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Timestamp: 2020-07-12 20:28:36+00:00
Document Index: 111708623

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 4', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 378', 'art. 360', 'art. 401', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 132', 'art. 118', 'art. 111', 'art. 553', 'art. 401', 'art. 553', 'art. 401']

Sentenza Cassazione Civile n. 21324 del 20/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21324 del 20/10/2016
Cassazione civile sez. lav., 20/10/2016, (ud. 20/07/2016, dep. 20/10/2016), n.21324
sul ricorso 168-2011 proposto da:
L.S.S., C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in
ROMA, VIA PANARO 25, presso lo studio dell’avvocato FRANCESCO VISCO,
ISTRUZIONE UNIVERSITA’ RICERCA, C.F. (OMISSIS), in persona del
avverso la sentenza n. 2547/2010 della CORTE D’APPELLO di BARI,
depositata 11 19/05/2010 R.G. N. 289/2009;
1. L.S.S., inserito nella graduatoria permanente provinciale di Foggia ad esaurimento per il conferimento delle supplenze del personale ATA, profilo di collaboratore scolastico, aveva presentato domanda per l’aggiornamento o la permanenza in detta graduatoria, ma gli era stato negato il diritto di precedenza di cui al D.M. n. 75 del 2001, art. 4, comma 2 con la conseguenza che non aveva ricevuto incarichi di supplenza annuale negli anni scolastici 2001/2002 e 2002/2003.
5. Nel merito la Corte ha affermato che: la L. n. 124 del 1999 conferisce la precedenza assoluta ai soggetti inseriti nelle graduatorie permanenti solo in caso di conferimento delle supplenze temporanee nelle istituzioni scolastiche presso cui è stata presentata la relativa domanda ed i decreti ministeriali avevano fatto coerente applicazione del dettato normativo; la clausola di salvaguardia prevista dal D.Lgs. n. 297 del 1994, art. 2 riguarda solo il personale docente e non anche il personale ATA; nè la legge nè i decreti attuativi hanno previsto in favore del personale ATA, inserito nella graduatoria permanente provinciale, alcun diritto di precedenza nel conferimento delle supplenze annuali di competenza del CSA.
6. Per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso L.S.S. sulla base di due motivi, illustrati da memoria ex art. 378 c.p.c.. Il Ministero intimato ha resistito con controricorso.
1.2 – Il secondo motivo denuncia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, “violazione del D.Lgs. n. 297 del 1994, art. 401, commi 1 e 3 della L. n. 124 del 1999, art. 4, commi 1, 2, 5, 6, 11 e art. 6, comma 7, nonchè del D.M. n. 123 del 2000, art. 2, commi 1 e 4, e del D.M. n. 430 del 2000, art. 2, comma 1, in combinato disposto, oltre alla falsa applicazione del D.M. n. 75 del 2001, art. 1, comma 2, e art. 4, comma 2”.
2 – Le questioni dedotte con entrambi i motivi di ricorso sono già state scrutinate da questa Corte, con riferimento a controversie del tutto sovrapponibili a quella oggetto del presente giudizio (Cass. 8537, 8538,8539, 8540, 8541, 8542,8543, 8656, 8657, 8658, 8704,8705, 8707, 8708, 9351 del 2012; in senso conforme Cass. 698/2013).
Il Collegio ritiene, infatti, di condividere l’orientamento giurisprudenziale espresso nelle decisioni richiamate al punto 2, secondo cui i collaboratori scolastici già inseriti nelle graduatorie provinciali ad esaurimento, finalizzate al conferimento delle supplenze temporanee ed annuali, in caso di accesso alle graduatorie di nuovi aspiranti, hanno, ai sensi del D.M. 19 aprile 2001, n. 75, artt. 4 e 7 un diritto di precedenza limitatamente alle graduatorie di circolo odi istituto e non anche, in assenza di specifica indicazione normativa (e a differenza di quanto previsto per il personale docente dal D.M. 27 marzo 2000, n. 123), per gli elenchi e le graduatorie provinciali ad esaurimento non ripartite in fasce, dovendosi ritenere che una diversa soluzione comporterebbe – in coerenza con quanto affermato dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 41 del 2011 – un irragionevole sacrificio del criterio meritocratico nel reclutamento del personale scolastico.
2.3. – Gli obblighi di sintesi e concisione – imposti dall’art. 132 c.p.c., n. 4 e art. 118 disp. att. c.p.c., interpretati alla luce della disposizione contenuta nell’art. 111 Cost. sulla durata ragionevole del processo, di cui la redazione della motivazione costituisce segmento processuale e temporale (Cass. SSUU n. 642/2015; Cass. n. 11985/2016; Cass. n. 11508/2016; Cass. n. 13708/2015) -, esimono II Collegio dalla ripetizione delle argomentazioni motivazionali spese nelle sentenze sopra richiamate e consentono il rinvio per relationem a dette argomentazioni.
Il legislatore, infatti, modificato l’art. 553 T.U. (prevedendo la periodica integrazione delle graduatorie da effettuarsi “secondo le modalità definite dal regolamento di cui all’art. 401, comma 3”), ha dettato al comma 6 la disciplina della “prima integrazione delle graduatorie permanenti di cui all’art. 553 testo unico” ed ha, poi, previsto al comma 7 che “il regolamento di cui all’art. 401, comma 3 testo unico….stabilisce anche le modalità della prima integrazione delle graduatorie permanenti”.