Source: http://www.studiolegalezuco.it/danno-ambientale-legittimazione-associazioni-tutela-ambientale-tar-aquila-362-2018/
Timestamp: 2019-02-20 18:12:51+00:00
Document Index: 77120114

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 9', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 13', 'sentenza ', 'art. 279']

DANNO AMBIENTALE. Legittimazione delle associazioni di tutela ambientale. T.A.R. L'AQuila n. 362/2018. - Studio Legale Zuco
13 ottobre 2018 22 gennaio 2019 Avv. Alessandro ZucoGiurisprudenza
T.A.R. Abruzzo, L’Aquila, Sez. I, sent. n. 362 del 10 settembre 2018 (ud. del 6 giugno 2018)
Pres. Amicuzzi, Est. Colagrande
Danno Ambientale. Legittimazione associazioni di tutela ambientale.
Lipu – Lega Italiana Protezione Uccelli, Italia Nostra Onlus, Mountain Wilderness Italia, in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, rappresentate e difese dall’avvocato Gianni Piscione, domiciliato presso la Segreteria T.A.R. Abruzzo in L’Aquila, via Salaria Antica Est, n.27;
Regione Abruzzo in persona del Presidente pro tempore rappresentata e difesa dall’Avvocatura distrettuale dello Stato, sua domiciliataria ex lege in L’Aquila, Via Buccio da Ranallo;
Comune di Rocca di Mezzo, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato Francesco Camerini, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Vincenzo Camerini in L’Aquila, via Garibaldi, n. 62;
Provincia di L’Aquila, non costituita in giudizio;
Biocasa S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avvocato Vincenzo Antonucci, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Piera Farina in L’Aquila, via della Croce Rossa, n. 215;
– della delibera consiliare del Comune di Rocca di Mezzo di adozione del piano di lottizzazione in zona C/6 denominato “Prato della Madonna” n.8 del 3 marzo 2011;
– della delibera consiliare del Comune di Rocca di Mezzo di adozione definitiva del piano di lottizzazione in zona c/6 denominato” Prato della Madonna” n. 41 del 21 dicembre 2011;
– dell’atto di approvazione o auto-approvazione del Comune di Rocca di Mezzo del piano di lottizzazione mai pubblicato sul B.U.R.A. e non conosciuto nei suoi estremi;
– del giudizio del Comitato CCR V.I.A. della Regione Abruzzo n. 2391 del 17 aprile 2014;
– del nulla osta comunale in ambito ambientale rilasciato con prot. 11419 del 25 novembre 2009
– degli atti impugnati con il ricorso principale;
– dell’atto di approvazione del Comune di Rocca di Mezzo del piano di lottizzazione, e precisamente della delibera di Consiglio n. 24 del 29 luglio 2016 avente ad oggetto “Approvazione definitiva Piano di Lottizzazione denominato Prato della Madonna a seguito degli adempimenti del giudizio favorevole con prescrizioni emesso dal CCR VIA Regione Abruzzo n. 2391 del 17/04/2014”;
– degli atti già impugnati con il ricorso principale e i primi motivi aggiunti.
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 6 giugno 2018 la dott.ssa Maria Colagrande;
Le Associazioni ricorrenti impugnano gli atti di adozione del piano di lottizzazione per edifici residenziali da realizzare su un’area di 22.690 mq in località “Prato della Madonna” zona C6 estensiva di espansione di tipo 2 del programma di fabbricazione del Comune di Rocca di Mezzo, compresa nel territorio del “Parco Regionale Sirente Velino e in zona SIC (siti di importanza comunitaria) IT 7110206 – Monte Sirente e Monte Velino e ZPS (Zone di Protezione Speciale) IT 711130- Sirente Velino.
Con il primo articolato motivo sono dedotti vizi del parere del Comitato regionale CCR-VIA n. 2391 del 17 aprile 2014 (propedeutico all’approvazione del piano di lottizzazione): eccesso di potere per incongruenza – contraddittorietà – violazione della direttiva comunitaria “habitat” 92/42/CEE recepita in Italia con d.P.R. n. 357/1997, modificato e integrato dal d.P.R. n. 120 del 12.3.2003 – direttiva comunitaria “uccelli” 2009/147/CEE che sostituisce la direttiva 79/409/CEE – violazione del principio di precauzione -violazione art. 9 lett. f) della l.r. Abruzzo n. 42/2011.
– lacunoso perché riporta la sola area SIC e ZPS occupata dall’insediamento edilizio ma non l’area delle prate pantane che pure sarebbe occupata per un’estensione ben maggiore;
– dannoso perché, al fine di schermare la lottizzazione, prevede l’introduzione di specie arboree non autoctone vietata dall’art. 9 comma 2 lett. f) della legge regionale Abruzzo n. 4/2011;
– contraddittorio perché prevede di condurre ex post – a conferma della lacunosità della valutazione -rilievi floristici per la rilevazione di eventuali specie vegetali protette presenti nel SIC IT 7110206 monte Sirente Velino;
– dannoso perché prevede lo spostamento e il trapianto nei prati adiacenti delle specie floristiche rilevate in situ senza considerare che la tutela delle specie protette implica anche la conservazione dell’habitat dove esse dimorano che sarebbe così occupato dall’intervento edilizio e quindi irreversibilmente perso.
Sussistevano invece secondo le ricorrenti le tre condizioni – effetti potenzialmente gravi, valutazione di dati scientifici disponibili, ampiezza dell’incertezza scientifica – che secondo il principio di precauzione avrebbero dovuto indurre la Regione e per essa il CCR VIA ad esprimere parere negativo.
Con il secondo motivo viene dedotta la violazione del piano regionale paesistico (PRP) della Regione Abruzzo e dell’art. 6 della l.r. Abruzzo n. 18/1983 e dell’art. 9 l.r. Abruzzo n. 42/2011.
Con i motivi aggiunti depositati il 12 novembre 2016 è gravata con le stesse censure del ricorso principale la delibera del Consiglio del Comune di Rocca di Mezzo n. 24 del 29 luglio 2016 pubblicata sul sito internet del Comune senza gli allegati, avente ad oggetto “Approvazione definitiva Piano di Lottizzazione denominato “Prato della Madonna” a seguito degli adempimenti del giudizio favorevole con prescrizioni emesso dal CCR VIA Regione Abruzzo n. 2391 del 17/04/2014″.
Con il terzo motivo aggiunto la delibera impugnata è censurata per violazione dell’art. 13 della legge n. 394/1991 in quanto assunta in assenza del nulla osta dell’Ente Parco Sirente-Velino e comunque in contrasto con il parere già espresso dall’Ente in seno al procedimento d’incidenza ambientale.
Con il quarto motivo aggiunto – eccesso di potere per manifesta contraddittorietà e illogicità dell’istruttoria, irragionevolezza e illogicità della motivazione, contraddizione tra motivi e dispositivo e contraddizione tra provvedimenti – le ricorrenti rilevano la contraddittorietà fra il piano di lottizzazione che prevede la destinazione a verde privato delle aree comprese nel piano di lottizzazione ove vegeta la klasea Licopyfolia e l’esigenza, ritenuta imprescindibile dal Consiglio comunale con delibera consiliare n. 5 del 18 maggio 2015, di acquisire dette aree al fine di tenere nella giusta considerazione il parere dell’Ente Parco Sirente Velino, prot. n .33 del 07/01/2014.
Dagli elaborati grafici del piano (Tavola 7 – sistemazione verde” e “Tavola 13 – Relazione tecnico descrittiva” datati ottobre 2014) si evincerebbe che i punti A, B e C segnalati per la presenza di klasea lycopifolia sono interessati da opere di trasformazione (installazione di pali, inserimento siepi) e ricadono all’interno di un’area definita “verde privato della lottizzazione” che implica l’esercizio di attività d coltivazione incompatibili con le il divieto posto dal CCR VIA di ogni tipo di attività, compresa quella di cantiere, nella fascia di 5 metri dalle aree dove è individuata la presenza di klasea lycopifolia.
Il piano di lottizzazione – che si trova all’interno del SIC IT7110206 e della ZPS IT7110230 classificato “prato stabile”, come evidenziato dal Corine Land Cover (lo strumento UE per il rilevamento e il monitoraggio delle caratteristiche di copertura e uso del territorio, particolarmente per le esigenze di tutela ambientale) sarebbe in contrasto con la delibera della Giunta regionale n. 877 del 27 dicembre 2016 che vieta di convertire ad altri usi le superfici a prato permanente e a pascolo permanente, se non per fini di recupero di habitat di interesse comunitario (…) ovvero per ricostituire habitat (…), previo assenso del soggetto gestore, fatto salvo l’espletamento della procedura di valutazione di incidenza.
Tutte sono infatti comprese nell’elenco allegato al decreto Ministeriale 9 luglio 2012, n. 480 ricognitivo delle Associazioni di protezione ambientale, sicché, trattandosi di Associazioni a carattere nazionale riconosciute, è incontestabile la loro legittimazione a ricorrere nelle controversie che (come quella in questione) hanno ad oggetto l’interesse alla tutela dell’ambiente (si veda, tra le tante, Consiglio di Stato, VI, 20 maggio 2005, n. 2534).
Si è infatti ritenuto che ciascun atto della serie procedimentale deve uniformarsi alla normativa vigente al momento in cui il procedimento, o una sua fase, si sia concluso, intendendosi per procedimento concluso quello per il quale si sia esaurita la fase di decisione (fase costitutiva), anche se non si è ancora completata quella dell’integrazione dell’efficacia […] e che tale effetto si perfeziona soltanto nel momento in cui la fase costitutiva sia pervenuta alla sua conclusione, e cioè nel momento in cui tutti gli elementi costitutivi abbiano trovato la loro realizzazione, cosicché è a questo momento che deve aversi riguardo per identificare la norma applicabile all’atto. Ciò comporta che la legittimità di un provvedimento amministrativo vada valutata in relazione alle norme vigenti al tempo in cui lo stesso è stato adottato. Se, dunque, in pendenza del procedimento interviene una nuova disposizione regolamentare, l’atto che ne è l’epilogo deve ad essa disposizione adeguarsi, salvo che incida su situazioni giuridiche già consolidatesi (T.A.R. Lombardia Milano, sez. III, 26 maggio 2009, n. 3839; T.A.R. Abruzzo-Pescara, sez. I, 24 maggio 2012, n. 234; Consiglio di Stato, sez. V, 10 aprile 2018 n. 2171).
Sul piano sostanziale la stessa nota del Comune sopra indicata aveva, in effetti, colto la rilevanza in seno al procedimento di approvazione del piano di lottizzazione, della delibera regionale il cui allegato n. 2, punto 4) dell’elenco “Divieti”, vieta nelle ZPS di convertire ad altri usi le superfici a prato permanente e a pascolo permanente se non per fini di recupero di habitat di interesse comunitario (. .. ) ovvero per ricostituire habitat ( .. .), previo assenso del soggetto gestore, fatto salvo l’espletamento della procedura di valutazione di incidenza.
Ne consegue che il Comune, indipendentemente dalla risposta sul quesito che aveva sottoposto della Regione con la nota prot. n. 823 del 2 febbraio 2017, non poteva prescindere dalla normativa sopravvenuta perché incontestatamente l’area interessata dall’intervento si trova all’interno del SIC IT7110206 e della ZPS IT7 ll 0230 della Rete Natura 2000 della Regione Abruzzo.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Abruzzo (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso e sui motivi aggiunti, come in epigrafe proposti,
– dichiara improcedibile il ricorso principale;
– accoglie i motivi aggiunti nei termini di cui in motivazione e, per l’effetto, annulla la delibera del Comune di Rocca di Mezzo n. 24 del 29 luglio 2016 avente ad oggetto “Approvazione definitiva Piano di Lottizzazione denominato “Prato della Madonna” a seguito degli adempimenti del giudizio favorevole con prescrizioni emesso dal CCR VIA Regione Abruzzo n. 2391 del 17/04/2014”.
Così deciso in L’Aquila nella camera di consiglio del giorno 6 giugno 2018 con l’intervento dei magistrati:
Scarica in pdf il tsto della sentenza: ‘Aquila, sez. I, sent. n. 362-2018
Taggato ambiente, associazioni di tutela ambientale, d. lgs. n. 152/2006, diritto ambientale, diritto amministrativo, giurisprudenza, piani urbanistici, t.a.r., tar l'aquila n. 362/2018
Giurisprudenza (287)
News ed Eventi (211)
Revisione di sentenza di estinzione per prescrizione del reato ed effetti sulle statuizioni civili. Cassazione Penale Sezioni Unite n. 6141/2019.
SICUREZZA SUL LAVORO: La nota n. 1148 del 5 febbraio 2019 dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro chiarisce ulteriori concetti.
ARIA. Installazione di impianto senza autorizzazione, reato permanente, contravvenzione ex art. 279, comma 1 d. lgs. n. 152/2006 e sequestro. Cassazione Penale n. 4250/2019.
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