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Timestamp: 2018-04-26 05:32:48+00:00
Document Index: 184178175

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art. 2', 'art. 23', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 41', 'art. 45', 'art. 9', 'art. 22', 'art. 49', 'art. 25', 'art. 34', 'art. 5', 'art. 1620', 'art. 34', 'art. 36']

agricoltura, contratti agrari
Condizioni per la proroga dei contratti agrari
Recesso e risoluzione del contratto agrario
In tema di contratti agrari, la disposizione di cui all'art. 41 della legge 3 maggio 1982, n. 203, secondo cui i contratti agrari ultranovennali, anche se verbali o non trascritti, sono validi ed hanno effetto pure riguardo ai terzi, deroga unicamente agli artt. 1350, n. 8) e 2643, n. 8) cod. civ., e non al complesso della disciplina in materia di trascrizione. Ne consegue che prevale sul contratto agrario ultranovennale successivamente concluso l'anteriore trascrizione di una domanda giudiziale volta al conseguimento di un diritto con esso incompatibile.
In tema di contratti agrari, la L. 3 maggio 1982, n. 203, art. 2, che stabilisce la durata per i contratti "in corso" alla data di entrata in vigore della legge, con decorrenza da tale ultima data, va interpretato nel senso che esso si applica indistintamente a tutti i contratti ancora non scaduti, a prescindere dal fatto che la durata fosse stata prevista in un contratto stipulato con l'assistenza delle associazioni sindacali di categoria ai sensi della L. 11 febbraio 1971, n. 11, art. 23.
In applicazione della L. 22 luglio 1966, n. 607, art. 1 come modificato per effetto della sentenza della Corte costit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... 143 del 1997, per le enfiteusi fondiarie costituite anteriormente al 28 ottobre 1941 e con originaria pattuizione in natura o derrate del corrispettivo a carico dell'enfiteuta, il valore di riferimento per la determinazione del capitale per l'affrancazione va individuato nel minore tra i due valori, costituiti il primo dal controvalore in denaro delle derrate in base ai prezzi correnti al momento dell'entrata in vigore della legge (7/8/1966) ed il reddito dominicale del fondo su cui è costituita l'enfiteusi.
Poiché in materia di contratti agrari vale il principio generale della libertà di forme, sancito dalla L. n. 203 del 1982, art. 41, in caso di decesso di alcuni affittuari di un unico fondo agricolo, il rapporto prosegue con gli eredi, se continuano ad esercitare attività agricola sul fondo.
Un contratto di compartecipazione stagionale agraria, ancorché atipico e liberamente conformabile dalle parti, non consente di per sé di escludere che il concedente rimanga titolare dell'impresa agricola, pur avendo trasferito a terzi l'esercizio di determinate colture.
Per affermare l'esistenza di un contratto agrario, è necessario e sufficiente che il contrat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... oggetto lo sfruttamento di un fondo agricolo e, sul piano soggettivo, che il conduttore sia un coltivatore diretto.
Per la valida stipulazione di accordi in deroga alle previsioni imperative in materia di contratti agrari, ai sensi della L. n. 203 del 1982, art. 45, l'assistenza dell'associazione professionale di categoria deve estrinsecarsi in un'attività effettiva di consulenza e di indirizzo che chiarisca alle parti il contenuto e lo scopo delle singole clausole contrattuali che si discostino dalle disposizioni di legge affinché la stipulazione avvenga con la massima consapevolezza possibile.
Ove in un contratto agrario sia pattuito esclusivamente un corrispettivo in natura, nullo per espressa previsione di legge, il conduttore non può ritenersi ipso facto in mora per il mancato adempimento di una prestazione normativamente vietata, mentre più non opera, a seguito della declaratoria di illegittimità costituzionale della L. 3 maggio 1982, n. 203, art. 9, di cui a Corte cost. n. 318/02, l'inserzione automatica di clausole in materia di misura del canone: sicché, fino alla determinazione giudiziale del canone non può configurarsi un inadempimento del conduttore in or... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rispettivo, essendo inesigibili le relative prestazioni.
Il contratto preliminare di vendita di un terreno agricolo stipulato dal concedente con terzi, il quale sia condizionato al mancato esercizio della prelazione da parte dell'affittuario, non resta caducato per il solo fatto che l'affittuario medesimo abbia tempestivamente dichiarato di avvalersi di quel diritto, occorrendo anche il pagamento del prezzo nei modi e termini stabiliti.
L'art. 22 della l. 11 febbraio 1971 n. 11, in materia di concessione di terreni demaniali per l'utilizzazione agricola o silvo-pastorale, ancora in vigore nonostante l'emanazione della l. 3 maggio 1982 n. 203, regolatrice dei patti agrari, deve essere riferito ai contratti atipici di diritto privato ma non alle concessioni amministrative, aventi natura pubblicistica e caratterizzate dalla presenza di ampi poteri discrezionali spettanti alla P.A.
L'assistenza delle organizzazioni professionali agricole tramite cui le parti possono stabilire patti in deroga alle disposizioni imperative della L. n. 203 del 1982, costituisce condizione di validità dei patti, purché si estrinsechi in un'attività effettiva di consulenza ed indirizzo che chiarisca alle parti il contenuto e lo scopo di ogn... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...atto in modo che esse ne acquisiscano piena consapevolezza senza che peraltro occorra che si faccia menzione della difformità dalla disposizione imperativa; al contrario, non è sufficiente la pura e semplice presenza né tanto meno la sottoscrizione contestuale o successiva del contratto.
In materia di contratti agrari, il legislatore ha definito, con disposizione tassativa, il tipo di miglioramenti necessari perché un rapporto ultratrentennale possa essere considerato "a miglioria" e dichiarato perpetuo, con conseguente diritto all'affrancazione; in proposito, non si possono considerare sufficienti, a tal fine, la realizzazione di generiche attività, pur astrattamente migliorative, di livellamento, scasso o dissodamento del fondo oggetto del rapporto agrario, essendo invece necessario che il coltivatore abbia impiantato colture arboree o arbustive (con o senza fabbricati rurali) su un fondo concesso incolto e nudo, provvedendovi direttamente a proprie spese ovvero pagandone il corrispondente valore al precedente coltivatore al quale sia subentrato.
A norma della L. 3 maggio 1982, n. 203, art. 49 in caso di morte del condutt... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; consentita la prosecuzione ex lege del rapporto con l'erede, in quanto questi presenti il requisito della qualifica di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo a titolo principale, ovvero si trovi in determinate condizioni volute da tale norma.
In tema di contratti agrari, in presenza di rapporto associativo per il quale non sia stata fatta richiesta di conversione in affitto a coltivatore diretto ex art. 25 e seguenti della L. n. 203 del 1982, trova applicazione, al fine di determinarne la data di cessazione, l'art. 34 della medesima legge che disciplina in via esclusiva la durata dei contratti associativi non convertiti.
Il D.L. n. 474 del 1987, art. 5, comma 3, nel testo risultante dalla Legge di Conversione n. 12 del 1988, ha previsto, in favore degli affittuari coltivatori diretti, mezzadri, coloni ed assegnatari di enti di sviluppo dei territori colpiti dagli eventi sismici del 1980 - 1982, con contratti in corso alla data del 21 gennaio 1988, ed aventi titolo, in sostituzione dei proprietari concedenti, all'assegnazione dei contributi per la ricostruzione e la riparazione delle unità immobiliari danneggiate, una proroga di "sedici anni, ivi compresa la proroga di cui alla L. 3 maggio 1982, n. 203, a far da... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...timazione dei lavori": tale espressione deve intendersi nel senso che la conclusione dei lavori di ricostruzione rappresenta non il termine iniziale della proroga stessa, ma soltanto la condizione per ottenerla, cumulando al periodo di proroga già goduto per effetto della L. n. 203 del 1982 un ulteriore periodo, sì da raggiungere una durata del contratto pari a sedici anni complessivi.
L'affittuario di un fondo rustico in virtù di contratto concluso con il curatore del fallimento non può opporre al soggetto cui il bene è stato venduto in sede fallimentare la proroga legale del contratto, in quanto tale affitto, essendo finalizzato al soddisfacimento di pubbliche esigenze processuali dell'Amministrazione giudiziaria, temporanee nel sistema stesso della legge, non è soggetto alla normativa speciale vincolistica sui contratti agrari.
In tema di affitto di azienda agraria, l'art. 1620 c.c., che disciplina "le iniziative atte a produrre un aumento di reddito della cosa", consente al conduttore di assumere appunto delle "iniziative" e di sopportarne i relativi costi in ragione del pot... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...remento della produttività della cosa destinato a riverberarsi immediatamente a suo favore.
In caso di esercizio congiunto dell'attività agricola (con applicazione del regime speciale di cui all'art. 34 D.P.R. n. 633 del 1972) e dell'attività agrituristica in regime forfettario, l'imprenditore agricolo è obbligato a tenere la contabilità separata ed il passaggio di beni dall'attività agricola a quella agrituristica (cd."passaggi interni") deve essere fatturato separatamente e registrato in registri separati ai sensi del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 36, commi 4 e 5; le liquidazioni periodiche Iva devono essere separate; le due attività devono essere inserite in distinti quadri della dichiarazione annuale Iva. Naturalmente l'obbligo di contabilità separata vige anche quando i regimi prescelti siano uno forfettario e l'altro ordinario.