Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/codice_procedura_civile/710
Timestamp: 2018-05-20 10:13:39+00:00
Document Index: 150654782

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.711', 'art.4', 'art.710', 'art.710', 'art.9', 'art.711', 'art. 4', 'art. 710', 'art. 8', 'art. 710', 'art. 710', 'art. 710', 'art. 710', 'art. 20', 'art. 710', 'art. 12', 'art. 20', 'art. 709', 'art. 710', 'art. 710', 'art. 40']

Modificabilità dei provvedimenti relativi alla separazione dei coniugi (1)
I. Le parti possono sempre chiedere, con le forme del procedimento in camera di consiglio, la modificazione dei provvedimenti riguardanti i coniugi e la prole conseguenti la separazione.
II. Il tribunale, sentite le parti, provvede alla eventuale ammissione di mezzi istruttori e può delegare per l'assunzione uno dei suoi componenti.
III. Ove il procedimento non possa essere immediatamente definito, il tribunale può adottare provvedimenti provvisori e può ulteriormente modificarne il contenuto nel corso del procedimento.
(1) La Corte cost., con sentenza 9 novembre 1992, n. 416, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di questo articolo nella parte in cui non prevede la partecipazione del pubblico ministero per la modifica dei provvedimenti riguardanti la prole.
Trasferimento di residenza della madre - Modifica del programma di frequentazione genitori/figlia - Conferimento CTU per la valutazione della personalità delle parti ed ascolto della minore - Indicazioni del CTU: collocamento a settimane alternate presso ciascun genitore - Inidoneità - Collocamento presso il padre per garantire il benessere psicofisico della minore.
Nel caso in cui la madre si trasferisca in un comune diverso da quello in cui si trova la casa coniugale (ove la figlia ha sempre vissuto, frequenta la scuola, ha le sue amicizie e si dedica allo sport), l'affidamento a settimane alterne a ciascun genitore potrebbe non rivelarsi la soluzione più idonea a tutelare la minore, quando ciò dovesse comportare tempi di spostamento troppo lunghi per frequentare la scuola e rendere difficoltosa la pratica dello sport che, se gradita, deve essere incentivata, in quanto produce effetti positivi sulla stato di salute e dell'interazione sociale con i coetanei. (Nicola Di Benedetto) (riproduzione riservata) Tribunale Civitavecchia, 09 Aprile 2018. Segue...
Negoziazione assistita – Mancata autorizzazione dell’accordo da parte del PM – Adesione delle parti ai rilevi del PM – Autorizzazione del Presidente
Mancata adesione delle parti ai rilievi del PM – Facoltà per le parti di depositare ricorso giurisdizionale prima dell’udienza presidenziale – Archiviazione dell’accordo.
Qualora il Pubblico Ministero rilevi che l’accordo raggiunto a seguito di negoziazione assistita non risulti rispondere all’interesse del figlio, lo trasmette al Presidente del Tribunale che fissa udienza, consentendo alle parti – qualora ritengano di non aderire pienamente ai rilievi effettuati dal PM o, in conseguenza di essi, intendano apportare significative modifiche alle clausole dell’accordo – di depositare in tempo utile ricorso per separazione consensuale ovvero ricorso congiunto per la cessazione degli effetti civili o lo scioglimento del matrimonio, o ancora per la modifica delle condizioni di separazione o divorzio.
Qualora le parti non depositino alcun ricorso e, comparendo avanti al Presidente, dichiarino di aderire pienamente ai rilievi effettuati dal Pubblico Ministero, l’accordo potrà essere autorizzato dal Presidente.
Qualora invece le parti depositino un ricorso ex art.711 c.p.c., ovvero ex art.4, comma 16, L.div. o ancora ex art.710 c.p.c., l’accordo raggiunto a seguito di negoziazione assistita dovrà intendersi implicitamente rinunciato (vale a dire che nessuno comparirà all’udienza, ovvero, alla stessa, le parti dichiareranno di rinunziarvi espressamente) e il relativo fascicolo sarà archiviato a seguito di un pronuncia di “non luogo a provvedere”, mentre un nuovo procedimento, “giurisdizionale”, regolarmente iscritto a ruolo, consentirà o la fissazione di udienza davanti al Collegio se si tratti di divorzio o procedimento ex art.710 c.p.c. o art.9 L.div., ovvero, qualora si tratti di ricorso per separazione personale, che, all’udienza fissata avanti al Presidente si proceda tanto all’archiviazione dell’accordo quanto allo svolgimento di udienza ex art.711 c.p.c. che verrà fissata alla stessa data e stessa ora sulla base del ricorso già presentato. In tali ipotesi verrà seguita la normale procedura e richiesto il parere obbligatorio del Pubblico Ministero.
Infine, qualora le parti non compaiano pur non depositando alcun ricorso, la procedura di negoziazione assistita dovrà intendersi implicitamente rinunciata e archiviata con pronuncia di non luogo a provvedere. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 15 Gennaio 2015. Segue...
Giudizio di Divorzio pendente – Revisione delle condizioni di separazione – Rapporti – Condizioni – Provvedimenti cd. de futuro.
L’intervento degli operatori dello spazio neutro ha una funzione di supporto e non può essere considerato una prescrizione limitativa del diritto di visita. La limitazione della relazione familiare ad un contesto protetto può avvenire solo in presenza di gravi motivi, ad esempio se il genitore è pericoloso per il minore ovvero se la resistenza del minore acquista connotazioni patologiche, tali da non potere essere gestite in autonomia dai genitori. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Appello Catania, 18 Luglio 2014. Segue...
Giudizio di Divorzio pendente – Revisione delle condizioni di separazione – Rapporti – Condizioni – Provvedimenti cd. de futuro..
Pendendo il giudizio di divorzio, è ancora possibile (ma solo in certi limiti) chiedere la revisione delle condizioni di separazione. Si deve, infatti, operare una distinzione in relazione al contenuto della domanda, ed all’arco temporale cui si riferisce, tenendo conto non già della mera proposizione della domanda di divorzio, ma dell’effetto della adozione dei provvedimenti ex art. 4 legge 898/1970. Ebbene, non è precluso, pur in pendenza di giudizio di divorzio, mantenere ferma la precedente domanda di modifica delle condizioni della separazione. La pronuncia di scioglimento del matrimonio, infatti, opera ex nunc, dal momento del passaggio in giudicato, e quindi non comporta la cessazione dalla materia del contendere nel giudizio di modifica delle condizioni della separazione iniziato anteriormente e ancora pendente, ove ne permanga l'interesse di una delle parti, in relazione alla regolamentazione del regime in uno specifico arco temporale. (Cass.8.5.1992, n. 5497; Cass. 28.10. 2005 n. 21091). Per quanto attiene alle richieste in materia di affidamento ed esercizio della responsabilità genitoriale, trattandosi di provvedimenti de futuro, nel senso che non si può modificare il regime di affidamento per il passato, deve ritenersi ormai consolidata la competenza in merito del giudice del divorzio. Invece, per quanto riguarda il mantenimento, vero è che non possono coesistere due regimi economici diversi nello stesso tempo, ma fino alla adozione dei provvedimenti provvisori di divorzio resta vigente il regime economico proprio della separazione, che può essere modificato con effetto retroattivo, trattandosi di prestazioni patrimoniali, rispetto alle quali sono sempre possibili le restituzioni ed i rimborsi. Pertanto, in sede di revisione, resta procedibile la domanda di modifica delle condizioni economiche della separazione, limitatamente al periodo di tempo che intercorre tra la presentazione della domanda e l’adozione dei provvedimenti provvisori di divorzio. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Appello Catania, 06 Febbraio 2014. Segue...
Esercizio della responsabilità genitoriale – Controversia – Competenza territoriale – Residenza abituale del minore – Trasferimento contingente o unilateralmente deciso – Idoneità a radicare la competenza – Esclusione.
Esercizio della responsabilità genitoriale – Procedimenti di revisione ex art. 710 c.p.c. riguardanti minori – Competenza territoriale – Residenza abituale del minore – Sussiste..
Ai fini dell'individuazione del Tribunale territorialmente competente in ordine a provvedimenti diretti ad intervenire sulla potestà genitoriale ex artt. 330 e 333 cod. civ., deve aversi riguardo al luogo della dimora abituale alla data della domanda (Cass. 9266 del 2001; 1058 del 2003; 2171 del 2006). Il riferimento all'effettiva dimora del minore non sta ad indicare che la competenza territoriale può essere determinata sulla mera base della rilevazione del luogo in cui si trova il minore al momento del ricorso, senza verificare se tale ubicazione corrisponda a quella abituale o sia invece frutto di uno spostamento o trasferimento recente e contingente, o unilateralmente deciso da uno dei genitori, sostanzialmente in coincidenza temporale con la proposizione del ricorso. In forza di tale principio (applicato, in virtù dell'operatività del principio della "perpetuatio jurisdictionis" anche quando il mutamento di fatto intervenga nel corso di una procedura già instaurata, cfr. Cass. 3587 del 2003) la competenza territoriale non può che radicarsi nel luogo di residenza abituale del minore all'atto dell'introduzione del procedimento. La correlazione tra giudice e luogo in cui abitualmente vive il minore non può, infatti, spezzarsi per effetto di variazioni successive della residenza del genitore, prevalendo la stabilità sulla prossimità transitoria, essendo tale conclusione imposta da ragioni di certezza e di effettività dell'esercizio della giurisdizione. Il criterio della residenza o dimora abituale è univocamente adottato anche nei procedimenti relativi all'affidamento del figlio nato fuori dal matrimonio (nella dizione ratione temporis ancora vigente), come stabilito in Cass. 21750 del 2012. Quest'ultima pronuncia contiene l'ulteriore declinazione del principio sopra delineato, affermando che "nella individuazione in concreto di luogo di abituale dimora non può farsi riferimento ad un dato meramente quantitativo, rappresentato dalla prossimità temporale del trasferimento di residenza o dalla maggiore durata del soggiorno, essendo invece necessaria una prognosi sulla probabilità che la "nuova" dimora diventi l'effettivo e stabile centro d'interessi del minore ovvero resti su un piano di verosimile precarietà o sia un mero espediente per sottrarsi alla disciplina della competenza territoriale". Peraltro, deve osservarsi che il criterio indicato coincide perfettamente con quello della residenza abituale del minore, stabilito dall'art. 8 del Regolamento CE n. 2201 del 2003 in tema di giurisdizione sui provvedimenti de potestate. L'applicazione pratica di tale criterio conduce a dare rilievo esclusivamente al luogo del concreto e continuativo svolgimento della vita personale del minore al momento della proposizione della domanda (S.U. 1984 del 2012). Il principio di prossimità, non può, pertanto, essere ritenuto contrapposto a quello della residenza abituale, ma, al contrario, si deve ritenere che ne sottolinei l'effettività imponendo l'accertamento concreto del luogo in cui è radicato territorialmente il minore, senza dare rilievo al mero dato anagrafico-amministrativo. L'effettività dell'accertamento, coerentemente con le fonti convenzionali e del diritto dell'Unione Europea, non esclude, tuttavia, la necessità della stabilità e continuità del radicamento territoriale in contrapposizione alla precarietà e contingenza di spostamenti o trasferimenti del minore dovuti a situazioni particolari, presumibilmente collegati al conflitto genitoriale. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Il criterio della residenza abituale del minore, ai fini della determinazione della competenza territoriale, risulta codificato nei procedimenti ex art. 710 cod. proc. civ., riguardanti l'affidamento dei figli minori. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 19 Luglio 2013, n. 17746. Segue...
Modifica delle condizioni della separazione – Art. 710 c.p.c. – Fotografie ed informazioni pubblicate sul c.d. profilo del social network “Facebook” Utilizzabilità in sede giudiziaria..
Le fotografie e le informazioni pubblicate sul profilo personale del social network “Facebook” sono utilizzabili come prove documentali nei giudizi di separazione. Infatti, a differenza delle informazioni contenute nei messaggi scambiati utilizzando il servizio di messaggistica (o di chat) fornito dal social network, che vanno assimilate a forme di corrispondenza privata, e come tali devono ricevere la massima tutela sotto il profilo della loro divulgazione, quelle pubblicate sul proprio profilo personale, proprio in quanto già dì per sé destinate ad essere conosciute da soggetti terzi, sebbene rientranti nell’ambito della cerchia delle c.d. “amicizie” del social network, non possono ritenersi assistite da tale protezione, dovendo, al contrario, essere considerate alla stregua di informazioni conoscibili da terzi. (Luca Caputo) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 13 Giugno 2013. Segue...
Separazione dei coniugi – Revisione delle condizioni – Art. 710 c.p.c. – Competenza territoriale – Giudice di residenza del Minore (art. 710 c.p.c.)..
In materia di revisione delle condizioni delle separazioni personali dei coniugi, assume rilievo, ai sensi del novellato art. 710 c.p.c., il luogo di residenza del minore per l’individuazione del giudice territorialmente competente. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 03 Maggio 2013. Segue...
Separazione dei coniugi – Revisione delle condizioni – Art. 710 c.p.c. – Competenza territoriale – Giudice di residenza del Minore..
Procedimento ex art. 710 c.p.c. – Competenza territoriale – Residenza della parte convenuta in altro circondario – Foro del luogo in cui è sorta l’obbligazione ex art. 20 c.p.c. – Luogo della omologa della separazione – Applicabilità – Esclusione..
Non è rinvenibile alcuna disposizione speciale in materia di giudizi promossi ex art. 710 c.p.c. analoga ed assimilabile all’art. 12 quater della legge divorzile (sia pure nella sua formulazione di portata limitativa rispetto al duplice riferimento di cui all’art. 20 c.p.c.) e ciò anche evidenziando che il legislatore del 2006 ha ritenuto di intervenire espressamente sul punto della normazione della competenza territoriale con il primo comma dell’art. 709 ter c.p.c., ultima parte. Pertanto, poiché tutta la normativa - dal 2005 in poi - ha sempre più inteso individuare una disciplina processuale tendenzialmente unitaria per la separazione e per il divorzio ed ha altresì, con plurimi interventi, coniato nuovi criteri di competenza speciale per una materia che non vi è dubbio si distingua da quella elettivamente contrattuale, deve ritenersi esclusa per i procedimenti instaurati ex art. 710 c.p.c., la competenza del Tribunale innanzi al quale sia stata definita la separazione (giudiziale o consensuale) allorquando nel medesimo circondario non sia stanziata la residenza di parte convenuta. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 30 Gennaio 2013. Segue...
Famiglia – Procedimento per la modifica degli accordi di separazione – Contemporanea pendenza del giudizio di divorzio – Riunione – Ammissibilità..
La sopravvenuta pendenza del giudizio di divorzio non determina l’inammissibilità della proposizione della domanda ex art. 710 cod. proc. civ., per cui in caso di simultanea pendenza di detti giudizi, ove in entrambi si discuta dell’entità dell’assegno di mantenimento come contributo al mantenimento della prole minore, una volta incardinato per primo il giudizio per la modifica dei patti della separazione, i due procedimenti potranno essere riuniti nonostante la diversità di rito, soccorrendo al riguardo il criterio previsto dall’art. 40, 3° comma cod. proc. civ.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 10 Marzo 2008. Segue...