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Timestamp: 2017-08-21 18:00:41+00:00
Document Index: 3774996

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 48', 'art. 75', 'sentenza ', 'art. 29', 'sentenza ']

Legittima sia la revoca dell’aggiudicazione provvisoria della gara che l’incameramento della cauzione presentata dalla ricorrente a seguito di accertamenti , sulla base del documento unico di regolarità contributiva (di seguito DURC), della non regolarità
Poiché la regolarità contributiva è un requisito indispensabile non solo per la stipulazione del contratto, bensì per la stessa partecipazione alla gara e in considerazione del fatto che sono infatti risultati, quanto ai versamenti INPS, insoluti non ancora quantificati e, quanto ai premi INAIL, non versati i premi assicurativi per gli anni 2004 – 2006, per un importo di euro 1085,71, e tenuto conto che nel sistema normativo vigente, infatti, la verifica della regolarità contributiva non è più di competenza delle stazioni appaltanti ma è demandata agli enti previdenziali, in questo contesto la stazione appaltante in una siffatta situazione non deve dunque far altro che prendere atto della certificazione senza poter in alcun modo sindacarne le risultanze (come avviene del resto con riferimento a qualsiasi certificazione acquisita per comprovare requisiti, il cui accertamento è affidato a altre amministrazioni): risultano pertanto legittimi sia l’atto di annullamento dell’aggiudicazione provvisoria che l’incameramento della cauzione poiché nelle ipotesi in cui emerge dal DURC l’irregolarità della posizione contributiva dell’aggiudicataria, la revoca dell’aggiudicazione è una conseguenza legittima ed automatica, priva di apprezzamenti discrezionali, senza che rilevi, nel silenzio delle norme, la natura e la rilevanza dell’irregolarità._ Scopo delle previsioni legislative, infatti, è proprio quello di escludere dalla contrattazione con le amministrazioni le imprese che non siano corrette (regolari) per quanto concerne gli obblighi previdenziali, proprio perché rivelano un atteggiamento di trascuratezza verso gli obblighi previdenziali.
Merita di essere segnalata la sentenza numero 458 del 13 marzo 2008 emessa dal Tar Sardegna, Cagliari
Con il ricorso in esame, notificato il 24 luglio 2007 e depositato il successivo giorno 30, la ricorrente espone di aver partecipato alla gara indetta dalla Gestione governativa delle Ferrovie della Sardegna per l’affidamento dei lavori di allineamento, livellamento e rincalzatura di ml. 75.958 di binario e profilatura della massicciata nelle linee di T.P.I. del Compartimento di Sassari, per un importo complessivo di euro 227.800,00, risultando aggiudicataria provvisoria.
Sennonché, in sede di verifica del possesso dei requisiti dichiarati in sede di gara, la stazione appaltante accertava, sulla base del documento unico di regolarità contributiva (di seguito DURC) , la non regolarità della posizione della società ISORA sia con riferimento ai contributi INPS sia con riguardo ai premi INAIL.
Per tali motivi la stessa stazione appaltante procedeva alla revoca dell’aggiudicazione provvisoria della gara ed all’incameramento della cauzione presentata dalla ricorrente.
Vediamo le ragioni del ricorso
Violazione e falsa applicazione dell’art. 48 del D.Lgvo n. 163/06, dell’art. 75 del DPR n. 554/99 e della lex specialis di gara con riguardo al procedimento di verifica del possesso dei requisiti di partecipazione: in quanto la stazione appaltante si sarebbe limitata ad un acritico recepimento delle risultanze del DURC senza procedere ad un esame delle giustificazioni rese dall’aggiudicatario provvisorio e senza disporre presso l’INPS e l’INAIL alcun accertamento in ordine alle ragioni poste a fondamento dell’attestazione di non regolarità. Inoltre non si sarebbe tenuto conto della particolare tenuità delle infrazioni.
Violazione e falsa applicazione dei principi sull’esercizio del potere di autotutela, in relazione alla disposta revoca dell’aggiudicazione provvisoria – Eccesso di potere in ogni forma sintomatica, in particolare per illogicità e contraddittorietà – Travisamento ed erronea valutazione degli elementi di fatto, difetto di istruttoria e di motivazione: in quanto, tenuto conto dei chiarimenti offerti dall’aggiudicatario provvisorio e della buona fede da esso mostrata nel ritenere assolti i suoi obblighi contributivi, l’adozione del provvedimento di revoca doveva essere preceduta da una particolare ponderazione dell’interesse pubblico all’adozione di un provvedimento di autotutela diverso ed ulteriore rispetto a quello del mero ripristino della legalità.
Il parere dell’adito giudice
Sotto un profilo sistematico, va osservato che la regolarità contributiva è un requisito indispensabile non solo per la stipulazione del contratto, bensì per la stessa partecipazione alla gara (cfr. T.A.R. Umbria 12 aprile 2006, n. 221, Cons. Stato., Sez. IV, 27 dicembre 2004, n. 8215).
Per conseguenza, l’impresa dev’essere in regola con i relativi obblighi fin dalla presentazione della domanda, e conservare tale regolarità per tutto lo svolgimento della procedura di gara.
La regolarità contributiva nei confronti degli enti previdenziali costituisce, infatti, indice rivelatore della correttezza dell’impresa nei rapporti con le proprie maestranze e deve, pertanto, poter essere apprezzata in relazione ai periodi durante i quali l’impresa stessa era tenuta ad effettuare i relativi versamenti.
– l’erronea attestazione della sussistenza dei requisiti di partecipazione ha rilevanza oggettiva, sicché il relativo inadempimento non tollera ulteriori indagini da parte dell’Amministrazione in ordine all’elemento psicologico (se questo, cioè, sia dovuto a dolo o colpa dell’impresa ) e alla gravità della violazione
– al fine di valutare la veridicità della dichiarazione di regolarità contributiva prodotta, l’Amministrazione deve verificare la rispondenza di tale dichiarazione a quello che sarebbe stato il contenuto del certificato che in merito avrebbe rilasciato l’ente previdenziale, surrogato dall’autodichiarazione presentata
Da ultimo, va soggiunto che la regolarità contributiva costituisce requisito sostanziale di partecipazione alla gara, per cui non può attribuirsi alcun effetto sanante alla domanda di dilazione e di rateizzazione del debito contributivo presentata dalla impresa che trova suo presupposto in uno stato di irregolarità contributiva
Neppure può dispiegare alcun effetto nella vicenda all’esame quanto osservato dalla Corte di Giustizia con la sentenza 9.2.2006, n. 226, con la quale è stato affermato che una normativa o una prassi amministrativa nazionali che, in caso di misure di sanatoria o di condono fiscale, nonché di concordato, considera in regola i partecipanti ad una gara di appalto di pubblici servizi con i loro obblighi al fine della ammissione ed alla aggiudicazione dell’appalto, non è incompatibile con l’art. 29, comma 1, lett. e) e f), della direttiva del Consiglio 92/50/Cee, a condizione che, entro il termine indicato dalla normativa nazionale stessa, i suddetti possano fornire la prova di aver beneficiato delle misure indicate.
Alla luce dei suesposti principi le argomentazioni della ricorrente si rivelano tutte infondate.
Osservanza degli obblighi fiscali
Un’ impresa deve essere in regola con gli obblighi fiscali fin dal momento di presentazione della domanda di partecipazione, sicchè deve esservi necessaria coincidenza cronologica tra correttezza fiscale e partecipazione alla gara, con irrilevanza a tali fini di ogni adempimento tardivo della obbligazione, anche se riconducibile al momento della scadenza del termine del pagamento, attraverso, per esempio, il meccanismo dell’accreditamento con valuta retroattiva
Anche interessante appare:
Riprotiamo qui di seguito la sentenza numero 458 del 13 marzo 2008 emessa dal Tar Sardegna, Cagliari
REPUBBLICA ITALIANA Sent. n. 458/2008
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Ric. n. 620/2007
sul ricorso n. 620/2007 proposto dalla società ALFA srl –, in persona del legale rappresentante p.t. Ing. Emanuela B., in proprio e quale mandataria della costituenda ATI con la ALFA BIS srl, rappresentata e difesa per procura a margine dell’atto introduttivo del giudizio dagli avv.ti Nicola Salvi e Giovanni Cossu ed elettivamente domiciliata in Cagliari, via Satta n. 33, presso lo studio del secondo,
la Gestione governativa delle Ferrovie della Sardegna, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall’Avvocatura dello Stato presso il cui Ufficio Distrettuale di Cagliari, in via Dante n. 23, è per legge domiciliata,
della società BETA Francesco s.r.l., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa per procura a margine dell’atto di costituzione dall’avv. Carlo BETA ed elettivamente domiciliata in Cagliari, via Sassari n. 17, presso la Segreteria del Tribunale,
della nota del Direttore Generale n. 8288 del 23 maggio 2007, con la quale è stata comunicata la revoca dell’aggiudicazione provvisoria in favore della ricorrente della gara per l’affidamento dei lavori di allineamento, livellamento e rincalzatura di ml. 75.958 di binario e profilatura della massicciata nelle linee di T.P.I. del Compartimento di Sassari;
della nota n. 8469 del 25 maggio 2007, con la quale è stato richiesto l’incameramento della polizza fideiussoria prestata per la gara;
della nota n. 10052 del 20 giugno 2007, con la quale sono stati confermati i predetti provvedimenti,
nonché, con ricorso per motivi aggiunti,
della nota n. 8473 del 25 maggio 2007, con la quale la Gestione governativa ha comunicato l’aggiudicazione provvisoria della gara all’impresa Francesco BETA srl;
della nota n. 10051 del 20 giugno 2007, con la quale la Gestione governativa ha comunicato l’aggiudicazione definitiva della gara alla medesima impresa, nonché del contratto rep. 23/07 del 21 giugno 2007 stipulato;
di tutti i provvedimenti e gli atti conosciuti a seguito della nota n. 13031 del 2 agosto 2007;
di ogni altro atto ad essi presupposto, conseguente o comunque connesso.
Visti gli atti di costituzione in giudizio dell’amministrazione resistente e della società controinteressata;
Designato relatore il Consigliere Tito Aru;
Uditi alla pubblica udienza del 27 febbraio 2008 l’avv. Giovanni Cossu per la ricorrente, l’avvocato dello Stato Francesco Caput per il Ministero resistente e l’avv. Carlo G. BETA per la società controinteressata;
Malgrado i chiarimenti offerti dalla società ALFA srl, la Gestione governativa delle Ferrovie della Sardegna, con nota n. 10052 del 20 giugno 2007, confermava integralmente i provvedimenti adottati procedendo all’aggiudicazione della gara ed alla stipulazione del contratto con la seconda classificata, l’impresa BETA Francesco s.r.l..
Di qui il ricorso in esame affidato ai seguenti motivi:
Concludeva quindi la ricorrente chiedendo, previa sospensione, l’annullamento dei provvedimenti impugnati, con favore delle spese.
Contestualmente alla proposizione delle anzidette domande la ricorrente ha proposto istanza per il risarcimento del danno, sia sotto il profilo del danno emergente (da quantificare in corso di giudizio) che del lucro cessante (nella misura del 20% dell’offerta resa in gara), nonché del danno per perdita di chance e di quello conseguente al depauperamento delle capacità tecniche ed economiche dell’impresa necessarie ai fini del mantenimento della qualificazione SOA, quantificabile nella misura del 3% dell’importo di gara o, comunque, da valutarsi in via equitativa.
Con ricorso per motivi aggiunti la ricorrente ha esteso l’impugnazione agli atti di aggiudicazione della gara in favore della controinteressata, riproponendo le medesime censure di cui all’atto introduttivo del giudizio.
Per resistere all’impugnazione si sono costituite sia la Gestione governativa delle Ferrovie che la società controinteressata che, dopo averne eccepito l’improcedibilità per irregolarità della procura con riguardo ai motivi aggiunti proposti, ne hanno chiesto il rigetto, con favore delle spese.
Alla camera di consiglio del 10 ottobre 2007 l’esame dell’istanza cautelare è stato rinviato per essere deciso unitamente al merito della causa.
Alla pubblica udienza del 27 febbraio 2008, sentiti i difensori delle parti, la causa è stata posta in decisione.
L’infondatezza nel merito del ricorso consente al Collegio di prescindere dall’esame delle eccezioni preliminari sollevate dalle parti resistenti.
Come già esposto in narrativa, dopo l’aggiudicazione provvisoria in favore dell’ATI ricorrente la stazione appaltante ha proceduto alla verifica del possesso da parte di quest’ultima dei requisiti dichiarati in sede di gara, con particolare riguardo al requisito della regolarità contributiva.
In particolare ha acquisito il DURC della società ALFA srl dal quale è risultata la sua non regolarità sia con riferimento ai contributi INPS sia con riguardo ai premi INAIL.
Sono infatti risultati, quanto ai versamenti INPS, insoluti non ancora quantificati e, quanto ai premi INAIL, non versati i premi assicurativi per gli anni 2004 – 2006, per un importo di euro 1085,71.
Di qui la decisione, impugnata col ricorso in esame, di procedere alla revoca dell’aggiudicazione provvisoria ed all’incameramento della cauzione.
– l’erronea attestazione della sussistenza dei requisiti di partecipazione ha rilevanza oggettiva, sicché il relativo inadempimento non tollera ulteriori indagini da parte dell’Amministrazione in ordine all’elemento psicologico (se questo, cioè, sia dovuto a dolo o colpa dell’impresa ) e alla gravità della violazione (cfr. Cons. Stato, Sez. V, 28.5.2004, n. 3466, Sez. VI 25.1.2003, n. 352, Sez. V 17 aprile 2003, n. 2081);
Da ultimo, va soggiunto che la regolarità contributiva costituisce requisito sostanziale di partecipazione alla gara, per cui non può attribuirsi alcun effetto sanante alla domanda di dilazione e di rateizzazione del debito contributivo presentata dalla impresa che trova suo presupposto in uno stato di irregolarità contributiva (cfr. T.A.R. Lazio Roma, sez. II, 19 giugno 2006, n. 4814).
Nel sistema normativo vigente, infatti, la verifica della regolarità contributiva non è più di competenza delle stazioni appaltanti ma è demandata agli enti previdenziali.
La stazione appaltante in una siffatta situazione non deve dunque far altro che prendere atto della certificazione senza poter in alcun modo sindacarne le risultanze (come avviene del resto con riferimento a qualsiasi certificazione acquisita per comprovare requisiti, il cui accertamento è affidato a altre amministrazioni).
Si rivela dunque privo di pregio l’argomento secondo il quale l’Amministrazione, prima di procedere alle revoca dell’aggiudicazione provvisoria, avrebbe dovuto procedere ad indagini istruttorie volte a verificare, anche attraverso le giustificazioni presentate dalla ricorrente, l’esattezza delle risultanze del DURC acquisito, e ciò a prescindere dalla maggiore o minore rilevanza economica dell’infrazione.
Tanto meno fondato si rivela il motivo secondo il quale l’Amministrazione non avrebbe indicato l’interesse pubblico specifico, ulteriore rispetto al mero ripristino della legalità, posto a fondamento dell’atto di autotutela adottato.
E’ appena il caso di rilevare, infatti, che, alla luce del quadro normativo sopra delineato, nelle ipotesi in cui emerge dal DURC l’irregolarità della posizione contributiva dell’aggiudicataria, la revoca dell’aggiudicazione è una conseguenza legittima ed automatica, priva di apprezzamenti discrezionali, senza che rilevi, nel silenzio delle norme, la natura e la rilevanza dell’irregolarità.
Scopo delle richiamate previsioni legislative, infatti, è proprio quello di escludere dalla contrattazione con le amministrazioni le imprese che non siano corrette (regolari) per quanto concerne gli obblighi previdenziali, proprio perché rivelano un atteggiamento di trascuratezza verso gli obblighi previdenziali (cfr. Cons. Stato, Sez. V, 5574/2007 del 23 ottobre 2007).
In conclusione il ricorso si rivela infondato e va respinto.
Respinge il ricorso in epigrafe .
Condanna la ricorrente al pagamento in favore delle parti resistenti delle spese del giudizio, che liquida in euro 2.500,00 (duemilacinquecento//00) in favore della Gestione governativa delle Ferrovie della Sardegna ed in euro 2.500,00 (duemilacinquecento//00) in favore della società controinteressata.
Così deciso in Cagliari, nella camera di consiglio, il giorno 27 febbraio 2008 dal Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna con l’intervento dei Signori Magistrati:
– Paolo Numerico, Presidente,
– Silvio Ignazio Silvestri, Consigliere,
– Tito Aru, Consigliere, estensore.
Depositata in segreteria oggi 13/03/2008
(Dott.ssa Adriana Zuddas)