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Timestamp: 2018-07-17 01:50:14+00:00
Document Index: 18266831

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 92', 'art. 11', 'art. 38', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 1']

17/07/2018 03:50
Ancora in tema di addebitabilità dell'IRAP
Venerdì 30 Luglio 2010 09:46
Le Sezioni Riunite della Corte dei conti, con la deliberazione nr. 33 del 2010 sembrano aver messo, almeno temporaneamente, la parola fine alla questione sulla debenza o meno dell’IRAP sul compenso incentivante ai tecnici degli enti locali; e, inoltre, su chi dovesse ricadere detto onere.
Secondo i giudici contabili (le cui decisioni, pur se autorevolissime per l’importanza dell’organo da cui proviene il parere, non sono destinate a far stato negli eventuali giudizi in corso o da instaurare tra tecnico e datore di lavoro), l’IRAP ricade sul prestatore di lavoro dato che i fondi per la progettazione (e per l’avvocatura interna) costituiscono la provvista delle risorse per far fronte agli oneri di personale.
Da un punto di vista strettamente tributario, la interpretazione del giudice contabile appare aderente al dettato normativo.
Come è noto l’IRAP, istituita con il dlgs nr. 446 del 1997 (e in vigore dall’1.1.1998) è un tributo regionale, di natura reale, e indeducibile dal reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi.
La caratteristica che qui viene in rilievo è la base imponibile, data, ex art. 4, comma 2, del dlgs citato dal valore della produzione netta proporzionalmente corrispondente all'ammontare delle retribuzioni spettanti al personale a qualunque titolo utilizzato, compresi i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.
In sostanza, con detta norma di carattere generale, il legislatore ha voluto assoggettare alla imposta tutta la retribuzione, a qualunque titolo percepita, dal lavoratore dipendente, che concorre la valore della produzione; e non vi è dubbio che anche il compenso ex art. 92, comma 5, del dlgs nr. 163 del 2006 rientra nel concetto di retribuzione, e come tale va tassato; si tratta, indubbiamente, di una disposizione penalizzante, stante anche la indeducibilità di detta imposta, ma, per quanto riguarda detti profili, si tratta di scelte di politica legislativa che non spetta né al dipendente, né all’interprete, contrastare.
In relazione alla disparità di trattamento tra il dipendente normodotato e il dipendente con handicap, per il quale si applica la deduzione di cui all’art. 11 del dlgs nr. 446, si tratta di situazioni differenti che devono trovare una soluzione differente. Quella della deduzione in relazione al soggetto disabile, infatti, trova la sua giustificazione nell’art. 38, comma 2, della Costituzione, secondo il quale i lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria, e non vi è dubbio che la disabilità rientra in una delle ipotesi previste dal legislatore costituzionale.
(consulente UNITEL)
Muro Lucano Il segretario regionale Setaro è murese
Mercoledì 28 Luglio 2010 10:52
L'Unitel si rinnova - Mariani: <<Rilanciamo i tecnici nelle amministrazioni>>
Il neo­federalismo demaniale
Giovedì 22 Luglio 2010 17:25
di Marco Catalano.
Magistrato della Corte dei conti (Procura
Regionale Campania)
Mercoledì 21 Luglio 2010 11:50
In allegato: Vol. 1° - Il mercato degli appalti
Il nuovo “Federalismo demaniale”
Mercoledì 23 Giugno 2010 08:26
Il nuovo “Federalismo demaniale” e la rilevanza degli uffici tecnici degli enti locali.
Nella G.U. nr. 134 del 10.6.2010 è stato pubblicato il dlgs nr. 85 del 2010, recante norme in materia di federalismo demaniale.
Con questa espressione si intende il fenomeno del trasferimento delle funzioni di gestione di beni, una volta appartenenti al demanio dello Stato, agli enti territoriali e locali, in ossequio al principio di sussidiarietà.
L’articolato normativo (che entrerà in vigore il 26.6.2010) entrerà a regime con i decreti ministeriali che, secondo quanto stabilito, dovranno individuare i beni da trasferire agli enti locali che potranno (anzi dovranno) trovare forme di valorizzazione dei medesimi, posto quanto dispone l’art. 2 comma 4, secondo il quale l'ente territoriale, a seguito del trasferimento, dispone del bene nell'interesse della collettività rappresentata ed e' tenuto a favorire la massima valorizzazione funzionale del bene attribuito, a vantaggio diretto o indiretto della medesima collettività territoriale rappresentata. Ciascun ente assicura l'informazione della collettività circa il processo di valorizzazione, anche tramite divulgazione sul proprio sito internet istituzionale. Ciascun ente può indire forme di consultazione popolare, anche in forma telematica, in base alle norme dei rispettivi Statuti.
Già da questa lettura è facile desumere la importanza degli uffici tecnici degli enti locali, chiamati al gravoso compito di descrizione e valorizzazione del bene trasferito.
In sostanza il legislatore statale, sull’onda di spinte non necessariamente autonomistiche, ma che hanno alla base il desiderio, da parte di comunità locali, di uno sfruttamento locale di determinati beni di carattere pubblico, ha deciso per un trasferimento agli enti territoriali e a quelli locali.
Tralasciando gli altri e rilevanti aspetti della normativa brevemente esaminata (in tema, ad esempio, di patto di stabilità interno), particolare importanza ai fini della valorizzazione e della successiva programmazione, riveste il successivo art. 5, che prevede il trasferimento di beni del demanio marittimo ed idrico, con conseguente duplice attività: a livello regionale, di programmazione; e a livello locale di valorizzazione e gestione. Sul punto si pensi, ad esempio, alla determinazione dei canoni per la concessione dei beni del demanio marittimo quali le spiagge, i cui termini di scadenza sono stati di recente (d.l. nr. 194 del 2009, art. 1, comma 18) prorogati al 31.12.2015.
Resta da verificare se gli enti locali e territoriali sapranno approfittare della occasione che viene loro fornita dalla attuazione del federalismo in materia di beni dell’ex demanio statale, sottolineandosi ancora una volta l’importanza che, nel settore, rivestirà la figura del tecnico dell’ente, chiamato, a parere dello scrivente, a dare il suo insostituibile contributo in tema di valorizzazione.
Marco Catalano, magistrato della Corte dei conti
Approvazione del Regolamento di attuazione del Codice dei Contratti
Lunedì 21 Giugno 2010 16:01
il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi, alle ore 12,30 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente, Silvio Berlusconi. Segretario, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Gianni Letta.
Sono stati poi approvati i seguenti provvedimenti: su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli:
un regolamento che contiene la disciplina esecutiva ed attuativa del Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, innovando e sostituendo molte analoghe fonti precedenti relative a contratti pubblici per lavori nei settori ordinari (anche lavori di architettura ed ingegneria, forniture ed altri servizi), nonché nei settori speciali. Con l’approvazione odierna il provvedimento termina un lungo iter istruttorio che lo ha sottoposto a pareri molteplici del Consiglio di Stato, della Conferenza unificata, dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture;
Scarica il Regolamento (Fonte Bosetti e Gatti)