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Timestamp: 2019-06-24 16:16:03+00:00
Document Index: 115891538

Matched Legal Cases: ['art.3', 'art.3', 'art.5', 'art.7', 'art.22', 'art.10']

﻿Modifica art.3 delle N.A.. La proposta condivisa dell'Ordine degli Ingegneri e del Collegio dei Geometri
Redazione INGENIO - 01/06/2018 3042
Su convocazione dell’Assessore Mondello si dava seguito alla riunione del 31/10/18 in cui l'Amministrazione in un clima di grande confronto e partecipazione dava mandato agli Ordini di proporre una soluzione condivisa con l'Ufficio in merito alla modifica dell’art.3 delle Norme di Attuazione.
All'odierna riunione, oltre al Vice Sindaco Mondello, al Presidente dell'Ordine degli Ingegneri Triolo, c'erano i due attuali Dirigenti Tecnici (Ing. Cardia e Arch. Cutroneo) oltre i Funzionari e i rappresentanti degli Ordini degli Architetti, Geometri e Geologi.
Si discuteva dell'unica proposta presente e formulata da parte dell'Ordine degli Ingegneri unitamente al Collegio dei Geometri che prevedeva delle modifiche e correzioni rispetto alla bozza preliminare fornita dal Dip. Urbanistica.
Dopo ampie discussioni e occasioni di confronto, si decideva di trasmettere il documento completo agli Architetti e Geologi per un contributo tecnico da consegnare entro e non oltre il 13 marzo.
Una volta condivisa la proposta, la stessa verrà portata in Commissione Consiliare e poi in Consiglio Comunale.
Si riporta a seguire il documento completo proposto dall'Ordine degli Ingegneri e Collegio dei Geometri.
ART.3 – INDICI URBANISTICI E EDILIZI – METODI DI MISURAZIONI - DISTANZE
a) di portici, porticati, gallerie e ballatoi, vani scala e relativi androni di accesso, purché di uso pubblico o comune a più unità immobiliari; i portici ed i porticati di uso comune/pubblico potranno essere realizzati esclusivamente al piano terra/primo dei fabbricati ed essere adibiti, per non più di 1/3 della superficie coperta, al netto dei volumi tecnici, a locali accessori a servizio della residenza nel suo complesso; il portico sia di uso pubblico che comune deve essere vincolato permanentemente a tale uso con atto pubblico da presentare prima del rilascio del titolo; tra i locali accessori rientra anche l’alloggio per il custode, purché detta destinazione sia giustificata dal numero complessivi delle unità immobiliari (almeno 9) e venga vincolata permanentemente al citato uso, sia in sede di accatastamento sia mediante atto notarile trascritto nei Registri Immobiliari e prodotto contestualmente alla richiesta di licenza di abitabilità; non più di un ulteriore terzo del portico di uso comune potrà essere destinato a parcheggi pertinenziali di legge non chiusi;
b) delle tettoie con funzione di riparo da agenti atmosferici, ovunque ubicate, purché al servizio esclusivo di unità immobiliari ubicate all’interno del lotto stesso, con destinazione d’uso compatibile con le zone omogenee di ricadenza, anche sostenute da pilastri, con copertura precaria e purché aperte da almeno due lati (non si considerano chiusure i parapetti di altezza non superiore a m 0,90 ed i muri di gelosia su confini con altre ditte di altezza non superiore a m 2,00, con le seguenti tassative caratteristiche geometriche:
- al servizio delle residenze: profondità non superiore a m. 4,00; altezza con luce libera non superiore a m. 3,00;
- ad uso di protezione di veicoli in aree destinate a parcheggio e/o condominiali: profondità non superiore a m. 5.00; altezza con luce libera non superiore a m. 3.00;
- delle verande aperte da almeno due lati e dei loggiati con profondità non superiore a m. 3,00 misurata dal filo esterno della fronte. Nel caso di profondità maggiori sarà considerata nel calcolo della Su esclusivamente la parte eccedente;
a. siano destinati esclusivamente a depositi occasionali, lavatoi, ripostigli o servizi accessori tecnologici, è ammesso un locale munito solo di un punto acqua con tazza o buttatoio, con esclusione assoluto di w.c.;
d) Delle coperture ornamentali aventi funzione esclusiva di camera d’aria, le cui falde sono impostate (gronda) a non più di m. 0,30 dall’estradosso dell’ultimo solaio orizzontale e con estradosso del colmo a non più di m. 2,40 dall’estradosso dell’ultimo solaio orizzontale. In tale tipologia di coperture ornamentali non sono ammessi timpani. Le stesse non costituiscono modifica alla sagoma, non devono rispettare distanze e non possono essere ricondotte, a differenza dei sottotetti di cui al superiore punto c), alla ex procedura della autorizzazione edilizia (ex art.5 L.R. 37/85) prevista dall’art.7 delle N.A., oggi SCIA art.22 DPR 380/2001, così come recepito dall’art.10 della L.R. 16/2016.
e) dei locali necessari per gli impianti tecnologici ubicati all’esterno degli edifici, purché abbiano dimensioni strettamente necessarie a consentire l’accesso e contenere quelle parti degli impianti tecnologici che non possano trovare luogo entro il corpo dell’edificio e non costituiscono pregiudizio per la validità estetica dell’insieme architettonico. In ogni caso tali locali devono avere superficie coperta inferiore al 10% della superficie coperta della terrazza di copertura e/o al 10% della Superficie utile della unità immobiliare cui sono asserviti, ed altezza utili non superiore a m. 2,70; ed ancora degli ambienti ubicati nelle terrazze di copertura degli edifici e destinati ad ospitare giardini d’inverno che integrino una pregevole sistemazione a verde delle terrazze, onde estendere la fruibilità della stessa nelle varie stagioni, purché realizzati con materiali traslucidi, ad eccezione di un eventuale solo lato nel caso sia previsto in aderenza a manufatti esistenti, ivi compresa la copertura, e aventi superficie coperta, comprensiva di eventuali altri locali, accessori (locali tecnici, lavatoi), non superiore al 20% della superficie della terrazza/o di proprietà (anche a quote diverse);
f) di ciascun piano che sia interrato per almeno il 50% della superficie laterale, purché ciascun piano sia interrato su almeno tre lati, con almeno il 50% di interramento per ciascuno di essi e purché adibiti a parcheggi, autorimesse, cantine, servizi tecnici, depositi, archivi e, limitatamente agli edifici pubblici, anche a biblioteche. I locali di pertinenza interrati o seminterrati, esterni o eccedenti alla sagoma dell’edificio emergente, non devono superare il 20% della superficie coperta, ad esclusione dei parcheggi vincolati permanentemente a tale uso e le intercapedini da terrapieni per una lunghezza non superiore a m. 1,50. Nelle zone omogenee “E” non è ammessa alcuna superficie eccedente. L’interramento deve essere realizzato sfruttando la reale configurazione del terreno e delle quote esistenti, non potendosi realizzare interramenti totalmente artificiosi.
Nel caso di fondi non confinanti separati da una striscia di terreno di proprietà di terzi, inedificata ed inedificabile, di ampiezza inferiore alla misura del distacco fra fabbricati e dai confini, imposto dalle presenti norme, la distanza minima della nuova costruzione dal confine della proprietà aliena (di terzi) dovrà essere non inferiore alla metà della differenza tra la prevista distanza minima delle presenti norme e la larghezza della proprietà aliena.
3) I portici interessino tutta la fronte lato strada o piazza e siano completamente aperti ed accessibili su tutti i lati;