Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=1986&numero=35
Timestamp: 2019-01-19 14:15:10+00:00
Document Index: 57263516

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 43', 'art. 44', 'art. 44', 'sentenza ', 'art. 43', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 3', 'art. 3', 'sentenza ']

Sentenza 35/1986 (ECLI:IT:COST:1986:35)
Presidente: PALADIN - Redattore:
Udienza Pubblica del 08/01/1986; Decisione del 23/01/1986
Deposito del 05/02/1986; Pubblicazione in G. U. 12/02/1986 n. 6
Massime: 11933 11949
SENTENZA 23 GENNAIO 1986
Deposito in cancelleria: 5 febbraio 1986.
Pubblicazione in "Gazz. Uff." n. 6/1 s.s. del 12 febbraio 1986.
Pres. PALADIN - Rel. CORASANITI
composta dai signori: Prof. LIVIO PALADIN, Presidente - Avv. ORONZO REALE - Avv. ALBERTO MALAGUGINI - Prof. ANTONIO LA PERGOLA - Prof. VIRGILIO ANDRIOLI - Prof. GIUSEPPE FERRARI - Dott. FRANCESCO SAJA - Prof. GIOVANNI CONSO - Prof. ETTORE GALLO - Dott. ALDO CORASANITI - Prof. GIUSEPPE BORZELLINO - Dott. FRANCESCO GRECO - Prof. RENATO DELL'ANDRO, Giudici,
1. - La legge 14 aprile 1975, n. 103, recante "Nuove norme in materia di diffusione radiofonica e televisiva", dopo avere assoggettato a preventiva autorizzazione del Ministero delle poste e telecomunicazioni l'installazione di "nuovi" impianti ripetitori di programmi sonori e televisivi esteri (art. 38) o della concessionaria del servizio pubblico nazionale italiano (art. 43), dispone, all'art. 44, primo comma, che i titolari degli impianti di cui ai suddetti articoli "già installati" sul territorio nazionale devono presentare, entro 60 giorni dalla data di pubblicazione del regolamento di esecuzione della legge, domanda di autorizzazione corredata dalle indicazioni delle caratteristiche tecniche degli impianti; stabilisce inoltre, nel secondo comma, che il funzionamento in via provvisoria degli impianti suddetti è consentito fino al rilascio dell'autorizzazione, a condizione che sia stata presentata nei termini la domanda di cui al comma precedente, non vengano modificate le caratteristiche tecniche operative degli impianti e, per i ripetitori di programmi esteri, non siano diffusi messaggi pubblicitari esteri o nazionali; prevede infine, nel terzo comma, che, ove sia accertato che l'impianto non risponde ai requisiti stabiliti dalla legge e dal relativo regolamento di esecuzione, l'autorizzazione non può essere rilasciata ed il Ministero, previa diffida ad adeguare l'impianto entro tre mesi, in difetto di adempimento ne dispone la disattivazione, da eseguirsi anche d'ufficio; sono soggetti a disattivazione, ai sensi del quarto comma, anche gli impianti per i quali non sia stata presentata la domanda nel termine di cui al primo comma.
La questione è ritenuta non manifestamente infondata sulla base delle seguenti considerazioni:
a) la prefissione del termine per la proposizione della domanda di autorizzazione sarebbe irragionevole, perché inutile, in relazione alla pratica impossibilità - per carenza nell'amministrazione di strutture adeguate, e in ogni caso in relazione alla mancanza di volontà politica - di effettuare i controlli presupposto dell'autorizzazione o del diniego di essa e in tal caso della disattivazione, cui è preordinato l'adempimento;
b) la prefissione del termine (recte: la sanzione ad essa collegata) darebbe luogo a disparità di trattamento fra gli esercenti che abbiano presentato la domanda tempestivamente e quelli che l'abbiano presentata tardivamente o non l'abbiano presentata affatto, disparità ingiustificato in relazione all'inutilità dell'adempimento dovuta sia all'impossibilità, sopra indicata, del raggiungimento dello scopo, sia alla possibilità per il Ministero delle poste e telecomunicazioni di raggiungere lo scopo altrimenti e cioè procurandosi aliunde (particolarmente dalla RAI) i dati (da indicare nella domanda di autorizzazione e quindi) necessari ai controlli.
Non vi è stata costituzione di parti private. È intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri rappresentato dall'Avvocatura dello Stato.
Siffatta censura è comunque infondata, in quanto non tiene conto della ratio dell'art. 44 della l. n. 103 del 1975, che è quella di regolarizzare precedenti situazioni di fatto (legittimate dalla Corte con la sentenza n. 225 del 1974), inserendole nell'ambito della nuova regolamentazione, che subordina l'installazione di nuovi impianti ad autorizzazione ministeriale (artt. 38 e 43). Non poteva quindi prescindersi dall'imposizione di una domanda di autorizzazione entro un determinato termine anche ai titolari di impianti già installati che intendessero conseguire la facoltà di esercizio provvisorio (fino al rilascio dell'autorizzazione, ricorrendone le condizioni), onde assicurare un ordinato passaggio dal regime di fatto a quello legale, ed evitare ingiustificato discriminazioni in danno dei titolari di nuovi impianti.
Si è costituita la Società Propagazione Audiovisivi S.p.a., sollecitando la dichiarazione di illegittimità costituzionale.
È intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato dall'Avvocatura dello Stato, rilevando che la questione appare inammissibile, o, in subordine, infondata.
Per quanto concerne, poi, l'asserito contrasto con gli artt. 21 e 41 Cost., rileva l'interveniente che la censura appare inammissibile, in quanto volta a sindacare nel merito una norma di polizia dell'etere, oltretutto con carattere di provvisorietà, e comunque infondata, poiché nel settore delle telecomunicazioni la Corte costituzionale ha ripetutamente ravvisato non solo opportuno, bensl' necessario (sentt. n. 202 del 1976 e n. 148 del 1981), un regime di autorizzazione nell'ambito del quale libertà private e potestà pubbliche possano coesistere ed armonizzarsi tra loro.
Analoga disciplina è prevista anche per l'installazione e l'esercizio di impianti ripetitori privati dei programmi della RAI (art. 43).
L'art. 44 dispone che i titolari degli impianti ripetitori (sia di programmi esteri che di programmi nazionali) già installati al momento dell'entrata in vigore della legge sono autorizzati al funzionamento in via provvisoria, purché presentino, entro un certo termine (sessanta giorni dalla pubblicazione del regolamento), domanda di autorizzazione corredata dalle indicazioni relative alle caratteristiche tecniche degli impianti, e purché non modifichino le dette caratteristiche (una terza condizione, dettata per i ripetitori di programmi esteri, e cioè il divieto di diffusione di messaggi pubblicitari, è venuta meno per effetto della sent. di questa Corte n. 231 del 1985). La mancata presentazione della domanda nei termini è sanzionata con la disattivazione degli impianti, Così come la non rispondenza di questi ultimi ai requisiti stabiliti dalla legge e dal regolamento.
Connotato della disciplina è il, riconoscimento, al Ministero delle poste e telecomunicazioni, del "governo tecnico" dell'etere, e cioè del potere generale di coordinare tutti i sistemi di radiotelecomunicazione al fine di assicurarne la reciproca compatibilità, con i connessi poteri strumentali di assegnare le frequenze, e di prescrivere le caratteristiche tecniche degli impianti, nonché di vigilare sull'osservanza delle prescrizioni date, sia subordinando alla medesima l'autorizzazione sia intervenendo in caso di interferenze.
4. - Il Pretore di Porretta Terme denuncia il suindicato art. 44 in riferimento all'art. 3 Cost. in quanto: a) la prefissione del termine per la proposizione della domanda sarebbe irragionevole, perché inutile, in relazione alla concreta impossibilità per l'amministrazione - per carenza di adeguate strutture e mancanza di volontà politica - di effettuare i controlli, presupposto dell'autorizzazione, ai quali è preordinato l'adempimento; b) la prefissione del termine (recte: la sanzione ad essa collegata) darebbe luogo a disparità di trattamento tra gli esercenti di impianti già installati che abbiano presentato nei termini la domanda, e quelli che l'abbiano presentata fuori dei termini o non l'abbiano presentata affatto, disparità ingiustificato in relazione all'inutilità dell'adempimento, dovuta sia alla già rilevata impossibilità del raggiungimento dello scopo al quale esso è preordinato, sia alla possibilità per l'amministrazione di raggiungere lo scopo altrimenti, cioè procurandosi aliunde i dati necessari ai controlli.
5. - La questione non è fondata.
Ma la censurata prefissione di termine per un verso è coerente ad esigenze di attuazione del regime autorizzatorio (regime in sé, ripetesi, non censurato) nei confronti degli esercenti impianti già installati: autorizzarli ex lege in via generale, sia pure formalmente soltanto all'esercizio provvisorio, ma - come auspicato - sine die per la presentazione della domanda di autorizzazione all'esercizio definitivo, avrebbe importato in pratica esonerarli dal regime suindicato, che si sostanze dell'emanazione di atti amministrativi singolari, da porre in essere sulla base dell'accertata ricorrenza dei presupposti e dei requisiti (anche tecnici) di legge. Per altro verso la censurata prefissione di termine è coerente all'esigenza di parificare nell'assoggettamento al regime autorizzatorio (parificazione in sé, ripetesi, non contestata) gli esercenti impianti già installati e gli esercenti impianti nuovi: autorizzare quelli nel modo come sopra auspicato avrebbe importato collocarli in posizione di privilegio rispetto a questi, sottoposti ad autorizzazione preventiva, e Così realizzare una disparità di trattamento effettivamente ingiustificato e in ogni caso più grave di quella (fra esercenti impianti già installati) che qui è lamentata, disparità di trattamento quest'ultima la cui ingiustificatezza è discutibile (in relazione alla reale diversità di situazione fra chi osserva un termine e chi non l'osserva) e sarebbe comunque assai meno grave.
Quanto alla violazione dell'art. 3 Cost., il giudice a quo pone a raffronto il regime degli impianti ripetitori, dettato dalla legge n. 103 del 1975, con quello, che assume più favorevole, delle emittenti televisive in ambito locale. Ma, come è noto, vi è in tale ultimo settore una situazione di carenza legislativa, non essendosi provveduto alla regolamentazione positiva che questa Corte, con la sent. n. 202 del 1976, mentre ha negato la legittimità della riserva allo Stato dell'emittenza di portata non eccedente l'ambito locale, ha nondimeno ritenuto indispensabile, riconoscendo fra l'altro l'esigenza di un regime autorizzatorio al fine di assicurare, secondo i criteri prescelti, il coordinamento fra la detta emittenza e tutti gli altri servizi e le altre attività di radiotelediffusione.
Senza dire che tale compatibilità rende possibile la pluralità delle fonti di informazione radiotelevisive, sicché essa compatibilità dovrebbe ritenersi comunque un limite pienamente apponibile tanto all'esercizio della libertà di manifestazione del pensiero, quanto (o tanto più) all'esercizio della libertà di iniziativa economica, che nella materia delle attività di radiotelediffusione è strettamente collegato al primo (la sentenza n. 231 del 1985 ha ravvisato la configurabilità di un'autonoma compressione del secondo solo rispetto alla diffusione di messaggi pubblicitari ed ha comunque ritenuto che anche in tal caso, se è illegittima la compressione consistente nell'assoluto divieto di effettuare tali messaggi per i ripetitori esteri, non sono illegittime le limitazioni imposte al fine di assicurare il pluralismo delle fonti di informazione).
Ciò posto, non si vede come possa ritenersi autonomamente limitativo, e in ogni caso come possa ritenersi indebitamente limitativo, delle libertà suindicate il divieto di modificazione delle caratteristiche tecniche degli impianti ripetitori già installati, che è strettamente funzionale al sistema come sopra adottato e alle finalità di esso.
È infatti evidente che l'indiscriminata modificabilità delle caratteristiche tecniche degli impianti in regime provvisorio - nel senso, chiaramente postulato dal giudice a quo, del loro potenziamento - potrebbe dar luogo a interferenze, prima non sussistenti, fra ripetitori ed altre fonti di diffusione radiotelevisiva, e più in generale pregiudicare l'effettività della disciplina regolamentare dei ripetitori e Così quella compatibilità reciproca fra le varie attività di diffusione radiotelevisiva, che il governo tecnico dell'etere è teso a garantire.
F.to: LIVIO PALADIN - ORONZO REALE - ALBERTO MALAGUGINI - ANTONIO LA PERGOLA - VIRGILIO ANDRIOLI - GIUSEPPE FERRARI - FRANCESCO SAJA - GIOVANNI CONSO - ETTORE GALLO - ALDO CORASANITI - GIUSEPPE BORZELLINO - FRANCESCO GRECO - RENATO DELL'ANDRO. GIOVANNI VITALE Cancelliere