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Timestamp: 2017-02-19 14:30:26+00:00
Document Index: 44883953

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 416', 'art. 416', 'art. 260', 'art. 416', 'art. 84', 'art. 42', 'sentenza ', 'art. 260', 'DTF ', 'sentenza ', 'art. 97', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 416', 'art. 84', 'art. 66']

1C_193/2015 (17.04.2015)
1C_193/2015 Sentenza del 17 aprile 2015
ricorso contro la sentenza emanata il 26 marzo 2015 dalla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale.
A. Il 19 maggio 2014 il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale ordinario di Como ha emanato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti, tra altri, di A.________, per i reati di associazione per delinquere, emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, occultamento o distruzione di documenti contabili, evasione dell'IVA all'importazione, falsità in documenti e contraffazione delle impronte. L'Ambasciata d'Italia ha poi trasmesso alla Svizzera la domanda formale di estradizione e di arresto dell'interessato. Quest'ultimo, fermato il 9 settembre 2014 sulla base di un ordine di arresto ai fini estradizionali spiccato il 3 settembre precedente dall'Ufficio federale di giustizia (UFG), si è opposto all'estradizione in via semplificata.
B. Il 13 ottobre 2014 la Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale (TPF) ha respinto un reclamo di A.________ tendente all'annullamento dell'ordine di arresto ai fini estradizionali. Mediante sentenza 1C_519/2014 del 4 novembre 2014, il Tribunale federale ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato dall'arrestato.
C. Il 24 ottobre 2014 l'UFG ha concesso l'estradizione dell'interessato all'Italia. Adito da quest'ultimo, con giudizio del 26 marzo 2015, il TPF ne ha respinto il ricorso.
D. Contro questa decisione A.________ presenta un "ricorso in materia di estradizione" al Tribunale federale. Chiede di annullare la sentenza impugnata.
E. Non si è proceduto a uno scambio di scritti, ma è stato richiesto l'incarto cantonale.
2.1. Il ricorrente precisa di contestare sotto l'aspetto materiale unicamente l'esistenza del requisito della doppia punibilità in relazione all'art. 416 CP italiano, relativo all'associazione per delinquere, che non troverebbe alcuna corrispondenza nel diritto svizzero, poiché nel caso in esame non vi sarebbe corrispondenza tra la fattispecie criminosa dell'art. 416 CP italiano e l'art. 260ter CP, questione che non sarebbe stata esaminata dal TPF. Ne conclude che l'estradizione non potrebbe essere concessa per il reato di cui all'art. 416 CP italiano.
2.2. Il ricorrente, limitandosi a criticare l'applicazione del principio della doppia punibilità alla fattispecie in esame, non dimostra tuttavia che si sarebbe in presenza di un caso particolarmente importante ai sensi dell'art. 84 LTF. D'altra parte egli, contravvenendo al suo obbligo di motivazione (art. 42 LTF), nemmeno si confronta con gli argomenti ritenuti al riguardo nella sentenza impugnata (consid. 5), nella quale è stato rettamente rilevato che il giudice dell'estradizione non deve procedere a un esame dei reati e delle norme penali menzionate nella domanda estera, ma semplicemente vagliare se, effettuata la dovuta trasposizione, i fatti ivi addotti sarebbero punibili anche secondo il diritto svizzero, ricordato che la punibilità secondo il diritto elvetico va determinata senza tener conto delle particolari forme di colpa e condizioni di punibilità da questo previste: insistendo sull'inapplicabilità dell'art. 260ter CP, il ricorrente parrebbe disattendere che i fatti incriminati non devono forzatamente essere caratterizzati, nelle due legislazioni, dalla medesima qualificazione giuridica (DTF 124 II 184 consid. 4b/cc pag. 188 e rinvii; cfr. sentenza 1C_765/2013 del 27 settembre 2013 consid. 2.2). Ora, il TPF ha ritenuto che in concreto la condizione della doppia punibilità è adempiuta per ognuna delle diverse infrazioni oggetto della domanda di estradizione, in particolare anche riguardo alla truffa fiscale e alla fattispecie aggravata, qualora l'infrazione sia commessa da più persone di cui all'art. 97 cpv. 2 della legge federale del 12 giugno 2009 concernente l'imposta sul valore aggiunto (RS 641.20), come pure degli art. 14 cpv. 2 e 4 e art. 15 DPA (RS 313.0). Incentrando la sua argomentazione su pretese specificità dell'art. 416 CP italiano, il ricorrente non dimostra del resto che il ritenuto adempimento del requisito della doppia punibilità non sarebbe stato applicato conformemente alla costante prassi.
2.3. Il ricorrente fa poi valere una violazione del diritto di essere sentito perché non avrebbe avuto accesso all'incarto completo. Tuttavia, una siffatta violazione, supposta data, non costituirebbe di per sé, né il ricorrente lo pretende, una grave lacuna ai sensi dell'art. 84 cpv. 2 LTF (cfr. sentenze 1C_110/2015 del 26 febbraio 2015 consid. 2.3, 1C_763/2013 del 27 settembre 2013 consid. 2.2, 1C_323/2013 del 27 marzo 2013 consid. 1.3 e 1C_325/2012 del 28 giugno 2012 consid. 1.2), poiché la procedura di estradizione costituisce una semplice procedura amministrativa, che non persegue lo scopo di statuire sulla colpevolezza penale dell'interessato.
3. Visto che non si è in presenza di un caso particolarmente importante, il ricorso è inammissibile. Le spese seguono la soccombenza (art. 66 cpv. 1 LTF).
Losanna, 17 aprile 2015