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Timestamp: 2018-09-20 09:42:05+00:00
Document Index: 48516513

Matched Legal Cases: ['art. 735', 'art. 735', 'art. 735', 'art. 735', 'art. 735', 'art. 735']

Codice civile Art. 735 codice civile: Preterizione di eredi e lesione di legittima
Legittimari: [v. 536]; Nullità: [v. Libro IV, Titolo II, Capo XI].
Preterizione: fenomeno, tipico della successione a causa di morte, che esprime l’esclusione dalla divisione testamentaria, voluta o per mera dimenticanza, di un erede già istituito o di un legittimario [v. 536].
Eredi istituiti: soggetti cui il testatore ha attribuito una quota di eredità attraverso il testamento [v. 587].
Quota di riserva: parte di eredità di cui il testatore non può liberamente disporre perché riservata dalla legge agli stretti congiunti del defunto [v. 536].
Azione di riduzione: azione che ha per scopo la reintegrazione della quota di legittima [v. 536]. Essa è diretta a far dichiarare l’inefficacia delle disposizioni testamentarie e delle donazioni che eccedono la quota di cui il testatore poteva liberamente disporre.
La norma in esame mira a tutelare le ragioni dei legittimari e degli eredi istituiti e si pone come limite all’autonomia testamentaria.
Benché, per il principio di intangibilità della quota di riserva, i diritti del legittimario vadano soddisfatti con beni (o denaro) provenienti dall'asse ereditario, pur senza l'osservanza di un criterio qualitativo, e ex art. 735 c.c. sia nulla (se si risolve in una preterizione del legittimario), nonché riducibile (se ne leda la quota di riserva) la clausola con cui il testatore dispone che le ragioni ereditarie di un riservatario siano soddisfatte dagli eredi con una somma di denaro estranea al “relictum”, il “de cuius” che procede direttamente alla divisione dei beni ereditari può ricorrere allo strumento del conguaglio in denaro, per correggere le diseguaglianze in natura delle quote.
Cassazione civile sez. II 22 giugno 2005 n. 13380
L'esistenza di un lascito testamentario di usufrutto generale dei beni in favore del legittimario, inerente a divisione fatta dal testatore, non dà luogo a preterizione di legittimario ai sensi dell'art. 735, comma 1, c.c., ma può dar luogo eventualmente solo a una lesione di legittima, senza incidenza sulla validità del testamento e con semplice possibilità di esperimento dell'azione di riduzione ai sensi dell'art. 735, comma 2, c.c.
La divisione fatta dal testatore con preterizione di qualcuno dei legittimari è nulla ex art. 735, comma 1, c.c.; tale nullità fa venire meno la base per l'esperimento dell'azione di riduzione da parte del legittimario preterito dalla stessa divisione.
Il principio di intangibilità della legittima comporta che i diritti del legittimario debbano essere soddisfatti con beni o denaro provenienti dall'asse ereditario, con la conseguenza che la eventuale divisione operata dal testatore contenente la disposizione per la quale le ragioni ereditarie di un riservatario debbano essere soddisfatte dagli eredi tra cui è divisa l'eredità mediante corresponsione di somma di denaro non compresa nel relictum è affetta da nullità ex art. 735, comma 1, c.c.
In forza del principio di intangibilità della quota di legittima, i diritti del legittimario vanno soddisfatti con beni o denaro provenienti dall'asse ereditario. Pertanto, la disposizione con cui il testatore disponga che le ragioni ereditarie di un riservatario siano soddisfatte dagli eredi tra cui è diviso l'asse ereditario, con la corresponsione di una somma di denaro non ricompresa nel "relictum", è affetta da nullità, che può essere fatta valere dal legittimario con l'azione di cui all'art. 735, comma 1 c.c., contestualmente all'azione di riduzione (e a quella di divisione).
Cassazione civile sez. II 23 marzo 1992 n. 3599