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Timestamp: 2019-06-20 20:32:55+00:00
Document Index: 53973105

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2059', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 366']

1. Le pregresse fasi processuali: il primo processo conclusosi con la sentenza della Corte di cassazione dell’8 marzo 2006, n. 4980.
1. - Il (OMISSIS) U.A., dipendente della Zambelli S.r.l., mori’ mentre era addetto in qualita’ di operatore ad una pala caricatrice a causa del brusco innalzamento del braccio operatore della macchina, che causava lo schiacciamento del cranio del giovane contro il tettuccio della macchina e il suo decesso.
2.- Dagli atti di causa, come concordemente riassunti dalle parti, risulta che dopo il processo penale, conclusosi con la declaratoria dl estinzione del reato per prescrizione, il Pretore del lavoro di Forli’, adito da S.A., madre di A., e da U.I., fratello del deceduto, riconobbe alla madre Lire 40 milioni (oltre alla somma di Lire 100 milioni gia’ ricevuta titolo di acconto all’esito del processo penale) attribuendole una percentuale del 20% di invalidita’ derivante dalle malattie riscontratele da una c.t.u. e in collegamento causale con il decesso del figlio; ad I. riconobbe Lire 80 milioni.
3. - La sentenza fu impugnata dalla S. e dall’ U. (oltre che dalla Zambelli S.r.l. con appello incidentale) e, con sentenza n. 246/2003, il Tribunale di Forli’, accolse solo l’appello della S. e condanno’ la societa’ a pagarle la maggior somma di Euro 233.369,14, al netto dell’acconto gia’ versato, a titolo di liquidazione del danno biologico iure proprio e a titolo di danno morale.
4. - Con la stessa sentenza il Tribunale dichiaro’ inammissibile il motivo d’appello relativo al danno morale e al danno biologico azionato iure hereditatis dalla S., sul presupposto, quanto al primo, che si trattava di domanda proposta solo in via subordinata per il caso dl mancato riconoscimento del danno morale iure proprio, e, quanto al secondo, che si trattava di domanda nuova (peraltro, infondata...
1. Sintesi ed analisi dei motivi di ricorso di S. e U..
1. - Con il primo motivo di ricorso, i ricorrenti denunciano la violazione e/o falsa applicazione dell’art. 2059 cod.civ. in relazione al principio dell’integrale risarcimento del danno non patrimoniale, che deve ricomprendere anche il danno esistenziale, da compromissione del rapporto parentale e da lesione del diritti assoluti e fondamentali, previsti dagli artt. 7 e 9 della Carta di Nizza, 3, 29 e 30 della Costituzione.
Il motivo e’ Inammissibile, oltre che infondato.
1.1. - Una prima ragione di ragione di inammissibilita’ sta nel fatto che, nell’illustrare il motivo, le parti hanno trascritto quasi Integralmente la sentenza d’appello, inserendovi con gli stessi caratteri grafici e tutto racchiuso dalle medesime virgolette senza soluzione di continuita’, considerazioni e tesi difensive, trascrizioni di parti degli atti relativi alle precedenti fasi del giudizio (atto di appello) e brani dl sentenze emesse da altre autorita’ giudiziarie in altre controversie (Corte d’appello di Torino, Tribunale di Modena, Corte di cassazione n. 12273 del 2011), In un unico contesto argomentativo che non consente di cogliere le specifiche critiche mosse alla sentenza impugnata.
Ora, e’ affermazione ricorrente di questa Corte che e’ inammissibile, per violazione del criterio della specificita’ e autosufficienza, il ricorso per cassazione confezionato mediante l’assemblaggio di parti eterogenee del materiale di causa quando cio’ renda incomprensibile il mezzo processuale, perche’ privo di una corretta ed essenziale narrazione dei fatti processuali (ai sensi dell’art. 366, comma 1, n. 3, c.p.c.), della sintetica esposizione della soluzione accolta dal giudice di merito, nonche’ dell’illustrazione dell’errore da quest’ultimo commesso e delle ragioni che lo facciano considerare tale, addossando in tal modo...
TI del 07/02/1992 Art. 6
TI 4 novembre 1950, Art. 2 ROMA