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Timestamp: 2019-07-23 00:55:14+00:00
Document Index: 172964814

Matched Legal Cases: ['art. 2697', 'art. 2', 'art. 3', 'art.4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3']

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Verbale e sanzione mancata raccolta indifferenziata mancata prova della violazione
Verbale e sanzione mancata raccolta indifferenziata
UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI S.MARIA C.V.
II SEZIONE REPUBBLICA ITALIANA
II Giudice di Pace di S. Maria C. V., dott. _____________, ha pronunciato la
Nella causa civile iscritta a ruolo al n. _____________R.G. e riservata per la decisione all'udienza del _____________, vertente
_____________, elettivamente domiciliata in Sparanise alla Via Canonico De Felice, presso lo studio dell'Avv, _____________che lo rapp.ta e difende come da mandato in atti; Ricorrente
COMUNE DI _____________., in persona del Sindaco p.t., elettivamente domiciliato in _____________ al _____________- _____________, presso lo studio dell'Avv, _____________ che lo rapp.ta e difende come da mandato in atti;
-Resistente - CONCLUSION! DELLE PARTI: come da verbale di udienza del 04/02/2019
Con ricorso depositato in cancelleria in data 09.11.2018, il ricorrente chiedeva l'annullamento del verbale di accertamento n. _____________per presunta violazione commessa il 20.07.2018 ore 08:40 in _____________ (CE) alla Via _____________, dell'Ordinanza Sindacale n. _____________" Servizio di raccolta differenziata dei rifiuti solidi Urbani", in quanto a seguito di apposito controllo effettuato sul territorio comunale congiuntamente ad operatori ecologici, dopo aver effettuato i dovuti accertamenti, si costatava ii conferimenti di buste di vari colori contenenti rifiuti ( umido, carta, plastica), in difformità della raccolta prevista per il giorno corrente ( Frazione indifferenziata). "Non potendo stabilire la provenienza buste si notifica ii presente verbale al proprietario della suddetta abitazione ... ".
Assumeva la ricorrente che l'atto impugnato era da ritenersi nullo in quanto non vi era alcuna prova che i sacchetti apposti vicino all'abitazione fossero di sua proprietà, nulla che possa risalire a identificare, con precisione, il soggetto colpevole della trasgressione de quo. La legge, in merito, stabilisce il principio generale della responsabilità personale dell'illecito amministrativo commesso. Pertanto, risponde della sanzione solo chi materialmente ha commesso l'azione.
Alla prima udienza di comparizione si costituivano le parti riportando ai rispettivi atti; ii Giudice, ritenuto di poter decidere allo stato degli atti sulla scorta della documentazione depositata in atti dava lettura del dispositivo.
Parte resistente non ha fornito alcuna prova che i sacchetti apposti vicino all'abitazione fossero di proprietà dello stesso.
All'uopo si precisa che, nel procedimento di opposizione al provvedimento irrogativo di una sanzione amministrativa pecuniaria, l'Amministrazione pur essendo formalmente convenuta in Giudizio, assume sostanzialmente la veste di attrice; spetta quindi ad essa ai sensi dell'art. 2697 c.c. fornire la prova dell'esistenza degli elementi di fatto integranti la violazione contestata e della loro riferibilità all'intimato», ha ritenuto non provata la riconducibilità all'opponente del sacchetto di rifiuti rinvenuto fuori dall'apposito spazio, in quanto «la circostanza che all'interno fosse ricompreso un documento (estratto conto) intestato al ricorrente, non e sufficiente per ascrivere al medesimo la responsabilità con assoluta certezza della violazione contestata.
Inoltre, la responsabilità non puo presumersi. All'uopo, Il sistema della legge 24 novembre 1981, n. 689, preserva il principio della natura personale della responsabilità, disciplinando rigorosamente i profili della "imputabilità" ( art. 2), dell'"elemento soggettivo" della violazione (art. 3), delle "cause di esclusione della responsabilità" (art.4), del "concorso di persone" (art. 5); e lo stesso profilo di deroga ad esso apportato attraverso l'istituto della "solidarietà" (art. 6) resta rigorosamente circoscritto e delimitato e la sua disciplina non tollera interpretazioni che, estendendo l'ambito delle fattispecie in essa espressamente contemplate, comportino ii mancato rispetto del principio della "riserva di legge" fissato nell'art. 1 L. 24 novembre 1981 n. 689 (Cass. civ. Sez. I, 6/7/04 n. 12321).
- Il principio posto dall' art. 3 della legge di depenalizzazione (legge n. 689 del 1981 ), in base al quale per le violazioni colpite da sanzione amministrativa e necessaria la coscienza e volontà della condotta attiva od omissiva, sia essa dolosa o colposa, deve essere inteso nel senso della sufficienza dei suddetti estremi, senza che occorra la concreta dimostrazione del dolo o della colpa. Cio perche la norma de qua pone una presunzione di colpa in merito al fatto vietato a carico di colui che lo abbia commesso, riservando poi a questi l'onere di provare di aver agito senza colpa (Cass. civ. Sez. II, 9/12/13 n. 27432).Il principio e affermato non solo direttamente, ma anche indirettamente (in tema di elemento psicologico dell’ illecito amministrativo) sia nelle decisioni di legittimità che nelle decisioni di merito. ln sintesi, in base quanto disposto dall'art. 3 della legge di depenalizzazione (legge n. 689 del 1981 ), ai fini della legittimità e validità di una sanzione, non e sufficiente che siano accertati gli estremi oggettivi, ma occorre che il trasgressore sia compiutamente identificato e che la sua condotta sia colposa o dolosa".
Il Giudice di Pace di S.Maria C.V., definitivamente pronunciando sul corso proposto, cosi decide:
1) Accoglie il ricorso e, per l'effetto, annulla il verbale di accertamento n.
_____________elevato dalla Polizia Municipale di Sparanise;
2) Condanna l'ente opposto al pagamento delle spese di lite da attribuirsi in favore del procuratore costituito Avv. _____________che liquida nella complessiva somma di € 250,00 di cui € 50,00 per spese ed € 200,00 per diritti ed onorari oltre oneri di legge.
Cosi deciso, S.Maria C.V