Source: https://www.unive.it/pag/31477/?L=0
Timestamp: 2020-02-25 07:26:28+00:00
Document Index: 104762425

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 5', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 5', 'art. 65', 'art. 65', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 54', 'art. 24', 'art. 53', 'art. 25', 'art. 65', 'art. 30', 'art. 65', 'art. 26', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 24', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 116']

Emanato con D.R. n. 905 del 12/12/2017 e modificato con D.R. n. 1222 del 12/12/2019.
In vigore dal 19/12/2019.
Regolamento sul diritto di accesso documentale, civico semplice e civico generalizzato469 K
L’Università Ca’ Foscari Venezia (d’ora in avanti denominata “Università” o “Ateneo”), al fine di favorire la partecipazione, l’imparzialità e la trasparenza dell’attività amministrativa, si impegna a condurre il proprio operato sulla base dei principi di economicità, efficienza, efficacia, buon andamento, pubblicità e trasparenza, assicurando altresì il diritto di accesso ai dati, alle informazioni, agli atti e ai documenti amministrativi dalla stessa detenuti secondo le modalità e i limiti stabiliti dalla vigente legislazione in materia e dall’ordinamento comunitario.
“accesso civico generalizzato”, l’accesso previsto dall’art. 5, c. 2, del D.Lgs. n. 33/2013 e s.m.i., che comporta il diritto di chiunque di accedere ai dati e ai documenti detenuti dall’Università, ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione ai sensi di legge, nel rispetto dei limiti relativi alla tutela di interessi giuridicamente rilevanti di cui all’art. 5-bis del citato decreto;
“unità organizzativa responsabile” (UOR), la struttura dell’Università competente per materia allo svolgimento di un determinato procedimento amministrativo;
“responsabile del procedimento” (RP), la persona preposta all’unità organizzativa che ha formato il documento amministrativo o che lo detiene stabilmente, responsabile dell’istruttoria e di ogni altro adempimento inerente il singolo procedimento nonché, eventualmente, dell’adozione del provvedimento finale;
“Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza” (RPCT), il soggetto individuato, di norma tra i dirigenti di ruolo in servizio, ai sensi di quanto disposto dall’art. 1, c. 7, della L. n. 190/2012 e s.m.i.;
“dati personali”, qualsiasi informazione riguardante una persona fisica, identificata o identificabile; si considera identificabile la persona fisica che può essere identificata, direttamente o indirettamente, con particolare riferimento a un identificativo come il nome, un numero di identificazione, dati relativi all’ubicazione, un identificativo online o a uno o più elementi caratteristici della sua identità fisica, fisiologica, genetica, psichica, economica, culturale o sociale, ai sensi di quanto disposto dall’art. 4, n. 1), del Regolamento (UE) 2016/679;
“dati particolari”, i dati personali che rivelano l’origine razziale o etnica, le opinioni politiche, le convinzioni religiose o filosofiche o l’appartenenza sindacale, nonché i dati genetici, dati biometrici intesi a identificare in modo univoco una persona fisica, i dati relativi alla salute o alla vita sessuale o all’orientamento sessuale della persona, ai sensi di quanto disposto dall’art. 9, c. 1, del Regolamento (UE) 2016/679;
“dati giudiziari”, i dati personali relativi alle condanne penali e ai reati o a connesse misure di sicurezza ai sensi di quanto disposto dall’art. 10 del Regolamento (UE) 2016/679.
Il diritto di accesso documentale è riconosciuto a chiunque abbia un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente a una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento rispetto al quale è richiesto l’accesso, ed è consentito in conformità a quanto previsto dalla L. n. 241/1990 e s.m.i., dal Regolamento adottato con D.P.R. n. 184/2006, dal Regolamento (UE) 2016/679 e dal D.Lgs. n. 196/2003 e s.m.i. in materia di protezione dei dati personali e dal presente Regolamento.
Costituiscono oggetto del diritto di accesso documentale tutti i documenti amministrativi materialmente esistenti al momento della richiesta e detenuti alla stessa data dalle unità organizzative dell’Ateneo, in originale o in copia, fermi restando i casi di differimento, di esclusione e di sottrazione di cui agli artt. 14 e 15 del presente Regolamento.
Il diritto di accesso documentale è esercitabile fino a quando l’Università abbia l’obbligo di detenere i documenti amministrativi ai quali si chiede di accedere; l’Università non è tenuta a elaborare dati in suo possesso al fine di soddisfare le richieste di accesso.
Il procedimento di accesso documentale si conclude entro trenta giorni dalla data di ricevimento, da parte dell’amministrazione, dell’istanza presentata dal richiedente.
in caso di esercizio del diritto di accesso nell’ambito di un procedimento non ancora concluso, il responsabile del procedimento di accesso coincide con il responsabile del procedimento al quale afferiscono i documenti richiesti;
in caso di esercizio del diritto di accesso successivo alla conclusione del procedimento, il responsabile del procedimento di accesso è il soggetto posto a capo dell’unità organizzativa che detiene i documenti richiesti.
In caso di istanze aventi a oggetto una pluralità di documenti, che ai sensi del c. 1 del presente articolo sarebbero di competenza di diverse unità organizzative, si procede nel modo seguente:
qualora si tratti di documenti che appartengano a procedimenti diversi, si radicano distinti procedimenti di accesso nell’osservanza delle previsioni del c. 1 del presente articolo;
qualora si tratti di documenti utilizzati all’interno di uno stesso procedimento, si radica un unico procedimento di accesso che ricade sotto la responsabilità della persona individuata ai sensi del c. 1 del presente articolo con riguardo al provvedimento finale.
Qualora, in base alla natura del documento richiesto, non risulti l’esistenza di controinteressati, il diritto di accesso documentale può essere esercitato in via informale mediante richiesta, anche verbale, al responsabile dell’unità organizzativa competente a formare l’atto conclusivo del procedimento o a detenerlo stabilmente secondo quanto previsto dall’art. 5 del presente Regolamento; tale richiesta può essere avanzata anche per il tramite del responsabile dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP).
Quando gli elementi indicati siano sufficienti a consentire l’immediato accoglimento della richiesta, l’accesso è disposto senza ulteriori formalità secondo le modalità di cui all’art. 10, cc. 2 e 3, del presente Regolamento.
L’estrazione di copia è soggetta al preventivo rimborso dei corrispondenti oneri di cui al successivo art. 11. L’importo dovuto è corrisposto direttamente all’unità organizzativa responsabile del procedimento di accesso.
Quando non sia possibile l’accoglimento immediato della richiesta in via informale, ovvero sorgano dei dubbi sulla legittimazione del richiedente, sulla sua identità, sui suoi poteri rappresentativi, sulla sussistenza dell’interesse alla stregua delle informazioni e delle documentazioni fornite o sull’accessibilità del documento, o sull’esistenza di controinteressati, il responsabile del procedimento invita l’interessato a presentare istanza di accesso formale, indicando le relative modalità di attuazione.
Il diritto di accesso documentale si esercita in via formale con richiesta scritta indirizzata al responsabile del procedimento di cui all’art. 5 del presente Regolamento.
Il richiedente ha l’obbligo di motivare la propria richiesta e di indicare gli estremi del documento in oggetto ovvero gli elementi che ne consentano l’individuazione. È richiesto inoltre di specificare e, ove occorra, comprovare l’interesse connesso all’oggetto della richiesta, nonché di dimostrare la propria identità e, se necessario, i propri poteri di rappresentanza del soggetto interessato. Il richiedente deve altresì specificare la volontà di accedere alla mera presa visione ovvero all’estrazione di copia del documento richiesto (copia semplice, copia conforme all’originale, copia su supporto elettronico, non modificabile), nonché l’indirizzo fisico e, se in possesso, il recapito di posta elettronica certificata (PEC) personale intestata in via esclusiva all'istante cui inviare quanto richiesto; al fine di agevolare le comunicazioni tra amministrazione e richiedente, quest’ultimo ha facoltà di indicare nell’istanza di accesso il proprio indirizzo e-mail quale recapito esclusivo a cui l’Università è autorizzata a inviare le successive comunicazioni, salvo quanto successivamente previsto.
di persona o tramite proprio delegato (munito di apposita delega corredata di copia del documento di identità del soggetto delegante e del soggetto delegato) all’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP), con firma autografa apposta in presenza del dipendente addetto al ricevimento;
mediante PEC personale intestata in via esclusiva all’istante all’indirizzo protocollo@pec.unive.it, purché le relative credenziali di accesso siano state rilasciate previa identificazione del richiedente ai sensi dell’art. 65, c. 1, lett. c-bis), del D.Lgs. n. 82/2005 e s.m.i.;
In caso di istanza di accesso con firma autografa su supporto cartaceo di cui alle precedenti lettere b), c), d) ed e) (negli ultimi due casi la stessa dovrà essere preventivamente scansionata e allegata in formato pdf), la domanda sarà ritenuta validamente presentata soltanto se accompagnata da copia di un valido documento di identità del richiedente.
In caso di istanza di accesso firmata digitalmente o con firma elettronica qualificata, il cui certificato sia stato rilasciato da un certificatore qualificato, ai sensi dell’art. 65, c. 1, lett. a), del D.Lgs. n. 82/2005 e s.m.i., di cui alle precedenti lettere d) ed e), non è necessario allegare copia di un documento di identità personale.
Entro dieci giorni dalla ricezione della comunicazione di cui al c. 1 del presente articolo, i controinteressati possono presentare motivata opposizione alla richiesta di accesso, anche per via telematica, avendo cura, nel caso di ricorso all’e-mail, di accertarsi dell’avvenuta ricezione della comunicazione da parte dell’amministrazione. Decorso il termine di dieci giorni, l’Università, verificata la regolare ricezione della comunicazione da parte dei controinteressati, provvede sulla richiesta di accesso presentata.
L’atto di accoglimento dell’istanza di accesso documentale viene inviato al richiedente mediante mezzo idoneo ad accertarne la ricezione.
Il diritto di accesso si esercita mediante esame e/o estrazione di copia dei documenti amministrativi nei modi e con i limiti indicati dalla normativa vigente in materia.
L’esame dei documenti è effettuato dal richiedente previa esibizione di un valido documento di riconoscimento o da persona da lui incaricata a mezzo di delega, cui deve essere allegata fotocopia di un documento di riconoscimento del delegato e del delegante, alla presenza del personale preposto presso l’ufficio dell’unità organizzativa indicata nell’atto di accoglimento della richiesta, negli orari di servizio specificati e nell’arco temporale entro il quale il richiedente può esercitare il diritto di accesso, che non può comunque essere inferiore a giorni quindici decorrenti dalla data di ricezione dell’atto di accoglimento. Qualora il richiedente sia accompagnato da altra persona, ne vanno specificate le generalità, che devono essere poi registrate in calce alla richiesta. L’interessato potrà prendere appunti, trascrivere in tutto o in parte il contenuto o effettuare riproduzioni fotografiche dei documenti visionati, con l’espresso divieto, penalmente perseguibile, di alterarli in qualsiasi modo, ovvero di asportarli dal luogo in cui gli stessi sono dati in visione; nel caso di riproduzioni fotografiche, l’unità organizzativa competente redigerà apposito verbale, da conservare agli atti, in cui darà evidenza dell’avvenuto accesso.
Nel caso di accesso mediante estrazione di copia, il rilascio della documentazione è subordinato al rimborso degli oneri di cui al successivo art. 11, che devono essere debitamente indicati nell’atto di accoglimento della domanda di accesso. Una volta effettuato il pagamento, il richiedente potrà ritirare le copie presso gli uffici dell’amministrazione secondo le modalità di cui al c. 2 del presente articolo o ricevere la documentazione da parte dell’Università a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento o tramite PEC personale intestata esclusivamente al richiedente, a seconda della modalità prescelta in sede di istanza.
Su richiesta dell’interessato, le copie eventualmente richieste possono essere autenticate previo rimborso degli oneri di cui al successivo art. 11, comprensive anche dell’imposta di bollo.
Il semplice esame dei documenti secondo le modalità di cui al precedente art. 10, c. 2, è gratuito.
Il rilascio di copia in formato cartaceo o elettronico, fatte salve le disposizioni vigenti in materia di bollo, è subordinato al rimborso del costo di ricerca nonché dei costi previsti dal Tariffario di Ateneo di cui al c. seguente per la scansione e la riproduzione su supporti materiali o informatici – qualora tecnicamente possibile –, nonché delle spese necessarie per la spedizione dei documenti richiesti.
L’Ateneo adotta e aggiorna periodicamente un apposito Tariffario relativo al rimborso dei costi di ricerca, visura, riproduzione e spedizione delle copie di documenti nell’ambito dei procedimenti di accesso documentale e civico generalizzato. Tale documento è reso disponibile all’interno della sezione “Amministrazione Trasparente” del sito internet istituzionale alle sottosezioni “Altri contenuti” / “Accesso agli atti” e “Altri contenuti” / “Accesso civico”.
In caso di accesso documentale informale con estrazione di copia, gli oneri a carico del richiedente sono corrisposti direttamente all’unità organizzativa responsabile del procedimento di accesso.
In caso di accesso documentale formale, gli oneri a carico del richiedente vengono indicati nell’atto di accoglimento della domanda di accesso e il relativo pagamento deve essere effettuato prima della consegna dei documenti richiesti secondo le modalità indicate nello stesso atto.
Le disposizioni sulle modalità di accesso di cui al presente Regolamento si applicano anche ai soggetti portatori di interessi diffusi o collettivi.
abbia a oggetto informazioni che non abbiano forma di documento amministrativo;
abbia a oggetto atti in formazione, non ancora perfezionati;
abbia a oggetto pareri legali resi all’amministrazione in relazione a liti potenziali o in atto e corrispondenza inerente gli affari di cui all’art. 24, c. 1, lett. a) e b) della L. n. 241/1990 e s.m.i.;
Il differimento dell’accesso è disposto ove sia sufficiente per assicurare una temporanea tutela agli interessi di cui all’art. 24, c. 6, della L. n. 241/1990 e s.m.i..
Il differimento, con l’indicazione della relativa durata, la limitazione o il non accoglimento della richiesta di accesso è disposto con provvedimento motivato del responsabile del procedimento di accesso documentale con riferimento specifico alla normativa vigente, all'individuazione delle categorie di cui all’art. 24 della L. n. 241/1990 e s.m.i. e alle circostanze di fatto per cui la richiesta non può essere accolta così come proposta, nonché comunicato all’interessato mediante mezzo idoneo ad accertarne la ricezione.
Ai sensi dell’art. 24, c. 1, della L. n. 241/1990 e s.m.i., il diritto di accesso è escluso:
per i documenti coperti da segreto di Stato ai sensi della L. n. 801/1977 e s.m.i. e nei casi di segreto o di divieto di divulgazione espressamente previsti dalla legge, da regolamenti governativi di cui all’art. 24, c. 6, della L. n. 241/1990 e s.m.i. e dalle pubbliche amministrazioni ai sensi dell’art. 24, c. 2, della L. n. 241/1990 e s.m.i.;
la documentazione attinente a procedimenti penali, disciplinari o paradisciplinari; i documenti, e i rapporti e le comunicazioni relativi alle inchieste e/o indagini ispettive giudiziarie e/o fiscali e/o contabili e/o amministrative e/o disciplinari di Corpi di Polizia (Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Guardia di Finanza, Corpo Forestale) e/o di altre Pubbliche Amministrazioni e alle denunce alla Procura Generale e alla Procura Regionale della Corte dei Conti e le richieste o le relazioni dei soggetti sopra citati o a questi ultimi inviate dall’Università, ove siano nominalmente individuati o univocamente individuabili soggetti per i quali si configura la sussistenza di responsabilità penale e/o amministrativo-contabile e/o disciplinare, in pendenza dei relativi procedimenti;
le denunce presentate dal dipendente pubblico che segnala illeciti, di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro, ai sensi dell’art. 54-bis del D.Lgs. n. 165/2001 e s.m.i.;
i documenti relativi a studi e ricerche, per la tutela del diritto all’invenzione, i risultati delle attività o ricerche commissionate da terzi, nonché i contratti a essi relativi;
le note interne d’ufficio, la corrispondenza e i documenti relativi a rapporti di consulenza, patrocinio legale, nonché pareri legali a uso interno sempre che a essi non si faccia riferimento nei provvedimenti conclusivi dei procedimenti;
i documenti relativi a vertenze giudiziarie di cui l’Ateneo è parte, la cui divulgazione potrebbe compromettere l’esito del giudizio o dalla cui diffusione potrebbe concretizzarsi violazione del segreto investigativo o un pregiudizio per l'Università;
in relazione all’ipotesi di cui al punto i., è comunque consentito l’accesso al concorrente che lo chieda in vista della difesa in giudizio dei propri interessi in relazione alla procedura di affidamento del contratto nell’ambito della quale viene formulata la richiesta di accesso;
È comunque garantito il diritto di accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici. In tali casi il diritto di accesso è consentito nei limiti della pertinenza, dell’adeguatezza e necessità rispetto alle esigenze di tutela dello specifico interesse giuridico che viene in considerazione, con omissione delle informazioni che violerebbero i predetti principi.
Ai sensi dell’art. 24, c. 7, della L. n. 241/1990 e s.m.i., nel caso di documenti contenenti dati particolari e giudiziari, l’accesso è consentito nei limiti in cui sia strettamente indispensabile. Nel caso di documenti contenenti dati genetici, relativi alla salute, alla vita sessuale o all’orientamento sessuale della persona, il trattamento è consentito se la situazione giuridicamente rilevante che si intende tutelare con la richiesta di accesso ai documenti amministrativi è di rango almeno pari ai diritti dell’interessato, ovvero consiste in un diritto della personalità o in un altro diritto o libertà fondamentale e inviolabile, secondo quanto previsto dal Regolamento (UE) 2016/679 e dal D.Lgs. n. 196/2003 e s.m.i. in materia di protezione dei dati personali.
la documentazione inerente i lavori delle commissioni giudicatrici di concorso e/o di selezioni e i procedimenti di selezione e reclutamento del personale fino alla conclusione delle relative procedure concorsuali e selettive; in particolare, nelle procedure per l’assunzione del personale o per l’avanzamento di personale interno, l’accesso ai documenti è differito fino alla conclusione della specifica fase del concorso nel corso della quale viene richiesto, ovvero, nella fase dell’eventuale preselezione fino alla pubblicazione dell’elenco degli ammessi alle prove successive, nella fase delle prove scritte e/o teorico/pratiche fino alla pubblicazione dell’elenco degli ammessi alle prove orali, nella fase delle prove orali fino all'emanazione del provvedimento di approvazione degli atti concorsuali;
in ambito di procedure di affidamento e di esecuzione dei contratti, in conformità a quanto stabilito dall’art. 53 del D.Lgs. n. 50/2016 e s.m.i.:
nelle procedure aperte, l’elenco dei soggetti che hanno presentato offerte, fino alla scadenza del termine per la presentazione delle medesime;
la documentazione attinente a inchieste ispettive e formali fino alla conclusione dei relativi procedimenti.
Agli atti di cui al c. precedente devono aggiungersi quelli il cui accesso va differito o escluso in forza di specifica disciplina legale (atti relativi alla ricerca scientifica, al diritto di invenzione o le ricerche commissionate da terzi).
Contro le determinazioni amministrative concernenti il diritto di accesso documentale, l’istante può ricorrere, nel termine di trenta giorni, al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) o, in alternativa, alla Commissione per l’Accesso ai Documenti Amministrativi ai sensi dell’art. 25, c. 4, della L. n. 241/1990 e s.m.i..
Il procedimento di accesso civico semplice deve concludersi con provvedimento espresso e motivato da comunicarsi al richiedente entro trenta giorni dalla data di ricevimento, da parte dell’amministrazione, dell’istanza presentata dal richiedente.
Responsabile del procedimento di accesso civico semplice è il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (d'ora in poi indicato anche "RPCT") di Ateneo, che segnala l’istanza ai responsabili dell’elaborazione/trasmissione dei dati, delle informazioni e dei documenti e ai responsabili della relativa pubblicazione così come identificati nel Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (PTPCT) dell’Università.
Per la presentazione della richiesta è possibile utilizzare l’apposito modulo predisposto dall’Università e reperibile all’interno della sezione “Amministrazione Trasparente” del sito internet istituzionale alla sottosezione “Altri contenuti” / “Accesso civico”, da compilarsi a cura del richiedente. Il medesimo modulo è riproposto nella stessa sottosezione anche in apposita procedura telematica cui è possibile accedere tramite le credenziali del Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID).
mediante PEC personale e intestata esclusivamente all’istante all’indirizzo protocollo@pec.unive.it (purché le relative credenziali di accesso siano state rilasciate previa identificazione del richiedente, ai sensi dell’art. 65, c. 1, lett. c-bis) del D.Lgs. n. 82/2005 e s.m.i.);
A fronte dell’inerzia del RPCT o del Direttore Generale, titolare del potere sostitutivo, il richiedente, ai fini della tutela del proprio diritto, può proporre ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) secondo quanto disposto dal Codice del Processo Amministrativo di cui al D.Lgs. n. 104/2010 e s.m.i..
L’esercizio del diritto di accesso civico generalizzato non è sottoposto ad alcuna limitazione quanto alla legittimazione soggettiva del richiedente, non necessita di motivazione ed è gratuito, salvo il rimborso degli oneri previsti al successivo art. 30.
Il procedimento di accesso civico generalizzato si conclude, sia in caso di accoglimento, sia in caso di diniego, con provvedimento espresso e motivato, nel termine di trenta giorni dalla data di ricevimento, da parte dell’amministrazione, dell’istanza, con la comunicazione al richiedente e agli eventuali controinteressati.
L’istanza, che non necessita di alcuna motivazione, deve identificare i dati, le informazioni o i documenti di cui si chiede l’accesso; non sono infatti ammesse richieste “meramente esplorative” avanzate in modo generico. L’istanza deve altresì contenere le complete generalità del richiedente con i relativi recapiti e la specifica della volontà di accedere alla mera presa visione ovvero all’estrazione di copia del documento richiesto (copia semplice, copia conforme all’originale, copia su supporto elettronico, non modificabile), nonché l’indirizzo fisico e il recapito di posta elettronica certificata (PEC) personale, intestata esclusivamente all’istante, cui inviare quanto richiesto; al fine di agevolare le comunicazioni tra amministrazione e richiedente, quest’ultimo ha facoltà di indicare nell’istanza di accesso il proprio indirizzo e-mail quale recapito a cui l’Università è autorizzata a inviare le successive comunicazioni, salvo quanto successivamente previsto.
mediante PEC personale e intestata in via esclusiva all’istante all’indirizzo protocollo@pec.unive.it (purché le relative credenziali di accesso siano state rilasciate previa identificazione del richiedente, ai sensi dell’art. 65, c. 1, lett. c-bis), del D.Lgs. n. 82/2005 e s.m.i.);
In caso di istanza di accesso con firma autografa su supporto cartaceo, di cui alle precedenti lettere b), c), d) ed e) (negli ultimi due casi la stessa dovrà essere preventivamente scansionata e allegata in formato pdf), la domanda sarà ritenuta validamente presentata soltanto se accompagnata da copia di un valido documento di identità del richiedente.
Nel caso di presentazione di richiesta irregolare o incompleta, qualora le informazioni contenute nell’istanza lo permettano, il responsabile dell’ufficio di cui all’art. 26 ne dà comunicazione al richiedente entro dieci giorni mediante raccomandata con avviso di ricevimento o tramite PEC o mediante altro mezzo idoneo a comprovarne la ricezione, ovvero all’indirizzo e-mail che il richiedente abbia indicato nell’istanza autorizzando l’Università a utilizzarlo per le successive comunicazioni. In tal caso il termine del procedimento di cui all’art. 25 ricomincia a decorrere dalla data di presentazione della richiesta formalmente corretta e completa.
protezione dei dati personali, in conformità alla disciplina legislativa in materia;
Entro dieci giorni dalla ricezione della comunicazione, i controinteressati possono presentare motivata opposizione alla richiesta di accesso, anche per via telematica, avendo cura, nel caso di ricorso all’e-mail, di accertarsi dell’avvenuta ricezione della comunicazione da parte dell’amministrazione. A decorrere dalla ricezione della comunicazione da parte dei controinteressati, il termine di cui all’art. 25 del presente Regolamento è sospeso fino all’eventuale opposizione dei medesimi. Decorso il termine di dieci giorni, l’Università, verificata la regolare ricezione della comunicazione da parte dei controinteressati, provvede sulla richiesta..
L’atto di accoglimento dell’istanza di accesso civico generalizzato viene inviato al richiedente mediante mezzo idoneo ad accertarne la ricezione.
L’esame dei documenti è effettuato dal richiedente o da persona da lui incaricata a mezzo di delega, cui deve essere allegata fotocopia di un documento di riconoscimento del delegato e del delegante, alla presenza del personale preposto e previa esibizione di un valido documento di riconoscimento presso l’ufficio dell’unità organizzativa indicata nell’atto di accoglimento della richiesta, negli orari di servizio specificati e nell’arco temporale entro il quale il richiedente può esercitare il diritto di accesso, che non può comunque essere inferiore a giorni quindici decorrenti dalla data di ricezione dell’atto di accoglimento. Qualora il richiedente sia accompagnato da altra persona, ne vanno specificate le generalità, che devono essere poi registrate in calce alla richiesta. L’interessato può prendere appunti o trascrivere in tutto o in parte il contenuto dei documenti visionati, con l’espresso divieto, penalmente perseguibile, di alterarli in qualsiasi modo, ovvero di asportarli dal luogo in cui gli stessi sono dati in visione.
Nel caso di accesso mediante estrazione di copia, il rilascio della documentazione è subordinato al rimborso degli oneri di cui al successivo art. 30, che devono essere debitamente indicati nell’atto di accoglimento della domanda di accesso. Una volta effettuato il rimborso, il richiedente potrà ritirare le copie presso gli uffici dell’amministrazione secondo le modalità di cui al precedente c. 3 o ricevere la documentazione da parte dell’Università a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento o tramite PEC, a seconda della modalità prescelta in sede di istanza.
Su istanza dell’interessato, le copie eventualmente richieste possono essere autenticate previo pagamento delle spese di cui al successivo art. 30, comprensive anche dell’imposta di bollo.
L’Ateneo è tenuto a consentire l’accesso civico generalizzato anche quando riguardi un numero cospicuo di documenti, a meno che la richiesta non risulti manifestamente irragionevole, tale cioè da comportare un carico di lavoro che possa interferire con il buon funzionamento dell’amministrazione.
Articolo 30 - Oneri a carico del richiedente
Il rilascio di copia in formato cartaceo o elettronico, fatte salve le disposizioni vigenti in materia di bollo, è subordinato al rimborso degli oneri effettivamente sostenuto e documentato dall’amministrazione per la scansione e la riproduzione su supporti materiali o informatici consegnati dall'Ateneo – qualora tecnicamente possibile –, nonché delle spese necessarie per la spedizione dei documenti richiesti.
Articolo 31 - Esclusioni, limiti e differimento della richiesta di accesso civico generalizzato
Il differimento può essere accordato qualora l’accesso possa comportare un pregiudizio concreto a uno degli interessi pubblici o privati di cui ai commi 1 e 2 dell’art. 5-bis del D.Lgs. n. 33/2013 e s.m.i. e unicamente per il periodo nel quale la protezione è giustificata in relazione alla natura del dato.
Nei casi in cui le condizioni di cui all’art. 5-bis, cc. 1 e 2, del D.Lgs. 33/2013 e s.m.i. riguardino soltanto alcuni dati o alcune parti del documento richiesto, dev’essere consentito l’accesso agli altri dati o alle altre parti.
L’accesso civico generalizzato è escluso nei casi di segreto di stato e negli altri casi di divieti di accesso o divulgazione previsti dalla legge, ivi compresi i casi in cui l’accesso è subordinato dalla disciplina vigente al rispetto di specifiche condizioni, modalità o limiti, inclusi quelli di cui all’art. 24, c. 1, della L. n. 241/1990 e s.m.i..
Le esclusioni e i limiti di cui ai precedenti cc. 3 e 4 si applicano unicamente per il periodo nel quale la protezione è giustificata in relazione alla natura del dato, dell’informazione o del documento.
Con riferimento alle istanze di accesso civico generalizzato aventi a oggetto dati e documenti relativi a (o contenenti) dati personali, l’Ateneo destinatario dell’istanza deve valutare, nel fornire riscontro motivato a richieste di accesso generalizzato, se la conoscenza da parte di chiunque del dato personale richiesto arreca (o possa arrecare) un pregiudizio concreto alla protezione dei dati personali, in conformità alla disciplina legislativa in materia. La ritenuta sussistenza di tale pregiudizio comporta il rigetto dell’istanza, a meno che non si consideri di poterla accogliere, oscurando i dati personali eventualmente presenti e le altre informazioni che possono consentire l’identificazione, anche indiretta, del soggetto interessato.
Per la valutazione sull’ostensibilità di dati e informazioni tramite l’istituto dell’accesso civico generalizzato si deve considerare che, ai sensi dell’art. 3, c. 1, del D.Lgs. n. 33/2013 e s.m.i., i dati e i documenti che si ricevono a seguito di un’istanza di accesso civico divengono “pubblici e chiunque ha diritto di conoscerli, di fruirne gratuitamente e di utilizzarli e riutilizzarli ai sensi dell’art. 7”. Il D.Lgs. n. 196/2003 e s.m.i. (art. 2-septies, comma 8) e il Regolamento (UE) 2016/679 prevedono un espresso divieto di diffusione dei dati genetici, biometrici, relativi alla salute, alla vita sessuale, all’orientamento sessuale, all’origine razziale ed etnica (Provvedimento del Garante n. 146/2019). Pertanto, l’accesso civico alla documentazione contenente i predetti dati rappresenta un’ipotesi di esclusione di accesso civico generalizzato ai sensi dell’art. 5-bis, c. 3, del D.Lgs. n. 33/2013 e s.m.i. perché un eventuale accoglimento comporterebbe la diffusione degli stessi.
Per la definizione delle esclusioni e dei limiti all’accesso civico generalizzato di cui al presente articolo si rinvia altresì alle Linee Guida recanti indicazioni operative adottate dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (A.N.AC) con Delibera n. 1309/2016, nonché alla Circolare n. 2/2017 del Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione (FOIA), che si intendono qui integralmente richiamate.
L’Ateneo rifiuta con provvedimento motivato, per ragioni di coerenza e a garanzia di posizioni specificatamente riconosciute dall’ordinamento giuridico, l’istanza di accesso civico generalizzato identica e presentata nel medesimo contesto temporale a un’istanza di accesso documentale, indipendentemente dal soggetto che l’ha proposta, nel caso in cui l’Ateneo abbia negato il diritto di accesso documentale motivando nel merito, ovvero con la necessità di tutelare un interesse pubblico o privato, e quindi nonostante l’esistenza di una posizione soggettiva legittimante ai sensi della L. n. 241/1990 e s.m.i..
Il differimento, con l’indicazione della relativa durata, la limitazione o il non accoglimento della richiesta di accesso civico generalizzato è disposto con provvedimento motivato comunicato all’interessato mediante mezzo idoneo ad accertarne la ricezione.
Articolo 32 - Riesame e ricorsi
Nel caso in cui i dati, le informazioni o i documenti richiesti siano detenuti dal RPCT, che dunque è competente a decidere in sede di prima istanza, la decisione sulle richieste di riesame compete eccezionalmente al Direttore Generale.
Se l’accesso è stato negato – totalmente o parzialmente – o differito a tutela della protezione dei dati personali in conformità con la disciplina vigente, il RPCT trasmette richiesta di parere al Garante per la Protezione dei Dati Personali. Il termine per l’adozione del provvedimento finale da parte del RPCT è sospeso fino alla ricezione del parere del Garante e comunque per un periodo non superiore a 10 giorni..
Avverso la decisione dell’Università o, in caso di riesame, avverso quella del RPCT, il richiedente, ovvero i controinteressati, possono proporre ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) ai sensi dell’art. 116 del Codice del Processo Amministrativo di cui al D.Lgs. n. 104/2010 e s.m.i..
Articolo 33 - Registro degli accessi
Per quanto non espressamente disciplinato dal presente Regolamento in materia di accesso civico semplice e accesso civico generalizzato, si applicano le disposizioni del D.Lgs. n. 33/2013 così come modificato e integrato dal D.Lgs. n. 97/2016, nonché le Linee Guida in materia redatte dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (A.N.AC) e le Circolari n. 2/2017 e n. 1/2019 del Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione.
In relazione alla tutela dei dati personali delle persone fisiche, per quanto non espressamente disciplinato dal presente Regolamento, si applicano le disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679 e del D.Lgs. n. 196/2003 e s.m.i..
Articolo 35 - Entrata in vigore del Regolamento e forme di pubblicità