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Timestamp: 2018-09-19 07:35:59+00:00
Document Index: 149470391

Matched Legal Cases: ['art. 1138', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 727', 'art. 727', 'art. 328', 'sentenza ', 'art. 1138']

Animali e Condominio: cosa dice la legge in proposito? - Ioconfido.com
Animali e Condominio: cosa dice la legge in proposito?
Come convivere civilmente nel Condominio con Animali domestici propri, altrui o con le colonie feline
E’ possibile vietare l’utilizzo dell’ascensore al condomino con animale al seguito?
La legge 220/12 ha aggiunto un ultimo comma all’articolo 1138 del codice civile in base al quale le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici. La normativa, però, riguarda il regolamento assembleare, purché approvato in assemblea nel rispetto delle maggioranze previste dallo stesso art. 1138. Diverso, invece, è il caso del regolamento contrattuale, che richiede l’approvazione di tutti i condomini e può, di fatto, andare a limitare i diritti dei singoli sulle parti comuni. Il regolamento, ad esempio, può prevedere delle norme di condotta per disciplinare l’uso delle cose comuni: se, per legge, i cani devono essere dotati di microchip, iscritti all’anagrafe canina e sottoposti a controlli veterinari, per evitare che la presenza del peloso nello stabile arrechi pregiudizio agli altri inquilini; oppure potrebbe, ad esempio, essere imposto che venga condotto al guinzaglio, che l’ascensore venga mantenuto pulito dal proprietario a seguito dell’utilizzo e così via. Una recente sentenza emessa dal Tribunale di Monza il 28 marzo 2017 ha dato ragione al condominio che aveva previsto non solo il divieto dell’uso dell’ascensore ai proprietari accompagnati dal proprio animale domestico, ma anche sanzioni in caso di inosservanza stabilendo che il regolamento non impediva agli inquilini di detenere animali domestici, ma unicamente di utilizzare l’ascensore, bene comune, per il loro trasporto.
Se un condomino ha paura dei cani, può chiedere che Fido venga tenuto al guinzaglio?
La Corte di Cassazione, con sentenza numero 14353/2000, ha affermato che “in tema di condominio negli edifici, il diritto di cui è titolare ciascun condomino – ovvero di usare e godere delle cose di proprietà comune a suo piacimento- trova limite nel pari diritto di uso e di godimento degli altri condomini. Di conseguenza, se lasciare i cani in libertà nelle parti comuni limita gli altri condomini, è evidente che ci si trova di fronte a un’ipotesi in cui tale norma risulta trasgredita. Pertanto, se un condomino ha paura dei cani, occorre utilizzare sempre il guinzaglio a una misura non superiore a mt 1,50 durante la conduzione dell’animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni”. E visto che le parti comuni condominiali, per ormai pacifico orientamento giurisprudenziale, devono ritenersi luoghi aperti al pubblico poiché ad esse possono accedere sia tutti i condomini, che gli estranei che si recano a fare loro visita, la conclusione è inequivocabile: anche per le scale, in ascensore e in cortile il cane deve circolare munito di guinzaglio.
Cosa fare se un condomino lascia il cane tutto il giorno in balcone?
Se il cane viene lasciato in balcone in modo temporaneo ed il balcone è ampio, ombreggiato e c’è dell’acqua disponibile, ciò non integra il reato di maltrattamento o abbandono di animali. Se, al contrario, il terrazzo è esposto al sole e il cane non ha riparo, chiamate subito i Carabinieri e/o la Polizia Municipale perché in questo caso la condotta integra il reato di cui all’art. 727 comma 2 del Codice Penale, che punisce “chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze.” Nel caso più grave in cui l’animale sia abbandonato in balcone (ad esempio, nel caso in cui sia lì da un giorno o più senza intervento umano), in questo caso la condotta costituirà reato, quello di cui all’art. 727 comma 1 del Codice Penale che punisce chiunque abbandoni animali domestici o abituati alla cattività.
Chiedete pure l’intervento delle Forze dell’Ordine ma ricordatevi di documentare, anche con testimonianze, che l’abbandono del cane risale a diverse ore precedenti.
Cosa fare se un condomino minaccia di avvelenare i gatti che attraversano il cortile condominiale?
In linea generale nessuno, anche se disturbato dalla presenza di un animale, può maltrattarlo o ucciderlo. Ciò vale anche per condomini e vicini di casa che manifestassero cattive intenzioni verso animali di proprietà di altri condomini o animali che si trovino a passare per le parti comuni. In questo caso si sporge denuncia alla Polizia Municipale, alla Polizia di Stato, ai Carabinieri, o al Corpo Forestale dello Stato: se non si conosce l’identità dei malintenzionati si può sporgere denuncia contro ignoti. Tutti gli organi di polizia giudiziaria sono OBBLIGATI ad accettare la vostra denuncia, pena la denuncia nei loro confronti di “omissione d’atti d’ufficio”, art. 328 del Codice Penale. Si ricorda anche che secondo il Testo Unico delle Leggi Sanitarie è vietato per legge l’uso di veleni, esche avvelenate e bocconi avvelenati. Detto divieto è sanzionato con con la reclusione fino a 2 anni. E’ altresì vietata anche la detenzione di esche e bocconi avvelenati.
Quali sono i doveri che devono rispettare i condomini/padroni di animali domestici?
• gli animali non possono essere lasciati liberi nelle aree comuni senza le opportune cautele: in caso di cani, ad esempio, devono essere tenuti al guinzaglio e, se aggressivi, indossare la museruola;
• i padroni devono garantire che gli animali non ledano e non nuocciano alla quiete e all’igiene degli altri condomini;
• i padroni non possono abbandonare gli animali per lungo tempo in casa o sul balcone: in tali casi è ipotizzabile il reato di omessa custodia (articolo 672 del codice penale).
Quali sono i problemi più comuni che possono presentarsi all’interno di un condominio?
• Si può chiedere l’allontanamento dell’animale dal condominio in caso di rumori molesti o odori sgradevoli, secondo l’articolo 844 del Codice civile (norme sulle immissioni intollerabili): in questo caso, chi contesta gli odori deve presentare al Giudice di Pace la richiesta per farli cessare. Sarà il Giudice a richiedere una perizia tecnica e a far applicare, dove possibile, tutte le contromisure tecniche affinchè il disturbo non sia più intollerabile. Il padrone dell’animale può trovarsi a versare un risarcimento, ma raramente nel caso di odori sgradevoli l’animale viene allontanato.
• In caso di rumori molesti si può ipotizzare il reato di disturbo del riposo delle persone (articolo 659 del Codice civile). E’ un reato più grave, poichè è compreso anche nel Codice penale. Anche in questo caso ci si rivolge al Giudice che chiede una perizia da parte di personale qualificato. La lamentela viene accolta se la perizia dimostra che i rumori sono effettivamente presenti e sono continuati, causano problemi psico-fisici (dimostrati da certificato medico) ai vicini e se vi sono testimoni disposti a comparire di fronte ad un giudice.
• L’accesso alle parti comuni e altre disposizioni a discapito degli animali: in alcuni condomini, le assemblee deliberano regolamenti che vietano l’uso di alcune aree comuni, come scale, giardini, ascensore, agli animali anche correttamente custoditi (tenuti al guinzaglio etc.). Se la discussione dei divieti non era esplicitamente indicata nell’ordine del giorno ma era compresa fra le “varie ed eventuali”, è automaticamente nulla e basta comunicarlo all’amministratore condominiale tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Se invece è stata discussa e approvata, la si può far annullare presentando ricorso al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla delibera, se si è dissenzienti o astenuti, o entro 30 giorni dalla ricezione del Verbale per chi era assente all’assemblea.
Quali disposizioni di legge tutelano le colonie feline?
Infine, ai sensi degli articoli 544-bis e 544-ter del Codice penale, il maltrattamento (ivi incluso l’impedimento della cura, o del nutrimento delle colonie) è perseguito penalmente anche con la reclusione da tre mesi a un anno o la multa da 3.000 euro a 15.000 euro mentre l’uccisione è punita con la reclusione da tre a 18 mesi.
I miei vicini mi creano problemi con la gestione delle colonie feline, cosa devo fare?
Non possono impedire ad una persona di curare le colonie e inoltre non devono compiere atti tali da mettere a repentaglio la vita degli animali.
Cosa accade se il nostro amico animale nel condominio abbaia persistentemente?
Dobbiamo innanzitutto ricordare che, come sancito dalla Suprema Corte di Cassazione, abbaiare è un diritto del cane. Tuttavia tale diritto può andare a collidere con il diritto al riposo dei vari condomini ed integrare, talvolta, il reato di disturbo alla quiete pubblica. Ai fini dell’integrazione di tale reato, sarà necessario valutare se, in concreto, il rumore provocato dai cani sia davvero tale da ledere la quiete pubblica e non solo la tranquillità di uno o più specifiche persone. Ne discende che se il latrato dell’animale lede una sola persona, non potrà ritenersi integrato il reato di disturbo alla quiete pubblica. Come sancito dalla sentenza n. 7392/15 della Cassazione Penale, i rumori, dunque, dovranno raggiungere potenzialmente un numero indeterminato di persone non essendo sufficiente, sempre ai fini dell’integrazione del reato di cui sopra, che ad esser disturbati siano solo pochi soggetti. Tali emissioni di rumori, inoltre, dovranno essere accertate attraverso idonei strumenti di rilevazioni sonori e parametrati ad una molteplicità di elementi (rumori di sottofondo, reiterazione del suono, rumori di sottofondo etc.).
Può un condomino vietare la detenzione di un animale di compagnia all’interno di un condominio?
Assolutamente no. In virtù dell’art. 1138 del Codice Civile, così come modificato dalla legge 220/12, “Le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici.” La delibera che eventualmente ne vietasse la detenzione è passibile di impugnazione dinnanzi al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla data della deliberazione (per i dissenzienti o astenuti) o dalla data di ricevimento del verbale per gli assenti. CASSAZIONE n. 899/1972 – 24 marzo (“Divieto animali in appartamento? Non valido se in regolamenti condominiali ordinari”)
Esistono dei limiti alla possibilità di detenzione degli animali in condominio?
Si, nel caso in cui la detenzione possa arrecare un serio pregiudizio agli altri condomini sotto il profilo della quiete o dell’igiene. In tal caso, i condomini contrari alla presenza di un animale domestico dovranno provare la fondatezza della loro pretesa attraverso perizie tecniche, certificazioni, documenti.
E’ possibile seppellire un animale nel proprio giardino di casa?
L’attuale normativa consente di seppellire in giardino il proprio animale solo nel caso in cui non sia morto a causa di una malattia infettiva poiché in tal caso vi è possibilità di inquinare le falde acquifere. In tal caso occorrerà comunicare il decesso alla ASL di competenza indicando le dimensioni della carcassa e dello spazio che verrà utilizzato, al fine di ottenere la relativa autorizzazione. In via alternativa, la carcassa potrà altresì essere cremata individualmente o pubblicamente o, ancora, seppellito in uno dei più vicini cimiteri per animali.