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Timestamp: 2018-06-23 16:48:32+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 117', 'art. 124', 'art. 124', 'art. 106', 'art. 107', 'art. 132', 'art. 6', 'art.2', 'art. 1815']

Consumatori e credito al consumo - PDF
Consumatori e credito al consumo
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1 D O T T O R E C O M M E R C I A L I S T A R E V I S O R E C O N T A B I L E Ordine dei Dottori Commercialisti Tribunali di Ragusa e Modica n. 160 Registro dei Revisori Contabili n P I A N I F I C A Z I O N E S T R A T E G I C A E F I N A N Z I A R I A & C O N T R O L L O D I G E S T I O N E Consumatori e credito al consumo I contenuti di questa dispensa sono tratti dal sito Paolo Battaglia Via J.A. Spataro, n. 17/A Ragusa (Rg) Tel: Fax: Skype: paolobattaglia.skype C.F.: BTTPLA 65R15 G273 P P. IVA:
2 Credito al consumo Il prestito personale è un finanziamento che viene regolato dalla normativa sul credito al consumo. Il credito al consumo è costituito, ad es., dai finanziamenti rateali destinati all'acquisto di beni o di servizi, dai prestiti personali, dalle aperture di credito rotativo (revolving) con o senza carta, dalle operazioni di cessione del quinto dello stipendio. Nell ordinamento italiano, la disciplina del credito al consumo è oggi regolata da una serie articolata di norme che hanno lo scopo di garantire e tutelare il consumatore. Di seguito vengono riportate alcune delle principali disposizioni di legge che regolano l'attività di credito al consumo e quella del mediatore creditizio: 1. Decreto del Presidente della Repubblica n. 180/50 (sulla cessione del quinto dello stipendio); 2. Legge 895/50: Regolamento di attuazione della legge 180/50; 3. Legge 142/92 "Credito al consumo"; 4. D.M. Tesoro 8 luglio 1992 e successive modificazioni Disciplina e criteri di definizione del tasso annuo effettivo globale (TAEG) per la concessione di credito al consumo ; 5. Decreto Legislativo 385/93 "Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia"; 6. Legge 52/96 "Clausole vessatorie"; 7. Legge 154/92 "Trasparenza delle operazioni bancarie"; 2
3 8. Deliberazione del CICR 4 marzo 2003: Disciplina delle condizioni contrattuali delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari ; 9. Legge 108/96 "Disposizioni in materia d usura"; 10. D.P.R. 287/2000: Regolamento d attuazione dell art. 6 della L. 108/96, recante disciplina dell attività di mediazione creditizia; 11. Provvedimento 29 aprile 2005: Istruzioni per i mediatori creditizi ; 12. Legge 675/96 "Tutela della privacy". Con un contratto di credito al consumo si concede un credito sotto forma di dilazione di pagamento, di finanziamento o di altra analoga facilitazione finanziaria, per l acquisto di beni e servizi (credito finalizzato) ovvero per soddisfare esigenze di natura personale (ad esempio: prestito personale, cessione del quinto dello stipendio) ad una persona fisica che agisce per scopi estranei all attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta, e che viene, per questo, definita genericamente consumatore. Il prestito non necessariamente deve essere collegato all acquisto di un bene o di un servizio da parte del consumatore, ma può anche essere utilizzato per soddisfare generiche esigenze di liquidità, svincolate dall acquisto di specifici beni e servizi. I contratti di credito al consumo devono essere conclusi per iscritto e il consumatore deve ricevere un esemplare del contratto, pena la nullità del contratto stesso (art. 117, commi 1 e 3, del Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, applicabile a tutte le operazioni di credito al consumo in forza del richiamo effettuato dall art. 124 del Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia medesimo). 3
4 Il contratto di credito al consumo può essere strutturato in due modi. Esso può prevedere la firma contestuale sia del cliente richiedente che della banca/finanziaria: in questo caso gli obblighi contrattuali scattano per entrambe le parti immediatamente dopo la firma. In altri casi consiste in un modulo che, compilato con i dati personali del richiedente e le condizioni economiche applicabili, viene sottoscritto dal cliente e rappresenta una semplice "proposta" dello stesso che diventa un vero e proprio contratto, vincolante per le parti, solo a partire da quando, con l'erogazione della somma o la consegna del bene o della lettera di conferma, la banca o la finanziaria dichiara di accettarla. Il contratto di concessione del credito al consumo deve contenere: a) il nome dell'istituto Finanziatore e i dati del consumatore che richiede il prestito; b) l'importo del prestito e la sua scadenza, le modalità di erogazione, l'entità, il numero e la scadenza delle singole rate di ammortamento; c) il tasso annuo nominale (TAN), l'eventuale facoltà di modificarlo, il dettaglio analitico delle spese applicate al momento della conclusione del contratto e le condizioni che possono determinarne la modifica; d) il Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG) e le condizioni analitiche secondo le quali è possibile modificarlo; e) le eventuali coperture assicurative richieste: il costo delle assicurazioni tese a garantire il pagamento del debito in caso di morte, invalidità o malattia del consumatore, devono obbligatoriamente entrare nel calcolo TAEG; f) l'importo e la causale degli altri oneri che non entrano nel calcolo del TAEG; g) le garanzie richieste; h) le modalità di recesso del contratto. 4
5 La disciplina contrattuale sul credito al consumo prevede, inoltre, all art. 124 comma 4) del Testo Unico che nessuna somma può essere richiesta o addebitata al consumatore se non sulla base di espresse previsioni contrattuali. Le clausole di rinvio agli usi per la determinazione delle condizioni economiche applicate sono nulle e si considerano non apposte. Lo stesso articolo 124, al comma 5, prevede che nei casi di assenza o nullità delle clausole contrattuali, queste ultime sono sostituite di diritto secondo i seguenti criteri: a) il TAEG equivale al tasso nominale minimo dei buoni del tesoro annuali o di altri titoli similari eventualmente indicati dal Ministro del tesoro, emessi nei dodici mesi precedenti la conclusione del contratto; b) la scadenza del credito è a trenta mesi; c) nessuna garanzia o copertura assicurativa viene costituita in favore del finanziatore. Il prestito con cessione del quinto dello stipendio è una particolare tipologia di Credito al Consumo e consiste in un prestito personale non finalizzato da estinguersi con cessione di quote dello stipendio o salario fino al quinto dell'ammontare dell'emolumento valutato al netto di ritenute. Viene disciplinato dal D.P.R. 5 gennaio 1950, n. 180 e relativo regolamento attuativo D.P.R. 28 luglio 1950, n Come previsto dall'ultima versione del D.P.R. 180/50 (aggiornato dalla Legge 14 maggio 2005, n. 80), questa tipologia di prestito è destinata a tutte le categorie di lavoratori dipendenti (oggi anche ai pensionati), sia dello Stato e del comparto para-statale che delle aziende private (come definitivamente sancito dagli aggiornamenti previsti dalla Legge 80/05). La particolarità di questa soluzione di finanziamento è che il suo rimborso avviene con trattenuta, di importo pari alla rata prevista dal piano d'ammortamento del prestito, effettuata 5
6 direttamente in busta paga. Tale peculiarità fa si che il rischio di insolvenza volontaria del debitore venga abbattuto fortemente, visto che, una volta dato il proprio consenso alla trattenuta in busta paga, il debitore non può più revocare il pagamento. Da ciò deriva anche il coinvolgimento del datore di lavoro nell'estinzione del finanziamento quale condizione fondamentale per l'erogazione del prestito, in conseguenza del quale non è possibile regolare personalmente il rimborso, fatto salvo il caso di interruzione del rapporto di lavoro. L importo della rata viene determinata entro una soglia massima pari al quinto dello stipendio percepito dal debitore ed è costante per tutto il periodo d ammortamento del prestito. Il legislatore ha previsto che la cadenza di rimborso del prestito sia mensile. La durata del periodo di ammortamento non può essere maggiore di dieci anni, corrispondenti a 120 mensilità, sempre compatibilmente con la data di messa in quiescenza del dipendente. Per i dipendenti di aziende private il montante del finanziamento richiesto deve essere inferiore a 4 volte l'ammontare della liquidazione lorda maturata. Per le aziende private di primaria importanza il rapporto tra TFR e montante può essere elevato fino a 6. Questo limite non è previsto per i dipendenti statali e di enti pubblici. L'erogazione del prestito avviene mediante consegna di assegni circolari non trasferibili intestati al cliente, oppure mediante bonifico bancario su di un conto corrente intestato al cliente stesso. Il legislatore ha previsto un tasso d'interesse annuo nominale fisso per tutta la durata del finanziamento. Interessi e struttura dei costi dell'operazione devono essere sintetizzati dal Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG) e dall'indicatore Sintetico di Costo (ISC). 6
7 Il D.P.R. 180/50 regolamenta anche il prestito con delega di pagamento, un prestito che permette l'addebito di una rata superiore al quinto dello stipendio. Il prestito con delega di pagamento consente di affiancare alla rata di cessione del quinto una seconda trattenuta detta appunto delega di pagamento di ammontare massimo pari ad un ulteriore 20% dello stipendio. Le due rate insieme non potranno superare il 40% dello stipendio netto. Le rate massime delle Cessioni del Quinto e delle Deleghe singolarmente considerate non possono superare il 20% dello stipendio netto. Tale operazione, la cui accettazione il DPR180/1950 lascia alla discrezionalità del datore di lavoro, viene accordata dalla quasi totalità egli Enti Statali mentre va verificata caso per caso per i dipendenti degli enti locali e delle aziende private. Quest'operazione di solito ha luogo quando il debitore ha già in corso un finanziamento con residuo debito molto elevato, oppure nel caso si chieda un prestito di importo particolarmente alto. Il totale delle rate trattenute in busta paga può arrivare fino al 50% dello stipendio netto. Il caso può verificarsi quando in busta paga coesistono cessione del quinto, delega e una terza trattenuta (ad esempio un pignoramento o una seconda Delega). La dilazione massima prevista è di 10 anni, come per le cessioni del quinto. Per ultimo, il prestito c.d. cambializzato è un finanziamento personale non finalizzato disciplinato anch esso dalla normativa relativa al Credito al Consumo. Normalmente si ricorre al prestito cambializzato per soddisfare esigenze di liquidità monetaria, destinato a persone comuni, lavoratori con reddito provato e pensionati. Il prestito cambializzato è a tasso fisso e rata costante per tutta la durata del finanziamento e non costringe alla trattenuta in busta paga (come per esempio avviene per la cessione del quinto). 7
8 Questo tipo di prestito si distingue per il metodo di rimborso che avviene attraverso il pagamento di cambiali. Ogni singola tratta può essere appoggiata presso una qualsiasi banca (non necessariamente in quella dove si ha un proprio conto corrente). L'ammontare delle quote non deve superare il 30% del reddito netto mensile percepito dal beneficiario e, nel caso di altri finanziamenti in corso, l'onere finanziario non può comunque superarne la metà. I finanziamenti cambializzati vengono concessi sia ai lavoratori dipendenti ai quali, in alcuni casi, viene chiesto a garanzia il TFR, che ai lavoratori autonomi e liberi professionisti. Sul mercato viene offerta la possibilità di richiedere prestiti cambializzati anche nel caso si risulti iscritti nelle centrali rischi (crif, ctc o experian) come cattivi pagatori mentre non vengono generalmente accettati i protesti e la procedura è molto semplice e, di norma, veloce, gli unici documenti necessari essendo, di norma, per i lavoratori dipendenti l'ultima busta paga, modello cud e documenti personali, mentre per autonomi e liberi professionisti, il modello Unico dell'anno precedente. Ai sensi del Decreto Legislativo n. 385 del 1993 (Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia) gli unici soggetti abilitati ad erogare finanziamenti sotto ogni forma finalizzato al Credito al Consumo sono esclusivamente le banche e gli intermediari finanziari. Gli intermediari finanziari che concedono il credito al consumo sono iscritti: a) nell elenco generale previsto dall art. 106 del Decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), tenuto dall Ufficio Italiano dei Cambi; 8
9 b) nell elenco speciale previsto dall art. 107 del Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, tenuto dalla Banca d'italia. I soggetti diversi dalle banche e dagli intermediari finanziari iscritti nei citati elenchi, come i mediatori creditizi, non possono concedere prestiti ai consumatori; diversamente, sono perseguibili penalmente ai sensi dell art. 132 del Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia. 9
10 Il Mediatore Creditizio Il ruolo del mediatore creditizio è espressamente regolato dalla legge 7 marzo 1996, n.108, e da una serie di norme succedutesi nel tempo, le principali delle quali sono il D.P.R. 287/2000: Regolamento d attuazione dell art. 6 della L. 108/96, recante disciplina dell attività di mediazione creditizia, dove viene espressamente specificato anche il concetto di mediazione creditizia, il provvedimento 29 aprile 2005: Istruzioni per i mediatori creditizi, la Deliberazione del CICR 4 marzo 2003: Disciplina della trasparenza delle condizioni contrattuali delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari, il D.L. 8 giugno 1992, n. 306: Modifiche urgenti al nuovo c.p.p. e provvedimenti di contrasto alla criminalità mafiosa. Il mediatore creditizio è la persona fisica o giuridica che professionalmente mette in contatto, anche attraverso attività di consulenza, banche o intermediari finanziari con la potenziale clientela per la concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma. Il mediatore svolge la sua attività senza essere legato alle parti da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza. Al mediatore creditizio è vietato concludere contratti, effettuare l'erogazione di finanziamenti e ogni forma di pagamento o di incasso di denaro contante, di altri mezzi di pagamento o di titoli di credito (art.2, comma 2 DPR 287/2000), ad eccezione della mera consegna di assegni non trasferibili integralmente compilati dall'intermediario o dal cliente. È invece possibile per il mediatore creditizio raccogliere le richieste di finanziamento sottoscritte dai clienti e svolgere una prima istruttoria per conto dell'intermediario erogante. 10
11 Nello svolgimento della propria attività, il mediatore creditizio deve conformarsi alle disposizioni in materia di trasparenza delle condizioni contrattuali contenute, tra l'altro, nel Provvedimento UIC del 29/4/2005 (Parte IV). Quindi il mediatore creditizio fornisce alla clientela le informazioni previste dalla disciplina in materia di trasparenza con modalità adeguate alla forma di comunicazione utilizzata, in modo chiaro ed esauriente, avuto anche riguardo alle caratteristiche del rapporto e dei destinatari. Inoltre il mediatore creditizio, in qualità di soggetto che procede all'offerta fuori sede per gli intermediari committenti, osserva gli obblighi di trasparenza previsti per questi ultimi, espone nei locali aperti al pubblico e mette a disposizione dei clienti, mediante copia asportabile, un avviso denominato "principali norme di trasparenza", contente l'indicazione dei diritti e degli strumenti di tutela previsti dal Testo Unico bancario. Nell'avviso sono indicate almeno: - la disponibilità dei fogli informativi presso i locali aperti al pubblico - il diritto di ottenere copia del testo del contratto di mediazione idonea per la stipula, che include un documento di sintesi, riepilogativo delle principali condizioni - il diritto di ricevere copia del contratto di mediazione stipulato, che include un documento di sintesi - gli strumenti di tutela contrattuale relativi all'obbligo di forma scritta del contratto di mediazione e al diritto di recesso - le procedure di reclamo e di composizione stragiudiziale delle controversie Nell'avviso il mediatore creditizio indica chiaramente che allo stesso è vietato concludere contratti di finanziamento nonché effettuare per conto di banche o intermediari finanziari, l'erogazione di finanziamenti, inclusi eventuali anticipi di questi, ed ogni forma di pagamento o 11
12 di incasso di denaro contante, di altri mezzi di pagamento o di titoli di credito ad eccezione della mera consegna di assegni non trasferibili integralmente compilati dalle banche e dagli intermediari finanziari o dal cliente. Il mediatore creditizio mette a disposizione dei clienti "fogli informativi" contenenti una dettagliata informativa sul mediatore creditizio stesso, sulle caratteristiche e sui rischi tipici del servizio, sulle condizioni economiche, sulle principali clausole contrattuali. È assicurata piena coerenza tra le informazioni contenute nei fogli informativi e le clausole del contratto. Nel caso di offerta fuori sede, il mediatore creditizio consegna al cliente l'avviso contente le principali norme di trasparenza ed il foglio informativo. Il mediatore creditizio, inoltre, acquisisce dal cliente un'attestazione dell'avvenuta consegna che conserva agli atti. I contratti di mediazione creditizia sono redatti per iscritto e una copia, comprensiva delle condizioni generali del contratto, è consegnata al cliente. La consegna è attestata mediante apposita sottoscrizione del cliente sulla copia del contratto conservata dal mediatore. In caso di inosservanza della forma prescritta il contratto di mediazione creditizia è nullo; la nullità può essere fatta valere solo dal cliente. Non si applicano al contratto di mediazione creditizia deroghe alla forma scritta. La maggior parte dei mediatori creditizi svolge la propria attività con correttezza e professionalità. Ma sono sempre più frequenti i casi in cui il comportamento del mediatore creditizio si è rivelato assolutamente distorto: dalla pubblicità ingannevole e le promesse di facile credito, al credito concesso a famiglie bisognose ma palesemente non in grado di sopportare 12
13 l'indebitamento, all'esercizio abusivo della professione di agente, al prestito cambializzato concesso personalmente dal mediatore stesso, spesso a tassi d'usura. È la situazione di mercato e legislativa a favorire l'insinuazione nel settore di personaggi senza scrupoli. Infatti, per diventare mediatore creditizio è sufficiente compilare una domanda il cui modulo è online, avere un diploma di scuola superiore e il requisito di onorabilità. I controlli e le relative sospensioni dall'elenco sono eventi rarissimi. Inoltre, con uno stock di credito al consumo da vendere pari a 100 miliardi di euro da parte di banche e intermediari finanziari, è facile da parte di queste ultime garantire corpose provvigioni ai mediatori. La situazione di difficoltà delle famiglie italiane ha fatto il resto. Tutto ciò spiega bene i nuovi mediatori del 2006 e i del
14 I tassi d interesse praticati e il tasso d'usura Quando accediamo ad un prestito è fondamentale conoscere le condizioni a cui il prestito viene concesso. Sembrerebbe ovvio, ma ovvio non è. Infatti la legge tutela il consumatore dalle opacità con cui la banca o l'intermediario finanziario potrebbe presentare l'operazione di finanziamento. Vediamo un po' di sigle che fanno riferimento a diverse nozioni di tasso d'interesse e che è necessario conoscere quando chiediamo un prestito: Tasso annuo nominale (TAN) E' il tasso di interesse netto che viene applicato sul prestito. Il TAN, a differenza del TAEG, non comprende le spese accessorie che sono poi quelle che fanno lievitare il costo globale del prestito, ad es. le perizie, l'istruttoria, le spese per i bollettini postali, le assicurazioni, ecc. Il Tasso annuo effettivo globale (TAEG) Ai sensi della L. 7 marzo 1996 n. 108 ( Disposizioni in materia d usura ) il tasso annuo effettivo globale (TAEG) è il tasso che rende uguale, su base annua, la somma del valore attuale di tutti gli importi che compongono il finanziamento erogato dal creditore alla somma del valore attuale di tutte le rate di rimborso. Quindi, il TAEG è quel tasso che contempla nel suo calcolo tutte le spese, nessuna esclusa, ad eccezione di quelle che devono essere versate allo Stato, come i bolli, le imposte, le tasse di registro. Il calcolo del TAEG di un'operazione di credito al consumo, tasso che deve essere trascritto sul contratto, è eseguito al momento della stipula dello stesso, con riferimento alle condizioni in esso praticate. Tale calcolo è effettuato nell'ipotesi che il contratto sia in vigore per il periodo di 14
15 tempo convenuto e che il creditore e il consumatore adempiano agli obblighi nei termini ed entro le date concordate. Laddove il T.A.E.G, superi il T.S.U, il tasso applicato all operazione sarà considerato usurario ed in tale ipotesi, in base all art. 1815, comma 2) del c.c. gli interessi pagati non saranno dovuti e dovranno essere restituiti, salvo il maggior danno causato per effetto degli stessi. 15
16 Il calcolo del TAEG Per quanto attiene ai calcoli per la determinazione del TAEG ai fini della determinazione della natura usuraria o meno dei finanziamenti, il criterio per il calcolo del TAEG è fissato dalla legge e quella che segue è la formula che lo rappresenta (Equazione di base che rappresenta la su citata equivalenza dei prestiti, da un lato, e dei rimborsi e oneri, dall'altro - Estratto dalla Direttiva 98/7/ce del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 febbraio 1998, pubblicata sulla "Gazzetta ufficiale delle Comunità Europee" del 1 aprile 1998 e recepita con D. Lgsl. 25 febbraio 2000, n. 63): Dove: k: è il numero d'ordine di un prestito; m: è il numero d'ordine dell'ultimo prestito; Ak: è l'importo del prestito numero k; i: è il TAEG (tasso annuo effettivo globale) che può essere calcolato quando gli altri termini dell'equazione sono noti nel contratto o altrimenti; tk: è l'intervallo, espresso in anni e frazioni di anni, tra la data del prestito numero 1 e le date degli ulteriori prestiti da 2 a m; k': è il numero d'ordine di una rata di rimborso o di pagamento di oneri; m': è il numero d'ordine dell'ultimo rimborso o dell'ultimo pagamento degli oneri; A'k': è l'importo del rimborso o del pagamento di oneri numero k'; tk': è l'intervallo, espresso in anni e frazioni di anni, tra la data del prestito numero 1 e le date dei rimborsi o pagamenti di oneri da 1 a m'. Nella su riportata formula per il calcolo del TAEG: a) gli intervalli di tempo devono essere espressi in anni o frazioni di anno. Un anno è composto di 365 giorni o, per gli anni bisestili, 366 giorni, 52 settimane o 12 mesi identici, ciascuno dei quali è costituito da 30,41666 giorni; b) tutti i passaggi matematici devono essere eseguiti con una precisione di almeno otto cifre decimali. 16
17 Il Tasso effettivo globale (TEG) Il T.E.G rappresenta il Tasso Effettivo Globale che le Banche rilevano trimestralmente nelle operazioni trimestrali. Esso vale solo per fini statistici e, in base al dettato legislativo, viene calcolato diversamente da quanto previsto per il Tasso Annuo Effettivo Globale ai fini della legge antiusura. Il Tasso effettivo globale medio (TEGM) Il T.E.G.M, Tasso Effettivo Globale Medio, è frutto della somma delle rilevazioni effettuate trimestralmente dalle banche, delle quali si calcola la media aritmetica. Il Tasso soglia usura (TSU) Il T.S.U (Tasso Soglia Usura) è pari al valore del T.E.G.M., aumentato della metà. Rappresenta il tasso annuo globale che non deve essere mai superato dagli Istituti di Credito o dagli intermediari finanziari per non incorrere nell integrazione del delitto di usura. DOWNLOAD Come partecipante a questo seminario, puoi scaricare un file che ti consente di: Predisporre un piano d ammortamento di un prestito, potendo fare tutte le previsioni e simulazioni relative a importo, spese e commissioni, periodo d ammortamento, periodicità della rata, tasso d interesse Verificare il reale TAEG applicato, una volta nota l importo della rata, il numero delle rate, la periodicità delle rate e l importo netto erogato. Basta andare sull area Download del blog (sul lato destro della pagina principale) e cliccare su login: vangogh password: jules Per attivare la licenza del file il codice di sblocco è: hdeuiud883w8 17
18 Cattivi pagatori e Centrali rischi Le centrali rischi forniscono al sistema bancario e finanziario informazioni sulla posizione creditizia dei clienti che ricorrono al credito e possono essere sia pubbliche che private: Centrale rischi pubblica gestita dalla Banca d Italia, per finanziamenti di importo superiore a euro. Centrale rischi pubblica gestita dalla Società Interbancaria per l Automazione (SIA) sotto la vigilanza della Banca d Italia, per finanziamenti di importo inferiore a euro e superiore a euro. Centrali rischi private per finanziamenti di importo inferiore a euro (fino al 2004 non erano regolate da alcuna norma). Il tempo massimo di conservazione dei dati è di 3 anni. SIC - Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC) (G.U. n 300 del 23 dicembre 2004) Il 1 gennaio 2005 è entrato in vigore il Codice di deontologia e buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti. Tale codice si applica ogni qual volta vengano richiesti: un prestito personale un fido in conto corrente una carta di credito un finanziamento per acquistare a rate un bene o servizio un mutuo 18
19 I SIC sono banche dati attraverso le quali banche e intermediari finanziari si scambiano informazioni sui finanziamenti richiesti ed erogati ai loro clienti, sia in occasione dell istruttoria di un finanziamento, per valutare il merito di credito di un soggetto e il suo livello di indebitamento (ad esempio, la puntualità o il ritardo nel pagamento delle rate di rimborso), sia durante la vita del finanziamento per il controllo del rischio di credito. Quindi qualunque banca o società di intermediazioni finanziaria a cui sarà chiesto un altro prestito, un finanziamento, una carta di credito, ecc., sarà in grado di sapere se il cliente abbia presentato una recente richiesta di finanziamento, se abbia in corso altri prestiti o finanziamenti e se paghi con regolarità le rate. Attraverso i SIC, banche e società di intermediazione finanziaria sono in grado di erogare credito semplicemente sulla base della buona storia creditizia del soggetto. Naturalmente, per concedere un finanziamento le banche o finanziarie oltre a consultare le banche dati, si avvarranno di informazioni che il cliente stesso fornisce e senza le quali, non potendo valutare l affidabilità del cliente, potrebbe non essere concesso il finanziamento. Tutti i clienti di una banca o di una società intermediaria dovranno ottenere un foglio informativo che indica che: qualora il cliente sia puntuale nei pagamenti, la conservazione delle informazioni nelle banche dati richiede il suo consenso. in caso di pagamenti con ritardo o di omessi pagamenti, oppure nel caso in cui il finanziamento riguardi un attività imprenditoriale o professionale, tale consenso non è necessario. 19
20 Il cliente, in ogni caso, ha diritto di conoscere i suoi dati e di esercitare i diversi diritti relativi al loro utilizzo (rettifica, aggiornamento, cancellazione, ecc. ). Tempi di conservazione dei dati nei Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC): Il nuovo codice di deontologia per i SIC prevede una riduzione dei tempi conservazione dei dati (max 3 anni) rispetto a quella in vigore precedentemente: le centrali rischi private, infatti, conservavano il nominativo dei "cattivi pagatori" anche per più di cinque anni, rendendo più difficoltosa la concessione di ulteriori prestiti persino nel caso in cui il cliente regolarizzava la sua posizione. Richieste di finanziamento: Morosità di due rate o di due mesi poi sanate Ritardi superiori sanati anche su transazione Eventi negativi (ossia morosità, gravi inadempimenti, sofferenze) non sanati Rapporti che si sono svolti positivamente (senza ritardi o altri eventi negativi) 6 mesi, qualora l'istruttoria lo richieda, o 1 mese in caso di rifiuto della richiesta o rinuncia alla stessa 12 mesi dalla regolarizzazione 24 mesi dalla regolarizzazione 36 mesi dalla data di scadenza contrattuale del rapporto o dalla data in cui è risultato necessario l'ultimo aggiornamento (in caso di successivi accordi o altri eventi rilevanti in relazione al rimborso) 36 mesi Crif CRIF S.p.A. è un sistema di informazioni creditizie che raccoglie i dati forniti direttamente dagli Enti finanziatori partecipanti. La finalità del trattamento dei dati personali non è quella di classificare i cattivi pagatori evidenziando solo gli inadempimenti, ma quella di valutare il merito creditizio e contenere il rischio attraverso segnalazioni, inviate da banche e finanziarie, riguardanti l'andamento dei singoli rapporti di credito. La consultazione della banca dati, da parte di finanziarie e banche, è possibile solo in presenza della firma del cliente sulla clausola relativa al trattamento dei dati. 20
21 Prestiti e usura: alcuni consigli pratici Vorrei indicare alcuni consigli pratici, frutto della mia esperienza di consulente tecnico del Tribunale in materia di contenzioso bancario e finanziario. Vi assicuro che è davvero una pena vedere quante persone siano state spinte a sovraindebitarsi senza che ne siano state rese consapevoli, sia da parte dei mediatori creditizi che da parte delle banche. Vediamo un po', in ordine sparso: 1) Quando vi si propone un prestito a "tasso zero", fate attenzione a quale tasso zero vi venga proposto. Dovreste sempre fare riferimento al TAEG. Il TAEG è l'unico modo per confrontare due offerte diverse. Infatti il TAEG comprende anche le altre spese e commissioni che spesso vengono occultate. 2) Un prestito offertovi da una società finanziaria (più correttamente, da una società di intermediazione finanziaria) sarà quasi sempre più caro di un prestito offertovi da una banca. Questo perché la società di intermediazione finanziaria pesca nel grande mercato di coloro che non sono "bancabili", cioè che non possono accedere ad un prestito bancario, o perché protestati o perché non offrono sufficienti garanzie di restituzione del prestito. E perché mai, secondo voi, altri che non siano le banche (che pur non sono enti di beneficienza) dovrebbero rischiare di prestare i loro soldi senza farsi remunerare il maggior rischio? 3) Occhio a quei prestiti che prevedono la restituzione della prima rata dopo alcuni mesi dall'acquisto effettuato, perché gli interessi, comunque, decorrono dal momento della 21