Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-549-del-15-01-2020
Timestamp: 2020-02-24 03:20:06+00:00
Document Index: 172598532

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 35', 'art. 360', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 549 del 15/01/2020 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 549 del 15/01/2020
Cassazione civile sez. trib., 15/01/2020, (ud. 27/05/2019, dep. 15/01/2020), n.549
sul ricorso 25332-2012 proposto da:
avverso la sentenza n. 60/2012 della COMM.TRIB.REG. di TORINO,
Con sentenza n. 60/38/12, depositata il 20 giugno 2012, notificata il 28 settembre 2012, la CTR del Piemonte – in accoglimento dell’appello principale proposto dall’Agenzia delle Entrate e rigettando l’appello incidentale proposto dal sig. P.G. avverso la sentenza resa tra le parti dalla CTP di Torino, che aveva accolto il ricorso del contribuente – confermò integralmente la legittimità dell’avviso di accertamento ai fini IRPEF e relative addizionali, IRAP ed IVA per l’anno d’imposta 2006, oltre sanzioni ed interessi.
3. Con il terzo motivo il ricorrente censura la sentenza impugnata per violazione e falsa applicazione della normativa riguardante la motivazione degli atti amministrativi e degli avvisi di accertamento ed in particolare della L. n. 212 del 2000, artt. 7 e 10, anche in relazione ai principi generali dei rapporti tra contribuente ed amministrazione finanziaria; della L. n. 241 del 1990, art. 3, e del D.P.R. n. 600 del 1973, 51, comma 2, e del D.L. n. 223 del 2006, art. 35, comma 12, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, laddove la sentenza impugnata non ha rilevato la carenza di motivazione dell’atto impositivo, allineandosi, anzi, al contenuto dello stesso ai fini della decisione della controversia e nella parte in cui ha violato la normativa in tema di accertamenti bancari, omettendo di dar conto di tutti gli elementi che avrebbero consentito al contribuente di svolgere in modo non difficoltoso le proprie ricerche, nonchè presumendo i maggiori ricavi dalle movimentazioni bancarie, sia concernenti prelevamenti che versamenti, non solo riferite a conto intestato al contribuente, ma anche a quelli intestati alla moglie ed alla figlia, senza che l’Amministrazione finanziaria avesse dimostrato, secondo l’onere probatorio assunto su di essa incombente, la natura fittizia di tali intestazioni.