Source: http://legislazionetecnica.it/4952199/fonte/ord-c-cass-civ-26-09-2018-n-23132
Timestamp: 2019-02-16 19:14:10+00:00
Document Index: 166603686

Matched Legal Cases: ['art. 1669', 'sentenza ', 'art. 1669', 'art. 1669', 'art. 1669', 'art. 1669', 'art. 1669', 'art. 1669', 'art. 1669', 'art. 1669', 'art. 1669', 'art. 1669', 'art. 1669', 'art. 1670', 'art. 1669', 'art. 1669', 'art. 1670', 'art. 1669']

Ord. C. Cass. civ. 26/09/2018, n. 23132 | Bollettino di Legislazione Tecnica
L'azione di responsabilità per rovina e difetti di cose immobili, prevista dall'art. 1669 cod. civ., può essere esercitata non solo dal committente contro l'appaltatore, ma anche dall'acquirente contro il venditore che abbia costruito l'immobile sotto la propria responsabilità, allorché lo stesso venditore abbia assunto, nei confronti dei terzi e degli stessi acquirenti, una posizione di diretta responsabilità nella costruzione dell'opera, e sempre che si tratti di gravi difetti, i quali, al di fuori dell'ipotesi di rovina o di evidente pericolo di rovina, pur senza influire sulla stabilità dell'edificio, pregiudichino o menomino in modo rilevante il normale godimento, la funzionalità o l'abitabilità del medesimo. (Nella specie, in applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha cassato la sentenza di merito, la quale aveva omesso di inquadrare tra i gravi difetti, di cui all'art. 1669 cod. civ., le deficienze costruttive, imputabili al venditore-appaltatore, consistenti nel cedimento della pavimentazione interna ed esterna, della rampa di scala e del muro di recinzione).
1. Edilizia e immobili - Difetti gravi dell'opera - Azione di responsabilità contro il venditore costruttore - Ammissibilità. 2. Edilizia e immobili - Difetti gravi dell'opera - Denuncia - Termine 1 anno - Decorrenza - Apprezzabile grado di conoscenza della responsabilità appaltatore e gravità dei difetti.
1. In tema di responsabilità del venditore-costruttore per gravi difetti dell'opera, l'art. 1669 c.c., mirando a finalità di ordine pubblico, è applicabile non solo in casi in cui il venditore abbia personalmente, cioè con propria gestione di uomini e mezzi, provveduto alla costruzione, ma anche nelle ipotesi in cui, pur avendo utilizzato l'opera di soggetti professionalmente qualificati, come l'appaltatore, il progettista, il direttore dei lavori, abbia mantenuto il potere di impartire direttive o di sorveglianza sullo svolgimento dell'altrui attività, sicché anche in tali casi la costruzione dell'opera è a lui riferibile; pertanto, il venditore può essere chiamato a rispondere dei gravi difetti dell'opera non soltanto quando i lavori siano eseguiti in economia, ma anche nell'ipotesi in cui la realizzazione dell'opera è affidata a un terzo al quale non sia stata lasciata completa autonomia tecnica e decisionale. Ne consegue che il giudice di merito, nel verificare la responsabilità del venditore ex art. 1669 c.c., non può limitarsi ad accertare se l'opera sia stata direttamente compiuta dal medesimo, essendo necessario stabilire - anche quando nell'esecuzione siano intervenuti altri soggetti - se la costruzione sia ugualmente a lui riferibile, per avere egli mantenuto il potere di direttiva o di controllo sull'operato dei predetti. (Nella specie, è stata ritenuta la responsabilità ex art. 1669 c.c. del venditore, in quanto l'esecuzione dell'opera da parte dell'appaltatore era avvenuta sotto il controllo tecnico affidato dallo stesso venditore a persona di sua fiducia).
2. Il termine di un anno per la denuncia del pericolo di rovina o di gravi difetti della costruzione di un immobile, previsto dall'art. 1669 c.c. a pena di decadenza dall'azione di responsabilità contro l'appaltatore, decorre dal giorno in cui il committente consegua un apprezzabile grado di conoscenza oggettiva della gravità dei difetti e della loro derivazione causale dall'imperfetta esecuzione dell'opera, non essendo sufficienti, viceversa, manifestazioni di scarsa rilevanza e semplici sospetti; il relativo accertamento, involgendo un apprezzamento di fatto, è riservato al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità, se sorretto da motivazione congrua ed esente da vizi logici o da errori di diritto. (Nella specie, è stato ritenuta correttamente motivata la decisione di merito che aveva fatto risalire la scoperta dei difetti dell'opera alla data del deposito della relazione del consulente nominato in sede di accertamento tecnico preventivo).
1. Appalti - Difetti gravi dell'opera - Denuncia - Termine di 1 anno ex art. 1669, 1° c., Cod.civ. - Decorrenza - Dal giorno della conoscenza della loro gravità. 2. Appalti - Difetti gravi dell'opera - Responsabilità extracontrattuale - Ex art. 1669 Cod.civ. - Conseguenza - Azione del committente contro l'appaltatore o anche dell'acquirente contro il costruttore venditore - Ammissibilità.
1. Il termine di un anno per la denuncia del pericolo di rovina o di gravi difetti della costruzione di un immobile, previsto dall'art. 1669 Cod.civ. a pena di decadenza dall'azione di responsabilità contro l'appaltatore, decorre dal giorno in cui il committente consegua un apprezzabile grado di conoscenza oggettiva della gravità dei difetti e della loro derivazione causale dall'imperfetta esecuzione dell'opera (nella specie, dalla data del deposito della relazione del consulente, nominato in sede di accertamento tecnico preventivo), non essendo sufficienti, viceversa, manifestazioni di scarsa rilevanza e semplici sospetti. L'accertamento del momento nel quale detta conoscenza sia stata acquisita, involgendo un apprezzamento di fatto, è riservato al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se sorretto da motivazione congrua ed esente da vizi logici o da errori di diritto. 2. La denuncia di gravi difetti di costruzione, oltre che dal committente e suoi aventi causa, può essere fatta anche dagli acquirenti dell'immobile, in base al principio che le disposizioni di cui all'art. 1669 Cod.civ. mirano a disciplinare le conseguenze dannose di quei difetti che incidono profondamente sugli elementi essenziali dell'opera e che influiscono sulla durata e solidità della stessa, compromettendone la conservazione e configurano, quindi, una responsabilità extracontrattuale, sancita per ragioni e finalità di interesse generale, con la conseguenza che la relativa azione, nonostante la collocazione della norma tra quelle in materia di appalto, è data non solo al committente e suoi aventi causa nei confronti dell'appaltatore, ma anche all'acquirente nei confronti del costruttore venditore.
1. Appalti - Difetti gravi dell'opera - Responsabilità ex art. 1669 c.c. - Natura extracontrattuale - Azione dell'acquirente nei confronti del costruttore venditore - Ammissibilità - Opere eseguite in tutto o in parte da un terzo incaricato dal costruttore venditore - Ammissibile azione di regresso di questi contro il terzo. 2. Appalti - Difetti gravi dell'opera - Responsabilità ex art. 1669 c.c. - Azione dell'acquirente nei confronti del costruttore venditore - Azione di regresso di questi contro il terzo esecutore dell'opera - Termine di decadenza ex art. 1670 c.c.
1. La norma di cui all'art. 1669 c.c., prevedendo un'ipotesi di responsabilità extracontrattuale sancita per ragioni di finalità di interesse generale, deve ritenersi applicabile, nonostante la sedes materiae, non soltanto ai rapporti tra committente ed appaltatore, ma anche a quelli tra l'acquirente ed il costruttore-venditore (pur in mancanza, tra essi, di un formale negozio di appalto), con la conseguenza che il predetto costruttore non può ritenersi sollevato dalla responsabilità verso l'acquirente qualora l'opera sia stata eseguita (in tutto o in parte), su suo incarico, da un terzo, potendo egli agire soltanto in via di regresso nei confronti di quest'ultimo, ove lo ritenga responsabile, nei propri confronti, della rovina dell'edificio o del difetto della costruzione.
2. Premessa l'applicabilità della norma di cui all'art. 1669 c.c., in tema di responsabilità dell'appaltatore verso il committente, anche all'analoga fattispecie di responsabilità del costruttore-venditore verso l'acquirente, deve ritenersi parallelamente applicabile anche la successiva disposizione di cui all'art. 1670 c.c. (che disciplina l'ipotesi dell'azione di regresso spettante all'appaltatore nei confronti del subappaltatore stabilendo, per il suo esercizio, un termine di decadenza di 60 giorni) all'ipotesi in cui il costruttore-venditore, chiamato a rispondere, ai sensi dell'art. 1669 cit., da parte dell'acquirente, intenda agire contro il soggetto cui aveva affidato l'esecuzione (in tutto o in parte) delle opere, con la conseguenza che anch'egli sarà tenuto all'osservanza del termine di decadenza breve, pur non potendosi qualificare il terzo esecutore come subappaltatore in senso tecnico.