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Timestamp: 2020-07-07 13:43:49+00:00
Document Index: 67490324

Matched Legal Cases: ['art. 145', 'art. 128', 'art. 141', 'art. 145', 'art. 145', 'art. 128', 'art. 144', 'art. 15', 'art. 274', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 145']

Â Pubblichiamo le informazioni suiÂ vari passaggi del commissariamento della Capitale e soprattutto sui poteri – amplissimiÂ – che la Commissione Straordinaria potrÃ esercitare, con alcune riflessioni sulle possibilitÃ di vigilanza e di consultazione dei cittadini nelle scelte, non solo di ordinaria amministrazione, che si potrannoÂ operare.
A giorni scatterÃ il commissariamento della Capitale. Che probabilmente sarÃ molto piÃ¹ lungo del previsto e del prescritto, grazie al Giubileo. “Evento straordinario” e “rischi per l’ordine pubblico”:Â queste le due motivazioni con cui potrebbe essere giustificato unÂ rinvio delle elezioni comunali a Roma al 2017. Â CosÃ¬, qualunque cosa venga fuori dal processo di Mafia Capitale (inizia il 5 novembre), ci sarÃ tutto il tempo per i partiti tradizionali, a cominciare dal PD, perÂ lasciar decantare un situazione che oggi come oggi potrebbe vedere salire in Campidoglio un sindaco Cinquestelle. Adesso, dopo un primo periodo (massimo 90 giorni a partire dal 2 novembre) retto da un commissario prefettizio, Â verrÃ scelto l’uomo (o la donna) che governerÃ la cittÃ fino alle elezioni amministrative. Un soggetto nominato dal Governo (dal prefetto Gabrielli, sottoposto gerarchicamente al Ministro dell’Interno Alfano) che raccoglierÃ su di sÃ¨Â tutti i poteriÂ di Sindaco, Giunta e Assemblea (e la distinzione tra questi ambitiÂ Ã¨ fondamento eÂ garanziaÂ dell’esercizio democratico) e questi poteri non saranno solo amministrativi in senso stretto, cioÃ¨ di semplice gestione tecnica dellâ€™ente, maÂ anche politici. Pubblichiamo in calce una riflessione (del 2006, ma sempre attuale) sui poteri della Commissione Straordinaria, che pur non dovendo rispondere ai cittadini (al contrario di sindaco e consiglieri eletti) del perseguimento di un programma elettorale, devono comunqueÂ garantire lâ€™imparzialitÃ e lâ€™utilitÃ dellâ€™azione amministrativa da loro svolta. E se i commissari hanno diritti e poteri corrispondenti agli amministratori che sostituiscono, hannoÂ anche corrispondenti responsabilitÃ : sonoÂ tenuti cioÃ¨, per lâ€™azione amministrativa che non riguardi strettamente l’approvazione e l’adozione di atti o deliberazioni obbligatorie e previste come tali dalla legge, ma che si dispieghiÂ a seguito di una libera valutazione politica, cioÃ¨ discrezionale, a giustificare le loro scelte. In questo quadroÂ i cittadini, che con il commissariamento perdono la maggior parte delle occasioni di confrontoÂ con le istituzioni,Â Â Â possono appellarsi alle forme di consultazione diretta prevista dallâ€™art. 145 T.U, e comunque verificare tutti gli atti amministrativi che sono obbligatoriamente affissi allâ€™albo pretorio dellâ€™ente per quindici giorni consecutivi (gli atti saranno altresÃ¬ sottoponibili al vaglio del comitato regionale di controllo previsto dallâ€™art. 128 T.U.**). E, come nell’amministrazione ordinaria, ogniÂ singolo atto oÂ singola deliberazione che eventualmente dovessero ledere diritti soggettivi o interessi legittimi dei cittadini, potrenno essereÂ da questi impugnati nellaÂ sede ordinaria e amministrativa competente.
Come Carteinregola ci siamo sempre battuti contro il ricorso a poteri commissariali e straordinari, a partire da quelli per l’emergenza traffico e mobilitÃ , che, come ribadito ancora recentemente dall’Assessore alla LegalitÃ Alfonso Sabella, sono una cortina fumogena al riparo della quale spesso si perpetra l’aggiramento delle regole democratiche.
Ci impegneremo fino in fondo perchÃ¨ questo non accada.
Le dimissioni del sindaco sono regolate dallâ€™articolo 53 del Testo unico degli enti locali (Tuel).
Le dimissioni presentate dal sindaco al consiglio comunale diventano efficaci e irrevocabili dopo venti giorni dalla loro presentazione, periodo durante il quale il sindaco dimissionario puÃ² sempre ritirarle. Durante i venti giorni sindaco, giunta e consiglio hanno solo poteri di ordinaria amministrazione. Ignazio Marino ha presentato ufficialmente le sue dimissioni lunedÃ¬ 12 ottobre, per cui i 20 giorni scadono il 2 novembre.
Trascorso questo periodo, comincia la procedura di scioglimento del consiglio comunale e cessano tutte le cariche politiche (comunali e municipali) e decadono gli uffici di supporto allâ€™AmministrazioneÂ e gli incarichi a contratto. E’ disposto lo scioglimento del Consiglio comunale (art. 141 del D.Lgs. 267/2000).Â Il Prefetto Gabrielli nomina un commissario prefettizio che resta in carica massimo 90 giorni.
Il procedimento di scioglimento Ã¨ completato, entro novanta giorni, da un decretoÂ del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’Interno.
Durante questi tre mesi, sempre con decreto del presidente della repubblica, viene nominato un commissario straordinarioÂ i cui poteri sono quelli, sommati , dell’Assemblea capitolina, della Giunta e del SindacoÂ e quindi puÃ² compiere qualunque atto, sia di ordinaria sia di straordinaria amministrazione.
Il commissario ha il compito di amministrare il Comune fino allâ€™elezione del nuovo consiglio e del nuovo sindaco, da tenersi nel primo turno elettorale utile previsto dalla legge (di solito in primavera).
NOTA SUI MUNICIPI:> Vai all’articolo Ma i Municipi dovrebbero restare fino allâ€™inizio della campagna elettoraleâ€¦
da Altalex (articolo delÂ 04/10/2006) Chi vigila sullâ€™operato dei Commissari Straordinari di un Comune? di Carlo Crapanzano
Ma visto il lungo periodo (da dodici a ventiquattro mesi) nel quale i commissari straordinari esercitano le loro funzioni sostitutive, dobbiamo esaminare quali poteri hanno, se la loro attivitÃ Ã¨ sottoponibile a giudizio politico e chi controlla il loro operato.
A volere condividere lâ€™opinione della dottrina prevalente, il compito dei commissari straordinari, soprattutto nellâ€™ipotesi di amministrazioni sciolte per infiltrazioni mafiose, sarebbe quello di â€˜traghettareâ€™ lâ€™ente alle nuove elezioni amministrative e ripristinare la legalitÃ violata. Tuttavia, non deve negarsi che i commissari straordinari, nel sostituire gli amministratori, assumono pienamente i poteri di questi ultimi e questi poteri non saranno solo amministrativi in senso stretto, cioÃ¨ di semplice gestione tecnica dellâ€™ente, ma saranno anche politici.
Ad essere piÃ¹ chiari, dovremmo anzitutto distinguere se lâ€™azione dei commissari si limiterÃ alla adozione degli atti e delle deliberazioni obbligatorie previste dalla Legge (ad esempio lâ€™approvazione annuale del bilancio) o si estenderÃ anche alla adozione di atti che saranno tali per valutazione politica.
Ad esempio, il secondo comma dellâ€™art. 145 T.U. prevede che la commissione straordinaria, per far fronte a situazioni di gravi disservizi e per avviare la sollecita realizzazione di opere pubbliche indifferibili, entro il termine di sessanta giorni dall’insediamento, adotta un piano di prioritÃ degli interventi, anche con riferimento a progetti giÃ approvati e non eseguiti*. Gli atti relativi devono essere nuovamente approvati dalla commissione straordinaria. La relativa deliberazione, esecutiva a norma di legge, Ã¨ inviata entro dieci giorni al prefetto il quale, sentito il comitato provinciale della pubblica amministrazione opportunamente integrato con i rappresentanti di uffici tecnici delle amministrazioni statali, regionali o locali, trasmette gli atti all’amministrazione regionale territorialmente competente per il tramite del commissario del Governo, o alla Cassa depositi e prestiti, che provvedono alla dichiarazione di prioritÃ di accesso ai contributi e finanziamenti a carico degli stanziamenti comunque destinati agli investimenti degli enti locali.
Inoltre, si pensi ad esempio proprio alla approvazione del bilancio: la sua adozione annuale Ã¨ un obbligo di legge; il bilancio a sua volta sarÃ composto da una parte per cosÃ¬ dire vincolata (esempio gli stipendi del personale), e di una parte destinata a servizi e investimenti, la cui spesa Ã¨ sottoposta alla assoluta discrezionalitÃ del consiglio comunale sulla sua destinazione.
Gli amministratori eletti incarnano un potere politico perfettamente corrispondente al mandato ricevuto dai cittadini. Se un sindaco ha inserito ad esempio nel suo programma elettorale la costruzione di un monumento ai caduti, in sede di approvazione del bilancio chiederÃ alla sua maggioranza consiliare di predisporre le somme necessarie per tale costruzione. Nel caso vi siano invece i commissari straordinari, sono anchâ€™essi vincolati alla ottemperanza del programma elettorale del sindaco e dei consiglieri che sostituiscono? E se provvedono a una destinazione delle somme diversa dal programma dellâ€™ex sindaco, sono tenuti a rendere conto del perchÃ© della loro scelta?
Non vâ€™Ã¨ dubbio che non si possa limitare in alcun modo lâ€™attivitÃ dei commissari straordinari. Conseguentemente, essi non saranno affatto vincolati da precedenti programmi elettorali, ma devono svolgere il loro mandato in assoluta autonomia e nel conseguente rispetto delle leggi vigenti, non solo allo scopo di ripristinare legalitÃ eventualmente violate, ma esaltando lâ€™imparzialitÃ e lâ€™utilitÃ dellâ€™azione amministrativa da loro svolta.
Tuttavia, se i commissari hanno diritti e poteri corrispondenti agli amministratori che sostituiscono, avranno anche corrispondenti responsabilitÃ . Saranno tenuti cioÃ¨, per lâ€™azione amministrativa che svolgono a seguito di libera valutazione politica, a giustificare le loro scelte. Se ad esempio decidono di investire una certa somma per la costruzione di una strada invece che investirla per la costruzione di un monumento, pur se tale scelta Ã¨ assolutamente nel loro potere discrezionale e â€˜politicoâ€™, dovranno indicarne le motivazioni. La giustificazione dei motivi Ã¨ quello che intendiamo per â€˜potere politicoâ€™ e non solo gestione amministrativa.
Ne deriva che quando lâ€™azione amministrativa dei commissari straordinari si limiti alla approvazione e adozione di atti o deliberazioni obbligatorie e previste come tali dalla legge, il loro operato non potrÃ essere sottoposto a valutazione politica; ma se lâ€™azione amministrativa Ã¨ conseguenza di scelte autonome operate secondo la discrezionalitÃ che loro concede la legge, saranno sottoponibili a una valutazione senzâ€™altro politica, intesa come richiesta di giustificazione dellâ€™attivitÃ svolta.
Ne Ã¨ conseguenza che qualunque cittadino, associazione o partito politico possa senzâ€™altro esercitare legittimamente il proprio diritto di critica nei confronti dellâ€™operato dei commissari straordinari con i mezzi propri dei quali si avvale la politica stessa (dallâ€™articolo su quotidiani, al comizio di piazza e persino al volantinaggio). Eâ€™ anche vero che il quinto comma dellâ€™art. 145 T.U. prevede espressamente che la commissione straordinaria, allo scopo di acquisire ogni utile elemento di conoscenza e valutazione in ordine a rilevanti questioni di interesse generale si avvale, anche mediante forme di consultazione diretta, dell’apporto di rappresentanti delle forze politiche in ambito locale, dell’Anci, dell’Upi, delle organizzazioni di volontariato e di altri organismi locali particolarmente interessati alle questioni da trattare. Ma tale ultima previsione non fa che confermare la sottoponibilitÃ a giudizio politico dellâ€™azione dei commissari straordinari.
Se dovessimo dunque individuare un primo potere di controllo degli atti dei commissari straordinari, faremmo anzitutto riferimento alla pubblicitÃ data agli atti stessi mediante la loro affissione allâ€™albo pretorio dellâ€™ente per quindici giorni consecutivi; gli atti saranno altresÃ¬ sottoponibili al vaglio del comitato regionale di controllo previsto dallâ€™art. 128 T.U.
Non Ã¨ ben chiaro, invece, se il comitato di sostegno e di monitoraggio dell’azione delle commissioni straordinarie previsto dal secondo comma dellâ€™art. 144 T.U. abbia una funzione di controllo sullâ€™operato dei commissari straordinari.
Se ne occupa in particolare la Legge 459/1995, che perÃ² fa riferimento allâ€™art. 15-bis della legge 19 marzo 1990, n. 55, a sua volta abrogato dall’art. 274 del T.U. Secondo opinione comune in dottrina, nonostante la abrogazione suddetta, rimane in vigore la Legge 459/1995 e quindi il comitato. Lâ€™attivitÃ del comitato consisterebbe nella raccolta ed elaborazione dei dati ed attivitÃ di studio e di rilevazione finalizzati a coordinare la gestione dei comuni (art. 3 primo comma legge 459/1995).
Lâ€™attivitÃ di sostegno di cui allâ€™art. 4 della Legge 459/1995 consisterebbe soprattutto nella consulenza tecnico-giuridica e gestionale; nellâ€™attivitÃ di coordinamento dei lavori delle commissioni straordinarie al fine di determinare una linea unitaria di intervento negli enti disciolti, attraverso riunioni periodiche dei componenti delle commissioni stesse; in incontri informativi con i componenti delle commissioni straordinarie al fine di determinare una linea unitaria di intervento in tema di gestione del personale e di finanza locale nonchÃ© delle ulteriori problematiche di rilievo che scaturiranno dall’applicazione dei nuovi provvedimenti legislativi; in interventi presso pubbliche amministrazioni centrali e regionali per accelerare le procedure amministrative degli enti disciolti e dei comuni riportati a gestione ordinaria e dirimere gli eventuali conflitti insorti.
Lâ€™attivitÃ di monitoraggio di cui allâ€™art. 5 sarebbe invece diretta a fornire elementi di supporto alla attivitÃ di sostegno di cui all’art. 3 ed ai fini della determinazione dei criteri per le relazioni di cui al successivo art. 7 nonchÃ© per studi e relazioni di carattere generale a contenuto statistico, e consiste nella raccolta delle informazioni relative ai servizi ed alle attivitÃ svolte dai comuni di cui all’art. 1 ed assunte mediante gli schemi informativi predisposti a cura dello stesso Comitato. Il monitoraggio viene effettuato mediante rilevazioni con cadenza semestrale per tutta la durata del periodo di commissariamento e per i comuni restituiti a gestione ordinaria, il periodo di monitoraggio ha una durata pari a quella del commissariamento.
Come si vede, Ã¨ quantomeno arduo ritenere che lâ€™azione del comitato possa definirsi di controllo sullâ€™attivitÃ dei commissari straordinari, soprattutto con riferimento alla parte â€˜politicaâ€™ della loro gestione.
Ciononostante, vi Ã¨ un caso, che apparentemente potrebbe risultare paradossale, nel quale puÃ² essere â€˜commissariataâ€™ la commissione straordinaria. Eâ€™ quanto previsto dallâ€™at. 137 T.U. il quale, seppure si riferisca espressamente al caso di amministratori eletti regolarmente, puÃ² senzâ€™altro essere estesa alla commissione straordinaria.
Esso prevede che, con riferimento alle funzioni e ai compiti spettanti agli enti locali, in caso di accertata inattivitÃ che comporti inadempimento agli obblighi derivanti dall’appartenenza alla Unione europea o pericolo di grave pregiudizio agli interessi nazionali, il Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro competente per materia, assegna all’ente inadempiente un congruo termine per provvedere. Decorso inutilmente tale termine, il Consiglio dei Ministri, sentito il soggetto inadempiente, nomina un commissario che provvede in via sostitutiva.
Si perdoni il gioco di parole, ma se la commissione straordinaria puÃ² essere commissariata, ciÃ² conferma che la sua attivitÃ , sia in senso strettamente tecnico che â€˜politicoâ€™, Ã¨ sempre sottoponibile a controllo e critica politica. Per questâ€™ultimo caso, essa dovrÃ rendere conto anzitutto ai cittadini sottoposti alla sua amministrazione, ne piÃ¹ e nÃ© meno degli amministratori che sta sostituendo.
Â * Dispositivo dell’art. 145 Testo Unico degli Enti Locali
2. Nel procedimento relativo all’adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive devono essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalitÃ stabilite dallo statuto, nell’osservanza dei princÃ¬pi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241.
3. Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonchÃ© procedure per l’ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresÃ¬, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere, altresÃ¬, previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.
5. Lo statuto, ispirandosi ai princÃ¬pi di cui alla legge 8 marzo 1994, n. 203 e al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, promuove forme di partecipazione alla vita pubblica locale dei cittadini dell’Unione europea e degli stranieri regolarmente soggiornanti.
(1) Per le nuove disposizioni in materia di cittÃ metropolitane, province e unioni e fusioni di comuni, vedi la L. 7 aprile 2014, n. 56.
(2)Â Art. 144 (1)
1. Con il decreto di scioglimento di cui all’articolo 143 Ã¨ nominata una commissione straordinaria per la gestione dell’ente, la quale esercita le attribuzioni che le sono conferite con il decreto stesso. La commissione Ã¨ composta di tre membri scelti tra funzionari dello Stato, in servizio o in quiescenza, e tra magistrati della giurisdizione ordinaria o amministrativa in quiescenza. La commissione rimane in carica fino allo svolgimento del primo turno elettorale utile.
2. Presso il Ministero dell’interno Ã¨ istituito, con personale della amministrazione, un comitato di sostegno e di monitoraggio dell’azione delle commissioni straordinarie di cui al comma 1 e dei comuni riportati a gestione ordinaria.
3. Con decreto del Ministro dell’interno, adottato a norma dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (3), sono determinate le modalitÃ di organizzazione e funzionamento della commissione straordinaria per l’esercizio delle attribuzioni ad essa conferite, le modalitÃ di pubblicizzazione degli atti adottati dalla commissione stessa, nonchÃ© le modalitÃ di organizzazione e funzionamento del comitato di cui al comma 2.
(3) Art. 17 commaÂ 3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autoritÃ sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di piÃ¹ Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessitaâ€™ di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.
1. Per l’esercizio del controllo di legittimitÃ Ã¨ istituito, con decreto del presidente della Giunta regionale, il comitato regionale di controllo sugli atti dei comuni e delle province.
2. Sono disciplinate con legge regionale l’elezione, a maggioranza qualificata dei componenti del comitato regionale di controllo di cui all’articolo 130, comma 1, lettera a), e comma 2, prima parte, la tempestiva sostituzione degli stessi in caso di morte, dimissioni, decadenza per reiterate assenze ingiustificate o incompatibilitÃ sopravvenuta, nonchÃ© per la supplenza del presidente.
3. La legge regionale puÃ² articolare il comitato in sezioni per territorio o per materia, salvaguardando con forme opportune l’unitarietÃ di indirizzo. A tal fine la Regione, in collaborazione con gli uffici del comitato, cura la pubblicazione periodica delle principali decisioni del comitato regionale di controllo con le relative motivazioni di riferimento.
I Consigli dei Municipi sono eletti contemporaneamente allâ€™Assemblea Capitolina, anche nel caso di scioglimento anticipato della medesima; restano in carica per la durata del mandato dellâ€™Assemblea Capitolina; esercitano le loro funzioni sino alla elezione dei nuovi, limitandosi, dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, ad adottare gli atti urgenti e improrogabili.
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Ultima risposta il 13 ottobre 2015
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