Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/risoluzione-agenzia-entrate-n-357-del-07122007.html
Timestamp: 2016-12-10 18:37:20+00:00
Document Index: 115075767

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 4', 'art. 2120', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 6', 'art. 4']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 357 del 07.12.2007
Istanza di Interpello - Istituto Nazionale ... - IRPEF - telelavoro -
rimborso spese telefoniche - Decreto del Presidente della Repubblica 22
L'istituto nazionale ... ha fatto presente che dal mese di settembre
dell'anno 2006 sta conducendo una sperimentazione di telelavoro con 11 dipendenti che svolgono per alcuni giorni a settimana
Sulla base dell'art. 6 dell'accordo quadro nazionale sul telelavoro nelle
pubbliche amministrazioni, in attuazione delle disposizioni contenute
nell'art. 4, comma 3, della legge 16 giugno 1998, n. 191, l'Istituto ha
infatti concordato con le OO.SS. che "in attesa di una apposita
regolamentazione, in sede di contrattazione integrativa, al personale che partecipa alla sperimentazione potranno essere rimborsate le spese
documentate ed in particolare i costi dei collegamenti telefonici".
L'accordo prevede che dette somme abbiano natura risarcitoria a tutti gli
effetti e non saranno utili ai fini degli istituti contrattuali e di legge,
compreso l'eventuale trattamento di fine rapporto, ai sensi di quanto
previsto dall'art. 2120 c.c."
L'istante in relazione a tale fattispecie ha chiesto di conoscere se i
rimborsi delle spese documentate sostenute dal lavoratore per l'attività
svolta in telelavoro siano da considerare o meno redditi di lavoro dipendente e quindi siano da assoggettare o meno a contribuzioni ed alle
L'istante ritiene che i rimborsi dei costi telefonici a favore dei
telelavoratori hanno natura risarcitoria e non retributiva, conseguentemente
non vanno assoggettate alle ritenute fiscali, previdenziali ed assistenziali.
A sostegno di quanto esposto l'istante richiama alcune pronunce della Corte
di cassazione (Cass 9107/2002; n. 5081/1999; 4082/1996) in tema di imposte sui redditi secondo cui non ogni somma corrisposta in dipendenza del
rapporto di lavoro deve considersi di natura retributiva e perciò assoggettabile a ritenuta IRPEF, salve le eccezioni previste dalla legge in
materia. Secondo le citate pronunce assumono funzione risarcitoria e non
retributiva le somme corrisposte al dipendente in relazione all'attribuzione
di incarichi che comportino spese superiori a quelle rientranti nella normalità della prestazione lavorativa tali da rendere l'incarico in
questione depauperativi rispetto alla posizione dei dipendenti che
percepiscono pari retribuzioni in relazione ad incombenze diverse, non
potendosi ravvisare alcuna ragione ostativa all'applicazione del principio
nella modalità del rimborso- di tipo forfetario, anziché a piè di lista-
quando le prestazioni fuori sede siano state dal dipendente effettivamente
rese".
La questione prospettata riguarda la possibilità che le somme documentate
relative ai costi dei collegamenti telefonici che vengono rimborsate al
telelavoratore dall'Istituto istante siano escluse da tassazione come
redditi di lavoro dipendente, ai fini IRPEF, sulla base della pretesa natura
risarcitoria delle stesse.
Al riguardo si fa presente che l'art. 51 del Testo Unico delle imposte sui
1986, n. 917 (in seguito TUIR) stabilisce che il reddito di lavoro
liberali, in relazione al rapporto di lavoro.
Detta disposizione enuncia il principio di generale tassazione di tutte le
somme e i valori erogati al dipendente, fatte salve specifiche tipologie di reddito espressamente escluse in tutto o in parte da imposizione dalla
In relazione a ciò si fa presente che la circolare n. 326 del 1997 ha
precisato che alla determinazione del reddito di lavoro dipendente, ai sensi
dell'art. 51 del TUIR, concorrono i rimborsi spese, con esclusione soltanto
di quanto disposto per le trasferte e dei trasferimenti nella medesima disposizione e dei rimborsi relativi a spese diverse da quelle sostenute per
produrre il reddito, di competenza del datore di lavoro, anticipate dal
dipendente per snellezza operativa.
In tale contesto, si ritiene che le somme erogate per rimborsare i costi dei
collegamenti telefonici in questione non siano da assoggettare a tassazione
essendo sostenute dal telelavoratore per raggiungere le risorse
informatiche dell'azienda messe a disposizione dal datore di lavoro e quindi
poter espletare l'attività lavorativa. Sulla base dell'art. 6 dell'accordo
quadro nazionale sul telelavoro nelle pubbliche amministrazioni, in
attuazione delle disposizioni contenute nell'art. 4, comma 3, della legge 16
giugno 1998, n. 191, l'Istituto ha infatti concordato con le OO.SS. che "in
attesa di una apposita regolamentazione, in sede di contrattazione integrativa, al personale che partecipa alla sperimentazione potranno essere
rimborsate le spese documentate ed in particolare i costi dei collegamenti
Ricorre quindi l'ipotesi considerata dalla citata circolare n. 326 del 1997
di rimborso di spese di interesse esclusivo del datore di lavoro anticipate
dal dipendente. Per le ragioni esposte ai rimborsi in questione non vanno
applicate da parte del sostituto le relative ritenute fiscali, previdenziali