Source: https://www.diritto.it/la-strada-senza-sbocco-delle-citta-metropolitane-in-sicilia/
Timestamp: 2019-01-19 04:27:33+00:00
Document Index: 59497136

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 15', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 15', 'art. 23', 'art. 7']

..…per non navigare a vista
L’art. 7 del ddl n. 642 è infatti manifestamente incostituzionale perché, in disparte la tentata fictio juris operata attraverso la semplice denominazione attribuita alle Città di Palermo, Messina e Catania1, pretende di istituire, un modello di ente territoriale di governo dell’area vasta non previsto dall’art. 15 dello Statuto. Che trattasi di una finzione poco sostenibile agli occhi attenti, non solo del Commissario dello Stato, lo dimostrano le successive disposizioni contenute nel citato ddl ed in particolare il comma 5 del medesimo art. 7, e soprattutto l’art. 8 del ddl che disciplina le modalità di adesione dei Comuni alle costituende Città Metropolitane. Né, la previsione programmatica contenuta nel comma 5 dell’art. 7, attraverso la quale si rimanda ad un ulteriore momento legislativo la disciplina dell’ordinamento delle Città metropolitane, aiuta ad escludere la natura sostanzialmente innovativa del modello di ente intermedio che si vorrebbe introdurre nell’ordinamento siciliano.
Illuminante in questa direzione è quanto già affermato dalla Corte Costituzionale secondo cui “nel modello siciliano, il governo dell’area metropolitana assume una fisionomia prevalentemente funzionale, comportando un mero trasferimento di funzioni di c.d. area vasta dai comuni alla provincia regionale (……) senza che ad esso si ricolleghi, così come accede invece per la legge n. 142 del 1990, un riassetto istituzionale interno all’are medesima”2. In sostanza, la Corte Costituzionale ha già affrontato detta questione, riconoscendo alla l.r. n. 9/86 di avere previsto l’unico modo possibile per individuare delle aree metropolitane senza violare l’art. 15 dello Statuto che, come già detto, non prevede l’istituzione di enti diversi rispetto ai Comuni ed ai loro Liberi consorzi.
Corollario di questo ragionamento è che l’adeguamento dell’ordinamento siciliano ai “principi dell’ordinamento della Repubblica” contenuti nell’art. 23, comma 5, del ddl “Delrio” n. 1542 del 20/08/2013 in materia di Città metropolitane richiede non la più comoda e “sbrigativa” attuazione delle già individuate aree metropolitane di Catania, Messina e Palermo3, ma la più complessa ed impegnativa introduzione di tale tipologia di ente locale all’interno dello Statuto speciale, accanto ai Comuni ed ai Liberi consorzi di Comuni.
1 L’art. 7, comma 1, del ddl n. 642 cos’ recita: “I comuni di Palermo, Catania e Messina assumono la denominazione di Città metropolitane”.
2 Corte Cost. sent. n. 286/1997.
3 Nell’agosto del 1995, dopo un complesso iter procedimentale, sono stati emanati dal Presidente della Regione Siciliana tre Decreti attraverso i quali sono state individuate le aree metropolitane di Palermo, Catania e Messina. Tuttavia, ancora oggi, l’efficacia giuridica di tali Decreti rimane sospesa per meri motivi di opportunità.
di Ilaria Chirillo 27 marzo 2017