Source: https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_8_1.page?facetNode_1=0_62&contentId=SDC253426&previsiousPage=mg_1_8
Timestamp: 2020-05-29 23:18:01+00:00
Document Index: 181233692

Matched Legal Cases: ['§1', '§2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', '§3', 'art. 7', '§4']

Ministero della giustizia - Nota 13 marzo 2020 - Ulteriori indicazioni operative per la prevenzione del contagio da coronavirus negli istituti penitenziari - AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA
Prot n. m_dg.GDAP.13/03/2020.0087186.U
Ai Signori Comandanti dei Reparti
Agli Onorevoli Sottosegretari
dell'Ufficio III - Attività ispettiva e del controllo
Oggetto: ulteriori indicazioni operative per la prevenzione del contagio da coronavirus negli istituti penitenziari
A seguito del d.P.C.M. 11 marzo 2020, recante "Ulteriori disposizioni attuative del decreto legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19", applicabile all'intero territorio nazionale, si ritiene di dover fornire ulteriori specifiche indicazioni per gli Istituti Penitenziari.
§1. Misure di carattere sanitario
Come è noto, lo stato di emergenza nazionale determinato dalla pandemia dalla SarsCoV- 2 (definizione che sostituisce quella di Covid -19), richiede il massimo impegno e la più alta determinazione e rapidità d'azione da parte di tutte le istituzioni. Per tale motivo con le circolari n. 61554 del 22 febbraio 2020, n. 65630 del 25 febbraio 2020 en. 67298 del 26 febbraio 2020, erano state date specifiche indicazioni alle SS.LL. di promuovere azioni congiunte e declinare linee di intervento specifiche per il contesto penitenziario con gli Enti sanitari del territorio.
Considerato il progressivo incremento del contagio, si rinnova l'appello alle SS.LL. ad implementare le azioni congiunte con le Aziende Sanitarie Locali anche per elaborare protocolli operativi condivisi, appropriati per il contesto penitenziario.
Le azioni di salvaguardia della salute della comunità penitenziaria devono essere tali da consentire l'esatta conoscenza del fenomeno e delle misure adottate dalle ASL per prevenire il contagio in carcere, anche attraverso comportamenti adeguati ed un atteggiamento responsabile da parte di tutti.
A tal proposito si raccomanda di promuovere in ogni forma e modalità le attività di informazione e sensibilizzazione nei confronti del personale e della popolazione detenuta.
Nello specifico si raccomanda di adottare le seguenti cautele:
Visite nuovi giunti" dalla libertà o da altri istituti: sarà effettuato al momento dell'ingresso, presso le tensostrutture (ove presenti) o altro locale idoneo, un triage da parte del personale, opportunamente dotato di Dispositivi di Protezione Individuali DPI, diretto ad un primo orientamento.
Sarà cura del medico competente, in occasione della visita di primo ingresso, adottare tutti gli interventi di tipo sanitario: nei casi in cui verrà disposto l'isolamento sanitario della persona all'interno del carcere, esso avrà attuazione mediante collocamento del detenuto in apposita sezione già individuata dalla Direzione (isolamento in camera singola, con servizi igienici ad uso esclusivo, garantendo tutte le precauzioni dell'isolamento sanitario).
In tali sezioni gli operatori penitenziari devono essere muniti dei necessari DPI (mascherine FFP2 guanti e visiera).
Devono essere presenti in numero adeguato, prima dell'ingresso in tale sezione, dispenser con soluzioni disinfettanti. In caso di necessità di ricovero per caso sospetto di SARS -CoV 2, il medico penitenziario provvederà ad informare il Direttore dell'istituto per le conseguenti determinazioni.
Detenuti già presenti in Istituto: a seguito di riferita sintomatologia compatibile con SARS -CoV 2, il detenuto sarà visitato dal medico presso la camera di pernottamento per la valutazione della procedura da seguire. È opportuno che il detenuto non venga condotto in infermeria. Gli altri detenuti presenti nella medesima camera o con i quali il detenuto abbia avuto contatti verranno sottoposti agli accertamenti e ai controlli, disposti dal medico.
Esecuzione tampone nasofaringeo - orofaringeo: qualora vi fossero elementi specifici che rendano necessaria l'esecuzione del tampone, lo stesso sarà effettuato da personale medico o infermieristico dell' Azienda sanitaria competente, che si potrà recare presso l'Istituto penitenziario nella camera di pernottamento del detenuto e provvedere all'esecuzione del test.
Caso positivo al tampone: in caso di positività al tampone, il personale sanitario, congiuntamente con il responsabile sanitario dell'istituto, valuterà in base alle condizioni cliniche del detenuto se far permanere lo stesso in isolamento sanitario all'interno dell'istituto nei locali dedicati o provvedere a richiedere il ricovero ospedaliero del soggetto.
Caso negativo al tampone: in caso di negatività al tampone, il detenuto rimane in isolamento sanitario sino alla data definita dalle autorità sanitarie.
Visite ai detenuti in isolamento sanitario: indipendentemente dall'esecuzione del tampone e dal suo esito, sono vietati i contatti diretti con detenuti in isolamento sanitario. Sono possibili i contatti protetti (separazione completa di ambienti con vetrate e ingressi differenti) e naturalmente da remoto.
Uscite dei detenuti dall'istituto: tutti i detenuti che devono recarsi all'esterno dell'Istituto, saranno sottoposti a visita medica.
Riammissione in libertà o applicazione misure alternative alla detenzione: in tali casi, se i detenuti presentano sintomatologia simil-influenzale o febbre, devono essere segnalati alle autorità sanitarie ed informati dell'obbligo di attenersi alle disposizioni di legge vigenti.
Decontaminazione ambienti con detenuti sospetti o affetti da Sars -Co V 2:si raccomanda una pulizia dei pavimenti e una disinfezione delle superfici almeno una volta al giorno.
§2. Traduzioni da e Verso gli istituti penitenziari
Il d.P.C.M. 9 marzo 2020, all'art. 1 dispone che "allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, le misure di cui all'art. 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2020 sono estese all'intero territorio nazionale"; inoltre, ai sensi dell'art. 1 comma 1lett. a) del richiamato d.P.C.M. 8 marzo 2020,"sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, o situazioni di necessità, ovvero spostamenti per motivi di salute".
In ragione della estensione a tutto il territorio delle misure urgenti di contenimento del contagio, la disposizione adottata con la circolare 22 febbraio 2020, n. 61554, secondo cui
"saranno inoltre sospese, fino a nuova disposizione, le traduzioni dei detenuti verso (e da) gli istituti penitenziari rientranti nella competenza dei Provveditorati di Torino, Milano, Padova, Bologna e Firenze", deve ritenersi revocata.
La nuova disposizione governativa comporta che, in ambito penitenziario, sono ammissibili le traduzioni/trasferimenti per motivi di salute e quelle dettate da situazioni di necessità : tra queste ultime evidentemente rientrano quelle per motivi di sicurezza ed ordine in conseguenza delle rivolte verificatesi negli istituti penitenziari, nonché quelle che avranno luogo per motivi di giustizia (ove non fosse possibile garantire l'effettuazione della videoconferenza, ai sensi dell'art. 2, comma 7, decreto legge 8 marzo 2020 n. 11).
Con esclusivo riferimento alle traduzioni/trasferimenti per motivi di ordine e sicurezza, si ribadisce la necessità di adozione dei protocolli sanitari previsti, sia al momento della partenza che dell'arrivo della traduzione: sul punto, si evidenzia che il Dipartimento della Protezione Ovile, al fine di tutelare al massimo la salute all'interno degli istituti penitenziari, ha espresso parere favorevole all'effettuazione, prima di ogni spostamento ed a cura del personale sanitario territorialmente competente, di tamponi nasofaringeo -orofaringeo, in modo da accertare compiutamente le condizioni sanitarie di ciascun detenuto, destinatario del provvedimento di trasferimento ad altra sede penitenziaria.
§3. Personale di Polizia Penitenziaria
In via generale, il decreto legge 23 febbraio 2020 n. 6 "Recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID -19" prevede, all'articolo 1, comma 2, lettera h), tra le misure da adottare per il contenimento della diffusione dell'epidemia, nei comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi è un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un'area già interessata dal contagio del menzionato virus, l'applicazione della misura della quarantena con sorveglianza attiva agli individui che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva.
Tuttavia, il successivo decreto legge 9 marzo 2020, n. 14 recante "Disposizioni urgenti per il potenziamento del servizio sanitario nazionale in relazione all'emergenza COVID -19", all'art. 7 stabilisce che la disposizione di cui all'articolo 1, comma 2, lettera h) del decreto legge 23 febbraio 2020, n. 6, non si applica agli operatori sanitari e a quelli dei servizi pubblici essenziali che vengono sottoposti a sorveglianza. I medesimi operatori sospendono l'attività nel caso di sintomatologia respiratoria o esito positivo per COVID-19.
Ciò premesso, al fine di garantire nell'ambito del contesto emergenziale, l’operatività delle attività degli istituti penitenziari, il cui personale si trova, in prima linea, a fronteggiare l'emergenza, nella unica prospettiva di salvaguardare l'ordine e la sicurezza pubblica collettiva, si ritiene che gli operatori di Polizia Penitenziaria in servizio presso le strutture penitenziarie, in quanto operatori pubblici essenziali, debbano continuare a prestare servizio anche nel caso in cui abbiano avuto contatti con persone contagiate o che si sospetti siano state contagiate.
Dal punto di vista organizzativo interno, tuttavia, è assolutamente necessario esonerare i poliziotti penitenziari, che si trovano nella sopra richiamata situazione, dai servizi operativi in sezione a contatto con la popolazione detenuta e dai servizi di traduzione.
È inoltre, necessario che i Provveditori, in caso di nuclei interprovinciali, provinciali, e cittadini ed i Direttori, in caso di nuclei locali, dispongano che il personale impiegato presso tali servizi, attesa la diminuita attività degli stessi, forniscano supporto alle attività dei Reparti di Polizia Penitenziari di stanza presso gli istituti penitenziari.
Deve, comunque, raccomandarsi la massima responsabilizzazione rispetto al proprio stato di salute, astenendosi dall'ingresso in istituto in presenza di sintomatologia simil-influenzale o febbre, coerentemente con le vigenti disposizioni in materia di contenimento e gestione dell'emergenza da Sars –CoV2. In caso di comparsa di sintomi simil-influenzali durante il servizio, il personale di Polizia Penitenziaria dovrà immediatamente munirsi di mascherina chirurgica, lasciare l'istituto, avvertire il proprio medico curante e l'autorità sanitaria.
Dalle riunioni in videoconferenza con i Provveditori si è venuti a conoscenza che in alcune realtà ci si è già attivati per l'effettuazione dello screening preventivo delle condizioni di salute del personale di Polizia Penitenziaria e di tutto il personale che accede all'interno degli istituti, cosi da impedire l'ingresso di quanti risultino affetti da alterazione febbrile.
AI fine precipuo di evitare il diffondersi di un eventuale contagio tra il personale penitenziario e la popolazione detenuta, si invitano le SS.LL., qualora non fatto, ad effettuare ogni opportuna ricerca sul mercato diretta all'acquisizione di strumenti elettronici di rilevazione della temperatura corporea (cd. tennoscanner) o, comunque, ad assumere contatti con le Aziende Sanitarie Locali per l'esecuzione del monitoraggio su tutto il personale che fa ingresso in istituto.
L'Amministrazione sta impiegando ogni sforzo possibile per riuscire ad ottenere, soprattutto attraverso la collaborazione della Protezione Civile, la disponibilità dei Dispositivi di protezione individuale, allo scopo precipuo di tutelare l'incolumità del personale nell'espletamento delle attività e dei servizi: la prima fornitura di circa 100.000 mascherine è stata già oggetto di distribuzione e si procederà repentinamente in tal senso ogni volta che i predetti dispositivi saranno disponibili.
Nel comprendere assolutamente l'enorme sforzo già fatto, si chiede, inoltre, ai Direttori ed ai Comandanti, di favorire in ogni modo, pur nel rispetto delle disposizioni di carattere sanitario, l'utilizzo di mascherine e guanti da parte del personale di Polizia Penitenziaria all'interno dell'istituto penitenziario, in qualsiasi modo acquisiti o rese disponibili.
§4. Acquisizione delle informazioni e comunicazione degli eventi critici.
Facendo seguito alla nota 5 marzo 2020, del Direttore dell'Ufficio del Capo del Dipartimento, Ufficio III - Attività Ispettiva e del controIIo, avente ad oggetto" Adempimenti organizzativi per la prevenzione del contagio da coronavirus", con la quale si chiedeva ai Direttori e ai Comandanti di assicurare il puntuale e tempestivo inserimento nell'applicativo "Eventi Critici" di situazioni di positività accertata o presunta, riferibile a personale dell' Amministrazione penitenziaria e a persone detenute, si evidenzia quanto segue.
Al fine di garantire la continua informazione e di consentire a questo Dipartimento di monitorare costantemente la diffusione del contagio tra il personale tutto e la popolazione detenuta, sarà necessario compilare la comunicazione dell'evento critico, indicando per:
i detenuti: data di ingresso, ubicazione, compagni di stanza, eventuale partecipazione ad attività di gruppo, sottoposizione ad isolamento sanitario precauzionale, tipo di interventi adottati, eventuale invio o ricovero in ospedale;
per il personale: tipologia di servizio, contatti con altro personale, o con detenuti, se si tratta di personale accasermato, tipo di interventi adottati, applicazione di isolamento domiciliare, ricovero in ospedale.
L'Ufficio III - Attività ispettiva e del controllo trasmetterà immediatamente tali informazioni alla dott.ssa Paola Montesanti, componente dell'Unità di crisi di questo Dipartimento, che avrà cura di raccogliere, analizzare e custodire gli elementi informativi acquisiti.
Nel ringraziare per la preziosa collaborazione, sento nuovamente la necessità di esprimere i più sentiti sentimenti di riconoscenza e ringraziamento per il lavoro che le 55.LL. quotidianamente svolgono, soprattutto in questo momento di grave difficoltà per l'Amministrazione penitenziaria.