Source: https://serinf.it/blog-single/fatturazione-elettronica-2019-normativa
Timestamp: 2019-02-23 08:52:11+00:00
Document Index: 180969075

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 21', 'art. 38', 'art. 34', 'art. 1', 'art. 21', 'art.21', '§ 1']

Con la Finanziaria 2018, Legge 205/2017 che aggiorna la Legge 127/2015 sulla Trasmissione telematica delle operazioni iva, sono state introdotte numerose novità riguardanti la fatturazione elettronica, in particolare tali novità riguardano l’obbligo della Fatturazione Elettronica:
dal 01.07.2018 per i subappaltatori della Pubblica Amministrazione;
dal 01.07.2018 per cessione carburanti (posticipato al 01.01.2019 dal D.L. 79 del 28 giugno 2018);
dal 01.01.2019 per tutti i soggetti passivi IVA.
Tali novità sono state successivamente approfondite con:
il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 89757 del 30 aprile 2018;
la Circolare n. 13/E del 2 luglio 2018;
guida alla fatturazione elettronica e ai servizi gratuiti AdE Settembre 2018.
che ad oggi rappresentano gli unici documenti ufficiali esplicativi della nuova normativa.
Le regole che non cambiano
Obblighi di fatturazione elettronica attualmente previsti verso la Pubblica Amministrazione (art. 1 co. 209 della L. 244/2007) non sono cambiati.
Si applicano le regole oggi vigenti anche in ordine all’invio e alla ricezione ed emissione del documento elettronico.
L’Italia è il primo paese europeo a partire con la fatturazione elettronica, infatti il Consiglio dell’Unione europea (Decisione del 16.04.2018 n. 2018/593) ha autorizzato in deroga lo Stato italiano ad introdurre l’obbligo di emissione e di accettazione delle fatture in formato elettronico dal 01.07.2017 fino al 31.12.2021.
Decorrenza della fatturazione elettronica obbligatoria
Dal 1 luglio 2018 subappaltatori e subcontraenti
Devono essere certificate con fattura elettronica le prestazioni rese da soggetti subappaltatori e subcontraenti di un appalto con una Pubblica Amministrazione.
La Circ. Agenzia delle Entrate 30.04.2018 n. 8 ha circoscritto l’ambito di immediata applicazione e ha precisato che la norma in commento si applicherà “per i soli rapporti (appalti e/o altri contratti) «diretti» tra il soggetto titolare del contratto e la P.A., nonché tra il primo e coloro di cui egli si avvale, con esclusione degli ulteriori passaggi successivi”.
Quindi nel caso questi ultimi si avvalgano di soggetti terzi, nei passaggi successivi si potrà continuare a fatturare in modalità cartacea.
L’art. 1 co. 917 lett. b) della L. 206/2017 prevede l’indicazione obbligatoria sulla fattura elettronica, rispettivamente, del:
Codice Unitario Progetto (CUP).
Dal 1 luglio 2018 cessione di carburanti
Dal 1 luglio è partita la fatturazione elettronica per le cessioni di benzina o gasolio destinati a essere usati come carburanti per motori, con la conseguente abolizione della scheda carburanti.
E’ stata prorogato al 1 gennaio 2019 dal D.L. 79 del 28 giugno 2018 la sola “cessione di carburante per autotrazione presso gli impianti stradali di distribuzione”.
Chiarimenti CM 8/2018:
Solo «per autotrazione»: esclusi per altri tipi di motori (gruppi elettrogeni) o riscaldamento.
Solo per benzina e gasolio: esclusi GPL e Metano (CM pag. 5).
Dati da indicare SOLO quelli previsti dalla normativa Iva di cui all’art. 21 DPR 633/72, quindi: nessuno obbligo di indicazione della targa (facoltativo);
Sono state introdotte alcune regole sulla tracciabilità dei pagamenti dei carburanti:
detrazione IVA e deduzione costo solo se «operazione provata con pagamento elettronico. Quindi di fatto viene escluso il pagamento in contanti.
Il pagamento “tracciabile” è richiesto:
a prescindere dal veicolo di riferimento (ivi inclusi le autovetture, gli autocarri, i trattori stradali, i motoveicoli);
a prescindere che siano in uso esclusivo o promiscuo;
a prescindere dal soggetto passivo che vi procede (professionista, autotrasportatore, agente).
Resta fermo il rispetto degli ulteriori requisiti, fissati dal TUIR di Inerenza, Competenza, Congruità del costo.
Dal 1 settembre 2018 tax free shopping
Estensione della fattura elettronica per il cosiddetto “tax free shopping” ovvero per le cessioni nei confronti di “privati” extra-UE, ai quali spetta il rimborso dell’IVA per gli acquisti superiori ad euro 154,94 e destinati ad uso privato (ex art. 38-quater del DPR 633/72).
Dal 1 gennaio 2019 Business to Business e Business to Consumer
Parte obbligo di fatturazione elettronica per «…cessioni di beni e prestazioni di servizi tra soggetti residenti o identificati nel territorio dello Stato…» (Art. 1 comma 3 D.Lgs. 127/2015 trasmissione telematica delle operazioni Iva). Ovvero:
B2B fatture e relative note di variazione tra soggetti passivi IVA (chiunque è titolare di partita Iva);
B2C fattura verso privati: la norma parla genericamente di «soggetti residenti» e non di «soggetti passivi Iva».
Esclusioni: i soggetti in regime di vantaggio «minimi» (Art. 27 c.1 e 2 DL 98/2011), i soggetti in regime forfetario (Art. 1 comma 54-89 L190/2014) e i “piccoli produttori agricoli” (di cui all’art. 34, comma 6, del Dpr n. 633/1972).
Tali soggetti sono comunque tenuti ad emettere fatture in formato elettronico per le operazioni nei confronti della Pubblica Amministrazione (art. 1 co. 209 della L. 244/2007).
Fattura elettronica: definizione e contenuto
Per “fattura elettronica” (come specificato nel Provvedimento 30.4.2018, completo delle specifiche tecniche contenute nell’Allegato A, l’Agenzia delle Entrate)
La fattura elettronica deve contenere le informazioni stabilite dalla normativa IVA, in particolare dall’art. 21 del DPR 633/72 o dall’art.21-bis del DPR 633/72 (Provv. 89757/2018, § 1.2).
A differenza della fattura elettronica PA, per le fatture elettroniche B2B e B2C l’apposizione della firma elettronica non è obbligatoria.
Solo in caso di fattura elettronica firmata digitalmente SdI effettuerà i controlli di validità del certificato di firma che, nel caso non risulti idoneo, comporterà lo scarto del file.
Affinché il soggetto trasmittente possa interagire con SdI, è necessario il suo accreditamento presso il sistema e la definizione del canale di trasmissione delle proprie fatture. Il trasmittente può scegliere/attivare uno o più canali di trasmissione, tra i seguenti 2 canali:
1. Servizio SdICoop
2. Servizio SdIFtp
Il “Servizio SdIFtp” è rappresentato da un sistema di trasmissione dati tra terminali remoti basato su protocollo FTP. Otre alla sottoscrizione dell’accordo di servizio sarà necessario dotarsi di un server FTP esposto su Internet.
N.B. Per questi due canali Sdi fornirà il codice identificativo.
In alternativa a questi canali si può utilizzare:
Registrando la propria Pec nella sezione «Fatture e Corrispettivi» della propria posizione sul sito dell’Agenzia delle Entrate. In caso di utilizzo dalla Posta Elettronica Certificata il file contenente una o più fatture va inviato come allegato del messaggio di PEC. SdI utilizza più indirizzi PEC tramite i quali ricevere i file, dopo il primo invio SdI assegna un indirizzo PEC da utilizzare per tutti gli invii successivi.
Servizi gratuiti dell’Agenzia delle Entrate
L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione gratuitamente 3 tipi di programmi per predisporre le fatture elettroniche: una procedura web, un software scaricabile e un app per tablet e smartphone.
Tali procedure sono rivolte soprattutto agli operatori che emettono un numero contenuto di fatture e sono soliti predisporle con gli usuali programmi di videoscrittura ovvero su carta.
Al fine di semplificare e automatizzare il processo di fatturazione elettronica, l’Agenzia delle Entrate ha attivato i seguenti servizi:
una procedura web, un software per PC ed un App, per la predisposizione e trasmissione al SdI della fattura elettronica, (accessibile mediante credenziali Fisconline /Entratel);
servizio web attraverso cui è possibile la creazione di un QR-code (Quick Response code, codice a barre bidimensionale), per l’acquisizione automatica delle informazioni anagrafiche IVA del cessionario /committente e del relativo “indirizzo telematico”;
su richiesta un servizio di conservazione delle fatture elettroniche emesse e ricevute.
L’articolo 1, comma 909, lett. a), n. 8, della Legge di Bilancio 2018 ha disposto che le fatture e gli altri documenti trasmessi tramite il SdI si debbano intendere conservati ai sensi del CAD – Codice dell’Amministrazione Digitale. La conservazione elettronica, non è la semplice memorizzazione su PC del file della fattura.
Ovvero, i documenti informatici devono essere conservati in modo tale che siano:
oltre alle disposizioni del codice dell’amministrazione digitale;
rispettate le norme del codice civile;
consentite le funzioni di ricerca e di estrazione delle informazioni dagli archivi informatici.
Il procedimento di conservazione elettronica si conclude con l’apposizione di un riferimento temporale sul pacchetto di archiviazione, opponibile a terzi ed in modo da rendere il file integro ed autentico.
Al fine di adempiere agli obblighi cedenti/prestatori e cessionari/committenti possono utilizzare il servizio gratuito messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, aderendo preventivamente all’accordo di servizio pubblicato nell’area riservata del sito web dell’Agenzia dell’Entrate.
A differenza degli altri servizi disponibili sul mercato da parte di conservatori accreditati Agid, tale funzionalità è limitata alla sola fattura e non permette quindi la conservazione a norma di altri documenti che l’operatore economico dovesse conservare per motivi fiscali o civilistici. Inoltre la mancanza di funzionalità massive o personalizzabili e per la totale assenza di integrazione con i sistemi gestionali delle imprese, la rende difficilmente utilizzabile da imprese con grandi volumi di fatturazione.
E’ consentita l’adesione e l’utilizzo del servizio anche da parte di intermediari appositamente incaricati.
Per saperne ancora di più è disponibilie il link dell’Agenzia delle Entrate, all’area tematica dedicata alla Fatturazione Elettronica:
D.L. n. 79 del 28 giugno 2018; L. n. 205 del 2017; D.L. n. 50 del 2017; D.L. n. 193 del 2016; Circolare n. 1/DF Ministro Economia e Finanze 9.3.2015; DM 17.6.2014; D.L. n. 66 del 2014; Circolare Ministro Economia e Finanze e Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 1 del 31.3.2014; DM n. 55 del 3.4.2013; Direttiva 2010/45/UE; DM 7.3.2008; Direttiva 2006/112/CE; Direttiva 2001/115/CE; Raccomandazione della Commissione Europea del 19 ottobre 1994 – 1994/820/CE; D.P.R. 633/72.
C.M. n. 13/E del 2.7.2018; Determinazione Agenzia delle Dogane n. 54088 del 22 maggio 2018; Nota Agenzia delle Dogane n. 54505/2018 del 22 maggio 2018; Provv. 30.4.18 n. 89757; C.M. n. 8/E del 30.04.2018; Provv. Ade 73203 del 4.4.2018; C.M. n. 18/E del 2014; C.M. n. 12/E del 2013; C.M. n. 36/E del 2006; C.M. n. 45/E del 2005; Provvedimento del 9.12.2004; R.M. n. 126/E del 1998; C.M. n. 134/E del 1994.