sono le pratiche edilizie
La Concessione e l’autorizzazione edilizia sono documenti rilasciati al termine di procedimenti obbligatori emessi dal Comune per autorizzare il cittadino o l’impresa allo svolgimento di attività comportanti trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio.
Qualsiasi attività che in un qualsiasi modo provochi una modificazione della situazione territoriale e degli insediamenti urbanistici ed immobiliari esistenti, secondo la specifica legislazione, comporta il rilascio di questi documenti autorizzatori. Senza pretesa di completezza, si citano le pratiche edilizie comunemente gestibili da un’amministrazione comunale.
La richiesta di concessione o di autorizzazione edilizia è normalmente composta dei seguenti atti:
a) domanda indirizzata all’autorità comunale contenente:
- generalità del richiedente;
- numero del codice fiscale - o della partita IVA nel caso si tratti di Società - del proprietario e del richiedente;
- estremi catastali e ubicazione dell'immobile sul quale si intende intervenire;
- documento comprovante la proprietà o l'altro titolo che abilita a richiedere l'atto di assenso edilizio a norma di legge;
b) progetto e planimetrie relative;
Qualora il richiedente intenda obbligarsi all'esecuzione diretta di opere di urbanizzazione, la richiesta, deve essere integrata con una dichiarazione concernente la disponibilità ad eseguire le opere sulla base di uno specifico progetto e di un apposito capitolato concordati con gli uffici tecnici comunali ed approvati dagli organi comunali competenti.
Il progetto è normalmente composto dai seguenti atti:
- estratto della mappa catastale;
- estratti degli elaborati del P.R.G. e degli eventuali strumenti urbanistici esecutivi con tutte le informazioni e le prescrizioni significative per l'area d'intervento;
- rappresentazione dello stato di fatto, costituita da una planimetria del sito d'intervento, a scala non minore di quella catastale, estesa alle aree limitrofe con specificati orientamento, toponomastica, quote altimetriche e planimetriche, manufatti ed alberature esistenti; per gli interventi su edifici esistenti, inoltre, da piante, prospetti e sezioni di rilievo dell'esistente (normalmente in diversa tipologia e scala: di solito a 1:100; 1:200 e se necessarie per la corretta descrizione dello stato di fatto, possono arrivare per i dettagli fino a 1:20 - 1:50), con specificazione delle destinazioni d'uso di ogni singolo vano, dei materiali, delle finiture, dei colori in atto con descrizione degli eventuali valori storici, artistici, architettonici, tipologici attraverso documentazione in scala appropriata e documentazione fotografica;
- specificazione delle opere di urbanizzazione primaria esistenti;
- documentazione fotografica del sito nello stato di fatto, con riferimento al contesto insediativo adiacente;
- simulazione fotografica dell'inserimento del progetto nella situazione esistente nel caso di interventi aventi forte impatto per le dimensioni proprie o per le caratteristiche storiche, artistiche o ambientali del contesto in cui si collocano;
- planimetria di progetto, alla stessa scala della rappresentazione dello stato di fatto, con l'indicazione dei limiti di proprietà, delle quote planimetriche (distanza dai confini, dagli edifici, ecc.) ed altimetriche del suolo sistemato, delle destinazioni d'uso di ogni singolo vano, degli accessi, dei tracciati delle reti infrastrutturali (acquedotto, fognatura, illuminazione, ecc.);
- piante, sezioni, prospetti (in scala 1:100; 1:200) e particolari (in scala 1:10; 1:20) idonei a rappresentare il manufatto in ogni sua parte;
gli elaborati di progetto rispondono ai seguenti requisiti:
- le piante vengono redatte per ogni piano, dall'interrato al sottotetto, con indicate le destinazioni d'uso e le dimensioni dei locali, nonché per la copertura;
- le sezioni, almeno due, indicano le altezze nette dei piani, dei parapetti, delle aperture ed i profili del terreno naturale e sistemato;
- i prospetti riportano il disegno di ogni lato dell'edificio ed i riferimenti alle sagome degli edifici contigui;
- i particolari illustrano gli eventuali elementi decorativi ed indicano i materiali, le finiture, i colori; - nel caso di interventi di ampliamento o ristrutturazione, gli elaborati riportano l'indicazione delle demolizioni, campite in colore giallo, e delle nuove opere, campite in colore rosso;
- relazione illustrativa, redatta secondo un modello allegato al regolamento, contenente gli elementi descrittivi idonei a consentire la piena comprensione del progetto e la verifica del rispetto delle disposizioni normative, nonché ad illustrare il calcolo dei volumi e delle superfici.
Il progetto deve essere integrato da eventuali ulteriori atti ed elaborati, ove prescritti da norme speciali o da leggi di settore, in dipendenza di specifiche situazioni tutelate dall'ordinamento vigente e con particolare attenzione alle disposizioni in materia di ambiente, igiene e sanità.
Tutti gli elaborati del progetto presentato devono riportare la denominazione ed il tipo dell'intervento, la firma dell'avente titolo alla richiesta, la firma ed il timbro professionale del progettista o dei progettisti.
Varianti di concessione e denunce di inizio attività (DIA)
La richiesta di variante alla concessione o alla autorizzazione edilizia segue la stessa procedura ed è corredata dalla stessa documentazione indicate ai commi precedenti: il progetto municipale deve indicare compiutamente le sole modifiche apportate rispetto all'originaria stesura.
Per i seguenti interventi, che ove rientranti e presentati al comune in forma di denuncia di Inizio Attività (DIA), devono altresì ottemperare al disposto di cui all’art. 2, comma 60 della Legge 662/96 nel testo vigente:
- opere di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo;
- recinzioni, muri di contenimento e cancellate;
- opere interne di singole unità immobiliari che non comportino modifiche della sagome e dei prospetti e non rechino pregiudizio alla statica degli immobili
- impianti tecnologici interni a volumi esistenti che si rendano indispensabili, sulla base di nuove disposizioni;
- varianti a concessioni edilizie già rilasciate che non incidano sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, che non cambino la destinazione d'uso e la categoria edilizia e non alterino la sagome e non violino le eventuali prescrizioni contenute nella concessione edilizia;
- parcheggi di pertinenza del sottosuolo del lotto su cui insiste il fabbricato.
Il Certificato di abitabilità è rivolto ad autorizzare l’agibilità e l’uso degli edifici destinati ad abitazione, nonché di tutte le opere di trasformazione del territorio destinate ad una possibile frequenza dell’uomo (negozi,industrie,uffici, etc.), normalmente per ottenerlo serve la comunicazione di fine lavori, presentata entro il termine per la conclusione dei lavori. Oltre alla richiesta di un'ulteriore concessione o autorizzazione per le opere mancanti, il titolare della concessione o dell'autorizzazione deve infatti comunicare all’ufficio tecnico comunale con atto scritto, firmato anche dal direttore dei lavori, l'ultimazione dei lavori di esecuzione dell'opera assentita. Contestualmente o successivamente, il proprietario richiede all’Autorità comunale, se dovuto, il certificato di abitabilità, usabilità e agibilità con le procedure e gli obblighi stabiliti dalle norme vigenti. La comunicazione di ultimazione dei lavori e la richiesta del certificato di abitabilità sono redatte secondo modelli standard che sovente costituiscono allegati al Regolamento Edilizio Comunale.
Il Certificato di destinazione urbanistica viene rilasciato dall’amministrazione comunale entro trenta giorni dalla richiesta e specifica le prescrizioni urbanistiche riguardanti l’area interessata, in particolare:
- Le disposizioni vigenti e quelle eventualmente in salvaguardia alle quali è assoggettato l’immobile;
- L’area urbanistica in cui è compreso l’immobile e le destinazioni d’uso ammesse;
- Le modalità d’intervento consentite;
- La capacità edificatoria consentita;
- I vincoli incidenti sull’immobile.
Il condono edilizio è uno speciale strumento normativo che permette al cittadino o all’impresa di sanare, con una sanzione onerosa, quelle eventuali situazioni pregresse di abuso edilizio, ovvero di azioni legate alla costruzione, ristrutturazione o alterazione di volumetrie e immobili avvenute senza le dovute autorizzazioni.
La possibilità di accedere al condono si applica, ai sensi della normativa attuale, alle opere abusive (ivi comprese le ristrutturazioni) che risultino ultimate entro il 31 marzo 2003 e che non abbiano comportato ampliamento del manufatto superiore al 30 per cento della volumetria della costruzione originaria o, in alternativa, un ampliamento superiore a 750 mc. e alle nuove costruzioni residenziali non superiori a 750 metri cubi per singola richiesta di titolo abilitativo edilizio in sanatoria, a condizione che la nuova costruzione non superi complessivamente i 3.000 metri cubi (vedi art. 32, comma 25 della Legge 24 novembre 2003, n. 326 - d'ora in poi denominata Legge). Sono altresì condonabili le opere di restauro e risanamento conservativo, come definite dall'art. 3, comma 1, lettera c e le opere di manutenzione straordinaria di cui all'art. 3, comma 1, lettera b del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 -Testo Unico Edilizia, modificato dal Dlgs. 301/2002, in attuazione di apposita Legge Regionale ove esistente.
Per quanto riguarda l'ammissibilità a sanatoria delle opere realizzate in aree sottoposte a vincolo, si fa riferimento all'art. 32 della Legge, commi 26, 27, 43. Per l'ammissibilità al condono delle opere eseguite su aree del demanio o patrimonio dello Stato e degli Enti pubblici territoriali (quindi, anche sulle aree di propietà comunale), si fa invece riferimento all'art. 32 della Legge, commi dal 14 al 23, 26 lettera a), 27 lettera c), 43 e alla Tabelle A e B della Legge stessa (pag.102 del Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 274 del 25 novembre 2003 - Serie generale).
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