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Timestamp: 2019-04-21 15:09:19+00:00
Document Index: 112836194

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 5', 'art. 42', 'art. 1', 'art. 97', 'art. 3', 'art. 21', 'art. 41', 'art. 8']

Associazione Radio Mater, SENTENZA TAR PIEMONTE DICEMBRE 2011
Martedì 03 Gennaio 2012 08:55 | Scritto da Administrator | | |
ASSOCIAZIONE RADIO MATER - SENTENZA TAR PIEMONTE DICEMBRE 2011
sul ricorso numero di registro generale 69 del 2011, proposto da:
Associazione Radio Mater, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avv.ti Ornella Soncin, Mario Mossali, con domicilio eletto presso l’avv.to Ornella Soncin in Torino, corso V. Emanuele II, 88;
contro Comune di Pecetto Torinese, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dagli avv.ti Carlo Merani, Antonella Lauria, con domicilio eletto presso l’avv.to Carlo Merani in Torino, via Pietro Micca, 21;
Provincia di Torino, in persona del Presidente della giunta pro tempore, non costituita;
Ministero dello sviluppo economico . comunicazioni - ispettorato Territoriale Piemonte -Valle D'Aosta, in persona del Ministro pro tempore, non costituito;
per l'annullamento dell'ordinanza n. 47 del 18/10/2010 del Comune di Pecetto Torinese, con la quale il Responsabile del Servizio Tecnico - Settore Lavori Pubblici, Manutenzione ed Ambiente ha diffidato il legale rappresentante della ricorrente ad eseguire la riduzione a conformità in modo da ridurre il valore di campo entro il limite consentito, riferito ai livelli di attenzione, tramite la riduzione della potenza al connettore d'antenna, con contestuale monitoraggio in remoto della potenza; nonché di ogni atto connesso, presupposto o consequenziale, precedente o successivo, ivi compresi la nota di avvio del procedimento del 31/5/2010, prot. 4793
Visto l'atto di costituzione in giudizio del di Comune di Pecetto Torinese;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 1 dicembre 2011 la dott.ssa Paola Malanetto e uditi
A seguito di rilevazioni effettuate dall’ARPA nel 2000, nel corso delle quali si riscontrava il superamento del limite di attenzione 6 V/m da parte di impianti presenti sul colle della Maddalena, la Regione prescriveva una prima riduzione a conformità. Interpellato il competente organo periferico del Ministero delle Comunicazioni, l’Ispettorato territoriale per il Piemonte e la Valle d’Aosta, veniva verificata l’incompatibilità della riduzione ordinata con il permanere della qualità del servizio. I titolari delle stazioni radiofoniche venivano quindi diffidati a presentare misure alternative di risanamento e, in data 9/8/2001, veniva indetta apposita conferenza di servizi per addivenire ad una soluzione condivisa tra tutti i Comuni e le amministrazioni interessate nonchè le varie emittenti radiofoniche (in tutto 52) presenti nel sito.
n data 4/3/2004 venivano approvate delle linee guida elaborate dal Politecnico di Torino.
In data 16/1/2006 veniva indetta nuova conferenza di servizi e si prospettava la costruzione di una unica torre per le telecomunicazioni; in data 2/5/2006 veniva siglato tra la Provincia e i Comuni interessati un Protocollo d’intesa, conferendo ad un ingegnere l’incarico di studiare la fattibilità della struttura.
Ciò nonostante, in data 31/5/2010, il Comune di Pecetto torinese, ai sensi e per gli effetti degli artt. 7 e 8 della legge n. 241/1990, comunicava l’avvio del procedimento amministrativo finalizzato alla riduzione a conformità delle emissioni prodotte dall’impianto della società ricorrente; quindi veniva emessa l’ordinanza impugnata. Risulta dalla documentazione depositata in data 27.10.2011 che la ricorrente ha chiesto al competente ispettorato territoriale di accertare che la disposta riduzione non sarebbe stata compatibile con il mantenimento del servizio.
1) Violazione dell’art. 4 del d.m. n. 381/1998 e degli artt. 6 co. 1 lett. a) e 8 commi 5,6,7 e 8 della l.r. n. 19/2004 e dell’art. 5 del DGR n. 39 – 14473 del 29/12/2004. Eccesso di potere e/o incompetenza per l’adozione di un provvedimento in materia attribuita per competenza alla Provincia di Torino ai sensi degli artt. 47 della l.r. n. 44 del 26/4/2000 e 6 della L.R. n. 19 del 3/8/2004. Difetto di istruttoria in relazione al mancato previo accertamento del competente Ispettorato Territoriale Piemonte. Alla luce della normativa statale e regionale le competenze in materia sono distribuite tra le Province, cui spettano il controllo, la vigilanza, la campagne di misura dell’inquinamento acustico elettromagnetico nonché l’adozione dei piani di risanamento, e i Comuni, cui sono attribuite le funzioni connesse al rilascio di provvedimenti autorizzativi, nulla osta, concessioni in materia di localizzazione impianti. In materia di piano di risanamento la legge regionale attribuisce la competenza alla Regione. Qualora i valori di attenzione vengano superati il Comune può provvedere a diffidare i gestori alla riduzione a conformità, fatta salva la qualità del servizio; se quest’ultima non può essere garantita i gestori possono presentare un piano di risanamento. In caso di inottemperanza il piano può essere presentato dalla Provincia su proposta dell’ARPA e prevedere azioni di risanamento a carico dei gestori. Infine, in caso di mancato risanamento da parte dei gestori, è possibile alla Provincia chiedere al competente Ministero la disattivazione degli impianti.
Contesta parte ricorrente che la sovra riportata procedura sia stata distorta poiché da anni è in corso lo studio del piano di risanamento che i gestori sono disponibili ad attuare; non essendosi tuttavia il medesimo ancora compiuto, in mancanza di una inottemperanza addebitabile alla ricorrente e in generale ai gestori, non sussisterebbe la possibilità del Comune di ordinare una riduzione di potenza in totale spregio della qualità del servizio.
2) Violazione dell’art. 42 co. 1 lett d), e) del d.lgs. n. 177/2005. Eccesso di potere per travisamento dei fatti; la riduzione di potenza renderà l’emittente inadempiente all’obbligo su altro fronte previsto di garantire l’efficienza del servizio con conseguente revoca dell’assegnazione delle frequenze.
3) Eccesso di potere per contraddittorietà dell’azione del Comune di Pecetto. Violazione della delibera 27/7/2010 della Provincia di Torino e del Protocollo di intesa sottoscritto tra la medesima e il Comune in data 2/5/2006. Violazione del principio di affidamento.
4) Eccesso di potere per la sproporzione della misura sanzionatoria disposta in riferimento all’accertamento in concreto eseguito dall’ARPA in data 14-15/04/2010
5) Violazione dei criteri di efficacia e trasparenza di cui all’art. 1 della l n. 241/1990. Violazione del principio di buon andamento ex art. 97 della Costituzione. Violazione dell’art. 3 della l. n. 241/1990. Eccesso di potere per contraddittorietà e illogicità della motivazione.
6) Violazione dell’art. 21 Cost. libera manifestazione del proprio pensiero e dell’art. 41 Cost. – libertà dell’iniziativa economica.
Con ordinanza n. 556/2011 veniva accolta l’istanza cautelare.
Preliminarmente occorre osservare, in fatto, che, in seguito all’istruttoria espletata, è stata depositata in giudizio apposita richiesta presentata dalla Associazione radio Mater di certificazione, da parte del competente Ispettorato, che la disposta riduzione di potenza comporterebbe un pregiudizio al servizio; parte ricorrente ha altresì documentato di avere versato i prescritti oneri. Per altro dalla complessiva documentazione in atti e dalle informazioni assunte risulta pacifico che la riduzione di potenza (disposta nella misura dell’81,37%) comporterebbe pregiudizio al servizio
E’ pacifico che la contestata determinazione comunale, pur facendo uso del verbo “diffida”, abbia consistenza di vera e propria statuizione autoritativa nonché efficacia direttamente lesiva degli interessi della destinataria e sia, quindi, immediatamente impugnabile dinanzi al giudice amministrativo. E’ altresì pacifico ed accertato che tale riduzione sarebbe effettivamente e concretamente lesiva della qualità del servizio.
La descritta differenza di trattamento appare coerente, d’altronde, con la diversa natura e funzione dei limiti di che trattasi in quanto, come già rilevato, i limiti di esposizione costituiscono soglie insuperabili, mentre i valori di attenzione rappresentano una misura di cautela da raggiungersi con modalità e tempi normativamente prestabiliti. Tanto spiega perché, nel corpo della normativa, compresa la direttiva tecnica, mentre i limiti di esposizione, che nell’ottica del legislatore costituiscono un danno per la salute pubblica, non sono suscettibili di ulteriore contemperamento con altri beni giuridici protetti, la disciplina dei limiti di attenzione non prescinde invece dal rispetto delle esigenze di funzionalità del servizio e i due interessi trovano un necessario contemperamento nel piano di risanamento.
Tale modus procedendi si discosta dalle prescrizioni del già citato art. 8, comma 5, della legge regione Piemonte n. 19/2004, non avendo il Comune previamente verificato, tramite gli organi tecnici dell’amministrazione periferica dello Stato deputati a tale compito, se la riduzione a conformità fosse compatibile con il mantenimento della qualità del servizio. Né giova sostenere che i suddetti accertamenti devono essere richiesti dagli interessati e sono a loro carico, in quanto agli oneri, poiché sotto questo profilo la ricorrente si è correttamente attivata versando il prescritto contributo all’organo competente.
Sotto un diverso profilo, appare pure ravvisabile, con riferimento alle doglianze esposte con il terzo motivo di ricorso, come il sito in questione sia interessato da un procedimento, dapprima affidato alla competenza regionale e successivamente alla Provincia di Torino, volto all’adozione del piano di risanamento, che si protrae da molti anni, senza che tuttora sussistano certezze in ordine alla sua conclusione e alla relativa tempistica. In forza delle richiamate disposizioni normative regionali il piano di risanamento costituisce lo strumento da utilizzarsi per contemperare le contrapposte esigenze di tutela della popolazione esposta alle emissioni elettromagnetiche superiori ai valori di attenzione e dell’attività economica delle emittenti che irradiano il segnale. Il procedimento era in tal senso già stato correttamente avviato dalle amministrazioni competenti circa una decina di anni addietro; se nonché il medesimo è allo stato privo di esito per contrasti sorti tra le amministrazioni e senza che alcuna inadempienza sia addebitabile alle emittenti (esse hanno regolarmente presentato il piano, regolarmente dichiarato la disponibilità a sopportarne gli oneri).
In pendenza del procedimento di approvazione di tale piano, deve pertanto escludersi che l’autorità amministrativa sia legittimata a disporre nuove riduzioni di potenza che si sovrappongono alle precedenti, poiché tale opzione, oltre a non essere contemplata dalle disposizioni di rango primario, appare illogicamente volta a riversare sul privato le conseguenze del ritardo, nella specie cronicizzato, dell’azione amministrativa. Tanto più che sul fronte amministrativo non si ritiene neppure di indicare un fisiologico termine del procedimento così nella sostanza abdicando alla funzione di contemperamento degli interessi che la legge fisiologicamente affida al procedimento.
Ultimo aggiornamento (Martedì 03 Gennaio 2012 09:31)