Source: http://www.usurainbanca.it/contratti-mutui-bancari-e-controllo-usurario/
Timestamp: 2018-05-26 00:06:13+00:00
Document Index: 184393535

Matched Legal Cases: ['art. 106', 'art. 821', 'art. 1499', 'art. 644', 'art. 644', 'art. 1382', 'art. 1384', 'art. 1384', 'art. 1815', 'art. 1384', 'art. 117', 'art. 33', 'sentenza ']

Nell’ambito dei contratti con cui la banca svolge la sua peculiare funzione di intermediazione nel credito, rientrano operazioni che, pur ricalcando contratti tipici del codice civile, assumono una particolare struttura e funzione, per la sua particolare natura di intermediario qualificato nell’erogazione del credito, ai sensi dell’art. 106 t.u.b. Contratti Mutui bancari e controllo usurario degli interessi moratori
La banca deve, infatti, osservare alcuni obblighi di pubblicità e trasparenza nonché di forma previsti dagli artt. 116 s. t.u.b. per tutte le operazioni creditizie che pone in essere.
Queste, infatti, appartengono ai contratti d’impresa stipulati in serie dai professionisti, mediante la predisposizione di condizioni generali e sottoscrizione di moduli predisposti, cosicché saranno applicabili anche gli artt. 1341 – 1342 c.c., nonché la disciplina del Codice del Consumo, qualora il contratto sia stipulato con un consumatore (artt. 33 s. d.lgs. n. 206/2005).
Pertanto, anche il mutuo bancario, resta disciplinato dagli artt. 1813 s. c.c., per quanto non diversamente prescritto dalla normativa speciale.
La nozione civilistica di mutuo configura un contratto reale, il cui perfezionamento avviene con la consegna di una somma di denaro o di una determinata quantità di cose fungibili, in questo divergendo dal comodato che, invece, ha per oggetto cose infungibili, sicché la parte che riceve il prestito è tenuta a restituire il tantundem al termine fissato nel contratto.
Nonostante la testuale menzione della consegna del bene, la pratica commerciale vede riconosciuta anche la consegna simbolica o la giuridica disponibilità del bene mutuato, motivo per cui la dottrina, spesso, qualifica il mutuo come contratto consensuale e non reale e rimette alla fase esecutiva delle obbligazioni del mutuante, l’effettiva consegna della somma data in prestito.
Ferma restando questa fondamentale distinzione tra interessi corrispettivi e moratori, si ritiene che le somme dovute periodicamente per la durata del mutuo, ai sensi del 1815 c.c. non richiedano normalmente l’esigibilità del debito e siano dovute per ragioni equitative e per compensare il mutuante della perdita di liquidità subita col trasferimento del denaro, oltre che per riaffermare la centralità del credito di interessi che matura progressivamente, ai sensi dell’art. 821 c.c. e sono, perciò, denominati interessi compensativi.
Un’altra figura tipica, del genere, è prevista con la medesima finalità di riequilibrio, dall’art. 1499 c.c. che, in materia di vendita, quando vi sia già stata la consegna del bene da parte del venditore ma non il pagamento del prezzo, fa decorrere gli interessi sul prezzo prima ancora che questo sia esigibile.
Del resto, per quanto riguarda il reato di usura commesso da parte di intermediari finanziari, è previsto un aggravamento della sanzione, ai sensi dell’art. 644 comma 5 c.p., perché alla generale tutela della vittima del reato si aggiunge l’obiettivo, di carattere pubblicistico, di tutelare la concorrenza fra le stesse imprese del settore creditizio, attraverso il mantenimento di condizioni uniformi e l’osservanza di obblighi pubblicitari e di informazione dei loro clienti, per un corretto espletamento dell’autonomia contrattuale.
L’attenzione si è spostata, recentemente, su un aspetto problematico consistente nella inclusione, fra i costi del credito da prendere in considerazione per l’usura originaria, della pattuizione riguardante gli interessi moratori, per la difficoltà di collegare una voce di costo del credito, all’interno delle spese considerate a titolo di corrispettivo del vantaggio erogato.
Questa interpretazione si fonda, principalmente, sulla ritenuta equivalenza degli interessi moratori alle spese per interessi e commissioni che, per il dettato dell’art. 644 c.p., sono rilevanti “a qualsiasi titolo”, qualora siano collegate all’erogazione del credito.
Inoltre, una parte della dottrina e l’Arbitrato Bancario e Finanziario, fanno leva sulla diversa funzione degli interessi moratori, di tipo indennitario, perché destinati ad operare dal momento dell’inadempimento, motivo per cui essi rappresenterebbero, sì, un costo ma non un corrispettivo per l’erogazione del credito.
È stato, pertanto, proposto di assimilare gli interessi moratori, in virtù della funzione latamente risarcitoria, alla clausola penale di cui all’art. 1382 c.c., i cui effetti sono di limitare il risarcimento alla prestazione convenuta e di esonerare dalla prova del danno.
Il codice prevede, a fronte della pattuizione di una penale, un eccezionale potere di controllo dell’equità da parte del giudice che può diminuirla equamente, ai sensi dell’art. 1384 c.c., se il suo ammontare risulti manifestamente eccessivo, sempre avuto riguardo all’interesse che il creditore aveva all’adempimento.
Di talché, essi potrebbero essere posti a cavallo tra l’usura originaria e quella sopravvenuta nel senso che, pur rilevando fin da subito come costo del credito, la valutazione effettiva ai fini dell’usura potrebbe cambiare rispetto al momento iniziale, in ragione di una successiva variazione del tasso globale e richiedere, pertanto, una comparazione al tempo dell’inadempimento, con effetti diversi a seconda del caso concreto.
Ecco, dunque, la ragione per cui, agli interessi moratori si attaglierebbe maggiormente il rimedio successivo del controllo giudiziale, da rapportare al momento dell’inadempimento, sicché, riscontrato il superamento della soglia usuraria, il giudice opererebbe quella riduzione equitativa di cui parla l’art. 1384 c.c., al di sotto della soglia penalmente rilevante, senza che occorra caducazione sanzionatoria prevista dall’art. 1815 comma 2 c.c., contro la banca creditrice.
Una di queste ipotesi è quella considerata dall’art. 1384 c.c. e si comprende solo ove si consideri che la materia del risarcimento del danno è retta da un principio di ordine pubblico, secondo cui il danno deve essere integralmente risarcito ma il danneggiato non può ricevere più di quanto necessario per ripristinare la sua sfera giuridica, altrimenti vi sarebbe un lucro (da cui il brocardo del nemo locupletari lucri cum damno).
Se questa è la ratio del sindacato sull’equità della clausola penale eccessivamente onerosa, occorre, comunque, specificare che, in questi casi, il controllo giudiziale avviene direttamente sul regolamento contrattuale ed è, per giunta, autorizzato ad incidere sull’equilibrio economico, una volta riscontrato lo squilibrio normativo oggettivo, tra diritti ed obblighi derivanti dal rapporto.
Diverso è, invece, il meccanismo alla base dell’usura che tutela la concorrenza del mercato e dà ingresso al principio di proporzionalità fra le prestazioni, mediante un meccanismo diverso, in virtù del quale l’equità assurge a requisito strutturale del contratto, perché intende proteggere la parte debole del rapporto.
Ciò comporta, come abbiamo visto, che l’intero contratto e, non solo la clausola degli interessi convenzionali, debba rispettare il vincolo della forma scritta, ex art. 117 t.u.b.
Per giunta, la normativa consumeristica sulle clausole vessatorie, quelle che, ai sensi dell’art. 33 cod. cons. determinano, a carico del consumatore, un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto, assume l’equilibrio normativo quale requisito strutturale dei contratti conclusi mediante condizioni generali unilateralmente imposte dalle imprese, al pari della normativa sull’usura.
In tal modo, una volta sottoposta al giudice la questione dell’usurarietà degli interessi moratori, il rimedio più adatto, consisterebbe nell’eventuale caducazione della sola clausola che li prevede e nella permanenza in vita del contratto di mutuo e delle restanti clausole sui corrispettivi, qualora non risultino superiori alla soglia massima individuata per l’usura.
fonte : salvisjuribus.it
By admin | marzo 27, 2017 | No Comments |
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