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Timestamp: 2018-06-20 03:25:31+00:00
Document Index: 87276749

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 5', 'art. 7']

Cassazione civile, 18/05/2018, (ud. 02/10/2017, dep.18/05/2018), n. 12237 Vedi massime correlate
Dott. PICCININNI Carlo                              -  Presidente   -
Dott. SCARLINI   Enrico Vittorio                    -  Consigliere  -
Dott. MANCUSO    Luigi Fabrizio                -  rel. Consigliere  -
Dott. MONTAGNI   Andrea                             -  Consigliere  -
Dott. PERRINO    Angelina Maria                     -  Consigliere  -
sul ricorso 1761-2011 proposto da:
IDEA INSTITUTE OF DEVELOPMENT IN AUTOMOTIVE ENGINEERING IDEA
INSTITUTE SPA in persona del legale rappresentante pro tempore,
elettivamente domiciliato in ROMA P.ZA D'ARACOELI 1, presso lo
studio dell'avvocato GUGLIELMO MAISTO, che lo rappresenta e difende
unitamente all'avvocato MARCO CERRATO giusta delega in calce;
COMAU SPA in persona del legale rappresentante pro tempore,
avverso la sentenza n. 66/2009 della COMM.TRIB.REG. di TORINO,
depositata il 25/11/2009;
02/10/2017 dal Consigliere Dott. LUIGI FABRIZIO MANCUSO;
udito per il ricorrente l'Avvocato PUCCIARIELLO che ha chiesto
l'accoglimento;
udito per il controricorrente l'Avvocato CERRATO che ha chiesto il
La giurisprudenza di legittimità ha chiarito che, in tema di I.V.A., la nozione di "stabile organizzazione" di una società straniera in Italia va desunta dall'art. 5 del Modello di convenzione Ocse contro la doppia imposizione e dal suo Commentario, con l'integrazione dei requisiti prescritti dall'art. 9 della Sesta direttiva Cee n. 77/388 del Consiglio del 17 maggio 1977 per l'individuazione di un centro di attività stabile. Quest'ultimo, così come definito dalla giurisprudenza europea, consiste in una struttura dotata di risorse materiali ed umane, e può essere costituito anche da un'entità dotata di personalità giuridica, alla quale la società straniera abbia affidato anche di fatto la cura di affari (con l'esclusione delle attività di carattere meramente preparatorio o ausiliario, quali la prestazione di consulenze o la fornitura di know how). La prova dello svolgimento di tale attività da parte del soggetto nazionale può essere ricavata, oltre che dagli elementi indicati dall'art. 5 del Modello di convenzione Ocse, anche da elementi indiziari, quali l'identità delle persone fisiche che agiscono per l'impresa straniera e per quella nazionale, ovvero la partecipazione a trattative o alla stipulazione di contratti, indipendentemente dal conferimento di poteri di rappresentanza (Cassazione civile, sez. trib., 15/02/2008, n. 3889).
Dunque, in materia di IVA, per la definizione di "stabile organizzazione" occorre riportarsi al concetto di "centro di attività stabile", cui fa riferimento la sesta direttiva, n. 77/388/CEE, art. 9, comma 1, come interpretata dalla giurisprudenza della Corte di giustizia. Ebbene, secondo il consolidato orientamento della Corte di giustizia, "per poter essere considerato un centro di attività cui si riferiscono le cessioni di beni o le prestazioni di servizi di un soggetto passivo, è necessario che tale centro di attività presenti un grado sufficiente di stabilità e una struttura idonea, sul piano del corredo umano e tecnico, a rendere possibili in modo autonomo le operazioni di cui trattasi" (Corte di giustizia, sent. 6 febbraio 2014, in causa C-323/12, E.ON Global Commodities SE, che richiama le sentenze del 17 luglio 1997, ARO Lease, C 190/95, Racc. pag. 1 4383, punto 16, e del 7 maggio 1998, Lease Plan, C 390/96, Racc. pag. 1 2553, punto 24; v. anche, Cass. n. 3570 del 2003), mentre non costituisce "un centro di attività stabile un'istallazione fissa utilizzata al solo fine di effettuare, per conto dell'impresa, attività di carattere preparatorio o ausiliario quali l'assunzione del personale o l'acquisto dei mezzi tecnici necessari allo svolgimento delle attività dell'impresa" (Corte di giustizia, sent. 28 giugno 2007, in causa C-73/06, Planzer Luxembourg Sarl, punto 56).
Alla luce delle considerazioni svolte, deve ritenersi non condivisibile l'assunto dell'Ufficio ricorrente, secondo cui l'esistenza in Italia di un sede di direzione della società contribuente varrebbe a configurare una stabile organizzazione della società ai sensi dell'art. 5 del modello di convenzione OCSE.
Invero, nel caso concreto in esame, i giudici di merito, valutando sul piano sostanziale le circostanze di fatto, hanno legittimamente ritenuto, con motivazione congrua ed immune da vizi di logicità, che la sussistenza in Italia di un sede di direzione del Consorzio non costituisce circostanza idonea ad integrare il presupposto - la stabile organizzazione del territorio dello Stato - necessario per l'imponibilità, ai sensi del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 7, comma 4, lett. d), delle prestazioni rese al Gruppo. In proposito, la Commissione tributaria regionale ha evidenziato che il fatto che le riunioni di alcuni manager del Gruppo erano avvenute nel territorio italiano non può essere considerato una circostanza sufficiente ai fini della configurabilità di un "centro di attività stabile" di cui alla normativa europea, non essendo emersi dalla documentazione versata in atti la sussistenza di un struttura idonea e di un apporto umano e tecnico. Al contrario, i giudici di merito hanno sottolineato che, in base alla produzioni documentali in atti, si evinceva la sussistenza di un centro di attività stabile del GIE in Francia.
4. Ogni altra questione risulta assorbita.
5. Per le ragioni esposte, il ricorso va rigettato. Le spese del presente giudizio di legittimità vanno compensate interamente tra le parti, in considerazione della peculiarità delle questioni trattate.
Così deciso in Roma, il 2 ottobre 2017.
17 maggio 1977 n. 388
26 ottobre 1972 n. 633