Source: http://www.brocardi.it/codice-civile/libro-terzo/titolo-vii/capo-i/art1107.html
Timestamp: 2017-10-22 15:15:37+00:00
Document Index: 99989346

Matched Legal Cases: ['art. 1107', 'sentenza ', 'art. 1105', 'art. 1109', 'art. 1107', 'art. 1109', 'art. 1109']

Art. 1107 codice civile - Impugnazione del regolamento - Brocardi.it
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Dispositivo dell'art. 1107 Codice civile
Ciascuno dei partecipanti dissenzienti può impugnare davanti all'autorità giudiziaria il regolamento della comunione entro trenta giorni (1) dalla deliberazione che lo ha approvato. Per gli assenti (2) il termine decorre dal giorno in cui è stata loro comunicata la deliberazione. L'autorità giudiziaria decide con un'unica sentenza sulle opposizioni proposte [1109].
Decorso il termine indicato dal comma precedente senza che il regolamento sia stato impugnato, questo ha effetto anche per gli eredi e gli aventi causa (3) dai singoli partecipanti.
(1) E' un termine di decadenza, come tale non soggetto ad interruzione (2964).
Si è ritenuto che il termine non trovi applicazione nei casi in cui il regolamento pregiudichi i diritti fondamentali di proprietà della minoranza dissenziente: il tal caso, esso sarebbe affetto da nullità assoluta ed insanabile.
(2) Il primo comma permette l'impugnazione del regolamento da parte dei dissenzienti, degli assenti e dei presenti ma astenuti.
Trattandosi di ordinaria amministrazione, la legittimazione attiva spetta altresì all'usufruttuario pro quota.
(3) Per aventi causa si intendono, oltre all'acquirente, anche il comodatario ed il conduttore.
Il principio di cui all'art. 1105, per il quale la gestione della cosa comune è attività collettiva, non impedisce ai singoli comunisti di intraprendere iniziative autonome, che si concretano nell'impugnazione del regolamento di cui alla presente disposizione e delle deliberazioni (v. art. 1109 del c.c.).
L'impugnazione è concessa laddove si riscontri una violazione di legge o un grave pregiudizio per la cosa comune.
Spiegazione dell'art. 1107 Codice civile
Ricorso avverso il regolamento. Termine. Efficacia del regolamento per gli aventi causa
Il regolamento previsto nell'articolo precedente può contenere norme che siano contrarie ai principi fondamentali della comunione, e inoltre può essere pregiudizievole o inopportuno del tutto o in parte.
Pertanto si è data la possibilità a ciascuno dei partecipanti dissenzienti di ricorrere all'autorità giudiziaria entro trenta giorni dalla data della deliberazione che ha approvato il regolamento della comunione, ed a ciascuno degli assenti di potere fare altrettanto entro lo stesso termine, calcolato dal giorno in cui e stata loro comunicata la deliberazione.
Data l' importanza del regolamento della comunione, il ricorso non è subordinato, come nell'ipotesi di cui all'art. 1109 n. 1, alla condizione espressa che esso sia gravemente pregiudizievole alla cosa comune: esso spetta sia al partecipante che, presente alla riunione, abbia manifestato il suo dissenso, sia all'assente. Il termine di trenta giorni è di decadenza, argomentando anche dall' art. 1109 del c.c., nel quale, a proposito di uno stesso termine, espressamente lo si qualifica di decadenza. L'Autorità giudiziaria provvede in via contenziosa con sentenza.
Il regolamento, divenuto definitivo per mancanza di impugnazione, ha effetto anche per gli eredi e gli aventi causa dei singoli partecipanti, cioè tanto per gli aventi causa a titolo universale quanto per quelli a titolo particolare: norma grave, perché l'efficacia del regolamento anche per questi ultimi non e subordinata alla formalità di nessuna trascrizione.
Il contenuto del regolamento de quo deve essere, però, diretto all'amministrazione ed al miglior godimento della cosa comune nell'interesse della collettività. Se in esso fossero inserite clausole nell'esclusivo vantaggio di un partecipante a carico degli altri, l' efficacia contrattuale di tali clausole e limitata ai contraenti ed ai loro aventi causa a titolo universale, secondo le norme ordinarie.