Source: http://www.tuttononprofit.com/2017/06/obbligo-di-dotazione-di-defibrillatori-semiautomatici-per-associazioni-e-societa-sportive-ecco-le-linee-guida-ufficiali.html
Timestamp: 2018-10-18 22:02:09+00:00
Document Index: 167341429

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 1']

Obbligo di dotazione di defibrillatori semiautomatici per Associazioni e Società Sportive: ecco le linee guida ufficiali! – Tutto sul Non Profit
30 giugno 2017 Stefano Bertoletti Certificato medico, Defibrillatore, Tutto Non Profit 14 commenti
Dopo la pioggia di proroghe degli ultimi mesi, entrerà finalmente in vigore il prossimo primo luglio (sicuri …?) l’obbligo di dotazione ed utilizzo di defibrillatori semiautomatici da parte delle Associazioni e delle Società Sportive Dilettantistiche. Ma attenzione, perché ci sono (non poche) novità …
C’è una notizia buona (più o meno) ed una cattiva in tema di defibrillatore obbligatorio per ASD/SSD:
– quella buona è che finalmente l’obbligo entrerà in vigore il 1° luglio 2017 (questo stando a quanto riportato nelle premesse, anche se, posto che il decreto non prevede un’immediata entrata in vigore, occorreranno ulteriori 15 giorni dalla sua pubblicazione, avvenuta il 28.06.2017, e pertanto entrerà ufficialmente in vigore il prossimo 13 luglio); e tutto questo in barba alla sequela di proroghe delle quali abbiamo dovuto, ahimè, dare notizia nei mesi passati;
– quella cattiva è che il tenore letterale della norma riportata in Gazzetta Ufficiale (Anno 158° – numero 149) pare ridimensionare non poco la portata di un provvedimento nella cui ratio, più che mai condivisibile, si intendeva salvaguardare (giustamente) la salute dei milioni di praticanti di attività sportiva del nostro paese (come nel caso del certificato medico). E dunque non solo di quelli che praticano gare …
Il “perché” di questo mezzo passo indietro lo si comprende analizzando l’art. 1 del Decreto:
“L’obbligo di dotazione e impiego di defibrillatori semiautomatici ed eventuali altri dispositivi salvavita di cui all’articolo 7, comma 11, del decreto legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, si intende assolto da parte delle associazioni e società sportive dilettantistiche, come definite dall’articolo 5 del decreto ministeriale 24 aprile 2013, alle seguenti condizioni: a) qualora utilizzino un impianto sportivo, come definito dall’articolo 2 del decreto Ministro dell’interno del 18 marzo 1996 e avente carattere permanente, che sia dotato di defibrillatore semiautomatico o a tecnologia più avanzata; b) qualora sia presente una persona debitamente formata all’utilizzazione del dispositivo durante le gare inserite nei calendari delle Federazioni sportive nazionali e delle discipline sportive associate, durante lo svolgimento di attività sportive con modalità competitive ed attività agonistiche di prestazione disciplinate dagli enti di promozione sportiva, nonché durante le gare organizzate da altre società dilettantistiche“.
Ora, senza polemica di sorta, siamo proprio sicuri che un defibrillatore o un altro dispositivo salvavita serva solo “durante le gare inserite nei calendari delle Federazioni sportive nazionali e delle discipline sportive associate, durante lo svolgimento di attività sportive con modalità competitive ed attività agonistiche di prestazione disciplinate dagli enti di promozione sportiva, nonché durante le gare organizzate da altre società dilettantistiche” e non anche quando il Signor Luca, che non pratica sport da anni, decide di iscriversi alle attività di un’Associazione/Società Sportiva Dilettantistica per provare lo “spinning” per rimettersi in forma?
Indubbia l’utilità che “prima dell’inizio delle gare e per il tramite di propri referenti all’uopo incaricati” venga verificata la presenza, la manutenzione ed il funzionamento dei defibrillatori, oltre che, ovviamente, la presenza di una “persona debitamente formata ai sensi e per gli effetti dell’articolo 5, comma 7, del decreto del Ministro della salute del 24 aprile 2013” (Art. 2), pena “l’impossibilità di svolgere le attività di cui all’articolo 1” (Art. 3); sensato (siamo sicuri?) anche che per le gare relative ad attività sportive “a ridotto impegno cardiocircolatorio, elencate nell’allegato A” (Art. 4 n.1 lett. a) le disposizioni di cui agli articoli 1 e 2 non si applichino; ma perchè se le gare si svolgono “al di fuori degli impianti sportivi” l’obbligo non è dovuto (Art. 4 n.1 lett. b)?
Un passo avanti nella direzione giusta è innegabile sia stato fatto (quanto meno perché un obbligo, studiato/nato nel 2012, entra ufficialmente in vigore, seppur nel 2017), ma perché mai circoscrivere l’obbligo di dotazione di un dispositivo salvavita alle sole gare svolte all’interno di un impianto sportivo? Per il certificato medico il ragionamento è stato quello …? Si è forse circoscritto l’obbligo di una verifica di idoneità alla pratica sportiva (agonistica o dilettantistica) ai soli partecipanti ad una gara …?
Non intendiamo scivolare in (facili) retoriche, restiamo concentrati sul nostro lavoro, ma concedeteci almeno di manifestare la perplessità per un adempimento che, al di fuori degli obblighi di legge, dovrebbe essere al primo posto per chi, seriamente, si occupa di sport e di ben-essere delle persone …
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FRIGOTTO MARIO ha detto:
chiedo: deve essere presente una persona debitamente formata all’utilizzo del dispositivo anvhe durate gli allenamenti?
A.S.D. LOCARA CALCIO
FRIGOTTO MARIO
Buongiorno. La norma dispone “L’obbligo di dotazione e impiego di defibrillatori semiautomatici ed eventuali altri dispositivi salvavita di cui all’articolo 7, comma 11, del decreto legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, si intende assolto da parte delle associazioni e società sportive dilettantistiche, come definite dall’articolo 5 del decreto ministeriale 24 aprile 2013, alle seguenti condizioni: a) qualora utilizzino un impianto sportivo, come definito dall’articolo 2 del decreto Ministro dell’interno del 18 marzo 1996 e avente carattere permanente, che sia dotato di defibrillatore semiautomatico o a tecnologia più avanzata; b) qualora sia presente una persona debitamente formata all’utilizzazione del dispositivo durante le gare inserite nei calendari delle Federazioni sportive nazionali e delle discipline sportive associate, durante lo svolgimento di attività sportive con modalità competitive ed attività agonistiche di prestazione disciplinate dagli enti di promozione sportiva, nonché durante le gare organizzate da altre società dilettantistiche”.
In ogni caso, ferme le previsioni e gli obblighi tassativi individuati dalla norma, il dispositivo risulta obbligatorio nell’esercizio di talune attività specifiche ma ciò non toglie che è essenziale non trascurare l’importanza di un dispositivo salvavita (quale è il defibrillatore) anche nell’ipotesi in cui il Vostro Ente non organizzi “gare inserite nei calendari delle Federazioni sportive nazionali e delle discipline sportive associate” piuttosto che “attività sportive con modalità competitive ed attività agonistiche di prestazione disciplinate dagli enti di promozione sportiva” oppure ancora partecipi alle “gare organizzate da altre società dilettantistiche”. Cordialità, Stefano Bertoletti
27 luglio 2017 alle 8:12
E per le società di capitali l’obbligo non v’è? Come del resto l’obbligo del certificato medico… Come se la vita dei frequentatori dipenda dal regime fiscale del gestore dell’impianto…
Che buffonata all’italiana!
Buongiorno Paolo. Per le società di capitali sportive dilettantistiche l’obbligo sussiste alle condizioni indicate dalla norma, così come il certificato medico. Dopodichè convengo con Lei che è poco sensato, a parità di attività sportiva promossa, imporre l’obbligo solo a taluni soggetti giuridici. Non a caso, al di là di tutto, più volte abbiamo ribadito come sia essenziale non trascurare l’importanza di un dispositivo salvavita (quale è il defibrillatore) anche nell’ipotesi in cui un Ente non organizzi “gare inserite nei calendari delle Federazioni sportive nazionali e delle discipline sportive associate” piuttosto che “attività sportive con modalità competitive ed attività agonistiche di prestazione disciplinate dagli enti di promozione sportiva” oppure ancora partecipi alle “gare organizzate da altre società dilettantistiche”. Cordialità, Stefano Bertoletti
Niki Foschini ha detto:
30 luglio 2017 alle 0:42
Salve, quindi se non ho capito male chi gestisce una asd con palestra e attività tipo body building al momento non è obbligato ad acquistare il defibrillatore? (Tranne in caso di gare)
Non mi è chiaro il punto “impianto sportivo a carattere permanente ”
Buongiorno. L’obbligo di dotazione di dispositivi salvavita si verifica alle condizioni precisate dalla norma: per quanto riguarda invece la definizione di “impianto sportivo”, segnalo il link diretto della normativa in questione (art. 2): http://www.scuoladellosport.coni.it/images/documenti/Normativa_Sport/ImpiantiSportivi/Decreto_Ministero_Interno_18_marzo_1996.pdf. Cordialità, Stefano Bertoletti
Buongiorno, l’asd di karate che frequenta mio figlio come associato ha deciso di dotarsi di defibrillatore chiedendo un contributo a tutti gli atleti oltre la quota mensile.
Buongiorno. E’ possibile che l’ASD ponga in essere forme di autofinanziamento funzionali a reperire le risorse economiche occorrenti per il sostentamento della proprià attività. Chiaramente il tutto andrà armonizzato e verificato anche alla luce delle disposizioni contenute nello statuto sociale vigente. Cordialità, Stefano Bertoletti
Hasnain Mirza ha detto:
io ho fatto il corso per Defibrillatore, posso fare addetto.
Ma posso fare addetto al DAE anche se sono titolare nella partita e sto giocando?
O Chi sta giocando non può fare addetto al defibrillatore?
Buongiorno. Le linee guida in materia (http://movidastudio.it/contenuti/pdf/Gazzetta_Ufficiale_28_6_17_serie_generale_149.pdf) non si esprimono sul punto, limitandosi a precisare che “le associazioni e le società sportive dilettantistiche che utilizzano l’impianto sportivo devono assicurarsi che durante le gare da esse organizzate sia presente la persona debitamente formata” (art. 2 comma 2). Cordialità, Stefano Bertoletti
Buongiorno sono il presidente di una ASD di Karate, esercito all’interno di una struttura comunale subappalta e gestita da una ASD grande di basket, vorrei sapere se il defibrillatore che è all’interno cioe uno unico per le varie attività presenti nella struttura va bene oppure ogni ASD deve avere il suo.
E vorrei anche sapere se le ASD di fare Karate devono avere il defibrillatore grazie
Buongiorno. L’obbligo di defibrillatore non si applica “alle gare organizzate dalle associazioni e società sportive dilettantistiche: a) relative alle attività sportive di cui all’articolo 5, comma 3 del decreto ministeriale 24 aprile 2013, nonché a quelle a ridotto impegno cardiocircolatorio, elencate nell’allegato A al presente decreto; b) al di fuori degli impianti sportivi” ex art. 4 del Decreto di riferimento, mentre la disponibilità dello stesso è indispensabile negli impianti in cui si svolgono le attività così come individuate dall’art. 1. Cordialità, Stefano Bertoletti
da quello che ho capito la presenza del defibrillatore è obbligatoria solamente durante le gare giusto?
Mentre durante i corsi che prevedono attività ‘a basso impatto’ tipo ginnastica posturale o simile?
Buongiorno. Al di là di considerazioni di buon senso sull’opportunità che un dispositivo salvavita sia sempre disponibile presso gli spazi di un ente che promuove il benessere della persona attraverso la pratica di attività sportive dilettantistiche, l’art. 1 del decreto stabilisce che “L’obbligo di dotazione e impiego di defibrillatori semiautomatici ed eventuali altri dispositivi salvavita … si intende assolto da parte delle associazioni e società sportive dilettantistiche … qualora sia presente una persona debitamente formata all’utilizzazione del dispositivo durante le gare inserite nei calendari delle Federazioni sportive nazionali e delle discipline sportive associate, durante lo svolgimento di attività sportive con modalità competitive ed attività agonistiche di prestazione disciplinate dagli enti di promozione sportiva, nonché durante le gare organizzate da altre società dilettantistiche”. Cordialità, Stefano Bertoletti