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Timestamp: 2019-02-22 16:56:25+00:00
Document Index: 172203862

Matched Legal Cases: ['art.11', 'art. 4', 'art. 609', 'art. 11', 'art. 609', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 11', 'art. 11', 'art.11', 'art.11', 'art.7', 'art.16', 'art.28', 'art.11', 'art.11']

Minori vittime e autori di reati a sfondo sessuale - "Sex Offender" (16 luglio 2013)
Attività svolte dagli uffici di servizio sociale per i minorenni
Il presente documento espone le attività di assistenza e sostegno realizzate nell’anno 2011 dai funzionari della professionalità di Servizio Sociale afferenti ai 29 Uffici di Servizio Sociale per i minorenni che insistono sul territorio nazionale nei confronti dei minori autori e vittime di reati a sfondo sessuale ed è curato dalla Direzione Generale per l’attuazione dei provvedimenti giudiziari ed effettuato con la fattiva collaborazione dei predetti Uffici.
2. OBIETTIVI DELLA RILEVAZIONE
Lo scopo della presente rilevazione è documentare sotto il profilo quantitativo e qualitativo le caratteristiche anamnesiche, personali, familiari e di contesto sia dei minori vittime che degli autori di reato a sfondo sessuale, nonché di rilevare le modalità di intervento dei Servizi minorili nei loro confronti.
Si sente l’esigenza, da una parte di conoscere il fenomeno della violenza sessuale commessa da minori e in danno dei minori, dall’altra di conoscere se e come si stia evolvendo il fenomeno, per mettere a fuoco modalità di intervento sempre più appropriate sia nel trattamento diretto degli utenti sia nel campo della prevenzione del fenomeno.
Lo scopo ultimo, infine, è anche quello di individuare eventuali punti da sviluppare all’interno di proposte di legge affinchè l’esercizio dei principi e dei diritti dei minori, sanciti a livello internazionale attraverso nella fattispecie dalla Convenzione di New York del 1989 e da quella di Lanzarote del 2007, dalla Costituzione e recepiti nel nostro ordinamento dalla normativa nazionale di settore, siano adempiuti in modo esaustivo ed efficace.
Il documento vuole anche testimoniare alla società civile, in un’ottica di “rendicontazione” della pubblica Amministrazione, il lavoro trattamentale svolto dai Servizi della Giustizia minorile nei confronti degli “autori” e il lavoro di assistenza e supporto all’Autorità Giudiziaria ai minori e alle famiglie delle “vittime” svolto dagli Uffici di Servizio Sociale per i minorenni.
In tale ottica, uno specifico paragrafo evidenzia gli accordi stipulati e le progettualità sviluppate con gli attori sociali del territorio sulla tematica in questione.
Un ulteriore paragrafo è dedicato alla partecipazione dei funzionari degli USSM ad attività di aggiornamento e/o formazione sul tema, nonché alla segnalazione di eventuali bisogni formativi da parte degli stessi, considerato che, soprattutto per le vittime, è richiesta una specifica formazione.
3. MINORENNI VITTIME DI REATI A SFONDO SESSUALE
3a. Quadro normativo di riferimento per le vittime di reati a sfondo sessuale
Dal 1996 al 2006 il Parlamento ha emanato tre normative concernenti i reati a sfondo sessuale che tengono in debito conto i mutamenti culturali e sociali avvenuti alla fine del XX secolo con l’avvento di internet e la “globalizzazione” della comunicazione di immagini e video: la legge 15 febbraio 1996, n. 66 “Norme contro la violenza sessuale”, la legge 3 agosto 1998, n. 269, "Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù”, la legge 6 febbraio 2006, n. 38 "Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet".
Tali normative recepiscono, come anzidetto, i mutamenti culturali e sociali avvenuti alla fine del XX secolo per cui i reati sessuali diventano reati contro la persona e non più contro la moralità e soprattutto tengono conto degli effetti della globalizzazione e dell’utilizzo sempre più frequente e diffuso di internet. Per alcuni reati, ad esempio la prostituzione minorile, il turismo sessuale e la detenzione di materiale pornografico minorile, viene introdotta la perseguibilità degli autori di reato anche per fatti commessi all’estero se compiuti da cittadini italiani ovvero in danno di cittadini italiani. Inoltre, in un’ottica di prevenzione della recidiva viene prevista l’istituzione del fondo per la prevenzione e la cura delle vittime e degli autori di reato.
Gli Uffici di Servizio Sociale per i minorenni del Dipartimento Giustizia Minorile seguono le vittime di reati a sfondo sessuale ai sensi del comma 3 dell’art.11 della legge 66/1996. Rispetto all’assistenza fornita alle “vittime” è bene rammentare che questo Dipartimento Minorile ha emanato specifiche disposizioni con la circolare 9/2001 del 1º giugno 2001.
Le normative suddette, in particolare le leggi 269/98 e 38/2006, hanno previsto numerose azioni che, a vari livelli, perseguono l’obiettivo di contrastare i reati di violenza sessuale, prostituzione e pedopornografia, quali:
l’istituzione presso il Ministero dell’Interno del Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia sulla rete internet,
Istituzione dell’Osservatorio per la il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile presso il Dipartimento per le pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri
l’istituzione presso il predetto Osservatorio di una banca dati, in cui vengono contemplate le azioni di contrasto alla commercializzazione di materiale pedopornografico su la rete internet affidate alla polizia postale e giudiziaria,
l’introduzione di obblighi per i fornitori dei servizi e per i fornitori di connettività delle reti di comunicazione elettronica.
Nel quadro degli interventi a tutela dei minorenni vittime di reati a sfondo sessuale, è opportuno citare la Carta di Noto, redatta nel giugno 1996, che costituisce un orientamento per l’”ascolto” del minore vittima di reati a sfondo sessuale durante il procedimento giudiziario in quanto fornisce indicazioni precise in merito alla modalità tecnico-operative (audio-video registrazione) per l’ascolto della testimonianza del minore in caso di abuso sessuale, ascolto che deve avvenire sempre in presenza di un operatore specializzato e specificatamente formato che fornisce assistenza psicologica al minore. Tali orientamenti intendono tutelare la sfera psicologica ed emotiva del minore che rende la propria testimonianza in un processo in cui è la parte lesa.
Un’altra tappa importante concernente la tutela dei diritti dei minori in tale ambito è la recente approvazione da parte del Parlamento della legge 1° ottobre 2012, n. 172 “Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale, fatta a Lanzarote il 25 ottobre 2007, nonché norme di adeguamento dell’ordinamento interno” la quale punta ad un rafforzamento della tutela e della protezione giuridica dei minori attraverso una serie di misure. Questo Dipartimento Minorile ha emanato, nel merito, la circolare prot. n. 39209 del 13/11/2012.
Tra le novità maggiormente rilevanti apportate dalla legge 172/2012 concernenti le “vittime” si evidenzia:
L’art. 4, comma 1, lettera v) che modifica l’art. 609 decies del codice penale ed estende quanto previsto dall’art. 11, comma 3º, della legge 66/1996 anche per i reati previsti dagli artt. 600 “Riduzione o mantenimento in schiavitù o servitù ”, 600 bis “prostituzione minorile”, 600 ter “Pornografia minorile, 600 quinques “Iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile”, 601 “tratta e commercio di persone”, 602 “Acquisto o alienazione e commercio di schiavi” del codice penale oltre che a quelli già previsti dall’art. 609 decies “Adescamento di minorenni”;
L’art. 5, lettere c), d) ed f), che modifica vari articoli del c.p.p., prevedendo, nei procedimenti per delitti di sfruttamento sessuale di minori, di tratta di persone, di violenza sessuale e di adescamento di minori, che l’assunzione delle informazioni da minorenni avvenga con l’ausilio di un esperto in psicologia o in psichiatria infantile, nel corso delle indagini preliminari, rispettivamente dalla polizia giudiziaria, dal pubblico ministero, dal difensore;
L’art. 9 che reca modifiche al testo unico in materie di spese di giustizia, estendendo il gratuito patrocinio, anche in deroga ai limiti di reddito previsti dal D.P.R. 115/2002, a favore delle vittime dei delitti di sfruttamento sessuale di minori, di corruzione di minorenne, di adescamento di minorenne, di tratta di persone oltre a quelle di violenza sessuale.
3b. Dati statistici relativi ai minori vittime di reati a sfondo sessuale
I dati statistici più recenti disponibili per gli USSM sono riferiti all’anno 2009. I minori complessivamente presi in carico dai Servizi nella predetta annualità risultano essere 184.
ANNO 2009 –TOTALE NAZIONALE
Minori vittime di violenza sessuale (art. 11, comma 3, legge 66/96)
22 95 117 2 12 14 24 107 131
Per i quali sono state attivate azioni da parte degli USSM
31 99 130 2 10 12 33 109 142
In carico per periodi precedenti al 2009
12 30 42 0 0 0 12 30 42
Totale presi in carico
43 129 172 2 10 12 45 139 184
3c. Nazionalità, genere sessuale, fascia di età delle vittime di reato a sfondo sessuale
Come precedentemente anticipato, l’art. 11, comma 3° della legge 66/1996 prevede che “al minorenne sia assicurata l’assistenza dei Servizi Minorili dell’Amministrazione della Giustizia e dei Servizi istituiti dagli Enti locali. Dei Servizi indicati al terzo comma si avvale altresì l’Autorità giudiziaria in ogni stato e grado del procedimento”.
Nell’ambito di tale norma, per i reati previsti al comma 1, dell’art.11, come modificato dalla legge 172/12, l’Autorità giudiziaria ha facoltà di interpellare, o meno, i Servizi Minorili della Giustizia per l’assistenza al minore vittima di reati a sfondo sessuale durante le fasi del processo.
Dalla presente Rilevazione risulta che l’Autorità Giudiziaria si è avvalsa di 17 USSM per l’assistenza alle vittime e precisamente nei distretti di: Ancona, Bologna, Bolzano, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Catanzaro, L’Aquila, Lecce, Messina, Napoli, Potenza, Reggio Calabria, Roma, Sassari, Taranto e Trieste.
Viceversa 12 USSM e precisamente, Bari, Brescia, Catania, Firenze, Genova, Milano, Palermo, Perugia, Salerno, Torino, Trento e Venezia non vengono coinvolti dall’A.G. nell’assistenza alle vittime.
I minorenni vittime di reato a sfondo sessuale seguiti dagli Uffici di Servizio Sociale (USSM) per i minorenni nel 2011 risultano essere 144 (tavola 1). Raffrontando questo dato con i dati statistici riportati nel presente documento si rileva che dal 2009 al 2011 complessivamente c’è stata una diminuzione del numero dei casi, sebbene vi sia stato un incremento del numero di USSM coinvolti dall’A.G..
Rispetto alla nazionalità, l’87% di essi è di nazionalità italiana (125) ed il 13% è di origine straniera (19). I ragazzi di nazionalità italiana sono in numero nettamente maggiore dei ragazzi di origine straniera (Tavola1). Rispetto al genere, il 76% di essi risulta essere di genere femminile ed il 24% risulta essere di genere maschile (Tavola 2).
La fascia di età a cui appartengono le vittime di reati a sfondo sessuale corrisponde nel 45% dei casi alla fascia di età 14-17 anni, nel 24% dei casi alla fascia di età 11-13 anni, nel 21% dei casi alla fascia d’età 6-10 anni e nel 7% dei casi, l’età delle piccole vittime è compresa tra 0 e 5 anni. Per 5 minori gli USSM non hanno potuto definire con esattezza l’età. La fascia d’età adolescenziale, 14-17 anni, prevale tra le vittime di reati a sfondo sessuale (Tavola 3).
Nazionalità, genere sessuale, fascia di età delle vittime di reato a sfondo sessuale
Italiana 125 87% Maschio 35 24% 0-5 anni 10 7%
6-10 anni 30 21%
Straniera 19 13% Femmina 109 76% 11-13 anni 34 24%
14-17 anni 65 45%
non so 5 3%
Totale 144 100% Totale 144 100% Totale 144 100%
3d. Relazione tra la vittima ed il reo, soggetto segnalante
La relazione di conoscenza tra la vittima e l’autore di reato risulta molto significativa. Il reato si svolge spesso tra persone che si conoscevano; l’autore del reato risulta appartenere al contesto amicale della vittima nel 36% dei casi, al contesto familiare nel 28% dei casi, risulta essere uno sconosciuto nel 19% dei casi ed un soggetto conosciuto tramite rete nel 4% dei casi. Per 19 casi gli USSM non hanno potuto definire in che relazione fossero la vittima e l’autore di reato. La vittima, pertanto, conosceva il soggetto che ha commesso il reato nell’64% dei casi.
Per 19 casi su 144 viene segnalata la presenza di un accordo con la Magistratura locale per la segnalazione dei casi agli USSM. La tavola 5 evidenzia in quale fase del procedimento l’A.G. coinvolge gli USSM. Nello specifico l’autorità segnalante risulta essere nel 49% dei casi il Tribunale per i minorenni, nel 34% dei casi la Procura, nel 7% dei casi il GIP, nel 6% dei casi la Questura e soltanto nel 1% dei casi il GUP. Nel caso di 4 minori gli USSM non hanno potuto definire il soggetto segnalante. Pertanto, nonostante i pochi accordi formali raggiunti, risulta del tutto evidente che sono prevalentemente gli Organi giudiziari a segnalare le vittime agli USSM (91%).
Relazione reo/vittima
Tra sconosciuti 27 19%
Familiare 40 28%
Di contesto 52 36%
Contatto tramite rete 6 4%
Non so 19 13%
Totale 144 100%
Procura 49 34%
Gip 10 7%
Gup 1 1%
S.S. territorio 0 0%
Trib. per i minorenni 72 49%
Questura 8 6%
Non so 4 3%
3e. Azione di gruppo, attivazione della procedura per l’apertura di tutela, audizione protetta
Risulta che nel 78% dei casi il reato di violenza sessuale non è stato consumato in gruppo mentre nell’10% dei casi si è trattato di un reato di gruppo. Soltanto nell’8% dei casi è stata attivata la procedura per l’apertura di tutela e, nel 20% dei casi, l’ascolto della vittima si è svolto in una aula protetta secondo la normativa vigente. Viceversa nel 24% dei casi non è stata attivata la procedura per l’apertura di tutela e nel 58% dei casi l’ascolto della vittima, minorenne, non si è svolto in un’aula protetta. Non si è potuto definire se si è trattato di un’azione di gruppo per 17 casi, se era stata attivata la procedura per l’apertura di tutela per 99 casi e se l’audizione del minore si era svolta in un’aula protetta per 32 casi sul totale complessivo di 144 minori.
Azione di gruppo, attivazione della procedura per l’apertura di tutela, audizione protetta
Azione di gruppo Valori assoluti Percentuale Attivazione della procedura
per l'apertura di tutela Valori assoluti Percentuale Audizione protetta Valori assoluti Percentuale
SI 14 10% SI 11 8% SI 29 20%
NO 113 78% NO 34 24% NO 83 58%
Non so 17 12% Non so 99 68% Non so 32 22%
3f. Modalità di raccordo degli USSM con S.S. Enti Locali/Centri anti-abuso e comunità/AA.SS.LL./Privato Sociale/altro e accordi stipulati con le Procure minorili ed ordinarie relativamente alla segnalazione di casi
Le Procure, ordinarie e minorili, con le quali gli USSM hanno stipulato degli accordi per disciplinare la segnalazione dei casi di minori abusati, sono relative ai territori di Cagliari, Roma, Catanzaro, Trieste, Reggio Calabria, Lecce, Messina e Caltanissetta.
Le percentuali dei dati riferiti alla tavola 9 sono state calcolate sulle risposte valide in quanto era possibile fornire una risposta multipla. Per 16 casi il dato non era rilevabile.
Nello specifico, i soggetti con i quali gli USSM hanno stabilito delle modalità di raccordo sono: nel 46% dei casi i Servizi Sociali degli Enti Locali, nel 25% dei casi le AA.SS.LL., nel 9% dei casi i Centri anti-abuso e le Comunità, nel 10% dei casi le Procure, nell’8% dei casi il Privato Sociale, altro nel 3% dei casi.
Modalità di raccordo dell'USSM con S.S. Enti Locali/ Centri anti-abuso e comunità/AA.SS.LL./Privato Sociale/ altro e accordi stipulati con le Procure minorili ed ordinarie relativamente alla segnalazione di casi (risposta multipla)*
Ente Valori assoluti Percentuale
S.S Enti Locali 88 46%
Procure 20 10%
Centri anti-abuso e Comunità 18 9%
AA.SS.LL. 50 25%
Privato sociale 11 8%
Altro 6 3%
* Percentuali calcolate esclusivamente sulle risposte valide.
3g. Modalità di assistenza alle vittime dei reati a sfondo sessuale da parte degli USSM
Gli USSM, così come previsto dal 3° comma dell’art.11 della legge 66/1996, svolgono un ruolo di sostegno alla vittima soprattutto durante l’iter giudiziario (45%) fornendo assistenza al giudice in udienza e attraverso colloqui con la vittima ed i familiari (26%), individuali con la vittima (10%), di raccordo con i Servizi territoriali (18%) a seconda del bisogno identificato.
Anche in questo caso, le percentuali dei dati riferiti alla tavola 10 sono state calcolate sulle risposte valide in quanto era possibile fornire una risposta multipla. Per 14 casi il dato non era rilevabile.
Assistenza alla vittima durante il procedimento/inoltro ai Servizi competenti/ colloqui personali / colloqui familiari (risposta multipla)
Assistenza Valori assoluti Percentuale
Durante l'udienza 90 45%
Inoltro ai servizi competenti 37 18%
Colloqui vittima e familiari 52 26%
Colloqui personali vittima 21 10%
* Percentuali calcolate esclusivamente sulle risposte valide
4. MINORI AUTORI DI REATI A SFONDO SESSUALE
4a. Quadro normativo di riferimento per gli autori di reati a sfondo sessuale
I Servizi della Giustizia minorile, in base alla normativa di settore, attuano un percorso individualizzato per ogni minore che entra nel circuito penale a seconda dei bisogni e delle specifiche caratteristiche del soggetto nonchè delle potenziali risorse riferite al contesto ambientale e familiare. Gli autori di reati a sfondo sessuale usufruiscono, pertanto, di un trattamento individualizzato che non si differenzia da quello degli altri minori in carico ai Servizi della Giustizia. Non esistono nel nostro circuito, a differenza di altri Paesi, modalità di presa in carico e trattamento differenziate per “categorie”, esistono bisogni specifici, personalizzati che vanno individuati e risolti al fine di favorire il processo di crescita evolutiva di ogni minore, indipendentemente dalla restrizione della libertà.
Si fa presente, tra l’altro, che con il DPCM 1° aprile 2008 tutte le funzione sanitarie svolte all’interno del circuito della Giustizia Minorile e dell’Amministrazione Penitenziaria sono state trasferite alle competenze del Servizio Sanitario Nazionale. Le Regioni garantiscono le prestazioni sanitarie ai soggetti del circuito penale minorile e degli adulti attraverso le Aziende Sanitarie Locali. Il predetto DPCM sancisce la parità tra persone detenute o internate e cittadini liberi nell’usufruire delle prestazioni di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione.
Rispetto alle modifiche introdotte dalla legge 172/2012 precedentemente citata, si evidenziano quelle inerenti l’ordinamento penitenziario. L’art.7 modifica la legge 354/75 in materia di concessione di benefici, vincola il trattamento dei condannati per reati sessuali in danno di minori ai seguenti elementi:
In particolare il comma 1, amplia il catalogo dei delitti rispetto ai quali l’accesso ai benefici penitenziari è subordinato ai risultati positivi dell’osservazione scientifica della personalità del detenuto;
il comma 2, subordina la concessione dei benefici alla valutazione positiva della partecipazione al programma di riabilitazione specifico, che sarà considerato dal Magistrato di Sorveglianza come elemento di valutazione per la concessione dei benefici;
il comma 3, individua uno specifico trattamento psicologico cui possono sottoporsi i condannati per reati di sfruttamento sessuale dei minori con finalità di recupero e sostegno.
Si rammenta che l’art.16, comma 3, della Convenzione di Lanzarote già prevedeva che gli Stati “in conformità alla propria legislazione interna, prevedessero a che programmi o misure di intervengo venissero messi in atto o adattate per corrispondere ai bisogni connessi allo sviluppo dei bambini che abbiano commesso reati di natura sessuale, inclusi coloro che sono al di sotto dell’età della responsabilità penale, allo scopo di trattare i loro problemi di condotta sessuale”.
4b. Dati statistici relativi ai minori autori di reati a sfondo sessuale
Numero delitti e numero minorenni denunciati alle Procure c/o T.M. per violenza sessuale ed incidenza % sul totale dei delitti e dei minorenni denunciati dal 2000 al 2007.
Rispetto ai dati più recenti disponibili si evince che il numero dei delitti e dei minorenni denunciati per reati a sfondo sessuale ha un andamento altalenante e sostanzialmente esiguo rispetto al totale dei delitti e dei minorenni denunciati alle Procure presso i Tribunali per i minorenni.
Dati statistici relativi ai minori autori
di reati a sfondo sessuale
n. Delitti denunciati alle Procure c/o T.M. e
percentuale sul totale dei minorenni denunciati
n. Minorenni denunciati alle Procure c/o T.M. e
489 1% 566 1%
652 2% 751 2%
588 1% 714 1%
582 1% 714 1%
738 2% 899 2%
569 1% 677 1%
679 2% 783 2%
682 2% 817 2%
Complessivamente nel 2011 i minorenni autori di reati a sfondo sessuale che hanno fatto ingresso nei Centri di Prima accoglienza sono 28, negli Istituti penali per i minorenni sono 19, nelle Comunità sono 86.
Minori autori di reato a sfondo sessuale che hanno fatto ingresso
nei Servizi della Giustizia minorile nel 2011
Ingressi CPA
Ingressi IPM
Ingressi in Comunità
20 0 20 12 0 12 68 1 69
2 0 2 1 0 1 13 0 13
2 1 3 3 0 3 3 0 3
Istigazione, sfruttamento, favoreggiamento, prostituzione
3 0 3 3 0 3 1 0 1
27 1 28 19 0 19 85 1 86
Nell’anno 2011 l’autorità giudiziaria minorile ha emesso n.176 provvedimenti di messa alla prova ai sensi dell’art.28 del D.P.R. 448/88 per reati di “violenza sessuale” commessi da minorenni, la cui durata media del “periodo di prova” corrisponde a 13 mesi.
E’ opportuno premettere che gli USSM non sempre hanno a disposizione gli elementi per tutti i quesiti posti. Pertanto, si è ritenuto di includere nel calcolo delle percentuali anche le informazioni non rilevabili (non so), a volte piuttosto copiose. I dati, seppur a volte parziali, sono comunque molto significativi.
4c. Nazionalità, genere sessuale, età anagrafica dei minori autori di reato a sfondo sessuale
I minorenni autori di reato a sfondo sessuale seguiti dagli Uffici di Servizio Sociale (USSM) per i minorenni nel 2011 risultano essere 387; di questi alcuni potrebbero essere stati presi in carico dagli USSM negli anni precedenti e, pertanto, potrebbero essere le stesse persone conteggiate lo scorso anno. Rispetto alla nazionalità, l’83% di essi è di nazionalità italiana (322) ed il 17% è di origine straniera (65). I ragazzi di nazionalità italiana sono in numero nettamente maggiori dei ragazzi di origine straniera. I minori stranieri appartengono a tutte le nazionalità del circuito penale minorile.
Nel questionario rivolto agli USSM è stata posta una domanda più specifica volta a comprendere se i ragazzi di origine straniera vivevano, dalla nascita, da meno o da più di un anno nel nostro Paese. In molti casi questa informazione non è stata classificata. Le informazioni comunque disponibili, indicano che su 65 minori di origine straniera, 19 risultavano vivere nel nostro Paese dalla nascita, 4 da meno di un anno e 50 da più di un anno.
Minori stranieri relativi all'anno 2011
In Italia dalla nascita 19
In Italia per un periodo > 1 anno 50
In Italia per un periodo < 1 anno 4
Rispetto al genere sessuale, 97% dei minori sex offender risulta essere di genere maschile (377) e il 3% di genere femminile (10). Il genere maschile prevale nettamente su quello femminile.
Rispetto all’età, i minorenni autori di reato risultano avere nel 47% dei casi dai 14-15 anni (182) e nel 52% dei casi 16-17 (200). La fascia d’età 16-17 anni prevale moderatamente su quella 14-15 anni. Rispetto a 5 minori, non si è potuta precisare l’età.
Il dato che emerge molto evidente in queste tavole, e che desta qualche perplessità, è l’elevato numero di minori, n.105 presi in carico dall’USSM di Bari rispetto agli altri USSM, che non è giustificato né dai dati statistici sulla popolazione minorile residente nel distretto barese né dai dati statistici sui minori del circuito penale locale. Questo dato potrebbe significare molte cose diverse. Che i reati commessi nel distretto barese sono piuttosto gravi, quindi le misure penali sono più lunghe e quindi i ragazzi presi in carico dall’USSM di Bari sono la somma di quelli relativi agli anni pregressi. Oppure si potrebbe supporre che negli altri distretti il numero “oscuro” di minori denunciati per tali reati sia piuttosto alto e quindi che negli altri distretti sia notevolmente sottostimato il numero di minorenni denunciati per tali reati.
Nazionalità, genere sessuale, età anagrafica dei minori autori di reato a sfondo sessuale
Italiana 322 83% Maschio 377 97% 14-15 anni 182 47%
Straniera 65 17% Femmina 10 3% 16-17 anni 200 52%
non so 5 1%
Totale 387 100% Totale 387 100% Totale 387 100%
4d. Titolo di istruzione, attività di formazione e stato occupazionale dei minori autori di reato a sfondo sessuale
Rispetto al titolo di istruzione il 14% dei minori autori di reati sessuali ha concluso la scuola primaria (53), il 64% ha concluso la scuola secondaria di 1º (251) e, il 17% ha concluso la scuola secondaria di 2º (65).
Per quanto concerne l’attività formativa, il 58% dei minori autori di reati sessuali frequenta attività di formazione (224) mentre il 39% no (152).
Per quanto concerne il livello di occupazione, l’85% dei ragazzi non risulta essere occupato (327) mentre solo il 12% risulta esserlo (48).
Una parte consistente dei giovani ha, dunque, il livello di istruzione della scuola secondaria di 1º (64%), è impegnato in attività di formazione (58%) e non risulta essere occupato (85%).
Gli USSM non hanno potuto definire il titolo di istruzione rispetto a n.18 minorenni, la frequenza di attività formative rispetto a 11 ragazzi ed il livello di occupazione rispetto a 12 minori.
Titolo di istruzione, attività di formazione e stato occupazionale dei minori autori di reato a sfondo sessuale
Tavola 5 bis
Titolo di istruzione
al momento del reato
Scuola Primaria 53 14% SI 224 58% SI 48 12%
Scuola Secondaria di 1º 251 64% NO 152 39% NO 327 85%
Scuola secondaria di 2º 65 17% Non so 11 3% Non so 12 3%
Non so 18 5%
4e. Dipendenza da sostanze stupefacenti e presenza di disturbi psichiatrici.
Le tabelle che seguono, in questo paragrafo e nei successivi, intendono esaminare la presenza di problematiche, personali o familiari, dei minori autori di reati sessuali, pregresse alla commissione del reato.
Per quanto concerne l’assunzione di sostanze stupefacenti da parte dei ragazzi autori di reati sessuali, l’89% non risulta farne uso in generale (345) e l’85% non ne faceva uso al momento del reato (330), mentre solo il 6% faceva uso di sostanze stupefacenti in generale (23) e il 7% ne faceva uso al momento del reato (26). Il dato rilevato evidenzia che, complessivamente l’uso di sostanze stupefacenti non è determinante nei ragazzi che hanno commesso reati a sfondo sessuale (Tavole 6 e 6 bis).
Non si è potuto definire se i minori facevano uso in generale di sostanze stupefacenti rispetto a 19 minori e se ne facevano uso al momento del reato rispetto a 31 minori sul dato complessivo di 387 minori.
Rispetto al campione esaminato, risulta che l’82% dei minori sex offender non presentava disturbi psichiatrici. Non si è potuto riscontrare questo dato rispetto a 18 minori.
Dipendenza da sostanze stupefacenti e presenza di disturbi psichiatrici
Tavola 6 bis
Assuntore di sostanze
stupefacenti in generale
stupefacenti al momento del reato
Presenza disturbi
SI 23 6% SI 26 7% SI 51 13%
NO 345 89% NO 330 85% NO 318 82%
Non so 19 5% Non so 31 8% Non so 18 5%
4f. Ciclo intergenerazionale della violenza dei minori autori di reato a sfondo sessuale
Rispetto al ciclo intergenerazionale della violenza si rileva che il 83% dei sex offender (321) non ha subito abuso fisico, l’83% non ha subito maltrattamenti (320) e l’80% non ha subito abuso psicologico (309). Viceversa, il 7% del campione preso in considerazione, ha subito abuso fisico (26), il 7% ha subito maltrattamenti (27), il 10% ha subito abuso psicologico (38). Si sottolinea la difficoltà degli USSM a reperire tali informazione e che, rispetto n.40 ragazzi, per ciascuna categoria, non hanno potuto indicare alcun dato.
Si constata che una piccola quota di ragazzi sex offender abusanti, dal 7 al 10 %, sono stati, a loro volta, abusati.
Tavola 7 - Ciclo intergenerazionale della violenza
SI 26 7% SI 27 7% SI 38 10%
NO 321 83% NO 320 83% NO 309 80%
Non so 40 10% Non so 40 10% Non so 40 10%
4f. Precedente presa in carico da parte dell’Ente locale, precedenti istituzionalizzazioni/ affidamenti familiari/adozioni dei minori autori di reato a sfondo sessuale.
Anche le tabelle che seguono intendono esaminare la presenza di problematiche, personali o familiari pregresse alla commissione del reato nei minori autori di reati sessuali.
Rispetto ai dati disponibili relativi alle tabelle di cui sopra, emerge che il 70% dei minori sex offender non era stato precedentemente preso in carico da parte dei S.S. degli Enti Locali, che l’85% di essi non aveva avuto precedenti istituzionalizzazioni/affidamenti familiari/adozione.
Viceversa, il 27% dei minori sex offender era stato precedentemente preso in carico da parte dei S.S. degli Enti Locali, il 13% aveva avuto precedenti istituzionalizzazioni/affidamenti familiari/adozione. Non si è potuta definire la precedente presa in carico da parte dell’Ente locale rispetto a 10 minori, su eventuali precedenti istituzionalizzazioni/affidamenti familiari/adozioni rispetto a 7 minori sul totale complessivo di 387 minori.
Precedente presa in carico da parte dell’Ente locale, precedenti
istituzionalizzazioni/ affidamenti familiari/adozioni dei minori autori di reato a sfondo sessuale
Precedente presa in carico
da parte dell'Ente locale
Precedenti istituzionalizzazioni/affidamenti familiari/adozioni
SI 106 27% SI 51 13%
NO 271 70% NO 329 85%
Non so 10 3% Non so 7 2%
Totale 387 100% Totale 387 100%
4g. Struttura familiare del minori autori di reato a sfondo sessuale
La rappresentazione della struttura familiare offre alcuni elementi di riflessione. Dai dati relativi al nucleo familiare dei ragazzi autori di reato a sfondo sessuale emerge che, in prevalenza, esso: è normocostituito (64%), è disgregato (64%), sono presenti altri fratelli o sorelle (69%), non è multiproblematico (54%), non presenta svantaggio economico (56%), non presenta patologie fisiche o psichiche (65%), non si trova in una situazione di isolamento, sociale, geografico o culturale (60%), non presenta comportamenti antisociali (65%), né forme di dipendenza da sostanze stupefacenti (74%), né relazioni di attaccamento problematiche (61%).
Viceversa il nucleo familiare non è normocostituito (18%), non è disgregato (28%), non sono presenti altri fratelli o sorelle (16%), è multiproblematico (27%), presenta svantaggio economico (30%), presenta patologie fisiche o psichiche (19%), si trova in una situazione di isolamento, sociale, geografico o culturale (28%), presenta comportamenti antisociali (21%), forme di dipendenza da sostanze stupefacenti (7%), relazioni di attaccamento problematiche (21%).
I dati sotto riportati riepilogano il numero di casi per i quali gli USSM hanno potuto, o non hanno potuto definire la struttura familiare, che in questo caso risultano abbastanza consistenti.
Struttura familiare del minori autori di reato a sfondo sessuale
Struttura familiare Normocostituita Disgregata Multiproblematica Presenza altri fratelli/sorelle Svantaggio economico Presenza patologie fisiche/psichiche Isolamento geografico, sociale, culturale Comportamenti antisociali Forme di dipendenza Relazione di Attaccamento problematica
SI 249 108 103 268 115 74 110 80 29 82
NO 70 209 210 60 217 252 231 253 285 234
Non definito 68 70 74 59 55 61 46 54 73 71
Nella tavola 11 sono riportati i valori assoluti relativi alla struttura familiare dei minori autori di reati a sfondo sessuale e nei grafici sottostanti sono riportate per ciascuna voce della “Struttura familiare” le singole percentuali.
Tavola 11_1 - Struttura familiare
Normocostituita
Multiproblematica
Presenza fratelli
SI 249 64% SI 108 28% SI 103 27% SI 268 69% SI 115 30%
NO 70 18% NO 209 64% NO 210 54% NO 60 16% NO 217 56%
Non definito 68 18% Non definito 70 18% Non definito 74 19% Non definito 59 15% Non definito 55 14%
Tavola 11_2 - Struttura familiare
Presenza patologie
Isolamento geografico,
SI 74 19% SI 110 28% SI 80 21% SI 29 7% SI 82 21%
NO 252 65% NO 231 60% NO 253 65% NO 285 74% NO 234 61%
Non definito 61 16% Non definito 46 12% Non definito 54 14% Non definito 73 19% Non definito 71 18%
4h. Relazione di conoscenza tra la vittima e l’autore del reato, età della vittima del reato.
La relazione di conoscenza tra la vittima e l’autore di reato risulta molto significativa; il reato si consuma per lo più tra persone che si conoscevano. L’autore del reato risulta appartenere al contesto amicale della vittima nel 68% dei casi, al contesto familiare nel 13% dei casi, risulta essere uno sconosciuto nel 10% dei casi e un soggetto conosciuto tramite rete nel 6% dei casi. La vittima, pertanto, conosceva nell’81% dei casi il soggetto, minorenne, autore del reato a sfondo sessuale.
L’età della vittima non è sempre individuabile (32% dei casi). Tra i dati rilevati risulta che le vittime appartengono nel 34% dei casi alla fascia di età 14-17 anni, nel 19% dei casi alla fascia di età 11-13 anni, nell’8% dei casi alla fascia d’età 6-10 anni e nel 5% dei casi hanno compiuto la maggiore età, soltanto nel 2% dei casi l’età delle vittime è compresa tra 0 e 5 anni. La fascia d’età adolescenziale, 14-17 anni prevale tra le vittime di minorenni autori di reati a sfondo sessuale. Gli USSM non hanno potuto definire quale era la relazione reo/vittima rispetto a 11 minori.
Relazione di conoscenza tra la vittima e
l’autore del reato, età della vittima del reato
Tra sconosciuti 38 10% 0 - 5 anni 6 2%
familiare 51 13% 6 - 10 anni 32 8%
di contesto 265 68% 11 - 13 anni 73 19%
contatto tramite rete 22 6% 14 -17 anni 135 34%
non so 11 3% maggiore di 18 anni 19 5%
non definita 122 32%
4i. Azione di gruppo, presenza di maggiorenni nella commissione del reato.
La presenza di maggiorenni nell’ambito della consumazione del delitto è piuttosto ridotta: non risultano presenti figure adulte nell’82% dei casi, mentre risultano presenti persone adulte in grado a volte di manovrare ed influenzare il comportamento dei più giovani, nel 14% dei casi.
Nel 54% dei casi si è trattato di un’azione di gruppo, mentre nel 43% dei casi no.
Gli USSM non hanno potuto definire se l’azione/reato era stata “di gruppo” rispetto a 10 minori e, se erano stati presenti maggiorenni al momento del reato rispetto a 14 casi.
Azione di gruppo, presenza di maggiorenni nella commissione del reato
Tavola 13 bis
Presenza di maggiorenni
SI 210 54% SI 55 14%
NO 167 43% NO 318 82%
Non so 10 3% Non so 14 4%
4l. Presa in carico dei minori autori di reati a sfondo sessuale da parte dell’USSM congiuntamente con i S.S. degli Enti Locali, il Privato Sociale, altro. Appartenenza dei minori a sette.
I soggetti con i quali gli USSM lavorano congiuntamente sui casi di minorenni autori di reato a sfondo sessuale risultano essere, principalmente, i S.S. degli Enti Locali (42%), segue il Privato sociale (28%), poi le AA.SS.LL. (26%), e altri soggetti (4%). La prevalenza della collaborazione degli USSM si svolge con i S.S. degli Enti Locali.
Il 95% dei ragazzi oggetto della rilevazione, non risulta appartenere a sette. Vi risulta appartenere soltanto 1%, una percentuale del tutto trascurabile. Gli USSM non hanno potuto definire l’”appartenenza a sette” rispetto a 16 minori.
Presa in carico dei minori autori di reati a sfondo sessuale
da parte dell’USSM congiuntamente con i S.S. degli Enti Locali,
il Privato Sociale, altro. Appartenenza dei minori a sette
Appartenenza a sette
od organizzazioni
S.S. Enti locali 199 42% SI 3 1%
AA.SS.LL. 120 26% NO 368 95%
Privato sociale 128 28% Non so 16 4%
Altro 17 4% Totale 387 100%
i. Situazione giuridica e benefici concessi ai minori autori di reato a sfondo sessuale
Rispetto alla posizione giuridica e alle risposte valide, risulta che il 61% dei sex offender è imputabile, il 15% è indagato, il 6% è stato condannato e il 4% prosciolto.
Situazione giuridica e benefici concessi ai minori autori di reato a sfondo sessuale
Posizione giuridica Valori assoluti Percentuale
Indagato 59 15%
Imputato 233 61%
Condannato 25 6%
Prosciolto 14 4%
definibile 56 14%
Totale 387 100%
4l. Attività di trattamento
Nel sistema della giustizia minorile viene elaborato un piano trattamentale individualizzato per ciascun minorenne autore di reato. Rispetto alle risposte valide, risulta che gli autori di reato di cui si tratta sono stati impegnati in molteplici attività, tra cui, colloqui individuali (23%) e familiari (19%), interventi psicologici / psichiatrici (13%), attività scolastiche (10%), formative (7%), attività di volontariato (7%), attività socialmente utili (6%) e ricreative sportive (6%). Una piccola parte di essi è stato coinvolto anche in attività di mediazione penale (3%), attività di sostegno specifico alla relazione empatica e alla sessualità (3%), in attività culturali (2%), altre attività non rientranti nelle predette tipologie (1%).
Piano trattamentale/Interventi (risposta multipla) Valori assoluti Percentuale
Colloqui individuali 345 23%
colloqui familiari 295 19%
interventi psicologici/psichiatrici 196 13%
Attività scolastiche 151 10%
attività formative 109 7%
attività socialmente utili 94 6%
mediazione culturale 7 0%
mediazione penale 44 3%
attività ricreative/ sportive 89 6%
sostegno specifico alla relazione empatica e alla sessualità 38 3%
attività artistico/culturali 25 2%
attività di volontariato 107 7%
altro 18 1%
5. PARTECIPAZIONE AD ATTIVITA’ DI FORMAZIONE O PROGETTUALI
Sono state intraprese numerose iniziative di formazione ed aggiornamento a livello locale e nazionale sulla tematica in questione. Anche questo Dipartimento ha avviato percorsi di aggiornamento o progetti quali, “Italian Network for young offenders”, “Minori stranieri non accompagnati abusati” curate dall’Istituto Centrale di Formazione del Personale della Giustizia Minorile di Roma a cui ha partecipato l’USSM di Lecce.
Il Dipartimento di Scienze Neurologiche, Psichiatriche e Riabilitative dell’Età evolutiva dell’Università La Sapienza di Roma ha dedicato un apposito modulo formativo per gli operatori del Centro per la Giustizia Minorile di Roma a cui hanno partecipato tutti gli operatori dell’USSM di Roma. Durante i moduli formativi sono stati illustrati i modelli di classificazione dei minori abusanti, le interpretazioni sociologiche relazionali, psicopatologiche e l’integrazione dei diversi modelli, nonché gli strumenti specifici per l’assessment degli abusanti sessuali.
Esiste un accordo di collaborazione tra l’USSM di Brescia ed il Centro per il Bambino e la Famiglia della ASL della provincia di Bergamo stipulato nel 2005 finalizzato alla valutazione, al sostegno e alla definizione del piano terapeutico nonchè alla conciliazione degli autori e delle vittime di reati a sfondo sessuale.
Save the Children ha organizzato dei Seminari sulla tematica degli abusati e degli abusanti a cui hanno partecipato gli USSM di Catania e Potenza.
Il DGM ha realizzato un progetto di ricerca sui sex offender a cui hanno partecipato l’USSM di Catania
Alcuni USSM, Reggio Calabria, Catania, Lecce, Napoli, segnalano di aver attivato collaborazioni stabili a livello locale con i S.S. degli Enti locali, i Centri Antiviolenza del privato sociale e le AA.SS.LL. come risulta anche dalla rilevazione di cui sopra, finalizzate al sostegno di minori abusati e abusanti o alle vittime di grave trascuratezza o maltrattamenti puntando alla recuperabilità delle capacità relazionali della famiglia, o almeno delle figure di riferimento positivo nel caso di vittime di abuso intrafamiliare.
La Regione Molise ha definito le linee guida di intervento per minori vittime di abusi e maltrattamenti. Nonostante ciò l’USSM Campobasso segnala che durante le indagini per abuso su minori a carico di imputati maggiorenni, non viene avviato alcun intervento a tutela delle piccole vittime. La Regione Puglia sta definendo le linee guida sulla tematica.
Il Dipartimento di Scienze Neurologiche e psichiatriche – Sezione di psichiatria dell’Università di Bari ha effettuato una ricerca “personalità, cure parentali e stili di coping nei sexual offender” i cui risultati finali sono stati illustrati durante un Seminario a cui hanno partecipato tutti gli operatori dell’USSM di Lecce. L’USSM di Lecce partecipa, con l’Università degli studi di Sassari al progetto “ A new European network to Exchange and transfer knowlege and expertise in the field of treatment programmes for perpetrators of sexual assassments and violence against children and young people”.
Alcuni USSM riferiscono che l’Autorità Giudiziaria non richiede il loro supporto per l’assistenza alle vittime di abusi sessuali ai sensi dell’art.11, c.3, della legge 66/96. La maggior parte degli USSM segnala invece di essere coinvolta dall’Autorità Giudiziaria per tali fattispecie e che è assolutamente necessario un confronto tra gli operatori sui casi e la realizzazione di un lavoro di rete dovuto alla multiproblematicità che presentano tali situazioni, per rispondere adeguatamente ai bisogni delle vittime e per attenuare il peso emotivo della gestione di questi casi. Per affrontare e superare tali aspetti, gli USSM di Milano e Napoli effettuano riunioni ed incontri di discussione e confronto anche se non hanno avuto occasione di partecipare a Seminari o corsi di aggiornamento. La maggior parte degli USSM segnala la necessità di effettuare attività di aggiornamento anche attraverso apposite convenzioni con le Università o le strutture specializzate in tale ambito.
Per quanto concerne le vittime di reato a sfondo sessuale, riassumendo, possiamo concludere che esse sono per l’87% di nazionalità italiana, nel 76% dei casi di genere femminile, nel 45% dei casi di età compresa tra i 14 e i 17 anni.
Il reato si è consumato prevalentemente nell’ambito di conoscenza con la vittima nel 36% dei casi, nell’ambito familiare nel 28% dei casi, tra sconosciuti nel 19% dei casi, nell’ambito delle conoscenze che avvengono attraverso la rete internet nel 4% dei casi. Soltanto nel 10% dei casi la violenza sulle vittime è dovuta ad un’azione di gruppo, mentre nel 78% dei casi l’azione è svolta individualmente.
La segnalazione agli USSM avviene principalmente attraverso gli organi giudiziari (91%), quali il Tribunale per i minorenni (49%), la Procura (34%), l’Ufficio del Giudice per le indagini preliminari (7%) e l’Ufficio del Giudice per l’udienza preliminare (1%).
Le Procure, ordinarie e minorili, con le quali gli USSM hanno stipulato degli accordi per disciplinare le la segnalazione dei casi di minori abusati, sono relative ai territori di Cagliari, Roma, Catanzaro, Trieste, Reggio Calabria, Lecce, Messina e Caltanissetta.
Non si dispone di un numero sufficiente di dati per quantificare i casi in cui si è reso necessario avviare la procedura per l’apertura della tutela delle vittime; risulta che nell’8% dei casi si è proceduto ad avviare l’iter per l’apertura della tutela. L’audizione delle vittime si è svolta in un contesto riservato quale quello previsto dalla normativa sulle “audizioni protette” nel 20% dei casi. Gli USSM hanno stabilito degli accordi per lavorare congiuntamente sui casi soprattutto con i Servizi Sociali degli Enti Locali (46%), le AA.SS.LL. (25%), i Centri anti-abuso e le Comunità (9%).
Gli USSM, così come previsto dal 3° comma dell’art.11 della legge 66/1996, svolgono un ruolo di sostegno alla vittima soprattutto durante l’iter giudiziario (45%) e attraverso colloqui con la vittima ed i familiari (26%), individuali con la vittima (10%), di raccordo con i Servizi territoriali (18%) a seconda del bisogno identificato.
Per quanto concerne i soggetti minorenni autori di reato a sfondo sessuale, riassumendo, possiamo concludere che essi: sono per l’83% di nazionalità italiana, nel 97% dei casi di genere maschile, nel 52% dei casi di età compresa tra i 16 ed i 17 anni.
L’89% di essi non fa abitualmente uso di sostanze stupefacenti, l’85% di essi non né faceva uso al momento del reato, il 95% di essi non appartiene a sette.
L’82% dei ragazzi considerati non presenta disturbi psichiatrici, l’85% non ha avuto precedenti istituzionalizzazioni/affidamenti/adozioni, il 70% non è stato preso in carico prima della commissione del reato dai Servizi Sociali degli Enti Locali, ma il 27% lo era stato già prima dell’evento-reato.
L’85% dei ragazzi è disoccupato, il 58% di essi frequenta attività di formazione ed il 64% di essi è in possesso della scuola secondaria di 1°. Sembrerebbe che molti di essi, dopo aver conseguito il diploma di scuola media, non frequenti alcuna attività di studio (39%) e sia in cerca di occupazione. Quindi una buona parte di questi giovani non è impegnata in un progetto di vita per il proprio futuro.
Rispetto al ciclo intergenerazionale della violenza i dati sono parzialmente confortanti. L’83% del campione non ha subito abusi fisici, né maltrattamenti e l’80% non ha subito abusi psicologici.
Il nucleo familiare dei ragazzi oggetto di questa rilevazione presenta, nella maggior parte dei casi, le seguenti caratteristiche: è normocostituito (64%), è disgregato (64%), sono presenti altri fratelli o sorelle (69%), non è multiproblematico (54%), non presenta svantaggio economico (56%), non presenta patologie fisiche o psichiche (65%), non si trova in una situazione di isolamento, sociale, geografico o culturale (60%), non presenta comportamenti antisociali (65%), né forme di dipendenza da sostanze stupefacenti (74%), né relazioni di attaccamento problematiche (61%).
Il reato si è consumato prevalentemente nell’ambito di conoscenza con la vittima nel 68% dei casi, nell’ambito familiare nel 13% dei casi, tra sconosciuti nel 10% dei casi, nell’ambito delle conoscenze che avvengono attraverso la rete internet nel 6% dei casi. Nel 54% dei casi si è trattato di un’azione di gruppo e nel 14% di casi erano presenti figure adulte o comunque maggiorenni.
Prevale, nelle vittime, la fascia di età 14-17 anni (34%), seguita da quella 11-13 anni (19%).
Il 61% dei ragazzi è imputabile. I reati sono stati commessi prevalentemente verso minorenni appartenenti alla fascia di età 14-17 anni (34%), 11-13 anni (19%), 6-10 anni (8%) e maggiorenni (5%). Gli USSM effettuano la presa in carico dei ragazzi congiuntamente ad altri Servizi del territorio, di cui risultano prevalenti, i Servizi Sociali degli Enti Locali nel 42 % dei casi, il privato Sociale nel 28% dei casi, le AA.SS.LL. nel 26% dei casi.
Complessivamente il programma di trattamento degli autori di reato è denso di impegni che si sostanziano in interventi individuali di rimotivazione al cambiamento, quali colloqui individuali (23%) e familiari (19%), interventi psicologici / psichiatrici (13%), nonché in attività che contribuiscano alla crescita, alla maturazione e all’assunzione da parte dei giovani di un ruolo attivo verso se stessi e gli altri, propositivo e costruttivo. Tra queste attività rammentiamo, le attività scolastiche (10%), formative (7%), attività di volontariato (7%), attività socialmente utili (6%) e ricreative sportive (6%). Una piccola parte di essi è stato coinvolto anche in attività di mediazione penale (3%), attività di sostegno specifico alla relazione empatica e alla sessualità (3%), in attività culturali (2%), altre attività non rientranti nelle predette tipologie (1%).
Merita senz’altro una riflessione da parte delle istituzioni e di tutta la società civile il fatto che molti degli autori di reati a sfondo sessuale sono disoccupati e non proseguono gli studi quindi non sono impegnati in un progetto di vita per il loro futuro e, dall’impatto con il sistema giudiziario minorile, generalmente scaturisce un impegno nella società.
Serenella Pesarin – Direttore Generale per l’attuazione dei provvedimenti giudiziari
Dipartimento per la Giustizia Minorile - Ministero della Giustizia
Rosalia Di Chiara, già Dirigente dell’Ufficio I, Silvia Rubino, responsabile Area 1^ dell’Ufficio III, Alessandra Lagorio, responsabile settore medicina penitenziaria
Si ringraziano i Direttori dei Servizi Sociali per i minorenni, i funzionari della professionalità di servizio sociale, nonché i loro collaboratori che, quotidianamente, svolgono il delicato ed impegnativo compito della tutela delle vittime e della risocializzazione dei minori autori di reato a sfondo sessuale e per aver contributo alla realizzazione di questo documento.
Un particolare ringraziamento va all’Autorità Giudiziaria minorile per la collaborazione ed il fattivo intervento assicurato negli accordi con gli altri soggetti istituzionali e del terzo settore, nella propositività a livello legislativo e formativo e nell’ottica della prevenzione e della soluzione delle fattispecie concernenti i minori, vittime ed autori di reato a sfondo sessuale.