Source: http://www.polieassociati.com/blog.php?news_id=260
Timestamp: 2019-02-20 17:27:02+00:00
Document Index: 20288503

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 54', 'art. 36']

Nella giornata del 27 giugno è stato pubblicato il provvedimento direttoriale n. 129515, con il quale vengono definite, tra l’altro, le informazioni messe a disposizione del soggetto passivo, nonché le modalità con le quali quest’ultimo potrà procedere a regolarizzare la propria posizione.
L’Amministrazione finanziaria, utilizzando i dati delle fatture, inviati dai titolari di partita IVA, è in grado di verificare le anomalie relative alle posizioni di chi, pur avendo trasmesso telematicamente le fatture emesse nel 2017, non ha presentato la dichiarazione IVA per la stessa annualità o si è limitato a compilare il solo quadro relativo alle informazioni e ai dati relativi all’attività (VA).
L’avviso di anomalia conterrà le seguenti informazioni:
- codice fiscale e denominazione o cognome e nome del soggetto passivo;
- numero identificativo e data della comunicazione, anno d’imposta (2017) e codice atto;
- data in cui è stata elaborata la comunicazione, nel caso in cui non sia stata inviata la dichiarazione entro la scadenza del 30 aprile 2018, ovvero
- data e protocollo telematico della dichiarazione IVA trasmessa per l’anno 2017, nell’ipotesi in cui sia stato compilato esclusivamente il quadro VA.
Come indicato al punto 4 del provvedimento, tali elementi saranno messi a disposizione della Guardia di Finanza, tramite strumenti informatici.
Le comunicazioni saranno recapitate agli indirizzi di posta elettronica certificata attivati dai soggetti passivi secondo quanto disposto dall’art. 16 commi 6 e 7 del DL 185/2008 e dall’art. 5 comma 1 del DL 179/2012 e presenti nell’indice nazionale degli indirizzi PEC delle imprese e dei professionisti.
Gli avvisi saranno altresì consultabili all’interno del proprio “Cassetto fiscale” .
Ricevuto il “promemoria” dell’Agenzia delle Entrate, il soggetto passivo, anche avvalendosi di un intermediario abilitato alla trasmissione delle dichiarazioni (ex art. 3comma 3 del DPR 322/1998), potrà richiedere ulteriori informazioni o giustificare l’anomalia riscontrata con riguardo alla propria posizione, segnalando all’Amministrazione finanziaria eventuali fatti, elementi o circostanze di cui la stessa non sia a conoscenza.
Modalità di regolarizzazione nell’ambito della “compliance”
Diversamente il soggetto passivo potrà, in caso di omessa presentazione della dichiarazione annuale IVA riferita al 2017, regolarizzare la propria posizione presentando il modello, debitamente compilato, entro 90 giorni dalla data del 30 aprile 2018 (termine prescritto per la presentazione) e versando le sanzioni in misura ridotta ai sensi di quanto previsto dall’art. 13 del DLgs. 472/97.
Se, invece, la dichiarazione IVA relativa al periodo 2017 è stata redatta con il solo quadro VA, il soggetto passivo potrà regolarizzare errori e omissioni beneficiando delle sanzioni ridotte a seguito di ravvedimento operoso.
Queste possibilità sono garantite nell’ambito delle forme di collaborazione fra contribuente e Amministrazione finanziaria (la c.d. “compliance”).
Conseguentemente, come ricordato nelle motivazioni del provvedimento, le procedure di regolarizzazione potranno essere poste in essere a prescindere dal fatto che la violazione sia stata già constatata o che siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di controllo, di cui il soggetto passivo interessato abbia già avuto formale conoscenza, a condizione che non sia già stato notificato un atto di liquidazione, irrogazione di sanzioni o accertamento o sia stata ricevuta una comunicazione di irregolarità di cui all’art. 54-bis del DPR 633/72 o di cui all’art. 36-terdel DPR 600/73.