Source: http://www.settimanafiscaledigital.ilsole24ore.com/edizione/201947
Timestamp: 2020-08-05 02:33:18+00:00
Document Index: 65316140

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 2', 'art. 10', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 32', 'art. 10', 'art. 17', 'sentenza ']

Numero 47 13 dicembre 2019
Imposte di registro e successione, Iva e agevolazioni
Fatture e corrispettivi on line: Faq e risposte delle Entrate
Nelle ultime settimane l’Agenzia delle Entrate è intervenuta con numerosi chiarimenti, sia tramite Faq (nn. 55, 98, 126, 143, 144, 147, 148, datate 20 novembre 2019) che tramite Risposte ad interpelli (nn. 434, 436 437 454, 476, 486, 489 di ottobre/novembre 2019), con riferimento, in particolare, a fatture elettroniche , invio dei corrispettivi e adesione al servizio di consultazione .
I contribuenti tenuti a effettuare le liquidazioni periodiche Iva , mensili o trimestrali, sono obbligati al versamento dell’acconto dell’imposta, relativo all’ultimo periodo del 2019, ai sensi dell’ art. 6, co. 2-5- quater , L. 29.12.1990, n. 405 , e successive modificazioni. Tale versamento deve essere effettuato entro il 27 dicembre prossimo . Tale scadenza non deve essere osservata dai soggetti esonerati dal versamento e da coloro che sono nelle condizioni di esclusione dallo stesso. L’importo dovuto può essere calcolato scegliendo alternativamente tra tre metodi : storico , previsionale o analitico .
Alla fine di ogni anno si procede con la chiusura generale dei conti , al fine di giungere alla formazione del bilancio e alla determinazione del risultato d’esercizio . Questo poiché le rilevazioni contabili durante l’esercizio vengono eseguite in base al criterio della manifestazione numeraria documentale e in molti casi i componenti di costo e di ricavo emergenti dai documenti oggetto di registrazione non sono determinati in base al criterio della competenza temporale (si pensi, ad esempio, ad una fattura per un canone di locazione emessa a novembre per il periodo novembre-dicembre-gennaio). E ancora, è possibile che alcuni costi o ricavi dell’esercizio alla data di chiusura dello stesso non abbiano ancora trovato manifestazione in un documento oggetto di registrazione.
Secondo quanto previsto dall' art. 2, D.P.C.M. 153/2013 è riconosciuta la concessione di una serie di prestazioni sociali agevolate solamente a favore di quei soggetti che possiedono determinati requisiti di natura economica. Tali requisiti vengono attestati tramite l' Isee (Indicatore della situazione economia equivalente) e calcolati tramite la Dsu (Dichiarazione sostitutiva unica). L’ art. 10, D.Lgs. 147/2017 prevede che, a decorrere dal 2019, la Dsu a fini Isee sia precompilata dall’Inps, con la collaborazione dell’Agenzia delle Entrate e demanda ad un decreto ministeriale l’approvazione delle relative regole attuative. A tal fine il D.M. 9.8.2019 del Ministero del Lavoro ha individuato le modalità tecniche di accesso alla Dichiarazione Isee precompilata resa disponibile dall’Inps in via telematica.
Autoscuole: esclusa l'esenzione Iva
L’Agenzia delle Entrate, con la R.M. n. 79/E del 2 settembre 2019 , in recepimento della sentenza della Corte di Giustizia Ue nella causa C-449/17 del 14 marzo 2019 , ha escluso , con effetto retroattivo , l’ esenzione Iva per i corsi di scuola guida delle autoscuole. La natura di sentenza pregiudiziale interpretativa della Corte europea che, di norma, ne comporta la retroattività, ha indotto il legislatore nazionale, che ha ritenuto l’art. 10, co. 1, n. 20, D.P.R. 633/1972 (sul quale è stata fondata l’esenzione Iva) difforme dalla norma europea, ad intervenire e con l’ art. 32, D.L. 26 ottobre 2019, n. 124 (cd. Decreto «crescita») a modificarlo con l’intento di farlo valere con decorrenza gennaio 2020 e, in tal modo, escludere l’ effetto retroattivo della decisione europea sulle annualità ancora accertabili.
Il modello F24 è l’unico documento idoneo a provare l’effettiva sussistenza e consumazione del delitto di omesso versamento di imposta a seguito di indebita compensazione di cui all’art. 10-quater del D.Lgs. 74/2000. Non è, dunque, sufficiente a integrare il reato un mancato versamento, ma occorre che lo stesso risulti, a monte, formalmente giustificato da una compensazione effettuata ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. 241/1997, tra somme dovute all'Erario e crediti verso il contribuente, in realtà non spettanti o inesistenti. Sono queste le principali conclusioni cui è giunta la Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44737 depositata il 5 novembre 2019 , pronunciandosi su un caso in cui l'esecuzione delle compensazioni ritenute indebite era stata desunta soltanto dalle annotazioni sul libro giornale e dalle dichiarazioni Iva, senza dare atto, però, come necessario, della realizzazione delle compensazioni ritenute indebite nei corrispondenti modelli F24 via via presentati nel corso dell'anno d'imposta.