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Prevenzione Incendi L APPROCCIO PRESTAZIONALE - PDF
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1 Prevenzione Incendi LA NUOVA NORMATIVA IN MATERIA DI RESISTENZA AL FUOCO DELLE COSTRUZIONI E DI CLASSIFICAZIONE AI FINI DELLA RESISTENZA AL FUOCO DELLE STRUTTURE L APPROCCIO PRESTAZIONALE
2 I REQUISITI DELLE COSTRUZIONI PER LA SICUREZZA IN CASO D INCENDIO L EVOLUZIONE DELLA NORMATIVA Norme nazionali Circolare 91/61 Norme UNI 9502, 9503, 9504 Norme specifiche (verticali) che impongono predeterminati requisiti di resistenza al fuoco Norme comunitarie Direttiva sui prodotti da costruzione 89/106/CEE del 21 dicembre 1988 Novità normative nazionali D.M. 14 settembre 2005 Testo unico delle norme tecniche per la costruzioni D.M. 16 febbraio 2007 D.M. 9 marzo 2007 APPROCCIO PRESCRITTIVO Requisiti in funzione della destinazione d uso dei locali APPROCCIO PRESTAZIONALE Sicurezza strutturale in caso d incendio
3 APPLICAZIONE DI MODELLI DI CALCOLO PER LA DETERMINAZIONE DELLA TEMPERATURA AMBIENTE APPLICAZIONE DI MODELLI DI CALCOLO PER LA DETERMINAZIONE DELLA TEMPERATURA NEGLI ELEMENTI STRUTTURALI APPLICAZIONE DI MODELLI DI CALCOLO PER LA DETERMINAZIONE DEL COMPORTAMENTO MECCANICO DELL ORGANISMO STRUTTURALE
4 MODELLI DI CALCOLO PER LA DETERMINAZIONE DELLA TEMPERATURA AMBIENTE MODELLI A PARAMETRI CONCENTRATI Risolvono in modo esatto un set di equazioni approssimate di conservazione di quantità di moto, energia e materia, algebriche (stato stazionario) o differenziali (transitorio). MODELLI A PARAMETRI DISTRIBUITI MODELLI A PARAMETRI DISTRIBUITI I modelli numerici di fluidodinamica computazionale (CFD) consentono, tramite integrazione numerica delle equazioni differenziali rappresentative dei bilanci accoppiati di quantità di moto, energia e materia, di pervenire al calcolo dei campi vettoriali di velocità e scalari di temperatura e concentrazione.
5 I risultati così ottenuti possono poi essere visualizzati ed / od elaborati grazie al post - processore, il quale, segnatamente, consente, ad esempio di visualizzare la geometria del dominio di integrazione e la sua griglia, di rappresentare graficamente i campi vettoriali e scalari e, nel caso di simulazioni in transitorio, può addirittura permettere di eseguire animazioni filmate che illustrino la evoluzione dinamica delle grandezze di interesse.
7 I DECRETI APPENA PUBBLICATI MINISTERO DELL INTERNO DECRETO 9 marzo 2007 Prestazioni di resistenza al fuoco delle costruzioni nelle attività soggette al controllo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco MINISTERO DELL INTERNO DECRETO 16 febbraio 2007 Classificazione di resistenza al fuoco di prodotti ed elementi costruttivi di opere da costruzione
8 MINISTERO DELL INTERNO DECRETO 9 marzo 2007 Prestazioni di resistenza al fuoco delle costruzioni nelle attività soggette al controllo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco CAMPO DI APPLICAZIONE Il Decreto stabilisce i criteri per determinare le prestazioni di resistenza al fuoco che devono possedere le costruzioni nelle attività soggette al controllo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ad esclusione di quelle normate. Le disposizioni si applicano alle attività i cui progetti sono presentati dopo l entrata in vigore del decreto.
9 ABROGAZIONI MINISTERO DELL INTERNO DECRETO 9 marzo 2007 Prestazioni di resistenza al fuoco delle costruzioni nelle attività soggette al controllo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco Circ. 14 settembre 1961, n.91 D.M. 6 marzo 1986 D.M. 30 novembre 1983 (carico d incendio, compartimento antincendio, resistenza al fuoco) Bollettino C.N.R. n. 192 del 28 dicembre 1999 (superato)
10 MINISTERO DELL INTERNO DECRETO 9 marzo 2007 Prestazioni di resistenza al fuoco delle costruzioni nelle attività soggette al controllo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco DISPOSIZIONI FINALI Per la costruzioni esistenti le cui prestazioni di resistenza al fuoco siano già state accertate dai VV.F. non è necessario procedere ad una nuova determinazione nel caso di ampliamento, modifica, variazione di destinazione d uso, sempre che dette modifiche non comportino un aumento della classe di rischio, una riduzione delle misure di sicurezza o un incremento del carico d incendio.
11 OBIETTIVI FISSATI DALLA NUOVA NORMATIVA Le costruzioni devono essere progettate, realizzate e gestite in modo da garantire: la stabilità degli elementi portanti per un tempo utile ad assicurare il soccorso agli occupanti; la limitata propagazione del fuoco e dei fumi, anche riguardo alle opere vicine; la possibilità che gli occupanti lascino l opera indenni o che gli stessi siano soccorsi in altro modo; la possibilità per le squadre di soccorso di operare in condizioni di sicurezza.
12 RESPONSABILITÀ L INDIVIDUAZIONE DEI VALORI CHE ASSUMONO I PARAMETRI POSTI ALLA BASE DELLA DETERMINAZIONE DELLE AZIONI DI PROGETTO È A CARICO DEL PROGETTISTA IL MANTENIMENTO DELLE CONDIZIONI CHE DETERMINANO L INDIVIDUAZIONE DELLE AZIONI DI PROGETTO È A CARICO DEL TITOLARE DELL ATTIVITÀ
13 PUNTI SALIENTI DELLA NUOVA NORMATIVA Incendio convenzionale di progetto È la curva d incendio scelta per la progettazione (T-t) Curva nominale (adottata per la classificazione delle costruzioni e per le verifiche di resistenza al fuoco di tipo convenzionale) Curva naturale (determinata in base a modelli di incendio e a parametri fisici del compartimento per le verifiche con approccio di tipo prestazionale)
14 APPROCCIO CONVENZIONALE DETERMINAZIONE DEL CARICO D INCENDIO SPECIFICO DI PROGETTO
15 APPROCCIO CONVENZIONALE
16 APPROCCIO CONVENZIONALE I fattori di correzione Fattore che tiene conto dell altezza media del compartimento (con H altezza media del compartimento in metri) H (m) Φ
17 APPROCCIO CONVENZIONALE I fattori di correzione
18 APPROCCIO CONVENZIONALE I fattori di correzione
19 APPROCCIO CONVENZIONALE I fattori di correzione
20 APPROCCIO CONVENZIONALE Scenari e incendi convenzionali di progetto Curve nominali Curva nominale standard Curva nominale degli idrocarburi temperatura tempo standard external hydrocarbon smouldering RWS Curva nominale esterna
21 APPROCCIO CONVENZIONALE Scenari e incendi convenzionali di progetto Curve nominali di incendio e classi di resistenza al fuoco Le classi di resistenza al fuoco sono le seguenti: 15; 20; 30; 45; 60; 90; 120; 180; 240.
22 APPROCCIO PRESTAZIONALE
23 Prestazioni richieste Le prestazioni da richiedere ad una costruzione sono individuate nei seguenti livelli:
24 LIVELLO I DI PRESTAZIONE Il livello I di prestazione può ritenersi adeguato per le costruzioni ove si verificano tutte le seguenti condizioni: 1. I crolli totali o parziali della costruzione non arrecano danni ad altre costruzioni; 2. I crolli totali o parziali della costruzione non compromettono l'efficacia di elementi di compartimentazione e sistemi antincendio che proteggono altre costruzioni; 3. La costruzione non è adibita ad attività che comportino la costante presenza di persone. 4. La costruzione non è adibita ad attività che comportino un carico di incendio specifico superiore a 100 MJ/m2; 5. La costruzione non è adibita ad attività che comportino impiego o deposito di sostanze infiammabili, esplosive o tossiche; 6. La costruzione non è adibita ad attività che comportino impiego di fiamme libere, di resistenze elettriche in vista e di corpi incandescenti non protetti.
25 LIVELLO II DI PRESTAZIONE
26 LIVELLO II DI PRESTAZIONE Le classi di resistenza al fuoco necessarie per garantire il livello II di prestazione sono le seguenti: 30 per costruzioni ad un piano fuori terra, senza interrati 60 per costruzioni fino a due piani fuori terra e un piano interrato
27 LIVELLO III DI PRESTAZIONE APPROCCIO CONVENZIONALE
28 LIVELLI IV e V DI PRESTAZIONE I livelli IV o V possono essere oggetto di specifiche richieste del committente, essere previsti dai capitolati tecnici di progetto, essere richiesti dalla autorità competente per costruzioni destinate ad attività di particolare importanza. Per garantire il livello IV le costruzioni devono essere oggetto delle seguenti verifiche: a) capacità portante mantenuta per tutta la durata dell'incendio; b) regime deformativo contenuto; c) capacità portante residua che consenta interventi di ripristino. Per garantire il livello V le costruzioni devono essere oggetto delle seguenti verifiche: a) capacità portante mantenuta per tutta la durata dell'incendio; b) regime deformativo trascurabile; c) capacità portante residua adeguata alla funzionalità immediata della costruzione.
29 CRITERI DI PROGETTAZIONE DEGLI ELEMENTI STRUTTURALI RESISTENTI AL FUOCO Per i soli elementi strutturali secondari contenuti in costruzioni che devono garantire il livello III è consentito limitare la richiesta di prestazione al livello II, purché siano verificate tutte le seguenti condizioni: l eventuale crollo degli elementi strutturali secondari non compromette la capacità portante di altre parti della struttura and l eventuale crollo degli elementi strutturali secondari non compromette l efficacia di elementi costruttivi di compartimentazione e di sistemi antincendio and l eventuale crollo degli elementi strutturali secondari non deve costituire pericolo per gli occupanti e per i soccorritori
30 CONCLUSIONI MINISTERO DELL INTERNO DECRETO 9 marzo 2007 Prestazioni di resistenza al fuoco delle costruzioni nelle attività soggette al controllo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco Le principali novità introdotte dal Decreto: -Si tratta di una rivisitazione in chiave attuale della Circolare 91/61; -Introduce coefficienti di penalizzazione e di amplificazione più aderenti alla realtà e, per certi versi innovativi (superficie, classi di rischio, EFC, elementi di contenimento, etc.); -Offre la possibilità di utilizzare curve d incendio ad hoc ; -Consente di utilizzare i principi della FIRE SAFETY ENGINEERING (approccio prestazionale); -Identifica alcuni criteri di progettazione in passato trascurati (resistenza al fuoco degli elementi secondari, la sicurezza dei soccorritori, etc.).
31 MINISTERO DELL INTERNO DECRETO 16 febbraio 2007 Classificazione di resistenza al fuoco di prodotti ed elementi costruttivi di opere da costruzione Il Decreto è emanato stante la necessità di recepire il sistema europeo di classificazione di resistenza al fuoco dei prodotti e delle opere da costruzione per i casi in cui è prescritta tale classificazione al fine di conformare le stesse opere e le loro parti al requisito essenziale «Sicurezza in caso d incendio» della direttiva 89/106/CE. Il Decreto si applica ai prodotti e agli elementi per i quali è prescritto il requisito di resistenza al fuoco ai fini della sicurezza in caso d'incendio delle opere in cui sono inseriti.
32 CLASSIFICAZIONE DI RESISTENZA AL FUOCO DI PRODOTTI ED ELEMENTI COSTRUTTIVI DI OPERE DA COSTRUZIONE Le prestazioni di resistenza al fuoco dei prodotti e degli elementi costruttivi possono essere determinate in base ai risultati di: a) prove, b) calcoli, c) confronti con tabelle.
33 CLASSIFICAZIONE DI RESISTENZA AL FUOCO DI PRODOTTI ED ELEMENTI COSTRUTTIVI DI OPERE DA COSTRUZIONE I prodotti e gli elementi costruttivi vengono classificati base alle loro caratteristiche di resistenza al fuoco, secondo i simboli e le classi indicate nelle tabelle dell allegato A), in conformità alle decisioni della Commissione dell Unione europea 2000/367/CE del 3 maggio 2000 e 2003/629/CE del 27 agosto CLASSIFICAZIONE DELLA RESISTENZA AL FUOCO ALLEGATO A
34 CLASSIFICAZIONE DI RESISTENZA AL FUOCO DI PRODOTTI ED ELEMENTI COSTRUTTIVI DI OPERE DA COSTRUZIONE Le modalità per la classificazione di prodotti ed elementi costruttivi in base ai risultati di prove di resistenza al fuoco e di tenuta al fumo sono descritte nell allegato B) al Decreto. CLASSIFICAZIONE IN BASE AI RISULTATI DI PROVA ALLEGATO B
35 CLASSIFICAZIONE DI RESISTENZA AL FUOCO DI PRODOTTI ED ELEMENTI COSTRUTTIVI DI OPERE DA COSTRUZIONE Le modalità per la classificazione di prodotti ed elementi costruttivi in base ai risultati di calcoli sono descritte nell allegato C) al Decreto. CLASSIFICAZIONE IN BASE AI RISULTATI DI CALCOLI ALLEGATO C
36 CLASSIFICAZIONE DI RESISTENZA AL FUOCO DI PRODOTTI ED ELEMENTI COSTRUTTIVI DI OPERE DA COSTRUZIONE Le modalità per la classificazione di elementi costruttivi in base a confronti con tabelle sono descritte nell allegato D) del Decreto. CLASSIFICAZIONE IN BASE A CONFRONTI CON TABELLE ALLEGATO D
37 CLASSI DI RESISTENZA AL FUOCO SIMBOLI E CLASSI ALLEGATO A
38 CLASSI DI RESISTENZA AL FUOCO SIMBOLI E CLASSI ALLEGATO A
39 CLASSI DI RESISTENZA AL FUOCO SIMBOLI E CLASSI ALLEGATO A
40 CLASSI DI RESISTENZA AL FUOCO SIMBOLI E CLASSI ALLEGATO A
41 CLASSI DI RESISTENZA AL FUOCO SIMBOLI E CLASSI ALLEGATO A
42 CLASSI DI RESISTENZA AL FUOCO SIMBOLI E CLASSI ALLEGATO A
43 CLASSI DI RESISTENZA AL FUOCO SIMBOLI E CLASSI ALLEGATO A
44 CLASSI DI RESISTENZA AL FUOCO SIMBOLI E CLASSI ALLEGATO A
45 PROVE DI LABORATORIO ALLEGATO B Viene redatto un rapporto di prova che conclude con l indicazione della classe di appartenenza Vengono realizzate prove con l obiettivo di riprodurre le condizioni di esercizio dei prodotti
46 CLASSIFICAZIONE IN BASE AI RISULTATI DI CALCOLI ALLEGATO C Azione dei carichi con le combinazioni previste (compreso l incendio) Scambi termici dovuti all esposizione ad una curva convenzionale e/o naturale di incendio Verifica delle azioni del calore sugli elementi di costruzione (decadimento delle caratteristiche meccaniche alle varie temperature)
47 CLASSIFICAZIONE IN BASE AI RISULTATI DI CALCOLI ALLEGATO C I metodi di calcolo da utilizzare ai fini del presente decreto sono quelli contenuti negli eurocodici: EN «Azioni sulle strutture Parte 1-2: Azioni generali Azioni sulle strutture esposte al fuoco» EN «Progettazione delle strutture di calcestruzzo Parte 1-2: Regole generali Progettazione strutturale contro l incendio» EN «Progettazione delle strutture di acciaio Parte 1-2: Regole generali Progettazione strutturale contro l incendio» EN «Progettazione delle strutture miste acciaio calcestruzzo Parte 1-2: Regole generali Progettazione strutturale contro l incendio» EN «Progettazione delle strutture di legno Parte 1-2: Regole generali Progettazione strutturale contro l incendio» EN «Progettazione delle strutture di muratura Parte 1-2: Regole generali Progettazione strutturale contro l incendio» EN «Progettazione delle strutture di alluminio Parte 1-2: Regole generali Progettazione strutturale contro l incendio»
48 CLASSIFICAZIONE IN BASE AI RISULTATI DI CALCOLI ALLEGATO C In attesa della pubblicazione delle appendici nazionali degli eurocodici, è possibile fare riferimento alle norme UNI di seguito indicate : C.4.1 UNI 9502 «Procedimento analitico per valutare la resistenza al fuoco degli elementi costruttivi di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso» C.4.2 UNI 9503 «Procedimento analitico per valutare la resistenza al fuoco degli elementi costruttivi di acciaio» C.4.3 UNI 9504 «Procedimento analitico per valutare la resistenza al fuoco degli elementi costruttivi di legno»
49 ESEMPI DI VERIFICHE ANALITICHE effetti della temperatura su travi in calcestruzzo
50 CLASSIFICAZIONE IN BASE A CONFRONTI CON TABELLE ALLEGATO D
51 CLASSIFICAZIONE IN BASE A CONFRONTI CON TABELLE ALLEGATO D
52 CLASSIFICAZIONE IN BASE A CONFRONTI CON TABELLE ALLEGATO D Travi, pilastri e pareti in calcestruzzo armato ordinario e precompresso
53 CLASSIFICAZIONE IN BASE A CONFRONTI CON TABELLE ALLEGATO D BW a: distanza dall asse delle armature alla superficie esposta B
54 CLASSIFICAZIONE IN BASE A CONFRONTI CON TABELLE ALLEGATO D BW B B a: distanza dall asse a: distanza delle dall asse armature delle alla armature superficie esposta
55 CLASSIFICAZIONE IN BASE A CONFRONTI CON TABELLE ALLEGATO D Travi, pilastri e pareti in calcestruzzo armato ordinario e precompresso
56 CLASSIFICAZIONE IN BASE A CONFRONTI CON TABELLE ALLEGATO D Travi, pilastri e pareti in calcestruzzo armato ordinario e precompresso
57 CLASSIFICAZIONE IN BASE A CONFRONTI CON TABELLE ALLEGATO D
58 CLASSIFICAZIONE IN BASE A CONFRONTI CON TABELLE ALLEGATO D Travi, tiranti e colonne di acciaio
59 CLASSIFICAZIONE IN BASE A CONFRONTI CON TABELLE ALLEGATO D Travi, tiranti e colonne di acciaio
60 CONCLUSIONI MINISTERO DELL INTERNO DECRETO 16 febbraio 2007 Classificazione di resistenza al fuoco di prodotti ed elementi costruttivi di opere da costruzione Le principali novità introdotte dal Decreto: -La nuova normativa pone le basi per il recepimento italiano degli eurocodici mandando in pensione la Circolare n.91/61; -La resistenza al fuoco dei materiali e dei prodotti è valutata, oltre che con i classici parametri R, E ed I, anche in termini di resistenza all irraggiamento, alle azioni meccaniche, etc. -Il Decreto mette a disposizione tabelle con riferimento ad un ampia gamma di elementi costruttivi e diverse tipologie di rivestimenti protettivi.
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