Source: https://www.ricostruirepc.it/author/alex/page/9/
Timestamp: 2019-11-22 17:34:34+00:00
Document Index: 145084255

Matched Legal Cases: ['art. 103', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 32', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 3', 'art. 103']

Vanessa Cianfrone – Page 9 – Ricostruire PC
Autovetture per disabili
….. presentato “una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà mendace”.
La norma suindicata stabilisce che l’aliquota agevolata è applicata a veicoli “adattati ad invalidi per ridotte o impedite capacità motorie”.
Detti invalidi possono acquistare altro veicolo ad aliquota Iva ridotta quando siano trascorsi quattro anni dal primo acquisto ovvero se nel corso del quadriennio “risulti dal Pubblico Registro Automobilistico che il veicolo acquistato o importato sia stato cancellato da detto Registro per “distruzione, demolizione o definitiva esportazione all’estero” (art. 103 d. l. 30.04.92 n. 285).
Parte ricorrente ha invece applicato l’aliquota agevolata in relazione ad un autoveicolo che, nel corso del quadriennio, è stato rubato al proprietario “invalido” e, pertanto, il veicolo non era stato cancellato dal P.R.A.: il furto era avvenuto in data 22.11.1993 (tre anni prima del nuovo acquisto) ed era stato denunciato sia ai Carabinieri (il 23.11.93) che al P.R.A. (il 15.12.93).
Si solleva eccezione di illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 2°, della L. 09.04.86 n. 97 “laddove discrimina l’ipotesi di cancellazione dal P.R.A.” (unica fattispecie normativamente disciplinata) da quella di “perdita di possesso a seguito di furto, senza ritrovamento dell’autovettura” in presenza delle medesime condizioni soggettive (invalido titolare di patente F) ed oggettive (sopravvenuta indisponibilità permanente dell’autovettura).
Si rileva il contrasto della norma “de qua” con l’art. 3 e con l’art. 32 della Costituzione in quanto, da un canto, detta norma non rimuove in maniera piena gli ostacoli di ordine sociale limitatrici della libertà del cittadino “invalido” ed impedisce il pieno sviluppo della “persona umana” e, da altro canto, non è tutelato il diritto alla sua salute, quale fondamentale diritto dell’individuo.
La tesi non è priva di pregio ma il Collegio ritiene che non debba investire della controversia la Corte costituzionale in quanto la stessa può essere decisa operando la interpretazione della norma secondo il dettato dell’art. 12 delle “disposizioni sulla legge in generale”.
La Corte di Cassazione (Cass. 26.01.71 n. 179 e 10.02.71 n. 339), decidendo in tema di applicazione di detto art. 12, ha stabilito il principio che per le norme che prevedono esenzioni e benefici fiscali è ammissibile l’interpretazione estensiva richiamandosi ai “principi generali dell’ordinamento giuridico dello Stato”, quali, certamente, nel caso di specie, sono da ritenersi quelli contenuti negli art. 3 e 32 della Costituzione.
Orbene, il legislatore nel dettare la norma in esame ha inteso tutelare l’interessa del cittadino “invalido” e nel contempo evitare che venissero acquistati “abusivamente” automezzi ad IVA agevolata e, pertanto, ha indicato, a questo fine, uno strumento certo, identificandolo nella cancellazione del veicolo dal P.R.A.
Se questa è la “ratio” della norma se ne può fare della stessa l’interpretazione estensiva applicandola ai casi in cui si tutelai l’interesse del cittadino “invalido” e sia certo che non venga consumato “un abuso” nella misura in cui, in concreto, il veicolo è da ritenersi rientrare nelle ipotesi di cui al citato art. 103 in quanto, sottratto molto tempo prima del nuovo acquisto (nella fattispecie tre anni prima), è da valutarsi come “distrutto, demolito o esportato”, dovendosi ritenere certa la sua natura di “bene irrecuperabile”.
Cappottamento e freno a mano
Parliamo di sicurezza: archivio 2000
Inviato da: Federico il December 11, 2000 at 19:48:45:
In risposta a: Re: Cappottamento, precisazione Inviato da Scuola Guida Sicura il December 11, 2000 at 15:01:52:
: Federico dice poi:
: : In ogni caso, su fondo asciutto e : : pulito, il freno a mano può indurre picchi di : : accelerazione laterale anomali, che potrebbero : : indurre al ribaltamento della vettura.
: Su questo ci permettiamo di dissentire. E’ vero : che il bloccaggio delle ruote posteriori provoca : una repentina variazione nella ripartizione delle : spinte laterali, ma riducendo praticamente a zero : l’aderenza ALLONTANA il limite di ribaltamento. : Questo rimane valido, ovviamente, a patto che : nella sua corsa laterale il retrotreno non : incontri alcun ostacolo al suolo, o il pneumatico : posteriore esterno (più sollecitato) non esploda: : in questi casi l’assenza di rotolamento rende più : probabile l’effetto “perno” che causa il : ribaltamento.
Vi spiego il mio ragionamento. Supponiamo che nel percorrere una curva la vettura vada in sottosterzo. L’anteriore allarga la traiettoria e la vettura tende ad uscire di strada. Se però la strada fosse larghissima (esageriamo il ragionamento, supponiamo una strada larga 1 Km e perfettamente piana) e i pneumatici fossero in ottime condizioni e ben gonfi, il sottosterzo tenderebbe ad autocorreggersi. Mi spiego: la vettura in assenza di sottosterzo percorre una traiettoria di raggio R. A causa del sottosterzo la vettura si porta via via su traiettorie di raggio maggiore di R. Ad un certo punto (è il caso ideale di strada larghissima) la vettura si troverà in curva su una traiettoria di raggio così grande che (a quella velocità) consente ai pneumatici di non scivolare più verso l’esterno. Il sottosterzo è dunque finito, la vettura sta percorrendo “in aderenza” una curva su un raggio molto maggiore di quello iniziale, la forza centrifuga è scesa ad un valore più basso poichè il raggio della traiettoria è maggiore.Al contrario, in caso di sovrasterzo, il muso della vettura tende a chiudere la traiettoria mentre la coda scappa all’esterno. Questa tendenza a chiudere, porta l’auto su traiettorie sempre più strette. La forza centrifuga dunque tende ad aumentare.In effetti, come ben sapete, quando una vettura inizia a sbandare con il posteriore (e cioè inizia a girare su se stessa intorno ad un ipotetico asse z perpendicolare al suolo e che grossomodo taglia l’auto all’altezza della leva del cambio), se non viene corretta quasi subito, diventa poi incontrollabile. Infatti il suo moto di rotazione intorno all’asse z non è uniforme, ma accellerato. E il motivo è dovuto al fatto che la forza centrifuga è in aumento poichè la vettura si porta su traiettorie via via più strette.A riprova, basta effettuare un testacoda volontario (con il freno a mano, per far contento Gigi) per accorgersi che la velocità di avvitamento aumenta sempre più durante il testacoda. Questo è vero almeno nella prima fase di una sbandata; infatti poichè la velocità della vettura di traveso tende a diminuire con rapidità, la forza centrifuga ad un certo punto smette di crescere (pur diminuendo ancora il raggio di curvatura). Ma ormai il testa-coda è già avvenuto.Analizzando i grafici dell’accelerazione laterale cui è sottoposta una vettura durante una sbandata, si può notare un picco prima della grossa caduta. Tale picco può anche essere maggiore del valore massimo che sullo stesso asfalto si potrebbe misurare in una prova di steering-pad con la stessa vettura.Nella mia risposta a Gigi, intendevo porre l’accento sull’incremento temporaneo (parlavo di picchi) di accelerazione laterale di una vettura durante la fase iniziale di un deciso sovrasterzo.Ecco perchè sull’asfalto asciutto non bisogna abusare del freno a mano. Almeno con vetture quali monovolume, fuoristrada, SUV caratterizzate da un baricentro alto o da carreggiate strette.L’accelerazione massima oltre la quale un veicolo si ribalta è data dalla larghezza della carreggiata diviso il doppio dell’altezza del baricentro. Il risultato è espresso in g, dove g=9,81 m/s^2.