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Timestamp: 2017-12-17 02:26:42+00:00
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lug '08 22
Eluana Englaro: Non utilizzate strumenti come questi per trasformare uno Stato laico in uno confessionale
Interventi in commissione Stampa Invia un commento
La 1a Commissione (Affari Costituzionali) si è riunita nel pomeriggio di lunedi 21 luglio con il seguente ordine del giorno: «Esame, ai sensi dell’articolo 50, comma 1, del Regolamento, della questione se il Senato debba promuovere conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato innanzi alla Corte costituzionale con riguardo alla sentenza n. 21748, resa dalla Corte di cassazione – Prima sezione civile, in data 16 ottobre 2007 e alle decisioni successive e consequenziali adottate da altri organi di giurisdizione, a proposito del noto caso della giovane Eluana Englaro».
Di seguito il testo del mio intervento in tale sede:
E’ del tutto singolare che da una parte il legislatore invochi la separazione dei poteri, ma dall’altra compia una palese invasione di campo cercando di sostituirsi alla magistratura. E’ del tutto evidente a chiunque, infatti, che la mozione ha come scopo principale quello di spingere la Procura generale di Milano ad impugnare la sentenza della Corte d’Appello che ha riconosciuto ad Eluana Englaro il diritto al rifiuto delle cure. La Cassazione prima e la corte d’appello dopo non hanno invaso la sfera di attribuzioni del potere legislativo ma hanno solo esercitato le funzioni interpretative delle norme, proprie della funzione giurisdizionale.
Ogni giudice ha il dovere di interpretare le norme nel rispetto dei principi costituzionali e dei canoni ermeneutici stabiliti dall’articolo 12 delle disposizioni preliminari al codice civile, deve soddisfare la domanda di giustizia, deve risolvere la controversia rispettando e applicando la legge e le leggi in vigore, non quelle che si vorrebbero fare o non fare. Legittima scelta del legislatore di non intervenire con norme specifiche per le piu’ variegate motivazioni: io non voglio una legge sul testamento biologico perche’ ritengo esista gia’ il principio in Costituzione che debba essere semplicemente applicato, che esistano gia’ dei trattati e delle Convenzioni internazionali come quella di Oviedo che rimarca questa espressione della liberta’ di cura e di non cura, ad esempio.
Ammesso e non concesso che vi sia un vuoto legislativo, il giudice non poteva non decidere secondo le norme in vigore. Il tentativo e’ tanto piu’ maldestro se si considera che il vuoto legislativo in realta’ non c’e', in quanto l’articolo 32 della Costituzione sancisce in modo chiaro ed inequivocabile il diritto in questione: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”. Principio ribadito anche dalla Convenzione di Oviedo, sottoscritta dall’Italia nel 2001 ma mai ratificata. Ma la Convenzione ha effetto comunque nell’ordinamento, secondo la “funzione ausiliaria sul piano interpretativo”.
Nel caso specifico, la pronuncia si basa su una lettura corretta innanzitutto dell’art. 32, secondo comma, della Costituzione, il quale pone come limite al trattamento sanitario imposto per legge il rispetto della persona umana; Di piu’ la nostra legge prevede quando esistano i presupposti per i TSO, i trattamenti sanitari obbligatori, e non si e’ verificato in questo caso, in cui il sindaco potrebbe ordinare un tso tramite una ordinanza, che puo’ durare 7 giorni, in caso prorogabili di altri 7 ma che poi comunque terminano senza la volontarieta’ del paziente.
La protrazione del trattamento sanitario effettuata solo per mantenere uno stato di vita artificiale è evidentemente in contrasto con il concetto di dignità e di rispetto della persona umana, soprattutto nel caso, come quello di Eluana, in cui la stessa persona abbia in precedenza espresso la precisa volontà di non essere sottoposta a cure aventi lo scopo non di migliorare lo stato di salute ma solo di tenerla in stato di coma artificiale.
Nella sentenza si riporta il ricordo di una sua amica che racconta di Eluana che accende un cero in Chiesa perche’ il suo amico morisse il prima possibile, perche’ terminasse quella tortura su un corpo che non era ormai piu’ il suo amico.
Il primo dei diritti inviolabili della persona è quello all’autodeterminazione, che sarebbe violato qualora non si tenesse della volontà del paziente comunque espressa. COMUNQUE espressa!
Nella relazione del presidente Vizzini dopo avere citato norme esistenti, convenzioni internazionali e codice deontologico dei medici che il diritto esiste ed e’ chiaro, quello di rifiutare cure e trattamenti non desiderati, poi compie un salto logico in cui evidenza la carenza di una disciplina organica che regolamenti l’eutanasia -la interruzione volontaria della vita. La relazione conclude che le solide ragioni che portano a delineare un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato e a chiedere che si esprima la Consulta se nei casi in cui non esiste una legge specifica debba esprimersi un giudice.
Cosa vuol dire che un giudice puo’ non emettere una sentenza perche’ il legislatore non ha previsto una norma specifica per tutti i casi che chiedono alla giustizia. Mentre si invoca la separazione dei poteri con questa mozione e con la rimessa alla Consulta del conflitto di attribuzione tra poteri e’ il realta’ il legislatore che fa l’invasione di campo, e’ il legislatore che contesta la sentenza, che propone l’appello e che si sostituisce al giudice.
Il nostro compito, se davvero si ritiene che ci sia bisogno di una legge per specificare come e quando esprimere quel consenso informato sulle cure e i trattamenti, facciamo una legge, ratifichiamo quella convenzione di Oviedo sottoscritta dal 2001.
Oggi e’ questa sentenza che non piace al legislatore, domani con una maggioranza diversa sara’ un’altra sentenza, vi siete per caso letti tutte le sentenza che a vario titolo richiamano il legislatore a chiarire con norma la legge e avete depositato mozioni di conflitti di attribuzione?
Non credo, evitiamo il gioco delle parti, questa sentenza in particolare vi ha portato a scendere in campo cosi’ maldestramente perche’ siete palesemente contrari che una persona possa liberamente decidere per se’ stessa quali cure e trattamente, il principio cattolico dell’indisponibilita’ della vita lo volete trasformare in principio della costituzione repubblicana.
Avete i numeri per farlo, fatelo, ma non utilizzate sotterfugi e strumenti come questi per trasformare uno Stato laico in uno confessionale e con un’etica di Stato, quella cattolica apostolica romana, senza passare da una riforma della Costituzione.