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Timestamp: 2017-05-01 04:21:16+00:00
Document Index: 179843368

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 7', 'art.\n4', 'art. 8', 'art. 1', 'art.\n117', 'art. 17', 'art. 34', 'art. 68', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art.\n7', 'art. 69', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 34', 'art. 68', 'art. 117', 'art. 38', 'art. 17', 'art. 4', 'art. 192', 'art.\n316', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 68', 'art. 2', 'art.\n4', 'art. 68', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 1']

DECRETO LEGISLATIVO 15 aprile 2005, n.76 - Definizione delle norme generali sul diritto-dovere all'istruzione e alla formazione, a norma dell'articolo 2, comma 1, lettera c), della legge 28 marzo 2003, n. 53.
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Gazzetta Ufficiale N. 103 del 5 Maggio 2005 DECRETO LEGISLATIVO 15 aprile 2005, n.76 Definizione delle norme generali sul diritto-dovere all'istruzione e alla formazione, a norma dell'articolo 2, comma 1, lettera c), della legge 28 marzo 2003, n. 53.
professionale ed in particolare l'articolo 1, commi 1, 2 e 3, lettera
i), l'articolo 2, comma 1, e l'articolo 7, comma 1;
Visto il decreto-legge 9 novembre 2004, n. 266, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 306, ed in
particolare l'articolo 3, che ha prorogato di sei mesi il termine di
cui all'articolo 1, comma 1, della predetta legge n. 53 del 2003;
Vista la legge 24 dicembre 2003, n. 350, ed in particolare
l'articolo 3, comma 92, lettera b);
in particolare l'articolo 21;
275, e successive modificazioni;
adottata nella riunione del 21 maggio 2004;
all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sugli
articoli 1, 2, 3, 6 comma 2, 7, 8, 9 e 10 espresso nella seduta del
14 ottobre 2004;
Considerato che, nella seduta del 14 ottobre 2004, la predetta
Conferenza unificata ha espresso la mancata intesa sugli articoli 4,
5 e 6, comma 1;
Ritenuto necessario, al fine di dare concreta attuazione alla
delega prevista dalla legge 28 marzo 2003, n. 53, attivare la
procedura di cui all'articolo 3, comma 3 del decreto legislativo
adottata nella riunione dell'11 novembre 2004;
deputati, espressi in data 19 gennaio 2005 e 2 febbraio 2005, e del
Senato della Repubblica, espressi in data 26 gennaio 2005 e
2 febbraio 2005;
riunione del 24 marzo 2005;
Su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della
con il Ministro per la funzione pubblica, con il Ministro del lavoro
e delle politiche sociali e con il Ministro per gli affari regionali;
1. La Repubblica promuove l'apprendimento in tutto l'arco della
vita e assicura a tutti pari opportunita' di raggiungere elevati
livelli culturali e di sviluppare le capacita' e le competenze,
attraverso conoscenze e abilita', generali e specifiche, coerenti con
le attitudini e le scelte personali, adeguate all'inserimento nella
vita sociale e nel mondo del lavoro, anche con riguardo alle
dimensioni locali, nazionale ed europea.
2. L'obbligo scolastico di cui all'articolo 34 della Costituzione,
nonche' l'obbligo formativo, introdotto dall'articolo 68 della legge
17 maggio 1999, n. 144, e successive modificazioni, sono ridefiniti
ed ampliati, secondo quanto previsto dal presente articolo, come
diritto all'istruzione e formazione e correlativo dovere.
3. La Repubblica assicura a tutti il diritto all'istruzione e alla
formazione, per almeno dodici anni o, comunque, sino al conseguimento
di una qualifica di durata almeno triennale entro il diciottesimo
anno di eta'. Tale diritto si realizza nelle istituzioni del primo e
del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e di
formazione, costituite dalle istituzioni scolastiche e dalle
istituzioni formative accreditate dalle regioni e dalle province
autonome di Trento e di Bolzano, anche attraverso l'apprendistato di
cui all'articolo 48 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n.
276, ivi comprese le scuole paritarie riconosciute ai sensi della
legge 10 marzo 2000, n. 62, secondo livelli essenziali di prestazione
definiti a norma dell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della
4. I genitori, o chi ne fa le veci, che intendano provvedere
privatamente o direttamente all'istruzione dei propri figli, ai fini
dell'esercizio del diritto-dovere, devono dimostrare di averne la
capacita' tecnica o economica e darne comunicazione anno per anno
alla competente autorita', che provvede agli opportuni controlli.
5. Nelle istituzioni scolastiche statali la fruizione del diritto
di cui al comma 3 non e' soggetta a tasse di iscrizione e di
6. La fruizione dell'offerta di istruzione e di formazione come
previsto dal presente decreto costituisce per tutti ivi compresi, ai
sensi dell'articolo 38 del testo unico delle disposizioni concernenti
straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, i
minori stranieri presenti nel territorio dello Stato, oltre che un
diritto soggettivo, un dovere sociale ai sensi dell'articolo 4,
secondo comma, della Costituzione, sanzionato come previsto
7. La Repubblica garantisce, attraverso adeguati interventi,
l'integrazione nel sistema educativo di istruzione e formazione delle
persone in situazione di handicap, a norma della legge 5 febbraio
1992, n. 104, e successive modificazioni.
8. L'attuazione del diritto e del correlativo dovere di cui al
presente articolo si realizza con le gradualita' e modalita' previste
dall'articolo 6.
- Si riporta il testo degli articoli 33, 34, 76, 87 e
117 della Costituzione:
La Repubblica detta le norme generali sulla istruzione
ad esse piena liberta' e ai loro alunni un trattamento
E' prescritto un esame di Stato per la ammissione ai
Le istituzioni di alta cultura, universita' ed
«Art. 34. - La scuola e' aperta a tutti.
e' obbligatoria e gratuita.
diritto di raggiungere i gradi piu' alti degli studi.
di studio assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che
devono essere attribuite per concorso.».
- Si riporta il testo dell'art. 1, commi 1, 2 e 3
lettera i), dell'art. 2, comma 1 e dell'art. 7, comma 1,
istruzione e di istruzione e formazione professionale.
2. Fatto salvo quanto specificamente previsto dall'art.
4, i decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su
proposta del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e
della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze, con il Ministro per la funzione pubblica e
con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali,
sentita la Conferenza unificata di cui all'art. 8 del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e previo parere
delle competenti Commissioni della Camera dei deputati e
del Senato della Repubblica da rendere entro sessanta
giorni dalla data di trasmissione dei relativi schemi;
comunque adottati. I decreti legislativi in materia di
istruzione e formazione professionale sono adottati previa
intesa con la Conferenza unificata di cui al citato decreto
legislativo n. 281 del 1997.
3. Per la realizzazione delle finalita' della presente
legge, il Ministro dell'istruzione, dell'universita' e
della ricerca predispone, entro novanta giorni dalla data
di entrata in vigore della legge medesima, un piano
programmatico di interventi finanziari, da sottoporre
all'approvazione del Consiglio dei Ministri, previa intesa
con la Conferenza unificata di cui al citato decreto
legislativo n. 281 del 1997, a sostegno:
i) degli interventi di orientamento contro la
dispersione scolastica e per assicurare la realizzazione
del diritto-dovere di istruzione e formazione;».
«Art. 2 (Sistema educativo di istruzione e di
formazione). - 1. I decreti di cui all'art. 1 definiscono
il sistema educativo di istruzione e di formazione, con
a) e' promosso l'apprendimento in tutto l'arco della
vita e sono assicurate a tutti pari opportunita' di
raggiungere elevati livelli culturali e di sviluppare le
capacita' e le competenze, attraverso conoscenze e
abilita', generali e specifiche, coerenti con le attitudini
e le scelte personali, adeguate all'inserimento nella vita
sociale e nel mondo del lavoro, anche con riguardo alle
dimensioni locali, nazionale ed europea;
b) sono promossi il conseguimento di una formazione
spirituale e morale, anche ispirata ai principi della
Costituzione, e lo sviluppo della coscienza storica e di
appartenenza alla comunita' locale, alla comunita'
nazionale ed alla civilta' europea;
c) e' assicurato a tutti il diritto all'istruzione e
alla formazione per almeno dodici anni o, comunque, sino al
conseguimento di una qualifica entro il diciottesimo anno
di eta'; l'attuazione di tale diritto si realizza nel
sistema di istruzione e in quello di istruzione e
formazione professionale, secondo livelli essenziali di
prestazione definiti su base nazionale a norma dell'art.
117, secondo comma, lettera m), della Costituzione e
mediante regolamenti emanati ai sensi dell'art. 17, comma
2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e garantendo,
attraverso adeguati interventi, l'integrazione delle
persone in situazione di handicap a norma della legge
5 febbraio 1992, n. 104. La fruizione dell'offerta di
istruzione e formazione costituisce un dovere
legislativamente sanzionato; nei termini anzidetti di
diritto all'istruzione e formazione e di correlativo dovere
viene ridefinito ed ampliato l'obbligo scolastico di cui
all'art. 34 della Costituzione, nonche' l'obbligo formativo
introdotto dall'art. 68 della legge 17 maggio 1999, n. 144,
e successive modificazioni. L'attuazione graduale del
diritto-dovere predetto e' rimessa ai decreti legislativi
di cui all'art. 1, commi 1 e 2, della presente legge
correlativamente agli interventi finanziari previsti a tale
fine dal piano programmatico di cui all'art. 1, comma 3,
adottato previa intesa con la Conferenza unificata di cui
e coerentemente con i finanziamenti disposti a norma
dell'art. 7, comma 6, della presente legge;
d) il sistema educativo di istruzione e di formazione
si articola nella scuola dell'infanzia, in un primo ciclo
che comprende la scuola primaria e la scuola secondaria di
primo grado, e in un secondo ciclo che comprende il sistema
dei licei ed il sistema dell'istruzione e della formazione
e) la scuola dell'infanzia, di durata triennale,
concorre all'educazione e allo sviluppo affettivo,
psicomotorio, cognitivo, morale, religioso e sociale delle
bambine e dei bambini promuovendone le potenzialita' di
relazione, autonomia, creativita', apprendimento, e ad
assicurare un'effettiva eguaglianza delle opportunita'
educative; nel rispetto della primaria responsabilita'
educativa dei genitori, essa contribuisce alla formazione
integrale delle bambine e dei bambini e, nella sua
autonomia e unitarieta' didattica e pedagogica, realizza la
continuita' educativa con il complesso dei servizi
all'infanzia e con la scuola primaria. E' assicurata la
generalizzazione dell'offerta formativa e la possibilita'
di frequenza della scuola dell'infanzia; alla scuola
dell'infanzia possono essere iscritti secondo criteri di
gradualita' e in forma di sperimentazione le bambine e i
bambini che compiono i tre anni di eta' entro il 30 aprile
dell'anno scolastico di riferimento, anche in rapporto
all'introduzione di nuove professionalita' e modalita'
f) il primo ciclo di istruzione e' costituito dalla
scuola primaria, della durata di cinque anni, e dalla
scuola secondaria di primo grado della durata di tre anni.
Ferma restando la specificita' di ciascuna di esse, la
scuola primaria e' articolata in un primo anno, teso al
raggiungimento delle strumentalita' di base, e in due
periodi didattici biennali; la scuola secondaria di primo
grado si articola in un biennio e in un terzo anno che
completa prioritariamente il percorso disciplinare ed
assicura l'orientamento ed il raccordo con il secondo
ciclo; nel primo ciclo e' assicurato altresi' il raccordo
con la scuola dell'infanzia e con il secondo ciclo; e'
previsto che alla scuola primaria si iscrivano le bambine e
i bambini che compiono i sei anni di eta' entro il 31
agosto; possono iscriversi anche le bambine e i bambini che
li compiono entro il 30 aprile dell'anno scolastico di
riferimento; la scuola primaria promuove, nel rispetto
delle diversita' individuali, lo sviluppo della
personalita', ed ha il fine di far acquisire e sviluppare
le conoscenze e le abilita' di base fino alle prime
sistemazioni logico-critiche, di far apprendere i mezzi
espressivi, ivi inclusa l'alfabetizzazione in almeno una
lingua dell'Unione europea oltre alla lingua italiana, di
porre le basi per l'utilizzazione di metodologie
scientifiche nello studio del mondo naturale, dei suoi
fenomeni e delle sue leggi, di valorizzare le capacita'
relazionali e di orientamento nello spazio e nel tempo, di
la scuola secondaria di primo grado, attraverso le
discipline di studio, e' finalizzata alla crescita delle
capacita' autonome di studio ed al rafforzamento delle
attitudini alla interazione sociale; organizza ed accresce,
anche attraverso l'alfabetizzazione e l'approfondimento
nelle tecnologie informatiche, le conoscenze e le abilita',
anche in relazione alla tradizione culturale e alla
evoluzione sociale, culturale e scientifica della realta'
contemporanea; e' caratterizzata dalla diversificazione
didattica e metodologica in relazione allo sviluppo della
personalita' dell'allievo; cura la dimensione sistematica
delle discipline; sviluppa progressivamente le competenze e
le capacita' di scelta corrispondenti alle attitudini e
vocazioni degli allievi; fornisce strumenti adeguati alla
prosecuzione delle attivita' di istruzione e di formazione;
introduce lo studio di una seconda lingua dell'Unione
europea; aiuta ad orientarsi per la successiva scelta di
istruzione e formazione; il primo ciclo di istruzione si
conclude con un esame di Stato, il cui superamento
costituisce titolo di accesso al sistema dei licei e al
sistema dell'istruzione e della formazione professionale;
g) il secondo ciclo, finalizzato alla crescita
educativa, culturale e professionale dei giovani attraverso
il sapere, il fare e l'agire, e la riflessione critica su
di essi, e' finalizzato a sviluppare l'autonoma capacita'
di giudizio e l'esercizio della responsabilita' personale e
sociale; in tale ambito, viene anche curato lo sviluppo
delle conoscenze relative all'uso delle nuove tecnologie;
il secondo ciclo e' costituito dal sistema dei licei e dal
dal compimento del quindicesimo anno di eta' i diplomi e le
qualifiche si possono conseguire in alternanza
scuola-lavoro o attraverso l'apprendistato; il sistema dei
licei comprende i licei artistico, classico, economico,
linguistico, musicale e coreutico, scientifico,
tecnologico, delle scienze umane; i licei artistico,
economico e tecnologico si articolano in indirizzi per
corrispondere ai diversi fabbisogni formativi; i licei
hanno durata quinquennale; l'attivita' didattica si
sviluppa in due periodi biennali e in un quinto anno che
prioritariamente completa il percorso disciplinare e
prevede altresi' l'approfondimento delle conoscenze e delle
abilita' caratterizzanti il profilo educativo, culturale e
professionale del corso di studi; i licei si concludono con
un esame di Stato il cui superamento rappresenta titolo
necessario per l'accesso all'universita' e all'alta
formazione artistica, musicale e coreutica; l'ammissione al
quinto anno da' accesso all'istruzione e formazione tecnica
h) ferma restando la competenza regionale in materia
di formazione e istruzione professionale, i percorsi del
sistema dell'istruzione e della formazione professionale
realizzano profili educativi, culturali e professionali, ai
quali conseguono titoli e qualifiche professionali di
differente livello, valevoli su tutto il territorio
nazionale se rispondenti ai livelli essenziali di
prestazione di cui alla lettera c); le modalita' di
accertamento di tale rispondenza, anche ai fini della
spendibilita' dei predetti titoli e qualifiche nell'Unione
europea, sono definite con il regolamento di cui all'art.
7, comma 1, lettera c); i titoli e le qualifiche
costituiscono condizione per l'accesso all'istruzione e
formazione tecnica superiore, fatto salvo quanto previsto
dall'art. 69 della legge 17 maggio 1999, n. 144; i titoli e
le qualifiche conseguiti al termine dei percorsi del
sistema dell'istruzione e della formazione professionale di
durata almeno quadriennale consentono di sostenere l'esame
di Stato, utile anche ai fini degli accessi all'universita'
e all'alta formazione artistica, musicale e coreutica,
previa frequenza di apposito corso annuale, realizzato
d'intesa con le universita' e con l'alta formazione
artistica, musicale e coreutica, e ferma restando la
possibilita' di sostenere, come privatista, l'esame di
Stato anche senza tale frequenza;
i) e' assicurata e assistita la possibilita' di
cambiare indirizzo all'interno del sistema dei licei,
nonche' di passare dal sistema dei licei al sistema
dell'istruzione e della formazione professionale, e
viceversa, mediante apposite iniziative didattiche,
finalizzate all'acquisizione di una preparazione adeguata
alla nuova scelta; la frequenza positiva di qualsiasi
segmento del secondo ciclo comporta l'acquisizione di
crediti certificati che possono essere fatti valere, anche
ai fini della ripresa degli studi eventualmente interrotti,
nei passaggi tra i diversi percorsi di cui alle lettere g)
e h); nel secondo ciclo, esercitazioni pratiche, esperienze
formative e stage realizzati in Italia o all'estero anche
con periodi di inserimento nelle realta' culturali,
sociali, produttive, professionali e dei servizi, sono
riconosciuti con specifiche certificazioni di competenza
rilasciate dalle istituzioni scolastiche e formative; i
licei e le istituzioni formative del sistema
dell'istruzione e della formazione professionale, d'intesa
rispettivamente con le universita', con le istituzioni
dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica e con
il sistema dell'istruzione e formazione tecnica superiore,
stabiliscono, con riferimento all'ultimo anno del percorso
conoscenze e delle abilita' richieste per l'accesso ai
corsi di studio universitari, dell'alta formazione, ed ai
percorsi dell'istruzione e formazione tecnica superiore;
l) i piani di studio personalizzati, nel rispetto
dell'autonomia delle istituzioni scolastiche, contengono un
nucleo fondamentale, omogeneo su base nazionale, che
rispecchia la cultura, le tradizioni e l'identita'
nazionale, e prevedono una quota, riservata alle regioni,
relativa agli aspetti di interesse specifico delle stesse,
anche collegata con le realta' locali.».
a) alla individuazione del nucleo essenziale dei
piani di studio scolastici per la quota nazionale
relativamente agli obiettivi specifici di apprendimento,
alle discipline e alle attivita' costituenti la quota
nazionale dei piani di studio, agli orari, ai limiti di
flessibilita' interni nell'organizzazione delle discipline;
dei crediti scolastici;
Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro.».
- Si riporta il testo dell'art. 3, comma 92, lettera b)
della legge 24 dicembre 2003, n. 350:
«92. Per l'attuazione del piano programmatico di cui
autorizzata, a decorrere dall'anno 2004, la spesa
complessiva di 90 milioni di euro per i seguenti
b) interventi di orientamento contro la dispersione
scolastica e per assicurare il diritto-dovere di istruzione
e formazione;».
«Art. 21. - 1. L'autonomia delle istituzioni
processo di realizzazione della autonomia e della
riorganizzazione dell'intero sistema formativo. Ai fini
scolastiche le funzioni dell'Amministrazione centrale e
nonche' gli elementi comuni all'intero sistema scolastico
l'estensione ai circoli didattici, alle scuole medie, alle
personalita' giuridica degli istituti tecnici e
professionali e degli istituti d'arte ed ampliando
l'autonomia per tutte le tipologie degli istituti di
di contabilita' dello Stato. Le disposizioni del presente
conto delle loro specificita' ordinamentali.
scolastica, e comunque non oltre il 31 dicembre 2000,
istituti a carattere atipico di cui alla parte I, titolo
II, capo III, del testo unico approvato con decreto
b) il raccordo tra i compiti previsti dalla lettera
a) e l'organizzazione e le attribuzioni
18. Nell'emanazione del regolamento di cui all'art. 13,
scritte previste dalla legge 10 dicembre 1997, n. 425. Le
modalita' e i criteri di valutazione delle prove d'esame
sono definiti nell'ambito dell'apposito regolamento
legislativo 28 agosto 1997, n. 281 «Definizione ed
Ministro dell'interno».
- La legge 28 marzo 2003, n. 53, reca: «Delega al
Governo per la definizione delle norme generali
sull'istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni
in materia di istruzione e formazione professionale».
- Si riporta il testo dell'art. 3, comma 3 del decreto
«3. Quando un'intesa espressamente prevista dalla legge
non e' raggiunta entro trenta giorni dalla prima seduta
della Conferenza Stato-regioni in cui l'oggetto e' posto
all'ordine del giorno, il Consiglio dei Ministri provvede
4. In caso di motivata urgenza il Consiglio dei
Ministri puo' provvedere senza l'osservanza delle
disposizioni del presente articolo. I provvedimenti
adottati sono sottoposti all'esame della Conferenza
Stato-regioni nei successivi quindici giorni. Il Consiglio
dei Ministri e' tenuto ad esaminare le osservazioni della
- Per il testo dell'art. 34 della Costituzione si
- Si riporta il testo dell'art. 68 della legge 17
maggio 1999, n. 144:
- 1. Al fine di potenziare la crescita culturale e
professionale dei giovani, ferme restando le disposizioni
vigenti per quanto riguarda l'adempimento e l'assolvimento
dell'obbligo dell'istruzione, e' progressivamente
istituito, a decorrere dall'anno 1999-2000, l'obbligo di
frequenza di attivita' formative fino al compimento del
diciottesimo anno di eta'. Tale obbligo puo' essere assolto
in percorsi anche integrati di istruzione e formazione:
b) nel sistema della formazione professionale di
2. L'obbligo di cui al comma 1 si intende comunque
assolto con il conseguimento di un diploma di scuola
secondaria superiore o di una qualifica professionale. Le
competenze certificate in esito a qualsiasi segmento della
formazione scolastica, professionale e dell'apprendistato
costituiscono crediti per il passaggio da un sistema
430 miliardi per il 2000, lire 562 miliardi per il 2001 e
18 dicembre 1997, n. 440, per i seguenti importi: lire 30
miliardi per l'anno 2000, lire 110 miliardi per l'anno 2001
e fino a lire 190 miliardi a decorrere dall'anno 2002. A
decorrere dall'anno 2000, per la finalita' di cui alla
1978, n. 468 e successive modificazioni.
Conferenza unificata di cui al decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281, sentite le organizzazioni sindacali
- Per il testo dell'art. 117, secondo comma, lettera m)
della Costituzione si vedano le note al preambolo.
- Si riporta il testo dell'art. 38 del decreto
legislativo 25 luglio 1998, n. 286:
«Art. 38 (Istruzione degli stranieri. Educazione
interculturale). - 1. I minori stranieri presenti sul
territorio sono soggetti all'obbligo scolastico; ad essi si
applicano tutte le disposizioni vigenti in materia di
diritto all'istruzione, di accesso ai servizi educativi, di
partecipazione alla vita della comunita' scolastica.
2. L'effettivita' del diritto allo studio e' garantita
dallo Stato, dalle Regioni e dagli enti locali anche
mediante l'attivazione di appositi corsi ed iniziative per
l'apprendimento della lingua italiana.
3. La comunita' scolastica accoglie le differenze
linguistiche e culturali come valore da porre a fondamento
del rispetto reciproco, dello scambio tra le culture e
della tolleranza; a tale fine promuove e favorisce
iniziative volte alla accoglienza, alla tutela della
cultura e della lingua d'origine e alla realizzazione di
attivita' interculturali comuni.
4. Le iniziative e le attivita' di cui al comma 3 sono
realizzate sulla base di una rilevazione dei bisogni locali
e di una programmazione territoriale integrata, anche in
convenzione con le associazioni degli stranieri, con le
rappresentanze diplomatiche o consolari dei Paesi di
appartenenza e con le organizzazioni di volontariato.
5. Le istituzioni scolastiche, nel quadro di una
programmazione territoriale degli interventi, anche sulla
base di convenzioni con le Regioni e gli enti locali,
a) l'accoglienza degli stranieri adulti regolarmente
soggiornanti mediante l'attivazione di corsi di
alfabetizzazione nelle scuole elementari e medie;
b) la realizzazione di un'offerta culturale valida
per gli stranieri adulti regolarmente soggiornanti che
intendano conseguire il titolo di studio della scuola
c) la predisposizione di percorsi integrativi degli
studi sostenuti nel Paese di provenienza al fine del
conseguimento del titolo dell'obbligo o del diploma di
scuola secondaria superiore;
d) la realizzazione ed attuazione di corsi di lingua
e) la realizzazione di corsi di formazione anche nel
quadro di accordi di collaborazione internazionale in
vigore per l'Italia.
6. Le regioni, anche attraverso altri enti locali,
promuovono programmi culturali per i diversi gruppi
nazionali, anche mediante corsi effettuati presso le scuole
superiori o istituti universitari. Analogamente a quanto
disposto per i figli dei lavoratori comunitari e per i
figli degli emigrati italiani che tornano in Italia, sono
attuati specifici insegnamenti integrativi, nella lingua e
cultura di origine.
7. Con regolamento adottato ai sensi dell'art. 17,
comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono dettate
le disposizioni di attuazione del presente capo, con
specifica indicazione:
a) delle modalita' di realizzazione di specifici
progetti nazionali e locali, con particolare riferimento
all'attivazione di corsi intensivi di lingua italiana
nonche' dei corsi di formazione ed aggiornamento del
personale ispettivo, direttivo e docente delle scuole di
ogni ordine e grado e dei criteri per l'adattamento dei
programmi di insegnamento;
b) dei criteri per il riconoscimento dei titoli di
studio e degli studi effettuati nei Paesi di provenienza ai
fini dell'inserimento scolastico, nonche' dei criteri e
delle modalita' di comunicazione con le famiglie degli
alunni stranieri, anche con l'ausilio di mediatori
culturali qualificati;
c) dei criteri per l'iscrizione e l'inserimento nelle
classi degli stranieri provenienti dall'estero, per la
ripartizione degli alunni stranieri nelle classi e per
l'attivazione di specifiche attivita' di sostegno
d) dei criteri per la stipula delle convenzioni di
cui ai commi 4 e 5.».
- Si riporta il testo dell'art. 4, secondo comma della
«Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le
proprie possibilita' e la propria scelta, una attivita' o
una funzione che concorra al progresso materiale o
spirituale della societa'.».
persone handicappate».
1. Il diritto-dovere ha inizio con l'iscrizione alla prima classe
della scuola primaria, secondo quanto previsto dal decreto
legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, fatta salva la possibilita' di
frequenza della scuola dell'infanzia di cui al medesimo decreto
2. Le scuole secondarie di primo grado organizzano, in raccordo con
le istituzioni del sistema educativo di istruzione e formazione del
secondo ciclo ed i competenti servizi territoriali, iniziative di
orientamento ai fini della scelta dei percorsi educativi del secondo
ciclo, sulla base dei percorsi di ciascun allievo, personalizzati e
3. I giovani che hanno conseguito il titolo conclusivo del primo
ciclo sono iscritti ad un istituto del sistema dei licei o del
sistema di istruzione e formazione professionale di cui
all'articolo 1, comma 3, fino al conseguimento del diploma liceale o
di un titolo o di una qualifica professionale di durata almeno
triennale entro il diciottesimo anno di eta', fatto salvo il limite
di frequentabilita' delle singole classi ai sensi dell'articolo 192,
comma 4, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, nonche'
quello derivante dalla contrazione di una ferma volontaria nelle
carriere iniziali delle Forze armate, compresa l'Arma dei
4. Ai fini di cui al comma 3, l'iscrizione e' effettuata presso le
istituzioni del sistema dei licei o presso quelle del sistema di
istruzione e formazione professionale che realizzano profili
educativi, culturali e professionali, ai quali conseguono titoli e
qualifiche professionali di differente livello, valevoli su tutto il
territorio nazionale e spendibili nell'Unione europea, se rispondenti
ai livelli essenziali di prestazione definiti ai sensi
dell'articolo 2, comma 1, lettera c), della legge 28 marzo 2003, n.
53, e secondo le norme regolamentari di cui all'articolo 7, comma 1,
lettera c), della legge medesima.
5. All'attuazione del diritto-dovere concorrono gli alunni, le loro
famiglie, le istituzioni scolastiche e formative, nonche' i soggetti
che assumono con il contratto di apprendistato, di cui
all'articolo 48 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, ed
il tutore aziendale di cui al comma 4, lettera f), del predetto
articolo, condividendo l'obiettivo della crescita e valorizzazione
della persona umana secondo percorsi formativi rispondenti alle
attitudini di ciascuno e finalizzati al pieno successo formativo.
- Si riporta il testo dell'art. 192, comma 4 del
decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297:
«4. Una stessa classe di istituto o scuola statale,
pareggiata o legalmente riconosciuta puo' frequentarsi
soltanto per due anni. In casi assolutamente eccezionali,
il collegio dei docenti, sulla proposta del consiglio di
classe, con la sola componente dei docenti, ove particolari
gravi circostanze lo giustifichino, puo' consentire, con
deliberazione motivata, l'iscrizione per un terzo anno.
Qualora si tratti di alunni handicappati, il collegio dei
docenti sente, a tal fine, gli specialisti di cui all'art.
316.».
- Per il testo dell'art. 2, comma 1, lettera c) e
dell'art. 7, comma 1, lettera c) della legge 28 marzo 2003,
n. 53, si vedano le note al preambolo.
1. Ai fini di cui agli articoli 1 e 2, e nel rispetto delle
disposizioni del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196,
l'anagrafe nazionale degli studenti presso il Ministero
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca opera il
trattamento dei dati sui percorsi scolastici, formativi e in
apprendistato dei singoli studenti a partire dal primo anno della
scuola primaria, avvalendosi delle dotazioni umane e strumentali del
medesimo Ministero.
2. Le anagrafi regionali per l'obbligo formativo, gia' costituite
ai sensi dell'articolo 68 della legge 17 maggio 1999, n. 144, e
successive modificazioni, sono trasformate in anagrafi regionali
degli studenti, che contengono i dati sui percorsi scolastici,
formativi e in apprendistato dei singoli studenti a partire dal primo
anno della scuola primaria.
assicurano l'integrazione delle anagrafi regionali degli studenti con
le anagrafi comunali della popolazione, anche in relazione a quanto
previsto dagli articoli 4 e 5 del presente decreto, nonche' il
coordinamento con le funzioni svolte dalle Province attraverso i
servizi per l'impiego in materia di orientamento, informazione e
4. Con apposito accordo tra il Ministero dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca, il Ministero del lavoro e delle
politiche sociali, in sede di Conferenza unificata di cui al decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e' assicurata l'integrazione
delle anagrafi di cui ai commi 1, 2 e 3 nel Sistema nazionale delle
anagrafi degli studenti. Ai predetti fini si provvede a:
a) definire gli standard tecnici per lo scambio dei flussi
b) assicurare l'interoperabilita' delle anagrafi;
c) definire l'insieme delle informazioni che permettano la
tracciabilita' dei percorsi scolastici e formativi dei singoli
- Il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, reca:
- Per il testo dell'art. 68 della legge 17 maggio 1999,
1. Il Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca,
adotta, previa intesa con la Conferenza unificata a norma del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, linee guida per la realizzazione
di piani di intervento per l'orientamento, la prevenzione ed il
recupero degli abbandoni, al fine di assicurare la piena
realizzazione del diritto-dovere all'istruzione ed alla formazione,
nel rispetto delle competenze attribuite alla regione e agli enti
locali per tali attivita' e per la programmazione dei servizi
2. Nell'ambito della programmazione regionale e nel rispetto del
quadro normativo delle singole regioni, le scuole secondarie di primo
grado possono organizzare, in raccordo con le istituzioni del sistema
educativo di istruzione e formazione del secondo ciclo ed i servizi
territoriali previste dalle regioni stesse, iniziative di
orientamento e azioni formative volte a garantire il conseguimento
del titolo conclusivo del primo ciclo di istruzione, anche ad
integrazione con altri sistemi.
1. Responsabili dell'adempimento del dovere di istruzione e
formazione sono i genitori dei minori o coloro che a qualsiasi titolo
ne facciano le veci, che sono tenuti ad iscriverli alle istituzioni
scolastiche o formative.
2. Alla vigilanza sull'adempimento del dovere di istruzione e
formazione, anche sulla base dei dati forniti dalle anagrafi degli
studenti di cui all'articolo 3, cosi' come previsto dal presente
decreto, provvedono:
a) il comune, ove hanno la residenza i giovani che sono soggetti
al predetto dovere;
b) il dirigente dell'istituzione scolastica o il responsabile
dell'istituzione formativa presso la quale sono iscritti ovvero
abbiano fatto richiesta di iscrizione gli studenti tenuti ad
assolvere al predetto dovere;
c) la provincia, attraverso i servizi per l'impiego in relazione
alle funzioni di loro competenza a livello territoriale;
d) i soggetti che assumono, con il contratto di apprendistato di
276, i giovani tenuti all'assolvimento del diritto-dovere
all'istruzione e alla formazione, nonche' il tutore aziendale di cui
al comma 4, lettera f), del predetto articolo, e i soggetti
competenti allo svolgimento delle funzioni ispettive in materia di
previdenza sociale e di lavoro, di cui al decreto legislativo
23 aprile 2004, n. 124.
3. In caso di mancato adempimento del dovere di istruzione e
formazione si applicano a carico dei responsabili le sanzioni
relative al mancato assolvimento dell'obbligo scolastico previsto
dalle norme previgenti.
- Il decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124, reca:
1. In attesa dell'emanazione dei decreti legislativi inerenti al
secondo ciclo di istruzione e di istruzione e formazione
professionale, dall'anno scolastico 2005-2006, l'iscrizione e la
frequenza gratuite di cui all'articolo 1, comma 5, ricomprendono i
primi due anni degli istituti secondari superiori e dei percorsi
sperimentali di istruzione e formazione professionale, realizzati
sulla base dell'accordo in sede di Conferenza unificata del 19 giugno
2. Alla completa attuazione del diritto-dovere all'istruzione e
formazione, come previsto dall'articolo 1, si provvede attraverso i
decreti attuativi dell'articolo 2, comma 1, lettere g), h) e i),
della legge 28 marzo 2003, n. 53, adottati ai sensi dell'articolo 1
della stessa legge, nel rispetto delle modalita' di copertura
finanziaria definite dall'articolo 7, comma 8, della predetta legge.
3. Fino alla completa attuazione del diritto-dovere come previsto
al comma 2 continua ad applicarsi l'articolo 68, comma 4, della legge
17 maggio 1999, n. 144, e successive modificazioni, che si intende
riferito all'obbligo formativo come ridefinito dall'articolo 1 del
all'istruzione e formazione nei percorsi sperimentali di cui al comma
1, le risorse statali destinate annualmente a tale scopo sono
attribuite alle regioni con apposito accordo in Conferenza unificata,
tenendo anche conto dell'incremento delle iscrizioni ai predetti
percorsi, da computarsi a partire dall'anno scolastico 2002/2003.
5. In attesa della definizione dei livelli essenziali di
prestazione, di cui all'articolo 1, comma 3, le strutture sedi dei
percorsi di istruzione e formazione professionale di cui al comma 1
sono accreditate dalle regioni e dalle province autonome di Trento e
di Bolzano, sulla base di quanto previsto dal decreto del Ministro
del lavoro e della previdenza sociale 25 maggio 2001, n. 166,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 162 del 14 luglio 2001.
- Per il testo dell'art. 2, comma 1, lettere g), h) e
i) della legge 28 marzo 2003, n. 53, si vedano le note al
- Si riporta il testo degli articoli 1 e 7, comma 8
a) della riforma degli ordinamenti e degli interventi
connessi con la loro attuazione e con lo sviluppo e la
valorizzazione dell'autonomia delle istituzioni
b) dell'istituzione del Servizio nazionale di
c) dello sviluppo delle tecnologie multimediali e
della alfabetizzazione nelle tecnologie informatiche, nel
pieno rispetto del principio di pluralismo delle soluzioni
informatiche offerte dall'informazione tecnologica, al fine
di incoraggiare e sviluppare le doti creative e
collaborative degli studenti;
d) dello sviluppo dell'attivita' motoria e delle
competenze ludico-sportive degli studenti;
e) della valorizzazione professionale del personale
f) delle iniziative di formazione iniziale e continua
g) del concorso al rimborso delle spese di
autoaggiornamento sostenute dai docenti;
del diritto-dovere di istruzione e formazione;
l) degli interventi per lo sviluppo dell'istruzione e
formazione tecnica superiore e per l'educazione degli
m) degli interventi di adeguamento delle strutture di
4. Ulteriori disposizioni, correttive e integrative dei
decreti legislativi di cui al presente articolo e all'art.
4, possono essere adottate, con il rispetto dei medesimi
criteri e principi direttivi e con le stesse procedure,
entro diciotto mesi dalla data della loro entrata in
vigore.».
«8. I decreti legislativi di cui al comma 7 la cui
attuazione determini nuovi o maggiori oneri per la finanza
pubblica sono emanati solo successivamente all'entrata in
vigore di provvedimenti legislativi che stanzino le
occorrenti risorse finanziarie.».
- Per il testo dell'art. 68, comma 4 della legge
17 maggio 1999, n. 144, si vedano le note all'art. 1.
1. Il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca e
il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, avvalendosi
dell'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei
lavoratori (ISFOL), dell'Istituto nazionale di documentazione per
l'innovazione e la ricerca educativa (INDIRE) e dell'Istituto
nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di
formazione (INVALSI) effettuano annualmente il monitoraggio sullo
stato di attuazione del presente decreto e, a partire dall'anno
successivo a quello della sua entrata in vigore, comunicandone i
risultati alla Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto
2. A norma dell'articolo 7, comma 3, della legge 28 marzo 2003, n.
53, anche con riferimento ai risultati del monitoraggio di cui al
comma 1, il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della
ricerca presenta ogni tre anni al Parlamento una relazione sul
sistema educativo di istruzione e formazione professionale.
- Per il testo dell'art. 8 del decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281, si vedano le note al preambolo.
- Si riporta il testo dell'art. 7, comma 3 della legge
«3. Il Ministro dell'istruzione, dell'universita' e
Disposizioni particolari per le regioni a statuto speciale e le
rispettivi statuti ed alle relative norme di attuazione, nonche' alla
1. All'onere derivante dall'articolo 6, comma 1, pari a 11.888.000
euro per l'anno 2005 ed a 15.815.000 euro a decorrere dall'anno 2006,
si provvede con quota parte della spesa autorizzata dall'articolo 3,
comma 92, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, come rifinanziato
dall'articolo 1, comma 130, della legge 30 dicembre 2004, n. 311.
Dato a Roma, addi' 15 aprile 2005
- Si riporta il testo dell'art. 3, comma 92 della legge
24 dicembre 2003, n. 350:
e formazione;
c) interventi per lo sviluppo dell'istruzione e
d) istituzione del Servizio nazionale di valutazione
del sistema di istruzione.».
- Si riporta il testo dell'art. 1, comma 130 della
«130. Per l'attuazione del piano programmatico di cui