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Timestamp: 2020-02-28 15:18:26+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 25', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 1']

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ASpI: circolare Inps sulla contribuzione
Circolare INPS su ambito di applicazione e disciplina relativa alla contribuzione di finanziamento della ASpI
Di Massima Di Paolo	 17 Dicembre 2012
L’Inps con circolare numero 140 del 14 dicembre 2012, illustra l’ambito di applicazione e la disciplina relativa alla contribuzione di finanziamento della nuova assicurazione, (ASpI). La legge di riforma del mercato del lavoro, (Legge 192/2012), all’articolo 2, comma 1, istituisce, con decorrenza 1° gennaio 2013, presso la Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti ex art. 24 della legge n. 88/89, l’Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASpI), con la funzione di fornire ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione un’indennità mensile di disoccupazione.
Sono inclusi nella nuova assicurazione tutti i lavoratori dipendenti, compresi gli apprendisti e i soci lavoratori di cooperativa che abbiano stabilito, con la propria adesione o successivamente all’instaurazione del rapporto associativo, un rapporto di lavoro in forma subordinata ex art. 1, co. 3, legge n. 142/2001 e successive modificazioni, con esclusione dei dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del D.lgs. n. 165/2001 e successive modificazioni.
1 ASpI: soggetti che vi rientrano
2 ASpi: chi sono i soggetti esclusi
3 Contribuzione di finanziamento.
3.2 Riduzioni del contributo ordinario.
3.3 Allineamento graduale dell’aliquota contributiva
4 ASpI Apprendisti
5 Contributo addizionale: ticket licenziamento
5.1 Lavoratori esclusi dal contributo addizionale
5.2 Restituzione del contributo addizionale.
5.3 Contributo dovuto nei casi di interruzione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato per causa diversa dalle dimissioni.
ASpI: soggetti che vi rientrano
ASpi: chi sono i soggetti esclusi
L’art. 2, co. 2 della legge di riforma, dispone l’esclusione dall’ASpI dei dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, co. 2 del D.Lgs. n. 165/2001 e successive modificazioni.
Sono, altresì, esclusi dall’Assicurazione Sociale per l’Impiego:
i giornalisti professionisti e pubblicisti – iscritti all’Albo professionale – nonché i praticanti giornalisti – iscritti nell’apposito Registro – titolari di un rapporto di lavoro subordinato regolato dal contratto nazionale di lavoro giornalistico, o che comunque comporti prestazioni riservate alla professione giornalistica ai sensi della legge 3 febbraio 1963, n. 69, in quanto agli stessi la tutela contro la disoccupazione involontaria è garantita da apposita assicurazione obbligatoria, sostitutiva dell’AGO, gestita dall’INPGI ai sensi della legge 9 novembre 1955, n. 1122.
i religiosi, frati e monache che prestano attività lavorativa in favore degli Ordini e delle Congregazioni di appartenenza, nonché di terzi; i sacerdoti secolari che esplicano la loro attività di culto alle dipendenze di privati ed enti non concordatari (L. n. 392/1956), nonché i lavoratori subordinati a carattere stagionale di cui al D.Lgs. 25.7.1998 n. 28;
Contribuzione di finanziamento.
Per conoscere l’entità della riduzione del contributo e il settore, potete consultare la circolare al punto 3.1
Allineamento graduale dell’aliquota contributiva
La disposizione di cui al secondo periodo dell’art. 2, co. 27, prevede che, laddove risultino già interamente applicate le quote di riduzione contributiva per i lavoratori in argomento, potrà essere disposto, subordinatamente all’adozione annuale di un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, un allineamento graduale all’aliquota contributiva dell’1,31%, con incrementi annui di 0,26 punti percentuali per gli anni dal 2013 al 2016 e di 0,27 punti percentuali per l’anno 2017.
ASpI Apprendisti
Per gli apprendisti, l’art. 2, comma 36, della legge n. 92/2012, introduce – con effetto sui periodi contributivi maturati a decorrere dal 1° gennaio 2013 – a carico del datore di lavoro, un contributo pari all’1,31% della retribuzione imponibile, dovuto per gli apprendisti, artigiani e non artigiani.
Tale aliquota contributiva deve essere incrementata dello 0,30%, di cui all’art. 25 della legge n. 845/1978; conseguentemente la contribuzione ASpI per gli apprendisti si attesterà in misura pari al 1,61%, in analogia a quanto avviene per gli altri lavoratori dipendenti.
Sul contributo per gli apprendisti non trovano applicazione le riduzioni del cuneo contributivo di cui alle leggi n. 388/2000 e n. 266/2005, previste dal co. 26 (v. prec. punto 3). Potranno, invece, continuare ad operare – ove spettanti – le misure compensative ex art. 8 del D.L. n. 203/2005, convertito con modificazioni nella legge n. 248/2005.
Contributo addizionale: ticket licenziamento
Con effetto sui periodi contributivi maturati a decorrere dal 1° gennaio 2013, l’art. 2, co. 28, della legge n. 92/2012 introduce quindi un contributo addizionale, pari all’1,40% della retribuzione imponibile, dovuto dai datori di lavoro con riferimento ai rapporti di lavoro subordinato non a tempo indeterminato.
Leggi anche: Ticket licenziamento: importi aggiornati e quando va pagato
Lavoratori esclusi dal contributo addizionale
Il successivo co.29 indica i casi di esclusione dall’obbligo di versamento del contributo addizionale. Tale contributo non è dovuto con riferimento alle seguenti categorie di lavoratori:
lavoratori assunti a termine per lo svolgimento delle attività stagionali di cui al D.P.R. n. 1525/1963, nonché – per i periodi contributivi maturati dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015 – per lo svolgimento delle attività stagionali definite tali dagli avvisi comuni e dai contratti collettivi nazionali stipulati entro il 31 dicembre 2011, dalle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative;
lavoratori dipendenti (a tempo determinato) delle pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, co. 2, D.Lgs. n. 165/2001 e successive modificazioni.
La restituzione può avvenire anche se il datore di lavoro, entro 6 mesi dalla scadenza del contratto a termine, riassume il medesimo lavoratore a tempo indeterminato.In tal caso, tuttavia, opererà una riduzione corrispondente ai mesi che intercorrono tra la scadenza e la stabilizzazione.
Di seguito, l’intera circolare che potete consultare dove, sono presenti anche le aliquote ed esempi contributivi per tipologia di lavoro e settore lavorativo.
Circolare INPS numero 140 del 14-12-2012
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