Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2009/11/novita-fiscali-del-25-novembre-2009-decreto-correttivo-antiriciclaggio-modello-intrastat-anche-per-i-servizi-i-casi.html
Timestamp: 2018-05-24 15:41:15+00:00
Document Index: 179809733

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 20', 'art. 1', 'art. 34', 'art. 13', 'art. 6', 'art. 67', 'art. 32']

Novità fiscali del 25 novembre 2009: decreto correttivo antiriciclaggio; modello Intrastat anche per i servizi; i casi particolari dell'emersione di attività detenute all’estero; scudo fiscale: dichiarazione omessa e dichiarazione integrativa
1) Decreto correttivo antiriciclaggio
2) Previdenza complementare: Nuovi modelli di domanda per le prestazioni a carico del fondo di garanzia
3) Lotta contro le frodi Iva: Modello Intrastat anche per i servizi
4) Emersione di attività detenute all’estero: I casi particolari
5) Scudo fiscale: Dichiarazione omessa e dichiarazione integrativa
E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 256 del 03.11.2009 il D.Lgs. 25.09.2009, n. 151, con il quale sono state introdotte disposizioni integrative e correttive al D.Lgs. 21.11.2007, n. 231 (cd. decreto antiriciclaggio).
Lo ha ricordato Assonime con una nota del 23.11.2009, che ha messo in risalto le seguenti principali novità del decreto correttivo:
– l’obbligo per l’Unità di Informazione Finanziaria (UIF), di trasmettere annualmente al Ministero dell’Economia e delle Finanze, per il successivo inoltro al Parlamento, un rapporto sull’attività svolta, nonché l’obbligo per la stessa di emanare istruzioni da pubblicarsi in Gazzetta Ufficiale in materia di segnalazione di operazioni sospette (art. 3);
– l’obbligo per gli intermediari che hanno succursali e filiazioni in Stati extracomunitari di applicare misure equivalenti a quelle stabilite dalla disciplina comunitaria in materia di adeguata verifica e conservazione (art. 5);
– l’estensione del novero dei professionisti tenuti al rispetto della disciplina antiriciclaggio alle associazioni di categoria di imprenditori e commercianti, CAF e patronati (art. 6);
– l’esonero per i componenti degli organi di controllo comunque denominati (collegio sindacale, consiglio di sorveglianza, comitato sul controllo della gestione, organismo di vigilanza, ecc.) dagli obblighi di verifica, registrazione della clientela e denuncia delle operazioni sospette, fermo restando l’obbligo di vigilanza sull’osservanza delle norme contenute nel decreto (art. 6);
– l’estensione dell’obbligo di verifica della clientela e della conservazione dei dati al cd. titolare effettivo (art. 20).
Tale soggetto viene definito dallo stesso decreto correttivo come la persona fisica per conto della quale è realizzata un’operazione o un’attività, ovvero, nel caso di entità giuridica, la persona o le persone fisiche che, in ultima istanza, possiedono o controllano tale entità, ovvero ne risultano beneficiari (art. 1);
– l’introduzione della sanzione amministrativa pecuniaria per la violazione dell’obbligo per gli intermediari di non aprire o mantenere anche indirettamente conti di corrispondenza con una banca di comodo (art. 34).
Le modifiche sono entrate in vigore il 04.11.2009, giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Posizione previdenziale complementare: l’Inps ha pubblicato i nuovi modelli di domanda per le prestazioni a carico del fondo di garanzia.
La modulistica utile per richiedere l’intervento del Fondo di garanzia della posizione previdenziale complementare è stata rinnovata nella veste grafica ed integrata con l’ipotesi di domanda presentata da parte degli eredi.
In particolare, l’Inps, con il messaggio n. 26608 del 19.11.2009, ha reso noto l’aggiornamento della modulistica relativa all’intervento del Fondo di Garanzia, istituito presso l’Istituto, in relazione a procedure concorsuali che “colpiscano” il lavoratore dipendente.
In particolare , sono state fornite indicazioni sui modelli:
SR93 (PPCC/D Eredi), per la richiesta d’intervento del Fondo di Garanzia per la posizione di previdenza complementare, inoltrata dall’erede del lavoratore iscritto al Fondo pensione;
SR94 (PPCC/FOND Eredi), dichiarazione del legale rappresentante del Fondo;
SR95 (PPC/CUR), dichiarazione del responsabile della procedura concorsuale;
SR96 (PPC/CUR SOST), dichiarazione del lavoratore richiedente l’intervento del Fondo di Garanzia, nel caso la propria azienda non sia assoggettabile a procedura concorsuale;
SR97 (PPC/D), richiesta d’intervento del fondo di Garanzia;
SR98 (PPC/FOND), dichiarazione del rappresentante legale del Fondo pensione.
Dal prossimo 01.01.2009 decorre l’obbligo di comunicare le prestazioni effettuate con operatori comunitari.
Si attende a breve un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate.
Anche il notiziario telematico dell’Agenzia delle Entrate, nella sua edizione del 24.11.2009, prende atto delle prossime novità nel settore Iva, mettendo in risalto quanto segue:
La strategia di contrasto alle frodi Iva intracomunitarie si potrà avvalere di un nuovo strumento: Dal 01.01.2009, con il recepimento delle direttive 2008/8/Ce e 2008/117Ce, che modificano e integrano la direttiva 206/112/Ce, entrano in vigore nuovi obblighi per i soggetti passivi che effettuano scambi di servizi intracomunitari.
In particolare, la direttiva 2008/8/Ce ha stabilito l’obbligo a carico dei soggetti passivi Iva di comunicare le prestazioni di servizio effettuate con operatori comunitari.
A tal fine, viene prevista l’introduzione nel sistema delle operazioni intracomunitarie di un nuovo modello, chiamato “Intrastat servizi”, nel quale vanno riportate una serie di informazioni relative alle prestazioni di servizio effettuate.
Il nuovo obbligo deriva dall’esigenza, scaturita dalla collaborazione tra gli Stati membri, di prevedere strumenti e procedure idonei a contrastare in modo sempre più efficace le frodi intracomunitarie all’Iva.
Anche la direttiva comunitaria 2008/117Ce ha previsto, come regola generale, l’obbligo a carico del prestatore o del committente del servizio, della presentazione mensile del modello Intrastat per tutte le prestazioni poste in essere nel mese solare precedente.
La stessa direttiva ha previsto la possibilità, solo sulla base di un’autorizzazione che verrà concessa su richiesta dell’interessato, in deroga alle regole generali, di permettere l’invio trimestrale dei modelli intrastat.
Con provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate, di concerto con il direttore dell’agenzia delle Dogane, da emanare entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di recepimento della direttiva comunitaria, saranno approvati i modelli Intrastat per i servizi, stabilite le relative modalità di compilazione e le caratteristiche tecniche di trasmissione.
In sostanza, con il recepimento della direttiva 2008/8/CE, si attua la tassazione dei servizi nel luogo in cui questi vengono effettivamente fruiti.
Viene, quindi, cambiata la regola oggi in vigore, per cui le operazioni relative allo scambio di servizi verranno considerate effettuate nel Paese del committente e non in quello del prestatore.
Ciò costituisce un primo passo verso la tassazione dei beni e servizi nel Paese di destinazione, peraltro sistema a regime per gli Stati membri.
Viene poi rimarcato che (ai sensi della direttiva) non vi è l’obbligo di presentazione del modello Intrastat se i servizi sono resi in uno Stato in cui gli stessi sono esenti.
La norma prevede anche un ampliamento della soggettività passiva per la territorialità delle prestazioni.
Per i servizi acquisiti, vengono considerati soggetti passivi, obbligati a trasmettere i modelli Intrastat, gli enti non commerciali, anche per le attività non commerciali o agricole, e tutti gli enti che svolgono esclusivamente attività istituzionale.
Ciò costituisce per gli enti non profit un aggravio degli adempimenti per le prestazioni ricevute dall’estero.
Restano escluse dall’obbligo le operazioni effettuate nei confronti di un privato cittadino, quindi non soggetto passivo Iva, in tale caso continua ad applicarsi l’attuale sistema della tassazione nel Paese del prestatore.
Infine, viene ricordato che, per una corretta applicazione della norma, è prevista l’estensione dell’utilizzo del sistema del reverse charge.
L’utilizzo del criterio dell’inversione contabile dovrà, infatti, diventare la regola generale ogni volta viene effettuata nel territorio nazionale un’operazione da un soggetto passivo non residente, nei confronti di un soggetto Iva nazionale. Pertanto, “su quest’ultimo operatore grava, oltre a tutti gli adempimenti connessi all’Iva, l’ulteriore obbligo connesso all’invio telematico del modello Intrastat”.
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 43/E del 10.10.2009 ha fornito chiarimenti sulla normativa (art. 13-bis del D.L. 01.07.2009, n. 78, convertito dalla legge 03.08.2009, n. 102) volta a consentire l’emersione delle attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero da soggetti residenti in Italia.
Adesso, con la circolare n. 49/E del 23.11.2009, ha fornito ulteriori precisazioni in merito sulle seguenti problematiche sollevate dai soggetti interessati e dalla stampa specializzata.
Riguardo le modalità di emersione per gli eredi: Se il decesso è avvenuto prima del 31.12.2008 (e quindi i beni all’estero sono già detenuti dagli eredi), la dichiarazione riservata va presentata dall’erede a nome proprio (allegando la dichiarazione di successione o un’apposita autodichiarazione) che, in tal modo, sana sia le proprie violazioni delle disposizioni sul monitoraggio fiscale sia quelle commesse dalla persona deceduta.
In questo caso, il conto aperto dall’erede fruisce del regime di riservatezza.
Se, invece, il decesso è avvenuto nel 2009, la dichiarazione riservata deve essere presentata a nome del defunto e il conto non può fruire della segretezza
Se <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />la Fondazione (con caratteristiche analoghe al trust) é stata istituita da almeno un soggetto residente in Italia ed ha tra i beneficiari almeno un soggetto italiano può essere considerata un soggetto residente in Italia.
Occorre poi valutare se la stessa ha natura commerciale o non commerciale al fine di stabilire il corretto trattamento impositivo dei redditi prodotti e gli adempimenti ai quali la stessa sarà tenuta.
Per conseguenza, nel caso in cui la fondazione può essere considerata un ente non commerciale, la stessa potrà presentare direttamente la dichiarazione di emersione per le attività detenute all’estero.
Se, invece, non è possibile stabilire in Italia la residenza ai fini fiscali della Fondazione, l’emersione delle attività detenute all’estero potrà essere effettuata dai beneficiari italiani.
Nel caso in cui le operazioni di emersione siano effettuate da una CFC dovranno essere presentate tante dichiarazioni riservate quanti sono i partecipanti persone fisiche che hanno interesse all’emersione stessa.
L’importo che ogni partecipante indica nella dichiarazione non può superare il patrimonio netto aumentato dei finanziamenti effettuati.
In mancanza di mandato dell’intermediario, le quote di partecipazioni e i crediti per finanziamenti devono essere assoggettati agli ordinari obblighi in materia di monitoraggio fiscale a decorrere dal periodo d’imposta 2009.
Nel quadro RW del modello Unico è obbligatorio indicare i contributi versati ai fondi pensione esteri, i trasferimenti e le prestazioni.
Il mancato rispetto delle suddette indicazioni determina la violazione degli obblighi in materia di monitoraggio fiscale.
Le stock option vanno indicate nel modulo RW solo nell’ipotesi in cui, al termine del periodo d’imposta, si manifesti la disponibilità di un valore all’estero, quando cioè il prezzo di esercizio è inferiore al valore corrente del titolo.
Poiché è suscettibile di produrre redditi, il finanziamento a società estere anche se infruttifero va indicato nel modulo RW.
I metalli preziosi allo stato grezzo o monetato una volta rimpatriati possono costituire oggetto di un rapporto di amministrazione di cui all’art. 6 del D.Lgs. n. 461/1997, poiché si tratta di attività la cui cessione a titolo oneroso rientra tra i redditi diversi di natura finanziaria (art. 67, comma 1, lettera c-ter del TUIR).
In merito alla possibilità di regolarizzare/rimpatriare quote di una Società Civile
Immobiliare (SCI) monegasca, è stato precisato che non è possibile regolarizzare le quote di una SCI monegasca giacché il principato di Monaco non è un Paese che consente un effettivo scambio d’informazioni.
Per il rimpatrio giuridico (al pari di quello materiale), il contribuente non deve indicare nel modulo RW le attività patrimoniali (tra cui gli immobili, le opere d’arte e i gioielli) rimpatriate.
Base imponibile dell’imposta straordinaria
L’imposta straordinaria del 5% si applica sul valore delle attività detenute al 31 dicembre 2008 e indicato nella dichiarazione riservata.
Se nel corso del 2009 il valore è aumentato, sulla differenza sono dovute le ordinarie imposte sui redditi, con possibilità, a tal fine, di richiedere l’intervento dell’intermediario.
Cartolarizzazione dell’immobile
Viene consentita la forma di rimpatrio giuridico dell’immobile detenuto al 31 dicembre 2008 consistente nel conferimento dello stesso in una società costituita nel medesimo Paese in cui si trova l’immobile detenuto alla data del 05.08.2009 e nel conseguente rimpatrio delle partecipazioni.
In tal caso, tuttavia, è necessario che il soggetto che effettua l’operazione di rimpatrio sia il proprietario delle attività conferite e che la società conferitaria non risulti intestataria di altri beni.
In tal caso, trattandosi nella sostanza della regolarizzazione di un immobile può anche essere compilato il rigo B3, colonna 1, in luogo del rigo B2, colonna 1.
Il valore delle attività e degli investimenti da indicare nella dichiarazione riservata deve essere compreso tra il costo di acquisto e il valore corrente alla data del 31 dicembre 2008.
Il costo d’acquisto deve essere supportato da documentazione probatoria e il valore corrente deve essere supportato dalle quotazioni rilevate in mercati regolamentati ovvero da apposita valorizzazione effettuata da parte dell’interessato.
Parziale rimpatrio del controvalore dei titoli detenuti al 31.12.2008
L’importo da indicare nella dichiarazione riservata non può essere superiore a quanto effettivamente viene rimpatriato.
Inoltre, il contribuente può optare per l’applicazione delle imposte sui redditi percepiti dal 1° gennaio 2009 alla data del rimpatrio tramite l’intermediario.
Valore dei titoli obbligazionari
Il valore dei titoli obbligazionari da indicare nella dichiarazione riservata deve essere comprensivo degli interessi maturati (e non ancora percepiti) fino alla data del rimpatrio.
La tassazione dei relativi proventi si applica dal momento del deposito dei titoli in Italia.
Cause ostative al completamento delle operazioni entro il termine
Per l’individuazione delle cause ostative è possibile fare riferimento alla casistica elencata nella circolare n. 24/E del 13.03.2002.
Data di rilascio della dichiarazione riservata
L’intermediario abilitato deve rilasciare la copia della dichiarazione riservata solo dopo il pagamento dell’imposta straordinaria e, in caso di rimpatrio, solo dopo la ricezione in deposito delle attività emerse.
Valore delle attività in presenza di cause ostative
Qualora l’importo, sul quale è stata calcolata l’imposta straordinaria e indicato nella dichiarazione riservata, sia inferiore a quello delle attività effettivamente rimpatriate o regolarizzate, il maggiore importo emerso deve essere attribuito ai proventi percepiti dal 1° gennaio 2009 e fino alla data del completamento della procedura di emersione.
Viceversa, nel caso in cui il valore in relazione al quale viene corrisposta l’imposta straordinaria sia superiore a quanto effettivamente emerso, gli effetti della dichiarazione riservata sono limitati agli importi effettivamente rimpatriati che verranno indicati in via definitiva nella dichiarazione riservata.
Modello di dichiarazione riservata da utilizzare
Il contribuente può considerare validamente presentata la dichiarazione di emersione redatta secondo il modello approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 14.09.2009.
Tuttavia, se è in presenza di cause ostative, il contribuente deve integrare la dichiarazione già presentata all’intermediario con un’attestazione che contenga la formulazione presente nel modello di dichiarazione riservata approvato con il successivo provvedimento del 28.09.2009, ossia:
“Le operazioni di rimpatrio e/o regolarizzazione delle attività detenute all’estero non possono essere concluse entro il 15 dicembre 2009 per cause oggettive non dipendenti dalla mia volontà. Dichiaro di aver avviato entro la data di scadenza le procedure necessarie a consentire l’effettivo rimpatrio e/o regolarizzazione entro un termine congruo”.
Il rimpatrio giuridico può avere ad oggetto sia attività finanziarie sia investimenti di natura diversa tra cui anche i beni immateriali.
Non possono presentare la dichiarazione di emersione coloro che hanno ricevuto il questionario relativo alle disponibilità costituite all’estero e detengono investimenti o hanno compiuto operazioni finanziarie compresi tra quelli indicati nello stesso questionario, ciò poiché rientra tra gli inviti, questionari e richieste (art. 32, comma 1, Dpr 600/1973) la cui notifica al contribuente prima della data di presentazione della dichiarazione riservata impedisce le operazioni di regolarizzazione o rimpatrio.
I contribuenti, che sono stati invece raggiunti dal questionario dopo avere presentato la dichiarazione riservata, sono comunque tenuti a restituirlo, ma, entro i 30 giorni successivi alla sua notifica, potranno fare valere l’avvenuto rimpatrio (o regolarizzazione) esibendo copia della dichiarazione riservata.
Non è infine di ostacolo alla procedura di emersione la circostanza che il contribuente sia stato informato dalla propria banca che l’Amministrazione finanziaria ha chiesto dati e notizie sui suoi rapporti di conto corrente.
In tale caso, si tratta di una semplice “informativa” di un soggetto diverso dal Fisco, per cui viene a mancare il requisito della “formale conoscenza” da parte del contribuente dell’attività istruttoria avviata dagli uffici.
Lo “scudo” del socio non copre anche la società
Le operazioni di emersione non possono essere utilizzate contro il contribuente in ogni sede amministrativa o giudiziaria; in particolare, ai fini tributari, il principio si estende anche ai soggetti riconducibili al contribuente in qualità di dominus (ad esempio, l’emersione effettuata dal dominus di una società di capitali non può essere utilizzata per l’avvio o nel corso di un’attività di controllo alla società).
Tuttavia, la copertura garantita dallo scudo al dominus non si trasmette agli eventuali accertamenti effettuati nei confronti della società.
Sempre riguardo la disciplina dello scudo fiscale, vediamo che succede nel caso in cui entro 90 giorni dal 30.09.2009 sia presentata la dichiarazione relativa ai redditi del 2008 ovvero nel caso in cui venga integrata la dichiarazione presentata inserendo il modulo RW che originariamente non era stato compilato, in particolare, quali sanzioni sono dovute?
L’Agenzia delle Entrate, sempre con la circolare n. 49/E del 23.11.2009 ha, infatti, precisato che in caso di presentazione, con ritardo non superiore a 90 giorni, della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2008, nella quale andava compilato anche il modulo RW, qualora non siano dovute imposte, la sanzione da versare in sede di ravvedimento è pari a 21 euro (euro 258 ridotto ad un dodicesimo).
Rimane comunque l’obbligo di pagare, nello stesso termine di 90 giorni, l’imposta non versata, unitamente ai relativi interessi legali calcolati giorno per giorno.
In entrambi i casi, è altresì dovuta in misura ridotta la sanzione specificamente
prevista per l’omissione relativa alla mancata presentazione del modulo RW, pari al 10% degli importi non dichiarati.
Qualora sia stata omessa anche la dichiarazione dei redditi derivanti dalle attività estere, sono dovute la maggiore imposta non versata, i relativi interessi, nonché la sanzione in misura ridotta per infedele dichiarazione.