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Timestamp: 2019-12-12 20:34:05+00:00
Document Index: 100845603

Matched Legal Cases: ['art. 1752', 'art. 1752', 'art. 1745', 'art. 1745', 'art. 1752', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1752']

Art. 1752 codice civile - Agente con rappresentanza - Brocardi.it
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Articolo 1752 Codice civile
Dispositivo dell'art. 1752 Codice civile
Le disposizioni del presente capo si applicano anche nell'ipotesi in cui all'agente è conferita dal preponente la rappresentanza per la conclusione dei contratti (1).
(1) In tale ipotesi, a differenza della situazione ordinaria (1742 c.c.), l'agente agisce quale mandatario con rappresentanza: si parla di agente con rappresentanza o rappresentante di commercio. Ad egli, pertanto, si applicano anche le norme dettate in tema di mandato senza rappresentanza (1704 ss. c.c.) ed in tema di procura (1387 c.c.). In particolare, i contratti che egli conclude sono stipulati in nome e per conto del preponente, che ne diviene parte sin dall'inizio.
Il legislatore riconosce al preponente la facoltà di attribuire all'agente il potere di rappresentarlo quando egli lo ritenga idoneo allo scopo. In ogni caso, il contratto di agenzia rimane in vita e ad esso si affianca quello di mandato.
Spiegazione dell'art. 1752 Codice civile
La configurazione dell'attività dell'agente
Il compito specifico dell'agente è di promuovere la conclusione di contratti, adoperandosi con tutti i mezzi di cui dispone per conseguire il risultato di mantenere e sviluppare in una determinata zona le relazioni di affari del preponente e collocare le merci, i prodotti o i servizi che questo offre.
L'agente nell'assolvere questo compito essenziale può atteggiare la propria attività in relazione alle esigenze particolari del caso concreto, in modo da compiere atti che formano l'oggetto specifico di altri rapporti, quali la commissione, il mandato e la mediazione. Tuttavia l'agente non si trasforma in commissionario, in mandatario o in mediatore.
Quando l'agente ha compiuta la sua prestazione essenziale, il contratto può essere concluso direttamente tra il preponente e il terzo. Questo concetto è posto in evidenza dal primo comma dell'art. 1745 ove si parla di contratto «concluso per il tramite dell'agente».
La rappresentanza nel rapporto di agenzia
La prestazione dell'agente può essere qualificata dalla rappresentanza. In tal caso l'agente promuove i contratti e li conclude in nome del preponente, ampliando così la sua sfera di collaborazione all'impresa del preponente, nello stesso modo che l'amplia quando partecipa più intensamente dell'ordinario alla conclusione del contratto, intervenendo per es. alla discussione delle condizioni di questo. La rappresentanza può riferirsi non solo alla conclusione ma anche all'esecuzione del contratto e può essere limitata a singoli atti di esecuzione quali per es. la consegna delle merci e la ricezione dei pagamenti.
Il potere di rappresentanza deve essere conferito all'agente dal preponente. Eccezionalmente la legge riconosce all'agente una limitata rappresentanza passiva per alcuni atti inerenti o conseguenti all'esecuzione del contratto e un limitato potere di gestione rappresentativa per la tutela urgente dei diritti dell'imprenditore (art. 1745).
Massime relative all'art. 1752 Codice civile
Cass. civ. n. 842/1985
L'agente che impegna la società preponente, di cui ha la rappresentanza, in atti di vendita con acquirenti fittiziamente indicati, trattenendo per sé le merci costituenti oggetto di dette vendite, resta debitore del relativo prezzo nei confronti della società, incorrendo — considerata l'assimilabilità, sul piano pratico, dell'ipotesi di nomina fittizia a quella di mancata nomina — nella stessa sorte che gli artt. 1405 e 1762, secondo comma c.c. stabiliscono (in conformità al principio generale della responsabilità di ciascuno per i propri atti) per il contraente per persona da nominare e per il mediatore che non indichino il terzo nei cui confronti il contratto avrebbe in definitiva dovuto, secondo l'affidamento dato, spiegare i suoi effetti.
(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 842 del 5 febbraio 1985)
Cass. civ. n. 3341/1977
Poiché l'agente ha, di norma, soltanto il compito di stimolare le proposte contrattuali da parte dei clienti e trasmetterle al preponente, a cui spetta — in modo esclusivo — di accettarle o meno, egli può ricevere e trasmettere una proposta di opzione ma non anche stipulare tale contratto per il preponente, a meno che questi gli abbia eccezionalmente conferito poteri rappresentativi.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 3341 del 26 luglio 1977)
Cass. civ. n. 4597/1976
L'agente senza rappresentanza non ha il potere di porre nel nulla gli effetti di una vendita già conclusa, ritirando la merce difettosa senza l'autorizzazione del committente e promettendo la restituzione del prezzo.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 4597 del 10 dicembre 1976)
All'agente può essere conferita dal preponente anche la rappresentanza per la conclusione degli affari oggetto del contratto di agenzia (art. 1752 c.c.). In ogni caso, però, resta fermo il tratto caratteristico del contratto di agenzia: l'assoluta indipendenza, cioè, dell'esercizio professionale dell'agente, rispetto all'attività imprenditoriale del preponente, e l'assunzione, a carico dello stesso agente, del costo e dei rischi dell'esercizio medesimo, il quale si attua attraverso lo svolgimento di un'attività economica organizzata ed autonoma, la quale si sostanzia in un risultato di lavoro, posto in essere dall'agente come sopra e con il solo vincolo, verso il preponente, di stabile collaborazione.