Source: http://www.giurcost.org/decisioni/2017/0175s-17.html
Timestamp: 2020-04-09 03:28:06+00:00
Document Index: 130184393

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 12', 'art. 117', 'art. 117', 'art. 117', 'art. 120', 'art. 8', 'art. 117', 'sentenza ', 'art. 5']

Consulta OnLine - Sentenza n. 175 del 2017 ONLINE
La ricomprensione del tratta mento giuridico ed economico dei dipendenti pubblici nella materia “ordinamento civile” e la competenza regionale in materia di organizzazione
nel giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 5, comma 12, e 8, comma 13, lettere s) ed u), della legge della Regione Lombardia 5 agosto 2015, n. 22 (Assestamento al bilancio 2015/2017 – I provvedimento di variazione con modifiche di leggi regionali), promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri, con ricorso notificato il 9-12 ottobre 2015, depositato in cancelleria il 13 ottobre 2015 ed iscritto al n. 93 del registro ricorsi 2015.
udito nella udienza pubblica del 4 luglio 2017 il Giudice relatore Mario Rosario Morelli;
1.− Con il ricorso in epigrafe, il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, ha impugnato gli artt. 5, comma 12, e 8, comma 13, lettere s) ed u), della legge della Regione Lombardia 5 agosto 2015, n. 22 (Assestamento al bilancio 2015/2017 – I provvedimento di variazione con modifiche di leggi regionali), in riferimento ai parametri costituzionali, e per i motivi, di cui direttamente si dirà nel Considerato in diritto.
2.− La Regione Lombardia, costituitasi, ha eccepito, in via preliminare, l’inammissibilità, per genericità e difetto di chiarezza, delle censure rivolte agli artt. 5, comma 12, e 8, comma 13, lettera u); ed ha contestato, comunque, la fondatezza di ogni questione ex adverso prospettata relativamente alla propria succitata legge.
3.− Il ricorrente Presidente del Consiglio dei ministri e la resistente Regione Lombardia hanno anche depositato memorie, con le quali ribadiscono, ed ulteriormente argomentano, le rispettive richieste e conclusioni.
1.– Viene impugnata, dal Presidente del Consiglio dei ministri, la legge della Regione Lombardia 5 agosto 2015, n. 22 (Assestamento al bilancio 2015/2017 – I provvedimento di variazione con modifiche di leggi regionali), in relazione alla quale l’Avvocatura generale dello Stato, che rappresenta e difende il ricorrente, propone le seguenti tre distinte questioni:
b) se il successivo art. 8, comma 13, lettera s), della legge regionale in esame – con il disporre che la Giunta regionale possa «consentire, per le sole concessioni in scadenza, la prosecuzione temporanea, da parte del concessionario uscente, non oltre il 31 dicembre 2017, dell’esercizio degli impianti di grande derivazione ad uso idroelettrico per il tempo strettamente necessario al completamento delle procedure di attribuzione di cui all’art. 12 del d.lgs. n. 79 del 1999 [decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 (Attuazione della direttiva 96/92/CE recante norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica)]» – violi l’art. 117, commi primo e secondo, lettera e), Cost., nonché i principi fondamentali in materia di produzione e distribuzione di energia di cui all’art. 117, terzo comma, Cost., poiché legittimerebbe un organo regionale ad esercitare la potestà discrezionale, appartenente allo Stato, di far proseguire l’efficacia di una concessione oltre la sua originaria scadenza, nonché lo stesso art. 117, secondo comma, lettera e), Cost., posto che l’uso di tale potere, da parte della Regione Lombardia, sarebbe idoneo ad alterare i principi del libero mercato, ponendosi in contrasto con il medesimo d.lgs. n. 79 del 1999, attuativo, peraltro, delle norme comunitarie dettate in materia;
2.− Preliminarmente va rilevato che il riferimento all’art. 120 della Costituzione, in epigrafe e nella richiesta finale del presente ricorso, non trova corrispondenza, nel corpo dell’atto, in nessuna censura, in termini di sua violazione da parte di alcune delle disposizioni impugnate, per cui detto parametro deve considerarsi estraneo al thema decidendum.
3.− La prima questione – ammissibile, poiché, contrariamente a quanto eccepito dalla resistente Regione, la denuncia di invasione del titolo di competenza statale è adeguatamente argomentata in ricorso – è anche fondata.
4.− La seconda questione – avente ad oggetto la disposizione di cui all’art. 8, comma 13, lettera s), della legge regionale impugnata – è già stata dichiarata non fondata, in relazione ai medesimi parametri qui evocati (art. 117, secondo comma, lettera e), e terzo comma, Cost.) con la sentenza di questa Corte n. 101 del 2016.
5.− Con la terza questione, il ricorrente testualmente lamenta che l’imposizione di un canone aggiuntivo «contraddic[a] in maniera illegittima il principio, di derivazione comunitaria, della libera concorrenza, in quanto incide negativamente sui gestori operanti nel territorio della Lombardia rispetto a quelli di altre Regioni».
1) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 5, comma 12, della legge della Regione Lombardia 5 agosto 2015, n. 22 (Assestamento al bilancio 2015/2017 − I provvedimento di variazione con modifiche di leggi regionali);