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Timestamp: 2020-08-08 09:34:59+00:00
Document Index: 60868526

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 378', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 38', 'art. 2697', 'art. 38', 'art. 58', 'art. 360', 'art. 57', 'art. 360', 'art. 58']

Sentenza Cassazione Civile n. 7263 del 22/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7263 del 22/03/2017
Cassazione civile, sez. trib., 22/03/2017, (ud. 19/12/2016, dep.22/03/2017), n. 7263
sul ricorso 5526-2013 proposto da:
avverso la sentenza n. 115/2012 della COMM. TRIB. REG. di MILANO,
1. Con sentenza n. 115 del 20.6.2012 la Commissione Tributaria Regionale di Milano rigettava l’appello proposto da R.E.G. avverso la sentenza di primo grado che aveva respinto il ricorso proposto dal medesimo, avverso un avviso di accertamento relativo ad IRPEF 2005 con il quale l’Amministrazione finanziaria, sulla scorta delle risultanze di indagini fiscali, dalle quali emergeva l’acquisto di due immobili (uno del valore di 50.000 Euro, l’altro del valore di 800.000 Euro acquistato per 1/4) e la costituzione di una società semplice (con capitale interamente versato di Euro 2.500.000, di cui Euro 400.000 versati dal contribuente), nonchè la titolarità di fondi comuni di investimento, in applicazione del redditometro (D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, comma 4) determinava il reddito complessivo di Euro 220.367,86 per l’annualità in esame.
3. Con memoria ex art. 378 c.p.c. e nota di deposito documenti sopravvenuti, depositate il 13.12.2016, parte ricorrente ha addotto l’intervenuta formazione di giudicato esterno in relazione alla analoga controversia sorta con l’Agenzia delle Entrate rispetto agli avvisi di accertamento per gli anni 2006 e 2007, fondati sul medesimo presupposto in fatto (gli acquisti immobiliari e le disponibilità finanziarie sopra indicate), decisa con sentenza del 28.1.2015 e passata in giudicato (cfr. annotazione di cancelleria del 12.12.2016).
4. Con il quarto motivo di ricorso il ricorrente deduce, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione o falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38e dell’art. 2697 c.c., nella parte in cui i giudici di appello hanno affermato che la dichiarazione bancaria, secondo la quale i fondi comuni di investimento sono stati “elargiti dai genitori”, non integra la prova contraria di cui all’art. 38 richiamato, che invece lascia ampia libertà di prova al riguardo.
7. Con il settimo motivo di ricorso il ricorrente deduce la omessa o insufficiente motivazione nella parte in cui si riconduce l’atto notarile predetto nei concetti di nuova domanda, nuova eccezione o nuova prova di cui ai divieti contenuti nel D.Lgs. 546 del 1992, artt. 57 e 58; difettano infatti argomenti a fondamento della affermazione in parola e, comunque, l’art. 58 citato, al secondo comma, consente esplicitamente la produzione di nuovi documenti in appello.
8. Con l’ottavo motivo il ricorrente deduce, ai sensi dell’art. 360, comma 1, comma 1, n. 3, la violazione o falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 57, posto che la produzione del nuovo documento in parola non viola in alcun modo la norma richiamata.
9. Con il nono motivo il ricorrente deduce, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione o falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 58, posto che la produzione del nuovo documento in parola non viola in alcun modo la norma richiamata che, anzi, al secondo comma, espressamente autorizza la produzione di nuovi documenti.