Source: https://www.automotori.info/www/auto-fermo-amministrativo/
Timestamp: 2020-05-28 22:40:42+00:00
Document Index: 115374273

Matched Legal Cases: ['art.2756', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 91', 'art. 86', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 86', 'art. 214', 'art. 203', 'art. 86', 'art. 52']

Fermo amministrativo auto si può trasferire? - Automotori
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Fermo amministrativo auto si può trasferire?
Fermo amministrativo auto: si può sostituire la garanzia?
E’ possibile chiedere la revoca del fermo amministrativo auto dando ad Equitalia in garanzia un bene che copra il valore del veicolo oppure no? Cosa dice l’ente
In caso di fermo amministrativo auto da parte di Equitalia è possibile chiedere la sostituzione della garanzia con qualcosa che copra il valore del mezzo di trasporto i questione, come ad esempio un assegno circolare o un libretto di deposito?
Equitalia, per debiti di grossi importi per il quale provvede al fermo amministrativo auto, non permetterà la sostituzione della garanzia con qualcosa che sia limitato a coprire il valore di mercato del veicolo poichè accettando tale accordo una volta ricevuto il pagamento equivalente al valore del mezzo si troverebbe in ogni caso ad avere ancora un grosso credito con il contribuente e si troverebbe nella situazione di procedere con un nuovo fermo amministrativo.
Fermo amministrativo auto Equitalia: quali accordi non accetterà mai l’ente?
Ovviamente Equitalia non potrebbe accettare neanche un accordo che preveda in cambio dell’annullamento del fermo amministrativo dell’auto il corrispondente in moneta del valore dell’autovettura. La finalità del fermo amministrativo, infatti, anche se incide su beni di modesto valore, non è quella della soddisfazione economica ma quella di mettere alle strette il contribuente provocandogli un disagio.
Fermo amministrativo auto: quale modo per la revoca?
Per avere la revoca del fermo auto, però ci sono altri modi. Ad esempio se il veicolo fosse finalizzato all’utilizzo dell’attività di impresa il fermo potrebbe essere impedito anche se al riguardo la giurisprudenza appare ancora molto divisa.
Una parte dei giudici, infatti, sostiene che l’autovettura fa parte di quella parte di beni aziendali cosiddetti strumentali qualora siano registrati nella contabilità aziendale o nei bilanci della società. Altri giudici, più elastici, invece, sostengono che per la revoca del fermo auto basterebbe dimostrare che il contribuente utilizzi l’autovettura per recarsi al lavoro, anche se questo è un lavoro di tipo dipendente.
In ogni caso per presentare domanda di revoca del fermo amministrativo auto c’è un termine di 30 giorni dal ricevimento del preavviso di fermo.
22/03/2016 – Immaginate di stare al volante della vostra auto, di venire fermati da una pattuglia della polizia e trovarvi, nel giro di pochi minuti, incriminati per un reato che neanche sapevate di aver commesso: è avvenuto già a numerosi contribuenti e ben presto potrebbe capitare a chiunque abbia un debito con Equitalia per una o più cartelle di pagamento non onorate.
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Ritiriamo auto in fermo amministrativo esclusivamente per il solo utilizzo dei ricambi usati, infatti tutte le auto ritirate in fermo amministrativo vengono rottamate dopo aver eseguito ed imposto un’iter burocratico alla nostra amministrazione, non ritiriamo auto in fermo amministrativo per l’uso stradale, tutte le auto con fermo amministrativo vengono rottamate smaltite, utiliziamo i vari ricambi usati.
La procedura che noi adottiamo per il ritiro delle auto in fermo amministrativo è l’articolo 2756 del Codice Civile Italiano ( Diritto di ritenzione )
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Rottamare un veicolo con fermo amministrativo. Ecco come fare
Sulla scorta di una circolare ACI, spieghiamo come e in quali situazioni è possibile demolire un’auto o una moto, anche se sottoposta a fermo fiscale
Avere debiti con lo Stato o altri enti pubblici perché non si è provveduto a pagare tasse, contributi, multe o altre imposte, determina, da parte del soggetto creditore, l’iscrizione del c.d.fermo fiscale (noto anche come fermo amministrativo) sul veicolo di cui si è proprietari, proprio a garanzia del credito e del recuperodi quanto dovuto. Infatti il veicolo sottoposto a fermo fiscale verrà acquisito e venduto per pagare appunto il debito. Una circolare ACI ha previsto però la possibilità di demolire il veicolo, anche se sottoposto a fermo: cerchiamo di capire quali sianole condizioni da rispettare per poter usufruire di tale possibilità, la procedura che deve essere applicata e i soggetti che devono essere interessati.
COME VERIFICARE SE SUL VEICOLO VI E’ UN FERMO? – Un’eventuale iscrizione di un fermo fiscale sul proprio veicolo può essere verificata dal proprietario del mezzo direttamente presso il PRA (Pubblico Registro Automobilistico) territorialmente competente, presso qualisiasi delegazione ACI o anche online, richiedendo la visura della targa. Una iscrizione di un fermo fiscale impedisce di poter rottamare il proprio veicolo, fino a che il debito non venga pagato. Ma, da qualche tempo, è stata concessa la possibilità di rottamare il mezzo, nonostante una eventuale iscrizione di un fermo fiscale. Lo ha previsto la circolare ACI prot. 11454 del 16 settembre 2009 (in allegato). Come? E’ necessario innanzitutto prendere contatti con la competente Autorità: la procedura che si vuole presentare con il presente articolo è molto sviluppata nella Provincia di Torino, dove il PRA ha individuato, quale Autorità competente, il Comando di Polizia Municipale del Comune ove si trova in sosta il veicolo d rottamare. Per quanto riguarda le altre Province, si consiglia di contattare il competente Pubblico Registro, in quanto potrebbe aver individuato, quale Autorità, il Comando di Polizia Municipale, ma anche il Concessionario che ha iscritto il provvedimento di fermo sul veicolo.
LA PROCEDURA DA ATTIVARE: PRESENTARE RICHIESTA SCRITTA – L’interessato deve presentare una richiesta scritta all’Autorità competente dichiarando di essere il proprietario del veicolo/intestatario della carta di circolazione, il luogo ove si trova il veicolo, che il veicolo non è più in grado di circolare, in quanto privo degli elementi essenziali (motore, pneumatici, parti indispensabili per la circolazione) ovvero che è bruciato. Inoltre deve essere dichiarato che sul veicolo è stato iscritto un provvedimento di fermo fiscale. Dovrà essere indicato il luogo ove si trova in sosta il veicolo e il nominativo della ditta ove si intende procedere con la demolizione.
A CHI RIVOLGERSI? – Per quanto riguarda la Provincia di Torino, la richiesta scritta, datata e sottoscritta, deve essere presentata al Comando di Polizia Municipale, del Comune ove si trova il veicolo. Si procederà, quindi, a visitare il veicolo per verificarne e attestarne su relativo verbale, lo stato d’uso: in particolare, viene verificato lo stato della carrozzeria, degli interni, degli pneumatici (vedi come si leggono le sigle degli pneumatici), dei dispositivi di illuminazione. Si darà atto se tali elementi sono efficienti, non funzionanti o distrutti. Del veicolo verranno scattate alcune fotografie, che ne attestano lo stato d’uso. Per poter essere rottamato, ovviamente, il veicolo non dovrà più essere idoneo per la circolazione. Si tratta della c.d. “Dichiarazione di inutilizzabilità del veicolo”, il solo atto che, come previsto dalla circolare ACI, consente la demolizione di un veicolo soggetto a fermo fiscale.
PER ROTTAMARE E’ NECESSARIO UN PREVENTIVO CONTROLLO – Sulla base della visita, verrà inviata una comunicazione direttamente al Conservatore del PRA, consegnandola al richiedente, attestando che il veicolo non è più atto a circolare, in quanto mancante delle parti essenziali, bruciato, gravemente distrutto o danneggiato. L’interessato quindi dovrà presentare la documentazione ricevuta alla ditta che provvederà al trasporto con carro attrezzi del veicolo e alla sua demolizione. A seguito della demolizione verrà consegnata la relativa attestazione, che dovrà completare la pratica avviata presso l’Autorità competente, al fine di dare certezza che il veicolo sia stato effettivamente e correttamente demolito.
RINUNCIARE PER TAGLIARE LE SPESE – Si precisa che non è necessario aver preventivamente pagato il debito per poter demolire, con la procedura descritta, il veicolo. Sarà cura dell’Autorità competente dare notizia al Concessionario che ha iscritto il fermo, che il veicolo è stato demolito, e che quindi, per poter pretendere il pagamento del debito dovranno intraprendersi altre strade, perché il bene posto a garanzia del pagamento non esiste più. Il lettore si porrà sicuramente una domanda: ma tale procedura non incentiva la demolizione di un veicolo sul quale è iscritto un provvedimento di fermo, consentendo così di non pagare più il relativo debito? Si precisa che la procedura descritta può essere adottata solo se il veicolonon è più in grado di circolare, e quindi non ha più un valore commerciale, e non potendo quindi più essere considerato un bene sul quale poter vantare alcun credito; diversamente la procedura non sarà applicabile e l’unica soluzione per “liberare” il veicolo sarà pagare quanto dovuto. La filosofia è ormai quella di diminuire, o addirittura azzerare le auto con fermo, rinunciando da parte dei Concessionari ad aggredire il veicolo per rientrare del debito, perché spesso le spese superano il valore del veicolo (ma non quello del debito), e quindi si tende a eliminare veicoli vecchi e fatiscenti che sarebbero solo un pericolo se guidati illegittimamente per strada dai proprietari.
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Posso demolire / radiare la mia vecchia auto in Fermo Amministrativo?
Con una circolare n°10649 del 01/09/09 la Direzione Centrale dei Servizi Delegati ACI-PRA di Roma , da disposizione a tutti i Pra d’Italia, di non dare più seguito alle radiazioni di autoveicoli, se su di essi grava un Fermo Amministrativo. Perciò non più radiabili i veicoli su cui vi è un Fermo Amministrativo. Questo blocco è inteso per le demolizioni con il solito iter, cioè: se l’auto viene portata come di solito presso un centro di demolizione e questo provvede a smaltirla e a presentare la pratica di radiazione al PRA ( questo non è più concesso). Nella stessa circolare, la DSD/0011454/09 del 16-09-2009 si dice, e si precisa: che per i veicoli soggetti a fermo amministrativo, che abbiano subito danni ingenti o siano addirittura andati distrutti (ad esempio, incendi, incidenti stradali, calamità naturali, ecc.), è possibile effettuare la radiazione, a condizione che alla richiesta di radiazione sia allegata una dichiarazione di un’Autorità competente, attestante la non utilizzabilità del veicolo. Parimenti possono essere accolte le richieste di radiazione di veicoli oggetto di gravame provenienti da una P.A. (Prefettura, Agenzia del Demanio,Protezione Civile, etcc,).
Questo paragrafo indica come dichiaranti a sottoscrivere un attestato di non utilizzabilità del veicolo “un’Autorità competente” Indicandone alcune in via principale mettendo poi un etc. etc.
Si è poi rilevato nella tante e varie richieste di cancellazione/radiazione di veicoli gravati da Fermo Amministrativo, che tuttora vengono accettate dai vari P.R.A Italiani che oltre agli Organi o Autorità competenti evidenziati, sono parimenti accettate le richieste anche di un privato cittadino, se riesce a supportare la sua richiesta da un verbale di pessimo stato d’uso del suo veicolo, rilasciato da : Polizia Comunali (richiesta di stato d’uso del proprio veicolo fatta dal cittadino, per gli usi consentiti dalla Legge) Polizia Ecologia (sull’abbandono dei veicoli fuori uso) Polizia Stradale o Carabinieri ( in relazione alla verbalizzazione che il veicolo è andato distrutto in un determinato incidente, o a causa di distruzione, vandalizzazione, avvenuta dopo un furto) Prefetture, a seguito di distruzione, vandalismo danneggiamento di veicoli in manifestazioni o altri eventi di forza maggiore o in relazione a confisca) Soccorsi stradali, in relazione a rimozione forzata, incidenti, auto abbandonate da parte dei proprietari nei depositi, auto poi trattenute/contestate/lasciate volontariamente o meno dai proprietari presso i loro depositi per mancanza di fondi a saldo dei corrispettivi di deposito o soccorso, anche in in relazione art.2756, diritto di ritenzione, od anche in relazione a concordato tra le parti. Protezione Civile ( in caso di terremoti alluvioni o eventi analoghi, in cui il veicolo pur se posto in area privata, vada distrutta, danneggiata o alluvionata ) Giudice di Pace (con sentenza di autorizzazione alla radiazione avanzata dell’intestatario del veicolo in fermo, motivata appunto sul fatto che il veicolo è in stato di abbandono e di nessun valore economico) Pompieri ( in caso in cui il veicolo vada distrutto in un incendio. Tutte queste supplementari indicazioni si vanno a riferirsi a quel etc…
Come cancellare il Fermo Amministrativo sull’auto
Dopo la notifica di una cartella, ho subito il fermo amministrativo dell’unico autoveicolo in mio possesso. Devo, e utilizzo questo veicolo anche per recarmi al lavoro. Ho avanzato istanza al Giudice di pace per la sospensiva del fermo che, però, mi è stata negata. Motivazione non sono riuscito a dimostrare l’infondatezza della pretesa da parte di Equitalia.
Cosa posso fare per poter circolare con il mio mezzo?
Purtroppo!, a questo punto si devono accettare solo le strade concesse da Equitalia. Per cancellare il fermo, il contribuente può chiedere a Equitalia una rateazione estese fino a 70 rate, ( l’importo minimo di una singola rata, non è inferiore ai 100,00 € ) In tal caso, dopo il corretto pagamento di alcune rate, o a volte viene richiesto il pagamento di un terzo della somma totale, si può richiedere la revoca del fermo. In alternativa a tale soluzione, l’interessato può comunque procedere al pagamento per intero delle somme dovute. E con la liberatoria ottenuta, ci si reca al PRA e si cancella il Fermo.
La sentenza della Corte di Cassazione n. 44498 del 2009 dice che un mezzo sottoposto a fermo amministrativo può circolare? È vero?
Quella sentenza fa riferimento ad un “fermo amministrativo giudiziale”, cioè, emesso da un Organo di Polizia in relazione a infrazioni del codice stradale. E quel fermo è solo una sanzione accessoria a una multa. Non è un Fermo Amministrativo, derivato da una cartella esattoriale a garanzia del credito, perciò, completamente diverso.
Pertanto nei fermi amministrativi “normali” resta valido il divieto di circolazione.
A tal riguardo si è espressa il Magistrato presso la Conte dei Conti Elena Brandolini:
il fermo amministrativo ai fini fiscali o ganasce fiscali, introdotto dall’art. 1, comma 4, lett. e) del D.L. 669/1996 convertito con modificazioni in legge n. 30/1997 che ha aggiunto l’art. 91 bis al DPR n. 602/1973. Relativo al fermo dei veicoli a motori e autoscafi, le cui modalità, termini e procedure attuative sono contenute nel D.M. n. 503/1998. La disciplina dell’Istituto è stata oggetto di due riforme importanti: dapprima è stata trasfusa nella disposizione dell’art. 86 del DPR 602/1973, come riscritta dall’art. 16 del D.Lgs. n. 46/1999 (recante: “Riordino della disciplina della riscossione mediante ruolo a norma dell’art. 1 della legge 337/1998”) che ha sostituito tutto il Titolo II citato DPR 602 ed ampliato l’ambito soggettivo dei destinatari del provvedimento che, comunque, mantiene inalterata la sua connotazione di strumento di conservazione del bene ai fini del soddisfacimento del credito tributario.
La seconda riforma, più incisiva, in quanto sposta dall’Ufficio Finanziario al Concessionario, ha il potere di disporre la misura conservativa. E’stata attuata dall’art. 1, comma 2, lett. q) del D.lgs. n. 193/2001, che ha riscritto il comma 1 dell’art. 86. L’adozione della misura del fermo, prima vincolata all’esito negativo del pignoramento, è ora rimessa alla valutazione discrezionale del concessionario del credito.
Invece, il fermo amministrativo dei veicoli previsto quale sanzione accessoria per infrazioni al codice della strada, disciplinato dall’art. 214 del Codice della strada, come formulato dal D.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 e successive modifiche, il quale si caratterizza e si distingue per due elementi. Il primo è rappresentato dalla sua natura di sanzione a una violazione di una norma stradale. Il secondo è che può essere un vincolo accessorio per questo tipo di infrazioni. Questo tipo di Fermo comporta una sottrazione reale e materiale del bene, che viene ricoverato in un deposito o dato in custodia al guidatore o proprietario del veicolo. Di norma per un certo numero di mesi, indicati nel verbale di affido. In questo tipo di Fermi Amministrativi, eseguiti a seguito della infrazioni stradali, l’organo di Polizia provvede direttamente a far cessare dalla circolazione il veicolo, e a ricoverare il veicolo in un apposito luogo di custodia.
Si può fare ricorso contro questo tipo di Fermo Amministrativo al Prefetto ai sensi dell’art. 203 Codice della Strada, e in caso di insoddisfazione contro l’ordinanza presentata al Prefetto è possibile proporre ulteriore opposizione dinanzi al Giudice di Pace (ai sensi degli artt. 22, 22 bis e 23 della L. 24 novembre 1981, n. 689).Tutto questo non è applicabile ai fermi amministrativi “fiscali”, nati per inadempienze fiscali (ex art. 86 D.P.R. 602/1973) perciò non sono, e non si configurano come sanzione accessoria, ma appongono solo un vincolo di non utilizzabilità del veicolo, non lo sottrae al proprietario, ne gli viene affidato in custodia con verbale di affido
Sblocco dell’auto con la rateizzazione, posso venderla ora?
Qualche Ente di riscossione durante la pratica di rateizzazione del debito, accetta di sbloccare il veicolo dopo il pagamento di alcune rate per concedere l’uso del veicolo al debitore, facilitandogli lo svolgimento delle necessità famigliari o lavorative. La domanda che sorge spontanea a questo punto è: la posso vendere? Smettendo di pagare le rate? Se avete intenzione di continuare a pagare le rate, potreste anche farlo. Ma se smettete di pagare le rate, non di rado, l’ente sentendosi truffato ha provveduto a pignorare il veicolo al nuovo proprietario, essendo quel veicolo vincolato a una rateizzazione per un credito dovuto. Non fatelo!
Fermo amministrativo dell’auto?
Preavviso di fermo amministrativo?
Come posso demolire un’auto in fermo amministrativo?
Quali problemi incontro se circolo con un veicolo in Fermo Amministrativo?
L’assicurazione risponde se faccio un incidente con un veicolo sottoposto ad un fermo amministrativo?
Come posso rateizzare un credito inerente ad un fermo Amministrativo?
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Come rateizzare una cartella di Equitalia
Ricevere una cartella di Equitalia non è mai piacevole, ma è sempre possibile rateizzarla: non tutti sanno che la procedura è piuttosto semplice e può essere realizzata dal cittadino interessato direttamente online
Le tasse si sa vanno pagate anche se la pressione fiscale è elevata paradossalmente il primo passo per poterle abbassare è eliminare gli sprechi e soprattutto pagarle, tutti. E cosa fare se ci sono importi elevati da pagare benché dovuti?
Ebbene le cartelle di Equitalia possono essere pagate a rate. Richiedere la rateizzazione di una cartella Equitalia è una procedura semplice e alla portata di tutti. Ma cerchiamo di sintetizzare cosa bisogna fare nel caso ci si trovi in condizione di non poter pagare in un colpo solo l’intera cifra richiesta dall’agente della riscossione.
La prima cosa da verificare è l’importo della cartella perché la procedura varia a secondo che la cartella sia superiore o inferiore ai 50 mila euro.
Se il debito da rateizzare è inferiore ai 50 mila euro la procedura è molto più semplice e veloce: basta compilare un modulo reperibile o presso gli uffici di Equitalia o sul sito internet www.gruppoequitalia.it alla sezione “cittadini”. Il modulo va compilato e consegnato a mano oppure spedito con raccomandata A/R.
Si può chiedere di rateizzare i debiti fino a 6 anni (72 rate mensili: denominato piano ordinario di ammortamento) oppure, nei casi di grave e comprovata difficoltà legata alla congiuntura economica, fino a 10 anni (120 rate mensili piano straordinario di ammortamento).
L’importo minimo di ogni rata è pari a 100 euro, salvo situazioni di particolare difficoltà. Finché si è in regola con i pagamenti non si viene considerati inadempienti con gli enti creditori ed Equitalia non iscrive fermi o ipoteche, né attiva qualsiasi altra procedura cautelare o esecutiva. Inoltre le ditte possono richiedere il Durc per lavorare con le pubbliche amministrazioni.
Se l’importo supera i 50 mila euro alla domanda devono essere allegati una serie di documenti comprovanti la difficoltà economica e contestualmente la capacità di far fronte all’onere che si assume.
I criteri per ottenere la maggiore dilazione da 72 a 120 rate (detto piano straordinario di ammortamento) sono contenuti in un decreto del ministero dell’economia che stabilisce i requisiti che bisogna avere per poter accedere al piano straordinario.
Possono essere richieste rate variabili e crescenti, in modo da poter pagare meno inizialmente e attendere un miglioramento della condizioni economiche in future.
Si possono ottenere più di 72 rate quando l’importo della singola rata è superiore al 20% del reddito mensile del nucleo familiare. Questo parametro è valido anche per le ditte individuali. Per le altre imprese, invece, la rata deve essere superiore al 10% del valore della produzione mensile e deve essere garantito un indice di liquidità adeguato per fare fronte
E cosa succede se non pago una rata? Si decade dalla rateizzazione solo in caso di mancato versamento di 8 rate, anche non consecutive. C’è comunque un’opportunità che Equitalia mette a tua disposizione per agevolare i pagamenti. Se la situazione economica dovesse peggiorare e non si riesce a sostenere le rate concordate nel piano ordinario o in quello straordinario, si può chiedere di prorogare il periodo della dilazione fino a ulteriori 6 anni. Nel caso in cui vi siano le condizioni previste per il piano straordinario, si puo’ prorogare il periodo della rateizzazione fino a un massimo di 10 anni.
Attenzione però questo vale solo per le cartelle Equitalia. Gli enti locali che hanno optato per la riscossione in proprio a mezzo di ingiunzione fiscale, hanno dei regolamenti diversi in fatto di concessione della maggiore rateazione detti regolamenti possono variare da comune a comune.
Fermo amministrativo su beni strumentali di lavoro.
Vi è stata una importante presa di posizione con il Decreto della Legge del fare, (art. 52 comma 1 lett. m-bis D.l. 69/2013 conv. in L. 98/2013), dove si evidenzia il divieto di iscrizione del fermo sui beni mobili nel caso, in cui il debitore possano e voglia dimostrare, che quel o quei veicoli sono beni strumentali all’attività d’impresa o della professione.
Prima di questo decreto il fermo amministrativo dell’auto si attuava a seguito delle solite procedure: avvisi di sollecito, identificazione dei beni su cui andrebbero a cadere i fermi amministrativi, e se il contribuente non provvedevano al versamento delle somme contestate entro rispettivamente 30 o 60 gg. veniva notificato il fermo amministrativo con invito a saldare il dovuto entro i 30 giorni successivi. Decorso inutilmente anche questo termine, Equitalia o il concessionario competente, iscriveva nei registri PRA i provvedimenti di fermo, comunicandolo al debitore.
Ora, con queste modifiche, apportate in sede di conversione del “decreto del fare”, si introduce, invece, la possibilità per i contribuenti che utilizzano il bene per il proprio lavoro di evitare la procedura del fermo amministrativo, se entro il termine di 30 giorni dalla comunicazione preventiva riescono a produrre documentazione all’agente della riscossione, che quel bene mobile è strumentale all’attività di impresa o della propria professione.
Nella realtà, questa norma diventa facilmente percorribile per le ditte medio grandi, o imprese di un certo livello, che hanno provveduto fin dall’acquisto dei loro veicoli di rappresentanza o di lavoro a registrare tutta la storia documentale dei loro veicoli, come: fattura di acquisto, schede carburante, costi di riparazione, o tagliandi, con relativi km percorsi, costo di assicurazioni, fatturazione del valore aggiunto o necessario, che quei veicoli hanno prodotto etc. etc. La serietà di chi è titolare di una partita IVA, imporrebbe che la gestione documentale della propria ditta avesse proprio questo serio e reale percorso. Il problema è che siamo Italiani e viviamo la realtà di tanti piccoli o medi artigiani, che hanno acquisito, comprato i loro mezzi di lavoro spesso in modo fortuito, facendosi prestare i soldi, usandolo per un certo periodo intestato ancora al precedente proprietario (perché ancora da finire di pagare), appena riescono ad intestarsi quel veicolo, arriva un avviso di fermo per qualche onere non pagato, od anche per colpa della crisi. Quale documentazione si pensa potranno produrre persone, come questi artigiani ?? solo la loro parola, che quel veicolo gli serve per portare a casa il pane per la famiglia. A Equitalia credete che basti?