Source: http://learningsources.altervista.org/Societa_di_persone.htm
Timestamp: 2019-12-15 19:17:28+00:00
Document Index: 38295679

Matched Legal Cases: ['art. 2247', 'art. 2254', 'art 2266', 'art. 2295', 'art. 2297', 'art. 230', 'art. 177', 'art. 38', 'art. 2516', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 2082', 'art. 2248', 'art. 2615', 'art 2249', 'art. 2', 'art. 2247', 'art. 2195', 'art. 2195', 'art.2253', 'art. 2247', 'art. 22542', 'art. 2257', 'art. 22593', 'art. 1726', 'art. 2260', 'art. 2318', 'art. 2259', 'art. 2261', 'art. 2319', 'art. 2252', 'art. 2319', 'art. 1396', 'art. 2266', 'art. 2266', 'art. 2311', 'art. 1420', 'art. 1446', 'art. 1459', 'art. 1459', 'art. 2286', 'art. 1466', 'art. 2267', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 2306', 'art. 2297', 'art. 2266', 'art. 2267', 'art. 2300', 'art. 2302', 'art. 2304', 'art. 2268', 'art. 2308', 'art. 2312', 'art. 1398', 'art. 2319', 'art. 2259', 'art. 2320']

Cosa si intende per “impresa collettiva”?
Esistono altre forme di impresa collettiva diverse dalle società ?
Cos’è l’autonomia patrimoniale perfetta?
Cos’è l’autonomia patrimoniale imperfetta?
Quali sono le organizzazioni collettive private dotate di autonomia patrimoniale perfetta?
Quali sono le organizzazioni collettive dotate di autonomia patrimoniale imperfetta, e quali sono le caratteristiche della autonomia di ciascuna?
Definisci l'autonomia patrimoniale imperfetta di una associazione non riconosciuta
Definisci l'autonomia patrimoniale imperfetta di una società in nome collettivo
SOCIETA’ IN GENERALE
Quali sono i principali articoli del Codice Civile da studiare sulle società?
Le società commerciali utlizzate per un’attività agricola falliscono? Sono tenute alle scritture contabili? Devono essere iscritte nel registro delle imprese?
Le società irregolari comprendono le società di fatto e le società costituitesi con atto costitutivo non tacito, orale o scritto e non iscritte nel registro delle imprese
“Beneficio di escussione” e “responsabilità sussidiaria”
Il conferimento dell’amministrazione a non soci nelle società di persone
Come va classificato, quali caratteri possiede il contratto di società?
Cosa intende l'art. 2247 per "attività economica"?
Cosa vuol dire che il contratto di società deve prevedere lucri oggettivi e soggettivi? Cosa sono i lucri oggettivi? Cosa sono i lucri soggettivi? In cosa si differenzia lo scopo di lucro della società da quello dell’imprenditore?
E' possibile costituire società che non svolgano una attività produttiva?
Quali differenze ci sono tra la nozione di "impresa" e quella di "società"?
Da cosa possono essere costituiti i conferimenti?
Che differenza c'è tra contratti di scambio e contratti associativi?
Quali sono i principali contratti associativi, oltre la società?
La società è un contratto di scambio o un contratto associativo?
Cosa si intende per imprese collettive?
Quali sono i principali tipi di imprese collettive?
Possono esistere imprese collettive gestite da organizzazioni diverse dalle società?
E' possibile l'esercizio di arti o professioni in forma di associazione?
E' possibile l'esercizio di arti o professioni sotto forma di società?
Cosa si intende per "esercizio in comune di una attività economica"?
Che differenza c'è tra la comunione dei diritti reali studiata in terza classe, e regolata dagli artt. 1100 e seguenti Codice Civile, e il fondo comune della società (fondo sociale)?
Il codice civile ammette che una impresa collettiva di natura commerciale, avente scopo di lucro, sia organizzata in forme diverse dalle società indicate negli artt. 2247 ss.?
Esistono attività di impresa che non sono né agricole né commerciali?
Quali sono le attività non di impresa commerciale che possono essere svolte per mezzo della società semplice o anche nella forma di una società commerciale?
Cosa si intende per "società commerciali"?
Cosa si intende per "Società lucrative"?
Cosa si intende per "società mutualistiche"?
Cosa si intende per "società di persone"?
Cosa si intende per "società di capitali"?
Elenca le differenze la società di persone e le società di capitali
Cosa vuol dire "Non sono richieste forme particolari per il contratto di società semplice, salvo quelle richieste dalla natura dei beni conferiti"?
E' necessario che i soci della società si impegnino sin dalla costituzione a conferire un dato ammontare di beni?
Di che tipo possono essere i conferimenti?
Cosa si intende per "conferimento in godimento" di un bene?
Quali norme si applicano per tutti i problemi riguardanti i conferimenti diversi dalla garanzia e dai rischi?
Cosa succede se il patrimonio della società diminuisce per perdite fino ad azzerarsi?
Cosa succede in caso di distruzione del bene in possesso della società secondo l'art. 2254?
Cosa si intende per "amministrazione"?
Cosa si intende per "rappresentanza"?
In cosa consiste la amministrazione disgiuntiva?
In cosa consiste la amministrazione congiuntiva?
I soci non amministratori possono dare direttive ai soci amministratori?
I soci non amministratori possono opporsi ad un atto di un socio amministratore?
Esiste una assemblea nelle società di persone?
Può essere nominato amministratore un non-socio?
Un socio può non avere il potere di amministrazione?
Con quali quorum si nomina o revoca un amministratore?
Gli amministratori delle società di persone sono dei veri e propri mandatari?
In cosa consiste la responsabilità degli amministratori nei confronti della società?
Che forma ha il rendiconto di cui parlano gli artt. 2261 e 2262?
Quali indicazioni deve contenere il rendiconto?
Cosa succede se uno dei soci non amministratori non approva il rendiconto-bilancio?
Le regole dell'art 2266 si applicano a tutti i rappresentanti della società?
Quali sono i rappresentanti della società se non è stabilito niente nell'atto costitutivo?
Quali sono le differenze tra le regole della rappresentanza nella società semplice, nella società in nome collettivo regolare e nella società in nome collettivo irregolare?
Di quali obbligazioni parla il codice quando stabilisce la responsabilità illimitata e solidale dei soci?
E' possibile il patto di limitazione di responsabilità nella società in nome collettivo?
Quali differenze vi sono tra società semplice e società in nome collettivo riguardo i rapporti tra socio e creditore sociale che intende aggredire il suo patrimonio personale?
I creditori possono agire in via surrogatoria verso i soci per richiedere le quote non ancora versate
Qual è lo scopo della attività di liquidazione?
I liquidatori agiscono in regime di gestione congiuntiva o disgiuntiva?
In che ordine i liquidatori debbono pagare le somme ottenute con la liquidazione?
Cos'è la transazione?
Cosa sono i "compromessi"?
Quali rapporti vi sono tra i liquidatori e la società?
Qual è il significato della norma secondo cui "In caso di impugnazione del bilancio e del piano di riparto, il liquidatore può chiedere che le questioni relative alla liquidazione siano esaminate separatamene da quelle relative alla divisione, alle quali il liquidatore può restare estraneo"?
Cosa si intende per "interdizione dai pubblici uffici"?
Cosa si intende per "esclusione di diritto"?
Esistono altri casi di scioglimento del rapporto rispetto ad un socio oltre quelli di esclusione, di recesso e di morte?
La società deve restituire al socio il bene conferito o può dargli in sostituzione una somma di denaro?
I terzi che hanno contrattato con l'ex-socio credendolo in buona fede ancora socio debbono considerare invalidi tali contratti?
Come è formato il nome di una società in nome collettivo?
Quale valore ha il patto di limitazione di responsabilità in una società in nome collettivo?
Quali sono le principali differenze tra la disciplina della società semplice e della società in nome collettivo regolare?
Una società in nome collettivo che esercita impresa agricola è tenuta alle scritture contabili, alla iscrizione nel registro delle imprese ed è soggetta al fallimento?
Cosa si intende per "oggetto sociale"?
Quali sono le norme riguardo la sede? Cosa si intende per “sede legale”, “sede effettiva”, “sede amministrativa”, “sede principale”, “sede secondaria”?
Chi sono i "soci d'opera"?
In che forma deve essere redatto l'atto costitutivo?
Dal fatto che il codice parli unicamente di "atto costitutivo", senza menzionare lo statuto, deve dedursi che per la società in nome collettivo e le società di persone in genere non esiste uno statuto?
La mancanza di una qualsiasi delle indicazioni contenute nell'art. 2295 rende nullo l'atto costitutivo?
Le norme sulle società di persone, a differenza che per la società per azioni, non dicono quali siano le conseguenze della nullità dell'atto costitutivo. "Quid iuris" in tal caso?
Qual è il procedimento previsto per la riduzione del capitale sociale?
A quali norme è sottoposto un incapace che voglia entrare in una società?
Cosa si intende per "società irregolari"?
Che differenza c'è tra "società irregolare" e "società di fatto"?
Quali sono le "norme sui rapporti tra la società e i terzi" di cui parla l'art. 2297?
Cosa si intende per "atto opponibile ai terzi"?
Su chi ricadono gli obblighi che la legge impone all'imprenditore individuale nel caso di società?
Quali sono i principi sulla responsabilità dei soci della società in nome collettivo?
Il fallimento è una causa di scioglimento per tutte le società in nome collettivo?
Quali sono le regole per il bilancio di liquidazione e il piano di riparto? Quali differenze ci sono tra le regole per la liquidazione della società semplice e della società in nome collettivo?
Come è possibile che dopo la fase di liquidazione esistano ancora debiti sociali? I liquidatori non hanno forse l'obbligo di pagare tutti i debiti sociali, chiedendo eventualmente ai soci illimitatamente responsabili le somme necessarie?
Quali indicazioni aggiuntive deve recare l’atto costitutivo di una sas rispetto a quello di una snc?
In che si differenzia la ragione sociale di una sas rispetto a quella di una snc?
Esistono regole particolari per i conferimenti nella sas?
Quali sono i diritti degli accomandanti?
In quali casi il socio accomandante perde il beneficio della responsabilità limitata?
La sua responsabilità è differente da quella dell’accomandatario?
L’atto compiuto dall’accomandante in violazione del divieto di immistione vincola la società?
La trasmissione della quota dell’accomandante e dell’accomandatario
Esistono delle cause di scioglimento tipiche della sola società in accomandita semplice?
L’amministratore provvisorio nominato dai soci accomandanti in caso di mancanza di accomandatari è un vero e proprio accomandatario?
Che effetti ha il fallimento della società in accomandita semplice?
Gli accomandanti hanno il potere di controllare gli atti degli accomandatari e di ispezionare i documenti sociali?
Chi approva il bilancio annuale in una società in accomandita semplice?
A quali deliberazioni prendono parte gli accomandanti?
Nomina e revoca degli amministratori della s.a.s.
Quali sono i casi di partecipazione (limitata) degli accomandanti alla gestione della società?
Quali norme si applicano ai rapporti con i terzi nel caso di sas irregolare?
Quali sono le norme sulla opposizione in regime di amministrazione disgiuntiva?
Può esistere anche nella sas una responsabilità interna diversa da quella esterna?
Quali sono le norme sul bilancio della sas?
E’ l’attività di impresa esercitata in comune da più persone.
L’esercizio in comune implica che si partecipi: a) al rischio; b) alla direzione dell’impresa
“Partecipare al rischio” non vuol sempre dire “responsabilità illimitata”: nelle società di capitali il rischio è limitato al conferimento effettuato
Anche le forme di partecipazione nella direzione dell’impresa variano molto, ad es. tra società di capitali e di persone
· Associazioni che svolgono una attività imprenditoriale
In questo caso non si tratta di società perché: a) l’associazione non ha come scopo esclusivo o principale l’esercizio di una attività economica, ma il suo scopo principale rimane di natura morale o ideale; b) mancano i lucri soggettivi, perché i profitti non sono intascati dai membri, ma servono a finanziare l’attività sociale di natura morale o ideale
· Organizzazioni collettive che svolgono una attività imprenditoriale mirando alla pura copertura dei costi (ad es. una società filodrammatica che con il prezzo del biglietto copre i suoi costi; cassa di risparmio).
In questo caso non si tratta di società perché mancano i lucri oggettivi
· Comunioni tacite in agricoltura previste dall’art. 230 bis del Codice Civile, il quale stabilisce che l’attività di una famiglia o più famiglie di agricoltori che sfruttano beni di proprietà comune e fanno vita in comune e si dividono guadagni e perdite “è regolata dagli usi che non contrastino con le precedenti norme”
· Aziende coniugali previste dall’art. 177 del Codice Civile
Si tratta non di tutte le aziende coniugali, ma di quelle gestite da entrambi i coniugi e costituite dopo il matrimonio (le aziende appartenenti ad un solo coniuge sono considerate imprese individuali, esattamente come la impresa familiare)
L’autonomia patrimoniale perfetta è la perfetta separazione del patrimonio del socio da quello della società. In particolare, il socio non risponde dei debiti della società oltre il conferimento.
Praticamente sinonimi di “autonomia patrimoniale perfetta” sono “personalità giuridica” o “responsabilità limitata”
Nell’autonomia patrimoniale imperfetta non vi è perfetta separazione tra il patrimonio del socio da quello della società
· Srl
· Società cooperative
‧ Alcune forme di cooperativa prevedono anche una responsabilità sussidiaria dei soci, estesa all’intero ammontare dei debiti sociali (ma è il giudice che deve decidere se farla valere) o a un multiplo della quota versata
· Associazioni riconosciute
· Fondazioni riconosciute
· Comitati riconosciuti
· Organizzazioni collettive estere a cui il nostro ordinamento riconosca personalità giuridica
Non esiste una sola forma di autonomia patrimoniale imperfetta, ma tante forme quante sono le organizzazioni collettive non dotate di personalità giuridica:
· Società di persone:
· Società semplice
‧ I soci sono illimitatamente e solidalmente responsabili per i debiti sociali
‧ E’ ammesso patto di limitazione di responsabilità con efficacia esterna
‧ Beneficio di escussione: i creditori non possono aggredire il patrimonio dei soci se questi indichino beni sociali di facile liquidabilità
‧ Il creditore personale del socio può chiedere la liquidazione della sua quota
· Società in nome collettivo regolare
‧ Un eventuale patto di limitazione di responsabilità ha efficacia puramente interna
‧ Beneficio di escussione: i creditori debbono, prima di aggredire il patrimonio dei soci, aver completamente liquidato il patrimonio sociale
‧ Il creditore personale del socio non può chiedere la liquidazione della quota del socio
· Società in nome collettivo irregolare
Si applicano le norme della società semplice, ferma restando la responsabilità illimitata e solidale di tutti i soci
· Società in accomandita semplice regolare
· Società in accomandita semplice irregolare
Si applicano le norme della società semplice, ferma restando la responsabilità illimitata e solidale di tutti i soci accomandatari e la responsabilità limitata dei soci accomandanti
· Associazioni non riconosciute
‧ Sono solidalmente responsabili per i debiti dell’associazione coloro che hanno contrattato in suo nome
· Fondazioni non riconosciute
· Comitati non riconosciuti
‧ Tutti i membri sono solidalmente e illimitatamente responsabili per le obbligazioni del comitato
In base all'art. 38 del codice civile rispondono dei debiti dell'associazione solo coloro che hanno contrattato in nome e per conto dell'associazione
a) Non c'è separazione perfetta tra patrimonio dei soci e patrimonio della società, in quanto i creditori sociali possono rivolgersi ai singoli soci per il pagamento dei debiti della società
b) Tuttavia c'è il "beneficio di escussione": prima di rivalersi sul patrimonio dei singoli soci i creditori debbono cercare di liquidare il patrimonio sociale (si parla di "responsabilità sussidiaria" dei soci)
Possiamo dire che i soci sono considerati come soggetti separati, quasi nella stessa posizione dei garanti
Società in generale: 2247, 2248, 22491-2
Scioglimento del rapporto sociale limitatamente a un socio: 1420, 1446, 1459, 1466
Società semplice: 2251, 2252, 2253, 2254, 2256, 2257, 2258, 2259, 2260, 2261, 2262, 2263, 2265, 2266, 2267, 2268, 2269, 2270, 2271, 2272, 2273, 2274, 2275, 2276, 2277, 2278, 2279, 2280, 2281, 22821, 2283, 2284, 2285, 2286, 2287, 2288, 22891-2, 2290
Società in nome collettivo: 2291, 2292, 2293, 2294, 2295, 2296, 2297, 2298, 2300, 2301, 2302, 2303, 2304, 2305, 2306, 2307, 2308, 23091, 2310, 2311, 23121-2-4
Società in accomandita semplice: 2313, 2314, 2315, 2316, 2317, 2318, 2319, 2320, 2321, 2322, 2323, 2324
Società per azioni 2325, 2326, 2327, 2328, 2329, 23302-3, 2330-bis1, 2331, 23321-2-3-5, 23331 (fino a "le principali disposizioni dell'atto costitutivo"), 2337, 2341, 2342, 23431-3, 2363, 2364, 2365, 2366, 2367, 2368, 23691-3-4, 2369-bis, 2370, 2371, 23721-2-3-4-5, 23731-2-3, 2375, 2376, 2377, 2379, 2380, 2381, 2382, 2383, 2384, 2384-bis, 2386, 2388, 23891, 2390, 2391, 23922-3, 2393, 23941-2, 2395, 2396, 2397, 2398, 2399, 2400, 24012, 2403, 2404, 2405, 2406, 2407, 2408, 2409, 24101-2-3, 2411, 2412, 2413, 24151-2-3, 2416, 2418 (il comma 2 ad esclusione di: "anche nell'amministrazione controllata, nel concordto preventivo, nel fallimento e nella liquidazione coatta amministrativa della società debitrice"), 2419, 2420, 2420-bis, 2420-ter, 2421, 2422, 24231, 24281, 24291-2-3, 24301-2, 24331-2-3, 2434, 2436, 24371-3, 2438, 2439, 2440, 24411-3-4-5 (il primo comma ad esclusione di: "se vi sono obbligazioni convertibili il diritto di opzione spetta anche ai possessori di queste, in concorso con i soci, sulla base del rapporto di cambio"; il terzo comma ad esclusione di: "Se le azioni sono quotate in borsa, i diritti di opzione non esercitati devono esere offerti in borsa dagli amministratori, per conto della società, per almeno cinque riunioni, entro il mese successivo alla scadenza del termine stabilito a norma del secondo comma"), 2442, 24431-3, 24441, 24451-3-4, 2446, 2447, 2448, 2449, 2450, 2450-bis, 2451, 24521-2-3, 24531-2-3, 2454, 2455, 2456, 2457, 2457-ter1, 2458, 2459, 2460, 2461
Società a responsabilità limitata 2472, 2473, 24741-2, 2475, 2475-bis1-2, 2477, 24781, 2479, 24801-2, 2481, 2482, 2483, 2484, 2485, 2486, 2487, 24881, 2489, 2490, 2490-bis, 2491, 2492, 2493, 2494, 2495, 2496, 2497, 2497-bis
Società cooperative 2511, 2513, 2514, 2515, 2516, 2517, 2518, 2519, 2520, 2521, 2523, 2524, 2525, 2526, 2427, 2528, 2529, 2530, 2532, 25331-2-3-4, 2535, 2536, 2537, 2539, 2540, 2541, 2542, 2543, 2544, 2545, 2546, 2547, 2548
▸ Secondo molti autori la distinzione tra società commerciali e non commerciali e quella tra società di persone e di capitali sono interne alle società lucrative e non si applicano alle società cooperative (abbastanza logico, visto che una cooperativa può anche svolgere attività agricola)
▸Le società commerciali comprendono le società cooperative e le società lucrative
▸ Tenere presente che, sebbene le società cooperative non facciano parte delle società di capitali, però, in base all’art. 2516, ad esse si applica, in quanto applicabile, la disciplina delle società per azioni. Quindi si può dire che la forma delle cooperative è quella delle società di capitali.
La legge 443/1985 sull’artigianato, modificata dalla legge 133/1997 prevede la possibilità di costituire società che abbiano per oggetto lo svolgimento di attività artigianali. Queste società possono iscriversi all’albo delle imprese artigianali. L’iscrizione all’albo è condizione per la concessione di agevolazioni all’impresa e può avvenire a queste condizioni:
▸ Che si tratti di una società in nome collettivo o di una cooperativa o di una società a responsabilità limitata con un unico socio o in accomandita semplice
▸ Che la maggioranza dei soci svolga in prevalenza lavoro personale nel processo produttivo
▸ Che il numero dei soci e dei dipendenti della società non superi complessivamente i limiti fissati dall’art. 4 della legge sull’artigianato
Le società commerciali utilizzate per un’attività agricola sono a tutti gli effetti imprenditori agricoli, pertanto non soggette a fallimento.
Esse non sono tenute alla contabilità imposta alle imprese commerciali, tranne che non si tratti di società di capitali, per le quali il codice obbliga alla stesura del bilancio.
Esse sono tenute alla scrittura nel registro delle imprese nel senso che, se si vuole rimanere entro le regole delle società regolari la società va iscritta. Nel caso di società di capitali la società va iscritta comunque.
Si è già detto che il Codice civile non considera l’attività dei professionisti intellettuali (avvocato, commercialista, ecc.) e degli artisti attività di impresa, e non la assoggetta quindi né all’obbligo delle scritture contabili, né al fallimento, né all’obbligo di iscrizione nel registro delle imprese. Il contratto che il cliente stipula col professionista intellettuale prende il nome di “contratto d’opera intellettuale”.
Per quanto riguarda la possibilità di società tra professionisti, si espongono qui di seguito le opinioni del prof. Francesco Galgano.
Le professioni intellettuali si dividono in “professioni protette”, i cui esercenti debbono essere iscritti in appositi albi (es. medico, ingegnere, commercialista ecc.) e “professioni non protette” (cui sono equiparate le attività artistiche), per cui tale obbligo non esiste (ad es. l’agente di pubblicità, l’esperto di ricerche di mercato, l’esperto di riorganizzazione aziendale ecc.).
Per quanto riguarda le “professioni protette” la legge vieta la costituzione di società: gli “studi” medici, di avvocati ecc. costituiscono solo un contratto associativo (Cottino ammette che possa essere, come di fatto è nella realtà, una associazione) per il pagamento in comune delle spese generali, ma non un contratto di società. Ciascuno dei membri dello studio svolge la sua attività individualmente e il cliente contratta con singoli professionisti e non con lo “studio”.
Gli esercenti professioni intellettuali non protette possono invece creare delle società (normalmente società di persone, spesso società semplici), ma in tal caso essi cessano di essere lavoratori intellettuali e divengono imprenditori commerciali, soggetti a tutti gli obblighi dell’imprenditore commerciale (fallimento, scritture contabili, iscrizione nel registro delle imprese) e il loro contratto col cliente non è più un contratto personale con un determinato professionista (contratto d’opera intellettuale), ma un contratto “impersonale” con la società, che assumere la forma del contratto di appalto.
Gli artisti vanno equiparati ai professionisti non protetti
Le società occulte sono delle società irregolari, ma possono esistere società irregolari che non sono occulte.
“La società irregolare è una società di persone commerciale caratterizzata dal fatto che l’atto costitutivo esiste ma non è depositato nel registro delle imprese”
Per Cottino dunque società di fatto è diversa da società irregolare, esistendo per quest’ultima l’atto scritto o orale. Ma ammette che “la società irregolare non presenta rimarchevoli differenze di trattamento rispetto alla società di fatto”. In pratica, l’unica differenza è che le società di fatto non possono essere iscritte se non dopo che una sentenza ne accerti l’esistenza.
Cottino: “La società di fatto non è una prerogativa della impresa collettiva commerciale. Va sempre considerata di fatto quella società la cui esistenza si ricavi per facta concludentia e icui connotati, e quindi disciplina applicabile (società semplice o collettiva) si desumano dall’oggetto dell’attività”
Quindi Cottino mostra che le società di fatto sono solo di persone.
Si dicono società irregolari quelle società per cui esiste un atto costitutivo (anche orale) che esercitano l’attività commerciale senza essere iscritte nel registro delle imprese (snc irregolare e sas irregolare)
Non sono società irregolari quelle che esercitano attività agricola
Diversa dalla snc irregolare è la società di fatto: si tratta di una società di persone che non nasce da un contrato scritto o orale ma che trae origine da un comportamento delle parti, che sulla base dell’esistenza di un patrimonio comune, dell’esercizio in comune agli utili e alle perdite, operano non come imprenditori individuali ma come soci di una società resa nota ai tterzi non per mezzo di un contratto ma dal modo di comportarsi delle parte stesse. La disciplina riproduce lo schema di quella dettata per la soceità semplice. Se però la sdf esercita un’attivitò commerciale, la disciplina applicabile sarà quella della snc irregolare: in particolare tutti i soci di fatto rispondoo illimitatamente neei confronti dei terzi e nel caso di fallimento della società falliranno personalmente anche loro.
Se i soci hanno stabilito di esercitare una attività commerciale allo scopo di dividerne gli utili e non risulta che abbiano voluto adottare un diverso tipo di società si parla di snc
Alcuni autori chiamano “beneficio di escussione” solo quello delle snc, altri anche quello delle ss
Cottino parla di “limitato beneficio di escussione per le ss”
Galgano e Bobbio parlano di “responsabilità diretta e non sussidiaria” per i debiti sociali del socio della ss mentre per la snc dice che è sussidiaria e non diretta
Anche Galgano parla di un “limitato beneficio di escussione preventiva
Bobbio dice che se beni di facile liquidabilità esistono nel patrimonio sociale il socio gode di un beneficio di preventiva escussione
Zagrebelsky afferma che “la posizione di vantaggio riconosciuta al socio delle società di persone è detta beneficio della preventiva escussione del patrimonio sociale”
Tuttavia Zagrebelsky afferma, riguardo tutte le società di persone: “l’autonomia patrimoniale è imperfetta se i soci possono essere chiamati a rispondere dei debiti della società. Anche in quest’ultimo caso vi è però sempre un’autonomia patrimoniale (per quanto attenuata) perché la responsabilità patrimoniale del socio per i debiti della società è solo sussidiaria. Questa posizione di vantaggio riconosciuta al socio di società di persone è detta beneficio di escussione”.
Zagrebelsky ribadisce che “il beneficio di escussione è un vantaggio accordato in via generale ai soci di società di persone cui sia richiesto il pagamento di debiti sociali. Esso comporta che i creditori sociali non possono pretendere il pagamento dal socio se non doo aver aggredito infruttuosamente l patrimonio sociale.
Vedi anche “Società irregolari”
Si dice società di fatto una società per la quale non sia stato stipulato un contratto neanche oralmente, ma i soci rendano manifesta l’esistenza della società mediante il proprio comportamento.
Le società di fatto agricole sono società semplici.
Se la società di fatto svolge una attività commerciale la disciplina applicabile sarà quella delle snc irregolari
Se due o più persone esercitano in comune un’attività commerciale mediante il conferimento di beni e servizi, allo scopo di dividerne gli utili senza avere espressamente convenuto di dar vita ad una società, danno luogo ad una società di fatto
Non è ben chiarito dagli autori il problema della mancanza di indicazioni essenziali dell’atto costitutivo
La Cassazione pretende però la forma scritta per i conferimenti immobiliari: “è nulla la partcipazione del socio che oralmente si impegna a conferimento immobiliare”
Sono società che formalmente figurano costituite per l’esecrizio di attività economiche ma di fatto non svolgono nessuna attività, ma sono costituite al solo scopo di conferire in esse determinati beni (immobili, pacchetti azionari ecc.)
Il codice civile dice semplicemente che l’amministrazione spetta normalmente a ciascun socio disgiuntamente
Il codice civile dice espressamente che l’amministrazione può essere affidata ad alcuni dei soci soltanto
Il codice civile non dice nulla sull’affidamento a non soci, e la dottrina è divisa
L'articolo dice che quello di società è un contratto: si applicheranno pertanto le norme sui contratti in generale.
In particolare, si tratta di un contratto associativo e plurilaterale. Non è un contratto a prestazioni corrispettive.
Per "attività economica" si intende la "attività produttiva di beni o servizi" di cui parla l'art. 2082 nella definizione di impresa
Si parla di due tipi di lucri:
· Lucri oggettivi: la società mira al profitto, e non alla pura copertura dei costi con i ricavi
· Lucri soggettivi: i profitti sono distribuiti ai soci ed entrano a far parte del loro patrimonio, anche sotto forma di utili reinvestiti cui essi hanno diritto allo scioglimento della società
Mentre per l’imprenditore “scopo di lucro” vuol dire “obiettiva economicità” (costi che coprono i ricavi), per la società è necessaria invece la ricerca del profitto, e, anche, che i profitti siano distribuiti ai soci e non destinati invece ad attività di interesse comune, come potrebbe avvenire in una associazione che destinasse tutti i guadagni a finanziare la attività comune non imprenditoriale.
In base all'art. 2248 dovrebbero essere nulle le società semplici costituite al solo scopo di conferirvi proprietà di beni mobili e immobili per nasconderli ai creditori o al fisco o per sottrarli in caso di morte alla imposta di successione.
Infatti, in questo caso si tratta di attività di puro godimento e amministrazione dei beni, e perciò non è applicabile la disciplina della società, bensì quella della comunione
Nel nostro ordinamento esistono anche società costituite per lo svolgimento di attività politiche, sindacali, ricreative, culturali, sportive, educative, che, sebbene non svolgano attività produttiva e non abbiano come scopo la divisione di utili, sono ammesse dalla legge 17/1985
Infine, l'art. 2615 ter ammette che una società commerciale possa essere costituita per attuare un consorzio. Come diremo più avanti il consorzio non svolge una attività produttiva diretta, ma indiretta, a favore di imprese produttrici
La nozione di società si discosta da quella di impresa in due punti:
· nel contratto di società manca il requisito della professionalità, che è invece un requisito della impresa: possono perciò esistere società (cosiddette occasionali) che non sono imprese
· Nel contratto di società deve essere presente lo "scopo di dividere gli utili", mentre la divisione degli utili non è un requisito della impresa: una impresa può anche essere gestita senza scopo di fare degli utili (criterio di "oggettiva economicità", adottato ad esempio da taluni enti pubblici). Possono perciò esistere imprese (ad es. gestite da associazioni senza scopo di lucro) che non sono società
Possono essere conferiti, se il codice non dispone diversamente, denaro, beni in natura, attività lavorativa, e in genere ogni elemento patrimonialmente valutabile che possa essere utilizzato per l'esercizio della impresa: crediti, titoli, aziende, diritti patrimoniali su opere dell'ingegno o invenzioni, ecc.
Il contratto di tipo associativo è contraddistinto da uno scopo di collaborazione comune alle parti, scopo che non è raggiunto col semplice scambio di prestazioni e controprestazioni
Esempi di contratto di tipo associativo sono:
▸ Associazione in partecipazione (anche se alcuni studiosi dubitano che si tratti di un contratto di tipo associativo)
▸ Mezzadria.
▸ Colonìa parziaria.
▸ Soccida.
▸ Contratto col quale si dà origine a una associazione.
▸ Contratto di consorzio
A differenza del contratto di società, quello di consorzio non ha come obiettivo lo svolgimento diretto di una attività produttiva, ma solo la creazione di strutture che facilitano alle singole imprese appartenenti lo svolgimento delle proprie attività produttive. Normalmente i consorzi non realizzano derivanti da rapporti con terzi non consorziati, o li realizzano in via occasionale.
Se così non fosse, si tratterebbe di società e non di consorzi.
E' possibile il consorzio sia di imprese lucrative che di imprese cooperative, e anche di enti pubblici, eventualmente insieme ad imprenditori privati
Secondo alcuni, il consorzio si avvicinerebbe più alla associazione che alla società
Le cooperative tra piccole e medie imprese sono in realtà dei veri e propri consorzi. Si parla a questo proposito di "mutualità consortile", accanto alla "mutualità cooperativa"
Al consorzio si applicano le norme sui contratti ma non quelle sulle società
▸ Patti di limitazione della concorrenza
▸Joint-Venture
Si può avere la "incorporated joint-venture" e la "unincorporated joint-venture": nel primo caso la joint-venture è una vera e propria società di cpaitali cui partecipano quali partners l'impresa o ente nazionale e l'impresa o ente straniero. Lo scopo è quello di collaborazione e di messa in comune di tecnologie, specie tra imprese multinazionali dei paesi più avanzati e imprese di paesi del terzo mondo. Nel caso della "unincorporated joint-venture" si tratta di contratto di cooperazione occasionale tra imprese: manca di regola qualsiasi organizzazione societaria, e, se vi è, serve unicamente come strumento di organizzazione dei rapporti interni tra le imprese "co-venturers"
▸Associazioni temporanee di imprese
Sono quelli che la nostra legislazione conosce col nome di Gruppi Europei di Interesse Economico: si tratta in sostanza di un mandato collettivo conferito da più imprese all'impresa capogruppo di esprimere l'offerta per concorrere alla gara di aggiudicazione dell'opera in nome e per conto delle mandanti (cosiddette "cordate di imprese"). Le mandanti conservano la loro piena autonomia. La responsabilità per la mancata realizzazione dell'opera è solidale tra tutte le imprese, e il mandato non è revocabile per giusta causa.
La società è un contratto di tipo associativo e non un contratto di scambio, come la compravendita. Infatti è caratterizzata da uno scopo comune (esercizio di una attività produttiva) che va al di là del semplice scambio di quelle prestazioni che sono i conferimenti
Si definiscono imprese collettive tutte le imprese gestite in comune da più persone
I principali tipi di imprese collettive sono:
▸ Azienda coniugale
▸ Comunioni tacite familiari in agricoltura
Si tratta di comunioni di beni ndivisi a carattere produttivo, i cui membri fanno vita in comune, in comune esplicano la loro attivotà sotto la guida del capofamiglia e si dividono guadagni e perdite, nelle quali quindi l'"affectio familiaris" si sostituisce all'"affectio societatis". In altre parole si tratta di una via di mezzo tra la comunione e l'esercizio collettivo della impresa agricola
▸ Società di persone
▸ Società in nome collettivo
▸ Società in accomandita semplice
▸ Società di capitali
▸ Società a responsabilità limitata
▸ Società in accomandita per azioni
▸ Imprese gestite da una organizzazione privata non avente come scopo principale l'esercizio di attività economica (associazioni, fondazioni, ecc.)
▸ Società cooperative
▸ Società mutue assicuratrici
▸ Consorzi
▸ Joint-ventures
▸ G.E.I.E. (Gruppi Europei di Interesse Economico)
Certamente. Vi possono essere imprese collettive gestite da organizzazioni private diverse dalle società, e non aventi come scopo principale quello di esercitare l'impresa, esattamente come esistono imprese pubbliche gestite da enti (stato, regioni..) che non hanno come scopo principale l'esercizio di una attività economica
Le organizzazioni collettive private diverse dalla società (associazione, fondazione, ecc.) si impegnano al raggiungimento di uno scopo di natura ideale o, comunque, di natura non economica, in contrapposto alla società, che ha scopo economico (produttivo)
Le associazioni riconosciute e le fondazioni sono regolate dagli artt. 14-35 c.c. mentre le associazioni non riconosciute e i comitati sono regolate dagli artt. 36-42 c.c.
Una associazione, anche non riconosciuta, può esercitare una impresa commerciale accanto alla sua attività principale di natura non economica, in modo accessorio; in tal caso non diventa per questo una società, e in base all'art 2249 non è costretta a sottostare alle regole della società. Esistono quindi imprese collettive esercitate in forma non societaria.
Possono anche esistere delle associazioni che svolgono una attività produttiva ma senza lo scopo di fare utili (ad es. società teatrale tra dilettanti, che compie delle tournée al puro scopo di diffondere il teatro). Anche in questo caso siamo in presenza di una impresa collettiva in forma non societaria, perché la società richiederenbbe lo scopo del profitto
Esistono anche le aziende coniugali, gestite da entrambi i comiugi, i cui utili sono in comunione tra essi, ma qui non ce ne occuperemo
Si tratta di attività di impresa o di lavoro autonomo?
Il Testo Unico delle imposte dirette ammette le associazioni costituite per l'esercizio di arti o professioni.
In tal caso però la attività non va considerata di impresa, e si applicano le norme sul lavoro autonomo (obblighi contabili semplificati, non assoggettabilità al fallimento, non necessità di iscrizione nel registro delle imprese, non applicabilità in genere delle norme dello statuto dell'imprenditore commerciale ad es. sulla capacità)
L'art. 2 della legge 1815/1939 vieta di "costituire, esercire o dirigere, sotto qualsiasi forma diversa da quella di cui al precedente articolo, società, istituti, uffici, agenzie od enti i quali abbiano lo scopo di dare, anche gratuitamente ai propri consociati o ai terzi, prestazioni di assistenza o consulenza in materia tecnica, legale, commerciale, amministrativa, contabile o tributaria"
Gli studiosi ritengono che questa norma vieti la costituzione di una società per esercitare una attività professionale protetta (per la quale cioè occorra la iscrizione in appositi albi), tranne che si tratti di società di revisione contabile o di certificazione di bilanci, autorizzate successivamente dal DPR 136/1975
L'unica forma permessa pare essere quella della associazione, di cui si è parlato più sopra, per consentire ai partecipanti di unificare servizi ed attrezzature, realizzare economie di scala, dividere spese.
Questo però non esclude che attività professionali non protette possano essere svolte in forma di società (società di ricerche di mercato, società di riorganizzazione aziendale, ecc.)
L'esercizio di arti o professioni sotto forma di società costituisce attività di impresa o di lavoro autonomo?
Oltre alle norme sulla società si applicheranno in altre parole le norme dello statuto dell'imprenditore o quelle, più favorevoli, sul lavoro autonomo?
Secondo i migliori autori, i prestatori d'opera intellettuale cessano, per il fatto di avere conferito la propria opera in società, di essere "professionisti intellettuali" nel senso del codice civile.
I prestatori d'opera intellettuale che si uniscono in società divengono imprenditori e perdono i privilegi dei professionisti intellettuali (non assoggettabilità al fallimento, all'obbligo delle scritture contabili, all'obbligo della iscrizione nel registro delle imprese)
Per esercizio in comune di una attività economica si intende "direzione e rischio comuni". Non costituisce quindi esercizio in comune della attività economica il contratto di associazione in partecipazione, con cui l'associante attribuisce all'associato una partecipazione agli utili della sua impresa o di uno o più affari verso il corrispettivo di un determinato apporto (che può essere anche di lavoro): infatti colui che ad es. apporta lavoro non partecipa alla direzione né al rischio (la sua perdita è limitata al capitale conferito)
Le forme dell'esercizio in comune sono le stesse per le società di capitali e per le società di persone?
Nelle società di capitali la "direzione comune" da parte degli azionisti o quotisti assume, come vedremo, forme molto più limitate che nelle società di persone, dove tutti i soci partecipano realmente e pienamente alla amministrazione.
In contrapposto alla "comunione a scopo di godimento", la società si definisce spesso "comunione a scopo produttivo", in quanto i soci non si limitano a godere del bene e a percepirne i frutti, ma lo impiegano per una attività produttiva.
Quando ad esempio i comproprietari di un bene produttivo ne iniziano lo sfruttamento in vista della vendita dei prodotti, la comunione si trasforma automaticamente in società.
Dopo la liquidazione della società, invece, i beni comuni passano dal regime della società a quello della comunione.
Tra gli artt. 1100 ss. (comunione a scopo di godimento) e gli artt. 2247 ss. (comunione a scopo produttivo) vi sono molte differenze. L'alunno dovrà saper fare un confronto utilizzando il codice.
Tra le differenze più importanti:
- il socio non può usare a scopo personale i beni sociali, che risultano destinati alla attività produttiva comune, se non con il consenso degli altri soci (ma solo nella società semplice)
- mentre un appartenente alla comunione puà chiedere in qualsiasi momento lo scioglimento della comunione il socio non può fare questo prima che la società si sciolga per scadenza del termine, ecc.
No, il codice non ammette società atipiche. Se due o più persone iniziano a svolgere insieme una attività commerciale si avrà automaticamente la nascita di una società in nome collettivo irregolare; se iniziano a svolgere una attività non commerciale (es. agricola) si avrà automaticamente la nascita di una società semplice
No. Una società che non svolge attività qualificabile come di impresa agricola o di impresa commerciale non svolge attività di impresa (vedi più sotto le attività non di impresa commerciale)
Ad es. le attività svolte in forma societaria dai professionisti intellettuali, non essendo normalmente agricole, sono da classificare come commerciali
Tra le attività economiche non di impresa commerciale, sono comprese:
▸ attività agricole
▸ attività associate di professionisti intellettuali, quando queste siano consentite, come si è visto commentando l'art. 2247
▸ Attività associate di artisti
▸ Spesso si creano le cosiddette società di comodo, con cui si conferiscono uno o più immobili in una società costituita appositamente (molto usata è la società semplice), soltanto con lo scopo di utilizzare la soceità come difesa di fronte al fisco.
Tuttavia gli studiosi escludono la validità di questi contratti
La società si dice commerciale quando ha per oggetto l'esercizio di un'impresa commerciale, cioè l'esercizio di una delle attività elencate nell'art. 2195 c.c.: attività industriale, intermediaria nella circolazione dei beni, di trasporto, ausiliaria, ecc.
Invece non è commerciale la società che esercita una impresa non commerciale, cioè una attività che non rientri tra quelle elencate nell'art. 2195 c.c.
Con un significato meno esatto, si usa spesso indicare come "commerciali", in quanto normalmente utilizzate per l'esercizio di una attività commerciale, le seguenti società:
- Società unipersonale a responsabilità limitata
Le società che hanno per oggetto una attività commerciale sono assoggettate alla disciplina degli imprenditori commerciali, dalla quale sono invece esonerate le società di qualunque tipo che esercitano una attività non commerciale. In particolare le società commerciali sono soggette al fallimento
Sono società che hanno il fine di realizzare un utile da ripartire tra i soci.
Sono società lucrative:
Sono società che hanno non il fine di realizzare degli utili, quanto di fornire agli stessi soci della cooperativa beni o servizi, oppure anche posti di lavoro, a condizioni migliiori rispetto a quelle che potrebbero trovare sul mercato
Sono società mutualistiche:
- Società mutue assicuratrici
Si definiscono società di persone:
Si definiscono società di capitali:
· Le società di capitali hanno autonomia patrimoniale perfetta e personalità giuridica
· Le società di capitali hanno la responsabilità limitata
· Nelle società di capitali i soci non possono svolgere direttamente i controlli
· nelle società di capitali il socio non ha poteri di amministrazione
· nelle società di capitali il trasferimento della posizione di socio non dipende dal consenso dei soci
· nella società di capitali le modifiche del contratto sociale non richiedono l’unanimità
· nelle società di capitali il fallimento, l’incapacità , la morte del socio non hanno effetto sul vincolo sociale
Che se gli atti riguardanti un dato bene debbono essere compiuti in una data forma, la stessa forma dovrà essere adottata per il contratto di società che li ha ad oggetto.
Ad esempio,se vengono conferiti dei beni immobili,la forma dovrà essere scritta
Nelle società di persone non è necessario, per la validità del contratto, che i conferimenti siano espressamente determinati. Se non vengono indicati i conferimenti si usa dire che il socio "conferisce la propria responsabilità (illimitata)": in base all'art.2253 sarà obbligato a conferire quanto è necessario per iniziare e gestire l'impresa non subito, ma quando se ne presenti la necessità.
Per la natura dei conferimenti vedi quanto detto per l'art. 2247
Per "conferimento in godimento" di un bene si intende la costituzione sul bene, a favore della società, di un diritto reale (es. usufrutto) o personale (es. comodato) di godimento, mentre la proprietà rimane del socio che conferisce.
Nel caso di conferimento in godimento il socio resta proprietario del bene che ha conferito, mentre la società acquista su di esso solo un diritto di godimento analogo al diritto del locatario sulla cosa ricevuta in locazione.
Nel caso di conferimento in godimento si applicheranno per analogia le norme del contratto di locazione (sulle riparazioni ordinarie, straordinarie, i diritti e gli obblighi reciproci in generale), mentre nel caso di conferimento in proprietà il codice suggerisce la applicazione analogica delle norme sulla compravendita (garanzia per evizione, vizi della cosa, ecc.)
Se il socio ha conferito in proprietà, e la società perde tutto il suo patrimonio, il socio perde il bene. Se aveva conferito in godimento rimane invece creditore della società per la restituzione del bene o del suo valore.
Nel caso di conferimento in proprietà, se il bene risulta distrutto il socio rimane socio (si dice che "il rischio delle cose conferite in godimento è a carico della società"); mentre nel caso di conferimento in godimento il socio perde il diritto a rimanere in società e può essere escluso per volontà degli altri soci (art. 22542: "il rischio delle cose conferite in godimento resta a carico del socio che le ha conferite"), anche se può chiedere il risarcimento dei danni agli amministratori se il bene è andato distrutto per loro colpa.
La amministrazione è la attività di esecuzione del contratto sociale; è in altre parole la attività di gestione della impresa, ed è una attività decisionale: consiste nel prendere decisioni, e non ha nulla a che fare con la attività materiale di produzione concreta di beni o di servizi.
La amministrazione può consistere in decisioni puramente interne (es. decisione di spostare un macchinario da una unità produttiva ad un'altra), ovvero di decisioni che per poter essere attuate necessitano di atti che interessano i terzi, ed in particolar modo negozi giuridici.
L'attività di compimento di atti giuridici in nome e per conto della società, in esecuzione delle decisioni degli amministratori si definisce "rappresentanza".
Amministratore è chi ha la gestione della impresa collettiva; rappresentante è chi ha il potere di esprimere all'esterno la volontà sociale, di agire in nome della società impegnando tutti i soci verso i terzi “Amministrazione" e "rappresentanza" sono due attività distinte: è possibile che uno dei soci sia rappresentante ma non amministratore o viceversa.
A differenza del potere di amministrazione, che non può essere conferito a non-soci, la rappresentanza può essere anche conferita a non-soci: institori, procuratori, commessi, ecc.
E' vero che nelle società di persone il potere di amministrazione spetta a qualsiasi socio, anche se limitatamente responsabile?
Secondo l'art. 2257, a ciascun socio spetta il potere di amministrazione. Secondo molti studiosi, in realtà il codice vuol dire dire che "a ciascun socio ILLIMITATAMENTE RESPONSABILE spetta il potere di amministrazione". Le norme della società in accomandita semplice mostrano infatti che il legislatore priva della amministrazione colui che è privo di responsabilità illimitata per i debiti sociali.
Può esservi revoca da parte della collettività dei soci (2259 c. 1) e revoca da parte dell’autorità giudiziaria (2259 c. 3). Per quanto riguarda il primo caso, la revoca è possibile solo nei confronti degli amministratori che siano nominati con il contratto sociale o con atto separato e non nei confronti di quegli amministratori che sono tali per legge.
Martignago commentando l’art. 22593 identifica il caso di giusta causa di revoca con l’”amministratore colpevole”.
▸ Nomina e revoca degli amministratori nominati nell’atto costitutivo
La revoca degli amministratori nominati nel contatto sociale può avvenire solo per giusta causa (22591) con il consenso di tutti i soci.
In genere vi è giusta causa quando un amministratore non ottempera, per negligenza o dolo ovvero anche impossibilità (malattia, lontananza dalla sede sociale ecc.) ai suoi doveri di gestione.
▸ Nomina e revoca degli amministratori nominati con atto separato
Qualora la nomina degli amministratori sia avvenuta con atto separato, la loro revoca è sempre possibile, indipendentemente dalla giusta causa, secondo le regole del mandato (22592) con il consenso di tutti i soci: Si applica l’art. 1726 sul mandato collettivo (“Se il mandato è stato conferito da più persone con unico atto e per un affare di interesse comune, la revoca non ha effetto qualora non sia fatta da tutti i mandanti, salvo che ricorra una giusta causa”).
L'amministrazione disgiuntiva consiste nel fatto che ciascun socio può intraprendere e concludere da solo ogni operazione che rientri nell'oggetto sociale, senza essere tenuto a richiedere l'approvazione degli altri soci.
Nel caso della amministrazione congiuntiva, invece, "è necessario il consenso di tutti i soci amministratori per il compimento delle operazioni sociali", mentre "i singoli amministratori non possono compiere da soli nessun atto, salvo che vi sia urgenza di evitare un danno alla società
No, a meno che l'atto costitutivo non lo preveda.
No. Questa facoltà spetta solo ad un altro socio amministratore, che ha l'onere di vigilare sulla attività degli altri soci e di opporsi ad essa se non vuole essere ritenuto responsabile in base all'art. 2260 c.2
Nelle società di persone non esiste una assemblea, come invece esiste nelle società di capitali.
Di essa non vi è d'altronde necessità se l'amministrazione è disgiuntiva. Se la amministrazione è congiuntiva è sufficiente raccogliere le singole volontà anche separatamente, senza che occorra uno speciale procedimento.
Quando si deve deliberare a maggioranza non occorre neppure consultare tutti i soci; basta consultarne tanti quanti occorrono per formare la maggioranza richiesta. Le singole volontà possono essere espresse in qualunque modo, persino in forma tacita.
Niente vieta tuttavia che i soci, nello statuto, si diano una organizzazione più articolata, con assemblee, consigli di amministrazione, ecc. che funzionino secondo le norme delle società di capitali
Secondo la migliore dottrina, pare di no: non appare logico che un soggetto possa rischiare il denaro altrui; inoltre, il fatto di non rischiare il proprio denaro incoraggerebbe degli affari azzardati con pregiudizio dei rapporti economici. Infine, l'art. 2318 stabilisce per le società in accomandita di persone, che possano essere amministratori solo i soci (accomandatari). Questo sembra indicare che solo i soci possano essere amministratori
l'art. 2259 mostra chiaramente che è possibile nominare amministratori solo alcuni tra i soci. I soci possono quindi rinunciare al potere di amministrazione, e in tal caso mantenere i soli poteri di controllo (art. 2261) e il diritto agli utili (2262)
Ci sono delle decisioni sociali che non implicano modificazione del contratto di società, né possono essere considerate attività di amministrazione-gestione degli affari sociali.
Si tratta della nomina e revoca degli amministratori, la deliberazione annuale di deliberazione di bilancio, ecc.
Qui ci occuperemo solo della nomina e revoca degli amministratori.
Gli amministratori possono essere nominati nel contratto sociale ovvero con atto separato.
Nel primo caso risultano irrevocabili, tranne che per il caso di giusta causa (22592). Nel secondo caso sono revocabili.
In entrambi i casi la nomina è fatta all'unanimità: nel primo caso perché il contratto sociale richiede la unanimità; nel secondo caso si deduce da analoga disposizione dell'art. 2319 per le società in accomandita semplici.
Anche la revoca va fatta all'unanimità in entrambi i casi: nel primo caso perché è chiaro che per revocare gli amministratori occorrerà modificare il contratto sociale, e sarà quindi necessaria di regola la unanimità (art. 2252); nel secondo caso gli studiosi ritengono che, l'art. 2319 indichi la unanimità anche per le società diverse da quelle in accomandita semplice.
Gli amministratori non sono dei veri e propri mandatari. Vi sono delle norme del contratto di mandato inapplicabili al caso della amministrazione:
· Gli amministratori agiscono autonomamente compiendo sia gli atti di ordinaria che quelli di straordinaria ammihstrazione senza dover sottostare alle direttive dei soci non amministratori
· Mentre il mandatario gestisce normalmente affari altrui gli amministratori gestiscono affari del gruppo e quindi anche propri
· Gli amminstratori, a differenza dei mandatari, non debbono dare comunicazione agli altri soci dell'eseguito mandato
Tra le norme applicabili del mandato si possono ricordare:
· obbligo di svolgere personalmente la attività richiesta
· obbligo di diligenza media
· Cause di estinzione del mandato
Gli amministratori sono responsabili (responsabilità contrattuale) nei confronti della società, qualora abbiano violato gli obblighi loro imposti dalla legge o dal contratto sociale
L'azione per il risarcimento dei danni può essere esercitata dai nuovi amministratori o da ciascuno dei soci.
Il rendiconto di cui parlano gli artt. 2261 e 2262 è in realtà un vero e proprio bilancio, nel quale debbono essere espressi, in termini monetari, i valori attribuiti ai vari elementi dell'attivo e del passivo, dal raffronto dei quali potrà emergere l'esistenza di utili, ossia di una eccedenza dell'attivo sul passivo, da distribuire ai soci.
La legge non stabilisce obbligatoriamente il contenuto del bilancio delle società di persone, a differenza che per le società di capitali
Il rendiconto deve essere approvato alla unanimità.
Se i soci non si mettono d'accordo per rettificare il bilancio in modo che questo risulti accettato da tutti, si ha la mancata approvazione del bilancio e la impossibilità di distribuire gli utili.
Se il socio ha rifiutato senza alcuna giustificazione di approvare il bilancio potrebbe anche essere colpito dalla esclusione dalla società
▸ Art. 2266: La società acquista diritti e assume obbligazionji per mezzo dei soci che ne hanno la rappresentanza e sta in giudizio nella persona dei medesimi. In mancanza di diversa disposizione del contratto, la rappresentanza spetta a ciascun socio amministratore e si estende a tutti gli atti che rientrano nell’oggetto sociale. Le modificazioni e l’estinzione del potere di rappresentanza sono regolate dall’art. 1396.
▸ Le regole dell'art. 2266 riguardano solo il potere di rappresentanza degli amministratori, e non quello di semplici dipendenti, o di terzi estranei.
In base all'art. 2266, se non è stabilito diversamente, gli amministratori sono anche rappresentanti.
Si faccia riferimento ai tre casi: a) estensione del potere dei rappresentanti in mancanza di disposizione del contratto sociale; b) Limitazioni originarie (contratto sociale) del potere di rappresentanza; c) Modificazioni successive del potere di rappresentanza
A) Poteri di rappresentanza in mancanza di disposizioni del contratto sociale:
· Ss: si estendono a tutti gli atti che rientrano nell'oggetto sociale (2266)
· Snc irregolare: come per la ss (2297)
· Snc regolare: come per la ss
B) Limitazioni del potere di rappresentanza contenute sin dall'inizio nel contratto di società:
· Ss: è il terzo che contratta che deve prenderne conoscenza chiedendo di poter prendere conoscenza del contratto sociale. Le limitazioni hanno comunque valore.
· Snc irregolare: Le limitazioni di rappresenzanza non sono opponibili ai terzi, a meno che non si provi che ne erano a conoscenza (2297)
· Snc regolare: Le limitazioni iscritte nel registro delle imprese sono opponibili ai terzi. Per quelle non iscritte, la società dovrà provare che i terzi ne erano a conoscenza (2298)
C) Modificazioni successive delle regole sulla rappresentanza della società:
· Ss: debbono essere portate a conoscenza dei terzi con mezzi idonei (1396)
· Snc irregolare: Come al punto B)
· Snc regolare: Come al punto B)
Le "obbligazioni sociali" di cui parla il codice possono derivare da una qualsiasi delle fonti di obbligazione: la società può essere obbligata a risarcire un danno, come a pagare un tributo, come alla restituzione di un pagamento ricevuto indebitamente o di un arricchimento, ecc.
Nella società semplice il socio può stipulare un patto di limitazione della responsabilità valido anche nei confronti dei terzi. Nella società in nome collettivo il patto ha invece valore puramente interno: i creditori sociali potranno aggredire il suo patrimonio personale, anche se successivamente egli potrà pretendere che gli altri soci gli restituiscano quanto ha dovuto pagare.
Mentre, nel caso della società semplice, se il socio non indica al creditore beni sociali facilmente liquidabili il creditore può aggredire il suo patrimonio personale prima di quello sociale, nel caso della società in nome collettivo il creditore non può aggredire il patrimonio del socio se prima non ha liquidato il patrimonio sociale, per quanto questo possa essere di difficile liquidazione.
Nel momento del verificarsi di una delle cause di scioglimento muta lo scopo sociale: che non è più quello di compiere un'attività economica al fine di produrre utili ma di cessare l'attività, sistemando tutti i rapporti esistenti.
Poiché gli amministratori prendono il posto degli amministratori, anche per loro si applicherà la regola della gestione disgiuntiva
I liquidatori debbono procedere nell'ordine: a) al pagamento dei debiti sociali (2282); b) se esiste ancora patrimonio residuo, al rimborso dei conferimenti (2282) e alla restituzione dei beni conferiti in godimento (2281); c) se esiste ancora patrimonio residuo, che chiaramente è costituito da utili accantonati in riserve, guadagnati durante la vita della società, alla loro distribuzione ai soci proporzionalmente alla parte di ciascuno nei guadagni (2282)
La transazione è il contratto col quale le parti, facendosi reciproche concessioni, pongono fine a una lite già incominciata o cercano di evitare una lite che può sorgere tra loro.
I "compromessi" sono la clausola compromissoria e il compromesso arbitrale, contratti con cui le parti affidano ad arbitri la decisione di controversie future ed eventuali nel primo caso e già sorte nel secondo caso.
Dei loro atti i liquidatori rispondono nei confronti della società:i soci possono alla unanimità revocarli in ogni tempo; ciascun socio può chiederne la tribunale la revoca per giusta causa; i soci in gruppo o i nuovi liquidatori potrebbero chiedere il risarcimento dei danni causati alla società; ciascun socio potrebbe chiedere il risarcimento dei danni causati a lui personalmente (ad es. per la mancata restituzione della cosa conferita in godimento).
Per le società in nome collettivo regolari il codice richiede la redazione e la approvazione di un bilancio finale di liquidazione e di un piano di riparto.
Il piano di riparto non coinvolge l'operato e la responsabilità dei liquidatori: per cui questi possono chiedere (art. 2311 c. 3) che i soci prima approvino il bilancio, riconoscendo che il loro operato è stato corretto (in tal modo gli amministratori sono liberati da eventuali responsabilità), e risolvano poi tra loro le questioni del riparto.
[cott2 258] Inoltre, la cancellazione della società può essere effettuata una volta approvato il solo bilancio, anche se il piano di riparto sia contestato. Anche allo scopo di poter procedere alla cancellazione della società i liquidatori possono chiedere la separata approvazione del bilancio.
Il socio può sempre recedere per giusta causa: siamo in presenza di una giusta causa ogni volta che gli altri soci abbiano violato obbblighi contrattuali o doveri di fedeltà, di lealtà, di diligenza o di correttezza che incidono sulla fiducia reciproca. Si può parlare di giusta causa anche per ragioni di salute che rendono impossibile al socio assolvere la sua attività di amministrazione. Si ha giusta causa anche quando gli altri soci, a maggioranza, modificano notevolmente le clausole del contratto originario: ad es. trasformando una società di persone in una società di capitali.
La interdizione dai pubblici uffici, di cui si parla nel 1ø comma, è una pena accessoria prevista dal codice penale, che priva il condannato dei diritti politici, compresi il diritto elettorale attivo e passivo, di ogni servizio o ufficio pubblico non obbligatorio, di ogni grado, dignità, titolo o decorazione, gli impedisce di svolgere l'ufficio di tutore o curatore e di percepire stipendi o pensioni a carico di enti pubblici. Può essere perpetua o temporanea.
Il termine "di diritto" sta ad indicare che si tratta di una esclusione automatica, che si verifica per la sola forza della legge, senza bisogno di una pronuncia del giudice o di una deliberazione della maggioranza dei soci.
Esistono la nullità del vincolo del singolo socio prevista dall'art. 1420 per tutti i contratti plurilaterali e quindi anche per quello di società.
Esiste poi l'annullamento del vincolo del singolo socio per incapacità, errore, dolo, violenza, ecc. prevista dall'art. 1446 per tutti i contratti plurilaterali e quindi anche per quello di società.
Esiste la risoluzione per inadempimento del vincolo del singolo socio prevista dall'art. 1459 per tutti i contratti plurilaterali e quindi anche per quello di società: ma nel caso del contratto di società l'art. 1459 è sostituito dall'art. 2286.
Esiste infine la risoluzione per impossibilità sopravvenuta del vincolo del singolo socio, prevista dall'art. 1466 per tutti i contratti plurilaterali e quindi anche per quello di società. Un caso particolare potrebbe essere considerata la esclusione per sopravvenuta incapacità del socio
In tutti questi casi, il codice stabilisce che lo scioglimento del vincolo del singolo socio non ha come conseguenza lo scioglimento della società, a meno che la partecipazione del socio in questione non debba considerarsi essenziale.
Ovviamente, se i soci sono due, il contratto si scioglie senz'altro.
L'articolo 2289 favorisce l'interesse della società rispetto all'interesse del socio: nel caso che la società preferisca tenersi il bene conferito (ad es. un macchinario indispensabile alla società, che questa non saprebbe altrimenti come procurarsi) essa può pagargli una somma di denaro piuttosto che restituirgli il bene stesso: si tratta di qualcosa di simile ad una compravendita forzata.
La società può anche tenersi il bene conferito in godimento e, in attesa di restituirlo al momento dello scioglimento, pagherà al socio per l'uso che essa ne sta facendo. E' qualcosa di simile ad un affitto forzato.
I terzi che contrattano in buona fede con la società, credendo ancora socio chi invece non lo è più, e confidando nella garanzia costituita dal suo patrimonio, sono tutelati dalla legge: se la società non ha provveduto a portare a loro conoscenza PRIMA dell'atto la uscita del socio, essi possono aggredire anche il patrimonio del socio uscito.
La legge richiede la indicazione del legame sociale e del nome di un socio illimitatamente responsabile
In realtà è sufficiente che vi sia la dizione “e compagni”, “& c.”, che escludendo la costituzione di una società di capitali denunci con sufficiente chiarezza la costituzione di una società di persone.
Il patto di limitazione della responsabilità ha efficacia puramente interna: vedi commento art. 2267
Tra le differenze principali vi sono:
▸ Soggezione al fallimento
▸ Obbligo delle scritture contabili
▸ Obbligo di iscrizione nel registro delle imprese
▸ Divieto di concorrenza a carico del socio
▸ La non limitabilità della responsabilità personale dei soci per le obbligazioni sociali
▸ La possibilità del socio di evitare l'aggressione del proprio patrimonio da parte del creditore sociale sino a che questo non abbia liquidato l'intero patrimonio della società
▸ Il divieto di liquidazione della quota sociale a favore del creditore particolare del socio
(art. 1 l. fall.) “In nessun caso sono considerate piccoli imprenditori le società commerciali”.
La snc è soggetta ad iscrizione nel registro delle imprese. In quanto esercita, come normalmente avviene, attività commerciale, essa è obbligata alla tenuta delle scritture contabili ed è assoggettata al fallimento in caso di insolvenza
Si noti che l’art. della l.fall. non implica che le società falliscano sempre, ma che falliscono sempre se svolgono attività commerciale; pertanto, una snc che non svolge attività commerciale non fallisce (confermato da Cottino).
L'oggetto sociale è lo specifico tipo di attività economica che i soci hanno pattuito di esercitare in comune fra loro.
Sede legale è quella dichiarata nell’atto costitutivo e iscritta in tal modo nel registro delle imprese
Sede effettiva è la sede dove la società opera concretamente, dove vi sono gli uffici o lo stabilimento. La sede effettiva può coincidere o non coincidere con la sede legale.
Sede amministrativa è la sede dove si trovano gli uffici. Si contrappone alla sede dello stabilimento o sede produttiva
Sede principale è quella ove si svolge prevalentemente l’attività sociale. Sede secondaria è una sede non principale ove si svolge pure l’attività sociale
Le regole del codice sono:
⋅ Se esiste una sede secondaria con rappresentanza stabile anche essa deve essere iscritta nel registro delle imprese
⋅ (art. 9 l. fall.) Il fallimento è dichiarato dal tribunale del luogo ove l’imprenditore ha la sede principale dell’impresa. La legge fallimentare pare quindi prendere in considerazione la sede principale effettiva, e non quella legale.
I "soci d'opera" sono coloro che conferiscono il proprio lavoro anziché beni in natura o denaro
Non esiste una forma che la legge imponga. Una società in nome collettivo può nascere anche con una manifestazione tacita di volontà. Ma in tal caso sarà una società in nome collettivo irregolare; se i soci vogliono costituire una società in nome collettivo regolare debbono iscriverla, e l'ufficio del registro delle imprese richiede la scrittura privata autenticata o per atto pubblico.
In realtà la terminologia del codice è impropria. Per "Atto costitutivo" deve intendersi "Contratto sociale", eventualmente comprensivo anche di quelle norme sul funzionamento della società che di solito sono contenute dallo statuto. Non vi sono quindi differenze, sotto questo punto di vista, tra le società di persone e le società di capitali. Una società in nome collettivo può benissimo darsi delle regole interne di funzionamento identiche a quelle di una società per azioni, contenute in una appendice del contratto che non si può non chiamare statuto.
Non tutte le indicazioni devono essere presenti nell'atto costitutivo per la sua validità. Certamente devono essere presenti indicazioni come la sede e la ragione sociale. La mancanza di altre indicazioni, come ad es. i soci che hanno la rappresentanza e l'amministrazione, i conferimenti, non rende invalido il contratto sociale (anche perché molti di essi possono essere ricavati dalle norme suppletive del codice, che stabilisce ad es. che in mancanza di indicazioni la rappresentanza si reputa affidata a tutti gli amministratori), ma ne impedisce solamente la registrazione
La nullità dell'atto costitutivo, secondo la maggioranza degli studiosi, rende la società inesistente fin dall'inizio. Tutti gli atti compiuti dai rappresentanti non impegnano pertanto la responsabilità di coloro che in realtà non sono mai stati soci. I creditori si troveranno pertanto a poter contare non più sul patrimonio sociale, che i non-soci possono riprendersi, ma sulla responsabilità personale delle sole persone che hanno contrattato con loro.
C'è da dire che questa conseguenza sembra troppo drastica a molti studiosi, che ritengono che in caso di nullità possa nondimeno applicarsi il principio della apparenza, a tutela dei terzi che in buona fede hanno contrattato con coloro che apparivano rappresentanti di una società, confidando nella garanzia costituita dal fondo sociale e dal patrimonio di quelli che apparivano soci.
Altri studiosi ritengono che la invalidità dell'atto non impedisca però di parlare di società di fatto, visto che comunque, con la attività successiva alla stipulazione del contratto, le parti hanno mostrato una tacita volontà di stabilire tra loro un vincolo sociale.
Vedi art. 2306 Codice civile.
La deliberazione di riduzione del capitale, mediante rimborso ai soci delle quote pagate o mediante liberazione di essi dall’obbligo diulteriore versamento, può essere eseguita solo dopo tre mesi dal giorno dell’iscrizinoe nel registro delle imprese purché entro questo termine nessun crditore sociale anteriore all’iscrizione abbia fatto opposizione. Il Tribunale, nonostante l’opposizione, può disporre che l’esecuzione abbia luogo, previa prestazione da parte della società di un’idonea garanzia.
Un incapace che vuole entrare in una società è sottoposto alle stesse norme e limitazioni di un incapace che voglia continuare o iniziare una attività commerciale.
Queste norme sono state già incontrate nello studio dello statuto dell'imprenditore commerciale.
Le società di cui parla l'art. 2297 si dicono "società irregolari"
Le "società irregolari" sono una cosa diversa dalle "società di fatto".
Nel caso della società irregolare l'atto costitutivo scritto esiste, ma non è stato depositato; nel caso della società di fatto non esiste un contratto sociale, o comunque un contratto scritto: i soci hanno tacitamente manifestato la intenzione di svolgere una attività in comune iniziandola e proseguendola, senza nessun patto espresso.
Nel caso di società di fatto i soci avrebbero notevoli difficoltà per farsi registrare, visto che l'ufficio del registro richiede un atto scritto e almeno autenticato.
Comunque, alle società di fatto si applicano le stesse norme che alle società irregolari
Le norme sui "rapporti tra la società e i terzi" di cui si parla nell'articolo sono quelle sulla rappresentanza e la responsabilità per i debiti sociali.
Per le regole della rappresentanza vedi il commento all'art. 2266
Per quanto riguarda le regole della responsabilità, si seguono le regole della società semplice, ma senza la possibilità di un patto di limitazione della responsabilità, prevista per la soc. semplice dall'art. 2267
Vedi art. 2300 Codice civile.
“opponibili ai terzi" vuol dire che per la legge i terzi saranno considerati a conoscenza del nuovo contenuto dell'atto costitutivo, e quindi non godranno della tutela che in molti casi viene accordata alla buonafede: non potranno pretendere ad es. che sia considerato valido il contratto concluso con colui che non era più rappresentante, né potranno aggredire il patrimonio di colui che non era più socio al momento della stipulazione.
Vedi art. 2302 Codice civile.
Gli obblighi e le responsabilità che la legge pone a carico dell'imprenditore (tenuta delle scritture, iscrizione nel registro delle imprese, responsabilità penale per bancarotta semplice o fraudolenta, ecc.) sono, nelle società di persone, a carico degli amministratori
Vedi art. 2304 Codice civile.
Vedi commento all'art. 2268
Vedi art. 2308 Codice civile.
No. La società in nome collettivo si scioglie anche per dichiarazione di fallimento, ma questa causa di estinzione non riguarda la società in nome collettivo costituita per l'esercizio di attività non commerciali.
A parte quanto detto negli artt. 2280 e 2282 le norme sulla ss non stabiliscono alcuna formalità documentale circa il riparto del capitale residuo.
(2309) (snc) La nomina dei liquidatori e le firme dei liquidatori vanno depositate nel registro delle imprese
(2310) (snc) Nella snc dalla iscrizione della nomina dei liquidatori il potere di rappresentanza passa dagli amministratori ai liquidatori.
Invece nella ss si dice solo che i soci amministratori conservano il potere di amministrare relativamente agli affari urgenti, fino a che siano presi i provvedimenti necessari per la liquidazione (2274)
(2311) (snc) compiuta la liquidazione i liquidatori devono redigere il bilancio finale e proporre ai soci il piano di riparto. Il bilancio sottoscritto dai liquidatori e il piano di riparto devono essere comunicati mediante raccomandata ai soci e si intendono approvati se non sono stati imputnagi nel termine di due mesi dalla comunicazione. In caso diimpugnazione del bilancio e del piano di riparto, il liquidatore può chiedre che le questioni relative alla liquidazione siano esaminate separatamente da quelle relativa alla divisiione, alle quali il liquidatore può restare estraneo. Con l’approvazione del bilancio i liquidatori sono liberati di fronte ai soci
(2312) (snc) Approvato il bilancio finale di liquidazione i liquidatori devono chiedere la cancellazione della società dal registro delle imprese. Dalla cancellazione della società i creditori sociali che non sono stati soddisfatti possono far valere i loro crediti nei confronti dei soci e, se il mancato pagamento è dipeso da colpa dei liquidatori, anche nei confronti di questi.
(2280) (ss) I liquidatori non possono ripartire tra i soci, neppure parzialmente, i beni sociali, finché non siano pagati i creditori della società o non siano accantonate le somme necessarie per pagarli. Se i fondi disponibili risultano insufficienti per il pagamento dei debiti sociali i liquidatori possono chiedere ai soci i versamenti ancora dovuti sulle rispettive quote e, se occorre, le somme necessarie, nei limiti della rispettiva resonsabilità e in proporzione della parte di ciascuno nelleperdite. Nella stessa proporzione si ripartisce tra i soci il debito del socio insolvente.
(2282) (ss) Estinti i debiti sociali l’attivo residuo è destinato al rimborso dei conferimenti. L’eventuale eccedenza è ripartita tra i soci in proporzione della parte di ciascuno nei guadagni.
Vedi art. 2312 Codice civile.
Purtroppo la richiesta di cancellazione non è sottoposta a controllo da parte della autorità: basta che i soci e i liquidatori si accordino illegalmente perché sia approvato un bilancio da cui non figurano debiti ancora da pagare e può venir chiesta e ottenuta la cancellazione della società
Occorre poi considerare che certi debiti possono sopravvenire in seguito (es. accertamento di una maggiore imposta da parte del fisco; condanna al pagamento a conclusione di una causa che era ancora in corso al momento della chiusura della liquidazione, ecc.)
In tutti questi casi la società non esiste più e i creditori non possono chiedere agli ex liquidatori di ricostituire il patrimonio sociale e di procedere al pagamento dei debiti non pagati. Possono solo rivolgersi ai singoli soci solidalmente e illimitatamente responsabili, e, una volta rimasti insoddisfatti, se provano che questo è dipeso dalla affrettata chiusura della liquidazione, possono tentare la difficile via di chiedere ai liquidatori il risarcimento dei danni per lesione extracontrattuale di diritto di credito.
L’indicazione di quali soci sono accomandanti e di quali soci sono accomandatari
Le regole per la formazione della ragione sociale sono le stesse che per la snc: essa deve contenere il nome di un socio illimitatamente responsabile e l’indicazione del rapporto sociale.
Gli accomandanti, come i soci della spa, non possono conferire servizi, ma beni idonei alla garanzia dei creditori
Percezione degli utili
Comunicazione annuale del bilancio
Consultazione dei libri sociali e dell’altra documentazione della società al fine di controllare la correttezza del bilancio e del conto economico e svolgimento in genere di atti di ispezione e sorveglianza
L’accomandante ha il diritto di compiere atti di ispezione e sorveglianza, di controllare gli amministratori
Rilascio di autorizzazioni e pareri su specifiche questioni nei limiti previsti dall’atto costitutivo
Se compie atti di amministrazione o tratta affari in nome della società a meno che egli abbia agito in nome della società in forza di procura speciale per singoli affari
Se consente che il suo nome compaia nella ragione sociale
La sua responsabilità ha lo stesso beneficio di escussione di quella dell’accomandatario
No, è un rappresentante senza potere, che risponde, a norma dell’art. 1398 illimitatamente per i danni, ma non per l’adempimento dell’obbligazione
▸ Trasmissione quota accomandante
(2322) La quota del socio accomandante è trasmissibile per causa di morte.
(2322) Salvo diversa disposizione dell’atto costitutivo la quota può essere ceduta con effetto verso la società, con il consenso dei soci che rappresentano la maggioranza del capitale.
Il primo comma parla della cessione a causa di morte, mentre la locuzione “ceduta” nel secondo comma rivela che si tratta di trasferimento inter vivos. Secondo Cottino, anche il secondo comma si riferisce all’accomandante.
Secondo Galgano e Martignago-Mistroni il primo comma si interpreta nel senso che la successione nella quota a causa di morte non necessita di alcuna autorizzazione.
Non sono necessarie modifiche dell’atto costitutivo, secondo Martignago-Mistroni.
Zagrebelsky sorprendentemente dice che “in questo caso si applicano le norme sulla società semplice”.
▸ Trasmissione quota accomandatario
Per il trasferimento della quota dei soci accomandatari, non dicendo niente le norme sull’accomandita si applicano le norme sul trasferimento della quota di socio di snc, per cui è sempre necessaria l’approvazione degli altri soci, oltre alla modifica dell’atto costitutivo e, in caso di morte di un accomandatario, la sua quota va liquidata, salvo che i soci non consentano agli eredi di entrare a far parte della società.
L’accomandatario può liberarsi della partecipazione solo col consenso di tutti oppure se è stato a ciò autorizzato dall’atto costitutivo. In tal caso egli decade automaticamente, con la vendita della quota, dalla carica di amministratore.
Se rimangono solo soci accomandanti o accomandatari e nel termine di sei mesi non sia stato sostituito il socio che è venuto meno la società si scioglie
No. In caso di fallimento della società, se si tratta di un accomandante, non può fallire
L’amministratore provvisorio può anche essere un accomandante
Il fallimento dei soci accomandatari
Il bilancio è approvato dai soli accomandatari. Agli accomandanti viene solo comunicato il bilancio come è stato approvato dagli accomandatari
▸ Nomina e revoca degli amministratori
▸ Cessione della quota del socio accomandante
▸ Modifiche al contratto sociale
▸ Esclusione di un socio
▸ Azione di responsabilità
Tutti i soci accomandatari possono essere amministratori con le stesse regole della società semplice.
Per la nomina e revoca degli amministratori nominati con atto separato è necessario il consenso di tutti i soci accomandatari e l’approvazione di tanti accomandanti che rappresentino la maggioranza del capitale da essi sottoscritto (2319). L’art. 2319 si riferisce al caso “del secondo comma dell’art. 2259”, che riguarda la revoca degli amministratori nominati con atto separato, e quindi comprende sia il caso di giusta causa che di mancanza di giusta causa.
Vedi le regole della società semplice sulla nomina e revoca
▸ Cosa può fare
▸ Può essergli conferita una procura speciale (si ritiene che possa essere anche per una serie individuata e determinata di atti)
▸Può essere chiamato a prestare la sua opera sotto la direzione degli amministratori
▸Il compimento di determinati atti di gestione può essere subordinato ad autorizzazioni e pareri
▸Gli accomandanti possono comunque prestare la loro opera sotto la direzione degli amministratori
▸ Non può invece fare cose del tipo:
▸Non può essere nominato institore. La procura non può concedergli una reale autonomia decisionale oltre quella strettamente necessaria a scopo esecutivo
▸Non può decidere sulla opposizione
I rapporti tra la società e i terzi sono regolati dalle norme sulla società semplice (compresa la responsabilità diretta e non sussidiaria e la possibilità del creditore del socio di chiedere la liquidazione della quota), con tre eccezioni:
· Non sono ammessi patti di limitazione della responsabilità
· Le limitazioni dei poteri di rappresentanza non sono opponibili ai terzi a meno che non si provi che essi non ne erano a conoscenza (invece, nel caso della società semplice le limitazioni originarie dell’atto costitutivo si presumevano note ai terzi senza possibilità di prova contraria)
· I soci accomandanti rispondono delle obbligazioni sociali nei limiti della propria quota
Valgono le norme per la società in nome collettivo irregolare, con l’unica differenza (2317) che gli accomandanti restano responsabili limitatamente.
Anche nella s.a.s. irregolare è vietato agli accomandanti di prendere parte alle operazioni (2317)
Pare che gli accomandanti non possano decidere sull’opposizione
Sì, può essere pattuito che l’accomandante risponda per meno o per più della propria quota o che uno o più accomandatari abbiano responsabilità limitata
(art. 2320 c.c.) Gli accomandanti hanno diritto ad avere comunicazione del bilancio e del conto dei profitti e delle perdite, e di controllarne l’esattezza, consultando i libri e gli altri documenti della società. I soci accomandanti non sono tenuti alla restituzione degli utili riscossi in buona fede secondo il bilancio regolarmente approvato.
Si sostiene in dottrina che l’accomandante non avrebbe il potere di approvare il bilancio. Il Cottino dissente.