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Timestamp: 2020-07-06 13:32:55+00:00
Document Index: 14118736

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 360', 'art. 13', 'art. 15']

Sentenza Cassazione Civile n. 18900 del 26/09/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18900 del 26/09/2016
Cassazione civile sez. VI, 26/09/2016, (ud. 28/06/2016, dep. 26/09/2016), n.18900
sul ricorso 16992-2015 proposto da:
T.M., elettivamente domiciliata in ROMA, CORSO
VACCARELLA, che la rappresenta e difende giusta procura a margine
avverso la sentenza n. 3294/01/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di ROMA del 25/03/2014, depositata il 12/06/2014;
La contribuente T. Maria Grazia ricorre nei confronti del MEF e dell’Agenzia delle Entrate (che si costituisce al solo fine di partecipare all’udienza di discussione) per la cassazione della sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio n. 3294/01/2014, depositata il 12 giugno 2014, con la quale, in riforma della pronuncia di primo grado, è stato respinto il ricorso della contribuente avverso l’avviso di liquidazione che, in relazione all’atto di compravendita di un immobile, escludeva il diritto all’agevolazione per la prima casa, trattandosi di immobile di lusso in base al D.M. 2 agosto 1969.
La CTR ha anzitutto rilevato che la contribuente, nel giorno precedente alla scadenza dei termini per proporre ricorso, aveva provveduto al pagamento dell’imposta accertata, usufruendo delle sanzioni ridotte ad 1/4 D.Lgs. n. 218 del 1997, ex art. 15, comma 1 che, ad avviso della CTR era necessariamente correlato alla rinunzia ad impugnare il provvedimento.
Il giudice d’appello riteneva altresì, nel merito, la corretta qualificazione del bene come immobile di lusso, con conseguente esclusione dall’agevolazione;
e ciò in quanto esso, costituito da 15 vani e definito dall’Agenzia del territorio come appartenente alla tipologia edilizia del villino, aveva superficie superiore a 200 mq., senza considerare l’ulteriore superficie dei seminterrati, recuperati all’utilizzazione abitativa a seguito di sanatoria, anch’essa dunque da computarsi nel calcolo della superficie utile.
Con il primo motivo di ricorso la contribuente denunzia la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 218 del 1997, art. 15, comma 1 in relazione all’art. 360, n. 3) codice di rito, deducendo che il pagamento dell’imposta maggiorata delle sanzioni in misura di 1/4 non comportava rinunzia ad impugnare il provvedimento.
Deve infatti ritenersi che, analogamente a quanto ritenuto in materia di definizione agevolata e di versamento di sanzioni in misura ridotta a titolo di ravvedimento operoso D.Lgs. n. 472 del 1997, ex art. 13 una volta che il contribuente, nei termini per impugnare l’atto impositivo, abbia spontaneamente effettuato il pagamento dell’imposta e della relativa sanzione in misura ridotta, ai sensi del D.Lgs. n. 218 del 1997, art. 15 aderendo in tal modo alla relativa misura agevolativa, tale comportamento appare preclusivo della successiva impugnazione con la quale si contesti, nel merito, la sussistenza del presupposto impositivo, in quanto esso costituisce comportamento concludente comportante “… rinuncia ad impugnare l’avviso di accertamento o di liquidazione e a formulare istanza di accertamento con adesione”.
La reiezione di tale motivo assorbe gli ulteriori motivi, che concernono il merito del presupposto impositivo.
Poichè il MEF e l’Agenzia delle Entrate non hanno svolto nel presente giudizio attività difensiva, non vi è luogo a provvedere sulle spese.