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Timestamp: 2019-10-13 21:54:25+00:00
Document Index: 119853583

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art. 24', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'sentenza ', 'art. 26', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 33', 'arte 133', 'art.45', 'art. 44', 'art. 75', 'art. 76']

Biblioteca Università LIUC Economia Giurisprudenza Ingegneria La riforma del regolamento Bruxelles I
La riforma del regolamento Bruxelles I
: il regolamento (UE) n. 1215/2012 sulla giurisdizione e l'efficacia delle decisioni in materia civile e commerciale / a cura di Alberto Malatesta ; con la collaborazione di Gaetano Vitellino e Nicolò Nisi. - Milano : Giuffrè, c2016. - xvii, 228 p. ; 24 cm. - ISBN 978-88-14-21245-1.
Il volume analizza le novità introdotte dal regolamento (UE) n. 1215/2012 del 12 dicembre 2012 (cd. 'Bruxelles I-bis') alla disciplina concernente la competenza giurisdizionale il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale. Dal 10 gennaio 2015 esso sostituisce il precedente regolamento (CE) n. 44/2001 del 22 dicembre 2000, il quale a sua volta era succeduto, 'comunitarizzandola', alla convenzione di Bruxelles del 1968, oggetto come noto ormai da oltre quarant'anni di applicazione nella prassi giudiziaria italiana.
Il nuovo testo modifica in alcuni punti anche sensibilmente � si pensi solo all'abolizione dell'exequatur � la precedente normativa. Gli Autori si soffermano sugli aspetti di maggiore interesse per l'operatore giuridico italiano coinvolto in liti di carattere internazionale. Il volume è corredato da un'appendice completa e ragionata e da informazioni non immediatamente accessibili agli utenti.
Elena delle principali opere citate XIII
Abbreviazioni XV
Capitolo Primo - ORIGINI, OBIERRIVI E CARATTERI DEL REGOLAMENTO (UE) N. 1215/2012 (RECAST) di Alberto Malatesta
1. L'evoluzione della disciplina dalla convenzione di Bruxelles del 1968 al regolamento n. 1215/2012 1
2. Lo speciale status della Danimarca e l'applicazione nel tempo del regolamento 3
3. Gli obiettivi del recast nel quadro del processo di integrazione giudiziaria europea 4
4. L'ambito di applicazione spaziale del regolamento: dalla proposta della Commissione favorevole a introdurre norme sulla giurisdizione universali 6
5. ... alla conferma (con eccezioni) del loro carattere intracomunitario 8
6. Il rapporto con le convenzioni internazionali: in particolare, la salvezza degli accordi conclusi tra Stati membri e Stati terzi nelle stesse materie 9
7. La convenzione 'parallela' di Lugano del 2007 11
Capitolo Secondo - LE NOVITÃ � RELATIVE ALL'AMBITO DI APPLICAZIONE MATERIALE: IN PARTICOLARE, I RAPPORTI TRA GIURISDIZIONE E ARBITRATO di Alberto Malatesta
1. Le modifiche apportate all'ambito di applicazione materiale 13
2. La precisazione dell'ambito di applicazione 14
2.1. ... con riguardo alla definizione di 'materia civile e commerciale': la responsabilità dello Stato per atti o omissioni nell'esercizio di pubblici poteri 14
2.2. ... con riguardo ai settori esclusi di cui all'art.1 par. 2 15
2.2.1. Stato, capacità e regime patrimoniale tra coniugi 16
2.2.2. Le obbligazioni alimentari 17
2.2.3. La materia successoria 17
22.4. La materia fallimentare 18
3.Verso una maggiore esclusione della materia arbitrale 20
3.1. I procedimenti paralleli aventi ad oggetto la validità della convenzione arbitrale alla luce della giurisprudenza West Tankers 21
3.2. Il superamento della West Tankers ad opera del recast: in particolare, l'esclusione delle decisioni relative alle convenzioni arbitrali 23
3.3. La circolazione delle decisioni sui merito di un giudice di uno Stato membro in presenza di una convenzione arbitrale e i suoi limiti 25
3.4. La 'prevalenza' della convenzione di New York del 1958 sul regolamento 26
Capitolo Terzo - LE NOVITÃ � IN MATERIA DI FORI FACOLTATIVI ED ESCLUSIVI di Nicolà Nisi
1. Le modifiche apportate alle sezioni 2 e 6 del capo 11 del regolamento 29
2. Il nuovo loro per la restituzione dei beni culturali 30
3. Le modifiche all'art. 24 n. 4 in materia di proprietà intellettuale 33
3.1. La codificazione della giurisprudenza GAT 33
3.2. La proposizione dell'eccezione di invalidità nelle azioni di contrattazione: questioni irrisolte 34
3.3. La portata della devoluzionc al giudice esclusivamente competente 37
4. La recente istituzione del Tribunale unificato dei brevetti (TUB) 39
4.1. La competenza ratione materiae del TUB e il regime transitorio per i brevetti europei non unitari 40
4.2. Le modifiche al regolamento n. 1215/2012 per quanto attiene al coordinamento con l'accordo TUB: i nuovi articoli da 71-bis a 71-quinquies 41
4.2.1. 11 TUB come autorità giurisdizionale comune 42
4.2.2. La competenza giurisdizionale del TIJB 43
4.2.3. Le questioni di litispendcnza che coinvolgono il TUII 45
4.2.4. Il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia brevettuale 45
Capitolo Quarto - LE NOVITÃ � IN MATERIA DI FORi PROTETTIVI DELLA PARTE DEBOLE di Gaetano Vitellino
1. Le modifiche apportate alle sezioni 3.5 del capo Il alla luce dell'obiettivo di maggiore tutela della parte debole 47
2. I caratteri generali dei sottosistemi protettivi: la distribuzione asimmetrica della giurisdizione 48
3. La giurisdizione nei rapporti collegati con Stati terzi 50
3.1. La dualità del regime giurisdizionale nel previgente sistema 50
3.2. La proposta della Commissione di completa 'universalizzazione' delle norme sulla giurisdizione 52
3.3. La parziale 'universalizzazione' attuata dal recast soltanto in materia di contratti di consumo e di lavoro 53
3.3.1. Le azioni contro parti deboli domiciliate in Stati terzi 54
3.3.2. Le azioni contro parti forti domiciliate in Stati terzi 54
4. Gli accordi di scelta del foro nei rapporti collegari con Stati terzi 57
4.1. L'incerta efficacia degli accordi attributivi di giurisdizione ai giudici di Stati terzi 57
4.2. L'efficacia della proroga della giurisdizione italiana quando la parte debole non sia domiciliata nell'Unione 59
3. Le modifiche in materia di contratti di lavoro: in particolare, il cumulo soggettivo delle cause promosse dal lavoratore 61
Capitolo Quinto - LE NOVITÃ � IN MATERIA DI PROROGA DELLA GIURISDIZIONE di Alberto Malatesta e Gaetano Vitellino
Sezione I - GLI ACCORDI DI SCELTA DEL FORO di Alberto Malatesta
1. Le modifiche apportate all'art. 25 e i loro obiettivi 63
2. L'ambito di applicazione 'universale' dell'art. 25 65
3. Il principio dell'autonomia della clausola di scelta del foro 66
4. L'inserimento di una norma di diritto internazionale privato uniforme sulla validità sostanziale dell'accordo di scelta 67
4.1. La conferma del ruolo dei diritti nazionali nella valutazione della validità sostanziale dell'accordo 67
4.2. L'incerta natura della norma 69
4.3. La nozione di 'nullità dal punto di vista della validità sostanziale' 70
5. La priorità del giudice eletto sull'accertamento della validità dell'accordo in situazioni di litispendenza: rinvio 72
6. Gli accordi di scelta del foro a favore di giudici di Stati terzi: una timida apertura 73
7. La circolazione delle decisioni aventi ad oggetto gli accordi di scelta del foro 75
Sezione II - LA C.D. PROROGA TACITA di Gaetano Vitellino
8. Le modifiche apportate all'art. 26 78
9. La giurisdizione fondata sulla comparizione del convenuto: l'art. 26 par. 1 e il suo controverso fondamento teorico 78
10. L'incerto ambito di applicazione spaziale dell'art. 26 81
11. La prevalenza della proroga tacita sui fori protettivi nel previgente regime: la sentenza Bilas 82
12. Il nuovo art. 26 par. 2 alla luce dell'obiettivo di tutela della parte debole 85
12.1. I presupposti di operatività della norma 86
Capitolo Settimo - LE NOVITÃ � IN MATERIA DI PROVVEDIMENTI PROVVISORI E CAUTELARI di Nicolò Nisi
Le modifiche apportate alla materia cautelare 117
2. La nozione di 'provvedimento provvisorio e cautelare' nel sistema Bruxelles I 118
2.1. L'interpretazione autonoma della Corte di giustizia 119
2.2. Il considerando n. 23 sui mezzi di istruzione preventiva 119
2.3. I problemi ancora irrisolti: i provvedimenti c.d. anticipatori 121
3. La giurisdizione cautelare e il sistema del c,d. doppio binario 122
3.1. La giurisdizione cautelare del giudice competente per il merito 123
3.2. La giurisdizione cautelare ai sensi dell'art. 33 e il problema del nesso effettivo di collegamento 123
4. Il nuovo regime di circolazione dei provvedimenti cautelari 126
4.1. 11 regime differenziato di circolazione del nuovo regolamento 127
4.2. Problemi di coordinamento tra il giudice del merito e il giudice cautelare nella fase esecutiva 128
4.3. La non circolazione dei provvedimenti cautelari emessi ai sensi dell'art. 33 129
4.4. Considerazioni conclusive sulla portata del divieto di circolazione dei provvedimenti emessi ai sensi dcll'art. 33 130
5. La circolazione dei provvedimenti emessi inaudita altera parte dal giudice competente per il merito 132
5.1. lI (tenue) superamento (Iella giurisprudenza Denilauler 132
5.2. Le eccezioni ai limiti posti alla circolazione dei provvedimenti emessi inaudita altera parte 133
Capitolo Ottavo - LE NOVITÃ � IN MATERIA DI RICONOSCIMENTO ED ESECUZIONE DELLE DECISIONI di Alberto Malatesta e Nicolò Nisi
1. Le modifiche apportate alla circolazione delle decisioni 135
2. Le precisazioni sul principio del riconoscimento automatico delle decisioni straniere 137
2.1. La domanda in via principale di diniego del riconoscimento 138
2.2. La domanda in via principale di riconoscibilità 139
2.3. La richiesta di diniego del riconoscimento in via incidentale 140
3. L'abolizione della procedura di exequatur e le sue conseguenze 141
3.1. La (non completa) equiparazione delle decisoni degli Stati membri alle decisioni nazionali 141
3.2. L'esecuzione diretta delle decisioni e i suoi corollari 142
4. I requisiti posti dal regolamento per domandare l'esecuzione delle decisioni 142
4.1. L'attestato rilasciato ai sensi dell'an. 33 e l'eventuale controllo su di esso 143
4.2. La notifica dell'attestato e della decisione prima dell'inizio dell'esecuzione 145
4.3. La (eventuale) traduzione dell'attestato e della decisione 146
5. La domanda di diniego dell'esecuzione e i motivi ostativi alla stessa 147
5.1. Il permanere del controllo sui motivi elencati nell'art.45 147
5.2. Il limitato rilievo dei motivi di diniego e di sospensione dell'esecuzione previsti dalle legislazioni nazionali 149
6. La procedura per il diniego dell'esecuzione 150
7. La competenza per La domanda di diniego dell'esecuzione (e per le domande sul riconoscimento) 151
7.1. La comunicazione italiana inviata alla Commissione e i problemi interpretativi che essa solleva 151
7.2. L'attuaione nell'ordinamento italiano 154
8. Le tutele delle parti a fronte dell'esecuzione della decisione 155
8.1. La sospensione del processo esecutivo ai sensi dell'art. 44 155
8.2. La tutela cautelare automatica ai sensi dell'ari. 40 156
9. L'adattamento dei provvedimenti 'ignoti' nello Stato richiesto 158
APPENDICE a cura di Gaetano Vitellino
1. Regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2012, concernente la competenza giurisdizionale il riconoscimento e l'esecuzione dette decisioni in materia civile e commerciale (rifusione) 163
Allegato I. Attestato relativo alle decisioni in materia civile e commerciale 197
Allegato II. Attestato relativo agli atti pubblici o alle transazioni giudiziarie in materia civile e commerciale 201
Allegato III. Tavola di concordanza 204
2. Informazioni comunicate dagli Stati membri ai sensi degli arrt. 75 e 76 del regolamento (UE) n. 1215/2012 207
2.1. Comunicazioni italiane 207
2.2. Informazioni comunicate dagli altri Stati membri 209
22.1. Informazioni ai sensi dell'art. 75 dd regolamento (UE) n.1215/2012 209
2.22. Informazioni ai sensi dell'art. 76 del regolamerno (UE) n.1215/2012 215
3. Notifica da parte della Danimarca della sua decisione di attuare il regolamento (UE) n. 1215/2012 229