Source: http://www.giurcost.org/decisioni/2013/0206o-13.html
Timestamp: 2020-07-04 23:38:59+00:00
Document Index: 121451501

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 93', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 10']

Consulta OnLine - Ordinanza n. 206 del 2013
nei giudizi di legittimità costituzionale dell’art. 4, comma 1, della legge 3 maggio 1999, n. 124 (Disposizioni urgenti in materia di personale scolastico), dell’art. 93, commi 1 e 2, della legge della Provincia autonoma di Trento 7 agosto 2006, n. 5 (Sistema educativo di istruzione e formazione del Trentino), e dell’art. 2, comma 6, della legge 21 dicembre 1999 n. 508 (Riforma delle Accademie di belle arti, dell’Accademia nazionale di danza, dell’Accademia nazionale di arte drammatica, degli Istituti superiori per le industrie artistiche, dei Conservatori di musica e degli Istituti musicali pareggiati), promossi dal Tribunale di Trento con due ordinanze del 30 settembre 2011, con due ordinanze del 15 novembre 2011 e con due ordinanze del 17 gennaio 2012, rispettivamente iscritte ai nn. 283 e 284 del registro ordinanze 2011 ed ai nn. 31, 32, 91 e 130 del registro ordinanze 2012 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica nn. 4, 11, 21 e 27, prima serie speciale, dell’anno 2012.
Visti gli atti di costituzione di Cagol Irene ed altri, di Russo Giuseppe, di Lucian Chiara ed altre, della Provincia autonoma di Trento nonchè l’atto di intervento, fuori termine, del Codacons e della Associazione per la difesa dei diritti civili della scuola e quello del Presidente del Consiglio dei ministri;
udito nell’udienza pubblica del 27 marzo 2013 il Giudice relatore Sergio Mattarella;
uditi gli avvocati Federico Sorrentino per Cagol Irene ed altri, Sergio Galleano e Vincenzo De Michele per Russo Giuseppe, Carlo Cester per Lucian Chiara ed altre, Giandomenico Falcon per la Provincia autonoma di Trento, Gino Giuliano per il Codacons e per la Associazione per la difesa dei diritti civili della scuola e l’avvocato dello Stato Gabriella D’Avanzo per il Presidente del Consiglio dei ministri.
che, nonostante l’esistenza di un diverso orientamento da parte di alcuni giudici di merito, al personale docente della scuola non si applicano le disposizioni del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368 (Attuazione della direttiva 1999/70/CE relativa all’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato concluso dall’UNICE, dal CEEP e dal CES), com’è stato confermato dal recente intervento legislativo di cui all’art. 9, comma 18, del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70 (Semestre Europeo – Prime disposizioni urgenti per l’economia), convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 12 luglio 2011, n. 106, il quale ha aggiunto il comma 4-bis all’art. 10 del d.lgs. n. 368 del 2001; tale norma prevede espressamente che sono esclusi dall’applicazione del decreto «i contratti a tempo determinato stipulati per il conferimento delle supplenze del personale docente ed ATA, considerata la necessità di garantire la costante erogazione del servizio scolastico ed educativo anche in caso di assenza temporanea del personale docente ed ATA con rapporto di lavoro a tempo indeterminato ed anche determinato»;
che la generale preclusione della possibilità di trasformare i contratti a tempo determinato nel settore pubblico in contratti a tempo indeterminato è stata specificamente ribadita per il settore scolastico con l’inserimento – previsto dall’art. 1, comma 1, decreto-legge 25 settembre 2009, n. 134 (Disposizioni urgenti per garantire la continuità del servizio scolastico ed educativo per l’anno 2009-2010), convertito con modifiche dall’art. 1, comma 1, della legge 24 novembre 2009, n. 167 – del comma 14-bis nell’art. 4 della legge n. 124 del 1999, secondo il quale i contratti a tempo determinato stipulati per il conferimento delle supplenze di cui ai commi 1, 2 e 3 del medesimo articolo «possono trasformarsi in rapporti di lavoro a tempo indeterminato solo nel caso di immissione in ruolo»;
che il successivo art. 9, comma 18, del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70 (Semestre Europeo – Prime disposizioni urgenti per l’economia), convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 12 luglio 2011, n. 106 – disposizione della quale fa menzione anche il giudice a quo – nell’aggiungere il comma 4-bis all’art. 10 del d.lgs. n. 368 del 2001, ha previsto che sono esclusi dall’applicazione di quel decreto «i contratti a tempo determinato stipulati per il conferimento delle supplenze del personale docente ed ATA, considerata la necessità di garantire la costante erogazione del servizio scolastico ed educativo anche in caso di assenza temporanea del personale docente ed ATA con rapporto di lavoro a tempo indeterminato ed anche determinato»;
ordinanza letta all’udienza pubblica del 27 marzo 2013