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Timestamp: 2017-08-22 13:08:07+00:00
Document Index: 125494052

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art.17', 'art.4', 'art. 17', 'art. 5', 'art. 23', 'art. 4', 'art. 59', 'art. 18', 'art.13']

1 CATALOGO INTERREGIONALE ALTA FORMAZIONE Tipo corso: Master non universitari Area Tematica: Gestione e sviluppo delle risorse umane Master in HUMAN RESOURCES MANAGEMENT ID. Corso: 3397/AG/101 - Edizione 6667 Elaborato Finale Le politiche retributive nelle aziende sia private che pubbliche BONGIOVANNI DANIELA Id. Voucher
2 Indice generale Introduzione 3 Prima parte Linee generali sulle politiche retributive Gestione delle risorse umane La retribuzione Le politiche retributive I sistemi premianti 14 Seconda parte Case studies: Comune di San Giovanni Gemini, Comune di Cammarata, Auchan spa Comune di San Giovanni Gemini Comune di Cammarata Auchan SPA 29 CONCLUSIONI 32 Sitografia 34 2
3 INTRODUZIONE Nei paesi economicamente e industrialmente più evoluti, quella dei sistemi retributivi incentivanti è una logica che si è ormai progressivamente consolidata, sia nel settore privato che in quello pubblico, con un obiettivo ben preciso il sempre maggior coinvolgimento del personale nella condivisione delle strategie e degli obiettivi dell impresa stessa. La politica retributiva va intesa come l insieme di regole ed azioni riguardanti la retribuzione del personale, tra i vari aspetti considerati bisogna, però, porre particolare attenzione ai sistemi incentivanti o premianti. In parole semplici si tratta dell insieme degli elementi che possono contribuire ad accrescere la motivazione del personale e, quindi, indirettamente i risultati dell azienda; in dettaglio le finalità sono differenti, come ad esempio: attrarre ed acquisire nuovo personale, mantenere e motivare le risorse umane, richiedere e riconoscere prestazioni elevate, orientare al raggiungimento degli obiettivi. L elaborato realizzato è suddiviso in due parti, la prima è riferita all aspetto teorico, quindi a tutto ciò che riguarda la politica retributiva nel complesso, mentre un analisi più dettagliata è stata realizzata sui sistemi incentivanti applicati sia nelle aziende private, che negli enti pubblici. La seconda parte, invece, è dedicata all analisi del riscontro tra la teoria e la pratica per mezzo dei dati ricavati con l esperienza di stage realizzata sia in due enti pubblici locali, Comune di San Giovanni Gemini e Comune di Cammarata, che in un azienda privata l Auchan. 3
4 PRIMA PARTE LINEE GENERALI SULLE POLITICHE RETRIBUTIVE 1.1 GESTIONE DELLE RISORSE UMANE La gestione delle risorse umane (dall'inglese Human Resource Management) è una delle funzioni aziendali che riguarda la gestione del personale nel suo più vasto significato e che nel tempo ha visto modificare il proprio ruolo all'assetto organizzativo dell'azienda. Inizialmente si limitava ad assicurare il rispetto dei vincoli giuridico-amministrativi da parte della forza lavoro e nei loro confronti. Poi, però, con il passar del tempo le sue funzioni si sono ampliate in parallelo all'importanza attribuita alla risorsa uomo, fino a diventare strumento indispensabile nel raggiungimento del vantaggio competitivo dell'intera azienda, infatti, oggi quando si parla di personale non si considera più soltanto la forza fisica, ma si pone particolare attenzione al valore o capitale insito nel dipendente, alla sua professionalità e alle sue competenze, dunque gli oneri da sostenere per lo sviluppo di tali risorse devono essere considerati dei veri e propri investimenti. In altre parole l'espressione gestione delle risorse umane si riferisce all'insieme delle politiche, delle prassi e dei sistemi attraverso i quali è possibile promuovere la collaborazione riducendo il ricorso a schemi organizzativi gerarchici in modo da favorire l'affermarsi di comportamenti motivati e di stimolare una maggiore collaborazione fra tutti i dipendenti, prevenendo l'insorgere di atteggiamenti passivi o demotivati. La gestione delle risorse umane si basa sull'impiego di alcuni strumenti, tra i quali il coinvolgimento dei singoli dipendenti; l'utilizzo di considerevoli risorse nell'attività di selezione e di addestramento del personale; il riconoscimento del valore delle prestazioni di ciascuno attraverso la diversificazione degli stipendi. In particolare la gestione delle risorse umane si occupa del reclutamento, della selezione e della formazione del personale, preferendo coloro che si 4
5 dimostrano capaci di lavorare con flessibilità sia svolgendo mansioni diversificate, sia interpretando correttamente ruoli professionali ben definiti e dimostrando di riuscire ad adattarsi a situazioni lavorative in rapido sviluppo. In sintesi la gestione delle risorse umane comprende tutte le attività che riguardano la selezione, il reclutamento, la formazione, la valutazione, la retribuzione e la carriera del personale, nonché le relazioni sindacali. La figura seguente sintetizza tutte le attività che rientrano nell'ambito dell'human Resource Management. Tra le varie aree considerate particolare importanza assume l'amministrazione del personale. In senso ampio il termine amministrazione è sinonimo di gestione ovvero dell'insieme di azioni per mezzo delle quali un ente, privato o pubblico (il primo con finalità di lucro e il secondo mirato alla fornitura di servizi), persegue i propri obiettivi e compie scelte che riguardano le relazioni fra le sue parti componenti: persone e beni. 5
6 Nello specifico quando si parla di amministrazione del personale si intende indicare tutto ciò che riguarda l aspetto contabile della gestione del personale, vale a dire l inquadramento contrattuale, le assunzioni e le risoluzioni di contratti, la gestione delle paghe e dei contributi, la tenuta dei libri paga e matricola, l assistenza o gestione diretta dei rapporti con istituti previdenziali e assistenziali. Tali funzioni possono essere svolte all'interno dell'azienda oppure, come generalmente avviene nelle imprese di minori dimensioni che di solito sono meno strutturate rispetto a quelle più grandi, possono essere demandate ad un professionista esterno, consulente del lavoro. 6
7 1.2 LA RETRIBUZIONE Oggi la retribuzione gioca un ruolo fondamentale nei contesti aziendali ed in generale nell ambito di tutti i rapporti di lavoro. Essa, infatti, è lo strumento principale per l impostazione di strategie di impresa, per la risoluzione di problemi organizzativi e produttivi, per ottenere un organizzazione in sintonia col mercato esterno. La retribuzione costituisce l'obbligazione fondamentale a cui il datore di lavoro è tenuto nei confronti del dipendente 1. Essa può essere considerata il corrispettivo della messa a disposizione delle energie lavorative, in quanto costituisce il prezzo di quest'ultima, prezzo che non risponde a criteri strettamente economici essendo troppi i fattori sociali e politico-sindacali che si intrecciano nella determinazione del suo ammontare. Della retribuzione si parla già nell annuncio di lavoro che l azienda o chi per suo conto pubblica, nel momento in cui si manifesta la necessità di assumere nuovo personale per far fronte alla carenza o all ampliamento delle risorse umane già impiegate. La Costituzione Italiana all'art. 36, comma 1, stabilisce che il lavoratore deve essere retribuito proporzionatamente alla quantità e alla qualità di lavoro svolto e sufficientemente per poter garantire non solo al lavoratore, ma anche alla sua famiglia, un'esistenza libera e dignitosa. Oltre alla proporzionalità e alla sufficienza ulteriori caratteristiche che la retribuzione deve possedere sono: l obbligatorietà in quanto trattasi di un diritto irrinunciabile del lavoratore; la corrispettività in quanto trova la sua causa nella prestazione effettuata dal lavoratore; la continuatività, dal momento che spetta per tutta la durata del rapporto di lavoro. 1 Secondo la definizione generale desumibile dagli artt e 2099 c.c. 7
8 La retribuzione costituisce una leva fondamentale per gestire il personale in quanto contribuisce in modo sostanziale ad attirare, trattenere e motivare i propri dipendenti. In particolare il personale può essere attirato in azienda da retribuzioni più elevate rispetto a quelle che già possiede, oppure è trattenuto nell'azienda stessa attraverso la possibilità di sviluppi retributivi (e ovviamente di carriera) e motivato nella misura in cui la sua retribuzione è ritenuta equa, ovvero è giudicata congruente con il lavoro svolto dal singolo e nel confronto tra i singoli lavoratori. Secondo quanto stabilito dalla normativa civilistica 2 esistono due distinte forme di retribuzione: ordinarie e speciali. Rientrano nella prima categoria, la retribuzione: a tempo: che costituisce il sistema classico e più diffuso di retribuzione, consiste nella corresponsione di una somma di denaro stabilita in ragione del tempo di lavoro svolto; nell ambito di tale tipologia di retribuzione è possibile distinguere lo stipendio, ossia la retribuzione mensile che compete ai dirigenti, quadri ed impiegati, dal salario, che invece è una remunerazione oraria che viene corrisposta agli operai e a speciali qualifiche; a cottimo: in tal caso nella determinazione della retribuzione si tiene conto non soltanto del tempo impiegato, ma anche del risultato, della produttività del lavoro, e quindi del rendimento fornito dal lavoratore. Vengono qualificate come speciali: la retribuzione in natura che consiste nella fornitura di determinati beni o servizi, tipica nel lavoro domestico, agricolo e nel settore della pesca; la provvigione, ossia una percentuale sugli affari conclusi dal prestatore nei casi in cui oggetto della prestazione sia la trattazione di affari in nome e per conto del datore di lavoro (es. rappresentanti, venditori in genere), però può soltanto integrare la retribuzione; la partecipazione agli utili e al capitale dell'impresa, il compenso, se non è 2 Art c.c.. 8
9 diversamente stabilito, è commisurato agli utili netti, non vi è però partecipazione alle perdite. Secondo la normativa vigente, art del Codice Civile, la concreta determinazione della misura della retribuzione è stabilita: dalla contrattazione collettiva: spetta dunque ai contratti collettivi 3 fondamentale funzione tariffaria, ossia la determinazione della retribuzione minima, inderogabile nel pagamento, ma suscettibile di modifiche migliorative ad opera della contrattazione individuale; dall'accordo delle parti, che opera soprattutto nell'ipotesi residuale in cui manchino contratti collettivi che stabiliscono la misura della retribuzione, bisogna, però precisare che la contrattazione individuale può apportare delle modifiche migliorative a quella collettiva e non anche viceversa; dal giudice, in caso di mancata determinazione collettiva o negoziale. La retribuzione si compone di vari elementi o voci dal cui insieme si ricava il complessivo trattamento economico corrisposto al lavoratore, si tratta di: paga base (c.d. paga o minimo tabellare) il cui ammontare è determinato dai contratti collettivi, corrispondentemente alla categoria e alla qualifica attribuita al lavoratore. Si aggiungono alla paga base, e ne costituiscono parte integrante, gli scatti di anzianità che si sostanziano in aumenti periodici di retribuzione stabiliti, sia pur con discipline differenziate per le varie categorie, dai contratti collettivi; elemento distinto della retribuzione (E.D.R.) è costituito da una somma mensile di 10,33 erogata per tredici mensilità a tutti i lavoratori del settore privato senza distinzione di qualifica o di contratto collettivo applicato; attribuzioni patrimoniali accessorie, si tratta per lo più di attribuzioni corrisposte in via saltuaria o anche continuativa, previste nei contratti 3 Si tratta di contratti stipulati tra i sindacati dei lavoratori e quelli degli imprenditori. Regolano gli aspetti economici (minimi salariali) e normativi (orario di lavoro, mansioni, ferie, condizioni di lavoro) che dovranno essere rispettati da tutta la categoria produttiva (edili, tessili, bancari, metalmeccanici, ecc.). la 9
10 collettivi o individuali in aggiunta alla retribuzione normale minima, esempi: premi di produzione, mensilità supplementari (tredicesima e quattordicesima), compensi per lavoro straordinario, notturno e festivo, gratifiche. La retribuzione viene corrisposta a scadenze periodiche successivamente all'espletamento della prestazione lavorativa (c.d. post numerazione) e all'atto del pagamento la stessa deve essere accompagnata da un prospetto, ossia la busta paga, che consente al lavoratore di individuare tutte le voci che compongono il compenso economico e le corrispondenti trattenute. 10
11 1.3 LE POLITICHE RETRIBUTIVE Le politiche retributive rappresentano uno strumento con il quale un impresa cerca di individuare e motivare il personale su determinate esigenze operative, ciò deve avvenire nel pieno rispetto della capacità salariale interna, della contrattazione collettiva e delle norme vigenti. Diviene sempre più importante dotare le aziende di metodi che permettono di fare leva sul merito e sul riconoscimento dei contributi apportati dalle persone basati su un attenta gestione delle ricompense. Il fine ultimo della scelta di una corretta politica retributiva è proprio quello di consentire all azienda di migliorare i risultati che intende perseguire mantenendo un clima stimolante e competitivo, anche tramite la realizzazione di opportuni piani di incentivazione. Le decisioni di politica retributiva scaturiscono dalla mediazione e dalla conciliazione di forze spesso contrapposte quali, ad esempio le esigenze di efficienza economica dell'organizzazione e le richieste di consenso dei prestatori di lavoro, regole organizzative e competitive di valorizzazione delle risorse umane. La capacità di un azienda di attrarre, motivare e trattenere le risorse più qualificate dipende in larga misura dalla sua capacità di definire e realizzare una politica retributiva basata sui principi di equità e competitività. La prassi retributiva aziendale è equa quando riesce a differenziare adeguatamente le retribuzioni in ragione del peso della posizione e del merito del titolare della posizione, mentre è competitiva quando è allineata con le prassi retributive delle aziende che operano nel mercato di riferimento. Per progettare e gestire in modo efficace la propria politica retributiva le aziende hanno la possibilità di utilizzare alcuni strumenti essenziali: i sistemi di valutazione le indagini retributive. I sistemi di valutazione sono utilizzati per misurare e quantificare le dimensioni fondamentali che influenzano l entità della retribuzione, dunque l azienda è 11
12 tenuta a porre attenzione alla valutazione della: posizione, necessaria per differenziare i livelli retributivi dei differenti ruoli aziendali in funzione della loro diversa complessità, generalmente definita in termini di competenze richieste, difficoltà dei problemi da risolvere, autonomia decisionale ed influenza sui risultati aziendali; copertura della posizione, da utilizzare per definire gli aumenti di merito in relazione al percorso di crescita da parte del titolare sulla posizione ricoperta; prestazione, spesso utilizzata per gestire la parte variabile della retribuzione generalmente legata ai sistemi di incentivazione per obiettivi. Le indagini retributive sono utilizzate per confrontare il posizionamento della prassi retributiva aziendale con i livelli retributivi del mercato e per valutare la competitività della politica retributiva adottata dall azienda, sia in generale sia per ruoli/famiglie professionali (impiegati, quadri, dirigenti). I confronti retributivi possono essere articolati sulle diverse componenti della remunerazione tangibile: la retribuzione lorda annua (RAL); la retribuzione globale annua (RGA), che considera anche le componenti variabili della retribuzione che si aggiungono alla componente fissa; la remunerazione totale annua (RTA), che aggiunge alle componenti fissa e variabile della retribuzione la valorizzazione economica dei benefits. La politica retributiva può essere valutata sulla base di tre elementi: 1. il livello delle retribuzioni; 2. la struttura della retribuzione; 3. la dinamica retributiva. Il livello delle retribuzioni altro non è che l importo che l azienda intende pagare, tenuto conto della contrattazione collettiva, di ciò che fanno le altre imprese e della capacità di pagare dell impresa. 12
13 La struttura della retribuzione stabilisce l ammontare della retribuzione per le diverse posizioni di lavoro o per i differenti livelli di inquadramento. La dinamica rappresenta la parte della politica retributiva che definisce le variazioni salariali nel tempo sia in relazione all anzianità, o in riferimento al potenziale e in base alla prestazione; tali dinamiche sono in buona parte negoziate contrattualmente ai fini di ridistribuire la produttività, regolare i salari rispetto ai profitti, per riequilibrare la retribuzione tra diverse categorie di lavoratori. 13
14 1.4 I SISTEMI PREMIANTI Nell ambito della politica salariale possiamo considerare i sistemi incentivanti o premianti come l effettivo strumento di attuazione e di realizzazione della dinamica retributiva. I sistemi incentivanti o premianti sono dei meccanismi mediante i quali viene valutato e premiato l'operato del dipendente sulla base del confronto tra i risultati raggiunti e quelli preventivati. Tali sistemi svolgono tre differenti funzioni: informativa perché permettono la comunicazione delle priorità aziendali e dell'importanza delle aree di intervento; motivazionale in quanto stimolo ai dipendenti al raggiungimento degli obiettivi; competitiva servono come attrazione e mantenimento delle risorse umane più talentuose. La funzione principale è perseguire gli obiettivi aziendali di aumento della produttività e di contenimento dei costi di lavoro, sollecitando un livello qualitativamente e quantitativamente più elevato della prestazione, in conseguenza di un incentivazione retributiva. Il principio ordinatore dunque e il nesso tra aumento di produttività - aumento della retribuzione, e fondamentale importanza assume in questo nesso l aspetto motivazionale del dipendente. Non bisogna pensare che i sistemi incentivanti siano diretti solo ad incrementare il salario in funzione del maggiore sforzo produttivo del lavoratore, o a generalizzare determinati standard di produttività; essi sono stabiliti anche con l intento di realizzare un integrazione ottimale della singola prestazione nel collettivo. Nella ricerca dell efficienza produttiva, senza alcuna ombra di dubbio, non si può prescindere dalla componente umana. Le grandi imprese sono sempre più orientate verso la valorizzazione delle risorse umane disponibili, adottando una strategia che incentivi la professionalità, la capacità di apprendimento, e che 14
15 gratifichi gli sforzi compiuti, attraverso un opportuna regolamentazione della retribuzione, che costituisce inevitabilmente una leva motivazionale. Molti studiosi ritengono, infatti, che il semplice aumento della retribuzione non sia sufficiente a migliorare la prestazione del dipendente e la situazione produttiva dell impresa occorre motivare il lavoratore in vari modi, come ad esempio promovendo l identificazione negli obiettivi aziendali, la condivisione dei valori e degli interessi dell impresa, l integrazione nel proprio ruolo. Gli incentivi retributivi, quindi, non sono un semplice aumento della retribuzione, ma costituiscono quella componente della politica salariale finalizzata a regolare il comportamento lavorativo all interno dell organizzazione aziendale, a qualificare la prestazione e a promuovere un maggior impegno, in altre parole si tratta di strumenti molto importanti da non trascurare nella determinazione della strategia aziendale in quanto combinano aspetti economici (i risultati che l impresa deve raggiungere) e aspetti motivazionali (la reattività del lavoratore di fronte agli obiettivi). L incentivo agisce da stimolo fornendo sia compensi estrinseci sotto forma di retribuzione, sia compensi intrinseci attraverso il riconoscimento degli sforzi compiuti e dei risultati raggiunti. In tal modo, aumentando il senso di responsabilità e di appartenenza del dipendente, si cerca di stimolare la motivazione individuale e di promuovere il miglioramento nelle performance dei lavoratori, al fine di fronteggiare la concorrenza e l esigenza delle imprese di rimanere sempre competitive, e più in generale, anche con lo scopo di far fronte a problemi produttivi ed organizzativi in tutti gli ambiti lavorativi. Gli incentivi possono essere classificati in base alla variabilità, per cui avremo incentivi variabili e reversibili che danno luogo a modificazioni non definitive della retribuzione, e incentivi fissi che hanno carattere stabile e definitivo. In realtà ancor prima di individuare il sistema premiante, più opportuno da applicare al personale, è necessario procedere alla valutazione del personale, 15
16 ossia un procedimento adottato dall'azienda con lo scopo di far sì che per ciascun lavoratore venga espresso, periodicamente e in base a criteri omogenei, un giudizio sul rendimento e le caratteristiche professionali che si estrinsecano nell'esecuzione del lavoro. L'incentivo o premio è uno stimolo proveniente dall'ambiente lavorativo, che incide sul processo motivazionale dell'individuo soddisfacendo un suo bisogno, e quindi, spingendolo ad un comportamento desiderato, ossia l'obiettivo aziendale. L'incentivo può essere: 1. selettivo, ovvero in grado di ricompensare adeguatamente le differenze nelle prestazioni; 2. competitivo in grado di attrarre i lavoratori più validi; 3. flessibile concesso a tutti i dipendenti senza far distinzione sulla prestazione realizzata. In termini più specifici gli incentivi sono quell elemento accessorio della retribuzione, integrativo del trattamento fondamentale, che concede al prestatore di lavoro condizioni di trattamento economico più favorevoli, al verificarsi di determinate condizioni. La figura seguente riporta in maniera semplificata i vari tipi di incentivo che un'azienda tipicamente privata applica ai propri dipendenti. 16
17 INCENTIVI MATERIALI MONETARI NON MONETARI Premi annuali Incentivi monetari Quote azionarie Partecipazioni agli utili Benefits aziendali: -assicurazioni -previdenza integrativa -servizi e facilitazioni Formazione Sviluppo sul lavoro Prospettive di carriera Status Pubblici riconoscimenti Leadership Comunicazione Coinvolgimento Autonomia. DI APPRENDIMENTO E SVILUPPO (individuali) LEGATI ALL AMBIENTE DI LAVORO (collettivi) INCENTIVI ORGANIZZATIVI Le forme di incentivo e disincentivo, proprio perché devono incidere su bisogni specifici dei lavoratori, sono molteplici. E possibile individuare due classificazioni: incentivi materiali ed incentivi organizzativi. Gli incentivi materiali includono sia premi di carattere monetario, come premi annuali, quote azionarie, partecipazione agli utili, che quelli di natura non monetaria, come ad esempio i fringe benefits, quest ultimi sono beni o servizi erogati a particolari categorie di lavoratori in aggiunta alla retribuzione monetaria (comprendono l uso dell automobile o del cellulare aziendale, 17
18 assicurazioni sanitarie o sulla vita, pensioni integrative, cessioni di prodotti aziendali a condizioni più favorevoli per il personale, servizio di mensa, concorso alle spese di trasporto, concessione di prestiti ai dipendenti a tassi inferiori a quelli di mercato, ecc.). Generalmente le imprese prediligono gli incentivi economici per controllare ed influenzare il comportamento dei propri dipendenti al fine di ottenere miglioramenti di produttività o raggiungere particolari obiettivi aziendali. A tal proposito si parla di incentivi legati alla retribuzione, che possono variare in relazione ai risultati conseguiti in determinati periodi già definiti inizialmente oppure aumentare stabilmente nel tempo in seguito ad una maggiore anzianità di lavoro in azienda. Gli incentivi monetari costituiscono la parte variabile della retribuzione, correlata alla prestazione del lavoratore (ossia ai comportamenti organizzativi e ai risultati raggiunti), che si somma alla parte fissa, correlata invece essenzialmente alla posizione ricoperta. Si ritiene che l'incentivo dovrebbe incidere sulla parte fissa della retribuzione per una percentuale compresa tra il 5 e il 10%; percentuali più basse lo rendono inefficace, mentre quelle più alte tendono a far sì che il lavoratore concentri tutti i suoi sforzi soltanto sugli aspetti dell'attività lavorativa legati all'incentivo. Nell'ambito degli incentivi organizzativi è possibile distinguere quelli relativi all'apprendimento e allo sviluppo, che hanno carattere prettamente individuale, da quelli legati all'ambiente di lavoro, dunque collettivi. I primi riguardano generalmente la formazione, i pubblici riconoscimenti, ma soprattutto le prospettive di carriera, intese come passaggi di categoria o di grado formale del lavoratore nell'ambito della struttura organizzativa verso posizioni più gradite, in quanto offrono maggiori responsabilità professionali e maggiori redditi, quindi permettono di collegare la dinamica retributiva a quella organizzativa, dilatano l orizzonte temporale di riferimento delle ricompense e favoriscono l identificazione dell individuo con l azienda, in altre parole 18
19 costituiscono strumenti di programmazione del personale. Mentre per quanto riguarda gli incentivi collettivi in genere riguardano i manager ed i quadri, presuppongono, infatti, che il soggetto da incentivare detenga l autonomia e la discrezionalità necessarie per condizionare i risultati. Il sistema incentivante o premiante si è progressivamente diffuso anche nel settore pubblico ed è stato espressamente previsto dal legislatore; mentre per gli incentivi monetari esistono precise disposizioni, per quelli organizzativi è lasciata piena autonomia agli enti nel loro utilizzo. Con il d.lgs. 150 del 2009 sono state apportate delle modiche al precedente ordinamento del lavoro pubblico in materia di sistema di valutazione e retribuzione di produttività, regolato dal d.lgs. 165 del Il decreto di riforma è entrato in vigore a partire dal 15 novembre del 2009, non tutte le disposizioni riguardano gli enti locali, inoltre alcune di esse sono già in vigore altre devono essere recepite entro il 31 dicembre Diverse sono le finalità della riforma: miglioramento dell'organizzazione del lavoro; rispetto degli ambiti riservati alla legge e alla contrattazione; raggiungimento di elevati standard qualitativi ed economici delle funzioni e dei servizi; incentivare la qualità della prestazione lavorativa; garantire la selettività e la concorsualità delle progressioni di carriera; riconoscere sia i meriti che i demeriti; valorizzare le capacità e i risultati dei dipendenti ai fini degli incarichi dirigenziali; rafforzare l autonomia, i poteri e la responsabilità della dirigenza; incrementare l efficienza del lavoro pubblico; contrastare la scarsa produttività e l assenteismo; difendere la trasparenza dell operato delle amministrazioni pubbliche. 19
20 Tra le finalità della riforma particolare attenzione si pone al miglioramento della performance della Pubblica Amministrazione, per tal motivo si punta a valorizzare l importanza della misurazione, valutazione e trasparenza. Si cerca di superare l autoreferenzialità nella valutazione, non solo introducendo il principio di confrontabilità dei risultati, ma inserendo nel processo valutativo soggetti esterni (l organismo di valutazione e la commissione) con la finalità, per gli enti locali, di definire i parametri e i modelli di riferimento del sistema di misurazione e valutazione della performance. La performance, che è essenziale in quanto condizione necessaria per l'incentivazione monetaria dei dipendenti, deve essere misurata e valutata su tre livelli: 1. amministrazione nel suo complesso 2. unità organizzative 3. singolo dipendente. La valutazione della performance dei dirigenti o apicali è collegata: 4. ai risultati dell'unità organizzativa diretta; 5. ai risultati di obiettivi individuali; 6. alle competenze professionali e manageriali dimostrate. Per i dirigenti sono previsti soltanto incentivi materiali, prevalentemente monetari. 20
21 Monetari Non monetari Bonus o gratifiche Golden Paracadute Retribuzione di risultato (D.Lgs. 286/99; CCNL ; CCNL ) Risoluzione consensuale del rapporto di lavoro (art.17 CCNL ) Disciplina degli effetti economici derivanti dal conferimento dei nuovi incarichi (art.4 CCNL ) La retribuzione di risultato dei dirigenti deve essere assegnata sulla base di una preventiva definizione degli obiettivi e di un sistema di valutazione della prestazione, in qualsiasi caso deve essere pari ad almeno il 30% della retribuzione complessiva del dirigente. L oggetto della valutazione è rappresentato da tre elementi: le prestazioni le competenze organizzative il livello di raggiungimento dei risultati. Il sistema di valutazione deve servirsi anche del controllo di gestione per la verifica del grado di raggiungimento degli obiettivi. Per il personale non dirigente per il quale sono previsti incentivi sia materiali che organizzativi, la valutazione della performance è collegata: al raggiungimento di specifici obiettivi di gruppo o individuali al contributo personale e alle competenze e comportamenti agiti. 21
22 Materiali Organizzativi Bonus o gratifiche Aumenti di merito Formazione Prospettive di carriera Produttività (art. 17 CCNL ) Progressioni orizzontali (art. 5 N.O.P 31 marzo 1999) Risorse da destinare alla formazione (art. 23 CCNL ) Progressione verticale (art. 4 del N.O.P 31 marzo 1999) Incentivi speciali per il personale del servizio tributi (art. 59, c.1, lettera p. del D.Lgs. 446/97) Programmazione e gestione delle attività formative (Direttiva Frattini del 13 dicembre 2001) Incentivi speciali per la progettazione (art. 18, comma 1 e 2 L. 109/94, art.13 comma 4, L.144/99) Il decreto si pone la finalità di introdurre l attribuzione selettiva degli incentivi economici e di carriera per premiare i meritevoli, invertendo la generale tendenza all appiattimento retributivo. Sono stati introdotti obblighi per gli enti centrali (tre fasce con nessun incentivo ai meno meritevoli) derogabili in parte dagli enti locali (almeno tre fasce). Infatti, per gli enti locali non vale il principio delle tre fasce di merito, ma è previsto che una quota prevalente delle risorse destinate al trattamento economico accessorio collegato alla performance individuale venga attribuita al personale dipendente e dirigente che si colloca nella fascia di merito più alta e che, comunque, le fasce siano non inferiori a tre. Per valorizzare il merito del personale è previsto l'utilizzo di sistemi premianti selettivi, piuttosto che la cosiddetta distribuzione a pioggia, ossia 22
MANUALE PER LA VALUTAZIONE
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