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Timestamp: 2018-02-19 06:20:54+00:00
Document Index: 135657385

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 32', 'art. 5', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 2']

Novità fiscali del 12 febbraio 2009: decreto "milleproroghe" approvato al Senato; colf: il bonus famiglie andrà richiesto all’Agenzia delle Entrate; compensazione dei crediti di imposta inesistenti; evasione fiscale: ai fini penali non bastano le presunzioni; adeguamento agli studi di settore nel modello UNICO; maxisanzione in caso di compensazione dei crediti di imposta inesistenti superiori a 50 mila euro
Novità fiscali del 12 febbraio 2009: decreto “milleproroghe” approvato al Senato; colf: il bonus famiglie andrà richiesto all’Agenzia delle Entrate; compensazione dei crediti di imposta inesistenti; evasione fiscale: ai fini penali non bastano le presunzioni; adeguamento agli studi di settore nel modello UNICO; maxisanzione in caso di compensazione dei crediti di imposta inesistenti superiori a 50 mila euro
1) Colf: il bonus famiglie andrà richiesto all’Agenzia delle Entrate
2) Compensazione dei crediti di imposta inesistenti superiori a 50 mila euro con maxisanzione
3) Milleproroghe approvato al Senato
4) Evasione fiscale: Ai fini penali non bastano le presunzioni per le verifiche sui conti bancari
5) Adeguamento agli studi di settore nel modello unico ?
6) Accertamento bancario: Non sono sufficienti le ricevute del lotto per giustificare versamenti delle vincite
Un Associazione di categoria (dei datori di lavoro domestico) ha evidenziato (in tal senso è stato riferito nel notiziario Seac del 11.02.2009) che il datore di lavoro domestico, non essendo sostituto d’imposta, non può accettare l’eventuale richiesta del bonus famiglie da parte dei collaboratori domestici.
Pertanto, in tale caso, dunque, la richiesta andrà presentata direttamente all’Agenzia delle Entrate:
– entro il 31.3.2009, se il bonus è richiesto in base alle condizioni esistenti nel periodo d’imposta 2007 (reddito complessivo e composizione del nucleo familiare);
– entro il 30.6.2009, da parte dei soggetti che sono esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi, se il bonus è richiesto in base alle condizioni esistenti nel periodo d’imposta 2008 (reddito complessivo e composizione del nucleo familiare).
Infine, è stato precisato che coloro i quali sono tenuti alla presentazione della dichiarazione dei redditi e che intendono richiedere il bonus in base alle condizioni esistenti nel periodo d’imposta 2008 dovranno farne richiesta con la dichiarazione dei redditi relativa al 2008.
Colf: La comunicazione semplificata all’Inps attende chiarimenti
L’articolo 16 bis della legge n. 2/2009 (che ha convertito il D.L. n. 185/2008), attraverso i commi 11 e 12 ha disposto che i datori di lavoro domestico assolvano con modalità semplificate gli obblighi di comunicazione all’Inps relativi all’assunzione, cessazione, trasformazione e proroga del rapporto di lavoro.
L’Inps poi trasmette in via informatica ai servizi competenti, al ministero del lavoro, all’Inail e alla prefettura le comunicazioni semplificate, utilizzando il sistema pubblico di connettività.
Per cui, in deroga alla normativa vigente, per i datori di lavoro domestico gli obblighi (di cui all’articolo 9-bis del decreto-legge 1 ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608), si intendono assolti con la presentazione all’istituto nazionale della previdenza sociale, con modalità semplificate, della comunicazione di assunzione, cessazione, trasformazione e proroga del rapporto di lavoro.
Dopo l’Inps trasmette, in via informatica, le comunicazioni semplificate ai servizi competenti, al ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, all’istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (inail), nonchè alla prefettura-ufficio territoriale del governo, nell’ambito del sistema pubblico di connettività (spc) e nel rispetto delle regole tecniche di sicurezza.
Tuttavia, ad oggi manca una circolare o altro documenti di prassi dell’Inps sull’argomento.
Peraltro, dalla lettura del dato normativo l’obbligo telematico pare che sia solo a cura dell’Inps:
Infatti, L’Inps deve trasmettere in via informatica ai servizi competenti la comunicazione di cessazione del rapporto, ecc..
Ove non sia possibile attendere i chiarimenti degli organi competenti, nel frattempo, si ritiene che una comunicazione semplificata tramite raccomandata postale all’Inps forse potrebbe anche andare bene sia per assunzioni sia per variazione sia per cessazione del rapporto di lavoro domestico.
Infine, in atto sul sito web dell’Inps non vi è traccia della novità già in vigore.
L’unica nota pubblicata dall’Inps sul proprio sito internet è la seguente:
“Dal 29 gennaio 2009, ai sensi dei commi 11 e 12, art. 16 bis del D. L. 29 novembre 2008 n. 185, convertito con modificazioni dalla L. 28 gennaio 2009 n. 2, le comunicazioni di assunzione, cessazione, trasformazione e proroga del rapporto di lavoro domestico devono essere presentate all’INPS ed hanno efficacia anche nei confronti dei Servizi competenti, del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), nonché della Prefettura-ufficio territoriale del Governo.”
Tra l’altro, anche accedendo nell’area riservata del sito Inps (codice fiscale e pin) non risulta un software o un area predisposta per potere inviare on line all’Inps le comunicazione per i servizi con i lavoratori domestici (è solo previsto quale titolo, ma poi appena vi si accede, ci si rende conto che non vi è alcun tipo di servizio per tale particolare categoria di lavoratori).
All’interno del quotidiano Italia Oggi del 11.02.2009, Cristina Bartelli, ha messo in risalto che la sanzione prevista, per chi utilizza dei crediti inesistenti, oltre la soglia dei 50 mila euro, per anno solare sarà punita con una sanzione del 200% euro.
Inoltre, saranno previsti specifici controlli sulle agevolazioni in materia di imposte di registro, ipotecaria, e catastale, successioni e donazioni in sede di liquidazione e autoliquidazione dell’imposta principale.
I controlli saranno effettuati dall’Agenzia delle Entrate che opereranno attraverso specifiche analisi di rischio per la verifica di indebito utilizzo delle agevolazioni.
Le verifiche mirate consentiranno all’Agenzia delle entrate di liberare maggiori risorse destinate a una lotta a tutto campo sull’utilizzo dei crediti inesistenti.
La novità è stata inserita nel Decreto Legge sugli incentivi approvato il 06.02.2009 dal governo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 11.02.2009.
Il Decreto andrebbe a prevedere anche l’efficacia retroattiva per le misure sulla rottamazione delle auto e la detrazione del 20% sui mobili e l’acquisto di elettrodomestici verdi.
La detrazione, poi, sarà allargata anche a computer e televisori, e la restituzione al contribuente sarebbe determinata in cinque rate dello stesso importo e non come precedentemente indicato nel testo, in 10 anni.
E’ stato approvato al Senato il Decreto Milleproroghe (in tal senso ha reso noto Nicoletta Cottone in il Sole 24 ore del 11.02.2009).
Il provvedimento, che scade il primo marzo, passa ora all’esame della Camera con emendamenti anche di notevole portata.
Come, per esempio, l’emendamento che ha riscritto il calendario di Unico.
Nel maxiemendamento non sono confluiti, come annunciato da più parti, gli incentivi all’auto, ai motocicli, ai mobili e agli elettrodomestici: il decreto è in Gazzetta Ufficiale del 11.02.2009 e proseguirà il suo cammino in modo autonomo.
Riscritto il calendario di Unico
Il provvedimento, grazie a un emendamento posto in commissione, riscrive anche il calendario di Unico.
L’emendamento modifica, infatti, il Dpr 322/98 e il Dm Finanze 164/99 sugli adempimenti fiscali.
Sposta al 30 settembre 2009 il termine per la presentazione telematica delle dichiarazioni delle persone fisiche, società di persone e dell’Irap.
Per la dichiarazione dei soggetti Ires la modifica del «milleproproghe» sposta i termini dal settimo al nono mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta.
In sostanza, per le imprese con esercizio solare il termine di invio di Unico si allinea al 30 settembre 2009.
Per i sostituti d’imposta, invece, il termine di presentazione del 770 semplificato slitta dal 31 marzo al 31 luglio, uniformandosi alla stessa scadenza del 770 ordinario.
Fissato un nuovo termine per la presentazione telematica dei modelli 730 da parte dei Caf o degli altri intermediari abilitati, che per il 730/2009 si sposta dal 25 giugno al 15 luglio 2009.
Novità sull’accertamento delle prestazioni collegate al reddito
Tra le altre proposte di modifica che hanno incassato il sì della commissione Affari costituzionali, vi è un emendamento proposto sulle modalità di accertamento delle prestazioni collegate al reddito: il reddito di riferimento è quello conseguito dal beneficiario o dal coniuge nell’anno solare precedente il 1° luglio di ciascun anno e ha valore per la corresponsione del trattamento fino al 30 giugno dell’anno successivo.
Infine, per il settore dell’autotrasporto è stato anche approvato un emendamento che riduce i tassi dei premi Inail, in base al minor tasso di incidentalità.
“L’art. 32, comma 1, n. 2), D.P.R. n. 600/1973 contiene una presunzione legale di corrispondenza delle partite attive, risultanti da rapporti del contribuente sottoposto a verifica con gli istituti di credito, con i ricavi dell’attività di impresa o professionale, in assenza della dimostrazione che le stesse «non hanno rilevanza» ai fini della determinazione del reddito soggetto ad imposta.
La presunzione, peraltro, non opera in sede penale: il giudice di merito deve motivare in ordine alle ragioni per le quali i dati della verifica effettuata in sede fiscale sono stati ritenuti attendibili.
Infatti, «ai fini dell’individuazione del superamento o meno della soglia di punibilità di cui all’art. 5, D.Lgs n. 74 del 2000, spetta esclusivamente al giudice penale il compito di procedere all’accertamento e alla determinazione dell’ammontare dell’imposta evasa, attraverso una verifica che può venire a sovrapporsi o anche ad entrare in contraddizione con quella eventualmente effettuata dinanzi al giudice tributario».
Inoltre, ai fini dell’accertamento in sede penale, deve darsi prevalenza al dato fattuale reale rispetto ai criteri di natura meramente formale che caratterizzano l’ordinamento tributario”.
(Cassazione penale Sentenza, Sez. III, 06/02/2009, n. 5490, in Ipsoa del 11.02.2009)
5) Adeguamento agli studi di settore nel modello unico
L’adeguamento agli studi di settore perde appeal. In tal senso ha rilevato Giuseppe Pasquale in Il Sole 24 Ore del 11.02.2009: “L’art. 27, comma1 del D.L. n. 185/2008 (cd. Decreto anticrisi), convertito in Legge n. 2/2009, applicabile agli inviti emessi dal 1.1.2009 in materia di studi di settore ha una finalità apprezzabile ma anche rilevanti effetti collaterali.
La prospettiva di un maxisconto sulle sanzioni a favore di chi aderirà anticipatamente alla nuova tipologia di invito al contraddittorio rende più esili i margini di convenienza per giocare d’anticipo con l’adeguamento in dichiarazione.
E potrà mettere a nudo alcuni problemi legati agli studi di settore.
Per effetto del citato art. 27, comma 1, infatti, il “costo” della definizione unilaterale prima del contraddittorio potrà aggirarsi intorno al 6% in più (esclusi gli interessi) rispetto a quanto sarebbe costato, a suo tempo, l’adeguamento spontaneo in dichiarazione. Una distanza che rischia di essere troppo ravvicinata e che risente della maggiorazione del 3%, dovuta in sede di adeguamento in base al comma 2-bis dell’art. 2del D.P.R. n. 195/1999 (che a questo punto sarebbe forse meglio sopprimere).
E che, inoltre, appare modesta se si considera che — una volta ammessa dalle Entrate soppressione dell’accertamento “a tavolino” (circolare n. 5/E/2008) —non tutti gli scostamenti rilevabii in base a Gerico si tramuteranno in notifica dell’invito al contraddittorio.
Convenienza affievolita
Tutto questo riduce la convenienza ad adeguarsi in dichiarazione.
Una convenienza già ridotta con la Finanziaria 2007, che ha determinato l’indebolimento della forza probatoria del ricavo di Gerico nel giudizio tributario azionato dal contribuente.
La sua validità, infatti, è subordinata alla persuasivitàintrinseca dello strumento di calcolo.
Una persuasività, tuttavia, che questo modello di studio di settore non può possedere (essendo costruito su base statistica, mantiene comunque una cospicua dose di “ermetismo”).
La nota metodologica, che dovrebbe rendere decifrabile lo studio, registra salti logici e finisce per essere “inafferrabile” se si usa con coerenza il parametro del prudente apprezzamento del giudice.
Si tratta di un orientamento che -respingendo la nozione di presunzione legale relativa – ridimensiona la deterrenza dello strumento”.
Il contribuente ha l’onere di dimostrare che i movimenti bancari che non trovano giustificazione sulla base delle sue dichiarazioni non sono fiscalmente rilevanti.
(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 05.02.2009, n. 2752, in Ipsoa del 11.02.2009)