Source: https://www.exeo.it/site/d_NewsList.asp?IDCatN=96
Timestamp: 2019-04-19 05:14:37+00:00
Document Index: 180808945

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 27', 'art. 35', 'art.3', 'art. 1', 'art. 9', 'art.1339']

La natura di atto generale di pianificazione del P.I.P., sottende un’evidente attenuazione dell’onere motivazionale, anche in ragione della ampia discrezionalità di cui dispone il Comune.
Non sussiste alcun obbligo per l'Amministrazione di procedere alla ripianificazione delle aree ricadenti nella porzione di P.I.P. non attuata. La sussistenza di un obbligo del Comune volto alla formazione di un nuovo PIP, non si desume né dall'art. 17, comma 2, né dall’art. 27 della legge n. 865/1971.
Efficacia e finalità dei piani per gli insediamenti produttivi
Il dies a quo per il computo del decennio d'efficacia del P.I.P. coincide con la data di pubblicazione; ciò in quanto è con la pubblicazione sul bollettino regionale che il piano urbanistico entra in vigore ed acquista efficacia conformativa, anche in relazione ai terreni soggetti a previsioni espropriative, secondo un principio generale valevole per tutti gli strumenti urbanistici e le relative varianti, anche ai fini del decorso del termine decadenziale di impugnazione
Individuazione del soggetto attuatore del P.I.P.
In ipotesi in cui sia andata deserta la gara diretta a selezionare il soggetto attuatore del P.I.P. legittimamente l’Amministrazione può ribadire la volontà di attuare il piano, approvando una nuova procedura di gara.
Alla scadenza del termine di dieci anni legislativamente previsto, la inefficacia del PIP è un effetto automatico di legge che, segnando il venir meno dei presupposti per il perfezionamento dell’espropriazione, rende dovuta la revoca dell’assegnazione previamente disposta; la revoca non presenta, pertanto, profili di discrezionalità.
La non inclusione di aree all’interno del perimetro del Programma di Insediamenti Produttivi rientra nell'ambito delle scelte urbanistiche dell'Amministrazione, connotate da ampia discrezionalità.
Le procedure espropriative nei piani attuativi P.E.E.P.
La pendenza di un P.E.E.P. comporta la possibilità di un esproprio dei suoli interessati, ma si tratta di evenienza tutt’altro che certa, dipendendo dalle successive scelte dell’Amministrazione e anche da variabili di natura finanziaria.
Espropriazione del fondo ed assegnazione delle aree P.E.E.P.: autonomia dei procedimenti
Sia nel caso di concessione del diritto di superficie, ex art. 35, commi 7 ed 8, della legge 22 ottobre 1971, n. 865, che in quello di cessione del diritto di proprietà, alla delibera dell’ente comunale (o del consorzio di comuni) fa poi seguito una convenzione, da stipularsi per atto pubblico, i cui contenuti essenziali (corrispettivo della cessione del diritto di superficie o prezzo de trasferimento del diritto di proprietà), sono anch’essi oggetto di previa deliberazione dell'ente
Ai sensi dell’art.3 L.167/1962 il dimensionamento del piano di zona per l’edilizia economica e popolare deve essere basato su una previsione di quelle che si presume saranno le esigenze abitative per il tempo futuro per il quale il piano conserva efficacia. La stima del fabbisogno abitativo, deve essere operata dal Comune non sulla base di mere enunciazioni bensì con adeguata motivazione, sul piano tecnico, supportata da dati statistici che dimostrino la correttezza delle conclusioni accolte
Durata, decadenza, reiterazione e proroga dei piani P.E.E.P.
L'art. 1-bis del d.l. 22 dicembre 1984, nr. 901, convertito, con modificazioni, nella legge 1 marzo 1985, nr. 42, è norma speciale destinata ad applicarsi ai soli Piani di Zona scadenti entro il 31 dicembre 1987, ovvero già scaduti alla data di entrata in vigore della norma medesima, mentre il piano approvato in epoca anteriore a tali scadenze è soggetto alla ordinaria efficacia decennale ex art. 9 della legge nr. 167 del 1962.
Efficacia e finalità del piano di edilizia economica e popolare (piano P.E.E.P.)
La scadenza del piano di edilizia economica e popolare ne elide l'efficacia a fini ablatori, senza incidere, però, sulle sue prescrizioni (che rilevano a tempo indeterminato, anche dopo la sua scadenza) e tantomeno su quelle dello strumento urbanistico generale, in particolare laddove assoggettano l'edificazione ad uno strumento urbanistico attuativo.
Il Piano P.E.E.P. e l'iniziativa dei privati
Il soggetto che non sia proprietario non ha interesse a richiedere l’inclusione nel PEEP di area esterne al perimetro dello stesso; ciò in particolare qualora con tale circostanza venga in considerazione solo una possibile estensione del P.e.e.p. e l’inclusione di tali aree non sia pertanto in funzione di una possibile ridelocalizzazione del Piano.
La localizzazione delle aree comprese in un P.E.E.P.
Illegittima è l'adozione del PEEP intervenuta qualora risulti già decaduto il termine quinquennale di durata del vincolo preordinato all’esproprio imposto con il PRG, rendendosi necessaria, in suddetta ipotesi, una sua reiterazione mediante approvazione di variante urbanistica.
Il diritto del Comune al conguaglio dei maggiori costi di espropriazione delle aree assegnate nell'ambito di interventi PEEP è escluso per le somme corrisposte a seguito di comportamenti illeciti (ad es., mancata emanazione del decreto d’esproprio, con conseguenziale necessità di corrispondere onerose somme a titolo di occupazione acquisitiva).
Spese di esproprio recuperabili dagli assegnatari delle aree P.E.E.P.: gli interessi sul capitale e le spese legali
Tra le voci di costo per l’acquisizione recuperabili dagli assegnatari delle aree PEEP non possono essere inserite le spese legali sopportate dal Comune per il contenzioso, che riguardano esclusivamente l’amministrazione in quanto parte (soccombente) dei giudizi e coinvolgono scelte processuali maturate esclusivamente in seno alla P.A. resistente.
In relazione a una convenzione per la costruzione di case di tipo economico e popolare, nonostante la pregressa quantificazione sia del costo delle aree sia delle spese di urbanizzazione, il comune ha diritto a ripetere dai singoli acquirenti degli alloggi edificati l'importo pro-quota di quanto effettivamente speso, sia per l'acquisizione delle aree che per le spese di urbanizzazione. Quand'anche nessuna previsione fosse contenuta in convenzione, dovrebbe ritenersi operante ex art.1339 cod.civ.
Motivazione e prescrizione del recupero delle somme sostenute dal Comune per la realizzazione del piano P.E.E.P.
L’attività di recupero delle somme versate per l’acquisizione delle aree peep e per la loro urbanizzazione, appare direttamente derivante dalle previsioni normative e dai rapporti convenzionali tra le parti; trattandosi quindi di attività di carattere paritetico, e quindi carente di profili discrezionali, non trova spazio la censura di carenza di motivazione, non essendovi spazio giuridico, in tale ambito, per la disamina degli elementi sintomatici dell’eccesso di potere
I Piani urbanistici speciali
Rientrano nella classificazione di Piani speciali: il P.E.E.P., ovvero il Piano di zona di Edilizia Economica e Popolare, previsto dalla Legge n. 167/1962; il P.I.P., ovvero il Piano per Insediamenti Produttivi, di durata decennale, introdotto dal Legislatore con la Legge n. 865/1971; Il P.D.R., ovvero il Piano Di Recupero del patrimonio edilizio esistente, che disciplina gli interventi di mantenimento, restauro e ristrutturazione delle situazioni di degrado edilizio ed urbanistico della città