Source: http://www.confederdia.it/2017/04/19/bologna/
Timestamp: 2019-08-18 01:42:45+00:00
Document Index: 59431379

Matched Legal Cases: ['art. 66', 'art. 2135', 'art. 1', 'art. 2135', 'art. 3', 'art. 22', 'art. 4', 'art, 1', 'art. 1', 'art. 51', 'art. 34', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 14', 'art. 21', 'art. 37', 'art. 18']

Bologna | Confederdia
VERBALE di ACCORDO per il rinnovo del contratto provinciale di lavoro per gli impiegati agricoli e quadri della Provincia di Bologna
L’anno 2014 addì 18 mese di giugno in Bologna sì è stipulato, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 66 del CCNL Quadri e Impiegati agricoli del 19/11/2012, il seguente Contratto Collettivo Provinciale di Lavoro.
Il presente contratto regola i rapporti di lavoro tra le imprese agricole, singole, in forma cooperativa o, comunque, associata, e gli impiegati e quadri da esse dipendenti. La disciplina del presente contratto si applica quindi, visto e richiamato l’art. 2135 c.c. come modificato dall’art. 1 del D.L.vo 18 maggio 2001 n. 228, e successive modifiche ed integrazioni, in tutte le imprese agricole, a qualsiasi titolo condotte ed in qualsiasi forma esercitate, aventi ad oggetto l’esercizio di attività agricole forestali, ortoflorovivaistiche, di allevamenti di qualsiasi specie, nonché di attività affini e connesse con l’agricoltura, dirette alla trasformazione, conservazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.
A titolo indicativo, le imprese – singole od associate – in cui si applica il presente contratto collettivo di lavoro sono:
. Le aziende ad ordinamento produttivo misto; nonché:
. Le aziende ortofrutticole;
. Le aziende florovivaistiche;
. Le aziende zootecniche;
. Le aziende vitivinicole;
. Le aziende funghicole;
. Le aziende casearie;
. Le aziende di servizi e di ricerca in agricoltura;
. Le aziende faunistico-venatorie;
. Le aziende agrituristiche; comprese le attività ricreative, culturali, didattiche, di pratica sportiva, escursionistiche, ippoturistiche, degustazione prodotti aziendali, inclusa la mescita del vino;
. Le aziende che comunque eseguono attività di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso;
. Le aziende che eseguono attività che utilizzano, o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci;
. Le aziende gestite in forma cooperativa e consorzi di imprenditori agricoli, anche per le attività di servizio;
. Le aziende che eseguono in connessione, ex art. 2135 C.C., lavori di impianto e di manutenzione del verde pubblico o privato;
. Tutte le imprese di allevamento di ogni specie animale (ippiche, piscicole, ittiche, da pelliccia, ecc.);
. Le aziende vocate alla produzione di energia da fonti rinnovabili;
. Tutte le aziende che eseguono attività connesse a quelle già enumerate.
Il presente contratto decorre dal 1 gennaio 2014 e scadrà il 31 dicembre 2017, salvo le norme per le quali è stata prevista apposita data di decorrenza.
Il presente contratto si intende tacitamente rinnovato di anno in anno, qualora non sia disdettato a mezzo raccomandata A/R almeno 6 mesi prima della scadenza. In caso di mancata disdetta, si intende prorogato per un anno e così di anno in anno.
L’orario di lavoro è stabilito in 39 ore settimanali. Tale orario, ai sensi dell’art. 3, co 2, del D.Lgs. 66/2003, può essere computato anche come durata media in un periodo non superiore a dodici mesi, con la possibilità di distribuire l’orario ordinario di lavoro per una o più settimane in misura superiore a quella prevista dal precedente comma e per le altre, a compensazione, in misura inferiore.
La variabilità dell’orario ordinario settimanale di cui al comma precedente è consentita, a semplice richiesta dell’azienda, sulla base di intese specifiche tra le parti interessate, nel limite di 75 ore annue, con un massimo di orario settimanale di 44 ore.
Si intende applicabile a tali ore aggiuntive l’ordinaria retribuzione.
La variazione dell’orario ordinario di lavoro nei diversi giorni della settimana sarà concordato tra le parti, tenuto conto delle reciproche esigenze e formalizzato per riscritto. La mezza giornata o l’intera giornata libera coincidente o meno con il sabato non è considerata festiva, né agli effetti di eventuale lavoro straordinario prestato in detta giornata, né agli effetti del calcolo delle ferie.
Per particolari motivi organizzativi e produttivi aziendali, entro un orario massimo di 48 ore settimanali, è consentita a semplice richiesta dell’azienda, sulla base di intese specifiche tra le parti interessate, una ulteriore variabilità dell’orario ordinario settimanale nei limiti complessivi massimi di ulteriori 45 ore annue; si intende come sopra applicabile a tali ore aggiuntive l’ordinaria retribuzione.
Le festività infrasettimanali previste dall’art. 22 del CCNL vigente sono equiparate alle festività nazionali.
In relazione a quanto previsto all’art. 4 penultimo comma del presente CPL, si conviene la individuazione di un premio/erogazione, avente carattere retributivo, atta a compensare la disponibilità, la flessibilità come complessivamente individuate dal precedente articolato ed eventualmente la produttività aziendale, anche visto l’art, 1 comma 67 della Legge 24 dicembre 2007, n° 247, e l’art. 1, comma 481, legge 24 dicembre 2012, n. 228, ed alle condizioni ivi previste per l’accesso ai benefici dì legge anche attraverso la contrattazione territoriale e/o di secondo livello; tale indennità è fissata in € 560,00 annui per la 1° categoria, in € 500,00 annui per la 2° categoria, in € 250,00 per la 3°, ed in € 200,00 per le 4°, 5° e 6° categorie contrattuali. Tale indennità sarà erogata entro il 31 dicembre di ogni anno, salvo diversa pattuizione.
Tale indennità costituisce parte integrante dello stipendio. E’ costituito un Osservatorio provinciale, composto da rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali in forma paritetica, con il compito dì verificare la corretta applicazione della norma afferente la flessibilità e di valutare i parametri ed i criteri per la individuazione di elementi retributivi a carattere territoriale e di secondo livello ai fini della decontribuzione e della defiscalizzazione dello stipendio in relazione alla produttività aziendale.
Le parti si danno atto della natura incentivante del predetto emolumento, riconducibile alle norme di cui al D.P.C.M. 19/02/2014, in G.U. n° 98/2014.
Agli impiegati cui è affidata la mansione di cassiere, con responsabilità del movimento di cassa e relativo rischio, è riconosciuta, per tale rischio contabile ­amministrativo, una indennità mensile, con particolare riferimento alle aziende vitivinicole; orticole e vivaistiche, nella misura di € 70,00.
Detta indennità non compete qualora si tratti di mansione occasionale. L’indennità è corrisposta per dodici mensilità, salvo casi di assenza per periodi superiori al mese, e nella sua misura mensile non è frazionabile.
Al riguardo le parti rimandano a quanto previsto all’art. 51 del TUIR nonché a quanto stabilito all’art. 34 del vigente CCNL, 1 e 2 comma.
In caso di trasferta all’impiegato è riconosciuto il rimborso a piè di lista.
Le spese per vitto, alloggio, viaggi e simili sostenute dall’impiegato, per ragioni inerenti al servizio, debbono essere rimborsate entro il mese in cui il viaggio, o il particolare servizio che le ha determinate ha avuto luogo.
All’impiegato in trasferta è altresì riconosciuto un rimborso per spese non documentabili pari a € 25,00. In caso di trasferte all’estero è altresì dovuta una indennità supplementare, ex art. 51 Tuir, di € 50,00.
Al riguardo le parti convengono di applicare integralmente quanto previsto dall’art. 51 TUIR; la concessione della casa è pattuita a livello individuale ed aziendale. Sono fatte salve comunque le condizioni di miglior favore. .
A fronte della cessazione del rapporto di lavoro a qualsiasi titolo, salvo licenziamento per giusta causa, l’uso dell’abitazione da parte del lavoratore, per sé e la propria famiglia, verrà mantenuto per ulteriori 6 mesi a partire dalla data della effettiva cessazione del rapporto di lavoro.
Si rimanda a quanto previsto dall’art. 14 del vigente CCNL ed alle leggi nazionali e regionali in materia emanate.
Art. 11 – Cassa integrazione e maternità – congedi parentali
All’impiegato posto in cassa integrazione, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 21 della legge 223/91, è garantita una integrazione, alla indennità di legge, tale da assicurare tra integrazione e indennità di legge, il trattamento minimo tabellare contrattuale goduto dall’impiegato in ragione della propria qualifica di inquadramento.
Il datore di lavoro è altresì tenuto ad integrare la indennità di cui all’art. 37, lett. c, (maternità) del C.C.N.L. 19/11/2012 nella misura del 10% sino al raggiungimento della retribuzione nella misure del 100%.
Le parti si riportano integralmente alle norme vigenti in materia di congedi parentali.
Agli impiegati ed ai quadri della provincia di Bologna competerà un aumento da applicarsi sul totale lordo mensile vigente al 31/12/2013. Tale aumento è stabilito nella misura del 4,7% per le categorie 4, 5, 6, del 5% per le categorie 2 e 3 e del 5,2% per la 1 categoria. Tale aumento è corrisposto, in unica soluzione, con decorrenza dal 01/06/2014.
Si applica l’art. 18 del vigente CCNL
Spetta agli impiegati agricoli che già ne usufruivano alla data del 1/8/88 secondo modalità a suo tempo stabilite, fatte salve le condizioni di miglior favore, viene corrisposto come “assegno ad personam”.
Il presente testo compendia tutte le normative collettive di derivazione provinciali ad oggi vigenti, ed è fonte unica ed esclusiva di obbligazioni per le parti stipulanti e per parti del rapporto di lavoro. Si intende abrogata ogni diversa pattuizione collettiva e non richiamata.
Le parti richiamano quanto previsto all’allegato A del C.C.N.L. 19/11/2012.