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Timestamp: 2020-04-06 01:28:41+00:00
Document Index: 134556750

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 51', 'art. 2', 'art. 37', 'art. 10', 'art. 7', 'art. 10']

Dichiarazione “730/2014”: le novità introdotte nel Modello reso disponibile dall’Agenzia delle Entrate | Enti Locali Online
Dichiarazione “730/2014”: le novità introdotte nel Modello reso disponibile dall’Agenzia delle Entrate
L’Agenzia delle Entrate, con il Provvedimento n. 2014/4866 del 15 gennaio 2014, pubblicato sul proprio sito internet, ha approvato il nuovo Modello “730/2014” e le relative Istruzioni ministeriali.
Il Modello di Dichiarazione dei redditi semplificato è di facile compilazione, non richiede calcoli e soprattutto permette di ottenere in tempi rapidi gli eventuali rimborsi, che arriveranno direttamente in busta paga nei mesi di luglio 2014 e di agosto o settembre 2014, rispettivamente, per i lavoratori e per i pensionati.
Queste le principali novità nei singoli Quadri del Modello “730/2014” determinate da interventi normativi:
– possono presentare il Modello “730” anche in assenza di un sostituto d’imposta tenuto a effettuare il conguaglio, i contribuenti che nel 2013hanno percepito redditi di lavoro dipendente, redditi di pensione e/o alcuni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, e nel 2014 nonhanno un sostituto d’imposta che possa effettuare il conguaglio. Il Modello “730” va presentato a un Caf o a un professionista abilitato enel riquadro “Dati del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio” deve essere barrata la casella “Mod. 730 dipendenti senza sostituto”;
– da quest’anno è possibile utilizzare il credito che risulta dal Modello “730/2014” mediante la compensazione nel Modello“F24” per pagare, oltre che l’Imu dovuta per l’anno 2014, anche le altre Imposte che possono essere versate con il Modello “F24”;
– è elevato l’importo delle detrazioni d’imposta previste per i figli a carico (calcolate da chi presta l’assistenza fiscale in relazione al redditodel contribuente): da Euro 800 a Euro 950 per ciascun figlio a carico di età pari o superiore a 3 anni e da Euro 900 a Euro 1.220 per ciascun figliodi età inferiore a 3 anni. Inoltre, è elevato da Euro 220 a Euro 400 l’importo aggiuntivo della detrazione per ogni figlio con disabilità;
– per le spese relative a interventi di recupero del patrimonio edilizio sostenute nell’anno 2013, la detrazione d’imposta è riconosciutanella misura del 50% (Sezioni III-A e III-B del Quadro “E”);
– ai contribuenti che fruiscono della detrazione per le spese relative ad interventi di recupero del patrimonio edilizio, è riconosciuta una detrazione d’imposta del 50% per le ulteriori spese sostenute dal 6 giugno 2013 per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classenon inferiore alla A+, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione, che spetta su un ammontare complessivonon superiore a Euro 10.000, viene ripartita in 10 rate di pari importo da chi presta l’assistenza fiscale (Sezione III-C del Quadro “E”);
– è riconosciuta per l’anno 2013 la detrazione d’imposta per le spese relative agli interventi finalizzati al risparmio energetico degli edifici, e la misura della detrazione è elevata dal 55% al 65% per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2013 (Sezione IVdel Quadro “E”);
– è riconosciuta una detrazione d’imposta nella misura del 65%, fino ad un ammontare complessivo di spesa non superiore a Euro 96.000 per unità immobiliare, per le spese sostenute dal 4 agosto al 31 dicembre 2013 per gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche, le cui procedure autorizzatorie sono attivate dopo il 4 agosto 2013, su edifici adibiti ad abitazione principale o ad attività produttive ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (Sezione III-A, codice 4 in colonna 2, e Sezione III-B delQuadro E);
– è riconosciuta una detrazione d’imposta del 19% per le erogazioni liberali in denaro in favore del “Fondo per l’ammortamentodei titoli di Stato” (righi da E8 a E12, codice 35);
– le detrazioni relative alle erogazioni liberali a favore delle Onlus e alle erogazioni liberali a favore di Partiti e Movimentipolitici sonoelevate dal 19% al 24% (righi da E8 a E12, codici 41 e 42);
– la detrazione prevista per le erogazioni liberali a favore degli Istituti scolastici di ogni ordine e grado, statali e paritarisenza scopo di lucro, finalizzate all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica e all’ampliamento dell’offerta formativa, è estesa alle erogazioni a favore delle Istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica e delle Università ed alle erogazioni finalizzate all’innovazioneuniversitaria (righi da E8 a E12, codice 31);
– è possibile destinare una quota pari all’8 per mille dell’Irpef all’Unione Buddhista Italiana o all’Unione Induista Italiana, ed è possibilededurre dal proprio reddito complessivo, fino all’importo di Euro 1.032,91, le erogazioni liberali in denaro a favore dell’Unione BuddhistaItaliana e dell’Unione Induista Italiana;
– con riferimento alle somme assoggettate a tassazione in anni precedenti e restituite nel 2013 all’Ente che le ha erogate, l’ammontarenon dedotto nell’anno di restituzione può essere portato in deduzione dal reddito complessivo degli anni successivi; in alternativa, èpossibile chiedere il rimborso dell’imposta corrispondente all’importo non dedotto (rigo E26 cod. 5);
– nel prospetto dei familiari a carico è possibile non indicare il codice fiscale dei figli in affido preadottivo, al fine di salvaguardare la riservatezza delle informazioni ad essi relative. In tal caso, è necessario compilare la nuova casella “Numero figli in affido preadottivo a caricodel contribuente”;
– il reddito degli immobili ad uso abitativo non locati situati nello stesso Comune nel quale si trova l’immobile adibito ad abitazione principale, assoggettati all’Imu, concorre alla formazione della base imponibile dell’Irpef e delle relative Addizionali nella misura del 50%. In questo caso, nella colonna 12 “Casi particolari Imu” va indicato il codice 2;
– nel caso di opzione per la “cedolare secca”, è ridotta dal 19% al 15% la misura dell’aliquota agevolata prevista per i contratti di locazione a canone concordato sulla base di appositi accordi tra le organizzazioni della proprietà edilizia e degli inquilini, relativi ad abitazioni site nei Comuni con carenze di disponibilità abitative e negli altri comuni ad alta tensione abitativa individuati dal Cipe con apposite Delibere (codice 8 o 12 nella colonna “Utilizzo” della Sezione I del Quadro “B”);
– per i fabbricati concessi in locazione, è ridotta dal 15% al 5% la deduzione forfetaria del canone di locazione, prevista in assenzadell’opzione per il regime della “cedolare secca”;
– per i premi di assicurazione sulla vita e contro gli infortuni (righi da E8 a E12, codice 12), l’importo complessivo massimo sul quale calcolare la detrazione del 19% è pari a Euro 630.
Di seguito esaminiamo le principali caratteristiche del Modello “730/2014” che non hanno subìto oppure hanno subìto variazioni rilevanti rispetto alla versione 2013.
E’ stata confermata la casella “Percentuale ulteriore detrazione per famiglie con almeno 4 figli”, riservata ai contribuenti con un numero di figli superiore a 3, per indicare la percentuale riferita alla ulteriore detrazione. Se spettano le detrazioni per figli a carico e se il numero dei figli è superiore a 3, il soggetto che presta l’assistenza fiscale riconosce un’ulteriore detrazione di 1.200 Euro. Questa ulteriore detrazione per famiglie numerose spetta anche quando l’esistenza di almeno 4 figli a carico sussiste solo per una parte dell’anno (nel prospetto dei familiari a carico per uno o più figli il numero dei mesi a carico è inferiore a 12). Questa detrazione non spetta per ciascun figlio ma è un importo complessivo e non varia se il numero dei figli è superiore a 4. La detrazione deve essere ripartita nella misura del 50% tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati e non è possibile decidere di comune accordo una diversa ripartizione come previsto per le detrazioni ordinarie. Nel caso di coniuge fiscalmente a carico dell’altro, la detrazione compete per intero. Se uno solo dei genitori è in possesso dei requisiti (ad esempio, in presenza di 2 figli avuti con un coniuge e 2 figli con un altro coniuge), l’ulteriore detrazione gli spetta per intero, anche se l’altro coniuge non è a suo carico (Circolare n. 19/12, par. 4.2).
Redditi dei terreni – Quadro “A”
– Terreni non affittati
A partire dall’anno 2012, nel caso di terreni non affittati, l’Imu sostituisce l’Irpef e le relative Addizionali sul reddito dominicale, mentre il reddito agrario continua ad essere assoggettato alle ordinarie Imposte sui redditi. Pertanto, chi presta l’assistenza fiscale calcolerà il reddito dei terreni non affittati tenendo conto del solo reddito agrario. Per i terreni affittati, invece, risultano dovute sia l’Imu che l’Irpef. Restano assoggettati ad Irpef, anche se non affittati, i terreni per i quali è prevista l’esenzione dall’Imu. Ad esempio, sono esenti dall’Imu i terreni ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell’art. 15 della Legge n. 984/77. In tal caso, va barrata la casella “Esenzione Imu” (colonna 9). Sono assoggettati ad Irpef i terreni agricoli, nonché quelli non coltivati, di cui all’art. 13, comma 5, del Dl. n. 201/11, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola. Tali terreni sono stati esentati da Imu con il Dl. n. 133/13. Anche per questa categoria di immobili deve essere barrata la casella “Esenzione Imu” (colonna 9).
Redditi dei fabbricati – Quadro B
Per l’anno 2013 non è dovuta l’Imu per l’abitazione principale non di lusso e le relative pertinenze, pertanto il relativo reddito concorrealla formazione del reddito complessivo ai fini Irpef. Tuttavia è prevista una deduzione dal reddito complessivo di un importo fino all’ammontare della rendita catastale dell’unità immobiliare stessa e delle relative pertinenze.
Diversamente risulta dovuta l’Imu per il 2013 e pertanto non sono dovute Irpef e addizionali per alcune particolari tipologie di abitazioniprincipali e pertinenze, come nel caso delle abitazioni principali classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (“abitazioni di lusso”).
In queste ipotesi, poiché il reddito dell’abitazione principale non concorre al reddito complessivo, non spetta la relativa deduzione. Nellacolonna 12 “Casi particolari Imu” deve essere indicato il codice 2.
– Fabbricati non locati
A partire dall’anno 2012, l’Imu sostituisce l’Irpef e le relative addizionali regionali e comunali dovute con riferimento ai redditi dei fabbricati non locati, compresi quelli concessi in comodato d’uso gratuito.
Nella colonna 10 del Quadro B in oggetto deve essere citato l’importo complessivo dell’Imu dovuta dal contribuente per l’anno 2012, riferita all’unità immobiliare indicata nel rigo. Se i dati del fabbricato sono indicati su più righi, l’importo dell’Imu dovuta deve essere riportato solo sul primo rigo del Quadro B in cui il fabbricato è stato indicato.
Pertanto, nel Quadro B devono essere indicati i dati di tutti gli immobili posseduti (salvo quei fabbricati che non producono reddito e quindi non vanno dichiarati, come elencati nelle Istruzioni), ma chi presta l’assistenza fiscale calcolerà il reddito dei fabbricati tenendo conto esclusivamente degli immobili concessi in locazione.
I fabbricati locati sono individuati dai seguenti codici, indicati nella colonna 2 “Utilizzo” dei righi da B1 a B10: “3” locazione a canone libero, “4” equo canone, “8” locazione a canone concordato agevolato, “11” locazione parziale dell’abitazione principale a canone libero, “12” locazione parziale dell’abitazione principale a canone concordato agevolato, “14” locazione agevolata di immobile situato in Abruzzo, e “16” immobile di Società semplice locato.
– Locazioni per finalità abitative – ‘Cedolare secca’
Per le abitazioni concesse in locazione è possibile scegliere il regime di tassazione definito “cedolare secca” sugli affitti (art. 3 Dlgs. n. 23/11), che prevede l’applicazione di un’Imposta che sostituisce, oltre che l’Irpef e le Addizionali regionale e comunale, anche le Imposte di registro e di bollo relative al contratto di locazione. L’opzione per l’applicazione della “cedolare secca” comporta che i canoni tassati con l’Imposta sostitutiva sono esclusi dal reddito complessivo e, di conseguenza, non rilevano ai fini della progressività delle aliquote Irpef.
L’opzione per tale regime spetta esclusivamente al locatore titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale di godimento sull’immobile, per contratti di locazione aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo e relative pertinenze locati per finalità abitative. Il locatore, per beneficiare del regime della “cedolare secca”, deve comunicare preventivamente al conduttore, tramite lettera raccomandata, la scelta per il regime alternativo di tassazione e la conseguente rinuncia, per il corrispondente periodo di durata dell’opzione, ad esercitare la facoltà di chiedere l’aggiornamento del canone a qualsiasi titolo. La base imponibile della cedolare secca è costituita dal canone di locazione annuo stabilito dalle parti, al quale si applica una aliquota del 21% per i contratti disciplinati dal Codice civile o a canone libero. È prevista anche una aliquota agevolata del 19% per i contratti di locazione a canone concordato (o concertato) sulla base di appositi accordi tra le Organizzazioni della proprietà edilizia e degli inquilini (art. 2, comma 3; art. 5, comma 2; art. 8 della Legge n. 431/98) relativi ad abitazioni site nei Comuni con carenze di disponibilità abitative individuati dall’art. 1, comma 1, lett. a) e b), del Dl. n. 551/88 (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia, nonché i Comuni confinanti con gli stessi e gli altri Comuni capoluogo di Provincia) e negli altri Comuni ad alta tensione abitativa individuati dal Cipe con apposite Delibere (codice 8 o 12 nella colonna “Utilizzo” della Sezione I del Quadro B).
L’opzione per il regime della “cedolare secca” si esprime in sede di registrazione del contratto e produce effetti per l’intera durata del contratto, salva la possibilità di revoca. L’opzione viene espressa nella Dichiarazione dei redditi solo per i contratti di locazione per i quali non sussiste l’obbligo di registrazione (contratti di durata non superiore a 30 giorni complessivi nell’anno), salvo che il contribuente provveda alla registrazione volontaria o in caso d’uso del contratto prima della presentazione della Dichiarazione dei redditi. In tal caso l’opzione, deve essere esercitata in sede di registrazione del contratto. In entrambi i casi – opzione in sede di registrazione e opzione in dichiarazione – nella Sezione I del Quadro “B” vanno indicati i dati dell’immobile concesso in locazione e va barrata la casella di colonna 11 “Cedolare secca”, mentre nella Sezione II del Quadro “B” devono essere indicati gli estremi di registrazione del contratto di locazione (nel caso di contratti di durata non superiore a 30 giorni non registrati, va invece barrata la casella “Contratti non sup. 30 gg.”).
Il reddito fondiario assoggettato alla cedolare secca viene aggiunto al reddito complessivo solo per determinare la condizione di familiare fiscalmente a carico, per calcolare le detrazioni per carichi di famiglia, le detrazioni per redditi di lavoro dipendente, di pensione ed altri redditi, le detrazioni per canoni di locazione e per stabilire la spettanza o la misura di agevolazioni collegate al reddito (ad esempio valore Isee e assegni per il nucleo familiare).
Se nella dichiarazione dei redditi il canone di locazione di immobili ad uso abitativo non è indicato o è indicato in misura inferiore a quella effettiva, si applicano in misura raddoppiata le sanzioni amministrative previste dall’art. 1, commi 1 e 2, del Dlgs. n. 471/97.
Redditi di lavoro dipendente e assimilati – Quadro “C”
In questa Sezione vanno indicati i redditi di lavoro di pensione e alcuni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, peri quali spettauna detrazione d’imposta rapportata al periodo di lavoro. In presenza del “Cud” l’importo del reddito è riportato nel punto 1.
– Casella “Rientro in Italia”.
Nella casella va indicato uno dei seguenti codici:
– “1”,se si fruisce in Dichiarazione dell’agevolazione prevista per i lavoratori dipendentiche rientrano in Italia dall’estero. In presenza dei requisiti previsti dalla Legge n. 238/10, i redditi di lavoro dipendente concorrono alla formazione del reddito complessivo nella misura del 20% per le lavoratrici e del 30% per i lavoratori;
– “2”,se si fruisce in Dichiarazione dell’agevolazione prevista per i docenti e ricercatori, che siano non occasionalmente residenti all’estero e abbiano svolto documentata attività di ricerca o docenza all’estero presso centri di ricerca pubblici o privati o università per almeno 2 anni continuativi e che dalla data di entrata in vigore del Dl. n. 185/08 o in uno dei 5 anni solari successivi vengano a svolgere la loro attività in Italia e che conseguentemente divengono fiscalmente residenti nel territorio dello Stato. I redditi di lavoro dipendente concorrono alla formazione del reddito complessivo nella misura del 10%.
Nei casi ordinari, il beneficio è riconosciuto direttamente dal datore di lavoro. Pertanto, la presente casella va compilata esclusivamente nell’ipotesi particolare in cui il datore di lavoro non abbia potuto riconoscere l’agevolazione e il contribuente intenda fruirne, in presenza dei requisiti previsti dalla legge, direttamente nella presente Dichiarazione dei redditi. In tale caso, il reddito di lavoro dipendente va indicato nei righi da C1 a C3 già nella misura ridotta (al 10%, al 20% o al 30%).
Nelle Annotazioni del “Cud 2014”, codice “BM” per lavoratori e lavoratrici e codice “BC” per docenti e ricercatori, è indicato l’ammontare ridotto che ha concorso a formare il reddito, se l’agevolazione è stata riconosciuta dal sostituto, oppure la quota non imponibile, se il sostituto non ha operato l’abbattimento.
Il rigo C4, rinominato “Somme per incremento della produttività”, interessa solo i lavoratori dipendenti del Settore privato che hanno percepito compensi per incrementi della produttività e il datore di lavoro ha assoggettato questi compensi ad imposta sostitutiva (10%), entro i limiti di 2.500 Euro (in questo caso, risultano compilati i punti 251 e 252 del “Cud 2014” o del “Cud 2013”) oppure ha assoggettato gli stessi a tassazione ordinaria (in tale ipotesi, risultano compilati i punti 251 e 254 del Cud 2014 o del “Cud 2013”). In quest’ultimo caso, il sostituto non ha applicato la tassazione agevolata a seguito di espressa richiesta da parte del lavoratore oppure perché ha verificato che la tassazione ordinaria è più favorevole.
Il punto 255 del “Cud 2014” riguarda gli importi che concorrono alla determinazione del reddito imponibile nella misura del 50% del loro ammontare, ai sensi dell’art. 51, comma 6, del Tuir (es. indennità di volo).
Righi da C9 a C13 – I lavoratori dipendenti o pensionati che hanno fruito della sospensione delle ritenute Irpef e delle Addizionali regionale e comunale all’Irpef a seguito di eventi eccezionali devono comunque riportare in questi righi gli importi relativi al totale delle ritenute Irpef e delle Addizionali regionale e comunale all’Irpef comprensivi di quelle non operate per effetto dei Provvedimenti di sospensione. Nel rigo F5 del Quadro “F” va indicato l’importo sospeso. Le Istruzioni rimandano comunque all’Appendice alla voce “Eventi eccezionali” dell’Appendice.
Il rigo C14 “Dati contributo di solidarietà” (Sezione VI – “Altri dati”) riguarda i contribuenti titolari di un reddito complessivo superiore a 300.000 Euro lordi annui per i quali è previsto, a decorrere dall’anno 2011, un “contributo di solidarietà” del 3%, da applicarsi sulla parte eccedente il predetto importo (art. 2, comma 2, del Dl. n. 138/11 e Dm. Mef 21 novembre 2011). Il “contributo di solidarietà” è deducibile dal reddito complessivo.
Acconti, ritenute, eccedenze e altri dati – Quadro “F”
I contribuenti che presentano la dichiarazione congiunta devono compilare ciascuno nel proprio Modello il rigo F1, indicando l’importo degli acconti versati con riferimento alla propria Irpef e alla propria Addizionale comunale all’Irpef e alla propria “cedolare secca”.
Se anche la precedente dichiarazione è stata presentata in forma congiunta, è necessario ripartire tra il dichiarante e il coniuge, in relazione alla quota dovuta da ciascuno, gli acconti relativi all’Irpef, all’Addizionale comunale all’Irpef e alla “cedolare secca” certificati nei punti 21, 22, 24, 26 e 27 del “Cud 2014”. Gli importi degli acconti relativi al dichiarante e al coniuge sono indicati nelle annotazioni al “Cud”.
La colonna 5 del rigo F1 è riservata all’indicazione della prima rata di acconto della “cedolare secca” 2012.
In questa colonna deve essere riportato:
– l’importo indicato nel punto 26 del “Cud 2014” (acconto trattenuto con il Modello “730/2013”);
– l’importo indicato nel Modello di pagamento “F24” con il codice tributo 1840 e l’anno 2013 (versamento di acconto eseguito autonomamente).
La colonna 6 del rigo F1 è riservata all’indicazione della seconda o unica rata di acconto della “cedolare secca” 2012, nella quale deve essere indicato:
– l’importo indicato nel punto 27 del “Cud 2014” (acconto trattenuto con il Modello “730/2013”);
– l’importo indicato nel Modello di pagamento “F24” con il codice tributo 1841 e l’anno 2013 (versamento di acconto eseguito autonomamente).
E’ stata confermata la Sezione VIII “Altri dati”, compilata dai contribuenti ai quali il sostituto d’imposta ha rimborsato per l’anno 2013 somme per detrazioni che non hanno trovato capienza nell’Imposta lorda (credito riconosciuto per famiglie numerose e credito riconosciuto per canoni di locazione).
Nello stesso Quadro è previsto il rigo F12, che interessa solo coloro che hanno indebitamente percepito il “bonus fiscale”, con riferimento ai redditi posseduti nell’anno 2006, o che hanno indebitamente percepito il “bonus straordinario”, con riguardo al reddito complessivo del nucleo familiare relativo all’anno 2007 o 2008.
All’interno del Rigo F13 “Pignoramento presso terzi”, dove devono essere riportati i dati relativi alle ritenute subite in relazione ai redditi percepiti tramite procedura di pignoramento presso terzi.
Quadro “I” –Compensazione dei crediti 730
Da quest’anno è stata prevista la facoltà per i contribuenti di utilizzare il credito risultante dalla Dichiarazione dei redditi Modello “730/2014” per il pagamento, sia dell’Imu dovuta per l’anno 2014 (Dl. n. 223/06), sia per il pagamento di tutti i tributi che possono essere versati con “F24”. Per l’esercizio di tale facoltà, è necessario compilare il Quadro “I1”. Il contribuente che esercita tale facoltà non ottiene nel mese di luglio o agosto da parte del sostituto d’imposta il rimborso degli importi a credito, risultanti dalla Dichiarazione, per la parte corrispondente all’ammontare del credito che ha chiesto di utilizzare per il pagamento dei tributi mediante compensazione nel Modello “F24”. Il contribuente può scegliere di destinare al pagamento dei tributi l’intero ammontare del credito eventualmente risultante dalla liquidazione della Dichiarazione ovvero, in alternativa, specificare l’importo che intende pagare utilizzando il credito risultante dalla Dichiarazione.
Pertanto, il contribuente può barrare la casella 1 ovvero compilare la casella 2.
La curva delle aliquote Irpef in vigore è la seguente:
– 23% per i redditi imponibili fino a Euro 15.000;
– 27% per la parte di reddito imponibile oltre Euro 15.000 fino a Euro 28.000;
– 38% per la parte di reddito imponibile oltre Euro 28.000 fino a Euro 55.000;
– 41% per la parte di reddito imponibile oltre Euro 55.000 fino a Euro 75.000;
– 43% per la parte di reddito imponibile oltre Euro 75.000.
Molte le agevolazioni fiscali dedicate ai giovani. Per i ragazzi che praticano lo sport, di età compresa tra i 5 e i 18 anni, i genitori possono detrarre dall’Imposta lorda il 19% delle spese sostenute per l’iscrizione annuale e l’abbonamento ad Associazioni sportive, palestre, piscine, fino a un massimo di 210 Euro.
Per gli universitari fuori sede che studiano ad almeno 100 Km da casa e stipulano o rinnovano un contratto di locazione, è prevista una detrazione del 19% sul canone d’affitto, da calcolare su un importo massimo di 2.633 Euro annui.
Per quanto riguarda le spese e gli oneri per i quali spetta la deduzione dal reddito complessivo (Sezione II), segnaliamo che (rigo E21) il contributo per il Ssn. pagato sulle R.C. veicoli è dedotto per la parte che supera complessivamente l’importo di 40 Euro.
Nel Modello “730/2013”, oltre alla Sezione III A, denominata “Spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 36, 41 o 50%” (“Interventi di recupero del patrimonio edilizio”), alla Sezione III B “Dati catastali identificativi degli immobili e altri dati per fruire della detrazione del 36% o 50%”, e alla Sezione III C, che deve essere compilata dai contribuenti che fruiscono della detrazione del 50% prevista per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (Sezione III-A) e hanno sostenuto dal 6 giugno al 31 dicembre 2013 per l’acquisto di mobilie di grandi elettrodomestici finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione, è presente la Sezione IV “Spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 55%” (“Interventi di risparmio energetico”). Nella Sezione IV vanno indicate le spese sostenute nell’anno 2012 e/o negli anni dal 2008 al 2011 per interventi finalizzati al risparmio energetico egli edifici esistenti, di qualsiasi categoria catastale, per cui spetta la detrazione d’imposta del 55%, per le spese effettuate dal 2008 al 2012 e dal 1° gennaio 2013 al 5 giugno 2013, e del 65%, per le spese effettuate dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2013. Per le spese sostenute dal 2011 e al 2013, la detrazione è ripartita in 10 rate annuali di pari importo (entro il limite massimo previsto per ciascuna tipologia di intervento effettuato) da chi presta l’assistenza fiscale. Per le spese sostenute nel 2009 e nel 2010, la detrazione è ripartita in 5 rate annuali, mentre per le spese sostenute nel 2008 le rate annuali continuano a essere quelle scelte (da 3 a 10), salvo il caso di rideterminazione del numero delle rate.
Di seguito invece passiamo ad analizzare le parti che potrebbero presentare difficoltà interpretative e di compilazione e che non hanno subìto variazioni rispetto al Modello “730/2013”.
La residenza anagrafica deve essere indicata solo se il contribuente ha variato la propria residenza nel periodo dal 1° gennaio 2013 alla data di presentazione della Dichiarazione in commento, ricordando che la residenza si considera modificata anche nel caso di variazione dell’indirizzo nell’ambito dello stesso Comune.
In caso di cambio di residenza, occorre indicare, rispettivamente:
– i dati della nuova residenza alla data di consegna del Modello “730”, avendo cura di riportare negli appositi spazi, per esteso senza abbreviazione, i dati relativi al Comune, alla sigla della Provincia, al Cap, all’indirizzo, al numero civico ed eventualmente alla frazione;
– il giorno, il mese e l’anno in cui è intervenuta la variazione.
La residenza anagrafica deve essere altresì indicata dai contribuenti che presentano per la prima volta la Dichiarazione dei redditi, i quali devono anche barrare la casella.
Domicilio fiscale ai fini delle Addizionali regionale e comunale
E’ stato confermato il “Domicilio fiscale al 01/01/2013”, dove deve essere indicato il vecchio domicilio se la variazione è avvenuta a partire dal 3 novembre 2012, o il nuovo domicilio se la variazione è avvenuta entro il 2 novembre 2012 (gli effetti della variazione decorrono da sessantesimo giorno successivo a quello in cui essa si è verificata).
Riportiamo di seguito le nuove scadenze, ai sensi dell’art. 37, comma 12, della Legge n. 248/06, di conversione del Dl. n. 223/06, per l’assistenza fiscale richiesta al sostituto d’imposta:
(Per i pensionati a partire dal mese di agosto o di settembre 2014) Riceve la retribuzione con i rimborsi o con le trattenute delle somme dovute. In caso di rateizzazione dei versamenti di saldo e degli eventuali acconti è trattenuta la prima rata.
Le ulteriori rate, maggiorate dell’interesse dello 0,33% mensile, saranno trattenute dalle retribuzioni nei mesi successivi. Se la retribuzione è insufficiente per il pagamento delle imposte (ovvero degli importi rateizzati) la parte residua, maggiorata dell’interesse nella misura dello 0,4% mensile, sarà trattenuta dalle retribuzioni dei mesi successivi. Trattiene le somme dovute per le imposte o effettua i rimborsi. In caso di rateizzazione dei versamenti di saldo e degli eventuali acconti trattiene la prima rata. Le ulteriori rate, maggiorate dell’interesse dello 0,33% mensile, le tratterrà dalle retribuzioni nei mesi successivi.
Entro il 30giugno 2014 Trasmette telematicamente all’Agenzia delle Entrate le Dichiarazioni predisposte.
Con il Modello “730/2014”, il contribuente può decidere di destinare l’8 per mille del gettito Irpef allo Stato oppure ad un’istituzione religiosa.
E’ ancora possibile per il contribuente destinare il 5 per mille dell’Irpef a sostegno delle Onlus o delle Associazioni di promozione sociale, nonché al finanziamento degli Enti della ricerca scientifica e dell’Università o degli Enti della ricerca sanitaria ed al finanziamento delle attività sociali svolte dal Comune di residenza.
Il dichiarante infatti ha la possibilità di destinare una quota pari al 5 per mille della propria Irpef:
– al sostegno delle Organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui all’art. 10 del Dlgs. n. 460/97;
– al sostegno delle Associazioni di promozione sociale iscritte nei Registri nazionali, regionali e provinciali, previsti dall’art. 7, commi 1, 2, 3 e 4, della Legge n. 383/00;
– a favore delle Associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, comma 1, lett. a), del Dlgs. n. 460/97;
– al finanziamento agli Enti della ricerca scientifica e dell’Università;
– al finanziamento agli Enti della ricerca sanitaria;
– al sostegno alle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici;
– al sostegno delle attività sociali svolte dal Comune di residenza;
– al sostegno alle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal Coni a norma di legge che svolgono una rilevante attività di interesse sociale (Dm. Mef 2 aprile 2009).
Per esprimere la scelta per la destinazione dell’8 e del 5 per mille, non alternative tra loro, i contribuenti devono apporre la propria firma nel riquadro corrispondente ad una soltanto delle finalità destinatarie delle quote dell’Irpef ed indicare, dove richiesto, anche il codice fiscale dello specifico soggetto cui intendono destinarla. Tale scelta non determina maggiori Imposte da pagare.
Anche i contribuenti esonerati dall’obbligo di presentazione della Dichiarazione possono comunque effettuare la scelta per la destinazione dell’8 e del 5 per mille dell’Irpef utilizzando l’apposita scheda. In tal caso, la scheda può essere inoltrata, entro lo stesso termine di scadenza previsto per la presentazione della Dichiarazione dei redditi Modello “Unico 2014/Persone Fisiche”, con le seguenti modalità:
– in busta chiusa allo sportello di una banca o di un Ufficio postale, che provvederà a trasmetterlo all’Amministrazione finanziaria, con l’indicazione “Schede per le scelte della destinazione dell’otto e del cinque per mille dell’Irpef (Mod. 730-1)”, nonché il codice fiscale, il cognome e nome del contribuente. Il servizio di ricezione delle scelte da parte delle banche e degli Uffici postali è gratuito;
– ad un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (professionisti, Caf o altri). Quest’ultimo deve rilasciare, anche se non richiesta, una ricevuta attestante l’impegno a trasmettere la scelta.
Fatturazione elettronica: circa 7.700.000 i file fattura, in calo gli errori
Con una Nota diffusa nei giorni scorsi sul proprio Portale istituzionale, l’Agid ha diffuso i dati relativi alla fatturazione elettronica
Delega fiscale: pubblicato in G.U. il Decreto legislativo di revisione del sistema sanzionatorio penale e amministrativo
Entra in vigore dal 22 ottobre 2015 il Dlgs. 24 settembre 2014, n. 158 (“Revisione del sistema sanzionatorio in attuazione