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Timestamp: 2018-10-19 09:28:10+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 29', 'art.4', 'art. 26', 'art. 29']

Decreto Interministeriale del Attuazione di quanto previsto dall art. 29 comma 5 del D.L.vo 81/08 - PDF
Decreto Interministeriale del Attuazione di quanto previsto dall art. 29 comma 5 del D.L.vo 81/08
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1 LE PROCEDURE STANDARDIZZATE PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI NELLE PICCOLE IMPRESE Decreto Interministeriale del Attuazione di quanto previsto dall art. 29 comma 5 del D.L.vo 81/08 (Ma anche dall art.4 comma 9 del D.L.vo 626/94) Massimo Arvati Cesare Ghizzi Maggiorino Spezia 03/05/2013 ASL di Mantova 1 1
2 1. La storia della valutazione dei rischi a. Concetto innovativo che entra nella legislazione di prevenzione comunitaria a partire dagli anni 80 (CEE 82/501 DPR 175/88). Nella legislazione di igiene e sicurezza sul lavoro si afferma in modo organico a partire dai primi anni 90 (D.L.vo 277/91). b. Nel moderno paradigma della sicurezza di Gestione dei Rischi residui è fondamentale presupposto delle misure di tutela. c. E il cuore del D.L.vo 626/94 2. Le ragioni delle deroghe a. I Datori di Lavoro delle piccole imprese possono svolgere direttamente il compito di RSPP e fino a 10 addetti possono Autocertificare il processo di valutazione e di attuazione delle misure di prevenzione. Deroghe stabilite con il D.L.vo 626/94 Per salvaguardare le piccole e piccolissime imprese dagli. adempimenti burocratici. b. Già allora si prevedeva l emanazione di procedure standardizzate per le piccole aziende e l individuazione dei comparti più a rischio in cui stabilire l obbligo di valutazione anche sotto i 10 addetti (Norme non attuate) 03/05/
3 3. Una svolta da tempo attesa a. Con il D.Lvo 81/08 oltre a confermare l impianto precedente, si stabilisce un termine (30 giugno 2012) per la fine del regime dell autocertifica- zione (poi slittato di 11 mesi) b. Nel frattempo (dal 1994 al 2012) gli infortuni sono diminuiti, i iti soprattutto nelle grandi imprese. Gli indici di frequenza e di gravità degli infortuni nelle piccole imprese sono drasticamente più elevati di quelli della grande industria c. Il sistema delle deroghe non ha funzionato 03/05/
4 Che cos è la valutazione dei rischi La Valutazione dei rischi è un processo partecipato e strutturato che serve a far emergere i rischi ìnsiti nella condizione delle persone al lavoro, al fine di sottoporre tali rischi ad un giudizio sociale di accettabilità. L obbiettivo di tale valutazione è quello di consentire al datore di lavoro di prendere i provvedimenti che sono effettivamente necessari per salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori 03/05/
5 Alcuni concetti fondamentali: PERICOLO RISCHIO R=PxD Rischio = Probabilità x Danno Probabilità che accada l evento indesiderato PROBABILITA DANNO ATTESO Danno atteso (massimo) alle persone esposte, causato dall evento indesiderato 03/05/
6 Definiti il danno (D) e la probabilità dell evento (P), il rischio (R) viene dato dal prodotto dei due fattori. Rischio = Probabilità x Danno La valutazione numerica permette di individuare facilmente la scala di priorità degli interventi R > 8 4<R<8 2<R<3 R = 1 Azioni correttive indilazionabili (immediate) Azioni correttive urgenti Azioni nel breve medio termine Azioni da valutare in fase di programmazione 03/05/
7 PREVENZIONE: Il complesso delle azioni, delle disposizioni, delle misure adottate o previste in tutte le fasi dell attività lavorativa, per eliminare o ridurre i rischi professionali, nel rispetto della salute della popolazione e dell integrità dell ambiente esterno. La prevenzione deve integrare in modo coerente le tecniche produttive, i processi organizzativi con il rispetto della salute e della sicurezza delle persone nell ambiente di lavoro. 03/05/
8 Lo schema logico di cui fa parte la valutazione dei rischi prevede che nessuno debba trovarsi mai a doversi misurare con rischi imprevisti e sconosciuti, ma solo a gestire rischi noti, valutati, ritenuti in qualche modo accettabili, nei confronti dei quali disponiamo delle risorse tecniche e delle competenze per poterli efficacemente prevenire, o dai quali possiamo efficacemente proteggerci 03/05/
9 Campo di applicazione 03/05/
10 Schema della procedura standardizzata di t Descrizione dell azienda, del ciclo produttivo e delle mansioni moduli n. 1.1 e 1.2 Individuazione dei pericoli presenti in azienda modulo n. 2 Identificazione delle mansioni (e delle persone) esposte ai rischi e degli ambienti di lavoro interessati i modulo n. 3 (colonne 1, 2, 3) Individuazione degli strumenti informativi di supporto (reg. infortuni, banche dati, profili di rischio, ecc.) modulo n. 3 (colonna 4) Valutazione dei rischi per tutti i pericoli individuati individuazione delle misure di prevenzione e protezione Indicazione delle misure di prevenzione e protezione attuate modulo n. 3 (colonna 5) Individuazione delle misure per garantire il miglioramento nel tempo, dei livelli di sicurezza modulo n. 3 (colonna 5) Indicazione delle procedure per l attuazione del programma di miglioramento modulo n. 3 (colonna dalla n. 6 alla n.8) 03/05/
11 Scopo della procedura è indicare il modello di riferimento sulla base del quale effettuare la valutazione dei rischi ed il suo aggiornamento, al fine di individuare le misure di prevenzione e protezione adeguate e di elaborare il programma delle misure per il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza 03/05/
12 Compiti e responsabilità Le Procedure standardizzate per la Valutazione dei Rischi nelle Piccole Imprese Compiti Responsabilità Soggetti Coinvolti Valutazione dei rischi Individuazione delle misure di prevenzione e protezione Programma di attuazione Elaborazione ed aggiornamento del documento Attuazione e Gestione del programma di attuazione delle misure di miglioramento Verifica dell attuazione del programma Datore di Lavoro Datore di Lavoro Datore di Lavoro RSPP Medico Competente RLS / RLST Lavoratori Altri (Consulenti) Eventuali E l dirigenti e Preposti Medico Competente RLS / RLST Dirigenti Preposti Lavoratori Medico Competente RLS / RLST Dirigenti Preposti Lavoratori 03/05/
13 Temi critici Le Procedure standardizzate per la Valutazione dei Rischi nelle Piccole Imprese La solitudine del Datore di Lavoro: Per fare la valutazione dei rischi il Datore di Lavoro deve avvalersi di adeguate competenze: Medico Competente, RLS / RLST, RSPP, eventuali Consulenti La valutazione preliminare del Medico Competente appare essenziale per individuare o escludere la presenza di rischi per la salute per i quali sia previsto l obbligo di sorveglianza sanitaria L Organizzazione per la prevenzione: L azienda deve avere una organizzazione, se pur minima, dedicata alla prevenzione e sicurezza. Ad es.: Inventario delle attrezzature, libretti di uso e manutenzione, registro dei controlli e delle manutenzioni, scadenziari, ecc. Inventario dei prodotti utilizzati, corredati da schede tecniche e di sicurezza; inventario delle materie prime, con evidenziati i rischi correlati. Registrazione degli eventi infortunistici, con analisi dei casi. Registrazione della formazione effettuata e programmazione della formazione, coerente con i profili di rischio presenti in azienda. Procedure per interventi di riparazione, manutenzione, ecc. 03/05/
14 Temi critici Le Procedure standardizzate per la Valutazione dei Rischi nelle Piccole Imprese La Valutazione dei rischi In presenza di indicazioni legislative specifiche sulle modalità valutative, mediante criteri che prevedano anche prove, misurazioni e parametri di confronto tecnici. In assenza di indicazioni legislative specifiche sulle modalità di valutazione,,mediante criteri basati sull esperienza e conoscenza dell azienda e, ove disponibili, sui dati desumibili dal registro infortuni, indici infortunistici, dinamiche infortunistiche note, profili di rischio, liste di controllo, norme tecniche, istruzioni d uso e manutenzione, ecc. 03/05/
15 Temi critici Le Procedure standardizzate per la Valutazione dei Rischi nelle Piccole Imprese Le Misure di Prevenzione e Protezione ed il Programma di Miglioramento: Sono l obbiettivo principale che deve essere tenuto presente. E evidente che per definire correttamente le misure di prevenzione serve una corretta valutazione dei rischi. Tuttavia è anche altrettanto evidente che per molti tipi /profili di rischio noti e sicuramente presenti (tipici) i i) in certe lavorazioni, sono altrettanto note e disponibili le misure di prevenzione da adottare. In altri casi, in cui i rischi sono particolarmente gravi o la loro presenza è dubbia, è necessario che la valutazione sia più approfondita 03/05/
16 Temi critici Le Procedure standardizzate per la Valutazione dei Rischi nelle Piccole Imprese Chi ha già effettuato la Valutazione dei rischi ed il relativo documento, aggiornato dopo l entrata in vigore del D.L.vo 81/08, NON DEVE RIFARE IL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE La procedura standardizzata non sostituisce in alcun modo il DUVRI previsto dall art. 26 comma 3 in caso di affidamento di lavori in appalto all interno dell azienda, d qualunque sia il numero dei dipendenti d i delle imprese coinvolte Nel decreto interministeriale del , si parla di un periodo di monitoraggio di 24 mesi; dopo di ché si dovrebbero rielaborare le procedure standardizzate ed individuare i settori a basso rischio. Questa non è una proroga. Le aziende con lavoratori subordinati, che fino ad oggi si sono avvalse dell autocertificazione, devono fare il documento di valutazione dei rischi entro il 30 di maggio In difetto si configura la violazione dell art. 29 comma 1 del D.L.vo 81/08 03/05/
17 Conclusioni Le Procedure standardizzate per la Valutazione dei Rischi nelle Piccole Imprese Evitare di delegare questo adempimento esclusivamente ai consulenti esterni La nuova valutazione deve essere un occasione di crescita dell azienda Partire dai rischi noti, sicuramente presenti per i quali sono note e disponibili le misure di prevenzione e protezione efficaci Privilegiare il programma di adozione delle misure di prevenzione Approfondire la valutazione dei rischi nei casi di incertezza o in assenza delle misure preventive Anche il documento di valutazione dovrebbe crescere e migliorare nel tempo Gli Organi di Vigilanza e Controllo sul territorio in questa materia, oltre all ASL di Mantova, sono anche i Vigili del Fuoco e la Direzione Territoriale del Lavoro, per gli ambiti ed i settori di rispettiva competenza. 03/05/