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Timestamp: 2020-08-14 17:39:25+00:00
Document Index: 173335880

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 4', 'art. 29', '§ 2', '§ 9', 'art. 29', 'art. 117', 'art. 29', 'art. 29', 'art 84']

CONSIGLIO DI STATO, Sez. 4^ – 24 giugno 2020, ordinanza n. 4035 – AmbienteDiritto.it
CONSIGLIO DI STATO, Sez. 4^ – 24 giugno 2020, ordinanza n. 4035
Giurisprudenza: Giurisprudenza Sentenze per esteso massime | Categoria: Rifiuti Numero: 4035 | Data di udienza: 18 Giugno 2020
RIFIUTI – Tariffa per il conferimento dei rifiuti agli impianti di smaltimento – Benefit ambientale – Art. 29, c. 2 l.r. Lazio n. 27/1998 – Questione di legittimità costituzionale – Rilevanza e non manifesta infondatezza.
Numero: 4035
Data di udienza: 18 Giugno 2020
Estensore: Gambato Spisani
E’ rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 29 comma 2 della l. r. Lazio 9 luglio 1998 n.27, nella parte in cui prevede che la tariffa per conferire rifiuti agli impianti di smaltimento e alle discariche vada determinata prevedendo la “quota percentuale della tariffa” in questione “dovuta dagli eventuali comuni utenti al soggetto gestore dell’impianto o della discarica a favore del comune sede dell’impianto o della discarica stessi, che deve essere compresa tra il dieci ed il venti per cento della tariffa”; la norma denunciata concerne la materia dei rifiuti, che rientra nella “tutela dell’ambiente”, materia di esclusiva competenza statale, anche se interferisce con altri interessi e competenze, di modo che resta riservato allo Stato stesso il potere di fissare livelli uniformi di tutela su tutto il territorio nazionale. In tali termini, anche ritenendo che essa le spettasse in via generale, la Regione non potrebbe esercitare in materia la propria potestà istitutiva di tributi propri. Infatti, in casi come il presente, in cui interferiscono competenze ed interessi di tipo diverso, si applica il principio di prevalenza, ovvero prevale l’esigenza di garantire l’azione unitaria dello Stato che assicuri livelli adeguati e non riducibili di tutela, in questo caso di tutela ambientale, su tutto il territorio nazionale.
Pres. Anastasi, Est. Gambato Spisani – C. s.r.l. (avv. Di Bonito) c. Regione Lazio (avv.ti Ricci e Chieppa) e Comune di Castelforte (avv. Morigi)
CONSIGLIO DI STATO, Sez. 4^ - 24 giugno 2020, ordinanza n. 4035
sul ricorso numero di registro generale 2388 del 2018, proposto dalla Centro Servizi Ambientali S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avvocato Leopoldo Di Bonito, con domicilio digitale come da PEC da Registri di giustizia e domicilio eletto presso lo studio del difensore in Roma, piazza dei Martiri di Belfiore 2;
il Comune di Castelforte, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato Enrico Morigi, con domicilio digitale come da PEC da Registri di giustizia e domicilio eletto presso lo studio del difensore in Roma, via dei Condotti 9;
a) del provvedimento 1 febbraio 2016 prot.n. GR/02/16/52283, trasmesso lo stesso giorno, con il quale la Regione Lazio – Direzione territorio, urbanistica, mobilità e rifiuti, Area ciclo integrato dei rifiuti ha disposto che l’impianto polifunzionale di trattamento e stoccaggio rifiuti della C.S.A. S.r.l. situato a Castelforte (Lt) sia soggetto all’applicazione del c.d. benefit ambientale ai sensi del punto 9.3.6.2 del decreto del Commissario delegato per l’emergenza ambientale nella Regione Lazio 11 marzo 2005 n. 15;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 18 giugno 2020 il Cons. Francesco Gambato Spisani e udito per la parte appellante l’avvocato Leopoldo Di Bonito ai sensi dell’art. 4 d.l. 28/2020;
2.1 Il benefit ambientale è previsto in via generale dall’art. 29 della l.r. Lazio 9 luglio 1998 n.27, per cui “La Regione o la Provincia … autorizzano l’esercizio degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti urbani e delle discariche… (comma 1). Il provvedimento di autorizzazione all’esercizio degli impianti e delle discariche di cui al comma 1 deve contenere, tra l’altro, la determinazione delle tariffe e della quota percentuale della tariffa dovuta dagli eventuali comuni utenti al soggetto gestore dell’impianto o della discarica a favore del comune sede dell’impianto o della discarica stessi, che deve essere compresa tra il dieci ed il venti per cento della tariffa (comma 2)”. Si tratta quindi, come condivisibilmente afferma la difesa della ricorrente appellante (appello, p. 2) di un ristoro, inteso in senso non tecnico, che a certe condizioni i Comuni i quali conferiscono i rifiuti ad un impianto devono pagare, per tramite del gestore, al Comune nel quale l’impianto ha sede.
2.3 Per quanto qui interessa, il decreto prevede anzitutto, in via generale, che tutti i titolari impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani debbano attivare la procedura di determinazione della relativa tariffa di accesso (allegato A § 2). Prevede poi, per quanto di interesse più specifico, al § 9.3.6.2 che il benefit ambientale, secondo certe percentuali della tariffa, spetti ai “comuni sede di discarica, di impianti di preselezione, di impianti di termovalorizzazione e di stazioni di trasferenza … da parte dei comuni conferenti”, tenuti a corrisponderlo “al gestore dell’impianto di preselezione che provvederà a restituirlo ai comuni, con cadenza quadrimestrale, nel rispetto di quanto dì seguito riportato”.
21. All’esito, la Sezione ritiene di accogliere l’eccezione di legittimità costituzionale della norma istitutiva del benefit ambientale di cui si è detto, ovvero dell’art. 29 comma 2 della l.r. Lazio 9 luglio 1998 n.27, nella parte in cui prevede che la tariffa per conferire rifiuti agli impianti di smaltimento e alle discariche vada determinata prevedendo la “quota percentuale della tariffa” in questione “dovuta dagli eventuali comuni utenti al soggetto gestore dell’impianto o della discarica a favore del comune sede dell’impianto o della discarica stessi, che deve essere compresa tra il dieci ed il venti per cento della tariffa”.
25. Questo Giudice dubita poi anche della conformità della norma denunciata all’art. 117 secondo comma lettera s) della Costituzione, in quanto interviene in una materia, la “tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali” la cui disciplina è riservata alla legge dello Stato.
26. Alla luce delle considerazioni che precedono, appare pertanto rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 29 comma 2 della l. r. Lazio 9 luglio 1998 n.27, nella parte in cui prevede che la tariffa per conferire rifiuti agli impianti di smaltimento e alle discariche vada determinata prevedendo la “quota percentuale della tariffa” in questione “dovuta dagli eventuali comuni utenti al soggetto gestore dell’impianto o della discarica a favore del comune sede dell’impianto o della discarica stessi, che deve essere compresa tra il dieci ed il venti per cento della tariffa”.
a) dichiara rilevante e non manifestamente infondata ai sensi e sotto i profili di cui in motivazione la questione di legittimità costituzionale dell’art. 29 comma 2 della l. r. Lazio 9 luglio 1998 n.27, nella parte in cui prevede che la tariffa per conferire rifiuti agli impianti di smaltimento e alle discariche vada determinata prevedendo la “quota percentuale della tariffa” in questione “dovuta dagli eventuali comuni utenti al soggetto gestore dell’impianto o della discarica a favore del comune sede dell’impianto o della discarica stessi, che deve essere compresa tra il dieci ed il venti per cento della tariffa”;
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 18 giugno 2020 costituita ai sensi dell’art 84 comma 5 d.l. 17 marzo 2020 n.18 con l’intervento dei magistrati: