Source: http://arianna.consiglioregionale.piemonte.it/base/leggi/l1994043.html
Timestamp: 2017-11-21 19:15:43+00:00
Document Index: 116188594

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 10', 'art. 7', 'art. 2']

Norme in materia di programmazione degli investimenti regionali.
1. La Giunta Regionale, in attuazione dell'art. 3, comma 6, della legge 142/90, provvede all'elaborazione del PRS, ovvero ai suoi aggiornamenti, con il concorso delle Province, dei Comuni e della Citta' metropolitana ove costituita ed operante.
9. La Giunta Regionale, avvalendosi del Coordinamento programmazione e valutate le osservazioni presentate, formula il
PRS, lo adotta e lo invia al Consiglio Regionale per l'approvazione con deliberazione.
2. Il Rapporto sullo stato del Piemonte utilizza anche specifiche elaborazioni prodotte dall'Istituto di Ricerche Economico Sociali del Piemonte (I.R.E.S.) sulla base dei risultati delle attivita' che l'Istituto e' tenuto a svolgere a norma dell'art. 3, comma 1 della legge regionale 3 settembre 1991, n. 43 (Nuova disciplina dell'Istituto di Ricerche Economico Sociali del Piemonte I.R.E.S.. Abrogazione L.R. 18 febbraio 1985, n. 12).
(Istituzione del Fondo Investimenti Piemonte F.I.P.)
1. E' istituito il Fondo Investimenti Piemonte (F.I.P.) quale strumento finanziario direttamente finalizzato all'attuazione degli investimenti previsti dal Programma regionale di sviluppo.
3. In via straordinaria possono essere assegnati contributi in conto capitale a fondo perduto, il cui importo complessivo non puo' superare il 25 per cento delle risorse annuali del Fondo.
4. Le disponibilita' del FIP sono costituite da:
a) non meno dell'80 per cento delle somme provenienti dal gettito delle addizionali di cui all'art. 6 della legge 14 giugno 1990, n. 158 (Norme di delega in materia di autonomia impositiva delle Regioni e altre disposizioni concernenti i rapporti finanziari tra lo Stato e le Regioni);
b) dai proventi di alienazioni patrimoniali;
c) dal recupero di contributi, compresi quelli erogati utilizzando assegnazioni statali;
d) da altre disponibilita' derivanti dalla applicazione del decreto legislativo n. 504 del 30 dicembre 1992 (Riordino della finanza degli Enti territoriali, a norma dell'art. 4 della legge 23 ottobre 1992, n. 421).
4. La Giunta Regionale, sulla base della relazione del Settore, di cui al comma 3, delibera l'assegnazione dei finanziamenti per ciascun campo d'intervento entro cento giorni dalla scadenza del termine per la presentazione delle domande, determinando l'ammontare complessivo del contributo regionale per ciascun progetto, gli eventuali vincoli di destinazione per le opere finanziate, i termini per la presentazione del progetto esecutivo e di inizio dei lavori e, in relazione a quest'ultimo, l'esercizio finanziario a cui imputare il relativo impegno.
6. Le deliberazioni di cui al comma 4, hanno valore di concessione dei contributi in esse previsti e di dichiarazione di pubblica utilita', indifferibilita' e urgenza per le opere relative.
8. Se il contributo concesso copre solo parzialmente l'importo del progetto, l'erogazione del contributo e' subordinata alla presentazione, da parte del beneficiario entro il termine massimo di un anno dalla Deliberazione della Giunta Regionale di concessione, di documentazione comprovante, con atti formali, la disponibilita' effettiva delle somme residue. In caso contrario il contributo e' revocato secondo la procedura, di cui all'art. 15, comma 4.
1. Ciascun contributo, comprensivo anche dell'eventuale parte a fondo perduto, viene erogato (previa sottoscrizione della dichiarazione di accettazione delle condizioni, di cui all'art. 16 e di quelle stabilite con l'atto di concessione del contributo) con decreto del Presidente della Giunta Regionale, nel quale si indicano i termini di inizio dei lavori e si stabiliscono altresi' i termini di ultimazione degli stessi.
2. Il certificato di inizio dei lavori e' presentato al Settore competente entro novanta giorni dal termine per l'inizio dei lavori previsto nella deliberazione di concessione del contributo.
3. I termini stabiliti ai sensi dei commi 1 e 2 sono previsti a pena di decadenza del diritto al contributo concesso, salvo proroga che puo' essere autorizzata entro i termini stessi, su richiesta dell'interessato, per motivi non dipendenti dalla di lui volonta' con decreto del Presidente della Giunta per una sola volta e per un periodo non superiore a nove mesi per ciascun intervento.
2. L'erogazione dei contributi e' subordinata alla sottoscrizione da parte dei soggetti beneficiari della dichiarazione di accettazione delle condizioni previste dalla legge e di quelle eventualmente stabilite con l'atto di concessione del contributo.
2. Lo stanziamento di tali capitoli e' stabilito mediante prelievo dal "fondo", di cui all'art. 10, con provvedimento amministrativo in deroga a quanto stabilito dalla legge regionale di contabilita' n. 55/81.
6. Nell'ambito degli obiettivi generali espressi dal Programma regionale di sviluppo, con la legge di bilancio o di variazione dello stesso possono essere stabiliti nuovi campi d'intervento finanziati con il FIP e definite o modificate le schede guida; puo' anche essere disposta la cancellazione di un campo d'intervento, che in tal caso non e' piu' oggetto di rifinanziamento. Le variazioni di cui sopra costituiscono aggiornamento del Programma regionale di sviluppo.
2. La Giunta Regionale predispone inoltre uno studio triennale di valutazione degli effetti del FIP, anche avvalendosi degli Enti strumentali regionali.
c) uno o piu' economisti di provata competenza, ai quali la Giunta Regionale puo' conferire incarico di collaborazione ai sensi dell'art. 7 comma 6 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 (Razionalizzazione dell'organizzazione delle Amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego, a norma dell'art. 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421).