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Timestamp: 2019-02-17 17:06:58+00:00
Document Index: 16288514

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 6', 'art. 22', 'art. 23', 'art. 149', 'art. 146', 'art. 157', 'art. 167']

La speciale procedura di cui all'art. 6 d. lgs. 3 marzo 2011 n. 28, lungi dall'escludere la necessità dell'intervento del Ministero per i beni culturali ed ambientali, prevede che l'interessato (proprietario o altro soggetto avente la disponibilità del bene sul quale realizzare l'impianto alimentato da fonti rinnovabili) alleghi l'"atto di assenso" dell'amministrazione competente per la tutela del patrimonio culturale e paesaggistico. Qualora l'interessato alla realizzazione di impianti energetici da fonti rinnovabili con procedura semplificata ex art. 6 d. lgs. 3 marzo 2011 n. 28 non provveda ad acquisire in proprio l'atto di assenso dell'Amministrazione dei beni culturali, allegandolo alla dichiarazione inviata al Comune, quest'ultimo provvede ad acquisirlo d'ufficio ovvero convoca a tal fine una apposita conferenza di servizi, restando, nelle more, sospeso il termine di trenta giorni previsto dal comma 2 (cioè il termine per l'avvio concreto dei lavori, decorrente dalla data di presentazione della dichiarazione).
L'AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA VERIFICA LA COMPATIBILITÀ DELL'OPERA EDILIZIA DA REALIZZARE CON L'ESIGENZA DI CONSERVAZIONE DEI VALORI PAESISTICI
La funzione dell'autorizzazione paesaggistica è quella di verificare la compatibilità dell'opera edilizia che si intende realizzare con l'esigenza di conservazione dei valori paesistici protetti dal vincolo, dovendo l'autorità preposta unicamente operare un giudizio in concreto circa il rispetto da parte dell'intervento progettato delle esigenze connesse alla tutela del paesaggio stesso.
OGNIQUALVOLTA SI MODIFICHI L’ASPETTO ESTERIORE DEI LUOGHI ANCHE CON OPERE DI MODESTA RILEVANZA, ASSOGGETTATE A DIA, OCCORRE OTTENERE L’AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA
Le prescrizioni di tutela paesaggistica si applicano ogniqualvolta sia modificato l'aspetto esteriore dei luoghi, anche nel caso di opere di modesta rilevanza, occorrendo acquisire l'autorizzazione paesaggistica anche in caso di opere assoggettate a d.i.a., come dispone l'art. 22, sesto comma, del D.P.R. n. 380 del 2001.
ANCHE UN’AREA INTERRATA CHE MODIFICHI IN QUALCHE MODO IL PAESAGGIO RICHIEDE COMUNQUE L’AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA
Anche un'area interrata che modifichi in qualche modo il paesaggio richiede comunque l'autorizzazione paesaggistica e di essa deve essere sempre e comunque valutato l'impatto paesistico: i volumi interrati, dunque, hanno importanza pari ai volumi fuori terra.
L'AVVIO DELL'INTERVENTO EDILIZIO EX ART. 23 COMMA 4, 2 PERIODO, DPR 380/2001 NON PUÒ INIZIARE FINO A QUANDO NON SIA STATA RILASCIATA L'AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA
L'eventuale inerzia da parte dell'amministrazione comunale non costituisce una circostanza legittimante l'avvio dell'intervento edilizio, aI sensi dell'art. 23, comma 4, secondo periodo D.P.R. 380/2001; tale intervento infatti non può iniziare fino a quando non sia stata rilasciata la prescritta autorizzazione paesaggistica.
In applicazione dell'art. 149 d.lgs. 42/2004, che disciplina gli interventi non soggetti ad autorizzazione paesaggistica, non possono essere sanate quelle opere che hanno comportato la realizzazione di nuove superfici e nuova volumetria in zona assoggettata a vincolo paesaggistico.
ALLA SOPRINTENDENZA NON SPETTA PIU’ UN CONTROLLO DI LEGITTIMITA’ EX POST BENSI’ UNA VALUTAZIONE DI COMPATIBILITA’ EX ANTE
Le competenze della Soprintendenza ex art. 146, come sottolineato dall'univoco orientamento giurisprudenziale qui condiviso, non s'esauriscono nel controllo (ex post) di legittimità, ma si estendono (ex ante) alla valutazione della compatibilità dell'intervento.
LA REALIZZAZIONE DI UN PERGOLATO SUL TERRAZZO DI UN IMMOBILE VINCOLATO EX ART. 157 D.LGS. 42/2004 NECESSITA DI PREVENTIVA AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA
La realizzazione di un pergolato su un terrazzo di copertura di un immobile vincolato ex art. 157 d.lg. n. 42 del 2004 (codice dei beni culturali e del paesaggio) deve ritenersi ineseguibile in assenza di preventiva autorizzazione paesaggistica. Difatti va esclusa la natura precaria di tale manufatto, che escluderebbe la necessità della concessione edilizia, in quanto esso è destinato a recare un'utilità prolungata e perdurante nel tempo.
È ILLEGITTIMO IL PERMESSO DI COSTRUIRE RILASCIATO NONOSTANTE IL DINIEGO DI AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA
Il permesso di costruire rilasciato in contrasto con quanto statuito nel provvedimento di diniego di autorizzazione paesaggistica è illegittimo, ma esso, fino all'eventuale annullamento, rimane pienamente efficace.
L'INTERVENTO EDILIZIO IN ZONA VINCOLATA NECESSITA DI AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA ANCHE SE INCIDENTE SUGLI ESTERNI
La qualificazione, in ipotesi, di un intervento edilizio in zona sottoposta a vincolo paesistico come incidente sugli esterni non comporta che per la sua realizzazione, o per il suo ampliamento, possa prescindersi dall'autorizzazione paesaggistica.
LA MOTIVAZIONE DELL’AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA DEVE CONTENERE TRE ELEMENTI: OPERA, CONTESTO E LORO RAPPORTO
La motivazione dell'autorizzazione paesaggistica può ritenersi adeguata quando risponde ad un modello che contempli, in modo dettagliato, la descrizione: i) del manufatto mediante indicazione delle dimensioni, delle forme, dei colori e dei materiali impiegati; ii) del contesto paesaggistico in cui esso si colloca, anche mediante indicazione di eventuali altri immobili esistenti, della loro posizione e dimensioni; iii) del rapporto tra manufatto e contesto, anche mediante l'indicazione dell'impatto visivo al fine di stabilire se esso si inserisca in maniera armonica nel paesaggio.
In presenza di vincolo paesaggistico, l'attività edilizia è necessariamente condizionata dal rilascio della relativa autorizzazione e non può ritenersi che la SCIA presentata senza autorizzazione paesaggistica sia sanata dal decorso del termine di trenta giorni dalla presentazione della stessa senza intervento inibitorio dell'Amministrazione.
La realizzazione di terrazzamenti, lo spianamento del terreno e la realizzazione di una recinzione, benché, singolarmente considerati, di non rilevante consistenza edilizia, rivelano in ogni caso per dimensioni ed estensione una oggettiva attitudine ad alterare lo stato dei luoghi determinandone una modificazione dell'aspetto esteriore e dunque, per il solo fatto di insistere in zona vincolata, necessitano del previo rilascio di titolo abilitativo nonchè dell'autorizzazione paesaggistica, titolo autonomo non conseguibile a sanatoria ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 146 e successivo art. 167, commi 4 e 5 del medesimo decreto, che esclude sanatorie per interventi non qualificabili come manutentivi o che abbiano determinato la creazione di superfici utili o volumi.
E' illegittima l'autorizzazione paesaggistica che si limita a considerare che l'intervento è conforme agli strumenti urbanistici, ma non dà conto di aver effettuato, con quali considerazioni ed effetti, l'imprescindibile giudizio di compatibilità del manufatto con i valori tutelati dal vincolo paesaggistico, che deve essere a base dell'autorizzazione paesaggistica, come del parere paesaggistico in sede di condono.
L'AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA PUÒ ESSERE LEGITTIMAMENTE ANNULLATA DALL’ORGANO STATALE PERIFERICO PER QUALSIASI VIZIO DI LEGITTIMITÀ
L'autorizzazione paesaggistica può essere legittimamente annullata dall'organo statale periferico per qualsiasi vizio di legittimità, ivi compresa l'assenza, nel provvedimento di base, di una corretta indicazione delle ragioni sottese alla positiva valutazione, quanto a compatibilità paesaggistica, dell'intervento progettato. L'atto di annullamento può legittimamente limitarsi a constatare il difetto di motivazione dell'autorizzazione senza addentrarsi in valutazioni di merito