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Timestamp: 2019-10-23 04:47:47+00:00
Document Index: 173586949

Matched Legal Cases: ['art. 40', 'art. 40', 'art. 41', 'art. 90', 'art. 10', 'art. 90']

Autorizzazione n. 9/2013 - Autorizzazione generale al trattamento dei dati personali effettuato per scopi di ricerca scientifica - Studio Cerbone
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n. 572 del 12 dicembre 2013
VISTA l’autorizzazione del Garante n. 2/2013 al trattamento dei dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale e, in particolare, il punto 1.2 che autorizza il trattamento di dati personali idonei a rivelare lo stato di salute per scopi di ricerca scientifica finalizzata alla tutela della salute dell’interessato, di terzi o della collettività in campo medico, biomedico o epidemiologico, rinviando a quanto disposto dagli artt. 106, 107 e 110 del Codice in ordine alla necessità di acquisire il consenso delle persone interessate;
CONSIDERATO che i trattamenti dei dati in questione possono essere autorizzati dal Garante anche d’ufficio con provvedimenti di carattere generale, relativi a determinate categorie di titolari o di trattamenti (art. 40 del Codice);
CONSIDERATO che l’autorizzazione di carattere generale rilasciata, ai sensi dell’art. 40 del Codice, il 13 dicembre 2012, in relazione ai trattamenti di dati idonei a rivelare lo stato di salute a scopi di ricerca scientifica effettuati, anche in assenza del consenso degli interessati, per la conduzione di studi, non aventi significativa ricaduta personalizzata sull’interessato, con dati raccolti in precedenza per finalità di tutela della salute o ricavati da campioni biologici prelevati in precedenza per la stessa finalità è risultata uno strumento idoneo per prescrivere misure uniformi a garanzia degli interessati, rendendo altresì superflua la richiesta di singoli provvedimenti di autorizzazione da parte di numerosi titolari del trattamento e semplificando, in maniera significativa, gli adempimenti degli obblighi relativi ai trattamenti di dati per la conduzione di ricerche mediche, biomediche o epidemiologiche;
RITENUTO opportuno pertanto, alla luce dell’esperienza maturata, rilasciare una nuova autorizzazione in sostituzione di quella in scadenza il 31 dicembre 2013, armonizzando le prescrizioni già impartite alla luce dell’esperienza maturata;
RITENUTO opportuno che anche tale nuova autorizzazione sia provvisoria e a tempo determinato, ai sensi dell’art. 41, comma 5, del Codice e, in particolare, efficace per il periodo di dodici mesi;
RITENUTO che ai trattamenti oggetto della presente autorizzazione devono trovare applicazione anche le cautele contenute nell’autorizzazione generale del Garante n. 2/2013 e nel codice deontologico sopra citati, in particolare per ciò che attiene ai criteri da tenere in considerazione per non rendere identificabili gli interessati nelle fasi dello studio successive all’estrapolazione dei dati e alle regole di condotta per gli incaricati e gli eventuali responsabili del trattamento;
CONSIDERATO che l’utilizzo di campioni biologici nell’ambito di ricerche scientifiche che comportano l’estrapolazione di dati genetici deve essere effettuato nel rispetto dei limiti e delle condizioni contenute nella specifica autorizzazione generale del Garante n. 8/2013 al trattamento dei dati genetici, rilasciata il 12 dicembre 2013 ai sensi dell’art. 90 del Codice;
VISTA altresì la Raccomandazione del Consiglio d’Europa n. R (2006) 4 che individua le condizioni e i limiti nel rispetto dei quali è consentito l’utilizzo di materiale biologico per attività di ricerca, anche appartenente a persone decedute, prelevato per uno scopo diverso da quello della sua conservazione a fini di ricerca, ivi compreso quello prelevato per l’esecuzione di un precedente progetto di ricerca; considerato che tale Raccomandazione stabilisce che il materiale biologico prelevato per scopi diversi da quelli di conservazione a fini di ricerca può essere messo a disposizione per attività di ricerca con il necessario consenso dell’interessato e che, a tal fine, dovrebbe essere fatto ogni ragionevole sforzo per contattare la persona interessata, mentre ove tale contatto non sia possibile, il materiale biologico può essere utilizzato per attività di ricerca soltanto se sono soddisfatti particolari requisiti (artt. 10, 12, 21 e 22);
VISTO il Codice di deontologia medica del 16 dicembre 2006 nella parte in cui prevede l’obbligo del segreto professionale da parte del medico anche con riferimento ai pazienti deceduti (art. 10);
Il trattamento può riguardare unicamente i dati personali strettamente pertinenti ai sopra indicati scopi, ivi compresi quelli ricavati da campioni biologici, salvo che questi non costituiscano «dati genetici» ai sensi dell’autorizzazione n. 8/2013 rilasciata dal Garante il 12 dicembre 2013 in virtù dell’art. 90 del Codice .
La presente autorizzazione ha efficacia a decorrere dal 1° gennaio 2014 fino al 31 dicembre 2014.