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Timestamp: 2017-07-28 10:58:22+00:00
Document Index: 21409832

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 1456', 'art 1456', 'art.1456', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 1456', 'art. 1456']

Chiusura contratto di affitto in caso di convalida di sfratto | propit.it - Forum per la Casa
Chiusura contratto di affitto in caso di convalida di sfratto
Discussione in 'Locazione, Affitto e Sfratto' iniziata da ogpls, 30 Marzo 2015.
In caso di convalida di sfratto si può dare disdetta all'ADEdel contratto di affitto riportando la stessa data della convalida o bisogna aspettare l'esecuzione dell'ufficiale giudiziario e quindi di rientrare in possesso dell'alloggio?
Io chiuderei alla data della convalida. La sentenza di sfratto sancisce anche la chiusura del contratto. Poi l'avere la casa vuota è tutta un'altra storia... Comunque l'IRPEF, in presenza della sentenza di sfratto, non è più dovuta dal momento di inizio della morosità (se è un immobile adibito ad abitazione)
Guarda anche la terza discussione che trovi indicata qui a lato in "Altre discussioni come questa". Tratta lo stesso tema
all'Agenzia delle Entrate mi hanno risposto che prima di chiudere il contratto bisogna essere rientrati in possesso dell'alloggio cosa devo fare?
Guarda anche la terza discussione che trovi indicata qui a lato in "Altre discussioni come questa". Tratta lo stesso temaClicca per allargare...
Ne approfitto per sottoporre una variante ad Elisabetta che è:
Se è presente nel contratto la clausola di "Risoluzione ipso iure per inadempienza" (una qualsiasi delle clausole) che cosa si potrà fare in concreto per sospendere la tirrania delle imposte su canoni non percepiti??? Provo ad ipotizzare e poi a te e ai propisti più competenti la correzione.
A) Raccomandata R.R. al locatario insolvente...
B) Presentazione all'Agenzia delle Entrate del modulo relativo alle risoluzioni o rescissioni anticipate con copia del contratto e copia della raccomandata di cui al punto A. Più pagamento della tassa relativa (euro 68???)
C) Inizio vertenza giudiziaria oppure un suo rimando preceduto
da proposte conciliative extra giudiziari coll'inquilino.
Questo permetterebbe al povero proprietario di scavalcare
il dikat vessatorio del ricorso immediato al giudice particolarmnete pesante nelle locazioni commerciali. Cosa ne dici??? Si può fare???
E con quali risvolti??? Grazie. Quiproquo.
per @quiproquo: dovresti rileggere i vari interventi di @Ollj su questo argomento. Per esempio in Inquilino moroso con contratto in scadenza. Come sfrattarlo? | propit.it - Forum per la Casa
dove lui stesso richiama una sua precedente risposta a @lupoki. Lì viene descritta compiutamente la procedura
@ogpls: eppure tutti noi invece siamo dell'altro parere, come pure lo è la risposta dell'Agenzia delle Entrate riportata nella discussione che ti ho indicato, e che ritrovi qui a lato, dal titolo: Adempimenti dopo convalida di sfratto
di acetib -
Tra l'altro a fini fiscali non cambia nulla perchè tanto ormai tu l'IRPEF non ce la paghi più
Purtroppo al call center Dell'Agenzia delle Entrate chiamato due volte mi hanno dato sempre la stessa risposta: devo attendere la riconsegna dell'immobile, tanto come dici tu sui canoni non percepiti da agosto 2014 fino ad oggi non devo più pagare l'IRPEF quindi fiscalmente non cambia nulla
Tra l'altro a fini fiscali non cambia nulla perchè tanto ormai tu l'IRPEF non ce la paghi piùClicca per allargare...
Non credo sia così...tu continuerari a pagare le imposte sui canoni non percepiti fino a sentenza...dopo,se in ambito abitativo, potrai recuperarle, se in ambito commerciale, no (ed la stortura più volte indicata in altri forum). L'ipotesi che ho indicato permetterebbe al proprietario di non correre più dal giudice nel caso lui fosse restio (come lo sono in tanti) al ricorso giudiziario almeno nell'immediato
e provare in altri modi alla liberazione dell'immobile. E ripeto; se il fisco accetta la risoluzione del contratto, e non vedo come potrebbe rifiutarla,il proprietario sarebbe liberato da pagare le imposte sui canoni non percepiti senza avere l'obbligo di ricorrere "immediatamente" al giudice. Più tardi leggerò gli allegati.
Grazie ancora. Quiproquo.
Segnalo un parere inerente la domanda che ha posto Ogpls pubblicato sul Sole di ieri (L'Esperto risponde del 30 marzo 2015): "Nell'ipotesi di dichiarazione di sfratto per morosità l'Agenzia delle Entrate non ha fornito una precisazione ufficiale di quando il locatore debba comunicare all'ufficio la cessazione del contratto col mod. RLI".
L'Esperto ritiene si debba attendere fino "al momento in cui l'inquilino moroso lascia libero l'immobile oggetto della locazione a seguito sentenza di sfratto emessa dal tribunale" per comunicare all'Agenzia delle Entrate la risoluzione del contratto.
Il quesito posto dal lettore del Sole riguarda un contratto di locazione ad uso non abitativo, ma penso che la risposta valga in tutti i casi di sfratto per morosità (salvo il diverso trattamento fiscale per la tassazione dei canoni non riscossi).
Che il Sole si metta d'accordo con se stesso. "In caso di sfratto per morosità, a norma dell’articolo 658 del Codice di procedura civile, la data di cessazione del contratto è quella in cui si ottiene la convalida. E, dunque, il versamento dell’imposta di risoluzione, a mezzo di Modello F 23 (Codice tributo 113 T), richiesto dall’agenzia delle Entrate, deve avvenire entro trenta giorni da quella data, a norma dell’articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica del 26 aprile 1986 n. 131. Non rilevano ai fini dell’imposta di registro: la data di sloggio indicata nel provvedimento di convalida o la successiva data di effettivo rilascio.Quanto ai redditi, l’articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica 917/1986, dispone che «i redditi derivanti da contratti di locazione di immobili ad uso abitativo, se non percepiti, non concorrono a formare il reddito dal momento della conclusione del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità del conduttore. Per le imposte versate sui canoni venuti a scadenza e non percepiti come da accertamento avvenuto nell'ambito del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità è riconosciuto un credito di imposta di pari ammontare».
Questo scriveva nel 2012 (per quello c'è ancora l'F23) in LA CONVALIDA DI SFRATTO CHIUDE IL CONTRATTO
La firma è di Matteo Rezzonico
Sempre il Sole ripete pari pari quanto ho riportato sopra nel giugno 2014
Appena si sente puzza di morosita' si pagano i 67 euro r si chiude il contratto ai fini Agenzia delle Entrate.
E'una prassi consolidata.
Si fa valere poi l art 1456 c.c. se inserito nel contratto.
Si fa valere poi l art 1456 c.c. se inserito nel contratto.Clicca per allargare...
Quindi se key è nel giusto la presenza dell'art.1456 determina la risoluzione del contratto e quello che accadrà poi fra i due attori non dovrebbe più essere di competenza di mister Fisco. Tuttavia, tuttavia...una sentenza della Cassazione (Ag.1954) ha stabilito che se il ritardo fosse stato precedentemente tollerato dal proprietario, la risoluzione non verrebbe accordata se il locatario, rinsavito, coprisse il suo debito in tempo equo. Aggiunge l'alta corte che se
dopo questa prima concessione il "reo" producesse altri insoluti, allora il semplice ritardo dei successivi pagamenti sarebbe titolo
per ottenere la risoluzione. In sostanza però qua non si tratta di ritardi sia pure ripetuti nel tempo...qua si tratta di inadempienza vera e propria e il successivo artt.1457 da ancora una seconda opportunità per dichiarare e notificare al fisco l'avvenuta risoluzione. Ditemi ora amici cari come sia possibile anche qua
non constatare l'incertezza del nostro diritto di cui la famosa culla dello stesso sembra spargerne a pieni mani, cum summo gaudio dei
vanagloriosi Sacerdoti che a tutti i livelli pomposamente ne fanno mostra. S'era accennato ai CAF??? Certo, vi è molta incompetenza ma dicono meno bugie dell'apparato di cui prima. Quiproquo.
C'e'una circolare esplicativa in merito dell Agenzia delle Entrate.
Mi pare la 11 E del Maggio o Giugno 2014.
Specifica per i contratti non abitativi,che fa riferimento ad uns sentenza della corte costituzionale del 2000 ,che cita appunto l art 1456cc .
In sostanza appena scattano i due canoni non pagati nel contratto espressamente ci si avvale dell art. 1456 c.c.
Pertanto si chiude il contratto pagando i 67 E e poi si fa lo sfratto con cristallizzazione.
Cosi facendo pero pure se il conduttore paga, il contratto e'chiuso.
Va fatto in altro contratto.....
Nella pratica il locatote tende a tergiversare se il conduttore e'solido.
Se invece c'e'poca sostanza nell attivita svolta dal conduttore nei lolcali,massima fermezza e fuori.
in realtà cosa si và a pagare in tasse per quanto riguarda i canoni non riscossi prima della convalida di sfratto e quanto si paga di tasse sui canoni non riscossi dalla convali fino alla restituzione dell'immobile tenendo conto che L'Agenzia delle Entrate non permette la risoluzione se non dopi
in realtà cosa si và a pagare in tasse per quanto riguarda i canoni non riscossi prima della convalida di sfratto e quanto si paga di tasse sui canoni non riscossi dalla convali fino alla restituzione dell'immobile tenendo conto che L'Agenzia delle Entrate non permette la risoluzione del contratto se non dopo la restituzione dell'immobile
in realtà cosa si và a pagare in tasse per quanto riguarda i canoni non riscossi prima della convalida di sfratto e quanto si paga di tasse sui canoni non riscossi dalla convali fino alla restituzione dell'immobile tenendo conto che L'Agenzia delle Entrate non permette la risoluzione del contratto se non dopo la restituzione dell'immobileClicca per allargare...
E questo è il punto da chiarire definitivamente. Ripropongo il
percorso rapido e sintetico precedentemente postato, limitando per concretezza alla presenza di un conduttore commerciale (negozio)
palesemente insolvente per incapienza patrimoniale e negatività
Dopo la raccomandata R.R. al conduttore notificando la risoluzione da Art.1456 inserito nel contratto (raccomandata che diventa risolutiva per la successiva notifica all'Agenzia delle Entrate), l'addetto allo sportello fiscale non potrà non accettare la documentazione con annesso modello attestante il pagamento di euro 57-58 anche se
mosso dalla curiosità riuscisse a leggere la lettera inviata al conduttore...Gli sportelli Agenzia delle Entrate sono sempre assaliti da una folla
di cittadini...Credo che la pratica sarà poi esaminata da altri addetti
e vi chiedo: dopo quanto tempo??? E con che motivazione potrà
contestare l'impostazione??? Quali sentenze di terzo grado hanno
avallato definitivamente la questione??? A voi l'ardua risposta. Quiproquo.
purtroppo se si risolve il contratto prima di agire per vie legali non si può fare la causa di sfratto all'inquilino in quanto il contratto non è registrato
purtroppo se si risolve il contratto prima di agire per vie legali non si può fare la causa di sfratto all'inquilino in quanto il contratto non è registratoClicca per allargare...
Forse è come dici...Il contratto anche se risolto continua a produrre effetti positivi e negativi...e d'altra parte anche con convalida di sfratto spesso assistiamo all'occupazione ad oltranza...Comunque si potrà o no impostare la causa con diversa motivazione come "occupazione indebita" ??? A cui si aggiunge o meno il pagamento dei canoni inevasi, essendo di fatto un debito??? Quiproquo.
se non fai la causa di sfratto difficilmente riuscirai a rientrare in possesso dell'alloggio.....
Quindi il contratto non bisogna risolverlo prima