Source: https://mediadelpretaro.com/2018/10/composizione-della-crisi-da-sovraindebitamento-piano-del-consumatore-istanza-di-nomina-del-gestore-della-crisi-ammissibilita-o-meno-della-sospensione-delle-azion/
Timestamp: 2019-05-21 00:37:18+00:00
Document Index: 29539945

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 111', 'art. 111', 'art. 111', 'art. 111']

COMPOSIZIONE DELLA CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO – PIANO DEL CONSUMATORE – ISTANZA DI NOMINA DEL GESTORE DELLA CRISI – AMMISSIBILITA’ O MENO DELLA SOSPENSIONE DELLE AZIONI ESECUTIVE INDIVIDUALI – – Mediadelpretaro.com – Rivista di Informazione Giuridica –
1) LE NORME VIGENTI – ESAME DELLA GIURISPRUDENZA – 2) L’ART. 15 CO. 9 L. 3/2012 ED IL GIUSTO PROCESSO CIVILE. 3) AUTOMATIC STAY NEL CODICE DELLA CRISI E DELLA INSOLVENZA.
1) LE NORME VIGENTI – ESAME DELLA GIURISPRUDENZA –
La norma di cui all’art. 12 bis co. 2 L 3/2012 prevede che quando, nelle more della convocazione dei creditori, la prosecuzione di specifici procedimenti di esecuzione forzata potrebbe pregiudicare la fattibilità del piano, il Giudice, con lo stesso decreto, può disporre la sospensione degli stessi, sino al momento in cui il provvedimento di omologazione diventa definitivo.
Da quanto esposto è dato desumere che, medio tempore, ossia dal momento della presentazione, ex art. 15 co. 9 L. 3/2012, ad un Organismo di Composizione della Crisi –OCC- ovvero al Tribunale territorialmente competente, della istanza di nomina del gestore della stessa da parte del sovraindebitato – consumatore e sino a quando non interviene il provvedimento di apertura della procedura, il predetto debitore – consumatore non potrebbe beneficiare di alcun blocco delle azioni esecutive nei confronti dei creditori, già intraprese ovvero da azionare.
La criticità della dedotta situazione è di tutta evidenza.
Una parte della Magistratura ritiene la inammissibilità delle istanze presentate da parte del debitore, tese ad ottenere un provvedimento di sospensione del processo esecutivo; in particolare, il dianzi indirizzo ritiene che la legge non prevede alcun collegamento immediato e automatico tra il deposito dell’istanza e l’arresto, ovvero la temporanea improseguibilità della procedura esecutiva, poiché le disposizioni in questione rimettono ad un provvedimento espresso del Giudice di quella procedura -non del G.E.- la pronuncia del divieto di prosecuzione delle azioni esecutive individuali (1).
Quanto appena esposto si traduce, in sede di esecuzione immobiliare, in una causa esterna di sospensione, c.d. necessitata, del processo esecutivo, di cui il G.E. non può che prenderne atto, disponendo in conformità (2).
Altra parte della Giurisprudenza, invece, ritiene di accogliere favorevolmente le istanze dei debitori richiedenti la sospensione del procedimento esecutivo, sino al momento in cui il provvedimento di omologazione diventi definitivo, ovvero, sino al momento della mancata omologazione del piano, e ciò sul presupposto che il deposito dell’istanza per la nomina del professionista, ex art. 15 co. 9 L. 3/2012, preordinata alla presentazione della domanda di adesione ad una delle procedure relative al procedimento di composizione della crisi da sovraindebitamento, quale il Piano del consumatore, determina la sospensione di qualsivoglia azione intrapresa dal creditore che possa arrecare pregiudizio al patrimonio del debitore (3).
2) L’ART. 15 CO. 9 L. 3/2012 ED IL GIUSTO PROCESSO CIVILE.
In attesa di un intervento del nostro Legislatore, una via di uscita, circa la dedotta problematica, potrebbe, anzi dovrebbe, transitare attraverso una interpretazione costituzionalmente orientata della norma di cui all’art. 15 co. 9 L. cit., in rapporto alla normativa di rango superiore, afferente il giusto processo civile -art. 111 co. 1 Cost.-.
In particolare, poiché viviamo in una società del divenire, detta in altro modo liquida (4), ed i valori sociali altro non sono che l’impulso dei consociati al raggiungimento di condizioni migliorative di vita (5), non vedo ostacoli a poter considerare l’art. 111 co. 1 Cost. quale norma a contenuto composito, che possa essere espressione di tali esigenze (6); tale clausola è da intendere come apertura del sistema delle garanzie costituzionali della giurisdizione, ossia norma attraverso la quale trovano ingresso, nell’ordinamento giuridico, quei principi ritenuti necessari dalla coscienza collettiva, per una effettiva tutela degli interessi delle parti (7), ovvero, detto in altro modo, categoria ordinante di valori che esprimono una ideologia di giustizia, quale risultante di certe scelte fondamentali di civiltà e di democrazia (8).
La clausola de quo viene, pertanto, configurata, così come autorevolmente affermato, non un hortus conclusus, ossia, come una categoria chiusa, suscettibile di un’auto – integrazione analogica o estensiva, bensì, uno strumento di etero – integrazione, attraverso la quale possono fare ingresso nuovi valori sociali (9).
La interpretazione della normativa de quo, alla luce del dettato costituzionale, determina il dovere, in capo al nostro ordinamento giuridico, di considerare meritevole di tutela la posizione soggettiva di coloro i cui interessi sono coinvolti nell’azione esecutiva, nel senso di apprestare protezione al dianzi citato interesse preordinato a che, l’interessato, possa azionare, senza ripercussioni negative derivanti dall’azione creditoria, il proprio diritto ad accedere ad una misura di composizione della crisi quale quella del Piano del consumatore.
3) AUTOMATIC STAY NEL CODICE DELLA CRISI E DELLA INSOLVENZA.
Quanto sostenuto trova ulteriore conforto nella sezione contenuta nella bozza del Codice della Crisi e della Insolvenza, da varare in attuazione della legge delega del 19 Ottobre 2017 n. 155, in cui si prevede la sospensione automatica, c.d. automatic stay, termine mutuato dal Diritto Fallimentare USA, dei procedimenti esecutivi, a decorrere dalla richiesta di proposizione di accesso ad una procedura di composizione della crisi (10).
1) Tribunale Bari, Sez. II, 19 Maggio 2017; Valentina Baroncini, Ilprocessocivile.it, Giugno 2018.
2) Tribunale Bari cit; Valentina Baroncini, op. cit.
3) Tribunale Marsala, 20 Dicembre 2017; Tribunale Parma, 21 Settembre 2017; per un maggiore approfondimento: Stanislao De Matteis – Nicola Graziano, Casi e questioni di sovraindebitamento, Maggioli, 2017.
4) Zygmunt Bauman, Vita Liquida, Laterza, 2008.
5) Quirino Camerlengo, Costituzione e Promozione Sociale, Il Mulino, 2013; Giovanni Del Pretaro, in questa Rivista, Le nuove aspettative dell’uomo contemporaneo, Agosto 2018.
6) Quirino Camerlengo, op. cit; Giovanni Del Pretaro, in questa Rivista, L’art. 111 Cost. Settembre 2018.
7) Giuseppe Vignera, La Garanzia Costituzionale del Giusto Processo, Diritto.it, 2017; Giovanni Del Pretaro, op. cit.
8) Giuseppe Vignera, Le garanzie costituzionali del processo civile alla luce del “nuovo” art. 111 Cost., Riv. trim. proc. civ., 2003.
9) Giuseppe Vignera, op. cit.
10) Valentina Baroncini, op. cit..
L’ART. 115 C.P.C. – IL PRINCIPIO DI NON CONTESTAZIONE –