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Timestamp: 2020-02-22 04:25:56+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 6', 'sentenza ']

Giurisprudenza: Giurisprudenza Sentenze per esteso massime | Categoria: Diritto urbanistico - edilizia Numero: 982 | Data di udienza: 24 Gennaio 2019
Estensore: Caponigro
CONSIGLIO DI STATO, Sez. 4^ – 11 febbraio 2019, n. 982
DIRITTO URBANISTICO – EDILIZIA – Permesso di costruire – Termine per impugnare – Contestazione del quomodo o dell’an – Richiesta di accesso agli atti – Idoneità ex se al differimento del termine di proposizione del ricorso – Esclusione.
(Riforma T.a.r. Campania, Napoli, n. 77/2018) – Pres. Maruotti, Est. Caponigro – A.C. (avv. Fusco) c. Comune di Frattamaggiore (avv. Parisi)
CONSIGLIO DI STATO, Sez. 4^ - 11 febbraio 2019, n. 982
N. 00982/2019REG.PROV.COLL.
N. 00474/2018 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 474 del 2018, proposto dal signor Antonio Cesaro, rappresentato e difeso dall’avvocato Giuseppe Fusco, con cui elettivamente domicilia presso lo studio dell’avvocato Marco Di Lullo in Roma, via Michele Mercati, n. 51;
il Comune di Frattamaggiore, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall’avvocato Luigi Parisi, elettivamente domiciliato presso l’indirizzo informatico come da PEC da Registri di Giustizia;
il signor Giovanni Moccia, rappresentato e difeso dall’avvocato Andrea Abbamonte, con cui elettivamente domicilia in Roma, via degli Avignonesi, n. 5;
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Comune di Frattamaggiore e del signor Giovanni Moccia;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 24 gennaio 2019 il Cons. Roberto Caponigro e uditi per le parti l’avvocato Giuseppe Fusco e l’avvocato Andrea Abbamonte;
1. Il signor Antonio Cesaro, quale proprietario di un immobile attiguo, ha proposto ricorso al T.a.r. per la Campania per l’annullamento del permesso di costruire n. 18 del 13 febbraio 2017, rilasciato dal Comune di Frattamaggiore (Na) a favore del signor Giovanni Moccia in relazione ad un immobile sito in via Genova n. 43.
Il T.a.r. per la Campania, Sede di Napoli, Seconda Sezione, con sentenza n. 77 del 4 gennaio 2018, ha dichiarato il ricorso irricevibile per tardività.
Di talché, il signor Cesaro ha proposto il presente appello, articolato nei seguenti motivi di impugnativa:
Il Comune di Frattamaggiore ed il controinteressato signor Giovanni Moccia, sia in rito che nel merito, hanno analiticamente contestato la fondatezza delle argomentazioni proposte dall’appellante ed hanno concluso per il rigetto del gravame.
2. La sentenza del T.a.r. per la Campania, Sede di Napoli, Seconda Sezione, n. 77 del 4 gennaio 2018, ha dichiarato irricevibile per tardività il ricorso proposto dal signor Antonio Cesaro per l’annullamento del permesso di costruire n. 18 del 13 febbraio 2017, con cui il signor Giovanni Moccia è stato abilitato ad effettuare un intervento di demolizione e ricostruzione di un edificio destinato ad uso residenziale ai sensi dell’art. 5 della L.R. Campania n. 19 del 2009.
che, dunque, alla luce degli evidenziati elementi fattuali, gravi, precisi e concordanti, nonché tenuto conto della natura delle censure dedotte – incentrate anche sulla impossibilità di procedere alla demolizione e ricostruzione del manufatto, tenuto conto, nello specifico, della preclusione costituita dall’assimilazione, asserita da parte ricorrente, della Z.T.O. B1 “Residenziale- Nuovo Centro” (nella quale è inserita l’area interessata dall’intervento) con la Z.T.O. A, come definita dalla sopra richiamata disposizione del d.m. n. 1444 del 1968 –, della disciplina urbanistica ed edilizia comunale dettata per la predetta Z.T.O. B1 e dello stato di esecuzione dei lavori (risultando dalla documentazione in atti la completa demolizione della preesistenza e l’avvio della fase di ricostruzione), deve ritenersi incontrovertibilmente comprovato che il ricorrente, sin dal mese di giugno 2017, fosse a piena conoscenza dell’intervento progettato ed in grado di valutarne l’eventuale incidenza lesiva sulla propria sfera giuridica;
3. Il Collegio, diversamente da quanto statuito nella sentenza di primo grado, ritiene che il ricorso proposto in primo grado dal signor Antonio Cesaro sia ricevibile.
Infatti, le censure dedotte dal signor Cesaro non attengono all’an dell’intervento edilizio, nel qual caso il dies a quo del termine di impugnazione sarebbe stato individuabile nell’inizio dei lavori o nella stessa apposizione del cartello di cantiere, ma al quomodo dello stesso, vale a dire all’attribuzione delle premialità di cui all’art. 5 L.R. Campania n. 19 del 2009 (c.d. piano casa), sicché, in presenza della sola locuzione “demolizione e ricostruzione” sul cartello di cantiere ed anche con l’avvio dei lavori di scavo, il “vicino” non sarebbe stato in grado di percepire la portata lesiva dell’intervento in quanto costituita non già dalla mera demolizione e costruzione, ma dalla differente volumetria e altezza dell’edificio al termine della ricostruzione.
Pertanto, in base alle coordinate ermeneutiche in precedenza esposte, assume rilievo il momento in cui è stato apposto il cartello di cantiere con l’indicazione “demolizione e ricostruzione”, al fine di valutare la tempestività con cui il signor Cesaro ha proceduto ad attivarsi presso il Comune per richiedere l’accesso agli atti del relativo procedimento edilizio.
Nel caso di specie, ribadito il principio secondo cui la fondatezza degli elementi di fatto posti a sostegno della eccezione di tardività deve essere provata dalla parte che la formula, le controparti non hanno fornito elementi decisivi per provare che il cartello sia stato apposto in loco in data 7 giugno 2017, rispetto alla quale data l’istanza di accesso presentata al Comune dal signor Cesaro in data 9 agosto 2017 si sarebbe effettivamente rivelata poco sollecita.
In particolare, dalla produzione documentale, anche fotografica, depositata dal signor Moccia non sussistono elementi per dedurre che il cartello sia stato apposto il 7 giugno 2017 o in altra data ed il Comune di Frattamaggiore, nella propria memoria, ha indicato che, pur considerando “gli inizi del mese di agosto” quale evento temporale di apposizione del cartello (come sostenuto dal signor Cesaro, che ha altresì evidenziato l’assenza di opere edilizie in corso a tale data) la notifica del ricorso sarebbe comunque tardiva.
4. Nel merito, l’appello è fondato e va accolto e, per l’effetto, va accolto il ricorso proposto in primo grado dal signor Cesaro.
La relazione tecnica prodotta dal signor Moccia per la demolizione e ricostruzione ampliamento, ai sensi dell’art. 5 della L.R. Campania n. 19 del 2009, di un’unità residenziale sita in Frattamaggiore, via Genova n, 43 ha indicato che “allo stato attuale l’immobile presenta delle superfetazioni realizzate sul prospetto interno al cortile”, ha evidenziato che “nello specifico, la vecchia proprietà nel corso degli anni ha realizzato mediante una struttura in ferro un ampliamento nella porzione sottostante il pensile di loro proprietà” ed ha rappresentato che “tale struttura, che verrà rimossa, non verrà computata ai fini planivolumetrici, considerando quindi, come volumetria utilizzabile ai fini della L.R. 19/09, quella assentita dalla L.E. n° 10053 del 04/09/1964”.
Pertanto, la circostanza che il signor Moccia, in qualità di acquirente da una procedura esecutiva ed in applicazione della normativa in materia avrebbe potuto presentare una CILA per la demolizione della piccola veranda e, poi, un’autonoma richiesta ai sensi della L.R. Campania n. 19 del 2009 addivenendo al medesimo risultato, non fa venire meno il dato di fatto oggettivo che, al momento della presentazione della domanda, sussisteva la causa di esclusione di cui all’art. 3. Comma 1, lett. a), della L.R. Campania n. 19 del 2009.
Ugualmente, ai sensi dell’art. 6 delle NN.TT.AA. del PRG del Comune di Frattamaggiore, nella zona territoriale omogenea B1, l’altezza massima dei nuovi edifici non può superare l’altezza degli edifici preesistenti e circostanti.
Infatti – premesso che l’art. 5, comma 1, della legge regionale in discorso, prevede la deroga agli strumenti urbanistici vigenti con riferimento alla volumetria esistente e non anche all’altezza – il signor Moccia ha affermato che l’altezza di 13,20 metri sarebbe “in linea con l’altezza dei circostanti edifici”, senza precisare se supera o meno l’altezza degli edifici preesistenti e circostanti.
Il Comune di Frattamaggiore si è limitato ad indicare che l’avvenuta presentazione da parte del controinteressato, in data 11 dicembre 2017, di un progetto di variante in corso d’opera all’impugnato permesso di costruire n. 18 del 2017, che prevede l’eliminazione del sottotetto termico con conseguente riduzione dell’altezza dell’edificio in progetto, toglierebbe pregio al motivo di censura relativo alla violazione delle altezze prescritte dall’art. 6 delle N.T.A.
Allo stesso modo, il signor Moccia ha rappresentato la presentazione di una variante in corso d’opera al permesso di costruire n. 18 del 2017, autorizzata con permesso n. 47 del 29 marzo 2018, che prevede l’eliminazione del sottotetto termico con una riduzione dell’altezza dell’edificio di progetto.
Né può assumere rilievo che il signor Moccia ha presentato una variante per ridurre l’altezza dell’edificio in quanto, come già evidenziato, la compatibilità del progetto con le norme che prevedono le premialità di cui alla L.R. Campania n. 19 del 2009 deve sussistere al momento della presentazione del permesso di costruire.
5. Le spese del doppio grado di giudizio seguono la soccombenza e, liquidate complessivamente in euro 10.000,00 (euro 4.000,00 per il giudizio di primo grado ed euro 6.000,00 per il presente giudizio di appello), oltre accessori di legge, sono poste a favore dell’appellante ed a carico, per euro 3.000,00, del Comune di Frattamaggiore e, per euro 7.000,00, del signor Giovanni Moccia, senza vincolo di solidarietà tra le parti.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Quarta, definitivamente pronunciando, accoglie l’appello in epigrafe (R.G. n. 474 del 2018) e, per l’effetto, in riforma della sentenza impugnata, dichiara ricevibile ed accoglie il ricorso proposto in primo grado e, per l’effetto, annulla il permesso di costruire n. 18 del 13 febbraio 2017, rilasciato dal Comune di Frattamaggiore al signor Giovanni Moccia.
Condanna il Comune di Frattamaggiore, nella misura di euro 3.000,00, ed il signor Giovanni Moccia, nella misura di euro 7.000,00, senza vincolo di solidarietà, al pagamento delle spese del doppio grado di giudizio, liquidate complessivamente in euro 10.000,00, (euro 4.000,00 per il primo grado di giudizio ed euro 6.000,00 per il presente giudizio di appello), oltre accessori di legge, in favore dell’appellante.
Pone a carico delle parti appellate, quali parti soccombenti, il contributo unificato corrisposto per la proposizione del ricorso di primo grado e del ricorso in appello, nelle stesse proporzioni (70% a carico del signor Giovanni Moccia e 30% a carico del Comune di Frattamaggiore) e senza vincolo di solidarietà.