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Timestamp: 2019-01-17 14:03:53+00:00
Document Index: 66548166

Matched Legal Cases: ['art. 49', 'art. 3', 'art. 52', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 6']

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DECRETO 4 marzo 2016
Attuazione del Registro nazionale delle varieta' di piante da frutto.
Rettifica al comunicato relativo alla variazione dell'organismo di controllo della denominazione «Oliva di Gaeta» trasmessa alla Commissione europea per la registrazione ai sensi dell'art. 49 del Regolamento (UE) n. 1151/2012 come denominazione di origine protetta.
Visto il decreto ministeriale 23 ottobre 1987, pubblicato, in forma riassunta, nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana n. 271 del 19 novembre 1987, con il quale si e' previsto che la produzione, ai fini della commercializzazione sul mercato nazionale ed estero del materiale di moltiplicazione delle specie arbustive ed arboree da frutto, nonche' delle specie erbacee a moltiplicazione agamica, possa essere sottoposta a certificazione volontaria per l'acquisizione di un attestato di rispondenza genetica e di idoneita' sanitaria;
Visto il regolamento istitutivo del servizio di certificazione volontaria del materiale di propagazione vegetale, adottata con decreto ministeriale 2 luglio 1991, n. 289, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 209 del 6 settembre 1991, ed in particolare gli articoli 2 e 3;
Visto il decreto ministeriale 29 ottobre 1993, recante norme tecniche per la produzione di materiale di propagazione vegetale certificato di noce, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 265 dell'11 novembre 1993;
Visto il decreto ministeriale 14 aprile 1997 che recepisce le direttive della Commissione n. 93/48/CEE del 23 giugno 1993, n. 93/64/CEE del 5 luglio 1993 e n. 93/79/CEE del 21 settembre 1993 relative a norme tecniche sulla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione delle piante da frutto e delle piante da frutto destinate alla produzione di frutto, pubblicato nel supplemento ordinario n. 112 alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 126 del 2 giugno 1997;
Visto il decreto ministeriale 24 luglio 2003 recante organizzazione del servizio nazionale di certificazione volontaria del materiale di propagazione vegetale delle piante da frutto, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 240 del 15 ottobre 2003;
Visti i decreti ministeriali 7 settembre 2005 relativi ai riconoscimenti dei Centri di conservazione per la premoltiplicazione istituiti presso Istituti di ricerca del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, istituti di ricerca delle Universita', nonche' di regioni e province autonome, pubblicati in forma riassunta nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 290 del 14 dicembre 2005;
Visto il decreto ministeriale 4 maggio 2006 recante disposizioni generali per la produzione delle specie arbustive ed arboree da frutto, nonche' delle specie erbacee moltiplicazione agamica, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 168 del 21 luglio 2006;
Visti i decreti ministeriali 20 novembre 2006 relativi alle norme tecniche per la produzione di materiali di moltiplicazione certificati degli agrumi, della fragola, dell'olivo, delle pomoidee e delle prunoidee, pubblicati nel supplemento ordinario n. 142 alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 141 del 20 giugno 2007;
Visto il decreto ministeriale 15 luglio 2009 relativo al riconoscimento del Centro di conservazione per la premoltiplicazione dell'Olivo, istituito presso l'IBIMET del CNR di Bologna, pubblicato in forma riassunta nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 190 del 18 agosto 2009;
Visto il decreto legislativo 25 giugno 2010, n. 124, recante attuazione della direttiva 2008/90 relativa alla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione delle piante da frutto destinate alla produzioni di frutti (refusione), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 180 del 4 agosto 2010 ed in particolare gli articoli 3, 6 e 7;
Considerato che il Registro nazionale delle varieta' da frutto deve assicurare una chiara identificazione delle varieta' ai fini della commercializzazione dei relativi materiali di moltiplicazione sia della categoria «certificato», sia della categoria CAC;
Acquisito, ai sensi dell'art. 3, comma 4 del decreto legislativo 30 giugno 2010, n. 124, il parere del comitato fitosanitario nazionale di cui all'art. 52 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, nella riunione del 29 gennaio 2016;
1. Il Registro nazionale delle varieta' di piante da frutto e dei relativi portinnesti, istituito ai sensi dell'art. 7 del decreto legislativo 25 giugno 2010, n. 124, di seguito denominato «Registro», e' suddiviso per generi e specie secondo quanto riportato dall'allegato al predetto decreto legislativo.
2. Il Registro di cui al comma precedente, in aggiunta ai generi e alle specie indicate nell'allegato del decreto legislativo 25 giugno 2010, n. 124, puo' contenere anche altri generi e specie ritenuti di particolare importanza per la frutticoltura e l'orticoltura nazionale.
3. Il Registro contiene una apposita sezione nella quale sono elencati i Centri di conservazione per la premoltiplicazione riconosciuti nell'ambito del Servizio nazionale di certificazione volontaria del materiale di propagazione vegetale di cui al decreto ministeriale 24 luglio 2003.
Informazioni sulle varieta' iscritte
1. Il Registro comprende le seguenti informazioni:
a) la denominazione della varieta', oppure il codice di selezione;
b) eventuali marchi commerciali registrati;
c) eventuali sinonimi;
d) il costitutore, o l'avente diritto o il richiedente l'iscrizione;
e) l'eventuale indicazione se si tratta di varieta':
iscritta con «descrizione ufficialmente riconosciuta» ai sensi dell'art. 6, comma c), sub 3), e comma 5 del decreto legislativo 25 giugno 2010, n. 124 o
«in corso di registrazione»;
f) la data di registrazione o, se del caso, del rinnovo della registrazione;
g) la data di scadenza della registrazione;
h) l'eventuale codice del brevetto italiano o della privativa comunitaria o numero della domanda;
i) la data di rilascio del brevetto o della privativa comunitaria o della domanda;
j) eventuale clone;
k) l'eventuale codice identificativo dell'accessione, se si tratta di varieta' con produzione di materiali certificati, cosi' come definito all'allegato 3 del decreto ministeriale 4 maggio 2006;
l) l'eventuale indicazione dei Centri di conservazione per la premoltiplicazione di cui all'art. 1, comma 3, del presente decreto;
m) eventuali annotazioni ed altre informazioni utili.
Iscrizione al registro delle varieta' e dei cloni
1. Possono essere iscritte al Registro le varieta' che soddisfano i requisiti e le condizioni indicate all'art. 6 del decreto legislativo 25 giugno 2010, n. 124.
2. L'iscrizione di una varieta' al Registro, avviene su richiesta degli interessati, secondo quando stabilito dal decreto ministeriale 4 maggio 2006, corredata dalla documentazione necessaria a dimostrare il possesso dei requisiti come materiale «pre-base», «base», «certificato» o «CAC».
3. Il Ministero puo' disporre, con proprio provvedimento, l'iscrizione di una varieta' al Registro anche in assenza di apposita richiesta, qualora questa rivesta particolare interesse per la frutticoltura e l'orticoltura nazionale.
Pubblicazione ed aggiornamento del Registro
1. L'elenco delle varieta', dei cloni, delle selezioni e delle accessioni iscritte al Registro, per effetto del presente decreto, nonche' l'elenco dei Centri di conservazione per la premoltiplicazione e' pubblicato sul sito del Ministero.
2. Gli aggiornamenti del Registro sono disposti con decreto del direttore generale competente, da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
1. Sono iscritte al Registro le varieta' riconosciute dal Servizio nazionale di certificazione volontaria di cui al decreto ministeriale 24 luglio 2003.
Registrato alla Corte dei conti il 29 marzo 2016 Ufficio controllo atti MISE e MIPAAF, reg.ne prev. n. 747
Nel comunicato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 65 del 18 marzo 2016, a pagina 94, dove e' scritto: «la cui proposta di riconoscimento come IGP», leggasi: «la cui proposta di riconoscimento come DOP».