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Timestamp: 2018-03-23 20:38:19+00:00
Document Index: 63965738

Matched Legal Cases: ['art. 2817', 'sentenza ', 'art. 2740', 'art. 2808', 'art. 12', 'art. 363', 'art. 167', 'art. 162', 'art. 2647', 'art. 555', 'art. 2913', 'art. 2808', 'art. 167', 'art. 162', 'art. 2647', 'art. 555', 'art. 2913', 'art. 2808', 'art. 2847', 'art. 2808', 'art. 2848', 'art. 2808', 'art. 2808']

Art. 2808 codice civile: Costituzione ed effetti dell'ipoteca
Codice civile Art. 2808 codice civile: Costituzione ed effetti dell’ipoteca
L’ipoteca attribuisce al creditore il diritto di espropriare, anche in confronto del terzo acquirente, i beni vincolati a garanzia del suo credito e di essere soddisfatto con preferenza sul prezzo ricavato dall’espropriazione (1).
L’ipoteca può avere per oggetto beni del debitore o di un terzo e si costituisce mediante iscrizione (2) nei registri immobiliari (3).
L’ipoteca è legale, giudiziale o volontaria (4).
Espropriazione: [v. 2910]; Registri immobiliari: [v. 2827].
Ipoteca: diritto reale [v. Libro III, Titolo II] di garanzia concesso dal debitore o da un terzo su un bene, a garanzia di un credito, che attribuisce al creditore il potere di espropriare il bene e di essere soddisfatto con preferenza sul prezzo ricavato.
Preferenza: priorità nella soddisfazione del credito riconosciuta al creditore garantito rispetto ai creditori non assistiti da cause di prelazione [v. 2741] (cd. creditori chirografari) [v. 2776].
Iscrizione: forma di pubblicità costitutiva [v. Libro VI, Titolo I, Capo II]; in caso di sua omissione l’atto non produce effetti tra le parti e non è opponibile ai terzi.
Ipoteca legale: attribuita dalla legge ad alcuni creditori in considerazione della causa del credito o della qualità o posizione assunta dal creditore stesso, anche senza il concorso della volontà del debitore. L’art. 2817 [v. ®] ne elenca tassativamente le ipotesi.
Ipoteca giudiziale: ad essa ha diritto chi abbia ottenuto una sentenza di condanna al pagamento di una somma o all’adempimento di un’altra obbligazione anche se non esecutiva o sottoposta a gravame [v. 2818].
Ipoteca volontaria: nasce da un contratto o da una dichiarazione unilaterale di volontà da parte del concedente [v. 2821].
(1) La norma non offre una definizione dell’ipoteca ma soltanto degli effetti della stessa. L’ipoteca attribuisce al creditore (cd. ipotecario) il diritto di espropriare il bene ipotecato, e di essere preferito nella fase della liquidazione del bene ad altri creditori non tutelati da ipoteca o da altra causa di prelazione [v. 2741].
(2) Nel caso di specie, l’iscrizione comporta la nascita dell’ipoteca e la rende opponibile ai terzi.
(3) Oggetto dell’ipoteca possono essere beni del debitore o di un terzo, che diviene quindi un datore d’ipoteca. L’assoggettabilità del bene del terzo datore all’espropriazione deriva dall’atto di concessione della garanzia da parte del terzo medesimo.
(4) L’iscrizione si differenzia sostanzialmente dalla trascrizione, che realizza un’ipotesi di pubblicità meramente dichiarativa (ai fini, cioè, dell’opponibilità ai terzi), pur presentando con essa formali analogie: entrambe, infatti, si attuano nello stesso ufficio, richiedono le stesse forme ed hanno carattere personale (per una visura ipotecaria si deve ricercare il nome del proprietario del bene immobile o mobile registrato contro cui la formalità potrebbe essere iscritta).
L’ipoteca assolve, dunque, ad una funzione di garanzia, in quanto mira a rendere più sicura al creditore (creditore ipotecario) la realizzazione del suo credito: difatti, la generica garanzia posta dall’art. 2740 (che assoggetta tutti i beni presenti e futuri del debitore al soddisfacimento forzoso delle ragioni del creditore) può essere insufficiente a rassicurare il creditore sul buon fine dell’obbligazione.
Pertanto, la generica garanzia patrimoniale può essere rafforzata, sia aumentando il numero dei soggetti passivi sui quali il creditore può rivalersi (cd. garanzie personali: fideiussione [v. 1936], avallo [v. l. camb. 35-37], mandato di credito [v. 1958, 1959]) sia attribuendo al creditore il potere di soddisfarsi con preferenza su determinati beni del debitore (cd. garanzie reali: ipoteca, pegno [v. 2784], privilegi [v. 2745]). In quest’ultima ipotesi, non si impedisce al debitore di alienare il bene su cui insiste la garanzia, ma si evita che dall’eventuale alienazione possa derivare un danno al creditore.
In caso di intervenuta espropriazione per pubblica utilità del bene gravato da ipoteca nel regime anteriore al d.P.R. 6 agosto 2001, n. 327, il creditore ipotecario, potendo fare valere il privilegio nascente dall'ipoteca in suo favore soltanto sulle somme che siano state corrisposte o siano ancora da corrispondere all'originario suo debitore in ragione della procedura ablativa, non può ottenere la condanna dell'espropriante, né, tanto meno, procedere "in executivis" contro di lui. Rigetta, App. Catania, 21/06/2007
Cassazione civile sez. III 31 ottobre 2014 n. 23181
Una volta intervenuto l'atto di cessione volontaria di un bene nell'ambito di una procedura di espropriazione per pubblica utilità, la sua equipollenza funzionale al provvedimento autoritativo ablatorio comporta l'impignorabilità del bene da parte del creditore assistito da ipoteca sullo stesso stante la prevalenza dell'interesse pubblico sotteso alla sua acquisizione, senza che rilevino eventuali vizi della procedura espropriativa diversi dalla carenza originaria del relativo potere. Rigetta, App. Catania, 21/06/2007
In tema di vendita forzata sono trasferiti all'aggiudicatario gli stessi diritti del debitore, nelle medesime condizioni di non opponibilità al creditore procedente degli atti di disposizione successivi al pignoramento o, se il credito azionato è assistito da diritto reale di garanzia, degli atti di disposizione successivi all'iscrizione di questo sul bene oggetto di espropriazione. Ne consegue che il creditore ipotecario, in tali casi, può sottoporre il bene ad esecuzione forzata anche in confronto del terzo, che ne sia reso acquirente, e soddisfarsi sulla somma conseguita dalla vendita, con preferenza sugli altri creditori. Rigetta, App. Roma, 05/12/2007
Al fine di accertare, nell'ambito di un giudizio di opposizione all'esecuzione, la dedotta impignorabilità di un bene in quanto destinato a pubblico servizio, occorre riferirsi esclusivamente alla natura dello stesso, senza che, in senso contrario, rilevi l'esistenza di una precedente iscrizione ipotecaria, rimanendo estranei allo specifico accertamento rimesso al giudice dell'opposizione i profili attinenti alla tutela del creditore ipotecario. Rigetta, App. Torino, 25/06/2008
Cassazione civile sez. III 23 maggio 2014 n. 11534
In tema di espropriazione forzata promossa dal creditore ipotecario in danno del terzo acquirente del bene ipotecato, l'estinzione della garanzia reale (nella specie, per mancato rinnovo nel termine ventennale previsto dalla legge) comporta il venir meno del diritto del creditore ipotecario a procedere, ai sensi dell'art. 2808 cod. civ., ad esecuzione in danno del terzo acquirente (non obbligato personalmente nei suoi confronti) di un bene ormai libero da vincoli. Rigetta, Trib. Santa Maria Capua Vetere, 26/01/2007
Cassazione civile sez. III 12 marzo 2014 n. 5628
Costituisce principio generale dell'ordinamento quello della prevalenza delle esigenze pubblicistiche penali sulle ragioni del creditore del soggetto colpito da misura di sicurezza patrimoniale. Ne consegue che, in tema di confisca prevista dall'art. 12-sexies del d.l. 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356 (e successive modifiche), il diritto del creditore - sebbene assistito da garanzia reale sul bene confiscato iscritta in data precedente alla confisca stessa ed eccettuato il solo caso in cui anche il trasferimento del bene pignorato sia intervenuto anteriormente ad essa - non può più essere tutelato davanti al giudice civile. (Principio enunciato dalla Suprema Corte ai sensi dell'art. 363, terzo comma, cod. proc. civ.). Dichiara inammissibile, Trib. Catania, 26/11/2009
Cassazione civile sez. III 07 ottobre 2013 n. 22814
Cassazione civile sez. III 24 gennaio 2012 n. 933
La costituzione del fondo patrimoniale prevista dall'art. 167 c.c., così come stabilito dall'art. 162 c.c. per tutte le convenzioni matrimoniali, è opponibile ai terzi esclusivamente a partire dalla data dell'annotazione a margine dell'atto di matrimonio nei registri dello stato civile, non potendosi retrodatare la produzione degli effetti alla data di proposizione della domanda di annotazione od anticiparli alla data della trascrizione effettuata ex art. 2647 c.c. ed avente l'esclusiva funzione di pubblicità-notizia. Pertanto, se il pignoramento immobiliare è eseguito, nelle forme dell'art. 555 c.p.c., prima dell'annotazione, la costituzione del fondo patrimoniale non ha effetto nei confronti del creditore pignorante e di quelli che intervengono nell'esecuzione, sussistendo l'inefficacia degli atti di disposizione del bene pignorato, prevista dall'art. 2913 c.c., che comprende non solo gli atti di alienazione in senso stretto, ma anche tutti gli atti di disposizione del patrimonio del debitore dai quali possa comunque derivare una sostanziale diminuzione della possibilità per il creditore pignorante o per i creditori intervenuti di soddisfarsi sui beni in questione. Allo stesso risultato si perviene quando il pignoramento sia successivo all'annotazione, ma l'ipoteca (nella specie giudiziale) sia stata iscritta precedentemente, in quanto con l'iscrizione sorge immediatamente per il creditore il potere di espropriare il bene, ex art. 2808 c.c., con prevalenza rispetto ai vincoli successivi.
La costituzione del fondo patrimoniale prevista dall'art. 167 c.c., così come stabilito dall'art. 162 c.c. per tutte le convenzioni matrimoniali, è opponibile ai terzi esclusivamente a partire dalla data dell'annotazione a margine dell'atto di matrimonio nei registri dello stato civile, non potendosi retrodatare la produzione degli effetti alla data di proposizione della domanda di annotazione od anticiparli alla data della trascrizione effettuata ex art. 2647 c.c. ed avente l'esclusiva funzione di pubblicità notizia. Pertanto, se il pignoramento immobiliare è eseguito, nelle forme dell'art. 555 c.p.c., prima dell'annotazione, la costituzione del fondo patrimoniale non ha effetto nei confronti del creditore pignorante e di quelli che intervengono nell'esecuzione, sussistendo l'inefficacia degli atti di disposizione del bene pignorato, prevista dall'art. 2913 c.c., che comprende non solo gli atti di alienazione in senso stretto, ma anche tutti gli atti di disposizione del patrimonio del debitore dai quali possa comunque derivare una sostanziale diminuzione della possibilità per il creditore pignorante o per i creditori intervenuti di soddisfarsi sui beni in questione. Allo stesso risultato si perviene quando il pignoramento sia successivo all'annotazione, ma l'ipoteca (nella specie giudiziale) sia stata iscritta precedentemente, in quanto con l'iscrizione sorge immediatamente per il creditore il potere di espropriare il bene, ex art. 2808 c.c., con prevalenza rispetto ai vincoli successivi.
Cassazione civile sez. III 30 settembre 2008 n. 24332
In tema di iscrizione ipotecaria, la previsione della sua durata ventennale — stabilita dall'art. 2847 c.c. a seguito della formalità adempiuta ai sensi dell'art. 2808 c.c. con riguardo all'iscrizione nei registri immobiliari — attiene solo al profilo dell'efficacia, implicando che l'omesso rinnovo della predetta iscrizione nel ventennio non estingue né il titolo ipotecario, né il diritto di credito garantito, ben potendo infatti lo stesso creditore, ex art. 2848 c.c., procedere a nuova iscrizione, sulla base del medesimo titolo e sia pur con il solo limite della presa di grado dal successivo adempimento e senza pregiudizio delle ragioni dei terzi acquirenti di trascrizione anteriore; né in materia opera l'istituto della prescrizione e dunque dell'ipotizzabilità della interruzione, con riguardo all'apertura del fallimento, essendo sufficiente, perché la garanzia giovi al creditore, che questi abbia richiesto l'ammissione al passivo del proprio credito, senza che, alla data della domanda, l'iscrizione stessa abbia superato il ventennio, permanendo tale efficacia per tutto il corso della procedura, fino alla fase del riparto dell'attivo compresa.
Nell’esecuzione tributaria, in mancanza di crediti superiori al limite di € 8.000,00, la stessa ipoteca non è in grado di garantire il credito azionato. Infatti, i vantaggi essenziali dell’iscrizione ipotecaria indicati nell’art. 2808 c.c. sono, da un lato quello di poter espropriare i beni vincolati anche se venduti a terzi (ius sequelae) e, dall’altro, quello di poter acquisire un privilegio rispetto agli altri creditori in caso di esecuzione forzata sul bene facente ancora parte del patrimonio del debitore. Senonché, la garanzia ipotecaria sussiste soltanto per la somma determinata ed indicata nella nota di iscrizione e limitatamente al rapporto obbligatorio sancito nel titolo per mezzo del quale l’iscrizione è avvenuta; da ciò consegue che nel caso in cui tale somma sia inferiore al detto limite legale si verrebbe a creare una situazione nella quale il concessionario non potrebbe mai sottoporre il bene ad esecuzione forzata e, in caso di vendita del bene a terzi da parte del debitore, questi risponderanno solo per il debito indicato nella nota di trascrizione, senza poter essere sottoposti di conseguenza ad esecuzione forzata, il che fa venir meno lo ius sequelae di cui all’art. 2808 c.c. Pertanto, l’iscrizione ipotecaria è realmente fonte di garanzia per il creditore quando questi possa realmente procedere ad esecuzione forzata.
Giudice di pace Bari 17 novembre 2008 n. 7733