Source: https://www.codiceappalti.it/DPR_207_2010/Art__263_Requisiti_di_partecipazione/1241
Timestamp: 2019-04-20 10:51:13+00:00
Document Index: 45591221

Matched Legal Cases: ['art. 263', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 263', 'art. 261', 'art. 263', 'art. 252', 'art. 90', 'art. 263', 'art. 90', 'art. 6', 'art. 263', 'art. 37', 'art. 252', 'art. 20', 'art. 263', 'art. 6', 'art. 37', 'art. 261', 'art. 261', 'art. 263', 'art. 263', 'art. 66', 'art. 66', 'art. 263', 'art. 66', 'art. 263', 'art. 66', 'art. 14', 'art. 66', 'art. 263', 'art. 66']

Art. 263 Requisiti di partecipazione (DPR_207/2010)
[1. I requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi di partecipazione alle gare sono definiti dalle stazioni appaltanti con riguardo:
2. I servizi di cui all'articolo 252 valutabili sono quelli iniziati, ultimati e approvati nel decennio o nel quinquennio antecedente la data di pubblicazione del bando, ovvero la parte di essi ultimata e approvata nello stesso periodo per il caso di servizi iniziati in epoca precedente. Non rileva al riguardo la mancata realizzazione dei lavori ad essa relativi. Ai fini del presente comma, l'approvazione dei servizi di direzione lavori e di collaudo si intende riferita alla data della deliberazione di cui all'articolo 234, comma 2. Sono valutabili anche i servizi svolti per committenti privati documentati attraverso certificati di buona e regolare esecuzione rilasciati dai committenti privati o dichiarati dall'operatore economico che fornisce, su richiesta della stazione appaltante, prova dell'avvenuta esecuzione attraverso gli atti autorizzativi o concessori, ovvero il certificato di collaudo, inerenti il lavoro per il quale é stata svolta la prestazione, ovvero tramite copia del contratto e delle fatture relative alla prestazione medesima.
4. I concorrenti non devono trovarsi altresì nelle condizioni previste dall'articolo 253 del presente regolamento e dall'articolo 38 del codice. ]
Quanto disposto dall’articolo 263 comma 2 del dpr n. 207 del 2010 non è stato recepito nella nuova disciplina in materia di appalti pubblici (cfr. ora l’articolo 86 comma 5 d.lgs. n. 50 del 2016 in relazione ai mezzi di prova di cui all’allegato XVII parte II). L’articolo 263 cit. è stato immediatamente abrogato dall’articolo 217 del d.lgs. n. 50 del 2016, e del resto le linee guida (non vincolanti) adottate in materia dall’ANAC non hanno affrontato la questione (cfr. Consiglio di Stato parere 1767 del 2016: “Non è stata invece affrontata la questione concernente i limiti entro i quali è possibile utilizzare a comprova del possesso di tali requisiti i servizi di progettazione svolti in favore dei committenti privati; profilo in precedenza disciplinato dall’art. 263, comma 2, d.P.R. n. 207 del 2010, la cui ambigua formulazione ha dato luogo ad un contrasto di giurisprudenza in seno a questo Consiglio di Stato - Cons. Stato, V, 10 febbraio 2015, n. 692 e 25 maggio 2015, n. 2567 - ”). Né tali disposizioni possono essere ritenute espressione di principi generali e quindi ultrattive, atteso che è appena il caso di rilevare che la previsione dell’approvazione per la progettazione per committenti pubblici e l’esecuzione dei lavori progettati nel caso di committenti privati rispondeva a una mera logica di certezza della prova dell’avvenuta attività di progettazione e non alla necessità della verifica della sua idoneità a conseguire l’aggiudicazione (cfr. Consiglio di Stato, sentenza n. 4629 del 2016; Tar Trieste sentenza n. 64 del 2017). Ne consegue che, nel caso di progettazioni per conto di privati che però non restano in ambito privato in quanto funzionali all’ammissione a una gara pubblica, il requisito della prova dell’avvenuta progettazione deve essere rinvenuto nell’ammissione alla gara del committente privato, che postula appunto una valutazione di idoneità della medesima progettazione in relazione all’oggetto della gara; valutazione che è appunto verificabile al pari di qualsiasi approvazione poiché resta agli atti di gara. Del resto, come noto, durante la vigenza dell’articolo 263 comma 2 cit., v’erano due orientamenti che sostanzialmente non concordavano in ordine all’oggetto della prova da fornire in caso di progettazioni eseguite per conto di privati: se dovesse essere la progettazione stessa o se invece dovessero essere i lavori progettati (su tali distinti orientamenti cfr. Consiglio di Stato sentenza n. 2567 del 2015). Orbene, il Collegio in ogni caso condivide la tesi secondo cui la ratio di tale norma fosse appunto l’esigenza di provare solo l’avvenuta progettazione, atteso che l’idoneità di tale progettazione a fungere da requisito di partecipazione nel caso di committenti privati non si dimostra necessariamente con l’esecuzione dei lavori stessi. Ciò sia perché l’articolo 263 succitato, richiedendo la possibilità di una prova attraverso fatture e contratti, si è necessariamente dovuto riferire a documenti nella disponibilità dei progettisti (e non quindi degli esecutori dei lavori) sia perché, come già evidenziato, non necessariamente l’idoneità della progettazione è dimostrata dalla effettiva esecuzione dei lavori.
L’articolo 263 del d.P.R. 207, cit. (relativo ai requisiti di partecipazione nell’ambito dell’affidamento dei servizi di progettazione) deve essere interpretato nel senso di fare riferimento, ai fini della determinazione dell’entità dei requisiti per i servizi di progettazione, al complessivo importo dei lavori cui si riferisce l’attività di progettazione (e non anche al valore della progettazione in quanto tale).
Ai sensi dell’articolo 35 del d.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207, la relazione geologica rientra tra gli elaborati progettuali che compongono il progetto esecutivo e tale elaborato necessita della sottoscrizione di un geologo anche ai fini della valutazione della necessità di modificare o meno, alla luce delle varianti e delle migliorie progettuali - oltre che delle eventuali sopravvenienze -, la relazione geologica posta a corredo del progetto definitivo approntato dalla stazione appaltante ai fini dell’espletamento della procedura di evidenza pubblica.
REQUISITO SVOLGIMENTO NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DUE SERVIZI TECNICI - ATI
Ai sensi dell’art. 263, comma 1, lett. c) dpr 207/2010 ss.mm.ii. va comprovato «l’avvenuto svolgimento negli ultimi dieci anni di due servizi di cui all'articolo 252, relativi ai lavori, appartenenti ad ognuna delle classi e categorie dei lavori cui si riferiscono i servizi da affidare, individuate sulla base delle elencazioni contenute nelle vigenti tariffe professionali, per un importo totale non inferiore ad un valore compreso fra 0,40 e 0,80 volte l’importo stimato dei lavori cui si riferisce la prestazione, calcolato con riguardo ad ognuna delle classi e categorie e riferiti a tipologie di lavori analoghi per dimensione e per caratteristiche tecniche a quelli oggetto dell'affidamento».
Le previsioni sopra riportate vanno lette alla luce dell’art. 261, comma 8, del d.P.R. n. 207, per il quale «il requisito di cui all'articolo 263, comma 1, lettera c), non è frazionabile per i raggruppamenti temporanei».
SERVIZI TECNICI PRIVATI - COMPROVA - OPERA CONCRETAMENTE ESEGUITA
L’art. 263, secondo comma, del d.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207, deve essere interpretato nel senso che i servizi di cui al precedente art. 252 sono valutabili come titoli professionali qualificanti per la partecipazione a gare pubbliche anche se l’opera progettata non è stata eseguita, nel caso che la progettazione sia stata commissionata da un’amministrazione pubblica; i servizi resi in favore di committenti privati sono valutabili solo se l’opera progettata è stata in concreto realizzata».
Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 presentata dalla Regione Calabria – bando di gara per l’affidamento della progettazione esecutiva e dell’esecuzione dei lavori relativi all’intervento integrato per il completamento delle opere di difesa costiera e ricostruzione del litorale (Punta Stilo – Foce Fiumara Torbido) – I stralcio - S.A.: Regione Calabria – Dipartimento Infrastrutture, Lavori Pubblici, Mobilita' - importo dell’appalto: euro 1.931.160,00 - istanza presentata singolarmente dalla stazione appaltante.
REQUISITO PERSONALE TECNICO - AMMESSI LIBERI PROFESSIONISTI
«Per quanto riguarda le unità facenti parte dell’organico medio annuo, da fissarsi in misura variabile tra 2 e 3 volte le unità stimate nel bando di gara, la norma deve essere interpretata alla luce di quanto previsto dall’art. 90, co. 1, lett. d), del Codice, ai sensi del quale è ammessa la partecipazione alle gare di liberi professionisti (singoli o associati), i quali, proprio in virtù loro natura giuridica, non dispongono di un organico di personale/tecnici. Al citato requisito dell’organico deve, pertanto, essere necessariamente data una lettura in ragione della diversa tipologia di soggetti partecipanti alla gara. Il requisito va dunque inteso come organico medio annuo negli ultimi tre anni per i soggetti organizzati in forma societaria (società di professionisti e società di ingegneria) e come possesso delle unità minime stimate nel bando per i liberi professionisti. Questi ultimi potranno raggiungere il numero di unità fissate nel bando di gara mediante la costituzione di un raggruppamento temporaneo di professionisti. Si evidenzia alle stazioni appaltanti la necessità di effettuare un’attenta valutazione in ordine alle unità minime richieste ai concorrenti. Tale analisi deve essere volta a bilanciare opportunamente l’esigenza di avere un organico idoneo per l’espletamento dell’incarico con la necessità di garantire la più ampia partecipazione alla gara». Quindi, alla luce delle indicazioni fornite nella Determinazione n. 4/2015, l’art. 263, comma 1, lett. d), d.p.r. 207/2010 deve trovare applicazione tenendo conto delle previsioni contenute all’art. 90, comma 1, lett. d), d.lgs. 163/2006 secondo cui le prestazioni relative alla progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva di lavori nonché alla direzione dei lavori e agli incarichi di supporto tecnico-amministrativo sono espletate, tra gli altri, da liberi professionisti singoli o associati nelle forme di cui alla L. 23 novembre 1939 n. 1815.
Ne consegue che la norma regolamentare e il disciplinare di gara che la richiama debbono applicarsi in modo da non determinare un’ingiustificata estromissione dalla procedura di gara di liberi professionisti individualmente intesi che non possono disporre di “personale tecnico” alle proprie dipendenze o in rapporto di collaborazione, il requisito potendo essere garantito attraverso una partecipazione alla procedura di gara nella forma del raggruppamento tra professionisti.
OGGETTO: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex art. 6, comma 7, lettera n), del d.lgs. 163/2006 presentata dal costituendo RTP ing. F (capogruppo)-G S.r.l.- C s.n.c.- ing. H- ing. R-ing. P (mandanti) - Procedura aperta per l’affidamento del servizio di direzione lavori, misurazione e contabilità, assistenza al collaudo nonché coordinamento sicurezza in fase di esecuzione inerente l’intervento “Le Porte dei Parchi” Comuni di …………… - Importo a base di gara: euro € 505.010,80 – Criterio di aggiudicazione: offerta economicamente più vantaggiosa – S.A.: Comune di ……….
AFFIDAMENTO DI SERVIZI TECNICI - PARTECIPAZIONE RTI
Il requisito esperienziale decennale richiesto per l’affidamento dell’incarico di coordinatore della sicurezza in fase di progettazione e/o esecuzione è riconducibile alla previsione di cui all’art. 263, comma 1, lett. b) del Regolamento, puo' essere frazionabile e per la sua valutazione possono essere prese in considerazione attivita' espletate che presentano aspetti affini o attinenti, nell’ottica di individuare requisiti adeguati e proporzionati alla prestazione e favorire la piu' ampia partecipazione di professionisti.
Il divieto di avvalimento riguarda esclusivamente i requisiti di idoneita' professionale ovvero i requisiti di idoneita' prescritti dal D.lgs. 81/2008 e s. m. i. per l'espletamento della sicurezza in fase di esecuzione dei lavori. Trattandosi di requisiti soggettivi che attengono alla situazione personale del soggetto, alla sua affidabilita' morale e professionale, non sono suscettibili di alcuna forma di sostituzione, ne' per essi è possibile ricorrere all’avvalimento (cfr. Avcp Determinazione n. 2/2012).
L’istituto del Raggruppamento Temporaneo di Imprese trova applicazione anche nelle procedure per l'affidamento dei servizi attinenti all'architettura e all'ingegneria, e cio' sia nel caso in cui il bando indichi la prestazione principale e le altre prestazioni secondarie (parti, quindi, autonome del servizio da espletare), sia qualora la prestazione non sia suddivisibile in parti, dovendosi, in tal caso, intendere che i concorrenti non possono che eseguire la prestazione congiuntamente nella forma dell'associazione orizzontale. A fronte dell'indefinito ambito applicativo dell'art. 37 del D.lgs. n. 163/06, in tema di raggruppamenti temporanei, non è dato rinvenire un preciso dato normativo che osti alla sua applicazione nel caso di affidamento dell'incarico di coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione. In caso di affidamento di incarico di progettazione, è del tutto pacifico che possano partecipare alla gara anche i soggetti raggruppati (Cfr. AVCP la Determinazione n. 5 del 27 luglio 201), pur essendo anche tale prestazione dedotta nel novero di quelle riconducibili ai servizi ex art. 252, comma 2.
SERVIZI ATTINENTI ALL'URBANISTICA - NON SI APPLICANO LE NORME SULLA PROGETTAZIONE
I servizi attinenti all’urbanistica e alla paesaggistica sono compresi nella categoria n. 12 dell’All. II A al d.lgs. n. 163/2006, ovvero rientrano nell’ambito dei servizi c.d. prioritari cui è integralmente applicabile la disciplina del Codice dei contratti pubblici ex art. 20 comma 2 dello stesso (cfr. Parere Avcp n. 54 del 23/03/2011).
In ordine alla natura delle prestazioni in esame, esse sono riconducibili alla figura dell’appalto di servizi, sottratti tuttavia alla disciplina specifica dettata per i servizi concernenti la redazione di progetti (preliminare, definitivo ed esecutivo), nonche' a quella degli altri servizi tecnici connessi alla progettazione.
Ne deriva che l’Amministrazione, in sede di predisposizione del bando di gara, non è tenuta al rispetto delle limitazioni specifiche riferite dal D.P.R. n. 207/2010 ai servizi di progettazione ed assimilati (cfr. 253 e 263 del D.P.R. n. 207/2010) se non nei limiti richiamati espressamente nel bando in forza della possibilita' che ha l’Amministrazione di auto vincolarsi.
L’istante, ad onta dell’espresso richiamo operato dalla disposizione di bando, non puo' invocare l’applicazione delle tariffe professionali, ormai definitivamente eliminate dal mondo giuridico, traducendosi tale abrogazione in una implementazione dell’onere motivazionale incombente sulla S.A., che deve determinare il corrispettivo della prestazione “in ragione di una analitica indicazione delle singole componenti della prestazione professionale” (cfr. deliberazione di questa Autorita' 3 giugno 2012, n. 49
Oggetto: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dall’Ing. Enrico A – “Procedura aperta avente ad oggetto: Piano Urbanistico Comunale (PUC) della Citta' di B, del Rapporto Ambientale e del Regolamento Urbanistico Edilizio (RUEC)” – Criterio di aggiudicazione: Offerta economicamente piu' vantaggiosa – Importo a base d’asta: € 100.000,00 – S.A.: Comune di B.
Artt. 42 e 29 del Codice e art. 263 D.P.R. n. 207/2010 – Servizi attinenti all’urbanistica.
PROFESSIONISTA ESTERNO SINGOLARMENTE INDIVIDUATO - REQUISITO TECNICO PROFESSIONALE
È legittima L’esclusione disposta nei confronti della ditta, la quale ha indicato, per lo svolgimento dell’attivita' di progettazione e coordinamento della sicurezza, un professionista diverso da quello che ha dimostrato di possedere, a tal fine, i requisiti tecnico organizzativi richiesti dalla stazione appaltante.
OGGETTO: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex art. 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata da A. s.r.l.- “Appalto integrato per la progettazione esecutiva e realizzazione del collettore fognario ovest per adeguamento igienico sanitario - zone non servite in territorio del Comune di C.”. Importo a base d'asta € 859.330,00– S.A.: B. s.p.a..
SERVIZI DI URBANISTICA - REQUISITI TECNICI ED ECONOMICI
Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dall’Ing. Enrico A in merito all’appalto indetto dal Comune di B per l’affidamento del servizio concernente la redazione del pug (piano urbanistico generale) e della relativa vas (valutazione ambientale strategica) del Comune di B.
Con riferimento alle procedure di affidamento di forniture e di servizi alla luce degli artt. 41 e 42 del d.lgs. n. 163/2006, che “il Codice…ha lasciato ampia discrezionalita' alle stazioni appaltanti, seppure senza eccedere l’oggetto dell’appalto, circa la scelta dei requisiti, della loro qualificazione e dei relativi mezzi di prova”. Ha pero' soggiunto che “la clausola del bando che prevede un livello minimo di uno specifico requisito non deve essere formulata in termini equivoci o indistinti neanche con riferimento al periodo di attivita' documentabile in base alla quale è maturato il possesso di quel requisito”.
L'idoneita' dei servizi analoghi condizionata all'avvenuta redazione negli ultimi dieci anni di piani urbanistici generali articolati in specifici livelli non contrasta con la normativa di settore e risponde ad esigenze di idoneita' del prestatore e di qualita' della prestazione.
SERVIZI TECNICI - REQUISITI IN CAPO ALLA MANDATARIA
In ordine al possesso dei requisiti di partecipazione il disciplinare di gara (..), prevede che “la mandataria deve possedere una percentuale pari almeno al 51% degli stessi requisiti [e]…in ogni caso possiede i requisiti in misura percentuale superiore rispetto a ciascuna delle mandanti”. A sua volta la normativa generale in materia di procedure d’appalto statuisce nel medesimo senso, come correttamente indicato nello stesso provvedimento di esclusione ed in particolare, le norme di cui all’art. 37, commi 3 e 13 del d.lgs. n. 163/2010, ma sopratutto l’art. 261, comma 7, del relativo regolamento di esecuzione (d.P.R. n. 207/2010), appunto dedicato alle gare per il conferimento di servizi di architettura ed ingegneria. Ebbene, a fronte di tali univoche disposizioni, la mandataria partecipa alla esecuzione dei lavori per una percentuale ben inferiore non solo al limite del 60%, in proporzione dei requisiti posseduti, ma anche al 51%, siccome pari alla percentuale del 15%. Sul punto l’istante afferma di aver dichiarato, in sede di istanza di partecipazione al costituendo raggruppamento, una percentuale di servizi, nella veste di mandataria capogruppo, pari al 51%, ma tale asserzione non è comprovata da alcuna documentazione, risultando invece dal verbale di gara che ha dichiarato di partecipare per il solo 15% della prestazione.
La domanda di partecipazione alla gara della mandataria va esaminata alla luce dell’esatta formula di cui al comma 7 dell’art. 261 del regolamento di esecuzione, il quale prevede che “In caso di raggruppamenti temporanei di cui all’articolo 90, comma 1, lettera g), del codice, i requisiti finanziari e tecnici di cui all’articolo 263, comma 1, lettere a), b) e d), devono essere posseduti cumulativamente dal raggruppamento. Il bando di gara, la lettera di invito o l’avviso di gara possono prevedere, con opportuna motivazione, ai fini del computo complessivo dei requisiti del raggruppamento, che la mandataria debba possedere una percentuale minima degli stessi requisiti, che, comunque, non puo' essere stabilita in misura superiore al M.nta per cento; la restante percentuale deve essere posseduta cumulativamente dal o dai mandanti, ai quali non possono essere richieste percentuali minime di possesso dei requisiti. La mandataria in ogni caso possiede i requisiti in misura maggioritaria percentuale superiore rispetto a ciascuna dei mandanti. La mandataria, ove sia in possesso di requisiti superiori alla percentuale prevista dal bando di gara, dalla lettera di invito o dall’avviso di gara, partecipa alla gara per una percentuale di requisiti pari al limite massimo stabilito”. Orbene, atteso che il Disciplinare di gara, in applicazione della facolta' attribuita dalla norma in esame alla S.A., statuisce che “Ai fini del computo complessivo dei requisiti del raggruppamento, la mandataria deve possedere una percentuale pari almeno al 51% degli stessi requisiti”, la mandataria non risulta non essere in possesso di tale coefficiente minimo per quanto attiene al requisito del personale medio annuo di cui all’art. 263, comma 1 lett. d) d.P.R. n. 207/2010, in quanto pari soltanto al 50% (n. 2 su 4 complessivi). Inoltre, non risulta che la partecipazione della mandataria sia conforme alla statuizione di cui alla riprodotta norma del regolamento di esecuzione, laddove prevede che “La mandataria, ove sia in possesso di requisiti superiori alla percentuale prevista dal bando di gara, dalla lettera di invito o dall’avviso di gara, partecipa alla gara per una percentuale di requisiti pari al limite massimo stabilito”, in quanto, pur in possesso di requisiti in percentuale preponderante (dal 108 al 173% del totale dei requisiti minimi richiesti, ad esclusione del personale medio annuo), partecipa alla gara soltanto per il 15% dei servizi in appalto, quindi inferiore al 60% richiesto dalla predetta normativa.
Quanto sopra vale dunque a ritenere legittima l’esclusione disposta nei confronti del raggruppamento.
Oggetto: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata da : Rtp: A. s.a.s. (capogruppo) – Arch. B. – Arch. C. – Ing. D. – Ing. E. – Geom. F. – Arch. G. – Procedura aperta per l’affidamento di “Incarico di direzione lavori e coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione relativamente all’intervento di realizzazione dell’emissario di fognario” - Importo complessivo lordo € 168.919,80 – Criterio di aggiudicazione: Offerta economicamente piu' vantaggiosa – S.A.: Comune di H.
REQUISITI DI PARTECIPAZIONE - PRINCIPIO DEL TEMPUS REGIT ACTUM
Con riferimento al primo rilievo, si rileva che il bando di gara, secondo quanto riportato nell’istanza, è stato pubblicato in data 30.3.2012, quindi, successivamente all’entrata in vigore del Regolamento di attuazione del Codice dei Contratti Pubblici. Ne consegue che in virtù del principio tempus regit actum i requisiti di ammissione alla gara dovevano essere regolati dalla stazione appaltante tenendo presente la normativa in vigore al momento della pubblicazione del bando di gara, ossia il DPR 207/2010 ed in particolare il suo art. 263. Se si confronta il contenuto di quest’ultima norma con quella del previgente art. 66 DPR 554/1999, si ricava che la nuova disciplina, al fine di garantire una maggiore concorrenza, ha introdotto un regime più favorevole per gli operatori economici, dettando requisiti di partecipazione meno stringenti e riconoscendo alle stazioni appaltanti il potere discrezionale di fissare requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi solo entro i limiti fissati dalla norma stessa.
La stazione appaltante, facendo riferimento all’art. 66 DPR 554/1999, abrogato dal DPR 207/2010, da un lato, ha violato tali limiti, chiedendo, al fine della dimostrazione del possesso dei requisiti, l’aver svolto lavori per importi superiori a quelli fissati dal Regolamento di attuazione al Codice, e, dall’altro, ha richiamato una disciplina non più in vigore al momento della pubblicazione del bando.
Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. 163/2006 presentate da ing. G. A – Procedura aperta per l’affidamento dell’incarico di direzione lavori, misura e contabilità, assistenza e sorveglianza continua in cantiere, coordinamento della sicurezza ed attività connesse per le opere di realizzazione dell’impianto di depurazione dell’Isola di B - Importo a base d’asta € 130.674,84 - S.A.: Comune di B
DIMOSTRAZIONE SERVIZI DI PUNTA
La questione controversa investe la problematica relativa alle modalita' di dimostrazione del possesso dei requisiti di capacita' tecnico-organizzativa nell’ambito dei c.d. servizi di punta, di cui all’art. 263, comma 1, lett. c), DPR 207/2010.
Ai fini della dimostrazione della specifica esperienza pregressa, anche per i c.d. “servizi di punta”, è necessario “attestare l’avvenuto espletamento di due servizi, appartenenti ad ognuna delle classi e categorie cui si riferiscono i lavori da affidare” (cfr. parere n. 190 del 20.10.2011).
In altri termini, il previgente art. 66, lett. c), DPR 554/1999 va interpretato nel senso che i concorrenti debbono presentare per ognuna delle classi e categorie di lavori oggetto di gara due servizi di punta, i quali non debbono necessariamente essere unici per tutte le classi e categorie, essendo possibile presentare piu' coppie di servizi, ciascuna riguardante anche una sola di tali classi e categorie.
L’art. 263, comma 1, lett. c), DPR 207/2010 riproduce il contenuto dell’art. 66, lett. c, DPR 554/1999.
Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dall’ing. F. A - Procedura aperta per l’affidamento di servizi attinenti all’architettura ed all’ingegneria - Importo a base d’asta euro 160.223,14 - Stazione appaltante: Comune di B (PA)
REQUISITI PROGETTISTI - DIFFERENZA TRA SERVIZI APPARTENENTI A CATEGORIE DIVERSE
La propugnata interpretazione estensiva della prescrizione di bando, sulla base di una lettura “sostanzialistica” delle norme, si scontra con la formulazione letterale della prescrizione regolante il possesso dei requisiti di partecipazione alla gara, che, esprimendosi in maniera del tutto chiara ed inequivoca, richiede la qualificazione in Classe I Categoria B e non anche, alternativamente, in Categoria C.
Peraltro, se è vero che l’effettiva consistenza delle Categorie A e B in Classe I, come si ricava dalla lettura dell’art. 14 della Legge n. 143 del 2 marzo 1949, tradisce non una vera e propria dicotomia tra i rispettivi sottoinsiemi, quanto un regime di graduale complessita', atteso che in Classe I/c sono inclusi “Gli edifici di cui alla lettera b) quando siano di importanza maggiore”, tuttavia il rapporto tra le due categorie non si palesa in termini di piena sovrapposizione essendo descritti nella prima taluni interventi (“piccoli ospedali, case popolari, caserme, prigioni, macelli, cimiteri…”) che non trovano riscontro all’interno dell’altra, di guisa che non è dato desumere che la qualificazione per l’una valga necessariamente anche per l’altra. Aderire alla tesi propugnata dall’istante significherebbe richiedere da parte della Commissione una complessa ed incerta operazione di raffronto tra la precisa natura della commessa e gli specifici interventi dedotti nelle categorie legali, che darebbe la stura a valutazioni soggettive poco consone ad una fase della gara tanto delicata quale quella dell’accertamento dei requisiti di qualificazione dei concorrenti.
Oggetto: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata da A– Procedura aperta per l’affidamento di incarico di progettazione, coordinamento della sicurezza, ingegneria antincendio e rilievi planimetrici - Importo a base d’asta: € 207.588,80 - S.A.: Comune di Milano
Nel caso in cui il concorrente allega alla sua domanda di ammissione la prova di aver svolto più servizi che complessivamente coprono tutte le classi e categorie oggetto dell’appalto, ma nessuno che individualmente li comprendesse tutti, tale elemento non vale a soddisfare la prescrizione del art. 66, lett. c), del D. P. R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s. m. , dato che, contrariamente opinando, la relativa prescrizione si tradurrebbe in una “illogica duplicazione del requisito prescritto dalla precedente lett. b) dello stesso articolo (avvenuto espletamento negli ultimi dieci anni di servizi di cui all’articolo 50, relativi a lavori appartenenti ad ognuna delle classi e categorie dei lavori cui si riferiscono i servizi da affidare, individuate sulla base delle elencazioni contenute nelle vigenti tariffe professionali, per un importo globale per ogni classe e categoria variabile tra 2 e 4 volte l’importo stimato dei lavori da progettare).
VALUTAZIONE DEI REQUISITI DI QUALIFICAZIONE E DI COMPROVA DEL POSSESSO DEI REQUISITI DICHIARATI IN SEDE DI GARA
Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 presentata dal RTI costituendo … – Procedura aperta per l’affidamento dei servizi di direzione lavori, comprese le attività connesse di misura e contabilità dei lavori e coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione, relativo ai lavori di ristrutturazione e potenziamento della rete fognaria bianca del centro cittadino sulla strada provinciale n. 101 e strada provinciale n. 185 e tratto … – Importo a base di gara: 89.600,26 euro - Comune di….
REQUISITI SPECIALI – PROGETTISTI - DISCIPLINARE DI GARA – MODELLI ALLEGATI - INCONGRUENZA
La non intellegibilità e l’imprecisione generata dal Disciplinare e dal Bando con relativi modelli allegati non consentono di evincere, anche per relationem, i requisiti speciali richiesti ai progettisti concorrenti, anche in ragione del fatto che questi risultano altresì mancanti di tutte le voci previste per tali servizi all’art. 263, DPR 207/2010.
Oggetto: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del d.lgs 12 aprile 2006, n. 163 presentata da A – Comune di Positano (SA) – Concessione per la progettazione, costruzione e gestione di un parcheggio pluripiano – Project financing – Procedura aperta - Criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa - Importo a base di gara: € 4.045.375,00
QUESITO del 08/05/2006 - REQUISITI TECNICI
Con riferimento all’art. 66 comma 1 lettera b) del d.p.r. n.554/99 si chiede se i servizi espletati devono riferirsi, CIASCUNO, a lavori appartenenti ad ognuna delle classi e categorie di lavoro previste dal bando ….o se, invece, sia sufficiente che il concorrente abbia svolto servizi per lavori in ciascuna delle categorie previste dal bando per gli indicati dalla norma. La prima interpretazione, anche se letterale, mi sembra troppo restrittiva e destinata a restringere in modo considerevole la concorrenza. Relativamente, invece, alla lettera c) del medesimo comma, si chiede se sia corretto interpretare la norma nel senso che il concorrente deve aver svolto almeno 2 servizi relativi a lavori che, complessivamente e in CIASCUNA categoria di lavori prevista dal bando, siano non inferiori al valore compreso tra 0,40 e 0,80….. Io considero che questi servizi sono cosiddetti “di punta” rispetto ai servizi di cui alla lettera b) e che siano, pertanto quelli che di fatto “qualificano” il concorrente per il servizio messo in gara. Diversamente non saprei quale senso abbia il requisito di cui alla lettera c). Sull’argomento ci sono più interpretazioni tra loro divergenti.