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Timestamp: 2018-03-19 12:43:01+00:00
Document Index: 88487715

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 12', 'art. 17', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 4']

MARCHE - Nuovo regolamento sul commercio - Ufficio commercio
MARCHE – Nuovo regolamento sul commercio
REGOLAMENTO REGIONALE 4 dicembre 2015, n. 8 – Disciplina delle attività di commercio su aree pubbliche, in attuazione del Titolo II, Capo II, della legge regionale 10 novembre 2009, n. 27 (Testo unico in materia di commercio) – ( B.U. 17 dicembre 2015, n. 113 )
2. I Comuni regolamentano il commercio su aree pubbliche con l’obiettivo dell’innovazione e riqualificazione del settore, tenendo conto delle peculiarità del loro territorio, nonché dell’esigenza di contemperare il diritto dell’imprenditore al libero esercizio dell’attività con quello della collettività e dei consumatori alla fruizione di un servizio adeguato e rispondente alle diverse necessità ed esigenze. La regolamentazione comunale persegue in particolare i seguenti obiettivi, i quali possono essere modulati in relazione alle specifiche esigenze per i motivi indicati:
3) trasparenza e qualità del mercato, libera concorrenza e libertà d’impresa, al fine di realizzare le migliori condizioni di prezzo, nonché la maggiore efficienza ed efficacia della rete distributiva sulle aree pubbliche;
c) valorizzazione dell’attività di commercio su aree pubbliche al fine di favorire la redditività, di promuovere la qualità sociale delle città e del territorio, il turismo, l’enogastronomia e le produzioni tipiche locali;
d) armonizzazione e integrazione del settore con le altre attività economiche, al fine di favorire l’equilibrio tra domanda e offerta e consentire lo sviluppo e il diffondersi di formule innovative;
e) efficacia e qualità del servizio da rendere al consumatore, con particolare riguardo all’adeguatezza della rete e all’integrazione dei mercati e delle fiere nel contesto sociale, ambientale e paesaggistico;
3. Nei propri regolamenti, i Comuni non possono prevedere alcuno dei requisiti vietati di cui all’articolo 14 della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno.
4. Al fine di valorizzare e salvaguardare il servizio commerciale nelle aree urbane, rurali e montane, i Comuni possono stabilire particolari agevolazioni fino all’esenzione per i tributi e le altre entrate di rispettiva competenza, nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di stato, per le attività effettuate su posteggi nei Comuni e nelle frazioni di Comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti, nonché nelle zone periferiche urbane.
1. L’attività di commercio su aree pubbliche è libera e può essere esercitata su tutto il territorio regionale nel rispetto delle disposizioni europee e statali relative alla tutela della concorrenza, nonché della normativa regionale e comunale.
2. E’ vietato porre limitazioni e divieti per l’esercizio dell’attività di commercio su aree pubbliche al fine di creare zone di rispetto a tutela della posizione di operatori in sede fissa, su aree pubbliche, di somministrazione di alimenti e bevande, nonché per ogni altra forma di vendita anche di tipo artigianale, agricolo e industriale.
3. L’attività di commercio su aree pubbliche può essere esercitata da persone fisiche, società di persone, società di capitali, cooperative e consorzi costituiti in Italia o in uno dei Paesi membri dell’Unione europea.
4. L’attività può essere svolta:
a) se effettuata su posteggio, al rilascio dell’autorizzazione e della contestuale concessione da parte del Comune dove l’esercente intende avviare l’attività;
b) se effettuata in forma itinerante, alla presentazione della SCIA al Comune dove l’esercente intende avviare l’attività.
6. Il titolo autorizzativo per il commercio su aree pubbliche rilasciato o presentato in base alle normative delle altre Regioni e delle Province autonome abilita all’esercizio dell’attività in tutto il territorio regionale, nel rispetto di quanto previsto dalla l.r. 27/2009 e da questo regolamento.
7. Durante l’esercizio dell’attività di commercio su aree pubbliche l’esercente, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 39, comma 14, della l.r. 27/2009, deve essere munito dell’originale dell’autorizzazione o di copia dichiarata conforme della SCIA ovvero di titolo equipollente, da esibire a ogni richiesta degli organi di vigilanza. Non è consentito esercitare l’attività sulla base della copia fotostatica del titolo.
10. È vietato cedere sotto qualsiasi forma il titolo abilitativo se non insieme all’azienda commerciale o al ramo d’azienda. Il subentrante acquisisce tutti i diritti del cedente, nel rispetto di quanto previsto dalla l.r. 27/2009 e da questo regolamento. Le presenze nei mercati e nelle fiere non possono essere cedute separatamente dall’azienda o dal ramo d’azienda riconducibile a uno specifico titolo abilitativo all’esercizio del commercio su aree pubbliche.
11. L’operatore che effettua la spunta di cui all’articolo 33, comma 1, lettera t), della l.r. 27/2009 e non occupa o lascia il posteggio assegnato perde il diritto alla presenza, fatti salvi i casi di forza maggiore che sono valutati dall’organo competente.
2. La domanda è presentata in via telematica in base al disposto dell’articolo 38, comma 1, del d.p.r. 445/2000, utilizzando la modulistica approvata dalla Regione ovvero altra modulistica avente i medesimi contenuti.
3. Nella domanda l’interessato deve dichiarare, pena l’esclusione:
e) l’indicazione dei giorni e delle ore in cui si intende esercitare l’attività.
a) ordine cronologico di ricevuta di consegna della PEC o del portale SUAP, considerando anche ora e minuti;
2. Il commercio di animali vivi è esercitato nel rispetto delle norme vigenti in materia. In ogni caso nei mercati, nelle fiere e nelle fiere promozionali è vietato vendere animali vivi nello stesso posteggio o in posteggi contigui in cui sono esposti o commercializzati generi destinati all’alimentazione umana.
(Abilitazione all’esercizio dell’attività)
1. Possono svolgere l’attività di commercio su aree pubbliche in forma itinerante coloro i quali siano in possesso di autorizzazione o titolo equipollente o che abbiano presentato la SCIA o le comunicazioni previste.
3. L’operatore dell’Unione europea in possesso dei requisiti morali e professionali previsti che intende svolgere l’attività in forma itinerante non in modo temporaneo e occasionale nel territorio regionale presenta apposita SCIA al Comune dove intende avviare l’esercizio della attività.
5. Qualora la società di persone, di capitali, le cooperative e i consorzi presentano un’unica SCIA, possono essere inseriti a richiesta i nominativi dei soci che possono svolgere l’attività di vendita su aree pubbliche.
6. Fermo restando il divieto di interdire al commercio itinerante l’intero territorio comunale stabilito dall’articolo 42, comma 9, della l.r. 27/2009, il Comune può indicare zone o vie o piazze dove non è possibile svolgere l’attività di commercio itinerante ovvero stabilire orari e modalità di esercizio particolari esclusivamente per motivi di pubblica sicurezza, igienico-sanitari, di pubblico interesse, di rispetto delle norme sulla circolazione, viabilità e sosta veicolare, nonché, sentito il competente soprintendente ai sensi del combinato disposto dell’articolo 52 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137), e dell’articolo 70, comma 4, del d.lgs. 59/2010, per esigenze di salvaguardia del paesaggio e dei beni culturali.
3. La SCIA deve indicare quanto previsto all’articolo 42, comma 3, della l.r. 27/2009 e deve contenere la dichiarazione sostitutiva di non possedere altre autorizzazioni o titolo equipollente o di non aver presentato altra SCIA per l’esercizio di attività in forma itinerante.
2. Al fine del rispetto dei requisiti igienico-sanitari, di traffico, viabilità e circolazione, il Comune può suddividere il mercato in settore alimentare e settore non alimentare ovvero può prevedere l’istituzione di posteggi specificatamente riservati al settore alimentare. In tal caso:
3. Al fine del rispetto dei requisiti igienico-sanitari, il Comune può ulteriormente suddividere il mercato tra i diversi settori alimentari ovvero può prevedere l’istituzione di posteggi riservati a uno specifico settore alimentare. In tal caso:
a) posteggi riservati a una specifica tipologia merceologica possono essere occupati solamente dagli operatori abilitati all’esercizio della vendita per quella specifica tipologia del settore alimentare ed esclusivamente per lo svolgimento della vendita della specifica tipologia di prodotto;
c) i posteggi riservati a una specifica tipologia merceologica del settore alimentare possono essere assegnati, durante le operazioni di spunta, esclusivamente agli operatori abilitati all’esercizio della vendita per quella specifica tipologia del settore alimentare ed esclusivamente per la vendita di quella specifica tipologia di prodotti alimentari.
2. Al fine del rispetto dei requisiti igienico-sanitari, di traffico, viabilità e circolazione, il Comune può suddividere la fiera in settore alimentare e settore non alimentare ovvero può prevedere l’istituzione di posteggi specificatamente riservati al settore alimentare.
3. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni contenute nell’articolo 9, commi 2 e 3.
1. L’attività di commercio su posteggio nelle fiere e nei mercati e su posteggio isolato è principalmente riservata agli operatori commerciali su aree pubbliche in possesso di autorizzazione o titolo equipollente o che abbiano presentato le SCIA o le comunicazioni previste.
2. Con il regolamento di cui all’articolo 35 della l.r. 27/2009 il Comune può riservare posteggi:
b) alle persone svantaggiate di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381 (Disciplina delle cooperative sociali), e al Reg. (CE) 05/12/2002, n. 2204/2002 (Regolamento della Commissione relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore dell’occupazione)”, in percentuale non superiore al 10 per cento dei posteggi;
c) agli imprenditori agricoli, agli artigiani, ai mestieranti già autorizzati ai sensi dell’articolo 121 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Testo unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza), alle associazioni senza scopo di lucro, agli hobbisti e a chi vende o espone le proprie opere d’arte;
4. L’autorizzazione è subordinata alla disponibilità del posteggio e abilita anche all’esercizio dell’attività di commercio su aree pubbliche in forma itinerante.
2. Nel caso in cui l’area su cui insiste il posteggio non sia di proprietà comunale, la durata della relativa autorizzazione e concessione è vincolata alla concreta disponibilità dell’area da parte del Comune.
3. Le autorizzazioni rilasciate dal Comune per l’esercizio del commercio su aree pubbliche appartenenti al demanio di altri enti hanno validità per la durata della relativa concessione rilasciata dall’ente proprietario dell’area.
d) a parità di punteggio, maggiore professionalità acquisita, anche in modo discontinuo, nell’esercizio del commercio su aree pubbliche, comprovata dall’iscrizione quale impresa attiva nel registro delle imprese ovvero nel rispetto delle disposizioni di altri Stati dell’Unione europea. L’anzianità è riferita al soggetto titolare al momento della partecipazione al bando e sommata a quella dell’eventuale dante causa, con i seguenti punteggi:
e) continuando la parità di punteggio, ordine cronologico di ricevuta di consegna della PEC o del Portale SUAP, considerando anche ora e minuti;
f) in caso di ulteriore parità di punteggio, sorteggio pubblico, del quale saranno tempestivamente avvisati gli interessati.
a) maggiore professionalità acquisita, anche in modo discontinuo, nell’esercizio dell’attività di commercio su aree pubbliche, comprovata dall’iscrizione quale impresa attiva nel registro delle imprese. L’anzianità, riferita al soggetto titolare al momento della partecipazione al bando e sommata a quella dell’eventuale dante causa cui è subentrato nella titolarità del posteggio, è calcolata con i seguenti punteggi:
d) a parità di punteggio, ordine cronologico di ricevuta di consegna della PEC o del Portale SUAP, considerando anche ora e minuti;
e) in caso di ulteriore parità, sorteggio pubblico del quale sono tempestivamente avvisati gli interessati.
1. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 50, commi 5, 6 e 7, della l.r. 29/2014 e nel rispetto dell’articolo 40 della l.r. 27/2009, il Comune, nel rilascio dell’autorizzazione e della contestuale concessione di posteggio nei mercati o di posteggi isolati istituiti fino al 5 luglio 2012 applica, per quanto compatibili, i criteri di priorità di assegnazione previsti all’articolo 15, comma 1, lettere a), b), c), d) ed e).
2. Nel caso in cui vengano istituiti nuovi posteggi o si rendano disponibili posteggi per revoca, rinuncia o altre cause, si applicano i criteri di cui all’articolo 15, comma 1, lettere a), c), d) ed e), di questo regolamento.
a) data di inizio dell’attività nel mercato o nella fiera;
c) in caso di parità, ordine cronologico di ricevuta di consegna della PEC o del Portale SUAP, considerando anche ora e minuti;
d) in caso di ulteriore parità, sorteggio pubblico del quale saranno tempestivamente avvisati gli interessati.
1. Il Comune stabilisce le modalità e i criteri di assegnazione dei posteggi riservati ai soggetti di cui all’articolo 12, comma 2, nel rispetto dei principi di concorrenza, pubblicità, trasparenza e semplificazione amministrativa. All’interno del mercato o fiera può essere assegnato a ciascun operatore esclusivamente un posteggio.
2. Il posteggio riservato è legato direttamente ai soggetti di cui al comma 1 e non ne è ammessa la cessione, l’affitto o altra forma di trasferimento, a eccezione dei posteggi riservati agli imprenditori agricoli o agli artigiani che possono essere trasferiti solo con l’azienda. Se l’operatore non intende più svolgere l’attività sul posteggio assegnato, questo rientra nella disponibilità del Comune.
3. In caso di assenza temporanea dell’assegnatario, il posteggio può essere assegnato giornalmente in base al seguente ordine di priorità;
a) nome e cognome dell’operatore o, nel caso di società, ragione sociale e nome del legale rappresentante;
b) tipo e numero dell’autorizzazione amministrativa o titolo equipollente ovvero estremi della SCIA o della comunicazione di subentro;
c) indicazione delle assenze e presenze dell’operatore.
1. L’esercizio del commercio su aree pubbliche nelle aree demaniali marittime è vietato, salvo che l’operatore abbia ottenuto apposito nulla osta da parte dell’autorità competente. Il nulla osta in originale deve essere sempre esibito con il titolo abilitativo, a richiesta degli organi di vigilanza.
2. L’autorità competente, ai sensi dell’articolo 38, comma 8, della l.r. 27/2009, stabilisce, nel regolamento di cui all’articolo 35 della medesima legge regionale o annualmente con apposito provvedimento, le modalità, le condizioni e i limiti per l’accesso alle aree.
3. L’esercizio dell’attività è svolto, in ogni caso, nel rispetto delle disposizioni contenute nella l.r. 27/2009 e in questo regolamento.
4. A coloro che esercitano l’attività su aree pubbliche in area demaniale marittima senza il prescritto nulla osta si applica la sanzione prevista dall’articolo 45, comma 1, della l.r. 27/2009.
1. I privati non possono istituire mercati o fiere sulle aree di loro proprietà, né autorizzare l’utilizzo delle stesse al fine di istituire un posteggio isolato.
2. Il commercio su aree pubbliche nelle forme e tipologie previste dall’articolo 33 della l.r. 27/2009 può svolgersi esclusivamente sulle aree private in disponibilità del Comune indicate dal comma 1, lettera a), del medesimo articolo 33.
3. Ai fini di cui al comma 2 di questo articolo, il privato mette a disposizione del Comune l’area interessata. Il Comune istituisce il mercato o la fiera ovvero posteggi isolati nel rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente. L’assegnazione dei posteggi è effettuata con i criteri e le modalità previsti dalle disposizioni contenute nella l.r. 27/2009 e in questo regolamento.
1. E’ vietato il commercio su aree pubbliche negli aeroporti, nelle stazioni e nelle autostrade senza il permesso del soggetto proprietario o gestore. Il permesso in originale deve essere sempre esibito con il titolo abilitativo, a richiesta degli organi di vigilanza. Copia dello stesso è trasmessa al Comune di competenza a cura del soggetto proprietario o gestore.
2. L’esercizio dell’attività su aree pubbliche è svolto, in ogni caso, nel rispetto delle disposizioni contenute nella l.r. 27/2009 e in questo regolamento.
3. A coloro che esercitano l’attività su aree pubbliche negli aeroporti, nelle stazioni e nelle autostrade senza il prescritto permesso si applica la sanzione prevista dall’articolo 45, comma 1, della l.r. 27/2009.
1. Le grandi e medie strutture di vendita e i centri commerciali non possono istituire mercati di qualsiasi genere all’interno delle strutture né nei parcheggi di loro pertinenza.
2. In occasione di particolari eventi, manifestazioni, festività nazionali e locali di rilevanza anche per i flussi turistici e limitatamente alla durata di questi, il Comune, sentite le organizzazioni delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi maggiormente rappresentative a livello regionale, può autorizzare mercati sia all’interno che all’esterno delle grandi strutture di vendita e delle medie strutture superiori a 2.000 metri quadrati di superficie di vendita, anche operanti nella forma di centro commerciale. Il Comune stabilisce le modalità e i criteri per l’organizzazione di tali mercati. È fatto salvo, nel caso di utilizzo del parcheggio di pertinenza, il rispetto dei parametri previsti per il commercio in sede fissa.
3. È vietata l’attività itinerante nelle aree di parcheggio di pertinenza delle grandi e medie strutture di vendita e dei centri commerciali.
4. E’ vietato svolgere attività di commercio su aree pubbliche all’interno delle aree degli impianti di distribuzione carburanti.
1. Il Comune può istituire manifestazioni commerciali a carattere straordinario di cui all’articolo 33, comma 1, lettera r), della l.r. 27/2009 e fiere promozionali di cui al comma 1, lettera s), del medesimo articolo, alle quali possono partecipare i prestatori provenienti da altre Regioni italiane e dagli altri Stati membri dell’Unione europea e precisamente:
2. Il Comune individua l’area e i posteggi nel rispetto delle normative vigenti in materia igienico-sanitaria, di viabilità, traffico e acustica e rilascia l’autorizzazione o la concessione temporanea di posteggio, valida per la sola durata dell’evento, con i criteri e le modalità fissati nel regolamento comunale.
a) prevedendo l’istituzione di un mercato o di una fiera del commercio equo e solidale riservato a coloro che sono iscritti nel registro di cui alla l.r. 8/2008;
b) prevedendo l’istituzione di un mercato o di una fiera del commercio equo e solidale riservato ai relativi operatori provenienti anche da altre Regioni italiane, altri Stati membri dell’Unione europea e Paesi extra UE;
Capo V Mercati dell’antiquariato e del collezionismo e mercatini degli hobbisti
(Mercato dell’usato, dell’antiquariato e del collezionismo)
1. Il mercato dell’usato, dell’antiquariato e del collezionismo non avente valore storico-artistico, come definito dall’articolo 33, comma 1, lettera h), della l.r. 27/2009, ha lo scopo di promuovere l’esposizione e la vendita di oggetti di antiquariato, di modernariato, di cose vecchie anche usate e di oggetti da collezione, in abbinamento o meno a oggetti di artigianato artistico purché non prevalenti.
2. Nel mercato di cui al comma 1 di questo articolo possono essere esposti e venduti articoli di oggettistica antica, libri e stampe antichi, quadri e cornici antichi, tappeti e prodotti tessili per la casa, biancheria d’epoca, monete e oggetti filatelici, mobili antichi e comunque tutti i prodotti che per anno di produzione e qualità sono compatibili con le caratteristiche della manifestazione. E’ ammessa in particolare l’esposizione e la vendita di:
b) cose usate, ai sensi dell’articolo 126 del r.d. 773/1931;
d) prodotti dell’artigianato artistico a tradizione locale o nazionale, eseguiti da artigiani direttamente nelle fasi di lavorazione e che si avvalgono in maniera limitata di elaborati industriali o di serie.
3. E’ vietata l’esposizione e la vendita di articoli nuovi o contraffatti anche se riproducenti oggetti antichi, armi ed esplosivi, di generi alimentari e di abbigliamento, tranne, per questi ultimi, quelli prodotti da almeno cinquant’anni.
(Istituzione dei mercati di cui all’art. 27 e dei mercatini degli hobbisti)
1. II Comune, sentite le organizzazioni dei commercianti e dei consumatori più rappresentative, istituisce e regolamenta i mercati dell’usato, dell’antiquariato e del collezionismo e i mercatini degli hobbisti, determinandone:
a) l’ampiezza complessiva;
c) la localizzazione e l’articolazione, compresa l’eventuale suddivisione in zone distinte riservate al commercio di generi alimentari;
i) l’orario di apertura e chiusura.
c) artigiani produttori di oggetti riguardanti la specificità del mercato o restauratori, in possesso dell’iscrizione all’apposito albo;
2. Le domande di concessione del posteggio debbono essere presentate al Comune entro il 30 novembre di ogni anno e valgono per tutte le manifestazioni dell’anno successivo.
a) l’indicazione delle generalità, della residenza o domicilio legale e del codice fiscale, nel caso di richiedente persona fisica o impresa individuale;
e) l’esatta indicazione della merce trattata;
4. Successivamente alla scadenza del termine di presentazione delle domande, il Comune provvede alla formazione della graduatoria per la concessione dei posteggi per l’anno successivo, in base ai seguenti criteri:
a) minor numero di presenze nel mercatino nell’arco dell’ultimo anno;
b) ordine cronologico di presentazione. In caso di domande presentate nello stesso giorno, il posteggio è assegnato, nell’ordine, al richiedente con minor numero di presenze nel mercatino nell’arco dell’ultimo anno o in subordine mediante sorteggio.
6. Ulteriori domande relative ai posti eventualmente non assegnati nella graduatoria annuale o resisi liberi nel corso dell’anno devono essere presentate almeno sessanta giorni prima della prima giornata di svolgimento del mercato.
11. Nel caso di subentrante in un titolo abilitativo rilasciato in altra Regione che intende avviare l’attività nel territorio regionale, il Comune provvede ad acquisire:
a) copia dell’atto di cessione;
12. Il trasferimento in gestione o in proprietà dell’azienda comporta anche il trasferimento dei titoli di priorità nell’assegnazione del posteggio posseduti dal cedente.
(Sospensione dell’attività)
1. L’operatore che svolge l’attività di commercio su aree pubbliche può presentare al Comune competente comunicazione di sospensione dell’attività medesima per un periodo non superiore a un anno, salva proroga non superiore a sei mesi in caso di comprovata necessità, da comunicare almeno quindici giorni prima della scadenza del termine di sospensione già indicato.
4. E’ fatta salva per il Comune la possibilità di revocare la concessione di posteggio ai sensi dell’articolo 40, comma 7, della l.r. 27/2009 per motivi di pubblico interesse, senza oneri per il Comune medesimo. Il posteggio concesso in sostituzione, salva diversa indicazione da parte dell’operatore, non può avere una superficie inferiore al precedente e deve essere localizzato, possibilmente, in conformità con le scelte dell’operatore stesso. Questi, in attesa dell’assegnazione del nuovo posteggio, ha facoltà di esercitare l’attività nell’area libera del mercato di appartenenza avente la medesima superficie del posteggio revocato, nel rispetto delle prescrizioni degli strumenti urbanistici e delle zone aventi valore archeologico, storico, artistico e ambientale nelle quali l’esercizio del commercio su aree pubbliche è vietato o sottoposto a condizioni particolari.
5. L’autorizzazione e la relativa concessione di posteggio decadono o l’attività esercitata in base a SCIA è inibita in particolare:
a) per il mancato rispetto da parte dell’operatore delle norme sull’esercizio dell’attività disciplinata dal presente regolamento e dalla legge regionale 27/2009;
b) quando l’operatore non riprende l’attività al termine del periodo di sospensione di cui all’articolo 31, comma 1, di questo regolamento.
6. L’autorizzazione e la relativa concessione di posteggio nelle fiere sono revocate se l’operatore non partecipa alla fiera per quattro anni nel periodo di durata dell’autorizzazione, salvi i casi di assenza per malattia, gravidanza o legata ai permessi di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate).
1. Il Comune può affidare a terzi l’organizzazione e la gestione del mercato e della fiera sulla base di apposita convenzione, contenente la disciplina dei rapporti tra il Comune e il soggetto gestore.
b) l’attività di vigilanza e controllo.
c) non svolgere forme di vendita a scatola chiusa e a pubblico incanto, né l’attività di battitore;
e) disporre dell’attrezzatura necessaria per la raccolta dei rifiuti, nel rispetto delle disposizioni comunali al riguardo;
f) provvedere, prima di lasciare il posteggio, a raccogliere i rifiuti in sacchi a perdere di dimensioni adeguate e di depositarli, chiusi, ai margini dell’area pubblica assegnata o in eventuali raccoglitori messi a disposizione dal Comune. Non possono essere lasciati scarti e rifiuti abbandonati nello spazio destinato all’attività di vendita, né sulla strada o in contenitori diversi da quelli prescritti.
2. Gli operatori del settore alimentare sono tenuti all’osservanza delle norme igienico-sanitarie. In particolare, le caratteristiche dei banchi temporanei e dei veicoli speciali a uso negozio devono essere conformi a quanto previsto dalle specifiche norme di settore.
3. Se gli operatori pongono in vendita oggetti usati secondo quanto previsto dall’articolo 126 del r.d. 773/1931, devono darne notizia al pubblico mediante esposizione, in modo ben visibile, di un cartello riportante la dicitura: “Vendita di cose usate”.
1. I Comuni, nel disciplinare i procedimenti di questo regolamento, osservano altresì le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 9 luglio 2010, n. 159 (Regolamento recante i requisiti e le modalità di accreditamento delle agenzie per le imprese, a norma dell’articolo 38, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133), e del decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 160 (Regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina sullo sportello unico per le attività produttive, ai sensi dell’articolo 38, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133).
Nota relativa all’articolo 38:
Il comma 1 sostituisce il comma 2 dell’art. 5, r.r. 16 febbraio 2011, n. 2.
Il comma 2 aggiunge i commi 2 bis e 2 ter all’art. 5, r.r. 16 febbraio 2011, n. 2.
Il comma 3 modifica il comma 6 dell’art. 12, r.r. 4 agosto 2011, n. 5.
Il comma 4 modifica il comma 1 dell’art. 17, r.r. 4 agosto 2011, n. 5.
Il comma 5 modifica la lett. a) del comma 1 dell’art. 13, r.r. 4 marzo 2015, n. 1.
Il comma 6 modifica la lett. b) del comma 1 dell’art. 13, r.r. 4 marzo 2015, n. 1.
Il comma 7 modifica il riferimento agli articoli delle Tabelle 4 e 5, r.r. 4 marzo 2015, n. 1.
Il comma 8 modifica il comma 4 dell’art. 4, r.r. 2 marzo 2015, n. 2.
Il comma 9 abroga il r.r. 27 giugno 2011, n. 4