Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-12408-del-17-05-2017
Timestamp: 2020-04-02 04:11:08+00:00
Document Index: 167089764

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 12408 del 17/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12408 del 17/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 17/05/2017, (ud. 22/03/2017, dep.17/05/2017), n. 12408
sul ricorso 12933-2016 proposto da:
D.S.G.A., elettivamente domiciliata in ROMA,
ANGELO STEFANORI, che lo rappresenta e difende;
C.A., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA BALDO DEGLI
UBALDI 250, presso lo studio dell’avvocato MARCELLO CORRIMI, che la
avverso la sentenza n. 6563/2015 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio, non
D.S.G.A. propone ricorso per cassazione contro C.A., che resiste con controricorso, avverso la sentenza della corte di appello di Roma che ha rigettato il gravame a sentenza del tribunale di Velletri, sezione di Frascati, che, a sua volta, aveva rigettato la domanda di usucapione in mancanza di prova.
La ricorrente denunzia, col primo motivo, violazione degli artt. 1140 e 1158 c.c. e, col secondo, degli artt. 115 e 246 c.p.c..
Per la configurabilità del possesso “ad usucapionem”, è necessaria la sussistenza di un comportamento continuo, e non interrotto, inteso inequivocabilmente ad esercitare sulla cosa, per tutto il tempo all’uopo previsto dalla legge, un potere corrispondente a quello del proprietario o del titolare di uno “ius in re aliena” (ex plurimis Cass. 9 agosto 2001 n.11000), un potere di fatto, corrispondente al diritto reale posseduto, manifestato con il compimento puntuale di atti di possesso conformi alla qualità e alla destinazione della cosa e tali da rilevare, anche esternamente, una indiscussa e piena signoria sulla cosa stessa contrapposta all’inerzia del titolare del diritto (Cass. 11 maggio 1996 n. 4436, Cass. 13 dicembre 1994 n. 10652).
La domanda di usucapione è stata correttamente respinta sia perchè non era stato dimostrato l’inizio del possesso sia perchè concretamente non erano state effettuate coltivazioni.
In particolare il primo motivo, pur titolato come violazione di legge, invoca generici vizi di motivazione incompatibili col nuovo testo dell’art. 360 c.p.c., n. 5 (Cass. 8053/2014) mentre il secondo, nel riferimento alla trascurata deposizione del teste D.R. ed alla opposizione all’ammissibilità del teste B., marito della convenuta, non considera che la sentenza si fonda su altre deposizioni mentre nessun elemento in favore della tesi della ricorrente emerge dalla proposta censura.
In particolare, quanto alla doglianza per l’ammissione del teste marito della convenuta, dalla sentenza impugnata non risulta che fosse stata svolta in appello. Parte ricorrente aveva pertanto l’onere di specificare in ricorso i termini in cui aveva sollevato la questione in sede di appello e ove fosse stata omessa la pronuncia sul punto di denunciare l’omessa pronuncia (Cass. 8206/16; 25546/06).
La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente alle spese, liquidate in Euro 3700, di cui Euro 200 per spese vive, oltre accessori, dando atto dell’esistenza dei presupposti per il versamento dell’ulteriore contributo unificato ex D.P.R. n. 115 del 2002.