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Timestamp: 2019-05-24 03:46:41+00:00
Document Index: 63126599

Matched Legal Cases: ['art. 105', 'art. 1', 'art. 1', 'art.26', 'art. 52', 'art. 111', 'art. 111', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 651', 'art. 3', 'art. 295', 'art. 3', 'art. 75', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 17']

Può essere disposta, con riferimento ai predetti, la trasmissione degli atti al giudice di primo grado per un nuovo esame della controversia riguardante i sunnominati, ai sensi dell'art. 105, comma 1, del r.d. n. 1038 del 13.08.1933, secondo il quale "quando in prima istanza la competente sezione giurisdizionale si sia pronunciata soltanto su questioni di carattere pregiudiziale, su queste esclusivamente si pronunciano in appello le sezioni riunite", intendendosi per "questioni di carattere pregiudiziale" tutte le questioni non attinenti ai presupposti sostanziali della responsabilità: danno erariale, nesso di causalità tra il danno e la condotta del convenuto, dolo o colpa grave.
È devoluta alla giurisdizione della Corte dei Conti la domanda avente ad oggetto il risarcimento del danno erariale derivante dal mancato versamento alla P.A. da parte del concessionario delle somme riscosse per la vendita dei biglietti di accesso ai siti culturali.
La disposizione di cui all'art. 1, comma 233, della L. n. 266 del 2005 comporta - come riflesso processua... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...nzione del giudizio per cessata materia del contendere, ove risulti soddisfatta, sia pur nei limiti dell'importo fissato dalla Sezione ai sensi dell'art. 1, comma 232, della citata legge, la pretesa azionata dal P.M. contabile con conseguente venir meno della ragion d'essere sostanziale della lite.
Applicando, (in virtù del rinvio dinamico operato dall'art.26 del r.d.1038 del 1933, recante il vigente regolamento di procedura relativo ai giudizi innanzi a questa Corte,) il combinato dispost... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...t.167 e 183 c.p.c., tutte le domande e le eccezioni processuali e di merito non rilevabili di ufficio possono essere introdotte in giudizio nel rispetto dello sbarramento temporale costituito dalla prima udienza di trattazione che nel giudizio di responsabilità amministrativo-contabile coincide con l'udienza di comparizione delle parti, non potendo nelle udienze successive il thema decidendum subire più alcuna modificazione.
Tutte le domande e le eccezioni processuali e di merito non rilevabili di ufficio possono essere introdotte in giudizio nel rispetto dello sbarramento temporale costituito dalla prima udienza di trattazione che nel giudizio di responsabilità amministrativo-contabile coincide con l'udienza di comparizione delle parti, non potendo nelle udienze successive il thema decidendum subire più alcuna modificazione.
La possibilità del convenuto di far valere un rapporto di garanzia nell'azione di responsabilità deve essere rapportata alle attribuzioni giurisdizionali della Corte dei conti in materia di contabilità pubblica, che si pronuncia sull'azione proposta dalla competente... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...r il ristoro del pregiudizio erariale cagionato da soggetti che esercitano funzioni pubbliche (art. 52 del R.D. n. 1214/1934); per converso, le controversie relative a rapporti di natura privatistica rientrano nella sfera giurisdizionale attribuita al Giudice Ordinario.
Vanno ritenuti ammissibili avanti la Corte dei conti sia l'intervento adesivo principale da parte dell'Ente di appartenenza del convenuto (che cioè pretenda di escludere una concorrente responsabilità dell'agente) sia l'intervento adesivo autonomo, nel riflesso che in tali casi si introdurrebbe un elemento nuovo nel giudiz... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...
In presenza di un interesse qualificato e concreto, è ammissibile un intervento ad adiuvandum dell'azione obbligatoria del P.M. contabile, ma non è ammissibile chiedere la condanna alla refusione di un danno che quest'ultimo non abbia contestato.
Se da un lato il Procuratore Regionale della Corte dei Conti vede attribuito un ampio potere discrezionale nell'esercizio delle sue funzioni, dall'altro lato tale potere discrezionale deve essere esercitato in presenza di fatti o di notizie che facciano presumere comportamenti di pubblici funzionari ipoteticamente configuranti illeciti produttivi di danno erariale e deve essere diretto ad acquisire atti o documenti precisamente individuabili, di modo che l'attività del Procuratore cui tali richieste ineriscono non possa essere considerata come un'impropria attività di controllo generalizzata e permanente.
Le regolamentazioni di garanzia per la gestione dei beni immobili degli enti locali previste dall'ordinamento giuridico, quali la tenuta degli inventari ed il confluire delle relative evidenze gestionali nel conto del patrimonio da sottoporre ad approvazione nel quadro del... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... d'esercizio, portano ad escludere l'obbligo della resa del conto giudiziale da parte del soggetto incaricato della gestione dei beni immobili suddetti.
A fronte del supposto danno erariale, al Procuratore regionale spetta di indagare sull'apporto causale e di valutare l'elemento soggettivo, dolo o colpa grave, insito nelle condotte tenute dai presunti responsabili legati all'amministrazione da un rapporto di servizio, chiamando in giudizio quelli ritenuti meritevoli della condanna risarcitoria per la parte di pregiudizio cagionato; al giudice contabile invece spetta di giudicare la parte citata e nel fare ciò gli compete anche il potere di modulare, nel caso, il quantum debeatur, anche in considerazione delle condotte dei soggetti estranei al processo qualora dovesse emergere che anche con le loro condotte vi abbiano preso parte.
In materia di danno erariale, il limite oltre il quale al giudice non è consentito andare è rappresentato dall'importo del petitum indicato nell'atto di citazione e non dalle modalità con cui l'attore riterrebbe equo determinarlo e ripartirlo, spettando al giudice l'esclusiva competenza di decidere sul punto.
In applicazione del principio della corrispondenza tra chiesto e pron... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...sato dall'articolo 112 c.p.c., il potere sindacatorio riconosciuto al giudice contabile non consente di pronunciarsi in ordine ad un maggiore importo di danno; la domanda risarcitoria della Procura e la relativa quantificazione del pregiudizio operata nell'atto di citazione sono infatti limiti inderogabili nel caso di una decisione di condanna.
Nel giudizio contabile l'organo giudicante non può né deve essere chiamato ad un'opera di supplenza probatoria delle carenze in tal senso emergenti dalla dedotta pretesa; ciò sia in conseguenza della palese genericità, contraddittoria e palmare insufficienza probatoria dell'atto scritto, introduttivo del giudizio, che dell''assenza di apporto esplicativo in sede di udienza dibattimentale.
Nell'ambito del giudizio contabile la ricerca delle prove, c.d. potere sindacatorio istruttorio del giudice, il cui fondamento si rinviene nell'indisponibilità (integrità dell'erario) dell'interesse tutelato, deve essere contemperato con i principi del giusto processo di cui all'art. 111 Cost., per cui tale potere è corretto e conforme al canone della terzietà, solo allorquando il giudice acquisisce al processo elementi probatori già in qualche modo desumi... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...cipio di prova) dalle prospettazioni di parte.
Anche dopo la modifica dell'art. 111 Cost., ex legge cost. 23.11.1999 n. 2 introduttiva dei principi del "giusto processo", permane in capo al giudice contabile il c.d potere sindacatorio, sia sotto il profilo dell'assunzione dell'iniziativa in tema di formazione del contraddittorio, sia sotto quello dell'integrazione delle prove offerte dalle parti e dell'esercizio di attività istruttoria.
RESPONSABILITÀ CONTABILE --> GIUDIZIO CONTABILE --> POTERE SINDACATORIO --> DISCREZIONALITÀ AMMINISTRATIVA
Non esiste e non è invocabile, quale limite al potere giurisdizionale della Corte dei Conti, la cd. "riserva di amministrazione" se non quando l'agente pubblico invochi (e provi in giudizio) una pluralità di scelte alternative, tutte parimenti legittime; al di fuori di tali ipotesi, quando venga in rilievo la prospettazione di condotte illegittime, al giudice contabile è dato poter sindacare la legittimità e la congruenza della scelta operata rispetto al fine pubblico da raggiungere, al fine di stabilire se all'esborso economico, che ne è derivato, corrisponda un'utilitas per la collettività o per l'ente.
La ma... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...n obbligo di trasmissione del conto giudiziale alla Corte dei Conti non esclude che gli enti locali possano e debbano prevedere, nell'esercizio della loro autonomia organizzativa, le più opportune forme di rendicontazione afferenti alla gestione dei beni immobili, individuando i soggetti consegnatari responsabili della corretta conservazione e manutenzione di tali beni.
L'insindacabilità della scelte amministrative non esclude la verifica giudiziale sul corretto esercizio del potere discrezionale ovvero la valutazione sulla circostanza che il pubblico amministratore, nella scelta tra le varie possibilità anche se tutte lecite abbia optato per quella più opportuna.
Non sono sottratti alla cognizione del giudice contabile gli atti in cui risulti comprovato ex ante e confermato ex post un evidente carattere di dannosità per l'ente pubblico ed, eventualmente, di perseguire interessi diversi da quelli previsti dalla legge; di converso sono sottratti al suddetto sindacato gli atti, pur eventualmente censurabili, che riflettono un "normale" esercizio di discrezionalità.
La discrezionalità amministrativa è insindacabile, ai sensi della legge n. 20/1994, con il limite, peraltro, del ri... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...principi di logica, imparzialità e ragionevolezza, i quali devono sempre reggere l'attività amministrativa. Ne deriva che il magistrato contabile non solo può, ma deve verificare se le motivazioni che sorreggono la scelta siano idonee a supportare il provvedimento adottato avuto riguardo a ragioni di economicità, opportunità e legittimità.
La cognizione della Corte dei conti riguarda, in linea di massima, anche le scelte discrezionali dell'amministrazione, per verificare se esse siano coerenti con i principi di imparzialità e buon andamento dell'azione amministrativa, ovvero comportino l'adozione di scelte arbitrarie e diseconomiche: in particolare, la Corte dei conti ben può sindacare gli atti amministrativi, senza che sia di ostacolo il divieto riguardante il merito delle scelte discrezionali.
In caso di attività amministrativa discrezionale, che si distingue da quella vincolata per la possibilità di scelta tra più comportamenti leciti, il Giudice contabile dovrà verificare, con giudizio ex ante, se la scelta operata corrisponda di per sé a criteri generali di logica e ragionevolezza.
Con una recente innovazione normativa che ha escluso l'insi... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...agrave; nel merito delle scelte discrezionali, il legislatore ha voluto evitare che il magistrato, attraverso una valutazione delle scelte discrezionali, realizzi una valutazione nel merito e si trasformi in "giusto amministratore", con ingerenza eccessiva nelle scelte politiche ed eccessivi rigorismi nelle valutazioni dei comportamenti degli amministratori pubblici.
Il giudice contabile può e deve verificare la compatibilità delle scelte amministrative con i fini pubblici dell'ente; ma una volta accertata tale compatibilità, l'articolazione concreta e minuta dell'iniziativa intrapresa dall'amministratore rientra nell' ambito di quelle scelte discrezionali per le quali il legislatore ha stabilito l'insindacabilità.
RESPONSABILITÀ CONTABILE --> GIUDIZIO CONTABILE --> POTERE SINDACATORIO --> DISCREZIONALITÀ TECNICA
Al contrario della discrezionalità amministrativa, che postula un potere di valutazione comparativa e ponderazione dei vari interessi pubblici e privati compresenti, la discrezionalità tecnica non implica alcuna scelta né valutazione e ponderazione di interessi ma semplici giudizi, dotati di maggiore o minore grado di opinabilità, in applicazione... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ine tecniche, suscettibili di essere sindacati dal giudice contabile.
RESPONSABILITÀ CONTABILE --> GIUDIZIO CONTABILE --> QUESTIONI PREGIUDIZIALI
RESPONSABILITÀ CONTABILE --> GIUDIZIO CONTABILE --> RAPPORTO CON GIUDIZIO AMMINISTRATIVO
Nell'alveo della giurisdizione contabile rientrano le illiceità delle condotte causative del danno pubblico e non i profili di illegittimità degli atti adottati nell'esercizio dell'azione amministrativa, che possono, al più, incidere sulla valutazione del connotato contra ius delle stesse condotte.
Le valutazioni effettuate dal giudice amministrativo non spiegano efficacia preclusiva e vincolante nel successivo giudizio di responsabilità, che ha come presupposto il rapporto pubblicistico di impiego o di servizio in relazione al quale vanno liberamente valutate le responsabilità del convenuto; pertanto, in ipotesi di responsabilità indiretta il giudice contabile è libero di valutare la colpa del Responsabile di un Servizio Comunale in relazione all'omessa corretta applicazione delle disposizioni a presidio degli interventi sui fabbricati presenti sul territorio comunale (allorché i proprietari facciano richies... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...positi provvedimenti concessori) anche dopo il passaggio in giudicato della sentenza amministrativa di condanna contro l'amministrazione, basata sul presupposto dell'illegittimità degli atti adottati in proposito.
L'autonomia dei giudizi contabile ed amministrativo e la non vincolatività o preclusività tra i due giudizi non significa affatto non tener conto del contenuto deldecisum giudiziale del magistrato amministrativo, quasi ad affermare la incomunicabilità tra le giurisdizioni; ne consegue che o il soggetto ritiene ingiusta la sentenza del giudice amministrativo e si attiva per far dichiarare inefficace la decisione, oppure la sentenza del giudice amministrativa ha pienezza di effetti nell'ordinamento giuridico con possibilità per il magistrato contabile, pur nell'autonomia di giudizio, di avvalersi di essa.
RESPONSABILITÀ CONTABILE --> GIUDIZIO CONTABILE --> RAPPORTO CON GIUDIZIO CIVILE
Il giudicato civile non vincola il giudice contabile, soprattutto per quanto riguarda la qualificazione giuridica dei fatti posti al suo autonomo giudizio.
La previsione legislativa della possibilità di promuovere nei confronti di una società l'ordinaria azione civil... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...esponsabilità non implica l'esclusione dell'esperibilità dell'azione di responsabilità amministrativa dinanzi al giudice contabile.
La giurisdizione civile e quella contabile sono reciprocamente indipendenti nei loro profili istituzionali, di guisa che può affermarsi che il rapporto tra le azioni di responsabilità proponibili avanti i due plessi giurisdizionali si pone in termini di alternatività e non di esclusività, dando luogo, quindi, non a profili di giurisdizione, ma di proponibilità della domanda.
La Corte dei Conti è il giudice naturale nelle materie della contabilità pubblica, esclusività che impedisce all'Amministrazione creditrice di agire a sua volta avanti al G.O..
Con riferimento all'azione contabile, la Procura regionale non è vincolata pedissequamente al giudicato formato in altra sede dovendo basare l'impianto accusatorio sugli elementi e sulla documentazione raccolti in sede di indagini individuando i soggetti legati al rapporto di servizio (o funzionale) ad una pubblica amministrazione dalla cui condotta gravemente colposa sia derivato un danno alla Amministrazione pubblica.
Il comportamento degli amministratori e fu... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...bblici indipendentemente dalla sua qualificazione in sede civile o penale, assume rilievo come inadempimento agli obblighi di servizio ed in tale senso dà luogo all'azione di responsabilità amministrativa-contabile. Ne consegue che, a suddetto fine, la partecipazione del pubblico dipendente al giudizio civile non è necessaria, vertendo sul rapporto tra Amministrazione e terzo (salvo la scelta del soggetto danneggiato di chiamare in giudizio anche l'autore materiale), sia per l'assoluta autonomia e separatezza del giudizio contabile rispetto al giudizio civile.
Pure in presenza di elementi di fatto in comune, qualora la citazione in giudizio abbia a fondamento la condanna in sede civile per i danni arrecati dal Comune ai proprietari di terreni acquisiti irreversibilmente al patrimonio, il giudizio civile e quello di responsabilità amministrativa si muovono su piani distinti, sia in quanto finalizzati a regolare rapporti giuridici soggettivamente e oggettivamente diversi, sia perché diversi sono i parametri normativi cui essi fanno riferimento.
La pronuncia del Giudice civile, per il principio di separatezza, di autonomia e di reciproca indipendenza di ciascun giudizio dagli altri, non può mai vincolare ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ia esclusiva delibazione il Giudice contabile, che deve ripercorrere interamente la fattispecie sottoposta alla sua cognizione, ai fini della formazione del libero convincimento, senza essere limitato dalle statuizioni dell'Autorità Giudiziaria ordinaria.
Tra il giudizio contabile e quello civile non sussiste alcun rapporto di pregiudizialità, in quanto, in caso contrario, si verrebbe a far dipendere il giudizio contabile dalla volontà delle parti costituite in sede di giudizio civile.
La sentenza civile di condanna, dalla quale è derivato il danno erariale, costituisce solo il presupposto per l'esercizio dell'azione di responsabilità nei confronti di chi con la propria condotta illecita quel danno ha causato, ma non vincola certamente il giudice che può liberamente valutare la vicenda utilizzando gli elementi di prova acquisiti in quel giudizio.
La responsabilità civile tende al reintegro degli elementi del patrimonio di un soggetto (ingiustamente) danneggiato, quella contabile è, invece, finalizzata ad accertare e sanzionare le responsabilità degli agenti pubblici che abbiano, con comportamenti contra legem, inferto una lesione all'efficienza dell'azione amministrativa, ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...e; alla sua indipendenza, al suo buon andamento ed alla sua imparzialità. Pertanto, è ben immaginabile la coesistena di due azioni innanzi alle due diverse giurisdizioni, attivate da soggetti differenti, senza che ne derivi alcuna illegittimità, anche con riferimento alla certezza ed all'attualità del danno contestato, dal momento che, comunque, in sede esecutiva, si tiene conto di quanto già risarcito per effetto di precedenti condanne.
L'adozione da parte del Giudice civile di decisioni dubbie, discutibili o anche errate, rientrando nell'ordine fenomenico e processuale proprio del giudizio civile, può assumere tutt'al più il ruolo di causa sopravvenuta, ma non vale ad elidere l'evento dannoso che, nel caso di danno c.d. indiretto, resta causalmente imputabile, ove ricorrano gli altri presupposti previsti dalla disciplina di settore, al soggetto che, con il proprio comportamento commissivo o omissivo, abbia cagionato al terzo un danno di cui si è invocato ed ottenuto il ristoro nella sede civile.
L'effetto del giudicato civile, non impedisce la piena valutazione del profilo soggettivo delle condotte contestate, secondo una libera ricostruzione del quadro giuridico quale emerso in esito agli ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ocesso contabile.
Il giudizio civile e il giudizio contabile si muovono su piani diversi: mentre il primo riguarda fatti inerenti al rapporto tra l'ente pubblico e i terzi danneggiati, il secondo è basato sui fatti afferenti al rapporto di servizio intercorrente tra gli agenti e l'amministrazione. In forza del l cd. principio di autonomia dei giudizi, la sentenza civile emessa in una controversia tra la P.A. e il terzo danneggiato non ha efficacia vincolante nel giudizio contabile, benché i fatti e le considerazioni in essa riportati possano tuttavia costituire elementi di giudizio valutabili dal giudice contabile.
RESPONSABILITÀ CONTABILE --> GIUDIZIO CONTABILE --> RAPPORTO CON IL GIUDIZIO PENALE
Il Codice di Procedura Penale emanato nel 1988 ha fatto venir meno esplicitamente il canone dell'unitarietà della funzione giurisdizionale, introducendo il diverso principio della autonomia, parità ed originarietà degli ordini giurisdizionali; ne discende, secondo l'orientamento della Suprema Corte, che gli articoli 651 e 652 del predetto Codice, nella parte in cui prevedono, in presenza di specifiche condizioni, un limitato vincolo del Giudice civile, nonché di quello amministrativo e ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...rispetto alla Sentenza penale definitiva, sono norme di carattere assolutamente eccezionale, insuscettibili di interpretazione estensiva od analogica.
Ai sensi dell'art. 651 c.p. l'efficacia vincolante del giudicato penale di condanna nel processo per la responsabilità amministrativa concerne l'accertamento dei fatti che hanno formato oggetto del relativo giudizio, intesi nella loro realtà fenomenica ed oggettiva, quali la condotta, l'evento e il nesso di causalità materiale che sono stati assunti a presupposto logico-giuridico della pronuncia penale, restando, quindi, preclusa al giudice contabile ogni valutazione e statuizione che venga a collidere con i presupposti, le risultanze e le affermazioni conclusionali di quel pronunciamento.
in merito ai rapporti tra giudizio penale e giudizio di responsabilità amministrativo-contabile, quando i due giudizi vertono sullo stesso soggetto e sullo stesso fatto, è principio ormai pacifico che il nuovo codice di procedura penale, introdotto nel 1988, abbia eliminato dall'ordinamento non solo l'art. 3 c.p.p., ma anche ogni riferimento a esso dal testo novellato dell'art. 295 c.p.c., cosicché deve ritenersi che il nostro ordinamento non sia più ispirato al princ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...giudizialità obbligatoria del processo penale del quale la norma (art. 3 c.p.p.) era espressione.
Non esiste più, nel rapporto tra il giudizio penale e contabile la c.d. pregiudiziale penale, e i due giudizi si pongono in relazione di autonomia e separatezza fra loro, essendo i reciproci effetti disciplinati nel nuovo codice nei limiti indicati dagli artt. 651 e 652 c.p.p..
Nel sistema del nuovo codice, improntato alla separatezza dei processi, non esiste un'ipotesi di sospensione necessaria del giudizio di responsabilità amministrativa in rapporto alla pendenza di un giudizio penale.
Le due ipotesi di sospensione contemplate nell'art. 75, co. 3, c.p.p. (azione proposta in sede civile dopo la costituzione di parte civile nel processo penale o dopo la sentenza penale di primo grado) riguardano esclusivamente il processo civile e, quindi, non trovano applicazione nel giudizio contabile.
Il giudice contabile può conoscere e valutare per il proprio convincimento le prove e gli elementi acquisiti nel procedimento penale senza dover attendere la pronuncia penale definitiva, soprattutto alla presenza di altri concordanti elementi di valutazione.
La sentenza penale di assoluzione ha ef... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...giudicato nel giudizio contabile riguardo all'accertamento dei fatti in essa compiuto.
RESPONSABILITÀ CONTABILE --> GIUDIZIO CONTABILE --> RAPPORTO CON L'ARBITRATO
L'esistenza di un lodo arbitrale esecutivo che consentirebbe alla P.A. di agire coattivamente per il recupero del danno erariale dedotto in giudizio innanzi alla Corte dei Conti dal P.M. contabile non osta alla cognizione del giudice contabile sull'azione di responsabilità amministrativa.
RESPONSABILITÀ CONTABILE --> GIUDIZIO CONTABILE --> SOSPENSIONE
La richiesta di sospensione del giudizio contabile assurge al rango di "necessità" solo allorché si ponga come mezzo per prevenire quel conflitto di decisioni che si manifesta quando il contenuto di una di esse rivela l'ingiustizia dell'altra, così risultando determinante l'accertamento della sussistenza di una condizione di indispensabile antecedenza sia logica che giuridica.
RESPONSABILITÀ CONTABILE --> GIUDIZIO CONTABILE... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...SE
L'art. 3 co 2-bis legge 639/1996, l'art. 10-bis, co. 10, d.l. 67/1997 e l'art. 17, co. 30-quinquies d.l. 78/2010 vanno interpretate nel senso di interpretare tali disposizioni nel senso di poter disporre in ordine alle spese legali non solo sul loro ammontare, ma anche sulla loro spettanza: pertanto, in taluni casi, è possibile precludere al convenuto prosciolto il rimborso delle spese, e questo perché le norme sopra citate si riferiscono alle situazioni di esclusione dell'ingiustizia del danno, ossia allorquando manchi un comportamento antigiuridico causativo di un danno nell'ambito di un rapporto di servizio; invece un'assoluzione in rito o per prescrizione del diritto, oppure per il riconoscimento della mancanza dell'elemento soggettivo minimo richiesto dalla legge (colpa grave), o ancora per carenza del danno, non può parificarsi ai casi di "esclusione della responsabilità".
La documentazione probatoria formatasi nel giudizio penale può essere acquisita nel giudizio di responsabilità amministrativo-contabile per essere valutata dal Giudice in questa sede, potendo essere oggetto di contestazione e di dialettica processuale.