Source: http://www.noiconsumatori.org/articoli/articolo.asp?ID=6347
Timestamp: 2015-07-01 00:18:31+00:00
Document Index: 185401550

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 7', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art.\n1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 384', 'sentenza ']

In EvidenzaFISCO: PISANI, ATTACCO A CITTADINI E IMPRESE Cittadini e imprese ''vessati da un sistema di riscossione che rischia di mettere famiglie ed economia in ginocchio'' si appellano ora persino al Papa: lo annuncia il presidente di Noiconsumatori.it, Angelo Pisani, che sta organizzando una ... Iscrizione Newsletter Per tenerti sempre aggiornato sulle ultime novità che riguardano il mondo dei Consumatori, NOI CONSUMATORI ha istituito un servizio gratuito di newsletter. Email:
mer, 1 lug 2015 - 2.17.58 - Utenti online: 18
Agevolazioni prima casa spettano anche se si possiede un immobile inabitabile Cassazione civile , sez. tributaria, sentenza 08.01.2010 n° 100Data: venerd� 12 febbraio 2010 - 10:08:12 PMFonte: Altalex
l'applicazione dell'aliquota ridotta dell'imposta di registro, nel caso
ricorrano determinate condizioni. L'originaria aliquota del 4 per cento è stata ridotta al 3 per cento dall'art. 7, comma 6, L. 23 dicembre 1999, n. 488. Una
dall'articolo 1, 4° comma, e nota seconda bis, della tariffa, parte
formale dell'acquirente inserita nell'atto di compravendita, a pena di
decadenza, di non possedere "altra casa d’abitazione nel territorio del comune in cui è situato l'immobile da acquistare". Nel
caso di possesso di "altra casa", si è dibattuto molto nel passato e si
discute ancora sul senso da dare all’espressione "casa d’abitazione". In
deve essere considerata l’idoneità abitativa dell’immobile posseduto. In
particolare, si tratta di stabilire se all’espressione "casa
d’abitazione" si deve dare un'accezione meramente oggettiva o anche
lavorative dell'acquirente. La giurisprudenza della Cassazione si è subito orientata nel senso che "la
l'ubicazione dell'immobile posseduto" (Cass. civ. Sez. V, sentenza 11 luglio 2003, n. 10925). Quanto alle diverse situazioni, la Corte
"circostanze di natura oggettiva", come nel caso d’effettiva
Sez. V, sentenza 18 febbraio 2003, n. 2418) Nel caso di specie, la Corte
ritenuto "non utilmente utilizzabile quale alloggio principale, per la sua distanza dal luogo di lavoro del contribuente". Secondo
d’ostacolo all'applicazione delle agevolazioni "prima casa" la
circostanza che l'acquirente dell'immobile sia al contempo proprietario
d’altro immobile che, "per qualsiasi ragione (nel caso di specie lontananza dal luogo di lavoro), sia inidoneo, per le ridotte dimensioni, ad essere destinato a sua abitazione". (Cass. civ. Sez. V, sentenza 17 maggio 2006, n. 11564) Con l’ultima decisione sul tema (Ordinanza 8 gennaio 2010, n. 100), la Cassazione ha confermato che per l'applicazione dell'aliquota ridotta dell'imposta di registro, "la
bensì soggettiva, nel senso che ricorre il requisito dell'applicazione
del beneficio anche nell'ipotesi di disponibilità di un alloggio che
complessive, a sopperire ai bisogni abitativi propri e della famiglia". Si
può trarre una conclusione nel senso che alla luce dei "consolidati
canoni ermeneutici" della Corte di legittimità, rievocati e pienamente
confermati dalla recente decisione, la locuzione "casa di abitazione" di cui all'articolo 1, nota 2-bis, dell'art. 1 della Tariffa, parte prima, allegata, al D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, deve essere interpretata in un senso soggettivo che tenga conto delle ragionevoli esigenze di vita dell'acquirente. SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE TRIBUTARIA Ordinanza 8 gennaio 2010, n. 100 Svolgimento del processo - Motivi della decisione Premesso: -
dell'Amministrazione finanziaria sulla sua istanza di rimborso della
concessione dei benefici "prima casa", di cui all'art. 1, nota 2^ bis,
all'atto dell'acquisto, in data ****, di un immobile, situato in ****,
destinato a propria abitazione; - che l'adita
in esito all'appello del contribuente, dalla commissione regionale; -
che i giudici di appello, aderendo all'impostazione dei giudici di
primo grado, sostennero l'insussistenza dei presupposti per il
sistemazione abitativa al proprio nucleo familiare; rilevato: -
cassazione in unico motivo, deducendo "violazione e falsa applicazione
dell'art. 1, nota 2^ bis dell'art. 1 della Tariffa, parte prima,
allegata al D.P.R. 26 aprile 1986 n. 131" e formulando il seguente
quesito di diritto: se "la locuzione casa di abitazione di cui all'art.
1, nota 2-bis) dell'art. 1 della Tariffa, parte prima, allegata, al
relazione alle ragionevoli esigenze di vita dell'acquirente"; - che l'Agenzia ha resistito con controricorso; osservato: - che il ricorso è manifestamente fondato; -
l'acquisto della "prima casa", l'art. 1, comma 4, e nota 2^ bis, della
tariffa, parte prima, allegata al D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 - nel
prevedere, tra le altre condizioni per l'applicazione dell'aliquota
ridotta dell'imposta di registro, la non possidenza, di altra
abitazione - si riferisce, anche alla luce della ratio della
soggettiva, nel senso che ricorre il requisito dell'applicazione del
beneficio, anche all'ipotesi di disponibilità di un alloggio che non
11564/06, 17938/03, 10935/03, 6492/03, 2418/03); ritenuto: -
fatto, la causa, ai sensi dell'art. 384 c.p.c., comma 1, ult. parte, va
decisa nel merito, con l'accoglimento del ricorso introduttivo della
contribuente; - che, per la natura della controversia e
dell'Agenzia, in base al criterio della soccombenza, alla refusione
onorario), oltre spese generali ed accessori di legge. P.Q.M. la
compensa le spese dei gradi di merito e condanna l'Agenzia alla
800,00, per onorario), oltre spese generali ed accessori di legge. Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 1 dicembre 2009. Depositato in Cancelleria il 8 gennaio 2010.
Figlio risarcito per le mancate donazioni ...
1 estensione del principio di "soggettivit�"
domenica 19 settembre 2010, alle ore 08.16 ha scritto: buongiorno, a questo punto ritengo che lo stesso principio possa essere applicato anche ad un coniuge separato che pur essendo poprietario di un immob ile acquistato prima del matrimonio, si ritrova dopo 14 anni a seararsi e perdere il godimento del bene e la relativa fruizione in quanto assegnato dal giudice alle figlie e alla ex moglie a tempo indeterminato. Praticmante è la stessa sitazione di avere un immobile non adatto per viverci...nel caso specifico ancora peggio!. cosa ne pensate? Potrei citare tale sentenza a supporto della mia sitazione? La tua opinione