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Timestamp: 2018-09-22 21:19:33+00:00
Document Index: 7955904

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 192', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'sentenza ']

Tribunale di Salerno – sez. I civile – sentenza n. 4442 del 5-10-2016
Tribunale di Salerno – I sez. civile – ordinanza N.R.G. 11045-2014 dell’1-9-2016
Sentenza n° 51 del 15 gennaio 2016
Tribunale Amministrativo Regionale della Campania- Sezione staccata di Salerno (Sezione Seconda); Presidente Estensore Francesco Riccio.
Anas S.p.A., in persona del legale rappresentante p.t.,rappresentato e difeso per legge dall’Avvocatura Distrettuale Stato, domiciliata in Salerno, corso Vittorio Emanuele N.58;
Comune di Cassano Irpino in persona del Sindaco p.t., rappresentato e difeso dall’avv.***;
dell’ordinanza n.21 del 29.09.2015 con cui il sindaco del comune di Cassano Irpino ha ordinato alla ricorrente di procedere alla rimozione,all’avvio a recupero o allo smaltimento dei rifiuti ed al ripristino dello stato dei luoghi dell’area su cui risulta abbandonato materiale inquinante e precisamente nel sottopaggio in corrispondenza del km 329+350 della strada SS. 7 in località Acquaviva;
Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Cassano Irpino;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 21 dicembre 2015 il dott. Francesco Riccio e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
– con ordinanza n. 21 del 29 settembre 2015, prot. n. 3749, il Sindaco del Comune di Cassano Irpino ha ordinato all’ANAS s.p.a. la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti lungo il percorso extraurbano della Strada Statale n.7, al Km 329+350, previa caratterizzazione degli stessi, secondo la normativa vigente in materia, ripristinando lo stato dei luoghi e le matrici ambientali, ove necessario, entro il termine di gg.30 dalla notifica;
– con ricorso notificato il 19 novembre 2015 e depositato il successivo 27 novembre, l’ANAS chiedeva l’annullamento di tale ordine, per i seguenti motivi:
– violazione e falsa applicazione dell’art. 192, co. 3, d.lgs. n. 152/2006, ed in particolare della direttiva 2004/35 CEE con particolare riferimento al principio “chi inquina paga”, inesistenza del presupposto e difetto di motivazione, non essendo di per sé sufficiente il dato non controverso della proprietà dell’area interessata dall’abbandono di materiale di rifiuto anche particolarmente dannoso;
Considerato che il provvedimento qui gravato può trovare adeguato fondamento nell’art. 14 del Codice della Strada – come giustamente eccepito dalla difesa della parte resistente – ed a cui può attingere comunque l’ordinanza contingibile ed urgente disposta dal Sindaco del Comune di Cassano Irpino per la semplice ed essenziale evenienza legata al fatto che i rifiuti in contestazione, di cui si ordina la rimozione all’ANAS, risultano collocati lungo il percorso extraurbano della Strada Statale n.7 (dato in concreto affatto smentito dal ricorrente);
– la norma dell’art. 14 della Codice della Strada, intitolato “poteri e compiti degli enti proprietari delle strade”, e per essi dei concessionari, dispone che detti proprietari e concessionari, “allo scopo di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione”, debbano provvedere (lett. a) “alla manutenzione, gestione e pulizia delle strade, delle loro pertinenze e arredo, nonché delle attrezzature, impianti e servizi”;
– “anche sotto un profilo di sicurezza stradale e di efficiente operatività del servizio di raccolta rifiuti una diversa interpretazione non trova apprezzabili riscontri, perché sarebbe, con tutta evidenza, illogico imporre al Comune il dovere di rimuovere i rifiuti abbandonati su strada e sue pertinenze, di proprietà di soggetto terzo, poiché la relativa attività comporterebbe l’occupazione della carreggiata con mezzi pesanti per la raccolta e il trasporto dei rifiuti, nonché il transito di operatori ecologici per le altre attività proprie della raccolta rifiuti, che sono oggettivamente incompatibili, o comunque interferenti, con il normale flusso della circolazione stradale”; sicché “è soltanto l’ente proprietario o gestore della strada che […] può razionalmente ed efficacemente programmare ed attuare in sicurezza la pulizia della strada e delle sue pertinenze, poiché solo essi possono programmare e gestire tutte le misure e le cautele idonee a garantire la sicurezza della circolazione e degli operatori addetti alle pulizie” (Cons. di Stato, IV, sent. n. 2677/2011, che conferma T.A.R. Lazio, sent. n. 7027/2009, T.A.R. Napoli, sent. n. 7428/2006 e T.A.R. Basilicata n. 441/2010);
– la citata giurisprudenza, condivisa dal Collegio, ritiene l’art. 14 della Codice della Strada norma speciale di settore che, per sua natura, non può ritenersi derogata se non da altra norma speciale che espressamente la privi della sua efficacia, ovvero disponga diversamente per ipotesi individuate, laddove il d.lgs. n. 152/2006 non contiene previsioni specifiche in materia di sicurezza stradale;
– non può, pertanto, rilevare la giurisprudenza relativa a ordinanze di rimozione di rifiuti urbani da luoghi diversi dalla sede stradale e sue pertinenze;
– l’art. 14 del codice della strada, citato, inoltre, prescinde da qualsivoglia accertamento in contraddittorio del dolo o della colpa, avendo quale finalità prevalente ed espressa quella di garantire “la sicurezza e la fluidità della circolazione” (co. 1) ed è incontestata la circostanza che i rifiuti, trovandosi lungo il percorso stradale, possano costituire pericolo alla sicurezza e fluidità della circolazione” (T.A.R. Salerno, II, sent. n. 330/2013, n. 1373/2015 e TAR Puglia Sede d Bari, Sez. III, n. 65 del 2015);
Ritenuto, alla luce delle sopra esposte osservazioni, che il ricorso è infondato;
Ritenuto, altresì, di dover condannare l’ente ricorrente alle spese del presente giudizio, liquidate nel dispositivo;
Condanna la parte istante al pagamento delle spese di giudizio che si liquidano a favore del Comune di Cassano Irpino, parte resistente, in complessivi € 1.000,00 (mille /00), oltre accessori previsti per legge.
Così deciso in Salerno nella camera di consiglio del giorno 21 dicembre 2015 con l’intervento dei magistrati:
Tribunale di Salerno – sentenza n. 677 del 13-2-2015