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Timestamp: 2018-09-21 20:32:16+00:00
Document Index: 154586388

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 21', 'art. 1', 'art. 45', 'art. 21', 'art. 5', 'art. 42', 'art. 4', 'art. 1988', 'art. 1']

Fattura elettronica: decorsi i 15 giorni dall’arrivo, si può ancora contestare anche se non è stata rifiutata tramite lo “Sdi”? | Enti Locali Online
Fattura elettronica: decorsi i 15 giorni dall’arrivo, si può ancora contestare anche se non è stata rifiutata tramite lo “Sdi”?
“Da quando partono i 15 giorni di tempo per accettare o rifiutare una fattura elettronica? Partono dalla data assegnata dal numero di protocollo o da quella di ricezione dello Sdi?
I 10 giorni di tempo per caricare le fatture in contabilità sul Ruf (Registro unico) partono dal protocollo o dalla data ricezione Sdi?
E, in merito ai 30 giorni di tempo per il pagamento delle fatture elettroniche, questi devono essere calcolati dalla data del protocollo, dalla data di ricezione dello Sdi=Pcc o, ancora, dalla data di caricamento in contabilità fattura?
Si può ancora contestare una fattura elettronica decorsi i 15 giorni dall’arrivo della fattura, per la quale non si è data accettazione ossia notifica di accettazione allo ‘Sdi’ della stessa fattura ? O per forza, non avendola rifiutata, siamo obbligati a pagarla?”
La fattura elettronica verso la Pubblica Amministrazione ha semplificato la gestione delle date, non sempre chiara in ambiente analogico, riducendole di fatto ad una sola, quella contenuta nella ricevuta di avvenuta consegna generata dal “Sistema di interscambio”.
In merito alla data di emissione fattura, infatti, l’art. 2, comma 4, del Dm. n. 55/13, dispone che “la fattura elettronica si considera trasmessa per via elettronica, ai sensi dell’art. 21, comma 1, Dpr. 633/72 e ricevuta dalle Pubbliche Amministrazioni di cui all’art. 1, comma 1 (Enti Locali compresi), solo a fronte del rilascio della ricevuta di consegna … da parte del Sistema di interscambio”. Disposizione questa perfettamente in linea con l’art. 45, comma 2, del Dlgs. n. 82/05 (“Codice dell’Amministrazione digitale”), dedicato al valore giuridico della trasmissione telematica, il quale recita che “il documento informatico trasmesso per via telematica si intende spedito al mittente se inviato al proprio gestore e si intende consegnato al destinatario se reso disponibile all’indirizzo elettronico da questi dichiarato, nella casella di posta elettronica del destinatario messa a disposizione dal gestore”.
Dunque, la data di consegna individua, sia la data di emissione della fattura ai sensi dell’art. 21, comma 1, Dpr. n. 633/72, sia la data di ricezione.
Come noto, in ambito analogico la data di ricezione poteva essere diversa dalla data di emissione fattura allorquando sulla busta era riportato il timbro postale recante la data di spedizione. Come detto, in ambito elettronico le date coincidono, pertanto la data di protocollo non è rilevante se non coincidente con la data di consegna della fattura.
Quindi, in merito al primo quesito posto, i 15 giorni di tempo per accettare e rifiutare una fattura partono dalla data di consegna/ricezione certificata da “Sdi” nella ricevuta di avvenuta consegna trasmessa al fornitore. La data di protocollo successiva a quella di consegna non ha nessun valore. Eventuali criticità dell’attività di protocollo che possono emergere nell’operatività devono essere previste nel manuale di gestione disposto dall’art. 5, del Dpcm. 3 dicembre 2013, disciplinando la gestione del cosi detto “protocollo differito”, al fine di fare salvi i diritti dei terzi.
In merito al secondo quesito, si ricorda che l’art. 42, comma 1, Dl. n. 66/14, prevede che le Pubbliche Amministrazioni “adottano il Registro unico delle fatture nel quale entro 10 giorni dal ricevimento sono annotate le fatture o le richieste equivalenti di pagamento”. In questo caso, la data da prendere in considerazione è quella del ricevimento che in ambito elettronico è coincidente con quella di emissione.
In merito al terzo quesito, relativo ai tempi di pagamento, si rammenta che l’art. 4, comma 2, lett. a), del Dlgs. n. 231/02, dispone che gli interessi moratori decorrono “30 giorni dalla data di ricevimento da parte del debitore della fattura o di una richiesta di pagamento di contenuto equivalente”. Anche in questo caso la data di ricevimento è attestata dalla data di consegna generata da “Sdi”.
Con riferimento al quarto quesito, la scadenza dei 15 giorni a partire dalla data di consegna messi a disposizione del “Sdi” non produce nessun effetto giuridico come indicato nell’Allegato “C” del Dm. n. 55/13, ma solo operativo, per cui decorso tale tempo non sarà più possibile comunicare con il fornitore mediante “Sdi”. Quindi, nel caso in cui la fattura non sia stata rifiutata mediante esito committente, potrà essere richiesta una nota di credito con le stesse procedure applicate per le fatture analogiche. Pertanto, nessun diritto viene acquisito dal fornitore nel caso di mancato esito committente di rifiuto. Sul punto, all’esito committente di accettazione è da ricordare che questo comporta il riconoscimento del debito e, come indicato dalle regole tecniche contenute nell’Allegato “C” del Dm. n. 55/13, rientra nella fattispecie dell’art. 1988 del Codice civile.
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