Source: http://www.casaeugenio.com/casamicciolanews/65-cronaca/910-ii-servizio-ispettivo-a-far-luce-sulla-trattativa-privata-per-i-lavori-di-sistemazione-ed-adeguamento-eliporto-
Timestamp: 2019-04-22 02:11:07+00:00
Document Index: 151430684

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 41', 'art. 25', 'art. 17', 'art. 62', 'art. 25', 'art. 25']

Ii servizio ispettivo a far luce sulla trattativa privata per i lavori di sistemazione ed adeguamento eliporto
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Martedì 02 Maggio 2006 13:58
Il Settore Vigilanza, accertamenti ed ispezioni Della Regione Campania
dopo le note informative dei consiglieri del Gruppo Uniti nell’Ulivo e la risposta del dirigente Arcamone continua ad occuparsi delle infrastrutture di via Tommaso Morgera. In particolare della paventata somma Urgenza che avrebbe interessato l’elisuperfice della Fundera ed in relazione alla quale sono stati portati a termine i lavori di recupero. Dai documenti non emerge alcuna specifica richiesta dell’Enac o altra vicissitudine che abbia potuto determinare la stessa. Dunque illegittima l’attribuzione degli incarichi secondo trattativa privata.
In riferimento agli atti prodotti ed alla documentazione esistente sulla “Trattativa privata per i lavori di sistemazione ed adeguamento eliporto, 1° lotto funzionale a Casamicciola Terme Antuono Castagna, Lorenzo Mennella e Giovanni Monti, consiglieri comunali di Casamicciola Terme continuano la loro dura opposizione rivolgendosi nuovamente all’Autorità di Vigilanza sui Lavori Pubblici. In particolare, questa volta, analizzano e passano al vaglio minuziosamente la nota prot. N. 853 del 23.01.06 a firma dell’arch. Silvano Arcamone, Responsabile del Procedimento, nonché attuale dirigente dell’Area Tecnica con contratto a tempo determinato e diretta allo stesso Servizio Ispettivo a seguito di una prima nota informativa-denuncia da loro inviata.
Infatti i consiglieri nel novembre scorso rappresentarono che l’affidamento dei lavori di cui all’oggetto era avvenuto in contrasto con l’art. 24 comma 1 lett. a) della legge 109/94 e s.m.i per svariati motivi ed in quanto non ricorrevano i presupposti previsti dall’art. 41 del R.D 827/1924 tali da consentire l’affidamento dei lavori in questione mediante una trattativa privata. Dopo ciò e dopo le richieste di chiarimento dell’organo ispettivo investito della questione l’arch. Arcamone, a quanto pare con enorme sforzo, ha cercato di dimostrare che per l’esecuzione dei lavori ricorrevano i presupposti dell’urgenza previsti dalla normativa vigente. Ora secondo il Mennella, il Castagna ed il Monti tale sforzo si è dimostrato vano, in quanto dagli stessi atti esibiti dal dirigente risulta che nella fattispecie ci troviamo di fronte non ad una urgenza, bensì ad una “procurata urgenza”. Ovvero in un periodo della nota sopracitata l’Arcamone dichiara «che l’Ente Nazionale per l’Aviazione civile (ENAC) con nota prot. n. 5437/NA/04 del 22/11/2004 comunicava a questo Ente l’applicazione di nuove normative del servizio H.E.M.S. (Helicopter emergenncy medical service) ed in particolare, a seguito di una verifica tecnica effettuata in ordine alle condizioni di agibilità ed operatività della struttura dell’elisuperficie di Casamicciola Terme, la stessa ENAC esprimeva perentoriamente la necessità che fossero avviati urgenti lavori di adeguamento (ai sensi del D.M. 8/8/2003) della piazzola di atterraggio in quanto non conforme alla normativa vigente ( con particolare riguardo al sistema di illuminazione previsto per gli atterraggi notturni) ».
Quanto dichiarato sarebbe inesatto, in quanto dagli esiti del sopralluogo effettuato il 10.11.2004 dai tecnici dell’ENAC, risulta nelle Considerazioni Finali che l’elisuperficie non poteva essere utilizzata solo all’impiego notturno. Inoltre nelle considerazioni TECNICO-OPERATIVE gli stessi tecnici dichiaravano: «…omissis Inoltre, T.L.O.F., malgrado sia in alcune parti da manutenere, è di dimensioni tali da poter accogliere in sicurezza gli elicotteri attualmente impiegati in attività HEMS in Campania …» ed aggiungono «.. omissis Per quanto sopra, sarebbe auspicabile sensibilizzare le Autorità locali ad adeguare nel più breve tempo possibile l’elisuperficie alle norme in vigore. Nel mentre, data l’importanza che il servizio riveste e nell’esclusivo interesse della popolazione dell’isola, identificato un gestore responsabile, dotata di opportuna illuminazione la manica a vento, eseguite alcune lievi manutenzioni e predisposta all’occorrenza la presenza dei Vigili del Fuoco, i voli in VFR notturno, su specifica richiesta del C.O.R.E. ed autorizzazione della Prefettura, potrebbero essere equiparati ai voli di Stato ed essere svolti, così come avviene per gli elicotteri militari, in attività di soccorso H24».
Da tutto ciò si evince che l’ENAC non ha mai fatto cenno all’urgenza di eseguire i lavori di adeguamento, bensì ha auspicato che le autorità competenti vi provvedessero nel più breve tempo possibile, eseguendo quindi i lavori nel rispetto della normativa vigente, cioè mediante gara di evidenza pubblica. Inoltre una volta individuato il gestore responsabile, nelle more della realizzazione del progetto di adeguamento, i voli notturni potevano essere assicurati con interventi di modeste entità (illuminazione della manica a vento ed alcune lievi manutenzioni). Così, stando a quanto dichiarato dalle parti l’intero complesso dell’aelisuperfice Giovanni Paolo II è stato messo a ferro e a fuoco ed un ragazzo ha rischiato la vita alla vigilia della sua inaugurazione per un semplice misera lampadina!
Infatti sulla base di una semplice richiesta dell’”utenza” sarebbero state messe in atto tutta una serie di provvedimenti tali da far apparire che, qualora l’elisuperficie non fosse stata immediatamente adeguata, la stessa veniva chiusa con l’impossibilità di usufruire di un così indispensabile servizio con grave pericolo per la salute dei residenti e dei turisti. La qualcosa non corrisponde al vero, per cui non c’era alcuna necessità affidare i lavori a trattativa privata in quanto non esisteva alcun pericolo per la pubblica e privata incolumità, una volta provveduto a quanto richiesto dall’ENAC nelle more dell’esecuzione dei lavori di adeguamento.
Per quanto riguarda la trattativa privata si fa presente che una prima gara informale indetta dell’amministrazione è andata deserta, in quanto le offerte delle cinque ditte invitate sono pervenute il giorno successivo a quello fissato, per cui si sono ripetuti gli inviti alle stesse ditte per un secondo esperimento.
Al secondo esperimento i lavori sono stati affidati alla ICOGE che a sua volta ha affidato in subappalto alla ditta Antonio Verde s.rl. le opere civili comprese nell’appalto. Guarda caso le stesse ditte che operano sull’intero campo di opere pubbliche del comune che fu termale.
L’importo dei lavori a base di appalto era pari a € 248.164,89.
Durante il corso dei lavori è stata approvata una variante che ha aumentato l’importo dei lavori a lordo del ribasso a € 266. 789,05, cioè ad una cifra che se fosse stata posta a base di gara imponeva all’amministrazione di predisporre il bando di gara nel rispetto del protocollo di legalità sottoscritto con il Prefetto di Napoli.
Inoltre per la variante in questione non ricorrono nessuna delle condizioni previste dall’art. 25 comma 1 lett. a),b), b-bis, c), tutta più potrebbero ricorrere le condizioni di cui alla lettera d) del medesimo articolo.
Infatti la perizia di variante si è resa necessaria per adeguare la elisuperficie alle disposizioni ENAC di cui alla nota del 29.03 05, prot. 1320/0NAb con la quale si richiedeva tra l’altro, la realizzazione ai fini della prevenzione da intrusione. Inoltre su disposizione del RUP è stata prevista la realizzazione di una barriera per ridurre il fenomeno della turbolenza nelle fasi di atterraggio e di decollo ed altri interventi di modifica del progetto originario. Tutti lavori che dovevano essere previsti all’atto della progettazione, in quanto il RUP all’atto della validazione del progetto doveva verificare se il progetto rispettava tutti i requisiti previsti dalla normativa vigente, sottoponendo il progetto stesso all’esame dell’ENAC. Al contrario tutto ciò non è avvenuto, in quanto gli interventi di adeguamento sono stati richiesti dall’ENAC dopo l’inizio dei lavori, e cosa ancora più strana alcuni interventi sono stati richiesti dallo stesso RUP.
I lavori sono stati consegnati in data 22.02.05 ed riconsegnati all’amministrazione in data 20.05.05, mentre il certificato di regolare esecuzione è stato approvato con determina n. 906 del 09.11.2005.
Il Responsabile del Procedimento non ha comunicato all’Osservatorio l’appalto a trattativa privata in questione; solo in data 22.12.2005, cioè quando già i lavori erano stati ultimati e successivamente alla denuncia del gruppo di minoranza, sono state inviate le comunicazioni inerenti i lavori all’Osservatorio Regionale sui Lavori Pubblici. L’affidamento degli incarichi relativi ai servizi di ingegneria e architettura sono stati conferiti a soggetti esterni senza alcuna pubblicità e motivazione in contrasto con l’art. 17 comma 12 della legge 109/94 e l’art. 62 comma 1 del dpr 554/99. in base a quanto si qui riportato il Mennella unitamente al Castagna e al Monti ribadiscono, a differenza di quanto affermato dall’arch. Arcamone, che la legge sui lavori pubblici viene sistematicamente disattesa dall’amministrazione comunale nell’affidamenti a soggetti esterni degli incarichi relativi ai servizi di ingegneria ed architettura. Infatti gli incarichi vengano quasi sempre affidati ad uno stesso piccolo gruppo di professionisti. In alcuni casi vengono prima affidati gli incarichi di progettazione e poi viene nominato il RUP che avrebbe dovuto certificare se ricorrevano i presupposti di affidare a soggetti esterni gli incarichi in questione. Non si dà pubblicità agli incarichi da affidare né viene giustificata la scelta dei professionisti. Viene ancora disattesa nelle varianti in corso d’opera. In quasi tutti i lavori appaltati si è fatto ricorso alla variante in corso d’opera ai sensi dell’art. 25 comma 1 let. b-bis, assorbendo il ribasso offerto in sede di gara, senza che ne ricorressero i presupposti. Ed ancora tale mancanza di rispetto si evidenzia nelle trattative private. Si è fatto ricorso a molte trattative private invitando alle gare quasi sempre le stesse ditte. Anche per i lavori dell’eliporto, seppur di modesto livello economico, si è proceduto a varianti in corso d’opera in contrasto con la normativa vigente.
L’ESEMPIO PIU’ EVIDENTE
Per sostenere le loro tesi gli oppositori parlano dei Lavori di “Riqualificazione tratto di strada Pio Monte della Misericordia – Piazza Marina (ex S.S. 270). Infatti in questo caso alcuni servizi di ingegneria sono stati affidati a tecnici esterni, senza pubblicità degli incarichi da affidare e senza motivare la scelta dei professionisti. Si è proceduto a variante in corso d’opera, con aumento di spesa, ai sensi dell’art. 25 comma 1 lett. b-bis senza che ne ricorressero i presupposti, in quanto tale norma fa riferimento alla presenza di “eventi inerenti la natura e specificità dei beni sui quali si interviene verificatisi in corso d’opera, o rinvenimenti imprevisti o imprevedibili nella fase progettuale”. I lavori, in fase di ultimazione, vengono effettuati prive di alcune autorizzazioni previste dalla normativa vigente.
Per quanto riguarda i lavori affidati a trattativa privata si portano ad esempio, invece, una serie di lavori eseguiti nei rioni del paese ed affidati mediante gare informali alle quali sono state invitate sempre le stesse cinque ditte, gli incarichi sono stati conferiti sempre allo stesso professionista, ed il RUP è stato nominato dopo l’affidamento degli incarichi di progettazione alla professionista esterno.
Tutto ciò stando alle convinzioni e non solo degli esponenti di minoranza sarebbe facilmente dimostrabile verificando gli atti depositati presso la sede comunale.
Ultimo aggiornamento Domenica 10 Maggio 2009 15:15