Source: https://www.federnotizie.it/decreto-cura-italia-misure-a-sostegno-del-lavoro/
Timestamp: 2020-07-07 08:35:39+00:00
Document Index: 170930918

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art. 23', 'art. 2', 'art. 24', 'art. 33', 'art. 26', 'art. 37']

Decreto "Cura Italia"– Misure a sostegno del Lavoro - Federnotizie
Argomento: Novità normative	Pubblicato il 19 Marzo 2020 da	Clara Trimarchi	 Stampa
Con il decreto legge emesso in data 17 marzo 2020 n. 18, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Parte Prima n. 70 in pari data, sono state adottate alcune misure a sostegno del lavoro.
Passiamo in rassegna le principali (a prima vista) norme di interesse (anche) notarile, rinviando a successivi approfondimenti e chiarimenti di temi specifici.
Si segnalano in particolare le seguenti misure:
1) Cassa integrazione in deroga (art. 22)
È prevista la concessione, a seguito della sospensione delle attività lavorative conseguenti all’emergenza epidemiologica da COVID- 19, di trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga, per la durata della massima di 9 settimane e con il riconoscimento per i lavoratori della contribuzione figurativa e relativi oneri accessori.
La cassa integrazione viene estesa a tutti i dipendenti di tutti i settori produttivi; alla stessa possono ricorrere anche i datori di lavoro con meno di cinque dipendenti.
Di seguito il testo normativo:
8. Alla copertura degli oneri previsti dal presente articolo si provvede ai sensi dell’articolo 126.
2) Sostegno dei genitori lavoratori (art. 23)
A seguito della sospensione dei servizi scolastici, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato, con figli di età non superiore a 12 anni o con disabilità, possono usufruire di un congedo parentale per un periodo non superiore a 15 giorni (continuativi o frazionati) e con una indennità pari al 50% della retribuzione.
In alternativa al congedo, i lavoratori possono optare per la corresponsione di un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo di Euro 600,00, da erogarsi mediante il libretto di famiglia.
Tali benefici spettano anche ai genitori lavoratori iscritti alla Gestione separata di cui all’art. 2 L335/95 e ai lavoratori autonomi iscritti all’INPS, mentre per i lavoratori autonomi non iscritti all’INPS è riconosciuto il bonus di 600 Euro subordinatamente alla comunicazione da parte delle rispettive casse previdenziali del numero dei beneficiari.
I genitori lavoratori dipendenti con figli di età compresa tra i 12 e i 16 anni, hanno il diritto di astenersi dal lavoro per il periodo di sospensione dei servizi scolastici, conservando il posto di lavoro e con divieto di licenziamento, senza corresponsione di alcuna indennità; tale diritto spetta a condizione che nel nucleo familiare non ci sia altro genitore non lavoratore o beneficiario di misure di sostegno per la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.
1. Per l’anno 2020 a decorrere dal 5 marzo, in conseguenza dei provvedimenti di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, di cui al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 marzo 2020, e per un periodo continuativo o frazionato comunque non superiore a quindici giorni, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato hanno diritto a fruire, ai sensi dei commi 9 e 10, per i figli di età non superiore ai 12 anni, fatto salvo quanto previsto al comma 5, di uno specifico congedo, per il quale è riconosciuta una indennità pari al 50 per cento della retribuzione, calcolata secondo quanto previsto dall’articolo 23 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, ad eccezione del comma 2 del medesimo articolo. I suddetti periodi sono coperti da contribuzione figurativa.
2. Gli eventuali periodi di congedo parentale di cui agli articoli 32 e 33 del citato decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, fruiti dai genitori durante il periodo di sospensione di cui al presente articolo, sono convertiti nel congedo di cui al comma 1 con diritto all’indennità e non computati né indennizzati a titolo di congedo parentale.
3. I genitori lavoratori iscritti in via esclusiva alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, hanno diritto a fruire, ai sensi dei commi 9 e 10, per il periodo di cui al comma 1, per i figli di età non superiore ai 12 anni, fatto salvo quanto previsto al comma 5, di uno specifico congedo, per il quale è riconosciuta una indennità, per ciascuna giornata indennizzabile, pari al 50 per cento di 1/365 del reddito individuato secondo la base di calcolo utilizzata ai fini della determinazione dell’indennità di maternità. La medesima indennità è estesa ai genitori lavoratori autonomi iscritti all’INPS ed è commisurata, per ciascuna giornata indennizzabile, al 50 per cento della retribuzione convenzionale giornaliera stabilita annualmente dalla legge, a seconda della tipologia di lavoro autonomo svolto.
7. Le disposizioni del presente articolo trovano applicazione anche nei confronti dei genitori affidatari.
8. A decorrere dall’entrata in vigore della presente disposizione, in alternativa alla prestazione di cui ai commi 1, 3 e 5 e per i medesimi lavoratori beneficiari, è prevista la possibilità di scegliere la corresponsione di un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo complessivo di 600 euro, da utilizzare per prestazioni effettuate nel periodo di cui al comma 1. Il bonus viene erogato mediante il libretto famiglia di cui all’articolo 54-bis, legge 24 aprile 2017, n. 50.
3) PERMESSI RETRIBUITI AI SENSI DELLA L. 104/1992 (art. 24)
I tre giorni di permesso mensile retribuito, spettanti al lavoratore dipendente per l’assistenza al coniuge o parente ai sensi dell’art. 33 comma 3 L 104/92, sono incrementati di ulteriori 12 giornate complessive, da utilizzarsi nei mesi di marzo e aprile 2020.
1. Il numero di giorni di permesso retribuito coperto da contribuzione figurativa di cui all’articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, è incrementato di ulteriori complessive dodici giornate usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020.
2. Il beneficio di cui al comma 1 è riconosciuto al personale sanitario compatibilmente con le esigenze organizzative delle aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale impegnati nell’emergenza COVID-19 e del comparto sanità.
4) EQUIPARAZIONE A MALATTIA DEL PERIODO DI QUARANTENA (art. 26)
E’ equiparato alla malattia il periodo che il lavoratore dipendente trascorre in quarantena con sorveglianza attiva (per coloro che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva) o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva (per coloro che provengono da zone a rischio)
Il medico curante deve redigere il certificato di malattia indicando gli estremi del provvedimento che ha dato origine alla quarantana o alla permanenza domiciliare fiduciaria.
Qualora il lavoratore sia affetto da malattia accertata da COVID-19, non occorre che il certificato medico riporti gli estremi di alcun provvedimento.
1.Il periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva di cui all’articolo 1, comma 2, lettere h) e i) del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, dai lavoratori del settore privato, è equiparato a malattia ai fini del trattamento economico previsto dalla normativa di riferimento e non è computabile ai fini del periodo di comporto.
2. Fino al 30 aprile ai lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n.104, nonché ai lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della medesima legge n. 104 del 1992, il periodo di assenza dal servizio prescritto dalle competenti autorità sanitarie, è equiparato al ricovero ospedaliero di cui all’articolo 19, comma 1, del decreto legge 2 marzo 2020, n.9.
3. Per i periodi di cui al comma 1, il medico curante redige il certificato di malattia con gli estremi del provvedimento che ha dato origine alla quarantena con sorveglianza attiva o alla permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva di cui all’articolo 1, comma 2, lettere h) e i) del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6.
4. Sono considerati validi i certificati di malattia trasmessi, prima dell’entrata in vigore della presente disposizione, anche in assenza del provvedimento di cui al comma 3 da parte dell’operatore di sanità pubblica.
5. In deroga alle disposizioni vigenti, gli oneri a carico del datore di lavoro, che presentano domanda all’ente previdenziale, e degli Istituti previdenziali connessi con le tutele di cui al presente articolo sono posti a carico dello Stato nel limite massimo di spesa di 130 milioni di euro per l’anno 2020. Gli enti previdenziali provvedono al monitoraggio del limite di spesa di cui al primo periodo del presente comma. Qualora dal predetto monitoraggio emerga che è stato raggiunto anche in via prospettica il limite di spesa, gli stessi enti previdenziali non prendono in considerazione ulteriori domande
6.Qualora il lavoratore si trovi in malattia accertata da COVID-19, il certificato è redatto dal medico curante nelle consuete modalità telematiche, senza necessità di alcun provvedimento da parte dell’operatore di sanità
5) SOSPENSIONE DEI VERSAMENTI DEI CONTRIBUTI INPS DEI LAVORATORI DOMESTICI (art. 37)
E’ sospeso il termine per il pagamento dei contributi Inps dovuti per i collaboratori domestici scadenti tra il 23 febbraio e il 31 maggio 2020.
Tali contributi dovranno comunque essere pagati dal datore di lavoro entro il 10 giugno 2020, senza corresponsione di interessi.
(Sospensione dei termini per il pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per
l’assicurazione obbligatoria per i lavoratori domestici)
1. Sono sospesi i termini relativi ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria dovuti dai datori di lavoro domestico in scadenza nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 31 maggio 2020 Non si fa luogo al rimborso dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria già versati. I pagamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, sospesi ai sensi del presente articolo, sono effettuati entro il 10 giugno 2020, senza applicazione di sanzioni e interessi
2. I termini di prescrizione di cui all’articolo 3, comma 9, della legge 8 agosto 1995 n. 335, sono sospesi, per
il periodo dal 23 febbraio 2020 al 30 giugno 2020 e riprendono a decorrere dalla fine del periodo di sospensione. Ove il decorso abbia inizio durante il periodo di sospensione, l’inizio stesso è differito alla fine del periodo.
Decreto “Cura Italia”– Misure a sostegno del Lavoro ultima modifica: 2020-03-19T13:00:49+01:00 da Clara Trimarchi
cassa integrazione, cig, decreto cura italia
Nominata notaio nel novembre 2015, ha conseguito l'abilitazione all'esercizio della professione forense nel 2010 e collaborato con l'Università Cattolica di Milano quale cultore della materia per l'insegnamento di istituzioni di diritto privato e commerciale.
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