Source: http://guide.directio.it/guide-interattive/guida-adempimenti-pmi/indice/adempimenti-periodici/08-gestione-adempimenti-fiscali/08_12-lacconto-iva-annuale.aspx
Timestamp: 2020-08-11 07:10:13+00:00
Document Index: 178850716

Matched Legal Cases: ['art. 74', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 15']

L'acconto IVA annuale
I soggetti obbligati agli adempimenti di liquidazione e versamento periodico, devono provvedere, entro il 27 dicembre di ciascun anno, al versamento di un acconto relativo all’ultima liquidazione dell’anno.
Per i contribuenti che adottano la liquidazione IVA mensile l’acconto è pari, in via generale, all’88% del versamento eseguito per il mese di dicembre dell’anno precedente (es. liquidazione dicembre 2011: IVA a debito pari a 5.000,00; acconto IVA dicembre 2012: 5.000,00 x 88%= 4.400,00).
Per i contribuenti trimestrali l’acconto IVA è pari all’88% del versamento eseguito per il quarto trimestre dell’anno precedente.
E’ comunque previsto che il contribuente possa, se ritiene che l’importo da versare sia inferiore rispetto a quanto versato nello stesso periodo dell’anno precedente:
pagare l’88% di questo minor valore (metodo previsionale);
considerare l’imposta calcolata sulle operazioni (attive e passive) effettuate fino al 20 dicembre e versare il 100% di questa particolare liquidazione IVA anticipata (metodo della pre-liquidazione).
Occorre però tener presente che qualora l’acconto Iva versato risulti incapiente, non sarà possibile regolarizzarlo in sede di dichiarazione Iva, ma occorrerà conteggiare interessi e sanzioni fino alla data in cui si provvederà al versamento.
Sono esclusi dall'obbligo di versamento:
i contribuenti che hanno iniziato l'attività nel corso del 2015;
i contribuenti che devono versare un acconto inferiore ai 103,29 €;
i contribuenti che hanno cessato o cesseranno l'attività nel corso del 2015, ma in ogni caso anteriormente all'1/12/2015 (se contribuenti mensili), o all'1/10/2015 (se contribuenti trimestrali);
i contribuenti mensili che nel mese di dicembre dell'anno precedente, hanno evidenziato un credito IVA (indipendentemente dal fatto che che possono aver chiesto o meno il rimborso di tale credito);
i contribuenti trimestrali se dalla liquidazione relativa al quarto trimestre dell'anno precedente, risultava un credito IVA;
i contribuenti che prevedono di chiudere l'ultima liquidazione dell'anno precedente con un'eccedenza detraibile d'imposta;
i contribuenti in regime agricolo di esonero ex art. 74 comma 6 del DPR 633/72;
le società e le associazioni sportive dilettantistiche e le associazioni in genere che applicano il regime forfetario di cui alla L 398 del 1991;
i contribuenti che aderiscono al regime di vantaggio per l'imprenditoria giovanile;
i contribuenti che fruiscono del regime forfetario ex art. 1 comma 54-89 della L 190 del 2014;
Illustriamo ora i diversi metodi per procedere al calcolo del versamento dell'accono IVA:
METODO MODALITA' CALCOLO BASE IMPONIBILE
Metodo storico 88% di quanto versato in base all'ultima liquidazione periodica dell'anno precedente
il contribuente mensile farà riferimento alla liquidazione IVA del mese di dicembre dell'anno precedente;
il contribuente trimestrale dovrà guardare la liquidazione IVA relativa al quarto trimestre dell'anno precedente;
il contribuente trimestrale per "opzione" dovrà guardare la dichiarazione annuale relativa all'anno precedente
Metodo previsionale 88% di quanto si prevede di dover versare con l'ultima liquidazione periodica dell'anno il contribuente dovrà fare una stima delle fatture attive da emettere e di quelle passive da ricevere entro il 31 dicembre
Metodo analitico 100% del dato effettivo, cioè l'intero importo che risulta dalla liquidazione dell'imposta al 20 dicembre
il contribuente trimestrale dovrà guardare il periodo 1/10 - 20/12;
il contribuente mensile invece dovrà guardare il periodo 1/12- 20/12.
entrambi i contribuenti devono prendere in considerazione non solo le operazioni già registrate ma anche le operazioni per le quali si siano verificati i presupposti che integrano il momento impositivo
L'importo che i contribuenti versano a titolo di acconto per l'anno deve essere scomputato:
dalla liquidazione relativa al mese di dicembre (per i contribuenti mensili);
dalla liquidazione relativa all'ultimo trimestre (per i contribuenti trimestrali);
dal saldo relativo all'anno (per i contribuenti trimestrali per "opzione")
L'acconto versato deve essere indicato nel modello IVA utilizzando i seguenti codici tributo:
Non è possibile rateizzare il versamento dell'acconto e non è possibile compensare crediti IVA con debiti relativi ad IVA ed ad altre imposte, contributi o premi in misura superiore ad € 700.000 per ciascun anno solare.
Se l'acconto è di ammontare pari o superiore a € 103,29 deve essere versato in un unica soluzione, in via telematica utilizzando il modello F24. .
Si ricorda che per le somme non versate oppure versate in misura minore rispetto al dovuto si applica la sanzione amministrativa nella misura del 30% dell'imposta non versata.
Gli omessi o insufficienti versamenti dell'acconto potranno essere regolarizzati ai sensi dell'art. 13 D.lgs 472/1197 (ravvedimento operoso). In questo caso durante la compilazione del modello F24 oltre ad utilizzare i codici tributo sopra indicati, bisogna anche utilizzare i seguenti codici tributo:
1991 per gli interessi
Ai fini dell’acconto IVA, le PA che sono soggetti passivi IVA e le società devono tenere conto dell’imposta versata all’Erario nell’ambito della scissione dei pagamenti (art. 5, comma 2-bis, del D.M. 23 gennaio 2015).
In caso di applicazione del metodo storico (art. 2, comma 4, del D.M. 27 giugno 2017):
• le PA e società che versano l’IVA all’Erario direttamente, secondo la modalità prevista dal comma 01 dell’art. 5 del D.M. 23 gennaio 2015, devono operare un ulteriore versamento di acconto, determinato sulla base dell’ammontare dell’imposta da scissione dei pagamenti divenuta esigibile nel mese di novembre 2017, ovvero, in caso di liquidazione trimestrale, nel terzo trimestre del 2017;
• le PA e società che, invece, annotano le fatture nel registri delle fatture emesse o dei corrispettivi, ai sensi del comma 1 dell’art. 5 del D.M. 23 gennaio 2015, devono determinare l’acconto sulla base di calcolo come definito per la categoria di contribuenti cui appartengono (mensile, trimestrale, ecc.); a tale base dovrà essere aggiunto l’ammontare dell’imposta divenuta esigibile secondo le disposizioni sulla scissione dei pagamenti nel mese di novembre 2017 per i contribuenti con liquidazione mensile, ovvero, in caso di liquidazione trimestrale, nel terzo trimestre del 2017.
La legge di stabilità anticipa al 1° gennaio 2016 le riduzioni delle sanzioni previste dal nuovo regime sanzionatorio
 DPR 633/1972
 L. 398/1991
 Legge 31 dicembre 1990 n. 405 art. 6
 Decreto Legge 22 maggio 1993 n. 155 art. 15
 Art.13 D.lgs 472/1997
 Art.13 - D.Lgs 471/1997
 Acconto IVA- Fondazione Nazionale Commercialisti
 Cambio di regime
 Contabilità separate
Stampato il 11/08/2020 alle 09.10
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