Source: https://www.studiolegalebagnardi.com/sullinteresse-ad-agire-principi-ispiratori-e-presupposti-operativi-dellart-100-c-p-c/
Timestamp: 2019-04-22 06:14:29+00:00
Document Index: 111165422

Matched Legal Cases: ['art. 100', 'art. 100', 'art. 100', 'art. 100', 'art. 100', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'art. 100', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'art. 100', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'art. 100', 'art. 24', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'art. 2051']

Sull'interesse ad agire. Principi ispiratori e presupposti operativi dell'art. 100 c.p.c. | Avvocato Roma - Studio Legale Bagnardi
Sull’interesse ad agire. Principi ispiratori e presupposti operativi dell’art. 100 c.p.c.
Home Archivio sentenze Sull’interesse ad agire. Principi ispiratori e presupposti operativi dell’art. 100 c.p.c.
Omissis…”La domanda risarcitoria spiegata dall’attore è inammissibile per difetto di interesse ad agire ex art. 100 c.p.c. Si perviene a tali conclusioni in ragione delle considerazioni che seguono.
A) Deve preliminarmente osservarsi in diritto – in relazione all’interesse ad agire ex art. 100 c.p.c. in generale – che:
Per proporre una domanda anche se limitata all’an debeatur, occorre che sussista l’interesse ad agire (Cass. Sez. 3, Sentenza n. 5074 del 2007 anche in motivazione; Cass. 19 agosto 2000 n. 11010) che costituisce un requisito della domanda, consistente nell’esigenza di ottenere un risultato utile giuridicamente apprezzabile e non conseguibile senza l’intervento del giudice (Cass. Sez. 3, Sentenza n. 5074 del 05/03/2007; Cass., Sez. un., 10 agosto 2000, n. 565).
L’interesse ad agire, previsto quale condizione dell’azione dall’art. 100 cod proc. Civ., con disposizione che consente di distinguere fra le azioni di mera iattanza e quelle oggettivamente dirette a conseguire il bene della vita consistente nella rimozione dello stato di giuridica incertezza in ordine alla sussistenza di un determinato diritto, va identificato in una situazione di carattere oggettivo derivante da un fatto lesivo, in senso ampio, del diritto e consistente in ciò che senza il processo e l’esercizio della giurisdizione l’attore soffrirebbe un danno (Cass. Sez. L., Sentenza n. 24434 del 23/11/2007).
Detto interesse, in particolare, è da escludere quando il giudizio sia strumentale alla soluzione soltanto in via di massima od accademica di una questione di diritto in vista di situazioni future o meramente ipotetiche (Cass. 19 agosto 2000, n. 11010).
Infatti poiché la tutela giurisdizionale è tutela di diritti, il processo, salvo casi eccezionali predeterminati per legge, può essere utilizzato solo come fondamento di un diritto fatto valere in giudizio e non di per sé, per gli effetti possibili e futuri (Cass. Sez. L., Sentenza n. 24434 del 23/11/2007).
Da ciò consegue che esso deve avere necessariamente carattere attuale(Cass. Sez. Un. 15.1.1996, n. 264; Cass. 18.4.2002, n. 5635) poiché solo in tal caso trascende il piano di una mera prospettazione soggettiva assurgendoa giuridica ed oggettiva consistenza, e resta invece escluso quando il giudiziosia strumentale alla soluzione soltanto in via di massima o accademica di una questione di diritto in vista di situazione future o meramente ipotetiche (Cass. Sez. L. Sentenza n. 24434 del 23.11.2007: nel caso, la S.C., in applicazione del suindicato principio, ha cassato con rinvio la decisione della corte territoriale che, pur avendo accertato la non attualità e ipoteticità dell’interesse ad agire in accertamento del diritto a pensione, essendo lo stesso interesse condizionato all’esito del giudizio promosso per il riconoscimento del diritto al trasferimento dei contributi ad altro fondo, e pur avendo accertato un rapporto di pregiudizialità in senso stretto tra i due giudizi, anziché sospendere il giudizio aveva deciso la causa riconoscendo il diritto alla pensione diretta del Fondo pensione per il personale della Banca di Roma, dando contraddittoriamente per certo un presupposto, il “venir meno del diritto al trasferimento”, ipotetico e “sub iudice”; cfr. in senso conforme Cass. Sez. 2^ 18.4.2002 n 5635).
Ne consegue la non attualità e la ipoteticità dell’interesse ad agire nella causa, quando lo stesso interesse risulti condizionato all’esito di altro giudizio(cfr. in questi termini Cass. Sez. L., Sentenza n 24334 del 2007 anche in motivazione; negli stessi termini cfr. Sez. 1, Sentenza n. 7786 del 29/03/2007 la quale, sulla base di tale principio, ha cassato senza rinvio la sentenza di merito che aveva ritenuto sussistente l’interesse di una curatela a proporre domanda di revoca di un’ipoteca iscritta sulla base di decreto ingiuntivo emanato ne confronti del fallito, individuando l’interesse medesimo nel rischio di futura ed eventuale esposizione ad azione di rivalsa dell’aggiudicatario dell’immobile per il rimborso delle spese di cancellazione dell’ipoteca o ad eventuali iniziative giudiziali del creditore dirette a far valere la prelazione ipotecaria).
Al riguardo è parimenti noto che nell’ordinamento processuale vigente è possibile emettere sentenze di condanna condizionate, quanto alla loro efficacia, al verificarsi di un determinato evento futuro e incerto, o alla scadenza di un termine prestabilito o ad una controprestazione specifica,purchè il verificarsi dell’evento dedotto in condizione non richieda ulteriori accertamenti di merito da compiersi in un nuovo giudizio di cognizione, ma possa semplicemente esser fatto valere in sede esecutiva mediante opposizione all’esecuzione (Cass. Sez. 3, Sentenza n. 264 del 11/01/2006: nel caso di specie la S.C. ha confermato la sentenza con la quale il giudice del merito aveva ritenuto l’insussistenza dei presupposti per la pronuncia di una sentenza di condanna condizionata rilevando che “se anche la condanna nella specie potrebbe astrattamente ricondursi all’espropriazione del bene e dunque all’esecuzione eventualmente promossa dal creditore ipotecario , è del tutto evidente che, verificatosi l’evento, la quantificazione del danno abbisognerebbe – necessariamente – di un nuovo giudizio di merito”; cfr. nello stesso senso Cass. Sez. 3, Sentenza n. 19657 del 01/10/2004; Cass. 10/02/2003, n. 1934; Cass 12/07 1996, n 6329; Cass 04/04/2001, n. 4998).
La sentenza condizionata non è invece ammissibile qualora con essa si pronuncia una condanna da valere per il futuro, se ed in quanto sia giudizialmente accertato il verificarsi di un evento (Cass. Sez. 3, Sentenza n. 6329 del 12/07/1996).
Quanto all’azione di accertamento essa non può avere ad oggetto, salvo i casi eccezionalmente previsti dalla legge, una mera situazione di fatto, ma deve tendere all’accertamento di un diritto che sia già sorto, in presenza di unpregiudizio attuale e non meramente potenziale (Cass. Sez. U. Sentenza n. 264 del 15.01/1996 la quale sulla base di tali principi, ha ritenuto improponibile, per difetto d’interesse ad agire, la domanda con la quale alcune banche chiedevano, nei confronti di talune società da esse garantite per la buona esecuzione dei lavori, di essere garantite per quanto eventualmente dalle banche medesime dovuto alla banca straniera – a sua volta garante nei confronti del committente estero -, in caso di condanna resa all’estero, in quanto non era attuale il pericolo di lesione del diritto delle banche attrici, dipendendo da una serie di eventi ipotetici e del tutto imprecisati, quali, nella specie, la sentenza di un giudice straniero indeterminato e la condanna ad una prestazione non precisata né nel suo ammontare, né nei suoi presupposti, né nei suoi effetti; cfr. nello stesso senso Cass. Sez. L. Sentenza n. 6142 del 18/06/1999; Cass. 24 giugno 1995 n. 7196; Cass 5 maggio 1995 n. 4894).
Inoltre, la tutela giurisdizionale e l’interesse ad agire di cui all’art. 100 cod. proc. civ., hanno per oggetto diritti o interessi legittimi nella loro intera fattispecie costitutiva e non, invece, singoli fatti giuridicamente rilevanti, peculiari interpretazioni o singoli presupposti della complessiva situazione di diritto sostanziale, non suscettibili di tutela giurisdizionale in via autonoma, separatamente dal diritto nella sua interezza (Sez. 3, Sentenza n. 17877 del 22/08/2007 Sez. U, Sentenza n. 27187 del 20/12/2006).
Pertanto non sono proponibili azioni autonome di mero accertamento di fatti giuridicamente rilevanti ma che costituiscano elementi frazionistici della fattispecie cositutiva di un diritto, la quale può costituire oggetto di accertamento giudiziario solo nella funzione genetica del diritto azionato e quindi nella sua interezza. Parimenti non sono ammissibili questioni di interpretazioni di norme o di atti contrattuali se non in via incidentale e strumentale alla pronuncia sulla domanda principale di tutela del diritto (Cass. Sez. U, Sentenza n. 27187 del 20/12/2006; Cass. Sez. L, sentenza n. 17165 del 2006).
Analogamente, poiché l’interesse ad agire di cui all’art. 100 c.p.c. deve essere attuale e il diritto all’azione ex art. 24 Cost. ha per oggetto un diritto o un interesse legittimo, deve escludersi l’ammissibilità di un’azione di accertamento che abbia per oggetto un fatto che costituisca uno solo dei presupposti del diritto (Cass. Sez. 3, Sentenza n. 5074 del 05/03/2007: nella specie, relativa ad una domanda diretta all’accertamento delle sommecorrisposte nell’ambito di un rapporto agrario, è stata confermata la sentenza di merito che l’aveva ritenuta assorbita a seguito del rigetto della domanda di ripetizione di somme pagate oltre l’equo fitto; Cass.22 giugno 2001, n. 8538).
Atteso che il processo può essere utilizzato solo a tutela di diritti sostanziali e deve concludersi (salvo casi eccezionali) con il raggiungimento dell’effetto giuridico tipico, cioè con l’affermazione o la negazione del diritto dedotto in giudizio, onde i fatti possono essere accertati dal giudice solo come fondamento del diritto fatto valere in giudizio e non di per sé e per gli effetti possibili e futuri che da tale accertamento si vorrebbero ricavare (Cass. Sez. L Sentenza n. 17788 del 22/11/2003).
E’ inammissibile, per difetto di interesse, un’impugnazione con la quale si deduca la violazione di norme giuridiche, sostanziali o processuali, che non spieghi alcuna influenza in relazione alle domande ed eccezioni proposte e che sia diretta quindi all’emanazione di una pronuncia priva di rilievo pratico(cfr. Cass. Sez. 2, Sentenza n. 5702 del 18/04/2001)…”omissis.
Tribunale di Pescara. Sentenza n. 657 del 29/5/2008. Giudice Dr. G. Falco, inedita.
(Inserita il 16/10/2008)
I presupposti per l’applicazione dell’art. 2051 c.c.Mancata informativa all’acquirente su possibili interventi di altri creditori nella procedura espropriativa sull’immobile oggetto della compravendita