Source: http://www.ingegneri.info/news/il-piano-destinazione-italia-alla-camera-la-sintesi-ance/
Timestamp: 2018-12-13 18:31:26+00:00
Document Index: 83557058

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art.1', 'art.6', 'sentenza ', 'art.1', 'art. 1136', 'art. 26', 'art.1130', 'art.1135', 'art.4', 'art. 252', 'art. 13', 'art. 118', 'art. 237', 'art. 13', 'art.2', 'art. 3', 'art. 5', 'art.6', 'art. 14']

Il piano Destinazione Italia alla Camera: la sintesi Ance | Ingegneri.info
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Tasi, quale sara’ l’impatto della nuova tassa?>
Dai chiarimenti in materia di certificazione energetica alle disposizioni sulle rinnovabili, fino alle modifiche alla disciplina del condominio, recentemente riformata e alle opere urgenti per Expo 2015: sono queste alcune delle molte novità previste dal decreto legge 145/2013 recante “Interventi urgenti di avvio del Piano Destinazione Italia”, presentato dal Governo e attualmente in fase di esame, in prima lettura, in sede referente, delle Commissioni riunite Finanze e Attività produttive della Camera dei Deputati. Per orientarsi tra le principali novità previste dal testo in esame, l’Ance, Associazione nazionale costruttori edili, ha pubblicato sul proprio portale una sintesi dei punti-chiave che andranno ad essere analizzati. Tra questi, si segnalano:
Rimodulazione incentivi fonti rinnovabili elettriche (art.1, commi 3-6). Per contenere l’onere annuo sui prezzi e sulle tariffe elettriche degli incentivi alle energie rinnovabili e massimizzare l’apporto produttivo nel medio-lungo termine degli impianti esistenti, viene disposto che i produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili titolari di impianti che beneficiano di incentivi sotto la forma di certificati verdi, tariffe omnicomprensive ovvero tariffe premio possono, alternativamente: continuare a godere del regime incentivante spettante per il periodo di diritto residuo; in tal caso, per un periodo di dieci anni decorrenti dal termine del periodo di diritto al regime incentivante, interventi di qualunque tipo realizzati sullo stesso sito non avranno diritto di accesso ad ulteriori strumenti incentivanti; optare per un incentivo ridotto (di una percentuale da definirsi con decreto del Ministro dello Sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’Ambiente entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto legge), applicabile per ulteriori sette anni oltre il termine del periodo residuo dell’incentivazione spettante alla data di entrata in vigore del decreto. L’opzione deve essere esercitata entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto interministeriale suddetto.
Certificazione energetica degli edifici (art.1, commi 7 e 8). Vengono modificati i commi 3 e 3-bis dell’art.6 del D.Lgs 192/2005 (rendimento energetico in edilizia) in cui si prevedeva la nullità del contratto in caso mancata allegazione dell’attestato di prestazione energetica (Ape) ai contratti di compravendita, agli atti di trasferimento di immobili a titolo oneroso e ai nuovi contratti di locazione di edifici o singole unità immobiliari soggetti a registrazione. In particolare, viene confermato l’obbligo di inserire apposita clausola con la quale l’acquirente o il conduttore dichiarano di aver ricevuto le informazioni e la documentazione, comprensiva dell’attestato, in ordine alla attestazione della prestazione energetica degli edifici, nonché di allegare una copia dell’attestato ai contratti suddetti (tranne nei casi di locazione di singole unità immobiliari). In caso di mancata dichiarazione o allegazione le parti saranno soggette al pagamento, in solido e in parti uguali, di una sanzione amministrativa di importo da euro 3.000 a euro 18.000; la sanzione è da euro 1.000 a euro 4.000 per i contratti di locazione di singole unità immobiliari e, se la durata della locazione non eccede i tre anni, essa è ridotta alla metà. L’accertamento e la contestazione delle violazioni sono svolti dalla Guardia di finanza o dall’Agenzia delle Entrate. La sanzione amministrativa si applica, altresì, su richiesta di almeno una delle parti alle violazioni commesse anteriormente all’entrata in vigore del provvedimento e sanzionate con la nullità del contratto, purché la stessa non sia stata ancora definitivamente dichiarata con sentenza passata in giudicato.
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Condominio degli edifici (art.1, comma 9). Vengono previste norme di modifica della disciplina del condominio degli edifici. In particolare, viene modificata la maggioranza richiesta per l’adozione delle decisioni da parte dell’assemblea condominiale su interventi diretti a conseguire un risparmio energetico, prevedendo non più la maggioranza di cui all’art. 1136, comma 2, del Codice civile, – un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio – ma la maggioranza dei partecipanti all’assemblea che rappresenti almeno un terzo del valore dell’edificio nel caso di interventi individuati da una diagnosi energetica o da un attestato di prestazione energetica (art. 26, comma 2, L.10/91). Viene, altresì, specificato che i dati relativi alle condizioni di sicurezza da inserire nell’anagrafe condominiale sono quelli relativi alle parti comuni dell’edificio (art.1130, comma 1, n.6 Cc).
Con altra disposizione viene introdotta la possibilità che il cosiddetto “fondo lavori” – la cui costituzione è obbligatoria e anticipata rispetto agli interventi di manutenzione da eseguire – nel caso in cui i lavori debbano essere eseguiti in base a un contratto che ne prevede il pagamento graduale in funzione del loro progressivo stato di avanzamento, venga costituito in relazione ai singoli pagamenti dovuti (art.1135, comma 1, n,4, Cc).
Bonifiche dei siti di interesse nazionale – Sin (art.4). Viene modificato l’art. 252-bis del D.Lgs 152/2006, sui siti inquinati nazionali di preminente interesse pubblico per la riconversione industriale, prevedendo che il Ministro dell’ambiente e il Ministro dello sviluppo economico, d’intesa con la regione territorialmente interessata e, per le materie di competenza, con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, nonché con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo per gli aspetti di competenza in relazione agli eventuali specifici vincoli di tutela insistenti sulle aree e sugli immobili, possono stipulare accordi di programma con uno o più proprietari di aree contaminate o altri soggetti interessati ad attuare progetti integrati di messa in sicurezza o bonifica, e di riconversione industriale e sviluppo economico produttivo in siti di interesse nazionale individuati entro il 30 aprile 2007 ai sensi della L.426/98, al fine di promuovere il riutilizzo di tali siti in condizioni di sicurezza sanitaria e ambientale, e di preservare le matrici ambientali non contaminate. L’attuazione dei progetti suddetti viene affidata ad una o più società “in house” individuate nell’accordo di programma, di intesa tra il Ministero dello Sviluppo economico ed il Ministero dell’Ambiente.
Viene inoltre previsto che alle imprese sottoscrittrici degli accordi di programma, che acquisiscono beni strumentali nuovi a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto legge e fino alla chiusura del periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2015, venga attribuito un credito d’imposta, a condizione che: siano costituite a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto legge; abbiano ad oggetto l’esercizio esclusivo delle attività risultanti dall’accordo di programma sottoscritto; i nuovi beni strumentali siano acquisiti dai soggetti che hanno sottoscritto l’accordo e siano acquisiti nell’ambito di unità produttive comprese in siti inquinati di interesse nazionale localizzati nelle aree ammissibili alle deroghe previste dall’articolo 107, paragrafo 3, lettere a) e c), del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), ovvero nelle restanti aree qualora riferibili a piccole e medie imprese
Disposizioni urgenti in materia di lavori pubblici(art. 13, commi 10 e 11). Viene modificato l’art. 118 del D.Lgs. 163/2006, Codice dei contratti pubblici, consentendo alla stazione appaltante di provvedere, per i contratti in corso, anche in deroga alle previsioni del bando di gara, al pagamento diretto al subappaltatore o al cottimista dell’importo dovuto per le prestazioni dagli stessi eseguite. Tale facoltà viene concessa ove ricorrano condizioni di particolare urgenza inerenti al completamento dell’esecuzione del contratto accertate dalla stazione appaltante medesima. Viene, inoltre consentito alla stazione appaltante di provvedere, anche per i contratti di appalto in corso, nella pendenza della procedura di concordato preventivo, ai pagamenti dovuti per le prestazioni eseguite dall’affidatario e dai subappaltatori e cottimisti, presso il tribunale competente per l’ammissione alla predetta procedura.
Il testo prevede l’estensione dell’applicazione delle norme sullo svincolo delle garanzie di buona esecuzione relative alle opere in esercizio (previste dall’art. 237-bis del D.Lgs. 163/2006), a tutti i contratti aventi ad oggetto opere pubbliche, anche se stipulati prima dell’entrata in vigore del D.Lgs. 163/2006. Viene introdotto un obbligo di rendicontazione – nei documenti di programmazione pluriennale – dell’ammontare complessivo della liquidità liberata e delle destinazioni della stessa per le società o gli enti comunque denominati di proprietà del Ministero dell’economia e delle finanze e sottoposti alla vigilanza di altri Ministeri, che stipulano con lo Stato contratti di programma che abbiano per oggetto investimenti e manutenzione.
Disposizioni urgenti per Expo 2015 e per le opere pubbliche (art. 13 commi 1,4,9). Viene disposta la revoca di assegnazioni disposte dal Cipe relativamente ad interventi che non sono stati avviati e la contestuale assegnazione delle risorse rivenienti per un importo di 53,2 milioni a progetti cantierabili relativi allo svolgimento di Expo 2015, 45 milioni ad opere per l’accessibilità ferroviaria Malpensa-terminal T1-T2, 42,8 milioni alla linea M4 della metropolitana di Milano.
Le residue disponibilità sono destinate ad interventi immediatamente cantierabili finalizzati al miglioramento della competitività dei porti italiani e dell’efficienza del trasferimento ferroviario e modale all’interno dei sistemi portuali, cui vengono destinati le disponibilità derivanti dai fondi statali trasferiti alle autorità portuali, che poi vengono revocati e riassegnate nel limite di 200 milioni per il 2014. Inoltre si autorizza il comune di Napoli a contrarre mutui per la realizzazione della linea 1 della metropolitana di Napoli, in deroga alle disposizioni in materia di riequilibrio finanziario pluriennale.
Tra le ulteriori novità previste dal decreto, anche le misure per nuove imprese e fondo d’investimento capitale di rischio Pmi (art.2); il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo (art. 3); le misure per incrementare l’internazionalizzazione delle imprese (art. 5) e per la digitalizzazione e ammodernamento tecnologico delle Pmi (art.6, commi 1-4); le misure di contrasto al lavoro sommerso e irregolare (art. 14). Ulteriori norme del decreto legge, che scade il 21 febbraio prossimo, riguardano, tra l’altro, la riduzione dei costi gravanti sulle tariffe elettriche; l’istituto del ruling di standard internazionale; le garanzie sui finanziamenti alle imprese; le assicurazioni r.c. auto; il trasporto aereo; la circolazione su strada dei carrelli non immatricolati.
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