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Timestamp: 2020-02-18 15:14:24+00:00
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Articolo: Assunzione degli under 35 – si sbloccano le agevolazioni | Dottrina Per il Lavoro
Articolo: Assunzione degli under 35 – si sbloccano le agevolazioni
approfondimento di Eufranio Massi per The world of il Consulente (n. 105 – anno X – gennaio 2020)
ASSUNZIONI DEGLI UNDER 35: SI SBLOCCANO LE AGEVOLAZIONI
Ci sono voluti più di 14 mesi per sbloccare la disposizione in base alla quale i benefici previsti dai commi 100 e seguenti dell’art. 1 della legge n. 205/2017 in favore dei giovani di età compresa tra i 30 ed i 35 anni, potessero essere riconosciuti: ovviamente, per la piena operatività occorrerà attendere la nota di chiarimento dell’INPS ma il più è stato fatto.
Tutto questo, perché il Legislatore, convertendo, con modificazioni, il D.L. n. 87/2018, aveva inserito l’art. 1-bis, attraverso il quale erano previsti sgravi contributivi in favore dei datori di lavoro che, senza esservi tenuti, avessero assunto con contratto a tempo indeterminato, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 ed il 31 dicembre 2020 lavoratori di età compresa tra i 30 ed i 35 anni (“rectius” 34 anni e 364 giorni).
Per far ciò, invece di intervenire sul comma 102 dell’art. 1 della legge n. 205/2017 che li aveva previsti soltanto per il 2018, aveva provveduto a riscrivere la norma creando una serie di equivoci e, soprattutto, e rimandando ad un Decreto “concertato” tra il Ministro del Lavoro e quello dell’Economia, l’indicazione delle modalità di fruizione delle agevolazioni. Tale provvedimento doveva uscire entro il 12 ottobre 2018 ma non ha mai visto la luce e, di conseguenza, per tutto il 2019, il beneficio, del tutto uguale a quello già stabilito per il 2018 dalla legge n. 205/2017 non è stato usufruito da alcuno ed i datori di lavoro che hanno, comunque, proceduto alle assunzioni, nella speranza di una emanazione dell’atto, hanno regolarmente pagato le contribuzioni dovute. Tutto questo ha creato una serie di situazioni particolarmente critiche che poco hanno a che fare con la chiarezza delle disposizioni che i cittadini pretendono sia dal Parlamento che dagli organi amministrativi chiamati a darne esecuzione.
Per la piena operatività della disposizione occorrerà attendere una circolare applicativa dell’INPS la quale non potrà che ricalcare la n. 40 del 3 marzo 2018: tale provvedimento amministrativo dovrà, anche, definire la modalità di fruizione per quei datori di lavoro imprese che hanno assunto nel corso del 2019 giovani in possesso dei requisiti oggettivi e soggettivi previsti dalla norma e per i quali è stata pagata la contribuzione ordinaria: probabilmente, una volta verificata la sussistenza delle condizioni, si opererà attraverso il sistema del conguaglio contributivo.
Destinatari dei benefici sono i datori di lavoro privati imprenditori e non imprenditori (con esclusione dei datori di lavoro domestici) e gli Enti pubblici Economici: la Pubblica Amministrazione i cui soggetti sono, in gran parte, individuati nell’art. 1, comma 2, della legge n. 165/2001 e gli Enti Pubblici non economici indicati da una serie di disposizioni particolari (ad esempio, le c.d. “Authority” o gli Istituti previdenziali) restano fuori. La circolare n. 40 offre, nei casi dubbi, una precisa elencazione delle Amministrazioni che sono ricomprese e di quelle che sono fuori dall’ambito di applicazione: si ha motivo di ritenere che la nuova circolare ripeta quanto già detto nel corso del 2018.
Il concetto di riparametrazione ed applicazione su base mensile è stato ben chiarito al punto 8 della circolare n. 40/2018: la soglia massima di esonero contributivo fruibile è pari a 250 euro (3000/12). Per i rapporti instaurati o risolti in corso di mese, la soglia andrà riproporzionata assumendo a calcolo euro 8,06 al giorno (250/31).
L’agevolazione necessita di una “conditio sine qua non”: il giovane “under 35” (ma il discorso vale anche per gli altri), fatta salva l’ipotesi di un contratto di apprendistato svolto presso altro datore, nno “consolidatosi” al termine del periodo formativo, non deve essere stato mai assunto a tempo indeterminato né presso l’impresa “assumente”, né presso altro datore. I benefici spettano anche in caso di trasformazione del rapporto a termine, purchè il giovane non abbia superato la soglia dei 35 anni. La trasformazione offre la possibilità al datore di lavoro di recuperare, se già pagato, il contributo addizionale dell’1,40% ed anche quello progressivo dello 0,5%.
La disposizione presenta alcune criticità che ritengo opportuno sottolineare e che traggono origine dallo stesso dettato normativo. Esse riguardano lavoratori assunti a tempo indeterminato che sono licenziati durante il periodo di prova o anche donne che si sono dimesse per giusta causa da un rapporto a tempo indeterminato in presenza di situazioni del tutto personali, magari dovute ad “attenzioni particolari”: ebbene, per costoro, non è prevista alcuna possibilità di essere assunti con tali benefici.
L’assunzione, non essendoci una preclusione specifica, potrà avvenire anche a tempo parziale, nel rispetto, laddove individuato dalla contrattazione collettiva, del limite orario settimanale: ovviamente, lo sgravio sarà riproporzionato.
Il beneficio, (comma 114) non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previste dalla normativa vigente (ad esempio, donne prive di impiego regolarmente retribuito da oltre 24 mesi) mentre la circolare n. 40, parla di piena cumulabilità oltre che con le agevolazioni previste per le Regioni del Meridione dal comma 893 dell’art. 1 della legge n. 205/2017 (cosa che consente il raggiungimento del 100% degli sgravi contributivi, per dodici mesi, per i rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato instaurati nel corso dell’anno appena trascorso, ma anche per il 2020, attesa la proroga contenuta nella legge n. 160/2019), anche per quelle di natura economica previste:
Un ultimo chiarimento: la cumulabilità con il Bonus Sud 2020 (peraltro, subordinata alla emissione di un Decreto da parte dell’ANPAL) per le Regioni, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, si ricava da una norma ad “incastro” contenuta nell’ultima parte del comma 10, laddove si interviene sul comma 247 dell’art. 1 della legge n. 145/2018, ove si sostituisce con la nuova normativa la vecchia previsione, ora abrogata, dell’art. 1-.bis del D.L. n. 87/2018, convertito, con modificazioni, nella legge n. 96.