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Timestamp: 2018-06-25 13:22:17+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 146', 'art. 146', 'art. 6', 'art. 24', 'art. 40', 'art. 8', 'art. 6']

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L’ I.P.P.C. - Integrated Pollution Prevention and Control, ovvero controllo e prevenzione integrata dell'inquinamento, rappresenta una nuova strategia, comune a tutta l'UE, esplicitata con la direttiva europea n. 96/61/CE del 24.09.1996, chiamata appunto direttiva IPPC.
Il recepimento italiano della direttiva IPPC è stato attuato con il D. Lgs. 372/99 e il D. Lgs. 59/09, i cui principi sono stati integralmente assorbiti dal Testo Unico Ambientale, tramite il D. Lgs 128/2010.
L'I.P.P.C., al fine di aumentare le “prestazioni ambientali” dei complessi industriali soggetti ad autorizzazione, si basa sui seguenti principi generali:
prevenire l’inquinamento utilizzando le migliori tecniche disponibili
evitare la produzione di rifiuti oppure, ove ciò non sia possibile, favorirne il recupero o l’eliminazione
organizzare il monitoraggio ambientale in modo integrato
prevenire gli incidenti e limitarne le conseguenze
industria dei prodotti minerari
Se l’attività industriale della propria azienda rientra nel campo di applicazione della direttiva I.P.P.C. 96/61/CE (link al sito web) e dei decreti di recepimento nazionali, si dovrà fare richiesta all’Autorità Competente per ottenere l’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.).
Quest'ultima prevede l’utilizzo, da parte delle aziende, delle Migliori Tecniche Disponibili (o MTD) – in inglese BAT (Best Available Techniques )- che consentono di limitare il più possibile la produzione di emissioni nocive nell'ambiente.
L'A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale) è il provvedimento, disciplinato dalla parte II del D. Lgs. n. 152/2006, che autorizza l'esercizio di un impianto industriale imponendo misure tali da evitare (o ridurre) le emissioni nell’aria, nell’acqua e nel suolo per conseguire un livello elevato di protezione dell’ambiente nel suo complesso.
L'autorizzazione integrata ambientale sostituisce e raggruppa in un unico provvedimento:
l’autorizzazione allo scarico
l’autorizzazione unica per i nuovi impianti di smaltimento e recupero rifiuti
l’autorizzazione allo smaltimento degli apparecchi contenenti PCB-PCT
l’autorizzazione all’utilizzo dei fanghi derivati dal processo di depurazione in agricoltura
Dal 1 gennaio 2010 è entrata a regime la procedura per il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica prevista dall’art. 146 del decreto legislativo 42 /2004 (Codice dei beni culturali) e viene così a decadere il regime transitorio più volte prorogato negli ultimi anni.La nuova disciplina trova applicazione anche ai procedimenti che alla data del 31 dicembre 2009 non si sono ancora conclusi con l’emanazione dell’autorizzazione.
La procedura ordinaria prevista dall’art. 146 del D.Lgs 42/04, di competenza regionale, è caratterizzata dall’intervento della Sovrintendenza non più in via successiva, ma preventiva, attraverso il rilascio di un parere di natura vincolante, da acquisire all’interno del procedimento stesso di rilascio di autorizzazione.
Con Valutazione di Incidenza Ambientale si intende il procedimento scientifico ed amministrativo atto a determinare l'incidenza delle azioni antropiche sulle componenti naturalistiche più pregiate del territorio, in modo da ridurre ai minimi termini possibili la riduzione della biodiversità.
La metodologia di analisi delle azioni potenzialmente incidenti della ditta corrisponde e riprende quella dell'analisi degli impatti utilizzata all'interno della Valutazione di Impatto Ambientale di riferimento: essendo, però, la finalità e la filosofia delle due procedure assolutamente differenti, in ambito di V.Inc.A. i recettori di riferimento risultano essere le specie più sensibili e gli habitat più pregiati di S.I.C. (Siti di Importanza Comunitaria) e Z.P.S. (Zone a Protezione Speciale) in questione.
In generale, la metodologia per la valutazione delle incidenze può essere sintetizzata come di seguito:
identificare le azioni potenzialmente incidenti del progetto proposto, evidenziando il differenziale (quando presente) tra stato attuale dell'attività in analisi e stato di progetto
attraverso la cartografia a disposizione, quantificare la distanza tra area di progetto e sito della rete Natura 2000 (inserire link web) più prossimo
analizzare l'areale più ampio tra quelli delle ricadute delle azioni individuate
caso a: l'areale individuato è comunque esterno al sito Natura 2000 (inserire link web) e quindi l’incidenza è nulla o non significativa
caso b: l'areale individuato ricade all'interno dei confini amministrativi del sito Natura 2000, per cui si procede con un ulteriore step
identificazione di habitat e specie più fragili e sensibili del sito e valutazione delle incidenze dell'attività in progetto su di esse
La metodologia applicata per la redazione dello Screening di Incidenza Ambientale si basa sulla normativa europea, nazionale e regionale.
D.G.R. 3173 del 10 ottobre 2006 che aggiorna e sostituisce il D.G.R. 4 ottobre 2002, n. 2803 "Attuazione della direttiva comunitaria 92/43/CEE e D.P.R. 357/1997 – guida metodologica per la Valutazione di Incidenza e procedure operative"
D.Lgs. 152 del 3 Aprile 2006 "Normativa in campo ambientale"
D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357 "Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche"
Direttiva 92/43/CEE del 21-5-1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche
Direttiva 2009/147/CE del Parlamento e del Consiglio Europeo del 30 novembre 2009 concernente la conservazione degli uccelli selvatici
La Valutazione di Impatto Ambientale, identificata con l'acronimo V.I.A., è una procedura amministrativa che fornisce gli strumenti adeguati a determinare la qualità e l'entità delle influenze delle azioni umane sull'ambiente, inteso sia come ambiente naturale che come ambiente di vita.
Lo Studio di Impatto Ambientale, identificato con l'acronimo S.I.A., è l'elaborato che il proponente di un progetto redige per permettere all'amministrazione interessata di operare una valutazione sugli impatti negativi che l'opera potrebbe avere sull'ambiente.
Ecochem S.r.l. è in grado di seguire e supportare il cliente sin dalle prime fasi della progettazione, sia indicando le migliori soluzioni ai problemi ambientali già nelle fasi preliminari, sia per determinare il tipo di iter autorizzativo necessario. La complessa procedura di V.I.A. richiede un lavoro multidisciplinare coordinato e coerente: Ecochem S.r.l. si avvale, oltre che di professionalità interne molto qualificate, di collaboratori esterni di assoluta e provata fiducia.
Il laboratorio risulta essere, anche in questo caso, un fondamentale strumento di supporto non solo durante la fase dell'iter autorizzativo, ma anche nella fase successiva di monitoraggio e verifica.
Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 - Parte II e s.m.i. "Norme in materia ambientale"
Legge 18 aprile 2005, n. 62 "Linee guida per l'utilizzo dei sistemi innovativi nelle valutazioni di impatto ambientale"
Decreto 1 aprile 2004 "Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2004"
Legge 23 marzo 2001, n. 93 – art. 6 "Disposizioni in campo ambientale"
Legge 29 dicembre 2000, n. 422 – art. 24 "Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità Europee - Legge Comunitaria 2000"
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1 settembre 2000 "Modificazioni ed integrazioni del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 settembre 1999, per l’attuazione dell’art. 40, primo comma, della legge 22 febbraio 1994, n. 146, in materia di valutazione dell’impatto ambientale"
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 settembre 1999 "Atto di indirizzo e coordinamento che modifica ed integra il precedente atto di indirizzo e coordinamento per l’attuazione dell’articolo 40, comma 1, della legge 22 febbraio 1994, n. 146, concernente disposizioni in materia di valutazione di impatto ambientale"
Decreto del Presidente della Repubblica 2 settembre 1999, n. 348 "Regolamento recante norme tecniche concernenti gli studi di impatto ambientale per talune categorie di opere"
Circolare ministeriale 8 ottobre 1996, n. GAB/96/15326 "Principi e criteri di massima della valutazione di impatto ambientale"
Circolare ministeriale 7 ottobre 1996, n. GAB/96/15208 "Procedure di valutazione di impatto ambientale"
Legge 26 ottobre 1995, n. 447 – art. 8 "Legge quadro sull’inquinamento acustico"
Legge 22 febbraio 1994, n. 146 "Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee – Legge comunitaria"
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 dicembre 1988 "Norme tecniche per la redazione degli studi di impatto ambientale e la formulazione del giudizio di compatibilità di cui all’articolo 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349, adottate ai sensi dell’articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 agosto 1988, n. 377"
Legge 8 luglio 1986, n. 349 – art. 6 "Istituzione del ministero dell’ambiente e norme in materia di danno ambientale"
Legge Regionale 26 marzo 1999, n. 10 "Disciplina dei contenuti e delle procedure di valutazione d’impatto ambientale"
D.G.R. del Veneto 22 luglio 2008, n. 1998
D.G.R. 7 agosto 2007, n. 2649 "Entrata in vigore della Parte II del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 “Procedure per la valutazione ambientale strategica” (VAS), per la valutazione di impatto ambientale (VIA) e per l’autorizzazione integrata ambientale (IPPC)"
D.G.R. 8 agosto 2003, n. 2450 "Espletamento della procedura di V.I.A. di cui alla l.r. 26.03.1999, n. 10, e successive modifiche e integrazioni. Indirizzi alle strutture regionali"
D.G.R. 11 maggio 1999, n. 1624 "Modalità e criteri di attuazione delle procedure di VIA. Specifiche tecniche e primi sussidi operativi all’elaborazione degli studi di impatto ambientale"
Ecochem S.r.l. è in grado di seguire e supportare, dal punto di vista autorizzativo ambientale, qualsiasi attività produttiva nascente, che deve trasferire (le autorizzazioni ambientali sono sito specifiche) o potenziare la sua attività. Le dimensioni del nuovo progetto indirizzeranno gli esperti sulle pratiche e procedure da seguire, per ottenere le autorizzazioni e i pareri degli enti preposti.