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Timestamp: 2020-07-12 16:52:38+00:00
Document Index: 58676804

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Consumi idrici eccessivi a causa di aria nei tubi. Responsabile il Comune
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Cattivo funzionamento dei contatori che interferiscono con il corretto rilevamento dei consumi. Cosa succede se ad erogare il...
Avv. Leonarda Colucci - Foro di Brindisi
La vicenda. Alcuni cittadini citano in appello il comune di Catania, impugnando la sentenza di primo grado, ribadendo di essere utenti dell'amministrazione in forza di singoli contratti di somministrazione di acqua potabile e lamentando l'errata quantificazione dei consumi.
Secondo gli utenti, i consumi eccessivi e l'aumento spropositato dell'importo delle bollette, era addebitabile ad una inesatta misurazione dell'acqua dato che i contatori registravano anche il passaggio dell'aria presente nella conduttura.
Tale circostanza era stata già accertata dal Comune, tanto che nel primo grado di giudizio era stato chiesto dagli utenti che il Tribunale ordinasse all'ente di porre in essere tutti gli accorgimenti necessari per eliminare l'inconveniente, nonché a provvedere all'annullamento delle bollette ed alla restituzione agli utenti delle somme indebitamente percepite.
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Il giudizio di primo grado si è concluso con la rideterminazione forfettaria del consumo stabilendo il consumo pro capite di 50 mc annui effettuando il ricalcolo sulla base del numero dei componenti del nucleo familiare di ogni utenza, la pronuncia inoltre ha accolto la domanda degli utenti che hanno effettivamente pagato somme superiori rispetto ai consumi effettivi, mentre d'altro canto ha dichiarato il difetto di giurisdizione limitatamente alla domanda volta ad ottenere la condanna del Comune all'adozione degli accorgimenti necessari ad evitare che i contatori continuassero a misurare erroneamente i consumi.
Gli utenti, non soddisfatti dell'esito del giudizio di primo grado, hanno impugnato la sentenza contestando la decisione del Tribunale nella parte in cui ha dichiarato il proprio difetto di giurisdizione.
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La decisione. La Corte d'appello di Catania ha accolto parzialmente i motivi a fondamento dell'impugnazione della sentenza di primo grado, dichiarando fondato quello con cui gli appellanti contestano al Tribunale di aver erroneamente dichiarato il proprio difetto di giurisdizione limitatamente alla domanda volta ad ottenere la condanna del Comune all'adozione degli accorgimenti necessari che avrebbero evitato ai contatori di registrati consumi idrici non effettivi. (Corte d'appello di Catania, I sez. civ., 7.3.2018, n. 527).
A tal riguardo la Corte d'appello ha chiarito che il Tribunale abbia "…. erroneamente ritenuto che la domanda degli attori andasse ad incidere su scelte organizzative del Comune …., poiché in realtà essi non hanno chiesto la rimodulazione dei canoni di utenza, né la riduzione della tariffa applicata rispetto al servizio erogato, ma diversamente, sul presupposto dell'errata registrazione dei consumi hanno insistito affinchè, fermi restando i criteri di pagamento fissati dalla convenzione, si procedesse alla rideterminazione dei consumi attribuiti sulla base dell'acqua effettivamente erogata, applicando comunque le tariffe vigenti".
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A tal proposito il giudice di secondo grado ha precisato che è del tutto inappropriato il precedente giurisprudenziale menzionato dall'appellato (Comune), ove nel caso giunto all'esame della Cassazione si disputava sul potere dell'amministrazione di determinarsi e di scegliere, nell'esercizio del proprio potere autoritativo, l'ammontare delle tariffe da applicare agli utenti. (Cass. civ. 10.9.2004 n. 18263)
Nel caso di specie, invece, gli utenti non hanno contestato alcunché in merito alle tariffe per i consumi idrici applicate dal Comune agli utenti, ma si sono limitati a chiedere l'applicazione delle stesse in base ai consumi effettivi di acqua.
Dopo aver chiarito tale aspetto, infatti, la sentenza evidenzia che la domanda degli utenti non incide in alcun modo sulle scelte discrezionali dell'ente pubblico, ma attiene esclusivamente alla ridefinizione del quantum sotto il profilo meramente contrattuale.
A tal proposito, è bene ricordare, che nell'ambito del rapporto oggetto di esame (contratto di somministrazione di acqua), il Comune ha scelto di svolgere il servizio in regime privatistico di conseguenza la Pubblica amministrazione può essere condannata ad un facere "… tutte le volte che al giudice ordinario sia chiesto di eliminare un pregiudizio arrecato da un comportamento della stessa ad un diritto fondamentale di un privato" (Cass. 25.2.1999 n. 1636).
Pertanto considerato che il Comune, come già detto, nell'erogazione del servizio idrico svolge attività privatistica soggetta al rispetto del principio del neminem laedere il giudice ordinario ha piena facoltà di ordinare all'ente di adottare gli accorgimenti necessari per consentire una corretta registrazione dei consumi idrici. (Cass. 26.7.2016 15427; Cass. 12.7.2016 n. 4180; Cass. 1.7.2002 n. 9557)
Ora tenendo conto che il Comune è contrattualmente obbligato a registrare correttamente i consumi, e che nel corso del giudizio è emerso chiaramente un vizio nella loro determinazione, il Comune è stato condannato ad adottare gli accorgimenti tecnici necessari per il corretto accertamento del consumo idrico riportati dagli utenti.
La sentenza della Corte d'appello di Catania giunge a tale conclusione evidenziando che la condanna del Comune alla corretta rilevazione dei consumi idrici deve essere interpretata nel senso di un riequilibrio delle posizioni contrattuali e di una gestione del rapporto contrattuale (somministrazione dell'acqua) ispirato ai canoni di correttezza e buona fede.
Il consumatore è obbligato al pagamento se non dimostra la mancata lettura dei consumi.
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Consumi idrici eccessivi a causa di aria nei tubi: Comune condannato ad adottare gli accorgimenti...
Cristina giovedì 21 giugno 2018 alle ore 15:29
Ho segnalato innumerevoli irregolarità direttamente alla spa che fornisce acqua registrando dati e spedendomi bollette e che è correlata con il comune perché le nomine del cda vengono fatte in base agli orientamenti politici del momento, mi hanno risposto a metà ed alla mia proposta di chiusura della questione hanno fatto scena muta perché la spa e' corrotta (propongo il rimborso totale bollette perché tutte false) così ho interessato l'ATo di riferimento ufficio tutela utenti.
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