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Timestamp: 2020-08-03 18:11:31+00:00
Document Index: 142895849

Matched Legal Cases: ['art. 380', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 59']

Sentenza Cassazione Civile n. 25973 del 16/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25973 del 16/12/2016
Cassazione civile, sez. un., 16/12/2016, (ud. 08/11/2016, dep.16/12/2016), n. 25973
sul ricorso iscritto al R.G. 26458-2015 proposto da:
F.M. e FO.Ka., rappresentate e difese, per procura
speciale a margine del controricorso, dall’Avvocato Isetta Barsanti
Mauceri;
Lazio, sez. 3 bis, iscritto al R.G. n. 10253-2015.
Uditi, per il Ministero ricorrente, dello Stato Avv. Di Matteo
Federico e, per le controricorrenti, l’Avvocato Isetta Barsanti
Generale Dott. Mario Fresa, il quale ha chiesto che le Sezioni Unite
1. – Su ricorso proposto da B.P. e altri ricorrenti nei confronti del MIUR – ricorso proposto per l’annullamento del d.m. n. 325 del 30 giugno 2015, avente ad oggetto le operazioni di aggiornamento delle graduatorie permanenti ad esaurimento 2014-2017, nella parte in cui non prevede l’inclusione in dette graduatorie per l’insegnamento nella scuola dell’infanzia e nelle scuole primarie, dei diplomati magistrali che abbiano conseguito un valido diploma presso la scuola o istituti magistrali entro l’anno 2001-2002; della circolare emessa dal MIUR – Direzione generale per i contratti, gli acquisti e per i sistemi informativi e la statistica, Ufficio 3^, prot. n. 2198 del 30 giugno 2015; nonchè, ove necessario, del D.M. n. 235 del 2014 – il Presidente del TAR Lazio, con decreto depositato il 27 agosto 2015, ha rigettato la domanda di misure cautelari monocratiche, sul rilievo che secondo la più recente giurisprudenza della sezione, nel caso di impugnativa delle graduatorie ad esaurimento, le controversie rientrano nella giurisdizione dell’AGO.
3. – Il MIUR ha quindi proposto ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione, chiedendo che queste Sezioni Unite dichiarino la giurisdizione del giudice ordinario a pronunciarsi sulle domande proposte nel giudizio pendente dinnanzi al TAR Lazio, iscritto al r.g. n. 10253/15.
Hanno resistito F.M. e Fo.Ka., chiedendo che venga dichiarata la giurisdizione del giudice amministrativo.
Le controricorrenti hanno anche depositato memoria ai sensi dell’art. 380-ter c.p.c., comma 2.
Invero, il divieto di nuovi inserimenti, già implicito nella creazione di graduatorie ad esaurimento, previste al fine di dare adeguata soluzione al fenomeno del precariato storico e di evitarne la ricostituzione, di stabilizzare e rendere più funzionali gli assetti scolastici, di attivare azioni tese ad abbassare l’età media del personale docente (L. n. 296 del 2006, art. 1, comma 605), è stato ribadito dai successivi interventi legislativi in materia (D.L. n. 70 del 2011, art. 9, comma 20, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 106 del 2011, secondo cui “a decorrere dall’anno scolastico 2011/2012, senza possibilità di ulteriori nuovi inserimenti, l’aggiornamento delle graduatorie, divenute ad esaurimento in forza della L. 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 605, lett. c, è effettuato con cadenza triennale e con possibilità di trasferimento in un’unica provincia secondo il proprio punteggio, nel rispetto della fascia di appartenenza”).
Il MIUR rileva, quindi, che i requisiti di accesso alle graduatorie ad esaurimento sono stati sempre ed esaustivamente fissati dalla legge, senza che residuasse alcuna discrezionalità in capo all’amministrazione sotto tale profilo. I decreti ministeriali di integrazione e aggiornamento della graduatorie adottati prima della entrata in vigore della L. n. 296 del 2006, ove avessero indicato i requisiti di accesso alle graduatorie sarebbero stati meramente riproduttivi delle disposizioni normative che li prevedevano, non essendo attribuito all’amministrazione alcun potere di modificarli.
A seguito della trasformazione delle graduatorie permanenti in graduatorie ad esaurimento, hanno pertanto avuto ad oggetto (ad eccezione degli inserimenti di categorie di docenti contemplate da specifiche disposizioni di legge, in via derogatoria), solo le procedure di aggiornamento dei punteggi del personale già inserito, le modalità dei loro trasferimenti, essendo venuto meno ogni potere dell’amministrazione di disporre nuovi inserimenti. Pertanto, la pretesa dei docenti che lamentino l’illegittima mancata inclusione nelle graduatorie ad esaurimento per violazione delle disposizioni in materia di requisiti di accesso alle stesse, non mira alla tutela di una posizione di interesse legittimo, ma di un diritto soggettivo, trattandosi di posizione riconosciuta dalla legge senza intermediazione del potere amministrativo.
Espressamente, poi, il D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 5, comma 1, prevede che le pubbliche amministrazioni agiscono sì con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro ma nel rispetto delle leggi e nell’ambito degli atti organizzativi di cui all’art. 2, comma 1, che sono a monte degli atti di gestione del rapporto. Questi ultimi sono espressione del potere di organizzazione della pubblica amministrazione quale datrice di lavoro, al pari del potere direttivo del datore di lavoro privato; mentre i primi sono riconducibili al potere regolamentare governativo o ministeriale ovvero alla potestà di emanare atti amministrativi generali di natura non regolamentare ed aventi un contenuto riconducibile all’art. 2, comma 1, cit. Ove si tratti di veri e propri atti di normazione subprimaria, quindi regolamentare, sussiste la giurisdizione generale di legittimità del giudice amministrativo in caso di azione diretta al loro annullamento proposta da chi sia legittimato perchè in situazione di interesse legittimo. Ove si tratti di atti amministrativi a contenuto generale ed astratto, ma privi di natura regolamentare, come talora espressamente previsto, parimenti sussiste la giurisdizione generale di legittimità del giudice amministrativo in caso di azione diretta al loro annullamento ove il contenuto degli stessi sia riconducibile al cit. D.lgs. n. 165 del 2001, art. 2, comma 1.
5. – Nella specie, la domanda delle ricorrenti è chiaramente volta all’annullamento del D.M. n. 325 del 2015, del quale costituisce parte integrante il D.M. n. 235 del 2014, e quindi di un atto avente carattere generale e costituente esercizio di potestà autoritativa nella individuazione dei criteri per l’inserimento nelle graduatorie, peraltro ribaditi anche dopo che quelli contenuti nel D.M. n. 235 del 2014 sono stati dichiarati illegittimi, proprio con riferimento alla mancata previsione dell’inserimento dei titolari di diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001-2002, dal Consiglio di Stato con sentenza n. 1973 del 2015. E tale richiesta è svolta in via prioritaria dai ricorrenti, i quali, mirando con la loro azione a rimuovere dall’ordinamento un atto amministrativo ritenuto di macro-organizzazione, se non proprio di natura regolamentare, agiscono a tutela di una posizione di interesse legittimo alla corretta conformazione dei criteri per l’inserimento di una specifica categoria di soggetti abilitati nelle graduatorie ad esaurimento, ritenuto precluso proprio dall’atto del quale invocano la caducazione.
5. – In conclusione, deve dichiararsi la giurisdizione del giudice amministrativo.
Il giudizio pende già innanzi al giudice amministrativo sicchè non occorre disporre alcuna translatio iudicii (ex L. 18 giugno 2009, n. 69, art. 59).