Source: http://www.consregsardegna.it/resoconti/resoconto.asp?idverbale=150113
Timestamp: 2018-02-18 02:37:43+00:00
Document Index: 27542958

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Resoconto della seduta n.113 del 22/07/2015
Seduta n.113 del 22/07/2015
CXIII Seduta
FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 17 giugno 2015 (109), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Efisio Arbau, Michele Azara, Roberto Deriu, Roberto Desini, Gaetano Ledda, Antonello Peru, Rossella Pinna e Paolo Truzzu hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 22 luglio 2015.
Discussione del disegno di legge: "Trasformazione in agenzia del Consorzio per l'assistenza alle piccole e medie imprese "Sardegna ricerche", istituito con la legge regionale 23 agosto 1985, n. 21 (Istituzione di un fondo per l'assistenza alle piccole e medie imprese, in attuazione dell'articolo 12 della legge 24 giugno 1974, n. 268 (202/A)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 202/A.
Ha facoltà di parlare il consigliere Pier Mario Manca, relatore di maggioranza.
MANCA PIER MARIO (Sovranità, Democrazia e Lavoro), relatore di maggioranza. Il disegno di legge numero 202 è stato assegnato all'esame della quinta Commissione permanente dal Presidente del Consiglio il 28 aprile del 2015. Prima dell'avvio della discussione, in ottemperanza a quanto prescritto dal Presidente del Consiglio, il Presidente della quinta Commissione ha provveduto in data 6 maggio a trasmettere, ai sensi dell'articolo 45, comma 7, del Regolamento interno, il disegno di legge ai Presidenti delle Commissioni prima e terza per esprimere un proprio parere nel merito della proposta. La quinta Commissione, preso atto della scadenza del termine di quindici giorni di cui al comma 10 dell'articolo 45 del Regolamento interno per l'espressione dei pareri, ha avviato l'esame del disegno di legge numero 202 nella seduta del 17 giugno. In tale sede, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio ha proceduto all'illustrazione, articolo per articolo, del testo del disegno di legge evidenziando l'esigenza, del resto sollecitata più volte dalla Corte dei conti, di addivenire alla trasformazione della forma giuridica di Sardegna Ricerche in Agenzia regionale, procedendo ad un adeguamento formale di una situazione di fatto e trasferendo le competenze in materia di controllo, ai sensi della legge regionale numero 14 del 1995, dalla Presidenza all'Assessorato della programmazione.
È passato oltre un quarto di secolo dall'istituzione dell'ente pubblico "Sardegna Ricerche" e col passare degli anni ha perso il suo carattere di ente con una pluralità di soci che giustificava l'adozione della forma giuridica di consorzio, diventando un ente di proprietà esclusiva regionale, sottoposto, nel tempo, a forme di controllo regionale sempre più penetranti, simili a quelle previste per le agenzie regionali.
Al di là delle sollecitazioni doverose della Corte dei conti, credo sia importante sottolineare che la trasformazione dell'ente in agenzia regionale è in sintonia con gli indirizzi della Giunta regionale finalizzati a contenere i costi di gestione con organi di amministrazione e di controllo monocratici e alla razionalizzazione e il riordino dei compiti da assegnare all'ente e al sistema delle collegate strutture di ricerca.
Con la seduta del 24 giugno, la Commissione ha avviato e concluso l'esame degli articoli del disegno di legge numero 202 e ha deliberato di richiedere il parere della terza Commissione sulle norme di carattere finanziario, ai sensi del comma 1 dell'articolo 45 del Regolamento interno, sospendendo l'approvazione finale. Nel corso della seduta l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, a cui sono state richieste ulteriori delucidazioni sugli aspetti finanziari del provvedimento, ha esplicitamente ribadito che l'approvazione del disegno di legge numero 202 non comporterà alcuna spesa aggiuntiva rispetto agli stanziamenti già previsti all'interno del bilancio regionale, trattandosi, in sostanza, di una semplice trasformazione della natura giuridica di Sardegna Ricerche da consorzio ad agenzia regionale e di una razionalizzazione delle sue strutture senza alcuna modificazione delle funzioni attualmente svolte e delle risorse a ciò destinate.
La terza Commissione, quindi, con nota del 30 giugno, ha espresso un parere sostanzialmente favorevole sugli aspetti finanziari del disegno di legge, pur rilevando l'assenza di una relazione tecnica che analizzi e dia conto dell'effettiva sostenibilità finanziaria del provvedimento con riferimento, in particolare, alle disposizioni di cui all'articolo 8 attinenti al personale.
La quinta Commissione permanente, nella seduta del 1 luglio, ha condiviso le motivazioni poste a sostegno del disegno di legge, finalizzato alla trasformazione dell'ente pubblico "Sardegna Ricerche" in agenzia regionale che insieme agli enti di ricerca a carattere regionale faccia parte del sistema regionale del parco scientifico e tecnologico a supporto della ricerca e innovazione. Condivide, inoltre, la quinta Commissione, anche alla luce delle osservazioni esplicitate in proposito dalla Corte dei conti, le scelte volte a contenere i costi di gestione e del personale e la razionalizzazione della struttura ordinamentale ed organizzativa di Sardegna Ricerche all'interno dei principi previsti dalla legge regionale numero 31 del 1998. Tutti i componenti della quinta Commissione condividono l'importanza del disegno di legge e l'abrogazione dell'obsoleta legge regionale numero 21 dell'85 che istituì a suo tempo l'ente pubblico pur rimanendo, da parte della minoranza, differenti valutazioni per l'articolo 8 relativo all'ordinamento del personale.
Preso atto, quindi, del parere della terza Commissione, la quinta Commissione ha ritenuto di condividere quanto dichiarato dall'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio in merito all'invarianza della spesa rispetto agli stanziamenti già disposti a favore dell'ente all'interno del vigente bilancio regionale e ha esitato il disegno di legge numero 202 con i soli voti della maggioranza senza apportare alcuna modifica al testo.
LOCCI IGNAZIO (FI). Sull'ordine dei lavori, Presidente. Volevo rilevare che gli emendamenti a questo testo di legge non sono ancora stati resi disponibili all'Aula, per cui credo che sia un po' difficile affrontare l'inizio della discussione generale di questa proposta di legge senza la disponibilità del quadro complessivo.
PRESIDENTE. Sì, sono in fase di preparazione e saranno distribuiti a momenti.
Ha facoltà di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu, relatore di minoranza.
RUBIU GIANLUIGI (Area Popolare Sarda), relatore di minoranza. L'analisi del provvedimento in esame non può che partire dalla storia di Sardegna Ricerche, un ente che è stato istituito nel 1985, con il nome di "Consorzio Ventuno", assumendo, poi, l'attuale denominazione nel gennaio 2007, con la nuova funzione nella promozione della ricerca e del trasferimento tecnologico e nello sviluppo dell'economia e della conoscenza.
Lo stravolgimento dello status giuridico di Sardegna Ricerche, con il passaggio da consorzio ad agenzia, lascia tante perplessità e nodi irrisolti e le contraddizioni dell'operazione in argomento appaiono evidenti sin dal prologo del progetto di legge. L'articolo 4 prevede l'azzeramento degli attuali vertici, con la nomina di un unico direttore generale e di un revisore dei conti, passando, dunque, da un consiglio di amministrazione, espressione democratica di gestione dell'ente, a una guida in capo a un organo monocratico nominato dalla volontà politica, contrastando drasticamente il concetto di democraticità, dato che le scelte sono stabilite in modo arbitrario e discrezionale da un unico soggetto. Ciò palesa una chiara volontà verso l'istituzione di un ennesimo ente regionale, a diretta dipendenza della Giunta. Altra debolezza del disegno di legge è il passaggio del personale dal consorzio all'agenzia, in quanto, all'articolo 8, non è specificato il tipo di contratto che regolamenta il personale dell'ente e manca la definizione dei ruoli organici, lasciando così un margine di eccessiva libertà e discrezionalità a uno degli articoli più rilevanti del disegno di legge. Inoltre, non vi è riferimento circa il mantenimento dell'anzianità di servizio maturata senza soluzione di continuità. Inoltre, il comma 2 del medesimo articolo fa riferimento all'applicazione dei principi contenuti nella legge regionale numero 31 del 1998 e, soprattutto, l'Agenzia si annovera nel "sistema Regione" ai sensi dell'articolo 1, comma 2 bis, della legge regionale numero 24 del 2014.
L'ambiguità di questi due aspetti merita un approfondimento di carattere giuridico, relativamente al passaggio del personale da Ente Sardegna Ricerche all'Agenzia, data la precedente esperienza del gennaio 2014, con l'istituzione dell'Agenzia regionale per la bonifica e l'esercizio delle attività residuali delle aree minerarie dismesse o in via di dismissione (ARBAM), impugnata davanti alla Corte costituzionale, che ha bloccato, di fatto, il provvedimento di riordino dell'organico. Con la sentenza numero 7 del 30 gennaio 2015, relativa alla legge regionale numero 4 del 2014, la Corte costituzionale ha enunciato importanti principi sugli indebiti privilegi derivanti dal trasferimento di una società partecipata dalla Regione in agenzia regionale, ottenendo il blocco del passaggio del personale. Aggiungo io, anche se non è in relazione, anche Hydrocontrol insegna qualcosa.
COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Presidente, noi possiamo affrontare la discussione su questo disegno di legge o in una maniera burocratica, di risposta a quelli che sono stati i rilievi della Corte dei conti a cui faceva riferimento il relatore di maggioranza, quella del 2012 e anche la relazione finale del 2014, quindi rispondendo a una nuova esigenza che è quella di trasformare quello che era il famoso Consorzio Ventuno, costituito per una felice intuizione dell'allora presidente Mario Melis, oppure capire quelle che sono le opportunità di investimento nei confronti della proposta che ci viene in qualche modo presentata oggi dalla Giunta e che riguarda il potenziamento di Sardegna Ricerche. Io credo che l'Aula debba affrontare la discussione secondo questa seconda ottica, non soltanto di pensare a una trasformazione richiesta, quindi, da un ente sovraordinato che in qualche modo dice che non è più un consorzio, ma deve diventare un ente di ricerca come in qualche modo si è costruito nel tempo, e pensare a come potenziare le funzioni di quel lavoro che sino a oggi ha fatto Sardegna Ricerche e si è costruito all'interno del polo tecnologico. Voglio ricordare ai colleghi che ormai il parco tecnologico di Pula, così conosciuto ai più, è il primo parco tecnologico in Italia, dove c'è una comunità di oltre 600 fra ricercatori, impiegati e dipendenti e che, con le 60 organizzazioni che sono presenti e con la continuità di imprese che chiedono di essere inserite all'interno della struttura, rappresenta e può rappresentare un fiore all'occhiello dell'intero sistema regione. Io credo che, quindi, questa sia l'idea della Giunta, ma l'idea della maggioranza, che vuole in qualche modo approvare questa trasformazione del nuovo Sardegna Ricerche, ma soprattutto nell'idea di potenziare quello che Sardegna Ricerche può rappresentare per il sistema regione.
Siamo tutti ben consapevoli che in qualche modo certi modelli di sviluppo che abbiamo conosciuto sino a oggi, il modello industriale, sono modelli che sono soggetti a dinamiche internazionali, attraverso le quali le imprese si spostano dall'oggi al domani e seguono logiche di mercato estremamente complicate, su cui la politica può fare poco, per cui l'investimento in quella che è una formula vincente che in altri Paesi europei, e non solo Paesi europei, che è l'investimento attraverso la ricerca e l'innovazione, deve rappresentare anche per il sistema Sardegna in qualche modo un'opportunità su cui investire. Da tempo in qualsiasi convegno o discussione facciamo diciamo sempre che in Italia l'8 per cento del PIL, che rappresenta quanto investe il sistema Italia nel sistema ricerca e innovazione, è estremamente insufficiente e ci pone nel sistema europeo dei 27 Paesi come fanalino di coda, per cui l'aver noi costruito in questi oltre ventisei anni, invece, una struttura come Sardegna Ricerche ci può portare in qualche modo a essere noi volano del sistema Italia attraverso quello che si è costruito in questi anni, attraverso le alte professionalità che sono maturate all'interno di questa struttura che è patrimonio di tutti, per cui ritengo che il disegno di legge in discussione possa non solo rappresentare una risposta a quello che la Corte dei conti ci ha chiesto, ma anche una soluzione che vada attraverso il riordino di quella che era la missione originaria di Sardegna Ricerche, ridefinendo la natura giuridica, ma soprattutto razionalizzandola per diventare sempre di più un polo di attrazione per quello che può rappresentare per la Sardegna in qualche modo un modello di sviluppo che si basa soprattutto sulla ricerca e l'innovazione e sulla capacità di attrazione di investimenti.
SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Presidente, le confesso che in questo clima non è semplice intervenire neanche sul merito degli argomenti e io credo questa prima parte dell'intervento di farla più sull'ordine dei lavori che non sul merito della proposta. Io credo che la politica non possa smarrire fino a questo punto il proprio ruolo da non prendere una posizione chiara e netta rispetto a tutto quello che sta succedendo, Presidente, nel senso che circolano le voci più disparate all'interno di quest'Aula su notifiche o mancate notifiche di sentenze, ma al di là e al netto delle notifiche, visto che conosciamo il contenuto di quello che è accaduto, io credo che una posizione la dobbiamo prendere, perché le sentenze si rispettano, ma non credo che un Parlamento possa accettare che si disponga la surroga di chi non ha diritto neanche a entrare all'interno di un Consiglio perché non risponde al calcolo dei quozienti attribuiti dalla legge elettorale. Allora io credo che questo è un problema che vada discusso prioritariamente, non si può stare sulla tolda della nave a continuare a suonare mentre la nave subisce alcuni pesanti problemi. Io credo che questo, forse, meriti un approfondimento - che siano i Capigruppo, che sia la sede che lei riterrà più opportuna - prima ancora di procedere, perché procedere in queste condizioni penso che non consenta a nessuno di esercitare nella maniera più libera e migliore il ruolo che abbiamo. Se poi si ritiene di dover comunque continuare, io svolgerò l'intervento nel merito della proposta, però quello che dico, in termini di proposta sull'ordine dei lavori, credo che sia opportuno quantomeno che i Capigruppo tra loro decidano come dobbiamo procedere, per evitare che siamo in una situazione nella quale nessuno di noi sa bene se quello che stiamo facendo è coerente e lineare.
PRESIDENTE. Onorevole Solinas, ribadisco ancora una volta che noi siamo in attesa di una notifica di una sentenza che sappiamo essere stata emessa, che a tutt'ora non è arrivata. Qualora dovesse arrivare, anche durante la giornata, il provvedimento immediato sarà la sospensione del Consiglio, le valutazioni e le procedure che servono in relazione alla sentenza e alla sua applicazione. Quindi, in questo momento non c'è nessuna notifica, a nessun livello, della sentenza. Rimaniamo in attesa e il Consiglio può procedere fintanto che non avremo questa comunicazione. Quindi se vuole continuare il suo intervento nel merito, prego.
SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Prendo atto allora di questo fatto. Nel merito la proposta di legge è stata sviscerata approfonditamente dalla Commissione di merito, è passata anche nella Commissione terza per il parere finanziario, io credo che una parte sia in ottemperanza - lo dico ai relatori di maggioranza e di minoranza - rispetto all'esigenza proposta più volte fortemente della Corte dei conti e cioè quella di prendere atto di una mutata compagine societaria e quindi dell'esigenza di andare a definire la forma giuridica di Sardegna Ricerche nella maniera più idonea possibile allo svolgimento del ruolo che è chiamato ad esercitare. Credo però che sia contrario a tutte le raccomandazioni della Corte dei conti quella di, con questa legge, acquisire di fatto al comparto allargato Regione-enti la dotazione di personale che in Sardegna Ricerche stava fino ad ora. Questo credo che non sia in ottemperanza ad una richiesta della Corte dei conti, anzi, questo determina di fatto che una quantità di personale sicuramente dotato di altissime professionalità nei rispettivi campi, sicuramente selezionato secondo criteri scientifici, ma privatistici, si trovi all'indomani di questa legge ad essere comunque inquadrato all'interno di un comparto che è un comparto di natura spiccatamente pubblicistica. Io mi chiedo: nella equipollenza tra categorie giuridiche del contratto regionale (quindi di categoria C, D e dirigenza) e inquadramenti dei contratti bancari che è il contratto proprio di Sardegna Ricerche, cosa farà la Regione Sardegna quando un quadro di Sardegna Ricerche dovesse chiedere la mobilità o il comando presso la Regione o uno degli enti regionali? Considererà questo personale di qualifica dirigenziale o funzionario? Mi chiedo anche: questa norma, in combinato disposto con la norma che abbiamo approvato qualche mese fa e che consente di fatto i processi di mobilità e di integrazione all'interno dell'intero comparto, potrebbe determinare un aumento della dotazione organica della Regione e quindi una modifica sostanziale anche del piano della dotazione organica senza che vi sia una programmazione a monte e cioè per un fatto puramente accidentale? Senza una previsione a monte di quanti dovranno essere i funzionari e quanti dovranno essere i dirigenti davanti a una richiesta di mobilità di comando, di trasferimento, di quello che è, dalla nuova Sardegna Ricerche verso un qualsiasi ente o la stessa Regione ci potremmo trovare di fronte al fatto di dimensionare in maniera diversa il piano delle dotazioni. Io credo pertanto che mentre da un lato questa legge ha una sua esigenza oggettiva, quella di ridefinire la forma giuridica, quella di rispondere a una nuova mission anche istituzionale di ricerca che dobbiamo dare, dall'altro crea ed apre la pista ad un problema ben più ampio, perché mi chiedo con quale coerenza questo Consiglio domani potrà dire di no ai tanti dipendenti con contratto di natura privatistica dell'Ente foreste che dovessero rivendicare lo stesso trattamento. Allora mi chiedo, se una coerenza deve esistere nella politica che questa Regione fa rispetto al comparto degli altri enti, delle altre aziende, delle altre agenzie che mantengono una natura privatistica, in base a quale criterio noi stiamo determinando che alcuni potranno avere cittadinanza dentro questa città-Stato regionale, altri dovranno ritenersi sempre dei liberti.
Quindi io chiederei sotto questo punto di vista, soprattutto alla maggioranza, un chiarimento sull'idea complessiva che si ha, come si va a gestire il mare magnum delle agenzie, degli enti, degli organismi che stanno attualmente fuori dal pomerium del comparto Regione-enti? Avremo una gestione ordinata e omogenea, cioè tratteremo casi simili in maniera simile o tratteremo alla bisogna e secondo valutazioni tutte da giustificare, alcuni in un modo e altri in un altro?
Per cui, in conclusione, sicuramente non vi sono motivi che ostano a tutti quei provvedimenti contenuti nella norma che tendono a ridisegnare la forma giuridica di Sardegna Ricerche, che tendono a riperimetrare gli obiettivi strategici, quindi la mission di questa realtà importante della Sardegna, fortissimi dubbi permangono e li proponiamo alla riflessione dell'Aula e della Giunta per quanto riguarda la gestione della partita personale e costi.
TEDDE MARCO (FI). Signor Presidente, sicuramente è un disegno di legge che presenta molte zone d'ombra, anche perché va a incidere sulla vita, sull'esistenza, sull'operatività, sulla funzionalità di un ente molto importante, di un ente oserei dire strategico, che ha avuto e ha un ruolo strategico nella innovazione del sistema produttivo.
(Segue TEDDE MARCO.) Sappiamo che i compiti posti a questo ente dalla legge sono stati comunque in questi anni fatti in modo diligente. C'è stato sicuramente un trasferimento di tecnologie dall'università e dai centri di ricerca alle imprese, quindi i risultati e i riverberi dell'attività di questo ente non possiamo definirli negativi, anzi, tutt'altro. Stiamo facendo un'operazione normativa però con tante contraddizioni, così come hanno fatto rilevare i colleghi di opposizione che mi hanno preceduto. Una tra le tante è che l'azzeramento dei vertici (che ci ricorda i vecchi commissariamenti) e l'individuazione di un organo monocratico ci fa pensare alla volontà politica di mettere sotto lo stretto controllo della Giunta il funzionamento di questo ente. Quindi un'eccessiva dipendenza della politica si profila all'orizzonte con tutte le conseguenze che questo tipo di scelte porta con sé.
Però discutere di questo disegno di legge ci dà anche la possibilità di fare qualche osservazione sulla promozione della ricerca in questa regione, sulle politiche di promozione della ricerca di questa Giunta, sull'innovazione tecnologica, sulla promozione dell'innovazione tecnologica che questa Giunta non sta assolutamente facendo, tutt'altro. Mi riferisco alla legge regionale numero 7 del 2007 con la quale la Regione aveva avviato un processo per diffondere la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica, per trasferire l'innovazione tecnologica alle imprese. Questa legge era stata finanziata con la finanziaria del 2008, da allora sono stati fatti vari bandi, nel 2009, nel 2010, nel 2011, nel 2012 e nel 2013, quindi tutti i bandi sono stati fatti durante il mandato della Giunta Cappellacci, della Giunta del centrodestra. Quindi la Giunta di centrodestra ha lavorato in modo assiduo e molto impegnato per far funzionare la legge numero 7 per favorire la promozione della ricerca, dell'innovazione tecnologica. Questa Giunta non ha assolutamente fatto il bando sulla legge numero 7 perché quegli atti di cui abbiamo sentito parlare nel maggio di quest'anno sono atti che la Giunta ha adottato per portare a compimento l'iter procedimentale del bando del 2013, del bando di Cappellacci. Eppure il presidente Pigliaru, allora prorettore, nel 2012 aveva affermato, leggo testualmente, "che tra il 2009 e il 2012 le risorse per i dipartimenti sono aumentate in valore assoluto del 97 per cento e in valore pro capite del 114 per cento." Quindi il presidente Pigliaru in buona sostanza diceva: "Bravo Cappellacci che ha aumentato gli investimenti in materia di ricerca e innovazione scientifica". E ovviamente a seguito di queste chiare affermazioni il presidente Pigliaru nel suo programma di governo pone, incide dei passaggi molto impegnativi. "La Sardegna - diceva il programma di governo del presidente Pigliaru - investe troppo poco nella ricerca" (nonostante avesse ammesso che il presidente Cappellacci aveva aumentato in modo considerevole gli investimenti); "la Sardegna investe troppo poco nella ricerca, nello sviluppo organizzativo dei processi produttivi, appena lo 0,67 per cento del proprio PIL". E ancora il Presidente: "Per raggiungere questi risultati è necessario migliorare la legge regionale numero 7 del 2007 sulla ricerca per garantire più profonde e diffuse ricadute sul sistema economico e sociale sardo".
Abbiamo visto com'è finita, non l'ha più rifinanziata. Quindi nel programma scrive che bisogna rafforzare, potenziare la legge numero 7 e poi si dimentica totalmente di rifinanziare i bandi.
Ecco, è un comportamento contraddittorio, ma è anche dannoso per i fini che si propone la legge numero 7. Io credo che con queste nuove norme sicuramente non stiamo risolvendo il problema del trasferimento dell'innovazione tecnologica e della ricerca a favore delle imprese, non stiamo migliorando la funzionalità dell'ex consorzio, non stiamo facendo un buon servizio alla Sardegna, però signor Vicepresidente mi auguro di sbagliare.
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Io credo che oggi stiamo analizzando e andremo all'approvazione di una legge che aveva e ha come ratio uno scopo anche importante se vogliamo, che è quello della razionalizzazione e della riorganizzazione di un ente e di una materia regionale con grande vocazione pubblica che è stata da più parti osservata, comprese ovviamente le osservazioni della Corte dei conti sulle quali poi ritornerò, come ormai ente da riformare. Però io credo che intanto con la fretta quella gatta continua a fare i gattini ciechi e soprattutto credo anche che abbiamo sbagliato anche nel metodo perché parliamo di riforme, quelle che avete portato avanti fino adesso sono tutte monche e sono riforme nei principi. Allora mi sarei aspettata che… avete anche da poco presentato come Giunta il disegno di legge di riforma degli enti e delle partecipate, non capisco perché questa accelerazione improvvisa per un unico ente, questo di Sardegna Ricerche, nascondendosi dietro la necessità di dover intervenire perché la Corte dei conti va ad osservare che è un ente chiamiamolo sgradito e mal funzionante e soprattutto nascondendosi dietro le ragioni della spending review. Allora, colleghi, io credo, perché conosco ovviamente i meccanismi di finanziamento e di contribuzione che sia la Presidenza per alcuni aspetti, e in particolare per il funzionamento, così come l'Assessorato della programmazione hanno in capo nei confronti di Sardegna Ricerche, ecco, io credo che questa destinazione di fondi che facciamo attraverso queste due parti della Regione alla fine non sono poi così sicura che porti veramente ad un risparmio. Perché? Perché noi stiamo trasformando un ente che comunque ha una mission, che è appunto quella della ricerca, un ente che al proprio interno ha delle relazioni anche di carattere giuridico, mi riferisco in particolare a quanto evidenziato all'articolo 7 al comma 2, con altri istituti di ricerca che sono il Centro di ricerca e di sviluppo e studi superiori in Sardegna, il CRS4, Porto Conte ricerche, l'IMC, il Centro marino, eccetera. Insomma questi vengono definiti come, e lo dice la legge, proprie società partecipate. Allora io vorrei capire anche qui da un punto di vista giuridico come è poi un'agenzia regionale a società partecipate. Ecco perché avrei gradito, sarebbe stato forse più regolare inserire anche questo provvedimento all'interno almeno del provvedimento del riordino degli enti e delle partecipate. Andiamo a un secondo aspetto sempre che riguarda il riordino. Io ho anche presentato un emendamento, ne ho presentato alcuni come Gruppo di Forza Italia proprio perché alcuni aspetti secondo noi sono addirittura illegittimi in questa legge, ma nel merito vorrei anche osservare che per quanto riguarda il discorso del personale noi stiamo assolutamente facendo un pasticcio, quindi se l'articolo 8 non verrà corretto rimarrà un pasticcio, così pure come osservo, vi ricordo che tutti i direttori generali della Regione in particolare hanno tutti i requisiti di legge per poter svolgere questo compito e lì la parolina dirigenziali sembra che qualcheduno se la sia lasciata sfuggire, non voglio pensar male ma comunque va corretto se ovviamente andiamo tutti verso la stessa direzione. Però, ecco, la posizione del personale la voglio citare perché noi dobbiamo fare la legge di riforma degli enti locali, nella "24" approvata nel 2014 sono contenuti dei principi importanti per enti, enti locali e quindi anche qui perché non aspettare e rimandare a quando avremo chiarezza di qual è il personale che è fuori dal comparto unico e che potrebbe, dico potrebbe, avere il diritto di rientrarvi o comunque ricordo anche in questo caso che la procedura per l'accesso agli enti pubblici è quella prevista già in Costituzione ma soprattutto parliamo di concorsi pubblici, concorsi e selezioni pubbliche. Quindi non possiamo inserire tout court personale di altri enti senza norme precise. È poco chiaro anche il trattamento economico perché non si capisce di quale contratto e a quale comparto si possa fare riferimento. Ma voglio esaminare ancora un altro aspetto che è quello che richiamava prima il mio collega Tedde nel senso che dovete chiarire se volete rispettare i principi delle dichiarazioni del presidente Pigliaru, ma io vi dico anche che forse dovete chiarire quanto fece la precedente Giunta sempre di centrosinistra quando diede una grande impronta a Sardegna Ricerche, ma soprattutto approvò la legge numero 7, che è una legge che in questi anni ha dato un valore importante alla ricerca fatta in Sardegna e soprattutto è diventata veramente a tratti il fiore all'occhiello proprio nella materia dell'innovazione e della ricerca. Non lo dico io, lo dicono i dati e credo anche, assessore Paci, che non potrà non ricordare quanto l'Università di Cagliari in particolare pretendeva - e uso proprio questo termine: pretendeva - si destinasse alla ricerca di base, alla ricerca in generale a scapito anche di altre cose con la legge numero 7. Oggi vedo che avete cambiato idea, oggi ciò che chiedeva il presidente Pigliaru allora è venuto meno. Possiamo anche pensare che ci siano delle difficoltà economiche, ma ce n'erano di finanziarie ben più gravi quando invece abbiamo destinato milioni per questa ricerca, e quindi credo probabilmente avete cambiato idea oppure se non credete più in questo abbiate il coraggio di dire che la legge numero 7 va cassata perché così è un pasticcio, così è una sorta di antipasto a non so cosa perché lei sa benissimo quanto avete destinato quest'anno, praticamente il nulla. E allora dico pur condividendone la ratio di una razionalizzazione e riorganizzazione, credo che sia stata fatta assolutamente molto male e in fretta. Tra le altre cose non abbiamo avuto modo su questa legge di sentire nessun rappresentante delle categorie, nessuna organizzazione sindacale, abbiamo avuto un provvedimento d'emblée da approvare di corsa e senza neanche poter discutere, e quindi sostanzialmente crediamo che anche nel metodo del confronto sia mancato qualcosa. E speriamo davvero intanto di migliorarlo adesso in Aula questo provvedimento, ma poi anche che nel futuro non ci siano delle difficoltà proprio perché, Assessore le ripeto, sia per quanto riguarda posizioni del personale di altri enti, che per quanto riguarda posizioni giuridiche, e quindi la natura giuridica di altri enti pubblici che abbiamo all'interno del pianeta Regione, credo che dovremmo fare ancora uno sforzo per razionalizzare al meglio, e quindi sostanzialmente sarebbe stato più opportuno aspettare. E guardi noi non facciamo di certo una questione di rappresentanze politiche o istituzionali, il discorso degli organi si va verso quella direzione, sulla monocraticità, e quando è possibile lo condividiamo. Quindi non stiamo facendo un discorso da questo punto di vista, però sinceramente crediamo che uno sforzo migliore si doveva fare, proprio perché stiamo parlando, perlomeno per noi, di un ente che rappresenta la mission fondamentale della Regione Sardegna agli occhi di tutti nella materia della ricerca e dell'innovazione. E non possiamo continuare a nasconderci dietro bellissime manifestazioni, o pochi centesimi per una ricerca che di fatto non sarà neanche poi né una ricerca di base, né una ricerca che porterà a dei progetti compiuti, se è vero com'è vero quell'impostazione che avete voluto dare non più tardi di questa settimana all'incontro con la Consulta della ricerca. Noi siamo disponibili a migliorarlo, ve l'abbiamo dimostrato anche con i nostri emendamenti, ma soprattutto con le nostre preoccupazioni. Ci auguriamo che da questa legge non scaturiscano veramente delle situazioni di difficoltà che hanno riguardato, ne ricordo una fra tutte, la posizione anche della Hydrocontrol che non è stata di certo una vicenda felice, e soprattutto crediamo che oggi siccome proprio dalla Corte dei Conti, dalla Unione Europea, che voi citate per quanto riguarda gli aiuti di Stato e la concorrenza, vengono degli indirizzi ben precisi, ma io dico soprattutto dalla 165 del 2001, nonché da tutte le regole per le assunzioni di personale, credo che se...
È iscritto a parlare il consigliere Stefano Tunis, che non è presente in Aula quindi la sua iscrizione decade.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Sì, mi pare che tutta la gente oggi sia preoccupata più dei problemi che marciano al di fuori di quest'Aula che di quelli che sono i problemi inerenti la norma che stiamo discutendo, e forse anche a ragione perché ci sono delle eventuali turbolenze… io posso anche cedere la parola subito!
PRESIDENTE. Onorevole Dedoni, possiamo fare una deroga, perché quando iniziano a parlare i Capigruppo solitamente poi non possono più intervenire i consiglieri. Purtroppo l'onorevole Tunis non era in Aula, interverrà per dichiarazione di voto. Prego.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Gli farà la delega il suo Capogruppo.
Dicevo che probabilmente queste turbolenze che riguardano la composizione dell'organo, che attualmente lavora, qualche problema lo crea e forse lo creerà al di là delle notifiche o non notifiche. E io pregherei ciascuno di noi di fare una sana riflessione! Detto questo, ho apprezzato l'onorevole Comandini che ci ha fatto un excursus generale di quelle che sono le attività di riforma che questo nuovo ente dovrebbe proporre. Riforma nel senso di poter dare un impulso all'attività di ricerca. Io non la vedo così, anche perché di per sé un ente difficilmente innova se stesso, ancorché si rinnovi nella strutturazione dell'essenza giuridica che ad esso si addice. Infatti le riforme serie vanno viste in un contesto molto più ampio e purtroppo…
Presidente, io posso smetterla anche subito!
PRESIDENTE. Scusate colleghi!
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Dicevo che le riforme non vanno fatte a spezzatino come questa Giunta e questa maggioranza, per riprendere i termini usati dall'onorevole Comandini, propone. Infatti ci deve essere un'organica volontà che si estrinseca in quella che è la riforma complessiva degli enti e di quelli che sono gli effetti che gli enti rinnovati possono dare, e quindi influire su quello che è lo sviluppo e la capacità quindi di creare attrazione in tutto il sistema Sardegna.
PRESIDENTE. Scusate, colleghi, per chiacchierare fuori!
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). No, ripeto che oggi l'Aula è più distratta di sempre, perché girano più che gli interessi relativi ad una riforma che dovrebbe essere seria, a quelli che sono invece gli argomenti, pur di innovazione, relativi a quella che è la composizione del collegio dell'Aula del Consiglio regionale.
Allora dicevo che una seria riforma non può essere attagliata ad una specifica agenzia o ad uno specifico ente qualunque esso sia, ma vanno viste le correlazioni. Se non c'è questo, che cosa è? Faccio un esempio per tutti. Questo è un soggetto che dovrebbe produrre innovazione tecnologica sotto tutti i profili, e quindi queste possibilità di avere innovazione in Sardegna non la vogliamo far applicare alla Sardegna? Non vogliamo poter dare alla Sardegna la capacità di usarle prima e subito? Non può esserci per esempio legato all'insieme il discorso dell'attività di attrazione d'impresa? Io credo che quando si parla di Silicon Valley si tenga presente che ci sono i punti di ricerca, ma ci sono anche i punti di attrattività industriale, e tutt'intorno c'è l'industria che è un indotto, sotto certi aspetti, di quella che è la propulsività dell'innovazione tecnologica. Se io non ho in testa questo e quindi faccio una seria riforma su quelli che sono per esempio gli aspetti che toccano la Sardegna, e invito tutti a pensare ai consorzi industriali al di là del legame che possano avere con questa nuova entità, o con la vecchia entità, e quali attività di attrattività industriale essi abbiano fatto sino ad oggi. Hanno forse fatto attrattività? A me pare che di imprese ce ne siano poche, anzi pochissime, e tra l'altro guasta feste e guasta territori. Io credo che bisogna rifletterci con attenzione! Ci sono consorzi industriali che altro non sono che un agglomerato di attività commerciali e, quando va bene, qualche attività artigianale. Allora noi abbiamo una grande capacità che è quella data oggi dal sistema Pula, e qual è la ricaduta in Sardegna? Qual è la capacità di innovare il sistema produttivo sardo, e quindi a ricaduta l'occupazione in Sardegna? Quando si fanno le riforme si fanno in maniera seria, non a spezzatino, non perché mi innamoro di una cosa, o perché devo togliere un sistema politico che non mi piace e sostituirlo con un altro, spero che non sia questo il caso, anzi credo che non lo sia, ma bisogna vedere tutte le ricadute e tutti quelli che sono i mali che ne possono derivare. Io potrei fermarmi a questi due ragionamenti perché non voglio e non mi sento di dire altro se non quello di confermare la necessità che ci sia un salto di qualità nella Giunta e nella maggioranza perché governate voi oggi. La Sardegna ha bisogno di quello che fate in positivo, non in negativo, non perché volete sostituire Tizio a Caio o perché volete sostituire una formulazione d'azienda con un'altra, ma perché si vuole dare respiro a quest'Isola, perché si vuole che quest'Isola non sia Ottana dove le pecore diventano nere! Non sia quello che ha lasciato a Porto Torres l'ENI, perché non sia quello che lascerà la Saras giù nel Sud della Sardegna e tutto il resto. Allora innovazione, nuova cultura d'impresa, un legame diretto con quella che è l'economia veramente diversa della Sardegna. Non ci si immagina queste cose? Si pensa che un restyling tranquillo e dire che dando soggettività a quel tipo di azienda risolva i problemi? Ecco perché mi accaloro, perché mancano i temi di fondo di quelle che sono le prospettive per un futuro diverso per la nostra Isola. La competitività non si ha riportandoci in miniere, la competitività non si ha producendo intelligenza all'interno di Pula e magari facendola trasformare altrove, la si ha realizzando in Sardegna quelle che sono le possibilità di sviluppo di quella nuova intelaiatura genetica che si vuole dare con la capacità di innovare in maniera seria e rigorosa la tecnologia. Noi abbiamo punte di eccellenza che neanche noi conosciamo, addirittura abbiamo delle strutture che collaborano con la NASA, ma sono cose piccolissime e tra l'altro, Assessore, slegate dal sistema Pula. Dico che abbiamo delle eccellenze, e potrei raccontarne di diverse e le stiamo perdendo lontano da quello che dovrebbe essere la fucina, quello che dovrebbe ricreare un polmone attivo, nuovo, diverso per far sì che una produttività e una produzione industriale alternativa e nuova possa essere di sviluppo e quindi di occupazione in una Sardegna che è dolorosamente toccata dalla crisi.
TUNIS STEFANO (FI). Stavo cercando, scorrendo la norma, di imbastire un ragionamento che deve necessariamente partire dal curioso modo che avete di dare delle priorità alla vostra azione politica. Abbiamo tracciato tante volte il quadro di una Regione e di un'economia in profonda crisi, di una comunità sarda che sta vivendo un progressivo scollamento, delle difficoltà enormi, e la Giunta regionale e il Consiglio regionale sono impegnati a modificare la natura giuridica di un consorzio già trasformato in ente che è già ente regionale, che però deve diventare agenzia. È difficile cercare di intuire cosa sia sotteso rispetto a questa iniziativa perché non si coglie dal testo cosa effettivamente cambi nella sostanza, cioè qual è l'azione che con maggiore capacità propulsiva, che con maggiore capacità operativa effettivamente questo ente che diventa agenzia possa acquisire, È legittimo da parte nostra, credo, il sospetto, Presidente del Consiglio, colleghi, Presidente della Giunta delegato, che ciò che c'è alla base di questa iniziativa sia insolito, l'ennesimo regolamento di conti tra gli eletti del Partito democratico e il loro Segretario perché si proceda evidentemente nella damnatio memoriae che abbiamo già vissuto dell'operato della Giunta Soru con la cancellazione di Sardegna Promozione e quindi comunque superare ciò che viene da quell'esperienza politica, cosa che abbiamo detto in gran parte potrebbe essere condivisibile. Francamente se alla base di Sardegna ricerche esisteva il tentativo di intermediare e di coniugare l'esperienza dell'investimento privato con l'expertise, con ciò che poteva venire come spinta propulsiva della pubblica amministrazione, con questo si torna profondamente indietro, nella sostanza non si modifica la mission, non si modifica l'organizzazione aziendale, ci domandiamo cosa si modifica? Cosa c'è alla base di questo? È legittimo il sospetto che oltre che superare l'era dell'amministrazione Soru ci sia la necessità di aggredire l'ennesima posizione. Qui si opererà probabilmente da subito con l'ennesimo commissariamento o probabilmente con la nomina di un altro manager, e sarà imbarazzante, come purtroppo sta risultando imbarazzante anche in altri vitali settori dell'amministrazione, il confronto tra quella classe manageriale che voi avete annunciato avrebbe alzato l'asticella e i risultati che essa produce in rapporto alla classe manageriale che c'era prima. Questo imbarazzo, che noi vinciamo nel non ficcare sempre e costantemente il dito nella piaga, però diventa evidente non solo agli addetti ai lavori ma anche ai cittadini, quando i risultati miserrimi prodotti da questa amministrazione poi diventano il vero patrimonio comune. Ora mi domando, se nulla cambia nella sostanza dell'azione di questa agenzia, se soltanto l'elemento strettamente giuridico della sua composizione è quello di cui andiamo a discutere; se, come mi risulta dalle informazioni che vengono dalla cortesia degli Assessori regionali piuttosto che dal fatto che stanno redigendo degli emendamenti a riguardo, non si modifica neppure la condizione dei lavoratori; se quindi abbiamo la stessa azione, abbiamo un'agenzia che è sottoposta agli stessi controlli amministrativi dell'ente Sardegna Ricerche, se la condizione contrattuale è la medesima e di conseguenza non è neanche possibile utilizzare gli stessi parametri che si utilizzano per l'organizzazione e la valutazione del personale della Regione, per questi dipendenti, se nella sostanza nulla cambia a cosa serve impegnare il Consiglio su questa norma? Io credo che il grande tema che ci aspettiamo di sciogliere alla fine di questa discussione sarà proprio questo: cosa se non superare Soru? Cosa se non sostituire l'attuale management sta impegnando la Giunta regionale e il Consiglio regionale? Cosa dopo un anno e mezzo di legislatura distingue questo da tutto il percorso alle nostre spalle di semplice occupazione del potere? Cosa hanno portato in termini di competenza tutti i professori che sono venuti da una delle peggiori università d'Italia a dare una mano alla nostra politica se non occupazione del potere? Si indignò qualcuno quando dissi che stavamo andando a chiedere aiuto a chi aveva abbondantemente dimostrato di non essere in grado di amministrare neppure se stesso. Mi domando, rispetto a questa funesta previsione, cosa ci sia di diverso oggi nel constatare dopo un anno a mezzo che a parte occupare qualche piccola posizione di potere altro non si è fatto. Mi domando, se non la vostra cortesia, la vostra disponibilità, quale sia stato l'alto contributo al miglioramento della politica regionale se non quello di prestare la propria faccia a operazioni di potere.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare, l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'obiettivo di questa legge - mi dispiace, onorevole Tunis, stiamo facendo perdere tempo a lei, spero che questo suo pensiero non sia condiviso dal resto dell'Aula - è molto semplice: riordinare un tema importante, e mi pare che sia condiviso che il tema della ricerca e dell'innovazione tecnologica sia importante, ridefinendo la natura giuridica di Sardegna Ricerche. L'abbiamo detto, un consorzio, non è più consorzio da tantissimi anni; la Corte dei conti più volte ha detto: "Non è più un consorzio, adeguate le norme, adeguate lo statuto". E a questo punto approfittiamo per ridefinire la missione prioritaria negli articolati e la struttura di governo. È molto semplice, non c'è nessuna occupazione di potere. Io ho sentito alcuni consiglieri della minoranza, anche il relatore di minoranza, onorevole Rubiu, che avevano queste paure. Se fossimo stati interessati a occupare il potere voi capite che avremo previsto un altro CdA, un altro comitato di indirizzo, e l'avremmo nominato noi come è ovvio che sia, è la Giunta che fa le nomine. Non prevediamo nessun comitato, nessun CdA, non prevediamo nessun comitato di indirizzo, quindi stiamo rinunziando, la Giunta, la nostra maggioranza, a occupare il potere, stiamo rinunziando. Rimane un direttore generale per la gestione e un revisione dei conti, al posto dell'intero collegio, quindi se c'è una chiara dimostrazione che non siamo interessati all'occupazione del potere è esattamente questo disegno di legge. Disegno di legge che io ho colto alcune osservazioni della minoranza, in particolare alcune osservazioni dell'onorevole Rubiu, alcune osservazioni dell'onorevole Zedda, li ringrazio, perché effettivamente l'articolo sul personale andava precisato; trovate un emendamento della Giunta che riscrive l'articolo sul personale e chiarisce esattamente quelle preoccupazioni che sono state poste dalla minoranza e che sono state poste anche dalla nostra maggioranza, dallo stesso relatore, onorevole Manca. Non c'è alcuna intenzione di trasformare gli attuali dipendenti di Sardegna Ricerche in dipendenti regionali col contratto regionale, questo deve essere chiaro, era chiaro nelle intenzioni, probabilmente non era scritto nel modo adeguato; il confronto in Aula anche con la minoranza serve a questo. I dipendenti mantengono il contratto che hanno, che è quello dei dipendenti bancari, il contratto dei bancari. Si tratta di una trasformazione di un ente pubblico in un'agenzia pubblica, di un consorzio pubblico in un'agenzia pubblica, di un consorzio pubblico a totale proprietà regionale, quindi sarebbe sbagliato fare dei paralleli con altri consorzi di natura pubblica ma non sotto il controllo totale della Regione. Quindi io penso che siano superate anche quelle perplessità di carattere di legittimità che venivano sollevate. Quindi complessivamente facciamo un passo avanti nella riorganizzazione di un ente, di una agenzia nella quale tutti quanti crediamo e il fatto che crediamo è stato dimostrato anche in questo anno e mezzo di utile collaborazione tra l'attuale management di Sardegna Ricerche e l'Assessore. Ho partecipato a tantissime iniziative insieme alla presidente di Sardegna Ricerche, iniziative di successo, riconoscendo il lavoro positivo che è stato svolto.
Sardegna Ricerche e le sue partecipate, CRS4, Porto Conte Ricerche e IMC, è una realtà regionale che, come veniva ricordato anche dall'onorevole Comandini, viene invidiata da tanti. Se noi pensiamo ai cluster innovativi che ormai sono una realtà in Sardegna, a partire chiaramente dalla ICT ma continuando col biomed, continuando con l'agroalimentare, sappiamo che buona parte dell'innovazione tecnologica proviene dalle azioni di diffusione che sono partite da Sardegna Ricerche e dalle sue controllate che cercano di veicolare nel sistema produttivo anche la buona ricerca che viene fatta in Sardegna e a livello nazionale e internazionale. Quindi, ripeto, un disegno di legge semplice che con gli emendamenti presentati dalla Giunta, che raccolgono una serie di indicazioni che provengono anche dalla minoranza, serve a mio avviso per rafforzare un pezzo importante del sistema dell'innovazione in Sardegna.
Onorevole Anedda ha chiesto la parola dopo l'intervento dell'assessore Paci. Bisognava chiedere la parola in un primo momento. Onorevole Anedda abbiamo messo in votazione solo il passaggio agli articoli. Adesso dichiaro…
(Interruzione del consigliere Fabrizio Anedda)
Ha chiesto la parola una volta che io avevo già aperto la votazione, così com'è stato fatto nelle passate volte.
Trasformazione del consorzio "Sardegna ricerche"
nell'agenzia regionale "Sardegna ricerche" e finalità
4. All'agenzia si applica la normativa contabile prevista per l'Amministrazione regionale e gli enti regionali nonché la normativa regionale in materia di controlli.)
ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Volevo intervenire prima, per dire che non ho niente da aggiungere alla relazione dell'onorevole Manca sul disegno di legge sulla trasformazione ovvia in agenzia del consorzio per l'assistenza alle piccole e medie imprese. E dichiaro il mio voto favorevole. Qualche riflessione da imprenditore sul ruolo Consorzio 21 prima e Sardegna Ricerche oggi, nel dare servizi alle imprese, lo vorrei dare. I servizi alle imprese negli ultimi anni sono stati sempre meno, forse sono migliorati in questi ultimi due o tre anni, come diceva anche l'Assessore, ma intanto l'ente continua ad assorbire molte risorse dal bilancio regionale destinate al lavoro. Perché dal bilancio, i soldi per l'ente Sardegna Ricerche vengono presi dal lavoro, dai soldi destinati al lavoro, e c'è uno squilibrio tra i costi dell'ente e i servizi alle imprese. Auspico che con il passaggio sotto il controllo diretto dell'Assessorato alla programmazione ridiventi opportunità di sviluppo per il sistema imprenditoriale, secondo la mission iniziale del Consorzio 21, e auspico che le professionalità presenti all'interno dell'ente vengano utilizzate al meglio anche nell'aiutare le imprese a utilizzare i fondi europei, che è una cosa che penso sia importante.
PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, chiedo la votazione nominale.
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Forma - Lai - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.
Risponde no il consigliere: Fasolino.
Il numero legale è 27.
OPPI GIORGIO (Area Popolare Sarda). Su quale base è 27?
PRESIDENTE. Onorevole Oppi, risulta 27 sulla base dei conteggi che sono stati effettuati sulla base dei congedi.
PITTALIS PIETRO (FI). Solo per dare atto che il mancato voto dell'opposizione è per ragioni politiche e non è da ascrivere ad assenza ingiustificata.
l) compie ogni atto utile al perseguimento delle finalità di cui all'articolo 1.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto parlare su questo articolo, lo metto in votazione.
Permane la richiesta di votazione elettronica?
Prendo atto che il consigliere Oppi ha votato contro.
Rispondono no i consiglieri: Carta - Cherchi Oscar - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Floris - Locci - Oppi - Pinna Giuseppino - Pittalis - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Tunis - Zedda Alessandra.
3. Fino all'approvazione del nuovo statuto, l'agenzia "Sardegna ricerche" conserva lo statuto e i regolamenti interni vigenti del Consorzio per l'assistenza alle piccole e medie imprese "Sardegna ricerche" alla data di entrata in vigore della presente legge.)
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, più che altro per porre alcune osservazioni, ma forse anche richiedere qualche risposta da parte dell'assessore Paci.
Intanto volevo chiedere: lo statuto sarà approvato a seguito di deliberazione della Giunta regionale, quindi sarà un atto meramente esecutivo, volevo chiedere se il Consiglio darà il parere ovviamente come una delibera ordinaria, e poi, soprattutto mi pongo dei dubbi sul comma 3, dove voi dite sostanzialmente che fino all'approvazione del nuovo statuto l'Agenzia conserva lo statuto e i regolamenti interni vigenti del Consorzio per l'assistenza alle piccole e medie imprese, però io a questo punto vorrei capire se possono insorgere delle discrasie tra questa norma che dovremo andare ad approvare e le posizioni giuridiche sia degli organi che poi ovviamente tutto ciò che riguarda i contenuti giuridici della stessa norma, in relazione allo statuto precedente. Quindi, Assessore, le chiederei se dopo, magari nella replica oppure ora intervenendo, può darci qualche chiarimento anche in ordine ai tempi e alla metodologia per l'approvazione dello statuto.
TUNIS STEFANO (FI). Presidente, mi domandavo, in relazione anche a quello che diceva in replica l'assessore Paci, cosa si intenda quando si dice che la struttura organizzativa dell'agenzia Sardegna Ricerche è disciplinata dalla presente legge e dai principi della legge regionale numero 31 che disciplina l'organizzazione degli uffici della Regione. Di conseguenza era legittimo da parte nostra il dubbio che ci fosse qualche confusione rispetto all'inquadramento del personale, perché mi domando come a del personale che invece rimane inquadrato con un contratto collettivo che è diverso da quello dei dipendenti del comparto Regione si possa applicare la disciplina che invece è propria delle risorse a cui viene applicato questo contratto. È vero che ha ammesso l'assessore Paci che forse non era scritto benissimo all'origine che non si intendeva inquadrare questo personale all'interno del personale della Regione, ma io credo che in realtà sia scritto in maniera orrenda, cioè si è partiti pensando di inquadrare questo personale all'interno del personale della Regione, salvo poi fare, su nostra sollecitazione, precipitosamente marcia indietro, però lasciando questo comma 1 dell'articolo 3 che francamente si presta ad una notevole confusione. Mi domando se posso proporre un emendamento orale rispetto a questo, se posso proporre un soppressivo del comma 1 dell'articolo 3, perché mi pare vada assolutamente in contrasto con quanto dichiarato dall'assessore Paci.
CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, molto brevemente. L'Aula è stata chiamata ad esprimersi su questo disegno di legge, ben due Commissioni hanno lavorato però qui, Assessore, in questo articolo 3 non c'è nessun passaggio che preveda un ritorno per l'approvazione definitiva in Commissione di un passaggio molto importante: si sta approvando lo statuto della costituenda agenzia. E poi non c'è nemmeno un riferimento temporale: al comma 2 si dice che, va bene, lo statuto è approvato con decreto del Presidente della Regione, ma non viene dato assolutamente un timing nel quale poter immaginare che per esempio entro 30 giorni o entro 60 giorni dalla data di approvazione della legge questo possa essere in via definitiva previsto, quindi faccio riferimento alle cose che lei ha detto però mi pare che ci sia anche un po' di confusione fra l'impianto complessivo della norma e soprattutto questo articolo 3 che mi sembra povero di alcuni riferimenti che ritengo invece debbano essere previsti in questa fase.
SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Lo dicevo anche nella discussione generale, in realtà la replica dell'Assessore ha concluso per una rettifica solo parziale rispetto al tema del personale, perché mentre da un lato si dice che ci sarà il mantenimento della natura contrattuale che i dipendenti hanno attualmente, dall'altro, in una miriade di articoli, vi sono passaggi che lasciano invece intravedere un assetto completamente diverso, cioè che questo personale sia comunque assoggettato alla disciplina della legge regionale numero 31, per cui mi associo senz'altro alla proposta di emendamento orale del collega Tunis e vorrei fare anche una piccola osservazione sul comma 2. È vero che da alcuni anni è invalso il malvezzo di considerare gli statuti e l'istituzione delle società regionali in Giunta - cominciò questo malvezzo con Sardegna.it nella tredicesima legislatura - però io continuo a ritenere che gli statuti delle agenzie e degli enti regionali siano atti di natura regolamentare, e in quanto atti di natura regolamentare dovrebbero essere di competenza di questo Consiglio, per cui vorrei richiamare l'attenzione anche degli Uffici da questo punto di vista per supportare l'attività legislativa di quest'Aula, per inquadrare in maniera precisa la natura dello statuto di una agenzia regionale, che non dovrebbe essere un mero atto di organizzazione, tant'è che la rubrica dell'articolo lascia intendere una cosa che è diversa. Lo statuto di un'agenzia regionale a mio avviso va inquadrato nel novero degli atti di natura regolamentare e dovrebbe essere di competenza esclusiva del Consiglio regionale, in forza dello Statuto. Quindi richiamerei l'attenzione sia della Presidenza che gli Uffici di supporto per chiarire anche questo aspetto.
Onorevole Tunis, rimane la richiesta dell'emendamento orale?
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Il voto ovviamente è contrario, però voglio fare una proposta all'assessore Paci se riusciamo quantomeno, visto che è venuta a mancare la possibilità di seguire le sagge indicazioni del collega Solinas, se almeno possiamo trovare una formula anche orale affinché lo Statuto, che di fatto è parte integrante e sostanziale della delibera, possa venire in Commissione per il parere di merito ordinario vincolante, come avviene appunto per tutti gli statuti.
PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non è mai stato così… per niente.
PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non mi pare che sia la prassi, quindi come sapete io ho sempre coinvolto al massimo livello il Consiglio, però è anche giusto non creare degli appesantimenti burocratici. Quindi lo statuto non è previsto dalla prassi che passi nelle Commissioni consiliari; quindi io penso che sia corretto lasciare così.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Non è così, e ve lo dimostro.
PRESIDENTE. Onorevole Dedoni, non ci sono altri iscritti a parlare…
SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Per dichiarazione di voto, io capisco l'esigenza di snellezza, ho detto in principio che è invalso da qualche tempo il malvezzo di ritenere gli statuti competenza delle Giunte regionali così come l'istituzione delle società della Regione partendo da Sardegna.it nella tredicesima legislatura. Ma non è che il malvezzo diventi norma, per cui rimango assolutamente della mia convinzione, richiamo per esempio l'attenzione sulla norma legge regionale numero 37 del 1987, gli enti regionali per il diritto allo studio universitario gli statuti si approvano in quest'Aula. Non parteciperò alla votazione pertanto perché ritengo un vulnus il fatto di delegare una competenza su un atto regolamentare, che statutariamente compete a questo Consiglio, alla Giunta regionale.
Prendo atto che i consiglieri Lai, Pizzuto, Solinas Antonio e Usula hanno votato a favore e che il consigliere Oppi ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Forma - Lai - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.
Rispondono no i consiglieri: Cherchi Oscar - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Floris - Locci - Oppi - Pinna Giuseppino - Rubiu - Tedde - Tocco - Tunis - Zedda Alessandra.
b) il revisore dei conti.)
TUNIS STEFANO (FI). Presidente, mi domandavo non avendo notizie specifiche rispetto all'organizzazione della costituenda agenzia, se vi siano delle figure dirigenziali, non mi pare di ricordare che vi siano figure dirigenziali. Questo lascerebbe intendere che si sta creando una struttura che accorpa nella funzione di direttore generale in realtà, così come anche per qualche ente, la figura del direttore di servizio. Come sappiamo il direttore generale soltanto in via straordinaria può procedere al pagamento. Soltanto in via straordinaria, eccedendo i propri compiti di direttore generale, può svolgere anche la funzione di direttore servizio. Ora mi domando se nell'organizzazione di questa struttura, che poi invece ha degli area manager consolidati, cioè delle figure che hanno agito e agiscono con grande autonomia, questo dovesse essere ribaltato e se fosse così come eventualmente sarebbero delegabili delle funzioni proprie di un dirigente della pubblica amministrazione a dei dirigenti che invece vanno a ricoprire questo ruolo attraverso il contratto di lavoro di un dirigente del settore privato o con un rapporto di lavoro privato. Mi domando se questo è stato approfondito o non sia il caso rispetto a questo di prendere un attimo di tempo perché l'organizzazione ex lege numero 31 e l'organizzazione dei dirigenti della pubblica amministrazione è materia ben diversa rispetto a quella dei dirigenti del settore privato.
Prendo atto che i consiglieri Busia e Lai hanno votato a favore, che il consigliere Pittalis ha votato contro e che la consigliera Forma si è astenuta.
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Lai - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Piscedda - Pizzuto - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.
Rispondono no i consiglieri: Crisponi - Pittalis - Tocco.
Si è astenuta la consigliera Forma.
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Solo per dichiarare che il non voto della minoranza è squisitamente politico.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 5. All'articolo sono stati presentati gli emendamenti sostitutivo parziale numero 9 e aggiuntivo numero 4.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5 e dei relativi emendamenti:
a) definisce gli obiettivi dell'agenzia in conformità degli indirizzi e delle direttive im-partiti dalla Giunta regionale ed è responsabile della loro attuazione;
4. L'incarico di direttore generale dell'a-genzia è conferito dal Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di programmazione.
5. Il direttore generale è scelto tra il personale dirigente del sistema Regione o, con procedura a evidenza pubblica, tra persone in possesso di comprovata esperienza e competenza pertinenti alle funzioni da svolgere, e che abbiano ricoperto, per almeno cinque anni, incarichi dirigenziali di responsabilità amministrativa, tecnica e gestionale in strutture pubbliche o private. (9)
Emendamento aggiuntivo Alessandra Zedda - Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis
All'articolo 5 comma 5 dopo la parola incarichi aggiungere la parola: "dirigenziali". (4).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pier Mario Manca, relatore.
MANCA PIER MARIO (Sovranità, Democrazia e Lavoro), relatore. Presidente, all'emendamento numero 9 il parere è favorevole, all'emendamento numero 4, invece, un invito al ritiro.
PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Abbiamo riscritto l'articolo 5 tenendo conto anche delle richieste e delle giuste osservazioni della minoranza, quindi l'emendamento numero 4 presentato dall'onorevole Zedda è di fatto già inglobato nell'emendamento numero 9 e quindi c'è un invito al ritiro sull'emendamento numero 4.
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, quello che ha appena dichiarato l'assessore Paci è vero, quindi l'emendamento viene ritirato. Però, Assessore, proprio per questo noi crediamo che l'articolo 5 sia, ovviamente come hanno anche fatto notare poc'anzi i colleghi, in particolare il collega Tunis, una forma di organizzazione, il direttore generale lei sa essere persona assolutamente importante ovviamente per l'agenzia, in particolare anche perché rappresenta di fatto l'ente anche all'esterno. Quindi, crediamo che la stessa attenzione con la quale poi, considerato che si dovrebbe andare verso un'applicazione dei principi della "31", anche il resto dell'organizzazione vorremmo che, se si tratta di ente pubblico regionale, potesse quantomeno sempre rispecchiare anche ciò che sono i requisiti richiesti anche per il personale della Regione e del comparto unico. Tra le altre cose, ci sembra assolutamente importante quello che è stato aggiunto, e cioè che la scelta possa avvenire in prima battuta con il personale della Regione, essendo ovviamente l'agenzia uguale alle altre agenzie, e se non ricordo male mi pare che tutti i direttori generali delle attuali agenzie siano dipendenti della Regione, tranne forse un caso, un unico caso. In prima battuta sarebbe assolutamente opportuno rivolgersi all'interno dell'ente Regione, e poi comunque certamente la selezione ad evidenza pubblica con la comprovata esperienza e qualifiche professionali ovviamente ci vede attenti e lo condividiamo.
PRESIDENTE. Poiché non ci sono altri iscritti a parlare, metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 9.
Prendo atto che la consigliera Busia ha votato a favore e che i consiglieri Dedoni e Tocco si sono astenuti.
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Demontis - Forma - Lai - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.
Rispondono no i consiglieri: Cherchi Oscar - Pinna Giuseppino - Rubiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Carta - Crisponi - Dedoni - Floris - Locci - Pittalis - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Tunis - Zedda Alessandra.
Metto in votazione l'articolo 5.
Prendo atto che il consigliere Tocco ha votato contro e che i consiglieri Carta e Floris si sono astenuti.
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Forma - Lai - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Tunis - Unali - Usula - Zedda Paolo.
Rispondono no i consiglieri: Cherchi Oscar - Locci - Pinna Giuseppino - Pittalis - Rubiu - Tedde - Tocco - Zedda Alessandra.
Si sono astenuti i consiglieri: Carta - Crisponi - Dedoni - Floris - Solinas Christian - Tatti.
PITTALIS PIETRO (FI). Sull'ordine dei lavori, Presidente. Ha fatto bene il collega Solinas a richiamare all'attenzione del Consiglio la questione che non può essere assolutamente sottovalutata sulla sentenza che modifica sostanzialmente anche i termini della composizione di questo Consiglio regionale. È solo per porre al Presidente della Giunta regionale attraverso l'assessore Paci intanto la domanda, perché noi abbiamo notizie informali, quindi se corrisponde al vero che la sentenza è stata già comunicata al Presidente della Giunta regionale, e se la risposta è affermativa le ragioni della mancata trasmissione eventualmente al Consiglio regionale, o se la sentenza è stata già trasmessa al Consiglio regionale dalla Presidenza della Giunta regionale.
La seconda questione, Presidente del Consiglio regionale, siccome il Consiglio regionale era costituito attraverso l'avvocato Massimo Falchi, voglio sapere se anche attraverso le procedure telematiche, attraverso la posta elettronica certificata sia stato comunicato l'intervenuto deposito della sentenza. Queste sono questioni a questo punto, per quanto riguarda l'opposizione, pregiudiziali per il proseguimento dei lavori. Vogliamo avere risposte chiare perché se la situazione non è modificata rispetto alle notizie che avevamo, noi abbiamo altre notizie però informalmente, e questo è da chiarire perché non si può equivocare su aspetti di questa portata e di questa delicatezza, e chiedo anche all'assessore Paci, che rappresenta la Giunta regionale. Questo è preliminare perché si possa proseguire serenamente nei lavori.
PRESIDENTE. Gli Uffici tuttora mi dicono che ancora al Consiglio non risulta notificata nessuna sentenza, al Consiglio ancora non risulta notificata. Alla Giunta, assessore Paci, se vuole rispondere lei?
PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per quanto riguarda la Giunta regionale do ovviamente assicurazioni che il presidente Pigliaru seguirà esattamente il dettato di legge. Io sono qua, non sono alla PEC, mi scusi, onorevole Pittalis, non sono l'addetto alla PEC della Presidenza della Giunta, quindi voglio dire…
(Interruzioni del consigliere Pietro Pittalis)
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, scusi, lasci finire.
PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io sto rispondendo con tutta tranquillità, sto dicendo che io sono qua, stiamo lavorando a un disegno di legge, e ovviamente non posso avere informazioni che non posso seguire, e le do ampia assicurazione che il presidente Pigliaru farà esattamente tutto ciò che deve fare, appena riceve la notifica la trasmetterà alla Presidenza del Consiglio regionale. Lei capisce che essendo qui il dono dell'ubiquità ancora non ce l'ho.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, se non ci sono obiezioni, sospendo la seduta per cinque minuti per fare gli accertamenti.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 14, viene ripresa alle ore 12 e 32.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Dopo le verifiche è emerso che formalmente ancora non è arrivata nessun tipo di notifica, quindi possiamo proseguire con la seduta.
Continuazione della discussione del disegno di legge: "Trasformazione in agenzia del Consorzio per l'assistenza alle piccole e medie imprese "Sardegna ricerche", istituito con la legge regionale 23 agosto 1985, n. 21 (Istituzione di un fondo per l'assistenza alle piccole e medie imprese, in attuazione dell'articolo 12 della legge 24 giugno 1974, n. 268 (202/A)
PRESIDENTE. L'emendamento aggiuntivo numero 4 all'articolo 5 è stato ritirato.
3. Il revisore dei conti dura in carica tre anni.)
TUNIS STEFANO (FI). Presidente, volevo sapere se in sede di coordinamento l'incongruenza che c'è tra l'articolo 5 e il comma 1 dell'articolo 3 vada in qualche maniera sanata, perché abbiamo detto che vengono acquisiti i principi e le regole della "31"; successivamente l'ultimo emendamento all'articolo 5 riporta una modalità di individuazione del direttore generale della costituenda agenzia che assomiglia, ma non è perfettamente coerente rispetto a quanto indicato dalla "31". Volevo sapere se rispetto a questo sarà il caso di trovare un modo di coordinarli.
PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Mi sembra che la sostanza sia assolutamente salvaguardata e nel caso ci fossero aggiustamenti proprio in sede di coordinamento tecnico saranno fatti.
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Forma - Lai - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Perra - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.
Si sono astenuti i consiglieri: Pittalis - Tocco.
Poiché non è presente il numero legale, dichiaro sospesa la seduta per mezz'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 35, viene ripresa alle ore 13 e 05.)
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Comunico che, come da accordi, è convocata la Conferenza dei Capigruppo immediatamente al sesto piano.
La seduta è tolta alle ore 13 e 06.