Source: http://www.privacy.it/archivio/garanterico201410163.html
Timestamp: 2018-02-24 21:54:37+00:00
Document Index: 22911098

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 149', 'art.149', 'art. 146', 'art.146', 'art. 149']

Registro dei provvedimenti n. 464 del 16 ottobre 2014
VISTA l'istanza ai sensi dell'art. 7 d.lgs. 30 giugno 2003, n.196, Codice in materia di protezione dei dati personali (di seguito"Codice"), datata 18 aprile 2014 inviata a Cassa di Risparmio dellaProvincia di Chieti S.p.A. con la quale Paolo Melideo, ex dipendente di talebanca e parte in numerosi giudizi in corso dinanzi all'autorità giudiziaria neiconfronti della stessa, ha chiesto di accedere ai dati personali che loriguardano - ivi compresa la loro origine - che figurano in diciassettedelibere del Comitato Esecutivo e del Consiglio di Amministrazione dellaCarichieti S.p.A. relative agli anni dal 1998 al 2011;
VISTO il ricorso presentato al Garante il 28 maggio 2014 daPaolo Melideo nei confronti di Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti S.p.A.con il quale l'interessato ha ribadito le proprie richieste chiedendo anche diporre a carico dell'istituto di credito resistente le spese del procedimento;
VISTI gli ulteriori atti d'Ufficio e, in particolare, la notadel 30 maggio 2014 con la quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 comma 1del Codice, ha invitato la resistente a fornire riscontro alle richiestedell'interessato, nonché la nota del 22 luglio 2014 con cui è stata disposta,ai sensi dell'art.149 comma 7 del Codice la proroga del termine per ladecisione sul ricorso;
VISTA la nota pervenuta per e-mail il 9 giugno 2014 con la qualel'istituto di credito resistente, rappresentato e difeso dall'avv. VittorioSupino, ha comunicato che poiché le istanze del ricorrente comportano"un'attenta, laboriosa e complessa verifica", provvederà a fornire ilriscontro richiesto entro il termine di trenta giorni previsto dall'art. 146comma 3 del Codice;
VISTE le note pervenute per fax il 16 giugno 2014 e il 10 luglio2014 con le quali il ricorrente, nel ribadire le proprie istanze, ha precisatoche la comunicazione dei dati personali che lo riguardano dovrà"ricomprendere anche i dati che compaiono sui documenti citati nelledelibere" richieste;
VISTA la nota pervenuta per e-mail l'11 luglio 2014 con la qualel'istituto di credito resistente ha comunicato di avere inviato al ricorrentele delibere richieste nell'interpello preventivo (delle quali ha allegatocopia);
VISTE le note pervenute per fax il 23 luglio 2014 e il 5settembre 2014, con le quali l'interessato, dopo aver esposto alcuneconsiderazioni relativamente a presunte false dichiarazioni della controparte efatto richiesta di ulteriori dati rinvenibili nella documentazione inviataglidall'istituto di credito, ha affermato che il riscontro ottenuto è incompletoin quanto: a) non sarebbero stati comunicati i dati contenuti "nelledelibere, e nei relativi allegati, del C.E. n. 17 del 18 maggio 2004 e n. ???dell'11 giugno 2004 e in quella C.d.A. n. 29 del 29 luglio 2004"; b)relativamente alla delibera C.d.A. n. 21 del 26 marzo 1998 sarebbe stataconsegnata "la versione 2009"; c) le delibere trasmesse contengono"omissis che non hanno ragione d'essere";
VISTE le note pervenute per e-mail il 7, 8 e 10 ottobre 2014 conle quali l'istituto di credito resistente, nel rappresentare come il ricorrentereiteri "con frequenza quasi giornaliera" istanze di accesso a daticontenuti in documenti di cui lo stesso è già in possesso, ha allegato copia diulteriori delibere rinvenute e trasmesse al ricorrente precisando che: a) ladelibera del Comitato esecutivo n. 17 è datata 18 maggio 2004 e non 15 maggio2004 come indicato dal ricorrente nell'interpello preventivo e poi rettificatonel corso del procedimento (nota del 23 luglio 2014); b) in data 11 giugno 2004il Comitato esecutivo non ha mai adottato alcuna delibera; c) la delibera del29 luglio 2004 "è rubricata al n. 2 e non al 29" come ritienel'interessato; visto che nelle medesime note la banca resistente, conriferimento agli "omissis" lamentati dal ricorrente, ha dichiaratoche gli stessi "ineriscono a dati relativi a terzi";
RITENUTO che devono essere dichiarate inammissibili le richiesteformulate dal ricorrente nel corso del procedimento, non essendo state lestesse precedute dal relativo interpello preventivo, come previsto dall'art.146 del Codice;
RITENUTO che, allo stato della documentazione in atti, tenutoconto dell'estrema difficoltà di reperire documentazione assai risalente nonchédella situazione contenziosa particolarmente complessa tra le parti di cuianche ai numerosi procedimenti instaurati tra le stesse dinanzi a questaAutorità, la resistente ha fornito un adeguato riscontro alle richiesteformulate dall'interessato, fornendo allo stesso i dati contenuti nelladocumentazione rinvenuta; ritenuto quindi che, alla luce di ciò, deve esseredichiarato non luogo a provvedere sul ricorso ai sensi dell'art. 149 comma 2del Codice;
1) dichiara inammissibilile richieste formulate nel corso del procedimento;
2) dichiara non luogo aprovvedere sul ricorso;
3) dichiara compensate lespese del procedimento.