Source: http://legislazionetecnica.it/628575/fonte/dl-09-02-2012-n-5?parts=2954337
Timestamp: 2019-03-19 09:55:23+00:00
Document Index: 168704802

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 12', 'art. 41', 'art. 12', 'art. 30', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 26', 'art. 10', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 2', 'art. 61', 'art. 199', 'art. 61', 'art. 199', 'art. 90', 'art. 90', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 38', 'art. 14', 'art. 34', 'art. 1']

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4-bis. All'articolo 3, comma 2, del
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Semplificazione e riassetto normativo per l’anno 2005.
Il provvedimento, articolato in una serie di deleghe al Governo, presenta tra i suoi tratti qualificanti un radicale intervento di sfoltimento legislativo diretto a cancellare le norme, anteriori al primo gennaio 1970, ritenute obsolete o non più necessarie, eccezion fatta per i codici e per i provvedimenti che il Governo stesso avrà individuato nei ventiquattro mesi successivi all'entrata in vigore della legge. Il provvedimento reca inoltre importanti norme di interesse per i tecnici, in particolare in materia di parcheggi e di lottizzazioni.
È questa la cosiddetta "norma taglia-leggi", una misura finalizzata a sfoltire il caos dell'ordinamento normativo. Il provvedimento contiene, inoltre, una serie di deleghe, tra le quali segnaliamo in particolare quella, all'art. 5, per la semplificazione degli adempimenti amministrativi delle imprese e il rafforzamento dello sportello unico per le attività produttive.
Parcheggi. Segnaliamo l'importante norma, contenuta nel comma 9 dell'art. 12, il quale modifica l’art. 41-sexies della L. 1150/1942 (Legge urbanistica), disponendo che gli spazi per parcheggi realizzati in forza del primo comma dello stesso articolo non sono gravati da vincoli pertinenziali di sorta né da diritti d’uso a favore dei proprietari di altre unità immobiliari e sono trasferibili autonomamente da esse. In altri termini sarà consentito trasferire liberamente i posti auto senza l’obbligo di mantenerne il diritto d’uso in favore dei titolari delle unità immobiliari.
Lottizzazione. Segnaliamo inoltre il comma 4 dell'art. 12, il quale inserisce un'integrazione all'art. 30 del TU in materia di edilizia (DPR 380/2001). Questa disposizione si occupa di lottizzazione, e prescrive che gli atti relativi al trasferimento di terreni (tranne le pertinenze di edifici censiti al Catasto urbano) sono nulli e non possono essere stipulati se gli agli atti stessi non è allegato il certificato di destinazione urbanistica contenente le prescrizioni urbanistiche relative all'area interessata.
Il provvedimento in commento prevede che gli atti ai quali non sia stata allegata la destinazione urbanistica possano essere confermati o integrati anche da una sola delle parti, mediante atto pubblico o scrittura autenticata cui sia allegato un certificato contnente le prescrizioni urbanistiche delle aree interessate al giorno in cui è stato stipulato l'atto da confermare. La disposizione vale anche per gli atti redatti prima della data di entrata in vigore della legge di semplificazione, a condizione che la nullità non sia già stata accertata con sentenza definitiva.
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 ottobre 1997, n. 364, recante interventi urgenti a favore delle zone colpite da ripetuti eventi sismici nelle regioni Marche e Umbria.
Interventi urgenti a favore delle zone colpite da ripetuti eventi sismici nelle regioni Marche e Umbria.
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 19 maggio 1997, n. 130, recante disposizioni urgenti per prevenire e fronteggiare gli incendi boschivi sul territorio nazionale, nonché interventi in materia di protezione civile, ambiente e agricoltura.
Disposizioni urgenti per prevenire e fronteggiare gli incendi boschivi sul territorio nazionale, nonché interventi in materia di protezione civile, ambiente e agricoltura.
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 332, recante disposizioni urgenti per fronteggiare il rischio di incendi nelle aree protette.
Disposizioni urgenti per fronteggiare il rischio di incendi nelle aree protette.
Disposizioni in materia di parcheggi, programma triennale per le aree urbane maggiormente popolate, nonché modificazioni di alcune norme del testo unico sulla disciplina della circolazione stradale, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 15 giugno 1959, n. 393..
Conversione in legge del decreto-legge 3 gennaio 1987, n. 1, recante proroga di termini in materia di opere e servizi pubblici, di protezione civile e servizio antincendi in taluni aeroporti.
Proroga di termini in materia di opere e servizi pubblici, di protezione civile e servizio antincendi in taluni aeroporti.
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 1985, n. 791, concernente provvedimenti urgenti in materia di opere e servizi pubblici, nonché di calamità naturali.
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 26 maggio 1984, n. 159, recante interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dai movimenti sismici del 29 aprile 1984 in Umbria e del 7 e 11 maggio 1984 in Abruzzo, Molise, Lazio e Campania.
Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dai movimenti sismici del 29 aprile 1984 in Umbria e del 7 ed 11 maggio 1984 in Abruzzo, Molise, Lazio e Campania.
Finanziamento delle comunità montane istituite con L.1102/71 e provvedimenti per le zone montane.
(Avviso di rettifica pubbliucato nella G.U. del 24/11/2016, n. 275)
Il provvedimento - in vigore dal 14/09/2016 - reca la revisione del Codice dell'amministrazione digitale, in attuazione dell'art. 1 della L. 124/2015 (cosiddetta "riforma Madia").
Il provvedimento, recante misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca, e perciò denominato «Decreto istruzione», dispone anche, all'art. 26, modifiche alle imposte di registro, ipotecaria e catastale.
Si segnala inoltre che l'art. 10 del provvedimento in oggetto prevede che le Regioni interessate a favorire interventi di edilizia scolastica (interventi straordinari di ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento sismico, efficientamento energetico di immobili di proprietà pubblica adibiti all’istruzione scolastica e all’alta formazione artistica, musicale e coreutica e di immobili adibiti ad alloggi e residenze per studenti universitari, di proprietà degli enti locali, nonché costruzione di nuovi edifici scolastici pubblici e realizzazione di palestre o interventi su palestre esistenti) possano essere autorizzate dal Ministero dell'economia e delle finanze, d’intesa con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ed il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, a stipulare mutui trentennali con oneri di ammortamento a totale carico dello Stato.
Ulteriore proroga di termini previsti dalla legge 24 dicembre 2012, n. 228. (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge di stabilità 2013).
Attuazione della direttiva 2009/119/CE che stabilisce l'obbligo per gli Stati membri di mantenere un livello minimo di scorte di petrolio greggio e/o di prodotti petroliferi.
Individuazione delle dichiarazioni, attestazioni, asseverazioni, nonché degli elaborati tecnici da presentare a corredo della segnalazione certificata di inizio attività per la realizzazione delle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici.
Articolo 23, comma 2-ter.
L’art. 23, comma 2-bis del D.L. 09/02/2012, n. 5, prevede che la realizzazione delle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici venga sottoposta alla disciplina della segnalazione certificata di inizio attività.
In attuazione dell’art. 23, comma 2-ter del citato D.L., il Decreto individua le dichiarazioni, le attestazioni, le asseverazioni, e gli elaborati tecnici da presentare a corredo della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) per la realizzazione delle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici.
Ai sensi del Decreto, per "infrastruttura di ricarica per veicoli alimentati ad energia elettrica" si intende un’infrastruttura elettrica, incluso il punto di ricarica, che per la sua realizzazione richiede una nuova connessione alla rete di distribuzione elettrica o una modifica della connessione esistente.
La documentazione e gli elaborati tecnici da presentare a corredo della SCIA per la realizzazione delle infrastrutture di ricarica, sono individuati nell’Allegato 1 al Decreto.
Il Decreto entra in vigore il giorno della pubblicazione sul sito istituzionale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
Deliberaz. G.R. Umbria 12/12/2016, n. 1507
Legge n. 35/2012, art. 14 - D.G.R. n. 359/2015 - Piano operativo dei controlli di cave e miniere. Approvazione.
razionalizzare e coordinare, per il settore estrattivo, le funzioni di vigilanza stabilite dalla norma di settore (L.R. 2/2000) con quelle stabilite in termini generali dalla L.R. 12/2010 in materia di valutazione di impatto ambientale;
approvare il Piano Operativo dei Controlli di Cave e Miniere, redatto ai sensi del D.L. 09/02/2012, n. 5 e della Delib. G.R. 23/03/2015, n. 359.
Deliberaz. G.R. Umbria 23/03/2015, n. 359
Approvazione linee guida regionali in materia di controlli ambientali sulle imprese. Decreto legge n. 5/2012 art. 14 comma 5 convertito in legge n. 35/2012.
Regolam. R. Lazio 03/12/2013, n. 17
Agricoltura semplice. Riduzione di oneri amministrativi in materia di controlli e procedimenti amministrativi nel settore dell'agricoltura.
Il provvedimento attua il D.L. 5/2012 (convertito dalla L. 35/2012), Decreto Semplifica Italia, nella parte in cui introduce l’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) tra gli strumenti di semplificazione per le PMI. L’AUA semplifica notevolmente gli adempimenti amministrativi in particolare per le piccole e medie imprese. Le disposizioni del Regolamento si applicano alle PMI (microimprese, piccole e medie imprese), di cui all’art. 2 del D.M. 18/04/2005, ed agli impianti non soggetti alle disposizioni in materia di autorizzazione integrata ambientale.
Il Regolamento non si applica ai progetti sottoposti alla valutazione di impatto ambientale (VIA) laddove la normativa statale e regionale disponga che il provvedimento finale di VIA comprende e sostituisce tutti gli altri atti di assenso, comunque denominati, in materia ambientale, ai sensi dell’articolo 26, comma 4, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
L'Autorizzazione unica ambientale sostituisce una serie di procedure elencate nel decreto ed è rilasciata dallo Sportello unico per le attività produttive (SUAP) ed ha validità di 15 anni a decorrere dalla data del rilascio. I gestori degli impianti possono comunque non avvalersi dell’autorizzazione unica ambientale nel caso di attività soggette solo a comunicazione, ovvero ad autorizzazione di carattere generale, ferma restando la presentazione della comunicazione o dell’istanza per il tramite del SUAP.
L'Allegato al decreto contiene le autorizzazioni generali alle quali possono aderire gli impianti e le attività in deroga previsti dalla Parte II dell'Allegato IV alla parte V del D. Leg.vo 152/2006.
L’autorizzazione unica ambientale contiene tutti gli elementi previsti dalle normative di settore per le autorizzazioni e gli altri atti che sostituisce e definisce le modalità per lo svolgimento delle attività di autocontrollo, ove previste, individuate dall’autorità competente tenendo conto della dimensione dell’impresa e del settore di attività. In caso di scarichi contenenti sostanze pericolose, i gestori degli impianti autorizzati devono presentare, almeno ogni 4 anni, una comunicazione contenente gli esiti delle attività di autocontrollo all’autorità competente, la quale può procedere all’aggiornamento delle condizioni autorizzative qualora dalla comunicazione emerga che l’inquinamento provocato dall’attività e dall’impianto è tale da renderlo necessario. Tale aggiornamento non modifica la durata dell’autorizzazione.
Il decreto è previsto dall'art. 61, comma 1, del D.L. 09/02/2012, n. 5. Si ricorda che il citato D.L. 5/2012 ha introdotto nel D. Leg.vo 163/2006 l'art. 199-bis (Disciplina delle procedure per la selezione di sponsor) con la finalità di definire un percorso amministrativo chiaro e preciso per dare certezza di legittimità all’operato dell’amministrazione e delle imprese private che hanno interesse a contribuire alla tutela del patrimonio culturale attraverso la stipulazione di contratti di sponsorizzazione.
Ai sensi del citato art. 61, comma 1, del D.L. 5/2012, il decreto in commento reca «norme tecniche e linee guida applicative delle disposizioni contenute nell'articolo 199-bis del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, nonché di quelle contenute nell'articolo 120 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni, anche in funzione di coordinamento rispetto a fattispecie analoghe o collegate di partecipazione di privati al finanziamento o alla realizzazione degli interventi conservativi su beni culturali, in particolare mediante l’affissione di messaggi promozionali sui ponteggi e sulle altre strutture provvisorie di cantiere e la vendita o concessione dei relativi spazi pubblicitari». Pertanto il decreto in oggetto reca l’elaborazione delle disposizioni finalizzate ad orientare l’azione degli uffici nell’applicazione del complesso quadro normativo attualmente vigente in materia di sponsorizzazioni di beni culturali.
Un importante chiarimento riguarda il ricorso alle gare; l'interpretazione finora data all'art. 199-bis del D. Leg.vo 163/2006 imponeva in ogni caso il ricorso alle gare, a prescindere dall'importo. Il decreto prevede, invece, che i contratti di sponsorizzazione ed i contratti a questi assimilabili, di cui siano parti un’amministrazione aggiudicatrice o altro ente aggiudicatore e uno sponsor che non sia un’amministrazione aggiudicatrice o altro ente aggiudicatore, di importo superiore a 40.000 Euro, siano soggetti ad apposita disciplina per quanto attiene alla scelta dello sponsor, nel senso che questa deve sempre avvenire a conclusione di una procedura concorsuale, anche se semplificata, e comunque nel rispetto dei principi di economicità, efficienza, efficacia, imparzialità, parità di trattamento e proporzionalità.
Di conseguenza, al di sotto di tale soglia, ferma restando la necessità dei requisiti di qualificazione e della vigilanza dell’amministrazione preposta alla tutela, il contratto di sponsorizzazione può essere stipulato mediante procedura negoziata, senza la necessità di nessuna formalità amministrativa.
Viene inoltre precisato che nell’ipotesi in cui lo sponsor sia un’altra amministrazione aggiudicatrice o un ente aggiudicatore, detta soglia non trova applicazione e la sponsorizzazione può essere affidata mediante trattativa privata, senza alcuna formalità.
Il decreto contiene, tra le altre, indicazioni sulla programmazione e le modalità di selezione del contraente e di materia fiscale, per le quali si rimanda al testo normativo
Disposizioni applicative dell'articolo 11, comma 6, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito nella legge 4 aprile 2012, n. 35, in materia di trasporto su strada.
Articolo 11 comma 6
Art. 12, d.lgs. n. 81/2008 e successive modifiche ed integrazioni - risposta al quesito in merito all'art. 90, commi 9 e 10 del d.lgs. n. 81/2008.
La Commissione per gli Interpelli del Min. del Lavoro e delle Politiche sociali - in risposta a dei quesiti posti dal CNI sulla corretta interpretazione dell'art. 90, commi 9 e 10, del D. Le.gvo 81/2008 - chiarisce che:
per "assenza del documento unico di regolarità contributiva (DURC)" si intende il mancato rilascio, tramite la procedura online, dello stesso; quindi se non può essere attestata la regolarità dei versamenti contributivi non viene mai rilasciato un "DURC irregolare" in quanto non è previsto dal sistema di cui al D.M. 30/01/2015 e perché, ontologicamente, il DURC è solo regolare;
in assenza del DURC l'amministrazione concedente sospende l'efficacia del titolo abilitativo sia nel caso di inadempienze comunicate dall'organo di vigilanza, sia nel caso di inadempienze accertate direttamente dalla stessa amministrazione concedente.
Accordo tra Governo, Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano, per la definizione della struttura e del contenuto del percorso di istruzione e formazione tecnica superiore di cui al Capo III del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 gennaio 2008 di durata annuale per l'accesso ai percorsi degli Istituti tecnici superiori di cui al Capo II del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 gennaio 2008. Accordo ai sensi dell'art. 1, comma 46, della legge 13 luglio 2015, n. 107. (Repertorio atti n. 11/CSR del 20 gennaio 2016).
Circ. Ass.R. Sicilia 10/04/2014
Autorizzazione unica ambientale (AUA). Chiarimenti a seguito dell’emanazione della legge regionale 24 marzo 2014, n. 8 - Istituzione dei liberi Consorzi comunali e delle Città metropolitane.
Definizione di bosco: applicazione dell’art. 3 comma 3 bis della l.r. n. 4/2009 “Gestione e promozione economica delle foreste”.
Circ. P.G.R. Piemonte 28/01/2014, n. 1/AMB
Indicazioni applicative in merito al d.p.r. 13 marzo 2013, n. 59, recante “Disciplina dell’autorizzazione unica ambientale e semplificazione di adempimenti amministrativi in materia ambientale gravanti sulle piccole e medie imprese e sugli impianti non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale”.
Il Ministero dell'Ambiente fornisce chiarimenti interpretativi relativi alla disciplina dell'Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) nella fase di prima applicazione del D.P.R. 13/03/2013, n. 59, recante il regolamento di disciplina dell'autorizzazione unica ambientale e la semplificazione di adempimenti amministrativi in materia ambientale gravanti sulle piccole e medie imprese e sugli impianti non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale. Di seguito una sintesi dei chiarimenti contenuti nella circolare in commento.
Ambito di applicazione del D.P.R. 59/2013. In merito all'applicabilità del D.P.R. 59/2013 alle sole PMI non soggette ad AIA., ovvero a tutti gli impianti non soggetti ad AIA., a prescindere dai requisiti dimensianali, la circolare ha chiarito che un impianto produttivo non soggetto all' AIA è soggetto all'AUA anche quando il gestore sia una grande impresa.
Natura obbligatoria o facoltativa dell'AUA. Sulla questione che la richiesta dell'AUA invece dei singoli titoli abilitativi (previsti dall'art. 3, comma 1, del Regolamento) sia una facoltà ovvero un obbligo in capo al gestore, viene chiarito che la richiesta di AUA è sempre obbligatoria alla scadenza del primo dei medesimi titoli abilitativi, salvo che ricorra una delle deroghe previste dall'art. 3 del Regolamento.
Ipotesi in cui venga a scadere una comunicazione/autorizzazione quando l'attività sia soggetta anche a titoli abilitativi di carattere autorizzatorio. Nel caso di impianto soggetto cumulativamente a comunicazioni e ad autorizzazioni di settore, alla scadenza della prima comunicazione il gestore ha l'obbligo di presentare istanza di AUA. Sempre per le attività soggette anche a titoli abilitativi di carattere autorizzatorio, il gestore ha facoltà di presentare autonoma istanza di adesione all'autorizzazione di carattere generale tramite il SUAP, non solo quando l'attività è soggetta esclusivamente ad autorizzazione di carattere generale, bensì anche quando l'attività è parimenti soggetta a titoli abilitativi tra quelli sostituiti dall'AUA.
Ipotesi di attività soggetta unicamente a più comunicazioni o autorizzazioni di carattere generale.
Quando l'attività è soggetta unicamente a più comunicazioni oppure, congiuntamente, a comunicazioni ed autorizzazioni di carattere generale, il gestore ha la facoltà, e non l'obbligo, di richiedere l'AUA.
Termine di presentazione della domanda di AUA. Infine, in merito al termine per la presentazione della domanda di AUA, la Circolare chiarisce che, davanti all'alternativa tra il termine indicato dalle norme di settore e l'indicazione contenuta nel Regolamento «alla scadenza del primo titolo abilitativo da essa sostituito», è preferibile rispettare i termini previsti dalla disciplina di settore del titolo in scadenza, per beneficiare della possibilità di continuare l'attività anche in caso di mancata risposta, nei termini di legge, sulla richiesta di primo rilascio dell' AUA.
Efficacia della sanzione di cui al comma 1-ter dell'art. 38 del Codice dei contratti.
Circ. R. Lombardia 05/08/2013, n. 19
Primi indirizzi regionali in materia di autorizzazione unica ambientale (AUA).
Decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 convertito, con modificazioni, con la legge 4 aprile 2012, n. 35, concernente "Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni e sviluppo". Articolo 57 - Disposizioni per le infrastrutture energetiche strategiche.
Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) - art. 14, comma 6 bis, D.L. n. 5/2012 conv. da L. n. 35/2012 - DURC e autocertificazione.
Articolo 14, comma 6-bis
Applicazione al DURC delle disposizioni introdotte in materia di certificazione dall'articolo 40, comma 02, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, introdotto dall'articolo 15, legge 12 novembre 2011, n. 183.
Decreto ministeriale 22 gennaio 2008, n. 37. Imprese iscritte nel vigore della legge 5 marzo 1990, n. 46; conversione d'ufficio della iscrizione, a norma dell'articolo 34 del D.L. 9 febbraio 2012, n. 5, e dell'articolo 1, del D.L. 24 gennaio 2012, n. 1.
Il Ministero dello Sviluppo Economico risponde alle richieste di chiarimenti in merito alla possibilità, per gli imprenditori iscritti al Registro Imprese in costanza della L. 46/1990, di vedere certificata la propria posizione di abilitazione all'installazione di impianti ai sensi del vigente D.M. 22/01/2008, n. 37 e non più ai sensi della L. 46/1990, abrogata dal D.M. 37/2008.
In proposito il Ministero ritiene che l'art. 34 del recente D.L. 03/02/2012, n. 5 (decreto semplificazioni) può ritenersi finalizzato proprio a superare le perplessità connesse al diverso ambito di applicazione delle norme in questione (L. 46/1990 e D.M. 37/2008), equiparando le imprese già abilitate ad operare sulla base della norma previgente con riferimento agli impianti degli edifici di civile abitazione a quelle abilitate in base alla nuova norma per tutte le tipologie di edifici, e che in base all'art. 1, comma 2, del D.L. 24/01/2012, n. 1 (decreto liberalizzazioni) l'assenza di disposizioni transitorie volte a disciplinare le modalità di passaggio dall'abilitazione ex L. 46/1990 all'abilitazione ex D.M. 37/2008, non può più essere interpretata in senso restrittivo, come impedimento alla prosecuzione di attività già legittimamente svolte e come mancanza di automatica continuità fra le due abilitazioni, almeno in tutti i casi in cui coincida la tipologia di impianti cui tale abilitazione è riferita, senza peraltro più distinzione fra abilitazione relativa ad edifici di civile abitazione ed abilitazione relativa ad altri edifici.
In base alle innovazioni normative ed alle considerazioni sopra riportate il Ministero ritiene che, in generale, si debba procedere automaticamente d'ufficio, senza alcun accertamento dei requisiti professionali (e fornisce le modalità per i casi più comuni) a convertire l'abilitazione ex L. 46/1990 nella corrispondente ex D.M. 37/2008, mentre suggerisce di continuare a ritenere necessaria la presentazione di apposita SCIA - previa analisi in concreto della situazione della relativa impresa per le quali risulti ancora registrata un'abilitazione ai sensi della L. 46/1990 - solo per i casi residuali in cui non possa essere individuata continuità con una corrispondente abilitazione ai sensi del D.M. 37/2008.
In relazione allo schema di regolamento di modifica del D.P.R. 139/2010 vanno meglio circoscritti alcuni interventi di lieve entità da assoggettare ad autorizzazione semplificata, indipendentemente dal tipo di vincolo sul bene, e che sono individuati nell'allegato dello schema di regolamento destinato a sostituire l'Allegato I del D.P.R. 139/2010.
Autorizzazione Unica Ambientale (AUA): semplificazioni per le PMI
Il Regolamento emanato con il D.P.R. 59/2013 disciplina l’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA), nuovo strumento di semplificazione per le PMI. La AUA è rilasciata da un unico ente e sostituisce una serie di atti di comunicazione, notifica e autorizzazione previsti dalle norme vigenti in materia ambientale.
Tutte le novità del decreto-legge «semplificazioni» 5/2012 dopo la conversione in legge
Banca dati nazionale dei contratti pubblici (BDNCP); Sanzioni per falsa dichiarazione o documentazione negli appalti; Sponsorizzazione degli interventi sui beni culturali; Responsabilità solidale negli appalti; Dichiarazione di conformità degli impianti; Abilitazione alle imprese di installazione e manutenzione impianti negli edifici; Parcheggi pertinenziali; Procedure amministrative mediante SCIA; Autorizzazione unica ambientale per le PMI; Autorizzazione paesaggistica semplificata per interventi di lieve entità.