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Timestamp: 2018-08-16 02:20:25+00:00
Document Index: 44013787

Matched Legal Cases: ['§ 1', '§ 1', 'art. 35', 'art. 35', '§ 1', 'art. 6', '§ 1', 'art. 5', 'art. 3', '§ 1', 'art. 5', '§ 1', 'art. 6', '§ 1', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6']

Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 02/05/2013Diritti Europa
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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 02/05/2013
Posted by: Marco Occhipinti in In evidenza, Rassegna sulla Corte Europea 2 maggio 2013
La Corte Europea dei Diritti dell’uomo ha deciso oggi – Giovedì 02 Maggio – 15 ricorsi: aldilà di un caso russo, in tutti gli altri ha definito condanne per gli Stati coinvolti. Hanno violato i diritti sanciti dalla Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo: Grecia, Norvegia, Russia, Turchia e Ucraina.
Continuano le violenze e le discriminazioni in Grecia, fomentate dalla difficile crisi economica che attanaglia l’arcipelago ellenico e non solo. La reazione contro il diverso inizia sì per le strade, ma facilmente influenza anche la società e le sue istituzioni. Il rapporto del 16 Aprile di quest’anno,redatto dal Commissario per i diritti umani, Nils Muižnieks, fotografa una situazione estrema e in caduta libera (per approfondire: Atti di razzismo e deportazioni di massa per gli immigrati in Grecia)
Oggi la Grecia paga per comportamenti scorretti e ingiusti che ha riservato, in due episodi, ad immigrati clandestini: nel caso Barjamaj v. Greece le autorità greche hanno omesso di dare comunicazione ad un minorenne albanese di un importante provvedimento – quello che giustificava la sua detenzione in carcere – convinti forse che una volta espulso – solo 3 giorni dopo – non avrebbe avuto nulla a ridire su quella detenzione e sulla violazione dei suoi diritti; mentre, nel caso Chkhartishvili v. Greece una immigrata georgiana è detenuta per mesi senza valida ragione: una vera e propria pena, comminata ad una persona innocente e senza processo, che si giustifica nella volontà di espellerla coattivamente, con accompagnamento alla frontiera; ma alla fine la polizia greca preferirà utilizzare – il meno costoso e più civile – ordine di abbandonare spontaneamente il territorio dello Stato, che – almeno in Italia – è un ordine con effetti pesanti: chi non lascia il territorio statale, pur avendo i mezzi per farlo, è responsabile penalmente. Nell’attesa che altri facessero questa scelta, la sign.ra Ketevan Chkhartishvili rimaneva in galera.
Sempre in Grecia, si assistono agli effetti di una legislazione discriminatoria e incostituzionale: i parlamentare greci avevano inventato una legge che riduceva l’indennità spettante ai nuclei familiari quando entrambi i genitori fossero dipendenti nel pubblico impiego. Forse che lavorare per lo Stato sia una truffa, e che perpetrarla in due in una famiglia qualcosa da penalizzare? Non sappiamo cosa pensava i legislatore greco, ma di certo la legge incostituzionale è stata rimossa, ma non la resistenza dei giudici greci, che quella indennità rubata non al voglio restituire alla famiglia del caso Panteliou-Darne and Blantzouka v. Greece, che solo a Strasburgo troverà giustizia.
Barjamaj v. Greece 36657/11 3 Albano Barjamaj è un cittadino albanese emigrato in Grecia nel 2011, quando era ancora minorenne. Allora è catturato e sottoposto a detenzione cautelare, nell’attesa che il giudice esaminasse il suo caso. Tre giorni dopo l’arresto, sopraggiunge per lui un ordine di espulsione. Oggi lamenta l’incontestabilità di quella detenzione, giacché il provvedimento detentivo non gli è stato notificato. Articolo 5 § § 1 e 4 Violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (Articolo 5-1-f - Espulsione)
Chkhartishvili v. Greece 22910/10 2 Ketevan Chkhartishvili è una cittadina georgiana che entra in Grecia grazie ad un permesso di soggiorno trimestrale. Alla scadenza, è arrestata e sottoposta a detenzione cautelare: passano i mesi, ma nonostante le sue richieste di essere rilasciata, la sua detenzione è rinnovata. Soltanto nell’Aprile del 2010 è rilasciata con l’rodine di abbandonare lo stato greco entro 10 giorni. Oggi lamenta l’illegittimità della detenzione cautelare a cui è stata sottoposta e dei continui rinnovi, nonché le pessime condizioni detentive a cui è stata sottoposta. Articolo 3
Articolo 5 § § 1 e
4 Eccezione preliminare respinta (art. 35-1 - efficace rimedio domestico)
Resto inammissibile (art. 35-3 - manifestamente infondata)
Panteliou-Darne and Blantzouka v. Greece 25143/08 e 25156/08 3 Dimitra Panteliou-Darne e Despina Blantzouka sono dipendenti pubblici del settore aereoportuale, e sono sposati con altri funzionari pubblici. Hanno percepito, durante la vigenza di una particolare legge, una indennità familiare inferiore rispetto alla media, proprio perché sposati con dipendenti pubblici. Successivamente la norma discriminante è stata dichiarata incostituzionale e rimossa retroattivamente. Oggi pretendono la differenza, nella indennità familiare, che quella legge illegittimamente gli ha negato, ma falliti tutti i tentativi giudiziari in patria – la stessa Corte di Cassazione greca ha rigettato i loro motivi di impugnazione – oggi si rivolgono ai giudici di Strasburgo. Articolo 1 del Protocollo n ° 1 Violazione dell'Articolo 1 del Protocollo n ° 1 - Protezione della proprietà (Articolo 1, comma 1 del Protocollo n ° 1 -. Rispetto dei beni)
Kristiansen and Tyvik As v. Norway 25498/08 Arne Kristiansen, ricercatore norvegese, chiede di brevettare una particolare tecnica di propulsione per navi e veicoli. La richiesta è del 1990, ma l’Ufficio Brevetti norvegese dà una risposta soltanto nel 2008, tra l’altro negativa. Oggi Mr. Kristiansen, e con lui la società Tyvik A / S, denuncia un procedimento di valutazione del suo brevetto eccessivamente lungo (quasi 20 anni!) e l’impossibilità, nelle more dell’esame, di poter agire per le vie giurisdizionali. Articolo 6 § 1
Articolo 13 Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - procedimenti civili; Articolo 6-1 - Accesso a breve)
Petukhova v. Russia 28796/07 2 Alla Petukhova è una anziana cittadina russa che subisce – così enuncia nel ricorso - una detenzione illegittima ed è sottoposta, contro la sua volontà, ad un esame psichiatrico. Tale esame le diagnosticherà una schizofrenia paranoide, a confortare le preoccupazioni dei vicini, che avevano osservato comportamenti inspiegabili nella donna: Ms. Petukhova spesso passeggiava nuda per le strade, o gridava senza ragione, senza perdere comunque occasione di apostrofare i vicini con epiteti poco generosi. Articolo 5 § 1 (b) ed (e) Resto inammissibile
Violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-1 - regolare stato di arresto o di detenzione; Articolo 5-1-b - per legge, da un tribunale)
Samartsev v. Russia 44283/06 2 Sergey Samartsev è un cittadino russo condannato per due omicidi. Accusa la polizia russa di averlo brutalmente picchiato al fine di estorcergli la confessione delle due morti e di un altro delitto, nonché di essere stato recluso per quasi un anno – nelle more del processo – in una struttura sovraffollata e in condizioni fortemente lesive dei suoi diritti. Articolo 3 Resto inammissibile
Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (art. 3 - L'effettivo accertamento) (aspetti procedurali)
Zagidulina v. Russia 11737/06 2 Zelfruz Zagidulina è una cittadina russa internata contro la sua volontà - tra il 13 Maggio e 17 Giugno 2005 – in un ospedale psichiatrico di Mosca. A quanto pare, era andata a visitare sua figlia – ricoverata nella struttura – e chiedendone molto animatamente il rilascio, è stata internata anche lei, su ordine dello psichiatra di turno; inoltre non avrebbe potuto partecipare ai procedimenti giudiziari relativi al suo ricovero coatto. Articolo 5 § § 1 e 4 Resto inammissibile
Violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-1 - regolare stato di arresto o di detenzione; Procedura prevista dalla legge; Articolo 5-1-e - di un alienato)
Dreval and Others v. Russia 40075/03 3 Articolo 6 § 1 Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - Procedura di esecuzione; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Sakharova v. Russia 15037/05 3 Articolo 6 § 1 Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - procedimenti civili; Articolo 6-1 - Accesso a breve)
Domančić v. Croatia 18786/11 3 Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - procedimenti civili; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Goudoumas v. Greece 62459/09 3 Violazione dell’Articolo 6 - Diritto ha Processo equo (art. 6 - Procedimento Amministrative; Articolo 6-1 - ragionevole Completo)
Pospekh v. Russia 31948/05 3 Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - procedimenti civili; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Tyukov v. Russia 16609/05 3 Nessuna violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - procedimenti civili; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Savenkova v. Ukraine 4469/07 3 Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - procedimenti civili; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Bečeheli v. Croatia 8855/08 3 Violazione_dell’Articolo_6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Di seguito la rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Giovedì 02 Maggio 2013, di cui, per ciascuna, si ripropongono:
Croazia Grecia Norvegia Russia Tutte le sentenze Ucraina	2013-05-02
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18 maggio 2013 at 16:04