Source: http://www.sistemapiemonte.it/suapbdcfo/visualizzaScheda?istat=001191&tipo=EndoTipo2&idp=340
Timestamp: 2018-04-22 08:09:15+00:00
Document Index: 145935808

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 65', 'art. 17', 'art. 10', 'art. 4', 'art. 17']

1. L’attività di commercio al dettaglio di medicinali non soggetti a prescrizione medica è disciplinata dall’art. 5 - Interventi urgenti nel campo della distribuzione di farmaci - del Decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, conv. in Legge 4 agosto 2006, n. 248, dal D.L. 1/2012 conv. in L. 27/2012 e dal D.M. 9 marzo 2013.
2. Ai sensi dell’articolo 5, l’attività di vendita al pubblico dei farmaci da banco o di automedicazione, di cui all'articolo 9-bis del decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405, e di tutti i farmaci o prodotti non soggetti a prescrizione medica può essere effettuata negli esercizi commerciali, di cui all'articolo 4, comma 1, lettere d), e) e f), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, quali rispettivamente:
d) esercizi di vicinato: aventi superficie di vendita non superiore a 150 mq. nei comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti e a 250 mq. nei comuni con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti;
e) medie strutture di vendita: gli esercizi aventi superficie superiore ai limiti di cui al punto precedente e fino a 1.500 mq. nei comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti e a 2.500 mq. nei comuni con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti;
f) grandi strutture di vendita: gli esercizi aventi superficie superiore ai limiti di cui al punto precedente;
previa comunicazione al Ministero della Salute, ai fini della registrazione nella banca dati centrale per la tracciabilità del farmaco, nonché, per conoscenza, alla Regione in cui ha sede l’esercizio, all’ASL e al Comune competenti per territorio e all’Agenzia Italiana del Farmaco. La relativa modulistica è reperibile sul sito del Ministero della Salute (percorso: Tracciabilità del farmaco – Esercizi commerciali – Attribuzione del codice univoco e registrazione degli esercizi commerciali).
3. La vendita è consentita durante l'orario di apertura dell'esercizio commerciale e deve essere effettuata nell'ambito di un apposito reparto, alla presenza e con l'assistenza personale e diretta al cliente da parte di uno o più farmacisti abilitati all'esercizio della professione ed iscritti al relativo ordine.
4. Si specifica, inoltre, che l’apertura di una parafarmacia è soggetta alla Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) di avvio di un esercizio di vicinato, da presentare allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del comune competente per territorio, cioè presso il comune in cui ha sede l’esercizio, e può essere effettuata dalla data di ricevimento della segnalazione medesima.
5. Poiché la SCIA commerciale di avvio di un esercizio di vicinato rappresenta l’ultimo adempimento a carico dell’operatore prima dell’avvio dell’attività, gli endoprocedimenti previsti dalla normativa in merito agli impianti e fabbricati utilizzati per l’esercizio della stessa, di cui al quadro “D”, devono essere espletati prima della presentazione della SCIA di avvio.
6. Nel caso in cui tale attività assuma le caratteristiche dimensionali di una media struttura di vendita, si rammenta che l’avvio della stessa è soggetto al rilascio dell’autorizzazione da parte del comune competente per territorio, secondo le disposizioni contenute nella Legge regionale 12 novembre 1999, n. 28 e s.m.i. – Disciplina, sviluppo ed incentivazione del commercio in Piemonte, in attuazione del Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 114.
RIFERIMENTI NORMATIVI: art. 5 Decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, conv. in Legge 4 agosto 2006, n. 248;
Decreto Legge n. 1/2012, conv. in L. 27/2012 e D.M. 9 marzo 2013;
artt. 4, 7 D.Lgs. n. 114/1998 s.m.i., art. 65 D.Lgs. n. 59/2010 s.m.i., art. 17 L.R. n. 38/2009
FONTI NORMATIVE: http://www.camera.it/parlam/leggi/06248l.htm#decreto
http://www.regione.piemonte.it/commercio/dwd/orariVenditeServizi/norm846.pdf
Il privato deve dichiarare nella SCIA di avvio dell’attività commerciale: i propri dati identificativi, la sussistenza dei requisiti morali ed eventualmente professionali, se trattasi di vendita di prodotti alimentari, il settore merceologico o i settori merceologici, l’ubicazione e la superficie di vendita del locale, il rispetto dei regolamenti locali di polizia urbana, annonaria ed igienico-sanitaria, dei regolamenti edilizi e delle norme urbanistiche, nonché di quelle relative alle destinazioni d’uso, e l’esito della eventuale valutazione dell’impatto commerciale, di cui all'art. 10, c. 1, lett. c. del D.Lgs. n. 114/1998 s.m.i.
4 PREVENZIONE INCENDI VF 3 VF - Richiesta CPI NO Visualizza endoprocedimento
5 PREVENZIONE INCENDI VF 4 VF - SCIA ai fini della sicurezza antincendio NO Visualizza endoprocedimento
6 SICUREZZA ISPESL 3 ISPESL - Impianti elettrici di messa a terra, di protezione contro le scariche elettriche e impianti posti in luoghi con pericolo di esplosioni NO Visualizza endoprocedimento
D.Lgs. n. 114/1998 s.m.i. – art. 4, 7 D.Lgs. n. 59/2010 s.m.i. - Art. 65 L.R. n. 38/2009 – art. 17 L.R. n. 28/1999 s.m.i. D.C.R. n. 563-13414/1999
dalla data di presentazione della Segnalazione certificata di inizio attività al SUAP
soltanto in caso di vendita di prodotti alimentari, presentazione della Notifica di Inizio attività all’ASL per il tramite del SUAP (Scheda IG-SAN Notifica nuovi insediamenti produttivi)
Comunicazione_Ministero Comunicazione Inizio Attività precedentemente inviata al Ministero della Salute ed all'Agenzia del Farmaco Comunicazione inizio attività PARAFARMACIA.doc SI Scarica allegato