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Timestamp: 2019-12-11 11:10:55+00:00
Document Index: 70322639

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1']

Decreto 31 dicembre 2018 del Ministero dell'Economia e delle Finanze, recante "Destinazione dell'extra-gettito sui canoni di abbonamento televisivi, di competenza dell'anno 2017, al Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione" - Aeranti
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Decreto 31 dicembre 2018 del Ministero dell’Economia e delle Finanze, recante “Destinazione dell’extra-gettito sui canoni di abbonamento televisivi, di competenza dell’anno 2017, al Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione”
Destinazione dell’extra-gettito sui canoni di abbonamento televisivi, di competenza dell’anno 2017, al Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione
(pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.71 del 25 marzo 2019)
Vista la legge 31 dicembre 2009, n. 196, concernente la «Legge di contabilita’ e finanza pubblica» e successive modificazioni ed integrazioni;
Vista la legge 28 dicembre 2015, n. 208, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilita’ 2016)»;
Visto l’art. 1, commi da 152 a 161, della citata legge n. 208 del 2015 che prevedono, tra l’altro, disposizioni concernenti il pagamento del canone di abbonamento alla televisione per uso privato di cui al citato regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246, da parte dei titolari di utenza di fornitura di energia elettrica mediante addebito sulle fatture emesse dalle imprese elettriche;
Visto il comma 160, art. 1, della legge n. 208 del 2015, che stabilisce, per gli anni dal 2016 al 2018, che le eventuali maggiori entrate versate a titolo di canone di abbonamento alla televisione rispetto alle somme gia’ iscritte a tale titolo nel bilancio di previsione per l’anno 2016 sono riversate all’Erario per una quota pari al 33 per cento del loro ammontare per l’anno 2016 e del 50 per cento per ciascuno degli anni 2017 e 2018, per essere destinate: a) all’ampliamento sino ad euro 8.000 della soglia reddituale prevista dall’art. 1, comma 132, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 ai fini della esenzione del pagamento del canone di abbonamento televisivo in favore di soggetti di eta’ pari o superiore a settantacinque anni; b) al finanziamento, fino ad un importo massimo di 125 milioni di euro in ragione d’anno, del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze; c) al Fondo per la riduzione della pressione fiscale, di cui all’art. 1, comma 431, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, e successive modificazioni. Le somme di cui al medesimo comma sono ripartite con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, che stabilisce altresi’ le modalita’ di fruizione dell’esenzione di cui alla lettera a), ferma restando l’assegnazione alla societa’ RAI – Radiotelevisione italiana S.p.a. della restante quota delle eventuali maggiori entrate versate a titolo di canone di abbonamento;
Visto il comma 161 del medesimo articolo, che autorizza il Ministro dell’economia e delle finanze ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio, anche in conto residui;
Visto l’art. 1, comma 2, della legge 26 ottobre 2016, n. 198, concernente «Istituzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione e deleghe al Governo per la ridefinizione della disciplina del sostegno pubblico per il settore dell’editoria e dell’emittenza radiofonica e televisiva locale, della disciplina di profili pensionistici dei giornalisti e della composizione e delle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. Procedura per l’affidamento in concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale» che, alla lettera c), dispone che al Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione affluisce una quota delle maggiori entrate versate a titolo di canone di abbonamento alla televisione, di cui all’art. 1, comma 160, lettera b) pari all’importo massimo di 100 milioni di euro per l’anno 2016 e di 125 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018;
Visto il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze n. 18768 del 9 febbraio 2018, con il quale, in relazione ai dati disponibili in quel momento, si e’ accertato un extra-gettito, per l’anno 2017, sui canoni di abbonamento alla televisione per uso privato, pari ad euro 193.678.758,76, che e’ stato assegnato nella quota di euro 96.839.379,38, corrispondente al 50 per cento dell’extra gettito complessivo (iscritto per euro 96.839.379,00 sul capitolo n. 2829 istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze) da destinare agli interventi indicati nei punti a), b) e c) dell’art. 1, comma 160 della citata legge n. 208 del 2015 e nella restante quota, pari ad euro 96.839.379,38 alla societa’ RAI – Radiotelevisione italiana S.p.a.;
Visto il decreto 16 febbraio 2018 del Ministro dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, con il quale, per l’anno 2018, viene ampliata sino ad euro 8.000,00 la soglia reddituale prevista dall’art. 1, comma 132 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, ai fini dell’esenzione dal pagamento del canone di abbonamento televisivo per i soggetti di eta’ pari o superiore a settantacinque anni, per la quale finalita’ (di cui al punto a) dell’art. 1, comma 160, della legge n. 208 del 2015) e’ stata destinata la somma di euro 20.900.000,00, quale quota parte delle risorse accertate a titolo di extra gettito per l’anno 2017, pari al citato importo di euro 96.839.379,38;
Visto il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze n. 171461 del 27 luglio 2018, con il quale sono state accertate le ulteriori maggiori entrate relative all’anno 2017, versate nel periodo febbraio-maggio 2018, a titolo di canone di abbonamento alla televisione, quantificate complessivamente in euro 21.654.608,21 (comprensivi delle necessarie poste correttive);
Vista la legge 3 ottobre 2017, n. 157, concernente «Disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle amministrazioni autonome per l’anno 2017»;
Considerato che con il citato provvedimento di assestamento per l’anno 2017, e’ stata adeguata la previsione di spesa dei pertinenti capitoli numeri 3836 e 2829 dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, alle entrate assestate in corrispondenza sia della nuova misura del canone di abbonamento alla televisione fissato dall’anno 2017 in euro 90,00, sia della percentuale di destinazione delle maggiori entrate rispetto alle previsioni di entrata spettanti alla RAI per gli anni 2017-2018, fissata nella misura del 50 per cento, per complessivi euro 200.000.000,00;
Considerato, pertanto, che l’importo determinato a titolo di extra-gettito per l’anno 2017, pari complessivamente ad euro 215.333.366,97, e’ stato nettizzato delle variazioni apportate con il provvedimento di assestamento al bilancio 2017 (complessivi euro 200.000.000,00), da cui ne deriva una ulteriore destinazione, rispettivamente, nella misura di euro 7.527.801,07 agli interventi di cui ai punti a), b), e) dell’art. 1, comma 160 della legge n. 208 del 2015 e per la restante quota, pari ad euro 7.805.565,90 alla societa’ RAI – Radiotelevisione italiana S.p.a.;
Vista la legge 28 settembre 2018, n. 111, concernente «Disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato per l’anno 2018», con la quale sono stati integrati i pertinenti capitoli numeri 2829 e 3836 da destinare, rispettivamente, nella misura di euro 7.527.801,00 al finanziamento del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione e al Fondo per la riduzione della pressione fiscale e nella misura di euro 7.805.565,00 alla societa’ RAI – Radiotelevisione italiana S.p.a.;
Considerato, pertanto, che l’importo determinato a titolo di extra gettito per l’anno 2017 sui canoni di abbonamento alla televisione per uso privato, al netto di quanto gia’ destinato con il richiamato decreto interministeriale del 16 febbraio 2018, all’intervento di cui al punto a) dell’art. 1, comma 160, della legge n. 208 del 2015, da assegnare ai residuali interventi di cui alle lettere b) e c) della medesima disposizione, e’ pari complessivamente ad euro 86.627.801,00, che risultano iscritti sul capitolo n. 2829 – piano gestionale 02 dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, rispettivamente, in conto residui per euro 79.100.000,00 ed in conto competenza per euro 7.527.801,00;
Ritenuta la necessita’ di assegnare le residue risorse del fondo nel rispetto della normativa vigente come richiamata nelle premesse del presente decreto;
Per le ragioni indicate in premessa, la somma di euro 86.627.801,00 e’ destinata al finanziamento del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze.
Registrato alla Corte dei conti il 28 febbraio 2019
Ufficio controllo atti Ministero economia e finanze, reg.ne prev. n. 157