Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2016/04/contraddittorio-obbligatorio-se-ci-sono-dubbi.html
Timestamp: 2019-08-24 21:53:27+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 6', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 6', 'art. 6']

Contraddittorio obbligatorio se ci sono dubbi, altrimenti la cartella esattoriale è nulla | Commercialista Telematico
la cartella che nasce da un controllo formale è nulla se il Fisco in caso di ‘rilevante incertezza’ sui dati esposti in dichiarazione non attiva il contraddittorio preventivo con il contribuente
La cartella è nulla se l’ufficio finanziario in caso di “rilevante incertezza” sui dati esposti in dichiarazione non attiva il contraddittorio preventivo con il contribuente.
Il principio è contenuto nella recente sent. n. 5394/2016 della Suprema Corte da cui emerge che l’invio della comunicazione bonaria ex art. 36-bis Dpr n. 60071973 è obbligatoria in tutti i casi “sussistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione”, come previsto dall’art. 6, c. 5, legge n. 212/2000.
E’ il caso di ricordare che la procedura disciplinata dall’art. 36-bis del Dpr n. 600/1973 prevede la notifica della cartella di pagamento a seguito di controllo c.d. automatico, e viene eseguita mediante preventivi controlli su dati e documenti esterni rispetto al contenuto cartolare della dichiarazione.
Tale disposizione prevede, infatti, al terzo comma che l’ufficio finanziario a seguito dei controlli automatici sulle dichiarazioni dei redditi e nel caso emerga un risultato diverso comunica al contribuente l’imposta o la maggiore imposta risultante. E’ stabilito, altresì, che lo stesso contribuente, a seguito della segnalazione, comunica, in contraddittorio con l’ufficio, se ci siano elementi non considerati o non valutati. Pertanto l’ufficio finanziario, se dai controlli emerge un risultato diverso da quello indicato nella dichiarazione, lo comunica al contribuente o al sostituto d’imposta per evitare la reiterazione di errori e per consentire la regolarizzazione degli aspetti formali.
Tale notifica ex art. 36-bis Dpr 600/73 resta legittima anche nell’ipotesi che non sia stato preventivamente emesso l’avviso bonario, a condizione che la pretesa erariale consegua ad una mera divergenza tra somme dichiarate e somme versate, ulteriormente precisando che l’avviso rimane(1).
La società ha impugnato una cartella di pagamento riguardante omesse ritenute alla fonte ed interessi circa l’omesso pagamento dell’Iva.
Sia in primo che secondo grado i giudici tributari hanno respinto i ricorso della società che successivamente ha proposto ricorso per cassazione, eccependo, appunto, la nullità della cartella in quanto emessa in violazione dell’obbligo di comunicazione di irregolarità di cui all’art. 36-bis Dpr n. 600/1973.
La Suprema Corte ha ritenuto fondato il ricorso precisando preliminarmente che in via generale il mancato invio della comunicazione non determina la nullità della cartella di pagamento.
E’ stato evidenziato che l’art. 6, comma 5, dello statuto del contribuente (Legge n. 212/2000) non impone l’obbligo del contraddittorio in tutti i casi in cui si debba procedere a iscrizione a ruolo. Tale norma lo prevede comunque soltanto in presenza di incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione dei redditi, nel qual caso l’ufficio finanziario è tenuto ad inviare comunicazione del contraddittorio preventivo al contribuente.
Ciò induce a ritenere che il legislatore abbia inteso limitare la sanzione di invalidità dell’atto impositivo esclusivamente al caso di “rilevante incertezza” sui dati esposti nella dichiarazione.
Nella fattispecie in esame il giudice dell’appello pur avendo rilevato incertezze circa la dichiarazione dei redditi presa in esame dall’ufficio aveva ritenuto che la comunicazione sarebbe stata spedita e che il contraddittorio preventivo sarebbe stato instaurato.
I giudici di legittimità hanno ritenuto, infine, che la norma contenuta nel citato art. 6, c. 5, legge n. 212/2000 è posta a presidio dell’instaurarsi del contraddittorio procedimentale, che rappresenta espressione dei principi di derivazione costituzionale di collaborazione e buona fede tra amministrazione e contribuente ed è finalizzato al migliore esercizio della potestà impositiva (Cass. n. 18184/2013) (2).
La decisione in commento si pone in contrasto con l’orientamento prevalente della giurisprudenza di legittimità che prevede lo…
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