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Timestamp: 2018-11-19 13:16:55+00:00
Document Index: 143500845

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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 6 ottobre 2014, n. 21025. Nel giudizio avente ad oggetto il risarcimento del danno da attività medico - chirurgica, l'attore deve provare l'esistenza del contratto (o il contatto sociale) ed allegare l'insorgenza (o l'aggravamento) della patologia e l'inadempimento qualificato del debitore, astrattamente idoneo a provocare (quale causa o concausa efficiente) il danno lamentato, rimanendo a carico del medico convenuto e/o della struttura sanitaria dimostrare che tale inadempimento non vi sia stato, ovvero che, pur essendovi stato, lo stesso non abbia avuto alcuna incidenza causale sulla produzione del danno - Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 6 ottobre 2014, n. 21025. Nel giudizio avente ad oggetto il risarcimento del danno da attività medico – chirurgica, l’attore deve provare l’esistenza del contratto (o il contatto sociale) ed allegare l’insorgenza (o l’aggravamento) della patologia e l’inadempimento qualificato del debitore, astrattamente idoneo a provocare (quale causa o concausa efficiente) il danno lamentato, rimanendo a carico del medico convenuto e/o della struttura sanitaria dimostrare che tale inadempimento non vi sia stato, ovvero che, pur essendovi stato, lo stesso non abbia avuto alcuna incidenza causale sulla produzione del danno
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sentenza 6 ottobre 2014, n. 21025
Con atto notificato nel 2000, E.M. conveniva in giudizio, innanzi al Tribunale di Livorno, sezione distaccata di Portoferraio, l’Azienda Usl n. 6 della Regione Toscana chiedendone la condanna al risarcimento dei danni.
Deduceva l’attore che in data 26 maggio 1996 aveva riportato, a seguito di una caduta, la frattura del femore destro; era stato ricoverato presso l’ospedale di Portoferraio dove era stato sottoposto ad intervento chirurgico di osteosintesi con placca a vite e scivolamento; perdurando i dolori alla gamba, si era poi sottoposto ad ulteriori accertamenti ed aveva rilevato che, mentre la situazione pre intervento non presentava alcuno spostamento dei frammenti, la situazione post operatoria evidenziava, invece, un vistoso e grave spostamento della zona di frattura, determinato dall’invasività della vite e dalla forza di coartazione che essa sviluppava; si era sottoposto a nuovi controlli nei mesi successivi da cui era stato evidenziato lo “spostamento della frattura”.
Avverso la sentenza della Corte di merito l’E. ha proposto ricorso per cassazione, illustrato da memoria, sulla base di due motivi. Ha resistito con controricorso l’Azienda USL n. 6 della Regione Toscana.
1. Con il primo motivo si lamenta “violazione e falsa applicazione di norme di diritto ai sensi dell’art. 360 c.p.c. n. 3 in relazione agli artt. 1176, 2236, 1228, 2697 c.c.”.
Il ricorrente censura la sentenza impugnata nella parte in cui ha ritenuto che l’onere di provare l’aggravamento della frattura rispetto alla causa naturale (caduta), “nel senso che la frattura del femore da composta prima dell’intervento era divenuta frattura scomposta del femore dopo ed in conseguenza dell’intervento”; non era stato da lui assolto pur essendo tale onere posto a suo carico.
2. Con il secondo motivo rubricato “errata, insufficiente e contraddittoria motivazione ai sensi dell’art 360 c.p.c. n. 5 in relazione agli artt. 115, 116 196 e 231 c.p.c. (per contraddittorietà della consulenza tecnica, ingiusto diniego della rinnovazione della consulenza tecnica, illegittima integrazione del parere del ct.)”, l’E. sostiene che la Corte di merito avrebbe “omesso di motivare come la pluiriframmentazione della testa del femore e l’accorciamento dell’arto fossero preesistenti all’intervento chirurgico, facendo propria l’uguale omissione compiuta dal CTU e rifiutandosi di dare ingresso ad un nuovo accertamento peritale, così affermando immotivatamente che nella fattispecie non sussistevano difetti di tecnica operatoria chirurgica”.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2014-10-10T11:51:20+00:0010 ottobre 2014|Cassazione civile 2014, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti