Source: https://commercialista-aquilani.com/la-scelta-degli-schemi-di-bilancio/
Timestamp: 2019-10-20 09:58:58+00:00
Document Index: 178967932

Matched Legal Cases: ['art. 2423', 'art. 2435', 'art. 2435', 'art. 2435', 'art. 2435', 'art. 2435']

LA SCELTA DEGLI SCHEMI DI BILANCIO -
con la stesura del presente documento informativo intendiamo metterLa a conoscenza, essendo ormai nel periodo della redazione di bilanci, che per la stesura degli stessi le disposizioni civilistiche prevedono differenti schemi, quello ordinario e quello abbreviato. In particolare, per quest’ultimo (schema abbreviato) sono previste in due diverse varianti, ossia normale e semplificato. Nel presente documento vengono illustrati i differenti schemi che si possono utilizzare.
La redazione del bilancio costituisce un momento importante dell’attività dell’impresa, è indispensabile che esso sia redatto correttamente, sia per l’importanza delle informazioni che deve esporre, sia per l’impatto che tali informazioni hanno nei confronti dei soci e anche di tutti i portatori di interesse esterni che ruotano attorno all’impresa.
Il bilancio “ordinario” si compone di tre documenti: due di tipo contabile (Stato Patrimoniale e Conto Economico) e uno di tipo non contabile (la Nota Integrativa).
Bilancio d’esercizio Composizione
Il carattere della obbligatorietà è del tutto evidente laddove, al primo comma dell’art. 2423-ter, si afferma chiaramente che le voci contabili del patrimonio aziendale:
“salve le disposizioni di leggi speciali per le società che esercitano particolari attività, nello stato patrimoniale e nel conto economico devono essere iscritte separatamente, e nell’ordine indicato“.
Tuttavia si tratta di una rigidità non assoluta, perché nei commi successivi sono stati introdotti alcuni elementi di elasticità, al fine di permettere una più adeguata rappresentazione dei tratti peculiari delle varie classi di aziende, con particolare considerazione alla configurazione dimensionale o dell’esercizio di attività diverse da quelle industriali e mercantili.
La redazione del bilancio in forma abbreviata da parte delle piccole aziende non è un obbligo, bensì una facoltà.
Si ha la facoltà di redigere il bilancio in forma abbreviata, quando l’azienda nel primo esercizio (con riferimento alla costituzione) o successivamente, per due esercizi consecutivi, non abbia superato due dei tre limiti dimensionali che sono previsti dall’articolo 2435-bis del codice civile.
All’interno della forma abbreviata del bilancio troviamo una ulteriore forma semplificata (abbreviato semplificato), ossia quella ex art. 2435-bis c.c. caratterizzata da uno stato patrimoniale in cui le voci A e D dell’attivo sono comprese nella CII e la voce E del passivo è compresa nella D.
Non tutte le società possono redigere il bilancio in forma abbreviata, il primo comma dell’art. 2435-bis c.c. consente il suo impiego alle società di capitali:
che non hanno emesso titoli negoziati in mercati regolamentati e qualora nel primo esercizio o per due consecutivi non superano almeno due dei tre parametri seguenti:
Se tali limiti non sono superati nel primo esercizio dalla costituzione, la società potrà optare per l’abbreviato già a partire dal primo bilancio successivo alla stessa.
Se l’azienda che ha scelto di redigere il rendiconto in forma abbreviata supera per il secondo anno consecutivo due dei limiti suddetti, è obbligata a redigere il bilancio in forma ordinaria.
Perché scegliere il bilancio abbreviato
Semplificazione dei prospetti contabili
Anche il conto economico è oggetto di accorpamenti l’art. 2435-bis c.c. consente il mero raggruppamento delle voci:
A2/A3, “Variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti”
“Variazioni dei lavoro in corso su ordinazione”
B9(c)/(d)/(e) “Trattamento fine rapporto”
“Trattamento quiescenza”
“Altri costi per il personale”
B10(a)/(b)/(c) “Ammortamento immobilizzazioni immateriali”
“Ammortamento immobilizzazioni materiali”
“Altre svalutazioni delle immobilizzazioni”
C16(b)/(c) “Proventi finanziari da titoli iscritti nelle immobilizzazioni che non costituiscono immobilizzazioni”
“Proventi finanziari da titoli iscritti nell’attivo circolante che non costituiscono partecipazioni”
D18(a)/(b)/(c) “Rivalutazioni di partecipazioni”
“Rivalutazioni di immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni”
“Rivalutazioni di titoli iscritti nell’attivo circolante che non costituiscono partecipazioni”
D19(a)/(b)/(c) “Svalutazioni di partecipazioni”
“Svalutazioni di immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni”
“Svalutazioni di titoli iscritti nell’attivo circolante che non costituiscono partecipazioni”
Vantaggi sulla nota integrativa e sulla relazione della gestione
Per quanto riguarda la relazione sulla gestione, l’art. 2435-bis consente di omettere il prospetto, l’ultimo comma dell’articolo citato dispone, infatti, che:
qualora le società che possono redigere il bilancio in forma abbreviata, forniscano nella nota integrativa le informazioni richieste dai numeri 3) e 4) dell’articolo 2428, esse sono esonerate dalla redazione della relazione sulla gestione.
L’art. 2435-bis c.c. consente, alle società che posseggono i necessari requisiti, di semplificare la struttura e il contenuto dei prospetti contabili che compongono il bilancio d’esercizio. La norma prevede una serie di facoltà che potrebbero essere sfruttate “anche in maniera solo parziale” da chi redige il documento.
In particolare è possibile fornire per alcune parti dello stato patrimoniale un dettaglio proprio della versione ordinaria che porterebbe alla stesura di un bilancio misto, cioè un documento a metà strada tra l’ordinario e l’abbreviato (normale o semplificato).