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Timestamp: 2018-01-20 05:19:19+00:00
Document Index: 147019508

Matched Legal Cases: ['arte\n38986', 'art. 153', 'art. 15', 'art. 102', 'art. 8', 'art. 86', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 86', 'art. 86']

L. P. Trento 04/03/2008, n. 1 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NR21827
B.U. R. Trentino Alto Adige Suppl. 11/03/2008, n. 2
- L.P. 17/12/2009, n. 17
- L.P. 16/07/2010, n. 15
- L.P. 01/07/2011, n. 9
- L.P. 07/12/2012, n. 24
- D.P.G.P. 26/07/2013, n. 13-115/Leg.
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1. Con questa legge la Provincia autonoma di Trento, nell'esercizio della propria competenza primaria in materia di urbanistic
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Art. 2 - Finalità della legge
1. Questa legge persegue le seguenti finalità:
a) garantire la riproducibilità, la qualificazione e la valorizzazione del sistema delle risorse territoriali e del paesaggio provinciali per migliorare la qualità della vita, dell'ambiente e degli insediamen
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Capo I - Strumenti di pianificazione e flessibilità del sistema
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Art. 3 - Sistema della pianificazione territoriale
1. Il sistema della pianificazione territoriale provinciale si articola nei seguenti strumenti di pianificazione territoriale generale:
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Art. 4 - Flessibilità del sistema di pianificazione territoriale
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Art. 5 - Partecipazione alle scelte pianificatorie
1. Nella formazione degli strumenti di pianificazione territoriale la Provincia, le comunità e i comuni conformano la propria attività al m
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Capo II - Autovalutazione degli strumenti di pianificazione territoriale
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Art. 6 - Autovalutazione dei piani
1. Il piano urbanistico provinciale, i piani territoriali delle comunità e i piani di settore richiamati dalle norme di attuazione del piano urbanistico provinciale o da questa legge sono sottoposti a un processo di autovalutazione inserito nei relativi procedimenti di formazione. L'autovalutazione si configura come una metodologia di analisi e di valutazione in base alla quale il pianificatore integra le considerazioni ambientali e socioeconomiche all'att
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Capo III - Organi e strutture per il governo del territorio
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Art. 7 - Commissione provinciale per l'urbanistica e il paesaggio
1. Presso la Provincia è istituita la commissione provinciale per l'urbanistica e il paesaggio (CUP), quale organo di elevata qualificazione tecnica con funzioni consultive sulle tematiche di maggior interesse concernenti il governo e la valorizzazione del territorio e del paesaggio e con funzioni autorizzative in materia di tutela del paesaggio.
2. In particolare spetta alla commissione:
a) su richiesta, esprimere pareri alla Giunta provinciale su temi di partic
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Art. 8 - Commissioni per la pianificazione territoriale e il paesaggio delle comunità
1. Presso ciascuna comunità è istituita una commissione per la pianificazione territoriale e il paesaggio (CPC).
2. Le commissioni per la pianificazione territoriale e il paesaggio:
a) esprimono pareri sulla coerenza del piano regolatore generale e delle relative varianti con il piano territoriale della comunità o con i relativi stralci, per la partecipazione della comunità alla conferenza di pianificazione prevista dall'articolo 31;N115
b) rilasciano le autorizzazioni di loro competenza nei casi previsti dall'articolo 74 per gli interventi riguardanti immobili soggetti alla tutela del paesaggio;
c) quando non è richiesta l'autorizzazione paesaggistica, esprimono pareri obbligatori sulla qualità architettonica dei piani attuativiN47 ", degli interventi di ristrutturazione edilizia consistenti nella demolizione e ricostruzione" N116e delle tipologie d'intervento edilizio di particolare rilevanza sotto il profilo paesaggistico e archi
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Art. 9 - Sistema informativo ambientale e territoriale
1. La Provincia, attraverso il sistema informativo ambientale e territoriale (SIAT), cura la raccolta, l'elaborazione e l'aggiornamento dei dati conoscitivi e delle informazioni relative al territorio e all'ambiente.
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Capo IV - Piano urbanistico provinciale
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Art. 10 - Obiettivi del piano urbanistico provinciale
1. Il piano urbanistico provinciale (PUP) è lo strumento unitario di governo e di pianificazion
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Art. 11 - Contenuti e struttura del piano urbanistico provinciale
1. Il piano urbanistico provinciale definisce i propri contenuti per perseguire gli obiettivi indicati dall'articolo 10. Costituiscono contenuti essenziali del piano urbanistico provinciale, comunque:
a) l'inquadramento strutturale e l'individuazione delle invarianti ai sensi dell'articolo 12;
b) l'analisi del sistema del paesaggio trentino mediante la carta del paesaggio prevista dall'articolo 13;
c) l'individuazione del
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Art. 12 - Inquadramento strutturale e invarianti
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Art. 13 - Carta del paesaggio
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Art. 14 - Carta di sintesi della pericolosità
1. La carta di sintesi della pericolosità individua le aree caratterizzate da diversi gradi di penalità ai fini dell'uso del suolo sulla base della classificazione della pericolosità derivante dalla combinazione dei fattori di pericolo indicati dal comma 2. La carta è approvata dalla Giunta provinciale tenuto conto delle carte della pericolosità previste dalla vigente normativa in materia di protezione civile e di servizi antincendi ed è soggetta ad aggiornamenti periodici.
2. Ai fini della redazion
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Art. 15 - Flessibilità del piano urbanistico provinciale
1. Per assicurare la flessibilità del sistema della pianificazione territoriale provinciale il piano urbanistico provinciale è soggetto ad aggiornamenti progressivi, nei limiti previsti da questo articolo e dalle norme di attuazione del piano urbanistico provinciale, in relazione al processo di sviluppo del sistema di pianificazione.
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Art. 16 - Documento preliminare
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Art. 17 - Adozione del progetto di piano urbanistico provinciale
1. Il progetto di piano urbanistico provinciale è adottato dalla Giunta provinciale e depositato in tutti i suoi elementi, compreso il rapporto ambientale relativo all'autovalutazione del piano ai sensi dell'articolo 6, a disposizione del pubblico, per novanta giorni consecutivi, presso la struttura provinciale competente in materia di pianificazione urbanistica.
2. Il deposito decorre dal giorno successivo a quello di pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione de
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Art. 18 - Approvazione del piano urbanistico provinciale e relazioni al Consiglio provinciale
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Art. 19 - Salvaguardia del piano urbanistico provinciale
1. La Giunta provinciale, all'atto dell'adozione del piano urbanistico provinciale o di sue varianti, individua le previsioni nei cui confronti si applica la salvaguardia e ne determina le modalità.
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Art. 20 - Adeguamento degli strumenti di pianificazione territoriale
1. L'entrata in vigore di un nuovo piano urbanistico provinciale o di sue varianti sospende con effetto immediato l'applicazione delle prescrizioni contenute nei piani territ
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Capo V - Piano territoriale della comunità
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Art. 21 - Obiettivi e contenuti del piano territoriale della comunità
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Art. 22 - Accordo-quadro di programma
1. L'adozione del piano territoriale della comunità e delle relative revisioni è preceduta, in relazione a quanto disposto dall'articolo 8 della legge provinciale n. 3 del 2006
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Art. 23 - Adozione del piano territoriale della comunità
1. La comunità elabora il progetto di piano territoriale della comunità sulla base degli indirizzi approvati nell'ambito dell'accordo-quadro di programma.
2. Il progetto di piano territoriale è adottato dalla comunità
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Art. 24 - Approvazione ed entrata in vigore del piano territoriale della comunità
1. Il piano territoriale della comunità è approvato dalla Giunta provinciale, sentito il parere della struttura provinciale competente in materia di urbanistica in merito alla coerenza delle previsioni del piano con
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Art. 25 - Varianti al piano territoriale della comunità
1. Il piano territoriale della comunità può essere variato se ragioni sopravvenute lo rendono necessario. Varianti puntuali al piano possono essere effettuate solo per ragioni di necessit&agra
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Art. 25 bis - Stralci del piano territoriale della comunità
N147 N24
1. Il piano territoriale della comunità può essere adottato e approvato anche per stralci tematici, corrispondenti ad uno o più dei contenuti previsti dall’articolo 21. Parimenti, fermo restando quanto previsto dall’articolo 25 per le varian
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Art. 26 - Rettifica delle previsioni del piano territoriale della comunità
1. Non richiedono la procedura di variante
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Art. 27 - Salvaguardia del piano territoriale della comunità
1. La comunità, all'atto di adozione del piano, individua le previsioni nei cui confronti si applica la salvaguardia e ne determina le modalità. A decorrere dalla data di pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione del progetto di piano territoriale della comunità, nonché delle sue revisioni o varianti, e fino alla loro entrata in vigore, i comuni, con provvedimento motivato da notificare al richiede
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Art. 28 - Adeguamento dei piani regolatori generali e dei piani dei parchi naturali provinciali
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Capo VI - Piano regolatore generale
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Art. 29 - Obiettivi e contenuti del piano regolatore generale
1. Il piano regolatore generale (PRG) è lo strumento di pianificazione urbanistica predisposto dal comune, nell'esercizio delle funzioni di governo generale del suo territorio non esplicitamente attribuite ad altri livelli di pianificazione dal piano urbanistico provinciale o dalla legislazione di settore.
2. Il piano regolatore generale, in coerenza con il piano urbanistico provinciale e con il piano territoriale della comunità, assicura le condizioni e i presupposti operativi per l'attuazione del programma strategico di sviluppo sostenibile delineato dal piano territoriale della comunità. In particolare il piano regolatore generale assume efficacia conformativa con riguardo alle previsioni e alle destinazioni urbanistiche riservate al piano urbanistico provinciale, al piano territoriale della comunità e ad altri livelli di pianificazione, fatte salve le integrazioni, le specificazioni e la disciplina espressamente attribuita al piano regolatore generale dai predetti strumenti di pianificazione o dalla legislazione di settore, e fatti salvi gli effetti conformativi demandati dalla legislazione vigente ad altri livelli di pianificazione.
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Art. 30 - Accordi tra soggetti pubblici e privati
1. I comuni possono concludere accordi con soggetti privati per recepire nel piano regolatore generale proposte di progetti e iniziative di rilevante interesse pubblico. Gli accordi sono finalizzati alla determi
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Art. 31 - Adozione del piano regolatore generale
N147 N140 N123
1. Preliminarmente all'avvio del procedimento di adozione del piano regolatore generale, il comune pubblica un avviso, indicando gli obiettivi che intende perseguire, su un quotidiano locale e, per trenta giorni, nell'albo pretorio del comune, nel sito internet del comune o nel sito internet del Consorzio dei comuni trentini. Nel periodo di pubblicazione chiunque può presentare proposte non vincolanti, a fini meramente collaborativi. Il comune può prevedere ulteriori forme di pubblicità e di partecipazione.
2. Decorso il periodo di pubblicazione previsto dal comma 1, il comune elabora il progetto di piano, tenendo conto degli eventuali accordi tra soggetti pubblici e privati previsti dall'articolo 30. Per l'elaborazi
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Art. 32 - Approvazione ed entrata in vigore del piano regolatore generale
1. Il piano regolatore generale è approvato dalla Giunta provinciale entro sessanta giorni
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Art. 33 - Varianti al piano regolatore generale
N147 N140
1. Il piano regolatore generale può essere variato se ragioni sopravvenute lo rendono necessario o opportuno.
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Art. 34 - "Rettifica delle previsioni del piano regolatore generale e del piano territoriale della comunità"N125
1. Non richiedono la procedura di variante al piano regolatore generale la correzione di errori materiali presenti nelle norme di attuazione, nelle rappresentazioni grafiche e negli altri elaborati del piano e gli adeguamenti conseguenti agli elaborati redatti allo scopo di eliminare previsioni contrastanti tra loro.
2. Gli atti di rettifica relativi al comma 1 sono approvati dal comune e sono comunicati alla comunità e alla Provincia. Il
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Art. 35 - Salvaguardia del piano regolatore generale
1. A decorrere dall'adozione del progetto di piano regolatore generale o di sue varianti e fino all'entrata in vigore o fino al decorso del termine stabilito dall'articolo 31, comma 8, i comuni, con provvedimento motivato da notificare al richiedente, sospendono ogni determinazione sulle domande di concession
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Capo VII - Regolamento edilizio comunale
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Art. 36 - Contenuti del regolamento edilizio comunale
1. Ogni comune ha un regolamento edilizio che determina:
a) le modalità e la documentazione per presentare al comune i progetti di opere per la richiesta di concessione edilizia o la presentazione della denuncia d'inizio di attività e per la richiesta e il rilascio del certificato di destinazione urbanistica e del certificato di agibilità;
b) i criteri e le modalità per il decoro esterno degli edifici, la sistemazione e le caratteristiche delle aree di pertinenza degli edifici e le caratteristiche delle recinzioni, nonché l'eventuale disciplina delle modalità costruttive per la realizzazione di specifiche tipologie di opere; il regolamento, in particolare, può prevedere - ai fini della valorizzazione e della tutela paesaggistico-ambientale anche del territorio non assoggettato a tutela del paesaggio - norme
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Capo VIII - Disposizioni di coordinamento con la legge provinciale 23 maggio 2007, n. 11 (Governo del territorio forestale e montano, dei corsi d'acqua e delle aree protette), in materia di pianificazione
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Art. 37 - Disposizioni di coordinamento con la legge provinciale 23 maggio 2007, n. 11, in materia di pianificazione
1. I piani dei parchi naturali provinciali e i piani di gestione delle riserve naturali provinciali sono disciplinati dalle disposizioni provinciali in materia in coerenza con il sistema della pianificazione provinciale.
2. Relativamente al parco nazionale dello Stelvio resta ferma l'applicazione della disciplina stabilita dall'articolo 3 d
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Capo IX - Attuazione della pianificazione urbanistica
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1. Il piano attuativo è lo strumento per la pianificazione urbanistica di dettaglio di determinate parti del territorio comunale, in conformità alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.
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Art. 39 - Comparti edificatori
1. Il piano regolatore generale o i relativi piani attuativi possono prevedere la formazione di comparti edificatori, comprendenti uno o più edifici o aree costituenti insieme un’unità minima d’int
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Art. 40 - Limiti alle variazioni di piano
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Art. 41 - Contenuti dei piani attuativi d'iniziativa pubblica e di quelli d'iniziativa privata
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Sezione II - Piani d'iniziativa privata
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Art. 42 - Oggetto dei piani
N147 [NI=141]
1. Sono piani attuativi d'iniziativa privata:
a) i piani di lottizzazione;
b) i piani di recupero;
c) i piani per l'edilizia abitativa agevolata, come definita dalle leggi provinciali in materia;
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Art. 43 - Piano guida
1. Quando è obbligatoria l'approvazione di un piano di lottizzazione ai sensi dell'articolo 42, "il consiglio comunale può approvare" N114 ", previo parere della CPC nei casi previsti dal comma 1 bis,"
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Art. 44 - Formazione dei piani attuativi d'iniziativa privata
1. I piani attuativi di iniziativa privata sono approvati dal consiglio comunale, previo parere della CPC:
a) nei comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, se inter
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Sezione III - Piani d'iniziativa pubblica
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Art. 45 - Piano attuativo d'iniziativa pubblica
1. Il piano attuativo d'iniziativa pubblica riguarda:
0a) l’articolazione di
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Art. 46 - Formazione del piano attuativo d'iniziativa pubblica
1. Fatti salvi i casi previsti dall'articolo 38, comma 5, e dall'articolo 43, comma 3, i piani attuativi d'iniziativa pubblica sono adottati dal consiglio comunale, previ
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Art. 47 - Espropriazioni a fini di edilizia abitativa
1. I comuni possono espropriare le aree comprese nei piani attuativi per l'edilizia abitativa pubblica e agevolata, nonché gli immobili che formano oggetto dei piani di recupero del patrimonio edilizio esistente.
2. Le aree e gli immobili espropriati possono essere utilizzati dal comune per la realizzazione di opere di edilizia abitativa pubblica o cedute in proprietà, previa stipula di apposita convenzione:
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Art. 48 - Espropriazioni per il recupero degli insediamenti storici
1. Qualora i proprietari delle aree e degli edifici individuati come insediamenti storici non provvedano all'esecuzione delle opere e degli interventi previsti nel piano regolatore generale o nei piani attuativi, nel termine fissato dal rispettivo piano o stabilito con provvedimento del comune, il comune medesimo può deliberare di procedere all'espropriazione per pubblica utilità delle aree e degli edifici relativi; ove necessario, la deliberazione del comune costituisce dichiarazione di pubbli
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Art. 49 - Espropriazioni per insediamenti produttivi
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Art. 50 - Piano di lottizzazione d'ufficio
1. Si può compilare un piano di lottizzazione anche per iniziativa comunale. A tal fine il comune invita tutti i proprietari delle aree esistenti nelle singole zone a presentare il progetto di lottizzazione entro un congruo termine. La presentazione può avvenire anche se manca l'adesione di proprietari di aree che,
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Sezione IV - Piani d'iniziativa mista pubblico-privata
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Art. 51 - Programmi integrati d'intervento d'iniziativa mista pubblico-privata
1. Costituiscono piani d'iniziativa mista pubblico-privata i programmi integrati d'intervento promossi dal comune o da altri soggetti pubblici e privati per riqualificare il tessuto urbanistico, edilizio e ambientale o per programmare interventi edilizi di particolare complessità e impegno finanziario. Il programma integrato d'intervento è caratterizzato dalla presenza di una pluralità di funzioni, d
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Capo X - Durata ed effetti degli strumenti di pianificazione territoriale
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Art. 52 - Durata ed effetti dei piani
1. Il piano urbanistico provinciale, il piano territoriale della comunità e il piano regolatore generale hanno valore a tempo indeterminato, fatto salvo quanto previsto da questo articolo.
2. Il piano regolatore generale può stabilire che determinate previsioni concernenti aree specificatamente destinate a insediamento, la cui attuazione assume particolare rilevanza per la comunità locale, cessano di avere efficacia se entro il termine stabilito dal piano stesso, comunque non inferiore a cinque anni e non superiore a dieci anni, non è stato presentato il piano attuativo, se richiesto, o la domanda di concessione edilizia o la denuncia d'inizio di attività per la realizzazione degli interventi.
3. I piani attuativi hanno efficacia per dieci anni dalla loro approvazione. Decorso questo termine il piano attuativo diventa inefficace per la parte non ancora eseguita relativa alle opere di urbanizzazione. In tal caso, entro novanta giorni dalla cessazione di efficacia deve essere predisposto un nuovo piano per il necessario assetto della parte
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Capo XI - Disposizioni particolari per la redazione degli strumenti di pianificazione territoriale
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Art. 53 - Perequazione urbanistica
1. Il piano regolatore generale può essere redatto secondo tecniche pianificatorie ispirate a principi di perequazione urbanistica.
2. La perequazione urbanistica persegue un'equa ripartizione dei diritti edificatori e degli oneri derivanti dalla pianificazione tra i proprietari delle aree alle quali si riferisce.
3. Il piano regolatore generale individua:
a) gli ambiti territoriali entro i quali si applica la perequazione;
b) gli indici edificatori convenzionali riferiti alla capacità edifica
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Art. 54 - Strumenti di attuazione della perequazione
1. La perequazione si attua mediante i piani attuativi previsti dal capo I
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Art. 55 - Compensazione urbanistica
1. Se un immobile è soggetto a interventi di riqualificazione urbanistica e ambientale o di delocalizzazione ai sensi dell'articolo 53, comma 3, lettera d), “o di altre previsioni degli strumenti urbanistici” N21 il piano regolatore generale può riconoscere, a titolo di credito edilizio, diritti edificatori da utilizzare nelle aree destinate a edificazione. L'efficacia del riconoscimento del credito edilizio è subordinata alla realizzazione degli interventi di riqualificazione urbanistica e ambientale o di delocalizzazione. Salvo il caso in cui il riconoscimento del credito edilizio è effettuato nell'ambito dei piani attuativi previsti dall'articolo 54, comma 1, il riconoscimento deve essere preceduto da una convenzione che determini, in particolare, le modalità di realizzazione degli interventi e l'entità del credito edilizio.
2. In caso di aree assoggettate a vincoli espropriativi già ricadenti in zone specificatamente destinate a insediamenti dal piano regolatore generale prima dell'imposizione del vincolo il comune, in alternativa all'espropriazione e contro cessione gratuita dell'area
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Art. 56 - Disposizioni in materia di edilizia abitativa
1. Il piano regolatore generale può prescrivere che nelle aree destinate a residenza vengano riservate quote d'indice edificatorio per la realizzazione d'interventi di edilizia abitativa disciplinati dalla legge provinciale 13 novembre 1992, n. 21 (Disciplina degli interventi provinciali in materia di edilizia abitativa), e dalla legge provinciale n. 15 del 2005.
2. Per i comuni dichiara
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Art. 57 - Disciplina degli alloggi destinati a residenza
1. Per favorire la conservazione delle peculiari caratteristiche paesaggisticoambientali del territorio provinciale e la sua identità insediativa, contenendo il suo consumo nei limiti delle effettive necessità abitative e socio-economiche della popolazione stabilmente insediata, questo articolo disciplina le modalità per assentire la realizzazione di alloggi destinati a residenza, in modo tale da privilegiare il soddisfacimento delle esigenze abitative per alloggi destinati a residenza ordinaria rispetto a quelle per alloggi per tempo libero e vacanze.
2. Per i fini del comma 1 l'edilizia residenziale è distinta nelle seguenti categorie d'uso:
a) alloggi per tempo libero e vacanze, cioè occupati saltuariamente per vacanze, ferie, fine settimana o comunque per periodi limitati di tempo a fini turistico-ricreativi;
b) alloggi destinati a residenza ordinaria, cioè alloggi diversi da quelli previsti dalla lettera a).
3. In considerazione del diverso rilievo che assume nei comuni la diffusione degli alloggi per tempo libero e vacanze, con deliberazione della Giunta provinciale, sentiti il Consiglio delle autonomie locali, la CUP e la competente commissione permanente del Consiglio provinciale, sono individuati i comuni che presentano una consistenza di alloggi per tempo libero e vacanze rilevante ai fini della tutela paesaggistico-ambientale del territorio comunale e delle effettive necessità abitative e socio-economiche della popolazione, tanto da richiedere l'applicazione di questo articolo, eventualmente anche a specifiche aree del territorio comunale. Con la medesima deliberazione la Giunta provinciale stabilisce il dimensionamento massimo degli interventi destinati ad alloggi per tempo libero e vacanze rispetto agli alloggi destinati a residenza ordinaria, tenuto conto, in particolare, della consistenza della popolazione residente, delle diverse destinazioni d'uso degli alloggi residenziali esistenti, della ricettività turistica, delle presenze turistiche e delle tendenze dello sviluppo residenziale comunale, con particolare riferimento alla domanda d
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Art. 58 - Standard urbanistici
1. La Giunta provinciale può determinare, per zone territoriali omogenee, i limiti
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Art. 59 - Spazi per parcheggio
1. La Giunta provinciale, avuto riguardo alle varie destinazioni d'uso, alla collocazione nel contesto urbano e alla caratterizzazione economica della località, determina gli standard di parcheggio da osservare in caso di nuove costruzioni, di ampliamenti o di mutamenti di destinazione d'uso di costruzioni esistenti.
1 bis. La dotazione di parcheggi per le infrastrutture, strutture e opere pubbliche o di interesse pubblico di rilievo provinciale, per gli impianti di risalita e le piste da sci è disciplinata da questo comma, che tiene luogo delle disposizioni approvate con deliberazione della Giunta provinciale ai sensi dei commi 1 e 2, con l'obiettivo di assicurare coerenza e integrazione con i sistemi di gestione de
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Art. 60 - Tutela degli insediamenti storici
1. La tutela del tessuto storico, sociale, culturale ed economico degli inse
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Art. 61 - Conservazione e valorizzazione del patrimonio edilizio tradizionale esistente
1. I piani regolatori comunali e i regolamenti edilizi dei comuni, anche per consentire il riutilizzo a fini abitativi del patrimonio edilizio tradizionale, disciplinano le condizioni e le modalità da osservare nell'esecuzione degli interventi di recupero, di conservazione e di valorizzazione del patrimonio edilizio tradizionale destinato originariamente ad attività agricole e silvo-pastorali.
2. Il piano regolatore generale e il regolamento edilizio, per i fini del comma 1 e nel rispetto degli indirizzi e criteri di cui al comma 3, prevedono:
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Art. 61 bis - Ricostruzione filologica degli edifici
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Art. 62 - Edificazione nelle aree destinate all'agricoltura
1. Nelle aree destinate all'agricoltura dal piano regolatore generale, con esclusione delle destinazioni a bosco, a pascolo e improduttivo, la densità fondiaria può essere calcolata utilizzando tutti gli appezzamenti componenti l'azienda agricola ed effettivamente utilizzati o utilizzabili, purché ricadenti in un ambito comunale “o di comuni limitrofi, anche non confinanti ma con non più di un comune interposto.”N10 Nel caso di aziende a prevalente indirizzo zootecnico possono essere utilizzate aree a pascolo per il calcolo della densità fondiaria, "previa autorizzazione della sottocommissione della CUP integrata secondo quanto previsto dal comma 9," N114 tenendo conto dei criteri eventualmente stabiliti con deliberazione della Giunta provinciale.
2. Se sono utilizzate anche aree ricadenti “in un comune limitrofo, ai sensi del comma 1,”N10 la densità fondiaria è calcolata in base all'indice edilizio "stabilito dal piano regolatore generale del comune dove è realizzato l'intervento";N49 il comune competente, prima di rilasciare la concessione edilizia, acquisisce il nulla osta dei comuni confinanti.
3. Ai sensi dell'articolo 48 dell'allegato B (Norme di attuazione) della legge provinciale concernente "Approvazione del nuovo piano urbanistico provinciale", con regolamento sono stabiliti i casi e le condizioni per consentire l'eventuale realizzazione di una ulteriore unità abitativa nell'ambito della medesima impresa agricola al fine di garantire la continuità gestionale, anche in presenza di ricambi generazionali, nonché per l'utilizzazione di fabbricati esistenti come foresterie per i lavoratori stagionali.
4. Non può essere mutata la destinazione d'uso degli edifici realizzati nelle aree destinate all'agricoltura per l'esercizio dell'attività agricola, compresi quelli a uso abitativo dell'imprenditore agricolo e quelli destinati all'agriturismo. Ogni comune tiene e aggiorna un registro delle aree delle quali è stata utilizzata la
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Art. 62 bis - Disposizioni in materia di aree destinate a verde pubblico
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Art. 62 ter - Disposizioni in materia di impianti di biogas in aree agricole
N147 N58
1. Nelle aree destinate all’agricoltura dagli strumenti di pianificazione territoriale è ammessa la realizzazione da parte di imprenditori agricoli, singoli o associati, di impianti per la produzione di biogas, anche di carattere consorziale, mediante il recupero e il trattamento d
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Art. 63 - Tutela dagli inquinamenti, sicurezza del territorio e igiene
1. Nell'elaborazione degli strumenti di pianificazione e delle loro varianti devono essere tenute in particolare considerazione le esigenze di tutela dall'inquinamento atmosfer
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Art. 64 - Distanze di rispetto stradali e ferroviarie
1. Nell'edificazione si osservano distanze minime a protezione del nastro stradale e ferroviario, nel rispetto dei criteri, delle condizioni e dei limiti stabiliti dal regolamento di cui al comma 2.
2. Con regolamento sono stabilite:
38986 4149156
Art. 65 - Apertura di strade in zone agricole o silvo-pastorali
38986 4149157
Art. 66 - Fasce di rispetto cimiteriale
1. Fatto salvo quanto previsto da questo articolo le fasce di rispetto cimiteriale non possono essere inferiori a cinquanta metri.
2. La Giunta provinciale, previo parere favorevole dell'azienda provinciale per i servizi sanitari, può autorizzare la riduzione della distanza minima di cinquanta metri nei seguenti casi:
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Art. 67 - Disposizioni generali in materia di tutela del paesaggio
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Art. 68 - Lavori assoggettati ad autorizzazione paesaggistica
1. A fini di tutela del paesaggio sono soggetti alle autorizzazioni previste da questo capo:
a) in qualunque parte del territorio provinciale i lavori relativi ad aeroporti, linee ferroviarie, nuove strade statali e provinciali, miniere, costruzione di dighe e relativi impianti idroelettrici, discariche, piste da sci e relativi bacini d'innevamento, impianti a fune, posa di condotte principali per il trasporto di fluidi energetici e non; nelle aree non destinate specificatamente all'insediamento dagli strumenti di pianificazione, inoltre, la realizzazione di nuove linee elettriche o la sostituzione di quelle esistenti di competenza statale e provinciale di potenza superiore a 30.000 volt nonché d
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Art. 69 - Individuazione di beni ambientali e inclusione negli elenchi
1. La Giunta provinciale, sentita la CPC competente per territorio, individua i beni immobili, anche non compresi nelle aree di tutela ambientale individuate dal piano urbanistico provinciale, che rivestono cospicui caratteri di bellezza naturale o rappresentano singolarità ecologica o formano punti di vista o di belvedere, nonché quelli costituiti da opere d'infrastrutturazione del territorio e manufatti che, indipendentemente dalla loro soggezione alle norme per la tutela delle cose d'interesse storico o artistico, si distinguono, singolarmente o nell'insieme, per la loro non comune bellezza o per l
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Art. 70 - Caratteristiche e validità dell'autorizzazione paesaggistica
1. Il soggetto che vuole intraprendere i lavori o le opere previsti dall'articolo 68 deve presentare all'organo competente una domanda di autorizzazione, corredata da adeguata documentazione, e astenersi dall'iniziarli fino a quando non ha ottenuto l'autorizzazione. Nel caso d'interventi soggetti a concessione edilizia alla richiesta provvede il comune, ai sensi del
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Capo II - Organi competenti e disposizioni procedurali
38986 4149165
Art. 71 - Autorizzazioni per opere di competenza dello Stato, della Regione e della Provincia
38986 4149166
Art. 72 - Autorizzazioni per opere soggette a valutazione dell'impatto ambientale
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Art. 73 - Autorizzazioni di competenza della CUP
38986 4149168
Art. 74 - "Autorizzazioni di competenza della CPC e dei comuni"N49
1. Salvo quanto disposto dagli articoli 71, 72 e 73, il rilascio dell'autorizzazione per l'esecuzione dei lavori nei casi
38986 4149169
Art. 75 - Limiti alle facoltà degli organi competenti alle autorizzazioni
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Art. 76 - Annullamento di autorizzazioni e ricorsi
1. La Giunta provinciale può annullare motivatamente le autorizzazioni paesaggistiche rilasciate dalla CUP e dalle CPC entro sessanta giorni dal rilascio. A tal fine le CPC trasm
38986 4149171
Art. 77 - Disposizioni di coordinamento con la legge provinciale 17 febbraio 2003, n. 1 (Nuove disposizioni in materia di beni culturali)
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Art. 78 - Fondo per la riqualificazione degli insediamenti storici e del paesaggio
1. Per promuovere il recupero, la valorizzazione e lo sviluppo degli insediamenti storici, nonché per "il recupero,"N144 la conservazione e la tutela del paesaggio e la realizzazione di programmi e iniziative di particolare rilevanza degli ecomusei, è attivato nell'ambito del bilancio provinciale il fondo per la riqualificazione degli insediamenti storici e del paesaggio.
2. Il fondo è destinato al finanziamento di:
a) progetti e interventi integrati, pubblici e privati, finalizzati a:
1) recuperare il patrimonio edilizio pubblico, con priorità per quello di rilevanza storica e artistica o comunque situato in contesti di rilevante pregio paesaggistico-ambientale o espressivo dei valori culturali e identitari locali;
2) recuperare il patrimonio edilizio privato che presenti i requisiti di cui al numero 1) o che sia comunque funzionale a un processo di sviluppo socio-economico della comunità interessata, di miglioramento dei livelli di vivibilità, di valorizzazione turistica e di rafforzamento o avvio di pertinenti attività commerciali, di servizio e artigianali;
38986 4149173
Art. 78 bis - Riconoscimenti per progetti di rilevante interesse architettonico o urbanistico
1. La Provincia può conferire riconosc
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Art. 79 - Censimento dei locali storici
38986 4149175
Art. 80 - Interventi per la conservazione e sistemazione paesaggistica
1. Se non è specificatamente previsto dalle vigenti leggi provinciali di settore, la Provincia può effettuare interventi di conservazione e di sistemazione dei beni e dei territori soggetti a tutela paesaggistica con progetti di ripristino dei valori ambientali alterati.
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Art. 81 - Finalità
1. La Provincia, le comunità e i comuni, anche mediante gli interventi previst
38986 4149179
Art. 82 - Formazione e informazione
1. Per favorire la crescita di una cultura biosostenibile e per sensibilizzare gli operatori del settore ai principi d
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Capo II - Disposizioni in materia di edilizia sostenibile
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Art. 83 - Ambito di applicazione
1. Questo capo si applica:
a) agli edifici di nuova costruz
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Art. 84 - “Prestazione energetica per l'edilizia e attestazione di prestazione energetica” N97
1. Per ridurre i consumi energetici e valorizzare gli investimenti effettuati sul patrimonio edilizio al fine di migliorare l'efficienza energetica e incrementare l'utilizzo delle fonti rinnovabili sono definite le prestazioni energetiche degli edifici, delle singole unità immobiliari, degli elementi e dei sistemi tecnici per l'edilizia ed è adottato l'attestato di prestazione energetica, anche in attuazione delle direttive europee relative alla prestazione energetica nell'edilizia e in coerenza con le disposizioni statali in materia. N98
2. "Per assicurare quali
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Art. 85 - Certificazione della sostenibilità ambientale degli edifici
1. La Provincia promuove misure per definire, diffondere, organizzare e promuovere sistemi e metodologie di certificazione e altre forme di valutazione di conformità concernenti la sostenibilità ambientale degli edifici.
2. In caso di concessione di agevolazioni per la realizzazione di opere e interventi in edilizia la Giunta
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Art. 86 - "Interventi a favore della diffusione delle tecniche di edilizia sostenibile e di edilizia in legno di qualità"N125
1. Con deliberazione della Giunta provinciale, previo parere del Consiglio delle autonomie locali, sono definiti gli indirizzi di carattere generale volti a definire criteri e modalità di redazione di strumenti di pianificazione territoriale che favoriscano la diffusione delle tecniche di edilizia sostenibile.
2. I piani regolatori generali possono individuare apposite aree da destinare alla realizzazione di interventi di edilizia abitativa pubblica di cui all'articolo 45, comma 1, lettera c), ivi compreso il recupero del patrimonio edilizio esistente, mediante l'utilizzo di tecniche di edilizia sostenibile, con particolare riferimento all'utilizzo del legno come elemento strutturale; per l'acquisizione delle aree o degli immobili ai fini della realizzazione degli interventi si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni di cui all'articolo 47.
3. N22 Con deliberazione della Giunta provinciale, sentito il Consiglio delle autonomie locali, sono stabiliti indici edilizi volti a favorire l’uso di tecniche di edilizia sostenibile, anche per il calcolo del contributo di concessione, nel rispetto dei seguenti criteri:
a) è garantito lo scomputo dagli indici edilizi delle murature perimetrali degli edifici, dei solai e di altri elementi costruttivi finalizzati al miglioramento delle prestazioni energetiche; nel caso di edifici di nuova costruzione, tali opere sono computate per la determinazione della distanza, ma non per la determinazione dell’altezza;
b) per gli edifi
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Art. 87 - Criteri di selezione dei materiali da costruzione
1. Con il regolamento di attuazione di questo capo sono individuati i materiali da costruzione da utilizzare ai fini della certificazione di sostenibilità ambientale secondo i seguenti criteri di selezione:
a) utilizzo di materiali il cui ciclo di vita sia scientificamente valutato come ecologicamente sostenibile sulla base di una serie di requisiti, fra
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Art. 88 - Utilizzo di acqua piovana, fonti energetiche rinnovabili e permeabilità dei suoli urbanizzati
1. Negli edifici di nuova costruzione e in quelli esistenti in occasione di lavori di ristrutturazione è previsto l'utilizzo delle acque piovane per gli usi compatibili attraverso la realizzazione di appositi
38986 4149187
Art. 89 - Regolamento di attuazione
1. Per l'attuazione di questo capo con uno o più regolamenti, sentita l'“Agenzia provinciale per le risorse idriche e l'energia” N99, sono disciplinati:
a) i requisiti minimi di prestazione energetica per l'edilizia, anche con riguardo agli interventi sugli edifici esistenti ai fini del rilascio delle relative certificazioni;
b) “la metodologia di calcolo della prestazione energetica, i criteri e le modalità di redazione e di rilascio dell'attestato di prestazione energetica” N99; nel rispetto dell'ordinamento comu
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Art. 90 - Adeguamento dei regolamenti edilizi e dei piani regolatori generali
1. I comuni adeguano i regolamenti edilizi e, se occorre, i piani regolatori comunali
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Art. 91 - Vigilanza sul rispetto delle disposizioni in materia di prestazione e di “attestazione di prestazione energetica” N99 degli edifici
1. L'“Agenzia provinciale per le risorse idriche e l'energia”N99 svolge attività di vigilanza sull'attività di “attestazione di prestazione energetica” N99 e di certificazione della sostenibilità ambientale degli edifici svolta dai soggetti abilitati, anche avvalendosi, sulla base di apposita convenzione, del supporto dei soggetti indicati dall'articolo 89, comma 1, lettera b), eventualmente irrogando le sanzioni previste dai commi 4, 5 e 6. La vigilanza è effettuata anche mediante controlli a campione sulle certificazioni rilasciate e mediante verifiche sulle caratteristiche e sui componenti degli edifici certificati, entro cinque anni dalla data di emissione dell’“attestato di prestazione energetica” N99. Le somme riscosse sono introitate nel bilancio della Provincia.
3. Fatto salvo quanto previsto dal comma 4, il certificatore che rilascia l'“attestato di prestazione energetica
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Capo III - Libretto del fabbricato
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Art. 92 - Finalità e oggetto
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Art. 93 - Definizioni
1. Ai fini di questo capo s'intendono:
38986 4149193
Art. 94 - Contenuti del libretto del fabbricato
1. Per i fabbricati di nuova costruzione, il libretto del fabbricato è presentato dagli interessati al comune competente per territorio, anche su supporto informatico, contestualmente alla richiesta di rilascio del certificato di agibilità. Il libretto è sottoscritto dal progettista o direttore dei lavori.
2. A seguito della presentazione del libretto il comune verifica la com
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Art. 95 - Regolamento di attuazione
1. Con regolamento sono stabilite:
a) le modalità con cui gli interessati devono presentare al comune il libretto per i fabbricati di nuova costruzione, anche su base informatica;
38986 4149195
Art. 96 - Sanzioni
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38986 4149198
Art. 97 - Disciplina degli interventi sul territorio
1. Le attività comportanti trasformazione urbanistica o edilizia del territorio possono essere iniziate e proseguite, nel rispetto degli strumenti di pianificazione territoriale, solo sulla base della concessione o a seguito della presentazione di una denuncia d'inizio di attività in base a questa legge. Non sono subordinate a concessione o a preventiva presentazione di denuncia d'inizio di attività:
a bis) le opere di manutenzione straordinaria previste dall'articolo 99, comma 1, lettera b); resta fermo l'obbligo di richiedere il titolo edilizio per gli interventi che interessano le parti esterne dell'edificio se sono utilizzati materiali o tinteggiature diversi da quelli esistenti; resta inoltre fermo l'obbligo del titolo edilizio per interventi che interessano elementi strutturali N81; N51
a ter) gli interventi volti all’eliminazione delle barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di nuovi volumi esterni all’edificio o comunque la modificazione della sagoma dell’edificio; N26
a quater) le opere di pavimentazione, di finitura degli spazi esterni e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici;”
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Art. 98 - Installazione di tunnel e serre a scopo agronomico
1. L'installazione di serre per le produzioni intensive ortoflorofrutticole o per la moltiplicazione di piante &egr
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Art. 99 - Definizione delle categorie di intervento per il recupero degli edifici esistenti
a) interventi di manutenzione ordinaria: quelli finalizzati a rinnovare ricorrentemente e periodicamente le rifiniture, la funzionalità e l'efficienza dell'edificio, delle singole unità immobiliari e delle parti comuni, e quelli necessari a integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti;
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Capo II - Concessione e denuncia d'inizio di attività
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Sezione I - Concessione edilizia
38986 4149203
Art. 100 - Interventi soggetti a concessione
1. Fatto salvo quanto previsto dagli articoli 97, 98 e 105, sono soggetti al rilascio della concessione edilizia i seguenti interventi:
a) la realizzazione di nuove costruzi
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Art. 101 - Presentazione della domanda di concessione
N147 N142
1. Possono chiedere la concessione i proprietari dell'immobile e i soggetti in possesso di un altro titolo idoneo. Nel caso d'interventi concernenti insediamenti produttivi del settore secondario la richiesta deve essere presentata dal legale rappresentante della singola impresa o delle imprese associate che intendono realizzare gli interventi per svolgere una delle attività ammesse dalla destinazione di zona o dai soggetti cui è affidato l'apprestamento delle aree ai sensi delle disposizioni provinciali in materia.
38986 4149205
Art. 102 - Rilascio della concessione
1. Entro dieci giorni dal ricevimento della domanda per il rilascio della concessione il comune verifica se la documentazione essenziale richiesta è completa; se entro tale termine il comune non comunica agli interessati l’inammissibilità della richiesta per carenza della documentazione essenziale, la domanda si considera procedibile. Entro i successivi sessanta giorni il comune si pronuncia sulla domanda, determinando contestualmente l’ammontare del contributo di concessione, in quanto dovuto, e fissando il termine per la presentazione della ulteriore documentazione richiesta ai fini del rilascio della concessione. In caso di progetti di particolare complessità e rilevanza, il termine per la pronuncia del comune può essere motivatamente elevato a novanta giorni, dandone comunicazione ai soggetti interessati. Entro dieci giorni dalla presentazione della documentazione richiesta e dalla presentazione dell’attestazione dell’avvenuto pagamento del contributo di concessione il comune provvede al rilascio della concessione, dandone comunicazione agli interessati. N22
1 bis. Se il comune non rilascia la concessione nei termini stabiliti dal comma 1, il richiedente può diffidare l’ammin
38986 4149206
Art. 103 - Caratteristiche e validità della concessione
1. La concessione edilizia è rilasciata in conformità alle previsioni degli strumenti urbanistici, in vigore o adottati, dei regolamenti edilizi e della normativa urbanistica edilizia vigente.
38986 4149207
Art. 103 bis - Ultimazione dei lavori e certificato di agibilità
1. Entro sei mesi dall’ultimazione dei lavori l’interessato presenta al comune una certificazione di un tecnico abilitato in merito alla conformità delle opere al progetto autorizzato e ad eventuali relative varianti.
2. Con la certificazione di conformità prevista nel comma 1 il tecnico abilitato attesta inoltre, con riferimento alle norme vigenti alla data di efficacia del titolo edilizio, l’agibilità dei locali e la conformit&agrav
38986 4149208
Art. 104 - Condizioni particolari per il rilascio della concessione e per la presentazione della denuncia d'inizio di attività
1. Quando le opere di urbanizzazione primaria mancano o non sono idonee e non è prevista la loro esecuzione da parte del comune entro un triennio, la concessione può essere rilasciata e la denuncia d'inizio di attività può essere presentata solo se i richiedenti si impegnano a eseguire le opere contestualmente alle costruzioni.
2. Se ricorrono le condizioni di cui al comma 1 il contributo di concessione previsto dall'articolo 115 &egrav
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Sezione II - "Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA)" N85
38986 4149210
Art. 105 - Interventi soggetti a denuncia d'inizio di attività
1. N74 Sono soggetti a segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) gli interventi che non rientrano fra quelli previsti dagli articoli 97 e 100. Sono comunque soggetti a SCIA i seguenti interventi:
a) volumi tecnici;
38986 4149211
Art. 106 - Disposizioni relative alla denuncia d'inizio di attività
1. Possono presentare denuncia d'inizio di attività i proprietari dell'immobile e i soggetti in possesso di un altro titolo idoneo. “Con deliberazione della Giunta provinciale “sono stabilite eventuali ulteriori precisazioni sulla presentazione della SCIA e” N77 sono approvati i modelli per la presentazione della denuncia d’inizio di attività e la relativa documentazione e sono indicati gli atti e le certificazioni da acquisire nelle fasi realizzative successive alla denuncia.” N21
2. Contestualmente alla presentazione della SCIA l'interessato può iniziare i lavori, previa corresponsione degli oneri dovuti ai sensi dell'articolo 115, calcolati in via provvisoria dal richiedente, salvo successivo conguaglio sulla base delle determinazioni del comune. A tal fine la SCIA è corredata dalla documentazione che attesta l'avvenuto pagamento degli oneri. La SCIA è inefficace se presentata in assenza della documentazione che attesta l'avvenuto pagamento degli oneri, dei provvedimenti permissivi indicati nel comma 4 o dell'attestazione del progettista circa la formazione del silenzio assenso sui predetti atti, se previsto. In questi casi il comune ordina la sospensione dei lavori, se iniziati, e assegna all'interessato un congruo termine per regolarizzare o integrare la d
38986 4149212
Art. 107 - Varianti in corso d'opera soggette a denuncia d'inizio di attività
1. Sono soggette a denuncia d'inizio di attività le variazioni di lieve entità apportate in corso d'opera
38986 4149213
Capo III - Opere pubbliche e linee elettriche
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Art. 108 - Opere pubbliche di competenza dello Stato
1. Ai sensi dell'articolo 18 del decreto del Presidente della Repubblica n. 381 del 1974 la Provincia, su richiesta dell'amministrazione interessata, accerta che le opere pubbliche di competenza dello Stato no
38986 4149215
Art. 109 - Opere pubbliche di competenza della Provincia, della Regione e di altri enti territoriali
38986 4149216
Art. 110 - Opere pubbliche di competenza delle comunità e dei comuni
1. Le opere pubbliche di competenza delle comunità, dei comuni e delle loro forme associative sono deliberate dagli organi competenti in conformit&
38986 4149217
Art. 111 - Linee elettriche
1. Le opere edilizie adibite a stazioni e cabine di trasformazione sono soggette a concessione edilizia.
38986 4149218
Capo IV - Realizzazione di opere in deroga alle disposizioni urbanistiche
38986 4149219
Art. 112 - Esercizio dei poteri di deroga
1. I poteri di deroga previsti dalle norme di attuazione degli strumenti di pianificazione, sia in vigore che adottati, o dal regolamento edilizio possono essere esercitati limitatamente alla realizzazione di opere pubbliche o d'interesse pubblico.
2. Il regolamento di attuazione individ
38986 4149220
Art. 113 – “Realizzazione di opere per l’eliminazione delle barriere architettoniche e di parcheggi residenziali e commerciali in deroga”N8
N147 N143
1. La realizzazione di opere per l'eliminazione delle barriere architettoniche e di parcheggi nel sottosuolo o nei locali situati al piano terreno di edifici con destinazione residenziale, commerciale o a servizi può essere autorizzata dal comune anche se ris
38986 4149221
Art. 113 bis - Disposizioni in materia di parcheggi pertinenziali
N147 N57
1. I comuni possono, nell'ambito della programmazione della mobilità e della sosta, individuare aree di proprietà comunale sulle quali permettere la realizzazione di parcheggi da destinare a pertinenza di immobili privati, al di sopra o al di sotto del suolo, previa costituzione del diritto di superficie ai sensi dell'articolo 9 della legge n. 122 del 1989, su richiesta di soggetti interessati che abbiano la proprietà di almeno un'unità immobiliare idonea ai fini del rispetto del vincolo di pertinenzialità.
38986 4149222
Art. 114 - Deroga per opere pubbliche non soggette a concessione
1. Se le opere pubbliche di competenza dello Stato, della Provincia, della Regione o di altre regioni e relativi enti territoriali contrastano con le prescrizioni degli strumenti di pianificazione subordinati al piano urbanistico provinciale, la deroga alle relative norme può essere concessa dalla Giunta provinciale nell'ambito del procedimento previsto dagli articoli 108 e 109, sentito il consiglio comunale. Il parere del consiglio comunale deve essere espr
38986 4149223
Capo V - Contributi e oneri per il rilascio dei titoli abilitativi edilizi
38986 4149224
Art. 115 - Contributo di concessione
1. Il rilascio della concessione edilizia e la presentazione della denuncia d'inizio di attività per interventi che comportano un aumento del carico urbanistico è subordinato alla presenza d'idonee opere di urbanizzazione primaria o all'impegno formale del richiedente a realizzarle, e alla corresponsione di un contributo commisurato all'incidenza delle spese di urbanizzazione e al cost
38986 4149225
Art. 116 - Casi di riduzione del contributo di concessione
1. Il contributo di concessione è commisurato esclusivamente all'incidenza delle spese di urbanizzazione primaria, come fissate dall'articolo 115, comma 3, per i seguenti interventi:
a) costruzioni e impianti destinati, anche solo parzialmente, alla conservazione e trasformazione dei pro
38986 4149226
Art. 117 - Esenzione dal contributo di concessione
1. Fatti salvi i casi previsti dall'articolo 116, il contributo di concessione non è dovuto:
a) per i seguenti interventi riguardanti le imprese agricole:
1) opere da realizzare in funzione della coltivazione del fondo, nonché per l'attività di acquacoltura esercitata da imprenditori ittici;
2) interventi di recupero di edifici esistenti da destinare ad attività agrituristica;
3) fabbricati a uso residenziale da realizzare nelle zone agricole, nel limite di quattrocento metri cubi di costruzione e purché costituiscano prima abitazione dell'imprenditore agricolo a titolo principale, ai sensi delle leggi provinciali vigenti;
38986 4149227
Art. 118 - Edilizia convenzionata
1. Per gli interventi di edilizia residenziale, se il richiedente si impegna, a mezzo di una convenzione stipulata con il comune, a cedere o locare gli alloggi a soggetti in possesso dei requisiti di cui all'articolo 117, comma 3, il contributo di concessione può essere ridotto come segue:
a) nella misura di un terzo, corrispondente all'incidenza del costo di costruzione, nel caso di nuovi edifici;
38986 4149228
Art. 119 - Destinazione dei proventi delle concessioni
38986 4149229
38986 4149230
Capo I - Obblighi particolari
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Art. 120 - Obblighi particolari e interventi urgenti ai fini della tutela della sicurezza pubblica, del decoro urbanistico e della tutela del paesaggio
1. I proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di beni immobili devono provvedere al regolare completamento dei lavori iniziati, alla manuten
38986 4149232
Art. 121 - Interventi d'urgenza e di carattere straordinario riguardanti immobili ricadenti negli insediamenti storici
1. Se occorre intervenire in via d'urgenza su edifici o strutture soggetti alla tutela del paesaggio e degli insediamenti storici per impedire il verificarsi di compromissioni o danni difficilmente riparabili e se i proprietari non hanno provveduto nel termine fissato, il comune può chiedere alla
38986 4149233
Art. 122 - Disposizioni per la ricostruzione di edifici danneggiati o distrutti
1. “Gli interventi per la ricostruzione”
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Capo II - Vigilanza
38986 4149235
Art. 123 - Vigilanza sull'attività edilizia
1. Il comune esercita la vigilanza sulle attività che comportano trasformazioni urbanistiche o edilizie del territorio comunale, per assicurarne la rispondenza alle disposizioni legislative e regolamentari, agli strumenti di pianificazione territoriale e ai provvedimenti di concessione o alle denunce d'inizio di attività. A tal fine si avvale di funzionari comunali o d'incaricati.
38986 4149236
Art. 124 - Accesso alla proprietà privata
1. Allo scopo di acquisire ogni elemento di conoscenza opportuno ai fini degli atti e dei provvedimenti previsti da questa legge i componenti della CUP, delle CPC e delle commissioni edilizie, nonché le persone incaricate d
38986 4149237
Art. 125 - Ordinanza di sospensione
1. Quando constata l'esecuzione di opere in contrasto con leggi, regolamenti, prescrizioni urbanistiche, atti di concessione o di denuncia d'inizio di attivit&agra
38986 4149238
Art. 126 - Effetti dell'ordinanza di sospensione
1. Spetta al comune il controllo sull'osservanza dell'ordine di sospensione; a tal fine il comune può ordinare l'apposizione di sigilli e la nomina di un custode. Le spese per le mis
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Art. 127 - Responsabilità del soggetto avente titolo, del committente, del costruttore, del direttore dei lavori e del progettista
1. Il titolare della concessione o della denuncia d'inizio di attività, il com
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Capo III - Costruzioni abusive e sanzioni
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Art. 128 - Definizione delle costruzioni abusive
1. Per i fini di questa legge sono costruzioni abusive quelle realizzate:
a) in assenza di concessione o di denuncia d'inizio di attività, o in difformità da esse;
b) in base a un titolo abilitativo derivante dalla concessione o dalla presentazione della denuncia d'inizio di attività annullato o scaduto;
c) prima che sia decorso il termine per poter iniziare i lavori in base alla denuncia d'inizio di attività;
d) in base a denuncia d'inizio di attività presentata dopo l'inizio dei lavori o scaduta.
2. Le opere realizzate in base a concessione o a denuncia d'inizio di attività scadute sono equiparate a quelle eseguite in loro assenza.
3. Si considerano costruzioni eseguite in totale difformità quelle che comportano:
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Art. 129 - Sanzioni per opere eseguite in assenza o in difformità dalla concessione
1. In caso di opere abusive eseguite in assenza di concessione o in difformità da essa il comune emette ingiunzione di rimessa in pristino entro il termine perentorio di novanta giorni, eventualmente prorogabile solo per provate ragioni tecniche.
2. L'ingiunzione è notificata al proprietario e agli altri soggetti indicati nel comma 1 dell'articolo 127. Se questi non provvedono nei termini si applicano le sanzioni previste da questo articolo.
3. Le opere eseguite in assenza di concessione sono di diritto acquisite gratuitamente al patrimonio del comune con l'area di sedime e con quella necessaria ad assicurare l'accesso e le distanze dai confini e, se necessario, ad assicurare il rispetto degli standard per parcheggi. Tali opere devono essere demolite con ordinanza del comune a spese dei responsabili dell'abuso, salvo che con deliberazione del consiglio comunale non si dichiari l'esistenza di prevalenti interessi pubblici. Per l'acquisizione si applicano le condizioni e procedure previste dall'articolo 132. In caso di opere insistenti su aree in comproprietà con altri soggetti l'acquisizione è disposta per la quota che attiene l'opera abusiva. Su richiesta dell'interessato il comune può limitare l'acquisizione alla sola opera abusiva, ai f
38986 4149243
Art. 130 - Lottizzazioni abusive
1. Se il comune accerta una lottizzazione di terreni a scopo edificatorio in assenza dell'autorizzazione comunale, con ordinanza da notificare ai proprietari delle aree e agli altri soggetti indicati nell'articolo 127 ne dispone la sospensione. La sospensione comporta gli effetti previsti dall'articolo
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Art. 131 - Determinazione del valore venale delle costruzioni
1. Il valore delle opere al quale sono commisurate le sanzioni pecuniarie di competenza comunale è riferito alla data della richiesta di stima al soggetto incaricato dal comune ed è quello risultante dalla valutazione dell'opera considerata come finita e agibile, tene
38986 4149245
Art. 132 - Demolizione di opere e acquisizione gratuita
1. Almeno sette giorni prima della data fissata per la demolizione il comune invita il proprietario a provvedere allo sgombero dell'immobile. In caso d'inottemperanza nessun obbligo di custodia di cose
38986 4149246
Art. 133 - Coordinamento delle sanzioni pecuniarie
1. Quando si deve applicare la sanzione pecuniaria per opere abusive realizzate in assenza o in difformità dalle autorizzazioni paesaggistiche il comune trasmette all'organo di tutela del paesaggio competente gli atti relativi al procedimento.
2. L'organo competente accerta se l'opera:
a) è ammissibile sotto il profilo paesag
38986 4149247
Art. 134 - Sanzioni per opere eseguite in assenza o in difformità dalla denuncia d'inizio di attività
1. Nel caso d'interventi soggetti a denuncia d'inizio di attività eseguiti in assenza della denuncia o in difformità da essa N91, il comune emette un'ingiunzione ai sensi dell'articolo 129, commi 1 e 2.
2. Se i responsabili dell'abuso non provvedono nei termini di cui all'articolo 129, comma 1, il comune applica le seguenti sanzioni:
a) nel caso degli interventi di ristrutturazione di cui all'articolo 99, comma 1, lettera e), e degli interventi previsti dall'articolo 105, comma 1, lettere b), c) e d), le sanzioni previste dall'articolo 129;
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Art. 135 - Concessione in sanatoria
1. Fino alla scadenza dei termini per l'esecuzione dell'ingiunzione prevista dall'articolo 129, comma 1, il responsabile dell'abuso o altro soggetto avente titolo possono chiedere la concessione in sanatoria se l'opera è conforme agli strumenti urbanistici in vigore e non in contrasto con quelli adottati sia al momento della realizzazione dell'opera, sia al momento della presentazione della domanda.
2. Quando per la sanatoria sono necessa
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Art. 136 - Pagamento delle sanzioni e dei contributi. Interessi e riscossioni
1. Se il pagamento delle sanzioni, dei contributi e delle spese, comunque previsti da questa legge e a eccezione dell'articolo 137, fatto sal
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Art. 137 - Sanzioni a tutela del paesaggio
1. Salvo quanto disposto dall'articolo 138, se sono stati iniziati lavori senza le preventive autorizzazioni paesaggistiche o la loro esecuzione avviene in modo difforme da quanto previsto nelle autorizzazioni paesaggistiche, la Provincia o la comunità, secondo la rispettiva competenza, ordinano la sospensione immediata dei lavori, se non vi ha già provveduto il comune ai sensi dell'articolo 129, comma 1, dandone notizia alla Provincia o alla comunità. Entro i novanta giorni successivi all'ordinanza la Provincia o la comunità ordinano la rimessa in pristino o l'esecuzione delle opere ritenute indispensabili per tutelare il paesaggio.
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Art. 138 - Sanzioni a tutela del paesaggio per l'apposizione di cartelli o di altri mezzi pubblicitari non autorizzati
1. I cartelli e gli altri mezzi pubblicitari apposti anche su mezzi mobili, limitatamente ai casi di sosta nel medesimo luogo per un periodo superiore a ventiquattro ore, in assenza dell'autorizzazione paesaggistica o in difformità da essa, devono essere rimossi a cura e spese dei responsabili dell'abuso, in solido con il soggetto beneficiario d
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Capo IV - Poteri d'intervento della Provincia
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Art. 139 - Annullamento di provvedimenti
1. Le deliberazioni e i provvedi
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Art. 140 - Interventi sostitutivi da parte della Giunta provinciale
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Capo I - Snellimento delle procedure in materia di valutazione d'impatto ambientale e di realizzazione di opere pubbliche
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Art. 141 - Ambito di applicazione
1. Questo capo detta disposizioni per assicurare lo snellimento delle procedure amministrative relative a:
a) opere e interventi privati soggetti a valutazione d'impatto ambientale ai sensi della
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Art. 142 - Procedimento per opere soggette a valutazione d'impatto ambientale
1. Se il progetto di un'opera o di un intervento previsto dall'articolo 141, comma 1, lettera a), è soggetto alla procedura di valutazione d'impatto ambientale, il conseguente procedimento si svolge osservando le disposizioni della legge provinciale n. 28 del 1988 e del suo regolamento di esecuzione concernenti i progetti di massima o preliminari, fatto salvo quanto diversamente stabilito da questo capo.
2. Il comitato provinciale per l'ambiente formula il parere di cui all'articolo 6 della legge provinciale n. 28 del 1988 entro novanta giorni dall'inizio del procedimento di valutazione d'impatto ambientale. Entro quindici giorni dalla sua adozione il parere, a cura del dipartimento provinciale competente, N20, è comunicato al proponente, alle strutture provinciali, alle amministrazioni e agli enti coinvolti nella fase istruttoria.
3. Entro novanta gior
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Art. 143 - Procedimento per opere pubbliche di competenza della Provincia
1. Per gli interventi e le opere previste dall'articolo 141, comma 1, lettera b), realizzati dalla Provincia o dai soggetti da essa delegati, si applica l'articolo 142, in quanto compatibile, fermo restando che nel caso d'interventi e opere non soggette a valutazione d'impatto ambientale:
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Art. 144 - Conformità urbanistica
1. Fatto salvo quanto previsto da questo articolo gli interventi e le opere indicati nell'articolo 141, comma 1, devono essere conformi agli strumenti di pianificazione territoriale. Resta ferma l'applicazione del regime di deroga alle norme urbanistiche disciplinato dal capo IV del titolo V.
2. Se nella fase procedimentale disciplinata dall'articolo 142, comma 2, o nell'ambito della conferenza di servizi di cui all'articolo 142, viene accertato che i progetti di opere e d'interventi indicati nell'articolo 141, comma 1, lettere b), c) e d), non sono conformi agli strumenti di pianificazione territoriale o ai piani settoriali con effetto conformativo, il procedimento avviato ai sensi di questo capo è sospeso fino all'adeguamento degli strumenti di pianificazione.
3. Se nella fase procedimentale disciplinata dall'articolo 142, comma 2, o nell'ambito della conferenza di servizi di cui all'articolo 142, viene accertato che gli interventi o le opere indicati nell'articolo 141, comma 1, lettera b), sono contemplati dal sistema complessivo del
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Art. 145 - Opere degli enti locali e d'interesse statale
1. Ferma restando l'applicazione delle leggi provinciali di settore, il regolamento di attuazione detta le disposizioni a carattere procedurale per l'applicazione di questo capo alle opere indicate nell'articolo 141, comma 1, lettera c), prevedendo i casi e le modalità di sostituzi
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Art. 145 bis Indagini geologiche
N147 N6
1. Con riferimento al proprio territorio la
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Art. 146 - Disposizioni particolari per il territorio individuato ai sensi dell’articolo 11, comma 2, lettera a), della legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3
N147 N32
1. Nel caso del Comune di Trento e degli altri comuni compresi nel territorio individuato ai sensi dell’articolo 11, comma 2, lettera a), della legge provinciale n. 3 del 2006, la convenzione prevista dal medesimo articolo disciplina le modalità di svolgimento della conferenza e delle fasi di conf
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Art. 146 bis - Disposizioni particolari per la Comunità della Vallagarina
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Art. 147 - Formazione permanente in materia di pianificazione territoriale e di paesaggio
1. La Provincia realizza programmi di formazione e aggiornamento permanente in materia di pianificazione territoriale e di paesaggio avvalendosi della società per la formazione permanente del personale prevista dall'articolo 35 della legge provinciale n. 3 del 2006.
2. Per i fini del comma 1 la Provincia, con gli indirizzi e le direttive impartite alla società per la formazione permanente del personale, chiede la costituzione di un apposito comitato scientifico al quale affidare i compiti d'indirizzo e
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Art. 148 - Disposizioni per l'approvazione dei primi piani territoriali delle comunità e dei piani regolatori generali
1. Entro un anno dalla data di entrata in vigore di questa legge ciascuna comunità, per il territorio di propria competenza, convoca una conferenza per la stipulazione dell'accordo-quadro di programma volto a stabilire i criteri e gli indirizzi ai sensi dell'articolo 22. Se la comunità non è stata ancora costituita o non provvede entro il termine, alla definizione dei criteri e indirizzi provvede la Provincia, previa intesa con i comuni che rappresentano almeno il 50 per cento della popolazione e dei comuni del territorio interessato e con gli enti parco interessati. Ai fini di questo comma ciascun ente si esprime sull'intesa proposta entro sessanta giorni dalla richiesta; decorsi i sessanta giorni si prescinde dalla sua posizione in merito all'intesa, anche ai fini del calcolo del 50 per cento della popolazione e dei comuni del territorio interessato.
2. Entro duecentosettanta giorni dalla definizione degli indirizzi e dei criteri ai sensi del comma 1 la comunità o, se questa non è stata costituita o non vi provvede, la Provincia elabora il progetto di piano territoriale della comunità sulla base di questi indirizzi e criteri e lo adotta ai sensi dell'articolo 23. Nei termini previsti dall'articolo 23 la comunità adotta definitivamente il piano. Se la comunità non provvede o non è costituita, all'adozione definitiva provvede la Provincia, previa intesa con i comuni che rappresentano almeno il 50 per cento della popolazione e dei comuni del territorio interessato e con gli enti parco interessati. Ai fini di questo comma ciascun ente si esprime sull'intesa proposta entro sessanta giorni dalla richiesta; decorsi i sessanta giorni si prescinde dalla sua posizione in merito all'intesa, anche ai fini del calcolo del 50 per cento della popolazione e dei comuni del territorio interessato.
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Art. 149 - Altre disposizioni transitorie
1. N139
2. In sede di trattazione del progetto di piano urbanistico provinciale adottato alla data di entrata in vigore di questa legge il Consiglio provinciale, oltre agli ordini del giorno, può approvare specifici atti d'indirizzo. Questi atti d'indirizzo sono trattati con le procedure previste dal regolamento interno del Consiglio provinciale e impegnano la Giunta provinciale nell'elaborazione degli strumenti di pianificazione provinciale previsti dalle norme di attuazione del piano urbanistico provinciale.
3. Gli atti d'indirizzo previsti dal comma 2 impegnano la Giunta provinciale anche oltre la scadenza della legislatura in corso, in quanto costituiscono indirizzi a carattere generale o specifico, che stabiliscono anche priorità, tempi di realizzazione e indicazioni metodologiche. Se la Giunta provinciale, nell'elaborazio
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Art. 149 bis - Certificazione di sostenibilità ambientale degli edifici della Provincia e degli enti pubblici strumentali
1. In attesa di una disciplina organica in materia di certificazione di sostenibilità ambientale degli edifici, la Provincia può adottare il sistema di certificazione LEED (l
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Art. 150 - Disposizioni attuative e abrogative
1. Uno o più regolamenti adottati entro sei mesi dalla data di entrata in vigore di questa legge, sentito il Consiglio delle autonomie locali e la competente commissione permanente del Consiglio provinciale, stabiliscono le disposizioni per la sua attuazione. I regolamenti possono prevedere norme transitorie per la prima applicazione della legge.
2. A decorrere dalla data stabilita dai regolamenti di attuazione sono abrogate le seguenti disposizioni:
a) articolo 18 (Diffusione degli elementi costituenti il piano urbanistico provinciale) della legge provinciale 10 marzo 1986, n. 7;
b) legge provinciale 5 settembre 1991, n. 22 (Ordinamento urbanistico e tutela del territorio), tranne gli articoli 91 ter, 155 e 156 bis;
c) titolo III della
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Art. 151 - “Disposizioni organizzative in materia di valutazioni ambientali nonché modificazioni della legge provinciale 8 aprile 1997, n. 13, e dell’articolo 45 della legge provinciale sui lavori pubblici” N16
1. N148
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1. N152
2. Dopo il comma 2 dell'articolo 35 della legge provinciale n. 11 del 2007 è inserito il seg
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Art. 154 - Modificazioni della legge provinciale 19 febbraio 1993, n. 6 (Norme sulla espropriazione per pubblica utilità), in materia di indennità di espropriazione
1. L'articolo 14 della legge provinciale 19 febbraio 1993, n. 6, è sostituito dal seguente:
“Art. 14 - Indennità per le aree edificabili
1. Per le aree edificabili l'indennità di espropriazione è determinata in misura pari al valore venale del bene quantificato dalla struttura provinciale competente in materia di espropriazioni. Il predetto valore è ridotto di un importo pari all'indennità eventualmente corrisposta ai sensi del comma 3 dell'articolo 20.
2. L'indennità di cui al comma 1 è ridotta del 25 per cento quando l'espropriazione è finalizzata alla realizzazione di opere o interventi di riforma economico-sociale individuati dal regolamento di cui al comma 4. Rientrano comunque tra tali opere e interventi quelli disposti in attuazione della legge provinciale 7 novembre 2005, n. 15, concernente "Dis
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1. Dopo il comma 1 dell'articolo 13 bis della legge provinciale 15 maggio 2002, n. 7, sono aggiunti i seguenti:
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Art. 156 - Disposizioni finanziarie
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Articolo 86, comma 3, lettera b).
La legge è abrogata tranne gli articoli 57, commi da 1 a 3 e da 6 a 13; da 81 a 91; da 123 a 138; 149 bis; 151, comma 4; 152, comma 1; 153, commi 2, 3; 154; 155
Articolo 57, commi 3, 3 bis, 6, 7, 8, 12
Articoli 23, commi 5, 5 bis, 25 bis, comma 5, 38, comma 5 bis, 62, commi 10, 10 bis, 148, commi 4, 5, 6, 6 bis, 6 ter, 6 quater, 6 quinquies, 6 septies, 6 octies lett. c), c bis), 6 decies, 6 undecies, 6 duodecies, 7 bis, 8, 149, comma 1
Articoli 7, comma 4, 8, commi 2 lett. a), c), 3, 22, commi 3, 4, 23, comma 3, 29, comma 3 lett. h bis), 31, 32, comma 1, 33, commi 2, 2 bis, 34, rubrica, comma 3.1, 35, commi 1, 5, 38, comma 3, 42, commi 2, 5 bis, 5 ter, 43, comma 1, 44, commi 1, 1 bis, 46, commi 1, 2, 3, 51, comma 5, 62, commi 1, 5, 7 bis, 7 ter lett. a), a bis), 9, 66, comma 2 lett. c bis), 68, comma 3, 70, comma 3, 86, rubrica, comma 9 bis, 97, comma 1 lett. d bis), 101, comma 3 bis, 102, comma 5, 112, comma 4 bis, 113, comma 1, 123, comma 5, 146, comma 2 bis, 148, comma 6 nonies lett. a),
Articoli 83 commi 1 lett. a), b), 2, 84 comma 3 bis
Artt. 38 (comma 5 bis), 42 (comma 5 bis), 46 (commi 1, 3), 50 (comma 4), 62 [commi 7 ter lett. a), b), 7 quater], 68 (comma 3), 72, 97 [comma 1 lett. d), d bis)], 146 (comma 3), 148 [comma 6 octies lett. c)]
Artt. 25 bis (comma 1 bis), 84 (rubrica, commi 1, 3, 5), 89 [comma 1 lett. b) i)], 91 (comma 1), 146 (comma 2)
Artt. 37 (comma 5 bis), 59 (comma 1 ter), 62 (commi 7 ter, 7 quater), 134 [commi 1, 2 lett. a)], 149 (comma 4 ter 1)
art. 153, comma 1
artt. 31, 32, 37
artt. 101 (comma 4 bis) 102 [commi 1 bis, 1 ter, 3 (lett. a bis9], 103 (comma 3), 105 [comma 1, lett. b), c)], 149 (comma 4 quater)
L. P. Trento 28/03/2012, n. 4
Protezione degli animali d'affezione e prevenzione del randagismo.
Articolo 62, comma 7 bis
artt. 68 comma 1 lett. c), 110 comma 5
artt. 7, 8, 23, 24, 31, 32, 34, 35, 37, 43, 59, 62, 68, 74, 76, 84, 97, 106, 108, 110, 112, 113, 114, 134, 148, 149 bis
Deliberaz. G.P. Trento 06/10/2015, n. 1693
Aggiornamento della rete idrografica del Piano urbanistico provinciale ai sensi dell’articolo 8, comma 3 dell’Allegato B della l.p. 27 maggio 2008, n. 5 e dell’articolo 15, comma 5 della l.p. 4 marzo 2008, n. 1 - Approvazione - prot. n. 265/15D.
D. Pres.P. Trento 24/10/2013, n. 29-131/Leg.
Art. 68 [comma 1, lett. d)]
Deliberaz. G.P. Trento 24/05/2013, n. 987
Approvazione del modello di segnalazione certificata d'inizio attività (SCIA), ai sensi dell'articolo 105 e dell'articolo 106 della legge urbanistica provinciale 4 marzo 2008, n. 1, come modificati dalla legge provinciale 27 dicembre 2012, n. 25 e dalla legge provinciale 27 marzo 2013, n. 4 ed adeguamento normativo degli altri modelli di domanda e della relativa documentazione approvati con deliberazione della Giunta provinciale n. 2019 del 3 settembre 2010 e con deliberazione della Giunta provinciale n. 1427 del 1 luglio 2011. Prot. n. 143/13cdz.
Artt. 105, 106
Deliberaz. G.P. Trento 10/05/2013, n. 870
Disposizioni di attuazione dell'articolo 62 ter della legge urbanistica provinciale 4 marzo 2008, n. 1, in materia di impianti di biogas in aree agricole.
Articolo 62 ter.
La deliberazione risulta così strutturata:
Allegato 1: vengono dettate le disposizioni di attuazione dell’articolo 62 ter della L.P. 1/2008, ai sensi di quanto previsto dal comma 4 dell’articolo medesimo;
Allegato 2: vengono definite le Linee guida per la redazione del Piano di utilizzazione agronomica, piano al quale rimandano le disposizioni di cui all’Allegato 1 quale strumento necessario alla programmazione di una corretta utilizzazione agronomica degli effluenti zootecnici ed assimilati.
Deliberaz. G.P. Trento 28/03/2013, n. 566
Approvazione dei moduli di domanda relativi ad alcuni procedimenti amministrativi di competenza del Servizio Urbanistica e tutela del paesaggio, previsti dalla L.P. 4 marzo 2008, n. 1 e dall'art. 15 della L.P. 3 marzo 2010, n. 4. Prot. n. 76/13cdz.
Deliberaz. G.P. Trento 05/10/2012, n. 2113
Individuazione dei casi in cui le richieste degli atti di assenso previsti per il rilascio della concessione edilizia si intendono accolte se, entro il termine stabilito per il loro rilascio, non è stato comunicato all'interessato o al comune il provvedimento, ai sensi dell'articolo 102, comma 3, lettera a bis), della legge urbanistica provinciale 4 marzo 2008, n. 1, e modifica della deliberazione della Giunta provinciale n. 2019 del 3 settembre 2010.
art. 102, comma 3, lett. a bis)
Deliberaz.G.P. Trento 26/08/2011, n. 1858
Ulteriori disposizioni urgenti di attuazione della legge urbanistica provinciale 4 marzo 2008, n. 1 e della legge provinciale 3 marzo 2010, n. 4.
Deliberaz. G.P. Trento 01/07/2011, n. 1427
Ulteriori indicazioni e precisazioni per l’attuazione delle disposizioni concernenti gli interventi per la diffusione delle tecniche di edilizia sostenibile, di cui all’articolo 86 della legge urbanistica provinciale 4 marzo 2008, n. 1, e delle misure straordinarie di agevolazione per la riqualificazione architettonica e ambientale degli edifici esistenti, di cui all’articolo 15 della legge provinciale n. 4 del 2010 medesima, anche mediante modificazioni alla deliberazione della Giunta provinciale n. 1531 del 25 giugno 2010, modificazioni alla deliberazione della Giunta provinciale n. 890 del 5 maggio 2006 nonché modificazioni alle deliberazioni della Giunta provinciale n. 2019 e 2023 del 3 settembre 2010 e approvazione di nuova modulistica da utilizzare da parte dei comuni.
La deliberazione ha integrato le disposizioni di cui alla precedente deliberazione 1531/2010 al fine di fornire precisazioni, in seguito alle richieste di chiarimenti pervenute sia dai Comuni che da soggetti privati, sull’applicazione delle misure di cui alla L.P. 1/2008 ed alla L.P. 4/2010 in tema di incentivi per l'edilizia sostenibile.
In particolare il provvedimento chiarisce che le citate disposizioni di legge, integrate dalla Delib. G.P. 1531/2010 e dalla Delib. G.P. 1427/2011, non richiedono alcun provvedimento attuativo, integrativo o di specificazione da parte dei Comuni, essendo direttamente applicabili. Sono pertanto da ritenersi illegittime eventuali disposizioni o comportamenti dei Comuni diretti a sospendere le domande di concessione edilizia o DIA, in attesa dell’adozione di provvedimenti attuativi comunali.
Approvati, in allegato al provvedimento, i seguenti modelli:
comunicazione per manutenzione straordinaria;
comunicazione per pannelli solari e fotovoltaici in aree non soggette a tutela;
domanda di provvedimento in sanatoria;
domanda per il rilascio del parere per la demolizione e ricostruzione in deroga, e relativa documentazione;
certificato finale sulla regolare esecuzione delle opere.
Deliberaz. G.P. Trento 01/04/2011, n. 593
Determinazione dei limiti minimi e massimi dei compensi da corrispondere ai componenti delle commissioni per la pianificazione territoriale e il paesaggio delle comunità (CPC), ai sensi dell'art. 8, comma 9, della L.P. 4 marzo 2008, n. 1.
Delib. G.P. Trento 03/09/2010, n. 2019
Approvazione dei modelli di domanda e della relativa documentazione per il rilascio della concessione edilizia, la presentazione della denuncia di inizio di attività, per l'ultimazione dei lavori e la certificazione di agibilità nonché precisazioni sul procedimento di rilascio della concessione edilizia e sul certificato di agibilità, a termini degli artt. 101, comma 2, 102, comma 3, 103 bis e 106, comma 1, della legge urbanistica provinciale 4 marzo 2008, n. 1, come modificata da ultimo con la L.P. 3 marzo 2010, n. 4. Prot. n. 351/10cdz.
Delib. G.P. Trento 03/09/2010, n. 2023
Disposizioni attuative della legge urbanistica provinciale 4 marzo 2008, n. 1 (Pianificazione urbanistica e governo del territorio) e del Piano urbanistico provinciale, approvato con L.P. 27 maggio 2008, n. 5, in materia di metodi di misurazione degli elementi geometrici delle costruzioni, distanze, spazi di parcheggio, fasce di rispetto cimiteriale, variazioni di lieve entità apportate in corso d'opera al progetto assentito, aree produttive del settore secondario nonché attrezzature di servizio e infrastrutture strettamente connesse allo svolgimento degli sport invernali. Prot. n. 350/10cdz.
D. Pres.P. Trento 13/07/2010, n. 18-50/Leg.
Disposizioni regolamentari di attuazione della L.P. 4 marzo 2008, n. 1 (Pianificazione urbanistica e governo del territorio).
Delib. G.P. Trento 25/06/2010, n. 1531
Determinazione degli indici edilizi volti a favorire l'uso di tecniche di edilizia sostenibile, anche per il calcolo del contributo di concessione, ai sensi dell'art. 86 della legge urbanistica provinciale 4 marzo 2008, n. 1, come modificato con l'art. 1 della L.P. 3 marzo 2010, n. 4, nonché approvazione del modello di domanda, della documentazione da presentare e altre disposizioni attuative ai fini del riconoscimento delle agevolazioni urbanistiche previste dall'art. 15 della L.P. n. 4 del 2010 medesima.
La deliberazione attua l'art. 86 della L.P. 04/03/2008, n. 1, come recentemente modificata dalla L.P. 03/03/2010, n. 4 in materia di agevolazioni urbanistiche per gli interventi a favore della diffusione delle tecniche di edilizia sostenibile.
In particolare il provvedimento definisce:
i criteri di scomputo dagli indici edilizi di cui alla lettera a) del comma 3 dell’art. 86 della L.P. 1/2008;
gli incrementi volumetrici ovvero delle superfici equivalenti applicabili agli edifici che presentano prestazioni energetiche superiori a quella obbligatoria di cui alla tabella riportata nell’Allegato 2 del decreto del Presidente della Provincia 13/07/2009, n. 11-13/Leg, che si applicano ad incremento degli indici edilizi massimi consentiti dagli strumenti urbanistici e dai regolamenti comunali e fatte salve eventuali disposizioni comunali in materia di incentivazione dell'edilizia sostenibile più favorevoli, fermo restando il rispetto delle norme sulle distanze e la non applicazione della misura agli edifici soggetti a restauro e risanamento conservativo;
la riduzione del contributo di concessione per gli interventi sugli edifici finalizzati ad ottenere prestazioni energetiche superiori a quella obbligatoria.