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Timestamp: 2020-07-05 01:09:46+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 2697', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 360', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 19976 del 05/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19976 del 05/10/2016
Cassazione civile sez. VI, 05/10/2016, (ud. 15/07/2016, dep. 05/10/2016), n.19976
sul ricorso 21834/2013 proposto da:
T.M., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DELLA BALDUINA
66, presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE SPAGNUOLO, che lo
avverso la sentenza n. 251/9/2012 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE DI NAPOLI SEZIONE DISTACCATA di SALERNO del 07/03/2012,
15/07/2016 dal Consigliere Relatore Dott LUCIO NAPOLITANO.
Con sentenza n. 251/9/12, depositata il 6 luglio 2012, non notificata, la CTR della Campania – sezione staccata di Salerno – ha accolto l’appello proposto dal Dott. T.M. nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, Direzione provinciale di Salerno, per la riforma della sentenza di primo grado della CTP di Salerno, che aveva invece rigettato il ricorso del contribuente avverso il silenzio – rifiuto dell’Ufficio sull’istanza di rimborso che il T. aveva presentato per l’Irap versata negli anni dal (OMISSIS).
Avverso la pronuncia della CTR l’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione, affidato ad un solo motivo, al quale il contribuente resiste con controricorso.
Con l’unico motivo l’Amministrazione ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 2, comma 1 e art. 3, nonchè dell’art. 2697 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, nella parte in cui la sentenza impugnata ha escluso la sussistenza del presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione riguardo all’attività svolta dal professionista, medico di base convenzionato con il SSN.
Il ricorso, così come proposto, è inammissibile.
L’Amministrazione ricorrente si è limitata a denunciare il vizio di violazione o falsa applicazione di norme diritto nel quale, a suo dire, sarebbe incorsa l’impugnata pronuncia, senza in alcun modo censurare, per vizio di motivazione, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, nella formulazione applicabile ratione temporis al presente giudizio, avente ad oggetto ricorso per cassazione avverso sentenza della CTR depositata il 6 luglio 2012, l’accertamento in fatto compiuto dal giudice di merito, ad esso riservato, circa la sussistenza degli elementi che consentano di ritenere non sussistente il requisito dell’autonoma organizzazione, che costituisce il presupposto impositivo dell’Irap, che ha portato, in particolare, per quanto qui rileva, la CTR ad affermare che l’attività viene svolta dal contribuente “senza impiego di capitali altrui e di lavoro dipendente, con modalità assolutamente personalì e che “gli unici beni strumentali impiegati sono costituiti da personal computer, autovettura, cellulare e attrezzatura di lavoro”.
Tale accertamento di fatto, non censurato, come unicamente possibile in sede di legittimità, per carenza o illogicità della motivazione, risulta, pertanto, ormai intangibile, essendo la valutazione degli elementi probatori attività istituzionalmente riservata al giudice di merito (tra le molte, cfr. Cass. sez. 6-5, ord. 26 gennaio 2015, n. 1414; Cass. sez. 2, 17 novembre 2005, n. 23286).
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente alla rifusione in favore del controricorrente delle spese del presente giudizio di legittimità, che liquida in Euro 200,00 per esborsi ed in Euro 3500,00 per compenso, oltre rimborso spese forfettarie ed accessori, se dovuti.