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Timestamp: 2017-09-25 14:00:27+00:00
Document Index: 144498891

Matched Legal Cases: ['art. 31', 'art. 31', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 2', 'art. 11']

COMUNE DI ROMA UFFICIO NUOVO PIANO REGOLATORE PIANO DELLE CERTEZZE ALLEGATO «A»: VARIAZIONE DELLE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE DEL PRG - PDF
COMUNE DI ROMA UFFICIO NUOVO PIANO REGOLATORE PIANO DELLE CERTEZZE ALLEGATO «A»: VARIAZIONE DELLE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE DEL PRG
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1 COMUNE DI ROMA UFFICIO NUOVO PIANO REGOLATORE PIANO DELLE CERTEZZE ALLEGATO «A»: VARIAZIONE DELLE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE DEL PRG
2 ALLEGATO A - NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE Art Zona H: Agro romano: 1) La zona H comprende le parti del territorio extraurbano prevalentemente utilizzate per attività produttive agricole o comunque destinate al miglioramento delle attività di conduzione agricola del fondo e che presentano valori ambientali essenziali per il mantenimento dei cicli ecologici, per la tutela del paesaggio agrario, del patrimonio storico e del suo contesto e per un giusto proporzionamento tra le aree edificate e non edificate al fine di garantire condizioni equilibrate di abitabilità del territorio e condizioni di salubrità a beneficio della intera comunità urbana. 2) In questa zona sono ammessi interventi di recupero degli edifici esistenti di cui all art. 31 lettere a.b.c.d. della legge 457/78 e interventi di nuova edificazione, finalizzati al mantenimento e al miglioramento della produzione agricola e allo svolgimento delle attività ad essa complementari (quali la conservazione, lavorazione e commercializzazione dei prodotti del fondo), nonché di attività legate alla ricreazione e al tempo libero, all educazione ambientale, all agriturismo, secondo le modalità e i vincoli di cui ai successivi punti. È ammesso il recupero di edifici esistenti alla data di adozione delle presenti norme anche per uso abitativo, purché finalizzato alla realizzazione di una sola unità immobiliare per manufatto, ovvero più unità non inferiori a mq 150 di superficie utile ciascuna. In questi casi la superficie di terreno da asservire con atto d obbligo registrato e trascritto non dovrà essere inferiore a mq per ogni unità immobiliare. Sono consentiti gli interventi di gestione e manutenzione ordinaria del fondo. Nel caso in cui tali interventi comportino modifiche degli elementi strutturanti il territorio agricolo essi verranno autorizzati previa redazione di un Piano ambientale di miglioramento agricolo (PAMA), di cui al successivo punto D: qualora si tratti di strade interpoderali, di una Valutazione ambientale preventiva (VAP) di cui al successivo punto 7. Per modifiche degli elementi strutturanti il territorio agricolo si intendono: le variazioni dei tracciati e dell andamento altimetrico delle strade poderali e interpoderali, nonché l ampliamento delle sezioni oltre i m 5,5; la modifica della conformazione altimetrica del terreno, dei pendii e dei terrazzamenti; la rimozione degli elementi della vegetazione quali filari, viali alberati, sistemi di siepi naturali, masse arboree di specie autoctone, alberi isolati di specie autoctone di età superiore ad anni 80 o di altezza superiore a metri 10; sono escluse da tale definizione le colture arboree da frutto, gli impianti specializzati di arboricoltura da legno e le formazioni forestali da gestirsi in conformità ai vincoli di cui alla Legge 431/85 ed alla normativa regionale vigente in materia forestale; la variazione dei tracciati di fossi e canali; la manomissione dei manufatti caratteristici dell agro romano, quali fontanili, portali, muri in pietra.
3 3) La zona H è suddivisa in due sottozone, H1 e H2. a) Nella sottozona H1 sono consentite le costruzioni necessarie alla conduzione agricola, con un indice di fabbricabilità pari a 0.02 mc/mq, appezzamento minimo ha 5, altezza massima degli edifici m 7 su tutti i lati. Nel caso di tettoie mobili o fisse destinate alla conservazione di paglia e fieno il limite massimo di altezza è elevato a metri 10. I manufatti da realizzare, salvo che per gli allevamenti zootecnici, dovranno essere concentrati in un area ristretta e continua di superficie non superiore al 2% dell appezzamento. La nuova edificazione ad uso residenziale è subordinata alla redazione di un PAMA, di cui al successivo punto 5), che ne dimostri il carattere di integrazione con le attività di coltura del fondo. In questa sottozona, qualora gli interventi richiedano il ricorso al PAMA, le previsioni edificatorie potranno raggiungere complessivamente un indice pari a 0,03 mc/mq, fatti salvi tutti gli altri indici e parametri prima specificati. Da tali limiti di cubatura sono esclusi i silos ed i fienili; sono altresì escluse le serre con indice massimo di copertura pari a 1/5 della superficie totale dell appezzamento. Per la realizzazione di silos e serre non stagionali con superficie coperta maggiore di mq. 2000, qualora le opere non siano previste all interno di un PAMA, di cui al successivo punto 5), è necessario sottoporre il progetto a Valutazione Ambientale Preventiva (VAP) di cui al successivo punto 7). L appezzamento di pertinenza dovrà essere oggetto di atto d obbligo unilaterale da registrare e trascrivere nei pubblici registri immobiliari a cura del richiedende, in cui sia specificato l avvenuto asservimento ai nuovi manufatti. I fabbricati per gli allevamenti zootecnici dovranno sorgere ad una distanza non inferiore a 100 metri dalle singole case di abitazione esistenti, a 250 metri dai nuclei residenziali esistenti o previsti ed a 300 metri dal perimetro del centro abitato. Qualora i fabbricati siano destinati ad allevamenti avicunicoli o suiniculi, la distanza dalle singole abitazioni non dovrà essere inferiore a 200 metri, quella dai nuclei residenziali e dal perimetro dei centri abitati non inferiore a 500 metri. Tali prescrizioni, fatte comunque salve le norme igienico sanitarie, non si applicano nel caso in cui le abitazioni esistenti costituiscano parte integrante dell azienda agraria. I fabbricati destinati agli allevamenti dovranno altresì distare almeno 500 metri dalle aree di alimentazione delle sorgenti ed essere protetti da adeguata zona di rispetto, anche munita da recinzioni e di opportune schermature vegetali, che al suo interno ricomprenda gli impianti di raccolta e trattamento dei reflui zootecnici. In via transitoria, fino alla approvazione del Piano regionale delle attività estrattive di cui alla legge regionale n. 27 del 5 maggio 1993 e di altri piani di settore previsti ai sensi della normativa nazionale e regionale, nelle zone H1 è consentita l attività estrattiva (ghiaia, argilla, acqua ecc) e la realizzazione dei conseguenti impianti temporanei secondo le modalità previste ai successivi punti 7) e 9). Tali attività sono comunque consentite a tempo determinato sulla base di una specifica convenzione, che dovrà stabilire i tempi e i modi di utilizzazione del suolo per le attività in questione e le opere di urbanizzazione necessarie per lo
4 svolgimento delle stesse attività, nonché le opere di compensazione ambientale di cui al successivo punto 8). Le discariche di materiali inerti sono consentite fatto salvo quanto disposto dalle vigenti leggi nazionali e regionali. Tali discariche, autorizzate ai sensi della Legge Regionale n. 38/95 dal Dipartimento X, possono altresì essere dotate di impianti di frantumazione di materiale inerte. b) La sottozona H2 riguarda il territorio a prevalente vocazione agricola compreso in ambiti che richiedono una particolare salvaguardia per motivi di difesa idraulica, archeologica, paesistica e di difesa da inquinamento atmosferico e da rumori. Comprende anche tutti quegli ambiti e corridoi di connessione, che assolvono a funzioni ecologiche e ambientali fondamentali per il mantenimento degli equilibri dei cicli naturali o che contribuiscono in maniera essenziale a garantire condizioni di salubrità a beneficio della comunità urbana. In questa sottozona sono consentite le costruzioni necessarie alla conduzione agricola secondo le modalità definite al successivo punto 4, con un indice di fabbricabilità, pari a mc/mq, appezzamento minimo 10 ha, altezza massima degli edifici m 7 su tutti i lati. Nel caso di tettoie mobili o fisse destinate alla conservazione di paglia e fieno il limite massimo di altezza è elevato a metri 10. I manufatti da realizzare, salvo che per gli allevamenti zootecnici, dovranno essere concentrati in un area ristretta e continua di superficie non superiore all 1% dell appezzamento. La nuova edificazione ad uso residenziale è subordinata alla redazione di un PAMA, di cui al successivo punto 5), che ne dimostri il carattere di integrazione con le attività di coltura del fondo. In questa sottozona, qualora gli interventi richiedano il ricorso al PAMA le previsioni edificatorie potranno raggiungere complessivamente un indice pari a 0.01 mc/mq, fatti salvi tutti gli altri indici e parametri prima specificati. Da tali limiti di cubatura sono esclusi i silos; sono altresì escluse le serre con indice massimo di copertura pari a 1/5 della superficie totale dell appezzamento. Per la realizzazione di silos e serre non stagionali con indice di copertura superiore ad 1/5 della superficie totale dell appezzamento o con superficie coperta maggiore di mq. 2000, qualora le opere non siano previste all interno di un PAMA, di cui al successivo punto 5), è necessario sottoporre il progetto a Valutazione Ambientale Preventiva (VAP) di cui al successivo punto 7). L appezzamento di pertinenza dovrà essere oggetto di atto d obbligo unilaterale da registrare e trascrivere nei pubblici registri immobiliari a cura del richiedende, in cui sia specificato l avvenuto asservimento ai nuovi manufatti. I fabbricati per gli allevamenti zootecnici dovranno sorgere ad una distanza non inferiore a 100 metri dalle singole case di abitazione esistenti, a 250 metri dai nuclei residenziali esistenti o previsti ed a 300 metri dal perimetro del centro abitato. Qualora i fabbricati siano destinati ad allevamenti avicunicoli o suiniculi, la distanza dalle singole abitazioni non dovrà essere inferiore a 200 metri, quella dai nuclei residenziali e dal perimetro dei centri abitati non inferiore a 500 metri.
5 Tali prescrizioni, fatte comunque salve le norme igienico sanitarie, non si applicano nel caso in cui le abitazioni esistenti costituiscano parte integrante dell azienda agraria. I fabbricati destinati agli allevamenti dovranno altresì distare almeno 500 metri dalle aree di alimentazione delle sorgenti ed essere protetti da adeguata zona di rispetto, anche munita da recinzioni e di opportune schermature vegetali, che al suo interno ricomprenda gli impianti di raccolta e trattamento dei reflui zootecnici. In questa sottozona sono-comunque escluse le attività estrattive. Le discariche di materiali inerti sono ammesse esclusivamente al fine di ripristino e recupero ambientale fatto salvo quanto disposto dalle vigenti leggi nazionali e regionali. Tali discariche, autorizzate ai sensi della Legge Regionale n. 38/95 dal Dipartimento X, possono altresì essere dotate di impianti di frantumazione di materiale inerte. b1) Nelle sottozone H2 comprese nei perimetri dei parchi e riserve già individuati dall Amministrazione comunale (Del. C.C. 20 febbraio 1995 n. 39 e Del. C.C. 1 agosto 1996 n. 162), al fine di garantirne la tutela fino all adozione dei rispettivi strumenti di assetto, non sono consentite le seguenti attività: piste per corse e prove auto, moto, motocross; campi da golf; attività estrattive; depositi di materiali a cielo aperto; serre superiori a 2000 mq e allevamenti zootecnici intensivi. c) I manufatti agricoli ricadenti in appezzamenti di dimensione inferiore a quella minima stabilita nelle due sottozone H1 e H2 possono essere ampliati una tantum fino al 20% della cubatura e della superficie legittimamente realizzate fino al raggiungimento dei limiti degli indici di edificabilità per le rispettive sottozone. Nel caso di appezzamento di estensione inferiore a quella minima stabilita nelle due sottozone H1 e H2, che risultino privi di manufatti edilizi, possono essere realizzate strutture per rimessaggio di attrezzi e macchinari agricoli pari a mc: 60 per appezzamenti compresi tra 1 e 3 ha, o secondo l indice di 0,002 mc/mq. per appezzamenti superiori a ha 3. L appezzamento di pertinenza dovrà essere oggetto di un atto d obbligo registrato e trascritto in cui sia specificato l avvenuto asservimento all ampliamento. 4) Nella zona H, gli interventi di nuova costruzione, di demolizione e ricostruzione, di ampliamento e di sopraelevazione di edifici esistenti, dovranno essere realizzati secondo le prescrizioni di seguito indicate: i tetti dovranno essere a falda e con elementi di copertura in laterizio; dovranno essere utilizzati materiali di finitura e serramenti tradizionali (intonaco, laterizi, pietra a faccia vista, infissi in legno e persiane alla romana). È ammesso l utilizzo di elementi architettonici legati all adozione di tecnologie per il risparmio energetico e al ricorso ad energie rinnovabili.
6 Potranno essere ammesse soluzioni progettuali diverse dalle suddette prescrizioni, a condizione che la Commissione consultiva edilizia si pronunci positivamente circa il corretto inserimento delle stesse nel contesto paesistico-ambientale. Per quanto riguarda le superfici scoperte dovranno essere osservate le seguenti prescrizioni: le superfici esterne potranno essere pavimentate in misura non superiore al 30% della superficie coperta dei fabbricati, le relative pavimentazioni dovranno escludere coperture asfaltate; i piazzali e le strade potranno essere realizzati in terra battuta o breccia con l esclusione di coperture asfaltate; è ammessa la realizzazione di accessi carrabili asfaltati per una lunghezza massima di metri 20, esclusivamente in corrispondenza dell innesto sulla viabilità di ordine superiore, se anch essa asfaltata; è vietata la costruzione di recinzioni in muratura di altezza superiore a cm 60; è ammessa la realizzazione di stagni e di sistemi di lagunaggio e fitodepurazione, purché di dimensioni non superiori a mq, nel qual caso è necessario sottoporre il progetto alla Valutazione Ambientale Preventiva (VAP) di cui al successivo punto 7. La parte interna dell edificio dovrà essere contenuta nel perimetro della proiezione a terra dell edificio medesimo. D) Nella zona H, gli interventi che comportino il superamento dei limiti di edificabilità delle sottozone (rispettivamente 0,02 per la sottozona H1 e 0,005 per la sottozona H2) di cui al precedente punto 3, o che riguardino appezzamenti superiori a 15 ettari, dovranno essere oggetto di un Piano ambientale di miglioramento agricolo (PAMA). Il PAMA è un Piano di iniziativa privata o eventualmente anche pubblica, se su area pubblica, presentato dal proprietario del fondo o dal conduttore dell azienda agricola, o dal legale rappresentante di cooperative agricole e associazioni di imprenditori agricoli costituite ai sensi della legislazione vigente o di società cooperative o associazioni con finalità di gestione agricola del territorio e di promozione delle attività integrative legate al tempo libero, all educazione ambientale, all agriturismo. Esso deve essere approvato dall UNPR, previo parere dei Settori Decentrati dell Agricoltura (S.D.A.) e dell UTA nel termine di 90 giorni. Il PAMA dovrà comprendere la seguente documentazione: una descrizione della situazione attuale delle attività di conduzione del fondo sotto il profilo tecnico, economico, produttivo ed occupazionale; una descrizione, sotto il profilo tecnico, economico, produttivo ed occupazionale, degli interventi programmatici per lo svolgimento delle attività agricole e/o delle attività connesse, nonché degli interventi di compensazione ambientale di cui al successivo punto 8; una descrizione dettagliata degli interventi edilizi necessari per migliorare le condizioni di vita e di lavoro dell imprenditore agricolo e degli eventuali salariati o altro personale dipendente, nonché per il potenziamento delle strutture produttive;
7 l individuazione dei fabbricati esistenti da mantenere, da recuperare e da valorizzare; l individuazione dei fabbricati esistenti ritenuti non più necessari e coerenti con le finalità economiche e strutturali descritte dal PAMA, definendone l uso previsto; la definizione dei tempi e delle fasi di attuazione del PAMA stesso. La realizzazione del PAMA è garantita con atto d obbligo unilaterale da registrare e trascrivere nei pubblici registri imobiliari a cura del richiedente, tale atto d obbligo dovrà, tra l altro, prevedere l asservimento dell appezzamento ai manufatti pertinenti. Il PAMA ha durata poliennale e comunque non inferiore a 10 anni, e può essere modificato su richiesta dell azienda agricola dopo il triennio, a scadenze biennali con le stesse procedure relative all approvazione. 6) Per aziende agricole singole o associate con fondi contigui o prossimi di superficie di almeno 100 ha, il PAMA può prevedere l edificazione, oltre a quella di cui al precedente punto 3, di una cubatura di mc/mq per nuclei di servizi, da destinare interamente ad attrezzature non strettamente necessarie alla conduzione agricola del fondo, ma utili alla conservazione, lavorazione e commercializzazione dei prodotti del fondo. Essi devono costituire un unico complesso integrato, con le seguenti destinazioni d uso: a) impianti di conservazione e lavorazione di prodotti agricoli e zootecnici: b) mercati o mostre mercato di prodotti agricoli e zootecnici o di prodotti artigianali connessi alla produzione del fondo; c) punti di ristoro solo se di appoggio alle attrezzature di cui al punto b). Il nucleo di servizi deve necessariamente essere realizzato su terreni con destinazione a sottozona H1, potendo comunque concorrere alla determinazione del suo bacino di servizio e quindi al suo dimensionamento anche fondi con destinazione H2. I fondi concorrenti alla determinazione del bacino di servizio del centro integrato e quindi al suo dimensionamento, dovranno essere oggetto di un atto d obbligo unilaterale da registrare e trascrivere nei pubblici registri immobiliari a cura del richiedente in cui sia specificato l avvenuto asservimento dei fondi ai nuovi manufatti. 7) In zona H, fermo restando le normative di legge vigenti, sono assentibili le seguenti attività e categorie di opere di seguito elencate, previa Valutazione ambientale preventiva (VAP), da approvare dall UNPR, previo parere favorevole dell UTA, nel termine di 90 giorni. Esse richiedono la contestuale realizzazione di interventi compensativi di ripristino ambientale, recupero ambientale così come definiti nel successivo punto 8. tutte le strade primarie e di scorrimento e le strade interpoderali di nuovo impianto o in ampliamento o ristrutturazione di tracciati esistenti; infrastrutture di trasporto in sede propria; reti tecnologiche; impianti di depurazione, trattamento e smaltimento delle acque di scarico, inclusi gli
8 impianti di depurazione naturale (stagni per il lagunaggio o la fitodepurazione) di superficie superiore a mq; piste per corse e prove di motocross; campi da golf; attività estrattive, di lavorazione e frantumazione di materiali anche se svolte al di fuori delle cave; depositi di materiali a cielo aperto di superficie superiore a 1000 mq; silos e serre superiori a mq 2.000, qualora le opere non siano previste all interno di un PAMA; allevamenti zootecnici intensivi; impianti di itticoltura. Tutti gli interventi devono prevedere il ripristino ambientale delle aree residue interessate dalle attività di trasformazione (scavi, terrapieni, piazzali, margini delle strade e dei parcheggi), incluse quelle utilizzate solo durante la fase di cantiere. Per consentire la VAP, i progetti di massima dovranno essere corredati da un documento di analisi ambientale, redatto a cura del proponente. I Documenti di analisi ambientale necessali alla VAP dovranno riguardare i seguenti contenuti: a) descrizione del progetto: rappresentazione cartografica del progetto e delle esigenze di utilizzazione del suolo durante le fasi di costruzione e funzionamento; descrizione delle caratteristiche dei processi produttivi impiegati per le fasi di costruzione e funzionamento, con l indicazione della natura e delle quantità dei materiali impiegati; descrizione della natura, della quantità dei rifiuti e delle emissioni (inclusi il rumore e le vibrazioni e le emissioni elettromagnetiche) previste durante le fasi di costruzione e funzionamento; b) descrizione delle principali alternative prese in esame dal committente e indicazione delle motivazioni che hanno indotto la scelta del progetto proposto; c) descrizione dell ambiente e delle sue componenti potenzialmente interessati dal progetto proposto. La descrizione sara basata su cartografie, fotografie, tabelle, e relazioni riguardanti le aree interessate e dovrà essere in grado di identificare le caratteristiche climatiche, geologiche, vegetazionali, floristiche e faunistiche, le condizioni di qualità dell aria, dell acqua e degli ecosistemi, le caratteristiche e le condizioni dei beni materiali e del patrimonio architettonico e archeologico; d) descrizione delle misure previste per evitare o minimizzare gli impatti negativi del progetto sull ambiente;
9 e) descrizione degli interventi di compensazione ambientale, con individuazione e rappresentazione cartografica delle aree soggette a recupero ambientale e ripristino ambientale e la descrizione degli interventi previsti, compresa la relativa valutazione economica. 8) Gli interventi di compensazione ambientale previsti per la zona H sono il recupero ambientale e il ripristino ambientale. Gli interventi di recupero ambientale comprendono tutte le attività svolte da soggetti pubblici e privati volte al miglioramento delle condizioni ambientali di aree degradate o di zone agricole, anche al fine di migliorare la fruibilita del patrimonio ambientale. Tali interventi prevedono: la rimozione di rifiuti solidi e collocazione a discarica autorizzata; il taglio della vegetazione infestante di origine non autoctona ed il reimpianto di specie autoctona; la messa a dimora di specie arbustive o arboree autoctone, anche in forma di siepi e filari, nel rispetto delle norme previste dai PTP; la risagomatura di alvei fluviali precedentemente rettificati o comunque artificializzati, finalizzata al ripristino della vegetazione riparia naturale, alla creazione di zone umide ad uso naturalistico, alla creazione di aree fruibili dal pubblico; l apertura di percorsi pedonali, equestri o ciclabili; la costruzione di attrezzature per la sosta (capanni, tavoli, panche, ed altre strutture rimovibili). Gli interventi di ripristino ambientale comprendono tutte le attività svolte da soggetti pubblici e privati volte al ripristino dell ambiente (ivi compreso il ripristino di cava secondo le procedure di legge) e delle sue componenti vegetazionali e naturalistiche, in aree che hanno subito un intervento di trasforrnazione territoriale. Essi riguardano: la messa a dimora di specie arbustive o arboree autoctone, anche in forrna di siepi e filari, nel rispetto delle norme previste dai PTP; l apertura di percorsi pedonali, equestri o ciclabili; la costruzione di attrezzature per la sosta (capanni, tavoli, panche, ed altre strutture rimovibili); il consolidamento di scarpate e terrapieni attraverso le seguenti tecnologie di ingegneria naturalistica; inerbimento; messa a dimora di specie arbustive o arboree; gradonate con talee e/o piantine; cordonata; viminata o graticciata;
10 fascinata; copertura diffusa con astoni; grata in legname con talee; muro di sostegno con armatura metallica (terre rinforzate rinverdite); gabbione con talee; sistemazione con reti e stuoie in materiale biodegradabile. 9) Al fine di salvaguardare l integrità del reticolo idrografico e le sue funzioni ecologiche e idrogeologiche, nella fascia di rispetto di 150 metri dalla sponda o dal piede dell argine di fiumi e torrenti di cui alla legge 431/85, e nella fascia di rispetto di 50 metri dalla sponda o dal piede dell argine di tutti i corsi d acqua, sono vietati tutti gli interventi che possono modificare gli equilibri idrogeologici ed ecologici. In particolare sono vietati gli interventi che prevedano: tombamenti e copertura di corsi d acqua; qualsiasi attività estrattiva; sbancamenti, terrazzamenti, sterri, manufatti in calcestruzzo (muri di sostegno, briglie, traverse); scogliere in pietrame non rinverdite; rivestimenti di alvei e di sponde fluviali in calcestruzzo; rettificazioni e modifiche dei tracciati naturali dei corsi d acqua e risagomatura delle sponde, ad eccezione degli interventi di recupero ambientale e ripristino ambientale come definiti al punto 8 delle presenti norme. Non sono soggetti alle limitazioni di cui sopra: le opere necessarie ai fini del collegamento delle infrastrutture di rete (opere viarie e ferroviarie e tramvie, reti di trasmissione di energia e di trasporto di liquidi e gas, collettori fognari, canali di adduzione o di restituzione delle acque per legittime utenze); le opere necessarie alla realizzazione di casse di espansione e stagni di ritenzione della acque per il contenimento delle piene per uso agricolo, stagni e vasche per il lagunaggio e la depurazione naturale delle acque di scarico, purché privi di rivestimenti in calcestruzzo; le opere necessarie alla realizzazione di tracciati e aree di sosta pedonali, equestri o ciclabili. Nella fascia di rispetto di 10 metri dalla sponda o dal piede dell argine di fiumi e torrenti di cui alla Legge 431/85, al fine di ricostituire le condizioni naturali; è vietato qualsiasi utilizzo del suolo a fini agricoli e qualsiasi trasformazione territoriale, ad eccezione degli interventi di recupero ambientale e di ripristino ambientale, definiti al punto 8 delle presenti NTA. È altresì vietato il taglio della vegetazione riparia arbustiva e arborea naturale ad eccezione degli interventi imposti ed attivati dagli enti di controllo sulle norme di Polizia Idraulica. Le presenti norme non si applicano a tutte le richieste di concessione edilizia presentate
11 entro il 23 dicembre 1996 da agricoltori diretti o da imprenditori agricoli a titolo principale per le quali si è in attesa della pronuncia da parte dei competenti organi comunali. Art. 5 - Zona B: Conservazione del tessuto edilizio e viario 1) La zona B comprende parti del territorio rià prevalentemente edificate sulla base dei Piani regolatori precedenti quello del Tali parti presentano, nella maggioranza, carenze di servizi e verde, rispetto agli standard, e di infrastrutture di connessione interquartiere, nonché una sufficiente dotazione di infrastrutture locali. 2) In questa zona sono ammesse, alle condizioni precisate nei successivi paragrafi, le categorie di intervento di cui all art. 31 della Legge 457/78, lett. a) manutenzione ordinaria, b) manutenzione straordinaria, c) restauro e risanamento conservativo, d) ristrutturazione edilizia, e) ristrutturazione urbanistica: sono altresì ammessi gli interventi, f) demolizione e ricostruzione dei singoli edifici, g) cambiamento di destinazione d uso. In ogni caso non è ammesso l incremento delle volumetrie esistenti situate fuori terra e misurate come indicato nell art. 3. par. 12 e par. 15, delle presenti NTA, né quello delle superfici lorde degli edifici esistenti, salvo l aggiunta, con soddisfacente soluzione architettonica, dei volumi tecnici per impianti necessari al funzionamento degli edifici anche ai fini del risparmio energetico. Nel caso di interventi ricadenti nelle precedenti categorie c), d), e), f), g) sono ammessi frazionamenti a fini residenziali delle attuali unità immobiliari purché le nuove unità siano superiori a mq 45 di superficie utile e compatibili con la tipologia edilizia e le parti comuni dell edificio nei limiti specificati al successivo punto 6). Nelle aree libere sono ammessi gli interventi di trasformazione di cui al successivo paragrafo. Per aree inedificate vanno intese quelle sulle quali non sussistono edifici all entrata in vigore delle presenti norme e comunque quelle non vincolate alla pertinenza degli edifici circostanti. In questa zona sono consentiti interventi pubblici relativi alla sistemazione della rete viaria, dei parcheggi pubblici e privati del sistema di trasporto e alla realizzazione di servizi, verde e attrezzature. 3) Nella zona B. gli interventi di cui alle categorie a), b), c), d) e g) del precedente punto 2) si attuano mediante concessione edilizia o altri atti abilitativi previsti dalle leggi vigenti. Gli interventi di cui alla categoria f) (demolizione e ricostruzione) relativi a singoli edifici si attuano in modo diretto (mediante concessione o altri atti abilitativi previsti dalle leggi vigenti), sempreché l edificio da ricostruire non superi la cubatura dell edificio demolito e comunque l indice fondiario di 7 mc/mq e sempreché l intervento ricada nella sottozona B2 di cui al successivo punto 6). Qualora l intervento di demolizione e ricostruzione dei singoli edifici superi l indice fondiario di 7 mc/mq, ovvero ricada nelle sottozone B1 e B3 del citato punto 6), è obbligatorio il ricorso a strumento urbanistico esecutivo. Gli interventi di cui alla lettera e) (ristrutturazione urbanistica) si attuano mediante strumento urbanistico esecutivo. Nei casi di demolizione e ricostruzione, i relativi progetti do-
12 vranno essere redatti tenendo conto dell inserimento del nuovo edificio nel tessuto edilizio circostante, e saranno corredati dagli elaborati grafici e dalla documentazione fotografica necessari per illustrare tale inserimento. Qualora la demolizione e ricostruzione riguardi edifici esistenti alla data del 6 agosto 1942, la demolizione è subordinata al parere preventivo della Soprintendenza Comunale. Qualora tale parere non venga rilasciato entro 60 giorni dalla richiesta, il responsabile del procedimento prescinde dal parere medesimo. Qualora sia prescritto il ricorso allo strumento urbanistico esecutivo, questo ultimo dovrà interessare ambiti tali che la soluzione progettuale di relazioni significativamente con il tessuto circostante. Lo strumento esecutivo potrà prevedere la conservazione delle volumetrie preesistenti, purché siano garantiti gli standard computati al 50% secondo quanto previsto per le zone omogenee di tipo B. Allo scopo di reperire le superfici per gli standard urbanistici di cui sopra, si opererà anche attraverso una riduzione delle volumetrie e delle superfici da ricostruire, fino ad un 30% dell esistente. Se anche attraverso tale riduzione non sarà possibile raggiungere gli standard minimi, e ammesso il ricorso alla monetizzazione dei medesimi per la parte residua. Per tutte quelle aree per cui si consentiva l edificabilità in forza della destinazione precedente di zona «D», a fronte di obblighi assunti nelle forme di legge, per cedere gratuitamente aree per verde e/o servizi pubblici, ai fini del soddisfacimento degli standard urbanistici, l edificabilità determinata viene mantenuta nei casi in cui sia già avvenuta la cessione gratuita di tutte le aree previste dai relativi atti d obbligo. In caso di demolizione e ricostruzione di singoli edifici senza strumento urbanistico attuativo è prescritta un altezza massima non superiore a quella del più alto degli edifici esistenti nelle aree confinanti edificate ed un distacco dal filo stradale e dai confini interni non inferiore a quello prevalente degli stessi edifici confinanti; in ogni caso i distacchi dai confini interni dovranno essere non inferiari a m 5,00 e comunque tali da garantire una distanza minima assoluta di m 10,00 dalle pareti degli edifici esistenti antistanti, qualora anche una sola delle parti fronteggiantisi sia finestrata. Nel caso di interventi di demolizione e ricostruzione di singoli edifici che prevedano la realizzazione di un edificio con stessa sagoma e stessa superficie utile complessiva dell edificio demolito, potranno essere mantenuti i distacchi esistenti. 4) Nella zona B dovrà essere garantito il mantenimento delle attuali destinazioni d uso residenziali, salvo quanto più avanti specificato. In caso di richiesta di cambiamento di tali destinazioni d uso, sono consentite, in sede di concessione edilizia o di altri atti abilitativi previsti dalle leggi vigenti, le seguenti destinazioni: servizi pubblici e di pubblica utilità; alberghi, qualora non eccedano i 200 posti-letto; sedi di rappresentanza diplomatica; sedi di enti e associazioni culturali e politiche, di enti pubblici e morali; sedi di giornali quotidiani e periodici. Per quanto riguarda eventuali richieste di cambiamento di destinazioni d uso attualmente non residenzialil in sede di concessione edilizia o altri atti abilitativi previsti dalle leggi vigenti, è consentito il cambiamento di tali destinazioni d uso in destinazione residenziale, o in altra destinazione, nell ambito della stessa categoria della destinazione attuale, di cui all art. 3 delle presenti norme; è consentito inoltre il cambiamento della destinazione attuale con le
13 destinazioni d uso, anche non appartenenti alla stessa categoria, appresso specificate, purché siano assicurati 1 mq. per ogni 10 mc di costruzione per parcheggi pertinenziali e 0,2 mq per ogni mq di superficie di vendita per parcheggi pubblici: uffici di Enti pubblici e di Diritto pubblico; società ed istituti di credito e di assicurazione, uffici privati e studi professionali in genere, qualora non eccedano la misura massima corrispondente al 60% della superficie coperta al piano terreno per singolo edificio; esercizi commerciali al dettaglio botteghe e laboratori artigianali di servizio connessi alla residenza pubblici esercizi quali bar, ristoranti, tavole calde, farmacie, e attività amministrative di servizio quali agenzie di banche, di viaggio, depositi e magazzini, qualora non eccedano la misura massima di 400 mq di superficie per ciascun esercizio, alberghi residenze turistico-alberghiere pensioni motel ostelli 3 per la gioventù case per ferie, per i quali sono prescritte autorizzazioni amministrative di esercizio, secondo le leggi in materia, qualora non eccedano la capacità di 200 postiletto. Nei casi in cui sia richiesto lo strumento urbanistico esecutivo, le destinazioni d uso potranno essere variate, rispetto a quelle esistenti, purché la superficie destinata alla residenza non sia inferiore al 40%, e quella destinata alle attività terziarie ed artigianali di servizio al 30%, delle superfici totali. In detti strumenti sono escluse le seguenti destinazioni: impianti industriali, opifici artigianali, depositi e magazzini non di vendita, impianti sportivi per lo spettacolo. 5) Nelle aree private attualmente inedificate con eccezione di quanto previsto nei programmi di riqualificazione urbana di cui all art. 2 della legge 179/92, individuati con delibera del Consiglio Comunale n. 41 del 24 febbraio 1995, oltre alle destinazioni per servizi pubblici o di pubblica utilità è possibile realizzare autorimesse e parcheggi interrati e a raso e aree attrezzate per il tempo libero come di seguito specificato. La superficie da destinare a parcheggi o ad autorimesse e alle relative rampe di accesso non dovrà superare: il 60% della superficie del lotto, per lotti fino a mq 3000; il 50% per lotti superiori a mq La copertura dell autorimessa o del parcheggio dovrà essere sistemata a giardino pensile con un manto vegetale dello spessore non inferiore a cm 60. La restante parte del lotto dovrà essere permeabile e attrezzata a giardino con alberi ad alto fusto di altezza non inferiore a m 3 e con una densità di piantumazione di un albero ogni 80 mq. A1 progetto dovrà essere allegato uno studio sulla permeabilità complessiva dell area anche in relazione con le edificazioni circostanti. La superficie del lotto, per una quota minima del 60%, può essere attrezzata a giardino e/o ad attività per il tempo libero (spazi per il gioco dei bambini, attrezzature sportive non agonistiche, ecc) aperte al pubblico, utilizzando anche la copertura dell autorimessa e dei parcheggi. In tal caso sarà possibile realizzare un manufatto fuori terra di un solo piano di altezza massima pari a m. 3,20, da adibire a bar-ristoro ed eventuali servizi (spogliatoi, docce, servizi igienici), per una superficie pari al 5% della superficie totale dei parcheggi, fino a un massimo di mq 60. Il lotto da attrezzare per le attività di cui al comma precedente dovrà avere accesso diretto da una strada pubblica e dovrà essere vincolato con atto d obbligo trascritto, che garantisca l uso pubblico e la manutenzione a carico della proprietà per la durata dell esercizio.
14 6) La zona B è suddivisa in tre sottozone: a) Sottozona B1, comprendente complessi insediativi interessanti soprattutto per i caratteri architettonici, tipologici e ambientali, per la posizione e la sagoma degli edifici esistenti. In tale sottozona si applicano le prescrizioni generali di cui ai paragrafi precedenti, ma non sono ammesse le categorie di intervento e) (ristrutturazione urbanistica) ed f) (demolizione e ricostruzione dei singoli edifici) di cui al precedente punto 2), se non tramite il ricorso a strumento urbanistico esecutivo. In caso di ristrutturazione edilizia e/o di frazionamento, dovranno essere mantenuti gli elementi tipologici che caratterizzano l edificio, in particolare, gli ingressi e i corpi scala, nonché mantenuti, ovvero restaurati, gli elementi strutturali relativi ai muri portanti e alle volte, nonché gli elementi di finitura architettonica. b) Sottozona B2, comprendente le aree che non presentano le caratteristiche della sottozona B1. In tale sottozona si applicano le prescrizioni generali di cui ai paragrafi precedenti. c) Sottozona B3, riguardante quei tessuti edilizi che richiedono interventi di consolidamento statici o di trasformazione fisico-funzionale, e che pertanto viene dichiarata zona di recupero ai sensi dell art. 27 della legge 5 agosto 1978 n In questa sottozona si applicano le prescrizioni generali di cui ai paragrafi precedenti, con esclusione di quelle concernenti gli interventi di cui alle categorie e) (ristrutturazione urbanistica) ed f (demolizione e ricostruzione dei singoli edifici, anche con mantenimento di sagoma e superfici) e, nel caso di edifici esistenti a destinazione e tipologia non residenziale, gli interventi di cui alla categoria g) (cambiamento di destinazione d uso), per i quali è comunque richiesto il ricorso al piano di recupero. Art. 16 bis, Zone vincolate punto 7 bis - Carta dell Agro. In corrispondenza dei beni individuati nella «Carta Storica, archeologica, monumentale e paesistica del suburbio e dell Agro Romano» allegata al vigente PRG e nei suoi successivi aggiornamenti, nessuna concessione edilizia, od altro atto abilitativo, potranno essere rilasciati senza la previa acquisizione, a cura del responsabile del procedimento, del parere delle competenti Sovrintendenze statali. Analogamente, nessuna autorizzazione edilizia potrà essere assentita, né alcuna denuncia di inizio di attività edilizia potrà essere ricevuta dall Amministrazione, senza il corredo del parere di cui al comma precedente. Qualora il parere di cui ai commi precedenti non venga rilasciato entro 60 gg. dalla richiesta, il responsabile del procedimento prescinde dal parere medesimo. Entro lo stesso termine, il responsabile del procedimento acquisisce le osservazioni della Sovrintendenza comunale. I1 parere ha per oggetto la valutazione della compatibilità dell intervento con i beni individuati nella Carta. In corrispondenza dei beni di cui all allegato G della relazione tecnica della Variante Generale di P.R.G., Piano delle Certezze, e riportati sulle tavole di P.R.G., deve essere riservata una fascia di rispetto inedificabile della larghezza minima di mt. 50.
15 Art. 3 delle N.T.A. del P.R.G. punto 21: La capacità edificatoria dei terreni ricadenti nei comprensori indicati nelle tabelle della Relazione Tecnica della Variante Generale «Piano delle Certezze», forma oggetto di trasferimento su aree edificabili di proprietà dell Arnministrazione; ovvero di compensazione con altre aree di proprietà privata ai sensi delle disposizioni seguenti. Il proprietario del fondo titolare della capacità edificatoria dovrà impegnarsi alla cessione gratuita al Comune del proprio terreno. La capacità edificatoria di valore immobiliare corrispondente a quella afferente ai terreni di cui al comma precedente, è trasferibile sulla base di successivi atti dell Amministrazione Comunale. L Amministrazione Comunale si impegna ad attivare i trasferimenti o le compensazioni attraverso tutti gli strumenti previsti dalla vigente normativa, nonché a pubblicare entro tre mesi dall adozione della Variante di P.R.G. «Piano delle Certezze», il bando per la costituzione a favore dell Amministrazione, di una riserva di aree trasformabili, da assegnare prioritariamente in permuta dei terreni di cui al primo comma. I proprietari dei terreni ricadenti nei comprensori di cui al primo comma possono, in alternativa a quanto previsto dal comma secondo, avanzare all Amministrazione Comunale proposte di intervento al fine di trasferire la capacità edificatoria di valore immobiliare corrispondente a quello dei terreni suddetti su altre aree di proprietà privata. Su tale ipotesi l Amministrazione Comunale si riserva di valutare la coerenza urbanistica dell intervento e la soddisfazione degli interessi pubblici anche ricorrendo al procedimento di cui all art. 27 della Legge 8 giugno 1990 n. 142 e successive integrazioni e modifiche.
16 COMUNE DI ROMA UFFICIO NUOVO PIANO REGOLATORE PIANO DELLE CERTEZZE ALLEGATO «B»: LA CLASSIFICAZIONE DELLE NUOVE AREE DA TUTELARE
17 ALLEGATO B - LA CLASSIFICAZIONE DELLE AREE DA TUTELARE Come già anticipato nella Relazione tecnica, la verifica delle proposte di aree «irrinunciabili» ha condotto ad una suddivisione delle proposte stesse in 3 categorie principali, a loro volta articolate in sottocategorie, in relazione sia alla loro diversa localizzazione, sia al differente livello e tipo di accoglimento: A) Proposte interne ai perimetri dei parchi deliberati (si tratta delle aree già individuate dall Amministrazione in sede di proposta di perimetrazione dei parchi Del. C.C. del 20 febbraio 1995 n. 39 e Del. C.C. dell 1 agosto 1996 n. 162 e dunque di cui si e già prevista la modificazione di destinazione di piano). A1) Proposte accolte A2) Proposte non accolte (corrispondenti alle indicazioni contenute nelle deliberazioni) B) Proposte di ampliamento dei parchi esistenti o deliberati, parzialmente o totalmente accolte C) Proposte esterne ai perimetri dei parchi deliberati C1) Proposte accolte (si tratta di aree ricadenti all interno di zone di PRG già H o N, e di aree inserite nel Progetto direttore dello Sdo) C2) Proposte totalmente o parzialmente accolte C3) Proposte interne a programmi in itinere (si tratta di aree ricadenti all interno di programmi di trasforrnazione progetti urbani, programmi di riqualificazione urbana di cui all art. 2 della legge n. 179/92 o programmi di recupero urbano di cui all art. 11 della legge n. 493/93 cui si rimanda l eventuale accoglimento) C4) Proposte non accolte (si tratta sia di aree ricadenti all interno di progetti in fase istruttoria avanzata o inseriti in altri programmi dell Amministrazione in corso di definizione, sia di aree molto compromesse, interne a lottizzazioni autorizzate o a insediamenti abusivi, e di cui, pertanto, non è prevedibile un recupero a funzione agricola. Si riportano, di seguito, articolati nelle 3 categorie, gli elenchi di tutte le aree.
18 ELENCO DELLE AREE (Alcune delle aree risultano già trasformate dalla Variante di Salvaguardia e quindi non rientrano tra quelle modificate con la presente delibera di variante) A) Proposte interne ai perimetri dei parchi deliberati (Del. C.C. n. 39 del 20 febbraio 1995 e Del. n. 162 dell 1 agosto 1996) A1) Proposte accolte - Parco della Valle dei Casali F2 Vicolo dell Imbrecciato (Monte Cucco) G4 Vicolo Papa Leone (Monte Cucco) F2 Via Bravetta - N (modificata dalla Variante di Salvaguardia) M3 Via Bravetta M2 Vicolo Clementi F1 Via del Trullo M3 Via del Trullo E3 Colli Portuensi Nord E3/F1/G4/N Via Isacco Newton - Parco di Veio G4 S. Cornelia M1 Ospedale S. Andrea -H3 (modificata dala Variante di Salvaguardia) - Parco dell Insugherata F2 Via Trionfale (Monte Arsiccio) G4 Tenuta Insugherata nord - N (modificata dalla Variante di Salvaguardia) G4 Tenuta Insugherata ovest - N (modificata dalla Variante di Salvaguardia) G4 Tenuta Insugherata est - N (modificata dalla Variante di Salvaguardia) G4 Tenuta Insugherata sud - N (modificata dalla Variante di Salvaguardia) G4 Attiguo PdZ 70 bis - N (modificata dalla Variante di Salvaguardia) E1 Collina INA - N (modificata dalla Variante di Salvaguardia)
19 - Parco del Litorale G3 Ostia Antica G4 Ostia Antica E1 Monte Cugno - N (modificata dalla Variante di Salvaguardia) E1 Malafede G4 Malafede 1 - Parco della Marcigliana M1 Casale Colomba M2 adiacente Fosso Maestro G4 Monte Forte nord - H3 (modificata dalla Variante di Salvaguardia) G4 S. Lucia G4 Monte Forte E1 Marcigliana M2 Bufalotta - Parco della Valle dell Aniene Conv. in itinere Pratone delle Valli - N (modificata dalla Variante di Salvaguardia) Conv. in itinere Aniene di Levante (Parco dell Acqua Sacra) G4 Salone (Ponte di Nona) Ponte di Nona nord Parco dell Acqua Vergine - Parco di Decima - Malafede G4 Tor Dei Cenci nord (Tenuta della Perna) G4 Tor dei Cenci sud (Tenuta della Perna) E1 Monti della Caccia (parte già H3 nella Variante di Salvaguardia) G4 Riserva del Quartaccio nord - H3 G4 Riserva del Quartaccio sud - H3 G4 Decima nord G4 Castel di Decima H3 (modificata dalla Variante di Salvaguardia) G4 adiacente Castel di Decima H3 (modificata dalla Variante di Salvaguardia)
20 G4 adiacente Pontina est H3 G4 adiacente Pontina ovest M2 Castel Romano L2 L2 L3 Castel Romano nord Castel Romano sud Castel Romano - Parco delle Tenuta dei Massimi M1 Infernaccio E1 Pisana - Parco Laurentino-Acqua Acetosa M1 adiac. PdZ Laurentino A2) Proposte non accolte - Parco di Veio M2 adiacente Ospedale S. Andrea - Parco dell Insugherata Conv. in itinere - Case e Campi (parte in area contigua) - Parco di Decima-Malafede G4 Grotte di Peseroni nord (Trigoria nord) G4 Grotte di Peseroni sud (Trigoria sud) - Parco della Tenuta dei Massimi E3 Torretta Massimi - Parco Valle dei Casali M2 Bravetta (in area contigua)