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Timestamp: 2018-05-27 07:44:14+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 1']

Il riconoscimento dell’invalidità civile e le indennità | Valori Provincia
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Il riconoscimento di invalidità civile presuppone una minorazione, cioè un’in­fermità, che può essere fisica, psichica o sensoriale, che provoca un danno funzio­nale, cioè la limitazione o la perdita di effettuare un’ attività nel modo o nei limiti considerati normale. Per esercitare i diritti che spettano alla persona disabile è necessario ottenere il riconoscimento della condizione invalidante. Chi è conside­rato invalido civile?
• Il cittadino (di età compresa tra i 18 e i 65 anni) che abbia menomazioni congenite o acquisite, anche di carattere progressivo. Sono compresi gli irregolari psichici e le insufficienze mentali derivanti da difetti sensoriali e funzionale, che abbiano una riduzione della capacità lavorativa in misura superiore a 1/3.
• Il minore con difficoltà persistenti a svolgere compiti e funzioni proprie dell’età.
• Il cittadino con più di 65 anni che abbia difficoltà a svolgere i compiti e le funzioni proprie della sua età.
Sono considerati invalidi civili anche i ciechi civili e i sordomuti.
LE PENSIONE DI INABILITÀ
La pensione di inabilità, istituita dall’articolo 12 della Legge 30 marzo 1971, n. 188, viene concessa alle persone alle quali sia stata riconosciuta una percentuale di invalidità del 100%, in età compresa tra i 18 e i 65 anni.
La pensione spetta in intera misura anche se la persona invalida è ricoverata in istituti o case di riposo private, ed anche in strutture pubbliche che provvedono al suo sostentamento. La pensione di inabilità è compatibile sia con l’attività lavorativa che con la patente di guida.
Oltre il 65° anno di età la pensione si trasforma in assegno sociale.
PENSIONE DI INVALIDITÀ CIVILE – ASSEGNO MENSILE
L’assegno mensile spetta agli invalidi civili, sordomuti e ciechi civili che pre­sentino una sensibile riduzione della capacità lavorativa e che vertano in stato di bisogno economico e di mancato collocamento lavorativo. E’ stata istituita dall’articolo 13 della Legge 30 marzo 1971, n. 118 e prevede dei limiti di red­dito personale che non devono essere superati per ottenere tale pensione. La pensione non fa reddito, non deve essere dichiarata, e non è soggetta ad IRPEF.I limiti vengono fissati annualmente.
Il pagamento della pensione viene effettuato dall’INPS in rate mensili.
Le condizioni per ottenere questa pensione sono:
PERCENTUALE INVALIDITÀ CIVILE: 74%
ETÀ: compresa fra i 18 e i 65 anni
CITTADINANZA: italiana o UE residente in Italia. I cittadini extracomunitari hanno diritto alla pensione purchè in possesso del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo.
REDDITO: disporre di un reddito annuo personale non superiore a Euro 15.154,24.
SITUAZIONE LAVORATIVA: fornire annualmente all’INPS un’auto-dichiarazione in cui certifica di non svolgere alcuna attività lavorativa.
L’indennità di accompagnamento, o assegno di accompagnamento, è un soste­gno economico statale pagato dall’Inps, previsto dalla legge 11.2.1980 n.18 per le persone dichiarate totalmente invalide.
L’importo corrisposto viene annualmente aggiornato con apposito decreto del Ministero dell’Interno. Il diritto alla corresponsione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui è stata presentata la domanda. Nel 2009 l’importo era di 472,00 euro per 12 mensilità.
L’assegno di accompagnamento si ottiene presentano la domanda per l’accerta­mento dell’invalidità alla Commissione Medica presso la ASL di competenza territo­riale, allegandola certificazione medica comprovante la minorazione o menomazione con diagnosi chiara e precisa e la dichiarazione esplicita dello stato del dichiarante, che deve essere definito “persona impossibilitata a deambulare senza l’aiuto per­manente di un accompagnatore” oppure che è “persona che necessita di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita”.
• non essere ricoverato in strutture residenziali oppure l’essere ricoverato gratuitamente o a pagamento;
• autocertificazione annuale sul modello prestampato ICRIC01, inviato dal­l’Inps al domicilio.
L’indennità di accompagnamento spetta anche
• ai ciechi assoluti;
• alle persone che sono sottoposte a chemioterapia o a altre terapie in regime di day hospital e che non possono recarsi da sole all’ospedale (sentenza Corte di Cassazione numero 1705 del 1999);
• ai bambini minorenni, incapaci di camminare senza l’aiuto di una persona e bisognosi di assistenza continua (sentenza della Corte di Cassazione nu­mero 1377 del 2003);
• alle persone affette dal morbo di Alzheimer e dalla sindrome di Down;
• alle persone affette da epilessia, sia a coloro che subiscono attacchi quotidiani, sia a coloro che abbiano solo di tanto in tanto le cosiddette “crisi di assenza”;
• a coloro che, pur capaci di compiere materialmente gli atti elementari della vita quotidiana (mangiare, vestirsi, pulirsi), necessitano di accompagnatore perché sono incapaci (in ragione di gravi disturbi della sfera intellettiva e cognitiva, addebitabili a forme avanzate di stati patologici) di rendersi conto della portata dei singoli atti che vanno a compiere e dei modi e dei tempi in cui gli stessi devono essere compiuti” (sentenza n.1268 del 2005).
ASSEGNO SOCIALE PER GLI INVALIDI CIVILI
L’indennità di frequenza è stata istituita con la Legge 11 ottobre 1990, n. 289 per fornire un sostegno al reddito delle famiglie dei minori portatori di handicap. Questo beneficio economico viene concesso in periodi in cui la famiglia sostenga spese legate alla frequenza di una scuola (pubblica o privata) o di un centro spe­cializzato per terapie o riabilitazione.
Gli interessati devono trovarsi in “stato di bisogno economico”, cioè dimo­strare di avere un reddito inferiore a 4.408 euro (per il 2010) annui. La misura dell’indennità di frequenza è stata uniformata a quella dell’assegno mensile di assistenza che spetta agli invalidi civili parziali.
L’indennità di frequenza è concessa solo ai minori di anni 18. In sede di visita medica presso la commissione medica dell’ASL, deve essere stata riconosciuta una difficoltà persistente a svolgere i compiti e le funzioni della propria età.
E’ riconosciuta anche ai minori ipoacusici e che, per la loro minorazione, devo­no far ricorso continuo o anche periodico a trattamenti riabilitativi o terapeutici.
La concessione dell’indennità è subordinata alla frequenza di centri ambulato­riali o di centri diurni anche di tipo semi-residenziali, pubblici o privati, purché operanti in regime convenzionale, specializzati nel trattamento terapeutico o nel­la riabilitazione e nel recupero di persone disabili, frequenza di scuole, pubbliche o private, di ogni ordine o grado, a partire dall’asilo nido, quindi anche da 0 a 3 anni e frequenza di centri di formazione o addestramento professionale finalizzati al reinserimento sociale dei soggetti.
L’indennità mensile di frequenza decade con il ricovero del minore purché il ricovero sia di carattere continuativo e abbia una significativa durata.
L’indennità sarà corrisposta solo per i mesi effettivi di frequenza, che va comu­nicata all’inizio di ogni anno scolastico o di ogni periodo di riabilitazione all’ASL di appartenenza, con certificato di frequenza di un centro ambulatoriale pubblico o privato in convenzione.
Qualora dagli accertamenti risulti che la di frequenza ai corsi o durata del trattamento terapeutico o riabilitativo non è soddisfatta, il beneficio può in ogni momento essere revocato.
La revoca decorre dal primo giorno del mese successivo alla data del relativo provvedimento.
Per le mensilità riscosse in assenza del prescritto requisito della frequenza o della mancata comunicazione da parte del rappresentante legale del minore, può farsi luogo al recupero delle somme indebitamente percepite.
INDENNITÀ DI COMUNICAZIONE E PENSIONE PER I SORDOMUTI
Spetta, ai sensi dell’art. 4 della L 508/88 e della L 104/92, ai minori di 12 anni. Non sono previsti requisiti d’età (a parte la distinzione sopracitata), è sufficiente essere cittadini italiani o titolari di carta di soggiorno. Non sono previsti limiti reddituali, ma è incompatibile con l’indennità di frequenza, mentre è compatibile con l’indennità di accompagnamento. Viene concessa anche nel caso di ricovero in istituto. La pensione spetta alla persona sordomuta, in stato di bisogno eco­nomico, con sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva e che non sia di natura psichica, dipendente da causa di guerra, di lavoro o di servizio.
Per ottenerla è necessario avere un età tra i 18 e i 65 anni, essere stato rico­nosciuto sordomuto, essere cittadino italiano (o titolare di carta di soggiorno) e avere un reddito non superiore a 15.154 euro annui. La pensione è incompatibile con altre concessioni ricevute per la stessa menomazione per causa di guerra, di servizio, di lavoro.
PENSIONE PER I CIECHI
Secondo l’articolo 8 della L. 66/62 spetta ai maggiorenni riconosciuti ciechi assoluti, in stato di bisogno economico. Ai ciechi minorenni non spetta la pensio­ne, ma l’indennità di accompagnamento.
Per ottenere la pensione è necessaria quindi la maggiore età, la cittadinanza italiana (o la carta di soggiorno), il reddito personale annuo non superiore a 15.154,24 euro annui (cifra aggiornata al 2010).
Secondo la medesima legge la pensione per i ciechi parziali spetta coloro che abbiano un residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi anche con eventuale correzione, che si trovino in stato di bisogno economico.
Non sono previsti requisiti d’età, è sufficiente essere cittadini italiani (o stra­nieri con permesso di soggiorno) e possere un reddito personale annuo non supe­riore a 15.154,24.
E’ incompatibile con l’indennità di frequenza e con altre indennità simili con­cesse per cause di servizio, di lavoro e di guerra. Dopo i 65 anni si trasformano in assegno sociale.
LE PERCENTUALI DI INVALIDITÀ
Il requisito minimo è essere affetti da malattie e menomazioni permanenti e croniche, sia di natura fisica che psichica ed intellettiva che riducono la capacità lavorativa della persona in misura non inferiore ad un terzo (superiore al 33%)
Ecco i benefici a seconda della percentuale di invalidità:
Meno di 33%: NON INVALIDO
• Da 34%
Ausili e protesi previsti dal nomenclatore nazionale. Le concessione di ausili e protesi è subordinata alla diagnosi indicata nella certificazione di invalidità.
• Da 46%
Collocamento mirato.
• Da 51%
Congedo straordinario per cure, se previsto dal CCNL
• Da 67%
Esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria (esclusa la quota fissa). Tessera regionale di libera circolazione, con tariffa agevolata, con limite ISEE pari o inferiore a euro 16.000.
• Da 75%
Concesso alle persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni i prive di impiego, nel rispetto dei limiti di reddito per usufruirne. E’ incompatibile con altri redditi pensionistici. Per chi supera i 65 anni d’età è previsto l’assegno sociale dell’INPS.
Fornitura gratuita ausili e protesi previsti dal nomenclatore nazionale. Col­locamento obbligatorio se presente capacità lavorativa residua. Esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria (esclusa la quota fissa). Tessera di libera circolazione gratuita. PENSIONE DI INABILITÀ per le persone di età compresa tra 18 e 65 anni, nei rispetti dei limiti reddituali.
• 100% più indennità di accompagnamento
Si intende la persona incapace di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o con necessità di assistenza continua, non essendo in grado di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita.
Oltre ai benefici del punto precedente: indennità di accompagnamento indi­pendentemente dall’età e dai redditi posseduti, che viene sospeso durante i periodi di ricovero gratuito in istituto. Per chi supera i 65 anni c’è l’assegno sociale dell’INPS.
(Fonte: Opuscolo “Comunicazione e servizi” a cura dell’Associazione Dopo di Noi)
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