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Timestamp: 2017-12-18 06:54:41+00:00
Document Index: 156085103

Matched Legal Cases: ['art. 42', 'art. 42', 'art. 33', 'art. 4', 'art. 80', 'art. 42', 'sentenza ', 'art.34', 'art. 43', 'art. 33']

Parere dell'Ufficio personale pubbliche amministrazioni della Funzione pubblica, numero 21 del 18 marzo 2008 | Studio Legale Aquilani
PARERE UPPA 18 marzo 2008, n. 21
Congedo per assistenza al figlio disabile ai sensi dell'art. 42 comma 5 del decreto - legislativa 26 marzo 2001 n. 151 - riflessi su conteggio ferie e tredicesima mensilità.
Dipartimento RGS/IGOP
In riferimento alla lettera n. 3167/3081 - UD/07 del 5 dicembre 2007 e alle precedenti note, si espongono le seguenti considerazioni.
Il quesito è volto a conoscere se all'indennità spettante al personale che fruisce di congedo ai sensi dell'art. 42 comma 5 del decreto legislativo 26 marzo 2001 n. 151 sia applicabile la medesima disciplina sul trattamento economico dei riposi e permessi riconosciuti per l'assistenza ai figli con handicap grave di cui all'art. 33 comma 3 della legge 5 febbraio 1992 n. 104.
In particolare, il problema concerne gli effetti del congedo ai fini della maturazione delle ferie e della tredicesima mensilità.
L'istituto del congedo per assistenza al figlio disabile è stato previsto dall'art. 4 comma 2 bis della legge 8 marzo 2000 n. 53 successivamente integrato dall'art. 80 comma 2 della legge n. 388 del 2000 con l'inserimento nel medesimo articolo del comma 4 bis.
Con l'emanazione del decreto legislativo 26 marzo 2001 n. 151, nell'art. 42 ("riposi e permessi per i figli con handicap grave") sono stati raccolti vari istituti diversi tra loro tutti finalizzati alla tutela e al sostegno della maternità e della paternità. La disciplina del congedo in questione è stata inserita nel comma 5 del predetto articolo, che ha previsto il diritto ad un'indennità corrispondente all'ultima retribuzione e la copertura del periodo di congedo mediante contribuzione figurativa.
La Corte costituzionale nella sentenza n. 158 del 2007 nell'evidenziare la ratio legis dell'istituto in esame lo definisce "congedo straordinario retribuito", evidenziando che sulla base delle norme sopra citate (la l. n. 53 del 2000, la 1. n. 388 del 2000, il d.lgs. n. 151 del 2001) "si è attribuita la possibilità di fruire di un congedo di durata analoga a quello previsto per gravi motivi familiari - assistito dal diritto di percepire un'indennità corrispondente all'ultima retribuzione, nonché coperto da contribuzione figurativa - ai lavoratori dipendenti pubblici e privati i cui figli si trovassero in situazione di disabilità grave."
Sulla diversa natura di congedo e permesso si rileva quanto espresso nel parere n. 3389 del 2005 dal Consiglio di Stato, secondo il quale "il congedo parentale è costituito dalla cesura totale della prestazione lavorativa per periodi più o meno lunghi, frazionati o continuativi. L'astensione determina uno stato di parziale quiescenza del rapporto, con una sua piena reviviscenza una volta spirato il termine del congedo. I permessi sono assenze temporalmente assai limitate e brevi. Esse si collocano nell'ambito di una sostanziale continuità".
Ciò posto, ad avviso dello scrivente, al trattamento economico relativo al congedo in oggetto si applica quanto previsto dall'art.34 comma 5 decreto legislativo 26marzo 2001 n 151, espressamente richiamato dall'art. 43 del medesimo decreto.
Pertanto i periodo di congedo sono computati nell'anzianità di servizio, esclusi gli effetti relativi alle ferie e alla tredicesima mensilità.
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Il periodo di congedo straordinario si computa solo ai fini dell'anzianità di servizio, con esclusione di qualunque riflesso relativo alle ferie e alla tredicesima mensilità (parere U.p.p.a. 18.3.2008, n. 21)
L'indennità spettante al lavoratore in congedo per assistenza al figlio disabile, permette solo la copertura del periodo di congedo mediante contribuzione figurativa. A differenza della disciplina sul trattamento economico dei riposi e permessi riconosciuti per l'assistenza ai figli con handicap grave (ex art. 33, co. 3 L. n. 104/92) esclude qualunque riflesso relativo alle ferie e alla tredicesima mensilità. L'istituto del congedo per assistenza al figlio disabile pertanto si configura, come giurisprudenza sul punto ormai consolidata (Corte costituzionale n. 158/2007 e Consiglio di Stato, parere n. 3389/2005) quale congedo straordinario retribuito; esso costituisce una cesura totale della prestazione lavorativa, determinando uno stato di parziale quiescenza del rapporto, al contrario, i permessi sono assenze temporanee limitate e brevi che si collocano nell'ambito di una sostanziale continuità.
Sintesi tratta da: Antonio Giuseppe Paladino, in norma.dbi.it Quotidiano di informazione giuridica
Marco Aquilani - ultima revisione 07.07.2011