Source: https://peppecarpentieri.wordpress.com/2007/04/
Timestamp: 2020-04-10 10:26:25+00:00
Document Index: 12709265

Matched Legal Cases: ['art.2', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 9']

aprile 2007 – diario di Peppe Carpentieri
Che cos’è l’illecito?
In ogni settore della nostra vita si possono attuare comportamenti e si verificano fatti che assumono, per senso comune, un valore antisociale o comunque negativo. Vi sono poi casi che riguardano soltanto la violazione di procedure e principi amministrativi specifici (Tar). Si tratta di atti illegittimi, ma non illeciti. Perchè un fatto possa essere qualificato come illecito deve sussistere un’ulteriore condizione specifica: quel fatto, o quel comportamento, deve essere espressamente e specificatamente proibito o reso obbligatorio dalla legge, e questa legge deve a sua volta prevedere una sanzione a carico di chi non osserva il divieto o l’obbligo sancito. (da Diritto Ambientale pag.13)
La denuncia per un illecito di violazione in materia ambientale o di violazione alla nuova legge a tutela degli animali(legge 189/2004) con carattere penale può essere presentata
1)direttamente presso l’Ufficio del Procuratore della Repubblica
2)presso qualsiasi organo di Polizia Giudiziaria
Quale legge regola l’inquinamento atmosferico?
Il Dpr 203/1998 rappresenta la legge quadro che disciplina la materia e si applica agli impianti industriali di produzione di beni e servizi, ivi compresi gli impianti di imprese artigiane nonchè gli impianti di pubblica utilità quali quelli che producono energia elettrica o provvedono all’incenerimento di rifiuti.
D.Lgs. 5 febbraio 1997 n.22 (norme sui rifiuti)
art.2 Finalità La gestione dei rifiuti costituisce attività di pubblico interesse ed è disciplinata dal presente decreto al fine di assicurare un’elevata protezione dell’ambiente e controlli efficaci, tenendo conto della specificità dei rifiuti pericolosi. comma 2. I rifiuti devono essere recuperati e smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all’ambiente e, in particolare:
a)senza determinare rischi all’acqua, l’aria, il suolo e per la fauna e la flora
b)senza causare inconvenienti da rumori o odori
c)senza danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse, tutelati in base alla normativa vigente.
la strada legale
dirittoambiente-net
decreto 5 maggio 2006
Per la denuncia di reati a danno ambientale è importante attuare una sequenza d’immagini che sia razionale (da Diritto all’ambiente pag.32). Raccogliere immagini e video sono elementi essenziali che ogni cittadino può usare al fine di redigere un dossier utile per le indagini sulle attività inquinanti. Nella maggior parte dei casi, l’ARPA è l’organo di controllo amministrativo che non attiva procedure previste nel Codice di procedura penale.
greenpeace ecomafie
rapporti ecomafie di legambiente
community RAI Report
AEA Agenzia Europea per l’Ambiente, Nuovo sistema di monitoraggio dell’inquinamento atmosferico basato sul Web
Prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento – IPPC
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27 aprile 2007 5 ottobre 2011 Peppe CarpentieriLascia un commento
Dobbiamo sapere che esiste uno strumento legale, per i cittadini, molto utile, per i casi in cui, le amministrazioni locali hanno intenzione di intraprendere “strade pericolose” per la costruzione di impianti sottoposti alla VIA (Valutazione d’Impatto Ambientale).
L’Italia e la Convenzione di Aarhus
L’Italia è fortemente impegnata nell’attuazione della Convenzione sul piano sia nazionale che internazionale; il suo ruolo è particolarmente rilevante:
È stata uno dei primi paesi a ratificare la Convenzione di Aarhus, il secondo dell’Unione
tratto dal Testo Valutazione d’Impatto Ambientale, a cura di Virginio Bettini, UTET
Aspetti legali internazionali della Valutazione di impatto ambientale
La Convenzione di Aarhus sull’accesso alle informazioni,
la partecipazione pubblica nei processi decisionali e l’accesso alla giustizia nelle dispute ambientali
La Convenzione di Aarhus è un trattato regionale negoziato sotto l’auspicio dell’UNECE il 25 giugno del 1998. Le ONG (Organizzazioni Non Governative) hanno rivestito un ruolo fondamentale nella fase di negoziazione e di stesura della Convenzione considerando la situazione di tutti i partecipanti al processo.
La Convenzione deriva dal Principio 10 della Conferenza di Rio sull’ambiente e lo sviluppo, che dichiarava che ogni individuo deve avere accesso alle informazioni che riguardano l’ambiente in possesso dalle autorità pubbliche. Essa si basa su tre elementi: la determinazione di regole e le richieste ai governi di rendere disponibili le informazioni sull’ ambiente; la definizione di gruppi di interesse che partecipino ai processi decisionali e il diritto del pubblico di rivolgersi alla giustizia e ai provvedimenti giudiziari nei confronti dei governi per non aver adempiuto gli obblighi legali della Convenzione.
Questa Convenzione rappresenta un nuovo tipo di accordo ambientale che unisce le ragioni ambientali e quelle umane stabilendo che lo sviluppo sostenibile possa essere raggiunto solamente attraverso il coinvolgimento di tutti i responsabili e cercando di legare i doveri di governo con la protezione ambientale. La Convenzione non è solo un patto ambientale, è anche uno strumento legale per la responsabilità del governo, la trasparenza e la sensibilità alle problematiche. La Convenzione di Aarhus difende i diritti dei pubblici cittadini e impone agli Stati e alle autorità pubbliche obblighi riguardo l’accesso alle informazioni, alla partecipazione pubblica e alla giustizia.
La Convenzione definisce come pubblica «una o più persone fisiche o legali e, in accordo con la legislazione nazionale, le sue associazioni, organizzazioni o gruppi» (art. 2 (5». Essa stabilisce che le autorità pubbliche, in risposta alla richiesta di informazioni, debbano renderle disponibili senza pregiudizio alcuno e nella forma richiesta (art. 4 (1)). L’informazione deve essere resa accessibile nel minor tempo possibile, al più tardi entro un mese, salvo che la complessità del problema non giustifichi l’estensione di questo periodo sino a due mesi (art. 4 (7)). La richiesta può essere rifiutata per ragioni di riservatezza, relazioni internazionali, difesa nazionale o pubblica sicurezza, diritti di proprietà intellettuale, interessi di terzi ecc. (art. 4 (4)).
Per ciò che concerne la partecipazione pubblica, la Convenzione stabilisce
che il pubblico interessato debba essere informato dall’autorità responsabile sul-. la procedura decisionale che riguarda l’ambiente, in relazione all’attività proposta e sulla natura della possibile decisione e se l’azione è soggetta a una procedura di valutazione di impatto ambientale nazionale o transfrontaliero (art. 6 (2)). Essa contiene, inoltre, un provvedimento circa la partecipazione pubblica per ciò che concerne piani, programmi e politiche in relazione all’ambiente (art. 7), stabilendo che il pubblico debba partecipare all’interno di una cornice di trasparenza e onestà.
Infine, per ciò che riguarda l’accesso alla giustizia, la Convenzione stabilisce che, chiunque ritenga che la propria richiesta sia stata ignorata o ingiustamente respinta, abbia diritto ad accedere al processo di revisione prima di una corte di giustizia o di un altro organo indipendente e imparziale (art. 9).
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Oggi è di moda sui media parlare di sviluppo poichè sono stati sbloccati alcuni fondi, come i contratti di Quartieri II, ed altre promesse per contenere il consenso politico della Monarchia assoluta vigente nel feudo salernitano.
In realtà di sviluppo del meridione se ne parla dal 1860, e se si continua a parlare di sviluppo in questo teatro un motivo ci sarà?!
A mio avviso sono quasi tutti soldi sprecati, buttati dal balcone, cioè donati dallo Stato ai soliti noti. Non ricordo che mai un Presidente di un albo professionale abbia mai parlato apertamente di “attentato perpetrato nei confronti di una città e dei suoi abitanti”. E’ noto che la Camorra è cosa nostra, è noto che uno dei primi proventi delle associazioni a delinquere siano gli appalti pubblici, ma allora se sono note tutte queste cose, perchè si continua a perder tempo?
Ma soprattutto perchè si parla di sviluppo della città, quando in realtà si tratta dello sviluppo economico di poche persone.
Il problema come al solito è il nostro, poveri cittadini, poveri in tutti i sensi, che subiscono le aggressioni economiche di chi gestisce i nostri soldi, cioè i partiti.
Siamo ostaggio di queste oligarchie partitiche totalmente anacronostiche, siamo ostaggio della nostra apatia e riluttanza alla vera informazione, facciamo come gli struzzi, sappiamo e la notte non ci pensiamo. Ci basta un raggio di sole ogni tanto, il bagno nel mare inquinato e respirare la “sana” aria da particolato emesso dalla fonderie condannate, poichè trovate senza V.I.A., che fa se si muore fra vent’anni di tumore, a causa del dell’inquinamento crescente, l’importante è prendere quel misero stipendio da schiavo che ti passano oggi, tanto tutti dobbiamo morire di qualcosa.
Inoltre un appunto su di un aspetto ELEMENTARE, sempre di ORDINARIA AMMINISTRAZIONE, ma è così difficile programmare la manutenzione delle opere pubbliche, come il LUNGOMARE, il CORSO VITTORIO EMANUELE, cioè far controllare lo stato di salute del più importante verde pubblico che abbiamo a Salerno, le piante del Lungomare, e la salvaguardia dell’arredo urbano e la pavimentazione del Corso?!
E’ così difficile monitorare lo stato di salute, che non c’è più da anni, dei corsi d’acqua salernitani?
Invece di sparare cazzate su opere stratosferiche, costosissime e che nessuno ha chiesto, se non gli amici degli amici, e parlare come Mussolini ai tempi del fascio, basterebbe cominciare a pensare sull’ordinario, e spostare risorse umane ed economiche per la tutela della salute e dell’ambiente cittadino, ecco solo per iniziare questo è il BENE COMUNE.
Ritengo sia inutile accennare dell’urlo che si fa alle sirene in Tv: “perchè non si può fare il termovolarizzatore a Salerno, noi siamo pronti”
Ma perchè non te lo fai con i soldi tuoi, sotto casa tua?
L’inganno dei CIP6
Ricordo che la parola termovalorizzatore non esiste, è una propaganda dei diossini, esiste l’inceneritore a recupero energetico, e parliamo di un recupero stimato (quindi teorico) al max del 15-25% negli impianti a condensazione e nell’ordine del 10-12% nel caso degli impianti a contropressione. Fonte: Alberto Clò (a cura di), Energia e Tecnologia, Editrice Compositori 2004 L’inceneritore uccide le persone.
Inviato su politica, SalernoContrassegnato da tag bene comune, Cip 6, De Luca, illegalità, rifiuti, Salerno
27 aprile 2007 17 luglio 2008 Peppe Carpentieri1 commento
Inviato su SalernoContrassegnato da tag case, economia, mondo immobiliare, Salerno
c’è una “strana” posizione di una città nell’ultima classifica ecosistema-urbano 2007
posto 21° – Salerno – anno precedente 64° – in un solo anno ha guadagno 43 posizioni,
come può essere? Eppure, la conosciamo bene Salerno. Se andiamo a vedere quali siano gli indicatori ambientali presi in considerazione lo sconcerto è ancora più grande.
Ma come si fanno queste classifiche? E a cosa servono, quali vantaggi economici portano? se ne portano qualcuno!?
Sono i Comuni che forniscono i dati, ecco svelato il dubbio, e poi Legambiente, tramite l’Istituto di Ricerca Ambiente Italia, stila la classifica. Viene inviato un questionario e poi l’Osservatorio compila le classifiche.
Negli indicati ci sono importanti elementi considerati
Aria, acqua, depurazione, RSU, raccolta differenziata, isole pedonali, Verde urbano, eco-management, Agenda21locali, abusivismo, carburanti, piste ciclabili etc.
Leggendo gli indicatori, i dubbi sull’attendibilità di questa classifica aumentano sempre più. Poichè in buona sostanza vorrei sapere, ma può un Comune come Salerno, che solo un’estate fà, ha palesato che, il dipuratore della città non funzionava, sotto inchiesta, che quindi le acque nere andavano in mare, e che una fonte inquinante le fonderie, sotto inchiesta, e che ha palesato nel 2004 non avere la VIA, oggi, Salerno si trova in quella posizione di classifica?
Magari fosse vera! Magari realmente ci fossero i mezzi per monitorare i Pm10, Pm2,5, Pm1. Magari il mare cittadino fosse pulito, magari la città avesse le piste ciclabili e non avesse il traffico, etc. etc.
Inviato su SalernoContrassegnato da tag ambiente, ecosistema urbano, Salerno