Source: https://italiaue.esteri.it/rapp_ue/it/ambasciata/cosa_facciamo/procinfra.html
Timestamp: 2020-07-16 03:37:16+00:00
Document Index: 123599203

Matched Legal Cases: ['art. 258', 'art. 258', 'art. 258', '§ 1', 'art 258', '§ 2', 'sentenza ', 'art. 260', '§ 1', 'art. 260', '§ 2', 'art. 260', '§ 3', 'art. 260', '§ 3']

Trasparenza Incontri
Cooperazione allo sviluppo e strumenti di azione esterna della UE
Le infrazioni a carico dell'Italia sono 77, un trend positivo che rispecchia lo sforzo del nostro Paese negli ultimi anni.
Il sistema EU Pilot
Le procedure di infrazione
Il ruolo della Rappresentanza
Per facilitare il dialogo tra le Amministrazioni italiane e la Commissione Europea la sezione Infrazioni e Aiuti di Stato della Rappresentanza ha creato questo manuale per la risposta ai Pilot e alle infrazioni. Preparato raccogliendo indicazioni e suggerimenti nati dall’esperienza, è uno strumento aperto, punto di partenza per ulteriori miglioramenti e iniziative da parte di ogni singolo ente pubblico.
La Rappresentanza permanente svolge un ruolo chiave nei contatti tra la Commissione europea e le amministrazioni italiane nella gestione dei casi EU Pilot e delle procedure di infrazione aperti nei confronti dell’Italia.
Il sistema EU Pilot, lanciato nel 2008 dalla Comunicazione della Commissione “Un’Europa dei risultati – Applicazione del diritto comunitario” (COM (2007)502), è un meccanismo istituito tra Commissione europea e Stati membri per lo scambio di informazioni e la risoluzione di problemi in tema di applicazione del diritto dell’Unione europea o di conformità della legislazione nazionale alla normativa UE, concepito per la fase antecedente all’apertura formale della procedura di infrazione ex art. 258 TFUE.
La Commissione utilizza l’EU Pilot per comunicare con gli Stati membri su questioni di conformità della legislazione nazionale al diritto dell’UE o di corretta applicazione del diritto dell’UE. Nel sistema EU Pilot, lo scambio di comunicazioni avviene direttamente, tramite un sistema informatico, tra la Commissione e l’amministrazione nazionale (per l’Italia, il Dipartimento per le Politiche europee, il quale si occupa a sua volta di coinvolgere le amministrazioni regionali o locali eventualmente interessate). È fissato un termine generale di 20 settimane (10 per gli Stati membri e 10 per la Commissione) per lo scambio di comunicazioni.
I casi EU Pilot aperti contro l’Italia sono attualmente 53, in diminuzione rispetto agli anni passati (erano 111 nel 2015 e 102 nel 2014).
Se la Commissione non è soddisfatta del risultato del dialogo nel quadro dell’EU Pilot, può decidere di chiudere negativamente il caso e avviare una procedura di infrazione.
Nel gennaio 2017 la Commissione europea ha pubblicato il "EU Law: better results through better application" (Comunicazione 2017/C 18/02) che stabilisce nuove procedure di gestione per l’utilizzo degli strumenti di conformità con il diritto europeo. In pratica l’uso sistematico del EU Pilot ha lasciato il passo ad una pletora di strumenti (lettere amministrative, comunicazioni informali e riunioni di settore) che hanno permesso un maggiore margine di discrezionalità nella scelta dei casi da perseguire da parte del Segretariato Generale e dei Gabinetti dei Commissari al fine di raggiungere specifici obiettivi strategici e politici.
La procedura di infrazione è lo strumento con cui la Commissione europea svolge la propria funzione di controllo del rispetto del diritto UE da parte degli Stati membri che le è attribuita dall’articolo 17 del TUE e che ha la finalità di porre rimedio all’inadempimento da parte di uno Stato membro.
Ai sensi dei Trattati, si parla di inadempimento quando un’amministrazione nazionale (centrale, regionale o locale) viola il diritto dell’Unione ponendo in essere un comportamento attivo o omissivo.
Le procedure di infrazione nascono per tre motivi principali:
lo Stato membro non comunica per tempo le misure nazionali di trasposizione delle direttive UE (c.d. “mancati recepimenti”);
la Commissione ritiene che la legislazione di uno Stato membro non è conforme alla normativa UE;
la Commissione considera che lo Stato membro non applica correttamente la normativa UE;
Le procedure di infrazione si articolano in due fasi. La prima fase è quella c.d. “pre-contenziosa”, scandita dall’emissione da parte della Commissione della lettera di messa in mora e poi del parere motivato in base all’art. 258 TFUE. La messa in mora è l’atto che segna l’apertura formale della procedura di infrazione. Con essa la DG della Commissione competente identifica la violazione del diritto dell’Unione che viene contestata e prevede un termine entro il quale lo Stato può comunicare le proprie osservazioni e argomentazioni di risposta alla richiesta della Commissione. Se non perviene risposta o se le informazioni trasmesse non sono considerate soddisfacenti, la Commissione adotta un parere motivato (art. 258, § 1, TFUE), con cui constata la sussistenza della violazione e invita lo Stato a prendere tutte le misure necessarie per porre fine a tale situazione.
Se lo Stato membro non si conforma al parere motivato, può aprirsi la seconda fase dell’infrazione, detta “contenziosa”. Questa si svolge dinanzi alla Corte di giustizia (art 258, § 2, TFUE). Nel caso in cui la Corte condivida la valutazione effettuata dalla Commissione, viene pronunciata una sentenza che dichiara la sussistenza dell’infrazione e a cui lo Stato è tenuto a conformarsi, adottando tutte le misure necessarie per adeguare l’ordinamento interno a quello dell’Unione (art. 260, § 1, TFUE). Se lo Stato non esegue la sentenza, la Commissione ha la facoltà di adire nuovamente la Corte, chiedendo l’applicazione di una sanzione pecuniaria (art. 260, § 2, TFUE).
Da notare la particolare situazione in cui la Commissione adisca la Corte a proposito di una presunta violazione da parte dello Stato dell’obbligo di comunicare alla Commissione le misure adottate in attuazione di una direttiva: in questo caso, l’art. 260, § 3, TFUE prevede che già il primo deferimento alla Corte possa essere accompagnato dalla richiesta da parte della Commissione dell’applicazione di una sanzione finanziaria (art. 260, § 3, TFUE).
Le decisioni relative alle procedure di infrazione vengono adottate dal Collegio dei Commissari di norma ogni mese. Di norma, lo Stato membro ha 2 mesi di tempo per rispondere alle contestazioni della Commissione.
La Rappresentanza dispone di un apposito Ufficio procedure di infrazione ed EU Pilot, che svolge i seguenti compiti:
opera quale interfaccia tra la Commissione e le autorità nazionali per le procedure d'infrazione che rientrano negli artt. 258 e 260 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), tramite il Dipartimento per le politiche europee e il Ministero degli Affari Esteri;
assicura il necessario flusso informativo e segue nel dettaglio l’iter di ciascuna procedura di infrazione, dalla lettera di messa in mora sino alla eventuale decisione di ricorso alla Corte di Giustizia;
è il punto di contatto nazionale per la notifica elettronica delle risposte italiane alle procedure di infrazione nella banca dati informatica “Procedure di infrazione – INFR” e per la notifica elettronica della trasposizione delle direttive UE nel diritto nazionale nella banca dati informatica “Misure nazionali di attuazione – MNA”;
ha accesso al sistema EU Pilot e svolge una funzione di supporto, in coordinamento con il Dipartimento per le Politiche europee, soprattutto nella fase successiva all’eventuale chiusura negativa del caso (in effetti, la maggior parte delle procedure di infrazione aperte derivano da casi Pilot chiusi negativamente);
fornisce consulenza e supporto specifici alle Amministrazioni interessate, per contribuire alla risoluzione del contenzioso in corso;
facilita le relazioni con i Servizi della Commissione, inclusa l’eventuale organizzazione di riunioni sui singoli dossier;
cura l’aggiornamento del quadro del contenzioso italiano e elabora dati statistici al riguardo.
Il manuale di risposta alle infrazioni UE
Per facilitare il dialogo tra le Amministrazioni italiane e la Commissione Europea la sezione Infrazioni e Aiuti di Stato della Rappresentanza ha creato questo manuale per la risposta ai Pilot e alle infrazioni. Preparato raccogliendo indicazioni e suggerimenti nati dall’esperienza, è uno strumento aperto, punto di partenza per ulteriori miglioramenti e iniziative da parte di ogni singolo ente.
Il manuale dapprima fornisce consigli pratici sulla redazione delle risposte indirizzate alla Commissione Europea, al fine di prevenire l’insorgere di problemi che potrebbero essere facilmente evitati, e per risolvere celermente le questioni aperte. Successivamente spiega le varie procedure e meccanismi attraverso cui si esplica l’azione della Commissione, si esternamente, nelle corrispondenze con le amministrazioni, che internamente, con uno sguardo agli attori e ai processi a Bruxelles. C’è infine una presentazione del ruolo e funzione del Dipartimento per le Politiche Europee e della Rappresentanza Permanente.
Gestire le procedure di infrazione: strumenti di prevenzione dal livello statale a quello regionale
Presentazione del Cons. Nicola Minasi al seminario svoltosi presso il Cinsedo (Centro Inter-regionale di Studi e Documentazione) su come redigere atti destinati alla visione della Commissione Europea, ma anche suggerimenti ai quali si potrebbe informare il coordinamento tra le Amministrazioni ed Enti Locali italiani tratti dell’esperienza diretta (qui è possibile reperire la trascrizione completa dell’intervento).
Attori e processi del dialogo sulle infrazioni
Presentazione condotta dal Cons. Nicola Minasi ed dall’Esperto Regionale per l’ambiente presso la Rappresentanza Permanente D’Italia, Remo Tavernari che espone informazioni di base sugli attori e dinamiche del dialogo tra la Commissione Europea e lo Stato Italiano. Non mancano, infine, consigli per la redazione di atti destinati alla Commissione stessa.
Sezione "Procedure di infrazione" dal sito della Commissione Europea;
Aggiornamenti sulle procedure di infrazione in corso nei confronti dell'Italia dal sito del Dipartimento Politiche Europee;
Sezione "Procedure di Infrazione" dal sito del Dipartimento delle Politiche Europee