Source: https://www.diritto.it/la-cauzione-provvisoria-con-la-possibilita-del-suo-incameramento-da-parte-della-stazione-appaltante-puo-assolvere-una-duplice-funzione-da-un-lato-una-funzione-indennitaria-in-caso-di-mancata-sotto-4/
Timestamp: 2018-09-25 17:04:04+00:00
Document Index: 52591856

Matched Legal Cases: ['art. 30', 'art. 93', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 30', 'art. 93', 'art. 1', 'art. 13', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 95']

Vediamo qual è il parere espresso dal Consiglio di Stato nell’ Adunanza plenaria numero 8 del 4 ottobre 2005:
PRECEDENTE GIURISPRUDENZA:
Tar Sicilia, Catania n. 120 del 3 febbraio 2004
<<Ora, il bando di gara ha espressamente imposto, al punto 11-c), che la polizza fideiussoria prestata da un costituendo RTI riporti a pena di esclusione come contraenti tutte le imprese facenti parte della riunione di imprese e sia da tutte sottoscritta.Ebbene, detta prescrizione non pare legittima: da un canto la fideiussione rilasciata in favore dell’impresa mandataria è sufficiente al fine di soddisfare l’interesse della stazione appaltante che ben può, nell’ipotesi di mancata sottoscrizione del contratto, incamerare la cauzione; d’altra parte, poiché nell’ipotesi di partecipazione a gara in forma associata le dichiarazioni negoziali, inclusi impegni e promesse, devono essere resi dalla sola capogruppo, unica interlocutrice dell’amministrazione appaltante, la fideiussione costituente cauzione provvisoria ben può essere rilasciata solo in favore della mandataria, non essendovi necessità di riferimenti agli obblighi delle future mandanti (Cons. Stato, V, 17.3.2003 n. 1384; T.A.R. Sicilia Sez. III di Catania 9.9.2003 n.1377).>>
TAR Emilia Romagna, Parma, n. 151 del 5 aprile 2004
<<Occorre peraltro aggiungere, per completezza dell’esposizione che, comunque, sarebbe infondato il primo motivo contenuto nel ricorso principale, con il quale s.p.a. ritiene che A.T.I. 2 non avrebbe dovuto essere ammessa alla gara perché ha presentato una fideiussione bancaria in cui essa compare quale unica contraente, senza che nel documento sia fatto alcun cenno all’estensione della garanzia, in favore dell’Amministrazione appaltante, anche per le altre imprese facenti parte della costituenda A.T.I..
In proposito, infatti, giova osservare che il bando di gara, a pag. 7, prescrive che la dichiarazione di cui al punto 3, lettera d) ed e), in caso di partecipazione di imprese associate in A.T.I., dovrà essere prodotta dalla sola capogruppo, così come il deposito cauzionale di cui al punto n. 6; tale punto prescrive poi che la fideiussione deve essere rilasciata “a prima richiesta” e per l’ipotesi in cui l’impresa aggiudicataria non si presenti alla stipulazione del contratto “per qualsivoglia motivo”, per cui, anche nel caso, qui ricorrente, di A.T.I. ancora da costituirsi, vengono meno quelle ragioni di cautela, determinate da un ridotto ambito di responsabilità gravante sulle singole imprese associande rispetto a quello gravante sulle imprese di A.T.I. già costituita, che in talune decisioni del giudice amministrativo hanno causato l’accoglimento della tesi prospettata nel suddetto motivo>>
T.A.R. Lombardia–Milano – Sez. III – n 2678 del 30 giugno 2004
<<la cauzione provvisoria è posta, come noto, a garanzia della serietà dell’offerta tanto che quello che deve essere valutato è se, a tutela degli interessi della stazione appaltante, la polizza così formulata sia idonea a tali fini, non ravvisandosi, per come è formulata la lex specialis, ulteriori profili che possano comportare una lesione dei principi fondamentali delle procedure selettive pubbliche.
La giurisprudenza amministrativa, ancora maggioritaria sul punto (cfr Cons. St., sez. V, 17 marzo 2003, n. 1384) e che il Collegio condivide, ha precisato che, nel caso in cui partecipi ad una gara per l’affidamento di lavori pubblici una costituenda associazione temporanea di imprese di tipo verticale, la fideiussione costituente la cauzione provvisoria, di cui all’art. 30, comma 1, della legge 11 febbraio 1994, n. 109, può essere rilasciata a favore della sola impresa mandataria in quanto ciò appare più conforme alla lettera ed allo spirito della norma
La cauzione provvisoria garantisce la stazione appaltante dai rischi derivanti da un comportamento che, nel caso di associazione già costituita, incombe unicamente sull’impresa mandataria, giacché questa ha “la rappresentanza esclusiva, anche processuale, delle imprese mandanti nei confronti della stazione appaltante per tutte le operazioni e gli atti di qualsiasi natura dipendenti dall’appalto“ (art. 93 DPR 554 del 1999).
In tal senso, d’altronde, si muove l’interpretazione sia del giudice amministrativo, che ha avvertito come “nel caso di partecipazione in forma associata ai pubblici appalti, le dichiarazioni negoziali – offerte, promesse, accettazioni, impegni e simili – devono essere rese dalla sola impresa mandataria” (Cons. St., sez. V, 5 febbraio 1993, n. 240), che di quello ordinario, secondo il quale “la capogruppo mandataria è l’unico interlocutore dell’ente appaltante ed alle imprese mandanti è vietato intromettersi nei loro rapporti” (Corte appello Torino, 8 febbraio 2000).
In tal caso, quindi, è unicamente la condotta omissiva della capogruppo che può attivare la polizza fideiussoria dalla stessa presentata per l’intero ammontare della garanzia.
Per cui, la fideiussione rilasciata a favore dell’impresa mandataria, appare sufficiente a soddisfare l’interesse della stazione appaltante, che ben può, nel caso di mancata sottoscrizione del contratto da parte della capogruppo, incamerare per intero la cauzione
E’ quindi acclarato che, anche in questa ipotesi, il compito di sottoscrivere il contratto ricade unicamente sulla impresa capogruppo.
Per cui appare del tutto logico che sia quest’ultima a dover prestare la cauzione a garanzia di un obbligo che le deriva "ex lege" per il solo fatto di essere stata indicata nell’offerta quale capogruppo; tale interpretazione appare confortata dal fatto che l’operatività della garanzia è subordinata alla semplice richiesta scritta della stazione appaltante tanto che, sulla base dei principi espressi dalla giurisprudenza civile in tema di contratto autonomo di garanzia (e, quindi, applicabili al caso in esame), la società garante non può opporre alla richiedente alcuna eccezione se non quelle risultanti direttamente dalla polizza; pertanto, anche nel caso in cui la mancata sottoscrizione del contratto dipenda dal fatto della ditta non contemplata nella fideiussione, ciò non può costituire un valido motivo per il garante di negare il pagamento della cauzione in favore della stazione appaltante.
L’eventuale accertamento delle responsabilità per l’anzidetta condotta omissiva rileverà solo nell’ambito dei rapporti interni tra garantito (capogruppo mandataria) e terzo (mandante della costituenda ATI), in caso di rivalsa;
sulla base di quanto rappresentato nei due precedenti alinea, appare evidente come la polizza fideiussoria presentata dalla ricorrente sia idonea a garantire l’amministrazione aggiudicatrice in caso di offerta non seria e, pertanto, in linea con la ratio della previsione contenuta nel bando di gara>>
Tar Sardegna, sezione di Cagliari, con la sentenza numero 1318 del 19 agosto 2004 :
<<Come ha affermato il Consiglio di Stato, sez. V, con sentenza n. 1384 del 17/3/03: “la cauzione del 2%, di cui all’art. 30, comma 1, della legge n. 109 del 1994, "copre la mancata sottoscrizione del contratto per fatto dell’aggiudicatario", cioè garantisce la stazione appaltante dai rischi derivanti da un comportamento che, nel caso di associazione già costituita, incombe unicamente sull’impresa mandataria, giacchè questa ha “la rappresentanza esclusiva, anche processuale, delle imprese mandanti nei confronti della stazione appaltante per tutte le operazioni e gli atti di qualsiasi natura dipendenti dall’appalto“ (art. 93 DPR 554 del 1999).
In tal senso, d’altronde, si muove l’interpretazione giurisprudenziale sia del giudice amministrativo, che ha avvertito come “nel caso di partecipazione in forma associata ai pubblici appalti, le dichiarazioni negoziali – offerte, promesse, accettazioni, impegni e simili – devono essere rese dalla sola impresa mandataria” (Consiglio Stato sez. V, 5 febbraio 1993, n. 240), che di quello ordinario, secondo il quale “la capogruppo mandataria è l’unico interlocutore dell’ente appaltante ed alle imprese mandanti è vietato intromettersi nei loro rapporti” (Corte appello Torino, 8 febbraio 2000).
In tal caso, quindi, è unicamente la condotta omissiva della capogruppo che può attivare la polizza fideiussoria da lei presentata per l’intero ammontare della garanzia. Per cui, la fideiussione rilasciata a favore dell’impresa mandataria, appare sufficiente a soddisfare l’interesse della stazione appaltante, che ben può, nel caso di mancata sottoscrizione del contratto da parte della capogruppo, incamerare per intero la cauzione.>>
ar Lazio, Sezione II ter di Roma, numero 16262 del 16 dicembre 2004:
<<La fideiussione con polizza rilasciata a favore della impresa capogruppo copre tutto l’ambito percentuale della garanzia pretesa dalla legge in caso di mancata sottoscrizione del contratto
Stante la necessità della sottoscrizione della offerta da parte di tutte le imprese costituenti il raggruppamento e del conferimento di mandato collettivo alla impresa qualificata come capogruppo destinata a stipulare il contratto in nome proprio e delle mandanti, per quanto concerne la polizza provvisoria è sufficiente che la stessa sia intestata alla sola capogruppo.
Nel sistema normativo che attribuisce alla impresa qualificata come capogruppo già in sede di offerta, la stipulazione del contratto in nome e per conto proprio e delle mandanti, appare evidente che la sottoscrizione del contratto va riferita al valore dell’appalto nella sua interezza, indipendentemente cioè dalla ripartizione collettiva dei lavori tra le imprese raggruppate sicché la eventuale sua mancata sottoscrizione resta parimenti garantita nella forma prevista dalla legge e cioè con la emissione di una fideiussione che, anche se intestata alla sola impresa destinataria del mandato di Capo del raggruppamento, copra tuttavia la intera misura prevista dalla legge quale cauzione della eventuale mancata sottoscrizione del contratto.
Risulta valida una “postilla” a penna aggiunta all’art. 1 delle condizioni generali di assicurazione che rende la stessa “Valida fino a tre anni dalla data di consegna” in quanto sottoscritta dalla sigla del procuratore della compagnia di assicurazione che la ha rilasciata.>>
Tar Sicilia, Catania, n. 170 del 2 febbraio 2005
Nel caso di associazione temporanea di imprese da costituire, l’impresa mandataria ha la rappresentanza delle imprese mandanti nei confronti della Stazione appaltante per tutte le operazione e gli atti dipendenti dall’appalto; pertanto legittimamente l’Amministrazione ammette a partecipare alla gara l’A.T.I. non ancora costituita la cui mandataria abbia da sola provveduto al versamento della cauzione provvisoria
il compito di sottoscrivere il contratto ricade unicamente sull’impresa capogruppo, per cui appare del tutto logico che sia quest’ultima a dover prestare la cauzione, a garanzia di un obbligo che le deriva “ex lege”, per il solo fatto di essere stata indicata nell’offerta quale capogruppo.
Nel caso di specie, la garanzia rilasciata della banca è intestata al Comune di Sinagra e contiene specifiche indicazione circa l’oggetto e l’importo dei lavori; in essa si legge poi quanto segue: “la presente fideiussione è prestata nell’interesse della impresa **** s.p.a. nella qualità di capogruppo del costituendo raggruppamento, la quale agisce in nome e per conto delle imprese mandanti con responsabilità solidale ”.
Tale fideiussione rilasciata a favore dell’impresa mandataria è, pertanto, perfettamente idonea a garantire l’interesse della stazione appaltante, che ben può, nel caso di mancata sottoscrizione del contratto, incamerare per intero la cauzione>
A noi resta solo da aggiungere che quest’ultima osservazione da parte dell’adito giudice amministrativo, viene resa ancora più forte dal fatto che il pagamento della cauzione sia <a semplice richiesta scritta> come previsto fin dalla Merloni ter (L. 415 del 1998)
Tar Friuli Venezia Giulia, Trieste, n. 29 del 12 febbraio 2005
<<L’interesse dell’Amministrazione risulta tutelato richiedendo il versamento della cauzione definitiva prima della stipulazione del contratto (quindi non necessariamente prima dell’aggiudicazione definitiva) e riservandosi, in mancanza, di revocare l’aggiudicazione.
Nel caso di ATI appena da costituirsi, soltanto sull’impresa mandataria la stipulazione del contratto, anche per conto delle imprese mandanti, ai sensi dell’art. 13, 5° comma, della L. n. 109/94, soltanto quest’ultima è tenuta a prestare la cauzione a garanzia di un obbligo che la legge le commette in via esclusiva
La sentenza del Tar Friuli-Venezia Giulia, sezione di Trieste, numero 29 del 12 febbraio 2005 merita di essere segnalata per due importanti principi in essa contenuti:
 in caso di Ati, basta l’intestazione e la firma della mandataria sulla polizza provvisoria
 la cauzione definitiva puo’ essere presentata al momento della stipula del contratto e non necessariamente fra l’aggiudicazione provvisoria e quella definitIva, risultando comunque sufficientemente tutelata la Stazione appaltante avendo richiesto < il versamento della cauzione prima della stipulazione del contratto e riservandosi, in mancanza, di revocare l’aggiudicazione
Tar Puglia, sezione prima di Bari,sentenza numero 3720 del 2005:
<<Ati: la cauzione provvisoria basta sia intestata alla capogruppo,
come capogruppo con l’espressa indicazione nella polizza che essa copre la sottoscrizione del contratto da parte della mandataria della costituenda associazione.
Ati orizzontale: per poter ridurre le cauzioni provvisoria e definitiva, il certificato di qualità aziendale deve essere posseduto da tutte le ditte e dimostrato solo dall’attestazione SOA.
Ati veriticale: la riduzione della cauzione puo’ essere anche pro-quota>>
Anche se nel bando non ci sono precisi riferimenti alla normativa vigente, va da sé che comunque il dettame della Legge prevale sulle norme della lex specialis
Tar Lazio, sezione di Roma,sentenza numero 5424 del 1 luglio 2005:
<<1. Nel procedimento di gara per l’aggiudicazione di lavori pubblici, è sufficiente che la polizza fideiussoria sia sottoscritta dalla sola impresa mandataria nel caso di raggruppamento di imprese non ancora costituito, posto che l’intestazione a nome dell’ATI è preordinata a garantire l’adempimento degli obblighi connessi alla partecipazione
2. Il Raggruppamento resistente oppone che, in sede di presentazione della offerta, le Imprese ** hanno prodotto dichiarazione con allegato certificato SOA e Qualità resi autentici ai sensi del DPR 445/2000 con allegata copia del documento del legale rappresentante: tale controdeduzione non ha trovato smentita; inoltre viene rilevato come, essendo la mandante qualificata nella misura del 10% ex art. 95 del DPR 554/1999, l’Impresa ***, partecipante all’Ati, non doveva possedere la certificazione di qualità ma, alla data della domanda di partecipazione e della offerta, era necessaria semplicemente la dichiarazione degli elementi minimi (10% di €. 5.663.686,60 = €. 566.368,60 pari alla classifica II incrementata del 1/5, ovvero anche classifica III).
3. Il T.U. 28 dicembre 2000, n. 445, espressamente consente di produrre, il certificato SOA con dichiarazione di autenticità in calce allo stesso resa dall’interessata, con allegata copia del documento di identità>>