Source: https://www.confconsumatori.it/category/risparmio8/page/90/
Timestamp: 2019-04-21 08:23:25+00:00
Document Index: 66769783

Matched Legal Cases: ['e contrario', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 1226']

Risparmio Archives - Pagina 90 di 92 - CONFCONSUMATORI
Parma, 16 luglio 2004 – Oltre al danno, la beffa! La Confconsumatori, alla luce delle notizie di stampa sul progetto di concordato predisposto dal Commissario straordinario Enrico Bondi, esprime il proprio parere contrario. Appaiono mortificate oltre ogni previsione, infatti, le aspettative dei creditori obbligazionisti. Assolutamente insufficienti sono infatti i concambi proposti ai risparmiatori portatori delle obbligazione emesse dalle Società del gruppo Parmalat , con conseguente trasformazione dei bond in azioni della nuova Parmalat (chiamata al momento Assuntore s.p.a.)
Questi, più in particolare i tassi di recupero, ossia le percentuali degli investimenti che verranno concretamente restituiti ai risparmiatori: – l’11,3% in azioni agli obbligazionisti della Parmalat Finanziaria s.p.a.; – il 7,3% a quelli della Parmalat s.p.a.; – il 4,6% a quelli della Parmalat Finance Corporation BV; – il 2,3% a quelli della Parmalat Netharlands.
Sebbene i possessori di bond stranieri, qualora gli stessi siano stati garantiti dalla Parmalat Finanziaria s.p.a. o dalla Parmalat s.p.a., possano sommare i due concambi, ossia quello della loro società e quello della società garante, la recovery ratio (questo il nome dato al concambio) è – secondo la Confconsumatori – assolutamente inidonea a risarcire chi ha investito la maggior parte dei propri risparmi in società fraudolentemente decotte, perché al massimo e nella migliore delle ipotesi ai risparmiatori verrà riconosciuta soltanto una percentuale dell’11,9% (bond emessi da Parmalat Finance Corp BV e garantiti da Parmalat spa).
La Confconsumatori esprime, pertanto, il proprio dissenso alla approvazione del concordato , invitando i propri associati a dare voto contrario o a delegare a tale compito l’associazione stessa. La mancata approvazione del progetto comporterà la prosecuzione della procedura concorsuale e, probabilmente, nuove e più favorevoli proposte.
L’associazione comunica inoltre che, nell’ipotesi di approvazione del concordato, si chiuderà unicamente la fase dell’ammissione al passivo. Rimarranno, invece, in piedi sia la conciliazione con Banca Intesa, sia le cause proposte o in via di proposizione contro le banche, con le seguenti precisazioni: – in merito alla conciliazione, solo nel caso in cui la medesima dia luogo alla restituzione integrale dell’importo investito, le azioni della nuova Parmalat dovranno essere restituite all’Istituto bancario. Diversamente, l’obbligazionista rimarrà possessore delle nuove azioni e riceverà il parziale rimborso dalla banca; – per quanto attiene alle cause, l’eventuale trasformazione delle obbligazioni in azioni comporterà unicamente la riduzione del danno di cui si chiede il risarcimento. Questo sempre che non vengano accolte dal Giudice le domande di nullità o di annullamento dei contratti di acquisto dei bond; nel qual caso sarebbe l’Istituto a diventare azionista, spettando al risparmiatore l’integrale restituzione dell’importo versato.
Per le ragioni esposte, la Confconsumatori continuerà l’azione di protesta, anche congiuntamente alle altre associazioni di consumatori.
Incasso di assegno contraffatto: un nuovo caso di malagestione del risparmio da parte delle banche
Luglio 2004 – Un anno di tribolazioni per un assegno contraffatto . Tutto ha inizio nel giugno 2003. Una donna di un piccolo centro del brindisino provvede con un assegno al pagamento di alcuni acquisti per un importo di € 360,00. E’ proprio l’emissione del titolo di credito per assicurarsi provviste per il prossimo inverno, l’inizio della incredibile odissea. Dopo qualche giorno la "sventurata" signora chiede alla Banca di cui è correntista, la Unicredit, un estratto conto degli ultimi movimenti. La sorpresa è notevole. Il documento contabile riporta un addebito di € 860,00 e non di € 360,00. L’utente chiede, quindi, una copia del titolo negoziato. Non appena le viene consegnato i dubbi si dissolvono. Non occorre l’occhio di un esperto: l’assegno mostra segni evidenti di contraffazione . Sono visibili residui di altre scritture non cancellate, il tratto è differente ed anche l’intensità di inchiostro. E’ evidente, inoltre, l’aggiunta delle due lettere nella parte letterale e la correzione dei numeri che trasformano l’importo originario da € 360,00 a € 860,00. La Unicredit si irrgidisce ed esclude, categoricamete, un proprio errore. Stesso atteggiamento assume anche la Banca Popolare del Materano, istituto di credito presso il quale l’assegno è stato negoziato. La signora disperata si rivolge alla Federazione Provinciale di Brindisi della Confconsumatori. La nostra associazione ha, quindi, immediatamente invitato ben due lettere di diffida aciascuno degli istituti di credito coinvolti nella vicenda al fine di ottenere le somme illegittimamente. Nonostante ciò, però, le banche continuavano a dimostrare un atteggiamento di completa chiusura nei confronti della nostra associata ed a negare qualsiasi forma di risarcimento.
In data 17 maggio 2004, quindi, i legali della Confconsumatori Brindisi, ai quali la signora aveva conferito mandato per l’assistenza legale nella controversia de qua, hanno notificato alla Unicredit ed alla Banca Popolare del Materano l’atto di citazione in giudizio. Nell’atto è stato richiesto il risarcimento del danno patrimoniale patito dalla nostra associata, a causa della violazione degli obblighi di diligenza professionale posta in essere dalle due banche, ed il risarcimento del danno esistenziale per lo stress psicologico patito dalla donna a seguito dell’atteggiamento di completa chiusura dimostrato sia dalla Unicredit sia dalla Banca Popolare del Materano a tutte le richieste di attenzione e di composizione bonaria della controversia.
In data 16 luglio 2004, dinnanzi al Giudice di Pace di Brindisi, si è svolta la prima udienza di comparizione, a seguito della quale, previo accordo per le vie brevi, la Banca Popolare del Materano ha voluto chiudere la vicenda corrispondendo alla nostra associata l’intera somma illegittimamente addebitatale, quanto richiesto a titolo di danno esistenziale e le spese e competenze legali .
La vicenda si è, quindi, conclusa con un successo per la nostra associata, la quale ha ricevuto l’intera somma richiesta, e per i legali della Confconsumatori che alla fine hanno fatto valere i diritti di un utente bancario, il quale oltre a subire un danno, a causa del comportameto negligente delle banche, si è, anche, visto rifiutare qualsiasi forma di dialogo da parte degli istituti di credito .
avv. Emilio Graziuso – Confconsumatori Brindisi
Da conciliazioni con banche rimborsi medi del 20-25%
Milano, 3 luglio 2004 – Dai tavoli di conciliazione con le banche i rimborsi del capitale investito non superano mediamente il 20-25%, perciò sarebbe opportuno che queste cifre venissero integrate fino all’importo dell’intero investimento da un concambio in azioni della nuova società. Lo ha detto il Presidente nazionale di Confconsumatori, Mara Colla, parlando a un’affollata assemblea di risparmiatori che si è svolta oggi a Milano. "Stiamo cercando di capire – ha aggiunto Colla – quali sono le vie legali per arrivare a una soluzione di questo tipo e in che termini sarà fissato il rapporto di concambio tra obbligazioni acquistate e azioni della nuova società Parmalat ". Sono ancora in corso di svolgimento i tavoli di conciliazione tra Banca Intesa e quindici associazioni di consumatori tra cui appunto Confconsumatori . "Nelle due sedute di conciliazione a cui abbiamo partecipato – spiega Massimo Valcada, uno degli avvocati dell’associazione che ha la sua sede nazionale a Parma – su 35 acquisti di obbligazioni dodici hanno avuto rimborsi fra il 15 e il 35%, nove nessun rimborso e in quattro casi siamo riusciti ad arrivare al 100%. Questi ultimi però devono essere considerati eccezioni e comunque legati alla valutazione personale del conciliatore e alla situazione del risparmiatore". Le richieste di rimborso per obbligazioni Cirio, Parmalat e Giacomelli in questa sede hanno toccato quota 12.000 unità e vengono discusse in cinque diversi tavoli: Lombardia, Nord-Est e Nord-Ovest che si riuniscono a Milano, e Centro, Sud/Isole che si riuniscono a Roma. Tutti seguono convocazioni bisettimanali a rotazione con ognuna delle associazioni che hanno aderito all’iniziativa. I cinque criteri adottati per determinare l’ammontare del rimborso secondo la Confconsumatori rimangono ancora troppo severi. I primi due sono il profilo di rischio e la sua coerenza. Se l’investimento viene ritenuto troppo "aggressivo", cioè con un alta percentuale di azioni le possibilità di avere un rimborso sono esigue o nulle. Gli altri parametri in ordine di importanza sono l’attribuzione di un rating all’emissione dell’obbligazione, il ruolo avuto dalla banca (collocazione diretta o intermediazione), i contenuti dell’informativa data al cliente in fase di sottoscrizione .
Nuove istruzioni Parmalat – 6 aprile 2004
Sul sito internet del Tribunale di Parma è stata pubblicata la modulistica per la domanda di insinuazione al passivo nella procedura di amministrazione straordinaria delle società del gruppo Parmalat .
Rispetto a quanto richiesto nel modulo predisposto dalla Confconsumatori ci sono sostanzialmente due novità:
1) l’indicazione di due dati: "numero progressivo di certificazione" e "codice cliente ", entrambi da richiedere alla propria banca;
2) la presentazione di una dichiarazione a propria firma, sottoscritta (timbro e firma) per accettazione dalla banca, con la quale il risparmiatore si impegna a rendere indisponibili i bond acquistati e a non trasferirli a qualsiasi titolo o ragione .
Cosa cambia per il risparmiatore?
– Quanto alla prima novità si tratta di richiedere al proprio istituto bancario i codici in questione. Qualora le filiali dovessero rifiutarsi di fornire tali informazioni, che peraltro le banche sono obbligate a dare, il risparmiatore deve sapere che LA MANCANZA DI QUESTI DATI NEL MODULO NON PREGIUDICA LA VALIDITÀ DELLA DOMANDA.
– Quanto alla seconda novità è invece INDISPENSABILE ADEGUARSI ALLA DIRETTIVA, PENA IL RIGETTO DELL’ISTANZA.
Per chi avesse già presentato la domanda col nostro modulo, di conseguenza, si tratta di integrare la documentazione prodotta con la dichiarazione di apposizione di vincolo (scarica qui il formato in pdf)sottoscritta dalla banca, inviando una nuova raccomandata con avviso di ricevimento alla Sezione Fallimentare del Tribunale di Parma. Per evitare disguidi è opportuno che la nuova raccomandata specifichi che viene integrata la documentazione inviata in precedenza con raccomandata A.R n° …. del …(data).
Precisiamo infine che, per aderire alla procedura di ammissione al passivo, il risparmiatore può anche scegliere di conferire mandato alla propria banca e che ciò non pregiudica assolutamente la possibilità di fare in seguito causa alla stessa. L’importante è che il risparmiatore si assicuri di non firmare null’altro che lo specifico mandato per l’ammissione al passivo.
Ultima cosa: per le obbligazioni garantite è necessario presentare la domanda di insinuazione sia verso la società emittente che verso la garante. I moduli specifici si trovano alla voce Parmalat spa o Parmalat Finanziaria spa, che sono poi, ci risulta al momento, le uniche garanti. L’esistenza della garanzia si può verificare in questa tabella (clicca qui), che riporta l’elenco delle obbligazioni che al momento sappiamo essere garantite, con i relativi ISIN. Chi è in possesso di obbligazioni garantite, infine, deve fare attenzione a presentare la doppia istanza entro la scadenza più vicina .
L’associazione resta a disposizione dei soci per il chiarimento degli eventuali dubbi.
Contratti di borsa – Vendita a risparmiatori di obbligazioni argentine
Violazione degli artt. 28 e 29 reg. Consob 11522/98 e successive modifiche – Nullità del contratto – Conseguenze
Tribunale di Mantova, Sez. II Giudice unico Dott. Mauro Bernardi Sentenza del giorno 18 marzo 2004
Intervento di Confconsumatori nella causa contro l’Istituto San Paolo di Torino
4 marzo 2004 – La Confconsumatori interviene in una causa proposta dall’associazione Movimento Consumatori contro l’Istituto San Paolo di Torino, al fine di far vietare alla banca la vendita di titoli, obbligazioni e strumenti finanziari in violazione alla legge sull’intermediazione finanziaria.
Di seguito l’atto di intervento di Confconsumatori:
ON. TRIBUNALE CIVILE DI TORINO ATTO DI INTERVENTO EX ART.105 c.p.c. G.I. dott. Rapelli – Udienza 3.3.04
La Confconsumatori – Confederazione Generale dei Consumatori, cod. fisc. 80025080344, con sede in Parma alla Via Aurelio Saffi n.16, in persona del suo Presidente e legale rappresentante dr.ssa Mara Colla, rappresentata e difesa dagli avv.ti Antonio Pinto del Foro di Bari e Marcello Gori del Foro di Torino, giusta delega a margine del presente atto, elettivamente domiciliata in Torino alla Piazza Statuto n.9 presso l’avv. Gori ESPONE
1) La Confconsumatori è un’associazione senza fini di lucro che ha come unico scopo statutario l’assistenza e la tutela dei consumatori. L’associazione è componente del Consiglio Nazionale dei Consumatori ed Utenti istituito ex L. 281/98 (v. da ultimo Decreto Presidente Consiglio dei Ministri del 4.3.03 in sez. doc.1).
2) Il Movimento Consumatori, altra associazione componente del CNCU, ha promosso giudizio in danno della Banca San Paolo Imi spa, al fine di sentir accogliere le seguenti richieste e conclusioni:
"Respinta ogni contraria istanza, eccezione e deduzione. Previa trasmissione degli atti del presente giudizio alla competente Procura della Repubblica qualora il Tribunale ravvisi ipotesi di reato nei comportamenti tenuti dalla convenuta. Dichiararsi che il comportamento tenuto dalla convenuta in occasione della prestazione dei servizi di investimento aventi ad oggetto l’acquisto o la sottoscrizione delle obbligazioni emesse dalle società del gruppo Cirio di cui in premessa da parte dei consumatori è lesivo dei diritti e degli interessi dei consumatori di cui all’art. 1 L 281798, ed in particolare del diritto ad una corretta informazione, alla trasparenza, correttezza ed equità dei rapporti contrattuali. Condannare, ai sensi dell’art. 3 lett. b) L. 281/98, la convenuta ad adottare le misure idonee a correggere od eliminare gli effetti dannosi dei comportamenti lesivi degli interessi dei consumatori come in premessa meglio specificati secondo le modalità accertande e determinande e comunque secondo le modalità già indicate in premessa sub. cap II, con contestuale fissazione di un termine per l’adempimento anche per gli effetti di cui all’art. 3 co. 5bis L. 281/98. Ordinare ai sensi dell’art. 3 lett. c) L. 281/98 la pubblicazione dell’estratto dell’emananda sentenza su almeno cinque quotidiani a diffusione nazionale e sui quotidiani locali di tutte le province ove la convenuta ha proprie filiali o dipendenze con dimensione non inferiore ad una pagina intera e per almeno tre volte. Dichiarare tenuta e conseguentemente condannare la convenuta al risarcimento del danno, a favore di parte attrice, derivante dalla lesione degli interessi collettivi dei consumatori per le motivazioni di cui in premessa, nella misura da determinarsi nel corso del giudizio anche ai sensi dell’art. 1226 c.c. Con il favore delle spese e degli onorari di causa oltre rimborso forfettario. 10%, C.P.A. ed I.V.A. di legge".
3) Attesa la natura e l’oggetto del petitum della presente causa è interesse della Confconsumatori sostenere le ragioni giuridiche e sostanziali promosse dal Movimento Consumatori. In caso di esito della controversia favorevole a parte attrice, verrebbero infatti a trovare concreta tutela le posizioni degli utenti coinvolti nella vicenda Cirio.
Tutto quanto innanzi ritenuto e premesso la Confconsumatori, come sopra costituita, dichiara di intervenire, come in effetti INTERVIENE
ad adiuvandum nel giudizio ordinario promosso innanzi al Tribunale Civile di Torino dal Movimento Consumatori nei confronti dell’Istituto di credito San Paolo Imi spa, al fine di sentir accogliere integralmente le medesime conclusioni già rassegnate da parte attrice. Con vittoria di spese e competenze di lite, oltre rimborso forfetario 10%. In via istruttoria: si esibiscono e depositano i documenti menzionati in narrativa come da indice del fascicolo di parte, con riserva di ogni ulteriore produzione e deduzione.
Bari-Torino, li 26.02.2004
Avv.ti Antonio Pinto e Marcello Gori