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Timestamp: 2018-07-18 00:45:34+00:00
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COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE per il Lazio sez. 10 sentenza n. 2025 depositata il 10 aprile 2017 - In materia di deducibilità dei costi per prestazioni professionali, trova applicazione il principio della competenza da individuarsi nell'esercizio in cui viene ultimata la prestazione - Studio Cerbone
COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE per il Lazio sez. 10 sentenza n. 2025 depositata il 10 aprile 2017 – In materia di deducibilità dei costi per prestazioni professionali, trova applicazione il principio della competenza da individuarsi nell’esercizio in cui viene ultimata la prestazione
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COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE per il Lazio sez. 10 sentenza n. 2025 depositata il 10 aprile 2017
Accertamento, liquidazione e controlli – Reddito d’impresa – Oneri per prestazioni professionali – Principio della competenza – Esercizio in cui viene ultimata la prestazione
In materia di deducibilità dei costi per prestazioni professionali, trova applicazione il principio della competenza da individuarsi nell’esercizio in cui viene ultimata la prestazione, a nulla rilevando, invece, la data di fatturazione o di pagamento. (G.T.)
Riferimenti giurisprudenziali: Cass. sent. n. 24474/2006; n. 16023/2009, n. 6331/2008.
Con ricorso in appello avverso la sentenza della C.T.P. di Roma n. 318/08/08 i signori Avv. M. d. P., R. L. e lo Studio Legale XXXX Associazione Professionale sollevavano preliminarmente eccezione di mancata comunicazione di fissazione dell’udienza di trattazione, con violazione del diritto di difesa. Nel merito rilevavano la erroneità, illegittimità ed infondatezza della decisione relativamente al capo della omessa trasmissione del Modello Unico 2003 relativo ai redditi per l’anno di imposta 2002 e la mancata pronuncia e mancata motivazione sui ricorsi proposti avverso gli avvisi di accertamento per l’anno di imposta 2001.
Con un primo motivo di gravame gli appellanti contestano la mancata disamina in fatto dei motivi del ricorso da parte del giudice del rinvio. Il motivo è fondato.
Il vizio rilevato dalla Commissione Tributaria Regionale era di gravità tale da imporre che lo stesso giudicante, lungi dall’espletare un riesame del merito della controversia, rimettesse la causa, ai sensi dell’art. 59 del D.Lgs. n. 546/’92, dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale e questo per l’esigenza di evitare che venisse perso un grado di giurisdizione, poiché nel contenzioso tributario l’omessa comunicazione alle parti dell’avviso di fissazione dell’udienza di discussione costituisce causa di nullità del procedimento e della decisione della commissione tributaria per violazione del diritto di difesa e del principio del contraddittorio (Cass. n. 11014 del 2003; n. 6952 del 1996, con riferimento all’alt 19 del d.p.r. 636/1972; Cass. 6 marzo 2000, n. 2509; Cass. 28 agosto 2000, n. 11229; 15 giugno 2001, n. 8133, con riferimento all’art. 31 del d. Igs. 546/1992).
Non può, invece, prendersi in considerazione la censura formulata in ordine alla omessa pronuncia sulla domanda di condono presentata per il 2001 in quanto tale censura non è stata proposta anche nell’appello avverso la sentenza n. 318/08.
Si ravvisa peraltro la correttezza delle spese sostenute per prestazioni di lavoro dipendente, che appaiono dimostrate dal modello 770 semplificato 2002 e dai modelli CUD dei dipendenti e collaboratrici Co.Co.Co.
Quanto alla spesa per prestazione professionale al dr. P. D. V., la stessa è stata documentata con fattura emessa in data 31.12.2001 quietanzata contestualmente dal professionista, e con assegno datato 31.12.2001, ma incassato successivamente in quanto il 31.12.2001, essendo vigilia di festività, le Banche avevano osservato orario ridotto.
Per i suesposti motivi l’appello merita accoglimento, e va pertanto dichiarata la cessazione della materia del contendere per le somme richieste con avvisi di accertamento relativi all’anno 2002.
Vanno inoltre annullati gli avvisi di accertamento riferiti all’anno 2001, essendo presente in atti e congrua la documentazione probatoria depositata per contrastare le pretese tributarie. Con assorbimento degli ulteriori motivi di gravame. Sono poste a carico dell’Agenzia le spese di lite, liquidate equitativamente nella misura di euro 2.000,00/duemila/00).
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del 12.12.2016
COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE per l’Umbria sez. 3 sentenza n. 90 depositata il 1 marzo 2017 – L’accertamento concernente gli utili extra contabili di società di capitali a ristretta base sociale è presupposto dell’accertamento presuntivo nei riguardi del socio cosicché l’impugnazione dell’accertamento “pregiudiziale” costituisce, fino al passaggio in giudicato della pronuncia che lo riguarda, condizione sospensiva ex art.295 cpc ai fini della decisione della lite sul “pregiudicato” relativo al singolo socio che l’abbia invocata e provata