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Timestamp: 2018-02-19 19:00:43+00:00
Document Index: 156404156

Matched Legal Cases: ['art. 136', 'art. 136', 'art. 136', 'art.136', 'art. 136', 'art.136', 'art. 136', 'art. 35', 'art. 136', 'art. 30']

Banca di Credito Cooperativo del Circeo - PDF
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1 Banca di Credito Cooperativo del Circeo Politiche in materia di assetti organizzativi, gestione delle operazioni e controlli interni sulle attività di rischio e conflitti di interesse nei confronti di soggetti collegati Consiglio di Amministrazione del 18 dicembre 2012
2 INDICE SOMMARIO 1. PREMESSA RUOLO E RESPONSABILITA DEGLI ORGANI E DELLE FUNZIONI AZIENDALI Consiglio di Amministrazione Direttore Generale Collegio Sindacale Le Funzioni aziendali coinvolte IL PERIMETRO DEI SOGGETTI COLLEGATI Censimento dei soggetti collegati Aggiornamento del perimetro dei soggetti collegati IL PERIMETRO DELLE OPERAZIONI CON SOGGETTI COLLEGATI Perimetro delle operazioni rilevanti Criteri di individuazione delle operazioni di maggiore rilevanza Criteri di individuazione delle operazioni ordinarie Criteri di individuazione delle operazioni di importo esiguo IL PROCESSO DI GESTIONE DELLE OPERAZIONI CON SOGGETTI COLLEGATI Verifica soggetto collegato Verifica limiti di rischio Classificazione dell operazione Iter deliberativi LA GESTIONE DEI PROFILI DI RISCHIO Il livello di propensione al rischio ed i limiti prudenziali I PROCESSI DI CONTROLLO Il monitoraggio dei limiti di rischio Superamento dei limiti Il ruolo delle Funzioni di Internal Audit e di Conformità LA GESTIONE DEGLI ALTRI CONFLITTI DI INTERESSE Gestione delle casistiche ex art del Codice Civile Gestione dei conflitti di interesse del personale più rilevante I FLUSSI INFORMATIVI LE SEGNALAZIONI DI VIGILANZA L ADOZIONE, MONITORAGGIO E ADEGUAMENTO DELLA POLICY... 25
3 1. PREMESSA In conformità a quanto previsto dalle disposizioni in materia di attività di rischio e conflitti di interesse nei confronti di soggetti collegati, di cui al Titolo V, Capitolo 5, della Circolare Banca d Italia 27 dicembre 2006, n. 263 (la Circolare 263 ), con delibera del.. giugno 2012, il Consiglio di Amministrazione della Banca di Credito Cooperativo del Circeo (la Banca ) ha adottato il documento Procedure deliberative in materia di attività di rischio e conflitti di interesse (di seguito la Procedura ) in cui sono disciplinati i limiti prudenziali e le procedure deliberative applicabili, rispettivamente, all assunzione di attività di rischio e all esecuzione di operazioni nei confronti dei soggetti collegati. In un ottica di razionalizzazione complessiva dell impianto procedurale, la Procedura disciplina anche le operazioni che, sebbene non rilevanti ai fini della Circolare 263, ricadono nell ambito di applicazione degli artt del codice civile, 136 del D.Lgs. 1 settembre 1993, n. 385 e 44 dello Statuto Sociale. A completamento della suddetta Procedura ed in attuazione della citata disciplina, sono definite dalla Banca le presenti Politiche in materia di assetti organizzativi, gestione delle operazioni e controlli interni in materia di attività di rischio e conflitti di interesse nei confronti di soggetti collegati (di seguito la Policy ). Gli obiettivi del presente documento sono: definire ruoli e responsabilità degli Organi e delle Funzioni aziendali in tema di prevenzione e gestione dei conflitti di interesse nei confronti di soggetti collegati; istituire il processo organizzativo atto a identificare e censire in modo completo i soggetti collegati (gestione del perimetro dei soggetti collegati) ed individuare e quantificare le relative transazioni in ogni fase del rapporto; individuare i settori di attività e le tipologie di rapporti di natura economica in relazione ai quali possono determinarsi conflitti di interesse; illustrare le modalità di gestione delle operazioni con soggetti collegati; definire il livello di propensione al rischio con riferimento all operatività verso soggetti collegati coerente con il profilo strategico della Banca; istituire i processi di controllo atti a garantire la corretta misurazione e gestione dei rischi assunti verso soggetti collegati ed a verificare il corretto disegno e l effettiva applicazione delle politiche e procedure interne; illustrare i principali flussi informativi identificati. Nell ambito del presente documento sono utilizzate le medesime definizioni adottate nelle Procedure deliberative in materia di attività di rischio e conflitti di interesse alle quali si rimanda. Pagina 3 di 25
4 2. RUOLO E RESPONSABILITA DEGLI ORGANI E DELLE FUNZIONI AZIENDALI La definizione degli indirizzi, l adozione delle misure attuative, la gestione delle operazioni, nonché i controlli interni in materia di attività di rischio e conflitti di interesse nei confronti di soggetti collegati, richiedono il coinvolgimento di una pluralità di Organi e Funzioni aziendali, di cui di seguito si riportano i principali ruoli e responsabilità Consiglio di Amministrazione Il Consiglio di Amministrazione è responsabile della definizione, approvazione e revisione della presente Policy, nonché degli indirizzi per la relativa applicazione. In particolare, il Consiglio di Amministrazione: definisce il livello di propensione al rischio inerente le operazioni con soggetti collegati, fissando il limite complessivo di esposizione verso i soggetti collegati stessi; definisce la soglia di attenzione rispetto al limite complessivo di esposizione verso i soggetti collegati, oltre la quale adottare tecniche di attenuazione del rischio; approva i limiti prudenziali definiti per l assunzione di attività di rischio nei confronti di una parte correlata e dei relativi soggetti connessi; approva le modalità attraverso cui monitorare nel continuo il livello complessivo di propensione al rischio ed il rispetto dei singoli limiti prudenziali; approva il piano di rientro predisposto in caso di superamento dei limiti di rischio; approva i processi di controllo atti a garantire la corretta misurazione e gestione dei rischi assunti verso soggetti collegati e a verificare il corretto disegno e l effettiva applicazione delle politiche e procedure interne; garantisce che la funzionalità, l'efficienza e l'efficacia dei suddetti processi di controllo siano periodicamente verificate, che i risultati di tali verifiche siano portati a conoscenza del medesimo Organo e, nel caso emergano carenze o anomalie, promuove con tempestività idonee misure correttive; assicura che vengano allocati in modo chiaro ed appropriato compiti e responsabilità rispetto agli obiettivi di prevenzione e gestione dei conflitti di interesse, nonché agli obblighi di censimento dei soggetti collegati e di controllo dell andamento delle esposizioni; assicura che venga approntato un sistema di flussi informativi che consenta un adeguata gestione e controllo delle attività di rischio e delle operazioni verso soggetti collegati. Il Consiglio di Amministrazione, inoltre, delibera le operazioni con soggetti collegati nel rispetto dei poteri delegati e delle disposizioni contenute nella Procedura e nella presente Policy. Nell ambito dell Organo Amministrativo, l Amministratore Indipendente designato interviene nella fase pre-deliberativa e deliberativa delle operazioni con soggetti collegati, svolgendo un ruolo di valutazione, supporto e proposta nel rispetto delle disposizioni contenute nella normativa di riferimento, nella Procedura e nella presente Policy Direttore Generale Il Direttore Generale è responsabile dell'istituzione e del mantenimento di un efficace sistema di gestione e controllo delle attività di rischio e delle operazioni con soggetti collegati, secondo gli indirizzi strategici dettati dal Consiglio di Amministrazione. In particolare, il Direttore Generale: Pagina 4 di 25
5 propone al Consiglio di Amministrazione il livello complessivo di propensione al rischio inerente le operazioni con soggetti collegati, la relativa soglia di attenzione, nonché i limiti prudenziali per l assunzione di attività di rischio nei confronti di una parte correlata e dei relativi soggetti connessi; propone al Consiglio di Amministrazione le modalità attraverso cui monitorare nel continuo il livello complessivo di propensione al rischio ed il rispetto dei singoli limiti prudenziali; propone al Consiglio di Amministrazione un piano di rientro in caso di superamento dei limiti di rischio; definisce i processi di controllo atti a garantire la corretta misurazione e gestione dei rischi assunti verso soggetti collegati e a verificare il corretto disegno e l effettiva applicazione delle politiche e procedure interne; verifica nel continuo l'efficienza e l'efficacia complessiva del sistema di gestione e controllo delle attività di rischio e delle operazioni con soggetti collegati, provvedendo al suo adeguamento in relazione alle carenze o anomalie riscontrate; definisce le responsabilità delle Funzioni aziendali coinvolte in modo che siano chiaramente attribuiti i relativi compiti e siano prevenuti potenziali conflitti di interesse; definisce i flussi informativi volti ad assicurare agli Organi aziendali ed alle Funzioni di controllo la piena conoscenza e governabilità delle attività di rischio e delle operazioni verso soggetti collegati; è coinvolto nel processo di delibera delle operazioni con soggetti collegati, in funzione del sistema dei poteri delegati adottato; fornisce supporto all Amministratore Indipendente nella fase pre-deliberativa e deliberativa delle operazioni con soggetti collegati Collegio Sindacale Il Collegio Sindacale può essere coinvolto nella fase deliberativa delle operazioni con soggetti collegati ed esercita, in ordine al processo di controllo interno sulle attività di rischio ed i conflitti di interesse, le facoltà previste dalla normativa secondaria, che gli assegna la responsabilità di vigilare sull'adeguatezza del processo e sulla rispondenza ai requisiti stabiliti dalla normativa. Per lo svolgimento delle proprie verifiche, il Collegio Sindacale si avvale delle Funzioni di controllo interne, le quali forniscono adeguati flussi informativi sia sui profili organizzativi, sia su quelli metodologici e quantitativi. In particolare, il Collegio Sindacale svolge le seguenti attività: supporta il Consiglio di Amministrazione nella periodica valutazione del processo di controllo interno; esprime un parere sul piano di rientro predisposto in caso di superamento dei limiti di rischio; analizza i flussi informativi messi a disposizione da parte degli altri Organi aziendali e delle Funzioni di controllo interno; formula osservazioni e proposte agli Organi competenti Le Funzioni aziendali coinvolte Nell ambito del processo di gestione delle operazioni con soggetti collegati sono inoltre coinvolte le seguenti Funzioni aziendali: Funzioni proponenti: diverse a secondo del processo aziendale interessato, curano la fase pre-deliberativa, avviando l istruttoria propedeutica all esecuzione di una operazione con soggetti collegati. Nell allegato 1 al documento (cfr. quadro Pagina 5 di 25
6 sinottico) sono riportate le singole funzioni proponenti per le differenti tipologie di operazioni. La Segreteria Generale) gestisce il perimetro dei soggetti collegati, mediante l identificazione e il continuo aggiornamento delle informazioni inerenti i soggetti collegati. L Ufficio Fidi Centralizzato: in quanto funzione incaricata di seguire il fenomeno dei gruppi economici ai fini del controllo sui grandi rischi, gestisce il censimento dei soggetti collegati nel sistema informativo, curando i relativi collegamenti. L Ufficio addetto allee segnalazioni di vigilanza: cura le segnalazioni delle attività di rischio e delle operazioni verso soggetti collegati a Banca d Italia con la periodicità ed il livello di dettaglio previsti dalla relativa disciplina segnaletica prudenziale. Il Risk Controller, la Funzione di Conformità e la Funzione Internal Audit: sono gli attori coinvolti nei processi di controllo atti a garantire la corretta misurazione e gestione dei rischi assunti verso soggetti collegati e a verificare il corretto disegno e l effettiva applicazione delle disposizioni normative interne adottate. Pagina 6 di 25
7 3. IL PERIMETRO DEI SOGGETTI COLLEGATI 3.1. Censimento dei soggetti collegati Ai sensi delle nuove Disposizioni di Vigilanza Prudenziale, la Banca deve censire le parti correlate e, nei limiti dell ordinaria diligenza, individuare i relativi soggetti connessi. A tal fine, la norma prevede che i soggetti qualificabili come parti correlate hanno il dovere di cooperare con la Banca in modo da consentire un censimento corretto e completo dei loro soggetti collegati. La Banca si è dotata allo scopo di una procedura informatica che, oltre a supportare il censimento dei soggetti collegati, consente di identificare le relazioni fra parte correlata e relativi soggetti connessi, nonché di registrare le relative movimentazioni e monitorare l andamento e l ammontare complessivo delle connesse attività di rischio. L iter per il censimento dei soggetti collegati adottato dalla Banca prevede che, la Segreteria Generale, al momento della nomina ovvero dell assegnazione dell incarico ad un Esponente aziendale provvede a raccogliere la dichiarazione relativa ai soggetti collegati per il tramite di uno specifico modulo di attestazione denominato Modello di rilevazione delle informazioni degli Esponenti Aziendali (di seguito anche modulo di attestazione, per il quale si rinvia all allegato 2 del presente documento), in cui lo stesso Esponente Aziendale comunica sotto la propria responsabilità i soggetti ad esso connessi 1. Il modulo di attestazione consente di acquisire le informazioni finalizzate ad adempiere oltre che alle disposizioni contenute nella Circolare 263, anche alle prescrizioni normative dell art. 136 del TUB e del principio contabile internazionale IAS 24. Nell ambito del modulo di attestazione, l Esponente dichiara: le società e le imprese, anche costituite in forma non societaria, direttamente o indirettamente controllate, anche congiuntamente; le società nelle quali svolge funzioni di amministrazione, direzione o controllo e le eventuali società controllate e controllanti; gli stretti familiari 2 e le entità (società e imprese) da questi controllate; gli affini fino al secondo grado 3. Il modulo è compilato e sottoscritto dall Esponente Aziendale, con il supporto dell Ufficio Segreteria Generale che potrà avvalersi peraltro di tutte le fonti di informazione disponibili, sia interne che esterne (archivi aziendali, Centrale Rischi, Centrale dei Bilanci, etc.), per integrare le informazioni acquisite dall Esponente. Le informazioni richieste tramite il modulo di attestazione sono considerate minimali ai fini del censimento in procedura, sulla base delle specifiche funzionali identificate per procedere anche al censimento dei soggetti collegati che non risultano al momento della rilevazione clienti della Banca. In particolare, per le persone fisiche sarà obbligatorio indicare quantomeno: cognome e nome; luogo e data di nascita; codice fiscale. Per le persone giuridiche sarà obbligatorio indicare quantomeno: intestazione; Partita Iva; 1 L indicazione da parte dell esponente dei soggetti a lui riconducibili è un obbligo a cui lo stesso non può sottrarsi che deriva dal rapporto con la banca, che, in virtù delle disposizioni a cui è assoggettata, considera l ottenimento di tali informazioni come necessario e non accessorio nell ambito del rapporto con l esponente. 2 Ai fini prudenziali, l applicabilità dell art. 136 TUB è estesa anche ai figli, al coniuge, al convivente more uxorio e relativi figli. 3 Pur non essendo considerati soggetti collegati, ai sensi delle disposizioni di Vigilanza la Banca tiene tali informazioni a disposizione per eventuali richieste della Banca d Italia. Pagina 7 di 25
8 numero iscrizione CCIAA. Ricevuti tutti i moduli di attestazione debitamente compilati e firmati, l Ufficio Fidi Centralizzato procede al censimento delle informazioni nella già richiamata procedura informatica che consente la gestione delle anagrafiche dei Soggetti Collegati, attribuendone anche i collegamenti previsti. Nell attività di censimento l Ufficio Fidi Cetralizzato ha cura di assicurare la coerenza con le informazioni acquisite in precedenza inerenti le connessione economiche e giuridiche. Nella definizione dei collegamenti, l Ufficio Fidi Centralizzato dovrà tener conto delle eventuali cointestazioni 4 in essere riferite ai soggetti censiti, al fine di assoggettare anche tale tipologia di rapporti alle disposizioni previste dalla Procedura e dalla presente Policy. La Banca mette a disposizione delle Funzioni aziendali competenti, mediante procedura informatica, l elenco e le informazioni inerenti i Soggetti Collegati Aggiornamento del perimetro dei soggetti collegati Per il corretto adempimento degli obblighi sanciti dalla Normativa di Vigilanza è assolutamente necessario tenere continuamente aggiornato il perimetro dei soggetti collegati della Banca. A tal proposito, è responsabilità del singolo Esponente aziendale comunicare tempestivamente le circostanze sopravvenute di cui sia a conoscenza che possono comportare modifiche al perimetro dei soggetti collegati. In particolare, deve comunicare le variazioni ovvero le necessità di integrazioni alle informazioni rilasciate. La comunicazione della variazione potrà essere eseguita mediante la compilazione di un nuovo modulo di attestazione, debitamente sottoscritto dall Esponente, ovvero resa nota in sede di Consiglio e quindi riportata nel verbale della seduta. In questa ultima ipotesi, il Segretario del Consiglio di Amministrazione dovrà trasmettere uno stralcio del verbale all Ufficio Fidi Centralizzato per il necessario censimento delle informazioni. Semestralmente l Ufficio Fidi Centralizzato effettuerà un controllo di congruenza tra quanto dichiarato dall Esponente e quanto rinvenibile dall analisi delle connessioni giuridiche ed economiche, nonché dalle banche dati esterne a disposizione. Le eventuali variazioni rilevate, prima del relativo censimento, dovranno essere sottoposte alla validazione da parte degli Esponenti aziendali interessati, tramite la sottoscrizione di un nuovo modulo di attestazione. Ad ogni modo, con frequenza almeno annuale l Ufficio Fidi Centralizzato provvederà a richiedere agli Esponenti Aziendali di confermare e/o di aggiornare le informazioni che li riguardano, facendo sottoscrivere una specifica dichiarazione di conferma o aggiornamento. Conseguentemente provvede a censire nel sistema informativo le informazioni oggetto di variazione. 4 Ai fini della presente Policy, si considerano le cointestazioni dove almeno un soggetto cointestato è allo stesso tempo soggetto collegato. Pagina 8 di 25
9 4. IL PERIMETRO DELLE OPERAZIONI CON SOGGETTI COLLEGATI 4.1. Perimetro delle operazioni rilevanti Così come disciplinato nell ambito della Procedura, coerentemente con le disposizioni in materia di attività di rischio e conflitti di interesse nei confronti di soggetti collegati, si definisce operazione con Soggetti Collegati qualunque transazione compiuta dalla Banca che comporti l assunzione di attività di rischio, trasferimento di risorse, servizi o obbligazioni, indipendentemente dalla previsione di un corrispettivo. Sono da ricomprendere in tale fattispecie: finanziamenti attivi 5 ; passaggi a perdite, passaggi a sofferenza, accordi transattivi giudiziali o extragiudiziali; operazioni su partecipazioni; acquisti; operazioni su immobili; operazioni di raccolta diretta; finanza per la clientela; contratti/accordi intese di natura commerciale, convenzioni per la distribuzione di prodotti e servizi, altri accordi; servizi finanziari/ di pagamento; servizi accessori; assunzione del personale. Le operazioni di cui all elenco, in linea con quanto previsto dalla normativa e disciplinato dalla Procedura possono essere classificate nel seguente modo: Importo nominaledell operazione Inferiore ad Comprese tra e il 5% del Patrimonio di Vigilanza Superiore al 5% del Patrimonio di Vigilanza Operazioni di minore rilevanza Operazioni esigue Operazioni Ordinarie Operazioni di minore rilevanza Operazioni di Maggiore Rilevanza Operazioni di maggiore rilevanza Operazioni di minore rilevanza Operazioni Costituiscono operazioni di maggiore rilevanza le Operazioni il cui controvalore, in rapporto al patrimonio di vigilanza della Banca, sia superiore alla soglia del 5%. Si considerano operazioni di minore rilevanza le operazioni concluse con soggetti collegati diverse da quelle di maggiore rilevanza. Sono da considerarsi operazioni ordinarie le operazione di minore rilevanza rientranti nell ordinaria operatività della 5 Sono vietati gli sconfinamenti nei confronti degli Esponenti Aziendali. Pagina 9 di 25
10 ordinarie Operazioni di importo esiguo banca e concluse a condizioni equivalenti a quelle di mercato o standard. Costituiscono operazioni di importo esiguo quelle il cui controvalore unitario non ecceda l importo di La Banca non si avvale della possibilità di deliberare operazioni in situazioni di urgenza Criteri di individuazione delle operazioni di maggiore rilevanza Costituiscono operazioni di maggiore rilevanza le operazioni con soggetti collegati il cui controvalore, in rapporto al patrimonio di vigilanza della Banca, sia superiore alla soglia del 5%, applicabile in funzione della tipologia di operazione considerata. La Banca qualifica, in ogni caso, quali operazioni di maggiore rilevanza quelle che, a prescindere dall importo, diano luogo a perdite, passaggi a sofferenza, accordi transattivi giudiziali o extra-giudiziali. Sono inoltre da considerarsi sempre di maggiore rilevanza le operazioni straordinarie e le operazioni di acquisto e vendita di partecipazioni, nonché le operazioni di assunzione del personale e compravendita immobili che coinvolgano un soggetto collegato. Al contrario, non rientrano in tale categoria gli acquisti, le operazioni di apertura e di variazione delle condizioni del conto corrente e del deposito a risparmio, i servizi finanziari/ di pagamento, i servizi accessori e talune operazioni di finanza per la clientela (gestione deposito titoli, gestione contratto per prestazione servizi di investimento, ricezione e trasmissione di ordini, etc.) Criteri di individuazione delle operazioni ordinarie La Banca ha definito le condizioni in funzione delle quali classificare un operazione come ordinaria. A tal proposito, l operazione deve rispettare tutte le condizioni di seguito riportate: rientrare nella normale operatività di business della banca (es. concessione di finanziamenti, operazione di finanza per la clientela, ecc.) per la quale siano previsti un processo/ ruoli/ poteri delegati determinati; prevedere l applicazione di un sistema oggettivo di costi e condizioni (tassi, durata, commissioni, ecc.), definito con delibera del Consiglio di Amministrazione, previo parere dell Amministratore Indipendente designato. Il suddetto sistema deve essere definito in funzione di costi e condizioni applicate solitamente alla clientela di elevato standing e, limitatamente agli esponenti aziendali, le stesse possono essere derogate in linea e nei limiti di quelle applicate ai dipendenti. La delibera del Consiglio dovrà indicare le motivazioni che hanno condotto alla definizione del suddetto sistema di costi e condizioni. prevedere l utilizzo di uno schema contrattuale standard; non rientrare nelle facoltà di delibera del Consiglio di Amministrazione. Non sono dunque mai ordinarie le operazioni che rientrano fra i poteri di delibera riservati al Consiglio di Amministrazione, le operazione che per definizione sono di maggiore rilevanza, gli sconfinamenti, gli acquisti, la locazione di immobili, i contratti/accordi intese di natura commerciale, convenzioni per la distribuzione di prodotti e servizi, altri accordi. Le Funzioni proponenti della Banca individuano il carattere di ordinarietà dell operazione facendo ricorso ai criteri sopra esposti. Esse formalizzano nella proposta di delibera gli elementi che comprovano il carattere di ordinarietà evidenziando i necessari riferimenti interni. Pagina 10 di 25
11 4.4. Criteri di individuazione delle operazioni di importo esiguo In considerazione dei limiti previsti agli articoli 35 e 42 dello Statuto e delle deliberazioni assunte con l approvazione della presente Policy (cfr. par. 6.1), sono da ritenersi sempre esigue le operazioni di acquisto e la locazione passiva di immobili. Pagina 11 di 25
12 5. IL PROCESSO DI GESTIONE DELLE OPERAZIONI CON SOGGETTI COLLEGATI Il processo di gestione delle operazioni con soggetti collegati si articola nelle seguenti fasi: Verifica soggetto collegato Verifica limiti di rischio Classificazione dell operazione Iter deliberativi RICHIESTA DI OPERAZIONE Operazione di minore rilevanza Iter per operazioni ex art. 136 TUB Soggetto collegato Attività non di rischio Operazione ex art.136 TUB Operazione di maggiore rilevanza Iter per operazioni ex art. 136 TUB rafforzato Soggetto non collegato Attività di rischio Operazione non ex art.136 TUB Operazione di maggiore rilevanza Operazione non esigua Operazione non ordinaria Iter per operazioni di maggiore rilevanza Operazione oltre i limiti prudenziali Operazione non eseguibile Operazione entro i limiti prudenziali Operazione di minore rilevanza Operazione esigua Operazione ordinaria Iter per operazioni di minore rilevanza Operazioni ordinarie con soggetti collegati Iter deliberativo normale Si descrivono di seguito le attività previste per le diverse fasi Verifica soggetto collegato A prescindere dalla tipologia di operazione in corso, la Funzione proponente verifica, accedendo al sistema informativo, se la controparte è un soggetto collegato, rispetto al quale, infatti, risulta da applicare la disciplina interna in materia di attività di rischio e operazioni con soggetti collegati. In particolare, per alcune tipologie di operazioni (cfr. allegato 1), la procedure gestionale di riferimento è in grado di segnalare in automatico se la controparte è un soggetto collegato, producendo un apposito segnale di alert nel momento in cui la Funzione proponente richiama nella suddetta procedura il codice identificativo anagrafico della controparte. Per altre tipologie di operazioni, invece, dove la procedura gestionale di riferimento non assiste l identificazione del soggetto collegato, la Funzione proponente è comunque responsabile di effettuare una interrogazione in Anagrafica al fine di accertare la presenza di eventuali soggetti collegati (cfr. allegato 1) Verifica limiti di rischio In presenza di soggetti collegati, la Funzione Proponente verifica il rispetto dei limiti prudenziali sanciti nella Procedura e altresì richiamati nel presente documento (cfr. par. 6.1). Posto che nell ambito del quadro sinottico riportato in allegato 1 sono identificate le operazioni che richiedono una registrazione manuale e quelle che sono registrate automaticamente nella procedura informatica per la gestione del operazioni con soggetti collegati, al termine dell istruttoria e prima che l operazione sia autorizzata, Pagina 12 di 25
13 la Funzione proponente constata che l operazione sia stata inserita automaticamente nella procedura ovvero la inserisce manualmente. Per le operazioni che rappresentano attività di rischio la procedura informatica consente di verificare il rispetto dei limiti prudenziali. La procedura consente altresì di verificare il rispetto del limite statutario previsto nel caso di stipula di contratti di appalto per opere o contratti per prestazioni di servizi o per fornitura di beni di natura continuativa o comunque pluriennale (cfr. par. 6.1). Per le attività di rischio, nel caso in cui il controvalore nominale dell operazione, sommato alle esposizioni già in essere nei confronti del medesimo gruppo di soggetti collegati, comporti il mancato rispetto dei limiti prudenziali, il sistema non consente l esecuzione dell operazione 6. In tale circostanza, la Funzione Proponente informa tempestivamente il Direttore Generale e il Risk Controller dell impossibilità di eseguire l operazione, predisponendo un report in cui sono riepilogati i risultati dell analisi istruttoria e le caratteristiche dell operazione stessa. La Funzione proponente deve esimersi dall esecuzione dell operazione ove l esposizione della Banca verso la totalità dei soggetti collegati superi il limite complessivo di esposizione sancito dal Consiglio di Amministrazione. Il superamento del limite è comunicato tempestivamente alle strutture aziendali da parte del Risk Controller. In entrambe le ipotesi, il Direttore Generale, di concerto con il Risk Controller svolgere ulteriori approfondimenti, al fine di valutare l opportunità di dare corso all operazione in oggetto, mediante l acquisizione di appropriata garanzia 7 prestata da soggetti indipendenti dai soggetti collegati ed il cui valore non sia positivamente correlato con il merito di credito del prenditore Classificazione dell operazione Nel caso di operazioni che rispettano i limiti prudenziali ovvero per le quali non è prevista la verifica dei limiti di rischio, la Funzione proponente: a) verifica se l operazione ricada nell ambito di applicazione dell art. 136 del TUB, accertando, con il supporto del sistema informativo, se il soggetto collegato risulti rilevante anche ai fini di tale articolo; b) contestualmente constata se l operazione è di minore o maggiore rilevanza, anche in considerazione di eventuali cumuli con altre operazioni omogenee ovvero 6 La procedura blocca l operazione anche in caso di superamento del limite previsto dall art. 35 dello Statuto (cfr. par. 6.1). 7 Ai sensi delle Politiche di gestione del rischio di credito approvate dal Consiglio di Amministrazione, la Banca persegue l obiettivo di contenere il rischio di credito anche attraverso l acquisizione di garanzie. Nelle Disposizione attuative del Regolamento del Credito la Banca ha individuato come tipologie di garanzie accettabili le garanzie ipotecarie, reali finanziarie e personali. La Circolare 263/2006 tratta il tema garanzie nel più ampio contesto delle tecniche di attenuazione del rischio di credito, altrimenti definito come CRM, ovvero Credit Risk Mitigation (Mitigazione del Rischio di Credito). In tale contesto, la normativa individua le specifiche tipologie di garanzia riconosciute come CRM e introduce il concetto di ammissibilità, ovvero definisce i requisiti che queste devono possedere al momento della loro acquisizione, e che devono essere mantenuti durante tutto il ciclo di vita delle stesse, per essere utilizzate ai fini della mitigazione del rischio con benefici in termini di minore assorbimento patrimoniale. A tal riguardo, la Banca ha adottato un sistema per la gestione delle tecniche di attenuazione del rischio di credito che consente di presidiare efficacemente l intero processo di acquisizione, valutazione, controllo e realizzo delle garanzie. I riferimenti normativi interni relativi ai principali requisiti di ammissibilità, nonché la descrizione dei processi relativi all acquisizione e sorveglianza delle garanzie, sono ampiamente illustrati nel regolamento specifico Disposizioni attuative del credito: acquisizione e sorveglianza delle garanzie ammissibili ai fini regolamentari a cui si fa esplicitamente rinvio. 8 Ai sensi della Normativa di Vigilanza ed in particolare della disciplina in materia di concentrazione dei rischi, le garanzie personali e finanziarie (nei limiti e alle condizioni in cui sono ammesse) consentono di applicare il principio di sostituzione, ossia di imputare l esposizione al fornitore di protezione anziché al debitore principale collegato. Ovviamente, affinché il principio di sostituzione possa produrre l effetto di ridurre l esposizione verso un determinato insieme di soggetti collegati occorre che il fornitore di protezione non sia direttamente o indirettamente riconducibile al novero dei soggetti collegati in questione. Pagina 13 di 25
14 realizzate in esecuzione di un disegno unitario, compiute nel corso dell esercizio con uno stesso soggetto collegato 9 ; c) in caso l operazione non rientri nell ambito di applicazione dell art. 136 del TUB e non sia di maggiore rilevanza, verifica se l operazione possa essere considerata esigua (non superi i ) e pertanto esente dall applicazione degli iter deliberativi previsti dalla Procedura; d) nel caso in cui l operazione non sia esigua, verifica che tale operazione possa essere considerata ordinaria secondo i criteri disciplinati nel par.4.3 e pertanto anch essa esente dall applicazione degli iter deliberativi previsti dalla Procedura. La classificazione dell operazione viene effettuata automaticamente dalla procedura in funzione dell importo dell operazione stessa, ad esclusione delle operazioni ordinarie, per le quali è richiesto un intervento manuale da parte della Funzione Proponente. Al Direttore Generale, ove lo ritenesse opportuno anche alla luce di eventuali ulteriori considerazioni di carattere qualitativo ovvero sulla base dei criteri di individuazione sanciti al par. 4.2, è riservata la facoltà di modificare la classificazione dell operazione con soggetti collegati attribuendo alla medesima la maggiore rilevanza Iter deliberativi In seguito alla classificazione dell operazione, la procedura informatica dedicata attiva in automatico l iter deliberativo disciplinato nelle Procedure deliberative in materia di attività di rischio e conflitti di interesse in funzione della classificazione attribuita e della tipologia di operazione in essere. Le operazioni classificate come esigue o ordinarie, essendo esenti dall applicazione degli iter deliberativi previsti dalla Procedura, seguono il normale iter disciplinato nell ambito della normativa di processo della Banca a seconda della tipologia di operazione in oggetto e dei poteri delegati. In caso di operazioni di maggiore o minore rilevanza (diverse dalle operazioni ordinarie e dalle operazioni di importo esiguo), nella fase pre-deliberativa, la Funzione proponente trasmette via mail l informativa sull operazione all Amministratore indipendente. Le note della Funzione proponente, i pareri dell Amministratore Indipendente e nel caso del Collegio Sindacale, l estratto dell eventuale delibera positiva dell organo deliberante sono inseriti nella procedura informatica per la gestione delle operazioni con soggetti collegati. La procedura informatica consente infatti di storicizzare i dati e le informazioni inerenti le operazioni con soggetti collegati concluse con esito di delibera sia positivo che negativo. 9 Con riferimento a tale casistica si evidenzia come la procedura consideri automaticamente come cumulate le operazione relative ad un unico soggetto collegato e non permette di derubricare tali operazioni. Pertanto, al raggiungimento della soglia del 5% del patrimonio di vigilanza, ogni operazione successiva nel corso dell esercizio sarà considerata di maggiore rilevanza. Pagina 14 di 25
15 6. LA GESTIONE DEI PROFILI DI RISCHIO Per rischio inerente le operazioni con soggetti collegati, si intende il rischio che la vicinanza di taluni soggetti ai centri decisionali della Banca possa compromettere l oggettività e l imparzialità delle decisioni relative alla concessione di finanziamenti e ad altre transazioni nei confronti dei medesimi soggetti, con possibili distorsioni nel processo di allocazione delle risorse, esposizione della Banca a rischi non adeguatamente misurati o presidiati, nonché potenziali danni per depositanti e azionisti. In coerenza con le finalità istituzionali, nonché con le politiche interne che definiscono l appetito al rischio e con il piano strategico, la Banca persegue una strategia generale di gestione delle attività di rischio e conflitti di interesse nei confronti dei soggetti collegati improntata ad una assunzione consapevole del rischio, che si estrinseca nel: tenere sotto osservazione le esposizioni nei confronti dei soggetti che possono influire in maniera determinante nella gestione aziendale; prevenire e gestire i conflitti di interesse che insorgono nei rapporti con soggetti collegati; assicurare in via continuativa il rispetto dei limiti per le attività di rischio sanciti dalla normativa, nonché i limiti previsti nello Statuto; adottare idonee tecniche di attenuazione del rischio. Nell ambito della presente Policy, pertanto, sono individuati gli elementi che caratterizzano l orientamento della Banca nell assunzione e gestione del rischio. In particolare, la Banca definisce una propria propensione al rischio complessiva ed limiti prudenziali per gruppo di soggetti collegati. L assunzione dei rischi avviene altresì mediante l utilizzo di strumenti in grado di garantire la consapevolezza della relativa dimensione e dinamica nel tempo. La Banca pertanto adotta coerenti sistemi di misurazione delle componenti di rischio, promuovendone l utilizzo nell ambito dei processi operativi, gestionali e di controllo. In aggiunta ai suddetti presidi prudenziali, all interno della Banca viene adottata ogni ragionevole misura per identificare ed attenuare i conflitti di interesse che potrebbero insorgere al momento della prestazione di qualunque servizio e attività nei confronti dei soggetti collegati. In particolare, rientrano fra le dette misure: le procedure deliberative in materia di operazioni con soggetti collegati; le Politiche interne in materia di partecipazioni in imprese non finanziarie, adottate ai sensi delle Disposizioni di Vigilanza di Banca d Italia in materia di partecipazioni detenibili dalle banche e dai gruppi bancari (Circolare 263/06, Sez. VII, Titolo V, Capitolo 4) e volte a promuovere una gestione dei rischi e dei conflitti di interesse tra l attività d investimento in partecipazioni in imprese non finanziarie e la rimanente attività bancaria, conforme al criterio della sana e prudente gestione; le regole comportamentali in materia di conflitti di interesse sancite nel codice etico adottato dalla Banca Il livello di propensione al rischio ed i limiti prudenziali La propensione al rischio complessiva è definita dalla Banca in termini di misura massima delle attività di rischio verso soggetti collegati ritenuta accettabile in rapporto al patrimonio di vigilanza, con riferimento alla totalità delle attività di rischio verso la totalità dei soggetti collegati. Tale livello viene definito annualmente con delibera del Consiglio di Amministrazione considerando l andamento dell incidenza di tali attività di rischio sul Patrimonio di Vigilanza della Banca e si affianca ai limiti prudenziali previsti dalla normativa e dallo Statuto, riportati nell ambito della Procedura e sintetizzati nella tabella seguente. Nel Pagina 15 di 25
16 corso della medesima seduta, il Consiglio di Amministrazione determina, inoltre, una soglia di attenzione (di seguito soglia di allerta ) rispetto al limite di esposizione complessiva nei confronti di soggetti collegati, oltre la quale adottare tecniche di attenuazione del rischio, come esposto nel paragrafo successivo. Si riporta nella tabella seguente una sintesi dei limiti applicati dalla Banca alle operazioni con soggetti collegati. Fonte normativa Limite Descrizione Circolare Banca d Italia n. 263 del 2006 Circolare Banca d Italia n. 263 del 2006 Determinato annualmente dal Consiglio di Amministrazione 5% del patrimonio di vigilanza Limite all assunzione di attività di rischio nei confronti del complesso dei Soggetti Collegati della Banca. Limite all assunzione di attività di rischio nei confronti di un singolo gruppo di Soggetti Collegati. Art. 35 dello statuto della Banca Art. 42 dello statuto della Banca euro su base annua Divieto di stipula per contratti di appalto di opere o contratti per prestazioni di servizi o per fornitura di beni di natura continuativa o comunque pluriennale Non possono essere stipulati contratti di appalto di opere o contratti per prestazioni di servizi o per fornitura di beni di natura continuativa o comunque pluriennale superiori a tale limite con gli amministratori o con i loro parenti, coniugi o affini fino al secondo grado incluso, o con società alle quali gli stessi, o le persone di cui sopra, partecipano, direttamente o indirettamente, in misura superiore al 25% del capitale sociale o nelle quali rivestano la carica di amministratori. Tale divieto non si applica con riferimento ai contratti stipulati con gli enti, anche di natura societaria, della categoria. In via prudenziale, con l approvazione della presente Policy, il Consiglio di Amministrazione stabilisce che i suddetti limiti si applichino a tutte le tipologie di operazioni di acquisto di beni e servizi (compresa la locazione passiva di immobili). Non possono essere stipulati contratti di appalto di opere o contratti per prestazioni di servizi o per fornitura di beni di natura continuativa o comunque pluriennale con i componenti del collegio sindacale, o con società alle quali gli stessi partecipano, direttamente o indirettamente, in misura superiore al 25% del capitale sociale o nelle quali rivestano la carica di amministratori. Il divieto si applica anche rispetto al coniuge, nonché ai parenti e agli affini entro il secondo grado dei sindaci. Tale divieto non si applica con riferimento ai contratti stipulati con gli enti, anche di natura societaria, della categoria. In via prudenziale, con l approvazione della presente Policy, il Consiglio di Amministrazione stabilisce che i suddetti limiti si applichino a tutte le tipologie di operazioni di acquisto di beni e servizi (compresa la locazione passiva di immobili). Pagina 16 di 25
17 Il rispetto dei suddetti limiti non fa venir meno l esigenza che la Banca proceda con particolare cautela nell approvazione e concessione di operazioni, in particolare quelle che sottendono attività di rischio, valutando con rigore le caratteristiche delle operazioni stesse. In coerenza con il livello di propensione al rischio definito ed in conformità con le disposizioni di Vigilanza, la Banca individua i casi in cui l assunzione di nuove attività di rischio deve essere assistita da adeguate tecniche di attenuazione dei rischi. Devono infatti essere assistiti da appropriata garanzia le nuove operazioni di finanziamento da accordare a soggetti collegati (indipendentemente dai singoli limiti prudenziali), allorquando il totale delle attività di rischio verso la totalità dei soggetti collegati sia in quel momento superiore alla soglia di allerta definita dal Consiglio di Amministrazione. Ai fini della presente disciplina sono da considerarsi appropriate quelle garanzie che impattano sull esposizione del prenditore, consentendo benefici in termini di minore assorbimento patrimoniale (es: ipoteche su immobili residenziali e non residenziali, garanzie reali finanziarie rilasciate da banche di garanzia collettiva dei fidi, etc.) 10. In fase istruttoria dovrà quindi essere verificata la presenza delle condizioni che consentono di trattare la garanzia come un solido strumento di mitigazione del rischio. Le garanzie acquisite inoltre devono essere sempre congrue rispetto all operazione garantita, ovvero qualitativamente e quantitativamente adeguate alla tipologia ed all entità dell affidamento. In caso di superamento, invece, dei limiti prudenziali nei confronti di un gruppo di soggetti collegati è vietata la concessione di nuove attività di rischio, né tanto meno sono consentiti sconfinamenti. 10 Vedi nota n. 7 Pagina 17 di 25
18 7. I PROCESSI DI CONTROLLO 7.1. Il monitoraggio dei limiti di rischio Il monitoraggio del livello complessivo di propensione al rischio ed il rispetto dei singoli limiti prudenziali sanciti nella presente Policy è una prerogativa della Banca al fine di assicurare la piena conformità rispetto alle Disposizioni di Vigilanza. Un efficace monitoraggio presuppone la corretta quantificazione delle attività rischio connesse alle transazioni effettuate dai soggetti collegati. In tale contesto, il Risk Controller esercita le seguenti attività: supporta il Direttore Generale nella definizione del livello complessivo di propensione al rischio inerente le operazioni con soggetti collegati, nonché dei limiti prudenziali definiti per le operazioni nei confronti di una parte correlata e dei relativi soggetti connessi; propone al Direttore Generale le modalità attraverso cui monitorare nel continuo il livello complessivo di propensione al rischio ed il rispetto dei singoli limiti prudenziali; collabora con il Direttore Generale per la predisposizione di un piano di rientro in caso di superamento dei limiti di rischio; cura la misurazione dei rischi sottostanti alle relazioni con soggetti collegati, monitorando nel continuo il livello complessivo di propensione al rischio ed il rispetto dei singoli limiti prudenziali; elabora apposita reportistica direzionale; valuta, ove rilevanti per l operatività aziendale, i rischi connessi con l operatività verso soggetti collegati nell ambito del processo interno di valutazione dell adeguatezza patrimoniale; verifica la coerenza dell operatività delle diverse strutture e unità operative della Banca con i livelli di propensione al rischio definiti nelle politiche interne. In particolare ha l onere di supervisionare l andamento e l ammontare complessivo delle attività di rischio, nonché il rispetto dei limiti sanciti nel presente documento. A tal fine, la procedura informatica adottata dalla Banca consente di attuare tale monitoraggio, al fine di verificare la corrispondenza fra i rischi effettivamente assunti ed i limiti stabili dalla Banca sia verso singoli gruppi di soggetti collegati, sia rispetto al livello complessivo di propensione al rischio. Con riferimento alle attività di rischio, il livello di assorbimento patrimoniale per gruppo di soggetti collegati è aggiornato su base mensile in funzione dei dati relativi ai rapporti o parti di rapporti che potenzialmente confluiscono nella segnalazione prudenziale mensile dei Grandi Rischi. L attività di monitoraggio condotta il Risk Controller è oggetto di apposita reportistica, con cadenza trimestrale, nei confronti del Direttore Generale e del Consiglio di Amministrazione. Il Risk Controller rende periodicamente disponibile il valore di esposizione complessiva nei confronti della totalità dei soggetti collegati, informando tempestivamente le strutture della Banca in caso di superamento della soglia di allerta definita, al fine di consentire l adozione di adeguate tecniche di attenuazione del rischio in corrispondenza di nuove operazioni di finanziamento da accordare a soggetti collegati. E comunque compito di ciascuna Unità Organizzativa coinvolta in operazioni con soggetti collegati verificare nel continuo il rispetto dei limiti prudenziali stabiliti dalla presente Policy ed il rispetto del livello complessivo di propensione al rischio determinato dal Consiglio di Amministrazione. Pagina 18 di 25
19 7.2. Superamento dei limiti Il rispetto dei limiti prudenziali verso soggetti collegati deve essere assicurato in via continuativa. Non sono consentite pertanto nuove operazioni che conducono al superamento dei singoli limiti prudenziali, nonché del livello complessivo di attività di rischio a fronte della totalità dei soggetti collegati. Qualora per cause indipendenti da volontà o colpa della banca uno o più limiti previsti per le attività di rischio siano superati, esse devono essere ricondotte nei limiti nel più breve tempo possibile. A tal fine, la Banca predispone entro 45 giorni dal superamento del limite, un piano di rientro. Il Risk Controller collabora con il Direttore Generale nella predisposizione del piano di rientro. Esso dovrà essere approvato dal Consiglio di Amministrazione su proposta del Direttore Generale, sentito il Collegio Sindacale. In caso di superamento dei limiti previsti per le attività di rischio, il relativo piano di rientro è trasmesso dal Risk Controller alla Banca d Italia entro 20 giorni dall approvazione, unitamente ai verbali recanti le deliberazioni degli organi aziendali. Fino a quando il rientro dei limiti non risulta ristabilito ad integrazione delle iniziative previste dal piano di rientro si tiene conto delle eccedenze nel processo di determinazione del capitale interno (ICAAP). Le posizioni nei confronti dei Soggetti Collegati che risultassero eccedenti rispetto ai limiti stabiliti dalle Nuove disposizioni di vigilanza per le banche alla data del 31 dicembre 2012 devono essere ricondotte nei limiti prudenziali entro il 31 dicembre Resta fermo, per l esponente aziendale socio, l obbligo di rientrare entro i limiti prudenziali sanciti dall art. 30 dello Statuto entro i due anni dall approvazione dello stesso Il ruolo delle Funzioni di Internal Audit e di Conformità Nell ambito dei processi di controllo sul corretto disegno e l effettiva applicazione delle politiche interne definite in materia di gestione delle operazioni con soggetti collegati, un ruolo significativo è attribuito anche alle Funzioni di Conformità e di Internal Audit. La Funzione di Conformità verifica l esistenza e affidabilità, nel continuo, di procedure e sistemi idonei ad assicurare il rispetto di tutti gli obblighi normativi e di quelli stabiliti dalla regolamentazione interna. In particolare, la Funzione di Conformità: valuta l adeguatezza e l efficacia delle procedure e sistemi interni adottati dalla Banca; fornisce consulenza ed assistenza agli organi aziendali ed alle strutture organizzative interne ai fini dell adempimento degli obblighi sanciti dalla disciplina sui soggetti collegati; presenta agli Organi aziendali relazioni sull attività svolta con indicazioni delle misure adottate per rimediare ad eventuali carenze. Alla luce dell entrata in vigore della presente disciplina, la Funzione di Conformità della Banca include tale normativa nel proprio perimetro di riferimento. La Funzione di Internal Audit valuta nel complesso funzionalità, l'efficienza e l'efficacia i processi di controllo adottati dalla Banca. In particolare: verifica l osservanza delle politiche interne; segnala tempestivamente eventuali anomalie al Consiglio di Amministrazione, al Collegio Sindacale ed al Direttore Generale; Pagina 19 di 25
20 riferisce periodicamente agli organi aziendali circa l esposizione complessiva della Banca ai rischi derivanti da transazioni con soggetti collegati e da altri conflitti di interesse; suggerisce revisioni delle politiche interne e degli assetti organizzativi e di controllo ritenute idonee a rafforzare il presidio di tali rischi. Le attività sopra riportate saranno svolte nel corso degli interventi di revisione interna condotti sui vari processi aziendali secondo il Piano annuale definito. Pagina 20 di 25