Source: http://www.volontariato.lazio.it/covid19/faq1.asp
Timestamp: 2020-06-06 04:28:25+00:00
Document Index: 109386906

Matched Legal Cases: ['art. 73', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 156', 'art. 35', 'art. 28', 'art. 122', 'art. 30', 'art. 67', 'art. 246', 'art. 105', 'art. 48', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 66', 'art. 16', 'art. 77', 'art. 43', 'art. 125', 'art. 64', 'art. 122', 'art. 120', 'art. 122', 'art. 104', 'art. 109', 'art. 48', 'art. 35', 'art. 15', 'art. 61', 'art. 18', 'art. 2', 'art. 17', 'art.17', 'art. 16', 'art. 15', 'art. 104', 'art. 9', 'art. 16', 'art. 66', 'art. 83']

FAQ e Normativa
In questa sezione riportiamo le informazioni di interesse per l’attivita' delle organizzazioni di volontariato e del terzo settore con le indicazioni specifiche contenute nelle disposizioni emanate a livello nazionale e regionale per l’emergenza COVID-19.
REGOLE GENERALI (Aggiornata al 19/05/2020)
Cosa prevede la "fase 2" indicata dal D.P.C.M. del 17 maggio e dal Decreto Legge n. 33/2020?
L'avvio della "fase 2" prevede nuove indicazioni per il contenimento del contagio da COVID-19 D.P.C.M. del 17 maggio 2020 che vanno in parte a sostituire o modificare quelle precedenti (D.P.C.M. del 26 aprile 2020) e si applicano dal 18 maggio 2020.
Le principali indicazioni sono di ordine generale:
1) cessano di avere effetto tutte le misure limitative della circolazione all'interno del territorio regionale (viene considerato incluso lo Stato della Citta' del Vaticano). Pertanto non occorre piu' compilare l'autocertificazione, salvo che non ci si sposti in altra Regione;
2) e' fatta espressa raccomandazione a tutte le persone anziane o affette da patologie croniche o con multi-morbilita', di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta necessita'.
3) i soggetti con infezione respiratoria caratterizzata da febbre (maggiore di 37,5 C) devono rimanere presso il proprio domicilio, contattando il proprio medico curante. Continua ad essere vietata la mobilita' alle persone sottoposte alla misura della quarantena anche precauzionale.
4) e' obbligatorio l'uso di protezioni delle vie respiratorie nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza.
Non sono soggetti all'obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, nonche' i soggetti con forme di disabilita' non compatibili con l'uso continuativo della mascherina ovvero i soggetti che interagiscono con loro.
5) restano invariate e prioritarie le altre misure di protezione quali il distanziamento fisico di almeno un metro (se non diversamente indicato) e l'igiene personale e degli ambienti nonche' quelle specificatamente definite per ciascuna tipologia di attivita' definite costante e accurata delle mani.
6) sono state inoltre prodotte delle Linee guida per la gestione in sicurezza di opportunita' organizzate di socialita' e gioco per bambini ed adolescenti nella Fase 2 dell'emergenza Covid-19.
Il D.L. n. 33 del 16 maggio 2020 stabilisce, invece, a proposito della mobilita', che anzitutto cessano di avere effetto tutte le misure limitative della circolazione all'interno del territorio regionale (viene considerato incluso lo Stato della Citta' del Vaticano). Pertanto non occorre piu' compilare l'autocertificazione, salvo che non ci si sposti in altra Regione.
Le misure restrittive potranno essere adottate o reiterate solo con riferimento a specifiche aree interessate da particolare aggravamento della situazione epidemiologica. Fino al 2 giugno 2020 sono vietati gli spostamenti, con mezzi di trasporto pubblici e privati, in una Regione diversa, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza (dal 3 giugno 2020, tali spostamenti interregionali saranno consentiti e potranno essere limitati solo in base all'evolversi del rischio epidemiologico).
Le riunioni si svolgono garantendo il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro. Resta tuttavia il divieto generale di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.
Nella Regione Lazio le attivita' economiche e produttive, sportive, di istruzione e museali potranno riaprire in base all'Ordinanza del Presidente della Regione Lazio n. Z00041 del 16 maggio 2020 che recepisce le Linee di indirizzo per la riapertura delle Attivita' Economiche e Produttive elaborate dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni.
A decorrere dal 18 maggio 2020 e' inoltre consentito, per le attivita' ancora sospese, l'accesso alle strutture e agli spazi aziendali esclusivamente al personale impegnato in attivita' di allestimento, manutenzione, ristrutturazione, montaggio, pulizia e sanificazione, nonche' a operatori economici ai quali sono commissionate tali attivita' finalizzate alla predisposizione delle misure di prevenzione e contenimento del contagio propedeutiche a successive disposizioni di apertura (anche con riferimento a parchi divertimento e parchi tematici).
Le attivita' di cui e' consentita la riapertura adottano tutte le generali misure di sicurezza relative, a titolo esemplificativo e non esaustivo, all'igiene personale e degli ambienti e del distanziamento fisico, nonche' quelle specificamente definite per ciascuna tipologia nelle Linee di indirizzo per la riapertura sopra indicate.
Tutte le indicazioni specifiche, relative alla "fase 2", sono riportate nell'apposita pagina FAQ sul sito del Governo, consultabile qui .
Per ulteriori dettagli in merito alla Regione Lazio si puo' consultare la pagina delle FAQ relative alla fase 2 sul sito della Regione e quella sulle FAQ specifiche sulla riattivazione dei servizi Ripartire Sicuri.
Ci sono indicazioni per le persone che rientrano nella Regione Lazio in questa “fase 2”?
L’Ordinanza del Presidente della Regione Lazio n. Z00039 dell’ 8 maggio 2020 prescrive che le comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza, per motivi di salute o per il rientro al proprio domicilio, abitazione o residenza, devono essere dichiarate al momento dell’ingresso nella Regione Lazio, da parte di tutte le persone provenienti da altre Regioni, mediante compilazione e invio del questionario aggiornato “SONO NEL LAZIO”, reperibile sul sito web della Regione.
Vengono fornite indicazioni specifiche per coloro che rientrano e, seppur in apparente stato di buona salute, non sono tuttavia in grado di dichiarare che non hanno avuto contatti con persone affette da sintomi o che non abbiano osservato le regole di distanziamento sociale e di utilizzo dei Dispositivi di protezione, in caso di uscita durante i 14 giorni precedenti, oppure dichiarano di aver avuto accesso, per qualsiasi motivo, in ospedali o case di cura nei 14 giorni precedenti. Prescrizioni ulteriori (tra i quali l’obbligo di permanere al proprio domicilio) per coloro che presentano una sintomatologia respiratoria o febbre > 37,5 o qualora hanno avuto contatti con persone affette da COVID nei 14 giorni precedenti.
In che modo le associazioni e gli ETS sono condizionati nella loro attivita' ordinaria?
Tutte le attivita' associative o aggregative che non abbiano carattere di necessita' e urgenza sono attualmente sospese e rinviate a data da destinarsi.
Allo stato attuale l'apertura della sede associativa al pubblico rimane possibile solo nel caso in cui, come in precedenza, sia necessaria per lo svolgimento di attivita' essenziali di assistenza.
Il Governo ha stabilito la generale sospensione delle manifestazioni, degli eventi e degli spettacoli di qualsiasi natura, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato. Sono sospesi gli eventi aggregativi, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo, religioso e fieristico, e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati.
Sono inoltre sospesi i servizi educativi per l'infanzia e le attivita' didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado, nonche' la frequenza delle attivita' scolastiche e di formazione superiore, comprese le Universita', i corsi professionali e le attivita' formative svolte da enti pubblici e da soggetti privati, ferma in ogni caso la possibilita' di svolgimento di attivita' formative a distanza.
Le attivita' di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l'erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali, centri sociali e centri ricreativi, i musei e gli altri istituti e luoghi della cultura riapriranno sulla base delle indicazioni del D.P.C.M. del 17 maggio 2020
Al fine di mantenere il distanziamento sociale, e' da escludersi qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa a quelle previste nel D.P.C.M. del 17 maggio 2020 e dal D.L. n. 33/2020. Le riunioni degli organi collegiali in presenza potranno svolgersi solo se siano rispettate tutte le prescrizioni di distanziamento e limitazione dei rischi di contagio; in via alternativa e' sempre consentita la possibilita' di riunirsi a distanzia, in audio-videoconferenza, secondo le modalita' concordate tra i partecipanti alla riunione
ATTIVITA' AMMINISTRATIVE DEGLI ETS (Aggiornata al 21/05/2020)
Come e' possibile, in questo periodo, svolgere le riunioni associative?
Fino alla data di cessazione dello stato di emergenza, le associazioni che non abbiano regolamentato, nel proprio statuto, lo svolgimento delle riunioni dell'Assemblea e del Consiglio Direttivo in videoconferenza, possono comunque riunirsi secondo tali modalita'.
Lo stabilisce l'art. 73, comma 4 del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020 (c.d. Decreto "Cura Italia"). Nel rispetto di criteri di trasparenza e tracciabilita' previamente stabiliti da ciascun ente, va garantita un'adeguata convocazione delle riunioni e devono essere utilizzati sistemi che permettano di identificare con certezza i partecipanti. I mezzi di telecomunicazione utilizzati dovranno cioe' garantire l'identificazione dei convocati, la loro partecipazione e l'esercizio del diritto di voto, senza, in ogni caso, la necessita' che si trovino nel medesimo luogo in cui si trovano il presidente e il segretario verbalizzante.
Nel caso in cui le associazioni, invece, non possano svolgere l'assemblea in via telematica perche' non dotate degli strumenti idonei, sara' opportuno che il Presidente provveda a informare i componenti del Consiglio Direttivo, e una volta ottenuto parere favorevole, si attivi per informare tutti gli associati che le riunioni assembleari saranno convocate quando le condizioni lo consentiranno, al fine di garantire a tutti la possibilita' di partecipare. Anche la riunione per l'elezione del Consiglio Direttivo e del Presidente, quindi, nel caso tali organi associativi siano prossimi alla scadenza del mandato, puo' essere ragionevolmente differita fino al momento in cui sara' di nuovo possibile convocare l'Assemblea dei soci, consentendo una proroga del mandato di coloro che risultano attualmente in carica. L'eccezionale situazione dell'emergenza epidemiologica infatti puo' essere sicuramente considerata una causa di forza maggiore che impone e giustifica il rinvio della riunione.
Al fine di mantenere il distanziamento sociale, e' da escludersi qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa a quelle previste nel D.P.C.M. del 17 maggio 2020 e dal D.L. n. 33/2020. Le riunioni degli organi collegiali in presenza potranno svolgersi solo se siano rispettate tutte le prescrizioni di distanziamento e limitazione dei rischi di contagio; in via alternativa e' sempre consentita la possibilita' di riunirsi a distanza, in audio-videoconferenza, secondo le modalita' concordate tra i partecipanti alla riunione.
Come fare per l’approvazione del bilancio annuale?
Nel Decreto “Cura Italia” (art. 35) e' stato stabilito che, per l’anno 2020, le Onlus, le ODV e le APS iscritte nei rispettivi registri e in generale le associazioni, le fondazioni e tutti gli enti non commerciali possono approvare i propri bilanci entro il termine del 31 ottobre 2020, in deroga al proprio statuto e alle ordinarie disposizioni di legge che stabiliscono l’approvazione entro il 30 aprile.
Come fare per la rendicontazione dei contributi pubblici e del 5 per mille?
Gli enti che stavano realizzando attivita' utilizzando i fondi pervenuti dal cinque per mille dell'anno 2017, sono autorizzate a realizzarle oltre il consueto termine di un anno ed a concluderle entro il 31 ottobre 2020. Inoltre il termine per la redazione dell'apposito rendiconto viene posticipato e fissato a 18 mesi dalla data di ricezione dei contributi. Sono altresi' prorogati alla data del 31 ottobre 2020 i termini di rendicontazione di eventuali progetti assegnati sulla base di leggi nazionali e regionali. Lo stabilisce il Decreto "Cura Italia" (art. 35). A tal proposito si segnala la nota n. 4344 del 19 maggio 2020, pubblicata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali - Direzione Generale del Terzo Settore e della responsabilita' sociale delle imprese, che fornisce chiarimenti in merito alla proroga del termine entro cui possono essere svolte le attivita' finanziate e sul relativo obbligo di rendicontazione, per quanto concerne gli importi accreditati durante l'anno solare 2019.
La nota fornisce, altresi', chiarimenti in merito alla destinazione delle somme percepite a titolo di cinque per mille per attivita' finalizzate a far fronte all'emergenza sanitaria in corso, specificando che le spese sostenute per far fronte all'emergenza sanitaria possono essere considerate ammissibili, ai fini della rendicontazione, solo se si tratta di attivita' rientranti nelle finalita' statutarie dell'associazione.
Ci sono indicazioni ulteriori in merito ai contributi del 5 per mille?
All'art. 156 del "Decreto Rilancio", al fine di far fronte alle difficolta' rilevate dagli enti del terzo settore che svolgono attivita' di rilevante interesse sociale e all'imminente esigenza di liquidita' evidenziata a seguito dell'emergenza sanitaria COVID-19, viene anticipata al 2020 l'erogazione del contributo del cinque per mille relativo all'anno finanziario 2019. A tal fine vengono accelerate le procedure di erogazione del contributo. Conseguentemente l'Agenzia delle entrate provvede alla pubblicazione sul proprio sito istituzionale degli elenchi degli enti ammessi e di quelli esclusi dal beneficio entro il 31 luglio 2020 e le amministrazioni competenti (nel caso di ODV, APS e ONLUS e' il Ministero del lavoro e delle politiche sociali) procedono all'erogazione del contributo entro il successivo 31 ottobre.
Come fare per l’adeguamento dello statuto al Codice del Terzo settore?
Il Decreto “Cura Italia” (art. 35) stabilisce che e' posticipato al 31 ottobre 2020 l’originario termine del 30 giugno 2020, entro il quale e' possibile modificare il proprio statuto in adeguamento alle disposizioni del Codice del Terzo Settore con le maggioranze assembleari ordinarie.
Quali misure di sostegno per gli enti del terzo settore sono previste nel D.L. n. 34 del 19 maggio 2020 (c.d. "Decreto Rilancio")?
All'art. 28 del "Decreto Rilancio" viene stabilito che agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d'imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, spetta un credito d'imposta nella misura del 60 % dell'ammontare mensile del canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell'attivita' istituzionale. Il credito d'imposta e' commisurato all'importo versato nel periodo d'imposta 2020 con riferimento a ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio. Il credito d'imposta e' utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta di sostenimento della spesa ovvero in compensazione, successivamente all'avvenuto pagamento dei canoni. Non concorre alla formazione del reddito ai fini dell'IRES e del valore della produzione ai fini dell'IRAP. Il credito d'imposta puo', in luogo dell'utilizzo diretto dello stesso, essere ceduto ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facolta' di successiva cessione del credito (ai sensi dell'art. 122). Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate saranno definite le modalita' attuative.
All'art. 30 del Decreto viene prevista una riduzione della spesa sostenuta dalle utenze elettriche connesse in bassa tensione diverse dagli usi domestici, con riferimento alle voci della bolletta identificate come "trasporto e gestione del contatore" e "oneri generali di sistema" per i mesi di maggio, giugno e luglio 2020.
All'art. 67 del Decreto al fine di sostenere le ODV, le APS e le fondazioni del Terzo settore attraverso interventi capaci di generare un significativo impatto sociale sulle comunita' di riferimento e fronteggiare le emergenze sociali ed assistenziali determinate dall'epidemia di COVID-19, la seconda sezione del Fondo per il finanziamento di progetti e attivita' di interesse generale nel terzo settore e' incrementata di 100 milioni di euro per l'anno 2020.
All'art. 246 del Decreto, allo scopo di fronteggiare gli effetti dell'emergenza COVID-19, vengono concessi contributi volti al sostegno del terzo settore nelle Regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), con la finalita' di rafforzare l'azione a tutela delle fasce piu' deboli della popolazione. Lo stanziamento complessivo, a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione, e' pari ad euro 120 milioni per l'anno 2020, di cui 20 milioni riservati ad interventi per il contrasto alla poverta' educativa. A tal fine, l'Agenzia per la Coesione territoriale provvedera' ad indire uno o piu' avvisi pubblici finalizzati all'assegnazione di un contributo a fondo perduto agli Enti del Terzo settore che realizzano tali attivita' di interesse generale, definendo le finalita' degli interventi da finanziare, le categorie di enti a cui sono rivolti, i requisiti di accesso al contributo, nonche' i costi ammissibili e le percentuali di copertura tramite il contributo.
In questo periodo e' possibile effettuare operazioni all’Agenzia delle entrate?
In linea con le indicazioni del Governo sulla strategia di distacco sociale per arginare la diffusione del contagio da Covid-19, l’amministrazione fiscale ha preso le dovute precauzioni, prevedendo, per ciascuna area di attivita', modalita' semplificate di svolgimento delle lavorazioni, dirette a privilegiare la relazione “a distanza” con l’utenza, tramite contatto telefonico o per via telematica. Per domandare un servizio, il cittadino puo' presentare preferibilmente via e-mail, PEC o tramite i servizi telematici dell’Agenzia la sua richiesta, (insieme alla documentazione necessaria e ai propri riferimenti per i contatti successivi). Gli indirizzi e-mail e PEC, dei singoli uffici dell’Agenzia dislocati sul territorio, sono reperibili sui siti delle direzioni regionali e provinciali delle Entrate.
In particolare, possono essere eseguite anche dalle persone non fisiche/enti associativi le operazioni relative al codice fiscale, quali dichiarazioni di inizio, variazione dati o cessazione attivita'.
Per quanto riguarda la registrazione degli atti valgono le stesse modalita': il contribuente che decidesse comunque di richiedere la registrazione di un atto: puo' farlo via e-mail o PEC inviando, naturalmente, l’atto firmato digitalmente o copia dell’atto sottoscritto con firma autografa, il modello 69 debitamente compilato e sottoscritto, la dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta' di essere in possesso degli originali (e l’impegno a depositarli successivamente in ufficio), la copia del documento di identita' del richiedente, il modello di versamento dei tributi autoliquidati. Verificata la correttezza della documentazione, l’ufficio effettuera' la registrazione e ne comunichera' per via telematica gli estremi di registrazione (serie e nÂ°) al contribuente. Alla riapertura degli uffici, ci si dovra' recare presso l’Agenzia delle entrate alla quale e' stata inviata la richiesta, per la successiva apposizione del timbro sugli atti in originale (con gli estremi di registrazione precedentemente comunicati).
Considerando che non vi sono urgenze ne' per le modifiche statutarie ne' per la costituzione di una nuova associazione, il suggerimento e' quello di rinviare ogni operazione di questo tipo al momento in cui sara' possibile riunirsi, per sottoscrivere gli atti o i verbali e provvedere conseguentemente alla loro registrazione direttamente presso gli uffici dell’agenzia nel momento in cui saranno riaperti.
E’ possibile inviare comunicazioni agli uffici della Regione Lazio?
Gli uffici della Regione Lazio hanno comunicato che, al fine di garantire il regolare svolgimento delle attivita' relative ai registri regionali del volontariato e dell’associazionismo, le dichiarazioni di riepilogo necessarie a perfezionare le pratiche trasmesse tramite il portale Artes possono essere inviate al seguente indirizzo PEC welfaredicomunitaeinnovazionesociale@regione.lazio.legalmail.it
SERVIZI EDUCATIVI O ASSISTENZIALI (Aggiornata al 21/05/2020)
E' possibile svolgere attivita' all'aria aperta o attivita' sportive al chiuso?
L'accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici e' condizionato al rigoroso rispetto del divieto di assembramento nonche' della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro; e' consentito l'accesso dei minori, anche assieme ai familiari o altre persone abitualmente conviventi o deputate alla loro cura, ad aree gioco all'interno di parchi, ville e giardini pubblici, per svolgere attivita' ludica o ricreativa all'aperto.
A decorrere dal 15 giugno 2020, e' consentito l'accesso di bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attivita' ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all'aria aperta, con l'ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza (le Regioni possono stabilire una diversa data anticipata o posticipata, in base alla situazione di contenimento del contagio rilevata nel proprio ambito territoriale);
E' consentito svolgere attivita' sportiva o attivita' motoria all'aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purche' comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l'attivita' sportiva e di almeno un metro per ogni altra attivita' salvo che non sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti.
L'attivita' sportiva di base e l'attivita' motoria in genere svolte presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, ovvero presso altre strutture ove si svolgono attivita' dirette al benessere dell'individuo attraverso l'esercizio fisico, sono consentite, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a decorrere dal 25 maggio 2020.
Per lo svolgimento in modo adeguato delle attivita' sportive, gli enti adottano, per gli ambiti di rispettiva competenza e in osservanza della normativa in materia di previdenza e sicurezza sociale, appositi protocolli attuativi contenenti norme di dettaglio per tutelare la salute degli atleti, dei gestori degli impianti e di tutti coloro che, a qualunque titolo, frequentano i siti in cui si svolgono l'attivita' sportiva di base e l'attivita' motoria in genere.
A decorrere dal 18 maggio 2020 sono inoltre consentiti:
Â· lo svolgimento di attivita' sportive individuali, anche presso strutture e centri sportivi, nel rispetto delle misure di sanificazione e distanziamento fisico tra gli atleti, nonche' tra atleti, addetti e istruttori, con esclusione di utilizzo degli spogliatoi, piscine, palestre, luoghi di socializzazione;
Â· l'attivita' nautica di diporto;
Â· il pilotaggio di aerei ultraleggeri;
Â· l'attivita' di pesca nelle acque interne (fiumi, laghi naturali e artificiali) e in mare (sia da imbarcazione che da terra che subacquea);
Â· l'attivita' di allenamento e di addestramento di animali in zone ed aree specificamente attrezzate, in forma individuale da parte dei proprietari o degli allevatori e addestratori;
Â· l'apicultura;
Â· la caccia selettiva delle specie di fauna selvatica allo scopo di prevenire ed eliminare gravi problemi per l'incolumita' pubblica.
Sono sospese le attivita' di centri benessere e centri termali (fatta eccezione per l'erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza).
Come devono regolarsi le associazioni che si occupano di assistenza presso ospedali o luoghi di cura?
E’ necessario contattare la struttura e accordarsi sulle modalita' di presenza. In base agli attuali Decreti l’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalita' e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, e' limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che e' tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione.
Come devono regolarsi le associazioni che svolgono attivita' educative presso scuole, istituti culturali o musei?
Per quanto riguarda i musei e gli altri istituti e luoghi della cultura, il servizio di apertura al pubblico e' assicurato a condizione che detti istituti e luoghi, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, nonche' dei flussi di visitatori (piu' o meno di 100.000 l'anno), garantiscano modalita' di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro.
Le amministrazioni e i soggetti gestori dei musei e degli altri istituti e dei luoghi della cultura possono individuare specifiche misure organizzative, di prevenzione e protezione, nonche' di tutela dei lavoratori, tenuto conto delle caratteristiche dei luoghi e delle attivita' svolte.
Gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto restano sospesi fino al 14 giugno 2020. Dal 15 giugno 2020, detti spettacoli sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.
Restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all'aperto quando non e' possibile assicurare il rispetto delle misure di contenimento. Restano comunque sospese
Sono sospesi i congressi, le riunioni, i meeting e gli eventi sociali in cui e' coinvolto personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi pubblici essenziali o di pubblica utilita'; e' altresi' differita ogni altra attivita' convegnistica o congressuale.
Restano comunque sospese le attivita' di centri culturali e centri sociali, le attivita' che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all'aperto o al chiuso, le fiere e i congressi.
Sono sospesi i servizi educativi per l'infanzia e le attivita' didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado, nonche' la frequenza delle attivita' scolastiche e di formazione superiore, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e universita' per anziani, nonche' i corsi professionali e le attivita' formative svolte da altri enti pubblici, anche territoriali e locali e da soggetti privati, ferma in ogni caso la possibilita' di svolgimento di attivita' formative a distanza.
Quali disposizioni prevede il D.L. n. 34 del 19 maggio 2020 (c.d. "Decreto Rilancio") per questo tipo di servizi?
L'art. 105 del "Decreto Rilancio" stabilisce, per l'anno 2020, un'integrazione del Fondo per le politiche della famiglia per un importo pari a 150 milioni di euro, destinata ai Comuni, per finanziare iniziative, anche in collaborazione con enti pubblici e privati, volte a introdurre:
a) interventi per il potenziamento dei centri estivi diurni, dei servizi socioeducativi territoriali e dei centri con funzione educativa e ricreativa destinati alle attivita' di bambini e bambine di eta' compresa fra i 3 e i 14 anni, per i mesi da giugno a settembre 2020;
b) progetti volti a contrastare la poverta' educativa e ad implementare le opportunita' culturali educative dei minori.
Le modalita' di ripartizione delle risorse sono stabilite con decreto ministeriale, che ripartira' gli stanziamenti riservando la misura del 10 per cento per il finanziamento dei progetti volti a contrastare la poverta' educativa e la restante quota al potenziamento dei centri estivi e dei servi socioeducativi.
CENTRI DIURNI, RESIDENZIALI O SEMIRESIDENZIALI (Aggiornata il 19/05/2020)
Come devono regolarsi le associazioni che gestiscono centri diurni e semiresidenziali?
Su tutto il territorio nazionale vengono riattivate le attivita' dei centri semiresidenziali a carattere socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, socio-occupazionale, sanitario e socio-sanitario per le persone con disabilita'. L'art. 48 del Decreto "Cura Italia" detta invece disposizioni per garantire i servizi sociali in questo periodo di emergenza, in cui restano sospesi i servizi educativi e scolastici e in cui possono essere sospese anche le attivita' socio-sanitarie e socioassistenziali nei centri diurni per anziani. In particolare, la disposizione prescrive alle pubbliche amministrazioni di fornire, attraverso il personale disponibile gia' impiegato in tali servizi e dipendente da soggetti privati che operano in convenzione, prestazioni in forme individuali domiciliari o a distanza o resi nel rispetto delle direttive sanitarie negli stessi luoghi ove si svolgono normalmente i servizi senza ricreare aggregazione. Tali servizi si possono svolgere secondo priorita' individuate dall'amministrazione competente o tramite co-progettazioni con gli enti gestori. Le pubbliche amministrazioni sono inoltre autorizzate al pagamento dei gestori privati dei suddetti servizi per il periodo della sospensione, sulla base di quanto iscritto nel bilancio preventivo.
Con riferimento alla domiciliarita' la Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 1 del 27 marzo 2020 evidenzia in particolare come essa appaia ancora piu' importante in un contesto nel quale vengono meno attivita' di sostegno offerte nell'ambito del sistema educativo e scolastico o ricreativo, in particolare qualora i familiari siano impegnati in attivita' lavorative per le quali non e' possibile la modalita' di lavoro agile dal proprio domicilio. In tal senso anche il Decreto "Cura Italia" ha previsto (art. 4 ter) l'attivazione di alcuni specifici servizi domiciliari per gli alunni con disabilita'. Non vanno anche trascurate alcune situazioni di particolare vulnerabilita' familiari o di contesto quali le famiglie seguite da interventi di educativa domiciliare, al fine di evitare che il peggioramento delle condizioni abbia effetti severi e irreversibili. Tali esigenze dovranno essere attentamente valutate dai Comuni e dagli Ambiti territoriali, anche ai fini di favorire ed integrare istituti quali quello delle dimissioni protette sui cui aspetti sanitari il governo e' intervenuto (cfr. art. 4 bis del Decreto "Cura Italia") ai fini di un indispensabile potenziamento.
Le attivita' sociali e socio-sanitarie erogate dietro autorizzazione o in convenzione, comprese quelle erogate all'interno o da parte di centri semiresidenziali per persone con disabilita', qualunque sia la loro denominazione, a carattere socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, sociooccupazionale, sanitario e socio-sanitario vengono riattivate secondo piani territoriali, adottati dalle Regioni, assicurando attraverso eventuali specifici protocolli il rispetto delle disposizioni per la prevenzione dal contagio e la tutela della salute degli utenti e degli operatori.
Le persone con disabilita' motorie o con disturbi dello spettro autistico, disabilita' intellettiva o sensoriale o problematiche psichiatriche e comportamentali o non autosufficienti con necessita' di supporto, possono ridurre il distanziamento sociale con i propri accompagnatori o operatori di assistenza, operanti a qualsiasi titolo, al di sotto della distanza prevista.
L'accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalita' e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, e' limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che e' tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione.
Vi sono ulteriori indicazioni, nella Regione Lazio, per le strutture sanitarie e socio-assistenziali?
L'Ordinanza del Presidente della Regione Lazio n. Z00034 del 18 aprile 2020 ha stabilito ulteriori misure per la prevenzione, contenimento e gestione dei focolai da SARS - COV -2 nelle strutture sanitarie ospedaliere, nelle strutture residenziali e semiresidenziali sanitarie, sociosanitarie e socio assistenziali. Tali strutture dovranno garantire il rispetto delle misure indicate nell'Allegato A dell'Ordinanza. In particolare:
a. Il personale deve svolgere la propria attivita' lavorativa esclusivamente all'interno della medesima struttura o stabilimento.
b. Le strutture devono dotare il proprio personale dei dispositivi di protezione individuale (DPI) e garantire ai propri dipendenti specifici percorsi formativi sull'utilizzo degli stessi.
c. Le strutture, qualora non avessero completato il percorso formativo e/o acquisito una congrua dotazione di DPI, devono adottare misure idonee ad evitare gli spostamenti e i contatti sociali di tutto il personale, anche allestendo spazi dedicati per il pernottamento degli stessi.
d. Tutte le strutture devono garantire per tutto il personale il controllo quotidiano in entrata e in uscita della temperatura e annotare i dati su un apposito registro.
e. Le direzioni sanitarie delle strutture devono inviare, alla ASL territorialmente competente, la dichiarazione sostitutiva di atto notorio dell'avvenuta attuazione delle misure indicate.
f. Le ASL effettuano il monitoraggio delle strutture territoriali residenziali e semiresidenziali.
Inoltre e' stata pubblicata l’Ordinanza del Presidente della Regione Lazio n. Z00039 dell’ 8 maggio 2020, nella quale si prescrive che:
- le ASL continuano ad essere competenti anche per le verifiche di accreditamento di strutture sanitarie e socio-sanitarie, fino al termine di conclusione del periodo emergenziale;
- sono prorogate fino al 3 giugno 2020 (salvo diversa disposizione della Direzione regionale salute in raccordo con l’Unita' di crisi della Regione Lazio per la gestione epidemiologica da COVID-19) la chiusura dei centri termali, la facolta' di differimento delle terapie nei centri di riabilitazione per soggetti disabili e la valutazione di eventuali misure di riduzione o sospensione delle attivita' di ricovero erogate dalle strutture del SSR e delle attivita' ambulatoriali non ospedaliere differibili e non urgenti;
- la riattivazione delle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali deve essere subordinata al nulla osta della ASL territorialmente competente.
In che modo avverra', nel Lazio, la riattivazione delle strutture per persone con disabilita'?
E’ stato approvato con Deliberazione di Giunta regionale in corso di pubblicazione sul BURL) il Piano regionale territoriale per la riattivazione delle attivita' socioassistenziali erogate da centri diurni e strutture semiresidenziali per persone con disabilita' , mentre l’attivita' socioassistenziale erogata in favore di persone anziane o di persone affette da patologie croniche continua ad essere sospesa fino ad ulteriori provvedimenti nazionali o regionali.
La riattivazione delle attivita' e' subordinata alla comunicazione da parte del soggetto gestore, sia al Comune presso il quale insiste la struttura, sia all’ASL competente, attestante l’adozione di tutte le misure di prevenzione e contenimento del contagio e al rilascio del nulla osta da parte della ASL.
Le attivita' vanno ridotte in modo da limitare il numero di presenze contemporanee di persone, riservandole alle persone con disabilita' per le quali e' stato valutato che in via prioritaria vi e' necessita' inderogabile di supporto diurno. Con ciascun utente che non rientra nelle priorita' verra' definito un programma alternativo, con prestazioni erogate in diversi contesti (per esempio a distanza o domiciliare, con l’operatore che svolgera' le attivita' al domicilio, con tutti i dispositivi di sicurezza necessari). In entrambi i casi l’adattamento del piano personalizzato dovra' essere stilato e condiviso con le famiglie, coinvolgendole nella scelta dell’intervento piu' adeguato.
Per le attivita' all’aria aperta si dovranno osservare tutte le attenzioni e precauzioni gia' espresse nelle generali disposizioni in vigore al fine del contenimento del contagio.Â Sara' possibile spostare le attivita' del centro anche all’interno dei parchi comunali, se forniti di servizi igienici e se recintati e periodicamente sanificati.
Qualora ci fosse un piccolo gruppo di utenti, residenti nello stesso Comune, non coincidente con quello di collocazione del Centro, si potranno reperire spazi (Palestre, Centri sportivi, ecc.) che il Comune di residenza puo' mettere a disposizione (il luogo indicato dovra' avere la necessaria autorizzazione all’uso da parte della ASL anche ai fini dei requisiti di sicurezza sui luoghi di lavoro).
Si raccomanda comunque una forte cautela nella riapertura delle attivita', che deve necessariamente:
a) contenere, in una prima fase, la frequenza all'interno dei centri diurni e delle strutture semiresidenziali di un 20% - 30 % rispetto all’utenza precedente;
b) iniziare con l’inserimento, previa valutazione del bisogno,Â delle persone con disabilita' piu' gravi.
L’apertura e lo svolgimento delle attivita' saranno subordinate all’andamento epidemiologico del contagio nelle prossime settimane, con la possibilita' di eventuali nuove chiusure.
L’ente gestore, unitamente al Comune e alla ASL competenti territorialmente, effettuera' una prima valutazione degli ambienti, per consentire nei centri di maggiori dimensioni la frequenza di piccoli gruppi, anche in contemporanea, ben distanziati tra loro oltre il metro, composti da 2/3 utenti, o prevedere la possibilita', per le strutture di piccole dimensioni, una turnazione delle presenze suddivise per fasce orarie, nella mattina e nel pomeriggio, ovvero a giorni alterni, considerando anche la possibilita' di un’apertura prolungata anche nel fine settimana.
Occorrera':
1. prevedere in base alla disponibilita' dei familiari e/o dei caregivers ed in base ai differenti piani personalizzati di assistenza, quante persone poter reinserire in struttura;
2. stabilire le modalita' con le quali sara' possibile usufruire degli spazi della struttura e progettare una diversa suddivisione degli stessi;
3. definire le attivita' che potranno essere svolte e quante persone con disabilita' potranno parteciparvi;
4. dettagliare le modalita' di apertura del Centro, includendo le azioni di sanificazione;
5. promuovere ogni azione utile al fine dell’integrazione nel piano personalizzato di assistenza con gli altri sostegni e interventi previsti per la persona con disabilita', in collaborazione con i familiari e la ASL;
6. prevedere convenzioni e/o protocolli di intesa per l’utilizzo di altri spazi anche all’aperto.
Terminate queste prime valutazioni, l’ente gestore d’intesa con i servizi sociali territoriali formula una proposta progettuale complessiva per la riapertura della singola struttura e la presenta all’ente locale che ha rilasciato l’autorizzazione all’apertura e al funzionamento, che dovra' vistarla. Altri principi generali da rispettare sono:
a) il distanziamento fisico tra gli utenti;
b) l’utilizzo di DPI adeguati;
c) divieto di frequentazione nei centri di persone (ospiti, operatori, occasionali) affette da sintomi di infezione respiratoria o febbrile.
Al fine di non lasciare sole le famiglie nella gestione dei propri familiari con disabilita', si intende garantire, fin d’ora, il servizio dei suddetti Centri durante tutto il periodo estivo ed oltre, fino al termine della fase emergenziale. A tal fine gli enti gestori provvederanno a coordinarsi con i Comuni e con gli uffici di piano dei rispettivi territori per avviare, se necessario, una rimodulazione degli appalti per garantire una copertura temporale che garantisca le attivita' anche per il periodo estivo.
Come possono le strutture reperire i DPI necessari?
Nel caso di impossibilita' a dotarsi autonomamente dei DPI, il gestore della struttura fa richiesta del proprio bisogno, per il tramite della ASL territorialmente competente, alla Regione Lazio che provvede in base al numero, alle tipologie disponibili e al fabbisogno giornaliero. Il costo verra' imputato alla struttura secondo un valore medio di acquisto regionale e decurtato in occasione del saldo annuale, anche a eventuale compensazione, per le strutture sanitarie e sociosanitarie accreditate; per le strutture sanitarie private e per le strutture socioassistenziali le modalita' di recupero verranno definite con successivo provvedimento a cura della Direzione regionale competente.
All'art. 66 del "Decreto Rilancio") viene modificato l'art. 16 del Decreto "Cura Italia" riguardante i dispositivi di protezione individuale, specificando che le mascherine chirurgiche, reperibili in commercio, sono considerate dispositivi di protezione individuale (DPI) per tutti i lavoratori e i volontari, sanitari e non, nonche' per i lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari che nello svolgimento dell'attivita' sono impossibilitati a mantenere la distanza.
Sono previste misure di sostegno per la sanificazione degli ambienti e l'acquisto di DPI?
All'art. 77 del "Decreto Rilancio" viene modificato l'art. 43 del Decreto "Cura Italia" in materia di contributi per la sicurezza e il potenziamento dei presidi sanitari, che vengono estesi anche in favore degli enti del terzo settore.
Sempre nel "Decreto Rilancio" (all'art. 125) viene modificato l'art. 64 del Decreto "Cura Italia" estendendo in favore degli enti del terzo settore il credito di imposta per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro. In particolare spetta un credito d'imposta in misura pari al 60 per cento delle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonche' per l'acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti. Il credito d'imposta spetta fino ad un massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 200 milioni di euro per l'anno 2020. Sono ammissibili al credito d'imposta le spese sostenute per:
a) la sanificazione degli ambienti nei quali e' esercitata l'attivita' lavorativa e istituzionale e degli strumenti utilizzati nell'ambito di tali attivita';
b) l'acquisto di dispositivi di protezione individuale (DPI), quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea;
d) l'acquisto di dispositivi di sicurezza diversi da quelli indicati alla lettera b), quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, ivi incluse le eventuali spese di installazione;
Il credito d'imposta e' utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta di sostenimento della spesa oppure in compensazione; e' inoltre cedibile ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facolta' di successiva cessione del credito (ai sensi dell'art. 122). Il credito d'imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell'IRAP. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono stabiliti i criteri e le modalita' di applicazione e di fruizione di tale agevolazione.
All'art. 120 del "Decreto Rilancio" alle associazioni, alle fondazioni e agli altri enti privati, compresi gli enti del Terzo del settore e' riconosciuto un credito d'imposta in misura pari al 60 per cento delle spese sostenute nel 2020, per un massimo di 80.000 euro, in relazione agli interventi necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del virus COVID-19, ivi compresi quelli edilizi necessari per il rifacimento di spogliatoi e mense, per la realizzazione di spazi medici, ingressi e spazi comuni, per l'acquisto di arredi di sicurezza, nonche' in relazione agli investimenti in attivita' innovative, ivi compresi quelli necessari ad investimenti di carattere innovativo quali lo sviluppo o l'acquisto di strumenti e tecnologie necessarie allo svolgimento dell'attivita' lavorativa e per l'acquisto di apparecchiature per il controllo della temperatura dei dipendenti e degli utenti. Il credito d'imposta e' cumulabile con altre agevolazioni per le medesime spese, comunque nel limite dei costi sostenuti ed e' utilizzabile nell'anno 2021 esclusivamente in compensazione ed e' cedibile ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facolta' di successiva cessione del credito (ai sensi dell'art. 122).
Quali disposizioni sono previste nel D.L. n. 34 del 19 maggio 2020 (c.d. "Decreto Rilancio") per questo tipo di strutture?
All'art. 104 del "Decreto Rilancio" al fine di garantire misure di sostegno alle strutture semiresidenziali, comunque siano denominate dalle normative regionali, a carattere socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, socio-occupazionale, sanitario e socio-sanitario per persone con disabilita', che in conseguenza dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 devono affrontare gli oneri derivante dall'adozione di sistemi di protezione del personale e degli utenti, nello stato di previsione della Presidenza del Consiglio viene istituito un Fondo di sostegno per le strutture semiresidenziali per persone con disabilita' volto a garantire il riconoscimento di una indennita' agli enti gestori delle medesime strutture, nel limite di spesa di 40 milioni di euro per l'anno 2020. Con uno o piu' decreti del Presidente del Consiglio saranno definiti i criteri di priorita' e le modalita' di attribuzione dell'indennita'.
Inoltre all'art. 109 del "Decreto Rilancio" viene modificato l'art. 48 del Decreto "Cura Italia" stabilendo che durante la sospensione dei servizi educativi e scolastici delle attivita' sociosanitarie e socioassistenziali nei centri diurni per anziani e per persone con disabilita', dei centri diurni e semiresidenziali per minori, per la salute mentale, per le dipendenze e per persone senza fissa dimora, dei servizi sanitari differibili, le pubbliche amministrazioni forniscono, anche su proposta degli enti gestori di specifici progetti, avvalendosi del personale disponibile gia' impiegato in tali servizi (anche dipendente da soggetti privati che operano in convenzione, concessione o appalto), prestazioni in forme individuali domiciliari o a distanza o rese nel rispetto delle direttive sanitarie negli stessi luoghi ove si svolgono normalmente i servizi senza ricreare aggregazione. Tali servizi possono essere svolti secondo priorita' individuate dall'amministrazione competente, tramite co-progettazioni con gli enti gestori, impiegando i medesimi operatori ed i fondi ordinari destinati a tale finalita', alle stesse condizioni assicurative sinora previsti, anche in deroga a eventuali clausole contrattuali, convenzionali, concessorie, adottando specifici protocolli che definiscano tutte le misure necessarie per assicurare la massima tutela della salute di operatori ed utenti.
Durante la sospensione dei servizi educativi e scolastici e dei servizi sociosanitari e socioassistenziali, le pubbliche amministrazioni sono autorizzate al pagamento dei gestori privati dei suddetti servizi per il periodo della sospensione, sulla base delle risorse disponibili e delle prestazioni rese in altra forma. Le prestazioni convertite in altra forma, previo accordo tra le parti, sono retribuite ai gestori con quota parte dell'importo dovuto per l'erogazione del servizio secondo le modalita' attuate precedentemente alla sospensione e subordinatamente alla verifica dell'effettivo svolgimento dei servizi. E' inoltre corrisposta un'ulteriore quota per il mantenimento delle strutture attualmente interdette che e' ad esclusiva cura degli affidatari di tali attivita', tramite il personale a cio' preposto, fermo restando che le stesse dovranno risultare immediatamente disponibili e in regola con tutte le disposizioni vigenti all'atto della ripresa della normale attivita', con particolare riferimento a quelle emanate ai fini del contenimento del contagio da COVID-19. A seguito dell'attivazione dei servizi, e' fatta comunque salva la possibilita' per i gestori di usufruire, in relazione alle ore non lavorate, dei trattamenti del fondo di integrazione salariale e di cassa integrazione in deroga, laddove riconosciuti per la sospensione dei servizi.
SERVIZI PER SOGGETTI FRAGILI
Vi sono indicazioni specifiche per i servizi di ascolto per soggetti fragili?
L’attuale contesto emergenziale potrebbe avere effetti particolarmente forti su soggetti gia' caratterizzati da elementi di fragilita', sia di tipo fisico che psicologico. In tal senso, risulta opportuno che da parte dei servizi sociali ci sia un potenziamento ed una pro-attivita' dei servizi di ascolto, anche per via telefonica e telematica delle persone in carico, cosi' previsto nella Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 1 del 27 marzo 2020. La Circolare richiama inoltre l’attenzione anche su tutte le situazioni di forte vulnerabilita' per donne e minorenni che necessitano l’attivazione di misure urgenti di protezione e di coinvolgimento tempestivo dell’Autorita' Giudiziaria.
Vi sono ulteriori servizi sociali che continuano ad essere garantiti?
Le indicazioni inerenti la continuita' degli interventi svolti dai servizi sociali sono state fornite con le FAQ pubblicate sul sito della Presidenza del Consiglio e sono state ribadite e sintetizzate nella recente Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 1 del 27 marzo 2020. Nella circolare e' precisato che non e' prevista alcuna sospensione per consultori, SERT, centri diurni, centri per i senza tetto.
Possono altresi' continuare ad operare, individuando le modalita' organizzative piu' idonee, i centri diurni per persone con difficolta' di carattere sociale, compresi i servizi di mensa, igiene personale ecc.; empori sociali per persone in poverta' estrema; centri polivalenti per anziani e persone con disabilita'; centri di ascolto per famiglie che erogano tra l’altro consulenze specialistiche; attivita' di mediazione familiare e spazi neutri su disposizione dell’autorita' giudiziaria; centri antiviolenza (si ritiene comprensivi dei centri anti tratta), nella misura in cui assicurano servizi strumentali al diritto alla salute o altri diritti fondamentali della persona (alimentazione, igiene, accesso a prestazioni specialistiche ecc.). Devono comunque garantire condizioni strutturali e organizzative che consentano il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro.
Le associazioni di volontariato che somministrano pasti o servizi alle fasce di popolazione debole, possono continuare ad erogare i loro servizi. E’ comunque opportuno che tali attivita' vengano sottoposte a coordinamento da parte dei servizi sociali pubblici territoriali.
Ci sono indicazioni specifiche per i servizi alle persone senza fissa dimora?
Anche per quanto riguarda i senza fissa dimora e' opportuno (in base alle indicazioni della Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 1 del 27 marzo 2020) che le mense, i servizi di accoglienza notturna e gli sportelli per la distribuzione di beni di prima necessita', nonche' l’operativita' delle unita' di strada non vengano interrotti. In tal senso, anche ai fini dell'operare nelle condizioni di massima sicurezza, sara' utile che i servizi sociali pubblici territoriali coordinino gli enti, le associazioni del terzo settore e di volontariato che affiancano i servizi comunali e di ambito, anche ai fini di individuare strutture alloggiative adeguate cui indirizzare i senza dimora, raccordandosi, ove attivati dal Sindaco, con i Centri Operativi Comunali COC per l’emergenza. Nella Circolare si richiama la possibilita' di utilizzare la quota del Piano per gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla poverta', dedicata al rafforzamento dei servizi per i senza dimora e le persone in poverta' estrema. Le organizzazioni partner nazionali accreditate (Banco Alimentare Roma, Banco delle Opere di Carita', Caritas, Comunita' di Sant’Egidio, Croce Rossa e Fondazione Banco Alimentare) e, per loro tramite, le 10.000 organizzazioni partner operative sono informate della necessita' di raccordarsi con i servizi comunali e i Centri Operativi Comunali al fine di una migliore pianificazione della distribuzione degli aiuti. E’ in ogni caso necessario attivarsi per garantire ai frequentatori dei servizi la possibilita' di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro, provvedere a pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol, mettere a disposizione degli addetti, nonche' degli utenti e visitatori, soluzioni disinfettanti per l'igiene delle mani come indicato nei vari D.P.C.M.
PROTEZIONE CIVILE (Aggiornata al 21/05/2020)
Quali disposizioni per le ODV di protezione civile?
Per i lavoratori che sono attivati come volontari dalle associazioni di protezione civile al fine di far fronte alle esigenze straordinarie ed urgenti connesse all'attuale situazione di emergenza, il Decreto "Cura Italia" (art. 35 bis) ha elevato a 180 giorni il periodo di permessi continuativi fruibile dai volontari, fermo restando il limite massimo di 180 giorni annuali.
Inoltre all'art. 15 "Decreto Rilancio" si stabilisce il divieto di cumulo del rimborso per il mancato guadagno giornaliero previsto dal Codice nazionale di protezione civile per i volontari lavoratori autonomi, impegnati nell'emergenza COVID-19 che abbiano percepito l'indennita' per il mancato guadagno prevista dal Decreto "Cura Italia" (trattandosi di misure con la medesima finalita').
E' stata inoltre pubblicata la Direttiva del Pres. del Consiglio dei ministri del 24 febbraio 2020 relativa alle procedure per la presentazione delle istanze di rimborso (anche con le modalita' di credito di imposta) da parte dei datori di lavoro pubblici o privati per degli oneri derivanti dalla partecipazione, come volontari, dei propri dipendenti ad attivita' autorizzate di protezione civile. Vengono inoltre definite le procedure per la presentazione delle istanze di rimborso, per il mancato guadagno giornaliero, da parte dei lavoratori autonomi impegnati come volontari nelle attivita' di protezione civile e le procedure per la presentazione delle istanze di rimborso da parte delle ODV di protezione civile per le spese autorizzate per attivita' di pianificazione, emergenza, addestramento e formazione teorico-pratica e diffusione della cultura e della conoscenza della protezione civile.
ASSOCIAZIONI CON LAVORATORI (Aggiornata al 04/05/2020)
Come devono regolarsi le associazioni che si avvalgono di lavoratori?
Per le associazioni e gli altri enti del Terzo settore valgono le disposizioni generali riferite al mondo del lavoro. Pertanto viene raccomandato di promuovere, durante il periodo di restrizione, al fine di evitare rischi di contagio epidemiologico, la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi di congedo ordinario e di ferie e si invita ad evitare le occasioni di incontro diretto o, laddove necessarie, a ridurle al minimo indispensabile.
Con il D.P.C.M. dell’11 marzo si raccomanda che:
- sia attuato il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalita' di lavoro agile per le attivita' che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalita' a distanza;
- siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonche' gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva, assumano protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;
Sono previste sospensioni sui versamenti relativi alla gestione del personale?
Nell’ambito della proroga da applicare ai versamenti dovuti, a qualsiasi titolo, dalla generalita' dei contribuenti nei confronti delle pubbliche amministrazioni, il Decreto “Cura Italia” stabilisce la sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria anche per le ONLUS iscritte all’Anagrafe, per le ODV iscritte al registro regionale e per le APS iscritte al registro regionale o nazionale (art. 61, lettera r). Tale sospensione si applica dalla data di entrata in vigore del Decreto Legge n. 9 del 2 marzo 2020 e fino al 30 aprile 2020.
I pagamenti sospesi dovranno essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il prossimo 31 maggio 2020 oppure rateizzati in un massimo di cinque quote mensili di pari importo, a decorrere dal mese di maggio 2020.
Inoltre, in base all’art. 18, comma 5 del Decreto Legge n. 23 dell’8 aprile 2020 (c.d. “Decreto Liquidita'”), i versamenti delle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e/o assimilati nonche' le trattenute relative alle addizionali regionali e comunali sono sospesi anche per gli enti non commerciali. Come specificato nella Circolare dell’Agenzia delle entrate n. 9/E del 13 aprile 2020, la disposizione trova applicazione anche nell’ipotesi in cui l’ente svolga, oltre alla attivita' istituzionale, anche un’attivita' commerciale, in modo non prevalente o esclusivo.
In questo periodo e' possibile, in via eccezionale, retribuire i volontari?
Il Decreto “Cura Italia” (art. 2 septies) ha dettato una disposizione ad hoc in tema di volontariato, sospendendo per il periodo emergenziale l’applicazione dell’art. 17, comma 5 del Codice del Terzo Settore (D. Lgs. n. 117/2017), che prevede l’incompatibilita' della qualita' di volontario con qualsiasi forma di rapporto di lavoro (subordinato, autonomo o di altra natura) con l’associazione di cui fa parte.
La momentanea disapplicazione dell’art.17, c.5, determina un duplice effetto:
- consente che soggetti qualificati dalla legge come volontari, possano intrattenere anche rapporti di lavoro di qualsiasi tipo con l’ente nel quale svolgono la propria attivita' (ad esempio, un medico volontario in una associazione di volontariato che viene contrattualizzato);
- consente che un lavoratore possa anche svolgere anche attivita' di volontariato nell’ente nel quale lavora (ad esempio, il medico dipendente che svolge anche attivita' di volontariato nella propria associazione).
Si ribadisce che questa possibilita' puo' essere utilizzata limitatamente al periodo dell’emergenza, per consentire alle organizzazioni di sopperire ad eventuali carenze di personale, istituendo rapporti lavorativi con quei volontari che presentino idoneita' e capacita' necessarie allo svolgimento dell’attivita'.
Gli eventuali costi per l’associazione, ai sensi dell’art. 16 del Codice del Terzo Settore, saranno rapportati al tipo di contratto applicato, in ragione della mansione o del servizio svolta dalla persona retribuita.
Come regolarsi con l’attivita' dei volontari in servizio civile?
Il Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale ha inizialmente disposto la sospensione dei progetti di servizio civile e, di conseguenza, dell'attivita' dei volontari fino al 3 aprile 2020. Il 4 aprile e' stata pubblicata la Circolare del Capo del Dipartimento recante indicazioni agli enti circa l'impiego degli operatori volontari del servizio civile universale nell'ambito dell'emergenza epidemiologica da COVID-19. La finalita' e' consentire di riattivare i progetti attualmente sospesi e far iniziare quelli non ancora avviati, cosi' da contribuire alla gestione della straordinaria situazione di emergenza che il Paese sta affrontando, nel rispetto delle disposizioni del Governo e in linea con i principi di precauzione e cautela che il contesto impone. Attraverso procedure semplificate ed accelerate, la Circolare disciplina tutte le diverse casistiche dei progetti, individua le modalita' di attuazione, approfondisce gli aspetti dell'attivita' di formazione, monitoraggio e valutazione, dettaglia il coinvolgimento degli operatori volontari e del loro status, definisce il calendario di prossimi avvii e subentri. Il Dipartimento le politiche giovanili e il servizio civile universale ha creato un'apposita pagina FAQ sul proprio sito, aggiornata costantemente, consultabile qui.
SI segnala che all'art. 15 del "Decreto Rilancio" e' stato disposto un incremento del Fondo nazionale per il servizio civile di 20 milioni di euro per l'anno 2020.
SERVIZI PER PERSONE CON DISABILITA' (Aggiornata al 21/05/2020)
Quali disposizioni sono previste in favore delle persone con disabilita'?
L'Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilita' della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha redatto una pagina di FAQ dedicate alla disabilita' (aggiornata in base ai provvedimenti piu' recenti). I temi trattati sono: Informazioni, Spostamenti, Centri per disabili, Lavoro, Scuola e Servizi garantiti. Le domande e risposte sono consultabili sul sito dell'Ufficio, cliccando qui.
Inoltre all'art. 104 del "Decreto Rilancio" , al fine di potenziare l'assistenza, i servizi e i progetti di vita indipendente per le persone con disabilita' gravissima e non autosufficienti gravi e per il sostegno di coloro che se ne prendono cura, viene incrementato di ulteriori 90 milioni di euro per l'anno 2020 lo stanziamento del Fondo per le non autosufficienze, di cui 20 milioni destinati alla realizzazione di progetti per la vita indipendente.
Al fine di potenziare i percorsi di accompagnamento per l'uscita dal nucleo familiare di origine ovvero per la deistituzionalizzazione, gli interventi di supporto alla domiciliarita' e i programmi di accrescimento della consapevolezza, di abilitazione e di sviluppo delle competenze per la gestione della vita quotidiana e per il raggiungimento del maggior livello di autonomia possibile, per le persone con disabilita' grave prive del sostegno familiare, lo stanziamento del Fondo per l'assistenza alle persone con disabilita' grave prive del sostegno familiare e' incrementato di ulteriori 20 milioni di euro per l'anno 2020.
Sempre nel "Decreto Rilancio" (all'art. 9) vengono prorogati per ulteriori 90 giorni dalla data di approvazione del decreto i diversi piani terapeutici per persone con disabilita', che includono la fornitura di ausili e protesi per l'incontinenza, stomie, laringectomizzati e per la prevenzione e trattamento delle lesioni cutanee e altri prodotti correlati a qualsivoglia ospedalizzazione a domicilio.
DONAZIONI IN DENARO O IN NATURA PER L’EMERGENZA (Aggiornata al 04/05/2020)
Ci sono incentivi per le donazioni a sostegno delle misure di contrasto dell’emergenza?
Nel Decreto “Cura Italia” viene ampliato l’elenco dei prodotti la cui cessione gratuita da parte delle imprese da' diritto ad alcune agevolazioni fiscali (ai fini IVA e ai fini delle imposte dirette). Cosi' all’art. 16 della Legge 19 agosto 2016, n. 166, alla donazione di eccedenze alimentari o di taluni medicinali o di altri prodotti a fini di solidarieta' sociale, viene aggiunta la seguente lista di beni: i prodotti tessili, i prodotti per l’abbigliamento e per l’arredamento, i giocattoli, i materiali per l’edilizia e gli elettrodomestici, nonche' i personal computer, tablet, e-reader e altri dispositivi per la lettura in formato elettronico, non piu' commercializzati o non idonei alla commercializzazione per imperfezioni, alterazioni, danni o vizi che non ne modificano l’idoneita' all’utilizzo o per altri motivi similari.
Inoltre, all’art. 66 del Decreto “Cura Italia” vengono stabiliti incentivi fiscali per le erogazioni liberali in denaro e in natura a sostegno delle misure di contrasto dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 effettuate nel 2020. Per le erogazioni effettuate da persone fisiche ed enti non commerciali in favore di Stato, regioni, enti locali, enti o istituzioni pubbliche (tra le quali ASL, aziende ospedaliere e Dip. di Protezione civile), fondazioni e associazioni senza scopo di lucro legalmente riconosciute (con personalita' giuridica) e' consentita una detrazione IRPEF del 30%, per un importo fino a 30.000 euro.
Per i soggetti titolari di reddito d’impresa si applica la deducibilita' prevista all’articolo 27 della Legge n. 133 del 13 maggio 1999 ed e' prevista la possibilita' di dedurre l’intera somma erogata, anche ai fini IRAP.
La presente disposizione, nell’intento di ampliare le possibilita' di coloro che vogliano effettuare una donazione per questa causa, va pertanto ad aggiungersi ai benefici di detraibilita' e deducibilita' fiscale che spettano a coloro che effettuano erogazioni liberali in denaro o in natura a favore di ODV e APS e ONLUS iscritte nei rispettivi registri, in base a quanto gia' stabilito dall’art. 83 del Codice del Terzo settore.
In tutti i casi, per poter usufruire della detraibilita' o deducibilita' fiscale, occorrera' effettuare le erogazioni in denaro con versamento bancario o postale ovvero mediante gli altri sistemi di pagamento previsti dall’articolo 23 D.Lgs. n. 241/1997 (bancomat, carte di credito, carte prepagate, assegni bancari e circolari).
E’ opportuno che l’ente beneficiario evidenzi adeguatamente che la raccolta fondi e' destinata specificamente all’emergenza epidemiologica da COVID-19 e, allo stesso modo, che il donatore specifichi la finalita' della propria donazione (ad es. nella causale del bonifico).
Per le donazioni in natura si applicheranno le disposizioni del D.M. Lavoro e Politiche sociali del 28 novembre 2019, che stabilisce che la donazione in natura deve risultare da atto scritto comprendente la dichiarazione analitica dei beni donati e del relativo valore e l’impegno dell’ente beneficiario ad utilizzare direttamente i beni per il perseguimento di tali finalita' civiche, solidaristiche e di utilita' sociale. Con specifico riferimento alle erogazioni in natura, dell’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 8/E del 3 aprile 2020, ha chiarito che rientrano nell’ambito applicativo della norma anche le donazioni aventi ad oggetto misure di solidarieta' alimentare effettuate direttamente alle strutture di ricovero, cura, accoglienza e assistenza, pubbliche o private che, sulla base di specifici atti delle competenti autorita' pubbliche, siano coinvolte nella gestione dell’emergenza COVID-19.
RIFERIMENTI DELLE PRINCIPALI DISPOSIZIONI NORMATIVE INDICATE
- Decreto Legge n. 34 del 19 maggio 2020 (c.d. "Decreto Rilancio")
- Direttiva del Pres. del Consiglio dei ministri del 24 febbraio 2020
- Nota del Min. Lavoro e Politiche sociali n. 4344 del 19 maggio 2020
- Decreto Pres. Consiglio dei Ministri del 17 maggio 2020
- Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020 coordinato con la Legge di conversione n. 27 del 24 aprile 2020 (c.d. Decreto “Cura Italia”)
- Decreto Legge n. 23 dell’8 aprile 2020 (c.d. “Decreto Liquidita'”)
- Ordinanza Presidente della Regione Lazio n. Z00039 del 8 maggio 2020
- il Piano regionale territoriale per la riattivazione delle attivita' socioassistenziali erogate da centri diurni e strutture semiresidenziali per persone con disabilita'
- Ordinanza Pres. Regione Lazio n. Z00034 del 18 aprile 2020
- Nota del Min. Lavoro e Politiche Sociali n. 2088 del 27 febbraio 2020
- Circolare Min. Lavoro e Politiche Sociali n. 1 del 27 marzo 2020 (Sistema dei Servizi Sociali)
- Circolare dell’Agenzia delle entrate n. 8/E del 3 aprile 2020