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Timestamp: 2017-09-22 11:43:23+00:00
Document Index: 118302763

Matched Legal Cases: ['art. 47', 'art. 24', 'art. 8', 'art. 50', 'art. 27', 'art. 28', 'art. 25', 'art. 24', 'art. 9', 'art. 24', 'art. 47', 'art. 44', 'art. 44']

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Commissione Didattica di Facoltà
Regolamento degli organi della Facoltà di Lettere
La Commissione Didattica di Facoltà
Sono organi della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Pisa:
b) il Consiglio di Facoltà;
c) i Consigli dei Corsi di Studio;
e) la Commissione Didattica di Facoltà.
2.1 Al momento dell'emanazione del presente Regolamento i Corsi di Studio in cui si articola la Facoltà consistono in cinque Corsi di Laurea: Conservazione dei Beni Culturali, Filosofia, Lettere, Lingue e letterature straniere, Storia.
2.2 Tale articolazione potrà essere modificata attraverso l'attivazione di nuovi Corsi di Studio (Corsi di Laurea, Corsi di Diploma e altre forme di corsi pre- e post-laurea, ove previsti dallo Statuto dell'Università di Pisa), o la disattivazione di Corsi di Studio esistenti.
2.3 Sulle proposte di attivazione o disattivazione di Corsi di Studio il Consiglio di Facoltà dovrà deliberare, per quanto di sua competenza, a maggioranza assoluta degli aventi diritto.
Funzioni del Preside
3.1 Le funzioni del Preside sono quelle indicate nell'Art.23.1 dello Statuto dell'Università di Pisa.
3.2 Il Preside esercita inoltre tutte le altre attribuzioni che gli sono demandate dall'ordinamento universitario nazionale, dallo Statuto dell'Università di Pisa e dai relativi regolamenti.
3.3 Spetta al Preside:
a) disporre, di concerto con il Segretario amministrativo della Facoltà e assumendone in solido con lui la responsabilità, tutti gli atti amministrativi, finanziari e contabili della Facoltà;
b) predisporre annualmente, di concerto con il Segretario amministrativo per la parte tecnica, il bilancio preventivo ed il conto consuntivo della Facoltà.
3.4 Il Preside designa tra i professori di ruolo di prima fascia un Vicepreside che lo supplisce in tutte le sue funzioni in caso di impedimento o di assenza.
3.5 Nell'esercizio delle sue funzioni il Preside può avvalersi della collaborazione di altri membri del Consiglio di Facoltà, cui può delegare compiti specifici, salve restando le sue responsabilità di legge.
Elezione del Preside
4.1 Il Preside è eletto, a scrutinio segreto, tra i professori di ruolo di prima fascia della Facoltà in regime di impegno a tempo pieno che hanno presentato la loro candidatura nella riunione del corpo elettorale prima di ogni turno di votazione.
4.2 L'elettorato attivo è attribuito a tutti i membri del Consiglio di Facoltà.
4.3 Il Preside è eletto a maggioranza assoluta degli aventi diritto nella prima votazione e a maggioranza assoluta dei votanti nella seconda votazione. Nel caso di mancata elezione si ricorre al ballottaggio fra i due candidati che hanno riportato il maggior numero di voti nell'ultima votazione. Ogni turno di votazione è valido solo se vi abbia partecipato almeno la metà degli aventi diritto.
4.4 Il Preside e il Vice Preside sono nominati dal Rettore con proprio decreto.
4.5 Il Preside dura in carica quattro anni.
4.6 Per i requisiti di eleggibilità e rieleggibilità e per le incompatibilità si rinvia agli Art. 47 (punti 5, 7, 9, 10) e 48 (punti 1 e 5) dello Statuto dell'Università di Pisa.
4.7 Su proposta di non meno di un quarto dei membri del Consiglio di Facoltà può essere presentata una richiesta motivata di dimissioni del Preside. Essa dovrà essere discussa in un'apposita seduta del Consiglio di Facoltà. Per la sua approvazione e la conseguente applicazione degli art. 47.12 e 28.8 dello Statuto, è necessaria la maggioranza dei 2/3 (due/terzi) degli aventi diritto al voto. In caso di approvazione della mozione, la Facoltà chiede al Rettore la revoca del Preside e il Decano subentra per l'ordinaria amministrazione e indice le elezioni del nuovo Preside nei termini previsti dallo Statuto dell'Università di Pisa.
5.1 Per le competenze, le modalità di funzionamento e la composizione del Consiglio di Facoltà si rinvia all'art. 24 dello Statuto dell'Università di Pisa. In particolare è prevista la partecipazione al Consiglio di Facoltà, con voto consultivo, dei responsabili tecnici delle strutture didattiche e scientifiche di interesse generale della Facoltà.
5.2 In relazione alla costituzione delle Facoltà in centri di spesa, spetta al Consiglio di Facoltà di approvare il bilancio preventivo e il conto consuntivo della Facoltà e ogni altro provvedimento finanziario, secondo le norme stabilite dal Regolamento di Ateneo per l'amministrazione, la finanza e la contabilità.
5.3 L'elezione della rappresentanza del personale tecnico-amministrativo è indetta dal Preside, con proprio atto, nei sei mesi antecedenti la scadenza del relativo mandato.
Ha diritto al voto ed è eleggibile il personale tecnico-amministrativo di ruolo in servizio presso la Facoltà. Al personale che non presta servizio perché esonerato dagli obblighi d'ufficio o comandato o collocato fuori ruolo è attribuito il solo elettorato attivo.
Ai soli fini della determinazione del corpo elettorale dei rappresentanti nel Consiglio di Facoltà, l'attribuzione alla Facoltà di Lettere e Filosofia del personale tecnico-amministrativo assegnato ai Dipartimenti è deliberata dai Consigli dei Dipartimenti stessi, su motivata proposta degli interessati, entro trenta giorni dalla richiesta del Preside; decorso inutilmente tale termine, s'intende confermata l'attribuzione effettuata in occasione della tornata elettorale precedente.
L'elezione avviene a scrutinio segreto con voto limitato ad un terzo dei membri da designare, con arrotondamento all'intero superiore.
La commissione di seggio per l'elezione è nominata dal Preside con l'atto di cui al primo comma del presente punto, ed è composta dal Preside, o da un suo delegato, che la presiede e da due dipendenti in servizio presso la Facoltà, di cui uno con funzioni di Segretario.
Alla chiusura delle votazioni il Presidente della commissione di seggio redige il verbale, controfirmato anche dagli altri componenti della commissione, indicando la data e il luogo dell'elezione, gli aventi diritto al voto, i presenti, i voti riportati da ciascun candidato, il numero delle schede bianche e nulle.
Le votazioni sono valide se vi ha partecipato almeno il trenta per cento degli aventi diritto. Se il quorum non viene raggiunto, la votazione non può essere ripetuta e sono conseguentemente prive di effetto le designazioni della rappresentanza in questione. La mancata designazione della rappresentanza stessa non pregiudica la validità della composizione del Consiglio di Facoltà.
Risultano eletti coloro che hanno ottenuto il maggior numero dei voti; in caso di parità di voti risulta eletto il più anziano di età. Gli eletti durano in carica quattro anni e sono nominati da preside con proprio provvedimento.
In caso di rinuncia, decadenza, dimissioni, o qualsiasi altra causa d'interruzione del mandato, subentra il primo dei non eletti; qualora non vi siano altri candidati in graduatoria e la vacanza si verifichi oltre sei mesi prima della scadenza del mandato, il Preside provvede ad indire nuove elezioni. I sostituti rimangono comunque in carica fino alla scadenza del mandato dei membri sostituiti.
5.4 L'elezione della rappresentanza degli studenti è disciplinata da apposito regolamento di Ateneo ed è indetta dal Rettore.
Funzionamento del Consiglio di Facoltà
6.1 Il Preside convoca le sedute del Consiglio di Facoltà, fissando il relativo ordine del giorno e ne dirige i lavori. La convocazione può altresì essere richiesta in forma scritta da un quinto dei membri del Consiglio. Alla richiesta di convocazione va dato corso nei dieci giorni successivi. L'inserimento di singoli argomenti nell'ordine del giorno può essere egualmente richiesto in forma scritta da un quinto dei membri del Consiglio di Facoltà, ovvero dai singoli Presidenti dei Corsi di Laurea o dai singoli Direttori dei Dipartimenti legati alla Facoltà.
6.2 La convocazione deve essere effettuata mediante invio di comunicazione scritta personale a tutti i membri del Consiglio, spedita - salvo casi d'urgenza - almeno sei giorni prima della seduta e contenente l'indicazione dell'ordine del giorno. Copia della comunicazione deve essere contemporaneamente affissa all'albo della Facoltà.
6.3 Per quanto riguarda le modalità di svolgimento e la validità delle sedute si rinvia all'Art. 49 dello Statuto dell'Università di Pisa.
6.4 Per l'istruzione delle sedute il Consiglio di Facoltà potrà avvalersi dell'opera del Comitato di Presidenza di cui all'art. 8 e delle Commissioni di cui agli artt. 9-10.
6.5 I fascicoli istruttori relativi ai singoli argomenti inseriti nell'ordine del giorno devono essere depositati presso la Segreteria della Presidenza almeno 24 ore prima dell'orario fissato per la seduta, perché ne sia consentita la visione a tutti i membri del Consiglio.
6.6 Il numero legale viene verificato dal Preside all'inizio della seduta e si presume sempre esistente, fatta salva la richiesta di ulteriore verifica avanzata da uno dei presenti; tale richiesta non può essere presentata quando il Preside ha provveduto ad indire una votazione.
6.7 Le funzioni di Segretario verbalizzatore sono assunte, di norma, dal più giovane in ruolo tra i professori di prima fascia che non ricoprano altri incarichi di governo nella Facoltà (Vicepreside, Direttore di Dipartimento, Direttore di Centro Interdipartimentale, Presidente di Corso di Studio).
6.8 La verbalizzazione delle sedute avverrà secondo quanto disposto dall'art. 50 dello Statuto dell'Università di Pisa. Ciascun membro del Consiglio ha diritto di far porre a verbale proprie dichiarazioni presentate al Segretario in forma scritta, ivi compresa la propria dichiarazione di voto.
7.1 Per le competenze, le modalità di funzionamento e la composizione dei Consigli dei Corsi di Studio si rinvia all'art. 27 dello Statuto dell'Università di Pisa.
7.2 Le competenze del Presidente del Consiglio del Corso di Studio sono quelle previste dall'art. 28 dello Statuto dell'Università di Pisa.
8.1 E' istituito il Comitato di Presidenza, con compiti di coordinamento e istruttoria degli argomenti da discutere in Consiglio di Facoltà, sui quali può predisporre proposte di delibera. La preventiva riunione del Comitato di Presidenza non è comunque condizione vincolante per la validità delle sedute del Consiglio di Facoltà.
Il Consiglio di Facoltà, con delibera approvata dalla maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto, può delegare a tale Comitato, nei limiti previsti dall'art. 25 dello Statuto dell'Università di Pisa, la deliberazione su argomenti di sua competenza, precisandone oggetto, modalità di esercizio e durata. Le deleghe così concesse perdono comunque efficacia alla scadenza del mandato del Preside, che segna anche la scadenza dei membri elettivi della Commissione. Oltre ai vincoli statutari, al Comitato di Presidenza non possono essere delegati provvedimenti relativi all'art. 24, punto 1, lettere a) e i) dello Statuto dell'Università di Pisa.
8.2 Il Comitato di Presidenza comprende di diritto il Preside, che lo presiede, il Vicepreside e i Presidenti dei Corsi di Studio. Esso comprende inoltre altri 17 membri elettivi: quattro rappresentanti degli studenti, due rappresentanti del personale tecnico-amministrativo, tre professori ordinari, quattro professori associati e quattro ricercatori. Qualora tra i membri di diritto non ci sia alcun professore associato, saranno eletti due professori ordinari e cinque associati.
8.3 Per la designazione dei membri elettivi, che avrà luogo a scrutinio segreto nel corso di una seduta del Consiglio di Facoltà con un punto specifico all'ordine del giorno, le componenti degli studenti e del personale tecnico-amministrativo voteranno, con voto singolo, ciascuno al proprio interno. Per la componente docente (professori ordinari, professori associati e ricercatori), tutti i membri docenti del Consiglio di Facoltà disporranno dell'elettorato attivo e passivo e potranno esprimere un solo voto indifferentemente per ognuna delle componenti in cui si suddivide il personale docente.
8.4 Al funzionamento del Comitato di Presidenza e alla verbalizzazione delle sue deliberazioni si applicano le disposizioni previste per il Consiglio di Facoltà.
9.1 E' istituita la Commissione Didattica di Facoltà, presieduta dal Preside o da un suo delegato e composta inoltre da un professore di ruolo o un ricercatore per ciascuno dei Corsi di Studio della Facoltà e da un numero di rappresentanti degli studenti nel Consiglio di Facoltà pari al numero di docenti membri della Commissione.
9.2 Per le competenze della Commissione Didattica si rinvia allo Statuto e ai Regolamenti di Ateneo. La Commissione Didattica, inoltre, esprime pareri sulla destinazione dei finanziamenti per quanto attiene alle attrezzature didattiche, nonché sui relativi criteri.
9.3 Per il funzionamento della Commissione Didattica valgono le norme generali di funzionamento del Consiglio di Facoltà, per quanto applicabili.
9.4 La designazione dei membri della Commissione Didattica da parte del Consiglio di Facoltà avviene nel corso di una seduta con punto specifico all'ordine del giorno.
Per la designazione dei membri docenti (professori e ricercatori) voteranno insieme i soli professori e ricercatori. Per la designazione dei membri studenti voteranno i soli studenti. Ciascun elettore disporrà di un voto singolo.
Risulteranno eletti i candidati che avranno ottenuto il maggior numero di voti, nel rispetto della composizione della Commissione prevista al punto 1 del presente articolo.
10.1 Oltre alla Commissione Didattica di cui all'art. 9, e conformemente all'art. 24.2 dello Statuto dell'Università di Pisa, il Consiglio di Facoltà, per lo svolgimento dei compiti che gli sono demandati, può deliberare l'istituzione di:
a) commissioni istruttorie permanenti, per lo studio di argomenti di natura sistematica;
b) commissioni istruttorie a termine per lo studio di argomenti all'ordine del giorno.
10.2 La composizione e le modalità di elezioni di ciascuna commissione verranno stabilite di volta in volta dal Consiglio di Facoltà in relazione alla natura e ai compiti della medesima. Qualora l'argomento lo renda necessario o opportuno, dovrà essere prevista una congrua presenza di rappresentanti degli studenti.
10.3 In tutti i casi in cui il Preside lo riterrà opportuno per valutare la linea d'azione da adottare come Preside o da proporre all'approvazione del Consiglio di Facoltà su argomenti di particolare complessità e rilevanza, che richiedano una più accurata istruzione e un adeguato coordinamento tra i diversi settori e le diverse articolazioni della Facoltà, il Preside stesso potrà convocare una Commissione Consultiva di Facoltà composta dal Vicepreside, dai Presidenti dei Corsi di Studio e dai Direttori dei Dipartimenti legati alla Facoltà, o da loro delegati, purché appartenenti alla Facoltà stessa. Gli orientamenti emersi dalla Commissione saranno poi riferiti al Consiglio di Facoltà come base di discussione.
Per tutte le designazioni elettive nei vari organi della Facoltà si fa riferimento alle norme stabilite nell'art. 47 dello Statuto dell'Università di Pisa.
Ordinamento delle Attività Didattiche
Ai sensi dell'art. 44.3 dello Statuto dell'Università di Pisa, l'ordinamento delle attività didattiche dei Corsi di Studio della Facoltà è disciplinato, in accordo con le disposizioni contenute nel Regolamento Didattico di Ateneo, negli appositi regolamenti deliberati dal Consiglio di Facoltà, su proposta dei Consigli dei Corsi di Studio.
13.1 Ai sensi dell'art. 44.4 dello Statuto dell'Università di Pisa, il presente regolamento, deliberato dal Consiglio di Facoltà a maggioranza assoluta dei suoi membri, è approvato dal Senato Accademico, previo parere del Consiglio di Amministrazione, ed emanato con decreto rettorale. Esso entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale dell'Università degli Studi di Pisa.
13.2 Eventuali proposte di modifica al presente regolamento potranno essere presentate al Consiglio di Facoltà dal Preside o da almeno un decimo dei membri del Consiglio stesso, e saranno poste in votazione in una seduta che deve essere convocata in una data compresa fra trenta e novanta giorni dopo la diffusione di dette proposte. Per essere approvate, le modifiche dovranno essere deliberate in Consiglio dalla maggioranza assoluta dei suoi membri ed approvate con la procedura di cui al primo punto del presente articolo.