Source: https://www.fpcgil.it/2020/07/01/coni-nota-unitaria-richiesta-esame-congiunto-a-fin-su-cig/
Timestamp: 2020-08-08 12:45:55+00:00
Document Index: 107944012

Matched Legal Cases: ['art. 30', 'art. 68', 'art. 30', 'art. 68', 'art.30', 'art. 14', 'art. 217', 'art. 13']

Coni: Nota unitaria richiesta esame congiunto a FIN su CIG - FP Cgil funzione pubblica
Roma, 30.06.2020
A FIN – Federazione Italiana Nuoto
Pres. Paolo Barelli
Al Ministro per le Politiche Giovanili e lo Sport
Al Capo di Gabinetto del Ministro dell’Economia e Finanze
Alla società Sport e Salute S.p.a. Pres.
Oggetto: “Art. 19 comma 2 del Decreto n.18 del 17/03/2020: Informativa, richiesta di consultazione ed esame congiunto ai fini dell’attivazione della procedura per richiesta di «assegno ordinario «ex art. 30, comma 1 del D.Lgs. 148 del 2015 – Causale “emergenza COVID – 19” – Proroga ex art. 68 del D.L. 19 maggio 2020, n. 34.” – Avvio esame congiunto.
In relazione alla comunicazione fatta pervenire da codesta Federazione Sportiva Nazionale in data 30 giugno u.s., ed avente ad oggetto “Art. 19 comma 2 del Decreto n.18 del 17/03/2020: Informativa, richiesta di consultazione ed esame congiunto ai fini dell’attivazione della procedura per richiesta di «assegno ordinario «ex art. 30, comma 1 del D.Lgs. 148 del 2015 – Causale “emergenza COVID – 19” – Proroga ex art. 68 del D.L. 19 maggio 2020, n. 34.” le scriventi OO.SS. con la presente chiedono l’avvio dell’esame congiunto e dichiarano la propria disponibilità a procedere a detta consultazione il giorno 2 luglio p.v., alle ore 15.00. Al fine di consentire un proficuo e celere svolgimento relativa alla richiesta assegno ordinario ex art.30 comma 1 del D.lgs. 148 del 2015 – causale “emergenza Covid – 19, con riserva di integrarle nel proseguito dell’esame. Codesta Federazione Sportiva Nazionale è un’associazione senza fini di lucro, con personalità giuridica di diritto privato, che non opera in un mercato concorrenziale ed è destinataria di notevoli contributi pubblici, erogati oggi per il tramite della Società Sport e Salute e precedentemente dal CONI. A tal riguardo, dall’esame degli ultimi dati contabili consolidati resi pubblicamente disponibili (bilancio consuntivo anno 2018), si evince come la Federazione ricevesse dal CONI complessivi “contributi per il personale già a contratto federale, e contributi costo lavoro personale ex CONI Servizi SpA”, pari a € 4.120.698 , a fronte di costi del personale dipendente pari ad euro 3.969.624 , comprensivi degli oneri previdenziali, assicurativi, tfr, buoni pasto e premi di produzione, al netto dei costi per lavoro straordinario e dei rimborsi per le spese di missione. L’incidenza dei predetti contributi risultava così essere pari al 103,8% della spesa sostenuta per il personale, che alla fine, considerando anche le retribuzioni per lavoro straordinario (€ 130.894), e i rimborsi destinati alle spese di missione (€ 53.046), arrivava comunque complessivamente al 99,2%. Come si desume dai dati sopra richiamati il costo del personale si dimostra quindi -e immaginiamo lo sia tuttora – completamente a carico delle finanze pubbliche. Tale asserzione risulta valida anche in relazione alle novità introdotte nel modello di erogazione dei contributi alle Federazioni Sportive Nazionali per il 2020. Ed infatti, sebbene nel nuovo sistema non siano più specificati i contributi relativi alle spese per il personale, questi devono comunque essere ricondotti all’interno del modello di calcolo algoritmico. Pare inoltre opportuno evidenziare come, in linea più generale, la massa di contributi erogati dal CONI prima e da Sport e Salute oggi incida sulla Federazione Italiana Nuoto per una percentuale estremamente elevata sul valore totale della produzione della predetta Federazione. Difatti, nel 2018 il totale dei contributi erogati dal CONI, pari a € 13.633.219, incideva per il 31,1% sul valore totale della produzione. E nel 2020 il contributo previsto per la Federazione risulta pressoché invariato (€ 13.408.661). Benché già solo dall’esame degli elementi sopra riportati si potrebbe concludere, a giudizio delle scriventi, sulla illegittimità al ricorso a strumenti di integrazione salariale da parte di codesta Federazione, in quanto già destinataria di ingenti contributi pubblici, riteniamo comunque opportuno valutare ulteriori argomenti, di seguito meglio specificati. In particolare si evidenzia come, con nota datata 21 aprile 2020, indirizzata a tutti i presidenti federali, il Presidente e Amministratore delegato di Sport e Salute S.p,A. abbia comunicato di aver “dato mandato agli uffici di disporre il pagamento a favore della Federazione della 2a tranche del contributo 2020 (parte disponibile) deliberato dal CdA della Società il 6 dicembre 2019. Pertanto, nelle prossime ore si provvederà all’accredito nella liquidità federale”. Il MEF ha infatti garantito puntualità nei pagamenti, mettendo quindi la Società nella condizione di rispettare la propria pianificazione di tesoreria, liquidando 3 mensilità anticipate dei contributi assegnati rispetto al periodo di riferimento (aprile-giugno). Nella misura in cui il contributo statale pervenga nel rispetto della pianificazione di tesoreria concordata con il MEF, si prevede che l’erogazione della 3a e 4a tranche avvenga rispettivamente nei mesi di luglio ed ottobre p.v.. Tale tempistica di erogazione costituisce un miglioramento a beneficio delle Federazioni rispetto al passato in cui, comesi ricorderà, i contributi dell’esercizio venivano liquidati nell’arco di periodo dal dicembre dell’anno prima al dicembre dell’anno di competenza.” Nella medesima nota si anticipa inoltre:“che Sport e Salute, con l’obiettivo di fronteggiare le situazioni di bisogno emerse a causa dell’attuale emergenza sanitaria, in particolare per supportare la base del movimento sportivo (ASD/SSD, tesserati), intende attivare nel breve-medio termine alcune misure di sostegno economico/finanziario. Ciò sia offrendo un supporto nel consentire alle Federazioni la possibilità di riallocare, nell’ambito dei propri bilanci, parte dei contributi già assegnati (tenendo conto del contestuale venir meno di alcune voci di spesa, come conseguenza dello stravolgimento della programmazione sportiva/calendario delle gare), per le nuove finalità “emergenziali”, sia e soprattutto ridefinendo priorità e linee di intervento della parte dei contributi assegnati ma non immediatamente disponibili (es. quota 5% da destinare a “Sport di tutti”) e sulle risorse ancora da assegnare, tra cui le (eventuali) risorse statali integrative destinate alla contribuzione agli OO.SS., che dovessero esserle attribuite, come nello scorso esercizio, in sede di assestamento del bilancio dello Stato 2020.” Tali ulteriori agevolazioni e strumenti, finalizzati a dare risposta, da un lato alle esigenze in termini di liquidità delle Federazioni e, dall’altro, alle sofferenze palesate dalla base del movimento sportivo, si assommano a quanto già previsto dall’art. 14 decreto legge n. 23 dell’8 aprile scorso, che consente l’accesso a finanziamenti a costo zero per le Federazioni Sportive Nazionali attraverso l’Istituto per il Credito Sportivo.
Vanno inoltre considerate le ulteriori disposizioni finalizzate a sostenere il settore sportivo previste dal dl 34/2020, fra cui l’art. 217, che istituisce il Fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale, le cui risorse sono state destinate a finanziamenti a fondo perduto a favore delle Associazioni Sportive Dilettantistiche e delle Società Sportive Dilettantistiche (assommate a quelle previste dal Fondo istituito ai sensi dell’art. 13, comma 5 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87).
In considerazione di quanto sopra esposto, si sollevano seri dubbi sulla liceità del ricorso a simili forme di integrazione salariale da parte di codesta Federazione. Ed infatti, tale ulteriore sovvenzione andrebbe così a sovrapporsi a quelle già ottenute attraverso i contributi ordinari già erogati, determinando per questa via la possibile distrazione di risorse pubbliche dalle finalità a cui sono destinate, nonché a quelle ulteriori forme di sovvenzione/agevolazioni previste dai recenti provvedimenti sopra richiamati. In tal senso, e anche al fine di scongiurare azioni tese ad accertare l’eventuale insorgenza di plausibili responsabilità di natura contabile, le scriventi OO.SS. chiedono nuovamente al Presidente e Amministratore delegato della società Sport e Salute, quale soggetto incaricato all’erogazione dei finanziamenti destinati alle Federazioni Sportive Nazionali, al Ministro per le Politiche Giovanili e lo Sport, e al Ministero dell’Economia e delle Finanze, destinatari per conoscenza della presente comunicazione, di valutare attentamente i profili di legittimità in ordine al ricorso da parte della Federazione Italiana Nuoto al Fondo di integrazione salariale anche in ordine alla richiesta di ulteriori 5 settimane di cui alla procedura in oggetto. Va infine sottolineato come le scriventi OO.SS. abbiano sottoscritto in data 6 marzo c.a. con la società Sport e Salute Spa e le Federazioni Sportive Nazionali, un accordo (successivamente più volte prorogato) finalizzato a definire modalità e istituti contrattuali atti a fronteggiare l’emergenza epidemiologica Covid 19. In data 12 e 15 maggio le medesime parti hanno sottoscritto due ulteriori accordi finalizzati a disciplinare la così detta “fase 2”, nei quali sono stati sostanzialmente confermati gli istituti previsti nell’accordo del 6 marzo, in particolare il ricorso allo Smart working quale modalità prioritaria di esecuzione della prestazione e sono state disciplinate le modalità per l’eventuale lavoro in presenza ove necessario. Tenuto conto che in tali accordi non si prevede il ricorso ad alcuna forma di integrazione salariale e che non sono pervenute disdette da parte di codesta Federazione, si ritiene che sia da escludersi, anche sotto tale profilo, la legittimità in ordine al ricorso da parte della Federazione Italiana Nuoto al Fondo di integrazione salariale e conseguentemente alla richiesta di ulteriori 5 settimane di assegno ordinario. Si resta in attesa di riscontro.
FIN Comunicazione