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Timestamp: 2018-02-20 00:09:48+00:00
Document Index: 161989583

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 58', 'sentenza ', 'art. 58', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 345']

﻿COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE di Napoli sentenza n. 943 del 5 maggio 2016 - Occorre rimettere al giudizio di legittimità costituzionale il c. 2 dell'art. 58 del D.Lgs. 546/92 riguardante la facoltà delle parti di produrre nuovi documenti in appello - Studio Cerbone
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COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE di Napoli sentenza n. 943 del 5 maggio 2016
PROCESSO TRIBUTARIO -RIMESSIONE ALLA CORTE COSTITUZIONALE DELL’ART. 58 C. 2 DEL D.LGS. 546/92.
Ora, va subito ricordato che a riguardo si è ravvisata la specialità di tale ultima disposizione normativa – peculiare del rito tributario in cui non può trovare propriamente ingresso quasi nessun altro mezzo di prova ai sensi dell’art. 7 d. lgs. 546/92- rispetto a quella generale di cui al cit. art. 345 c.p.c. (cfr., ex multis, Cass. n. 6914/11; n. 10234/12; n. 3661/15) e che se n’è costantemente registrata una ferrea, e perfino burocratica, interpretazione letterale, donde viene avallata la legittimità della produzione di nuovi documenti in appello pur quando essi siano stati già, come nella specie, in possesso della parte che per sua mera inerzia non li abbia fino ad allora prodotti.
E ciò non sarebbe soltanto antinomico rispetto alla dimensione logico-giuridica del perimersi decadenziale nei sensi sopra cennati, ma finirebbe, ancor peggio, col vanificare quel rispetto del diritto di difesa e del principio del contraddittorio di cui, come già detto, si fa opportunamente carico la giurisprudenza, ravvisandovi appunto la ratio stessa della decadenza (cfr. Cass. n. 655/14 cit. ed anche n. 3661/15 cit.).