Source: http://firenze.sentenze.ilcaso.it/codice_procedura_civile/184
Timestamp: 2020-04-08 21:45:30+00:00
Document Index: 60829912

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 184', 'art. 184', 'art. 18', 'art. 183', 'art. 111', 'art. 184', 'art. 111']

Art. 183-bis
Udienza di assunzione dei mezzi di prova (1)
I. Nell'udienza fissata con l'ordinanza prevista dal settimo comma dell'articolo 183, il giudice istruttore procede all'assunzione dei mezzi di prova ammessi.
(1) Articolo sostituito, in sede di conversione, dal d.l. 14 marzo 2005, n. 35, conv. con modif., in l. 14 maggio 2005, n. 80, come modificato dall'art. 1, comma 1, lett. b) l. 28 dicembre 2005, n. 263, con effetto dal 1 marzo 2006.
Regime normativo anteriore alla novella del codice di rito del 1990 - Divieto di proposizione nel corso del giudizio di primo grado - Violazione - Rilevabilità d'ufficio - Limiti - Accettazione espressa o implicita del contraddittorio - Accettazione implicita - Configurabilità - Criteri.
Nel regime normativo antecedente alla novella del codice di rito introdotta dalla l. n. 353 del 1990, la novità della domanda in primo grado non è eccezione riservata alla parte, ma rilevabile anche su iniziativa del giudice. Questo potere officioso, tuttavia, non è illimitato poiché si esaurisce allorquando la parte, che potrebbe avere interesse ad impedire l'ingresso della domanda, abbia dichiarato di accettare il contraddittorio o tenuto un comportamento implicante accettazione; tale comportamento, peraltro, non può essere ravvisato nel mero silenzio o nel difetto di reazione, persino prolungato nel tempo, alla domanda nuova, dovendo estrinsecarsi in un atteggiamento difensivo inequivoco concretantesi in una contestazione specifica riferita al merito della pretesa e non semplicemente affidata a formule di stile. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 30 Ottobre 2018, n. 27644. Segue...
Termine di cui all'art. 184 c.p.c. - Concessione - Natura discrezionale - Esclusione - Fondamento - Conseguenze - Causa documentale - Diniego del termine - Rigetto della domanda per mancanza della prova documentale - Illegittimità.
La concessione del termine di cui all'art. 184 c.p.c. - nel testo modificato dall'art. 18 della l. n. 353 del 1990, applicabile "ratione temporis" - non è rimessa alla discrezionalità del giudice, ma consegue automaticamente alla richiesta proveniente dalla parte, ove funzionale alla corretta estrinsecazione del diritto di difesa; ne consegue che il giudice di merito non può negare il termine per le istanze e produzioni istruttorie sul rilievo che la causa è di natura documentale e, nel contempo, rigettare la domanda per carenza delle prove documentali che la parte avrebbe potuto produrre nel termine ingiustamente negato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 13 Settembre 2018, n. 22376. Segue...
Processo civile - Domande nuove - Domande riconvenzionali - Modifica della domanda - Distinzione - Modifica in sede di opposizione a decreto ingiuntivo.
Il "discrimen" tra domanda nuova -inammissibile, se non sia "conseguenza della domanda riconvenzionale o delle eccezioni del convenuto" - e domanda modificata, è stato rinvenuto dalle Sezioni Unite nel carattere ampliativo del thema decidendum che presentano le domande nuove rispetto invece al carattere sostitutivo della modifica (la domanda "nuova" si aggiunge a quella originariamente formulata; la domanda "modificata" implica invece la sostituzione della domanda successiva a quella originaria), non essendo ricavabile dalla norma processuale alcuna differenza invece quanto alla possibilità di variazione degli elementi identificativi fondamentali (causa petendi, petitum) egualmente consentiti ad entrambe le domande: "con la modificazione della domanda iniziale l'attore, implicitamente rinunciando alla precedente domanda (o, se si vuole, alla domanda siccome formulata nei termini precedenti alla modificazione), mostra chiaramente di ritenere la domanda come modificata più rispondente ai propri interessi e desiderata rispetto alla vicenda sostanziale ed esistenziale dedotta in giudizio. Una differente ricostruzione renderebbe, come già evidenziato, difficilmente comprensibile una modifica prevista come diversa dalla mera precisazione e tuttavia non suscettibile di incidere neppure in parte sugli elementi identificativi della domanda".
[In tale quadro ricostruttivo delle facoltà riconosciute alle parti nella fase di trattazione si colloca la modifica della domanda monitoria effettuata, nel caso di specie, dall'opposto nella comparsa di costituzione e risposta che ha ritenuto non più conveniente - di fronte alla opposizione della società assicurativa intesa a contestare la stessa "validità del titolo" contrattuale- la opzione originariamente esercitata di ricorrere al più agevole ricorso monitorio, sebbene limitato al solo credito liquido, essendo funzionale la scelta del creditore -che come visto si inscrive nelle facoltà processuali accordate dall'art. 183 c.p.c., comma 5 - a concentrare nell'ambito dello stesso giudizio l'accertamento della medesima prestazione ex contractu, essendo conforme tale obiettivo al principio di economica dei mezzi processuali e di ragionevole durata dei processi (art. 111 Cost.), intesi ad evitare il frazionamento delle pretese con proliferazione di cause attinenti il medesimo rapporto ed il pericolo della formazione di giudicati contrastanti (cfr. amplius Corte cass. Sez. U -, Sentenza n. 4090 del 16/02/2017 che ritiene non abusivo il frazionamento delle pretese derivanti dal medesimo rapporto, soltanto ove sussista e sia dimostrato uno specifico ed oggettivo interesse del creditore).] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 11 Dicembre 2017, n. 29619. Segue...
Procedimento civile - Nuova domanda - Regime successivo alla l. n. 353 del 1990 - Preclusioni - Domanda nuova - Tardività - Rilievo d'ufficio - Ammissibilità - Accettazione tacita del contraddittorio - Esclusione.
In seguito all’entrata in vigore della l. n. 353 del 1990, il giudice può rilevare d’ufficio la tardiva proposizione di una domanda nuova, dovendosi escludere, alla luce del regime delle preclusioni introdotto dalla citata legge, che alla mancata opposizione della controparte consegua la tacita accettazione del contraddittorio in ordine a tale domanda. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 31 Maggio 2017, n. 13769. Segue...
Allegazione del fatto impeditivo, modificativo, estintivo dell’altrui pretesa - Ammissibilità con le memorie istruttorie - Sussiste..
La domanda da porsi è la seguente: se un fatto impeditivo, modificativo o estintivo dell'altrui pretesa, possa essere introdotto nel giudizio dopo la definizione del thema decidendum e quindi del thema probandum, ed in particolare (secondo il rito applicabile ratione temporis alla fattispecie oggetto di causa) se possa essere introdotto con le memorie istruttorie di cui all'art. 184 c.p.c. nel caso in cui tale fatto possa essere posto a fondamento del rilievo d'ufficio dell'eccezione. Ritiene questo giudicante che la risposta, in assenza di puntuali disposizioni di legge ed un'interpretazione sistematica univoca (anche in dottrina sono state sostenute autorevolmente entrambe le tesi), debba essere ricercata alla luce dei principi costituzionali desumibili dagli artt. 24 e 111. Ne consegue che l'interprete nel dubbio tra due opzioni interpretative, delle quali una comporti una compressione del diritto di difesa in tutte le sue possibili articolazioni e l'altra no e ancora una conduca all'adozione di una decisione fondata su di una selezione più ristretta dei fatti emersi dall'istruttoria e l'altra basata su tutti o quasi i fatti emersi dall'istruttoria, debba propendere per quella che sia maggiormente idonea ad attuare la garanzia del diritto di difesa ed il giusto processo. Il tutto tenendo presente che anche il principio del contraddittorio è tutelato dall'art. 111 Cost. e, quindi, dovendosi sempre consentire e garantire il contraddittorio tra le parti anche in relazione ad un fatto allegato o introdotto in un momento successivo alla fase della trattazione in senso stretto. Tali conclusioni applicate al caso di specie conducono a ritenere la non tardività dell'introduzione del fatto della mancata interversione del possesso, nonché a prendere atto del fatto che è stato comunque garantito il diritto di difesa di parte attrice le cui considerazioni in relazione al rigetto nel merito dell'altrui eccezione sono pienamente condivise da questo giudicante. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Urbino, 17 Agosto 2011. Segue...
Processo civile - Produzione documentale - Tardività - Rilevabilità d'ufficio..
La tardività della produzione documentale è rilevabile anche d'ufficio dal giudice in quanto nel procedimento civile di primo grado, dopo la riforma apportata dalla legge 353 del 1990 e successive modifiche ed integrazioni, sussiste un regime di preclusioni preordinato non solo alla tutela di interessi di parte, ma anche dell'interesse pubblico al corretto e celere andamento del processo, con la conseguenza della rilevabilità d'ufficio della tardività di domande, allegazioni, istanze e richieste. Va inoltre rilevato che i termini perentori previsti dall'articolo 184 c.p.c. per la formulazione delle istanze istruttorie si riferiscono anche alle produzioni documentali (prove precostituite), con la conseguenza che il giudice, in caso di produzioni documentali effettuate dopo la scadenza dei termini all'uopo fissati, deve pronunciare la tardività ed inutilizzabilità del documento ai fini decisori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 01 Dicembre 2010. Segue...