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Timestamp: 2020-04-01 22:45:59+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 1963 del 25/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1963 del 25/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 25/01/2017, (ud. 07/12/2016, dep.25/01/2017), n. 1966
sul ricorso 9628-2014 proposto da:
avverso la sentenza n. 51/38/2013 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE DI TORINO, emessa il 21/01/2013 e depositata il
08/04/2013;
L’Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione, affidato ad un unico motivo, contro la sentenza della CTR Piemonte indicata in epigrafe, con la quale è stato confermato l’annullamento della cartella emessa con la procedura di cui al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36 bis, e D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54 bis, a carico di Z.M. per il pagamento di vari tributi relativi all’anno 2005. Secondo la CTR la pretesa fiscale, fondandosi sul diniego di detrazione di crediti esposti dalla contribuente e sulla riduzione di crediti d’imposta dal medesimo indicati, avrebbe reso necessaria la notifica di un atto di accertamento.
Il ricorso, con il quale si deduce la violazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36 bis e D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54 bis, è manifestamente fondato.
Anche di recente le S.U. di questa Corte hanno ribadito che il procedimento di controllo automatizzato dei dati è eseguito senza alcun intervento diretto degli uffici e in forza delle disposizioni di legge di cui ai ricordati artt. 36 bis e 54 bis può essere attivato nei casi di mancata considerazione dei pagamenti effettuati, errata o incompleta trasmissione e/o ricezione dei dati della dichiarazione, errori di compilazione della dichiarazione da parte del contribuente sanabili e facilmente riconoscibili, errata individuazione del contribuente, incoerenza della dichiarazione, eccedenze di imposta non completamente confermate dal sistema informativo (circ. n. 100/E e n. 143/E del 2000; circ. n. 34/E del 2012 e 21/E del 2013), concludendosi la procedura con un atto liquidatorio ai fini dell’iscrizione a ruolo a titolo definitivo – cfr. Cass. S.U. n. 17758/2016.
Orbene, la CTR ha erroneamente ritenuto che l’attività dell’Ufficio correlata alla contestazione di detrazioni e crediti indicati dal contribuente implicasse un’attività valutativa, invece la stessa nascendo da una verifica dei dati indicati dallo stesso contribuente nella dichiarazione relativa all’anno 2004 e dalle incongruenze dagli stessi risultanti.
Orbene, sulla base di tali considerazioni, ha errato la CTR nel ritenere erroneamente utilizzato lo strumento di cui ai ricordati artt. 36 bis e 54 bis, potendo peraltro in fase processuale il contribuente pienamente dimostrare l’esistenza dei crediti che l’Ufficio ha disconosciuto sulla base della verifica dei dati esposti dal medesimo nelle dichiarazioni.
Sulla base di tali considerazioni la censura è fondata. Pertanto, la sentenza impugnata va cassata con rinvio ad altra sezione della CTR Piemonte anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.