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Timestamp: 2019-04-22 04:23:40+00:00
Document Index: 152743101

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 45', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Novità fiscali del 6 ottobre 2010: straordinari detassati: possibili i recuperi per gli anni precedenti; cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo; amministrazioni o enti appaltanti: trasmissione dei dati relativi all’istituzione di elenchi ufficiali di prestatori di servizi o di fornitori; eccedenze da credito IRES compensabili anche nel modello CNM; se l’atto è illecito anche la delibera assembleare in forma totalitaria deve essere annullata; la seconda autorimessa della prima casa sconta l’aliquota IVA intermedia | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 6 ottobre 2010: straordinari detassati: possibili i recuperi per gli anni precedenti; cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo; amministrazioni o enti appaltanti: trasmissione dei dati relativi all’istituzione di elenchi ufficiali di prestatori di servizi o di fornitori; eccedenze da credito IRES compensabili anche nel modello CNM; se l’atto è illecito anche la delibera assembleare in forma totalitaria deve essere annullata; la seconda autorimessa della prima casa sconta l’aliquota IVA intermedia
1) Straordinari detassati: possibili i recuperi per gli anni precedenti
2) Cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo
3) Amministrazioni o enti appaltanti: Trasmissione dei dati relativi all’istituzione di elenchi ufficiali di prestatori di servizi o di fornitori
4) Eccedenze da credito IRES compensabili anche nel modello CNM
5) Solo i proventi illeciti non sono tassabili
6) Se l’atto è illecito anche la delibera assembleare in forma totalitaria deve essere annullata
7) La seconda autorimessa della prima casa sconta l’aliquota Iva intermedia
8) Vademecum del leasing nautico: in collaborazione con le Entrate
Gli straordinari e il lavoro notturno sono sempre detassabili se incrementano la
Questo vale, oltre che per il 2010, anche per quelli corrisposti nel 2008 e nel 2009, nel caso siano stati tassati in forma ordinaria anziché con l’applicazione del 10%.
Lo ha precisato la Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro con la circolare n. 12 del 1 ottobre 2010 che ha preliminarmente rilevato come l’Agenzia delle Entrate sia intervenuta con due circolari (47E e 48E del 27/09/2010) e una nota congiunta con il ministero del lavoro (n. 134950/10) per definire le possibilità semplificate a seguito dei chiarimenti emersi in materia di lavoro straordinario e notturno.
La citata Fondazione ha poi proseguito la sua analisi comunicando quanto segue:
Dopo aver definito che sono detassabili tutte le retribuzioni erogate per compensare il lavoro effettuato di notte e quella per il lavoro straordinario per i quali sussista un vincolo di correlazione con i parametri di produttività, l’Agenzia ora conferma la possibilità per il datore di indicare le somme, alle quali va applicata la tassazione agevolata, sul modello CUD/2011(redditi 2010).
Il lavoratore potrà recuperare il credito mediante la dichiarazione dei redditi da presentare nel 2011.
Tutte le misure si riferiscono alle somme erogate a livello aziendale in relazione a incrementi di produttività, innovazione ed efficienza organizzativa e altri elementi di competitività e redditività legati all’andamento economico dell’impresa.
In particolare per gli straordinari, è necessario che il datore di lavoro attesti che la prestazione lavorativa ha determinato un risultato utile per il conseguimento di elementi di competitività e redditività legati all’andamento economico dell’impresa.
Anche la detassazione per il lavoro notturno e per quello organizzato in turni è subordinata al perseguimento di un incremento della produttività e deve trovare riscontro in una dichiarazione del datore.
Tali dichiarazioni, oltre ad essere consegnate al lavoratore, saranno anche conservate sul posto di lavoro.
Regole base per il 2010
Il regime fiscale agevolato corrispondente all’applicazione di una imposta sostitutiva del 10% sulle somme agevolate è previsto dall’art. 2 del D.L. n. 93/2008 convertito in Legge n. 126/2008.
La proroga fino al 31 dicembre 2010 è contenuta nella Legge n. 191/09 (art. 1 commi 156 e 157).
Nuove modalità, ancora in corso di perfezionamento, sono previste per il 2011.
Risultati aziendali e aumento della produttività dei dipendenti sono alla base della concessione delle somme detassabili ancora per tutto il 2010.
Possono beneficiare della agevolazioni previste dal decreto le somme corrisposte al lavoratore entro il 12 gennaio 2011 (data entro cui le somme devono essere materialmente disponibili) e riferite all’anno 2010 (principio di cassa allargato).
Inoltre, esiste un limite massimo concesso per le somme detassabili pari a 6.000 euro e i limiti di reddito per averne diritto sono pari a 35.000 euro.
Le modalità di erogazione, le dichiarazioni da produrre e i possibili conguagli nel corso del rapporto ed in sede di dichiarazione dei redditi sono i medesimi utilizzati fino ad oggi.
Per le variazioni intervenute in corso d’anno è sempre possibile per il datore di lavoro effettuare il conguaglio fiscale a fine anno per correggere l’eventuale tassazione applicata.
La circolare (di 16 pagine con tabelle riassuntive della materia) della Fondazione studi n. 12 del 01/10/2010 è disponibile sul sito www.consulentidellavoro.it .
L’art. 10 del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 503, nell’introdurre il divieto di cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo, dispone, al comma 4, che, ai fini dell’applicazione di tale divieto, i titolari di pensione sono tenuti a produrre all’ente erogatore della pensione la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo riferiti all’anno precedente, entro lo stesso termine previsto per la dichiarazione ai fini dell’IRPEF per il medesimo anno.
In base a ciò i titolari di pensione con decorrenza compresa entro l’anno 2009, soggetti al divieto di cumulo parziale della pensione con i redditi da lavoro autonomo per tale anno devono dichiarare entro la data di scadenza della dichiarazione dei redditi dell’anno 2009, i redditi da lavoro autonomo conseguiti nell’anno 2009 (il comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate ha prorogato la scadenza della presentazione telematica dal 30/09/2010 al 05/10/2010).
In particolare, l’Inps ha fornito chiarimenti sull’individuazione dei pensionati tenuti alla comunicazione dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nell’anno 2009.
Pensionati esclusi dall’obbligo di dichiarare i redditi da lavoro autonomo conseguiti nell’anno 2009
– i titolari di pensione di anzianità e di trattamento di prepensionamento a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima in quanto sono totalmente cumulabili con i redditi da lavoro;
– i titolari di pensione o assegno di invalidità a carico dell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, delle forme di previdenza esonerative, esclusive, sostitutive della medesima, delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi con un’anzianità contributiva pari o superiore a 40 anni.
Pensionati soggetti all’obbligo di dichiarare i redditi da lavoro autonomo conseguiti nell’anno 2009
I pensionati che non si trovano nelle suddette condizioni sono tenuti ad effettuare la comunicazione dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nell’anno 2009 entro il 30 settembre 2010.
Moduli da utilizzare per la dichiarazione
La dichiarazione del reddito da lavoro autonomo può essere resa utilizzando il Modello 503 AUT (allegato 1).
In ogni caso sono valide anche le dichiarazioni rese senza utilizzare tale modulo.
Dichiarazione a preventivo per l’anno 2010
Le trattenute delle quote di pensione non cumulabili con i redditi da lavoro autonomo vengono effettuate provvisoriamente dagli enti previdenziali sulla base della dichiarazione dei redditi che i pensionati prevedono di conseguire nel corso dell’anno.
A tal fine gli interessati sono tenuti a rilasciare all’ente previdenziale competente apposita dichiarazione.
Pertanto i pensionati, nei cui confronti trova applicazione il divieto di cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo, che svolgano nel corrente anno attività di lavoro autonomo sono tenuti a comunicare il reddito che prevedono di conseguire nel corso del 2010.
Le trattenute che verranno operate sulla pensione “a preventivo” saranno conguagliate sulla base della dichiarazione dei redditi 2010 resa a consuntivo nell’anno 2011.
(Inps, messaggio n. 23710 del 21 settembre 2010)
In virtù dell’art. 45, comma 1, del D.Lgs. n. 163/2006, che consente ai concorrenti iscritti in elenchi ufficiali di prestatori di servizi o di fornitori di presentare alla stazione appaltante, per ogni appalto, un certificato di iscrizione indicante le referenze che ne hanno permesso il rilascio e la relativa classificazione, con la previsione della pubblicazione degli elenchi sul profilo del committente e sul casellario informatico dell’Autorità per la vigilanza, viene comunicato che tutte le amministrazioni o gli enti appaltanti che hanno già istituito detti elenchi sono tenuti, qualora non l’avessero già fatto, a comunicarli all’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture in formato word o pdf al seguente indirizzo di posta elettronica ufficio.certificazioni@avcp.it entro il termine di 60 giorni dalla data di pubblicazione del presente comunicato.
Viene, inoltre, specificato che le informazioni relative alla istituzione degli elenchi ufficiali dovranno ricomprendere:
a) le liste degli operatori economici iscritti, con indicazione della corrispondente classificazione attribuita;
b) le indicazioni sulle modalità con le quali sono state istituite dette liste (allegando il relativo bando o avviso), avuto riguardo a: Criteri che disciplinano la documentazione richiesta agli operatori economici interessati ad essere iscritti negli elenchi; modalità di esercizio delle verifiche, effettuate dalle amministrazioni appaltanti, dei requisiti dichiarati dai medesimi operatori all’atto della richiesta di iscrizione; previsioni sulla durata o l’aggiornamento periodico delle liste; presupposti della sospensione e della cancellazione degli operatori economici dagli elenchi stessi.
Infine, tale Autorità procederà agli adempimenti di competenza, finalizzati ad identificare quegli elenchi ufficiali per i quali sia possibile fornire
L’indispensabile avallo per la certificazione e successiva pubblicazione sul casellario informatico.
(Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, comunicato in G.U. n. 232 del 04 ottobre 2010)
Le eccedenze derivanti dal credito ai fini dell’IRES possono essere compensate con altri tributi anche se siano state indicate nel modello CNM in luogo del Modello Unico.
Questo poiché “la compensazione di parte del credito IRES direttamente nel modello CNM, anziché attraverso il modello UNICO, è violazione meramente formale, che non arreca danno alcuno all’Erario”.
Come è noto il modello CNM viene utilizzato dall’ente o società controllante per dichiarare il reddito imponibile consolidato, ossia realizzato dall’insieme dei soggetti che hanno esercitato l’opzione per la tassazione di gruppo.
La dichiarazione del consolidato non esonera le singole entità partecipanti dalla presentazione della propria dichiarazione dei redditi, nella quale, tuttavia, non si procede alla liquidazione dell’IRES.
Lo ha stabilito la Commissione Tributaria Provinciale di Novara con la sentenza n. 10 del 2010.
I proventi derivanti dalla prostituzione sono tassabili, in particolare devono essere sottoposti ad Iva, Irpef i guadagni della ballerina che intrattiene “rapporti amorosi”.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 20528 del 01 ottobre 2010, secondo cui il giudice tributario non deve essere vincolato dal parere del Ministero delle Finanze, che, invece, a seguito di un interpello parlamentare aveva affermato la non tassabilità dei proventi derivanti da prostituzione.
A parere della Corte Suprema tali introiti devono essere dichiarati e tassati qualora provengano da attività lecite, come nel caso della ballerina che intrattiene i suddetti rapporti.
E’ nulla la delibera dell’assemblea di soci sia pure in forme totalitaria che convalida un atto illecito e sia in contrasto con l’utilità dell’oggetto sociale perseguito dalla società di capitali.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 20597 del 04 ottobre 2010 secondo cui, in particolare, è nulla quella delibera approvata dai soci che autorizza un atto “estraneo all’oggetto” destabilizzante per il capitale sociale.
Nel caso di specie, la Suprema Corte ha accolto le aspettative di una azienda che chiedeva di fare dichiarare nulla una delibera approvata precedentemente dai soci, con la quale era stata autorizzata una fideiussione bancaria in favore di una propria partecipata, per un ammontare superiore al suo stesso capitale sociale.
Si applica l’Iva nella misura del 10% sulla cessione di tale pertinenza.
La cessione di una seconda autorimessa, di pertinenza della prima casa, sconta l’Iva al 10% perché acquista per attrazione la natura abitativa.
La normativa agevolativa, infatti, consente di applicare l’aliquota al 4% ad una sola pertinenza per ciascuna categoria catastale tra C2 (magazzini e locali di deposito), C6 (autorimesse, stalle, scuderie) e C7 (tettoie chiuse o aperte).
La seconda autorimessa, tuttavia, resta agganciata alla prima casa per la sua natura di immobile abitativo e, pertanto, ha diritto all’aliquota Iva al 10%.
E’ questo il chiarimento fatto dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 94/E del 05 ottobre 2010, che è scaturita da una richiesta degli Uffici dell’Amministrazione finanziaria, interessati a capire se alla cessione delle seconde pertinenze dell’immobile agevolato si dovesse applicare l’aliquota Iva del 20% oppure quella del 10%.
In particolare, l’Agenzia delle Entrate ha ripreso il contenuto di una precedente risoluzione, la n. 139/E del 2007, che ha precisato, riguardo le agevolazioni prima casa e i beni che ne possono godere, che il vincolo pertinenziale rende l’immobile “di servizio” una proiezione di quello principale e ne assorbe, così, la stessa natura.
La seconda autorimessa, quindi, si trasforma anch’essa in immobile abitativo agli occhi del Fisco, ma deve essere trattata diversamente dalla prima casa e dalla prima pertinenza.
Pertanto, la seconda pertinenza deve essere trattata come un fabbricato abitativo diverso dalla prima casa, quindi, la relativa cessione in regime di imponibilità IVA comporta l’applicazione dell’aliquota agevolata del 10% prevista dal n. 127- undecies) della Tabella A, parte III, allegata al DPR n. 633 del 1972.
In definitiva, anche se è stata riconosciuta la qualificabilità della seconda pertinenza come immobile abitativo, l’Agenzia ha escluso che alla cessione della stessa si possa applicare l’aliquota del 4%, atteso che la normativa sulla prima casa, sopra richiamata, consente di agevolare una sola pertinenza per ciascuna categoria.
Il Vademecum del leasing nautico è una guida rivolta al pubblico e agli operatori e, proprio a questi, l’Agenzia delle Entrate intende definire un quadro di riferimento chiaro e preciso volto a scongiurare comportamenti evasivi ovvero un uso distorto delle norme che disciplinano l’Iva nella nautica da diporto; tali condotte infatti continueranno ad essere contrastate in maniera efficace ed incisiva dall’Agenzia delle Entrate (in tal senso si è pronunciato Attilio Befera, Direttore dell’Agenzia delle Entrate).
La guida di ottobre 2010, in formato pdf, composta da 95 pagine è stata realizzata dal Comando Generale delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate, ed è disponibile sul sito delle Entrate www.agenziaentrate.it .