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Timestamp: 2018-03-20 09:59:08+00:00
Document Index: 177793944

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3']

Parere sullo schema di decreto per la ripartizione del Fondo per il sostegno dei giovani e per favorire la mobilità degli studenti - PDF
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1 MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario Parere sullo schema di decreto per la ripartizione del Fondo per il sostegno dei giovani e per favorire la mobilità degli studenti (legge 11 luglio 2003, n. 170, art. 1) - ottobre DOC 16/03
2 Il Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario è previsto dall articolo 2 della legge 370/99 e alla data dell insediamento, il 19 aprile 2000, è subentrato all Osservatorio per la valutazione del sistema universitario. Il Comitato è organo istituzionale del MIUR con il compito di: fissare i criteri generali per la valutazione delle attività delle università; predisporre una relazione annuale sulla valutazione del sistema universitario; promuovere la sperimentazione, l'applicazione e la diffusione di metodologie e pratiche di valutazione; determinare la natura delle informazioni e dei dati che i nuclei di valutazione degli atenei sono tenuti a comunicare; attuare un programma annuale di valutazioni esterne delle università o di singole strutture didattiche; effettuare valutazioni tecniche su proposte di nuove istituzioni universitarie statali e non statali in vista dell'autorizzazione al rilascio di titoli aventi valore legale; predisporre rapporti sullo stato di attuazione e sui risultati della programmazione; predisporre studi e documentazione sullo stato dell'istruzione universitaria, sull'attuazione del diritto allo studio e sugli accessi ai corsi di studio universitari; predisporre studi e documentazione per la definizione dei criteri di riparto della quota di riequilibrio del fondo per il finanziamento ordinario delle università; svolgere per il Ministro attività consultive, istruttorie, di valutazione, di definizione di standard, di parametri e di normativa tecnica, anche in relazione alle distinte attività delle università, nonché ai progetti e alle proposte presentate dalle medesime. Con decreto del 4 aprile 2000 sono stati nominati i seguenti membri: dott. Giuseppe De Rita (presidente), prof. Luigi Biggeri, prof. Carlo Calandra Buonaura, prof. Giuseppe Catalano, prof. Alessandro Corbino, dott. Guido Fiegna, prof. Alessandro Figà Talamanca, dott.ssa Daniela Primicerio, prof.ssa Anna Laura Trombetti Budriesi. In occasione della riunione di insediamento del Comitato, il prof. Biggeri è stato eletto vice-presidente. Il decreto istitutivo assegna al Comitato una segreteria amministrativa e tecnica per assicurare il supporto necessario. Inoltre, per le esigenze derivanti dall'attività del Comitato, possono essere affidati incarichi ad esperti, a gruppi di lavoro, enti e società specializzate per lo svolgimento di ricerche, studi e indagini. I documenti prodotti dal Comitato si articolano nelle seguenti tipologie: DOC Documenti prodotti dal Comitato in ottemperanza alle disposizioni di legge o su richiesta di parere da parte del Ministro; RdR REPRINT Rapporti di ricerca prodotti da altri per conto del Comitato; Relazioni presentate a convegni e articoli pubblicati in altra sede da parte di componenti del Comitato. Il contenuto di tali studi è, ovviamente, responsabilità degli autori e non frutto del lavoro collegiale del Comitato. Ulteriori informazioni sul Comitato nazionale e sulla documentazione fin qui prodotta sono contenute nel sito internet: e La documentazione del preesistente Osservatorio è contenuta nel sito internet: Tel.06/ /6410 fax 06/ e_mail:
3 1. Premessa Ai sensi dell art. 1 della legge n. 170 del 11 luglio 2003, che ha convertito il decreto legge 9 maggio 2003, n. 105, recante Disposizioni urgenti per le università e gli enti di ricerca, il Ministero dell Università, Istruzione e Ricerca è tenuto ad individuare criteri e modalità per la ripartizione del Fondo per il sostegno dei giovani e per favorire la mobilità degli studenti. Con la lettera del 29 settembre 2003 il Ministro ha inviato al Comitato lo schema di decreto ministeriale, richiedendo un parere, al fine di attivare al più presto le conseguenti procedure istruttorie e l erogazione delle risorse. Il Comitato ha esaminato e discusso lo schema di decreto nella seduta del 7 ottobre e ha espresso il parere di seguito presentato. 2. Il parere del CNVSU 2.1 Sull art. 1 Appare opportuno che le risorse per la partecipazione ai programmi di mobilità internazionale siano destinate prioritariamente, tra tutti gli studenti che presentano i requisiti di merito, ai capaci e meritevoli privi di mezzi, idonei o beneficiari di borsa di studio, come previsto dall'articolo 10 del dpcm del 9 aprile 2001 "Disposizioni per l'uniformità di trattamento sul diritto agli studi universitari, a norma dell'art. 4 della legge 2 dicembre 1991, n. 390". Al fine di incentivare un completo riconoscimento accademico delle attività formative svolte nell ambito dei programmi di mobilità internazionale, si propone di aggiungere il seguente comma: 4. Dal prossimo anno le erogazioni di cui al comma 1 a ciascun ateneo sono subordinate alla presentazione da parte dell Ateneo di appartenenza di una dichiarazione che attesti che il piano di studi programmato per il periodo all estero preveda l acquisizione di un numero di crediti corrispondenti a quelli acquisibili frequentando i corsi in Italia, e l impegno al riconoscimento di tali crediti. 2.2 Sull art. 2 Si propone di ripartire le risorse tra le università in proporzione al numero degli studenti regolari nell anno accademico 2002/03, o nell anno accademico più recente di cui siano disponibili i dati, privilegiando in particolare gli atenei che risultano sottofinanziati sulla base dell applicazione del modello di riequilibrio nel Per gli atenei con un squilibrio negativo superiore al 5%, il numero di studenti potrebbe essere ponderato con un parametro 1,2, per quelli con uno squilibrio negativo superiore al 10% con un parametro pari a 1,5. Appare opportuno che gli atenei destinino prioritariamente gli interventi ai corsi di laurea che presentino un elevato rapporto studenti/docenti. Si dovrebbe inoltre assicurare la compatibilità degli assegni previsti dal comma 2 dell art. 2 e dal comma 1, lettera b) dell art. 1 del decreto legge 9 maggio 2003, n.105 come modificato dalla legge 11 luglio 2003, n.170, con le borse di studio di cui all art. 8 della legge 2 dicembre 1991, n Ciò sembra possibile perché si tratta di assegni cui corrisponde una prestazione da parte degli studenti e non di borse di studio, per quanto entrambi siano assimilati ai fini della esenzione dalla imponibilità fiscale. 3
4 2.3 Sull art. 3 Le risorse dovrebbero essere destinate esclusivamente al finanziamento delle borse di studio e non alla copertura di altri costi delle università. Si propone che le risorse stanziate siano utilizzate prioritariamente dalle università per ampliare il numero di borse di studio per corsi di dottorati già attivati e non solo per l'istituzione di nuovi corsi. In assenza di tale precisazione, gli interventi potrebbero penalizzare le iniziative già avviate nei settori innovativi. Inoltre, nel Doc. 10/3, citato al comma 2 dell art. 3, il Comitato raccomanda che le denominazioni dei corsi di dottorato siano coerenti con quelle prevalenti a livello internazionale e definiscano corsi di dottorato a largo spettro, all interno dei quali possono essere previsti corsi su temi e problematiche più specialistiche. Questa raccomandazione appare contraddetta dall indicazione dell art. 3, comma 1, dello schema di decreto ministeriale inerente i settori prioritari cui dovrebbero afferire i dottorati di ricerca incentivati dal decreto. La apparente contraddizione potrebbe essere risolta, chiarendo, ad esempio, che un percorso formativo afferente al settore Processi chimici innovativi possa svolgersi all interno di un dottorato denominato Scienze Chimiche, o che uno afferente al settore Informatica avanzata multimediale e distribuita possa svolgersi all interno di un corso di dottorato denominato Informatica, e così via. In altre parole, dovrebbe essere chiarito che il settore prioritario cui afferisce un dottorato non deve necessariamente coincidere con la denominazione del corso di dottorato, che può invece coprire uno spettro più ampio. Al fine di garantire il perseguimento di questa importante iniziativa anche nei prossimi anni, l'importo concesso per finanziare le nuove borse dovrebbe coprire i tre anni di durata del ciclo di dottorato. Per quel che riguarda la valutazione delle proposte, il Comitato propone di costituire una specifica Commissione, secondo le modalità previste dal comma 2 dell art. 3 dello schema di decreto ministeriale, il cui presidente potrebbe essere un membro designato dal Comitato. Art. 4 Il rimborso ex-post di una parte delle tasse di iscrizione e dei contributi a studenti già iscritti a corsi delle specifiche classi di laurea non sembra potersi considerare per l anno accademico in corso un efficace incentivo. Piuttosto, tale modalità di intervento dovrebbe essere destinata al prossimo anno accademico per poter contare sugli effetti di tale annuncio. Più in generale, tenendo conto del numero degli attuali immatricolati ai corsi delle classi 21, 25, 32 e 37 (6700 nell a.a. 2002/03) e della necessità di mantenere tale incentivo per l intera durata del corso, l importo dell intervento pro-capite appare esiguo (circa 150 euro all anno per tre anni). Sarebbe, forse, più efficace incentivare nell a.a. 2004/05 interventi delle università a favore degli studenti nella forma di borse di studio erogate sulla base del merito universitario, premiando in particolare iniziative cofinanziate da università e da enti di ricerca pubblici e privati. 4
5 Tabella 1 Gli immatricolati nelle classi di laurea da incentivare 2002/03 Classe di laurea N. corsi attivi Immatricolati a.a. 2002/ Scienze e tecnologie chimiche Scienze e tecnologie fisiche Scienze matematiche Scienze statistiche Totale Fonte: Ufficio di statistica. Art. 5 Il criterio di ripartizione potrebbe essere semplificato tenendo conto del numero degli assegni effettivamente attivati nel periodo e della percentuale di cofinanziamento verificato con risorse dell ateneo a tal fine destinate, purché almeno superiore al 20-30%. Art. 7 Si reputa necessario che i criteri di valutazione dei progetti di cui al comma 1 siano noti ex-ante, al fine di poter consentire un adeguata e tempestiva informazione dei partecipanti. Si propone che i criteri di valutazione diano priorità in ordine decrescente di importanza a: a) cofinanziamento di contributi a favore degli studenti in conto interessi e/o in conto capitale da parte delle università e/o delle regioni, nonché di altre istituzioni pubbliche e private; b) maggiore durata del periodo di rimborso; c) minore valore del tasso di interesse, con priorità per schemi di prestito a tasso fisso per l intera durata dell erogazione e del rimborso; d) presenza di un periodo di grazia di almeno un anno prima dell'inizio del rimborso; e) facoltà di rimborso anticipato da parte dello studente senza oneri a suo carico; f) cofinanziamento per la costituzione di un fondo di garanzia da parte delle università e/o delle regioni, nonché di altre istituzioni pubbliche e private. Si propone che il criterio di cui alla lettera a) pesi nella valutazione almeno il 50% e che le somme statali concesse non possano comunque superare quelle destinate a contributi a favore degli studenti in conto interesse e/o in conto capitale nell ambito di ciascun progetto. Si propone, infine, di eliminare il riferimento all'articolo 16 della legge n. 390/91, che prevede una forma di prestiti eccessivamente sussidiati (con tasso nullo e lunga durata della restituzione). Peraltro nel disegno di legge finanziaria è inserita una norma innovativa, che propone il superamento di tale impostazione. 5
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