Source: http://registroimprese.ilcaso.it/sezioni/Societario/legittimita
Timestamp: 2020-08-15 19:54:47+00:00
Document Index: 63024226

Matched Legal Cases: ['art. 2741', 'art. 2504', 'art. 2504', 'art. 2901', 'art. 15', 'art. 22', 'art. 19', 'art. 69']

Responsabilità aquiliana del liquidatore sociale per lesione della par condicio creditorum.
Per liberarsi dalla responsabilità su di lui gravante in relazione al dovere di svolgere un'ordinata gestione liquidatoria del patrimonio destinato al pagamento dei debiti sociali, il liquidatore, ha l'onere di allegare e dimostrare che l'intervenuto azzeramento della massa attiva tramite il pagamento dei debiti sociali non è riferibile a una condotta assunta in danno del diritto del singolo creditore di ricevere uguale trattamento rispetto ad altri creditori, fatte salve le cause legittime di prelazione ex art. 2741, c.c. (Gianni Tognoni) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 15 January 2020, n. 521.
La Cassazione interviene sulla compatibilità dell’azione revocatoria con le operazioni di fusione e scissione.
Garanzia patrimoniale dei creditori - Azione revocatoria - Fusione e scissione - Compatibilità.
La disposizione di cui all’art. 2504-quater c.c. - secondo la quale, eseguite le iscrizioni dell'atto di fusione a norma dell'art. 2504, comma 2, l'invalidità dell'atto di fusione non può essere pronunciata, salvo il diritto al risarcimento del danno eventualmente spettante ai soci o ai terzi danneggiati dalla fusione – non consente di ricavare sistematicamente dalla norma, che esclude solo una dichiarazione di invalidità (per nullità o annullamento) dell'atto di fusione o scissione, l'inesperibilità dell'azione revocatoria ex art. 2901 c.c., che, come è noto, non determina alcuna invalidità dell'atto ma la sua semplice inefficacia relativa rendendolo in opponibile al creditore pregiudicato.
Detta regola, introdotta nel nostro ordinamento dal D.Lgs. 16 gennaio 1991, n. 22, art. 15 in attuazione delle direttive 09/10/1978 n. 855 - 1978/855/CEE (art. 22) e 17/12/1982n. 8911982/891/CEE (art. 19) presuppone una fusione o scissione efficace, supera la distinzione fra nullità e annullabilità, accomunate nella nozione di invalidità, e mira ad evitare la demolizione dell'operazione di trasformazione e la reviviscenza delle società originarie, ma appare pienamente compatibile con la natura e gli effetti dell'azione revocatoria, strumento di conservazione della garanzia patrimoniale, che agisce sul registro della mera inopponibilità dell'atto al creditore pregiudicato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 04 December 2019, n. 31654.
Consecuzione delle procedure e domanda di concordato preventivo in bianco.
Consecuzione – Applicabilità – Domanda di concordato preventivo in bianco – Necessità dell’esistenza di una procedura concorsuale – Dies a quo della retrodatazione – Pubblicazione domanda di ammissione.
Ai fini dell’applicazione dell’art. 69 bis legge fall. non è esclusa la presentazione di una domanda di concordato preventivo in bianco, posto che la regola di consecuzione non concerne la compiuta formulazione di una domanda ad hoc ma l’esistenza di una procedura concorsuale poi sfociata nella dichiarazione di fallimento, anche alla luce del comma 2 della norma, che fissa il dies a quo della retrodatazione al momento della pubblicazione della domanda di ammissione. (Lucrezia Cipriani) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 27 November 2019, n. 31051.
Il diritto di pegno su quote di società a responsabilità limitata mediante iscrizione nel registro delle imprese.
Costituzione pegno di quote s.r.l. – Procedura – Deposito della domanda – Iscrizione nel registro delle imprese.
Il diritto di pegno su quote di società a responsabilità limitata è costituito a seguito dell’iscrizione nel registro delle imprese, non essendo sufficiente al riguardo il semplice deposito della domanda di iscrizione. (Lucrezia Cipriani) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 27 November 2019, n. 31051.
Dichiarazione di fallimento di società di fatto e prova della sussistenza del contratto sociale.
Dichiarazione di fallimento di società di fatto - Prova della sussistenza del contratto sociale - Manifestazioni esteriori della attività del gruppo.
Al fine della dichiarazione di fallimento di una società di fatto, la sussistenza del contratto sociale può risultare, oltre che da prove dirette specificamente riguardanti i suoi requisiti (affectio societatis, costituzione di un fondo comune, partecipazione agli utili ed alle perdite), pure da manifestazioni esteriori della attività del gruppo, quando, per la loro sintomaticità e concludenza, evidenzino l'esistenza della società anche nei rapporti interni; sì che, finanziamenti e fideiussioni in favore dell'imprenditore, se non sono di per sè idonei ad evidenziare il rapporto sociale, fra quest'ultimo ed il finanziatore o garante, specie se giustificabili in relazione a vincoli di coniugio o parentela, possono costituire, pure in tal caso, indici rivelatori del rapporto stesso, qualora, alla stregua della loro sistematicità e di ogni altra circostanza del caso concreto, siano ricollegabili ad una costante opera di sostegno dell'attività dell'impresa, qualificabile come collaborazione del socio al raggiungimento degli scopi sociali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 28 October 2019, n. 27541.
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