Source: https://quiz.concorsipubblici.com/test-153515/ispettori-della-polizia-di-stato-diritto-penale-2deg-serie-20-domande.htm?step=start
Timestamp: 2020-04-08 10:07:27+00:00
Document Index: 4939584

Matched Legal Cases: ['art. 384', 'art. 388', 'art. 391', 'art. 414', 'art. 115', 'art. 415', 'art, 414', 'art. 414', 'art. 4', 'art. 416', 'art. 416', 'art. 2621', 'art. 2622', 'art. 2635', 'art. 1', 'art. 2635', 'art. 1']

Test e Quiz Ispettori della Polizia di Stato (Diritto Penale) 2°- serie 20 domande, Preparazione Concorsi Pubblici
Ispettori della Polizia di Stato (Diritto Penale) 2°- serie 20 domande
1. La desistenza è sempre..
Sia volontaria che involontaria.
Sempre dolosa.
2. La recidiva è definita..
Una circostanza soggettiva insieme all'intenstà del dolo e al grado della colpa.
Uno "status"del reo.
Una circostanza inerente alla persona del colpevole.
Una circostanza oggettiva.
3. Tra le altre sono circostanze oggettive quelle che concernono..
L'imputabilità e la recidiva.
I rapporti tra il colpevole e l'offeso.
Le qualità personali del colpevole.
La gravità del danno o del pericolo.
4. Sono circostanze inerenti alla persona del colpevole..
Quelle che riguardano i rapporti tra il colpevole e l'offeso.
Solo l'imputabilità.
Solo la recidiva.
5. Le circostanze che riguardano le modalità dell'azione criminosa sono..
Sempre aggravanti.
6. Le circostanze soggettive sono..
Ipotesi di responsabilità oggettiva.
Solo aggravanti.
Solo attenuanti.
7. La recidiva..
È un'aggravante o un'attenuante a discrezione del giudice .
È sempre un'aggravante.
Può essere un'attenuante.
È sempre un'attenuante se il soggetto è minore.
8. E' recidivo chi..
Chiunque abbia già commesso un reato e ne consuma un altro.
Dopo essere stato condannato in secondo grado per un reato non colposo ne commette un altro.
Dopo essere stato condannato per un delitto non colposo ne commette un altro.
Dopo essere stato condannato in primo grado per un delitto ne commette un altro.
9. E' recidivo e la pena può essere aumentata fino alla metà per chi:
È dichiarato contravventore abituale.
Dopo essere stato condannato per una contravvenzione, ne commette un' altra della stessa indole.
Dopo essere stato condannato per un delitto non colposo, commette un delitto non colposo della stessa indole.
È dichiarato contravventore professionale.
10. I reati della stessa indole sono soltanto quelli che violano una stessa disposizione di legge?
No, anche quelli che sono previsti da disposizioni diverse purchè contenute nel codice penale.
No, anche quelli che, pur essendo preveduti da disposizioni diverse, presentano, nei casi concreti, caratteri fondamentali comuni.
No, anche quelli che sono previsti da disposizioni diverse, all'interno sempre della stessa materia.
11. A quali dei seguenti delitti non è applicabile la causa di non punibilità di cui all’art. 384 c.p.:
Omessa denuncia di reato da parte di un pubblico ufficiale.
12. Tizio che procura l’evasione di una persona sottoposta a misura di sicurezza detentiva, commette il delitto di:
Concorso nel delitto di evasione, ai sensi degli artt. 110 e 391 c.p..
Mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice, ai sensi dell’art. 388 c.p..
Procurata inosservanza di misure di sicurezza detentive, ai sensi dell’art. 391 c.p..
13. Il delitto di istigazione a delinquere, ai sensi dell’art. 414 c.p., è:
Un reato di pericolo presunto.
Un reato di danno.
Un reato di pericolo concreto.
Un reato di pericolo astratto.
14. Tizio che, mediante internet, pubblicamente istiga a realizzare esibizioni o spettacoli pornografici, utilizzando minori di anni diciotto, commette il delitto di:
Alcun reato perché ai sensi dell’art. 115 c.p. l’istigazione non è punibile.
Istigazione a disobbedire alle leggi, ai sensi dell’art. 415 c.p..
Istigazione a delinquere ai sensi dell’art, 414 c.p..
Istigazione a pratiche di pedofilia e pornografia, ai sensi dell’art. 414 bis c.p., così inserito dall’art. 4, comma 1, lett. b) della legge 6 novembre 2012, n. 190.
15. Il delitto di associazione per delinquere, ai sensi dell’art. 416 c.p., è punito:
A titolo di dolo specifico.
A titolo di dolo intenzionale.
Anche a titolo di colpa.
Non è richiesto alcun elemento soggettivo, poiché la norma espressamente prevede che i promotori, gli organizzatori e coloro che costituiscono l’associazione sono puniti “per ciò solo”.
16. Il delitto di associazione per delinquere, di cui all’art. 416 c.p., si consuma:
Nel momento in cui si realizzano i reati fine.
Nel momento in cui viene costituita l’associazione.
Nel momento in cui il soggetto decide di partecipare alla associazione.
Nel momento in cui si scioglie il pactum sceleris.
17. Il reato di false comunicazioni sociali, di cui all’art. 2621 c.c., non è punibile
Se la falsità o le omissioni non alterano in modo sensibile la rappresentazione della situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società o del gruppo cui appartiene; se le falsità e le omissioni determinano una variazione del risultato economico di esercizio, al lordo delle imposte, non superiore al 5 percento per una variazione del patrimonio netto non superiore all’1 per cento; se conseguenza di valutazioni estimative, che singolarmente considerate, differiscono in misura non superiore al 10 per cento da quella corretta .
Se la falsità o le omissioni non alterano in modo sensibile la rappresentazione della situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società o del gruppo cui appartiene; se le falsità e le omissioni determinano una variazione del risultato economico di esercizio, al lordo delle imposte, non superiore al 5 percento per una variazione del patrimonio netto non superiore all’1 per cento;se consegue con di valutazioni estimative, che singolarmente considerate, differiscono in misura non superiore al 15 per cento da quella corretta.
Se la falsità o le omissioni non alterano in modo sensibile la rappresentazione della situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società o del gruppo cui appartiene; se le falsità e le omissioni determinano una variazione del risultato economico di esercizio, al lordo delle imposte, non superiore al 10 percento per una variazione del patrimonio netto non superiore all’1 per cento;se consegue con di valutazioni estimative, che singolarmente considerate, differiscono in misura non superiore al 10 per cento da quella corretta.
Se la falsità o le omissioni alterano in modo sensibile la rappresentazione della situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società o del gruppo cui appartiene; se le falsità e le omissioni determinano una variazione del risultato economico di esercizio, al lordo delle imposte, non superiore al 5 percento per una variazione del patrimonio netto non superiore all’1 per cento;se consegue con di valutazioni estimative, che singolarmente considerate, differiscono in misura non superiore al 10 per cento da quella corretta.
18. Il delitto di false comunicazioni sociali di cui all’art. 2622 c.c., è punito a titolo di:
Dolo diretto, in relazione alla rappresentazione e volontà di ingannare i soci ed il pubblico; dolo intenzionale, in relazione alla intenzione di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto.
Dolo eventuale, in riferimento alla accettazione del rischio di ingannare i soci o il pubblico; dolo specifico, consistendo nel fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto.
Dolo intenzionale, in riferimenti all’intenzione di ingannare i soci o il pubblico; dolo specifico, consistendo nel fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto.
Dolo intenzionale in riferimenti all’intenzione di ingannare i soci o il pubblico; nonché in relazione alla intenzione di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto.
19. Il delitto di corruzione tra privati, di cui all’art. 2635 c.c., così come sostituito dall’art. 1, comma 76, legge 6 novembre 2012, n. 190, può essere commesso da:
Amministratori, direttori generali, dirigenti preposti alla redazione di documenti contabili societari, sindaci e liquidatori.
Amministratori, direttori generali, dirigenti preposti alla redazione di documenti contabili societari, sindaci ma non dai liquidatori.
Amministratori, direttori generali, dirigenti preposti alla redazione di documenti contabili societari e liquidatori ma non dai sindaci.
20. Il delitto di corruzione tra privati, di cui all’art. 2635 c.c., cos come sostituito dall’art. 1, comma 76, legge 6 novembre 2012, n. 190, è:
Un reato di danno .