Source: http://ilnapoletano.org/2014/11/da-ischia-a-lussemburgola-rivolta-dei-precari/
Timestamp: 2018-06-25 15:33:12+00:00
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Da Ischia a LussemburgoLa rivolta dei precari | Il Napoletano
Da Ischia a Lussemburgo
La gioia, la felicità, la delusione, la rabbia. Nel giro di ventiquattro ore il popolo dei precari della scuola vive un turbinio di emozioni forti, anche se completamente diverse. Dopo una battaglia legale durata cinque anni la Corte di Giustizia Europea sentenziato la stabilizzazione del personale precario della scuola in Italia, che abbia svolto almeno 36 mesi di servizio. Una battaglia partita da Ischia…
Secondo la Corte l’Italia per oltre dieci anni ha violato la Direttiva Ce del 1999 imponendo il rinnovo di contratti a tempo determinato per provvedere alla copertura di posti vacanti d’insegnamento, in assenza di ragioni oggettive. La sentenza riguarda i precari della scuola ma può essere estesa a tutti i precari della pubblica amministrazione. Solo nella scuola riguarda 250mila persone che possono chiedere la stabilizzazione e risarcimenti per 2 miliardi di euro, oltre agli scatti di anzianità maturati tra il 2002 e il 2012 dopo il primo biennio di servizio e le mensilità estive su posto vacante.
Ma a raggelare le speranze dei precari, insegnanti e Ata, ci pensa il Ministro Giannini. La sentenza della Corte di Giustizia Europea non cambia nulla, perché il piano di assunzioni previsto ne La Buona Scuola, per 148mila precari (solo insegnanti), va ben oltre le richieste europee. “Bisogna capire – ha detto il ministro- che la sentenza si riferisce solo ai posti vacanti e disponibili che oggi sono circa 18mila Ata, circa 15 mila solo i docenti. Ad avere i requisiti previsti dalla sentenza, quindi, è un numero limitato di persone, saranno 15mila al massimo. Il nostro piano assunzioni va molto oltre.”
Tanto rumore per nulla allora? Sembra di no. Anzi Gilda, il leggendario sindacato autonomo degli insegnanti, si prepara all’ultima battaglia. La Gilda Annunciata una diffida al Governo e poi, entro dicembre, al via in tutta Italia le iniziative giudiziarie per la stabilizzazione dei precari. Nella diffida indirizzata a Palazzo Chigi e al ministero dell’Istruzione verrà fissato un termine breve entro cui dare esecuzione alla sentenza emessa dai giudici di Lussemburgo. Tutto in evoluzione.
Ma chi ha scatenato questo putiferio nel mondo della scuola? Raffaella Mascolo, laureata in architettura, 54 anni, docente di sostegno precaria ad Ischia. E’ il suo il ricorso alla sentenza della Corte di Giustizia europea. “C’era una sentenza che diceva che dopo tre anni di lavoro non si poteva continuare ad essere precari. Io sono sempre stata chiamata per incarichi annuali e poi licenziata il 30 giugno, Fu questa mia situazione che mi spinse a presentare il ricorso. Io ho sempre amato il mio lavoro, lo faccio con passione. Vado in classe con entusiasmo, mi piace stare con i ragazzi e sono una di quelle che non si assenta mai. Naturalmente ora sono soddisfatta della sentenza europea. Anche perché negli anni mi sono vista passare avanti tante persone con punti meno di me. Con la “riforma Gelmini” la storia dell’Arte è stata declassata. E davvero non riesco a capire perché. Siamo un Paese meraviglioso con un patrimonio artistico spaventoso”.
27/11/2014 , in Sapere da Redazione.
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