Source: http://industriavicentina.it/notiziario/notiziariovi.nsf/codicewebNe/VI27143
Timestamp: 2018-09-22 05:22:15+00:00
Document Index: 47433545

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 113', 'art. 113', 'art. 4', 'art. 143', 'art. 113', 'art. 144', 'art. 217', 'art. 4', 'art. 1460', 'art. 1454', 'art. 143', 'art. 217', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 113', 'art. 4', 'art. 1460', 'art. 1454', 'art. 113', 'art. 4', 'art. 1460', 'art. 1454', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 102', 'art. 1460', 'art. 1454']

Associazione Industriali della Provincia di Vicenza - Notizia internet n. VI27143 del 01/08/2018
Cod. notizia:VI27143
Appalti pubblici - La Legge di bilancio per il 2018 riduce a 30 giorni il termine normale per l'emissione dei certificati di pagamento relativi agli acconti del corrispettivo d'appalto
La legge di bilancio per il 2018 ha ridotto a 30 giorni il termine normale per l'emissione dei certificati di pagamento relativi agli acconti del corrispettivo d'appalto, prima stabilito in 45 giorni.
L'art. 1, comma 586, della legge 27.12.2017, n. 205 (Legge di bilancio per il 2018) sostituisce il comma 1 dell'art. 113-bis (Termini per l'emissione dei certificati di pagamento relativi agli acconti) del D. Lgs. 50/2016 (nuovo Codice dei contratti pubblici), a sua volta introdotto nel corpo originario del Codice dal c.d. "Decreto correttivo" (D. Lgs. 56/2017).
Il testo dell'art. 113-bis, comma 1, del Codice dei contratti pubblici in vigore dal 1 gennaio 2018 è il seguente:
"I certificati di pagamento relativi agli acconti del corrispettivo di appalto sono emessi nel termine di trenta giorni decorrenti dall'adozione di ogni stato di avanzamento dei lavori, salvo che sia diversamente ed espressamente concordato dalle parti e previsto nella documentazione di gara e purché ciò non sia gravemente iniquo per il creditore".
In tal modo, la disciplina "speciale" dettata in materia di appalti pubblici si è, anche formalmente, uniformata alla disciplina generale sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali (D. Lgs. 231/2002, come modificato dal D. Lgs. 192/2012 e dalla legge 161/2014; si vedano le notizie VI16897, del 21.11.2012 e VI21320, del 16.11.2014), ed in particolare al vigente art. 4, comma 6, del D. Lgs. 321/2002, in base al quale "Quando e' prevista una procedura diretta ad accertare la conformità della merce o dei servizi al contratto essa non può avere una durata superiore a trenta giorni dalla data della consegna della merce o della prestazione del servizio, salvo che sia diversamente ed espressamente concordato dalle parti e previsto nella documentazione di gara e purché ciò non sia gravemente iniquo per il creditore ai sensi dell'articolo 7. L'accordo deve essere provato per iscritto".
Riguardo alla possibilità che nella documentazione di gara sia previsto un termine superiore a trenta giorni per l'emissione del certificato di pagamento degli acconti, entrambe le disposizioni sopra riprodotte la consentono a condizione che "non sia gravemente iniquo per il creditore".
Sul punto si segnala che la Circolare MISE prot. n. 0001293, del 23.01.2013, nella vigenza dell'art. 143 del DPR 207/2010 - che sul punto dettava la stessa disciplina poi confluita nell'art. 113-bis, comma 1, del D. Lgs. 50/2016, nella versione antecedente alla modifica che qui si commenta - ha ritenuto che il termine di quarantacinque giorni fosse la durata massima consentita per le operazioni di accertamento della prestazione dell'appaltatore e della conseguente emissione del certificato di pagamento.
Quanto alle conseguenze del ritardo nell'emissione del certificato di pagamento delle rate di acconto, le stesse erano disciplinate dall'art. 144, comma 1, del DPR 207/2010 (interessi legali per i primi sessanta gg. di ritardo; interessi moratori per il ritardo eccedente i primi sessanta gg.), peraltro abrogato dall'art. 217, comma 1, lett. u), del D. Lgs. 50/2016. Tale ritardo non risulta neppure considerato dall'art. 4 del D. Lgs. 231/2002, il che comporta che gli unici strumenti giuridici a disposizione dell'appaltatore/creditore siano l'eccezione d'inadempimento di cui all'art. 1460 c.c., nonché, nei casi più gravi, la diffida ad adempiere di cui all'art. 1454 c.c., con conseguente possibilità di risoluzione del contratto in caso di persistente inadempimento.
Quanto al termine per il pagamento degli importi dovuti in base al certificato di pagamento, la disciplina, che lo fissava in trenta giorni, era contenuta nell'art. 143, comma 1, secondo periodo, del DPR 207/2010, anch'esso abrogato dal citato art. 217 del nuovo Codice dei contratti pubblici.
In questo caso, peraltro, l'assenza di una disciplina "speciale" dettata in materia di appalti pubblici può ritenersi supplita dalla disciplina "generale", contenuta nell'art. 4 del D. Lgs. 231/2002, in base al quale il pagamento deve avvenire:
a) entro il termine di trenta giorni dalla data di ricevimento della fattura da parte del debitore;
b) entro il termine di trenta giorni dalla data dell'accertamento della conformità della prestazione al contratto (certificato di pagamento), quando il ricevimento della fattura da parte del debitore avviene in epoca non successiva alla data del citato accertamento;
c) entro un termine che non può comunque eccedere i sessanta giorni, con le decorrenze di cui alle precedenti lett. a) o b), quando il superamento dei trenta giorni sia oggettivamente giustificato dalla natura particolare del contratto o da talune sue caratteristiche e, comunque, purché il termine sia pattuito in modo espresso e da provarsi esclusivamente in forma scritta;
d) entro il termine di sessanta giorni, calcolati con le modalità di cui alle precedenti lett. a) e b), nel caso in cui il debitore sia un'impresa pubblica [la cui definizione è ora contenuta nell'art. 3, comma 1, lett. t), del D. Lgs. 50/2016] o un ente pubblico operante nel settore dell'assistenza sanitaria.
Relativamente alla rata di saldo, rimane inalterata la disciplina contenuta nell'art. 113-bis, comma 3, del D. Lgs. 50/2016, in base al quale "All'esito positivo del collaudo o della verifica di conformità il responsabile unico del procedimento rilascia il certificato di pagamento ai fini dell'emissione della fattura da parte dell'appaltatore. Il certificato di pagamento è rilasciato nei termini di cui all' articolo 4, commi 2, 3, 4 e 5 del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231 , e non costituisce presunzione di accettazione dell'opera, ai sensi dell' articolo 1666, secondo comma, del codice civile".
Il primo periodo della disposizione sopra riprodotta non indica il termine entro il quale il RUP, una volta espletato positivamente il collaudo (nel caso di lavori) o la verifica di conformità (nel caso di forniture o servizi), deve emettere il certificato di pagamento, né tale termine può desumersi dall'art. 4 del D. Lgs. 231/2002. Ne consegue che, analogamente a quanto in precedenza evidenziato riguardo all'emissione del certificato di pagamento delle rate di acconto, gli unici strumenti giuridici a disposizione dell'appaltatore/creditore di fronte alla mancata/tardiva emissione del certificato di pagamento sono l'eccezione d'inadempimento di cui all'art. 1460 c.c., nonché, nei casi più gravi, la diffida ad adempiere di cui all'art. 1454 c.c., con conseguente possibilità di risoluzione del contratto in caso di persistente inadempimento.
Il secondo periodo del comma 3 dell'art. 113-bis si occupa, invece, del ritardo nel pagamento della rata di saldo (erroneamente la norma ripete l'espressione "certificato d pagamento", peraltro qui da intendersi come "mandato di pagamento"), una volta che sia stato emesso il certificato di pagamento, rinviando all'art. 4, commi 2, 3, 4 e 5, del D. Lgs. 231/2002.
Ne consegue che detto pagamento deve avvenire entro trenta giorni dal ricevimento della fattura, con possibilità di fissazione di un termine non superiore a sessanta giorni, quando il superamento dei trenta giorni sia oggettivamente giustificato dalla natura particolare del contratto o da talune sue caratteristiche e, comunque, purché il termine sia pattuito in modo espresso e da provarsi esclusivamente in forma scritta (termine naturalmente fissato a sessanta giorni nel caso in cui il debitore sia un'impresa pubblica, oppure un ente pubblico operante nel settore dell'assistenza sanitaria).
Certificato di pagamento Non è fissato un termine esplicito per l'emissione. Con finalità sollecitatorie l'appaltatore può esperire l'eccezione d'inadempimento (art. 1460 c.c.) e, nei casi più gravi, la diffida ad adempiere, con conseguente possibilità di risoluzione del contratto in caso di persistente inadempimento (art. 1454 c.c.).
Pagamento 30 gg. dal certificato di pagamento o dal ricevimento della fattura, se successiva al certificato di pagamento (art. 4, comma 2, D. Lgs. 231/2002). Il termine può essere quantificato in non oltre 60 gg. se oggettivamente giustificato dalla natura particolare del contratto o da talune sue caratteristiche e, comunque, purché il termine sia pattuito in modo espresso e da provarsi esclusivamente in forma scritta (art. 4, comma 4), nonché nel caso in cui il committente sa un'impresa pubblica o un ente pubblico operante nel settore dell'assistenza sanitaria (art. 4, comma 5).
Conseguenze nel caso di ritardo nel pagamento Interessi calcolati applicando il tasso BCE + 8% dal primo giorno di ritardo.
Certificato di collaudo/verifica di conformità 6 mesi dall'ultimazione dei lavori o delle prestazioni; 3 mesi nel caso di lavori d'importo inferiore a 1 milione di euro, o di forniture e/o servizi d'importo inferiore alla soglia comunitaria (art. 102, commi 2 e 3, D. Lgs. 50/2016).
Certificato di pagamento Non è fissato un termine esplicito per l'emissione. Con finalità sollecitatorie l'appaltatore può esperire l'eccezione d'inadempimento (art. 1460 c.c.) e, nei casi più gravi, la diffida ad adempiere, con conseguente possibilità di risoluzione del contratto in caso di persistente inadempimento (art. 1454 c.c.)