Source: http://www.tuttostranieri.org/le-norme/sentenze/sentenza-n-40688-del-17-ottobre-2012-corte-di-cassazione/
Timestamp: 2017-02-28 14:55:57+00:00
Document Index: 170537904

Matched Legal Cases: ['art. 316', 'art. 495', 'art. 9', 'sentenza ', 'art. 316', 'art. 483', 'art. 495', 'art. 483', 'art. 495', 'art. 1', 'art. 495', 'art. 316', 'art. 316']

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONEQUINTA SEZIONE PENALE
Il ricorso è fondato e non può essere accolto.Ed invero, contrariamente a quanro sostenuto dal procuratore generale presso la corte di appello di Brescia, la decisione del G.I.P. presso il tribunale di Crema, ha ritenuto assorbito nella fattispecie di cui all’art. 316 ter, c.p., quella di cui all’art. 495, c.p., pronunciando, di conseguenza, in applicazione del principio di specialità di cui all’art. 9, co.1, l.24 novembre 1981, n. 698 sentenza di non doversi procedere nei confronti dell’imputato, trattandosi, ai sensi del secondo comma del citato art. 316 ter, c.p., di un fatto privo di rilevanza penale, punito con una sanzione amministrativa pecuniaria (cfr,. ex plurimis, Cass., sez. V, 17/05/2011, n. 30117, C), non si discosta dai principi di diritto affermati al riguardo dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione nella Sentenza del 19.4.2007, n. 16568, C.
In altri termini, dovendosi individuare l’elemento differenziale tra il delitto di cui all’art. 483, c.p. e quello di cui all’art. 495, c.p., non in una struttura ontologicamente diversa (in entrambi i casi, infatti, il legislatore prende in considerazione le false dichiarazioni dei soggetti privati, asservate per il tramite dell’atto redatto dal pubblico ufficiale), ma nella diversa estensione della condotta di falso oggetto del paradigma normativo, volta a ricomprendere, nel caso dell’art. 483, c.p., in generale, i fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità, in quello dell’art. 495, c.p., solo le dichiarazioni inerenti all’identità, allo stato o ad altra qualità della propria o altrui persona (cfr. Cass., sez. VI, 28.6.1994, Zungoli), appare evidente che quanto, come nel caso in esame, il falso consista nella falsa attestazione di essere cittadino italiano, contenuta nella dichiarazione sostitutiva di certificazione presentata dall’imputato ai fini della richiesta del contributo relativo al c.d. bonus bebè, previsto dalla legge finanziaria del 2006, in relazione al quale la cittadinanza italiana rappresenta uno dei requisiti necessari per la riscossione del relativo assegno previsto dall’art. 1, co.331, della suddetta legge finanziaria, l’assorbimento del reato di cui all’art. 495, c.p. in quello di cui all’art. 316 ter, c.p.r isponde alla stessa logica che ha indotto le Sezioni Unite del Supremo Collegio a ritenere il delitto di falsità ideologica commesso da privato in atto pubblico assorbito nella fattispecie di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, rappresentando, nel caso concreto, tale falsa dichiarazione elemento essenziale per la configurazione del delitto di cui all’art. 316 ter, c.p.Sulla base di tali considerazioni, dunque, il ricorso del procuratore generale va rigettato.
rigetta il ricorso.Manda alla Cancelleria per gli adempimenti di rito.Così deciso in Roma il 3.7.2012
DEPOSITATA IN CANCELLERIA17 OTTOBRE 2012
Be the first to comment on "Sentenza n. 40688 del 17 ottobre 2012 Corte di Cassazione"