Source: https://www.laleggepertutti.it/133362_contribuente-irreperibile-cambio-residenza-e-notifica-dellaccertamento
Timestamp: 2018-12-10 05:24:20+00:00
Document Index: 75990855

Matched Legal Cases: ['art. 140', 'art. 140', 'art. 60', 'art. 143', 'art. 60', 'art. 139']

Contribuente irreperibile: cambio residenza e notifica dell'accertamento
Contribuente irreperibile: cambio residenza e notifica dell’accertamento
Prima del deposito in Comune, il messo notificatore che deve consegnare l’accertamento fiscale dell’Agenzia delle Entrate deve effettuare delle ricerche per trovare il nuovo indirizzo di residenza.
Che succede se mi viene notificato un accertamento fiscale al vecchio indirizzo dove non vivo più e, soprattutto, sulla cassetta della posta e al citofono non c’è più la targhetta con il mio nome? Come fa l’Agenzia delle Entrate a recuperare il mio nuovo indirizzo se non l’ho comunicato o se, ancora, non ho formalizzato il cambio di residenza?
In gergo tecnico viene detta “irreperibilità assoluta” e scatta tutte le volte in cui il destinatario di una notifica risulti irreperibile, ad esempio per aver cambiato indirizzo di residenza senza che quello nuovo sia noto al mittente. Ebbene, tutte le volte in cui, da notizie acquisite all’atto della notifica, il destinatario risulti trasferito in luogo sconosciuto, oppure quando nel Comune nel quale deve eseguirsi la notificazione non c’è la sua abitazione, ufficio o azienda scatta una particolare procedura di notifica.
In questi casi, quando oggetto della notifica è un accertamento fiscale dell’Agenzia delle Entrate, la legge [1] impone al messo notificatore del Comune (il soggetto cioè preposto alla consegna dell’atto in mani del destinatario) di depositare la copia dell’atto da notificare presso il Comune dove la notifica deve eseguirsi, affiggendo copia del deposito in busta chiusa e sigillata nell’albo comunale [2].
Ma attenzione! con una ordinanza di ieri la Cassazione ha imposto un onere particolarmente importante sul messo comunale addetto alla notifica [3]: egli non può limitarsi a riportare, nel verbale di tentata notifica, l’irreperibilità del destinatario; al contrario, deve anche adeguatamente documentare l’assenza del contribuente e deve provare che, dalle ricerche eseguite, il soggetto risulti sconosciuto a quell’indirizzo. In altre parole il messo non può limitarsi ad accertare l’assenza del destinatario e procedere direttamente al deposito di copia dell’atto in busta chiusa presso la casa comunale, affiggendo l’avviso di deposito all’albo provinciale. Egli deve invece, eseguire delle ricerche per giungere a queste conclusioni.
Secondo la Suprema Corte, si può procedere all’affissione presso la casa comunale solo quando il messo notificatore non reperisce il contribuente perché trasferito in luogo sconosciuto [1]. Ma prima di ciò, è necessario che il messo esegua specifiche ricerche nel Comune dove è situato il domicilio fiscale, assumendo informazioni eventualmente dalle persone nelle vicinanze onde verificare che effettivamente il nuovo indirizzo sia sconosciuto e che il trasferimento non sia in realtà un semplice cambio di indirizzo nello stesso Comune.
[1] Art. 60 lett. e) Dpr 600/1973 che richiama l’art. 140 cod. proc. civ.
[2] Senza invece la necessità di una raccomandata a.r. come invece prescrive l’art. 140 cod. proc. civ. Ricordiamo che l’art. 60 Dpr 600/1973 esclude l’applicabilità dell’art. 143 cod. proc. civ. Per l’irreperibilità assoluta si applica quindi la disciplina prevista alla lettera e) dell’articolo 60 del Dpr 600/73 (sostitutivo per il procedimento tributario dell’articolo 143 del Codice di procedura civile per la notificazione a persona di residenza, dimora e domicilio sconosciuti), quando il messo notificatore non reperisca il contribuente che, dalle notizie acquisite all’atto della notifica, risulti trasferito in luogo sconosciuto, ovvero quando nel comune nel quale deve eseguirsi la notificazione non c’è abitazione, ufficio o azienda del contribuente.
Secondo la Cassazione, la notifica dell’avviso di accertamento al contribuente (ex art. 60, lett. e, Dpr 600/73) va eseguita con l’affissione dell’avviso del deposito nell’albo comunale, senza la necessità di procedere alla spedizione con raccomandata quando nel comune nel quale deve essere eseguita non c’è abitazione, ufficio o azienda del contribuente. In questo caso la notifica si considera eseguita nell’ottavo giorno successivo a quello di affissione. Per il contribuente, i 60 giorni per proporre ricorso in Commissione tributaria decorrono dall’ottavo giorno successivo all’affissione.
Invece nel caso di assenza relativa (ossia momentanea irreperibilità), incapacità o rifiuto di ricevere la copia da parte del destinatario o delle altre persone indicate nell’art. 139 cod. proc, civ., la notifica vada effettuata in base all’articolo 140, seguendo esattamente la procedura indicata (deposito di copia, affissione di avviso di deposito e invio di raccomandata). Mentre, solo se il contribuente risulti trasferito in luogo sconosciuto (disciplinata nel codice di rito dall’articolo 143 del codice di rito) occorre fare riferimento alla disciplina dettata dall’articolo 60, lettera e), del Dpr 600/73 che non richiede la raccomandata a.r. ma il deposito nell’albo comunale.
[3] Cass. ord. n. 18352/16 del 19.09.2016.