Source: http://ilfallimentarista.it/rubriche/casi-e-sentenze-di-merito?page=88
Timestamp: 2020-01-19 18:17:41+00:00
Document Index: 30696348

Matched Legal Cases: ['art. 168', 'sentenza ', 'art. 124', 'art. 182', 'art. 124', 'art. 186', 'art. 67']

Effetti del deposito della domanda di concordato sulle procedure esecutive e cautelari pendenti
A norma dell'art. 168 l. fall., nessuna azione esecutiva può essere iniziata o proseguita, a pena di nullità, nei confronti del patrimonio del debitore dalla data in cui questi abbia chiesto l'ammissione alla procedura concordataria e fino al passaggio in giudicato della sentenza di omologazione.
Concordato preventivo: misura e natura privilegiata di un credito nella fase post omologa
Mancando nel concordato preventivo una fase di accertamento dei crediti, in caso di un contrasto post omologa sulla misura e sulla natura privilegiata o meno di un credito, ogni relativa discussione e decisione definitiva è rimessa al giudice ordinario, atteso che, per un verso, anche la valutazione del G.D. in sede di votazione non è preclusiva ma ha effetti meramente incidentali e che, per altro, una volta che la procedura di concordato preventivo si è esaurita con il decreto di omologazione, tutte le questioni che hanno ad oggetto diritti pretesi da singoli ovvero dal debitore e che attengono alla esecuzione del concordato danno luogo a controversie che sono del tutto sottratte al potere decisionale del giudice delegato e costituiscono pertanto materia di un ordinario giudizio di cognizione.
Revocatoria fallimentare e pagamento di beni e servizi nell’esercizio dell’attività d’impresa
La ratio della non operatività della revocatoria fallimentare, in caso di pagamenti di beni e servizi effettuati nell’esercizio dell’attività d’impresa nei termini d’uso, deve rinvenirsi nella volontà di favorire una continuazione dell’attività aziendale nonostante l’insolvenza dell’impresa, così da rendere possibile il superamento della crisi o comunque l’adozione di soluzioni alternative alla procedura fallimentare.
Concordato fallimentare: ammissibilità dello stralcio Iva nei limiti dell’art. 124, comma 3, l. fall. e relazione del professionista
Nell’ambito della disciplina del concordato fallimentare non è previsto l’istituto della transazione fiscale, di cui all’art. 182-ter l. fall., con la conseguenza che l’unica norma di riferimento in relazione al trattamento da riservare ai creditori privilegiati rimane quella dell’art. 124, comma 3, l. fall., che pone, come limite esclusivo alla falcidia, la soddisfazione in misura non inferiore, in ragione della collocazione preferenziale, a quella realizzabile in caso di liquidazione dei beni su cui sussiste la causa di prelazione, limite nel caso di specie pacificamente rispettato.
Concordato con continuità aziendale e compatibilità con l’affitto d’azienda
Le disposizioni speciali in tema di continuità concordataria di cui al novellato art. 186-bis l.fall. (in primis predisposizione di un piano industriale, speciale attestazione, ecc…) in tanto si giustificano in quanto la debitrice prospetti la permanenza di un rischio di impresa su cui i creditori sono chiamati ad esprimere il proprio voto. Laddove invece, come nella fattispecie in esame, la continuazione dell’attività è in capo ad un soggetto giuridico diverso, che si è impegnato a pagare un canone fisso, si dovrà eventualmente discutere della solvibilità dell’affittuaria o delle garanzie da questa prestate (o meno) ma all’interno di uno schema concordatario e causale puramente liquidatorio (nella specie il contratto di affitto d'azienda era stato concluso ante deposito della proposta di concordato).
Prova della scientia decoctionis nell’azione revocatoria fallimentare
Per la revocatoria di pagamenti effettuati nei sei mesi precedenti la dichiarazione di fallimento, ai sensi dell’art. 67, comma 2, l. fall., il curatore deve dimostrare la conoscenza effettiva, e non solo potenziale, da parte dell’accipiens, che il solvens versava in stato di insolvenza: non è, quindi, sufficiente l’esistenza di meri elementi indiziari, quali protesti ed esecuzioni mobiliari, se il contesto concreto del rapporto commerciale fosse di entità tanto modesta, e il ritardo nel pagamento di così breve durata, da escludere che, in base all’id quod plerumque accidit, l’accipiens possa aver eseguito un approfondito monitoraggio di protesti e altre formalità pregiudizievoli tra le parti.