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Timestamp: 2019-03-22 22:26:13+00:00
Document Index: 153117486

Matched Legal Cases: ['art. 68', 'art. 2700', 'art. 493', 'art. 476', 'sentenza ', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 68', 'art. 17', 'art. 68']

Ausiliari del traffico, tra pubblico ufficiale e incaricato di pubblico servizio
Sanzioni amministrative - Efficacia dei verbali dei accertamento redatti dagli ausiliari del traffico - Atto pubblico e fede privilegiata
Ai sensi del combinato disposto degli artt. 17, comma 132 della legge n. 127 del 1997 e dell'art. 68 della legge n. 488 del 1999, i verbali di accertamento redatti dagli ausiliari del traffico dipendenti delle società concessionarie dei parcheggi a pagamento, hanno l'efficacia di cui agli artt. 2699 e 2700 c.c.. Ne discende che il verbale di contestazione redatto dagli ausiliari del traffico delegati dal Sindaco, costituisce un atto pubblico avente gli effetti di cui all'art. 2700 c.c. per cui può essere contestato dolo previo esperimento della querela di falso.
Circolazione stradale - Contravvenzione - Ausiliari del traffico - Contestazione - Verbale - Valore di atto pubblico
Non basta la presentazione in giudizio della ricevuta di pagamento per contestare la contravvenzione degli ausiliari del traffico per la sosta oltre orario nelle strisce blu. Il verbale, infatti, ha valore di «atto pubblico» e la sua veridicità può essere messa in dubbio soltanto presentando una querela di falso.
Tribunale di Bari, Civile, Sezione 3, Sentenza del 07-01-2015, n. 19
Pubblico ufficiale - Nozione - articolo 357 Cp
Reati contro la pubblica amministrazione - nozione di persona incaricata di un pubblico servizio - Incaricato del traffico - Qualifica di incaricato di pubblico servizio - Possibilità - Condizioni - Fattispecie
Ai fini della configurabilità dei reati di falsità in atti, gli "ausiliari del traffico" rivestono la qualifica di incaricati di pubblico servizio solo se legati da un rapporto di pubblico impiego con lo Stato o con altro ente pubblico, per effetto di quanto previsto dall'art. 493 cod. pen. (In applicazione del principio, la S.C. ha ritenuto, non configurabile il delitto previsto dall'art. 476 cod. pen. nei confronti di un ausiliario del traffico, dipendente di una società di diritto privato interamente partecipata da un ente pubblico territoriale, accusato di aver alterato un verbale di contravvenzione amministrativa per sosta irregolare).
Falsità in atti - Falsità materiale commessa dall'incaricato di un pubblico servizio - Rilevanza penale - Limiti - Fattispecie in tema di ausiliario del traffico (Cp articoli 358, 476 e 493)
Il cosiddetto ausiliario del traffico non riveste la qualità di pubblico ufficiale, ma semmai, quando procede all'accertamento e alla contestazione delle contravvenzioni concernenti il divieto di sosta nelle aree oggetto di concessione alle imprese di gestione dei parcheggi (articolo 17, comma 132, della legge 15 maggio 1997 n. 127, come interpretato dall'articolo 68, comma 1, della legge 23 dicembre 1999 n. 488), quella di incaricato di pubblico servizio. Pertanto, può essere chiamato a rispondere, in tale qualità soggettiva, dei reati di falso di cui agli articoli 476 e seguenti del Cp, relativamente agli atti redatti nell'esercizio delle sue attribuzioni, giusta la previsione dell'articolo 493 del Cp, solo se legato da un "rapporto di impiego" con lo Stato o con altro ente pubblico: ciò che deve escludersi allorquando si tratti di ausiliario dipendente di una società di diritto privato pur se interamente partecipata dal comune. (Da queste premesse, la Corte ha rigettato il ricorso del pubblico ministero avverso la sentenza che aveva mandato assolto l'imputato dal reato di cui all'articolo 476 del Cp, proprio invocando la disposizione dell'articolo 493 del codice penale).
Corte di Cassazione, Sezione 5 penale, Sentenza 23 ottobre 2013, n. 43363
Pubblico ufficiale, incaricato di pubblico servizio, esercente un servizio di pubblica necessità pubblico ufficiale - Ausiliario del traffico - Esercizio di attività non previste dall'art. 17, comma 132, l. n. 127/1997 - Qualifica di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio - Esclusione fattispecie in tema di esclusione della configurabilità del reato di resistenza a pubblico ufficiale
Deve escludersi che spetti la qualità di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio all'ausiliario del traffico, quando questi operi al di fuori dell'esercizio delle attività previste dall'art. 17 comma 132, della legge n. 127 del 1997, quale interpretato dall'art. 68 della legge n. 448 del 1999, e consistenti nell'accertamento e nella contestazione delle violazioni in materia di sosta all'interno delle aree oggetto di concessione alle imprese di gestione dei parcheggi e di quelle immediatamente limitrofe e necessarie a compiere le manovre atte a garantire la concreta funzionalità del parcheggio in concessione. (Nella specie, in applicazione di tale principio, la Corte ha escluso, per difetto della qualità soggettiva in questione, la configurabilità del reato di resistenza a pubblico ufficiale in un caso in cui era stata esercitata violenza nei confronti di un ausiliario del traffico onde impedirgli di contestare una violazione del divieto di accesso ad una zona a traffico limitato).
Corte di Cassazione, Penale, Sezione 6, Sentenza del 23-11-2006, n. 38877
Reati contro la pubblica amministrazione - Nozione di persona incaricata di un pubblico servizio - Ausiliario del traffico - Qualifica di incaricato di pubblico servizio - Configurabilità - Condizioni - Fattispecie
Gli "ausiliari del traffico", a norma dell'art. 17, comma 132, L. 15 maggio 1997, n. 127, così come interpretato dall'art. 68, comma primo, L. 23 dicembre 1999, n. 488, rivestono la qualifica di incaricati di pubblico servizio quando procedono all'accertamento e alla contestazione delle contravvenzioni concernenti il divieto di sosta nelle aree oggetto di concessione alle imprese di gestione dei parcheggi. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto configurabile il delitto di resistenza a pubblico ufficiale nei confronti di un ausiliario del traffico cui era stata usata violenza all'atto della contestazione di una contravvenzione al codice della strada).
Corte di Cassazione, Penale, Sezione 6, Sentenza del 20-02-2009, n. 7496