Source: http://vogliamoilparco.blogspot.it/2011/10/
Timestamp: 2017-09-20 10:54:26+00:00
Document Index: 61406007

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 394', 'art. 9', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Vogliamo il Parco Nazionale della Costa Teatina (Costituente): ottobre 2011
Le ricchezze svelate del Parco della Costa Teatina
Con questo convegno riportiamo il discorso sui fatti, sulla natura e sulle sue ricchezze.
La partecipazione scientifica sarà di altissimo livello per cui partecipate e fate partecipare.
Qualche giorno fa, nei commenti fatti dall'Assessore Febbo alle notizie di stampa circa il Commissariamento appare anche questa frase: "Tra l'altro voglio informare che il 30 settembre scorso la Corte Costituzionale con sentenza n. 255/2011 ha revocato la nomina del commissario del Parco del Gargano nominato dal Ministero dell'Ambiente poiché non aveva tenuto conto del parere della Regione Puglia. Quindi invito le amministrazioni comunali a collaborare con la Regione e tenere conto del ruolo e del lavoro svolto dal Tavolo di coordinamento
del Parco".
Apparentemente Febbo vuole intendere, come altre volte fatto, che la Regione ha una sorta di potere di veto nei confronti del Ministero dell'Ambiente basato sulla mancata intesa sul nome del Direttore prevista dall'art. 394/91 art. 9 comma 3.
In realtà la sentenza dice l'esatto contrario:
"Identica questione è stata ripetutamente esaminata da questa Corte con riferimento a vicende relative ad altri enti di analoga natura. La Corte ha affermato la legittimità della nomina di un commissario straordinario, in assenza del raggiungimento dell’intesa, solo se, in applicazione del principio di leale cooperazione, si sia dato luogo ad uno sforzo delle parti per dar vita ad una intesa, da realizzare e ricercare, laddove occorra, attraverso reiterate trattative volte a superare le divergenze che ostacolino il raggiungimento di un accordo".
In altre parole, non è vero - come dice l'Assessore - che la Corte ha revocato la nomina del commissario per non aver tenuto conto del parere della Regione Puglia, ma l'ha fatto perché il Ministero quel parere non l'ha chiesto.
La sentenza infatti dice che - nel caso in questione - il Ministero ha nominato e prorogato un Commissario straordinario senza aver "cercato di raggiungere un accordo, ma ha aggirato la norma che prevede l’obbligo dell’intesa, perché, da un lato, ha proposto un solo nome e,
dall’altro, ha non solo rifiutato tutte le proposte di incontro provenienti dalla controparte, ma ha anche nominato Commissario straordinario proprio la persona implicitamente rifiutata da quest’ultima.".
In altre parole, la Corte Costituzionale ribadisce quel che sapevamo: che in mancanza di un'intesa, ma dopo aver fatto tutto il possibile per trovarla, è il Ministero a decidere.
Pare che Febbo, come accaduto per la bozza con le norme di salvaguardia, abbia letto solo parti della sentenza stravolgendone il senso e pensi di ripetere lo stesso errore fatto con la perimetrazione: non trovare l'intesa sul nome del Direttore (atto peraltro successivo alla perimetrazione e all'istituzione dell'Ente Parco) per vederselo imporre - legittimamente - dal Ministero.
Qui è disponibile la copia della Sentenza n. 255/2011.
Un altro fallimento della politica
Prendiamo atto dalla stampa, con amarezza e soddisfazione allo stesso tempo, che il Ministero dell'Ambiente ha avviato le pratiche per il Commissariamento.
Amarezza perché la politica locale, con le dovute eccezioni, si è rivelata inadeguata ad avviare un percorso di crescita condiviso.
Principale responsabile è l'Assessore Febbo che fino all'ultimo non ha svolto il ruolo del coordinatore, ma quello del sabotatore. Ultimo atto grave: il non aver trasferito al Ministero - nei tempi richiesti - le deliberazioni dei Comuni favorevoli; così come dichiarato alla stampa qualche giorno fa. Anche se sosterrà il contrario e continuerà a scaricare la colpa sui Comuni, il Commissariamento certifica la sua incapacità ad avviare un percorso di crescita verso un futuro sostenibile per la Costa dei Trabocchi e i territori limitrofi.
Soddisfazione perché il Ministero, con la sua decisione, ci dice che il quarto Parco Nazionale dell'Abruzzo sta per nascere.
Ci auguriamo ora che il Commissario sia un "tecnico" interno al Ministero dell'Ambiente e non un "politico" vicino a chi fino ad oggi ha remato contro il Parco, ne ha boicottato l'iter e creato caos. Un tecnico del Ministero che abbia esperienza di Parchi Nazionali e che, non avendo necessità di restare per percepire un cospicuo compenso, abbia interesse a far presto e bene, a non far nascere un Parco "zoppo" per non farlo funzionare. Il nostro territorio se lo merita, troppo tempo è già stato sprecato.
La Costituente VogliAmo il Parco è disponibile e pronta a collaborare col Commissario e spera che tutti gli amministratori locali abbiano finalmente uno scatto di orgoglio e, con un minimo di lungimiranza, partecipino attivamente alla pianificazione ed attuazione di un comune e durevole benessere.
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Non ci stupisce neppure la reazione del rag. Febbo che addirittura minaccia di rivolgersi alla Magistratura oltre ad "invitare le amministrazioni a rispettare sia i ruoli che le competenze e soprattutto a non forzare i tempi".
A noi pare invece che i tempi siano inesorabilmente scaduti senza che venisse fatto quanto dovuto e che il Ministero dell'Ambiente fosse stato chiarissimo nell'indicare il 30 settembre come termine ultimo, come si può notare anche nell'ultimo paragrafo di questa sua comunicazione del 21 settembre che pubblichiamo affinchè ciascuno la possa valutare.
Le ricchezze svelate del Parco della Costa Teatina...