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Timestamp: 2018-05-23 09:04:53+00:00
Document Index: 134880446

Matched Legal Cases: ['art.  1', 'art.  275', 'art. 269', 'art.\n269', 'art. 270', 'art. 269', 'art. 9', 'art. 270', 'art.  272', 'art. 3', 'art.\n5', 'art. 4', 'art. 275', 'art. 21', 'art.  8', 'art. 5', 'art. 3']

DECRETO LEGISLATIVO 14 Febbraio 2008, n. 33 - Modifiche al decreto legislativo 27 marzo 2006, n. 161, recante attuazione della direttiva 2004/42/CE per la limitazione delle emissioni di composti organici volatili conseguenti all'uso di solventi in talune pitture e vernici, nonche' in prodotti per la carrozzeria. (GU n. 53 del 3-3-2008 | Architetto.info
<MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE – COMUNICATO
MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 1 Febbraio 2008>
DECRETO LEGISLATIVO 14 Febbraio 2008, n. 33 – Modifiche al decreto legislativo 27 marzo 2006, n. 161, recante attuazione della direttiva 2004/42/CE per la limitazione delle emissioni di composti organici volatili conseguenti all’uso di solventi in talune pitture e vernici, nonche’ in prodotti per la carrozzeria. (GU n. 53 del 3-3-2008
DECRETO LEGISLATIVO 14 Febbraio 2008, n. 33 - Modifiche al decreto legislativo 27 marzo 2006, n. 161, recante attuazione della direttiva 2004/42/CE per la limitazione delle emissioni di composti organici volatili conseguenti all'uso di solventi in talune pitture e vernici, nonche' in prodotti per la carrozzeria. (GU n. 53 del 3-3-2008 )
Modifiche  al  decreto  legislativo  27 marzo  2006,  n. 161, recante
attuazione  della  direttiva  2004/42/CE  per  la  limitazione  delle
emissioni  di  composti  organici  volatili  conseguenti  all’uso  di
solventi  in  talune  pitture  e  vernici, nonche’ in prodotti per la
Vista   la  direttiva  2004/42/CE  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio,  del  21 aprile  2004,  relativa  alla  limitazione  delle
emissioni  di  composti  organici volatili dovute all’uso di solventi
organici  in  talune  pitture  e  vernici  e  in  taluni prodotti per
carrozzeria e recante modifica della direttiva 1999/13/CE;
alle  Comunita’  europee (Legge comunitaria 2004) ed, in particolare,
l’articolo 1, commi 3 e 5;
Visto  il  decreto  legislativo  27 marzo  2006,  n.  161,  recante
attuazione della direttiva 2004/42/CE;
Vista  la  decisione  2007/205/CE  della  Commissione, del 22 marzo
2007,  che  istituisce un formato comune per la prima relazione degli
Stati membri riguardante l’attuazione della direttiva 2004/42/CE;
modificazioni,  recante norme in materia ambientale ed in particolare
l’articolo 275;
all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
Repubblica non hanno espresso il parere nei termini prescritti;
riunione del 14 febbraio 2008;
con i Ministri degli affari esteri, della giustizia e dell’economia e
1.  All’articolo 3, comma 4, del decreto legislativo 27 marzo 2006,
n. 161, le parole: «in conformita’ al decreto ministeriale 16 gennaio
2004,   n.  44»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «in  conformita’
all’articolo 275 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152».
2. All’articolo 5 del decreto legislativo 27 marzo 2006, n. 161, il
comma 1 e’ sostituito dal seguente:
«1.  I soggetti che effettuano i controlli relativi al rispetto del
presente  decreto,  nonche’ la Stazione sperimentale per le industrie
degli  oli  e  dei grassi, per i soggetti che versano i contributi di
cui  all’articolo 8,  comma 1,  lettera b),  del  decreto legislativo
29 ottobre 1999, n. 540, e, per il tramite delle Camere di commercio,
industria,  artigianato  e  agricoltura, i soggetti che immettono sul
mercato  i prodotti elencati nell’allegato I trasmettono al Ministero
dell’ambiente  e  della  tutela  del  territorio e del mare, entro il
31 marzo  2008 e, successivamente, entro il 1° marzo di ciascun anno,
i  dati e le informazioni previsti all’allegato IV, riferiti all’anno
civile precedente.».
3.  All’articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 27 marzo 2006,
n.  161,  dopo  le parole: «il Ministero dell’ambiente e della tutela
del territorio» sono inserite le seguenti «e del mare, in qualita’ di
autorita’   competente   ai  sensi  dell’articolo 5  della  direttiva
2004/42/CE,».
4. All’allegato I, paragrafo 1, lettera d), del decreto legislativo
27 marzo  2006,  n. 161, le parole: «pellicola opaca» sono sostituite
dalle seguenti: «pellicola coprente».
5. All’allegato I, paragrafo 1, lettera e), del decreto legislativo
27 marzo 2006, n. 161, le parole: «pellicola trasparente o semiopaca»
sono    sostituite   dalle   seguenti:   «pellicola   trasparente   o
semitrasparente».
6.  All’allegato  I,  paragrafo 1,  lettera f), ed all’allegato II,
tabella 1, lettera f), del decreto legislativo 27 marzo 2006, n. 161,
le  parole:  «impregnanti  non  filmogeni  per legno» sono sostituite
dalle  seguenti:  «impregnanti per legno che formano una pellicola di
spessore minimo».
7. All’allegato I, paragrafo 2, lettera e), del decreto legislativo
27 marzo  2006,  n. 161, le parole: «sigillanti per carrozzeria» sono
sostituite dalle seguenti: «sigillanti sottoscocca».
8.  All’allegato II, tabella 2, lettera c), del decreto legislativo
27 marzo  2006,  n.  161,  la  parola:  «printer» e’ sostituita dalla
seguente: «primer».
9.  Dopo  l’allegato  III  al decreto legislativo 27 marzo 2006, n.
161, e’ aggiunto il seguente:
«”Allegato III-bis
1.  Dati  e  informazioni  trasmessi  dai soggetti che effettuano i
– il destinatario (produttore, importatore o altri soggetti);
– il  tipo  di  attivita’  (sopralluogo, campionamento e analisi,
verifica   delle   giacenze  e  dei  dati  sulle  vendite,  controllo
dell’etichettatura, ecc.).
1.2.  La  distribuzione dei controlli rispetto ai mesi dell’anno ed
alle singole regioni.
1.3.  I  casi, espressi come percentuale sulla somma dei controlli,
in  cui  e’ stata accertata, in riferimento a ciascun prodotto di cui
all’allegato   I,   la   violazione   dei   valori   limite  previsti
dall’articolo 3,  indicando,  in  riferimento  a ciascun prodotto, il
quantitativo complessivo risultato non conforme.
1.4.  I  casi, espressi come percentuale sulla somma dei controlli,
in   cui   e’   stata  accertata  la  violazione  degli  obblighi  di
etichettatura  di  cui  all’articolo 4,  indicando se vi sia stata la
contestuale violazione dei valori limite previsti dall’articolo 3.
1.5.  Il  costo complessivo stimato dei controlli ed il numero e la
qualifica dei soggetti adibiti.
2.  Dati  e  informazioni  trasmessi dai soggetti che immettono sul
mercato i prodotti elencati nell’allegato I.
2.1. Il numero di produttori, il numero di importatori ed il numero
degli  altri  soggetti  che immettono sul mercato i prodotti elencati
2.2.  I  quantitativi  di prodotti elencati nell’allegato I immessi
sul  mercato, distinguendo quelli rispettivamente immessi sul mercato
dai produttori, dagli importatori e da altri soggetti.».
Dato a Roma, addi’ 14 febbraio 2008
– La direttiva 2004/42/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
– La  direttiva 1999/13/CE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
29 marzo 1999, n. L 85.
– Il  testo  dell’art.  1,  commi  3  e  5, della legge
18 aprile  2005, n. 62, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
27 aprile   2005,  n.  96,  supplemento  ordinario,  e’  il
comma 1, fatto salvo quanto previsto dal comma 5-bis.».
– Il  decreto  legislativo  27 marzo  2006,  n. 161, e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 2 maggio 2006, n. 100.
– La decisione 2007/205/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E.
31 marzo 2007, n. L 91.
– Il   testo  dell’art.  275  del  decreto  legislativo
3 aprile  2006, n. 152, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
14  aprile  2006,  n.  88,  supplemento  ordinario,  e’  il
«Art.  275 (Emissioni di COV). – 1. L’allegato III alla
parte quinta del presente decreto stabilisce, relativamente
alle  emissioni  di  composti  organici  volatili, i valori
limite  di  emissione,  le  modalita’  di monitoraggio e di
controllo  delle  emissioni,  i  criteri per la valutazione
della conformita’ dei valori misurati ai valori limite e le
modalita’ di redazione del piano di gestione dei solventi.
2.  Se nello stesso luogo sono esercitate, mediante uno
o  piu’  impianti  o  macchinari  e  sistemi  non  fissi  o
operazioni  manuali, una o piu’ attivita’ individuate nella
parte  II  dell’allegato III alla parte quinta del presente
decreto  le  quali  superano  singolarmente  le  soglie  di
consumo  di  solvente  ivi  stabilite,  a  ciascuna di tali
attivita’  si  applicano  i  valori limite per le emissioni
convogliate  e  per le emissioni diffuse di cui al medesimo
allegato   III,  parte  III,  oppure  i  valori  limite  di
emissione  totale  di  cui a tale allegato III, parti III e
IV, nonche’ le prescrizioni ivi previste. Tale disposizione
si  applica  anche  alle attivita’ che, nello stesso luogo,
sono  direttamente  collegate  e tecnicamente connesse alle
attivita’  individuate nel suddetto allegato III, parte II,
e   che   possono  influire  sulle  emissioni  di  COV.  Il
superamento delle soglie di consumo di solvente e’ valutato
con  riferimento  al  consumo  massimo  teorico di solvente
autorizzato.   Le   attivita’   di   cui   alla   parte  II
dell’allegato  III  alla  parte quinta del presente decreto
comprendono   la   pulizia   delle  apparecchiature  e  non
comprendono la pulizia dei prodotti, fatte salve le diverse
disposizioni ivi previste.
3.  Ai  fini  di  quanto previsto dal comma 2, i valori
limite  per le emissioni convogliate si applicano a ciascun
impianto  che produce tali emissioni ed i valori limite per
le   emissioni   diffuse  si  applicano  alla  somma  delle
emissioni non convogliate di tutti gli impianti, di tutti i
macchinari e sistemi non fissi e di tutte le operazioni.
4.  Il  gestore  che intende effettuare le attivita’ di
cui   al  comma 2  presenta  all’autorita’  competente  una
domanda  di autorizzazione conforme a quanto previsto nella
parte  I  dell’allegato  III alla parte quinta del presente
decreto.  Si  applica, a tal fine, l’art. 269, ad eccezione
dei  commi 2  e  4.  In aggiunta ai casi previsti dall’art.
269,  comma 8,  la  domanda  di  autorizzazione deve essere
presentata anche dal gestore delle attivita’ che, a seguito
di  una  modifica  del consumo massimo teorico di solvente,
rientrano tra quelle di cui al comma 2.
5.  L’autorizzazione  ha  ad  oggetto  gli  impianti, i
macchinari  e sistemi non fissi e le operazioni manuali che
effettuano  le  attivita’  di  cui al comma 2 e stabilisce,
sulla base di tale comma, i valori limite che devono essere
rispettati.  Per  la  captazione  e  il  convogliamento  si
applica l’art. 270. Per le emissioni prodotte da macchinari
e  sistemi non fissi o da operazioni manuali si applicano i
commi 10, 11 e 13 dell’art. 269.
6.  L’autorizzazione  indica il consumo massimo teorico
di   solvente   e   l’emissione  totale  annua  conseguente
all’applicazione  dei  valori  limite  di  cui  al comma 2,
individuata   sulla  base  di  detto  consumo,  nonche’  la
periodicita’  dell’aggiornamento  del  piano di gestione di
cui  alla  parte  V dell’allegato III alla parte quinta del
7.  Il rispetto dei valori limite di emissione previsti
dal  comma 2  e’  assicurato  mediante l’applicazione delle
migliori    tecniche   disponibili   e,   in   particolare,
utilizzando  materie  prime  a  ridotto  o  nullo tenore di
solventi  organici,  ottimizzando l’esercizio e la gestione
delle  attivita’  e,  ove  necessario,  installando  idonei
dispositivi  di  abbattimento,  in  modo  da minimizzare le
emissioni di composti organici volatili.
8. Se le attivita’ di cui al comma 2 sono effettuate da
uno  o  piu’ impianti autorizzati prima del 13 marzo 2004 o
da  tali impianti congiuntamente a macchinari e sistemi non
fissi  o  operazioni  manuali,  le  emissioni devono essere
adeguate  alle  pertinenti  prescrizioni  dell’allegato III
alla  parte  quinta  del  presente  decreto  e  alle  altre
prescrizioni  del  presente  articolo  entro  il 31 ottobre
2007,  ovvero, in caso di adeguamento a quanto previsto dal
medesimo   allegato  III,  parte  IV,  entro  le  date  ivi
stabilite.  Fermo restando quanto stabilito dalla normativa
vigente  in materia di autorizzazione integrata ambientale,
l’adeguamento   e’   effettuato  sulla  base  dei  progetti
presentati  all’autorita’  competente  ai sensi del decreto
ministeriale  14 gennaio  2004,  n. 44. Gli impianti in tal
modo  autorizzati si considerano anteriori al 2006. In caso
di   mancata   presentazione  del  progetto  o  di  diniego
all’approvazione   del  progetto  da  parte  dell’autorita’
competente,  le attivita’ si considerano in esercizio senza
autorizzazione.  I  termini  di  adeguamento  previsti  dal
presente  comma si  applicano altresi’ agli impianti di cui
al  comma 20,  in esercizio al 12 marzo 2004, i cui gestori
aderiscano  all’autorizzazione  generale ivi prevista entro
sei  mesi  dall’entrata  in  vigore  della parte quinta del
presente  decreto  o  abbiano  precedentemente aderito alle
autorizzazioni  generali  adottate ai sensi dell’art. 9 del
territorio 16 gennaio 2004, n. 44.
9.  Se  le  attivita’ di cui al comma 2 sono effettuate
esclusivamente  da  macchinari  e  sistemi  non  fissi o da
operazioni  manuali,  in  esercizio  prima  dell’entrata in
vigore   della   parte  quinta  del  presente  decreto,  le
emissioni    devono   essere   adeguate   alle   pertinenti
prescrizioni   dell’allegato  III  alla  parte  quinta  del
presente  decreto  e  alle  altre prescrizioni del presente
articolo entro    il    31 ottobre   2007.   A   tal   fine
l’autorizzazione  di  cui  al comma 4 deve essere richiesta
entro  sei mesi dalla data di entrata in vigore della parte
quinta   del   presente   decreto.   In   caso  di  mancata
presentazione   della   richiesta  entro  tale  termine  le
attivita’ si considerano in esercizio senza autorizzazione.
10. Sono fatte salve le autorizzazioni rilasciate prima
del  13 marzo  2004 che conseguono un maggiore contenimento
delle  emissioni  di  composti organici volatili rispetto a
quello  ottenibile  con l’applicazione delle indicazioni di
cui alle parti III e VI dell’allegato III alla parte quinta
del presente decreto. In tal caso rimangono validi i metodi
di  campionamento  e  di analisi precedentemente in uso. E’
fatta   salva   la   facolta’   del   gestore  di  chiedere
all’autorita’  competente  di rivedere dette autorizzazioni
sulla  base  delle  disposizioni  della  parte  quinta  del
11. La domanda di autorizzazione di cui al comma 4 deve
essere  presentata anche dal gestore delle attivita’ di cui
al  comma 2,  effettuate  ai  sensi dei commi 8 e 9, ove le
stesse    siano   sottoposte   a   modifiche   sostanziali.
L’autorizzazione prescrive che le emissioni degli impianti,
dei  sistemi  e  macchinari  non  fissi  e delle operazioni
manuali oggetto di modifica sostanziale:
a) siano  immediatamente  adeguate  alle prescrizioni
del presente articolo o
b) siano  adeguate  alle  prescrizioni  del  presente
articolo entro il 31 ottobre 2007 se le emissioni totali di
tutte  le  attivita’  svolte dal gestore nello stesso luogo
non   superano   quelle   che   si  producono  in  caso  di
applicazione della lettera a).
12.  Se  il  gestore  comprova all’autorita’ competente
che,  pur  utilizzando la migliore tecnica disponibile, non
e’  possibile  rispettare il valore limite per le emissioni
diffuse,  tale  autorita’  puo’ autorizzare deroghe a detto
valore  limite,  purche’  cio’  non  comporti rischi per la
salute umana o per l’ambiente.
13. Nei casi previsti nella parte III dell’allegato III
alla   parte   quinta  del  presente  decreto,  l’autorita’
competente puo’ esentare il gestore dall’applicazione delle
prescrizioni  ivi  stabilite  se  le  emissioni non possono
essere  convogliate ai sensi dell’art. 270, commi 1 e 2. In
tal   caso  si  applica  quanto  previsto  dalla  parte  IV
dell’allegato  III  alla parte quinta del presente decreto,
salvo  il  gestore comprovi all’autorita’ competente che il
rispetto  di  detto  allegato  non  e’, nel caso di specie,
tecnicamente  ed  economicamente fattibile e che l’impianto
utilizza la migliore tecnica disponibile.
14.   L’autorita’   competente  comunica  al  Ministero
dell’ambiente   e   della   tutela  del  territorio,  nella
relazione  di  cui  al  comma 18, le deroghe autorizzate ai
sensi dei commi 12 e 13.
15.  Se  due  o  piu’ attivita’ effettuate nello stesso
luogo  superano  singolarmente le soglie di cui al comma 2,
l’autorita’ competente puo’:
a) applicare i valori limite previsti da tale comma a
ciascuna singola attivita’ o
b) applicare  un valore di emissione totale, riferito
alla somma delle emissioni di tali attivita’, non superiore
a  quello  che  si avrebbe applicando quanto previsto dalla
lettera a);   la  presente  opzione  non  si  estende  alle
emissioni delle sostanze indicate nel comma 17.
16.  Il  gestore  che,  nei  casi previsti dal comma 8,
utilizza  un  dispositivo  di  abbattimento che consente il
rispetto  di  un valore limite di emissione pari a 50 mgC/N
m^3,  in  caso  di  combustione, e pari a 150 mgC/N m^3, in
tutti  gli  altri casi, deve rispettare i valori limite per
le   emissioni   convogliate   di   cui   alla   parte  III
entro  il  1° aprile  2013, purche’ le emissioni totali non
superino  quelle  che  si  sarebbero  prodotte  in  caso di
applicazione    delle    prescrizioni   della   parte   III
dell’allegato III alla parte quinta del presente decreto.
17.  La parte I dell’allegato III alla parte quinta del
presente  decreto  stabilisce  appositi  valori  limite  di
emissione  per  le  sostanze  caratterizzate da particolari
rischi per la salute e l’ambiente.
18.  Le  autorita’  competenti trasmettono al Ministero
dell’ambiente  e della tutela del territorio, ogni tre anni
ed  entro  il  30 aprile, a partire dal 2005, una relazione
relativa   all’applicazione   del   presente  articolo,  in
conformita’  a  quanto previsto dalla decisione 2002/529/CE
del  27 giugno  2002 della Commissione europea. Copia della
relazione   e’  inviata  dalle  autorita’  competenti  alla
regione   o   alla   provincia   autonoma.   Il   Ministero
dell’ambiente  e  della  tutela  del  territorio invia tali
19.  Alle  emissioni di COV degli impianti anteriori al
1988,  disciplinati  dal  presente  articolo, si applicano,
fino  alle  date  previste dai commi 8 e 9 ovvero fino alla
data di effettivo adeguamento degli impianti, se anteriore,
i  valori  limite  e  le prescrizioni di cui all’allegato I
alla parte quinta del presente decreto.
20.  I gestori degli impianti a ciclo chiuso di pulizia
a  secco  di  tessuti  e di pellami, escluse le pellicce, e
delle  pulitintolavanderie  a  ciclo  chiuso,  per  i quali
l’autorita’ competente non abbia adottato autorizzazioni di
carattere  generale, comunicano a tali autorita’ di aderire
all’autorizzazione  di cui alla parte VII dell’allegato III
alla  parte  quinta del presente decreto. E’ fatto salvo il
potere delle medesime autorita’ di adottare successivamente
nuove   autorizzazioni  di  carattere  generale,  ai  sensi
dell’art.  272,  l’adesione  alle  quali  comporta,  per il
soggetto interessato, la decadenza di quella prevista dalla
parte  VII dell’allegato III alla parte quinta del presente
decreto  relativamente  al  territorio  a  cui  tali  nuove
autorizzazioni  si  riferiscono.  A  tali  attivita’ non si
applicano le prescrizioni della parte I, paragrafo 3, punti
3.2,  3.3.  e  3.4  dell’allegato III alla parte quinta del
21.  Costituisce  modifica  sostanziale,  ai  sensi del
a) per   le  attivita’  di  ridotte  dimensioni,  una
modifica  del  consumo  massimo  teorico  di  solventi  che
comporta  un  aumento  delle emissioni di composti organici
volatili superiore al venticinque per cento;
b) per  tutte  le  altre  attivita’, una modifica del
consumo massimo teorico di solventi che comporta un aumento
delle  emissioni di composti organici volatili superiore al
dieci per cento;
c) qualsiasi  modifica che, a giudizio dell’autorita’
competente,  potrebbe  avere effetti negativi significativi
sulla salute umana o sull’ambiente;
d) qualsiasi  modifica del consumo massimo teorico di
solventi  che  comporti  la  variazione  dei  valori limite
22. Per  attivita’  di ridotte dimensioni, ai sensi del
comma 21,  si intendono le attivita’ di cui alla parte III,
punti 1, 3, 4, 5, 8, 10, 13, 16 o 17 dell’allegato III alla
parte quinta del presente decreto aventi un consumo massimo
teorico  di solventi inferiore o uguale alla piu’ bassa tra
le  soglie  di  consumo  ivi indicate in terza colonna e le
altre attivita’ di cui alla parte III del medesimo allegato
III aventi un consumo massimo teorico di solventi inferiore
a 10 tonnellate l’anno.».
28 agosto 1997, n. 281, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
30 agosto 1997, n. 202, e’ il seguente:
– Si  riporta  il testo vigente dell’art. 3 e dell’art.
5,  del  decreto  legislativo 27 marzo 2006, n. 161, citato
nelle premesse, cosi’ come modificato dal presente decreto:
«Art.  3  (Immissione  sul  mercato).  – 1. A decorrere
dalla  data  di  applicazione  dei  valori  limite previsti
nell’allegato   II  i  prodotti  elencati  nell’allegato  I
possono  essere  immessi  sul  mercato  solo  se  hanno  un
contenuto  di COV uguale o inferiore a tali valori limite e
se sono etichettati in conformita’ all’art. 4.
2.  Se  i prodotti elencati nell’allegato I richiedono,
per  essere  pronti  all’uso, l’aggiunta di altri prodotti,
quali  solventi  o  preparati  contenenti  solventi,  anche
diversi da quelli elencati nell’allegato I, i valori limite
previsti nell’allegato II si applicano soltanto al prodotto
divenuto pronto all’uso a seguito di tale aggiunta.
3.  Al fine di valutare la conformita’ del contenuto di
COV  dei prodotti elencati nell’allegato I ai valori limite
previsti  nell’allegato  II si applicano i metodi analitici
di cui all’allegato III.
4.  I  valori  limite  previsti nell’allegato II non si
applicano   ai   prodotti   elencati  nell’allegato  I,  da
utilizzare  nelle  attivita’ effettuate presso gli impianti
autorizzati  ed  eserciti  in  conformita’ all’art. 275 del
decreto  legislativo  3 aprile 2006, n. 152. Se presso tali
impianti si effettuano attivita’ di restauro o manutenzione
dei  veicoli di cui al comma 5 il gestore non deve ottenere
l’autorizzazione ivi prevista.
5.  I  valori  limite  previsti nell’allegato II non si
utilizzare  per il restauro o la manutenzione degli edifici
d’epoca  o  dei  veicoli  tutelati  come beni culturali dal
decreto  legislativo  22 gennaio  2004,  n.  42,  o  per il
restauro  o  la  manutenzione  dei  veicoli  d’epoca  o  di
interesse  storico  o  collezionistico  di  cui  al decreto
legislativo  30 aprile 1992, n. 285. Chi intende acquistare
e  utilizzare  tali  prodotti  deve ottenere una preventiva
autorizzazione.  L’istanza di autorizzazione e’ presentata,
per  gli  edifici  e  per  i  veicoli  tutelati  come  beni
culturali,   al   soprintendente   per   i  beni  culturali
competente  per  territorio  nell’ambito della richiesta di
autorizzazione  di  cui all’art. 21 del decreto legislativo
22 gennaio  2004,  n.  42,  e,  per  gli  altri veicoli, al
Dipartimento  per i trasporti terrestri del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, il quale si pronuncia entro
trenta   giorni   dalla   richiesta.   L’autorizzazione  e’
rilasciata   soltanto   per   le   quantita’  rigorosamente
necessarie alla esecuzione delle attivita’ di restauro e di
6.   Le   autorita’   competenti   al   rilascio  delle
autorizzazioni  di  cui  al  comma 5  inviano  al Ministero
dell’ambiente  e  della  tutela  del  territorio,  entro il
31 gennaio   di   ogni  anno,  copia  delle  autorizzazioni
rilasciate nell’anno precedente.».
«Art.  5  (Raccolta  e  trasmissione  dei dati). – 1. I
soggetti  che  effettuano  i controlli relativi al rispetto
del  presente decreto, nonche’ la Stazione sperimentale per
le  industrie  degli  oli  e dei grassi, per i soggetti che
versano   i   contributi   di   cui  all’art.  8,  comma 1,
lettera b),  del  decreto  legislativo  29 ottobre 1999, n.
540,   e,   per  il  tramite  delle  Camere  di  commercio,
industria,   artigianato  e  agricoltura,  i  soggetti  che
immettono  sul  mercato i prodotti elencati nell’allegato I
trasmettono  al  Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio   e   del   mare,  entro  il  31 marzo  2008  e,
successivamente,  entro il 1° marzo di ciascun anno, i dati
e   le  informazioni  previsti  all’allegato  IV,  riferiti
all’anno civile precedente.
territorio  e del mare, in qualita’ di autorita’ competente
ai sensi dell’art. 5 della direttiva 2004/42/CE, invia alla
Commissione  europea  entro  il  1° luglio  2008,  entro il
1° luglio  2011  e,  successivamente,  ogni cinque anni una
relazione   circa   l’applicazione  del  presente  decreto,
elaborata sulla base delle informazioni di cui al comma 1 e
di  cui  all’art. 3, comma 6. A tal fine e’ utilizzato, ove
disponibile,   il  formato  predisposto  dalla  Commissione
europea.  Il  Ministero  comunica  inoltre annualmente tali
informazioni   alla   Commissione   europea,   su  apposita
– Si   riporta   il   testo  vigente  dell’allegato  I,
paragrafo 1  e 2, del decreto legislativo 27 marzo 2006, n.
161,  citato  nelle  premesse,  cosi’  come  modificato dal
a) pitture  opache  per  pareti  e  soffitti interni:
rivestimenti  per  interni destinati ad essere applicati su
pareti  e  soffitti,  con  grado  di  brillantezza  (gloss)
>[email protected]°;
b) pitture  lucide  per  pareti  e  soffitti interni:
c) pitture  per  pareti esterne di supporto minerale:
rivestimenti   destinati  ad  essere  applicati  su  pareti
esterne in muratura, mattoni o stucco;
d) pitture    per    finiture    e   tamponature   da
interni/esterni per legno, metallo o plastica: rivestimenti
che  formano  una  pellicola  coprente, destinati ad essere
applicati  su  finiture  e  tamponature. Tali prodotti sono
concepiti per i supporti di legno, metallo o plastica; sono
inclusi i sottofondi e i rivestimenti intermedi;
e) vernici  ed  impregnanti  per  legno  per finiture
interne/esterne:  rivestimenti  che  formano  una pellicola
trasparente   o   semitrasparente,   destinati   ad  essere
applicati  sulle  finiture  di  legno, metallo e plastica a
fini  decorativi e protettivi; sono inclusi gli impregnanti
opachi  per  legno,  come  definiti  dalla  norma  EN 927-1
nell’ambito   della   “categoria   semistabile”,   ossia  i
rivestimenti  che  formano una pellicola opaca utilizzati a
fini  di  decorazione  e  protezione del legno dagli agenti
f) impregnanti per legno che formano una pellicola di
spessore  minimo:  impregnanti  per  legno  che, secondo la
norma  EN  927-1:1996, hanno uno spessore medio inferiore a
5(micron) mm, misurato secondo il metodo 5A della norma ISO
2808:1997;
g) primer: rivestimenti con proprieta’ sigillanti e/o
isolanti  destinati  ad  essere  utilizzati  sul legno o su
h) primer    fissanti:   rivestimenti   destinati   a
stabilizzare  le  particelle  incoerenti  del  supporto o a
conferire  proprieta’  idrorepellenti  e/o  a proteggere il
legno dall’azzurratura;
i) pitture   monocomponenti   ad   alte  prestazioni:
rivestimenti  ad  alte  prestazioni  a  base  di  materiali
filmogeni,   concepiti   per  applicazioni  che  richiedono
particolari  prestazioni (ad esempio, applicazioni quali lo
strato  di  fondo  e lo strato di finitura per plastica, lo
strato di fondo per supporti ferrosi o per metalli reattivi
come  lo zinco e l’alluminio, le finiture anticorrosione, i
rivestimenti per pavimenti, compresi i pavimenti in legno e
cemento,   ovvero   prestazioni   quali  la  resistenza  ai
graffiti,  la  resistenza  alla  fiamma e il rispetto delle
norme igieniche nell’industria alimentare e delle bevande o
nelle strutture sanitarie);
j) pitture    bicomponenti   ad   alte   prestazioni:
rivestimenti   destinati  agli  stessi  usi  delle  pitture
monocomponenti  di cui al punto i), ai quali e’ aggiunto un
secondo componente (per esempio, le ammine terziarie) prima
dell’applicazione;
k) pitture  multicolori:  rivestimenti  impiegati per
ottenere  un  effetto  bicolore  o multicolore direttamente
dalla prima applicazione;
l) pitture   per   effetti  decorativi:  rivestimenti
impiegati  per  ottenere  particolari  effetti  estetici su
supporti   appositamente   preverniciati   o   su  basi,  e
successivamente trattati durante la fase di essiccazione.
a) prodotti   preparatori   e  di  pulizia:  prodotti
destinati  ad  eliminare, con azione meccanica o chimica, i
vecchi  rivestimenti  e la ruggine o a fornire una base per
l’applicazione   di   nuovi   rivestimenti;  tali  prodotti
prodotti  preparatori:  i detergenti per la pulizia
delle  pistole  a  spruzzo  e di altre apparecchiature, gli
sverniciatori,  gli  sgrassanti  (compresi  gli  sgrassanti
antistatici  per la plastica) e i prodotti per eliminare il
predetergenti:  i  detergenti  per  la rimozione di
contaminanti  dalla  superficie  durante  la preparazione e
prima dell’applicazione di prodotti vernicianti;
b) stucco/mastice: composti densi destinati ad essere
applicati   per   riempire   profonde   imperfezioni  della
superficie prima di applicare il surfacer/filler;
c) primer:  qualsiasi  tipo di rivestimento destinato
ad   essere  applicato  sul  metallo  nudo  o  su  finiture
esistenti,   per   assicurare   una  protezione  contro  la
corrosione,   prima  dell’applicazione  di  uno  strato  di
finitura; tali prodotti comprendono:
surfacer/filler:      rivestimento     da     usare
immediatamente prima dello strato di finitura allo scopo di
assicurare la resistenza alla corrosione e l’adesione dello
strato  di  finitura  e  di  ottenere  la formazione di una
superficie  uniforme  riempiendo  le  piccole  imperfezioni
della superficie stessa;
primer   universali  per  metalli:  i  rivestimenti
destinati  ad  essere  applicati  come  prima mano, quali i
promotori di adesione, gli isolanti, i fondi, i sottofondi,
i primer in plastica, i fondi riempitivi bagnato su bagnato
non carteggiabili e i fondi riempitivi a spruzzo;
wash primer: I) i rivestimenti contenenti almeno lo
0,5%  in  peso  di  acido  fosforico  e destinati ad essere
applicati  direttamente sulle superfici metalliche nude per
assicurare  resistenza  alla  corrosione  e  adesione;  II)
primer  saldabili; III) le soluzioni mordenti per superfici
galvanizzate e zincate;
d) strato   di   finitura   (topcoat):   rivestimento
pigmentato  destinato ad essere applicato in un solo strato
o  in piu’ strati per conferire brillantezza e durata; sono
inclusi  tutti  i  prodotti di finitura, come le basi “base
coating”  (rivestimento  contenente  pigmenti  che  serve a
conferire  al sistema di verniciatura il colore e qualsiasi
effetto  ottico  desiderato  ma  non  la  brillantezza o la
resistenza  della  superficie)  e  le  vernici  trasparenti
“clear coating” (rivestimento trasparente che conferisce al
sistema   di  verniciatura  la  brillantezza  finale  e  le
proprieta’ di resistenza richieste);
e) finiture   speciali:   rivestimenti  destinati  ad
essere  applicati  come  finiture  per conferire proprieta’
speciali  (come  effetti  metallici  o  perlati in un unico
strato),  strati  di  colore uniforme o trasparenti ad alte
prestazioni    (per   esempio,   le   vernici   trasparenti
antigraffio   e  fluorurate),  basi  riflettenti,  finiture
testurizzate   (per   esempio,   con  effetto  martellato),
rivestimenti     antiscivolo,    sigillanti    sottoscocca,
rivestimenti  antisasso, finiture interne. Sono inclusi gli
aerosol.».
– Si riporta il testo vigente dell’allegato II, tabella
1  e  2,  del  decreto  legislativo  27 marzo 2006, n. 161,
citato  nelle  premesse, cosi’ come modificato dal presente
—->  Vedere tabelle a pag. 9
DECRETO LEGISLATIVO 14 Febbraio 2008, n. 33 – Modifiche al decreto legislativo 27 marzo 2006, n. 161, recante attuazione della direttiva 2004/42/CE per la limitazione delle emissioni di composti organici volatili conseguenti all’uso di solventi in talune pitture e vernici, nonche’ in prodotti per la carrozzeria. (GU n. 53 del 3-3-2008 redazione redazione 2015-05-05T14:59:09+00:00