Source: http://documenti.camera.it/Leg16/Dossier/Testi/TR0163.htm
Timestamp: 2016-10-21 18:26:10+00:00
Document Index: 56193590

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 26', 'art. 1', 'art. 26', 'art. 25', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 36', 'art. 1', 'art.2', 'art. 3', 'art.1', 'art. 2', 'art. 43', 'art.2', 'art. 2', 'art. 32', 'art. 3', 'art.32', 'art. 18', 'art. 4', 'art. 23', 'art. 32', 'art.3', 'art.3', 'art. 4', 'art. 17', 'art. 6', 'art. 35', 'art. 34', 'art. 17', 'art. 4', 'art. 17', 'in fine', 'art.17', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 37', 'art. 3', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 26', 'art. 38', 'art.\n29', 'art. 29', 'art. 18', 'art. 5', 'art. 38', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 38', 'art. 29', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 29', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 3', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 38', 'art. 12', 'art. 18', 'art. 37', 'art. 38', 'art. 44', 'art. 37', 'art.\n11', 'art. 39', 'art. 12', 'art. 44', 'art. 16', 'art. 40', 'art. 1', 'art.\n4', 'art. 2', 'art. 3', 'art.\n26', 'art. 26', 'art. 40', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 44', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 17', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 44', 'art. 4', 'art. 44', 'art.\n3', 'art. 3', 'art. 40', 'art. 15', 'art. 40', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art.\n3', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 5', 'art. 10', 'art. 54', 'art. 4', 'art.\n17', 'art. 34', 'art. 11', 'art. 34', 'art. 9', 'art. 180', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 4', 'art.\n9', 'art. 51', 'art. 17', 'art. 51', 'art. 35', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 2', 'art.\n39', 'art. 4', 'art.32', 'art. 17', 'art. 1']

Camera dei deputati Dossier TR0163
Camera dei deputati - XVI Legislatura - Dossier di documentazione
(Versione per stampa)
Servizio Studi - Dipartimento trasporti
Servizio Studi - Dipartimento cultura
Attuazione della direttiva 2007/65/CE in materia di servizi di media audiovisivi - Schema di D.Lgs. n. 169 - (art. 1, comma 3, e art. 26, L. 88/2009) - Schede di lettura
SCH.DEC 169/XVI Serie:
AUDIOVISIVI DIRETTIVE DELL'UNIONE EUROPEA
Organi della Camera:
IX-Trasporti, poste e telecomunicazioni
VII-Cultura, scienza e istruzione
XIV - Politiche dell'Unione europea
L N. 88 DEL 07-LUG-09 07/65 Nota:
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Documentazione per l�esame di
Attuazione della direttiva 2007/65/CE in materia di servizi di media
Schema di D.Lgs. n. 169
(art. 1, comma 3, e art. 26, L. 88/2009)
Dipartimento Trasporti
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interna per l'attivit� degli organi parlamentari e dei parlamentari. La
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File: TR0163.doc
� Articolo 1 (Oggetto)3
� Articolo 2 (Ambito di applicazione)5
� Articolo 3 (Trasmissioni transfrontaliere)7
� Articolo 4 (Definizioni)10
� Articolo 5 (Garanzie per gli utenti)14
� Articolo 6� (Protezione
del diritto d�autore)15
� Articolo 7 (Eventi di particolare rilevanza)18
� Articolo 8 (Brevi estratti di cronaca)19
� Articolo 9� (Tutela
dei minori)21
� Articolo 10 (Comunicazioni commerciali)27
� Articolo 11 (Interruzioni pubblicitarie)29
� Articolo 12 (Limiti di affollamento)31
� Articolo 13 (Sponsorizzazioni)34
� Articolo 14 (Televendite)35
� Articolo 15 (Inserimento di prodotti)36
� Articolo 16 (Produzione audiovisiva europea)39
� Articolo 17 (Norme integrative e di coordinamento)43
� Articolo 18 (Allineamento dei titoli abilitativi)49
� Articolo 19 (Disposizioni finanziarie)50
� D.Lgs. 31 luglio 2005, n. 177. Testo unico della
radiotelevisione� 53
� L. 7 luglio 2009, n. 88. Disposizioni per
l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunit�
europee - Legge comunitaria 2008 (artt. 1, co. 3, 26)113
� Dir. 3 ottobre 1989, n. 89/552/CEE. Direttiva
del Parlamento europeo e del Consiglio,�
relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative,
regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di
servizi di media audiovisivi (direttiva sui servizi di media audiovisivi)117
� Dir. 11 dicembre 2007, n. 2007/65/CE. Direttiva
del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 89/552/CEE del
Consiglio relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative,
regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l�esercizio delle
attivit� televisive� 144
L�articolo
1, operando alcune modifiche al D.Lgs. n. 177/2005[1], intende definire l�oggetto dell�intervento
normativo in esame.
La novella, al comma 1, sostituisce in primo luogo il titolo del suddetto decreto
legislativo (attualmente Testo unico della radiotelevisione) con la locuzione Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici.
Si ricorda brevemente che la direttiva
2007/65/CE "Servizi di media
audiovisivi" modifica la direttiva Televisione
senza frontiere (TSF) adottata nel 1989 e modificata una prima volta nel
1997, oggetto del recepimento in esame, si pone l'obiettivo di istituire un
quadro normativo moderno, flessibile e semplificato per i contenuti
audiovisivi, allo scopo di adeguarli allo sviluppo tecnologico e agli sviluppi
del mercato del settore audiovisivo in Europa. In particolare, allo scopo di superare alcune divergenze fra i Paesi che
determinano incertezza giuridica e che potrebbero ostacolare la libera
circolazione di tali servizi all'interno della Comunit�, si pone la necessit�
di facilitare la realizzazione di uno spazio unico dell'informazione e di
applicare almeno un complesso minimo di norme coordinate a tutti i servizi di
media audiovisivi, vale a dire ai servizi di radiodiffusione televisiva (cio�,
ai servizi di media audiovisivi lineari), e ai servizi di media audiovisivi a
richiesta (cio�, ai servizi di media audiovisivi non lineari - video on
demand). Sulla base di questa differenziazione, la direttiva semplifica il quadro
normativo per i servizi lineari, e introduce norme minime per i servizi non
lineari, in particolare in materia di tutela dei minori, di prevenzione
dell'odio razziale e di divieto della pubblicit� clandestina. Tali servizi
beneficeranno del principio del paese d'origine, essendo tenuti a rispettare
esclusivamente le disposizioni giuridiche in vigore nel loro paese di
stabilimento. I vantaggi di tale principio sono cos� estesi ai servizi non
lineari, garantendo anche a questi le migliori condizioni per il successo
In materia di pubblicit�, la direttiva ritiene non pi� giustificato il
mantenimento di una normativa dettagliata, poich� gli spettatori hanno maggiori
possibilit� di evitare la pubblicit� grazie al ricorso a nuove tecnologie,
quali i videoregistratori digitali personali e l'aumento dell'offerta di
canali. Pertanto si prevede l'abolizione del tetto orario giornaliero fissato
per le inserzioni pubblicitarie e le televendite in relazione al tempo
complessivo di trasmissione di un'emittente, lasciando inalterata la quantit�
massima di spot pubblicitari e di televendita consentiti in un'ora (12 minuti).
Inoltre, si autorizzano le emittenti televisive a scegliere liberamente la
collocazione degli spot all'interno dei programmi, purch� non ne venga
pregiudicata l'integrit�. Viene infine abolito l'obbligo di prevedere
intervalli di almeno 20 minuti tra le interruzioni pubblicitarie o televendite
inserite in un medesimo programma, stabilendo, tuttavia, che una serie di
trasmissioni (notiziari, opere cinematografiche, programmi di attualit� o
destinati ai bambini) possono essere interrotti solo una volta ogni 30 minuti.
La direttiva - il cui termine di recepimento scade il 19 dicembre 2009 -
� stata inserita nell'Allegato B della legge comunitaria 2008 (legge 7 luglio
2009, n. 88).
L'art. 25 della stessa legge ha dettato criteri specifici di delega per
la sua attuazione, in relazione alla disciplina dell'inserimento di prodotti
all'interno di programmi audiovisivi (c.d. product placement). In particolare,
si prevede il divieto dell'inserimento di prodotti, vale a dire di ogni forma
di comunicazione commerciale audiovisiva consistente nell'inserire o nel fare
riferimento ad un prodotto, a un servizio o a un marchio, cos� che appaia
all'interno di un programma dietro pagamento o altro compenso. Deroghe sono
consentite solo con riferimento a specifiche tipologie di trasmissioni.
2 sostituisce l�art. 1, comma 1, lett. a),
del D.Lgs. n.177/2005 stabilendo in tal modo che il Testo unico rechi i principi generali per la prestazione dei
servizi di media audiovisivi e radiofonici tenuto conto del processo di
convergenza tra le diverse forme di comunicazioni, quali le comunicazioni
elettroniche, l�editoria (pure elettronica) nonch� internet in tutte le sue
I successivi commi 3 e 4 mirano ad aggiornare le terminologie di cui all�art. 1
del Testo unico sostituendo, il primo, la voce �radiotelevisiva� con la frase �di
servizi di media audiovisivi e radiofonici�, ed inoltre, il comma 4, la
proposizione �trasmissione di programmi
televisivi� con la locuzione �servizi
di media audiovisivi e radiofonici, quali trasmissione di programmi televisivi,
sia lineari che a richiesta� e le parole �su frequenze terrestri, via cavo o via satellite� con �su qualsiasi piattaforma di diffusione�.
2 reca norme concernenti l�ambito di applicazione del Testo unico con
l�inserimento di un nuovo articolo 1-bis che individua i fornitori di servizi audiovisivi e di
radiofonia soggetti alla giurisdizione italiana, in conformit� a quanto
stabilito dall�art. 2 della Direttiva 2007/65, ai sensi del quale ciascuno
Stato membro provvede affinch� tutti i servizi di media audiovisivi trasmessi
da fornitori di servizi di media soggetti alla sua giurisdizione rispettino le
norme dell'ordinamento giuridico applicabili ai servizi di media audiovisivi
destinati al pubblico nello Stato membro in questione (comma 1).
Ai sensi del comma 2, i fornitori di servizi di media soggetti alla
giurisdizione italiana sono quelli stabiliti in Italia conformemente al comma 3
ovvero quelli ai quali si applica il comma 4.
3 stabilisce difatti che un fornitore
di servizi di media si considera stabilito
nel nostro Paese nei casi seguenti:
a) quando il fornitore di servizi di media ha la sua sede principale in Italia e le decisioni editoriali sul servizio di
media audiovisivo sono prese sul
territorio italiano;
b) se un fornitore di servizi di media ha la sede
principale in Italia ma le decisioni
editoriali sul servizio sono prese in un altro Stato membro, detto
fornitore si considera stabilito in Italia inteso come Stato in cui opera una
parte significativa degli addetti allo svolgimento dell'attivit� di servizio di
media audiovisivo. Se una parte significativa degli addetti
allo svolgimento dell'attivit� di servizio di media audiovisivo opera tanto in
Italia quanto nell�altro Stato membro, il fornitore di servizi di media si
considera stabilito nello Stato in cui si trova la sua sede principale. Se in
nessuno dei due, Italia o altro, opera una parte significativa degli addetti
allo svolgimento dell'attivit� di servizio di media audiovisivo, il fornitore
si considera stabilito in Italia se questo rappresenta lo Stato membro in cui
ha iniziato la sua attivit� nel rispetto dell'ordinamento giuridico nazionale e
purch� mantenga un legame stabile ed effettivo con l'economia italiana.
c) se un fornitore di servizi di media ha la sede
principale in Italia ma le decisioni sul servizio sono prese in un paese terzo,
o viceversa, si considera stabilito nel nostro Paese purch� una parte
significativa degli addetti allo svolgimento dell'attivit� di servizio di media
audiovisivo vi operi.
Ai sensi del comma 4, i fornitori di
servizi di media cui non si applicano le suddette disposizioni si
considerano soggetti alla giurisdizione italiana nei casi seguenti:
a) se si avvalgono di un collegamento terra-satellite
(up-link) situato in Italia;
b) anche se non utilizzano il suddetto collegamento
terra-satellite, qualora si avvalgono di una capacit� via satellite di
competenza italiana.
5 prescrive che, qualora non sia possibile determinare a quale Stato membro
spetti la giurisdizione conformemente ai commi 3 e 4, l�Italia sar� considerata
lo� Stato membro competente nel caso in
cui il fornitore di servizi di media vi si sia stabilito ai sensi degli artt.
da 49 a 54 del Trattato.
In conclusione, il comma 6 stabilisce, con una norma di chiusura di carattere
generale, che i fornitori di servizi di media audiovisivi che appartengono a
Sati membri dell�UE e sottoposti alla nostra giurisdizione, sono tenuti a
rispettare le norme del nostro ordinamento giuridico applicabili ai servizi di
media audiovisivi e ai fornitori.
(Trasmissioni transfrontaliere)
3, reca norme concernenti le trasmissioni transfrontaliere provvedendo a
sopprimere, al comma 1, l�art. 36 del Testo unico attualmente disciplinante la
2 inserisce, di conseguenza, un nuovo
art. 1-ter nel corpo del D.Lgs.
n.177/2005 ai sensi del quale, vengono affermate come principio di carattere
generale la libert� di ricezione e di
ritrasmissione di servizi di media audiovisivi provenienti da Stati membri
dell�Unione europea. Pi� specificamente, la norma demanda all�Autorit� per le garanzie nelle
comunicazioni il potere di adottare, in via provvisoria, interventi sospensivi
di ricezione o ritrasmissione di programmi fisicamente e moralmente nocivi
per i minorenni che si sostanzino in violazioni manifeste, serie e gravi, gi�
commesse per almeno due volte nel corso dei dodici mesi precedenti, con
particolare riferimento a scene pornografiche o di violenza gratuita (lett. a).
La disposizione ricomprende, altres�,
l�ipotesi di vietare programmi che possano nuocere allo sviluppo fisico,
mentale o morale dei minorenni salvo che la scelta dell�ora di programmazione o
altri accorgimenti tecnici escludano che gli stessi possano assistervi (lett. b).
Infine, viene ricompreso il divieto di
programmi che incitino all�odio basato su distinzioni di razza, sesso,
religione o nazionalit� (lett. c).
Ai sensi del comma 3, ed in conformit� all�art.2-bis della direttiva in esame, i suddetti provvedimenti sono
adottati previa notifica dell�Autorit�
al fornitore di servizi ed alla Commissione europea, indicando le
violazioni rilevate ed i provvedimenti che s�intendono adottare (lett. a).
I provvedimenti vengono, altres�, adottati
qualora la consultazione con lo Stato che trasmette e con la Commissione non
consentano di raggiungere un accordo entro quindici giorni e la violazione
persista (lett. b).
4 stabilisce che, riguardo ai servizi di media audiovisivi a richiesta,
l�Autorit� possa adottare, a richiesta di altri Stati dell�UE, provvedimenti di
sospensione della ricezione o della trasmissione, in presenza delle seguenti
a) i provvedimenti siano necessari per una delle
seguenti ragioni:
� ordine pubblico, in particolare per l'opera di
prevenzione, investigazione, individuazione e perseguimento di reati, anche in
vista della tutela dei minori e della lotta contro l'incitamento all'odio
basato su razza, sesso, religione o nazionalit�, nonch� contro violazioni della
dignit� umana dei singoli individui,
� tutela della sanit� pubblica,
� pubblica sicurezza, compresa la salvaguardia della
sicurezza e della difesa nazionale,
� tutela dei consumatori, ivi compresi gli
investitori;
b) relativi a un servizio di media audiovisivi a richiesta
lesivo degli obiettivi di cui al punto a)
o che costituisca un rischio serio e grave di pregiudizio a tali obiettivi;
c) proporzionati a tali obiettivi.
Ai sensi del comma 5 prima di adottare i provvedimenti in questione e fatti
salvi i procedimenti giurisdizionali, anche istruttori, e gli atti compiuti in
un'indagine penale, l�Autorit� � tenuta a:
a) chiedere allo Stato membro alla cui giurisdizione
� soggetto il fornitore di servizi di media di prendere provvedimenti e quando
questo non li ha presi o essi non erano adeguati,
b) notificare alla Commissione e allo Stato membro
alla cui giurisdizione � soggetto il fornitore di servizi di media la sua
intenzione di prendere tali provvedimenti.
6 dispone che, in caso di urgenza, l�Autorit� possa derogare alle
condizioni di cui al comma 5. I provvedimenti sono allora notificati al pi�
presto alla Commissione e allo Stato membro alla cui giurisdizione � soggetto
il fornitore di servizi di media, insieme ai motivi dell'urgenza.
7 attribuisce all�Autorit� anche la competenza ad applicare l�art. 3 della
direttiva 89/552/CEE, cos� come modificata dalla direttiva 2007/65, adottando
le misure appropriate secondo quanto stabilito da tale articolo.
Il citato articolo 3
dispone attualmente che gli Stati membri conservano la facolt� di richiedere ai
fornitori di servizi di media soggetti alla loro giurisdizione di rispettare
norme pi� particolareggiate o pi� rigorose nei settori coordinati dalla
direttiva 89/552, purch� tali norme siano conformi al diritto comunitario. Uno
Stato membro, nei casi in cui ha esercitato tale facolt� e ritiene che
un�emittente soggetta alla giurisdizione di un altro Stato membro fornisca una
trasmissione televisiva in tutto o per la maggior parte destinata al suo territorio,
pu� contattare lo Stato che esercita la giurisdizione al fine di conseguire una
soluzione reciprocamente soddisfacente per qualsiasi problema sorto. Alla
ricezione di una richiesta motivata da parte del primo, lo Stato che esercita
la giurisdizione chiede all�emittente di ottemperare alle norme d�interesse
pubblico generale in questione. Lo Stato membro che esercita la giurisdizione
informa il primo Stato membro entro due mesi sui risultati ottenuti a seguito
della richiesta. Il comma
8 prevede, in ipotesi di violazione dei principi fondamentali del sistema
dei servizi di media audiovisivi e della radiofonia, che l�Autorit� possa
disporre la sospensione di ricezione o
ritrasmissione dei servizi non soggetti alla giurisdizione di uno Stato membro
qualora i contenuti siano ricevuti direttamente o indirettamente dal pubblico
Per quanto sopra, a seguito di un formale
richiamo, l�Autorit� pu�, altres�, ordinare al fornitore dei servizi
interattivi associati o di acceso condizionato o all�operatore di rete o
servizi, di adottare ogni misura necessaria ad impedire la diffusione di tali
programmi o canali al pubblico italiano.
In caso di inosservanza del suddetto ordine,
l�Autorit� � autorizzata ad irrogare una sanzione amministrativa pecuniaria da 150,00 a 150.000,00 euro.
9 estende l�applicazione delle disposizioni dell�articolo in esame, con i
necessari adattamenti, alle trasmissioni televisive provenienti da Stati parti
della Convenzione di Strasburgo sulla televisione transfrontaliera del 5 maggio
1989 (L. n.327/1991), che non siano anche Stati membri dell�UE.
4, sostituendo l�articolo 2 del Testo unico, adegua le definizioni da
questo recate all�art.1 della Direttiva.
Al comma
1 la lett. a) reca, in prima
battuta, la definizione di �servizio di media audiovisivo�
inteso come servizio, quale gi� definito agli articoli 56 e 57 del trattato,
che, posto sotto la responsabilit�
editoriale di un fornitore di servizi di media, ha come obiettivo principale la fornitura di programmi al fine di
informare, intrattenere o istruire il grande pubblico, attraverso reti di comunicazioni elettroniche (come definite
dall'art. 2, lett a), della direttiva
quadro 2002/21/CE).
Per servizio di media audiovisivo si intende,
pertanto, o una trasmissione televisiva come definita alla successiva lett. e) (servizi
lineari) o un servizio di media audiovisivi a richiesta come definito alla
lett. g) del presente articolo (servizi non lineari), o anche una
comunicazione commerciale audiovisiva (v.
Come posto in evidenza dalla relazione
allegata al presente provvedimento, non
rientrano nella nozione sopra esposta i servizi prestati nell�esercizio di attivit� principalmente non
economiche e che non siano in concorrenza�
con la radiodiffusione televisiva. Vi rientrano, al contrario, i
servizi, anche diffusi attraverso reti internet, che comportano la fornitura o
la messa a disposizione di immagini animate, sonore o non, nei quali il
contenuto audiovisivo non abbia carattere meramente incidentale.
Alla lett. b) viene introdotta la nozione di
�fornitore di servizi di media�
inteso come la persona fisica o
giuridica che assume la responsabilit� editoriale della scelta del contenuto
audiovisivo del servizio determinandone le modalit� organizzative.
La lett. c)
individua la nozione di reti di comunicazione elettroniche conformandole a
quelle previste dal Codice delle comunicazioni elettroniche di cui al D.Lgs.
n.259/2003.
A tal proposito si ricorda in breve che, ai fini della sopra citata
direttiva 2002/21/CE (come modificata dalla direttiva 2009/140/CE) per �reti di comunicazione elettronica�,
si intendono i sistemi di trasmissione e, se del caso, le apparecchiature di
commutazione o di instradamento e altre risorse, inclusi gli elementi di rete
non attivi, che consentono di trasmettere segnali via cavo, via radio, a mezzo
di fibre ottiche o con altri mezzi elettromagnetici, comprese le reti
satellitari, le reti terrestri mobili e fisse (a commutazione di circuito e a
commutazione di pacchetto, compresa Internet), le reti utilizzate per la
diffusione circolare dei programmi sonori e televisivi, i sistemi per il
trasporto della corrente elettrica, nella misura in cui siano utilizzati per
trasmettere i segnali, le reti televisive via cavo, indipendentemente dal tipo
di informazione trasportato.
La lett. d)
conferma quella che � la vigente definizione di operatore di rete.
La lett. e)
definisce il "programma" come una serie
di immagini animate, sonore o non, che costituiscono un singolo elemento
nell'ambito di un palinsesto o di un catalogo stabilito da un fornitore di
servizi di media la cui forma ed il cui contenuto sono comparabili alla
forma ed al contenuto della radiodiffusione televisiva (ad esempio: i
lungometraggi, le manifestazioni sportive, le commedie di situazione-sitcom, i documentari, i programmi per
bambini e le fiction originali). Non vi rientrano, invece, le trasmissioni
meramente ripetitive o consistenti in immagini fisse.
Le lettere f) e g) definiscono
rispettivamente i �programmi dati�,
il �palinsesto
televisivo� e il �palinsesto radiofonico� da
intendersi, questi ultimi, come l�insieme di una serie di programmi unificati
da un medesimo marchio editoriale e destinato alla fruizione del pubblico, ma diverso dalla trasmissione differita dello
stesso palinsesto, dalle trasmissioni meramente ripetitive ovvero dalla prestazione a pagamento di singoli
programmi audiovisivi lineari con possibilit� di acquisto da parte
dell�utenza anche nei momenti che precedono di poco l�inizio della
trasmissione. Tali categorie di trasmissioni e programmi, sulla base della
predetta definizione, non dovrebbero pertanto essere considerate ai fini del
rispetto dei limiti previsti dall�art. 43 del Testo unico, relativo alle posizioni
dominanti nel sistema integrato delle comunicazioni.
La lettera h) definisce la "responsabilit� editoriale",
come l'esercizio di un controllo
effettivo sia sulla selezione dei programmi sia sulla loro organizzazione in un
palinsesto cronologico, nel caso delle radiodiffusioni televisive, o in un
catalogo, nel caso dei servizi di media audiovisivi a richiesta. La
responsabilit� editoriale non implica
necessariamente la responsabilit� giuridica ai sensi del diritto nazionale
per i contenuti o i servizi forniti.
Come sottolineato dalla relazione, ai fini della presente nozione per �controllo
effettivo� s�intende la possibilit� di assumere decisioni circa
l�inserimento o la rimozione di contenuti, la collocazione, le modalit� di
presentazione, l�attribuzione di codici o la definizione di altre modalit� di
reperimento da parte dell�utente nell�ambito di un palinsesto o catalogo.
merito alla nozione sopra esposta si evidenzia come sembrerebbe opportuno
precisare cosa si intenda con l�espressione secondo la quale la responsabilit�
editoriale non implichi necessariamente la responsabilit� giuridica ai sensi
del diritto nazionale, specificando in quali casi ci�, al contrario, possa
La lettera i) definisce il �servizio di media audiovisivo lineare�
(o radiodiffusione televisiva) come un servizio prestato da un fornitore di
servizi di media per la visione simultanea di programmi sulla base di un
La lettera l) ricomprende nella definizione di �emittente� i fornitori di
servizi di media di radiodiffusioni televisive con esclusone degli operatori in
tecnica analogica in ambito sia televisivo sia radiofonico.
La lettera m) definisce il "servizio di media audiovisivi a richiesta"
(vale a dire un servizio di media audiovisivi non lineare), come un servizio di
media audiovisivo fornito da un fornitore di servizi di media per la visione di
programmi al momento scelto dall'utente e su sua richiesta sulla base di un
catalogo di programmi selezionati dal fornitore di servizi di media.
La lettera da n) a bb) recano ulteriori
definizioni che, in buona sostanza, riproducono le norme vigenti con
particolare riferimento alle trasmissione analogiche.
Si segnala, pi� specificamente, la lettera q) che mira a ridefinire la nozione di
fornitore di servizi interattivi associati o di servizi di accesso
condizionato, quale soggetto fornitore al pubblico di servizi di accesso
condizionato mediante distribuzione di chiavi numeriche per l�abilitazione alla
visione dei programmi, alla fatturazione dei servizi ed eventualmente alla fornitura
di apparati ovvero tale da fornire servizi della societ� dell�informazione ai
sensi dell�art.2 del D.Lgs. n.70/2003[2] ovvero fornisce una guida elettronica dei
programmi.
La lettera cc) definisce dettagliatamente le opere europee.
La lettera dd) definisce la �comunicazione commerciale audiovisiva�
come serie di immagini, siano esse sonore o non, che sono destinate a
promuovere, direttamente o indirettamente, le merci, i servizi o l'immagine di
una persona fisica o giuridica che esercita un'attivit� economica, comprese
pubblicit� televisiva, sponsorizzazione, televendite nonch� l�inserimento di
prodotti. Tali immagini accompagnano o sono inserite in un programma dietro
pagamento o altro compenso o a fini di autopromozione. Tra le forme di
comunicazione commerciale audiovisiva, le successive lettere da ee) e ll) recano in dettaglio le varie tipologie di comunicazione
commerciale, figurano, tra le altre, la pubblicit�
televisiva, la sponsorizzazione, la televendita e l'inserimento di prodotti.
Le lettere mm) e nn) recano, ancora,
le definizioni di telepromozione ed autopromozione.
Le lettere oo) e pp) individuano, ai
fini del Testo unico quali �Autorit� e Ministero� l�Autorit� per le garanzie
nelle comunicazioni e il Ministero dello sviluppo economico.
Il comma 2 dell�art. 2 del Testo unico, in
particolare, prevede, cos� come riformulato, l�applicazione analogica delle
definizioni sopra esposte anche ai servizi radiofonici.
(Garanzie per gli utenti)
L�articolo 5 provvede, al comma
1, a rinominare il Titolo IV (Disciplina
dei servizi di media audiovisivi e radiofonici) ed il Capo I del Titolo IV
(Disposizioni applicabili a tutti i
servizi di media audiovisivi e radiofonici � Norme a tutela dell�utenza)
del Testo unico in esame. Il comma 2 sostituisce l�art. 32 del Testo unico (Telegiornali e giornali radio. Rettifica) con la locuzione �Disposizioni generali� intendendo
recepire il contenuto degli art. 3-bis,
3-ter e 3-quater della direttiva, applicabili anche alle emittenti
radiofoniche ed ai servizi dalle stesse forniti ai sensi del comma 4 del
medesimo art.32 come riformulato.
Pi� in dettaglio si
stabilisce che i fornitori di servizi di media audiovisivi soggetti alla
giurisdizione italiana offrano ai destinatari di un servizio un accesso facile,
diretto e permanente almeno alle seguenti informazioni:
a) il nome del fornitore di servizi di media;
b) l'indirizzo geografico di stabilimento del fornitore di servizi
di media;
c) gli estremi del fornitore di servizi di media, compresi
l'indirizzo di posta elettronica o il sito Internet, che permettono di
contattarlo rapidamente, direttamente ed efficacemente;
d) il recapito dei competenti organismi di regolamentazione o di
vigilanza (Autorit� e Garante della concorrenza e del mercato).
Si prescrive, altres�, che
i servizi di media audiovisivi forniti dai fornitori di servizi di media
soggetti alla giurisdizione italiana non contengano alcun incitamento all'odio
basato su razza, sesso, religione o nazionalit�.
Secondo quanto previsto
dalla direttiva oggetto del recepimento, gli Stati membri incoraggiano i
fornitori di servizi di media soggetti alla loro giurisdizione a garantire che
i loro servizi diventino gradualmente accessibili per le persone con disabilit�
visiva o uditiva prevedendo, a tal fine, l�adozione di misure idonee sentite le
relative associazioni di categoria.
Si prevede, infine,
l�applicazione analogica delle suddette disposizioni anche alle emittenti
radiofoniche.
Articolo 6 (Protezione del diritto d�autore)
L�articolo 6 inserisce nel Testo unico
della radiotelevisione � e precisamente nel Capo I � Diritto di rettifica � del
Titolo IV � Norme a tutela dell�utente � l�articolo
32-bis, concernente la protezione
del diritto d�autore.
comma 1 dell�articolo 32-bis stabilisce che le disposizioni del
testo unico non sono in pregiudizio dei principi e dei diritti enunciati dalla
normativa nazionale di recepimento della direttiva
29/2001/CE sull�armonizzazione di taluni aspetti del diritto d�autore e che
� assicurato, in particolare, il pieno rispetto dell�articolo 78-ter della legge n. 633 del 1941[3], indipendentemente
dalla piattaforma utilizzata per la trasmissione di contenuti audiovisivi. In
proposito, si ricorda che per piattaforma televisiva deve intendersi la
specifica modalit� tecnologica con la quale un determinato operatore fornisce
servizi televisivi: digitale terrestre, digitale satellitare, televisione via
internet (IPTV-Internet Protocol Television).
Preliminarmente, si evidenzia che con il D.Lgs. n. 140 del 2006[4] � esplicitamente citato
dalla norma in commento � si � data attuazione alla direttiva
2004/48/CE sul rispetto
dei diritti di propriet� intellettuale. Viceversa, la direttiva 29/2001/CE �
stata recepita con il D.Lgs. n. 68 del 2003[5].
Occorre, pertanto , valutare la correttezza
del riferimento normativo al �decreto legislativo 16 marzo 2006, n. 140, di
recepimento della direttiva 29/2001/CE sull�armonizzazione di taluni aspetti
del diritti d�autore�.
La disciplina del diritto
d�autore � contenuta nel codice
civile (artt. 2575 e ss.), per quanto concerne gli aspetti generali, e
nella legge 22 aprile 1941, n. 633
(e nel relativo regolamento di attuazione[6]), per gli aspetti pi�
In particolare, la
legge n. 633 del 1941 disciplina la
protezione delle opere dell'ingegno di carattere creativo che appartengono alla
letteratura, alla musica, alle arti figurative, all'architettura, al teatro ed
alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione[7], ponendo misure
a tutela dei diritti morali e dei diritti patrimoniali (cd. diritti di
utilizzazione economica dell'opera). Il testo originario della
legge n. 633 del 1941 ha subito numerosi interventi di modifica, anche in
recepimento di direttive comunitarie. Alla norma hanno apportato modifiche, tra gli altri,
il D.Lgs. n. 68 del 2003 e il D.Lgs. n. 140 del 2006.
l�articolo 78-ter della legge n.
633 del 1941 � introdotto dall�art. 18 del D.Lgs. n. 68 del 2003 � stabilisce che il produttore di opere cinematografiche o
audiovisive o di sequenze di immagini in movimento � titolare per cinquanta anni dalla fissazione[8], con riferimento
all�originale e alle copie delle sue realizzazioni, del diritto esclusivo di autorizzarne:
- la riproduzione diretta o indiretta, temporanea o permanente, in
qualunque modo o forma, in tutto o in parte;
- la distribuzione con qualsiasi mezzo,
compresa la vendita[9];
- il noleggio ed il prestito[10];
- la messa a disposizione del
pubblico, in maniera tale che ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel
momento scelti individualmente[11].
Si ricorda,
inoltre, che la tutela giuridica ed
economica delle opere dell�ingegno e dei diritti connessi pu� essere
esercita direttamente dagli aventi titolo, ovvero da questi affidata alla Societ� Italiana degli Autori ed Editori.[12]
comma 2 dell�articolo 32-bis dispone l�obbligo per i fornitori di servizi dimedia audiovisivi (la definizione � contenuta
nell�art. 4, comma 1, lett. b), dello
schema di d.lgs.) di operare nel rispetto dei diritti d�autore e dei diritti
connessi[13], in particolare:
� trasmettendo le opere
cinematografiche secondo i termini
temporali e le condizioni concordate con i titolari dei diritti;
� astenendosi dal trasmettere, ritrasmettere o mettere
comunque a disposizione degli utenti � su qualsiasi piattaforma (digitale,
satellitare, IPTV) e qualunque sia la tipologia di servizio offerto.� programmi o parti di essi oggetto di diritti di
propriet� intellettuale di terzi, senza
il consenso dei titolari dei diritti, e salve le disposizioni in materia di
brevi estratti di cronaca (di cui al successivo articolo 8 dello schema di
decreto).
La relazione illustrativa dello schema di decreto individua in ci�
l�attuazione dell�articolo 3-quinquies della direttiva, il quale
prevede che gli Stati membri assicurano che i fornitori di servizi di media
soggetti alla loro giurisdizione non trasmettano opere cinematografiche al di
fuori dei periodi concordati con i titolari dei diritti.
comma 3 demanda all�Autorit� per le garanzie nelle
comunicazioni l�emanazione delle disposizioni regolamentari necessarie per rendere
effettiva l�osservanza dei limiti e divieti di cui al medesimo articolo 32-bis.
(Eventi di particolare rilevanza)
L�articolo 7 introduce
il nuovo articolo 32-bis nel T.U., il
quale stabilisce che l�Autorit� per le
garanzie nelle comunicazioni compili, con propria deliberazione, una lista degli eventi considerati di particolare rilevanza per la
societ�. Di tali eventi, che possono nazionali o internazionali, deve essere assicurata la diffusione in chiaro.
Spetta sempre all�Autorit� stabilire se la diffusione in chiaro dovr� essere
effettuata in diretta o in differita,
in forma integrale o parziale.
La norma in commento recepisce il nuovo articolo 3-undecies della direttiva 89/552/CEE,
introdotto dall�articolo 1, n. 9), della direttiva 2007/65/CE, il quale consente a ciascuno Stato membro di
adottare le misure sopra indicate, in maniera compatibile con il diritto
comunitario. Attualmente una previsione analoga � contenuta nell�articolo 4,
comma 1, lettera g), del T.U.[14] e non
compare nella nuova versione del citato articolo 4, introdotta dall�articolo
17, comma 1, lettera b), del presente
schema. La lista � comunicata alla
Commissione europea secondo quanto previsto dal citato articolo 3-undecies della direttiva 89/552/CEE, il
quale impone la notifica immediata delle misure adottate. Entro tre mesi dalla
notifica, la Commissione verifica la compatibilit� delle misure con il diritto
comunitario e le comunica agli altri Stati membri. La Commissione chiede il
parere del comitato di contatto, di cui all�art. 23-bis della direttiva 89/552/CEE, composto dai rappresentanti delle
competenti Autorit� degli Stati membri. Le misure adottate sono pubblicate
immediatamente sulla Gazzetta Ufficiale delle Unione europea e almeno una volta
l�anno deve essere pubblicato l�elenco consolidato delle misure adottate da
tutti gli Stati membri.
(Brevi estratti di cronaca)
L�articolo 8 inserisce
nel Testo unico della radiotelevisione � e precisamente nel Capo I � diritto di
rettifica � del Titolo IV � Norme a tutela dell�utente - �l�articolo 32-quater, allo scopo di disciplinare la trasmissione da parte
di un�emittente, anche analogica, di
estratti di eventi di grande interesse pubblico gi� trasmessi in via
esclusiva da un�altra emittente, anche analogica.
In particolare, il comma 1
dell�art. 32-quater affida la
definizione delle modalit� di realizzazione dei brevi estratti di cronaca ad un
regolamento dell�Autorit� per le
garanzie nelle telecomunicazioni. Non � previsto un termine entro il quale
procedere a tale adempimento. Ai sensi del comma 2, il
provvedimento in questione dovr� prevedere:
� la libert� di scelta degli estratti da
trasmettere (lett. a)); � l�obbligo di indicarne la fonte (lett. b)); � garanzie per l�accesso (da parte delle emittenti
interessate) a condizioni eque e non discriminatorie (lett. c));
� l�utilizzazione degli estratti solo per
notiziari di carattere generale e non aventi carattere di intrattenimento (lett.
� la possibilit� di accesso e realizzazione di
estratti da parte dei fornitori di servizi a richiesta solo nel caso in cui il
programma sia trasmesso anche in differita (lett. e));
� l�adeguatezza del compenso pattuito per la
cessione che non pu� eccedere i costi sostenuti dall�emittente per la fornitura
del servizio (lett. g));
Dovranno, inoltre, essere fissati la lunghezza massima degli
estratti ed i limiti di tempo riservati alla loro trasmissione (lett. f)). La disciplina sopra esposta costituisce
attuazione dell�art.3-duodecies della
Direttiva 89/552/CE, introdotto dalla Direttiva 2007/65/CE. Ai sensi di
quest�ultimo, gli Stati membri provvedono a che, ai fini della realizzazione di
brevi estratti di cronaca, ogni emittente stabilita nella Comunit� abbia
accesso, a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie, ad eventi di
grande interesse pubblico trasmessi in esclusiva da un�emittente soggetta alla
loro giurisdizione. Posto tale principio generale, l�articolo specifica alcuni
criteri attuativi che sono riprodotti, in linea di massima, nell�articolo in
commento[15]. Con riguardo alla previsione che la definizione delle modalit� di
ritrasmissione di estratti di eventi di rilievo sia affidata ad un regolamento
dell�Autorit� per le garanzie nelle telecomunicazioni, si ricorda che l�art.3-duodecies della Direttiva 89/552/CE
consente agli Stati membri l�adeguamento alla disciplina in questione, �conformemente
ai loro sistemi giuridici e alle loro prassi giuridiche�. Articolo 9 (Tutela dei minori)
L�articolo 9 reca disposizioni in materia di tutela dei minori:in
particolare, il comma 1 sostituisce
il titolo del Capo II del Titolo IV del Testo unico della radiotelevisione,
aggiornandolo in Tutela dei minori e dei valori dello sport nella programmazione
audiovisiva (e non pi� meramente �programmazione televisiva�), mentre il
comma 2 novella l�articolo 34 del D.Lgs. n. 177 del 2005.
Il comma 1 dell�articolo 34 riformulato vieta le trasmissioni che, anche in relazione all�orario di
� possono nuocere allo sviluppo fisico, psichico o
morale dei minori;
� presentano
scene di violenza gratuita o
insistita o efferata, ovvero
pornografiche.
Sono fatte salve le norme
speciali per le trasmissioni ad accesso
condizionato[16]� incluse quelle di cui al comma 5 � che comunque
impongano l�adozione di un sistema di controllo specifico e selettivo che
vincoli alla introduzione del sistema di protezione tutti i contenuti
richiamati al comma 3.
L�articolo 3 del vigente Testo unico, nel definire i principi fondamentali del sistema
radiotelevisivo, prevede il rispetto dei diritti garantiti dalla Costituzione,
dal diritto comunitario e dalle norme vigenti a livello nazionale e
internazionale, tra i quali individua l�armonico sviluppo fisico, psichico e
morale del minore.
Inoltre, con riferimento alle tipologie di
trasmissione vietate dal comma 1 dell�articolo 34 riformulato, l�art. 4, comma 1, lettera b), del medesimo Testo unico � modificato, nella rubrica e nel testo,
dall�art. 17, comma 1, lett. b), dello schema di d.lgs. in esame, dal titolo
�Principi generali del sistema dei servizi di media audiovisivi e della
radiofonia a garanzia degli utenti� (si veda ante) � dispone che la disciplina del sistema
radiotelevisivo garantisce la trasmissione di programmi che rispettino i
diritti fondamentali della persona, vietando,
tra le altre, le trasmissioni che, �anche in relazione all'orario di
trasmissione, possono nuocere allo sviluppo fisico, psichico o morale dei
minori o che presentano scene di violenza gratuita o insistita o efferata
ovvero pornografiche, salve le norme speciali per le trasmissioni ad accesso
condizionato che comunque impongano l'adozione di un sistema di controllo
specifico e selettivo�. Una novit� � rappresentata
dalla previsione del sistema di classificazione
dei contenuti ad accesso condizionato, che � adottato da ciascun fornitore di servizi di media audiovisivi o di
servizi ad accesso condizionato, sulla base dei criteri proposti dal Comitato di applicazione del Codice di
autoregolamentazione media e minorie
approvati con decreto ministeriale secondo le modalit� e nei termini ivi
indicati[17].
Con riguardo a
tale previsione, il punto 44 dei
�considerando� della Direttiva
2007/65/CE evidenzia come �la presenza di contenuti nocivi nei servizi di
media audiovisivi continua a costituire una fonte di preoccupazione per i
legislatori, l�industria dei media e i genitori. (�) E� dunque necessario
introdurre in tutti i servizi di media audiovisivi norme per la tutela dello
sviluppo fisico, mentale e morale dei minori, nonch� della dignit� umana�. Conseguentemente,
l�articolo 3-nonies della medesima Direttiva stabilisce che gli Stati membri
adottano le misure atte a garantire che i servizi di media audiovisivi a
richiesta che potrebbero nuocere gravemente allo sviluppo fisico, mentale o
morale dei minori siano messi a disposizione del pubblico solo in modo da
escludere che i minori vedano o ascoltino normalmente tali servizi di media
audiovisivi a richiesta.
Il Codice di autoregolamentazione per la
tutela dei minori in TV[18] � stato firmato il 29 novembre 2002 dal Ministro
delle Comunicazioni e dai rappresentanti della RAI e di emittenti televisive
nazionali e locali come impegno per migliorare la qualit� delle trasmissioni
dedicate ai minori, per aiutare le famiglie ed il pubblico pi� giovane ad un
uso corretto della televisione e per sensibilizzare chi produce i programmi
alle esigenze dei minori. Con riferimento alla fruizione dei servizi televisivi
da parte dei minori, il Codice prevede l�articolazione della programmazione in due fasce orarie: la prima (dalle 7
alle 22, 30) modulata sulle esigenze dei telespettatori di tutte le et�; la
seconda (dalle 16 alle 19) pi� attenta alle esigenze dei minori, con un
controllo particolare sulla programmazione. Con riguardo ai messaggi pubblicitari, si prescrivono
tre livelli di protezione: il primo �generale�, da applicare in tutte le fasce
orarie di programmazione, il secondo �rafforzato�, da applicare negli orari in
cui si presume che il pubblico di minori sia numeroso ma affiancato da un
adulto (dalle 7.00 alle ore 16.00 e dalle 19.00 alle ore 22.30); il terzo, di
carattere specifico, da applicare negli orari d�ascolto riservati ai minori
(dalla 16.00 alle 19).
del codice vigila il Comitato di applicazione del
Codice di autoregolamentazione media e minori � cos� ridenominato dall'art. 6 del DPR n. 72 del 2007[19] �,che opera presso ilMinistero
delle comunicazioni (ora, Ministero per lo sviluppo economico, Dipartimento per
le comunicazioni) ai sensi dell�articolo 9 del Testo unico della
radiotelevisione. In base al disposto dell�art. 35 del medesimo
TU, esso collabora con la Commissione
per i servizi ed i prodotti dell'Autorit� per le garanzie nelle comunicazioni[20]per la verifica dell'osservanza delle disposizioni a tutela dei minori[21].
Il comma 2 dell�articolo 34 riformulato stabilisce che le trasmissioni
delle emittenti televisive e radiofoniche non contengono programmi che possano
nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori, a meno che non siano
adottati accorgimenti tecnici � quali la scelta dell�ora di trasmissione �
idonei ad escludere che i minori possano assistervi. In caso di trasmissione,
sia in chiaro che a pagamento, i programmi devono essere preceduti da una
avvertenza acustica, ovvero devono essere identificati, all�inizio della
trasmissione, mediante un simbolo visivo.
Si valuti l�opportunit� di raccordare il comma 1 dell�art. 34
riformulato, che vieta � in relazione all�orario di trasmissione � le
trasmissioni che possono nuocere allo sviluppo fisico, psichico o morale dei
minori (e sembrerebbe farlo in termini assoluti, salve le norme speciali per le
trasmissioni ad accesso condizionato) e il comma 2 che introduce alcune
prescrizioni che sembrano stemperare il divieto. Il comma 3 dell�articolo 34 novellato impone � fermo restando il rispetto
delle norme dell�Unione europea a tutela dei minori e di quanto previsto dal
comma 1 del medesimo articolo 34 e dagli artt. 3, 32, comma 2, e 36-bis del
testo unico, come modificati dallo schema di d.lgs. in esame (si veda ante) � il divieto di trasmettere, nella fascia oraria tra le 7 e le 23 (su tutte le piattaforme) i film ai quali sia stato negato il nulla osta per la proiezione o la
rappresentazione in pubblico o che siano stati vietati ai minori di anni diciotto, nonch� dei programmi
classificabili a visione per soli adulti sulla base del sistema di
classificazione di cui al comma 1, ivi compresi quelli forniti a richiesta e a
Si ricorda che il vigente comma 1
dell�articolo 34 del Testo unico vieta
� senza alcuna limitazione oraria � la trasmissione di film ai quali sia
stato negato il nulla osta per la proiezione o la rappresentazione in pubblico
oppure che siano stati vietati ai minori di anni diciotto. La disposizione
dello schema di decreto in esame, quindi, restringe l�ambito temporale del
divieto.
In proposito, si evidenzia che il punto 45 dei
�considerando� della Direttiva 2007/65/CE osserva che le
misure adottate per la tutela dello sviluppo fisico, mentale e morale dei
minori e della dignit� dovrebbero essere �attentamente conciliate con il
diritto fondamentale alla libert� di espressione sancito nella carta dei
diritti fondamentali dell�Unione europea�.
Il comma 4 dell�articolo 34 riformulato conferma il divieto � gi�
sancito dall�articolo 34, comma 2, del testo unico vigente � di trasmettere,
integralmente o parzialmente, nella fascia oraria tra le 7 e le 22,30, film vietati ai minori di anni quattordici. Il
comma 4 specifica, in particolare, che il divieto si applica anche alle
trasmissioni fornite a richiesta e a pagamento.
Il comma 5 dell�articolo novellato demanda all�Autorit� per le garanzie nelle comunicazioni l�adozione �
mediante procedure di co-regolamentazione � della disciplina di dettaglio contenente l�indicazione degli accorgimenti
tecnici idonei ad escludere che i minori vedano o ascoltino normalmente i
programmi di cui al comma 3, con l�introduzione anche di numeri di
identificazione personale e sistemi di filtraggio o di identificazione, sulla
base di criteri generali contenuti nello stesso comma[22]. Ai sensi del comma 11 tale disciplina dovr� essere
adottata entro tre mesi dalla data
di entrata in vigore del decreto legislativo e, entro trenta giorni
dall�adozione, i fornitori di servizi di media audiovisivi o di servizi devono
conformarsi ad essa, secondo quanto ivi specificamente previsto.
Si ricorda che il punto 45 dei �considerando� della Direttiva 2007/65/CE individua tra le
misure da adottare per la tutela dello sviluppo fisico, mentale e morale dei
minori e della dignit� umana l�uso di numeri di identificazione personale
(codici PIN), sistemi di filtraggio o di identificazione.
Con riferimento al termine previsto dal comma 11 perch� i fornitori dei
servizi di media si conformino alla nuova disciplina, si valuti l�opportunit�
di fare riferimento al trentesimo giorno successivo alla data di pubblicazione,
ovvero alla data di entrata in vigore della nuova disciplina.
I successivi commi da 6 a 10 riproducono
disposizioni gi� sostanzialmente contenute nei commi da 3 a 7 dell�articolo 34
del Testo unico.
In particolare, i commi 6 e 7 dell�articolo riformulato
specificano l�estensione alle emittenti
televisive analogiche dell�obbligo di osservare la disciplina contenuta nel
Codice di autoregolamentazione media e
minori, nonch� le specifiche misure a tutela dei minori relativamente alla fascia oraria dalle 16 alle 19 e ai programmi direttamente rivolti ai minori,
con particolare riferimento ai messaggi
pubblicitari, alle promozioni e ogni altra forma di comunicazione
commerciale audiovisiva. Si conferma, inoltre, che le eventuali modificazioni
del Codice o l�adozione di nuovi atti di autoregolamentazione sono recepiti con
decreto del Ministro dello sviluppo economico (ex art. 17, c. 3, L. 400/1988),
previo parere della Commissione parlamentare per l�infanzia e l�adolescenza.
Con riferimento ai messaggi pubblicitari, si
ricorda che l�art. 4, comma 1, lettera c), del Testo unico � modificato, come gi�
detto, nella rubrica e nel testo dall�art. 17, comma 1, lett. b), dello schema di d.lgs. in esame �
dispone, a tutela degli utenti, che la disciplina del sistema radiotelevisivo
garantisce la diffusione di
trasmissioni pubblicitarie che non arrechino, tra l�altro, pregiudizio morale o
fisico ai minori. Sono inoltre previste norme di tutela dei minori con
riferimento alla pubblicit� delle bevande alcoliche e alle televendite (articoli 37 e 40).
Relativamente alla formulazione del testo, al comma 6, in fine, occorre
aggiungere le parole: � e successive modificazioni�, poich� la legge 23
dicembre 1997, n. 451, � stata di recente modificata, anche nel titolo, dalla
legge 3 agosto 2009, n. 112.
Il comma 8 stabilisce che l�impiego
di minori di anni quattordici in programmi radiotelevisivi � disciplinato
con regolamento del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro
del lavoro, della salute e delle politiche sociali e con il Ministro per le
pari opportunit�.
Si ricorda che il
comma 5 del vigente articolo 34 del
Testo unico, oltre a demandare ad uno specifico regolamento l�impiego di minori
di anni quattordici in programmi radiotelevisivi[23], dispone che tale impiego � vietato per messaggi pubblicitari e spot.
Con riferimento alla formulazione del testo, si ricorda che con legge
13 novembre 2009, n. 172 � stato ricostituito il Ministero della salute,
scorporato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
I commi 9 e 10 concernono, rispettivamente, la realizzazione di
campagne scolastiche per un uso corretto
e consapevole del mezzo televisivo e di trasmissioni con le medesime
finalit� rivolte ai genitori, nonch� le quote
di riserva per la trasmissione di opere europee, comprensive di opere
cinematografiche o per la televisione, ivi incluse quelle di animazione,
specificamente rivolte ai minori.
Relativamente alla formulazione del testo, si segnala la necessit� di
correggere un errore materiale sostituendo, al comma 10 dell�articolo 34
riformulato, le parole �nonch� a produzioni e programmi� con le parole �nonch�
produzioni e programmi�. Infine, alla luce del nuovo contenuto dell�articolo 34 del Testo unico,
nella rubrica del medesimo articolo sembrerebbe necessario sopprimere il
riferimento ai valori dello sport. Infatti, le relative disposizioni (presenti
nel comma 6- bis del vigente articolo 34) sono
confluite nel nuovo articolo 35-bis � Valori dello sport, inserito dall�art.17,
comma1, lett. tt), dello schema di d.lgs. Articolo 10
(Comunicazioni commerciali)
comma 1 dell�articolo 10 interviene
sul titolo del Capo IV del Titolo IV del testo unico, �Disposizioni sulla pubblicit�� che viene modificato in �Disposizioni sulla pubblicit�, le
sponsorizzazioni e l�inserimento di prodotti�. Il
comma 2 inserisce nel testo unico un
articolo aggiuntivo 36-bis, �Principi
generali in materia di comunicazioni commerciali audiovisive e radiofoniche�.
L�articolo reca attuazione dell�articolo
3-sexies della direttiva 89/552/CEE, introdotto dall�art. 1 della direttiva
2007/65/CE. A tal fine, l�articolo 36-bis riproduce le prescrizioni contenute
nel citato art. 3-sexies, con alcune integrazioni. Si prevede pertanto che: le
comunicazioni commerciali audiovisive fornite dagli operatori soggetti alla
giurisdizione italiana sono prontamente
riconoscibili come tali, e sono
proibite le comunicazioni commerciali audiovisive occulte, e non utilizzano
tecniche subliminali. Inoltre,
le comunicazioni commerciali audiovisive:
non pregiudicano il rispetto della dignit� umana;
non comportano n� promuovono discriminazioni fondate su sesso, razza o origine
etnica, - nazionalit�, religione o convinzioni personali, disabilit�, et� o orientamento
sessuale;
non incoraggiano comportamenti pregiudizievoli per la salute o la sicurezza;
non incoraggiano comportamenti gravemente pregiudizievoli per la protezione
dell�ambiente.
inoltre vietate le comunicazioni
commerciali per medicinali e cure mediche ottenibili solo con prescrizione
medica. Le comunicazioni concernenti bevande alcoliche non devono
rivolgersi ai minori n� incoraggiare il consumo smodato di tali bevande. Si
dispone inoltre che le comunicazioni commerciali non debbano arrecare
pregiudizio fisico o morale ai minori; non devono quindi esortare i minori ad
acquistare prodotti sfruttando la loro inesperienza o credulit�, n� incoraggiarli
a persuadere i loro genitori ad acquistare i beni o i servizi pubblicizzati,
sfruttare la fiducia che i minori ripongono nei genitori, negli insegnanti o in
altre persone, o mostrare senza motivo minori che si trovano in situazioni
quanto riguarda le comunicazioni commerciali in tema di sigarette e prodotti
del tabacco, oltre a prevederne il divieto come gi� stabilito dalla direttiva,
l�articolo 36-bis in esame, riproducendo quanto gi� disposto dall�art. 37 del
testo unico, estende il divieto anche alle forme di comunicazione indirettamediante� utilizzo di nomi, marchi o simboli di aziende
la cui attivit� principale consista nella produzione dei suddetti prodotti, ove
tale utilizzo sia finalizzato alla pubblicit� dei prodotti stessi. Per
determinare quale sia l�attivit� principale dell�azienda, si deve fare
riferimento all�incidenza della produzione di sigarette op derivato dal tabacco
sul fatturato complessivo dell�azienda.� Il
comma 2 - che riproduce il contenuto
del comma 2 dell�art. 3-sexies della direttiva � prevede che il Ministero dello
sviluppo economico, d�intesa con l�Autorit� per le garanzie delle comunicazioni
e il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, incoraggiano
i fornitori di servizi di media ad elaborare codici di condotta concernenti le
comunicazioni audiovisive commerciali non appropriate che accompagnano i
programmi per bambini o vi sono incluse, relative a prodotti alimentari o
bevande che contengono sostanze nutritive e sostanze con un effetto
nutrizionale o fisiologico, in particolare quelle come i grassi, gli acidi
grassi, gli zuccheri, il sodio o il sale, la cui assunzione eccessiva nella
dieta generale non � raccomandata.
comma 3 estende le disposizioni
dell�articolo in esame alle comunicazioni commerciali delle emittenti
radiofoniche.� Articolo 11
(Interruzioni pubblicitarie)
L�articolo 11 sostituisce l�art. 37 del
testo unico, in materia di interruzioni pubblicitarie. Secondo il comma 1, i messaggi pubblicitari e le
televendite devono essere chiaramente riconoscibili e nettamente distinti dal
resto della programmazione, con mezzi ottici, ovvero acustici o spaziali.
comma 2, confermando quanto previsto
dal vigente articolo 37, precisa che gli spot pubblicitari e di televendita isolati devono costituire eccezioni, salvo se inseriti in
trasmissioni di eventi sportivi. L�inserimento della pubblicit� nel corso di un
programma � consentito, ma non deve pregiudicarne l�integrit�.
comma 3 disciplina analogamente al
testo vigente l�inserimento di spot nella trasmissione di opere teatrali,
liriche o musicali, prevedendo che l�inserimento di messaggi pubblicitari debba
avvenire� negli intervalli effettuati
abitualmente negli spettacoli teatrali
�Il comma
4 modifica il contenuto della norma vigente in relazione alla interruzione
di trasmissioni di notiziari, lungometraggi o film per la televisione. Secondo
il nuovo testo, l�inserimento di pubblicit� o televendite pu� avvenire una sola volta ogni trenta minuti,
laddove l�articolo 37 prevede, ove la durata programmata sia superiore a
quarantacinque minuti, una sola
interruzione nell�arco dei quarantacinque minuti. Il
comma 5 conferma il divieto di
pubblicit� nelle trasmissioni di eventi religiosi e nei� programmi per bambini di durata inferiore a
trenta minuti; per i programmi che superano tale durata, � consentita una sola
interruzione per ogni periodo di trenta minuti.
comma 6 conferma le deroghe gi�
previste per le emittenti locali le cui trasmissioni� sono destinate solo al territorio nazionale,
cui sono consentite due interruzioni pubblicitarie aggiuntive.
comma 7 precisa il concetto di
durata programmata, che va inteso come il periodo intercorrente fra l�inizio
della sigla di apertura e la fine della sigla di chiusura del programma,
compreso il tempo pubblicitario. Il
comma 8 - analogamente a quanto
disposto dal comma 9� del vigente art. 37
� stabilisce che per la pubblicit� di strutture sanitarie si applica la
normativa di cui alla legge n. 175/1992 (Norme
in materia di pubblicit� sanitaria e di repressione dell'esercizio abusivo
delle professioni sanitarie). �
comma 9, in materia di pubblicit� di
bevande alcoliche, riproduce i criteri restrittivi elencati dal comma 10 del
vigente art. 37. Tale pubblicit�, in particolare, non deve rivolgersi ai
minori, collegare il consumo di alcolici con prestazioni fisiche di rilievo, creare
l�impressione che il consumo di alcolici favorisca il successo, indurre a
credere che le bevande alcoliche possiedano qualit� terapeutiche, incoraggiare
un consumo eccessivo di tali bevande,�
utilizzare l�elevata gradazione alcolica come qualit� positiva.
comma 10 consente la diffusione di
inserzioni pubblicitarie nelle trasmissioni previste dall�art. 26, comma 3, del
testo unico. Tale comma prevede che le imprese di radiodiffusione sonora e
televisiva operanti in �mbito locale e le imprese di radiodiffusione sonora
operanti in �mbito nazionale possono effettuare collegamenti in diretta sia
attraverso ponti mobili, sia attraverso collegamenti temporanei funzionanti su
base non interferenziale con altri utilizzatori dello spettro radio, in
occasione di avvenimenti di cronaca, politica, spettacolo, cultura, sport e
attualit�. La norma citata gi� prevede che tali imprese, durante la diffusione
di questi programmi, possono trasmettere dati e informazioni all'utenza,
comprensive anche di inserzioni pubblicitarie. Il
comma 11, infine, estende
l�applicazione delle disposizioni di cui all�articolo 37 anche alla pubblicit�
trasmessa dalle emittenti radiofoniche.
Va segnalato che il nuovo testo
dell�articolo 37 non riproduce la disposizione di cui al vigente comma 8,
secondo cui l'Autorit� per le garanzie nelle comunicazioni, sentita un'apposita
commissione, composta da non oltre cinque membri e nominata dall'Autorit�
medesima tra personalit� di riconosciuta competenza, determina le opere di
valore artistico e le trasmissioni a carattere educativo e religioso che non
possono subire interruzioni pubblicitarie.
(Limiti di affollamento)
L�articolo 12 interviene in tema di
limiti di affollamento pubblicitario sulle emittenti televisive e radiofoniche,
sostituendo l�art. 38 del testo
unico. Molte delle disposizioni vigenti vengono peraltro riprodotte anche nel
testo riformulato. Va
segnalato che, in coerenza con le altre modifiche apportate dallo schema di
decreto, in tutti i casi di riferimento alle emittenti televisive viene
precisato che le norme si applicano anche alle emittenti analogiche. Nella
disciplina vigente del testo unico tale precisazione non � infatti contenuta.
particolare, il comma 1 conferma i
limiti massimi dei messaggi pubblicitari consentiti alla concessionaria del
servizio pubblico: 4 per cento
dell�orario settimanale di programmazione, e il 12 per cento ogni ora. Le eventuali eccedenze, nel limite massimo
del 2 per cento, vengono recuperate
nell�ora successiva o in quella antecedente. Anche
il comma 2, con riferimento alle
emittenti diverse dalla concessionaria del servizio pubblico, e operanti in
ambito nazionale, conferma i limiti vigenti per i messaggi pubblicitari: 15 per cento dell�orario giornaliero di
programmazione, e 18 per cento per
ogni ora; anche in questo caso, l�eventuale eccedenza, entro il limite del 2
per cento, va recuperata nell�ora successiva o antecedente. Gli stessi limiti
si applicano anche ai soggetti autorizzati a trasmettere � ai sensi dell�art.
29 del testo unico � in contemporanea su almeno 12 bacini di utenza.
Va ricordato, in proposito, che il citato art. 29 subordina la
trasmissione di programmi in contemporanea da parte delle emittenti
radiotelevisive private locali, anche operanti nello stesso bacino di utenza,
ad autorizzazione rilasciata dal Ministero, che provvede entro un mese dalla
data del ricevimento della domanda; trascorso tale termine senza che il
Ministero medesimo si sia espresso, l'autorizzazione si intende rilasciata. La
domanda di autorizzazione pu� essere presentata da consorzi di emittenti locali
o dalle singole emittenti concessionarie o autorizzate, sulla base di
preventive intese. L'autorizzazione abilita a trasmettere in contemporanea per
una durata di sei ore per le emittenti radiofoniche e di dodici ore per le
emittenti televisive. Il
comma 3 riproduce sostanzialmente il
contenuto del vigente comma 6, che prevede, per le emittenti nazionali diverse dalla
concessionaria del servizio pubblico, un ampliamento dei limiti per le trasmissioni
riservate alla pubblicit�, qualora comprendano forme di pubblicit� diverse
dagli spot, quali le telepromozioni:
il limite massimo viene portato in questo caso al 20 per cento della programmazione quotidiana, fermi restando i
limiti di affollamento giornaliero e orario fissati dal comma 2. Lo spazio
riservato alle telepromozioni non pu� comunque superare un�ora e 12 minuti nel
corso della giornata.
comma 4 fissa un ulteriore limite,
stabilendo che il rapporto fra spot
pubblicitari e spot di televendita non possa eccedere il 20% nell�arco di un�ora. Tale norma
riproduce il disposto dell�art. 18 della direttiva 89/552/CEE, come modificata
dalla direttiva 2007/65/CE.
Va segnalato in proposito che la Commissione europea, con lettera di
costituzione in mora del 12 dicembre 2007, ha avviato una procedura di
infrazione, contestando fra l�altro allo Stato italiano il mancato
assoggettamento degli spot di televendita al limite di affollamento orario di
cui al citato articolo 18 della direttiva 89/552/CEE. In relazione a tale
fattispecie, � intervenuta la deliberazione del 31 dicembre 2008 dell�Autorit�
per le garanzie nelle comunicazioni, con la quale si � modificato l'art. 5-bis
del regolamento in� materia� di pubblicit� radiotelevisiva e televendite,
di cui alla delibera n. 538/01/CSP, del�
26 luglio� 2001, aggiungendo un
comma che assoggetta gli spot di televendita al rispetto dei limiti di
affollamento orario previsti dall'art. 38, comma 2, del Testo unico di cui al
D.Lgs. n. 177/2005. La Commissione, in data 8 ottobre 2009, ha deciso di
archiviare la procedura di infrazione, avendo constatato che la normativa
italiana era stata adeguata ai principi dettati dalla direttiva
89/552/CEE.� Si ricorda che l�art. 4, lettera ii) dello schema di decreto in esame
definisce quale televendita le
offerte dirette trasmesse al pubblico allo scopo di fornire, dietro pagamento,
beni o servizi, compresi i beni immobili, i diritti e le obbligazioni. La lettera mm) dello stesso art. 4
definisce telepromozione ogni forma
di pubblicit� consistente nell'esibizione di prodotti, presentazione verbale e
visiva di beni o servizi di un produttore di beni o di un fornitore di servizi,
fatta dall'emittente televisiva o radiofonica al fine di promuovere la
fornitura, dietro compenso, dei beni o dei servizi presentati o esibiti.
comma 5 reca una disposizione nuova
rispetto a quanto previsto dall�art. 38, prevedendo una graduale riduzione della trasmissione dei spot
pubblicitari per le emittenti a pagamento, e differenziandone quindi la
disciplina rispetto a quella dettata per le altre emittenti diverse dalla
concessionaria del servizio pubblico. Il limite massimo di affollamento
pubblicitario per ogni ora viene fissato: al 16 per cento per il 2010, al 14
per cento per il 2011, al 12 per
cento per il 2012.
stessi limiti si applicano per i soggetti autorizzati ai sensi del sopra citato
art. 29 del testo unico. Per le eventuali eccedenze si applicano i medesimi criteri
previsti dai commi 1 e 2.
comma 6 esclude dall�applicazione
dei limiti di cui ai commi 2, 3, 4 e 5, gli annunci delle emittenti relativi ai
propri programmi e ai prodotti da questi derivati, agli annunci di
sponsorizzazioni e agli inserimenti di prodotti.
comma 7 conferma i limiti previsti
dal� comma 3 del vigente art. 38, per i
messaggi pubblicitari radiofonici trasmessi da parte di emittenti diverse dalla
concessionaria pubblica. Tali messaggi non possono eccedere, per ogni ora, il 18 per cento per le radiodiffusione
nazionale, il 25 per cento per la
radiodiffusione locale, il 10 per cento
per la radiodiffusione da parte di emittente analogica a carattere comunitario.
Per l�eventuale eccedenza, comunque non superiore al 2 per cento, vale anche in
questo caso la regola del recupero entro l�ora successiva o antecedente. Il
comma 8, riproducendo il contenuto
del comma 4 del vigente art. 38, prevede che il tempo massimo di trasmissione
quotidiana di pubblicit� per le emittenti radiofoniche in ambito locale �
ampliato al 35 per cento quando
siano comprese forme di pubblicit� diverse dagli spot. Il
comma 9, confermando quanto previsto
dal comma 5 dell�art. 38 del testo unico, dispone per le emittenti operanti in
ambito locale che il tempo di trasmissione di messaggi pubblicitari non possa
eccedere il 25 per cento per ogni
ora e giorno di programmazione.
comma 10, che riproduce i contenuti
di cui al comma 10 dell�art. 38, dispone che la pubblicit� locale � riservata
alle emittenti televisive e radiofoniche operanti in ambito locale, precisando
che le emittenti operanti in ambito nazionale, compresa la concessionaria del
servizio pubblico, sono tenute a trasmettere i messaggi in contemporanea su
tutti i bacini serviti. La trasmissione di pubblicit� locale diversificata �
consentita ai soggetti autorizzati, ai sensi dell�art. 29 del testo unico,
mediante interruzione momentanea dell�interconnessione.
11, riprendendo i contenuti del comma 9 dell�art. 38, dispone la nullit� delle clausole, contenute in
contratti di pubblicit�, che prevedano obblighi per le emittenti di trasmettere
programmi diversi o aggiuntivi rispetto ai messaggi pubblicitari che formano
oggetto dei contratti stessi.
comma 12 dispone che vengono
sottratti ai limiti previsti dall�articolo in esame i messaggifacenti parte di
iniziative promosse da istituzioni, enti, associazioni di categoria, produttori
editoriali e librai, volte a sensibilizzare l'opinione pubblica nei confronti
del libro e della lettura, trasmessi gratuitamente o a condizioni di favore da dalle
emittenti pubbliche e private. Tale deroga, gi� prevista dal comma 12 del
vigente art. 38, viene estesa anche ai brevi
messaggi pubblicitari che rappresentano anteprime di opere cinematografiche di
nazionalit� europea.
comma 13, infine, reca una specifica
definizione dei termini �ora d�orologio� e �orario giornaliero di
programmazione�, al fine di chiarire la modalit� applicativa dell�articolo in
esame. L�ora d�orologio si computa partendo dall�ora e dal minuto di inizio
delle trasmissioni di ciascuna emittente. Per orario giornaliero di
programmazione si intende il tempo che intercorre, in ogni giorno solare, tra
l�inizio e il termine effettivi delle trasmissioni di ciascuna emittente.
(Sponsorizzazioni)
L�articolo 13 � che reca attuazione
dell�art. 3-septies della direttiva - sostituisce
l�art. 39 del testo unico, in materia di sponsorizzazioni, estendendo i criteri
stabiliti per le trasmissioni televisive anche ai servizi di media audiovisivi.
Tali criteri vengono� indicati al comma
1, e riproducono quelli gi� previsti dal vigente art. 39:
- i contenuti e la programmazione di trasmissioni
sponsorizzate non possono essere influenzati dallo sponsor fino a ledere la
responsabilit� e l�autonomia editoriale dei fornitori di servizi di media e o
della concessionaria di servizio pubblico nei confronti delle trasmissioni;
- le trasmissioni sponsorizzate devono essere
riconoscibili come tali, indicando il nome dello sponsor all�inizio o al
termine del programma;
- le trasmissioni sponsorizzate non devono stimolare
all�acquisto dei prodotti o servizi dello sponsor stesso.
comma 2 dispone il divieto di
sponsorizzazione da parte di soggetti la cui attivit� consista nella produzione
o vendita di sigarette, prodotti del tabacco o superalcolici. Riguardo
alle imprese che producono o vendono medicinali o cure mediche, attualmente
ricomprese nel divieto di cui all�art. 39, il comma 3 prevede la possibilit� di sponsorizzazione, se limitata
alla promozione del nome o dell�immagine dell�impresa stessa, escludendo in
ogni caso che si possano promuovere
medicinali o cure mediche ottenibili dietro presentazione di prescrizione
comma 4, che riproduce il contenuto
del comma 3 del vigente art. 39, consente le sponsorizzazioni di emittenti
operanti in ambito locale effettuata con segnali acustici o visivi,
accompagnati dalla citazione dello sponsor, e che intervengano in occasione
dell�interruzione dei programmi, nonch� tutte quelle previste dalla direttiva
89/552/CE.
comma 5 vieta la sponsorizzazione di
notiziari e programmi di attualit�.
comma 6, introducendo una
disposizione nuova rispetto al testo vigente, vieta di mostrare il logo di una
sponsorizzazione durante programmi per bambini o religiosi e documentari. Il
comma 7 estende l�applicazione della
disciplina in tema di sponsorizzazioni alle emittenti radiofoniche ed ai
servizi da esse forniti.� Articolo 14
(Televendite)
L�articolo 14 interviene sull�articolo 40
del testo unico, che prevede specifici divieti in materia di televendite,
introducendo due commi aggiuntivi. Con
il comma 2-bis si prevede che i
tempi riservati alle televendite non sono considerati ai fini del computo dei
limiti di affollamento indicati dall�art. 38, come sostituito dall�art. 12
dello schema in esame. Tali spazi devono essere identificati come tali mediante
strumenti ottici e acustici, e non
possono avere durata inferiore a quindici minuti consecutivi. Tale
ultima previsione riproduce la norma di cui all�art. 18 bis della direttiva
89/552/CEE, come modificata dalla direttiva 2007/65/CE[24]. Il
comma 2-ter dispone che ai
palinsesti riservati alla pubblicit�, alle televendite o all�autopromozione,
non si applicano le norme di cui all�art. 37, commi da 1 a 7, all�art. 38,
comma 2, e all�art. 44. Si
segnala, in proposito, che l�art. 37 del testo unico, come sostituito dall�art.
11 dello schema di decreto, reca la disciplina delle interruzioni
pubblicitarie, l�art. 39, comma 2, come sostituito dall�art. 12 dello schema,
detta i limiti massimi di programmazione dei messaggi pubblicitari, mentre
l�art. 44 del testo unico, come sostituito dall�art. 16 dello schema, concerne
la produzione audiovisiva europea.
Si ricorda che l�articolo 40
del Testo unico, al comma 1, vieta
la televendita che vilipenda la dignit� umana, comporti discriminazioni di
razza, sesso o nazionalit�, offenda convinzioni religiose e politiche, induca a
comportamenti pregiudizievoli per la salute o la sicurezza o la protezione
dell'ambiente, nonch� la televendita di sigarette o di altri prodotti a base di
tabacco. Il comma 2 prevede che la
televendita non debba esortare i minori a stipulare contratti di compravendita
o di locazione di prodotti e di servizi, n� arrecare pregiudizio morale o
fisico ai minori. La televendita deve inoltre rispettare una serie di criteri a
- non esortare direttamente i minori ad acquistare un prodotto o un
servizio, sfruttandone l'inesperienza o la credulit�; - non esortare direttamente i minori a persuadere genitori o altri ad
acquistare tali prodotti o servizi; - non sfruttare la particolare fiducia che i minori ripongono nei
genitori, negli insegnanti o in altri; - non mostrare, senza motivo, minori in situazioni pericolose. Articolo 15
(Inserimento di prodotti)
L�articolo 15 disciplina l'inserimento di prodotti all'interno di programmi audiovisivi (c.d. �product
placement�[25]), introducendo nel
T.U. della radiotelevisione l�art. 40-bis.
Si ricorda preliminarmente che la definizione di �inserimento di prodotti� � recata dall�art. 1, par.
2, lett. m), della Direttiva 89/552/CE,
come modificata dalla direttiva 2007/65/CE: esso specifica che si tratta di ogni forma di comunicazione commerciale audiovisiva consistente nell�inserire o
nel fare riferimento ad un prodotto, a un servizio o a un marchio, cos� che
appaia all�interno di un programma dietro pagamento o altro compenso[26]. Identica definizione � contenuta all�art.
4, comma 1, lettera ll), dello schema
di d.lgs. in commento, che sostituisce l�art. 2 (Definizioni) del Testo Unico della radiotelevisione. La citata tipologia di comunicazione commerciale � regolamentata dall�art. 3-octies
della Direttiva 89/552/CE, come introdotto dalla Direttiva 2007/65/CE;
quest�ultimo� vieta, in linea di massima,
la pratica in questione, consentendo, per�, agli Stati membri di derogare a
tale divieto con riferimento a due specifiche fattispecie. La prima riguarda opere cinematografiche, film e serie prodotti per
i servizi di media audiovisivi, programmi sportivi e programmi di
intrattenimento leggero, ad esclusione, in tutti i casi, dei programmi per
La seconda riguarda la circostanza in cui non ci sia pagamento, ma
soltanto fornitura gratuita di determinati beni o servizi, quali aiuti alla
produzione e premi.
Il medesimo articolo indica i requisiti necessari per i programmi
che ospitano product placement � in
linea di massima corrispondenti a quelli previsti dall�art. in commento - e
stabilisce la decorrenza della nuova disciplina (programmi prodotti dopo il 19
dicembre 2009, termine per il recepimento della direttiva). Si ricorda, inoltre, che l�art.
26 della L. 88 del 2009 (legge
comunitaria 2008) ha dettato specifici criteri relativi al product placement prescrivendo:
� il pieno adeguamento delle disposizioni in
materia di inserimento di prodotti alle condizioni ed ai divieti previsti
dall�articolo 3-octies, paragrafi 2,
3 e 4, della direttiva 89/552/CE, come introdotto dalla direttiva 2007/65/CE.
La relazione introduttiva specificava che le disposizioni dell�art. 26 erano
volte a definire l�ambito di esercizio della discrezionalit� riservata allo
Stato. Ci�, al fine di aumentare la competitivit� delle opere audiovisive
prodotte in Italia, garantendo loro un trattamento omogeneo e non penalizzante,
ma al contempo introducendo regole certe a tutela degli utenti; � l�applicazione delle sanzioni previste dall�articolo
51 del TU della radiotelevisione[27] per le
violazioni delle prescrizioni in materia di inserimento di prodotti, fatto
salvo il divieto di inserimento di prodotti nei programmi per bambini, per la
cui violazione si applica la sanzione di cui all�articolo 35, comma 2, del
medesimo decreto legislativo[28].
Il comma 1 del nuovo
art. 40-bis consente l�inserimento di prodotti in alcune categorie di programmi (opere cinematografiche, film e serie prodotti per i servizi di
media audiovisivi, programmi di intrattenimento leggero[29]), ad esclusione di quelli destinati ai bambini; specifica,
inoltre, che tale forma di comunicazione pu� dar luogo alla corresponsione di
un compenso monetario o alla fornitura gratuita di beni e servizi, quali aiuti
alla produzione e premi.
Il comma 2 indica i requisiti dei programmi che possono
ospitare �product placement�.
-����� il loro contenuto non
deve compromettere la responsabilit� e l�indipendenza editoriale del fornitore
dei servizi di media[30] ;
-����� non devono incoraggiare
direttamente l�acquisto o la locazione di beni o servizi;
-����� non devono dare
indebito rilievo ai prodotti in questione.
Il comma 3 prescrive
l�adeguata informazione degli utenti (all�inizio ed alla fine della
trasmissione e dopo le interruzioni pubblicitarie) nel caso di programmi
prodotti o commissionati dal fornitore di servizi.
Il comma 4 esclude dal
�product placement� sigarette, prodotti a base di tabacco, prodotti di imprese
operanti principalmente nel settore del tabacco, medicinali� e cure che necessitano di prescrizione.
Il comma 5 prescrive che
i soggetti interessati adottino la disciplina� applicativa dei contenuti dell�articolo
attraverso procedure di
autoregolamentazione da comunicare all�Autorit� per le Garanzie nelle
Il comma 6 dispone l�applicazione delle nuove disposizioni
solo ai programmi prodotti a decorrere dalla data di entrata in vigore
del decreto legislativo in
(Produzione audiovisiva europea)
L�articolo 16
disciplina le modalit� di promozione
della distribuzione e produzione delle opere europee (per la definizione,si veda art. 4, c. 1, lett. cc), dello schema di d.lgs.) da parte dei fornitori di servizi di media
audiovisivi lineari e non (le definizioni sono recate dall�art. 4, c. 1,
lett. a), b), i) ed m) dello schema di d.lgs.) e prevede
l�adozione di successivi provvedimenti applicativi.
A tal fine,
sostituisce l�art. 44 del TU della radiotelevisione e ripropone, in particolare
ai commi 2 e 7, alcuni contenuti dell�art. 6 del medesimo TU che, unitamente al
primo, regolamenta la materia. Si ricorda, in proposito, che l�art. 6 del TU (recante
i principi generali a tutela della produzione audiovisiva) viene abrogato
dall�art. 17, comma 1, lett. e),
dello schema di d.lgs. in commento (vedi infra).
Il comma 1 vincola i fornitori di servizi di media audiovisivi, lineari e non, a
favorire lo sviluppo e la diffusione della produzione audiovisiva europea;
pertanto, si estende ci� che era gi� previsto per le emittenti e i fornitori di
contenuti televisivi (art. 6 TU). Il comma 2 stabilisce che le emittenti televisive riservano alla diffusione delle opere europee la maggior
parte dei tempi di trasmissione, escludendo
dal computo notiziari, pubblicit�, televendite, manifestazioni sportive, giochi,
servizi di teletext. Rispetto al testo attuale dell�art. 6 del TU, i dibattiti
non sono esclusi dal computo dei tempi di trasmissione.
Il comma 3 stabilisce gli obblighi di investimento delle emittenti televisive in
produzione, finanziamento ed acquisto di opere europee realizzate da produttori
indipendenti. In particolare, deve essere riservato ai fini indicati il 10% degli introiti netti annui delle
emittenti (per il cui computo vengono recate puntuali indicazioni, identiche a
quelle gi� previste dal testo vigente dell�art. 44 del TU). Nell�ambito di tale
quota, uno spazio adeguato deve essere riservato a produzioni recenti (ossia, a quelle diffuse entro cinque anni dalla
produzione) incluse le opere cinematografiche di �espressione originale italiana�, a prescindere dal luogo di
La determinazione dei criteri per qualificare le opere cinematografiche �di espressione originale
italiana� e l�indicazione delle quote
percentuali di investimenti da riservare a queste ultime viene affidata ad
un decreto di natura non regolamentare, risultante dal
concerto dei Ministri dello Sviluppo economico e per i Beni e le attivit�
culturali, da emanare entro 9 mesi dalla data di entrata in vigore del
provvedimento in esame.
Il comma 4 prevede che i fornitori di servizi di
media a richiesta (video on demand)soggetti alla giurisdizione italiana promuovono la produzione e l�accesso
alle opere europee gradualmente, secondo
criteri da definire con regolamento
dell�Autorit� per le garanzie nelle comunicazioni, da adottare entro 3 mesi.
Il comma 5 esclude dagli obblighi di
promozione delle opere europee le
emittenti televisive, anche analogiche, operanti in ambito locale (per la definizione, si veda art. 4, c. 1, lett. z), dello schema di decreto). Rispettoal testo vigente (art. 44, c. 9, TU), sono, per�, previste alcune eccezioni.
Il comma 6 assegna all�Autorit� per le garanzie nelle comunicazioni la definizione di una
disciplina di dettaglio sostitutiva
di quella esistente, in coerenza con le nuove disposizioni e con i principi dell�art.
3-decies della Direttiva 89/552/CE.
In particolare, come previsto dall�art. 3-decies
citato, si specifica che, nel caso dei servizi a richiesta, la promozione di
opere europee pu� riguardare il contributo finanziario alla produzione delle
opere e all�acquisizione di diritti su esse, ovvero anche la percentuale di
opere inserite in catalogo ed il rilievo ad esse attribuito.
Si richiama, inoltre,
l�art. 40-bis del TU, introdotto
dallo schema di decreto in esame (si veda art. 15), che riguarda l�inserimento
di prodotti nelle opere cinematografiche, film e serie prodotti per i serici di
media audiovisivi. Sembrerebbe opportuno chiarire il riferimento all�art. 40-bis del TU
della radiotelevisione.
Il comma 7 attribuisceall�Autorit� per le garanzie nelle comunicazioni la verifica, su
base annuale, dei vincoli introdotti dall�articolo; essa sar� effettuata in
ragione delle comunicazioni trasmesse dagli interessati. A tal finel�Autorit� predispone un regolamento recante criteri per la
concessione di eventuali deroghe
a fornitori di servizi di media audiovisivi (in particolare, sono contemplati i
seguenti casi: assenza di utili nell�ultimo biennio; esiguit� della quota di
mercato coperta con pubblicit�, televendite, sponsorizzazioni, contratti e
provvidenze; natura di canali tematici). Il regolamento in
questione (per il quale non � indicato un termine di adozione) provvede anche a
definire le modalit� di comunicazione
del rispetto degli obblighi fissati, tenendo conto dei principi di
riservatezza posti dalla legge[31], nonch� le sanzioni applicabili in caso di inadempimento. Per tali aspetti,
non si riscontrano sostanziali differenze rispetto al testo vigente.
Molto sinteticamente, si ricorda che il testo vigente dell�articolo 44 del TU
della radiotelevisione[32] reca, al comma
3, puntuali indicazioni in merito alla percentuale del tempo di programmazione da riservare alla diffusione
di opere europee da parte di emittenti televisive, fornitori di
contenuti televisivi, fornitori di programmi in pay per view(almeno il 10% del tempo di diffusione), concessionaria
del servizio pubblico radiotelevisivo (almeno il 20% del tempo di trasmissione); al medesimo comma si prevede che le
opere in questione risalgano agli ultimi 5 anni e si introduce un�ulteriore
sottoquota a favore dei prodotti di espressione
originale italiana. Con riguardo all�obbligo
di investimenti finalizzati alla promozione
della produzione, del finanziamento e dell�acquisto di opere europee, il
comma 3 dell�art. 44 differenzia la
quantificazione degli importi percentuali a seconda della tipologia dei soggetti interessati: il 10% degli
introiti netti nel caso di emittenti televisive, fornitori di contenuti,
fornitori di programmi; il 15% dei ricavi per la concessionaria del sevizio
pubblico; anche in questo caso, all�interno di tali quote, vengono stabilite
ulteriori riserve, anch�esse differenziate a seconda dei soggetti, a favore
delle opere di espressione originale italiana.
Il citato art. 44 del TU della radiotelevisione reca,
inoltre, ulteriori previsioni non riproposte dal testo riformulato dallo schema
di d.lgs. in commento, quali:
o la percentuale di opere europee che i
fornitori di contenuti televisivi e le emittenti televisive sono tenuti a riservaredeve essere ripartita
tra i diversi generi (di opere) (comma 1);
o le quote di
riserva riguardano anche le opere rivolte ai minori (comma 2);
o ai produttori
indipendenti spettano quote di diritti
residuali dopo lo sfruttamento dell'opera da parte degli operatori
radiotelevisivi (comma 4)[33];
Si ricorda che la Direttiva 2007/65 tratta in particolare
la promozione e distribuzione delle opere europee ai punti 48, 50, 51 dei �considerando�; all�art. 1, comma 7), che
introduce nella direttiva 89/552/CE il nuovo articolo 3-quinquies; all�art. 1, comma 8), che
introduce il nuovo articolo 3-decies.
Si riassumono, di seguito, i contenuti dei
riferimenti citati:
o come previsto per i servizi lineari, anche i
servizi di media a richiesta devono favorire produzione e distribuzione di
opere europee attraverso una quota di investimento obbligatorio e/o
l�inserimento di una percentuale di opere europee nei cataloghi di video a
richiesta (punto 48 dei �considerando�; art. 1, comma 8, che introduce l�art.
3-decies);
o nell�applicare le disposizioni della Direttiva
89/552/CE relative alla diffusione di opere europee (art. 4 della Direttiva)
gli Stati membri dovrebbero favorire la diffusione di coproduzioni europee o di
opere europee originarie di un altro paese (punto 50 dei �considerando�);
o le opere cinematografiche devono essere trasmesse
nei tempi concordati tra titolari dei diritti e fornitori di servizi de media
(punto 51 dei �considerando�; art. 1, comma 7, che introduce l�art. 3-quinques). Al comma 1, si segnala che l�indicazione corretta nel titolo �
�Articolo 44� e non �Articolo 16�.
(Norme integrative e di coordinamento)
L�articolo 17 novella in pi� punti il T.U. per adeguarne il testo
alle modifiche introdotte dai precedenti articoli dello schema, in particolare
per quanto riguarda le nuove definizioni di cui all�articolo 4. Nella presente scheda
si d� conto degli interventi pi� significativi.
La lettera a),
che novella l�articolo 3 del T.U,
oltre a due modifiche terminologiche, inserisce tra i principi fondamentali del sistema la tutela dei diritti d�autore e di propriet� intellettuale.
La lettera b)
sostituisce l�articolo 4 del T.U.,
relativo ai principi generali del
sistema a garanzia degli utenti. Il
nuovo testo ha un contenuto ridotto rispetto all�attuale, in quanto parte del
contenuto di quest�ultimo � stato inserito in altre disposizioni del T.U. In
� il divieto di incitamento all�odio � ora
contenuto nell�articolo 32 del T.U. (sostituito dall�articolo 5 dello schema);
� le disposizioni a tutela dei minori sono ora
contenute nell�articolo 34 (sostituito dall�articolo 9 dello schema);
� le prescrizioni relative alle trasmissioni
pubblicitarie e alle televendite sono state inserite nel nuovo articolo 36-bis del T.U. (introdotto dall�articolo
10 dello schema);
� le prescrizioni relative alle sponsorizzazioni
sono state inserite nell�articolo 39 del T.U. (sostituito dall�articolo 13
dello schema);
� la possibilit� di rettifica per lesione di
interessi morali o materiali � stata inserita nel nuovo articolo 32-quinquies del T.U. (introdotto dalla
lett. qq) dell�articolo in esame);
� la diffusione su programmi in chiaro di eventi
di particolare rilevanza � ora disciplinata dal nuovo articolo 32-bis del T.U. (introdotto dall�articolo 7
� l�adozione di misure a favore della ricezione
dei programmi da parte dei cittadini con disabilit� sensoriali � prescritta
dall�articolo 32 del T.U. (sostituito dall�articolo 5 dello schema).
Non sono invece
riproposti i principi relativi al rispetto dei diritti fondamentali della
persona, al divieto di trasmissioni che contengono messaggi cifrati o di
carattere subliminale e al divieto di utilizzare una potenza sonora superiore a
quella ordinaria dei programmi per rendere riconoscibili le trasmissioni
pubblicitarie e le televendite. E� stata inoltre soppressa la limitazione della
capacit� trasmissiva destinata ai programmi criptati.
La lettera d)
novella l�articolo 5 del T.U., che contiene i principi generali del sistema a
salvaguardia del pluralismo e della concorrenza. Oltre agli interventi
connessi con le nuove definizioni introdotte dall�articolo 4 del presente
schema, si segnalano le seguenti modifiche:
� estensione della tutela della concorrenza nel mercato dei servizi di media a richiesta;
� eliminazione
del riferimento alla delibera
dell'Autorit� per le garanzie nelle comunicazioni del 15 novembre 2001, n. 435/01/CONS, a proposito
dell�assegnazione delle radiofrequenze;
La citata
delibera disciplina, tra l�altro, la procedura per il rilascio delle licenze
individuali per operatore di rete e per l�assegnazione delle radiofrequenze. Si
ricorda che, ai sensi dell�articolo 8-novies
del D.L. n. 59/2008 (legge n. 101/2008), per lo svolgimento dell�attivit� di
operatore di rete non � pi� richiesta la
licenza individuale, ma
l�autorizzazione generale, di cui all�articolo 25 del D.Lgs. n. 259/2003
(c.d. Codice delle comunicazioni elettroniche).
Si osserva che, nell�alinea e nella lettera a) del comma 1 dell�articolo 5 del T.U., sarebbe opportuno sostituire la
parola �sistema radiotelevisivo� con �sistema dei servizi di media audiovisivi
e della radiofonia�.[34]
La lettera e)
sopprime l�articolo 6 del T.U., che tutela la produzione audiovisiva europea. La tutela di tale produzione � ora
disciplinata dall�articolo 44, come modificato dall�articolo 16 del presente
La lettera g)
novella l�articolo 7 del T.U., recante principi generali in materia di informazione. Oltre a modifiche
lessicali, si segnala la soppressione del divieto di sponsorizzazione dei
notiziari, ora previsto dall�articolo 39 del T.U., come modificato dall�articolo
13 del presente schema.
La lettera p)
sostituisce, all�articolo 12 del T.U., relativo alle competenze delle Regioni,
la parola licenza, con la parola autorizzazione, in attuazione di quanto
previsto dal gi� citato articolo 8-novies
del D.L. n. 59/2008.
La lettera q)
novella l�articolo 15, comma 5, del T.U., che determina la durata dell�autorizzazione generale per lo svolgimento
dell�attivit� di operatore di rete: la norma prevede attualmente che la durata
della suddetta autorizzazione non sia superiore a venti anni, n� inferiore a
dodici e che l�autorizzazione � rinnovabile per uguali periodi. La lettera q) in esame stabilisce che il Ministero
dello sviluppo economico provveda ad uniformare
la durata dell�autorizzazione sopra indicata con la durata delle
autorizzazioni rilasciate ai sensi del D.Lgs. n. 259/2003 (c.d. Codice delle
comunicazioni elettroniche).
Si ricorda che l�articolo 25, comma 6, del citato
decreto legislativo prevede che le autorizzazioni generali hanno durata non
superiore a venti anni, sono rinnovabili e possono essere prorogate, con
decreto ministeriale, per un periodo non superiore a quindici anni.
La lettera s)
sopprime il comma 3 dell�articolo 16 del T.U., che estende ai fornitori di
contenuti in tecnica digitale su frequenze terrestri, gli obblighi a tutela
degli utenti previsti per la radiodiffusione dei programmi televisivi su
frequenze terrestri in tecnica analogica, in quanto la disciplina delle due
modalit� di trasmissione risulta ormai omologata. La lettera t)
novella l�articolo 17, relativo ai contributi
dovuti all�Autorit� per le
autorizzazioni per la fornitura di contenuti su frequenze terrestri in
tecnica digitale. La lettera in commento aggiunge il comma 2-bis al citato articolo che demanda
all�Autorit� di uniformare l�importo dei
contributi dovuti per le autorizzazioni alle diffusioni su frequenze
terrestri in tecnica analogica a
quelli dovuti per le diffusioni in tecnica digitale.
Dovranno essere inoltre uniformati i
contributi dovuti dai fornitori di
servizi di media audiovisivi, indipendentemente dalla rete di comunicazioni
elettronica impiegata.
La stessa lettera t), con riferimento alla determinazione dei
contributi dovuti per l�autorizzazione per la fornitura di contenuti, aggiunge
le parole �programmi audiovisivi� dopo la suddetta parola �contenuti�; non
risulta chiara la finalit� di tale modifica del testo.
La lettera cc),
che novella l�articolo 21 del T.U.,
prevede che il Ministero dello sviluppo economico rilasci l�autorizzazione alla
diffusione di contenuti televisivi via cavo (come attualmente gi� previsto), anche relativamente alla diffusione continua in diretta o �live streaming�, e su internet
o �web casting�.
La lettera ee)
introduce il nuovo articolo 22-bis nel T.U., che disciplina
l�autorizzazione alla fornitura di
servizi media audiovisivi a richiesta. Per lo svolgimento di tale attivit�
viene richiesta l�autorizzazione
generale, rilasciata dal Ministero
dello sviluppo economico. Il richiedente presenta al Ministero una
dichiarazione di inizio attivit�; entro i successivi sessanta giorni il
Ministero deve verificare la sussistenza dei presupposti e dei necessari
requisiti e pu� disporre, se del caso, il divieto di prosecuzione
dell�attivit�. L�Autorit� per le garanzie nelle comunicazioni dovr� adottare,
entro tre mesi dall�entrata in vigore del presente decreto legislativo, un regolamento di disciplina del
procedimento per il rilascio dell�autorizzazione in oggetto. Per quanto
possibile i principi e i requisiti richiesti per lo svolgimento dell�attivit�
in oggetto dovranno essere analoghi a quelli previsti per l�autorizzazione alla
diffusione dei servizi di radiodiffusione televisiva. In conseguenza
dell�introduzione del nuovo articolo 22-bis,
sopra illustrato, la lettera pp) dell�articolo 17 in esame sopprime le parole �compresa la pay-per-view� all�articolo 31, comma 1, del T.U., relativo
all�autorizzazione per lo svolgimento dell�attivit� di fornitore di servizi
interattivi associati o di servizi di accesso condizionato.
La lettera qq)
introduce nel Testo unico della radiotelevisione l�art. 32-quinquies,che disciplina l'attivit� di registrazione dei telegiornali e dei giornali
radio ed il diritto di rettifica,quest�ultimo inattuazione dell�articolo 23 della direttiva 89/552/CE. Il nuovo articolo sostanzialmente riproduce l�attuale art. 32 (Telegiornali e giornali radio-Rettifica)
del Testo unico, sostituito dall�art. 5 dello schema di d.lgs. in commento con
un nuovo articolo recante �Disposizioni generali� (vedi ante).
Si ricorda che la Direttiva 2007/65/CE (recante
modifiche alla Direttiva sopra citata) esclude dal proprio ambito di
applicazione le versioni elettroniche di quotidiani e riviste (punto 21 dei
�considerando� ).
Per la disciplina dell'attivit� di registrazione dei telegiornali e dei
giornali radio, il comma 1 prevede
l�applicazione delle norme di cui agli articoli 5 e 6 della legge n. 47 del
1948[35], che
prevedono il deposito in cancelleria di una serie di documenti. La
responsabilit� della registrazione � stabilita in capo ai direttori dei
giornali radio e dei telegiornali. Quanto al diritto di rettifica, (commi 2-4), l�articolo descrive le modalit�
con cui richiedere al fornitore di servizi di media audiovisivi[36],
inclusa la concessionaria del servizio pubblico, ovvero all�emittente
radiofonica la trasmissione di una rettifica qualora sia stata procurata -
mediante diffusione di notizie contrarie a verit� - una lesione degli interessi
morali - quali, in particolare, l�onore e la reputazione - e materiali di una
persona. Vengono, inoltre, disciplinate le modalit� ed i termini entro i quali
la rettifica va trasmessa, ovvero il possibile ricorso dell�emittente
televisiva o radiofonica, analogica o digitale[37],
all�Autorit� per le garanzie nelle comunicazioni.
Rispetto alla disciplina attualmente recata
dal TU, il nuovo articolo contiene qualche integrazione (quale il riferimento particolare
alla lesione dell�onore e della reputazione) e l�adeguamento della terminologia
alle innovazioni introdotte dalla direttiva 2007/65/CE. Si prevede, infine, l�abrogazione delle
disposizioni procedurali previste per la rettifica dagli articoli da 5 a 9 del
DPR 255 del 1992[38],
adottato in attuazione dell�art. 10 della L. 223 del 1990[39] (gi�
abrogato dall'art. 54 del Testo unico della radiotelevisione).
La lettera rr)
aggiunge un periodo all�articolo 33, comma 1, del T.U., che estende ai fornitori di servizi di media a richiesta l�obbligo di inserire nel
loro catalogo, dandone adeguato rilevo, brevi
comunicati, su richiesta del Governo, delle amministrazioni dello Stato, delle
regioni e degli enti pubblici territoriali, per soddisfare gravi ed eccezionali
esigenze di pubblica necessit�. La lettera tt) inserisce nel TU della
radiotelevisione il nuovo articolo
35-bis (Valori dello sport),che prescriveche le emittenti, anche analogiche, e le emittenti radiofoniche (le
definizioni sono recate dall�art. 4, comma 1, lett. l), aa) e bb), dello schema di d.lgs.), in
occasione di trasmissioni di commento
degli eventi sportivi, specie calcistici, rispettano un codice di autoregolamentazione,
recepito con decreto interministeriale[40] di natura regolamentare (ai sensi dell�art.
17, comma 3 della L. 400/1988[41]), da emanarsi previo parere parlamentare. Con riferimento alla formulazione del testo, si segnala che nell�attuale
assetto governativo � presente il Ministro per la giovent� (e non pi� il
Ministro per le politiche giovanili e le attivit� sportive), mentre le funzioni
in materia di sport sono esercitate, per delega, da un sottosegretario alla
Presidenza del Consiglio.
La disposizione in
commento riproduce alla lettera il comma 6-bis
dell�art. 34 (concernente tutela dei minori e dei valori dello sport) del
TU della radiotelevisione, a suo tempo introdotto dall'art. 11-quinquies del D.L. 8/2007[42] per promuovere la diffusione dei valori di una
competizione sportiva leale e rispettosa dell�avversario e prevenire fenomeni
di violenza o di turbativa dell�ordine pubblico in occasione di manifestazioni
sportive. A seguito di tale disposizione, � stato adottato il codice di autoregolamentazione,
recepito con D.M. 21 gennaio 2008, n. 36.
Merita ricordare,
infine, che l�art. 34 del TU citato � sostituito dall�art. 9 dello schema di
D.Lgs. in commento al fine di adeguarne i contenuti al disposto della direttiva
2007/65/CE. Articolo 18
(Allineamento dei titoli abilitativi)
L�articolo 18, comma 1,
demanda al Ministero dello sviluppo economico e all�Autorit� per le garanzie
nelle comunicazioni, per quanto di rispettiva competenza, l�allineamento dei titoli abilitativi, di
cui alle delibere della stessa Autorit� n. 127/00/CONS e n. 435/01/CONS, con le
previsioni dello schema in esame.
I titoli abilitativi in oggetto sono l�autorizzazione
alla diffusione via satellite di
programmi televisivi, ivi inclusi quelli ad accesso condizionato, rilasciata
dall�Autorit� (delibera n. 127/00/CONS) e l�autorizzazione per la fornitura dei
programmi televisivi e dati destinati alla diffusione in tecnica digitale su frequenze terrestri, rilasciata dal
Ministero dello sviluppo economico (delibera n. 435/01/CONS).
Tale allineamento
dovr� essere effettuato entro 180 giorni
dalla data di entrata in vigore del presente schema, nel rispetto delle
competenze spettanti alle Regioni, ai Comitati regionali per le comunicazioni
(CORECOM), alla Regione autonoma Valle d�Aosta e alle Province autonome di
Trento e Bolzano, ai sensi degli articoli 12, 13 e 14 del T.U..
Il comma 2 prevede che l�Autorit� per le
garanzie nelle comunicazioni adegui i
propri regolamenti alle disposizioni contenute nel decreto in esame. Si prevede che tale adeguamento dovr� essere effettuato entro 180
giorni, ma non � indicata la data di decorrenza di detto periodo.
L�articolo 19 contiene la clausola
di invarianza finanziaria: dal decreto in esame non devono derivare nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica; le amministrazioni interessate devono
provvedere all�adempimento dei compiti attributi dal decreto con le risorse
umane, strumentali e finanziarie attualmente disponibili.
[1]��� Testo unico della radiotelevisione, pubblicato nella G. U. del 7
settembre 2005, n. 208, S.O.
[2]��� D.Lgs. 9-4-2003 n. 70, �Attuazione della direttiva 2000/31/CE
relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della societ� dell'informazione
nel mercato interno, con particolare riferimento al commercio elettronico�.
[3]��� Legge
22 aprile 1941, n. 633, Protezione del
diritto d�autore e di altri diritti connessi al suo esercizio.
[4]��� D.Lgs. 16 marzo 2006, n. 140, Attuazione della direttiva 2004/48/CE sul
rispetto dei diritti di propriet� intellettuale.
[5]��� D.Lgs.
9 aprile 2003, n. 68, Attuazione della
direttiva 2001/29/CE sull�armonizzazione di taluni aspetti del diritto d�autore e dei diritti connessi
nella societ� dell�informazione.
[6]��� R.D.
18-5-1942 n. 1369, Approvazione
del regolamento per l'esecuzione della L. 22 aprile 1941, n. 633, per la
protezione del diritto di autore e di altri diritti connessi al suo esercizio.
[7]��� Art. 1 della L. 633 del 1941. La medesima norma stabilisce, altres�, che
siano tutelati i programmi per elaboratore e le banche di dati che per la
scelta o la disposizione del materiale costituiscono una creazione
intellettuale dell'autore.
[8]��� La medesima norma stabilisce che se l'opera
cinematografica o audiovisiva o la sequenza di immagini in movimento �
pubblicata o comunicata al pubblico durante tale termine, la durata � di
cinquanta anni dalla prima pubblicazione o, se anteriore, dalla prima
comunicazione al pubblico dell'opera cinematografica o audiovisiva o della
sequenza di immagini in movimento.
[9]��� Il diritto di
distribuzione non si esaurisce nel territorio della Comunit� europea se non nel
caso di prima vendita effettuata o consentita dal produttore in uno Stato
[10]�� La vendita o la
distribuzione, sotto qualsiasi forma, non esauriscono il diritto di noleggio e
di prestito.
[11]�� Tale diritto non si
esaurisce con alcun atto di messa a disposizione del pubblico.
[12]�� La
SIAE, ente economico su base associativa, assoggettata alle norme del diritto
privato, � stata recentemente ridisciplinata dalla legge n. 2 del 2008 ed �
organizzata ed esplica la propria attivit� sulla base di uno Statuto e di
diversi Regolamenti.
Essa esercita funzioni di intermediazione, diretta o indiretta (di
intervento, mediazione, mandato, rappresentanza ed anche di cessione) per
l�esercizio dei diritti di rappresentazione, esecuzione, recitazione e
radiodiffusione, ivi compresa la comunicazione al pubblico via satellite, e di
riproduzione meccanica e cinematografica di opere tutelate (art. 180 della
legge 633/1941). I titolari di altri diritti d�autore, se cittadini comunitari,
possono instaurare con la Societ� un rapporto associativo che implica alcuni
obblighi, tra i quali il versamento di un contributo. I cittadini
extracomunitari, quelli comunitari non intenzionati a divenire soci, e i
titolari di diritti connessi possono invece conferire alla Societ� un mandato
limitato attraverso la sottoscrizione di un contratto individuale. Nell�ambito della sua attivit� di tutela, la Societ� effettua la
cessione, per conto e nell�interesse degli aventi diritto, di licenze ed
autorizzazioni per la utilizzazione economica delle opere e provvede alla
percezione ed alla ripartizione dei relativi proventi. L�ente pu�, inoltre,
promuovere azioni legali in difesa dei diritti degli associati o dei mandatari.
[13]Per diritti connessi al diritto d�autore si
intendono i diritti riconosciuti non direttamente all�autore, ma ad altri
soggetti comunque collegati o affini (indicati nel Titolo II della legge n.
633/1941). I diritti connessi pi� importanti sono quelli spettanti agli artisti
interpreti ed esecutori, ai produttori di dischi fonografici o supporti
analoghi, ai produttori di opere cinematografiche o audiovisive, alle emittenti
radiofoniche e televisive. [14]��� In attuazione di tale previsione, l�Autorit�
per le garanzie nelle comunicazioni ha emanato la deliberazione n. 8/99 del 9
marzo 1999, Lista degli eventi di
particolare rilevanza per la societ� da trasmettere su canali televisivi
liberamente accessibili, successivamente modificata con deliberazione n.
172/99. Ad eccezione del Festival della musica italiana di Sanremo, gli eventi
contenuti nell�elenco sono di natura sportiva.
Una differenza si riscontra con riferimento all�obbligo di indicare la fonte
del breve estratto: in relazione a tale aspetto, la direttiva fa, infatti,
salvi i casi nei quali ci� sia impossibile per ragioni pratiche.
[16]�� Si ricorda che, ai sensi dell�art. 2 del Testo unico
� interamente novellato dall�art. 4 dello schema di d.lgs. in esame �, per accesso condizionato si intende �ogni misura e sistema tecnico in base ai quali l'accesso in forma
intelligibile al servizio protetto sia subordinato a preventiva e individuale
autorizzazione da parte del fornitore del servizio di accesso condizionato�
(comma 1, lett. i)). E�
definito fornitore di servizi
interattivi associati o di servizi di accesso condizionato �il soggetto che
fornisce, attraverso l'operatore di rete, servizi al pubblico di accesso
condizionato, compresa la pay per view, mediante distribuzione agli
utenti di chiavi numeriche per l'abilitazione alla visione dei programmi, alla
fatturazione dei servizi ed eventualmente alla fornitura di apparati, ovvero
che fornisce servizi della societ� dell'informazione ai sensi dall'articolo
2 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, ovvero fornisce una guida
elettronica ai programmi� (comma 1,
lett. h)). Nel testo dello schema di decreto legislativo in
esame, le definizioni, pressoch� identiche, sono recate dall�art. 4, comma 1,
lett. q) ed r). Si ricorda, inoltre, che il D.Lgs. 15-11-2000 n. 373 ha dato attuazione
alla direttiva 98/84/CE sulla tutela dei servizi ad accesso condizionato.
[17]�� In particolare, la norma dispone che, entro
trenta giorni dall�entrata in vigore del decreto legislativo, il Comitato di applicazione del Codice media e
minori sottopone i criteri all�autorit� ministeriale competente che, apportate
le eventuali modifiche ed integrazioni, li approva entro i successivi trenta
giorni. Entro ulteriori trenta giorni, i fornitori di servizi di media
audiovisivi o i fornitori di servizi ad accesso condizionato adottano il
proprio sistema di classificazione, nel rispetto dei criteri approvati con
decreto ministeriale.
[18]�� http://www.comunicazioni.it/tutela_minori/comitato_media_e_minori/codice_autoregolamentazione/
[19]�� DPR
14 maggio 2007, n. 72, Regolamento
per il riordino degli organismi operanti presso il Ministero delle
comunicazioni, a norma dell'articolo 29 del D.L. 4 luglio 2006, n. 223,
convertito, con modificazioni, dalla L. 4 agosto 2006, n. 248.
[20]�� L�Autorit� per le garanzie nelle comunicazioni
� un�autorit� indipendente istituita con legge n. 249 del 1997. La normativa vigente
affida all�Autorit� il duplice compito di assicurare la corretta competizione
degli operatori sul mercato e di tutelare i consumi di libert� fondamentali dei
cittadini. Con particolare riferimento agli utenti, le garanzie riguardano, tra
l�altro, la vigilanza sulla qualit� e sulle modalit� di distribuzione dei
servizi e dei prodotti, compresa la pubblicit�, e la predisposizione di norme a
salvaguardia delle categorie disagiate.
Ai sensi dell�articolo 35, comma 5, del Testo
unico della radiotelevisione, l'Autorit� � tenuta a presentare al Parlamento
una relazione annuale sulla tutela dei diritti dei minori, sui provvedimenti
adottati e sulle sanzioni irrogate. In relazione a tale adempimento, da ultimo,
il 23 dicembre 2008 il presidente dell'Autorit� ha trasmesso la
relazione riferita al periodo dal 1o aprile 2007 al 31 marzo 2008,
di cui si � data notizia nella seduta del 5 gennaio 2009 (doc. CLII, n. 1).
La medesima disposizione prescrive, inoltre,
che ogni sei mesi l'Autorit� invia alla Commissione parlamentare per l'infanzia
e l'adolescenza una relazione informativa sullo svolgimento delle attivit� di
sua competenza in materia di tutela dei diritti dei minori, corredata da
eventuali segnalazioni, suggerimenti o osservazioni.
http://www.agcom.it/Default.aspx?message=contenuto&DCId=1
[21]�� http://www.comunicazioni.it/tutela_minori/comitato_media_e_minori/.
[22]�� In particolare, con
la lettera a) del comma 5 dell�articolo 34 riformulato si stabilisce che
il contenuto classificabile �a visione
non libera� � offerto con una funzione di controllo parentale che ne
inibisce l�accesso, salva la possibilit� per l�utente di disattivare la
predetta funzione tramite la digitazione di uno specifico codice segreto. In base alla lettera
b) del medesimo comma, tale
codice segreto deve essere comunicato con modalit� riservate � corredato delle
avvertenze in merito alla responsabilit� nell�utilizzo e nella custodia del
medesimo � al contraente maggiorenne che stipula il contratto relativo alla
fornitura del contenuto o del servizio.
[23]�� In attuazione di quanto disposto �
stato emanato il D.M. 27 aprile 2006, n. 218.
[24] Si segnala che una disposizione di
contenuto identico era stata gi� introdotta nell�ordinamento con la delibera n.
162/07 dell�Autorit� per le garanzie nelle comunicazioni, recante Modifiche al Regolamento in materia di
pubblicit� radiotelevisiva e televendite.��
[25]�� Con l�espressione �product placement�
si intende comunemente una forma di pubblicit� in cui i prodotti di determinate
marche compaiono in spazi non prettamente pubblicitari, come opere
cinematografiche o trasmissioni televisive. In Italia tale tecnica
pubblicitaria � stata autorizzata nel 2004 per le opere cinematografiche (art.
9, comma 3, del d.lgs. n. 28 del 2004) consentendo l�inserimento di marchi e
prodotti. Le modalit� di tale inserimento sono state poi precisate con DM 30
luglio 2004. [26]�� Nel par. 61 dei �considerando� della
Direttiva 2007/65/CE si indica l�elemento
distintivo dell�inserimento di prodotti
nel fatto che quest�ultimo � integrato nello svolgimento di un programma,
mentre nelle sponsorizzazioni i riferimenti al prodotto possono avvenire
durante un programma, ma non fanno parte dell�intreccio. Il medesimo paragrafo sottolinea
la necessit� di disciplinare il product
placement al fine di garantire un trattamento omogeneo e migliorare, di
conseguenza, la competitivit� del settore europeo dei media.
[27]�� L�art. 51 del D.L.gs. n. 177 del 2005
disciplina le sanzioni di competenza dell�Autorit� per le garanzie nelle
comunicazioni per la violazione degli obblighi in materia, fra l�altro, di
pubblicit�, sponsorizzazioni e televendite. Per tali fattispecie, la sanzione
amministrativa irrogata varia da 10.329 euro a 258.228 euro. Peraltro, il comma
9 dell�articolo prevede che, per violazioni di particolare gravit� o reiterate,
l�Autorit� pu� disporre nei confronti dell�emittente o del fornitore di
contenuti la sospensione dell�attivit� per un periodo non superiore a sei mesi,
ovvero, in caso di mancata ottemperanza agli ordini e alle diffide della stessa
Autorit�, la revoca della concessione o dell�autorizzazione. Lo schema di
d.lgs. in commento, all�art. 17 (Norme integrative e di coordinamento), comma
1, lett. zz), include fra le fattispecie cui si applica l�art. 51 del d.lgs.
n.177 del 2005 la violazione di obblighi inerenti l�inserimento di prodotti nei
programmi audiovisivi con riferimento al nuovo articolo 40-bis.
[28]�� L�art. 35, comma 2, del d.lgs. n. 177
del 2005 - come modificato dall'art. 11-quinquies del D.L. n. 8 del 2007, nel
testo integrato dalla relativa legge di conversione - prevede che la Commissione per i servizi e i prodotti
dell'Autorit� per le garanzie nelle comunicazioni, organo tenuto a vigilare
sull�osservanza delle disposizioni in materia di protezione dei minori, nei
casi di inosservanza dei relativi divieti, previa contestazione della
violazione agli interessati ed assegnazione di un termine non superiore a
quindici giorni per le giustificazioni, delibera l'irrogazione della sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da 25.000 euro a 350.000 euro e, nei
casi pi� gravi, la sospensione dell'efficacia della concessione o
dell'autorizzazione per un periodo da tre a trenta giorni.
[29]�� Rispetto alle possibilit� consentite
dalla direttiva, non sono citati i programmi sportivi.
[30]�� Ai sensi dell�art. 1, par. 1, lett. d), della Direttiva 89/552/CE, come
modificata dalla Direttiva 2007/65/CE, per �fornitore
di servizi di media� si intende la persona fisica o giuridica che assume la
responsabilit� editoriale della scelta del contenuto audiovisivo e ne determina
le modalit� di organizzazione. Identica definizione � contenuta nell�art. 4,
comma 1, lett. b), dello schema di
decreto in esame. Ai sensi della lett. c)
della Direttiva, per �responsabilit� editoriale� si intende l�esercizio di un
controllo effettivo sia sulla selezione dei programmi sia sulla loro
organizzazione. La responsabilit� editoriale non implica necessariamente la
responsabilit� giuridica ai sensi del diritto nazionale per i contenuti o i
servizi forniti. Al riguardo, l�art. 4, comma 1, lett. h), dello schema di decreto in esame, riprendendo tale definizione,
specifica che per �controllo effettivo� si intende, tra l�altro, la possibilit�
di assumere decisioni circa l�inserimento o la rimozione di contenuti, la
collocazione, le modalit� di presentazione.
[31]�� D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, Codice in materia di protezione dei dati
[32]�� L�articolo � stato da ultimo modificato
dall�art. 2, comma 301, della legge finanziaria 2008 (L. 244/2007) e dall�art.
39, comma 2-quinquies, del D.L.
248/2007 (recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative)
convertito, con modificazioni, dalla L. 31/2008. La disciplina risultante dalle
modifiche citate � stata perfezionata definitivamente di recente, a seguito
dell�emanazione del regolamento dell�Autorit� per le garanzie nelle
comunicazioni, adottato con deliberazione 66/09/CONS del 13 febbraio 2009 (Regolamento in materia di obblighi di
programmazione ed investimento a favore di opere europee e di opere di
produttori indipendenti, adottato ai sensi degli articoli 6 e 44 del decreto
legislativo 31 luglio 2005, n. 177 ), pubblicato nella Gazzetta ufficiale
n. 67 del 21 marzo 2009, le cui disposizioni sono entrate in vigore il trentesimo
giorno successivo a quello di pubblicazione. [33]�� Si ricorda, in proposito, che, con Deliberazione
n. 60/09/CPS del 22 aprile 2009, l�Autorit� per le garanzie nelle
telecomunicazioni ha emanato un nuovo Regolamento
concernente i criteri di attribuzione di quote di diritti residuali derivanti
dalla limitazione temporale dei diritti di utilizzazione televisiva acquisiti
dagli operatori radiotelevisivi (in sostituzione del precedente, adottato
con Delibera n. 185/03/CSP del 30
luglio 2003). Nel provvedimento si specifica che� �per diritti residuali si intendono
tutti i diritti che residuano a seguito dello scadere del termine di� durata dei diritti di utilizzazione
televisiva acquisiti dagli operatori radiotelevisivi�.
[34]��� La rubrica dell�articolo 5 del T.U. �
modificata in tal senso dalla lettera c)
dell�articolo 17 in esame.
[35]�� Legge 8 febbraio 1948, n. 47, Disposizioni sulla stampa.
[36]�� L�art. 4 (Definizioni) dello schema di d.lgs. in commento specifica che il
�fornitore di servizi di media� � la persona fisica o giuridica che assume la
responsabilit� editoriale della scelta del contenuto audiovisivo del servizio e
ne determina le modalit� di organizzazione. L�articolo 32 del TU della
radiotelevisione attualmente fa riferimento al �fornitore di contenuti�.
[37]�� L�art.32 del TU della radiotelevisione
faceva riferimento in proposito all'emittente, al fornitore di contenuti ed
alla concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo.
[38]�� DPR 27 marzo 1992, n. 255, Regolamento di attuazione della legge 6
agosto 1990, n. 223, sulla disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e
[39]�� L. 6 agosto 1990, n. 223, Disciplina del sistema radiotelevisivo
pubblico e privato.
[40]�� Per il provvedimento � previsto il
concerto del Ministro dello Sviluppo economico (al quale sono state trasferite
dal DL 85/2008 le funzioni in precedenza esercitate dal Ministro delle
Comunicazioni) con il Ministro per le politiche giovanili e per le attivit�
sportive e con il Ministro della giustizia.
[41]�� L�art. 17,comma 3, della legge 23
agosto 1988, n. 400 (Disciplina
dell'attivit� di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei
Ministri) prevede che, con decreti ministeriali o interministeriali,
autorizzati dalla legge, possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza
dei ministri o di autorit� a questi sott�ordinate. Tali provvedimenti non
possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti governativi. Il comma
4 del medesimo articolo prevede che gli atti in questione debbono essere
comunicati al Presidente del Consiglio dei ministri prima dell�emanazione;
recano la denominazione di �regolamento�; sono adottati previo parere del
Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei
conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.
[42]�� D.L. 8 febbraio 2007 n. 8, Misure urgenti per la prevenzione e la
repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche, nonch�
norme a sostegno della diffusione dello sport e della partecipazione gratuita
dei minori alle manifestazioni sportive, convertito in legge, con
modificazioni, dall�art. 1 L. 4 aprile 2007, n. 41.