Source: https://www.laleggepertutti.it/50341_spese-di-giustizia-introduzione-dellart-106-bis-tusg-legge-di-stabilita-2014
Timestamp: 2018-07-22 16:48:19+00:00
Document Index: 118103665

Matched Legal Cases: ['art. 106', 'art. 106', 'art. 106', 'art. 13', 'art. 24', 'art.9']

Spese di giustizia: introduzione dell'art. 106 bis TUSG, legge di stabilità 2014
Spese di giustizia: introduzione dell’art. 106 bis TUSG, legge di stabilità 2014
> Pubblicato il 4 maggio 2014
Con la legge c.d. di stabilità per l’anno 2014 [1], strumento per antonomasia della politica economica del paese, sono state introdotte, tra l’altro, significative novità destinate ad incidere sui costi del servizio giustizia sollevando non poche osservazioni critiche da parte di coloro che a vario titolo al riguardo sono interessati [2].
In particolare, per quanto qui di interesse, è stato introdotto [3] nel D.P.R. n.115 del 30 maggio 2002 [4] – Testo Unico delle spese di giustizia – l’art. 106 bis e, pertanto, nelle ipotesi di ammissione al patrocinio dello Stato di persona non abbiente i compensi dell’avvocato (oltre che dell’ausiliario del magistrato, del consulente tecnico di parte e dell’investigatore privato autorizzato) sono ridotti di un terzo [5].
Alla determinazione di rendere obbligatoria la decurtazione dei compensi anche in materia penale ha indubbiamente contribuito la negativa congiuntura economica del paese tale richiedere ormai da anni un continuo monitoraggio [6] sui costi dell’erogazione del servizio giustizia ai non abbienti nelle forme del patrocinio dello Stato e la conseguente necessità di alleggerire i relativi oneri, necessità ribadita anche dal Consiglio di Stato nella formulazione del parere [7] espresso con riferimento allo schema del decreto ministeriale sul regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi per la professione forense [8] varato ad attuazione dell’art. 13 della cd. legge professionale forense [9].
Al riguardo, appare opportuno evidenziare che il Consiglio di Stato, con l’occasione, aveva suggerito un ridimensionamento del parametro di scostamento rispetto alla dimidiazione dei compensi del difensore nel gratuito patrocinio civile [10] entro il 5-10% in considerazione non solo delle esigenze di bilancio [11] ma anche della solo parziale condivisibilità delle argomentazioni poste a sostegno del minor “taglio” proposto per il patrocinio penale, riconducibili alla ritenuta maggiore dignità dell’attività difensoriale in tale settore giudiziale perché operante in un ambito che investe la tutela di diritti fondamentali costituzionalmente garantiti quali la libertà e la dignità della persona.
Più in generale, la Corte Costituzionale, con riferimento all’art. 24 della Costituzione[12], ha ritenuto, invece, che la riduzione dei compensi agli avvocati non incide “in senso limitativo all’accesso dei cittadini alla giustizia e, quindi, al loro diritto alla difesa” poiché, anzi, “ a rigor di logica la riduzione dei compensi dovrebbe, al contrario, condurre ad un allargamento del ricorso alle vie giurisdizionali” [13].
Già a seguito dell’entrata in vigore della nuova legge professionale [14] sopra citata per gli avvocati va considerato, infatti, superato il sistema di liquidazione giudiziale introdotto con il D.M.140 del 20 luglio 2012 [15] che all’art.9 [16] prevedeva come possibile la riduzione del 50% anche degli importi liquidati a favore dei difensori per le prestazioni svolte a favore dei soggetti in gratuito patrocinio penale. Tale previsione “possibilista”, che, a tutto concedere, poteva trovar ragionevole supporto nella semplicità seriale delle controversie per l’ottenimento dell’indennizzo da irragionevole durata del processo [17] non solo lasciava spazio ad osservazioni critiche conseguenti alla equiparazione sic et sempliciter delle liquidazioni per l’attività difensoriale prestata nel patrocinio penale ma lasciava, comunque, al magistrato una certa discrezionalità sul quantum da liquidare ben potendo anche non ridurre ovvero ridurre di percentuali minime il compenso del difensore della parte ammessa al patrocinio statale in materia penale.
Con norma primaria, infatti, è stata apportata la modifica nel TUSG al sistema delle liquidazioni nel patrocinio penale rendendosi obbligatoria la falcidia (prima facoltativa fino al 50%) nella misura del 30% degli importi quantificati ad attuazione dei parametri vigenti dopo i più recenti interventi normativi e regolamentari di settore [19].
Con riferimento più specifico non tanto alle liquidazioni a favore degli avvocati per l’attività difensoriale svolta a favore di soggetto ammesso al patrocinio (poiché l’avvocato per ottenere la liquidazione anticipata da parte dello Stato allega il provvedimento di ammissione al patrocinio del proprio assistito che, altrimenti, avrebbe dovuto provvedere personalmente e direttamente al pagamento ) ma ad es. ai casi di liquidazione delle spettanze di un perito nominato dal p.m, l’ufficio della Procura potrebbe non esser al corrente dell’intercorso provvedimento di ammissione al patrocinio statale emesso dal giudice [21] e, pertanto, ove la fattispecie relativa alla vicenda della spesa di giustizia non si sia ancora esaurita, provvedere alla liquidazione in maniera difforme alle disposizioni stabilite dal TUSG sia per quanto riguarda l’organo preposto a disporre la liquidazione nei casi di ammissione al patrocinio statale[22] sia e soprattutto per quanto attiene ai “tagli” prescritti dalla normativa in argomento. A tacer qui dalla singolare sorte che potrebbero avere le varie liquidazioni anche per diverse tipologie di beneficiari all’interno dello stesso processo destinate a subire o non subire la prevista decurtazione secondo che il provvedimento di liquidazione venga emesso dopo ovvero prima dell’eventuale provvedimento di ammissione al patrocinio statale.
1. L’onorario e le spese spettanti al difensore, all’ausiliario del magistrato e al consulente tecnico di parte sono liquidati dall’autorità giudiziaria con decreto di pagamento, secondo le norme del presente testo unico.