Source: https://it.scribd.com/document/71706396/Sentenza-Tar-Piemonte
Timestamp: 2020-06-04 09:12:43+00:00
Document Index: 30699052

Matched Legal Cases: ['art. 83', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 82', 'art. 82', 'art. 82', 'art. 156', 'Cass. Sez. ', 'art. 83', 'art. 83', 'art. 83', 'art. 82', 'art. 21', 'sentenza ', 'art. 83', 'art. 83', 'art. 83', 'art. 83', 'sentenza ', 'art. 83', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 44', 'art. 83', 'art. 2', 'art. 129', 'art. 44', 'art. 83', 'art. 2', 'sentenza ', 'art.83', 'art. 83', 'sentenza ', 'art. 83', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 23', 'art. 48', 'sentenza ', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art.1', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 67', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1227', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 29', 'art. 1', 'art. 1344', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 21', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'sentenza ']

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N. 00554/2010 REG.RIC.
N. 03136/2010 REG.SEN. N. 00554/2010 REG.RIC.
Sul ricorso numero di registro generale 554 del 2010, proposto da: Bresso Mercedes - Bonelli Angelo - Striglia Massimo - Riva Governanda Marco Giovanni, come in ricorso generalizzati, rappresentati e difesi dallavv. Enrico Piovano in Torino, corso G. Ferraris, 53, nonch dagli avv.ti Nicol Paoletti e Luca Di Raimondo, elettivamente domiciliati presso lo studio del primo;
Regione Piemonte, in persona del Presidente pro tempore; Presidente della Regione Piemonte: Cota Roberto, rappresentato e difeso dall'avv. Luca Procacci, con domicilio eletto presso Luca Procacci in Torino, corso V. Emanuele II, 194; Ministero dell'Interno, Uffici Centrali Circoscrizionali presso i Tribunali della Regione Piemonte, Ufficio Centrale Regionale presso
http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Torino/Sezione%201/2010/201... 30/07/2010
la Corte dAppello, in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi dall'Avvocatura dello Stato, domiciliato per legge in Torino, corso Stati Uniti, 45;
Antonello Angeleri ed altri, come in ricorso generalizzati, rappresentati e difesi dall'avv. Paolo Forno, con domicilio eletto presso Paolo Forno in Torino, corso Vittorio Emanuele II, 198; Botta Marco ed altri, come in ricorso generalizzati, rappresentati e difesi dagli avv. Antonio Bertoldini, Carlo Emanuele Gallo, con domicilio eletto presso il secondo in Torino, via Pietro Palmieri, 40; Michele Giovine, rappresentato e difeso dagli avv. Giorgio Strambi, Monica Maria Negro, Walter Fabrizio Casagrande, con domicilio eletto presso Giorgio Strambi in Torino, via Cibrario, 6;
ad adiuvandum: Associazione Italiana World Wide Fund For Nature (Wwf) Onlus Ong e Antonio Costa, come in ricorso generalizzati, rappresentati e difesi dall'avv. Valentina Stefutti, con domicilio eletto presso Valentina Stefutti in Torino, via Tripoli, 25; ad opponendum: Sara Franchino, rappresentata e difesa dagli avv. Giorgio Strambi, Monica Maria Negro, Walter Fabrizio Casagrande, con domicilio eletto presso Giorgio Strambi in Torino, via Cibrario, 6;
previa sospensione dell'efficacia, - del verbale di proclamazione degli eletti emesso dalla Corte di Appello di Torino in data 9 aprile 2010 relativo alle elezioni per il Consiglio della Regione Piemonte del 28 e 29 marzo 2010; - dei provvedimenti, adottati in data sconosciuta ed ignoti nel loro esatto contenuto, con cui gli Uffici Circoscrizionali costituiti presso i Tribunali della Regione Piemonte hanno ammesso il contrassegno e la lista "Verdi Verdi per Cota"; - dei provvedimenti adottati in data sconosciuta ed ignoti nel loro esatto contenuto, con cui gli Uffici Circoscrizionali costituiti presso i Tribunali della Regione Piemonte hanno ammesso il contrassegno e la lista "Consumatori" nonch il listino "Roberto Cota Presidente"; - dei provvedimenti adottati in data sconosciuta ed ignoti nel loro esatto contenuto, con cui gli Uffici Circoscrizionali costituiti presso i Tribunali della Regione Piemonte hanno proclamato i consiglieri eletti; - di ogni altro atto presupposto e/o consequenziale... Visto il ricorso con i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio di Cota Roberto, del Ministero dell'Interno, di Antonello Angeleri ed Altri , di Botta Marco ed Altri e di Michele Giovine; Visti gli atti di intervento di Associazione Italiana World Wide Fund For Nature (Wwf) Onlus Ong e Antonio Costa, e di Sara Franchino; Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa; Vista lOrdinanza n. 438/2010, depositata in data 11 giugno 2010; Vista lOrdinanza n. 62/2010, depositata in data 2 luglio 2010; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 15 luglio 2010 il Referendario Avv. Alfonso Graziano e uditi per parte ricorrente gli avv.ti Di Raimondo, Piovano e Yeuillaz, su delega dellavv. Paoletti; per Cota Roberto lavv. Procacci; per il Ministero dellInterno lavv. Prinzivalli; per WWF ONLUS org. lavv. Stefutti; per Botta Marco ed Altri gli avv.ti Bertoldini e Gallo; per Angeleri Antonello ed Altri lavv. Forno; per Giovine Michele e Franchino Sara gli avv.ti Strambi, Negro e Casagrande Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. FATTO e DIRITTO 1.1. Con il gravame in epigrafe i ricorrenti impugnano latto di proclamazione degli eletti adottato in esito alle elezioni del Consiglio Regionale e del Presidente della Giunta Regionale del Piemonte, celebratesi nei giorni 28 e 29 marzo 2010, nonch i prodromici provvedimenti di ammissione delle seguenti tre liste: Verdi Verdi per Cota, Al Centro con Scanderebech e Consumatori, tutte collegate con il candidato alla carica di Presidente della Giunta Regionale Roberto Cota. Avverso lammissione di ciascuna delle predette liste parte ricorrente articolava singoli appositi motivi che saranno illustrati in appresso, in uno con il rispettivo scrutinio.
Tutte le parti controinteressate si sono ritualmente costituite con i rispettivi atti di costituzione e memorie svolgendo sollevando dieci eccezioni preliminari di rito e instando, nel merito, per il rigetto del gravame, del quale hanno, con varie argomentazioni che saranno di seguito sintetizzate, sostenuto linfondatezza. Si costituivano anche gli Uffici elettorali e il Ministero degli Interni intimato, a ministero dallAvvocatura Distrettuale dello Stato la quale instava per lestromissione dal giudizio per difetto di legittimazione passiva a resistervi. E intervenuto con atto di intervento ad adiuvandum notificato il 31.5.2010 il W.W.F. ONLUS. Con dichiarazione resa a verbale alla Camera di Consiglio del 4.6.2010 i ricorrenti rinunciavano alla domanda cautelare. 1.2. La Sezione con Ordinanza n. 438 assunta nelle Camere di Consiglio del 4.6.2010 e del 11.6.2010 preso atto della rinuncia allistanza cautelare formulata dai ricorrenti, che privava ex se il Collegio della potestas decidendi sullistanza cautelare e sulle relative questioni di merito e di rito sollevate dalle parti controinteressati, disponeva lintegrazione del contraddittorio, mediante notifica del ricorso anche a mezzo fax entro il giorno 15 giugno 2010 ad altri controinteressati nei cui confronti di taluni controinteressati la stessa non era stata prefezionata rinviava la causa alla pubblica Udienza dell1.7.2010, nella quale la Sezione assumeva lOrdinanza collegiale istruttoria n. 62/2010 intesa ad acquisire copia dei provvedimenti di
ammissione delle liste impugnati e non prodotti dalle parti. Gli Uffici elettorali circoscrizionali e quello regionale ottemperavano producendo la richiesta documentazione, taluni il 6, altri il 7 luglio 2010. I ricorrenti hanno prodotto memorie il 24.6.2010 e il 9.7.2010. I controinteressati hanno prodotto memorie il 28 maggio,1, 3,18, 25 giugno e 9.7.2010 Il 14.7.2010 stato depositato un intervento ad opponendum da parte della sig. Franchino Sara, senza che sia stata fornita prova del perfezionamento della notifica che risulta anzi essere stata richiesta agli ufficiali giudiziari di Torino nella stessa data predetta. Il 14.7.2010 si costituito anche il sig. Giovine Michele. Alla Pubblica Udienza del 15.7.2010, Relatore il Referendario Alfonso Graziano, comparivano i seguenti procuratori: per parte ricorrente gli avv.ti Di Raimondo, Piovano e Yeuillaz, su delega dellavv. Paoletti; per Cota Roberto lavv. Procacci; per il Ministero dellInterno lAvvocato dello Stato Prinzivalli; per WWF ONLUS org. lavv. Stefutti; per Botta Marco ed Altri gli avv.ti Bertoldini e Gallo; per Angeleri Antonello ed Altri lavv. Forno; per Giovine Michele e Franchino Sara gli avv.ti Strambi, Negro e Casagrande. Udita lampia discussione dei predetti patroni, il complessivo materiale di causa stato introitato per la decisione. 1.1.1. Deve preliminarmente il Collegio farsi carico di scrutinare le numerose eccezioni preliminari sollevate dai controinteressati nelle
loro varie memorie ed ulteriormente propugnate nel corso delle discussioni di pubblica Udienza. Anzitutto eccepiscono la nullit della notificazione del ricorso, per essere la stessa avvenuta il 16.5.2010, vale a dire oltre i dieci giorni dalla data di adozione del decreto presidenziale di fissazione delludienza (assunto il 7.5.2010) e quindi in violazione della norma che sancisce la natura perentoria del relativo termine imponendone losservanza sotto pena di decadenza, ossia lart. 83, comma 11 del D.P.R. 16.5.1960, n. 570 che i controinteressati riportano testualmente nei seguenti termini: Il ricorso, unitamente al decreto di fissazione delludienza, deve essere notificato giudiziariamente a cura di chi lo ha proposto, alla parte che pu avervi interesse, entro dieci giorni dalla data del provvedimento presidenziale. Leccezione chiaramente infondata, poich si basa sul mero testo della norma invocata, omettendo di ricoradare che la Corte Costituzionale, con sentenza, 2-7 maggio 1996, n. 144 ha dichiarato l'illegittimit del presente comma, nella parte in cui fa decorrere il termine di dieci giorni per la notificazione del ricorso unitamente al decreto presidenziale di fissazione d'udienza dalla data di tale provvedimento anzich dalla data di comunicazione di esso. Orbene, a seguito della citata sentenza costituzionale il termine di dieci giorni prescritto per la notifica del ricorso, previamente depositato, e del pedissequo decreto presidenziale di fissazione deludienza, non decorre pi dalla data in cui il Presidente del
Tribunale emette il decreto stesso, bens dalla data della sua comunicazione. 1.1.2.Rammenta inoltre in chiave ricostruttiva il Collegio che a seguito del predetto intervento della Consulta il legislatore ha uniformato alla sentenza costituzionale n. 144/1996 il testo dellart. 82 del D.P.R. n. 570/1960, pure dedicato ai ricorsi, interamente sostituendolo. . La nuova norma di cui al comma 3 dellart. 82 cit. dispone dunque, in coerenza al dettame della Corte Costituzionale, che il ricorso, unitamente al decreto di fissazione della udienza, deve essere notificato, a cura di chi lo ha proposto, entro dieci giorni dalla data della comunicazione del provvedimento presidenziale, agli eletti di cui viene contestata la elezione.Si del resto pronunciata conformemente al riguardo la giurisprudenza amministrativa che ha precisato che l'art. 82 comma 3 D.P.R. n. 570 del 1960, nel disciplinare il procedimento inerente i ricorsi elettorali, prevede espressamente che, fissata con decreto presidenziale l'udienza di discussione della causa, il ricorso, unitamente al decreto, deve essere notificato, a cura di chi lo ha proposto, entro dieci giorni dalla data della comunicazione del provvedimento presidenziale, agli eletti di cui viene contestata la elezione (T.A.R. Sicilia - Palermo, Sez. II, 28 novembre 2007 , n. 3225). Leccezione di nullit (rectius, decadenza o irricevibilit) della notifica del ricorso va pertanto respinta. 1.2. Con altra eccezione lamentano i controinteressati che in una
delle copie notificate del ricorso al Presidente Cota le pag. 2, 3 e 4 sono state omesse e sono proprio quelle che specificano quali siano i provvedimenti impugnati, deducendone quindi la nullit del ricorso che poi trasmoderebbe nelle improcedibilit, non potendo la notifica essere rinnovata e sanata stante lintervenuta maturazione del termine (decadenziale) a ricorrere. La censura non stata meglio specificata nelle pur numerose memorie difensive prodotte dai controinteressati Nel corso delle discussioni delle Udienze camerali e pubbliche, su sollecitazione del Relatore, i patroni di parte controinteressata hanno poi ammesso che il Presidente Cota ha ricevuto due ulteriori copie integrali del ricorso: una in qualit di Presidente della Regione Piemonte e unaltra in qualit di Consigliere Regionale eletto, entrambe comprensive quindi anche delle predette tre pagine, mancanti invece in una soltanto delle tre copie a lui notificate. Tale precisazione trova poi conferma nella memoria dei ricorrenti depositata il 24.6.2010 (pag. 2, par. 2, ad finem) Dalla delineata circostanza consegue, allevidenza, linfondatezza della doglianza, atteso che nessuna lesione del diritto di difesa si prodotta ai danni del controinteressato, il quale ha potuto conseguire piena contezza del contenuto delle censure nonch della specificazione dei provvedimenti impugnati, dalle due copie del ricorso notificategli integralmente. Ad abundantiam, rileva anche il Collegio che la difesa del Presidente Cota stata completa, analitica, puntuale e doviziosa sin dalla prima
memoria di costituzione e difesa, prodotta il 28.5.2010, su tutti i punti controversi; risulta dunque lampante che latto introduttivo del giudizio, ancorch carente, in sede di notifica, di alcune sparute pagine, ha raggiunto il suo scopo, portando a conoscenza del destinatario della notifica tutte le questioni poste dal ricorso, non dato, quindi, predicarnee la nullit, in ossequio al noto principio processualcivilistico della strumentalit delle forme e del valore sanante eventuali nullit, da annettere alleffetto del raggiungi,mento dello scopo dellatto steso (art. 156 c.p.c.). Il che a posteriori comprova che quelle pagine avevano unimportanza minimale nelleconomia complessiva del ricorso. E del resto incentrato su di unottica finalistica proiettata sulla tutela del diritto di difesa e rivelandosi controproducente per il controinteressato anche il richiamato precedente del Giudice civile di legittimit, che ha statuito proprio che leventuale mancanza di una pagina nella copia del ricorso per cassazione notificata pu assumere rilievo soltanto se lesiva del diritto di difesa(Corte di Cass. Sez. III Civ., 11.1.2006, n. 264) 1.3.1.Con altra eccezione parte controinteressata lamenta
limprocedibilit (rectius, inammissibilit) del ricorso per lassoluta genericit di indicazione degli atti impugnati, parlandosi di atti adottati in data sconosciuta ed ignoti nel loro esatto contenuto, dal che si fa discendere che appare evidente limpossibilit di prendere una compiuta difesa in relazione a detti provvedimenti(memoria
Pres. Cota del 28.5.2010, pag. 6; ma leccezione contenuta anche nelle memorie prodotte dagli altri controinteressati). E pure eccepita la genericit dei motivi. 1.3.2. Leccezione , allevidenza, infondata, sia riguardo al fatto lamentato (assoluta genericit di indicazione degli atti gravati), sia riguardo alleffetto (impossibilit di predisporre una compiuta difesa). Quanto alleffetto basti opporre lanaliticit e completezza che caratterizzano la difesa, anche sul versante processuale, spiegata da tutti i controinteressati e pi sopra evidenziata. Quanto alla lamentata carenza di indicazione degli atti impugnati,, rileva per contro il Collegio in primo luogo come in tutto il corpo dellatto introduttivo siano stati adeguatamente e sufficientemente indicati oltre ai provvedimenti i proclamazione degli eletti, anche gli impugnati provvedimenti di ammissione delle tre liste investite dei tre motivi di ricorso. Invero, gi in epigrafe i ricorrenti precisano di proporre limpugnazione avverso i provvedimenti, quantunque sconosciuti nel loro esatto contenuto, che hanno ammesso il contrassegno e la Lista Verdi Verdi per Cota e quelli che hanno ammesso il contrassegno e la lista Consumatori nonch il listino Roberto Cota Presidente. 1.3.3. In vari passi dellesposizione dei motivi di gravame come delle stesse premesse di fatto, i ricorrenti hanno inoltre affermato di
insorgere contro i provvedimenti di ammissione delle liste de quibus. Si noti linciso Secondo cui 2.3. La partecipazione dei Verdi Verdi alle Elezioni per la Regione Piemonte contrasta, dunque con il principio della libert di voto costituzionalmente affermato (ricorso. Pag. 14); o quello secondo cui Il risultato provocato
dallammissione e dalla conseguente partecipazione della Lista Verdi Verdi alle Elezioni Regionali la grave violazione non solo della norma recentemente introdotta () ma dello stesso spirito della normativa(Ricorso, pag. 19, ad finem). Al riguardo, come meglio si chiarir in apertura dello scrutinio del secondo motivo di ricorso, relativamente allimpugnazione della ammissione della lista Al Centro con Scanderebech, la formale omessa indicazione dello specifico provvedimento di ammissione di tale lista nellepigrafe del ricorso idoneamente surrogata dalla precisazione,di cui a pag. 22 del ricorso stesso, ove si afferma che la predetta lista nonostante lopposizione dellU.D.C., veniva ammessa dagli Uffici Centrali Circoscrizionali delle varie province piemontesi, con liniziale eccezione di quello di Asti, che con provvedimento del 27.2.2010 la escludeva provvisoriamente, salvo riammetterla () con decisione del 1.3.2010 (doc. 22). Altrettanto a dirsi riguardo allimpugnazione del provvedimento ammissivo della lista Consumatori, specificando il ricorso che in data 26 febbraio 2010 veniva depositata la presentazione di una lista provinciale denominata Consumatori, la quale veniva ammessa
alle elezioni regionali tenutesi il 28 e 29 marzo u.s. (ricorso, pagg. 32-33). Da quanto precisato discende che i ricorrenti hanno fornito esatta individuazione e sufficiente indicazione dei relativi atti di ammissione impugnati, sia quanto al loro oggetto che quanto al loro contenuto determinativo. 1.3.4. Rimarca inoltre il Collegio che i ricorrenti hanno anche rappresentato elementi datari idonei a collocare in un arco temporale di 30 giorni i provvedimenti stessi. Avendo, infatti, precisato per ogni lista contestata, la data della sua presentazione (ed esempio, lista Consumatori e lista Al Centro con Scanderebech il 26.2.2010) hanno conseguentemente sin da subito consentito al Collegio di capire che i relativi provvedimenti di ammissione erano stati di necessit adottati non prima di dette date e, quindi, tra il 26.2.2010 e il 28.3.2010, data di celebrazione dei comizi elettorali. 1.3.5. Giuridicamente poi, rammenta il Tribunale come costituisce inveterato insegnamento giurisprudenziale, recepito nelle pi avvertite trattazioni dottrinarie, quello in omaggio al quale lindicazione del provvedimento impugnato rifugge da sterili formalismi e non richiede il ricorso a formule sacramentali N la precisa menzione della data e del numero di protocollo produce linammissibilit, potendosi questa ricavarsi solo quando risulti assoluta incertezza dell'oggetto del giudizio. Basti richiamare, di siffatto costante orientamento, una significativa
decisione del Consiglio di Stato con la quale il Giudice dappello ha avuto modo, infatti, di chiarire che l'indicazione del provvedimento impugnato, che forma contenuto essenziale del ricorso al giudice amministrativo, onere da ritenersi non assolto solo quando risulti assoluta incertezza dell'oggetto del giudizio, sicch il ricorso ammissibile allorch attraverso i motivi di impugnazione sia possibile individuare il provvedimento che si intende impugnare.(Cons. Stato Sez. VI, 27-05-1991, n. 317 ). Conclusivamente va pure evidenziato che i controinteressati non hanno contestato lesistenza dei provvedimenti impugnati mentre, daltronde, sia loro che i ricorrenti hanno rappresentato di aver incontrato non poche difficolt ad ottenere dagli Uffici elettorali le copie degli stessi, onde poter corrispondere alla sollecitazione a tutte le parti rivolta dal Collegio nel corso della pubblica Udienza del 1 luglio 2010. 1.4.1. La circostanza test ricordata apre, ora, la disamina dellulteriore eccezione di rito elevata dai controinteressati della censura di inammissibilit per genericit di indicazione dei provvedimenti impugnati. Si lamenta,infatti, anche che i ricorrenti hanno violato lobbligo, sancito dallart. 83/11 del D.P.R. n. 570/1960 a pena di decadenza, di provvedere al deposito dei provvedimenti impugnati,senza che possano rilevare o essere invocate difficolt a procurarseli, essendo detti atti nella piena disponibilit dei rappresentanti di lista(memoria Pres. Cota del
18.5.2010). Intanto rammenta in fatto il Collegio che non pare rispondere alla realt delle cose siffatto ultimo inciso, stante la circostanza che nessuna delle parti, ivi compresi gli odierni controinteressati, stata in grado di produrre i gravati provvedimenti di ammissione delle liste, nonostante linvito a tal fine loro rivolto dal Collegio nella pubblica Udienza del 1.7.2010, tant che si resa necessaria ladozione dellOrdinanza collegiale istruttoria n. 62/2010
specificamente intesa allacquisizione dei provvedimenti in questione. 1.4.2. Sul piano giuridico opina il Tribunale che leccezione in scrutinio sia infondata, poich lart. 83, co. 11 del D. P.R. n. 570/1960, nella parte in cui dispone che nei successivi dieci giorni dalla notificazione il ricorrente dovr depositare nella segreteria della sezione la copia del ricorso e del decreto, con la prova dell'avvenuta notificazione, insieme con gli atti e documenti del giudizio non elide i poteri istruttori e acquisitivi attribuiti al Giudice Amministrativo dalle norme componenti il sistema processuale amministrativo. Ritiene invero il Tribunale che sia il riportato art. 83, comma 11 che lart. 82, comma 3 del D.P.R. n. 570/1960 che onerano il ricorrente di depositare entro dieci giorni dalla notificazione del ricorso tutti gli atti e i documenti del processo, da un lato fanno riferimento agli atti e documenti che siano nella disponibilit del ricorrente e dallaltro sono stati integrati dallart. 21, commi 4 e 6 della L. 6.12.1971, n. 1034 i quali, in via generale, e per ogni tipologia di contenzioso
processuale amministrativo, nessuno escluso, fanno obbligo allAmministrazione intimata di depositare nei sessanta giorni dalla scadenza del termine di deposito del ricorso il provvedimento impugnato nonch gli atti e i documenti in base ai quali il provvedimento gravato stato emanato, nonch quelli in esso citati, stabilendo che, nel caso in cui la P.A., non provveda, il Presidente ordina lesibizione dei documenti stessi nel termine e nei modi opportuni (comma 6, come modificato dalla L. n. 205/2000). Il disposto degli artt. 82, comma 3 e 83, comma 11 del D.P.R. n. 570/1960, quindi, da un lato non pu prevalere sulle specifiche norme processuali amministrative generali che definiscono i poteri istruttori ed acquisitivi del Giudice amministrativo, dallaltro deve, anzi, essere ritenuto da esse integrato. Le coordinate ermeneutiche appena tratteggiate trovano conforto nella giurisprudenza del Consiglio di Stato che ha avuto occasione di chiarire che nel giudizio elettorale il deposito entro il termine di 10 giorni successivi alla notificazione del ricorso, degli atti e documenti necessari al giudizio stesso, deve intendersi limitato al certificato attestante la qualit di candidato o elettore mentre per la rimanente documentazione, ivi compresi i verbali delle sezioni nonch il verbale di proclamazione degli eletti, pu essere ordinata dal Giudice l'acquisizione d'ufficio (Consiglio di Stato, Sez. V,1.2.1990, n. 85). Si anche precisato che in mancanza del deposito dei verbali di scrutinio e gli altri documenti in cui si rappresentano le varie fasi del
procedimento elettorale il T.A.R. deve emettere sentenza istruttoria con cui ordina lacquisizione dufficio (T.A.R. Campania Napoli, Sez. I, 30 ottobre 1990 , n. 552). 1.4.3. Conferma testuale della convinzione che il legislatore del D.P.R. n. 570/1960 con le disposizioni processuali dettate allart. 83 non intendesse creare una disciplina sostitutiva e derogatoria delle norme processuali amministrative ordinarie,ma solo definire un rito speciale elettorale, si rinviene ad avviso del Collegio nellultimo comma dellart. 83 in analisi, il quale significativamente dispone che Per tutto quanto non previsto nel presente articolo sulla disciplina del procedimento, si applicano le norme contenute nel titolo II del testo unico approvato con R.D. 26 giugno 1924, n. 1058, modificato con L. 8 febbraio 1925, n. 88, nonch quelle contenute nel R.D. 17 agosto 1907, n. 643, e nel R.D. 17 agosto 1907, n. 644. Trattasi delle norme che disciplinavano il processo elettorale davanti al giudice in allora per esso competente, ossia le giunte provinciali amministrative. Il che lascia intendere che il legislatore avesse voluto far salve le disposizioni processuali dettate per lo svolgimento del giudizio davanti al giudice Amministrativo allora esistente e non v ragione per escludere che il predetto rinvio possa estendersi alle disposizioni che regolano il processo davanti al giudice
amministrativo attuale. 1.5. Altra eccezione quella secondo cui il ricorso sarebbe inammissibile perch non notificato allOn. Scanderebech, pur
essendo stata impugnata la lista da egli presentata. Leccezione infondata. La lista de qua non ha conseguito alcun seggio e non riveste pertanto la qualit di controinteressato nel giudizio elettorale. Il Consiglio di Stato ha sul punto recentemente precisato che In materia elettorale si deve escludere che debbano essere chiamati in giudizio tutti i candidati, eletti o non eletti, dovendosi, invece, individuare i controinteressati caso per caso, sulla scorta del proposto petitum e delle censure prospettate(Consiglio di Stato, Sez. V, 20-08-2008, n. 4014 ) ulteriormente chiarendo che sono parti necessarie unicamente l'ente al quale l'elezione si riferisce ed a cui vanno imputati i risultati elettorali, e, in qualit di controinteressati, i candidati della cui avvenuta elezione si discute e che, dunque, possono restare pregiudicati dalla chiesta modificazione del provvedimento (Cons. Stato Sez. V Sent., 12-02-2008, n. 496). 1.6. Con altra eccezione sostengono i controinteressati che la Federazione dei Verdi non avrebbe partecipato alle elezioni di cui causa, il che determinerebbe il difetto di legittimazione attiva della stessa. Leccezione infondata. Dagli allegati ai provvedimenti di ammissione acquisiti in istruttoria e in particolare da quello assunto dallUfficio elettorale circoscrizionale della Provincia di Torino (produzione del 6.7.2010, sub. Doc. Lista L, presentato allUfficio elettorale centrale il 27.2.2010, ore 12,40) risulta che il dott. Riva Governanda, coricorrente in proprio e quale delegato alla
presentazione della lista Verdi Civica (v. epigrafe ricorso) presentava il relativo simbolo in qualit di delegato del Partito presente nel precedente Consiglio Regionale del Piemonte, ossia, la Federazione dei Verdi. Aggiungasi altres che detto ricorrente, come si legge nellinciso test riportato tratto dallepigrafe del ricorso, ha altres esercitato lazione popolare, agendo non solo quale delegato alla presentazione della lista Verdi Civica, ma anche in proprio, in qualit di cittadino elettore, fruendo della legittimazione riconosciuta dallart. 83, comma 11. D.P.R.: n. 570/1960 a chiunque altro vi abbia diretto interesse. Anche sotto il delineato profilo, va dunque confermata la legittimazione ad agire del nominato ricorrente. 1.7. Con altra eccezione una parte dei controinteressati, rilevando che lOn. Bresso ricorrente ha depositato agli atti di causa la formale rinuncia al ricorso, sarebbe inammissibile lintero terzo motivo, svolto avverso lammissione della lista Consumatori poich lesposizione di tale mezzo preceduta dalla locuzione Uniti per Bresso, ricorrente rinunciataria. Leccezione allevidenza infondata. Risponde al vero lallegata circostanza,leggendosi effettivamente a pag. 29 del ricorso la locuzione Uniti per Bresso che apre lesposizione anche del fatto anteposto al terzo motivo. E agevole peraltro rimarcare che quella locuzione la denominazione del titolo III del ricorso, avendo tutta laria della
significazione di un capitolo dellesposizione, coerentemente del resto con lavvertimento metodologico svolto dai ricorrenti nelle premesse, l dove precisavano che avrebbero suddiviso lintero ricorso in capitoli. Dal che non si pu inferire che il ricorso sia distinto in tre autonome parti, azionate da singoli ricorrenti o gruppi di ricorrenti. Osta alla persuasivit dellargomento in analisi anche solo lunitariet della procura ad litem conferita indistintamente da tute le parti ricorrenti. 2.1. Eccepiscono ancora i controinteressati linammissibilit
dellintervento ad adiuvandum del W.W.F. sia perch con tale iniziativa detto interveniente aziona un interesse proprio, quale la pretesa confondibilit della lista Verdi Verdi Cota con il proprio simbolo (stante la confusione del panda con lorsetto che saluta) e quindi interviene non per sostenere le ragioni dei ricorrenti, bens per difendere suoi interessi, cosa che avrebbe dovuto fare impugnando i provvedimenti asseritamente lesivi come cointeressato nei termini decadenziali ordinari; sia perch non avendo partecipato alle elezioni difetterebbe di interesse a proporre intervento adesivo. 2.2.1. A avviso del Collegio leccezione si prospetta fondata e va, pertanto, accolta. E noto al riguardo il principio giurisprudenziale, espresso di recente anche dalla Sezione, in ossequio al quale inammissibile lintervento ad adiuvandum spiegato dal soggetto che assumendosi direttamente leso dal provvedimento gravato dal ricorrente, aveva lonere di
impugnare lo stesso nei termini decadenziali decorrenti dalla comunicazione o notifica ovvero dalla piena conoscenza del provvedimento gi impugnato da altri, vantando in tal caso una sostanziale posizione di cointeresse che lo legittimava a proporre limpugnazione, la quale diviene inammissibile se proposta in adesione alliniziativa processuale del ricorrente (ex multis, Consiglio di Stato, Sez. V, 17.5.2006, n. 2837) 2.2.2. In particolare, la Sezione ha di recente gi precisato che lintervento ad adiuvandum pu essere posto in essere dal titolare di una situazione giuridica soggettiva dipendente da quella dedotta in giudizio() e che linteresse che legittima lintervento ad adiuvandum non pu essere uguale a quello del ricorrente, non potendo linterveniente essere un cointeressato in senso proprio, che altrimenti risulterebbe elusa la perentoriet del termine di decadenza per la notifica del ricorso (T.A.R. Piemonte, 25.9.2009, n. 2292). 2.2.3. Orbene, lintervento ad adiuvandum posto in essere dal WWF stato notificato il 31.5.2010, quindi oltre il termine decadenziale di 30 giorni dalla proclamazione degli eletti assunta il 7.4.2010 e va conseguentemente dichiarato inammissibile per le ragioni test delineate e irricevibile per tardivit, ove lo si voglia convertire in ricorso autonomo, a cui la predetta organizzazione ambientale sarebbe stata legittimata in quanto rientrante nel genus di chiunque altro vi abbia diretto interesse cui lart. 83, comma 11 del D.P.R. n. 570/196 consente limpugnazione.
3.1. Deve ancora, preliminarmente in punto di rito il collegio pronunciare lestromissione dal giudizio degli Uffici elettorali e del Ministero degli interni, richiesta dalla difesa dello Stato, stante il loro difetto di legittimazione passiva nei ricorsi in materia elettorale, poich tali Amministrazioni costituiscono Uffici temporanei dello Stato che cessano di esistere allorch esauriscono le loro funzioni serventi il procedimento elettorale. La giurisprudenza, cui anche il Tribunale ha pi volte aderito (T.A.R. Piemonte, Sez. I, 4.12.2009, n.3258) statuisce che del giudizio elettorale unica parte pubblica necessaria l'Ente locale interessato, che si appropria del risultato elettorale e nel quale si riverberano gli effetti di un eventuale annullamento, ovvero della conferma della proclamazione degli eletti. In particolare, gli organi temporanei, abilitati a dichiarare i risultati finali del procedimento elettorale, come l'ufficio Elettorale Centrale, e a maggior ragione gli Uffici circoscrizionali e di sezione, non sono portatori di un interesse giuridicamente apprezzabile al mantenimento dei loro atti per cui il ricorso contro le operazioni elettorali non deve essere ad essi notificato. Ove poi, come nella fattispecie, il ricorso sia stato notificato ad uno dei predetti Uffici, quest'ultimo, qualora lo richieda costituendosi in giudizio, deve essere estromesso dal giudizio elettorale per difetto di legittimazione passiva.(T.A.R. Lazio - Roma, sez. II, 7 settembre 2005, n. 6608; in terminis, T.A.R. Toscana, Sez. II, 26 gennaio 2005, n. 318; Consiglio di Stato, Sez. V, 3.2.1999, n.
215) 4.1. Leccezione che il Collegio ritiene per ragioni espositive di affrontare per ultima la pi complessa ed attiene alla inammissibilit e/o improcedibilit del ricorso per tardivit, rectius, irricevibilit del ricorso per tardivit della sua proposizione mediante deposito. Sostengono diffusamente i controinteressati, fin dalle prime memorie di costituzione del 28.5.2010, 1.6.2010, 3.6.2010, poi insistendo nelle successive e specie in quelle del 9.7.2010, che il ricorso sarebbe tardivo perch depositato oltre il termine dimidiato di trenta giorni decorrente dalla data di adozione dei vari provvedimenti di ammissione delle contestate liste, che datano tra il 26 febbraio e il 1 marzo 2010. Termine decadenziale abbondantemente spirato alla data del deposito del ricorso stesso (7.5.2010). Era onere dei ricorrenti, secondo la prospettazione difensiva di controparte, impugnare immediatamente i provvedimenti di ammissione gravati invece tardivamente in uno allatto di proclamazione degli eletti. Parte controinteressata invoca la giurisprudenza che in tal senso si era pronunciata tra i due opposti orientamenti poi composti dalla nota decisione dellAdunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 10/2005 e con maggiore insistenza e fervore, lOrdinanza cautelare della Sezione 11.3.2010, n. 165 che ha giudicato, in sede di delibazione cautelare, ammissibile il ricorso proposto proprio dal partito della Lega Nord avverso lammissione di una lista civetta.
Nelle more del giudizio stata depositata il giorno 7 di questo mese limportante decisione della Corte Costituzionale n. 236/2010, su cui infra, la quale, con sentenza additiva di accoglimento, ha dichiarato lillegittimit costituzionale dellart. 83-undecies del decreto del D.P.R. 16 maggio 1960, n. 570 pi volte citato, come introdotto dallart. 2 della legge 23 dicembre 1966, n. 1147 (Modificazioni alle norme sul contenzioso elettorale amministrativo), nella parte in cui escludeva la possibilit di unautonoma impugnativa degli atti del procedimento preparatorio alle elezioni, ancorch immediatamente lesivi, anteriormente alla proclamazione degli eletti. Nelle memorie depositate il 9.7.2010 tutti i controinteressati hanno tratto da questa pronuncia costituzionale argomenti portati ad ulteriore sostegno della loro prospettazione difensiva, che propugna la tardivit del ricorso. 4.2. La questione che il Collegio investito di dipanare evidenzia tratti di indubitevole complessit, acuita dalla non esaustivit quanto meno rispetto al caso che occupa, dellimpugnazione dellammissione di una lista - e risolutivit della pronuncia della Consulta, la quale, anzi, veicola elementi di ulteriore complicazione ed alimento del dibattito e dar luogo, presumibilmente, ad ulteriori approfondimenti concettuali e render quindi opportuni ulteriori chiarimenti da parte della giurisprudenza. Consapevole della assoluta novit e difficolt della problematica in scrutinio, tenter il Collegio di tracciare delle coordinate interpretative e ricostruttive del sistema.
Orbene, va al riguardo rammentato che secondo la giurisprudenza amministrativa imperante fino ad oggi, a cui anche le due Sezioni di questo Tribunale hanno aderito, gli atti endoprocedimentali finalizzati alla proclamazione degli eletti non possono essere autonomamente impugnati prima delladozione dellatto di
proclamazione degli eletti ed il ricorso inammissibile, impugnabile essendo il solo atto finale di proclamazione degli eletti (ex multis, Consiglio di Stato, Sez. V, 7.4.2010, n. 1942; T.A.R. Piemonte, Sez. I, 05.06.2009, n. 1599; T.A.R. Piemonte, Sez. I, 23.05.2009, n. 1482; Consiglio di Giustizia Amministrativa 23-9-2008, n. 776; T.A.R. Piemonte, Sez. II, 28.5.2009, n. 1485; Consiglio di Stato, Sez. V, 20.5.2009, n. 3113; T.A.R. Campania Napoli, Sez. II, 1 febbraio 2008, n. 486; T.A.R. Lazio - Latina, Sez. I, 14 settembre 2007, n. 642). Il rassegnato orientamento era diritto vivente, come ha poi riconosciuto la Corte Costituzionale con la sentenza n. 236/2010. Si ricordi, infatti, che Corte Cost. 90/2009, Ord., affermava il contrario sul punto, riferendo tale convinzione espressa sul punto dal giudice rimettente, come si legge nelle motivazioni ricostruttive della Sentenza della Consulta del 7.7.2010. 4.3.1. Anche in sede legislativa, del resto, successivamente allOrdinanza n. 90 del 2009 della Consulta, linterpretazione della norma censurata fornita dalla decisione n. 10 del 2005 della Adunanza plenaria del Consiglio di Stato stata intesa quale regola di
diritto vivente, tanto che ne stata proposta una modifica parziale. Va infatti al riguardo debitamente rammentato che lo schema di Codice del processo amministrativo trasmesso alla Camera dei deputati il 30 aprile 2010, sulla base della delega legislativa di cui allart. 44 della legge 18 giugno 2009, n. 69 contemplava, da un lato, labrogazione dellart. 83-undecies del D.P.R. n. 570 del 1960 (All. 4, art. 2, comma 1, lett. b), e, dallaltro, la possibilit di impugnare immediatamente lammissione o la esclusione delle liste elettorali, senza attendere la proclamazione degli eletti (art. 129). Siffatta anticipazione della soglia temporale dellammissibilit del ricorso in materia di esclusioni ed ammissioni di liste si poneva in perfetta aderenza al dettato della legge di delegazione sulla riforma del processo amministrativo. Invero, il citato art. 44 della legge n. 69 del 2009, infatti, delegava il Governo a razionalizzare e unificare le norme vigenti per il processo amministrativo sul contenzioso elettorale, prevedendo il
dimezzamento, rispetto a quelli ordinari, di tutti i termini processuali, il deposito preventivo del ricorso e la successiva notificazione in entrambi i gradi [...], mediante la previsione di un rito abbreviato in camera di consiglio che consenta la risoluzione del contenzioso in tempi compatibili con gli adempimenti organizzativi del
procedimento elettorale e con la data di svolgimento delle elezioni. 4.3.2. Per ignote ragioni, il Dipartimento Affari Giuridici e Legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in sede di revisione e di
Commissione di esperti nominata dal Presidente del Consiglio di Stato uscente, ha espunto dal testo definitivo quale poi approvato e pubblicato il 4.7.2010, la norma appena illustrata, introducendo un regime processuale differenziato e binario a seconda che il ricorso verta avverso il provvedimento di esclusione ovvero quello di ammissione. Non mette conto approfondire la questione, stante linapplicabilit delle novelle statuizioni processuali alla presente controversia, a motivo della posticipata entrata in vigore del nuovo Codice, fissata, come noto al 16.9.2010. 4.4. Di indubbio rilievo a favore della tesi secondo la quale consentito tuttora differire laddove ante Corte Cost. 236/2010 era doveroso limpugnativa dellammissione di una lista al momento delladozione dellatto di proclamazione degli eletti e gravarla quindi unitamente ad esso, largomento testuale emergente dalla recente pronuncia della Corte Costituzionale 7.7.2010, n. 236, secondo il quale limpugnabilit degli atti prodromici e preparatori del procedimento elettorale costituiti dallammissione e dallesclusione di liste rappresenta una facolt. La Consulta ha, infatti, dichiarato lillegittimit costituzionale dellart. 83-undecies del decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1960, n. 570 (Testo unico delle leggi per la composizione e la elezione degli organi delle Amministrazioni comunali), introdotto dallart. 2 della legge 23 dicembre 1966, n. 1147 (Modificazioni alle norme sul contenzioso
elettorale amministrativo), nella parte in cui esclude la possibilit di unautonoma impugnativa degli atti del procedimento preparatorio alle elezioni, ancorch immediatamente lesivi, anteriormente alla proclamazione degli eletti. Sembra, dunque, potersi riconoscere che la Corte ha s dischiuso le porta allimpugnazione immediata degli atti prodromici, purch immediatamente lesivi del procedimento elettorale, dando ingresso alla relativa possibilit giuridica, prima inesistente, abolendo il divieto introdotto dalla Plenaria e dalla giurisprudenza ad essa uniformatasi, ma ha lasciato insoluto il problema di fondo. Non va, nemmeno, sottovalutata la circostanza che la predetta Sentenza costituzionale non perfettamente calzante alla vicenda per cui causa inerente allammissione di talune liste essendosi la Corte pronunciata per un giudizio a quo avente ad oggetto un provvedimento di esclusione di una lista. La vexata quaestio in argomento stata resa dunque ancor pi complessa dalla predetta recentissima pronuncia additiva di accoglimento della Corte Costituzionale, la quale nuovi argomenti introdurr nel gi infuocato dibattito giurisprudenziale e dottrinario. 4.5.1. Probabilmente la tematica andr ricostruita in chiave di immediata lesivit o meno. Evidenzia allora, in proposito, il Collegio che mentre lesclusione o ricusazione di una lista indubitevolmente immediatamente lesiva, importando limmediata estromissione dalla competizione e nei suoi
confronti larresto procedimentale che onera lescluso ad adire il T.A.R.,viceversa, la questione dellimmediata lesivit del
provvedimento di ammissione di una lista ad un confronto elettorale non stata definitivamente risolta dalla giurisprudenza. Non lha risolta neanche il T.A.R. Lombardia, con la sentenza pi volte invocata dai controinteressati, il quale ha affermato in maniera netta che latto di non ammissione ossia di esclusione di una lista che idoneo ad arrecare immediata lesione della sfera giuridica dei candidati esclusi. Ma relativamente agli atti di ammissione di liste il T.A.R. lombardo si condivisibilmente, limitato ad affermare che gli stessi sono e restano provvedimenti amministrativi i quali debbono poter essere impugnati con gli ordinari ricorsi proponibili davanti alla giurisdizione amministrativa , ma solo ove lesivi di posizioni soggettive(T.A.R. Lombardia Milano, Sez. IV, 9.3.2010, n. 559) come riferiscono tra laltro gli stessi controinteressati (memoria Angeleri ed altri depositata il 1.6.2010, pag. 13) 4.5.2. La corretta soluzione definitiva non potr non ripartire da una illuminante pronuncia del Consiglio di Stato, ove si precisa che lannullamento dellammissione di una lista non spiega efficacia automaticamente caducante sullatto di proclamazione degli eletti che non sia stato impugnato, e si chiarisce, altres, come le fasi precedenti del procedimento, come lammissione delle liste, pur se hanno un loro effetto giuridicamente rilevante e possibilmente lesivo, perdono il connotato di presupposto unico o senza del quale
non sarebbe dato quel risultato. S che ben potrebbe darsi un esito elettorale egualmente positivo nei riguardi di chi si opposto allammissione (Cons. Stato Sez. V, 25-07-2005, n. 3922) Secondo il Consiglio, dunque, lammissione di una lista, ancorch dotata di un effetto rilevante, pu avere solo un effetto possibilmente lesivo, perch, adoperando le stesse parole del Consiglio di Stato test riportate, ben potrebbe darsi un esito elettorale egualmente positivo nei riguardi di chi si opposto allammissione. Lammissione di una lista, dunque, secondo la citata illuminante Decisione solo possibilmente, ossia potenzialmente, lesiva ed predicabile tale, per lo pi solo allesito della competizione, allorch la lista illegittimamente ammessa, con i voti conseguiti, abbia inciso sul risultato elettorale, spiegando efficacia causale sulla vittoria di un candidato piuttosto che del secondo in graduatoria e sulla primazia di una coalizione piuttosto che di unaltra. Circostanza che pu essere apprezzata con sufficiente verosimile aderenza al dato reale solo allesito delle elezioni, allorch a seguito dello spoglio sono noti nel numero i voti che quella lista ha ottenuto e che automaticamente si estendono al candidato alla carica di Presidente. Invero, in linea di ulteriore affinamento concettuale, potrebbe dirsi che la lesivit del provvedimenti di ammissione di una lista si atteggia in maniera diversa in rapporto alla qualit della parte ricorrente.
Lelettore semplice,che in forza dellactio popularis ammessa in materia, insorga contro una lista che assume illegittimamente ammessa, pu astrattamente qualificarsi leso da una competizione elettorale in qualche modo alterata dallillegittima partecipazione di quella lista e teoricamente ritenersi immediatamente leso. 4.5.3. Ma, osserva il Collegio, ove, come nella presente controversia, a ricorrere avverso lammissione di una lista sia una compagine politica, un candidato sconfitto, ancorch egli agisca anche nella sua accessoria e secondaria qualit di semplice elettore qualit evidentemente strumentale e servente a corroborare la sua legittimazione a ricorrere lo sguardo dellinterprete che debba assodare la sussistenza della condizione dellazione costituita dallinteresse a ricorrere immediato ed attuale attraverso il faro guida illuminante della lesivit immediata ed attuale, quello sguardo deve necessariamente proiettarsi sullincidenza della partecipazione della lista asseritamente illegittimamente ammessa, sul concreto esito delle elezioni. Perch questo il bene della vita cui il candidato sconfitto concretamente aspira. In tale corretta prospettiva di indagine, dunque, solo con la proclamazione degli eletti che pu misurarsi lefficacia causale che va riconosciuta agli effetti della partecipazione della lista
illegittimamente ammessa sullesito della consultazione. Incidenza ed efficacia che pu apprezzarsi solo allora a posteriori, e non gi ex
ante, ossia al momento della mera ammissione della lista stessa. 4.6. E questa, del resto, la ragione per la quale con il dispositivo della presente decisone non si proceduto allintegrale immediato annullamento della competizione elettorale ma si disposta la nota istruttoria onde appurare, in concreto, previa approfondita esegesi delle norme in materia, leffettiva efficacia demolitoria sulla proclamazione degli eletti, dei voti conseguiti dalle due liste la cui partecipazione stata gi estromessa. Che, altrimenti ragionando, la Sezione avrebbe dovuto pronunciare, hic et nunc limmediata demolizione dellatto conclusivo di proclamazione degli eletti impugnato in uno con quelli prodromici di ammissione delle tre contestale liste. 4.7. Non possono, per altro verso, a parere del Collegio, come invece pretendono (ed insistono anche nella discussione di Udienza) i controinteressati nelle loro varie memorie, trarsi dal D.L. n. 29/2010 elementi ermeneutici tali da giudicare tardivo il ricorso. Invero, quel decreto, che consentiva di proporre ricorso immediatamente avverso gli atti elettorali prodromici lesivi, non stato convertito e la norma contenuta nella legge n. 60/2010 che stante la mancata conversione ha fatto peraltro salvi - secondo la consueta formula di stile adoperata in tali evenienze dal legislatoregli atti adottati, gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base di esso, ha unicamente il significato e ha determinato il risultato di salvare gli effetti prodottisi (quali, ad esempio, lavvenuta
proposizione di un ricorso secondo quella norma,). Ma allomessa proposizione di unimpugnativa non pu certo, gi sul piano della logica formale, riconoscersi la natura di un effetto prodottosi. 4.8.1. Oltretutto, osserva ancora la Sezione, la problematicit della quaestio iuris in scrutinio non si esaurisce neanche alle pur rilevanti riflessioni finora svolte. Rimarr, infatti, da domandarsi quale residuo significato precettivo e ricaduta processuale dovr annettersi alla perdurante vigenza dellart.83-undecies, D.P.R. n. 570/1960 non cassato dalla Consulta: la norma stabilisce, quindi, e tuttora, che il ricorso avverso le elezioni va proposto contro la proclamazione degli eletti. Il ricorrente, pertanto, a stare al perdurante tenore testuale e precettivo dellart. 83 del D.P.R. n. 570/1960 dovr comunque impugnare latto terminale del procedimento elettorale, vale a dire la proclamazione degli eletti. Dal che, da un lato, discende, de plano che in difetto di questultima impugnativa, lo stesso ricorso eventualmente medio tempore interposto avverso i provvedimenti prodromici e preparatori di esclusione o di ammissione delle liste, andr dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. 4.8.2. Da un altro lato, tuttavia, la cogenza di siffatto ultimo obbligo, tuttora imperante in forza dellappena detto precetto e, ripetesi, salvato dalla sentenza costituzionale del 7 luglio 2010, autorizza linterprete a ritenere che in occasione dellimpugnativa dellatto terminale di proclamazione degli eletti possono dedursi anche vizi
scaturenti dallillegittima ammissione di una lista, non impugnata stante la delineata assenza di immediata lesivit. V da domandarsi se il ricorso sar o meno ancora ammissibile ove pur essendo diretto contro latto conclusivo e pur recando censure afferenti alla fase di concreto svolgimento delle operazioni elettorali, svolga anche censure dirette contro latto prodromico di ammissione della lista non previamente impugnato. Si ribadisce che il Giudice delle Leggi, avendo statuito che Va quindi dichiarata lillegittimit costituzionale dellart. 83-undecies del decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1960, n. 570, introdotto dallart. 2 della legge 23 dicembre 1966, n. 1147, nella parte in cui esclude la possibilit di unautonoma impugnativa degli atti del procedimento preparatorio alle elezioni, ancorch
immediatamente lesivi, anteriormente alla proclamazione degli eletti, ha dichiarato lillegittimit costituzionale della norma de qua nella sola parte in cui esclude la possibilit che gli atti del procedimento preparatorio alle lezioni vangano impugnati
immediatamente e anteriormente allatto di proclamazione degli eletti, ove quegli atti preparatori siano dotati di immediata lesivit. 5.1. Poste le coordinate esegetiche finora disegnate, ritiene comunque dirimente la Sezione, ai fini di decidere sulleccezione di tardivit del ricorso, rimarcare che esso stato proposto in data 7 maggio 2010, ossia ben due mesi prima che venisse depositata la sentenza della Corte Costituzionale del 7 luglio 2010, n.236.
Prima del 7 luglio di questanno dominava dunque granitico lorientamento in forza del quale sia lesclusione che lammissione di una lista non potevano formare oggetto di impugnativa e il ricorso eventualmente proposto doveva essere dichiarato inammissibile. Oltre alla giurisprudenza del Tribunale sopra citata e che conviene qui richiamare nuovamente (T.A.R. Piemonte, Sez. I, 5.06.2009, n. 1599; T.A.R. Piemonte, Sez. I, 23.05.2009, n. 1482; T.A.R. Piemonte, Sez. II, 28.5.2009, n. 1485) statuivano in tal senso, solo per citare le pi rilevanti e recenti, Consiglio di Stato, Sez. V, 20.5.2009, n. 3113, Consiglio di Giustizia Amministrativa 23-9-2008, n. 776. Di conseguenza, lOrdinanza cautelare della Sezione 11.3.2010, n. 165 invocata pi volte dai controinteressati non poteva costituire precedente idoneo a superare la granitica e stratificata giurisprudenza di segno opposto, n imporre ai ricorrenti di proporre immediatamente il loro gravame, sia perch detto precedente, reso del resto in sede di sommaria cognitio cautelare, stato meno di un mese dopo contraddetto dalla sentenza del Consiglio di Stato, Sez. V, 7.4.2010, sia perch non predicava la sussistenza di un onere di impugnazione. 5.2. Orbene, conclusivamente, considerato il persistente, delineato confuso panorama normativo e giurisprudenziale, sicuramente atto a disorientare loperatore del diritto che comunque si trovava al cospetto di un orientamento dominante che predicava
linammissibilit del ricorso avverso lammissione delle liste prima
della proclamazione degli eletti, considerato pertanto debitamente, che al momento di proposizione del gravame in scrutinio la sentenza della Consulta non era stata ancora resa, ritiene la Sezione di dover comunque, riconoscere ai ricorrenti che, sia pure in subordine, ne hanno fatto richiesta in sede dibattimentale - il beneficio dellerrore scusabile e giudicare tempestivo il ricorso in scrutinio, pervenendosi altrimenti al risultato di conculcare iniquamente il diritto di difesa a fronte, peraltro, di un orientamento stratificato e da ultimo ribadito dal Consiglio di Stato con la sentenza del 7.4.2010 della Sezione V, che propendeva per linammissibilit del ricorso avverso
lammissione delle contestate liste . Rammenta il Tribunale che la concessione del beneficio dellerrore scusabile ben conosciuta e frequentemente applicata dalla giurisprudenza amministrativa. Solo per mera completezza
espositiva, valga ricordare le questioni che si dibatterono sullapplicabilit del regime del dimezzamento dei termini per proporre il ricorso contro i provvedimenti assunti in materia di appalti pubblici a seguito del varo del D.L. d.l. 25 marzo 1997 n. 67, poi convertito con la L. n. 135/1997 che per primo introdusse nel sistema processuale di disciplina del contenzioso degli appalti, la nota regola della dimidiazione dei termini, compreso quello per proporre il ricorso, poi migrata nellart. 23-bis della L. 6.12.1971, n. 1034 con leccezione di termini di notifica dellatto introduttivo ed infine nel d.lgs. n. 67/2010.
Ebbene, il Consiglio di Stato, applic listituto dellerrore scusabile proprio con riguardo alla proposizione del ricorso introduttivo, statuendo in proposito che Ben pu riconoscersi l'errore scusabile, ai fini dell'ammissibilit del ricorso proposto dall'Ati appellante in data antecedente la conversione in legge del d.l. 25 marzo 1997 n. 67 e oltre i termini previsti dal citato decreto, in considerazione della sussistenza di generalizzati dubbi in sede di primissima applicazione della citata fonte normativa, data la scarsa esaustivit - sul punto della formulazione testuale, circa l'applicabilit del dimezzamento dei termini ivi previsto anche al termine per ricorrere e, a maggior ragione, nel caso in cui, come quello di specie, il provvedimento impugnato (la revoca dell'aggiudicazione) non contenga alcuna indicazione sul termine per ricorrere(Consiglio di Stato Sez. VI, 14.1.2002, n. 149). Leccezione di tardivit va pertanto respinta. 6.1. Approda ora il Collegio allesame del merito del gravame. Con il primo mezzo i ricorrenti lamentano violazione e falsa applicazione di norme e principi sulla confondibilit dei simboli e, in particolare, degli artt. 9, comma 8 n. 4, l. n. 108/1968 e 6 e 7 C.C. nonch dellart. 48 Cost. e dei principi di libert di espressione del voto. Essi si dolgono della circostanza che alle elezioni regionali del Piemonte celebratesi i giorni 28 e 29 marzo di questanno si presentata ed stata ammessa una lista provinciale collegata e quindi
in sostegno al candidato Presidente Roberto Cota, contraddistinta da un contrassegno che illegittimamente contiene la parola Verdi Verdi ed caratterizzato da elementi quasi identici ovvero facilmente confondibili con quello che da quasi ventanni la Federazione dei Verdi ha utilizzato in tutte le consultazioni cui ha preso parte. Il simbolo contestato e ammesso risulta composto da unimmagine di un orsetto che ride, con in giallo il nome del candidato alla presidenza della Regione, su uno sfondo blu, e la scritta Verdi Verdi in giallo su un ciuffo derba verde. Sarebbe nella loro tesi evidente la confondibilit del descritto contrassegno con quello proprio del movimento dei Verdi, caratterizzato dal sole che ride di colore giallo e dalla parola Verdi, la quale secondo le pronunce invocate sarebbe divenuta ormai esclusivo patrimoni della Federazione dei Verdi. Tale lista, collegata al candidato Presidente Roberto Cota ha ottenuto 37.000 voti che hanno contribuito decisivamente allelezione dellOn. Cota a Presidente della Regione. A sostegno della loro tesi della confondibilit, come accennato, parte ricorrente invoca ed allega numerose decisioni, specie cautelari, sia di primo grado che del Consiglio di Stato, nonch i provvedimenti resi dallUfficio elettorale Centrale presso la Corte di Cassazione, che il 4.3.2006, con decis. N. 11 ha sancito che lillegittimit della riproduzione della parola Verdi con la specifica collocazione
grafica in quanto tradizionalmente riferita al partito ricorrente, ha assunto un carattere identificativo dello stesso conseguendone che la riproduzione della parola stessa, in un contesto grafico assai similare per quelli che sono i profili di pi immediato impatto visivo, effettivamente realizza quella potenzialit di inganno delelettore. Allegano inoltre i ricorrenti, che il Giudice amministrativo che ha vagliato la legittimit o meno di liste presentata dai Verdi Verdi, ha sempre statuito la confondibilit delle stesse con quelle presentate dalla Federazione dei Verdi. Citano numerosa giurisprudenza per lo pi cautelare oltre a qualche sentenza (tra le tante, Cons. di Stato, nn.2227, 2571,2668,2726 del 2004 e le sentenze T.A.R. Lazio, II Ter, n. 16244/2004; ID, II Bis, 7488/2004 e T.A.R. Campania Napoli, II, n. 16879/2004). Rilevano che lo spirito sotteso alla normativa di cui deducono la violazione la tutela dellelettore medio, il meno accorto ed esperto, che vede danneggiata la sua libert di espressione del voto dalla compresenza di due simboli confondibili. Invocano anche lart. 14, comma 4, D.P.R. n. 361/1957 nel testo novellato per le elezioni politiche, il quale indica come segni rilevatori della confondibilit, oltre alla rappresentazione cromatica e grafica generale, i simboli grafici, le espressioni letterali e le parole o effigi utilizzate. I controinteressati dal canto loro insistono, nel merito, per il rigetto della censura ritenendo, in sintesi, che i due simboli non sono
confondibili, stante la loro sostanziale diversit e linidoneit dellimpiego dalla sola parola verdi pur ripetuta, a trarre in inganno lelettore, che oltretutto, specie quello dei Verdi, non mediamente sprovveduto. 6.2. Ritiene Il Collegio che unapprofondita ed analitica disamina del contestato contrassegno di lista, riguardato nel suo complesso e in raffronto sinottico con quello tradizionale della Federazione dei Verdi induce ad opinare che i simboli de quibus non siano confondibili. 6.3. Si premette sul piano giuridico che la ratio delle disposizioni normative tutte che disciplinano la questione della confondibilit intendono scongiurarla va individuata nella libert di
autodeterminazione dellelettore nellespressione del voto, in ossequio ai precetti scolpiti agli artt. 48 e 20 della Carta costituzionale. La giurisprudenza, che il Collegio condivide, ha gi precisato, che non rilevano a tal fine, singoli elementi di differenziazione, ma occorre formulare una valutazione di insieme che va condotta tenendo anche nel debito conto le ridotte dimensioni dei contrassegni di lista (T.A.R. Campania Napoli, Sez. II, n. 16879/2004) che si prospettano allelettore che su di essi chiamato a tracciare una croce Poste queste brevi premesse orientative, intanto ritiene il Collegio che non siano propriamente calzanti e dirimenti i pur autorevoli,
precedenti giurisprudenziali allegati da parte ricorrente. Intanto perch non dato conoscere precisamente la composizione grafica e coloristica dei contrassegni giudicati in quelle sedi confondibili con quello della Federazione dei verdi. In secondo luogo, perch in ognuno di quelle decisioni si precisa sempre che la valutazione di confondibilit viene operata per effetto del rispettivo contesto grafico e per i profili di impatto visivo. 6.4.1. Sul solco di quelle stesse decisioni, ritiene dunque il Collegio che la valutazione di confondibilit deve essere condotta empiricamente e caso per caso, prendendo in considerazione tutti gli elementi di cui si compongono i simboli da raffrontare, me non considerandoli avulsi dal contesto complessivo e di insieme che connota sia il simbolo contestato che quello costituente il metro del paragone e di cui si assume lesa lunicit. E, nella tracciata predetta corretta prospettiva di indagine e sulla scia delle stessa, ritiene il Collegio non persuasivo lassunto dei ricorrenti, secondo il quale lelettore appartenente al movimento dei verdi o di esso simpatizzante, stato indotto a votare per la contestata lista Verdi Verdi Cota perch il candidato Presidente Cota e la sua compagine, secondo il messaggio subliminale trasmesso da quel contrassegno, sarebbero due volti verdi, quindi maggiormente tali. Tale assunto urta contro leffetto e la portata polarizzante dellimpatto visivo generato dal contestato simbolo, nel quale campeggia e risalta a colpo docchio, invece, la parola COTA, tra
laltro di dimensioni notevoli e multiple di quelle delle parole Verdi Verdi scritte nella parte bassa del cerchio racchiudente il simbolo. E quindi, a parere del Collegio, alla predetta parola Cota che fa attribuito quelleffetto trainante, di trascinamento della attenzione e dellelettore anche sprovveduto che, invece, i ricorrenti
pretendono vada annesso alle parole e ai significanti semantico metaforici (orsetto, parola ambienta-lista WWFF, ciuffo erboso verde) e al contempo visivi e coloristici (il giallo del sole e il verde dellerba) che retrostanno al movimento dei Verdi e insieme caratterizzano anche, quanto meno per il giallo del sole e lutilizzo della parola Verdi, il relativo tradizionale contrassegno di lista. 6.4.2. Ritiene quindi la Sezione che vada posto in recessivo rilievo anche il complessivo progetto,verosimilmente allestito dagli ideatori della lista Verdi Verdi Cota al fine di disorientare lelettore facendogli credere che quella lista sia portatrice di valori e programmi propri del movimento verde- ambientalista. Il fattore a cui va ai fini che interessano, conferito decisivo rilievo non lintento o il fine perseguito ma il suo risultato e occorre quindi appurare se il prodotto dei quel progetto e il risultato di quel meccanismo ideativo una contrassegno oggettivamente
confondibile con un altro. Il che, nel caso del simbolo allesame della Sezione da escludere, per le conducenti ragioni pi sopra espresse e che conviene qui sintetizzare: effetto trainante e polarizzante lattenzione se non
proprio la volont delelettore medio non da riconoscere alle parole Verdi Verdi bens alla parola COTA, di dimensioni ben maggiori, multiple rispetto alle predette. La Parola Cota, di tali proporzioni, posta al centro del contrassegno e scritta in u n colore giallo che emerge con distinti tratti di contrasto coloristico dallo sfondo blu del cerchio, non poteva trarre in inganno lelettore, che a colpo docchio deve essersi reso conto immediatamente di votar per il candidato Presidente Roberto Cota. In chiusura, va anche rilevato che il simbolo in controversia differisce rilevantemente da quello presentato dai Verdi Verdi per le elezioni provinciali 2009 e per le elezioni del Comune di Moncalieri (Doc. 2 produzione Botta ed altri del 9.6.2010) e giudicato confondibile dalle autorit giudiziarie che sono state investite della questione. Invero in quei simboli dominava la parola VERDI scritta al centro del cerchio e sormontata dallorsetto, laddove nel simbolo in scrutinio, come detto, il centro del cerchio occupato dalla parola COTA avente pi o meno le stesse dimensioni di quella predetta dei Verdi nel caso del 2009. Ragion per cui nel predetto caso del 2009 sostenibile che quel simbolo, con le dimensioni della parola Verdi fosse confondibile con quello della Federazione dei VERDI. Il motivo in scrutinio , pertanto infondato e va, conseguentemente, respinto. Sul secondo motivo.
7.1. Orbene, venendo in medias res, va ricordato in fatto che il capogruppo consiliare delUDC Deodato Scanderebech il 26 e il 27 febbraio 2010 (doc. 26 ricorrenti) dichiarava di presentare agli Uffici Centrali Circoscrizionali del Piemonte, nella sua qualit di presidente del Gruppo del Consiglio regionale del Piemonte U.D.C., la lista con il prescelto contrassegno, denominata Al Centro con Scanderebech composta di 25 candidati alla carica di Consigliere istituendone il collegamento con il candidato Presidente Roberto Cota. Contestualmente dichiarava di esprimere, ai sensi di quanto previsto dalla lettera c), comma 1, dellarticolo 1 della L.R. n. 21/2009 il collegamento della lista provinciale dei candidati sopra riportata, contraddistinta dal seguente contrassegno: Cerchio colorato in parte in giallo etc., seguendo la relativa descrizione. Dichiarava altres di aver informato la conferenza dei capigruppo e di non aver espresso altro collegamento. Riassumendo, dunque, il nominato capogruppo dellU.D.C. in disparte la questione, marginale, se fosse titolato a compiere le dichiarazioni in questione, perch espulso dal partito con decisione comunicata al Presidente del Consiglio regionale il 26.2.2010 ossia il giorno stesso in cui lo Scanderebech presentava le dichiarazioni de quibus ha presentato una lista per la quale ha formulato la dichiarazione di collegamento in qualit di capogruppo dellU.D.C. avvalendosi della deroga allobbligo di raccolta e presentazione delle
sottoscrizioni di sostegno degli elettori, lista che, peraltro, contestualmente dichiarava di collegare al candidato Roberto Cota. Candidato che, per contro, non era sostenuto dalla formazione politica U.D.C. da cui la lista Al centro con Scanderebech ripeteva la speciale legittimazione de qua con il relativo esonero dallobbligo delle sottoscrizioni, atteso che lU.D.C. sosteneva il candidato Mercedes Bresso. Lillustrata auto legittimazione e la conseguente presentazione della predetta lista veniva prontamente avversata dalla formazione politica U.D.C in persona dei vari rappresentanti provinciali delegati, che presentavano agli Uffici centrali circoscrizionali delle memorie alquanto argomentate ovvero note sulla non ammissibilit della Lista Al Centro con Scanderebech (cfr. per tutte quella in data 26.2.2010 prodotta allUfficio centrale circoscrizionale di Cuneo, pag. 27 della produzione doc. 30 fatta pervenire dalla Prefettura di Cuneo in ottemperanza allOrdinanza istruttoria della Sezione n. 62/2010) con le quali contestavano lammissione di tale lista a motivo della discrasia tra la scelta di sostenere il candidato Cota operata dalla lista stessa avvalendosi ai fini della sua presentazione del beneficio riveniente dal collegamento espresso dal capogruppo dellU.D.C. suo presentatore e quella antitetica operata dalla formazione politica U.D.C. Ci nonostante i vari Uffici elettorali ammettevano alle elezioni la lista de qua, in modo, come si vedr, per lo pi apodittico, in qualche
caso non convincente sul piano motivazionale. Solo lUfficio elettorale circoscrizionale di Asti provvisoriamente escludeva detta compagine con provvedimento del 27.2.2010 ma poi la riammetteva con decisione del 1.3.2010. Approfondendo la questione, appare subito criticabile il concetto di collegamento sposato dagli Uffici elettorali, in quanto non pu sostenersi che la citata legge regionale abbia conferito una rilevanza solo iniziale a tale concetto, consentendo ad un capogruppo consiliare di istituirlo e limitarlo temporalmente solo allatto del rilascio (dir emissione) della relativa dichiarazione e autorizzando il capogruppo a presidente ad obliterarlo al momento della formalizzazione dei collegamenti tra la lista provinciale e quella regionale. 7.2.1. Nella tesi dei ricorrenti, dunque, il collegamento deve essere non statico ed istantaneo ma di tipo dinamico, dovendo permanere per tutta la fase di svolgimento delle operazioni elettorali, fino alla proclamazione degli eletti. Traggono elementi di suffragio in tal senso i ricorrenti dalle stesse norme di legge statale che disciplinano i collegamenti tra le liste provinciali e regionali e lespressione del voto da parte degli elettori. Al riguardo invocano lart. 1, comma 8 della L. 23.2.1995, n. 43 (Nuove norme per lelezione dei consigli nelle regioni a statuto ordinario), che dispone che la presentazione delle liste provinciali di candidati di cui allart. 9 della legge 17 febbraio 1968, n. 108 e
successive modificazioni con una delle liste regionali di cui al comma 5 () deve, a pena di nullit, essere accompagnata dalla dichiarazione di collegamento; invocano altres il comma 9 dellart. 1 l. cit., che stabilisce che pi liste provinciali possono collegarsi alla medesima lista regionale. A sostegno della tesi del carattere dinamico del collegamento in questione, inoltre, i ricorrenti adducono anche il meccanismo operativo del sistema di espressione e attribuzione del voto, in base alla quale ove lelettore esprima il voto solo per la lista provinciale, il voto stesso si intende validamente espresso anche a favore della lista regionale collegata. 7.2.2.Trattasi, denota il Collegio, dellespressione di voto che potrebbe definirsi coerente o congiunta: il caso dellelettore che manifesta il consenso elettorale per la lista provinciale, consapevole essendo che il voto si estende sic et simpliciter alla lista regionale, recte, al candidato presidente della lista regionale cui la prima collegata. 7.3. Ma i ricorrenti allegano anche il meccanismo normativo di tutela della volont elettorale disomogenea, sotteso al modulo operativo del c.d. voto disgiunto, in base al quale lelettore esprime il suo voto per una delle liste regionali anche non collegata alla lista provinciale prescelta e per il suo capolista tracciando un segno sul simbolo della lista o sul nome del capolista. Ambedue le forme e sottese filosofie, di espressione del voto congiunto o coerente e disgiunto o
disomogeneo sono disciplinate dallart. 2, ult. comma della citata L. n. 43/1995. Dalle riassunte norme i ricorrenti desumono il convincimento che il collegamento spiega i suoi effetti sul voto, costituendo quindi un vincolo giuridico nella consultazione elettorale e il legislatore regionale non pu quindi aver ad esso attribuito un significato diametralmente opposto a quello attribuito dal legislatore nazionale; ragion per cui il collegamento deve possedere un carattere dinamico e valere quanto meno per lintera fase. 7.4. Sul piano della ratio e della coerenza del sistema, anche costituzionale, parte ricorrente svolge largomento, su cui il Collegio svolger tra breve riflessioni imperniate anche su notazioni di etica sociale, secondo il quale lesenzione dallobbligo di raccolta delle sottoscrizioni di sostegno alla presentazione delle liste di candidati, costituente regola generale in materia elettorale e stabilito dalla L. n. 108/1968, esenzione consentita nella fattispecie disciplinata dalla lett.c) in analisi come in tutte le altre fattispecie di cui alart. 1, l.reg. n. 21/1999, trova giustificazione nel consenso gi espresso nelle precedenti consultazioni nazionali o regionali dallelettorato per una determinata formazione politica (lett. a e b), consenso che pu essere utilizzato anche da una lista di nuova formazione, purch collegata ad una delle formazioni suddette, onde godere dello stesso beneficio di esenzione previsto dalla lett. c) dellart.1 della L. n. 21/2009. Beneficio che si traduce in una vistosa deroga al principio di
uguaglianza in quanto esonera dallobbligo di raccogliere le sottoscrizioni di sostegno e che, pertanto, deve coniugarsi al dovere di mantenere il collegamento con una formazione politica che, per via della sua rappresentanza nelle Camere o in Consiglio regionale, ha gi dato prova di godere di quel consenso elettorale che manca alle liste di nuova formazione e che costituisce la radice del delineato beneficio di esonero dalla raccolta delle sottoscrizioni. Siffatta marcata deroga al principio di uguaglianza di tutte le compagini che aspirino a prestare nuove liste alle elezioni pu consentirsi solo laddove la nuova lista che di quel beneficio pretenda di avvalersi, permanga collegata non solo al capogruppo consiliare, ma alla formazione politica da egli rappresentata, e per tutta la durata del procedimento elettorale. In assenza di siffatto integrale e permanente collegamento, dunque, la nuova lista deve soggiacere alla regola generale, valevole per tutti, che fa obbligo di raccogliere un cospicuo numero di adesioni (circa 1.800 per ciascuna provincia, in relazione al numero degli elettori aventi diritto al voto) di sostegno alla prestazione della lista di nuova formazione. Si dolgono quindi i ricorrenti che il capogruppo consiliare dellU.D.C. Deodato Scanderebech, (ex capogruppo, poich gi 10 giorni prima della presentazione della lista e annessa dichiarazione di collegamento era stato espulso dal partito U.D.C.) presentava agli Uffici elettorali una lista di nuova composizione, per la quale
formulava la dichiarazione di collegamento in qualit di capogruppo dellU.D.C. avvalendosi della deroga allobbligo di raccolta e presentazione delle sottoscrizioni di sostegno degli elettori, lista che, peraltro, contestualmente dichiarava di collegare al candidato Roberto Cota. Il quale, per contro, non era sostenuto dalla formazione politica U.D.C. da cui la lista Al centro con Scanderebech ripeteva la speciale legittimazione de qua con il relativo esonero, atteso che lU.D.C. sosteneva il candidato (Mercedes Bresso) di altro Raggruppamento. 7.5. Dal canto loro i controinteressati oppongono due
argomenti,entrambi di carattere meramente letterale e circoscritti alle singole espressioni adoperate dal legislatore regionale. Il primo, propugnato e ribadito anche nel corso della discussione di pubblica Udienza il rilievo secondo cui la lett. c) in disamina impone lesistenza del collegamento solo al momento della formulazione della dichiarazione, irrilevanti essendo, perch non presi in considerazione dal testo della disposizione regionale, tutti i mutamenti e le vicende successive al momento in cui la dichiarazione di collegamento stata rilasciata dal capogruppo consiliare. Laltro assunto, meglio sviluppato nelle varie memorie difensive (in part., memoria Angeleri ed altri depositata in data 1.6.2010, pagg.2527, nonch con espressioni letteralmente pressoch coincidenti, nella memoria del controinteressato Presidente Cota prodotta il 28.5.2010, pagg. 20-23) fa leva su una mera lettura isolatamente condotta di
alcune parole della norma e propugna la tesi secondo la quale la dichiarazione di collegamento richiesta dalla lett. c) deve intercorrere unicamente tra una lista di nuova formazione e un presidente di un gruppo consiliare presente in Consiglio Regionale al momento della convocazione di comizi elettorali, conseguendone che una simile limitata dichiarazione necessaria e sufficiente a rendere operativa la deroga al principio generale di cui allart. 9 delle legge n. 108/1968, senza che rilevino le vicende successive del dichiarante (memoria cit., pag. 26). Ad avviso dei controinteressati detta conclusione tutela la certezza delle operazioni elettorali, preservandole da successivi eventuali mutamenti nella compagine dei gruppi consiliari, come da eventi accidentali colpenti le persone (morte, sopravvenute incompatibilit, etc.). Nessuna violazione del principio costituzionale determinerebbe lapplicazione della norma regionale poich la possibilit di avvalersi del beneficio di deroga in disamina consentita a tutti e, inoltre, il gruppo consiliare articolazione dellassemblea elettiva autonoma rispetto al partito, in coerenza con il principio costituzionale della liber degli eletti dal vincolo di mandato. 7.6.1. Come ampiamente motivato, in precedenza, va, peraltro, preliminarmente confermata linfondatezza dellleccezione, elevata dai controinteressati (cfr, memoria Angeleri 1.6.2010, pag. 22 e prime 5 righe della pag. 23) di inammissibilit del secondo motivo di
ammissione della contestata lista Al Centro con Scanderebech, sul rilievo che nellepigrafe del ricorso introduttivo non espressa menzione, tra gli atti impugnati, del predetto provvedimento abilitante la partecipazione di questa lista alle elezioni. 7.6.2. Leccezione gi stata ritenuta dal Tribunale, nitidamente destituita di fondamento. E vero che lepigrafe del ricorso non indica tra i provvedimenti gravati anche quello di ammissione della predetta lista, ma fin troppo noto e radicato in giurisprudenza, oltre che nelle trattazioni manualistiche, il principio secondo il quale lindicazione degli atti impugnati rifugge da sterili formalismi e non richiede il ricorso a formule sacramentali e stereotipe, potendo trarsi la volont univoca del ricorrente di impugnare un provvedimento, dalla sua menzione con sufficiente precisione individuativa in tutto il corpo dellatto introduttivo del giudizio, e quindi, non solo nel epigrafe ma anche nellesposizione di motivi in diritto, oltre che, allevidenza, nelle conclusioni. E, a ben guardare, il ricorso introduttivo non solo contiene uno specifico motivo (pagg. 22 29) direzionato avverso lammissione della lista de qua e completo di ogni indicazione individuativa del provvedimento della sua ammissione, ma si fa precedere allesposizione in diritto relativa al motivo, una premessa in fatto sub par. II (pagg. 20 22) che cos conclude: Ci premesso, si assume lillegittimit dellatto di proclamazione degli eletti, in quanto
illegittimi gli atti presupposti costituiti dai provvedimenti di ammissione e/o mancata esclusione delle liste Al Centro con Scanderebech operate dagli Uffici Centrali Circoscrizionali (pag. 22, ad finem, ricorso). 7.3. Nel merito, ad avviso della Sezione le doglianze dei ricorrenti pi sopra riassunte si profilano persuasive e vanno, pertanto accolte. A tal conclusione si e pervenuti sulla scorta di approfondita riflessione, puntualizzata su un criterio esegetico che muove anzitutto da uninterpretazione sistematico- letterale di tutte le lettere, dalla a) alla c) dellarticolo unico della L. Reg. Piemonte 29 luglio 2009, n. 21, per coniugarsi con il criterio ermeneutico, che giammai il Giudice deve dismettere ed obliterare, incentrato sulla ricognizione della voluntas legis e dei formanti deontici dati per presupposti dalla norma e retrostanti e sottesi al tenore letterale della lett. c) dellart. 1 in analisi. Sullinterpretazione della norma regionale di riferimento: art. unico comma 1, l. Reg. Piemonte 29.7.2009, n. 21 disciplinante le fattispecie oggetto dei motivi secondo e terzo. 8.1. Per interpretare correttamente la norma regionale di riferimento, ossia lart. unico, comma 1, l. Reg. Piemonte 29.7.2009, n. 21 disciplinante le fattispecie oggetto dei motivi secondo e terzo, il Collegio premette che il parametro normativo di riferimento sul quale misurare la fondatezza o meno dei predetti motivi di ricorso costituito dalla L. 29 luglio 2009, n. 29, articolo unico, il quale
disciplina la modalit di presentazione delle liste regionali, apportando significative deroga allart. 9 della L. n. 108/1968 che in subiecta materia impone, com noto, lobbligo di corredare la presentazione di una lista di un certo numero di sottoscrizioni di sostegno degli elettori. La norma regionale ispirata, come si desume dalla lettura degli alquanto scarni lavori preparatori, da unistanza di semplificazione poich prevede e definisce casi di esenzione dallobbligo di raccolta delle sottoscrizioni di sostegno alle liste, consentendo che tale adempimento possa essere sostituito da un modulo procedimentale alternativo e semplificato, in particolare, relativamente alla fattispecie di cui alla lett. c), art. 1, l.reg.cit., sostituendosi allobbligo di raccogliere un rilevante numero di sottoscrizioni autenticate degli elettori, una dichiarazione di collegamento di una nuova lista con un gruppo consiliare, conferita dal relativo capogruppo. Tale meccanismo integra una speciale legittimazione alla
presentazione della lista, derogatoria alla regola generale appena ricordata. La norma che istituisce, in dettaglio, tre rilevanti deroghe al predetto obbligo in virt della potest legislativa conferita dalla Costituzione alle Regioni in materia di disciplina delle competizioni regionali la seguente: Modalit di presentazione delle liste provinciali e delle liste regionali. 1. La presentazione delle liste dei candidati di cui
dall'articolo 9 della legge 17 febbraio 1968, n. 108 (Norme per la elezione dei Consigli regionali delle Regioni a statuto normale) e delle liste regionali di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 23 febbraio 1995, n. 43 (Nuove norme per la elezione dei consigli delle regioni a statuto ordinario) non richiede alcuna sottoscrizione nel caso di: a) liste di partiti o gruppi politici che hanno presentato candidature con un proprio contrassegno e che hanno conseguito almeno un seggio in occasione delle ultime elezioni nelle circoscrizioni elettorali ricomprese nel territorio nazionale per il Parlamento europeo o per il Parlamento nazionale o per il Consiglio regionale del Piemonte; b) liste contraddistinte da contrassegno singolo o composito che sia espressione di partiti o movimenti rappresentati da gruppi consiliari gi presenti in Consiglio regionale al momento della convocazione dei comizi elettorali; c) liste contraddistinte da contrassegno singolo o composito che abbiano ottenuto una dichiarazione di collegamento con gruppi consiliari gi presenti in Consiglio regionale al momento della convocazione dei comizi elettorali. La dichiarazione di collegamento conferita dal Presidente del gruppo consiliare, informata la Conferenza dei Presidenti dei gruppi consiliari, per una sola lista e pu essere effettuata anche a favore di lista con denominazione diversa da quella del gruppo consiliare di collegamento. La presente fattispecie alternativa a quella prevista dalla lettera b). La presente legge regionale sar pubblicata nel Bollettino Ufficiale
della Regione. fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Piemonte. 8.2.1 Ritiene opportuno la Sezione, stante anche lassoluta novit delle problematiche in disamina e lassenza di indicazioni giurisprudenziali, tracciare delle coordinate ermeneutiche dellintera disposizione, che si riveleranno dausilio nella soluzione del secondo motivo in esame, ma soprattutto nella soluzione del terzo motivo di gravame, riflettendo sulle stesse essenze semantiche delle espressioni usate dal legislature e sulle possibili conseguenti ricadute esegetiche. Orbene, sullo sfondo di tutte e tre le ipotesi considerate dalla norma sempre la formazione politica, rispetto alla quale il legislatore regionale sancisce a carico della compagine o lista che aspira a presentarsi alle elezioni, la necessit di un legame o connubio. Limpianto lessicale comune che struttura la descrizione delle tre fattispecie delineate dalle tre lettere di cui si compone il comma 1 induce a ritenere che il connubio che le disposizioni tratteggiano sia pi intenso nella prima ipotesi per poi attenuarsi di misura che si arrivi alla terza fattispecie contemplata. La seconda e la terza formano oggetto degli ultimi due motivi di ricorso. 8.2.2.. La prima fattispecie (sub lett. A) la pi semplice ed quella classica delle liste promananti da partiti o gruppi politici tradizionalmente presenti sulla scena politica e che abbiano presentato candidature con un proprio contrassegno e che hanno conseguito almeno un seggio in occasione delle ultime elezioni per
il Parlamento europeo, per il Parlamento nazionale o per il Consiglio regionale. La necessit che in tale ipotesi la lista che si presenti alle nuove elezioni promani da un gruppo o partito, che sia gi presentato ed abbia conseguito un seggio in esito alle precedenti consultazioni, con un proprio contrassegno, ossia con un contrassegno che in quanto proprio di esso non pu appartenere ad altri, il primo dato significativo che emerge dalla norma.. La norma richiede quindi coincidenza tra il contrassegno di lista che sia stato presentato e abbia ottenuto un seggio in passato e quello presentato alle nuove successive elezioni. Il contrassegno infatti, proprio perch in precedenza non appartenuto ad altri. Ed su tale continuit e identit che riposa la ragione dellesonero dalla raccolta delle sottoscrizioni di sostegno alla presentazione della lista, posto che la stessa si gi presentata in precedenza (osservando le modalit prescritte in allora, magari anche previa raccolta e presentazione delle sottoscrizioni di adesione) ed ha addirittura conseguito un seggio. Il che condensa e riassume un consenso elettorale ben pi ampio di quello che verrebbe espresso con la raccolta di nuove sottoscrizioni di sostegno da parte degli elettori.. Su profila quindi anche ci che nel diritto civile significativamente denominato eccedenza del mezzo il consenso elettorale pregresso - rispetto allo scopo (presentazione della lista previa sottoscrizioni di
sostegno). Nella prima illustrata fattispecie contemplata dalla lettera a) della norma in analisi, quel connubio di sui cenno in apertura della trattazione, si prospetta, dunque, come si diceva, pi intenso e marcato. 8.2.3.. La seconda ipotesi (sub lettera B) evidenzia, gi dai significanti lessicali, lattenuazione, cui si accennava, di quel legame o connubio tra lista (contraddistinta da contrassegno singolo o composito) presentata alle nuove elezioni e formazione politica di riferimento. Degradazione o attenuazione che la norma disegna sia mediante limpiego di locuzioni diverse rispetto a quelle presenti nella lettera a) (proprio contrassegno), sia introducendo un elemento di intermediazione, comune anche alla lettera successiva oggetto del secondo motivo di ricorso, che fa da trait dunion del cenato legame: il gruppo consiliare. Dispone, infatti, la lettera b) dellarticolo unico della L. Rg. n. 21/2009, che le liste presentate alle nuove elezioni, per poter beneficiare dellesonero de quo, siano contraddistinte da un contrassegno singolo o composito che sia espressione di partiti o movimenti rappresentati da gruppi consiliari gi presenti in Consiglio regionale al momento della convocazione dei comizi elettorali. Non deve trattarsi pi, come nella illustrata lettera a), di un contrassegno che altri non abbia usato nelle precedenti consultazioni e che sia quindi proprio della lista che si presenta alle nuove elezioni, ma
sufficiente che tale contrassegno sia espressione di partiti o movimenti, individuati mediante la presenza di un gruppo consiliare; elemento questultimo che personifica il partito o il movimento del quale il contrassegno che contraddistingue la lista si badi, non la lista - deve essere espressione. In tale seconda fattispecie, dunque, il contrassegno non deve necessariamente essere quello proprio della lista che in passato si gi presentata ed ha conseguito un seggio, cio lo stesso contrassegno siccome non appartenuto ad altri, ma basta che sia espressione,ossia manifestazione, emanazione, estrinsecazione, di partiti o movimenti rappresentati da gruppi consiliari gi presenti in Consiglio regionale. Ecco dunque lattenuazione o degradazione di quel legame tra lista che si affaccia alla nuova competizione elettorale e formazione politica di riferimento. 8.2.4.. La terza fattispecie contemplata dal Legislatore regionale disciplinata alla lett. c) dellart. 1 L.Reg. cit., la quale esenta dallobbligo di allegazione delle sottoscrizioni di sostegno degli elettori la presentazione di liste contraddistinte da contrassegno singolo o composito che abbiano ottenuto una dichiarazione di collegamento con gruppi consiliari gi presenti in Consiglio regionale al momento della convocazione dei comizi elettorali. La dichiarazione di collegamento conferita dal Presidente del gruppo consiliare, informata la Conferenza dei Presidenti dei gruppi consiliari, per una sola lista e pu essere effettuata anche a favore di
lista con denominazione diversa da quella del gruppo consiliare di collegamento. La presente fattispecie alternativa a quella prevista dalla lettera b). 8.2.5... In chiave esegetica va denotato che mentre nelle precedenti fattispecie elemento guida per linterprete il contrassegno, che nella lettera a) deve coincidere per le due liste (quella che in precedenti elezioni si presentata e ha conseguito un seggio e quella che aspira a beneficiare alla deroga dallobbligo delle sottoscrizioni per le nuove elezioni) mentre nella lettera b), stante la degradazione di intensit del connubio sopra illustrata, sufficiente che sia espressione di partiti o movimenti rappresentati da gruppi consiliari gi presenti in Consiglio regionale, viceversa nella fattispecie scolpita alla lettera c) in commento, elemento guida la lista (come emerge dalla coniugazione al plurale del predicato abbiano ottenuto, riferita al soggetto liste contraddistinte da contrassegno). 8.3.1 Al riguardo, avendo presente il legame o connubio, indicato pi sopra, tra lista aspirante alla partecipazione alle elezioni e formazione politica di riferimento, si nota che lintensit del binomio transitata dal grado massimo della coincidenza dello stesso contrassegno di lista scolpita nella lettera a), a quello intermedio della espressione da parte del contrassegno, di partiti o movimenti rappresentati da gruppi consiliari gi presenti in Consiglio regionale, al grado pi attenuato costituito dal collegamento della lista stessa con il gruppo consiliare e, come risulter dalle argomentazioni che
seguono, con la sottostante formazione politica e le relative scelte di campo. 8.3.2. Ritiene in proposito di dover chiarire sin da ora la Sezione che la norma, pur apparendo limitare il collegamento con la lista al gruppo consiliare, presume che a sua volta questultimo e il suo capogruppo condividano le scelte di campo e le opzioni di schieramento relative al candidato alla carica di Presidente effettuate dalla formazione politica, dal partito di cui egli rappresentante e che costituisce il substratum da cui origina la speciale legittimazione a presentare una lista di nuova formazione senza lassolvimento del previo onere di raccogliere le sottoscrizioni degli elettori, beneficio che affonda le radici nel consenso che la predetta formazione politica ha ricevuto dagli elettori nelle precedenti consultazioni e che viene poi trasferito alla nuova lista, per il tramite della persona del capogruppo che rende la dichiarazione di collegamento. 8.3.3. Il legislatore consente cio che una nuova lista possa essere presentata senza il previo assolvimento dellonere di raccolta del prescritto numero di sottoscrizioni autenticate di sostegno, solo se il capogruppo di un gruppo consiliare presente in Consiglio al momento di indizione delle elezioni dichiari di collegare al medesimo la predetta nuova lista. Ma la norma presuppone che tra il gruppo consiliare e la formazione politica di riferimento sussista omogeneit di scelte politiche e
concordia. Ad avviso della Sezione, invero siffatto meccanismo agevolativo e semplificato di legittimazione della nuova lista alla competizione elettorale si giustifica in virt e considerazione del consenso che gli elettori hanno gi espresso in occasione delle precedenti consultazioni per la formazione politica. 8.3.4.. Di ci sicura prova losservazione, emergente da una lettura sinottica delle disposizioni di cui alle tre lettere dellart. 1, secondo la quale le fattispecie di cui alle lettera a) e b) sopra illustrate si radicano sul decritto legame o connubio che tali norme tracciano e impongono che esista tra la nuova lista e la formazione politica: ma la formazione politica trae la sua energia relativamente ad ogni sua decisione avente effetti esterni e, correlativamente, per quel che qui rileva, sua forza legittimante la nuova lista ad essa legata, unicamente dal consenso che ha ricevuto in passato dagli elettori. Orbene, la stesso ratio sostanziale incentrata sul consenso elettorale conseguito in passato - sottesa alloperativit del modulo funzionale scolpito alla lettera c), conseguendone che il beneficio dellesenzione dallonere di raccolta delle sottoscrizioni di sostegno ad una nuova lista rinviene la sua ragion dessere nel consenso che gli elettori hanno gi espresso in occasione delle precedenti consultazioni per la formazione politica. 8.4.1. Non ha pregio pertanto la tesi sostenuta dai controinteressati, a stare alla quale sufficiente, al fine di poter legittimante fruire del
beneficio agevolativo e derogatorio in analisi, che sussista un collegamento tra la lista e il gruppo, non richiedendosi lestensione del legame anche alla formazione politica retrostante e alle sue scelte politiche. Del resto, non intravede il Collegio quale senso possa riconoscersi ad un concetto di collegamento limitato al solo gruppo consiliare e non esteso al relativo partito, soprattutto nel caso quale quello di specie, in cui il Gruppo non abbia un proprio Candidato alla carica di Presidente). Il gruppo, infatti, altro non se non la personificazione del partito, rispetto al quale assolve una funzione servente, costituendone lelemento personale che lo esprime in seno allassemblea elettiva. Riesce invero difficile stabilire un collegamento tra una lista che un insieme di persone ed una formazione politica tout court, la quale, senza la mediazione di un soggetto che la personifica, unentit astratta ed impersonale. Il collegamento, quindi, non poteva che essere stabilito dal legislatore regionale tra la lista e lelemento personale della formazione politica che ha ottenuto seggi in Consiglio, ossia il gruppo consiliare. La norma, dunque, non poteva che essere strutturata nei termini in cui stata posta, anche se, per il vero, la precisazione per cui il collegamento deve intendersi esteso alla formazione politica retrostante, sarebbe stata opportuna. 8.4.2. Osserva dunque il Collegio che, ai fini voluti dalla norma
solo il gruppo consiliare - e per esso il relativo capogruppo il soggetto pi titolato a impersonare la formazione politica e quindi a svolgere la funzione di trait dunion tra la lista di nuova composizione che aspira a concorrere alla competizione elettorale e il partito. Poich, infatti, la sorgente del beneficio della deroga allobbligo di raccogliere le sottoscrizioni di sostegno alla nuova lista da individuare, come si spiegato, nel consenso elettorale conseguito dal partito in precedenti elezioni, veicolo di tale consenso non poteva essere il rappresentante politico del partito nelle sue articolazioni territoriali (segretario provinciale o regionale), ma poteva esserlo unicamente il rappresentante del partito in seno allassemblea partorita dalle elezioni. Sono infatti i Consiglieri regionali i rappresentanti degli elettori e nellassemblea elettiva le formazioni politiche per le quali quegli elettori fonte del consenso hanno votato, sono personificate e rappresentate dai gruppi consiliari, a loro volta rappresentati dai capigruppo. 8.4.3. Ecco perch lart. 1, co. 1, lett. c), l. reg. n. 21/2009 contempla il gruppo consiliare quale soggetto da cui deve promanare la dichiarazione di collegamento, materialmente da conferirsi da parte del relativo capogruppo. Giova ribadire, riassumendo sul punto, che il legislatore letteralmente limita il collegamento al gruppo poich: 1.la formazione politica tout
court unentit astratta che esponenziata dal gruppo consiliare, unico soggetto idoneo a personificarla, in chiave elettorale, perch costituito dai Consiglieri, rappresentanti degli elettori; 2. il legislatore ha ritenuto superfluo estendere il collegamento al segmento ulteriore, gruppo formazione, poich normalmente, nellordinario dipanarsi dei rapporti tra gruppi e partiti di riferimento, sussiste convergenza di scelte politiche tra gruppo e partito, ci che la norma presume. La disposizione in analisi, tuttavia, pur nella sua laconicit non autorizza linterprete ad obliterare che il collegamento debba estendersi alla formazione politica, posto il delineato rapporto di personificazione esclusiva tra questultima e il gruppo il quale, come spiegato, non altro che la soggettivizzazione del partito latere electoris. 8.4.4.. Che, anzi, ragionando nei precisati corretti termini di immedesimazione organica tra gruppo consiliare e relativa formazione politica, osserva il Collegio che verosimilmente non occorre neanche predicare la necessit dellestensione del
collegamento lista gruppo, alla formazione politica, poich il gruppo, per le ragioni gi dette, la personificazione soggettiva del partito e quindi, in ultima analisi, il gruppo si immedesima nel partito. Ragioni di corretta ermeneusi legislativa impongono dunque che la lista che aspiri a fruire del beneficio dellesenzione dallobbligo di raccolta delle sottoscrizioni di sostegno alla sua presentazione, debba
essere collegata con il gruppo consiliare ed anche con la formazione politica impersonata dal gruppo e debba quindi condividerne le relative scelte politiche di schieramento elettorale, non potendo compiere una scelta disomogenea e non convergente con quella fatta sposata dalla formazione politica e sostenere quindi un candidato alla carica di presidente rivale di quello sostenuto invece dal partito da cui trae le la speciale legittimazione a presentarsi alle elezioni. 8.4.5.. Per tutte le ragioni sopra illustrate ai precedenti punti 8.4.1., 8.4.2.,8.4.3. e 8.4.4. va pertanto censurata e cassata la decisione dellUfficio centrale circoscrizionale di Asti, che dopo aver escluso dalla competizione la lista Al Centro con Scanderebech, lha riammessa in via di autotutela revocando il precedente
provvedimento espulsivo con la seguente motivazione: il Gruppo consiliare unarticolazione dellassemblea elettiva autonoma rispetto al partito, in coerenza con il principio costituzionale della libert degli eletti da vincolo di mandato (provvedimento del 1.3.2010, prodotto il 7.7.2010 in Ottemperanza allOrdinanza istruttoria n. 62/2010 e doc. 25 di parte ricorrente). Si richiamano, a far luce sullinfondatezza della tesi ora riportata enunciata nel provvedimento impugnato, le argomentazioni pi sopra svolte in ordine al rapporto tra gruppo e partito, ribadendosi che ,invece, il gruppo consiliare espressione e diretta emanazione, del partito, sua personificazione e rappresentante latere electoris. 8.4.6. Osserva ancora il Collegio che in disparte la questione se il
gruppo sia o meno autonomo rispetto al partito di riferimento, siffatta autonomia, anche ove possa predicarsi, nonch il divieto di vincolo di mandato elettivo di cui allart. 67 Cost., rispecchiano lassetto dei rapporti tra i predetti organi a valle delle elezioni. Ma non possono influire sullinquadramento e la definizione delle condizioni che lart. 1, co. 1, lett. c) della L. Reg. n. 21/2009 stabilisce affinch una lista possa beneficiare della deroga allobbligo di raccolta delle sottoscrizioni di sostegno. A tali fini, giova ribadire, resta ineludibile il rilievo che la legge annette al connubio pi sopra scandagliato tra la nuova lista e formazione politica che in passato ha ottenuto il consenso elettorale che, trasmesso attraverso il gruppo impersonante la formazione, diviene fonte del beneficio in analisi, a condizione che la dichiarazione di collegamento che veicola il pregresso consenso elettorale si estenda anche alla formazione politica, esprimendosi nella condivisione e nella convergenza delle scelte di schieramento circa il candidato Presidente da sostenere. 8.5. Suffragano, ulteriormente la tratteggiata convinzione in ordine alla necessaria omogeneit e concordanza di scelte in ordine al candidato presidente da sostenere, oltre che le considerazioni sistematiche che seguono, appuntate anche su comuni formanti di etica sociale che sottendono le recenti riforme legislative del sistema dei rapporti tra cittadino e p.a., anche due rilevanti dati esegetici emergenti dal secondo periodo della lettera c) in disamina nella parte
in cui astringe lespressione della dichiarazione di collegamento: 1) a due limitazioni soggettive; 2) ad un onere di informazione. Quanto al primo punto, la norma stabilisce che la dichiarazione di collegamento conferita per una sola lista e pu essere effettuata anche a favore di lista con DENOMINAZIONE diversa da quella del gruppo consiliare di collegamento. Il delineato limite, in ossequio al quale la dichiarazione di collegamento pu essere conferita per una sola lista pone in luce il significato autentico della dichiarazione, che concepita dal legislatore regionale come lespressione di una precisa, univoca e coerente scelta politica. Tant che la dichiarazione di collegamento pu essere effettuata a favore di una lista che diverga e differisca dal partito impersonato dal gruppo consiliare, solo per la denominazione. La precisazione normativa sopra riportata, secondo la quale la dichiarazione pu essere effettuata anche a favore di lista con DENOMINAZIONE diversa da quella del gruppo consiliare di collegamento, sta dunque a significare che la norma tollera unicamente che la lista beneficiaria della dichiarazione di collegamento possa differire dalla formazione politica impersonata dal gruppo consiliare, solo quanto alla mera denominazione, ma non quanto a scelte politiche di contenuto. Va, inoltre, soggiunto che lonere informativo di cui cenno al punto 2) corrobora poi la deduzione che la dichiarazione assume il significato di una impegnativa, precisa e coerente scelta politica,
poich stabilendo che la dichiarazione di collegamento conferita dal presidente del gruppo consiliare informata la conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari, il legislatore vuole che tale soggetto renda nota agli altri rappresentanti delle formazioni politiche qual la scelta elettorale compiuta dal gruppo che egli rappresenta e correlativamente dal partito di cui il gruppo espressione. Ed, intuitivamente, linformazione che il capogruppo tenuto a rivolgere alla conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari non si risolve in uno sterile elenco nominativo di candidati componenti la nuova lista, ma involger anche contenuti politici, programmi ed idee, palesando in tal modo qual la scelta di campo sostanziale che il gruppo consiliare sposa in ordine alla competizione elettorale. Il tutto in omaggio ad una regola di trasparenza e clare loqui, che si saldano ad un canone di lealt che informa di s, come immediatamente si dir, anche tutte le altre fattispecie delineate allart. 1 della L. Reg. n. 21/2009. 8.6. E convinto dunque, al riguardo, il Tribunale che la norma in analisi presuppone e postula convergenza e coincidenza di opzioni politiche, in ordine alla scelta del candidato alla carica di Presidente da sostenere cos come in generale su altri fronti, tra il capogruppo e il partito di riferimento. Condivisione e omogeneit che presupposta dalla norma, della quale non occorre procedere a parere del Collegio ad interpretazioni costituzionalmente orientate, poich ritiene che la disposizione, per
quanto unica nel panorama normativo regionale in materia, sia gi strutturata in modo conforme a Costituzione, siccome ispirata ad un canone di lealt comportamentale. Canone, letteralmente dal greco Knon ossia regola di condotta, che del resto noto al diritto amministrativo come principio di leale collaborazione tra cittadino e P.A., del quale la giurisprudenza, anche della Sezione, fa diffusa applicazione per definire un limite a carico della P.A. a tutela delle posizioni di interesse legittimo dei privati ma del quale viene talora anche predicata lestensione a loro carico ogni qualvolta la loro condotta anche solo negligente si figuri poi quando sia dolosa - contribuisca allinsorgenza di effetti negativi per lAmministrazione. Si pensi alla giurisprudenza del Consiglio di Stato che valorizza il concorso colposo del danneggiato da provvedimento illegittimo ai fini di attenuare la responsabilit extracontrattuale dellAmministrazione, in applicazione dellart. 1227 c.c. sul concorso del fatto colposo del creditore nellinadempimento negoziale. La norma regionale di cui allintero art. unico n. 1 della L. Reg. Piemonte n. 21/2009 informata al principio di leale collaborazione e ad un canone di lealt da predicarsi sussistente a carico dei presentatori di una nuova liste per la quale intendano avvalersi del particolare beneficium in questione e, da un lato, gli Uffici elettorali e, dallaltro lo stesso corpo elettorale che con il consenso in precedenza espresso fonda e consente la deroga allobbligo di
raccogliere le sottoscrizioni di sostegno degli elettori alla nuova lista. Il tutto nellottica e in funzione della semplificazione del procedimento di presentazione delle liste, istanza che ha ispirato e determinato il varo della legge in esame, come emerge dai lavori preparatori della legge n. 21/2009. 8.7.. Ma, non pu sottacere il Tribunale, alimenta tutti i progetti legislativi di semplificazione, preordinati a ridurre o eliminare gli oneri gravanti in capo ai privati (si pensi ai sistemi delle autocertificazioni e dichiarazioni sostitutive di atto notorio, inaugurate con la L. n. 15/1968, favoriti con la L. n. 127/1997 e compiutamente disciplinati con il D.P.R. n. 445/2000 integralmente richiamato dal Codice appalti di cui al d.lgs. n. 163/2006) il gentlemen agreement, inespresso ma non perci meno vincolante, tra cittadini e Pubblica amministrazione, la quale fa professione di fede verso lautoresponsabilizzazione dei privati. Figurarsi poi come debba ritenersi esaltato tale canone di autoresponsabilizzazione, a comportarsi lealmente, laddove un privato agisca anche in qualit di rappresentante di un gruppo politico. 8.8... Ritiene anche il Collegio che la particolare deroga in argomento, possa essere ricostruita ed operi anche secondo lantico e tuttora valido istituto civilistico della presupposizione negoziale, in virt del quale un negozio giuridico pu essere subordinato, in modo inespresso, alla sussistenza o al verificarsi di qualche circostanza, comune alle parti che labbiano avuta presente e data per supposta, e
la cui ricorrenza abbia terminato le stesse alla conclusione del negozio. Dimodoch leventuale inesistenza di quella circostanza o condizione produce linvalidit del negozio, ascritta secondo le pi antiche trattazioni alla condizione risolutiva implicita, secondo altre alla risoluzione per impossibilit o eccessiva onerosit sopravvenuta della prestazione, operante non sul piano genetico ma su quello effettuale del negozio giuridico producendone la caducazione dellefficacia per il tramite dellistituto della risoluzione. Giova evidenziare che alla base sia del canone di leale collaborazione nei rapporti tra privato e pubblica amministrazione sopra lumeggiato, che del costrutto civilistico e del relativo meccanismo operativo della presupposizione, pu individuarsi lo stesso canone di lealt e di buona fede. 9.1.. Ricostruita nei precisati termini, e per le tratteggiate ragioni di sistematica giuridica e di esegesi normativa linterpretazione pi corretta dellart. 1, comma 1, lett. c) della L. Reg. Piemonte n. 21/2009 di cui fondatamente dedotta la violazione e ribadito, al riguardo, che il principio di leale collaborazione e di buona fede che ne linespresso presupposto impone che ai fini di beneficiare dellesenzione dallobbligo di raccolta delle sottoscrizioni occorre che il capogruppo che abbia dichiarato di presentare una lista dichiarando altres di collegarla al gruppo politico cui appartiene, non compia successivamente ovvero contestualmente come nella fattispecie allesame una scelta di campo circa il candidato alla
carica di presidente da sostenere, antitetica e contrapposta a quella operata invece dal partito politico del cui gruppo consiliare capo, ma che si schieri per lo stesso candidato alla carica di presidente sostenuto dal suo partito, ritiene inoltre il Collegio che la linea difensiva svolta dai controinteressati, secondo la quale, in sostanza, come meglio ricordato pi sopra, sufficiente che il collegamento sussista allinizio, al momento in cui il capogruppo rende la dichiarazione, restando irrilevanti le successive vicende e contegni del medesimo, sia inaccettabile gi sul piano ontologico e concettuale. E difficile, invero, concepire e immaginare sul piano fenomenico, un collegamento solo istantaneo, che si esaurisca uno actu, nascendo e morendo. Invero, il concetto e lo stesso etimo di collegamento (dal latino cum legare, unire insieme) postulano ed evocano un fenomeno effettuale che si connota per un indefettibile profilo diacronico, caratterizzato da stabilit e proiezione nel tempo. Riesce arduo ipotizzare che due insiemi o entit fisiche, figurarsi poi due realt o corpi politici che una norma sancisca e contempli avvinti da una impegnativa dichiarazione di collegamento, pongano in essere inter eos un collegamento che sorga e si esaurisca illic ed immediate. Ne riuscirebbe, quanto a qualunque collegamento giuridico tra due soggetti di diritto, frustrata la stessa finalit e ratio di una qualsiasi
norma che imponga lonere del collegarsi onde conseguire un effetto vantaggioso da essa annesso al fatto del collegamento. 9.2.1. Ma il collegamento deve vivere in una dimensione proiettiva anche in omaggio ad una ratio elementare da apprezzare in unottica non solo ontologica e fenomenica, ma anche finalistica. Due soggetti di diritto si collegano, infatti, in funzione di un obiettivo lecito per lordinamento, da raggiungere mediante lo strumento giuridico consentito dalla norma che fa onere ai soggetti di collegarsi; obiettivo che, nel caso delle elezioni, costituito dal risultato elettorale, laccertamento del quale di qualsivoglia segno sia postula eo ipso che i due soggetti in discorso rimangano collegati almeno fino al termine ultimo in cui quel risultato pu o meno prodursi, ossia, nella specie, fino al completamento delle operazioni elettorali, come esattamente sostenuto dai ricorrenti. Formanti di logica formale, che poi origina dalle stessi leggi fisiche, si oppongono allaccoglimento dellargomento difensivo di parte controinteressata che propugna la tesi dellistantaneit del
collegamento di cui allart. 1, comma 2, lett. c) della L. Reg. Piemonte n. 21/2009. 9.2.2. Osserva inoltre il Collegio, richiamando considerazioni enunciate nella parte finale delle note interpretative della norma in rassegna appena disegnate, che il collegamento richiesto dalla disposizione ai sensi e per gli effetti ivi contemplati, assume anche e, forse, soprattutto, un indefettibile ed ineludibile ossia non
aggirabile significato e valore deontico, che sostanzia limperativo etico sotteso a quella norma di condotta che le sistemazioni giuridiche anglosassoni denominano, nel corporate law, (figurarasi la rilevanza di tale principio nel public law) duty of loyalty (dovere di lealt) e che obbliga il soggetto fiduciario di un gruppo ad anteporre linteresse del gruppo o di una formazione a quello personale. Nella fattispecie allesame, il cennato dovere di lealt
comportamentale a sua volta declina in espressioni. Il precetto comune alle due espressioni del principio di lealt in analisi unico ed impone al capogruppo che intenda fruire del beneficio dellesonero dalla raccolta delle sottoscrizioni di operare una scelta di schieramento a favore di un candidato presidente, omogenea e convergente con quella effettuata dalla sua formazione politica 9.2.3. La prima espressione in cui tale precetto declina stata pi sopra tratteggiata in termini di sostanziale equivalenza al principio di leale collaborazione tra cittadino e P.A., ben noto al nostro diritto amministrativo, ed opera nella direzione del rapporto con gli Uffici elettorali, i quali possono acconsentire al meccanismo di semplificazione in cui si concreta il beneficio di esonero in parola, solo se il capogruppo osservi il precetto di omogeneit tra la sua scelta e quella della formazione politica da cui ripete la speciale legittimazione alla modalit di presentazione p.c. dire semplificata della lista. La quale nellimpianto della norma pi sopra illustrato, presume e postula lesistenza del collegamento omogeneo e
convergente non solo nel segmento Lista gruppo capogruppo, ma anche in quello successivo, gruppo consiliare formazione politica, quale condizione di legittimit delloperativit delle modalit semplificata di presentazione e legittimazione della lista di nuova composizione collegata a quella formazione politica. Ribadisce al riguardo il Collegio, sulla scia di quanto pi sopra argomentato, che tale essendo la ratio della norma, mai il legislatore regionale avrebbe acconsentito alla deroga alla regola generale di cui allart. 9 della L. n. 108/1968 in ordine allobbligo di raccolta delle sottoscrizioni adesive, se avesse sospettato che il collegamento della lista e dei relativi programmi e scelte di schieramento pro candidato presidente, si fosse arrestato al primo segmento e non avesse investito anche il secondo, ben pi rilevante, tra il gruppo e la formazione politica, con insorgenza della discrasia e dello scollamento che affliggono il progetto elettorale perseguito dalla contestata lista Al Centro con Scanderebech. La norma non tollera che difetti omogeneit di scelta politica tra il gruppo consiliare e il partito da lui rappresentato e vincola il primo ad uniformare la sua scelta politica a quella effettuata dal partito di cui capogruppo in seno al Consiglio regionale. 9.2.4. Il secondo ma non meno rilevante versante in cui declina il cennato canone di lealt comportamentale ha per destinatari gli elettori che nelle precedenti consultazioni hanno votato per la formazione politica (U.D.C.) della quale rappresentante in
Consiglio regionale lo Scanderebech, elettori che attraverso il nominato capogruppo trasmettono alla nuova lista la speciale legittimazione (a presentarsi ai nuovi comizio fruendo del beneficio di esonero de quo) che il precipitato e la risultante del consenso da essi espresso con il loro voto alla formazione politica U.D.C. Osserva al riguardo il Collegio che, in termini pi generali e con attenzione allordinario dipanarsi dei rapporti sociali e maggiormente di quelli politici, qualunque collegamento o legame, traduce un valore fideistico, che riposa su di un foedus, un patto ancorato sulla fiducia; nella specie, quella manifestata dagli elettori che in passato hanno espresso il loro consenso per la formazione politica Orbene, quegli elettori, il cui consenso il substratum, la fonte da cui scaturisce il beneficio dellesonero dal divisato obbligo, beneficio che viene veicolato alla nuova lista dal capogruppo che funge da collettore di quel consenso, non consentirebbero oggi a che venisse formata una lista che optasse per sostenere un candidato alla carica di presidente concorrente e rivale di quello sostenuto invece alla formazione politica per la quale hanno votato in passato. Rimarca il Collegio come lammettere un contegno quale quello tenuto dal capogruppo della avversata lista in questione che avvalendosi della speciale legittimazione alla presentazione della sua lista, in deroga allobbligo generale di corredarla delle sottoscrizioni di sostegno, ha collegato la stessa ad un candidato Presidente rivale di quello appoggiato invece dalla formazione politica dellU.D.C.
e,conseguentemente, legittimare i delineati discrasia e scollamento che affliggono il progetto elettorale perseguito dalla contestata lista Al Centro con Scanderebech, equivalga a legittimare la violazione del foedus intercorrente con gli elettori dellU.D.C. le cui espressioni di consenso sostanziano, come detto, il substratum e la fonte dello speciale beneficio in questione. 9.2.5. Un ulteriore versante in cui si esprime la loyalty rule che informa la previsione di cui allart. 1, comma 1, lett. c) della L. Reg. n. 21/2009 costituito dalla stessa collettivit indistinta del corpo elettorale, che non pu tollerare che sulla scena elettorale si presentino compagini e soggetti che operino con sotterfugi e ordiscano trame fallaci per gli elettori. Il bene giuridico di una competizione elettorale trasparente e regolare infatti un patrimonio adespota, appartenente a tutti i cittadini elettori: non per nulla infatti, il nostro ordinamento conosce in subiecta materia lazione popolare. 9.3. Rileva ulteriormente, ad colorandum, il Tribunale un ulteriore argomento di esegesi sistematico lessicale a supporto del convincimento che il collegamento richiesto dallart. 1, lett.c) in disamina deve intercorrere anche con la formazione politica. Pu al riguardo valorizzarsi anche il significato dellultimo periodo della lett. c), a termini del quale La presente fattispecie alternativa a quella prevista dalla lettera b). La difesa dei ricorrenti, pur sollecitata a scopo collaborativo dal
Presidente del Tribunale nel corso della lunga discussione di pubblica Udienza non ha fornito argomenti ermeneutici in tutto esaustivi in ordine al significato e al portato dellinciso in disamina, il quale, ad avviso del Collegio, pu essere ricercato nelle brevi considerazioni che seguono. 9.4.. La cennata alternativit dellipotesi disciplinata alla lett. c) rispetto alla lett. B) funziona come in diritto penale le c.d. clausole di riserva. Rientra, cio, nella previsione della lett. c.) la fattispecie caratterizzata da un legame tra lista e formazione politica meno intenso di quello che connota la fattispecie disegnata alla lettera b), la quale consente lesonero dalle sottoscrizioni per le liste contraddistinte da contrassegno singolo o composito che sia espressione di partiti o movimenti rappresentati da gruppi consiliari gi presenti in Consiglio regionale al momento della convocazione dei comizi elettorali. Il proprium di questa ipotesi legislativa la circostanza che il contrassegno che contraddistingue la lista sia espressione di partiti o movimenti rappresentati da gruppi presenti in Consiglio. Non occorre la coincidenza del contrassegno di lista con il segno distintivo del partito o movimento politico come invece richiesto, come si illustrato pi sopra interpretando lintero art. 1, comma 1 e interpretando la lett.a) ma sufficiente che il contrassegno della nuova lista sia espressione grafica (attraverso raffigurazioni, emblemi, icone, motti e quantaltro) del partito che abbia gi
rappresentati sedenti in Consiglio. Viceversa, la fattispecie di cui alla lettera c.), nel che risiede lalternativit di cui allultimo inciso, configura unipotesi di un legame solo pi attenuato di quello che connota la precedente, ma che non pu peraltro prescindere da un connubio tra la lista e la formazione politica, legame mediato dal collegamento con il gruppo consiliare che proiezione del partito. Come pi sopra chiarito il legislatore letteralmente limita il collegamento al gruppo poich: 1. la formazione politica tout court unentit astratta che esponenziata dal gruppo consiliare, unico soggetto idoneo a personificarla in chiave elettorale perch costituito dai Consiglieri, rappresentanti degli elettori; 2. il legislatore ha ritenuto superfluo estendere il collegamento al segmento ulteriore, gruppo formazione, poich normalmente, nellordinario dipanarsi dei rapporti tra gruppi e partiti di riferimento, sussiste convergenza di scelte politiche tra gruppo e partito, il che la norma presume. 9.5. Disegnate le predette due coordinate ermeneutiche ribadisce il Collegio che il collegamento con la formazione politica, inespresso e dato per scontato dalla norma, deve comunque sussistere, la potest politica originando solo dalla formazione politica ed essendo meramente veicolata ed esternata nelle manifestazioni esteriori dal gruppo, che la trae dal partito. Conseguentemente, ove si riscontri divergenza e scollamento tra la scelta politica del gruppo manifestata allesterno dal capogruppo
e quella sposata invece dalla formazione politica di riferimento, il capogruppo non pi titolato a veicolare e trasmettere allesterno prerogative quale quella di presentare una lista fruendo del beneficio derogatorio in questione che hanno fonte unicamente nel partito, unico titolare di energia politica, riveniente dal consenso elettorale. N pu avvalersi di tali prerogative per attuare suoi progetti politici antitetici e contrapposti a quelli coltivati dalla formazione politica di cui rappresentante. La lista che si presenti fruendo della analizzata facolt derogatoria semplificata non pu quindi schierarsi a favore di un candidato alla carica di Presidente della Giunta regionale, rivale e concorrente del candidato sostenuto invece dalla formazione politica dal consenso ottenuto in passato dalla quale da parte degli elettori essa ripete quella speciale legittimazione. Una simile aberrazione il sistema normativo di riferimento non consente. 9.6.. Deve invero escludersi che la norma regionale possa consentire di premiare con lattribuzione del beneficio della speciale legittimazione alla presentazione della lista da essa sancito, un contegno quale quello posto in essere dallo Scanderebech, di evidente elusione dei principi di lealt comportamentale e di coerenza con le opzioni politiche del partito, sottesi alla noma e da essa presupposti.
Ad ulteriore delucidazione pu tracciare il Collegio un parallelismo metaforico descrittivo con listituto dellavvalimento dei requisiti di soggettivi di partecipazione nelle gare di appalto di cui allart. 29 del d.lgs. n. 163/2006. 9.7. Al riguardo pu rimarcarsi che la fattispecie posta in essere dallo Scanderebech equivale nella sostanza al contegno di unimpresa che per partecipare ad una gara dichiari di volersi avvalere dei requisiti di partecipazione di unimpresa ausiliaria dichiarazione analoga negli effetti alla dichiarazione di collegamento della lista con il gruppo consiliare - per poi prendere parte alla gara in concorrenza con limpresa ausiliaria che le ha prestato i requisiti necessari alla sua partecipazione. Quellimpresa avvalsa parteciperebbe alla gara in unassociazione temporanea concorrente e contrapposta allimpresa ausiliaria avvalente, e avente a capo in qualit di mandataria (nella metafora, il candidato alla carica di Presidente On. R. Cota) unimpresa capogruppo rivale. Pi in dettaglio, limpresa ausiliata (in metafora, la lista al centro con Scanderebech) concorrerebbe andrebbe, alla gara cio, a comporre unA.T.I. allA.T.I. che (con
capogruppo lOn. M. Bresso) che al suo interno annovera limpresa ausiliaria (la formazione politica U.D.C.) che le ha fornito i requisiti minimi soggettivi necessari ed indispensabili a partecipare alla gara e senza dei quali detta impresa ausiliata, ossia la lista Al centro con
Scanderebech, non avrebbe potuto partecipare. Saremmo al cospetto di un avvalimento fraudolento, conducente alla totale frustrazione dei principi giuridici e degli interessi, anche costituzionali, che lo animano. 9.7.. A tale ultimo riguardo pu risultare utile unosservazione conclusiva appuntata sulla ricostruzione del profilo fattuale della vicenda posta allattenzione del Tribunale. Ebbene, il sig. Scanderebech era stato espulso dal partito U.D.C., che si infatti opposto con note prodotte ai vari Uffici elettorali, con decisione del Collegio nazionale dei probiviri di tale partito del 16.2.2010 comunicata anche allinteressato per raccomandata, proprio perch egli si reso responsabile di atti esterni al Partito, in diretto contrasto con la linea dello stesso precisata sia a livello nazionale che a livello regionale, facendosi, inoltre, promotore di lista e candidature contrapposte a quelle del Partito nella Regione Piemonte (nota Presidente Collegio probiviri U.D.C. del 16.2.2010 in allegato alla note di opposizione alla Lista Scanderebech prodotte da delegato dellU.D.C. allUfficio Centrale circoscrizionale di Cuneo il 26.2.2010 e versate dalla Prefettura di Cuneo il 6.7.2010 in ottemperanza alOrdinanza istruttoria n. 62/2010). E stato quindi espulso proprio a causa del progetto elettorale antitetico a quello del suo partito che egli aveva in corso di preparazione in Piemonte. Conseguentemente, quando lOn. Scanderebech il 25.2.2010 ha
rilasciato la dichiarazione di collegamento della lista da lui capitanata in qualit di capolista,con il gruppo dellU.D.C. per poi presentarla agli Uffici elettorali il 26 febbraio, ossia il giorno precedente lultimo stabilito per la presentazione delle liste, era consapevole che si sarebbe avvalso del modulo procedimentale alternativo e
semplificato del collegamento in contrapposizione al candidato presidente concorrente a quello sostenuto dallU.D.C.; ma essendo imminente la scadenza del termine massimo (27.2.2010) per la presentazione delle liste non aveva il tempo necessario a raccogliere le sottoscrizioni degli elettori a sostegno della sua lista. Ergo, ha utilizzato il meccanismo semplificato agevolativo e derogatorio alla regola generale di tale raccolta, in frode alle finalit e ai principi sottesi e supposti allart. 1, comma 1, lett. c) L. Reg. n. 21./2009 e fino ad ora illustrati. Traspare, dunque, dalla sequela degli atti e delle azioni poste in essere dallOn. Scanderebech, in rapporto alla loro tempistica, un complessivo disegno proditorio nei confronti della formazione politica dellU.D.C. - e delle relative scelte di schieramento e degli elettori che avendo in passato espresso consenso a tale partito, hanno conferito oggi, veicolandola mediante il capogruppo, quella speciale legittimazione alla nuova lista che si sostanzia nel beneficio dellesonero dalla raccolta delle sottoscrizioni di sostegno. La trama in tal modo ordita evidenzia, dunque, tutti i tratti caratterizzanti la figura del negozio in frode alla legge disciplinato dal
Codice civile del 1942 allart. 1344, negozio che costituisce, pur nel rispetto solo formalistico della lettera della legge, il mezzo per eludere lapplicazione di una norma imperativa, che nella specie lart. 9 della L. n. 108/1968 che impone lobbligo di raccolta delle sottoscrizioni. Negozio in frode tramandato alle moderne codificazioni dal diritto romano, che lo codific nel Digesto con la definizione del giurista Paolo, che descriveva lautore del negozio in fraudem come colui qui salvis legis verbis sententiam eius circumvenit. Rammenta in proposito il Collegio che, al di l dellutilit argomentativa del ricorso alla delineata figura del negozio fraudolento, la giurisprudenza attribuisce proprio valore negoziale alle dichiarazioni di collegamento di una lista ad unaltra nella formazione delle coalizioni. Orbene, la complessiva operazione posta in essere dallOn. Scanderebech sostanzia una sorta di avvalimento fraudolento, confezionato secondo lo stilema del negozio in frode alla legge. 10.1. Riassuntivamente, dunque, coglie nel segno la doglianza dei ricorrenti, secondo i quali invece, il collegamento non pu esaurirsi al momento larvale del rilascio della dichiarazione che astringe capogruppo e lista, ma deve essere di natura dinamica e coprire tutto larco temporale di svolgimento delle elezioni. Fondato anche lassunto secondo il quale la marcata deroga al principio di uguaglianza di tutte le compagini che aspirino a prestare
nuove liste alle elezioni pu consentirsi solo laddove la nuova lista che di quel beneficio pretenda di avvalersi, permanga collegata non solo al gruppo consiliare (attraverso il relativo capogruppo consiliare) ma alla formazione politica da egli rappresentata, con condivisione e convergenza di scelte politiche quanto al candidato alla carica di Presidente da sostenere. 10.2. Sostengono anche i controinteressati che nessuna violazione del principio costituzionale di uguaglianza, che invece i ricorrenti paventano violato qualora la disposizione in analisi dovesse interpretarsi nel senso di limitare il collegamento solo al gruppo, determinerebbe lapplicazione della chiarissima norma regionale, poich la possibilit di avvalersi del beneficio di deroga in disamina consentita a tutti e, inoltre, il gruppo consiliare articolazione dellassemblea elettiva autonoma rispetto al partito, in coerenza con il principio costituzionale della liber degli eletti dal vincolo di mandato. Lassunto dei controinteressati non ha pregio. E certo vero che la possibilit di avvalersi del beneficio di deroga in analisi consentita a tutti ma solo alle condizioni finora spiegate. Del resto, il sospetto di incostituzionalit agitato dai ricorrenti era chiaramente svolto in via di subordine, per lipotesi in cui questo Giudice avesse accreditato una lettura della norma regionale da loro invocata, opposta a quella che invece di essa va correttamente formulata e che impone la persistenza del collegamento anche con la formazione politica e le
relative scelte di campo. Anche a tal proposito dunque, largomento contrario dei ricorrenti appare decentrato e va, pertanto, disatteso. Quanto, poi, ai rapporti tra gruppo consiliare e partito, richiama sul punto il Collegio le considerazioni svolte ai numeri che appena precedono e che fanno luce dellinfondatezza dellassunto dei ricorrenti, che corrisponde alla tesi enunciata nel provvedimento e pi sopra disattesa. 11.1.. Gli impugnati provvedimenti degli Uffici elettorali che hanno ammesso al confronto elettorale la lista Al Centro con Scanderebech non si sono dati carico di affrontare la complessa quaestio iuris che lart. 1, co. 1, lett. c. della L. Reg. n. 21/2009 alimenta e che stata fino ad ora dipanata dal Collegio ed hanno semplicisticamente ammesso la lista alle elezioni, nella maggior parte di casi senza svolgere il minimo discorso motivazionale, malgrado in pressoch tutti i casi, la produzione di memorie o note in opposizione da parte dei delegati dellU.D.C.. In dettaglio, sono privi di idonea motivazione in proposito i provvedimenti degli Uffici circoscrizionali centrali di: ALESSANDRIA (che apoditticamente decide di ammettere la lista sopra menzionata in quanto sussiste la regolarit della
presentazione: v. provvedimento del 27.2.2010, pag. 1, versato i n ottemperanza allOrdinanza istruttoria il 6.7.2020); BIELLA, che dopo aver rilevato che la dichiarazione di
collegamento risultava ritualmente espressa da parte di Deodato Scanderebech, nella dichiarata qualit di Presidente del gruppo del Consiglio regionale del Piemonte U,D.C., ritiene pertanto che risulta formalmente integrato il requisito di cui allart. 1 comma 1 lettera c) della legger regionale del Piemonte n. 21 del 2009: v. provvedimento del 27.2.2010, pag. 1, versato in ottemperanza allOrdinanza istruttoria il 6.7.2010); TORINO, che con provvedimento del 27.2.2010 versato in ottemperanza allOrdinanza istruttoria il 6.7.2010, dopo aver controllato le formalit inerenti le generalit, il numero dei candidati, le dichiarazioni di accettazione e i certificati elettorali degli stessi, la data di presentazione della lista, rilevava che la dichiarazione di presentazione della lista stata fatta dal sig. Deodato Scanderebech, nella qualit di Presidente del gruppo del Consiglio regionale del Piemonte U.D.C., sul punto nodale semplicemente rilevava che la lista contraddistinta dal contrassegno sopra descritto che collegato con il gruppo consiliare gi presente in Consiglio regionale al momento della convocazione dei comizi elettorali come da dichiarazione di collegamento conferita dal gruppo consiliare; VERCELLI, che con provvedimento del 27.2.2010, versato in ottemperanza allOrdinanza istruttoria il 7.7.2010 dopo il mero richiamo alla L. Reg. n. 21/2009 si limita, sul punto nodale, a rilevare che la presentazione della lista di candidati non richiede alcuna sottoscrizione ai sensi della lettera C), comma 1, dellart. 1 della legge
regionale n. 21/09; VERBANIA, che con provvedimento del 26.2.2010 versato in ottemperanza allOrdinanza istruttoria il 7.7.2010, dopo avere verificato il rispetto elle formalit di rito, sul punto nodale in disamina, si limita ad accertare che 3) la lista collegata con un gruppo consiliare gi presente in consiglio regionale al momento della convocazione dei comizi elettorali; NOVARA, che con provvedimento in data 1.3.2010 versato in ottemperanza allOrdinanza istruttoria il 7.7.2010, a pag. 3 relativa alla Lista n. 3 esame, addirittura non si confronta neanche con il dettato dellart. 1, coma 1, lett. c) L. Reg. cit., e neanche lo richiama, ma unicamente dichiara che le generalit dei candidati sono perfettamente identiche a quelle indicate negli atti di presentazione delle candidature previa correzione degli errori materiali rilevati a seguito di verifica dei certificati anagrafici prodotti. Nessuno sforzo dianoetico occorre per affermare che in questo caso la motivazione del tutto inesistente. Vizio reso pi grave dalla circostanza che al predetto Ufficio elettorale circoscrizionale lU.D.C., attraverso il relativo delegato, aveva presentato non solo le note sulla non ammissibilit della lista Al Centro con Scanderebech prodotte a pressoch tutti gli altri uffici, ma anche un formale ricorsoche evidenziava in maniera esaustiva tutte le problematiche qui affrontate dal Collegio, esponendo le doglianze concernenti non solo lavvenuta espulsione dellOn. Scanderebech
dal partito, ma altres la necessit che le liste che fruiscano per la loro presentazione del beneficio di esonero di cui allart. 1, lett. c) della L.Reg. cit. diano luogo ad una logica di accorpamenti politici omogenei, lamentando linammissibilit, collidente con lo spirito della L. Reg. 21/2009, del fenomeno perverso per il quale un partito nazionale che non ha bisogno della dichiarazione di collegamento con il gruppo regionale e presenta proprie liste apparentate con un candidato presidente, si troverebbe a dover competere con una lista che fruisce del collegamento grazie alla dichiarazione del proprio (ex) capogruppo, apparentata con il candidato presidente avversario. CUNEO, il quale mentre con un previo provvedimento del 26.2.2010 a seguito dalla presentazione da parte dellU.D.C. della nota del Collegio dei probiviri del partito in del 16.2.2010 di espulsione dal medesimo dellOn. Scanderebech invita il presentatore della lista Al Centro con Scanderebech a corredarla delle sottoscrizioni necessarie ex art. 9, co. 2, L. n. 108/1968, con successivo provvedimento del 27.2.2010, si limitava a considerare, quanto al punto nodale oggetto del motivo di ricorso in scrutinio, che lipotesi ricade sotto la lettera c) dellart. 1 comma 1, legge regionale 21/09, invocata dalla lista n questione. Riteneva, per altro verso che non rileva sulla questione in disamina, che lavvenuta espulsione dellOn. Scanderebech dal partito non influisse formalmente sulla presidenza del gruppo consiliare UDC per cui il
predetto aveva la legittimit di esprimere il collegamento tra la lista Al Centro con Scanderebech con il gruppo consiliare
dellUDC.Anche qui, incidentalmente, lUfficio elettorale non si premurava di approfondire la tempistica dellestensione del collegamento (presupposta dalla norma) anche alla formazione politica impersonata dal gruppo consiliare. 11.2. Lunico Ufficio elettorale circoscrizionale che si confrontato ed ha espresso una motivazione, non convincente, quello di Asti, di cui si sopra rilevata la non persuasivit quanto ai ritenuti inesistenti rapporti tra gruppo e formazione politica e al principio della libert degli eletti da vincolo di mandato. Va anche soggiunto che relativamente alla tematica della assenza di convergenza ed omogeneit, tra la nuova lista e la formazione politica da cui la prima ripete la speciale legittimazione contemplata dalla norma de qua, in ordine alla scelta del candidato presidente da sostenere, disomogeneit che come finora argomentato, la legge non tollera e non consente, lUfficio elettorale circoscrizionale di Asti oltre a non indagarla, addirittura ne sostiene lirrilevanza giuridica. Si legge infatti nel provvedimento del 1.3.2010, a pag. 5, che Non rileva , a tal proposito, largomento proposto dalla lista UDC, concernente la difformit della scelta politica compiuta dalla lista Al Centro con Scanderebech rispetto a quella del partito UDC, perch questione priva di rilevanza giuridica. In proposito il Collegio non pu che limitarsi a richiamare tutte le
approfondite riflessioni intorno allo spettro e alla valenza proprio giuridica della cennata problematica, fino ad ora sviscerate. La decisione in analisi condivide con tutti gli altri provvedimenti pi sopra riportati, le medesime patologie motivazionali, istruttorie e di violazione dellart. 1, comma 1, lett. c) della L.Reg. Piemonte 29.7.2009, n. 21. 11.3. Va anche rilevato che pressoch tutti i provvedimenti suindicati rilevano del resto che sussiste la dichiarazione di collegamento della lista in esame con la lista regionale inerente il candidato presidente Roberto Cota, senza peraltro indagare se la dichiarazione di collegamento della lista provinciale al Centro con Scanderebech fosse omogenea e convergente con la scelta di sostenere il candidato regionale predetto, contrapposto a quello sostenuto dalla formazione politica U.D.C. alla quale per tutte le argomentazioni finora illustrate doveva comunque intendersi riferita la dichiarazione di collegamento della lista provinciale de qua con il gruppo consiliare dellU.D.C. In definitiva, i provvedimenti impugnati di ammissione della lista provinciale al Centro con Scanderebech sono affetti dai vizi di violazione degli artt. 1, comma 1, lett. c) della L.Reg. Piemonte 29.7.2009, n. 21 e 9 della L. n. 108/1968 nonch dai vizi di eccesso di potere per insufficienza di istruttoria e erroneit ed illogicit della motivazione dedotti dai ricorrenti con il secondo motivo di ricorso appena scrutinato, il quale si profila fondato e va, conseguentemente, accolto, con annullamento dei provvedimenti di ammissione gravati.
12.1. Con il terzo motivo di ricorso i ricorrenti deducono violazione dellart. 21, comma 1, lettera A) della L. Reg. n. 21/2009 ed eccesso di potere per travisamento dei fatti e difetto di istruttoria in relazione allammissione Consumatori. Si dolgono al riguardo del fatto che la lista denominata Consumatori e distinta dal contrassegno riportante alla competizione elettorale, della lista
longitudinalmente la scritta in maiuscolo COMSUMATORI al centro di un cerchio sormontato dalla raffigurazione stilizzata a colori sfumati di un uomo e nella parte inferiore del semicerchio una scritta tricolore, sia stata ammessa fruendo del beneficio dellesonero dallonere di raccolta del prescritto numero di sottoscrizioni di sostegno degli elettore, contemplato dalla lett. a) dellart. 1, co. 1 della L. Reg. n. 21/2009, il quale pone come condizioni per godere del beneficio delineato, che le liste nuove abbiano presentato candidature con proprio contrassegno e abbiano conseguito almeno un seggio in occasione delle precedenti consultazioni nelle circoscrizioni elettorali ricomprese nel territorio nazionale, per il Parlamento europeo o quello nazionale o per il Consiglio regionale del Piemonte. Tale non sarebbe il caso della contestata lista provinciale Consumatori che ha ingenerato confusione traendo in inganno gli uffici elettorali con la totalmente differente LISTA CONSUMATORI, che si present effettivamente alle elezioni
regionali tenutesi nel 2005 conseguendo anche un seggio in Consiglio in persona di Michele Giovine (doc. 33 ricorrenti, recante Elenco componenti VIII legislatura al cui n. 3 figura il nome di Michele Giovine abbinato al gruppo consiliare Consumatori). 12.2. Ma detta ultima lista si era presentata alle elezioni regionali 2005 con differente denominazione (rispetto a quella odiernamente contestata di CONSUMATORI) di LISTA CONSUMATORI con GHIGOed in derivazione da un ben preciso gruppo politico culturale, ossia il partito dei consumatori, affiliato al Codacons, che si presentato alle elezioni regionali 2005 in tutte le Regioni italiane con un simbolo ben diverso da quello descritto pi sopra e dominato dalla sola parola Consumatori( e non Lista Consumatori) e da un uomo stilizzato a colori sfumati, simbolo, quello della lista tradizionale dei consumatori, raffigurante invece , per tutte le Regioni in cui si votato nel 2005, due parole, ossia LISTA CONSMATORI poi accompagnata dal nome dei vari esponenti locali (in Piemonte nel 2005 nella parte inferiore del cerchio figurava il nome di Ghigo) e al centro del cerchio una rana di colore verde. Si risconterebbero dunque differenze sostanziali quanto a: 1. denominazione; 2. simbolo o contrassegno di lista (v. doc. 35 ricorrenti, contenete il raffronto dei due simboli). 12.3. Inoltre, rilevano ancora i ricorrenti, la differenza inerisce anche al gruppo o partito politico, poich mentre la Lista Consumatori con Ghigo presentatasi nel 2005 deriva dal movimento storico dei
consumatori, affiliato al Codacons, viceversa lodierna lista Consumatori origina dal Movimento politico culturale Forza Consumatori il cui presidente Prof. Enrico Marchetti, ha delegato il sig. Giuseppe de Giorgio ad espletare tutti gli adempimenti giuridico amministrativi necessari alla presentazione della lista
Consumatori. Il De Giorgio presentava quindi tale lista provinciale ai sensi della lettera a) dellart. 1 della L. Reg. n. 21/2009, sia rilasciando la dichiarazione di collegamento con la lista regionale Roberto Cota, sia dichiarando che la lista provinciale da lui presentata , ai sensi della lettera a), comma 1, dellart. 1 della L. Reg. n. 21/2009, lista di partito/gruppo politico che ha presentato candidature con un proprio contrassegno e ha conseguito almeno un seggio in occasione delle ultime elezioni per il Consiglio regionale del Piemonte 2005 (doc. 28 ricorrenti, pag. 2). Ad avviso dei ricorrenti le ricostruite differenze di sostanza e di forma tra le illustrate due liste escludono che la nuova lista Consumatori potesse beneficiare del disposto della lettera a) dellart. 1 della L. Reg. n. 21/2009 conseguendone lillegittimit della sua ammissione alla competizione ai sensi della citata norma, non avendo n mai presentato in precedenza candidature con un proprio contrassegno, n tantomeno avendo mai conseguito un seggio () al Consiglio regionale (Ricorso, pag. 35). Fanno opportunamente leva i ricorrenti anche sulla diversit
sostanziale soggettiva dei movimenti politici di cui le liste sono rappresentative, ulteriore riprova della cui circostanza emerge dal affronto tra lo statuto e lAtto costitutivo del movimento politico culturale FORZA COMSUMATORI che ha originato la lista CONSMATORI e quelli del Codacons (doc.. 36 e 37). 12.4.1.Dal canto loro i controinteressati eccepiscono in via preliminare la tardivit per le stesse argomentazioni scrutinate e giudicate infondate pi sopra, trattando delle questioni preliminari di rito e linammissibilit del motivo in scrutinio per difetto di interesse (memoria Presidente Cota depositata il 28.5.2010, pag. 25) poich la lista Consumatori ha ottenuto solo 2.826 voti, inidonei, in caso di accoglimento del motivo, a vincere la prova di resistenza, per superare la quale sarebbe occorso che i voti ottenuti dalla lista contestata fossero superiori allo scarto esistente tra i voti ottenuti dal Presidente Cota e quelli conseguiti dallOn. Bresso (9.372). Nel merito la difesa non offre significativi argomenti, limitandosi ad invocare (memoria Angeleri pi altri depositata il 1.6.2010, pagg. 2930 e memoria Presidente Cota cit., pag. 24) lautodichiarazione fatta dal rappresentate della stessa lista allUfficio circoscrizionale di Cuneo, a stare alla quale il movimento Forza Consumatori ha partecipato alle elezioni regionali del Piemonte 2005 presentando il simbolo lista consumatori eleggendo un proprio consigliere regionale alluopo depositando un estratto dal sito ufficiale del Consiglio Regionale del Piemonte da cui risulterebbe che la lista
Consumatori nel 2005 avrebbe ottenuto n. 1 seggio. 12.4.2. In realt, rileva sin da subito il Collegio linfondatezza in fatto della riportata dichiarazione, atteso che, come si motiver tra breve, il seggio additato dallautore della suestesa dichiarazione non era quello ottenuto dalla lista Consumatori, la quale non si presentata affatto alle ultime elezioni 2005, bens il seggio ottenuto dal sig. Michele Giovine per la totalmente differente Lista Consumatori con Ghigo, promanante dal gruppo politico tradizionale dei
consumatori presentatosi alle elezioni 2005 con un suo proprio contrassegno, integralmente diverso da quello che distingue lodierna contestata lista Consumatori. 13.1. In via preliminare, rinviandosi per la tardivit alle motivazioni svolte in sede di esame delle preliminari di rito, deve qui essere disattesa leccezione di inammissibilit per difetto di interesse pi sopra riassunta. Invero, linteresse a ricorrere deve essere accertato in concreto, anche in relazione alleconomica complessiva del ricorso e in rapporto alle sorti che gli altri motivi ricevono nel merito. 13.2. Quando si appresta ad indagare la sussistenza o meno dellinteresse a ricorrere relativamente ad un singolo motivo, il Giudice deve, cio, valutare se la fondatezza dello stesso e il suo conseguenziale accoglimento, possano arrecare al ricorrente un vantaggio supplementare, ulteriore rispetto a quello riveniente allattore dallaccoglimento di un precedente motivo gi scrutinato e
giudicato fondato. Nel caso di specie, pertanto, posto che il secondo motivo di gravame stato giudicato fondato ed accolto, evidente che leventuale fondatezza e accoglimento del terzo motivo in disamina produrrebbe ai ricorrenti un incremento delleffetto vantaggioso discendente dallaccoglimento del secondo, perch sottrarrebbe al vincitore delle elezioni i voti a lui automaticamente veicolati dai voti espressi per la lista Consumatori che verrebbero travolti dallaccoglimento del terzo motivo. La tesi dei controinteressati sarebbe stata persuasiva solo ove anche il secondo motivo di gravame fosse stato respinto al pari del primo. Ne sarebbe conseguito che laccoglimento del solo terzo motivo in scrutinio non avrebbe arrecato ai ricorrenti alcun vantaggio, stante il mancato superamento della prova di resistenza sopra delineata. Essendo stato, invece accolto il secondo motivo, leccezione dei controinteressati, per le ragioni appena enunciate si profila infondata e va respinta. 13.3. Nel merito, sulla scorta di attento esame degli atti e approfondita riflessione sulla portata della norma invocata il Collegio perviene alla conclusione di giudicare fondate le ricostruite censure dei ricorrenti, le quali vanno, pertanto, accolte. Conviene riproporre e meglio precisare le riflessioni interpretative sullart. 1, lett. a) della invocata L. Reg. n. 21/2009, svolte in apertura della trattazione del secondo motivo di gravame.
La fattispecie definita dal legislatore regionale alla lettera a) quella semplice ed quella classica delle liste di partiti o gruppi politici che hanno presentato candidature con un proprio contrassegno e che hanno conseguito almeno un seggio in occasione delle ultime elezioni per il Parlamento europeo, per il Parlamento nazionale o per il Consiglio regionale. 13.4. Sottende dunque il disposto legislativo la necessit che in tale ipotesi la lista che si presenti alle nuove elezioni promani da un gruppo o partito che si sia gi presentato ed abbia conseguito un seggio in esito alle precedenti consultazioni, con un proprio contrassegno, ossia con un contrassegno che in quanto proprio di esso non pu appartenere ad altri. La norma richiede quindi perfetta coincidenza tra il contrassegno di lista che sia stato presentato e abbia ottenuto un seggio in passato e quello presentato alle nuove successive elezioni. Il contrassegno infatti, proprio perch in precedenza non appartenuto ad altri. Ma, merita di sottolinearlo, la norma richiede anche coincidenza tra il partito o gruppo politico che, con proprio contrassegno, abbia preso parte e conseguito almeno un seggio alle precedenti elezioni. 13.5. Rimarca pertanto il Collegio che coincidenza personale e figurativa, ossia di gruppo o movimento politico e di contrassegno la precondizione che la lett. b) in analisi sancisce come necessaria affinch la lista di nuova formazione possa godere del beneficio della
deroga allonere di corredare la presentazione della lista del prescritto numero di sottoscrizioni di sostegno degli elettori. Deve, in altri termini, presentarsi alle nuove elezioni lo stesso gruppo o partito politico che ha partecipato alle precedenti e con il medesimo contrassegno, perch proprio e come tale non appartenuto n appartenente ad altri gruppi o partiti politici. Invero sulla delineata continuit e identit che riposa la ragione dellesonero dalla raccolta delle sottoscrizioni di sostegno alla presentazione della lista. La ratio dellesonero la stessa gi assodata nello scrutinio del motivo che precede e che vale la pena di ribadire: la circostanza che il partito o il gruppo politico da cui promana la nuova lista si gi presentato in precedenza ed ha addirittura conseguito un seggio, condensa e compendia a favore della nuova lista un consenso alla sua presentazione ben pi ampio di quello che verrebbe ad essa espresso con la raccolta di nuove sottoscrizioni di sostegno da parte degli elettori, profilandosi quindi il costrutto che nel diritto civile significativamente denominato eccedenza del mezzo il consenso elettorale pregresso - rispetto allo scopo (presentazione della lista previa sottoscrizioni di sostegno). Nella prima illustrata fattispecie contemplata dalla lettera a) della norma in analisi, quel connubio di cui cenno in apertura della trattazione, tra nuova lista aspirante a partecipare alla competizione e formazione politica si profila, come si diceva in apertura della
disamina del secondo motivo, pi intenso e marcato. Molto spesso pu aversi coincidenza non solo tra il gruppo politico gi presentatosi nelle precedenti elezioni e che ha gi ottenuto in esse almeno un seggio e gruppo che si presenta alle nuove, come pu accadere quando a presentarsi sono i partiti tradizionali che presentino gli stessi candidati di lista. Laltra indefettibile condizione posta dalla lett. a) dellart. 1 in analisi la circostanza che il gruppo politico da cui origina la nuova lista, oltre ad aver partecipato con un proprio contrassegno alle precedenti tornate elettorali, abbia anche ottenuto almeno un seggio per quanto qui di interesse per il Consiglio regionale. 14.1. Dallesame della documentazione versata in atti rileva il Collegio come nessuna delle condizioni stabilite dalla norma di legge di cui ha illegittimamente beneficiato la lista Consumatori sussiste. Emerge anzitutto una diversit figurativa, involgente i contrassegni delle due liste. La lista Consumatori odiernamente contestata dai ricorrenti infatti distinta dal contrassegno riportante longitudinalmente la scritta in maiuscolo COMSUMATORI al centro di un cerchio sormontato dalla raffigurazione stilizzata a colori sfumati di un uomo che, verosimilmente, corre e recante la parte inferiore dellemiciclo colorata orizzontalmente con il tricolore della bandiera (doc. 31 dei ricorrenti timbrato da un Notaio di Salerno e dallUfficio elettorale di Biella).
Viceversa, la Lista Consumatori con Ghigo figura in un elenco comprensivo dei relativi simboli, di liste che si sono presentate alle elezioni regionali 2005, ed indicata come quella presentata in Piemonte. Detto elenco contenuto ai docc.32 e 34 della produzione dei ricorrenti, che risulta tratto il 7.4.2010 dal sito web www.listaconsumatori.it/ images e riportano in alto a sinistra rimpicciolito quello che appare essere il logo dei consumatori comune e informante tutte le liste presentate nelle varie Regioni e riporta in alto allinterno della circonferenza la scritta Codacons, che figura anche al margine destro della pagina successiva. Circostanza che fornisce idoneo principio di prova allallegazione dei ricorrenti secondo cui il movimento dei consumatori da cui promana la lista presentatasi nel 2005 e rispetto alla quale quella odiernamente contestata ha ingenerato confusione, poi illegittimamente
avvalendosi della relativa legittimazione derogatoria ex art. 1, lett. b) L.Reg. cit., espressione del Codacons. Ebbene, la predetta lista che ha ottenuto nel 2005 il seggio in persona del Cons. Michele Giovine (cfr doc. 33 di parte ricorrente, gi citato) completamente diversa dalla lista Consumatori di cui controversia; e ci sia nella raffigurazione grafica, in quanto la lista presentatasi il 2005 contrassegnata da una rana stilizzata di colore verde al centro del cerchio e dalle tre parole LISTA, scritta sopra la rana, CONSUMATORI scritta al di sotto della stessa rana e GHIGO posta nella parte inferiore dellemiciclo, laddove la lista
Consumatori illegittimamente ammessa alle elezioni qui impugnate contrassegnata dal simbolo pi sopra analiticamente descritto. Simbolo che, ripetesi, riporta longitudinalmente la scritta in maiuscolo COMSUMATORI al centro di un cerchio sormontato dalla raffigurazione stilizzata a colori sfumati di un uomo che, verosimilmente, corre e recante la parte inferiore dellemiciclo colorata orizzontalmente con il tricolore della bandiera (doc. 31 dei ricorrenti timbrato da un Notaio di Salerno e dallUfficio elettorale di Biella). Differente anche la denominazione, come discende dalla stessa descrizione figurativa del contrassegno: Lista Consumatori nel 2005, Consumatori nel 2010. 14.2. sussiste ed emerge dagli atti, inoltre, anche una sostanziale diversit anche nei gruppi o partiti politici, da cui promanano le due liste in raffronto, che invece la norma impone coincidano, al fine di poter trasmettere alla nuova lista la legittimazione a presentarsi alle elezioni in deroga allonere di raccolta delle sottoscrizioni. Invero, mentre il movimento di cui risulta essere espressione la precedente Lista Consumatori che ha conseguito un seggio in Consiglio regionale in Piemonte in esito alle elezioni regionali del 2005, appare essere radicato su tutto il territorio nazionale in quanto, da un lato, come precisato, ha presentato liste in ogni regione dItalia e sempre con il nucleo simbolico e figurativo fondamentale rappresentato dalla predetta definizione Lista Consumatori con al
centro una rana; dallaltro, possiede un dominio Internet su cui compare in varie parti il Codacons il che lascia presumere che sia affiliato alla predetta organizzazione viceversa la lista
Consumatori contestata promana dal movimento politico culturale Forza Consumatori, come emerge dal Doc. 30 di parte ricorrente. Documento che tra laltro ha espressamente ad oggetto le elezioni regionali piemontesi del 28 e 29 marzo 2010 e dal quale emerge che il nominato movimento politico culturale Forza Consumatori, presieduto dal Prof. Enrico Marchetti, ha sede ad Ardea, via Tagliamento 3. Va anche posto in luce un argomento di indubbio e dirimente valore ai fini della prova della delineata differenziazione rispetto al movimento dei consumatori tradizionale. Ebbene, in detto documento, redatto a Salerno il 24.2.2010, il Presidente del suddetto movimento politico culturale ( e quindi, non gi un gruppo politico, come vuole la lett.a) dellart. 1, L.Reg. n. 21/2009) delegava il Sig. Giuseppe DE Giorgio, che poi ha dichiarato di presentare la lista Consumatori dichiarando altres che la stessa aveva presentato liste e conseguito seggi nelle precedenti elezioni, ad espletare tutti gli adempimenti giuridico amministrativi preordinati a presentare la lista Consumatori con il contrassegno di cui poi la stessa ha fatto uso. Ma il Marchetti, espressamente imponeva al De Giorgio che
lespletamento delle formalit amministrative in questione per le elezioni di cui in oggetto avvenisse senza lutilizzo di denominazioni quali CODACONS e/o lista consumatori.. Espressamente dunque il legale rappresentante del movimento da cui origina la lista Consumatori ha vietato al delegato che poi ha presentato la stessa, di utilizzare per la nuova lista, la denominazione Codacons e lista consumatori, che costituiscono elementi tipici proprio della Lista Consumatori che in passato ha conseguito il seggio in Consiglio Regionale in persona del sig. Michele Giovine. Il Movimento Forza Consumatori dunque ha voluto
espressamente differenziarsi da quello tradizionale dei consumatori, affiliato al Codacons e che aveva in passato presentato la Lista Consumatori che ha conseguito il seggio. E dunque provata la diversit sostanziale anche di partito o gruppo politico sostenuta dai ricorrenti, per espressa ammissione da parte del Presidente del movimento da cui origina la nuova contestata lista, la quale, conseguentemente, non poteva essere ammessa alle nuove elezioni avvalendosi del beneficio di cui alla lett. a) dellart. 1 della L.Reg. n. 21/2009, discendente unicamente dalla coincidenza del gruppo o partito che ha partecipato e conseguito un seggio alle ultime elezioni per il Consiglio regionale, come tassativamente e chiaramente stabilisce ed impone la predetta norma. Non risponde al vero, dunque, la dichiarazione fatta dal delegato alla presentazione della lista Consumatori Rocco Pulitan, allUfficio
elettorale circoscrizionale di Cuneo il 27.2.2010, secondo il quale la predetta lista era rappresentata alle elezioni amministrative 2005, dal contrassegno Lista Consumatori con Ghigo e ch entrambe sono la medesima realt politica (v. verbale del 27.2.2010 del predetto Ufficio elettorale, versato in ottemperanza allOrdinanza istruttoria n. 62/2010 il 6.7.2010). E pertanto affetta dalla violazione della lett. a) dellart. 1, L. Reg. n. 21/2009 e dal vizio di eccesso di potere per difetto di istruttoria e travisamento dei fatti e deve essere annullata, la conseguente decisione di ammissione della predetta lista assunta dallUfficio elettorale circoscrizionale di Cuneo il 27.2.2010, adottata sullinesatto presupposto della rispondenza della lista presentata, con il gruppo rappresentato al Consiglio Regionale con il contrassegno Lista Consumatori con Ghigo Sono pertanto illegittimi e vanno conseguentemente annullati i provvedimenti di tutti gli otto Uffici elettorali circoscrizionali del Piemonte nella parte in cui hanno ammesso alle elezioni regionali per il 2010 la lista consumatori in violazione dellart. 1, comma 1, lett. a) della L. Reg. Piemonte 29.7.2009, n. 21 nonch integrando il vizio di eccesso di potere per difetto di istruttoria e travisamento dei fatti dedotto dai ricorrenti. ALESSANDRIA (che apoditticamente dichiara AMMESSA la lista sopra menzionata in quanto sussiste la regolarit della presentazione: v. provvedimento del 28.2.2010, pag. 1, versato in
ottemperanza allOrdinanza istruttoria il 6.7.2020); ASTI (che ammette la lista in questione in via residuale, in quanto Tutte le restanti liste presentano i requisiti per lammissione richiesti dallart. 9 della L. 17/2/1968, n. 108: v.Verbale del 27.2.2010 ore 17.30 dellUfficio Centrale Circoscrizionale di Asti, pag. 3 punto 4) BIELLA (che accertata la data di presentazione della predetta lista provinciale di n. due candidati; - controllati il numero dei candidati, le dichiarazioni di accettazione della candidatura, la dichiarazione di collegamento e le relative accettazioni, i certificati comprovanti liscrizione dei candidati nelle liste elettorali di un comune della Repubblica; - esaminato il contrassegno della lista; AMMETTE la lista dei candidati alla carica di consigliere regionale composta dai sigg.ri Zani Luca Bodo Sydne; v. Verbale del 27 febbraio 2010 dellUfficio Centrale Circoscrizionale di Biella - pag. 16); CUNEO (che dopo aver Sentito il presentatore della lista n. 21 avente contrassegno Consumatori considerato che deve essere applicata la norma prevista dallart. 1 comma 1 lettera A legge regionale 21/09, preso atto dei chiarimenti forniti e segnatamente della rispondenza della lista presentata con il gruppo rappresentato al Consiglio Regionale con il contrassegno Lista Consumatori con Ghigo, ammette la lista: v. Verbale del 27.2.2010 ore 18.30 dellUfficio Centrale Circoscrizionale di Cuneo); NOVARA (che ammette apoditticamente la lista dichiarando che le generalit dei candidati sono perfettamente identiche a quelle
indicate negli atti di presentazione delle candidature previa correzione degli errori materiali rilevati a seguito di verifica dei certificati anagrafici prodotti: V. Verbale del 1.3.2010 dellUfficio Centrale Circoscrizionale di Novara, pag. 2 e pag. 12); TORINO (che esamina il contenuto della cartella presentata al fine di effettuare il controllo e successivamente ammette la lista suindicata, v. Verbale di adunanza n. 15 del 27 febbraio 2010 dellUfficio Centrale Circoscrizionale di Torino); VERBANIA (che accerta, tra laltro, che 2) la lista ha depositato dichiarazione di presentazione di una lista provinciale di candidati e non ha lobbligo di raccogliere le sottoscrizioni ai sensi della lett. A) comma 1 art. 1 Legge Regionale n. 21/2009; 3) la lista ricompresa nellelenco dei partiti o dei gruppi elettorali che nelle elezioni regionali del 3 e 4 aprile 2005 hanno ricevuto almeno un seggio e quindi ammette . la lista n. 21 Consumatori; v. Verbale del 26 - 27 febbraio 2010 dellUfficio Centrale Circoscrizionale di Verbania pag. 13 e pag. 16 VERCELLI (che, tra laltro, rilevato che la presentazione della lista dei candidati non richiede alcuna sottoscrizione ai sensi della lettera a) , comma 1, dellart. 1 della legge regionale n. 21/2009 DICHIARA AMMESSA la lista ed assegna il n. 24 di ordine provvisorio; v. Verbale del 27.2.2010 dellUfficio Centrale Circoscrizionale di Vercelli- pag. 1. In definitiva, sulla scorta di tutte le argomentazioni che precedono
vanno accolti i motivi secondo e terzo e pertanto vanno annullati i provvedimenti di ammissione delle liste Al Centro con
Scanderebech e Consumatori. Lesame del merito sin qui svolto conduce, quindi, alla acclarata illegittimit dellammissione delle due Liste controverse, ossia la Lista Al Centro con Scanderebech e la Lista Consumatori, con conseguente annullamento, in via diretta ed immediata, dei relativi provvedimenti di ammissione, emessi dagli otto Uffici Centrali Circoscrizionali, oggetto, rispettivamente, del secondo e terzo motivo di gravame, risultati fondati ed accolti come in motivazione. Ci stante, restano da acclarare quali ulteriori, eventuali, concreti effetti demolitori possano discendere dal parziale decisum fin qui assunto, avuto riguardo, in particolare, alla proclamazione degli eletti alla carica presidenziale, nonch alla ripartizione dei seggi in seno al Consiglio Regionale. Ci implica il previo svolgimento di attivit istruttoria, finalizzata ad accertare il numero complessivo dei voti validi espressi per le due predette Liste provinciali (Al Centro con Scanderebech e Consumatori) e quelli validi espressi congiuntamente per le due Liste e per uno dei Candidati alla carica di Presidente della Giunta Regionale, ossia in riferimento rispettivamente alla lettera sub a) del paragrafo 46 delle Istruzioni per le operazioni degli Uffici Elettorali di Sezione del Ministero dellInterno, ed alla lettera sub b) del medesimo paragrafo, o al primo caso di esemplificazione del voto, di
cui a pag. 210 delle predette Istruzioni ministeriali. Riserva, allesito dellanzidetta attivit acquisitiva, eventuale ulteriore attivit istruttoria in merito alla ridefinizione delle Cifre elettorali delle liste ed al conseguente riparto dei seggi in seno al Consiglio Regionale. Al su disposto incombente istruttorio, valutata la onerosit degli incombenti richiesti, provvederanno gli Uffici Centrali
Circoscrizionali e lUfficio Centrale Regionale, per quanto di rispettiva competenza, in collaborazione con il personale delle rispettive Prefetture e di due Unit di personale del T.A.R. Piemonte, individuate nelle persone della Dott.ssa Angela Portone e del sig. Lazzaro Voto, che parteciperanno alle attivit alternativamente, su richiesta del Presidente della Corte dAppello e dei Presidenti degli otto Tribunali interessati. Trattandosi di attivit meramente ricognitiva, i componenti degli Uffici Centrali Circoscrizionali e dellUfficio Centrale Regionale, potranno agire anche separatamente, coadiuvati come sopra indicato. A tutte le operazioni di verificazione disposte con la presente sentenza, di cui verr redatto apposito verbale, sono legittimati ad assistere i Difensori di tutte le parti costituite, previa convocazione, con qualunque mezzo utile, anche telematico o fax, almeno 24 ore prima. Per lesecuzione del predetto incombente istruttorio, appare congruo assegnare il termine di trenta giorni dalla data di comunicazione, o
notificazione, se anteriore, della presente sentenza. Le Autorit onerate dellincombente sono autorizzate a presentare, anche singolarmente, eventuali richieste di proroga del termine assegnato, sulle quali decider il Presidente di questo Tribunale o Magistrato da lui delegato, anche differendo, se necessario, la data dellUdienza. Al compimento delle operazioni verificative, le predette Autorit circoscrizionali faranno pervenire i dati acquisiti ed ogni altra documentazione allUfficio Centrale Regionale presso la Corte di Appello di Torino, che provveder a depositarli presso la Segreteria di questo Tribunale in un originale e quattro copie conformi, nei successivi dieci giorni. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte, I Sezione, parzialmente pronunciando sul ricorso n. 554/2010, come in epigrafe proposto, cos statuisce: A)in via preliminare: A1) rigetta, come in motivazione, tutte le eccezioni preliminari di nullit, inammissibilit, irricevibilit ed improcedibilit, come sollevate dalle parti resistenti; A2) dichiara inammissibile, come in motivazione, lintervento ad adiuvandum proposto da Associazione Italiana World Wide Fund For Nature (Wwf) Onlus Ong e da Antonio Costa; A3) Estromette dal giudizio, come in motivazione, il Ministero dellInterno, lUfficio Centrale Regionale presso la Corte dAppello
di Torino e gli Uffici Centrali Circoscrizionali presso i Tribunali di Torino, Asti, Alessandria, Cuneo, Biella, Novara, Verbania, Vercelli; B) nel merito: B1) rigetta, come in motivazione, il primo motivo di ricorso, concernente lammissione della lista Verdi Verdi per Cota; B2) accoglie, come in motivazione il secondo motivo di ricorso, relativo alla lista Al Centro con Scanderebech, e per leffetto annulla i relativi provvedimenti di ammissione; B3) dispone, come in motivazione, attivit istruttoria a cura degli Uffici Centrali Circoscrizionali e dellUfficio Centrale Regionale; B4) accoglie, come in motivazione, il terzo motivo di ricorso, relativo alla lista Consumatori, e per leffetto annulla i relativi provvedimenti di ammissione; B5) dispone, come in motivazione, attivit istruttoria a cura degli Uffici Centrali Circoscrizionali e dellUfficio Centrale Regionale; B6) Rinvia al definitivo ogni ulteriore statuizione sulla controversia, ivi inclusa la rinuncia della ricorrente Bresso, e fa riserva di eventuale, ulteriore attivit istruttoria in merito alla eventuale ridefinizione delle cifre elettorali delle liste ed al conseguente riparto dei seggi in seno al Consiglio Regionale; B7) Rinvia per lulteriore trattazione del merito alla pubblica udienza del 7 ottobre 2010; Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorit amministrativa.
Manda alla Segreteria di comunicare, con qualunque mezzo, anche telematico o fax, la presente Sentenza alle parti costituite, alla Regione Piemonte, alle Autorit onerate degli incombenti istruttori ed alle otto Prefetture della Regione. Cos deciso in Torino nella camera di consiglio del giorno 15 luglio 2010 con l'intervento dei Magistrati: Franco Bianchi, Presidente Alfonso Graziano, Referendario, Estensore Ariberto Sabino Limongelli, Referendario
DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 28/07/2010 (Art. 55, L. 27/4/1982, n. 186) IL SEGRETARIO
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