Source: https://www.giurdanella.it/2016/03/15/va-esclusa-limpresa-in-caso-di-violazione-dellart-38-comma-2/
Timestamp: 2019-12-10 19:29:33+00:00
Document Index: 75614870

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 38', 'sentenza ', 'art. 46', 'art. 38', 'art. 38', 'sentenza ', 'art. 38', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 60', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 38', 'sentenza ', 'art. 120', 'sentenza ', 'art. 26']

Va esclusa l'impresa in caso di violazione dell'art. 38 comma 2 - Giurdanella.it
Appalti, GOOGLENEWS − 15 Marzo 2016 di Redazione
Va esclusa l’impresa in caso di violazione dell’art. 38 comma 2
Il Consiglio di Stato con la sentenza n. 834 del 29 febbraio scorso ha statuito che la formulazione letterale dell’art. 46, comma 1 bis, del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 (c.d. Codice dei contratti pubblici), impone, invero, di applicare la sanzione dell’esclusione da una gara in caso di violazione dell’art. 38, comma 2, del medesimo codice, che obbliga alla presentazione delle dichiarazioni attestanti l’assenza di condizioni ostative, quand’anche esse siano in concreto inesistenti.
Il Collegio ha altresì chiarito che la dichiarazione di tutte le condanne penali eventualmente riportate costituisce di per sé, infatti, causa di esclusione del concorrente dalla gara ed è impedito all’Amministrazione appaltante di valutarne la gravità.
Inoltre, l’obbligo di rendere le dichiarazioni di cui all’art. 38 comma 1 lettera c) del d.lgs. n. 163/2006 riguardante anche gli amministratori e direttori tecnici precedenti (o dell’impresa cedente nel caso in cui sia intervenuta un’operazione di cessione di azienda nell’anno anteriore alla pubblicazione del bando), “scaturisce direttamente dalla legge e l’inosservanza di un tale onere documentale comporta la esclusione dalla gara del soggetto concorrente, ancorché la misura espulsiva non sia stata espressamente contemplata dalla lex specialis di gara” (Cons. Stato, sez. IV, 21.12.2015, n. 5803).
Il collegio ha rilevato infine che l’omessa dichiarazione delle condanne penali riportate non è configurabile come dichiarazione meramente incompleta e, pertanto, non è integrabile successivamente a richiesta da parte dell’Amministrazione appaltante.
N. 00834/2016REG.PROV.COLL.
sul ricorso numero di registro generale 7597 del 2015, proposto dalla Ditta Recuperi Pugliesi s.r.l. in persona del legale rappresentante, rappresentata e difesa dagli avvocati Bianca Maria Caruso e Michele Didonna, con domicilio eletto presso lo studio della prima in Roma, viale Cristoforo Colombo, n. 436;
Ditta Trenitalia s.p.a., in persona del legale rappresentante, rappresentata e difesa dagli avvocati Massimiliano Cesare e Francesco Vecchione, con domicilio eletto presso lo studio dell’avvocato Francesco Bellini in Roma, Via dei Tre Orologi, n. 14/A;
Ditta Ecosistem s.r.l. in persona del legale rappresentante, non costituita;
della sentenza in forma semplificata resa dal T.a.r. per la Calabria – Sede staccata di Reggio Calabria – n. 770 del 17 luglio 2015.
Visto l’atto di costituzione in giudizio della Ditta Trenitalia s.p.a.;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 4 febbraio 2016 il Consigliere Carlo Schilardi e uditi per le parti gli avvocati Didonna e Vecchione;
1.- La società Trenitalia s.p.a. bandiva una gara, con procedura negoziata, per l’affidamento del servizio di raccolta, imballaggio, carico, trasporto, recupero e smaltimento dei rifiuti speciali, dell’importo di €. 50.000,00.
1.1. Partecipavano alla gara le imprese Edil Cava s.m., La Bruna s.r.l., Salvaguardia Ambientale s.p.a., Recuperi Pugliesi s.r.l. ed Ecosistem s.r.l..
In data 5 agosto 2014, la commissione giudicatrice, all’esito delle operazioni di gara, aggiudicava il servizio alla Recuperi Pugliesi s.r.l..
Trenitalia s.p.a., successivamente, avviava le verifiche sul possesso dei requisiti di cui all’art. 38 del D.lgs. n. 163/2006, all’esito delle quali risultava che il sig. Saverio Schino, già amministratore unico della società Schinplast s.r.l. cessato dalla carica in data 24 settembre 2013 per l’incorporazione di detta società nella Recuperi Pugliesi s.r.l., era stato condannato dalla Corte di Appello di Bari, in data 16 giugno 1982 (sentenza divenuta definitiva il 3 novembre 1982), a sei mesi di reclusione, con sospensione condizionale della pena, per omicidio colposo a seguito di incidente stradale.
Trenitalia s.p.a., avendo riscontrato che il sig. Saverio Schino non aveva dichiarato tale condanna in sede di partecipazione alla gara, con provvedimento del 29 settembre 2014 n. TRNIT-DPLHPMACPLH/P2014/0049539UA, disponeva la revoca dell’aggiudicazione definitiva della gara alla Recuperi Pugliesi s.r.l. ed affidava il servizio alla seconda classificata ovvero alla Ecosistem s.r.l..
1.2. Avverso il provvedimento di esclusione la Recuperi Pugliesi s.r.l. proponeva ricorso al T.A.R. per la Campania.
Il T.A.R., con sentenza n. 6717 del 17 dicembre 2014, accoglieva il ricorso ed annullava il provvedimento gravato.
Avverso tale pronuncia, Trenitalia s.p.a. con ricorso n. 951/2015 proponeva appello innanzi a questa Sezione del Consiglio di Stato che, con sentenza n. 2828 del 9 giugno 2015, accoglieva l’eccezione preliminare di incompetenza territoriale in favore del T.A.R. per la Calabria.
1.3. La società Recuperi Pugliesi s.r.l., con ricorso n. 511 del 2015, ha riassunto il giudizio innanzi al T.A.R. calabrese, il quale con sentenza n. 770 del 17 luglio 2015, resa in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 e 74 del cod. proc. amm., lo ha respinto, condannando la ricorrente al pagamento in favore di Trenitalia s.p.a. delle spese di giudizio.
Avverso la sentenza del T.A.R. Calabria la società Recuperi Pugliesi s.r.l. ha proposto appello.
1.4. Si è costituita in giudizio Trenitalia s.p.a. che ha chiesto il rigettare dell’appello e, per l’effetto, la conferma della sentenza gravata n. 770/2015.
1.5. All’udienza pubblica del 4 febbraio 2016 la causa è stata trattenuta per la decisione.
1.6. Con ordinanza motivata di questa Sezione – n. 4652 del 13 ottobre 2015 – è stata respinta l’istanza cautelare di sospensione degli effetti dell’impugnata sentenza.
2.- Con unico articolato motivo l’appellante lamenta la violazione degli artt. 38, commi 1 e 2, 46, comma 1 bis del D.lgs. n. 163/2006, nonché eccesso di potere per l’erronea applicazione dei punti II.A.1, lett. a) e III della lettera di invito alla gara, violazione dei principi di affidamento, di proporzionalità e del favor partecipationis, difetto d’istruttoria e di motivazione.
2.1. – L’appello è infondato e va respinto.
2.3. – Alla luce di ciò nessun rilievo assume la tesi dell’appellante, quando sostiene di essere in possesso del requisito generale di cui all’art. 38, comma 1, lett. c) del codice dei contratti, senza che di ciò abbia tenuto conto il primo giudice ed evidenzia, altresì, che al momento della partecipazione alla gara, era già aggiudicataria di altri contratti pubblici affidati dalla stessa Trenitalia s.p.a..
L’omessa dichiarazione di tutte le condanne penali eventualmente riportate costituisce di per sé, infatti, causa di esclusione del concorrente dalla gara ed è impedito all’Amministrazione appaltante di valutarne la gravità.
2.4..- Infondato è, anche, l’assunto della ditta Recuperi secondo cui la dichiarazione resa sarebbe conforme alla lex specialis e all’art. 38 del D.Lgs. n. 163/2006, perché l’obbligo dichiarativo, previsto a carico dei concorrenti, sarebbe esclusivamente finalizzato ad attestare l’inesistenza di reati gravi che incidano sulla moralità professionale degli stessi.
Per tutte le su esposte argomentazioni, e per quelle poste a sostegno della sentenza di questo Consiglio di Stato Sez. V, n. 5403 del 2015 (cui si rinvia integralmente a mente dell’art. 120, co. 10, c.p.a. in quanto resa su una fattispecie analoga), non possono trovare ingresso le tesi sviluppate dalla dita Recuperi.
Quanto al terzo e quarto mezzo di gravame (pagine 13 e 14 del ricorso in appello), il Collegio ne evidenzia l’inammissibilità per carenza di interesse perché dal loro accoglimento la ditta Recuperi non trarrebbe alcun vantaggio in quanto si tratta di critiche che si appuntano su affermazioni dell’impugnata sentenza chiaramente ultronee rispetto all’oggetto del giudizio, stante l’assodata inapplicabilità– ratione temporis – della disciplina recata dal d.l. n. 90 del 2014.
4. – Conclusivamente l’appello è infondato e va respinto.
5.- Le spese di giudizio, regolamentate secondo l’ordinario criterio della soccombenza, sono liquidate in dispositivo tenuto conto dei parametri stabiliti dal regolamento 10 marzo 2014, n. 55 e dell’art. 26, co. 1, c.p.a.
Condanna la Ditta Recuperi Pugliesi s.r.l. al pagamento delle spese ed onorari del presente grado di giudizio che liquida in complessivi euro 5.000 (cinquemila), oltre accessori come per legge (15% a titolo rimborso spese generali, I.V.A. e C.P.A.), in favore della Ditta Trenitalia s.p.a..