Source: http://www.studiolegaleramacciati.it/stalking-e-un-reato-di-evento/
Timestamp: 2020-02-23 19:55:05+00:00
Document Index: 100174225

Matched Legal Cases: ['art. 612', 'art. 612', 'art. 612', 'art. 660', 'art. 612', 'art. 612']

Stalking: è un reato di evento - Studio Legale Avvocato Ramacciati
Stalking: è un reato di evento.
La norma incriminatrice e le condotte tipiche del reato di atti persecutori (stalking) ex art. 612-bis del codice penale.
Stalking è un termine di origine anglosassone utilizzato in italiano per indicare una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo, detto stalker, il quale affligge un’altra persona, perseguitandola, generandole stati di paura e ansia e/o arrivando persino a compromettere lo svolgimento della normale vita quotidiana. Il primo Stato a introdurre il reato di stalking fu la California nel 1990 in seguito a diversi casi del genere quali come il tentato omicidio di Theresa Saldana, il massacro di Richard Farley, l’omicidio di Rebecca Schaeffer. In Italia, invece, le condotte tipiche dello stalking configurano il reato di “atti persecutori” previsto ex art. 612-bis c.p., introdotto con il dl n. 11/2009 (c.d. decreto Maroni).
L’illecito in esame è connotato dalla sussistenza di tre elementi costitutivi:
3) l’insorgere di un particolare stato d’animo nella vittima o la causazione di modificazioni delle sue abitudini di vita;
La norma incriminatrice si apre anzitutto con una clausola di salvezza “salvo che il fatto costituisca più grave reato”, la quale attribuisce a tale delitto valenza generica e sussidiaria rispetto ai reati di minaccia (art. 612 c.p.) e molestia (art. 660 c.p.).
Su tale punto è stato già affermato come addirittura due soli episodi di minaccia o molestia possano valere ad integrare il reato di atti persecutori previsto dall’art. 612 bis c.p., se essi abbiano indotto gli effetti lesivi tipici della fattispecie (Cassazione penale, sez. V, 11/01/2011, n. 7601).
E’ importante capire che lo stalking è un reato di evento e la norma richiede espressamente la realizzazione di uno tra i tre tipi di evento indicati ovvero:
– cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura nella vittima;
– ingenerare nella stessa un fondato timore per la propria incolumità o per quella di persone a lei vicine;
– costringerla ad alterare le proprie abitudini di vita;
La Cassazione ha sancito che “in tema di atti persecutori, la prova del nesso causale tra la condotta minatoria o molesta e l’insorgenza degli eventi di danno alternativamente contemplati dall’art. 612 bis cod. pen. (perdurante e grave stato di ansia o di paura; fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto; alterazione delle abitudini di vita), non può limitarsi alla dimostrazione dell’esistenza dell’evento, né collocarsi sul piano dell’astratta idoneità della condotta a cagionare l’evento, ma deve essere concreta e specifica, dovendosi tener conto della condotta posta in essere dalla vittima e dei mutamenti che sono derivati a quest’ultima nelle abitudini e negli stili di vita” (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto che la pressione ossessiva esercitata dall’imputato su una donna che aveva manifestato l’intenzione di interrompere la relazione sentimentale e la ravvisata invasione della sua sfera privata non includessero “in re ipsa” la determinazione di un perdurante e grave stato di ansia o di paura, potendo cagionare altri e diversi stati psicologici, come per esempio una forte irritazione) (cfr. Cass. n. 46179/2013).
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