Source: https://www.prignano.it/2007/07/16/linee-guida-per-lapplicazione-del-decreto-bersani/
Timestamp: 2020-04-03 20:07:36+00:00
Document Index: 123771197

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1341', 'art.6', 'art.8']

Linee guida per l'applicazione del decreto Bersani | www.Prignano.it
Legge / telecom / Tlc / Uncategorized / Varie 03 Aprile, 2020
Il comma 3 del medesimo art. 1, inoltre, prevede che “I contratti per adesione stipulati con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, devono prevedere la facoltà del contraente di recedere dal contratto o di trasferire le utenze presso altro operatore senza vincoli temporali o ritardi non giustificati e senza spese non giustificate da costi dell’operatore e non possono imporre un obbligo di preavviso superiore a trenta giorni”.
1. Le disposizioni di cui all’art. 1, commi 1 e 3, della legge n. 40/2007, per espressa previsione testuale si applicano agli “operatori di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche”. L’ultimo capoverso del comma 1 è, invece, riferito ai soli “operatori di telefonia mobile”.
2. L’attività della Direzione, pertanto, sarà costantemente espletata nei confronti di tutti gli operatori indicati, anche sulla base delle segnalazioni ricevute dagli utenti e dalle Associazioni di consumatori e utenti in relazione alle problematiche più frequenti e di maggiore impatto sul mercato.
3. Si fa presente comunque che il trasferimento delle utenze è ad oggi possibile esclusivamente in caso di portabilità del numero e pertanto le relative disposizioni della Legge 40/2007 trovano applicazione nei confronti dei soli operatori di telecomunicazioni. Conseguentemente, le precisazioni delle presenti Linee guida sul punto riguardano esclusivamente il settore delle telecomunicazioni, mentre le restanti sono riferite in generale a tutti i settori indicati al punto 1.
1. Nei settori dei contratti con gli operatori di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche, il cosiddetto “credito residuo” può essere definito come l’importo netto che in un dato momento del rapporto contrattuale tra l’operatore e il suo cliente, relativo all’acquisto di una carta ricaricabile prepagata o al pagamento di una ricarica, non risulta ancora essere stato speso dall’utente che lo ha anticipatamente corrisposto.
2. Per i settori indicati, il combinato disposto dei commi 1 e 3 dell’art. 1 della Legge n. 40/2007 sancisce inequivocabilmente il diritto degli utenti al riconoscimento del “credito residuo” e, nel settore delle telecomunicazioni, ove ad oggi è possibile il trasferimento delle utenze, anche alla sua trasferibilità fra gli operatori in caso di portabilità del numero.
3. Pertanto, dal momento dello scioglimento del rapporto contrattuale per qualsiasi causa (ivi compresi i casi di esercizio del recesso, trasferimento dell’utenza presso altro operatore e risoluzione per inadempimento) l’utente ha diritto al riconoscimento dell’eventuale credito residuo.
4. Nel settore specifico delle telecomunicazioni mobili, ove è possibile il trasferimento delle utenze, l’Autorità, già prima dell’entrata in vigore della legge n. 40 del 2007, avvalendosi di disposizioni normative di rango primario, che tuttavia non fornivano indicazioni specifiche sul tema del credito residuo, era già intervenuta in materia con la Delibera 19/01/CIR recante “Modalità operative per la portabilità del numero tra operatori di reti per i servizi di comunicazioni mobili e personali (Mobile Number Portability)” e con la Delibera 7/02/CIR recante “Disposizioni in materia di portabilità del numero mobile: fissazione delle condizioni economiche e di fornitura del servizio”, specificando, all’art. 2 di quest’ultimo provvedimento, le modalità di trattamento del credito residuo. In particolare l’Autorità aveva prescritto (art. 2, c. 1, delibera n. 7/02/CIR) che gli operatori aggiornassero le carte dei servizi entro 30 giorni dall’approvazione della delibera n. 7/02/CIR al fine di specificare le condizioni di trattamento del credito residuo nel caso di cessazione del rapporto contrattuale, anche in relazione alla richiesta di attivazione della prestazione di portabilità del numero.
5. Ancora nel settore delle telecomunicazioni, in merito al trattamento del credito derivante da offerte promozionali o altre forme equivalenti, l’Autorità aveva prescritto, sempre con la delibera n. 7/02/CIR, all’art. 2, c. 2, che i gestori di servizi mobili evidenziassero nelle carte dei servizi le eventuali restrizioni alla restituzione del credito accumulato in virtù delle offerte promozionali.
6. Si ritiene quindi che, a seguito dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni legislative, gli operatori di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche debbano oramai attivarsi senza ulteriore indugio per garantire l’effettività dei diritti degli utenti al riconoscimento del credito residuo e alla sua portabilità (tra operatori di telecomunicazioni, in caso di trasferimento delle utenze) sanciti dalla Legge 40/2007, così da realizzare le sue finalità pro-concorrenziali.
7. Pertanto, in caso di ulteriore ritardo da parte degli operatori a realizzare gli accordi e le procedure necessarie per consentire la pratica realizzabilità della trasferibilità del credito residuo in caso di portabilità del numero, gli Uffici competenti interverranno nel breve periodo in tema sia di riconoscimento del credito residuo che di sua trasferibilità, rimuovendo ogni ostacolo all’attuazione dei diritti sanciti dalla Legge n. 40/2007 e disciplinando l’adozione di soluzioni efficienti atte a realizzare condizioni di effettiva concorrenza fra gli operatori e di trasparenza nei confronti degli utenti.
1. Le previsioni dell’art. 1, comma 3, della Legge n. 40/2007 per espressa previsione testuale si applicano ai rapporti con gli operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, stipulati attraverso l’utilizzo di contratti per adesione.
2. Al riguardo si ricorda che ai sensi dell’art. 1341 Cod. civ. possono essere qualificati “per adesione” quei contratti che, anche in vista del contenuto delle loro singole clausole, risultino predisposti unilateralmente da un solo contraente e siano destinati a regolare una serie indefinita di rapporti, sia da un punto di vista sostanziale (perché predisposti da un contraente che esplichi attività negoziale nei confronti di una pluralità indifferenziata di soggetti), sia da un punto di vista meramente formale (perché preordinati nel contenuto a mezzo di moduli o formulari utilizzabili in serie).
1. Dalla semplice lettura dei contratti per adesione l’utente deve poter conoscere la facoltà di recesso o di trasferimento delle utenze di telecomunicazioni, così da avere piena ed effettiva consapevolezza della tutela normativa riconosciutagli.
2. L’esercizio di tali facoltà è “senza vincoli temporali”, quindi esse possono essere esercitate in ogni momento (salvo l’obbligo di preavviso, di cui si dirà al punto 7). L’eventuale previsione di una durata minima contrattuale è dunque vincolante solo per l’operatore.
1. Dalla semplice lettura del contratto, l’utente deve poter conoscere anche il lasso temporale che intercorre tra l’esercizio della facoltà di recesso o di trasferimento dell’utenza di telecomunicazioni ed il compimento da parte dell’operatore di tutti gli adempimenti obbligatori per la compiuta lavorazione delle relative richieste, così da poter valutare sotto ogni profilo l’opportunità di esercitarle.
2. La durata massima di tale lasso temporale è di 30 giorni, coincidenti con il termine di preavviso massimo da richiedere agli utenti secondo le nuove disposizioni della Legge n. 40/2007 (di cui si tratterà al successivo punto 7).
1. Dalla semplice lettura del contratto l’utente deve poter conoscere anche le eventuali spese richieste per l’esercizio della facoltà di recesso o di trasferimento, così da essere agevolato nell’esercizio di tali facoltà, potendone valutare le conseguenze sotto ogni profilo.
2. In ogni caso, l’utente non deve versare alcuna “penale”, comunque denominata, a fronte dell’esercizio della facoltà di recesso o di trasferimento delle utenze, poiché gli unici importi ammessi in caso di recesso sono quelli “giustificati” da “costi” degli operatori.
3. Nello svolgimento della propria attività, pertanto, la Direzione verificherà che gli operatori pongano a carico degli utenti (ove necessario) esclusivamente le spese per cui sia dimostrabile un pertinente e correlato costo dai primi sopportato per procedere alla disattivazione o al trasferimento.
4. Pertanto l’attività della Direzione consisterà anche nel richiedere agli operatori dettagliate informazioni con riguardo ad eventuali “costi” (ossia solo ove la previsione di essi sia ritenuta indispensabile dall’operatore in vista delle attività da compiersi e ferma restando la necessità di fornirne comunque la prova) e nell’entrare nel merito dei singoli importi richiesti ai fini della valutazione della loro “giustificazione” ai sensi della Legge n. 40/2007.
5. In sede di analisi delle risultanze dei dati raccolti, gli Uffici potranno comunque, dal confronto delle diverse voci, suggerire correttivi nelle indicazioni fornite dagli operatori, applicando ovunque possibile uguali criteri di attribuzione del costo e valutazioni sul grado di efficienza degli stessi, tenuto conto altresì della presenza sul mercato sia di operatori che gestiscono integralmente e autonomamente il processo (e dunque verticalmente integrati) che di operatori che assegnano in outsourcing una o più fasi dello stesso e che dunque sono vincolati nella gestione ad uno o più contratti all’ingrosso.
6. Nel settore della telecomunicazioni merita una precisazione a parte il caso del passaggio degli utenti da un operatore ad un altro.
1. L’utente deve poter recedere dal contratto o richiedere il trasferimento delle utenze di telecomunicazioni con un preavviso che – ove previsto ed indicato nel contratto – non può essere superiore a 30 giorni. E’ dunque legittimo richiedere contrattualmente un preavviso compreso in un arco temporale da 1 a 30 giorni.
Il Direttore della Direzione Tutela dei Consumatori
03 Aprile, 2020 at 20:19
Siamo un “reseller” di servizi di telecomunicaziioni: telefonia fissa, adsl terrestre e adsl satellitare.I nostri Clienti sono esclusivamente Aziende e Professionisti con partite iva.
Non avendo infrastrutture proprie, acquistiamo i servizi che rivendiamo da Operatori licenziatari terrestri o satellitari.
La legge n. 40/2007 è applicabile nella nostra “catena”????
Dobbiamo garantire i suoi effetti ai nostri Clienti???? Noi vorremmo farlo ma troviamo resistenze crescenti nei nostri fornitori.
Possiamo chiederne e pretendere l’applicazione anche ad essi??? Come???
MAO avrebbe detto: “è grande la confusione sotto il clielo”
E’ molto gradito un vs punto di vista qualificato.
03 Aprile, 2020 at 20:23
Risposta breve ma risolutiva: purtroppo siete tenuti anche voi, parimenti ai vostri fornitori, al rispetto delle norme relative al decreto Bersani.
03 Aprile, 2020 at 17:36
il decreto bersani per il recesso dal contratto vale anche per i contratti di utenza energia elettrica?
T.F.L. SRL
11 Aprile, 2020 at 15:26
siamo un’azienda che ha stipulato un contratto biennale per la telefonia mobile con Wind, purtroppo dopo varie vicessitudini, quando si verificano dei guasti di fatto le linee sono ancora Telecom e prima che si risolva la situazione può passare anche una settimana, abbiamo deciso di ritornare,anche a fronte di una buona offerta, con Telecom.
Wind ci chiede una penale per ogni numero di cellullare perchè come azienda dicono che non potevamo recedere dal contratto, loro affermano che la legge Bersani si può applicare solo ai privati e non ad un ‘ utenza aziendale.
Ci sembra che ognuno decide per conto proprio e non in base alla legge!!! come è possibile?
11 Aprile, 2020 at 16:31
Le aziende si sono messe d’accordo per penalizzare le linee business. Basta che mandi loro una messa in mora, leggi cosa consiglia l’ADUC qui:
http://www.aduc.it/dyn/tlc/cara.php?id=183236
ercoli s.a.s.
03 Aprile, 2020 at 16:19
Abbiamo sottoscritto in data 13/06/07 un contratto di
pubblicità su una guida “noi cittadini” gestita da Unimedia Group s.p.a. per la quale abbiamo fatto formale richiesta di disdetta per mancanza fondi.
Ci hanno risposto che non era possibile perchè fuori dai termini stabiliti art.6 servizi con tacito rinnovo e art.8 clausole contrattuali con tacito rinnovo.Vi chiediamo un parere in riferimento alla legge Bersani.
03 Aprile, 2020 at 10:55
Se il contratto sottoscritto contiene effettivamente quegli articoli, c’e’ poco da fare: La bersani in questo caso non c’entra nulla.
03 Aprile, 2020 at 14:57
Ma siamo sicuri che il Decreto Bersani si applichi anche a tutela dei professionisti ?
03 Aprile, 2020 at 00:49
Salve a tutti, vorrei sapere se le norme riguardanti la recessione di un cotratto per la fornitura del servizio di linea internet a banda larga senza il pagamento della penale abbia effetto retroattivo.
in sostanza ho stipulato un contratto con telecom a gennaio del 2006 e per motivi legati a problemi tecnici ho deciso di recedere dopo circa 15 giorni, ora telecom richiede il pagamento dei 12 mesi di abbonamento non usufruiti ma previsti nella durata del contratto. Il decreto potere in questo caso?
03 Aprile, 2020 at 00:50
Correzione: la data in cui ho stipulato il contratto era Gennaio 2007 e non 2006!
03 Aprile, 2020 at 12:57
Le Aziende sono considerate consumatori?
Sono cioè “protette” dagli abbonamenti annuali?
03 Aprile, 2020 at 23:23
03 Aprile, 2020 at 17:16
ho un contratto con sky dal 2005, ho mandato disdetta anticipatamente pagando un mese a vuoto sky non accetta il recesso perche’ dice che la legge 40/2007 bersani non la si applica alle pmi ( il mio e’ un bar )e pertanto devo continuare a pagare fino alla scadenza naturale del contratto. Ma una delibera dell’Agcom datata 04/09/2008 dice che la legge 40/2007 e’ valida anche per le pmi, allora ho mandato un’altra raccomandata di messa in mora come consiglia Aduc ora attendo ma non intendo farmi intimorire da sky che non vuole accettare la legge bersani cosa dite ho ragione?
03 Aprile, 2020 at 11:39
Ho una vodafone station con regolare contratto internet e telefono fisso tutto compreso,che da 3 mesi (data di apertura del contratto)non mi ha più dato la possibilità di chiamare e ricevere chiamate da casa col telefono fisso .Ho provato di tutto e mi chiedo se posso recedere dal contratto senza pagare nassuna penale .Grazie
03 Aprile, 2020 at 21:37
CON IL DECRETO BERSANI POSSO RECEDERE UN CONTRATTO/ABBONAMENTO STIPULATO IN DATA 30/08/2006, CON PARTITA IVA, CON UNA COMPAGNIA DI TELEFONIA MOBILE (TRE), SENZA DOVER SOSTENERE L’ONERE DELLE PENALI?
03 Aprile, 2020 at 08:59
Ciao, dipende dal contratto che hai stipulato, se hai hardware in comodato, se hai usufruito di uno sconto ecc.
In ogni caso puoi mettere in mora il fornitore con una raccomandata per poi verificare la loro risposta.
03 Aprile, 2020 at 23:10
ho sottoscritto un contratto con tele2 per la fornitura di adsl e telfonia come unico operatore,senza telcom,nel novembre del 2007.
Vorrei cambiare operatore ma sul contratto c’è la specifica di un costo di disattivazione da pagare nel caso di recesso del contratto anticipato.
Il contratto ha durata annuale con tacito rinnovo,la mia domanda è se io recedo dal contratto alla scadenza,dando il preavviso nei termini indicati,devo comunque pagare tale costo di disattivazione?
03 Aprile, 2020 at 09:00
Il “recesso anticipato” si identifica, appunto, con una risoluzione anticipata rispetto alla scadenza del contratto. Se il contratto è annuale e richiedi la risoluzione alla scadenza non devi pagare nulla.
20 Aprile, 2020 at 22:04
ho un contratto sky annuale ma ho fatto richiesta anticipata di disdetta(accettata)il 16/03/09 ora sky mi chiede di pagare fino al 30/04/09. Devo pagare?
23 Aprile, 2020 at 09:14
Credo proprio di si, esiste un obbligo di preavviso di 30 giorni, la fatturazione è mensile quindi il mese successivo è da pagare.
23 Aprile, 2020 at 17:16
Ho stipulato un contratto con Tele2, mi è stato attivato il 14/1/2008. Prevede una tariffa unica comprendente ADSL e telefonate nazionali a costo zero.
Precedentemente avevo contratti separati ma sempre con Tele2 e, inoltre, pagavo il canone Telecom.
Per il nuovo contratto mi hanno abbassato la velocità da 4,5 a 2 Mb senza dirmi nulla. Quando me ne sono accorta mi hanno detto che a breve la avrebbero portata a 4. Recentemente ho chiesto a Tele2 per quale motivo dovevo pagare la stessa cifra che pagavano quelli che stipulavano lo stesso contratto con velocità a 7Mb.
Mi hanno consigliato di fare una richiesta online come se chiedessi per la prima volta il servizio. Naturalmente non è andata a buon fine, loro però non mi hanno avvisata, né mi hanno dato una scadenza.
Il servizio ADSL continua ad essere lentissimo, il telefono non va meglio: spesso a parlare siamo in quattro: io e il mio interlocutore e, alla faccia della privacy, una mia vicina e il suo interlocutore. Un bel modo di socializzare……
A nulla sono valse le mie richieste di segnalazione.
Questa settimana poi siamo arrivati a 20 minuti per caricare una pagina! E questo succede tutti i giorni, a fasce orarie casuali.
Insomma, ora che ho chiesto il codice di migrazione mi hanno avvisata che dovrò pagare 60 euro di penale. Ma è passato più di un anno dall’attivazione, dopo il primo anno si paga ancora? Tiscali addebita 50 euro solo se si esce dal contratto entro i primi 12 mesi. Cosa devo fare, pagare o no?
24 Aprile, 2020 at 09:16
Hai sbagliato a fare solo segnalazioni. Avresti dovuto inviare una lettera diu messa in mora seguendo uno dei tanti moduli che trovi nei siti delle associazioni dei consumatori. A quel punto sarebbero stati costretti o a risolvere il contratto senza costi o a sistemare il collegamento. A questo punto potresti provare ad inviare comunque la raccomandata di messa in mora ma avendo già chiesto la migrazione non avrebbe lo stesso effetto.
Ricordo in ogni caso che casi di questo tipo dipendono in gran parte dalla saturazione dei VP Telecom affittati ai vari concorrenti del gestore in “Ex” monopolio.
In bocca al lupo per il prossimo collegamento (che non è affatto certo vada meglio!)
03 Aprile, 2020 at 12:37
desiderei sapere se avendo stipulato un contratto di pubblicità in un sito internet , sono tenuto al pagamento fino alla sua naturale scadenza . Tenete conto che siamo titolari di partita iva.
03 Aprile, 2020 at 17:59
Beh bisognerebbe leggere il contratto stipulato sopratutto nella sezione relativa al recesso.
Tieni presente che il decreto Bersani, salvo eccezioni relative all’erogazione di alcuni servizi telefonici, non si applica nei contratti tra soggetti diversi dal privato.
03 Aprile, 2020 at 20:01
Sono una privata che non vuole più il numero tim e ho dei soldi sopra. Recendendo dal contratto mi devo restituire la somma? grazie 🙂
03 Aprile, 2020 at 18:51
03 Aprile, 2020 at 12:24
ho disattivato la mia linea telefonica con wind senza rientro in telecom italia, volevo sapere se devo pagare o no il costo di disattivazione citato su l’ultima bolletta pari a € 40,00. Grazie.
03 Aprile, 2020 at 12:33
Enzo e Vale, ma avete un contratto business o privato?
03 Aprile, 2020 at 14:02
Avevo un contratto Customer lo chiamavano Leonardo più.
03 Aprile, 2020 at 16:53
Customer significa cliente 🙂
Per capire se era lecita la richiesta occorre sapere se sei un privato o un titolare di partita iva.
03 Aprile, 2020 at 18:16
Scusi Partita Iva
03 Aprile, 2020 at 18:31
Allora hai poco da fare, valgono le clausole sottoscritte tra le parti.
Controlla il contratto e se prevede questo costo non potrai appellarti.
03 Aprile, 2020 at 19:23
ma il decreto Bersani non prevede un equo rimborso?
800 euro mi sembrano una follia quando ne spendevo 200 circa al mese.
Adesso per passare da BT Italia a Vodafone ho pagato 200 euro che mi sono stati interamente rimborsati dal nuovo operatore.
03 Aprile, 2020 at 23:14
Ho richiesto a Vodafone l’attivazione del servizio adsl-flat+telefono (portando a Vodafone la numerazione Telecom) nel 2010/11; tramite la pratica aperta ai loro call center risulta l’attivazione dell’ADSL il 21/2/2011 (loro dichiarano in bolletta 12/2010 — tutto dire), ad oggi 23/05/2011 non hanno attivato la linea telefonica sulla vodafone station, ne del numero da portare da Telecom ne del loro fittizio, in definitiva non posso fare chiamate con Vodafone, ma la beffa è che devo pagare il canone Telecom perché se si richiede la portabilità del numero, fino a chiusura pratica non si posso chiudere i pornti con il vecchio gestore.
In sostanza sto pagando, per l’inottemperanza Vodafone, il canone Telecom oltre alle bollette Vodafone che comunque non ha concluso l’attivazione di tutto il pacchetto previsto.
Posso richiedere un risarcimento e come?
03 Aprile, 2020 at 19:59
Vorrei sapere entro quanto tempo devo inviare la raccomandata per recedere da un contratto di assistenza software a tacito rinnovo. La software house mi dice che siccome la scadenza è il 18 giugno 2011, non posso recedere dal contratto per questo anno perchè dovevo inviare la disdetta 60 gg prima. Hanno ragione o mi stanno incastrando? Cordiali saluti, Alessandro
03 Aprile, 2020 at 20:04
salve, ho un contratto sky azienda(bar), scadenza settembre, quindi appena rinnovato in automatico, ho mandato disdetta ai primi di ottobre con l’art. di legge Bersani ma hanno detto che non è valido e accettano la scadenza per settembre 2012, ma allora la legge bersani difende solo i cittadini privati? Io sono un cittadino anche se ho un azienda, posso fare qualcosa vero di loro?
1° cosa di sicuro do disdetta di sky a casa cosi con il cavolo che sono 5.000.000 di famiglie.
03 Aprile, 2020 at 10:59
andrebbe letto il contratto che hai stipulato, essendo un professionista non valgono le regole per il mercato consumer, purtroppo. Non puoi fare nulla mi spiace.
Salvatore Ciampino
03 Aprile, 2020 at 17:56
vorrei commentare 2 punti; primo punto l'utente in caso di recesso del contratto non pagherà la penale ma pagherà solo i costi di disattivazione (molto più che una penale) che dire…. molto bravi.
il secondo punto sono i giorni i 30 giorni che gli operatori avranno a disposizione per la chiusura, e qui c'è proprio la presa in giro………, la pratica verrà chiusa nel mese successivo, quindi non verrà considerata la chiusura alla data della disdetta ma alla data della chiusura della pratica (famosi 30 giorni), applicando al consumatore oltre il costo della disattivazione (ex penale), anche il costo del mese successivo non fruito.
Totale costo verso il consumatore oltre 100 euro..