Source: http://www.strageviadeigeorgofili.org/indici/search.php?periodo=2018&gr=0&vc=2&sel=indici&m=and
Timestamp: 2019-04-21 08:11:51+00:00
Document Index: 24815553

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 41', 'art 41']

34 notizie nel periodo '2018'
2742 del
Dell'Utri: Vittime Georgofili,chi con mafia muoia in carcere
Presidente Associazione, "noi ancora in attesa di giustizia"
ROMA, 11 OTT - "Se i condannati per mafia come Marcello dell'Utri possono andare a casa ai domiciliari, nella casa loro, fra le amorevoli braccia della famiglia, cosa possiamo pensare noi le vittime di mafia? Neppure sotto il Ministro Orlando, da noi sempre criticato, mai era arrivati a tanto". Lo sfogo arriva da Giovanna Maggiani Chelli, presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili. "I tribunali di sorveglianza sono qualcosa che noi siamo costretti a guardare con avversità, perché la mafia ci ha rovinato la vita e le collusioni con la mafia sono state la causa di dolore e disperazione, perché non hanno mai consentito a causa di trasversalità, completa giustizia per le nostre vittime", prosegue la presidente dell'Associazione. "Non possiamo capire tutti i mal di pancia dei carcerati per mafia, perché abbiamo malati e disperati di vita, con delle patologie causa-effetto della strage di via dei Georgofili da rendere "ridicolo" ogni mal di cuore. "Riina è morto in carcere con tutte le patologie che aveva, e chiunque abbia legami con la mafia deve morire in carcere, perché le nostre vittime sono morte nel loro letto,a causa di "collusioni mafiose" che hanno indotto Riina a massacrare i nostri figli per avere annullato il carcere duro, attraverso probabili intercessioni di nascenti partiti politici. Lo Stato ci deve un processo sulla scia di indagini in corso per i "concorrenti della mafia" per la strage di via dei Georgofili e forse solo allora sapremo chi è innocente rispetto alle stragi del 1993", conclude Maggiani Chelli.. (ANSA)
2717 del
ROMA, 19 GEN - "Stiamo tutti ascoltando l'udienza del processo trattativa Stato Mafia che si svolge a Palermo , è in corso la requisi..... Apri
ROMA, 19 GEN - "Stiamo tutti ascoltando l'udienza del processo trattativa Stato Mafia che si svolge a Palermo , è in corso la requisitoria del magistrato Vittorio Teresi e piangiamo straziati i nostri morti e i nostri invalidi. Il 41 bis che fu la causa della morte dei nostri figli è l'argomento che il magistrato ha sviscerato e sta sviscerando molto bene. Non v'è dubbio che la strage di Via dei Georgofili è stata "la strage del 41 bis" come ebbe a dire il Magistrato Chelazzi, e non vi è un uomo delle istituzioni di quel momento che non ne fosse informato. La lettera dei familiari del detenuti ai massimi organismi istituzionali per chiedere giusto l'annullamento del 41 bis, letta dal magistrato Teresi in aula, è quanto di più arrogante si possa immaginare e fu inviata anche a Costanzo e a Sgarbi".
A scriverlo è la Presidente dell' Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
"L'informazione dovrebbe essere a Palermo nell'aula dove si svolge il processo per la trattativa Stato Mafia, e informare gli italiani a reti unificate, di come siamo stati sacrificati, noi 51 famiglie di Firenze e La Spezia - prosegue Maggiani Chelli - per consentire a troppi di continuare a tenere i piedi al caldo. Si vergogni questo Paese intero, che non ha il coraggio di affrontare le sue responsabilità davanti a massacri di bambini e ragazzi sacrificati da pessimi soggetti per restare in Parlamento, andare in Parlamento, continuare a rubare, continuare a corrompere, non pagare le tasse in base alle proprie sostanze, usare ceroni per mascherare la verità, pretendere di far annullare ancora oggi il carcere duro, ergastolo ostativo, concorso esterno quale favoreggiamento alla mafia. E infine pretendere ancora oggi di non andare ad un processo per strage a Firenze per i "'concorrenti della strage di via dei Georgofili'". (ANSA)
2718 del
http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/18_gennaio_26/firenze-l-effige-riina-centro-un-offesa-scandalosa-intollerabile-c96..... Apri
http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/18_gennaio_26/firenze-l-effige-riina-centro-un-offesa-scandalosa-intollerabile-c9615916-02d3-11e8-bdb6-f95d801f9534.shtml
Il graffito con la scritta "Santo Subito" è comparso per le vie intorno a piazza Duomo
L'assessore Gianassi: faremo pulire le scritte e individueremo i responsabili
Il murales con Riina
L'effige di Totò Riina, con sotto la scritta "Santo Subito". Il graffito comparso su diversi muri del centro storico fiorentino, fa già discutere. Da via Panzani a via Borgo San Lorenzo fino a via de' Conti e piazza dell'Olio, sono decine i murales che inneggiano al Capo dei Capi, il moss mafioso scomparso nel novembre scorso e mandante della strage dei Georgofili del maggio 1993, nella quale morirono cinque persone. Un gesto "scandaloso e inaccettabile", tuona l'assessore comunale alla sicurezza Federico Gianassi, che annuncia: "faremo pulire le scritte e cercheremo di individuare i responsabili tramite le telecamere". "Un'offesa intollerabile - ha aggiunto l'assessore regionale alla legalità e alla presidenza Vittorio Bugli - uno sfregio a Firenze".
Lo sdegno dell'associazione delle vittime
"Temiamo ci sia nervosismo nell'aria, chiediamo grande attenzione a chi deve. Se poi sarà una burla meglio così". Lo ha detto Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili commentando il graffito con il volto di Totò Riina comparso sui muti di Firenze. "Eccoli che tornano. Avevamo già detto, fra di noi in giornata, che non sarebbe passata indenne la richiesta di condanne a Palermo per mafia e non, nel merito della trattativa Stato mafia - ha aggiunto Maggiani Chelli in una nota - Così presto però non ce l'aspettavamo, pensavamo che almeno avrebbero fare emettere la sentenza". Come annunciato da Gianassi, le forze dell'ordine sono al lavoro per individuare i responsabili.
2719 del
Mafia: graffito Riina; ass. Georgofili, chi deve stia attento
FIRENZE, 26 GEN - "Temiamo ci sia nervosismo nell'aria, chiediamo gr..... Apri
FIRENZE, 26 GEN - "Temiamo ci sia nervosismo nell'aria, chiediamo grande attenzione a chi deve. Se poi sarà una 'burla' meglio cos�".
Lo ha detto Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili commentando il graffito con il volto di Totò Riina comparso sui muti di Firenze.
"Eccoli che tornano. Avevamo già detto, fra di noi in giornata, che non sarebbe passata indenne la richiesta di condanne a Palermo per mafia e non, nel merito della trattativa Stato mafia - ha aggiunto Maggiani Chelli in una nota -. Cos� presto però non ce l'aspettavamo, pensavamo che almeno avrebbero fare emettere la sentenza".(ANSA)
2720 del
Intervento di Danilo Ammannato del 02/02/2018 al processo Bagarella Leoluca + 9 (Trattativa stato-mafia)
2721 del
Carceri: Georgofili, no modifiche reclusi 41 bis in riforma
E invita altre associazioni a manifestare a Roma
FIRENZE, 17 FEB - "No a..... Apri
FIRENZE, 17 FEB - "No all'eliminazione del 4 bis, ovvero delle norme che impediscono la concessione dei benefici per i condannati al 41 bis". E' quanto chiede l'Associazione tra i familiari della strage di via dei Georgofili a Firenze dopo l'annuncio, dato ieri dal premier Paolo Gentiloni, che i decreti attuativi della riforma carceraria saranno all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri del 22 febbraio.
"Possibile che l'unico problema in Italia siano il 4 bis, il 41 bis e l'ergastolo ostativo ai mafiosi rei di strage come Giuseppe Graviano e Leoluca Bagarella?", scrive in una nota l'associazione. Quest'ultima spiega poi che chiederà "a tutte le associazioni contro il terrorismo mafioso e non di organizzare tutti insieme una manifestazione in piazza Colonna a Roma perchè non si possono mandare a casa i boss della mafia stragista".(ANSA)
2722 del
Signora Chelli, i detenuti mafiosi al 41-bis possono parlare con i garanti regionali senza essere ascolt..... Apri
Signora Chelli, i detenuti mafiosi al 41-bis possono parlare con i garanti regionali senza essere ascoltati grazie a una sentenza del Tribunale di Perugia. Secondo le ricostruzioni dei magistrati la strage di via dei Georgofili fu fatta per abolire il 41-bis. Come ha preso la decisione?
A nessun altro sono stati uccisi i figli per far abolire il 41-bis. Cosa Nostra nel 1994 ha dato il voto a chi gli ha chiesto "una bella cosa", la mafia in cambio dell'abolizione del carcere duro ha usato 277 chili di tritolo in via dei Georgofili. Oggi si è trovato il modo di consentire ai boss che hanno ammazzato i nostri figli di ridare ordini dal carcere. E adesso Giuseppe Graviano può chiedere di colloquiare con i garanti dei diritti del detenuti senza problemi.
Su Facebook lei scrive che un "segnale alla mafia dovevano darlo ed è arrivato puntuale la vigilia delle elezioni". In questo caso però a pronunciarsi non è il governo, ma i giudici di un tribunale...
Il 27 maggio 1993 in via dei Georgofili è stato dato un segnale inequivocabile: il 41-bis va abolito. Venticinque anni dopo, chi promise di abolirlo in cambio di voti è sempre qui in mezzo a tutti noi, spadroneggia e imperversa e la mafia vuole il suo tornaconto. Mi chiedo chi c'era con i mafiosi la notte del 27 maggio di 25 anni fa in via dei Georgofili.
Non c'è tempo per i permessi della questura e non possiamo andare in via dei Georgofili a Firenze in nome della giustizia verso i nostri morti e i nostri invalidi, ma lo faremo appena possibile. E se occorre chiederemo l'annullamento dei Tribunali di Sorveglianza. Credo sia inutile mandare migliaia di studenti in piazza il 23 maggio prossimo, per l'anniversario della strage di Capaci, a urlare legalità. Questo voleva Giovanni Falcone? La legalità è andata a farsi benedire e gli studenti vengono presi in giro.
di G.l.B. | 4 marzo 2018
2723 del
Associazione Georgofili dona archivio con gli atti del dibattimento sulle 'Stragi del 1993'
ROMA, 13 MAR - L'Associazione tra ..... Apri
ROMA, 13 MAR - L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili ha deciso di donare l'archivio degli atti del dibattimento penale "Stragi 1993". La donazione sarà illustrata martedì 20 marzo a Firenze (presso la presidenza della Giunta della regione Toscana), con la partecipazione prevista dell'assessore regionale Vittorio Bugli, di Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra le vittime della strage di Via dei Georgofili e di Danilo Ammannato, avvocato di parte civile.
Le attività del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Firenze sono realizzate nell'ambito del concorso indetto dal MIUR, in collaborazione dell'Associazione tra i familiari delle Vittime della strage di Via dei Georgofili. (ANSA)
2724 del
Carceri: Ass. Georgofili, non ammorbidire 41bis
FIRENZE, 15 MAR - "L'anniversario del sequestro Moro non può essere il disp..... Apri
FIRENZE, 15 MAR - "L'anniversario del sequestro Moro non può essere il disprezzo di tutto ciò che da 25 anni portiamo avanti, ovvero ritornare a 'cosa nostra' il tritolo del 27 Maggio 1993, impedendo che il 41 bis sia ammorbidito e buttato a mare".
Lo scrive la presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili Giovanna Maggiani Chelli a proposito dell'annunciata riforma carceraria che potrebbe andare in porto domani in Consiglio dei ministri. "I partiti che tutti i giorni parlano in Tv della loro vittoria hanno vinto anche perch� hanno promesso lotta alla mafia, e mai annullato quanto esiste di ostativo nel codice per la mafia", aggiunge la presidente augurandosi che l'eventuale riforma non sia "per la mafia" la possibilità "di aggirare il 41 bis e l'ergastolo ostativo".
"Aspettiamo una risposta da organismi governativi in carica per l'emergenza, chiediamo di farci sapere se liberare i carcerati vuol dire anche liberare la mafia", conclude Maggiani Chelli.(ANSA)
2725 del
Moro: Ass. Georgofili a Balzerani, vittime non è un mestiere
FIRENZE, 17 MAR - "Quello delle vittime non è un mestiere, l..... Apri
FIRENZE, 17 MAR - "Quello delle vittime non è un mestiere, lo è invece quello di chi ha fatto parte di gruppi terroristici eversivi e oggi cerca di imporsi alle nuove generazioni con 'insegnamenti'".
Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, commentando le parole di Barbara Balzerani ieri a margine della presentazione del suo libro ieri a Firenze.
"Taccia la Balzerani, e se quelli come lei continuano a sentirsi a un passo da Dio e quindi nel giusto, siano i Circoli e le TV a smettere di dare loro microfoni in mano - prosegue Maggiani Chelli -. Firenze ha già pianto anche troppo per l'arroganza di terroristi di ogni specie e davvero è l'ora di avere pi� rispetto per le vittime". (ANSA)
2726 del
Video della cerimonia svoltasi il 20 marzo 2018 presso la presidenza della Giunta della regione Toscana per la donazion..... Apri
Video della cerimonia svoltasi il 20 marzo 2018 presso la presidenza della Giunta della regione Toscana per la donazione, da parte dell'Associazione, dell'archivio degli atti del dibattimento penale "Stragi 1993".
2727 del
Il 17 Aprile p.v. siamo stati invitati in occasione dell'anniversario della morte del Magistrato Gabriele CHELAZZI , al seminario indetto dalla C..... Apri
Il 17 Aprile p.v. siamo stati invitati in occasione dell'anniversario della morte del Magistrato Gabriele CHELAZZI , al seminario indetto dalla Corte di Appello di Firenze, come da locandina per comodit� allegata.
L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili parteciper� al seminario insieme agli studenti del liceo scientifico LEONARDO DA VINCI di Firenze, del liceo classico MICHELANGIOLO di Firenze. Gli studenti sono impegnati attraverso il MIUR in un percorso che ci accompagna verso il 25^ anniversario della strage di via dei Georgofili.
Sarà altresì con noi al seminario indetto dalla magistratura fiorentina in ricordo della morte del Magistrato Gabriele Chelazzi, la dottoressa Jessica GENINATTI laureata presso università di Torino. Tesi di laurea: "mafie, femminile; donne in terra di mafia tra appartenenza e rifiuto ".
Ogni anno l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili ha sempre ricordato l'anniversario della morte del Magistrato Gabriele Chelazzi, presso l'aula Bunker del Tribunale di Firenze.
Quest'anno la Corte di Appello di Firenze ha voluto dare grande importanza al ricordo del Magistrato che si è occupato delle indagini e dei processi per le stragi del 1993 e per noi è un onore partecipare.
2728 del
25/05/2018 Serata teatrale a La Romola
27/05/2018 Cerimonia a La Romola
2729 del
Strage Georgofili: Maggiani Chelli, cerco e voglio verità
FIRENZE, 24 MAG - Da 25 anni in prima linea per chiedere tutta la verit&agr..... Apri
FIRENZE, 24 MAG - Da 25 anni in prima linea per chiedere tutta la verità sulla strage del 27 maggio 1993, pronta a intervenire ogni giorno, convinta che la parola fine non sia stata scritta. Giovanna Maggiani Chelli, la madre di Francesca, allora 22enne, che nella strage di via dei Georgofili rimase gravemente ferita e vide morire il fidanzato, lo studente universitario Dario Capolicchio, 22 anni, una delle 5 vittime di quella notte, anche sabato e domenica sarà presente a tutte le manifestazioni previste per l'anniversario della strage e, soprattutto, sarà in prima fila nel corteo che alle 1.04 arriverà davanti alla lapide che ricorda i morti e la distruzione voluta dalla mafia. Lei ci sarà, al contrario della figlia che di quella notte non ha mai più voluto parlare, per mandare un messaggio deciso: "non sono ancora stanca e non lo sarò mai, di chiedere verità. Sono invece molto arrabbiata e quindi decisa a non fermarmi", dice. Presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime dei Georgofili, Maggiani Chelli nonostante tutto crede ancora nella giustizia.
"Certo non è facile - spiega - ripensando a quante volte siamo andati vicini a scoprire i 'mandanti occulti', quelle persone, forse politici, che potrebbero aver "ispirato" i boss di cosa nostra. Una verità alla quale, a distanza di anni, lei è sicura "era vicino Gabriele Chelazzi", il pubblico ministero fiorentino morto improvvisamente nell'aprile 2003 mentre ancora indagava. Era stato lui, insieme al procuratore Piero Luigi Vigna, il primo a parlare di un livello superiore alla mafia per le stragi del 1993.
"Se un magistrato 'certosino' come Chelazzi", che dal 1996 al 1998 indagò sui mandanti occulti, "e fu costretto a chiudere l'inchiesta solo per la scadenza dei termini, era convinto ci fosse un livello superiore - aggiunge la presidente - noi non possiamo fermarci".
Guarda con "speranza" alla nuova inchiesta aperta alla procura di Firenze, dopo che da Palermo sono arrivate le intercettazioni di Giuseppe Graviano che parlerebbe di "un piacere a Silvio Berlusconi". Il boss di Brancaccio in carcere, prosegue Maggiani Chelli, "parla con il suo compagno di cella Adinolfi. E lo fa liberamente senza sapere di essere intercettato come dimostra il fatto che gli racconta anche come è riuscito ad avere rapporti sessuali con la moglie, a metterla incinta, mentre era al 41 bis. Sono cose che un boss mafioso non racconterebbe mai se sapesse di essere ascoltato".
Il dubbio che lo Stato voglia davvero arrivare alla verità Maggiani Chelli ce l'ha da tempo, in particolare "da quando la Cassazione decise la nullità dei verbali del pentito Giuseppe Monticciolo". "Ma sono cocciuta, testarda e spero ancora in un processo chiarificatore. Io non voglio per forza una condanna: se questi signori dimostreranno di essere innocenti meglio per loro - conclude - ma ciò deve avvenire in un'aula di giustizia". (ANSA)
2730 del
Le iniziative per il 25� anniversario
2731 del
La registrazione audio del convegno del 26/05/2018
2732 del
Dell'Utri:Ass.Georgofili, per vittime tanta solerzia non c'è Maggiani Chelli critica decisione tribunale sorveglianza Roma
(ANSA) - FIRENZE, 7 LUG - "Secondo il tribunale di Sorveglianza di Roma il sig. Marcello dell'Utri deve lasciare il carcere e tornare a casa. Non è certo la prima volta che un condannato lascia il carcere e torna a casa perché itribunali ritengono stia male", "eppure anche per mancanza di giustizia, i nostri sopravvissuti alla strage di viadeiGeorgofili, hanno una vita difficile, fanno ogni giorno il conto con la causa effetto di 277 chili di tritolo etanta solerzia intorno a noi non la vediamo, neppure tanti dottori preposti, disposti a capire oltre ogni ragionevoledubbio che la strage terroristica eversiva lascia segni indelebili".
Lo scrive in una nota Giovanna MaggianiChelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili commentando il differimento della pena accordato a Marcello Dell'Utri per motivi di salute.
"In Italia il senso digiustizia è molto ampio quando si tratta del reo e finisce là dove iniziano i calvari delle vittime", prosegue Maggiani Chelli, e "resta però il fatto che sono 25 anni che aspettiamo di sapere chi è 'salito sul carro' di Riina mentre era in corsa per trattare sulla pelle dei nostri figli l'abolizione di norme contro la mafia, come la certezza della pena".
Maggiani Chelli inoltre ricorda che "il 26 maggio al convegno sulla giustizia in ricordo della strage di via deiGeorgofili, in Regione Toscana, la magistratura ha parlato di 'significativi indizi' i quali porterebbero a continuare le indagini sui concorrenti della mafia 'cosa nostra' nella strage di via dei Georgofili. Uno degli indiziati è giusto Marcello Dell'Utri.
Ma questa è un'altra cosa, eventualmente sarà un altro processo non certo per concorso in associazione mafiosa a stabilire la verità".(ANSA)
2733 del
Borsellino:Ass.Georgofili,non fece in tempo a fermare stragi
Maggiani Chelli, 'Ne siamo convinti'
FIRENZE, 19 LUG - Il giudic..... Apri
FIRENZE, 19 LUG - Il giudice Paolo Borsellino "26 anni fa, quest'uomo magistrato, è morto e con lui quanti erano preposti a difenderlo dalla mafia perché non ci stava ad essere a conoscenza che era in corso una trattativa Stato Mafia che verteva ad abolire tutte le misure precauzionali prese contro il sistema mafioso come il 41 bis. Non ha fatto in tempo ad usare le carte e le notizie in suo possesso per fermare le stragi del 1993, noi di questo siamo convinti".
Lo scrive Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a Firenze. "Alle 15 il nostro pensiero è andato al giudice Borsellino e a tutti gli agenti che componevano la sua scorta", aggiunge Maggiani Chelli ricordando che "cercò l'ex magistrato Di Pietro all'epoca, gli doveva parlare, ma non fece in tempo. L'asse Milano - Palermo in fatto di malaffare doveva aver determinato tali tensioni e paure insieme che lo Stato pensò di poter trattare con uomini criminali come Riina Salvatore, sbagliò i suoi calcoli e meno di un anno dopo sono morti i nostri figli".
Al magistrato Borsellino va "tutto il nostro riconoscimento per averci almeno provato a fermare tanto scempio", "ora serve solo verità, l'hanno invocata in tanti in questi anni, ma fino a che punto Governi e Istituzioni la vogliono?".(ANSA)
2735 del
Lo chiede Maggiani Chelli dopo motivazioni sentenza Palermo
FIRENZE, 21 LUG - "Convinti come siamo che per la strage di via dei Georgo..... Apri
FIRENZE, 21 LUG - "Convinti come siamo che per la strage di via dei Georgofili, del 27 Maggio 1993, non si sia ancora arrivati ad una verità completa, in virtù della motivazione della sentenza del Tribunale di Palermo, e di un senso più ampio di giustizia, chiediamo l'apertura di un dibattimento per i 'concorrenti di cosa nostra' per la strage di via dei Georgofili".
Lo dice Giovanna Maggiani Chelli, presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili dopo la pubblicazione delle motivazioni del processo sulla trattativa Stato-Mafia a Palermo. (ANSA)
2736 del
Mafia: Maggiani Chelli,anche verità è diritto costituzionale
"Santino Di Matteo si rifiutò di parlare delle stragi del &..... Apri
"Santino Di Matteo si rifiutò di parlare delle stragi del '93"
PALERMO, 22 LUG - "Il mafioso Santino di Matteo quale 'pentito' di mafia non ha parlato sulle stragi del 1993 e quando è venuto a Firenze si è avvalso della facoltà di non rispondere, proprio facendo pesare il fatto che il figlio era stato ucciso da Cosa nostra".
Lo dice Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, commentando la notizia del risarcimento di 2,2 milioni, in sede civile, alla famiglia del piccolo Giuseppe Di Matteo, rapito a 13 anni e sciolto nell'acido dai boss due anni dopo. "Non ha portato nessun contributo Santino di Matteo alla verità sulle stragi del 1993, quella di via dei Georgofili dove la mafia ha ucciso ragazzi e due bambine, una di 50 giorni e una di 8 anni. La mancata collaborazione per le stragi del 1993 ha negato giustizia completa alle vittime della strage di Firenze e a tutti i familiari delle vittime. La verità per il torto subito è più che un diritto costituzionale, se qualcuno la conosce tutta o in parte, è l'essenza stessa del principio di giustizia". (ANSA)
2734 del
Firenze 23/07/2018 - "Convinti come siamo che per la strage di via dei Geor..... Apri
Firenze 23/07/2018 - "Convinti come siamo che per la strage di via dei Georgofili, del 27 Maggio 1993, non si sia ancora arrivati ad una verità completa, in virtù della motivazione della sentenza del Tribunale di Palermo, e di un senso più ampio di giustizia, chiediamo l'apertura di un dibattimento per i 'concorrenti di cosa nostra' per la strage di via dei Georgofili".
Maggiani Chelli ricorda vittime via Palestro,verità in alto mare
FIRENZE, 27 LUG - "Dopo 25 di indagini aperte e chiuse regolarm..... Apri
FIRENZE, 27 LUG - "Dopo 25 di indagini aperte e chiuse regolarmente e fiumi di carte scritte, riposte su appositi scaffali, oltre chiaramente i processi alla mafia esecutrice, le istituzioni ancora si esprimono dicendo di 'vedere se possono essere stati coinvolti Apparati'. Insomma li continuano a chiamare "Apparati', espressione di un tempo andato e costellato di mancanza di verità, perché Apparati non vuole dire un bel nulla".
Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, ricordando i morti di via Palestro del 27 maggio 1993 e gli attentati, contemporaneamente, a Roma alle chiese di San Giorgio al Velabro e San Giovanni in Laterano.
"Siamo ancora in alto mare sulla verità delle stragi del 1993! La politica sembra avere ancora bisogno di occultare la verità, e gli uomini di legge preposti a scriverla sulla carta bollata, quella verità, usano ancora espressioni vaghe, lasciando intravvedere - aggiunge Maggiani Chelli - che un coordinamento di forze preposte all'indagine per dare giustizia ai morti del 1993 non c'è. 25 anni di sentenze alla mafia esecutrice e 25 anni di 'omerta' sui nomi, cognomi e indirizzi degli stragisti concorrenti di 'cosa nostra' per le stragi". (ANSA)
2738 del
Firenze, 02 AGO. "Siamo vicini ai familiari delle vittime della strage del 2 Agosto 1980, e a quanti hanno patito un torto senza eguali alla staz..... Apri
Firenze, 02 AGO. "Siamo vicini ai familiari delle vittime della strage del 2 Agosto 1980, e a quanti hanno patito un torto senza eguali alla stazione di Bologna. Le vittime hanno bisogno di verità completa per avere giustizia".
Così, in una nota, l'associazione trai familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a Firenze che aggiunge: "La sentenza del processo di Palermo trattativa Stato mafia, apre oggi una speranza in più per tutti noi. 5000 fogli scritti con grande scrupolo ci dicono che c'è una verità oltre i processi già passati in giudicato, una verità, che necessita di altri processi e di grande impegno morale della politica". Auspichiamo oggi in questo importante anniversario - conclude la nota - che il raggiungimento della verità sulle stragi d'Italia possa essere imminente". ANSA
2739 del
ROMA, 21 SET - "Come ormai auspicato dai più che aspirano a combattere la mafia, aspettiamo che la Commissione Antimafia diventi al pi&ugr..... Apri
ROMA, 21 SET - "Come ormai auspicato dai più che aspirano a combattere la mafia, aspettiamo che la Commissione Antimafia diventi al più presto operativa. Siamo stati a suo tempo ricevuti dalla Presidente Rosy Bindi e vorremmo continuare a dare il nostro apporto visto che stiamo aspettando l'accertamento della verità sulla strage di via dei Georgofili con indagini aperte". A scriverlo è Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili. "Chiaramente - spiega - abbiamo dei desideri: quello che a presiederla possa essere il Magistrato Pietro Grasso, crediamo che nessuno abbia più titolo di lui, perché sulle stragi terroristiche eversive, più che mai al pettine in questo momento, crediamo sia colui che ha più esperienza.
Auspichiamo altresì, apertamente, di essere ammessi a far parte di quella Commissione, perché è arrivato il momento che una componente della Commissione sia di persone colpite dal terrorismo mafioso dell'anno 1993 e non solo da politici che con quel periodo prendono ogni giorno distanze. Non abbiamo santi in Paradiso, ma abbiamo sicuramente la ragione dalla nostra parte per uscire con questa richiesta".(ANSA)
2740 del
FIRENZE, 23 SET - "Secondo l'Università di Pisa chesu commissione della Regione Toscana ha eseguito uno studio delfenomeno, in Toscan..... Apri
FIRENZE, 23 SET - "Secondo l'Università di Pisa chesu commissione della Regione Toscana ha eseguito uno studio delfenomeno, in Toscana ci sarebbe la mafia e alla grande.Ci sarebbe da meravigliarsi del contrario!". Lo scrive in unanota Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione trai familiari delle vittime della strage di via dei Georgofilicommentando un rapporto sulle infiltrazioni del crimineorganizzato in Toscana - 'ndrangheta, camorra, mafia -presentato nei giorni scorsi.
"Il 27 maggio 1993 - scrive ancora - 277 chili di tritolosono entrati senza problemi nel centro storico di Firenze in viadei Georgofili, noi lo sappiamo bene sulla nostra pelle.Sono giusto passati 25 anni e l'accertamento della verità dicome 'cosa nostra' abbia fatto a recarsi sotto la Torre delPulci ad ammazzare i nostri parenti ancora non lo sappiamo".
Un'"azione terroristica della mafia nel centro storico diFirenze, 25 anni di pacche sulle spalle e verità accertata soloa livello mafioso, una ragione ci sarà o no? - prosegue MaggianiChelli nella stessa nota - Certo che c'è: in Toscana a Firenzec'è la mafia collusa con la politica e da 25 anni ci raccontanobelle favole di indagini archiviate e scoprono attraverso studiche c'è la mafia e non guardando di certo alle nostre invaliditàe alle tombe che abbiamo al cimitero sulle quali piangere ognigiorno".(ANSA)
2741 del
ROMA, 27 SET - "Siamo molto preoccupati che la lotta alla mafia sia finita confinata in un probabile decreto sicurezza che investe gli argomenti ..... Apri
ROMA, 27 SET - "Siamo molto preoccupati che la lotta alla mafia sia finita confinata in un probabile decreto sicurezza che investe gli argomenti i più disparati, mentre la lotta alle organizzazioni criminali dello spessore di "cosa nostra" , con il ripristino totale del 41 bis, di una nuova legge sui collaboratori di giustizia, della lotta all'evasione, dell'allungamento dei termini di prescrizione dei reati, con un uso delle intercettazioni sempre più ampie, andrebbe combattuta una volta per tutte con grande impegno in un capitolo a parte e prioritario".
A sostenerlo è Giovanna Maggiani Chelli Presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della stage di via dei Georgofili. "Ciò non toglie che la formula sulla vendita a privati dei beni della mafia, con un ricavato altissimo per questo Paese e i suoi cittadini e destinato finalmente al risarcimento reale dei danni alle vittime di mafia, è qualcosa che noi vediamo bene da sempre", prosegue.
"Ci sono stati Prefetti illuminati, Commissari del Fondo 512 legge del 1999 per le vittime di mafia, con i quali noi abbiamo partecipato anche a incontri presso il Ministero dell'Interno e al Sud dell'Italia, i quali avevano capito quale montagna di soldi può portare la vendita dei beni confiscati alla mafia da destinarsi alle esigenze del Paese tutto, proprio rispetto ai danni fatti dalle organizzazioni mafiose. Non accettiamo il ragionamento secondo cui la vendita a privati dei beni confiscati ai mafiosi possa far correre il rischio che siano ricomprati dalla mafia. Uno Stato non può e non deve fare questo ragionamento o la sua forza davanti al crimine organizzato davvero sarebbe debole. Se un mafioso si ricompra uno dei suoi beni lo Stato deve essere in grado di riconfiscarlo subito anche con guadagno, altre legislazioni meno "spaventate" davanti alla mafia lo fanno", conclude la presidente. (ANSA).
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Convegno sul 41 bis a Firenze, Associazione "è provocazione"
Il 20 incontro in ateneo di Firenze su restrizioni in carcere
ROMA, 12 OTT - Un convegno organizzato dall'Università di Firenze per il prossimo 20 ottobre dal titolo: "Il 41 bis, una tortura (s)conosciuta. A 26 anni dalla sua istituzione, le restrizioni imposte ai detenuti sono servite (e servono) a indebolire le organizzazioni criminali?", provoca la dura reazione dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili. "Il prossimo 20 Ottobre all'università a Firenze è in arrivo l'attacco al 41 bis? - si chiede Giovanna Maggiani Chelli, Presidente dell'Associazione - Si provoca nella città dove è avvenuta la strage terroristica eversiva con 5 morti e 48 feriti, in nome e per conto dell'annullamento del "41 bis"? Vedremo, pronti a rispondere se come una provocazione saremo costretti a viverla", conclude la presidente. (ANSA)
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Da: Giovanna Maggiani
Data: martedì 16 ottobre 2018 19:22
A: Gustavo Leone
Oggetto: Re: Convegno del 20.10.2018 sul 41 bis
Egr. Sig. Avv. Leone,
Lei è gentilissimo e io La ringrazio a nome di tutti noi, ma non verremo al convegno di sabato 20.10.18 e non cambieremo il nostro modo di vedere.
Il 41 bis è una forma di carcere severo, ma necessario per la mafia stragista, che ha voluto scientemente la strage di via dei Georgofili per far annullare il 41 bis.
La dignità di Bagarella secondo noi è ampiamente rispettata, e non crediamo affatto che siano negati i primari diritti, anzi, hanno una ampia possibilità di contatti con l�esterno, troppi per noi, visto che dal carcere possono uscire ordini di morte.
E come sempre lavoreremo per l�inasprimento del 41 bis, cercando di far riportare il sistema detentivo in questione allo spirito iniziale in cui fu istituito.
Le posso pertanto assicurare che sul 41 bis, carcere speciale, siamo ampiamente preparati e siamo molto dispiaciuti del messaggio che passerà alla mafia attraverso il Convegno da tutti Loro organizzato.
Credo inoltre che i Padri Costituenti, mai avrebbero immaginato cosa sarebbe successo a questo nostro infelice Paese da sempre nelle mani della mafia.
Da: Gustavo Leone
Data: mar 16 ott 2018 alle 18:57
Oggetto: Convegno del 20.10.2018 sul 41 bis
Gentile Sig.ra Maggiani Chelli,
chi le scrive è l'avv. Gustavo Leone, coordinatore dell'Ossservatorio sul 41 bis della Associazione Liberarsi Onlus.
Ho letto le sue dichiarazioni nel comunicato diffuso dall'ANSA.
Mi sembra doveroso risponderle
Il convegno è stato sponsorizzato anche da parte del Centro di ricerca interuniversutario su carcere, devianza, marginalità e governo delle migrazioni, dalla Camera Penale di Firenze, dalla Fondazione per la Formazione Forense dell'Ordine degli Avvocati di Firenze e dal CESVOT ( Centro Servizi Volontariato Toscana). Come Associazione Onlus siamo ospiti della Chiesa Valdese, che parteciperà al convegno con Alessandro Sansone, Presidente della Diaconia Valdese Fiorentina.
Le dico questo per farle capire che la attenzione nei confronti dei detenuti ( a prescindere dalla ippologia di reato per cui è condanna, appare del tutto trasversale.
Trovo scritto che Lei si sarebbe domandata se "si provoca nella città dove è avvenuta la strage terroristica eversiva con cinque morti e 48 feriti,in nome e per conto dell'annullamento del 41 bis?"
Voglio rassicurarla: non si intende in alcun modo provocare nessuno.
Crediamo di essere lontani dalle organizzazioni criminali di tipo mafioso, camorristico ed altro così come, immagino, lo sia lei.
La nostra condanna a riguardo non può non essere che decisa, netta ed esplicita.
Nel contempo riteniamo che la dignità della persona, i suoi diritti e bisogni primari non possano essere calpestati, né dimenticati. E ciò anche (vorrei dire soprattutto) se la persona in questione si trova detenuta, senza la possibilità di cambiare la propria posizione.
Non si deve dimenticare che il regime previsto dall'art. 41 bis viene messo in atto per ragioni di prevenzione rispetto al compimento di gravi reati. Detto regime non può peraltro giustificare determinati trattamenti.
La Corte Cistituzionale, del resto, si è espressa solo pochi giorni f� dichiarando la incostituzionalità
della norma che impediva ai detenuti sottoposti al 41 bis di poter cucinare in cella.
Non so se lei è al corrente di alcune decisioni di Giudici americani e spagnoli che hanno negato l'estradizione per cittadini italiani : affermando che il trattamento loro spettante (ex art 41 bis) se estradati sarebbe equivalso ad una tortura...
Concludo chiedendo a lei e agli altri della sua associazione di intervenire al convegno: ritengo che la dialettica sia una forma di democrazia, così come il confronto pur con opinioni contrastanti.
Sperando di vederla sabato prossimo le invio cordiali saluti
Avv. Gustavo Leone
2746 del
Convegno su 41 bis: ass.Georgofili insiste, non ci andiamo
Maggiani Chelli, 'Severo ma serve, lavoriamo a inasprimento'
FIREN..... Apri
FIRENZE, 16 OTT - "Non verremo al convegno" dedicato al regime carcerario di 41 bis sabato 20 ottobre a Firenze "e non cambieremo il nostro modo di vedere. Il 41 bis è una forma di carcere severo, ma necessario per la mafia stragista, che ha voluto scientemente la strage di via dei Georgofili per far annullare il 41 bis". Lo scrive il presidente dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di via de' Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli, rispondendo ai promotori dell'iniziativa, che si terrà in una sede universitaria. "La dignità di Bagarella secondo noi è ampiamente rispettata, e non crediamo affatto che siano negati i primari diritti - prosegue Maggiani Chelli - anzi, hanno una ampia possibilità di contatti con l'esterno, troppi per noi, visto che dal carcere possono uscire ordini di morte. E come sempre lavoreremo per l'inasprimento del 41 bis, cercando di far riportare il sistema detentivo in questione allo spirito iniziale in cui fu istituito". "Siamo molto dispiaciuti - conclude Maggiani Chelli - del messaggio che passerà alla mafia attraverso il convegno da tutti Loro organizzato. Credo inoltre che i Padri Costituenti, mai avrebbero immaginato cosa sarebbe successo a questo nostro infelice Paese da sempre nelle mani della mafia". L'associazione aveva già annunciato nei giorni scorsi di non partecipare al convegno giudicandolo una provocazione "nella città dove è avvenuta la strage del 1993 con 5 morti e 48 feriti", cioè l'autobomba ai Georgofili. E i promotori dell'evento avevano risposto a Maggiani Chelli dicendo di non voler provocare nessuno, di condannare in modo netto la strage ma anche di ritenere che dignità e diritti delle persone detenute vanno mantenuti.(ANSA)
2747 del
Provenzano: Associazione vittime, Strasburgo ci offende
Riconosciuti diritti mafiosi, non batte colpo per vittime mafia
ROMA, 25 OTT - &..... Apri
ROMA, 25 OTT - "Da Strasburgo neanche quando sono morti ci risparmiano di menzionarli, e ci ricordano i nostri aguzzini, caso mai cercassimo di dimenticarli".
A dirlo è Giovanna Maggiani Chelli, Presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Il Capo di Cosa nostra Provenzano avrebbe subito in Italia il torto di morire al 41 bis - afferma Maggiani Chelli- certo che è morto a 41 bis in ospedale; Strasburgo però il 41 bis lo voleva abolito sulla carta bollata come Cosa Nostra. E ora che si fa si risarciscono i familiari di Provenzano, mentre noi sputiamo l'anima per avere riconosciuti i nostri diritti in un processo civile? Dove era Strasburgo dei diritti dell'uomo la notte del 27 Maggio 1993 quando Provenzano ha mandato i suoi uomini a Firenze ad ammazzarci per far annullare il 41 bis, giusto sulla carta bollata? La Corte di Strasburgo ci offende, ci fa indignare mentre riconosce i diritti ai mafiosi post mortum e non batte un colpo sul fronte delle vittime di mafia. Ma di quali diritti stiamo parlando di quelli di Cosa Nostra"?".(ANSA)
2748 del
"Da Strasburgo neanche quando sono morti ci risparmiano di menzionarli, e ci ricordano i nostri aguzzini, caso mai cercassimo di dimenticarli. Il..... Apri
"Da Strasburgo neanche quando sono morti ci risparmiano di menzionarli, e ci ricordano i nostri aguzzini, caso mai cercassimo di dimenticarli. Il capo di Cosa nostra Provenzano avrebbe subito in Italia il torto di morire a 41 bis. Certo che è morto a 41 bis in ospedale e il carcere duro bis un mero foglio di carta. Strasburgo però il 41 bis lo voleva abolito sulla carta bollata come Cosa Nostra. E ora che si fa si risarcisco i familiari di Provenzano, mentre noi sputiamo l'anima per avere riconosciuti i nostri diritti in un processo civile? Dove era Strasburgo dei diritti dell'uomo la notte del 27 maggio 1993 quando Provenzano ha mandato i suoi uomini a Firenze ad ammazzarci per far annullare il 41 bis, giusto sulla carta bollata?"
"La Corte di Strasburgo ci offende, ci fa indignare mentre riconosce i diritti ai mafiosi post mortum e non batte un colpo sul fronte delle vittime di mafia. Ma di quali diritti stiamo parlando, di quelli di Cosa nostra?", conclude Maggiani Chelli. (AdnKronos)
2749 del
ROMA, 26 OTT - "Il 'caso Provenzano' di queste ultime ore, inerente il 41 bis, ha di sicuro esacerbato gli animi. Annunciamo pertanto u..... Apri
ROMA, 26 OTT - "Il 'caso Provenzano' di queste ultime ore, inerente il 41 bis, ha di sicuro esacerbato gli animi. Annunciamo pertanto una raccolta di firme per una proposta di legge atta ad ottenere l'inasprimento del 41 bis e il mantenimento dell'ergastolo ostativo finchè ci sarà la mafia e per chi con la mafia collude".
Lo sostiene la presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage i via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
"Non è vendetta come si tenta di dire, è giustizia, solo che in questo Paese c'è chi fa finta di non sapere cosa è la mafia visto che non l'ha provata sulla propria pelle, o ha degli interessi personali. E' vero che il 41 bis esiste da 26 anni, ma è altrettanto vero che sono 26 anni che qualcuno in questo Paese, cerca di abolirlo: hanno iniziato con le bombe del 1993 quella di Via dei Georgofili e non hanno più smesso. Mi si dica come ha fatto Giuseppe Graviano a mettere incinta la moglie in carcere a 41 bis, se le restrizioni fossero disumane..Riteniamo ci possa essere malafede e qualcuno possa voler fare abolire il 41 bis per far scarcerare i mafiosi rei di strage, usando impropriamente la parola umanità" . (ANSA)
2750 del
Antimafia: Associazione vittime, si occupi di stragi '93
ROMA, 16 NOV - "Le Commissioni antimafia ci creano apprensione, perch&eac..... Apri
ROMA, 16 NOV - "Le Commissioni antimafia ci creano apprensione, perché dopo 25anni quella politica che avrebbe dovuto dare risposte sui 'concorrenti di Cosa nostra' nelle stragi del 1993, non lo ha fatto di certo, anzi", a scriverlo è Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.
"Abbiamo chiesto più volte di poter far parte della Commissione stessa quali vittime di stragi terroristiche eversive mafiose", ricorda Maggiani Chelli, e "siamo contenti che in Commissione appena composta, sia entrato il senatore Grasso che sempre si è interessato di verità sulle stragi anche del 1993 durante il suo percorso in Magistratura. Siamo a questo punto costretti ad auspicare che la Commissione antimafia appena insediata abbia la volontà politica di svelare implicazioni ormai palesi sulla strage di via dei Georgofili".(ANSA)
2751 del
Venerdì 30 Novembre 2018 - ore 17.00
Piazza della Repubblica, 26 - Firenze
I L P A T T O S P O R C O