Source: https://www.avvocatiabologna.it/incidente-mortale-risarcimento-eredi-incidente-mortale-risarcimento-parentitribunale-di-milanotribunale-collegiale-milano-corte-appello-milano-tribunale-di-bolognatribunale-collegiale-di-bologna/
Timestamp: 2019-11-14 13:17:11+00:00
Document Index: 83041665

Matched Legal Cases: ['art. 565', 'art. 2059', 'art. 2059', 'art. 2054', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2043', 'art. 360', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1223', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 2059', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

9 Aprile 2016 armaroli 0 Comments
PADOVA, VICENZA, ROVIGO, VERONA, TREVISO incidente mortale risarcimento eredi, incidente mortale risarcimento parenti,
CHI SCRIVE E’ L’AVVOCATO SERGIO ARMAROLI PATROCINANTE IN CASSAZIONE DI BOLOGNA 25 ANNI DI ESPERIENZA NELLA DIFESA DEI DANNEGGIATI E NEL PROCESSO PENALE, AFFIDATI A UN AVVOCATO ESPERTO CHIAMA L’AVVOCATO SERGIO ARMAROLI 3358174816
Assistenza Consulenza legale TOP BARICELLA MALALBERGO GALLIERA
CHIAMA SUBITO 051 6447838 E PER URGENZE 335 8174816
DA ME TROVERAI UNA PRONTA ASSISTENZA LEGALE COMPLETA E UN AVVOCATO PRECISO E DETERMINATO, NON PERDERE L’ OCCASIONE !!
IN CASO DI INCIDENTI MORTALI O MOLTO GRAVI OCCORRE DETERMINAZIONE TEMPISMO E ATTENZIONE
OCCORRE UN AVVOCATO DI FERRO CHE NON INDIETREGGI MAI
PADOVA, VICENZA, ROVIGO, VERONA, TREVISO incidente mortale risarcimento eredi, incidente mortale risarcimento parenti, incidente mortale risarcimento danni, calcolo risarcimento incidente mortale, risarcimento incidente stradale, risarcimento incidente mortale tabelle risarcimento incidente stradale mortale tempi
Cliente coinvolto in incidente stradale con lesioni.051/6447838
L’avvocato Sergio Armaroli esperto incidenti gravi della strada definire la responsabilità dell’incidente attraverso l’analisi della dinamica e stabilire quale sia il giusto risarcimento per il danno subito, attraverso il confronto con periti, medici e la compagnia assicurativa.
infortunistica stradale, civile e del lavoro, con particolare riguardo alle problematiche inerenti gli eventi mortali, i danni ultra massimale, i sinistri complessi, le truffe ai danni delle assicurazioni;
Il risarcimento danni quando viene liquidato dalla compagnia di assicurazioni?
quando il suo assicurato è il responsabile di uno dei danni previsti dalla polizza durante un sinistro.
In ogni caso è indispensabile poter contare su partner affidabili e ben informati su tutte le tante novità legislative, come i professionisti dello studio.
Avvocato esperto danni alla persona, con particolare riguardo alle macrolesioni, ai danni conseguenti ai congiunti, alle conseguenze patrimoniali e alla perdita di chance;
La grande esperienza maturata dall’avvocato Sergio Armarolici permettono di far ottenere un equo risarcimento, nel rispetto delle tempistiche in cui deve essere erogato.
Se sei vittima di incidenti stradali gravi che hanno avuto come conseguenza lesioni gravissime o per incidenti stradali mortali, chiama senza indugio l’ avvocato Sergio Armarol idi Bologna 051/6447838
Il nostro lavoro quotidiano.
Il cliente che si rivolge all’avvocato Sergio Armaroli di Bologna 051/6447838 può avere sempre una risposta alle sue perplessità e sa sempre a che punto è la sua pratica.
Viene indirizzato ai migliori medici specialisti in traumi da incidente,ì, viene fatto visitare dai nostri medici legali di fiducia.
Cliente coinvolto in incidente stradale in qualità di pedone o ciclista 051/6447838
Non essendo assicurato, la persona infortunata si trova da sola e quindi senza assistenza alcuna ad intraprendere la domanda risarcitoria nei confronti della compagnia di assicurazione del responsabile del sinistro.
danno incidente mortale risarcimento danni incidente mortale calcolo danno incidente mortale danno da incidente mortale risarcimento danno incidente mortale risarcimento danni incidente mortale sul lavoro calcolo danno biologico incidente mortale risarcimento danni incidente mortale risarcimento danni incidente mortale sul lavoro risarcimento danni incidenti mortali risarcimento danni incidente stradale risarcimento danni incidente stradale tabelle risarcimento danni incidente stradale competenza territoriale risarcimento danni incidente stradale prescrizione risarcimento danni incidente stradale calcolo risarcimento danni incidente stradale mediazione risarcimento danni incidente stradale bicicletta calcolo danno incidente mortale calcolo danno incidente stradale calcolo danno biologico incidente stradale calcolo danno morale incidente stradale calcolo danno micropermanente incidente stradale calcolo danno patrimoniale incidente stradale calcolare danno incidente stradale calcolo danno biologico incidente mortale calcolo danno da incidente stradale calcolo danno per incidente stradale danno da incidente mortale danno da incidente stradale danni da incidente stradale danno biologico da incidente stradale danno morale da incidente stradale danno patrimoniale da incidente stradale risarcimento danni da incidente stradale risarcimento danni da incidente stradale procedura calcolo danni da incidente stradale risarcimento danni da incidente stradale prescrizione risarcimento danno incidente mortale risarcimento danni incidente mortale risarcimento danni incidenti mortali risarcimento danni incidente stradale risarcimento danni incidente stradale tabelle risarcimento danni incidente stradale competenza territoriale risarcimento danni incidente stradale prescrizione risarcimento danni incidente stradale calcolo risarcimento danni incidente stradale mediazione risarcimento danni incidente stradale bicicletta risarcimento danni incidente mortale sul lavoro 2 calcolo danno biologico incidente mortale calcolo danno biologico incidente stradale calcolo danno biologico da incidente stradale calcolo danno biologico per incidente stradale calcolo danno biologico dopo incidente stradale a bologna
incidente mortale risarcimento danni, calcolo risarcimento incidente mortale,
risarcimento incidente stradale, risarcimento incidente mortale tabelle
risarcimento incidente stradale mortale tempi , risarcimento danni morte congiunto tabelle milano
tabella risarcimento danni fisici incidente stradale
calcolo risarcimento incidente stradale
calcolo risarcimento danni incidente stradale tabelle milano
calcolo risarcimento danni incidente stradale 2015
10 punti invalidità risarcimento
frattura tibia e perone risarcimento assicurazione
invalidità temporanea totale definizione
danno incidente mortale risarcimento danni incidente mortale
calcolo danno incidente mortale
danno da incidente mortale
risarcimento danno incidente mortale
risarcimento danni incidente mortale sul lavoro
calcolo danno biologico incidente mortale
risarcimento danni incidente mortale risarcimento danni incidente mortale sul lavoro
risarcimento danni incidenti mortali
risarcimento danni incidente stradale calcolo
calcolo danno incidente mortale calcolo danno incidente stradale
calcolo danno biologico incidente stradale
calcolo danno morale incidente stradale
calcolo danno micropermanente incidente stradale
calcolo danno patrimoniale incidente stradale
calcolare danno incidente stradale
calcolo danno da incidente stradale
calcolo danno per incidente stradale
danno da incidente mortale danno da incidente stradale
danno patrimoniale da incidente stradale
risarcimento danni da incidente stradale procedura
calcolo danni da incidente stradale
risarcimento danni da incidente stradale prescrizione
risarcimento danno incidente mortale risarcimento danni incidente mortale
risarcimento danni incidente mortale sul lavoro 2
calcolo danno biologico incidente mortale calcolo danno biologico incidente stradale
calcolo danno biologico da incidente stradale
calcolo danno biologico per incidente stradale
calcolo danno biologico dopo incidente stradale
In conseguenza della condotta illecita altrui, sorgono in capo alla vittima coinvolta in un sinistro una serie di danni che maturano direttamente nella sua sfera giuridica: in caso di morte della vittima, il diritto a chiedere il risarcimento di tali danni viene trasmesso iure successionis agli eredi secondo lo schema di cui all’art. 565 c.c.
Naturalmente perchè si possa parlare di trasmissibilità agli eredi della pretesa risarcitoria è necessario, secondo la dottrina e giurisprudenza maggioritarie, che sia intercorso un apprezzabile lasso di tempo tra l’evento causativo del danno e la morte della vittima, in quanto si è affermato che “occorre un lasso di tempo sufficiente perchè si concretizzi quella perdita di utilità, fonte dell’obbligazione risarcitoria” (Cass. Civ. 28/11/1998 n. 12083).
I tempi del risarcimento del danno da morte dipendono anche dalla capacità di gestire la pratica.
1)Rapporto di parentela tra vittima e superstite, dovendosi presumere che il danno è tanto maggiore quanto più stretto è il rapporto;
2)Età del superstite, dovendosi ritenere tanto maggiore il danno quanto minore è la sua età: poniamo il caso di un ragazzo che a 18 anni perde il padre in un incidente, la situazione è diversa da che perde il padre a 50 anni in un incidente ;
3)Età della vittima, dovendosi ritenere tanto minore il danno quanto maggiore è l’età della vittima al momento del fatto;
(a) tutti i danni si dividono in due grandi categorie: patrimoniali e non patrimoniali;
(b) il danno non patrimoniale di cui all’art. 2059 c.c. ha natura omnicomprensiva
(c) anche quando l’illecito non integri gli estremi di un reato, il danno non patrimoniale è sempre risarcibile nel caso di offesa a diritti della persona di rilievo costituzionale.
Insomma, la S.C. ha affermato che l’art. 2059 c.c. disciplina tutte le ipotesi di danno non Patrimoniale, costituendo così una sola voce risarcibile.
Da questa affermazione di principio discende che rientra nel concetto di “danno non patrimoniale” ogni sofferenza fisica, psichica o morale provata dai congiunti della vittima.
La Suprema Corte, in particolare, osservava che “i criteri di valutazione equitativa, la cui scelta e adozione è rimessa alla prudente discrezionalità del giudice, debbono essere idonei a consentire di addivenirsi ad una liquidazione congrua, sia sul piano dell’effettività del ristoro del pregiudizio che di quello della relativa perequazione – nel rispetto delle diversità proprie dei singoli casi concreti- sul territorio nazionale (v., da ultimo, Cass., 23/1/2014, n. 1361).In tema di liquidazione del danno l’equità si è infatti in giurisprudenza intesa nel significato di “adeguatezza” e di “proporzione”, assolvendo alla fondamentale funzione di “garantire l’intima coerenza dell’ordinamento, assicurando che casi uguali non siano trattati in modo diseguale”, con eliminazione delle “disparità di trattamento” e delle “ingiustizie” (così Cass., 7/6/2011, n. 12408:”equità non vuoi dire arbitrio, perché quest’ultimo, non scaturendo da un processo logico-deduttivo, non potrebbe mai essere sorretto da adeguata motivazione. Alla nozione di equità è consustanziale l’idea di adeguatezza e di proporzione. Ma anche di parità di trattamento”). I criteri da adottarsi al riguardo debbono consentire pertanto una valutazione che sia equa, e cioè adeguata e proporzionata (v. Cass., 7/6/2011, n. 12408), in considerazione di tutte le circostanze concrete del caso specifico, al fine di ristorare il pregiudizio effettivamente subito dal danneggiato, in ossequio al principio per il quale il danneggiante e il debitore sono tenuti al ristoro solamente dei danni arrecati con il fatto illecito o l’inadempimento ad essi causalmente ascrivibile (v., da ultimo, Cass., 23/1/2014, n. 1361). Essendo la liquidazione del quantum dovuto per il ristoro del danno inevitabilmente caratterizzata da un certo grado di approssimazione, è altresì da escludersi che l’attività di quantificazione del danno sia di per sé soggetta a controllo in sede di legittimità, se non sotto l’esclusivo profilo del vizio di motivazione, in presenza di totale mancanza di giustificazione sorreggente la statuizione o di macroscopico scostamento da dati di comune esperienza o di radicale contraddittorietà delle argomentazioni (cfr., da ultimo, Cass., 7/6/2011, n. 12408; Cass., 19/5/2010, n. 12918; Cass., 26/1/2010, n. 1529), giacché il giudice è tenuto a dare conto dell’esercizio dei propri poteri discrezionali e, perché la liquidazione equitativa non risulti arbitraria, è necessario che fornisca l’indicazione, anche se sommariamente, delle ragioni del processo logico sul quale essa è fondata (cfr. Cass., 30/5/2002, n. 7896; Cass., 30/5/1995, n. 6061; Cass., 4/5/1989, n. 2074; Cass., 13/5/1983, n. 3273). A tale stregua, la quantificazione di un ammontare che si prospetti non congruo rispetto al caso concreto, in quanto irragionevole e sproporzionato per difetto o per eccesso (v. Cass., 31/8/2011, n.17879), e pertanto sotto tale profilo non integrale, depone nel senso di adozione di un sistema di quantificazione per ciò stesso a palesarsi inidoneo a consentire al giudice di pervenire ad una valutazione informata ad equità, legittimando i dubbi in ordine alla sua legittimità”.
malasanità come denunciare il danno? Come e a chi denunciare per malasanità’? come si denuncia un caso di malasanità?
come calcolare risarcimento incidente stradale,
come chiedere risarcimento incidente stradale,
come calcolare il risarcimento da incidente stradale
come ottenere risarcimento famigliari, come ottenere risarcimento incidente mortale, come ottenere il risarcimento diretto negli incidenti stradali
La giurisprudenza della Corte ha più volte avvertito che, in tema di responsabilità civile extracontrattuale, il nesso causale tra la condotta illecita ed il danno è regolato dal principio di cui agli artt. 40 e 41 cod. pen., in base al quale un evento è da considerare causato da un altro se il primo non si sarebbe verificato in assenza del secondo, nonché dal criterio della cosiddetta causalità adeguata, sulla scorta del quale, all’interno della serie causale, occorre dare rilievo solo a quegli eventi che non appaiano – ad una valutazione “ex ante” – del tutto inverosimili. Ne consegue che, ai fini della riconducibilità dell’evento dannoso ad un determinato fatto o comportamento, non è sufficiente che tra l’antecedente ed il dato consequenziale sussista un rapporto di sequenza temporale, essendo invece necessario che tale rapporto integri gli estremi di una sequenza possibile, alla stregua di un calcolo di regolarità statistica, per cui l’evento appaia come una conseguenza non imprevedibile dell’antecedente (Cass. civ. Sez. 3, 31 maggio 2005 n. 11609; Cass. civ. Sez. Lav., 14 aprile 2010 n. 8885; Cass. civ. Sez. 1, 23 dicembre 2010 n. 26042; Cass. civ. Sez. 3, 21 luglio 2011 n. 15991).
Nel caso in cui intercorra un apprezzabile lasso di tempo tra le lesioni colpose e la morte causata dalle stesse è configurabile un danno biologico risarcibile, da liquidarsi in relazione alla menomazione della integrità psicofisica patita dal danneggiato per il periodo di tempo indicato, e il diritto del danneggiato a conseguire il risarcimento del danno è trasmissibile agli eredi ‘iure hereditatis’; in questo caso, l’ammontare del danno biologico terminale sarà commisurato soltanto all’inabilità temporanea, e tuttavia la sua liquidazione dovrà tenere conto, nell’adeguare l’ammontare del danno alle circostanze del caso concreto, del fatto che, se pure temporaneo, tale danno è massimo nella sua entità ed intensità, tanto che la lesione alla salute è così elevata da non essere suscettibile di recupero ed esitare nella morte (Cass., 30 ottobre 2009, n. 23053; Cass., 23 febbraio 2004, n. 3549).
La Corte d’appello, dopo aver ritenuto che il primo giudice ha errato nella quantificazione del danno biologico da postumi permanenti, commisurandola a tutta la durata della vita, ha provveduto a ricalcolare tale danno prendendo in considerazione il danno biologico da inabilità temporanea con i dovuti correttivi di tipo equitativo, in considerazione dell’entità massima di lesione alla salute.
subito avvocato per danno morale terminale tabelle danno biologico quantificazione danno biologico terminale risarcimento danno esistenziale liquidazione danno terminale danno esistenziale danno biologico risarcimento danno biologico trasmissibile agli eredi
SENTENZA 8 luglio 2014, n.15491
Con atto di citazione notificato il 9/11 settembre 1997, L.C.I. e C.G. convennero, innanzi al Tribunale di Caltanissetta, T.R. e la società Allsecures Assicurazioni s.p.a., chiedendone la condanna al risarcimento di tutti i danni subiti, in proprio e quali eredi del figlio L.C.F. , deceduto in conseguenza del sinistro verificatosi in data (omissis) lungo la (…), in direzione di (omissis).
Resistette il T. , chiedendo farsi applicazione della presunzione di cui all’art. 2054 cc. ed eccependo anche il concorso di colpa della vittima per non avere indossato le cinture di sicurezza. Lo stesso T. avanzò domanda in garanzia nei confronti della Allsecures per mala gestio del sinistro
Resistette anche la società di assicurazioni che chiese il rigetto delle domande attrici, contestando la dinamica dell’incidente.
Previa separazione della posizione degli intervenuti S.G. , Ca.Sa. e Ca.Ro. – prossimi congiunti ed eredi di Ca.Ca. , anch’egli terzo trasportato sull’autovettura del T. e deceduto a seguito dello scontro, il Giudice monocratico del Tribunale, con sentenza 12.11./19.11.2005, dichiarò che il sinistro si era verificato per colpa esclusiva di T.R. , condannando quest’ultimo, in solido con la società assicurativa, al pagamento, in favore degli attori, della somma di Euro 500.000, 00 a titolo di danno biologico iure hereditatis, ed Euro 125.000,00 a titolo di danno morale iure proprio.
Il Giudice, basandosi sui risultati dei rilievi eseguiti dai Carabinieri, nonché sulla c.t.u. espletata nell’ambito del procedimento penale svoltosi a carico di T.R. , ritenne provato che quest’ultimo, a causa dell’elevata velocità e del fondo viscido per la pioggia, aveva invaso la corsia opposta, mentre nessun addebito poteva ascriversi al conducente del veicolo antagonista.
Per la riforma della sentenza ha proposto appello la AXA Assicurazioni S.p.A., subentrata per incorporazione alla Allsecures Assicurazioni.
Hanno resistito gli appellati, tutti con appello incidentale.
La Corte d’appello di Caltanissetta, in parziale riforma dell’impugnata sentenza, ha condannato in solido la suddetta Axa Assicurazioni s.p.a. e T.R. al pagamento, in favore di L.C.I. e C.R. , della complessiva somma di Euro 348.928,00 pari ad Euro 174.464,00 ciascuno, oltre gli interessi legali, da calcolarsi – previa devalutazione ai valori del 9 aprile 1996, sulle somme rivalutate anno per anno sino alla data di pubblicazione della medesima sentenza ed oltre gli interessi legali dalla data di pubblicazione della sentenza in oggetto al soddisfo.
Propongono ricorso per cassazione L.C.I. e C.G. che presenta memoria.
Resiste con controricorso la Axa Assicurazioni s.p.a..
Con il primo motivo i ricorrenti denunciano “violazione e falsa applicazione dell’art. 2043, 2056 e 2059 cod. civ. in riferimento all’art. 360 n. 3”.
Sostengono i ricorrenti che la Corte di merito, pur riconoscendo i principi di diritto e le elaborazioni giurisprudenziali relative alla fattispecie, ritiene di inserire un proprio indice di adeguamento alle circostanze del caso concreto.
Ad avviso di L.C. e C. la morte, quale perdita della vita, è fuori dal danno biologico per entità ed intensità, trovando causa nelle lesioni che esitano nella morte stessa. In altri termini, nel danno biologico terminale la capacità recuperatoria o, quantomeno, stabilizzatrice della salute, risulta irreversibilmente compromessa in quanto degrada verso la morte.
Il danno biologico, derivante da lesione tanto grave da condurre alla morte, è soggetto, nella misura liquidatoria tabellare adottata dalla Corte di merito, non a decremento, ma a valutazione oggettiva con valutazione ad incremento.
Per consolidata giurisprudenza di questa Corte, nel caso in cui intercorra un apprezzabile lasso di tempo tra le lesioni colpose e la morte causata dalle stesse è configurabile un danno biologico risarcibile, da liquidarsi in relazione alla menomazione della integrità psicofisica patita dal danneggiato per il periodo di tempo indicato, e il diritto del danneggiato a conseguire il risarcimento del danno è trasmissibile agli eredi ‘iure hereditatis’; in questo caso, l’ammontare del danno biologico terminale sarà commisurato soltanto all’inabilità temporanea, e tuttavia la sua liquidazione dovrà tenere conto, nell’adeguare l’ammontare del danno alle circostanze del caso concreto, del fatto che, se pure temporaneo, tale danno è massimo nella sua entità ed intensità, tanto che la lesione alla salute è così elevata da non essere suscettibile di recupero ed esitare nella morte (Cass., 30 ottobre 2009, n. 23053; Cass., 23 febbraio 2004, n. 3549).
L’impugnata sentenza ha quindi ritenuto che, in considerazione dell’elevatissimo grado della lesione alla salute patito, in relazione anche alla giovanissima età della vittima, la liquidazione del relativo danno da inabilità temporanea debba trovare serio ristoro e possa congruamente quantificarsi in Euro 50.000,00, ai valori attuali, con conseguente diritto degli eredi a conseguire tale somma iure hereditatis.
La statuizione di cui sopra, contrariamente a quanto deducono i ricorrenti, è conforme alla giurisprudenza di questa Corte secondo la quale l’ammontare del danno biologico, che gli eredi del defunto richiedono iure successionis, va calcolato non con riferimento alla durata probabile della vita del defunto, ma alla sua durata effettiva.
Ne consegue che la sentenza impugnata è corretta, anche perché il giudice ha tenuto conto del caso concreto.
Con il secondo motivo i ricorrenti denunciano “violazione e falsa applicazione dell’art. 1223, 1226, 2043, 2056 e 2059 cod. civ. in riferimento all’art. 360 n. 5, in ragione della mancata liquidazione del danno biologico iure proprio, nonché alla mancata liquidazione del danno edonistico ed errata quantificazione del danno morale”.
Ad avviso dei ricorrenti andava loro riconosciuto un diritto al risarcimento, autonomo e distinto, rispetto al pretium doloris, trattandosi di lesioni di diritti della persona costituzionalmente protetti.
Non vi è dubbio, proseguono i ricorrenti, che essi hanno subito, in proprio, una lesione all’integrità psico-fisica della persona, suscettibile di valutazione medico-legale e consistente nelle ripercussioni negative, di carattere non patrimoniale, che si ripercuote per l’intera durata della vita residua del soggetto leso.
A loro avviso il danno conseguente all’interruzione traumatica del rapporto parentale, per la morte improvvisa di uno stretto congiunto, si configura come diritto concreto al risarcimento agli stessi familiari – iure proprio – di tutti i danni non patrimoniali, comprensivi non delle sole sofferenze fisiche o psichiche, ma anche dei c.d. danni esistenziali consistenti nell’irrimediabile, oggettiva e peggiorativa alterazione degli assetti affettivi e relazionali all’interno della famiglia, quale derivante dalla morte.
Il danno alla salute subito dai prossimi congiunti della vittima di un incidente stradale costituisce danno non patrimoniale, risarcibile iure proprio nei confronti di tali soggetti ove sia adeguatamente provato il nesso causale tra la menomazione dello stato di salute dell’attore ed il fatto illecito (Cass., 23 febbraio 2004, n. 3549).
Emerge invece dall’impugnata sentenza che la stessa è del tutto sfornita di prova e non può pertanto trovare accoglimento la domanda di risarcimento del danno biologico iure proprio per la perdita del figlio, solo genericamente dedotto, senza nemmeno l’allegazione di conseguenze di carattere patologico o la specificazione di uno stato di malattia.
Quanto al c.d. ‘danno edonistico’, per la perdita del rapporto parentale, tale danno deve essere valutato unitamente al risarcimento del danno morale iure proprio.
Il carattere unitario della liquidazione del danno non patrimoniale ex art. 2059 c.c. preclude infatti la possibilità di un separato ed autonomo risarcimento di specifiche fattispecie di sofferenza patite dalla persona (danno alla vita di relazione, danno estetico, danno esistenziale, ecc.), che costituirebbero vere e proprie duplicazioni risarcitorie, fermo restando, però, l’obbligo del giudice di tenere conto di tutte le peculiari modalità di atteggiarsi del danno non patrimoniale nel singolo caso, tramite l’incremento della somma dovuta a titolo risarcitorio, in sede di personalizzazione della liquidazione (Cass., 23 settembre 2013, n. 21716).
La Corte d’appello ha provveduto al risarcimento del danno morale considerando anche lo stretto vincolo parentale e il grandissimo dolore per la perdita dell’unico figlio e per la conseguente, estrema intensità della sofferenza subita.
Così decidendo la sentenza impugnata si è attenuta ai principi di questa Corte secondo la quale la liquidazione del danno morale iure proprio, sofferto per il decesso di un familiare, causato da incidente stradale, sfugge necessariamente ad una previa valutazione analitica e resta affidata ad apprezzamenti discrezionali ed equitativi del giudice di merito, come tali non sindacabili in sede di legittimità ove, come nel caso in esame, adeguatamente motivati.
In conclusione, tutte le considerazioni che precedono inducono a ritenere che la Corte abbia correttamente deciso e che di conseguenza il ricorso debba essere rigettato con condanna di parte ricorrente alle spese che si liquidano come in dispositivo.
La Corte rigetta il ricorso e condanna parte ricorrente alle spese del giudizio di cassazione che liquida in Euro 5.500,00 di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre spese generali ed accessori di legge.
ySUPREMA CORTE DI CASSAZIONE
sentenza 22 settembre 2015, n. 18611
Con sentenza del 3 giugno 2009 il TRIBUNALE DI TRIESTE dichiarava cessata la materia del contendere e condannava la COMPAGNIA a pagare le spese di lite e di CTU. Il TRIBUNALE riteneva accettata la transazione ed irrilevante la resipiscenza del P..
accertava che la responsabilità esclusiva dello incidente da circolazione era riferibile al conducente del veicolo industriale di cui la SIR era la proprietaria;
e che era valida la copertura assicurativa da parte della COMPAGNIA ASSICURAZIONI GENERALI. B. Dichiarava improcedibile la domanda proposta dal P. nei confronti della curatela del fallimento.
liquidava i danni alla data del 16 aprile 2010 -data dell’ultima offerta- in Euro 791.701,00, ed accertava che il credito residuo, rivalutato dal 1993 al 1020 era superiore a quanto preteso dal danneggiato, così ritenendosi congrue le somme pagate, e provvedeva al nuovo regolamento delle spese di lite come in dispositivo.
Il ricorso, notificato il 10 luglio 2012, merita accoglimento per quanto di ragione, la cassazione è con rinvio alla CORTE DI APPELLO DI Milano che si atterrà ai principi di diritto enunciati in ordine ai motivi di diritto accolti e provvedere anche in ordine alle spese del giudizio di cassazione.
6-1 SINTESI DEI MOTIVI DEL RICORSO P.
RAGIONI DELLO ACCOGLIMENTO PARZIALE. 7.1.PREMESSA SISTEMATICA. Il 17 giugno 2015 le sezioni unite civili della Corte di CASSAZIONE, riunite in camera di consiglio, ebbero a rigettare un ricorso promosso avverso la sentenza n.423 del 2007 della CORTE di appello di TORINO, compensando tra le parti le spese dell’intero giudizio, poichè la decisione traeva origine da un contrasto insorto nella giurisprudenza della CORTE, e specificatamente tra la sentenza n.1361 del 2014 della terza sezione civile, e il precedente costante e risalente orientamento, in merito alla risarcibilità o meno iure hereditatis del danno per la perdita della vita immediatamente conseguente alle lesioni derivanti da un fatto illecito. La decisione era resa di pubblico dominio con la pubblicazione della sentenza n.15350 del 22 luglio 2015, e successivamente alla delibera di questa sezione, avvenuta nella camera di consiglio del 27 aprile 2015.
NON esiste pertanto un vincolo di conformazione ai dieta delle sezioni unite del luglio 2015, che risolvono il conflitto sul tema delimitato del danno per la perdita della vita derivante da fatto illecito, ed il tema di cui si occupa questa sezione semplice, che attiene invece alla lesione grave del bene della salute ed alla sue conseguenze delimitate ai danni patrimoniali e non patrimoniali direttamente subiti dal macroleso, ma esiste, sul piano sistematico e proporzionale della tutela della persona umana, lesa da un illecito, la opportunità di considerare i principi generali del neminem laedere e del danno ingiusto, in una fattispecie dove la perdita della salute viene ad incidere non solo sulla invalidità e sulla inabilità della persona, ma anche sugli aspetti dinamico relazionali.
Deve pertanto procedersi all’esame della sentenza della CORTE DI APPELLO triestina, la quale, dopo aver reso un omaggio formale ai dieta delle sezioni unite del 2008, perviene ad una liquidazione incongrua e iniqua del danno non patrimoniale nelle sue componenti esistenziali rilevanti e morali di sofferenza e dolore, con una motivazione errata in punto di diritto e illogica in punto di coerenza motivazionale.
Qui veramente i dieta delle SU del 2008 appaiono trascurati e negletti, in considerazione della circostanziata descrizione delle drammatiche condizioni di vita del grande invalido,che potrà avere un grande cuore ed un grande coraggio di sopravvivenza, ma che vive solo se costantemente assistito, curato, medicato, operato, e dunque tutte queste componenti fisiche, psichiche e spirituali del dolore umano, meritano una migliore attenzione rispetto al calcolo tabellare dove la personalizzazione è pro quota, mentre deve essere ad personam. FONDATO appare anche il nono motivo che deduce error in iudicando e vizio della motivazione nel punto in cui la corte di appello esclude il danno biologico per la inabilità temporanea futura in relazione ai vari interventi chirurgici, necessari nel tempo, per assicurare la efficienza fisica e le funzioni vitali. La CORTE di merito riconosce il danno patrimoniale come danno futuro emergente ma poi lo nega non avendo la sensibilità di pervenire ad una equa valutazione. RESTANO ASSORBITI il decimo e l’undicesimo motivo, atteso che gli acconti dovranno essere considerati in conto capitale e che la nuova regolamentazione delle spese di lite dovrà tener conto della sostanziale revisione del danno da risarcire.
La Corte, accoglie il ricorso per quanto di ragione, cassa in relazione e rinvia anche per le spese del giudizio di cassazione alla CORTE DI APPELLO DI MILANO.Così deciso in Roma, il 27 aprile 2015.
Depositato in Cancelleria il 22 settembre 2015.
Avvocato per divorzi Bologna,
Avvocato civilista Bologna ,
Testamento olografo,
diritto di famiglia avvocato,
risarcimento incidente stradale mortale,
risarcimento incidente mortale,
incidente mortale risarcimento,
risarcimento danni incidente mortale,
incidente stradale mortale risarcimento danni,
morte per incidente stradale risarcimento,
risarcimento danni sinistro stradale mortale,
risarcimento danni incidente,
risarcimento danni sinistro mortale,
incidente stradale risarcimento,
risarcimento assicurazione incidente stradale mortale,
risarcimenti incidenti stradali,
morte incidente stradale risarcimento,
risarcimento morte incidente stradale,
risarcimento incidente stradale,
risarcimento danni per incidente stradale mortale,
risarcimento sinistri stradali,
risarcimento incidente mortale tabelle,
tabella risarcimento morte incidente stradale,
incidenti stradali risarcimento,
risarcimento per incidente stradale,
risarcimenti danni incidenti stradali,
indennizzo morte incidente stradale,
sinistri stradali risarcimento,
risarcimento sinistro stradale,
risarcimento danni incidente stradale mortale,
risarcimento danni sinistro,
risarcimento danni fisici incidente,
indennizzo incidente stradale,
Alessandria incidente mortale danno avvocato penalista
Ancona incidente mortale danno
Aosta incidente mortale danno
Arezzo incidente mortale danno
Ascoli Piceno incidente mortale danno
Asti incidente mortale danno
Avellino incidente mortale danno
Bari incidente mortale danno
Barletta-Andria-Trani incidente mortale danno
Belluno incidente mortale danno
Benevento incidente mortale danno
Bergamo incidente mortale danno
Biella incidente mortale danno
Bologna incidente mortale danno
Bolzano incidente mortale danno
Brescia incidente mortale danno
Brindisi incidente mortale danno
Cagliari incidente mortale danno
Caltanissetta incidente mortale danno
Campobasso incidente mortale danno
Carbonia-Iglesias incidente mortale danno
Caserta incidente mortale danno
Catania incidente mortale danno
Catanzaro incidente mortale danno
Chieti incidente mortale danno
Como incidente mortale danno
Cosenza incidente mortale danno
Cremona incidente mortale danno
Crotone incidente mortale danno
Cuneo incidente mortale danno
Enna incidente mortale danno
Fermo incidente mortale danno
Ferrara incidente mortale danno
Firenze incidente mortale danno
Foggia incidente mortale danno
Forlì-Cesena incidente mortale danno
Frosinone incidente mortale danno
Genova incidente mortale danno
Gorizia incidente mortale danno
Grosseto incidente mortale danno
Imperia incidente mortale danno
Isernia incidente mortale danno
La Spezia incidente mortale danno
L’Aquila incidente mortale danno
Latina incidente mortale danno
Lecce incidente mortale danno
Lecco incidente mortale danno
Livorno incidente mortale danno
Lodi incidente mortale danno
Lucca incidente mortale danno
Macerata incidente mortale danno
Mantova incidente mortale danno
Massa-Carrara incidente mortale danno
Matera incidente mortale danno
Messina incidente mortale danno
Milano incidente mortale danno
Modena incidente mortale danno
Monza e della Brianza incidente mortale danno
Napoli incidente mortale danno
Novara incidente mortale danno
Nuoro incidente mortale danno
Olbia-Tempio incidente mortale danno
Oristano incidente mortale danno
Padova incidente mortale danno
Palermo incidente mortale danno
Parma incidente mortale danno
Pavia incidente mortale danno
Perugia incidente mortale danno
Pesaro e Urbino incidente mortale danno
Pescara incidente mortale danno
Piacenza incidente mortale danno
Pisa incidente mortale danno avvocato penalista
Pistoia incidente mortale danno avvocato penalista
Pordenone incidente mortale danno avvocato penalista
Potenza incidente mortale danno avvocato penalista
Prato incidente mortale danno avvocato penalista
Ragusa incidente mortale danno avvocato penalista
Ravenna incidente mortale danno avvocato penalista
Reggio Calabria incidente mortale danno avvocato penalista
Reggio Emilia incidente mortale danno avvocato penalista
Rieti incidente mortale danno avvocato penalista
Rimini incidente mortale danno avvocato penalista
Roma incidente mortale danno avvocato penalista
Rovigo incidente mortale danno avvocato penalista
Salerno incidente mortale danno avvocato penalista
Medio Campidano incidente mortale danno avvocato penalista
Sassari incidente mortale danno avvocato penalista
Savona incidente mortale danno avvocato penalista
Siena incidente mortale danno avvocato penalista
Siracusa incidente mortale danno avvocato penalista
Sondrio incidente mortale danno avvocato penalista
Taranto incidente mortale danno avvocato penalista
Teramo incidente mortale danno avvocato penalista
Terni incidente mortale danno avvocato penalista
Torino incidente mortale danno avvocato penalista
Ogliastra incidente mortale danno avvocato penalista
Trapani incidente mortale danno avvocato penalista
Trento incidente mortale danno avvocato penalista
Treviso incidente mortale danno avvocato penalista
Trieste incidente mortale danno avvocato penalista
Udine incidente mortale danno avvocato penalista
Varese incidente mortale danno avvocato penalista
Venezia incidente mortale danno avvocato penalista
Verbano-Cusio-Ossola incidente mortale danno avvocato penalista
Vercelli incidente mortale danno avvocato penalista
Verona incidente mortale danno avvocato penalista
Vibo Valentia incidente mortale danno avvocato penalista
Vicenza incidente mortale danno avvocato penalista