Source: https://www.tidona.com/le-differenze-tra-la-fideiussione-bancaria-ed-il-contratto-autonomo-di-garanzia-lobbligo-del-garante-di-pagare-immediatamente-la-banca-creditrice-senza-facolta-di-portare-eccezioni-2/
Timestamp: 2018-12-15 00:41:09+00:00
Document Index: 60011499

Matched Legal Cases: ['art. 1945', 'art. 1945', 'art. 1957', 'art. 1957', 'art. 1957', 'art. 40']

Le differenze tra la fideiussione bancaria ed il contratto autonomo di garanzia: l’obbligo del garante di pagare immediatamente la banca creditrice senza facoltà di portare eccezioni | Studio Legale Tidona e Associati
24 Feb 2016 In Diritto bancario
Le differenze tra la fideiussione bancaria ed il contratto autonomo di garanzia: l’obbligo del garante di pagare immediatamente la banca creditrice senza facoltà di portare eccezioni
Il contratto autonomo di garanzia è il contratto in base al quale una parte si obbliga, a titolo di garanzia, ad eseguire immediatamente (“a prima richiesta”) la prestazione del debitore, indipendentemente dall’esistenza, dalla validità o efficacia del rapporto di base, e senza potere sollevare eccezioni di sorta (“senza eccezioni”).
Residua per il garante la sola eccezione portata nei confronti di chi abbia agito con dolo al fine di indurlo alla conclusione del negozio (c.d. exceptio doli), e poi ne abbia chiesto in malafede l’adempimento.
Il garante, in caso di un contratto autonomo di garanzia (e non rileva che il contratto sia così definito dalle parti ma è sufficiente che sia evidente che egli abbia rinunziato alle eccezioni ed abbia promesso l’immediatezza del pagamento), deve provvedere pertanto al pagamento nei confronti del creditore, senza possibilità di portare contestazioni ed a prescindere dall’esistenza di contestazioni tra il garantito ed il creditore relativamente al rapporto sottostante.
Al garante è addirittura impedita la possibilità di iniziare o resistere in processo (l’eventuale decreto ingiuntivo ottenuto nei confronti del garante da parte del creditore non è neppure opponibile da parte del garante “a prima richiesta” e “senza eccezioni”).
Ciò che contraddistingue il contratto autonomo di garanzia dalla ordinaria fideiussione è pertanto l’assoluta indipendenza rispetto al rapporto principale.
La fideiussione è invece sempre accessoria rispetto all’obbligazione principale, ed alla stessa strettamente legata (tanto che spesso è proprio il fideiussore a portare contestazioni relative allo stesso credito garantito).
– mentre il fideiussore è debitore allo stesso modo e ampiezza del debitore principale e si obbliga direttamente ad adempiere;
– il garante a prima richiesta si obbliga a tenere indenne il creditore dalla mancata prestazione del garantito, per qualsiasi ragione ciò avvenga, senza che sia consentito al garante opporre alcunché alla pretesa del creditore.
In relazione alla possibilità di qualificare un impegno quale contratto autonomo di garanzia piuttosto che fideiussione, la Cassazione ha osservato che il mero inserimento in un contratto di fideiussione di una clausola di pagamento “a prima richiesta” e soprattutto “senza eccezioni” vale di per sé a qualificare il negozio come contratto autonomo di garanzia, con le conseguenze sopra descitte: [1]
Cass., sez. unite, sent. n. 3947/2010:
“L’inserimento in un contratto di fideiussione di una clausola di pagamento “a prima richiesta e senza eccezioni” vale di per sé a qualificare il negozio come contratto autonomo di garanzia (cd. Garantievertrag), in quanto incompatibile con il principio di accessorietà che caratterizza il contratto di fideiussione, salvo quando vi sia un’evidente discrasia rispetto all’intero contenuto della convenzione negoziale”.
“La caratteristica fondamentale che distingue il contratto autonomo di garanzia dalla fideiussione è l’assenza dell’elemento dell’accessorietà della garanzia, insito nel fatto che viene esclusa la facoltà del garante di opporre al creditore le eccezioni che spettano al debitore principale, in deroga alla regola essenziale della fideiussione, posta dall’art. 1945 c.c.”.
Per raggiungere tali effetti è pertanto necessario che il contratto di garanzia (che sia chiamato “contratto autonomo di garanzia” o “fideiussione”, poco importa, non rilevando quale sia stata la titolazione del contratto) preveda espressamente l’inciso “senza eccezioni” o neghi comunque, in deroga all’art. 1945 c.c., la facoltà per il garante di opporre eccezioni al creditore. [2]
La Cassazione ha difatti osservato in merito che “al fine della configurabilità del contratto autonomo di garanzia è decisiva l’esclusione della legittimazione del debitore principale a chiedere al garante di opporre al creditore garantito le eccezioni nascenti dal rapporto principale, in deroga, quindi, alla disciplina legale dell’obbligazione fideiussoria tipica e accessoria di quella principale, in cui il fideiussore ha l’onere di preavvisare il debitore principale che intende procedere al pagamento allo scopo di metterlo in condizione di fare tempestiva opposizione, ove sussistano idonee ragioni da eccepire al creditore opponibili al fideiussore che abbia pagato senza osservare l’onere del preavviso” (Cass. n. 16213/2015).
Proprio l’escludere la possibilità di proporre eccezioni connota il contratto autonomo di garanzia.
Si consideri anche che al contratto autonomo di garanzia, se non diversamente pattuito, non si applica neppure quanto dispone l’art. 1957 c.c. [3] sull’onere del creditore garantito di far valere tempestivamente le sue ragioni nei confronti del debitore principale. [4]
L’art. 1957 c.c. si fonda difatti sull’accessorietà dell’obbligazione fideiussoria, instaurando essa un collegamento tra la scadenza dell’obbligazione di garanzia e quella dell’obbligazione principale; collegamento che non sussiste in caso di garanzia a prima richiesta.
Se le parti prevedono comunque di ritenere applicabile l’art. 1957 c.c., ciò non vale di per sè ad escludere la qualificazione di contratto autonomo di garanzia al rapporto, atteso che in tal caso alla garanzia a prima richiesta si aggiunge un diritto del garante, di norma non previsto (Cass. n. 5526/2012). [5]
[1] Cass., sez. un., sent. n. 3947/2010; conf.: Cass. n. 19736/2011; Cass. n. 10998/2011.
[2] Art. 1945 c.c. (Eccezioni opponibili dal fideiussore): “[I]. Il fideiussore può opporre contro il creditore tutte le eccezioni che spettano al debitore principale, salva quella derivante dall’incapacità”.
[3] Art. 1957 c.c. (Scadenza dell’obbligazione principale): “[I]. Il fideiussore rimane obbligato anche dopo la scadenza dell’obbligazione principale, purché il creditore entro sei mesi abbia proposto le sue istanze contro il debitore e le abbia con diligenza continuate. [II]. La disposizione si applica anche al caso in cui il fideiussore ha espressamente limitato la sua fideiussione allo stesso termine dell’obbligazione principale. [III]. In questo caso però l’istanza contro il debitore deve essere proposta entro due mesi. [IV]. L’istanza proposta contro il debitore interrompe la prescrizione anche nei confronti del fideiussore”.
[4] Cass. n. 21399/2011.
[5] Cass. n. 5526/2012 : “La circostanza che le parti, in un contratto di garanzia, abbiano regolamentato gli oneri gravanti sul creditore ai sensi dell’ art . 1957 c.c., non è da sola sufficiente ad escludere il carattere autonomo della garanzia stessa, essendo tale norma espressione di un’esigenza di tutela del fideiussore, che può essere considerata meritevole di protezione anche in caso di garanzia non accessoria”.
22 settembre 2016 Di Maurizio Tidona, Avvocato In mancanza di una espressa domanda di consegna…
Di Maurizio Tidona, Avvocato 7 maggio 2015 L’art. 40 del Testo Unico Bancario [1] prevede…
L’ipotesi delle rimesse nel rapporto di conto corrente Di Maura Castiglioni, Avvocato 29 novembre 2002…