Source: http://news.ilcaso.it/news_6073
Timestamp: 2019-03-26 01:07:00+00:00
Document Index: 66933424

Matched Legal Cases: ['art. 53', 'art. 360', 'art. 1418', 'art. 360', 'art. 1418', 'art. 360', 'art. 40', 'art. 18', 'art. 16', 'art. 60', 'art. 23']

Contratto di locazione: legittima la clausola che attribuisca al conduttore l'obbligo di farsi carico di ogni tassa, imposta ed onere
Pubblicato il 15/03/19 08:35 [Doc.6073]
La clausola del contratto di locazione che attribuisca al conduttore l'obbligo di farsi carico di ogni tassa, imposta ed onere relativi ai beni locati ed al contratto, tenendone conseguentemente manlevato il locatore, non è affetta da nullità per violazione di norme imperative, ne' in particolare per violazione del precetto costituzionale dettato dall'art. 53 della Costituzione, qualora essa sia stata prevista dalle parti come componente integrante la misura del canone locativo e non implichi che il tributo debba essere pagato da un soggetto diverso dal contribuente, trattandosi in tal caso di pattuizione da ritenersi in via generale consentita in mancanza di una specifica diversa disposizione di legge
Cassazione civile sez. un., 8 marzo 2019, n. 6882. Pres. Di Cerbo. Rel. Scarano.
Con il 2 motivo denunzia "violazione o falsa applicazione" degli artt. 1362,1363 c.c., in riferimento all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Con il 3 motivo denunzia "violazione o falsa applicazione" dell'art. 1418 c.c., L. n. 392 del 1978, artt. 79,41 e 9, in riferimento all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Con il 4 motivo denunzia "violazione o falsa applicazione" dell'art. 1418 c.c., L. n. 392 del 1978, artt. 79,41 e 9, in riferimento all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Deve del pari preliminarmente porsi in rilievo che (come sottolineato già da Cass., Sez. Un., 5/1/1985, n. 5 e ripreso nell'ordinanza di rimessione) la questione del patto traslativo d'imposta non espressamente vietato da specifiche norme di legge (al riguardo, oltre alla disciplina dell'INVIM sopra richiamata, va fatto in particolare richiamo alla L. n. 246 del 1963, art. 40, prevendente la sanzione della nullità per i patti diretti a trasferire l'onere fiscale ad altri che non siano i soggetti del contributo di miglioria; al D.P.R. n. 633 del 1972, art. 18, sull'I.V.A.; al D.P.R. n. 643 del 1972, art. 16, in tema di imposta sugli spettacoli; al D.P.R. n. 634 del 1972, art. 60, in tema di imposta di registro; al D.P.R. n. 642 del 1972, art. 23, in tema di imposta di bollo; al D.P.R. n. 600 del 1973, artt. 23,24,25,25 bis, 26,27 e 28, per le imposte dirette) rimane invero estranea alla normativa comunitaria, attenendo alla mera disciplina interna (come risulta confermato in particolare da Corte Giust., 16/1/2014, n. 226 (C - 226/12) e da Corte Giust., 6/11/2011, n. 398 (C - 398/09), ove tale patto si è ritenuto di per sè non in contrasto con la normativa comunitaria, potendo assumere viceversa rilievo in caso di violazione di altri principi o norme, come ad esempio nell'ipotesi in cui esso determini un abusivo squilibrio nei contratti dei consumatori o integri l'abuso del diritto (in ordine al quale v. Corte Giust., 21/2/2006, C - 255/02)).