Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-15398-del-26-07-2016
Timestamp: 2020-06-05 06:14:43+00:00
Document Index: 167615492

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 380', 'sentenza ', 'art. 2697', 'art. 360', 'art. 2697', 'art. 360']

Sentenza Cassazione Civile n. 15398 del 26/07/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15398 del 26/07/2016
Cassazione civile sez. VI, 26/07/2016, (ud. 09/06/2016, dep. 26/07/2016), n.15398
sul ricorso 11607-2015 proposto da:
Z.L., elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR
MASSIMILIANO GASPARI giusta delega in calce al ricorso;
UNIPOL SAI ASSICURAZIONI SPA, in persona del suo legale
la rappresenta e difende unitamente all’avvocato GIANCARLO SOAVE
avverso la sentenza n. 602/2015 della CORTE D’APPELLO di MILANO
dell’8/01/2015, depositata il 05/02/2015;
09/06/2016 dal Consigliere Relatore Dott. DANILO SESTINI;
udito l’Avvocato Fabio Alberici (delega Soave) difensore della
E’ stata depositata la seguente relazione ex art. 380 bis c.p.c. “1. La Corte di Appello di Milano ha confermato la sentenza di primo grado, che aveva negato alla Z. l’indennizzo per il furto della sua autovettura sul rilievo che il quadro probatorio non era tale da consentire di ritenere provata l’effettività del furto.
2. Con l’unico motivo, la Z. deduce “violazione e falsa applicazione di norme di diritto in relazione all’art. 2697 c.c. e all’art. 360 c.p.c., n. 3”, assumendo che la Corte non ha correttamente applicato la norma sul riparto dell’onere probatorio, determinando un’inversione o un aggravamento del tutto ingiustificato.
La Corte ha rilevato che la mera denuncia del furto non costituiva -di per sè – elemento di prova e che neppure il provvedimento di archiviazione emesso dal Gip (in relazione alla simulazione di reato ipotizzata a carico della Z.) poteva valere a confermare l’effettività del furto, in quanto motivato con riferimento al “carattere frammentario del compendio probatorio raccolto dalla pubblica accusa”; ha osservato che – al contrario – era risultata persistente “tutta una serie di elementi contrastanti… che necessitavano di quell’adeguata prova contraria che invece è del tutto mancata”.
Ciò premesso e rilevato che la Corte non ha effettuato alcuna erronea affermazione in punto di distribuzione dell’onere probatorio (che gravava evidentemente sull’attrice), ma ha osservato che la Z. non aveva fornito elementi sufficienti a superare il dubbio sull’effettività del furto (in tal senso dovendosi intendere il riferimento alla mancanza di prova contraria agli indizi di segno opposto), deve ritenersi che il criterio di cui all’art. 2697 c.c. sia stato correttamente applicato, pervenendosi al rigetto della domanda per effetto della ritenuta insufficienza della prova che fosse ricorsa un’ipotesi di furto.
Va escluso, per altro verso, che possa darsi ingresso – nella presente sede di legittimità e sulla base della deduzione di un vizio ex art. 360 c.p.c. n. 3 – ad una nuova valutazione degli elementi istruttori, in funzione di una lettura opposta a quella compiuta dalla Corte.
4. Si propone pertanto il rigetto del ricorso, con condanna alle spese di lite”.
Il ricorso va pertanto rigettato, con condanna della parte ricorrente al pagamento delle spese di lite.
la Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente a rifondere alla controricorrente le spese di lite, liquidate in Euro 5.200,00 (di cui Euro 200,00 per esborsi), oltre rimborso delle spese forfettarie e accessori di legge.