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Timestamp: 2020-06-04 17:37:31+00:00
Document Index: 177685368

Matched Legal Cases: ['art. 91', 'art. 91', 'art. 82', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 2233', 'art. 91', 'art. 91', 'art. 91', 'art. 91', 'art. 91']

Articolo del 20/02/2013 Autore Avv. Giorgio Vanacore Altri articoli dell'autore
Come anticipato, la materia delle tariffe forensi è stata, successivamente, completamente ridisegnata, e segnatamente a partire dall’entrata in vigore (in data 23-8-2012) del citato d.m. n. 140/2012 (Regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione da parte di un organo giurisdizionale dei compensi per le professioni regolarmente vigilate dal Ministero della giustizia, ai sensi dell'articolo 9 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27), introduttivo dei cc.dd. parametri forensi per scaglioni ed abrogativo, tra l’altro, della distinzione tra diritti ed onorari, di cui ancora si legge nell’art. 91 c.p.c. novellato.
“La modifica dell'art. 91, ultimo comma, in relazione all'art. 82, primo comma, c.p.c. è avvenuta nella vigenza delle tariffe professionali di cui al D.M. n.127 dell'8/4/04 ed il legislatore ha inteso fissare il nuovo tetto per la liquidazione di spese, diritti ed onorari in tale contesto. Con l'abrogazione del d.m. n.127 dell'8/4/04 e l'avvento dei nuovi parametri di cui al d.m. n. 140 del 20/7/12 (entrato in vigore il 23/8/12), il suddetto tetto non è più vincolante e, le spese più le competenze (che comprendono l'intero corrispettivo per la prestazione professionale - non più suddiviso in diritti ed onorari) devono essere liquidate con le disposizioni ivi previste e, non sono vincolanti per la liquidazione stessa (Art. 1, comma 7, D.M. n.124 del 23/8/12)”.
Ciò è ancora piu’ vero se si considera - continua la sentenza in argomento -, che:
“….nella liquidazione dei compensi professionali, il Giudice deve tener conto del valore e della natura e complessità della controversia, del numero e dell'importanza e complessità delle questioni trattate, il pregio delle stesse ed il decoro della professione (art. 4, comma 2 e 3 del D.M. n.140 del 20/7/12 e art. 2233 c.c.)”.
In proposito, si rammenti che il Giudice di Pace di Pozzuoli - cui era stato richiesto dalla parte risultata soccombente di sollevare questione di costituzionalità - ha, nella citata pronuncia, reputato non sospetta di illegittimità costituzionale la novellata norma dell’art. 91, ul. co., cpc, ritenendo di ravvisare, in adesione agli indirizzi giurisprudenziali in atto, una soluzione alternativa conforme a Costituzione, che è quella della non applicabilità dell’art. 91, IV, co., cpc, e dell’applicazione, a qualsivoglia giudizio, dei nuovi parametri forensi di cui al d.m. giustizia 20.07.2012 n° 140, entrato in vigore il 23.8.2012, ed applicabile alla presente causa.
C- Ciò è tanto più vero se si considera che l’esaminato art. 91, ult. co., c.p.c., mirerebbe a scongiurare locupletazioni nel cd. ‘contenzioso seriale’, quale non sono – esemplificando –, le cause nelle quali i consumatori si dolgano di un disservizio - inadempimento contrattuale (quale può essere quello in materia telefonica, postale, etc…), non già ‘seriale’ ma ‘episodico’ ed inserito all’interno di un rapporto contrattuale consumatore - professionista.
- all’applicazione del nuovo d.m. n. 140/2012 al governo delle spese di lite;
- nonché alla consequenziale disapplicazione del novellato art. 91 c.p.c..
i) l'art. 91 c.p.c. sarebbe stato modificato alla luce della legge professionale in vigore di cui al D.M. n. 127 dell'8/4/04 e nel rispetto dei principi in esso contenuti;
iii) l'attività difensiva portata al vaglio del Gdp di Pozzuoli – e questo vale anche per la causa che ci occupa - è terminata dopo l'entrata in vigore del nuovo regolamento di cui al d.m. n. 140/2012, entrato in vigore il 23/8/12.
E ciò anche in adesione alla giurisprudenza della S. C. che in due recenti sentenze ha statuito, da un lato, l’unitarietà e la non frazionabilità in ordine alle diverse prestazioni eseguite dell'incarico conferito al professionista, e, dall’altro che in caso di successione di tariffe professionali, per stabilire in base a quale di essa debba essere liquidato il compenso, occorre tenere conto della natura dell'attività professionale e, se, per la complessa portata dell'opera, il compenso deve essere liquidato con criterio unitario, la tariffa applicabile è quella che vige alla data della liquidazione anche se l'esplicazione dell'attività ha avuto inizio quando era vigente altra tariffa (Cassazione civile, Sez. II, Sentenza n.16561 del 28/9/12; Cassazione SSUU civile, Sentenze n.17405 e n.17406 del 12/10/12, n. 18027 del 24 /10/12).
Pertanto, le spese di giudizio seguono la soccombenza e vanno liquidate, d'ufficio, come in dispositivo, tenendo conto del Regolamento di cui al D.M. 20/7/12 n.140, entrato in vigore il 23/8/12, dell'attività processuale svolta ed in particolare delle prescrizioni di cui agli artt. 1, 4 e 11 del medesimo d.m. n. 140/2012”.