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Timestamp: 2018-04-23 15:07:23+00:00
Document Index: 50087951

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 245', 'art. 253', 'art. 253', 'art.245', 'sentenza ']

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Consiglio di Stato, Sezione Sesta, sentenza 7 novembre 2016 n.4647. Al proprietario di un’area inquinata, non responsabile dell’inquinamento, non puo essere ordinata l’attività di rimozione, prevenzione e messa in sicurezza di emergenza.
Pubblicato il 8 novembre 2016 da uxs04548
La direttiva 2004/35/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale, deve essere interpretata nel senso che non osta a una normativa nazionale la quale, nell’ipotesi in cui sia impossibile individuare il responsabile della contaminazione di un sito o ottenere da quest’ultimo le misure di riparazione, non consente all’autorità competente di imporre l’esecuzione delle misure di prevenzione e di riparazione al proprietario di tale sito, non responsabile della contaminazione, il quale è tenuto soltanto al rimborso delle spese relative agli interventi effettuati dall’autorità competente nel limite del valore di mercato del sito, determinato dopo l’esecuzione di tali interventi. Alla luce dei principi desumibili dal diritto europeo di matrice unionale, e dell’impianto del Codice dell’ambiente va esclusa l’imposizione, a carico del proprietario estraneo all’inquinamento del sito, di misure di prevenzione o di riparazione, fatta eccezione per quelle che il soggetto intraprenda spontaneamente ai sensi dell’art. 245 del Codice dell’Ambiente. Non può ipotizzarsi il coinvolgimento coatto del proprietario di un’area inquinata, non responsabile dell’inquinamento, nelle attività di rimozione, prevenzione e messa in sicurezza di emergenza. Al più tale soggetto, in qualità di proprietario dell’area, potrà essere chiamato, nel caso, a rispondere sul piano patrimoniale e a tale titolo potrà essere tenuto al rimborso delle spese relative agli interventi effettuati dall’autorità competente nel limite del valore di mercato del sito determinato dopo l’esecuzione di tali interventi, secondo quanto desumibile dal contenuto dell’art. 253 del Codice dell’ambiente.
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato ambientale, art. 253 Codice dell'ambiente, art.245 Codice dell’ambiente, Autorità, competente, consiglio di stato, contaminazione, danno ambientale, direttiva 2004/35/CE 21 aprile 2004, diritto europeo, esecuzione, inquinamento, interventi, limite, materia ambientale, mercato, misure, nazionale, normativa, piano patrimoniale, prevenzione, proprietario, responsabile, responsabilità, rimborso, rimozione, riparazione, sentenza, sito, spese, valore
Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 26 ottobre 2015, n. 21713. Il legislatore regionale non può derogare alle norme del codice civile.
Pubblicato il 27 ottobre 2015 da uxs04548
La potestà legislativa delle Regioni incontra il limite cosiddetto del diritto privato, fondato sull’esigenza, connessa al principio costituzionale di eguaglianza, di garantire l’uniformità sul territorio nazionale delle regole fondamentali di diritto che disciplinano i rapporti fra privati. Il limite dell’ordinamento civile, quindi, identifica un’area riservata alla competenza esclusiva della legislazione statale e ricomprende i rapporti tradizionalmente oggetto di codificazione. Tale limite comporta l’inderogabilità, da parte del legislatore regionale, delle norme dettate dal codice civile per regolare l’esercizio dell’autonomia negoziale privata ed il diritto delle obbligazioni, sia che si tratti di norme imperative, sia che si tratti di norme destinate a regolare direttamente i rapporti tra soggetti in assenza di diversa volontà negoziale delle parti.
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato area riservata, autonomia negoziale, codice civile, codificazione, competenza, diritto privato, eguaglianza, esclusiva, imperative, inderogabilità, legislazione statale, limite, nazionale, obbligazioni, ordinamento civile, potestà legislativa, privati, rapporti, Regioni, territorio, uniformità