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Timestamp: 2019-12-13 00:39:42+00:00
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Duro scontro Prestigiacomo-Calderoli: l'art. 4 del DL "anticrisi" sopprime il ruolo del MATTM - Postilla
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Duro scontro Prestigiacomo-Calderoli: l’art. 4 del DL “anticrisi” sopprime il ruolo del MATTM
L’iter autorizzativo per la realizzazione delle centrali nucleari
Non appena si è diffusa la notizia che le commissioni Bilancio e Finanze della Camera si sono espresse positivamente sull’art. 4 del D.L. 1° luglio 2009 n. 78 c.d. “anticrisi”, la Prestigiacomo ha sottolineato come tale norma “sopprime di fatto il ruolo del ministero dell’Ambiente nel delicato iter autorizzativo per la realizzazione di centrali di produzione e per le reti di distribuzione di energia, ed esautora ogni ruolo degli enti locali” (www.minambiente.it).
La disposizione in questione è contenuta nell’Atto Camera n. 2561 “Conversione in legge del decreto legge 1° luglio 2009, n. 78, recante provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali”, attualmente all’esame dell’assemblea (scadenza il 30 agosto 2009).
L’art. 4 – rubricato “interventi urgenti per le reti dell’energia” – darebbe, in poche parole, esclusivamente al Governo e ai commissari straordinari il potere di decidere autonomamente dove costruire impianti energetici, tra cui anche le centrali nucleari, senza dover prima ascoltare enti locali e ministero per l’Ambiente.
Con due distinti comunicati stampa – entrambi del 21 luglio – il Ministro chiede la modifica del testo dell’articolo 4 del decreto “anti-crisi”: “Si tratta di un provvedimento di inaudita gravità, inaccettabile per chi, in questa legislatura, ha sbloccato nel rispetto della normativa ambientale, in pochi mesi, centinaia di pratiche Via che paralizzavano la realizzazione di importanti opere per lo sviluppo del paese”.
La critica è molto aspra, come ben si può intendere continuando a leggere il comunicato: “Né la legge obiettivo, né la recente normativa approvata nel gennaio 2009 sui commissari straordinari per le opere strategiche hanno mai escluso le tutele ambientali e della salute dei cittadini, imposte dal diritto comunitario, che invece, con questo articolo, passerebbero ad un unico soggetto che da solo, si pretende, dovrebbe sostituire le competenze dei 60 esperti della Commissione Via-Vas, e dei 20 della Commissione AIA nonché di professionalità capaci di coniugare tutela ambientale e sviluppo”.
In conclusione, il ministro Stefania Prestigiacomo chiede “modifiche sostanziali a questo articolo e denuncio il metodo attraverso il quale Ministeri non competenti in questa materia sono diventati, in nome della semplificazione, portabandiera di una norma deleteria per l’ambiente, per la salute dei cittadini, e persino per la stessa semplificazione perché fonte certa di contenzioso amministrativo e comunitario e quindi di blocchi delle procedure”.
“Questa norma – ha inoltre rilevato il Ministro Stefania Prestigiacomo – potrebbe perfino applicarsi alle centrali nucleari. Francamente, con il lavoro puntuale e trasparente svolto finora proprio in materia di autorizzazioni ambientali per gli impianti energetici, mi chiedo: una norma simile a chi giova?”
A tali critiche il ministro Calderoli ha prontamente replicato: “Sono sorpreso e sconcertato per il risentimento del ministro Stefania Prestigiacomo riguardo l’articolo 4 del decreto anti-crisi”, spiegando che “L’articolo è stato fisicamente scritto nella penultima seduta del Consiglio dei ministri da parte di tutti i ministri che si sono interessati e dopo quella data nessuna eccezione è stata sollevata in relazione al suddetto articolo”.
Ma la Prestigiacomo non cede e nel successivo comunicato precisa: “Ribadisco che l’art. 4 va modificato. Francamente anche io sono sorpresa dal fatto che il mio collega Calderoli non fosse a conoscenza della forte contrarietà espressa dal ministero dell’Ambiente su questa norma. Si informi con i suoi uffici. Certo, nel penultimo consiglio dei ministri in cui è stato approvato il decreto ero assente perché mi trovavo a Siviglia per far conquistare alle Dolomiti il sigillo dell’Unesco; e non sono certo mancati emendamenti correttivi al testo durante la discussione in commissione. Nel merito il sistema delle autorizzazioni funziona a ritmo serrato da un anno, e stiamo recuperando ritardi storici: cito da ultimo l’autorizzazione per Porto Tolle, dopo ben otto anni di rimpalli. Poi, se il Ministro per la Semplificazione pensa che semplificare voglia dire abolire i controlli sull’ambiente e la tutela della salute dei cittadini, può stare certo che non mi troverà mai d’accordo. E dubito che la società civile da lui invocata accetterà mai di vedere costruite sul proprio territorio centrali elettriche ad olio, a carbone, reti energetiche, o addirittura centrali nucleari senza i dovuti controlli ambientali e di sicurezza per le popolazioni” (www.minambiente.it).
Solidali col Ministro Prestigiacomo la maggior parte delle associazioni ambientaliste.
Il 23 luglio un altro comunicato della Prestigiacomo:
“Ho avuto la parola del Presidente Berlusconi che l’art. 4 del decreto anticrisi sarà modificato nel corso dell’esame del provvedimento al Senato. Al collega Scajola, con il quale non intendo polemizzare, chiedo solo di non scherzare. Altro che esautoramento…
Quanto all’elenco circolato delle opere da “commissariare”: 5 di queste saranno autorizzate, come i proponenti ben sanno, entro il 30 di luglio, perciò ben prima dell’eventuale nomina dei commissari; una entro settembre; 4 sono di competenza delle regioni; una è stata sospesa dal proponente. Quindi, alla luce di ciò, l’esautoramento risulta ancora più ingiustificabile” (www.minambiente.it).
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5 Commenti a “Duro scontro Prestigiacomo-Calderoli: l’art. 4 del DL “anticrisi” sopprime il ruolo del MATTM”
Gianluca Biancaniello - dr. commercialista / revisore contabile scrive:
Scritto il 26-8-2009 alle ore 09:57
Ciao Claudio, il tuo post mi è sembrato interessante soprattutto perchè pone in evidenza un certo modo di legiferare del ns legislatore, il quale, spesso, nell’ambito di un provvedimento mirato a regolamentare un certo settore, finisce poi per “tracimare”, venendo ad inserire disposizioni che hanno effetti rilevanti, ancorchè non previsti, su altri differenti settori.
Inoltre, lo scontro istituzionale messo in rilievo da te – ma in buona parte sottaciuto dai media – ci fa capire quanto siano importanti i temi in questione (settore energetico, controlli e relative competenze amministrative).
Scritto il 26-8-2009 alle ore 10:17
..le recriminazioni del Ministro dell’Ambiente, con riferimento alla questione illustrata, mi sembrano più che legittime.
Credo però di aver letto in rete qualcosa in proposito nei giorni scorsi e la questione dovrebbe essersi risolta.
Scritto il 26-8-2009 alle ore 14:53
Come correttamente segnalato da Paolo, la delicata questione è stata alla fine risolta (cfr. articolo su ItaliaOggi del 29/0/2009, “Dl anticrisi, vince la Prestigiacomo”, di Sara Del Vecchio: http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1615731&codiciTestate=1&sez=giornali&testo=&titolo=Dl%20anticrisi,%20vince%20la%20Prestigiacomo).
Peraltro a sostegno delle vibrate proteste del Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo – come accennato – erano seguite quelle delle associazioni ambientaliste (cfr., http://www.rinnovabili.it/dl-anticrisi-associazioni-ambientaliste-con-la-prestigiacomo-401849).
Il testo dell’art. 4 del c.d. “DL Anticrisi” (ora Legge n. 102 del 3 agosto 2009, col nuovo titolo “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 1° luglio 2009, n. 78, recante provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali” – GU n. 179 del 4 agosto 2009, S.O.), è stato modificato grazie ad un “decreto correttivo”, firmato dal Presidente Naspolitano contestualmenet alla legge di conversione del “DL anticrisi” e pubblicato sulla stessa G.U.
Si tratta del Decreto Legge 3 agosto 2009, n. 103, recante “Disposizioni correttive del decreto-legge anticrisi n. 78 del 2009″ (G.U. n. 179 del 4 agosto 2009).
Per quello che qui ci riguarda, il correttivo interviene sul procedimento disciplinato dal discusso art. 4, per la realizzazione di interventi urgenti relativi alle reti di energia.
Riepilogando, il comma 1 del citato art. 4 prevede l’individuazione di interventi relativi alla trasmissione, distribuzione e produzione dell’energia, considerati urgenti perché strategici ai fini dello sviluppo socio-economico, da realizzarsi con mezzi e poteri straordinari e con capitali in prevalenza o addirittura interamente privati.
La nuova lettera dell’art. 4, Legge n. 102/09 stabilisce ora che il MATTM concorre, di concerto con il Ministero delle Infrastrutture e con quello della Semplificazione, all’autorizzazione per le nuove centrali energetiche (comprese, quelle nucleari).
In questa maniera – chiarisce la relazione tecnica che accompagna il decreto – si esplicita “un principio di massima condivisione delle relative decisioni, benchè fosse già previsto che fossero rimesse al Consiglio dei ministri nella sua collegialità”.
Viene così chiarito inequivocabilmente che l’individuazione di detti interventi debba avvenire anche con l’intesa del MATTM.
Il DL n. 103/2009 (“correttivo”) dovrà ora essere convertito in legge entro il 3 ottobre 2009.
Scritto il 10-9-2009 alle ore 10:43
Ho trovato la scheda relativa alla conversione in legge del DL 3 agosto 2009, n. 103: “Atto Senato n. 1749 – Conversione in legge del decreto-legge 3 agosto 2009, n. 103, recante disposizioni correttive del decreto-legge anticrisi n. 78 del 2009″ (http://www.parlamento.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/34125.htm).
Risulta attualmente “in corso di esame in commissione” parlamentare.
Scritto il 23-10-2009 alle ore 16:52
Volevo chiudere il cerchio sulla notizia.
Anche il DL n. 103/2009 (il decreto “correttivo” citato) è stato convertito in legge.
Si tratta della Legge n. 141/09 del 3 ottobre 2009, recante “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 3 agosto 2009, n. 103, recante disposizioni correttive del decreto-legge anticrisi n. 78 del 2009″ (GU n. 230 del 3 ottobre 2009).
Il testo coordinato dei due provvedimenti è stato pubblicato sulla stessa G.U. (n. 230 del 3 ottobre 2009).
La questione si può dire così definitivamente risolta.