Source: http://mcorriere.altervista.org/news071208.htm
Timestamp: 2017-07-28 16:42:16+00:00
Document Index: 111014189

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 14', 'art. 28', 'art. 27', 'art. 155', 'sentenza ']

Archivio Articoli: 07/12/2008
Articoli del 07/12/2008:
Invalidi civili: una nota ministeriale favorisce la piena attuazione della Legge 9 Marzo 2006 n.80 Sentenza Corte Costituzionale n.335 dell’11 Ottobre 2008 sull'illegittimità del canone di depurazione
Invalidi civili: una nota ministeriale favorisce la piena attuazione della Legge 9 Marzo 2006 n.80
Finalità della normativa è quella di evitare alle persone disabili gravi inutili visite di revisione. Ma si è potuto verificare, in concreto , che le indicazioni operative per le Aziende sanitarie e le misure di tutela per il Cittadino erano pressoché assenti e che capitava spesso che le Aziende sanitarie invitassero il cittadino a visita senza poi verificare, nella fattispecie concreta, se le menomazioni o le patologie di cui era portatore fossero tra quelle per le quali , ai sensi di legge, venivano esclusi successivi controlli medico-legali..
La nota del Ministero riguarda anche le nuove visite:In tali casi le Commissioni dell’Azienda Sanitaria devono scrupolosamente attenersi alle disposizioni del decreto, avendo cura di esprimere il proprio parere sulla base della documentazione indicata, annotando nel verbale, quando ricorre il caso, il diritto all’esenzione da successive visite di verifica e controllo.
Questo è un passo avanti molto importante ottenuto anche dopo le tante segnalazioni effettuate alle Autorità preposte e al Ministero da parte di chi- come noi - dà voce ai disagi ed alle ingiustizie di cui spesso le categorie più deboli sono gravate. Ed infatti spesso alle difficoltà di mobilità degli invalidi più gravi, alle interminabili e stancanti attese per la visita di controllo, si aggiungeva anche , per effetto di un “diabolico “ automatismo della procedura informatica , la sospensione automatica del pagamento della provvidenza economica, con gravissimi danni proprio per quei disabili molto gravi , con nessun altro tipo di introito patrimoniale. Ciò ha causato drammi umani gravissimi a cittadini veramente bisognosi , che si sono visti annientati in toto.
Sentenza Corte Costituzionale n.335 dell’11 Ottobre 2008 sull'illegittimità del canone di depurazione
Questa sentenza è molto importante per i consumatori ed i cittadini utenti; infatti ha avuto ad oggetto il contestato canone di depurazione, fissando il principio in base al quale se nel Comune di residenza non sono attivi i depuratori per le acque reflue, la quota della bolletta destinata alla depurazione non deve essere pagata dai cittadini.
La Corte Costituzionale, chiamata a giudicare la legittimità del pagamento della quota di depurazione nelle bollette dell’acqua, a seguito del ricorso presentato da un cittadino contro le somme versate all’ azienda di erogazione della fornitura idrica per un servizio non reso, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 14, comma 1, legge 5 gennaio 1994, n. 36 (Disposizioni in materia di risorse idriche), sia nel testo originario, sia nel testo modificato dall’art. 28 della legge 31 luglio 2002, n. 179 (Disposizioni in materia ambientale), nella parte in cui prevede che la quota di tariffa pertinente al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti “anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi”
La Corte ha dichiarato, altresì, ai sensi dell’art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, l’illegittimità costituzionale dell’art. 155, comma 1, primo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti “anche nel caso in cui manchino impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi”.
Nello specifico la Corte ha stabilito che la quota in questione richiesta sinora a tutti gli utenti della fornitura idrica, a seguito della sentenza della Cassazione n. 96 del 04/01/2005, non configura una tassa ma il corrispettivo di un servizio il quale, nei casi in cui manchino gli impianti, non viene erogato. Tutto ciò viola l’articolo 3 della Costituzione in quanto discrimina chi paga la tariffa senza ricevere in cambio il servizio rispetto a chi invece di tale servizio usufruisca.
Potete scaricare il modello per chiedere il rimborso (da inviare con raccomandata a.r.) e per eventuali chiarimenti potete contattarmi alla mail mcorriere@libero.it.