Source: http://legislazionetecnica.it/1526157/prd/approfondimento/la-scissione-dei-pagamenti-%E2%80%9Csplit-payment%E2%80%9D-nelle-prestazioni-enti
Timestamp: 2018-09-26 05:17:11+00:00
Document Index: 44552696

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 3', 'art. 17', 'art. 21', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 38', 'art. 1', 'art. 38', 'art. 1']

La scissione dei pagamenti (“split payment”) nelle prestazioni a enti pubblici, società controllate e società quotate in borsa | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : AR1047
1526157 4881208
NORME DI RIFERIMENTO E FUNZIONAMENTO DELLO SPLIT PAYMENT
1526157 4881209
L’art. 17-ter del D.P.R. 26/10/1972, n. 633, disciplina l’istituto della c.d. “scissione dei pagamenti” (o anche “split paym
1526157 4881210
Decreto attuativo e successive modifiche
In attuazione delle sopra citate disposizioni legislative è stato emanato il D.M. 23/01/2015, recante “Modalità e termini per il versamento dell’imposta sul valore aggiunto da parte delle pubbliche amministrazioni” e pubblicato sulla G.U. 03/0
1526157 4881211
Funzionamento del meccanismo
Si tratta in estrema sintesi di un meccanismo in base al quale i soggetti rientranti nel campo di applicazione della norma (si veda pi&
1526157 4881212
Rimborsi IVA in via prioritaria ai fornitori e prestatori di servizi
Se da un lato il meccanismo è stato concepito per agevolare la riscossione dell’imposta da parte dell’Erario e limitare fenomeni di evasione, di converso con l’applicazione dello split payment i fornitori non inca
1526157 4881213
Necessaria autorizzazione dell’Unione europea
Lo “split payment” - non previsto dalle direttive europee in materia di IVA - è soggetto ad auto
1526157 4881214
sOGGETTI TENUTI ALL’APPLICAZIONE DELLO SPLIT PAYMENT
1526157 4881215
Soggetti tenuti all’applicazione per le fatture emesse dal 01/01/2015 al 31/12/2016
Nella prima versione dell’art. 17-ter del D.P.R. 633/1972, i soggetti tenuti all’applicazione dello split payment erano individuati direttamente nel comma 1 del suddetto articolo, ove si disponeva che lo split payment riguardasse le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti:
1526157 4881216
Soggetti tenuti all’applicazione per le fatture emesse a partire dal 01/01/2017 e dal 01/01/2018
1526157 4881217
A seguito delle modifiche introdotte dall’art. 1 del D.L. 50/2017, l’art. 17-ter, comma 1, del D.P.R. 633/1972, fa riferimento alle cessioni di beni ed alle prestazioni di se
1526157 4881218
Società controllate dal settore pubblico e società quotate in borsa (fino al 31/12/2017)
L’art. 17-ter del D.P.R. 633/1972, comma 1-bis, disponeva- nel testo in vigore fino al 31/12/2017 - che lo split payment si applicasse anche alle operazioni effettuate nei confronti dei seguenti sogge
1526157 4881219
Fondazioni, enti e società controllate dal settore pubblico e società quotate in borsa (dal 01/01/2018)
L’art. 17-ter del D.P.R. 633/1972, comma 1-bis, dispone ora - nel testo modificato dall’art. 3 del D.L. 148/2017, in vigore dal 01/01/2018 per le fatture emesse a partire da tale data - che lo split payment si applica anche alle operazioni effettuate nei confronti dei seguenti soggetti:
1526157 4881220
Disposizioni attuative ed elenchi dei soggetti coinvolti
Alle disposizioni legislative sopra illustrate è stata data attuazione con gli artt. 5-bis e 5-ter del D.M. 23/01/2015, introdotti dal successivo D.M. 27/06/2017 ed in seguito ulteriormente modificati dal D.M. 13/07/2017 e dal D.M. 09/01/2018.
Detti articoli dispongono ch
1526157 4881221
Alla luce delle novità normative e dei chiarimenti forniti in particolare dalla Circolare 9/E/2018, si riporta di seguito una tabella riepilogativa che fornisce uno schema rappresentativo di tutte le categorie di soggetti che, a partire dal 01/01/2018, sono interessate dalla disciplina della scissione dei pagamenti.
(art. 17-ter del D.P.R. 633/1972, comma 1)
1526157 4881222
Come ribadito anche dall’Agenzia delle entrate, con la Circolare
1526157 4881223
OPERAZIONI SOGGETTE ALL’APPLICAZIONE DELLO SPLIT PAYMENT
1526157 4881224
Lo split payment si applica a tutte le operazioni effettuate nei confronti di enti pubblici (documentate con fattura che indichi l’IVA emessa dai fornitori ai sensi dell’art. 21 del D.P.R. n. 633/1972, incluse le operazioni per le quali
1526157 4881225
Applicazione dal 01/07/2017 al 14/07/2018 anche alle prestazioni dei professionisti
A seguito delle modifiche apportate al meccanismo ad opera dell’art. 1 del D.L. 50/2017 è venuta meno (abrogazione del comma 2 dell’
1526157 4881226
1526157 4881227
Operazioni degli enti gestori del demanio
Il comma 1-quinquies dell’
1526157 4881228
Operazioni soggette al reverse charge, operazioni promiscue
Le disposizioni sullo split payment non si applicano alle operazioni soggette all’inversione dei pagamenti (c.d. “reverse charge”, disciplinato dall’art. 17, comma 6, del D.P.R. 633/1972), giacché questa pratica già di per sé pone l’obbligo di ve
1526157 4881229
Operazioni soggette a regimi particolari
La Circ. Agenzia delle Entrate 19/02/2015, n. 6/E, al punto 8.5, ha chiarito che lo split payment non trova appl
1526157 4881230
Operazioni in cui non vi è materiale pagamento del corrispettivo
Lo split payment non è applicabile nei casi in cui il cessionario non effettua il pagamento del corrispettivo al fo
1526157 4881231
Prestazioni assoggettate a ritenuta alla fonte
Lo split payment non si applica neppure alle prestazioni di servizi i cui compensi siano assoggettati a ritenute alla font
1526157 4881232
Prestazioni dei Consulenti tecnici d’ufficio (CTU)
La Circolare 9/E/2018
1526157 4881233
APPLICAZIONE PRATICA E CHIARIMENTI VARI AGENZIA DELLE ENTRATE
1526157 4881234
I termini e le modalità pratiche per l’applicazione dello split payment sono stati individuati dal D.M. 23/01/2015
1526157 4881235
Emissione della fattura e diciture
I soggetti che cedono beni o prestano servizi alla P.A. soggetti a split payment devono emettere la fattura normalmente, i
1526157 4881236
Versamento dell’IVA da parte del cliente/cessionario
I cedenti o prestatori non devono tuttavia computare l’IVA nella liquidazione periodica, né versarla all’Erario, in quanto quest’ultimo adempimento compete ora direttamente ai loro clienti soggetti all’applicazione dello split payment, i quali dovranno darvi corso, senza poter ricorrere a compensazioni con altri tributi e utilizzando uno specifico codice tributo, entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui, a termini di legge, si verifica l’esigibilità dell’IVA, ossia:
- entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui detti
1526157 4881237
Fornitori: modalità di annotazione delle fatture nei registri
Con lo split payment i fornitori devono annotare in modo distinto nel registro “IVA vendite” la fattura
1526157 4881238
Cessionari: modalità di annotazione delle fatture nei registri
Per gli acquisti effettuati dalle P.A. in veste commerciale (se non soggetti a reverse charge), l’applicazione dello
1526157 4881239
Cessionari: versamenti periodici ed eventuale compensazione
Può accadere che non debbano essere effettuati versamenti periodici da parte dei cessionari potendo essa compensare l’IVA in split payment con altri crediti IVA.
1526157 4881240
Nelle operazioni soggette a split payment, le verifiche telematiche dei pagamenti previste dall’
1526157 4881241
Intervento sostitutivo delle P.A. in presenza di DURC negativo (contratti pubblici)
Per le fatture soggette a split payment detta procedura deve essere riferita all’importo del solo imponibile, esclus
1526157 4881242
In modo similare, il pignoramento di crediti per le operazioni in split payment deve effettuarsi nel limite del debito esi
1526157 4881243
Le operazioni soggette a split payment (considerate ad “aliquota zero” ai fini del diritto a richiedere il rimborso trimestrale o annuale dell’IVA) non costituiscono un presupposto autonomo a tali fini, ma saranno considerate dall’Agenzia delle ent
1526157 4881244
La Circolare 9/E/2018 ha chiarito che la valutazione ci
1526157 4881245
Del versamento all’Erario dell’IVA addebitata con il meccanismo dello split payment sono responsabili le P.A. clienti: l’omesso o ritardato versamento all’Erario è soggetto a sanzione (30%, salvo il ravvedimento) e le somme che l’ente pubblico avrebbe dovuto versare sono riscosse mediante atto di recupero (
D. Min. Economia e Fin. 13/07/2017
Modifica della disciplina di attuazione in materia di scissione dei pagamenti ai fini dell’IVA.
Il Decreto, modificando il D.M. 23/01/2015, elimina il riferimento all’elenco delle pubbliche amministrazioni inserite nel Conto economico consolidato, pubblicato dall’Istat, e precisa che le pubbliche amministrazioni interessate dalla scissione dei pagamenti sono le stesse cui si applicano le disposizioni in materia di fatturazione elettronica obbligatoria.
Inoltre, con riferimento agli elenchi delle società controllate del settore pubblico e delle società quotate incluse nell’indice FTSE MIB, si stabilisce che l’elenco definitivo delle società interessate sarà pubblicato annualmente dal dipartimento delle Finanze entro il 15 novembre, con effetti a valere dall’anno successivo.
Il Decreto si applica alle fatture per le quali l’esigibilità si verifica a partire dal 25/07/2017. Sono fatti salvi i comportamenti dei soggetti che hanno applicato l’articolo 17-ter del D.P.R. 633/1972 alle fatture per le quali l’esigibilità si è verificata dal 01/07/2017 fino al 24/07/2017.
D. Min. Economia e Fin. 20/02/2015
Modifiche al decreto 23 gennaio 2015 relativo alle modalità e termini per il versamento dell’imposta sul valore aggiunto da parte delle pubbliche amministrazioni.
Il provvedimento modifica il precedente D.M. 23/01/2015 il quale a sua volta fissa le modalità ed i termini attuativi della disposizione di cui all'art. 1, comma 629, della L. 190/2014 (Legge di stabilità 2015), ove si prevede che a partire dal 01/01/2015, i soggetti pubblici ivi elencati che acquistano beni e servizi soggetti a IVA non devono più versare tale imposta ai loro fornitori in base alle regole generali dell’IVA, ma devono provvedere essi stessi a versarla direttamente all’Erario (cosiddetto "split payment").
La modifica apportata dal nuovo decreto mira a semplificare i rimborsi IVA in favore dei soggetti che vantino un credito rimborsabile derivante da operazioni soggette a "split payment" - rimborsi per i quali la norma già stabilisce l'esecuzione in via prioritaria ai sensi dell'art. 38-bis, comma 10, del D.P.R. 633/1972 - eliminando alcuni vincoli e condizioni cui il D.M. 23/01/2015 faceva riferimento.
Chiarimenti interpretativi relativi a quesiti posti in occasione degli eventi Videoforum Italia Oggi, Telefisco Sole 24ore e Forum lavoro.
Il documento di prassi contiene numerosi chiarimenti su varie tematiche fiscali, forniti in occasione di incontri con la stampa specializzata. Per quanto di interesse del settore tecnico si segnala:
punto 6.1 - Reverse charge per i certificati verdi, i titoli di efficienza energetica e le garanzie di origine;
punto 8.1 - Aliquota applicabile alle prestazioni di accoglienza e pernottamento di turisti nelle unità da diporto;
punti da 8.5 a 8.7 - Split payment e regimi speciali Iva;
punto 9 - Nuovo regime forfetario dei contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni (contribuenti minimi).
Modalità e termini per il versamento dell’imposta sul valore aggiunto da parte delle pubbliche amministrazioni.
Il provvedimento fissa le modalità ed i termini attuativi della disposizione di cui all'art. 1, comma 629, della L. 190/2014 (Legge di stabilità 2015), ove si prevede che a partire dal 01/01/2015, i soggetti pubblici ivi elencati che acquistano beni e servizi soggetti a IVA non devono più versare tale imposta ai loro fornitori in base alle regole generali dell’IVA, ma devono provvedere essi stessi a versarla direttamente all’Erario (cosiddetto "split payment").
Lo “split payment” si applica alle operazioni per le quali è stata emessa fattura a partire dal 01/01/2015 e quindi può coinvolgere anche operazioni effettuate nel 2014, ma fatturate nel 2015. Di converso i fornitori possono accedere ai rimborsi IVA in via prioritaria di cui all’art. 38-bis, comma 10, del D.P.R. 633/1972, limitatamente all’importo del credito rimborsabile relativo alle operazioni effettuate con lo “split payment”.
Il tutto, è bene rammentare, nelle more della deroga da parte dell'Unione Europea, il cui rilascio è necessario affinché la misura possa applicarsi a regime.
Il punto sul reverse charge nell'edilizia e nel settore immobiliare dopo la legge di stabilità 2016
A partire dal 2007 nei settori edile e immobiliare del nostro Paese ha fatto la propria comparsa il cosiddetto reverse charge (o inversione contabile), che incarna un vero e proprio capovolgimento del principio fondamentale sul quale si basa il meccanismo applicativo dell'IVA. Nel corso di questi ultimi anni l'ambito applicativo del reverse charge si è andato via via ampliando e possiamo dire che, a partire dal 2015, tale istituto, più che un’eccezione, nei citati settori rappresenta ormai la regola. L'articolo che segue illustra, con il corredo di esempi, tutte le principali casistiche che interessano l'applicazione del reverse charge nelle costruzioni edili e nelle operazioni immobiliari.
Le nuove ipotesi di «reverse charge» introdotte dalla L. 190/2014
Questo articolo illustra le nuove ipotesi di «reverse charge» (o «inversione contabile») introdotte dalla L. 190/2014 (Legge di Stabilità 2015), evidenziando in particolare: il rapporto con la pregressa disciplina e le differenze, il campo di applicazione soggettivo ed oggettivo, le incertezze interpretative, le modalità per la fatturazione e le registrazioni ai fini IVA. Tali ipotesi, riguardando il settore edile e immobiliare, non sono state oggetto della bocciatura da parte della Commissione europea, che ha invece riguardato l’inversione contabile dell’IVA sulle forniture alla grande distribuzione. AGGIORNAMENTO GENNAIO 2016: Articolo aggiornato con le indicazioni su molti casi pratici fornite nella nuova Circolare 37/E del 22/12/2015 e con la nuova disposizione relativa alle imprese partecipanti a consorzi aggiudicatari di opere pubbliche recata dall'art. 1, comma 128, della L. 208/2015 (Legge di Stabilità 2016).
L’Iva è collegata all’immobile da Il Sole 24 Ore
Fornitura ko, rettifica d'obbligo da Italia Oggi Sette
Detrazione Iva da rettificare in base all'utilizzo dei beni da Italia Oggi Sette