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Timestamp: 2020-08-11 15:34:53+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 43', 'art. 1', 'art. 303', 'art. 43', 'art. 43', 'art. 30', 'art. 31', 'art. 17', 'sentenza ']

Il processo tributario non si estingue per mancata tempestiva notifica alla controparte del decreto di fissazione dell’udienza, emesso a seguito del deposito dell’istanza di trattazione | Accademia Tributaria
Il processo tributario non si estingue per mancata tempestiva notifica alla controparte del decreto di fissazione dell’udienza, emesso a seguito del deposito dell’istanza di trattazione
da Cecilia Domenichini | 04/02/2020 | GIURISPRUDENZA
Cass. civ., sez. VI-5, ord., 10.01.2020 n. 304
La Commissione tributaria provinciale di Roma, con sentenza n. 1764/16, sez. 24, accoglieva parzialmente il ricorso proposto da B.L. in riferimento alle cartelle di pagamento (OMISSIS) e (OMISSIS) per ICI 2002, 2004 e 2005 nonché (OMISSIS) per Tarsu 2004-2005.
Avverso detta decisione Equitalia proponeva appello innanzi alla CTR Lazio che, con sentenza 4917/2017, accoglieva l’impugnazione rilevando l’irrituale riassunzione del giudizio da parte della B. dopo la dichiarazione d’incompetenza della CTP de L’Aquila in quanto non notificata all’Agenzia della riscossione.
Il primo motivo è manifestamente fondato alla luce della ormai consolidata giurisprudenza di questa Corte secondo cui nel processo tributario, ai fini della tempestiva prosecuzione del giudizio interrotto, assume rilevanza la data di deposito dell’istanza di fissazione dell’udienza, gravando gli oneri successivi sulla segreteria della commissione tributaria, sicché non può essere dichiarata l’estinzione del processo ove la parte istante non abbia provveduto, entro il termine assegnato, a notificare alla controparte il decreto di fissazione dell’udienza (vedi Cass. 12672/15 e Cass. 25363/18).
In accoglimento del primo motivo di ricorso della parte contribuente, l’ordinanza in commento ribadisce il principio per cui non può essere dichiarata l’estinzione del processo tributario per mancata tempestiva notifica alla controparte del decreto di fissazione di udienza, emesso dal Presidente di Sezione della Commissione Tributaria a seguito del deposito dell’istanza di trattazione.
Tale principio, codificato dall’art. 43 D.lgs. 546/1992 con riferimento alla riassunzione del processo tributario sospeso o interrotto, viene esteso dall’ordinanza in commento anche ad una fattispecie di riassunzione del giudizio conseguente ad una dichiarazione d’incompetenza.
Rispetto al processo civile, quello tributario si connota infatti per il carattere più marcatamente officioso: di conseguenza, non opera il rinvio nei limiti della compatibilità, ex art. 1, comma 2, D.lgs. 546/1992, alla disciplina processuale civilistica della riassunzione (art. 303 c.p.c.), in quanto quest’ultima risulta espressamente derogata dalla disposizione speciale di cui all’art. 43 D.lgs. 546/1992.
In base a quest’ultima norma, il solo incombente richiesto alla parte, al fine di evitare l’estinzione del processo interrotto, è il tempestivo deposito dell’istanza di trattazione, rivolta al Presidente di Sezione della Commissione. Detto incombente deve essere compiuto entro il termine perentorio di sei mesi da quando è stata dichiarata l’interruzione del processo (art. 43, comma 2, D.lgs. 546/1992), a pena di estinzione dello stesso.
Successivamente, la prosecuzione del giudizio è rimessa all’attività dell’Ufficio, nel senso che il Presidente di Sezione della Commissione deve nominare il Giudice relatore ed emettere il decreto di fissazione di udienza ex art. 30 D.lgs. 546/1992, il quale deve essere comunicato a cura della Segreteria (art. 31 D.lgs. 546/1992) alle altre parti costituite, nei luoghi indicati dall’art. 17 D.lgs. 546/1992, e alla parte colpita dall’evento o ai suoi successori personalmente. Entro un anno dalla morte di una delle parti, la comunicazione può essere effettuata agli eredi collettivamente o impersonalmente nel domicilio eletto o, in mancanza, nella residenza dichiarata dal defunto risultante dagli atti del processo.
Pertanto nel processo tributario, a differenza che in quello civile, ai fini della tempestiva prosecuzione del giudizio interrotto assume rilevanza unicamente la data di deposito dell’istanza di fissazione dell’udienza, in quanto tale incombente è il solo posto a carico della parte interessata alla riassunzione del processo.
Tutti gli oneri successivi, ed in particolare quello di notificazione del decreto di fissazione di udienza alla parte colpita dall’evento o ai suoi successori e alle altre parti costituite, gravano invece interamente sulla Segreteria della Commissione tributaria.
Di conseguenza, non può essere dichiarata l’estinzione del processo ove la parte istante non abbia provveduto, entro il termine assegnato, a notificare alla controparte il decreto di fissazione dell’udienza, dal momento che tale incombente non è posto a suo carico (si vedano, in senso conforme, Cass. civ., sez. V, 27.02.2015 n. 4071; Cass. civ., sez. V, 20.03.2015 n. 5612; Cass. civ., sez. VI-5, ord., 18.06.2015 n. 12672; Cass. civ., sez. VI-5, ord., 11.10.2018 n. 25363).
Tale principio viene ritenuto applicabile anche alla riassunzione del giudizio, conseguente alla dichiarazione d’incompetenza della Commissione Tributaria Provinciale de L’Aquila, in favore della Commissione Tributaria Provinciale di Roma: conseguentemente, la Corte di Cassazione annulla la sentenza di secondo grado che, in accoglimento dell’appello dell’Agente della Riscossione, aveva concluso per l’irrituale riassunzione del processo da parte del contribuente, stante la mancata notifica del decreto di fissazione di udienza al predetto Agente della Riscossione.
Unicusano – Roma