Source: http://www.confetra.com/it/archivio/doc_html/Circolari_2001/circ016.htm
Timestamp: 2017-11-19 12:05:08+00:00
Document Index: 89076931

Matched Legal Cases: ['art.2', 'art.4', 'art.6', 'art.6', 'art.6', 'art.7', 'art.9', 'art.13', 'art.14', 'art.16', 'art.18', 'art.31', 'art.42', 'in fine', 'in fine']

Circolare 16/2001
CIRCOLARE N.16/2001
OGGETTO: TRIBUTI – MANOVRA ECONOMICA 2001 – LEGGE 23.12.2000, N.388, SU S.O. ALLA G.U. N.302 DEL 29.12.2000.
Si evidenziano di seguito le principali disposizioni introdotte in materia fiscale dalla legge finanziaria 2001.
Irpef (art.2) – E’ stato previsto fino al 2003 il graduale alleggerimento della pressione fiscale sulle persone fisiche, attraverso la riduzione delle aliquote progressive e l’innalzamento delle detrazioni d’imposta per i redditi compresi tra 30 e 60 milioni di lire annue.
Irpeg (art.4) – L’attuale aliquota Irpeg del 37 per cento è stata ridotta al 36 per cento a decorrere dal periodo d’imposta in corso all’1.1.2001 e al 35 per cento a decorrere dal periodo d’imposta in corso all’1.1.2003; inoltre sono state introdotte modifiche alla misura dell’acconto d’imposta attualmente pari al 98 per cento: in particolare nel 2001 è ridotto al 93,5 per cento, mentre nel 2002 e nel 2003 la misura verrà innalzata rispettivamente al 98,5 e 99 per cento.
Dit (art.6) – Com’è noto, il d.lgvo 466/97 aveva introdotto una tassazione agevolata per le società che incrementano il patrimonio sociale, prevedendo che una parte del reddito, di ammontare corrispondente al rendimento teorico dell’incremento patrimoniale, fosse assoggettata all’aliquota Irpeg del 19 per cento, fermo restando che la tassazione agevolata e quella ordinaria non avrebbero dovuto comportare un prelievo medio inferiore al 27%; ora la legge finanziaria, nel confermare queste disposizioni agevolative, ha abolito il vincolo della tassazione media del 27 per cento.
Superdit (art.6) – E’ stata confermata anche per il periodo d’imposta 2001 l’applicazione della cosiddetta Superdit, che consente la detassazione degli utili reinvestiti; com’è noto la legge 342/2000 ha esteso il beneficio agli investimenti immobiliari delle imprese di servizi.
Autotrasporto (art.6) – Con decorrenza dal periodo di imposta 2001, per le imprese iscritte all’albo degli autotrasportatori con ammontare dei ricavi fino a 360 milioni annui è stata introdotta una deduzione forfetaria annua di lire 300 mila per ciascun motoveicolo e autoveicolo avente peso complessivo fino a 3,5 tonnellate; com’è noto, l’agevolazione è stata prevista per compensare la mancanza del recupero della carbon tax sui consumi di gasolio relativo ai veicoli leggeri.
Bonus assunzioni (art.7) – Ai datori di lavoro che nel periodo d’imposta compreso tra l’1.10.2000 e il 31.12.2003 avranno incrementato il numero dei lavoratori dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato sarà concesso un credito d’imposta pari a 800 mila lire mensili per ogni lavoratore assunto; i nuovi assunti dovranno avere età non inferiore a 25 anni e dovranno essere disoccupati da almeno due anni; l’incremento dovrà essere realizzato rispetto al numero medio dei lavoratori occupati nel periodo 1.10.1999 – 30.9.2000; per le assunzioni con contratto a tempo parziale il credito spetterà in misura proporzionale alle ore prestate rispetto a quelle contrattuali.
Imprese individuali (art.9) – Con decorrenza dal periodo d’imposta 2002 per gli imprenditori individuali è stata introdotta la facoltà di optare per la tassazione del reddito d’impresa applicando l’aliquota fissa Irpeg.
Nuove imprese (art.13) – Le persone fisiche che intraprenderanno un’attività di lavoro autonomo o d’impresa potranno avvalersi, per il periodo d’imposta in cui iniziano l’attività e per i due successivi, di un regime fiscale agevolato che prevede il pagamento, in luogo dell’IRPEF, di un’imposta sostitutiva pari al 10 per cento del reddito di lavoro autonomo o d’impresa; il beneficio è applicabile a condizione che il reddito dichiarato non sia superiore a 60 milioni annui per le imprese aventi per oggetto la prestazione di servizi; agli stessi contribuenti è attribuito un credito d’imposta di ammontare pari al 40 per cento del prezzo d’acquisto delle apparecchiature informatiche.
Imprese marginali (art.14) – E’ stata introdotta una tassazione forfetaria, pari al 15 per cento del reddito imponibile, per le imprese marginali; sono definite marginali le imprese che dichiarano ricavi non superiori ai limiti che verranno successivamente individuati in relazione al settore di attività, e comunque non superiori a 50 milioni di lire annue.
Irap (art.16) – E’ stata introdotta una deduzione fiscale ai fini Irap qualora la base imponibile non superi 350,3 milioni di lire annue.
Ici (art.18) – Al fine di semplificare il versamento dell’imposta comunale sugli immobili è stato previsto, a decorrere da quest’anno, che l’acconto sia pari al 50 per cento dell’imposta versata l’anno precedente (in luogo del 90% dell’imposta calcolata per i primi 6 mesi dell’anno in corso); le scadenze di versamento dell’acconto e del saldo restano confermate nelle date rispettivamente del 30 giugno e del 20 dicembre.
Sconto accise (artt.24 e 25) – Al fine di compensare le variazioni dei prezzi dei prodotti petroliferi, per i primi sei mesi del 2001 le aliquote delle accise sono state ridotte; per il gasolio usato come carburante, in particolare, l’aliquota dell’accisa è stata fissata a 739 lire/litro; per le imprese di autotrasporto l’aliquota è ulteriormente ridotta di 100 lire/litro per il gasolio utilizzato per i veicoli di peso superiore a 3,5 tonnellate; peraltro allo stato attuale l’agevolazione per le imprese di autotrasporto deve ancora essere approvata dall’Unione Europea.
Telefonini (art.31) – Per le imprese di autotrasporto merci è stata ammessa la completa detraibilità ai fini Iva dell’imposta relativa agli impianti di telefonia fissa installati all’interno dei veicoli.
Controlli (art.42) – A decorrere dall’anno 2002 è stato previsto un controllo sistematico dei contribuenti con volume di affari superiore a 10 miliardi; in particolare per i contribuenti con volume di affari superiore a 50 miliardi il controllo sarà esercitato almeno una volta ogni due anni; per gli altri contribuenti almeno una volta ogni quattro anni.
Per riferimenti confronta circ.re conf.le n. 140/2000
ALIQUOTE IRPEF ANNO 2001
SCAGLIONE MENSILE
IRPEF MENSILE
L. 1.666.666
L. 833.333
L. 6.250.000
L. 2.437.500
oltre L. 11.250.000
DETRAZIONI D'IMPOSTA ANNO 2001
(mio lit)
Da 12 a 12,3
Da 12,3 a 12,6
Da 12,6 a 15,0
Da 15,0 a 15,3
Da 15,3 a 15,6
Da 15,6 a 15,9
Da 15,9 a 16,0
Da 16,0 a 17,0
Da 17,0 a 18,0
Da 18,0 a 19,0
Da 19,0 a 30,0
Da 30,0 a 40,0
Da 40,0 a 50,0
Da 50,0 a 60,0
Da 60,0 a 60,3
Da 60,3 a 70,0
Da 70,0 a 80,0
Da 80,0 a 90,0
Da 90,0 a 90,4
Da 90,4 a 100,0
Oltre 100,0
(Disposizioni in materia di imposte sui redditi relative alla
riduzione delle aliquote e alla disciplina delle detrazioni e delle
deduzioni)
a) all'articolo 10, comma 3-bis, primo periodo, in materia di
deduzione per l'abitazione principale, le parole: "fino a lire
1.800.000" sono sostituite dalle seguenti: "fino all'ammontare
della rendita catastale dell'unita' immobiliare stessa e delle
relative pertinenze,"; nel medesimo comma il secondo periodo e'
b) all'articolo 10, comma 3-bis, il quinto periodo e' sostituito
dal seguente: "Non si tiene conto della variazione della dimora
abituale se dipendente da ricovero permanente in istituti di ricovero
o sanitari, a condizione che l'unita' immobiliare non risulti
locata";
c) all'articolo 11, comma 1, concernente le aliquote e gli
scaglioni dell'imposta sul reddito delle persone fisiche:
1) la lettera a), relativa al primo scaglione di reddito, e'
2) la lettera b), relativa al secondo scaglione di reddito, e'
"b) oltre lire 20.000.000 e fino a lire 30.000.000 .... 24 per
cento, per l'anno 2001, 23 per cento, per l'anno 2002, e 22 per
cento, a decorrere dall'anno 2003;";
3) nella lettera c), relativa al terzo scaglione di reddito, le
parole: "33,5 per cento" sono sostituite dalle seguenti: "32 per
cento a decorrere dall'anno 2001";
4) nella lettera d), relativa al quarto scaglione di reddito, le
parole: "39,5 per cento" sono sostituite dalle seguenti: "39 per
cento, per l'anno 2001, 38,5 per cento, per l'anno 2002, e 38 per
cento, a decorrere dall'anno 2003";
5) nella lettera e), relativa al quinto scaglione di reddito, le
parole: "45,5 per cento" sono sostituite dalle seguenti: "45 per
cento, per l'anno 2001, 44,5 per cento, per l'anno 2002, e 44 per
d) all'articolo 12, comma 1, lettera b), in materia di detrazioni
per carichi di famiglia, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi:
"L'importo di lire 516.000 per l'anno 2001 e di lire 552.000 a
decorrere dal 1o gennaio 2002 e' aumentato, rispettivamente, a lire
552.000 per l'anno 2001 e a lire 588.000 a decorrere dal 1o gennaio
2002, a condizione che il reddito complessivo non superi lire
100.000.000. I predetti importi sono aumentati a lire 616.000 per
l'anno 2001 e a lire 652.000 a decorrere dal 1o gennaio 2002, quando
la detrazione sia relativa ai figli successivi al primo, sempre che
il reddito complessivo non superi lire 100.000.000";
"1. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o
piu' redditi di lavoro dipendente spetta una detrazione dall'imposta
lorda, rapportata al periodo di lavoro o di pensione nell'anno, anche
a fronte delle spese inerenti alla produzione del reddito, secondo i
a) lire 2.220.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro
dipendente non supera lire 12.000.000;
b) lire 2.100.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro
dipendente e' superiore a lire 12.000.000 ma non a lire 12.300.000;
c) lire 2.000.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro
dipendente e' superiore a lire 12.300.000 ma non a lire 12.600.000;
d) lire 1.900.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro
dipendente e' superiore a lire 12.600.000 ma non a lire 15.000.000;
e) lire 1.750.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro
dipendente e' superiore a lire 15.000.000 ma non a lire 15.300.000;
f) lire 1.600.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro
dipendente e' superiore a lire 15.300.000 ma non a lire 15.600.000;
g) lire 1.450.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro
dipendente e' superiore a lire 15.600.000 ma non a lire 15.900.000;
h) lire 1.330.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro
dipendente e' superiore a lire 15.900.000 ma non a lire 16.000.000;
i) lire 1.260.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro
dipendente e' superiore a lire 16.000.000 ma non a lire 17.000.000;
l) lire 1.190.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro
dipendente e' superiore a lire 17.000.000 ma non a lire 18.000.000;
m) lire 1.120.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro
dipendente e' superiore a lire 18.000.000 ma non a lire 19.000.000;
n) lire 1.050.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro
dipendente e' superiore a lire 19.000.000 ma non a lire 30.000.000;
o) lire 950.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro
dipendente e' superiore a lire 30.000.000 ma non a lire 40.000.000;
p) lire 850.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro
dipendente e' superiore a lire 40.000.000 ma non a lire 50.000.000;
q) lire 750.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro
dipendente e' superiore a lire 50.000.000 ma non a lire 60.000.000;
r) lire 650.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro
dipendente e' superiore a lire 60.000.000 ma non a lire 60.300.000;
s) lire 550.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro
dipendente e' superiore a lire 60.300.000 ma non a lire 70.000.000;
t) lire 450.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro
dipendente e' superiore a lire 70.000.000 ma non a lire 80.000.000;
u) lire 350.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro
dipendente e' superiore a lire 80.000.000 ma non a lire 90.000.000;
v) lire 250.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro
dipendente e' superiore a lire 90.000.000 ma non a lire 90.400.000;
z) lire 150.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro
dipendente e' superiore a lire 90.400.000 ma non a lire 100.000.000;
aa) lire 100.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro
dipendente e' superiore a lire 100.000.000";
2) nel comma 2, all'alinea, dopo le parole: "redditi di pensione"
sono inserite le seguenti: "redditi di terreni per un importo non
superiore a lire 360.000";
3) nel comma 2-ter, le parole: "il reddito derivante dagli assegni
periodici percepiti in conseguenza di separazione legale ed
effettiva, di scioglimento o annullamento del matrimonio o di
cessazione dei suoi effetti civili" sono soppresse e le parole: "il
reddito derivante da rapporti di lavoro dipendente di durata
inferiore all'anno" sono sostituite dalle seguenti: "il reddito
derivante da rapporti di lavoro dipendente con contratti a tempo
indeterminato di durata inferiore all'anno";
"2-quater. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono
soltanto il reddito, non superiore alla deduzione prevista
dall'articolo 10, comma 3-bis, dell'unita' immobiliare adibita ad
abitazione principale e delle relative pertinenze, il reddito
derivante dai rapporti di lavoro dipendente con contratto a tempo
determinato di durata inferiore all'anno e il reddito derivante dagli
assegni periodici percepiti in conseguenza di separazione legale ed
cessazione dei suoi effetti civili, spetta una detrazione secondo i
a) lire 400.000, se l'ammontare del reddito complessivo non supera
lire 9.100.000;
b) lire 300.000, se l'ammontare del reddito complessivo supera
lire 9.100.000 ma non lire 10.000.000;
c) lire 200.000 se l'ammontare del reddito complessivo supera lire
10.000.000 ma non lire 11.000.000;
d) lire 100.000 se l'ammontare del reddito complessivo supera lire
11.000.000 ma non lire 12.000.000";
"3. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o
piu' redditi di lavoro autonomo di cui al comma 1 dell'articolo 49 o
d'impresa di cui all'articolo 79, spetta una detrazione dall'imposta
lorda, non cumulabile con quella prevista dal comma 1, pari a:
a) lire 1.110.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro
autonomo e di impresa non supera lire 9.100.000;
b) lire 1.000.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro
autonomo e di impresa e' superiore a lire 9.100.000 ma non a lire
9.300.000;
c) lire 900.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro
autonomo e di impresa e' superiore a lire 9.300.000 ma non a lire
9.600.000;
d) lire 800.000 se l'ammontare complessivo, dei redditi di lavoro
autonomo e di impresa e' superiore a lire 9.600.000 ma non a lire
9.900.000;
e) lire 700.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro
autonomo e di impresa e' superiore a lire 9.900.000 ma non a lire
f) lire 600.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro
autonomo e di impresa e' superiore a lire 15.000.000 ma non a lire
g) lire 480.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro
autonomo e di impresa e' superiore a lire 15.300.000 ma non a lire
h) lire 410.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro
autonomo e di impresa e' superiore a lire 16.000.000 ma non a lire
i) lire 340.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro
autonomo e di impresa e' superiore a lire 17.000.000 ma non a lire
l) lire 270.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro
autonomo e di impresa e' superiore a lire 18.000.000 ma non a lire
m) lire 200.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro
autonomo e di impresa e' superiore a lire 19.000.000 ma non a lire
n) lire 100.000 se l'ammontare complessivo dei redditi di lavoro
autonomo e di impresa e' superiore a lire 30.000.000 ma non a lire
60.000.000";
f) all'articolo 13-bis, comma 1, lettera b), in materia di
1) al primo periodo, le parole: "sei mesi" sono sostituite dalle
seguenti: "un anno";
2) al secondo periodo, le parole: "nei sei mesi antecedenti o
successivi" sono sostituite dalle seguenti: "nell'anno precedente o
3) dopo il terzo periodo e' inserito il seguente: "In caso di
acquisto di unita' immobiliare locata, la detrazione spetta a
condizione che entro tre mesi dall'acquisto sia stato notificato al
locatario l'atto di intimazione di licenza o di sfratto per finita
locazione e che entro un anno dal rilascio l'unita' immobiliare sia
adibita ad abitazione principale";
4) al quarto periodo, le parole: "il contribuente dimora
abitualmente" sono sostituite dalle seguenti: "il contribuente o i
suoi familiari dimorano abitualmente";
5) dopo il quinto periodo sono inseriti i seguenti: "Non si tiene
conto, altresi', delle variazioni dipendenti da ricoveri permanenti
in istituti di ricovero o sanitari, a condizione che l'unita'
immobiliare non risulti locata. Nel caso l'immobile acquistato sia
oggetto di lavori di ristrutturazione edilizia, comprovata dalla
relativa concessione edilizia o atto equivalente, la detrazione
spetta a decorrere dalla data in cui l'unita' immobiliare e' adibita
a dimora abituale, e comunque entro due anni dall'acquisto";
6) e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Se il mutuo e'
intestato ad entrambi i coniugi, ciascuno di essi puo' fruire della
detrazione unicamente per la propria quota di interessi; in caso di
coniuge fiscalmente a carico dell'altro la detrazione spetta a
g) all'articolo 13-bis, comma 1, lettera c), in materia di
detrazioni per spese sanitarie, dopo il nono periodo e' inserito il
seguente: "La medesima ripartizione della detrazione in quattro quote
annuali di pari importo e' consentita, con riferimento alle altre
spese di cui alla presente lettera, nel caso in cui queste ultime
eccedano, complessivamente, il limite di lire 30 milioni annue";
h) all'articolo 13-ter, in materia di detrazioni per canoni di
1) al comma 1, lettera a), le parole: "lire 640.000" sono
sostituite dalle seguenti: "lire 960.000";
2) al comma 1, lettera b), le parole: "lire 320.000" sono
sostituite dalle seguenti: "lire 480.000";
trasferiscono la propria residenza nel comune di lavoro o in uno di
quelli limitrofi nei tre anni antecedenti quello di richiesta della
detrazione, e siano titolari di qualunque tipo di contratto di
locazione di unita' immobiliari adibite ad abitazione principale
degli stessi e situate nel nuovo comune di residenza, a non meno di
100 chilometri di distanza dal precedente e comunque al di fuori
della propria regione, spetta una detrazione, per i primi tre anni,
rapportata al periodo dell'anno durante il quale sussiste tale
destinazione, nei seguenti importi:
a) lire 1.920.000, se il reddito complessivo non supera lire 30
b) lire 960.000, se il reddito complessivo supera lire 30 milioni
ma non lire 60 milioni;
determinazione del reddito del personale dipendente del Servizio
sanitario nazionale per l'attivita' libero-professionale intramuraria
esercitata presso studi professionali privati, le parole: "nella
misura del 90 per cento" sono sostituite dalle seguenti: "nella
misura del 75 per cento".
a) all'articolo 14, comma 1, in materia di credito d'imposta per
gli utili distribuiti da societa' ed enti, le parole: "pari al 58,73
per cento" sono sostituite dalle seguenti: "pari al 56,25 per cento,
per le distribuzioni deliberate a decorrere dal periodo d'imposta
successivo a quello in corso al 1o gennaio 2001, e al 53,85 per
cento, per le distribuzioni deliberate a decorrere dal periodo
d'imposta successivo a quello in corso al 1o gennaio 2003,";
b) all'articolo 91, in materia di aliquota dell'imposta sul
reddito delle persone giuridiche, le parole: "con l'aliquota del 37
per cento" sono sostituite dalle seguenti: "con l'aliquota del 36 per
cento, a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 1o gennaio 2001,
e del 35 per cento, a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 1o
gennaio 2003",
c) all'articolo 105, comma 4, in materia di credito d'imposta ai
soci o partecipanti sugli utili distribuiti, le parole: "nella misura
del 58,73 per cento" sono sostituite dalle seguenti: "nella misura
del 56,25 per cento, per i proventi conseguiti a decorrere dal
periodo d'imposta in corso al 1o gennaio 2001, e del 53,85 per cento,
per i proventi conseguiti a decorrere dal periodo d'imposta in corso
al 1o gennaio 2003,";
d) all'articolo 105, comma 5, le parole: di un importo pari al
58,73 per cento" sono sostituite dalle seguenti: "di un importo pari
al 56,25 per cento, per le distribuzioni deliberate a decorrere dal
periodo d'imposta successivo a quello in corso al 1o gennaio 2001, e
al 53,85 per cento, per le distribuzioni deliberate a decorrere dal
periodo d'imposta successivo a quello in corso al 1o gennaio 2003,".
2. All'articolo 4, comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre
1997, n. 467, in materia di imposta sostitutiva della maggiorazione
di conguaglio e di credito di imposta sugli utili societari, l'ultimo
periodo e' sostituito dal seguente: "A tale fine si considera come
provento non assoggettato a tassazione la quota del 47,22 per cento
di dette plusvalenze e di detto reddito conseguiti a decorrere dal
periodo d'imposta in corso al 1o gennaio 2001, e del 45,72 per cento
delle plusvalenze e dei redditi medesimi conseguiti a decorrere dal
periodo d'imposta in corso al 1o gennaio 2003; per le societa'
quotate, tali misure sono pari rispettivamente, all'80,56 e all'80
3. Per il reddito del periodo d'imposta in corso alla data del 1o
gennaio 2001, la misura del 48,65 per cento, prevista dall'articolo
2, comma 10, della legge 13 maggio 1999, n. 133, in materia di
reddito d'impresa, e' ridotta al 47,22 per cento.
4. La misura dell'acconto dell'imposta sul reddito delle persone
giuridiche, per il periodo d'imposta in corso al 31 dicembre;.2001,
e' ridotta dal 98 per cento al 93,5 per cento; per il periodo
d'imposta in corso al 31 dicembre 2002, e' aumentata dal 98 per cento
al 98,5 per cento; a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 31
dicembre 2003, e' aumentata dal 98 per cento al 99 per cento.
2. All'articolo 79, comma 8, del testo unico delle imposte sui
dicembre 1986, n. 917, concernente la determinazione del reddito
delle imprese autorizzate all'autotrasporto, dopo il primo periodo,
e' inserito il seguente: "Per le medesime imprese compete, altresi',
una deduzione forfetaria annua di lire 300.000 per ciascun
motoveicolo e autoveicolo avente massa complessiva a pieno carico non
superiore a 3.500 chilogrammi".
4. All'articolo 2, comma 11, primo periodo, della legge 13 maggio
1999, n. 133, dopo le parole: "sono applicabili" sono inserite le
seguenti: "per i periodi di imposta 1999 e 2000".
5. Al decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 466, in materia di
riordino delle imposte sul reddito per favorire la capitalizzazione
delle imprese, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 1, il comma 3, in materia di applicazione
dell'aliquota ridotta, e' sostituito dal seguente:
"3. La parte della remunerazione ordinaria di cui al comma 1 che
supera il reddito complessivo netto dichiarato e' computata in
aumento del reddito assoggettabile all'aliquota ridotta dei periodi
d'imposta successivi, ma non oltre il quinto";
b) all'articolo 6, comma 1, concernente l'applicazione
dell'aliquota ridotta alle societa' quotate, le parole da: "le
aliquote di cui ai commi" fino alla fine del periodo sono sostituite
dalle seguenti: "l'aliquota di cui al comma 1 dell'articolo 1 e'
6. Le disposizioni del comma 2 si applicano a decorrere dal
dicembre 2000; a decorrere dal medesimo periodo d'imposta si
applicano le disposizioni del comma 5, fermo restando il diritto al
1. Ai datori di lavoro, che nel periodo compreso tra il 1o ottobre
2000 e il 31 dicembre 2003 incrementano il numero dei lavoratori
dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato e' concesso
un credito di imposta. Sono esclusi i soggetti di cui all'articolo 88
2. Il credito di imposta e' commisurato, nella misura di lire
800.000 per ciascun lavoratore assunto e per ciascun mese, alla
differenza tra il numero dei lavoratori con contratto di lavoro a
tempo indeterminato rilevato in ciascun mese rispetto al numero dei
lavoratori con contratto di lavoro a tempo indeterminato mediamente
occupati nel periodo compreso tra il 1o ottobre 1999 e il 30
settembre 2000. Il credito di imposta decade se, su base annuale, il
numero complessivo dei lavoratori dipendenti, a tempo indeterminato e
a tempo determinato, compresi i lavoratori con contratti di lavoro
con contenuto formativo, risulta inferiore o pari al numero
complessivo dei lavoratori dipendenti mediamente occupati nel periodo
compreso tra il 1o ottobre 1999 e il 30 settembre 2000. Per le
assunzioni di dipendenti con contratti di lavoro a tempo parziale il
credito d'imposta spetta in misura proporzionale alle ore prestate
rispetto a quelle del contratto nazionale. Il credito d'imposta e'
concesso anche ai datori di lavoro operanti nel settore agricolo che
incrementano il numero dei lavoratori operai, ciascuno occupato per
3. L'incremento della base occupazionale va considerato, al netto
capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto. Per i
soggetti che assumono la qualifica di datore di lavoro a decorrere
dal 1o ottobre 2000, ogni lavoratore dipendente assunto costituisce
incremento della base occupazionale. I lavoratori dipendenti con
contratto di lavoro a tempo parziale si assumono nella base
occupazionale in misura proporzionale alle ore prestate rispetto a
4. Il credito d'imposta, che non concorre alla formazione del
reddito e del valore della produzione rilevante ai fini dell'imposta
regionale sulle attivita' produttive ne ai fini del rapporto di cui
all'articolo 63 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato
e' utilizzabile, a decorrere dal 1o gennaio 2001, esclusivamente in
compensazione ai sensi del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.
b) i nuovi assunti non abbiano svolto attivita' di lavoro
dipendente a tempo indeterminato da almeno 24 mesi o siano portatori
di handicap individuati ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104;
c) siano osservati i contratti collettivi nazionali anche con
riferimento ai soggetti che non hanno dato diritto al credito
d) siano rispettate le prescrizioni sulla salute e sulla sicurezza
dei lavoratori previste dai decreti legislativi 19 settembre 1994, n.
626, e 14 agosto 1996, n. 494, e loro successive modificazioni,
nonche' dai successivi decreti legislativi attuativi di direttive
comunitarie in materia di sicurezza ed igiene del lavoro.
6. Nel caso di impresa subentrante ad altra nella gestione di un
servizio pubblico, anche gestito da privati, comunque assegnata, il
credito d'imposta spetta limitatamente al numero di lavoratori
7. Qualora vengano definitivamente accertate violazioni non
formali, e per le quali sono state irrogate sanzioni di importo
superiore a lire 5 milioni, alla normativa fiscale e contributiva in
materia di lavoro dipendente, ovvero violazioni alla normativa sulla
salute e sulla sicurezza dei lavoratori, prevista dai decreti
legislativi 19 settembre 1994, n. 626, e 14 agosto 1996, n. 494, e
loro successive modificazioni, nonche' dai successivi decreti
legislativi attuativi di direttive comunitarie in materia di
sicurezza ed igiene del lavoro, commesse nel periodo in cui si
applicano le disposizioni del presente articolo e qualora siano
emanati provvedimenti definitivi della magistratura contro il datore
di lavoro per condotta antisindacale ai sensi dell'articolo 28 della
legge 20 maggio 1970, n. 300, le agevolazioni sono revocate. Dalla
data del definitivo accertamento delle violazioni, decorrono i
termini per far luogo al recupero delle minori imposte versate o del
maggiore credito riportato e per l'applicazione delle relative
8. Le agevolazioni previste dal presente articolo sono cumulabili
con altri benefici eventualmente concessi.
9. Entro il 31 dicembre 2001 il Governo provvede ad effettuare la
verifica ed il monitoraggio degli effetti delle disposizioni di cui
al presente articolo, identificando la nuova occupazione generata per
area territoriale, sesso, eta' e professionalita'.
10. Le disposizioni di cui all'articolo 4 della legge 23 dicembre
1998, n. 448, e successive modificazioni, restano in vigore per le
assunzioni intervenute nel periodo compreso tra il 1o gennaio 1999 e
il 31 dicembre 2000. Per i datori di lavoro che nel periodo compreso
tra il 1o gennaio 2001, e il 31 dicembre 2003 effettuano nuove
assunzioni di lavoratori dipendenti con contratto a tempo
indeterminato da destinare a unita' produttive ubicate nei territori
individuati nel citato articolo 4 e nelle aree di cui all'obiettivo 1
del regolamento (CE) n. 1260/1999, del Consiglio, del 21 giugno 1999,
nonche' in quelle delle regioni Abruzzo e Molise, spetta un ulteriore
credito d'imposta. L'ulteriore credito d'imposta, che e' pari a lire
400.000 per ciascun nuovo dipendente, compete secondo la disciplina
di cui al presente articolo. All'ulteriore credito di imposta di cui
al presente comma si applica la regola de minimis di cui alla
comunicazione della Commissione delle Comunita' europee 96/C68/06,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita' europee C68 del 6
marzo 1996, e ad esso sono cumulabili altri benefici eventualmente
concessi ai sensi della predetta comunicazione purche' non venga
superato il limite massimo di lire 180 milioni nel triennio.
11. Ai fini delle agevolazioni previste dal presente articolo, i
1. Il reddito d'impresa degli imprenditori individuali,
determinato ai sensi dell'articolo 52 del testo unico delle imposte
dicembre 1986, n. 917, puo' essere escluso dalla formazione del
reddito complessivo di cui all'articolo 8 del medesimo testo unico e
assoggettato separatamente all'imposta sul reddito delle persone
fisiche secondo le disposizioni dei commi successivi.
2. L'imposta e' commisurata al reddito di cui al comma 1 con
l'aliquota prevista dall'articolo 91 del citato testo unico delle
imposte sui redditi, come modificato dalla presente legge; si
applicano le disposizioni dell'articolo 1 del decreto legislativo 18
dicembre 1997, n. 466, come modificato dalla presente legge, e
dell'articolo 91-bis del citato testo unico.
3. L'imposta e' versata, anche a titolo d'acconto, con le
modalita' e nei termini previsti per il versamento dell'imposta sul
reddito delle persone fisiche; i crediti di imposta, i versamenti in
acconto e le ritenute d'acconto sui proventi che concorrono a formare
il reddito di cui al comma 1 sono scomputati dall'imposta ai sensi
degli articoli 92, 93 e 94 del citato testo,unico delle imposte sui
redditi. Si applicano le disposizioni del decreto legislativo 9
4. La perdita di un periodo d'imposta puo' essere computata in
diminuzione del reddito d'impresa dei periodi d'imposta successivi,
ma non oltre il quinto, con le regole stabilite dall'articolo 102 del
5. Il regime di cui al comma 1 e' applicato su opzione revocabile.
L'opzione e la revoca sono esercitate nella dichiarazione dei redditi
e hanno effetto a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello
6. Ai fini dell'accertamento si applica l'articolo 40, primo
comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
7. Gli utili dei periodi d'imposta nei quali e' applicato il
regime di cui al comma 1, se prelevati dal patrimonio dell'impresa,
costituiscono per l'imprenditore redditi ai sensi dell'articolo 41,
comma 1, lettera e), del citato testo unico delle imposte sui redditi
e per essi spetta il credito d'imposta secondo i criteri
dell'articolo 14 di detto testo unico, come modificato della presente
legge; si applicano gli articoli 105, 105-bis e 106-bis dello stesso
testo unico. A tale fine nella dichiarazione dei redditi vanno
indicati separatamente il patrimonio netto formato con gli utili non
cui al comma 1 e le altre componenti del patrimonio netto.
8. Le somme trasferite dal patrimonio dell'impresa a quello
personale dell'imprenditore, al netto delle somme versate nello
stesso periodo d'imposta, costituiscono prelievi degli utili
dell'esercizio in corso e, per l'eccedenza, di quelli degli esercizi
precedenti. L'importo che supera il patrimonio si considera prelievo
degli utili dei periodi d'imposta successivi, da assoggettare a
tassazione in tali periodi.
9. In caso di revoca, si considerano prelevati gli utili ancora
esistenti al termine dell'ultimo periodo d'imposta di applicazione
del regime di cui al comma 1.
10. Per le imprese familiari, le disposizioni dei commi da 7 a 9
si applicano al titolare dell'impresa e ai collaboratori in
proporzione alle quote di partecipazione agli utili determinate
secondo le disposizioni del comma 4 dell'articolo 5 del citato testo
11. Le disposizioni dei commi da 1 a 9 si applicano, su opzione,
anche alle societa' in nome collettivo e in accomandita semplice. In
tale caso, dette societa' sono considerate soggetti passivi d'imposta
assimilati alle societa' di cui all'articolo 87, comma 1, lettera a),
del citato testo unico delle imposte sui redditi e ad esse si
applicano, in quanto compatibili, le relative disposizioni.
12. Le disposizioni del presente articolo decorrono dal periodo
d'imposta successivo a quello in corso al 1o gennaio 2001.
(Regime fiscale agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali e
di lavoro autonomo)
1. Le persone fisiche che intraprendono un'attivita' artistica o
professionale ovvero d'impresa, ai sensi, rispettivamente, degli
articoli 49 e 51 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato
possono avvalersi, per il periodo d'imposta in cui l'attivita' e'
iniziata e per i due successivi, di un regime fiscale agevolato che
prevede il pagamento di un'imposta sostitutiva dell'imposta sul
reddito delle persone fisiche, pari al 10 per cento del reddito di
lavoro autonomo o d'impresa, determinato rispettivamente ai sensi
dell'articolo 50 o dell'articolo 79 del citato testo unico. Nel caso
di imprese di cui all'articolo 5, comma 4, dello stesso testo unico,
l'imposta sostitutiva e' dovuta dall'imprenditore.
2. Il beneficio di cui al comma 1 e' riconosciuto a condizione
a) il contribuente non abbia esercitato negli ultimi tre anni
attivita' artistica o professionale ovvero d'impresa, anche in forma
b) l'attivita' da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera
prosecuzione di altra attivita' precedentemente svolta sotto forma di
lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l'attivita'
precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria
ai fini dell'esercizio di arti o professioni;
c) sia realizzato un ammontare di compensi di lavoro autonomo non
superiore a lire 60 milioni o un ammontare di ricavi non superiore a
lire 60 milioni per le imprese aventi per oggetto prestazioni di
servizi ovvero a lire 120 milioni per le imprese aventi per oggetto
d) qualora venga proseguita un'attivita' d'impresa svolta in
precedenza da altro soggetto, l'ammontare dei relativi ricavi,
del predetto beneficio, non sia superiore a lire 60 milioni per le
imprese aventi per, oggetto prestazioni di servizi ovvero a lire 120
milioni per le imprese aventi per oggetto altre attivita';
e) siano regolarmente adempiuti gli obblighi previdenziali,
assicurativi e amministrativi.
3. Il regime agevolato cessa di avere efficacia e il contribuente
e' assoggettato a tassazione ordinaria:
a) a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello nel quale
i compensi o i ricavi conseguiti superano gli importi indicati al
b) a decorrere dallo stesso periodo d'imposta nel quale i compensi
o i ricavi superano del 50 per cento gli importi indicati al comma 2,
lettera c); in tale caso sara' assoggettato a tassazione nei modi
ordinari l'intero reddito d'impresa o di lavoro autonomo conseguito
4. I contribuenti che si avvalgono del regime fiscale di cui al
comma 1 possono farsi assistere negli adempimenti tributari
dall'ufficio delle entrate competente in ragione del domicilio
fiscale. In tal caso, devono munirsi di un'apparecchiatura
informatica corredata di accessori idonei da utilizzare per la
connessione con il sistema informativo del Dipartimento delle entrate
5. Ai contribuenti che si avvalgono del regime di cui al presente
articolo, e' attribuito un credito d'imposta, utilizzabile in
nella misura del 40 per cento della parte del prezzo unitario
d'acquisto dell'apparecchiatura, informatica e degli accessori di cui
al comma 4. Il predetto credito e' riconosciuto per un importo non
superiore a lire seicentomila e spetta anche in caso di acquisizione
dei beni in locazione finanziaria. In tale caso il credito e'
commisurato al 40 per cento del prezzo di acquisto ed e' liquidato
con riferimento ai canoni di locazione pagati in ciascun periodo
d'imposta, fino a concorrenza di lire seicentomila. Il credito
d'imposta non concorre alla formazione del reddito imponibile e non
6. Fermi restando l'obbligo di conservare, ai sensi dell'articolo
22 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.
600, e successive modificazioni, i documenti ricevuti ed emessi e, se
prescritti, gli obblighi di fatturazione e di certificazione dei
corrispettivi, i soggetti ammessi al regime agevolato previsto al
comma 1 sono esonerati dagli obblighi di registrazione e di tenuta
delle scritture contabili, rilevanti ai fini delle imposte dirette,
dell'IRAP e dell'imposta sul valore aggiunto (IVA),nonche' dalle
liquidazioni e dai versamenti periodici rilevanti ai fini dell'IVA
previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998,
7. Ai fini contributivi, previdenziali ed extratributari, nonche'
del riconoscimento delle detrazioni per carichi di famiglia ai sensi
dell'articolo 12, comma 3, del testo unico delle imposte sui redditi,
1986, n. 917, e successive modificazioni, la posizione dei
contribuenti che si avvalgono del regime previsto al comma 1 e'
valutata tenendo conto dell'ammontare che, ai sensi dello stesso
comma 1, costituisce base imponibile per l'applicazione dell'imposta
contenzioso, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni in
materia di imposte sui redditi. Nei confronti dei contribuenti che
hanno fruito del regime di cui al presente articolo e per i quali
risultino inesistenti le condizioni richieste per fruire dello stesso
si applicano, in particolare, le sanzioni di cui all'articolo 1,
commi 2 e 3, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.
9. Con uno o piu' decreti del Ministero delle finanze sono dettate
le disposizioni necessarie per l'attuazione del presente articolo.
(Regime fiscale delle attivita' marginali)
1. Le persone fisiche esercenti attivita' per le quali risultano
applicabili gli studi di settore possono avvalersi del regime
disciplinato nel presente articolo a condizione che i ricavi e i
compensi del periodo d'imposta precedente risultino di ammontare non
superiore al limite individuato con appositi decreti ministeriali,
tenuto conto delle dimensioni medie degli operatori del settore. Tale
limite, differenziato in relazione ai diversi settori di attivita',
non puo', comunque, essere superiore a 50 milioni di lire.
2. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni contenute nel
presente articolo per ricavi e compensi si intendono i ricavi e i
compensi minimi di riferimento determinati in base all'applicazione,
degli studi di settore dopo aver normalizzato la posizione del
contribuente tenendo conto delle peculiarita' delle situazioni di
marginalita', anche in riferimento agli indici di coerenza economica
che caratterizzano il contribuente stesso. Per il primo periodo di
applicazione ai fini della ammissione al regime si fa riferimento ai
ricavi e ai compensi conseguiti nell'anno precedente.
3. I contribuenti indicati al comma 1 presentano domanda
all'ufficio delle entrate competente in ragione del domicilio fiscale
entro il mese di gennaio dell'anno a decorrere dal quale si intende
fruire del Predetto regime. Nell'anno 2001 la domanda e' presentata
4. I soggetti che si avvalgono del regime fiscale delle attivita'
marginali sono tenuti al versamento di un'imposta sostitutiva
dell'imposta sul reddito delle persone fisiche. L'imposta sostitutiva
e' pari al 15 per cento del reddito di lavoro autonomo o di impresa
determinato rispettivamente ai sensi dell'articolo 50 o dell'articolo
79 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto
successive modificazioni. Nel caso di imprese di cui all'articolo 5,
comma 4, del citato testo unico l'imposta sostitutiva e' dovuta
5. Il regime fiscale delle attivita' marginali cessa di avere
efficacia e il contribuente e' assoggettato a tassazione ordinaria:
i ricavi o i compensi valutati in base agli studi di settore
applicabili nel periodo di riferimento, prendendo a base i dati
dichiarati dal contribuente o rettificati dall'ufficio, superano il
limite individuato dai decreti di cui al comma, 1, in relazione allo
specifico settore di attivita';
b) a decorrere dallo stesso periodo d'imposta in cui i ricavi o i
compensi conseguiti ovvero valutati in base agli studi di settore
limite, individuato nei decreti di cui al comma 1 in relazione allo
specifico settore di attivita', del cinquanta per cento del limite
stesso; in tal caso sara' assoggettato a tassazione nei modi ordinari
l'intero reddito d'impresa o di lavoro autonomo conseguito nel
c) in caso di rinuncia da parte del contribuente mediante
comunicazione all'ufficio delle entrate competente in ragione del
domicilio fiscale da effettuare entro il mese di gennaio dell'anno a
decorrere dal quale si intende rinunciare al predetto regime.
dell'IRAP e dell'IVA, nonche' dalle liquidazioni e dai versamenti
periodici rilevanti ai fini dell'IVA previsti dal decreto del
Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 100.
7. I contribuenti che si avvalgono del regime fiscale delle
attivita' marginali possono farsi assistere negli adempimenti
tributari dall'ufficio delle entrate competente in ragione del
domicilio fiscale. In tal caso, devono munirsi di un'apparecchiatura
8. Ai contribuenti che si avvalgono del regime di cui al presente
articolo e' attribuito un credito d'imposta, utilizzabile in
nella misura del quaranta per cento della parte del prezzo unitario
d'acquisto dell'apparecchiatura informatica e degli accessori di cui
al comma 7. Il predetto credito e' riconosciuto per un importo non
dei beni in locazione finanziaria. In tal caso il credito e'
commisurato al quaranta per cento del prezzo di acquisto ed e'
liquidato con riferimento ai canoni di locazione pagati in ciascun
periodo d'imposta, fino a concorrenza di lire seicentomila. Il
credito d'imposta non concorre alla formazione del reddito imponibile
e non e' rimborsabile.
9. Ai fini contributivi, previdenziali ed extratributari, nonche'
1986, n. 917, la posizione dei contribuenti che si avvalgono del
regime previsto dal comma 1 e' valutata tenendo conto dell'ammontare
che, ai sensi del comma 4, costituisce base imponibile per
l'applicazione dell'imposta sostitutiva.
10. Per l'accertamento, la riscossione, le sanzioni e il
contenzioso si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni in
11. Con uno o piu' decreti del Ministero delle finanze sono
dettate le disposizioni necessarie per l'attuazione del presente
1. Al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, concernente
l'imposta regionale sulle attivita' produttive, sono apportate le
a) all'articolo 10-bis, comma 1, dopo il secondo periodo e'
inserito il seguente: "Sono in ogni caso escluse dalla base
imponibile le borse di studio e gli altri interventi di sostegno
erogati dalle regioni, dalle province autonome e dai relativi
organismi regionali per il diritto allo studio universitario, nonche'
dalle universita', ai sensi della legge 2 dicembre 1991, n. 390";
b) all'articolo 11, comma 1, lettera a), dopo le parole: "relative
agli apprendisti," sono inserite le seguenti: "ai disabili";
"4-bis. Per i soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, lettere da
a) ad e), sono ammessi in deduzione dalla base imponibile, fino a
concorrenza, i seguenti importi:
a) lire 10.000.000 se la base imponibile non supera lire
350.000.000;
b) lire 7.500.000 se la base imponibile supera lire 350.000.000 ma
non lire 350.100.000;
c) lire 5.000.000 se la base imponibile supera lire 350.100.000 ma
non lire 350.200.000;
d) lire 2.500.000 se la base imponibile supera lire 350.200.000 ma
non lire 350.300.000.
4-ter. I soggetti di cui all'articolo 4, comma 2, applicano la
deduzione di cui al comma 4-bis sul valore della produzione netta
prima della ripartizione dello stesso su base regionale.";
d) all'articolo 41, commi 2 e 3, le parole: "per il 1998 e 1999",
e) all'articolo 42, comma 7, primo periodo, le parole: "per gli
anni 1998 e 1999" sono sostituite dalle seguenti: "per gli anni dal
1998 al 2002" e al medesimo comma, la parola: "2000" e' sostituita
dalla seguente: "2003".
2. Le disposizioni di cui al comma 1, lettera c), si applicano a
(Modifica alla disciplina dei versamenti ICI)
1. All'articolo 10 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.
504, recante la disciplina dell'imposta comunale sugli immobili, il
"2. I soggetti indicati nell'articolo 3 devono effettuare il
in corso in due rate delle quali la prima, entro il 30 giugno, pari
precedente. La seconda rata deve essere versata dal 1o al 20
entro il 30 giugno".
2. Al comma 12 dell'articolo 30 della legge 23 dicembre 1999, n.
488, le parole: "Fino all'anno di imposta 1999", sono sostituite
dalle seguenti: "Fino all'anno di imposta 2000".
(Riduzione delle aliquote delle accise sui prodotti petroliferi)
1. Al fine di compensare le variazioni dell'incidenza sui prezzi
al consumo derivanti dall'andamento, dei prezzi internazionali del
petrolio, a decorrere dal 1o gennaio 2001 e fino al 30 giugno 2001,
le aliquote di accisa dei seguenti prodotti petroliferi sono
2) usato come combustibile per riscaldamento: lire 697.398 per
di emulsioni stabilizzate di oli da gas ovvero di olio
combustibile denso con acqua contenuta in misura variabile dal 12 al
15 per cento in peso, idonee all'impiego nella carburazione e nella
1) emulsione con oli da gas usata come carburante: lire 474.693
2) emulsione con oli da gas usata come combustibile per
riscaldamento: lire 474.693 per mille litri;
3) emulsione con olio combustibile denso usata come combustibile
per riscaldamento:
3.1) con olio combustibile ATZ: lire 192.308 per mille
2) usati come combustibile per riscaldamento: lire 281.125 per
mille chilogrammi;
2.1) per usi domestici di cottura di cibi e produzione di acqua
calda di cui alla tariffa T1 prevista dal provvedimento CIP n. 37 del
2.2) per uso riscaldamento individuale a tariffa T2 fino a 250
metri cubi annui: lire 124,62 per metro cubo;
3) per i consumi nei territori di cui all'articolo 1 del testo
unico delle leggi sugli interventi nel Mezzogiorno, approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218, si
3. 1) per gli usi di cui ai numeri 2.1) e 2.2): lire 46,78 per
(Agevolazioni sul gasolio per autotrazione impiegato dagli
autotrasportatori)
1. A decorrere dal 1o gennaio 2001, e fino al 30 giugno 2001,
l'aliquota prevista nell'allegato I annesso al testo unico delle
sui consumi, approvato con decreto legislativo 26 ottobre 1995, n.
504, e successive modificazioni, per il gasolio per autotrazione
utilizzato dagli esercenti le attivita' di trasporto merci con
veicoli di massa massima complessiva superiore a 3,5 tonnellate e'
2. La riduzione prevista al comma 1 si applica altresi' ai
regionale e locale di cui alla legge 28 settembre 1939, n. 1822,. al
successive modificazioni, e al decreto legislativo 19 novembre 1997,
n. 422;
c) agli enti pubblici e alle imprese esercenti trasporti a fune in
servizio pubblico per trasporto di persone.
3. Con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con il
da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale entro il 20 luglio 2001, e'
eventualmente rideterminata, a decorrere dal 30 giugno 2001,
l'aliquota di cui al comma 1, in modo da compensare l'aumento del
prezzo di vendita al consumo del gasolio per autotrazione, rilevato
settimanalmente dal Ministero dell'industria, del commercio e
dell'artigianato, purche' lo scostamento del medesimo prezzo che
risulti alla fine del semestre, rispetto al prezzo rilevato nella
prima settimana di gennaio 2001, superi mediamente il 10 per cento in
piu' o in meno dell'ammontare di tale riduzione. Con il medesimo
decreto vengono altresi' stabilite le modalita' per la regolazione
1997, n. 241, e successive modificazioni i destinatari del beneficio
2001, apposita dichiarazione ai competenti uffici del Dipartimento
delle dogane e delle imposte indirette, con l'osservanza delle
modalita' stabilite con il regolamento di cui all'articolo 3, comma
13, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e successive modificazioni.
E' consentito ai medesimi destinatari di presentare dichiarazione
relativa ai commi effettuati nel primo trimestre dell'anno 2001; in
tal caso, nella successiva dichiarazione, oltre agli elementi
richiesti, sara' indicato l'importo residuo spettante, determinato
anche in attuazione delle disposizioni stabilite con il decreto di
(Ulteriori disposizioni in materia di imposta sul valore aggiunto)
a) all'articolo 19-bis 1, comma 1, concernente limiti alla
detrazione per alcuni beni e servizi:
1) alla lettera g), dopo le parole: "50 per cento;", sono aggiunte
le seguenti: "la predetta limitazione non si applica agli impianti di
telefonia fissa installati all'interno dei veicoli utilizzati per il
trasporto di merci da parte delle imprese di autotrasporto";
(Disposizioni in materia di controlli dell'amministrazione
finanziaria, di rappresentanza e assistenza dei contribuenti)
1. A decorrere dall'anno 2002 e' esercitato il controllo
sostanziale e sistematico dei contribuenti con volume di affari,
ricavi o compensi non inferiore a 10 miliardi di lire. Tali controlli
saranno esercititi almeno una volta ogni due anni per i contribuenti
con volume di affari, ricavi o compensi non inferiore a 50 miliardi
di lire, ed almeno una volta ogni quattro anni per gli altri
contribuenti. A tale fine e' autorizzato il potenziamento
dell'Amministrazione finanziaria nel limite delle risorse disponibili
2. Al terzo comma dell'articolo 63 del decreto del Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo la parola:
"ufficiali" sono inserite le seguenti: "e i sottufficiali".