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Timestamp: 2020-07-04 19:30:21+00:00
Document Index: 117500859

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 360', 'art. 12', 'art. 12']

Sentenza Cassazione Civile n. 3453 del 09/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3453 del 09/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 09/02/2017, (ud. 06/12/2016, dep.09/02/2017), n. 3453
sul ricorso 29246-2015 proposto da:
P.I., V B DI ING. B. & C. S.R.L., C.F. (OMISSIS), in
persona del legale rappresentante, elettivamente domiciliati in
GRAZIANI, che li rappresenta e difende unitamente e disgiuntemente
all’avvocato GIORGIO PARIS in virtù di mandato a margine del
avverso la sentenza n. 1848/65/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della LOMBARDIA – SEZIONE DISTACCATA DI BRESCIA, emessa il
23/04/2015 e depositata il 05/05/2015;
L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, affidato ad un motivo, nei confronti di P.I. e V B di Ing. B. &amp; C. srl (che resistono con controricorso), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia Sezione staccata di Brescia n. 1848/65/2015, depositata in data 5/05/2015, con la quale – in controversia concernente l’impugnazione di un avviso di liquidazione della maggiore imposta di registro dovuta in relazione ad un atto di compravendita di terreno edificabile, nell’anno 2010, a seguito di rettifica del valore del terreno dichiarato nell’atto, – è stata confermata la decisione di primo grado, che aveva accolto il ricorso dei contribuenti, per violazione del termine dilatorio di gg. 60 per l’emissione dell’atto impositivo, prescritto dalla L. n. 212 del 2000, art. 7.
1. La ricorrente lamenta, con unico motivo, la violazione e/o falsa applicazione, ex art. 360 c.p.c., n. 3, della L. n. 212 del 2000, art. 12 pur trattandosi di un avviso di rettifica di valore e liquidazione, ai fini dell’imposta complementare di registro, emesso senza un previo accesso, ispezione o verifica fiscale.
Le Sezioni Unite di questa Corte hanno invero affermato (Cass. 24823/2015) il seguente principio di diritto: “Differentemente dal diritto dell’Unione europea, il diritto nazionale, allo stato della legislazione, non pone in capo all’Amministrazione fiscale che si accinga ad adottare un provvedimento lesivo dei diritti del contribuente, in assenza di specifica prescrizione, un generalizzato obbligo di contraddittorio endoprocedimentale, comportante, in caso di violazione, l’invalidità dell’atto. Ne consegue che, in tema di tributi “non armonizzati”, l’obbligo dell’Amministrazione di attivare il contraddittorio endoprocedimentale, pena l’invalidità dell’atto, sussiste esclusivamente in relazione alle ipotesi, per le quali siffatto obbligo risulti specificamente sancito; mentre in tema di tributi “armonizzati”, avendo luogo la diretta applicazione del diritto dell’Unione, la violazione dell’obbligo del contraddittorio endoprocedimentale da parte dell’Amministrazione comporta in ogni caso, anche in campo tributario, l’invalidità dell’atto, purchè, in giudizio, il contribuente assolva l’onere di enunciare in concreto le ragioni che avrebbe potuto far valere, qualora il contraddittorio fosse stato tempestivamente attivato, e che l’opposizione di dette ragioni (valutate con riferimento al momento del mancato contraddittorio), si riveli non” puramente pretestuosa e tale da configurare, in relazione al canone generale di correttezza e buona fede ed al principio di lealtà processuale, sviamento dello strumento difensivo rispetto alla finalità di corretta tutela dell’interesse sostanziale, per le quali e stato predisposto”.
Le Sezioni Unite hanno quindi precisato le garanzie fissate nella L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7, trovano applicazione esclusivamente “in relazione agli accertamenti conseguenti ad accessi, ispezioni e verifiche fiscali effettuate nei locali ove si esercita l’attività imprenditoriale o professionale del contribuente”. Inoltre, l’Ufficio, al di fuori degli “accessi, ispezioni e verifiche fiscali nei locar, ove si svolge l’attività imprenditoriale o professionale, puo emettere l’avviso di accertamento anche in assenza di un processo verbale che attesti la chiusura dell’attivita istruttoria, in difetto di norme che impongano un obbligo di verbalizzazione e laddove sia prevista una fase necessaria di contraddittorio procedimentale, che garantisce pienamente la partecipazione e l’interlocuzione del contribuente prima dell’emissione dell’accertamento (Cass. 7960/2014, in tema di accertamento standardizzato mediante parametri e studi di settore; Cass. 14027/2012).
Nella specie, non e contestato che si verteva in ipotesi di controllo fiscale eseguito, senza alcun accesso, ispezione o verifica fiscale, per l’anno 2010, a seguito di acquisizione documentale (anche movimentazioni bancarie) ai fini della liquidazione e rettifica dell’imposta complementare di registro.