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Timestamp: 2019-04-19 03:03:19+00:00
Document Index: 24801488

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 62', 'art. 65', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 270', 'art. 68', 'art. 62', 'art. 184', 'art. 62', 'art. 62', 'art. 62', 'art. 59', 'art. 7', 'art. 59', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 19', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 21', 'art. 70', 'art. 47', 'art. 21', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 62', 'art. 63', 'art. 2', 'art. 3']

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EMERGENZA RIFIUTI. QUALE TUTELA?
QUALE TUTELA PER IL CITTADINO ALLA LUCE DEL D. L: 90/2008?
ASPETTI FINANZIARI E TRIBUTARI DELL'EMERGENZA
I.Le questioni rilevanti
II.Le forme di tutela previste dalla normativa non autorizzano aspettattivedi esenzione generalizzata
III.Non può invocarsi, quale circostanza di esonero, alcuna corrispondenza tra importo pagato e quantitào qualità del servizio erogato
IV.Presupposto impositivo e natura giuridica della TARSU
V.Criteri di commisurazione del tributo
VI.Fattispecie di esclusione e di riduzione del tributo
VII.Il regolamento per l’applicazione della TARSU del Comune di NapoliVIII.Le conseguenze giuridiche del mancato espletamento del servizio nella prassi amministrativa e nella giurisprudenza della Corte di Cassazione
IX.Le modalità per il riconoscimento della riduzione del tributo
X.La richiesta di sospensione dell’esecuzione dell’atto impugnato
XI.Evoluzione del tributo
XII.La natura giuridica della TIA
XIII.CTP Caserta, sentenza n. 44/14/08 del 26 gennaio 2008
LE QUESTIONI RILEVANTI
―ART. 17 DEL D.L. 90/2008 (Copertura finanziaria degli investimenti)–Istituzione del FONDO PER L’EMERGENZA RIFIUTI IN CAMPANIA (150 mil. €)–Riduzione del FONDO PER LE AREE SOTTOUTILIZZATE (450 mil. €)
1.Quantità di risorse
2.Capacità di spesa
3.Efficacia della spesa
–Art. 11, co. 1, d.l. 90/2008 Maggiorazione TARSU(mancato raggiungimento obiettivo
minimo di raccolta differenziata)–Art. 11, co. 11, d.l. 90/2008 Soggetti obbligati attivarsi per la raccolta differenziata
LE FORME DI TUTELA PREVISTE DALLA NORMATIVA NON AUTORIZZANO ASPETTATIVE DI ESENZIONE GENERALIZZATA perché:
a.bisogna fare i conti con I REGOLAMENTI ADOTTATI IN SEDE LOCALE
b.con riferimento alle conseguenze del mancato espletamento del servizio di raccolta, LA GIURISPRUDENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE ècontraddittoria
c.un recenteparere(n. 4/2008) della Corte dei Conti ha autorizzato i Comuni ad aumentare le tariffe anche in corso d’anno
LE FORME DI TUTELA PREVISTE DALLA NORMATIVA NON AUTORIZZANO ASPETTATIVE DI ESENZIONE GENERALIZZATA
d.l’art. 11 del d.l. 23/05/2008, n. 90prevede una maggiorazione della tariffa di smaltimento dei rifiuti indifferenziati nel caso di mancato raggiungimento dell’obiettivo minimo di raccolta differenziata
e.il blocco dei tributi locali, stabilito dall’art. 1, co. 7, del d.l. 27/05/2008, n. 93, non si applica agli aumenti ed alle maggiorazioni già previsti dallo schema di bil. di prev. (già deliberati, ma non ancora in vigore)
f. l’esenzione dall’ICI per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale ex art. 1, commi 1‐4, del d.l. 27/05/2008, n. 93
g.la recente circ. n. 29/E del 28 marzo 2008 dell’Ag. Entrate, in materia di prevenzione e contrasto all’evasione, prevede un piano per il miglioramento della qualità del contenzioso tributario
PARERE N. 4/2008 DEL 17 MARZO 2008
•Richiesta di parere inoltrata dal Sindaco di Solofra (AV) –insieme al Segretario generale ed al Responsabile dell’area affari generali –in ordine alla gestione finanziaria della TARSU
•La problematica proposta: la necessità di rideterminare le tariffe della TARSU, determinate in concomitanza del bilancio di previsione, al fine di fronteggiare lo “squilibrio di bilancio tra entrate ed uscite”causato dalla lievitazione dei costi dell’emergenza rifiuti
•La Corte ha ritenuto che il Comune istante possa adottare le iniziative necessarie per rideterminare la TARSU, nonchéla TIA, anche in corso d’anno, così da coprire integralmente il costo del servizio
AGENZIA DELLE ENTRATE –DCNC
CIRCOLARE N. 29/E DEL 28 MARZO 2008
Prevenzione e contrasto all’evasione –Indirizzi operativi in materia di contenzioso tributario
PROGETTO “QUALITÀDEL CONTENZIOSO TRIBUTARIO”
“incrementare gli esiti favorevoli delle controversie di maggiore rilevanza economica concernenti atti di accertamento, con il coinvolgimento delle Direzioni regionali, le quali, mediante unacostante azione di monitoraggio e assistenza agli Uffici, interverranno in modo mirato e tempestivo per assicurare il miglioramento dell’efficacia dell’azione difensiva e l’uniformità di comportamento degli Uffici”
ATTO DI COSTITUZIONE IN GIUDIZIO E PARTECIPAZIONE ALLE UDIENZE
“La tempestiva ed esauriente predisposizione dell’atto di costituzione in giudizio in primo grado rappresenta un’attività di particolare rilevanza ai fini dell’esito del giudizio …occorre assicurare la tempestività della costituzione in giudizio …, che da diversi anni costituisce un obiettivo di produzione assegnato alle strutture periferiche”
“La costituzione in giudizio, oltre che tempestiva, deve essere completa. Con le controdeduzioni l’Ufficio non può limitarsi a sostenere genericamente la legittimità dell’atto impugnato, ma contesta specificamente tutti i motivi di ricorso, allegando la relativa documentazione probatoria”
RICHIESTA DI SOSPENSIONE DELL’ESECUZIONE DELL’ATTO IMPUGNATO (ART. 47, D.LGS. 546/92)
􀂾l’Ufficio deve prendere posizione al riguardo in sede di controdeduzioni, valutando l’opportunità di chiedere che l’eventuale concessione della sospensione sia subordinata alla prestazione di idonea garanzia
􀂾qualora la richiesta di sospensione sia contenuta in un atto separato, l’Ufficio prenderà comunque posizione, predisponendo, qualora si sia già costituito in giudizio, una memoria
“uno dei più convincenti argomenti per indurre il contribuente a non coltivare controversie di dubbio fondamento e, ricorrendone i presupposti, ad accedere agli strumenti deflativi del contenzioso (in specie, autotutela, accertamento con adesione e conciliazione giudiziale), è fornito proprio dalla consapevolezza che l’Agenzia difende efficacemente in giudizio l’atto impugnato”
LE ENTRATE TRIBUTARIE NON SI ATTEGGIANO MAI QUALE CORRISPETTIVO DI UN SERVIZIO PRESTATO
NATURA PARACOMMUTATIVA
PRINCIPIO DI CORRISPETTIVITÀ
SCAMBIO DI UTILITÀ PRIVO DI RILEVANZA SINALLAGMATICA
Difetta la confluenza in un RAPPORTO OBBLIGATORIO UNITARIO E VINCOLANTE ENTRAMBE LE PARTI
•ATTIVITÀ DELL’ENTE PUBBLICO
POTERE DI SUPREMAZIA
•PRESTAZIONE PECUNIARIA DEL PRIVATO
LEGGE •SOVRANITÀ
RILIEVO INDIRETTO
•LA CAPACITÀ CONTRIBUTIVA NON HA RILEVO ALCUNO
TASSA = “UN ISTITUTO ANACRONISTICO, sopravvivenza di un tempo in cui lo Stato si faceva pagare le proprie funzioni, si direbbe il proprio mestiere di Stato”(E. DE MITA, 1999)
“LA TASSA NON ÈUN TRIBUTO, ma appartiene alla categoria delle PRESTAZIONI PATRIMONIALI IMPOSTE”(E. DE MITA, 1999)
DIRITTO TRIBUTARIO = “IL DIRITTO DELLE IMPOSTE”(E. DE MITA, 1999)
HA ESCLUSO LE TASSE DALL’AMBITO DI APPLICAZIONE DELL’ART. 53 DELLA COSTITUZIONE
La Corte costituzionale escluso in particolare:
􀂾“le contribuzioni relative a prestazioni di servizi il cui costo si può determinare divisibilmente”(sentt. n. 30/64 , n. 23/68 e n. 91/72)
􀂾le sanzioni (sentt. n. 109/73 e n. 119/80)
􀂾I tributi giudiziari (sent. n. 30/64)
􀂾I diritti di cancelleria (sent. n. 149/72)
􀂾le spese per il mantenimento in carcere del condannato (sent. n.167/73)
La tassa si giustifica in quanto il soggetto su cui grava èlo specifico e singolo destinatario dell’attività espletata dall’Ente pubblico nell’esercizio del potere eccitato da una richiesta o da un comportamento del soggetto medesimo , che ne beneficia in senso lato (onerosità) (P. Russo, 1994)
La ragione della tassa è nel divieto. Essa è un tributo che consiste nel pagamento di una somma allo Stato in cambio di una prestazione che, di per sé, non è utile, ma in tanto viene richiesta in quanto ciò è necessario per il superamento di un divieto (V. Tangorra, 1915)
TASSA OBBLIGATORIA
Obbligatorietà della domanda del servizio pubblico
Incentrata sulla libertà, piuttosto che sull’obbligatorietà, della domanda del servizio. Tuttavia, sussiste sempre l’obbligo di pagare, e non una semplice facoltà(il che potrebbe far degradare tale figura nello schema dell’onere di matrice berliriana)TASSA FACOLTATIVA O A DOMANDA LIBERA
Una volta che il soggetto si sia determinato a richiedere la prestazione del servizio, troverà pur sempre applicazione il consueto SCHEMA OBBLIGATORIO EX LEGE
Tributo prelevato in occasione dell’esercizio di una funzione istituzionalmente pubblica (autoritatività). Anche quando prelevata in occasione della prestazione di un servizio pubblico (tasse scolastiche, tickets, ecc.) si èin presenza del godimento, da parte dell’interessato, di una prerogativa spettantegli in quanto membro di una collettività
LA TASSA NON ÈRAPPORTATA AL COSTO DEL SERVIZIO, che è solo uno dei PARAMETRI utilizzati per determinarla insieme a CRITERI POLITICO‐SOCIALI
Reciproca interdipendenza delle prestazioni (SINALLAGMATICITÀ)
CONSEGUENZA:Non può invocarsi, quale circostanza di esonero, alcuna corrispondenza tra importo pagato e quantità o qualità del servizio erogato.
LA TASSA È DOVUTA PER IL SEMPLICE VERIFICARSI DEL PRESUPPOSTO PRESUPPOSTO DELLA TARSU: l’occupazione o la detenzione di locali ed aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti nel territorio dove il servizio sia attivato o comunque reso in via continuativa (art. 62, c. 1, d.lgs. 507/1993)
PRESUPPOSTO IMPOSITIVO DELLA TARSU non è la fruizione del servizio di smaltimento dei rifiuti, bensì l’occupazione di locali sprovvisti di determinate caratteristiche. È d’evidenza, pertanto, come nel disposto del d. lgs. in esame manchi qualsiasi correlazione tra la tassa e il servizio, dal che si evince la caratterizzazione della TARSU quale prestazione imposta e non corrispettiva”(M. Ferri, G. Troise, 1996)
PRESUPPOSTO IMPOSITIVO DELLA TARSU èla fruizione potenziale del servizio desunta da indici presuntivi, e cioè dalla occupazione di immobili, considerati per la quantità e la qualità medie ordinarie di rifiuti che in essi possono essere prodotti (art. 65, d.lgs. 507/93)…Nella disciplina recata dal d.lgs. 507/93 si cerca comunque di temperare la rigidità della tassazione basata su indici presuntivi di fruibilità, dando rilevanza a situazioni particolari in cui questa viene meno (casi di esclusione e di riduzione) (G. Falsitta, 2005)
PRIMA QUESTIONE:La TARSU può essere definita come una TASSA?
LA NATURA DELLA TARSU SECONDO LA DOTTRINA:
1.“un’imposta bell’e buona”(E. Righi. 1989)
2.un tributo che “curiosamente viene denominato tassa”, ma che sostanzialmente è“un’imposta sull’uso delle abitazioni”(F. Pica, 2000)
3.un tributo misto (A. Bencivenga, 2002)
4.“si inquadra più tra le tasse che tra le imposte, in quanto la somma introitata dal comune non può eccedere il costo complessivo del servizio (tributo di scopo?)”(R. Lupi, 2002)
LA NATURA DELLA TASSA PER LA RACCOLTA ED IL TRASPORTO DEI RSU INTERNI (ARTT. 268‐271, DEL R.D. 1175/31, T.U.F.L.) SECONDO LA GIURISPRUDENZA:
TASSA IMPOSTA−
Cass. n. 1026 del 29 marzo 1969−Cass. n. 995 del 4 febbraio 1987−CTR Umbria n. 189 dell’11 aprile 2000−Cass. n. 2220 del 4 giugno 1975−Comm. trib. centr. n. 2416 del 12 marzo 1980
LA TARSU (d.lgs. 507/93), PER COSTANTE GIURISPRUDENZA HA LE CARATTERISTICHE DELL’IMPOSTA
1)Il presupposto impositivo (occupazione o detenzione di locali o aree operative delle attività) è indipendente dalla produzione dei rifiuti
2)Il gettito del tibuto è utilizzato anche per coprire i costi di spazzamento (in alcune città questi ultimi sono considerevoli, arrivando persino al 35‐40 % dei costi)
•un più diretto collegamento tra fruibilità del servizio e applicabilità della tassa
•la determinazione di parametri di commisurazione del prelievo sulla base della potenzialità di produzione di rifiuti definita mediante adeguati criteri oggettivi
ART. 4, COMMA 4, LETT. C), N. 1)
LEGGE DELEGA N. 421/92
“ADEGUAMENTO DEL TRIBUTO ALLA SUA NATURA DI TASSA”
ART. 65, CO. 1, DEL D.LGS. N. 507/93 (come modificato dall’art. 3, co. 68, l. 549/95)
CRITERI DI COMMISURAZIONE DEL TRIBUTO:
•quantità e qualità medie ordinarie per unità di superficie imponibile dei RSU interni ed equiparati producibili nei locali ed aree per il tipo di uso, cui i medesimi sono destinati (criterio presuntivo, o della produzione media, facoltativo)
•quantità e qualità effettivamente prodotta dei RSU (criterio della produzione effettiva, facoltativo e residuale rispetto a quello presuntivo disciplinato dalla norma, previsto per i Comuni con pop. < 35.000 ab.)
•costo dello smaltimento
ART. 65, CO. 2, DEL D.LGS. N. 507/93 (come modificato dall’art. 3, co. 68, l. 549/95)
DETERMINAZIONE DELLA TARIFFA DELLA SINGOLA UTENZA
TS = tariffa specifica per ogni singola utilizzazione o attività
Cmg = costo medio generale netto di smaltimento per unitàdi superficie imponibile accertata, previsto per l’anno successivo
Ips = indice (o coefficiente) di produttivitàspecifica dei rifiutiIqs = indice (o coefficiente) di qualitàspecifica (o di costo specifico di smaltimento) dei rifiuti
PRINCIPIO DELLA PARI CONTRIBUZIONE A PARITÀDI RIFIUTI PRODOTTI(già previsto dall’art. 270 del T.U.F.L.)
TS = Cmg ·Ips·Iqs
ECCEZIONI AL PRINCIPIO DELLA PARI CONTRIBUZIONE A PARITÀDI RIFIUTI PRODOTTI
I Comuni molto spesso utilizzano IL CRITERIO DELLA REDDITIVITÀ
Il CONSIGLIO DI STATO (decisione n. 3092 del 29/05/2000) ha chiarito che:
1.le tariffe devono essere commisurate soltanto alla capacità dei locali tassabili a produrre rifiuti, e non alla redditività;
2.il Comune può assumere come criterio la natura delle attività economiche esercitate, purché con adeguata motivazione rispetto allo scopo della copertura dei costi del servizio
I TRIBUNALI AMMINISTRATIVI REGIONALI (v. TAR Emilia Romagna, sent. n. 300 del 5/04/2001; TAR Marche, sent. n. 224 del 25/03/2002) ritengono illegittima la TARSU correlata al contenuto economico dell’attività esercitata ove non risultino esplicitate ragioni di scelta
I Comuni devono provvedere, con apposito Regolamento, alla CLASSIFICAZIONE DELLE CATEGORIE ED EVENTUALI SOTTOCATEGORIE DI LOCALI ED AREE CON OMOGENEA POTENZIALITÀDI RIFIUTI E TASSABILI CON LA MEDESIMA MISURA TARIFFARIA (articolate tenendo conto, in via di massima, dei gruppi di attivitào di utilizzazione di cui all’art. 68 del d.lgs. 507/93 )
Nella disciplina recata dal d.lgs. 507/93 si cerca comunque di TEMPERARE LA RIGIDITÀDELLA TASSAZIONE BASATA SU INDICI PRESUNTIVI DI FRUIBILITÀ, dando rilevanza a situazioni particolari in cui la potestà impositiva è limitata o addirittura viene meno FATTISPECIE DI ESCLUSIONE E DI RIDUZIONE DEL TRIBUTO
FATTISPECIE DI ESCLUSIONELOCALI ED AREE NON ASSOGGETTATI A TARSULOCALI ED AREE CHE NON POSSONO PRODURRE RIFIUTI(art. 62, co. 2, d.lgs. 507/93)
•per loro natura(luoghi impraticabili o interclusi o in stato di abbandono, non soggetti a manutenzione o stabilmente muniti di attrezzature che impediscono la produzione di rifiuti)
•per l’uso a cui sono destinati (palestre, saune: R.M. Finanze, n. 5/3398 del 24/01/1994)
•perché risultano in condizioni di non utilizzabilità(alloggi non allacciati ai servizi a rete o non arredati o di cui comunque si dimostri il non utilizzo:C.M. Finanze n. 95/E del 22 giugno 1994)
LE CIRCOSTANZE DA CUI DERIVA LA NON UTILIZZABILITÀ
•indicate nella denuncia originaria o in quella di variazione
•debitamente riscontrate in base ad elementi obiettivi rilevabili direttamente o per mezzo di idonea documentazione
MANCATA INDICAZIONE DELLE PREDETTE CIRCOSTANZE NELLA DENUNCIAINVERSIONE DELL’ONERE DELLA PROVA A CARICO DELL’UTENTE
NON SONO ALTRESÌ SOGGETTI AL TRIBUTO:
•i locali e le aree ove si formano rifiuti speciali, tossici o nocivi (nuova classificazione ex art. 184 del T.U.A.) (art. 62, comma 3, del D.Lgs. n. 507/1993)
•i locali e le aree per i quali non sussiste l’obbligo dell’ordinario conferimento dei Rsu interni al servizio comunale “per effetto di norme legislative o regolamentari, di ordinanze in materia sanitaria, ambientale o di protezione civile ovvero di accordi internazionali riguardanti organi di Stati esteri”(art. 62, comma 5, del D.Lgs. n. 507/1993)
•le “aree scoperte pertinenziali o accessorie di civili abitazioni diverse dalle aree a verde …”(art. 62, comma 1, del D.Lgs. 507/1993)
•il commercio itinerante o occasionale all’aperto, poichémanca il presupposto dell’occupazione permanente (ris. n. 232/E del 9 agosto 1995)
•le superfici coperte da strutture stabili facenti corpo con i locali all’interno di laboratori artigianali, in quanto non possono ritenersi produttive di rifiuti (ris. n. 141/E del 25 agosto 1999)
•i locali adibiti alla sola pratica sportiva utilizzati da praticanti e i locali adibiti a sauna; sono invece tassabili i locali immediatamente adiacenti alla sauna e quelli nei quali si svolge attività di massaggio (ris. n. 5/3398 del 24 gennaio 1994)
•le superfici di lavorazione industriale, intesa come quella parte dell’immobile in cui insiste l’opificio vero e proprio (Cass., n. 12749 del 2 settembre 2002)
•le superfici sulle quali si formano occasionalmente ordinari rifiuti urbani, purché sia comunque prevalente la formazione di rifiuti speciali (Cass., n. 12752 del 2 settembre 2002)
FATTISPECIE DI RIDUZIONE OBBLIGATORIA
CASI IN CUI ÈPREVISTA UNA RIDUZIONE MINIMA DEL TRIBUTO DEL 60 %
(ART. 59 DEL D.LGS. 507/93):
•zone in cui la raccolta non è effettuata in regime di privativa
•quando il servizio di raccolta è istituito ed attivato, ma non viene svolto
•quando il servizio di raccolta è svolto con grave violazione delle disposizioni regolamentari circa le distanze e le capacità dei contenitori e/o circa la frequenza della raccolta (comma 4)
•quando, nelle zone esterne al centro abitato, lo svolgimento del normale servizio è limitato a determinati periodi stagionali (in tal caso, il tributo deve essere proporzionato al periodo di svolgimento del servizio)
•quando vi sia un’interruzione del servizio di raccolta per motivi sindacali o per impedimenti organizzativi imprevedibili che si protrae nel tempo determinando un danno o un pericolo di danno alle persone o all’ambiente riconosciuto dagli organi competenti, per il quale l’utente può provvedere a proprie spese al conferimento con diritto di rivalsa, tramite apposita domanda opportunamente documentata, di una quota della “tassa”corrispondente al periodo di effettiva interruzione del servizio
FATTISPECIE DI RIDUZIONE FACOLTATIVA,dovute soltanto se previste nel Regolamento comunale(ART. 66 DEL D.LGS. 507/93):
A.RIDUZIONE NON SUPERIORE AD 1/3:
B.RIDUZIONE NON SUPERIORE AL 30 %,per gli agricoltori, occupanti la parte abitativa della costruzione rurale.—le abitazioni con un unico occupante;—le abitazioni ad uso stagionale o adibite ad altro uso limitato e non continuo;—le abitazioni in possesso di soggetti che risiedono o dimorano all’estero per oltre sei mesi all’anno;—i locali ad uso diverso dalle abitazioni, adibiti ad uso stagionale o comunque non continuo, purchéciò risulti dalla licenza o da altra autorizzazione rilasciata dagli organi competenti;
PRIME PROVVISORIE CONCLUSIONI
•In caso di grave violazione delle disposizioni regolamentari circa le distanze e le capacitàdei contenitori e/o circa la frequenza della raccolta, il tributo èdovuto in misura ridotta non superiore al 40 % della tariffa ordinaria (importo massimo)
•Si tratta di una riduzione prevista per legge (non rimessa alla facoltàregolamentare del Comune)
•Èpossibile procedere ad una graduazione della riduzione, in ragione della gravitàdella violazione del regolamento del servizio di gestione dei rifiuti (L. Lovecchio, 2008)
•La misura degli abbattimenti, determinata nella delibera assunta in sede locale, deve crescere al crescere del disagio subito dai contribuenti e deve essere calcolata in proporzione al periodo di durata del mancato svolgimento del servizio (Circ. Min. Finanze n. 95/E del 1994)
•I regolamentiche prevedono misure percentuali di abbattimento identiche per qualsiasi tipologia di disservizio non risultano conformi alle prescrizioni di legge (L. Lovecchio, 2008)
IL REGOLAMENTO PER L’APPLICAZIONE DELLA TARSU DEL COMUNE DI NAPOLI
Determinazione della tassa in relazione allo svolgimento del servizio
Nel caso in cui il servizio, sebbene istituito ed attivato, non venga svolto o venga svolto in grave violazione di quanto stabilito nel Regolamento del Servizio di Nettezza Urbana (in merito alla distanza, capacità dei contenitori ed alla frequenza della raccolta), la tassa è dovuta nella misura pari al 40 % della tariffa
Si configura grave violazione delle disposizioni regolamentari:
a)il mancato rispetto del limite massimo di distanza dei contenitori di oltre il 25 %;
b)il mancato rispetto del limite massimo della capacità dei contenitori di oltre il 25 %;
c)il mancato rispetto della frequenza della raccolta, ove comporti l’impossibilità per gli utenti di usufruire dei contenitori per esaurimento della loro capacità ricettiva.
Tali circostanze devono essere portate a conoscenza, mediante diffida, al Gestore del servizio e al competente Servizio Tributario
Ove, entro 30 giorni dalla diffida, non si provveda ad eliminare il disservizio, la tassa sarà applicata nella misura ridotta del 40 % per il periodo decorrente dalla notifica della diffida alla data di eliminazione del disservizio
•Per ottenere una riduzione maggiore (rispetto a quella minima del 60 % prevista dall’art. 59 del d.lgs. 507/93) dell’importo del tributo, non è necessario ricorrere al Giudice amministrativo (T.A.R.)
La Commissione tributaria , avvalendosi dell’istituto previsto dall’art. 7 del oggetto di del 9/10/2003, commento di d.lgs. 546/92 (Disciplina del contezioso tributario), può disapplicare (nei limiti del caso giudizio) il regolamento comunale ritenuto illegittimo (Cass. SS.UU., n. 16428 del 26/07/2007) ed operare una sensibile riduzione della TARSU (v. anche, a questo proposito, CTP Lecce, sentt. n. 201‐202‐203 M. Villani)
CONSEGUENZE GIURIDICHE DEL MANCATO ESPLETAMENTO DEL SERVIZIO
–Ris. del Ministero delle Finanze n. 4/3716 del 18‐03‐1981;
–Ris. del Ministero delle Finanze n. 8/1364 del 26‐10‐1989;
–Circ. del Ministero delle Finanze n. 95/E del 22‐06‐1994.
CONSEGUENZE GIURIDICHE DEL MANCATO ESPLETAMENTO DEL SERVIZIO.
Oltre all'istituzione formale del servizio, è necessaria l’effettiva esistenza o attivazione del medesimo nella zona in cui risiede od opera l’utente, in modo che questo sia nella concreta possibilità di usufruirne (R.M. Finanze n. 1364 del 1989, che ribadisce quanto già chiarito da R.M. Finanze n. 4/3716 del 18 marzo 1981 ). LA TASSA NON ÈAPPLICABILE SIA NEI CASI DI MANCATA ATTIVAZIONE CHE IN QUELLI DI INESISTENZA DEL SERVIZIO(mancanza di contenitori o loro collocazione ad una distanza non utile o nettamente disagevole, nonché asporto di rifiuti inesistente o effettuato con mezzi inidonei rispetto alla particolarità dei rifiuti, oppure svolto in maniera saltuaria o eccessivamente distanziata nel tempo)
CONSEGUENZE GIURIDICHE DEL MANCATO ESPLETAMENTO DEL SERVIZIO Necessità di disciplinare con apposito regolamento di nettezza urbana l’ambito e le modalità di svolgimento del servizio, in quanto rilevanti ai fini dell’applicazione della tassa, che per sua natura non può prescindere dalle condizioni minime di sussistenza e di adeguatezza del servizio, secondo i criteri affermati dalla consolidata giurisprudenza la quale, per la legittimità della pretesa fiscale esige modalità di svolgimento del servizio tali che l’utente possa agevolmente avvalersene (Circ.Min. Finanze n. 95 del 22/06/1994).
Necessità di adeguare in tal senso I REGOLAMENTI DI NETTEZZA URBANA
Cass., V Sez. dare prova delle condizioni per usufruire della riduzione della tassa di cui all’art. 59 d.lgs. 507 del 1993 Cass., Civ., n. 6312 del 23-03-2005
Massima:Per il pagamento della TARSU èpresupposto necessario che il contribuente abbia la concreta possibilitàdi utilizzare il servizio. A tal fine, l’inclusione dell’immobile nell’area comunale per la quale è stato previsto il servizio non è di per sé il presupposto, essendo tuttavia ONERE DEL CONTRIBUENTE
CONSEGUENZE GIURIDICHE DEL MANCATO ESPLETAMENTO DEL SERVIZIOCTR Sentenza n. 9 del 27-04-2006Massima:ÈONERE DEL CONTRIBUENTE provare la sussistenza di disservizi nel servizio di raccolta rifiuti, ai fini del suo diritto alla riduzione della TARSUCTR Toscana, Sezione XVIII TARSU
LE MODALITÀPER IL RICONOSCIMENTO DELLA RIDUZIONE
ISTANZA DI RIDUZIONE con DIFFIDA (notificata al Gestore del Servizio pubblico o all’Ufficio Tributi del Comune)ISTANZA
DINIEGO DI RIDUZIONE
AVVISO BONARIO DI PAGAMENTO
GESTIONE INTEGRATA AVVISI (G.I.A.)
GESTIONE Entro 60 gg.
Autonomamente impugnabile innanzi alle Commissioni tributarie (Cass. N. 21045 dell’8 ottobre 2007)
CORTE DI CASSAZIONESez. trib., n. 21045 dell’8 ottobre 2007
•Impugnabilità dell’avviso bonario di pagamento
•L’elencazione tassativa degli atti impugnabili innanzi al giudice tributario (contenuta nell’art. 19 del d.lgs. 546/92) non esclude la facoltà del contribuente di impugnare davanti al medesimo giudice anche atti diversi da quelli contenuti in detto elenco, anche se la mancata impugnazione di un atto non espressamente indicato nell’art. 19 non determina la non impugnabilità(cristallizzazione) di quella pretesa che va successivamente reiterata in uno degli atti tipici in esso previsti
CORTE DI CASSAZIONE SS.UU., n. 16293 del 24 luglio 2007
PER L’IMPUGNABILITÀÈDECISIVA LA SOSTANZA DELL’ATTO:
Sono impugnabili tutti quegli atti che, al di là del nome, contengono una pretesa che incide sulla posizione patrimoniale del debitore, “con cui l’amministrazione comunale comunica al contribuente una pretesa tributaria ormai definita”
NOTIFICA DI CARTELLA DI PAGAMENTO
SILENZIO‐RIFIUTO
RICORSO ALLA CTPCTP
RIMBORSO DELLA TARSU VERSATA E NON DOVUTARIMBORSO DEI TRIBUTI LOCALI(art. 1, comma 164, della L. 296/2006, Finanziaria 2007)
•Il rimborso deve essere richiesto dal contribuente entro il termine di 5anni dal giorno del versamento, oppure da quello in cui è stato accertato il diritto alla restituzione
•Il Comune provvede a restituire l’importo indebitamente versato entro 180 giorni dalla data di presentazione dell’istanza di rimborso
Entro 90 gg. dalla notificazione della sentenza di accoglimento del ricorso
RICORSO CONTRO IL PROVVEDIMENTO DI DINIEGO (ESPLICITO O TACITO) DELL’ISTANZA DI RIMBORSO (art. 19, comma 1, lett. g), del d.lgs. 546/1992) OMESSO ADEMPIMENTO DELL’OBBLIGO DI RIMBORSO(artt. 37 e 38 del d.p.r. 602/1973)
•L’A.F. è obbligata ad eseguire il rimborso solo quando la sentenza è diventata definitiva
•Il contribuente che disponga di sentenza non ancora definitiva può presentare istanza di restituzione (art. 21, co. 2, del d.lgs. 546/1992)
PASSAGGIO IN GIUDICATO DELLA SENTENZA DI CONDANNA DELL’A.F. AL RIMBORSOESPROPRIAZIONE FORZATA ORDINARIAESPROPRIAZIONE ORDINARIAGIUDIZIO DI OTTEMPERANZA(art. 70 d.lgs. 546/1992)
GIUDIZIO Esperibili anche in concorrenza
SOSPENSIONE DELL’ESECUZIONE DELL’ATTO IMPUGNATO(art. 47 del d.lgs. 546/92)
•Con istanza motivata contenuta nel ricorso alla CTP
•Con istanza motivata contenuta in atto separato (notificato alle altre parti e depositato in cancelleria)
•Ove si configuri la possibilitàche dall’esecuzione dell’atto impugnato possa derivare al contribuente “un danno grave e irreparabile”
L’ISTANZA DEVE ESSERE MOTIVATA:
La parte deve rendere espliciti i presupposti del fumus boni iuris (richiamando i vizi di legittimità dedotti in sede di motivi del ricorso)e del periculum in mora(la gravità del danno da valutare avendo riguardo alle condizioni soggettive del contribuente, nonché operando una comparazione tra i contrapposti interessi in gioco;irreparabilità del danno da apprezzare e misurare assumendo come parametro di riferimento soprattutto l’eventualità che l’esecuzione della prestazione sia suscettibile di comportare il sacrificio definitivo di esigenze primarie del ricorrente, per es. i diritti fondamentali della persona e/o dei suoi familiari)
RATEIZZAZIONE DELLE SOMME DOVUTE PER DEBITI TRIBUTARI FINO A 6 ANNI ex Finanziaria 2008 e decreto “milleproroghe”(Bilancio di previsione del Comune di Napoli 2008)
ICI, TASSA/TARIFFA SUI RIFIUTI, TASSA/CANONE PER OCCUPAZIONE SUOLO E SANZIONI AMMINISTRATIVE PER SOMME GIÀISCRITTE A RUOLOLA SCELTA DEL PAGAMENTO RATEALE BLOCCA LE AZIONI MESSE IN ATTO DA EQUITALIA, SIA DI IPOTECA, SIA DI
TASSA PER LA RACCOLTA ED IL TRASPORTO DEI RSU INTERNI (artt. 268‐271, del r.d. 1175/31, T.U.F.L.)Le modifiche (sostituzione dell’intera Sezione II, Capo XVIII, del T.U.F.L.) apportate dall’art. 21 del d.p.r. 915/82 (attuativo di tre direttive CEE sui rifiuti)TASSA PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI (TARSU)(artt. 58‐80, d.lgs. 507/93)TARIFFA DI IGIENE AMBIENTALE (TIA)(d.lgs. 22/97)NUOVA TARIFFA PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI(d.lgs. 152/2006, T.U.A.)
TARSU natura tributaria
un tributo di natura ibrida
È una via di mezzo tra l’entrata tributaria e quella patrimoniale (C.M. n. 11/E del 21 maggio 1999), per cui sarebbe opportuna un’opera di revisione o almeno di chiarificazione da parte del legislatore RILEVANZA DEL PROBLEMA DELLA NATURA DELLA TARIFFA
1.individuazione dell’atto impugnabile (fattura o avviso bonario di pagamento + cartella di pagamento?) 2.assoggettabilitàad IVA della tariffa
3.individuazione del giudice competente (G.O. o Commissioni tributarie?)
CORTE DI CASSAZIONESS.UU. n. 3274 del 15 febbraio 2006TARIFFA=semplice corrispettivo ovvero entrata parafiscaleTAR PUGLIA-LECCESentenza n. 492 del 19 febbraio 2007
1.La giurisdizione del G.A. in materia di tariffa può ritenersi sussistente solo in sede di scrutinio degli atti generali istitutivi o modificativi del tributo
2.Esula dalla giurisdizione del G.A. una controversia che involge il pagamento della tariffa, rientrando invece tale controversia nella giurisdizione del G.O.
AGENZIA DELLE ENTRATE Risoluzione n. 25 del 5 febbraio 2003“le restanti entrate …e la tariffa d’igiene ambientale (TIA) non hanno natura tributaria; quest’ultima, in particolare, come si rileva dall’art. 49 del d.lgs. 22 del 1997, si configura alla stregua di un «corrispettivo»nel presupposto che l’espletamento del servizio avvenga secondo regole di diritto comune”La sostituzione della TARSU con una TARIFFA, ex art. 49 del d.lgs. 22/97, denota in modo significativo la volontà del legislatore di operare una trasformazione della natura giuridica del tributo in un prelievo che avesse la connotazione privatistica di corrispettivo
«DETRIBUTARIZZAZIONE »O «PRIVATIZZAZIONE»DELLE ENTRATE PUBBLICHE LOCALI
•Trasformazione del «CANONE MERLI»nella TARIFFA DI CUI ALLA LEGGE GALLI N. 36/1994
•La sostituzione facoltativa dell’IMPOSTA DI PUBBLICITÀ con il «CANONE PER L’INSTALLAZIONE DEI MEZZI PUBBLICITARI»(CIMP) ex art. 62 del d.lgs. 446/97 in materia di installazione dei mezzi pubblicitari
•Il passaggio facoltativo dalla TOSAP al «CANONE PER L’OCCUPAZIONE DI SPAZI ED AREE PUBBLICHE»(COSAP) ex art. 63 del d.lgs. N. 446/97 in tema di occupazione di spazi ed aree pubbliche
CORTE DI CASSAZIONE SS.UU. n. 4895 dell’8 marzo 2006
•Manifesta infondatezza dell’eccezione di illegittimità costituzionale dell’art. 2, co. 2, del d.lgs. 546/92, nel testo modificato dall’art. 3‐bis, co. 1, del d.l. 203/2005, introdotto dalla legge di conversione n. 248/2005, che riconduce alla giurisdizione tributaria le controversie relative al canone per lo smaltimento dei rifiuti urbani
•La TIA, in quanto sostitutiva di un’entrata, la TARSU, di natura tributaria, ne possiede anch’essa i caratteri
CORTE DI CASSAZIONE Sez. trib., n. 17526 del 9 agosto 2007
•La TARIFFA RIFIUTI ha natura pubblicistica, costituendo, in senso tecnico, il corrispettivo di una prestazione non liberamente richiesta, bensì imposta (dunque sostanzialmente tributaria)
•L’atto attraverso il quale viene richiesto il pagamento della somma dovuta a titolo di TIA ha natura intrinseca di atto amministrativo e deve possedere i requisiti di validità che discendono da simile qualificazione giuridica
•Parallelismo con i CONTRIBUTI CONSORTILI (per lo stretto collegamento tra il vantaggio –potenziale o concreto –ricevuto dal singolo e la specifica attività svolta dal gestore del servizio e per il nesso di causalità tra i pagamenti richiesti e l’espletamento del servizio stesso)
LE IMPLICAZIONI DELLA PRONUNCIA
•Le ordinarie fatture della TIA non rispettano i requisiti minimi dei provvedimenti amministrativi (fonte della richiesta, gli elementi di fatto e di diritto che la giustificano, anche sotto il profilo quantitativo); al piùpotranno rappresentare una sorta di avviso bonario
•Nelle fatture della TIA dovranno essere indicati la superficie degli immobili occupati o condotti, la categoria tariffaria applicata in funzione dell’attività in essi svolta, l’ammontare della tariffa e la delibera comunale con cui è stata determinata, il conteggio dettagliato degli importi dovuti, sia per la parte fissa, sia per la parte variabile della tariffa, per consentire, da parte dell’utente, l’esercizio del diritto di difesa
•Non assoggettabilità ad IVA della TIA
•Per la riscossione dell’entrata si può agevolmente utilizzare lo strumento della cartella di pagamento ( ancorché preceduta da avviso bonario, secondo il collaudato schema della TARSU)
AGENZIA DELLE ENTRATE Risoluzione n. 250 del 17 giugno 2008
•Conferma del parere espresso nella ris. 25/2003
•La TIA va considerata alla stregua di un corrispettivo per il servizio di gestione dei RSU
•La TIA deve essere assoggettata all’IVA con applicazione dell’aliquota agevolata del 10 % prevista dal n. 127‐sexiesdeciesdella tab. A, parte III, allegata al d.p.r. 633/1972
•L’istanza di rimborso dell’IVA applicata sulla TIA per le annualità pregresse è preclusa all’utente finale del servizio, estraneo al rapporto tributario, e quindi privo della legittimazione attiva a chiederne l’eventuale rimborso e ad instaurare, in caso di rifiuto espresso o tacito, il giudizio relativo alla debenza del cespite innanzi al giudice tributario
UN PUNTO D’ACCORDO TRA DOTTRINA E GIURISPRUDENZAI costi relativi allo spazzamento rientrano nell’ambito dei parametri ai quali correlare la tariffa.
Ciò sposta l’ago della bilancia verso LA NATURA TRIBUTARIA DELLA TIA
CTP DI CASERTA
Sentenza n. 44/14/08 del 26 gennaio 2008
UNA PRONUNCIACONTRADDITTORIAE, OSEREI DIRE, STRAVAGANTE
•Il Comune non è responsabile per i disagi e i danni causati dall’emergenza rifiuti
•L’inadempimentodovuto alla mancata raccolta non èimputabile all’amministrazione, che anzi sarebbe “vittima del disastro come lo sono i cittadini”AMPLIAMENTO DELL’INCERTEZZA CIRCA I POSSIBILI ESITI DI RICORSI VOLTI AD OTTENERE LA RIDUZIONE O IL RIMBORSO DEL TRIBUTO
CTP DI CASERTASentenza n. 44/14/08 del 26 gennaio 2008
Le controversie relative allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani rientrano nella giurisdizione delle Commissioni tributarie; le SS.UU. della Cassazione (sent. n. 16293 del 24 luglio 2007) “hanno eliminato ogni dubbio sulla natura tributaria del prelievo. Ciò chiaramente comporta il venir meno dell’applicazione dell’IVA in relazione alle richieste di pagamento della TIA”
•“Una volta chiuse le discariche e assoggettate queste ultime a vari provvedimenti di sequestro e dissequestro da parte dell'autorità giudiziaria, commissariale, presidenziale (Provincia e Regioni), l’inadempimento non è imputabile per comportamento colposo o negligente da parte di chi deve provvedere alla raccolta per strada, ma il disservizio è dipeso, e, quindi, imputabile, solo ed unicamente per chiusura di tutti glisversato i e dell'inesistenza di provvisori centri di raccolta urbani, all'uopo designati e concertati dall'autorità competenti e per la loro mancata istituzione provvisoria (dell'emergenza), stante la chiusura dei centri raccolta stabiliti ed individuati dalla legge, o dal commissario dell’emergenza. Di qui la carenza dell’imputabilità dell’inadempimento”
PRONUNCIA CONTRADDITTORIA
Sostiene la “natura tributaria del prelievo”e poi parla di “inadempimento”, come se esistesse un nesso di corrispettività col servizio
PRONUNCIA STRAVAGANTE
L’avviso di pagamento impugnato dai ricorrenti è relativo alla TARSU (Caserta applica ancora la TARSU e non la TIA), mentre la Commissione tributaria disquisisce sulla natura giuridica della TIA.
ESCLUSIONE DAI PUBBLICI CONCORSI | CRISI AMBIENTALE IN CAMPANIA