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Timestamp: 2020-08-08 12:23:48+00:00
Document Index: 10688986

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 23', 'art. 9', 'art.8', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 8', 'art. 9']

Ravvedimento Tassa di Concessione Governativa CC GG Vidimazione e Bollatura Libri Sociali
Come funziona il ravvedimento per la Tassa di Concessione Governativa CC.GG. o tassa vidimazione dei libri sociali che annualmente alcuni contribuenti versano con l’ausilio di una tabella e di esempi di calcolo.
Se siete interessati prima di tutto a sapere come funziona e chi deve versare la Tassa annuale di concessione governativa potete leggere l’a guida gratuita alla Tassa di Concessione Governativa. In questa troverete le risposte alle principali domande ossia quali sono i soggetti obbligati al versamento quanto si paga, quali sono le scadenze e le modalità di versamento.
Guida al Pagamento della Tassa Concessione Governativa
In questa sede ci occupiamo invece dell’omesso o parziale versamento o ritardato pagamento della Tassa di cui in epigrafe.
Un lettore ci ha fornito un interessante spunto di riflessione dato da un interpello presentato all’agenzia delle entrate con cui si chiedeva di conoscere se le sanzioni base a cui applicare le percentuali di riduzione del ravvedimento operoso fossero quelle ordinarie del 30% in base all’art. 9, comma 1, del DPR n. 642 del 1972 ovvero al 30% della o invece quelle 100%.
L’agenzia delle entrate in risposta alla domanda del contribuente ha fornito un interessante chiarimento secondo cui l’art. 23, nota 3, della Tariffa allegata al DPR n. 641 del 26
ottobre 1972 prevede che “…Per la numerazione e bollatura di libri e registri tenuti da
esercenti imprese, soggetti d’imposta agli effetti dell’IVA, la tassa è dovuta
annualmente per le sole società di capitali nella misura forfetaria di lire 600 mila
(309,87 euro), prescindendo dal numero dei libri o registri tenuti e delle relative
pagine; tale misura è elevata a lire un milione (516,46 euro) se il capitale o il fondo di dotazione supera, alla data del 1° gennaio, l’importo di un miliardo di lire
(516.456,90 euro). La tassa deve essere corrisposta entro il termine di versamento
dell’imposta sul valore aggiunto dovuta per l’anno precedente…”, ovvero entro il 16
marzo dell’anno per il quale viene effettuato il versamento mediante modello F24 con
codice tributo 7085.
L’art. 9 della stessa norma disciplina le sanzioni generali in materia di tassa sulle
concessioni governative, disponendo al comma 1 che “…Chi esercita un’attività per la
quale è necessario un atto soggetto a tassa sulle concessioni governative senza
aver…assolta la relativa tassa è punito con la sanzione amministrativa dal cento al
duecento per cento della tassa medesima e, in ogni caso, non inferiore a lire
duecentomila (euro 103,29)…”: ciò a seguito dell’abolizione delle originarie pene
pecuniarie e soprattasse previste operata dall’art.8 del D. Lgs n. 473 del 18 dicembre
1997, che ha eliminato il comma 3 operando la sostituzione delle stesse con la
sanzione amministrativa di cui al comma 1, della quale ha specificatamente
determinato l’ammontare nella misura a tutt’oggi vigente.
Sanzioni Tassa Concessione Governativa CC.GG. Vidimazione e Bollatura Libri sociali
Con riferimento alla fattispecie sottoposta, l’istante ha richiamato l’art. 13 del D.
Lgs. n. 471 del 18 dicembre 1997, il quale dispone al comma 1 che “…Chi non esegue,
in tutto o in parte, alle prescritte scadenze, i versamenti in acconto, i versamenti
periodici, il versamento di conguaglio o a saldo dell’imposta risultante dalla
dichiarazione, detratto in questi casi l’ammontare dei versamenti periodici e in
acconto, ancorché non effettuati, è soggetto a sanzione amministrativa pari al trenta
per cento di ogni importo non versato…Per i versamenti effettuati con un ritardo non
superiore a novanta giorni, la sanzione di cui al primo periodo è ridotta alla metà…” e
al successivo comma 3 che “…la sanzione prevista al comma 1 si applica altresì in
ogni ipotesi di mancato pagamento di un tributo o di una sua frazione nel termine
previsto…”.
Tuttavia, come indicato anche nella Relazione di accompagnamento al decreto
legislativo, detta norma “…disciplina unitariamente le infrazioni concernenti la
mancata esecuzione, totale o parziale, di versamenti diretti, in acconto o a saldo, ivi
compresi i versamenti periodici previsti dalla legislazione sull’IVA…”: a conferma, la
circolare n. 23 del 25 gennaio 1999, nel fornire chiarimenti in merito alle sanzioni
amministrative disciplinate dal predetto provvedimento, afferma al capitolo quarto che
Il Titolo II del d.lgs. n. 471, costituito dagli articoli 13, 14 e 15, disciplina
unitariamente le violazioni in materia di riscossione dei tributi, precedentemente
contemplate nelle singole leggi d’imposta o, in prevalenza, nel D.P.R. 29 settembre
1973, n. 602…”, procedendo poi ad esaminare “…le disposizioni dell’art. 13 del d. lgs.
n. 471 con riferimento alle violazioni degli obblighi di versamento delle imposte sui
redditi, delle ritenute alla fonte e dell’imposta sul valore aggiunto…”.
Il D. Lgs. n. 472 del 18 dicembre 1997 stabilisce invece le disposizioni generali
in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie come
individuate dall’art. 2, comma 1 (“Le sanzioni amministrative previste per la
violazione di norme tributarie sono la sanzione pecuniaria, consistente nel pagamento di una somma di denaro, e le sanzioni accessorie, indicate nell’articolo 21…”): in tale ambito, la Relazione di accompagnamento al decreto legislativo evidenzia che il ravvedimento disciplinato dall’art. 13 “…risponde alla specifica esigenza di consentire al trasgressore di rimuovere la violazione mediante ravvedimento ed individua fattispecie tipiche di riduzione automatica della sanzione…”.
Ravvedimento Tassa Concessione Governativa
Nel caso di specie, deve pertanto constatarsi che la modifica operata dall’art. 8
del D. Lgs. n. 473 del 1997 al citato art. 9 del D. Lgs. n. 641 del 1972, intervenuta
contemporaneamente ai D. Lgs. nn. 471 e 472, esprime la volontà del legislatore di
adeguare la regolamentazione nell’ambito delle violazioni delle norme tributarie del regime sanzionatorio per le tasse sulle concessioni governative (violazioni diverse da quelle di cui al DPR n. 602 del 1973 per le quali come detto tornano applicabili gli istituti deflattivi di cui al citato D. Lgs. n. 471 del 1997).
Ne consegue pertanto che la disciplina del ravvedimento operoso che si rende
applicabile è quella di cui all’articolo 13 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 641, le cui percentuali di riduzione previste sulla base del periodo di superamento della scadenza originaria di versamento dovranno essere applicate sull’importo pari al 100% della tassa non pagata o pagata in ritardo.
Tabella Ravvedimento Operoso Tassa Concessione Governativa 100%
In tale ipotesi si riporta nel seguito la tabella con la riduzione delle sanzioni applicate alla sanzione piena del 100%
Tipo Termine Sanzione Riduzione Sanzione 100%
Sprint Entro 14 giorni successivi alla scadenza matura giornalmente in misura pari allo 0,2% giornaliero fino al 2,8% del quattordicesimo giorno 0,2% per ogni giorno di ritardo 0,20%
Breve Imposte pagate a partire dal quindicesimo giorno fino a 30 giorni successivi alla scadenza 3% fisso (un decimo del 100%) 1/10 10,00%
Entro 90 giorni Imposte pagate dal trentunesimo giorno fino al novantesimo giorno successivo alla scadenza 3,33% fisso (un nono del 100%) 1/9 11,11%
Lungo Imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali, dal novantunesimo giorno fino al termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è commessa la violazione 3,75 fisso (un ottavo del 100) 1/8 12,50%
Biennale Dopo un anno, ma entro due anni dall’omissione o dall’errore 4,29% fisso (un settimo del 100%) 1/7 14,29%
Ultrabiennale Dopo due anni dall’omissione o dall’errore 5% fisso (un sesto del 100%) 1/6 16,67%
Si versa con il mod. F24 indicando codice tributo 7085 e come anno di riferimento l’anno in cui effettuate il pagamento. Potrà essere compensata con altri tributi nei limiti di 516.456,90 euro annue massime di compensazioni ammesse ed è una imposta deducibile dal reddito. Ve lo dico perchè sul sito dell’agenzia delle entrate se andate a vedere gli esempi di compilazione leggerete come definizione spesso “L’anno PER cui si effettua il versamento” che potrebbe trarre in inganno.
Riferimento Normativo: Nota Ministeriale 11/4/126 del 15/01/1996
Anno d’imposta per cui si effettua il pagamento: 2018
ALTRI TRIBUTI E INTERESSI codice tributo
SALDO (A – B)
(1) 7085 (2) (3) 2018 (4) 6.000,00 (5)
TOTALE A (6) B (7)
(1) codice tributo: indicare 7085
(2) rateazione/regione/prov/mese rif: non compilare
(3) anno di riferimento: Anno d’imposta per cui si effettua il pagamento, nell’esempio 2018
TCG_Tariffa_2014
Prescrizione Cartelle esattoriali Tassa concessione Governativa: nel seguito la tabella sulla prescrizione della cartella esattoriale
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