Source: https://www.slideshare.net/mondoformazione/contabilit-e-fiscale-modulo-4-stato-patrimoniale
Timestamp: 2017-05-23 00:21:21+00:00
Document Index: 31825107

Matched Legal Cases: ['art. 2584', 'art. 2575', 'art. 103', 'art. 103', 'art. 103', 'art. 2427', 'art. 2427', 'art. 2359', 'art. 2426', 'art. 2426', 'art. 2424']

tasso di cambio per il mercato a pronti: tale tasso indica il rapporto tra la quotazione di due valute per le operazioni spot, liquidabili, cioè, in tempo reale o di norma entro la giornata lavorativa successiva. Contabilità e Fiscale - Modulo 4 - Stato patrimoniale
Bilancio di Esercizio <ul><li>Le finalità del bilancio sono: </li></ul><ul><ul><li>fornire una periodica e attendibile conoscenza del risultato economico e del patrimonio </li></ul></ul><ul><ul><li>fornire un valido strumento d’informazione patrimoniale, finanziaria ed economica. </li></ul></ul>
I postulati del bilancio <ul><li>I due postulati fondamentali del bilancio sono: </li></ul><ul><ul><li>chiarezza; </li></ul></ul><ul><ul><li>rappresentazione veritiera e corretta di: </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>situazione patrimoniale; </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>situazione finanziaria; </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>risultato economico dell’esercizio. </li></ul></ul></ul>
I postulati del bilancio <ul><li>Il bilancio di esercizio deve essere comprensibile e deve perciò essere analitico e corredato dalla nota integrativa che faciliti la comprensione e l’intelligibilità </li></ul><ul><li>Alcuni elementi che caratterizzano la comprensibilità del bilancio sono: </li></ul><ul><ul><li>la distinta indicazione dei singoli componenti del reddito e del patrimonio, classificati in voci omogenee; </li></ul></ul><ul><ul><li>la netta individuazione dei componenti ordinari da quelli straordinari del reddito d’esercizio; </li></ul></ul><ul><ul><li>la separata classificazione dei costi e dei ricavi della gestione tipica degli altri costi e ricavi d’esercizio. </li></ul></ul>
Immobilizzazioni immateriali, materiali e leasing <ul><li>Immobilizzazioni immateriali </li></ul><ul><li>Classi di immobilizzazioni immateriali </li></ul><ul><ul><li>Ias 38, par 119 </li></ul></ul><ul><ul><li>Marchi </li></ul></ul><ul><ul><li>Testate giornalistiche e diritti di editoria </li></ul></ul><ul><ul><li>Software e diritti di franchising </li></ul></ul><ul><ul><li>Diritti di autore, brevetti e altri diritti industriali, </li></ul></ul><ul><ul><li>diritti di servizi e operativi; </li></ul></ul><ul><ul><li>Ricette, formule, modelli, progettazioni e prototipi; </li></ul></ul><ul><ul><li>Attività immateriali in via di sviluppo. </li></ul></ul><ul><ul><li>Oic 24 </li></ul></ul><ul><ul><li>Costi di impianto e ampliamento; </li></ul></ul><ul><ul><li>Costi di ricerca, sviluppo e di pubblicità </li></ul></ul><ul><ul><li>Diritti di brevetto industriale e diritti </li></ul></ul><ul><ul><li>Di utilizzazione delle opere d’ingegno; </li></ul></ul><ul><ul><li>Concessioni, licenze, marchi e diritti simili; </li></ul></ul><ul><ul><li>Avviamento; </li></ul></ul><ul><ul><li>Immobilizzazioni in corso e acconti; </li></ul></ul><ul><ul><li>Altre </li></ul></ul>
Immobilizzazioni immateriali <ul><li>Definizione </li></ul><ul><li>Ias 38, parr. 8 e segg. </li></ul><ul><li>Le attività immateriali sono attività non monetarie </li></ul><ul><li>senza sostanza fisica possedute: </li></ul><ul><li>Per l’utilizzo in produzione o nella vendita di beni e servizi; </li></ul><ul><li>Per essere affittate ad altri, o </li></ul><ul><li>Per scopi amministrativi. </li></ul><ul><li>Oic 24, par. A </li></ul><ul><li>La definizione è sostanzialmente in linea con quella dello Ias, tuttavia sono considerate immobilizzazioni immateriali anche gli oneri pluriennali che presentano caratteristiche di indeterminatezza. </li></ul>
Immobilizzazioni immateriali <ul><li>Oneri pluriennali </li></ul><ul><li>Ias 38, par. 10 </li></ul><ul><li>I costi sostenuti che non soddisfano la definizione di attività immateriale devono essere spesati a conto economico </li></ul><ul><li>Oic 24, par. A </li></ul><ul><li>Per i principi contabili possono essere capitalizzati gli oneri pluriennali in presenza di specifiche condizioni. </li></ul>
Immobilizzazioni immateriali <ul><li>Capitalizzazione immobilizzazioni immateriali </li></ul><ul><li>Ias 38, par. 21 </li></ul><ul><li>Una attività immateriale deve essere riconosciuta nell’attivo se: </li></ul><ul><li>È probabile che generi futuri benefici economici che siano specificamente attribuibili a quella attività; </li></ul><ul><li>Il costo sia individuabile in modo attendibile. </li></ul><ul><li>Oic 24, par. A </li></ul><ul><li>I beni immateriali veri e propri e l’avviamento devono essere capitalizzati; </li></ul><ul><li>Per gli oneri pluriennali la capitalizzazione è facoltativa </li></ul>
Immobilizzazioni immateriali <ul><li>Ias 38 </li></ul><ul><li>Devono essere spesati a conto economico: </li></ul><ul><li>Costi sostenuti prima della apertura di un nuovo stabilimento, costi di start-up, di impianto e ampliamento, avviamento impianti; </li></ul><ul><li>Spese di costituzione; </li></ul><ul><li>Costi di formazione e addestramento personale; </li></ul><ul><li>Costi di ristrutturazione e costi sostenuti per la riorganizzazione del business o di una linea di produzione; </li></ul><ul><li>Costi di ricerca; </li></ul><ul><li>Costi di pubblicità e oneri relativi. </li></ul><ul><li>Oic 24, par. A </li></ul><ul><li>Possono essere capitalizzati: </li></ul><ul><li>Costi di impianto e di ampliamento </li></ul><ul><li>Costi di ricerca e sviluppo; </li></ul><ul><li>Costi di pubblicità </li></ul><ul><li>Oneri accessori su finanziamenti quali spese di istruttoria, ecc. </li></ul>
Immobilizzazioni immateriali <ul><li>Ias 38, par. 72-87 </li></ul><ul><li>Le attività immateriali possono essere iscritte: </li></ul><ul><li>Al costo, al netto degli ammortamenti complessivi e delle perdite per riduzione durevole di valore (cost model); </li></ul><ul><li>Al valore equo (revaluation model); </li></ul><ul><li>Oic 24, par. A </li></ul><ul><li>Le immobilizzazioni immateriali possono essere rivalutate solamente in applicazione di leggi speciali. </li></ul>
Specifiche tipologie di immobilizzazioni immateriali <ul><li>Costo di impianto e di ampliamento </li></ul><ul><li>Si indicano oneri che vengono sostenuti in modo non ricorrente, per: </li></ul><ul><li>La costituzione della società o dell’azienda </li></ul><ul><li>L’ampliamento della società e dell’azienda inteso come una vera e propria espansione della stessa </li></ul>
Costo di impianto e di ampliamento <ul><li>Rilevazione attività </li></ul><ul><li>Ias 38, par. 21 </li></ul><ul><li>Un’attività immateriale deve essere rilevata come tale, se e solo se: </li></ul><ul><li>È probabile che affluiranno all’entità benefici economici futuri attribuibili all’attività. </li></ul><ul><li>Il costo dell’attività può essere misurato attendibilmente. </li></ul><ul><li>Oic 24 </li></ul><ul><li>I costi di impianto e ampliamento possono essere iscritti nell’attivo se è possibile dimostrare la congruenza ed il rapporto causa-effetto tra i costi sostenuti e l’utilità futura per l’impresa. </li></ul>
Costo di impianto e di ampliamento <ul><li>Costi di avviamento di una nuova impresa : sono i costi preoperativi o di pre-apertura (detti costi di start-up) </li></ul><ul><li>I costi di start-up possono essere capitalizzati solo quando vengono rispettate tutte le seguenti condizioni: </li></ul><ul><li>I costi sono attribuibili alla nuova attività; </li></ul><ul><li>I costi sono limitati a quelli sostenuti nel periodo antecedente il momento del possibile avvio; </li></ul><ul><li>Nel settore aziendale in cui si sta avviando la nuova attività il loro differimento è accettato come prassi. </li></ul><ul><li>È rispettato il principio della ricuperabilità dei costi. </li></ul>
Costo di impianto e di ampliamento <ul><li>Ias 38, par. 69, lett. A </li></ul><ul><li>Le spese di impianto possono essere composte: </li></ul><ul><li>Da spese di costituzione </li></ul><ul><li>Dalle spese per aprire un nuovo impianto o attività </li></ul><ul><li>Dalle spese per intraprendere nuove operazioni o lanciare nuovi prodotti o processi </li></ul><ul><li>Oic 24 </li></ul><ul><li>Nei costi di avviamento si includono i costi: </li></ul><ul><li>Del personale operativo che avvia le nuove attività; </li></ul><ul><li>Di assunzione e di addestramento del nuovo personale; </li></ul><ul><li>Di allacciamento di servizi generali sostenuti per riadattare uno stabilimento esistente; </li></ul><ul><li>Di pubblicità per la preapertura di un nuovo centro vendite o per il lancio di un nuovo prodotto. </li></ul>
Costi di impianto e ampliamento <ul><li>Spese di costituzione e di aumento capitale </li></ul><ul><li>IAS 38, par 69 </li></ul><ul><li>Se l’operazione non si è concretizzata, i costi devono essere imputati a conto economico </li></ul><ul><li>OIC 24 </li></ul><ul><li>Generalmente vengono capitalizzati se l’operazione si è concretizzata </li></ul><ul><li>Se l’operazione non si è concretizzata i costi devono essere imputati a conto economico </li></ul>
Costo di impianto e di ampliamento <ul><li>Costi di formazione per il personale </li></ul><ul><li>IAS 38 </li></ul><ul><li>Devono essere imputati a conto economico </li></ul><ul><li>OIC 24 </li></ul><ul><li>Possono essere capitalizzati solo se configurabili come costi di start – up </li></ul>
Costo di impianto e di ampliamento <ul><li>Costi di avviamento di impianti di produzione </li></ul><ul><li>IAS 38 </li></ul><ul><li>Lo Ias 16 non consente la capitalizzazione delle perdite iniziali prima del raggiungimento della prestazione programmata </li></ul><ul><li>OIC 24 </li></ul><ul><li>Possono essere capitalizzati: </li></ul><ul><li>se rilevati mediante un idoneo sistema di contabilità industriale; </li></ul><ul><li>se vi sono fondate aspettative che essi siano recuperabili tramite flussi di ricavi futuri. </li></ul>
Costi di ricerca e sviluppo <ul><li>IAS 38 </li></ul><ul><li>Si suddividono in: </li></ul><ul><li>una fase di ricerca </li></ul><ul><li>una fase di sviluppo </li></ul><ul><li>OIC 24 </li></ul><ul><li>Si opera una distinzione fra costi: </li></ul><ul><li>per la ricerca di base; </li></ul><ul><li>per la ricerca applicata o finalizzata ad uno specifico prodotto o processo produttivo; </li></ul><ul><li>per lo sviluppo </li></ul>
Costi di ricerca e sviluppo <ul><li>Fase di ricerca </li></ul><ul><li>IAS 38 </li></ul><ul><li>Fase di ricerca: non deve essere rilevata nessuna attività immateriale derivante dalla ricerca. </li></ul><ul><li>OIC 24 </li></ul><ul><li>Fase di ricerca di base: i costi sostenuti per la ricerca di base sono costi di periodo, e vanno addebitati al conto economico dell’esercizio </li></ul>
Costi di ricerca e sviluppo <ul><li>Fase di sviluppo </li></ul><ul><li>Un’attività immateriale derivante dallo sviluppo deve essere rilevata se l’impresa può dimostrare segue: </li></ul><ul><li>la fattibilità tecnica di completare l’attività immateriale </li></ul><ul><li>la sua intenzione a completare l’attività immateriale per usarla o venderla; </li></ul><ul><li>la sua capacità a usare o vendere l’attività immateriale; </li></ul><ul><li>Il modo in cui l’attività immateriale genererà probabili benefici futuri; </li></ul><ul><li>la disponibilità di risorse tecniche, finanziarie e di altro tipo adeguate per completare lo sviluppo </li></ul><ul><li>OIC 24 </li></ul><ul><li>La fase di sviluppo consiste nell’applicazione dei risultati della ricerca o di altre conoscenze possedute Per essere capitalizzati i costi devono essere: </li></ul><ul><li>relativi ad un prodotto o processo chiaramente definito; </li></ul><ul><li>identificabili e misurabili; </li></ul><ul><li>riferiti ad un progetto realizzabile, </li></ul><ul><li>ricuperabili tramite i ricavi che nel futuro si svilupperanno dall’applicazione del progetto stesso </li></ul>
Costi di ricerca e sviluppo <ul><li>Costi per la ricerca applicata </li></ul><ul><li>IAS 38 </li></ul><ul><li>Devono essere imputati a conto economico </li></ul><ul><li>OIC 24 </li></ul><ul><li>Possono essere capitalizzati, in massimo 5 anni, se sussistono le seguenti condizioni: </li></ul><ul><li>chiara definizione del progetto; </li></ul><ul><li>identificabilità e misurabilità dei costi; </li></ul><ul><li>realizzabilità del progetto; </li></ul><ul><li>possesso di risorse adeguate; </li></ul><ul><li>recuperabilità dei costi tramite i ricavi che nel futuro si svilupperanno dall’applicazione del progetto. </li></ul>
Costi di pubblicità e propaganda <ul><li>Pubblicità ordinaria </li></ul><ul><li>Ias 38 </li></ul><ul><li>I costi devono essere addebitati a conto economico, quando sostenuti </li></ul><ul><li>Oic 24 </li></ul><ul><li>I costi devono essere addebitati a conto economico, quando sostenuti </li></ul>
Costi di pubblicità e propaganda <ul><li>Pubblicità per lancio nuova iniziativa </li></ul><ul><li>Ias 38 </li></ul><ul><li>I costi devono essere addebitati a conto economico, quando sostenuti </li></ul><ul><li>Oic 24 </li></ul><ul><li>I costi: </li></ul><ul><li>sono capitalizzabili se hanno il requisito di eccezionalità e sono legati all’avvio di una nuova iniziativa; </li></ul><ul><li>devono essere collegati ad attività per le quali la società ha la ragionevole aspettativa di significativi ricavi economici; </li></ul><ul><li>l’ammortamento deve esaurirsi in un periodo non superiore ai cinque anni; </li></ul>
Costi di pubblicità e propaganda <ul><li>Materiali promozionali </li></ul><ul><li>Ias 38 </li></ul><ul><li>si ritiene possibile sospendere il costo relativo a materiale non ancora distribuito. </li></ul><ul><li>Oic 24 </li></ul><ul><li>Debbono essere imputati al conto economico: </li></ul><ul><li>nel periodo durante il quale i materiali vengono distribuiti ovvero </li></ul><ul><li>differiti lungo il periodo in cui si attendono benefici economici dalla loro distribuzione (se il materiale ha vita relativamente lunga). </li></ul>
Diritti di brevetto <ul><li>L’art. 2584 c.c. stabilisce che “chi ha ottenuto un brevetto per un’invenzione industriale ha il diritto esclusivo di attuare l’invenzione e di disporne entro i limiti e alle condizioni stabilite per legge”. </li></ul><ul><li>Ufficio italiano brevetti e marchi. </li></ul><ul><li>La tutela giuridica è temporanea, di norma 20 anni. </li></ul><ul><li>I brevetti possono essere acquisiti dall’azienda sia a titolo originario sia a titolo derivato </li></ul>
Diritti di brevetto <ul><li>Brevetto generato internamente: l’Oic 24 dispone che vale quanto previsto per i costi di ricerca e sviluppo. Lo Ias 38 stabilisce che un’attività immateriale deve essere rilevata inizialmente al costo che comprende i costi direttamente attribuibili per creare, produrre e preparare l’attività immateriale. Per esempio: </li></ul><ul><li>spese materiali e servizi utilizzati nel generare l’attività immateriale; </li></ul><ul><li>costi per benefici per i dipendenti derivanti dalla realizzazione delle attività immateriali; </li></ul><ul><li>imposte per la registrazione. </li></ul>
Diritti di brevetto <ul><li>Brevetto acquisito da terzi a titolo oneroso: il costo si iscrive a bilancio nell’esercizio in cui si realizza il passaggio di proprietà del brevetto. </li></ul><ul><li>Negli esercizi successivi a quello di iscrizione, il brevetto può essere esposto, al pari delle altre immobilizzazioni immateriali, in base: </li></ul><ul><li>al costo </li></ul><ul><li>al valore equo. </li></ul><ul><li>Ai fini dell’ammortamento, la vita utile dell’immobilizzazione è determinata con riferimento alla residua possibilità di utilizzazione (durata economica) con il limite massimo della durata legale del brevetto </li></ul>
Diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno <ul><li>L’art. 2575 c.c., stabilisce che “formano oggetto del diritto di autore le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alle scienze, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro e alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione”. </li></ul>
Concessioni, licenze, marchi e diritti simili <ul><li>Concessioni </li></ul><ul><li>Sono provvedimenti con i quali la pubblica amministrazione trasferisce ad altri soggetti i propri diritti o poteri, con i relativi oneri ed obblighi. </li></ul><ul><li>Sono iscrivibili nella voce B.I. 4 i costi interni e diretti, sostenuti per l’ottenimento della concessione </li></ul><ul><li>Dal punto di vista fiscale l’art. 103, DPR 917/1986 stabilisce che le quote di ammortamento del costo dei diritti di concessione e degli altri diritti iscritti nell’attivo del bilancio sono deducibili in misura corrispondente alla durata di utilizzazione prevista dal contratto o dalla legge </li></ul><ul><li>Licenze </li></ul><ul><li>Sono autorizzazioni con le quali si consente l’esercizio di attività regolamentate (licenze di commercio al dettaglio, ecc.). </li></ul>
Concessioni, licenze, marchi e diritti simili <ul><li>Marchio </li></ul><ul><li>E’ uno dei segni distintivi dell’azienda (insieme alla ditta e all’insegna). L’iscrizione del marchio tra le immobilizzazioni immateriali può avvenire sia a seguito di produzione interna, sia a seguito di acquisizione a titolo oneroso da terzi, mentre non è iscrivibile il marchio ricevuto a titolo gratuito: </li></ul><ul><li>produzione interna: i costi interni iscrivibili nella voce B. I. 4 </li></ul><ul><li>acquisizione a titolo oneroso da terzi </li></ul><ul><li>Dal punto di vista fiscale l’art. 103 DPR 917/1986 prevede che le quote di ammortamento del costo dei marchi d’impresa siano deducibili in misura non superiore a un decimo del costo (10%). </li></ul>
Concessioni, licenze, marchi e diritti simili <ul><li>Diritti simili </li></ul><ul><li>In questa categoria rientrano i segni distintivi dell’impresa (ditta, insegna) e il franchising. Anche i costi know how prodotti internamente rientrano nella voce in esame se sono tutelati giuridicamente. Fiscalmente vale quanto disposto dall’art. 103, co. 2, DPR 917/1986. </li></ul>
Avviamento <ul><li>L’avviamento può essere iscritto tra le immobilizzazioni immateriali nella voce B.I. 5 dell’attivo, con il consenso del collegio sindacale, ove esiste, se acquisito a titolo oneroso. </li></ul><ul><li>L’avviamento è l’attitudine di un’azienda a produrre utili in misura superiore a quella ordinaria </li></ul><ul><li>Esistono due differenti tipologie avviamento: </li></ul><ul><li>avviamento originario: è il risultato di una gestione aziendale efficiente e non può essere capitalizzato. I principi contabili nazionali sono conformi a quelli internazionali </li></ul><ul><li>avviamento derivato: è il risultato dell’acquisizione di un’azienda o di un’operazione di conferimento d’azienda, di fusione o di scissione. In questo caso si tratta di un avviamento acquisito a titolo oneroso e può essere capitalizzato. </li></ul>
Avviamento <ul><li>Il valore dell’avviamento da iscrivere nel bilancio d’esercizio, si determina per differenza fra: </li></ul><ul><li>il prezzo complessivo sostenuto per l’acquisizione dell’azienda (o il valore del conferimento) ed </li></ul><ul><li>il valore corrente attribuito agli elementi patrimoniali attivi e passivi che compongono l’azienda stessa. </li></ul>
Avviamento <ul><li>Dopo aver proceduto ad allocare il costo di acquisto dell’azienda su attività, passività e passività potenziali dell’impresa acquisita, se residua un’eccedenza positiva, questa costituisce avviamento e come tale deve essere rilevata. </li></ul><ul><li>Se, viceversa, il valore delle attività e delle passività supera il costo di acquisizione si deve procedere: </li></ul><ul><li>alla rideterminazione del valore delle attività e delle passività dell’impresa acquistata; </li></ul><ul><li>alla misurazione del costo dell’acquisizione; </li></ul><ul><li>alla rilevazione immediata a conto economico delle eventuali accedenze. </li></ul>
Avviamento <ul><li>Secondo la prassi nazionale l’avviamento iscritto nell’attivo deve essere ammortizzato in un periodo corrispondente alla sua vita utile, in un periodo non superiore a cinque anni. Sono consentiti periodi di maggiore durata, comunque non superiore a venti anni, qualora sia ragionevole supporre, in base a elementi concreti che la vita utile dell’avviamento sia senz’altro superiore ai cinque anni. </li></ul>
Altre immobilizzazioni immateriali <ul><li>La voce “altre” delle immobilizzazioni immateriali (voce B.I. 7) è di carattere residuale. I costi iscrivibili in questa voce devono rispettare il principio generale che: </li></ul><ul><li>non esauriscono la loro utilità in un solo periodo; </li></ul><ul><li>devono essere recuperabili nel futuro. </li></ul><ul><li>L’Oic 24 tratta le seguenti ipotesi di costi da inserire nella voce in esame: </li></ul><ul><li>costi per l’acquisizione di commesse e relativi costi pre – operativi; </li></ul><ul><li>costi per migliorie e spese incrementative su beni di terzi; </li></ul><ul><li>diritti reali di godimento su azioni; </li></ul><ul><li>oneri accessori su finanziamenti; </li></ul><ul><li>costi per il trasferimento e per il riposizionamento di cespiti. </li></ul>
Altre immobilizzazioni immateriali <ul><li>Costi per l’acquisizione di commesse e relativi costi pre-operativi : i costi sostenuti per l’acquisizione di una commessa devono essere imputati al conto economico dell’esercizio in cui sono sostenuti. Si ritiene accettabile differire tali costi e trattarli secondo quanto previsto dall’Oic 23, “Lavori in corso su ordinazione”, purchè si verifichino le seguenti condizioni: </li></ul><ul><ul><li>i costi sono sostenuti specificamente per una commessa definita; </li></ul></ul><ul><ul><li>il costo sostenuto è ricuperabile attraverso il margine generato dalla commessa. </li></ul></ul><ul><li>I costi pre-operativi sono quelli sostenuti dopo l’acquisizione del contratto, ma prima che venga iniziata l’attività di costruzione o il processo produttivo, quali: </li></ul><ul><li>costi di progettazione, di impianto e di organizzazione del cantiere </li></ul>
Altre immobilizzazioni immateriali <ul><li>Costi per migliorie e spese incrementative su beni di terzi : le migliorie apportate su beni presi in locazione o in leasing dall’impresa sono capitalizzabili ed iscrivibili nella voce B.I. 7, se le migliorie e le spese incrementative non sono separabili dai beni stessi altrimenti sono iscrivibili tra le immobilizzazioni materiali nella specifica categoria di appartenenza. </li></ul>
Altre immobilizzazioni immateriali <ul><li>Diritti reali di godimento su azioni (usufrutto su azioni): si tratta di un’operazione finanziaria tramite la quale colui che cede l’usufrutto si procura liquidità per un ammontare pari al valore attuale dei frutti futuri (dividendi) ceduti ed il cessionario acquisisce il diritto a percepire i dividendi per un periodo prestabilito. </li></ul>
Altre immobilizzazioni immateriali <ul><li>Oneri accessori su finanziamenti: l’ammortamento degli oneri accessori su finanziamenti deve essere determinato sulla durata dei relativi finanziamenti. </li></ul>
Altre immobilizzazioni immateriali <ul><li>Costi per il trasferimento e per il riposizionamento di cespiti: i costi sostenuti per il trasferimento ed il riposizionamento di singoli cespiti devono essere imputati a costi nell’esercizio del loro sostenimento. Tali costi sono capitalizzati quando è ravvisabile un beneficio futuro </li></ul>
Immobilizzazioni in corso e acconti <ul><li>In questa voce vanno iscritti: </li></ul><ul><li>i costi sostenuti per immobilizzazioni immateriali per le quali non sia ancora stata acquisita la piena titolarità del diritto; </li></ul><ul><li>i costi sostenuti per i progetti non ancora completati </li></ul><ul><li>i versamenti a fornitori per anticipi riguardanti l’acquisizione delle immobilizzazioni immateriali </li></ul><ul><li>I valori iscritti in questa voce non si possono ammortizzare fino a quando non viene acquisita la titolarità del diritto o non è stato completato il progetto. </li></ul>
Immobilizzazioni materiali <ul><li>Le immobilizzazioni sono iscritte al costo di acquisto o di produzione. Nel costo di acquisto si computano anche i costi accessori. Il costo di produzione comprende tutti i costi direttamente imputabili al prodotto. </li></ul><ul><li>L’immobilizzazione che, alla data della chiusura dell’esercizio, risulti durevolmente di valore inferiore a quello della prima iscrizione, deve essere iscritta a tale minor valore; questo non può essere mantenuto nei successivi bilanci se sono venuti meno i motivi della rettifica effettuata. </li></ul>
Immobilizzazioni materiali <ul><li>Il costo delle immobilizzazioni, materiali e immateriali, la cui utilizzazione è limitata nel tempo deve essere sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio in relazione con la loro residua possibilità di utilizzazione. </li></ul><ul><li>Per poter procedere alla svalutazione la perdita di valore di un bene immobilizzato deve essere duratura. Le cause possono essere molteplici: </li></ul><ul><li>danneggiamenti e obsolescenza; </li></ul><ul><li>manifestazione di errori di progettazione o costruzione; </li></ul><ul><li>cambiamenti tecnologici; </li></ul><ul><li>andamento non remunerativo del mercato dei prodotti. </li></ul>
Immobilizzazioni materiali <ul><li>Le immobilizzazioni materiali sono beni di uso durevole che costituiscono parte dell’organizzazione permanente delle imprese, impiegati come strumenti di produzione del reddito della gestione caratteristica e non sono, quindi, destinati né alla vendita, né alla trasformazione </li></ul><ul><li>I valori delle immobilizzazioni materiali si iscrivono nello stato patrimoniale tra le immobilizzazioni (classe B, sottoclasse II) e vanno tenuti distinti dalle altre sottoclassi di valori che concorrono a formare tale classe. </li></ul>
Immobilizzazioni materiali <ul><li>La sottoclasse delle immobilizzazioni materiali comprende le seguenti voci: </li></ul><ul><li>Terreni e fabbricati </li></ul><ul><li>terreni </li></ul><ul><li>fabbricati civili </li></ul><ul><li>fabbricati industriali </li></ul><ul><li>costruzioni leggere </li></ul><ul><li>Impianti e macchinario: </li></ul><ul><li>impianti generici; </li></ul><ul><li>impianti specifici; </li></ul><ul><li>altri impianti </li></ul>
Immobilizzazioni materiali <ul><li>Attrezzature industriali e commerciali: </li></ul><ul><li>Attrezzature; </li></ul><ul><li>Attrezzatura varia, legata al processo produttivo o commerciale dell’impresa </li></ul><ul><li>Altri beni (voce B. II. 4): </li></ul><ul><li>mobili </li></ul><ul><li>macchine d’ufficio </li></ul><ul><li>automezzi </li></ul><ul><li>migliorie e beni di terzi; </li></ul><ul><li>imballaggi da riutilizzare; </li></ul><ul><li>beni gratuitamente devolvibili. </li></ul><ul><li>Immobilizzazioni in corso e acconti (voce B. II. 5) </li></ul><ul><li>immobilizzazioni materiali in corso di realizzazione; </li></ul><ul><li>anticipi a fornitori per l’acquisizione di immobilizzazioni materiali. </li></ul>
Immobilizzazioni materiali <ul><li>Valutazione iniziale </li></ul><ul><li>Ias 16 </li></ul><ul><li>Un immobile, impianto e macchinario che può essere rilevato come un’attività, deve essere valutato al costo. Il costo include: </li></ul><ul><li>il prezzo di acquisto (al netto di sconti commerciali e abbuoni) </li></ul><ul><li>eventuali costi direttamente attribuibili sostenuti per portare il bene nel luogo e nelle condizioni necessarie al funzionamento; </li></ul><ul><li>la stima iniziale dei costi di smantellamento e di rimozione del bene e bonifica del sito su cui insiste </li></ul>
Immobilizzazioni materiali <ul><li>Oic 16 </li></ul><ul><li>Il valore originario di un’immobilizzazione materiale è costituito dal costo per l’impresa che include tutti i costi relativi all’acquisizione del cespite. </li></ul><ul><li>Gli sconti commerciali vengono detratti dal costo di acquisto. </li></ul><ul><li>Il valore originario dell’immobilizzazione comprende il costo di acquisto, degli oneri accessori d’acquisto e di tutti gli altri oneri che l’impresa deve sostenere affinché l’immobilizzazione possa essere utilizzata. </li></ul><ul><li>Lo Ias 16, specifica che non vanno inclusi nel costo degli immobili, degli impianti e dei macchinari: </li></ul><ul><li>i costi di apertura di un nuovo impianto; </li></ul><ul><li>i costi dell’introduzione di un nuovo prodotto o servizio </li></ul><ul><li>i costi di gestione di un’attività in una nuova sede o con una nuova classe di clientela; </li></ul><ul><li>le spese generali e amministrative. </li></ul>
Immobilizzazioni materiali <ul><li>Sconti commerciali: eventuali sconti commerciali e abbuoni devono essere dedotti dal costo d’acquisto. Gli sconti di cassa vengono di solito accreditati al conto economico tra i proventi finanziari a meno che non siano di ammontare rilevante, nel qual caso devono essere portati a riduzione del prezzo di acquisto. </li></ul><ul><li>Oneri accessori: gli oneri accessori d’acquisto comprendono tutti quegli eventuali altri oneri che l’impresa deve sostenere perché l’immobilizzazione possa essere utilizzata esclusi gli oneri finanziari. </li></ul>
Immobilizzazioni materiali <ul><li>Costruzioni in economia </li></ul><ul><li>Ias 16 </li></ul><ul><li>Il costo di una costruzione interna è determinato impiegando gli stessi principi previsti per un bene acquistato. </li></ul><ul><li>Se l’impresa produce normalmente beni simili per la vendita, il costo del bene è solitamente uguale al costo di produzione dei beni destinati alla vendita. </li></ul><ul><li>Oic 16 </li></ul><ul><li>I cespiti costruiti totalmente ovvero parzialmente in economia, dall’impresa che svolge tale attività in modo continuativo con apposito reparto, vanno valutati al costo di fabbricazione inclusivo dei costi diretti </li></ul><ul><li>Le spese generali devono essere incluse se l’attività di costruzione interna è effettuata in maniera continuativa. </li></ul>
Immobilizzazioni materiali <ul><li>Manutenzioni e riparazioni </li></ul><ul><li>I costi di manutenzione sono quelli sostenuti per mantenere in efficienza le immobilizzazioni materiali al fine di garantire la loro vita utile prevista, nonché la capacità e la produttività originarie; i costi di riparazione sono sostenuti per rimediare a guasti e rotture. </li></ul><ul><li>Nella pratica si ricorre spesso alla distinzione tra: </li></ul><ul><li>manutenzione ordinaria e </li></ul><ul><li>manutenzione straordinaria </li></ul>
Immobilizzazioni materiali <ul><li>Le spese di manutenzione ordinaria costituiscono costi dell’esercizio in cui sono state sostenute. Esse sono costituite dalle manutenzioni e riparazioni di natura ricorrente che servono a mantenere i cespiti in uno buono stato di funzionamento. </li></ul><ul><li>Le spese di manutenzione straordinaria sono costituite da costi che comportano un aumento significativo e tangibile di produttività o di vita utile del cespite. Di conseguenza detti costi sono capitalizzabili. </li></ul>
Trattamento degli oneri finanziari <ul><li>L’Oic 16 prevede che “gli oneri finanziari costituiscono spese dell’esercizio e vanno imputati direttamente al conto economico dell’esercizio in cui maturano”. </li></ul><ul><li>Gli oneri finanziari sostenuti per l’acquisto di immobilizzazioni materiali possono essere capitalizzati se: </li></ul><ul><li>gli interessi passivi sono inerenti a capitali presi a prestito per l’acquisto dell’immobilizzazione; </li></ul><ul><li>gli interessi sono maturati durante il periodo di costruzione </li></ul><ul><li>Il finanziamento è stato realmente utilizzato per l’acquisizione dei cespiti. </li></ul>
Trattamento degli oneri finanziari <ul><li>Secondo lo Ias 23, “Oneri finanziari”, il trattamento contabile di riferimento prevede di escludere la capitalizzazione degli oneri finanziari. </li></ul><ul><li>Secondo gli Ias la capitalizzazione degli oneri finanziari è possibile alle seguenti condizioni: </li></ul><ul><li>È probabile che i costi finanziari comporteranno benefici economici futuri per l’impresa; </li></ul><ul><li>Gli oneri finanziari devono essere misurabili in modo attendibile; </li></ul><ul><li>I costi finanziari devono essere direttamente imputabili all’acquisizione, costruzione o produzione. </li></ul>
Ammortamento <ul><li>Il codice civile prevede che il costo delle immobilizzazioni materiali deve essere sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio in relazione con la loro residua possibilità di utilizzazione. </li></ul><ul><li>Ias 16 </li></ul><ul><li>Il valore ammortizzabile deve essere ripartito sistematicamente durante la vita utile. </li></ul><ul><li>Il metodo utilizzato deve riflettere le modalità con le quali i benefici economici del bene sono forniti all’impresa. </li></ul><ul><li>Oic 16 </li></ul><ul><li>L’ammortamento deve essere sistematico e la quota imputata a ciascun esercizio deve riferirsi alla residua possibilità di utilizzazione dell’immobilizzazione. </li></ul><ul><li>La sistematicità è definita nel piano di ammortamento, che deve essere funzionale alla residua possibilità di utilizzazione dell’immobilizzazione. </li></ul>
Ammortamento <ul><li>Valore da ammortizzare </li></ul><ul><li>Ias 16 </li></ul><ul><li>Il valore ammortizzabile di un’attività deve essere ripartito in base a un criterio sistematico durante la sua vita utile </li></ul><ul><li>Oic 16 </li></ul><ul><li>Il valore da ammortizzare è la differenza tra il costo dell’immobilizzazione e il suo presumibile valore residuo al termine del periodo di vita utile. </li></ul><ul><li>La residua possibilità di utilizzazione non è collegata alla “durata fisica” delle immobilizzazioni, ma alla loro “durata economica”, cioè al periodo in cui si prevede che il cespite sarà di utilità per l’impresa. </li></ul>
Ammortamento <ul><li>La durata economica deve essere stimata sulla base dei seguenti fattori: </li></ul><ul><li>Deterioramento fisico (usura del tempo); </li></ul><ul><li>Grado di utilizzo; </li></ul><ul><li>Esperienza relativa alla durata economica dei cespiti sia dell’impresa, sia del settore; </li></ul><ul><li>Stime dei produttori del cespite; </li></ul><ul><li>Perizie; </li></ul><ul><li>Obsolescenza, sia del cespite sia del prodotto per cui viene adoperato; </li></ul><ul><li>Correlazione con altri cespiti </li></ul><ul><li>Piani aziendali per la sostituzione dei cespiti; </li></ul><ul><li>Fattori ambientali; </li></ul><ul><li>Condizioni di utilizzo </li></ul><ul><li>Politiche di manutenzione e riparazione </li></ul><ul><li>Fattori economici o legali che impongono limiti all’uso del cespite. </li></ul>
Ammortamento <ul><li>Revisione della vita utile </li></ul><ul><li>Ias 16 </li></ul><ul><li>Il valore residuo e la vita utile di un’attività deve essere rivisto almeno a ogni chiusura di esercizio, se le aspettative differiscono dalle precedenti stime, i cambiamenti devono essere considerati come un cambiamento nella stima contabile. </li></ul><ul><li>Oic 16 </li></ul><ul><li>Il piano di ammortamento deve prevedere un riesame periodico per verificare che non siano intervenuti cambiamenti tali da richiedere una modifica delle stime effettuate nella determinazione della residua possibilità di utilizzazione. </li></ul>
Ammortamento <ul><li>Metodi di ammortamento </li></ul><ul><li>Il criterio di ammortamento prescelto deve essere riesaminato se le condizioni originarie previste nel piano di ammortamento cambiassero. </li></ul><ul><li>Le varie tipologie di metodi di ammortamento sono: </li></ul><ul><li>Metodo a quote costanti. </li></ul><ul><li>Metodo a quote decrescenti. </li></ul><ul><li>Metodo a quote variabili in base ai volumi di produzione. </li></ul>
Ammortamento <ul><li>Ias 16 </li></ul><ul><li>Si possono utilizzare vari criteri di ammortamento per ripartire sistematicamente il valore ammortizzabile di un bene durante la sua vita utile: </li></ul><ul><li>metodo a quote costanti; </li></ul><ul><li>metodo a quote proporzionali ai valori residui </li></ul><ul><li>metodo a quantità prodotte </li></ul>
Ammortamento <ul><li>Deducibilità fiscale delle quote di ammortamento </li></ul><ul><li>L’ammortamento dei beni materiali è deducibile a partire dall’esercizio di entrata in funzione del bene. Nello specifico sono previste le seguenti modalità di deduzione delle quote di ammortamento: </li></ul><ul><li>Ammortamento ordinario: la deduzione è ammessa in misura non superiore a quella risultante dall’applicazione dei coefficienti stabiliti dal ministero con decreto, ridotto della metà nel primo esercizio. </li></ul><ul><li>Ammortamento ridotto: se in un esercizio l’ammortamento è fatto in misura inferiore a quella massima, le quote di ammortamento relative alle differenze sono deducibili negli esercizi successivi, fermi restando i limiti massimi indicati per ciascun periodo. </li></ul>
Eliminazione contabile <ul><li>Lo Ias 16 stabilisce che un cespite deve essere eliminato dallo stato patrimoniale nei seguenti casi: </li></ul><ul><li>Al momento della dismissione; </li></ul><ul><li>Quando nessun beneficio economico futuro è atteso dal suo utilizzo o dismissione. </li></ul><ul><li>Gli utili non devono essere classificati come ricavi. </li></ul><ul><li>Utile/perdita = corrispettivo netto di dismissione – valore contabile (se esistente). </li></ul>
Eliminazione contabile <ul><li>I principi contabili nazionali specificano che i cespiti destinati alla vendita devono essere classificati nello stato patrimoniale nell’attivo circolante e valutati al minore tra il costo e il valore di realizzazione. </li></ul><ul><li>E’ necessario effettuare: </li></ul><ul><li>L’accreditamento al conto immobilizzazioni per il valore di carico contabile dell’immobilizzazione ceduta; </li></ul><ul><li>L’addebitamento al corrispondente fondo ammortamento del valore ammortizzato, ossia della parte di fondo ammortamento che si riferisce al cespite ceduto. </li></ul><ul><li>L’addebitamento al conto finanziario del prezzo del cespite ceduto. </li></ul><ul><li>L’imputazione al conto economico dell’eventuale differenza tra valore residuo e valore di eliminazione, che costituisce la perdita subita ovvero l’utile realizzato. </li></ul>
Immobili e terreni <ul><li>Fabbricati e terreni </li></ul><ul><li>L’Oic 16 specifica che tutti i cespiti vanno ammortizzati tranne gli immobili civili e i beni la cui utilità non si esaurisce (come per esempio i terreni). Il principio contabile analizza le seguenti fattispecie: </li></ul><ul><li>I fabbricati civili aventi carattere accessorio rispetto a quelli strumentali sono assimilati ai fabbricati industriali e devono essere ammortizzati; </li></ul><ul><li>I fabbricati civili rappresentanti un’altra forma di investimento possono non essere ammortizzati </li></ul><ul><li>Nel caso in cui il valore dei fabbricati incorpori anche quello dei terreni sui quali essi insistono, il valore dei terreni va scorporato ai fini dell’ammortamento sulla base di stime. </li></ul>
Contributi pubblici <ul><li>I contributi pubblici sono trattati nell’Oic 16 e nello Ias 20, “Contabilizzazione dei contributi pubblici e informativa sull’assistenza pubblica”. </li></ul><ul><li>I contributi in conto capitale sono stanziamenti pubblici per l’acquisto, la costruzione o l’ampliamento di immobilizzazioni. </li></ul><ul><li>Il criterio previsto dall’Oic 16, prevede due metodi di contabilizzazione, ritenuti ambedue corretti: </li></ul><ul><li>con il primo metodo i contributi, imputati al conto economico tra gli “altri ricavi e proventi” (voce A.5), vengono rinviati per competenza agli esercizi successivi attraverso l’iscrizione di risconti passivi. L’ammortamento è imputato a conto economico ed è calcolato sul costo storico. </li></ul><ul><li>con il secondo metodo i contributi vengono portati a riduzione del costo dei cespiti a cui essi si riferiscono. Gli ammortamenti imputati a conto economico sono determinati sul costo netto del cespite. </li></ul>
Contributi pubblici <ul><li>I contributi in conto esercizio sono, a volte, presentati come componente positivo nel conto economico, come voce distinta o all’interno di una voce generica quale “altri proventi”; in alternativa, essi vengono dedotti dal costo originario. </li></ul>
Contributi pubblici <ul><li>Scritture caso A </li></ul><ul><li>Impianti a fornitori 100.000 </li></ul><ul><li>Acquisto di impianti specifici a fronte di contributi pubblici </li></ul><ul><li> </li></ul><ul><li>Crediti a contributi pubblici 60.000 </li></ul><ul><li>Delibera dell’ente erogatore di stanziamento contributi in conto impianti </li></ul><ul><li> </li></ul><ul><li>Contributi pubblici a risconti passivi 48.000 </li></ul><ul><li>Risconti passivi su contributi pubblici ricevuti a fronte dell’acquisto dell’impianto, diluiti sulla base della vita utile del cespite. </li></ul><ul><li> </li></ul><ul><li>Ammortamento a f.do ammortamento 20.000 </li></ul><ul><li>Quota di ammortamento dell’esercizio </li></ul>
Contributi pubblici <ul><li>Scritture caso B </li></ul><ul><li>Impianti a fornitori 100.000 </li></ul><ul><li>Acquisto di impianti specifici a fronte di contributi pubblici </li></ul><ul><li> </li></ul><ul><li>Crediti a contributi pubblici 60.000 </li></ul><ul><li>Delibera dell’ente erogatore di stanziamento contributi in conto impianti </li></ul><ul><li> </li></ul><ul><li>Contributi pubblici a impianti 60.000 </li></ul><ul><li>Imputazione dei contributi pubblici ricevuti al relativo impianto </li></ul><ul><li>Ammortamento a f.do ammortamento 8.000 </li></ul><ul><li>Quota di ammortamento dell’esercizio </li></ul><ul><li> </li></ul>
Contributi pubblici <ul><li>Scritture contributi in c/esercizio </li></ul><ul><li>Crediti v/enti erogatori a contributi in c/esercizio </li></ul><ul><li>Ottenuto contributo in c/esercizio di </li></ul><ul><li> </li></ul><ul><li>Banca c/c a crediti v/enti pubblici </li></ul><ul><li>Incassati contributi in conto esercizio </li></ul>
Leasing <ul><li>Gli Ias prevedono che il leasing sia riportato nello stato patrimoniale del soggetto utilizzatore e venga ammortizzato come se fosse un bene di proprietà. </li></ul><ul><li>Secondo le regole civilistiche, l’utilizzatore rileva sia i canoni pagati per i leasing operativi, sia finanziari in conto economico (voce B.8, “per godimento beni di terzi”) mentre il bene è iscritto nello stato patrimoniale del cedente. </li></ul><ul><li>Secondo lo Ias 17, il leasing è classificato come finanziario se trasferisce sostanzialmente al locatario tutti i rischi e i benefici derivanti dalla proprietà del bene locato; al contrario un leasing è classificato come operativo se non trasferisce, sostanzialmente, tutti i rischi e i benefici derivanti dalla proprietà. </li></ul>
Leasing <ul><li>Ias 17 </li></ul><ul><li>Stato patrimoniale: il locatario deve registrare il bene oggetto del contratto di locazione finanziaria nell’attivo, e contestualmente nel passivo il relativo debito. </li></ul><ul><li>L’importo da iscrivere deve essere pari al valore corrente del bene locato o, se minore, al valore attuale dei pagamenti minimi dovuti per il leasing. </li></ul><ul><li>Codice civile </li></ul><ul><li>Stato patrimoniale: il locatario al momento della stipula del contratto non deve iscrivere nell’attivo dello stato patrimoniale il valore del bene locato, ma deve inserirlo in nota integrativa (art. 2427, n. 22) </li></ul>
Leasing <ul><li>Conti d’ordine </li></ul><ul><li>Ias 17 </li></ul><ul><li>Non è previsto nulla in proposito </li></ul><ul><li>Codice civile; Oic 22 </li></ul><ul><li>A seguito delle modifiche dell’art. 2427, n. 22 l’indicazione del leasing deve essere riportata in nota integrativa e non più nei conti d’ordine. </li></ul>
Titoli, partecipazioni <ul><li>Il c.c. prevede che nello stato patrimoniale le partecipazioni, i titoli e le azioni proprie siano classificate diversamente a seconda che dette voci costituiscano “Immobilizzazioni finanziarie o Attivo circolante” </li></ul><ul><li>Inoltre, i criteri civilistici sono diversi a seconda che si tratti di: </li></ul><ul><li>attività finanziarie immobilizzate; o </li></ul><ul><li>attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni. </li></ul>
Titoli, partecipazioni <ul><li>Immobilizzazioni finanziarie: devono essere iscritte al costo e rettificate in diminuzione in presenza di perdite durevoli di valore. Le partecipazioni in imprese controllate o collegate possono essere valutate, in alternativa al criterio del costo, con il metodo del patrimonio netto. </li></ul><ul><li>Attivo circolante: i titoli, le partecipazioni e le azioni proprie devono essere valutati al minore fra costo e valore di realizzo desumibile dall’andamento del mercato. La vendita è in funzione dell’andamento del mercato o delle necessità finanziarie dell’impresa. </li></ul>
Titoli, partecipazioni <ul><li>Secondo il c.c. sono immobilizzazioni finanziarie: </li></ul><ul><li>I titoli destinati ad investimento </li></ul><ul><li>Le partecipazioni destinate ad investimento durevole </li></ul><ul><li>Le partecipazioni in altre imprese in misura non inferiore ad un quinto del capitale della partecipata, ovvero un decimo se la stessa è quotata: per presunzione di legge </li></ul>
Titoli, partecipazioni <ul><li>la classificazione contabile dei titoli nelle immobilizzazioni piuttosto che nell’attivo circolante deve essere fondata su un criterio di destinazione di tipo “funzionale </li></ul><ul><li>Appartengono alla categoria delle immobilizzazioni i titoli destinati ad essere mantenuti nel patrimonio aziendale come investimento duraturo fino alla loro naturale scadenza, mentre appartengono alla categoria delle attività finanziarie non immobilizzate i titoli che sono destinati a essere negoziati </li></ul>
Titoli, partecipazioni <ul><li>Valutazione </li></ul><ul><li>I principi contabili prevedono come criterio base di valutazione dei titoli immobilizzati il costo d’acquisto, comprensivo degli oneri accessori. </li></ul><ul><li>Il criterio del costo viene sostituito da un valore minore in caso di: </li></ul><ul><ul><li>Perdita durevole di valore; </li></ul></ul><ul><ul><li>Cambio di destinazione economica del titolo e conseguente passaggio dalle immobilizzazioni all’attivo circolante </li></ul></ul>
Titoli, partecipazioni <ul><li>Valutazione </li></ul><ul><li>Le partecipazioni iscritte tra le immobilizzazioni possono essere valutate: </li></ul><ul><ul><li>Con il metodo del costo </li></ul></ul><ul><ul><li>Con il metodo del patrimonio netto </li></ul></ul><ul><li>Le partecipazioni collocate nell’attivo circolante, invece, devono essere valutate al minore fra il costo e il valore di realizzo desumibile dall’andamento del mercato. </li></ul>
Titoli, partecipazioni <ul><li>Le partecipazioni immobilizzate sono quelle destinate per decisione degli amministratori ad investimento duraturo, finalizzato (art. 2359 c.c.): </li></ul><ul><ul><li>Al controllo, ovvero all’influenza dominante (società controllate); </li></ul></ul><ul><ul><li>Ad influenza notevole (società collegate); </li></ul></ul><ul><ul><li>A ottenere vantaggi economici indiretti (partecipazioni non qualificate) </li></ul></ul>
Rimanenze di magazzino <ul><li>Correlazione tra IAS e codice civile </li></ul><ul><li>Ias 2 Art. 2424, c.c. </li></ul><ul><li>Beni posseduti per la vendita nel normale prodotti finiti e merci </li></ul><ul><li>svolgimento dell’attività </li></ul><ul><li>Beni impiegati nei processi produttivi prodotti in corso di per la vendita lavorazione e semilavorati </li></ul><ul><li>Beni da impiegarsi nella produzione di materie prime, sussidiarie e di </li></ul><ul><li>Beni o di servizi consumo </li></ul>
Rimanenze di magazzino <ul><li>L’Oic 13 prevede quattro metodi di valutazione delle rimanenze senza manifestare una preferenza per un metodo piuttosto che per un altro (Lifo; Fifo; costo medio ponderato; costi specifici). Gli Ias prevedono che se non è possibile valutare le rimanenze sulla base degli specifici costi sostenuti, allora i metodi consentiti sono il Fifo e il costo medio ponderato. </li></ul><ul><li>Le rimanenze di magazzino includono i beni destinati alla vendita o che concorrono alla loro produzione nella normale attività d’impresa. </li></ul>
Rimanenze di magazzino <ul><li>Valutazione </li></ul><ul><li>Il codice civile, al fine della valutazione delle rimanenze, prevede che: </li></ul><ul><li>le rimanenze sono iscritte al costo d’acquisto o di produzione, ovvero al valore di realizzo desumibile dall’andamento del mercato, se minore (art. 2426 n. 9 c.c.); </li></ul><ul><li>nel costo di acquisto si computano anche i costi accessori. Il costo di produzione comprende tutti i costi direttamente imputabili al prodotto. </li></ul><ul><li>Il costo dei beni fungibili può essere calcolato col metodo della media ponderata o con quello primo entrato primo uscito; o ultimo entrato, primo uscito;(art. 2426, n. 10). </li></ul>
Rimanenze di magazzino <ul><li>Determinazione del costo delle rimanenze </li></ul><ul><li>Costo d’acquisto </li></ul><ul><li>Ias 2 </li></ul><ul><li>Il costo delle rimanenze deve comprendere tutti i costi d’acquisto, i costi di trasformazione e gli altri costi sostenuti per portare le rimanenze nel luogo e nelle condizioni attuali. </li></ul><ul><li>Oic 13 </li></ul><ul><li>Il costo storico è costituito dal complesso delle rimanenze di magazzino nel loro attuale sito o condizione. </li></ul><ul><li>Per costo d’acquisto si intende il prezzo effettivo d’acquisto più gli oneri accessori </li></ul>
Rimanenze di magazzino <ul><li>Costi di trasformazione </li></ul><ul><li>I costi di trasformazione delle rimanenze devono includere i costi direttamente correlati alle unità prodotte. Comprende: </li></ul><ul><ul><li>Costi diretti: materiali, semilavorati, imballaggi e costi relativi a licenze di produzione; </li></ul></ul><ul><ul><li>Costi indiretti: stipendi, salari, ammortamenti economico-tecnici dei cespiti destinati alla produzione, manutenzioni e riparazioni, materiali di consumo e altre spese effettivamente sostenute per la lavorazione di prodotti </li></ul></ul>
Rimanenze di magazzino <ul><li>Distinzione dei costi indiretti: </li></ul><ul><ul><li>Costi generali variabili: sono quei costi indiretti di produzione che variano, direttamente o quasi, con il volume della produzione </li></ul></ul><ul><ul><li>Costi generali fissi: sono quei costi indiretti di produzione che rimangono relativamente costanti al variare del volume della produzione </li></ul></ul>
Rimanenze di magazzino <ul><li>Metodi di valutazione </li></ul><ul><li>La valutazione delle rimanenze presupporrebbe l’individuazione e l’attribuzione alle singole unità fisiche dei costi specificamente sostenuti per le unità medesime. </li></ul><ul><li>Vengono fatte delle assunzioni sul flusso delle rimanenze e dei costi cui corrispondono i metodi di: </li></ul><ul><li>Specifica determinazione del costo; </li></ul><ul><li>Fifo (first in first out); </li></ul><ul><li>Costo medio ponderato; </li></ul><ul><li>Lifo (last in, first out); non ammesso dagli Ias. </li></ul>
Rimanenze di magazzino <ul><li>Fifo </li></ul><ul><li>Il metodo Fifo ipotizza che le quantità acquistate prima siano le prime a essere vendute o utilizzate (first in, first out), quindi restano in magazzino le quantità relative agli acquisti o alle produzioni più recenti. Nello stato patrimoniale le rimanenze finali saranno valutate ai prezzi degli ultimi acquisti (rispecchia l’andamento dei prezzi di mercato). </li></ul><ul><li>Il metodo Fifo tende a contrapporre nel conto economico a ricavi recenti costi meno recenti, questo potrebbe comportare un aumento di utili quando i prezzi aumentano e una diminuzione di utili quando i prezzi diminuiscono . </li></ul>
Rimanenze di magazzino 89.
Rimanenze di magazzino <ul><li>Lifo </li></ul><ul><li>Tale metodo è ammesso solo dalla normativa italiana. Il sistema Lifo ipotizza che le quantità acquistate o prodotte più recentemente siano le prime ad essere vendute (o utilizzate). Restano in magazzino le quantità relative agli acquisti più vecchie (last in, first out). Il metodo tende a contrapporre costi correnti (più recenti) a ricavi correnti (più recenti). </li></ul>
Rimanenze di magazzino 91.
Rimanenze di magazzino <ul><li>Costo medio ponderato </li></ul><ul><li>Con questo metodo le quantità acquistate o prodotte non sono individualmente identificabili ma fanno parte di un insieme in cui i beni sono ugualmente disponibili. Ad ogni unità giacente in magazzino viene dato un valore che deriva dal rapporto fra il costo totale dei beni prodotti e acquistati e la quantità totale acquistata o prodotta. </li></ul>
Rimanenze di magazzino 93.
Rimanenze di magazzino <ul><li>Determinazione del valore di mercato </li></ul><ul><li>Le rimanenze di magazzino vanno valutate al minore tra il costo storico e i valore di mercato; quest’ultimo è dato dal costo di sostituzione o dal valore netto di realizzo </li></ul><ul><li>Il valore di mercato è dato dal costo di sostituzione o dal valore netto di realizzo: </li></ul><ul><ul><li>Costo di sostituzione per le materie prime, sussidiarie, semilavorati che partecipano alla fabbricazione dei prodotti finiti </li></ul></ul><ul><ul><li>Valore netto di realizzo per merci, prodotti finiti, semilavorati di produzione e prodotti in corso di lavorazione. Esso rappresenta il prezzo di vendita nel corso della normale gestione al netto dei costi di completamento </li></ul></ul>
Commesse a lungo termine <ul><li>Il c.c. prevede la loro classificazione fra le rimanenze . </li></ul><ul><li>I principi contabili forniscono le definizioni delle seguenti fattispecie contrattuali: </li></ul><ul><ul><li>Commesse a lungo termine; </li></ul></ul><ul><ul><li>Commesse a prezzo predeterminato; </li></ul></ul><ul><ul><li>Commesse a margine garantito. </li></ul></ul>
Commessa a lungo termine <ul><li>Ias 11 </li></ul><ul><li>La commessa a lungo termine è un contratto stipulato specificamente per la costruzione di un bene o di una combinazione di beni strettamente connessi o interdipendenti per ciò che riguarda la loro progettazione , tecnologia e funzione o la loro utilizzazione finale . </li></ul><ul><li>Oic 23 </li></ul><ul><li>Le commesse a lungo termine si riferiscono a contratti di durata ultrannuale per la realizzazione di un’opera o la fornitura di beni o servizi non di serie che insieme formino un unico progetto , eseguite su ordinazione del committente, secondo le specifiche tecniche da questi richieste. </li></ul>
Commessa a prezzo predeterminato <ul><li>Ias 11 </li></ul><ul><li>La commessa a prezzo predeterminato è una commessa a lungo termine nella quale l’appaltatore pattuisce un prezzo predeterminato , o una quota predeterminata per unità di prodotto soggetto in alcuni casi, a clausole di revisione dei prezzi. </li></ul><ul><li> </li></ul><ul><li>Oic 23 </li></ul><ul><li>Con un contratto a prezzo predeterminato l’impresa si impegna a portare a termine l’intero lavoro previsto dal contratto, sulla base del prezzo contrattuale fisso o dei prezzi determinati per le singole voci di lavoro. </li></ul>
Commessa a margine garantito <ul><li>Ias 11 </li></ul><ul><li>Commessa a margine garantito è una commessa a lungo termine nella quale all’appaltatore vengono rimborsati costi concordati o altrimenti definiti , con l’aggiunta di una percentuale su questi costi o di un compenso predeterminato. </li></ul><ul><li>Oic 23 </li></ul><ul><li>Contratto con prezzo basato sul costo consuntivo più il margine . Il prezzo è determinato dai costi sostenuti e previsti dal contratto, maggiorati di una percentuale dei costi stessi , a titolo di recupero di spese generali e di altre spese non specificamente rimborsabili. </li></ul>
Rilevazione dei ricavi <ul><li>Ias 11 </li></ul><ul><li>I ricavi di commessa devono comprendere: </li></ul><ul><ul><li>Il valore iniziale di ricavi concordati nel contratto; </li></ul></ul><ul><ul><li>Le varianti nel lavoro di commessa, le revisioni dei prezzi richieste e i pagamenti di incentivi: </li></ul></ul><ul><ul><li>se è probabile che essi rappresentino ricavi veri e propri; e </li></ul></ul><ul><ul><li>se questi possono essere valutati con attendibilità. </li></ul></ul><ul><li>Oic 23 </li></ul><ul><li>I ricavi di commessa sono costituiti dai corrispettivi complessivi riconosciuti dal committente per l’esecuzione o la fornitura delle opere. Essi pertanto comprendono: </li></ul><ul><ul><li>il prezzo base stabilito contrattualmente; </li></ul></ul><ul><ul><li>le eventuali rettifiche di prezzo pattuite con atti aggiuntivi; </li></ul></ul><ul><ul><li>le maggiorazioni per revisione prezzi; </li></ul></ul><ul><ul><li>i corrispettivi per opere e prestazioni aggiuntive (ad es. varianti ); </li></ul></ul><ul><ul><li>i corrispettivi aggiuntivi conseguenti ad eventi i cui effetti siano contrattualmente o per legge a carico del committente; </li></ul></ul><ul><ul><li>gli altri proventi accessori </li></ul></ul>
Rilevazione dei costi <ul><li>Ias 11 </li></ul><ul><li>I costi di commessa devono comprendere: </li></ul><ul><ul><li>i costi che si riferiscono direttamente alla commessa specifica; </li></ul></ul><ul><ul><li>i costi che sono attribuibili all’attività di commessa in generale e che possono essere allocati alla commessa stessa; e </li></ul></ul><ul><ul><li>qualunque altro costo che può essere specificatamente addebitato al committente sulla base delle clausole contrattuali. </li></ul></ul><ul><li>Oic 23 </li></ul><ul><li>Sono considerati costi di commessa sia i costi diretti sia i costi indiretti </li></ul><ul><li>Per costi diretti si intendono indicativamente: </li></ul><ul><ul><li>i costi dei materiali utilizzati per la realizzazione dell’opera; </li></ul></ul><ul><ul><li>i costi della manodopera ; </li></ul></ul><ul><ul><li>i costi dei subappaltatori </li></ul></ul><ul><ul><li>le spese del trasferimento di impianti e di attrezzature al cantiere; </li></ul></ul><ul><ul><li>i costi per l’impianto e lo smobilizzo del cantiere; </li></ul></ul><ul><ul><li>gli ammortamenti ed i noti macchinari impiegati; </li></ul></ul><ul><ul><li>le royalties per brevetti utilizzati per l’opera; </li></ul></ul><ul><ul><li>i costi per fidejussioni e assicurazioni specifiche; </li></ul></ul><ul><ul><li>i costi di progettazione (se riferibili direttamente alla commessa). </li></ul></ul><ul><li>Per costi indiretti si intendono indicativamente: </li></ul><ul><ul><li>i costi di progettazione (se tali costi si riferiscono all’intera attività produttiva o sono attribuibili a più commesse); </li></ul></ul><ul><ul><li>i costi generali di produzione o industriali . </li></ul></ul>
Criteri di contabilizzazione delle commesse a lungo termine <ul><li>Criterio della percentuale di completamento o dello stato di avanzamento </li></ul><ul><li>Criterio della commessa completata o del contratto completato </li></ul>
Metodi per la determinazione della percentuale di completamento <ul><li>Ias 11 </li></ul><ul><li>Lo stato di avanzamento di una commessa può essere determinato in vari modi. L’impresa deve adottare il metodo che misuri attendibilmente il lavoro svolto. I metodi possono includere: </li></ul><ul><ul><li>la proporzione tra i costi di commessa sostenuti per lavori svolti fino alla data di riferimento e i costi totali stimati di commessa; </li></ul></ul><ul><ul><li>le ispezioni del lavoro svolto; </li></ul></ul><ul><ul><li>il completamento di una quantità fisica del lavoro di commessa. </li></ul></ul><ul><ul><li>Gli acconti e gli anticipi ricevuti dai committenti spesso non riflettono il lavoro svolto. </li></ul></ul><ul><li>Oic 23 </li></ul><ul><li>Considerando la tipologia dei lavori ed i sistemi procedurali interni delle imprese, sono stati individuati diversi metodi alternativi di applicazione del criterio della percentuale di completamento. </li></ul><ul><li>Tra essi i più comuni sono: </li></ul><ul><ul><li>metodo del costo sostenuto (cost – to – cost); </li></ul></ul><ul><ul><li>metodo delle ore lavorate ; </li></ul></ul><ul><ul><li>metodo delle unità consegnate ; </li></ul></ul><ul><ul><li>metodo delle misurazioni fisiche </li></ul></ul>
Crediti <ul><li>I crediti rappresentano il diritto ad esigere ad una data scadenza determinati ammontari da clienti e da altri. </li></ul><ul><li>L’Oic 15 stabilisce che i crediti hanno rilevanza per: </li></ul><ul><ul><li>L’origine dei crediti; </li></ul></ul><ul><ul><li>La natura del debitore; </li></ul></ul><ul><ul><li>La scadenza dei crediti </li></ul></ul>
Crediti 104.
Crediti 105.
Crediti 106.
Crediti <ul><li>Valutazione </li></ul><ul><li>I crediti devono essere iscritti secondo il valore presumibile di realizzazione </li></ul><ul><li>Il valore nominale di partenza va rettificato per tener conto: </li></ul><ul><ul><li>Perdite per inesigibilità </li></ul></ul><ul><ul><li>Resi e rettifiche di fatturazione </li></ul></ul><ul><ul><li>Sconti e abbuoni </li></ul></ul><ul><ul><li>Interessi non maturati </li></ul></ul><ul><ul><li>Altre cause di minor realizzo </li></ul></ul>
Debiti e crediti in moneta estera <ul><li>Art. 2425: gli utili e le perdite su cambi sono iscritti nel conto economico nella voce C.17 bis, “utili e perdite su cambi” </li></ul><ul><li>Art 2425-bis: prevede che i ricavi e i proventi, i costi e gli oneri relativi a operazioni in valuta debbano essere determinati al cambio corrente alla data nella quale la relativa operazione è effettuata </li></ul>
Debiti e crediti in moneta estera <ul><li>Criteri di valutazione </li></ul><ul><li>Art. 2426, punto 8-bis c.c. stabilisce una disciplina diversa a seconda che si tratti di immobilizzazioni o di voci che riguardano l’attivo circolante: </li></ul><ul><ul><li>Le immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie in valuta devono essere iscritte al tasso di cambio al momento del loro acquisto o a quello inferiore alla data di chiusura dell’esercizio se la riduzione e ritenuta durevole </li></ul></ul><ul><ul><li>Le attività e passività correnti devono essere rilevate alla data di chiusura dell’esercizio al tasso di cambio a pronti. I relativi utili e perdite su cambi devono essere imputati al ce e l’eventuale utile netto deve essere accantonato in apposita riserva non distribuibile fino al realizzo </li></ul></ul>
Disponibilità liquide <ul><li>L’Oic 14, “Disponibilità liquide” fornisce le seguenti indicazioni: </li></ul><ul><ul><li>Depositi bancari e postali </li></ul></ul><ul><ul><li>Assegni </li></ul></ul><ul><ul><li>Denaro e valori in cassa. </li></ul></ul><ul><ul><li>Disponibilità in valuta estera. </li></ul></ul><ul><ul><li>Fondi liquidi vincolati. </li></ul></ul>
Disponibilità liquide <ul><li>Ias 7: distingue tra </li></ul><ul><ul><li>disponibilità liquide che comprendono la cassa e i depositi a vista e </li></ul></ul><ul><ul><li>disponibilità equivalenti che rappresentano investimenti finanziari a breve termine e ad alta liquidità che sono prontamente convertibili in valori di cassa noti e che sono soggetti a un irrilevante rischio di variazione del loro valore. </li></ul></ul>
Disponibilità liquide <ul><li>Rilevazione: le disponibilità liquide da rilevare in bilancio devono essere costituite da fondi realmente esistenti: </li></ul><ul><ul><li>I conti accesi alle disponibilità liquide devono comprendere tutti i movimenti di numerario avvenuti entro la data di bilancio. Il principio contabile specifica che non è corretto: </li></ul></ul><ul><ul><li>Considerare come disponibilità liquide le rimesse di numerario ricevute in cassa od in banca in data posteriore a quella di chiusura dell’esercizio, anche se il loro giorno di valuta è anteriore a quella data; </li></ul></ul><ul><ul><li>Diminuire i fondi liquidi per rimesse di numerario uscite dalla cassa o disposte con assegni o bonifici bancari in data posteriore a quella di bilancio </li></ul></ul>
Disponibilità liquide <ul><li>In conclusione: </li></ul><ul><li>“ i saldi dei conti bancari devono tener conto di tutti gli assegni emessi e dei bonifici disposti entro la data di chiusura dell’esercizio e degli incassi effettuati dalle banche od altri istituzioni creditizie ed accreditati nei conti prima della chiusura dell’esercizio, anche se le contabili sono pervenute nell’esercizio successivo” </li></ul>
Disponibilità liquide <ul><li>Valutazione: </li></ul><ul><li>Depositi bancari, postali, assegni: costituendo dei crediti, vanno valutati secondo il principio generale del presumibile valore di realizzo. </li></ul><ul><li>Denaro, valori bollati in cassa vanno valutati al valore nominale. </li></ul><ul><li>Disponibilità in valuta estera vanno valutate al cambio in vigore alla data di bilancio. </li></ul>
Patrimonio Netto <ul><li>È la differenza tra le attività e le passività di bilancio. </li></ul><ul><li>L’identità “attività = passività + patrimonio netto” esprime la necessaria uguaglianza tra gli Impieghi e le fonti di mezzi monetari, distinte in capitale di terzi (Passività) e capitale proprio (Patrimonio netto). </li></ul><ul><li>È visto come capitale di “pieno rischio”, la cui remunerazione ed il cui rimborso sono subordinati al prioritario soddisfacimento delle aspettative di remunerazione e di rimborso del capitale di credito </li></ul>
Patrimonio Netto 116.
Patrimonio Netto 117.
Patrimonio Netto <ul><li>Criteri di classificazione: l’Oic individua due metodi che si basano sull’origine e sulla destinazione delle poste: </li></ul><ul><ul><li>Criterio dell’origine: si distinguono </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>“ Riserve di utili”: hanno origine dal risparmio di utili d’esercizio. Queste riserve sono costituite in sede di riparto dell’utile netto risultante dal bilancio approvato, mediante esplicita destinazione a riserva, o mediante semplice delibera di non distribuzione: Utili a nuovo; </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>“ Riserve di capitale”: sono costituite in sede di ulteriori apporti dei soci o di conversione di obbligazioni in azioni (riserva da sovrapprezzo azioni), di rivalutazione monetaria (riserva di rivalutazione monetaria), di donazioni o di rinuncia di crediti da parte dei soci; </li></ul></ul></ul><ul><ul><li>Criterio della destinazione: divengono preminenti il regime giuridico e le decisioni dell’organo assembleare che vincolano singole poste a specifici impieghi. </li></ul></ul>
Fondi per Rischi e Oneri <ul><li>Oic 19 art. 2424-bis c.c.: prevede che gli accantonamenti per rischi o oneri (che confluiscono nel fondo rischi ed oneri) sono destinati a coprire perdite o debiti aventi: </li></ul><ul><ul><li>Natura determinata; </li></ul></ul><ul><ul><li>Esistenza probabile o certa ; </li></ul></ul><ul><ul><li>Ammontare o data di sopravvenienza indeterminati alla chiusura dell’esercizio </li></ul></ul>
Fondi per Rischi e Oneri 120.
Debiti <ul><li>Oic 19: rappresentano obbligazioni a pagare ammontari determinati di solito ad una data prestabilita. </li></ul><ul><li>Nell’iscrizione a bilancio dei debiti si tengono in considerazione quattro variabili: </li></ul><ul><ul><li>L’origine; </li></ul></ul><ul><ul><li>La natura del creditore; </li></ul></ul><ul><ul><li>La scadenza; </li></ul></ul><ul><ul><li>L’esistenza di garanzie. </li></ul></ul>
Debiti 122.
Debiti <ul><li>I debiti devono essere distinti nello stato patrimoniale tra: </li></ul><ul><ul><li>A breve o correnti (scadenza entro l’esercizio successivo) </li></ul></ul><ul><ul><li>A medio lungo termine o correnti (con scadenza oltre l’esercizio successivo) </li></ul></ul><ul><li>Valutazione: sono generalmente iscritti al valore nominale </li></ul>