Source: http://www.architettiroma.it/sportello/procedure.aspx
Timestamp: 2018-07-19 09:37:19+00:00
Document Index: 177986656

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 22', 'art. 23', 'art. 7', 'art.6', 'art. 6', 'art. 39', 'art. 136']

Procedure Edilizie e Urbanistiche - OARM Sportello on-line
04/07/2018: Redazione chiusura Lavori di CILA on line
Sono un architetto da poco iscritto all'Albo e mi trovo per la prima volta a dover redigere la chiusura lavori di una CILA on line.
Per quanto riguarda la denuncia di variazione catastale cosa devo allegare? Ho scaricato docfa e mi sono iscritta al sito dell'Agenzia delle Entrate per caricare poi la planimetria on line, sono in attesa delle credenziali.
Il certifiato di collaudo deve essere firmato da me in quanto progettista e direttore lavori? Trovo un modello precompilato solo da firmare?
Per quanto riguarda l'attestato di qualificazione energetica cosa si intende? devo redigere un'APE? I lavori hanno riguardato perlopiù spostamento di tramezzi interni, non sono state sostituite le finestre e neanche la caldaia, sono solo stati spostati alcuni termosifoni per adattarli alla nuova disposizione planimetrica e sono stati sostituiti quelli di due bagni con due scaldasalviette. La cliente è già in possesso di un'Ape valido in quanto ha appena acquistato casa. Posso allegare quello, oppure il Suet parla di "Dichiarazione, del Tecnico incaricato, di esclusione per tipologia di intervento eseguito, inerente l'attestato di qualificazione energetica, in applicazione del D.Lvo 192/05 s.m.i", cosa si intende?
Per quanto riguarda la certificazione catastale, occorre presentare quella inerente al nuovo accatastamento inoltrato all’Agenzia delle Entrate.
Il certificato di collaudo, visto che è stato il progettista e il direttore dei lavori, deve essere firmato da lei. Troverà sul sito del Comune, la modulistica relativa alla fine dei lavori e al certificato di collaudo finale.
In merito all’APE, veda l’art. 3 comma 2 punto c/2, del D.Lvo 192/05, dove troverà utili indicazioni in merito.
03/07/2018: CILA in sanatoria
Sto presentando una Cila in sanatoria per la demolizione di un tramezzo, già riportata nella planimetria catastale aggiornata tempo fa (senza pratiche edilizie). Al termine della procedura devo comunque presentare il docfa per variazione della planimetria visto che, in realtà, quella esistente è già coerente con lo stato di fatto? Andrei a ripresentare una piantina identica. Se non faccio la variazione è sufficiente che dichiari, in sede di CILA, che l'intervento non è soggetto a variazioni catastali.. il che non è proprio esatto.
Se la richiesta di CILA in sanatoria è conforme allo stato di fatto, riportato nella planimetria catastale esistente, a mio parere, basta dichiarare che, vista la tipologia d’intervento, non è necessario ripresentare la variazione al catasto, in quanto la stessa risulta già stata adeguata.
27/06/2018: Accatastamento sottotetto
Devo accatastare per una futura vendita tra condomini, un sottotetto di circa 200mq di un immobile del 1840 con copertura a padiglione, realizzato con capriate in legno e diviso in tre zone, separate da muri portanti,dalla parte fruibile si accede alle altre due parti attraverso aperture 80x60 per le ispezioni. Il tetto è alto m.2,20 al colmo e m.0,50 sui muri perimetrali non ha prese d'aria e il pavimento che è di tavole rappresenta anche il soffitto delle abitazioni sottostanti. Si arriva al sottotetto da una scala di legno che è il preseguimento della scala condominiale e si accede all'unica zona fruibile di circa 60 mq.con le altezze che le ho detto attraverso una porta alta. m.1,40. Le mie domande sono: le due parti non fruibili oltre i muri portanti sono da considerare ad uso esclusivo dei proprietari degli appartamenti sottostanti considerato che vi si può accedere solo attraverso una botola dal loro appartamento? e comunque a suo perere il sottotetto può considerarsi uno spazio comune oppure assolve all’esclusiva funzione di isolamento e protezione dell'immobile.
faccio seguito al suo quesito, indicandole che se ad oggi, di quel sottotetto, non si trova traccia presso il catasto, potrebbe star a significare, che lo stesso originariamente era considerato un Bene Comune Non Censibile, quindi di pertinenza di tutte le u.i.u, che compongono l'immobile. Differente sarebbe stato, se era di esclusivo utilizzo di uno degli stessi appartamenti, in quanto allora sarebbe stato graficizzato sulla stessa scheda catastale. Di fatto la stessa soffitta, non è graficizzata sulla planimetria catastale dell'appartamento, da cui si accede per mezzo di una botola.
Per tanto, dalla sua descrizione, posso "dedurre", che la soffitta potrebbe essere ad uso condominiale.
24/06/2018: SCIA
Ho consegnato in Municipio una DIA in sostituzione del permesso di costruire per ampliamento il 30/05/2017, avendo già avuto l'autorizzazione sismica e l'assenso della Soprintendenza Comunale. La scadenza per l'inizio dei lavori e il conseguente inizio lavori al Genio Civile, è il 30/05/2018 o, come io credo, il 30/06/2018? La DIA non ha effetto subito ma 30 gg dopo, per cui, a mio avviso, ho acquisito il titolo solo il 30/06/2017. L'inizio lavori in Municipio è stato presentato il 29/05/2018, faccio ancora in tempo a presentare l'inizio lavori al Genio Civile?
Gentile Architetto, la DIA in sostituzione del Permesso di costruire, ex art. 22 del D.P.R. 380/01, è stata sostituita dalla SCIA, ora art. 23 del D.P.R. citato, con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 222 del 2016.
Comunque in ambedue i casi, DIA o SCIA, nel merito, come riportato dal D.P.R.380/01, la procedura prevede che: il proprietario dell'immobile o chi abbia titolo per presentare la richiesta, può, almeno trenta giorni prima dell’effettivo inizio dei lavori presentare istanza.
Pertanto, si evince che, l’inizio dei lavori, trattandosi di procedura accelerativa, si formalizza trascorso il termine di cui sopra.
Il termine di inizio lavori annuale, a mio parere, vige solo per il permesso di costruire.
Per quanto riguarda la presentazione al Genio Civile, veda l’art. 7 del Regolamento regionale n. 14 del 13/07/2016.
19/06/2018: DPR 31/2017
Alla luce del D.P.R. 31/2017 sulle semplificazioni in materia di Autorizzazione Paesaggistica, ai fini della realizzazione di un piccolo pergolato in legno è necessaria, o meno, l'acquisizione della preventiva Autorizzazione?
Pongo questo quesito anche considerando che:
- il vigente P.T.P. Lazio non vincola la realizzazione di pergolato in legno all'acquisizione dell'Autorizzazione Paesaggistica in quanto intervento esente dalla stessa;
- Il medesimo D.P.R. 31/2017 permette la realizzazione di serre senza preventiva Autorizzazione Paesaggistica e, inoltre, il punto B.17 (interventi soggetti a iter semplificato) non parla esplicitamente di pergolati.
Visto il: Decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2017, n. 31,
“Regolamento recante individuazione degli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata”, nel caso in questione, nell’allegato B, relativo all’Elenco interventi di lieve entità soggetti a procedimento autorizzatorio semplificato, al punto B.17 cita espressamente: realizzazione di tettoie, porticati, chioschi da giardino di natura permanente e manufatti consimili aperti su più lati, aventi una superficie non superiore a 30 mq o di manufatti accessori o volumi tecnici con volume emergente fuori terra non superiore a 30 mc; a mio parere, nel rispetto dei limiti di superficie, la realizzazione di un pergolato, essendo un manufatto consimile, rientra tra le opere soggette ad iter semplificato.
14/06/2018: quesito
Un mio cliente vorrebbe chiudere il lato corto del suo balcone con un pannello per proteggersi dal vento, lasciando libero il lato lungo. Bisogna presentare una pratica edilizia, se si quale?
Trattandosi d’intervento, che non è rintracciabile con la dovuta precisione, tra gli interventi edilizi descritti sia nel D.P.R. 380/01, che nel Decreto Legislativo 222 del 2016 e nel successivo Glossario di edilizia libera, emanato dal Ministero delle Infrastrutture con Decreto del 02/03/18, è possibile, a mio parere, ipotizzare, che la tipologia riscontrabile rientri in quella libera, ossia senza necessità di richiesta, utilizzando, per la realizzazione del pannello di protezione, materiali leggeri ed amovibili.
In virtù di quanto detto, prima di procedere, le consiglio di recarsi presso l’ufficio tecnico del Comune, competente per territorio, per attingere notizie utili allo scopo.
31/05/2018: cambio destinazione d'uso
Sto facendo uno studio di fattibilità per realizzare un pub in un locale commerciale C1 all suo interno presenta una grossa area di 585 mq indicata come magazzino alta 2,90 avrei sapere se al suo interno posso inserire dei nuovi usi (cucine e dispenansa) cosi come inticato dall'art.6 comma 4 delle NTA "che alL’introduzione di nuovi usi e funzioni all’interno dell’unità
immobiliare non comporta cambio di destinazione d’uso, ai
sensi delle presenti norme, se i nuovi usi non eccedono, nel
complesso e con successive modificazioni, sia il 25% della SUL
dell’unità immobiliare sia i 250 mq di SUL, se non appartengono
ad una più alta categoria di carico urbanistico, se non sottraggono
destinazioni originarie a parcheggio, se non comportano
frazionamento catastale."
Se il locale commerciale, contiene al suo interno parte della superficie indicata come magazzino, e l’unità immobiliare è una, occorre modificare la destinazione d’uso da commerciale, lettera b) dell’art. 6 delle N.T.A. del P.R.G. vigente a pub (servizi) lettera c) dell’articolo citato.
Peraltro, le faccio presente, che per le attività di pubblico esercizio, come il pub, relativamente all’altezza interna, vige quanto previsto dall’art. 39 del Regolamento Edilizio.
28/05/2018: manutenzione straordinaria
Sono stata incaricata per lavori di manutenzione straordinaria, sarò progettista e direttori dei lavori, facendo l'accesso agli atti ho visionato il progetto assentito del 1958, 1965 e una CILA in sanatoria del 2017 (dove si dichiaravano interventi eseguiti nel 2002), in quest'ultima è stata rappresentata una finestra in un bagno (l 1,20 h 0,60 m ) in ante e post operam ma non ho trovato alcuna richeista e autorizzazione in merito, quindi secondo me non legittima.
Adesso devo depositare la SCIA (perchè tra i lavori da eseguire si farà anche un'apertura di un vano, 80 x210 cm, in muro portante quindi deposito anche al genio civile e ingegnere strutturale con redazione calcoli e grafici ) devo rappresentare ciò che è lo stato attuale ed attenermi alla CILA come mi devo comportare?
poi un ultimo quesito vorrei modificare l'altezza di una finestra in base al Decreto Pres. Repubblica 13/02/2017 n. 31 (Regolamento recante individuazione degli interventi esclusi dall'autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata) nell'allegato A Interventi ed opere in aree vincolate esclusi dall'autorizzazione paesaggistica
a voce A.2 cita ...... non e' altresi' soggetta ad autorizzazione la
tetto, purche' tali interventi non interessino i beni vincolati...
posso quindi procedere senza autorizzazione paesaggistica?
Se la finestra del bagno, è oggi esistente e non era rappresentata nei progetti nel 1958 e 1965, ma nella CILA del 2002, di fatto è stata legittimata e, conseguentemente, deve essere riportata nella SCIA.
Per quanto riguarda la modifica della finestra, secondo quanto riportato nell’ultimo periodo della voce A.2 che recita:
-Alle medesime condizioni non è altresì soggetta ad autorizzazione la realizzazione o la modifica di aperture esterne o di finestre a tetto, purché tali interventi non interessino i beni vincolati ai sensi del Codice, art. 136, comma 1, lettere a), b) e c) limitatamente, per quest’ultima, agli immobili di interesse storico-architettonico o storico-testimoniale, ivi compresa l’edilizia rurale tradizionale, isolati o ricompresi nei centri o nuclei storici;-
deve verificare, se i beni, siano interessati dal vincolo di cui sopra.
Consulente: arch. Rolando De Stefanis
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