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Timestamp: 2019-05-20 08:53:52+00:00
Document Index: 67388108

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'e contrario', 'art. 120', 'art. 34', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 5']

La questione Minori - Avvocato matrimonialista Roma | D.De Caria
La minore età costituisce una situazione di incapacità giuridica in ordine alla quale emblematicamente emerge l’esigenza di tener conto dell’effettiva capacità del paziente di esprimere un consenso alla terapia. In questi casi può diventare particolarmente problematico l’eventuale conflitto fra i protagonisti del rapporto terapeutico.
Circa la potestà dei genitori nei confronti dei minori, la sentenza della Corte Costituzionale n. 132/1992 (inQuaderni di diritto e politica ecclesiastica, dicembre 1993, pp. 685-8) afferma: “La Costituzione ha rovesciato le concezioni che assoggettavano i figli ad un potere assoluto ed incontrollato, affermando il diritto del minore ad un pieno sviluppo della sua personalità e collegando funzionalmente a tale interesse i doveri che ineriscono, prima ancora dei diritti, all’esercizio della potestà genitoriale”. Si veda anche, a conferma del punto, l’ordinanza della stessa Corte costituzionale 22 luglio 2004, n. 262, in Rivista italiana di medicina legale, settembre-ottobre 2004, pp. 991-4.
Riguardo l’autonomia dei minori maturi, si segnalano le sottoindicate fonti:
Convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989 e resa esecutiva in Italia con legge 27 maggio 1991, n. 176, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, supplemento ordinario n. 135 dell’11 giugno 1991:
Art. 12: “1. Gli Stati parti garantiscono al fanciullo capace di discernimento il diritto di esprimere liberamente la sua opinione su ogni questione che lo interessa, le opinioni del fanciullo essendo debitamente prese in considerazione tenendo conto della sua età e del suo grado di maturità.
“2. A tal fine, si darà in particolare al fanciullo la possibilità di essere ascoltato in ogni procedura giudiziaria o amministrativa che lo concerne, sia direttamente, sia tramite un rappresentante o un organo appropriato, in maniera compatibile con le regole di procedura della legislazione nazionale”.
Art. 14: “1. Gli Stati parti rispettano il diritto del fanciullo alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione.
“2. Gli Stati parti rispettano il diritto ed il dovere dei genitori oppure, se del caso, dei rappresentanti legali del bambino, di guidare quest’ultimo nello esercizio del summenzionato diritto in maniera che corrisponda allo sviluppo delle sue capacità.
“3. La libertà di manifestare la propria religione o convinzioni può essere soggetta unicamente alle limitazioni prescritte dalla legge, necessarie ai fini del mantenimento della sicurezza pubblica, dell’ordine pubblico, della sanità e della moralità pubbliche, oppure delle libertà e diritti fondamentali dell’uomo”.
Convenzione europea sull’esercizio dei diritti dei fanciulli, adottata a Strasburgo il 25 gennaio 1996 e ratificata con legge 20 marzo 2003, n. 77, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, n. 91 del 18 aprile 2003, supplemento ordinario n. 66:
Art. 1: “1. La presente Convenzione si applica ai minori che non hanno raggiunto l’età di 18 anni.
“2. Oggetto della presente Convenzione è promuovere, nell’interesse superiore dei minori, i loro diritti, concedere loro diritti azionabili e facilitarne l’esercizio facendo in modo che possano, essi stessi o tramite altre persone od organi, essere informati e autorizzati a partecipare ai procedimenti che li riguardano dinanzi ad un’autorità giudiziaria”.
Art. 3 “Nei procedimenti che lo riguardano dinanzi a un’autorità giudiziaria, al minore che è considerato dal diritto interno come avente una capacità di discernimento vengono riconosciuti i seguenti diritti, di cui egli stesso può chiedere di beneficiare:
a) ricevere ogni informazione pertinente; b) essere consultato ed esprimere la propria opinione; c) essere informato delle eventuali conseguenze che tale opinione comporterebbe nella pratica e delle eventuali conseguenze di qualunque decisione”.
Art. 5 “Le Parti esaminano l’opportunità di riconoscere ai minori ulteriori diritti azionabili nei procedimenti che li riguardano dinanzi ad un’autorità giudiziaria, in particolare:
a) il diritto di chiedere di essere assistiti da una persona appropriata, do loro scelta, che li aiuti ad esprimere la loro opinione;
b) il diritto di chiedere essi stessi, o tramite altre persone od organi, la designazione di un rappresentante distinto, nei casi opportuni, di un avvocato;
c) il diritto di designare il proprio rappresentante;
d) il diritto di esercitare completamente o parzialmente le prerogative di una parte in tali prcedimenti”.
Art. 6 “Nei procedimenti che riguardano un minore, l’autorità giudiziaria, prima di giungere a qualunque decisione, deve:
– nei casi che lo richiedono, consultare il minore personalmente, se necessario in privato, direttamente o tramite altre persone od organi, con una forma adeguata alla sua maturità, a meno che ciò non sia manifestamente contrario agli interessi superiori del minore, permettere al minore di esprimere la priopria opinione;
c) tenere in debito conto l’opinione da lui espressa”.
Decreto del Ministro della Sanità 18 marzo 1998 (in Gazzetta Ufficiale, n. 122 del 28 maggio 1998, riguardante le “linee guida di riferimento per l’istituzione e il funzionamento dei comitati etici):
3.7.9: “La sperimentazione su minore … è comunque vincolata al valido consenso di chi esercita la podestà dei genitori; conformemente alle richiamate linee guida europee, il minore, compatibilmente con la sua età, ha il diritto ad essere personalmente informato sulla sperimentazione con un linguaggio ed in termini a lui comprensibili e richiesto di firmare personalmente il proprio consenso in aggiunta a quello del legale rappresentante; il minore deve potersi rifiutare di partecipare alla sperimentazione”.
Altre norme che danno rilievo al rispetto della volontà del minore: Testo unico della legge in materia di stupefacenti approvato con D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 120; legge 27 maggio 1978, n. 194, artt. 2 e 12 (citate da A. Liuzzi, “Trattamenti sanitari su minore tra consenso dell’interessato e potestà genitoriale”, inFamiglia e diritto, 2002, n. 5, pp. 551-9).
L’Unione europea ha proclamato a Nizza il 7 dicembre 2000 la Carta dei Diritti Fondamentali (in Bioetica,dicembre 2001, pp. 726-34):
Art. 24: “1. I bambini hanno diritto alla protezione e alle cure necessarie per il loro benessere. Essi possono esprimere liberamente la propria opinione: questa viene presa in considerazione sulle questioni che li riguardano in funzione della loro età e della loro maturità”.
Il vigente Codice di deontologia medica, all’art. 34, comma 3, stabilisce: “Il medico ha l’obbligo di dare informazioni al minore e di tenere conto della sua volontà, compatibilmente con l’età e con la capacità di comprensione, fermo restando il rispetto dei diritti del legale rappresentante”.
Direttive di organismi internazionali
1) Dichiarazione di Helsinki adottata dalla XVIII Assemblea dell’Associazione medica mondiale nel 1964, emendata dalla stessa Associazione alla XXIX Assemblea a Tokyo nel 1975, alla XXXV Assemblea a Venezia nel 1983 e alla XLI Assemblea a Hong Kong nel 1989 (il testo modificato a Hong Kong in Rivista italiana di medicina legale, 1991, pp. 589-95):
“I. Principes de base . . .
11. En cas d’incapacité légale et notamment s’il s’agit d’un mineur, le consentement devra être sollicité auprès du représentant légal, compte tenu des législations nationale. Au cas où une incapacité physique ou mentale rend impossible l’obtention d’un consentement éclairé, l’autorisation des proches parents responsables remplace, sous la même réserve, celle du sujet. Lorsque l’enfant mineur est capable de donner son consentement, celui-ci devra être obtenu en plus du consentement de ses responsables légaux”.
2) Orientamenti etici internazionali per la ricerca biomedica riguardante soggetti umani, preparati nel 1993 dal CIOMS (Consiglio delle organizzazioni internazionali di scienze mediche) con sede a Ginevra (inAggiornamenti sociali, supplemento al n. 4, aprile 1994):
“Orientamento n. 5: Ricerca che coinvolge i bambini
Prima di avviare una ricerca che coinvolga bambini, il ricercatore deve accertarsi che: . . .
Un genitore o un tutore di ciascun bambino abbia dato il consenso per procura;
Sia stato ottenuto da ciascun bambino il consenso nella misura in cui ne è capace;
Sia sempre rispettato il rifiuto del bambino di partecipare alla ricerca a meno che, secondo il protocollo di ricerca, non riceva una terapia per cui non esiste un’alternativa accettabile dal punto di vista medico”.
3)Raccomandazione n. R(90)3, “sur la recherche médicale sur l’être humain”, adottata dal Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa il 6 febbraio 1990:
“Principe 3 . . .
3. Les dispositions de ce principe s’appliqueront également au représentant légal et à l’incapable juridique capable de discernement dans les cas mentionnés aux principes 4 et 5.
Un incapable juridique ne peut faire l’object d’une recherche médicale que lorsqu’elle est autorisée selon le principe 5 et à condition que son représentant légal ou l’autorité ou l’individu autorisé ou désigné selon les dispositions de son droit national y consente. Si l’incapable juridique est capable de discernement, son consentement est également requis et aucune recherche ne peut être entreprise s’il ne donne pas son consentement”.
5. L’autorizzazione prevista ai paragrafi 2 e 3 può, in qualsiasi momento, essere ritirata nell’interesse della persona interessata.”
4) Consiglio d’Europa, “Convenzione per la protezione dei diritti dell’uomo e della dignità dell’essere umano all’applicazione della biologia e della medicina”, firmata dal Governo italiano a Oviedo, Spagna, il 4 aprile 1997 (in L. Canavacci, I confini del consenso, Edizioni Medico Scientifiche, Torino, 1999, pp. 193-206; Guida al Diritto, Il Sole-24 Ore, 21 dicembre 1996, pp. 86-96; pubblicata anche da: M. Barni, in Diritti-doveri, responsabilità del medico, Giuffrè, Milano, 1999, pp. 351-8; Rivista italiana di medicina legale,novembre-dicembre 1999, pp. 1647-51):
“Articolo 6 (Tutela delle persone che non hanno la capacità di dare il consenso)
1. Salvo quanto previsto agli articoli 17 e 20, l’intervento non può essere effettuato su una persona che non abbia la capacità di dare il consenso a meno che ciò non sia fatto per suo diretto beneficio.
2. Quando secondo la legge un minore non ha la capacità di dare il consenso a un intervento, questo non può essere effettuato senza l’autorizzazione del suo rappresentante, dell’autorità o di una persona o un tutore designato dalla legge.
Il parere del minore è preso in considerazione come fattore sempre più determinante in rapporto all’età e al suo grado di maturità.
3. Quando, secondo la legge, un maggiorenne non ha, a causa di un handicap mentale, di una malattia o per un motivo similare, la capacità di dare il consenso a un intervento, questo non può essere effettuato senza l’autorizzazione del suo rappresentante, dell’autorità o di persona o tutore designato dalla legge.
La persona interessata, nella misura possibile, deve essere coinvolta nella procedura di autorizzazione.
4. Il rappresentante, l’autorità, la persona o il tutore nominati ai paragrafi 2 e 3 devono, con le stesse modalità, avere l’informazione prevista dall’art. 5.
5) Parlamento europeo, parere della Commissione giuridica sulla “Carta europea dei diritti del paziente”(in Documenti di seduta del Parlamento europeo, Doc. 1-970/83):
Punto 10: “Una situazione particolare si presenta per coloro che si rifiutano di sottoporsi a un trattamento sanitario in quanto non compatibile con le loro concezioni religiose. Il rifiuto di sottoporsi ad un trattamento sanitario da parte di un adulto o di un minore emancipato è valido sul piano giuridico. Se questi non può esternare la sua volontà, vale il paragrafo precedente [circa il “consenso presunto”]. Per quanto riguarda i minorenni, dobbiamo presumere che l’articolo 9 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo sia applicabile anche nei loro confronti. Fino a quando il minorenne non può prendere una decisione autonoma, non gli si può imporre alcuna convinzione religiosa né rifiutargli un trattamento medico necessario a causa del credo religioso dei genitori o di terzi. Potrà essere necessario revocare temporaneamente e parzialmente o meno la patria potestà”.
6) Documento del 1994 dell’Organizzazione mondiale della sanità, Ufficio regionale per l’Europa con sede in Danimarca:
“3.5 Lorsque le consentement d’un représentant légal est requis, le patient, qu’il soit mineur ou adulte, doit néanmoins être associé à la prise de décision, dans toute la mesure où ses capacités le permettent”.
Anche organismi nazionali si sono pronunciati sui diritti dei minori nel campo delle scelte terapeutiche:
Carta dei diritti dei bambini in ospedale adottata da quattro fra i principali ospedali pediatrici d’Italia, presentata a Trieste il 10 dicembre 2001 (in Bioetica, 2003, n. 1, pp. 67-74):
4. “Il bambino ha diritto al rispetto della propria identità, sia personale che culturale, e al rispetto della propria fede religiosa”.
7. “Il bambino ha diritto a essere informato sulle proprie condizioni di salute e sulle procedure a cui verrà sottoposto, con un linguaggio comprensibile e adeguato al suo sviluppo e alla sua maturazione. Ha diritto a esprimere liberamente la sua opinione su ogni questione che lo interessa.Le opinioni del bambino devono essere prese in considerazione tenendo conto della sua età e del grado di maturazione”.
8. “Il bambino ha diritto a essere coinvolto nel processo di espressione dell’assenso/dissenso alle pratiche sanitarie che lo riguardano. Un assenso/dissenso progressivamente consapevole in rapporto alla maturazione del minore va sempre promosso e ricercato anche e soprattutto attraverso le relazioni familiari […] A partire dai dodici anni, si può credere in un assenso o dissenso progressivamente consapevole, perché anche di fronte a situazioni di accanimento terapeutico i preadolescenti e gli adolescenti, riescono a prefigurarsi il futuro e ad assumersi la responsabilità di fronte al proprio progetto di vita. Pertanto l’assenso/dissenso va sempre richiesto, non soltanto per una esigenza giuridica o etica, ma soprattutto per far comprendere al bambino quanto gli sta accadendo intorno”.
9. “Il bambino ha diritto a essere coinvolto nel processo di espressione dell’assenso/dissenso a entrare in un progetto di ricerca-sperimentazione clinica. I medici hanno l’obbligo di informare il bambino e i genitori, con un linguaggio comprensibile, della diagnosi, della prognosi, del tipo di trattamento sperimentale proposto, e opportunamente informato sui rischi e sui benefici, delle alternative terapeutiche disponibili, degli effetti collaterali e tossici, della libertà di uscire dal progetto in qualsiasi momento e della possibilità di conoscere i risultati conclusivi del progetto stesso. In caso di rifiuto a entrare nel progetto, i sanitari hanno comunque l’obbligo di garantire al bambino le cure convenzionali”.
2. giurisprudenziali
Corte Suprema di Cassazione, 23 giugno 1998, n. 6240, in Il diritto di famiglia e delle persone, gennaio-marzo 2001, p. 31.
Tribunale per i Minorenni di Bologna, 13 maggio 1972, in Il Foro italiano, Repertorio, 1974, voce “Patria potestà”, n. 7.
Quando sono possibili trattamenti diversi dalle emoterapie, i medici hanno l’obbligo di applicare tali cure alternative e di rispettare le convinzioni dei genitori. In proposito, si vedano le seguenti fonti:
Tribunale per i Minorenni di Bologna, decreto n. 1309, 31 maggio 1995.
Tribunale per i Minorenni di Trento, decreto n. 214, 30 dicembre 1996, in Rivista italiana di medicina legale, luglio-ottobre 1998, pp. 835-6; Quaderni di diritto e politica ecclesiastica, dicembre 1997, pp. 908-9.
Tribunale per i Minorenni di Brescia, decreto n. 779, 3 dicembre 1997.
Tribunale per i Minorenni di Brescia, decreto n. 786, 4 dicembre 1997.
Tribunale per i Minorenni di Venezia-Procura della Repubblica, 2 giugno 1998, in Il diritto di famiglia e delle persone, aprile-settembre 1999, pp. 689-96.
Tribunale per i Minorenni di Firenze, decreto n. 192 del 19 gennaio 1999, in Quaderni di diritto e politica ecclesiastica, dicembre 1999, p. 755.
Corte di Appello di Ancona, sez. minori, decreto n. 658, 25 marzo 1999, in Famiglia e Diritto, settembre-ottobre 1999, pp. 467-74; Il diritto di famiglia e delle persone, aprile-settembre 1999, pp. 659-68; La nuova giurisprudenza civile commentata, marzo-aprile 2000, pp. 218-25.
Tribunale per i Minorenni di Brescia, decreto 22 maggio 1999, in La nuova giurisprudenza civile commentata, marzo-aprile 2000, pp. 204-18.
La giurisprudenza di altri paesi, specialmente del Canada e degli Stati Uniti, sta gradatamente pronunciandosi a favore dell’autodeterminazione nelle scelte terapeutiche dei “minori maturi”. Si citano le seguenti decisioni che riguardano minorenni di età compresa fra i 12 e i 17 anni:
Corte di Appello di Nancy (Francia), Camera speciale, decisione in data 3 dicembre 1982, Mme B . . . c. B . . .;
Corte Provinciale (Sezione per la famiglia) dell’Ontario (Canada), 1° novembre 1985, Re L.D.K., C.A.S. v. K.;
Corte Suprema dell’Illinois (Stati Uniti), 14 novembre 1989, Re E.G., Il popolo dello Stato dell’Illinois v. E.G.;
Corte Suprema di Terranova (Canada), Corte unificata per la famiglia, 19 luglio 1993, Re A.Y., Assistenza all’infanzia di Terranova v. A.Y.;
Corte di Appello di New Brunswick (Canada), 25 aprile 1994, Ente ospedaliero della Regione 2 et al. v. Walker (tutore di) et al. (in Quaderni di diritto e politica ecclesiastica, dicembre 1995, pp. 910-11).
Per un approfondimento in merito al tipo di valutare da attribuire alle opinioni espresse da parte dei minori, si vedano le linee guida riportate dalla c.d. Carta di Firenze (in questo sito)
3. dottrinali
Una parte delle seguenti fonti fa specifico riferimento all’autonomia dei minori nel campo terapeutico (l’elenco è in ordine alfabetico per autore):
I. Allegranti, G. Giusti, Lo sciopero della fame del detenuto, Cedam, Padova, 1983, pp. 80-1; M. Angelini Rota, G. Gualdi, “In tema di consenso del minore al trattamento medico-chirurgico”, in La giustizia penale, 1980, I, coll. 368-72; F. Antoniotti, “Il consenso all’atto medico”, in Federazione medica, agosto 1984, pp. 800-6; P. Barile,Diritti dell’uomo e libertà fondamentali, Il Mulino, Bologna, 1984, p. 29; M. Barni, “Si lasci che il Testimone di Geova obbedisca alla sua convinzione”, in Avanti!, 5 maggio 1979; A. Bellelli, Aspetti civilistici della sperimentazione umana, Cedam, Padova, 1983, pp. 60-70; A. Belvedere, “L’autonomia del minore nelle decisioni familiari”, in AA.VV., L’autonomia dei minori tra famiglia e società, a cura di M. De Cristofaro e A. Belvedere, Giuffrè, Milano, 1980, pp. 319-77; M. Bessone, “Commento agli artt. 30 e 31 Cost.”, in Commentario della Costituzione, a cura di G. Branca, Zanichelli Editore-Società Editrice del Foro italiano, Bologna-Roma, 1977, pp. 107-8; R. Biagi Guerini, Famiglia e Costituzione, Giuffrè, Milano, 1989, pp. 167-88; C. M. Bianca, Diritto civile,Giuffrè, Milano, 1984, I, pp. 213-5; A. Bompiani, “Il minore tra autonomia e tutela”, in Bioetica, 2003, n. 1, pp. 90-7; A. Bonelli, A. Giannelli, “Consenso e attività medico-chirurgica: profili deontologici e responsabilità penale”, inRivista italiana di medicina legale, gennaio-marzo 1991, pp. 14-6; R. Botta, Manuale di diritto ecclesiastico,Giappichelli, Torino, 1994, pp. 199-204; L. Bruscuglia, “Commento alla legge 13 maggio 1978, n. 180 ‘Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori’ ”, in Le nuove leggi civili commentate, gennaio-febbraio 1979, pp. 182-5; F.D. Busnelli, “Capacità ed incapacità di agire del minore”, in Il diritto di famiglia e delle persone, gennaio-marzo 1982, pp. 54-70; F. D. Busnelli, in AA.VV., Istituzioni di diritto civile. Appunti dalle lezioni,Genova, 1978, pp. 112-5; E. Calò, “Il consenso del terzo al trattamento medico”, in Danno e Responsabilità,agosto-settembre 1999, pp. 861-70; L. Carlassare, “Posizione costituzionale dei minori e sovranità popolare”, in AA.VV., L’autonomia dei minori tra famiglia e società, cit., pp. 37-50; A. Carta, “Il consenso del paziente e i diritti della personalità. Sua rilevanza giuridica ed etico-sociale”, in Rassegna Medico-Forense, 1972, nn. 3-4, pp. 265-6, 286-9; A. Carta, Responsabilità civile del medico, Bulzoni Editore, Roma, 1967, pp. 37-40; P. Cavalieri, M. Pedrazza Gorlero, G. Sciullo, “Libertà politiche del minore e potestà educativa dei genitori nella dialettica del rapporto educativo familiare”, in AA.VV., L’autonomia dei minori tra famiglia e società, cit., pp. 51-134; E. Ceccarelli, A. Gamba, “Il consenso informato e i minorenni”, in Il consenso informato, Cortina Editore, Milano, 1996, pp. pp. 133-67; S. Chiarioni, L. Terlizzi, R. Gramolini, D. Pastorelli, G. Girelli, A. Flores, “I Testimoni di Geova e la terapia trasfusionale: aspetti giuridici e riflessi medico legali”, in La trasfusione del sangue, maggio-giugno 1996, p. 391; L. Chieffi, “Trattamenti immunitari e rispetto della persona”, in Politica del diritto, dicembre 1997, p. 603; R. Ciliberti, Medicina, etica e diritto nella rivoluzione bio-tecnologica, Edizioni Medico Scientifiche, Torino, 2001, pp. 111-2; C. Cognetti, Patria potestà e educazione religiosa dei figli, Giuffrè, Milano, 1964, pp. 83-97; Comitato Nazionale per la Bioetica, Bioetica con l’infanzia, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Roma, 1994, pp. 55-8; Comitato Nazionale per la Bioetica, Informazione e consenso all’atto medico, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Roma, 1992, pp. 34, 50-3; Comitato Nazionale per la Bioetica, Trapianti di organi nell’infanzia,Presidenza del Consiglio dei Ministri, Roma, 1994, pp. 28-32; M. Comporti, C. Loré, “Decisione medica e diritti del malato: l’informazione e il consenso”, in Federazione medica, giugno 1984, p. 610; P. Consorti, ” ‘Obiezione di coscienza’ al servizio militare, obiezione fiscale e alle vaccinazioni obbligatorie nella più recente giurisprudenza”, in Quaderni di diritto e politica ecclesiastica, dicembre 1993, pp. 655-6; Consulta di bioetica, “Bambini e autodeterminazione”, in Bioetica, 1995, n. 1, pp. 99-100; A. Conti, P. Delbon, “La volontà del minore nel processo di formazione del consenso informato in alcuni trattamenti sanitari”, in Difesa Sociale, 2003, n. 6, pp. 101-15; A. Conti, M. Del Grosso, R. Cecioni, “Autonomia del medico vs autonomia del paziente: dal conflitto all’armonia”, in Professione – Sanità Pubblica e Medicina Pratica, 1998, n. 1, pp. 37-40; V. Crisafulli, “In tema di emotrasfusioni obbligatorie”, in Diritto e società, 1982, p. 566; G. Dalla Torre, Bioetica e diritto, Giappichelli, Torino, 1993, pp. 84-9; G. Dalla Torre, “Sperimentazione e consenso. A proposito delle ‘norme di buona pratica clinica’ ”, in Iustitia, 1992, pp. 341-3; P. de Camelis, “Libertà di cura e protezione dei minori”, in Rassegna amministrativa della sanità, luglio-settembre 1998, pp. 215-7; S. Del Corso, “Il consenso del paziente nell’attività medico-chirurgica”, in Rivista italiana di diritto e procedura penale, 1987, pp. 556-60; M. Dogliotti, “Le persone fisiche”, in Trattato di diritto privato, diretto da P. Rescigno, Utet, Torino, 1982, I, pp. 27-9, 37-9; M. Dogliotti, “L’autonomia dei minori e le incertezze della Corte costituzionale”, in Giurisprudenza italiana, 1991, IV, coll. 209-13; G. Ferrando, “Consenso informato del paziente e responsabilità del medico, principi, problemi e linee di tendenza”, in Rivista critica del diritto privato, giugno 1998, pp. 63-6; G. Ferrando, “Diritti e interesse del minore tra principi e clausole generali”, in Politica del diritto, marzo 1998, pp. 167-76; G. 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