Source: https://www.studiolegalesquassoni.it/blog/decreto-cura-italia-schema-di-sintesi/
Timestamp: 2020-07-08 10:25:21+00:00
Document Index: 14348507

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 15', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 23', 'art. 25', 'art. 24', 'art. 26', 'art. 27', 'art. 28', 'art. 29', 'art. 30', 'art. 38', 'art. 31', 'art. 32', 'art. 33', 'art. 34', 'art. 35', 'art. 44', 'art. 46', 'art. 47', 'art. 48', 'art. 47', 'art. 55', 'art. 56', 'art. 60', 'art. 62', 'art. 62', 'art. 63', 'art. 64', 'art. 65', 'art. 66', 'art. 67', 'art. 68', 'art. 72', 'art. 77', 'art.78', 'art. 100', 'art. 120', 'art. 83', 'art. 123', 'art. 91', 'art. 103', 'art. 107', 'art. 108']

Decreto Cura Italia - Schema di Sintesi - Blog - Studio Legale Squassoni
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Di Alessio Busonero 28 Marzo 2020 9 Aprile 2020
Il Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18 rappresenta la prima raccolta organica di disposizioni che il Governo “Conte” ha emanato per fronteggiare le ripercussioni negative sul tessuto socio-economico del Paese conseguenti all’emergenza epidemiologica dell’infezione da COVID -19 (cd. Coronavirus) diffusasi in Italia a partire dal febbraio 2020.
Il Decreto reca in sé disposizioni che interessano l’organizzazione del Sistema Paese tout court, dalla sanità, notevolmente potenziata, alla sicurezza pubblica, dal credito al fisco, dall’imprenditoria privata alla pubblica amministrazione, prevedendo deroghe procedurali ed agevolazioni in favore di categorie di soggetti maggiormente vulnerabili alla crisi in corso.
Passando all’analisi del testo, in considerazione delle molteplicità delle materie toccate, giova in primis procedere all’elencazione dei titoli in cui il Decreto si struttura, passando successivamente ad analizzare le modifiche di maggiore interesse che lo stesso apporta all’ordinamento:
Titolo 1 – “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale” (artt. 1 – 18), recante molteplici modalità di potenziamento della sanità pubblica, tra cui integrazione di risorse umane, previsione di fondi integrativi ed integrazione con la sanità militare.
Titolo 2 – “Misure a sostegno del lavoro” (artt. 19 – 48), recante misure speciali in tema di ammortizzatori sociali e norme speciali in materia di riduzione dell’orario di lavoro e di sostegno ai lavoratori;
Titolo 3 – “Misure a sostegno della liquidità attraverso il sistema bancario” (artt. 49 – 59), recante misure volte ad agevolare l’accesso ai fondi di garanzia per soggetti economicamente più colpiti, nonché misure di sostegno finanziario ad imprese e ad altra categorie di lavoratori;
Titolo 4 – “Misure fiscali a sostegno della liquidità delle famiglie e delle imprese” (artt. 60 – 71), recante misure di sospensione degli adempimenti fiscali in favore di famiglie e imprese;
Titolo 5 – “Ulteriori disposizioni” (artt. 72 – 126), recante disposizioni volte situazioni di dettaglio di ulteriori settori di rilievo quali, tra i tanti, quello amministrativo, quello contabile, quello giudiziario, nonché della cultura, dello sport, dell’istruzione, ecc…
Titolo I – “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale”
Una delle maggiori finalità del Decreto in esame è quella di provvedere all’implementazione massiva del sistema sanitario nazionale. E per fare ciò, le misure previste sono numerose.
In primis il Governo mira a valorizzare le risorse a disposizione con le seguenti misure:
previsione di finanziamenti aggiuntivi per la remunerazione delle prestazioni di lavoro straordinario del personale dipendente delle aziende e degli enti del SSN, nel dettaglio, 25 milioni di euro che si aggiungono a quanto già previsto dal bilancio (art. 1);
autorizzazione all’assunzione a tempo determinato di personale sanitario tout court, dai dirigenti ai medici, dagli infermieri ai veterinari (art. 2), di personale specializzato per l’Istituto superiore di Sanità (art. 8), nonché autorizzando le stesse strutture a trattenere il personale medico e sanitario in deroga ai limiti previsti per il collocamento in quiescenza (art. 9);
autorizzazione agli enti locali e le aziende sanitarie a stipulare contratti ad hoc per l’approvvigionamento di ulteriori prestazioni sanitarie in deroga ai termini di spesa stabiliti nel dicembre 2019 (art. 3);
autorizzazione agli enti locali e le aziende sanitarie all’attivazione di aree sanitarie temporanee volte a fronteggiare l’emergenza COVID-19 in strutture di ricovero, cura, accoglienza ed assistenza, pubbliche o private, nell’ambito delle quali possono essere realizzate eventuali opere edilizie atte a renderle idonee all’accoglienza in deroga alla normativa di settore, seppur con la previsione del rispetto dei requisiti limiti di sicurezza (art. 4);
autorizzando, sotto la supervisione dell’Istituto Superiore di Sanità, l’importazione, la produzione e l’immissione sul mercato di dispositivi medici e di protezione individuale in deroga alle vigenti disposizioni (art. 15) e prevedendo incentivi economici a favore di imprese produttrici (art. 5).
Nell’ottica di implementazione del sistema sanitario nazionale, il Governo prevede anche la possibilità di requisire temporaneamente, in uso (fino ad un massimo di 6 mesi) o in proprietà, strutture sanitarie e medico-chirurgiche, pubbliche o private, nonché beni mobili di qualsiasi genere, occorrenti a fronteggiare l’emergenza sanitaria (art. 6). Il Decreto prevede, infine, l’aumento della spesa per sanità militare (art. 7).
Titolo II – “Misure a sostegno del lavoro”
Nel titolo II, in tema di sostegno del lavoro, il Decreto tratta, al Capo I, delle estensioni delle misure speciali in tema di ammortizzatori sociali per tutto il territorio nazionale, prevedendo l’ampliamento della possibilità d’accesso al trattamento ordinario di integrazione salariale o all’assegno ordinario con la nuova causale “COVID-19 nazionale” (art. 19) a tutti i datori di lavoro che nell’anno 2020 sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza COVID-19. Le richieste devono essere presentate all’INPS e possono avere ad oggetto periodi dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020 e per una durata massima di 9 settimane.
Inoltre, la procedura di richiesta è agevolata: in deroga a quanto previsto dalla normativa vigente con riguardo alla informazione e consultazione sindacale, nonché al pagamento del contributo addizionale, il datore di lavoro non dovrà allegare documentazione ulteriore rispetto all’elenco dei lavoratori beneficiari.
Per quanto attiene alla cassa integrazione ordinaria, sul sito dell’INPS sono riportate tutte le tipologie di imprese che possono accedere al trattamento e l’accesso è aperto anche a quelle che, alla data del 23 febbraio 2020, avevano in corso un trattamento di integrazione salariale straordinario, le quali possono sospendere il programma di CIGS e accedere alla CIGO (art. 20).
Per quanto attiene all’assegno ordinario, possono averne accesso, su domanda del proprio datore di lavoro, i lavoratori dipendenti, compresi i lavoratori assunti con contratto di apprendistato professionalizzante. Possono inoltre avere accesso all’assegno ordinario i lavoratori i cui datori di lavoro risultano iscritti al Fondo di integrazione salariale; in questo caso la concessione del trattamento ordinario può sospendere e sostituire l’assegno di solidarietà in corso oppure integrarlo a totale copertura dell’orario di lavoro (art. 21).
Infine, sempre al capo I del titolo secondo, si prevede la possibilità per le Regioni e Provincie autonome di concedere ai datori di lavoro per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalle disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario trattamenti di cassa integrazione in deroga per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque non superiore a nove settimane.
Questa prestazione è aggiuntiva rispetto alle disposizioni già adottate per i trattamenti in deroga concessi alle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, e per la cosiddetta «zona rossa».
Il Capo II del Titolo II del Decreto contiene misure in materia di riduzione dell’orario di lavoro e i meccanismi di sostegno ai lavoratori.
In particolare, in materia, il Decreto prevede le misure che di seguito elenchiamo.
Misure atte a garantire la tutela della genitorialità (art. 23), in conseguenza della sospensione dei servizi educativi e scolastici di ogni ordine e grado, quali:
per chi abbia figli si età non superiore ai 12 anni, la possibilità di ottenere uno specifico congedo per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 15 giorni, per cui è riconosciuta una indennità pari al 50 % della retribuzione ordinaria;
la conversione dei periodi di congedo parentale goduti durante il periodo di emergenza nei congedi di cui sopra, con diritto alla predetta indennità.
per i genitori iscritti in via esclusiva alla gestione separata o lavoratori autonomi iscritti all’INPS, la previsione di uno specifico congedo, corredato di specifica indennità, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 15 giorni.La concessione dei congedi di cui sopra è prevista alternativamente, per entrambi i genitori, per un massimo di 15 giorni, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore.
Il congedo di cui sopra spetta anche ai genitori di figli di età compresa tra i 12 ed i 16 anni, alle condizioni di cui sopra e senza corresponsione di indennità.
Il medesimo spetta anche ai genitori affidatari.
In alternativa ai congedi ed alle indennità appena esposte, i lavoratori beneficiari potranno scegliere la corresponsione di un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo complessivo di 600 euro.
Tale bonus è riconosciuto anche al personale del comparto sanitario, pubblico o privato accreditato, nonché dei comparti sicurezza, difesa e soccorso pubblico impiegato per le esigenze connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.
I congedi e le indennità di cui sopra sono concessi anche per personale del settore pubblico, a cura dell’amministrazione con cui intercorre il rapporto di lavoro (art. 25).
Misure volte ad allargare la tutela del diritto all’assistenza di un familiare portatore di disabilità ed a cui sono riconosciuti i benefici di cui alla L. 104/92 (art. 24), prevedendo un incremento di dodici giornate usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020. Questo beneficio trova un limite riguardante il personale del comparto sanità, per il quale le esigenze di assistenza saranno ponderate con le esigenze organizzative delle aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale impegnati nell’emergenza COVID-19.
Misure atte a conferire un regime “favorevole” alle assenze dal lavoro dovute a motivi di quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, prevedendo che per i lavoratori del settore privato i giorni di assenza vengano conteggiati come malattia ai fini del trattamento economico previsto dalla normativa di riferimento e non computabili ai fini del periodo di comporto.
Ai lavoratori, pubblici o privati, in possesso di riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità o di certificazione attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione, da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, l’assenza dal servizio prescritta dalle competenti autorità sanitarie, è equiparata al ricovero ospedaliero.
Il Decreto detta inoltre modalità di dettaglio per la compilazione e la circolazione dei certificati medico-legali attestanti i provvedimenti delle autorità di sanità pubblica (art. 26).
Misure finalizzate al sostegno di categorie di lavoratori maggiormente colpite dalle misure di contenimento, prevedendo, a fronte di specifica domanda, una indennità pari a 600 euro per professionisti titolari di partita iva e lavoratori titolari di rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (art. 27), lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago, purché non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie (art. 28), lavoratori stagionali del settore del turismo e degli stabilimenti termali, in presenza di specifici requisiti (art. 29), operai agricoli a tempo determinato, in presenza di specifici requisiti (art. 30), lavoratori iscritti al Fondo pensioni dello spettacolo (art. 38). L’indennità di cui sopra è erogata, previa domanda, dall’INPS e non è riconosciuta a coloro che già risultano percettori e percettrici del reddito di cittadinanza (art. 31).
5. Misure dilatorie dei termini di presentazione di domande quali il termine per la richiesta di disoccupazione agricola, traslato al 1° giugno 2020 (art. 32), il termine per la presentazione della domanda di incentivo all’imprenditorialità NASpI e DIS-COLL, ampliato di 60 giorni (art. 33), i termini di decadenza relativi alle prestazioni previdenziali, assistenziali e assicurative erogate dall’INPS e dall’INAIL, sospesi di diritto (art. 34), il termine per il pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali, nonché dei premi per l’assicurazione obbligatoria dovuti dai datori di lavoro domestico in scadenza durante il periodo emergenziale (art. 35).
Misure di temporaneo snellimento burocratico procedurale in favore dell’attività di patronati e di assistenza sociale, che potranno acquisire i mandati anche in via telematica, regolarizzandone la forma in un secondo momento. Queste attività sono inoltre soggette a riduzione di orari apertura al pubblico.
Misure finalizzate ad incentivare lo smart-working. In tale ottica, il Decreto riconosce il diritto al lavoro agile ai lavoratori disabili o a coloro che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità, purché detta attività risulti compatibile con le caratteristiche della prestazione.
Misure di sostegno per i lavoratori dipendenti ed autonomi, istituendo il “Fondo per il reddito di ultima istanza“, volto a garantire una indennità ai lavoratori che, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il rapporto di lavoro (art. 44), nonché la sospensione delle procedure di licenziamento pendenti per 60 giorni, entro i quali i datori di lavoro non potranno recedere dal contratto di lavoro per giustificato motivo oggettivo (art. 46).
Misure ulteriori a sostegno alle persone affette da disabilità e misure compensative di sostegno, volte a garantire, pur in considerazione della sospensione delle attività presso le strutture a carattere socio-assistenziale, i servizi non differibili, ponendone l’attivazione in capo alle Aziende sanitarie locali (art. 47). Le pubbliche amministrazioni, a riguardo, possono attivare servizi individuali domiciliari o a distanza o presso le sedi, nel rispetto delle direttive sanitarie vigenti, per anziani o persone con disabilità (art. 48).
Titolo III – “Misure a sostegno della liquidità attraverso il sistema bancario”
Come sopra illustrato, la finalità delle misure presenti nel Titolo III è quella di assicurare liquidità ai soggetti maggiormente colpiti dalle conseguenze socio-economiche causate dalle misure di contenimento della pandemia da COVID-19.
Sul tema rilevano le misure che seguono.
Modifiche al Fondo centrale di garanzia PMI, volte ad ampliare l’accessibilità, applicando parametri di accesso e funzionamento meno gravosi per le imprese, tra cui indichiamo le più significative:
previsione della garanzia a titolo gratuito, sospendendo l’obbligo di versamento delle commissioni previste per l’accesso al Fondo stesso;
elevazione fino a 5 milioni di euro dell’importo massimo garantito per la singola impresa;
previsione di copertura dell’80% dell’ammontare per la garanzia diretta e la previsione al 90% dell’importo per gli interventi di riassicurazione;
ammissibilità di operazioni di rinegoziazione del debito;
allungamento automatico della garanzia in caso di moratoria o sospensione del finanziamento per l’emergenza Coronavirus;
erogazione di garanzie per finanziamenti a lavoratori autonomi, liberi professionisti e imprenditori individuali ed estensione dell’impiego delle risorse del Fondo tramite dichiarazione autocertificata ai sensi dell’art. 47 del DPR 445/2000 con cui l’interessato dichiara che la propria attività è stata danneggiata dall’emergenza Covid-19.
Misure di contenimento dei cosi per le PMI relativi alla garanzia dei confidi, i cui contributi annui e le altre somme corrisposte sono deducibili dai contributi.
Misure di ampliamento dell’accessibilità al Fondo solidarietà mutui “prima casa”, che permetterà ai mutuatari in difficoltà di richiedere la sospensione del pagamento del mutuo senza alcuna conseguenza negativa, attraverso il supporto del c.d. Fondo “Gasparrini” che si occuperà di “compensare” la banca per il maggior tempo concesso al cliente.
Nel dettaglio, il decreto in analisi va a derogare la disciplina generale del Fondo, apportando le modifiche sottoriportate:
l’ammissione ai benefici di lavoratori autonomi e liberi professionisti che autocertifichino di aver subito, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020, cali di fatturato superiori al 33% dell’ultimo trimestre 2019 in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività in conseguenza delle misure di contenimento del COVID-19;
la sospensione dell’obbligatorietà di presentazione dell’attestazione ISEE all’atto della richiesta, il che permette la possibilità di accesso ai benefici del fondo a prescindere dalla situazione economica, fattore invece di rilievo e vincolante in condizione di “normale funzionamento del fondo”.
Misure di sostegno finanziario alle imprese, tra cui rilevano:
la conversione dei crediti pecuniari nei confronti di debitori inadempienti in crediti d’imposta con agevolazione della cd. “cartolarizzazione dei crediti deteriorati” a condizione che detti crediti siano ceduti prima del 31 dicembre 2020, che siano trascorsi 90 giorni dalla scadenza del termine per l’adempimento del credito ceduto e che l’ammontare globale delle cessioni non superi il limite massimo di due miliardi di euro (art. 55);
la previsione di alcune agevolazioni alle imprese dichiarino di aver subito una riduzione parziale o totale dell’attività a causa del Coronavirus ed a condizione che l’esposizione debitoria non sia già considerata deteriorata (art. 56), quali l’impossibilità per le banche di revocare prestiti accordati o aperture di crediti a revoca sugli importi accordati fino al 30 settembre 2020, la proroga delle scadenze dei mutui e finanziamenti non rateali e la sospensione delle rate e dei canoni dei finanziamenti fino al 30 settembre 2020.
la previsione, per le esposizioni assunte da Cassa Depositi e Prestiti S.p.a. in favore di imprese colpite dall’emergenza epidemiologica, di poter essere assistite dalla garanzia dello Stato;
la possibilità di sospendere fino a 12 rate dei finanziamenti per progetti di “internazionalizzazione”, con conseguente traslazione del piano di ammortamento per un periodo corrispondente.
Titolo 4 – “Misure fiscali a sostegno della liquidità delle famiglie e delle imprese”
In questo Titolo in Decreto prevede misure di sospensione degli adempimenti fiscali a carico delle famiglie e delle imprese. In particolare si prevede quanto segue:
La proroga dei termini di pagamento dei versamenti dei confronti delle pubbliche amministrazioni con scadenza al 16 marzo al 20 marzo (art. 60).
La sospensione degli adempimenti tributari diversi dai versamenti, dalle ritenute alla fonte e dalle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale e che abbiano la scadenza compresa tra l’8 marzo 2020 ed il 31 maggio 2020 (art. 62), per i soggetti che abbiano domicilio fiscale, sede legale o sede operativa sul territorio dello Stato.
È prevista inoltre la sospensione, per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, che abbiano compensi o ricavi non superiori a 2 milioni di euro, delle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente, del versamento dell’I.V.A. e dei contributi previdenziali ed assistenziali ed i premi per l’assicurazione obbligatoria. Per le imprese delle provincie di Bergamo, Cremona, Lodi e Piacenza la sospensione del versamento dell’I.V.A. si applica a prescindere dal volume dei ricavi.
I versamenti sospesi dovranno essere effettuati, senza sanzioni ed interessi, in unica soluzione entro il 31 maggio o mediante rateizzazione.
Per quanto già versato, infine, l’art. 62 afferma che non si dà luogo a rimborso.
La previsione, per il mese di marzo, di un premio per i lavoratori titolari di reddito dipendente pari a 100 euro, da rapportare al numero dei giorni di lavoro svolti nella propria sede durante lo stesso mese (art. 63). Detto premio non concorre alla formazione del reddito.
Il riconoscimento di un credito d’imposta pari al 50% delle spese di sanificazione degli ambienti e dei luoghi di lavoro, fino ad un massimo di 20.000 euro per ciascun beneficiario, sostenute da esercenti impresa, arte e professione (art. 64). Il credito d’imposta è previsto anche per il canone di locazione relativo al mese di marzo 2020 pagato dagli stessi soggetti (art. 65).
La detrazione, per le persone fisiche e per gli enti non commerciali, pari al 30% e per un importo non superiore a 30.000 euro dall’imposta lorda per le erogazioni liberali in denaro o in natura effettuate dai medesimi soggetti in favore dello stato, di enti pubblici, fondazioni od associazioni al fine di finanziare gli interventi in materia di contenimento o gestione dell’emergenza COVID-19 (art. 66).
La sospensione dei termini relativi ad attività di liquidazione, controllo, accertamento, riscossione e contenzioso, così come ulteriori termini procedimentali, da parte degli uffici degli enti impositori (art. 67). Sono inoltre previste dallo stesso articolo limitazioni operative relative alle istruttorie per procedimenti non d’urgenza di accesso alle banche dati.
La sospensione dei termini dei versamenti, scadenti nel periodo dall’8 marzo al 31 maggio, derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione (art. 68). Detti versamenti dovranno essere effettuati in unica soluzione entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione.
Titolo 5 – “Ulteriori disposizioni”
Nell’ultima parte del Decreto, il Governo lascia le disposizioni finalizzate alla regolazione di dettaglio di specifiche materie residuali, tra le quali rileva segnalare le seguenti.
La previsione di risorse economiche finalizzati al sostegno dei settori maggiormente sensibili alle ripercussioni delle misure di contenimento, quali:
fondo per la promozione integrata, o cd. “Fondo made in Italy“, finalizzato alla promozione e sostegno all’internazionalizzazione delle varie componenti del sistema Paese, tra i quali il piano straordinario di sostegno al made in Italy realizzato tramite l’ICE – Agenzia Italiana per l’internazionalizzazione delle imprese e per l’attrazione degli investimenti (art. 72);
autorizzazione delle istituzioni scolastiche alla spesa di 43,5 milioni di euro nel 2020 per dotarsi di materiali per la pulizia straordinaria dei locali, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale (art. 77);
fondo con dotazione di 78 milioni di euro per l’anno 2020 per la copertura totale degli interessi maturati degli ultimi due anni dalle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura, nonché per l’arresto temporaneo dell’attività di pesca (art.78);
due “fondi emergenze spettacolo, cinema e audiovisivo”, uno di “”parte corrente, con dotazione di 80 milioni di euro, finalizzato a far fronte alle “spese correnti” derivanti dalle restrizioni dovute all’emergenza corona virus, ed uno in “conto capitale”, con dotazione di 50 milioni di euro, finalizzato a sostenere finanziariamente le imprese del settore di fronte alle criticità di natura economica derivanti dalle misure di contenimento imposte dal Governo;
“fondo per le esigenze emergenziali del sistema dell’Università, delle istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica e degli enti di ricerca”, con una dotazione di 50 milioni di euro, da dipartire con decreto MIUR (art. 100);
lo stanziamento di 85 milioni di euro per l’anno 2020 a favore delle istituzioni scolastiche, per permettere alle stesse di dotarsi immediatamente di piattaforme digitali per l’apprendimento a distanza, per i dispositivi digitali individuali e per la formazione di personale scolastico sulle metodologie e le tecniche per la didattica a distanza (art. 120);
La previsione di misure volte a sospendere o limitare attività della pubblica amministrazione, ivi comprese quelle giudiziarie, e di servizi di pubblica utilità quali:
la proroga fino al 15 aprile delle misure già in vigore fino al 22 marzo di sospensione delle attività giurisdizionali nei tribunali, prevedendo la sospensione dei termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili e penali, e la limitazione alle sole funzioni strettamente necessarie per gli uffici amministrativi della giustizia (art. 83);
la possibilità in capo ai detenuti di scontare la pena detentiva, su istanza di parte, presso la propria abitazione o in altro luogo pubblico o privato di cura per i condannati ad una pena non superiore ai 18 mesi (art. 123)
la previsione della valutazione, in capo alle stazioni appaltanti, dell’incidenza delle misure di contenimento del COVID-19 su eventuali ritardi o inadempimenti posti in essere dalle controparti contrattuali, così da sollevare i debitori da responsabilità da inadempimento qualora risulti questo causato dalle limitazioni imposte per far fronte alla crisi epidemiologica (art. 91);
la sospensione dei termini ordinatori o perentori, propedeutici, endoprocedimentali, finali ed esecutivi relativi allo svolgimento dei procedimenti amministrativi su istanza di parte o d’ufficio, pendenti alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati successivamente a tale data, non tenendosi conto del periodo tra la data del 23 febbraio e quella del 15 aprile (art. 103);
la proroga della validità fino al 15 giugno dei certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 3 gennaio ed il 15 aprile:
la proroga delle scadenze di rendicontazione amministrative e contabili degli enti pubblici, con la previsione di diverse tipologie di termini a seconda della rendicontazione e dell’ente interessato (art. 107);
la previsione di misure precauzionali per il servizio postale, per lo svolgimento di attività relative agli invii raccomandati, agli invii assicurati ed alla distribuzione di pacchi, volte a limitare il più possibile la presenza di fruitori dei servizi negli uffici postali (art. 108).