Source: https://www.davidemura.com/laicita-ed-eguaglianza-religiosa-art-8-cost-544/
Timestamp: 2019-12-07 02:42:11+00:00
Document Index: 161212900

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 19', 'art. 8']

Stato laico e uguaglianza religiosa. Il punto – Davide Mura
Home » Diritto » Stato laico e uguaglianza religiosa. Il punto
Non posso qui certamente riportare il quadro giuridico complessivo dei culti in Italia (ci scrivono i libri). Qui si può solo dire che sono ancora in vigore le leggi precedenti la nostra Costituzione – opportunamente “costituzionalizzate” (e cioè rese compatibili con i principi costituzionali) – per tutti i culti che, al netto della religione cattolica, non hanno stipulato intese con lo Stato[2. L’opera della giurisprudenza costituzionale si è indirizzata soprattutto verso quelle norme che pregiudicavano o negavano la libertà religiosa e di culto, e violavano dunque il principio di uguaglianza ai sensi dell’art. 3 Cost.]. Per i culti invece che hanno stipulato intese ai sensi del comma 3 dell’art. 8[3. Che sono considerate dalla migliore dottrina Convenzioni di Diritto Pubblico e non già patti internazionali che obbligano lo Stato a renderli esecutivi con legge. Così pure la Corte Costituzionale con la sentenza n. 57 del 1958. Di diverso avviso altra parte della dottrina che ritiene invece che con l’art. 8, comma 3, sia stato sancito lo stesso principio pattizio previsto dall’art. 7, comma 2. Di guisa che lo Stato per disciplinare i rapporti con le confessioni diverse da quella Cattolica, deve utilizzare il sistema pattizio e non può procedervi unilateralmente.], gli stessi sono disciplinati in base alle norme stabilite nelle #intese anzidette.
E qui, inevitabilmente, non possiamo non tornare al problema della laicità considerata non come ateismo di Stato, ma come rifiuto di una religione di Stato. Spesso infatti si è utilizzata questa norma per accusare lo Stato Italiano di privilegiare ingiustificatamente la Chiesa Cattolica rispetto alle altre organizzazioni confessionali, e si è utilizzato a sostegno di questa tesi sia l’art. 7 (e lo abbiamo visto) e sia il primo comma dell’art. 8, attribuendogli proprio il significato che non ha, e cioè quello di riconoscere come assolutamente eguali tutte le confessioni. Ma la realtà è che l’art. 8 non dice: “tutte le confessioni sono uguali dinanzi alla legge”[4. In fase costituente non si arrivò mai a offrire questa formulazione. L’idea era che si dovesse riconoscere alle confessioni diverse dalla cattolica la libertà di culto, senza discriminazione alcuna, compatibilmente con i principi dell’ordinamento giuridico italiano, come poi si dirà appresso.]. Ma dice: “tutte le confessioni sono egualmente libere dinanzi alla legge.” Questa è una differenza sostanziale checché se ne dica, poiché permette di trattare le confessioni religiose in modo differente a seconda della necessità, del radicamento nel territorio, dell’opportunità, della cultura e di altri elementi contingenti, storici e sociali, salvo il diritto di ogni membro della confessione di professare liberalmente il proprio culto con il limite del buon costume (art. 19 Cost.) e la libertà di ogni confessione di organizzarsi secondo il proprio Statuto, con il limite del rispetto dei principi dell’ordinamento giuridico (comma 2, art. 8). Di guisa che la legge potrebbe anche avere un rapporto particolare e privilegiato con una precisa confessione[5. Si cita a tal proposito Ruffini, il quale proprio sul principio di uguaglianza ebbe a dire: «Il vero principio di parità non suona “a ciascuno lo stesso”, ma “a ciascuno il suo”». Francesco Ruffini, La libertà religiosa come diritto subiettivo pubblico, Torino, 1924, pag. 423.], basando tale “privilegio” sugli anzidetti elementi. Ed è quello che capita con la religione cattolica: il suo forte radicamento nel territorio, la sua preminenza nel tessuto sociale, i suoi principi etici fondanti i valori comuni, rappresentano un dato sociologico che non può essere ignorato o sminuito da un’uguaglianza assoluta che creerebbe tensioni e malumori sociali, discriminazioni al contrario e la distruzione inevitabile delle nostre tradizioni e della nostra cultura.
Categorie: Diritto, Politica, SocietàEtichette: ateismo, Chiesa, confessioni, confessionismo, intese, laicità, primoarticolo.it, Religione