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Timestamp: 2018-02-20 23:54:07+00:00
Document Index: 58962865

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 93', 'art. 13', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 190', 'art. 12', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 3', 'art. 11', 'sentenza ']

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. La Corte di Appello di Palermo. 1) Pof. Dott. ALFONSO GIORDANO Presidente - PDF
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1 REPUBBLICA ITALIANA Sent. N. 689/99 R.G. 585/98 Cronol In decisione Decisa Depos IN NOME DEL POPOLO ITALIANO La Corte di Appello di Palermo Sez. 1^ Civile, costituita dai signori: 1) Pof. Dott. ALFONSO GIORDANO Presidente 2) Dott. ROCCO CAMERATA SCOVAZZO Consigliere 3) Dott. VINCENZO RIZZO Consigliere Rel. riunita in Camera di Consiglio, ha pronunciato la seguente SENTENZA Nella causa civile iscritta al n 585 del R.G. Affari Contenziosi Civili dell anno 1998, trattenuta in deliberazione nell udienza collegiale del 03/03/1999 e promossa in questo grado DA Ministero delle Finanze, in persona del rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall Avvocatura dello Stato di Palermo, presso il cui ufficio, sito in via A. De Gasperi n. 81, risulta domiciliata per volontà di legge. Appellante CONTRO ITALFIN S.r.l., con sede in Palermo, Via L. da Vinci n. 87, in persona del suo legale rappresentante p.t. Sig. Vinti Salvatore, elettivamente domiciliata in Palermo via A. Meucci n. 9 presso lo studio dell avv. Mario Parisi, rappresentata
2 e difesa, per mandato a margine della comparsa di risposta dall avv. Giancarlo Cipolla. Appellata CONCLUSIONI DELLE PARTI Per l appellante: Voglia la Corte in via preliminare dichiarare precluse le avverse pretese, azionate con le domande introduttive del giudizio di primo grado, per intervenuta decadenza ai sensi dell art. 13 D.P.R. 26/10/72 n. 641; in ogni caso rigettare nel merito perché infondate; in estremo subordine ridurre le somme dovute a titolo di rimborso in conformità a quanto disposto dall at. 11 L. 23/12/1998 n. 442, con gli interessi nella misura del 2,50% a far data dall istanza di rimborso. Vinte le spese e con loro integrale compensazione. Per l appellata Voglia la Corte contrariis reiectis, in parziale riforma dell impugnata sentenza, accogliere le domande tutte di cui all appello incidentale. Con vittoria di spese e compensi dei due gradi del giudizio, da liquidare per intero, con distrazione in favore della difesa ex art. 93 c.p.c. SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Con atto di citazione, notificato il 4 luglio 1997, la s.p.a. Italfin Roma, in persona del legale rappresentante, convenne in giudizio innanzi al Tribunale di Palermo il Ministero delle Finanze, in persona del Ministro pro tempore, al fine
3 di sentirlo condannare al pagamento, in suo favore, della complessiva somma di lire , a titolo di rimborso delle tasse di concessione governativa sull iscrizione della società nel registro delle imprese, corrisposte nel periodo ricompresso tra il 1988 ed il 1992, oltre gli interessi legali dalla data dei singoli versamenti sino al soddisfo. Si costituì il Ministero delle Finanze ed, in comparsa di risposta, eccepì preliminarmente l incompetenza territoriale del giudice adito, nonché la prescrizione e la decadenza della domanda ai sensi dell art. 13 D.P.R. 26 Ottobre 1972 n Con sentenza, pronunciata in data 22 dicembre 1998, il Tribunale di Palermo condannò il Ministero delle Finanze al pagamento in favore della predetta società della complessiva somma di lire , con gli interessi legali dalla data delle istanze di rimborso al soddisfo. Pose a carico del Ministero convenuto le spese di lite sostenute dalla società attrice. Avverso detta sentenza ha proposto appello il Ministero delle Finanze, in persona del Ministro pro tempore, che, con atto di citazione, notificato il 19 maggio 1998, ha convenuto in giudizio innanzi a questa Corte la s.p.a. Italfin Roma, in persona del legale rappresentante, al fine di sentir dichiarare la decorrenza degli interessi sulle somme dovute dalla data della domanda giudiziale nonché, in via gradata, la misura dei medesimi ex art. 7, 4 co., della legge 11 marzo 1988 n. 67. Si costituì la predetta società ed, in comparsa di risposta, chiese il rigetto dell appello e la conferma dell appellata sentenza, ed in via d appello
4 incidentale, la condanna dell Amministrazione finanziaria al pagamento in suo favore degli interessi legali e della rivalutazione monetaria dalla data dei singoli versamenti al soddisfo. Sulle conclusioni formulate dai procuratori delle parti, la causa, all udienza collegiale del 3 marzo 1999, è stata trattenuta per la decisione, con assegnazione dei termini per il deposito di comparse conclusionali e memorie di repliche previsti dall art. 190 c.p.c.. MOTIVI DELLA DECISIONE Con unico motivo d appello l Amministrazione finanziaria si duole del fatto che il giudice di primo grado abbia fatto decorrere sulle somme dovute, a titolo di rimborso integrale della tassa di concessione governativa pagata dalla società per l iscrizione nel registro delle imprese, gli interessi legali dalla data delle istanze di rimborso e non da quelle della domanda giudiziale. Con il motivo d appello incidentale la s.p.a. Italfin Roma si lamenta del mancato accoglimento da parte del Tribunale di Palermo della pretesa concernente il maggior danno nonché dell individuazione del dies a quo ai fini della decorrenza degli interessi dalla data delle istanze di rimborso anziché da quella dei versamenti effettuati. Le doglianze sono infondate. La domanda amministrativa, quando sia prescritta dalla legge, come lo era nel caso controverso (art. 12 D.P.R. 641/72), volto alla restituzione da parte dell amministrazione finanziaria dell importo delle tasse indebitamente
5 percepite, non può essere considerata una mera richiesta di restituzione ma va qualificata come una vera condizione di proponibilità dell azione giudiziaria. La Sezioni Unite della Suprema Corte (v. sent. n del 5 Agosto 1994) hanno rilevato che, in materia di indebito oggettivo, la domanda di rimborso ha caratteristiche del tutto analoghe alla domanda giudiziale, in particolare per la certezza del dies a quo e per l idoneità a rendere consapevole l accipiens dell indebito nel quale versa. Peraltro, nell ambito dell azione di rimborso dei tributi indebitamente pagati trova applicazione la speciale disciplina relativa agli interessi sui tributi indiretti di cui all art. 5 della legge 26 Gennaio 1961 n. 29, in forza della quale sulle somme pagate per tasse ed imposte indirette sugli affari non dovute a seguito di provvedimento in sede amministrativa o giudiziaria spettano al contribuente gli interessi di mora, nella misura in cui al precedente articolo 1 a decorrere dalla data della domanda di rimborso. Correttamente il Tribunale di Palermo ha individuato il dies a quo del debito degli interessi dalla data delle istanze di rimborso, così come esattamente ha respinto la pretesa del maggior danno, per carenza assoluta di prova. Nulla infatti è stato allegato dalla società Italfin Roma sulle dimensioni, sulle caratteristiche dell impresa e sulla sua capacità di autofinanziamento. La mera qualità di imprenditore commerciale non esonera il creditore dell onere di indicare quale pregiudizio patrimoniale abbia in concreto sofferto, con la conseguenza che in difetto di ogni allegazione in proposito la domanda non può trovare accoglimento (v. Cass. 87/633).
6 Con il secondo motivo d appello l Amministrazione finanziaria ha comunque rilevato che la misura degli interessi non doveva corrispondere al tasso legale bensì a quella stabilita dagli artt. 7, 4 co., legge 11 marzo 1988 n. 67,3 d.l. 557/93,3 comma 141, legge 662/97. Detta lamentela è parzialmente fondata. Sulle somme dovute, sulla base del titolo summenzionato, spettano gli interessi di mora nella misura di cui all art. 1 della legge 29 gennaio 1961 n. 29, ai sensi dell art. 5 della medesima legge, a tenore della quale sulle somme pagate per tasse ed imposte indirette sugli affari e ritenute non dovute a seguito di provvedimento in sede amministrativa o giudiziaria spettano al contribuente gli interessi di mora nella misura di cui al precedente art. 1 a decorrere dalla data della domanda di rimborso. La misura degli interessi è pari al 4,5% semestrale sino al 31 dicembre 1993 (ex art. 7 legge 11 marzo 1998 n. 67), al 3 per cento semestrale dal 1 gennaio 1994 (ex art. 13, 2 co., d.l. 30 dicembre 1993 n. 557, convertito nella legge 133/94, e, da ultimo, al 2,5 per cento semestrale a decorrere dal 1 gennaio 1997 (ex art. 3, comma 141, legge 23 dicembre 1996 n. 662). Non si applicano sulle somme dovute gli interessi al minore tasso del 2,5 per cento annuo dalla data di presentazione dell istanza previsto dal 3 comma del citato art. 11 della legge 23 dicembre 1998 n. 448, data la specialità di tale norma ed il trattamento di sfavore che essa riserva al soggetto creditore, riguardando la medesima esclusivamente le fattispecie di rimborso parziale (e non integrale come nel caso di specie) derivanti dall applicazione della
7 disciplina prevista dall art. 11 cit., secondo la quale: Le società che negli anni indicati nel 1 comma hanno corrisposto la tassa sulle concessioni governative per l iscrizione nel registro delle imprese e quella annuale ai sensi dell art. 3, 18 e 19 comma, d.l. 19 dicembre 1984 n. 853, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 febbraio 1985 n. 17, possono ottenere il rimborso della differenza fra le somme versate e quelle dovute a norma del citato 1 comma, sempre che abbiano presentato istanza di rimborso. Va, quindi, condannato il Ministero delle Finanze a corrispondere alla s.p.a. Italfin Roma gli interessi nella misura così come sovrastabilita. E inammissibile in quanto formulata soltanto all udienza di precisazioni delle conclusioni del 3 marzo 1999 da parte dell Amministrazione finanziaria appellante l eccezione di riduzione delle somme dovute in forza dell art. 11 della legge 23 dicembre 1998 n. 442, essendo stato l appello proposto dalla stessa esclusivamente sulla decorrenza e misura degli interessi legali. L eccezione di decadenza riproposta al momento delle precisazioni delle conclusioni è anch essa inammissibile, non essendovi dubbio che, nel nuovo rito, tale proposizione debba avvenire con la citazione introduttiva. Si conferma, nel resto, la sentenza appellata. Sussistono giusti motivi, avuto riguardo alle oscillazioni giurisprudenziali nella materia in esame, per compensare interamente fra le parti le spese del presente grado di giudizio.
8 P.Q.M. La Corte uditi i procuratori delle parti, ogni contraria istanza, difesa ed eccezione disattesa, in parziale riforma della sentenza, in data 2 febbraio 1998, pronunciata dal Tribunale di Palermo, appellata da Ministero delle Finanze ed, in via incidentale, dalla s.p.a. Italfin Roma, condanna il Ministero delle Finanze a pagare alla s.p.a. Italfin Roma sulle some dovute gli interessi nella misura indicata in motivazione. Conferma, nel resto, l appellata sentenza. Compensa fra le parti le spese di lite del presente grado di giudizio. Così deciso in Palermo il 2 giugno 1999, nella Camera di Consiglio della Prima Sezione Civile della Corte d Appello. Il Presidente Alfonso Giordano
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