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Timestamp: 2020-04-06 08:36:40+00:00
Document Index: 97971280

Matched Legal Cases: ['art. 186', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 33', 'sentenza ', 'art. 186', 'art. 186']

Cassazione IV penale del 3 maggio – 27 giugno 2012, n. 25399 - testo integrale Sentenza
Cassazione IV penale del 3 maggio – 27 giugno 2012, n. 25399
Ebbrezza · circolazione stradale · asmatici · incapacita' a soffiare · contravvenzione · penale · successione leggi nel tempo · assicurativo · civile
"essendo stati rilevati sintomi consistenti, quali "occhi lucidi, equilibrio precario, forte alito alcoolico, comportamenti disarticolati con vistosi ondeggiamenti in avanti, continui sbalzi di umore e difficoltà di espressione verbale""
" si tratta di formulazione che, in quanto genericamente così indicata in tabella quale dato riconducibile ad un tasso alcolemico 0,9/1,5, necessita di concreta descrizione nella specie inesistente (frasi sconclusionate, risposte del tutto non pertinenti a domande formulate, difficoltà meccanica nel pronunciare parole, etc), non potendo in assoluto escludersi che una "difficoltà di espressione verbale" sia ricollegabile anche ad uno stato emotivo o di panico, in cui può trovarsi il soggetto per il controllo in atto, e non direttamente, ed esclusivamente, ad un significativo stato di ebbrezza che, giova ripeterlo, deve essere collegato a dati sintomatici eclatanti e non equivoci"
" il fatto addebitato all'imputato deve essere ricondotto nell'ambito della ipotesi contravvenzionale di cui alla prima delle tre fasce sopra ricordate, vale a dire quella concernente il tasso alcolemico non superiore a 0,8 g/l avuto riguardo al più favorevole trattamento sanzionatorio in conseguenza delle modifiche introdotte dalla legge del 2007."
La Corte distrettuale confermava l'affermazione di colpevolezza del ... ribadendo la riconducibilità del fatto all'ipotesi di cui alla fascia b) del secondo comma dell'art. 186 del codice della strada e dava conto del convincimento così espresso con le seguenti argomentazioni: 1) l'insufficienza della spinta respiratoria era stata attribuita dai verbalizzanti a malizia del controllato; contrariamente il difensore aveva ampiamente documentato che egli soffriva di gravi problemi respiratori e ciò chiudeva l'argomento, di tal che l'intera valutazione doveva essere fatta sulla base delle complessive circostanze emerse e secondo i normali criteri interpretativi accreditati dalla giurisprudenza di legittimità secondo cui "Non vi è motivo di ritenere che il nuovo sistema sanzionatorio (introdotto con il d.l. 3-8-2007 n. 117 e successive modificazioni apportate all'art. 186 del c.d.s.) precluda oggi al giudice di poter dimostrare l'esistenza dello stato di ebbrezza del livello contestato nell'imputazione, in assenza di accertamento strumentale e precipuamente sulla base delle circostanze sintomatiche riferite dai verbalizzanti; occorre, però, che ricorrano significativi e concreti elementi per ritenere sussistente nell'organismo del soggetto, al momento del controllo, un tasso alcoolemico superiore a 0,8 g/l. Diversamente si dovrà optare per la fattispecie meno grave di cui all'art. 186 lett. a) c.d.s., oggi depenalizzata, ai sensi della L n. 120 del 2010, art. 33" (in proposito veniva evocata la sentenza n. 16012 del 17 febbraio 2011 della Quarta Sezione Penale); 2) un valore orientativo determinante poteva essere desunto dalla "tabella descrittiva dei principali sintomi correlati ai diversi livelli di concentrazione alcolemica", costituente l'allegato 1 alla legge modificativa dell'art. 186 c.d.s., pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 210 dell'8-9-2008; dovendo tuttavia comunque privilegiarsi il criterio prudenziale della conclusione più favorevole all'imputato, nel senso che tra la ricostruzione indiziaria che potrebbe condurre a far riconoscere una violazione di cui alla lettera c), con aspetti di confondibilità con i profili di cui alle altre due lettere, si propenderà per la ricorrenza della violazione di fascia minore, non esclusa la a), quando la confondibilità stessa toccherà anche gli ambiti suoi propri; 3) nella descrizione fatta dai Carabinieri delle condizioni del C. al momento del controllo spiccavano particolarità che risultavano proprie delle alterazioni di livello superiore allo 0,8: così, i "comportamenti disarticolati, con vistosi ondeggiamenti in avanti", richiamavano la "difficoltà marcata a stare in piedi o camminare", corrispondente in tabella ai livelli compresi tra 1,6 e 3,0; così, ancora, "fa difficoltà di espressione verbale", richiamava il "linguaggio mal articolato", corrispondente ai livelli compresi tra 0,9 ed 1,5; bastavano questi rilievi per collocare la condizione della persona in ambito rientrante nei più alti gradi della compromissione psicofisica, che già per se stessi facevano escludere di essere al cospetto delle ben minori alterazioni da fascia a) (riduzione della capacità di giudizio, riduzione della capacità di individuare oggetti in movimento e della visione laterale, riflessi alterati, alterazione delle capacità di reazione agli stimoli sonori e luminosi), tutte consistenti in minorazioni più o meno avvertibili dalla stessa persona coinvolta e non certo di immediata percepibilità esterna; d'altro canto, che si trattasse di effettiva alterazione da abuso di sostanze alcoliche risultava confermato dal peculiare "forte alito alcoolico" menzionato dai carabinieri e dal fatto che il primo screening con il cd. "premonitore" aveva dato esito positivo; correttamente, pertanto, il primo giudice aveva escluso che l'imputato versasse in una alterazione da fascia minima (altrimenti non avrebbe potuto avere manifestazioni da fascia massima) ed aveva escluso anche la fascia massima, non perché non fossero emerse sintomatologie corrispondenti, ma per necessario ripiegamento sul livello immediatamente inferiore, secondo la logica del “favor rei"; 4) quanto al trattamento sanzionatorio (e per la parte che in questa sede rileva), ad avviso della Corte di merito non poteva concedersi la sostituzione della pena con il lavori di pubblica utilità prevedendo la normativa di riferimento che il lavoro debba essere svolto prioritariamente "nel campo della sicurezza e dell'educazione stradale", come previsto dall'art. 186 co. 9 bis c.d.s. e non risultando che l'Azienda "S. Spirito, Fondazione Montel" operasse nello specifico settore.
Ebbrezza Circolazione stradale Asmatici Incapacita' a soffiare Contravvenzione Penale Successione leggi nel tempo Assicurativo Civile