Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-penale/art-63-codice-penale-applicazione-degli-aumenti-o-delle-diminuzioni-di-pena
Timestamp: 2018-09-25 12:04:53+00:00
Document Index: 134488861

Matched Legal Cases: ['art. 133', 'art. 1', 'art. 61', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 442', 'art. 444', 'art. 416', 'art. 63', 'art. 416', 'art. 63', 'art. 640', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 63', 'art. 186', 'art. 63', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 63', 'art. 63', 'sentenza ', 'art. 63', 'art. 63']

Art. 63 codice penale: Applicazione degli aumenti o delle diminuzioni di pena
Quando la legge dispone che la pena sia aumentata o diminuita entro limiti determinati, l’aumento o la diminuzione si opera sulla quantità di essa, che il giudice applicherebbe al colpevole qualora non concorresse la circostanza che la fa aumentare o diminuire [1].
Se concorrono più circostanze aggravanti, ovvero più circostanze attenuanti, l’aumento o la diminuzione di pena si opera sulla quantità di essa risultante dall’aumento o dalla diminuzione precedente [2][3].
Quando per una circostanza la legge stabilisce una pena di specie diversa da quella ordinaria del reato o si tratta di circostanza ad effetto speciale, l’aumento o la diminuzione per le altre circostanze non opera sulla pena ordinaria del reato, ma sulla pena stabilita per la circostanza anzidetta. Sono circostanze ad effetto speciale quelle che importano un aumento o una diminuzione della pena superiore ad un terzo (1) [4].
(1) Comma così modificato dalla L. 31 luglio 1984, n. 400.
(1) L’applicazione da parte del giudice degli aumenti o delle diminuzioni di pena, correlati alla ricorrenza di circostanze aggravanti o attenuanti, deve intervenire una volta che si sia stabilita la pena-base per il reato con l’ausilio dei parametri fissati dall’art. 133. Secondo l’opinione dominante, gli elementi di fatto usati al fine di tale determinazione, non potranno poi essere nuovamente presi in considerazione quali circostanze del reato. Il giudice è tenuto ad indicare in maniera puntuale tutte le operazioni di aumento o diminuzione della pena dovuti alla ricorrenza di circostanze aggravanti od attenuanti, chiarendo le ragioni della loro esistenza.
(2) Cfr. anche art. 1, c. 2, d.l. 15-12-1979, n. 625, conv. nella l. 6-2-1980, n. 15 riportato alla nota (20) sub art. 61. V. anche art. 2, l. 18- 2-1987, n. 34 (Misure a favore di chi si dissocia dal terrorismo).
(3) I commi 2, 3 e 4 regolano il concorso tra circostanze tra loro omogenee, ovvero tutte aggravanti o tutte attenuanti.
Deve distinguersi un concorso a cumulo materiale ed un concorso a cumulo giuridico: la prima ipotesi è regolata dal secondo comma ed opera entro i limiti previsti dall’articolo 66; la seconda invece riguarda le circostanze previste dal comma 3 ed è regolata dai commi 4 e 5 del presente articolo.
(4) Comma così sostituito dall’art. 5, l. 31-7- 1984, n. 400 (Nuove norme sulla competenza penale e sull’appello contro le sentenze del pretore).
(5) Per alcune diminuzioni di pena previste dal nuovo c.p.p. nell’ambito di alcuni procedimenti speciali cfr. art. 442 (giudizio abbreviato) e art. 444 (applicazione della pena su richiesta delle parti, cd. patteggiamento).
Aumenti o diminuzioni di pena
Anche in sede cautelare, nell'ipotesi di concorso tra le circostanze aggravanti ad effetto speciale previste per il delitto di partecipazione ad associazione di tipo mafioso dall'art. 416 bis commi 4 e 6, cod. pen., ai fini del calcolo degli aumenti di pena irrogabili, non si applica la regola generale prevista dall'art. 63, comma quarto, cod. pen., bensì l'autonoma disciplina derogatoria di cui all'art. 416 bis, comma sesto, cod. pen., che prevede l'aumento da un terzo alla metà della pena già aggravata. (Rigetta, Trib. lib. Reggio Calabria, 16/04/2014 )
Cassazione penale sez. V 30 settembre 2014 n. 52094
Ai fini della determinazione del tempo necessario a prescrivere, deve aversi riguardo, in caso di concorso fra circostanze ad effetto speciale, all'aumento di pena massimo previsto dall'art. 63, comma 4, c.p., per il concorso di circostanze della stessa specie. (Nella specie la pena prevista per il reato di cui all'art. 640 comma 2 c.p. è stata aumentata per la recidiva nella misura massima di un terzo). (Rigetta, App. Torino, 25/10/2013 )
Cassazione penale sez. II 15 luglio 2014 n. 32656
In tema di reati di guida in stato di ebbrezza alcolica, ove le circostanze aggravanti di cui rispettivamente ai commi 2-bis e 2-sexies dell'art. 186 c.d.s. concorrano con l'ipotesi di cui al comma 3 dell'art. 186-bis, c.d.s., in applicazione di quanto previsto dall'art. 63, comma 4 c.p., dovrà essere inflitta il doppio della pena prevista dall'art. 186-bis, comma 3, c.d.s., al quale il giudice può apportare un aumento sino ad un terzo.
Cassazione penale sez. IV 07 marzo 2014 n. 17805
In tema di concorso di circostanze aggravanti per le quali la legge stabilisce una pena di specie diversa da quella ordinaria del reato o di circostanze ad effetto speciale, incombe uno specifico dovere di motivazione al giudice che, dopo aver quantificato la pena relativa alla circostanza più grave, ritenga di procedere ad un ulteriore aumento nella misura massima consentita dall'art. 63, comma 4, c.p. (Rigetta in parte, App. Napoli, 24/10/2012 )
Cassazione penale sez. VI 05 febbraio 2014 n. 18748
In tema di guida in stato di ebbrezza, qualora concorrano le circostanze ad effetto speciale di aver provocato un incidente (art. 186 comma 2 bis c. strad.) e di aver commesso il fatto in orario notturno (art. 186 comma 2 sexies c. strad.), gli aumenti di pena devono essere effettuati secondo il criterio stabilito dall'art. 63 comma 4 c.p. (Annulla senza rinvio, G.u.p. Trib. L'Aquila, 28/11/2012 )
Cassazione penale sez. IV 13 dicembre 2013 n. 17821
Ai fini della determinazione del tempo necessario a prescrivere, deve aversi riguardo, in caso di concorso fra circostanze ad effetto speciale, all'aumento di pena massimo previsto dall'art. 63 comma 4 c.p., per il concorso di circostanze della stessa specie. (Fattispecie in cui è stata esclusa la prescrizione del reato di tentata estorsione essendo stato ritenuto il concorso fra l'aggravante del numero di persone e quella dell'uso di arma). Rigetta, App. Messina, 17/10/2011
Cassazione penale sez. II 03 ottobre 2013 n. 47028
Non viola il divieto della "reformatio in peius" la sentenza di appello che, su impugnazione dell'imputato, dia al fatto una definizione giuridica più grave. (Fattispecie in cui la corte di appello aveva riformato, in assenza di impugnazione del p.m., la decisione di primo grado che aveva considerato la qualità di capo di un'associazione mafiosa come un'aggravante, ritenendola, invece, un reato autonomo ed aveva, quindi, respinto l'appello dell'imputato con cui si chiedeva di applicarsi il criterio moderatore di cui all'art. 63 comma 4 c.p.). Annulla in parte con rinvio, App. Napoli, 27/02/2012
Cassazione penale sez. II 19 settembre 2013 n. 41142
L'applicazione degli istituti di cui agli articoli 63, comma 4, e 99, comma 6, c.p., può essere operata anche d'ufficio dal giudice d'appello, rispondendo, gli stessi, ad un'irrinunciabile esigenza di integrazione dell'odierno sistema processuale penale.
Corte appello Napoli sez. II 23 novembre 2012 n. 5220
In tema di concorso di circostanze aggravanti per le quali la legge stabilisce una pena di specie diversa da quella ordinaria del reato o di circostanze ad effetto speciale (art. 63, comma quarto, cod.pen.), è richiesto al giudice uno specifico dovere di motivazione sia ove egli escluda la rilevanza della circostanza concorrente meno grave, sia ove la ritenga, ed in quest'ultimo caso sarà necessario indicare le ragioni che hanno indotto alla quantificazione dell'aumento. Annulla in parte con rinvio, App. Catania, 13/12/2011
Cassazione penale sez. II 22 novembre 2012 n. 5911