Source: https://www.divise.cloud/ricorsi-militari.asp
Timestamp: 2020-03-29 05:27:47+00:00
Document Index: 71810707

Matched Legal Cases: ['art. 42', 'art. 33', 'art. 33', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1370']

Ricorsi militari
Ricorsi Legge Pinto
Ricorsi - Legge Pinto volti a tutelare i cittadini dalla durata eccessiva dei processi.
Tale legge, ovvero la legge n. 89 del 24/03/2001 è un provvedimento che riconosce a coloro che hanno dovuto affrontare un processo di durata irragionevole, la possibilità di richiedere un equa riparazione (risarcimento) per il danno patrimoniale o non patrimoniale subito.
Trattasi di uno strumento processuale volto a combattere il fenomeno della lunghezza eccessiva dei processi. Si reputano ragionevoli, tre anni per il primo grado di giudizio, due anni per il secondo grado e per il grado di legittimità un anno.
Il termine ragionevole si ritiene in ogni caso rispettato se il giudizio definitivo ed irrevocabile giunge nel termine massimo di sei anni.
In tutti gli altri casi la persona che ha subito il danno può proporre ricorso, ai sensi della descritta legge (Legge Pinto), avverso il Ministero della Giustizia.
Un ricorso contro il bando in oggetto, ritenendolo lesivo dei loro diritti, poiché da luogo a delle sperequazioni e degli "scavalcamenti" inaccettabili.
80,00 Euro per coloro che sono tesserati SIAM
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Ricorsi in tema di Trasferimenti di sede per il personale delle Forze Armate
Ricorsi in tema di Trasferimenti di sede per il personale delle Forze Armate (Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri) e Forze di Polizia sia ad ordinamento militare (Guardia di Finanza) che civile (polizia di stato e polizia penitenziaria tra tutte) ed in particolare per quanto concerne il trasferimento temporaneo per ricongiungimento al minore di tre anni ex. art. 42 bis del D. Lgs. 151 del 2001 e per il trasferimento temporaneo ed i permessi ex. art. 33 co. 3 e 5 della L. 241 del 1990.
Lo Studio si è occupato di diversi casi di militari a cui l’Amministrazione aveva negato il trasferimento temporaneo e i permessi di cui all’art. 33, l. 104/92, previsti dall’ordinamento a favore del pubblico dipendente per assistere il familiare con handicap in situazione di gravità.
Il motivo allegato dall’Amministrazione a sostegno dei dinieghi sono sempre pressoché identici, ovvero l’assenza, presso i reparti di destinazione, di posizioni organiche disponibili, corrispondenti al grado e alla qualifica del ricorrente ed anche la situazione di dificit del reparto di Provenienza.
In una recentissima pronuncia del T.A.R. Friuli Venezia Giulia viene accolto un ricorso con sentenza breve (sent. n. 00071/2020) relativamente alla domanda di annullamento del provvedimento impugnato, ritenendolo fondato, in particolare, in merito alla contestazione della mancata ponderazione delle esigenze personali esposte dal ricorrente.
Codice dell’Ordinamento Militare: adesso il diritto di difesa può anche essere svolto da un avvocato.
Quanto indicato in epigrafe rimane tutto invariato tranne per i procedimenti di stato per i militari inquisiti, in virtù di quanto indicato dal nuovo Decreto Legislativo n. 173 del 27 dicembre 2019 (disposizioni in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.
29 del 05 febbraio 2020 ed entrato in vigore il 20 febbraio 2020. Le sanzioni di stato sono provvedimenti discrezionali afflittivi che comportano il venir meno (in via temporanea o definitiva) del rapporto di impiego pubblico e, a differenza di quelli di corpo, producono effetti al di fuori dell’organizzazione militare. Esse attengono a violazioni della disciplina che rendono inconciliabile la permanenza del soggetto nell’ambito militare e sono:
Alla luce del nuovo Decreto Legislativo n. 173 del 27 dicembre 2019, per quanto riguarda il diritto di difesa nei procedimenti disciplinari di stato, il militare può adesso anche farsi assistere da un avvocato iscritto all’albo. L’avvocato non sostituisce il miliare difensore, ma è in aggiunta ed è a spese del militare inquisito. Il D.Lgs 173/19
all’art. 1 comma 1 lett. dd) , con decorrenza dal 20.02.2020, ha inserito un nuovo comma all’art. 1370 del Codice dell’Ordinamento Militare che così detta: “all’articolo 1370, dopo il comma 3, è inserito il seguente: «3-bis. Nei procedimenti disciplinari di stato il militare inquisito, in aggiunta al difensore di cui ai commi 2 e 3, può farsi assistere, a sue spese, anche da un avvocato del libero foro.»
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