Source: https://www.dimt.it/news/accordo-sindacale-telematico-decalogo-di-emergenza/
Timestamp: 2020-04-01 23:09:41+00:00
Document Index: 112553936

Matched Legal Cases: ['art. 2712', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 2712', 'art. 45', 'art. 43', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 48']

Accordo sindacale telematico. Decalogo di emergenza - Diritto Mercato Tecnologia
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Di Alberto M. Gambino, direttore scientifico di Diritto Mercato Tecnologia. Il contributo è stato pubblicato originariamente su Giustizia Civile, rivista diretta da Giuseppe Conte e Fabrizio Di Marzio.
D.lgs. 7 marzo 2005, n. 82, recante “Codice dell’amministrazione digitale” (CAD), così come da ultimo novellato dal d.lgs. 13 dicembre 2017, n. 217, che ha introdotto tra le definizioni, di cui al comma 1 lettera u-quater, quella di identità digitale. Il CAD consente di distinguere: documenti informatici contenenti rappresentazioni e riproduzioni che, non risolvendosi in un testo grafico, continuano ad essere disciplinati dall’art. 2712 c.c., e documenti informatici contenenti un testo che sono disciplinati dall’art. 20 del CAD se sottoscritti con un qualche tipo di firma elettronica o privi di sottoscrizione, oppure dall’art. 21 del CAD se sottoscritti con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale. Ulteriori tipologie di documento informatico sono state delineate dalla giurisprudenza che, ad esempio, ha qualificato come documento informatico il messaggio di posta elettronica trasmesso da un indirizzo aziendale personale ad uso esclusivo, ritenendo che l’attribuzione dell’account operato dall’azienda sia idoneo a ritenere identificabile il mittente, almeno per le comunicazioni interne; dunque la posta elettronica, seppur priva di firma, rientra tra le riproduzioni informatiche, ovvero fra le rappresentazioni meccaniche indicate, con elencazione non tassativa, dall’art. 2712 c.c. e, dunque, forma piena prova dei fatti e delle cose rappresentate, se colui contro il quale viene prodotta non ne disconosca la conformità ai fatti o alle cose medesime (Corte di Cassazione,ordinanza 14 maggio 2018, n. 11606). L’art. 45, comma 2, del CAD, stabilisce, con riferimento al documento informatico trasmesso per via telematica, che questo si intende consegnato al destinatario se reso disponibile all’indirizzo elettronico da questi dichiarato, nella casella di posta elettronica del destinatario messa a disposizione del gestore.
D.P.C.M. del 24 ottobre 2014, che disciplina le caratteristiche del Sistema Pubblico per la gestione dell’Identità Digitale (SPID) di cittadini e imprese. In particolare, le regole tecniche e le modalità attuative dello SPID sono state definite congiuntamente dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) e dal Garante Privacy. SPID è un sistema pubblico e unificato per l’identità digitale che consente di associare ad ogni cittadino una serie di credenziali quali una username e una password da poter utilizzare in vari contesti di servizi telematici erogati da molteplici amministrazioni e da privati.
Regolamento (UE) del 23 luglio 2014, n. 910del Parlamento europeo e del Consiglio, in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno e che abroga la direttiva 1999/93/CE (c.d. Regolamento e-Idas), il quale, per quanto attiene ai servizi elettronici di recapito certificato, afferma nell’art. 43 che «ai dati inviati e ricevuti mediante un servizio elettronico di recapito certificato non sono negati gli effetti giuridici e l’ammissibilità come prova in procedimenti giudiziali per il solo motivo della loro forma elettronica o perché non soddisfano i requisiti del servizio elettronico di recapito certificato qualificato».
D.P.R. 11 febbraio 2005, n. 68 sulla posta elettronica certificata (PEC), definita dall’art. 1, comma 2, lett. g), come «ogni sistema di posta elettronica nel quale è fornita al mittente documentazione elettronica attestante l’invio e la consegna di documenti informatici allegati». La PEC è solo una delle tecniche di trasmissione certificata dei messaggi di posta elettronica esistenti. In questa prospettiva, il legislatore italiano con la l.18 giugno 2009, n. 69 (Competitività) ha modificato l’art. 16-bis l.28 gennaio 2009, n. 2, legge di conversione del d.l. n. 185 del 2008 (c.d. decreto anticrisi), indicando espressamente che al fine di attuare i principi sanciti nel CAD ogni amministrazione pubblica può utilizzare la PEC o altri sistemi analoghi. Nello stesso CAD, all’art. 48, comma 1, si legge che la trasmissione telematica di comunicazioni che necessitano di una ricevuta di invio o di ricezione può avvenire mediante PEC o altre soluzioni tecnologiche che verranno individuate, in futuro, con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.
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