Source: https://www.viaggiareleggeri.com/forum/56/47457/il-web-master-non-e-responsabile
Timestamp: 2019-07-17 16:53:12+00:00
Document Index: 29020867

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 17', 'art. 10', 'art. 6']

Il Web Master non e' responsabile [Forum]
Il Web Master non e' responsabile
- Ricordo la preoccupazione espressa da VL, per eventuali azioni risarcitorie nei suoi confronti per le notizie pubblicate da terzi su questo sito.
- Una recente sentenza della Corte di appello di Milano stabilisce che il Web master non ha il dovere-potere di verifica preventiva dei contenuti perché ciò colliderebbe contro la libera manifestazione del pensiero.
- E' sufficiente la verifica "a posteriori", eventualmente dietro richiesta del terzo che si sente offeso/danneggiato.
- Con la precisazione che con questa sentenza (21.12.2012) è stata ribaltata la decisione di primo grado, che invece aveva condannato il Web master a sei mesi di reclusione per violazione della privacy...
- Quindi, fino ad una definitiva pronuncia della cassazione, non è che il caro VL possa dormire sonni assolutamente tranquilli...
- La notizia è comunque positiva per chi scrive su internet nel rispetto del prossimo ed utilizza linguaggio di per sè non offensivo.
27/02/2013 14:33:22 , andreaG
Applicabilita' internazionale delle leggi italiane
Dubbio delle ore tredici e diciassette: le leggi italiane sono applicabili a qualsiasi sito, italiano o "estero"? Un sito non ospitato in Italia,il cui titolare non risiede in Italia, e' "italiano" in quanto il linguaggio utilizzato e' l'italiano?
Dubbio causato dalla mancanza di zuccheri, probabilmente... ;)
01/03/2013 13:20:28 , ViaggiareLeggeri
Regole di giurisdizione
- conta il luogo dove viene "commesso" il reato, es. diffamazione, violazione privacy ecc... contro persone residenti in Italia e/o che si trovano in Italia, mentre resta irrilevante il luogo dove si trova il server (artt. 3 e 7 cod. pen.; art. 10 cpp) e/o la residenza degli "imputati";
- la vicenda giudicata dalla Corte meneghina riguardava un video realizzato in Italia con grave violazione della privacy di persona residente in Italia, video pubblicato on line tramite server all'estero, ed erano imputati gli autori materiali del video in concorso con i legali rappresentanti del sito (persone straniere, poi assolte...);
- del resto, se il sito si rivolkge a pubblico italiano e raccoglie pubblicità in Italia, direi che sarebbe irragionevole sottrarre alla giurisdizione italiala il controllo di eventuali violazioni;
- se, a seguito di diffida, il sito non rimuove i contenuti diffamatori (oltre al processo penale di dubbia utilità) si possono ottenere provvedimenti cautelari: in parole povere l'oscuramento del sito in Italia
01/03/2013 22:41:28 , andreaG
Lingua come identificativo?
Ripensavo a
(...) se il sito si rivolkge a pubblico italiano e raccoglie pubblicità in Italia
In realta', il sito ha contatti pubblicitari solo con agenzie straniere. Di solito si tratta di agenzie di marketing basate nel resto d'Europa e in cui a volte (non sempre) lavora personale italiano. Altra parte delle minuscole entrate pubblicitarie del sito provengono - non e' un segreto - da Google Adsense, ma non dalla sede italiana.
In quanto al rivolgersi al pubblico italiano ... stiamo osservando la questione da un punto di vista legale, per cui possiamo permetterci di spaccare il capello: l'uso di una lingua non e' di per se' sufficiente ad identificare un target pubblicitario. Scrivo in italiano, il che non significa necessariamente che mi stia rivolgendo ad un pubblico di nazionalita' italiana.
Se scrivessi in cinese semplificato potrei tranquillamente negare d'avere come target i cittadini cinesi: ci sono centinaia di milioni di utenti di Internet che leggono e scrivono in cinese semplificato, che non vivono in Cina e non sono "cinesi" come nazionalita'. Il parallelo con l'italiano puo' essere piu' difficile, ma resta il fatto che buona parte degli articoli pubblicati sono scritti in italiano ma parlano di vita all'estero.
E in base alle statistiche sulle visite al sito, una quota rilevante dei lettori non risiede in Italia e potrebbe non essere italiana. Altri lettori sono stranieri residenti in italia, come avrai notato nel forum. Altri ancora sono ex italiani (come diventarlo) o italiani residenti all'estero con doppia cittadinanza.
Infine, i rapporti con gli utenti del sito sono regolati dalla legge inglese (comma 16).
Detto questo, meno grane legali ci sono, meglio e'...
13/06/2013 12:50:48 , ViaggiareLeggeri
Spaccare il capello...
proseguendo con la esposizione delle opinioni personali:
- l'art. 17 (non 16) delle CGC (condizioni generali di contratto) regola appunto i rapporti "interni" tra gli utenti ed il sito VL, non c'entra nulla in caso di (ipotetiche) contestazioni da parte di terzi (non utenti), che deducano di esser stati diffamati e/o danneggiati;
- come scrivevo sopra, ci si può rivolgere al giudice italico (c.d.giurisdizione italiana) se il reato, es. diffamazione, violazione privacy ecc... è stato commesso contro persone residenti in Italia e/o che si trovano in Italia (artt. 3 e 7 cod. pen.; art. 10 cpp);
- il luogo dove viene "commesso" il reato NON è quello dove si trova il (preteso) responsabile, ma quello dove si riverberano gli effetti della condotta (art. 6 comma 2 cod.pen.).
- Se il reato viene commesso interamente all'estero (es. diffamazione di una ipotetica compagnia aerea irlandese -wink!-, con attribuzione inveritiera di comportamenti disdicevoli per un volo tra Stansted e Budapest... -scusate il ragionamento...involuto-, a danno di passeggeri residenti... in Polonia.. ri-wink!) il giudice italico...non ci azzecca.
- Concordo invece che il fatto di scrivere gli articoli in lingua italiana non è di per se' rilevante;
13/06/2013 14:25:39 , andreaG
Questa volta il WEBMASTER...è stato sanzionato
a parziale... rettifica dei miei precedenti post, segnalo questa recente decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo (caso 64569/09). La CEDU (brutto...acronimo) ha stabilito che un portale d'informazione può essere ritenuto responsabile se non interviene, per prevenire, moderare o cancellare commenti anonimi offensivi, diffamatori o minacciosi.
http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2013-10-11/siti-internet-condannabili-post-154931.shtml?uuid=Ab8NnysI
Se ho ben capito, la responsabilità è di tipo...pecuniario (risarcimento danni morali) ed è scattata perchè il portale:
a) ha omesso di rimuovere i post offensivi/minacciosi, benchè la parte lesa l'avesse richiesto;
b) non ha rivelato i dati identificativi dei commentatori anonimi (IP);
c) ha tratto vantaggio economico (maggiori ricavi pubblicitari ecc...)
per il richiamo costituito dai post offensivi.
22/11/2013 21:17:53 , andreaG
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