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Timestamp: 2018-01-20 13:43:41+00:00
Document Index: 46146412

Matched Legal Cases: ['art. 55', 'art. 57', 'art. 45', 'art.29', 'art.29', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 34', 'art. 40', 'art. 65', 'art. 38', 'art. 5', 'art. 2']

PPT - Dal Decreto Brunetta alla Manovra Tremonti PowerPoint Presentation - ID:2895444
Dal Decreto Brunetta alla Manovra Tremonti
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Dal Decreto Brunetta alla Manovra Tremonti - PowerPoint PPT Presentation
Seminario di studio &quot; Relazioni Sindacali e rapporto di lavoro della dirigenza medica alla luce del Dlgs 150/2009 e della legge 122/2010 “ Bologna il 15 Gennaio 2011 Drssa Marta Branca Dr. Antonio Carbone.
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Seminario di studio " Relazioni Sindacali e rapporto di lavoro della dirigenza medica alla luce del Dlgs 150/2009 e della legge 122/2010 “
Bologna il 15 Gennaio 2011
Drssa Marta Branca Dr. Antonio Carbone
Il mix tra l’attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efﬁcienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni Decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 (la Riforma Brunetta)e la legge 122/2010 del 30 luglio 2010 di conversione del Dlg 78/2010 (la manovra finanziaria estiva) “rende tutti più precari”
O come emerso nelle riunioni sindacali " ad un vero e proprio TSUNAMI" provocando profonde modifiche nell'assetto della dirigenza medica.
AMBITO DI APPLICAZIONE DELLA RIFORMA BRUNETTA
1)Norme rientranti nella potestà legislativa esclusiva dello Stato e direttamente applicabili alle Regioni
2) norme che costituiscono principi fondamentali dell’ordinamento cui si adeguano le amministrazioni territoriali
Convergenza con il privato degli assetti
regolativi del lavoro pubblico e del sistema
• Inderogabilità delle disposizioni di legge,
regolamento o statuto sulla disciplina dei
rapporti di lavoro dei dipendenti pubblici da
parte della contrattazione (eccetto nel caso
di esplicita indicazione delle norme stesse)
I contratti collettivi definiscono, sulla base della legge,
trattamenti economici accessori, collegati:
• alla performance individuale;
• alla performance organizzativa con riferimento all’amministrazione nel suo complesso e alle unità
organizzative o aree di responsabilità in cui si articola
• all’effettivo svolgimento di attività particolarmente disagiate
ovvero pericolose o dannose per la salute
• le pubbliche amministrazioni attivano autonomi livelli di contrattazione integrativa nel rispetto dei vincoli di bilancio risultanti dagli strumenti di programmazione annuale e pluriennale di ciascuna amministrazione;
• la contrattazione integrativa mira ad assicurare adeguati livelli di efficienza e produttività dei servizi pubblici incentivando la qualità delle prestazioni attraverso l’attribuzione di trattamenti economici accessori, anche temporanei, legati al raggiungimento di risultati ovvero allo svolgimento di attività che richiedono particolare impegno e responsabilità;
• la contrattazione integrativa si svolge sulle materie, con i
vincoli e nei limiti stabiliti dai contratti nazionali.
ATTUAZIONE DELLA LEGGE 4 MARZO 2009, N. 15, IN MATERIA DI OTTIMIZZAZIONE DELLA PRODUTTIVITÀ DEL LAVORO PUBBLICO E DI EFFICIENZA E TRASPARENZA DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI. (G.U. N. 254 del 31/10/2009 – Suppl. Ord. n.197)
Interviene in materia di:
valutazione delle strutture e del personale delle amministrazioni pubbliche (Titolo II)
valorizzazione del merito (Titolo III)
ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche (Titolo IV) con particolare riferimento a:
contrattazione collettiva nazionale ed integrativa.
L’articolo 54 prevede la costituzione di quattro Comparti di contrattazione collettiva nazionale, cui corrispondono quattro Aree separate per la dirigenza, secondo specifiche procedure.
Sono previste apposite aree all’interno della dirigenza per la dirigenza del ruolo sanitario e per i professionisti degli enti pubblici appartenenti alla X qualifica funzionale.
Inoltre, possono essere costituite specifiche sezioni contrattuali nell’ambito dei comparti di competenza.
I contratti saranno solo triennali (sia la parte normativa che economica )
Sono previsti solo quattro Comparti ( per semplificare le trattative )
La sanità viene compresa nel gruppo “Sanità e Regioni” (questo avrà sicuramente riflessi sul peso della rappresentatività delle singole sigle sindacali)
(Gazzetta Ufficiale n. 106 del 9 maggio 2001. Testo coordinato ed aggiornato, pubblicato in GU n. 254 del 31-10-2009 - Suppl. Ordinario n. 197).
TITOLO IIIContrattazione collettiva e rappresentatività sindacale
Art. 40. Contratti collettivi nazionali e integrativi.
Cambiano profondamente i rapporti sindacali
ART 54 Modifiche all’ART 40 del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165
1. La contrattazione collettiva determina i diritti e gli obblighi direttamente pertinenti al rapporto di lavoro, nonché le materie relative alle relazioni sindacali. Sono, in particolare, escluse dalla contrattazione collettiva le materie attinenti all'organizzazione degli uffici, quelle oggetto di partecipazione sindacale ai sensi dell'articolo 9, quelle afferenti alle prerogative dirigenziali ai sensi degli articoli 5, comma 2, 16 e 17, la materia del conferimento e della revoca degli incarichi dirigenziali, nonché quelle di cui all'articolo 2, comma 1, lettera c), della legge 23 ottobre 1992, n. 421. Nelle materie relative alle sanzioni disciplinari, alla valutazione delle prestazioniai fini della corresponsione del trattamento accessorio, della mobilità e delle progressioni economiche, la contrattazione collettiva è consentita negli esclusivi limiti previsti dalle norme di legge.
La delega contenuta nella legge 15/2009 ha operato una parziale rilegificazione delle materie attualmente regolate dalla contrattazione collettiva, ridefinendo gli ambiti della disciplina del rapporto di lavoro pubblico riservati alla contrattazione collettiva e alla legge.
L’articolo 54 ha sostituito i commi dall’1 al 3 dell’articolo 40 del D.Lgs 165/2001 intitolato “Contratti collettivi nazionali ed integrativi” modificandolo sostanzialmente a partire dalle materie che vengono escluse dallacontrattazione che sono:
l’organizzazione degli uffici;
la partecipazione sindacale ai sensi dell’articolo 9 del D.Lgs. 165;
le funzioni connesse agli uffici dirigenziali generali ed ai compiti e poteri propri nell’ambito delle responsabilità di indirizzo;
il conferimento e la revoca degli incarichi dirigenziali;
l’affidamento delle controversie di lavoro riguardanti i pubblici dipendenti
Il successivo art. 55 sostituisce l’intero articolo 40-bis del T.U. del pubblico impiego, che ora ha come epigrafe “ Controlli in materia di contrattazione integrativa” a differenza di quella originaria, che era “Compatibilità della spesa in materia di contrattazione integrativa”.
L’art. 57 modifica l’art. 45 del D.Lgs 165/2001 e stabilisce che i contratti collettivi definiscono, sulla base della legge, trattamenti economici accessori, collegati:
• alla performance organizzativa con riferimento all’amministrazione nel suo complesso e alle unità organizzative o aree di responsabilità in cui si articola l’amministrazione;
• all’effettivo svolgimento di attività particolarmente disagiate ovvero pericolose o dannose per la salute.
Per premiare il merito e il miglioramento della performance dei dipendenti sono destinate, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, apposite risorse nell’ambito di quelle previste per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro.
Art. 19.Criteri per la differenziazione delle valutazioni
• Definizione degli obiettivi (rilevanti, specifici,
misurabili, sfidanti, tempificati, condivisi e
realizzabili)
• Misurazione e valutazione (misurazione delle
attraverso la valutazione del grado di
• Rendicontazione (Performance report) ai fini
del controllo interno e esterno (compresi i cittadini)
Commissione • emana le linee guida per adottare i modelli di valutazione sulla base dei requisiti minimi e accredita gli organismi indipendenti di valutazione
Organismo indipendente • di valutazione
all’interno delle singole pp.aa. verifica l’adozione del sistema di valutazione e certifica il performance report
Dirigenti- sono responsabili della valutazione del personale
a)il venticinque per cento e' collocato nella fascia di merito alta, alla quale corrisponde l'attribuzione del cinquanta per cento delle risorse destinate al trattamento accessorio collegato alla performance individuale;
b)il cinquanta per cento e' collocato nella fascia di merito intermedia, alla quale corrisponde l'attribuzione del cinquanta per cento delle risorse destinate al trattamento accessorio collegato alla performance individuale;
c)il restante venticinque per cento e' collocato nella fascia di merito bassa, alla quale non corrisponde l'attribuzione di alcun trattamento accessorio collegato alla performance individuale.
Art. 31.Norme per gli Enti territoriali e il Servizio sanitario nazionale
3. Per premiare il merito e la professionalità, le regioni, anche per quanto concerne i propri enti e le amministrazioni del Servizio sanitario nazionale, e gli enti locali, oltre a quanto autonomamente stabilito, nei limiti delle risorse disponibili per la contrattazione integrativa, utilizzano gli strumenti di cui all'articolo 20, comma 1, lettere c), d), e) ed f), nonche', adattandoli alla specificità dei propri ordinamenti, quelli di cui alle lettere a) e b). Gli incentivi di cui alle predette lettere a), b), c) ed e)sono riconosciuti a valere sulle risorse disponibili per la contrattazione collettiva integrativa.
e) l’attribuzione di incarichi e responsabilità, di cui all’articolo 25;
f) l’accesso a percorsi di alta formazione e di crescita
professionale, in ambito nazionale e internazionale, di cui
all’articolo 26.
2. Gli incentivi di cui alle lettere a) , b) , c) , ed e) del comma 1 sono riconosciuti a valere sulle risorse disponibili per la contrattazione collettiva integrativa.
3. Per premiare il merito e la professionalità, le regioni, anche per quanto concerne i propri enti e le amministrazioni del Servizio sanitario nazionale, e gli enti locali, oltre a quanto autonomamente stabilito, nei limiti delle risorse disponibili per la contrattazione integrativa, utilizzano gli strumenti di cui all'articolo 20, comma 1, letterec), d), e) ed f), nonche', adattandoli alla specificità dei propri ordinamenti, quelli di cui alle lettere a) e b). Gli incentivi di cui alle predette lettere a), b), c) ed e) sono riconosciuti a valere sulle risorse disponibili per la contrattazione collettiva integrativa.
(art.29).
È da rilevare che a tutte le disposizioni concernenti gli strumenti premiali viene attribuito carattere imperativo, che queste non possono essere derogate dalla contrattazione collettiva, e saranno inserite di diritto nei contratti, ai sensi degli articoli 1339 e 1419, comma 2, del codice civile, a decorrere dal periodo contrattuale successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto (art.29).
Art. 69.Disposizioni relative al procedimento disciplinare
«Art. 55-bis(Forme e termini del procedimento disciplinare). - 1. Per le infrazioni di minore gravità, per le quali e' prevista l'irrogazione di sanzioni superiori al rimprovero verbale ed inferiori alla sospensione dal servizio con privazione della retribuzione per più di dieci giorni, il procedimento disciplinare, se il responsabile della struttura ha qualifica dirigenziale, si svolge secondo le disposizioni del comma 2. Quando il responsabile della struttura non ha qualifica dirigenziale o comunque per le infrazioni punibili con sanzioni più gravi di quelle indicate nel primo periodo, il procedimento disciplinare si svolge secondo le disposizioni del comma 4. Alle infrazioni per le quali e' previsto il rimprovero verbale si applica la disciplina stabilita dal contratto collettivo.
2. Il responsabile, con qualifica dirigenziale, della struttura in cui il dipendente lavora, anche in posizione di comando o di fuori ruolo, quando ha notizia di comportamenti punibili con taluna delle sanzioni disciplinari di cui al comma 1, primo periodo, senza indugio e comunque non oltre venti giorni contesta per iscritto l'addebito al dipendente medesimo e lo convoca per il contraddittorio a sua difesa, con l'eventuale assistenza di un procuratore ovvero di un rappresentante dell'associazione sindacale cui il lavoratore aderisce o conferisce mandato, con un preavviso di almeno dieci giorni. Entro il termine fissato, il dipendente convocato, se non intende presentarsi, può inviare una memoria scritta o, in caso di grave ed oggettivo impedimento, formulare motivata istanza di rinvio del termine per l'esercizio della sua difesa.
Dopo l'espletamento dell'eventuale ulteriore attività istruttoria, il responsabile della struttura conclude il procedimento, con l'atto di archiviazione o di irrogazione della sanzione, entro sessanta giorni dalla contestazione dell'addebito. In caso di differimento superiore a dieci giorni del termine a difesa, per impedimento del dipendente, il termine per la conclusione del procedimento e' prorogato in misura corrispondente. Il differimento può essere disposto per una sola volta nel corso del procedimento. La violazione dei termini stabiliti nel presente comma comporta, per l'amministrazione, la decadenza dall'azione disciplinare ovvero, per il dipendente, dall'esercizio del diritto di difesa.
Art. 55-ter(Rapporti fra procedimento disciplinare e procedimento penale).
3. Se il procedimento disciplinare si conclude con l'archiviazione ed il processo penale con una sentenza irrevocabile di condanna, l'autorità competente riapre il procedimento disciplinare per adeguare le determinazioni conclusive all'esito del giudizio penale. Il procedimento disciplinare e' riaperto, altresì, se dalla sentenza irrevocabile di condanna risulta che il fatto addebitabile al dipendente in sede disciplinare comporta la sanzione del licenziamento, mentre ne e' stata applicata una diversa. 4.
Nei casi di cui ai commi 1, 2 e 3 il procedimento disciplinare e', rispettivamente, ripreso o riaperto entro sessanta giorni dalla comunicazione della sentenza all'amministrazione di appartenenza del lavoratore ovvero dalla presentazione dell'istanza di riapertura ed e' concluso entro centottanta giorni dalla ripresa o dalla riapertura. La ripresa o la riapertura avvengono mediante il rinnovo della contestazione dell'addebito da parte dell'autorità disciplinare competente ed il procedimento prosegue secondo quanto previsto nell'articolo 55-bis. Ai fini delle determinazioni conclusive, l'autorità procedente, nel procedimento disciplinare ripreso o riaperto, applica le disposizioni dell'articolo 653, commi 1 ed 1-bis, del codice di procedura penale.
Art. 55-quater(Licenziamento disciplinare). - 1. Ferma la disciplina in tema di licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo e salve ulteriori ipotesi previste dal contratto collettivo, si applica comunque la sanzione disciplinare del licenziamento nei seguenti casi:
a)falsa attestazione della presenza in servizio, mediante l'alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente, ovvero giustificazione dell'assenza dal servizio mediante una certificazione medica falsa o che attesta falsamente uno stato di malattia;
b)assenza priva di valida giustificazione per un numero di giorni, anche non continuativi, superiore a tre nell'arco di un biennio o comunque per più di sette giorni nel corso degli ultimi dieci anni ovvero mancata ripresa del servizio, in caso di assenza ingiustificata, entro il termine fissato dall'amministrazione;
c)ingiustificato rifiuto del trasferimento disposto dall'amministrazione per motivate esigenze di servizio;
e)reiterazione nell'ambiente di lavoro di gravi condotte aggressive o moleste o minacciose o ingiuriose o comunque lesive dell'onore e della dignità personale altrui;
Art. 55-sexies(Responsabilità disciplinare per condotte pregiudizievoli per l'amministrazione e limitazione della responsabilità per l'esercizio dell'azione disciplinare).
3. Il mancato esercizio o la decadenza dell'azione disciplinare, dovuti all'omissione o al ritardo, senza giustificato motivo, degli atti del procedimento disciplinare o a valutazioni sull'insussistenza dell'illecito disciplinare irragionevoli o manifestamente infondate, in relazione a condotte aventi oggettiva e palese rilevanza disciplinare, comporta, per i soggetti responsabili aventi qualifica dirigenziale, l'applicazione della sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione in proporzione alla gravità dell'infrazione non perseguita,fino ad un massimo di tre mesi in relazione alle infrazioni sanzionabili con il licenziamento, ed altresì la mancata attribuzione della retribuzione di risultato per un importo pari a quello spettante per il doppio del periodo della durata della sospensione. Ai soggetti non aventi qualifica dirigenziale si applica la predetta sanzione della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione, ove non diversamente stabilito dal contratto collettivo.
Art. 55-septies(Controlli sulle assenze)5. L'Amministrazione dispone il controllo in ordine alla sussistenza della malattia del dipendente anche nel caso di assenza di un solo giorno, tenuto conto delle esigenze funzionali e organizzative. Le fasce orarie di reperibilità del lavoratore, entro le quali devono essere effettuate le visite mediche di controllo, sono stabilite con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione.
6. Il responsabile della struttura in cui il dipendente lavora nonchè il dirigente eventualmente preposto all'amministrazione generale del personale, secondo le rispettive competenze, curano l'osservanza delle disposizioni del presente articolo, in particolare al fine di prevenire o contrastare, nell'interesse della funzionalità dell'ufficio, le condotte assenteistiche. Si applicano, al riguardo, le disposizioni degli articoli 21 e 55-sexies, comma 3..
Legge 122/2010 del 30 luglio 2010 di conversione del Dlg 78/2010 (la manovra finanziaria estiva)
Stavamo ancora metabolizzando la riforma Brunetta e le sue ricadute quando è arrivato il decreto Tremonti con la manovra economica finanziaria
EFFETTI DELLA LEGGE 122/2010
Art. 9 Contenimento delle spese in materia di impiego pubblico
1. Per gli anni 2011, 2012 e 2013 il trattamento economico
complessivo dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale,
ivi compreso il trattamento accessorio, previsto dai rispettivi
ordinamenti delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto
individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi
del comma 3 dell'articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, non
puo' superare, in ogni caso, il trattamento ordinariamente
spettante per l' anno 2010, al netto degli effetti derivanti da
eventi straordinari della dinamica retributiva, ivi incluse le
variazioni dipendenti da eventuali arretrati, conseguimento di
funzioni diverse in corso d'anno, fermo in ogni caso quanto previsto
dal comma 21, terzo e quarto periodo, per le progressioni di carriera
comunque denominate, maternita', malattia, missioni svolte
all'estero, effettiva presenza in servizio, fatto salvo quanto
previsto dal comma 17, secondo periodo, e dall'articolo 8
Art 9 Comma2
Trattenute forzate per le retribuzioni oltre i 90 e i 150 mila euro del 5% oltre i 150 mila euro del 10% -
le trattenute vengono fatte sul differenziale e non sul totale
Non ha effetto ai fini previdenziali
Rientrano al fine del calcolo della retribuzione lorda tutte le voci della parte e accessoria dello stipendio non rientrano di conseguenza i proventi della libera professione intramoenia
(( 2-bis. A decorrere dal 1° gennaio 2011 e sino al 31 dicembre 2013
l'ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale, anche di livello dirigenziale, di ciascuna delle amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, non puo' superare il corrispondente importo dell'anno 2010 ed e', comunque, automaticamente ridotto in misura proporzionale alla riduzione del personale in servizio.
È da tenere presente per le delegazioni trattanti a livello regionale che non dovranno essere sottoscritti accordi che prevedono aumento delle prestazioni retribuite nel trattamento accessorio :per esempio le prestazioni aggiuntive perché la legge impedisce di remunerarle a parte
Le voci del trattamento accessorio per i dirigenti medici sono:
Retribuzione di posizione (parte variabile)
Specifico trattamento economico
Indennità di incarico di direzione di struttura complessa
Trattamento accessorio / fondamentale
Solamente il fondo di posizione variabile aziendale rientra nel trattamento accessorio , mentre quello costituito dalle retribuzioni di posizione unificata fa parte di quella fondamentale
L’indennità di esclusività non fa parte della retribuzione accessoria ma è una indennità con dignità legislativa è assimilabile alle voci della parte fondamentale della retribuzione
1. La struttura della retribuzione dei dirigenti si compone delle seguenti voci:
1) stipendio tabellare;2) indennità integrativa speciale, confermata nella misura attualmente percepita, salvo quanto disposto dall'art. 34;3) retribuzione individuale di anzianità, ove acquisita;4) indennità di specificità medico-veterinaria;5) retribuzione di posizione minima contrattuale - di parte fissa e variabile - prevista dagli articoli da 37 a 40 e artt. 46 e 47 in relazione al rapporto di lavoro in atto, sino al 30 dicembre 2003. Dal 31 dicembre 2003, retribuzione di posizione minima contrattuale unificata ai sensi degli artt. 42 e 43;6) Assegni personali, ove spettanti, ai sensi delle vigenti norme contrattuali;
1) retribuzione di posizione - parte variabile aziendale - sulla base della graduazione delle funzioni, ove spettante;2) indennità di incarico di direzione di struttura complessa, ai sensi dell'art. 40 del CCNL 8 giugno 2000;3) retribuzione di risultato, ai sensi dell'art. 65, comma 6, del CCNL 5 dicembre 1996;4) retribuzione legata alle particolari condizioni di lavoro, ove spettante;5) specifico trattamento economico ove in godimento quale assegno personale (art. 38, comma 3 del CCNL 8 giugno 2000).
2. L'indennità di esclusività costituisce un elemento distinto della retribuzione ai sensi e per gli effetti dell'art. 5, comma 2 del CCNL 8 giugno 2000, II biennio.3. Ai dirigenti, ove spettante, è corrisposto anche l'assegno per il nucleo familiare, ai sensi della legge 13 maggio 1988, n. 153 e successive modificazioni.
TETTO ECONOMICO PER I RINNOVI CONTRATTUALI
Sono validi solamente i contratti che hanno rispettato un incremento limite del 3,2%
Gli effetti di questa norma nei riguardi del Ccnl bienno economico 2008 -2009 riguarda sicuramente la perdita del finanziamento aggiuntivo regionale pari all’0,8% della massa salariale
Blocco dei rinnovi contrattuali per il triennio 2010-2013
Durante tale periodo verrà attribuita solo l’indennità di vacanza contrattuale
Non impedisce la contrattazione integrativa aziendale
Gli effetti sono:Il risparmio economico derivante dal mancato rinnovo dei contratti viene introitato nelle casse dello Stato e non rimane alle Regioni per ridurre l’entità del sottofinanziamento
Diventa difficoltoso se non impossibile attuare buona parte delle modifiche della contrattazione introdotte dal Dlgs 150 e in particolare dei principi del sistema della performance
La contrattazione nazionale appare obbligatoria per individuare la quota prevalente del fondo al trattamento accessorio collegato alla performance individuale
Il fondo incentivante non può essere aumentato nel prossimo triennio
( Circolare della funzione pubblica del 15 luglio 2010 )
Art 9 Comma 32
32. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente
provvedimento le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1,
comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001 che, alla scadenza
di un incarico di livello dirigenziale, anche in dipendenza dei
processi di riorganizzazione, non intendono, anche in assenza di una
valutazione negativa, confermare l'incarico conferito al dirigente,
conferiscono al medesimo dirigente un altro incarico, anche di valore
economico inferiore.Non si applicano le eventuali disposizioni
normative e contrattuali piu' favorevoli; a decorrere dalla medesima
data e' abrogato l'articolo 19, comma 1-ter, secondo periodo, del
decreto legislativo n. 165 del 2001. Resta fermo che, nelle ipotesi
di cui al presente comma, al dirigente viene conferito un incarico di
livello generale o di livello non generale, a seconda,
rispettivamente, che il dirigente appartenga alla prima o alla
Art. 40.Dlgs 150/2009Modifica all'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165
1-ter. Gli incarichi dirigenziali possono essere revocati esclusivamente nei casi e con le modalita’ di cui all'articolo 21, comma 1, secondo periodo. L'amministrazione che, in dipendenza dei processi di riorganizzazione ovvero alla scadenza, in assenza di una valutazione negativa, non intende confermare l'incarico conferito al dirigente, e' tenuta a darne idonea e motivata comunicazione al dirigente stesso con un preavviso congruo, prospettando i posti disponibili per un nuovo incarico.»;- comitato dei garanti – contratti collettivi
in questo comma si dispone che:
Alla scadenza dell’incarico è possibile attribuire un incarico con posizione economica inferiore , anche in assenza di valutazione negativa
Tali modifiche possono avvenire anche nell’ambito di processi di riorganizzazione dell’amministrazioni
Non si applicano le norme legislative e contrattuali che garantiscono il trattamento economico piu’ favorevole
Il nuovo incarico che viene attribuito deve essere della stessa tipologia di quello precedente e pertanto di livello generale o non generale ovvero di 1° o 2° fascia a seconda degli ordinamenti giuridici
Interpretazioni sindacali
Naturalmente da parte nostra c’è una ferma opposizione a questa norma che se applicata andrebbe ad annullare lo stesso stato giuridico del nostro rapporto di lavoro
Può essere attuata solamente in presenza di ristrutturazione dell’azienda sanitaria , approvata dalla regione e formalizzata seconda l’atto aziendale
Quando non sussiste in modo oggettivo alcuna possibilità di assegnare altro incarico di pari tipologia ,complessità e posizione economica all’interno della stessa azienda o in altra azienda mediante mobilità
Contenimento delle spese in materia di impiego pubblico, invalidita' e previdenza
Tratta di nuova normativa sulla pensionabilità ,sul trattamento di Quiescenza e del TFS (trattamento di fine servizio o liquidazione)
1 CONSERVAZIONE DEL POSTO DI LAVORO
2 PUR RIMANENDO NELL’AREA DI SANITA’ PUBBLICA IL DIRETTORE MEDICO DI PRESIDIO DOVRA’ESSERE INSERITO NELLA FASCIA STIPENDIALE OSPEDALIERA
3 lo stipendio del direttore medico di presidio non dovrebbe essere inferiore a quello del direttore di dipartimento
ALTRE ALTRE PROPOSTE ?
e spero che non uscirete protestando così !!! Antonio Carbone
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