Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/circolare-agenzia-entrate-n-49-del-11072008.html
Timestamp: 2017-01-23 14:55:00+00:00
Document Index: 62036504

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 51', 'art. 2', 'art. 2']

- art. 2 del decreto legge 27 maggio 2008, n. 93 - "Misure sperimentali per
l'incremento della produttività del lavoro" - Chiarimenti
1. SOMME EROGATE PER PRESTAZIONI DI LAVORO STRAORDINARIO E PER I PREMI DI
PRODUTTIVITA' - IMPOSTA SOSTITUTIVA DEL 10%
1.5. Applicazione dell'imposta sostitutiva e adempimenti del sostituto
Con il decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, concernente "Disposizioni
urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie" (di seguito decreto), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 28 maggio 2008, n. 124, il
Governo ha introdotto misure urgenti di carattere finanziario mirate al
sostegno della domanda ed all'incremento della produttività del lavoro e
del potere di acquisto delle famiglie.
In particolare, l'articolo 2 del decreto, rubricato "Misure sperimentali per
l'incremento della produttività del lavoro", prevede, in via sperimentale,
che nel secondo semestre 2008 sia applicata una tassazione agevolata:
- alle remunerazioni legate all'incremento di
nel medesimo settore.
La misura agevolativa consiste nell'applicazione a dette somme, nel limite
complessivo di 3.000 euro lordi, di un'imposta sostitutiva dell'IRPEF e delle addizionali regionale e comunale, pari al dieci per cento.
Il comma 6 del medesimo articolo 2 dispone, inoltre, l'abrogazione
dell'articolo 51, comma 2, lettera b) del TUIR che prevedeva l'esclusione di
talune componenti dalla base imponibile rilevante ai fini dell'imposizione
richiamate disposizioni, finalizzati a risolvere dubbi interpretativi e ad
agevolare gli adempimenti dei sostituti di imposta.
1. SOMME EROGATE PER PRESTAZIONI DI LAVORO STRAORDINARIO E PER I PREMI
DI PRODUTTIVITA' - IMPOSTA SOSTITUTIVA DEL 10%
Ai sensi dell'articolo 2, comma 5, del decreto, le nuove misure fiscali sono
riservate ai lavoratori dipendenti del settore privato, i quali abbiano percepito nel 2007 redditi di lavoro dipendente, di cui all'art. 49 del Tuir, di ammontare non superiore a 30.000 euro lordi.
Poiché la disposizione fa espresso riferimento ai "titolari di reddito di
lavoro dipendente" l'agevolazione è riservata esclusivamente a questi, con
esclusione dei titolari di redditi di lavoro assimilato a quello di lavoro
dipendente come, ad esempio, i collaboratori coordinati e continuativi,
anche nella modalità a progetto.
Ai fini della verifica della soglia reddituale cui la norma subordina
l'accesso al regime sostitutivo, si deve considerare il reddito di lavoro
dipendente, relativo al 2007, soggetto a tassazione ordinaria. Nella determinazione del predetto limite devono essere quindi esclusi eventuali
redditi di lavoro dipendente percepiti nel 2007 ed assoggettati a tassazione
Il limite di 30.000 euro deve intendersi come ammontare complessivo,
riferito a tutti i redditi di lavoro dipendente percepiti nel 2007, anche in relazione a
più rapporti di lavoro.
La verifica del limite di reddito di euro 30.000 riguarda i soli redditi di
lavoro dipendente di cui all'art. 49
del Tuir, compresi quelli indicati nel comma 2 dello stesso articolo, come ad esempio le pensioni e gli assegni ad
esse equiparate e non rileva, quindi, l'eventuale superamento di tale limite
per effetto di redditi diversi da quelli di lavoro dipendente.
Inoltre, la predetta verifica deve essere effettuata con riferimento
all'anno 2007, a nulla rilevando la circostanza che nel 2008 il reddito di
lavoro dipendente sia superiore al predetto limite di 30.000 euro.
Sono esclusi dalla misura sperimentale prevista per il secondo semestre 2008
i dipendenti delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che reca "Norme generali
sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche".
Trattasi dei dipendenti che prestano servizio in "tutte le amministrazioni
dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le
istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad
ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli
Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria,
artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e
gli enti del Servizio sanitario nazionale, l'Agenzia per la rappresentanza
negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al
decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300".
Al riguardo, si segnala che il comma 5 dell'art. 2 del decreto prevede, al
termine della sperimentazione, una verifica circa gli effetti della disposizione in commento ad opera del Ministro del lavoro, della salute e
delle politiche sociali con le organizzazioni sindacali dei datori e dei prestatori di lavoro, cui partecipa anche il Ministro per la pubblica
amministrazione e l'innovazione, al fine di valutare l'eventuale estensione
del provvedimento anche ai dipendenti pubblici.
L'art. 2 del decreto ha introdotto, con efficacia limitata al periodo
compreso tra il 1 luglio e il 31 dicembre 2008, un'imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionale
e comunale, pari al 10 per cento, nel limite di importo complessivo di 3.000
euro lordi, sulle somme erogate a livello aziendale:
a) per prestazioni di lavoro straordinario effettuate dal 1 luglio
rese in funzione di clausole elastiche effettuate nel periodo suddetto
(1 luglio - 31 dicembre 2008) e con esclusivo riferimento a
contratti di lavoro a tempo parziale stipulati prima del 29 maggio 2008, data di entrata in vigore del decreto;
c) in relazione ad incrementi di
produttività, innovazione ed
efficienza organizzativa ed altri elementi di competitività e redditività legati all'andamento economico dell'impresa.
In base al tenore letterale dell'art. 2, comma 1, del decreto, con
riferimento alle prestazioni di lavoro di cui alle lettere a) e b)
(prestazioni di lavoro straordinario e prestazioni di lavoro supplementare o
rese in funzione di clausole elastiche), l'imposta sostitutiva si applica
sui compensi relativi a prestazioni effettuate dal dipendente nel periodo
compreso tra il 1 luglio e il 31 dicembre 2008, a condizione che nel
medesimo periodo (fermo restando quanto si dirà in tema di cassa allargata)
detti compensi vengano effettivamente erogati dal sostituto d'imposta.
Pertanto, e in via esemplificativa, lo straordinario e il lavoro
supplementare effettuati a giugno 2008 e pagati a luglio 2008, così come quello effettuato a dicembre 2008 ma pagato dopo il 12 gennaio 2009
(principio di cassa allargata) devono essere esclusi dalla tassazione
agevolata. Lo straordinario e il supplementare effettuati a dicembre 2008 e
retribuiti entro il 12 gennaio 2009 rientreranno invece nel regime agevolato.
Per quanto concerne i premi di produttività di cui al punto c) della
disposizione in commento, ai fini dell'applicazione dell'imposta sostitutiva
rileva esclusivamente il momento di erogazione delle somme, che deve
collocarsi tra il 1 luglio ed il 31 dicembre 2008 (ovvero 12 gennaio 2009),
anche se dette somme si riferiscono ad attività prestate in periodi
In relazione agli aspetti giuslavoristici relativi agli istituti in
questione si rinvia al successivo paragrafo 1.7.
L'imposta sostitutiva è applicata agli emolumenti in commento, entro il
limite di importo complessivo non superiore a 3.000 euro, erogati nel periodo compreso tra il 1 luglio e il 31 dicembre 2008.
Il limite reddituale suddetto deve intendersi al lordo della ritenuta
fiscale del 10 per cento.
La disposizione in commento, nell'individuare l'ambito di applicazione
dell'imposta sostitutiva in questione, fa riferimento esclusivamente alle "somme erogate". Dal tenore letterale della norma emergono due
considerazioni. La prima è relativa alle modalità - in denaro ovvero in
natura - con le quali possono effettuarsi le erogazioni e conduce ad
escludere dall'ambito di applicazione dell'agevolazione i compensi in natura erogati a titolo di corrispettivo del lavoro straordinario o supplementare
effettuato dal lavoratore, ovvero erogati in relazione ad incrementi di
La seconda riguarda l'arco temporale cui riferire le erogazioni. Al
riguardo, in applicazione del criterio di cassa previsto dall'articolo 51 del Tuir per l'imputazione al periodo d'imposta degli emolumenti di lavoro
dipendente, deve ritenersi che l'imposta sostitutiva si applica alle somme di cui all'art. 2 del decreto, percepite nel periodo dal primo luglio fino
al termine del periodo d'imposta 2008. Tenendo conto altresì della
disposizione generale di cui all'art. 51, comma 1, del Tuir, secondo cui si
considerano percepiti nel periodo d'imposta le somme corrisposte fino al 12 gennaio dell'anno successivo, si ritiene che per il riscontro del limite di
3.000 euro occorra considerare, così come indicato nel paragrafo 1.3, le
somme oggetto dell'agevolazione erogate nel periodo compreso tra il 1
luglio e il 12 gennaio 2009.
La parte delle predette somme che supera il limite di 3.000 euro lordi
concorre a formare il reddito complessivo del percipiente ed è assoggettata
a tassazione con l'applicazione delle aliquote ordinarie.
L'importo di 3.000 euro è da intendersi come limite complessivo alla cui
determinazione concorrono sia le somme erogate a titolo di retribuzione
delle prestazioni di lavoro straordinario o supplementare effettuate, sia i
premi di produttività. Tale limite, inoltre, non può essere superato
neanche in presenza di più rapporti di lavoro.
Ai sensi del comma 3 dell'art. 2 del decreto, l'imposta sostitutiva
è applicata direttamente dal sostituto d'imposta.
In particolare il sostituto d'imposta applica la tassazione sostitutiva in
via automatica qualora egli stesso abbia rilasciato il CUD, in relazione a
un rapporto di lavoro intercorso per l'intero 2007.
Se il sostituto tenuto ad applicare l'imposta sostitutiva non
che abbia rilasciato il CUD per il 2007 o l'abbia rilasciato per un periodo inferiore all'anno, ai fini dell'applicazione dell'imposta sostitutiva,
è necessario che il lavoratore comunichi in forma scritta l'importo del
reddito di lavoro dipendente conseguito nel 2007, considerato che in tal
caso il sostituto non è in grado di conoscere direttamente se nel 2007 il
lavoratore abbia percepito più o meno di 30.000 euro a titolo di reddito di
Analoga comunicazione deve essere fatta dal lavoratore che nel 2007 non
abbia percepito alcun reddito di lavoro dipendente.
Il dipendente è, in ogni caso, tenuto a comunicare al sostituto d'imposta
l'insussistenza del diritto ad avvalersi del regime sostitutivo, nelle ipotesi in cui:
- nel corso del 2007, oltre al rapporto di lavoro con il sostituto
d'imposta che eroga i compensi assoggettabili ad imposta sostitutiva,
abbia intrattenuto un altro rapporto di lavoro dipendente, in tal modo
superando il limite di 30.000 euro di reddito da lavoro dipendente;
- nel corso del 2008, abbia intrattenuto altri rapporti di lavoro
dipendente percependo somme già assoggettate a imposta sostitutiva,
fino a concorrenza del limite di 3.000 euro prestabilito dalla norma.
La norma prevede, tuttavia, che il lavoratore anche nei casi in cui il
sostituto sia direttamente tenuto all'applicazione della imposta sostitutiva, possa rinunciare al regime sostitutivo, facendone richiesta per
iscritto al proprio datore di lavoro. Ciò, ad esempio, quando l'imposta
sostitutiva si presenti meno conveniente di quella ordinaria, in presenza di
oneri la cui deduzione o detrazione sarebbe impedita dal meccanismo di
imposizione sostitutiva.
A seguito di espressa rinuncia del lavoratore, l'intero ammontare delle
somme in questione concorre alla formazione del reddito complessivo ed è assoggettato a tassazione ordinaria. Resta fermo che in sede di
dichiarazione dei redditi il dipendente è tenuto a far concorrere al
reddito complessivo i redditi che, per qualsiasi motivo, siano stati
eventualmente assoggettati a imposta sostitutiva pur in assenza dei
presupposti richiesti dalla legge. Analogamente, il contribuente utilizzerà
la dichiarazione dei redditi per assoggettare gli emolumenti alla tassazione
ordinaria nel caso in cui la ritenga più conveniente.
In assenza di rinuncia espressa da parte del dipendente, il sostituto
d'imposta, ricorrendone i presupposti, procede all' applicazione
Ciò non toglie, tuttavia, che il sostituto d'imposta, ove riscontri che la
tassazione sostitutiva risulti meno favorevole per il dipendente, pur in
assenza di rinuncia da parte di questi, applichi la tassazione ordinaria,
portandone a conoscenza il dipendente.
Qualora sussistono i presupposti richiesti dalla norma, l'imposta
sostitutiva deve essere applicata sin dalla prima erogazione effettuata successivamente al 1 luglio 2008, fermi restando gli opportuni
aggiustamenti da effettuare in sede di conguaglio di fine anno, ovvero in
caso di cessazione del rapporto di lavoro intervenuta prima della fine
L'imposta sostitutiva, ove non trattenuta dal sostituto,
può essere applicata dal contribuente in sede di presentazione della dichiarazione dei
redditi, semprechè ovviamente ne ricorrano i presupposti. L'imposta
sostitutiva può essere oggetto di compensazione ai sensi dell'articolo 17
del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, concernente "norme di
semplificazione degli adempimenti dei contribuenti in sede di dichiarazione
dei redditi e dell'imposta sul valore aggiunto, nonché di modernizzazione
del sistema di gestione delle dichiarazioni".
Il sostituto d'imposta deve indicare separatamente nel CUD la parte di
reddito assoggettata ad imposta sostitutiva e l'importo di quest'ultima
trattenuto sulle somme spettanti al dipendente. Il sostituto deve altresì
indicare nel CUD, al fine di consentire i necessari controlli sulla corretta fruizione del beneficio, la parte di reddito, teoricamente assoggettabile ad
imposizione sostitutiva, per la quale l'agevolazione non sia stata applicata
in ragione della rinuncia espressa del contribuente o per altre cause.
Il sostituto d'imposta può compensare l'imposta sostitutiva con altre
ritenute ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 445, recante "norme sullo scomputo dei versamenti delle ritenute
alla fonte, effettuati a fronte dei versamenti successivi, e sulla semplificazione degli adempimenti dei sostituti di imposta che effettuano
ritenute alla fonte su redditi di lavoro autonomo di ammontare
Per quanto riguarda l'accertamento, la riscossione, le sanzioni ed il
contenzioso relativi all'imposta sostitutiva introdotta, il comma 4
dell'art. 2 in commento prevede l'applicazione, in quanto compatibili, delle
ordinarie disposizioni in materia di imposte dirette.
La disposizione in esame chiarisce, al comma 2, che i redditi soggetti
all'imposta sostitutiva (che - come detto - non possono superare l'importo
di 3.000 euro) non concorrono alla formazione del reddito complessivo IRPEF
Inoltre, ai sensi del comma 2 dell'articolo 2 del decreto, gli stessi
redditi soggetti all'imposta sostitutiva, entro il limite di 3.000 euro, non
devono essere considerati ai fini della determinazione della situazione
economica equivalente (ISEE) del percipiente o del suo nucleo familiare, di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109 (recante "Definizioni di
criteri unificati di valutazione della situazione economica dei soggetti che
richiedono prestazioni sociali agevolate, a norma dell'articolo 59, comma
51, della legge 27 dicembre 1997, n. 449").
Per espressa disposizione del comma 2, dell'articolo 2, del decreto, i
redditi soggetti all'imposizione sostitutiva in discorso devono essere
computati ai fini del riscontro delle condizioni previste per l'accesso alle
La medesima norma, fa, tuttavia, salve le prestazioni in godimento in
relazione ai redditi fino a 30.000 euro.
Tra i profili di rilevanza giuslavoristica si pone il problema, in primo
luogo, di definizione del concetto di lavoro straordinario. Il comma 1,
lett. a), del decreto rinvia, genericamente, a prestazioni di lavoro
straordinario di cui al decreto legislativo n. 66 del 2003, ragione per cui
la tassazione agevolata troverà applicazione non solo alle prestazioni
straordinarie rese oltre la 40a ora (c.d. nozione legale) ma anche oltre il
minor limite stabilito dai contratti collettivi.
A questo riguardo si ricorda infatti che il decreto legislativo n. 66 del 2003, all'articolo 1, comma 2, lett. c), definisce ""lavoro straordinario"
il lavoro prestato oltre l'orario normale di lavoro così come definito
all'articolo 3". In base all'articolo 3, a sua volta, "l'orario normale è fissato in 40 ore settimanali; i contratti collettivi di lavoro possono
stabilire, ai fini contrattuali, una durata minore e riferire l'orario
normale alla durata media delle prestazioni lavorative in un periodo non
superiore all'anno".
La precisazione "ai fini contrattuali" contenuta nell'articolo 3 del decreto
legislativo n. 66 del 2003 è stata ribadita dal Ministero del Lavoro nella
circolare n. 8 del 2005, secondo cui "i contratti collettivi possono
stabilire che la durata dell'orario normale sia ridotta rispetto al limite legale delle 40 ore. Questa
facoltà ha ad oggetto una riduzione d'orario
valida ai soli fini contrattuali".
Qualora il contratto collettivo preveda una durata minore dell'orario
normale, è evidente che le prestazioni lavorative svolte al di là dell'orario indicato dai contratti come "normale" rientrano, ai fini
contrattuali e pertanto anche ai fini del calcolo della retribuzione, nella definizione di "lavoro straordinario". La stessa circolare, al riguardo,
precisava infatti "il lavoro straordinario deve essere computato
separatamente dal computo del lavoro normale e deve essere retribuito con
una maggiorazione, rispetto al lavoro normale, il cui ammontare è stabilito
dalla contrattazione collettiva. Quest'ultima può disporre che, in aggiunta
o in alternativa alla maggiorazione retributiva, i lavoratori possano
usufruire di riposi compensativi".
Sono i contratti collettivi, infatti, a stabilire la retribuzione che deve
essere versata a titolo di straordinari e a definire quando - proprio a
questi fini - il lavoro deve essere considerato tale, così come avviene
anche per il caso di lavoro supplementare nel part-time.
Allo stesso modo, la circolare n. 8 del 2005, dopo aver dato atto che "nel
nostro ordinamento non vige più, pertanto, un limite positivo alla durata
giornaliera del lavoro ma, semmai, un limite che può ricavarsi, a
contrario, dal combinato disposto dagli articoli 7 e 8 del decreto nella misura di 13 ore giornaliere, ferme restando le pause." e che "Tale
individuazione risulta conforme al dettato costituzionale che impone alla
legge di definire la durata massima della giornata lavorativa", chiarisce
che "la limitazione positiva della durata della prestazione lavorativa
giornaliera, benché non sia disposta per legge, potrebbe essere disposta
dalla autonomia privata, ma ai soli fini contrattuali, imponendo un limite
anche alla modulazione, pertanto alla flessibilità, dell'organizzazione del
lavoro nella sue caratteristiche temporali".
Pertanto, ove la autonomia privata preveda un limite alla durata giornaliera
della prestazione lavorativa, la prestazione eccedente va considerata, "ai
fini contrattuali", e dunque dal solo punto di vista retributivo, come
"straordinario" e, come tale, non può pertanto non rientrare nel regime di
tassazione agevolata previsto dal decreto.
La precisazione che tale limitazione vale ai fini contrattuali, e non a
quelli legali, chiarisce proprio l'aspetto del computo della retribuzione.
Il fatto che l'eventuale limite stabilito dai contratti collettivi in misura
inferiore alle 40 ore settimanali valga a soli fini contrattuali, serve
invece a chiarire che di tale eventuale inferiore limite non si debba tener
conto, invece, a fini sanzionatori, di adempimenti amministrativi o del rispetto di determinate norme di legge.
Si deve ulteriormente precisare che, come già ribadito dalla circolare n. 8
del 2005, la possibilità di ridurre il limite normale della attività lavorativa settimanale non spetta ai soli contratti collettivi nazionali,
bensì anche ai contratti territoriali e aziendali, purché stipulati da organizzazioni sindacali comparativamente
Ove pertanto i contratti collettivi, anche di secondo livello o aziendali,
prevedano che una retribuzione abbia carattere straordinario, ovvero che determinati emolumenti siano corrisposti "in relazione a incrementi di
produttività, innovazione ed efficienza organizzativa e altri elementi di
competitività e redditività legati all'andamento economico dell'impresa",
come avviene anche per gli straordinari forfetizzati, ad esempio a personale
di cui all'articolo 17, comma 5, del decreto legislativo n. 66 del 2003 (tra
cui i "capi reparto" in quanto rivestano compiti propri del personale
direttivo o comunque con potere di decisione autonomo), troverà
applicazione il regime di tassazione agevolato benché si tratti di
personale al quale non si applicano - ai fini normativi, ma non certo
contrattuali - i limiti di cui all'articolo 3 del decreto legislativo n. 66 del 2003. Anche lo straordinario forfetizzato, reso oltre l'orario normale
di lavoro previsto dal decreto legge n. 66
del 2003 o dalla contrattazione
collettiva nazionale, territoriale e aziendale applicabile rientra dunque nel regime di tassazione agevolata.
Compensi, premi o gettoni corrisposti a fronte di prestazioni straordinarie
effettuate nei giorni di riposo (ordinario o di legge) e festivi, rientrano nello speciale regime di tassazione, nella misura in cui si tratta di
compensi erogati per prestazioni di lavoro straordinario ai sensi del comma
1, lett. a), o siano comunque riconducibili alla ipotesi di cui al comma 1,
Con riferimento invece a prestazioni di lavoro a tempo parziale, la misura
di cui al comma, 1, lett. b) del decreto deve intendersi riferita - per identità di ratio - sia al lavoro supplementare sia con riferimento alle
prestazioni rese in funzione di clausole elastiche: in entrambi i casi è infatti richiesto al lavoratore di svolgere una prestazione lavorativa
eccedente rispetto all'orario inizialmente concordato. Tuttavia, in entrambi
i casi, e al fine di evitare comportamenti fraudolenti, il beneficio spetta
unicamente ai lavoratori il cui contratto di lavoro sia stato stipulato
(ovvero trasformato) prima del 29 maggio 2008, data di entrata in vigore del
Per quanto riguarda invece gli elementi retributivi premianti di cui al
comma 1, lett. c), essi riguardano tutti gli incrementi di produttività,
innovazione ed efficienza organizzativa, nonché altri elementi di competitività e
redditività legati all'andamento economico della impresa.
Rientrano pertanto nella misura, a titolo esemplificativo, premi di
rendimento, forme di flessibilità oraria, maggiorazioni retributive
corrisposte in funzione di orari a ciclo continuo o sistemi di "banca delle
ore", indennità di reperibilità o di turno, premi e somme corrisposte una tantum ecc.,
là dove, ovviamente, comportino un incremento di produttività
del lavoro ed efficienza organizzativa ovvero siamo legati alla competitività e
redditività della impresa.
Le somme di cui al comma 1, lett. c), non devono essere necessariamente
previste in contratti collettivi, ma possono anche essere previste in modo
unilaterale dal datore di lavoro purché siano documentabili (per esempio
attraverso la comunicazione scritta al lavoratore della motivazione della
somma corrisposta).
Il presupposto per la concessione del beneficio è che la somma corrisposta,
anche se continuativa, sia riconducibile ad elementi di determinazione
periodica, ancorché si tratti di situazioni già strutturate e consolidate
prima della entrata in vigore del decreto. Per rientrare nel regime di
tassazione agevolata gli incrementi di produttività, innovazione,
efficienza, ovvero il conseguimento di elementi di competitività e redittività legati all'andamento economico della impresa non devono dunque
essere necessariamente nuovi e innovativi rispetto al passato, né devono
necessariamente consistere in risultati che, dal punto di vista meramente
quantitativo, siano superiori a quelli ottenuti in precedenti gestioni, purché comunque costituiscano un risultato ritenuto positivo dalla impresa.
Nel regime di tassazione agevolata rientrano infine anche quelle somme
erogate dai datori di lavoro in relazione a incrementi di produttività,
innovazione ed efficienza organizzativa e altri elementi di competitività, ancorché
determinati in ambito territoriale sulla base di indicatori
correlati all'andamento congiunturale e ai risultati conseguiti dalle
imprese di uno specifico settore in ambito territoriale.
Dal novero delle somme agevolate sono unicamente esclusi quegli importi
stabilmente riconosciuti in misura fissa che sono entrati nel patrimonio del
lavoratore (come ad esempio, il superminimo individuale).
L'articolo 2, comma 6, del decreto stabilisce che "Nell'articolo
51, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, la lettera b) è soppressa".
La disposizione soppressa escludeva dalla base imponibile rilevante ai fini
dell'imposizione del reddito di lavoro dipendente le erogazioni liberali
effettuate dal datore di lavoro e taluni sussidi economici dallo stesso
Per effetto della suddetta soppressione, pertanto, concorrono alla
formazione del reddito di lavoro dipendente, per l'intero importo:
- le erogazioni liberali non superiori nel periodo d'imposta a 258,23
euro concesse in occasione di festività o ricorrenze alla generalità
o a categorie di dipendenti;
- i sussidi occasionali concessi in occasione di rilevanti esigenze
personali o familiari del dipendente;
- i sussidi corrisposti a dipendenti vittime dell'usura ai sensi della
legge 7 marzo 1996, n. 108, o ammessi a fruire delle erogazioni
pecuniarie a ristoro dei danni conseguenti a rifiuto opposto a
richieste estorsive ai sensi del decreto legge 31 dicembre 1991, n.
Si fa presente che, in applicazione del principio di cassa che caratterizza
la tassazione dei redditi di lavoro dipendente, la richiamata disposizione
abrogativa si applica con riguardo alle somme e ai valori erogati
successivamente alla data di entrata in vigore del decreto (29 maggio 2008).