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Timestamp: 2019-07-19 10:15:02+00:00
Document Index: 36082210

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'sentenza ', 'art. 240', 'art. 401', 'sentenza ', 'art. 240', 'art. 2', 'art. 512']

Art. 240. (1) Documenti anonimi ed atti relativi ad intercettazioni illegali.
1. I documenti che contengono dichiarazioni anonime non possono essere acquisiti né in alcun modo utilizzati, salvo che costituiscano corpo del reato o provengano comunque dall’imputato.
4. Il giudice per le indagini preliminari entro le successive quarantotto ore fissa l’udienza da tenersi entro dieci giorni, ai sensi dell’articolo 127, dando avviso a tutte le parti interessate, che potranno nominare un difensore di fiducia, almeno tre giorni prima della data dell’udienza (2).
5. Sentite le parti comparse, il giudice per le indagini preliminari legge il provvedimento in udienza e, nel caso ritenga sussistenti i presupposti di cui al comma 2, dispone la distruzione dei documenti, dei supporti e degli atti di cui al medesimo comma 2 e vi dà esecuzione subito dopo alla presenza del pubblico ministero e dei difensori delle parti (2).
6. Delle operazioni di distruzione è redatto apposito verbale, nel quale si da’ atto dell’avvenuta intercettazione o detenzione o acquisizione illecita dei documenti, dei supporti e degli atti di cui al comma 2 nonché delle modalità e dei mezzi usati oltre che dei soggetti interessati, senza alcun riferimento al contenuto degli stessi documenti, supporti e atti (3) (4).
(1) Articolo così sostituito dall’art. 1, D.L. 22 settembre 2006, n. 259 (G.U. 22 settembre 2006, n. 221), conv., con modif., dalla L. 20 novembre 2006, n. 281 (G.U. 21 novembre 2006, n. 271), recante «Disposizioni urgenti per il riordino della normativa in tema di intercettazioni telefoniche».
(2) La Corte Costituzionale, con sentenza 22 aprile 2009 - 22 giugno 2009, n. 173, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 240, commi 4 e 5 c.p.p. , nella parte in cui non prevede, per la disciplina del contraddittorio, l’applicazione dell’art. 401, co. 1 e 2, c.p.p.
(3) La Corte Costituzionale, con sentenza n 173/2009 cit. ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 240, co. 6 c.p.p., nella parte in cui non esclude dal divieto di fare riferimento al contenuto dei documenti, supporti e atti, nella redazione del verbale previsto dalla stessa norma, le circostanze inerenti l’attività di formazione, acquisizione e raccolta degli stessi documenti, supporti e atti.
(4) Si riportano anche gli artt. 3, 4 e 5, D.L. n. 259/2006 cit. (specificando che l’art. 2 aggiunge il co. 1-bis all’art. 512 c.p.p.):
«Art. 3. 1. Chiunque consapevolmente detiene gli atti, i supporti o i documenti di cui sia stata disposta la distruzione ai sensi dell’articolo 240 del codice di procedura penale è punito con la pena della reclusione da sei mesi a quattro anni.
Art. 4. 1. A titolo di riparazione può essere richiesta all’autore della pubblicazione degli atti o dei documenti di cui al comma 2 dell’articolo 240 del codice di procedura penale, al direttore responsabile e all’editore, in solido fra loro, una somma di denaro determinata in ragione di cinquanta centesimi per ogni copia stampata, ovvero da 50.000 a 1.000.000 di euro secondo l’entità del bacino di utenza ove la diffusione sia avvenuta con mezzo radiofonico, televisivo o telematico. In ogni caso, l’entità della riparazione non può essere inferiore a 10.000 euro.
Art. 5. 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge».