Source: http://www.omceovv.it/news/?cat=1
Timestamp: 2019-06-27 08:29:07+00:00
Document Index: 122718421

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 75', 'art. 9', 'art. 12', 'art. 75', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 11', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 1']

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SI RIPORTA PER OPPORTUNA CONOSCENZA, il seguente testo, scaricabile in originale (formato PDF) nel link sottostante il testo, ripreso dal chiarimento in oggetto, fonte GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI, dove risulta anche il seguente inciso di notevole importanza per i sanitari: “…Diversamente dal passato, quindi, il professionista sanitario, soggetto al segreto professionale, non deve più richiedere il consenso del paziente per i trattamenti necessari alla prestazione sanitaria richiesta dall’interessato, indipendentemente dalla circostanza che operi in qualità di libero professionista (presso uno studio medico) ovvero all’interno di una struttura sanitaria pubblica o privata. …..”
Registro dei provvedimenti n. 55 del 7 marzo 2019
In data odierna, con la partecipazione del dott. Antonello Soro, presidente, della dott.ssa Augusta lannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti, e del dott. Giuseppe Busia, segretario generale;
VISTO il Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle doc. web n. 9068972), sono state individuate le prescrizioni, contenute nelle autorizzazioni generali, compatibili con le disposizioni del Regolamento e del decreto n. 101/2018, deliberando contestualmente l’awio di una procedura di consultazione pubblica, al fine di acquisire osservazioni e proposte a cura di tutti i soggetti interessati.
finalità di medicina preventiva, diagnosi, assistenza o terapia sanitaria o sociale ovvero gestione dei sistemi e servizi sanitari o sociali (di seguito “finalità di cura”) sulla base del diritto dell’Unione/Stati membri o conformemente al contratto con un professionista della sanità, (art. 9, par. 2, lett. h) e par. 3 del Regolamento e considerando n. 53; art. 75 del Codice) effettuati da (o sotto la responsabilità di) un professionista sanitario soggetto al segreto professionale o da altra persona anch’essa soggetta all’obbligo di segretezza.
Altro aspetto riguarda l’ambito oggettivo: i trattamenti di cui all’art. 9, par. 2, lett. h) sono infatti quelli “necessari” al perseguimento
persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (Regolamento generale sulla protezione dei dati di seguito Regolamento);
In attuazione della predetta disciplina transitoria, con il provvedimento del 13 dicembre 2018 (consultabile sul sito www.gpdp.it, delle specifiche “finalità di cura” previste dalla norma, cioè quelli essenziali per il raggiungimento di una o più finalità determinate ed esplicitamente connesse alla cura della salute (cfr. considerando 53 del Regolamento).
trattamenti connessi all’utilizzo di App mediche, attraverso le quali autonomi titolari raccolgono dati, anche sanitari dell’interessato, per finalità diverse dalla telemedicina oppure quando, indipendentemente dalla finalità dell’applicazione, ai dati dell’interessato possano avere accesso soggetti diversi dai professionisti sanitari o altri soggetti tenuti al segreto professionale (cfr. Faq CNIL del 17 agosto 2018 sulle applicazioni mobili in sanità(1));
trattamenti preordinati alla fidelizzazione della clientela, effettuati dalle farmacie attraverso programmi di accumulo punti, al fine di fruire di servizi o prestazioni accessorie, attinenti al settore farmaceutico-sanitario, aggiuntivi rispetto alle attività di assistenza farmaceutica tradizionalmente svolta dalle farmacie territoriali pubbliche e private nell’ambito del Servizio sanitario nazionale (SSN);
trattamenti effettuati in campo sanitario da persone giuridiche private per finalità promozionali o commerciali (es. promozioni su programmi di screening, contratto di fornitura di servizi amministrativi, come quelli alberghieri di degenza);
trattamenti effettuati da professionisti sanitari per finalità commerciali o elettorali (cfr. provv. del 6 marzo 2014, doc. web n. 3013267);
trattamenti effettuati attraverso il Fascicolo sanitario elettronico (d.l. 18 ottobre 2012, n. 179, art. 12, comma 5) In tali casi, l’acquisizione del consenso, quale condizione di liceità del trattamento, è richiesta dalle disposizioni di settore, precedenti all’applicazione del Regolamento, il cui rispetto è ora espressamente previsto dall’art. 75 del Codice. Al riguardo, un’eventuale opera di rimeditazione normativa in ordine all’eliminazione della necessità di acquisire il consenso dell’interessato all’alimentazione del Fascicolo, potrebbe essere ammissibile alla luce del nuovo quadro giuridico in materia di protezione dei dati.
Con riferimento ai trattamenti effettuati attraverso il Dossier sanitario, il consenso è attualmente richiesto dalle Linee guida emanate dall’Autorità prima dell’applicazione del Regolamento (Linee guida in materia di Dossier sanitario del 4 giugno 2015, doc web. n. 4084632). Alla luce del nuovo quadro giuridico, sarà il Garante ad individuare, nell’ambito delle misure di garanzia da adottarsi sulla base dell’art. 2-septies del Codice, i trattamenti che, ai sensi dell’art. 9, par. 2, lett. h), possono essere effettuati senza il consenso dell’interessato.
Faq della Commission Nationale de l’Informatique et des Libertés del 17 luglio 2018, in https://www.cnil.fr/fr/applications-mobiles-en-sante-et-protection-des-donnees-personnelles-les-questions-se-poser
Cfr., altresì, le Linee guida sulla trasparenza ai sensi del Regolamento, WP260, adottate il 29 novembre 2017, versione emendata l’11 aprile 2018, fatte proprie dal Comitato europeo per la protezione dei dati il 25 maggio 2018 (Endorsement n. 1/2018).
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Quota ordinistica anno 2019 – Nuovo sistema di pagamento
Pubblicato da Direttore OMCeOVV in Comunicati, Leggi e Decreti, Vita dell'Ordine | Disattiva commenti
Necessità di aderire al sistema pagoPA
Carissimo Collega, ci premuriamo di avvisarti che dal prossimo anno cambia il sistema di pagamento della quota ordinistica che sarà esagita tramite pagoPA, un sistema di pagamenti elettronici realizzato per rendere più semplice, sicuro e trasparente qualsiasi pagamento verso la Pubblica Amministrazione.
Le Pubbliche Amministrazioni e le società a controllo pubblico aderiscono al sistema pagoPA perché previsto dalla legge. Il vantaggio è quello di poter fruire di un sistema di pagamento semplice, standardizzato, affidabile e non oneroso per la PA e più in linea con le esigenze dei cittadini. Tra i vantaggi di cui l’utente può godere attraverso questo innovativo sistema di pagamento va considerato che una volta concluse le operazioni di pagamento, il contribuente riceve una ricevuta che ha valore liberatorio, ovvero può essere utilizzata come attestazione dell’avvenuto versamento.
Si possono effettuare i pagamenti direttamente attraverso i canali (online e fisici) di banche e altri Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP), ovvero:
Utilizzando l’home banking
Utilizzando il sito del PARTNER TECNOLOGICO dal quale riceverai la lettera della quota
Dunque, per il pagamento della tua quota Ordinistica dovrai attendere la ricezione di una missiva a tale scopo predisposta dal nostro Prestatore di Servizi di Pagamento (PSP) che conterrà il tuo lUV (Identificativo Unico di Versamento) che utilizzerai per il pagamento (per tal motivo è indispensabile comunicarci eventuali cambi di indirizzo postate, con la preghiera di recarti presso i nostri uffici se non riceverai la lettera entro il mese di gennaio 2019).
Per tutto il resto non cambia nulla, rimarrà la scadenza del 31 Gennaio 2019 come termine ultimo per il pagamento della quota annuale 2019 di iscrizione all’Ordine come obbligo previsto per legge (art. 4 e art. 11 lettera f del D.Igs. C.P.S. 13/09/1946 n. 233).
L’importo previsto è sempre (€180,00 per gli iscritti al solo Albo dei Medici o Odontoiatri e di C 340,00 per gli iscritti al doppio Albo).
ATTENZIONE: Resta altresì inalterata, la mora di € 20,00 (Euro Venti/00) a partire dall’I. MARZO 2019, necessaria per adempiere alle incombenze di bilancio di questo Consiglio Direttivo, anche perché, per quanto sopra non possiamo più soprassedere dall’attivare il previsto iter legale che porta inevitabilmente, in caso di morosità, alla cancellazione dall’Albo Professionale con conseguente impossibilità a svolgere l’attività lavorativa.
Confidando, come sempre, nella Tua sensibilità, è gradita l’occasione per salutarTi cordialmente.
Si riporta, per opportuna conoscenza, quanto pubblicato sul sito dell’Age.na.s. riguardo allla formazione permanente dei Medici e degli Odontoiatri:
“13/03/2018 – Dossier Formativo
fonte age.na.s”
Si ribadisce e si richiama alla Vs attenzione la preminente e non eludibile necessità di adempiere agli obblighi formativi, secondo normativa vigente, anche per non incorrere in infrazioni deontologiche e professionali.
A tal fine, si ricorda che è possibile consultare la propria posizione formativa sul sito del Co.Ge.A.PS. cliccando sulla voce Sei un professionista della salute? Registrati dopo essere entrati sul suddetto sito tramite il seguente link:
application.cogeaps.it
Privacy, decreto attuativo slitta ad agosto ma obblighi e sanzioni restano. Ecco i chiarimenti (da DoctorNews33 del 26 maggio 2018)
«Una proroga che ci voleva, dà tempo alle imprese di adeguarsi». E’ il commento raccolto tra i data protection officer, i futuri “esperti di privacy” di ritorno in treno dall’incontro a Bologna con il Garante; è appena arrivata la notizia che il decreto attuativo per chiarire e adeguare al quotidiano italiano il regolamento europeo slitta al 21 agosto. Alla Camera e al Senato le due Commissioni speciali per gli atti urgenti del Governo hanno preferito rimandare la norma, troppo scivoloso agire a fronte di uno schema di testo “arrivato troppo tardi” dal Garante. A questo punto liberi tutti per tre mesi? In realtà, a parte il fatto che nelle parole del Garante Antonello Soro il decreto doveva e dovrebbe semplificare la vita a piccole imprese e professionisti, il regolamento 679/2016 una volta entrato in vigore -cioè da ieri – è legge e sono legge tutti gli obblighi che comporta: valutazione d’impatto dei trattamenti che include le misure di messa in sicurezza e per la prevenzione del “data breach”, revisione delle informative, registro dei trattamenti con revisione e completamento dei dati di titolare e incaricati, e naturalmente le sanzioni.
Ma allora in questi tre mesi il vuoto normativo può portare una situazione di sanzionabilità senza precedenti? Sembrano pensarla così i presidenti della Fnomceo Filippo Anelli e della Commissione Albo Odontoiatri Raffaele Iandolo che ieri hanno scritto al garante lamentandosi dell’incertezza. Lo slittamento,commenta Iandolo«non aiuta a creare un clima di chiarezza e a dare certezze ai cittadini e ai professionisti. Penso ovviamente in particolare agli odontoiatri, che, nel nostro paese, sono ancora in gran parte liberi professionisti che lavorano in uno studio monoprofessionale».
Vista dai DPO, in realtà, se si eccettuano le imprese che maneggiano dati su larga scala e annunciano di voler chiudere perché troppo piccole e povere per assumere un data officer (ce ne sono tra i micro-provider di servizi telefonici, giochi online etc) la situazione non pare foriera di danni. «O meglio bisogna distinguere, rientrano nell’ambto di immediata applicazione del regolamento gli adempimenti richiesti già dal testo unico del 2003 e cioè le informative, da adeguare se presentano lacune, e le misure di messa in sicurezza», spiega il data officer, proveniente dal settore dei responsabili dei servizi di protezione e prevenzione sul lavoro, che chiede l’anonimato «perché fino a che non esce il decreto troppo è il margine lasciato alle interpretazioni e al buon senso. Sul DPO si può aspettare. O meglio, deve nominarlo chi tratta dati su larga scala, mentre chi – come il medico singolo o in gruppo – si trova nel dubbio se farlo per legge o solo perché “raccomandato” dal Garante ha tre mesi di respiro in più. Ed è anche possibile che una volta uscito il decreto attuativo, lui sì, detti ulteriori tempi di adeguamento. Invece la compilazione del registro dei trattamenti con l’indicazione di chi tratta cosa e con quali accorgimenti e limiti, nello studio del medico e del dentista è obbligatoria, perché si maneggiano dati di salute, i “dati sensibili”».
FNOMCeO: RICHIESTA INCONTRO GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI
Si comunica che la Federazione ha inviato la nota, che si riporta di seguito per conoscenza, all’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, al fine di richiedere un incontro chiarificatore sulle recenti innovazioni della normativa in materia di protezione dei dati personali:
Questa Federazione, che ai sensi dell’art. 15 del DLGSCPS 13/09/1946 n. 233, svolge funzioni di indirizzo e coordinamento nei confronti dell’attività dei 106 Ordini Provinciali dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri italiani, richiede un incontro con i responsabili dì Godeste Autorità, per quanto concerne alcuni temi relativi alla prossima entrata in vigore del Regolamento U.E. 2016/679 sulla protezione dei dati personali,
In particolare sarebbe necessario, per poter svolgere il ruolo di indirizzo e coordinamento cui si è fatto riferimento, avere certezza giuridica sull’obbligo o meno per i singoli medici e odontoiatri e comunque per gli studi medici ed odontoiatrici mono professionali, anche qualora aggregati in strutture complesse, di procedere alla nomina del “Data Protection Officer (DPO), quale responsabile della protezione dei dati.
La questione, com’è noto, è tuttora dibattuta e sarebbe necessario da parte di questa Federazione dare elementi dì certezza, anche in considerazione del pesante apparato sanzionatorio previsto per le violazioni della nuova regolamentazione.
Per questo motivo, siamo a chiedere un incontro per rappresentare questa ed altre questioni di interesse dei medici e degli odontoiatri italiani in riferimento ad una normativa che presenta ancora elementi di incertezza.
Con l’auspicio dl poter ottenere quanto prima un riscontro positivo alla nostra richiesta si inviano Cordiali saluti
Si ritiene utile richiamare l’attenzione sul seguente articolo FONTE “responsabilecivile.it”
Manca ormai poco all’entrata in vigore del Regolamento generale sulla protezione dei dati e anche gli studi medici dovranno ben presto adeguarsi. Ecco come.
Con la prossima entrata in vigore del Regolamento generale sulla protezione dei dati Gdpr, la questione della privacy negli studi medici dovrà essere affrontata anche dai medici di famiglia.
Dal 25 maggio, infatti, non è escluso che ci si dovrà affidare alla figura di “esperto di privacy”.
Potrebbero infatti partire da subito le ispezioni sui professionisti, e dunque la questione della privacy negli studi medici è quanto mai urgente.
I controlli investiranno gli strumenti antifurto, i sistemi di chiusura di armadi e ambulatori, le password e molto altro.
Con rischi seri per chi “sgarra”. Perché per chi viene meno alla privacy negli studi medici, le sanzioni saranno salatissime: fino a 20 milioni di euro.
Come noto, il regolamento Ue prevede anche il DPO, Responsabile della protezione dei dati personali, che aiuterà gli studi a gestire correttamente i dati.
Sembra però che la UR voglia esentare i medici single dall’ingaggiarlo, ma i provider che offrono i gestionali stanno offrendo ai Mmg soluzioni di adeguamento che per essere comprese appieno necessitano di un DPO.
“Il Gruppo ex articolo 29, organo consultivo di Bruxelles per la privacy – afferma Paolo Misericordia, esperto informatico del sindacato Fimmg – è orientato a dispensare i medici singoli dal DPO. I dati di un solo medico non rappresentano il concetto di larga scala che farebbe scattare la necessità di questa figura”
Il discorso cambia però quando i medici sono più d’uno e gestiscono i dati dei pazienti afferenti alla stessa medicina di rete.
Ma non è il solo problema. Perché le soluzioni offerte sinora dalle software house sono complicate per essere comprese e non tutti i medici riescono a compilare la propria posizione. Sempre secondo Misericordia, Fimmg “sta per promuovere un suo prodotto “sartorializzato”. Se le Asl ci metteranno a disposizione un DPO per aggregazione? Il DPO va contrattualizzato dal titolare del trattamento che è il medico, ma nulla esclude che le regioni o le Asl possano indicarci i migliori professionisti”.
Quel che è sicuro, per ora, è che nei prossimi 20 giorni il medico dovrà controllare di aver messo in atto le nomine dei responsabili del trattamento in studio e le titolarità.
Sicuramente, però, il problema della privacy negli studi medici è molto attuale e complesso.
Lo stesso Misericordia ammette: “Quando inviamo online i dati dei nostri pazienti nelle ricette non sappiamo con certezza l’uso che ne sarà fatto, né se possano prendere strade diverse da quelle a noi note”.
“Il Garante pare propenso a esonerarci dall’obbligo di chiedere il consenso scritto al trattamento dei dati, ma – prosegue Misericordia – ritenere tacito l’ok dei pazienti su tutte le nostre operazioni online, anche ove non finalizzate alla tutela della salute, potrebbe essere un azzardo visto che quei dati possono essere ‘dirottabili’ all’insaputa di tutti”.
Un rischio che, viste le sanzioni salatissime, non conviene correre.
Pertanto, Fimmg chiederà più garanzie ai proprietari dei sistemi.
“Ma intanto – conclude Misericordia – per il medico potrebbe essere tutelante acquisire il consenso scritto dagli assistiti. L’operazione è complicata, a maggior ragione il problema va sollevato con la parte pubblica”.
Obbligo legge di Bilancio 2018
Obbligo pagamento stipendio con bonifico dal 1° luglio 2018: ecco le regole
Riteniamo utile richiamare l’attenzione, per tutti gli iscritti all’Albo che hanno dipendenti, sulle seguenti nuove disposizioni incluse nella legge di Bilancio 2018 che stabilisce esplicitamente che i datori di lavoro o committenti non potranno corrispondere la retribuzione per mezzo di denaro contante direttamente al lavoratore, qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro instaurato:
Queste nuove regole sul pagamento degli stipendi sono contenute nei commi 910, 911, 912, 913 e 914 (sotto riportati), art. 1, della Legge di Bilancio 2018.
Il comma 910 stabilisce che, a partire dal 1° luglio 2018, i datori di lavoro o committenti sono obbligati a corrispondere ai lavoratori la retribuzione e ogni anticipo di essa tramite banche o uffici postali con i seguenti mezzi di pagamento:
Importante è inoltre quanto previsto al comma 912, in cui viene disposto che la firma della busta paga non costituirà più prova dell’avvenuto pagamento della retribuzione.
Commi 910, 911, 912, 913 e 914 , art. 1, della Legge di Bilancio 2018
910. A far data dal 1° luglio 2018 i datori di lavoro o committenti corrispondono ai lavoratori la retribuzione, nonche’ ogni anticipo di essa, attraverso una banca o un ufficio postale con uno dei seguenti mezzi:
912. Per rapporto di lavoro, ai fini del comma 910, si intende ogni rapporto di lavoro subordinato di cui all’articolo 2094 del codice civile, indipendentemente dalle modalita’ di svolgimento della prestazione e dalla durata del rapporto, nonche’ ogni rapporto di lavoro originato da contratti di collaborazione coordinata e continuativa e dai contratti di lavoro instaurati in qualsiasi forma dalle cooperative con i propri soci ai sensi della legge 3 aprile 2001, n. 142. La firma apposta dal lavoratore sulla busta paga non costituisce prova dell’avvenuto pagamento della retribuzione.
913. Le disposizioni di cui ai commi 910 e 911 non si applicano ai rapporti di lavoro instaurati con le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, a quelli di cui alla legge 2 aprile 1958, n. 339, ne’ a quelli comunque rientranti nell’ambito di applicazione dei contratti collettivi nazionali per gli addetti a servizi familiari e domestici, stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente piu’ rappresentative a livello nazionale. Al datore di lavoro o committente che viola l’obbligo di cui al comma 910 si applica la sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma da 1.000 euro a 5.000 euro.
914. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il Governo stipula con le associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro maggiormente rappresentative a livello nazionale, con l’Associazione bancaria italiana e con la societa’ Poste italiane Spa una convenzione con la quale sono individuati gli strumenti di comunicazione idonei a promuovere la conoscenza e la corretta attuazione delle disposizioni di cui ai commi 910, 911 e 912. Gli obblighi di cui ai commi 910, 911 e 912 e le relative sanzioni si applicano a decorrere dal centottantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della presente legge. La Presidenza del Consiglio dei ministri, in collaborazione con il Ministero dell’economia e delle finanze, predispone campagne informative, avvalendosi dei principali mezzi di comunicazione, nonche’ degli organi di comunicazione e di stampa e di soggetti privati. Ai fini dell’attuazione delle disposizioni di cui al presente comma, e’ autorizzata la spesa di 100.000 euro per l’anno 2018.
Sintesi sulle “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, di malattie infettive e di controversie relative alla somministrazione di farmaci”
Pubblicato da Direttore OMCeOVV in Comunicati ASP, Leggi e Decreti | Disattiva commenti
Facendo seguito alla precedente comunicazione su questo sito si riporta un’utile sintesi della Circolare 16 agosto 2017: sulle “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, di malattie infettive e di controversie relative alla somministrazione di farmaci”
Circolare 16 agosto 2017: prime indicazioni operative per l’attuazione del decreto-legge n. 73 del 7 giugno 2017, convertito con modificazioni dalla Legge 31 luglio 2017 n.119, recante “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, di malattie infettive e di controversie relative alla somministrazione di farmaci”
-Vaccini obbligatori:
nati 2001-2016 n° 9 vaccini obbligatori:
anti-epatite B; anti-tetano; anti-poliomielite; anti-difterite; anti-pertosse; anti-Haemophilus influenzae tipo b e l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia
nati 2017 n°10 vaccini obbligatori:
anti-epatite B; anti-tetano; anti-poliomielite; anti-difterite; anti-pertosse; anti-Haemophilus influenzae tipo b e l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia e l’anti-varicella
Adempimenti previsti per l’iscrizione a scuola per l’anno scolastico 2017/2018
Articolo 6 .1 Presentazione della documentazione
la presentazione di idonea documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie previste dal decreto-legge in base all’età : copia del libretto delle vaccinazioni vidimato dal competente servizio della ASL ovvero il certificato vaccinale, oppure l’attestazione datata rilasciata dal competente servizio della ASL, che indichi se il soggetto sia in regola con le vaccinazioni obbligatorie previste per l’età
Per l’omissione, il differimento e l’immunizzazione da malattia: deve essere presentata la relativa documentazione(del Pediatra o Medico di Famiglia)
Tempi presentazione documentazione entro il 31 ottobre 2017
per la scuola dell’obbligo
Tempi presentazione documentazione entro il 10 settembre 2017 per i nidi e la scuola dell’infanzia
Tempi presentazione documentazione entro il 10 marzo 2018 nel caso in cui sia stata precedentemente presentata l’autocertificazione, deve essere presentata la documentazione comprovante l’avvenuta vaccinazione
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