Source: http://entilocali.forumattivo.it/t7079-autocertificabilita-durc-contrasti-interpretativi
Timestamp: 2018-06-20 01:50:04+00:00
Document Index: 8787019

Matched Legal Cases: ['art. 40', 'art. 46', 'art. 44', 'art. 71', 'art. 71', 'art.90']

autocertificabilità durc contrasti interpretativi
» Richiesta durc
francodan il Mar 21 Feb 2012 - 2:25
Durc ed autocertificazione, no del ministero, si del Prefetto
Tra i dubbi interpretativi che hanno accompagnato la stagione normativa inaugurata dal Governo Monti, anche la possibilità o meno di sostituire il Documento Unico di Regolarità Contributiva (Durc, l'attestazione dell'assolvimento, da parte dell'impresa degli obblighi legislativi e contrattuali nei confronti di INPS, INAIL e Cassa edile) con una autocertificazione o dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Tale incertezza è correlata all'articolo 44 bis del Dpr n. 445/2000 introdotto dalla legge n. 183/2011, secondo il quale: «le informazioni relative alla regolarità contributiva sono acquisite d'ufficio, ovvero controllate ai sensi dell'articolo 71 dalle pubbliche amministrazioni procedenti, nel rispetto delle specifica normativa di settore». Rispetto all'intenzione del Legislatore nazionale, che è evidentemente quella di sostituire anche il DURC e le sue dichiarazioni con un'autocertificazione del titolare/legale rappresentante dell'azienda, il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali è tuttavia intervenuto con una circolare datata 16 gennaio 2012 prot. N. 37/619 è intervenuto contestando la possibilità di adoperare l'autocertificazione in sostituzione del DURC.
Il Ministero nella nota afferma testualmente: «Va infatti sottolineato che la nozione di certificato che emerge dall'art. 40 citato fa sempre e comunque riferimento a "stati, qualità personali e fatti" come oggetto di certificazione e di autocertificazione. In tale nozione, quindi, rientrano elementi di fatto oggettivi riferiti alla persona e che non possono non essere dalla stessa oggetto di sicura conoscenza. Proprio sulla base di tale principio, infatti, si basa l'autocertificabilità di detti elementi e la conseguente sanzionabilità penale in caso di mendaci dichiarazioni.
Cosa del tutto diversa, invece, è la certificazione relativa al regolare versamento della contribuzione obbligatoria che, si badi bene, non è la mera certificazione dell'effettuazione di una somma a titolo di contribuzione (come lascia intendere l'art. 46 lett. p, del D.P.R. n. 445J2000) ma una attestazione dell'istituto previdenziale circa la correttezza della posizione contributiva di una realtà aziendale effettuata dopo complesse valutazioni tecniche di natura contabile derivanti dalla applicazione di discipline lavoristiche, contrattuali e previdenziali».
Secondo il ministero, nella nozione di autocertificazione rientrerebbero solo elementi di fatto oggettivi riferiti alla persona, ma l'accezione generale del termine «stati, fatti e qualità personali» utilizzata dalla legge sull'autocertificazione non limita ai soli fatti o stati personali. Non solo. Il ministero del Lavoro motiva la non autocertificabilità del DURC con la presunta necessità di «complesse valutazioni tecniche di natura contabile derivanti dalla applicazione di disciplina lavoristiche, contrattuali e previdenziali» per dichiarare la regolarità contributiva. La conclusione cui giunge il ministero del Lavoro è dunque la seguente: «Ciò premesso l'art. 44 bis del D.P.R. n. 445/2000 stabilisce semplicemente le modalità di acquisizione e gestione del DURC senza però intaccare in alcun modo il principio secondo cui le valutazioni effettuate da un Organismo tecnico (nel caso di specie Istituto previdenziali o assicuratore o Casse edili) non possono essere sostituite da una autodichiarazione, che non insiste evidentemente né su fatti, né su "status" né tantomeno su qualità personali.
Pertanto il riferimento, nell'ambito del l'ari 44 bis, ad un controllo delle informazioni relative alla regolarità contributiva "ai sensi dell'articolo 71" lascia intendere la possibilità, da parte delle P.A., di acquisire un DURC (non una autocertificazione) da parte del soggetto interessato, i cui contenuti potranno essere vagliati dalla stessa P.A. con le modalità previste per la verifica delle autocertificazioni».
In questo scenario, è invece diametralmente opposta all'orientamento ministeriale la risposta fornita della Prefettura di Piacenza ad un Comune della provincia che aveva richiesto chiarimenti sulla possibilità di sostituire il DURC con una autocertificazione.
Nella risposta formulata - sempre in data 16 gennaio 2012 - la Prefettura così testualmente afferma: «(....) si conferma che anche il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) rientra nel novero delle certificazioni sostituibili da dichiarazioni sostitutive di certificazione a seguito dell'entrata in vigore della legge n. 183/2011 e che, pertanto, le informazioni relative alla regolarità contributiva (DURC) dovranno essere acquisite d'ufficio, ovvero controllate, ai sensi dell'art. 71 del D.P.R. n. 445/2000, dalle Pubbliche Amministrazioni procedenti, nel rispetto della specifica normativa di settore.
Pertanto, nelle more di eventuali istruzioni operative che potranno pervenire dagli Enti previdenziali o dal Ministero dell'Interno, la norma suindicata deve trovare immediata applicazione nell'ambito delle attività amministrativo-contabili, per cui le pubbliche amministrazioni titolari della competenza di un iter per il quale sia necessario acquisire informazioni indicate nel DURC dovranno chiedere ai privati di fornire tali informazioni utilizzando una dichiarazione sostitutiva in luogo del DURC. Le stesse P.A. potranno poi chiedere la verifica della veridicità delle autocertificazioni ricevute dai privati alle altre amministrazioni certificanti, che potranno rispondere confermando la rispondenza al vero delle autocertificazioni o spiegando le ragioni del mendacio rilevato, senza tuttavia emettere certificati. A tale riguardo si evidenzia altresì che il predetto art. 71 (modalità dei controlli) prevede che "le Amministrazioni procedenti sono tenute ad effettuare idonei controlli, anche a campione, e in tutti i casi in cui sorgono fondati dubbi sulla veridicità delle dichiarazioni sostitutive di cui agli artt. 46 e 47».
Dunque fatte salve le istruzioni operative che dovranno pervenire dagli enti previdenziali o dal ministero dell'Interno, la Prefettura appare categorica nel riconoscere all'utente la possibilità di sostituire con propria autocertificazione la regolarità della posizione contributiva attestata dal Durc.(Saverio Linguanti)
Re: autocertificabilità durc contrasti interpretativi
DonZauker il Ven 11 Mag 2012 - 1:56
Dunque la prefettura di Piacenza nello stesso giorno formula un chiarimento sull'autocertificabilità del durc, affermando che la legge 183/2011 deve trovare immediata applicazione nelle more di eventuali istruzioni operative che potranno pervenire dagli Enti previdenziali o dal Ministero dell'Interno.
Istruzioni operative che a mio avviso sono contenute proprio nella nota 619 del Ministero del Lavoro ha emesso contemporaneamente alla comunicazione della prefettura nella stessa giornata del 16 gennaio (e di cui ipotizzo la prefettura quasi sicuramente non fosse ancora a conoscenza)
Secondo il mio punto di vista, l'interpretazione della prefettura cede il passo a quella del ministero.
francodan il Sab 12 Mag 2012 - 1:52
sono due ministeri diversi ....
DonZauker il Sab 12 Mag 2012 - 3:07
Si, sono due ministeri diversi.
La prefettura cita il ministero dell'Interno perchè fa direttamente parte della sua struttura.
E' vero che "In ambito provinciale, le prefetture - utg svolgono un'azione propulsiva, di indirizzo, di mediazione sociale e di intervento, di consulenza e di collaborazione, anche rispetto agli enti locali, in tutti i campi del "fare amministrazione"", ma, (ragionamento mio) che ci azzecca il min. dell'Interno con la regolarità contributiva delle ditte?
DonZauker il Lun 14 Mag 2012 - 1:59
Ri-posto anche qui:
Ho scoperto che esiste una nota congiunta Inps e Inail che fornisce chiarimenti sulla nota del Ministero del Lavoro del 16/01/2012 (chiarimenti su chiarimenti )
La nota in questione è la n.573 del 26/01/2012.
In sostanza la non autocertificabilità del durc riguarda solo quei casi in cui è previsto che il soggetto privato possa lui stesso presentare il durc alla p.a., ovvero secondo quanto previsto dall.art.90 c.9 del D.Lgs 81/2008.
Quindi nei contratti di forniture e servizi fino a 20.000 euro sono ammesse le autocertificazioni, che devono essere sottoposte a verifica (anche a campione) dalla stazione appaltante.
Ora la situazione mi pare molto più chiara
Ecco il link per leggere la nota dell'Inps-Inail
http://www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desktop?_nfpb=true&_pageLabel=PAGE_NORMATIVA&nextPage=INAIL/Istruzioni_Operative/2012/info423779844.jsp