Source: http://www.docsity.com/it/penitenziario_definiz_/214915/
Timestamp: 2016-05-01 23:11:19+00:00
Document Index: 67715967

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 21', 'art. 72', 'art. 118', 'art. 21', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 14']

Affidamento in prova al servizio sociale - Appunti di Diritto Penitenziario, Appunti di Diritto Penitenziario	{{ user.username }}
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Aﬃdamento in prova al servizio sociale È la prima misura alternativa al carcere, elencata nella voce misure alternative. L&apos;aﬃdamento può essere concesso se la pena detentiva (o la pena residua) non supera 3 anni. Ottenuto l&apos;aﬃdamento ai servizi sociali, il condannato sconta la pena fuori dal carcere. A loro volta i servizi sociali "collocano" il condannato presso una azienda, una cooperativa, o simili, dove egli svolge un lavoro (a dire il vero, quasi sempre è lo stesso condannato che propone la collocazione). L&apos;aﬃdato, è sostanzialmente una persona libera che deve soltanto seguire degli obblighi, quali tornare a casa sua a una certa ora, non allontanarsi dalla sua provincia, etc. Il provvedimento è adottato sulla base dei risultati di una osservazione collegiale della personalità del detenuto. All&apos;atto dell&apos;aﬃdamento è redatto un verbale in cui sono dettate le prescrizioni che il soggetto dovrà seguire. Il servizio sociale (il CSSA) controlla la condotta del soggetto. L’esito positivo del periodo di prova estingue la pena e ogni altro eﬀetto penale. (Art. 47 OP) Aﬃdamento in prova al servizio sociale di un tossicodipendente Se la pena detentiva (o la pena residua) non supera 4 anni e riguarda un tossicodipendente o alcoldipendente che abbia in corso un programma di recupero o che intenda ad esso sottoporsi, egli può chiedere in ogni momento di essere aﬃdato al servizio sociale per continuare o iniziare la terapia di recupero concordata con una unità sanitaria. Alla domanda deve essere allegata la certiﬁcazione che attesti lo stato di tossicodipendenza (alcoldipendenza). L&apos;aﬃdamento in prova non può essere disposto, più di 2 volte. Praticamente per far scattare l&apos;aﬃdamento il detenuto-tossico deve aver una pena (o una pena residua) inferiore a 4 anni; essere deﬁnitivo; aver avuto al massimo una revoca. Egli deve rivolgersi al Ser.T. dal quale dipende, far venire in carcere qualcuno del Ser.T. per incontrarlo e riscontrare la sua volontà di entrare in comunità e poi inoltrare la domanda al Magistrato di Sorveglianza. (Art. 90 DPR 309/90 ex Art. 47bis OP) Alimentazione Ai detenuti è assicurata un&apos;alimentazione sana e suﬃciente. Una rappresentanza dei detenuti, designata mensilmente per sorteggio, controlla l&apos;applicazione delle tabelle e la preparazione del vitto. (Art. 9 OP) Art. 4 bis Vedi "Condannati per i delitti dell&apos;art. 4 bis OP” Art. 21 Vedi "Lavoro all&apos;esterno del carcere (Lavoro in art. 21)" Assistente sociale È un dipendente del Ministero della Giustizia (da non confondere con l&apos;assistente sociale del comune o della ASL), che fa capo al CSSA. Egli tiene i contatti con le famiglie dei detenuti, con gli enti locali; segue le persone in aﬃdamento al servizio sociale. Ha un ruolo importante per la concessione e l&apos;esecuzione dei beneﬁci di legge. Assistenza alle famiglie Il trattamento dei detenuti è integrato da una azione di assistenza alle loro famiglie. (Art. 45 OP) Assistenza post-penitenziaria Esegui il login o registrati per scaricare il documento	I detenuti ricevono un particolare aiuto nel periodo di tempo che immediatamente precede la liberazione e per un congruo periodo a questa successivo. (Art. 46 OP) Attività culturali, ricreative, sportive Sono favorite queste e ogni altra attività volta alla realizzazione della personalità dei detenuti. (Art. 27 OP) Braccialetto elettronico L&apos;applicazione di un «braccialetto elettronico» ai detenuti agli arresti domiciliari, per controllarne gli spostamenti - al ﬁne di prevenirne l&apos;allontanamento dal domicilio o, in caso di infrazione, di ripristinare la custodia in carcere -, è già in uso in vari Paesi, quali Francia, Germania, Gran Bretagna. Dal 20 aprile 2001 l&apos;uso del «braccialetto elettronico», approvato con la Legge 19 gennaio 2001, n. 4, è iniziato in via sperimentale anche in Italia, in cinque grandi città: Torino, Milano, Roma, Napoli, Catania, dove maggiore è il numero delle persone agli arresti domiciliari. Centri di Servizio Sociale per Adulti (CSSA) I Centri di Servizio Sociale per Adulti (CSSA) sono stati istituiti dall&apos;art. 72 della Legge Penitenziaria (OP) (vedere anche art. 118 Reg) e sono dislocati nelle sedi dei Tribunali di Sorveglianza. A Milano si trova in via Numa Pompilio. I CSSA dipendono dal DAP (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria). Le competenze dei CSSA sono illustrate dai predetti articoli. Per sintesi diremo che le competenze operative del CSSA sono: a) all&apos;interno del carcere : interventi per i detenuti in art. 21; partecipazione alla osservazione e al trattamento; compiti di consulenza; b) all&apos;esterno del carcere: gestione della pena dei detenuti in aﬃdamento e in semilibertà; interventi per la concessione degli aﬃdamenti, per la formulazione dei programmi con il SERT per alcole tossico dipendenti, per l&apos;applicazione e la revoca delle misure di sicurezza; etc. (Art. 72 OP) (Art. 118 Reg) Chi sta in carcere 1) l&apos;imputato o l&apos;indagato sottoposto a "misure cautelari"; 2) chi è stato arrestato in ﬂagrante (ma non sempre c&apos;è l&apos;obbligo dell&apos;arresto); 3) chi è in stato di fermo; 4) il deﬁnitivo; 5) l&apos;internato. Colloqui I detenuti possono avere colloqui e corrispondenza con i congiunti e con altre persone. Anzi particolare favore viene accordato ai colloqui con i familiari. I detenuti possono avere quotidiani, periodici, libri. Ciascun detenuto è fornito di biancheria, vestiario e di eﬀetti di uso in quantità suﬃciente. Il permesso per avere un colloquio con un imputato in attesa del giudizio di 1°grado viene concesso dal PM. Un appellante, ricorrente o deﬁnitivo ha il diritto di essere visitato dai familiari o dal convivente. I non familiari devono richiedere il permesso al PM nel primo caso e alla Direzione nel secondo caso. (Art. 18 OP) I detenuti usufruiscono di 6 colloqui al mese (4 per i detenuti dell&apos;art. 4bis). Durata massima del colloquio, 1 ora. A ciascun colloquio possono partecipare non più di 3 persone. (Art. 37 Reg) Comunicazioni all&apos;ingresso in carcere Immediatamente dopo l&apos;ingresso in carcere, al detenuto viene richiesto se intenda dare notizia del fatto a un congiunto o ad altra persona indicata e, in caso positivo, se vuole avvalersi del mezzo postale ordinario e del telegramma. La comunicazione è limitata alla sola notizia dell&apos;ingresso in carcere. Se si tratta di straniero, l&apos;ingresso in carcere è comunicato all&apos;autorità consolare. (Art. 62 Reg) Esegui il login o registrati per scaricare il documento	Condannati per i delitti dell&apos;art. 4 bis OP I condannati per i delitti elencati nell&apos;art. 4 bis (associazione di stampo maﬁoso, associazione per traﬃco di droghe, sequestri di persona, eversione, terrorismo, omicidio, rapina aggravata, estorsione aggravata, produzione o traﬃco di ingenti quantità di droghe, etc.) subiscono molte limitazioni nella concessione dei beneﬁci. Nel seguito li chiameremo semplicemente "detenuti art. 4 bis". Consigli di aiuto sociale Nel capoluogo di ciascun circondario è costituito un consiglio di aiuto sociale, presieduto dal presidente del tribunale o da un magistrato da lui delegato e da una inﬁnità di altre persone (presidente del tribunale dei minorenni, magistrato di sorveglianza, rappresentanti della regione, della provincia, della prefettura, sindaco, medico provinciale... ). I componenti non sono retribuiti. Il consiglio ha però dei fondi. (Art. 74 OP) Attività del consiglio: 1) cura che siano fatte frequenti visite ai liberandi per aiutarli a reinserirsi; 2) si informa delle possibilità di occupazione; 3) organizza dei corsi di addestramento; 4) segnala i bisogni delle famiglie; 5) concede sussidi in denaro o in natura. (Art. 76 OP) Comitato per l&apos;occupazione Esiste un comitato per l&apos;occupazione degli assistiti dal consiglio di aiuto sociale. Il comitato si basa su 4 rappresentanti della industria, commercio, agricoltura, artigianato più una pletora di persone. (Art. 77 OP) (Art. 119 Reg) Corrispondenza e telefonate L&apos;Amministrazione penitenziaria fornisce l&apos;occorrente per scrivere e l&apos;aﬀrancatura ordinaria. Quando vi sia sospetto che nella corrispondenza epistolare, in arrivo o in partenza, siano inseriti contenuti che costituiscono elementi di reato, la direzione trattiene la missiva, facendone segnalazione, per i provvedimenti del caso, al magistrato di sorveglianza, o, se trattasi di imputato sino alla pronuncia della sentenza di primo grado, all&apos;autorità giudiziaria che procede. (Art. 38 Reg) I detenuti possono essere autorizzati dal direttore a telefonare a congiunti e conviventi, una volta alla settimana (per i detenuti dell&apos;art. 4 bis, 2 volte al mese). Gli imputati possono essere autorizzati dall&apos;autorità procedente o, dopo la sentenza di primo grado, dal magistrato di sorveglianza. La durata massima della telefonata è di dieci minuti. La telefonata è a spese del detenuto. (Art. 39 Reg) Detenute con bambini Quando i ﬁgli devono essere separati dalle madri per aver superato il limite di età imposto dalla legge, e non esistono persone a cui la madre possa aﬃdare il ﬁglio, la direzione segnala il caso agli enti per l&apos;assistenza all&apos;infanzia. (Art. 19 Reg) Detenzione domiciliare Essa è una misura alternativa alla detenzione. Se la pena (o la pena residua) non supera 4 anni e se si tratta di donna incinta o madre di prole di età inferiore a 10 anni con lei convivente; persona gravemente ammalata; persona con più di 60 anni se inabile anche parzialmente; persona minore di 21 anni per comprovate esigenze di salute, di studio, etc, essa può essere espiata nella propria abitazione o in un luogo di cura. Se il detenuto si allontana dalla propria abitazione viene punito per il reato di evasione. (Art. 47 ter OP) Dipartimento Amministrazione Penitenziaria (DAP) L&apos;Amministrazione Penitenziaria dipende gerarchicamente dal Ministero della giustizia che sovrintende alla esecuzione delle pene, quindi alle carceri. Il DAP è retto dal direttore Generale (gli ultimi sono stati: Margara, Caselli). Esso si articola in sei Uﬃci centrali: (1) Personale; 2) Formazione e aggiornamento del personale; 3) Ispettorato; 4) Detenuti e trattamenti; 5) Beni e Esegui il login o registrati per scaricare il documento	servizi; 6) Studi, ricerche, legislazione) Organi regionali del DAP sono i Provveditorati Regionali e a livello locali le carceri e i CSSA. Educatore E&apos; l&apos;operatore carcerario che vive maggiormente a contatto con la popolazione detenuta ed è una delle prime persone che un nuovo giunto incontra nel "colloquio di primo ingresso". Egli fa parte della commissione per il regolamento interno e del consiglio di disciplina che decide i provvedimenti disciplinari. L’educatore scrive la relazione ("sintesi") per i deﬁnitivi necessaria perché il Magistrato di Sorveglianza conceda i beneﬁci di legge. L’educatore coordina anche le attività culturali, ricreative, sportive. L’educatore è un dipendente del Ministero della Giustizia. (Art. 82 OP) Equipe del carcere L&apos;equipe del carcere è incaricata di redigere l&apos;osservazione sul singolo detenuto (la sua personalità, le sue esigenze, il suo comportamento) ed il conseguente trattamento rieducativo. L&apos;osservazione ed il trattamento servono soprattutto per la concessione dei beneﬁci di legge per chi è deﬁnitivo. Si tratta della redazione della cosiddetta "sintesi". L&apos;equipe è formata da: il direttore del carcere, il medico, l&apos;assistente sociale, lo psicologo, l&apos;educatore. Espulsione di un extracomunitario L&apos;art. 14 delle nuova legge sulla immigrazione comporta per tutti gli extracomunitari la possibilità di sostituire la pena (se quest’ultima è nel limite di 2 anni) con l&apos;espulsione per un periodo di almeno 5 anni. Famiglia (Rapporti con) Particolare cura è dedicata a mantenere, migliorare o ristabilire le relazioni dei detenuti con le famiglie. (Art. 28 OP) Figure istituzionali Esse sono: il direttore del carcere, i vicedirettori, il corpo di polizia penitenziaria, il medico, l&apos;assistente sociale, l&apos;educatore, il cappellano. Come collaboratori esterni : lo psicologo, il criminologo. Igiene personale E&apos; assicurato ai detenuti l’uso adeguato e suﬃciente di lavabi, bagni, docce, nonché degli altri oggetti necessari alla cura e alla pulizia della persona. Può essere consentito l’uso del rasoio elettrico. (Art. 8 OP) Impiego della forza ﬁsica È consentito se è indispensabile per prevenire o impedire atti di violenza, per impedire tentativi di evasione o per vincere la resistenza, anche passiva, all&apos;esecuzione degli ordini impartiti. (Art. 41 OP) Ingresso in carcere Vedi "Uﬃcio matricola". Internato L&apos;internato sconta una misura di sicurezza detentiva, cioè una pena accessoria che in certi casi si inﬂigge oltre la pena della reclusione, generalmente quando il condannato è particolarmente pericoloso o il reato particolarmente grave. Esegui il login o registrati per scaricare il documento	La preview di questo documento finisce qui| Per favore effettua il login o registrati per leggere il documento completo o scaricarlo.	Informazioni sul documento	Caricato da:
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