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Timestamp: 2017-01-22 14:17:27+00:00
Document Index: 62234705

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1126', 'sentenza ', 'art. 1123', 'art. 1126', 'art. 1126', 'art. 2051', 'art. 1130', 'sentenza ', 'art. 1135', 'art. 1126', 'art. 1421', 'art. 1126', 'art. 1126', 'art. 1125', 'art. 1126', 'art. 1123', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Lastrico solare, sormontato da tetto. | propit.it - Forum per la Casa
Lastrico solare, sormontato da tetto.
Discussione in 'Diritto Condominiale' iniziata da celefini, 1 Dicembre 2011.
Sono insieme con un mio fratello, proprietario al 50%, comune ed indiviso, di un lastrico solare, a copertura di un immobile di 3 piani. Nell'arco degli ultimi tempi purtroppa a causa della vetustità dell'immobile, siamo intervenuti più volte a ripristinare la stesso per ripararlo a causa di infiltrazioni. Quest'anno dovendo effettuare dei lavori di ristrutturazione sull'intero immobile, si è deciso di far coprire il lastrico solare con unn tetto in struttura leggera, per evitare ulteriori pesi sull'immobile. Per la realizzazione del tetto, dal costo di 45.000 €, la spesa relativa è stata ripartita tra i tre condomini proprietari ciascuno di un oiano, seguendo la divisione delle spese per la metà , quindi 22500 € ai due proprietari del lastrico solare, l'altra metà ripartita tra i tre proprietari. La domanda che pongo, visto che si sono avute le prime schermaglie, il lastrico solare, esiste ancora, anche se sormontato dal tetto ???. Ora la prorpietà del tetto, costruito sul lastrico a chi appartiene ? Che diritti può accaparrare, l'altro proprietario che ha partecipato alla spesa per il tetto, ma non è proprietario del lastrico ? Dico grazie a tutta la comunità, se con il Vostro aiuto, riuscirò a venire fuori da questa matassa ingarbugliata. Grazie , Celestino Fini
sulla proprietà del tetto non dico nulla, ma a naso direi che è di tutti i condomini, la proprietà dell'ex lastrico solare rimane però agli originari proprietari (c'è un sottotetto utilizzabile anche solo come soffitta?).
Volevo sollevare qualche dubbio sulla divisione delle spese, e chiedere lumi anche agli altri che leggono, se per rifare il lastrico solare 1/3 è a carico dei proprietari del lastrico stesso (e proprio per questo pagano una quota diversa) e 2/3 a carico dei proprietari degli appartamenti sottostanti, perchè per il tetto che non può avere un uso esclusivo di qualcuno ma "serve" tutti gli appartamenti sottostanti ha avuto una ripartizione dei costi così come detto?
se il nuovo tetto va coprire il lastrico solare trasformandolo in sottotetto direi che vada pagato in millesimi da rivedere alla luce della nuova situazione creatasi
c'è un interessante Sentenza della Cassazione che risolve in termini condivisibili di queste problematiche e pone due fattispecie
1) se al sottotetto (o lastrico solare) si accede da scala condominiale lo stesso è proprietà si tutti i condomini 2) se esiste un accesso esclusivo solo dall'ultimo piano lo stesso e di proprietà esclusiva del condomino del piano più elevato
da qui poi si deduce tutto il resto
Scusa Gugli,
ma qui non devono decidere di chi è il lastrico solare, hanno dichiarato che è di proprietà di 2 fratelli quindi c'è un proprietario (anzi 2) ben individuabili. Il tetto sarà di tutti, ma non l'ex lastrico solare, quello che riolevavo io era una divisione delle spese che non capivo.
A naso direi che con la realizzazione del tetto non hanno risolto gran che. Le infiltrazioni, se ci sono, continueranno ad esserci.
Era meglio eseguire un intervento radicale di rifacimento del lastrico, ovviamente eseguito a regola d'arte (smontaggio del tutto-rifacimento guaina in due strati incrociati-massetto e copertura con piastrelle idonee).
La ripertizione della spesa va fatta (ed andava fatta anche per il tetto) nelle proporzioni di 1/3 e 2/3. Male hanno fatto gli altri condomini ad accettare un'opera che pur non risolvendo alla radice il problema, ha creato una comodità in più ai proprietari del lastrico solare ed una futura spesa in più a tutti per la futura -e immancabile- manutenzione del tetto.
A naso direi che con la realizzazione del tetto non hanno risolto gran che. Le infiltrazioni, se ci sono, continueranno ad esserci.Clicca per allargare...
Non capisco perchè la costruzione del tetto non ha risolto il problema: il tetto evita che l'acqua piovana vada sul lastrico e quindi non ci saranno più le infiltrazioni
Concordo con GianfrancoElly, il tetto evita all'acqua di andare sul lastrico e quindi infiltrarsi, il tetto come il lastrico deve essere fatto a regola d'arte per funzionare senza problemi.
La manutenzione del tetto, va eseguita così come quella del lastrico solare, anzi direi che forse i costi di manutenzione con il tetto sono di gran lunga inferiori, in quanto se ci dovesse essere una infiltrazione di acqua, basta sollevare le tegole (o sotituirle) e rifare la guaina dove serve e riposizionere le tegole.
Nel caso di un lastrico solare, se c'è una infiltrazione, non è detto che nel punto dove si manifesta ci sia l'infiltrazione, infatti le pignatte e/o le pendenze potrebbero far uscire l'acqua in un punto distante da dove si infiltra e quindi nel caso succedesse questo per una piccola infiltrazione occorrerebbe rompere gran parte del lastrico.
Per quanto riguarda la comodità del lastrico è una comodità che deriva da un diritto e non da qualcosa che è piovuto dal cielo, anzi se le altezze del tetto non permettono di usarlo, vedono di fatto annullarsi quella comodità di cui parli.
Credo perché alle volte la pioggia non viene solo giù perpendicolarmente, ma qualche volta viene, come si dice "a vento" ossia diagonalmente. Per cui potrebbe allagarsi il lastrico e....ripassare di sotto. E poi, non mi sembra che una spesa di 45.000 euro per un tetto non sia una spesuccia. Ritorno a sostenere che un buon rifacimento edilizio del piano di calpestio del lastrico forse costerebbe la medesima cifra (dipende dalle superfici da lavorare) ma, secondo me il risultato sarebbe più sicuro. Ma forse, e qui ci metto la malizia, ai nostri amici fa più comodo avere una copertura sul tetto per "goderselo" meglio.....
Scusa Luigi Barbero,
per me fare un tetto è diverso da fare una veranda, inoltre non mi sembra che abbiano detto che l'altezza del tetto permette di farci sotto un appartamento.
Detto questo, non so che vento tira a Pomezia, non credo che ci sia la bora di Trieste e che quindi la pioggia si infili anche in piccoli pertugi lasciati tra il tetto ed il lastrico (ma è stato riferito che ci sono tali spazi?), inoltre il tetto è sempre più largo dell'edificio, quindi. . .
Celefini chiedeva:La domanda che pongo, visto che si sono avute le prime schermaglie, il lastrico solare, esiste ancora, anche se sormontato dal tetto ???. Ora la prorpietà del tetto, costruito sul lastrico a chi appartiene ? Che diritti può accaparrare, l'altro proprietario che ha partecipato alla spesa per il tetto, ma non è proprietario del lastrico ? Dico grazie a tutta la comunità, se con il Vostro aiuto, riuscirò a venire fuori da questa matassa ingarbugliata. Grazie
Secondo me il lastrico solare rimane ai proprietari, hanno il diritto di rivendicarlo (a prescindere del suo possibile uso o meno) ed anzi se non lo possono utilizzare hanno rinunciato al diritto in favore di tutti i condomini e quindi non mi spiego perché hanno contribuito per 1/3 in più rispetto a tutti i proprietari degli appartamenti sottostanti, per quanto riguarda il tetto sono proprietari tutti i partecipanti alla sua realizzazione.
Poi vo0rrei chiederti come mi posso godere meglio il tetto se la parte sottostante non mi permette in nessun modo il suo utilizzo (se il tetto lo hanno costruito con tutti i dettami delle leggi edilizie dubito che abbiano la possibilità di renderlo abitabile).
Sono completamente d'accordo con 1giggi1
1) se al sottotetto (o lastrico solare) si accede da scala condominiale lo stesso è proprietà si tutti i condomini
2) se esiste un accesso esclusivo solo dall'ultimo piano lo stesso e di proprietà esclusiva del condomino del piano più elevato
da qui poi si deduce tutto il restoClicca per allargare...
Carissimo Gugli, sono nuovo di questo forum, vorrei chiederti in merito a questa sentenza della Cassazione, la data della sentenza e il numero se è possibile per visionarla meglio. Grazie per la collaborazione.
Se c'è una perdita nel lastrico, con il rifacimento del tetto non si ottiene granché (dipende molto dal grado d'inbibizione del massetto e della guaina). Quando il massetto sottostante alle piastrelle, che ricordo essere in sabbia e cemento, è zuppo e/o impregnato d'acqua poco serve a coprirlo con un tetto o una tenda...l'acqua già permeata in passato continua ad infiltrarsi e generare problemi agli alloggi sottostanti e può permanere lì per moltissimo tempo. Come detto da @Luigi Barbero conviene rifare a regola d'arte il terrazzo completamente per risolvere alla radice il problema. Poi se si vuole si può coprirlo ma non prima di aver rifatto il terrazzo.
Ciao Marax
è passato un pò di tempo da questa discussione e non ricordo esattamente il numero ma penso di fare cosa gradita a molti nel copiare le diverse sentenze in questo tema di ripartizione di spese e in particolare i casi in cui si considera il lastrico solare privato...
buona lettura Lastrici, terrazze, coperture
Cassazione civile , sez. II, sentenza 28.09.2012 n° 16583, Spese terrazze a livello ...... in tema di condominio negli edifici, il criterio di ripartizione fra i condomini delle spese di riparazione o di ricostruzione delle terrazze a livello che servano di copertura ai piani sottostanti, fissato dall'art. 1126 c.c. (un terzo a carico del condominio che abbia l'uso esclusivo del lastrico o della terrazza; due terzi a carico dei proprietari delle unità abitative sottostanti), è applicabile in ogni caso di spesa, ordinaria o straordinaria, di manutenzione o di rifacimento, che riguardi la struttura delle terrazze stesse e la loro finalità di copertura, escluse le spese dirette unicamente al miglior godimento delle unità immobiliari di proprietà individuale di cui le terrazze siano il prolungamento
Stravolgimento della norma da parte della Cassazione: Cassazione civile , sez. II, sentenza 20.03.2009 n° 6889 qualora il lastrico solare condominiale sia utilizzabile da tutti i condomini, anche se lo stesso funge da copertura solo per una parte dell’edificio, le spese per la manutenzione e ricostruzione dello stesso dovranno essere ripartite sulla base del primo comma dell’art. 1123 c.c. e non ex art. 1126 c.c. .... in quanto i lastrici solari delle palazzine adibiti a stenditoio condominiale erano di uso comune ed in quanto tali soggetti al riparto delle spese di manutenzione in base ai millesimi di proprietà e non secondo il criterio di cui all'art. 1126 c.c.. Quindi, se il lastrico non funge solo da copertura della porzione di edificio, ma ha il libero accesso e l'uso di tutti i condòmini, la spesa di rifacimento sarà a carico anche delle unità immobiliari che non siano ad esso sottostanti.
La clausola che ponga a carico dell'utente o proprietario esclusivo del lastrico solare genericamente le spese di "manutenzione" ha però una sua ragion d'essere (anche ove riferita alle spese di manutenzione ordinaria e sempre che le stesse siano attinenti alla funzione di copertura del lastrico) là dove viene a porne a carico dell'utente o proprietario esclusivo l'intero onere, e non il semplice terzo come previsto dalla norma in argomento.
Mancata manutenzione del lastrico solare Cass. civ., sez. III, 21 febbraio 2006, n. 3676 Il condominio, quale custode ex art. 2051 c.c. - in persona dell'amministratore, rappresentante di tutti i condomini tenuti ad effettuare la manutenzione, ivi compreso il proprietario del lastrico o colui che ne ha l'uso esclusivo - risponde dei danni che siano derivati al singolo condomino o a terzi per difetto di manutenzione del lastrico solare. A tal fine i criteri di ripartizione delle spese necessarie non incidono sulla legittimazione del condominio nella sua interezza e del suo amministratore, comunque tenuto a provvedere alla conservazione dei diritti inerenti alle parti comuni dell'edificio ai sensi dell'art. 1130 c.c.
Sono invece interamente a carico del condomino, che utilizza in modo esclusivo il lastrico, le spese sostenute per consentirne un migliore utilizzo (muretti, pavimenti, etc.), salvo che la demolizione di queste parti sia necessaria per interventi di ricostruzione del lastrico vero e proprio. Cassazione Sez. II, N° 735 del 19/01/2004 Uso esclusivo del lastrico solare Trib. civ. Milano, sez. VIII, 14 gennaio 2003, n. 443 Il diritto di uso esclusivo del lastrico solare condominiale, anche quando il titolo ne stabilisca l'attribuzione perpetua al proprietario dell'immobile sottostante, non può confondersi con la proprietà sul terrazzo, essendo l'uso diritto reale di natura temporanea, personale, incedibile.
Tasformazione del tetto in terrazza ad uso esclusivo Cass. civ., sez. II, 16 novembre 2006, n. 24414 La eliminazione del tetto dell'edificio condominiale trasformato dal proprietario dell'ultimo piano in terrazza ad uso esclusivo è illegittima perché, comportando l'alterazione della destinazione della parte comune dell'immobile a copertura dell'intero fabbricato, impedisce agli altri condomini di poterlo utilizzare per quella finalità.
Per lastrico solare si intende un tetto a superficie piana. Se esso non è accessibile, la ripartizione delle spese per la sua manutenzione è a carico di tutto il condominio, con le stesse regole del tetto spiovente. Spesso però il lastrico è attribuito in proprietà o in uso esclusivo di un condomino, che lo utilizza come terrazzo. Allora le sue spese di manutenzione straordinaria o ricostruzione vanno ripartite per un terzo a carico del proprietario o di chi lo usa e i rimanenti due terzi a carico di tutto il condominio, proprietario escluso. Viceversa la manutenzione ordinaria resta a carico di chi se ne serve.
Ciò ha creato in passato dubbi tra i giudici. Per esempio: in mancanza di corretta manutenzione ordinaria, chi paga i danni all'appartamento di sotto causati da infiltrazioni? La Cassazione, in Sezioni riunite, ha tagliato la testa al toro: anche in questo caso la ripartizione dei danni non cambia (un terzo al proprietario e il resto agli altri). Infatti è responsabilità dell’intero condominio controllare se il lastrico solare è in buona efficienza e perfino di accertarsi se la piccola manutenzione sia eseguita (sentenza n. 3672 del 1997). Solo se il proprietario impedisce di entrare in casa sua per verificare se il lastrico solare è in buone condizioni, può essere considerato colpevole dei danni causati da infiltrazioni.
Cass. 03/05/93 - n. 5125 - lastrico solare In tema di ripartizione delle spese condominiali le attribuzioni dell'assemblea ex art. 1135 c.c. sono circoscritte alla verificazione ed all'applicazione in concreto dei criteri stabiliti dalla legge, che non comprendono il potere di introdurre deroghe ai criteri medesimi, atteso che tali deroghe venendo ad incidere sul diritto individuale del singolo condomino di concorrere nelle spese per le cose comuni dell'edificio condominiale in misura non superiore a quelle dovute per legge, possono conseguire soltanto ad una convenzione cui egli aderisca. Pertanto è nulla e non meramente annullabile, anche se presa all'unanimità, la delibera che modifichi il criterio legale di ripartizione delle spese di riparazione del lastrico solare stabilito dall'art. 1126 c.c., senza che i condomini abbiano manifestato la espressa volontà di stipulare un negozio dispositivo dei loro diritti in tal senso, con la conseguenza che detta nullità può essere fatta valere, a norma dell'art. 1421 c.c., anche dal condomino che abbia partecipato all'assemblea esprimendo voto conforme alla deliberazione stessa, purché alleghi e dimostri di avervi interesse per derivare dalla deliberazione assembleare un apprezzabile suo pregiudizio, non operando nel campo del diritto sostanziale la regola propria della materia processuale secondo cui chi ha concorso a dare causa alla nullità non può farla valere. In base al criterio di ripartizione delle spese stabilito dall'art. 1126 c.c. il proprietario esclusivo del lastrico solare (cui va equiparata la terrazza a livello) deve contribuire nelle spese di riparazione soltanto nella misura di un terzo, senza dover concorrere nella ripartizione degli altri due terzi della spesa stessa, che restano a carico dei soli proprietari dei piani sottostanti ai quali il lastrico (o la terrazza) serve da copertura.
Criteri di riparto delle spese per la manutenzione delle terrazze, Cass. 15/7/2003 n. 11029. In tema di condominio negli edifici, le spese di manutenzione, riparazione e ricostruzione delle terrazze a livello, equiparate ai lastrici solari, sono disciplinate dall'art. 1126 cod. CIV., che ne prevede la ripartizione in ragione di un terzo, a carico del condominio che abbia l'uso esclusivo, restando gli altri due terzi della stessa spesa a carico dei proprietari dei piani o porzioni di piano sottostanti, ai quali il lastrico o la terrazza servano da copertura. Diversamente, l'art. 1125 cod. civ. che prevede la ripartizione in parti uguali delle spese tra i proprietari dei piani l'uno all'altro sovrastanti - è applicabile solo alla manutenzione e alla ricostruzione dei solai e delle volte e non della terrazza a livello, pur se ad essa sia sottoposto un solo locale, perchè in questo caso la funzione di copertura della terrazza medesima non viene meno. Giurisprudenza conforme: Cass. Civ. 09.11.2001 n. 13858 e Cass. Civ. 15.04.1994 n. 3542
Il proprietario di una terrazza a livello che abbia anche funzione di copertura dell'edificio condominiale è liberato dalla responsabilità per i danni derivati ad appartamenti sottostanti per infiltrazioni di acqua dando la prova del caso fortuito, della forza maggiore o del fatto del terzo, che può anche consistere nell'inerzia colpevole del condominio (o degli organi preposti alla sua amministrazione) che sia stato tempestivamente informato dell'esistenza di guasti, vizi o difetti della terrazza da cui il danno è derivato. Cass. civ., sez. III, 30 maggio 1988, n. 3696
Il condominio deve provvedere alle riparazioni e al risarcimento dei danni derivanti dall’infiltrazione di acqua piovana o di irrigazione nei boxes, la cui copertura è rappresentata dal fondo del giardino, di cui il condominio è detentore e custode. Trib. civ. Milano, sez. VIII, 9 marzo 1989
La copertura a lastrico, sovrastata da terra e da manto erboso, che assolva anche alla funzione di sostenere un'area verde condominiale, rientra nelle parti necessariamente comuni. Trib. civ. Parma, 18 dicembre 1995
In un condominio il lastrico di copertura di una parte individuata dell'edificio condominiale, che ha la funzione, oltre che di copertura di tale parte, anche di raccolta delle acque di scolo di altre parti dell'edificio, deve ritenersi destinato a servire anche queste ultime. Conseguentemente le spese di manutenzione devono essere ripartite fra tutti i condomini che ne traggono utilità, tenendo conto della diversa utilità che ciascuna parte può trarne. Cass. 28/04/99 n. 4266
RIPARTIZIONE DELLE SPESE DEL LASTRICO SOLARE Appello Milano 11 gennaio 2000, n. 4, a conferma Tribunale Milano del 27 novembre 1995, n. 10618 Lastrico solare - Duplice funzione: calpestio e copertura - Ripartizione delle spese - onere della manutenzione I lastrici solari, in generale, assolvono a una duplice funzione di copertura e di piano di calpestio, e tali diverse funzioni possono essere anche a favore di soggetti diversi, come è evidente nell'ipotesi di lastrico che, pur coprendo una porzione di edificio condominiale ( e in tale funzione servendo una pluralità di condomini), sia come piano di calpestio, in proprietà superficiaria esclusiva, ovvero in uso esclusivo di godimento di un singolo condomino ( conforme Cass. sez. un., 29 aprile 1997, n. 3672 ). La duplicità di funzioni assolte da un lastrico solare comporta dunque che in applicazione dei criteri desumibili dagli artt. 1123 e 1126, Codice civile, l'obbligazione propter rem di tutelarne l'integrità e quindi di provvedere alla manutenzione e conservazione vada attribuita sia al soggetto per cui funge da copertura, sia a quello che ne gode come piano di calpestio. La particolarità di una situazione che vede praticamente rovesciate le posizioni presupposte dall'art. 1126, ove cioè la pluralità dei condomini gode del piano di calpestio, mentre la copertura serve ad un solo condomino, potrebbe suggerire una diversa suddivisine dell'onere economico ( la norma chiaramente non intende penalizzare il singolo condomino ) ma identica rimane la ratio desumibile, ossia una corresponsabilità tra l'intera comunità condominiale ed il singolo condomino che dal bene trae una particolare ed esclusiva utilità ( come del resto chiaramente previsto dall'art. 1123, secondo comma, Codice civile ). Deve pertanto ritenersi che l'utilità fornita come copertura abbia rilevanza pari a quella fornita all'intera comunità condominiale per il calpestio: con la conseguenza che la responsabilità per i danni derivanti dalla cattiva manutenzione del lastrico solare vanno posti per metà a carico del condominio e per l'altra a carico del singolo per cui funge da copertura. Cass. Civ. 25.03.2004 n. 5973 – Imputazione delle spese di manutenzione e risarcimentoLa Corte di cassazione del 25 marzo 2004 n.5973, ha ritenuto corretto che tutto il condominio debba non solo sopportare le conseguenze dell’omessa manutenzione del lastrico solare posto a copertura di una sola porzione di fabbricato (la scala A, nel caso di specie), ma anche risarcire i danni subiti alla proprietà esclusiva dell’immobile sottostante qualora si sia accertata l’esistenza di un sistema unitario di smaltimento delle acque piovane dell’intero edificio.
Cass. Civ. 01.01.2006 n. 972- Illegittimo l'uso esclusivo del lastrico solare parte comune
In tema di condominio degli edifici, è legittimo l’uso più intenso della cosa comune da parte di un singolo condomino, anche con modalità particolari e diverse rispetto alla sua normale destinazione, mentre è illegittimo che questi ne faccia un uso esclusivo. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 972 del 1 gennaio 2006, precisando in particolare che è illegittima la trasformazione del lastrico solare dell’edificio in terrazza ad uso esclusivo del singolo condomino, perché in tal modo viene alterata la originaria destinazione della cosa comune, che è sottratta alla possibilità di utilizzazione da parte degli altri condomini.
marax ha scritto:
Carissimo Gugli, sono nuovo di questo forum, vorrei chiederti in merito a questa sentenza della Cassazione, la data della sentenza e il numero se è possibile per visionarla meglio. Grazie per la collaborazione.Clicca per allargare...
Ti ringrazio, ma il mio problema non riguarda la ripartizione delle spese, ma sapere se il lastrico è di mia proprietà o meno, in quanto ho accesso esclusivo tramite la mia scala indipendente e il condomino del primo piano ha anche lui una sua scala indipendente. ecco xchè ero interessato a quella sentenza ... ti ringrazio
Ti ringrazio, ma il mio problema non riguarda la ripartizione delle spese, ma sapere se il lastrico è di mia proprietà o meno, in quanto ho accesso esclusivo tramite la mia scala indipendente e il condomino del primo piano ha anche lui una sua scala indipendente. ecco xchè ero interessato a quella sentenza ... ti ringrazioClicca per allargare...
In merito al terrazzo è in buone condizioni, ma vorrei coprirlo con coibentato per sollevare per sempre il problema. Ma il tecnico mi ha detto che per poterlo coprire e non avere problemi con il catasto visto che non ho titolo di proprietà, l'unico modo e di creare una copertura non agibile. Mentre se risultasse da tale sentenza un attribuzione del titolo di proprietà, protrei accastastarlo come sottotetto agibile. Grazie.
@marax Ma sulla planimetria catastale del tuo immobile esiste il lastrico solare?? Se si allora è tuo, altrimenti è una parte comune, nessuna sentenza può chiarirti meglio di ciò.
Se copri il terrazzo con un tetto coibentato avrebbe senso SOLO se lo chiudi completamente anche sui lati, ma facendo così crei una "verandatura" dello stesso (ammesso che sia tuo).
Dovresti presentare una DIA o idonea autorizzazione comunale, pagarci degli oneri (in quanto aumenti della volumetria chiudendo tutto) e rifare il catasto, non so se il gioco ti vale la candela, questo te lo può dire solo il tuo tecnico,
Dovresti presentare una DIA o idonea autorizzazione comunale, pagarci degli oneri (in quanto aumenti della volumetria chiudendo tutto) e rifare il catasto, non so se il gioco ti vale la candela, questo te lo può dire solo il tuo tecnico,Clicca per allargare...
Il tecnico vorrebbe chiuderlo da tutti i lati e sbarrarne l'accesso per evitare problemi con il catasto. Praticamente una copertura non sottotetto. In questo modo a suo dire saremmo in regola se il comune accetta il progetto. In merito al fatto se ne vale la pena, credo di si in quanto la terrazza o lastrico come lo si vuole chiamare e di circa 130mq, per cui crea notevoli problemi quando nevica ma anche rifacendolo in futuro ci vorrebbe una bella spesa. Ecco perchè sto valutando di chiuderlo.[DOUBLEPOST=1396265507,1396265365][/DOUBLEPOST]
Il tecnico vorrebbe chiuderlo da tutti i lati e sbarrarne l'accesso per evitare problemi con il catasto. Praticamente una copertura non sottotetto. In questo modo a suo dire saremmo in regola se il comune accetta il progetto. In merito al fatto se ne vale la pena, credo di si in quanto la terrazza o lastrico come lo si vuole chiamare e di circa 130mq, per cui crea notevoli problemi quando nevica ma anche rifacendolo in futuro ci vorrebbe una bella spesa. Ecco perchè sto valutando di chiuderlo.Clicca per allargare...
Con una copertura con supporto in legno con coibentato sopra andrei a spendere circa 15 mila euro. Con il vantaggio di sbarazzarmi per sempre di una cosa che nemmeno la uso.
Si ma isolare una struttura che nemmeno usi non ha senso, ti conviene economicamente allora non coibentarlo affatto e fare la struttura leggere in legno.
Con una copertura con supporto in legno con coibentato sopra andrei a spendere circa 15 mila euro. Con il vantaggio di sbarazzarmi per sempre di una cosa che nemmeno la uso.Clicca per allargare...
In legno la struttura verrà realizzata, la copertura in lamiera coibentata, i costi distano di poco almeno ha una durata più lunga. Ma il problema per me non è questo, non sono pienamente convinto che con questo stratagemma ideata dal tecnico si possa evitare l'accatastamento anche rispettando le altezze minime cui lui fa riferimento. Lo sbarramento che lui parla dovrà essere realizzato ma alla fine con una apertura mascherata si avrà sempre accesso. Ma io non voglio avere nessun problema riguardo al catasto in quanto un giorno potrei anche venderla e quindi esserne precluso per problemi al catasto. Lei in merito sa se questo stratagemma è in regola ai fini catastali. Grazie
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