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Timestamp: 2020-05-27 22:22:27+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 149', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 156', 'art. 155', 'sentenza ', 'art. 3']

Lo scioglimento del matrimonio e il divorzio - Wikiversità
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Ogni Matrimonio cessa con la Morte dei Coniugi ex art. 149 c.c.. Lo Scioglimento del Matrimonio è ben diverso dall'Annullamento. Tutti i Matrimoni si sciolgono mentre è raro l'Annullamento per vizio nella formazione del vincolo è rara eccezione. Lo Scioglimento opera ex nunc cioè restano in vita tutti gli effetti del matrimonio restano validi fino alla cessazione del rapporto mentre l'Annullamento ha efficacia ex tunc come riconoscimento che mancavano i requisiti per un valido matrimonio.
1.1 Condizioni per Ottenere il Divorzio
1.2 Effetti del Divorzio
1.3 L'Affidamento dei Figli nel Divorzio
2 Il Matrimonio Non Consumato
Il Divorzio[modifica]
Il Divorzio è l'altra causa, oltre la morte, che determina lo scioglimento del matrimonio civile che ne determina la cessazione degli effetti civili.
Il Divorzio è stato introdotto nell'ordinamento italiano nel dicembre del 1970 con la legge n. 898. Nello stesso anno il Parlamento approvava le norme che istituivano il referendum con la legge n.352 del 1970. Gli antidivorzisti, cogliendo l'occasione, si organizzarono per abrogare la legge attraverso il ricorso al referendum. Gli italiani furono chiamati il 12 maggio 1974 a decidere se abrogare la legge Fortuna-Baslini, la predetta legge n.898/1970: parteciparono al voto l'87,7% degli aventi diritto, votarono no il 59,3%, mentre i sì furono il 40,7% .
Successivamente, la normativa fu modificata varie volte dalle leggi 436/1978 e 74/1987. In particolare, con quest'ultima si ridussero i tempi necessari per giungere alla sentenza definitiva di divorzio e si diede al giudice la facoltà di pronunciare una sentenza parziale che dichiarasse in tempi brevissimi lo scioglimento definitivo del vincolo ovvero il divorzio, separatamente dalla discussione sulle ulteriori condizioni accessorie dello scioglimento ovvero sulle questioni economiche, l'affidamento dei figli e altro. In tale modo si volle evitare che vi fossero cause instaurate al solo fine di procrastinare lo scioglimento del vincolo matrimoniale.
Condizioni per Ottenere il Divorzio[modifica]
Il Tribunale prima di dichiarare lo scioglimento del vincolo matrimoniale (se si tratta di matrimonio solo civile) o la cessazione degli effetti civili del matrimonio (se si tratta di matrimonio concordatario), dovrà accertare l'esistenza di due condizioni:
della comunione materiale tra i coniugi, costituita dalla stabile convivenza, da un'organizzazione domestica comune, dal reciproco aiuto personale e dalla presenza di rapporti sessuali.
che il matrimonio non sia stato consumato, ecc..
Il divorzio è ammesso sia per il matrimonio civile che per quello concordatario: in quest'ultimo caso, però, il Tribunale può pronunciare solo la cessazione degli effetti civili (non lo scioglimento), in quanto quelli religiosi possono venire meno soltanto con la dichiarazione di nullità del sacramento del matrimonio, che può essere pronunciato solo dall'Autorità ecclesiastica.
Effetti del Divorzio[modifica]
In base alla legge, l'assegno di mantenimento al coniuge cui non sia addebitabile la separazione è condizionato alla mancanza di adeguati redditi propri (art. 156 primo comma cod. civ.) e la sua quantificazione è determinata in relazione alle circostanze ed ai redditi dell'obbligato (secondo comma). Condizioni per il sorgere del diritto al mantenimento in favore del coniuge cui non sia addebitabile la separazione sono la non titolarità di adeguati redditi propri, ossia di redditi che gli permettano di mantenere un tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio e la sussistenza di una disparità economica tra le parti, occorrendo avere riguardo, al fine della valutazione dell'adeguatezza dei redditi del coniuge che chiede l'assegno, al parametro di riferimento costituito dalle potenzialità economiche complessive dei coniugi durante il matrimonio, quale elemento condizionante la qualità delle esigenze e l'entità delle aspettative del medesimo richiedente, non assumendo rilievo il più modesto tenore di vita subito o tollerato. Benché la separazione determini normalmente la cessazione di una serie di benefici e consuetudini di vita ed anche il diretto godimento di beni, il tenore di vita goduto in costanza della convivenza va identificato avendo riguardo allo “standard” di vita reso oggettivamente possibile dal complesso delle risorse economiche dei coniugi, tenendo quindi conto di tutte le potenzialità derivanti dalla titolarità del patrimonio in termini di redditività, di capacità di spesa, di garanzie di elevato benessere e di fondate aspettative per il futuro.
L'Affidamento dei Figli nel Divorzio[modifica]
Un punto particolare e delicato del Divorzio e della situazione successiva è riguardo ai figli. La legge n. 54/2006 ha introdotto la regola dell'affido condiviso in forma della quale i figli verranno affidati ad entrambi i genitori, salvo che il tribunale non reputi tale scelta contraria all'interesse del minore nel cui caso ci sarà ancora una affidamento esclusivo o separato ad uno dei due genitori. E' stato anche stabilito che il godimento della casa familiare andrà attribuito tenendo prioritariamente conto dell'interesse dei figli. Il godimento però si perderà nel caso in cui l'assegnatario non abiti o cessi di abitare nella casa o conviva more uxorio o contragga nuovo matrimonio. L'assegnazione immobiliare deve essere trascritta per essere opponibile ai terzi. Per quanto riguarda infine la potestà il nuovo art. 155 c.c. prevede che sia esercitata da entrambi i genitori.
Il Matrimonio Non Consumato[modifica]
Il Matrimonio Cattolico può essere sciolto con dispensa pontificia perché Rato ma Non Consumato cioè al consenso non sia succeduta una consumazione fisica dell'unione. La Corte Costituzionale con sentenza n. 18/1982 ha stabilito che però tale atto non ha efficacia civile. Pertanto l'inconsumazione è riconosciuta dalla legge italiana solo come una delle cause di divorzio (art. 3, lett. f, legge n. 898/1970).
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