Source: https://www.avvocatoinfamiglia.com/imparate-le-prescrizioni-equitalia-finge-non-conoscere/
Timestamp: 2019-01-20 16:42:59+00:00
Document Index: 166887359

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2946', 'art. 2948', 'art. 209', 'art. 28', 'art. 5', 'art.3', 'art. 2946']

Imparate le prescrizioni che Equitalia finge di non conoscere - Associazione Avvocato in Famiglia
Imparate le prescrizioni che Equitalia finge di non conoscere
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La PRESCRIZIONE DELLE CARTELLE è un diritto.
Tale diritto non è acquisito ma deve essere eccepito.
Tra condoni, pace fiscale, rottamazione 1-2-3 la confusione regna sovrana. Una cosa è certa. Se tutti gli Italiani controllassero le personali posizioni esattoriali si stima che l’82% dei debiti scomparirebbero per effetto delle prescrizioni o dei vizi di forma.
Termini prescrizione:contributi INPS, IRPEF,
canone Rai,multe e bollo auto
In quanto tempo si prescrivono le tasse: cerchiamo di capirlo con questo articolo schematico e semplice da comprendere anche per chi non è avvocato. La prescrizione è, in poche parole, la sanzione per non aver esercitato un diritto nei termini. Un credito prescritto è un credito estinto. Diversa dalla prescrizione è la decadenza, cioè la sanzione per non aver esercitato una determinata azione necessaria ad acquisire un diritto.
In tema di riscossione tramite cartelle esattoriali (quelle cioè notificate da Equitalia), prescrizione e decadenza spesso vengono confuse. Vediamo allora come si traducono:
– il diritto si prescrive dopo un certo periodo di tempo decorso senza che Equitalia abbia notificato alcun atto interruttivo; ne consegue l’impossibilità di pretendere il pagamento né con riscossione né tramite azione giudiziale;
– Equitalia decade dall’azione di riscossione se entro determinati termini non notifica alcun atto della riscossione (avvisi e cartelle). La decadenza però non comporta l‘estinzione del diritto ma l’estinzione dell’azione. Difatti se Equitalia decade dalla riscossione ma il credito non è ancora prescritto, questo può comunque essere preteso in via giudiziaria tramite un’azione davanti al giudice. La decadenza infatti non annulla il diritto di credito ma il diritto di Equitalia ad agire mediante riscossione.
Per esempio: l’IRPEF si prescrive in 10 anni ma l’Agenzia delle entrate decade dalla possibilità di agire mediante riscossione esattoriale se Equitalia non notifica la cartella entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione. Se la cartella viene notificata dopo il termine dei prescrizione di dieci anni, il credito è ormai estinto e la cartella deve essere annullata. Se la cartella viene notificata dopo il termine di decadenza, ma prima del termine di prescrizione, la cartella è comunque nulla (perchè sono scaduti i termini per riscuotere mediante ruolo) ma il credito è ancora esigibile e quindi può essere preteso tramite una causa davanti al giudice.
N.B. tutti i termini di seguito indicati devono intendersi a prescrizione decennale se i crediti sono accertati dal giudice con sentenza passata in giudicato.
b) Contributi Fondo pensioni lavoratori dipendenti e altre gestioni pensionistiche obbligatorie (compreso il contributo di solidarietà dall’articolo 9-bis, comma 2, del decreto-legge 29 marzo 1991, n. 103):
c) Contributi minori (DS, TBC, ENAOLI, SSN ecc.):
– 10 anni (Cass. sent. n. 14152/2004 e n. 18148/2006).
I termini di prescrizione dei contributi e delle sanzioni decorrono dal giorno in cui i contributi dovevano essere versati. Nel caso di contributi a percentuale sul reddito i termini decorrono dal giorno in cui doveva essere versato il saldo risultante dalla dichiarazione dei redditi dell’anno di riferimento, come confermato dall’INPS nella circolare n. 69 del 25 maggio 2005.
La circolare INAIL n. 32 del 1996 precisa la disciplina dei termini di prescrizione nelle seguenti situazioni:
Non esiste una norma specifica che stabilisce il termine di prescrizione delle imposte erariali. Proprio per la mancanza di una previsione legale si applica il termine di prescrizione ordinario di 10 anni (art. 2946 codice civile). La prescrizione decennale è confermata anche dalla Cassazione (sent. n. 4283/2010).
Tributi locali (IMU, ICI, TARSU, TASI, TOSAP ecc.): prescrizione
Non esiste una norma specifica che stabilisce il termine di prescrizione dei tributi locali. Proprio per questo motivo, e dato che si tratta di tributi periodici, essi si prescrivono nel termine di 5 anni (art. 2948, n. 4, codice civile). Il termine di prescrizione quinquennale è confermato dalla Cassazione (sent. n. 4283/2010).
Il diritto a riscuotere le somme dovute per le violazioni al codice della strada si prescrive nel termine di 5 anni decorrenti dal giorno in cui è stata commessa la violazione (art. 209 cod. della strada e art. 28 della Legge n. 689/1981).
Il bollo auto si prescrive in 3 anni e più precisamente con il decorso del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento (art. 5 del D.l.953/82, così come modificato dall’art.3 del D.l. 2/86 convertito nella legge 60/86).
Il canone Rai si prescrive in 10 anni. Il termine decorre dalla fine di gennaio dell’anno in cui va corrisposto il canone. La prescrizione decennale è confermata dalla Cassazione (sent. n. 18432/ 2005).
Non esiste una norma specifica che stabilisce il termine di prescrizione dei diritti camerali. Proprio per questo motivo, si tende ad applicare il termine di 10 anni (art. 2946 codice civile).
Non mancano tuttavia sentenze che prediligono l’applicazione del termine quinquennale sulla base che si tratta di tributo periodico (CTR Roma sent. n. 544/1/2010 e CTR Ferrara 523/2013).
Volete un aiuto per approfittare della rottamazione delle cartelle equitalia ?
Uscire dal debito utilizzando il sapere !
admin2018-12-08T15:31:16+00:00Agenzia delle Entrate, Equitalia, Sentenze|