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Timestamp: 2020-08-15 20:17:15+00:00
Document Index: 108119463

Matched Legal Cases: ['art. 585', 'art. 587', 'art. 36', 'art.2', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 587']

Covid-19: sospensione del termine per il saldo prezzo[:en]Coronavirus: sospensione del termine per il saldo prezzo | d'Ambrosio Borselli - Studio Legale Associato
L’art. 585 c.p.c., intitolato “Versamento del prezzo”, stabilisce al comma primo che “l’aggiudicatario deve versare il prezzo nel termine e nel modo fissati dall’ordinanza che dispone la vendita a norma dell’articolo 576, e consegnare al cancelliere il documento comprovante l’avvenuto versamento..”
L’aggiudicatario deve versare il saldo dell’aggiudicazione nel termine fissato dall’ordinanza che, di solito, si sostanzia in 120 giorni decorrenti dall’aggiudicazione. Il corretto e tempestivo pagamento del saldo diviene condizione necessaria affinché il Giudice, con decreto, trasferisca la proprietà dell’immobile aggiudicato. Purtuttavia, nel caso in cui l’aggiudicatario non versi il saldo egli, oltre a perdere la cauzione versata, sarà tenuto a versare la differenza tra il prezzo della sua aggiudicazione e quella successiva ex art. 587 c.p.c.
Ciò precisato, le gravi conseguenze previste per il mancato o tardivo versamento del saldo impongono una riflessione.
Una riflessione che nasce dall’emergenza, ben nota, che stiamo vivendo nelle ultime settimane. Difatti, ben potrebbe capitare, che l’aggiudicatario abbia la “sventura” di dover versare il saldo del prezzo in questo periodo o nei giorni successivi alla sospensione delle attività giudiziarie.
E’ infatti noto che il Governo, prima con il decreto legge n.11/2020 e, di poi con il decreto legge n.18/2020 del 17 marzo, abbia sospeso tutte le attività giudiziarie, differito le udienze a data successiva al 15 aprile (termine ulteriormente prorogato all’11 maggio 2020 dall’art. 36 del dl n. 23 dell’8 aprile 2020) e sospeso in genere tutti i termini procedurali.
Ebbene, considerato in primo luogo l’art.2 del d.l. n.18/2020 il quale asserisce che “sono sospesi.. in genere tutti i termini procedurali”, e non di meno le gravi conseguenze derivanti dal tardivo pagamento del saldo prezzo, occorre, nei limiti di quanto possibile, fare chiarezza e capire se il termine previsto per il pagamento del saldo del prezzo si sospenda o meno.
In particolare ci chiediamo cosa accada nel caso in cui il termine ultimo per il pagamento del saldo sia stato fissato nel periodo della sospensione o nei giorni successivi ad essa.
Il problema esiste. Infatti, qualora supponessimo che il termine per il versamento del saldo prezzo non si sospenda per opera del predetto articolo 2, (non rientrando nell’alveo della normativa in quanto termine non “procedurale”), potremmo arduamente immaginare che, in pieno Coronavirus, l’aggiudicatario debba essere costretto ad andare in banca, con il personale ridotto a metà, ed ottenere un mutuo per ottemperare all’ordine del giudice.
Prima ancora che giuridicamente, l’opzione prospettata appare di difficile comprensione e forse di difficile applicazione.
Si deve pertanto ritenere, invece, che il termine per il versamento del saldo, come testimoniato da autorevole giurisprudenza sul punto, sia un termine processuale e come tale rientrante nella sospensione dei termini dal 9 marzo all’11 maggio.
Difatti, la Suprema Corte, investita del quesito in riferimento alla sospensione feriale, aveva già precisato che il termine del versamento del saldo ha “ …natura processuale …, in quanto inteso a scandire il compimento di atti aventi natura processuale, diretti a concludere la fase del processo esecutivo” (Cass., sez. I, 13 luglio 2012, n. 12004).
Per questi motivi si ritiene che qualora il termine ultimo scada in un periodo compreso tra il 9 marzo ed l’ 11 maggio, la sua decorrenza si sospenda e il termine riprenderà a decorrere solo dal 12 maggio per la residua parte.
Esempio: il termine per il versamento del saldo, fissato in 120 giorni, e decorrente dal 1 dicembre 2019, avrebbe una scadenza fissata per il giorno 30 marzo 2020, nel pieno periodo di sospensione.
In applicazione della sospensione dei termini dal 9 marzo all’11 maggio 2020, il nuovo termine scadrà in data 1 giugno 2020 (è stato aggiunto all’iniziale termine di 120 giorni, decorrente nel nostro esempio dal 1 dicembre 2019, ulteriori 63 giorni ricadenti nel periodo di sospensione suindicato).
Parimenti dicasi per la seconda ipotesi, ossia quando il termine per il versamento del saldo andrà a scadere in una data successiva all’11 maggio, e quindi in una data non ricadente nel periodo di sospensione. In tal caso il suo computo si interromperà in data 9 marzo 2020 e ricomincerà in data 12 maggio 2020
Esempio: il termine per il versamento del saldo, fissato in 120 giorni, decorre dal 22 gennaio 2020 e scadrebbe il 21 maggio 2020.
Dal 9 marzo al 11 maggio il termine sarà paralizzato e per 63 giorni non decorrerà ulteriormente.
Per questo motivo l’aggiudicatario dovrà versare il saldo del prezzo non più entro il 21 maggio 2020 ma entro il 23 luglio 2020, corrispondente alla data previamente fissata “allungata” dei 63 giorni di sospensione che il termine ha subito.
In buona sostanza il termine si “blocca” il 9/03 e inizia a decorrere il 12/05, cosicché il termine previamente fissato per il versamento del saldo tornerà a decorrere per la residua parte dopo il 12.05.2020.
Omologamente a quanto ritenuto, il Tribunale di Novara [per il testo del provvedimento originale clicca “decreto 17.2020 Tribunale di Novara”] con provvedimento del 18 marzo (decreto 17/2020) ha affermato che “ è sospeso anche il termine per il versamento del saldo prezzo che tornerà a decorrere, per la residua parte a far data dal 15.04.2020 (termine ulteriormente prorogato all’11 maggio 2020 dall’art. 36 del dl n. 23 dell’8 aprile 2020), salvo ulteriori disposizioni. Laddove l’aggiudicatario proceda comunque al versamento del prezzo, resta salvo l’acquisto compiuto”.
Del medesimo tenore appare la circolare del Tribunale di Napoli del 18 marzo (per il testo clicca “Circolare Tribunale di Napoli del 18.03.2020″), per la quale” la sospensione delle operazioni di vendita e delle ulteriori attività degli ausiliari (per accessi, visite, pagamento del saldo prezzo ed attuazione degli ordini di liberazione) si applicherà per il termine contemplato dal D.L. n. 18 e, quindi, sino al 15/04/2020 (termine ulteriormente prorogato all’11 maggio 2020 dall’art. 36 del dl n. 23 dell’8 aprile 2020)”.
In buona sostanza, si ritiene che un adempimento vitale come il versamento del saldo del prezzo successivo all’aggiudicazione necessiti, per le attività che lo precedono, di questa sospensione e vi rientri a pieno titolo. Inoltre anche relativamente al suo profilo giuridico, come avallato dalla Suprema Corte, non può dubitarsi del suo carattere “procedurale”, e come tale rientrante nella prevista sospensione. D’altro canto, la decorrenza del termine, stante la sospensione di ogni attività, porterebbe l’aggiudicatario probabilmente ad accumulare un incolpevole ritardo e ad incorrere, dunque, nelle sanzioni di cui all’art. 587 c.p.c. recando un notevole pregiudizio altresì alla procedura esecutiva immobiliare che aveva propiziato la vendita.
Un suggerimento utile per chi dovesse saldare il prezzo in un Tribunale che non abbia espressamente disposto nulla al riguardo e che non abbia avuto alcuna comunicazione scritta in tal senso da parte del delegato alla vendita è di procedere con una istanza scritta al delegato medesimo e in caso di mancata risposta presentare l’istanza allo stesso G.E.