Source: http://ediesseonline.it/riviste/rgl/anno-lxvi-2015-4
Timestamp: 2018-08-18 10:53:45+00:00
Document Index: 42231306

Matched Legal Cases: ['art. 47', 'art. 3', 'art. 41', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 2112', 'art. 2112', 'art. 2112', 'art. 2', 'art. 18', 'art. 2', 'art. 18', 'sentenza ', 'art. 29', 'art. 1', 'art. 76', 'art. 9', 'sentenza ', 'art. 2112', 'art. 18', 'art. 18', 'sentenza ', 'art. 109', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 7']

ANNO LXVI - 2015 - 4 | Rivista giuridica del lavoro
ANNO LXIX - 2018 - 2
lavoro riforma del mercato del lavoro licenziamento Lavoro pubblico diritti sociali diritto del lavoro sicurezza sociale osservatorio subordinazione contrattazione collettiva jobs act contratto a termine Rappresentatività rapporto di lavoro corte costituzionale giurisprudenza Licenziamento individuale contratto collettivo Unione europea condotta antisindacale
Ediesse»riviste»Ultimo numero rgl»ANNO LXVI - 2015 - 4
Un saluto di Bruno Veneziani che lascia la direzione delle Rivista Giuridica del Lavoro.
Ricordo di Giorgio Ghezzi
Un ricordo di Giorgio Ghezzi, già direttore della Rivista Giuridica del Lavoro e della Previdenza Sociale, a dieci anni dalla sua scomparsa.
Ricordo di B.A. Hepple
Un ricordo del prof. B.A. Hepple spentosi nell’agosto del 2015 a Cambridge.
Il tema: Lex mercatoria e diritto del lavoro
Imprese transnazionali e trattati di libero scambio: il difficile cammino del diritto del lavoro
Amos Andreoni Adalberto Perulli
Presentazione del fascicolo della Rivista che intende contribuire a una riflessione aggiornata sul tema del processo della internazionalizzazione dei mercati. I saggi si interrogano sui nessi che collegano la liberalizzazione degli scambi, l'integrazione dei mercati e i diritti sociali, e dunque sugli effetti prodotti su quei diritti dai trattati di libero scambio e dall’attività delle organizzazioni internazionali interessate. Il tutto in una prospettiva capace di connettere i tradizionali congegni del diritto internazionale del lavoro con quelli del diritto del commercio mondiale.
Lex mercatoria e diritto del lavoro
La nuova lex mercatoria non è prodotta dagli Stati e dalle organizzazioni internazionali, bensì dagli stessi operatori economici del commercio internazionale, i quali divengono la fonte di quelle regole e i loro destinatari. Nel saggio viene analizzato questo processo: la nuova lex mercatoria esalta la contrattazione libera e incondizionata promuovendo valori che, di per sé, paiono antitetici al diritto del lavoro.
The new lex mercatoria is not created by States or International Organizations, but by private actors operating in international trade. Accordingly, the new lex mercatoria emphasizes free and unconditioned contracting thus promoting values that, at first sight, are opposite to the ones pursued by Labour Law. Labour Law hence limits the scope of...
Commercio globale e diritti sociali. Novità e prospettive
Il saggio affronta il tema delle clausole sociali, quali dispositivi che integrano i trattati del commercio internazionale al fine di promuovere il rispetto dei diritti dei lavoratori. Le clausole sociali sono ormai molto diffuse nei tratti bilaterali (Fta), mentre a livello multilaterale globale questa prospettiva di internormatività non ha trovato accoglienza in seno all’Organizzazione mondiale del commercio.
The essay addresses the issue of the social clause, which is a legal device to be included in the treaties of international trade in order to promote respect for workers’ rights. Social clauses are now widespread in the bilateral agreements (Fta), while on a multilateral global perspective this device has not found acceptance...
I diritti sociali nell’economia globale
Il presente studio analizza la frammentazione dei diritti sociali attraverso l’analisi dell’impatto delle scelte imprenditoriali sui diritti dei lavoratori, osservato in vari ambiti di regolazione: diritto societario, finanziario e commerciale. Ogni ambito di regolazione riconosce una posizione ai diritti sociali, ma lo fa in modo diverso rispetto al diritto del lavoro. Il risultato è un conflitto fondamentale tra i princìpi fondanti i diritti sociali all’interno dell’economia globale.
This is a study of the fragmentation of labour rights arising from the insertion of underta- kings into labour field and into different domains of law: commercial companies, inve- stment and trade. Each domain deals with labour rights in a different way than labour law....
La «clausola sociale» commercio-lavoro a 20 anni dal Nafta: il punto.
Il saggio esamina l’evoluzione della «clausola sociale» negli accordi commerciali di libero scambio negoziati dagli Stati Uniti e dai suoi partner commerciali. Denominata anche «linkage», ovvero «collegamento», tra lavoro e commercio, la clausola sociale pone delle condizioni alle imprese e ai paesi coinvolti nel commercio internazionale relative al rispetto degli standard lavorativi equi (fair), per poter beneficiare di tariffe preferenziali e di altri vantaggi derivanti dai particolari regimi commerciali.
This chapter examines the evolution of the «social clause» in free trade agreements negotiated by the United States and its commercial partners. Also called trade-labour «linkage», the social clause sets conditions by which firms and countries engaged in international trade must respect fair labour standards to benefit from tariff preferences and other advantages of...
Libero scambio, tutele e sostenibilità. Su cosa il Ttip interroga il (nuovo) diritto del lavoro
Le ragioni giuridiche di un modello di nuova generazione di capitolo sociale, da poter considerare utile per la negoziazione del Ttip, sono presentate nel saggio, anche alla luce delle negoziazioni tra Europa e Stati Uniti di questi ultimi mesi. Sono approfonditi i temi relativi alla giustizia arbitrale tra Stato e impresa multinazionale, nell’ambito di possibili clausole di non regresso, clausole Isds e assetto di tutele di cui al Trattato di Lisbona.
The Labor Chapter of the Ttip (Transatlantic Trade and Investment Partnership Agreement) may shape forthcoming vision of labor and industrial relations in the EU in the Usa. Here a new generation of labor chapters in investment/partnership treaties is analyzed, considering that the Ttip may be turned into an opportunity for the forthcoming mega- treaties....
L’Unione europea e il Sistema di preferenze tariffarie generalizzate
Valentina Cagnin
Il primo Sistema di preferenze tariffarie generalizzate (Spg) europeo fu regolamentato, sulla base dell’Enabling clause in deroga al Gatt, nel 1971. Da allora, il sistema fu rinnovato periodicamente, sino all’attuale Regolamento n. 978/2012: il presente saggio propone un’analisi dell’evoluzione del dettato regolamentare al fine di evidenziarne potenzialità, critiche e novità principali in tema di promozione dei diritti sociali fondamentali e di collaborazione tra l’Unione europea e l’Organizzazione internazionale del lavoro all’interno di un accordo commerciale unilaterale.
The first European Generalised scheme of preferences (Gsp) was regulated, on the basis of the Enabling clause in derogation to the Gatt, in 1971. Since then, the system has been periodically renewed, until the current Regulation n. 978/2012. The essay offers an insight of the Regulation in order to underline potentialities, critics and...
Libertà economiche fondamentali, circolazione dei servizi e diritto del lavoro
L’articolo riesamina criticamente la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea sul controverso rapporto tra diritti del lavoro nazionali e libera circolazione dei servizi. La prima parte dell’analisi è dedicata al mutamento dei paradigmi interpretativi consumatosi a partire dalla traslazione della fattispecie del distacco transnazionale dal campo di applicazione della libertà di circolazione dei lavoratori a quello della libera prestazione dei servizi.
The article offers a critical overview of the ECJ’s case-law on the relationship between economic freedom and workers’ rights in the context of free movement of services. The first part of the analysis is devoted to the interpretative-paradigm-shift of the ECJ in the field of the transnational posting of workers starting with the...
L’alto apprendistato: la storia infinita
Bianca Maria Orciani
Il saggio esamina l’evoluzione della disciplina dell’apprendistato di alta formazione e ricerca a partire dal d.lgs. n. 276 del 2003 fino al recente d.lgs. n. 81 del 2015, evidenziandone gli elementi di continuità e discontinuità. A dispetto della complessità del rapporto fra formazione formale e non formale, le varie operazioni di restyling non sembrano tenere in adeguata considerazione la rilevanza esterna dell’istituto, preferendo agire sul profilo economico al fine di promuoverne la diffusione.
The essay examines the evolution of the discipline of apprenticeship for higher education by analyzing the changes it underwent starting with the legislative decree n. 276/2003, ending with the more recent legislative decree n. 81/2015, and by highlighting elements of continuity and discontinuity in said changes. Despite the complexity of the relationship between non-formal...
Cambio-appalto e tutele (de)crescenti: un rischio da ridimensionare
Marco Lozito
Lo studio esamina la fattispecie del cambio-appalto con passaggio di lavoratori al nuovo appaltatore alla luce dei recenti mutamenti regolativi e, in particolare, dell’introduzione nell’ordinamento del contratto a tutele crescenti. Si analizzano alcuni accordi di secondo livello che, per scongiurare il rischio dell’applicazione del contratto a tutele crescenti ai predetti lavoratori, vincolano il nuovo appaltatore a non applicare tale contratto, effettuando una deroga alla disciplina legale.
The essay deals with the case of the change of contract with the transfer of workers to the new contractor in the light of recent regulatory changes and, in particular, the introduction of the new type of labour contract: s.c. «growing-protection employment contract». The Author examines a few company agreements which, with the...
La sospensione cautelare dello sciopero dei calciatori. Un diritto fondamentale che vacilla
Sonia Fernàndez Sànchez
La Audiencia Nacional ha sospeso lo sciopero proclamato dai calciatori spagnoli con un decreto cautelare. Il provvedimento, il primo nel suo genere, suscita notevoli perplessità. Prima di tutto perché, sino a ora, si riteneva che solo un provvedimento dell’esecutivo potesse sospendere l’esercizio dello sciopero. Il provvedimento apre scenari preoccupanti per il diritto di sciopero.
The Spanish Audiencia Nacional has ruled the suspension of a strike organised by Spanish soccer players with a precautionary measure. This measure, the first of its kind, raises serious doubts. Specially, because until now only an executive power’s measure could suspend the exercise of a strike. Definitely, the measure opens worrying scenarios for...
La responsabilità professionale medico-legale nell’accertamento dell’invalidità civile.
Francesco Massoni Pasquale Ricci Lidia Ricci
Nonostante il profondo e radicale cambiamento che negli ultimi anni ha subìto il sistema di accertamento dell’invalidità civile, di disabilità e handicap, e nonostante la considerevole riduzione delle cause pendenti contro l’Inps, quella previdenziale rimane una materia sempre di estrema attualità. Il saggio analizza gli orientamenti della giurisprudenza contabile sulla responsabilità professionale medico-legale nell’accertamento dell’invalidità civile.
Crisi economica e riforma del diritto del lavoro in Spagna. Le ricette neoliberali producono occupazione?
María Teresa Díaz Aznarte
La delicata situazione economica che stiamo attraversando nell’Unione europea, e che ognuno degli Stati sta subendo con intensità diversa ha prodotto la rottura del presunto consenso esistente in merito alla rilevanza del modello del benessere sociale. L'Autrice analizza come nelle riforme in Spagna il diritto del lavoro, inteso come ramo del diritto o disciplina che studia specificatamente la forma giuridica dei rapporti di lavoro subordinato, via via si sta trasformando in Diritto dell’occupazione.
Breve bilancio della contrattazione collettiva nazionale dell’anno 2015
Ginevra Galli
L’anno 2015 è stato contrassegnato da rilevanti novità nella contrattazione collettiva.A livello interconfederale si segnala l’Accordo interconfederale del 16 marzo 2015 tra l’Inps e Confindustria, Cgil, Cisl e Uil per l’attività di raccolta, elaborazione e comunicazione dei dati relativi alla rappresentanza delle organizzazioni sindacali per la contrattazione collettiva nazionale di categoria. Nel saggio si analizzano, inoltre, le novità dei rinnovi contrattuali nazionali e i contratti aziendali che si sono siglati.
Osservatorio della corte costituzionale
Osservatorio della Corte Costituzionale. Le decisioni nel trimestre settembre-dicembre 2015. Rapporto di lavoro.
Incostituzionalità del requisito della cittadinanza italiana per lo svolgimento del servizio civile. Legittimità costituzionale della previsione retroattiva della non retribuibilità delle festività nazionali coincidenti con la domenica per i pubblici dipendenti. Incostituzionalità del «blocco» della contrattazione collettiva per i dipendenti pubblici. Incostituzionalità della legge regionale Basilicata di attribuzione di funzioni dirigenziali in via temporanea a personale di categoria D3.
Osservatorio della Corte Costituzionale. Le decisioni nel trimestre settembre-dicembre 2015. Sicurezza sociale.
reversibilità delle pensioni di guerra
I benefici previdenziali in materia di amianto nella giurisprudenza di legittimità
Articolo scritto da: caterina marotta
Il beneficio della rivalutazione contributiva. Domanda amministrativa. Decadenza. Premessa. La decadenza triennale di cui all’art. 47, d.P.R. n. 639/1970. La decadenza semestrale. La prescrizione
Licenziamento e buona fede nel lavoro aeronautico
Cassazione, N.12486-17 Giugno 2015
Articolo scritto da: Silvia Assennato
La specialità del rapporto di lavoro aeronautico è irrilevante se il licenziamento è intimato in violazione dei principi di correttezza e buona fede e del portato costituzionale di solidarietà sociale, violazione che si configura nel non aver informato il lavoratore della necessità di rinnovare le licenze di volo nel periodo in cui lo stesso lavoratore sia stato obbligato, dal comportamento del datore di lavoro, ad una forzata inutilizzazione del titolo stesso.
N:12486 - 17 Giugno 2015)
Pres. Lamorgese, Est. Tria, P.M. Celeste (conf.) – Mistral Srl (avv.ti Fiorillo, Bonfrate) c. M.P. (avv. Muggia). Conf. Corte d’Appello di Roma, 29 maggio 2014.
Note: Licenziamento e buona fede nel lavoro aeronautico
Licenziamento individuale – Mancanza delle licenze di volo – Impossibilità temporanea – Illegittimità.
Il licenziamento motivato da impossibilità sopravvenuta della prestazione consistente nella carenza meramente temporanea di titoli è illegittimo, e quindi nullo, per violazione della clausola generale di correttezza e buona fede, ove il datore di lavoro non comunichi la necessità di riacquisire gli stessi titoli per poter svolgere le mansioni per le quali il lavoratore è assunto
Il controllo giudiziale sull’effettività del licenziamento per motivo oggettivo
Cassazione, N.12242-12 Giugno 2015
Cassazione, N.5173-16 Marzo 2015
Nel licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo il controllo giudiziale non è volto a sindacare le scelte discrezionali ed insindacabili dell’imprenditore ma investe soltanto il profilo dell’effettività delle ragioni addotte dal datore di lavoro alla base del provvedimento espulsivo, in base alla lettura combinata dell’art. 3 della legge n. 604 del 1966 e dell’art. 41, 2° comma, Cost.. La risoluzione aziendale che determina il recesso, in ogni caso, non può essere meramente strumentale ad un incremento del profitto, ma deve essere diretta a fronteggiare situazioni sfavorevoli
N:12242 - 12 Giugno 2015)
– Pres. Lamorgese, Est. Ghinoy, P.M. Celeste (conf.) – Dolce e salato di Baucia Giovanni & C. Snc (avv.ti Luponio, Porrati) c. C.F. (avv.ti Spinoso, Grattarola). Conf. Corte d’Appello di Torino, 13 gennaio 2012.
Note: Il controllo giudiziale sull’effettività del licenziamento per motivo oggettivo
Licenziamento individuale – Licenziamento per giustificato motivo oggettivo – Soppressione del posto – Ingresso di nuovi soci – Insussistenza.
Non costituisce giustificato motivo oggettivo, idoneo – in quanto tale – a giustificare il licenziamento del lavoratore per soppressione del posto di lavoro conseguente alla riorganizzazione aziendale, il subingresso nella società datrice di lavoro di nuovi soci lavoratori adibiti allo svolgimento delle mansioni prima assegnate al lavoratore licenziato. La circostanza che i predetti soggetti, a prescindere dalla configurabilità o meno in capo a essi della qualifica di soci lavoratori, siano impiegati nello svolgimento delle mansioni in precedenza svolte dal prestatore licenziato esclude che il riassetto organizzativo, posto dal datore di lavoro alla base dell’intimato licenziamento, sia diretto a fronteggiare situazioni sfavorevoli e non contingenti,
N:5173 - 16 Marzo 2015)
Pres. Macioce, Est. Buffa, P.M. Fresa (conf.) – Assitur Srl (avv. Pessi) c. T.M. (avv. Agosto). Conf. Corte d’Appello di Catanzaro, 30 agosto 2011
Licenziamento individuale – Licenziamento per giustificato motivo oggettivo – Calo di commesse – Soppressione del posto – Attività affidata in appalto – Obbligo di repechage – Onere della prova – Illegittimità del licenziamento.
Non costituiscono idonea giustificazione al licenziamento per giustificato motivo oggettivo le ragioni addotte dal datore di lavoro esse richiamino un generico ridimensionamento dell’attività imprenditoriale; questo non può essere meramente strumentale a un incremento del profitto, ma deve essere diretto a fronteggiare situazioni sfavorevoli non contingenti. Spetta quindi al datore di lavoro (su cui incombe il relativo onere) dimostrare la concreta ri- 574 P A RT E I I – G I U R I S P RU D E N Z A feribilità del licenziamento individuale a iniziative collegate a effettive ragioni di carattere produttivo organizzativo, e non a un mero incremento di profitti, nonché di dimostrare l’impossibilità di utilizzare il lavoratore stesso in altre mansioni equivalenti a quelle esercitate
Cassazione, N.10955-27 Mag 2015
Il bilanciamento tra potere di controllo del datore di lavoro e tutela della libertà, dignità e riservatezza del lavoratore non è un’operazione facile, soprattutto in un contesto dominato dall’uso - e, talvolta, anche abuso - di tecnologie sconosciute all’epoca dello Statuto dei lavoratori. L’interessante pronuncia in commento offre anche l’occasione di approfondire l’ampia e variegata dottrina e giurisprudenza in materia, nonché di effettuare una prima analisi del “nuovo” art. 4 Stat. lav. in attuazione del c.d. Jobs Act.
Controlli del datore di lavoro
N:10955 - 27 Mag 2015)
Pres. Vidiri, Est. Doronzo, P.M. Celentano (conf.) – D.L.D. (avv.ti Manzon, Giannattasio) c. Pelliconi Abruzzo Srl (avv. Sabatini). Conf. Corte d’Appello di L’Aquila, 12 dicembre 2013
Note: Controlli difensivi: il fine giustifica i mezzi?
Parole chiave: controlli del datore di lavoro ::
Controlli del datore di lavoro – Controlli difensivi – Creazione di un falso profilo facebook – Violazione dell’art. 4 Stat. lav. – Insussistenza – Legittimità del licenziamento
Il controllo difensivo operato attraverso la creazione di un falso profilo facebook per accertare l’utilizzo del social network da parte del dipendente durante l’orario di lavoro, lasciando incustodito il macchinario a cui è addetto, non vìola i limiti previsti dall’art. 4 Stat. lav. Risulta, pertanto, legittimo il licenziamento intimato al dipendente interessato
L'ennesimo caso di esternalizzazione illegittima: la vicenda del Monte dei Paschi di Siena
Tribunale Siena, N.14-04-2015-14 Aprile 2015
Articolo scritto da: Alessandra Raffi
Si tratta di una cessione non genuina di ramo di azienda (art. 2112 c.c.), non riconducibile alla fattispecie di cessione di ramo di azienda di cui all'art. 2112 c.c., in quanto non riguardante la cessione di un'articolazione funzionalmente autonoma di un’attività economica organizzata, preesistente al trasferimento e che conservava nel trasferimento la propria identità. Non sono state trasferite risorse hardware e software, uffici e macchine e i lavoratori ceduti hanno continuato a rendere le prestazioni presso i medesimi locali in cui si trovavano prima della presunta cessione.
(Tribunale Siena
N:14-04-2015 - 14 Aprile 2015)
Est. Cammarosano – A.A. + 33 (avv.ti Alleva, Carta, Caroni, Vigni) c. Banca Monte dei Paschi di Siena Spa (avv.ti Giustiniani, De Palma, Mian, Burroni)
Note: L'ennesimo caso di esternalizzazione illegittima: la vicenda del Monte dei Paschi di Siena
Parole chiave: trasferimento :: ramo :: illegittimità :: azienda ::
Trasferimento di azienda – Cessione di ramo di azienda – Illegittimità – Reintegrazione dei dipendenti ceduti illegittimamente presso la Banca Monte dei Paschi di Siena Spa.
Non è configurabile una cessione di un ramo di azienda ai sensi e per gli effetti dell’art. 2112 cod. civ., non essendo l'entità ceduta dotata di una propria individualità e sufficiente strutturazione e autonomia funzionale, come insieme di mezzi organizzati al fine di svolgere un’attività economica, sia essa essenziale o accessoria, con carattere di preesistenza, e non avendo conservato nella cessione la propria identità. Si è trattato, dunque, di un'entità creata ad hoc in vista e in occasione del trasferimento, e come ramo aziendale unicamente identificata dalle parti del negozio traslativo, rivelandosi l’operazione, in definitiva, una mera esternalizzazione di servizi con cessione dei contratti di lavoro, che richiede per il suo perfezionamento il consenso dei lavoratori ceduti.
Inefficacia del licenzimento per genericità della motivazione e tutela reale di diritto comune
Tribunale Roma, N.18-09-2014-18 Settembre 2014
Articolo scritto da: Milena Talarico
Il Tribunale di Roma dichiara inefficace ai sensi dell'art. 2, co. 3 della l. n. 604/1966 il licenziamento intimato per giustificato motivo oggettivo, stante la genericità della motivazione addotta nella lettera di recesso. Trattandosi nel caso di specie di una impresa priva dei requisiti dimensionali per l'applicazione dell'art. 18 Stat. lav., il giudice riconosce al lavoratore il diritto alla tutela reale di diritto comune, ossia alla riammissione in servizio e al risarcimento del danno nel rispetto delle regole in materia di inadempimento delle obbligazioni.
N:18-09-2014 - 18 Settembre 2014)
18 settembre 2014, ord. – Est. Masi – T.A. (avv.ti Giorgi, Narcisi, Bezzi) c. L. Srl (avv.ti Maltese, Pappalardo)
Note: Inefficacia del licenzimento per genericità della motivazione e tutela reale di diritto comune
Parole chiave: tutela :: reale :: motivazione :: licenziamento :: inefficacia :: individuale :: Genericità ::
Licenziamento individuale – Licenziamento per giustificato motivo oggettivo – Genericità della motivazione – Inefficacia – Tutela reale di diritto comune.
È inefficace il licenziamento intimato in violazione dell’obbligo di contestuale specifica motivazione ex art. 2, comma 2, della legge n. 604/1966. Ne consegue che, nell’ambito di un’impresa che non abbia i requisiti dimensionali previsti per l’applicazione dell’art. 18 Stat. lav., il lavoratore ha diritto alla tutela reale di diritto comune, ossia alla riammissione in servizio e al risarcimento del danno nel rispetto delle regole in materia di inadempimento delle obbligazioni.
Ancora sulla responsabilità solidale negli appalti pubblic
Corte Appello Torino, N.196-13 Aprile 2015
Articolo scritto da: Elena Josephine Di Carlo
L’Autrice esamina criticamente il contenuto della sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Torino; questa, discostandosi dal principio di diritto espresso dalla Cassazione il 7 luglio 2014, afferma l’applicabilità alle pubbliche amministrazioni della disciplina prevista dall’art. 29, comma 2, d.lgs. n. 276 del 2003.
N:196 - 13 Aprile 2015)
Pres. ed Est. Sanlorenzo, Cons. Mancuso, Cons. Visaggi – Comune di Settimo Torinese (avv. Ghione) c. N.R. e K.S. (avv. Berti). Conf. Tribunale di Torino, 18 febbraio
Note: Ancora sulla responsabilità solidale negli appalti pubblic
Parole chiave: applicazione :: d.lgs. n. 276/2003 :: comma 2 :: 29 :: articolo :: pubblico :: appalto ::
Appalto – Appalti pubblici – Art. 29, comma 2, d.lgs. n. 276/2003 – Applicazione – Art. 9, d.l. n. 76 del 2013 – Valore interpretativo – Esclusione
Le pubbliche amministrazioni non possono ritenersi escluse tout court dall’applicazione dell’intero d.lgs. n. 276/2003, per effetto della previsione contenuta nell’art. 1, comma 2, la cui diversa lettura sarebbe incostituzionale per violazione dell’art. 76 Cost. A diverse conclusioni non può pervenirsi alla luce dell’art. 9, d.l. n. 76 del 2013, che non è applicabile agli appalti conclusi prima della sua entrata in vigore e non è invocabile neppure in via interpretativa
Trasferimento di ramo d'azienda, dismissione di partecipazioni societarie e rito Fornero
Tribunale Roma, N.ord.-7 Aprile 2015
La sentenza in commento consente di riflettere, da un lato, sull’applicabilità del rito Fornero a casi in cui sia controversa la titolarità del rapporto di lavoro, quale questione pregiudiziale rispetto alla domanda di impugnazione del licenziamento, e dall’altro, sull’estensione della nozione di trasferimento di ramo d’azienda. Circoscritto il concetto di ramo d’azienda, si propone una rassegna degli orientamenti relativi al rapporto tra trasferimento di ramo di azienda e cessione di partecipazioni societarie, verificando se il secondo istituto possa produrre effetti assimilabili al primo.
N:ord. - 7 Aprile 2015)
Est. Franchini – C.T. (avv. Aiello) c. Invitalia Partecipazioni Spa e Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa Spa (avv. De Vivo).
Note: Trasferimento di ramo d'azienda, dismissione di partecipazioni societarie e rito Fornero
Parole chiave: azienda :: Fornero :: individuale :: licenziamento :: reintegrazione :: rito :: trasferimento ::
Controversie di lavoro e previdenza – Rito Fornero – Ambito di applicazione – Questioni relative alla qualificazione del rapporto di lavoro – Titolarità del rapporto – Applicabilità. Trasferimento di azienda – Cessione di partecipazioni societarie – Applicazione dell’art. 2112 cod. civ. – Criteri. Licenziamento individuale – Licenziamento per giustificato motivo oggettivo per cessazione di attività – Attività non cessata ma trasferita quale ramo di azienda – Nullità del licenziamento per violazione di norma imperativa – Reintegrazione ex art. 18, comma 1, Stat. lav. – Applicabilità.
Il rito Fornero si applica ad una questione legata da un vincolo di pregiudizialità alla domanda di impugnazione del licenziamento, riguardante la costituzione di un rapporto di lavoro in capo a un soggetto diverso dal datore. La cessione di partecipazioni societarie costituisce trasferimento d'azienda ove lo scopo delle parti sia la sostituzione di un soggetto a un altro nella conduzione dell’impresa. Il licenziamento intimato per gmo costituito da cessazione dell’attività, ove il datore abbia in realtà trasferito ad altri l’attività economica organizzata, è nullo per violazione di norma imperativa, con applicazione della tutela reintegratoria piena disposta dall’art. 18, comma 1, Stat. lav. per gli «altri casi di nullità previsti dalla legge».
Revoca ante tempus degli incarichi dirigenziali e prevenzione del rischio corruttivo
Tribunale Roma, ord., N.10536-25 Mag 2015
La sentenza in esame affronta il tema dei limiti alla revocabilità ante tempus degli incarichi dirigenziali, rilevando come l’esigenza di realizzare un turn over non può costituire legittima causale giustificatrice se non trova la sua ragione in un processo di riorganizzazione dell’amministrazione. L’assunto del Tribunale è stato sottoposto ad analisi critica alla luce della nuova normativa in materia di anticorruzione.
(Tribunale Roma, ord.
N:10536 - 25 Mag 2015)
Est. Marrocco - C.P. c. Roma Capitale
Note: Revoca ante tempus degli incarichi dirigenziali e prevenzione del rischio corruttivo
Parole chiave: turnover :: revoca :: pubblico :: lavoro :: incarichi dirigenziali ::
Lavoro pubblico – Incarichi dirigenziali – Turnover – Art. 21, d.lgs. n. 165/2001 e art. 109, d.lgs. n. 267/2000 – Revoca ante tempus – Causale giustificativa – Motivi ambientali a carattere penale – Ragioni organizzative e produttive – Configurabilità – Limiti.
Non è legittima la revoca anticipata dell’incarico dirigenziale per ragioni di carattere ambientale a rilevanza penale se finalizzato a realizzare un turnover fuori da un processo di ristrutturazione organizzativa.
Ammissibilità ed efficacia delle registrazioni telefoniche ai fini della prova di un licenziamento ritorsivo
Cassazione, N.10386-20 Mag 2015
Articolo scritto da: Federica Minolfi
Il commento prende in esame alcuni dei profili di maggior rilievo affrontati dalla Suprema Corte nella sentenza 20 maggio 2015, n. 10386. In tale occasione, la Corte ha innanzitutto avuto modo di precisare la portata del principio di specificità dei motivi di impugnazione. In secondo luogo, e conformemente ad un recente indirizzo giurisprudenziale, i giudici di legittimità hanno riconosciuto la validità ed ammissibilità delle registrazioni telefoniche, che potranno essere utilizzate anche nel rito del lavoro per dimostrare il carattere ritorsivo, o comunque illegittimo, di un licenziamento
N:10386 - 20 Mag 2015)
Pres. Roselli, Est. Maisano, P.M. Matera (diff.) – D. Srl e W. Srl (avv.ti De Ninno, Del Punta, De Cesaris) c. G.A.M. (avv.ti Ricchiello, Antichi). Conf. Corte d’Appello di Firenze, 9 maggio 2014.
Note: Ammissibilità ed efficacia delle registrazioni telefoniche ai fini della prova di un licenziamento ritorsivo
Controversie di lavoro e previdenza – Specificità dei motivi di impugnazione – Registrazione fonografica non autorizzata – Am mis si bi - li tà – Prove atipiche – Efficacia probatoria – Licen zia men to ritorsivo – Prova
Ai fini del legittimo e corretto instaurarsi del giudizio d’appello è sufficiente che l’appellante abbia debitamente e dettagliatamente individuato, nell’atto introduttivo del ricorso, le specifiche censure mosse alla sentenza di primo grado, nonché gli elementi di fatto e di diritto dedotti a supporto delle modifiche reclamate. La nullità di un licenziamento in ragione del suo carattere ritorsivo può essere provata sulla base delle conversazioni telefoniche registrate dalla lavoratrice e ove dalla trascrizione di queste ultime si ricavi l’esistenza di una riorganizzazione aziendale e il suo collegamento con le pretese economiche e con il successivo licenziamento.
Rito Fornero: la natura bifasica del giudizio di primo grado
Cassazione, N.9115-6 Mag 2015
Articolo scritto da: Enrico Raimondi
L’Autore, dopo aver ricordato alcune delle questioni interpretative connesse al cd. rito Fornero, affronta il problema del rapporto tra la fase sommaria e, dopo aver escluso la natura impugnatoria del giudizio di opposizione, ha criticato la tesi dell’incompatibilità tra giudici, affermando la funzione cautelare della prima fase del procedimento e la natura autonoma del giudizio di cognizione instaurato a seguito di opposizione. L’A., infine, spiega le ragioni dell’esclusione del contratto a tutele crescenti dall’ambito di applicazione del rito speciale introdotto dalla legge 92/2012
N:9115 - 6 Mag 2015)
Pres. Roselli, Est. Maisano, P.M. Matera (conf.) – Telecom Italia Spa (avv.ti Maresca, Romei, Boccia c. V.G. (avv.ti Cossu, Bomboi, Poli). Conf. Corte d’Appello di Milano, 12 maggio 2014.
Note: Rito Fornero: la natura bifasica del giudizio di primo grado
Controversie di lavoro e previdenza – Rito in materia di licenziamenti – Natura impugnatoria della fase di opposizione – Obbligo di astensione del giudice – Insussistenza
La fase dell’opposizione ai sensi dell’art. 1, comma 51, legge n. 92 del 2012, non costituisce un grado diverso rispetto alla fase che ha preceduto l’ordinanza; essa è solo una prosecuzione del giudizio di primo grado in forma ordinaria e non più urgente. Di conseguenza, non è ravvisabile alcuna incompatibilità tra il giudice che ha definito la fase sommaria e quello chiamato a decidere sull’opposizione.
La Cassazione nega la responsabilità dei rappresentanti sindacali per il cosiddetto danno da contrattazione collettiva
Cassazione, N.14689-14 Luglio 2015
Articolo scritto da: Alessandro Bellavista
L'ordinanza della Cassazione, emanata in sede di regolamento di giurisdizione, esclude che, nel settore pubblico, possa essere contestato il danno erariale alla delegazione sindacale per un contratto collettivo integrativo illegittimo. Ciò perché deve escludersi che, nello svolgimento della loro attività sindacale, le rappresentanze dei lavoratori siano portatrici di funzioni dirette al perseguimento dei fini e degli interessi della pubblica amministrazione.
N:14689 - 14 Luglio 2015)
Sezioni Unite – Pres. Rovelli, Est. Bandini, P.M. Celeste (conf.) – B. e altri (avv. Montini) c. Procura regionale della Corte dei conti presso la Sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la Toscana.
Note: La Cassazione nega la responsabilità dei rappresentanti sindacali per il cosiddetto danno da contrattazione collettiva
Parole chiave: lavoro pubblico ::
Lavoro pubblico – Contratto collettivo integrativo – Danno erariale – Responsabilità dei rappresentanti sindacali – Giurisdizione della Corte dei conti – Insussistenza
Si deve escludere che, nel settore pubblico, nello svolgimento della loro attività sindacale, le rappresentanze dei lavoratori siano portatrici di funzioni dirette al perseguimento dei fini e degli interessi della pubblica amministrazione. Si deve escludere altresì che eventuali conseguenze dannose scaturenti da contratti collettivi integrativi illegittimi possano essere oggetto di responsabilità contabile a carico dei rappresentanti sindacali che hanno concluso i suddetti accordi.
Omissione della «preventiva comunicazione» di svolgimento dell’attività lavorativa e decadenza dal trattamento di Cig
Cassazione, N.10379-20 Mag 2015
Articolo scritto da: Gianluca Bonanomi
Nonostante possa apparire una mera ripetizione del quadro normativo esistente, la previsione di cui all’art. 8, comma 3, d.lgs. n. 148/15, potrebbe, invece, rivelarsi essenziale per una rilettura meno restrittiva della disciplina in materia di decadenza dal trattamento di integrazione salariale, forse anche con riferimento alle figure lavorative ove la comunicazione deve essere effettuata direttamente dal lavoratore
N:10379 - 20 Mag 2015)
Pres. Coletti De Cesare, Est. Balestrieri, P.M. Matera (conf.) – Inps (avv.ti De Rose, Coretti, Tadris) c. F.M. e C.M. (avv. Muggia), nonché contro M.D. (intimato). Cassa Corte d’Appello di Brescia, 8 agosto 2008
Note: Omissione della «preventiva comunicazione» di svolgimento dell’attività lavorativa e decadenza dal trattamento di Cig
Parole chiave: integrazione salariale ::
Integrazione salariale – Cassa integrazione guadagni straordinaria – Svolgimento di attività lavorativa – Comunicazione tardiva – Omissione – Decadenza.
La tardiva comunicazione, a opera del lavoratore beneficiario del trattamento di Cassa integrazione guadagni, dello svolgimento di attività lavorativa, deve essere equiparata a una omissione, con la conseguente decadenza ai sensi dell’art. 8, comma 5, d.l. n. 86/88. L’assenza di una lacuna da colmare nel testo normativo esclude, infatti, l’applicazione analogica della differente e più favorevole disciplina prevista per l’indennità di mobilità dall’art. 9, comma 1, legge n. 223/1991.
Sul rapporto tra astensione per maternità e indennità di mobilità
Cassazione, N.10028-15 Mag 2015
Articolo scritto da: Barbara Caponetti
Pronunciandosi sul rapporto tra indennità di mobilità e tutela della maternità, la Cassazione offre un’interpretazione estensiva dell’art. 6, d.l. n. 148/1993, convertito con modifiche, in legge n. 236/1993, affermando che, nel caso della lavoratrice gestante, l’indennità di mobilità si sospende per il periodo di astensione per maternità e ricomincia a decorrere, al termine del periodo di congedo, senza subire decurtazioni
N:10028 - 15 Mag 2015)
Pres. Coletti De Cesare, Est. Ghinoy, P.M. Servello (diff.) – Inps (avv.ti Sgroi, Tadris, De Rose) c. C.L. (avv. Concetti). Conf. Corte d’Appello di L’Aquila, 4 febbraio 2009.
Note: Sul rapporto tra astensione per maternità e indennità di mobilità
Parole chiave: indennità di disoccupazione ::
Indennità di disoccupazione – Indennità di mobilità – Limiti temporali ex art. 7 della legge n. 223 del 1991 – Astensione obbligatoria e facoltativa per maternità – Computabilità – Esclusione
A norma dell’art. 6, commi 3 e 4, d.l. 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, in legge 19 luglio 1993, n. 236, i periodi di astensione obbligatoria e facoltativa per maternità sono sottratti dal computo del periodo coperto dalla indennità di mobilità; questa, pertanto, prosegue al cessare dello stato di astensione per il residuo periodo, pari alla durata del periodo di astensione obbligatoria ed eventualmente facoltativa, fino al raggiungimento dei limiti temporali di cui all’art. 7 della legge n. 223/1991.
Sulla natura previdenziale o retributiva dei versamenti datoriali ai fondi di previdenza complementare
Cassazione, N.6345-30 Marzo 2015
Articolo scritto da: Caterina Errigo
I versamenti effettuati dal datore di lavoro ai fondi di previdenza complementare, anche nel periodo precedente la riforma di cui al d.lgs. 21 aprile 1993, n. 124, non hanno natura retributiva
N:6345 - 30 Marzo 2015)
Sezioni Unite – Primo Pres. Roselli, Pres. di Sezione Rordorf, P.M. Pratis (conf.) – Banca Nazionale del Lavoro (avv.ti Pessi, Gianmaria) c. N.S. (intimato). Cassa Corte d’Appello di Roma, 20 febbraio 2012, n. 9404/2011
Note: Sulla natura previdenziale o retributiva dei versamenti datoriali ai fondi di previdenza complementare
Contribuzione previdenziale – Previdenza complementare – D.lgs. n. 124 del 1993 – Natura – Conseguenze.
I versamenti effettuati dal datore di lavoro ai fondi di previdenza complementare, anche nel periodo precedente la riforma di cui al d.lgs. 21 aprile 1993, n. 124, non hanno natura retributiva, trattandosi di elargizioni non legate da un nesso di corrispettività con la prestazione di lavoro. Ciò esclude tali somme dalla base di calcolo delle indennità collegate alla cessazione del rapporto di lavoro.