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Timestamp: 2020-08-14 06:01:26+00:00
Document Index: 13021400

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art.10', 'art. 10', 'art. 18', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 7', 'art. 14', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 25', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 82', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25']

0.672.966.51
Convention du 15 novembre 1995 entre la Confédération suisse et la Fédération de Russie en vue d’éviter les doubles impositions en matière d’impôts sur le revenu et sur la fortune (avec Prot.)
Convenzione del 15 novembre 1995 tra la Confederazione Svizzera e la Federazione Russa per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio (con Prot.)
Convenzione tra la Confederazione Svizzera e la Federazione ...
Conclusa il 15 novembre 1995 Approvata dall’Assemblea federa...
Art. 25a Scambio di informazioni
Art. 25b Fruizione abusiva
Scambio di lettere del 15 novembre 1995
Articolo XI paragrafo 2 del Protocollo del 24 settembre 2011...
Convenzione tra la Confederazione Svizzera e la Federazione Russa per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio
Conclusa il 15 novembre 1995 Approvata dall’Assemblea federale il 23 settembre 19962 Entrata in vigore mediante scambio di note il 18 aprile 1997
(Stato 9 novembre 2012)
Il Consiglio federale svizzero, e il Governo della Federazione Russa,
2. Sono considerate imposte sul reddito e sul patrimonio le imposte prelevate sul reddito complessivo, sul patrimonio complessivo o su elementi del reddito o del patrimonio comprese le imposte sugli utili derivanti dall’alienazione di beni mobili o immobili nonché le imposte sui plusvalori.
sul patrimonio (patrimonio complessivo, patrimonio mobiliare ed immobiliare, patrimonio industriale e commerciale, capitale e riserve ed altri elementi del patrimonio)
per quanto concerne la Russia:
le imposte sui profitti di enti;
le imposte sul reddito delle persone fisiche;
le imposte sul capitale di enti; e
le imposte sul patrimonio delle persone fisiche
(qui di seguito indicate quali «imposta russa»).
1 Nuovo testo giusta l’art. I del Prot. del 24 set. 2011, approvato dall’AF il 15 giu. 2012, in vigore dal 9 nov. 2012 (RU 2012 6647; FF 2011 7935).
le espressioni «uno Stato contraente» e «l’altro Stato contraente» designano, a seconda del contesto, la Svizzera o la Federazione Russa;
b) – il termine «Svizzera» designa la Confederazione Svizzera,
l’espressione «la Federazione Russa (Russia)», usato in senso geografico, designa il territorio della Federazione Russa, comprese le acque interne e le acque territoriali, lo spazio aereo sovrastante, la zona economica esclusiva e lo zoccolo continentale, sul quale la Federazione Russa, in accordo con il diritto russo e il diritto internazionale, può esercitare i diritti sovrani;
l’espressione «suddivisione politica» designa:
nella Svizzera, i Cantoni,
in Russia, unità amministrative da costituire o altre unità amministrative territoriali;
per quanto concerne la Svizzera, il direttore dell’Amministrazione federale delle contribuzioni o il suo rappresentante autorizzato,
per quanto concerne la Russia, il Ministero delle finanze o il suo rappresentante autorizzato;
le persone fisiche che hanno la cittadinanza di uno Stato contraente;
le persone giuridiche, le associazioni di persone e le altre associazioni costituite conformemente alla legislazione in vigore in uno Stato contraente.
1.1 Ai fini della presente Convenzione, l’espressione «residente di uno Stato contraente» designa ogni persona che, in virtù della legislazione di detto Stato, è assoggettata a imposta nello stesso Stato a motivo del suo domicilio, della sua residenza, della sede della sua direzione o di ogni altro criterio di natura analoga e comprende pure questo Stato, le sue suddivisioni politiche e i suoi enti locali. Tuttavia, tale espressione non comprende le persone che sono imponibili in questo Stato soltanto per i redditi derivanti da fonti situate in questo Stato o per il patrimonio ivi situato.
1 Nuovo testo giusta l’art. II del Prot. del 24 set. 2011, approvato dall’AF il 15 giu. 2012, in vigore dal 9 nov. 2012 (RU 2012 6647; FF 2011 7935).
3. Un cantiere di costruzione o una catena di montaggio costituisce una stabile organizzazione soltanto se la sua durata oltrepassa i dodici mesi.
macchine o impianti esposti vengono venduti alla fine di un’esposizione;
un montaggio è effettuato da un’impresa di uno Stato contraente nell’altro Stato contraente in relazione con la fornitura di macchine o impianti prodotti in misura considerevole da questa impresa;
una sede fissa di affari è utilizzata ai soli fini dell’esercizio cumulativo delle attività menzionate alle lettere a-g, a condizione che l’insieme delle attività della sede fissa di affari risultante da questo cumulo mantenga un carattere preparatorio o ausiliario.
5. Nonostante le disposizioni dei paragrafi 1 e 2, se una persona –diversa da un agente che goda di uno status indipendente, di cui al paragrafo 6 –agisce per conto di un’impresa e dispone in uno Stato contraente di poteri che esercita abitualmente e che le permettono di concludere contratti a nome dell’impresa, si considera che questa impresa abbia in questo Stato una stabile organizzazione per tutte le attività che questa persona esercita a suo nome, a meno che le attività di questa persona non si limitino a quelle menzionate al paragrafo 4 e che, se fossero esercitate per il tramite di una sede fissa di affari, non permetterebbero di considerare tale sede come una stabile organizzazione giusta le disposizioni di tale paragrafo.
6. Non si considera che un’impresa abbia una stabile organizzazione in uno Stato contraente per il solo fatto che essa vi eserciti la propria attività per mezzo di un mediatore, di un commissionario generale o di ogni altro intermediario che goda di uno status indipendente, a condizione che dette persone agiscano nell’ambito della loro ordinaria attività.
2. L’espressione «beni immobili» ha il significato che ad essa è attribuito dal diritto dello Stato contraente in cui i beni stessi sono situati. L’espressione comprende in ogni caso gli accessori, le scorte vive o morte delle aziende agricole e forestali, i diritti ai quali si applicano le disposizioni del diritto comune riguardanti la proprietà fondiaria, l’usufrutto dei beni immobili e i diritti relativi a canoni variabili o fissi per lo sfruttamento o la concessione dello sfruttamento di giacimenti minerari, sorgenti ed altre risorse naturali. Le navi e gli aeromobili non sono considerati beni immobili.
2. Fatte salve le disposizioni del paragrafo 3, quando un’impresa di uno Stato contraente svolge la sua attività nell’altro Stato contraente per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata, in ciascuno Stato contraente sono attribuiti a detta stabile organizzazione gli utili che essa avrebbe potuto conseguire se fosse stata un’impresa distinta svolgente attività identiche o analoghe in condizioni identiche o analoghe e avesse trattato in piena indipendenza con l’impresa di cui è la stabile organizzazione. In particolare:
qualora un’impresa di uno Stato contraente venda merci o svolga la sua attività nell’altro Stato contraente per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata, gli utili di questa stabile organizzazione non sono determinati sulla base dell’importo complessivo ricevuto dall’impresa ma unicamente in base alla parte di entrate complessive attribuibile all’attività effettiva della stabile organizzazione per queste vendite o per quest’altra attività;
nel caso di contratti di sorveglianza, di fornitura o di montaggio o di costruzione di attrezzature o di impianti industriali, commerciali o scientifici oppure di opere pubbliche, qualora l’impresa abbia una stabile organizzazione, gli utili di questa stabile organizzazione non saranno determinati in base all’importo complessivo del contratto, bensì soltanto in base alla parte di contratto effettivamente eseguita dalla stabile organizzazione nello Stato in cui essa è situata;
gli utili afferenti alla parte del contratto eseguita dalla sede principale dell’impresa sono imponibili soltanto nello Stato di cui l’impresa è residente.
2. Quando utili in base ai quali un’impresa di uno Stato contraente è stata imposta in questo Stato sono inclusi anche negli utili di un’impresa dell’altro Stato contraente e tassati in conseguenza, e gli utili così inclusi sono utili che sarebbero stati conseguiti dall’impresa dell’altro Stato contraente se le condizioni convenute tra le due imprese fossero state quelle che sarebbero state fissate tra imprese indipendenti, le autorità competenti degli Stati contraenti possono consultarsi in vista di raggiungere un accordo sugli adeguamenti da portare agli utili nei due Stati contraenti.
3. Uno Stato contraente non rettificherà gli utili di un’impresa nei casi previsti dal paragrafo 1 dopo lo spirare dei termini previsti dalla sua legislazione nazionale e, in ogni caso, non dopo lo spirare di sei anni a partire dalla fine dell’anno in cui gli utili oggetto di tale rettifica sarebbero stati conseguiti da un’impresa di questo Stato. Il presente paragrafo non è applicabile in caso di frode od omissione volontaria.
il 5 per cento dell’ammontare lordo dei dividendi, se il beneficiario effettivo è una società (diversa da una società di persone) che detiene direttamente almeno il 20 per cento del capitale della società che paga i dividendi e al momento della scadenza dei dividendi la partecipazione supera i duecento mila (200 000) franchi svizzeri o l’equivalente in un’altra valuta;
3.1 Nonostante le disposizioni del paragrafo 2, i dividendi pagati da una società residente di uno Stato contraente a una persona residente dell’altro Stato contraente sono imponibili solo in detto altro Stato, se il beneficiario effettivo:
è un’istituzione di previdenza o un’altra istituzione simile che offre piani di previdenza cui partecipano persone fisiche per assicurare prestazioni di vecchiaia, di invalidità o per i superstiti, a condizione che l’istituzione di previdenza o l’istituzione simile siano costituite secondo la legislazione dell’altro Stato contraente, siano fiscalmente riconosciute e siano sottoposte alla relativa vigilanza; oppure
è il Governo dell’altro Stato, una sua suddivisione politica o un suo ente locale, oppure:
per quanto concerne la Russia, la Banca centrale della Federazione Russa (Banca russa),
per quanto concerne la Svizzera, la Banca nazionale svizzera.
I paragrafi 2 e 3 del presente articolo non riguardano l’imposizione degli utili con i quali sono pagati i dividendi.
4.2 Ai fini del presente articolo il termine «dividendi» designa i redditi derivanti da azioni o da altre quote di partecipazione agli utili, ad eccezione dei crediti, nonché i redditi di altre quote sociali assimilati ai redditi di azioni dalla legislazione fiscale dello Stato di cui la società distributrice è residente. Il termine comprende anche pagamenti relativi a partecipazioni a fondi immobiliari e di investimento, di cui più del 50 per cento dei redditi provengono da azioni.
5.3 Le disposizioni dei paragrafi 1, 2 e 3 non si applicano nel caso in cui il beneficiario effettivo residente di uno Stato contraente eserciti nell’altro Stato contraente di cui la società che paga i dividendi è residente, sia un’attività commerciale o industriale per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata, sia una professione indipendente mediante una base fissa ivi situata, e la partecipazione generatrice dei dividendi si ricolleghi effettivamente a detta stabile organizzazione o base fissa. In tale ipotesi, trovano applicazione le disposizioni dell’articolo 7 o dell’articolo 14, a seconda dei casi.
6.4 Qualora una società residente di uno Stato contraente ricavi utili o redditi dall’altro Stato contraente, detto altro Stato non può applicare alcuna imposta sui dividendi pagati dalla società, a meno che tali dividendi siano pagati ad un residente di detto altro Stato o la partecipazione generatrice dei dividendi si ricolleghi effettivamente ad una stabile organizzazione o ad una base fissa situata in detto altro Stato, né prelevare alcuna imposta, a titolo di imposizione degli utili non distribuiti, sugli utili non distribuiti della società, anche se i dividendi pagati o gli utili non distribuiti costituiscano in tutto o in parte utili o redditi realizzati in detto altro Stato.
1 Nuovo testo giusta l’art. III del Prot. del 24 set. 2011, approvato dall’AF il 15 giu. 2012, in vigore dal 9 nov. 2012 (RU 2012 6647; FF 2011 7935).
2 Nuovo testo giusta l’art. III del Prot. del 24 set. 2011, approvato dall’AF il 15 giu. 2012, in vigore dal 9 nov. 2012 (RU 2012 6647; FF 2011 7935).
3 Introdotto dall’art. III del Prot. del 24 set. 2011, approvato dall’AF il 15 giu. 2012, in vigore dal 9 nov. 2012 (RU 2012 6647; FF 2011 7935).
4 Originario par. 5.
2. Ai fini del presente articolo il termine «interessi» designa i redditi provenienti da crediti di ogni natura, corredati o no di pegno immobiliare o di una clausola di partecipazione agli utili del debitore, e segnatamente i redditi provenienti da prestiti pubblici e obbligazioni di prestiti, compresi i premi ed altri utili relativi a detti titoli. Le penali per pagamento tardivo non sono considerate interessi ai sensi del presente articolo.
3. Le disposizioni del paragrafo 1 non si applicano nel caso in cui il beneficiario effettivo degli interessi, residente di uno Stato contraente, eserciti nell’altro Stato contraente dal quale provengono gli interessi sia un’attività industriale o commerciale per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata sia una libera professione mediante una base fissa ivi situata, e il credito generatore degli interessi si ricolleghi effettivamente a detta stabile organizzazione o base fissa. In tale ipotesi, trovano applicazione le disposizioni dell’articolo 7 o dell’articolo 14, a seconda dei casi.
4. Se, in conseguenza di particolari relazioni esistenti tra debitore e beneficiario effettivo o tra ciascuno di essi e terze persone, l’ammontare degli interessi pagati, tenuto conto del credito per il quale sono pagati, eccede quello che sarebbe stato convenuto tra debitore e beneficiario effettivo in assenza di simili relazioni, le disposizioni del presente articolo si applicano soltanto a quest’ultimo ammontare. In tal caso, la parte eccedente dei pagamenti è imponibile in conformità della legislazione di ciascuno Stato contraente e tenuto conto delle altre disposizioni della presente Convenzione
1 Nuovo testo giusta l’art. IV del Prot. del 24 set. 2011, approvato dall’AF il 15 giu. 2012, in vigore dal 9 nov. 2012 (RU 2012 6647; FF 2011 7935).
1. I canoni provenienti da uno Stato contraente e pagati ad un residente dell’altro Stato contraente sono imponibili soltanto in detto altro Stato, se questo residente ne è il beneficiario effettivo.
2. Ai fini del presente articolo il termine «canoni» designa i compensi di qualsiasi natura corrisposti per l’uso o la concessione in uso di un diritto d’autore su opere letterarie, artistiche o scientifiche, ivi comprese le pellicole cinematografiche o le registrazioni su nastro per trasmissioni radiofoniche e televisive, di brevetti, marchi di fabbrica o di commercio, disegni o modelli, progetti, formule o procedimenti segreti, programmi per elaboratori elettronici oppure per l’uso o la concessione in uso di equipaggiamenti industriali, commerciali o scientifici o per informazioni concernenti esperienze di carattere industriale, commerciale o scientifico.
3. Le disposizioni del paragrafo 1 non si applicano nel caso in cui il beneficiario dei canoni, residente di uno Stato contraente, eserciti, nell’altro Stato contraente dal quale provengono i canoni, sia un’attività commerciale o industriale per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata, sia una libera professione mediante una base fissa ivi situata ed i diritti o i beni generatori dei canoni si ricolleghino effettivamente a detta stabile organizzazione o base fissa. In tale ipotesi, trovano applicazione le disposizioni dell’articolo 7 o dell’articolo 14, a seconda dei casi.
4. Se, in conseguenza di particolari relazioni esistenti tra debitore e beneficiario effettivo o tra ciascuno di essi e terze persone, l’ammontare dei canoni pagati, tenuto conto della prestazione per la quale sono pagati, eccede quello che sarebbe stato convenuto tra debitore e beneficiario effettivo in assenza di simili relazioni, le disposizioni del presente articolo si applicano soltanto a quest’ultimo ammontare. In tal caso, la parte eccedente dei pagamenti è imponibile in conformità della legislazione di ciascuno Stato contraente e tenuto conto delle altre disposizioni della presente Convenzione.
2. Gli utili derivanti dall’alienazione di beni mobili facenti parte dell’attivo di una stabile organizzazione che un’impresa di uno Stato contraente ha nell’altro Stato contraente, ovvero di beni mobili appartenenti ad una base fissa di cui dispone un residente di uno Stato contraente nell’altro Stato contraente per l’esercizio di una libera professione, compresi gli utili derivanti dall’alienazione di detta stabile organizzazione (da sola o in uno con l’intera impresa) o di detta base fissa, sono imponibili in detto altro Stato. Tuttavia, gli utili di un’impresa di uno Stato contraente derivanti dall’alienazione di navi o di aeromobili impiegati nel traffico internazionale o di beni mobili adibiti al loro esercizio, sono imponibili soltanto in questo Stato.
3.1 Gli utili che un residente di uno Stato contraente trae dall’alienazione di azioni di una società il cui valore consiste, direttamente o indirettamente, per oltre il 50 per cento in beni immobili situati nell’altro Stato contraente sono imponibili in quest’ultimo Stato. Le disposizioni del presente paragrafo non sono tuttavia applicabili qualora:
le azioni siano quotate in una borsa riconosciuta in uno degli Stati contraenti o in un’altra borsa concordata dalle competenti autorità degli Stati contraenti; o
si tratti di quote di una società il cui valore consiste per oltre il 50 per cento in beni immobili nei quali la società esercita la sua attività.
4.2 Gli utili derivanti dall’alienazione di ogni altro bene diverso da quelli indicati ai paragrafi 1 e 2 sono imponibili soltanto nello Stato contraente di cui l’alienante è residente.
1 Introdotto dall’art. V del Prot. del 24 set. 2011, approvato dall’AF 15 giu. 2012, in vigore dal 9 nov. 2012 (RU 2012 6647; FF 2011 7935).
2 Originario par. 3.
1. I redditi che un residente di uno Stato contraente ritrae dall’esercizio di una libera professione o di altre attività indipendenti di carattere analogo sono imponibili soltanto in detto Stato, a meno che egli non disponga abitualmente di una base fissa nell’altro Stato contraente per l’esercizio della propria attività.
Ove disponga di una tale base fissa, i redditi sono imponibili nell’altro Stato, ma unicamente nella misura in cui essi sono imputabili a detta base fissa.
3. Nonostante le precedenti disposizioni del presente articolo, le remunerazioni percepite in corrispettivo di un lavoro subordinato svolto a bordo di navi o aeromobili impiegati nel traffico internazionale da un residente di uno Stato contraente, sono imponibili in questo Stato contraente.
Le partecipazioni agli utili, i gettoni di presenza e le altre retribuzioni analoghe che un residente di uno Stato contraente riceve in qualità di membro del consiglio di amministrazione o di sorveglianza di una società residente dell’altro Stato contraente sono imponibili in detto altro Stato.
2. Quando il reddito proveniente da prestazioni personali esercitate da un artista dello spettacolo o da uno sportivo in tale qualità è attribuito ad una persona diversa dall’artista o dallo sportivo medesimo, detto reddito può essere tassato nello Stato contraente dove dette prestazioni sono svolte, nonostante le disposizioni degli articoli 7, 14 e 15. Le disposizioni del presente paragrafo non si applicano qualora sia stabilito che né l’artista dello spettacolo né lo sportivo partecipino agli utili di quest’altra persona. In tale ipotesi trovano applicazione le disposizioni dell’articolo 7 o dell’articolo 14, a seconda dei casi.
Fatte salve le disposizioni del paragrafo 2 dell’articolo 19, le pensioni e le altre remunerazioni analoghe, pagate ad un residente di uno Stato contraente in relazione ad un cessato impiego, sono imponibili soltanto in detto Stato.
a) Le remunerazioni, diverse dalle pensioni, pagate da uno Stato contraente, da una sua suddivisione politica o da un suo ente locale ad una persona fisica, in corrispettivo di servizi resi a tale Stato, suddivisione o ente locale, sono imponibili soltanto in questo Stato.
Tuttavia, tali remunerazioni sono imponibili soltanto nell’altro Stato contraente qualora i servizi siano resi in detto Stato e la persona fisica sia un residente di detto altro Stato contraente e
3. Le disposizioni degli articoli 15, 16 e 18 si applicano alle remunerazioni e alle pensioni pagate in corrispettivo di servizi resi nell’ambito di un’attività industriale o commerciale esercitata da uno Stato contraente, da una sua suddivisione politica o da un suo ente locale.
2. Le disposizioni del paragrafo 1 non si applicano ai redditi diversi da quelli provenienti da beni immobili come sono definiti al paragrafo 2 dell’articolo 6, quando il beneficiario di tali redditi, residente di uno Stato contraente, esercita nell’altro Stato contraente sia un’attività industriale o commerciale per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata, sia una professione indipendente mediante una base fissa ivi situata, cui si ricollega effettivamente il diritto o il bene generatore dei redditi. In tale ipotesi trovano applicazione le disposizioni dell’articolo 7 o dell’articolo 14, a seconda dei casi.
3. Il presente articolo non si applica alle imposte prelevate alla fonte sulle vincite alle lotterie.
1. Il patrimonio costituito da beni immobili, considerati all’articolo 6, posseduto da un residente di uno Stato contraente e situato nell’altro Stato contraente è imponibile in detto altro Stato.
3. Il patrimonio costituito da navi o da aeromobili impiegati nel traffico internazionale da un residente di uno Stato contraente nonché da beni mobili adibiti al loro esercizio, è imponibile soltanto in questo Stato contraente.
Per quanto concerne la Svizzera, la doppia imposizione sarà evitata nel modo seguente:
Qualora un residente di Svizzera ritragga redditi o possieda un patrimonio che, giusta le disposizioni della presente Convenzione, sono imponibili in Russia, la Svizzera esenta da imposta detti redditi o detto patrimonio, salve le disposizioni della lettera b), ma può, per determinare l’imposta afferente al rimanente reddito o al rimanente patrimonio di questo residente, applicare l’aliquota corrispondente all’intero reddito o all’intero patrimonio, senza tener conto dell’esenzione. Gli utili di cui al paragrafo 3 dell’articolo 13 (Utili di capitale) sono esenti dall’imposta unicamente solo se è comprovata l’imposizione effettiva nella Federazione Russa.1
Qualora un residente di Svizzera riceva dividendi o interessi che secondo le disposizioni degli articoli 10 o 11 sono imponibili in Russia, la Svizzera accorda, su domanda del residente, uno sgravio che può avere le seguenti forme:
computo dell’imposta pagata in Russia, giusta le disposizioni degli articoli 10 e 11, sull’imposta svizzera sul reddito di suddetto residente; l’ammontare computato non può tuttavia eccedere la frazione dell’imposta svizzera, calcolata prima del computo, che corrisponde al reddito imponibile in Russia; o
esenzione parziale dall’imposta svizzera dei dividendi o degli interessi di cui si tratta, pari almeno all’imposta prelevata in Russia sull’ammontare lordo dei dividendi o degli interessi.
Qualora riceva dividendi da una società residente di Russia, una società residente di Svizzera fruisce, per quanto concerne la riscossione dell’imposta svizzera afferente a detti dividendi, delle medesime agevolazioni di cui beneficerebbe se la società che paga i dividendi fosse residente della Svizzera.
Per quanto concerne la Russia, la doppia imposizione sarà evitata nel modo seguente:
Qualora un residente della Russia ritragga redditi o possieda un patrimonio che, giusta la presente Convenzione, sono imponibili in Svizzera, l’ammontare dell’imposta pagata in Svizzera su questi redditi o su questo patrimonio viene computato sull’imposta prelevata in Russia. L’ammontare computato non può tuttavia eccedere l’ammontare dell’imposta russa su questi redditi o su questo patrimonio calcolato conformemente alle leggi e disposizioni fiscali russe.
1 Per. introdotto dall’art. VI del Prot. del 24 set. 2011, approvato dall’AF il 15 giu. 2012, in vigore dal 9 nov. 2012 (RU 2012 6647; FF 2011 7935).
1. I cittadini di uno Stato contraente non sono assoggettati nell’altro Stato contraente ad alcuna imposizione o ad alcun obbligo ad essa relativo, diversi o più onerosi di quelli cui sono o potranno essere assoggettati i cittadini di detto altro Stato che si trovino nella stessa situazione, in particolare in relazione alla residenza. La presente disposizione si applica altresì, nonostante le disposizioni dell’articolo 1, alle persone che non sono residenti di uno o di entrambi gli Stati contraenti.
3. Fatta salva l’applicazione delle disposizioni dell’articolo 9, del paragrafo 7 dell’articolo 11 o del paragrafo 4 dell’articolo 12, gli interessi, i canoni ed altre spese pagati da un’impresa di uno Stato contraente ad un residente dell’altro Stato contraente sono deducibili ai fini della determinazione degli utili imponibili di detta impresa, nelle stesse condizioni in cui sarebbero deducibili se fossero pagati ad un residente del primo Stato. Allo stesso modo, i debiti di un’impresa di uno Stato contraente nei confronti di un residente dell’altro Stato contraente sono deducibili, ai fini della determinazione del patrimonio imponibile di tale impresa, nelle stesse condizioni in cui sarebbero deducibili se fossero contratti nei confronti di un residente del primo Stato.
4. Le imprese di uno Stato contraente, il cui capitale è, in tutto o in parte, direttamente o indirettamente, posseduto o controllato da uno o più residenti dell’altro Stato contraente, non sono assoggettate nel primo Stato contraente ad alcuna imposizione o ad alcun obbligo ad essa relativo, diverso o più oneroso di quelli cui sono o potranno essere assoggettate le altre imprese della stessa natura del primo Stato.
5. Le disposizioni del presente articolo si applicano alle imposte oggetto della presente Convenzione.
1. Quando ritiene che le misure adottate da uno o da entrambi gli Stati contraenti comportano o comporteranno per lei un’imposizione non conforme alla presente Convenzione, una persona può, indipendentemente dai mezzi giuridici previsti dalla legislazione nazionale di detti Stati, sottoporre il suo caso all’autorità competente dello Stato contraente di cui è residente o, se il suo caso ricade nell’ambito di applicazione del paragrafo 1 dell’articolo 24, a quella dello Stato contraente di cui possiede la cittadinanza. Il caso dovrà essere sottoposto entro i tre anni che seguono la prima notificazione della misura che comporta un’imposizione non conforme alle disposizioni della presente Convenzione.
Art. 25a1Scambio di informazioni
1. Le autorità competenti degli Stati contraenti si scambiano le informazioni verosimilmente rilevanti per l’esecuzione della presente Convenzione oppure per l’applicazione o l’esecuzione del diritto interno relativo alle imposte considerate dalla Convenzione e all’imposta sul valore aggiunto nella misura in cui l’imposizione prevista non sia contraria alla Convenzione. Lo scambio di informazioni non è limitato dall’articolo 1.
2. Le informazioni ottenute in virtù del paragrafo 1 da uno Stato contraente sono tenute segrete allo stesso modo di quelle ottenute in applicazione della legislazione di questo Stato e sono accessibili soltanto alle persone o autorità (compresi i tribunali e le autorità amministrative) che si occupano dell’accertamento o della riscossione delle imposte di cui al paragrafo 1, dell’esecuzione o del perseguimento penale oppure della decisione di ricorrere a rimedi giuridici inerenti a queste imposte. Tali persone o autorità possono utilizzare le informazioni unicamente per questi fini. Possono rivelarle nell’ambito di una procedura giudiziaria pubblica o in una decisione giudiziaria. Nonostante le disposizioni precedenti, uno Stato contraente può utilizzare ad altri fini le informazioni ricevute, se tali informazioni possono essere impiegate per tali altri fini secondo la legislazione di entrambi gli Stati e se le autorità competenti dello Stato richiesto ne hanno approvato l’impiego.
5. In nessun caso le disposizioni del paragrafo 3 devono essere interpretate nel senso che permettono a uno Stato Contraente di rifiutare di comunicare informazioni unicamente perché queste sono detenute da una banca, un altro istituto finanziario, un mandatario o una persona operante come agente o fiduciario oppure perché dette informazioni si rifanno ai diritti di proprietà di una persona. Nonostante le disposizioni del paragrafo 3 o le disposizioni contrarie del diritto interno, le autorità fiscali dello Stato richiesto sono autorizzate a divulgare le informazioni menzionate in questo paragrafo, al fine di soddisfare gli obblighi da esso previsti.
1 Introdotto dall’art. VII del Prot. del 24 set. 2011, approvato dall’AF il 15 giu. 2012, in vigore dal 9 nov. 2012 (RU 2012 6647; FF 2011 7935). Vedi anche l'art. XI par. 2 lett. c di detto Port. alla fine del presente testo.
Art. 25b1Fruizione abusiva
Le disposizioni degli articoli 10, 11 e 12 non si applicano ai dividendi, interessi o canoni pagati conformemente a un sistema di fruizione abusiva di benefici oppure facenti parte di un simile sistema. L’espressione «sistema di fruizione abusiva di benefici» designa un’operazione o una sequenza di operazioni strutturata in modo che un residente di uno Stato contraente, avente diritto ai vantaggi della presente Convenzione, percepisca redditi provenienti dall’altro Stato contraente e li trasmetta integralmente o quasi integralmente (in qualsiasi momento o forma), direttamente o indirettamente a una persona non residente di uno Stato contraente, la quale, se ottenesse tali redditi direttamente in provenienza dall’altro Stato contraente, non avrebbe diritto, in base a una convenzione per evitare le doppie imposizioni tra il suo Stato di residenza e lo Stato da cui provengono i redditi oppure in altro modo, a vantaggi in relazione a tali redditi equivalenti o più favorevoli rispetto ai vantaggi di cui gode un residente di uno Stato contraente della presente Convenzione, e in modo che lo scopo principale del sistema scelto consista nel beneficiare dei vantaggi della presente Convenzione. Nel quadro di una procedura amichevole le autorità competenti possono accordarsi su casi o circostanze, in cui lo scopo principale dell’impiego di un sistema di fruizione abusiva di benefici tramite terzi consiste nel fruire dei vantaggi ai sensi del presente articolo.
1 Introdotto dall’art. VIII del Prot. del 24 set. 2011, approvato dall’AF il 15 giu. 2012, in vigore dal 9 nov. 2012 (RU 2012 6647; FF 2011 7935).
1. I Governi di entrambi gli Stati contraenti si notificheranno reciprocamente la conclusione delle procedure richieste dal loro rispettivo diritto in vista dell’entrata in vigore della presente Convenzione.
2. La presente Convenzione entrerà in vigore il trentesimo giorno successivo alla data dell’ultima notificazione menzionata al paragrafo 1 e le sue disposizioni saranno applicabili:
con riferimento alle imposte trattenute alla fonte, ai redditi pagati o accreditati il, o dopo il, 1° gennaio dell’anno civile successivo a quello dell’entrata in vigore della Convenzione;
con riferimento alle altre imposte, agli anni fiscali che iniziano il, o dopo il, 1° gennaio dell’anno civile successivo a quello dell’entrata in vigore della Convenzione.
a) La Convenzione tra la Confederazione Svizzera e l’Unione delle Repubbliche socialiste sovietiche su questioni fiscali, firmata a Mosca il 5 settembre 19861, sarà abrogata per quanto concerne le relazioni tra la Svizzera e la Russia alla data dell’entrata in vigore della presente Convenzione.
Lo scambio di note del 18 gennaio 19682 fra l’Ambasciata di Svizzera e il Ministero sovietico per gli affari esteri concernente l’imposizione delle imprese di navigazione marittima o aerea sarà abrogato per quanto concerne le relazioni tra la Svizzera e la Russia alla data dell’entrata in vigore della presente Convenzione.
1 RS 0.672.977.21
2 RS 0.672.977.25
La presente Convenzione rimarrà in vigore sino alla denuncia da parte di uno degli Stati contraenti. Ciascuno Stato contraente può denunciare la Convenzione per via diplomatica con un preavviso minimo di sei mesi prima della fine di ogni anno civile. In tal caso la Convenzione cesserà di essere applicabile ad ogni anno fiscale che inizia il, o dopo il, 1° gennaio dell’anno civile successivo a quello della denuncia della Convenzione.
Fatto in duplice esemplare a Mosca, il 15 novembre 1995, nelle lingue tedesca, russa e inglese, ciascun testo facente egualmente fede. In caso di divergenza d’interpretazione fra il testo tedesco e russo, fa stato il testo inglese.
della Federazione Russa:
Scambio di lettere del 15 novembre 19953
Protocollo4
Il Consiglio federale svizzero e il Governo della Federazione Russa
all’atto della firma del Protocollo che modifica la Convenzione tra la Confederazione Svizzera e la Federazione Russa per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio, conclusa a Mosca il 15 novembre 1995, hanno convenuto le seguenti disposizioni che formano parte integrante della Convenzione.
Resta inteso che le informazioni o le attestazioni di residenza ricevute in applicazione dell’articolo 25a (Scambio di informazioni) non necessitano di autenticazione o postille per l’impiego nell’altro Stato contraente, compresa l’utilizzazione presso tribunali e autorità amministrative. Tale regola è pure applicabile a ogni altro documento emesso dall’autorità competente di uno Stato contraente o dal suo rappresentante autorizzato.
2. Ad art. 4 par. 3 (Residenza)
Resta inteso che la sede della direzione effettiva di una persona diversa da una persona fisica si trova nel luogo in cui fondamentalmente sono prese le decisioni dirigenziali e aziendali rilevanti necessarie all’esercizio dell’impresa del soggetto giuridico nella sua totalità. Per determinare la sede della direzione effettiva occorre esaminare tutti i fatti e le circostanze rilevanti. Un soggetto giuridico può contare più luoghi dai quali l’impresa è diretta. La sede della direzione effettiva in un determinato momento può invece sussistere unicamente in un luogo.
3. Ad art.10 par. 3 lett. b (Dividendi)
Resta inteso che l’espressione «istituzione di previdenza o altra istituzione simile che offre piani di previdenza» comprende le seguenti istituzioni nonché tutte le istituzioni simili costituite sulla base delle leggi emanate dopo la firma del Protocollo:
nella Federazione Russa, tutti i piani e modelli secondo:
la legge federale del 7 maggio 1998 n. 75-FZ sulle casse pensioni non statali,
la legge federale del 15 dicembre 2001 n. 167-FZ sull’assicurazione obbligatoria delle pensioni nella Federazione Russa;
in Svizzera, tutti i piani e modelli secondo:
la legge federale del 20 dicembre 19465 su l’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti,
la legge federale del 19 giugno 19596 su l’assicurazione per l’invalidità,
la legge federale del 6 ottobre 20067 sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità,
la legge federale del 25 giugno 19828 sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità, comprese le istituzioni di previdenza non registrate che offrono piani di previdenza professionali, e
le forme previdenziali riconosciute della previdenza individuale vincolata secondo l’articolo 82 della legge federale del 25 giugno 1982 sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità.
Resta inoltre inteso che l’espressione «istituzione di previdenza o altra istituzione simile che offre piani di previdenza» comprende fondi d’investimento, trust e fondazioni d’investimento, a condizione che tutte le parti di questi fondi, trust e fondazioni siano detenute da istituzioni di previdenza o da piani di previdenza.
4. Ad art. 10 (Dividendi) e 11 (Interessi)
Resta inteso che gli articoli 10 e 11 non limitano l’applicazione da parte di uno Stato contraente delle disposizioni del suo diritto interno e aventi validità generale concernenti il capitale proprio occulto.
Resta inteso che i pagamenti connessi a partecipazioni in fondi di investimento, i cui redditi consistono per meno del 50 per cento in azioni, sono considerati interessi.
5. Ad art. 18 (Pensioni) e 19 (Funzioni pubbliche)
Resta inteso che il termine «pensioni» di cui agli articoli 18 e 19 non comprende soltanto pagamenti ricorrenti, ma anche prestazioni in capitale.
6. Ad art. 25 (Procedura amichevole)
Resta inteso che, qualora la Russia dopo la firma del presente Protocollo dovesse introdurre una clausola arbitrale in un Accordo o in una Convenzione per evitare le doppie imposizioni con uno Stato terzo, le autorità competenti della Federazione Russa e della Confederazione Svizzera avvieranno non appena possibile negoziati in vista della conclusione di un Protocollo di modifica, il cui obiettivo consiste nell’introduzione di una clausola arbitrale nella presente Convenzione.
7. Ad art. 25a (Scambio di informazioni)
Resta inteso che nella richiesta di assistenza amministrativa ai sensi dell’articolo 25a della Convenzione le competenti autorità fiscali dello Stato richiedente forniscono le seguenti informazioni alle competenti autorità fiscali dello Stato richiesto:
l’identità della persona oggetto del controllo o dell’inchiesta,
il periodo oggetto della domanda,
la descrizione delle informazioni richieste, nonché indicazioni sulla forma nella quale lo Stato richiedente desidera ricevere tali informazioni dallo Stato richiesto,
lo scopo fiscale per cui le informazioni sono richieste,
Resta inteso che il riferimento a informazioni «verosimilmente pertinenti» ha lo scopo di garantire uno scambio di informazioni in ambito fiscale il più ampio possibile, senza tuttavia consentire agli Stati contraenti di intraprendere una ricerca generalizzata e indiscriminata di informazioni («fishing expedition») o di domandare informazioni la cui rilevanza in merito agli affari fiscali di un determinato contribuente non è verosimile. Sebbene la lettera b del paragrafo 7 contenga importanti requisiti procedurali volti a impedire la «fishing expedition», i numeri da (i) a (v) devono essere interpretati in modo da non ostacolare uno scambio effettivo di informazioni.
Resta inteso che, sulla base dell’articolo 25a della Convenzione, gli Stati contraenti non sono tenuti a procedere a uno scambio di informazioni spontaneo o automatico.
Resta inteso che, prima della trasmissione delle informazioni allo Stato richiedente, si applicano nello Stato richiesto le norme di procedura amministrativa relative ai diritti del contribuente. Resta inoltre inteso che queste disposizioni servono a garantire al contribuente una procedura regolare e non mirano a ostacolare o ritardare indebitamente gli scambi effettivi di informazioni.
Articolo XI paragrafo 2 del Protocollo del 24 settembre 20119
2. Il presente Protocollo entra in vigore alla data dell’ultima di queste notificazioni e si applica:
con riferimento alle imposte trattenute alla fonte, alle somme pagate o accreditate il 1° gennaio dell’anno civile successivo all’entrata in vigore del presente Protocollo, o dopo tale data;
con riferimento alle altre imposte, agli anni fiscali che iniziano il 1° gennaio dell’anno successivo all’entrata in vigore del presente Protocollo, o dopo tale data;
con riferimento all’articolo 25a (Scambio di informazioni), alle richieste presentate il giorno dell’entrata in vigore del presente Protocollo o dopo tale data e che si riferiscono a informazioni riguardanti periodi fiscali che iniziano il 1° gennaio dell’anno successivo all’entrata in vigore del presente Protocollo, o dopo tale data.
RU 1998 762; FF 1996 II 184
1 Il testo originale è pubblicato sotto lo stesso numero nell’edizione tedesca della presente Raccolta.
2 RU 1998 761
3 Introdotto dall’art. IX del Prot. del 24 set. 2011, approvato dall’AF il 15 giu. 2012, con effetto dal 9 nov. 2012 (RU 2012 6647; FF 2011 7935).
4 Introdotto dall’art. X del Prot. del 24 set. 2011, approvato dall’AF il 15 giu. 2012, in vigore dal 9 nov. 2012 (RU 2012 6647; FF 2011 7935).
6 RS 831.20
8 RS 831.40
9RU 2012 6647; FF 2011 7935
Anatoly I. Golovaty
zwischen der Schweizerischen Eidgenossenschaft und der Russischen Föderation zur Vermeidung der Doppelbesteuerung auf dem Gebiet der Steuern vom Einkommen und vom Vermögen
Abgeschlossen am 15. November 1995
Von der Bundesversammlung genehmigt am 23. September 19961
In Kraft getreten durch Notenaustausch am 18. April 1997
(Stand am 9. November 2012)
die Steuer vom Ertrag von Körperschaften;
die Steuer vom Kapital von Körperschaften; und
die Steuer vom Vermögen natürlicher Personen
(im Folgenden als «russische Steuer» bezeichnet).
1 Fassung gemäss Art. I des Prot. vom 24. Sept. 2011, von der BVers genehmigt am 15. Juni 2012, in Kraft seit 9. Nov. 2012 (AS 2012 6647; BBl 2011 8955).
bedeuten die Ausdrücke «ein Vertragsstaat» und «der andere Vertragsstaat», je nach dem Zusammenhang, die Schweiz oder die Russische Föderation;
b) – bedeutet der Ausdruck «Schweiz» die Schweizerische Eidgenossenschaft;
bedeutet der Ausdruck «die Russische Föderation (Russland)», im geographischen Sinne verwendet, deren Gebiet einschliesslich der Binnengewässer und der Hoheitsgewässer, des darüberliegenden Luftraumes sowie der exklusiven Wirtschaftszone und des Festlandsockels, in dem die Russische Föderation in Übereinstimmung mit dem russischen Recht und dem Völkerrecht Hoheitsrechte ausüben darf;
bedeutet der Ausdruck «politische Unterabteilung»:
in der Schweiz die Kantone;
in Russland konstituierende Verwaltungseinheiten oder andere territoriale Verwaltungseinheiten;
in Russland das Finanzministerium oder dessen bevollmächtigten Vertreter;
1.1 Im Sinne dieses Abkommens bedeutet der Ausdruck «eine in einem Vertragsstaat ansässige Person» eine Person, die nach dem Recht dieses Staates dort aufgrund ihres Wohnsitzes, ihres ständigen Aufenthalts, des Ortes ihrer Geschäftsleitung oder eines anderen ähnlichen Merkmals steuerpflichtig ist, und umfasst auch diesen Staat und seine politischen Unterabteilungen oder lokalen Körperschaften. Der Ausdruck umfasst jedoch nicht eine Person, die in diesem Staat nur mit Einkünften aus Quellen in diesem Staat oder mit in diesem Staat gelegenem Vermögen steuerpflichtig ist.
1 Fassung gemäss Art. II des Prot. vom 24. Sept. 2011, von der BVers genehmigt am 15. Juni 2012, in Kraft seit 9. Nov. 2012 (AS 2012 6647; BBl 2011 8955).
einen Ort der Geschäftsleitung,
der Verkauf von ausgestellten Maschinen oder Ausrüstungen im Anschluss an eine Ausstellung;
eine Montage, die von einem Unternehmen eines Vertragsstaats im Zusammenhang mit der Lieferung von durch dieses Unternehmen in erheblichem Umfang hergestellten Maschinen oder Ausrüstungen im andern Vertragsstaat durchgeführt wird;
5. Ist eine Person – mit Ausnahme eines unabhängigen Vertreters im Sinne des Absatzes 6 – für ein Unternehmen tätig und besitzt sie in einem Vertragsstaat die Vollmacht, im Namen des Unternehmens Verträge abzuschliessen, und übt sie die Vollmacht dort gewöhnlich aus, so wird das Unternehmen ungeachtet der Absätze 1 und 2 so behandelt, als habe es in diesem Staat für alle von der Person für das Unternehmen ausgeübten Tätigkeiten eine Betriebsstätte, es sei denn, diese Tätigkeiten beschränken sich auf die in Absatz 4 genannten Tätigkeiten, die, würden sie durch eine feste Geschäftseinrichtung ausgeübt, diese Einrichtung nach dem genannten Absatz nicht zu einer Betriebsstätte machten.
2. Der Ausdruck «unbewegliches Vermögen» hat die Bedeutung, die ihm nach dem Recht des Vertragsstaats zukommt, in dem das Vermögen liegt. Der Ausdruck umfasst in jedem Fall die Zugehör zum unbeweglichen Vermögen, das lebende und tote Inventar land- und forstwirtschaftlicher Betriebe, die Rechte, für die die Vorschriften des allgemeinen Rechts über Grundstücke gelten, Nutzungsrechte an unbeweglichem Vermögen sowie Rechte auf veränderliche oder feste Vergütungen für die Ausbeutung oder das Recht auf Ausbeutung von Mineralvorkommen, Quellen und anderen Bodenschätzen; Schiffe und Luftfahrzeuge gelten nicht als unbewegliches Vermögen.
2. Übt ein Unternehmen eines Vertragsstaats seine Tätigkeit im anderen Vertragsstaat durch eine dort gelegene Betriebsstätte aus, so werden vorbehaltlich des Absatzes 3 in jedem Vertragsstaat dieser Betriebsstätte die Gewinne zugerechnet, die sie hätte erzielen können, wenn sie eine gleiche oder ähnliche Tätigkeit unter gleichen oder ähnlichen Bedingungen als selbständiges Unternehmen ausgeübt hätte und im Verkehr mit dem Unternehmen, dessen Betriebsstätte sie ist, völlig unabhängig gewesen wäre. Dabei gilt namentlich folgendes:
Verkauft ein Unternehmen eines Vertragsstaats im anderen Staat durch eine dort gelegene Betriebsstätte Güter oder Waren oder übt es seine Tätigkeit durch diese Betriebsstätte aus, so werden die Gewinne dieser Betriebsstätte nicht auf Grund des vom Unternehmen bezogenen Gesamtbetrages, sondern nur gestützt auf denjenigen Teil des Gesamtbetrages ermittelt, der der Betriebsstätte für ihre effektive Tätigkeit bei diesen Verkäufen oder Geschäften zugerechnet werden kann;
hat das Unternehmen bei Verträgen über die Überwachung, Lieferung oder Montage oder den Bau gewerblicher, kaufmännischer oder wissenschaftlicher Ausrüstungen oder Anlagen oder öffentlicher Einrichtungen eine Betriebsstätte, so werden die Gewinne dieser Betriebsstätte nicht auf Grund der gesamten Summe des Vertrages ermittelt, sondern nur auf Grund des Vertragsteils, der tatsächlich durch die Betriebsstätte in dem Staat, in dem sie liegt, erfüllt wird;
1. Gewinne eines Unternehmens eines Vertragsstaats aus dem Betrieb von Seeschiffen oder Luftfahrzeugen im internationalen Verkehr dürfen nur in diesem Vertragsstaat besteuert werden.
3. Ein Vertragsstaat soll die Gewinne eines Unternehmens in den in Absatz 1 genannten Fällen nicht mehr berichtigen, wenn die in seinem internen Recht vorgesehenen Fristen abgelaufen sind, und keinesfalls wenn seit dem Ende des Jahres, in dem ein Unternehmen dieses Staates die Gewinne, die Gegenstand einer solchen Berichtigung wären, erzielt hätte, mehr als sechs Jahre verflossen sind. Dieser Absatz ist in Fällen von Betrug oder vorsätzlicher Unterlassung nicht anzuwenden.
5 vom Hundert des Bruttobetrags der Dividenden, wenn der Nutzungsberechtigte eine Gesellschaft (jedoch keine Personengesellschaft) ist, die unmittelbar über mindestens 20 vom Hundert des Kapitals der die Dividenden zahlenden Gesellschaft verfügt und die Beteiligung im Zeitpunkt der Fälligkeit der Dividenden zweihunderttausend (200 000) Schweizer Franken oder deren Gegenwert in anderer Währung übersteigt;
3.1 Ungeachtet von Absatz 2 können Dividenden, die eine in einem Vertragsstaat ansässige Gesellschaft an eine im anderen Vertragsstaat ansässige Person zahlt, nur in diesem anderen Staat besteuert werden, wenn die nutzungsberechtigte Person:
eine Vorsorgeeinrichtung oder eine andere ähnliche Einrichtung ist, die Vorsorgepläne anbietet, an denen sich natürliche Personen zur Sicherung von Alters-, Invaliditäts- oder Hinterbliebenenleistungen beteiligen können, sofern die Vorsorgeeinrichtung oder ähnliche Einrichtung nach dem Recht des anderen Vertragsstaates errichtet und steuerlich anerkannt ist sowie der entsprechenden Aufsicht unterliegt; oder
die Regierung des anderen Staates, eine seiner politischen Unterabteilungen oder lokalen Körperschaften, oder:
im Fall von Russland die Zentralbank der Russischen Föderation (Russische Bank) ist,
im Fall der Schweiz die Schweizerische Nationalbank ist.
Die Absätze 2 und 3 dieses Artikels berühren nicht die Besteuerung der Gesellschaft in Bezug auf die Gewinne, aus denen die Dividenden gezahlt werden.
4.2 Der in diesem Artikel verwendete Ausdruck «Dividenden» bedeutet Einkünfte aus Aktien oder anderen Rechten, ausgenommen Forderungen, mit Gewinnbeteiligung sowie aus sonstigen Gesellschaftsanteilen stammende Einkünfte, die nach dem Steuerrecht des Staates, in dem die ausschüttende Gesellschaft ansässig ist, den Einkünften aus Aktien gleichgestellt sind. Der Ausdruck umfasst auch Zahlungen auf Anteilen an Immobilienfonds und Anlagefonds, deren Einkünfte zu mehr als 50 Prozent aus Aktien herrühren.
5.3 Die Absätze 1, 2 und 3 sind nicht anwendbar, wenn die in einem Vertragsstaat ansässige, zur Nutzung der Dividenden berechtigte Person im anderen Vertragsstaat, in dem die die Dividenden zahlende Gesellschaft ansässig ist, eine gewerbliche Tätigkeit durch eine dort gelegene Betriebsstätte oder eine selbständige Arbeit durch eine dort gelegene feste Einrichtung ausübt und wenn die Beteiligung, für die die Dividenden gezahlt werden, tatsächlich zu dieser Betriebsstätte oder festen Einrichtung gehört. In diesen Fällen ist, je nachdem, Artikel 7 oder Artikel 14 anwendbar.
6.4 Bezieht eine in einem Vertragsstaat ansässige Gesellschaft Gewinne oder Einkünfte aus dem anderen Vertragsstaat, so darf dieser andere Staat weder die von der Gesellschaft gezahlten Dividenden besteuern, es sei denn, dass diese Dividenden an eine im anderen Staat ansässige Person gezahlt werden oder dass die Beteiligung, für die die Dividenden gezahlt werden, tatsächlich zu einer im anderen Staat gelegenen Betriebsstätte oder festen Einrichtung gehört, noch Gewinne der Gesellschaft einer Steuer für nichtausgeschüttete Gewinne unterwerfen, selbst wenn die gezahlten Dividenden oder die nichtausgeschütteten Gewinne ganz oder teilweise aus im anderen Staat erzielten Gewinnen oder Einkünften bestehen.
1 Fassung gemäss Art. III des Prot. vom 24. Sept. 2011, von der BVers genehmigt am 15. Juni 2012, in Kraft seit 9. Nov. 2012 (AS 2012 6647; BBl 2011 8955).
2 Fassung gemäss Art. III des Prot. vom 24. Sept. 2011, von der BVers genehmigt am 15. Juni 2012, in Kraft seit 9. Nov. 2012 (AS 2012 6647; BBl 2011 8955).
3 Eingefügt durch Art. III des Prot. vom 24. Sept. 2011, von der BVers genehmigt am 15. Juni 2012, in Kraft seit 9. Nov. 2012 (AS 2012 6647; BBl 2011 8955).
4 Ursprünglich: Abs. 5.
1. Zinsen, die aus einem Vertragsstaat stammen und deren Nutzungsberechtigte eine im anderen Vertragsstaat ansässige Person ist, können nur im anderen Staat besteuert werden.
2. Der in diesem Artikel verwendete Ausdruck «Zinsen» bedeutet Einkünfte aus Forderungen jeder Art, auch wenn die Forderungen durch Pfandrechte an Grundstücken gesichert oder mit einer Beteiligung am Gewinn des Schuldners ausgestattet sind, und insbesondere Einkünfte aus öffentlichen Anleihen und aus Obligationen, einschliesslich der damit verbundenen Aufgelder und der Gewinne aus Losanleihen. Nicht als Zinsen im Sinne dieses Artikels gelten Zuschläge für verspätete Zahlung.
3. Absatz 1 ist nicht anwendbar, wenn die in einem Vertragsstaat ansässige, zur Nutzung der Zinsen berechtigte Person im anderen Vertragsstaat, aus dem die Zinsen stammen, eine gewerbliche Tätigkeit durch eine dort gelegene Betriebsstätte oder eine selbständige Arbeit durch eine dort gelegene feste Einrichtung ausübt und wenn die Forderung, für die die Zinsen gezahlt werden, tatsächlich zu dieser Betriebsstätte oder festen Einrichtung gehört. In diesen Fällen ist, je nachdem, Artikel 7 oder Artikel 14 anwendbar.
1 Fassung gemäss Art. IV des Prot. vom 24. Sept. 2011, von der BVers genehmigt am 15. Juni 2012, in Kraft seit 9. Nov. 2012 (AS 2012 6647; BBl 2011 8955).
1. Lizenzgebühren, die aus einem Vertragsstaat stammen und an eine im anderen Vertragsstaat ansässige Person gezahlt werden, dürfen, wenn diese Person der Nutzungsberechtigte ist, nur im anderen Staat besteuert werden.
2. Der in diesem Artikel verwendete Ausdruck «Lizenzgebühren» bedeutet Vergütungen jeder Art, die für die Benutzung oder für das Recht auf Benutzung von Urheberrechten an literarischen, künstlerischen oder wissenschaftlichen Werken, einschliesslich kinematographischer Filme oder Bandaufzeichnungen für Rundfunk und Fernsehen, von Patenten, Marken, Mustern oder Modellen, Plänen, geheimen Formeln oder Verfahren, von Programmen für elektronische Datenverarbeitungsanlagen oder für die Benutzung oder das Recht auf Benutzung gewerblicher, kaufmännischer oder wissenschaftlicher Ausrüstungen oder für die Mitteilung gewerblicher, kaufmännischer oder wissenschaftlicher Erfahrungen gezahlt werden.
3. Absatz 1 ist nicht anzuwenden, wenn der in einem Vertragsstaat ansässige Nutzungsberechtigte im anderen Vertragsstaat, aus dem die Lizenzgebühren stammen, eine gewerbliche Tätigkeit durch eine dort gelegene Betriebsstätte oder eine selbständige Arbeit durch eine dort gelegene feste Einrichtung ausübt und die Rechte oder Vermögenswerte, für die die Lizenzgebühren gezahlt werden, tatsächlich zu dieser Betriebsstätte oder festen Einrichtung gehören. In diesem Fall ist Artikel 7 beziehungsweise Artikel 14 anzuwenden.
4. Bestehen zwischen dem Schuldner und dem Nutzungsberechtigten oder zwischen jedem von ihnen und einem Dritten besondere Beziehungen und übersteigen deshalb die Lizenzgebühren, gemessen an der zugrundeliegenden Leistung, den Betrag, den Schuldner und Nutzungsberechtigter ohne diese Beziehungen vereinbart hätten, so wird dieser Artikel nur auf den letzteren Betrag angewendet. In diesem Fall kann der übersteigende Betrag nach dem Recht eines jeden Vertragsstaats und unter Berücksichtigung der anderen Bestimmungen dieses Abkommens besteuert werden.
2. Gewinne aus der Veräusserung beweglichen Vermögens, das Betriebsvermögen einer Betriebsstätte ist, die ein Unternehmen eines Vertragsstaats im anderen Vertragsstaat hat, oder das zu einer festen Einrichtung gehört, die einer in einem Vertragsstaat ansässigen Person für die Ausübung einer selbständigen Arbeit im anderen Vertragsstaat zur Verfügung steht, einschliesslich derartiger Gewinne, die bei der Veräusserung einer solchen Betriebsstätte (allein oder mit dem übrigen Unternehmen) oder einer solchen festen Einrichtung erzielt werden, können im anderen Staat besteuert werden. Gewinne eines Unternehmens eines Vertragsstaats aus der Veräusserung von Seeschiffen oder Luftfahrzeugen, die im internationalen Verkehr betrieben werden, oder von beweglichem Vermögen, das dem Betrieb dieser Schiffe oder Luftfahrzeuge dient, dürfen aber nur in diesem Staat besteuert werden.
3.1 Gewinne, die eine in einem Vertragsstaat ansässige Person aus der Veräusserung von Anteilen an einer Gesellschaft bezieht, deren Wert unmittelbar oder mittelbar zu mehr als 50 Prozent aus im anderen Vertragsstaat gelegenem unbeweglichem Vermögen besteht, können im anderen Staat besteuert werden. Die Bestimmungen dieses Absatzes sind jedoch nicht anzuwenden, wenn:
die Anteile an einer anerkannten Börse in einem der Vertragsstaaten oder an einer anderen von den zuständigen Behörden der Vertragsstaaten vereinbarten Börse kotiert sind; oder
die Anteile an einer Gesellschaft bestehen, deren Wert zu mehr als 50 Prozent aus unbeweglichem Vermögen besteht, in welchem die Gesellschaft ihre Geschäftstätigkeit ausübt.
4.2 Gewinne aus der Veräusserung des in den Absätzen 1 und 2 nicht genannten Vermögens dürfen nur in dem Vertragsstaat besteuert werden, in dem der Veräusserter ansässig ist.
1 Eingefügt durch Art. V des Prot. vom 24. Sept. 2011, von der BVers genehmigt am 15. Juni 2012, in Kraft seit 9. Nov. 2012 (AS 2012 6647; BBl 2011 8955).
2 Ursprünglich: Abs. 3.
3. Ungeachtet der vorstehenden Bestimmungen dieses Artikels dürfen Vergütungen für unselbständige Arbeit, die an Bord eines im internationalen Verkehr von einer in einem Vertragsstaat ansässigen Person betriebenen Seeschiffes oder Luftfahrzeuges ausgeübt wird, in diesem Vertragsstaat besteuert werden.
2. Fliessen Einkünfte aus einer von einem Künstler oder Sportler in dieser Eigenschaft persönlich ausgeübten Tätigkeit nicht dem Künstler oder Sportler selbst, sondern einer anderen Person zu, so können diese Einkünfte ungeachtet der Artikel 7, 14 und 15 in dem Vertragsstaat besteuert werden, in dem der Künstler oder Sportler seine Tätigkeit ausübt. Dieser Absatz ist nicht anzuwenden, wenn dargetan wird, dass weder der Künstler noch der Sportler an den Gewinnen dieser anderen Person beteiligt sind. In diesem Fall ist Artikel 7 beziehungsweise Artikel 14 anzuwenden.
3. Dieser Artikel ist nicht anzuwenden für an der Quelle erhobene Steuern von Lotteriegewinnen.
3. Seeschiffe und Luftfahrzeuge, die im internationalen Verkehr von einer in einem Vertragsstaat ansässigen Person betrieben werden, und bewegliches Vermögen, das dem Betrieb dieser Schiffe oder Luftfahrzeuge dient, können nur in diesem Vertragsstaat besteuert werden.
In der Schweiz wird die Doppelbesteuerung wie folgt vermieden:
Bezieht eine in der Schweiz ansässige Person Einkünfte oder hat sie Vermögen und können diese Einkünfte oder dieses Vermögen nach diesem Abkommen in Russland besteuert werden, so nimmt die Schweiz, vorbehaltlich des Buchstabens b), diese Einkünfte oder dieses Vermögen von der Besteuerung aus; sie kann aber bei der Festsetzung der Steuer für das übrige Einkommen oder das übrige Vermögen dieser ansässigen Person den Steuersatz anwenden, der anzuwenden wäre, wenn die betreffenden Einkünfte oder das betreffende Vermögen nicht von der Besteuerung ausgenommen wären. Gewinne nach Artikel 13 Absatz 3 (Gewinne aus der Veräusserung von Vermögen) werden nur von der Besteuerung ausgenommen, wenn ihre tatsächliche Besteuerung in der Russischen Föderation nachgewiesen wird.1
Bezieht eine in der Schweiz ansässige Person Dividenden oder Zinsen, die nach den Artikeln 10 oder 11 in Russland besteuert werden können, so gewährt die Schweiz dieser ansässigen Person auf Antrag eine Entlastung. Die Entlastung besteht:
in der Anrechnung der nach den Artikeln 10 und 11 in Russland erhobenen Steuer auf die vom Einkommen dieser ansässigen Person geschuldete schweizerische Steuer; der anzurechnende Betrag darf jedoch den Teil der vor der Anrechnung ermittelten schweizerischen Steuer nicht übersteigen, der auf die Einkünfte entfällt, die in Russland besteuert werden können; oder
in einer teilweisen Befreiung der betreffenden Dividenden oder Zinsen von der schweizerischen Steuer, mindestens aber im Abzug der in Russland erhobenen Steuer vom Bruttobetrag der Dividenden oder Zinsen.
Eine in der Schweiz ansässige Gesellschaft, die Dividenden von einer in Russland ansässigen Gesellschaft bezieht, geniesst bei der Erhebung der schweizerischen Steuer auf diesen Dividenden die gleichen Vergünstigungen, die ihr zustehen würden, wenn die die Dividenden zahlende Gesellschaft in der Schweiz ansässig wäre.
In Russland wird die Doppelbesteuerung wie folgt vermieden:
Bezieht eine in Russland ansässige Person Einkünfte oder hat sie Vermögen und können diese Einkünfte oder dieses Vermögen nach diesem Abkommen in der Schweiz besteuert werden, so wird der Betrag der auf diesen Einkünften oder diesem Vermögen in der Schweiz gezahlten Steuer auf die in Russland erhobene Steuer angerechnet. Der anzurechnende Betrag darf jedoch den in Übereinstimmung mit den russischen Steuergesetzen und Vorschriften berechneten Betrag der auf diese Einkünfte oder dieses Vermögen entfallenden russischen Steuer nicht übersteigen.
1 Letzter Satz eingefügt durch Art. VI des Prot. vom 24. Sept. 2011, von der BVers genehmigt am 15. Juni 2012, in Kraft seit 9. Nov. 2012 (AS 2012 6647; BBl 2011 8955).
1. Staatsangehörige eines Vertragsstaats dürfen im anderen Vertragsstaat keiner Besteuerung oder damit zusammenhängenden Verpflichtung unterworfen werden, die anders oder belastender ist als die Besteuerung und die damit zusammenhängenden Verpflichtungen, denen Staatsangehörige des anderen Staates unter gleichen Verhältnissen, namentlich in Bezug auf die Ansässigkeit, unterworfen sind oder unterworfen werden können. Diese Bestimmung gilt ungeachtet des Artikels 1 auch für Personen, die in keinem Vertragsstaat ansässig sind.
3. Sofern nicht Artikel 9, Artikel 11 Absatz 7 oder Artikel 12 Absatz 4 anzuwenden ist, sind Zinsen, Lizenzgebühren und andere Entgelte, die ein Unternehmen eines Vertragsstaats an eine im anderen Vertragsstaat ansässige Person zahlt, bei der Ermittlung der steuerpflichtigen Gewinne dieses Unternehmens unter den gleichen Bedingungen wie Zahlungen an eine im erstgenannten Staat ansässige Person zum Abzug zuzulassen. Dementsprechend sind Schulden, die ein Unternehmen eines Vertragsstaats gegenüber einer im anderen Vertragsstaat ansässigen Person hat, bei der Ermittlung des steuerpflichtigen Vermögens dieses Unternehmens unter den gleichen Bedingungen wie Schulden gegenüber einer im erstgenannten Staat ansässigen Person zum Abzug zuzulassen.
5. Dieser Artikel gilt für Steuern, die Gegenstand dieses Abkommens sind.
1. Die zuständigen Behörden der Vertragsstaaten tauschen die Informationen aus, die zur Durchführung dieses Abkommens oder zur Anwendung oder Durchsetzung des innerstaatlichen Rechts betreffend die unter das Abkommen fallenden Steuern und die Mehrwertsteuern voraussichtlich erheblich sind, soweit die diesem Recht entsprechende Besteuerung nicht dem Abkommen widerspricht. Der Informationsaustausch ist durch Artikel 1 nicht eingeschränkt.
4. Ersucht ein Vertragsstaat gemäss diesem Artikel um Informationen, so nutzt der andere Vertragsstaat die ihm zur Verfügung stehenden Möglichkeiten zur Beschaffung der erbetenen Informationen, selbst wenn dieser andere Staat diese Informationen für seine eigenen steuerlichen Zwecke nicht benötigt. Die im vorhergehenden Satz erhaltene Verpflichtung unterliegt der Beschränkungen nach Absatz 3, wobei diese jedoch in keinem Fall so auszulegen sind, dass ein Vertragsstaat die Erteilung von Informationen nur deshalb ablehnen kann, weil er kein innerstaatliches Interesse an solchen Informationen hat.
5. Absatz 3 ist in keinem Fall so auszulegen, als könne ein Vertragsstaat die Erteilung von Informationen nur deshalb ablehnen, weil sich die Informationen bei einer Bank, einem sonstigen Finanzinstitut, einem Bevollmächtigten, Beauftragten oder Treuhänder befinden oder weil sie sich auf Eigentumsrechte an einer Person beziehen. Ungeachtet des Absatzes 3 oder entgegenstehender Bestimmungen des innerstaatlichen Rechts verfügen die Steuerbehörden des ersuchten Vertragsstaats über die Befugnis, die Offenlegung der in diesem Absatz genannten Informationen durchzusetzen, sofern dies für die Erfüllung der Verpflichtungen unter diesem Absatz erforderlich ist.
1 Eingefügt durch Art. VII des Prot. vom 24. Sept. 2011, von der BVers genehmigt am 15. Juni 2012, in Kraft seit 9. Nov. 2012 (AS 2012 6647; BBl 2011 8955). Siehe auch Art. XI Abs. Bst. c dieses Prot. hiernach.
Art. 25b1Durchlauf
1. Die Regierungen der beiden Vertragsstaaten werden einander notifizieren, dass das nach deren Recht erforderliche Verfahren, um diesem Abkommen Gesetzeskraft zu verleihen, abgeschlossen ist.
2. Dieses Abkommen tritt dreissig Tage nach dem Tag der letzten der in Absatz 1 erwähnten Notifikationen in Kraft, und seine Bestimmungen finden Anwendung:
a) Das am 5. September 19861 in Moskau unterzeichnete Abkommen zwischen der Schweizerischen Eidgenossenschaft und der Union der Sozialistischen Sowjetrepubliken über Steuerfragen tritt mit dem Inkrafttreten dieses Abkommens im Verhältnis zwischen der Schweiz und Russland ausser Kraft;
der Notenwechsel vom 18. Januar 19682 zwischen der Schweizerischen Botschaft und dem Sowjetischen Ministerium für Auswärtige Angelegenheiten über die Besteuerung von Unternehmungen der Schiff- und Luftfahrt tritt mit dem Inkrafttreten dieses Abkommens im Verhältnis zwischen der Schweiz und Russland ausser Kraft.
1 SR 0.672.977.21
2 SR 0.672.977.25
Dieses Abkommen bleibt in Kraft, solang es nicht von einem Vertragsstaat gekündigt wird. Jeder Vertragsstaat kann das Abkommen auf diplomatischem Weg unter Einhaltung einer Frist von mindestens sechs Monaten zum Ende eines Kalenderjahres kündigen. In diesem Fall findet das Abkommen nicht mehr Anwendung für die Steuerjahre, die am oder nach dem 1. Januar des auf die Kündigung folgenden Kalenderjahres beginnen.
Geschehen zu Moskau am 15. November 1995 im Doppel in deutscher, russischer und englischer Sprache, wobei jeder Wortlaut gleicherweise verbindlich ist. Bei unterschiedlicher Auslegung des deutschen und russischen Wortlauts soll der englische Wortlaut massgebend sein.
Briefwechsel vom 15. November 19952
Der Schweizerische Bundesrat unddie Regierung der Russischen Föderation
haben anlässlich der Unterzeichnung des Protokolls zur Änderung des Abkommens zwischen der Schweizerischen Eidgenossenschaft und der Russischen Föderation zur Vermeidung der Doppelbesteuerung auf dem Gebiet der Steuern vom Einkommen und vom Vermögen, unterzeichnet am 15. November 1995 in Moskau, folgende Bestimmungen vereinbart, die einen integrierenden Bestandteil des Abkommens bilden.
Es besteht Einvernehmen darüber, dass jede in Anwendung von Artikel 25a des Abkommens (Informationsaustausch) erhaltene Information oder Ansässigkeitsbescheinigung für die Verwendung im anderen Vertragsstaat, mit Einschluss des Gebrauchs in Gerichten und Verwaltungsbehörden, keiner Beglaubigung oder Apostille bedürfen. Dies gilt auch für jedes andere Dokument, das von der zuständigen Behörde eines Vertragsstaats oder von deren bevollmächtigtem Vertreter ausgestellt worden ist.
2. Zu Art. 4 Abs. 3 (Ansässige Person)
Es besteht Einvernehmen darüber, dass der Ort der tatsächlichen Geschäftsleitung einer anderen als einer natürlichen Person sich dort befindet, wo die entscheidenden Führungs- und Geschäftsentscheide, die für den Betrieb des Geschäfts des Rechtsträgers als Ganzes nötig sind, im Wesentlichen getroffen werden. Bei der Bestimmung des Orts der tatsächlichen Geschäftsleitung sind sämtliche wesentlichen Tatsachen und Umstände zu prüfen. Ein Rechtsträger kann mehr als einen Geschäftsleitungsort haben. Der Ort der tatsächlichen Geschäftsleitung kann sich zu einem bestimmten Zeitpunkt hingegen nur an einem Ort befinden.
3. Zu Art. 10 Abs. 3 Bst. b (Dividenden)
Es besteht Einvernehmen darüber, dass der Ausdruck «Vorsorgeeinrichtung oder eine andere ähnliche Einrichtung, die Vorsorgepläne anbietet» folgende Einrichtungen sowie alle gleichen oder im Wesentlichen vergleichbaren Einrichtungen umfasst, die aufgrund von nach der Unterzeichnung des Protokolls erlassenen Gesetzen errichtet werden:
in der Russischen Föderation, sämtliche Pläne und Modelle nach:
dem Bundesgesetz vom 7. Mai 1998 Nr. 75-FZ «über die nicht-staatlichen Pensionskassen»,
dem Bundesgesetz vom 15. Dezember 2001 Nr. 167-FZ «über die obligatorische Pensionsversicherung in der Russischen Föderation»;
der mit der beruflichen Vorsorge vergleichbaren anerkannten Formen der gebundenen Selbstvorsorge nach Artikel 82 des Bundesgesetzes vom 25. Juni 1982 über die berufliche Alters-, Hinterlassenen- und Invalidenvorsorge.
Weiter besteht Einvernehmen darüber, dass der Ausdruck «Vorsorgeeinrichtungen oder Vorsorgeplan» Anlagefonds, Trusts und Anlagestiftungen umfasst, sofern sämtliche Fonds- oder Stiftungsanteile von Vorsorgeeinrichtungen oder Vorsorgeplänen gehalten werden.
4. Zu den Art. 10 (Dividenden) und 11 (Zinsen)
Es besteht Einvernehmen darüber, dass die Artikel 10 und 11 die Anwendung der allgemein gültigen innerstaatlichen Vorschriften betreffend verdecktem Eigenkapital durch einen Vertragsstaat nicht einschränken.
Es besteht Einvernehmen darüber, dass Zahlungen auf Anteilen von Anlagefonds, deren Einkünfte sich zu weniger als 50 Prozent aus Aktien zusammensetzen, als Zinsen betrachtet werden.
5. Zu den Art. 18 (Ruhegehälter) und 19 (Öffentlicher Dienst)
6. Zu Art. 25 (Verständigungsverfahren)
Es besteht Einvernehmen darüber, dass, sollte Russland nach der Unterzeichnung des vorliegenden Protokolls eine Schiedsklausel in eine Vereinbarung oder ein Abkommen zur Vermeidung der Doppelbesteuerung mit einem Drittstaat einführen, die zuständigen Behörden der Russischen Föderation und der Schweizerischen Eidgenossenschaft baldmöglichst Verhandlungen im Hinblick auf den Abschluss eines Änderungsprotokolls aufnehmen, das die Einführung einer Schiedsklausel in das vorliegende Abkommen zum Ziel hat.
7. Zu Art. 25a (Informationsaustausch)
Es besteht Einvernehmen darüber, dass die Steuerbehörden des ersuchenden Staates bei der Stellung eines Amtshilfebegehrens nach Artikel 25a den Steuerbehörden des ersuchten Staates die nachstehenden Angaben zu liefern haben:
die Identität der in eine Überprüfung oder Untersuchung einbezogenen Person,
Es besteht Einvernehmen darüber, dass der Zweck der Verweisung auf Informationen, die voraussichtlich erheblich sind, darin besteht, einen möglichst weit gehenden Informationsaustausch in Steuerbelangen zu gewährleisten, ohne den Vertragsstaaten zu erlauben, «fishing expeditions» zu betreiben oder um Informationen zu ersuchen, deren Erheblichkeit hinsichtlich der Steuerbelange einer bestimmten steuerpflichtigen Person unwahrscheinlich sind. Während Ziffer 7 Buchstabe b wichtige verfahrenstechnische Anforderungen enthält, die «fishing expeditions» vermeiden sollen, sind die Unterabsätze (i) bis (v) von Ziffer 7 Buchstabe b so auszulegen, dass sie einen wirksamen Informationsaustausch nicht behindern.
Es besteht Einvernehmen darüber, dass Artikel 25a die Vertragsstaaten nicht dazu verpflichtet, Informationen auf automatischer oder spontaner Basis auszutauschen.
Art. XI Abs. 2 des Protokolls vom 24. September 20118
Dieses Protokoll tritt am Tag des Erhalts der späteren der beiden Notifikationen in Kraft9 und findet Anwendung:
hinsichtlich der an der Quelle erhobenen Steuern auf Beträge, die am oder nach dem 1. Januar des auf das Inkrafttreten dieses Protokolls folgenden Jahres gezahlt oder gutgeschrieben werden;
hinsichtlich der andern Steuern für Steuerjahre, die am oder nach dem 1. Januar des auf das Inkrafttreten dieses Protokolls folgenden Jahres beginnen;
hinsichtlich Artikel 25a (Informationsaustausch) auf Ersuchen, die am oder nach dem Datum des Inkrafttretens dieses Protokolls gestellt werden und sich auf Informationen zu Steuerperioden beziehen, die am oder nach dem 1. Januar des auf das Inkrafttreten dieses Protokolls folgenden Jahres beginnen.
AS 1998 762; BBl 1996 II 184
1 AS 1998 761
2 Aufgehoben durch Art. IX des Prot. vom 24. Sept. 2011, von der BVers genehmigt am 15. Juni 2012, mit Wirkung seit 9. Nov. 2012 (AS 2012 6647; BBl 2011 8955).
3 Eingefügt durch Art. X des Prot. vom 24. Sept. 2011, von der BVers genehmigt am 15. Juni 2012, in Kraft seit 9. Nov. 2012 (AS 2012 6647; BBl 2011 8955).
8AS 2012 6647; BBl 2011 8955
9 Der englische Wortlaut, nach welchem das Abkommen mit dem Datum der späteren dieser Notifikationen in Kraft tritt, ist für die Bestimmung des Inkrafttretensdatums massgebend.
entre la Confédération suisse et la Fédération de Russie en vue d’éviter les doubles impositions en matière d’impôts sur le revenu et sur la fortune
Conclue le 15 novembre 1995
Approuvée par l’Assemblée fédérale le 23 septembre 19962
Entrée en vigueur par échange de notes le 18 avril 1997
(Etat le 9 novembre 2012)
sur la fortune (fortune totale, fortune mobilière et immobilière, fortune industrielle et commerciale, capital et réserves, et autres éléments de la fortune)
les impôts sur le bénéfice des collectivités;
les impôts sur le revenu des personnes physiques;
les impôts sur le capital des collectivités; et
les impôts sur la fortune des personnes physiques
(ci-après désignés par «impôt russe»);
4. La Convention s’applique aussi aux impôts de nature identique ou analogue qui seraient établis après la date de signature de la Convention, et qui s’ajouteraient aux impôts actuels ou qui les remplaceraient. Les autorités compétentes des Etats contractants se communiquent les modifications importantes apportées à leurs législations fiscales respectives.
1 Nouvelle teneur selon l’art. I du Prot. du 24 sept. 2011, approuvé par l’Ass. féd. le 15 juin 2012, en vigueur depuis le 9 nov. 2012 (RO 2012 6647; FF 2011 8215).
les expressions «un Etat contractant» et «l’autre Etat contractant» désignent suivant le contexte la Suisse ou la Fédération de Russie;
b) – le terme «Suisse» désigne la Confédération suisse;
l’expression «la Fédération de Russie (Russie)», quand elle est utilisée dans un sens géographique, désigne le territoire de la Fédération de Russie, y compris les eaux intérieures et la mer territoriale, l’espace aérien se trouvant au-dessus ainsi que la zone économique exclusive et le plateau continental sur lesquels la Fédération de Russie exerce ses droits souverains et sa compétence en accord avec le droit fédéral russe et le droit international;
l’expression «subdivision politique» désigne:
dans le cas de la Suisse, les cantons;
dans le cas de la Fédération de Russie, les entités administratives constitutives ou toute autre entité territoriale administrative;
dans le cas de la Suisse, le Directeur de l’Administration fédérale des contributions ou son représentant autorisé;
dans le cas de la Fédération de Russie, le Ministre des Finances ou son représentant autorisé;
toute personne physique possédant la nationalité d’un Etat contractant;
toute personne morale, société de personnes et association constituées conformément au droit en vigueur dans un Etat contractant.
1.1 Au sens de la présente Convention, l’expression «résident d’un Etat contractant» désigne toute personne qui, en vertu de la législation de cet Etat, est assujettie à l’impôt dans cet Etat, en raison de son domicile, de sa résidence, de son siège de direction ou de tout autre critère de nature analogue, et s’applique aussi à cet Etat ainsi qu’à toutes ses subdivisions politiques ou à ses collectivités locales. Toutefois, cette expression ne comprend pas les personnes qui, dans cet Etat, ne sont assujetties à l’impôt que pour les revenus de sources situées dans cet Etat ou pour la fortune qui y est située.
1 Nouvelle teneur selon l’art. II du Prot. du 24 sept. 2011, approuvé par l’Ass. féd. le 15 juin 2012, en vigueur depuis le 9 nov. 2012 (RO 2012 6647; FF 2011 8215).
une installation est utilisée aux seules fins de stockage, d’exposition ou de livraison de marchandises appartenant à l’entreprise;
des machines ou équipements exposés sont vendus à la fin d’une exposition;
une installation fixe d’affaires est utilisée, pour l’entreprise, aux seules fins de publicité, de fourniture d’informations, de recherches scientifiques ou de toute autre activité analogue de caractère préparatoire ou auxiliaire;
un montage est effectué par une entreprise d’un Etat contractant dans l’autre Etat contractant en relation avec la livraison de machines ou d’équipements principalement produits par cette entreprise;
une installation fixe d’affaires est utilisée aux seules fins de l’exercice cumulé d’activités mentionnées aux let. a) à g), à condition que l’activité d’ensemble de l’installation fixe d’affaires résultant de ce cumul garde un caractère préparatoire ou auxiliaire.
2. L’expression «biens immobiliers» a le sens que lui attribue le droit de l’Etat contractant où les biens considérés sont situés. L’expression comprend en tout cas les accessoires, le cheptel mort ou vif des exploitations agricoles et forestières, les droits auxquels s’appliquent le droit concernant la propriété foncière, l’usufruit des biens immobiliers et les droits à des paiements variables ou fixes pour l’exploitation ou la concession de l’exploitation de gisements minéraux, sources et autres ressources naturelles; les navires et aéronefs ne sont pas considérés comme des biens immobiliers.
2. Sous réserve des dispositions du par. 3, lorsqu’une entreprise d’un Etat contractant exerce son activité dans l’autre Etat contractant par l’intermédiaire d’un établissement stable qui y est situé, il est imputé, dans chaque Etat contractant, à cet établissement stable les bénéfices qu’il aurait pu réaliser s’il avait constitué une entreprise distincte exerçant des activités identiques ou analogues dans des conditions identiques ou analogues et traitant en toute indépendance avec l’entreprise dont il constitue un établissement stable. Notamment:
lorsqu’une entreprise d’un Etat contractant vend des marchandises, ou exerce d’autres activités industrielles ou commerciales, dans l’autre Etat par l’intermédiaire d’un établissement stable qui y est situé, les bénéfices de cet établissement stable ne sont pas déterminés sur la base du montant total reçu par l’entreprise, mais sur la seule base de la part des recettes totales qui est imputable à l’activité réelle de l’établissement stable pour ces ventes ou activités industrielles ou commerciales;
dans le cas des contrats de surveillance, de fourniture, d’installation ou de construction d’équipements ou de locaux industriels, commerciaux ou scientifiques, ou de travaux publics, lorsque l’entreprise a un établissement stable, les bénéfices de cet établissement stable ne sont pas déterminés sur la base du montant total du contrat, mais seulement sur la base de la part du contrat qui est effectivement exécutée par l’établissement stable dans l’Etat où l’établissement stable est situé;
3. Un Etat contractant ne rectifiera pas les bénéfices d’une entreprise dans les cas visés au paragraphe 1 après l’expiration des délais prévus par sa législation nationale et, en tout cas, après l’expiration de six ans à dater de la fin de l’année au cours de laquelle les bénéfices qui feraient l’objet d’une telle rectification auraient été réalisés par une entreprise de cet Etat. Le présent paragraphe ne s’applique pas en cas de fraude ou d’omission volontaire.
5 % du montant brut des dividendes si le bénéficiaire effectif est une société (autre qu’une société de personnes) qui détient directement au moins 20 % du capital de la société qui paie les dividendes et si le capital investi de source étrangère excède deux cent mille (200 000) francs suisses ou l’équivalent dans une autre monnaie au moment où les dividendes sont échus;
3.1 Nonobstant le par. 2, les dividendes versés par une société qui est un résident d’un Etat contractant à un résident de l’autre Etat contractant ne sont imposables dans cet autre Etat que si le bénéficiaire effectif est:
une institution de prévoyance ou une institution comparable proposant des plans de prévoyance auxquels les personnes physiques peuvent participer pour assurer leur prévoyance, dans la mesure où cette institution de prévoyance ou cette institution comparable est reconnue fiscalement et a été fondée en vertu du droit de l’autre Etat contractant et dans la mesure où elle est soumise à la surveillance nécessaire; ou
le gouvernement de l’autre Etat, l’une de ses subdivisions politiques ou de ses collectivités locales, ou:
en ce qui concerne la Russie, la Banque centrale de la Fédération de Russie (ci-après «la banque centrale de Russie»),
en ce qui concerne la Suisse, la Banque nationale suisse.
Les par. 2 et 3 du présent article n’affectent pas l’imposition de la société au titre des bénéfices qui servent au paiement des dividendes.
4.2 Le terme «dividendes» employé dans le présent article désigne les revenus provenant d’actions, ou autres parts bénéficiaires à l’exception des créances, ainsi que les revenus d’autres parts sociales soumis au même régime fiscal que les revenus d’actions par la législation fiscale de l’Etat dont la société distributrice est un résident. L’expression s’applique aussi aux paiements sur des parts de fonds immobiliers et de fonds de placement dont le revenu provient pour plus de 50 % d’actions.
5.3 Les dispositions des par. 1, 2 et 3 ne s’appliquent pas lorsque le bénéficiaire effectif des dividendes, résident d’un Etat contractant, exerce dans l’autre Etat contractant dont la société qui paie les dividendes est un résident, soit une activité industrielle ou commerciale par l’intermédiaire d’un établissement stable qui y est situé, soit une profession indépendante au moyen d’une base fixe qui y est située, et que la participation génératrice des dividendes s’y rattache effectivement. Dans ce cas, les dispositions de l’art. 7 ou de l’art. 14, suivant les cas, sont applicables.
6.4 Lorsqu’une société qui est un résident d’un Etat contractant tire des bénéfices ou des revenus de l’autre Etat contractant, cet autre Etat ne peut percevoir aucun impôt sur les dividendes payés par la société, sauf dans la mesure où ces dividendes sont payés à un résident de cet autre Etat ou dans la mesure où la participation génératrice des dividendes se rattache effectivement à un établissement stable ou à une base fixe situés dans cet autre Etat, ni prélever aucun impôt, au titre de l’imposition des bénéfices non distribués, sur les bénéfices non distribués de la société, même si les dividendes payés ou les bénéfices non distribués consistent en tout ou en partie en bénéfices ou revenus provenant de cet autre Etat.
1 Introduit par l’art. III du Prot. du 24 sept. 2011, approuvé par l’Ass. féd. le 15 juin 2012, en vigueur depuis le 9 nov. 2012 (RO 2012 6647; FF 2011 8215).
2 Nouvelle teneur selon l’art. III du Prot. du 24 sept. 2011, approuvé par l’Ass. féd. le 15 juin 2012, en vigueur depuis le 9 nov. 2012 (RO 2012 6647; FF 2011 8215).
3 Introduit par l’art. III du Prot. du 24 sept. 2011, approuvé par l’Ass. féd. le 15 juin 2012, en vigueur depuis le 9 nov. 2012 (RO 2012 6647; FF 2011 8215).
4 Ancien par. 5.
1. Les intérêts provenant d’un Etat contractant et dont le bénéficiaire effectif est un résident de l’autre Etat contractant sont imposables dans cet autre Etat uniquement.
1 Nouvelle teneur selon l’art. IV du Prot. du 24 sept. 2011, approuvé par l’Ass. féd. le 15 juin 2012, en vigueur depuis le 9 nov. 2012 (RO 2012 6647; FF 2011 8215).
1. Les redevances provenant d’un Etat contractant et payées à un résident de l’autre Etat contractant ne sont imposables que dans cet autre Etat, si ce résident en est le bénéficiaire effectif.
2. Le terme «redevances» employé dans le présent article désigne les rémunérations de toute nature payées pour l’usage ou la concession de l’usage d’un droit d’auteur sur une oeuvre littéraire, artistique ou scientifique, y compris les films cinématographiques, les bandes magnétoscopiques pour la télévision ou la radiodiffusion, d’un brevet, d’une marque de fabrique ou de commerce, d’un dessin ou d’un modèle, d’un plan, d’une formule ou d’un procédé secrets, de tout logiciel d’ordinateur, ainsi que pour l’usage ou la concession de l’usage d’un équipement industriel, commercial ou scientifique et pour des informations ayant trait à une expérience acquise dans le domaine industriel, commercial ou scientifique.
2. Les gains provenant de l’aliénation de biens mobiliers qui font partie de l’actif d’un établissement stable qu’une entreprise d’un Etat contractant a dans l’autre Etat contractant, ou de biens mobiliers qui appartiennent à une base fixe dont un résident d’un Etat contractant dispose dans l’autre Etat contractant pour l’exercice d’une profession indépendante, y compris de tels gains provenant de l’aliénation de cet établissement stable (seul ou avec l’ensemble de l’entreprise) ou de cette base fixe, sont imposables dans cet autre Etat. Toutefois, les gains qu’un résident d’un Etat contractant tire de l’aliénation de navires ou aéronefs exploités en trafic international, ou de biens mobiliers affectés à l’exploitation de ces navires ou aéronefs, ne sont imposables que dans cet Etat.
3.1 Les gains qu’un résident d’un Etat contractant tire de l’aliénation de parts dans une société qui tirent, directement ou indirectement, plus de 50 pour cent de leur valeur de biens immobiliers situés dans l’autre Etat contractant, sont imposables dans cet autre Etat. Toutefois, les dispositions du présent paragraphe ne s’appliquent pas lorsque:
des actions sont cotées en bourse dans une bourse reconnue située dans l’un des Etats contractants ou dans une autre bourse convenue par les autorités compétentes des Etats contractants; ou
la valeur des parts d’une société est constituée à plus de 50 pour cent des biens immobiliers dans lesquels la société exerce son activité.
4.2 Les gains provenant de l’aliénation de tous biens autres que ceux visés aux par. 1 et 2 ne sont imposables que dans l’Etat contractant dont le cédant est un résident.
1 Introduit par l’art. V du Prot. du 24 sept. 2011, approuvé par l’Ass. féd. le 15 juin 2012, en vigueur depuis le 9 nov. 2012 (RO 2012 6647; FF 2011 8215).
2 Ancien par. 3.
2. Lorsque les revenus d’activités qu’un artiste du spectacle ou un sportif exerce personnellement et en cette qualité sont attribués non pas à l’artiste ou au sportif lui-même mais à une autre personne, ces revenus sont imposables, nonobstant les dispositions des art. 7, 14 et 15, dans l’Etat contractant où les activités de l’artiste ou du sportif sont exercées. Le présent paragraphe ne s’applique pas s’il est établi que ni l’artiste du spectacle, ni le sportif ne participe aux bénéfices de cette personne; dans cette hypothèse, les dispositions des art. 7 ou 14 sont, suivant les cas, applicables.
3. Le présent article ne s’applique pas aux impôts perçus à la source sur les gains faits dans les loteries.
3. La fortune constituée par des navires et des aéronefs exploités en trafic international par un résident d’un Etat contractant ainsi que par des biens mobiliers affectés à l’exploitation de ces navires ou aéronefs n’est imposable que dans cet Etat contractant.
En ce qui concerne la Suisse, la double imposition est évitée de la manière suivante:
Lorsqu’un résident de Suisse reçoit des revenus ou possède de la fortune qui, conformément aux dispositions de la présente Convention, sont imposables dans la Fédération de Russie, la Suisse exempte de l’impôt ces revenus ou cette fortune, sous réserve des dispositions de la let. b), mais peut, pour calculer le montant de l’impôt sur le reste des revenus ou de la fortune de ce résident, appliquer le même taux que si les revenus ou la fortune en question n’avaient pas été exemptés. Toutefois, cette exemption ne s’applique aux gains visés à l’art. 13, par. 3 de la Convention (Gains en capital) qu’après justification de la taxation effective de ces gains en Russie.1
Lorsqu’un résident de Suisse reçoit des dividendes ou intérêts, qui, conformément aux dispositions des art. 10 ou 11, sont imposables dans la Fédération de Russie, la Suisse accorde un dégrèvement à ce résident à sa demande; ce dégrèvement consiste:
en l’imputation de l’impôt payé dans la Fédération de Russie conformément aux dispositions des art. 10 et 11 sur l’impôt qui frappe les revenus de ce résident; la somme ainsi imputée ne peut toutefois excéder la fraction de l’impôt suisse, calculé avant l’imputation, correspondant aux revenus imposables dans la Fédération de Russie, ou
en une exemption partielle des dividendes ou intérêts en question de l’impôt suisse, mais au moins en une déduction de l’impôt payé dans la Fédération de Russie du montant brut des dividendes ou intérêts.
Une société qui est un résident de Suisse et reçoit des dividendes d’une société qui est un résident de la Fédération de Russie bénéficie, pour l’application de l’impôt suisse frappant ces dividendes, des mêmes avantages que ceux dont elle bénéficierait si la société qui paie les dividendes était un résident de Suisse.
En ce qui concerne la Fédération de Russie, la double imposition est évitée de la manière suivante:
Lorsqu’un résident de la Fédération de Russie reçoit des revenus ou possède de la fortune qui, conformément aux dispositions de la présente Convention, sont imposables en Suisse, le montant de l’impôt sur ces revenus ou cette fortune payable en Suisse est imputé sur l’impôt levé dans la Fédération de Russie. Le montant de l’imputation ne peut toutefois excéder le montant de l’impôt de la Fédération de Russie sur ces revenus ou cette fortune calculé conformément aux lois et arrêtés fiscaux.
1 Phrase introduite par l’art. VI du Prot. du 24 sept. 2011, approuvé par l’Ass. féd. le 15 juin 2012, en vigueur depuis le 9 nov. 2012 (RO 2012 6647; FF 2011 8215).
1. Les nationaux d’un Etat contractant ne sont soumis dans l’autre Etat contractant à aucune imposition ou obligation y relative, qui est autre ou plus lourde que celles auxquelles sont ou pourront être assujettis les nationaux de cet autre Etat qui se trouvent dans la même situation. La présente disposition s’applique aussi, nonobstant les dispositions de l’art. 1, aux personnes qui ne sont pas des résidents d’un Etat contractant ou des deux Etats contractants.
3. A moins que les dispositions de l’art. 9, du par. 7 de l’art. 11 ou du par. 4 de l’art. 12 ne soient applicables, les intérêts, redevances et autres dépenses payés par une entreprise d’un Etat contractant à un résident de l’autre Etat contractant sont déductibles, pour la détermination des bénéfices imposables de cette entreprise, dans les mêmes conditions que s’ils avaient été payés à un résident du premier Etat. De même, les dettes d’une entreprise d’un Etat contractant envers un résident de l’autre Etat contractant sont déductibles, pour la détermination de la fortune imposable de cette entreprise, dans les mêmes conditions que si elles avaient été contractées envers un résident du premier Etat.
1. Les autorités compétentes des Etats contractants échangent les renseignements vraisemblablement pertinents pour l’application des dispositions de la présente Convention ou pour l’administration ou l’application de la législation interne relative aux impôts visés par la Convention et à la taxe sur la valeur ajoutée dans la mesure où l’imposition qu’elle prévoit n’est pas contraire à la Convention. L’échange de renseignements n’est pas restreint par l’art. 1.
3. Les dispositions des par. 1 et 2 ne peuvent pas être interprétées comme imposant à un Etat contractant l’obligation:
de prendre des mesures administratives dérogeant à sa législation et à sa pratique administrative ou à celle de l’autre Etat contractant;
de fournir des renseignements qui ne pourraient être obtenus sur la base de sa législation ou dans le cadre de sa pratique administrative ordinaire ou de celles de l’autre Etat contractant;
4. Si des renseignements sont demandés par un Etat contractant conformément à cet article, l’autre Etat contractant utilise les pouvoirs dont il dispose pour obtenir les renseignements demandés, même s’il n’en a pas besoin à ses propres fins fiscales. L’obligation qui figure dans la phrase précédente est soumise aux limitations prévues au par. 3, lesquelles ne doivent cependant en aucun cas être interprétées comme permettant à un Etat contractant de refuser de communiquer des renseignements uniquement parce que ceux-ci ne présentent pas d’intérêt pour lui dans le cadre national.
5. En aucun cas les dispositions du par. 3 ne peuvent être interprétées comme permettant à un Etat contractant de refuser de communiquer des renseignements uniquement parce que ceux-ci sont détenus par une banque, un autre établissement financier, un mandataire ou une personne agissant en tant qu’agent ou fiduciaire ou parce que ces renseignements se rattachent aux droits de propriété dans une personne. Nonobstant les dispositions du par. 3 ou toute autre disposition contraire de leur législation nationale, les autorités fiscales de l’Etat requis ont le pouvoir de se faire remettre les renseignements visés par le présent paragraphe dans la mesure où cela s’avère nécessaire pour l’exécution des obligations mentionnées dans le présent paragraphe.
1 Introduit par l’art. VII du Prot. du 24 sept. 2011, approuvé par l’Ass. féd. le 15 juin 2012, en vigueur depuis le 9 nov. 2012 (RO 2012 6647; FF 2011 8215). Voir aussi l’art. 11 par. 2 let. c dudit Prot. à la fin du texte.
Art. 25b1Relais
Les dispositions des art. 10, 11 et 12 ne s’appliquent pas aux dividendes, intérêts ou redevances payés conformément à un système de relais ou faisant partie d’un tel système. L’expression «système de relais» désigne une opération commerciale, ou une série d’opérations commerciales, organisée de telle sorte qu’une personne résidente d’un Etat contractant qui a droit aux avantages de la présente Convention touche des revenus provenant de l’autre Etat contractant, revenus qu’elle reverse dans leur totalité ou dans une large mesure (quels que soient le moment et la forme), directement ou indirectement, à une autre personne qui n’est pas un résident de l’un des Etats contractants et qui, si elle touchait directement ces revenus de l’autre Etat contractant, ne pourrait pas prétendre aux avantages d’une convention en vue d’éviter les doubles impositions conclue entre son Etat de résidence et l’Etat contractant duquel proviennent ces revenus ni à d’autres avantages en relation avec ces revenus qui seraient équivalents ou supérieurs à ceux octroyés à une personne résidente d’un Etat contractant en vertu de la présente Convention; de plus, l’objectif principal d’un tel système doit être de bénéficier des avantages de la présente Convention. Les autorités compétentes peuvent convenir des cas ou circonstances, dans le cadre de la procédure amiable, où l’organisation d’un système de relais a pour objectif principal d’obtenir des avantages selon le présent article
1 Introduit par l’art. VIII du Prot. du 24 sept. 2011, approuvé par l’Ass. féd. le 15 juin 2012, en vigueur depuis le 9 nov. 2012 (RO 2012 6647; FF 2011 8215).
1. Les Gouvernements des Etats contractants se notifieront réciproquement l’achèvement des procédures requises par leur droit respectif en vue de l’entrée en vigueur de la présente Convention.
2. La Convention entrera en vigueur trente jours après la date de la dernière des notifications mentionnées au par. 1 du présent article et ses dispositions seront applicables:
à l’égard des impôts à la source sur les revenus attribués ou mis en paiement à partir du 1er janvier de l’année civile qui suit celle de l’entrée en vigueur de la Convention;
à l’égard des autres impôts pour les années fiscales débutant le 1er janvier de l’année civile qui suit celle de l’entrée en vigueur de la Convention.
a) La Convention entre la Confédération suisse et l’Union des Républiques socialistes soviétiques relative à des questions fiscales signée à Moscou le 5 septembre 19861 sera abrogée en ce qui concerne les relations entre la Suisse et la Fédération de Russie à la date de l’entrée en vigueur de la présente Convention.
L’échange de notes du 18 janvier 19682 entre l’Ambassade de Suisse et le Ministère soviétique des affaires étrangères concernant l’imposition des entreprises de transport maritime et aérien sera abrogé en ce qui concerne les relations entre la Suisse et la Fédération de Russie à la date de l’entrée en vigueur de la présente Convention.
La présente Convention demeurera en vigueur tant qu’elle n’aura pas été dénoncée par un Etat contractant. Chaque Etat contractant peut dénoncer la Convention par voie diplomatique avec un préavis minimum de six mois avant la fin de chaque année civile.
Dans ce cas, la Convention cessera d’être applicable pour toute année fiscale commençant le 1er janvier de l’année civile suivant celle au cours de laquelle l’avis de dénonciation aura été donné, ou postérieurement.
Fait en deux exemplaires à Moscou, le 15 novembre 1995, en langues allemande, russe et anglaise, chaque texte faisant également foi. En cas d’interprétation différente des textes allemand et russe, le texte anglais fera foi.
Echange de lettres du 15 novembre 19953
Le Conseil fédéral suisse etle Gouvernement de la Fédération de Russie
sont convenus, lors de la signature du protocole modifiant la Convention entre la Confédération suisse et la Fédération de Russie en vue d’éviter les doubles impositions en matière d’impôts sur le revenu et sur la fortune, signée le 15 novembre 1995 à Moscou, des dispositions suivantes, qui font partie intégrante de la Convention:
Il est entendu que tout renseignement obtenu en application de l’art. 25a de la Convention (Echange de renseignements), de même que toute attestation de résidence requise dans l’autre Etat contractant, y compris dans les tribunaux et les autorités administratives, ne nécessite pas d’attestation ou d’apostille. Cela vaut également pour tout autre document émis par l’autorité compétente d’un Etat contractant ou par son représentant autorisé.
2. En ce qui concerne l’art. 4, par. 3 de la Convention (Résident)
Il est entendu que le siège de la direction effective d’une personne autre qu’une personne physique se trouve là où sont prises les décisions de politique générale et où sont faits la plupart des choix commerciaux qui, pris ensemble, se révèlent indispensables pour l’exercice de l’activité commerciale d’une entité juridique. Pour la détermination du siège de la direction effective, tous les principaux faits et circonstances doivent être examinés. Une entité juridique peut avoir plus d’un siège de direction. Le siège de direction effective ne peut toutefois se trouver qu’à un endroit à la fois.
3. En ce qui concerne l’art. 10, par. 3, let. b, de la Convention (Dividendes)
Il est entendu que l’expression «une institution de prévoyance ou une institution comparable proposant des plans de prévoyance» comprend les institutions suivantes, ainsi que toutes les institutions similaires ou globalement comparables constituées en vertu d’une législation introduite après la signature du présent protocole:
en Russie, tous les plans et toutes les institutions au sens:
de la loi fédérale du 7 mai 1998 «sur les caisses de pensions non étatiques» (No 75-FZ),
de la loi fédérale du 15 décembre 2001 «sur les assurances-pensions obligatoires en Russie» (No 167-FZ);
de la loi fédérale du 25 juin 1982 sur la prévoyance professionnelle vieillesse, survivants et invalidité8, y compris les institutions de prévoyance non enregistrées proposant des plans de prévoyance professionnelle, et
des formes de prévoyance individuelle liée qui sont assimilées à la prévoyance professionnelle d’après l’art. 82 de la loi fédérale du 25 juin 1982 sur la prévoyance professionnelle vieillesse, survivants et invalidité.
Il est entendu par ailleurs que l’expression «une institution de prévoyance ou une institution comparable proposant des plans de prévoyance» comprend les fonds de placement, les trusts et les fondations de placement, dans la mesure où toutes les participations à l’un de ces fonds ou à l’une des ces fondations sont détenues par des institutions de prévoyance ou par des institutions comparables proposant des plans de prévoyance.
4. En ce qui concerne les art. 10 (Dividendes) et 11 (Intérêts) de la Convention
Il est entendu que les art. 10 et 11 ne limitent pas l’application par un Etat contractant des prescriptions prévues par sa législation interne concernant le capital propre dissimulé valables à l’échelle nationale.
Il est entendu que les paiements sur des parts de fonds de placement dont les revenus proviennent d’actions à raison de moins de 50 pour cent sont considérés comme des intérêts.
5. En ce qui concerne les art. 18 (Pensions) et 19 (Fonctions publiques) de la Convention
Il est entendu que le terme «pensions» utilisés dans les art. 18 et 19 désigne non seulement les paiements périodiques, mais aussi les prestations en capital.
6. En ce qui concerne l’art. 25 de la Convention (Procédure amiable)
Il est entendu que, si après la date de signature du présent protocole, la Russie convient d’introduire une clause d’arbitrage dans un accord ou une convention en vue d’éviter les doubles impositions conclu avec un Etat tiers, les autorités compétentes de la Fédération de Russie et de la Confédération suisse entameront des négociations dès que possible en vue de conclure un protocole de modification visant l’introduction d’une clause d’arbitrage dans la présente Convention.
7. En ce qui concerne l’art. 25a de la Convention (Echange de renseignements)
Il est entendu que l’Etat requérant aura épuisé au préalable toutes les sources habituelles de renseignements prévues par sa procédure fiscale interne avant de présenter la demande de renseignements.
Il est entendu que les autorités fiscales de l’Etat requérant fournissent les informations suivantes aux autorités fiscales de l’Etat requis lorsqu’elles présentent une demande de renseignements selon l’art. 25a de la Convention:
l’identité de la personne faisant l’objet du contrôle ou de l’enquête,
une description des renseignements demandés, y compris de la forme selon laquelle l’Etat requérant désire recevoir les renseignements de l’Etat requis,
l’objectif qui fonde la demande,
dans la mesure où elles en ont connaissance, le nom et l’adresse de toute personne présumée être en possession des renseignements requis.
Il est entendu que le but du renvoi à des renseignements vraisemblablement pertinents est de garantir un échange de renseignements aussi étendu que possible en matière fiscale, sans permettre aux Etats contractants d’aller à la «pêche aux renseignements» ou de demander des renseignements dont la pertinence concernant les affaires fiscales d’un contribuable précis est invraisemblable. Alors que le ch. 7b) contient des conditions d’ordre procédural importantes pour éviter la «pêche aux renseignements», les alinéas (i) à (v) du ch. 7b) ne doivent pas être interprétés de manière à faire obstacle à un échange efficace de renseignements.
Il est entendu qu’aucune obligation n’incombe aux Etats contractants, sur la base de l’art. 25a de la Convention, de procéder à un échange de renseignements spontané ou automatique.
Il est entendu qu’en cas d’échange de renseignements, les règles de procédure administrative relatives aux droits des contribuables en vigueur dans l’Etat requis demeurent applicables avant que les renseignements ne soient transmis à l’Etat requérant. Il est en outre entendu que ces dispositions visent à garantir une procédure régulière au contribuable et non pas à empêcher ou retarder outre mesure un échange efficace de renseignements.
Art. XI par. 2 du Prot. du 24 septembre 20119
2. Le présent protocole entrera en vigueur à la date de la dernière de ces notifications et sera applicable:
aux impôts retenus à la source sur les revenus mis en paiement ou attribués le 1er janvier de l’année suivant celle au cours de laquelle le présent protocole est entré en vigueur, ou après cette date;
aux autres impôts pour toute année fiscale commençant le 1er janvier de l’année suivant celle au cours de laquelle le présent protocole est entré en vigueur, ou après cette date;
eu égard à l’art. 25a de la Convention (Echange de renseignements), aux demandes déposées à la date de l’entrée en vigueur du présent protocole, ou après cette date, concernant des renseignements relatifs à une période fiscale commençant le 1er janvier de l’année suivant celle au cours de laquelle le présent protocole est entré en vigueur, ou après cette date.
RO 1998 762; FF 1996 II 188
2 RO 1998 761
3 Abrogé par l’art. IX du Prot. du 24 sept. 2011, approuvé par l’Ass. féd. le 15 juin 2012, avec effet au 9 nov. 2012 (RO 2012 6647; FF 2011 8215).
4 Introduit par l’art. X du Prot. du 24 sept. 2011, approuvé par l’Ass. féd. le 15 juin 2012, en vigueur depuis le 9 nov. 2012 (RO 2012 6647; FF 2011 8215).
9RO 2012 6647; FF 2011 8215.