Source: http://www.civicasrl.it/dettaglio-normative.aspx?id=1450
Timestamp: 2020-01-22 15:20:20+00:00
Document Index: 119019545

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 15', 'art. 45', 'art. 30', 'art. 6', 'art. 52']

Negli enti locali, l'avvio di un progetto obiettivo che coinvolga i dipendenti in attività che esulano dai normali compiti d'istituto e caratterizzati da una situazione di eccezionalità, deve possedere tutti i requisiti previsti dalle normative vigenti e dai contratti collettivi di settore. In particolare, devono essere presenti documenti che attestino la loro corretta elaborazione, che deve dar conto del personale coinvolto, dei tempi di attuazione, del responsabile, della verifica dei risultati e della successiva corresponsione dei benefici economici. In mancanza di ciò e sostanziandosi in una mera elargizione a pioggia ai dipendenti coinvolti, la condotta del dirigente responsabile di tale «progetto obiettivo» causa danno erariale.
È quanto ha deciso la Corte dei conti Campania, nel testo della sentenza 1808/2011, che ha condannato un dirigente comunale per una serie di irregolarità commesse in sede di determinazione e applicazione del fondo per il trattamento accessorio previsto dall'art. 15 del Ccnl dell'1/4/1999 per il personale non dirigenziale degli enti locali.
In particolare, si è contestato al convenuto di aver liquidato compensi relativi a due progetti obiettivo, riferiti all'intervento straordinario di rimozione Rsu da parte dei dipendenti del servizio igiene urbana, senza che siano state rispettate le condizioni normativamente previste per il loro finanziamento (art. 45, comma 3, del dlgs n. 156 del 2001; artt. 17 e 18 del Ccnl per il personale del comparto delle regioni-enti locali; all'art. 30 del contratto collettivo decentrato per il periodo 1998-2001).
L'accusa è quella che alla base di tali progetti non vi sia stata alcuna evidenza documentale sulla loro corretta elaborazione, intesa come personale da coinvolgere, verifica dei risultati e della corresponsione dei benefici solo dopo la citata verifica. In breve, i progetti non sono stati redatti preventivamente, risolvendosi in una mera distribuzione di somme a consuntivo, né risultava una certificazione da parte del nucleo di valutazione interno, nonostante la previsione dell'art. 6 del Ccnl del 31/3/1999.
Secondo il collegio giudicante i rilievi mossi dalla procura appaiono condivisibili. È stato evidenziato, pertanto, come per i progetti obiettivo in esame non risultano essere state rispettate le condizioni normativamente previste per il loro finanziamento, cosicché, l'utilizzo dei fondi ha determinato, in tale circostanza, un pregiudizio patrimoniale alle casse comunali per la loro distribuzione a pioggia.
Passando al quantum del danno, il collegio ha ritenuto sussistente, in questo caso, l'esercizio del cosiddetto potere riduttivo (ex art. 52, comma 2, rd 1214/1934), specificando che «il particolare contesto in cui i fatti si sono verificati (periodo di emergenza rifiuti per la cittadinanza) e l'intento verosimile del convenuto di incrementarne la raccolta», può determinare una riduzione del 50% del danno erariale addebitatogli.