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Timestamp: 2019-12-09 18:45:46+00:00
Document Index: 82686024

Matched Legal Cases: ['art. 52', 'art. 44', 'art. 54', 'art. 33', 'art. 35', 'art. 56']

Dei beni pubblici destinati alla navigazione | Studio Celentano
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L’amministrazione della marina mercantile regola l’uso del demanio marittimo e vi esercita la polizia.
Le contestazioni che sorgono nel corso della delimitazione sono risolte in via amministrativa dal direttore marittimo, di concerto con l’intendente di finanza, con provvedimento definitivo. In caso di accordo di tutte le parti interessate il provvedimento del direttore marittimo dà atto nel relativo processo verbale dell’accordo intervenuto.
Quando per necessità dei pubblici usi del mare occorra comprendere nel demanio marittimo zone di proprietà privata di limitata estensione e di lieve valore ad esso adiacenti, ovvero i depositi e gli stabilimenti menzionati nell’art. 52, la dichiarazione di pubblico interesse per l’espropriazione Ë fatto con decreto del Ministro per le comunicazioni, di concerto con il ministro per le finanze.
Con provvedimento del Ministro per le comunicazioni, su richiesta dell’amministrazione interessata determinate parti del demanio marittimo possono essere destinate ad altri usi pubblici, cessati i quali riprendono la loro destinazione normale.
L’amministrazione marittima, compatibilmente con le esigenze del pubblico uso, puÚ concedere l’occupazione e l’uso, anche esclusivo, di beni demaniali e di zone di mare territoriale per un determinato periodo di tempo.
Nel caso di pi~ domande di concessione, Ë preferito il richiedente che offra maggiori garanzie di proficua utilizzazione della concessione e si proponga di avvalersi di questa per un uso che, a giudizio dell’amministrazione, risponda ad un pi~ rilevante interesse pubblico.
Qualora ne riconosca l’urgenza, l’autorità marittima puÚ, su richiesta dell’interessato, consentire, previa cauzione, la immediata occupazione e l’uso di beni del demanio marittimo, nonchÈ l’esecuzione dei lavori all’uopo necessari, a rischio del richiedente, purchÈ questo si obblighi ad osservare le condizioni che saranno stabilite nell’atto di concessione.
La misura del canone Ë determinata dall’atto di concessione.
Qualora l’utilizzazione di beni del demanio marittimo da parte del concessionario venga ad essere ristretta per effetto di preesistenti diritti di terzi, al concessionario non Ë dovuto alcun indennizzo, ma si fa luogo a un’adeguata riduzione del canone, salva la facoltà prevista nel primo comma dell’art. 44.
Art. 41 (Costituzione d’ipoteca)
Il concessionario puÚ, previa autorizzazione dell’autorità concedente, costituire ipoteca sulle opere da lui costruite sui beni demaniali.
Nelle concessioni che hanno dato luogo a costruzione di opere stabili l’amministrazione marittima, salvo che non sia diversamente stabilito, Ë tenuta a corrispondere un indennizzo pari al rimborso di tante quote parti del costo delle opere quanti sono gli anni mancanti al termine di scadenza fissato. In ogni caso l’indennizzo non puÚ essere superiore al valore delle opere al momento della revoca, detratto l’ammontare degli effettuati ammortamenti.
Qualora una domanda di concessione di beni del demanio marittimo risulti incompatibile con una concessione precedentemente fatta per uso di meno rilevante interesse pubblico, la concessione precedente puÚ essere revocata con decreto reale, previo parere del consiglio di Stato, fermo il disposto degli ultimi due comma dell’articolo precedente.
Se l’utilizzazione Ë resa totalmente impossibile la concessione si estingue.
Quando, per cause naturali, i beni del demanio marittimo concessi subiscono modificazioni tali da restringere l’utilizzazione della concessione, il concessionario ha diritto ad una adeguata riduzione del canone. Qualora le cause predette cagionino modificazioni tali nella consistenza dei beni da rendere impossibile l’ulteriore utilizzazione della concessione, questa si estingue.
In caso di vendita o di esecuzione forzata, l’acquirente o l’aggiudicatario di opere o impianti costruiti dal concessionario su beni demaniali non puÚ subentrare nella concessione senza l’autorizzazione dell’autorità concedente.
In caso di morte del concessionario gli eredi subentrano nel godimento della concessione, ma devono chiederne la conferma entro sei mesi, sotto pena di decadenza. Se, per ragioni attinenti all’idoneità tecnica od economica degli eredi, la amministrazione non ritiene opportuno confermare la concessione, si applicano le norme relative alla revoca.
L’amministrazione puÚ dichiarare la decadenza del concessionario:
Nel caso di cui alla lettera a) e b) l’amministrazione puÚ accordare una proroga al concessionario. Prima di dichiarare la decadenza, l’amministrazione fissa un termine entro il quale l’interessato puÚ presentare le sue deduzioni.
In quest’ultimo caso, l’amministrazione, ove il concessionario non esegua l’ordine di demolizione, puÚ provvedervi di ufficio ai termini dell’art. 54.
Art. 50 (Disciplina dell’uso di beni demaniali)
Salve le disposizioni relative a speciali gestioni di apparecchi meccanici di carico e scarico e di magazzini di proprietà dello Stato, nelle località dove sia riconosciuto opportuno, il capo di compartimento regola la destinazione e l’uso di aree e di pertinenze demaniali per il carico, lo scarico e la temporanea sosta di merci o di materiali per un periodo di tempo eccedente quello necessario alle ordinarie operazioni portuali e ne determina i canoni relativi.
Nell’ambito del demanio marittimo e del mare territoriale, l’estrazione e la raccolta di arena, alghe, ghiaia o altri materiali Ë sottoposta alla concessione del capo del compartimento.
Le concessioni per l’impianto e l’esercizio di depositi e stabilimenti, i quali siano situati anche soltanto in parte entro i confini del demanio marittimo o del mare territoriale, ovvero siano comunque collegati al mare, a corsi d’acqua o canali marittimi, sono fatte a norma delle disposizioni del presente titolo. Per l’impianto e l’esercizio di stabilimenti o di depositi costieri di sostanze infiammabili o esplosive Ë richiesta inoltre l’autorizzazione del Ministro per le comunicazioni.
L’impianto e l’esercizio dei depositi e stabilimenti predetti sono sottoposti alle disposizioni di polizia stabilite dall’autorità marittima. L’impianto e l’esercizio dei depositi e stabilimenti di cui al secondo comma sono sottoposti inoltre alle speciali disposizioni in materia.
Presso ogni ufficio di compartimento Ë tenuto, nelle forme stabilite dal regolamento, un registro dei diritti sulle zone di demanio marittimo comprese nell’ambito della circoscrizione.
L’esecuzione di nuove opere entro una zona di trenta metri del demanio marittimo o dal ciglio dei terreni elevati sul mare Ë sottoposta all’autorizzazione del capo del compartimento.
Per ragioni speciali, in determinate località l’estensione della zona entro la quale l’esecuzione di nuove opere Ë sottoposta alla predetta autorizzazione puÚ essere determinata in misura superiore ai trenta metri, con decreto reale, previo parere del Consiglio di Stato.
L’autorizzazione non Ë richiesta quando le costruzioni sui terreni prossimi al mare sono previste in piani regolatori o di ampliamento già approvati dall’autorità marittima.
Quando siano abusivamente eseguite nuove opere entro la zona indicata dai primi due comma del presente articolo, l’autorità marittima provvede ai sensi dell’articolo precedente.
Art. 56 (Competenza dell’amministrazione della navigazione interna)
Nelle zone dei porti e approdi muniti di opere stabili, adibiti al pubblico servizio della navigazione interna sui laghi, fiumi e canali, l’amministrazione della navigazione interna esercita la polizia e regola l’uso delle opere, degli impianti e delle altre pertinenze ivi esistenti.
I limiti delle predette zone portuali sono fissati con decreto del Ministro per le comunicazioni, di concerto con i Ministri per le finanze e per i lavori pubblici e, quando si tratti di opere costruite dalle amministrazioni comunali e provinciali, col Ministro per l’interno.
Per la dichiarazione di pubblico interesse prevista dall’art. 33 e per l’esclusione di zone demaniali a norma dell’art. 35 si ha riguardo alle necessità del pubblico servizio del porto o dell’approdo.
Per le concessioni e per l’utilizzazione in genere di beni compresi nelle zone portuali da parte di altre amministrazioni dello Stato per fini non attinenti al servizio della navigazione, Ë richiesto il consenso dell’amministrazione della navigazione interna.
Le concessioni per l’impianto e per l’esercizio di depositi e stabilimenti, situati anche soltanto in parte entro i confini delle zone portuali ovvero collegati alle vie navigabili di cui all’art. 56, sono fatte dall’amministrazione della navigazione interna con le norme di cui all’articolo precedente.
L’impianto e l’esercizio di stabilimenti o di depositi di sostanze infiammabili o esplosive sono sottoposti alle speciali disposizioni ad essi relative oltre che a quelle dei due comma precedenti. Per tale impianto ed esercizio Ë richiesta la autorizzazione del Ministro per le comunicazioni.
L’esecuzione e la manutenzione delle opere portuali e delle altre opere idrauliche sulle sponde dei laghi, fiumi e canali e sulle zone retrostanti, nonchÈ la vigilanza sulle opere stesse sono di competenza del Ministero dei lavori pubblici Dei beni pubblici destinati alla navigazione