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Timestamp: 2019-05-26 11:10:34+00:00
Document Index: 127680976

Matched Legal Cases: ['art. 140', 'art. 102', 'art. 140', 'art. 102', 'art. 76', 'art. 102', 'sentenza ']

RC auto: pluralità di danneggiati e litisconsorzio necessario
24 giugno 2010, n. 230
RC auto - Sinistri – Risarcimento danni – Pluralità di danneggiati e supero del massimale - Art. 140 D.Lgs. n. 209/05, comma 4 - Litisconsorzio necessario - Artt. 3, 24 e 111, comma 2, Cost. – Presunto contrasto – Questione di legittimità costituzionale – Inammissibile. RC auto - Sinistri – Risarcimento danni – Pluralità di danneggiati e supero del massimale - Art. 140 D.Lgs. n. 209/05, comma 4 - Litisconsorzio necessario – Art. 76 Cost. – Presunto contrasto per eccesso di delega – Questione di legittimità costituzionale – Infondata.
È inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 140, comma 4, del D.Lgs. n. 209/05 (Codice delle assicurazioni private) - nella parte in cui prevede un’ipotesi di litisconsorzio necessario, ai sensi dell’art. 102 del c.p.c., nei giudizi promossi fra l’impresa di assicurazione e le persone danneggiate - sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111, comma 2, della Costituzione.
Il giudice a quo non ha, infatti, adempiuto all’obbligo di verificare la possibilità di fornire una interpretazione costituzionalmente orientata della norma denunciata né ha spiegato le ragioni che impediscono di pervenire ad un risultato che consenta di superare i dubbi di costituzionalità.
È infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 140, comma 4, del D.Lgs. n. 209/05 (Codice delle assicurazioni private) - nella parte in cui prevede un’ipotesi di litisconsorzio necessario, ai sensi dell’art. 102 del c.p.c., nei giudizi promossi fra l’impresa di assicurazione e le persone danneggiate - sollevata in riferimento all’art. 76 della Costituzione.
Infatti, in relazione al grado di specificità dei criteri direttivi fissati nella legge delega, è sempre riconosciuto, al legislatore delegato, un margine di discrezionalità nella valutazione delle situazioni giuridiche da regolamentare e, sotto questo profilo, la norma denunciata è pienamente concorde con la ratio della delega legislativa.
1. — Il Tribunale di Catania, in composizione monocratica, con l’ordinanza indicata in epigrafe, ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’articolo 140, comma 4, del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle assicurazioni private), in riferimento agli articoli 3, 24, 76 e 111, secondo comma, della Costituzione, nella parte in cui prevede un’ipotesi di litisconsorzio necessario, ai sensi dell’art. 102 del codice di procedura civile, nei giudizi promossi fra l’impresa di assicurazione e le persone danneggiate.
Da ultimo, la Corte costituzionale ha sottolineato che le lamentate difficoltà di individuazione dei danneggiati (specie nelle ipotesi di incidenti catastrofici), indipendentemente dal carattere meramente ipotetico di parte di esse, non discendono in via diretta ed immediata dalla disposizione legislativa censurata, ma derivano dalle situazioni di fatto che possono di volta in volta verificarsi. Ed è orientamento consolidato della Corte che «gli inconvenienti di fatto, scaturenti dall’applicazione delle norme censurate, sono estranei al controllo di costituzionalità (ex plurimis, sentenza n. 86 del 2008, ordinanze n. 427 e n. 385 del 2008 e n. 376 del 2007)».
I princìpi posti dal legislatore delegante costituiscono, poi, non soltanto base e limite delle norme delegate, ma anche strumenti per l’interpretazione della loro portata; e tali disposizioni devono essere lette, fintanto che sia possibile, nel significato compatibile con detti princìpi (sentenze n. 98 del 2008, n. 340 e n. 170 del 2007), i quali, a loro volta, vanno interpretati alla luce della ratio della legge delega (sentenze n. 413 del 2002, n. 307 del 2002; n. 290 del 2001).
P.Q.M. la Corte Costituzionale dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 140, comma 4, del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle assicurazioni private), sollevata, in riferimento agli articoli 3, 24 e 111, secondo comma, della Costituzione, dal Tribunale di Catania con l’ordinanza indicata in epigrafe;
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