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Timestamp: 2020-04-08 21:57:46+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 474', 'art. 474', 'art. 474', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 474', 'art. 474', 'art. 474', 'art. 474', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 474', 'art. 38', 'art. 474', 'art. 474', 'art. 474', 'art. 474', 'art. 474', 'sentenza ', 'art. 474', 'art. 474', 'sentenza ', 'art. 474', 'art. 474', 'art. 474', 'art. 58', 'art. 90', 'art. 58', 'art. 111', 'art. 647']

In caso di condanna alla consegna di beni mobili di cui il debitore abbia perduto la disponibilità, il diritto del creditore ad ottenere il pagamento dell'equivalente monetario di tali beni va fatto valere in un nuovo processo di cognizione che ne accerti la sussistenza e ne liquidi l'importo, non potendo essere azionato direttamente in via esecutiva sulla base del titolo di condanna alla consegna, di per sé non idoneo a fondare l'esecuzione per espropriazione, ma solo quella in forma specifica ai sensi degli artt. 605 ss. c.p.c., ancorché si assuma esistere un prezzo ufficiale di mercato dei beni perduti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 18 Dicembre 2019, n. 33723. Segue...
Esecuzione forzata - Chiusura del procedimento esecutivo - Preclusione all'ulteriore azionamento del titolo esecutivo - Condizioni - Valutazione del giudice dell'esecuzione sulla consumazione del diritto di procedere esecutivamente - Necessità.
In tema di esecuzione forzata, la irretrattabilità dei risultati del procedimento esecutivo consegue alla sua conclusione con l'attuazione concreta dell'obbligo posto in esecuzione (nella specie, relativa ad obblighi di fare, con la realizzazione materiale delle concrete modalità disposte dal giudice dell'esecuzione), sicché ogni diverso esito della procedura che non implichi una valutazione del giudice dell'esecuzione sulla consumazione del diritto a procedere esecutivamente non preclude al creditore - salva la eventuale prescrizione del diritto - di azionare ulteriormente il titolo esecutivo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 13 Novembre 2019, n. 29347. Segue...
Mutuo a stato avanzamento lavori seguito da atto di erogazione e quietanza redatti entrambi per atto pubblico – Inidoneità ad assurgere a rango titolo esecutivo ex art. 474 c.p.c. – Annullamento dell’atto di precetto.
Né sovviene in senso contrario il successivo atto pubblico di erogazione e quietanza perché, facendo applicazioni dei principi sanciti dalla Suprema Corte n. 17194 del 27.8.2015, tale atto, stipulato due anni dopo mutuo, non fa venir meno le condizioni poste all’erogazione, le modalità di rateizzazione del credito ecc., cosicché non è stato creato in capo al mutuatario alcun “autonomo titolo di disponibilità in favore del mutuatario, in guisa tale da determinare l'uscita della somma dal proprio patrimonio e l'acquisizione della medesima al patrimonio di quest'ultimo” (Cass. 12 ottobre 1992, n. 11116 e 15 luglio 1994, n. 6686; nonché Cass. 5 luglio 2001, n. 9074 e 28 agosto 2004, n. 17211; e, da ultimo, Cass. 3 gennaio 2011, n. 14); e comunque l’atto di erogazione e quietanza non toglie che il mutuatario, a seguito della stipula del contratto, non aveva alcun titolo per pretendere il versamento della somma oggetto del contratto, attese le ampissime facoltà riconosciute all’ente erogatore di recedere dal contratto, di valutare an, tempi e modi dell’erogazione; ciò che è riprovato dal fatto che la somma in ultimo erogata è stata inferiore rispetto a quella pattuita, sebbene accettata dal mutuatario a saldo. (Dario Nardone) (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Tribunale Fermo, 23 Ottobre 2019. Segue...
Opposizione all'esecuzione - Sopravvenuta caducazione del titolo - Rilievo d'ufficio indipendente dai motivi di opposizione - Cessazione della materia del contendere - Regolazione delle spese processuali secondo soccombenza - Necessità.
In sede di opposizione all'esecuzione con cui si contesta il diritto di procedere all'esecuzione forzata perché il credito di chi la minaccia o la inizia non è assistito da titolo esecutivo, l'accertamento dell'idoneità del titolo a legittimare l'azione esecutiva si pone come preliminare dal punto di vista logico per la decisione sui motivi di opposizione, anche se questi non investano direttamente la questione. Pertanto, dichiarata cessata la materia del contendere per effetto del preliminare rilievo dell'avvenuta caducazione del titolo esecutivo nelle more del giudizio di opposizione, per qualunque motivo sia stata proposta, l'opposizione deve ritenersi fondata, e in tale situazione il giudice dell'opposizione non può, in violazione del principio di soccombenza, condannare l'opponente al pagamento delle spese processuali, sulla base della disamina dei motivi proposti, risultando detti motivi assorbiti dal rilievo dell'avvenuta caducazione del titolo con conseguente illegittimità "ex tunc" dell'esecuzione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 09 Agosto 2019, n. 21240. Segue...
Contratto di mutuo – Consegna al mutuante e contestuale riconsegna al mutuatario della somma mutuata in deposito cauzionale – Erogazione effettiva subordinata – Se non seguito dall’atto di erogazione e quietanza, l’unico idoneo a comprovare il perfezionamento di una fattispecie a formazione progressiva e l’effettiva dazione del denaro al mutuatario.
I contratti di mutuo c.d. condizionati, non documentando l’esistenza di un diritto di credito dotato del requisito della certezza, sono strutturalmente inidonei, ancorché stipulati con atto pubblico, ad assumere efficacia di titolo esecutivo ai fini della restituzione coattiva delle somme pattuite, se non seguito dall’atto di erogazione e quietanza, l’unico idoneo a comprovare il perfezionamento di una fattispecie a formazione progressiva e l’effettiva dazione del denaro al mutuatario. Il mero accreditamento delle somme non è in sé idoneo a documentare un credito certo, liquido ed esigibile ex art. 474 c.p.c., presupponendo il contratto di mutuo condizionato una semplice promessa relativa alla dazione del denaro che implica una necessaria e successiva manifestazione di volontà, che gli stessi contraenti si obbligano a prestare, relativa alla effettiva dazione della somma ed alla quale è subordinata la nascita dell’obbligo di restituzione. (Andrea Torresi) (Carlo Pagamici) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 05 Agosto 2019. Segue...
Contratto di mutuo – Consegna della somma al mutuatario mediante accredito su conto corrente acceso presso la banca mutuante – Vincolo di indisponibilità delle somme accreditate sino all'adempimento di condizioni poste a carico del mutuatario – Inefficacia di titolo esecutivo ex art. 474 c.p.c..
Deve qualificarsi come mutuo condizionato e non può essere ritenuto idoneo titolo esecutivo, sicché va disposta la sospensione della procedura esecutiva, il contratto di mutuo stipulato per atto pubblico notarile il quale, pur attestando la somma come erogata, quietanzata ed accreditata sul conto corrente del mutuatario presso la banca mutuante, preveda che la somma stessa sia vincolata a garanzia della prova del verificarsi di talune condizioni ivi indicate, pena la facoltà della Banca di risolvere il contratto e di compensare il suo credito con le medesime somme giacenti sul conto.
Proprio quest’ultima facoltà prova che il mutuatario non ha conseguito la disponibilità giuridica della somma, la quale non è effettivamente fuoriuscita dalla sfera di disponibilità della Banca, posto che il vincolo preclude al mutuatario di porre in essere atti di autonomia privata e, in definitiva, impedisce allo stesso di disporre delle somme erogate se non successivamente all’eventuale svincolo subordinato all’adempimento delle prescritte condizioni. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Vallo Della Lucania, 23 Luglio 2019. Segue...
Sentenza di mero accertamento di obbligo di fare infungibile – Possibilità di porla a base di esecuzione forzata in forma specifica – Esclusione – Fondamento – Fattispecie.
La sentenza di mero accertamento di obbligo di fare infungibile non costituisce titolo esecutivo, potendosi procedere alla esecuzione forzata in forma specifica soltanto in base a sentenza di condanna, almeno implicita, ed in relazione ad una prestazione che possa essere attuata indifferentemente sia dall'obbligato originario, sia per mezzo dell'attività sostitutiva di un qualunque altro soggetto, con identico effetto satisfattivo per il creditore, ovvero quando non sia indispensabile alcuna attività materiale personale di cooperazione specifica del condannato. (In applicazione del principio, la S.C. ha escluso che la sentenza di mero accertamento dell'obbligo dell'ente previdenziale di inserire in determinati elenchi il nominativo di un lavoratore agricolo sia idonea ad essere posta a base di esecuzione forzata in forma specifica, coinvolgendo una pluralità di condotte – quali l'inserimento del nominativo negli appositi elenchi e la verifica della produzione dei conseguenti effetti sia economici che normativi – aventi ciascuna carattere infungibile). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 10 Luglio 2019, n. 18572. Segue...
Contratto di mutuo – Costituzione in deposito cauzionale presso la banca – Erogazione effettiva differita in un momento successivo – Assenza di atto pubblico o scrittura privata di quietanza che attesti l'erogazione della somma mutuata – Efficacia di titolo esecutivo ex art. 474 c.p.c. – Esclusione.
In tal caso la consegna della somma finanziata viene di fatto differita ad un momento successivo, in quanto l’importo erogato resta espressamente fuori dalla disponibilità del mutuatario e depositato presso la Banca medesima. (Fabio Di Battista) (riproduzione riservata) Tribunale Avezzano, 08 Luglio 2019. Segue...
Contratto di mutuo – Consegna al mutuante e contestuale riconsegna al mutuatario della somma mutuata in deposito cauzionale – Erogazione effettiva subordinata alla futura eventuale costituzione dell’ipoteca.
Non può essere annoverato nella categoria dei titoli esecutivi di cui all’art. 474 co. 1 n. 2 c.p.c., sicché non può ritenersi di per sé idoneo a sorreggere l'esecuzione forzata con conseguente necessaria declaratoria di sospensione della procedura esecutiva, il contratto di mutuo pur se stipulato per atto pubblico notarile nel quale, sebbene la somma sia stata dichiarata in contratto come erogata, quietanzata e riconsegnata alla banca, essa è stata costituita già con il contratto medesimo presso la stessa banca in deposito cauzionale infruttifero, a garanzia dell’adempimento di tutte le condizioni poste a carico della medesima parte finanziata, quindi ancora giacente presso la banca e non immediatamente disponibile per il mutuatario. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Avezzano, 27 Giugno 2019. Segue...
Contratto di mutuo – Consegna al mutuatario e contestuale riconsegna al mutuante della somma mutuata in deposito cauzionale – Erogazione effettiva subordinata alla futura eventuale costituzione dell’ipoteca – Assenza d’una quietanza in forma solenne che attesti lo svincolo – Inefficacia di titolo esecutivo ex art. 474 c.p.c..
Dovendosi dare prevalenza alla effettiva volontà dei soggetti contraenti, in un siffatto negozio la effettiva disponibilità in capo al mutuatario della somma di denaro risulta subordinata alla condizione della regolare costituzione dell’ipoteca; sicché, da un lato, nessun valore può avere la quietanza rilasciata dal mutuatario nel contratto; dall’altro, una quietanza (nella forma solenne richiesta dall’art. 474 c.p.c.) per essere valida ovvero per integrare il mutuo ai fini della positiva efficacia di titolo esecutivo, avrebbe dovuto essere rilasciata al momento dell’effettivo svincolo delle somme in favore del mutuatario, senza che possa valere in contrario che ciò comporti un successivo atto pubblico con dispendio di tempi e costi, non potendo l’autonomia privata spingersi fino al punto di elidere i requisiti di forma necessari per attribuire ad un atto determinati effetti giuridici (quali l’idoneità a fungere da titolo esecutivo). (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Avezzano, 27 Giugno 2019. Segue...
Esecuzione forzata - Titolo esecutivo - Riconoscimento della pensione di anzianità e condanna generica al pagamento dei ratei e delle differenze dovute - Titolo esecutivo - Esclusione - Interpretazione extratestuale - Possibilità - Limiti.
La sentenza con la quale il giudice abbia dichiarato il diritto del ricorrente ad ottenere la pensione di anzianità e abbia condannato l'ente previdenziale al pagamento dei relativi ratei e delle differenze dovute, senza precisare in termini monetari l'ammontare di tali differenze, deve essere definita generica e non costituisce valido titolo esecutivo, in quanto la misura della prestazione spettante all'interessato non è suscettibile di quantificazione mediante semplici operazioni aritmetiche eseguibili sulla base di elementi di fatto, contenuti nella medesima sentenza o mediante il mero richiamo ai criteri di legge, ma necessita dell'ulteriore intervento di un giudice diverso, salva la possibilità di procedere a un'interpretazione extratestuale del titolo esecutivo giudiziale sulla base degli elementi ritualmente acquisiti nel processo in cui si è formato, purché le relative questioni siano state trattate nel corso dello stesso e possano intendersi come ivi univocamente definite, essendo mancata, piuttosto, la concreta estrinsecazione della soluzione come operata nel dispositivo o perfino nel tenore stesso del titolo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 23 Maggio 2019, n. 14154. Segue...
Contratto di mutuo – Costituzione in deposito cauzionale presso la banca – Erogazione effettiva solo al verificarsi di condizioni future ed eventuali – Assenza d’una quietanza in forma solenne che attesti lo svincolo – Efficacia di titolo esecutivo ex art. 474 c.p.c. – Esclusione.
Costituisce valido titolo esecutivo autonomo quello che deve integrarsi, per le statuizioni accessorie, con i documenti richiamati nel titolo o con atti ad esso esterni, salvo che non sia richiesta una specifica attività di accertamento ovvero vi sia il riferimento ad obbligazioni per crediti diversi o a pattuizioni contenute in autonomo patto aggiunto. L’obbligo, pattuito nel contratto di mutuo, di fornire documentazione aggiuntiva pena la risoluzione del contratto implica una positiva attività di accertamento, in assenza della quale il mutuatario mai entrerà nella disponibilità della somma stessa. (Emilio Cancelli) (riproduzione riservata) Tribunale Cassino, 16 Maggio 2019. Segue...
L'efficacia esecutiva del titolo formatosi contro la sola associazione non riconosciuta in un giudizio di cognizione nel quale il creditore non abbia convenuto, in proprio, anche l'eventuale soggetto responsabile in via solidale con questa ai sensi dell'art. 38 c.c., al fine di ottenere l'accertamento della sua responsabilità solidale e la sua condanna, unitamente a quella dell'ente stesso, non si estende automaticamente al predetto soggetto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 14 Maggio 2019, n. 12714. Segue...
Il contratto di apertura di credito su conto corrente assistito da garanzia ipotecaria deve ritenersi titolo esecutivo, in quanto la somma di denaro che costituisce l’oggetto dell’obbligazione è chiaramente determinata con riferimento all’importo dell’apertura di credito, ed ove sorga questione relativamente agli oneri accessori, ove i criteri di calcolo siano esattamente previsti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Lucca, 11 Aprile 2019. Segue...
Un siffatto contratto non integra un titolo esecutivo ai sensi dell’art. 474 co. 3 c.p.c., difettando l’attestazione della erogazione della somma mutuata tramite separato atto pubblico o la quietanza tramite scrittura privata autenticata, sicché, in mancanza di prova dell’erogazione, non può essere idoneo a dimostrare l’esigibilità dell’obbligo di rimborso della somma mutuata. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Avezzano, 08 Febbraio 2019. Segue...
Un negozio di tal fatta, che si palesa come mutuo condizionato, presuppone una semplice promessa relativa alla dazione di una somma di denaro ed implica una necessaria e successiva manifestazione di volontà che gli stessi contraenti si obbligano a prestare, relativa alla effettiva dazione della somma, manifestazione di volontà cui è subordinata la nascita dell’obbligo di restituzione (Cass. Civ., n. 5630/86; Cass. Civ., n. 9101/03 in motivazione): difatti, al fine di assumere l’efficacia di titolo esecutivo ex art. 474 c.p.c., l’unico idoneo a comprovare il perfezionamento di una fattispecie a formazione progressiva e l’effettiva dazione è l’atto di erogazione e quietanza nella forma solenne richiesta dall’art. 474 c.p.c. che sia successivo allo svincolo delle somme trattenute dalla banca in deposito cauzionale. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Cassino, 11 Ottobre 2018. Segue...
Contratto di mutuo – Erogazione solo al verificarsi di condizioni future ed eventuali – Assenza d’una quietanza in forma solenne che attesti l’erogazione – Efficacia di titolo esecutivo ex art. 474 c.p.c. – Esclusione – Nullità originaria dell’intera procedura esecutiva e travolgimento dei successivi interventi quantunque titolati – Sussiste.
Ai fini dell’attitudine ad avere efficacia di titolo esecutivo ex art. 474 c.p.c., come precisato dalla giurisprudenza di legittimità, occorre verificare, attraverso l’interpretazione del contratto integrata con quanto previsto nell'atto di erogazione e quietanza o di quietanza a saldo ove esistente, se esso contenga pattuizioni volte a trasmettere con immediatezza la disponibilità giuridica della somma mutuata e se entrambi gli atti, di mutuo e di erogazione, rispettino i requisiti di forma imposti dalla legge (cfr. in termini Cass. Civ., sentenza 27 agosto 2015, n. 17194).
Non può essere annoverato nella categoria dei titoli esecutivi di cui all’art. 474 co. 1 n. 2 c.p.c., sicché non può ritenersi di per sé idoneo a sorreggere l’esecuzione forzata con conseguente necessaria declaratoria di sospensione della procedura esecutiva, il contratto di mutuo pur se stipulato per atto pubblico notarile nel quale la somma mutuata, sebbene successivamente quietanzata in forma eterologa rispetto all’atto notarile, venga trattenuta già con lo stesso contratto presso la stessa banca la quale si riserva l’erogazione all’esito della verifica positiva dell’adempimento di tutte le condizioni poste a carico della medesima parte finanziata, sicché la somma mutata non è immediatamente ed attualmente disponibile per il mutuatario.
Deve ritenersi che un siffatto atto notarile, seguito da una quietanza non avente la necessaria forma solenne prevista dall’art. 474 c.p.c., non documenti con autosufficienza né la consegna materiale del denaro né il conseguimento della sua disponibilità giuridica da parte dei mutuatari.
L’inettitudine ad avere efficacia di titolo esecutivo è genetica ed originaria, per cui, alla luce di Cass. Civ. SS.UU., sentenza 7 gennaio 2014, n. 61, la caducazione ex tunc del titolo travolge l’intera procedura, senza che possa rilevare la presenza di creditori intervenuti quantunque titolati. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Lanciano, 28 Settembre 2018. Segue...
Esecuzione forzata - Contratto di mutuo BHW - Titolo esecutivo carente dei requisiti ex art. 474 c.p.c.- Sospensione dell’esecuzione.
Il titolo esecutivo, costituito da un atto notarile di consenso ad iscrizione di ipoteca, non è valido titolo se manca o è dubbia la traditio delle somme mutuate; ciò si verifica ogni qualvolta l’atto faccia riferimento ad una erogazione futura e condizionata, anche se contraddetta dall’eventuale quietanza rilasciata nell’atto stesso dai debitori per l’importo mutuato, né la traditio delle somme mutuate può essere dimostrata dall’eventuale erogazione del mutuo in favore del notaio rogante. (Vincenzo Cancrini) (riproduzione riservata) Tribunale Tivoli, 23 Luglio 2018. Segue...
Contratto di mutuo – Modifiche di aspetti accessori – Idoneità a costituire esecutivo – Sussistenza.
Non pregiudicano l’astratta idoneità del contratto originario di finanziamento a costituire valido titolo esecutivo ai sensi dell’art. 474 c.p.c. le modifiche che non comportano novazione del rapporto, quali l’ammontare e il numero delle singole rate e la durata del piano di ammortamento, trattandosi di questioni accessorie che non incidono sul capitale da restituire o sulla percentuale degli interessi pattuiti, ma soltanto sulla definitiva quantificazione degli interessi (allungandosi il periodo di preammortamento) nonché sulla quantificazione del credito bancario ad una determinata data. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 13 Luglio 2018. Segue...
Non può essere annoverato nella categoria dei titoli esecutivi di cui all’art. 474 co. 1 n. 2 c.p.c., sicché non può ritenersi di per sé idoneo a sorreggere l’esecuzione forzata con conseguente necessaria declaratoria di sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo, il contratto di mutuo pur se stipulato per atto pubblico notarile nel quale, sebbene la somma sia stata dichiarata come erogata e quietanzata, essa è stata costituita già con lo stesso contratto presso la stessa banca in deposito cauzionale infruttifero, a garanzia dell’adempimento di tutte le condizioni poste a carico della medesima parte finanziata, quindi ancora giacente presso la banca e non disponibile per il mutuatario.
In tal caso l’erogazione, dichiarata come quietanzata in contratto, in conseguenza della costituzione del deposito cauzionale infruttifero, è da ritenersi solo apparente né può ritenersi che si sia venuto a creare un titolo autonomo di disponibilità in favore della parte mutata, non documentando il contratto medesimo l’avveramento delle condizioni alle quali è subordinato lo svincolo della somma e quindi l’effettivo ingresso del denaro nella sfera giuridica della parte mutuataria.
In conseguenza della mancata capacità di provare ex se l’effettiva traditio e della mancanza d’una quietanza in forma solenne che attesti lo svincolo delle somme, ne discende l’inidoneità del mutuo notarile a documentare l’esistenza attuale dell’obbligazione di restituzione della somma mutata. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Lagonegro, 20 Marzo 2018. Segue...
Cessione di attività e passività da parte di banca in liquidazione coatta amministrativa (l.c.a.) ad altra banca - Successione a titolo particolare - Configurabilità - Adempimento richiesto dall'art. 58 del d.lgs. n. 385 del 1993 (applicabile "ratione temporis") - Incidenza soltanto sul piano sostanziale - Conseguenze - Legittimazione attiva della banca in l.c.a. cedente all'esecuzione forzata - Sussistenza - Fondamento - Limiti.
La cessione delle attività e delle passività, delle aziende e dei rami d'azienda, dei beni e dei rapporti giuridici individuali in blocco, ai sensi dell'art. 90, secondo comma, del d.lgs. 1° settembre 1993, n. 386 (applicabile "ratione temporis"), di un istituto di credito posto in liquidazione coatta amministrativa (l.c.a.) ad un altro istituto di credito determina una successione a titolo particolare, rispetto alla quale l'adempimento della formalità prevista dall'art. 58 dello stesso d.lgs. n. 385 - per cui la banca cessionaria dà notizia dell'avvenuta cessione con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - opera soltanto su un piano sostanziale. Ne consegue che, ai sensi dell'art. 111 cod. proc. civ., applicabile anche al processo esecutivo, permane in capo alla banca in l.c.a. cedente la legittimazione attiva all'esecuzione forzata, pure nel caso di intervento del successore a titolo particolare, sino a quando l'anzidetta qualità di parte cessi per effetto della sua estromissione con il consenso delle altre parti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 16 Novembre 2011, n. 23992. Segue...
Al fine di certificare una decisione giudiziaria come titolo esecutivo europeo ai sensi del regolamento CE n. 805/2004 del 21 aprile 2004 è necessario, fra l’altro, che la decisione sia esecutiva nello Stato membro d’origine e tale presupposto non sussiste ove il decreto ingiuntivo non sia stato dichiarato esecutivo ex art. 647 cod. proc. civ.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 24 Settembre 2009, n. 0. Segue...