Source: https://www.leggioggi.it/2015/04/13/parcheggio-in-doppia-fila-sanzione-si-puo-incorrere-in-reato-penalmente-perseguibile/
Timestamp: 2018-09-25 08:45:59+00:00
Document Index: 36841992

Matched Legal Cases: ['art. 158', 'sentenza ', 'art. 610', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 610']

Parcheggio in doppia fila, oltre alla sanzione c'è il reato penale
Home Codice Strada Parcheggio in doppia fila, oltre alla sanzione si può incorrere in un...
Parcheggio in doppia fila, oltre alla sanzione si può incorrere in un reato penalmente perseguibile
Non sempre è vero che specialmente chi abita in grandi città molto trafficate e con non molti parcheggi conosce bene il problema del parcheggio in doppia fila. Questo modo di interpretare la sosta, anche momentanea è una delle forme che spesso gli operatori di polizia stradale sono chiamati a sanzionare.
Certamente che non è un operatore di diritto conosce la problematica solamente dal punto di vista della vita reale e delle necessità a cui è correlata la vita moderna perché ha assistito a parcheggi più o meno selvaggi, ma forse non è al corrente di alcune rilevanti sentenze che concernono tale condotta.
Innanzitutto la normativa sulla circolazione stradale ai sensi dell’art. 158, comma 2, lett. c) del d.lgs. 285/92 (Codice della Strada) la sosta di un veicolo è vietata “in seconda fila, salvo che si tratti di veicoli a due ruote, due ciclomotori a due ruote o due motocicli”. Il comma 6 del medesimo articolo stabilisce, quindi, che “Chiunque viola le (…) disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 41 a euro 169 per i restanti veicoli”. Ovviamente l’ultimo comma precisa che “Le sanzioni di cui al presente articolo si applicano per ciascun giorno di calendario per il quale si protrae la violazione”.
Difatti la Corte di Cassazione, Cassazione penale , sez. I, sentenza 04.07.2005 n° 24614 Il reato di violenza privata, di cui all’art. 610 c.p., resta integrato ogni volta che la condotta dell’agente sia idonea a produrre una coazione personale del soggetto passivo, privandolo della libertà di determinarsi e di agire in piena autonomia.
Sulla base del suddetto principio di diritto la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24614 depositata il 4 luglio 2005, ha confermato la condanna di un soggetto che aveva parcheggiato la propria autovettura dietro quella della persona offesa bloccandola e, avendo opposto un rifiuto all’invito di quest’ultimo di spostarla per potersi allontanare, aveva perciò costretto la parte offesa ad un comportamento non liberamente voluto.
Sempre la Corte di Cassazione con la sentenza n. 42498/2010, integra il reato di omicidio colposo il comportamento di chi lasciando la propria auto in doppia fila (e per di più, con lo sportello aperto) provoca un incidente stradale mortale. A dirlo è una recentissima sentenza della che ha confermato l’esistenza del nesso causale tra la macchina lasciata in doppia fila e l’episodio della morte di un uomo che giungeva a bordo del suo ciclomotore. Nonostante il reato fosse caduto in prescrizione, la Corte ha però precisato la possibilità concreta di una condanna per omicidio colposo derivante (oltre che dalla violazione degli artt.157 comma 7 e 158 comma 2 lett.c) Codice della strada) dalla condotta colposa dell’aver lasciato in doppia fila la propria autovettura con lo sportello leggermente apertoritenne che fosse responsabile di omicidio colposo l’automobilista che non solo aveva parcheggiato in doppia fila, ma che lasciando anche aperto lo sportello del veicolo aveva determinato il decesso del motociclista sopraggiunto.
C’è inoltre chi è stato punito a titolo di violenza privata, sempre dalla Cassazione (sent. n. 5271/2014), per aver ostruito il passaggio a un autobus di linea, interrompendo così l’esecuzione un pubblico servizio.
O chi è stato condannato (G.d.P. di Roma sent. n. 27962/2013) per aver lasciato l’auto in seconda fila sulla strada pubblica, impedendo l’uscita dal parcheggio, sulle strisce a bordo carreggiata, a un altro conducente – con tanto di risarcimento danni per la perdita di tempo procurata al titolare del mezzo.
Articolo precedentePensione anticipata: ufficiale, basta penalizzazioni della Fornero
Articolo successivoCasa coniugale in comodato: se i coniugi senza prole si separano va restituita?
nicola 6 giugno 2016 at 01:06
Salve a meeèsuccesso pochi giorni fa che dal parcheggio non sono potuto uscire in quanto una signora ha fermato la sua macchina davanti la mia in quantonon aveva trovato posto e la messa centralmente al pparcheggio, io avendo una SW non sono potuto uscire e ho aspettato oltre 50 minuti ad aspettarla. Giustificandosi che tutti la mettono così quindi lei si è adattata. Questo comportamento rientra nel 610 c.p. saluti.
antonio 28 gennaio 2016 at 17:24
cosa cambia dopo la recente depenalizzazione del reato di “violenza privata” previsto dall’art. 610 c.p. ?