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Timestamp: 2019-09-17 23:53:22+00:00
Document Index: 118082157

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Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza 29333/2017
Quale può essere il giusto risarcimento per la morte di un figlio per malformazioni non diagnosticate?
La Corte ha ribadito che la somma equa per i coniugi deve intendersi di ristoro non per un inadempimento del medico, ma per risarcire il dolore (per una morte verificatasi per cause naturali) che i genitori hanno dovuto affrontare a causa della mancata diagnosi delle malformazioni e della conseguente mancata interruzione della gravidanza.
Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 29341/2017
Responsabilità medica: il giudice può valutare il danno in maniera difforme dal Ctu
La Cassazione ricorda che le valutazioni che il Ctu esprime all'esito della propria indagine non assumono alcuna efficacia vincolante per il giudice che può legittimamente disattenderle. Nel farlo, in ogni caso, il giudicante deve giustificare la propria valutazione, diversa rispetto a quella del consulente, attraverso un esame critico che sia ancorato alle risultanze processuali e risulti congruamente e logicamente motivato.
Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 26824/2017
Con la sentenza 26824/2017, la Corte di cassazione è tornata a occuparsi della questione dell'accertamento e della prova della condotta colposa del sanitario nei giudizi di responsabilità medica, ribadendo che l'onere di dimostrare il nesso causale tra la condotta del medico e il danno di cui si chiede il risarcimento grava in capo al paziente danneggiato. A tal fine, l'attore deve riuscire a provare che la condotta del sanitario ha cagionato il danno secondo il criterio del "più probabile del non".
Corte di Cassazione - I sezione Civile - sentenza n. 26827/2017
Consenso infoirmato: completezza dell'informazione
Con la sentenza numero 26827/2017, ad esempio, i giudici hanno precisato che, se il modulo di consenso informato sottoscritto dal paziente è del tutto generico, la sottoscrizione non basta per ritenere che il medico abbia effettivamente fornito tutte le informazioni necessarie per quel determinato trattamento sanitario.
Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 26518/2017
Era nato con una grave lesione, Cassazione “assolve” dal pagamento dei danni ospedale pubblico. La responsabilità è del ginecologo privato che seguiva la paziente
"Deve essere escluso che un ospedale pubblico possa rispondere dell'errore commesso da un medico libero professionista che ha trascurato interventi diagnostici precedenti il parto, solo perché nella struttura erano stati eseguiti in passato vari accertamenti".
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Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 26517/2017
Sintomi tipici dell'epitelioma confusi, condotta colposa del dermatologo
Stabilire se determinati sintomi, ad una determinata epoca, siano stati correttamente o scorrettamente interpretati, significa accertare se il medico abbia tenuto una condotta negligente o diligente. Ma l'accertamento della diligenza della condotta del medico forma oggetto dell'accertamento della colpa, ed in tema di responsabilità medica non è onere dell'attore provare la colpa del medico, ma è onere di quest'ultimo provare di avere tenuto una condotta diligente.
Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 25849/2017
Gravidanza, gravità malformazioni non è presupposto per potersi avvalere del regolamento presuntivo
Nella L. n. 194 del 1978, art. 6, lett. b) è espressamente previsto che idonei a determinare "un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna" che legittimi l'eccezionale possibilità di farsi luogo, dopo i primi 90 giorni di gravidanza, alla relativa interruzione, sono "rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro" .
Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 25109/2017
Modella rovinata da intervento di chirurgia estetica. Per la Cassazione risarcito anche il danno psichico e relazionale
In caso di intervento chirurgico estetico che ha lasciato segni difficilmente eliminabili si devono risarcire anche i danni che ne possono derivare, non solo fisici ma anche psichici e relazionali. La Cassazione con la sentenza n. 25109/2017 conferma il risarcimento deciso dalla Corte d’Appello.
Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 25112/2017
Alla condotta omissiva si applic ala regola del "più probabile che non"
L'accertamento della responsabilità professionale in caso di condotte omissive è oggetto della sentenza n. 25112/2017 della Corte di cassazione, con la quale i giudici si sono occupati dell'effettiva applicabilità della regola della preponderanza dell'evidenza o del "più probabile che non".
Corte di Cassazione - VI sezione Civile - sentenza n. 25117/2017
Le conseguenze della illegittimità dei termini apposti ai contratti di lavoro
La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, sostenendo che il danno per il dipendente pubblico è diverso da quello subito dal dipendente privato. Il lavoratore a termine nel pubblico impiego, se il termine è apposto illegittimamente, non può ottenere la conversione del rapporto a tempo indeterminato, perdendo la chance di un'occupazione alternativa migliore.
Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 24289/2017
Il Ssn non ha diritto alla rivalsa su chi danneggia un cittadino, ma può agire per colpa extracontrattuale
Nel caso di cure mediche e prestazioni sanitarie da parte del Ssn in favore del danneggiato da un fatto illecito commesso da altri all'Ente non compete alcuna azione surrogatoria o di rivalsa perché mancano i presupposti di legge. Ma, si legge nella sentenza n. 24289/2017 della Cassazione, per recuperare i costi delle prestazioni rese in favore del danneggiato il Ssn può agire per responsabilità extracontrattuale nei confronti dell'autore del fatto illecito.
Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 24073/2017
Responsabilità medica: la Cassazione sull'onere probatorio della struttura sanitaria
La Corte di cassazione, con la sentenza numero 24073/2017 del 13 ottobre, è tornata a ribadire le regole del riparto dell'onere probatorio in caso di responsabilità contrattuale della struttura sanitaria nei confronti dei pazienti.
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Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 24074/2017
In un intervento di routine spetta al medico dimostrare che le complicanze sono derivate da un evento "imprevisto e imprevedibile"
Per la Cassazione (sentenza 24074/2017) è del medico l'onere di dimostrare che le complicanze insorte durante un intervento chirurgico di routine siano derivate da omessa o insufficiente diligenza o da imperizia. E la Cassazione dà ragione alla paziente ricorrente e rinvia alla Corte d’Appello la sentenza di quest’ultima.
Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 21939/2017
Corretta individuazione dei criteri per la personalizzazione del danno non patrimoniale
Ai fini della c.d. personalizzazione del danno non patrimoniale forfettariamente individuato attraverso i meccanismi tabellari, spetta al giudice far emergere e valorizzare, in coerenza alle risultanze argomentative e probatorie obiettivamente emerse ad esito del dibattito processuale, le specifiche circostanze di fatto, peculiari al caso sottoposto ad esame, che valgano a superare le conseguenze ordinarie già previste e compensate dalla liquidazione forfettizzata del danno non patrimoniale assicurata dalle previsioni tabellari.
Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 18392/2017
Rimasta oscura la ragione dell’arresto cardiaco, il giudice ha escluso l’esistenza del nesso fra l’emorragia e l’arresto, respingendo la richiesta di risarcimento
Ove sia dedotta una responsabilità contrattuale della struttura sanitaria per l’inesatto adempimento della prestazione sanitaria, il danneggiato deve fornire la prova del contratto e dell’aggravamento della situazione patologica e del relativo nesso di causalità con l’azione o l’omissione dei sanitari restando a carico dell’obbligato la prova che la prestazione professionale sia stata eseguita in modo diligente e che quegli esiti siano stati determinati da un evento imprevisto e imprevedibile.
Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 16503/2017
Il diritto ad essere correttamente informati per poter esprimere un consenso al trattamento sanitario
L’obbligo del consenso informato costituisce legittimazione e fondamento del trattamento sanitario, senza il quale l’intervento del medico è – al di fuori dei casi di trattamento sanitario per legge obbligatorio o in cui ricorra uno stato di necessità – sicuramente illecito, anche quando è nell’interesse del paziente; pertanto, un tale obbligo è a carico del sanitario, il quale, una volta richiesto dal paziente dell’esecuzione di un determinato trattamento, decide in piena autonomia di accogliere la richiesta e di darvi corso.
Corte di Cassazione - VI sezione Civile - ordinanza n. 15439/2017
Per i professionisti è valido il principio di cassa: la disponibilità della somma va inquadrata al ricevimento
Ai fini della corretta imputazione dei redditi da lavoro autonomo, il fatto che la dazione dell'assegno bancario sia "salvo buon fine" non impedisce di commisurare alla data della percezione del titolo la disponibilità della somma, laddove non sia in contestazione l'esistenza della provvista sufficiente al regolare pagamento del titolo.
Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 12597/2017
Responsabilità medica: si al risarcimento per l'intervento inutile
Poiché l'intervento si è concretato in un'ingerenza inutile sulla sfera psico-fisica della persona, si realizza un danno evento, ossia una lesione ingiustificata di quella sfera, cui consegue un danno-conseguenza alla persona di natura non patrimoniale, ravvisabile sia nella limitazione e nella sofferenza patita per il tempo occorso per le fasi preparatorie, di esecuzione e postoperatorie dell'intervento, sia nella sofferenza ricollegabile alla successiva percezione della inutilità dell'intervento. È questo il principio di diritto elaborato dalla Corte di Cassazione, che ha in parte accolto il ricorso per risarcimento danni avanzato da una paziente a seguito dell'intervento chirurgico a cui si era sottoposta in una Casa di Cura.
Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 10506/2017
Assicurazioni: Cassazione boccia polizze claim's made
Secondo i giudici la clausola claim's made in sanità "è un patto atipico immeritevole di tutela in quanto realizza un ingiusto e sproporzionato vantaggio dell'assicuratore, e pone l'assicurato in una condizione di indeterminata e non controllabile soggezione". Con questo tipo di polizze l'assicurato non è infatti tutelato se la richiesta di danni per un sinistro avvenuto nel periodo di vigenza della polizza arriva però dopo la scadenza della stessa.
Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 9961/2017
Specialisti ambulatoriali, liquidazione del danno non patrimoniale
Gli importi dei massimali delle polizze per la copertura assicurativa dei medici specialisti ambulatoriali stipulate dalle aziende sanitarie locali in adempimento degli obblighi previsti nei decreti presidenziali che recepiscono gli accordi collettivi nazionali, copertura comprensiva anche del rischio da infortunio in itinere per i servizi prestati in un comune diverso da quello di residenza, costituiscono anche la base per liquidare il danno da invalidità, liquidazione che deve avvenire sulla base di detti massimali in misura proporzionale alla percentuale dell'invalidità, e non in applicazione degli ordinari criteri di liquidazione del danno non patrimoniale.
Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 9251/2017
Interruzione volontaria della gravidanza. Presupposti e limiti
Nella responsabilità medica da nascita indesiderata, il genitore che agisce per il risarcimento del danno ha l’onere di provare che la madre avrebbe esercitato la facoltà di interrompere la gravidanza ove fosse stata tempestivamente informata dell’anomalia fetale; quest’onere può essere assolto in base a inferenze desumibili dagli elementi di prova, quali il ricorso al consulto medico proprio per conoscere lo stato di salute del nascituro, le precarie condizioni psico-fisiche della gestante, le sue pregresse manifestazioni di pensiero propense all’opzione abortiva.
Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 8664/2017
Responsabilità medica: come ripartire l'onere probatorio in caso di condotta omissiva
In tema di responsabilità contrattuale della struttura sanitaria e di responsabilità professionale da contatto sociale del medico, ai fini del riparto dell’onere probatorio l’attore, paziente danneggiato, deve limitarsi a provare l’esistenza del contratto e l’insorgenza o l’aggravamento della patologia ed allegare l’inadempimento del debitore, astrattamente idoneo a provocare il danno lamentato, rimanendo a carico del debitore dimostrare o che tale inadempimento non vi è stato ovvero che esso non è stato eziologicamente rilevante, con la conseguenza che qualora all’esito del giudizio permanga incertezza sull’esistenza del nesso causale tra condotta del medico e danno, questa ricade sul debitore.
Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 6030/2017
Tentativo di suicidio in ospedale
Il tentativo di suicidio in ospedale è risultato collegato alle condizioni della struttura; dalla ricostruzione dei fatti è emerso che la finestra del bagno, da cui si è lanciata la paziente – affetta da problemi psichiatrici –, era priva di un parapetto adeguato e di inferriate o altri ripari, e quindi non era sufficiente perché fossero rispettati gli obblighi di protezione incombenti sulla struttura sanitaria stessa; quest’ultima ha quindi violato i doveri di protezione nei confronti della paziente.
Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 5781/2017
Specializzazioni 83-91: va concessa la remunerazione
Il medico specialista che, essendosi iscritto ad una scuola di specializzazione prima del 1991 e non avendo percepito alcuna remunerazione durante il corso, domandi il risarcimento del danno da mancata attuazione delle direttive 75/362/CEE e 82/76/CEE, non è tenuto a provare che il corso frequentato fosse esclusivo ed a tempo pieno, ma deve solo provare di aver frequentato un corso di specializzazione senza essere remunerato.
Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 5004/2017
Nascita indesiderata: responsabilità medica per mancato
No dei giudici allo “scaricabarile”: i professionisti coinvolti in un percorso clinico non possono confidare che qualcun altro fornisca al paziente le informazioni necessarie alla scelta consapevole.
Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 3125/2017
Il danno da emotrasfusione
Il danno (cd. danno/evento) causato dall’emotrasfusione è rappresentato dalla contrazione del virus, mentre l’insorgenza e la successiva evoluzione dei conseguenti danni epatici riguardano esclusivamente l’entità del pregiudizio derivante dall’illecito (e cioè il cd. danno/conseguenza). È quindi corretta, in diritto, la conclusione della corte di merito secondo la quale la prescrizione dell’azione risarcitoria decorre dal momento in cui vi è evidenza della avvenuta contrazione del virus HCV in conseguenza di una emotrasfusione, e non solo dal momento dell’accertamento in concreto dei conseguenti danni epatici.
Corte di Cassazione - VI sezione Civile - ordinanza n. 891/2017
La Corte di Cassazione ha affermato che in tema di IRAP, il presupposto dell’autonoma organizzazione non ricorre quando il contribuente responsabile dell’organizzazione impieghi beni strumentali non eccedenti il minimo indispensabile all’esercizio dell’attività e si avvalga di lavoro altrui non eccedente l’impiego di un dipendente con mansioni esecutive. La Corte di Cassazione ha quindi rigettato il ricorso dell’Agenzia delle entrate.
Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 243/2017
Perdita di chance nel rapporto con il ginecologo che non individua l'anomalia
Qualora risulti che un medico specialista in ginecologia, cui una gestante si sia rivolta per accertamenti sulle condizioni della gravidanza e del feto, non abbia adempiuto correttamente la prestazione per non avere prescritto l’amniocentesi ed all’esito della gravidanza il feto nasca con una sindrome che quell’accertamento avrebbe potuto svelare, la mera circostanza che, due mesi dopo quella prestazione, la gestante abbia rifiutato di sottoporsi all’amniocentesi, non elide l’efficacia causale dell’inadempimento quanto alla perdita della chance di conoscere lo stato della gravidanza fin dal momento in cui si è verificato.
Corte di Cassazione - II sezione Civile - sentenza n. 188/2017
Obbligo di notifica al Garante privacy
Nell’elenco delle finalità dei trattamenti dei dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale a cui l’art. 37 del d.lgs. 196 del 2003 collega l’obbligo di notifica al Garante è inclusa anche la finalità delle indagini epidemiologiche, come finalità diversa – e autonomamente idonea a far insorgere l’obbligo della notifica al Garante, quali che siano le patologie oggetto delle indagini stesse – rispetto a quella della rilevazione di malattie mentali, infettive e diffusione, sieropositività.