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Timestamp: 2020-08-12 18:35:39+00:00
Document Index: 99466414

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 5', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 5', 'art. 75', 'art. 69', 'art. 20', 'art. 360', 'art. 20', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 25', 'art. 17', 'art. 20', 'art. 36', 'sentenza ', 'art. 384', 'art. 375', 'sentenza ', 'art. 384']

Sentenza Cassazione Civile n. 26847 del 22/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26847 del 22/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 22/12/2016, (ud. 23/11/2016, dep.22/12/2016), n. 26847
sul ricorso 22032/2015 proposto da:
PORTIGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo
V.E., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA DELLA
avverso la sentenza n. 254/2015 della CORTE D’APPELLO di LECCE del
26/01/2015, depositata l’01/04/2015;
23/11/2016 dal Consigliere Relatore Dott. GIULIO FERNANDES.
“Il Tribunale di Brindisi ha accolto il ricorso proposto da V.E. – già dipendente NATO (USAF di (OMISSIS)) transitato al Ministero del Lavoro ex L. n. 98 del 1971, in posizione 131 inteso ad ottenere la declaratoria del diritto all’inclusione dell’indennità integrativa speciale nel computo del beneficio, previsto dal D.P.R. n. 344 del 1983, art. 5, dell’1,25% dello stipendio iniziale di assunzione nello Stato per ogni anno di servizio o frazione prestato presso l’organismo militare.
La Corte di appello di Lecce ha respinto il gravame del Ministero confermando la pronunzia impugnata, osservando: che sia l’Adunanza Generale del Consiglio di Stato in sede consultiva (parere 1931 del 6.12.2000), che il Consiglio di Stato (sez. 4 28.12.2006 n. 8008) avevano) affermato la natura retributiva dell’indennità integrativa speciale in linea con quanto ritenuto da Corte Cost. 243/93; che nel contratto collettivo 1998/2000 l’IIS era ricompresa nella retribuzione come voce singola non conglobata, laddove l’art. 20 del ccnl comparto Ministeri sottoscritto il 16.6.2003 aveva invece innovato la disciplina in tema prevedendo che l’iis dovesse essere inglobata nello stipendio tabellare assunto come base di computo. Riteneva che la circostanza che a decorrere dall’1.1.2003 l’indennità, alla stregua del comma 3 dell’art. 20 del contratto di comparto, non fosse più corrisposta come voce, ma componesse il trattamento retributivo non determinava il mutamento della natura giuridica dell’attribuzione.
Con l’unico motivo di ricorso viene dedotta violazione e falsa applicazione del D.P.R. 25 giugno 1983, n. 344, art. 5, del D.Lgs. n. 29 del 1993, art. 75, D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 69 e art. 20 del CCNL, del 12 giugno 2003 (in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3), rilevandosi che il riferimento nel testo della norma ad una percentuale dello stipendio iniziale del livello retributivo corrispondente alla posizione giuridica in godimento al momento dell’assunzione del personale di cui alla L. n. 98 del 1971, ed alla L. n. 596 del 1979, alle dipendenze dello Stato indica chiaramente che il beneficio doveva essere determinato in relazione allo stipendio tabellare alla data dell’assunzione in servizio presso il Ministero. Essendo stato assunto il V. in epoca anteriore rispetto all’inglobamento dell’IIS nello stipendio tabellare, avvenuto con l’art. 20, comma 3, ccnl 2002/2005 comparto Ministeri, sottoscritto il 16.1.2003 con decorrenza dal 10.1.2003, si sostiene che il nuovo meccanismo introdotto con tale decorrenza non poteva influire sulla quantificazione del beneficio invocato, da calcolarsi al momento dell’assunzione prendendo a base esclusivamente lo stipendio tabellare a tale data.
Si controverte del diritto del controricorrente, già dipendente della Nato, assunto in data anteriore al gennaio 2003 presso il Ministero del Lavoro, al beneficio economico previsto dal D.P.R. 25 giugno 1983, n. 344, art. 5 (recante norme risultanti dalla disciplina prevista dall’accordo del 29 aprile 1983 concernente il personale dei Ministeri ed altre categorie), secondo il quale “Il servizio prestato dal personale di cui alla L. 9 marzo 1971, n. 98, e alla L. 23 novembre 1979, n. 596, alle dipendenze degli organismi militari operanti sul territorio italiano nell’ambito della Comunità atlantica, dà titolo ad un beneficio pari all’1,25 per cento dello stipendio iniziale del livello retributivo corrispondente alla posizione giuridica in base alla quale è stato assunto alle dipendenze dello Stato, per ogni anno di servizio o frazione di anno superiore a sei mesi, con le modalità previste dal D.P.R. 9 giugno 1981, n. 310, art. 2”.
Alla data di assunzione del controricorrente, il ccnl 1998/2001, all’art. 25, prevedeva che la retribuzione base mensile fosse costituita dal valore economico mensile di ciascuna delle posizioni economiche previste all’interno di ciascuna area – ivi comprese le posizioni super di cui all’art. 17 del CCNL del 16.2.99 – e dall’indennità integrativa speciale.
Tali considerazioni sono del tutte condivisibili e deve affermarsene la validità in relazione ad ipotesi di passaggio alle dipendenze dell’amministrazione avvenuto, come per il V., prima dell’1.1.2003, giacchè l’art. 20, comma 3, del CCNL, di categoria sottoscritto il 26 maggio 2004 ha stabilito la ricomprensione dell’iis ed il suo assorbimento nello stipendio tabellare con tale decorrenza.
Va, poi, aggiunto che anche in tema di determinazione della base di computo di istituti retributivi indiretti il riferimento al solo stipendio tabellare, con esclusione dell’indennità integrativa speciale, è stato ritenuto tale da non suscitare dubbi di legittimità costituzionale in riferimento all’art. 36, in quanto la proporzionalità e l’adeguatezza della retribuzione vanno riferite non già alle sue singole componenti, ma alla globalità di questa (cfr. per un mero riferimento Cass. 1717/11), e che nel caso all’esame le modalità di computo del beneficio tendono unicamente alla valorizzazione, in termini economici, del servizio prestato presso la Nato. Infine, proprio tale finalità esclude la rilevanza delle disposizioni contrattuali collettive successive nei termini invocata dalla difesa del V., posto che il beneficio è computato avendo riguardo ad una percentuale dello stipendio iniziale per ogni anno di servizio pregresso, senza alcuna incidenza di successive modificazioni della nozione di stipendio presa a riferimento dalla norma.
Alla luce di quanto esposto, si propone l’accoglimento del ricorso, la cassazione dell’impugnata sentenza con decisione nel merito – ex art. 384 c.p.c., comma 2, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto – di rigetto della originaria domanda, con ordinanza ai sensi dell’art. 375 c.p.c., n. 5″.
Il Collegio condivide pienamente la sopra riportata relazione conforme ai precedenti di questa Corte (da ultimo: Cass. n. 20809 del 14 ottobre 2016) e, quindi, accoglie il ricorso, cassa l’impugnata sentenza e decide nel merito – ex art. 384 c.p.c., comma 2, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto) – rigettando l’originario ricorso.
Il diverso orientamento espresso nella presente sede di legittimità rispetto a quello seguito nelle fasi del merito induce a compensare tra le parti le spese dell’intero processo.