Source: https://www.tnotice.com/tblog/
Timestamp: 2020-02-19 12:30:48+00:00
Document Index: 115444864

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 1', 'art 2', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 41', 'art. 4', 'sentenza ']

Il Blog di tNotice ®
La raccomandata elettronica®
tBlog: segui insieme a noi questa avventura...
Hai dimenticato l'indirizzo email?
Il General Data Protection Regulation 2016/679
Il General Data Protection Regulation 2016/679 e la nuova disciplina in materia di privacy.
Il trattamento dei dati elemento centrale del nuovo testo normativo europeo.
Lo scorso 7 febbraio 2018 l’UHY Italia e lo Studio legale SLVB di Firenze hanno organizzato presso la sede di Firenze del Monte dei Paschi di Siena S.p.A. un convegno dal titolo “La sfida della privacy per imprese e professionisti. Adeguarsi al nuovo Regolamento Europeo evitando rischi e sanzioni”.
Dal 25 maggio 2018 avrà piena applicazione il Regolamento UE GDPR (General Data Protection Regulation) con l’entrata in vigore del nuovo sistema sanzionatorio che può comportare, tra l’altro, sanzioni amministrative pecuniarie fino al 4% del fatturato mondiale totale annuo dell’esercizio precedente.
Il convegno ha riscosso un grande interesse con la partecipazione di importanti Aziende italiane e professionisti del settore, che hanno letteralmente riempito la Sala Convegni della Monte dei Paschi di Siena di Firenze.
Particolarmente apprezzato è stato l’intervento del Prof. Francesco Pizzetti – ordinario di Diritto Costituzionale nell’Università di Torino e già Presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali – che al termine della sua relazione si è prestato ad un confronto con i presenti ed, in particolare, con il nuovo operatore postale digitale tNotice (inPoste.it S.p.A.) che ha potuto evidenziare come l’evoluzione dei servizi postali in forma digitale deve avvenire nel rispetto dell’art. 15 della Costituzione e del nuovo Regolamento UE 2016/679.
Dal confronto è emerso che tNotice – primo “servizio elettronico di recapito certificato”, in Europa e in Italia, già conforme al Regolamento UE n. 910/2014 (eIDAS) – è in grado di garantire efficacemente il diritto alla privacy dei suoi utenti nel pieno rispetto dell’evoluzione normativa.
Servizio di DATA CERTA
Come è ormai noto, Poste Italiane non eroga più il servizio di Data Certa dal 1 Aprile 2016.
Come funzionava il servizio di Data Certa?
Per servizio di Data Certa si intende il timbro sui documenti che serve a fornire la prova che il relativo documento è stato prodotto in determinato giorno.
Come spiega correttamente il sito “laleggepertutti.it”:
“[…] la Data Certa ha lo scopo di rendere opponibile un documento ad eventuali controinteressati, a dare la certezza del giorno in cui un determinato atto è stato firmato, a supportare le difese del contribuente nei confronti del fisco, a dare certezza ai rapporti contrattuali tra i privati cittadini, ecc. […]”
tNotice offre la sua alternativa:
il valore legale in formato digitale (PCT – Processo Civile Telematico)
il prezzo al pubblico fissato a €1,23+IVA indipendentemente dal numero di pagine
Potete provare immediatamente il servizio descritto, inviando gratuitamente la prima tNotice.
Effettuate la registrazione al seguente indirizzo (http://app.tnotice.com) e vi sarà erogato il credito sufficiente per il primo invio.
tNotice Light, leggera come una nuvola
La leggerezza è un valore, non certo un difetto.
Una sottrazione di peso, direbbe Calvino.
Un’operazione che toglie strutture, che alleggerisce e che semplifica fino ad arrivare all’essenzialità, al cuore delle cose.
Questo è ciò che ci siamo permessi di fare con tNotice.
Questo è ciò che ci ha condotto a tNotice Light.
Non è solo un nuovo prodotto, ma una nuova opportunità: più veloce, sicura, leggera. Ancora più semplice, ancora più tua.
Tutto questo al costo di una prioritaria.
Devi sapere che tNotice Light:
Può essere inviata da qualsiasi connessione ad Internet e verso un qualsiasi indirizzo di posta elettronica nel mondo
Nessun limite di pagine e allegati (ogni allegato max 10 MB)
Tracciatura elettronica durante ogni fase della spedizione
Ricevuta di spedizione della raccomandata con data e ora certa
Spedizione e consegna al destinatario tutti i giorni
A differenza della tNotice, è più economica e non dispone del Certificato Postale Forense.
Ora puoi provarla.
Priverno finalista del premio Smart Communities
Come afferma Simone Favarin, il CDIO di tNotice, nella vita ci vuole concretezza.
Bisogna saper sognare, bisogna lasciare libera la propria fantasia, ma bisogna anche rimanere con i piedi a terra e saper osservare i cambiamenti reali, le piccole orme che ci lasciamo dietro e quelle che, nel tempo, andremo a disegnare.
A questo non punto non possiamo che condividere con voi una bellissima notizia: il Comune di Priverno è tra i finalisti del premio Premio Smart Communities per SMAU Roma 2015 grazie alla lungimirante scelta di semplificare il rapporto tra amministrazione e cittadini per mezzo di tNotice.
Semplificazione, innovazione, risparmio di tempo, risparmio di soldi pubblici.
Quando parliamo di concretezza, noi lo facciamo in questo modo.
Segue l’intervento di Roberto Alma, intervistato da Chiara Albicocco di Triwu:
A Priverno il Comune si fa smart con la raccomandata elettronica from TRIWU on Vimeo.
Nuove disposizioni in materia di semplificazione nella comunicazione postale. A questo titolo corrisponde la recente proposta di legge di iniziativa dei deputati Mattarelli, Scotto, Melilla, Ricciatti, Pellegrino, Duranti, Pannarale, Nicchi, Sannicandro.
Noi di tNotice non possiamo che accogliere con entusiasmo i princìpi e le considerazioni contenute nelle pagine che abbiamo attentamene analizzato, non solo come innovatori e imprenditori, ma soprattuto in qualità di cittadini italiani.
Il testo spiega ed approfondisce ciò che da tempo sosteniamo:
la maggior parte dei cittadini non utilizza l’attuale Posta Elettronica Certificata perché non la conosce oppure semplicemente perché non si “fida”.
il costo relativo all’invio della posta raccomandata cartacea da parte della Pubblica Amministrazione è estremamente elevato (1,5 miliardi di Euro all’anno) e può essere drasticamente ridotto adottando la raccomandata elettronica, già esistente, funzionante, disponibile (come tNotice, ad esempio).
il mondo della PEC (quadro normativo, efficacia, percezione dei cittadini, ecc.) in Italia è confuso e preoccupante;
i criteri che fissano limiti di accesso connesso al fatturato aziendale delle start-up innovative sono di fatto un controsenso decisamente invalidante, soprattutto quando si parla di innovazione e semplificazione.
E’ molto difficile semplificare un documento così articolato e tecnicamente complesso, ma proviamo ad evidenziarne alcuni punti:
Comunicazione con la PA
L’indagine “I cittadini – Nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale – Agenzia Digitale” rappresenta un’Italia in cui solo il 37% dei cittadini ricorrono al Web per comunicare con la Pubblica Amministrazione, contro un 41% che ancora preferisce recarsi di persona negli uffici per conoscere chi si occuperà della sua pratica.
Il 18% non ha una rete Internet a casa, il 13% ignora che il servizio è disponibile online e il 6% pensa di non essere in grado di affrontare le procedure di accesso. Una situazione definita “particolarmente preoccupante” dagli stessi parlamentari.
Dalla stessa indagine emerge un dato allarmante: nonostante gli sforzi del legislatore, la Posta Elettronica Certificata è conosciuta solo dal 9% del campione. Il rapporto tra impegno e risultato dipinge un qualcosa di molto vicino ad un fallimento.
L’intento del legislatore consiste nel portare a regime l’uso della PEC quale ordinario strumento di comunicazione alternativo all’invio postale di documenti cartacei: nello specifico il decreto-legge n. 185/2008 consente, infatti, l’invio di documenti informatici per via telematica con valenza legale ed è valido giuridicamente ai fini dei rapporti con le PA, che sono tenute ad utilizzare tale strumento per le comunicazioni e le notificazioni aventi come destinatari i dipendenti della stessa o di altra amministrazione.
Tralasciando il complesso susseguirsi di interventi legislativi, nella proposta si legge: “[…] In definitiva [..] le PA sono tenute a utilizzare la PEC ai fini della trasmissione telematica di comunicazioni che necessitano di una ricevuta di invio e di una di consegna a soggetti che abbiano preventivamente dichiarato il proprio indirizzo. In buona sostanza, dunque, la trasmissione del documento informatico tramite PEC equivale, altresì, alla notificazione a mezzo posta, salvo che la legge disponga diversamente […]”.
L’80% dei destinatari sono privati senza PEC
Nonostante tutto, però, finora “non si è data molta importanza al fatto che un utente abbia letto o meno un messaggio, al caso in cui trascorsi 30 mesi il gestore può cancellare i file di log e, se l’utente ha smarrito o erroneamente cancellato le ricevute, quest’ultimo non ha nessun mezzo che fornisca la prova dell’avvenuta comunicazione o ancora vi è confusione circa la possibilità delle imprese di poter comunicare al Registro delle imprese l’indirizzo di PEC messo a disposizione dallo studio professionale che le assiste negli adempimenti”.
Il risultato è drammatico: le file agli sportelli delle PA non sono affatto diminuite e la stessa PA continua ad inviare sempre e comunque numeroissime comunicazioni cartacee ai cittadini, come evidenziato dall’analisi del Ministero dello Sviluppo Economico-Dipartimento Comunicazioni: statisticamente l’80% dei destinatari sono privati cittadini e famiglie che ad oggi ancora non dispongono della PEC.
Eppure la spesa pubblica è da capogiro
La spesa pubblica per la comunicazione da parte della PA tramite raccomandata postale comprensiva dei costi indiretti, si traduce in circa 1,5 miliardi di Euro/anno, pari a circa 11,53 Euro per ogni raccomandata spedita dalla Pubblica Amministrazione (dato che può aumentare fino a 22 Euro secondo un recente studio pubblicato da Confesercenti e presentato dal giornalista Gian Antonio Stella).
Ma la scelta della raccomandata cartacea piuttosto dell’invio digitale non sembra presentare alcun vantaggio: secondo alcuni recenti pareri legali resi a Poste SpA sulla raccomandata elettronica, detta tipologia di raccomandata, oltre ad essere equivalente al valore legale della raccomandata allo sportello, e quindi cartacea, offre in più anche la certificazione del contenuto della comunicazione, con valore probatorio in giudizio.
In poche parole attualmente la PA utilizza una soluzione costosissima invece di scegliere un’alternativa esistente, funzionante ed economica. Uno spreco di denaro pubblico che potrebbe essere facilmente evitato.
L’Europa ci chiede nuovi strumenti
Il nuovo Regolamento del Parlamento Europeo eIDAS n. 910/2014, entrato in vigore il 17/09/14 e direttamente applicabile in Italia dal 01/07/16 impone al nostro Paese di dotarsi di nuovi strumenti di comunicazione elettronica. La proposta di legge in esame risponde proprio ai nuovi requisiti nel pieno rispetto della normativa vigente e in linea con gli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea.
Ad esempio, in sintesi, l’art. 1 prevede che fermo restando quanto previsto dal CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale) ogni forma di comunicazione, ivi compresa quella in formato elettronico, deve intendersi all’”invio raccomandato” quando ricorrono talune condizioni minime di servizio.
L’art 2., invece, definisce l’”indirizzo elettronico” come la destinazione che coincide con il luogo telematico o informatico che risulta costantemente monitorato dal destinatario e idoneo a consentire la piena cognizione del contenuto della comunicazione. In particolare si dispone che l’indirizzo elettronico è da considerarsi idoneo alla ricezione quando il mittente riceve, in qualsiasi forma, una conferma di lettura o di consegna conseguente ad un’azione impressa dal destinatario sul sistema telematico o informatico utilizzato per la ricezione della comunicazione stessa.
L’art. 3 prevede che nei casi in cui è preventivamente indicato un indirizzo di posta elettronica, o quest’ultima risulta dai registri anagrafici domicilio speciale della persona fisica o giuridica, la PA in conformità utilizza per l’invio di ogni comunicazione la trasmissione telematica o informatica attraverso gli strumenti e le tecnologie che consentono la spedizione di posta raccomandata in modalità elettronica ai sensi e nelle forme previste dall’art. 1 della presente legge. Lo stesso articolo prevede che le PA possono procedere per l’affidamento dei servizi di comunicazione elettronica a bando di gara con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e che non possono essere ammesse a concorrere nell’ambito dello stesso bando di gara per l’affidamento dei servizi di postalizzazione nella sola forma elettronica imprese che esercitano tipologie di servizio di postalizzazione ibrida o tradizionale, dovendosi considerare dette modalità di servizio del tutto diverse e comunque destinate ad essere affidate con bandi di gara distinti.
La lungimiranza della proposta di legge prevede anche un’attenzione particolare per le start-up innovative, dato che possono concorrere a gare pubbliche per la fornitura di tecnologie innovative con esonero dall’attestazione dei requisiti speciali previsti all’art. 41 del decreto legislativo n. 163/2006 in materia di contratti pubblici.
Per concludere, l’art. 4 prevede che entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della suddetta legge il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e gli altri Ministri interessati, emana uno o più regolamenti per introdurre nella disciplina vigente le disposizioni applicative finalizzate al pieno conseguimento degli obiettivi sanciti dalla presente legge in conformità ai principi contenuti nel Regolamento del Parlamento Europeo eIDAS n. 910/2014.
In questo particolare momento storico riteniamo che sia di fondamentale importanza investire sulla semplificazione e sull’innovazione nella Pubblica Amministrazione. In particolare la comunicazione postale rappresenta sia un’importante voce nel bilancio, sia una fonte di stress e perdita di tempo per quanto riguarda i cittadini.
La proposta di legge che abbiamo analizzato – Nuove disposizioni in materia di semplificazione nella comunicazione postale – apre le porte della PA anche alle start-up innovative, propone un abbattimento drastico dei costi che attualmente si aggirano attorno a 1,5 miliardi di euro / anno, risponde sufficientemente ai principi descritti dal Regolamento del Parlamento Europeo eIDAS n. 910/2014 e fa chiarezza in un campo caratterizzato da una profonda confusione. Ci auguriamo che la direzione indicata dai Mattarelli, Scotto, Melilla, Ricciatti, Pellegrino, Duranti, Pannarale, Nicchi, Sannicandro possa essere in qualche modo seguita dal resto dei parlamentari e dalle istituzioni.
Noi siamo pronti, come start up innovativa, come imprenditori, come innovatori e come cittadini a dare il nostro contributo.
Gli italiani e la PEC: un amore possibile?
Continua la sequenza di “Save the date” grazie al convegno “Gli italiani e la PEC: un amore possibile?“. Si terrà oggi, alle 16:30 presso la Sala della Mercede della Camera dei deputati.
Digiconsum promuove l’evento inserendolo in un più ampio progetto di approfondimento che riguarda le criticità e le potenzialità del “sistema Italia” sul fronte dell’innovazione, dal punto di vista del cittadini.
L’associazione Digiconsum sarà rappresentata dal presidente, Paolo Cardini, il quale spiega: «Digiconsum è nata con l’obiettivo di promuovere la cittadinanza digitale attraverso attività di formazione e alfabetizzazione, ma anche per fare da raccordo tra la gente comune e i decisori politici sul tema della digitalizzazione e dell’innovazione come driver per la ripresa economica. Quello di come i cittadini comunicano con la pubblica amministrazione e con le imprese è uno dei nodi da sciogliere per andare in questa direzione. Su questo e su altri argomenti ci facciamo portavoce del sentire comune e con il sostegno di esperti del settore sottoponiamo problemi e possibili soluzioni a chi ha il potere di incidere concretamente, il nostro Parlamento».
Tra gli esperti chiamati a partecipare al dibattito, sono previsti gli interventi del fondatore e Ceo di tNotice.com Claudio Anastasio, del direttore di Key4Biz Raffaele Barberio, del managing director di Esakube Alessandro Giovannini, di Giuseppe Iacono di Stati Generali dell’Innovazione, di Andrea Rigoni, presidente e managing director di Intellium, e dell’avvocato Stefano Sbordoni.
via della Mercede 55,
Cell. 347.4318190
Per accreditarsi inviare una mail a
daniele.angeloni@digiconsum.it
(foto di Umberto Battaglia)
Meno file all’ufficio postale
Nel 2012, La Stampa, pubblicava un articolo molto interessante come sintesi del rapporto Censis “Municipium 2012”, realizzato in collaborazione con la RUR, Rete Urbana della Rappresentanze.
Tra le varie fotografie della società suggerite dalla ricerca, sottlineiamo l’incremento di familiarità con il ditigale:
[…] nelle città medio grandi, Il 66,2% delle abitazioni è in rete grazie all’Adsl, nel 44,4% c’è il Wifi domestico. E’ chiaro che ormai Internet non è più quella porta misteriosa che permetteva, solo a chi avesse esoteriche competenze, di muoversi in un mondo pieno di tentazioni e pericoli. […]
E un aumento dell’utilizzo dei servizi digitali in sostituzione alle tradizionali operazioni “cartacee”:
Quasi la metà (48%) di noi animali urbani ha scoperto la domiciliazione bancaria delle utenze domestiche. Solo una parte minima (28%) dei laureati si presta ancora a far file all’ufficio postale, mentre il grosso (78%) di chi ancora ami questo passatempo ha la sola licenza elementare.
Questo vuol dire che con il passare gli anni aumenta la fiducia nei confronti degli strumenti digitali e che – superato lo scoglio dell’alfabetizzazione – sempre più persone preferiscono sbrigare le pratiche online, piuttosto che perdere mattinate presso qualche ufficio.
E’ un mutamento culturale che già molto ci ha dimostrato, ma ancora di più si renderà concreto nei prossimi anni. E’ compito delle istituzioni e degli imprenditori precederlo di qualche passo e preparare il terreno all’auspicato sviluppo.
Si tratta di far risparmiare tempo ai cittadini e, si sa, è una risorsa molto preziosa.
Noi ci stiamo riuscendo: http://app.tnotice.com
Ora puoi investire nella Raccomandata Elettronica.
Questa è stata una settimana molto importante per noi: è iniziata la nostra campagna pubblicitaria televisiva, abbiamo avuto alcuni incontri con importanti investitori, abbiamo preparato il nostro viaggio istituzionale a San Francisco ed è partita il collocamento (vigilato CONSOB) in Equity Crowdfunding per mezzo del portale Unicaseed.
Abbiamo ricevuto una pre-money valuation di 62.000.000€, offriamo il 5% del nostro capitale con un target di 500.000€.
Inoltre 18 milioni di ascoltatori TV hanno visto in 4 giorni il nostro spot (fonte AUDITEL).
Il video che sta spopolando
Cerchiamo sempre di spiegarci, di raccontarci, di dare più informazioni possibile. Lavoriamo in un settore apparentemente semplice ma in realtà siamo immersi in un mare di leggi, regolamenti, cavilli. Per questo “comunicarci” è una nostra priorità.
Lo facciamo con il nostro sito, con il sito dedicato ai dubbi e alle domande, con il sito dedicato al collocamento, con il portale per il collocamento e da qualche giorno anche tramite quel video.
Abbiamo realizzato la nuova raccomandata elettronica, si invia semplicemente come se fosse una email, tramite il computer o lo smartphone, a qualsiasi indirizzo email funzionante.
tNotice certifica l’invio, la ricezione, il contenuto e gli allegati per mezzo del Certificato Postale Forense.
Conserva online, nella “nuvola”, gli indirizzi, i documenti e i certificati.
tNotice elimina la fila all’ufficio postale, invita ad una maggiore digitalizzazione, semplifica le comunicazioni tra cittadini e imprese, offre a tutti la possibilità di ridurre drasticamente le spese relative alle raccomandate.
Privati, Aziende, Professionisti e Pubblica Amministrazione.
Un mercato eterogeneo che in Italia movimenta circa 250 milioni di buste raccomandate cartacee per 936 milioni di euro di ricavi anno (fonte ufficiale Ministero dello Sviluppo Economico), in Europa 17 miliardi di euro di ricavi (in forza dell’autorizzazione n. AUG/3432/2014 concessa a INPOSTE.IT – tNotice dal Ministero dello Sviluppo Economico – Direzione Generale – Dipartimento I, valida in tutto lo spazio economico europeo (SEE) più estensivo rispetto agli Stati membri europei).
L’innovazione di tNotice, riconosciuta con i brevetti “strong patent” ventennali concessi n. IT-1392733 e IT-1407395, è la prima aderente da subito al nuovo Regolamento Europeo eIDAS n. 910/2014, già recepito in Italia ed entrato in vigore il 17 settembre 2014 e completamente attuativo dal 1 luglio 2016, nonchè unica e prima in Italia aderente alla sentenza di legittimità della Suprema Corte di Cassazione n. 10021/2005 in materia di valore probatorio del contenuto della “busta raccomandata”.
No? Cosa state aspettando? La registrazione è gratuita: http://app.tnotice.com.
Io sono sempre più emozionato.