Source: https://www.diritto.it/normativa/decreto-legislativo-1842011-n-59/
Timestamp: 2017-10-19 05:36:06+00:00
Document Index: 124878148

Matched Legal Cases: ['in fine', 'in fine', 'art. 22', 'art. 23', 'art. 128', 'art. 23', 'art. 25']

Redazione, 18 aprile 2011
G.U. 30/4/2011 n. 99
Vista la legge 7 luglio 2009, n. 88, recante disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee – legge comunitaria 2008, ed in particolare l’articolo 1, commi 1 e 3, e l’allegato B;
Vista altresi’ la direttiva 2002/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 marzo 2002, relativa all’omologazione dei veicoli a motore a due o tre ruote e che abroga la direttiva 92/61/CEE;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministri degli affari esteri, della giustizia, dell’interno, dell’economia e delle finanze e della salute;
Modifiche all’articolo 47 del Codice della strada, in materia diclassificazione dei veicoli
1. All’articolo 47 del Codice della strada sono apportate le seguenti modificazioni:
«50 km/h», ovunque ricorrano, sono sostituite dalle seguenti: «45km/h»;
b) al comma 2, lettera a), sono inseriti, in fine, i seguenticapoversi:
«- categoria L6e: quadricicli leggeri, la cui massa a vuoto e’inferiore o pari a 350 kg, esclusa la massa delle batterie per iveicoli elettrici, la cui velocita’ massima per costruzione e’inferiore o uguale a 45 km/h e la cui cilindrata del motore e’inferiore o pari a 50 cm³ per i motori ad accensione comandata; o lacui potenza massima netta e’ inferiore o uguale a 4 kW per gli altrimotori, a combustione interna; o la cui potenza nominale continuamassima e’ inferiore o uguale a 4 kW per i motori elettrici. Taliveicoli sono conformi alle prescrizioni tecniche applicabili aiciclomotori a tre ruote della categoria L2e, salvo altrimentidisposto da specifiche disposizioni comunitarie;
– categoria L7e: i quadricicli, diversi da quelli di cui allacategoria L6e, la cui massa a vuoto e’ inferiore o pari a 400 kg (550kg per i veicoli destinati al trasporto di merci), esclusa la massadelle batterie per i veicoli elettrici, e la cui potenza massimanetta del motore e’ inferiore o uguale a 15 kW. Tali veicoli sonoconsiderati come tricicli e sono conformi alle prescrizioni tecnicheapplicabili ai tricicli della categoria L5e salvo altrimenti dispostoda specifiche disposizioni comunitarie;».
Modifiche all’articolo 115 del Codice della strada, in materia di requisiti per la guida dei veicoli e la conduzione di animali
1. All’articolo 115 del Codice della strada sono apportate le seguenti modificazioni:
«1. Fatte salve le disposizioni specifiche in materia di carta diqualificazione del conducente, chi guida veicoli o conduce animalideve essere idoneo per requisiti fisici e psichici e aver compiuto:
1) veicoli a trazione animale o condurre animali da tiro, dasoma o da sella, ovvero armenti, greggi o altri raggruppamenti dianimali;
2) sul territorio nazionale, veicoli cui abilita la patentedi guida della categoria AM, purche’ non trasportino altre personeoltre al conducente;
1) veicoli cui abilita la patente di guida della categoriaA1, purche’ non trasportino altre persone oltre al conducente;
2) veicoli cui abilita la patente di guida della categoria
B1, purche’ non trasportino altre persone oltre al conducente;
1) veicoli cui abilita la patente di guida delle categorieAM, A1 e B1, che trasportano altre persone oltre al conducente;
2) veicoli cui abilita la patente di guida della categoriaA2;
3) veicoli cui abilita la patente di guida delle categorie Be BE;
4) veicoli cui abilita la patente di guida delle categorie C1e C1E;
1) veicoli cui abilita la patente di guida della categoria A,a condizione che il conducente sia titolare della patente di guidadella categoria A2 da almeno due anni;
1) tricicli cui abilita la patente di guida della categoriaA;
2) veicoli cui abilita la patente di guida delle categorie Ce CE;
3) veicoli cui abilita la patente di guida delle categorie D1e D1E;
4) veicoli per i quali e’ richiesto un certificato diabilitazione professionale di tipo KA o KB nonche’ i veicoli checircolano in servizio di emergenza, di cui all’articolo 177; f) anni ventiquattro per guidare:
2) veicoli cui abilita la patente di guida delle categorie De DE.»;
c) al comma 3, la parola: «Chiunque» e’ sostituita dalleseguenti: «Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 126, comma 12,chiunque», ed il secondo periodo e’ sostituito dal seguente: «Qualoratrattasi di veicoli di cui al comma 1, lettera e), numero 4), ovverodi veicoli per la cui guida e’ richiesta la carta di qualificazionedel conducente, e’ soggetto alla sanzione amministrativa delpagamento di una somma da 155 euro a 624 euro.»;
d) il comma 4 e’ sostituito dal seguente: «4. Il minore deglianni diciotto, munito di patente delle categorie AM, A1 e B1, chetrasporta altre persone sui veicoli alla cui guida le predettepatenti rispettivamente lo abilitano e’ soggetto alla sanzioneamministrativa del pagamento di una somma da 38 euro a 155 euro.».
Modifiche all’articolo 116 del Codice della strada, in materia di patente e di abilitazione professionale per la guida di motoveicolie autoveicoli
1. L’articolo 116 del Codice della strada e’ sostituito dal seguente:
«Art. 116 (Patente e abilitazioni professionali per la guida di veicoli a motore). – 1. Non si possono guidare ciclomotori, motocicli, tricicli, quadricicli e autoveicoli senza aver conseguito la patente di guida ed, ove richieste, le abilitazioni professionali.
Tali documenti sono rilasciati dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici a soggetti che hanno la residenza in Italia ai sensi dell’articolo 118-bis.
1) ciclomotori a due ruote (categoria L1e) con velocita’ massima di costruzione non superiore a 45 km/h, la cui cilindrata e’ inferiore o uguale a 50 cm³ se a combustione interna, oppure la cui potenza nominale continua massima e’ inferiore o uguale a 4 kW per i motori elettrici;
2) veicoli a tre ruote (categoria L2e) aventi una velocita’ massima per costruzione non superiore a 45 km/h e caratterizzati da un motore, la cui cilindrata e’ inferiore o uguale a 50 cm³ se ad accensione comandata, oppure la cui potenza massima netta e’ inferiore o uguale a 4 kW per gli altri motori a combustione interna, oppure la cui potenza nominale continua massima e’ inferiore o uguale a 4kW per i motori elettrici;
3) quadricicli leggeri la cui massa a vuoto e’ inferiore o pari a 350 kg (categoria L6e), esclusa la massa delle batterie per i veicoli elettrici, la cui velocita’ massima per costruzione e’ inferiore o uguale a 45 km/h e la cui cilindrata del motore e’ inferiore o pari a 50 cm³ per i motori ad accensione comandata; o la cui potenza massima netta e’ inferiore o uguale a 4 kW per gli altri motori, a combustione interna; o la cui potenza nominale continua massima e’ inferiore o uguale a 4 kW per i motori elettrici; b) A1:
e) B1: quadricicli diversi da quelli di cui alla lettera a), numero 3), la cui massa a vuoto e’ inferiore o pari a 400 kg (categoria L7e) (550 kg per i veicoli destinati al trasporto di merci), esclusa la massa delle batterie per i veicoli elettrici, e la cui potenza massima netta del motore e’ inferiore o uguale a 15 kW.
f) B: autoveicoli la cui massa massima autorizzata non supera 3500 kg e progettati e costruiti per il trasporto di non piu’ di otto persone oltre al conducente; ai veicoli di questa categoria puo’ essere agganciato un rimorchio avente una massa massima autorizzata non superiore a 750 kg. Agli autoveicoli di questa categoria puo’ essere agganciato un rimorchio la cui massa massima autorizzata superi 750 kg, purche’ la massa massima autorizzata di tale combinazione non superi 4250 kg. Qualora tale combinazione superi 3500 chilogrammi, e’ richiesto il superamento di una prova di capacita’ e comportamento su veicolo specifico. In caso di esito positivo, e’ rilasciata una patente di guida che, con un apposito codice comunitario, indica che il titolare puo’ condurre tali complessi di veicoli;
h) C1: autoveicoli diversi da quelli delle categorie D1 o D la cui massa massima autorizzata e’ superiore a 3500 kg, ma non superiore a 7500 kg, progettati e costruiti per il trasporto di non piu’ di otto passeggeri, oltre al conducente; agli autoveicoli di questa categoria puo’ essere agganciato un rimorchio la cui massa massima autorizzata non sia superiore a 750 kg;
l) C: autoveicoli diversi da quelli delle categorie D1 o D la cui massa massima autorizzata e’ superiore a 3500 kg e progettati e costruiti per il trasporto di non piu’ di otto passeggeri, oltre al conducente; agli autoveicoli di questa categoria puo’ essere agganciato un rimorchio la cui massa massima autorizzata non superi 750 kg;
o) D1E: complessi di veicoli composti da una motrice rientrante nella categoria D1 e da un rimorchio la cui massa massima autorizzata e’ superiore a 750 kg;
p) D: autoveicoli progettati e costruiti per il trasporto di piu’ di otto persone oltre al conducente; a tali autoveicoli puo’ essere agganciato un rimorchio la cui massa massima autorizzata non superi 750 kg;
4. I mutilati ed i minorati fisici, anche se affetti da piu’ minorazioni, possono conseguire la patente speciale delle categorie AM, A1, A2, A, B1, B, C1, C, D1 e D, anche se alla guida di veicoli trainanti un rimorchio la cui massa massima autorizzata non superi 750 kg. Le suddette patenti possono essere limitate alla guida di veicoli di particolari tipi e caratteristiche, e possono indicare determinate prescrizioni in relazione all’esito degli accertamenti di cui all’articolo 119, comma 4. Le limitazioni devono essere riportate sulla patente utilizzando i codici comunitari armonizzati, ovvero i codici nazionali stabiliti dal Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici. Ai titolari di patente B speciale e’ vietata la guida di autoambulanze.
5. La patente di guida conseguita sostenendo la prova pratica su veicolo munito di cambio di velocita’ automatico consente di condurre solo veicoli muniti di tale tipo di cambio. Per veicolo dotato di cambio automatico si intende un veicolo nel quale non e’ presente il pedale della frizione o la leva manuale per la frizione, per le categorie A o A1.
6. La validita’ della patente puo’ essere estesa dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici, previo accertamento dei requisiti fisici e psichici ed esame, a categorie di patente diversa da quella posseduta.
8. Ai fini del servizio di noleggio con conducente per trasporto di persone, di cui all’articolo 85, comma 2, lettere a), b) c) e d), e di servizio di piazza con autovetture con conducente, di cui all’articolo 86, i conducenti, di eta’ non inferiore a ventuno anni, conseguono un certificato di abilitazione professionale di tipo KA, se per la guida del veicolo adibito ai predetti servizi e’ richiesta la patente di guida di categoria A1, A2 o A, ovvero di tipo KB, se per la guida del veicolo adibito ai predetti servizi e’ richiesta la patente di guida di categoria B1 o B.
9. I certificati di abilitazione professionale di cui al comma 8 sono rilasciati dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici, sulla base dei requisiti, delle modalita’ e dei programmi di esame stabiliti nel regolamento. Ai fini del conseguimento del certificato di abilitazione professionale di tipo KA e’ necessario che il conducente abbia la patente di categoria A1, A2 o A; ai fini del conseguimento del certificato di abilitazione professionale di tipo KB e’ necessario che il conducente abbia almeno la patente di categoria B1.
10. I mutilati ed i minorati fisici, qualora in possesso almeno delle patenti speciali corrispondenti a quelle richieste dal comma 9, possono conseguire i certificati di abilitazione professionale di tipo KA e KB, previa verifica della sussistenza dei requisiti di idoneita’ fisica e psichica da parte della commissione medica locale, di cui all’articolo 119, comma 4, sulla base delle indicazioni alla stessa fornite dal comitato tecnico, ai sensi dell’articolo 119, comma 10.
12. Nei casi previsti dagli accordi internazionali cui l’Italia abbia aderito, per la guida di veicoli adibiti a determinati trasporti professionali, i titolari di patente di guida valida per la prescritta categoria devono inoltre conseguire il relativo certificato di abilitazione, idoneita’, capacita’ o formazione professionale, rilasciato dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici.
13. L’annotazione del trasferimento di residenza da uno ad un altro comune o il cambiamento di abitazione nell’ambito dello stesso comune, viene effettuata dal competente ufficio centrale del Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici che trasmette per posta, alla nuova residenza del titolare della patente di guida, un tagliando di convalida da apporre sulla medesima patente di guida. A tale fine, i comuni trasmettono al suddetto ufficio, per via telematica o su supporto magnetico secondo i tracciati record prescritti dal Dipartimento per i trasporti, la navigazione e i sistemi informativi e statistici, notizia dell’avvenuto trasferimento di residenza, nel termine di un mese decorrente dalla data di registrazione della variazione anagrafica.
14. Chiunque, avendo la materiale disponibilita’ di un veicolo, lo affida o ne consente la guida a persona che non abbia conseguito la patente di guida, o altra abilitazione prevista ai commi 8, 10, 11 e 12, se prescritta, e’ soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 389 euro a 1.559 euro.
16. Fermo restando quando previsto da specifiche disposizioni, chiunque guida veicoli essendo munito della patente di guida ma non di altra abilitazione di cui ai commi 8, 10, 11 e 12, quando prescritta, e’ soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 euro a 1.600 euro.
18. Le violazioni delle disposizioni di cui al comma 16 importano la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per giorni sessanta, secondo le norme del capo I, sezione II, del titoloVI.».
Modifiche all’articolo 117 del Codice della strada, in materia di limitazioni nella guida
1. All’articolo 117 del Codice della strada sono apportate le seguenti modificazioni:
d) al comma 5, le parole: «nei primi tre anni dal conseguimento della patente di guida circola oltrepassando i limiti di guida e di velocita’ di cui al presente articolo» sono sostituite dalle seguenti: «viola le disposizioni di cui ai commi 2 e 2-bis».
Modifiche all’articolo 118 del Codice della strada, in materia di patente e certificato di idoneita’ per la guida di filoveicoli
1. All’articolo 118 del Codice della strada sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1 le parole: « il certificato di abilitazione professionale» sono sostituite dalle seguenti: «la carta di qualificazione del conducente per il trasporto di persone»;
b) al comma 2, le parole: « il tipo di certificato di abilitazione professionale» sono sostituite dalle seguenti: «la carta di qualificazione del conducente per il trasporto di persone»; c) al comma 6, le parole: «dal certificato di abilitazione professionale, qualora prescritto» sono sostituite dalle seguenti:«dalla carta di qualificazione del conducente per il trasporto dipersone»;
d) ai commi 11 e 12, le parole: «del certificato di abilitazioneprofessionale, quando richiesto» sono sostituite dalle seguenti: «della carta di qualificazione del conducente per il trasporto dipersone».
Introduzione dell’articolo 118-bis in materia di residenza per il rilascio della patente di guida
1. Dopo l’articolo 118 del Codice della strada e’ inserito il seguente:
« Art. 118-bis (Requisito della residenza normale per il rilasciodella patente di guida e delle abilitazioni professionali). – 1. Aifini del rilascio di una patente di guida o di una delle abilitazioniprofessionali di cui all’articolo 116, nonche’ dell’applicazionedelle disposizioni di cui all’articolo 126, si intende per residenza,oltre quella di cui all’articolo 43, secondo comma, del codicecivile, anche la residenza normale in Italia di cittadini di altriStati membri dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo.
2. Per residenza normale in Italia si intende il luogo, sulterritorio nazionale, in cui una persona dimora abitualmente, vale adire per almeno centottantacinque giorni all’anno, per interessipersonali e professionali o, nel caso di una persona che non abbiainteressi professionali, per interessi personali, che rivelinostretti legami tra la persona e il luogo in cui essa abita. Siintende altresi’ per residenza normale il luogo, sul territorionazionale, in cui una persona, che ha interessi professionali inaltro Stato comunitario o dello Spazio economico europeo, ha i propriinteressi personali, a condizione che vi ritorni regolarmente. Talecondizione non e’ necessaria se la persona effettua un soggiorno inItalia per l’esecuzione di una missione a tempo determinato. Lafrequenza di corsi universitari e scolastici non implica iltrasferimento della residenza normale.
3. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni del presentecodice, e’ equiparato alla residenza normale il possesso dellaqualifica di studente nel territorio nazionale, per almeno sei mesiall’anno.».
Modifiche all’articolo 119 Codice della strada, in materia di requisiti fisici e psichici per il conseguimento della patente di guida
1. All’articolo 119, comma 4, del Codice della strada, dopo lalettera b) e’ inserita la seguente: «b-bis) di coloro che abbiano superato gli ottanta anni;».
Modifiche all’articolo 120 del Codice della strada
1. All’articolo 120 del Codice della strada sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole: «, il certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e il certificato di idoneita’ alla guida di ciclomotori» sono soppresse;
b) al comma 2, le parole: «, del certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e del certificato di idoneita’ alla guida di ciclomotori» sono soppresse.
Modifiche all’articolo 121 del Codice della strada, in materia di esame di idoneita’
1. All’articolo 121 del codice della strada sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 3, le parole: «, per i certificati professionali di cui all’articolo 116 e per l’idoneita’ degli insegnanti e degli istruttori delle autoscuole di cui all’articolo 123 sono effettuati da dipendenti del Dipartimento per i trasporti terrestri» sono sostituite dalle seguenti: «, per le abilitazioni professionali di cui all’articolo 116 e del certificato di idoneita’ professionale di cui all’articolo 118, sono effettuati da dipendenti del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici, a seguito della frequenza di corso di qualificazione iniziale, secondo le disposizioni di cui ai commi 5 e 5-bis, ed esame di abilitazione. Il permanere nell’esercizio della funzione di esaminatore e’ subordinato alla frequenza di corsi di formazione periodica, secondo le disposizioni di cui ai commi 5 e 5-bis.»;
c) al comma 5, le parole: «dei corsi di qualificazione e degli esami per l’abilitazione del personale di cui al comma 4» sono sostituite dalle seguenti: «dei corsi di qualificazione iniziale, di formazione periodica e degli esami per l’abilitazione del personale di cui al comma 3, adibito alla funzione di esaminatore nelle prove di controllo delle cognizioni»;
d) dopo il comma 5, e’ inserito il seguente: «5-bis. I contenuti del corso di qualificazione iniziale del personale di cui al comma 3, adibito alla funzione di esaminatore nelle prove di verifica delle capacita’ e dei comportamenti, e delle competenze a cui gli stessi sono finalizzati, sono definiti con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Con lo stesso decreto sono altresi’ disciplinate le condizioni soggettive necessarie per la frequenza dei suddetti corsi nonche’ i contenuti e le procedure dell’esame finale.
Il Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici provvede ad un controllo di qualita’ sul predetto personale e ad una formazione periodica dello stesso.»;
2. Il Governo, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, provvede a modificare l’articolo 332 del regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, e la relativa tabella IV.I, nel senso di prevedere profili professionali adeguati agli esami relativi alle nuove categorie di patenti introdotte nel Codice della strada ai sensi del presente decreto, e che gli stessi siano distinti in ragione che l’esaminatore sia abilitato in relazione alle prove di controllo delle cognizioni ovvero alle prove di verifica delle capacita’ e dei comportamenti, assicurando, in tale ultimo caso, un livello di istruzione professionale di secondo grado conseguito a seguito di un corso di studi di almeno cinque anni.
Modifiche all’articolo 123 del Codice della strada, in materia autoscuole
1. All’articolo 123, comma 7, secondo periodo, del Codice della strada, le parole: «delle patenti di categoria A, BS, BE, C, D, CE e DE e dei documenti di abilitazione e di qualificazione professionale» sono sostituite dalle seguenti: «di tutte le categorie di patenti, anche speciali, fatta eccezione per quella di categoria B, e dei documenti di abilitazione e di qualificazione professionale».
Modifiche all’articolo 124 del codice della strada, in materia di guida di macchine agricole e operatrici
1. All’articolo 124 del Codice della strada sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 1, lettera a), e’ sostituito dal seguente: «a) della categoria A1, per la guida delle macchine agricole o loro complessi che non superino i limiti di sagoma e di peso stabiliti dall’articolo 53, comma 4, e che non superino la velocita’ di 40 km/h;»;
b) al comma 1, lettera b), dopo le parole: «delle macchine agricole,» sono inserite le seguenti: «, diverse da quelle di cui alla lettera a),»;
c) al comma 2, le parole: «A e B, previste dall’articolo 116, comma 5» sono sostituite dalle seguenti: «A1 e B, previste dall’articolo 116, comma 3, lettere e) ed f).»;
d) al comma 4, le parole: «di cui all’articolo 116, comma 12» sono sostituite dalle seguenti: «di cui all’articolo 116, comma 14».
Modifiche all’articolo 125 del codice della strada, in materia di validita’ della patente di guida
1. L’articolo 125 del Codice della strada e’ sostituito dal seguente:
«Art. 125 (Gradualita’ ed equivalenze delle patenti di guida). – 1.Il rilascio della patente di guida e’ subordinato alle seguenticondizioni:
a) la patente per le categorie C1, C, D1 o D puo’ essererilasciata unicamente ai conducenti gia’ in possesso di patente dicategoria B;
b) la patente per le categorie BE, C1E, CE, D1E e DE puo’ essererilasciata unicamente ai conducenti gia’ in possesso di patenterispettivamente delle categorie B, C1, C, D1 o D.
2. La validita’ della patente di guida e’ fissata come segue:
a) la patente rilasciata per le categorie C1E, CE, D1E, o DE e’valida per i complessi di veicoli della categoria BE;
b) la patente rilasciata per la categoria CE e’ valida per lacategoria DE, purche’ il relativo titolare sia gia’ in possesso dipatente per la categoria D;
c) la patente rilasciata per le categorie CE e DE e’ valida per icomplessi di veicoli, rispettivamente, delle categoria C1E e D1E;
d) la patente rilasciata per una qualsiasi categoria e’ validaper i veicoli della categoria AM;
e) la patente rilasciata per la categoria A2 e’ valida anche perla categoria A1;
f) la patente rilasciata per le categorie A, B, C o D e’ valida,rispettivamente, per le categorie A1 e A2, B1, C1 o D1;
g) la patente speciale di guida delle categorie AM, A1, A2, A,B1, B, C1, C, D1 e D rilasciata a mutilati o minorati fisici e’valida soltanto per la guida dei veicoli aventi le caratteristicheindicate nella patente stessa;
h) la patente di guida della categoria B e’ valida, sulterritorio nazionale, per condurre i tricicli di potenza superiore a15 kW, purche’ il titolare abbia almeno 21 anni, nonche’ i veicolidella categoria A1.
3. Fermo restando quanto previsto dal comma 4, chiunque, munito dipatente di guida recante un codice comunitario o nazionale, conduceun veicolo o circola in condizioni diverse da quelle indicate daipredetti codici, e’ soggetto alla sanzione amministrativa delpagamento di una somma da 155 euro a 624 euro.
4. Chiunque, munito di patente speciale, guida un veicolo diversoda quello indicato e specialmente adattato in relazione alla suamutilazione o minorazione, ovvero con caratteristiche diverse daquella indicate nella patente posseduta, e’ soggetto alla sanzioneamministrativa del pagamento di una somma da 78 euro a 311 euro.
5. Dalle violazioni di cui ai commi 3 e 4 consegue la sanzioneamministrativa accessoria della sospensione della patente da uno asei mesi, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.».
2. Previa consultazione della Commissione europea ai finidell’autorizzazione, con decreto del Ministro delle infrastrutture edei trasporti, da adottare ai sensi dell’articolo 17, comma 3, dellalegge 23 agosto 1988, n. 400, sul territorio nazionale puo’ essereautorizzata la guida:
a) di autoveicoli della categoria D1, aventi una massa massimaautorizzata di 3500 kg, escluse le attrezzature specializzatedestinate al trasporto di passeggeri disabili, da parte di persone dieta’ non inferiore a 21 anni ed in possesso da almeno due anni dipatente di guida della categoria B, sempreche’ tali autoveicoli sianoutilizzati per fini sociali da organizzazioni non commerciali e sianoguidati da volontari non retribuiti;
b) di autoveicoli con una massa massima autorizzata superiore a3500 kg da parte di persone di eta’ non inferiore a ventuno anni edin possesso da almeno due anni di una patente di guida dellacategoria B, sempreche’ tali veicoli siano essenzialmente destinatiad essere utilizzati, da fermi, per fini didattici o ricreativi,siano utilizzati per fini sociali da organizzazioni non commerciali,siano stati modificati in modo da non poter essere utilizzati per iltrasporto di oltre nove persone o per il trasporto di merci diqualsiasi natura, salvo quelle assolutamente necessarie all’uso chee’ stato loro assegnato.
3. Nel caso di violazione delle disposizioni del decreto di cui alcomma 2, ove adottato, si applicano le sanzioni di cui all’articolo116, commi 15 e 17.
Modifiche all’articolo 126 del Codice della strada, in materia di durata di validita’ della patente di guida
1. L’articolo 126 del Codice della strada e’ sostituito dal seguente:
«Art. 126 (Durata e conferma della validita’ della patente diguida). – 1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 119, ladurata della validita’ delle patenti di guida e dei certificati diabilitazione professionale di cui all’articolo 116, commi 8 e 10, e’regolata dalle disposizioni del presente articolo. La conferma dellavalidita’ delle patenti di guida e dei certificati di abilitazioneprofessionale di cui all’articolo 116, commi 8 e 10, e’ subordinataalla permanenza dei requisiti fisici e psichici di idoneita’ allaguida.
2. Le patenti di guida delle categorie AM, A1, A2, A, B1, B e BEsono valide per dieci anni; qualora siano rilasciate o confermate achi ha superato il cinquantesimo anno di eta’ sono valide per cinqueanni ed a chi ha superato il settantesimo anno di eta’ sono valideper tre anni.
3. Le patenti di guida delle categorie C1, C1E, C e CE, sono valideper cinque anni fino al compimento del sessantacinquesimo anno dieta’ e, oltre tale limite di eta’, per due anni, previo accertamentodei requisiti fisici e psichici in commissione medica locale. Fattosalvo quanto previsto dall’articolo 115, comma 2, lettera a), alcompimento del sessantacinquesimo anni di eta’, le patenti dicategoria C e CE abilitano alla guida di veicoli di massa complessivaa pieno carico non superiore a 20 t.
4. Le patenti di guida delle categorie D1, D1E, D e DE sono valideper cinque anni e per tre anni a partire dal settantesimo anno dieta’. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 115, comma 2, letterab), al compimento del sessantesimo anno di eta’, le patenti di guidadi categoria D1 o D, ovvero di categoria D1E o DE abilitano allaguida solo di veicoli per i quali e’ richiesto rispettivamente ilpossesso delle patenti di categoria B o BE. E’ fatta salva lapossibilita’ per il titolare di richiedere la riclassificazione dellapatente D1 o D, ovvero, D1E o DE rispettivamente in patente dicategoria B o BE.
5. Le patenti di guida speciali, rilasciate a mutilati e minoratifisici, delle categorie AM, A1, A2, A, B1, B e BE sono valide percinque anni; qualora siano rilasciate o confermate a chi ha superatoil settantesimo anno di eta’ sono valide per tre anni. Alle patentidi guida speciali delle categorie C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE siapplicano le disposizioni dei commi 3 e 4.
6. I titolari delle patenti di guida di cui ai commi 2, 3, 4 e 5,al compimento dell’ottantesimo anno di eta’, rinnovano la validita’della patente posseduta ogni due anni, previa verifica dellasussistenza dei requisiti fisici e psichici presso una commissionemedica locale, ai sensi dell’articolo 119, comma 4, lettera b-bis).
7. L’accertamento dei requisiti fisici e psichici per il rinnovo divalidita’ dei certificati di abilitazione professionale di tipo KA eKB e’ effettuato ogni cinque anni e comunque in occasione del rinnovodi validita’ della patente di guida.
8. La validita’ della patente e’ confermata dal competente ufficiocentrale del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed isistemi informativi e statistici, che trasmette per posta al titolaredella patente di guida un duplicato della patente medesima, conl’indicazione del nuovo termine di validita’. A tal fine i sanitariindicati nell’articolo 119, comma 2, sono tenuti a trasmettere alsuddetto ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione edi sistemi informativi e statistici, nel termine di cinque giornidecorrente dalla data di effettuazione della visita medica, i dati eogni altro documento utile ai fini dell’emissione del duplicato dellapatente di cui al primo periodo. Analogamente procedono lecommissioni di cui all’articolo 119, comma 4. Non possono esseresottoposti alla visita medica i conducenti che non dimostrano, previaesibizione delle ricevute, di avere effettuato i versamenti in contocorrente postale degli importi dovuti per la conferma di validita’della patente di guida. Il personale sanitario che effettua la visitae’ responsabile in solido dell’omesso pagamento. Il titolare dellapatente, dopo aver ricevuto il duplicato, deve provvedere alladistruzione della patente scaduta di validita’.
9. Per i titolari di patente italiana, residenti o dimoranti in unaltro Stato per un periodo di almeno sei mesi, la validita’ dellapatente e’ altresi’ confermata, tranne per i casi previstinell’articolo 119, commi 2-bis e 4, dalle autorita’diplomatico-consolari italiane presenti negli Stati medesimi, cherilasciano, previo accertamento dei requisiti fisici e psichici daparte di medici fiduciari delle ambasciate o dei consolati italiani,una specifica attestazione che per il periodo di permanenzaall’estero fa fede dell’avvenuta verifica del permanere dei requisitidi idoneita’ psichica e fisica. Riacquisita la residenza o la dimorain Italia, il cittadino, che ha provveduto secondo quanto previstonel periodo precedente, dovra’ confermare la patente ai sensi delcomma 8.
10. L’autorita’ sanitaria, nel caso che dagli accertamenti di cuial comma 8 rilevi che siano venute a mancare le condizioni per laconferma della validita’ della patente, comunica al competenteufficio della Direzione generale per la motorizzazione delDipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativie statistici l’esito dell’accertamento stesso per i provvedimenti dicui agli articoli 129, comma 2, e 130.
11. Chiunque guida con patente o con altra abilitazioneprofessionale di cui all’articolo 116, commi 8, 10, 11 e 12, scadutidi validita’ e’ soggetto alla sanzione amministrativa del pagamentodi una somma da 155 euro a 624 euro. Alla violazione consegue lasanzione amministrativa accessoria del ritiro della patente, delcertificato di abilitazione professionale di tipo KA o KB o dellacarta di qualificazione del conducente, secondo le norme del capo I,sezione II, del titolo VI.
12. Chiunque viola le disposizioni del comma 3, secondo periodo, e’punito con le sanzioni di cui all’articolo 116, commi 15 e 17. Lemedesime sanzioni si applicano a chiunque viola le disposizioni delcomma 4, secondo periodo.».
1. All’articolo 128 del Codice della strada, dopo il comma 1-quater e’ inserito il seguente:
«1-quinquies. Si procede ai sensi del comma 1-bis anche nel caso incui i medici di cui all’articolo 119, comma 2, anche in sede diaccertamenti medico-legali diversi da quelli di cui al predettoarticolo, accertino la sussistenza, in soggetti gia’ titolari dipatente, di patologie incompatibili con l’idoneita’ alla guida aisensi della normativa vigente.».
2. All’articolo 129, comma 3, del Codice della strada, le paroleda: «e per le patenti rilasciate da uno Stato estero» fino a: «suldocumento di guida» sono soppresse.
Modifiche all’articolo 135 del Codice della strada in materia di circolazione con patenti di guida rilasciate da Stati esteri
1. L’articolo 135 del Codice della strada e’ sostituito dal seguente:
«Art. 135 (Circolazione con patenti di guida rilasciate da Statinon appartenenti all’Unione europea o allo Spazio economico europeo)- 1. Fermo restando quanto previsto in convenzioni internazionali, ititolari di patente di guida rilasciata da uno Stato non appartenenteall’Unione europea o allo Spazio economico europeo possono condurresul territorio nazionale veicoli alla cui guida la patente possedutali abilita, a condizione che non siano residenti in Italia da oltreun anno e che, unitamente alla medesima patente, abbiano un permessointernazionale ovvero una traduzione ufficiale in lingua italianadella predetta patente. La patente di guida ed il permessointernazionale devono essere in corso di validita’.
2. Il permesso internazionale e’ emesso dall’autorita’ competenteche ha rilasciato la patente ed e’ conforme a quanto stabilito inconvenzioni internazionali cui l’Italia abbia aderito.
3. I conducenti muniti di patente rilasciata da uno Stato nonappartenente all’Unione europea o allo Spazio economico europeo nelquale, per la guida di determinati veicoli, e’ prescritto il possessodi un certificato di abilitazione professionale o di altri titoliabilitativi, oltre che della patente rilasciata dallo Stato stesso,devono essere muniti, per la guida dei suddetti veicoli, deinecessari titoli abilitativi di cui sopra, concessi dall’autorita’competente dello Stato ove e’ stata rilasciata la patente.
4. I conducenti muniti di patente di guida rilasciata da uno Statonon appartenente all’Unione europea o allo Spazio economico europeo,sono tenuti all’osservanza di tutte le disposizioni e le norme dicomportamento stabilite nel presente codice; ai medesimi, fatto salvoquanto previsto dai commi 5 e 6, si applicano le sanzioni previsteper i titolari di patente italiana.
5. Qualora il titolare di patente di guida, rilasciata da uno Statonon appartenente all’Unione europea o allo Spazio economico europeo,commette una violazione dalla quale, ai sensi del presente codice,derivi la sanzione amministrativa accessoria della sospensione dellapatente di guida, il documento e’ ritirato, contestualmente allaviolazione, dall’organo accertatore ed inviato, entro i cinque giornisuccessivi, al prefetto del luogo della commessa violazione, che neiquindici giorni successivi emette un provvedimento di inibizione allaguida sul territorio nazionale per un periodo pari alla durata dellasospensione prevista per la violazione commessa. Il titolare richiedela restituzione della patente trascorso il predetto termine. Fermarestando l’efficacia del provvedimento di inibizione alla guida nelterritorio nazionale, qualora, anche prima della scadenza delpredetto termine, il titolare della patente ritirata dichiari dilasciare il territorio nazionale, puo’ richiedere la restituzionedella patente stessa al prefetto. Il prefetto da’ comunicazione delprovvedimento di inibizione alla guida, entro quindici giorni dallasua adozione, all’Autorita’ che ha emesso la patente.
6. Qualora il titolare di patente di guida, rilasciata da uno Statonon appartenente all’Unione europea o allo Spazio economico europeo,commette una violazione dalla quale, ai sensi del presente codice,derivi la sanzione amministrativa accessoria della revoca dellapatente di guida, il documento e’ ritirato, contestualmente allaviolazione, dall’organo accertatore ed inviato, entro i cinque giornisuccessivi, al prefetto del luogo della commessa violazione, che neiquindici giorni successivi emette un provvedimento di inibizione allaguida sul territorio nazionale per un periodo di due anni, ovvero pertre anni quando e’ prevista la revoca per violazione delledisposizioni di cui agli articoli 186, 186-bis o 187. Si applicano leprocedure del comma 5.
7. Qualora un conducente circoli in violazione del provvedimentoemesso ai sensi del comma 5, si procede ai sensi del comma 6. Qualorail conducente circoli in violazione del provvedimento emesso ai sensidel comma 6, si applicano le sanzioni dell’articolo 116, commi 15 e17.
8. Il titolare di patente di guida rilasciata da uno Stato nonappartenente all’Unione europea o allo Spazio economico europeo checircoli sul territorio nazionale senza il permesso internazionaleovvero la traduzione ufficiale, di cui al comma 1, e’ soggetto allasanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 400euro a 1.600 euro.
9. Chiunque viola le disposizioni del comma 2 e’ soggetto allasanzione amministrativa del pagamento di una somma da 78 euro a 311euro.
10. Chiunque guida munito della patente di guida ma non delcertificato di abilitazione professionale o di idoneita’ quandoprescritto, e’ soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento diuna somma da 400 euro a 1.600 euro.
11. Ai titolari di patente di guida rilasciata da uno Stato nonappartenente alla Unione europea o allo Spazio economico europeo che,trascorso piu’ di un anno dal giorno dell’acquisizione dellaresidenza anagrafica in Italia, guidano con patente non piu’ in corsodi validita’ si applicano le sanzioni previste dall’articolo 116,commi 15 e 17.
12. Ai titolari di patente di guida in corso di validita’,rilasciata da uno Stato non appartenente alla Unione europea o alloSpazio economico europeo, che, trascorso piu’ di un anno dal giornodell’acquisizione della residenza anagrafica in Italia, guidano conl’ abilitazione professionale eventualmente richiesta non piu’ incorso di validita’, si applicano le sanzioni previste dall’articolo116, commi 16 e 18.
13. Il titolare di patente di guida rilasciata da uno Stato nonappartenente alla Unione europea o allo Spazio economico europeo che,avendo acquisito la residenza anagrafica in Italia da non oltre unanno, guida con patente, scaduta di validita’, e’ soggetto allasanzione amministrativa pecuniaria di cui all’articolo 126, comma 11.
La medesima sanzione si applica al titolare di patente di guida,rilasciata da uno Stato non appartenente all’Unione europea o delloSpazio economico europeo, non residente in Italia, che circola con ilpredetto documento scaduto di validita’. La patente e’ ritirata,contestualmente alla violazione, dall’organo accertatore ed inviata,entro i cinque giorni successivi, al prefetto del luogo dellacommessa violazione che, entro i quindici giorni successivi, latrasmette all’autorita’ dello Stato che l’ha emessa. Le disposizioniprecedenti si applicano anche nel caso di guida con abilitazioneprofessionale, ove richiesta, scaduta di validita’.
14. Il titolare di patente di guida rilasciata da uno Stato nonappartenente alla Unione europea o allo Spazio economico europeo che,trascorso piu’ di un anno dal giorno dell’acquisizione dellaresidenza in Italia, guida con patente in corso di validita’, e’soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria di cui all’articolo126, comma 11. Il documento e’ ritirato, contestualmente allaviolazione, dall’organo accertatore ed inviato, entro i cinque giornisuccessivi, al prefetto del luogo della commessa violazione che,entro i quindici giorni successivi, lo trasmette all’ufficio dellamotorizzazione civile competente in ragione della residenza deltitolare dei documenti predetti, ai fini della conversione. Qualorala patente posseduta non sia convertibile, il prefetto la trasmetteall’autorita’ dello Stato che l’ha rilasciata.».
Modifiche all’articolo 136 in materia di conversioni di patenti di guida rilasciate da Stati esteri e da Stati della Comunita’ europea
1. L’articolo 136 del Codice della strada e’ sostituito dal seguente:
«Art. 136 (Conversioni di patenti rilasciate da uno Stato nonappartenente all’Unione europea o allo Spazio economico europeo). -1. Fermo restando quanto previsto da accordi internazionali, iltitolare di patente di guida in corso di validita’, rilasciata da unoStato non appartenente all’Unione europea o allo Spazio economicoeuropeo, che abbia acquisito residenza anagrafica in Italia, puo’richiedere, la conversione della patente posseduta in patente diguida italiana senza sostenere l’esame di idoneita’ di cuiall’articolo 121, se consentito in specifiche intese bilaterali, acondizioni di reciprocita’. La patente di guida italiana e’rilasciata previo controllo del possesso da parte del richiedente deirequisiti fisici e psichici stabiliti dall’articolo 119. La patenteconvertita e’ ritirata e restituita, da parte dell’ufficio dellamotorizzazione che ha provveduto alla conversione, all’autorita’dello Stato che l’ha rilasciata, precisandone i motivi. Le medesimedisposizioni si applicano per le abilitazioni professionali, senzaperaltro provvedere al ritiro dell’eventuale documento abilitativo ase’ stante.
2. Qualora si proceda ai sensi del comma 1, sulla patente di guidaitaliana convertita e’ annotata l’avvenuta conversione, sia in sededi rilascio che in sede di rinnovo o di duplicazione, e, se del caso,sulla stessa e’ disposto provvedimento di revisione ai sensidell’articolo 128.
3. Non si procede alla conversione di patente di guida comunitaria,derivante da patente rilasciata da Stati non appartenenti all’Unioneeuropea o allo Spazio economico europeo, con i quali lo Statoitaliano non ha concluso intese bilaterali.
4. Nel caso in cui e’ richiesta la conversione di patente di guidarilasciata da uno Stato non appartenente alla Unione europea o alloSpazio economico europeo, derivante da precedente patente italiana,e’ rilasciata una patente di categoria non superiore a quellaoriginaria.».
Introduzione degli articoli 136-bis e 136-ter in materia di patenti di guida e di abilitazioni professionali rilasciate da Stati dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo e di provvedimenti inerenti il diritto a guidare adottati nei confronti di titolari di patente di guida rilasciata da Stati dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo
1. Dopo l’articolo 136 del Codice della strada sono inseriti i seguenti:
«Art. 136-bis (Disposizioni in materia di patenti di guida e diabilitazioni professionali rilasciate da Stati dell’Unione europea odello Spazio economico europeo). – 1. Le patenti di guida rilasciatedagli Stati membri dell’Unione europea e dello Spazio economicoeuropeo sono equiparate alle corrispondenti patenti di guidaitaliane. I conducenti muniti di patente di guida rilasciata da unoStato appartenente all’Unione europea o allo Spazio economicoeuropeo, sono tenuti all’osservanza di tutte le disposizioni e lenorme di comportamento stabilite nel presente codice; ai medesimi siapplicano le sanzioni previste per i titolari di patente italiana.
2. Il titolare di patente di guida in corso di validita’,rilasciata da uno Stato dell’Unione europea o dello Spazio economicoeuropeo, che abbia acquisito residenza in Italia ai sensidell’articolo 118-bis, puo’ richiedere il riconoscimento dellamedesima da parte dello Stato italiano. Alle patenti di guidarilasciate da Stati dell’Unione europea o dello Spazio economicoeuropeo riconosciute dall’autorita’ italiana, si applica ladisciplina dell’articolo 126-bis.
3. Il titolare di patente di guida in corso di validita’,rilasciata da uno Stato dell’Unione europea o dello Spazio economicoeuropeo, che abbia acquisito residenza in Italia ai sensidell’articolo 118-bis, puo’ richiedere la conversione della patenteposseduta in patente di guida italiana, valida per le stessecategorie alle quali e’ abilitato, senza sostenere l’esame diidoneita’ di cui all’articolo 121. L’ufficio della motorizzazioneprovvede a tale fine a verificare per quale categoria la patenteposseduta sia effettivamente in corso di validita’. La patenteconvertita e’ ritirata e restituita, da parte dell’ufficio dellamotorizzazione che ha provveduto alla conversione, all’autorita’dello Stato che l’ha rilasciata, precisandone i motivi. Le medesimedisposizioni si applicano per le abilitazioni professionali, senzaperaltro provvedere al ritiro dell’eventuale documento abilitativo ase’ stante. Il titolare di patente di guida, senza limiti divalidita’ amministrativa, trascorsi due anni dall’acquisizione dellaresidenza normale, deve procedere alla conversione della patenteposseduta.
4. Nei confronti dei titolari di patente di guida rilasciata da unoStato dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo, cheabbiano acquisito residenza in Italia ai sensi dell’articolo 118-bissi applicano le disposizioni di cui all’articolo 128. A tale fine e’fatto obbligo al titolare di procedere al riconoscimento o allaconversione della patente posseduta prima di sottoporsi allarevisione.
5. Le disposizioni di cui ai commi 2 e 3 non si applicano quando lapatente di guida della quale si chiede il riconoscimento o laconversione e’ sospesa o revocata dallo Stato che la ha rilasciata.
6. Il titolare di patente di guida in corso di validita’,rilasciata da uno Stato dell’Unione europea o dello Spazio economicoeuropeo, che abbia acquisito residenza in Italia ai sensidell’articolo 118-bis, puo’ ottenere da un ufficio dellamotorizzazione il rilascio di un duplicato della patente posseduta,qualora questa sia stata smarrita o sottratta. L’ufficio dellamotorizzazione procede al rilascio del duplicato in base alleinformazioni in proprio possesso o, se del caso, in base alleinformazioni acquisite presso le autorita’ competenti dello Stato cheha rilasciato la patente originaria.
7. Il titolare di patente di guida rilasciata da uno Statodell’Unione europea o dello Spazio economico europeo che guidiveicoli senza la prescritta abilitazione professionale, e’ soggettoalle sanzioni di cui all’articolo 116, commi 16 e 18.
8. Il titolare di patente di guida o altra abilitazioneprofessionale, rilasciata da uno Stato dell’Unione europea o delloSpazio economico europeo, residente in Italia ai sensi dell’articolo118-bis, che circola con i predetti documenti scaduti di validita’,e’ soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria di cuiall’articolo 126, comma 11. Alla violazione consegue la sanzioneamministrativa accessoria del ritiro del documento scaduto divalidita’, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI. Lemedesime sanzioni si applicano nell’ipotesi di violazione delledisposizioni del comma 3, ultimo periodo.
9. Il titolare di patente di guida o altra abilitazioneprofessionale, rilasciata da uno Stato dell’Unione europea o delloSpazio economico europeo, non residente in Italia ai sensidell’articolo 118-bis, che circola con i predetti documenti scadutidi validita’, e’ soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria dicui all’articolo 126, comma 11. Si applicano le disposizionidell’articolo 135, comma 12, quinto periodo.
Art. 136-ter (Provvedimenti inerenti il diritto a guidare adottatinei confronti di titolari di patente di guida rilasciata da Statidell’Unione europea o dello Spazio economico europeo). – 1. Qualorail titolare di patente di guida, rilasciata da uno Stato dell’Unioneeuropea o dello Spazio economico europeo, commetta una violazionedalla quale, ai sensi del presente codice, derivi la sanzioneamministrativa accessoria della sospensione della patente di guida,si applicano le disposizioni dell’articolo 135, comma 5.
2. Qualora il titolare di patente di guida, rilasciata da uno Statodell’Unione europea o dello Spazio economico europeo, commetta unaviolazione dalla quale, ai sensi del presente codice, derivi lasanzione amministrativa accessoria della revoca della patente diguida, si applicano le disposizioni dell’articolo 135, comma 6.
3. Qualora un conducente circoli in violazione del provvedimentoemanato ai sensi del comma 1, si procede ai sensi del comma 2.Qualora il conducente circoli in violazione del provvedimento emanatoai sensi del comma 2, si applicano le sanzioni dell’articolo 116,commi 15 e 17.».
Modifiche agli articoli 173 e 180 del Codice della strada, in materia di uso di lenti o di determinati apparecchi durante la guida e dipossesso dei documenti di circolazione e di guida
1. All’articolo 173, comma 1, del Codice della strada, le parole:
«o di certificato di idoneita’ alla guida dei ciclomotori» sono soppresse e le parole: «o del certificato stessi» sono sostituite dalla seguente: «stessa».
2. All’articolo 180, del Codice della strada, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, la lettera a) e’ sostituita dalla seguente: «a) la carta di circolazione, il certificato di idoneita’ tecnica alla circolazione o il certificato di circolazione, a seconda del tipo di veicolo condotto;»;
b) al comma 1, lettera b) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, nonche’ lo specifico attestato sui requisiti fisici e psichici, qualora ricorrano le ipotesi di cui all’articolo 115, comma 2»;
Modifiche all’articolo 218-bis del Codice della strada in materia di applicazione della sospensione della patente per i neopatentati
1. All’articolo 218-bis, comma 3, del Codice della strada, le parole: «di categoria A» sono sostituite dalle seguenti: «di categorie A1, A2 o A».
Modifiche all’articolo 219 in materia di revoca della patente di guida
1. All’articolo 219, comma 3-bis, del Codice della strada, il secondo periodo e’ soppresso.
Modifiche all’articolo 219-bis in materia ritiro sospensione o revoca del certificato di idoneita’ alla guida
1. L’articolo 219-bis del Codice della strada e’ sostituito dal seguente:
«Art. 219-bis (Inapplicabilita’ delle sanzioni amministrativeaccessorie del ritiro, della sospensione e della revoca della patenteai conducenti minorenni). – 1. Nell’ipotesi in cui, ai sensi delpresente codice, e’ disposta la sanzione amministrativa accessoriadel ritiro della sospensione o della revoca della patente di guida ela violazione da cui discende e’ commessa da un conducente minorennein luogo delle predette sanzioni si applicano le disposizionidell’articolo 128, commi 1-ter e 2.».
2. Le disposizioni dell’articolo 219-bis del Codice della strada,come modificato dal comma 1, si applicano anche ai conducentiminorenni titolari di certificato di idoneita’ alla guida delciclomotore. Si applicano altresi’ le disposizioni dell’articolo126-bis del Codice della strada.
3. Nell’ipotesi in cui, ai sensi del Codice della strada, e’disposta la sanzione amministrativa accessoria del ritiro, dellasospensione o della revoca della patente di guida e la violazione dacui discende e’ commessa alla guida del ciclomotore da un conducentemaggiorenne, titolare di certificato di idoneita’ alla guida delciclomotore, le sanzioni amministrative si applicano al certificatodi idoneita’ posseduto, secondo le procedure degli articoli 216, 218,219 e 223. In caso di circolazione durante il periodo di applicazionedelle sanzioni accessorie si applicano le sanzioni amministrative dicui agli articoli 216, 218 e 219. Si applicano altresi’ ledisposizioni dell’articolo 126-bis del Codice della strada.
1. Il modello di patente di guida comunitaria, di cui all’articolo 116, comma 3, Codice della strada, come modificato dall’articolo 3, comma 1, del presente decreto, e’ conforme al modello comunitario di cui all’allegato I. La sigla distintiva delle patenti rilasciate dallo Stato italiano figura, sulle stesse, in un rettangolo di colore blu ed e’ circondata da dodici stelle gialle. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentiti il Ministro dell’interno e il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, possono essere apportate, previo accordo con la Commissione europea, eventuali modifiche al predetto modello, ivi comprese quelle necessarie per l’elaborazione elettronica della patente di guida.
2. Lo Stato italiano adotta tutte le disposizioni utili per evitare rischi di falsificazione delle patenti di guida. Il materiale usato per le patenti di guida deve essere protetto contro le falsificazioni in applicazione delle specifiche disposizioni integrative, che saranno adottate dal Consiglio dell’Unione europea, intese a modificare elementi non essenziali di cui alla direttiva 2006/126/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, concernente le patenti di guida. Lo Stato italiano puo’ introdurre elementi di sicurezza aggiuntivi.
3. Per le finalita’ di cui al comma 2 e previa adozione di specifiche disposizioni da parte della Commissione dell’Unione europea, lo Stato italiano, fatte salve le norme relative alla protezione dei dati, puo’ inserire un supporto di memorizzazione -microchip – nelle patenti di guida, contenente i dati armonizzati delle stesse, riportati nel modello di cui all’allegato I del presente decreto. Tale supporto di memorizzazione sara’ soggetto ad omologazione CE, subordinata alla dimostrazione della capacita’ dello stesso di resistere ai tentativi di manipolazione ed alterazione dei dati. In ogni caso, la presenza del microchip non e’ un presupposto per la validita’ della patente. Lo smarrimento, l’illeggibilita’ o qualunque altro danneggiamento dello stesso non incidono sulla validita’ del documento.
4. Alla copertura degli eventuali nuovi o maggiori oneri derivanti dall’attuazione del presente articolo si provvede mediante corrispondente revisione delle tariffe applicabili alle operazioni in materia di motorizzazione di cui al punto 1 della tabella 3 della legge 1° dicembre 1986, n. 870.
Disposizioni in materia di requisiti per l’esame di idoneita’ alla guida, di requisiti fisici e psichici di idoneita’ alla guida e di requisiti minimi per gli esaminatori adibiti all’espletamento delle prove di verifica delle capacita’ e dei comportamenti
1. Ai fini del conseguimento dell’idoneita’ tecnica necessaria per il rilascio della patente di guida, ai sensi dell’articolo 121, comma 1, del Codice della strada, la prova di verifica delle capacita’ e dei comportamenti e quella di controllo delle cognizioni si conformano ai requisiti minimi previsti dall’allegato II. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanarsi entro il 30 giugno 2012, sono disciplinati i requisiti per la prova di verifica delle capacita’ e dei comportamenti per il conseguimento della patente di guida di categoria AM, eventualmente prevedendo una differenziazione della suddetta prova se effettuata su veicoli di categoria L2e o L6e.
2. La prova di capacita’ e comportamento su veicolo specifico, di cui all’articolo 116, comma 3, lettera f), del Codice della strada, come modificato dall’articolo 3, comma 1, e’ disciplinata con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, conformemente ai requisiti minimi di cui all’allegato V.
3. La prova di verifica delle capacita’ e dei comportamenti per l’accesso graduale di titolare di patente di categoria A1 alle categorie A2 o A, e’ disciplinata con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, conformemente ai requisiti minimi di cui all’allegato VI.
4. L’accertamento dei requisiti fisici e psichici previsto dall’articolo 119 del Codice della strada si conforma almeno ai requisiti minimi previsti dall’allegato III. Sono fatte salve le disposizioni adottate con decreti del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti in attuazione di direttive particolari in materia.
5. La disciplina dell’esame di abilitazione di cui all’articolo 121, comma 3, del Codice della strada, come modificato dall’articolo 9, comma 1, lettera a), del presente decreto e’ conforme a quanto previsto nel paragrafo 3, punto 3.2, dell’allegato IV, ed e’ finalizzato all’acquisizione delle competenze di cui al paragrafo 1 dello stesso allegato.
6. La disciplina del corso di qualificazione iniziale di cui all’articolo 121, comma 5-bis, del Codice della strada, come modificato dall’articolo 9, comma 1, lettera d), e’ conforme ai contenuti di cui al paragrafo 3.1 dell’allegato IV. Ai fini della frequenza del corso e’ necessario che il dipendente si trovi nelle condizioni di cui al paragrafo 2, punti 2.1.e 2.2, dello stesso allegato.
7. Il Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici provvede al controllo di qualita’ di cui all’articolo 121, comma 5-bis, del Codice della strada, come modificato dall’articolo 9, comma 1, lettera d), in conformita’ a quanto previsto dal paragrafo 4, punto 4.1, dell’allegato IV, ed al corso di formazione periodica, previsto dal medesimo, secondo quanto disposto dal punto 4.2 dello stesso paragrafo.
2. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti puo’, con proprio decreto, prescrivere requisiti ulteriori rispetto a quelli minimi posti dagli allegati II e III.
1. Sono fatti salvi i diritti acquisiti dai titolari di certificato di idoneita’ alla guida del ciclomotore o di patenti rilasciate anteriormente alla data di applicazione delle disposizioni del presente decreto, secondo la tabella di cui all’allegato VII.
2. A decorrere dalla data di applicazione delle disposizioni del presente decreto, in caso di furto, distruzione, smarrimento o deterioramento di un certificato di idoneita’ alla guida del ciclomotore conseguito prima della medesima data, e’ rilasciata, in luogo del duplicato del predetto documento, una patente di guida di categoria AM, recante la stessa data di scadenza di validita’ del certificato di idoneita’. Si procede altresi’ al rilascio di patente di guida di categoria AM nel caso di rinnovo di validita’ di un certificato di idoneita’ alla guida del ciclomotore. Relativamente alle patenti di categoria AM, cosi’ rilasciate, sono riportati gli eventuali provvedimenti restrittivi gravanti sul certificato di idoneita’ alla guida del ciclomotore, quali risultanti nell’anagrafe nazionale dei conducenti, ivi comprese eventuali decurtazioni di punteggio, ai sensi dell’articolo 126-bis.
3. A decorrere dalla data di applicazione delle disposizioni del presente decreto, le norme sanzionatorie relative alla patente di categoria AM sono applicabili anche nei riguardi di conducenti titolari di certificato di idoneita’ alla guida del ciclomotore, conseguito prima della predetta data.
4. Il personale abilitato all’espletamento delle prove di cui all’articolo 121, comma 1, del Codice della strada, che esercitano la propria funzione in forza di un’abilitazione acquisita anteriormente alla data di applicazione del presente decreto, sono soggetti unicamente alle disposizioni relative alla garanzia della qualita’ e alle misure di formazione continua a carattere periodico.
1. A decorrere dalla data di applicazione delle disposizioni di cui al presente decreto e’ abrogato il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 30 settembre 2003, n. 40T.
2. Le disposizioni di cui all’allegato III del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 30 settembre 2003, n. 40T, sono abrogate a fare data dalla entrata in vigore del presente decreto.
1. Le disposizioni del presente decreto legislativo si applicano a decorrere dal 19 gennaio 2013, ad eccezione di quelle contenute negli articoli 9, comma 2, 22, comma 1, e 23, nonche’ nell’allegato III, con riferimento alle patenti per le categorie A, A1, B, BE, C, CE, D, DE, KA e KB.
(previsto dall’art. 22)
La scheda e’ fabbricata in policarbonato.
I metodi per la verifica delle caratteristiche delle patenti di guida, destinati a garantire la loro conformita’ alle norme internazionali, sono conformi alla norma ISO 10373.
2. Elementi fisici di sicurezza della patente di guida La sicurezza fisica della patente di guida e’ minacciata da:
– contraffazione: modificando le proprieta’ di un documento originale, ad esempio modificando alcuni dei dati impressi sullo stesso.
– inchiostri a variazione cromatica ,
– caratteri, simboli o motivi riconoscibili al tatto .
Con il decreto di cui all’articolo 22, comma 1, del presente decreto legislativo, puo’ essere disposto che le suddette diciture siano altresi’ stampate, dai competenti uffici appartenenti ad ambiti territoriali ai quali e’ riconosciuta autonomia linguistica, nelle rispettive lingue.
c) designazione dell’autorita’ che rilascia la patente;
9) le categorie di veicoli che il titolare e’ autorizzato a guidare; le categorie nazionali sono stampate in un tipo di carattere diverso da quello delle categorie armonizzate;
e) la dicitura «modello delle Comunita’ europee» in lingua italiana e la dicitura «patente di guida» nelle altre lingue della Comunita’, stampate in rosa in modo da costituire lo sfondo della patente:
a) 9) le categorie di veicoli che il titolare e’ autorizzato a guidare: le categorie nazionali sono stampate in un tipo di carattere diverso da quello delle categorie armonizzate;
12) le eventuali indicazioni supplementari o restrittive, in forma codificata, a fronte di ciascuna sottocategoria interessata. I codici sono stabiliti nel modo seguente:
– Codici da 01 a 99: : codici comunitari armonizzati
– CONDUCENTE (motivi medici)
05.02 Guida entro un raggio di… km dal luogo di residenza del titolare o solo nell’ambito della citta’/regione
05.04 Velocita’ di guida limitata a… km/h
10. Cambio di velocita’ modificato
35.05 Comandi operabili senza togliere le mani dal volante o dai suoi accessori (manopola, forcella, ecc.) ne’ dal sistema combinato di accelerazione e frenatura
51. Limitato ad uno specifico veicolo/targa (numero diregistrazione del veicolo)
70. Sostituzione della patente n… rilasciata da… (sigla UE/sigla ONU se si tratta di un paese terzo; ad esempio:
75. Limitata ai veicoli della categoria D con non piu’ di 16 posti a sedere, oltre a quello del conducente (D1)
76. Limitata ai veicoli della categoria C con massa limite non superiore a 7 500 kg (C1) con rimorchio di massa limite non superiore a 750 kg, sempre che la massa limite del complesso cosi’ formato non sia complessivamente superiore a 12 000 kg e che la massa limite del rimorchio non superi quella a vuoto del veicolo trainate (C1E)
77. Limitata a veicoli di categoria D con non piu’ di 16 posti a sedere, oltre a quello del conducente (D1) con rimorchio di massa limite non superiore a 750 kg, sempre che a) la massa limite del complesso cosi’ formato non sia complessivamente superiore a 12 000 kg, che la massa limite del rimorchio non superi quella a vuoto del veicolo trainate e che b) il rimorchio non sia impiegato per il trasporto di persone (D1E).
95. Conducente titolare di CQC (carta di qualificazione del conducente) in regola con l’obbligo di idoneita’ professionale di cui alla direttiva 2003/59/CE fino a… (ad esempio: 95.01.01.2012).
96. Conducente che ha superato una prova di capacita’ e di comportamento in conformita’ delle disposizioni dell’allegato V.
– Codici 100 e superiori : codici nazionali, validi unicamente per la circolazione sul territorio dello Stato membro che ha rilasciato la patente.
– Se un codice si applica a tutte le categorie per le quali e’ rilasciata la patente, puo’ essere stampato nello spazio sotto le voci 9, 10 e 11;
– 13. uno spazio riservato per l’eventuale iscrizione da parte dello Stato membro ospitante, nel quadro dell’applicazione del punto 4, lettera a) del presente allegato, delle indicazioni indispensabili alla gestione della patente;
a) La patente di guida reca, su entrambe le facciate, nell’angolo inferiore sul lato sinistro, una banda trasversale tricolore verde, bianca e rossa. L’apposizione di tale simbolo nazionale e’ sottoposto all’esito favorevole della notifica del presente decreto allaCommissione Europea.
Pagina 2 (verso): 1. Cognome; 2. Nome; 3. Data e luogo di nascita; 4a. Patente rilasciata il; 4b. Validita’ fino al; 4c. Rilasciata da; 5. Patente n….; 6. Fotografia; 7. Firma del titolare; 8. Indirizzo; 9. Categorie; 10. Categoria rilasciata il; 11. Categoria validita’ fino al; 12. Restrizioni; 13. Riconoscimento.
(previsto dall’art. 23, comma 1)
I. REQUISITI MINIMI PER L’ESAME DI IDONEITA’ ALLA GUIDA
La verifica delle cognizioni, delle capacita’ e dei comportamenti necessari per la guida di un veicolo a motore, consta delle seguenti prove di controllo:
– una prova teorica, e quindi
– una prova pratica e di comportamento.
La modalita’ prescelta deve essere tale da permettere di verificare che il candidato possiede le conoscenze necessarie nelle materie indicate nei punti 2, 3 e 4.
Il candidato che debba sostenere l’esame relativo ad una determinata categoria puo’ essere esonerato dal ripetere l’esame relativo alle disposizioni comuni di cui ai punti 2, 3 e 4 se ha superato la prova teorica per una categoria diversa.
– in particolare: segnaletica stradale verticale ed orizzontale, segnalazioni, precedenze e limiti di velocita’;
– importanza di un atteggiamento vigile e di un corretto comportamento nei confronti degli altri utenti della strada;
– osservazione, valutazione e decisione, in particolare tempi di reazione, nonche’ cambiamenti nel comportamento al volante indotti da alcool, droghe, medicinali, stati d’animo e affaticamento;
– principi fondamentali relativi all’osservanza della distanza di sicurezza fra i veicoli, allo spazio di frenata ed alla tenuta di strada nelle diverse condizioni sia atmosferiche sia della strada;
– fattori di rischio legati alle diverse condizioni della strada; in particolare il loro cambiamento in base alle condizioni atmosferiche e al passaggio dal giorno alla notte;
– caratteristiche dei diversi tipi di strada e relative norme di comportamento;
– guida sicura nelle gallerie stradali;
– fattori di rischio specificamente legati all’inesperienza degli altri utenti della strada e categorie di utenti particolarmente esposte quali bambini, pedoni, ciclisti e persone con mobilita’ ridotta;
– rischi legati alla manovra e alla guida di diversi tipi di veicolo e relativo campo visivo del conducente;
– formalita’ amministrative e documenti necessari per la circolazione dei veicoli;
– regole generali di comportamento in caso di incidente (collocazione dei segnali di pericolo e segnalazione dell’incidente) ed eventuali misure di assistenza agli infortunati;
– fattori di sicurezza legati al veicolo, al carico e alle persone trasportate;
2.1.7. elementi di meccanica legati alla sicurezza stradale; i candidati devono essere in grado di riconoscere i difetti piu’ ricorrenti, con particolare riguardo a sterzo, sospensioni, freni, pneumatici, luci e indicatori di direzione, catadiottri, specchietti retrovisori, parabrezza e tergicristalli, sistema di scarico, cinture di sicurezza e dispositivi di segnalazione acustica;
2.1.9. regole di utilizzo dei veicoli legate all’ambiente (corretto impiego dei dispositivi di segnalazione acustica, consumo ridotto di carburante, limitazione delle emissioni inquinanti, ecc.).
3.1.4. elementi di meccanica legati alla sicurezza stradale precedentemente indicati, con particolare attenzione all’interruttore di emergenza, ai livelli dell’olio e alla catena.
4.1.1. disposizioni che regolano i periodi di guida e di riposo a norma del regolamento (CEE) 15 marzo 2006, n. 561/2006 del Parlamento e del Consiglio relativo all’armonizzazione di alcune disposizioni in materia sociale nel settore dei trasporti su strada e che modifica i regolamenti del Consiglio (CEE) n. n. 3821/85 e (CE) n. 2135/98 e che abroga il regolamento (CEE) n. 3280/85 del Consiglio, e successive modificazioni; impiego dell’apparecchio di controllo di cui al regolamento (CEE) n. 3821/85 del Consiglio, del 20 dicembre 1985, relativo all’apparecchio di controllo nel settore dei trasporti su strada, e successive modificazioni;
4.1.4. comportamento in caso di incidente; misure da adottare in caso di incidente o situazione assimilabile, compresi gli interventi di emergenza quali l’evacuazione dei passeggeri, nonche’ rudimenti di pronto soccorso;
4.1.6. disposizioni che regolano dimensione e massa dei veicoli; disposizioni che regolano i dispositivi di limitazione della velocita’;
4.1.9. responsabilita’ del conducente nei confronti delle persone trasportate; comfort e sicurezza dei passeggeri; trasporto di bambini; controlli necessari prima della partenza; la prova teorica deve riguardare tutti i diversi tipi di autobus (destinati al servizio di linea ed a quello privato, autobus di dimensioni eccezionali, ecc.) (solo categorie D, DE, D1, D1E).
4.2.4. freno e acceleratore: nozioni sui tipi esistenti, funzionamento, componenti principali, collegamenti, impiego e manutenzione ordinaria, compreso l’ABS;
4.2.8. responsabilita’ del conducente in merito a ricevimento, trasporto e consegna delle merci nel rispetto delle condizioni concordate (solo categorie C, CE).
B. PROVA DI CAPACITA’ E COMPORTAMENTO
5.1. Il candidato che intende conseguire l’abilitazione alla guida di un veicolo con cambio manuale deve effettuare la prova di capacita’ e comportamento su di un veicolo dotato di tale tipo di cambio.
Se il candidato effettua la prova di capacita’ e comportamento su di un veicolo dotato di cambio automatico, tale fatto deve essere debitamente indicato sulla patente. La patente cosi’ rilasciata abilita alla guida dei soli veicoli dotati di cambio automatico.
Per "veicolo dotato di cambio automatico" si intende un veicolo si intende un veicolo nel quale non e’ presente il pedale della frizione ( o la leva manuale per la frizione, per le categorie A o A1 ).
5.2. I veicoli impiegati per effettuare la prova di capacita’ e comportamento devono soddisfare i criteri minimi indicati di seguito.
ciclomotori a due ruote (categoria L1e) , ovvero ciclomotori a tre ruote (categoria L2e) o quadricicli leggeri (categoria L6e), omologati per il trasporto di un passeggero oltre al conducente, non necessariamente dotati di cambio di velocita’ manuale.
Motociclo di categoria A1, senza sidecar, avente una cilindrata minima di 120 cm3 e in grado di raggiunge una velocita’ di almeno 90 km/h
un veicolo a quattro ruote di categoria B, capace di sviluppare una velocita’ di almeno 100 km/h.
un insieme composto di un veicolo adatto alla prova per la categoria B e un rimorchio con massa limite di almeno 1 000 kg, capace di sviluppare una velocita’ di almeno 100 km/h e non rientrante in quanto insieme nella categoria B; lo spazio di carico del rimorchio deve consistere in un cassone chiuso di altezza e di larghezza almeno pari a quelle della motrice; il cassone puo’ anche essere leggermente meno largo della motrice, purche’, in tal caso, la visione posteriore risulti possibile soltanto attraverso gli specchietti retrovisori esterni di quest’ultima; il rimorchio deve essere presentato con un minimo di 800 kg di massa totale effettiva.
un quadriciclo a motore (L7e), capace di sviluppare una velocita’ di almeno 60 km/h.
un veicolo di categoria C con massa limite pari o superiore a 12 000 kg, lunghezza pari o superiore a 8 m, larghezza pari o superiore a 2,40 m capace di sviluppare una velocita’ di almeno 80 km/h; il veicolo deve disporre di ABS, di un cambio dotato di almeno 8 rapporti per la marcia avanti, nonche’ dell’apparecchio di controllo di cui al regolamento (CEE) n. 3821/85, e successive modificazioni; lo spazio di carico deve consistere in un cassone chiuso di altezza e di larghezza almeno pari a quelle della cabina; il veicolo deve essere presentato con un minimo di 10 000 kg di massa totale effettiva.
un autoarticolato o un insieme composto di un veicolo adatto alla prova per la categoria C e un rimorchio di lunghezza pari o superiore a 7,5 m; nei due casi la massa limite deve essere pari o superiore a 20 000 kg, la lunghezza complessiva pari o superiore ai 14 m e la larghezza pari o superiore ai 2,40 m; i veicoli devono essere capaci di sviluppare una velocita’ di almeno 80 km/h e devono disporre di ABS, di un cambio dotato di almeno 8 rapporti per la marcia avanti, nonche’ dell’apparecchio di controllo di cui al regolamento (CEE) n. 3821/85, e successive modificazioni; lo spazio di carico del rimorchio deve consistere in un cassone chiuso di altezza e di larghezza almeno pari a quelle della motrice; il veicolo deve essere presentato con un minimo di 15 000 kg di massa totale effettiva.
un veicolo di categoria C1 con massa limite pari o superiore a 4 000 kg, lunghezza pari o superiore a 5 m, capace di sviluppare una velocita’ di almeno 80 km/h; esso deve disporre di ABS e deve essere dotato dell’apparecchio di controllo di cui al regolamento (CEE) n. 3821/85 e successive modificazioni; lo spazio di carico deve consistere in un cassone chiuso di altezza e di larghezza almeno pari a quelle della cabina.
un insieme composto di un veicolo adatto alla prova per la categoria C1 e un rimorchio con massa limite pari o superiore a 1 250 kg, con lunghezza complessiva pari o superiore ad 8 m e capace di sviluppare una velocita’ di almeno 80 km/h; lo spazio di carico del rimorchio deve consistere in un cassone chiuso di altezza e di larghezza almeno pari a quelle della motrice; il cassone puo’ anche essere leggermente meno largo della motrice, purche’, in tal caso, la visione posteriore risulti possibile soltanto attraverso gli specchietti retrovisori esterni di quest’ultima; il rimorchio vede essere presentato con un minimo di 800 kg di massa totale effettiva.
un veicolo di categoria D di lunghezza pari o superiore a 10 m, di larghezza pari o superiore a 2,40 m e capace di sviluppare una velocita’ di almeno 80 km/h; deve disporre di ABS e deve essere dotato dell’apparecchio di controllo di cui al regolamento (CEE) n. 3821/85, e successive modificazioni.
un insieme composto di un veicolo adatto alla prova per la categoria D e un rimorchio con massa limite pari o superiore a 1 250 kg, di larghezza pari o superiore a 2,40 m e capace di sviluppare una velocita’ di almeno 80 km/h; lo spazio di carico del rimorchio deve consistere in un cassone chiuso di altezza e di larghezza di almeno 2 m; il rimorchio deve essere presentato con un minimo di 800 kg di massa totale effettiva.
Un veicolo di categoria D1 con massa limite pari o superiore a 4 000 kg, lunghezza pari o superiore a 5 m e capace di sviluppare una velocita’ di almeno 80 km/h; esso deve essere dotato dell’apparecchio di controllo di cui al regolamento (CEE) n. 3821/85, e successive modificazioni.
Un insieme composto di un veicolo adatto alla prova per la categoria D1 e un rimorchio con massa limite pari o superiore a 1 250 kg e capace di sviluppare una velocita’ di almeno 80 km/h; lo spazio di carico del rimorchio deve consistere in un cassone chiuso di altezza e di larghezza di almeno 2 m; il rimorchio deve essere presentato con un minimo di 800 kg di massa totale effettiva.
6. Capacita’ e comportamenti oggetto di prova per le categorie A1, A2 e A
6.1.2. effettuare, a caso, un controllo della condizione di pneumatici, freni, sterzo, interruttore di emergenza (se presente), catena, livelli dell’olio, luci, catadiottri, indicatori di direzione e dispositivi di segnalazione acustica.
6.2.1. mettere il motociclo sul cavalletto e toglierlo dal cavalletto senza l’aiuto del motore, camminando a fianco del veicolo;
6.2.3. Almeno due manovre da eseguire a velocita’ ridotta, fra cui uno slalom; cio’ deve permettere di verificare l’utilizzo combinato di frizione e freno, l’equilibrio, la direzione dello sguardo e la posizione sul motociclo, nonche’ la posizione dei piedi sui poggiapiedi.
6.2.4. Almeno due manovre da eseguire ad una velocita’ piu’ elevata, di cui una in seconda o terza marcia, a una velocita’ di almeno 30 km/h, e una volta ad evitare un ostacolo a una velocita’ minima di 50 km/h; cio’ deve permettere di verificare la posizione sul motociclo, la direzione dello sguardo, l’equilibrio, la tecnica di virata ed la tecnica di cambio delle marce;
6.2.5. frenata: devono essere eseguite almeno due frenate di prova, compresa una frenata d’emergenza a una velocita’ minima di 50 km/h; cio’ deve permettere di verificare il modo in cui vengono impiegati il freno anteriore e quello posteriore, la direzione dello sguardo e la posizione sul motociclo.
6.3.6. ingresso/uscita dall’autostrada (o eventuali strade ad essa assimilabili): ingresso mediante corsia di accelerazione; uscita mediante corsia di decelerazione;
7. Capacita’ e comportamenti oggetto di prova per le categorie B, B1, BE
7.1.2. regolazione degli specchietti retrovisori, delle cinture di sicurezza e dell’eventuale poggiatesta;
7.1.6. controllo di frizione e freno, nonche’ dei collegamenti elettrici (solo per la categoria BE).
7.2.4. frenata di precisione rispetto a un punto di arresto predeterminato; l’esecuzione di una frenata di emergenza e’ facoltativa.
7.3.1. aggancio e sgancio di un rimorchio dalla motrice; all’inizio della manovra il veicolo e il rimorchio devono trovarsi fianco a fianco (cioe’ non l’uno dietro l’altro);
7.4.6. ingresso/uscita dall’autostrada (o eventuali strade ad essa assimilabili): ingresso mediante corsia di accelerazione; uscita mediante corsia di decelerazione;
8. Capacita’ e comportamenti oggetto di prova per le categorie C, CE, C1, C1E, D, DE, D1 e D1E
8.1.2. regolazione degli specchietti retrovisori, delle cinture di sicurezza e dell’eventuale poggiatesta;
8.1.4. controllo del servofreno e del servosterzo; controllo delle condizioni di ruote e relativi bulloni, parafanghi, parabrezza, finestrini, tergicristalli e dei livelli (olio motore, liquido di raffreddamento, liquido lavavetri, ecc.); controllo ed impiego della strumentazione installata, compreso l’apparecchio di controllo di cui al regolamento (CEE) n. 3821/85, e successive modificazioni;
8.1.5. controllo della pressione dell’aria, del serbatoio dell’aria compressa e delle sospensioni;
8.1.7. controllo di frizione e freno, nonche’ dei collegamenti elettrici (solo per le categorie CE, C1E, DE, D1E);
8.1.9. lettura di una cartina stradale, calcolo di un itinerario, compreso l’uso di sistemi elettronici di navigazione (facoltativo).
8.2.1. aggancio e sgancio di un rimorchio o semirimorchio dalla motrice all’inizio della manovra il veicolo e il rimorchio devono trovarsi fianco a fianco (cioe’ non l’uno dietro l’altro) (solo per le categorie CE, C1E, DE, D1E);
8.3.6. ingresso/uscita dall’autostrada (o eventuali strade ad essa assimilabili): ingresso mediante corsia di accelerazione; uscita mediante corsia di decelerazione;
9. Valutazione della prova di capacita’ e comportamento
9.1. Per ciascuna delle situazioni di guida indicate nei paragrafi precedenti, la valutazione deve riflettere la padronanza dimostrata dal candidato nel controllare il veicolo e nell’affrontare in piena sicurezza il traffico. L’esaminatore deve sentirsi sicuro durante tutto lo svolgimento della prova. Errori di guida o comportamenti pericolosi che mettessero a repentaglio l’incolumita’ del veicolo, dei passeggeri o degli altri utenti della strada, indipendentemente dal fatto che l’esaminatore o l’accompagnatore abbia o non abbia dovuto intervenire, determinano l’insuccesso della prova. Spetta tuttavia all’esaminatore decidere se la prova di capacita’ e comportamento debba o meno essere portata a termine.
Gli esaminatori devono essere formati in modo da poter valutare correttamente la capacita’ dei candidati di guidare in sicurezza.
L’operato degli esaminatori e’ oggetto di controllo e supervisione ai sensi del punto 4.1.2 dell’allegato IV.
9.2. Nel corso della prova gli esaminatori devono prestare particolare attenzione se il candidato dimostri o no nella guida un atteggiamento prudente e senso civico. La valutazione deve tenere conto dell’immagine complessiva presentata dal candidato in merito, fra l’altro, ai seguenti elementi: stile di guida confacente e sicuro, che tenga conto delle condizioni meteorologiche e di quelle della strada, delle condizioni di traffico, degli interessi degli altri utenti della strada (in particolare i piu’ esposti),
anticipandone le mosse.
9.3. L’esaminatore valuta inoltre le capacita’ del candidato in merito agli aspetti seguenti:
9.3.1. controllo del veicolo, in base agli elementi seguenti: corretto impiego di cinture di sicurezza, specchietti retrovisori, poggiatesta, sedili, fari e dispositivi assimilabili, frizione, cambio, acceleratore, freno (sistema terziario compreso, se disponibile), sterzo; controllo del veicolo in situazioni diverse ed a diverse velocita’; tenuta di strada; massa, dimensioni e caratteristiche del veicolo; massa e tipi di carico (solo per le categorie BE, C, CE, C1, C1E, DE, D1E); comfort dei passeggeri (solo per le categorie D, DE, D1, D1E) (nessuna accelerazione ne’ frenata brusca, guida fluida);
9.3.2. guida attenta ai consumi ed all’ambiente, controllando opportunamente il numero di giri, il cambio delle marce, le frenate e le accelerazioni (solo per le categorie BE, C, CE, C1, C1E, D, DE, D1, D1E);
9.3.3. osservazione: osservazione a 360 gradi; corretto impiego degli specchietti; visuale a lunga e media distanza, nonche’ a distanza ravvicinata;
9.3.7. velocita’: rispetto del limite massimo di velocita’, adattamento della velocita’ alle condizioni di traffico/climatiche, eventuale rispetto dei limiti fissati a livello nazionale; guida ad una velocita’ che permetta l’arresto nel tratto di strada visibile e privo di ostacoli; adattamento della velocita’ a quella di altri veicoli simili;
9.3.10. frenata ed arresto: tempestiva riduzione della velocita’, frenate ed arresti adeguati alle circostanze; anticipo; utilizzo dei diversi sistemi di frenatura (solo per le categorie C, CE, D, DE); riduzione della velocita’ con sistemi diversi da quelli di frenatura (solo per le categorie C, CE, D, DE).
La durata della prova e la distanza percorsa devono essere sufficienti per consentire la valutazione della capacita’ e dei comportamenti di cui alla lettera B del presente allegato. La durata della prova su strada non deve in ogni caso essere inferiore a 25 minuti per le categorie A, A1, A2, B, B1 e BE ed a 45 minuti per tutte le altre categorie. I periodi indicati non comprendono il tempo necessario per accogliere il candidato, per predisporre il veicolo, per il controllo tecnico dello stesso ai fini della sicurezza stradale, per le manovre particolari e per comunicare il risultato della prova pratica.
La parte di prova di valutazione riservata alle manovre particolari puo’ essere effettuata su di un apposito percorso di prova. La parte di prova volta ad esaminare il comportamento nel traffico va condotta, se possibile, su strade al di fuori del centro abitato, su superstrade ed autostrade (o simili), nonche’ sui diversi tipi di strada urbana (zone residenziali, zone con limiti di velocita’ fissati a 30 e 50 km/h, strade urbane a grande scorrimento), rappresentativi delle diverse difficolta’ che i futuri conducenti dovranno affrontare. La prova deve auspicabilmente essere effettuata in diverse condizioni di traffico. Tutto il periodo di prova deve essere impiegato al meglio per valutare le capacita’ del candidato nei diversi tipi di traffico e di strade incontrati, che dovranno essere quanto piu’ vari possibile.
II. CONOSCENZE, CAPACITA’ E COMPORTAMENTI NECESSARI PER LA GUIDA DI UN VEICOLO A MOTORE
Chiunque si trovi alla guida di un veicolo a motore deve in ogni momento possedere conoscenze, capacita’ e comportamenti descritti nei punti da 1 a 9, in modo da poter:
– riconoscere i pericoli del traffico e valutarne la gravita’,
– essere in controllo del proprio veicolo, in modo da non originare situazioni pericolose e da poter reagire prontamente trovandovisi invece coinvolto,
– rispettare il codice della strada ed in particolare le disposizioni volte a prevenire gli incidenti ed a mantenere il traffico scorrevole,
– individuare i principali guasti tecnici nel proprio veicolo, in particolare quelli che potrebbero avere ripercussioni sulla sicurezza, e porvi adeguato rimedio, – tenere conto di tutti i fattori che possono influenzare il comportamento al volante (alcool, stanchezza, disturbi della vista, ecc.), rimanendo cosi’ nel pieno possesso di tutte le facolta’ necessarie per garantire la sicurezza della guida,
– contribuire alla sicurezza di tutti gli utenti della strada, soprattutto dei piu’ esposti ed indifesi, dimostrando il dovuto rispetto per il prossimo.
(previsto dall’articolo 23)
REQUISITI MINIMI DI IDONEITA’ FISICA E MENTALE PER LA GUIDA DI UNVEICOLO A MOTORE
L’articolo 119 del Codice della strada prevede la presentazione di una certificazione medica, rilasciata dai medici di cui allo stesso articolo, ai fini del rilascio della patente di guida, per il rinnovo di validita’ di quest’ultima, nonche’ nelle ipotesi in cui e’ emesso uno specifico provvedimento di revisione della patente, ai sensi dell’articolo 128 del Codice della strada.
Tale certificazione deve conformarsi ai requisiti di idoneita’ fisica e psichica stabiliti dagli articoli da 319, 320, 321, 323, 324, 326, 327, 328 e 329 del D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495. Per quanto concerne le seguenti patologie:
– affezioni cardiovascolari,
– dipendenza da alcool o guida dipendente da alcool,
– uso di sostanze stupefacenti o psicotrope e abuso e consumo abituale di medicinali,
– turbe psichiche,
Conseguentemente, nell’articolo 320, del D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495, appendice II le voci relative alle su elencate patologie sono soppresse.
– Gruppo 1: conducenti di veicoli delle categorie AM, A, A1,A2, B1, B, e BE.
– Gruppo 2: conducenti di veicoli delle categorie C, CE, C1, C1E, D, DE, D1 e D1E nonche’ i titolari di certificato di abilitazione professionale di tipo KA e KB, giusta il disposto di cui all’articolo 311, comma 2, del D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495.
A. 1. Il candidato al conseguimento della patente di guida (ovvero chi deve rinnovarla o ha l’obbligo di revisione ai sensi dell’art. 128 del codice della strada) deve sottoporsi a esami appropriati per accertare la compatibilita’ delle sue condizioni visive con la guida di veicoli a motore. Dovranno essere valutati con particolare attenzione: acutezza visiva, campo visivo, visione crepuscolare, sensibilita’ all’abbagliamento e al contrasto, diplopia e altre funzioni visive che possono compromettere la guida sicura. Se c’e’ motivo di dubitare che la sua vista non sia adeguata, il candidato deve essere esaminato dalla Commissione Medica Locale.
A.2. Per i conducenti appartenenti al gruppo 1 che non soddisfano le norme riguardanti il campo visivo e l’acutezza visiva, il rilascio della patente puo’ essere autorizzato da parte della Commissione medica locale in "casi eccezionali", correlati alla situazione visiva del conducente, ponendo limitazioni riguardo alla guida. In questi casi il conducente deve essere sottoposto a visita dalla Commissione che verifica, avvalendosi di accertamenti da parte di medico specialista oculista anche l’assenza di altre patologie che possono pregiudicare la funzione visiva, fra cui la sensibilita’ all’abbagliamento, al contrasto, la visione crepuscolare, eventualmente avvalendosi anche di prova pratica di guida .La documentazione sanitaria inerente agli accertamenti posti a base del giudizio espresso dovra’ restare agli atti per almeno cinque anni.
A.3.1. Il candidato al rilascio o al rinnovo della patente di guida deve possedere un’acutezza visiva binoculare complessiva, anche con correzione ottica, se ben tollerata, di almeno 0,7, raggiungibile sommando l’acutezza visiva posseduta da entrambi gli occhi, purche’ il visus nell’occhio che vede peggio non sia inferiore a 0,2 .
A.3.2. Il campo visivo binoculare posseduto deve consentire una visione in orizzontale di almeno 120 gradi, con estensione di non meno di 50 gradi verso destra o verso sinistra e di 20 gradi verso l’alto e verso il basso. Non devono essere presenti difetti in un raggio di 20 gradi rispetto all’asse centrale, inoltre deve essere
posseduta una visione sufficiente in relazione all’illuminazione crepuscolare, un idoneo tempo di recupero dopo abbagliamento e un’ idonea sensibilita’ al contrasto, in caso di insufficienza di tali due ultime funzioni la Commissione medica locale puo’ autorizzare la guida solo alla luce diurna.
A.3.3. Qualora sia rilevata o dichiarata una malattia degli occhi progressiva, la patente di guida puo’ essere rilasciata o rinnovata dalla Commissione con validita’ limitata nella durata e se del caso con limitazione per la guida notturna ,avvalendosi di consulenza da parte di medico specialista oculista.
A.3.4. Il candidato al rilascio o al rinnovo della patente di guida monocolo, organico o funzionale, deve possedere un’acutezza visiva di non meno 0,8, raggiungibile anche con lente correttiva se ben tollerata. Il medico monocratico deve certificare che tale condizione di vista monoculare esiste da un periodo di tempo sufficientemente lungo (almeno sei mesi) da consentire l’adattamento del soggetto e che il campo visivo consenta una visione in orizzontale di almeno 120 gradi e di non meno di 60 gradi verso destra o verso sinistra e di 25 gradi verso l’alto e 30 gradi verso il basso.
Non devono essere presenti difetti in un raggio di 30 gradi rispetto all’asse centrale, inoltre deve essere posseduta una visione sufficiente in relazione all’illuminazione crepuscolare e dopo abbagliamento con idoneo tempo di recupero e idonea sensibilita’ al contrasto, tali condizioni devono essere opportunamente verificate.
Nel caso in cui uno o piu’ requisiti non sono presenti il giudizio viene demandato alla Commissione medica locale che, avvalendosi di consulenza da parte di medico specialista oculista, valuta con estrema cautela se la patente di guida puo’ essere rilasciata o rinnovata, eventualmente con validita’ limitata nella durata e se del caso con limitazione per la guida notturna.
A.3.5. A seguito di diplopia sviluppata recentemente o della perdita improvvisa della visione in un occhio, ai fini del raggiungimento di un adattamento adeguato non e’ consentito guidare per un congruo periodo di tempo,da valutare da parte di medico specialista oculista; trascorso tale periodo, la guida puo’ essere autorizzata dalla Commissione medica locale, acquisito il parere di un medico specialista oculista, eventualmente con prescrizione di validita’ limitata nella durata e se del caso con limitazione per la guida notturna.
A.4.1. Il candidato al rilascio o al rinnovo della patente di guida deve possedere una visione binoculare con un’acutezza visiva, se del caso raggiungibile con lenti correttive, di almeno 0,8 per l’occhio piu’ valido e di almeno 0,4 per l’occhio meno valido. Se per ottenere i valori di 0,8 e 0,4 sono utilizzate lenti correttive, l’acutezza visiva minima (0,8 e 0,4) deve essere ottenuta o mediante correzione per mezzo di lenti a tempiale con potenza non superiore alle otto diottrie come equivalente sferico o mediante lenti a contatto anche con potere diottrico superiore. La correzione deve risultare ben tollerata
A.4.2. Il campo visivo orizzontale binoculare posseduto deve essere di almeno 160 gradi, con estensione di 80 gradi verso sinistra e verso destra e di 25 gradi verso l’alto e 30 verso il basso. Non devono essere presenti binocularmente difetti in un raggio di 30 gradi rispetto all’asse centrale.
A.4.3. La patente di guida non deve essere rilasciata o rinnovata al candidato o al conducente che presenta significative alterazioni della visione crepuscolare e della sensibilita’ al contrasto e una visione non sufficiente dopo abbagliamento, con tempo di recupero non idoneo anche nell’occhio con risultato migliore o diplopia.
A seguito della perdita della visione da un occhio o di gravi alterazioni delle altre funzioni visive che permettevano l’idoneita’ alla guida o di insorgenza di diplopia deve essere prescritto un periodo di adattamento adeguato, non inferiore a sei mesi, in cui non e’ consentito guidare. Trascorso tale periodo la Commissione medica locale, acquisito il parere di un medico specialista oculista puo’ consentire la guida con eventuali prescrizioni e limitazioni.
B.1.1.La patente di guida non deve essere ne’ rilasciata ne’ rinnovata al candidato colpito da gravi disturbi del ritmo cardiaco.
B.1.2.La patente di guida puo’ essere rilasciata o rinnovata al candidato o conducente portatore di uno stimolatore cardiaco, previo parere di un medico autorizzato e controllo medico regolare.
B.1.3.Il rilascio o il rinnovo della patente di guida al candidato o conducente colpito da anomalie della tensione arteriosa deve essere valutato in funzione degli altri dati dell’esame, delle eventuali complicazioni associate e del pericolo che esse possono costituire per la sicurezza della circolazione.
B.1.4.In generale, la patente di guida non deve essere ne’ rilasciata ne’ rinnovata al candidato o conducente colpito da angina pectoris che si manifesti in stato di riposo o di emozione. Il rilascio o il rinnovo della patente di guida al candidato o conducente che sia stato colpito da infarto del miocardio e’ subordinato al parere di un medico autorizzato e, se necessario, a un controllo medico regolare.
B.2.5.L’autorita’ medica competente tiene in debito conto i rischi o pericoli addizionali connessi con la guida dei veicoli che rientrano nella definizione di tale gruppo.
Nelle disposizioni per "ipoglicemia grave" si intende la condizione in cui e’ necessaria l’assistenza di un’altra persona, mentre per "ipoglicemia ricorrente" si intende la manifestazione in un periodo di 12 mesi di una seconda ipoglicemia grave. Tale condizione e’ riconducibile esclusivamente a patologia diabetica in trattamento con farmaci che possono indurre ipoglicemie gravi, come l’insulina o farmaci orali "insulino-stimolanti" come sulfaniluree e glinidi.
C.1.1. L’accertamento dei requisiti per il rilascio o il rinnovo della patente di guida del candidato o del conducente affetto da diabete mellito e’ effettuato dal medico monocratico di cui al comma 2 dell’articolo 119 del codice della strada, previa acquisizione del parere di un medico specialista in diabetologia o con specializzazione equipollente (ai sensi del D.M. 30 gennaio 1998 e successive modifiche e integrazioni.) operante presso le strutture pubbliche o private accreditate e convenzionate.
C.1.2. In caso di presenza di comorbilita’ o di gravi complicanze che possono pregiudicare la sicurezza alla guida il giudizio di idoneita’ e’ demandato alla Commissione medica locale. In caso di trattamento farmacologico con farmaci che possono indurre una ipoglicemia grave il candidato o il conducente puo’ essere dichiarato idoneo alla guida di veicoli del gruppo 1 fino a un periodo massimo di 5 anni, nel rispetto dei limiti previsti in relazione all’eta’.
C.1.3. La patente di guida non deve essere ne’ rilasciata ne’ rinnovata al candidato o al conducente affetto da diabete mellito che soffre di ipoglicemia grave e ricorrente o di un’alterazione dello stato di coscienza per ipoglicemia. Il candidato o conducente affetto da diabete mellito deve dimostrare di comprendere il rischio di ipoglicemia e di controllare in modo adeguato la sua condizione.
C.1.4. Per i candidati o conducenti affetti da diabete mellito in trattamento solo dietetico, o con farmaci che non inducono ipoglicemie gravi, come metformina, inibitori dell’alfa-glicosidasi, glitazoni, analoghi o mimetici del GLP-1, inibitori del DPP-IV in monoterapia o in associazione tra loro, il limite massimo di durata di validita’ della patente di guida, in assenza di complicanze che interferiscano con la sicurezza alla guida, puo’ essere fissato secondo i normali limiti di legge previsti in relazione all’eta’.
C.2.1. In caso di trattamento con farmaci che possano indurre ipoglicemie gravi, (come insulina, e farmaci orali come sulfaniluree e glinidi,) l’accertamento dei requisiti per il rilascio o il rinnovo della patente di guida del gruppo 2 da parte della Commissione medica locale, a candidati o conducenti affetti da diabete mellito e’ effettuato avvalendosi di consulenza da parte di un medico specialista in diabetologia o specializzazione equipollente (ai sensi del D.M. 30 gennaio 1998 e successive modifiche e integrazioni.) operante presso le strutture pubbliche o private accreditate e convenzionate , che possa attestare le seguenti condizioni:
In questi casi, la patente di guida puo’ essere rilasciata o confermata di validita’ per un periodo massimo di tre anni o per un periodo inferiore in relazione all’eta’.
C.2.2. Per i candidati o conducenti affetti da diabete mellito in trattamento solo dietetico, o con farmaci che non inducono ipoglicemie gravi, come metformina, inibitori dell’alfa-glicosidasi, glitazoni, analoghi o mimetici del GLP-1, inibitori del DPP-IV in monoterapia o in associazione tra loro, il limite massimo di durata della patente di guida, in assenza di complicanze che interferiscano con la sicurezza alla guida, puo’ essere fissato secondo i normali limiti di legge previsti in relazione all’eta’.
C.2.3. In caso di crisi di ipoglicemia grave nelle ore di veglia, anche al di fuori delle ore di guida, ricorre l’obbligo di segnalazione all’Ufficio Motorizzazione civile, per l’adozione del provvedimento di cui all’articolo 128 del codice della strada.
C.2.4. In caso di modifiche della terapia farmacologica durante il periodo di validita’ della patente di guida di veicoli sia di Gruppo 1 che di Gruppo 2, con aggiunta di farmaci che possono indurre ipoglicemia grave (insulina o farmaci orali "insulino-stimolanti"come sulfaniluree o glinidi); ricorre l’obbligo di segnalazione all’Ufficio Motorizzazione civile per l’adozione del provvedimento di cui all’articolo 128 del Codice della strada .
D.1. Le crisi epilettiche o le altre alterazioni improvvise dello stato di coscienza costituiscono un pericolo grave per la sicurezza stradale allorche’ sopravvengono al momento della guida di un veicolo a motore. La valutazione pertanto dovra’ essere fatta con particolare attenzione da parte della Commissione medica locale.
Per "epilessia" si intende il manifestarsi di due o piu’ crisi epilettiche non provocate, a distanza di meno di cinque anni l’una dall’altra.
D.2. Una persona che ha una crisi epilettica iniziale o isolata o perde conoscenza deve essere dissuasa dalla guida. E’ richiesto il parere di uno specialista in neurologia o in disciplina equipollente, (ai sensi del D.M. 30 gennaio 1998 e successive modifiche e integrazioni.) che deve specificare il periodo di interdizione alla guida.
D.3. E’ estremamente importante identificare la sindrome epilettica specifica per valutare correttamente il livello di sicurezza rappresentato dal soggetto durante la guida (compreso il rischio di ulteriori crisi) e definire la terapia piu’ adeguata. La valutazione deve essere effettuata da uno specialista in neurologia o in disciplina equipollente (ai sensi del D.M. 30 gennaio 1998 e successive modifiche e integrazioni.).
D.4. Le persone che sono considerate clinicamente guarite su certificazione rilasciata da uno specialista in neurologia (o disciplina equipollente) e non hanno presentato crisi epilettiche da almeno 10 anni in assenza di trattamento farmacologico non sono piu’ soggette a restrizioni o limitazioni.
D.5. I soggetti liberi da crisi da almeno 5 anni ma che risultino tuttora in trattamento saranno ancora sottoposti a controlli periodici da parte della Commissione medica locale che stabilira’ la durata del periodo di idoneita’ dopo aver acquisito la certificazione emessa dallo specialista in neurologia o disciplina equipollente. Per i soggetti liberi da crisi da almeno 10 anni ma ancora in trattamento non e’ previsto il conseguimento/rinnovo della patente del gruppo 2.
D.6. Tutta la documentazione sanitaria dovra’ restare agli atti della Commissione medica locale per almeno dieci anni .
D.7.1. La patente di guida di un conducente con epilessia del gruppo 1 deve essere oggetto di attenta valutazione da parte della Commissione medica locale finche’ l’interessato non abbia trascorso un periodo di cinque anni senza crisi epilettiche in assenza di terapia.
I soggetti affetti da epilessia non soddisfano i criteri per una patente di guida senza restrizioni. Vi e’ obbligo di segnalazione, ai fini delle limitazioni al rilascio o della revisione di validita’ della patente di guida, all’Ufficio della Motorizzazione civile dei soggetti affetti da epilessia da parte di Enti o Amministrazioni che per motivi istituzionali di ordine amministrativo previdenziale, assistenziale o assicurativo abbiano accertato l’esistenza di tale condizione (per esenzione dalla spesa sanitaria, riconoscimento di invalidita’ civile, accertamenti dei servizi medico legali, ecc ) .
D.7.2. Crisi epilettica provocata: il candidato che ha avuto una crisi epilettica provocata a causa di un fattore scatenante identificabile, con scarsa probabilita’ che si ripeta al volante, puo’ essere dichiarato idoneo alla guida su base individuale, subordinatamente a un parere neurologico (se del caso, l’idoneita’ deve essere certificata tenendo conto degli altri requisiti psicofisici richiesti dalle norme vigenti, con riferimento, ad esempio, all’uso di alcol o ad altri fattori di morbilita’).
D.7.3. Prima o unica crisi epilettica non provocata: il candidato che ha avuto una prima crisi epilettica non provocata puo’ essere dichiarato idoneo alla guida dopo un periodo di sei mesi senza crisi, a condizione che sia stata effettuata una valutazione medica specialistica appropriata. Il periodo di osservazione dovra’ essere protratto finche’ l’interessato non abbia trascorso un periodo di cinque anni senza crisi epilettiche.
D.7.5. Epilessia: il conducente o il candidato puo’ essere dichiarato idoneo alla guida dopo un periodo, documentato e certificato da parte dello specialista neurologo, di un anno senza ulteriori crisi.
D.7.6 Crisi esclusivamente durante il sonno: il candidato o il conducente che soffre di crisi esclusivamente durante il sonno puo’ essere dichiarato idoneo alla guida a condizione che il manifestarsi delle crisi sia stato osservato per un periodo non inferiore al periodo senza crisi previsto per l’epilessia ( un anno ). In caso di attacchi/crisi durante la veglia, e’ richiesto un periodo di un anno senza ulteriori manifestazioni prima del rilascio della patente di guida (cfr. "Epilessia").
D.7.7. Crisi senza effetti sullo stato di coscienza o sulla capacita’ di azione: il candidato o il conducente che soffre esclusivamente di crisi a proposito delle quali e’ dimostrato che non incidono sullo stato di coscienza e che non causano incapacita’ funzionale, puo’ essere dichiarato idoneo alla guida a condizione che il manifestarsi delle crisi sia stato osservato per un periodo non inferiore al periodo senza crisi previsto per l’epilessia (un anno).
In caso di attacchi/crisi di natura diversa, e’ richiesto un periodo di un anno senza ulteriori manifestazioni prima del rilascio della patente di guida (cfr. "Epilessia").
D.7.8 Crisi dovute a modificazioni o a riduzioni della terapia antiepilettica per decisione del medico: al paziente puo’ essere raccomandato di non guidare per un periodo di sei mesi dall’inizio del periodo di sospensione del trattamento. In caso di crisi che si manifestano nel periodo in cui il trattamento medico e’ stato modificato o sospeso per decisione del medico, il paziente deve essere sospeso dalla guida per tre mesi se il trattamento efficace precedentemente applicato viene nuovamente applicato.
D.7.9. Dopo un intervento chirurgico per curare l’epilessia: il conducente o il candidato puo’ essere dichiarato idoneo alla guida dopo un periodo, documentato e certificato da parte dello specialista, di un anno senza ulteriori crisi.
D.8.1. Il candidato non deve assumere farmaci antiepilettici per tutto il prescritto periodo di dieci anni senza crisi. Deve essere stato effettuato un controllo medico appropriato con un approfondito esame neurologico che non ha rilevato alcuna patologia cerebrale e alcuna attivita’ epilettiforme all’elettroencefalogramma (EEG).
D.8.2. Crisi epilettica provocata: Il candidato che ha avuto una crisi epilettica provocata a causa di un fattore scatenante identificabile con scarsa probabilita’ di ripetizione durante la guida puo’ essere dichiarato idoneo alla guida su base individuale per veicoli ad uso privato e non per trasporto terzi , subordinatamente a un parere neurologico. Dopo l’episodio acuto e’ opportuno eseguire un EEG e un esame neurologico adeguato.
Un soggetto con una lesione strutturale intracerebrale che presenta un rischio accresciuto di crisi non deve guidare veicoli appartenenti al gruppo 2 (se del caso, l’idoneita’ deve essere certificata tenendo conto degli altri requisiti psicofisici richiesti dalle norme vigenti, con riferimento, ad esempio, all’uso di alcol o ad altri fattori di morbilita’).
D.8.3. Prima o unica crisi epilettica non provocata: il candidato che ha avuto una prima crisi epilettica non provocata puo’ essere dichiarato idoneo alla guida dopo un periodo di dieci anni senza ulteriori crisi senza il ricorso a farmaci antiepilettici, a condizione che sia stata effettuata una valutazione medica specialistica appropriata.
D.8.4. Altra perdita di conoscenza: la perdita di conoscenza deve essere valutata in base al rischio di ricorrenza durante la guida (se del caso, l’idoneita’ deve essere certificata tenendo conto degli altri requisiti psicofisici richiesti dalle norme vigenti, con riferimento, ad esempio, all’uso di alcol o ad altri fattori di morbilita’).
D.8.5. Epilessia: devono trascorrere dieci anni senza crisi epilettiche, senza l’assunzione di farmaci antiepilettici e senza alcuna attivita’ epilettiforme all’elettroencefalogramma (EEG). La stessa regola si applica anche in caso di epilessia dell’eta’ pediatrica. In questi casi la Commissione dovra’ stabilire una validita’ limitata che non potra’ essere superiore a due anni.
Determinati disturbi (per esempio malformazione arterio-venosa o emorragia intracerebrale) comportano un aumento del rischio di crisi, anche se le crisi non si sono ancora verificate. In una siffatta situazione ai fini del rilascio della patente di guida la Commissione medica locale dovra’ attentamente valutare tale rischio, stabilendo un opportuno periodo di verifica, con validita’ della possibilita’ di guidare non superiore a 2 anni ove non diversamente disposto.
Il consumo di alcool costituisce un pericolo importante per la sicurezza stradale. Tenuto conto della gravita’ del problema, si impone una grande vigilanza sul piano medico.
La patente di guida non deve essere rilasciata ne’ rinnovata al candidato o conducente che si trovi in stato di dipendenza dall’alcool o che non possa dissociare la guida dal consumo di alcool. La patente di guida puo’ essere rilasciata o rinnovata al candidato o conducente che si sia trovato in stato di dipendenza dall’alcool, al termine di un periodo constatato di astinenza, previa valutazione della Commissione medica locale.
La Commissione medica locale tiene in debito conto e valuta con estrema severita’ i rischi e pericoli addizionali connessi con la guida dei veicoli che rientrano nella definizione di tale gruppo. La validita’ della patente, in questi casi non puo’ essere superiore a due anni.
La patente di guida non deve essere rilasciata ne’ rinnovata al candidato o conducente che faccia uso di sostanze psicotrope o stupefacenti, qualunque sia la categoria di patente richiesta.
La patente di guida non deve essere ne’ rilasciata ne’ rinnovata al candidato o conducente che abusi o faccia uso abituale di qualsiasi medicinale o associazione di medicinali nel caso in cui la quantita’ assunta sia tale da avere influenza sull’abilita’ alla guida. La relativa valutazione della sussistenza dei requisiti di idoneita’ psicofisica per la guida di veicoli a motore e’ demandata alla Commissione medica locale.
La patente di guida non e’ ne’ rilasciata ne’ rinnovata al candidato o conducente:
– colpito da turbe psichiche gravi congenite o acquisite in seguito a malattie, traumi o interventi neurochirurgici;
– colpito da ritardo mentale grave;
– colpito da turbe del comportamento gravi della senescenza o da turbe gravi della capacita’ di giudizio, di comportamento e di adattamento connessi con la personalita’ salvo nel caso in cui la domanda sia sostenuta dal parere di un medico autorizzato ed eventualmente sottoposta a un controllo medico regolare salvo i casi che la commissione medica locale puo’ valutare in modo diverso avvalendosi, se del caso della consulenza specialistica presso strutture pubbliche.
La Commissione medica locale tiene in debito conto e valuta con estrema severita’ i rischi o pericoli addizionali connessi con la guida dei veicoli che rientrano nella definizione di tale gruppo. La validita’ della patente, in questi casi non puo’ essere superiore a due anni.
(previsto dall’art. 23)
1. Competenze richieste all’esaminatore di guida
1.1. La persona autorizzata a condurre su un veicolo a motore valutazioni pratiche della prestazione di un candidato deve avere le nozioni, le capacita’ e le conoscenze relative alle materie elencate nei punti da 1.2. a 1.6.
1.2. Le competenze dell’esaminatore devono essere pertinenti alla valutazione della prestazione del candidato che aspira all’ottenimento della categoria di patente di guida per cui l’esame e’ sostenuto.
– teoria del comportamento al volante;
– guida previdente e prevenzione degli incidenti;
– programma su cui vertono i parametri degli esami di guida;
– requisiti dell’esame di guida;
– pertinente legislazione relativa alla circolazione stradale, incluse la legislazione pertinente dell’UE e quella nazionale e le linee guida interpretative;
– teoria e tecniche di valutazione;
– guida prudente.
1.4. Capacita’ di valutazione:
– capacita’ di osservare accuratamente, controllare e valutare la prestazione globale del candidato, segnatamente:
– il riconoscimento corretto e complessivo delle situazioni pericolose;
– l’accurata determinazione della causa e del probabile effetto di tali situazioni;
– il raggiungimento di competenze e il riconoscimento degli errori;
– l’uniformita’ e la coerenza della valutazione;
– assimilare le informazioni velocemente ed estrapolare i punti fondamentali;
– prevedere, individuare i problemi potenziali e sviluppare strategie per affrontarli;
– fornire un feedback tempestivo e costruttivo.
1.5. Capacita’ personali di guida:
– La persona autorizzata a fungere da esaminatore nelle prove pratiche per una categoria di patente di guida deve essere in grado di guidare ad un livello appropriatamente elevato tale tipo di veicolo a motore.
1.6. Qualita’ del servizio:
– stabilire e comunicare cio’ che il candidato puo’ aspettarsi durante l’esame;
– comunicare chiaramente, scegliendo il contenuto, lo stile ed il linguaggio adatti agli interlocutori e al contesto e affrontare le richieste dei candidati;
– fornire un feedback chiaro sul risultato dell’esame;
– trattare i candidati con rispetto e senza discriminazione.
– conoscenza della tecnica dei veicoli come sterzo, pneumatici, freni, luci, specialmente per i motocicli e i veicoli pesanti;
– sicurezza di carico;
– conoscenza delle caratteristiche fisiche del veicolo, come velocita’, attrito, dinamica, energia.
1.8. Guida attenta ai consumi e rispettosa dell’ambiente
b) deve avere compiuto almeno 23 anni di eta’;
c) deve aver superato la formazione iniziale prevista al punto 3 del presente allegato e, in seguito, essersi conformato alle disposizioni del punto 4 del presente allegato per quanto riguarda la garanzia di qualita’ e la formazione continua;
d) deve aver ultimato un’istruzione professionale che porti almeno al completamento del livello 3 come definito dalla decisione 85/368/CEE del Consiglio, del 16 luglio 1985, relativa alla corrispondenza delle qualifiche di formazione professionale tra gli Stati membri delle Comunita’ europee;
e) non puo’ lavorare contemporaneamente come insegnante o istruttore di guida in una scuola guida.
a) deve essere titolare di una patente della categoria corrispondente a quella per la quale svolge l’attivita’ di esaminatore;
b) deve aver superato la formazione iniziale prevista al punto 3 del presente allegato e, in seguito, essersi conformato alle disposizioni del punto 4 del presente allegato per quanto riguarda la garanzia di qualita’ e la formazione continua;
c) deve essere stato esaminatore di guida per la patente di categoria B e aver esercitato tale funzione per almeno tre anni; a tale durata si puo’ derogare a condizione che l’esaminatore;
– dimostri di possedere un’esperienza di guida di almeno cinque anni nella categoria interessata;
d) deve aver completato un’istruzione professionale che porti almeno al completamento del livello3 come definito dalla decisione 85/368/CEE;
3.1.1 Prima che una persona possa fungere da esaminatore nelle prove di guida, essa deve frequentare un corso di formazione iniziale, i cui contenuti e procedure sono disciplinati con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di cui all’articolo 121, comma 5-bis, del Codice della strada, come introdotto dal presente decreto legislativo, in modo da possedere le competenze di cui al punto1.
3.2.1. Al termine della formazione iniziale, il candidato al conseguimento dell’abilitazione di esaminatore nelle prove di guida deve superare un esame finale, i cui contenuti e procedure sono definiti con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di cui di cui all’articolo 121, comma 5-bis, del Codice della strada, come introdotto dal presente decreto legislativo.
L’esame e’ inteso intese a valutare, in un modo pedagogicamente adeguato, le competenze della persona ai sensi del punto 1, in particolare del punto 1.4. La procedura d’esame deve comprendere sia una componente teorica sia una componente pratica. Se del caso, si puo’ fare ricorso ad una valutazione informatizzata.
4. Garanzia di qualita’ e formazione continua
4.1. Garanzia di qualita’
4.1.1. Il Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici istituisce un sistema di garanzia di qualita’ per assicurare il mantenimento del livello degli esaminatori di guida.
4.1.2. Il sistema di garanzia di qualita’ comprende la supervisione degli esaminatori sul lavoro, il loro perfezionamento e riaccreditamento, il loro sviluppo professionale continuo, nonche’ la valutazione periodica dei risultati degli esami di guida da essi effettuati, anche sotto il profilo di una valutazione corretta e coerente.
4.1.3. Il Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici provvede a che ogni esaminatore sia oggetto di un accertamento annuale mediante uso del predetto sistema di garanzia di qualita’ di cui al punto 4.1.2. Provvede inoltre a che ciascun esaminatore sia osservato, una volta ogni cinque anni, durante l’effettuazione degli esami per un tempo minimo complessivo di almeno mezza giornata, in modo da consentire l’osservazione di vari esami. In caso di individuazione di problemi sono assunte misure correttive.
4.2.1. Il Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici provvede a che, al fine del mantenimento dell’abilitazione all’esercizio dell’attivita’ di
esaminatore di guida, gli stessi seguano una formazione continua minima a carattere periodico di quattro giorni in un periodo complessivo di due anni, al fine di:
– mantenere e aggiornare le nozioni necessarie e le capacita’ per effettuare esami;
– sviluppare nuove competenze divenute essenziali per l’esercizio della loro professione;
– garantire che gli esaminatori continuino ad effettuare gli esami in modo equo ed uniforme;
nonche’ una formazione continua minima di almeno cinque giorni complessivi per periodo di cinque anni al fine di sviluppare e mantenere le necessarie capacita’ pratiche di guida.
4.2.2. Il Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici adotta le misure appropriate per garantire che sia prontamente impartita una formazione specifica agli esaminatori il cui operato risulti gravemente insoddisfacente secondo il sistema di garanzia di qualita’ esistente.
4.2.3. La formazione continua puo’ prendere la forma di sessioni di informazione, formazione in aula, apprendimento convenzionale o per via elettronica, e puo’ essere impartita individualmente o in gruppo. Essa puo’ comprendere qualsiasi revisione dei parametri ritenuta opportuna.
4.2.4. Gli esaminatori che non abbiano effettuato esami per un periodo di 24 mesi devono sottoporsi ad un’adeguata nuova valutazione prima di essere autorizzati ad effettuare esami di guida. La nuova valutazione puo’ essere eseguita nel quadro del requisito di cui al punto 4.2.1.
REQUISITI MINIMI PER LA PROVA DI CAPACITA’ E COMPORTAMENTO DI CUIALL’ARTICOLO 116, COMMA 3, LETTERA F), TERZO PERIODO, DEL CODICEDELLA STRADA
Per la guida di una combinazione di veicoli – composta da un autoveicolo, la cui massa massima autorizzata non superi 3500 kg, ed un rimorchio, la cui massa massima autorizzata superi 750 kg – tale che la massa massima autorizzata di tale combinazione superi i 3500 kg ma non i 4250 kg, e’ richiesto il superamento di una prova di capacita’ e comportamento su veicolo specifico.
Tale prova puo’ essere contestuale alla prova di capacita’ e comportamento per il conseguimento di patente di guida di categoria B, assorbendone i contenuti, ovvero puo’ essere sostenuta successivamente da chi sia gia’ titolare di patente di guida di categoria B.
Con il decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di cui all’articolo 23, comma 2, del presente decreto, sono disciplinati i contenuti della prova di capacita’ e di comportamento comprendente almeno i seguenti esercizi: accelerazione, decelerazione, retromarcia, frenata, spazio di frenata, cambio di corsia, frenata/schivata, oscillazione di un rimorchio, sgancio di un rimorchio dal veicolo a motore e riaggancio allo stesso, parcheggio.
REQUISITI MINIMI PER LA FORMAZIONE E L’ESAME DEI CONDUCENTI PER LAGUIDA DI MOTOCICLI DI CATEGORIA A (ACCESSO PROGRESSIVO)
La prova teorica sostenuta per il conseguimento della patente di categoria A1 o A2, e’ in ogni caso idonea al conseguimento delle patenti di guida delle categorie A2 o A. Pertanto, il titolare di patente di guida di categoria A1 o A2 che intende conseguire una patente di categoria A2 o A, sostiene esclusivamente la prova di verifica delle capacita’ e dei comportamenti.
Con il decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di cui all’articolo 23, comma 3, del presente decreto, sono disciplinati i contenuti e le procedure della prova di verifica delle capacita’ e dei comportamenti per l’accesso graduale di titolare di patente di categoria A1 o A2 alle categorie A2 o A, assicurando la verifica delle capacita’ e dei comportamenti di cui al punto 6 dell’allegato II del presente decreto.
La prova pratica si svolge su strade pubbliche e su motocicli adeguati alla categoria di patente di guida richiesta, secondo le prescrizioni di cui all’allegato II, punto 5.2.
(previsto dall’art. 25)
Equipollenza dei titoli di abilitazione alla guida, rilasciati in Italia prima dell’entrata in vigore delle disposizioni del presente decreto, alle categorie di patenti previste dalla direttiva 2006/126/CE come recepita dal medesimo decreto