Source: https://renatodisa.com/2015/02/18/corte-id-cassazione-sezione-vi-sentenza-13-febbraio-2015-n-6467-il-fatto-di-recarsi-in-piu-occasioni-presso-un-istituto-penitenziario-simulando-la-presenza-di-un-inesistente-titolo-professionale/
Timestamp: 2018-10-23 02:03:55+00:00
Document Index: 86867907

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 348', 'sentenza ', 'art. 348', 'sentenza ', 'art. 348']

Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 13 febbraio 2015, n. 6467. Il fatto di recarsi in più occasioni presso un Istituto penitenziario, simulando la presenza di un inesistente titolo professionale ed accedendovi al fine di colloquiare con un detenuto dal quale si è appena ricevuta la nomina, dunque per compiere un atto tipico ed esclusivo di esercizio della professione di avvocato, costituisce un comportamento idoneo a creare la pubblica percezione del concreto esercizio della professione forense o, comunque, l'apparenza di un'attività svolta da un soggetto regolarmente abilitato. Il delitto previsto dall'art. 348 cod. pen., avendo natura istantanea, non esige un'attività continuativa od organizzata, ma si perfeziona con il compimento anche di un solo atto tipico o proprio della professione abusivamente esercitata - Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 13 febbraio 2015, n. 6467. Il fatto di recarsi in più occasioni presso un Istituto penitenziario, simulando la presenza di un inesistente titolo professionale ed accedendovi al fine di colloquiare con un detenuto dal quale si è appena ricevuta la nomina, dunque per compiere un atto tipico ed esclusivo di esercizio della professione di avvocato, costituisce un comportamento idoneo a creare la pubblica percezione del concreto esercizio della professione forense o, comunque, l’apparenza di un’attività svolta da un soggetto regolarmente abilitato. Il delitto previsto dall’art. 348 cod. pen., avendo natura istantanea, non esige un’attività continuativa od organizzata, ma si perfeziona con il compimento anche di un solo atto tipico o proprio della professione abusivamente esercitata
Home/Cassazione penale 2015, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze/Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 13 febbraio 2015, n. 6467. Il fatto di recarsi in più occasioni presso un Istituto penitenziario, simulando la presenza di un inesistente titolo professionale ed accedendovi al fine di colloquiare con un detenuto dal quale si è appena ricevuta la nomina, dunque per compiere un atto tipico ed esclusivo di esercizio della professione di avvocato, costituisce un comportamento idoneo a creare la pubblica percezione del concreto esercizio della professione forense o, comunque, l’apparenza di un’attività svolta da un soggetto regolarmente abilitato. Il delitto previsto dall’art. 348 cod. pen., avendo natura istantanea, non esige un’attività continuativa od organizzata, ma si perfeziona con il compimento anche di un solo atto tipico o proprio della professione abusivamente esercitata
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-02-18T17:05:47+00:0018 febbraio 2015|Cassazione penale 2015, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti