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Timestamp: 2017-11-21 12:15:28+00:00
Document Index: 4440018

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art 3', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 21']

Contributi liberi professionisti - SOCIETÀ DI SERVIZI
Fai attenzione alla prescrizione dei contributi!
I contributi e le eventuali relative sanzioni dovute dai liberi professionisti si prescrivono con il decorso di 5 anni. Con la recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione che segue altre sentenze di analogo tenore è stato enucleato il principio secondo cui il nuovo termine prescrizionale si applica anche alle contribuzioni dovute dai liberi professionisti alle proprie Casse di previdenza.
L'art 3 comma 9 della L. n. 335/95 stabilisce che tutte le contribuzioni di previdenza e assistenza sociale obbligatoria si prescrivono in 5 anni e il comma 10 del medesimo articolo che il nuovo termine prescrizionale si applica anche in relazione alle contribuzioni dovute prima dell'entrata in vigore della L. n. 335/95. Con la sentenza n. 5522/2003 della Suprema Corte di Cassazione che segue altre sentenze di analogo tenore (e segnatamente la n. 9408/2002, la n. 330/2002 e la n. 11140/2001) è stato enucleato il principio secondo cui il nuovo termine prescrizionale di cui ai commi 9 e 10 dell'art. 3 della L. n. 335/95 si applica anche alle contribuzioni dovute dai liberi professionisti alle proprie Casse di previdenza (Cassa Commercialisti, Cassa Avvocati, Inarcassa, Cassa Geometri, Cassa Ragionieri, per citarne solo alcune).
Alla luce delle disposizioni di legge richiamate, così come interpretate dalla Giurisprudenza ormai consolidata della Suprema Corte di Cassazione, pertanto, i contributi e le eventuali relative sanzioni dovute dai liberi professionisti, per il periodo successivo all'entrata in vigore della L. n. 335/95 (periodo dal 1996 in poi) si prescrivono con il decorso di 5 anni. Analogo termine quinquennale di prescrizione si applica in relazione ai contributi ed alle eventuali sanzioni dovute per il periodo precedente salvo che siano stati posti in essere dagli enti previdenziali atti interruttivi della prescrizione (quali diffide ad adempiere, azioni giudiziali volte all'adempimento degli obblighi scaduti) o procedure volte al recupero dei contributi dovuti, nel rispetto della normativa preesistente. Ove ricorrano, infatti, queste ultime due ipotesi, mantengono la loro vigenza le specifiche norme delle singole Casse in ordine alla prescrizione dei contributi; e la normativa specifica delle Casse di Previdenza prevedeva, generalmente, un termine di prescrizione decennale decorrente dalla data in cui il professionista comunicava i propri dati reddituali ed volumi d'affari I.V.A. (così l'art. 19 della L. n. 576/1980 per la Cassa Forense, l'art. 19 della L. n. 21/1986 per la Cassa Commercialisti, l'art. 18 della L. n. 6/1981, l'art. 19 della L. n. 773/82 per la Cassa Geometri, l'art. 21 della L. n. 414/91 per la Cassa Ragionieri).
Per ogni ulteriore informazione, può essere contattato l'Avv. Giampaolo Cervelli estensore dell'articolo.
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