Source: http://sdz.aiap.it/notizie/10220
Timestamp: 2018-04-22 10:27:24+00:00
Document Index: 118451330

Matched Legal Cases: ['art. 301', 'art. 301', 'art. 301', 'art. 301', 'art. 301', 'art. 301']

Libertà d'espressione e 'fabbrica delle notizie' | SocialDesignZine
Libertà d'espressione e 'fabbrica delle notizie'
Attenzione: questo articolo non parla esplicitamente di grafica ma di comunicazione e informazione.
Mercoledì 30 aprile, ore 07,15: mentre faccio colazione ascolto la rassegna della stampa estera di “Radiotre Mondo”, sul terzo canale radio della RAI (quello dalle frequenze ‘difficili’ e fluttuanti). Tra le varie notizie una colpisce particolarmente la mia attenzione: la BBC news, riferisce dell’approvazione da parte del Parlamento turco, il giorno precedente, di “alcune modifiche al controverso articolo 301 del codice penale turco. La richiesta di riforma di tale articolo”, prosegue la BBC, “era cresciuta a partire dall’assassinio, nel 2007, di Hrant Dink. Il Parlamento turco ha approvato l’ammorbidimento di una legge criticata dall’UE in quanto restrittiva della libertà di espressione.
L’articolo 301 del codice penale è stato utilizzato per processare il premio Nobel Orhan Pamuk ed altri intellettuali. Dal 2003 centinaia di persone sono state processate in base alla controversa legge che sanziona chi insulta l’identità turca (turkishness). Tuttavia i critici (sic) sostengono che gli emendamenti alla legge non siano abbastanza sostanziali. Insultare la nazione turca sarà ancora un crimine, punibile con due anni di prigione. Le modifiche in sintesi: sarà un crimine insultare la nazione turca anziché l’identità turca; sarà chiesta l’autorizzazione del Ministro della giustizia per affrontare ogni caso; la pena massima sarà di due anni anziché tre. L’UE ha richiesto a lungo la revisione dell’art. 301 sostenendo che tale disposizione di legge sia fortemente restrittiva della libertà di espressione in Turchia. Tale riforma è stata approvata per consentire la prosecuzione dei colloqui per l’ammissione della Turchia nell’UE. Le richieste di riforma dell’articolo sono aumentate a partire dall’assassinio, avvenuto lo scorso anno, del giornalista d’opposizione Hrant Dink, processato in base a questa norma”.
Terminata la rassegna della stampa estera (e la colazione) inizia, come sempre su quel canale radio, “Prima pagina”, la lettura dei quotidiani italiani: non c’è traccia dei fatti riguardanti l’art. 301. Mi incuriosisco e, nei giorni successivi, mi metto in cerca della notizia sui siti delle agenzie stampa e dei quotidiani.
Risultato: il quotidiano francese Le Monde pubblica il 30/4 la notizia in modo dettagliato, con commenti fortemente critici sulla reale portata della riforma, evidenziando l’esistenza di molte altre leggi turche che limitano pesantemente la libertà d’espressione. Il quotidiano spagnolo El País, lo stesso giorno, pubblica la notizia senza commenti, segnalando tuttavia la richiesta di numerosi intellettuali turchi per la soppressione dell’art. 301; El País introduce un elemento interessante: la riforma parlerebbe non più di ‘insulto all’identità turca’ ma ‘alla nazione e allo Stato turco’ (ho verificato la questione con l’aiuto di un amico che comprende il turco). Molto breve lo spazio dato alla notizia dallo Washington Post che parla di un “ammorbidimento della legge restrittiva della libertà d’espressione”. Sul sito della Associated Press troviamo invece un ampio resoconto della vicenda che aggiunge dettagli importanti sulle reazioni dell’opinione pubblica turca e sul caso dell’omicidio di Dink. Apprendiamo così che il giornalista “era di origine armena ed era stato perseguito in base all’art. 301 per aver definito come un genocidio gli omicidi di massa degli armeni ad opera dei turchi, agli inizi del XX secolo”. In seguito al procedimento era stato fatto oggetto di minacce da parte di estremisti nazionalisti turchi e infine assassinato da uno di costoro.
La notizia si compone dunque a mano a mano e necessita, come dovremmo sempre ricordare, di un lavoro di ricerca e di comparazione delle fonti: per quel che ci è dato sapere e per quel che è possibile a ciascuno di noi, naturalmente, in base al tempo disponibile, ai mezzi, agli strumenti culturali e linguistici...
E sulla stampa italiana che si dice di questa vicenda? Troviamo due brevi dispacci d’agenzia, il primo dell’ANSA e il secondo dell’ADN-Kronos, talmente succinti che possono essere riportati integralmente:
“(ANSA) - ANKARA, 30 APR - Turchia: riforma libertà espressione. Modificato il reato di offesa alla ‘turchità’, ridotte le pene. Il Parlamento turco ha approvato la revisione di una legge criticata dall’Unione europea e tesa a limitare la libertà di espressione. La riforma riguarda l’articolo 301 del codice penale che è stato utilizzato per perseguire centinaia di scrittori tra cui il Nobel per la letteratura Orhan Pamuk, accusato di vilipendio alla cosiddetta ‘turchità’. Dopo la riforma, sarà un crimine insultare lo stato turco (e non genericamente la ‘turchità’) e la pena massima viene ridotta da tre a due anni.”
“(Adnkronos/Aki) - Ankara, 30 apr. - Il Parlamento turco ha approvato questa mattina gli emendamenti proposti dal governo al ‘famigerato’ articolo 301 del Codice Penale, che puniva con il carcere le ‘offese all’identità turca’. Il testo era arrivato ieri in aula per il dibattito, dopo che da anni l’Unione europea ne chiedeva una riforma a causa delle gravi limitazioni della libertà d’espressione che poneva. La norma ha infatti portato alla sbarra molti intellettuali turchi, tra cui il premio Nobel Orhan Pamuk e la scrittrice Elif Shafak.”
Il dispaccio ANSA tralascia il fatto che l’offesa riguarda ancora la nazione turca oltre che lo Stato turco, dettaglio di non poco conto. L’ADN-Kronos non entra minimamente nel merito delle modifiche né dell’opinione pubblica turca, per cui si potrebbe essere indotti a pensare ad emendamenti all’art. 301 ben più sostanziali.
Come lasciava presagire la rassegna stampa nazionale di “Prima pagina”, non c’è nessuna traccia della notizia su quotidiani nazionali come il Corriere della Sera, La Repubblica , La Stampa, Il Giornale, Il Sole 24 ore, Il Foglio, L’Unità… Evidentemente ci sono ben altre priorità.
È il Manifesto invece a pubblicare, l’1/5, un lungo articolo di Orsola Casagrande che titola “Turchia, soltanto un maquillage alla legge sull’offesa alla patria. Per limitare la libertà d'espressione in nome della ‘nazione turca’ ci vorrà l’ok del governo. Pene più miti. L’Europa e le ong: ancora troppo poco”. Rimando alla lettura dell’articolo che, nella sua presa di posizione dichiarata, si fa carico di sottolineare l’esistenza di molte altre norme restrittive “a partire dalla stessa Costituzione, redatta proprio dai militari autori dell’ultimo golpe, quello del 12 settembre 1980”.
Trovo diversi motivi d’interesse in tutta questa vicenda: perché si parla della libertà di espressione – uno dei diritti fondamentali che, fra l’altro, è alla base della ‘giornata della libertà di stampa’ che si celebra il 2 di maggio; perché si parla del diritto di accesso alle fonti giornalistiche e a quelle storiche, come nel caso che riguarda il popolo armeno (di cui mi sono occupato, insieme ad Aldo Ferrari, in alcuni articoli sull’alfabeto e la tipografia armeni che usciranno nel n. 12 di Progetto grafico), se è vero che le autorità turche hanno sempre negato l’accesso agli archivi relativi ai primi decenni del Novecento e se è vero che fino a tre giorni or sono, come nel caso di Dink o di Pamuk, era sufficiente parlare di ‘genocidio degli armeni’ per essere accusati di ‘insulto all’identità turca’ e incorrere nei rigori dell’art. 301 (e vedremo se da oggi cambierà qualcosa); perché si parla, come si è visto, della ‘fabbrica delle notizie’, con tutto quel che ciò comporta.
Credo infine che il caso esposto sia sufficientemente utile per sviluppare una riflessione sui modi della comunicazione, sul valore della parola, sulla vera o presunta oggettività dell’informazione, sul suo vero o presunto essere alla portata di tutti, su di essa come formazione delle opinioni e, in ultima analisi, dei fatti; affermando sempre e comunque il diritto inalienabile alla libera espressione e al libero accesso alle fonti.
Inserito da gianni sinni | 03.05.08 | (4) | Società | stampa |
Questo intervento conferma l'utilita' di una rivista come Internazionale, che permette di avere una panoramica delle notizie importanti nel mondo.
Tra l'altro proprio sul problema dei curdi e le leggi sull'attentato alla integrita' della nazione hanno pubblicato nelle scorse settimane un ampio articolo.
giovanni pizzigati il 05 mag 08 alle 11:28
Ringrazio per l'utile contributo: l'indirizzo di Internazionale è http://www.internazionale.it/
Fabrizio M. Rossi il 05 mag 08 alle 16:06
Gentile Fabrizio, ho segnalato il tuo bellissimo articolo sul Forum di Roberto Alajmo. Sono sicura che sarà letto con gusto da molti dei partecipanti al Forum.
Alessandra Cucciardi il 05 mag 08 alle 21:47
WordPress.com e YouTube.com some stati bloccati ripetutamente nei mesi scorsi (YouTube è bloccato ora, di nuovo), in Turchia. Una ricerca su questi fatti mia ha portato al nome di Adnan Oktar (Harun Yahya) e alla pagina http://en.wikipedia.org/...t_design tra le altre cose.
Alessandro Segalini il 05 mag 08 alle 23:41