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Timestamp: 2019-08-23 15:13:58+00:00
Document Index: 116572393

Matched Legal Cases: ['art. 44', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 27', 'art. 18', 'art. 22', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 27', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 26', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 32', 'art. 26', 'art. 10', 'art. 14', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 28', 'art. 3', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 28', 'art. 15', 'art. 24', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 32', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 23', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 18', 'art. 46', 'art. 41', 'art. 45', 'art. 102', 'art. 44']

0.520.33
Zweites Protokoll vom 26. März 1999 zum Haager Abkommen von 1954 für den Schutz von Kulturgut bei bewaffneten Konflikten
Secondo Protocollo del 26 marzo 1999 relativo alla Convenzione dell’Aia del 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato
Art. 2 Relazione con la Convenzione
Art. 4 Relazione tra il capitolo 3 e altre disposizioni dell...
Capitolo 2: Disposizioni generali concernenti la protezione
Art. 5 Tutela dei beni culturali
Art. 6 Rispetto dei beni culturali
Art. 7 Precauzioni nell'attacco
Art. 8 Precauzioni contro gli effetti degli attacchi
Art. 9 Protezione dei beni culturali in territorio occupato
Capitolo 3: Protezione rafforzata
Art. 10 Protezione rafforzata
Art. 11 Concessione della protezione rafforzata
Art. 12 Immunità dei beni culturali sotto protezione rafforz...
Art. 13 Perdita della protezione rafforzata
Art. 14 Sospensione e annullamento della protezione rafforza...
Capitolo 4: Responsabilità penale e competenza
Art. 15 Violazioni gravi del presente Protocollo
Art. 17 Perseguimento
Art. 18 Estradizione
Art. 19 Assistenza giudiziaria
Art. 20 Motivi di rifiuto
Art. 21 Misure concernenti altre infrazioni
Capitolo 5: Protezione dei beni culturali in caso di conflit...
Art. 22 Conflitti armati senza carattere internazionale
Capitolo 6: Questioni istituzionali
Art. 23 Adunanza delle Parti
Art. 24 Comitato per la protezione dei beni culturali in cas...
Art. 25 Mandato
Art. 26 Regolamento interno
Art. 27 Compiti
Art. 28 Segretariato
Art. 29 Fondo per la protezione dei beni culturali in caso d...
Capitolo 7: Diffusione dell'informazione e assistenza intern...
Art. 30 Diffusione
Art. 31 Cooperazione internazionale
Art. 32 Assistenza internazionale
Art. 33 Assistenza dell'UNESCO
Capitolo 8: Esecuzione del Protocollo
Art. 34 Potenze protettrici
Art. 35 Procedura di conciliazione
Art. 36 Conciliazione in assenza di Potenze protettrici
Art. 37 Traduzioni e rapporti
Art. 38 Responsabilità degli Stati
Art. 39 Lingue
Art. 40 Firma
Art. 41 Ratifica, accettazione o approvazione
Art. 42 Adesione
Art. 44 Entrata in vigore in situazioni di conflitto armato
Art. 45 Disdetta
Art. 46 Notificazioni
Art. 47 Registrazione presso l'Organizzazione delle Nazioni ...
Campo d'applicazione il 6 marzo 2018
Secondo Protocollo relativo alla Convenzione dell'Aia del 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato
Concluso all'Aia il 26 marzo 1999
Approvato dall'Assemblea federale il 19 marzo 20041
Strumento di ratifica depositato dalla Svizzera il 9 luglio 2004
Entrato in vigore per la Svizzera il 9 ottobre 2004
coscienti della necessità di migliorare la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato e di allestire un sistema rafforzato di protezione a favore di beni culturali specialmente designati;
riaffermando l'importanza delle disposizioni della Convenzione per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato adottata all'Aia il 14 maggio 19542 e sottolineando la necessità di completarle con misure che ne rafforzino l'attuazione;
desiderose di offrire alle Alte Parti contraenti della Convenzione un mezzo per partecipare più strettamente alla protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato attuando procedure adeguate;
considerando che le regole che disciplinano la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato dovrebbero riflettere gli sviluppi del diritto internazionale;
affermando che le regole del diritto internazionale consuetudinario continueranno a disciplinare le questioni che non sono regolamentate dal presente Protocollo;
Ai fini del presente Protocollo s'intende per:
«Parte», uno Stato parte al presente Protocollo;
«beni culturali», i beni culturali definiti nell'articolo 1 della Convenzione;
«Convenzione», la Convenzione per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato, adottata all'Aia il 14 maggio 1954;
«Alta Parte contraente», uno Stato parte alla Convenzione;
«protezione rafforzata», il sistema di protezione rafforzata stabilito negli articoli 10 e 11;
«obiettivo militare», un oggetto che, per la sua natura, ubicazione, destinazione o utilizzazione, fornisce un contributo effettivo all'azione militare e la cui distruzione totale o parziale, la cui cattura o la cui neutralizzazione offrono all'occorrenza un vantaggio militare preciso;
«illecito», effettuato sotto costrizione o altro, in violazione delle regole applicabili della legislazione interna del territorio occupato o del diritto internazionale;
«Elenco», l'Elenco internazionale dei beni culturali sotto protezione rafforzata, allestito conformemente all'articolo 27 paragrafo 1 comma b);
«Direttore generale», il direttore generale dell'UNESCO;
«UNESCO», l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura;
«Primo Protocollo», il Protocollo per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato, adottato all'Aia il 14 maggio 1954.
Il presente Protocollo completa la Convenzione per quanto concerne le relazioni tra le Parti.
(1) Oltre alle disposizioni che si applicano in tempo di pace, il presente Protocollo è applicato nelle situazioni previste dall'articolo 18 paragrafi 1 e 2 della Convenzione e dall'articolo 22 paragrafo 1.
(2) Se una delle parti a un conflitto armato non è vincolata dal presente Protocollo, le Parti al presente Protocollo vi rimangono vincolate nei loro rapporti reciproci. Sono inoltre vincolate dal presente Protocollo nelle loro relazioni con uno Stato parte che non ne è vincolato, se esso ne accetta le disposizioni e fintanto che le applica.
Art. 4 Relazione tra il capitolo 3 e altre disposizioni della Convenzione e del presente Protocollo
L'applicazione delle disposizioni del capitolo 3 del presente Protocollo non pregiudica:
l'applicazione delle disposizioni del capitolo I della Convenzione e del capitolo 2 del presente Protocollo;
l'applicazione del capitolo II della Convenzione sia tra le Parti al presente Protocollo sia tra una Parte e uno Stato che accetta e applica il presente Protocollo conformemente all'articolo 3 paragrafo 2, tenendo presente che se un bene culturale è posto sia sotto la protezione speciale sia sotto la protezione rafforzata sono applicabili solo le disposizioni relative alla protezione rafforzata.
Le misure preparatorie prese in tempo di pace per la tutela dei beni culturali contro gli effetti prevedibili di un conflitto armato, conformemente all'articolo 3 della Convenzione, comprendono, se del caso, l'allestimento di un inventario, la pianificazione di misure urgenti per garantire la protezione dei beni contro i rischi d'incendio o di crollo degli edifici, la preparazione della rimozione dei beni culturali mobili o la fornitura di una protezione in situ adeguata di detti beni e la designazione di autorità competenti responsabili della tutela dei beni culturali.
Allo scopo di garantire il rispetto dei beni culturali conformemente all'articolo 4 della Convenzione:
può essere invocata una deroga in base a una necessità militare imperativa ai sensi dell'articolo 4 paragrafo 2 della Convenzione per dirigere un atto di ostilità contro un bene culturale solo e fintanto che:
questo bene culturale, per la sua funzione, è stato trasformato in obiettivo militare, e
non esiste un'alternativa possibile per ottenere un vantaggio militare equivalente a quello offerto dal fatto di dirigere un atto di ostilità contro questo obiettivo;
può essere invocata una deroga in base a una necessità militare imperativa conformemente all'articolo 4 paragrafo 2 della Convenzione per utilizzare beni culturali a scopi che possono esporli alla distruzione o al deterioramento solo e fintanto che non è possibile operare una scelta tra tale utilizzazione dei beni culturali e un altro metodo praticamente possibile per ottenere un vantaggio militare equivalente;
la decisione di invocare una necessità militare imperativa è presa solo dal capo di una formazione equivalente o superiore per importanza a un battaglione o da una formazione più piccola se le circostanze non consentono di procedere diversamente;
in caso di attacco basato su una decisione presa conformemente al comma a), deve essere dato un avvertimento in tempo utile e con mezzi efficaci se le circostanze lo consentono.
Senza pregiudicare le altre precauzioni stabilite dal diritto internazionale umanitario nella conduzione di operazioni militari, ogni parte al conflitto deve:
fare tutto il possibile per verificare che gli obiettivi da attaccare non siano beni culturali protetti dall'articolo 4 della Convenzione;
prendere tutte le precauzioni praticamente possibili per quanto riguarda la scelta dei mezzi e dei metodi di attacco al fine di evitare e in ogni caso di ridurre al minimo i danni che potrebbero essere causati incidentalmente ai beni culturali protetti in virtù dell'articolo 4 della Convenzione;
astenersi dal lanciare un attacco dal quale ci si possa attendere che provochi incidentalmente ai beni culturali protetti dall'articolo 4 della Convenzione danni che sarebbero eccessivi rispetto al vantaggio militare concreto e diretto previsto;
annullare o interrompere un attacco se appare evidente che:
l'obiettivo è un bene culturale protetto in virtù dell'articolo 4 della Convenzione;
si può prevedere che provochi incidentalmente ai beni culturali protetti in virtù dell'articolo 4 della Convenzione danni che sarebbero eccessivi rispetto al vantaggio militare concreto e diretto previsto.
Le parti in conflitto devono per quanto possibile:
allontanare i beni culturali mobili dalle vicinanze degli obiettivi militari o fornire una protezione in situ adeguata;
evitare di collocare obiettivi militari in prossimità di beni culturali.
(1) Senza pregiudicare le disposizioni degli articoli 4 e 5 della Convenzione, ogni Parte che occupa totalmente o in parte il territorio di un'altra Parte vieta e impedisce, per quanto concerne il territorio occupato:
qualsiasi esportazione, altra rimozione o trasferimento di proprietà illeciti di beni culturali;
ogni scavo archeologico, a meno che non sia assolutamente indispensabile ai fini della tutela, della registrazione o della conservazione di beni culturali;
ogni trasformazione o cambiamento di utilizzazione di beni culturali volti a dissimulare o a distruggere testimonianze di carattere culturale, storico o scientifico.
(2) Ogni scavo archeologico, trasformazione o cambiamento di utilizzazione di beni culturali di un territorio occupato deve aver luogo, salvo che le circostanze non lo consentano, in stretta collaborazione con le autorità nazionali competenti di tale territorio.
Un bene culturale può essere collocato sotto protezione rafforzata se soddisfa le tre condizioni seguenti:
si tratta di un patrimonio culturale che riveste una grande importanza per l'umanità;
è protetto da misure interne, giuridiche e amministrative adeguate che riconoscono il suo valore culturale e storico eccezionale e che garantiscono il più alto livello di protezione;
non è utilizzato per scopi militari o per proteggere siti militari e la Parte sotto il cui controllo si trova ha confermato in una dichiarazione che non sarà utilizzato per tali scopi.
(1) Ogni Parte dovrebbe sottoporre al Comitato un elenco dei beni per i quali ha intenzione di chiedere la concessione della protezione rafforzata.
(2) La Parte che ha la giurisdizione o il controllo su un bene culturale può chiedere l'iscrizione di questo bene nell'Elenco che sarà allestito conformemente all'articolo 27 paragrafo 1 comma (b). La domanda deve includere tutte le informazioni necessarie relative ai criteri menzionati nell'articolo 10. Il Comitato può invitare una Parte a chiedere l'iscrizione di un bene culturale nell'Elenco.
(3) Altre Parti, il Comitato internazionale dello Scudo Blu e altre organizzazioni non governative che hanno una competenza adeguata possono raccomandare un bene culturale particolare al Comitato. In questi casi, il Comitato può decidere d'invitare una Parte a chiedere l'iscrizione di tale bene culturale nell'Elenco.
(4) Né la domanda d'iscrizione di un bene culturale che si trova su un territorio sotto una sovranità o una giurisdizione rivendicati da più di uno Stato né l'iscrizione di tale bene pregiudicano in alcun modo i diritti delle parti alla controversia.
(5) Quando riceve una domanda d'iscrizione di un bene nell'Elenco, il Comitato ne informa tutte le Parti. Le Parti possono sottoporre al Comitato, entro un termine di 60 giorni, le loro osservazioni relative a tale domanda. Tali osservazioni devono essere fondate unicamente sui criteri menzionati nell'articolo 10. Devono essere specifiche e riguardare i fatti. Il Comitato le esamina fornendo alla Parte che chiede l'iscrizione di un bene nell'Elenco l'occasione di rispondere prima di decidere. Una volta sottoposte le osservazioni al Comitato, la decisione riguardo all'iscrizione nell'Elenco è presa, fatto salvo l'articolo 26, dalla maggioranza dei quattro quinti dei membri del Comitato presenti e votanti.
(6) Per decidere su una domanda, il Comitato dovrebbe chiedere il parere di organizzazioni governative e non governative così come di esperti individuali.
(7) La decisione di concedere o di rifiutare la protezione rafforzata può essere fondata solo sui criteri menzionati nell'articolo 10.
(8) In casi eccezionali, se è giunto alla conclusione che la Parte che chiede l'introduzione di un bene culturale nell'Elenco non è in grado di soddisfare il criterio dell'articolo 10 comma b), il Comitato può decidere di concedere la protezione rafforzata se la Parte richiedente sottopone una domanda di assistenza internazionale conformemente all'articolo 32.
(9) Dall'inizio delle ostilità, una parte al conflitto può chiedere, a causa di una situazione di emergenza, la protezione rafforzata di beni culturali posti sotto la sua giurisdizione o il suo controllo, sottoponendo la sua domanda al Comitato. Il Comitato trasmette questa domanda immediatamente a tutte le parti in conflitto. In questo caso, il Comitato esamina d'urgenza le osservazioni delle Parti interessate. La decisione di concedere la protezione rafforzata a titolo provvisorio è presa il più rapidamente possibile e, fatte salve le disposizioni dell'articolo 26, dalla maggioranza dei quattro quinti dei membri del Comitato. Il Comitato può concedere la protezione rafforzata a titolo provvisorio, aspettando l'esito della procedura normale di concessione della protezione, a condizione che siano soddisfatti i criteri di cui all'articolo 10 commi a) e c).
(10) La protezione rafforzata è concessa dal Comitato a un bene culturale a partire dal momento della sua iscrizione nell'Elenco.
(11) Il Direttore generale notifica senza indugio al Segretario generale delle Nazioni Unite e a tutte le Parti ogni decisione del Comitato di iscrivere un bene culturale nell'Elenco.
Art. 12 Immunità dei beni culturali sotto protezione rafforzata
Le parti a un conflitto garantiscono l'immunità dei beni culturali posti sotto protezione rafforzata vietando di farne oggetto di attacchi o di utilizzare questi beni o i loro immediati dintorni a sostegno di un'azione militare.
(1) Un bene culturale sotto protezione rafforzata perde questa protezione solo:
se essa è sospesa o annullata conformemente all'articolo 14; o
se e fintanto che il bene, per la sua utilizzazione, è diventato un obiettivo militare.
(2) Nelle circostanze previste nel paragrafo 1 comma b), tale bene può essere oggetto di un attacco solo se:
questo attacco è il solo mezzo praticamente possibile per porre fine all'utilizzazione di questo bene secondo il paragrafo 1 comma b);
tutte le precauzioni praticamente possibili sono state prese riguardo alla scelta dei mezzi e dei metodi di attacco in vista di porre termine a questa utilizzazione e di evitare o, in ogni caso, di ridurre al minimo i danni causati a questo bene culturale;
a meno che le circostanze non lo consentano a causa delle esigenze di legittima difesa immediata:
l'ordine di attaccare è dato al livello più alto del comando operativo;
è stato dato un avvertimento alle forze avverse, con mezzi efficaci, ingiungendo loro di porre fine all'utilizzazione di cui al paragrafo 1 comma b); e
è concesso un termine ragionevole alle forze avverse per ripristinare la situazione.
Art. 14 Sospensione e annullamento della protezione rafforzata
(1) Se un bene culturale non soddisfa più uno dei criteri enunciati nell'articolo 10 del presente Protocollo, il Comitato può sospendere o annullare la protezione rafforzata di tale bene culturale togliendolo dall'Elenco.
(2) In caso di gravi violazioni dell'articolo 12 dovute all'utilizzazione, a sostegno di un'azione militare, di un bene culturale sotto protezione rafforzata, il Comitato può sospendere la protezione rafforzata di tale bene. Se le violazioni sono continue, il Comitato può eccezionalmente annullare la protezione di tale bene togliendolo dall'Elenco.
(3) Il Direttore generale notifica senza indugio al Segretario generale delle Nazioni Unite e a tutte le Parti al presente Protocollo ogni decisione del Comitato di sospendere o di annullare la protezione rafforzata di un bene culturale.
(4) Prima di prendere tale decisione, il Comitato offre alle Parti l'occasione di esprimere il loro parere.
(1) Commette un'infrazione ai sensi del presente Protocollo chiunque, intenzionalmente e in violazione della Convenzione o del presente Protocollo, compie uno degli atti seguenti:
fa oggetto di un attacco un bene culturale sotto protezione rafforzata;
utilizza a sostegno di un'azione militare un bene culturale sotto protezione rafforzata o i suoi immediati dintorni;
distrugge o si appropria su vasta scala dei beni culturali protetti dalla Convenzione e dal presente Protocollo;
fa oggetto di un attacco un bene culturale coperto dalla Convenzione e dal presente Protocollo;
ruba, saccheggia o sottrae beni culturali protetti dalla Convenzione e compie atti di vandalismo contro beni culturali coperti dalla Convenzione.
(2) Ogni Parte adotta le misure che potrebbero essere necessarie per punire nel suo diritto interno le infrazioni previste nel presente articolo e per reprimerle con pene adeguate. In tal modo, le Parti si conformano ai principi generali del diritto e al diritto internazionale, in particolare alle regole che estendono la responsabilità penale individuale a persone diverse dagli autori diretti dell'atto.
(1) Senza pregiudicare le disposizioni del paragrafo 2, ogni Parte adotta le misure legislative necessarie per stabilire la sua competenza riguardo alle infrazioni di cui all'articolo 15, nei seguenti casi:
se l'infrazione è stata commessa sul territorio di questo Stato:
se l'autore presunto è un cittadino di questo Stato;
riguardo alle infrazioni di cui all'articolo 15 paragrafo 1 commi a)-c), se l'autore presunto è presente sul territorio di questo Stato.
(2) Per quanto concerne l'esercizio della competenza e senza pregiudicare l'articolo 28 della Convenzione:
il presente Protocollo non preclude la responsabilità penale individuale né l'esercizio della competenza in virtù del diritto interno e internazionale applicabile e non incide sull'esercizio della competenza in virtù del diritto internazionale consuetudinario;
ad eccezione del caso in cui uno Stato che non è Parte al presente Protocollo potrebbe accettarne e applicarne le disposizioni, conformemente all'articolo 3 paragrafo 2, i membri delle forze armate e i cittadini di uno Stato che non è Parte al presente Protocollo, esclusi quelli che servono nelle forze armate di uno Stato che ne è Parte, non hanno una responsabilità penale individuale conformemente al presente Protocollo, che non obbliga a stabilire la sua competenza su queste persone o a estradarle.
(1) La Parte sul territorio della quale è constatata la presenza dell'autore presunto di un'infrazione enunciata nell'articolo 15 commi a)-c), se non procede alla sua estradizione, sottopone il caso senza eccezioni e senza eccessivo indugio alle autorità competenti del perseguimento, secondo una procedura conforme al suo diritto interno o, se del caso, alle regole pertinenti del diritto internazionale.
(2) Senza pregiudicare, se del caso, le regole pertinenti del diritto internazionale, ogni persona nei confronti della quale è avviata una procedura in virtù della Convenzione o del presente Protocollo beneficia della garanzia di un trattamento e di un procedimento equi, in tutte le fasi della procedura, conformemente al diritto interno e al diritto internazionale, e in alcun caso beneficia di garanzie meno favorevoli di quelle che le sarebbero riconosciute dal diritto internazionale.
(1) Le infrazioni previste nell'articolo 15 paragrafo 1 commi a)-c) devono essere incluse tra le infrazioni che possono dar luogo a estradizione in ogni trattato di estradizione concluso tra le Parti prima dell'entrata in vigore del presente Protocollo. Le Parti si impegnano a includere queste infrazioni in tutti i trattati di estradizione che concluderanno successivamente.
(2) Se una Parte che subordina l'estradizione all'esistenza di un trattato riceve una domanda di estradizione da un'altra Parte con la quale non è legata da un trattato di estradizione, può considerare il presente Protocollo come base legale per l'estradizione per quanto concerne le infrazioni di cui all'articolo 15 paragrafo 1 commi a)-c).
(3) Le Parti che non subordinano l'estradizione all'esistenza di un trattato riconoscono tra di esse le infrazioni previste nell'articolo 15 paragrafo 1 commi a)-c) come casi di estradizione alle condizioni previste dalla legislazione della Parte che riceve la domanda.
(4) Se necessario, le infrazioni di cui all'articolo 15 paragrafo 1 commi a)-c) sono considerate ai fini dell'estradizione tra le Parti come commesse non solo nel luogo in cui sono occorse ma anche nel territorio delle Parti che hanno stabilito la loro giurisdizione conformemente all'articolo 16 paragrafo 1.
(1) Le Parti si accordano la maggiore assistenza giudiziaria possibile per le investigazioni o le procedure penali o di estradizione relative alle infrazioni di cui all'articolo 15, compresa l'assistenza in vista dell'ottenimento di elementi di prova di cui dispongono e che sono necessari ai fini della procedura.
(2) Le Parti adempiono gli obblighi che incombono loro in virtù del paragrafo 1 conformemente a tutti i trattati o accordi di assistenza giudiziaria che esistono tra di esse. In assenza di simili trattati o accordi, le Parti si concedono assistenza conformemente al loro diritto interno.
(1) Per i bisogni di estradizione e di assistenza giudiziaria, le infrazioni di cui rispettivamente all'articolo 15 paragrafo 1 commi a)-c) e all'articolo 15 non devono essere considerate né come infrazioni politiche né come infrazioni connesse a infrazioni politiche né come infrazioni ispirate da motivi politici. Di conseguenza, una domanda di estradizione o di assistenza giudiziaria fondata su tali infrazioni non può essere rifiutata per il solo motivo che concerne un'infrazione politica, un'infrazione connessa a un'infrazione politica o un'infrazione ispirata da motivi politici.
(2) Nessuna disposizione del presente Protocollo deve essere interpretata come implicante un obbligo di estradizione o di assistenza giudiziaria se la Parte che riceve la domanda di estradizione ha seri motivi per credere che tale domanda per le infrazioni di cui all'articolo 15 paragrafo 1 commi a)-c) o la domanda di assistenza concernente le infrazioni di cui all'articolo 15 sia stata presentata per perseguire o sanzionare una persona per motivi di razza, religione, nazionalità origine etnica o opinioni politiche e che dando seguito alla domanda si pregiudicherebbe la situazione di tale persona per una di queste considerazioni.
Senza pregiudicare l'articolo 28 della Convenzione, ogni Parte adotta le misure legislative, amministrative o disciplinari che potrebbero essere necessarie per far cessare i seguenti atti se sono commessi intenzionalmente:
qualsiasi utilizzazione di beni culturali in violazione della Convenzione o del presente Protocollo;
qualsiasi esportazione, altra rimozione o trasferimento di proprietà illeciti di beni culturali da un territorio occupato, in violazione della Convenzione o del presente Protocollo.
Capitolo 5: Protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato che non presenta un carattere internazionale
(1) Il presente Protocollo è applicabile in caso di conflitto armato che non presenta un carattere internazionale e che ha luogo sul territorio di una delle Parti.
(2) Il presente Protocollo non si applica alle situazioni di tensioni e di tumulti interni, come sommosse, atti isolati e sporadici di violenza e altri atti analoghi.
(3) Nessuna disposizione del presente Protocollo è invocata per minacciare la sovranità di uno Stato o la responsabilità di un governo di mantenere o di ripristinare l'ordine pubblico nello Stato o di difendere l'unità nazionale e l'integrità territoriale dello Stato con tutti i mezzi legittimi.
(4) Nessuna disposizione del presente Protocollo minaccia la priorità giurisdizionale di una Parte sul territorio della quale ha luogo un conflitto armato che non presenta un carattere internazionale per quanto concerne le violazioni di cui all'articolo 15.
(5) Nessuna disposizione del presente Protocollo è invocata come giustificazione di un intervento diretto o indiretto, per qualsiasi ragione, nel conflitto armato o negli affari interni o esterni della Parte sul territorio della quale ha luogo il conflitto.
(6) L'applicazione del presente Protocollo alla situazione menzionata nel paragrafo 1 non influisce sullo statuto giuridico delle parti in conflitto.
(7) L'UNESCO può offrire i suoi servizi alle parti in conflitto.
(1) L'Adunanza delle Parti è convocata contemporaneamente alla Conferenza generale dell'UNESCO, in coordinazione con l'Adunanza delle Alte Parti contraenti se quest'ultima è stata convocata dal Direttore generale dell'UNESCO.
(2) L'Adunanza delle Parti adotta il proprio regolamento interno.
(3) All'Adunanza delle Parti compete:
eleggere i membri del Comitato, conformemente all'articolo 24 paragrafo 1;
approvare le linee direttrici elaborate dal Comitato conformemente all'articolo 27 paragrafo 1 comma a);
fornire gli orientamenti concernenti l'utilizzazione del Fondo da parte del Comitato e assicurarne la supervisione;
esaminare il rapporto sottoposto dal Comitato conformemente all'articolo 27 paragrafo 1 comma d);
esaminare qualsiasi problema inerente all'applicazione del presente Protocollo e, all'occorrenza, formulare raccomandazioni.
(4) Il Direttore generale convoca un'Adunanza straordinaria delle parti se almeno un quinto di quest'ultima ne fa richiesta.
Art. 24 Comitato per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato
(1) È istituito un Comitato per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato. Il Comitato è composto di dodici Parti che sono elette dall'Adunanza delle Parti.
(2) Il Comitato si riunisce un volta all'anno in sessione ordinaria e ogni qualvolta lo ritenga necessario in sessione straordinaria.
(3) Nella composizione del Comitato, le Parti badano ad assicurare un'equa rappresentanza delle diverse regioni e culture del mondo.
(4) Quali rappresentanti, le Parti che compongono il Comitato scelgono persone qualificate nei settori del patrimonio culturale, della difesa o del diritto internazionale, e badano, di comune intesa, affinché il Comitato nel suo insieme riunisca le adeguate competenze in tutti i settori.
(1) Le Parti elette nel Comitato rimangono in carica per quattro anni e sono immediatamente rieleggibili una sola volta.
(2) Nonostante le disposizioni del paragrafo 1, il mandato della metà dei membri scelti in occasione della prima elezione termina alla fine della prima sessione ordinaria dell'Adunanza delle Parti che segue quella durante la quale sono stati eletti. Sono sorteggiati dal Presidente dell'Adunanza dopo la prima elezione.
(1) Il Comitato adotta il proprio regolamento interno.
(2) Il quorum è costituito dalla maggioranza dei membri. Le decisioni del Comitato sono prese alla maggioranza dei due terzi dei membri votanti.
(3) I membri non partecipano al voto su decisioni inerenti ai beni culturali interessati da un conflitto armato nel quale sono parti.
(1) Al Comitato compete:
elaborare le linee direttrici per l'applicazione del presente Protocollo;
accordare, sospendere o ritirare la protezione rafforzata a beni culturali, e stabilire, aggiornare e garantire la promozione dell'Elenco dei beni culturali sotto protezione rafforzata;
seguire e controllare l'applicazione del presente Protocollo e favorire l'identificazione dei beni culturali sotto protezione rafforzata;
esaminare i rapporti delle Parti e formulare osservazioni in merito, ottenere dettagli, per quanto necessario, e redigere il proprio rapporto sull'applicazione del presente Protocollo all'indirizzo dell'Adunanza delle Parti;
ricevere ed esaminare le domande d'assistenza internazionale in virtù dell'articolo 32;
decidere come utilizzare il Fondo;
esercitare qualsiasi altro compito che l'Adunanza potrebbe affidargli.
(2) Il Comitato esercita le proprie funzioni cooperando con il Direttore generale.
(3) Il Comitato coopera con le organizzazioni governative e non governative internazionali e nazionali che perseguono obiettivi simili a quelli della Convenzione, del suo Primo Protocollo e del presente Protocollo. Per facilitare lo svolgimento delle proprie funzioni, il Comitato può invitare alle proprie riunioni, alle quali partecipano a titolo consultivo, eminenti organizzazioni professionali che hanno relazioni formali con l'UNESCO, segnatamente il Comitato internazionale dello Scudo Blu (CIBB) e suoi organi costitutivi. A queste riunioni possono essere invitati, a titolo consultivo, anche rappresentanti dell'Istituto Internazionale per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali (ICCROM; Centro di Roma) e del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR).
Il Comitato è assistito dal Segretariato dell'UNESCO che prepara la documentazione, l'ordine del giorno delle riunioni e assicura l'esecuzione delle decisioni.
Art. 29 Fondo per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato
(1) È istituito un Fondo allo scopo di:
concedere un'assistenza finanziaria o di altro genere per sostenere le misure preparatorie e di altro genere da adottare in tempo di pace conformemente agli articoli 5, 10 comma b) e 30;
concedere un'assistenza finanziaria o di altro genere per sostenere misure urgenti, misure provvisorie o qualsiasi altra misura di protezione dei beni culturali in periodo di conflitto armato o di ripristino immediatamente dopo la fine delle ostilità, conformemente all'articolo 8 comma a).
(2) Il Fondo è costituito quale fondo di deposito, conformemente alle disposizioni del regolamento finanziario dell'UNESCO.
(3) Le spese del Fondo sono vincolate esclusivamente agli obiettivi decisi dal Comitato conformemente agli orientamenti definiti nell'articolo 23 paragrafo 3 comma c). Il Comitato può accettare contributi destinati in modo specifico a un programma o progetto particolare di cui esso stesso ha deciso l'attuazione.
(4) Le risorse del Fondo sono costituite:
da contributi volontari delle Parti;
da contributi, donazioni o legati provenienti da:
altri Stati;
dall'UNESCO o da altre organizzazioni del sistema delle Nazioni Unite;
da altre organizzazioni intergovernative o non governative;
da organismi pubblici o privati o da privati;
dagli interessi maturati delle risorse del Fondo;
dal ricavato delle collette e delle manifestazioni organizzate a favore del Fondo;
da qualsiasi altra risorsa autorizzata dagli orientamenti applicabili del Fondo.
Capitolo 7: Diffusione dell'informazione e assistenza internazionale
(1) Le Parti si sforzano con mezzi adeguati, segnatamente con programmi d'educazione e d'informazione, di far apprezzare e rispettare meglio i beni culturali dall'insieme della propria popolazione.
(2) Le Parti diffondono il presente Protocollo il più ampiamente possibile sia in tempo di pace sia in tempo di conflitto armato.
(3) Le autorità militari o civili che, in periodo di conflitto armato, assumono responsabilità inerenti all'applicazione del presente Protocollo, devono conoscerne perfettamente il testo. A tale scopo, le Parti:
integrano nei loro regolamenti militari orientamenti e istruzioni sulla protezione dei beni culturali;
elaborano e attuano, in cooperazione con l'UNESCO e le organizzazioni governative e non governative competenti, programmi d'istruzione e di educazione in tempo di pace;
si comunicano reciprocamente, per il tramite del Direttore generale, informazioni sulle leggi, le disposizioni amministrative e le misure adottate per rendere effettivi i commi a) e b);
si comunicano il più rapidamente possibile, per il tramite del Direttore generale, le leggi e le disposizioni amministrative appena adottate per assicurare l'applicazione del presente Protocollo.
In caso di grave violazione del presente Protocollo, le Parti s'impegnano ad agire, sia congiuntamente, per il tramite del Comitato, sia separatamente, in cooperazione con l'UNESCO e l'Organizzazione delle Nazioni Unite e conformemente allo Statuto delle Nazioni Unite1.
(1) Una Parte può domandare al Comitato un'assistenza internazionale a favore di beni culturali sotto protezione rafforzata nonché un'assistenza per elaborare, perfezionare o applicare leggi, disposizioni amministrative e misure di cui all'articolo 10.
(2) Una parte in conflitto che non è Parte al presente Protocollo ma che ne accetta e ne applica le disposizioni, come previsto nell'articolo 3 paragrafo 2, può domandare al Comitato un'adeguata assistenza internazionale.
(3) Il Comitato adotta disposizioni che disciplinano la presentazione delle domande d'assistenza internazionale e definisce le forme che tale assistenza può assumere.
(4) Le Parti sono incoraggiate a fornire qualsiasi forma di assistenza tecnica, per il tramite del Comitato, alle Parti o parti in conflitto che ne fanno domanda.
(1) Una Parte può invocare l'assistenza tecnica dell'UNESCO in vista di organizzare la protezione dei propri beni culturali, segnatamente per quanto concerne le misure preparatorie da adottare per assicurare la tutela dei beni culturali, le misure di prevenzione e organizzative concernenti le situazioni urgenti e l'allestimento di inventari nazionali dei beni culturali, o a proposito di qualsiasi altro problema suscitato dall'applicazione del presente Protocollo. L'UNESCO concede tale assistenza nei limiti del proprio programma e delle proprie possibilità.
(2) Le Parti sono incoraggiate a fornire un'assistenza tecnica, sia bilaterale sia multilaterale.
(3) L'UNESCO è autorizzata ad avanzare, di propria iniziativa, proposte alle Parti in tali settori.
Il presente Protocollo è applicato con l'assistenza delle Potenze protettrici incaricate di tutelare gli interessi delle Parti in conflitto.
(1) Le Potenze protettrici offrono i loro buoni uffici ogni qual volta lo ritengono utile nell'interesse dei beni culturali, segnatamente se vi è disaccordo fra le parti in conflitto sull'applicazione o l'interpretazione delle disposizioni del presente Protocollo.
(2) A tale scopo, ciascuna delle Potenze protettrici può, su invito di una Parte o del Direttore generale o di propria iniziativa, proporre alle parti in conflitto una riunione di loro rappresentanti, e in particolare delle autorità incaricate della protezione dei beni culturali, eventualmente sul territorio di uno Stato che non è parte al conflitto. Le parti in conflitto sono tenute a dare seguito alle proposte di riunione che sono loro rivolte. Le Potenze protettrici propongono all'approvazione delle parti in conflitto una personalità di uno Stato non parte al conflitto o presentata dal Direttore generale che è invitata a partecipare a questa riunione in qualità di presidente.
(1) Nel caso di un conflitto in cui non sono state designate Potenze protettrici, il Direttore generale può offrire i suoi buoni uffici o intervenire in qualsiasi altra forma di conciliazione o di mediazione al fine di risolvere la controversia.
(2) Su invito di una Parte o del Direttore generale, il Presidente del Comitato può proporre alle parti in conflitto una riunione di loro rappresentanti, e in particolare delle autorità incaricate della protezione dei beni culturali, se del caso nel territorio di uno Stato non parte al conflitto.
(1) Le Parti traducono il presente Protocollo nelle lingue ufficiali del loro Paese e trasmettono le traduzioni ufficiali al Direttore generale.
(2) Ogni quattro anni, le Parti sottopongono al Comitato un rapporto sull'attuazione del presente Protocollo.
Nessuna disposizione del presente Protocollo concernente la responsabilità penale individuale influisce sulla responsabilità degli Stati in materia di diritto internazionale, segnatamente in merito all'obbligo di riparazione.
Il presente Protocollo è redatto in arabo, cinese, francese, inglese, russo e spagnolo, i sei testi facenti ugualmente fede.
Il presente Protocollo reca la data del 26 marzo 1999. Resta aperto alla firma delle Alte Parti contraenti all'Aia dal 17 maggio al 31 dicembre 1999.
(1) Il presente Protocollo è soggetto alla ratifica, accettazione o approvazione da parte delle Alte Parti contraenti che ne sono i firmatari, conformemente alle rispettive procedure costituzionali.
(2) Gli strumenti di ratifica, accettazione o approvazione sono depositati presso il Direttore generale.
(1) Il presente Protocollo è aperto all'adesione delle altre Alti Parti contraenti a partire dal 1° gennaio 2000.
(2) L'adesione avviene mediante il deposito di uno strumento d'adesione presso il Direttore generale.
(1) Il presente Protocollo entra in vigore tre mesi dopo il deposito di venti strumenti di ratifica, accettazione, approvazione o adesione.
(2) Successivamente entra in vigore, per ogni Parte, tre mesi dopo il deposito del suo strumento di ratifica, accettazione, approvazione o adesione.
Le condizioni previste negli articoli 18 e 19 della Convenzione danno effetto immediato alle ratifiche, accettazioni, approvazioni del presente Protocollo o alle adesioni a quest'ultimo, depositate dalle parti in conflitto, prima o dopo l'inizio delle ostilità o dell'occupazione. In questi casi, il Direttore generale trasmette, per la via più rapida, le comunicazioni previste nell'articolo 46.
(1) Ogni Parte può disdire il presente Protocollo.
(2) La disdetta è notificata con uno strumento scritto depositato presso il Direttore generale.
(3) Essa avrà effetto un anno dopo il ricevimento dello strumento. Tuttavia, se al termine di detto anno la Parte che recede è implicata in un conflitto armato, la disdetta è sospesa sino alla fine delle ostilità, ma in ogni caso, fino a quando non siano terminate le operazioni di rimpatrio dei beni culturali.
Il Direttore generale informa tutte le Alte Parti contraenti e l'Organizzazione delle Nazioni Unite, del deposito di tutti gli strumenti di ratifica, accettazione, approvazione o adesione menzionati negli articoli 41 e 42, come pure delle disdette previste nell'articolo 45.
Art. 47 Registrazione presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite
Il presente Protocollo è registrato presso il Segretariato dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, conformemente all'articolo 102 dello Statuto delle Nazioni Unite, su richiesta del Direttore generale.
Fatto all'Aia, il 26 marzo 1999, in un solo esemplare che sarà depositato nell'archivio dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura, e copie del quale, certificate conformi, saranno rimesse a tutte le Alte Parti contraenti.
Campo d'applicazione il 6 marzo 20183
Le riserve e le dichiarazioni non sono pubblicate nella RU. Il testo, in francese e inglese, può essere consultato sul sito Internet dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (UNESCO): http://portal.unesco.org (vedi «conventions et recommandations») oppure ottenuto presso la Direzione del diritto internazionale pubblico (DDIP), Sezione Trattati internazionali, 3003 Berna.
Adesione con applicazione che da effetto immediato nel senso dell'art. 44 del Prot.
b Il Prot. non si applica a Tokelau.
RU 2005 149; FF 2003 5299
1RU 2005 147
2 RS 0.520.3
3RU 2005 149 4787, 2007 431, 2008 4125, 2010 845, 2013 279, 2015 1227 e 2018 1161. Una versione aggiornata del campo d'applicazione è pubblicata sul sito Internet del DFAE (www.dfae.admin.ch/trattati).
Zweites Protokoll zum Haager Abkommen von 1954 für den Schutz von Kulturgut bei bewaffneten Konflikten1
Abgeschlossen in Den Haag am 26. März 1999
Von der Bundesversammlung genehmigt am 19. März 20042
Schweizerische Ratifikationsurkunde hinterlegt am 9. Juli 2004
In Kraft getreten für die Schweiz am 9. Oktober 2004
im Bewusstsein der Notwendigkeit, den Schutz von Kulturgut bei bewaffneten Konflikten zu verbessern und ein verstärktes Schutzsystem für besonders bezeichnetes Kulturgut zu schaffen;
in Bekräftigung der Bedeutung der Bestimmungen des am 14. Mai 19543 in Den Haag beschlossenen Abkommens für den Schutz von Kulturgut bei bewaffneten Konflikten und unter Hinweis auf die Notwendigkeit, diese Bestimmungen durch Massnahmen zur verstärkten Durchführung zu ergänzen;
in dem Wunsch, den Hohen Vertragsparteien des Abkommens eine Möglichkeit zu bieten, sich eingehender mit dem Schutz von Kulturgut bei bewaffneten Konflikten zu befassen, indem geeignete Verfahren geschaffen werden;
in der Erwägung, dass die Vorschriften über den Schutz von Kulturgut bei bewaffneten Konflikten die Entwicklungen des Völkerrechts widerspiegeln sollen;
in Bekräftigung des Grundsatzes, dass die Sätze des Völkergewohnheitsrechts weiterhin für Fragen gelten, die in diesem Protokoll nicht geregelt sind
«Vertragspartei» einen Staat, der Vertragspartei dieses Protokolls ist;
«Kulturgut» Kulturgut im Sinne des Artikels 1 des Abkommens;
«Abkommen» das am 14. Mai 1954 in Den Haag beschlossene Abkommen für den Schutz von Kulturgut bei bewaffneten Konflikten;
«Hohe Vertragspartei» einen Staat, der Vertragspartei des Abkommens ist;
«verstärkter Schutz» das durch die Artikel 10 und 11 geschaffene System des verstärkten Schutzes;
«militärisches Ziel» ein Objekt, das auf Grund seiner Beschaffenheit, seines Standorts, seiner Zweckbestimmung oder seiner Verwendung wirksam zu militärischen Handlungen beiträgt und dessen gänzliche oder teilweise Zerstörung, dessen Inbesitznahme oder Neutralisierung unter den in dem betreffenden Zeitpunkt gegebenen Umständen einen eindeutigen militärischen Vorteil darstellt;
«unerlaubt» durch Zwangsausübung oder anderweitig unter Verstoss gegen die anwendbaren Vorschriften des innerstaatlichen Rechts des besetzten Gebiets oder des Völkerrechts;
«Liste» die nach Artikel 27 Absatz 1 Buchstabe b erstellte Internationale Liste des unter verstärktem Schutz stehenden Kulturguts;
«Generaldirektor» den Generaldirektor der UNESCO;
«UNESCO» die Organisation der Vereinten Nationen für Erziehung, Wissenschaft und Kultur;
«Erstes Protokoll» das am 14. Mai 1954 in Den Haag beschlossene Protokoll über den Schutz von Kulturgut bei bewaffneten Konflikten.
Art. 2 Verhältnis zum Abkommen
Dieses Protokoll ergänzt das Abkommen in den Beziehungen zwischen den Vertragsparteien.
(1) Zusätzlich zu den Bestimmungen, die in Friedenszeiten Anwendung finden, findet dieses Protokoll in den in Artikel 18 Absätze 1 und 2 des Abkommens und in Artikel 22 Absatz 1 bezeichneten Situationen Anwendung.
(2) Ist eine der an einem bewaffneten Konflikt beteiligten Parteien nicht durch dieses Protokoll gebunden, so bleiben dessen Vertragsparteien in ihren gegenseitigen Beziehungen durch das Protokoll gebunden. Sie sind durch das Protokoll auch gegenüber einem an dem Konflikt beteiligten Staat gebunden, der nicht durch das Protokoll gebunden ist, sofern er dessen Bestimmungen annimmt und solange er sie anwendet.
Art. 4 Verhältnis von Kapitel 3 zu anderen Bestimmungen des Abkommens und dieses Protokolls
Die Anwendung des Kapitels 3 dieses Protokolls berührt nicht
die Anwendung des Kapitels I des Abkommens und des Kapitels 2 dieses Protokolls;
die Anwendung des Kapitels II des Abkommens, ausser dass zwischen den Vertragsparteien dieses Protokolls oder zwischen einer Vertragspartei und einem Staat, der dieses Protokoll nach Artikel 3 Absatz 2 annimmt und anwendet, nur die Bestimmungen über verstärkten Schutz Anwendung finden, wenn Kulturgut sowohl Sonderschutz als auch verstärkter Schutz gewährt wurde.
Kapitel 2: Allgemeine Schutzbestimmungen
Art. 5 Sicherung des Kulturguts
Die nach Artikel 3 des Abkommens in Friedenszeiten getroffenen Vorbereitungsmassnahmen zur Sicherung des Kulturguts gegen die absehbaren Folgen eines bewaffneten Konflikts umfassen gegebenenfalls die Erstellung von Verzeichnissen, die Planung von Notfallmassnahmen zum Schutz gegen Feuer oder Gebäudeeinsturz, die Vorbereitung der Verlagerung von beweglichem Kulturgut oder die Bereitstellung von angemessenem Schutz solchen Gutes an Ort und Stelle sowie die Bezeichnung der für die Sicherung des Kulturguts zuständigen Behörden.
Art. 6 Respektierung des Kulturguts
Um die Respektierung des Kulturguts nach Artikel 4 des Abkommens zu gewährleisten,
kann, wenn eine feindselige Handlung gegen Kulturgut gerichtet werden soll, eine Abweichung von den Verpflichtungen auf Grund der zwingenden militärischen Notwendigkeit nach Artikel 4 Absatz 2 des Abkommens nur geltend gemacht werden, sofern und solange
dieses Kulturgut durch seine Funktion zu einem militärischen Ziel gemacht worden ist und
keine andere praktische Möglichkeit besteht, einen vergleichbaren militärischen Vorteil zu erlangen, wie er sich bietet, wenn eine feindselige Handlung gegen dieses Ziel gerichtet wird;
kann, wenn Kulturgut für Zwecke verwendet werden soll, die es möglicherweise der Zerstörung oder Beschädigung aussetzen, eine Abweichung von den Verpflichtungen auf Grund der zwingenden militärischen Notwendigkeit nach Artikel 4 Absatz 2 des Abkommens nur geltend gemacht werden, sofern und solange keine Möglichkeit besteht, zwischen dieser Verwendung des Kulturguts und einer anderen praktisch möglichen Methode zur Erlangung eines vergleichbaren militärischen Vorteils zu wählen;
ist die Entscheidung, eine zwingende militärische Notwendigkeit geltend zu machen, nur vom Kommandanten einer militärischen Einheit zu treffen, die der Grösse nach einem Bataillon oder einer höheren Einheit oder, wenn die Umstände nichts anderes erlauben, einer kleineren Einheit entspricht;
muss im Fall eines Angriffs auf Grund einer nach Buchstabe a getroffenen Entscheidung eine wirksame Warnung vorausgehen, sofern die Umstände es erlauben.
Art. 7 Vorsichtsmassnahmen beim Angriff
Unbeschadet der durch das humanitäre Völkerrecht erforderlichen anderen Vorsichtsmassnahmen bei der Durchführung militärischer Operationen hat jede an einem Konflikt beteiligte Vertragspartei
alles praktisch Mögliche zu tun, um sicherzugehen, dass die Angriffsziele kein nach Artikel 4 des Abkommens geschütztes Kulturgut darstellen;
bei der Wahl der Angriffsmittel und -methoden alle praktisch möglichen Vorsichtsmassnahmen zu treffen, um eine damit verbundene Beschädigung von nach Artikel 4 des Abkommens geschütztem Kulturgut zu vermeiden und in jedem Fall auf ein Mindestmass zu beschränken;
von jedem Angriff Abstand zu nehmen, bei dem damit zu rechnen ist, dass er auch eine Beschädigung von nach Artikel 4 des Abkommens geschütztem Kulturgut verursacht, die in keinem Verhältnis zu dem erwarteten konkreten und unmittelbaren militärischen Vorteil steht, und
einen Angriff endgültig oder vorläufig einzustellen, wenn sich erweist,
dass das Ziel nach Artikel 4 des Abkommens geschütztes Kulturgut darstellt;
dass damit zu rechnen ist, dass der Angriff auch eine Beschädigung von nach Artikel 4 des Abkommens geschütztem Kulturgut verursacht, die in keinem Verhältnis zu dem erwarteten konkreten und unmittelbaren militärischen Vorteil steht.
Art. 8 Vorsichtsmassnahmen gegen die Wirkungen von Feindseligkeiten
Soweit dies praktisch irgend möglich ist, werden die an einem Konflikt beteiligten Vertragsparteien
bewegliches Kulturgut aus der Umgebung militärischer Ziele entfernen oder für angemessenen Schutz an Ort und Stelle sorgen;
es vermeiden, militärische Ziele in der Nähe von Kulturgut anzulegen.
Art. 9 Schutz von Kulturgut in besetztem Gebiet
(1) Unbeschadet der Artikel 4 und 5 des Abkommens verbietet und verhindert eine Vertragspartei, die das Hoheitsgebiet einer anderen Vertragspartei ganz oder zum Teil besetzt hält, in Bezug auf das besetzte Gebiet Folgendes:
jede unerlaubte Ausfuhr oder sonstige Entfernung von Kulturgut oder die unerlaubte Übertragung des Eigentums an diesem Kulturgut;
jede archäologische Ausgrabung, ausser wenn sie unumgänglich ist, um Kulturgut zu sichern, zu erfassen oder zu erhalten;
jede Veränderung von Kulturgut oder die Änderung seiner Verwendung mit dem Ziel, kulturelle, historische oder wissenschaftliche Belege zu verbergen oder zu zerstören.
(2) Archäologische Ausgrabungen, Veränderungen von Kulturgut oder Änderungen seiner Verwendung in besetztem Gebiet werden, ausser wenn die Umstände es nicht erlauben, in enger Zusammenarbeit mit den zuständigen nationalen Behörden des besetzten Gebiets vorgenommen.
Kapitel 3: Verstärkter Schutz
Art. 10 Verstärkter Schutz
Kulturgut kann unter verstärkten Schutz gestellt werden, sofern es die folgenden drei Voraussetzungen erfüllt:
Es handelt sich um kulturelles Erbe von höchster Bedeutung für die Menschheit;
es wird durch angemessene innerstaatliche Rechts- und Verwaltungsmassnahmen geschützt, mit denen sein aussergewöhnlicher kultureller und historischer Wert anerkannt und das höchste Mass an Schutz gewährleistet wird;
es wird weder für militärische Zwecke noch für den Schutz militärischer Anlagen verwendet, und die Vertragspartei, unter deren Kontrolle sich das Kulturgut befindet, hat in einer Erklärung bestätigt, dass es nicht dafür verwendet werden wird.
Art. 11 Gewährung des verstärkten Schutzes
(1) Jede Vertragspartei soll dem Ausschuss eine Liste des Kulturguts vorlegen, für das sie die Gewährung des verstärkten Schutzes zu beantragen beabsichtigt.
(2) Die Vertragspartei, unter deren Hoheitsgewalt oder Kontrolle sich das Kulturgut befindet, kann beantragen, dass es in die nach Artikel 27 Absatz 1 Buchstabe b zu erstellende Liste aufgenommen wird. Dieser Antrag muss alle notwendigen Angaben zu den in Artikel 10 genannten Kriterien enthalten. Der Ausschuss kann eine Vertragspartei auffordern, die Aufnahme eines Kulturguts in die Liste zu beantragen.
(3) Andere Vertragsparteien, das Internationale Komitee vom Blauen Schild und andere nichtstaatliche Organisationen mit einschlägiger Erfahrung können dem Ausschuss ein bestimmtes Kulturgut empfehlen. In diesen Fällen kann der Ausschuss beschliessen, eine Vertragspartei aufzufordern, die Aufnahme dieses Kulturguts in die Liste zu beantragen.
(4) Die Rechte der Streitparteien werden weder von dem Antrag auf Aufnahme eines Kulturguts, das sich in einem Gebiet befindet, über das von mehr als einem Staat Souveränität oder Hoheitsgewalt beansprucht wird, noch von seiner Aufnahme in die Liste berührt.
(5) Hat der Ausschuss einen Antrag auf Aufnahme in die Liste erhalten, so unterrichtet er alle Vertragsparteien davon. Die Vertragsparteien können dem Ausschuss innerhalb von sechzig Tagen ihre Einwände gegen diesen Antrag zuleiten. Diese Einwände dürfen nur auf der Grundlage der Kriterien des Artikels 10 erhoben werden. Sie müssen bestimmt sein und sich auf Tatsachen beziehen. Der Ausschuss prüft die Einwände, wobei er der die Aufnahme beantragenden Vertragspartei ausreichend Gelegenheit zur Antwort gibt, bevor er einen Beschluss fasst. Liegen dem Ausschuss solche Einwände vor, so bedürfen Beschlüsse über die Aufnahme in die Liste unbeschadet des Artikels 26 der Vierfünftelmehrheit der anwesenden und abstimmenden Mitglieder.
(6) Bei der Beschlussfassung über einen Antrag soll der Ausschuss den Rat von staatlichen und nichtstaatlichen Organisationen sowie von einzelnen Sachverständigen einholen.
(7) Ein Beschluss über die Gewährung oder Ablehnung des verstärkten Schutzes darf nur auf der Grundlage der Kriterien des Artikels 10 gefasst werden.
(8) Kommt der Ausschuss zu dem Ergebnis, dass die die Aufnahme in die Liste beantragende Vertragspartei die Kriterien des Artikels 10 Buchstabe b nicht erfüllen kann, so kann der Ausschuss in Ausnahmefällen beschliessen, den verstärkten Schutz zu gewähren, sofern die beantragende Vertragspartei einen Antrag auf internationale Unterstützung nach Artikel 32 stellt.
(9) Mit Beginn der Feindseligkeiten kann eine an dem Konflikt beteiligte Vertragspartei in dringenden Fällen für Kulturgut unter ihrer Hoheitsgewalt oder Kontrolle den verstärkten Schutz beantragen, indem sie den Antrag dem Ausschuss zuleitet. Der Ausschuss übermittelt diesen Antrag unverzüglich allen an dem Konflikt beteiligten Vertragsparteien. In diesem Fall prüft der Ausschuss die Einwände der betroffenen Vertragsparteien in einem beschleunigten Verfahren. Der Beschluss über die vorläufige Gewährung des verstärkten Schutzes wird so bald wie möglich gefasst; er bedarf unbeschadet des Artikels 26 der Vierfünftelmehrheit der anwesenden und abstimmenden Mitglieder. Der vorläufige verstärkte Schutz kann vom Ausschuss gewährt werden, bevor das Ergebnis des normalen Verfahrens zur Gewährung des verstärkten Schutzes feststeht, sofern Artikel 10 Buchstaben a und c eingehalten wird.
(10) Kulturgut wird vom Ausschuss der verstärkte Schutz gewährt, sobald es in die Liste aufgenommen worden ist.
(11) Der Generaldirektor notifiziert dem Generalsekretär der Vereinten Nationen und allen Vertragsparteien unverzüglich jeden Beschluss des Ausschusses über die Aufnahme von Kulturgut in die Liste.
Art. 12 Unverletzlichkeit des Kulturguts unter verstärktem Schutz
Die an einem Konflikt beteiligten Vertragsparteien gewährleisten die Unverletzlichkeit des unter verstärktem Schutz stehenden Kulturguts, indem sie dieses Gut weder zum Ziel eines Angriffs machen noch das Gut oder seine unmittelbare Umgebung zur Unterstützung militärischer Handlungen verwenden.
Art. 13 Verlust des verstärkten Schutzes
(1) Kulturgut unter verstärktem Schutz verliert diesen nur,
sofern der Schutz nach Artikel 14 ausgesetzt oder aufgehoben wird oder
sofern und solange das Gut auf Grund seiner Verwendung ein militärisches Ziel geworden ist.
(2) Unter den Umständen des Absatzes 1 Buchstabe b darf das Gut nur dann Ziel eines Angriffs sein,
wenn der Angriff das einzige praktisch mögliche Mittel ist, die in Absatz 1 Buchstabe b bezeichnete Verwendung zu unterbinden;
wenn bei der Wahl der Angriffsmittel und -methoden alle praktisch möglichen Vorsichtsmassnahmen getroffen werden, um diese Verwendung zu unterbinden und eine Beschädigung des Kulturguts zu vermeiden oder in jedem Fall auf ein Mindestmass zu beschränken;
wenn - sofern die Umstände es nicht auf Grund der Erfordernisse der unmittelbaren Selbstverteidigung verbieten -
der Angriff auf der höchsten Befehlsebene angeordnet wird,
eine wirksame Warnung an die gegnerischen Streitkräfte vorausgegangen ist, in der die Beendigung der in Absatz 1 Buchstabe b bezeichneten Verwendung verlangt wird, und
den gegnerischen Streitkräften ausreichend Zeit eingeräumt wird, die Verwendung aufzugeben.
Art. 14 Aussetzen oder Aufheben des verstärkten Schutzes
(1) Erfüllt Kulturgut die Kriterien des Artikels 10 nicht mehr, so kann der Ausschuss den Status des verstärkten Schutzes aussetzen oder aufheben, indem er das Kulturgut von der Liste streicht.
(2) Bei einem schweren Verstoss gegen Artikel 12 durch die Verwendung von Kulturgut unter verstärktem Schutz zur Unterstützung militärischer Handlungen kann der Ausschuss den Status des verstärkten Schutzes aussetzen. Sind diese Verstösse anhaltend, so kann der Ausschuss den Status des verstärkten Schutzes ausnahmsweise aufheben, indem er das Kulturgut von der Liste streicht.
(3) Der Generaldirektor notifiziert dem Generalsekretär der Vereinten Nationen und allen Vertragsparteien dieses Protokolls unverzüglich jeden Beschluss des Ausschusses über die Aussetzung oder Aufhebung des verstärkten Schutzes.
(4) Bevor der Ausschuss einen solchen Beschluss fasst, gibt er den Vertragsparteien Gelegenheit zur Stellungnahme.
Kapitel 4: Strafrechtliche Verantwortlichkeit und Gerichtsbarkeit
Art. 15 Schwere Verstösse gegen dieses Protokoll
(1) Eine Straftat im Sinne dieses Protokolls begeht, wer vorsätzlich und unter Verstoss gegen das Abkommen oder dieses Protokoll
Kulturgut unter verstärktem Schutz zum Ziel eines Angriffs macht;
Kulturgut unter verstärktem Schutz oder seine unmittelbare Umgebung zur Unterstützung militärischer Handlungen verwendet;
Kulturgut, das nach dem Abkommen und diesem Protokoll geschützt ist, in grossem Ausmass zerstört oder sich aneignet;
Kulturgut, das nach dem Abkommen und diesem Protokoll geschützt ist, zum Ziel eines Angriffs macht oder
Kulturgut, das nach dem Abkommen geschützt ist, stiehlt, plündert, unterschlägt oder böswillig beschädigt.
(2) Jede Vertragspartei trifft die notwendigen Massnahmen, um die in diesem Artikel genannten Straftaten nach innerstaatlichem Recht als Straftaten zu umschreiben und um diese Straftaten mit angemessenen Strafen zu bedrohen. Dabei beachten die Vertragsparteien allgemeine Rechtsgrundsätze und das Völkerrecht einschliesslich der Vorschriften, welche die individuelle strafrechtliche Verantwortlichkeit auf Personen ausdehnen, welche die Handlung nicht unmittelbar verübt haben.
Art. 16 Gerichtsbarkeit
(1) Unbeschadet des Absatzes 2 trifft jede Vertragspartei die notwendigen gesetzgeberischen Massnahmen, um ihre Gerichtsbarkeit über die in Artikel 15 genannten Straftaten in den folgenden Fällen zu begründen:
wenn die Straftat im Hoheitsgebiet dieses Staates begangen wird;
wenn die verdächtige Person eine Angehörige dieses Staates ist;
wenn sich bei den in Artikel 15 Absatz 1 Buchstaben a-c genannten Straftaten die verdächtige Person in ihrem Hoheitsgebiet befindet.
(2) Im Hinblick auf die Ausübung der Gerichtsbarkeit und unbeschadet des Artikels 28 des Abkommens
schliesst dieses Protokoll weder aus, dass nach anwendbarem innerstaatlichen Recht oder Völkerrecht individuelle strafrechtliche Verantwortlichkeit begründet oder Gerichtsbarkeit ausgeübt wird, noch berührt es die Ausübung der Gerichtsbarkeit nach dem Völkergewohnheitsrecht;
entsteht für die Mitglieder der Streitkräfte und die Angehörigen eines Nichtvertragsstaats, mit Ausnahme derjenigen seiner Staatsangehörigen, die in den Streitkräften eines Vertragsstaats Dienst tun, nach diesem Protokoll keine individuelle strafrechtliche Verantwortlichkeit, und macht dieses Protokoll es nicht zur Pflicht, die Gerichtsbarkeit über solche Personen zu begründen oder sie auszuliefern; dies gilt nicht, wenn ein Staat, der nicht Vertragspartei dieses Protokolls ist, dessen Bestimmungen nach Artikel 3 Absatz 2 annimmt und anwendet.
Art. 17 Strafverfolgung
(1) Die Vertragspartei, in deren Hoheitsgebiet sich die Person, die einer der in Artikel 15 Absatz 1 Buchstaben a-c genannten Straftat verdächtigt wird, befindet, unterbreitet den Fall, wenn sie diese Person nicht ausliefert, ausnahmslos und unverzüglich ihren zuständigen Behörden zum Zweck der strafrechtlichen Verfolgung in einem Verfahren nach ihrem innerstaatlichen Recht oder nach den einschlägigen Regeln des Völkerrechts, falls diese anwendbar sind.
(2) Unbeschadet der einschlägigen Regeln des Völkerrechts, sofern anwendbar, werden jeder Person, gegen die ein Verfahren im Zusammenhang mit dem Abkommen oder diesem Protokoll eingeleitet wird, in allen Verfahrensstufen faire Behandlung und ein faires Gerichtsverfahren in Übereinstimmung mit dem innerstaatlichen Recht und dem Völkerrecht gewährleistet; keinesfalls geniesst eine solche Person weniger vorteilhafte Garantien, als ihr durch das Völkerrecht zuerkannt werden.
Art. 18 Auslieferung
(1) Die in Artikel 15 Absatz 1 Buchstaben a-c genannten Straftaten gelten als in jeden zwischen Vertragsparteien vor dem Inkrafttreten dieses Protokolls geschlossenen Auslieferungsvertrag einbezogene auslieferungsfähige Straftaten. Die Vertragsparteien verpflichten sich, diese Straftaten in jeden künftig zwischen ihnen zu schliessenden Auslieferungsvertrag aufzunehmen.
(2) Erhält eine Vertragspartei, welche die Auslieferung vom Bestehen eines Vertrags abhängig macht, ein Auslieferungsersuchen von einer anderen Vertragspartei, mit der sie keinen Auslieferungsvertrag hat, so steht es der ersuchten Vertragspartei frei, dieses Protokoll als Rechtsgrundlage für die Auslieferung in Bezug auf die in Artikel 15 Absatz 1 Buchstaben a-c genannten Straftaten anzusehen.
(3) Vertragsparteien, welche die Auslieferung nicht vom Bestehen eines Vertrags abhängig machen, anerkennen unter sich die in Artikel 15 Absatz 1 Buchstaben a-c genannten Straftaten als auslieferungsfähige Straftaten vorbehaltlich der im Recht der ersuchten Vertragspartei vorgesehenen Bedingungen.
(4) Die in Artikel 15 Absatz 1 Buchstaben a-c genannten Straftaten werden für die Zwecke der Auslieferung zwischen den Vertragsparteien nötigenfalls so behandelt, als seien sie nicht nur an dem Ort, an dem sie sich ereignet haben, begangen worden, sondern auch in den Hoheitsgebieten der Vertragsparteien, die ihre Gerichtsbarkeit nach Artikel 16 Absatz 1 begründet haben.
Art. 19 Rechtshilfe
(1) Die Vertragsparteien gewähren einander die weitestgehende Hilfe im Zusammenhang mit Ermittlungen sowie Straf- und Auslieferungsverfahren, die in Bezug auf die in Artikel 15 genannten Straftaten eingeleitet werden, einschliesslich der Hilfe bei der Beschaffung der ihnen zur Verfügung stehenden und für das Verfahren erforderlichen Beweismittel.
(2) Die Vertragsparteien erfüllen ihre Verpflichtungen nach Absatz 1 im Einklang mit den zwischen ihnen bestehenden Verträgen oder sonstigen Übereinkünften über Rechtshilfe. In Ermangelung solcher Verträge oder Übereinkünfte gewähren die Vertragsparteien einander Rechtshilfe nach ihrem innerstaatlichen Recht.
Art. 20 Gründe für die Verweigerung der Rechtshilfe
(1) Für die Zwecke der Auslieferung werden die in Artikel 15 Absatz 1 Buchstaben a-c genannten Straftaten und für die Zwecke der Rechtshilfe die in Artikel 15 genannten Straftaten nicht als politische Straftaten, als mit politischen Straftaten zusammenhängende oder als auf politischen Beweggründen beruhende Straftaten angesehen. Folglich darf ein Ersuchen um Auslieferung oder Rechtshilfe, das auf solchen Straftaten beruht, nicht allein mit der Begründung verweigert werden, dass es sich um eine politische Straftat, um eine mit einer politischen Straftat zusammenhängende oder um eine auf politischen Beweggründen beruhende Straftat handle.
(2) Dieses Protokoll ist nicht so auszulegen, als enthalte es eine Verpflichtung zur Auslieferung oder Rechtshilfe, wenn die ersuchte Vertragspartei ernstliche Gründe für die Annahme hat, dass das Auslieferungsersuchen wegen der in Artikel 15 Absatz 1 Buchstaben a bis c genannten Straftaten oder das Ersuchen um Rechtshilfe in Bezug auf die in Artikel 15 genannten Straftaten gestellt worden ist, um eine Person wegen ihrer Rasse, ihrer Religion, ihrer Staatsangehörigkeit, ihrer ethnischen Herkunft oder ihrer politischen Anschauungen zu verfolgen oder zu bestrafen, oder dass die Lage dieser Person aus einem dieser Gründe erschwert werden könnte, wenn dem Ersuchen stattgegeben würde.
Art. 21 Massnahmen bezüglich anderer Verletzungen
Unbeschadet des Artikels 28 des Abkommens trifft jede Vertragspartei die notwendigen gesetzgeberischen sowie Verwaltungs- und Disziplinarmassnahmen, um folgende Handlungen, wenn vorsätzlich verübt, zu unterbinden:
jede Verwendung von Kulturgut unter Verstoss gegen das Abkommen oder dieses Protokoll;
jede unerlaubte Ausfuhr oder sonstige Entfernung von Kulturgut oder die unerlaubte Übertragung des Eigentums an Kulturgut aus besetztem Gebiet unter Verstoss gegen das Abkommen oder dieses Protokoll.
Kapitel 5: Schutz von Kulturgut bei bewaffneten Konflikten nicht internationalen Charakters
Art. 22 Bewaffnete Konflikte nicht internationalen Charakters
(1) Dieses Protokoll findet im Fall eines bewaffneten Konflikts, der keinen internationalen Charakter hat und im Hoheitsgebiet einer Vertragspartei stattfindet, Anwendung.
(2) Dieses Protokoll findet nicht auf Fälle innerer Unruhen und Spannungen wie Tumulte, vereinzelt auftretende Gewalttaten und andere ähnliche Handlungen Anwendung.
(3) Dieses Protokoll darf nicht zur Beeinträchtigung der Souveränität eines Staates oder der Verantwortung der Regierung herangezogen werden, mit allen rechtmässigen Mitteln die öffentliche Ordnung im Staat aufrechtzuerhalten oder wiederherzustellen oder die nationale Einheit und territoriale Unversehrtheit des Staates zu verteidigen.
(4) Dieses Protokoll berührt nicht den Vorrang der Gerichtsbarkeit der Vertragspartei, in deren Hoheitsgebiet ein bewaffneter Konflikt stattfindet, der keinen internationalen Charakter hat, über die in Artikel 15 genannten Verstösse.
(5) Dieses Protokoll darf nicht zur Rechtfertigung einer wie immer begründeten unmittelbaren oder mittelbaren Einmischung in den bewaffneten Konflikt oder in die inneren oder äusseren Angelegenheiten der Vertragspartei herangezogen werden, in deren Hoheitsgebiet dieser Konflikt stattfindet.
(6) Die Anwendung dieses Protokolls auf die in Absatz 1 bezeichnete Situation berührt nicht die Rechtsstellung der an einem Konflikt beteiligten Parteien.
(7) Die UNESCO kann den an dem Konflikt beteiligten Parteien ihre Dienste anbieten.
Kapitel 6: Institutionelle Fragen
Art. 23 Tagungen der Vertragsparteien
(1) Die Tagung der Vertragsparteien wird zur selben Zeit einberufen wie die Generalkonferenz der UNESCO und in Abstimmung mit der Tagung der Hohen Vertragsparteien, wenn eine solche vom Generaldirektor einberufen worden ist.
(2) Die Tagung der Vertragsparteien gibt sich eine Geschäftsordnung.
(3) Die Tagung der Vertragsparteien hat folgende Aufgaben:
Wahl der Mitglieder des Ausschusses nach Artikel 24 Absatz 1;
Billigung der vom Ausschuss nach Artikel 27 Absatz 1 Buchstabe a erstellten Richtlinien;
Bereitstellung von Richtlinien für die Verwendung des Fonds durch den Ausschuss und Überwachung der Verwendung;
Prüfung des vom Ausschuss nach Artikel 27 Absatz 1 Buchstabe d vorgelegten Berichts;
Erörterung von Problemen im Zusammenhang mit der Anwendung dieses Protokolls und gegebenenfalls Abgabe von Empfehlungen.
(4) Auf Antrag von mindestens einem Fünftel der Vertragsparteien hat der Generaldirektor eine ausserordentliche Tagung der Vertragsparteien einzuberufen.
Art. 24 Ausschuss für den Schutz von Kulturgut bei bewaffneten Konflikten
(1) Hiermit wird der Ausschuss für den Schutz von Kulturgut bei bewaffneten Konflikten eingesetzt. Ihm gehören zwölf Vertragsparteien an; sie werden von der Tagung der Vertragsparteien gewählt.
(2) Der Ausschuss tritt einmal im Jahr zu einer ordentlichen Sitzung zusammen und immer dann, wenn er es für notwendig erachtet, zu ausserordentlichen Sitzungen.
(3) Bei der Festlegung der Zusammensetzung des Ausschusses sind die Vertragsparteien bemüht, eine ausgewogene Vertretung der verschiedenen Regionen und Kulturen der Welt zu gewährleisten.
(4) Die Vertragsparteien, die Mitglieder des Ausschusses sind, wählen zu ihren Vertretern Personen, die Sachverständige auf dem Gebiet des Kulturerbes, der Verteidigung oder des Völkerrechts sind, und sie sind bestrebt, in gegenseitiger Abstimmung zu gewährleisten, dass im Ausschuss insgesamt angemessener Sachverstand auf allen diesen Gebieten vereinigt ist.
Art. 25 Amtszeit
(1) Eine Vertragspartei wird für vier Jahre in den Ausschuss gewählt; eine unmittelbare Wiederwahl ist einmal zulässig.
(2) Unbeschadet des Absatzes 1 endet die Amtszeit der Hälfte der bei der ersten Wahl gewählten Mitglieder mit Ablauf der ersten ordentlichen Tagung der Vertragsparteien nach der Tagung, auf der sie gewählt wurden. Diese Mitglieder werden vom Präsidenten der Tagung nach der ersten Wahl durch das Los ermittelt.
Art. 26 Geschäftsordnung
(1) Der Ausschuss gibt sich eine Geschäftsordnung.
(2) Der Ausschuss ist beschlussfähig, wenn die Mehrheit der Mitglieder anwesend ist. Die Beschlüsse des Ausschusses bedürfen der Zweidrittelmehrheit seiner abstimmenden Mitglieder.
(3) Die Mitglieder dürfen an der Abstimmung über Beschlüsse im Zusammenhang mit Kulturgut, das von einem bewaffneten Konflikt berührt wird, an dem sie beteiligt sind, nicht teilnehmen.
Art. 27 Aufgaben
(1) Der Ausschuss hat folgende Aufgaben:
Erstellung von Richtlinien zur Durchführung dieses Protokolls;
Gewährung, Aussetzung oder Aufhebung des verstärkten Schutzes für Kulturgut und Erstellung, Aktualisierung und Förderung der Liste des Kulturguts unter verstärktem Schutz;
Beobachtung und Überwachung der Durchführung dieses Protokolls und Förderung der Erfassung von Kulturgut unter verstärktem Schutz;
Prüfung der Berichte der Vertragsparteien und Stellungnahme dazu, erforderlichenfalls deren Klärung und Erstellung eines eigenen Berichts über die Durchführung dieses Protokolls für die Tagung der Vertragsparteien;
Entgegennahme und Prüfung von Anträgen auf internationale Unterstützung nach Artikel 32;
Festlegung der Verwendung des Fonds;
Wahrnehmung anderer Aufgaben, die ihm von der Tagung der Vertragsparteien zugewiesen werden.
(2) Die Aufgaben des Ausschusses werden in Zusammenarbeit mit dem Generaldirektor wahrgenommen.
(3) Der Ausschuss arbeitet mit internationalen und nationalen staatlichen und nichtstaatlichen Organisationen zusammen, die ähnliche Ziele verfolgen wie das Abkommen, das Erste Protokoll und dieses Protokoll. Zur Unterstützung der Wahrnehmung seiner Aufgaben kann der Ausschuss bedeutende Fachorganisationen wie etwa solche, die formelle Beziehungen zur UNESCO unterhalten, einschliesslich des Internationalen Komitees vom Blauen Schild (ICBS) und der Organisationen, aus denen es gebildet wird, einladen, in beratender Eigenschaft an seinen Sitzungen teilzunehmen. Vertreter der Internationalen Studienzentrale für die Erhaltung und Restaurierung von Kulturgut (Römische Zentrale) (ICCROM) und des Internationalen Komitees vom Roten Kreuz (IKRK) können ebenfalls eingeladen werden, in beratender Eigenschaft teilzunehmen.
Dem Ausschuss steht das Sekretariat der UNESCO zur Seite, das die Dokumentation des Ausschusses und die Tagesordnung seiner Sitzungen vorbereitet und für die Durchführung seiner Beschlüsse verantwortlich ist.
Art. 29 Fonds für den Schutz von Kulturgut bei bewaffneten Konflikten
(1) Hiermit wird ein Fonds für die folgenden Zwecke errichtet:
Bereitstellung finanzieller oder anderer Hilfe zur Unterstützung von vorbereitenden und sonstigen Massnahmen, die in Friedenszeiten unter anderem nach Artikel 5, Artikel 10 Buchstabe b und Artikel 30 getroffen werden, und
Bereitstellung finanzieller oder anderer Hilfe im Zusammenhang mit Notfallmassnahmen oder vorläufigen oder sonstigen Massnahmen, die getroffen werden, um Kulturgut während eines bewaffneten Konflikts oder während der Bergung und Sicherung unmittelbar nach Ende der Feindseligkeiten unter anderem nach Artikel 8 Buchstabe a zu schützen.
(2) Der Fonds stellt ein Treuhandvermögen im Sinne der Finanzordnung der UNESCO dar.
(3) Die Auszahlungen aus dem Fonds werden nur für die vom Ausschuss nach den Richtlinien im Sinne des Artikels 23 Absatz 3 Buchstabe c beschlossenen Zwecke verwendet. Der Ausschuss kann Beiträge entgegennehmen, die nur für ein bestimmtes Programm oder Vorhaben verwendet werden sollen, sofern er die Durchführung dieses Programms oder Vorhabens beschlossen hat.
(4) Die Mittel des Fonds bestehen aus
freiwilligen Beiträgen der Vertragsparteien;
Beiträgen, Spenden oder Vermächtnissen
anderer Staaten,
der UNESCO oder anderer Organisationen des Systems der Vereinten Nationen,
sonstiger zwischenstaatlicher oder nichtstaatlicher Organisationen und
von Einrichtungen des öffentlichen oder privaten Rechts oder von Einzelpersonen;
den für den Fonds anfallenden Zinsen;
Mitteln, die durch Sammlungen und Einnahmen aus Veranstaltungen zu Gunsten des Fonds aufgebracht werden, und
allen sonstigen Mitteln, die durch die auf den Fonds anzuwendenden Richtlinien genehmigt sind.
Kapitel 7: Verbreitung von Informationen und internationale Unterstützung
Art. 30 Verbreitung
(1) Die Vertragsparteien bemühen sich unter Einsatz geeigneter Mittel, insbesondere durch Erziehungs- und Informationsprogramme, die Würdigung und Respektierung von Kulturgut durch ihre gesamte Bevölkerung zu stärken.
(2) Die Vertragsparteien verbreiten dieses Protokoll so weit wie möglich, und zwar sowohl in Friedenszeiten als auch in Zeiten eines bewaffneten Konflikts.
(3) Die militärischen oder zivilen Dienststellen, die in Zeiten eines bewaffneten Konflikts Verantwortlichkeiten bei der Anwendung dieses Protokolls zu übernehmen haben, müssen mit seinem Wortlaut voll und ganz vertraut sein. Zu diesem Zweck werden die Vertragsparteien gegebenenfalls
Richtlinien und Anweisungen zum Schutz von Kulturgut in ihre Militärvorschriften aufnehmen;
in Zusammenarbeit mit der UNESCO und einschlägigen staatlichen und nichtstaatlichen Organisationen Ausbildungs- und Erziehungsprogramme in Friedenszeiten entwickeln und durchführen;
einander über den Generaldirektor Informationen über die nach den Buchstaben a und b erlassenen Gesetze oder Verwaltungsvorschriften und die nach den Buchstaben a und b getroffenen Massnahmen übermitteln;
einander über den Generaldirektor so bald wie möglich die Gesetze und Verwaltungsvorschriften übermitteln, die sie zur Sicherstellung der Anwendung dieses Protokolls erlassen werden.
Art. 31 Internationale Zusammenarbeit
Die Vertragsparteien verpflichten sich, im Fall schwerer Verstösse gegen dieses Protokoll gemeinsam durch den Ausschuss oder einzeln in Zusammenarbeit mit der UNESCO und den Vereinten Nationen und im Einklang mit der Charta der Vereinten Nationen1 zu handeln.
Art. 32 Internationale Unterstützung
(1) Eine Vertragspartei kann beim Ausschuss internationale Unterstützung für Kulturgut unter verstärktem Schutz und Unterstützung für die Vorbereitung, Entwicklung oder Durchführung der in Artikel 10 bezeichneten Gesetze, Verwaltungsvorschriften und Massnahmen beantragen.
(2) Eine an dem Konflikt beteiligte Partei, die nicht Vertragspartei dieses Protokolls ist, aber nach Artikel 3 Absatz 2 dessen Bestimmungen annimmt und anwendet, kann beim Ausschuss geeignete internationale Unterstützung beantragen.
(3) Der Ausschuss beschliesst Vorschriften über das Antragsverfahren in Bezug auf internationale Unterstützung und bestimmt die Form, welche die Unterstützung annehmen kann.
(4) Die Vertragsparteien werden ermutigt, über den Ausschuss den Vertragsparteien oder den an einem Konflikt beteiligten Parteien, die darum ersuchen, technische Unterstützung aller Art zu gewähren.
Art. 33 Unterstützung durch die UNESCO
(1) Die Vertragsparteien können um die technische Unterstützung der UNESCO bei der Organisierung der Schutzmassnahmen für ihr Kulturgut, wie etwa Vorbereitungen zur Sicherung von Kulturgut, vorbeugende und organisatorische Massnahmen für Notfälle und nationale Verzeichnisse des Kulturguts, oder in Zusammenhang mit jedem anderen Problem, das sich aus der Anwendung dieses Protokolls ergibt, nachsuchen. Die UNESCO gewährt diese Unterstützung im Rahmen ihrer Zielsetzung und ihrer Mittel.
(2) Die Vertragsparteien werden ermutigt, technische Unterstützung auf zwei- oder mehrseitiger Ebene zu gewähren.
(3) Die UNESCO kann in dieser Hinsicht den Vertragsparteien von sich aus Vorschläge unterbreiten.
Kapitel 8: Durchführung dieses Protokolls
Art. 34 Schutzmächte
Dieses Protokoll wird unter Mitwirkung der Schutzmächte angewandt, die mit der Wahrnehmung der Interessen der an dem Konflikt beteiligten Vertragsparteien betraut sind.
Art. 35 Schlichtungsverfahren
(1) Die Schutzmächte stellen ihre guten Dienste in allen Fällen zur Verfügung, in denen sie dies im Interesse des Kulturguts für angezeigt erachten, insbesondere wenn zwischen den an dem Konflikt beteiligten Vertragsparteien über die Anwendung oder Auslegung dieses Protokolls Meinungsverschiedenheiten bestehen.
(2) Zu diesem Zweck kann jede der Schutzmächte entweder auf Einladung einer Vertragspartei oder des Generaldirektors oder von sich aus den an dem Konflikt beteiligten Vertragsparteien eine Zusammenkunft ihrer Vertreter und insbesondere der für den Schutz des Kulturguts verantwortlichen Behörden vorschlagen, gegebenenfalls im Hoheitsgebiet eines Staates, der nicht an dem Konflikt beteiligt ist. Die an dem Konflikt beteiligten Vertragsparteien sind gehalten, den ihnen gemachten Vorschlägen von Zusammenkünften Folge zu leisten. Die Schutzmächte schlagen den an dem Konflikt beteiligten Vertragsparteien eine Persönlichkeit, die einem Staat angehört, der nicht an dem Konflikt beteiligt ist, oder eine vom Generaldirektor bezeichnete Persönlichkeit zur Genehmigung vor; diese wird aufgefordert, an der Zusammenkunft als Vorsitzender teilzunehmen.
Art. 36 Schlichtung ohne Schutzmächte
(1) In einem Konflikt, bei dem keine Schutzmächte bestellt sind, kann der Generaldirektor seine guten Dienste anbieten oder durch eine andere Art der Schlichtung oder Vermittlung handeln, um die Meinungsverschiedenheit beizulegen.
(2) Auf Einladung einer Vertragspartei oder des Generaldirektors kann der Vorsitzende des Ausschusses den an einem Konflikt beteiligten Vertragsparteien eine Zusammenkunft ihrer Vertreter und insbesondere den für den Schutz des Kulturguts verantwortlichen Behörden vorschlagen, gegebenenfalls im Hoheitsgebiet eines Staates, der nicht an dem Konflikt beteiligt ist.
Art. 37 Übersetzung und Berichte
(1) Die Vertragsparteien übersetzen dieses Protokoll in ihre Amtssprachen und übermitteln dem Generaldirektor diese amtlichen Übersetzungen.
(2) Die Vertragsparteien legen dem Ausschuss alle vier Jahre einen Bericht über die Durchführung dieses Protokolls vor.
Art. 38 Verantwortung der Staaten
Die Bestimmungen dieses Protokolls über die individuelle strafrechtliche Verantwortlichkeit berühren nicht die völkerrechtliche Verantwortung der Staaten, einschliesslich der Pflicht, Reparationen zu leisten.
Kapitel 9: Schlussbestimmungen
Art. 39 Sprachen
Dieses Protokoll ist in arabischer, chinesischer, englischer, französischer, russischer und spanischer Sprache abgefasst, wobei jeder Wortlaut gleichermassen verbindlich ist.
Art. 40 Unterzeichnung
Dieses Protokoll trägt das Datum des 26. März 1999. Es liegt vom 17. Mai 1999 bis zum 31. Dezember 1999 in Den Haag für alle Hohen Vertragsparteien zur Unterzeichnung auf.
Art. 41 Ratifikation, Annahme oder Genehmigung
(1) Dieses Protokoll bedarf der Ratifikation, Annahme oder Genehmigung durch die Hohen Vertragsparteien, die dieses Protokoll unterzeichnet haben, nach Massgabe ihrer eigenen verfassungsrechtlichen Verfahren.
(2) Die Ratifikations-, Annahme- oder Genehmigungsurkunden werden beim Generaldirektor hinterlegt.
Art. 42 Beitritt
(1) Dieses Protokoll steht den anderen Hohen Vertragsparteien ab dem 1. Januar 2000 zum Beitritt offen.
(2) Der Beitritt erfolgt durch Hinterlegung einer Beitrittsurkunde beim Generaldirektor.
(1) Dieses Protokoll tritt drei Monate nach Hinterlegung von zwanzig Ratifikations-, Annahme-, Genehmigungs- oder Beitrittsurkunden in Kraft.
(2) Danach tritt es für jede Vertragspartei drei Monate nach Hinterlegung ihrer Ratifikations-, Annahme-, Genehmigungs- oder Beitrittsurkunde in Kraft.
Art. 44 Inkrafttreten während bewaffneter Konflikte
Die in den Artikeln 18 und 19 des Abkommens bezeichneten Situationen bewirken, dass die vor oder nach Beginn der Feindseligkeiten oder der Besetzung von an dem Konflikt beteiligten Parteien hinterlegten Ratifikations-, Annahme-, Genehmigungs- und Beitrittserklärungen mit sofortiger Wirkung in Kraft treten. In diesen Fällen macht der Generaldirektor auf dem schnellsten Weg die in Artikel 46 vorgesehenen Mitteilungen.
Art. 45 Kündigung
(1) Jede der Vertragsparteien kann dieses Protokoll kündigen.
(2) Die Kündigung wird durch eine Urkunde notifiziert, die beim Generaldirektor hinterlegt wird.
(3) Die Kündigung wird ein Jahr nach Eingang der Kündigungsurkunde wirksam. Ist jedoch die kündigende Vertragspartei bei Ablauf dieser Frist an einem bewaffneten Konflikt beteiligt, so wird die Kündigung erst nach Einstellung der Feindseligkeiten oder nach Abschluss der Rückführung des Kulturguts wirksam, je nachdem, welcher Zeitpunkt der spätere ist.
Art. 46 Notifikationen
Der Generaldirektor benachrichtigt alle Hohen Vertragsparteien und die Vereinten Nationen von der Hinterlegung aller in den Artikeln 41 und 42 vorgesehenen Ratifikations-, Annahme-, Genehmigungs- und Beitrittsurkunden sowie von den in Artikel 45 vorgesehenen Kündigungen.
Art. 47 Registrierung bei den Vereinten Nationen
Dieses Protokoll wird auf Ersuchen des Generaldirektors nach Artikel 102 der Charta der Vereinten Nationen beim Sekretariat der Vereinten Nationen registriert.
Zu Urkund dessen haben die gehörig befugten Unterzeichneten dieses Protokoll unterschrieben.
Geschehen zu Den Haag am 26. März 1999 in einer Urschrift, die im Archiv der UNESCO hinterlegt wird; beglaubigte Abschriften werden allen Hohen Vertragsparteien übermittelt.
Geltungsbereich am 6. März 20184
Die Vorbehalte und Erklärungen werden in der AS nicht veröffentlicht. Die französischen und englischen Texte können auf der Internetseite der Organisation der Vereinten Nationen für Bildung, Wissenschaft und Kultur (UNESCO): http://portal.unesco.org (siehe «Resources/Conventions») eingesehen oder bei der Direktion für Völkerrecht, Sektion Staatsverträge, 3003 Bern bezogen werden.
Beitritt mit sofortiger Anwendung gemäss Art. 44 des Protokolls.
b Das Protokoll gilt nicht für Tokelau.
AS 2005 149; BBl 2003 6091
1 Titel für Deutschland: «Zweites Protokoll zur Haager Konvention von 1954 zum Schutz von Kulturgut bei bewaffneten Konflikten».
2AS 2005 147
3 SR 0.520.3
4 Diese Veröffentlichung ergänzt die früheren in AS 2005 149 4787, 2007 431, 2008 4125, 2010 845, 2013 279, 2015 1227, 2018 1161. Eine aktualisierte Fassung des Geltungsbereiches findet sich auf der Internetseite des EDA (www.eda.admin.ch/vertraege).
Conclu à La Haye le 26 mars 1999
Approuvé par l'Assemblée fédérale le 19 mars 20041
Instrument de ratification déposé par la Suisse le 9 juillet 2004
Entré en vigueur pour la Suisse le 9 octobre 2004
conscientes de la nécessité d'améliorer la protection des biens culturels en cas de conflit armé et d'établir un système renforcé de protection en faveur de biens culturels spécialement désignés;
réaffirmant l'importance des dispositions de la Convention pour la protection des biens culturels en cas de conflit armé adoptée à La Haye le 14 mai 19542, et soulignant la nécessité de les compléter par des mesures qui renforcent leur mise en oeuvre;
désireuses d'offrir aux Hautes Parties Contractantes à la Convention un moyen de participer plus étroitement à la protection des biens culturels en cas de conflit armé en mettant en place des procédures adéquates;
considérant que les règles régissant la protection des biens culturels en cas de conflit armé devraient refléter les développements du droit international;
affirmant que les règles de droit international coutumier continueront à régir les questions qui ne sont pas réglées par le présent Protocole;
«Partie», un Etat Partie au présent Protocole;
«biens culturels», les biens culturels tels que définis à l'art. 1 de la Convention;
«Convention», la Convention pour la protection des biens culturels en cas de conflit armé, adoptée à La Haye le 14 mai 1954;
«Haute Partie contractante», un Etat Partie à la Convention;
«protection renforcée», le système de protection renforcée établi par les art. 10 et 11;
«objectif militaire», un objet qui, par sa nature, son emplacement, sa destination ou son utilisation, apporte une contribution effective à l'action militaire et dont la destruction totale et partielle, la capture ou la neutralisation offre en l'occurrence un avantage militaire précis;
«illicite», effectué sous la contrainte ou autrement, en violation des règles applicables de la législation interne du territoire occupé ou du droit international;
«Liste», la Liste internationale des biens culturels sous protection renforcée, établie conformément à l'art. 27, par. 1, al. b);
«Directeur général», le Directeur général de l'UNESCO;
«UNESCO», l'Organisation des Nations Unies pour l'éducation, la science et la culture;
«premier Protocole», le Protocole pour la protection des biens culturels en cas de conflit armé, adopté à La Haye, le 14 mai 1954.
Art. 2 Relation avec la Convention
Le présent Protocole complète la Convention pour ce qui concerne les relations entre les Parties.
(1) Outre les dispositions qui s'appliquent en temps de paix, le présent Protocole est appliqué dans les situations visées à l'art. 18 par. 1 et 2 de la Convention et à l'art. 22, par. 1.
(2) Si l'une des parties à un conflit armé n'est pas liée par le présent Protocole, les Parties au présent Protocole resteront liées par celui-ci dans leurs rapports réciproques. Elles seront liées en outre par le présent Protocole dans leurs relations avec un Etat partie qui n'est pas lié par le Protocole, s'il en accepte les dispositions et aussi longtemps qu'il les applique.
Art. 4 Relations entre le chap. 3 et d'autres dispositions de la Convention et du présent Protocole
L'application des dispositions du chap. 3 du présent Protocole ne porte pas atteinte à:
l'application des dispositions du chap. I de la Convention et du chap. 2 du présent Protocole;
l'application du chap. II de la Convention aussi bien entre les Parties au présent Protocole qu'entre une Partie et un Etat qui accepte et applique le présent Protocole conformément à l'art. 3 par. 2, étant entendu que si un bien culturel est placé à la fois sous la protection spéciale et sous la protection renforcée, seules s'appliqueront les dispositions relatives à la protection renforcée.
Chapitre 2 Dispositions générales concernant la protection
Art. 5 Sauvegarde des biens culturels
Les mesures préparatoires prises en temps de paix pour la sauvegarde des biens culturels contre les effets prévisibles d'un conflit armé conformément à l'art. 3 de la Convention comprennent, le cas échéant, l'établissement d'inventaires, la planification de mesures d'urgence pour assurer la protection des biens contre les risques d'incendie ou d'écroulement des bâtiments, la préparation de l'enlèvement des biens culturels meubles ou la fourniture d'une protection in situ adéquate desdits biens, et la désignation d'autorités compétentes responsables de la sauvegarde des biens culturels.
Art. 6 Respect des biens culturels
Dans le but de garantir le respect des biens culturels conformément à l'art. 4 de la Convention:
une dérogation sur le fondement d'une nécessité militaire impérative au sens du par. 2 de l'art. 4 de la Convention ne peut être invoquée pour diriger un acte d'hostilité contre un bien culturel que lorsque et aussi longtemps que:
ce bien culturel, par sa fonction, a été transformé en objectif militaire, et
il n'existe pas d'autre solution pratiquement possible pour obtenir un avantage militaire équivalant à celui qui est offert par le fait de diriger un acte d'hostilité contre cet objectif;
une dérogation sur le fondement d'une nécessité militaire impérative au sens du par. 2 de l'art. 4 de la Convention ne peut être invoquée pour utiliser des biens culturels à des fins qui sont susceptibles de les exposer à la destruction ou à la détérioration que lorsque et aussi longtemps qu'aucun choix n'est possible entre une telle utilisation des biens culturels et une autre méthode pratiquement possible pour obtenir un avantage militaire équivalent;
la décision d'invoquer une nécessité militaire impérative n'est prise que par le chef d'une formation égale ou supérieure en importance à un bataillon, ou par une formation de taille plus petite, lorsque les circonstances ne permettent pas de procéder autrement;
en cas d'attaque fondée sur une décision prise conformément à l'al. a), un avertissement doit être donné en temps utile et par des moyens efficaces, lorsque les circonstances le permettent.
Art. 7 Précautions dans l'attaque
Sans préjudice des autres précautions prescrites par le droit international humanitaire dans la conduite des opérations militaires, chaque Partie au conflit doit:
faire tout ce qui est pratiquement possible pour vérifier que les objectifs à attaquer ne sont pas des biens culturels protégés par l'art. 4 de la Convention;
prendre toutes les précautions pratiquement possibles quant au choix des moyens et méthodes d'attaque en vue d'éviter et, en tout cas, de réduire au minimum les dommages qui pourraient être causés incidemment aux biens culturels protégés en vertu de l'art. 4 de la Convention;
s'abstenir de lancer une attaque dont on peut attendre qu'elle cause incidemment aux biens culturels protégés par l'art. 4 de la Convention des dommages qui seraient excessifs par rapport à l'avantage militaire concret et direct attendu;
annuler ou interrompre une attaque lorsqu'il apparaît que:
l'objectif est un bien culturel protégé en vertu de l'art. 4 de la Convention;
l'on peut attendre qu'elle cause incidemment aux biens culturels protégés en vertu de l'art. 4 de la Convention, des dommages qui seraient excessifs par rapport à l'avantage militaire concret et direct attendu.
Art. 8 Précautions contre les effets des attaques
Dans toute la mesure de ce qui est pratiquement possible, les Parties au conflit doivent:
éloigner les biens culturels meubles du voisinage des objectifs militaires ou fournir une protection in situ adéquate;
éviter de placer des objectifs militaires à proximité de biens culturels.
Art. 9 Protection des biens culturels en territoire occupé
(1) Sans préjudice des dispositions des art. 4 et 5 de la Convention, toute Partie occupant totalement ou partiellement le territoire d'une autre Partie interdit et empêche, en ce qui concerne le territoire occupé:
toute exportation, autre déplacement ou transfert de propriété illicites de biens culturels;
toute fouille archéologique, à moins qu'elle ne soit absolument indispensable aux fins de sauvegarde, d'enregistrement ou de conservation de biens culturels;
toute transformation, ou changement d'utilisation, de biens culturels visant à dissimuler ou à détruire des éléments de témoignage de caractère culturel, historique ou scientifique.
(2) Toute fouille archéologique ou transformation ou changement d'utilisation de biens culturels d'un territoire occupé doit s'effectuer, à moins que les circonstances ne le permettent pas, en étroite coopération avec les autorités nationales compétentes dudit territoire.
Chapitre 3 Protection renforcée
Art. 10 Protection renforcée
Un bien culturel peut être placé sous protection renforcée s'il satisfait aux trois conditions suivantes:
il s'agit d'un patrimoine culturel qui revêt la plus haute importance pour l'humanité;
il est protégé par des mesures internes, juridiques et administratives, adéquates, qui reconnaissent sa valeur culturelle et historique exceptionnelle et qui garantissent le plus haut niveau de protection;
il n'est pas utilisé à des fins militaires ou pour protéger des sites militaires, et la Partie sous le contrôle duquel il se trouve a confirmé dans une déclaration qu'il ne sera pas ainsi utilisé.
Art. 11 Octroi de la protection renforcée
(1) Chaque Partie devrait soumettre au Comité une liste des biens culturels pour lesquels elle a l'intention de demander l'octroi de la protection renforcée.
(2) La Partie qui a la juridiction ou le contrôle sur un bien culturel peut demander l'inscription de ce bien sur la Liste qui sera établie en vertu de l'art. 27, par. 1, al. b). Cette demande comporte toutes les informations nécessaires relatives aux critères mentionnés à l'art. 10. Le Comité peut inviter une Partie à demander l'inscription de ce bien culturel sur la Liste.
(3) D'autres Parties, le Comité international du Bouclier bleu et d'autres organisations non gouvernementales ayant une expertise appropriée, peuvent recommander un bien culturel particulier au Comité. Dans de tels cas, le Comité peut décider d'inviter une Partie à demander l'inscription de ce bien culturel sur la Liste.
(4) Ni la demande d'inscription d'un bien culturel se trouvant sur un territoire, sous une souveraineté ou une juridiction revendiqué par plus d'un Etat, ni l'inscription d'un tel bien, ne portent en aucune manière préjudice aux droits des parties au différend.
(5) Lorsque le Comité a reçu une demande d'inscription sur la Liste, il en informe toutes les Parties. Les Parties peuvent soumettre au Comité, dans un délai de soixante jours, leurs représentations relatives à une telle demande. Ces représentations seront fondées seulement sur les critères mentionnés à l'art. 10. Elles doivent être spécifiques et porter sur les faits. Le Comité examine ces représentations en fournissant à la Partie qui demande l'inscription l'occasion de répondre avant de prendre sa décision. Lorsque de telles représentations ont été soumises au Comité, la décision quant à l'inscription sur la Liste est prise, nonobstant l'art. 26, à la majorité des quatre cinquièmes des membres du Comité présents et votant.
(6) En statuant sur une demande, le Comité devrait demander l'avis d'organisations gouvernementales et non gouvernementales, ainsi que d'experts individuels.
(7) La décision d'octroyer ou de refuser la protection renforcée peut seulement être fondée sur les critères mentionnés à l'art. 10.
(8) Dans des cas exceptionnels, lorsque le Comité est arrivé à la conclusion que la Partie qui demande l'inscription d'un bien culturel sur la Liste ne peut pas satisfaire au critère de l'art. 10, al. b), il peut décider d'octroyer la protection renforcée, pour autant que la Partie requérante soumette une demande d'assistance internationale en vertu de l'art. 32.
(9) Dès le commencement des hostilités, une Partie au conflit peut demander, en raison d'une situation d'urgence, la protection renforcée de biens culturels placés sous sa juridiction ou son contrôle, en soumettant sa demande au Comité. Le Comité transmet cette demande immédiatement à toutes les Parties au conflit. Dans ce cas, le Comité examine d'urgence les représentations des Parties concernées. La décision d'octroyer la protection renforcée à titre provisoire sera prise le plus rapidement possible et, nonobstant les dispositions de l'art. 26, à la majorité des quatre cinquièmes des membres du Comité. Le Comité peut octroyer la protection renforcée à titre provisoire, en attendant l'issue de la procédure normale d'octroi de cette protection, à condition que les critères retenus dans les al. a) et c) de l'art. 10 soient satisfaits.
(10) La protection renforcée est octroyée par le Comité à un bien culturel à partir du moment de son inscription sur la Liste.
(11) Le Directeur général notifie sans délai au Secrétaire général des Nations Unies et à toutes les Parties toute décision du Comité d'inscrire un bien culturel sur la Liste.
Art. 12 Immunité des biens culturels sous protection renforcée
Les Parties à un conflit assurent l'immunité des biens culturels placés sous protection renforcée en s'interdisant d'en faire l'objet d'attaque ou d'utiliser ces biens ou leurs abords immédiats à l'appui d'une action militaire.
Art. 13 Perte de la protection renforcée
(1) Un bien culturel sous protection renforcée ne perd cette protection que si:
cette protection est suspendue ou annulée conformément à l'art. 14; ou
si et aussi longtemps que le bien, par son utilisation, est devenu un objectif militaire.
(2) Dans les circonstances visées au par. 1 al. b), un tel bien ne peut être l'objet d'une attaque que si:
cette attaque est le seul moyen pratiquement possible de mettre fin à l'utilisation de ce bien envisagée au par. 1 al. b);
toutes les précautions pratiquement possibles ont été prises quant au choix des moyens et des méthodes d'attaque en vue de mettre un terme à cette utilisation et d'éviter ou, en tout cas, de réduire au minimum les dommages causés à ce bien culturel;
à moins que les circonstances ne le permettent pas, en raison des exigences de la légitime défense immédiate:
l'ordre d'attaquer est donné au niveau le plus élevé du commandement opérationnel,
un avertissement a été donné aux forces adverses, par des moyens efficaces, leur enjoignant de mettre fin à l'utilisation visée au par. 1, al. b), et
un délai raisonnable est accordé aux forces adverses pour redresser la situation.
Art. 14 Suspension et annulation de la protection renforcée
(1) Lorsqu'un bien culturel ne satisfait plus à l'un des critères énoncés à l'art. 10 du présent Protocole, le Comité peut suspendre ou annuler la protection renforcée dudit bien culturel en le retirant de la Liste.
(2) En cas de violations graves de l'art. 12 du fait de l'utilisation, à l'appui d'une action militaire, d'un bien culturel sous protection renforcée, le Comité peut suspendre la protection renforcée dudit bien. Quand ces violations sont continues, le Comité peut exceptionnellement annuler la protection dudit bien en le retirant de la Liste.
(3) Le Directeur général notifie sans délai au Secrétaire général des Nations Unies et à toutes les Parties au présent Protocole toute décision du Comité de suspendre ou d'annuler la protection renforcée d'un bien culturel.
(4) Avant de prendre une telle décision, le Comité offre aux Parties l'occasion de faire connaître leurs vues.
Chapitre 4 Responsabilité pénale et compétence
Art. 15 Violations graves du présent Protocole
(1) Commet une infraction au sens du présent Protocole toute personne qui, intentionnellement et en violation de la Convention ou du présent Protocole, accomplit l'un des actes ci-après:
faire d'un bien culturel sous protection renforcée l'objet d'une attaque;
utiliser un bien culturel sous protection renforcée ou ses abords immédiats à l'appui d'une action militaire;
détruire ou s'approprier sur une grande échelle des biens culturels protégés par la Convention et le présent Protocole;
faire d'un bien culturel couvert par la Convention et le présent Protocole l'objet d'une attaque;
le vol, le pillage ou le détournement de biens culturels protégés par la Convention, et les actes de vandalisme dirigés contre des biens culturels protégés par la Convention.
(2) Chaque Partie adopte les mesures qui pourraient être nécessaires pour incriminer dans son droit interne les infractions visées au présent article et réprimer de telles infractions par des peines appropriées. Ce faisant, les Parties se conforment aux principes généraux du droit et au droit international, notamment aux règles qui étendent la responsabilité pénale individuelle à des personnes autres que les auteurs directs de l'acte.
(1) Sans préjudice des dispositions du par. 2, chaque Partie adopte les mesures législatives nécessaires pour établir sa compétence à l'égard des infractions visées à l'art. 15, dans les cas suivants:
lorsqu'une telle infraction a été commise sur le territoire de cet Etat;
lorsque l'auteur présumé est un ressortissant de cet Etat;
s'agissant des infractions visées aux al. a) à c) du par. 1 de l'art. 15, lorsque l'auteur présumé est présent sur le territoire de cet Etat.
(2) En ce qui concerne l'exercice de la compétence et sans préjudice de l'art. 28 de la Convention:
le présent Protocole ne préjuge ni de l'engagement de la responsabilité pénale individuelle ni de l'exercice de la compétence en vertu du droit interne et international applicable ni n'affecte l'exercice de la compétence en vertu du droit international coutumier;
à l'exception du cas où un Etat qui n'est pas Partie au présent Protocole pourrait en accepter et en appliquer les dispositions, conformément au par. 2 de l'art. 3, les membres des forces armées et les ressortissants d'un Etat qui n'est pas Partie au présent Protocole, hormis ceux de ses ressortissants qui servent dans les forces armées d'un Etat qui est Partie au présent Protocole, n'encourent pas de responsabilité pénale individuelle en vertu du présent Protocole, lequel ne fait nullement obligation d'établir sa compétence à l'égard de ces personnes ni de les extrader.
Art. 17 Poursuites
(1) La Partie sur le territoire de laquelle est constatée la présence de l'auteur présumé d'une infraction énoncée aux al. a) à c) de l'art. 15, si elle ne l'extrade pas, saisit sans exception aucune et sans délai excessif, les autorités compétentes aux fins de poursuites, selon une procédure conforme à son droit interne ou, le cas échéant, aux règles pertinentes du droit international.
(2) Sans préjudice, le cas échéant, des règles pertinentes du droit international, toute personne à l'égard de laquelle une procédure est engagée en vertu de la Convention ou du présent Protocole bénéficie de la garantie d'un traitement et d'un procès équitables, à toutes les phases de la procédure, conformément au droit interne et au droit international, et en aucun cas ne bénéficie de garanties moins favorables que celles qui lui sont reconnues par le droit international.
Art. 18 Extradition
(1) Les infractions prévues aux al. a) à c) du par. 1 de l'art. 15 sont réputées incluses comme infractions pouvant donner lieu à extradition dans tout traité d'extradition conclu entre Parties avant l'entrée en vigueur du présent Protocole. Les Parties s'engagent à inclure de telles infractions dans tout traité d'extradition qui pourrait ultérieurement être conclu entre elles.
(2) Lorsqu'une Partie qui subordonne l'extradition à l'existence d'un traité est saisie d'une demande d'extradition par une autre Partie avec laquelle elle n'est pas liée par un traité d'extradition, la Partie requise a la latitude de considérer le présent Protocole comme constituant la base juridique de l'extradition en ce qui concerne les infractions prévues aux al. a) à c) du par. 1 de l'art. 15.
(3) Les Parties qui ne subordonnent pas l'extradition à l'existence d'un traité reconnaissent les infractions prévues aux al. a) à c) du par. 1 de l'art. 15 comme cas d'extradition entre elles dans les conditions prévues par la législation de la Partie requise.
(4) Si nécessaire, les infractions prévues aux al. a) à c) du par. 1 de l'art. 15 sont considérées aux fins d'extradition entre Parties, comme ayant été commises tant sur le lieu de leur survenance que sur le territoire des Parties ayant établi leur compétence conformément au par. 1 de l'art. 16.
Art. 19 Entraide judiciaire
(1) Les Parties s'accordent l'entraide judiciaire la plus large possible pour les investigations ou les procédures pénales ou d'extradition relatives aux infractions visées à l'art. 15, y compris l'entraide en vue de l'obtention d'éléments de preuve dont ils disposent et qui sont nécessaires aux fins de la procédure.
(2) Les Parties s'acquittent des obligations qui leur incombent en vertu du par. 1 premier en conformité avec tous traités ou accords d'entraide judiciaire qui peuvent exister entre elles. En l'absence de tels traités ou accords, les Parties s'accordent cette entraide conformément à leur droit interne.
Art. 20 Motifs de refus
(1) Pour les besoins respectifs de l'extradition et de l'entraide judiciaire, les infractions visées d'une part aux al. a) à c) du par. 1 de l'art. 15 et d'autre part à l'art. 15, ne doivent être considérées ni comme des infractions politiques ni comme des infractions connexes à des infractions politiques ni comme des infractions inspirées par des mobiles politiques. En conséquence, une demande d'extradition ou d'entraide judiciaire fondée sur de telles infractions ne peut être refusée pour la seule raison qu'elle concerne une infraction politique, une infraction connexe à une infraction politique, ou une infraction inspirée par des mobiles politiques.
(2) Aucune disposition du présent Protocole ne doit être interprétée comme impliquant une obligation d'extradition ou d'entraide judiciaire si la Partie requise a des raisons sérieuses de croire que la demande d'extradition pour les infractions visées aux al. a) à c) du par. 1 de l'art. 15 ou la demande d'entraide concernant les infractions visées à l'art. 15 a été présentée aux fins de poursuivre ou de sanctionner une personne pour des raisons de race, de religion, de nationalité, d'origine ethnique ou d'opinions politiques, ou que donner suite à cette demande porterait préjudice à la situation de cette personne pour l'une quelconque de ces considérations.
Art. 21 Mesures concernant les autres infractions
Sans préjudice de l'art. 28 de la Convention, chaque Partie adopte les mesures législatives, administratives ou disciplinaires qui pourraient être nécessaires pour faire cesser les actes suivants dès lors qu'ils sont accomplis intentionnellement:
toute utilisation de biens culturels en violation de la Convention ou du présent Protocole;
toute exportation, autre déplacement ou transfert de propriété illicites de biens culturels depuis un territoire occupé, en violation de la Convention ou du présent Protocole.
Chapitre 5 Protection des biens culturels en cas de conflit armé ne présentant pas un caractère international
Art. 22 Conflits armés de caractère non international
(1) Le présent Protocole est applicable en cas de conflit armé ne présentant pas un caractère international et surgissant sur le territoire de l'une des Parties.
(2) Le présent Protocole ne s'applique pas aux situations de tensions internes, de troubles intérieurs, comme les émeutes, les actes isolés et sporadiques de violence et autres actes analogues.
(3) Aucune disposition du présent Protocole ne sera invoquée en vue de porter atteinte à la souveraineté d'un Etat ou à la responsabilité d'un gouvernement de maintenir ou de rétablir l'ordre public dans l'Etat ou de défendre l'unité nationale et l'intégrité territoriale de l'Etat par tous les moyens légitimes.
(4) Aucune disposition du présent Protocole ne porte atteinte à la priorité de juridiction d'une Partie sur le territoire de laquelle se produit un conflit armé ne présentant pas un caractère international en ce qui concerne les violations visées à l'art. 15.
(5) Aucune disposition du présent Protocole ne sera invoquée comme une justification d'une intervention directe ou indirecte, pour quelque raison que ce soit, dans le conflit armé ou dans les affaires intérieures ou extérieures de la Partie sur le territoire de laquelle ce conflit se produit.
(6) L'application du présent Protocole à la situation mentionnée au par. 1 n'aura pas d'effet sur le statut juridique des parties au conflit.
(7) L'UNESCO peut offrir ses services aux parties au conflit.
Chapitre 6 Questions institutionnelles
Art. 23 Réunion des Parties
(1) La Réunion des Parties est convoquée en même temps que la Conférence générale de l'UNESCO, et en coordination avec la Réunion des Hautes Parties contractantes, si celle-ci a été convoquée par le Directeur général de l'UNESCO.
(2) La Réunion des Parties adopte son règlement intérieur.
(3) La Réunion des Parties a les attributions suivantes:
élire les membres du Comité, conformément au par. 1 de l'art. 24;
approuver les Principes directeurs élaborés par le Comité conformément à l'al. a) du par. 1 de l'art. 27;
fournir des orientations concernant l'utilisation du Fonds par le Comité et en assurer la supervision;
examiner le rapport soumis par le Comité conformément à l'al. d) du par. 1 de l'art. 27;
examiner tout problème lié à l'application du présent protocole et formuler des recommandations selon le cas.
(4) Le Directeur général convoque une Réunion extraordinaire des Parties, si un cinquième au moins de celles-ci le demande.
Art. 24 Comité pour la protection des biens culturels en cas de conflit armé
(1) Il est institué un Comité pour la protection des biens culturels en cas de conflit armé. Le Comité est composé de douze Parties qui sont élues par la Réunion des Parties.
(2) Le Comité se réunit une fois par an en session ordinaire et chaque fois qu'il le juge nécessaire en session extraordinaire.
(3) En déterminant la composition du Comité, les Parties veillent à assurer une représentation équitable des différentes régions et cultures du monde.
(4) Les Parties membres du Comité choisissent pour les représenter des personnes qualifiées dans les domaines du patrimoine culturel, de la défense ou du droit international, et s'efforcent, en concertation, de veiller à ce que le Comité dans son ensemble réunisse les compétences adéquates dans tous ces domaines.
Art. 25 Mandat
(1) Les Parties sont élues membres du Comité pour une durée de quatre ans et ne sont immédiatement rééligibles qu'une fois.
(2) Nonobstant les dispositions du par. 1, le mandat de la moitié des membres choisis lors de la première élection se termine à la fin de la première session ordinaire de la Réunion des Parties qui suit celle au cours de laquelle ils ont été élus. Ces membres sont tirés au sort par le Président de ladite Réunion après la première élection.
Art. 26 Règlement intérieur
(1) Le Comité adopte son règlement intérieur.
(2) Le quorum est constitué par la majorité des membres. Les décisions du Comité sont prises à la majorité des deux tiers des membres votants.
(3) Les membres ne participent pas au vote sur toute décision concernant des biens culturels affectés par un conflit armé auquel ils sont parties.
Art. 27 Attributions
(1) Le Comité a les attributions ci-après:
élaborer des Principes directeurs pour l'application du présent Protocole;
accorder, suspendre ou retirer la protection renforcée à des biens culturels, et établir, tenir à jour et assurer la promotion de la Liste des biens culturels sous protection renforcée;
suivre et superviser l'application du présent Protocole et favoriser l'identification des biens culturels sous protection renforcée;
examiner les rapports des Parties et formuler des observations à leur sujet, obtenir des précisions autant que de besoin, et établir son propre rapport sur l'application du présent Protocole à l'intention de la Réunion des Parties;
recevoir et examiner les demandes d'assistance internationale au titre de l'art. 32;
décider de l'utilisation du Fonds;
exercer toute autre attribution qui pourrait lui être conférée par la Réunion des Parties.
(2) Le Comité exercera ses fonctions en coopération avec le Directeur général.
(3) Le Comité coopère avec les organisations gouvernementales et non gouvernementales internationales et nationales dont les objectifs sont similaires à ceux de la Convention, de son premier Protocole et du présent Protocole. Pour l'aider dans l'exercice de ses fonctions, le Comité peut inviter à participer à ses réunions, à titre consultatif, des organisations professionnelles éminentes telles que celles qui ont des relations formelles avec l'UNESCO, notamment le Comité international du Bouclier bleu (CIBB) et ses organes constitutifs. Des représentants du Centre international d'études pour la conservation et la restauration des biens culturels (Centre de Rome) (ICCROM) et du Comité international de la Croix-Rouge (CICR) peuvent aussi être invités à participer à ces réunions à titre consultatif.
Le Comité est assisté par le Secrétariat de l'UNESCO, qui établit sa documentation, l'ordre du jour de ses réunions, et assure l'exécution de ses décisions.
Art. 29 Le Fonds pour la protection des biens culturels en cas de conflit armé
(1) Il est créé un Fonds aux fins suivantes:
accorder une assistance financière ou autre pour soutenir les mesures préparatoires et autres à prendre en temps de paix conformément aux art. 5, 10 al. b) et 30, notamment;
accorder une assistance financière ou autre pour soutenir des mesures d'urgence, des mesures provisoires ou toute autre mesure de protection des biens culturels en période de conflit armé ou de rétablissement suivant immédiatement la fin des hostilités, conformément à l'al. a) de l'art. 8 notamment.
(2) Le Fonds est constitué en fonds de dépôt, conformément aux dispositions du règlement financier de l'UNESCO.
(3) Les dépenses du Fonds sont engagées exclusivement aux fins arrêtées par le Comité conformément aux orientations définies à l'art. 23, par. 3 al. c). Le Comité peut accepter des contributions spécifiquement affectées à un programme ou projet particulier dont la mise en oeuvre a été décidée par le Comité.
(4) Les ressources du Fonds sont constituées par:
les contributions volontaires des Parties;
les contributions, dons ou legs émanant:
de l'UNESCO ou des autres organisations du système des Nations Unies,
des autres organisations intergouvernementales ou non gouvernementales,
tous intérêts dus sur les ressources du Fonds;
toutes autres ressources autorisées par les orientations applicables au Fonds.
Chapitre 7 Diffusion de l'information et assistance internationale
Art. 30 Diffusion
(1) Les Parties s'efforcent par des moyens appropriés, en particulier des programmes d'éducation et d'information, de faire mieux apprécier et respecter les biens culturels par l'ensemble de leur population.
(2) Les Parties diffusent le présent Protocole aussi largement que possible, en temps de paix comme en temps de conflit armé.
(3) Les autorités militaires ou civiles qui, en période de conflit armé, assument des responsabilités touchant à l'application du présent Protocole, doivent en connaître parfaitement le texte. A cette fin, les Parties, selon le cas:
incorporent dans leurs règlements militaires des orientations et des consignes sur la protection des biens culturels;
élaborent et mettent en oeuvre, en coopération avec l'UNESCO et les organisations gouvernementales et non gouvernementales compétentes, des programmes d'instruction et d'éducation en temps de paix;
se communiquent mutuellement, par l'intermédiaire du Directeur général, des informations concernant les lois, les dispositions administratives et les mesures prises pour donner effet aux al. a) et b);
se communiquent le plus rapidement possible, par l'intermédiaire du Directeur général, les lois et les dispositions administratives qu'elles viennent à adopter pour assurer l'application du présent Protocole.
Art. 31 Coopération internationale
Dans les cas de violations graves du présent Protocole, les Parties s'engagent à agir, tant conjointement, par l'intermédiaire du Comité, que séparément, en coopération avec l'UNESCO et l'Organisation des Nations Unies et en conformité avec la Charte des Nations Unies1.
Art. 32 Assistance internationale
(1) Une Partie peut demander au Comité une assistance internationale en faveur de biens culturels sous protection renforcée ainsi qu'une assistance pour l'élaboration, la mise au point ou l'application des lois, dispositions administratives et mesures visées à l'art. 10.
(2) Une partie au conflit qui n'est pas Partie au présent Protocole mais qui accepte et applique ses dispositions, comme prévu au par. 2 de l'art. 3, peut demander au Comité une assistance internationale appropriée.
(3) Le Comité adopte des dispositions régissant la présentation des demandes d'assistance internationale et définit les formes que peut prendre cette assistance.
(4) Les Parties sont encouragées à fournir toutes formes d'assistance technique, par l'intermédiaire du Comité, aux Parties ou parties au conflit qui en font la demande.
Art. 33 Concours de l'UNESCO
(1) Une Partie peut faire appel au concours technique de l'UNESCO en vue de l'organisation de la protection de ses biens culturels, notamment en ce qui concerne les mesures préparatoires à prendre pour assurer la sauvegarde des biens culturels, les mesures de prévention et d'organisation concernant les situations d'urgence et l'établissement d'inventaires nationaux des biens culturels, ou à propos de tout autre problème dérivant de l'application du présent Protocole. L'UNESCO accorde ce concours dans les limites de son programme et de ses possibilités.
(2) Les Parties sont encouragées à fournir une assistance technique, tant bilatérale que multilatérale.
(3) L'UNESCO est habilitée à faire de sa propre initiative des propositions aux Parties dans ces domaines.
Chapitre 8 Exécution du Protocole
Art. 34 Puissances protectrices
Le présent Protocole est appliqué avec le concours des Puissances protectrices chargées de sauvegarder les intérêts des Parties au conflit.
Art. 35 Procédure de conciliation
(1) Les Puissances protectrices prêtent leurs bons offices dans tous les cas où elles le jugent utile dans l'intérêt des biens culturels, notamment s'il y a désaccord entre les Parties au conflit sur l'application ou l'interprétation des dispositions du présent Protocole.
(2) A cet effet, chacune des Puissances protectrices peut, sur l'invitation d'une Partie ou du Directeur général ou spontanément, proposer aux Parties au conflit une réunion de leurs représentants, et en particulier des autorités chargées de la protection des biens culturels, éventuellement sur le territoire d'un Etat non partie au conflit. Les Parties au conflit sont tenues de donner suite aux propositions de réunion qui leur sont faites. Les Puissances protectrices proposent à l'agrément des Parties au conflit une personnalité appartenant à un Etat non partie au conflit ou présentée par le Directeur général, qui est appelée à participer à cette réunion en qualité de président.
Art. 36 Conciliation en l'absence de Puissances protectrices
(1) Dans le cas d'un conflit où il n'a pas été désigné de Puissances protectrices, le Directeur général peut prêter ses bons offices ou intervenir dans toute autre forme de conciliation ou de médiation aux fins de règlement du différend.
(2) Sur l'invitation d'une Partie ou du Directeur général, le Président du Comité peut proposer aux parties au conflit une réunion de leurs représentants, et en particulier des autorités chargées de la protection des biens culturels, éventuellement sur le territoire d'un Etat non partie au conflit.
Art. 37 Traductions et rapports
(1) Les Parties traduisent le présent Protocole dans les langues officielles de leurs pays et communiquent ces traductions officielles au Directeur général.
(2) Les Parties soumettent au Comité, tous les quatre ans, un rapport sur la mise en oeuvre du présent Protocole.
Art. 38 Responsabilité des Etats
Aucune disposition du présent Protocole relative à la responsabilité pénale des individus n'affecte la responsabilité des Etats en droit international, notamment l'obligation de réparation.
Art. 39 Langues
Le présent Protocole est établi en anglais, en arabe, en chinois, en espagnol, en français et en russe, les six textes faisant également foi.
Art. 40 Signature
Le présent Protocole portera la date du 26 mars 1999. Il sera ouvert à la signature des Hautes Parties contractantes à La Haye du 17 mai au 31 décembre 1999.
Art. 41 Ratification, acceptation ou approbation
(1) Le présent Protocole sera soumis à ratification, acceptation ou approbation par les Hautes Parties contractantes qui en sont signataires, conformément à leurs procédures constitutionnelles respectives.
(2) Les instruments de ratification, d'acceptation ou d'approbation seront déposés auprès du Directeur général.
Art. 42 Adhésion
(1) Le présent Protocole sera ouvert à l'adhésion des autres Hautes Parties contractantes à dater du 1er janvier 2000.
(2) L'adhésion se fera par le dépôt d'un instrument d'adhésion auprès du Directeur général.
(1) Le présent Protocole entrera en vigueur trois mois après que vingt instruments de ratification, d'acceptation, d'approbation ou d'adhésion auront été déposés.
(2) Ultérieurement, il entrera en vigueur, pour chaque Partie, trois mois après le dépôt de son instrument de ratification, d'acceptation, d'approbation ou d'adhésion.
Art. 44 Entrée en vigueur dans les situations de conflit armé
Les situations prévues aux art. 18 et 19 de la Convention donneront effet immédiat aux ratifications, aux acceptations ou aux approbations du présent Protocole, ou aux adhésions à ce dernier, déposées par les parties au conflit avant ou après le début des hostilités ou de l'occupation. Dans ces cas, le Directeur général fera, par la voie la plus rapide, les communications prévues à l'art. 46.
Art. 45 Dénonciation
(1) Chacune des Parties aura la faculté de dénoncer le présent Protocole.
(2) La dénonciation sera notifiée par un instrument écrit déposé auprès du Directeur général.
(3) La dénonciation prendra effet une année après réception de l'instrument de dénonciation. Si toutefois, au moment de l'expiration de cette année, la Partie dénonçante se trouve impliquée dans un conflit armé, l'effet de la dénonciation demeurera suspendu jusqu'à la fin des hostilités et en tout cas aussi longtemps que les opérations de rapatriement des biens culturels ne seront pas terminées.
Art. 46 Notifications
Le Directeur général informera toutes les Hautes Parties contractantes, ainsi que l'Organisation des Nations Unies, du dépôt de tous les instruments de ratification, d'acceptation, d'approbation ou d'adhésion mentionnés à art. 41 et 42, de même que des dénonciations prévues à art. 45.
Art. 47 Enregistrement auprès de l'Organisation des Nations Unies
Conformément à l'art. 102 de la Charte des Nations Unies1, le présent Protocole sera enregistré au Secrétariat de l'Organisation des Nations Unies à la requête du Directeur général.
Fait à La Haye, le 26 mars 1999, en un seul exemplaire qui sera déposé dans les archives de l'Organisation des Nations Unies pour l'éducation, la science et la culture, et dont des copies certifiées conformes seront remises à toutes les Hautes Parties contractantes.
Champ d'application le 6 mars 20183
Les réserves et déclarations ne sont pas publiées au RO. Les textes en français et en anglais peuvent être consultés à l'adresse du site Internet de l'Organisation des Nations Unies pour l'éducation, la science et la culture (UNESCO): http://portal.unesco.org (voir «Conventions et recommandations») ou obtenus à la Direction du droit international public (DDIP), Section des traités internationaux, 3003 Berne.
Adhésion avec application à effet immédiat selon art. 44 du protocole.
b Le protocole ne s'applique pas à Tokélaou.
RO 2005 149; FF 2003 5555
1RO 2005 147
3RO 2005 149 4787, 2007 431, 2008 4125, 2010 845, 2013 279, 2015 1227, 2018 1161. Une version du champ d'application mise à jour est publiée sur le site web du DFAE (www.dfae.admin.ch/traites).