Source: http://www.prefettura.it/trieste/contenuti/Codice_comportamento_e_disciplinare_dei_dipendenti_pubblici-13817.htm
Timestamp: 2018-12-18 21:06:29+00:00
Document Index: 67403761

Matched Legal Cases: ['art. 68', 'art. 55', 'art.1', 'art. 25', 'art. 1', 'art. 316', 'art. 3', 'art. 23', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 27', 'art. 13']

Codice comportamento e disciplinare dei dipendenti pubblici - Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Trieste
Codice di comportamento ed al codice disciplinare dei dipendenti pubblici
In allegato la documentazione relativa al codice di comportamento e disciplinare dei dipendenti pubblici, ai sensi dell'art. 68 del decreto 27 ottobre 2009 n. 150
C.C.N.L. 2002-2005
1. Nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità delle sanzioni in relazione alla gravità della mancanza e in conformità a quanto previsto dall'art. 55 del D. Lgs. n.165 del 2001 e successive modificazioni ed integrazioni, sono fissati i seguenti criteri generali:
-alla intenzionalità del comportamento, alla rilevanza della violazione di norme o disposizioni;
-al grado di disservizio o di pericolo provocato dalla negligenza, imprudenza o imperizia dimostrate, tenuto conto anche della prevedibilità dell'evento;
-all'eventuale sussistenza di circostanze aggravanti o attenuanti;
-al concorso nella mancanza di più lavoratori in accordo tra loro; -al comportamento complessivo del lavoratore, con particolare riguardo ai precedenti disciplinari, nell'ambito del biennio previsto dalla legge ;
-al comportamento verso gli utenti ;
c) al dipendente responsabile di più mancanze compiute in un'unica azione od omissione o con più azioni od omissioni tra loro collegate ed accertate con un unico procedimento, è applicabile la sanzione prevista per la mancanza più grave se le suddette infrazioni sono punite con sanzioni di diversa gravità.
b) condotta non conforme ai principi di correttezza verso altri ipendenti o nei confronti del pubblico;
a) recidiva nelle mancanze che abbiano comportato l'applicazione del massimo della multa oppure
quando le mancanze previste nel comma 2 presentino caratteri di particolare gravità;
b) assenza ingiustificata dal servizio fino a 10 giorni o arbitrario abbandono dello stesso; in tali ipotesi l'entità della sanzione è determinata in relazione alla durata dell'assenza o dell'abbandono dal servizio, al disservizio determinatosi, alla gravità della violazione degli obblighi del dipendente, agli eventuali danni causati all'amministrazione, agli utenti o ai terzi;
f) minacce, ingiurie gravi, calunnie o diffamazioni verso il pubblico o altri dipendenti; alterchi con vie di fatto negli ambienti di lavoro, anche con utenti; g) manifestazioni ingiuriose nei confronti dell'amministrazione, tenuto conto del rispetto della libertà di pensiero e di espressione ai sensi dell'art.1 L. n.300 del 1970; h) qualsiasi comportamento da cui sia derivato danno grave all'amministrazione o a terzi; i) atti, comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale, che siano lesivi della dignità della persona;
f) fatti, comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale, di particolare gravità che siano lesivi della dignità della persona.
Nella sospensione dal servizio prevista dal presente comma, il dipendente è privato della retribuzione fino al decimo giorno mentre, a decorrere dall'undicesimo, viene corrisposta allo stesso una indennità pari al 50% della retribuzione indicata all'art. 25, comma 2, primo alinea, del C.C.N.L. del 16 maggio 2001 nonché gli assegni del nucleo familiare ove spettanti . Il periodo di sospensione non è, in ogni caso, computabile ai fini dell'anzianità di servizio.
5 . La sanzione disciplinare del licenziamento con preavviso si applica per:
d) mancata ripresa del servizio nel termine prefissato dall'amministrazione quando l'assenza arbitraria ed ingiustificata si sia protratta per un periodo superiore a quindici giorni. Qualora il dipendente riprenda servizio si applica la sanzione di cui al comma 4;
1 per i delitti indicati nell' art. 1, commi 1 e 4 septies, lettere a), b) limitatamente all'art. 316 del codice penale, c), ed e) della legge 18 gennaio 1992 n. 16;
2 quando alla condanna consegua comunque l'interdizione perpetua dai pubblici uffici;
3 per i delitti previsti dall'art. 3, comma 1 della legge 27 marzo 2001 n. 97.
1 Le mancanze non espressamente previste nei commi da 2 a 6 sono comunque sanzionate secondo i criteri di cui al comma 1, facendosi riferimento, quanto all'individuazione dei fatti sanzionabili, agli obblighi dei lavoratori di cui all'art. 23 del C.C.N.L. del 16 maggio 1995, come modificato dal presente C.C.N.L., quanto al tipo e alla misura delle sanzioni, ai principi desumibili dai commi precedenti.
2 Al codice disciplinare di cui al presente articolo, deve essere data la massima pubblicità mediante affissione in ogni posto di lavoro in luogo accessibile a tutti i dipendenti. Tale forma di pubblicità è tassativa e non può essere sostituita con altre.
3 L'art. 25 del C.C.N.L. del 16 maggio 1995 è disapplicato. Di conseguenza tutti i riferimenti al medesimo art. 25 devono intendersi all'art. 25 come rinovellato dal presente contratto.
Data pubblicazione il 01/06/2011
Ultima modifica il 13/03/2017 alle 14:18
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