Source: https://www.portale231.com/2020/07/21/direttiva-pif/
Timestamp: 2020-08-06 16:52:06+00:00
Document Index: 24047701

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art.5', 'art. 24', 'art. 356', 'art. 2', 'art.25', 'art. 314', 'art. 25', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 10', 'art. 25']

Direttiva PIF e Responsabilità amministrativa degli enti - Portale 231
Il 6 luglio 2020 è stato approvato in esame definitivo dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli Affari Europei, Vincenzo Amendola, e del Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, il Decreto Legislativo (D.Lgs. 14 luglio n. 75/2020) di attuazione della Direttiva PIF (Direttiva (UE) 2017/1371), che prevede modifiche alla disciplina di diversi reati e un’estensione del novero dei reati presupposto ex D.Lgs n. 231/2001. Il D.Lgs n. 75/2020 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 luglio 2020 [1].
Il testo della Direttiva PIF era stato approvato dal Parlamento e dal Consiglio Europeo il 5 luglio 2017, con l’obiettivo di armonizzare il diritto penale degli Stati membri per i tipi di condotte fraudolente più gravi nel settore finanziario e garantire la tutela degli interessi finanziari dell’Unione ai sensi del diritto amministrativo e del diritto civile.
Ma quali sono le principali novità del D.Lgs n. 75/2020, che entrerà in vigore a partire dal 30 luglio 2020?
La prima novità riguarda il Codice Penale: vengono infatti introdotte aggravanti speciali ai reati previsti dagli artt. 316 (peculato mediante profitto dell’errore altrui), 316 ter (indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato), 319 quater (induzione indebita a dare o promettere utilità), nei casi in cui il fatto offende gli interessi finanziari dell’Unione Europea e il danno o il profitto sono superiori a 100.000 euro. Novellati anche gli artt. 322 bis e 640 c.p. con la previsione di un’estensione della punibilità, anche in caso di attività illecite ai danni dell’UE [2].
Con il D.Lgs n. 75/2020, sono state inoltre effettuate modifiche sul Testo Unico delle disposizioni legislative in materia doganale (D.P.R. 23 gennaio 1973, n.43) e della Legge 23 dicembre 1986, n.898 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 ottobre 1986, n. 701, recante misure urgenti in materia di controlli degli aiuti comunitari alla produzione dell’olio di oliva. Sanzioni amministrative e penali in materia di aiuti comunitari al settore agricolo).
La seconda principale novità riguarda la previsione della punibilità del tentativo per alcuni reati tributari, di norma non prevista dall’art. 6 del D. Lgs. n.74/2000 [3]. Nello specifico il decreto attuativo prevede la punibilità del tentativo per i reati di cui agli artt. 2 (dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti), 3 (dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici) e 4 (dichiarazione infedele) del D.Lgs n. 74/2000, in caso di fatti transnazionali (all’interno dell’Unione), se commessi al fine di evadere l’IVA per un importo non inferiore a 10 milioni di euro.
La terza radicale novità del decreto attuativo, riguarda l’estensione del novero dei reati presupposto ex D.Lgs n.231/2001 (art.5 D.Lgs. n. 75/2020).
È stata sostituita la rubrica dell’art. 24 “Indebita percezione di erogazioni, truffa in danno dello Stato, di un ente pubblico o dell’Unione europea o per il conseguimento di erogazioni pubbliche, frode informatica in danno dello Stato o di un ente pubblico e frode nelle pubbliche forniture”, estendendo la responsabilità delle società ai delitti di:
Frode nelle pubbliche forniture (art. 356 c.p.)
Frode ai danni del Fondo europeo agricolo di garanzia e del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (art. 2 L. 898/1986)
Modificata anche la rubrica dell’art.25 “Peculato, concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione e abuso di ufficio”, con l’introduzione nel novero dei reati contro la P.A. di:
Peculato, escluso il peculato d’uso (art. 314, comma 1, c.p.)
Peculato mediante profitto dell’errore altrui (316 c.p.)
Abuso d’ufficio (323 c.p.)
All’art. 25 quinquiesdecies del D.Lgs n. 231/2001 vengono introdotti nuovi reati tributari:
Dichiarazione infedele (in caso di gravi frodi IVA transfrontaliere, art. 4 D.Lgs. 74/200)
Omessa dichiarazione (in caso di gravi frodi IVA transfrontaliere, art. 5 D.Lgs. 74/200)
Indebita compensazione (in caso di gravi frodi IVA transfrontaliere, art. 10 quater D.Lgs. 74/200)
Infine viene aggiunto l’art. 25 sexiesdecies, che prevede il reato di Contrabbando (D.P.R. 43/1973), modulando la sanzione a seconda che il reato ecceda o meno la soglia di 100.000 euro, oltre la quale la lesione degli interessi finanziari dell’UE deve ritenersi considerevole.
Tutte queste novità in ambito 231, che comportano l’ampliamento dei casi in cui l’impresa possa incorrere in responsabilità amministrativa ed essere soggetta a sanzioni pecuniarie e/o interdittive, rendono necessario per le imprese stesse l’aggiornamento o l’implementazione ex novo del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo.
Il frequente inserimento di nuovi reati nelle categorie previste dal D.Lgs. n. 231/2001 rafforza questa necessità per le imprese, le quali, in mancanza di un solido sistema dei controlli, rischiano di incorrere sia in sanzioni più o meno elevate, sia in un danno reputazionale per l’immagine dell’impresa stessa.
Ad oggi la raccomandazione è quella di adeguarsi a quanto prevede il D.Lgs 231/2001, così come da ultime integrazioni previste dal decreto attuativo della Direttiva PIF, con un’efficace valutazione dei rischi di impresa e l’implementazione di un solido sistema dei controlli.
[1] GU Serie Generale n.177 del 15-07-2020
[2] Art. 322 bis c.p. “Peculato, concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione e istigazione alla corruzione di membri delle Corti internazionali o degli organi delle Comunità europee o di assemblee parlamentari internazionali o di organizzazioni internazionali e di funzionari delle Comunità europee e di Stati esteri” e Art. 640 c.p. “Truffa”
[3] D.Lgs. n. 74 del 10 marzo 2000: Legge sui Reati Tributari
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Federica Battioli, laureata in Giurisprudenza, master di II livello in Diritto penale dell’Impresa (MiDPI), è Consultant presso PK Consulting dove si occupa di conformità legislativa. Ha condotto attività in diversi settori merceologici e ricopre l’incarico di segreteria OdV presso numerose aziende e società. È auditor qualificato per i sistemi di gestione.
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Mirko La Porta	Luglio 15, 2020	Nessun commento