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Timestamp: 2019-09-24 08:49:19+00:00
Document Index: 133313190

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 19', 'art. 19']

MINISTERO SVILUPPO ECONOMICO - Decreto ministeriale 31 gennaio 2019 - Assegnazione di risorse del Fondo per la crescita sostenibile per l'attuazione di bandi di domanda pubblica intelligente - Studio Cerbone
MINISTERO SVILUPPO ECONOMICO – Decreto ministeriale 31 gennaio 2019 – Assegnazione di risorse del Fondo per la crescita sostenibile per l’attuazione di bandi di domanda pubblica intelligente
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MINISTERO SVILUPPO ECONOMICO – Decreto ministeriale 31 gennaio 2019
Assegnazione di risorse del Fondo per la crescita sostenibile per l’attuazione di bandi di domanda pubblica intelligente
1. Una quota delle risorse disponibili nella contabilità speciale n. 1201 del Fondo per la crescita sostenibile, pari a euro 50.000.000,00 (cinquantamilioni/00), è attribuita alla sezione del medesimo Fondo relativa alla finalità di cui all’art. 23, comma 2, lettera a), del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, ed è destinata all’attuazione dei bandi di domanda pubblica intelligente di cui all’art. 2 del presente decreto.
2. L’attuazione dei bandi di cui all’art. 2 o di singole fasi degli stessi di cui al comma 4 del medesimo art. 2 può essere, altresì, finanziata con risorse provenienti da Programmi operativi cofinanziati con Fondi strutturali e di investimento europei, nell’ambito di azioni, previste nei predetti Programmi operativi, coerenti con le finalità e gli ambiti di intervento del presente decreto, ovvero con ordinarie risorse di bilancio di altre amministrazioni interessate, centrali e locali. In tale caso le risorse di cui al comma 1 sono trasferite dalla contabilità speciale n. 1201 del Fondo per la crescita sostenibile alla contabilità speciale n. 1726 del medesimo Fondo.
1. Le risorse finanziarie di cui all’art. 1 sono utilizzate per sostenere le imprese e altri operatori economici, anche in collaborazione con organismi e/o centri di ricerca, nello svolgimento delle attività inerenti allo sviluppo, alla prototipazione e alla sperimentazione di nuove soluzioni utili a soddisfare i «fabbisogni smart» del Paese individuati con le modalità di cui al comma 2, in grado, attraverso un significativo avanzamento tecnologico, di migliorare la qualità della vita dei cittadini e/o il contesto imprenditoriale delle imprese nel territorio nazionale e/o di generare un rilevante impatto sull’efficienza del funzionamento della pubblica amministrazione.
2. Il Ministero dello sviluppo economico provvede a rilevare e a selezionare i «fabbisogni smart» di cui al comma 1 espressi dal Paese, anche avvalendosi di forme di cooperazione con altre amministrazioni pubbliche.
3. All’attuazione degli interventi di cui al presente decreto il Ministero dello sviluppo economico provvede attraverso uno o più bandi di gara, emanati in conformità al modello e alla relativa disciplina degli appalti di innovazione e/o pre-commerciali.
4. Ciascun bando di gara di cui al comma 3 è articolato, con riferimento ai fabbisogni individuati ai sensi del comma 2, nelle seguenti fasi:
a) elaborazione di soluzioni e presentazione di uno studio di fattibilità tecnica della soluzione proposta con la descrizione della stessa;
b) messa a punto di uno o più prototipi e quantificazione dell’offerta tecnico-economica della sperimentazione;
c) realizzazione della soluzione proposta e «rilascio sperimentale» in specifici ambiti territoriali.
5. Ciascun bando di gara definisce, tra l’altro, le modalità per l’acquisizione e/o l’utilizzo dei risultati ai fini di una più diffusa adozione degli stessi da parte della pubblica amministrazione.
6. Per l’attuazione e la gestione dell’intervento di cui al presente decreto, in conformità con quanto previsto dall’art. 14-bis del decreto legislativo n. 82 del 2005, dall’art. 19 del decreto-legge n. 83 del 2012 e dall’art. 19 del decreto-legge n. 179 del 2012, il Ministero dello sviluppo economico può avvalersi, sulla base di apposita convenzione, dell’Agenzia per l’Italia digitale. Gli oneri relativi alla predetta convenzione sono posti a carico delle risorse finanziarie disponibili per l’intervento, entro il limite del 2 percento delle medesime risorse.
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