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Timestamp: 2019-04-21 04:15:37+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 337', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 3']

Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 1 giugno 2011, n. 22165. La responsabilità del personale medico non è sufficiente per scagionare il soggetto che provocato il sinistro dall’accusa di omicidio colposo - Renato D'Isa
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Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza 1 giugno 2011, n. 22165. La responsabilità del personale medico non è sufficiente per scagionare il soggetto che provocato il sinistro dall’accusa di omicidio colposo
Corte di cassazione – Sezione IV penale – sentenza 1 giugno 2011, n. 22165. La responsabilità del personale medico non è sufficiente per scagionare il soggetto che provocato il sinistro dall’accusa di omicidio colposo
Sentenza 16 marzo – 1 giugno 2011, n. 22165
Infatti sarebbe stata direttamente consegnata ad un ufficiale di p.g. e non invece presentata ad un agente consolare all’estero, secondo il disposto dell’art. 337 c.p.p.. Per l’effetto, il giudice avrebbe dovuto pronunciare sentenza di non luogo a procedere per difetto di querela relativamente alla posizione della B.J..
Sul punto osserva il Collegio che la necessità di apporre la c.d. apostille alle firme di atti da e per l’estero è stata espressamente esclusa dalla Convenzione di Bruxelles del 25 maggio 1997, resa esecutiva in Italia con L. 24 aprile 1990, n. 106. La convenzione di Bruxelles ha sostituito tra gli stati contraenti le disposizioni degli altri trattati, convenzioni o accordi, relativi alla semplificazione o alla soppressione della legalizzazioni di atti ed ha fatto riferimento specifico agli atti pubblici che, redatti sul territorio di uno Stato contraente, devono essere esibiti sul territorio di un altro Stato contraente; ha precisato (art. 1, comma 2, lett. d) che, per atti pubblici, devono intendersi ai sensi della convenzione anche “le dichiarazioni ufficiali, quali attestati di registrazione, visti per convalida di data ed autenticazioni di sottoscrizioni, apposte su una scrittura privata”; ha aggiunto (art. 3) che la legalizzazione, ai sensi della convenzione, non concerne che la formalità con cui viene attestata l’autenticità della firma, la legale qualità del firmatario dell’atto e, se necessario, l’identità del sigillo o del timbro apposto sull’atto (v. in tema, Sezione 4, 18 febbraio 2009, n.14413, P.C.. in proc. Dafermos, rv. 243880).