Source: http://cipiri4.blogspot.com/2013/01/
Timestamp: 2020-02-21 06:10:02+00:00
Document Index: 163428921

Matched Legal Cases: ['art. 595', 'art. 494', 'art 613', 'sentenza ', 'art. 402', 'sentenza ']

PC: gennaio 2013
Reati perseguibili su Facebook
CheckBlackList, pagina creata e gestita da professionisti nel settore dell'Informatica, ci offre un elenco esaustivo dei reati che possono essere perseguiti su Facebook:
Qualunque attività effettuata su Internet (e di conseguenza anche su Facebook) è registrata sui siti in cui viene eseguita (da un minimo di 3 mesi a un massimo di 2 anni, in funzione della legislazione dello Stato di origine del gestore), e l'autore è, generalmente, SEMPRE rintracciabile da parte degli organi di controllo preposti (Polizia Postale, Carabinieri, Guardia di Finanza) e a seguito di un ordine di procedura da parte dell'Autorità Giudiziaria.
1 - Utilizzo di Facebook per intenti illeciti
raccolta e l'utilizzo indebito di dati personali, attività espressamente vietate dal T.U. sulla privacy (d.lgs. n. 196 del 2003)
inviare messaggi di propaganda politica, di incitamento all'odio e alla discriminazione razziale
2 - Utilizzo di Facebook per comunicare con altri utenti (in modo "sbagliato")
Alcuni reati più comuni, che se perpetrati a voce possono passare quasi inosservati, su Facebook assumono delle caratteristiche che risultano sanzionabili d'ufficio, anche in assenza di una denuncia da parte dell'interessato.
Il reato, punito dall'art. 595 c.p. con pene, nella forma aggravata, fino a 3 anni di reclusione (con annesso diritto al risarcimento nei confronti della parte lesa), prevede l'inserimento di frasi offensive (battute "pesanti"), notizie riservate la cui divulgazione provoca pregiudizi, foto denigratorie o comunque la cui pubblicazione ha ripercussioni negative, anche potenziali, sulla reputazione della persona ritratta.
La Cassazione, nel 2007, ha ritenuto che rientri in tale reato il comportamento di chi crea un falso account di posta elettronica, intrattenendo corrispondenze informatiche con altre persone e spacciandosi per persona diversa (quindi come su FB). Anche se per integrare il reato di cui all'art. 494 c.p. è necessario il fine di conseguire un vantaggio o recare un danno, tali requisiti sono intesi in modo molto ampio, come non comprensivi solamente di vantaggi e/o danni di tipo economico ed è molto facile ravvisarli nei casi concreti. E' reato quindi (anche su Facebook) spacciarsi per persona diversa, o utilizzare marchi, simboli o loghi per rappresentare ciò che non si è, o trarre comunque in inganno altri utenti sulla propria professione.
Si potrebbe configurare (?) anche il caso previsto dall'art 613 (Stato di incapacità procurato mediante violenza), in fase di integrazione (bis-ter) dove si sta discutendo in questi termini: "La fattispecie è descritta come il comportamento di colui che, salvo che il fatto costituisca più grave reato, .... pone taluno in uno stato di soggezione continuativa tale da escludere o da limitare grandemente la libertà di autodeterminazione, utilizzando tecniche di condizionamento della personalità o di suggestione, che possono far uso unicamente sia di mezzi di carattere esclusivamente psicologico sia di mezzi materiali." (Disegno di Legge - Resoconto sommario n. 171 del 08/06/2010).
Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all'altrui persona, o attribuendo a sé o ad altri un falso nome, o un falso stato, ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici, è punito, se il fatto non costituisce un altro delitto contro la fede pubblica, con la reclusione fino a un anno.
Il reato di Vilipendio della religione dello Stato è stato modificato (2000). Ecco gli articoli del Codice di Procedura Penale che trattano l'argomento:
[Il 13 Novembre 2000 La corte costituzionale nella sentenza numero 508 dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 402 del codice penale (Vilipendio della religione dello Stato). Il Testo riportava: "Chiunque pubblicamente vilipende la religione dello Stato è punito con la reclusione fino a un anno"].
Chiunque, in luogo destinato al culto, o in luogo pubblico o aperto al pubblico, offendendo una confessione religiosa, vilipende con espressioni ingiuriose cose che formino oggetto di culto, o siano consacrate al culto, o siano destinate necessariamente all'esercizio del culto, ovvero commette il fatto in occasione di funzioni religiose, compiute in luogo privato da un ministro del culto, è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000. (...)"
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BLOG DI CIPIRI: Msn Messenger addio il 15 marzo
Il 15 marzo 2013, la popolare applicazione di chat Msn Messenger andrà definitivamente in pensione. Microsoft ha decisio che a prendere il suo posto sarà Skype,,, CONTINUA A LEGGERE ...
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Ebay : Accertamento dell'Agenzia delle Entrate
Dopo Google e Facebook nel mirino del Fisco italiano è finito anche eBay
L'Agenzia delle Entrate ha inviato a eBay, sito web di maggior successo per la compravendita di oggetti usati e non, un 'avviso di accertamento pari a 76,8 milioni di euro. Lo rivela un'inchiesta dell'Espresso nel numero in edicola domani. La richiesta del Fisco e' di 21,2 milioni come tasse non pagate nei primi anni di attività più 55,6 milioni di sanzioni e interessi. Il conto piuttosto salato arriva in seguito a un'indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Milano.
L'Agenzia ha certificato che la societa' americana non ha pagato per anni neppure un euro di imposte mentre faceva affari d'oro sul territorio italiano. Se la commissione tributaria di Milano non accogliera' il ricorso gia' presentato, per togliersi dai guai eBay sara' costretta a versare i 76,8 milioni
Nel mirino del fisco italiano sono già finite Google e Facebook. Poco prima di Natale gli investigatori si sono recati nelle sedi milanesi dei due gruppi per acquisire documenti. Google, per esempio, vende la propria pubblicita' attraverso una holding irlandese e tra il 2002 e il 2006 non ha dichiarato al fisco italiano un reddito imponibile di 240 milioni di euro e non ha versato l'Iva per un importo di 96 milioni. Le multinazionali della rete versano in pratica le imposte dove le aliquote sono piu' basse, non dove fanno gli affari.
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La password più sicura
– La password più sicura? E’ quella con un errore grammaticale. Date retta ai ricercatori della Carnegie Mellon University (Pennsylvani): le password più sicure non sono quelle più lunghe, o con numeri e lettere insieme. Per quanto vi sforziate, infatti, chi se ne intende ci può arrivare. Figuratevi poi gli hacker!
A sviare i software dei cracker (i ladri di password) sono proprio gli errori grammaticali: una i di troppo, una doppia che non c’è, un verbo coniugato male. Infatti anche le frasi lunghe possono essere svelate con l’aiuto di dizionari online. Ma sugli errori i dizionari e i software possono bene poco…
Intanto c’è chi ovvia definitivamente al problema delle password proponendo una chiavetta crittografata: l’ha fatto Google, stanca dei furti di dati personali. La casa di Mountain View sta pensando di usare una chiavetta USB compatta Yubico come lasciapassare per usare i propri servizi. Basta inserire la chiavetta e l’identità dell’utente è confermata. Nell’attesa, meglio fare qualche errore. Di grammatica.
L’analisi è stata eseguita su oltre 1500 password ed il 18% degli utenti ha creato una password che contiene una ben precisa struttura grammaticale. In effetti, di tutte le password che l’algoritmo dell’università di Rao è stato in grado di decifrare, il 10% di loro sarebbe stato “incorruttibile” da algoritmi convenzionali.
L’università mette inoltre in guardia contro l’utilizzo di indirizzi stradali e di URL che, anche se forniscono lunghe e varie stringhe di caratteri, potrebbero essere molto semplici da decifrare.
“Ripassiamo” ora le dieci migliori strategie per scegliere una password sicura:
Intervallare due parole
Intervallare una parola con numeri
Concatenare due parole, possibilmente usando un simbolo come delimitatore
Usare appositamente degli errori ortografici o grammaticali
Maiuscole e minuscole usate in modo non ortodosso
Acronimi che hanno un significato personale
Sostituire le lettere con numeri o caratteri equivalenti e le parole intere con abbreviazioni
Infine è possibile verificare la sicurezza della password con uno strumento di controllo delle password che consente di controllarne l’efficacia. Si chiama Microsoft Online Safety ed è possibile utilizzarlo gratuitamente.
La valutazione offerta dalla pagina web di Microsoft spazia da “debole” (weak) ad “ottima” (best). Microsoft dichiara di non conservare le informazioni immesse nello strumento di controllo delle password. “La password inserita viene controllata e convalidata sul tuo computer. Non viene trasmessa via Internet.”
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MySpace è tornato
Dopo vari test è pronta la nuova interfaccia. Dietro la rinascita del progetto c'è Justin Timberlake.
MySpace è tornato: a salvarlo e farlo tornare in vita è stato Justin Timberlake che, assieme a altri investitori ha creduto nel progetto di una nuova vita per quello che un tempo era il social network per eccellenza.
Come scrive Webnews Le novità, però, sembrano essere più che altro formali. Nessun annuncio ufficiale, al momento dal gruppo: tutto quel che si può conoscere del nuovo progetto deriva dai primi minuti sulla nuova interfaccia e dalla promessa di musica e video gratuiti senza limiti. Il tentativo è chiaramente quello di creare un riferimento che cerchi sinergie tra social networking e promozione musicale, ove il secondo elemento si fa ingrediente primo e scopo ultimo del progetto.
MySpace ha tentato più volte di reinventare sé stesso pur rimanendo fedele alla propria vocazione musicale. La nuova interfaccia rende ancor più evidente la focalizzazione sulle star e sulla scoperta di nuova musica: il logo quasi scompare, slittando a fondo pagina, e lo spazio è tutto dedicato alle copertine, al player di riproduzione e ad una console di comando con cui gestire le varie opzioni.
Se desiderate provare il nuovo MySpace è sufficiente accedere al sito ufficiale (il redirect sarà automatico verso l'indirizzo new.myspace.com) ed effettuare il login o con credenziali del network in sé, o tramite account Facebook o Twitter. -
Udite, udite: MySpace si rifà il look e lascia spazio a “New Myspace”. Pare che tutto il merito di questo cambiamento sia da attribuirsi a Justin Timberlake che nel 2011 è diventato azionista della società che controlla l’ex social network più cliccato del mondo. Il social network che è al tempo stesso una community sulla quale hanno avuto successo molti artisti del panorama musicale mondiale non è mai morto ma ha subito una parabola discendente rapidissima negli ultimi anni che ha visto sprofondare in contemporanea il suo valore e la sua reputazione. Forse anche per questo Myspace riparte in grande e riparte dalla musica. Non solo perché il suo primo sostenitore è un cantante conosciuto a livello internazionale ma anche perché è stato sempre Myspace Music il cuore pulsante di questo social, il suo vero punto di forza, dai tempi in cui era possibile uploadare sulla sua piattaforma mp3 inediti, quando ancora per gli altri social era fantascienza.
Apocalittici e integrati hanno reagito fortemente alla notizia del restyling come era abbastanza prevedibile. Il restyling, di cui per ora si vede poco, sembra prendere ispirazione dai social più in voga. Oltre al Mashup con Facebook e Twitter infatti la sezione Foto sembra proprio rientrare nell’ottica Pinterest e la gestione delle amicizie rientra nell’ottica delle cerchie di Google Plus. Nella disputa se il bello è anche funzionale ovviamente dovremo lasciare ai posteri l’ardua sentenza e vedere come si evolve la situazione. Nel frattempo non si può di certo non dire che Myspace sembra aver imparato dagli errori commessi nel passato e soprattutto ha capito che non può prescindere dal contesto di riferimento, tenendo conto dell’evoluzione del mondo dei social che va sempre più verso la settorializzazione.
MySpace è stato partorito nel 2003 dalle menti di Tom Anderson e Chris DeWolfe in risposta a distanza di un anno alla rete sociale di successo denominata Friendster. Nel 2005 la News Corporation di Rupert Murdoch acquista per 580 milioni di dollari la proprietà di MySpace mantenendola in auge nel periodo di maggior successo che arriva nel 2006, quando i suoi visitatori unici superano addirittura quelli di Google. Myspace è il primo luogo in cui conoscersi, scambiare foto, condividere video e file musicali. All’apripista però subentra Facebook prima e Twitter poi e Myspace declina inevitabilmente. Nel 2008 debutta Myspace Music una joint venture con le più importanti etichette musicali al mondo, uno spazio sul quale offrire streaming gratuiti per i fan, oggetti di merchandising e biglietti per i concerti. La crisi però non fa vedere la luce fuori dal tunnel e nel giugno 2011 Murdoch vende per 35 milioni di dollari alla Specif Media assieme all’attore-cantante americano che sta facendo da traino alla rinascita del social studiato nella nuova versione come mezzo di condivisione di interessi musicali, mantenendo le specifiche originali ma con una grafica più accattivante e coinvolgente. Tra le funzioni che si possono già intuire dal demo le novità più allettanti sembrano essere “Discover”, in cui si potranno gustare succulente anteprime musicali, e “Trending”, uno strumento di music business dedicato a seguire l’andamento anche statistico dei profili degli artisti del momento. In questa nuova veste sarà possibile interagire facilmente con gli artisti e al tempo stesso la musica sarà organizzata meglio, che sia da vedere o da ascoltare, in cerchie dedicate agli artisti emergenti o a quelli sempre in hit parade.
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Facebook: attenti a ciò che scrivete
Facebook: attenti a ciò che scrivete sul vostro profilo
Un post offensivo o ingiurioso può costare una condanna penale: stiano quindi attenti gli utenti di Facebook quando aggiornano il loro profilo con qualche scritta indirizzata a persone specifiche.
“Non lavorano seriamente” aveva scritto sulla propria bacheca un ragazzo, riferendosi alla ditta ove aveva prestato lavoro sino a poco prima. Le accuse erano indirizzate alla qualità dei servizi e alle condizioni igieniche.
Diritto di critica? Diritto di informazione? Macché: secondo il Tribunale di Livorno [1] si tratta di vera e propria diffamazione che costa una condanna a ben mille euro di multa, oltre a tremila euro di risarcimenti.
Aggravante del mezzo di stampa
Non solo. Il tribunale ha anche applicato, al colpevole, l’aggravante del cosiddetto “mezzo di stampa” per via del fatto che l’espressione sarebbe stata diffusa e resa conoscibile a una platea illimitata di persone.
Tuttavia si tratta di una scelta azzardata da parte del magistrato, atteso che la giurisprudenza della Cassazione ha da sempre ribadito che l’impiego di internet non è equiparabile alla stampa tradizionale, ma, a tutto voler concedere, potrebbe giustificare solo l’aggravante della pubblicità. Una differenza sostanziale!
Il profilo falso
Attenzione: scrivere frasi ingiuriose con profili falsi non salva dalla condanna. Non poche volte, la polizia postale riesce a individuare, nel giro di poco tempo, gli autori delle condotte che si sono celati sotto mentite spoglie.
È successo, per esempio, nel caso deciso dal Tribunale di Benevento [2], allorché una donna aveva, sotto mentite spoglie, rivelato a tutti la relazione extraconiugale tra due soggetti. “Lo sa tutto il paese!” aveva scritto sul proprio profilo. L’imputata ha dovuto patteggiare la pena a ben due mesi e venti giorni di reclusione.
[1] Trib. Livorno, sent. n. 38912/12.
[2] Trib. Benevento, sez. Airola, sent. n. 322/12.
http://www.laleggepertutti.it/21783_facebook-attenti-a-cio-che-scrivete-come-stato-sul-vostro-profilo
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possibilità di cambiare l'indirizzo IP
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scritto in linguaggio Java. JDownloader offre anche la
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