Source: http://affidamentocondiviso.it/AppAncona9giugno2012n384TribPerugia16maggio2012n571massima.htm
Timestamp: 2018-11-19 11:09:24+00:00
Document Index: 27216629

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home | mail Anno IX, aprile 2014
CORTE DI APPELLO DI ANCONA - SEZIONE PROMISCUA; sentenza 9 giugno 2012, n. 384; Pres. ed Est. CASTAGNOLI.
Separazione personale - Affidamento condiviso dei figli - Collocamento prevalente del figlio presso uno dei genitori - Ammissibilità - Tempi paritari di permanenza del minore presso ciascun genitore - Configurabilità - Esclusione (Cod. civ., art. 155).
Separazione personale - Mantenimento per i figli minori - Spesa straordinaria - Concetto - Quantificazione dell'assegno di mantenimento - Soddisfacimento di esigenze ludiche ed estetiche dei figli - Rilevanza (Cod. civ., artt. 147, 148 e 155).
«Per affidamento condiviso dei figli non deve intendersi un affidamento alternato o congiunto, nel senso che il collocamento fisico dei minori può essere disposto presso uno soltanto dei genitori. Ne consegue che un tale regime di affidamento non implica tempi paritari di permanenza presso ciascun genitore, fermo restando che ogni scelta fondamentale per l'educazione e la crescita dei figli deve essere oggetto di accordo tra i genitori» (massima affidamentocondiviso.it) (1)
«Nel concetto di spesa straordinaria per i figli rientra tutto ciò che è extra ordinem in senso soggettivo ed oggettivo, dovendo trattarsi di spese non prevedibili e, pertanto, non quantificabili al momento della determinazione dell'assegno di mantenimento e da non poter essere coperte da tale assegno, il quale va identificato nella somma necessaria a consentire la soddisfazione di tutte le esigenze di vita - elementari e non - di una determinata persona in relazione al tenore di vita che possono assicurarle i genitori, compatibilmente ai loro redditi e alle spese che, a loro volta, devono sostenere per il loro mantenimento. Ne consegue che l'assegno di mantenimento per i figli deve essere determinato in modo da consentire alla prole di poter soddisfare non solo i bisogni elementari della vita quotidiana, ma, anche, ulteriori spese, ludiche ed estetiche, che già formano oggetto del loro tenore di vita» (massima affidamentocondiviso.it) (2)
TRIBUNALE DI PERUGIA; sentenza 16 maggio 2012, n. 561; Pres. LUPO; Est. GIARDINO.
Cessazione degli effetti civili del matrimonio – Affidamento condiviso dei figli - Diritto alla bigenitorialità - Diritto dei genitori - Esclusione - Aspettativa del figlio ad un rapporto equilibrato con entrambi i genitori - Conseguenze - Istituto della condivisione - Applicabilità - Necessità (Cod. civ., art. 155).
Cessazione degli effetti civili del matrimonio – Affidamento condiviso dei figli - Regime di frequentazione con i genitori - Aritmetica ripartizione dei tempi di permanenza con ciascuno di loro - Possibilità - Esclusione - Collocamento prevalente presso uno dei genitori - Ragionevolezza (Cod. civ., art. 155).
«In tema di affidamento dei figli, il diritto alla bigenitorialità, pur non dovendo essere ricostruito come un "diritto" del genitore (essendo, semmai, contenuto di una aspettativa della prole al mantenimento di un equilibrato rapporto con i propri genitori), ricomprende la necessità della regolamentazione dell'affidamento attraverso l'istituto della condivisione, implicante l'assunzione di pari diritti e pari responsabilità di entrambi i genitori nella cura e nel mantenimento del minore» (massima affidamentocondiviso.it) (3)
«L'affidamento condiviso non implica aritmetica necessità di determinazione di identiche modalità di gestione del minore da parte di entrambi i genitori (non essendo un figlio un "pacco" suscettibile di collocamento alternato presso l'uno o presso l'altro), ben potendo, di fatto, prevedersi il collocamento del figlio, in via prevalente, presso uno dei genitori; ma rappresenta la più evidente rappresentazione della correttezza di un principio (quello della bigenitorialità) che, già sotto un profilo nominale, vede posti sullo stesso piano i due genitori, pur potendo, sotto l'aspetto pratico, la gestione della vita quotidiana del minore avvenire con diverse cadenze temporali per il padre e per la madre» (massima affidamentocondiviso.it) (4)
(1-3-4) Nella specie, la Corte di appello, in applicazione del riferito principio di diritto, ha confermato la sentenza emessa dal Tribunale di Camerino, che aveva disposto il collocamento privilegiato del figlio della coppia (di nove anni) presso la madre ed aveva operato una selezione delle modalità del diritto del padre di tenere con sé il minore, di guisa tale da evitare spostamenti eccessivi, che avrebbero determinato inevitabili disagi.
Dal canto suo, il Tribunale di Perugia, nella pronuncia in rassegna, ha determinato il diritto di frequentazione del genitore non collocatario, rigettando la richiesta di quest'ultimo di prevedere la permanenza del figlio (di undici anni) presso di lui per tutto il periodo estivo: «dovendo anche i tempi di riposo essere calibrati tra entrambi i genitori, e non esclusivo appannaggio di uno».
In argomento, la Suprema Corte ha affermato il principio di diritto in base al quale l'affidamento condiviso del figlio minore ad entrambi i genitori non esclude che il minore sia collocato presso uno dei genitori e che sia stabilito uno specifico regime di frequentazione per l'altro genitore (Cass. 26 luglio 2013, n. 18131, in Giust. Civ. Massimario, 2013, nonché Cass. 20 gennaio 2012, n. 785, in Foro it., 2012, I, 1065, secondo cui l'affidamento condiviso: «non esclude che il minore possa essere prevalentemente collocato presso uno dei genitori, anche se l'altro dovrà avere ampie possibilità di vederlo e tenerlo con sé»).
Con riferimento alla perimetrazione dei tempi di permanenza del figlio con il genitore non collocatario, si veda, nello stesso senso della pronuncia in rassegna, App. Catania 7 marzo 2012, inedita, secondo cui non è conforme all'interesse del minore: «una statuizione che dividendo i detti tempi tra i due genitori in rigida quota matematica costringa la prole, nella migliore delle ipotesi, a disturbanti pellegrinaggi, che, a causa della loro insistita reiterazione e della brevità della durata, impediscono alla stessa il necessario radicamento abitativo».
(2) La Corte territoriale ha confermato la congruità dell'importo stabilito dal Tribunale a titolo di assegno di mantenimento posto a carico del genitore non collocatario (pari a 350,00 euro mensili), in considerazione della circostanza che tale importo comprendeva anche il contributo alle somme spese per sopperire alle esigenze scolastiche e ludiche del figlio minore.
Sull'inclusione delle spese scolastiche tra quelle ordinarie, si veda Cass. 1 ottobre 2012, n. 16664, inedita, secondo cui le spese per l'acquisto di libri scolastici ad inizio anno non possono ricondursi alle spese straordinarie, «essendo prevedibili in un determinato assetto di vita»,nonché Cass. 18 settembre 2013, n. 21273, inedita, secondo cui: «non tutte le esigenze sportive, educative (ad esempio acquisto di libri, di materiale da cancelleria) e di svago rientrano tra le spese straordinarie (Cass. 23630 del 2009)».