Source: https://www.avvocatoabologna.it/avvocato-civilista-bologna/risolvi-successioni-liti-ereditarie-avvocato-esperto-bologna-imola-ravenna-forli-cesena.html
Timestamp: 2020-01-17 14:23:04+00:00
Document Index: 157851792

Matched Legal Cases: ['art. 584', 'art. 540', 'art. 540', 'art. 584', 'art. 584', 'art. 556', 'art. 540', 'art. 542', 'art. 543', 'art. 540', 'art. 542', 'art. 544', 'art. 553']

AMBITI DI COMPETENZA SPECIFICA: Eredità Consulenza ereditaria Quote di legittima Testamento olografo Testamento segreto Testamento pubblico Testamentobiologico Accettazione di eredità Eredi necessari Patto di famiglia Trust Azione giudiziaria a tutela dell’erede legittimo Donazioni tra coniugi Donazione ai figli Donazione in vista di un futuro matrimonio Donazione indiretta Successioni Redazione della Dichiarazione di successione e sua presentazione presso gli Uffici competenti Esecuzione visure catastali Riunioni di usufrutto Domande formali di ogni genere attinenti alla successione Rinunzia all’eredità Assistenza in atti pubblici Attivazione della pianificazione successoria Redazione di testamenti sulla base delle disposizioni del testatore Pianificazione della successione Pianificazione della successione all’interno dell’impresa Custodia di testamenti Custodia di disposizioni di ultime volontà
STUDIO A BOLOGNA IN VIA SOLFERINO 30
SUCCESSIONI EREDI DIVISIONE SOLUZIONE AVVOCATO ESPERTO
Lo Studio avvocato Bologna affronta tutte le complesse questioni che caratterizzano, dopo il decesso di una persona, la sua vicenda ereditaria: capacità a succedere, accettazione con o senza beneficio di inventario, rinuncia all’eredità, successione legittima o testamentaria, azione di riduzione, divisione e collazione, scioglimento della comunione ereditaria, validità ed impugnazione del testamento.
L’art. 584 c.c., comma 1, dettato in tema di successioni legittime,
con riferimento al coniuge putativo contempla espressamente l’applicabilità della disposizione stabilita dall’art. 540, comma 2.
2.1.a).- Lo stesso risultato per altro verrebbe assicurato interpretando correttamente, (cioè tenendo conto delle esigenze che sono poste al fondamento del) l’art. 540 c.c., comma 2, il quale prevede i diritti di abitazione e di uso in favore del coniuge superstite ‘anche quando concorra con altri chiamati’. Ora poichè un concorso con altri chiamati può verificarsi solo con riferimento alla successione legittima o a quella testamentaria, sembra evidente che il legislatore abbia inteso stabilire che, a prescindere del tipo di successione, al coniuge superstite spettano, comunque, i predetti diritti, dettando, poi, delle regole per fare in modo che gli stessi incidono il meno possibile sulla quota di riserva degli altri legittimari. Insomma, come con l’art. 584 cc. collocato nelle norme relative alla successione legittima, il legislatore ha disciplinato la posizione del coniuge putativo anche quale legittimario, così nell’ari. 540 collocato nelle norme relative alla tutela dei legittimari, il legislatore ha dettato una disposizioni che vale anche per la successione legittima.
Pertanto, o un’interpretazione costituzionalmente orientata, dell’art. 584 cc. o un’interpretazione assiologica della normativa di cui agli artt. 581 e 540 cc, consente di affermare che anche al coniuge legittimo sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano (cfr. Cass. SSUU. N. 4847 del 27 febbraio 2013).
.- Ora, posto che i diritti di abitazione e d’uso competano indifferentemente al coniuge che succeda ab intestato ed a quello che succeda in via legittima, resta da individuare il criterio di imputabilità dei diritti di cui si dice sulla successione.
A) Alcuni ritengono che l’abitazione e l’uso raffigurino dei diritti, che al coniuge sono riservati come prelegati, oltre la sua quota di riserva. Ciò si argomenta dal dato testuale, secondo cui i diritti di abitazione e di uso gravano sulla disponibile e, solo se questa non sia sufficiente, sulla quota riservata al coniuge ed ai figli. La definizione di legato ‘ex lege’, poi, si fonda Imi modo della trasmissione: contemplando la disposizione beni determinati (il diritto di uso e di abitazione), si ritiene che la norma disciplini una trasmissione a titolo particolare. Dalla lettera della legge e dal chiaro intendimento legislativo di favorire il coniuge superstite, si argomenta che questi diritti si aggiungono alla quota spettante al coniuge. Assegnati, anzitutto, al coniuge i diritti di abitazione e di uso, la successione legittima si apre sul residuo.
Pertanto, la enunciazione del diritto di abitazione e di uso raffigura la mera indicazione dei beni, i quali concorrono a formare la quota spettante al coniuge nella successione legittima. Le conseguenze sulla formazione della quota del coniuge sono differenti, perchè i diritti di abitazione e di uso non si aggiungono, ma vengono a comprendersi nella quota spettante a titolo di successione legittima.
C) Vi è ancora chi distingue tra successione necessaria e successione legittima. Si ritiene che avuto riguardo alla successione necessaria, posto che la norma stabilisce che i diritti di abitazione e di uso gravano, in primo luogo, la disponibile, ciò significa che, come prima operazione si deve calcolare la disponibile sul patrimonio relitto, ai sensi dell’art. 556 c.c., e, per conseguenza, determinare la quota di riserva. Calcolata poi la quota del coniuge nella successione necessaria, in base a quanto stabiliscono l’art. 540 c.c., comma 1, art. 542 c.c., e art. 543 c.c., comma, alla quota di riserva così ricavata si devono aggiungere i diritti di abitazione e di uso in concreto, il cui valore viene a gravare la disponibile (sempre che la disponibile sia capiente). Diverso sarebbe, secondo questo orientamento, il discorso riguardante la successione legittima. Nella successione legittima i diritti di cui si dice non si aggiungerebbero alla quota ereditaria per due ragioni: una di ordine formale e altra per l’effetto di una interpretazione sistematica delle norme. Intanto, vien osservato che la quota di riserva stabilita in favore del coniuge si incrementa, aggiungendosi i diritti di abitazione e di uso gravanti per la ragione assorbente che quei diritti, ai sensi dall’art. 540 c.c., comma 1, art. 542 c.c., e art. 544 c.c., comma 1, gravano sulla disponibile.
Sicchè questo stesso criterio non sarebbe applicabile all’ipotesi di successione legittima perchè in tema di successione legittima, non troverebbero applicazione gli istituti della disponibile e della riserva. Ma si rinviene una ragione sistematica più persuasiva. La riserva rappresenta il minimo, che il legislatore vuole assicurare ai più stretti congiunti, anche contro la volontà del defunto. I diritti di abitazione e di uso fanno parte della riserva e, quindi, anch’essi fanno parte del minimo. Per evitare che attraverso la disciplina delle successioni legittime vengano pregiudicati i diritti dei legittimari, l’art. 553 c.c., che serve di raccordo tra la successione legittima e la successione necessaria, stabilisce che le porzioni fissate nelle successioni legittime, ove risultino lesive dei diritti dei legittimari, si riducono proporzionalmente per integrare tali diritti. Peraltro, dal sistema della successione necessaria emerge che il legislatore interviene nel meccanismo delle successioni legittime quando la quota spettante nella successione intestata andrebbe al di sotto della quota di riserva; da nessuna norma, per contro, risulta che il legislatore abbia modificato il regime della successione intestata per attribuire agli eredi legittimi (che siano anche legittimari), più di quanto viene loro riservato con la successione necessaria.
Tuttavia, il regime va ricostruito tenuto conio che uno dei presupposti per l’attribuzione dei diritti di cui si dice è quello che la casa e i mobili che la corredano devono potersi considerare come quella di abituale coabitazione, ciò significa che l’esigenza che quell’attribuzione intende garantire è il diritto all’abitazione, quale minimo, che il legislatore vuole assicurare al coniuge superstite in ragione di quella solidarietà coniugale che ha animato il rapporto tra i coniugi, un diritto questo (quello dell’abitazione) e una solidarietà coniugale garantiti anche dalla costituzione (artt. 47 e 2 Cost.) quali esigenze a garanzia di un pieno ed integrale sviluppo della persona. Vi è ragione, pertanto, di ritenere che quei diritti vanno posto a carico dell’intero patrimonio ereditario. Con la precisazione che nella successione legittima, non trovando applicazione gli istituti della riserva e della disponibile quei diritti vanno imputati all’asse ereditario e proporzionalmente sulle quote legittime degli eredi compreso il coniuge(cfr. Cass. SSUU. N. 4847 del 27 febbraio 2013).
Di Sergio Armaroli|2019-12-16T17:32:38+01:00Dicembre, 2019|avvocato civilista bologna, AVVOCATO BOLOGNA, NEWS IMPORTANTI|