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Timestamp: 2020-04-09 19:43:10+00:00
Document Index: 52432671

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 2', 'sentenza ']

Il reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali ex art. 2 del decreto legge n. 463 /1983 e sentenza del Tribunale di Rimini n° 1199/2015 del 18.06.2015 depositata il 27.08.2015
Pubblicato il 06 novembre 2015 da Avvocato Brighi
Pur in attesa della legge delega, pareva possibile procedere ad una interpretazione letterale della norma, la quale, a differenza delle ulteriori previsioni di depenalizzazione ivi contenute, stabiliva in maniera assolutamente chiara la soglia della punibilità penale:
se non eccede il limite di € 10.000,00 è illecito amministrativo, se eccede tale soglia è illecito penale.
Nelle more, la Corte Costituzionale (sentenza n° 139 del 19 maggio 2014, depositata in cancelleria il 21 maggio 2014), già investita della questione relativa all’ “omesso versamento all’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) di trattenute sulle retribuzioni corrisposte ai lavoratori dipendenti − nella parte in cui non prevede una soglia di punibilità, a differenza di quanto stabilito dall’art. 10-bis del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74” con pedissequa “ lesione del principio di eguaglianza sancito dall’art. 3 Cost.”, dichiarava non fondata la questione di legittimità costituzionale con articolato ragionamento.
Rilevato la presenza, tra le altre, di una contestazione di mancato versamento INPS per € 24,00 rappresentava che , “occorre ricordare che questa Corte ha già precisato che resta precipuo dovere del giudice di merito di apprezzare − «alla stregua del generale canone interpretativo offerto dal principio di necessaria offensività della condotta concreta» – se essa, avuto riguardo alla ratio della norma incriminatrice, sia, in concreto, palesemente priva di qualsiasi idoneità lesiva dei beni giuridici tutelati (sentenza n. 333 del 1991). Il legislatore ben potrà, anche per deflazionare la giustizia penale, intervenire per disciplinare organicamente la materia, fermo restando il rispetto del citato”.
Interveniva così la Corte di Cassazione (Cass. pen., sez. fer., n. 38080 del 31.07.2014 depositata il 17.09.2014). ben precisando che “la fattispecie di omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali è tuttora prevista come reato, non essendo stato emanato alcun decreto legislativo che depenalizzi l’art. 2 d.l. 463/1983”
Preso atto di quanto la Sezione Feriale della Suprema Corte aveva rappresentato, ulteriori sentenze di merito (Tribunale di Avezzano n. 712 del 24.09.2014 (dep. 16.10.2014), Tribunale di Aosta del 07.11.2014), confermavano la vigenza della normativa, cogliendo però la motivazione riportata nella sentenza della Corte Costituzionale.
Rappresentavano infatti la “mancanza di offensività in concreto del fatto contestato, con pedissequa assoluzione nel merito perché il fatto non costituisce reato”.
Nello specifico il Tribunale abruzzese riteneva tale soglia individuabile nell’importo di € 10.000,00 già indicato dalla legge, mentre il Tribunale di Aosta si pronunciava su di un omesso versamento per € 929,00.
APPLICABILITA’ DELLE AGGRAVANTI EX ART. 628 c.p. INTRODOTTE DALLA L. 94/09 AL REATO DI ESTORSIONE, SPECIFICAMENTE n° 3 bis) “fatto commesso all’interno del domicilio