Source: http://www.biagiocartillone.it/p/14265/diritto-processuale-civile.html
Timestamp: 2018-07-22 10:25:49+00:00
Document Index: 92634175

Matched Legal Cases: ['art. 2697', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 365', 'sentenza ', 'sentenza ']

Diritto processuale civile - Avv. Biagio Cartillone STUDIO LEGALE - MILANO
Per ben agire nei tribunali occorre indicare in modo specifico il fatto dannoso
21/07/2016 La frequentatrice di un supermercato ha agito in tribunale contro il Comune di Pordenone, assumendo che in qualità di ente proprietario, tenuto alla custodia del parcheggio sito a servizio di un supermercato, era obbligato a risarcirle i danni alla persona subiti a causa del sinistro occorsole quando, dopo aver effettuato acquisti presso il locale commerciale, mentre si recava... [Leggi tutto]
La procedura di mediazione non può essere un simulacro ma deve essere effettiva, pena la improcedibilità della domanda
29/12/2015 Contro un decreto ingiuntivo di pagamento è stata proposta opposizione con domanda riconvenzionale nei confronti del creditore procedente. Il giudice disponeva che le parti esperissero la procedura di mediazione obbligatoria . Le parti, comparse davanti all'organo di mediazione, davano atto che "allo stato non sussistono i presupposti per poter dare avvio al procedimento di... [Leggi tutto]
Mediazione civile: il Giudice può sempre invitare le parti a mediare, anche trattandosi di diritti indisponibili
19/09/2015 In una situazione di fatto del tutto peculiare, rappresentata dalla prosecuzione di un giudizio di nullità del matrimonio per bigamia da parte degli eredi (a causa della morte, in corso di causa, del marito), il Giudice ha aperto la strada alla mediazione civile fra questi e la moglie, nonostante l’oggetto del processo riguardasse, come noto, diritti indisponibili. In particolare,... [Leggi tutto]
Anche se il fatto è negativo, l’onerato deve provare i fatti contrari al negativo
13/09/2015 In merito all’onere della prova di un fatto negativo in materia previdenziale ,come nel caso esaminato dalla corte, la cassazione ha affermato che “…il principio generale sull'onere della prova di cui all'art. 2697 c.c., che non subisce deroga neanche quando abbia ad oggetto "fatti negativi", in quanto la negatività dei fatti oggetto della prova non esclude... [Leggi tutto]
Il danno morale necessita della prova
08/09/2015 Il danno morale conseguente a un reato, come le lesioni colpose a causa di incidente stradale, è sempre stato considerato dalla giurisprudenza, di merito e di cassazione, come un danno in re ipsa, che non aveva necessità di allegazioni e di prova. Da alcuni anni, pero, la giurisprudenza della Corte di Cassazione e dei giudici di merito è mutata nel senso di richiedere la... [Leggi tutto]
Le vie della prova di un fatto sono complesse
Il Giudice non è un consulente legale della parte
Cassazione sentenza n. 14756/2014
25/07/2014 Con la sentenza n. 14756/2014, la Corte di Cassazione ha statuito in modo inequivoco, l’impossibilità di poter ricorrere all’autorità giudiziaria per accertare l’illegittimità del comportamento di alcuni lavoratori e l’esistenza degli estremi della giusta causa di licenziamento. Tutto ciò ancor prima che il datore di lavoro adottasse il... [Leggi tutto]
Il legislatore riduce sempre più le garanzie dei cittadini: pochi e selezionati ricorsi in cassazione
Cassazione civile sez. un. 8053/2014
23/06/2014 Fino al mese di giugno 2012 le sentenze civili potevano essere impugnate avanti la suprema corte di cassazione, come previsto dal punto 5 dell'art. 365 del codice di procedura civile, anche " per omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia, prospettato dalle parti o rilevabile d'ufficio. " Questo articolo è stato modificato... [Leggi tutto]
Il lavoratore ha l’onere di dare la prova di non essere tossicodipendente
Cassazione sentenza n. 11715/2014
02/06/2014 Il tribunale di Roma ha dichiarato l’illegittimità del licenziamento per giustificato motivo oggettivo intimato ad un lavoratore adibito ad attività di autista per non aver la società dato prova giudiziale dello stato di tossicodipendenza del lavoratore. La corte di appello ha confermato la sentenza di reintegrazione nel posto di lavoro. La corte di cassazione ha... [Leggi tutto]
Il rito Fornero del licenziamento può essere trasformato in quello ordinario
07/05/2014 La legge Fornero del mese di luglio 2012, come è notorio, ha modificato profondamente il rito processuale del lavoro prevedendo obbligatoriamente una particolare procedura per l'impugnazione dei licenziamenti in stabilità reale, con l'applicazione dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Questa normativa tra gli operatori ha fatto sorgere dispute e opposte... [Leggi tutto]
Chi intende far valere un proprio diritto che assume essere stato violato, deve proporre la sua domanda al giudice che per legge è dichiarato competente a conoscere della controversia: Per le controversie di lavoro è il tribunale del lavoro del luogo in cui è stata resa la prestazione.
La condizione essenziale per poter proporre una domanda il giudice è quella di avervi interesse. Se manca l'interesse la domanda al giudice è inammissibile.
Il giudice del lavoro non può statuire sopra le domande a lui proposte, se la parte contro la quale la domanda è stata proposta non è stata regolarmente citata in causa.
Chiunque può intervenire in un processo tra altre persone se ha un proprio diritto relativo all'oggetto del processo medesimo da far valere nei confronti di tutte le parti in causa o di qualcuna di esse.
Il giudice deve pronunciare su tutte le domande che le parti gli hanno proposto; non può pronunciare d'ufficio sulle eccezioni che possono essere proposte solo dalle parti interessate.
Il giudice, nel pronunciare la sua decisione, deve porre a fondamento di quanto da lui deciso le prove che gli sono state offerte dalle parti interessate e in causa.
La difesa e' diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.
Arbitrato con finalità di conciliazione
Le norme in materia di diritto del lavoro hanno lo scopo di proteggere i lavoratori che sono la parte debole del rapporto contrattuale.
Vi è una norma di forte tutela, che rappresenta l'architrave dell'intero sistema giuridico, che consente al lavoratore di impugnare ogni sua rinuncia o transazione sottoscritte durante il rapporto; si tratta dell'articolo 2113 del codice civile ( rinunzie e transazioni). L'impresa e il lavoratore molte volte hanno l'esigenza di sottoscrivere tra loro un nuovo accordo sulle condizioni contrattuali, dando certezza assoluta all'accordo stesso, senza possibilità che il lavoratore possa impugnarlo successivamente. Per raggiungere questo obiettivo le parti interessate devono sottoscrivere il loro accordo in una sede protetta e cioè avanti l'Autorità Giudiziaria oppure alla Direzione Territoriale del Lavoro, ad un Arbitrato di conciliazione costituito tra le parti al fine di sottoscrivere quel nuovo accordo ed infine avanti le opposte organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori della categoria di appartenenza. Lo strumento più appropriato, per celerità e immediatezza, è quello della conciliazione in sede di collegio arbitrale, avviato dalle parti allo scopo specifico di ufficializzare e stabilizzare il raggiunto accordo tra il datore di lavoro e il lavoratore. La sottoscrizione del verbale di conciliazione in sede arbitrale si può realizzare, con le necessarie garanzie procedurali, a garanzia di tutte le parti interessate, entro qualche giorno dalla decisione di avviarlo. Si tratta di uno strumento di grande dignità giuridica, di garanzia, trasparenza e lealtà contrattuale tra le parti. Trattandosi di una conciliazione da sottoscrivere, e che le parti hanno già tra loro individuato, i costi sono molto ma molto ridotti.
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