Source: https://www.ocst.ch/legge-e-lavoro/lpp/179-importo-della-rendita
Timestamp: 2020-08-05 11:08:25+00:00
Document Index: 93821748

Matched Legal Cases: ['art. 62', 'art. 37', 'art. 23', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 62', 'art. 25', 'art. 36', 'art. 13', 'art. 62', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 20', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 62', 'art. 36', 'art. 22', 'art. 38']

Importo della rendita
(art. 62 c disposizioni transitorie della 1a revisione della LPP)
L’importo della rendita di vecchiaia annua rappresenta una percentuale dell’avere di vecchiaia. Questa percentuale, chiamata aliquota di conversione è stabilita dalla legge ed è stata fissata dal legislatore dal 01.01.2005 nel modo seguente:
Età ordinaria di pensionamento degli uomini
Aliquota di conversione per gli uomini
Età ordinaria di pensionamento delle donne
Aliquota di conversione per le donne
1950 65 anni (nel 2015) 6.80%
1951 64 anni (nel 2015) 6.80%
N.B.: Una volta determinata, la rendita non è più ridotta anche se l'aliquota di conversione subisce una diminuzione.
ESEMPIO: Pensionamento nell’anno 2015
donna: capitale di vecchiaia accumulato all’età di pensionamento
fr. 300'000.- x 6,80% (aliquota di conversione) = rendita di vecchiaia annua fr. 20'400.-.
uomo: capitale di vecchiaia accumulato all’età di pensionamento
fr. 350'000.- x 6,80% (aliquota di conversione ) = rendita di vecchiaia annua fr. 23'800.-.
VERSAMENTO ANTICIPATO O DIFFERIMENTO DELLA RENDITA DI VECCHIAIA
La LPP non prevede né il pensionamento anticipato né quello differito. Tuttavia, gli istituti di previdenza possono introdurre le due opzioni nel loro regolamento. In caso di pensionamento anticipato, l’importo della rendita diminuisce in funzione del numero di anni di anticipo, invece, in caso di differimento del pensionamento oltre dell’età ordinaria (65 anni per gli uomini, 64 per le donne), l’importo della rendita aumenta in funzione del numero di anni di differimento.
RENDITA/CAPITALE (art. 37 LPP)
In generale, le prestazioni di vecchiaia, per superstiti e d’invalidità sono assegnate sotto forma di rendita.
Dal 1.1.2005 la Legge previdenza professionale consente all’assicurato, se lo richiede, che ¼ del suo avere di vecchiaia gli sia versato come liquidazione in capitale, secondo i termini previsti dal regolamento dell’istituto.
Un versamento unico del capitale, invece, può essere preso in considerazione se l’importo della prestazione è poco elevato o nel caso in cui l’istituto di previdenza preveda espressamente questa possibilità nel suo regolamento e a condizione che l’assicurato faccia richiesta conformemente alle disposizioni regolamentari (spesso sono previsti almeno 3 anni di anticipo, rispetto all’esigibilità delle prestazioni).
Se l’assicurato è coniugato, il versamento della liquidazione in capitale è ammesso soltanto se il coniuge vi acconsente per scritto. Se non può ottenere tale consenso o questo gli è negato, può adire il tribunale.
Prestazioni assicurate (art. 23-24 LPP)
Prestazioni d'invalidità
Prestazioni ad altri beneficiari
1 Prestazioni di invalidità (art. 24 LPP)
L'assicurato ha diritto alla rendita se presenta un grado d’invalidità di almeno il 40% ai sensi dell’AI ed era affiliato ad un istituto di previdenza al momento in cui é sorta l'incapacità al lavoro, la cui causa ha portato all’invalidità. L'assicurato ha diritto:
alla rendita intera se l’invalidità è di almeno il 70%;
¾ di rendita se l’invalidità è di almeno il 60%;
½ di rendita se l’invalidità è di almeno il 50%;
¼ di rendita se l’invalidità è di almeno il 40%.
N.B. In ogni caso è consigliabile fare riferimento alle disposizioni regolamentari. Alcuni istituti di previdenza, infatti, prevedono il diritto alla rendita di invalidità già a partire dal 25%.
Calcolo della rendita di invalidità (art. 24 cpv. 2-3 LPP)
La rendita d’invalidità è calcolata in base:
all'avere di vecchiaia accumulato dall'assicurato sino al momento della nascita del diritto alla rendita d’invalidità;
oltre alla somma degli accrediti di vecchiaia per gli anni mancanti fino al raggiungimento dell’età ordinaria di pensionamento, senza gli interessi.
Gli accrediti sono calcolati sulla base del salario coordinato dell'assicurato durante l'ultimo anno d'assicurazione nell'istituto di previdenza.
L’aliquota di conversione per determinare la rendita corrisponde a quella applicata nel caso di una rendita di vecchiaia.
ESEMPIO stato 01.01.2015: Capitale di vecchiaia accumulato al momento dell’invalidità Fr. 100'000.- + Accrediti di vecchiaia, senza interessi, che l'assicurato avrebbe accumulato sino all'età di pensionamento Fr. 120'000.-
Totale fr. 220'000.-- x aliquota di conversione decrescente secondo l’anno di nascita:
(vedi tab. 'importo della rendita art. 62c disposizione transitoria della 1a revisione della LPP').
Rendita per figli d’invalidi (art. 25 LPP)
Gli assicurati cui spetta una rendita di invalidità hanno diritto a una rendita complementare per ogni figlio fino al 18.mo anno di età, tuttavia, al massimo sino all'età di 25 anni se il figlio: è a tirocinio, o agli studi, o è incapace di guadagnare perchè invalido per almeno il 70%.
Adeguamento delle rendite (art. 36 LPP)
Dopo tre anni di decorrenza le rendite d’invalidità sono adeguate all’evoluzione dei prezzi fino al compimento dell’età ordinaria di pensionamento.
2 Prestazioni di vecchiaia (art. 13 LPP/art. 62 c disposizioni transitorie della 1a revisione della LPP)
Hanno diritto alle prestazioni di vecchiaia:
gli uomini che hanno compiuto i 65 anni;
le donne che hanno compiuto i 64 anni.
Gli assicurati cui spetta una rendita di vecchiaia hanno diritto ad una rendita complementare pari al 20% della rendita percepita, e ciò per ogni figlio sino al compimento del 18.mo anno di età, tuttavia, al massimo sino all'età di 25 anni se il figlio: è a tirocinio, o agli studi, o è incapace di guadagnare perchè invalido per almeno il 70%. (art. 17 e 22 LPP).
3 Prestazioni per superstiti (art. 18 LPP)
Il diritto alle prestazioni per i superstiti sussiste soltanto se il defunto:
era assicurato quando si verificò il decesso o allorché insorse l'incapacità al lavoro la cui causa ha portato alla morte;
riceveva una rendita di vecchiaia o di invalidità dall'istituto di previdenza quando si verificò il decesso.
Rendita per vedove/vedovi (art. 19 cpv. 1 LPP) La vedova e/o il vedovo ha diritto a una rendita vedovile se, alla morte del coniuge:
deve provvedere al sostentamento di almeno un figlio;
ha compiuto i 45 anni e il matrimonio è durato almeno 5 anni.
Indennità unica per vedove e vedovi (art. 19 cpv. 2 LPP)
Il coniuge superstite che non adempie a nessuna delle condizioni richieste per l’attribuzione di una rendita ha diritto a un'indennità unica pari a tre rendite annuali.
Prestazioni ad altri beneficiari (art. 20 a LPP)
Se le disposizioni regolamentari dell’istituto di previdenza lo prevedono, hanno diritto alle prestazioni per i superstiti:
le persone fisiche che erano assistite in modo considerevole dall’assicurato, o la persona che ininterrottamente convissuto con lui negli ultimi 5 anni prima del decesso o che deve provvedere al sostentamento di uno o più figli comuni (esempio: la/il concubina/o);
in assenza dei beneficiari di cui alla lettera a), i figli del defunto, i genitori o i fratelli e le sorelle;
in assenza dei beneficiari di cui sopra, gli altri eredi legittimi. La prestazione da versare sarà pari ai contributi pagati dall’assicurata/o o al 50% del capitale di previdenza.
Divorziati (art. 20 OPP 2)
Dopo la morte dell’ex-moglie/marito la donna/l’uomo divorziata/o è equiparata/o alla vedova/vedovo e può percepire le prestazioni per superstite in seguito al decesso dell’ex coniuge a condizione che il matrimonio sia durato almeno dieci anni e, che in virtù della sentenza di divorzio, gli sia stata assegnata un’indennità in capitale o una rendita vitalizia. L'ex coniuge ha almeno un figlio a carico e ha raggiunto l'età di 45 anni.
IMPORTANTE: Occorre tuttavia rilevare che le prestazioni dell'istituto di previdenza possono essere ridotte nella misura in cui, sommate a quelle di altre assicurazioni, e particolarmente a quelle dell'AVS-AI superano l'importo dovuto o assegnato dalla sentenza di divorzio (art. 20 cpv. 2 OPP 2).
Ammontare delle rendite per vedove/i e orfani (art. 21 – 22 cpv. 3 LPP)
a) prima dell'età pensionabile
Alla morte dell'assicurato, la rendita per vedove/i corrisponde al 60% della rendita d’invalidità intera che l’assicurato avrebbe avuto diritto.
I figli del/della defunto/a (inclusi gli affiliati se il/la defunto/a doveva provvedere al loro sostentamento) hanno diritto alla rendita per orfani e corrisponde al 20%, ciò fino all’età di 18 anni o 25 anni al massimo se l’orfano segue un tirocinio o è agli studi o fino a quando l’orfano, invalido almeno al 70%, non è capace di esercitare un’attività lucrativa.
ESEMPIO stato 01.01.2014:
Capitale di vecchiaia accumulato al momento del decesso fr. 100'000.- / Accrediti di vecchiaia, senza interessi, che l'assicurato avrebbe avuto sino all'età di pensionamento fr. 120'000.-
Totale fr. 220'000.-- x aliquota di conversione decrescente secondo l’anno di nascita: (vedi tabella “Importo della rendita art. 62c disposizione transitoria della 1a revisione della LPP, pag. 4”).
b) Ammontare della rendita quando il coniuge era al beneficio di una rendita di vecchiaia
Se il/la defunto/a percepiva già una rendita di vecchiaia o d’invalidità, il coniuge superstite riceve il 60% di questa rendita e l’orfano il 20%.
ESEMPIO Rendita annua:
fr. 20'000.- x 60% = fr. 12’000.-
fr. 20'000.- x 20% = fr. 4’000.-
Adeguamento della rendite al rincaro (art. 36 LPP)
La rendita per superstiti e d'invalidità devono essere adeguate al rincaro, nei limiti fissati dal Consiglio Federale, dopo 3 anni di decorrenza. Le rendite di vecchiaia devono essere adeguate al rincaro secondo il Regolamento della Fondazione di Previdenza.
Estinzione del diritto alle prestazioni (art. 22 cpv. 2 LPP)
Il diritto alle prestazioni per vedova/o si estingue quando il/la vedovo/a passa a nuove nozze o muore.
Rendite o capitale?
Le prestazioni sono pagate sotto forma di rendita mese per mese (art. 38 LPP).