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Timestamp: 2017-04-28 08:37:45+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 8', 'art. 11', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 12', 'art. 28', 'art. 36', 'art. 12', 'art. 4', 'art. 14', 'art. 22', 'art. 4', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 29', 'art. 11']

Franca Patti
1 UNIVERSITÀ TELEMATICA PEGASO Regolamento Didattico di Ateneo2 Indice TITOLO I - OFFERTA FORMATIVA DELL ATENEO 4 Art. 1 Autonomia didattica e regolamento didattico di Ateneo 5 Art. 2 Strutture didattiche 5 Art. 3 Corsi e titoli di studio 5 Art. 4 Strutture didattiche telematiche 6 Art. 5 Classi di studio 9 Art. 6 Corsi di Laurea 9 Art. 7 Corso di Laurea Magistrale 10 Art. 8 Corsi di specializzazione 10 Art. 9 Corsi di dottorato di ricerca 10 Art. 10 Corsi di Master di l e 2 livello 11 Art. 11 Attività didattiche integrative 11 TITOLO II - REGOLAMENTI DIDATTICI 12 Art. 12 Regolamento e ordinamento didattico del corso di studio 12 Art. 13 Master universitari 13 Art. 14 Dottorato di ricerca 14 Art. 15 Oggetto della ricerca 14 TITOLO III - ORGANIZZAZIONE DELLE ATTIVITA DIDATTICHE 14 Art. 16 Attività didattiche 14 Art. 17 La certificazione del materiale didattico 14 Art. 18 Doveri dei docenti 15 Art. 19 Doveri dei tutor 15 Art. 20 Tipologie ed articolazione degli insegnamenti 16 Art. 21 Programmazione e coordinamento della didattica 17 Art. 22 Modalità erogative e Calendario delle lezioni 17 Art. 23 Calendario delle valutazioni di profitto 17 Art. 24 Crediti formativi universitari 18 Art. 25 Ulteriori attività formative 19 Art. 26 Esami e verifiche del profitto 19 Art. 27 Esami finali per il conseguimento dei titoli di studio 20 Art. 28 Commissioni per il conseguimento del titolo di studio 21 Art. 29 Osservatorio di Ateneo sulla didattica 21 pag. 2 di 313 Art. 30 Commissione paritetica per la didattica 22 Art. 31 Carta dei servizi 22 TITOLO IV - DIRITTI E DOVERI DEGLI STUDENTI 22 Art. 32 Manifesto degli studi 22 Art. 33 Contratto con lo studente 22 Art. 34 Tutela dei diritti degli studenti 23 Art. 35 Tutela della privacy 23 Art. 36 Flessibilità di fruizione 23 Art. 37 Studente a impegno pieno 23 Art. 38 Studenti a impegno parziale 24 Art. 39 Modalità di iscrizione ai corsi di studio 25 Art. 40 Corsi singoli 25 Art. 41 Requisiti di ammissione ai corsi di studio e attività formative propedeutiche e integrative 26 Art. 42 Curricula 26 Art. 43 Piani di studio ufficiali e piani di studio individuali 27 Art. 44 Promozione e pubblicità dell offerta didattica 27 Art. 45 Orientamento e tutorato 28 Art. 46 Trasferimenti degli studenti ad altro corso di studio nell ambito dell Ateneo 28 Art. 47 Trasferimenti degli studenti da altri Atenei 29 Art. 48 Rinuncia agli studi 29 Art. 49 Decadenza dalla qualità di studente 29 Art. 50 Studenti fuori corso e ripetenti, sospensione degli studi 29 Art. 51 Mobilità internazionale degli studenti 30 Art. 52 Didattica internazionale 300 Art. 53 Trasferimento degli studenti presso altri Atenei 30 Art. 54 Certificazioni e Supplemento al diploma 30 TITOLO V - DISPOSIZIONI FINALI 31 Art. 55 Modifiche del regolamento didattico d Ateneo 31 Art. 56 Rinvio ad altre norme 31 Art. 57 Approvazione e modifiche al presente Regolamento 31 pag. 3 di 314 Titolo I - OFFERTA FORMATIVA DELL ATENEO L offerta formativa dell Università Pegaso fa riferimento all art. 3 del decreto 22 ottobre 2004, n. 270 recante Criteri e procedure di accreditamento dei corsi di studio a distanza delle Università statali e non statali e delle istituzioni universitarie abilitate a rilasciare titoli accademici. 1. Ai sensi del presente Regolamento si intende: a. per corsi di studio, i Corsi di Laurea, di Laurea Magistrale, di Specializzazione, come individuati nell art. 3 del Regolamento recante norme concernenti l Autonomia Didattica degli Atenei di cui al D.M. del 22 ottobre 2004, n. 270; b. per titoli di studio, la Laurea, la Laurea Magistrale, il Diploma di Specializzazione, il Dottorato di Ricerca e il Master, come individuati nell art. 3 del D.M. n. 270 del 22 ottobre 2004; c. per Decreti ministeriali, i decreti emanati ai sensi e secondo le procedure di cui all articolo 17, comma 95, della legge del 15 maggio 1997, n. 127 e successive modificazioni, e recanti la definizione delle Classi di appartenenza dei Corsi di studio, dei relativi obiettivi formativi qualificanti, delle attività formative indispensabili per conseguirli e del numero minimo di crediti per attività formativa e per ambito disciplinare; d. per classe di appartenenza dei Corsi di studio, l insieme dei Corsi di studio, comunque denominati, individuati dai Decreti ministeriali; e. per Regolamenti didattici dei Corsi di Studio, i Regolamenti di cui all articolo 11, comma 2, della legge del 19 novembre 1990, n. 341, nonché all art. 12 del Regolamento Generale sull Autonomia, come specificato dall art. 8; f. per Ordinamento Didattico di un Corso di studio, l insieme delle norme che regolano i curricula del Corso di studio, come specificato dall art. 11 del D.M. 270/04; g. per settore scientifico-disciplinari, i raggruppamenti di discipline di cui al D.M. del 23 giugno 1997, e successive modifiche; h. per ambito disciplinare, un insieme di settori scientifico-disciplinari culturalmente e professionalmente affini, definito dai decreti ministeriali; i. per credito formativo universitario, la misura del volume di lavoro di apprendimento, compreso lo studio individuale, richiesto ad uno studente in possesso di adeguata preparazione iniziale per l acquisizione di conoscenze ed abilità nelle attività formative previste dagli Ordinamenti Didattici dei Corsi di studio; j. per obiettivi formativi, l insieme di conoscenze e abilità che caratterizzano il profilo culturale e professionale al conseguimento delle quali il Corso di studio è finalizzato; k. per attività formativa, ogni attività organizzata o prevista dalle Università al fine di assicurare la formazione culturale e professionale degli studenti, con riferimento, tra l altro, ai corsi di insegnamento, ai seminari, alle esercitazioni pratiche o di laboratorio, alle attività didattiche a piccoli gruppi, al tutorato, all orientamento, ai tirocini, ai progetti, alle tesi, alle attività di studio individuale e di auto apprendimento; pag. 4 di 315 l. per curriculum, l insieme delle attività formative universitarie ed extra universitarie specificate nel Regolamento didattico del Corso di studio al fine del conseguimento del relativo titolo. Art. 1 - Autonomia didattica e regolamento didattico di Ateneo 1. Il presente regolamento didattico di Ateneo definisce e disciplina: a. gli ordinamenti didattici dei corsi di studio; b. le attività ed i servizi didattici integrativi, di orientamento, di sostegno, di aggiornamento, di perfezionamento e di formazione permanente e ricorrente; c. i principi generali che le Strutture didattiche dell Ateneo devono includere nei rispettivi regolamenti didattici; d. i criteri per il riconoscimento anche parziale, di studi compiuti presso Università straniere ed il riconoscimento dei titoli accademici conseguiti all estero. Art. 2 - Strutture didattiche 1. Le Facoltà sono le strutture didattiche primarie dell Ateneo. Ad esse afferiscono i corsi di studio istituiti presso l Ateneo. 2. Ciascuna Facoltà predispone il proprio regolamento interno. 3. L elenco delle Facoltà istituite è allegato al presente regolamento. 4. I Dipartimenti sono le strutture nelle quali si svolge la ricerca, vi aderiscono le discipline afferenti essi coadiuvano i corsi di studio nell organizzazione dell attività didattica. Art. 3 - Corsi e titoli di studio 1. L Università Pegaso utilizza le tecnologie informatiche e telematiche e adotta un architettura di sistema in grado di gestire e rendere accessibili all utente i corsi di studio a distanza, al termine dei quali sono rilasciati i titoli accademici. 2. L Università rilascia i seguenti titoli di studio: Laurea (L), Laurea Magistrale (LM), diploma di specializzazione (DS), dottorato di ricerca (DR), Master universitario (MU) di 1 e di 2 livello. I predetti titoli sono conseguiti al termine dei rispettivi corsi di studio e di dottorato. 3. L Ateneo può attivare, ai sensi delle leggi vigenti, servizi didattici propedeutici o integrativi finalizzati all aggiornamento ed al completamento della formazione universitaria. 4. I corsi di studio, di cui al comma precedente, possono essere attivati anche in collaborazione con enti pubblici e privati, ai sensi dell art. 8 della Legge n. 341/ Il conseguimento dei titoli di studio avviene secondo le modalità previste dalle leggi e dai decreti in vigore. 6. L Ateneo, sulla base di apposite convenzioni, può rilasciare i titoli di cui al presente articolo anche congiuntamente ad altri atenei italiani ed esteri. Nel caso di convenzioni con atenei esteri la durata dei corsi di studio può essere variamente determinata, fatto salvo pag. 5 di 316 quanto previsto dall art. 8 del D.M. n. 270/04 e delle eventuali disposizioni normative previste dall Unione Europea. 7. Il Senato Accademico esamina annualmente le proposte di attivazione di nuovi corsi di studio da sottoporre alla approvazione del Consiglio di Amministrazione. 8. Il Senato Accademico ha il compito di adeguare l offerta didattica dell Ateneo procedendo, previo parere del Nucleo di Valutazione, alla revisione triennale, dell elenco dei corsi di studio attivati dall Ateneo anche attraverso la verifica del conseguimento effettivo dei relativi obiettivi qualificanti. 9. L ordinamento didattico di ciascun corso di studio disciplina: a. la denominazione; b. la relativa classe di appartenenza; c. gli obiettivi formativi; d. il quadro generale delle attività formative da inserire nei curricula; e. i crediti assegnati a ciascuna attività formativa; f. la caratteristica della prova finale. Gli ordinamenti didattici relativi ai corsi di studio attivati sono allegati al presente regolamento e ne costituiscono parte integrante. 10. L ordinamento didattico di ciascun corso di studio dovrà consentire la massima flessibilità di fruizione dei corsi, permettendo sia la selezione del massimo numero di crediti annuali conseguibili, sia la diluizione di tali crediti su un ambito pluriennale. 11. Per i fini di cui al Decreto Ministeriale 17 Aprile 2003, l organizzazione didattica dei corsi di studio valorizza al massimo le potenzialità delle tecnologie informatiche ed in particolare la multimedialità, l interattività dei materiali didattici, l interattività umana, l adattività, l interoperabilità dei sottosistemi. 12. I corsi di studio prevedono un alto grado di indipendenza del percorso didattico da vincoli di presenza fisica o di orario specifico e il monitoraggio continuo del livello di apprendimento attraverso il tracciamento del percorso e attraverso frequenti momenti di valutazione e autovalutazione. Art. 4 - Strutture didattiche telematiche 1. La definizione dei criteri e dei requisiti è fondamentale e necessaria per l attivazione delle strutture didattiche telematiche al fine di soddisfare le esigenze formative degli utenti per consentire il raggiungimento dell obiettivo e del risultato finale, ovvero l acquisizione e la certificazione delle competenze e del credito formativo, unitamente al conseguimento del titolo di studio nei tempi previsti dai corsi di studio. 2. La piattaforma tecnologica offre a studenti, tutor, docenti, amministratori, la massima flessibilità e completezza nella gestione di ogni singola attività necessaria all erogazione di Corsi di Studio a distanza, dal momento della creazione del corso e dell immagazzinamento dei contenuti didattici, a quello dell effettiva erogazione del corso, a quello del monitoraggio dell attività degli studenti, a quello delle procedure amministrative di iscrizione e richiesta di documenti. Il sistema non offre solo una serie di contenuti didattici organizzati (Learning Content System e Learning Object), ma anche una serie di servizi volti ad assicurare interattività e partecipazione ai processi di insegnamento ed apprendimento. pag. 6 di 317 3. Il sistema permette un elevatissimo grado di flessibilità e personalizzazione dei vari corsi di studi, a tutti i livelli di utenza (studente, docente, tutor), e si pone come obiettivo la creazione di un ambiente di apprendimento collaborativo e sociale grazie ai tool di comunicazione e al sistema di gestione di gruppi di studenti implementato. 4. Le attività formative e i connessi supporti didattici, la loro fruibilità e le caratteristiche tecnologiche della piattaforma vengono di seguito sintetizzate: a. Content Aggregation System È il sistema di metadatazione, aggregazione e packaging dei corsi che verranno erogati. Basato su specifiche standard internazionali SCORM 1.2 e progettato con interfacce grafiche che ne permettano l utilizzo ad utenze non altamente informatizzate, il sistema permette di catalogare e metadatare, gestire, aggregare e ordinare secondo percorsi stabiliti dai comitati didattici i singoli Learning Object, di qualsiasi tipo e formato essi siano (testo, immagini, documenti MS Office o Adobe PDF, animazioni, audio, video, etc.). Oltre a permettere la creazione di unità didattiche composte da più Learning Objects, e quindi di interi corsi composti da più unità didattiche, l utilizzo di linguaggi descrittivi (XML) e di vocabolari condivisi (SCORM) permette il riutilizzo di unità didattiche, ma anche di singoli Learning Objects a un livello di granularità minima, sia all interno della stessa piattaforma (riutilizzabilità) sia su piattaforme terze progettate secondo gli standard internazionali (interoperabilità). b. Learning Content Management System È il modulo destinato all erogazione dei corsi secondo le regole (data model) impostate su singole lezioni e singoli corsi nella fase di packaging e authoring, e che permette la gestione e il controllo dell attività didattico-formativa sui singoli studenti, sui percorsi di studio, sui calendari didattici, da parte di docenti e tutor. Questo modulo offre allo studente la possibilità di calibrare il proprio percorso di studi che da una parte offre flessibilità e possibilità di personalizzazione continua a seconda delle scelte del singolo studente, e dall altra dimostra capacità di adattività rispetto a quelli che sono i reali tempi, modi, stili di fruizione del materiale erogato da parte del singolo studente. Tutor e Docenti, grazie al tracciamento delle attività del singolo studente e delle classi di studenti che saranno organizzate potranno seguirne e aggiornarne i percorsi didattici, intervenendo su tempi di accesso alla piattaforma e ai singoli materiali, gestendo valutazione e auto-valutazione in itinere dei progressi effettuati, e avendo a disposizione report di analisi della reale partecipazione alle attività di gruppo programmate. c. Web Publishing System Questo modulo si occupa di tradurre gli input provenienti dal LCMS per renderli fruibili attraverso il web. Grande attenzione è stata prestata a tematiche di usabilità ed accessibilità: il codice generato è validato secondo gli standard W3C, mentre contenuto e rappresentazione dello stesso sono gestiti separatamente attraverso fogli di stile ottimizzati a seconda dei media di fruizione (personal computer, webtv, mobile phone, formati stampabili). I contenuti multimediali più avanzati sono pubblicati in versioni diverse, in modo da raggiungere il più ampio bacino d utenza. L accessibilità alla piattaforma per categorie di utenza svantaggiate è assicurata grazie all implementazione delle specifiche W3C (WCAG, linee guida WAI) sull erogazione di servizi web per i pag. 7 di 318 disabili, e in conformità alle linee guida e alle raccomandazioni tracciate dalla Unione Europea e dalle disposizioni nazionali. d. Strumenti di comunicazione Per la creazione di un contesto sociale in rete, e per stimolare gli studenti a modalità di apprendimento e studio di tipo collaborativo, grande attenzione è stata prestata ai sistemi di comunicazione offerti. L organizzazione di Chat anche audio e video e forum permette sia uno scambio libero studente/studente in ambienti dedicati, che la creazione di stanze tematiche, gestibili da tutor e docenti, con sistemi di moderazione, e tools automatici per l analisi quantitativa delle interazioni del singolo studente nei vari ambienti. A tutor e docenti viene anche data la possibilità di annotare valutazioni sulla qualità, e quindi non solo di tipo quantitativo, delle interazioni del singolo studente e delle classi di studenti. Ulteriori strumenti messi a disposizione sono un sistema di Weblog personale, una Mailbox personale e un sistema di web instant messaging tra gli utenti online. e. Aula Virtuale L aula virtuale si realizza attraverso sistemi di video-comunicazione sia in collegamenti con videoconferenza sia in videochat. L aula virtuale consente la condivisione di applicazioni, lavagna condivisa, interazione didattica con Tutor/Docente, somministrazione di test,valutazione in itinere dei processi di apprendimento. Con l attivazione dell Agenda online, Tutor e Docenti possono pianificare incontri di supporto, seminari integrativi, sessioni di verifica sincrone, tutte le attività online vengono registrate sul web in modo da renderle disponibili a tutti gli studenti e di arricchire il patrimonio di Learning Objects disponibile. f. Modalità di tutoraggio Attraverso i sistemi di comunicazione implementati, l ambiente Aula Virtuale e l amministrazione dell Agenda Online, il Tutor / Docente ha la possibilità di seguire gli studenti indicando periodicamente i contenuti da approfondire per seguire le scadenze indicate ad inizio corso, di proporre e valutare elaborati / test / prove online, sia sincrone che asincrone, di svolgere sessioni di lezioni online / seminari online programmate nell agenda. Oltre a seguire il singolo studente nel suo percorso didattico, a Tutor e Docenti viene data la possibilità di creare e gestire gruppi di studenti, per permettere un lavoro su classi. Il sistema gestisce la classe dotandola di un proprio calendario-agenda online che ne scandisca appuntamenti e compiti singoli, di un area di lavoro e scambio file per la gestione di progetti di gruppo, di stanze di chat, forum e videochat dedicate alle singole classi. g. Attività amministrative online Questo modulo permette allo studente di immatricolarsi ed iscriversi completamente online, effettuando anche il pagamento delle tasse d iscrizione, in maniera assolutamente sicura grazie all adozione di protocolli di sicurezza per le transazioni online e alla cifratura dei dati personali. Il sistema permette di immagazzinare, scaricare e stampare documenti riguardanti la carriera accademica del singolo studente, effettuare richieste alla segreteria, iscriversi ad un esame, registrare, valutare ed approvare variazioni personalizzate ai Piani degli studi. pag. 8 di 319 h. Soluzioni tecnologiche La piattaforma è organizzata su una rete di server destinati ognuno ad uno specifico servizio, secondo un architettura che privilegia la ridondanza dei server per prevenire ogni possibile blocco del sistema. Servizi diversi come lo stage del materiale didattico (Learning Object Repository), l erogazione web delle informazioni, l erogazione di video su richiesta, la gestione delle transazioni economiche e dei dati sensibili sono gestite su macchine differenti. Un sistema di gestione della banda completamente scalabile garantisce inoltre tempi di risposta immediati, annullando rischi di blocco su operazioni sensibili, e adattandosi alla contemporaneità di un numero elevatissimo di richieste ai server. Art. 5 - Classi di studio 1. I corsi di studio di primo e secondo livello aventi gli stessi obiettivi formativi, afferiscono alle classi di cui all art. 4 comma 2 del Decreto Ministeriale n. 270/ I titoli di studio rilasciati dall Ateneo al termine dei corsi di studio appartenenti alla medesima Classe hanno lo stesso valore legale. Essi sono individuati dalla rispettiva denominazione oltre che dall indicazione numerica della Classe di appartenenza. 3. Le Facoltà interessate contribuiscono a definire gli ordinamenti didattici dei corsi di studio dell Università. 4. Attraverso apposite convenzioni possono essere attivati corsi di studio interateneo che saranno disciplinati nel regolamento Didattico di Ateneo. Art. 6 - Corsi di Laurea 1. Il corso di Laurea, eventualmente articolato in più di un curricula ha l obiettivo di assicurare allo studente un adeguata padronanza di metodi e contenuti scientifici generali, nonché l acquisizione di specifiche conoscenze professionali. 2. Per l iscrizione al corso di Laurea è richiesto il diploma di scuola secondaria superiore o di altro titolo di studio conseguito all estero e riconosciuto idoneo. La durata normale del corso di Laurea è di tre anni, per conseguire la Laurea lo studente deve aver acquisito 180 crediti. 3. I Regolamenti didattici di ciascun Corso di Laurea definiscono gli specifici requisiti di ammissione e le conoscenze minime richieste per l accesso e ne determinano le modalità di verifica, anche a conclusione di attività formative propedeutiche, svolte eventualmente in collaborazione con istituti di istruzione secondaria superiore. 4. Nei casi in cui la verifica della preparazione iniziale non è adeguata la struttura didattica indica specifici obblighi formativi aggiuntivi da soddisfare nel primo anno di corso, nelle forme previste dal Regolamento didattico del corso di studio. 5. Obblighi formativi aggiuntivi sono assegnati anche agli studenti dei corsi di Laurea ad accesso programmato che siano stati ammessi ai corsi con una votazione inferiore ad una prefissata votazione minima. pag. 9 di 3110 Art. 7 - Corso di Laurea Magistrale 1. Il corso di Laurea Magistrale, eventualmente articolato in più di un curriculum ha l obiettivo di fornire allo studente una formazione di livello avanzato per l esercizio di attività di elevata qualificazione in ambiti specifici. 2. Per l iscrizione al corso di Laurea Magistrale è richiesta la Laurea, ovvero il possesso di altro titolo di studio conseguito all estero e riconosciuto idoneo. La durata normale dei corsi di Laurea Magistrale è di ulteriori due anni dopo la Laurea. Per il conseguimento della Laurea Magistrale lo studente deve aver conseguito 120 crediti. I regolamenti didattici dei corsi di Laurea Magistrale stabiliscono i limiti entro cui è possibile l integrazione dei curricula con i relativi crediti mancati. 3. In deroga al comma 2 e nei casi previsti dalla legge, è consentita l ammissione ad un Corso di Laurea Magistrale con il possesso del Diploma di Scuola secondaria superiore, esclusivamente per Corsi di studio regolati da normative dell Unione Europea che non prevedano per essi titoli universitari di primo livello, fatta salva la verifica dell adeguata preparazione iniziale prevista dagli ordinamenti didattici. 4. I Regolamenti didattici dei corsi di studio di Laurea Magistrale fissano i requisiti curricolari che devono essere posseduti per l ammissione a ciascun corso di Laurea Magistrale e definiscono le modalità di verifica del possesso della preparazione iniziale. L adeguatezza della preparazione personale è verificata con procedure definite nel regolamento didattico di ciascun corso di studio. 5. Se la verifica non è positiva, la struttura didattica competente indica specifici obblighi formativi aggiuntivi da soddisfare prima dell iscrizione al Corso di Laurea Magistrale. Tali obblighi formativi sono assegnati anche agli studenti dei corsi di Laurea Magistrale ad accesso programmato che siano stati ammessi ai corsi con una votazione inferiore ad una prefissata votazione minima. Art. 8 - Corsi di specializzazione 1. Il corso di specializzazione ha l obiettivo di fornire allo studente conoscenze e abilità per funzioni richieste nell esercizio di particolari attività professionali e può essere istituito esclusivamente in applicazione di specifiche norme di legge o di direttive dell Unione Europea fatte già proprie dall ordinamento giuridico italiano. 2. Per essere ammessi ad un corso di specializzazione occorre essere in possesso di un titolo di studio riconosciuto idoneo ai sensi delle leggi vigenti. Altri requisiti specifici di ammissione, nonché, gli eventuali crediti formativi universitari aggiuntivi rispetto al titolo di studio già conseguito ritenuti necessari per l ammissione, sono stabiliti dai decreti ministeriali e, a norma di essi, dai Regolamenti didattici. 3. Per conseguire il diploma di specializzazione lo studente deve aver acquisito un numero di crediti compreso tra 300 e 360, comprensivi di quelli già acquisiti e riconosciuti validi per l ammissione al corso, fatte salve le diverse disposizioni previste da specifiche norme di legge o da direttive dell Unione Europea. Art. 9 - Corsi di dottorato di ricerca 1. I corsi di dottorato di ricerca hanno l obiettivo di fornire le competenze necessarie per esercitare, presso Università, enti pubblici o soggetti privati, attività di ricerca di alta qualificazione. pag. 10 di 3111 2. Per essere ammessi ad un corso di dottorato di ricerca occorre essere in possesso di una delle Lauree Magistrali o di analogo titolo accademico anche conseguito all estero ai sensi delle leggi vigenti. L accesso ai corsi di dottorato di ricerca è consentito anche ai possessori di diplomi di Laurea conseguiti in base alle normative vigenti prima della data di entrata in vigore del Decreto Ministeriale 22 ottobre 2004 n L istituzione da parte dell Ateneo dei corsi di dottorato di ricerca, l approvazione dei relativi ordinamenti didattici e le normative relative all assegnazione delle borse di studio sono disciplinati dall art. 4 della Legge 3 luglio 1998, n. 210 e dal Decreto Ministeriale n. 224 del 30 aprile Sulla base di tale normativa, l attivazione di un corso di dottorato di ricerca avviene su approvazione del Consiglio di Amministrazione su proposta del Senato Accademico sentito uno o più Dipartimenti. 4. La denominazione dei corsi di dottorato di ricerca, il loro ordinamento didattico comprensivo dell eventuale articolazione in curricula e le norme che ne regolano l attività didattica sono determinate dal relativo regolamento didattico elaborato dal Collegio dei docenti e approvato dal Senato Accademico. Art Corsi di Master di l e 2 livello 1. L Università può attivare corsi di studio, corsi di perfezionamento scientifico e di alta formazione permanente e ricorrente, successivi al conseguimento della Laurea o della Laurea Magistrale, alla conclusione dei quali sono rilasciati i titoli di Master universitario di l e di 2 livello. 2. L offerta didattica dei corsi di Master universitario deve essere finalizzata a rispondere a domande formative specifiche. A tale scopo l impostazione degli ordinamenti didattici relativi deve essere ispirata ad esigenze di flessibilità e adeguamento periodico nonché al mutamento delle condizioni del mercato del lavoro. 3. L Ateneo può istituire, in base ad accordi di cooperazione interuniversitaria nazionale o internazionale, corsi di Master congiunti (ossia interuniversitari) di primo e di secondo livello. 4. I corsi di Master universitario possono essere attivati dall Ateneo anche in collaborazione con enti esterni, pubblici o privati. 5. Per conseguire il Master universitario lo studente deve aver acquisito almeno sessanta crediti oltre a quelli acquisiti per conseguire la Laurea o la Laurea Magistrale. La durata minima dei corsi di Master universitario è di 1 anno. Art Attività didattiche integrative 1. Le Strutture didattiche dell Università, anche in collaborazione con enti esterni, possono assicurare i seguenti servizi didattici integrativi: a. corsi di orientamento all inserimento nella professione per Laureati; b. corsi di formazione per docenti di scuola superiore sui temi relativi all orientamento organizzati sulla base di convenzioni con gli uffici scolastici regionali del MIUR; c. attività didattiche e formative propedeutiche, intensive di supporto e di recupero, finalizzate a consentire l assolvimento del debito formativo e a consentire l accesso al primo anno di corso; pag. 11 di 3112 d. attività didattiche e formative di supporto e di recupero, finalizzate a consentire attività formative integrative che rientrano in progetti di miglioramento qualitativo della didattica, con particolare riferimento all innovazione metodologica; e. attività di incremento e integrazione dell offerta formativa prevista dagli ordinamenti didattici (seminari, esercitazioni, corsi di formazione, consulenze su temi relativi all orientamento inteso come attività formativa, etc.). 2. Le Strutture didattiche possono, altresì, istituire ai sensi dell art. 6, secondo comma, della Legge n. 341/90: a. corsi di preparazione agli esami di Stato per l abilitazione all esercizio delle professioni; b. corsi di preparazione agli esami di stato e concorsi pubblici; c. corsi di formazione professionale per Laureati e/o dottorandi; d. corsi di formazione permanente, ricorrente e per lavoratori; e. corsi di aggiornamento professionale; f. corsi di perfezionamento; g. corsi di aggiornamento del personale tecnico e amministrativo. 3. La partecipazione degli studenti alle attività di cui sopra può essere certificata. Per queste attività l Università può stipulare convenzioni ed intese con i soggetti interessati allo svolgimento delle attività stesse. TITOLO II - REGOLAMENTI DIDATTICI Art Regolamento e ordinamento didattico del corso di studio 1. In base all art. 12 del Decreto Ministeriale 22 Ottobre 2004 n. 270 i regolamenti didattici di un corso di studio specificano gli aspetti organizzativi dei corsi di studio e, nel rispetto dei decreti ministeriali, disciplinano: a. l organizzazione degli insegnamenti in moduli integrati e coordinati, comprensivi di parti della medesima disciplina o di discipline affini, affidate a docenti diversi; b. l elenco degli insegnamenti, con l indicazione dei settori scientificodisciplinari di riferimento e delle eventuali articolazioni in moduli di tali insegnamenti, nonché delle altre attività formative contemplate dai decreti ministeriali; c. la modalità di verifica del livello di conoscenza obbligatoria di una lingua dell Unione Europea oltre l italiano; d. l articolazione del corso di studio in curricula, l eventuale possibilità da parte dello studente della formulazione di un piano di studio corrispondente ad un curriculum individuale e le relative modalità di presentazione; e. l assegnazione di crediti formativi universitari alle diverse attività formative suddivise per anno di corso, secondo quanto previsto dall art. 28, in relazione anche alla possibilità di trasferimento di essi nell ambito dell Unione Europea; pag. 12 di 3113 f. le procedure per il riconoscimento di eventuali crediti acquisiti dallo studente in mobilità in altri percorsi formativi dello stesso Ateneo o di altri Atenei; g. le eventuali propedeuticità di ogni insegnamento e di ogni altra attività formativa; h. l eventuale numero minimo di esami da superare per l iscrizione ad anni successivi al primo differenziandoli a seconda della qualifica di studente a tempo pieno e studente non a tempo pieno; i. i limiti della possibilità dell iscrizione degli studenti nella qualità di fuori corso; j. i requisiti di ammissione al corso di studio e le eventuali disposizioni relative ad attività formative propedeutiche e integrative istituite allo scopo di consentire l assolvimento del debito formativo, ai sensi dell art. 36, comma 2, del presente regolamento; k. le procedure per l attribuzione degli argomenti per le dissertazioni di tesi, lo svolgimento degli esami finali per il conseguimento del titolo di studio e relativo supplemento al diploma. 2. Il regolamento didattico di ciascun corso di studio è approvato dal Senato Accademico, previa delibera del Consiglio di Facoltà a cui il corso di studio afferisce, su proposta del Consiglio di corso di studio, fatto salvo quanto previsto dall art. 12, comma 3, del D.M. n. 270/04. L entrata in vigore dell ordinamento didattico è stabilita con decreto rettorale. 3. Le denominazioni, gli obiettivi formativi, la relativa classe di appartenenza ed il quadro generale delle attività formative da inserire nei curricula sono assunte nel rispettivo ordinamento didattico di un corso di studio, previa consultazione con le organizzazioni rappresentative del mondo della produzione, dei servizi e delle professioni. 4. L ordinamento didattico stabilisce anche quali crediti acquisiti dallo studente saranno riconosciuti validi per l eventuale prosecuzione degli studi universitari in altri corsi di studio attivati presso l Ateneo nonché, sulla base di specifiche convenzioni, presso altri atenei. Art Master universitari 1. Il Consiglio del corso di studio del Master redige un proprio regolamento didattico. Il regolamento viene approvato dal Consiglio di Facoltà al quale il corso di studio del Master afferisce ed è deliberato dal Senato Accademico. 2. Il regolamento didattico del Master disciplina: a. le modalità di iscrizione e le modalità di riconoscimento dei titoli per l ammissione; b. l ordinamento didattico del corso; c. la valutazione dei debiti formativi da colmare per gli studenti in possesso di un titolo di studio non affine al percorso formativo delineato nell ordinamento didattico; d. le modalità di svolgimento degli esami finali e del conseguimento del titolo di studio. 3. L ordinamento didattico del corso del Master disciplina l organizzazione del percorso formativo. pag. 13 di 3114 Art Dottorato di ricerca 1. Gli ordinamenti dei corsi di studio di dottorato sono emanati dal Rettore in conformità alle norme stabilite dalla legislazione vigente in materia di dottorati di ricerca. Art Oggetto della ricerca 1. Per ciascun Dipartimento attivato, ogni docente può richiedere, attraverso le strutture dipartimentali, l attivazione di assegni di ricerca e l avvio di attività di ricerca, le quali debbono essere strettamente connesse e coerenti con la propria classe ovvero raggruppamento di classi affini. 2. L attivazione della ricerca è condizionata alla disponibilità di risorse finanziarie, umane e strumentali occorrenti per raggiungere gli obiettivi e i risultati della ricerca stessa. Per l avvio delle attività è necessaria la presentazione di un piano operativo e di un piano economico di dettaglio fruendo di apposita modulistica predisposta dall Ateneo. 3. L internazionalizzazione della ricerca scientifica e tecnologica e il ricorso a network a distanza per la loro realizzazione sono prioritarie rispetto a quelle nazionali e con modalità in presenza. TITOLO III - ORGANIZZAZIONE DELLE ATTIVITA DIDATTICHE Art Attività didattiche 1. Le attività didattiche iniziano di norma il 1 ottobre e possono articolarsi in cicli didattici. 2. Le strutture didattiche definiscono l articolazione temporale dei cicli didattici e la distribuzione dei corsi, prevedendo l effettuazione delle prove di valutazione iniziale 3. Le strutture didattiche stabiliscono l orario delle lezioni prima dell inizio di ciascun ciclo didattico. 4. I docenti depositano presso le segreterie di presidenza delle Facoltà, entro il termine stabilito dal Senato accademico, i programmi dei corsi di studio relativi all anno accademico successivo. 5. Nell ambito della programmazione didattica annuale, i consigli delle strutture didattiche competenti coordinano i programmi dei singoli insegnamenti, accertando che ciascuno di essi corrisponda agli obiettivi formativi del relativo corso di studio. Art La certificazione del materiale didattico 1. Ai sensi e per gli effetti della lettera c) del comma 1, art. 4, del decreto ministeriale 17 aprile 2003 e successive normative, la Commissione Didattica di Ateneo, composta da docenti universitari e presieduta dal Rettore, provvede con cadenza trimestrale, alla valutazione dell efficacia e dell efficienza del materiale didattico e degli strumenti posti in essere per garantire l apprendimento a distanza, anche autonomo, dello studente, ovunque esso sia. 2. Le modalità per la certificazione del materiale didattico sono individuate attraverso apposito regolamento approvato dal Senato Accademico su proposta della Commissione Didattica di Ateneo. pag. 14 di 3115 Art Attività didattiche dei docenti 1. I compiti didattici dei professori e dei ricercatori sono stabiliti, nel rispetto delle norme che regolano lo stato giuridico dei docenti, dai Regolamenti didattici delle Strutture didattiche alle quali i professori e i ricercatori afferiscono. Tali compiti didattici, articolati secondo il calendario didattico, comprendono, oltre alle attività didattiche istituzionali, anche le attività didattiche integrative, di orientamento e di tutorato. 2. Nell'ambito delle ore dedicate all'attività di tutorato, i docenti e i ricercatori dovranno contemplare sia le ore di ricevimento degli studenti partecipanti alle loro attività didattiche, sia le ore di ricevimento degli studenti loro assegnati dai Regolamenti sul tutorato. Ambedue tali attività dovranno essere svolte in modo continuativo nel corso dell'intero anno accademico, secondo calendari preventivamente resi pubblici. 3. Nell'attribuzione dei compiti didattici aggiuntivi ai professori di ruolo ed ai ricercatori i Consigli delle strutture didattiche competenti assicurano che gli stessi, nell'ambito del proprio impegno orario, assolvano primariamente i loro compiti didattici istituzionali nell'ambito dei Corsi di studio attivati nell'ateneo. 4. Ciascun docente e ricercatore cura la compilazione del "registro delle lezioni", ove indica gli argomenti di lezioni, esercitazioni, seminari, attività di laboratorio e di quant'altro costituisca attività didattica inerente al Corso, facendo aggiungere, ove necessario, alla propria firma quella del docente o del ricercatore che lo ha affiancato o sostituito sulla base di preventive autorizzazione. 5. Il registro dovrà essere tenuto costantemente a disposizione di verifiche periodiche da parte del Preside. 6. Al termine del Corso il registro è vistato dal Presidente del Consiglio di Corso di studio, che ha cura di verificare che le ore di attività didattica complessiva svolte nell'ambito del Corso siano state almeno pari al numero minimo di ore previste dal relativo ordinamento didattico. Al termine del Corso, il registro è consegnato al Preside che ne cura la conservazione nell'archivio della Facoltà. 7. Secondo modalità determinate dagli organi competenti, il docente certificherà l'avvenuto assolvimento delle sue attività di didattiche, di orientamento, tutorie e delle attività dedicate a compiti organizzativi della didattica attribuitegli ai sensi delle norme in vigore. Art Doveri dei tutor 1. Per ogni disciplina è prevista la figura del tutor che si occupa di sostenere l allievo nella fase di apprendimento in rete. 2. Il tutor ha compiti di moderatore nei dibattiti, di coordinatore delle attività di gruppo ed è punto di riferimento per ogni singolo corsista. Il tutor di rete deve assolvere a quattro specifiche funzioni: funzione pedagogica: deve assumere il ruolo di facilitatore didattico, mantenendo focalizzata l attenzione sui punti nodali dei contenuti del corso; funzione sociale: deve favorire lo sviluppo dell apprendimento collaborativo; funzione gestionale: deve occuparsi dell organizzazione e del coordinamento del corso; funzione tecnica: deve porre attenzione alle difficoltà che i partecipanti incontrano nell accostarsi alle nuove tecnologie. pag. 15 di 3116 Art Tipologie ed articolazione degli insegnamenti 1. Gli ordinamenti didattici di qualsiasi corso di studio possono prevedere l articolazione degli insegnamenti in moduli didattici anche di diversa strutturazione, con attribuzione dei relativi crediti formativi. 2. I corsi di insegnamento di qualsiasi tipologia e durata potranno essere monodisciplinari o integrati, ed essere affidati, in questo secondo caso, alla collaborazione di più docenti e/o ricercatori, secondo la normativa vigente e le indicazioni e le norme previste dai regolamenti didattici dei corsi di studio. 3. Le diverse modalità previste per l erogazione dell attività didattica in rete nell ambito di ciascun modulo del corso di studio sono organizzate in modo che siano garantiti: a. l utilizzo nella connessione in rete delle più adeguate forme di multimedialità in modo che, attraverso un effettiva integrazione tra diversi media, sia favorita la migliore comprensione dei contenuti; b. un alto grado di indipendenza del percorso didattico da vincoli di presenza fisica e di orario specifico; c. l utilizzo di contenuti didattici standard, interoperabili e modularmente organizzati, personalizzabili rispetto alle caratteristiche degli utenti e ai percorsi di erogazione; d. il monitoraggio continuo del livello di apprendimento, sia attraverso il tracciamento del percorso sia attraverso momenti di valutazione in itinere e di autovalutazione; e. forme di assistenza e tutoraggio da progettare attraverso criteri di interattività che concili adeguato supporto degli studenti ed efficiente utilizzo delle risorse di tutoraggio. 4. È consentita da parte delle Facoltà la mutuazione di insegnamenti, attivati presso corsi di studio di altre Facoltà, previo accertamento della loro funzionalità rispetto ai percorsi didattici ai quali devono servire. 5. Gli insegnamenti sono impartiti da professori di ruolo, da ricercatori e da professori a contratto. 6. I compiti didattici dei professori e dei ricercatori, di cui al comma 5, sono stabiliti nel rispetto delle norme sullo stato giuridico dei docenti sulla base della programmazione delle attività didattiche dei docenti stessi stabilita dalle competenti strutture didattiche. I predetti compiti didattici, articolati secondo il calendario didattico, comprendono oltre alle attività didattiche istituzionali anche le attività didattiche integrative, di orientamento e di tutorato. 7. Per gli insegnamenti delle discipline non coperti da posto di ruolo, il Consiglio di Amministrazione, su proposta del Senato Accademico, delibera sul conferimento di contratti di insegnamento. I contratti stessi possono riguardare anche moduli di insegnamento corrispondenti ad argomenti specifici nell ambito dell insegnamento. 8. Ai sensi del D.M. 21 Maggio 1998, n. 242, possono essere proposti per la nomina a professori a contratto professori di ruolo in altre Università, liberi docenti o studiosi dotati di comprovata ed adeguata qualificazione scientifica e/o tecnica. I contratti di insegnamento possono essere conferiti anche a docenti e/o studiosi non aventi la cittadinanza italiana. pag. 16 di 3117 9. Nel contratto vengono determinati gli obblighi didattici, il compenso e le sue modalità di corresponsione. Il compenso andrà commisurato al grado di qualificazione ed al livello di impegno richiesto. Art Programmazione e coordinamento della didattica 1. Le Facoltà, nel perseguire i propri fini istituzionali, programmano e coordinano le attività didattiche e dei supporti didattici multimediali fruibili a distanza al fine di: a. garantire allo studente la qualità della didattica, una formazione culturale aggiornata e una preparazione professionale consona alle esigenze poste dalla società e dal mondo del lavoro; b. favorire il conseguimento dei titoli di studio nei tempi previsti dagli ordinamenti, dalla Carta dei Servizi e dal contratto sottoscritto dagli studenti all atto dell iscrizione; c. assicurare la sostenibilità, da parte dello studente, del carico complessivo dell attività programmata per ciascun periodo didattico e dei relativi ritmi di lavoro; d. rimuovere le particolari difficoltà incontrate dagli studenti nella prima fase degli studi universitari; e. favorire lo sviluppo cognitivo, facendo ricorso prevalentemente a modalità di apprendimento aperto e autonomo idonee alla formazione professionale, anche continua e permanente, degli utenti, nella fattispecie degli utenti/lavoratori e di utenti diversamente abili. 2. Al fine di sostenere in forme opportune gli studenti fuori corso e gli studenti particolarmente bisognosi di attività integrative a quelle erogate a distanza, i Consigli di Facoltà organizzano attività didattiche a loro riservate, per gli effetti previsti dall art. 14, commi 1-3, della Legge 2 dicembre 1991 n. 390, attraverso corsi intensivi o integrativi. Tali corsi intensivi sono tenuti da docenti, da ricercatori o da tutor d ambito disciplinare. Art Modalità erogative e Calendario delle lezioni 1. Il calendario delle lezioni viene proposto dalle Facoltà, seguendo le caratteristiche di cui al precedente art. 22 di questo Regolamento. La pubblicazione del calendario ed eventuali modifiche successive avvengono attraverso il sito Internet e/o tramite comunicazione telematica (via e- mail, sms, altre tipologie). 2. L erogazione delle lezioni dei singoli corsi si realizzerà attraverso la classe virtuale su rete Internet la cui programmazione viene determinata sulla base di prenotazioni online da parte dell utenza medesima, previa abilitazione all accesso da parte del docente interessato all insegnamento. Art Calendario delle valutazioni di profitto 1. Entro un mese dall inizio delle lezioni, il calendario delle valutazioni del profitto dell intero anno è reso pubblico dalle Facoltà sul sito Internet e, in un anno accademico, sono previste almeno tre sessioni d esame in presenza. 2. Ciascun docente e tutor d ambito disciplinare può calendarizzare prove di verifica intermedie con modalità sincrona e asincrona e con cadenza coerente alla data programmata per la valutazione finale che avverrà in presenza. pag. 17 di 3118 3. Il calendario delle prove per il conseguimento del titolo accademico o di altra eventuale prova finale è stabilito dalla Facoltà. Art Crediti formativi universitari 1. I crediti formativi sono una misura dell impegno complessivo richiesto allo studente per il raggiungimento degli obiettivi previsti, comprensivo dell attività didattica assistita e dell impegno personale, nell ambito delle attività formative previste dal corso di studi. La frazione dell impegno orario complessivo riservata allo studio personale o ad altre attività formative di tipo individuale è determinata, per ciascuna attività formativa, dal Regolamento Didattico del Corso di studio e non può essere inferiore al 50%. 2. I crediti corrispondenti a ciascuna attività formativa, vengono acquisiti dallo studente con il superamento dell esame o di altra forma di verifica del profitto, secondo quanto stabilito dal regolamento del corso di studio. 3. I regolamenti dei corsi di studio stabiliscono il numero dei crediti che lo studente deve conseguire in un certo periodo didattico per la prosecuzione degli studi e possono prevedere forme di verifica dei crediti acquisiti per valutarne la non obsolescenza. 4. Lo studente a tempo pieno che non abbia conseguito almeno 30 crediti al primo anno del corso di Laurea, 70 al secondo e 120 al terzo si iscrive come ripetente nell anno corrispondente. Lo studente, che non abbia conseguito almeno 30 crediti al primo anno e 70 al secondo anno della Laurea Magistrale, si iscrive come ripetente all anno corrispondente. 5. Il consiglio della competente struttura didattica verifica l adeguatezza dei crediti precedentemente conseguiti ai fini dell ammissione al corso di Laurea Magistrale. 6. Il consiglio didattico di ciascun corso di studio valuta la non obsolescenza dei crediti acquisiti dallo studente sospeso che intende riprendere gli studi ed indica a quale anno di corso deve iscriversi. 7. Nel caso di trasferimenti o passaggi di corso di Laurea, il riconoscimento di crediti acquisiti dallo studente in altro corso di studio dell Ateneo, ovvero nello stesso o in altro corso di studio di altra Università, anche estera, la Facoltà valuta l effettivo raggiungimento degli obiettivi formativi qualificanti richiesti dall ordinamento e indica a quale anno di corso lo studente deve iscriversi. In ogni caso lo studente trasferito da altra sede deve conseguire presso l Università Pegaso almeno 30 crediti su 180 ovvero 45 crediti su Il riconoscimento da parte dell Ateneo di crediti acquisiti presso altre Università, italiane o estere, può essere determinato in forme automatiche da apposite convenzioni approvate dal Senato Accademico. 9. I regolamenti di Facoltà prevedono i criteri per il riconoscimento dei crediti acquisiti dallo studente in attività formative di livello postsecondario alla cui progettazione e realizzazione l Università abbia concorso, sulla base e nel rispetto dei protocolli di intesa tra l Ateneo e gli organismi interessati. 10. Ai fini del conseguimento dei titoli di diverso livello possono essere riconosciuti in termini di crediti periodi di attività e/o esperienze lavorative, debitamente certificati o accertati, maturati al di fuori dei percorsi formativi istituzionali; il riconoscimento compete comunque alla Facoltà di afferenza del corso di studio. pag. 18 di 3119 Art Ulteriori attività formative 1. L attività didattica dei corsi di studio può essere articolata oltre che nei corsi di insegnamenti ufficiali, in corsi di sostegno, in seminari, in esercitazioni e in altre tipologie di insegnamento ritenute idonee ed adeguate al conseguimento degli obiettivi formativi del corso. Per ciascuna di tali tipologie di insegnamento dovranno essere indicati nei regolamenti didattici dei corsi di laurea e di laurea magistrale l assegnazione di crediti formativi e il tipo di verifica del profitto che consente il conseguimento dei relativi crediti. 2. I regolamenti didattici dei corsi di laurea e di laurea magistrale disciplinano le forme di stages e tirocini con assegnazione di specifici crediti. Art Esami e verifiche del profitto 1. La valutazione degli studenti tramite verifiche di profitto è svolta presso le sedi dell Università, da parte di professori universitari e ricercatori. 2. Le verifiche di tipo formativo in itinere (test multiple choice, vero/falso, sequenza di domande con diversa difficoltà, simulazioni, mappe concettuali, elaborati, progetti di gruppo, etc.) devono essere funzionali per l autovalutazione dello studente. L esame finale di profitto deve valorizzare il lavoro svolto in rete tenendo conto dei risultati delle prove intermedie, della qualità della partecipazione alle attività online e dei risultati della prova finale in presenza. 3. A seconda della tipologia e della durata degli insegnamenti impartiti, i regolamenti didattici di corso di studio stabiliscono il tipo di prove di verifica che determinano per gli studenti il superamento dell esame e l acquisizione dei crediti. Tali prove potranno consistere in esami (orali o scritti), la cui votazione viene espressa in trentesimi, o nel superamento di altre prove di verifica (prove orali o scritte, pratiche, grafiche, tesine, colloqui, etc.) che si risolveranno, conformemente a quanto stabilito nei regolamenti di corso di studio, in un riconoscimento di idoneità riportato nel libretto personale dello studente. 4. La composizione delle commissioni degli esami di profitto (orali o scritti), di quelle per le verifiche (prove orali o scritte, pratiche, grafiche, tesine, colloqui, seminari, etc.), di quelle per le prove in itinere, è definita in base ai seguenti principi: a. la commissione deve essere composta da almeno due docenti e presieduta dal titolare dell insegnamento o in caso di suo impedimento da altro docente designato dal Preside o dall organo previsto dal regolamento; per i corsi integrati la commissione è composta da tutti i titolari degli insegnamenti costituenti il corso ed è presieduta dal docente designato dal Preside o dall organo previsto dal regolamento; b. La commissione è responsabile dell accertamento della preparazione del candidato. 5. Le certificazioni relative ad attività senza prova di verifica possono essere affidate ad un tutor. 6. Gli esami di profitto finali sono pubblici. 7. Ciascun insegnamento dovrà prevedere prove di verifica in itinere che si svolgeranno secondo le modalità stabilite dai regolamenti dei corsi di studio. Gli esiti delle prove in itinere non costituiscono elemento di valutazione finale per la commissione giudicatrice. pag. 19 di 3120 8. I regolamenti di corso di studio possono prevedere che la valutazione finale riguardi congiuntamente più insegnamenti. 9. Per ciascun insegnamento sono assicurate sessioni di esame in numero adeguato alle esigenze degli studenti iscritti, ed in ogni caso in numero non inferiore a tre per ogni anno accademico. 10. Gli appelli d esame e di altre verifiche del profitto, devono avere inizio alla data fissata e devono essere portati a compimento senza soluzione di continuità. Eventuali deroghe per gravi ed eccezionali motivi dovranno essere autorizzate dal Preside, il quale dovrà provvedere affinché ne sia data tempestiva comunicazione agli studenti. In nessun caso la data d inizio di un appello potrà essere anticipata. 11. In ciascuna sessione lo studente in regola con la posizione amministrativa potrà sostenere senza alcuna limitazione, tutti gli esami nel rispetto delle propedeuticità previste negli ordinamenti didattici degli studi. 12. La verifica e la certificazione degli esiti formativi, riguardanti le prove in itinere, deve essere realizzata mediante il sistema di tracciamento automatico delle attività formative e consiste nella registrazione delle attività di monitoraggio didattico e tecnico (quantità e qualità delle interazioni rispetto alle scadenze didattiche, di consegna degli elaborati previsti, etc.). I relativi dati saranno resi disponibili allo studente per le attività di d autovalutazione. Art Esami finali per il conseguimento dei titoli di studio 1. Il titolo di studio è conferito a seguito di esame specifico per ogni livello di corso di studio. I regolamenti didattici dei corsi di studio disciplinano: a. le modalità dell esame; b. le modalità della valutazione conclusiva, che deve tenere conto dell intera carriera dello studente all interno dei corsi di studio, dei tempi e delle modalità di acquisizione dei crediti formativi universitari, delle valutazioni sulle attività formative precedenti e sulla prova finale, nonché di ogni altro elemento rilevante quale la partecipazione ad attività culturali e di orientamento. 2. La Laurea viene rilasciata con la denominazione della classe di appartenenza e del corso di Laurea. 3. Gli esami finali sono pubblici. 4. Per accedere all esame finale, lo studente deve avere acquisito il numero di crediti previsto dal regolamento didattico dei corsi di studio, nel numero definito nello stesso. Lo studente, inoltre, deve essere in regola con il pagamento delle tasse e dei contributi universitari e presentare domanda al Rettore, nei termini indicati dalle disposizioni in materia. 5. Per il conseguimento della Laurea i regolamenti didattici possono prevedere, accanto o in sostituzione di esami consistenti nella discussione di un elaborato scritto, una prova espositiva, finalizzata a dimostrare il raggiungimento degli obiettivi formativi qualificanti del corso. Negli stessi regolamenti vengono stabilite le modalità della prova abilitativa di conoscenza della lingua straniera. 6. Per il conseguimento della Laurea Magistrale e del dottorato di ricerca i rispettivi regolamenti prevedono l elaborazione di una tesi scritta, redatta in modo originale dallo studente sotto la guida di un relatore. pag. 20 di 31 Vedere altro
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