Source: https://www.siciliareport.it/cronaca/polizia-denuncia-titolare-bar-di-via-dusmet-blatte-e-sporcizia-nel-laboratorio/
Timestamp: 2020-02-17 20:11:39+00:00
Document Index: 2677373

Matched Legal Cases: ['art. 54', 'art. 8', 'art. 110', 'art.17', 'art. 180', 'art. 221', 'art. 20', 'art 3', 'art. 110']

Polizia denuncia titolare bar di via Dusmet: blatte e sporcizia nel laboratorio » Sicilia Report
Polizia denuncia titolare bar di via Dusmet: blatte e sporcizia nel laboratorio
Nel corso dei servizi di tutela della salute pubblica predisposti dal Questore di Catania, rilevata al centro storico anche una sala scommesse priva di concessione
di Redazione CT	 il 15 Gen, 2020 ore 12:50
CATANIA – Nel corso dei servizi di tutela della salute pubblica predisposti dal Questore di Catania dott. Mario Della Cioppa, nei giorni scorsi agenti della Squadra Amministrativa della Divisione di Polizia Amministrativa della Questura di Catania, unitamente a personale del Dipartimento di Prevenzione – Servizio Igiene alimentare e nutrizionale di Catania, hanno effettuato un controllo presso un famoso bar di Catania, sito in via Dusmet, in pieno centro storico..
Nella circostanza, i poliziotti che hanno effettuato l’accesso al laboratorio adibito alla preparazione di alimenti che venivano posti in vendita nel predetto bar, riscontravano numerose, gravi violazioni di natura sanitaria.
Infatti, pavimenti, macchinari e attrezzature si presentavano con incrostazioni alimentari, ricoperti di sporcizia stratificata, di polvere e persino di alcune cicche di sigarette; i locali erano massivamente infestati da blatte (blattella germanica), annidate anche tra i contenitori per il trasporto dei prodotti da forno e i vassoi; all’interno dei frigoriferi, gli alimenti deperibili particolarmente delicati, quali creme e sughi, erano depositati in secchi non protetti con idonea chiusura; le aperture che permettono lo scambio d’aria risultavano prive delle protezioni antimosche. Il titolare, di conseguenza, non esibiva alcuna documentazione o schede inerenti la corretta prevenzione/sicurezza alimentare (HACCP).
Alla luce della gravissima mancanza di igiene riscontrata all’interno del laboratorio di preparazione alimenti, al titolare veniva notificato un provvedimento di sospensione dell’attività (limitato a quella del laboratorio medesimo), ai sensi dell’art. 54 lettera e) del regolamento CE882/04, e del D.lgs 507/99 art. 8 c.1° e 2°.
Inoltre, il titolare del bar veniva denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per la violazione dell’art. 110 1° comma TULPS, in relazione all’art.17 TULPS, in quanto non esponeva la tabella dei giochi proibiti nella zona riservata alle slot machine, essendo stato anche “contravvenzionato” ai sensi dell’art. 180 co. 1 e 2 del Regolamento di Esecuzione, in riferimento all’art. 221 bis co. 2, del Testo Unico Legge di Pubblica Sicurezza, per la mancata esposizione del listino dei prezzi e della licenza.
Infine, allo stesso titolare veniva contestato un’ulteriore illecito, per aver occupato il suolo pubblico antistante l’esercizio, pur essendo privo di concessione, in applicazione dell’art. 20 co. 3 e 4 del Codice della Strada, in relazione agli artt. 8 e 19 Reg. COSAP, art 3 comma 16 legge 95 del 2009 e ordinanza del Sindaco di Catania n.65 del 19.5.2017.
Sempre nell’ambito dei servizi predisposti dal Questore di Catania, medesimo personale della Squadra Amministrativa della Divisione di Polizia Amministrativa della Questura di Catania ha effettuato un controllo presso la sala scommesse sita in Catania centro.
Durante il controllo, venivano trovati due computer utilizzati da altrettanti avventori i quali, in modalità “online”, giocavano alla slot machine. Pertanto, al titolare veniva contestata la violazione di cui all’art. 110 c.9.lett.F quater del TULPS. (che sanziona chiunque, sul territorio nazionale, produce, distribuisce o installa o comunque mette a disposizione, in luoghi pubblici o aperti al pubblico o in circoli o associazioni di qualunque specie, apparecchi destinati, anche indirettamente, a qualunque forma di gioco, anche di natura promozionale, non rispondenti alle caratteristiche previste dalla legge) punita con la sanzione amministrativa pari ad euro 10.000,00 per ogni computer, oltre al sequestro amministrativo degli apparecchi.
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