Source: https://www.mediaedit.it/2015/12/13/cass-civ-sez-unite-sent-06-07-2015-n-13861/
Timestamp: 2019-07-18 09:30:00+00:00
Document Index: 50771142

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 360', 'art. 18', 'art. 18', 'sentenza ', 'art. 1720', 'art. 2041', 'art. 20', 'art. 13']

Cass. civ. Sez. Unite, Sent., 06-07-2015, n. 13861 – IMPIEGO PUBBLICO – SPESE GIUDIZIALI PENALI |
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Dott. SANTACROCE Giorgio – Primo Presidente f.f. –
Dott. FINOCCHIARO Mario – Presidente Sezione –
D.D.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA E. FERMI 128, presso l’appartamento PAGANO-MUSCINISI, rappresentato e difeso dall’avvocato PIETRO PAGANO, per deleghe in atti;
uditi gli avvocati Giuseppe MIUCCIO per delega dell’avvocato Pietro Pagano, Antonio GRUMETTO dell’Avvocatura Generale dello Stato;
udito il P.M. in persona dell’Avvocato Generale Dott. APICE Umberto, che ha concluso per il rigetto del ricorso principale, inammissibilità del ricorso incidentale.
3) La Corte di appello di Messina ha premesso che il rimborso effettuato dall’amministrazione ai sensi del D.L. n. 67 del 1997, art. 18, conv. in L. n. 135 del 1997, è dovuto nei limiti riconosciuti congrui dall’avvocatura dello Stato. Ha ritenuto che l’avvocatura compie una vantazione basata sulla discrezionalità tecnica, riferita alla tariffa penale, alla natura e alla complessità delle questioni trattate, alla durata del processo, alla qualità dell’opera prestata, al vantaggio recato al cliente.
Con il primo il ricorrente denuncia “violazione dell’art. 360 c.p.c., n. 3, in relazione al R.D.L. n. 1578 del 1933, artt. 14 e 57, e al L. n. 67 del 1997, art. 18”.
4) Nessuno dei motivi è meritevole https://www.acheterviagrafr24.com/achat-viagra-cialis-en-ligne/ di accoglimento.
La ratio del D.L. n. 67 del 1997, art. 18, convertito in L. n. 135 del 1997 (per il quale “le spese legali relative a giudizi per responsabilità civile, penale e amministrativa, promossi nei confronti di dipendenti di amministrazioni statali in conseguenza di fatti ed atti connessi con l’espletamento del servizio o con l’assolvimento di obblighi istituzionali… sono rimborsate dalle amministrazioni di appartenenza nei limiti riconosciuti congrui dall’Avvocatura dello Stato”, semprechè tali giudizi si siano “conclusi con sentenza o provvedimento che escluda la responsabilità” dei dipendenti medesimi) è comunemente ricollegata a un interesse generale, quello di tenere indenni i funzionari pubblici che abbiano agito in nome, per conto e nell’interesse dell’amministrazione, sollevandoli dal timore di eventuali conseguenze giudiziarie connesse all’espletamento delle loro attività istituzionali.
In giurisprudenza la disposizione è considerata espressione della regola civilistica generale di cui all’art. 1720 c.c., comma 2, in tema di rapporti fra mandante e mandatario, secondo la quale il mandatario ha diritto ad esigere dal mandante il risarcimento dei danni subiti a causa dell’incarico, che declina e traduce, a sua volta, il principio generale dell’ordinamento di divieto di locupletatio cum aliena iactura, (cfr in questi termini le correnti massime di Cons. Stato 11.4.2007 n. 1681 e inoltre Tar Lig., n. 882/2002; v. Cass., sez. un., 13.1.2006 n. 478; Tar Lazio, Roma, sez. 1^, 12.2. 2007 n. 1130), ma anche dal divieto di arricchimento senza causa di cui all’art. 2041 celi legislatore tuttavia, nel porre a carico dell’erario una spesa aggiuntiva, ha dovuto contemperare le esigenze economiche dei dipendenti coinvolti per ragioni di servizio in un procedimento penale e quelle di limitazione degli oneri posti a carico dell’amministrazione (cfr Cass. 9173/13). Le censure proposte dal ricorrente trascurano il rilievo che inevitabilmente assume il dovere del legislatore di tener conto delle esigenze di finanza pubblica, che impongono di non far carico all’erario di oneri eccedenti quanto è necessario, e al contempo sufficiente, per soddisfare gli interessi generali e i doveri giuridici che presidiano l’istituto del rimborso spese. Queste esigenze erano già implicite nell’art. 20 del decreto legge che ha introdotto l’istituto del rimborso.
La scelta di questo organo è in funzione del ruolo che esso svolge ai sensi del R.D. n. 1611 del 1933, art. 13, norma che assegna all’avvocatura, tra gli altri, una delicata e insostituibile funzione consultiva, chiamandola a “provvedere” “alle consultazioni legali richieste dalle Amministrazioni dello Stato”.
Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio delle Sezioni Unite Civili, il 14 aprile 2015.
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