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Timestamp: 2019-07-22 21:19:32+00:00
Document Index: 49876847

Matched Legal Cases: ['art.752', 'art.490', 'art.490', 'art.497', 'art.485', 'art.485', 'sentenza ']

eredità beneficiata - [ Famiglia e Minori - Successioni e donazioni ] - FORUM AVVOCATI & Praticanti Avvocati
Autore Topic: eredità beneficiata (Letto 3618 volte)
saraanz
« il: 30 Mag 2005, 16:46 »
per favore, mi sono appena registrata perchè ho urgente bisogno di avere qualche informazione sulla questione dell'eredità beneficiata: in particolare potete darmi lo spunto per iniziare un'approfondimento riguardante gli eredi che alla morte del de cuius si trovano a dover pagare un mutuo da questi preso e non pagato?
« Risposta #1 il: 30 Mag 2005, 19:28 »
e che cosa vorresti sapere?
insomma, la domanda è vasta.
T'interessa sapere se gli eredi ne rimangono vincolati?
« Risposta #2 il: 31 Mag 2005, 02:36 »
Da un punto di vista generale, gli eredi sono tenuti ciascuno, per la quota interna, in proporzione alla quota ereditaria a pagare il mutuo, e salvo legato di debito a carico di un solo coerede o legatario (art.752 c.c.). Naturalmente l'obbligazione è parziaria a meno che il de cuius non abbia disposto la solidarietà. Questo discende dall'antico principio del diritto romano per il quale "debita et credita inter coheredes ipso iure dividuntur".
L'obbligazione restitutoria ex mutuo, così divisa quanto a posizione debitoria interna ed esterna, sarà adempiuta da ciascun erede: a) con l'intero proprio patrimonio in caso di acquisto puro e semplice (accettazione espressa/tacita, 485, 527 ecc.ecc.), essendovi la confusione delle masse patrimoniali (quella dell'erede e quella a lui devoluta per successione); b) oppure solamente nei limiti dell'attivo ereditario (intra vires hereditatis), in caso di acquisto beneficiato, essendo ciò conseguenza logica e di diritto positivo (art.490 co.2° n.2) dell'effetto principale dell'acquisto beneficiato (art.490 co.1°). Inoltre, visto il tenore dell'art.497 co.1° c.c., l'erede beneficiato è tenuto a pagare solo con i beni ereditari (cum viribus hereditatis).
Concludendo e salvo le eccezioni sopra citate della ripartizione interna ed esterna del debito da mutuo:
A) La Banca potrà rivolgersi a ciascun erede solo per la quota di mutuo corrispondente alla quota ereditaria acquistata. Es. Caio deve restituire alla Banca Alfa euro 9.000.000,00. Caio muore. Eredi di Caio sono i 3 figli A,B,C per 1/3 ciascuno. La Banca Alfa potrà chiedere a ciascuno solo 1/3 di quanto dovuto: euro 3.000.000,00, senza poter rivalersi del meccanismo di garanzia della solidarietà;
B) L'erede che abbia acquistato con beneficio di inventario, e non ne sia decaduto, sarà tenuto non solo nei limiti di quanto ricevuto effettivamente (intra vires) ma non potrà essere costretto a pagare con i propri beni salvo 497 c.c.. Pertanto la Banca potrà o agire in surrogatoria per chiedere la divisione dell'eredità al fine di rivalersi su quei beni, oppure potrà far espropriare la quota indivisa del debitore e rivalersi sul ricavato, salvo esercizio del retratto successorio, ove se ne ritenesse l'ammissibilità nel caso di specie.
« Risposta #3 il: 31 Mag 2005, 03:28 »
Aggiungo sub "B": Comunque le vie per le quali agirà la Banca sono molteplici e dipendono dal caso concreto.
« Risposta #4 il: 31 Mag 2005, 13:02 »
grazie infinite!!!però non ho capito il punto B: l'erede che ha acquistato con beneficio d'inventario in che misura è vincolato? perchè nella tua risposta leggo "l'erede sarà tenuto NON SOLO nei limiti di quanto ricevuto effettivamente, ma non potrà però essere costretto con i propri beni": ma allora con quali altri beni?
potresti dirmi poi quali per quali altre vie la Banca potrebbe agire? magari solo qualche esempio!
ancora 1000 grazie, spero di poter ricambiare con altrettante utili informazioni!!
« Risposta #5 il: 31 Mag 2005, 23:54 »
Scusami, a "non solo" togli "non" ottenendo così "l'erede sarà tenuto solo nei limiti di quanto ricevuto ". Lapsus delle 3 di notte
Per quanto riguarda l'altro quesito, l'erede dovrebbe astenersi dall'effettuare qualunque pagamento di sorta nei 30 giorni dalla trascrizione dell'accettazione beneficiata a pena di decadenza dal beneficio. Se entro questi 30 giorni nessun creditore chiede la liquidazione concorsuale dell'eredità, l'erede potrà pagare i creditori a misura che si presentano. Se, al contrario, qualcuno dei creditori fa opposizione, si apre la liquidazione concorsuale e bisogna formare lo stato di graduazione ecc.ecc..
A prescindere da quanto scritto sopra, è necessario distinguere tra il fatto che: a) tutti i coeredi abbiano accettato con beneficio di inventario o che vi sia un unico chiamato all'eredità che poi abbia accettato con b.d.i.; b) non tutti i coeredi abbiano accettato con b.d.i..
Nel caso sub "a" la Banca potrà agire esecutivamente su tutti i beni dell'eredità per soddisfare i suoi crediti, salve le cause legittime di prelazione.
Nel caso sub "b", la Banca potrebbe agire per l'espropriazione della quota indivisa o in surrogatoria per chiedere la divisione dell'asse, al fine di rivalersi, pro quota mutui, sui beni che verranno assegnati all'/agli erede/i beneficiato/i condividente/i.
Infine, nel caso in cui il Giudice propendesse per la teoria che accetta solo la responsabilità intra vires e non quella cum viribus, la Banca potrebbe pignorare anche i beni personali dell'erede, pur sempre, però entro i limiti di valore di quanto ricevuto dall'erede debitore.
« Risposta #6 il: 01 Giu 2005, 15:04 »
non so davvero come ringraziarti!!!!!!!
Posso sfacciatamente approfittare della tua disponibilità e chiederti di tornare a visitare spesso la mia "discussione"? so già che avrò ancora bisogno di porti molti altri quesiti!!
« Risposta #7 il: 01 Giu 2005, 16:11 »
come pensavo, mi serve una mano!
nell'intervallo di tempo tra l'apertura della successione e l'accettazione dell'eredità, la banca erogatrice del mutuo fondiario come può agire nei confronti degli eredi?
« Risposta #8 il: 01 Giu 2005, 17:58 »
Bisogna distinguere tra nominabilità di un curatore dell'eredità giacente (CEG) ed il caso opposto.
I) Nel primo caso, i chiamati potranno lavarsene le mani con la Banca e questa non potrà citarli in giudizio. La banca potrà solo richiedere la nomina di un CEG e vedersela con lui.
II) Nel secondo caso, la Banca potrà rivolgersi al chiamato che sia nel possesso dei beni ereditari (detenzione anche di un solo bene purché di un certo valore economico in rapporto all'intero asse: questo l'orientamento della cassazione in materia) e questi potrà decidere cosa fare:
1) Potrebbe decidere di pagare con beni ereditari ma in tal caso accetterebbe tacitamente l'eredità e sarebbe creditore nei confronti dei futuri eventuali eredi per quanto ad essi anticipato.
2) Potrebbe, al contrario, astenersi dal pagare ma in tal caso potrebbe essere citato in giudizio dalla Banca, fino a quando dovesse diventare erede o rinunziarvi nei brevi termini di cui all'art.485.
II2a) Nel caso in cui dovesse rinunziare all'eredità (cosa poco probabille viste le stringenti condizioni ex art.485), si ricomincerà da capo: nomina di CEG con conclusione della vicenda, se la nuova composizione dei chiamati a seguito della rinunzia la ammette (I), oppure attendere che la saisine ex 485 compia (II2b) o meno (II2a) il suo corso e così via.
II2b) Nel caso in cui dovesse diventare erede, al contrario, la Banca potrà chiedergli solamente parte del debito (vedi discussione precedente) e la questione per il residuo si proporrebbe solo nei confronti dei chiamati rimanenti.
Comunque trattare le questioni "pratiche" senza essere addentro al caso di specie, genera spesso spiegazioni complesse che si rivelerebbero molto più semplici e precise conoscendo direttamente la questione.
« Risposta #9 il: 03 Giu 2005, 10:15 »
In realtà non sto affrontando una fattispecie particolare.
Si tratta invece di questo: sto facendo uno stage presso un istituto per il recupero crediti e il mio capo mi ha chiesto una relazione su come la Banca possa agire nei confronti degli eredi in caso di eredità giacente e beneficiata, ma non mi ha dato alcuno spunto per iniziare. Meno male che ci sei tu!! Sapresti indicarmi qualche sentenza della Cass.?
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