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Timestamp: 2018-12-14 12:32:10+00:00
Document Index: 176896392

Matched Legal Cases: ['art. 207', 'art. 2135', 'art. 2135', 'art. 1', 'art. 2135', 'art. 2135']

IusSeek - Infortunio sul lavoro e natura dell'attività lavorativa
Fonte: Cassazione - Segnalato da: Spataro - 2018-03-13 - Post successivo - Stampa - pag. 94052
Infortunio sul lavoro e natura dell'attività lavorativa
Cassazione Civile, Sez. Lav., 07 marzo 2018, n. 5391 - Cassazione
che, nello specifico, l'art. 207 del D.P.R. n. 1124/65, dispone che "Sono considerati lavori agricoli, ai fini del presente titolo, tutti i lavori inerenti alla coltivazione dei fondi, alla silvicoltura, all'allevamento del bestiame ed attività connesse, ossia quelli che rientrano nell'attività dell'imprenditore agricolo, a norma dell'art. 2135 del codice civile, anche se i lavori siano eseguiti con l'impiego di macchine mosse da agente inanimato, ovvero non direttamente dalla persona che ne usa ed anche se essi non siano eseguiti per conto e nell'interesse dell'azienda conduttrice del fondo. 2. Le lavorazioni connesse, complementari od accessorie dirette alla trasformazione od all'alienazione dei prodotti agricoli, quando siano eseguite sul fondo dell'azienda agricola, o nell'interesse e per conto di una azienda agricola, sono comprese nell'assicurazione a norma del presente titolo, (omissis).";
che, l'art. 2135 cod. civ., nel testo novellato dall'art. 1, comma 1°, del d.lgs. n. 228/01, e applicabile "ratione temporis" alla fattispecie in disamina, prevede che "1. E' imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse. 2. Per coltivazione del fondo, per selvicoltura e per allevamento di animali si intendono le attività dirette alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere vegetale o animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o marine. 3. Si intendono comunque connesse le attività, esercitate dal medesimo imprenditore agricolo, dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali, nonché le attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l'utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda
normalmente impiegate nell'attività agricola esercitata, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità come definite dalla legge.";
che, la giurisprudenza formatasi sulla nuova formulazione recata dall'art. 2135 cod.civ., ha evidenziato come il legislatore abbia, nella "subiecta materia", inteso ampliare significativamente la nozione di imprenditore agricolo, allo scopo di rafforzare la posizione imprenditoriale dell'operatore soprattutto per le attività connesse, pur mantenendo fermo il nucleo essenziale dell'attività agricola, siccome incentrata sul "fattore terra", intesa come fattore produttivo, negando, invece la sussistenza dell'impresa agricola, allorché le attività connesse di cui all'art. 2135 assumano rilievo decisamente prevalente, sproporzionato rispetto a quelle di coltivazione , allevamento e silvicoltura (Cass. n. 16614/2015 - Cass. n. 22978/2016 - Cass. n. 24995/2010);
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