Source: https://www.miolegale.it/sentenze/cassazione-penale-iv-8617-2018/
Timestamp: 2020-02-17 19:49:35+00:00
Document Index: 175641580

Matched Legal Cases: ['art. 94', 'art. 79', 'art. 94', 'art. 79', 'art. 79', 'art. 94']

Home Sentenze Cassazione penale sez. IV, 8 febbraio 2018, n. 8617
1. Con provvedimento in data 19 gennaio 2017 del Tribunale di Arezzo ha rigettato l’opposizione al decreto del giudice monocratico con cui era stata respinta l’istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato proposta da I.M.O.. L’ordinanza ha ritenuto inammissibile l’istanza in quanto corredata dall’autocertificazione sui redditi prodotti all’estero e non dall’attestazione dell’autorità consolare del Marocco, benchè la sua produzione non potesse essere considerata “impossibile” ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 94, ma solo tardivamente richiesta dall’interessato.
2. Avverso il provvedimento propone ricorso per cassazione I.M.O., a mezzo del suo difensore, affidandolo ad un unico motivo, con cui lamenta vizio di violazione di legge in relazione al D.P.R. n. 115 del 2002, artt. 79 e 94, per non avere l’ordinanza del Tribunale di Arezzo tenuto in considerazione che l’ I. aveva richiesto la certificazione all’autorità consolare in data 18 febbraio 2016 e successivamente in data 8 marzo 2016. La domanda di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, invece, era stata presentata munita dell’autocertificazione di cui all’articolo 94 cit. solo il 6 maggio 2016, quindi dopo un tempo congruo per ottenere dall’autorità consolare la documentazione richiesta, che non aveva provveduto, rendendo così impossibile la produzione della certificazione.
5. Secondo l’ordinanza impugnata l’istante ha presentato insieme con la domanda un’autocertificazione attestante il reddito complessivo percepito nell’anno di competenza, non producendo, invece, l’attestazione dell’autorità consolare del Marocco, in quanto non rilasciata tempestivamente, benchè ripetutamente richiesta.
6. Ora, va osservato che se l’art. 79, recita “Per i redditi prodotti all’estero, il cittadino di Stati non appartenenti all’Unione Europea correda l’istanza con una certificazione dell’autorità consolare competente, che attesta la veridicità di quanto in essa indicato.”, nondimeno, l’art. 94, comma 2, consente “In caso di impossibilità a produrre la documentazione richiesta ai sensi dell’art. 79, comma 2, il cittadino di Stati non appartenenti all’Unione Europea, la sostituisce, a pena di inammissibilità, con una dichiarazione sostitutiva di certificazione”.
8. Per integrare il requisito dell’impossibilità, tuttavia, non è necessaria l’assoluta impossibilità perché la sua dimostrazione comporta una prova di per sè incompatibile con un procedimento teso ad assicurare la difesa al non abbiente, finendo per coincidere o con l’esplicito immotivato rifiuto o con l’assenza di possibili contatti con il paese di origine, ricorrente per esempio nell’ipotesi del rifugiato politico. Resterebbero fuori da una simile restrittiva interpretazione tutte le ipotesi di inadempienza dello Stato interpellato, ancorchè causati da motivazioni di mero ritardo, sinanco quando riferibile a motivi organizzativi. Si finirebbe così per impedire la difesa a coloro che siano privi di mezzi di sollecitazione dell’autorità competente, idonei ad ottenere il pronto adempimento. L’interpretazione restrittiva si pone, dunque, in contrasto con la ratio stessa della normativa che, soprattutto nell’ambito del procedimento penale, impone la tempestività dell’intervento statuale per assicurare congrua difesa al non abbiente, incompatibile con lungaggini burocratiche di Stati esteri, a svantaggio dell’istante. Deve, pertanto, concludersi affermando che l’impossibilità di produrre l’attestazione relativa ai redditi prodotti all’estero può essere sopperita con la produzione dell’autocertificazione, corredata delle istanze per ottenere la documentazione di quell’art. 79 cit.. (In questo senso Cfr. Cass. 26.2.2009 n. 21999, secondo cui “il concetto di impossibilità a produrre la documentazione in questione, di cui al richiamato art. 94, comma 2, non può essere assunto in termini assoluti, Né può accollarsi al richiedente l’onere della relativa prova, come ha fatto il giudice del merito. Tale rigorosa interpretazione appare in contrasto con i principi generali dell’ordinamento che tende verso una sostanziale esplicazione del diritto di difesa”).