Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-3627-del-10-02-2017
Timestamp: 2020-04-06 11:46:22+00:00
Document Index: 173376714

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 348', 'sentenza ', 'art. 327', 'art. 348']

Sentenza Cassazione Civile n. 3627 del 10/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3627 del 10/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 10/02/2017, (ud. 10/01/2017, dep.10/02/2017), n. 3627
sul ricorso 28774/2015 proposto da:
G.M., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CARLO CONTI
rappresentato e difeso dall’avvocato MATTEO BRIGANDI’, giusta
BANCA MONTE PASCHI di SIENA SPA;
avverso la sentenza n. 1847/2015 del TRIBUNALE di MILANO, depositata
il 11/02/2015;
che, a seguito di ordinanza con la quale la Corte d’Appello di Milano ha dichiarato inammissibile l’appello ai sensi degli artt. 348 bis e 348 ter c.p.c., viene impugnata la sentenza di primo grado indicata in epigrafe;
– il ricorso è proposto da G.M. con un motivo;
– l’intimata non si è difesa;
che, l’art. 348 ter c.p.c., comma 3, è chiaro nel prevedere che il termine per impugnare la sentenza di primo grado decorre dalla comunicazione, da parte della cancelleria, dell’ordinanza della Corte d’Appello ovvero dalla sua notificazione, ma soltanto se anteriore. Riserva, inoltre, l’applicazione dell’art. 327 c.p.c., nei limiti di compatibilità, quindi all’eventualità che non vi siano state nè comunicazione nè notificazione (cfr., da ultimo, Cass. S.U. n. 25208/15);
– nella specie, l’ordinanza della Corte d’Appello è indicata in ricorso come depositata in Cancelleria in data 25 settembre 2015 e notificata in data 30 settembre 2015 dalla Banca Monte dei Paschi di Siena, mentre il ricorso è stato consegnato per le notificazioni il 30 novembre 2015, nel rispetto del termine di sessanta giorni di cui agli artt. 348 ter e 325 c.p.c., decorrente tuttavia dalla data di notificazione dell’ordinanza che è stata fatta dalla controparte;
– invece, dal fascicolo d’ufficio e dal registro di cancelleria risulta che la comunicazione dell’ordinanza di inammissibilità è stata fatta a mezzo PEC sia al procuratore costituito che al domiciliatario dell’appellante, qui ricorrente, in data 25 settembre 2015 (come da attestazioni telematiche inviate dalla Corte d’appello di Milano – sezione prima);
– in tale situazione processuale sarebbe stato onere della parte ricorrente contestare dette risultanze;
– ferme restando, invece, queste ultime, la decorrenza del termine di sessanta giorni di cui al citato art. 348 ter c.p.c., è fissata al 25 settembre 2015 e quindi è tardiva la notificazione del ricorso, effettuata mediante consegna all’ufficiale giudiziario il 30 novembre 2015;
il ricorso è perciò inammissibile;
non vi è luogo a provvedere sulle spese del giudizio di legittimità poichè l’intimata non si è difesa;
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile – 3, della Corte Suprema di Cassazione, il 10 gennaio 2017.