Source: https://www.medical-care.it/prevenzione/decreto-legislativo-62694-igiene-e-sicurezza-sul-lavoro/
Timestamp: 2019-03-27 02:40:33+00:00
Document Index: 118153678

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 55', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 11', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 34', 'art. 40', 'art. 40']

Decreto Legislativo 626/94 - Igiene e sicurezza sul lavoro
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Sicurezza sul lavoro – D.L. 626/94
Il Decreto Legislativo 19 settembre 1994, n. 626 (D.Lgs. 626/94) prescrive misure per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori durante il lavoro, in tutti i settori di attività privati o pubblici, in attuazione delle Direttive CEE 89/391, 89/654, 89/655, 89/656, 90/270, 90/394, 90/679 riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro.
Il D.Lgs 626/94 è articolato in otto titoli che riguardano:
protezione da agenti biologici ed ha introdotto sostanziali innovazioni rispetto alla precedente normativa, non tanto nella sostanza dei precetti, quanto nella forma impressa al tema della prevenzione.
La nuova norma trasforma le tendenze instauratesi in forza del generale progresso civile e scientifico in obbligo di legge ed il precetto, in quanto coercitivo, sottrae la prevenzione alla discrezionalità individuale e la sottopone ad adempimenti che possono e debbono essere verificati dall’organo di vigilanza.
Il D.Lgs. 626/94 è stato modificato ed integrato in alcune sue parti dal D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242 (D.Lgs. 242/96).
Nel campo di applicazione non sono comprese le attività di tipo familiare (Circolare n. 154/96 del 19 Novembre 1996).
Gli orientamenti e le indicazioni fornite nel presente volume devono intendersi in riferimento ai soli agenti e fattori espressamente descritti e analiticamente valutati i quali non esauriscono l’intero campo della sicurezza.
Una completa e globale prevenzione deve comprendere anche i pericoli di tipo meccanico semplice(traumi, urti, cadute) e quelli derivanti dalle apparecchiature elettromeccaniche in conseguenza di malfunzionamenti accidentali o di errori o imprudenze d’uso.
Per questo settore della materia, il cui testo di legge rimane il DPR 547/55 integrato dal DPR 459/96 che recepisce la Direttiva macchine, è necessario altresì procedere ad una adeguata valutazione dei rischi per la quale non si troveranno in questo testo sufficienti informazioni e consigli.
Per tutti coloro che debbono provvedere a questo aspetto del problema è consigliabile il ricorso a esperti tecnici esterni che operano nel settore dei servizi e che potranno fornire le valutazioni del caso.
In questa sezione verranno riassunti gli aspetti principali relativi ai decreti citati, con particolare riferimento alle esigenze ritenute pertinenti gli studi medici e odontoiatrici, mentre in Appendice I sono elencate le altre principali disposizioni legislative che disciplinano l’igiene e la sicurezza negli ambienti di lavoro.
All’art. 2 sono definiti le figure attrici delle disposizioni legislative. In particolare, -per LAVORATORE si intende persona che presta il proprio lavoro alle dipendenze di un datore di lavoro, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari, con rapporto di lavoro subordinato anche speciale; sono equiparati i soci lavoratori di cooperative o di società, anche di fatto, che prestino la loro attività per conto delle società e degli enti stessi
-per DATORE DI LAVORO si intende il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che secondo il tipo e l’organizzazione dell’impresa ha la responsabilità dell’impresa stessa ovvero dell’unità produttiva intesa come stabilimento o struttura finalizzata alla produzione di beni o servizi, dotata di autonomia finanziaria e tecnicofunzionale
-per SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DAI RISCHI si intende l’insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all’azienda finalizzati all’attività di prevenzione e protezione dei rischi professionali nell’azienda ovvero unità produttiva.
-Il RESPONSABILE DEL SERVIZIO è persona designata dal datore di lavoro, in possesso di attitudini e capacità adeguate
-per MEDICO COMPETENTE si intende il Medico specialista in Medicina del Lavoro o specializzazioni equipollenti o in possesso di autorizzazione ai sensi dell’art. 55 del D.Lgs. 15 agosto 1991, n 277 (D.Lgs: 277/91)
-per RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI si intende persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro.
Per quanto attiene gli studi medici e odontoiatrici, la figura del datore di lavoro è rappresentata dal professionista titolare, in quanto titolare del rapporto di lavoro e responsabile della gestione dello studio.
Casi particolari si possono verificare:
per le strutture di tipo societario, in cui la responsabilità deve essere attribuita in base alla valutazione di chi dispone, in base alle norme statutarie, dei poteri decisionali e di spesa
per gli studi associati, in cui la responsabilità ricade su ciascuno e su tutti i professionisti associati per gli adempimenti di carattere generale e per l’adozione delle misure di prevenzione e protezione
per le strutture complesse, articolate in più sezioni (poliambulatori), in cui lo specialista responsabile della singola sezione può prefigurarsi come “dirigente o preposto” e di conseguenza essere investito della responsabilità diretta e personale nel garantire l’effettiva applicazione delle misure di sicurezza e nel promuovere la messa in atto di quelle ulteriori che eventualmente si rendano necessarie.
All’art. 3 sono definite le MISURE GENERALI DI TUTELA, basate:
sulla valutazione dei rischi e sulla loro riduzione al minimo
sulla programmazione della prevenzione
sulla sostituzione del pericoloso con il meno pericoloso
sulla priorità della protezione collettiva
sulla limitazione del numero degli esposti a rischio
sul controllo sanitario
sulla manutenzione regolare
sulla informazione, formazione, consultazione
sul rispetto dei principi ergonomici.
All’art. 4 sono elencati gli OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO, che è tenuto:
a valutare i rischi
a fornire i dispositivi di protezione individuale
a esigere -da parte dei lavoratori -l’osservanza delle norme in materia di sicurezza
a tenere il registro infortuni
ad informare i lavoratori (sui rischi generali dell’azienda e sui rischi specifici cui è esposto in
ad informare i lavoratori (sui rischi generali dell’azienda e sui rischi specifici cui è esposto in relazione all’attività svolta) ed a fornire una formazione specifica per il posto di lavoro e la mansione (la formazione deve avvenire in occasione dell’assunzione, del trasferimento o cambiamento di mansioni, dell’introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi ) (artt. 21-22).
designa il responsabile e gli addetti al servizio di prevenzione e protezione
designa il medico competente
richiede l’osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti in materia di sicurezza ed igiene del lavoro, nonchè l’uso dei dispositivi di protezione collettiva ed individuale
-custodisce i documenti sanitari dei lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria.
All’art. 5 sono previsti gli OBBLIGHI PER I LAVORATORI, che devono prendersi cura della propria sicurezza e della propria salute e far sì che da proprie azioni od omissioni non derivino danni ad altre persone.
L’art. 6, dedicato agli obblighi dei progettisti, dei fabbricanti, dei fornitori e degli installatori, prevede il divieto di fabbricazione e vendita/locazione di attrezzature e impianti non rispondenti alle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia di sicurezza: è esplicito il riferimento alla Direttiva CEE 392/89, Direttiva “macchine”, recepita in Italia con il D.P.R. 24/7/96 n.459.
Si sottolinea che anche i fornitori di beni in leasing devono fornire la prevista certificazione di conformità.
Il SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE (art. 8) provvede:
ad elaborare le misure preventive e protettive e le procedure di sicurezza;
a proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori.
può svolgere direttamente i compiti di responsabile del SPP
o incarica persone o servizi esterni all’azienda.
Qualora il datore di lavoro ricorra a persone o servizi esterni egli non è per questo sollevato dalla propria responsabilità in materia.
Lo svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi è previsto dall’Art. 10.
Il datore di lavoro che intende svolgere tali compiti, deve frequentare apposito corso di formazione in materia di sicurezza e salute sul luogo di lavoro, promosso anche dalle associazioni di categoria, e trasmettere all’organo di vigilanza competente per territorio:
una relazione sull’andamento degli infortuni e delle malattie professionali della propria azienda elaborata in base ai dati degli ultimi tre anni
L’ottemperare a questi tre obblighi, consente al datore di lavoro che intenda svolgere direttamente i compiti di prevenzione e protezione dai rischi di essere esonerato, fino al 31 dicembre 1996, dalla frequenza del corso di formazione specifica.
In deroga a quanto sopra, la Circolare del Ministero del Lavoro n. 154 del 19/11/96 consente ai datori di lavoro che comunicheranno entro il 31/12/96 di assumere personalmente il ruolo di Responsabile del Servizio di prevenzione e protezione, di essere esonerati dall’obbligo di frequenza attuale e futura di corsi di formazione specifica.
Alla RIUNIONE PERIODICA DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DI RISCHI, prevista dall’art. 11, partecipano:
il datore di lavoril datore di lavoro
il medico competente ove previsto
Oggetto della riunione è l’analisi
dei programmi di informazione e formazione dei lavoratori.
La riunione periodica è indetta:
nelle aziende con oltre 15 dipendenti, almeno una volta all’anno ovvero su richiesta del rappresentante dei lavoratori
nelle aziende fino a 15 dipendenti, su richiesta del rappresentante dei lavoratori.
La SORVEGLIANZA SANITARIA (art. 16) è finalizzata al controllo dello stato di salute degli esposti,
nell’intento primario di evidenziare eventuali indicatori o segni preclinici di patologie correlabili all’attività svolta e alla valutazione dell’idoneità alla mansione specifica, deve essere effettuata dal medico competente e comprende:
accertamenti preventivi (preassuntivi e/o in caso di destinazione a nuova mansione comportante rischi diversi da quelli presenti in precedenza)
accertamenti periodici (costituiti da esami clinici e biologici e indagini diagnostiche mirate al
Le attività del MEDICO COMPETENTE sono specificate all’art. 17 e comprendono
l’accertamento dello stato di salute dei lavoratori esposti agli agenti chimici, fisici e biologici integrando la visita medica con eventuali esami a propria discrezione (il tutto a cura e spese del datore di lavoro)
l’espressione dei giudizi di idoneità specifica al lavoro
l’istituzione e l’aggiornamento per ogni lavoratore di una cartella sanitaria e di rischio da custodire presso il datore di lavoro con salvaguardia del segreto professionale -l’informazione sul significato dei controlli sanitari ai lavoratori ed ai loro rappresentanti, nonché sul risultato del controllo sanitario, e in particolare degli esami biologici indicativi dell’esposizione, ad ogni lavoratore, e in forma anonima e collettiva ai rappresentanti per la sicurezza
la visita degli ambienti di lavoro almeno due volte all’anno
la partecipazione alla programmazione del controllo dell’esposizione.
Il RAPPRESENTANTE PER LA SICUREZZA (art. 18-19RAPPRESENTANTE PER LA SICUREZZA (art. 18-19)
E’ eletto direttamente dai lavoratori al loro interno
Nella aziende che occupano sino a 15 dipendenti può essere individuato per più aziende nell’ambito territoriale ovvero del comparto produttivo.
Le modalità e i contenuti specifici della formazione del rappresentante per la sicurezza sono stabiliti in sede di contrattazione nazionale di categoria.
Il rappresentante per la sicurezza svolge un ruolo passivo in quanto è:
attivo, in quanto:
segnala i rischi
formula osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle autorità competenti
può fare ricorso alle autorità competenti
Gli aspetti normativi riguardanti i LUOGHI DI LAVORO (artt. 30-33) modificano ed integrano quanto già previsto da precedenti disposti di legge, in particolare dai DPR 547/55 e 303/56.
In linea generale, il datore di lavoro ha l’obbligo di provvedere alla regolare manutenzione e pulizia dei luoghi di lavoro, i quali, comunque devono:
disporre di aria salubre in quantità sufficiente
avere una temperatura adeguata
disporre di sufficiente luce naturale ed essere dotati di adeguata illuminazione artificiale
Nell’Appendice II sono riportate le principali norme di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro che potrebbero riguardare i locali adibiti a studio medico e dentistico.
Alle ATTREZZATURE DI LAVORO è dedicato il titolo III (art. 34-39), in cui si precisa che, fermi restando i principi sanciti da altri disposti di legge (fra gli altri, DPR 547/55 e DPR 459/96), le attrezzature devono essere:
adeguate al lavoro da svolgere
installate in conformità alle istruzioni del fabbricante
utilizzate correttamente
sottoposte a regolare manutenzione.
Il Titolo IV (art. 40-46) è specificatamente rivolto ai DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE, definiti
Il Titolo IV (art. 40-46) è specificatamente rivolto ai DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE, definiti come qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.