Source: https://it.scribd.com/document/173032840/Definizione-Imprenditore-Agricolo
Timestamp: 2019-10-24 00:21:42+00:00
Document Index: 184880388

Matched Legal Cases: ['art. 2135', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 2135', 'art. 17', 'art. 12', 'art. 2135', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 29', 'art. 34']

Definizione e termini della figura dell'Imprenditore Agricolo
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2 Capitolato_d_Oneri_2010
Appunti lezioni di Economia e Gestione Azienda Agraria e Agroindustriale B.
Definizione di imprenditore agricolo La definizione di imprenditore agricolo contenuta nellarticolo 2135 del codice civile, cos come modificato dalla cosiddetta legge di orientamento (D.Lgs. 18 maggio 2001, n. 228). Sulla base di tali disposizioni, limprenditore agricolo colui che esercita unattivit diretta:
alla coltivazione del fondo; alla silvicoltura; allallevamento del bestiame; allesercizio di attivit connesse alle precedenti.
Per coltivazione del fondo, per silvicoltura e per allevamento del bestiame si intendono le attivit dirette alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere vegetale o animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o marine. Si considerano connesse alle precedenti le attivit, svolte dallo stesso imprenditore agricolo, dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dallallevamento di animali; vi rientrano, inoltre, le attivit dirette alla fornitura di beni o servizi mediante lutilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dellazienda normalmente impiegate nellattivit agricola esercitata, comprese le attivit di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale nonch le attivit di agriturismo. Prevalenza dell'attivit Come accennato, le attivit di trasformazione e simili possono avere ad oggetto anche prodotti acquistati da terzi, purch risultino prevalenti i prodotti propri. Al riguardo, si evidenzia che, al fine di verificare la prevalenza, necessario confrontare in termini quantitativi i beni ottenuti dallattivit agricola principale e i prodotti acquistati da terzi, fermo restando che i prodotti acquistati devono comunque essere prodotti agricoli (ad esempio, uva per la produzione del vino). Infine, aspetto pi innovativo della norma, sono ricondotte allarea dellimpresa agricola le attivit dirette alla fornitura di servizi, a condizione che la maggior parte delle attrezzature impiegate per le prestazioni di servizi siano anche utilizzate normalmente nellazienda agricola. Riforma del settore agricolo Con la legge 7 marzo 2003, n. 38, stata emanata la delega al Governo per il riordino del settore agricolo. In particolare la legge delega riguarda:
la modernizzazione dei settori agricolo, della pesca, dellacquacoltura, agroalimentare, dellalimentazione e delle foreste; la produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico; la promozione e lo sviluppo delle imprese agricole e zootecniche biologiche.
In linea generale, i decreti attuativi che saranno emanati in base a quanto previsto dalla delega sono diretti a:
favorire lo sviluppo della forma societaria nei settori dellagricoltura, della pesca e dellacquacoltura; rivedere la normativa in materia di organizzazioni e accordi interprofessionali, contratti di coltivazione e vendita; prevedere ladozione di appositi regimi di forfetizzazione degli imponibili e delle imposte, nonch di una disciplina tributaria che agevoli la costituzione di adeguate unit produttive, favorendone laccorpamento e disincentivando il frazionamento fondiario;
Appunti lezioni di Economia e Gestione Azienda Agraria e Agroindustriale B. Zolin
semplificare, anche utilizzando le notizie iscritte nel registro delle imprese e nel repertorio delle notizie economiche e amministrative (Rea), gli adempimenti contabili e amministrativi a carico delle imprese agricole; favorire linsediamento e la permanenza dei giovani in agricoltura anche attraverso ladozione di una disciplina tributaria e previdenziale adeguata; rivedere la normativa per il supporto dello sviluppo delloccupazione nel settore agricolo, anche per incentivare lemersione delleconomia irregolare e sommersa.
Sono considerate attivit agricole anche le seguenti:
attivit di acquacoltura e connesse attivit di prelievo, sia in acque dolci, sia in acque salmastre sempre che i redditi che ne derivano siano prevalenti rispetto a quelli di altre attivit economiche non agricole svolte dallo stesso soggetto; attivit di coltivazione dei funghi; attivit ortoflorivivaistica, a condizione che le piante o i fiori vengano coltivati fino ad ottenere un incremento qualitativo o quantitativo; attivit cinotecnica.
La nuova definizione di Iap LImprenditore agricolo professionale colui il quale, in possesso di conoscenze e competenze professionali ai sensi del Regolamento Ce n. 1257/99, dedichi alle attivit agricole di cui allart. 2135 del codice civile, direttamente o in qualit di socio di societ, almeno il 50% del proprio tempo di lavoro complessivo e che ricavi dalle attivit medesime almeno il 50% del proprio reddito globale da lavoro. Se in zone svantaggiate questa percentuale ridotta al 25%.
Giovani agricoltori - giovani imprenditori sono quelli con meno di 40 anni di et. - credito dimposta, pari ad un massimo di 5.000 euro annui per cinque anni, a favore dei giovani imprenditori agricoli, anche organizzati in forma societaria, che accedono al premio di primo insediamento previsto dal relativo Regolamento comunitario 1257/1999: a questo scopo vengono stanziati 10 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2004 al 2008. - Il quarto comma stabilisce che i contratti daffitto in favore dei giovani imprenditori agricoli sono soggetti a registrazione solo in caso duso e al pagamento dellimposta nella misura fissa.
Dal Principale al Professionale La figura dellimprenditore agricolo a titolo principale, introdotta con le direttive sociostrutturali del 1972, per quasi trenta anni stata la qualifica di riferimento adottata in sede comunitaria al fine di stabilire requisiti uniformi tra gli Stati membri per selezionare gli agricoltori alle cui imprese concedere i sostegni previsti. Il nostro paese aveva recepito quelle direttive con la legge n. 153 del 1975, il cui art. 12, conteneva appunto la nozione di Iatp. Orbene, dopo che lUnione europea gi dal 2000, con il Regolamento della Ce n. 1257 del 17 maggio 1999, aveva abbandonato lo Iatp, anche la legislazione italiana lo manda in soffitta: lart. 1 del decreto legislativo approvato dal governo abroga espressamente lart. 12 della legge n. 153/1975, e stabilisce che Qualunque riferimento della legislazione vigente allimprenditore agricolo a titolo principale si intende riferito alla definizione di cui al presente articolo. La nuova definizione valida ai fini dellapplicazione della normativa statale quella dellImprenditore agricolo professionale (Iap), e cio colui il quale, in possesso di conoscenze e competenze professionali ai sensi del Regolamento Ce n. 1257/99, dedichi alle attivit agricole di cui allart. 2135 del codice civile, direttamente o in qualit di socio di societ, almeno il 50% del proprio tempo di lavoro complessivo e che ricavi dalle attivit medesime almeno il 50% del proprio reddito globale da lavoro. Dal computo del reddito globale da lavoro di devono escludere le pensioni ed assegni equiparati, nonch le indennit e somme percepite per lo svolgimento di
cariche pubbliche ovvero in societ, associazioni ed altri enti operanti nel settore agricolo. Se limprenditore svolge la propria attivit nelle zone svantaggiate, individuate dallart. 17 del Regolamento citato, i requisiti relativi al tempo di lavoro ed al reddito sono ridotti al 25%. Laccertamento del possesso della qualifica di Iap demandato, ad ogni effetto di legge, alle Regioni, fatto salvo il potere di verifica dellInps per quanto di sua competenza ai fini previdenziali: si ricorda, infatti, che la legge 233 del 1990 ha introdotto lobbligo assicurativo pensionistico per lo Iatp, obbligo che si trasferir allo Iap dallentrata in vigore del decreto legislativo. Salta subito agli occhi che le due definizioni di Iatp e Iap sono pressoch identiche. Esse differiscono per gli elementi quantitavi dei requisiti: lart. 12 della legge n. 153 del 1975 richiedeva che lo Iatp si dedicasse alle attivit per almeno i 2/3 del proprio tempo di lavoro complessivo, ne ricavasse almeno i 2/3 del proprio reddito globale da lavoro, e fosse in possesso, per pratica o studio, di specifiche capacit professionali. Saremmo quindi in presenza di un semplice maquillage, se non fosse che, a quanto sembra sia stato deciso in Consiglio dei ministri, lo Iap potr beneficiare delle stesse agevolazioni creditizie e fiscali vigenti per i coltivatori diretti, alla condizione che sia iscritto alla gestione previdenziale dellInps, ivi compresa lassicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali (gli Iatp sono oggi esclusi da questultima). Infine, da indiscrezioni, sembra che il governo abbia introdotto nel decreto legislativo anche una definizione di imprenditore agromeccanico. Societ agricola Larticolo 2 del decreto legislativo detta norme sulle societ agricole, stabilendo, in primo luogo, che lindicazione di societ agricola (ossia di societ che abbia come unico oggetto sociale lesercizio di attivit agricole di cui allart. 2135) debba risultare dalla ragione o dalla denominazione sociale. Laggiornamento della denominazione sociale, obbligatorio per le societ costituite alla data di entrata in vigore del provvedimento e in possesso dei requisiti, avviene senza oneri. Va specificato che non si tratta di un nuovo tipo di societ: le societ costituibili sono sempre quelle indicate nel Codice Civile che, nel caso di esercizio esclusivo delle attivit agricole, dovranno recare la nuova denominazione. Alle societ agricole di persone, di cui almeno la met dei soci sia in possesso della qualifica di coltivatore diretto, vengono estese le agevolazioni previdenziali ed assistenziali di cui godono i coltivatori diretti, nonch la possibilit di esercitare il diritto di prelazione. Tornando per un attimo allart. 1, anche le societ agricole possono ottenere la qualifica di Iap, alle seguenti condizioni: a) nel caso di societ di persone, se almeno un socio possiede la qualifica di Iap, con la precisazione che nelle societ in accomandita semplice ci si deve riferire ai soli soci accomandatari; b) nel caso di societ cooperative, se almeno 1/5 dei soci possiede la qualifica di Iap; c) nel caso di societ di capitali, se almeno un amministratore possiede la qualifica di Iap. Alle societ in possesso della qualifica di Iap sono estese le agevolazioni tributarie per le imposte indirette (si pensi, in particolare, allacquisto dei terreni) e quelle creditizie, previste a favore dei coltivatori diretti.
Conservazione dellintegrit fondiaria Lintero capo II del decreto legislativo dedicato alla conservazione dellintegrit fondiaria, anzitutto attraverso (art. 6) la costituzione e il mantenimento di compendi unici, ossia di estensioni di terreno in grado di raggiungere i livelli minimi di redditivit previsti dalla normativa comunitaria per laccesso agli aiuti strutturali. La norma prevede lesenzione dallimposta di registro, ipotecaria, catastale, di bollo ecc. sui trasferimenti di terreni agricoli a favore di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, nonch la riduzione a un sesto degli onorari notarili. Inoltre, viene prevista lindivisibilit del compendio unico per 10 anni dopo lacquisto, con conseguente nullit degli atti che ne prevedano il frazionamento. Lart. 6 detta anche una articolata disciplina del compendio unico in caso di successione, sempre al fine di evitarne il frazionamento. Lart. 8 prevede la riduzione alla met delle imposte dovute per gli atti tra vivi diretti a realizzare laccorpamento di fondi rustici, attraverso la permuta di particelle o la rettificazione dei confini. Lart. 9, al fine di incentivare laccorpamento aziendale anche attraverso contratti di affitto delle
particelle finitime per una durata non inferiore a 5 anni, stabilisce che la relativa imposta di registro dovuta in misura fissa. Infine, lart. 10 agevola la costituzione di societ cooperative tra imprenditori agricoli che conferiscono in godimento alla societ i terreni di cui sono proprietari o affittuari: le imposte dovute per la stipula del contratto della societ sono ridotte di 2/3, ovvero sono dovute in misura fissa qualora un quinto dei soci della cooperativa siano giovani imprenditori agricoli che si impegnano ad esercitare la gestione comune per almeno 9 anni. Nuova definizione di imprenditore agricolo e regime fiscale La normativa fiscale non ha subito modifiche in seguito allentrata in vigore della legge di orientamento, rendendo quanto meno problematico dare alle attivit connesse, un preciso inquadramento tributario. Ai fini delle imposte dirette lart. 29 del TUIR definisce tuttora, attivit agricole, quelle dirette alla coltivazione del terreno, allallevamento di animali con mangimi ottenibili per almeno un quarto dal terreno e le attivit dirette alla manipolazione, trasformazione e alienazione di prodotti agricoli e zootecnici, ancorch non svolte sul terreno, che rientrino nellesercizio normale dellagricoltura secondo la tecnica che lo governa e che abbiano per oggetto prodotti ottenuti per almeno la met dal terreno e dagli animali allevati su di esso. Ai fini IVA lart. 34 del DPR n. 633/72, prevede lapplicazione del regime speciale nei confronti dei soggetti che esercitano le attivit indicate nell'articolo 2135 del codice civile, relativamente alle cessioni di prodotti agricoli compresi nella prima parte della tabella A) allegata al DPR n. 633/72. Se il contribuente, nellambito della stessa impresa, ha effettuato anche operazioni imponibili diverse da quelle indicate in precedenza, queste sono registrate distintamente e indicate separatamente in sede di liquidazione periodica e di dichiarazione annuale. Dallimposta relativa a tali operazioni si detrae quella relativa agli acquisti e alle importazioni di beni non ammortizzabili e ai servizi esclusivamente utilizzati per la produzione dei beni e dei servizi che formano oggetto delle operazioni stesse.
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