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Timestamp: 2020-06-02 20:57:40+00:00
Document Index: 78978406

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Sentenza Cassazione Civile n. 4967 del 28/02/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4967 del 28/02/2011
Cassazione civile sez. trib., 28/02/2011, (ud. 16/12/2010, dep. 28/02/2011), n.4967
R.A. residente ad (OMISSIS), rappresentata e difesa, giusta
procura speciale, autenticata dal Notaio Roberto Ricci di Albenga in
data 10.07.2008, Rep. N. 62250, dall’Avv. Della Valle Eugenio,
elettivamente domiciliata nel relativo studio in Roma, Piazza
Mazzini, 08;
COMUNE di ALBENGA, in persona del legale rappresentante pro tempore;
avverso la sentenza n. 07 della Commissione Tributaria Regionale di
Genova, Sezione n. 05, in data 10.01.2007, depositata il 01 giugno
Considerato che nel ricorso iscritto al n. 20151/2008 R.G. è stata depositata in cancelleria la seguente relazione:
“1 – E’ chiesta la cassazione della sentenza n. 07, pronunziata dalla CTR di Genova Sezione n. 05 il 10.01.2007 e DEPOSITATA il 1 giugno 2007.
Il ricorso, che attiene ad impugnazione di avviso di accertamento ICI dell’anno 1996, censura l’impugnata decisione per violazione o falsa applicazione del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 1, comma 2 e art. 2 nonchè del D.L. n. 557 del 1993, art. 9, comma 3, lett. a).
2 – L’intimato Comune, non ha svolto difese in questa sede.
3 – La decisione impugnata, ha rigettato l’appello della contribuente e riconosciuto, nel caso, l’imponibilità, ai fini ICI, dei fabbricati abitati calla figlia, nella considerazione: a – che non erano ravvisabili, nel caso, presupposti voluti dalla legge per il riconoscimento della ruralità del fabbricato agli effetti fiscali, trattandosi di fabbricato non occupato personalmente dalla proprietaria, bensì concesso in locazione a terzi.
4 – Alle questioni poste con il ricorso, si ritiene possa rispondersi richiamando il principio, recentemente affermato dalle SS.UU. di questa Corte con la sentenza n. 18566/2009, secondo cui “in tema di imposta comunale sugli immobili (ICI), l’immobile che sia stato iscritto nel catasto fabbricati come “rurale”, con l’attribuzione della relativa categoria (Ad o DIO), in conseguenza della riconosciuta ricorrenza dei requisiti previsti dal D.L. n. 557 del 1993, art. 9 conv. con L. n. 133 del 1994 e successive modificazioni, non è soggetto all’imposta ai sensi dei combinato disposto del D.L. n. 207 del 2008, art. 23, comma 1 bis convertito con modificazioni dalla L. n. 14 del 2003, art. 23, comma 1 bis e del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 2, comma 1, lett. a). L’attribuzione all’immobile di una diversa categoria catastale deve essere impugnata specificamente dal contribuente che pretenda la non soggezione all’imposta per la ritenuta ruralità del fabbricato, restando altrimenti quest’ultimo assoggettato ad ICI: allo stesso modo il Comune dovrà impugnare l’attribuzione della categoria catastale A/6 o D/10 al fine di potere legittimamente pretendere l’assoggettamento del fabbricato all’imposta. Per i fabbricati non iscritti in catasto l’assoggettamento all’imposta è condizionato all’accertamento positivamente conci uso della sussistenza dei requisiti per il riconoscimento della ruralità del fabbricato previsti dal D.L. n. 557 del 1993, art. 9 e successive modificazioni che può essere condotto dal giudice tributario investito dalla domanda di rimborso proposta dal contribuente, sui quale grava l’onere di dare prova della sussistenza dei predetti requisiti. Tra i predetti requisiti, per gli immobili strumentali, non rileva l’identità tra titolare del fabbricato e titolare del fondo, potendo la ruralità essere riconosciuta anche agli immobili delle cooperative che svolgono attività di manipolazione, trasformazione, conservazione, valorizzazione o commercializzazione dei prodotti agricoli conferiti dai soci”.
5 – Poichè la decisione non verifica, alla stregua del quadro normativo applicabile e dei trascritto principio, la sussistenza dei presupposti per il riconoscimento della ruralità, valorizzando circostanze giuridicamente irrilevanti, si ritiene sussistano i presupposti per la trattazione del ricorso in Camera di Consiglio e la relativa definizione, ai sensi degli artt. 375 e 380 bis c.p.c., proponendosene l’accoglimento, per manifesta fondatezza.
Ritenuto che, in base a tali condivisi motivi ed ai richiamati principi, il ricorso, nei sensi indicati relazione, va accolto e, per l’effetto, va cassata l’impugnata decisione;
Considerato, altresì, che il Giudice del rinvio, che si designa in altra sezione della CTR della Liguria, procederà al riesame e, quindi, applicando i richiamati principi, deciderà sul merito e sulle spese del presente giudizio, offrendo congrua motivazione;
accoglie il ricorso, cassa l’impugnata decisione e rinvia ad altra sezione della CTR della Liguria.