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Timestamp: 2018-09-24 08:12:09+00:00
Document Index: 166525626

Matched Legal Cases: ['§ 43', '§ 38', '§ 3', '§ 51', 'sentenza ', 'art. 319', 'art. 319']

Processo Penale e Giustizia - Corte edu, 22 febbraio 2018, Drassich c. Italia (2)
Giusto processo - difesa - riqualificazione fattuale
L’equità di un procedimento penale deve essere valutata nel suo complesso (Miailhe c. Francia n.2 , 26 settembre 1996 § 43; Imbrioscia c. Svizzera , 24 novembre 1993, § 38). L’articolo 6 § 3, lett. a), Cedu, sancissce l'esigenza di rendere l'imputato edotto in maniera precisa in ordine all'addebito. L’atto con cui è esercitata l'azione penale gioca, infatti, un ruolo decisivo: dal momento della sua notifica, l'imputato è ufficialmente informato circa la base giuridica e fattuale delle accuse ascrittegli. Costituisce, infatti, diritto dell'imputato avere contezza non soltanto dei fatti e della condotta materiale che gli vengono addebitati, ma anche della corretta e dettagliata qualificazione giuridica degli stessi (Pelissier e Sassi c. Francia [GC], n o 25444/94 , § 51, CEDU 1999-II). Nonostante la Convenzione non prescriva l'adozione di specifiche modalità di notifica, un'informazione chiara e precisa in ordine all'accusa, sotto il profilo fattuale e giuridico, incide sull’equità complessiva del procedimento.
Il diritto dell’imputato di comparire personalmente in giudizio costituisce, d'altro canto, un aspetto fondamentale dei principi di cui all’articolo 6 della Cedu. Le modalità con cui detto canone viene declinato innanzi alla Corte d'Appello o di Cassazione dipende, tuttavia, dalle peculiarità delle norme procedurali interne. Qualora un giudizio abbia, infatti, ad oggetto solamente questioni di diritto, la procedura può essere conforme al canone in parola anche qualora l'imputato non sia ammesso a partecipare personalmente (Meftah e altri c. Francia [GC]; De Jorio c. L'Italia; Hermi v. Italia [GC]. [Tali principi non sono stati disattesi dallo Stato italiano: nel recepire il monito della sentenza Drassich c. Italia n. 25575/04, la Corte di Cassazione aveva, infatti, ritenuto di applicare per analogia l’articolo 625 bis c.p.p., ammettendo la difesa del ricorrente ad interloquire sulla riqualificazione dei fatti che - inizialmente sussunti sotto la fattispecie di cui all'art. 319 c.p. - erano stati successivamente ricondotti al reato di cui all'art. 319 ter c.p. (corruzione in atti giudiziari)].