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Timestamp: 2019-09-21 21:14:02+00:00
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COMPENSI CTU STIMATORE: NON INCOSTITUZIONALE legge 132-15
« Ristrutturazioni: aggiornate le guide alle detrazioni fiscali.
di Gabriele Carniani | 17 aprile 2019 - 18:31 | 18 aprile 2019 Giustizia
Compensi del Ctu: ancora novità per le tariffe.
L’esperto estimatore nominato dal giudice per le esecuzioni immobiliari, deve essere saldato dopo che l’immobile è andato all’asta.
Il suo compenso deve essere calcolato sul prezzo di aggiudicazione.
La decisione della Corte costituzionale del 7 Marzo 2019 è stata depositata il 17 Aprile 2019.
Quindi, niente incostituzionalità.
Ma facciamo un passo indietro, e ripercorriamo tutto l’iter della vicenda.
Per il Ctu nelle procedure esecutive, i compensi vennero drasticamente ridotti, con l’entrata in vigore della legge 132/2015.
Infatti l’operato dell’esperto estimatore per le esecuzioni immobiliari fu riformato nell’estate del 2015, ed il calcolo delle parcelle veniva stabilito in base al prezzo di vendita dell’immobile (sul nostro sito ne scrivemmo subito, clicca sulla scritta azzurra per saperne di più).
Inoltre si stabiliva che gli onorari venissero definitivamente liquidati, solo dopo la vendita.
Questi metodi sono iniqui.
I motivi sono molti e anche evidenti.
Tra l’altro le tariffe dei consulenti tecnici d’ufficio sono ancora ferme al 2002, quindi …
Tra coloro che ritengono ingiusto il metodo di calcolo delle tariffe del Ctu valutatore immobiliare, c’è un magistrato del Tribunale di Vicenza; il quale, con una sentenza del febbraio 2016, sollevò l’incostituzionalità delle disposizioni di attuazione del codice dei procedura civile, così come modificate dalla legge 132/2015.
Proprio nella parte ove vengono regolati gli onorari anzidetti.
Continua a leggere scorrendo giù, e li vedremo insieme.
. 1. Perché la legge 132/2015 non è incostituzionale?
. 2. Perché sui compensi dell’esperto era stata sollevata l’eccezione di incostituzionalità?
. 3. Perché la legge 132/2015 doveva essere incostituzionale?
. 4. Altri buoni motivi per cui la legge 132/2015 doveva essere incostituzionale.
. 5. Compensi Ctu estimatore: cosa dice la Consulta?
Secondo la consulta i motivi sono molti,
i compensi degli esperti non sono stati ridotti in maniera radicale,
il criterio di determinazione del compenso degli esperti, è armonizzato e assoggettato a regole uniformi,
“il diritto di percepire una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro svolto […] non è correttamente evocato con riguardo all’opera prestata dagli ausiliari del giudice”
Un geometra aveva inoltrato un’istanza di liquidazione, ed il magistrato non aveva ritenuto che fosse giusto liquidare secondo i dettami della Legge 132/2015.
Siccome non poteva neanche esprimersi in maniera contraria ad una legge dello Stato, aveva deciso di sollevare l’eccezione di incostituzionalità.
#CTU esperto stimatore – la norma sui compensi NON è incostituzionale
Secondo il tribunale di Vicenza è irragionevole liquidare in base al prezzo di vendita.
Innanzitutto la legge chiede al giudice di stabilire il prezzo di vendita in base al valore di mercato; e allora perché egli dovrebbe liquidare in base ad un valore diverso da quello?
Tra l’altro il successivo prezzo di vendita del bene pignorato dipende da fattori imponderabili per l’esperto.
E quindi non è ragionevole porre a carico del professionista tutti gli eventi che possono incidere sul valore finale di aggiudicazione, e che non dipendono né dalla sua condotta né dal suo operato.
Nell’ordinanza del Giudice di Vicenza si dice persino che la norma è “figlia dell’infondato pregiudizio che grava sulla categoria degli esperti estimatori, tacciati di effettuare stime troppo alte per lucrare compensi più elevati”.
Si sottolinea poi come il DL 83/2015 abbia dilatato per l’ennesima volta i compiti dell’esperto; e per contro come la conversione in legge ne abbia (di fatto) ridotto i compensi.
Come se non bastasse la norma vìola il principio di uguaglianza, poiché chi stima per le esecuzioni immobiliari verrebbe a guadagnare meno di chi valuta un immobile per un fallimento o una divisione ereditaria.
In ultimo vi sono forti dubbi che la disposizione impugnata assicuri all’esperto un ragionevole risultato economico, e che garantisca la dignità del lavoro e della persona.
Infatti la norma costringe a far lavorare sottocosto i valutatori immobiliari, allontanando dal circuito le professionalità migliori.
#periti estimatori e liquidazione post vendita – respinta l’eccezione di incostituzionalità @civileit
Come detto la consulta ha giudicato infondata l’eccezione di incostituzionalità di cui si è detto.
#valutatori e liquidazione post vendita – tutto normale…
Leggi la sentenza del tribunale di Vicenza che solleva l’eccezione di incostituzionalità della Legge 132/2015
Leggi l’eccezione dei incostituzionalità pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 5 Settembre 2018.
Consulta il calendario della Corte costituzionale (06/03/2019)
Consulta la pronuncia 90/2019 della Corte costituzionale.
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9 risposte a Onorari del Ctu estimatore: NON è incostituzionale la legge 132/2015.
31 maggio 2019 a 09:50
Scusatemi ma non ho ben capito. La sentenza dice che le esecuzioni si fanno a spese del CTU? Nel senso che tutte le prestazioni propedeutiche alla vendita, cioè che permettono la messa all’asta del bene ma che nulla hanno a che vedere direttamente con la vendita in sé, vanno corrisposte solo dopo l’avvenuta vendita? Io ero convinto che solo quanto riguarda l’articolo 13, da corrispondere al 50% in acconto era in discussione e non tutte le altre prestazioni.
Potreste essere più chiari sulla seguente domanda: quando devono essere corrisposti i compensi per quanto riguarda la Due Diligence e in che misura?
15 giugno 2019 a 12:43
Scusa se nella pagina web c’è qualcosa di poco chiaro
Ma la legge stessa (132/2015) lascia aperti diversi dubbi
Invece la sentenza della corte costituzionale
Chiarisce che oltre ai compensi relativi all’articolo 13
Debbono essere riconosciute anche le altre attività
Per esempio l’art.12.
17 aprile 2019 a 17:35
Oggi è uscita la sentenza della Corte Costituzionale, che inaspettatamente – per chi scrive – ha ritenuto legittimo il tanto discusso emendamento, almeno per come è stato contestato.
Incredibilmente non è stato però escluso – in verità è stato confermato – il fatto che tutti gli altri compensi non riconducibili alla stima (accertamenti di conformità urbanistica, catastale, canoni di locazione, rilievi e quant’altro vuole quella vecchia volpe del legislatore), a insindacabile giudizio del G.E., debbano comunque essere corrisposti all’esperto stimatore (stigmatizzato); tuttavia la Corte ritiene corretto che restino nelle tasche del creditore procedente (le banche) fino alla conclusione della vendita.
Con la sentenza la corte sembrerebbe quindi voler affermare che anche laddove il compenso per le prestazioni “accessorie” (dovute) superino il valore del compenso calcolato sul prezzo di vendita – in taluni casi anche in maniera spropositata – è irrilevante. Ma per chi sarebbe irrilevante se – per anni – il creditore procedente ne giova a discapito dell’esperto che ne soffre?
Qualche oculato parlamentare si sarà posto (farebbe bene a porsi) il problema che le banche non riescono a rientrare anche a causa del fatto che troppo spesso hanno concesso colossali somme prendendo a garanzia immobili affetti da abusi insanabili, che nessuno è disposto ad acquistare. La colpa è evidentemente degli stessi istituti di credito, che, dimenticando che in Italia gli immobili legittimi sono rarissimi, hanno incaricato e malpagato tecnici da loro ammaestrati a verificare – in maniera maniacale – solo l’inutile corrispondenza tra “piantina” catastale e stato dei luoghi.
Non sarebbe stato più produttivo – per tutti – concedere, anche in barba al buon senso e alle leggi edilizie-urbanistiche-ambientali, in ogni caso, all’aggiudicatario il condono edilizio; magari invogliandolo anche con un cospicuo sconto sull’oblazione e il costo di costruzione. A ragion veduta, anche in questo caso, non vi dovrebbero essere problemi di legittimità costituzionale, anche per disparità di trattamento. E anche se fosse…
17 aprile 2019 a 17:43
12 ottobre 2018 a 15:09
Sono un C.T.U. ed ho ricevuto il primo acconto. Completata la consulenza le parti si accordano e la causa si estingue. Il G.E. ritiene che al C.T.U non spetta nulla in quanto il bene non è stato venduto.
E’ costituzionale tale comportamento?
12 ottobre 2018 a 16:49
Se il procedimento si estingue richiedi la liquidazione del saldo finale.
Se la liquidazione non è congrua, hai tempo 30 giorni per proporre opposizione.
Immagino che tu lo sappia.
Comunque hai tutta la mia solidarità.
E ti ringrazio per il post,
che non fa altro che confermare
come sia scaduto il trattamento riservato
a coloro che offrono il servizio di Consulenza tecnica d’ufficio.
29 agosto 2016 a 21:38
Il Sig. Primo Ministro ci ha messo ancor di più sul lastrico era rimasto solo questo di lavoro e ci ha tolto pure questo, come se non bastassero le difficoltà che avevamo, il bomba come lo chiamano al suo paese d’origine è al servizio di banche banchieri e massoni
26 agosto 2016 a 11:58
Mi piacerebbe proprio saprere chi è che ha accolto positivamente l'”emendamento Causi”
Forse qualche banchiere….
26 agosto 2016 a 12:09
Le procedure esecutive non interessano solo le banche
Ma tutti coloro che vogliono veder onorati i propri crediti
Bisogna però riconoscere
Che la maggior parte delle esecuzioni immobiliari (e non)
Vengono attivate dalle banche
Anche perchè sono procedure così onerose
Che un “comune mortale” difficilmente ci si può avvicinare …
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