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Timestamp: 2019-02-16 05:50:51+00:00
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Report A NORMA DI LEGGE
Puntata del 06/05/2007
In onda domenica 6 maggio 2007
di Michele Buono , Piero Riccardi - Società
E veniamo all'inchiesta di oggi tutta dedicata ai meccanismi che invece di rendere giustizia la bloccano.
MICHELE BUONO (telefono)
Pronto?... sei in viaggio Pino? Quando arrivo lì e scendo alla stazione di servizio, alla piazzola di sosta ti ridò un colpo di telefono per rifare l'appuntamento.
Solo pochi contatti telefonici con numeri sempre diversi. Ragioni di sicurezza. Giuseppe, si chiama così la persona che aspettiamo, è un testimone di mafia, non è un pentito. Era un imprenditore calabrese troppo strozzato dalla mafia, appunto, che un bel giorno non ce l'ha fatta più e ha denunciato tutti. Vive in una località segreta adesso, sono passati più di 10 anni, i processi in Calabria continuano e Giuseppe Masciari per andare a testimoniare ci va con la scorta armata nella sua terra.
Ciao Michele siamo a 4 Km...
Benissimo... eccoli qua. Eccoli qua...
E' lui che guida, auto di scorta però non ne vedo, strano...
E la scorta dei carabinieri?
Eccola, la mia scorta sono i ragazzi di Libera, i ragazzi sono dei volontari e sono venuti con me proprio per fare questo viaggio, per accompagnarmi fino all'aula del tribunale, cosa che in questi anni, non mi è stato sempre garantito fare il mio dovere.
Perché è finito il programma di protezione, lei sta andando ancora a testimoniare, sono ancora aperti i processi?
Perché avevano detto che erano finiti i processi, in realtà non è così perché c'è questo processo, c'è il processo di Crotone e dove io ancora sono parte offesa e costituito parte civile in questi processi. Quindi io ho interesse che i processi si facciano...
Perché se no che succede?
Vale a dire niente. Come sappiamo, già per la maggior parte di questi processi i reati sono andati in prescrizione, tra leggi ad personam, tra il fatto che c'è la prescrizione dei termini, tra indulto e cose... gran parte degli imputati sono tutti fuori ma il vero detenuto lo sono io.
I processi di Masciari stanno durando più a lungo del programma di protezione. Non è un caso eccezionale e non succede solo nei processi di mafia. Diciamo che molti processi penali finiscono nel nulla perchè mediamente i tempi della giustizia sono più lunghi dei tempi di prescrizione di un reato. I processi pendenti in Italia sono 9 milioni, e siccome ci sono sempre almeno due parti coinvolte, vuol dire che almeno 20 milioni di italiani non riescono ad avere giustizia in tempi ragionevoli.. Poiché è un diritto del cittadino chiedere i danni allo stato, lo stato ogni anno tira fuori una decina di milioni di euro. Cosa c'è di folle nel meccanismo ce lo raccontano Michele Buono e Piero Riccardi
Chissà perchè parlano male di noi a Strasburgo?! Non fanno altro che dirci che noi italiani violiamo un pò troppo spesso la Convenzione dei Diritti dell'Uomo! In fondo è solo l'articolo 6: il diritto a un processo equo che deve svolgersi in un termine ragionevole.
RODERICK LIDDELL - Corte Europea dei Diritti dell'Uomo
Come si dice in inglese, ritardare significa negare. Vuol dire che quando si fa aspettare qualcuno molti anni per avere una sentenza è evidente che questi diritti fondamentali siano beffati. E fa parte dei principi di uno Stato di Diritto la possibilità di avere una sentenza in un tempo ragionevole e non attendere molti anni per vedere la fine di un processo. In Italia, voi lo sapete bene, la durata eccessiva dei processi va avanti da troppi anni e sta diventando un problema.
Guardate questa tabella , è indicato il numero delle condanne inflitte dalla Corte Europea ad ogni singolo stato a seguito di ricorsi presentati dai cittadini. Siamo primi in assoluto: 1648 condanne solo nel periodo 1999-2006, e quasi tutte a causa dell'eccessiva durata dei processi. Roma, tribunale penale, ore 9.00. Iniziano le udienze. Nel penale l'eccessiva durata significa la prescrizione del reato, il reato che si estingue, che non c'è più per circa un quarto dei processi ogni anno. 9' sezione: fallimenti e bancarotte. Si chiama il primo processo.
Cominciamo! Lei per quale processo è avvocato?
Sta parcheggiando l'imputato... sta per arrivare...
Parcheggiando dove?
E mentre l'imputato cerca il parcheggio, l'ufficiale giudiziario comincia a chiamare i primi testimoni. Non risponde nessuno. Poi ne chiama degli altri ancora, nemmeno questi sono venuti. Solo sedie vuote e niente più.
Il tribunale dispone l'accompagnamento dei testi e applica a essi la sanzione di 200¬... il rinvio è al 28 settembre... per quella data dovrebbero rimanere in piedi solo questo capo d'imputazione gli altri dovrebbero essere coperti da prescrizioni, vi ringrazio...
C'è stato il rinvio a settembre e rimane solo un capo di imputazione?
MONICA USAI -Avvocato
Sì, perché gli altri reati si sono prescritti nel frattempo. Si tratta di reati contestati tra il 97 e il 98 e quindi ad oggi, per settembre si riterranno prescritti.
Ma questi testimoni che non si sono presentati?
Dunque, credo che ci sia stato un problema nelle notifiche da parte della Procura. Spesso questo accade e la Procura non riesce a notificare in tempo e quindi i processi vengono rinviati perché i testimoni non si presentano.
E allora facciamo due conti: i reati che si prescriveranno con il rinvio a settembre sono insolvenza fraudolenta, truffa, simulazione di reato. Rimane in piedi solo la bancarotta fraudolenta, cioè qualcuno che fallisce, fa sparire i beni e i creditori che non vedranno mai più un quattrino. Il reato è del 1999 con prescrizione 2011. Dunque, la prima udienza del dibattimento è stata a gennaio 2006 con un rinvio immediato a giugno e un'altro a febbraio 2007 perchè non si sono presentati i testimoni. Poi, come abbiamo visto, la causa è ulteriormente rimbalzata al mese di settembre 2007 perchè nemmeno questa volta i testimoni si sono presentati.
Quindi difetto di notifica è il rinvio è stato fatto a otto mesi?
Sì, succede, perché ci sono delle cause più urgenti da definire...
Sezione adempimenti dibattimentali della Procura. Ritornano qui i fascicoli che hanno avuto problemi in dibattimento. Incidente di questa giornata o sistema?
Che sono quelli, i fascicoli che sono ritornati indietro dell'udienza di oggi?
FRANCESCO ANTONAZZI- Cancelliere Tribunale Roma
Sono una quarantina di processi...
Quaranta processi che sono ritornati indietro perché c'è un problema!
Un terzo dei processi che vanno al dibattimento in qualche maniera vengono rinviati per le problematiche relative alle notifiche.
Quindi diciamo che, per un terzo dei fascicoli, devono ripartire le notifiche che vanno ad aggiungersi al carico giornaliero per i nuovi processi.
MARCO MEZZACAPPA -Ufficio Movimento Fascicoli Procura Roma
Queste sono quantità giornaliere, anche di più perché adesso logicamente già il personale in parte li ha lavorati.
Tutti i giorni, sull'ordine delle migliaia?
E' evidente, non so di quanto mi possa sbagliare, però la quantità è questa. Quanto meno dal lunedì al venerdì e così.
Sempre che questi nuovi fascicoli non siano bloccati da problemi di notifiche o da altri difetti che gli fanno fare avanti e indietro tra procura e tribunale. Ufficio movimento fascicoli.
Se ne vede ritornare indietro parecchi?
MARGHERITA GIULIANELLI -Ufficio Movimento Fascicoli Procura Roma
La maggior parte tutti!... Questo fascicolo del 96... notizia di reato del 96 e la prima udienza l'ha avuta il 3 aprile 2000 insomma.
Quanti rinvii ci sono?
Li conti...
2 4 6 8 10 12 14 16 18 20 22...
Quindi l'arretrato diventa sempre più arretrato, le udienze si intasano sempre di più e i calendari si allungano. Risultato? Chiediamo a un pubblico ministero, chiuse le indagini, quanto tempo deve aspettare prima che il tribunale fissi la prima udienza.
Questo è richiesta udienza tribunale 10 maggio 2006!
VINCENZO BARBA -Sostituto Procuratore Roma
Sì, significa che noi il 10 maggio del 2006 abbiamo chiesto al tribunale di assegnarci un'udienza per la trattazione di questi fascicoli, quindi con indagini che sono già chiuse da prima del 10 maggio 2006.
Quasi l'anno scorso.
E sì, praticamente sì.
E l'udienza è stata fissata?
Ancora no. E' capitato anche, per esempio, che una volta è arrivato il decreto di fissazione dell'udienza che io avevo chiesto precedentemente e nel frattempo il reato si è prescritto; e quindi io devo ritirarlo dall'udienza che mi è stata concessa su mia istanza e chiedere a quel punto l'archiviazione.
Insomma equivale a dire che su un bel blocco di reati, quelli per cui un pubblico ministero chiede la citazione diretta in tribunale, tipo risse, ricettazioni, truffe, guida in stato di ebbrezza, alla fine c'è una depenalizzazione di fatto.
ALBERTO BUCCI -Presidente vicario Tribunale Roma
Questo è un ragionamento portato all'estremo...
Perché io a un certo momento posso guidare in stato di ebbrezza, posso fare una truffa...
Adesso, diciamocelo pure, i reati per cui si arriva alla fine, senza prescrizione, sono i grossi reati, diciamo anche i reati che fanno spettacolo, soprattutto i reati per cui c'è uno stato di custodia cautelare e allora quelli vengono portati avanti...
E pure lì, insomma, si lavora sui tempi...
Però, vengono portati avanti... tutto il resto non lo so!...
MICHELE BUONO- FUORI CAMPO
Eppure in Italia è obbligatorio l'esercizio dell'azione penale, così c'è scritto nella Costituzione. Ma evidentemente se manca la possibilità si cercano altre strade. Torniamo al dibattimento. Alla nona sezione continuano a sfilare uno dopo l'altro i processi della giornata.
... Il processo era iniziato già a suo tempo però poi vi è stato un cambio di collegio, il difensore di fiducia del coimputato non intende dare il consenso alla rinnovazione degli atti...
E' successo che uno dei tre giudici che ha iniziato questo processo è cambiato, perchè trasferito. E allora l'avvocato dell'imputato non consente la prosecuzione.
ANDREA PADALINO- Sostituto Procuratore Roma
Drammaticamente ricorrente direi è la variazione del collegio, il processo salvo che le parti, vale a dire pubblico ministero, difensore dell'imputato o degli imputati, non prestino il consenso deve ricominciare daccapo.
A meno che una delle parti non sia sicura della propria innocenza. Solo in questo caso c'è la convenienza a proseguire per arrivare in fretta a una sentenza di assoluzione. Sennò, come al gioco dell'oca, si ritorna al punto di partenza.
NELLO ROSSI - Segretario gen. Associazione Nazionale Magistrati
L'avvocato gioca su molti tasti, cerca di dimostrare naturalmente di dimostrare l'innocenza del suo cliente ma non può non considerare anche il tempo, non può non considerare anche la prescrizione, il sistema gli offre questa possibilità. La prescrizione è un fattore che a sua volta concorre ad allungare il processo; è un limite alla lunghezza dei processi però proprio l'esistenza di questo limite, l'esistenza di un processo di per sé lungo, fa sì che diventi anche una meta e quando diventa una meta fa diventare più lungo il processo.
Tribunale di Parigi
FRANÇOIS CORDIER - Procuratore Aggiunto Parigi
Di solito non abbiamo prescrizioni, quando accade è per un errore di procedura ma ce ne sono veramente molto poche. In Francia il delitto si prescrive tre anni dopo che si è commesso il fatto. Se entro questi tre anni la polizia scopre il reato, parte l'indagine del procuratore e gli atti automaticamente interrompono la prescrizione. A Parigi non abbiamo processi prescritti!
In dibattimento non si prescrive niente?
No. Ancora una volta: il ritardo non ha nessun ruolo nei nostri affari, non significano niente le dilazioni, non hanno nessun effetto... in Francia.
Che consiglio dà a un cliente colpevole?
AVVOCATO- Pascal Gennetay
Se il cliente si riconosce colpevole, lavoriamo esclusivamente sulla pena. In tutti i casi se ho l'impressione che la sua colpevolezza ha delle possibilità di essere riconosciuta dagli atti, gli consiglio la confessione.
Ma non esiste un sistema per prendere tempo e arrivare alla prescrizione?
PASCAL GENNETAY - Avvocato
E' molto difficile perchè non siamo noi i padroni della procedura. Sono i magistrati che sono i padroni della procedura in Francia. Le prescrizioni sono veramente rare qui, quando la procedura è cominciata. In vent'anni mi è capitato di vederne due.
Tribunale di Roma. Dato che in Italia i tempi della prescrizione comunque camminano e dato che il cambio di un giudice può fare ritornare un processo al punto di partenza, ci sarà qualcuno in un tribunale che controlli i processi in corso, il calendario delle udienze e il movimento dei giudici?
Lei ha gli strumenti per dirigere?
Gli strumenti per rendermi conto della situazione sì, cosa intende lei per dirigere non lo so.
Siccome l'obiettivo è quello di fare delle cause e cercare di farle durare entro un termine ragionevole, cercare di non farle andare in prescrizione e ci sono magistrati che vanno e che vengono, quindi bisogna armonizzare e coordinare tutto questo, questa possibilità c'è?
No!... C'è la possibilità di rappezzare le cose, ma non la possibilità di programmare... perché io non lo so se quello mi viene trasferito all'ufficio legislativo, se io lo sapessi sei mesi prima probabilmente riuscirei a fare qualche cosa.
Ma secondo lei ci vorrebbe un tipo di organizzazione che le sto prospettando, da uomo della strada?
Ci vorrebbe, ma certo che ci vorrebbe... voglio dire, non mi viene in mente nulla che possa andare oltre il tentativo di rappezzamento... ma non nell'organico...
Consiglio superiore della magistratura. Si discute sui trasferimenti
INTERVENTO CONSIGLIERA Celestina Tinelli
Ribadisco che un terzo della magistratura si muove, un terzo di mobilità di persone, quindi vuol dire 3000 magistrati che chiedono di trasferirsi all'anno, davvero mi sembra un numero già esorbitante.
Il problema viene sollevato ma una risposta su come governare le conseguenze non c'è. Consiglio superiore della magistratura. Quinta commissione: si occupa delle nomine dei dirigenti.
Giuseppe Maria Berruti - V. Presidente 5° Commissione Csm
Che il presidente di un tribunale o il procuratore della repubblica siano manager io non credo io credo che sono dei giudici che dirigono altri giudici che è una cosa diversa. Io credo che l'organizzazione giudiziaria debba avere molto presente l'obiettivo principale: un ufficio giudiziario deve rendere giustizia.
E come si fa a rendere giustizia se la macchina poi non funziona bene?
IGNAZIO PATRONE- Sost. Proc. Generale Cassazione
In magistratura gli aspetti organizzativi sono stati sempre stati tradizionalmente tralasciati, essere un bravo magistrato, essere un bravo giudice, essere capace a scrivere le migliori sentenze è tutt'altra cosa che dirigere un ufficio.
Cioè non viene richiesto dal sistema?
Non fa parte di una richiesta del sistema. Se lei è in una struttura che lavora complessivamente male si può anche ammazzare di lavoro a scrivere sentenze o a fare udienze ma la struttura complessivamente non risponde.
Tribunale di Roma. Sempre la nona sezione, bancarotte e fallimenti. Il presidente sta chiamando l'ultimo processo.
Allora il pm chiede di non doversi procedere per prescrizione
L'avvocato della parte civile ha cercato fino all'ultimo un appiglio per non fare sfumare il processo.
... una bancarotta che è arrivata successivamente...
La data massima, anche tenuto conto della sospensione è il 12 agosto 2006 quindi il tribunale... In nome del popolo italiano, dichiaro non doversi procedere nei confronti di...
E anche questo processo è volato via.
A proposito dei tre anni francesi per scoprire un reato, ovviamente non valgono per quelli più gravi che invece si prescrivono in 10 anni, mentre ovviamente o reati di strage o terrorismo non si prescrivono mai. Tornando a noi invece, abbiamo un sistema di garanzie sacrosanto, che però non ti garantisce nel processo, ma dal processo, cioè lo allontana nel tempo. E' malato l'avvocato è malato l'imputato cambia il collegio, quel giudice non ti sta bene perché sospetti che ce l'abbia con te e chiedi di cambiare tribunale, e tutte le incompatibilità possibili, passano gli anni, paghi un sacco di soldi agli avvocati, nel frattempo il processo si estingue tu non hai giustizia e qualcun altro invece l'ha fatta franca. Tutto questo avrebbe dovuto avere una fine nel 1989 con processi più brevi e la possibilità di patteggiare la pena. Con l'entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale sembrava fatta.
gli imputati sembrano felici nel patteggiare la propria pena, soddisfatti gli avvocati. Il patteggiamento, i riti alternativi, si puntava su quelli per andare veloci, il dibattimento, invece, per le cause complesse, importanti. Ma poi, anno dopo anno, e riforma dopo riforma, che vantaggio ha un imputato colpevole a fare un rito abbreviato, a patteggiare e prendersi sicuramente una condanna?
GIUSEPPE AMATO - Sostituto Procuratore Roma
Assolutamente nessuno, la maggior parte dei patteggiamenti si verificano dove? Nelle situazioni in cui abbiamo degli arresti in flagranza, diversamente sarebbe ragionevole coltivare la lunga e perigliosa strada del dibattimento.
E' piena di trappole. Per il dibattimento, si intende. Il legittimo impedimento dell'imputato, basta un certificato medico e si rinvia.
Cioè è una semplice dichiarazione: " Dichiaro di essere malato", ma non può essere accettata.
Certo qualcuno esagera e presenta non un certificato medico ma un'autocertificazione in cui si dice sono malato e non posso venire, punto e basta. Non si rischia niente a farlo, quindi tanto vale provarci. E che dire poi se per sbaglio non si è avvisato l'indagato che l'inchiesta è chiusa? Il 415 bis!
Tutto da capo, quindi se arrivate in dibattimento torna tutto indietro?
Si perchè c'è stato un errore di notifica e quindi l'imputata non è stata avvisata, per cui, è stato violato il suo diritto di legittima difesa e quindi il processo non può legittimamente incardinare.
Sono tutti reati che si stanno prescrivendo questi qua, lo sto vendendo in tutte le aule, complimenti, bel colpo!
E se il processo non è ancora evaporato in corso d'opera, per patteggiare c'è sempre tempo. Mica la regola è patteggiamento o rinvio a giudizio. No, intanto vedo che cosa succede in dibattimento, poi casomai c'è sempre tempo per patteggiare.
Nel nostro ordinamento si può patteggiare la pena quindi accordarsi con il pubblico ministero su una determinata pena e subito dopo appena viene emessa la sentenza di patteggiamento impugnarlo in cassazione, accade moltissime volte la cassazione tratta centinaia migliaia di ricorsi in cassazione ha emesso sentenze di patteggiamento.
Il tempo, cioè si dilazione nel tempo il momento in cui la sentenza diventa esecutiva quindi se è prevista una sanzione si allontana nel tempo la sanzione un risultato in alcuni casi molto importante per l'imputato e poi si guadagna la speranza perché possono intervenire tante cose la legge, l'amnistia, la realtà di questi anni ci ha mostrato insomma che un indulto
29 luglio 2006. C'era da svuotare le carceri, ci mancherebbe, e allora pene entro i tre anni estinte per i reati commessi entro il 2 maggio 2006. Estinte le pene ma non i reati. Che vuol dire non ci sarà nessuna condanna ma il processo lo devi fare lo stesso.
FRANCESCO PATRONE -Magistrato Tribunale Roma
Un cuoco che continua a cucinare dei pasti che nessuno li mangerà mai.
Perché lei cosa sta facendo?
Perché noi facciamo, il ministero ha fatto indagini, il giudice fa i processi, nell'ipotesi all'esito dei processi con tutte le lentezze si riesce ad arrivare ad una sentenza di condanna, la condanna sarà entro i limiti previsti dalla legge, la pena sarà dichiarata estinta per il condono sempre che i reati siano stati commessi entro la metà del 2006.
Ma il dibattimento lo dovete fare lo stesso?
Il dibattimento lo facciamo tutto tempo perso.
Senza contare che l'8 dicembre 2005 entra in vigore una nuova legge e per molti reati la prescrizione si accorcia.
"Il senato ha approvato la cosiddetta legge ex-Cirielli, appunto la legge che abbrevia i termini di prescrizione... "
Ex Cirielli perchè il proponente, il senatore Cirielli, dopo l'iter parlamentare l'ha disconosciuta e l'ha definita un'amnistia mascherata. E se poi, nonostante tutto, una sentenza di condanna di primo grado alla fine arriva, un ricorso in appello non si nega a nessuno. Corte di Appello di Roma.
... La notizia di reato di quand'è?...
La notizia di reato è un po' vecchiotta.
Poi mi informo se si applicano i vecchi o i nuovi termini di prescrizione del reato.
Secondo se si applica la nuova legge sui termini di prescrizione o meno.
A questo punto l'avvocato si arrabbia. Nega che la nuova legge abbia accorciato per molti reati il tempo di prescrizione. Comunque la si voglia vedere, la prescrizione per il reato di corruzione propria, appunto, si è accorciata da 15 a 7 anni e mezzo. Termini più lunghi solo se si è recidivi.
ANDREA PADALINO -Sostituto Procuratore Roma
Questo è un codice che favorisce già mezzi economici e si può permette di sostenere le spese occorrenti per percorrere tutti i gradi di giudizio.
Quindi per prendere tempo?
Si avvale di tutti i mezzi consentiti dall'ordinamento per cercare di arrivare poi al limite...
Per prendere tempo a norma di legge.
Per prendere tempo ovviamente a norma di legge.
Corte d'Appello di Roma. Dicevamo del ricorso in Appello che è praticamente automatico.
Quindi voi lavorate...
MATILDE CAMMINO - Magistrato Corte Appello Roma
Per sentenze che forse non saranno mai eseguite, sentenze di condanna, poi ovviamente possono essere anche sentenze di assoluzione e in quel caso il tempo trascorso avrà danneggiato l'imputato innocente.
In tutte queste storie ci sono anche le vittime?
Certo ci sono anche le parti civili che sono in attesa del reato che attendono un risarcimento...
E questo risarcimento alla fine non arriverà mai?
Oltretutto è possibile se l'imputato viene condannato al risarcimento del danno che dovrà essere liquidato in separata sede, cioè in sede civile quindi ci dovrà essere un altro giudizio civile per determinare l'identità del danno derivante dal reato. Certo la giustizia è un'aspirazione...
I signori Giovannone di Roma sono tanti anni che aspettano un risarcimento. Andò proprio tutto storto quando nacque Flavio nel 1996. La sua storia cominciò con i dolori forti della mamma, tra un pronto soccorso e un ospedale, da un paese all'altro in provincia di Frosinone. Sintomi di un parto prematuro ma non se ne accorge nessuno e le somministrano un farmaco che provoca proprio il parto. Flavio nasce ma nessuno gli bada e un'asfissia di due ore gli danneggia il cervello, al cento per cento. Poi la vita di Flavio del suo papà e della sua mamma si intreccia con la storia giudiziaria.
STEFANO MACCIONI - Avvocato
Il signor Giovannone aveva proposto querela alla fine del 1996. Sono necessari ben 4 quattro di indagini preliminari per arrivare ad una richiesta di rinvio a giudizio per altro affetta da nullità. Si sono persi altri due anni per fare un nuovo decreto di citazione in giudizio e quindi per la fissazione della prima udienza. Nel frattempo erano passati sei anni e siamo giunti così nel 2002, sentenza di condanna della ginecologa e della neonatologa, avverso questa sentenza le stesse imputate proponevano appello. A questo punto erano trascorsi abbondantemente questi sette anni e mezzo previsti per il reato di lesione anche gravissime colpose come termine massimo per il reato di prescrizione.
Abbiamo paura di invecchiare, ho paura di non poter abbracciare più per il momento trenta chili di peso del bambino, cosa che devo fare più volte al giorno, quindi per il momento io sto bene e lo posso fare, però è un problema per il futuro insomma.
E chi li ripaga adesso del danno?
Il procedimento civile ha richiesto a tutt'oggi ha richiesto dal 2002 al 2007 tutta una serie di udienze soltanto per definire quali sono effettivamente le parti di questo giudizio. Inizierà effettivamente con la prima udienza istruttoria esclusivamente a ottobre del 2007.
NINO GIOVANNONE
Mi ero fatto un progetto mio di futuro del bambino ma con questi tempi, questo compito lo dovrò lasciare a qualcun altro penso...
E siamo al processo civile che al contrario di quello penale una volta partito non si ferma più. C'è uno che ha ragione e un altro che ha torto. Uno dei due, quello che probabilmente sa di avere torto, ha tutto l'interesse a portarla per le lunghe, e il sistema sarà dalla sua. Alla fine quando si arriverà alla sentenza può succedere che chi ha torto avrà avuto tutto il tempo per disfarsi di ogni bene, e quindi la condanna non sarà nemmeno eseguibile. Anche qui sono state riforme per accelerare il processo, ma di fatto si perdono anni a litigare per decidere su come litigare. Tutto questo dentro un sistema disorganizzato con strutture che non funzionano.
Roma tribunale civile. Ore 9.00 del mattino, stanno per iniziare le udienze e la tensione è già alta.
Mio marito ha chiesto la separazione perché aveva un'altra relazione nel 1989. 18 anni ed io non ho avuto neanche la metà del conto in banca vergognoso!
Ci sono problemi di linea con sistema informatico dove registriamo le cause.
Io da stamattina che per scaricare la roba per non accumularla vado a cercare l'unico terminale che è questo, per scaricare in continuazione però poi se lascio la cancelleria mi strillano, mi dica lei come devo fare!
MARIA ROSARIA BARBUTO - Funzionaria Tribunale Roma
Non mi da la possibilità di entrare, in questo momento non mi da la possibilità di accesso. Sono due giorni che i cancellieri annotano su un pezzo di carta gli atti che prendono.
Non mi fa fare la fotocopia degli allegati! Perché deve venire l'avvocato!
Iniziano le udienze. Almeno due giudici per stanza, la folla intorno alle scrivanie e gli avvocati a scrivere il verbale da soli.
Ma non c'è un cancelliere qui in udienza?
No per legge ci dovrebbe essere e dovrebbe sottoscrivere tutti i verbali ma non esiste!
Ognuno si scrive la sua parte delega...
Per legge i verbali dovrebbero essere scritti unicamente dai cancellieri anzi sotto dettatura del giudice! Praticamente il codice sotto i piedi a tutti gli effetti
Abbiate pazienza però... non potete riprendere...
E va bene, smettiamo di riprendere. Ma lo scandalo non è poi chissà quale segreto: i cancellieri non sono nè ammalati e nè imboscati, non ci sono più, punto e basta. C'è stata una riforma della giustizia che ha voluto più udienze fatte da un giudice solo invece di tre, quindi più giudici e più cause, ma i cancellieri invece di aumentare sono diminuiti.
PINA TODISCO - Sindacalista Rdb
Il progetto è quello di destrutturare la pubblica amministrazione per poter dire ecco qua gli uffici non funzionano quindi li dobbiamo privatizzare!Nella realtà dei fatti noi invece, nessuno sa che lavoriamo in condizioni pessime, con strutture che sono fatiscenti e pericolanti. Lavoriamo senza avere gli strumenti idonei a poter dare un servizio adeguato.
Scioperano i lavoratori della Giustizia ma non stanno chiedendo soldi, vorrebbero solo lavorare bene.
Milano, Corte d'Appello.
LUIGI DE RUGGIERO - Segr. Gen. Corte di Appello Milano
L'aula naturalmente è chiusa perché son passate le 14...
Provvedimento del 17 Ottobre 2006. Il Presidente preso atto della scopertura di oltre il 30 per cento di personale taglia le udienze settimanali da 5 a 4, e alle 2 tutti a casa perchè non ci sono i soldi per gli straordinari.
GIUSEPPE GRECHI - Presidente Corte di Appello Milano
E' un grosso contributo alla non punizione dei reati ed è un grosso contributo all'insicurezza di cui tanto si parla in grandi riunioni e grandi manifestazioni. Però non sento mai nessuno dire "ma perché non cerchiamo di rendere questa giustizia più efficiente dandogli quel poco che poi sarebbe poco, non ci vorrebbero grandi cose, per renderla minimamente efficiente.
Roma tribunale civile. Code per depositare e ritirare atti.
Da due ore e mezzo, c'è mancanza di rispetto per la gente che lavora. Ma questo stesso personale garantiva fino a un mese fa. Ma il Ministro di Grazia e Giustizia dove sta? Questa cancelleria sono 100 persone che aspettano, io sono tre ore che aspetto.
A differenza delle altre cancellerie in questa cancelleria c'è un solo cancelliere. Su cinque cancellieri che c'erano qui ne sono rimasti due, due sono andati a finire al ministero.
E lei sta qui da solo?
E io sto qui da solo dal due gennaio in una cancelleria con dodici giudici.
ENRICO SALVINI - Avvocato
Mancano degli atti, il giudice decide senza leggere la difesa.
FABIO ANGELLA - Avvocato
Pregiudica la posizione del cliente.
VINCENZO PENNISI - Avvocato
Nel caso mio oggi mi scade una nota istruttoria, se non potevo consegnarla entro oggi io non avrò la possibilità di articolare le mie prove, cioè di provare davanti al giudice quella che è la mia domanda e quindi ho perso la causa sostanzialmente.
E se fossero un po' troppe le cause? Se la zavorra contenesse pure le cause infondate? Le liti pretestuose: "Ti faccio causa!" e provo a portarti in tribunale.
Lei sarebbe d'accordo come avvocato a non venire automaticamente in tribunale, cioè a provare a comporre tra le parti...
Lo facciamo quotidianamente, i professionisti seri lo fanno sempre.
Io quando vado dall'avvocato comunque come esperienza mia personale la prima cosa che fa appena apro bocca prepara la comparsa.
Cambi collega!
Io dico semplicemente in ingresso mettere un filtro e capire ciò che è fondato e ciò che non è fondato.
LORENZA DOLFINI - Avvocato
Sarebbe una giustizia sommaria così, non è possibile.
Si punisca chi inizia una causa senza averne il diritto fondato.
PIERLUIGI PARENTE - Avvocato
Il collega ha detto una frase giustissima: lei vedrebbe che il 50 per cento del contenzioso sparisce.
Come a dire che il 50 per cento del contenzioso è pretestuoso. Comunque farlo sparire sarebbe un bel colpo! Ammesso però che un giudice abbia la possibilità di accorgersi di che razza di causa ha davanti fin dalla prima udienza.
Lei oggi quante cause ha?
ROSARIA RICCIARDI - Magistrato Tribunale Roma
Saranno circa 40...
Lei lavora da sola qui dentro? Cioè ha l'assistenza di qualcuno?
No non c'è l'assistenza del cancelliere.
E l'ufficiale giudiziario?
Esiste un filtro, qualcuno che valuti se c'è sostanza?... no non sono in grado...
Dovrebbe essere, se c'è sostanza che facciano immediatamente una valutazione già alla prima udienza, dovrebbe essere anche il giudice a valutare.
Ma lei ha tempo?
No, no. Come oggi non sono in grado.
Mettiamo che sul tavolo del giudice arrivi il fascicolo di tizio che cita caio perché lo ha guardato storto, siccome non ha dormito un paio di notti chiede i danni. Il giudice alla prima udienza non ha il tempo di leggere il fascicolo e capire che potrebbe essere inconsistente, così la causa va avanti e nessuno la ferma più. E la macchina si ingolfa. Succede così in quasi tutti i tribunali d'Italia. Ma come si fa da altre parti ? Andiamo a vedere cosa succede in Francia. Stavamo parlando di processi civili, e abbiamo visto che da noi chiunque può fare la causa più assurda che automaticamente ci si infila in un processo senza fine. Per evitare questo ci vorrebbe qualcuno che quando vai a depositare la citazione, ci da un'occhiata e dice "bene, questa causa non sta in piedi, arrivederci, oppure portami le prove e e tempi te li do io". In Francia fanno così e funziona .
Qui un giudice scarta le cause che non stanno in piedi e programma le altre in modo da far funzionare la macchina, si chiama giudice programmatore.
FRANÇOISE MARTINI - V. Presidente Tribunale Parigi
La programmazione è una tappa della procedura nella quale un magistrato della sezione fa in modo che tutte le eccezioni, gli imprevisti che possano influire sulla procedura, siano ripuliti prima della decisione finale del tribunale... Il giudice ha la possibilità di sollecitare le parti a scambiarsi il più rapidamente possibile le conclusioni al fine di presentare elementi utili in modo che il tribunale possa decidere nelle migliori condizioni possibili. E il giudice programmatore per portare a buon fine la sua missione ha la possibilità di definire un calendario, delle date precise, entro le quali le parti si scambino i loro mezzi rispettivi, in modo che il procedimento possa andare avanti e venire giudicato dal tribunale entro dei tempi stabiliti prima.
E se le parti non rispettano il calendario può succedere che il procedimento venga annullato e si è fuori dal tribunale. Risultato? Durata media dei processi civili: 8 mesi. Solo per un 20 per cento si ricorre in Appello.
GUILLAUME DAPSENCE - Avvocato
... E' preferibile accettare la sentenza di primo grado e venirne fuori al meglio.
In questo modo la Corte d'Appello di Parigi riesce a dare una risposta a un ricorso nel giro di 4 o cinque mesi. E solo per un altro 20 per cento c'è un ricorso in Cassazione. Sarà perchè in tutta la Francia solo 60 studi per poco più di una novantina di avvocati sono abilitati a fare ricorsi in Cassazione.
MARIELLE COHEN BRANCHE - Consigliere Cassazione
La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha considerato che il monopolio di questi avvocati non è in contraddizione con il principio del giusto processo, al contrario! In questo modo si evita di dare delle illusioni a chi vorrebbe fare un ricorso.
E se in Francia gli avvocati specializzati per la Cassazione sono poco più di una novantina, in Italia sono più di ventimila. Roma, Corte di Cassazione. Esiste qualcuno che si occupi di non creare illusioni in chi vorrebbe fare un ricorso?
No, il meccanismo automatico adesso non c'è. La nostra legge processuale è molto larga, è molto ampia nel contare il ricorso alla suprema corte rispetto ad altre leggi processuali, questo perché da noi il numero dei ricorsi è veramente enorme, per dare un'idea al 31 dicembre del 2006 è stato felicemente doppiato, felicemente naturalmente è ironico, il traguardo dei 100.000 e oltre processi pendenti in cassazione, il che con i ritmi attuali di definizione vorrebbe dire che se per miracolo da oggi non venisse presentato più alcun ricorso, occorrerebbe calcolare tre anni e mezzo di lavoro ai ritmi attuali per smaltire arretrato... il che significa situazione crisi molto ampia dell' istituzione.
Non vogliamo dire che l'organizzazione della giustizia francese sia la migliore, ma fra i loro 8 mesi e i nostri dai 6 anni in su , ce ne corre. La Convenzione dei Diritti dell'uomo dice che ogni cittadino quando finisce in tribunale, ha diritto ad avere un processo in tempi ragionevoli. Siccome questo non avviene il cittadino ricorre al consiglio d'Europa, e chiede i danni. E i ricorsi sono talmente tanti che Strasburgo si arrabbia perché lavorano principalmente per noi. Così nel 2001 il parlamento approva la legge Pinto che invece di dire "Stringiamo i tempi", dice "Facciamo i ricorsi in casa presso le Corti d'Appello, già ingolfate di loro. Morale: la paralisi, e altri danni da risarcire
PAOLO DE FIORE - Segr. Generale Corte Appello Roma
Ne entrano nove mila l'anno ma adesso pendenti sono 11 mila. Non si riesce a smaltire tutti quelli che entrano.
DONATELLA LAURETI - Funzionaria Corte Appello Roma
Quelli di giugno 2006 vanno a giugno 2007, è un anno già.
Queste persone qui che fanno questi ricorsi perché hanno avuto un danno morale dalla lunghezza della giustizia, nella risposta hanno un ulteriore ritardo quindi a quel punto vanno a Strasburgo e quindi sono altri soldi che noi dobbiamo pagare.
Vengo a prendere un ricorso... .
Per l'equa riparazione?
Sì posso'
Devo ancora iniziare!
Ci sono alcuni avvocati i quali dicono a questo punto noi faremo la riparazione e l'equa riparazione.
Bisognerebbe fare una causa per essere risarciti della lungaggine del processo del risarcimento della lungaggine del processo. Quindi ci mordiamo la coda.
Secondo un calcolo dell'Associazione forense, se lo Stato dovesse risarcire per l'irragionevole durata tutti i processi pendenti, dovrebbe sborsare circa 441 milioni di euro. Comunque i soldi per pagare non bastano e allora si pignora quello che c'è.
GIOVANNI F. LO TURCO - Presidente Corte Appello Roma
Succede questo che i creditori cominciano a pignorare i nostri fondi, i nostri perché sono destinati alla Corte d'Appello che ovviamente sotto questo aspetto si occupa di tutto il distretto e i fondi nostri che devono passare attraverso la Banca d'Italia vengono pignorati e quindi noi non riceviamo i fondi che sono poi in fondo le nostre risorse.
Strasburgo. Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa. Risoluzione del 14 febbraio 2007. Oggetto: durata eccessiva delle procedure giudiziarie in Italia. Insomma ci dicono che constatano i numerosi sforzi delle autorità italiane nel aver adottato molte riforme e misure specifiche, ma tuttavia fino a oggi non vedono nessun risultato soddisfacente. Quindi? Ci dicono di tenerli informati dei nostri progressi e che riesamineranno la questione Italia entro il primo novembre 2008. A metterci la faccia per rassicurare il Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa sui buoni propositi italiani è un rappresentante con il ruolo di avvocato del Governo.
Che gli racconta?
FRANCESCO CRISAFULLI - Addetto Giuridico presso Consiglio d'Europa
Gli racconto quello che mi raccontano le autorità politiche attraverso il Ministero della Giustizia o le altre autorità coinvolte, quelle che sono le linee politiche, le linee progettuali che loro mi dicono è perchè io non posso...
Che gli dicono faremo grandi cose...
Faremo, abbiamo in cantiere questo progetto di legge, abbiamo intenzione di fare quest'altra cosa
E ci hanno creduto qui?
Ci ho creduto anch'io per la verità, se me lo dicono perchè dovrebbero mentire
GIUSEPPE GRECHI -Presidente Corte Appello Milano
Ed io come cittadino e come magistrato mi auguro che prima o pi ci sospendano dalla Convenzione, perché forse questo sarà uno shock talmente forte non solo per la classe politica e per i cittadini, forse anche per noi magistrati che ad un certo momento cercheremo ognuno, per la parte di competenza, di mettere in opera quei meccanismi per risolvere questa situazione che ripeto, non è stabilmente negativa, è peggiorativa anno dopo anno...
Cioè praticamente lei sta dicendo che ci dovrebbero cacciare dal Consiglio d'Europa?
Beh non con questa brutalità ma sostanzialmente sì...
In questa situazione qualcuno si è rimboccato le maniche e si è arrangiato con i mezzi che ha per esempio il Presidente del Tribunale di Torino che dal 2001 ad oggi ha smaltito tutto il vecchio arretrato dei processi civili un giorno guardò l'archivio e disse: "da oggi questo archivio è una cantina e i fascicoli vecchi sono bottiglie di vino che stanno per diventare aceto".
MARIO BARBUTO-Presidente Tribunale Torino
Significa che io lo devo contare ad un certo punto per sapere quante bottiglie sono diventate aceto, ma se le ho contate oggi, fra due mesi io devo andare a ricontarle perché sono aumentate di una quantità pari a quelle che sono arrivate nei due mesi successivi.
Poi prese atto che l'organico dei magistrati era insufficiente, il personale amministrativo scarso e la durata delle cause civili troppo lunga ma non perse tempo a lamentarsi e cominciò a riflettere ad alta voce con tutti.
Vivete tutti in una situazione di disagio, lavorate male, lavorate mal volentieri, con la nausea certe volte di come vanno male le cose,quando andate a casa con un malloppo che risale agli anni 60 e dovete esaminare una causa che è durata 30 anni, 40 anni gestita da altri. E' un senso di malessere, ma scusate ma chi ve lo fa fare a lavorare per il resto della vostra vita professionale sempre con questa atmosfera di malessere. Perché non impostare un programma che all'inizio comporta uno sforzo e poi ci da gratificazione e ci fa lavorare volentieri.
Poi attaccò con consigli, prescrizioni, circolari, il decalogo lo chiama.
Devo dare priorità e devo fare delle udienze ravvicinate devo dare precedenza a quella causa rispetto alle altre, anche se le altre sono urgenti quella è urgente di per se' perché molto vecchia, deve uscire prima. Fatto l'esempio per una causa sembra tutto semplice in realtà prima del 2001 non si sapeva quante fossero le cause ultratriennali, quelle vecchie, non si sapeva, nessuno le aveva mai contate e si contavano le cause nel loro complesso e allora c'è il censimento, il censimento mirato.
Ogni annata un colore diverso per i fascicoli, giusto per tenerli sott'occhio.
Io ho scoperto una causa che a Torino era del 58, aveva 44 anni. Quella subito in sette mesi è stata esaurita. E' la condizione esatta della portata del problema il censimento mirato continuo. Perché fatto una sola volta il censimento non serve a niente, il censimento va fatto in continuazione.
Ai giudici poi dice: priorità assoluta per le conciliazioni.
EDOARDO DI CAPUA - Magistrato Tribunale Torino
Sfruttiamo un'udienza già fissati per altri incombenti, anche al limite la prima udienza, se vedi che ci sono i presupposti puoi anche fare un tentativo, come giudice, di convincimento.
Una causa conciliata subito e si alleggerisce la zavorra.
O si trova una soluzione in questa sede e la causa finisce qui oppure si va in appello, c'è un giudizio di appello, poi c'è la Corte di Cassazione e ci sono dieci anni di calvario.
Vi ha convinto a cercare una transazione?
Tagliate i tempi morti e evitate i rinvii a vuoto.
RITA GARIBALDI - Magistrato Tribunale Torino
Non dare rinvii molto in là nel tempo, concentrare le prove, preferibilmente concentrare le prove orali in una sola mattinata.
Per dirigere le cause dovete conoscerle.
MARIA DOLORES GRILLO - Magistrato Tribunale Torino
Alla prima udienza io li leggo, vengo qua il giorno prima, infatti mi son già fatta la stampa di quelle della prossima settimana, domani vengo e le leggo.
Per voi avvocati è andata bene o male?
LUISELLA BUMBACA -Avvocato
Tagliati i tempi morti anche il cliente ha il risultato prima.
In meno di 5 anni, dal 2001 al 2006, la durata media di un processo civile è meno di un anno, abbattimento del 23,6 per cento. Indice di smaltimento arretrato: a Torino sono i primi in Italia. Ma molti dei suoi consigli non stanno già scritti nel codice?!
In fondo a Torino è stata scoperta l'acqua calda. E' una banalità, soltanto non riesco a capire perché l'acqua calda l'abbiamo scoperta qui ma non venga utilizzata altrove.
Bolzano. L'abbiamo trovato qui un altrove. Procura della Repubblica. Il capo, Cuno Tarfusser, nel 2004 si è chiesto se sarebbe riuscito a scoprirla l'acqua calda. Quale?
CUNO TARFUSSER - Procuratore capo Bolzano
Quello che noi facciamo è un servizio che diamo al cittadino, cioè il centro della nostra attività non è il magistrato ma il cittadino.
A questo punto mette mano alla quadratura del cerchio: abbassare le spese di giustizia e aumentare l'efficienza dell'ufficio. Il tutto arrangiandosi con quello che c'è: organico scarso di magistrati e personale amministrativo, tanto per cambiare.
Io credo che la giustizia funziona su tre pilastri, uno è sulle leggi, su cui noi non possiamo incidere perché è una regola del parlamento, sui beni e servizi su cui non possiamo incidere se non lamentarci che non li abbiamo e poi c'è però il terzo pilastro che è l'organizzazione.
Subito, allora, un progetto pilota per studiare la riorganizzazione degli uffici, la redazione di un bilancio sociale e una carta dei servizi per il cittadino, per rendere tutto trasparente e giusto per non scordarsi mai che al centro dell'attività c'è il cittadino, appunto. Con quali soldi tutto questo?
Avete chiesto i soldi all'Unione Europea piuttosto che al Ministero della Giustizia?
LUCIA DEBERTOL - Procura Bolzano
Questo non me lo chieda perché è stata una decisione del procuratore, questo per dimostrare che è possibile fare qualcosa anche non aspettandosi tutto dal ministero.
La riorganizzazione degli uffici arrangiandosi con quello che c'è, ovvero le risorse umane, cioè le persone in carne e ossa.
HUGO WIDMANN - Referente informatico Procura Bolzano
Mi occupo dell'informatica della Procura di Bolzano, della gestione della rete e sono anche il referente per il centro di intercettazioni telefoniche.
Però poi lei ufficialmente che cos'è?
Io sono un'autista...
Se lei ad un certo momento decide di non fare questo lavoro che dice, il mio contratto è diverso, che succede?
CINZIA SPILLER - Uff. Iscrizione notizie di reato Proc. Bolzano
Che il lavoro si blocca.
Di che si occupa lei?
FRANCO CRISTELI - Ufficio esecuzioni Proc. Bolzano
Di eseguire le condanne penali divenuti irrevocabili, con pena detentiva. Ho fatto il concorso come autista giudiziario.
E' regolare quello che fa lei?
Io non so se è regolare, ma io so solo che se non faccio così l'ufficio non funziona.
Questo perché nuove assunzioni non se ne fanno da anni e di concorsi interni non se ne parla nemmeno.
GUIDO RISPOLI - Sost. Procuratore Bolzano
La novità è che poi nella segreteria che è comune ai due magistrati e dei sostituti procuratori della Repubblica vi sono adesso due ispettori che fanno riferimento ad un magistrato che curano la parte amministrativa.
Ma una circolare del ministero della Giustizia dice che non si può usare la polizia giudiziaria per attività amministrative.
Se io non utilizzo una parte del personale di polizia giudiziaria della sezione nell'ufficio amministrativo io devo chiudere l'ufficio, quindi attendo direttive in merito. Quindi se loro me lo ordinano io lo faccio, non ho più sentito nulla quindi continuo ad utilizzare.
Il controllo della spesa.
Tenere sotto controllo le spese di giustizia è fondamentale perché ritengo che in un ufficio giudiziario quale una procura, gli uffici più delicati sono l'Ufficio Esecuzione e l'Ufficio Liquidazione, primo perché si arresta la gente e quindi non si deve sbagliare, e secondo perché si spendono i soldi del contribuente e non si può sbagliare neanche lì. Quando lo sfondo si tinge di rosso vuol dire che l'obiettivo non è raggiunto, quando è verde vuol dire che sono nell'ambito dell'obiettivo, e quando è giallo è una sorta di preavviso che sto entrando in una zona di pericolo.
Quindi la possibilità di controllare tutto e sempre. E il collegamento tra tutti gli uffici in modo che in presenza di un qualsiasi problema ci si possa mettere immediatamente mano.
Facciamo riunioni periodiche dove tutti, a prescindere dai gradi, magistrati non magistrati, personale amministrativo e polizia giudiziaria, segnalano quelle che potrebbero essere le cause di disservizio.
LUCIA ROMEO - Dirigente amm.tiva Procura Bolzano
E per arrivare a tale controllo sono stati utilizzati degli strumenti come ad esempio il foglio di criticità dove il singolo responsabile dell'ufficio scrive la criticità...
Si scrivono le cose che non vanno e voi le controllate.
Qui leggo una data e qualifica giuridica non aggiornata. Oppure manca la prescrizione.
Risultato? Costi della giustizia ridotti del 50 per cento, più dell'80 per cento dei fascicoli lavorati e chiusi entro un anno. In Procura questo. Vediamo le conseguenze in Tribunale.
CLAUDIO GOTARDI - Magistrato Tribunale Bolzano
Quando abbiamo molto arretrato iniziamo ad occuparci in questo periodo di processi del 2005/2006.
CARLO BUSATO - Magistrato Tribunale Bolzano
Sostanzialmente il numero dei processi che noi riusciamo a smaltire equivale se non addirittura è superiore a quelli che introitiamo, quindi siamo in positivo.
Se Bolzano e Torino funzionano vuol dire non è così impossibile far marciare le cose. Certo bisognerebbe adottare dei criteri che producono dei presidenti di tribunale o dei procuratori come quelli di Torino e Bolzano, altrimenti restano casi isolati e finisce lì. A dirigere gli uffici devono andare persone con capacità organizzativa, e non come avviene, solo in virtù dell'appartenenza a questa o quella corrente. Perché di mezzo c'è la vita delle persone, che va avanti.. senza appello e cassazione..
Vi ricordate Giuseppe Masciari? L'imprenditore strozzato dalla 'ndrangheta, quello che sta andando a testimoniare senza scorta perchè i processi sono più lunghi del programma di protezione? Strade della Calabria. Si è nascosto in un albergo, Masciari, domani c'è il processo a Catanzaro. Vive così da 10 anni con la moglie che faceva la dentista e le bambine. Lui faceva il costruttore in Calabria, poi le estorsioni, il fallimento e denuncia tutti.
Fino a quando invece non si fatti proprio chiare le pretese e le percentuali del 3% sui cantieri, per quanto riguarda la 'ndrangheta e il 6% per il sistema politico istituzionale. Io ho fatto condannare un consigliere di stato e proprio in quella sentenza dice che c'è proprio un comitato affaristico di queste persone.
E perché doveva dare il 6% a loro?
Perché loro riuscivano a non far emettere gli stati di avanzamento e quindi ti bloccavano con le possibilità degli stati d'avanzamento, ma erano talmente condizionati che controllavano pure le banche. Quando ho capito che effettivamente dovevo forgiare un sistema di illegalità allora ho detto basta io non gli do più un soldo. Prima al potere politico istituzionale, successivamente dal 91 neanche ai mafiosi alla 'ndrangheta.
Quello che non potevo, non pensavo,che poteva succeder, in definitiva non venivo più pagato, iniziavano gli attentati, con incendio, mi hanno sparato un paio di volte sui cantieri, hanno sparato anche a mio fratello.
Tribunale di Catanzaro. Questo processo ad alcuni estorsori di Masciari riparte per la terza volta, i giudici cambiano e si ricomincia sempre daccapo. Il pubblico ministero non autorizza le riprese.
L'esito di questa udienza?
CLAUDIA CONIDI - avvocato
Abbiamo fatte delle richieste ulteriori. E' stato sentito il Masciari a conferma delle sue dichiarazione e a conferma del tenero delle sue dichiarazioni è emerso un nominativo al quale io mi sono riferita per poterlo sentire nella prossima udienza. Speriamo che rimanga lo stesso collegio altrimenti faremo di nuovo un passo indietro.
Un altro rinvio. Se ne va via Masciari, torna a nascondersi, chissà dove, con sua moglie e le sue bambine. Mentre i processi continuano e lui farà avanti e indietro, nascondendosi in qualche stanza di albergo, sperando un giorno di venirne a capo... della sua vita.
Non è vita perché civilmente è come se fossimo morti.
Come ha spiegato tutto questo ai suoi figli?
Loro sanno che papà suo è un imprenditore e ha denunciato delle persone e che ha rischiato la vita però non sanno qual è il normale quindi vivere in queste condizioni, con queste limitatezze che hanno per loro è normale perché non sanno il diverso. Il di più non lo conoscono, quindi è normale questo per loro, perché sono nati, son cresciuti in questa storia quindi per loro è normale tutto questo.
Questa è la sua vita precedente.
REPERTORIO INAUGURAZIONE CASSAZIONE
Poi si dicono le cose che non funzionano. Come l'anno scorso, e l'anno ancora prima, e l'anno ancora prima fino a perdere la memoria di quando sia cominciata questa brutta storia.
Da quel che abbiamo visto, se dalle parole non si passa ai fatti siamo legittimati a pensare che una giustizia che funziona non la voglia nessuno.
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