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Timestamp: 2018-06-25 15:32:41+00:00
Document Index: 180788212

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 3', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 64', 'art. 58']

Risoluzione 11 dicembre 2013, n. 90/E dell'Agenzia delle Entrate - Esclusione della titolarità del diritto al rimborso da parte del notaio per l’imposta di registro versata in eccesso - Studio Cerbone
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AGENZIA DELLE ENTRATE – Risoluzione 11 dicembre 2013, n. 90/E
Consulenza giuridica – Uffici dell’Amministrazione finanziaria – Esclusione della titolarità del diritto al rimborso da parte del notaio per l’imposta di registro versata in eccesso
– registrazione di atti che recano disposizioni non aventi contenuto patrimoniale (art. 20 e 21 D.P.R. n. 13l/1986 e artt. 4 e 11 della Tariffa. Parte prima, allegata);
– registrazione di atti di donazione contenenti più disposizioni donative per le quali non viene corrisposta l’imposta sulle donazioni, in quanto esenti dall’imposta ai sensi dell’art. 3 D. Lgs. N. 346/1990 ovvero in virtù dell’applicazione delle franchigie definite dall’art. 2. co. 49 e 49-bis. D.L. n. 262/2006.
L’Ufficio ritiene che “l’istanza non è meritevole di … accoglimento, attesa la non retroattività della Circolare n. 44/2011, che ha eliminato i dubbi sull’interpretazione delle citate norme ed ha inteso superare i chiarimenti già forniti al riguardo dall’Agenzia delle Entrate con la precedente Circolare n. 3 del 22 gennaio 2008”.
Pertanto, i documenti di prassi – proprio perché dotati di efficacia unicamente interna – sono lo strumento mediante il quale l’Amministrazione fornisce indicazioni in ordine alle modalità operative che dovranno seguire in futuro i propri uffici dipendenti, e come tali del tutto “inidonei ad incidere sul rapporto tributario” (cfr., tra le altre, Cass. sent. 9 gennaio 2009, n. 237).
In altri termini, il fatto che con la Circolare n. 44/E del 2011 l’Agenzia delle entrate abbia inteso superare i chiarimenti già forniti al riguardo con la precedente Circolare n. 3/E del 22 gennaio 2008 poco incide – se non come motivo ad abundantiam – ai fini dell’eventuale riconoscimento del credito da parte dell’Ufficio, unico destinatario dei chiarimenti interpretativi resi con il documento di prassi.
Chiarito che alla fattispecie in esame non è applicabile l’articolo 3-ter, occorre valutare se il notaio rogante sia legittimato a richiedere il rimborso sulla base di quanto previsto dall’articolo 77 del d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131. Tale tematica è stata oggetto di una rilevante evoluzione giurisprudenziale.
Il citato principio è stato confermato dalla Corte di Cassazione con la sentenza del 6 maggio 2005, n. 9440, la quale precisa, inoltre, che “il notaio rogante – pur obbligato a richiedere la registrazione dell’atto e pur obbligato a pagare l’imposta principale in solido con le parti nel cui interesse è richiesta la registrazione – resta estraneo al rapporto tributario, in quanto è solo un responsabile d’imposta, quale soggetto obbligato al pagamento dell’imposta per fatti e situazioni, riferibili esclusivamente ad altri”. Il principio dell’estraneità del notaio al rapporto tributario e la conseguente esclusione della titolarità del diritto al rimborso da parte del notaio viene ulteriormente ribadito con la sentenza 30 ottobre 2007, n. 22918, con la quale la Suprema Corte identifica il notaio unicamente quale responsabile d’imposta “inteso, alla stregua dal D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 64, comma 3, come soggetto obbligato al pagamento dell’imposta per fatti e situazioni esclusivamente riferibili ad altri, verso i quali ha diritto di rivalsa, e che, ai sensi del citato D.P.R. n. 131 del 1986, art. 58, si surroga, per le somme pagate, in tutte le ragioni, azioni e privilegi spettanti all’Amministrazione finanziaria nei confronti dei contraenti e può esperire procedimento di ingiunzione sulla base del certificato dell’Ufficio attestante l’importo versato, senza che sia consentito alle parti proporre opposizione fondata sul motivo che l’imposta non era dovuta o era dovuta in misura inferiore”.