Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2010/10/novita-fiscali-del-21-ottobre-2010-reverse-charge-esteso-a-pc-e-cellulari-tracciabilita-sospesa-sugli-appalti.html
Timestamp: 2018-01-21 04:31:01+00:00
Document Index: 9522329

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 2']

Novità fiscali del 21 ottobre 2010: reverse charge esteso a pc e cellulari; tracciabilità sospesa sugli appalti; comunicazione Black list: scadenza al “buio”; al fisco la prova adeguata del disegno elusivo: non basta più la scarsa economicità dell’operazione; approvato il collegato lavoro: novità anche per I.S.E., artigiani e co.co.co.; detassazione straordinari con fac simili per le attestazioni del datore di lavoro; dalla Ue pagamenti pubblici veloci; detrazione del 36% su immobile ristrutturato dal coniuge non proprietario; avvocato con apprendista part time è soggetto ad IRAP; compensazioni per operazioni infragruppo: non occorre prestare la garanzia
1) Al fisco la prova adeguata del disegno elusivo: non basta più la scarsa economicità dell’operazione
2) Approvato il collegato lavoro: Novità anche per I.S.E., artigiani e co.co.co.
3) Comunicazione Black list: scadenza al “buio”
4) Detassazione straordinari con fac simili per le attestazioni del datore di lavoro
5) Assonime: federalismo fiscale per regioni e province e fabbisogni standard nel settore sanitario
6) Altre di fisco (reverse charge esteso a pc e cellulari; dalla Ue pagamenti pubblici veloci; tracciabilità sospesa sugli appalti; Equitalia con assistenza web; detrazione del 36% su immobile ristrutturato dal coniuge non proprietario; l’avvocato con apprendista part time è soggetto ad Irap; compensazioni per operazioni infragruppo: non occorre prestare la garanzia)
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20030 del 2010 ha introdotto importanti principi (stavolta pro contribuente) per ciò che attiene i c.d. “comportamenti abusivi” in materia tributaria e la necessità di documentare la prova del vantaggio fiscale da essi discendente.
In particolare, i Giudici di legittimità hanno affermato che il comportamento abusivo in materia tributaria è integrato da quell’operazione economica che, tenuto conto sia della volontà delle parti implicate che del contesto fattuale e giuridico, ponga quale elemento predominante ed assorbente della transazione lo scopo di ottenere vantaggi fiscali, con la conseguenza che il divieto di comportamenti abusivi non vale più ove quelle operazioni possano spiegarsi altrimenti che con il mero conseguimento di risparmi di imposta.
La prova del disegno elusivo sia delle modalità di manipolazione e di alterazione degli schemi negoziali classici, considerati irragionevoli in una normale logica di mercato e perseguiti solo per pervenire a quel risultato fiscale, incombe sull’Amministrazione finanziaria, mentre grava sul contribuente l’onere di allegare l’esistenza di regioni economiche alternative o concorrenti di reale spessore che giustifichino operazioni in quel modo strutturate.
Nel caso di specie, l’Amministrazione finanziaria, pur avendo “opportunamente segnalato la deviazione dallo schema tradizionale della soccida, quale contratto associativo agrario (realizzata nell’ipotesi, principalmente attraverso pattuizioni attinenti la fase precedente e quella successiva, relative all’acquisto del soccidario e poi alla rivendita allo stesso del bestiame, da parte del soccidante, alla scadenza del contratto), essendo il bestiame solo formalmente apportato dal soccidante, mentre il contributo effettivo che questi conferisce nell’affare è la disponibilità della propria quota di produzione latte, l’Agenzia dell’Entrate non ha dedotto, né documentato nulla relativamente al vantaggio fiscale che sarebbe derivato alla società accertata da tale manipolazione degli schemi contrattuali classici.
In sostanza, la parte erariale si è limitata a dedurre la scarsa economicità dell’operazione per il soccidante e l’inadeguata prova dell’inerenza dei costi verso il soccidario oggetto di deduzione, ma si tratta di elementi che trovano fondamento nelle pattuizioni contrattuali, la cui abusività non è stata asseverata da altri elementi, né corroborata dall’accertamento del vantaggio fiscale abusivo da parte degli allevatori/soccidari.
La sentenza è apparsa in linea con il principio di parità delle parti nel processo, l’esigere che anche l’Amministrazione finanziaria ottemperi adeguatamente all’onere della prova, così come richiesto al contribuente ogni qual volta debba provare le ragioni economiche alternative o concorrenti all’operazione sospettata di essere abusiva.
Onere della prova a carico del fisco
L’onere della prova della pratica abusiva grava esclusivamente sull’Amministrazione Finanziaria la quale, nell’assolvere all’obbligo di motivazione degli atti di rettifica e accertamento:
– Non può limitarsi alla formulazione di generici rilievi;
– deve indicare gli elementi a sostegno dell’assunto circa lo scopo elusivo e la carenza di effettività economica dell’operazione contestata.
(Sentenza Cassazione civile 22/09/2010, n. 20030, in Ipsoa del 19/10/2010)
La Camera dei deputati ha approvato il 19 ottobre 2010 il collegato lavoro.
Con 310 voti favorevoli è stato definitivamente approvato il disegno di legge collegato sul lavoro.
Il provvedimento, composto da 50 articoli, reca deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l’impiego, di incentivi all’occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro.
Tra le misure di rilievo ivi contenute da evidenziare:
– Le misure contro il lavoro sommerso;
– modifiche alla disciplina sull’orario di lavoro;
– disposizioni in materia di lavoro part time;
– conciliazione ed arbitrato nel lavoro (il tentativo di conciliazione è obbligatorio;
– accesso ispettivo, potere di diffida e verbalizzazione unica;
– indicatore di situazione economica equivalente:
Nell’ambito della programmazione dell’attività di accertamento della Guardia di finanza, una quota delle verifiche sarà riservata al controllo sostanziale della posizione reddituale e patrimoniale dei nuclei familiari dei soggetti beneficiari di prestazioni, secondo criteri selettivi.
Ai fini del rispetto dei criteri di equità sociale, con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, sulla base delle valutazioni dell’INPS e dell’Agenzia delle entrate, si provvederà alla razionalizzazione e all’armonizzazione dei criteri di determinazione dell’indicatore della situazione
economica equivalente rispetto all’evoluzione della normativa fiscale;
– indennizzi per le aziende commerciali in crisi:
Per i soggetti che nel mese di compimento dell’età pensionabile sono anche in possesso del requisito contributivo minimo richiesto per conseguire la pensione di vecchiaia, il predetto indennizzo spetta fino alla prima decorrenza utile della pensione di vecchiaia.
Le domande (art. 7 del D.Lgs. n. 207/1996) possono essere presentate fino al 31 gennaio 2012.
L’aliquota contributiva aggiuntiva (art. 5 del D.Lgs. 28/3/1996, n. 207) dovuta dagli iscritti alla Gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attività commerciali presso l’INPS, è prorogata, con le medesime modalità, fino al 31 dicembre 2014.
Gli indennizzi concessi ai sensi dell’art. 1, comma 272, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, in pagamento alla data del 31 dicembre 2008, sono prorogati fino alla data di decorrenza della pensione di vecchiaia purché i titolari dell’indennizzo siano in possesso, nel mese di compimento dell’età pensionabile, anche del requisito contributivo minimo richiesto per conseguire
– obbligo di versamento delle ritenute previdenziali:
L’omesso versamento, nelle forme e nei termini di legge, delle ritenute previdenziali e assistenziali operate dal committente sui compensi dei lavoratori a progetto e dei titolari di collaborazioni coordinate e continuative iscritti alla gestione separata (legge 8 agosto 1995, n. 335) configura le ipotesi di cui ai commi 1-bis, 1-ter e 1-quater dell’articolo 2 del D.L. 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638;
– Artigiani: efficacia delle domande di iscrizione e cancellazione dall’albo delle imprese artigiane per gli enti previdenziali:
Per contenere gli oneri previdenziali, a decorrere dal 1 gennaio 2010, gli atti e i
provvedimenti relativi alle modificazioni dello stato di fatto e di diritto, compresa la cessazione delle imprese individuali e di tutti i soggetti comunque iscritti all’albo delle imprese artigiane, non potranno più essere contestati all’INPS, una volta che siano trascorsi tre anni dal verificarsi dei relativi presupposti, e sentite le commissioni provinciali dell’artigianato e gli altri organi o enti competenti le cui potestà restano comunque ferme.
– disposizioni in materia di collaborazioni coordinate e continuative:
Fatte salve le sentenze passate in giudicato, in caso di accertamento della natura subordinata di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, anche se riconducibili ad un progetto o programma di lavoro, il datore di lavoro che abbia offerto entro il 30 settembre 2008 la stipulazione di un contratto di lavoro subordinato, nonché abbia, dopo la data di entrata in vigore della presente legge, ulteriormente offerto la conversione a tempo indeterminato del contratto in corso ovvero offerto l’assunzione a tempo indeterminato per mansioni equivalenti a quelle svolte durante il rapporto di lavoro precedentemente in essere, è tenuto unicamente a indennizzare il prestatore di lavoro con un’indennità di importo compreso tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 6 mensilità di retribuzione.
(Atto Camera dei deputati 19/10/2010, n. 1441-quater -F)
Mancano ormai pochi giorni alla scadenza prefissata (02/11/2010), entro la quale tutti i soggetti passivi Iva devono comunicare all’Agenzia delle Entrate le operazioni riguardanti le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate e ricevute, registrate o soggette a registrazione, nei confronti di qualunque operatore economico impresa o professionista (esclusi quindi i privati) avente sede, residenza o domicilio nei Paesi c.d. “black list”.
L’obbligo decorre dalle operazioni effettuate dal 01/07/2010.
Per i paesi individuati soltanto nella lista del D.M. 21/11/2001, considerati paradisi fiscali esclusivamente con riguardo alle operazioni poste in essere con specifici soggetti, va ancora chiarito se la comunicazione deve essere effettuata soltanto per le operazioni svolte con tali soggetti ovvero se la stessa riguardi tutte le operazioni effettuate con gli operatori residenti nei predetti Paesi, a prescindere dall’attività esercitata.
Tutti i soggetti passivi Iva che hanno effettuato o ricevuto cessioni di beni o prestazioni di servizi, registrate o soggette a registrazione, nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio nei paesi black list, individuati dai DDMM 04/05/1999 e 21/11/2001, devono segnalare le operazioni effettuate.
Non devono invece essere segnalate le operazioni effettuate con committenti esteri non soggetti passivi Iva (soggetti privati).
Con D.M. 27/07/2010 dalle black list sono stati eliminati Cipro, Malta e la Corea del Sud: Ne consegue che le operazioni intrattenute con tali Paesi pertanto non rientrano nell’obbligo di monitoraggio.
Per l’omissione della comunicazione, ovvero per l’effettuazione con dati incompleti o non veritieri sarà applicata la sanzione da € 516,00 a € 4.130,00.
È possibile definire le sanzioni mediante ravvedimento operoso.
Sono oggetto di comunicazione:
– Cessione di beni.
– Prestazioni di servizi rese
– Acquisti di beni.
– Prestazioni di servizi ricevute
Effettuate nei confronti di operatori economici avente sede, residenza o domicilio negli Stati o territori black list.
Gli straordinari e il lavoro notturno sono sempre detassabili se incrementano la produttività.
Tali somme sono sempre a regime fiscale agevolato se incrementano la produttività.
Questo vale, oltre che per il 2010, anche per quelli corrisposti nel 2008 e nel 2009, nel caso siano stati tassati in forma ordinaria anziché applicando il 10%.
La documentazione può consistere in una dichiarazione con la quale lo stesso datore di lavoro attesti che la prestazione lavorativa abbia determinato un risultato utile per il conseguimento di elementi di competitività e redditività legati all’andamento economico della impresa.
Il Consiglio Nazionale dei Consulenti ha pubblicato il 20 ottobre 2010 sul proprio sito i seguenti due fac simili per le attestazioni del datore in merito al lavoro straordinario (altri fac simili sono contenuti nella circolare n. 12/2010 della Fondazione Studi).
Ditta ………………
Il sottoscritto _______, nato il_______a______ e residente in________, in qualità di legale rappresentante della ditta ___________________________________________________
attesta di aver erogato dal ___________ al __________ , al Sig. re/a____________________, nato/a a __________, il___________, codice fiscale _________ , residente in via/piazza _________ somme a titolo di straordinario che hanno comportato un incremento della produttività, competitività, efficienza e quindi soggette ad imposta sostitutiva del 10%, per un importo complessivo pari a euro ________ in quanto si è verificato un incentivo della produzione/ delle vendite / del fatturato / una risposta alle esigenze della clientela/ un più rapido invio delle merci / un invio nei termini richiesti dal cliente delle merci prodotte / …, ciò è stato determinato in relazione alla effettuazione della verifica semestrale dell’attività svolta nella gestione ________________________________
Ditta ……………………….
Oggetto: comunicazione della natura degli straordinari
Con la presente, a seguito dell’incremento di efficienza organizzativa da lei realizzato nella gestione ed organizzazione dell’attività di sua competenza, le comunico che la corresponsione degli straordinari del periodo dal _____________ al ________________ ha comportato
un incremento di produttività / innovazione ed efficienza organizzativa / elementi di competitività / elementi di redditività legati all’andamento economico aziendale / …
in quanto si è verificato un incentivo della produzione/ delle vendite / del fatturato / una risposta alle esigenze della clientela/ un più rapido invio delle merci / un invio nei termini richiesti dal cliente delle merci prodotte / …
Tale elemento è stato determinato in relazione alla effettuazione della verifica semestrale dell’attività svolta e degli elementi di innovazione da lei introdotti nella gestione ________________________________
Ringraziandola per l’attività svolta, la salutiamo cordialmente.
5) Federalismo fiscale per regioni e province e fabbisogni standard nel settore sanitario: approvato lo schema di Decreto Legislativo
Il 7 ottobre 2010 il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema di Decreto Legislativo di attuazione della legge delega sul federalismo fiscale in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province, nonché di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario.
Secondo quanto previsto dalla legge delega n. 42/2009, lo schema di decreto legislativo verrà trasmesso alla Conferenza unificata Stato-regioni per l’acquisizione dell’intesa e, successivamente, alla Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale e alle altre Commissioni parlamentari competenti.
Per quanto riguarda le entrate, lo schema di decreto individua sia le compartecipazioni delle regioni e delle province al gettito di tributi erariali sia i tributi propri delle regioni e delle province. Esso, inoltre, disciplina i meccanismi perequativi che regolano il finanziamento complessivo delle spese di tali enti.
Il sistema prevede, per le regioni, le seguenti misure:
– la rideterminazione dell’addizionale regionale all’Irpef delle regioni a statuto ordinario.
Tale rideterminazione è affidata a un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri da adottare entro il 30 giugno 2011, in modo da assicurare al complesso delle regioni a statuto ordinario entrate corrispondenti ai trasferimenti statali soppressi dal 2012 e alle entrate derivanti dalla compartecipazione regionale all’accisa sulla benzina, anch’essa soppressa dal 2012;
– la possibilità, per ciascuna regione a statuto ordinario, di aumentare o diminuire l’aliquota dell’addizionale regionale all’Irpef di base.
La maggiorazione non potrà superare lo 0,5 per cento fino all’anno 2013; l’1,1 per cento per l’anno 2014; il 2,1 per cento a decorrere dal 2015.
In ogni caso, tale maggiorazione non deve comportare aggravio, sino ai due primi scaglioni di reddito, a carico dei titolari di redditi da lavoro dipendente o da pensione in relazione ai predetti redditi. In caso di riduzione, l’aliquota dovrà assicurare un gettito non inferiore all’ammontare dei trasferimenti regionali ai comuni, soppressi a decorrere dal 2013;
– la compartecipazione al gettito dell’IVA su basi diverse da quelle attuali. Fino al 2013 tale compartecipazione è attribuita secondo l’aliquota attualmente vigente (oggi la compartecipazione delle regioni al gettito dell’IVA è pari al 44, 72 per cento del gettito complessivo – Dpcm 30 settembre 2009).
A partire dal 2014, saranno stabilite, in sostanza, due compartecipazioni: una servirà ad assicurare il pieno finanziamento del fabbisogno corrispondente ai livelli essenziali delle prestazioni in una sola regione, l’altra dovrà alimentare un fondo perequativo idoneo a garantire in ogni regione il finanziamento integrale delle spese in materia di sanità, assistenza sociale, istruzione pubblica, trasporto pubblico locale (con riferimento alle spese in conto capitale) e ulteriori materie da stabilire con legge.
Per quanto riguarda il criterio di riparto fra le regioni, lo schema dispone che, a partire dal 2013, le modalità di attribuzione del gettito dovranno essere stabilite – con decreto presidenziale – secondo il principio della territorialità, e cioè tenendo conto del luogo del consumo.
Oggi il criterio di attribuzione fa riferimento alla media dei consumi delle famiglie rilevati dall’ISTAT a livello regionale negli ultimi tre anni disponibili (art. 2 della legge n. 56 del 2000);
– la possibilità, per ciascuna regione a statuto ordinario, di ridurre con propria legge le aliquote Irap, a decorrere dal 2014, fino ad azzerarle. L’eventuale riduzione o azzeramento dell’Irap è esclusivamente a carico del bilancio della regione e non comporta alcuna forma di compensazione;
– l’applicazione di tributi regionali previsti dalla legislazione in vigore, salvo alcuni tributi che vengono espressamente aboliti.
In particolare, sono confermate le tasse automobilistiche, il tributo per il conferimento in discarica, l’addizionale all’accisa sul gas naturale usato come combustibile: questi tributi sono definiti come “tributi propri derivati”.
Sono invece aboliti, a decorrere dal 2014, la tassa per l’abilitazione al’esercizio professionale, l’imposta regionale sulle concessioni statali dei beni del demanio marittimo, l’imposta regionale sulle concessioni statali per l’occupazione e l’uso dei beni del patrimonio indisponibile, la tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche regionali, le tasse sulle concessioni regionali, l’addizionale regionale sui canoni statali per le utenze di acqua pubblica. A partire dal 2012, è anche abolita la compartecipazione regionale all’accisa sulla benzina;
– la soppressione, a decorrere dal 2012, di tutti i trasferimenti statali di parte corrente alle regioni a statuto ordinario aventi carattere di generalità e permanenza e destinati all’esercizio delle competenze regionali, compresi quelli finalizzati all’esercizio di funzioni da parte di province e comuni;
– la soppressione, a decorrere dal 2013, dei trasferimenti dalle regioni a statuto ordinario ai comuni e la determinazione per ciascuna regione a statuto ordinario, a decorrere dal 2013, di una compartecipazione dei comuni del proprio territorio all’addizionale regionale all’Irpef, in misura tale da assicurare un importo corrispondente ai trasferimenti regionali soppressi.
Per quanto riguarda il finanziamento delle province, il sistema prevede le seguenti misure:
– l’attribuzione alle province dell’imposta sulle assicurazioni contro la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, esclusi i ciclomotori.
Questo prelievo attualmente è statale ma il relativo gettito è già attribuito alle province; con il nuovo sistema esso diverrà un tributo proprio derivato delle province la cui aliquota sarà pari al 12,5 per cento, ma con la possibilità di elevarla o diminuirla a partire dal 2014, in misura non superiore a 2,5 punti percentuali;
– la conferma dell’attribuzione alle province dell’imposta provinciale sulle formalità di trascrizione, iscrizione ed annotazione dei veicoli richiesti al pubblico registro automobilistico;
– l’applicazione di tributi provinciali previsti dalla legislazione in vigore, come il tributo in materia ambientale e la tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche;
– l’attribuzione di una compartecipazione all’accisa sulla benzina, con percentuale da stabilire con decreto presidenziale;
– la soppressione, a decorrere dal 2012, dell’addizionale provinciale all’accisa sull’energia elettrica e la proroga, solo per il 2011, della compartecipazione provinciale al’irpef;
– la soppressione, a decorrere dal 2012, dei trasferimenti statali alle province comprese nelle regioni a statuto ordinario; in particolare dei trasferimenti aventi carattere di generalità e permanenza;
– la soppressione, a decorrere dal 2013, dei trasferimenti delle regioni a statuto ordinario alle province; in particolare, dei trasferimenti di parte corrente diretti al finanziamento delle spese delle province.
I costi e i fabbisogni standard costituiscono il riferimento cui rapportare, nella fase transitoria e poi a regime, il finanziamento integrale della spesa sanitaria delle regioni e province autonome di Trento e Bolzano, nel rispetto della programmazione nazionale e dei vincoli di finanza pubblica.
La disciplina dei costi standard e dei fabbisogni standard dovrebbe portare a un graduale e definitivo superamento degli attuali criteri di ripartizione (adottati ai sensi dell’articolo 1, comma 34 della legge n. 662/1996 e integrati da quanto stabilito dagli Accordi tra Stato e regioni in materia sanitaria).
La determinazione di costi e fabbisogni standard è prevista a decorrere dal 2013. A partire da questa data il fabbisogno sanitario nazionale standard verrà fissato in coerenza con il quadro macroeconomico complessivo e nel rispetto dei vincoli della finanza pubblica e degli obblighi assunti dall’Italia in sede comunitaria.
I costi e i fabbisogni sanitari standard delle regioni saranno individuati annualmente dal ministro della Salute, di concerto con il ministro dell’Economia e d’intesa con la Conferenza Stato-regioni. Il finanziamento della spesa sanitaria è ripartito, secondo quanto previsto dall’Intesa Stato-regioni in materia sanitaria (3 dicembre 2009), in tre livelli percentuali: 5% per l’assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di lavoro; 51% per l’assistenza distrettuale e 44% per l’assistenza ospedaliera.
Il fabbisogno sanitario standard delle singole regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano viene determinato, a partire dal 2013, applicando alle singole regioni i valori di costo rilevati nelle regioni di riferimento (benchmark).
In sede di prima applicazione si utilizza il seguente procedimento:
– il ministro della Salute e il ministro dell’Economia individuano le migliori cinque regioni che abbiano garantito l’erogazione dei livelli essenziali delle prestazioni in condizione di equilibrio economico e che risultino adempienti in materia sanitaria. Sono considerate in equilibrio economico le regioni che garantiscono l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza in condizioni di efficienza e di appropriatezza con le risorse ordinarie stabilite dalla legislazione vigente a livello nazionale, comprese le entrate proprie regionali effettive. Le regioni in equilibrio economico sono individuate sulla base dei risultati relativi al secondo esercizio precedente a quello di riferimento;
– tra queste cinque regioni, la Conferenza Stato-regioni ne sceglie tre (tra cui obbligatoriamente la prima dell’elenco), che costituiscono le regioni di riferimento.
In mancanza di un numero sufficiente di regioni che soddisfi pienamente l’equilibrio, il benchmark per la spesa è dato da quella o quelle regioni con il miglior risultato economico nell’anno di riferimento, depurando i costi della quota eccedente rispetto a quella che sarebbe stata necessaria a garantire l’equilibrio.
I costi standard sono calcolati a livello aggregato per ciascuno dei tre macrolivelli di assistenza (collettiva, distrettuale e ospedaliera) facendo riferimento alle regioni benchmark.
Per ciascun macrolivello, il valore del costo standard è dato dalla media pro-capite pesata del costo registrato in queste regioni. A tal fine il livello di spesa delle tre macroaree delle regioni benchmark è:
– computato al lordo della mobilità passiva e al netto della mobilità attiva extraregionale;
– depurato della quota di spesa finanziata dalle maggiori entrate proprie rispetto alle entrate proprie considerate ai fini della determinazione dei finanziamento nazionale e della quota di spesa che finanzia livelli di assistenza superiori ai livelli essenziali e delle quote di ammortamento;
– rapportato per ciascuna regione alla popolazione pesata regionale secondo criteri che tengano conto anche di indicatori relativi a particolari situazioni territoriali ritenuti utili per definire i bisogni sanitari.
Il fabbisogno standard regionale è il valore percentuale del fabbisogno regionale identificato, sulla base di questi criteri, rispetto al valore totale.
La percentuale viene annualmente applicata al fabbisogno sanitario standard nazionale, determinato in coerenza con il quadro macroeconomico e nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica e degli obblighi comunitari.
Le pesature sono effettuate con i pesi per classi di età considerati ai fini della determinazione del fabbisogno sanitario relativi al secondo esercizio precedente a quello di riferimento. Per la determinazione dei fabbisogni standard regionali si fa riferimento agli elementi informativi presenti nel Nuovo sistema informativo sanitario (Nsis) del ministero della Salute.
I criteri di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard possono essere rideterminati, previa intesa in sede di Conferenza Stato-regioni, comunque nel rispetto del fabbisogno standard nazionale.
(Assonime, parere del 19 ottobre 2010)
– Reverse charge: sarà esteso a pc e cellulari
Il Consiglio dell’Ecofin ha autorizzato l’Italia ad estendere l’inversione contabile, fino a tutto il 2014, anche per telefoni cellulari e personal computer, compresi i relativi componenti ed accessori.
– Dalla Ue pagamenti pubblici veloci
Con il via libera del Parlamento europeo alla direttiva sui ritardi nei pagamenti alle aziende private fornitrici di beni e servizi alla pubblica amministrazione, il limite massimo di tempo per liquidare le fatture diviene di 30 giorni prorogabile a 60 per il settore sanitario o in casi eccezionali.
Se i termini non verranno rispettati scatterà il pagamento degli interessi di mora pari almeno all’8%.
Gli Stati potranno adottare disposizioni più favorevoli ai creditori rispetto a quelle previste dall’ordinamento comunitario.
– Tracciabilità sospesa sugli appalti
In occasione di una riunione tecnica che si è svolta il 19/10/2010 a Palazzo Chigi, è stato trovato l’accordo sulle modifiche da apportare alle legge n. 136 del 2010 in materia di tracciabilità finanziaria negli appalti pubblici.
Obblighi sospesi per sei mesi, ma solo per i vecchi contratti, quelli firmati prima del 7 settembre, data di arrivo della legge antimafia.
– Comunicato Stampa dell’Agenzia delle Entrate n. 211 del 19/10/2010 (Ufficio Stampa):
ItaliaOggi si sta distinguendo negli ultimi giorni nel cercare “buchi” al nuovo redditometro, ancora in fase di studio. Da un lato, sembra voler dare consigli su come raggirare il Fisco; dall’altro, fornendo consigli sbagliati, danneggia per primi proprio i suoi lettori.
– Equitalia si fa in quattro per i contribuenti: Aperture prolungate, assistenza web, call center e nuove guide
La campagna d’autunno di Equitalia a favore dei contribuenti avanza in quattro mosse: nuove aperture pomeridiane degli sportelli, call center attivi 24 ore su 24, assistenza via web e guide facili per fornire in modo trasparente tutte le informazioni utili. Queste e altre attività sono state messe nero su bianco nel Programma delle iniziative 2011, appena predisposto da Equitalia e presto disponibile in tutti gli sportelli. L’obiettivo è consentire ai contribuenti di dialogare con Equitalia tutto il giorno, tutti i giorni.