Source: http://asdamc.it/sicurezzasullavoro.htm
Timestamp: 2019-08-20 12:40:49+00:00
Document Index: 175265746

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 21', 'art. 3', 'art. 29', 'art. 4', 'art. 4']

Albo operatori abilitati all'utilizzo del DAE
Obblighi delle ASD per la Sicurezza
Le principali norme cogenti che impattano sulla sicurezza nei luoghi di lavoro in cui si praticano attività sportive sono essenzialmente due:
1) Norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi (D.M. Interno 18.30.1996 integrato dal D.M. 6.6.2005)
2) Tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs 81/08 del 9.04.2008 integrato e corretto dal D.Lgs 106/09 del 3 agosto 2009)
La prima norma è competenza del “proprietario” dell’impianto sportivo che deve comunque garantire al “Gestore” dello stesso (nel caso in cui si tratta di figure giuridiche diverse) la tracciabilità di tutta la documentazione relativa alla conformità legislativa della struttura e degli annessi impianti (es. agibilità, dichiarazione di conformità degli impianti, denunce e verifica degli impianti di messa a terra e scarche atmosferiche,...) Tale documentazione deve essere inoltre resa disponibile in fase di “audit” iniziale e periodico della sicurezza da parte del gestore.
La seconda norma cogente (D.Lgs. 81/08 s.m.i.) è di competenza del Gestore e/o dell’Associazione Sportiva che deve garantire il rispetto della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. L’art. 3 del D.Lgs. 81/08 s.m.i. al paragrafo 1 così recita: “Il presente decreto legislativo si applica a tutti i settori di attività, privati e pubblici, e a tutte le tipologie di rischio”. Lo stesso art. 3 nel prosieguo individua attività specifiche che, sulla base di “... particolari esigenze connesse al servizio espletato o alla peculiarità organizzativa ...”, richiedono una applicazione nel rispetto anche di altre leggi e/o decreti.
Poiché in questo articolo non vengono citate le attività sportive ad esse si applicano unicamente gli articoli del D.Lgs. 81/08.
In ORDINE CRONOLOGICO questi sono gli obblighi che devono essere assolti dalle Associazioni
Sportive nell’ambito del D.Lgs. 81/08
Individuazione del “Datore di Lavoro” nella figura del Presidente o del Delegato nominato dal Consiglio Direttivo, o dal Socio nominato dall’Assemblea del Soci, e comunque in funzione della specifica organizzazione. Con il termine DATORE DI LAVORO l’art. 2 comma b del D.Lgs. 81/08 così recita: “datore di lavoro”: il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l’assetto dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa.
Designazione del “Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione” (RSPP)che può identificarsi anche con il “Datore di Lavoro”. L’art. 2 comma f del D.Lgs. 81/08 s.m.i. così recita: “Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione”: persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all’articolo 32 designata dal Datore di Lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi.
Individuazione dei Preposti nelle persone che sovrintendono all’attività lavorativa e ne controllano la corretta esecuzione. Ad esempio l’allenatore e/o l’istruttore è un preposto.
Individuazione dei “lavoratori” delle “attività sportive” delle Associazioni Sportiveai sensi dell’art. 2 e art. 3 del D.Lgs. 81/08 l’art. 2 comma a del D.Lgs. 81/08 così recita: “lavoratore”: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari...
I Lavoratori possono essere dipendenti, (istruttori/allenatori,...), ovvero lavoratori subordinati, atleti dilettanti (subordinati di fatto) e volontari.
Nell’ambito delle società sportive esiste anche il lavoratore che opera come “attività di volontariato”. L’attività di volontariato è disciplinata dalla legge 266/91 (legge quadro sul volontario) la quale prevede all’art. 2 che “..per attività di volontariato deve intendersi quella prestata in modo personale spontaneo e gratuito, tramite l’organizzazione di cui il volontario fa parte, senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà”.
Il comma successivo così recita: “l’attività di volontariato non può essere retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario. Al volontario possono essere soltanto rimborsate dall’organizzazione di appartenenza le spese effettivamente sostenute per l’attività prestata, entro i limiti preventivamente stabiliti dalle organizzazioni stesse”.
Pertanto il Volontario di una Associazione Sportiva è un SOGGETTO OBBLIGATO (ai sensi dell’art. 21 del D.Lgs. 81/08) e quindi non SOGGETTO A TUTELA. L’unica “tutela” è data dall’art. 3 comma 12 bis. L’articolo prevede che “ove il volontario svolga la propria prestazione nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro, questi è tenuto a fornire al volontario dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti negli ambienti in cui è chiamato ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività”. Egli è altresì tenuto ad adottare le misure utili ad eliminare o, ove ciò non sia possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze tra la prestazione del volontario e altre attività che si svolgano nell’ambito della medesima organizzazione.
Elezione interna del “Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza” (RLS)
o individuazione a livello territoriale o “comparto sportivo” secondo gli artt. 57 e 48 del D.Lgs. 81/08.
Eventuale nomina del “Medico Competente”
in funzione della “tipologia di rischio” presente nell’ambito dell’attività svolta
Individuazione dei soggetti con compiti speciali:
“primo soccorso”, “gestione emergenze”, “addetti antincendio”
Valutazione dei Rischi e redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).
Ai sensi dell’art. 29 comma 1 “...il Datore di Lavoro (DL) effettua la valutazione ed elabora il documento ...” (DVR) ma i DL che occupano fino a 10 lavoratori possono autocertificare
l’effettuazione della valutazione dei rischi. Ai fini della determinazione del numero dei lavoratori si veda l’art. 4 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i. Tale articolo precisa che: “...ai fini della determinazione del NUMERO dal quale il presente D.Lgs. fa discendere particolari obblighi non sono computati: i collaboratori familiari, i tirocinanti, gli allievi di istituti e università, i lavoratori assunti con contratto a t.d. per sostituzioni, i lavoratori che svolgono prestazioni occasionali di tipo accessorio, i lavoratori di cui alla legge n. 877 del 18.12.1973, i volontari, i lavoratori utilizzati nei lavori socialmente utili, i lavoratori autonomi, i collaboratori coordinati e continuativi e i lavoratori a progetto ... ove la loro attività non sia svolta in forma esclusiva a favore del committente, i lavoratori in prova. Quindi fino a 10 lavoratori computati secondo l’art. 4 del D.Lgs. 81/08 s.m.i., il Datore di Lavoro, sotto la sua responsabilità, “...autocertifica di aver valutato i rischi per la sicurezza e salute dei lavoratori sui luoghi di lavoro...” allegando TUTTA la documentazione atta a dimostrare quanto dichiarato.
Messa in sicurezza dei “luoghi di lavoro”
(attrezzature, impiantistica, arredi, dotazioni antincendio, ecc.) Informazione, formazione e addestramento degli operatori addetti alle attività sportive.
Prima di avviare le attività per assolvere agli obblighi legislativi è importante conoscere TUTTE le norme cogenti e/o volontarie che interessano la specifica Associazione Sportiva e che possono quindi impattare sulla redazione del DVR e prima ancora sulla valutazione dei rischi. Si ricorda che il Responsabile dell’Associazione Sportiva, indipendentemente dalla presenza o meno di lavoratori, è soggetto alla disciplina degli artt. 2043 e 2050 del Codice Civile ed è quindi personalmente responsabile della tutela di tutte le persone presenti nell’impianto sportivo e quindi compresi gli atleti dilettanti (definiti con il D.M. 17.12.2004).
Ad ESEMPIO nel settore degli sport invernali c’è il D.M. 20.12.2005 relativo alla “segnaletica che deve essere apposta nelle aree sciabili attrezzate” e c’è la “legge sulla Sicurezza delle Piste” approvata il 14.01.2009 dal Consiglio Regionale del Piemonte; per le discipline sportive che si svolgono in ambienti confinati (palestre) si veda la “Linea Guida per la tutela e la promozione della salute negli ambienti confinati del Ministero della Sanità (2001)”; per l’arrampicata sportiva le norme relative ai dispositivi anticaduta, agli assorbitori di energia, ai DPI contro le cadute dall’alto (UNI EN 353/355/358/365...).
Per gli sport in piscina si veda la norma relativa ai “requisiti degli impianti di circolazione, trattamento, disinfezione e qualità delle acque di piscina”, “requisiti di sicurezza delle attrezzature”, “requisiti di sicurezza per immersione” ecc.(tutte norme UNI EN ...); ecc.
Se il GESTORE si avvale di lavoratori subordinati e/o subordinati di fatto e/o lavoratori autonomi deve assolvere agli adempimenti del D.Lgs. 81/08 s.m.i. Per le Associazioni Sportive che utilizzano palestre e/o impianti durante l’attività di preparazione, allenamento e agonismo il GESTORE deve predisporre una gestione documentale di prerequisiti ai luoghi, alle attrezzature nonché ai rischi residui.
Dopo la raccolta di tutte le norme si deve procedere a valutare la specificità dell’Associazione Sportiva (luoghi di attività/lavoro al chiuso e all’aperto, processo di erogazione dell’attività sportiva, coinvolgimento di atleti dilettanti, presenza o meno di spettatori, automezzi per spostamenti, attrezzature specifiche ecc.). Al termine di questa valutazione si possono elencare i fattori di rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori nonché definire i fattori ergonomici, organizzativi e gestionali da sviluppare per garantire la sicurezza non solo degli stessi lavoratori ma anche delle terze parti interessate.
ASD Attività Motorie e Culturali
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