Source: https://renatodisa.com/2013/02/18/usucapione/
Timestamp: 2018-08-14 22:09:32+00:00
Document Index: 86534095

Matched Legal Cases: ['art.1142', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1141', 'art. 827', 'art. 586', 'art. 1']

L'Usucapione - Avvocato Renato D'Isa
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A) Nozione ed elementi costitutivi dell’usucapione
Possesso continuato
Possesso intermedio
Per ultima Cassazione [210] l’animus possidendi, necessario all’acquisto della proprietà per usucapione da parte di chi esercita il potere di fatto sulla cosa, non consiste nella convinzione di essere proprietario (o titolare di altro diritto reale sulla cosa), bensì nell’intenzione di comportarsi come tale, esercitando corrispondenti facoltà, mentre la buona fede non è requisito del possesso utile ai fini dell’usucapione.
Di conseguenza, la consapevolezza di possedere senza titolo, ed il compimento di attività negoziali o di altra natura, finalizzate a ottenere il trasferimento della proprietà del bene posseduto o la stabilità sul piano formale della situazione giuridica rispetto ad esso non esclude che il possesso sia utile ai fini dell’usucapione.
La fattispecie, infine, deve essere considerata anche in relazione del principio della presunzione del possesso intermedio, cioè, ai sensi dell’art.1142 c.c., il possessore attuale che ha posseduto in tempo più remoto, si presume che abbia posseduto anche in tempo intermedio.
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 20 gennaio 2014, n. 1071.
ovvero: ai fini dell’interruzione e sospensione dell’usucapione vige il principio della tassatività degli atti interruttivi, costituiti dalla perdita materiale del potere di fatto sulla cosa o da specifici atti giudiziali, per cui la “mera diffida a riconsegnare la res da altri posseduta, non può ritenersi atto idoneo a sospendere o interrompere il possesso ai fini dell’usucapione ex artt. 2943 e 1165 c.c. cioè la perdita materiale del potere di fatto sul bene.
In un caso specifico, secondo la S.C.
il decreto di espropriazione e’ idoneo a far acquisire la proprieta’ piena del bene, e ad escludere qualsiasi situazione, di diritto o di fatto con essa incompatibile, e qualora il precedente proprietario, o un soggetto diverso, continui ad esercitare sulla cosa attivita’ corrispondente all’esercizio del diritto di proprieta’, la notifica del decreto ne comportava la perdita dell'”animus possidendi”, conseguendone che ai fini della configurabilita’ di un nuovo possesso ad “usucapionem” sarebbe stato necessario un atto di “interversio possessionis”.
Più che rinuncia è una sorta di desistenza del soggetto interessato all’azione di accertamento.
è ammissibile l’usucapione della proprietà soltanto di una quota di un bene indiviso, lasciando impregiudicata la quota di altro comproprietario, non elimina infatti la necessità che una tale pretesa venga esplicitata mediante la formulazione di un’apposita e specifica domanda in giudizio.
Né in contrario, si legge in sentenza in commento, può argomentarsi che tale richiesta sia compresa nella domanda di usucapione di tutte le altre quote, comportando una mera riduzione del petitum originario, una volta considerato che essa comporta anche una modifica del fatto costitutivo, che da una situazione di possesso esclusivo viene trasformato in quella di compossesso. A ciò si aggiunga che il ricorso nemmeno precisa quale sarebbe la quota o le quote degli altri comproprietari nei cui confronti dovrebbe essere dichiarata l’usucapione, sicché la domanda appare indeterminata anche con riguardo al petitum immediato (Cass., Sez. II, 6 dicembre 2011, n. 26241).
Ai fini dell’usucapione di una servitù di passaggio[274], il possesso da considerare è esclusivamente quello che sia stato posto a base dell’usucapione, non potendo essersi usucapito qualcosa di più o di diverso di ciò che si è posseduto (tantum praescriptum quantum possessum).
[282] Per una maggiore disamina dell’istituto aprire il seguente collegamento Le luci e vedute – par.fo F usucapione
[283] Corte di Cassazione, sentenza 10-5-72, n. 1419
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2018-08-09T12:46:41+00:0018 febbraio 2013|Articoli e saggi, Diritti reali e Condominio, Diritto Civile e Procedura Civile, Usucapione|20 Commenti
Giuseppe 11 marzo 2016 at 20:50	- Reply
ho trovato di grande aiuto il Suo sito e gli articoli pubblicati. Grazie per la condivisione delle Sue conoscenze. Le sottopongo il seguente caso concreto. Nel 1996 Tizio acquista due fondi agricoli contigui con regolare atto notarile. Nella descrizione dei beni si indicano anche un antico fabbricato (MAI dichiarato in catasto) e una piscina presenti entro i predetti fondi. In realtÃƒÂ soltanto la piscina ÃƒÂ¨ su uno dei due fondi e il fabbricato ÃƒÂ¨, invece, sul terreno di un altro proprietario confinante. Nel 2004 la particella del vicino ÃƒÂ¨ stata venduta a Caio, senza che venga indicato il fabbricato (ABUSIVO), e Caio non si accorge di nulla. Nel 2016, Caio decide di vendere e chiama un tecnico che gli comunica la situazione effettiva: Tizio ÃƒÂ¨ in possesso dal 1996 di un fondo intestato a Caio, con entro un fabbricato MAI dichiarato. DOMANDA: TIZIO PUO’ ESERCITARE L’USUCAPIONE? Spero sia tutto chiaro. Saluti
Avv. Renato D'Isa 31 marzo 2016 at 11:28	- Reply
Roberto 28 ottobre 2015 at 21:58	- Reply
Gentilissimo Avvocato, le volevo porre un quesito :
In questa casa oltre al giardino di proprieta’ esclusiva era presente e annessa allo stesso da oltre 30 anni una striscia di terrenno sottratta impropriamente al cortile comune di altri condomini a causa di un errata misurazione durante un frazionamento del cortile, altri condomini hanno una situazione analoghe, infatti in 30 anni nessuno a mai reclamato diritti o altro. Purtroppo durante la nostra vendita non si e’ riuscito per vari motivi a sistemare la questione del cortile con usocapione o accordi tra i condomini , e gli a acquirenti hanno trattenuto una ciifra di Ã¢â€šÂ¬ 10000 dall’importo dovuto per la casa, con la promessa di andare a stilare un preliminare a posteriori per sistemare questa questione.
Avv. Renato D'Isa 24 novembre 2015 at 18:00	- Reply
in merito al Suo quesito avrei la necessitÃƒÂ di leggere il suo atto dÃ¢â‚¬â„¢acquisto il tutto da inviare al mio indirizzo e-mail r.disa@studiodisa.it.
Antonia 5 dicembre 2014 at 14:00	- Reply
Gentile avvocato, in primis complimenti per il prezioso lavoro che svolge dedicando tempo ai suoi lettori.
Sono incappato in un problema da “avente causa”, avendo ereditato un terreno seminativo sul quale gravava il pagamento di canoni (irrisori all’epoca) all’Ospedale di Zona, poi al Comune ed ora prima alla Regione poi all’ASL. Rientra nel patrimonio disponibile di sicuro, ma dalla morte di mio padre non ho piÃƒÂ¹ pagato canoni anche perchÃƒÂ¨ non richiesti, non perchÃƒÂ¨ ero legittimato a farlo, ma sinceramente, caduto in dimenticanza. Il terreno ÃƒÂ¨ in nostro possesso con semina ed altro, abbiamo anche provveduto a farci delle piccole costruzioni tipo Gazebo.
Si ÃƒÂ¨ presentata l’ASL e attulamente chiedono 25mila euro circa di arretrati (gli ultimi 5 anni). Sinceramente non so come hanno proceduto con i calcoli, i canoni non vengono pagati dal 1992 e ciÃƒÂ², come Lei dice, da sola, non provoca una intervesio possessionis. Dai dati catastali, antichissimi, non risultano per iscfitto “enfiteusi” nÃƒÂ¨ “livelli”, ma credo ricada in questa fattispecie. A voler esercitare un riscatto di questo terreno ci sto pensando, ma come calcolare i canoni? E una eventuale proposta d’acquisto non farebbe cadere la possibilitÃƒÂ eventuale di acquisto per usucapione?
Avv. Renato D'Isa 12 dicembre 2014 at 15:21	- Reply
vorrei esserle d’aiuto ma avrei bisogno di documentazione, come ad esempio la comunicazione che Le ha inviato l’ASL ed avere, poi, contezza dei titoli di proprietÃƒÂ e delle visure catastali.
Le ricordo, perÃƒÂ², come avrÃƒÂ avuto modo giÃƒÂ di leggere che lÃ¢â‚¬â„¢art. 1141 c.c. non consente al detentore di trasformarsi in possessore mediante una sua interna determinazione di volontÃƒÂ , ma richiede, per il mutamento del titolo,
1) lÃ¢â‚¬â„¢intervento di Ã‚Â«una causa proveniente da un terzoÃ‚Â», per tale dovendosi intendere qualsiasi atto di trasferimento del diritto idoneo a legittimare il possesso, indipendentemente dalla perfezione, validitÃƒÂ , efficacia dellÃ¢â‚¬â„¢atto medesimo, compresa lÃ¢â‚¬â„¢ipotesi di acquisto da parte del titolare solo apparente,
2) ovvero lÃ¢â‚¬â„¢opposizione del detentore contro il possessore, opposizione che puÃƒÂ² aver luogo sia giudizialmente che stragiudizialmente e che consiste nel rendere noto al possessore, e cioÃƒÂ¨ a colui per conto del quale la cosa era detenuta, in termini inequivoci e contestando il di lui diritto, lÃ¢â‚¬â„¢intenzione di tenere la cosa come propria.
Lo stabilire se, in conseguenza di un atto negoziale ancorchÃƒÂ© invalido, al detentore di un immobile sia stato da un terzo trasferito il possesso del bene, costituisce una indagine di fatto, riservata al giudice di merito, i cui apprezzamenti e valutazioni sono sindacabili in sede di legittimitÃƒÂ soltanto per illogicitÃƒÂ o inadeguatezza della motivazione.
In altre parole, la interversione nel possesso Ã¢â‚¬â€ che non puÃƒÂ² avvenire mediante un semplice atto di volizione interna, ma deve estrinsecarsi in un fatto esterno, da cui sia consentito desumere che il possessore nomine alieno ha cessato di possedere in nome altrui ed ha iniziato un possesso per conto ed in nome proprio Ã¢â‚¬â€ pur potendo realizzarsi anche mediante il compimento di attivitÃƒÂ materiali che manifestino inequivocabilmente lÃ¢â‚¬â„¢intenzione di esercitare il possesso esclusivamente nomine proprio, richiede sempre, ove il mutamento del titolo in base al quale il soggetto detiene non derivi da causa proveniente da un terzo, che lÃ¢â‚¬â„¢opposizione risulti univocamente rivolta contro il possessore, e cioÃƒÂ¨ contro colui per cui conto la cosa era detenuta, in guisa da rendere esteriormente riconoscibile allÃ¢â‚¬â„¢avente diritto che il detentore ha cessato di possedere nomine alieno e che intende sostituire alla preesistente intenzione di subordinare il proprio potere a quello altrui lÃ¢â‚¬â„¢animus di vantare per sÃƒÂ© il diritto esercitato, convertendo cosÃƒÂ¬ in possesso la detenzione precedentemente esercitata.
ornella commisso 1 dicembre 2014 at 14:46	- Reply
Egr. Sig: Avvocato,
Mio padre eÃ¢â‚¬â„¢ comproprietario in parti uguali con altri 2 fratelli ( deceduti ), per atto notarile di compravendita del 1952, di una quota di 15/25 ( quota di 5/25 per ciascuno dei fratelli) di un terreno indiviso, del quale altri comproprietari detengono i residui 10/25. Al catasto, il bene ( nell’intero ) risulta intestato a tutti i comproprietari, ognuno nelle rispettive quote.
Considerato che mio padre, ha dall’origine, sulle due quote dei fratelli, il possesso ininterrotto e l’esercizio di proprieta’, domando se risulta ammissibile l’usucapione della proprieta’ relativamente a tali distinte quote ( oggi , per successione, degli eredi figli ), lasciando impregiudicate le quote degli altri comproprietari ( 10/25 ), stante il bene indiviso.
Avv. Renato D'Isa 5 dicembre 2014 at 13:20	- Reply
Gentile sig.ra Ornella,
ÃƒÂ¨ ammissibile tale usucapione, ma verte l’onere della prova ovvero bisogna dimostrare il godimento esclusivo della cosa comune da parte di uno dei compossessori ed ÃƒÂ¨ necessario, a fini di usucapione, la manifestazione del dominio esclusivo sulla res da parte dellÃ¢â‚¬â„¢interessato attraverso unÃ¢â‚¬â„¢attivitÃƒÂ apertamente contrastante ed inoppugnabilmente incompatibile con il possesso altrui.
Michael M. 19 settembre 2014 at 21:06	- Reply
Egregio avv. D’Isa
Spero Lei mi possa fare un poÃ¢â‚¬â„¢ di luce in un caso banale, ma per gli interessati pertanto snervante.
Ca. 35anni fa, mio padre con tre delle sue sorelle decise di acquistare la casa nella quale erano nati tutti i figli di mia nonna. Allora la casa era ancora in stato abitabile ma purtroppo dopo il terremoto del 79 fu dichiarata inabitabile. Essendo per fin di legge unico proprietario della casa, come notato nel registro catastale (anche se le sorelle versarono la loro quota, cosa che fu scritta su un contratto/ atto d’acauisto), mio padre solamente si era interessato a ricevere fondi statali per ripristinare lÃ¢â‚¬â„¢immobile, dopo la morte di mia nonna. Dato che noi non viviamo in Italia (nati allÃ¢â‚¬â„¢estero, oppure emigrati come nel caso di mio padre), compreso le sorelle comproprietarie della casa, non ci furono ammessi dei fondi per mettere in sesto la piccola casa.
Pochi anni fa perÃƒÂ², dopo una perizia fatta a carico di mio padre, la casa fu dichiarata abitabile ma da mettere in sesto immediatamente (per via di pericolo di crollo). Una delle sorelle decise di incaricare muratori, falegnami etc., per rimodernare la casa sia esternamente sia allÃ¢â‚¬â„¢interno. Mio padre non ne era informato ma dopo fatti eseguiti, non gli rimase che accettare.
Ora la situazione ÃƒÂ¨ la seguente: mia zia chiede a tutti di dividere le spese in parti eguali, ca. 4000.- Eur a proprietario (4 proprietari …con 10 possibili eredi). Mio padre non ÃƒÂ¨ dÃ¢â‚¬â„¢accordo, perchÃƒÂ© non fu lui ad affidare lÃ¢â‚¬â„¢incarico a muratori etc. ma mia zia, e in piÃƒÂ¹ per non aver visto fino adÃ¢â‚¬â„¢ora nessuna ricevuta fiscale che provi che quei lavori siano stati eseguiti legalmente e in modo corretto.
Pur non essendo esperto di legge italiana, consigliai a mio padre di cedere la sua parte della casa a sua sorella invece di pagare i 4000.- Eur e di terminare cosÃƒÂ¬ un calvario durato troppo a lungo, che sta snervando anche noi figli.
Secondo lei sarebbe meglio un atto di cessione oppure una domanda da parte di mia zia per usucapione (in entrambi i casi lei sarebbe dÃ¢â‚¬â„¢accordo di rinunciare ai 4000.- Eur). Quale sarebbe la prassi meno complicata, sapendo che mio padre vive in Svizzera, la zia interessata in Canada, e le altre due zie anche allÃ¢â‚¬â„¢estero? Ho capito bene, che in caso di usucapione deve essere mia zia fare domanda presso un avvocato oppure deve essere il mio babbo a dichiarare di non essere interessato alla proprietÃƒÂ , con atto notarile? E cosa ne sarebbe con le altre due comproprietarie?
Grazie mille del Suo aiuto e mi scusi per aver dimenticato la grammatica Italiana. 🙂 (solo scuole tedesche).
Avv. Renato D'Isa 26 settembre 2014 at 13:48	- Reply
Egr. sig. Maurantonio,
purtoppo solo dalla Sua descrizione mi risulta difficile risponderla, avrei la necessitÃƒÂ di leggere gli eventuali titoli di proprietÃƒÂ , visure catastali e quant’altro utile per la comprensione del caso.
Marco Bencini 19 maggio 2014 at 23:27	- Reply
Buongiorno Avvocato D’Isa,
vorrei avere un suo consiglio riguardo l’accettazione di ereditÃƒÂ che ha ad oggetto una quota parte di beni, su cui poi procedere con un usucapione per la parte restante.
Mio bisnonno era proprietario di beni che a seguito della sua morte sono stati ereditati dai suoi 5 figli (tra cui mio nonno). Di questi uno ÃƒÂ¨ morto senza sposarsi e senza figli, gli altri 4 hanno lasciato ad eredi che in 2 casi si sono disinteressati dei beni. Mio nonno ha lasciato la sua quota a 4 figli (di cui un mio padre), uno dei quali ÃƒÂ¨ successivamente morto senza che nessuno dei fratelli (compreso mio padre) abbia fatto la domanda di successione.
Dal momeno che io e mia madre vorremmo procedere con l’usucapione dell’intero bene (o almeno della parte non rivendicata dagli eredi), siamo difronte ad un bivio: fare la domanda di successione all’ereditÃƒÂ dello zio a nome del babbo per poi succedere al babbo oppure succedere direttamente al babbo. PuÃƒÂ² essere inopportuno fare la domanda di successione allo zio tenuto conto che potrebbe essere una contraddizione dell’animus possidendi? L’unico vantaggio potrebbe essere di incrementare la quota di proprietÃƒÂ se (come probabilmente accadrÃƒÂ ) si metterÃƒÂ di traverso l’erede di uno fratello del nonno. degli altri tre fratelli due si sono disinteressati ed uno non ha lasciato eredi.
Ringrazio anticipatamente per l’eventuale consiglio che potrÃƒÂ darmi.
Avv. Renato D'Isa 28 maggio 2014 at 17:47	- Reply
allo stato mi ÃƒÂ¨ difficile risponderle senza una lettura degli atti, Le posso solo significare che comunque ai fini dell’accertamento dell’usucapione occorrerebbe un giudizio per la trascrizione del titolo. Sulla dichiarazione di successione, mi perdoni, ma non ho inteso bene la problematica. Di certo se effettivamente ci sono i presupposti per l’accertamento dell’usucapione (possesso pacifico e continuo per 20 anni oltre all’animus come effettivo proprietario), converrebbe agire per tale ragione a dispetto di una eventuale successione che comporterebbe, qualora non ci sia la possibilitÃƒÂ di liquidare gli altri coeredi, una divisione ereditaria con vendita dell’immobile qualora non sia comodamente divisibile.
GIOVANNI C. 29 giugno 2016 at 23:45	- Reply
Buongiorno Avvocato DÃ¢â‚¬â„¢Isa,
Io vengo da una situazione paradossale, mio padre nel 95 a effettuato un preliminare di compravendita di una casa in parte grezza per la quale era giÃƒÂ stata presentata la domanda di sanatoria, la casa ÃƒÂ¨ stata pagata con assegni ed esiste sia copia del preliminare che degli assegni.
per diversi motivi non si ÃƒÂ¨ mai fatto l’atto.
Quando mi sono mosso per intestami la casa la quale ÃƒÂ¨ stata definita e accatastata nel suo stato definitivo, ho trovato enormi problemi per fare l’atto, tra cui un vincolo idrogeologico della zona , il cui confine cade sul centro della mia casa e la sanatoria che ÃƒÂ¨ incompleta rendendo impossibile l’atto.
QUI NASCE IL PROBLEMA, il notaio che deve trascrivere il verbale di mediazione dice che non puo’ procedere perchÃƒÂ¨ la sanatoria non ÃƒÂ¨ completa e per il vincolo che ÃƒÂ¨ nato solo nel 2005.
L’immobile non ÃƒÂ¨ del tutto abusivo, c’e’ concessione edilizia e qualche bollettino pagato della sanatoria.
se le ÃƒÂ¨ possibile mi faccia sapere un suo parere se mi conviene procedere in mediazione o in tribunale continuando a fingere una controversia che non esiste tra le parti per evitare il notaio.
oppure convincere il notaio che si puo’ procedere poichÃƒÂ© dal punto di vista giuridico ÃƒÂ¨ fattibile .
Avv. Renato D'Isa 1 luglio 2016 at 16:45	- Reply
necessariamente dovrei leggere la sanatoria, nonchÃƒÂ¨ il verbale id mediazione prima di potermi esprimere.
[…] LÃ¢â‚¬â„¢usucapioneÃ‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â Ã‚Â […]
renato 16 novembre 2013 at 19:13	- Reply
salve, chiedo cortesemente un consiglio.
l’intestatario catastale del terreno non riesce a reperire il titolo di acquisto perchÃƒÂ© presso i rr.ii. non esistono trascrizioni a suo favore; nÃƒÂ¨ risultano altri intestatari dalle visure storiche nÃƒÂ¨ ÃƒÂ¨ possibile una ispezione cartacea per mappale in conservatoria. per cui vorrebbe fare causa per accertamento dell’intervenuta usucapione. come deve impostare la causa? possibile fare una causa senza legittimato passivo? come si concilia una notifica per pubblici proclami con la mediazione obbligatoria?
Avv. Renato D'Isa 20 novembre 2013 at 19:04	- Reply
Al netto di tale verifica l’immobile puÃƒÂ² essere ritenuto assoggettato al patrimonio, e non al patrimonio indisponibile (beni demaniali), dello Stato o in forza dell’art. 827 c.c., bene vacante, o secondo la previsione dellÃ¢â‚¬â„¢art. 586 c.c., ovvero, in mancanza di successibili, lo Stato acquisisce di diritto, e senza bisogno di accettazione, a titolo di ereditÃƒÂ i beni oggetto di successione.
Pertanto legittimato passivo di un’azione per l’accertamento dell’usucapione potrebbe essre lo stato.
In tema al comma 260 dellÃ¢â‚¬â„¢art. 1 della legge n. 296 del 2007 (legge finanziaria) ÃƒÂ¨ stato previsto che: allo scopo di devolvere allo Stato i beni vacanti o derivanti da ereditaÃ¢â‚¬â„¢ giacenti, il Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dellÃ¢â‚¬â„¢interno ed il Ministro dellÃ¢â‚¬â„¢economia e delle finanze, determina, con decreto da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, i criteri per lÃ¢â‚¬â„¢acquisizione dei dati e delle informazioni rilevanti per individuare i beni giacenti o vacanti nel territorio dello Stato. Al possesso esercitato sugli immobili vacanti o derivanti da ereditaÃ¢â‚¬â„¢ giacenti si applica la disposizione dellÃ¢â‚¬â„¢articolo 1163 del codice civile sino a quando il terzo esercente attivitaÃ¢â‚¬â„¢ corrispondente al diritto di proprietaÃ¢â‚¬â„¢ o ad altro diritto reale non notifichi allÃ¢â‚¬â„¢Agenzia del demanio di essere in possesso del bene vacante o derivante da ereditaÃ¢â‚¬â„¢ giacenti. Nella comunicazione inoltrata allÃ¢â‚¬â„¢Agenzia del demanio gli immobili sui quali eÃ¢â‚¬â„¢ esercitato il possesso corrispondente al diritto di proprietaÃ¢â‚¬â„¢ o ad altro diritto reale devono essere identificati descrivendone la consistenza mediante la indicazione dei dati catastali.
Avv. Renato D'Isa 22 ottobre 2013 at 07:18	- Reply
la mia posizione non e stata chiarita ma mi e piaciuto lo stesso
emanuele 16 giugno 2013 at 12:37	- Reply
[…] [9] Per una maggiore consultazione sullÃ¢â‚¬â„¢usucapione aprire il seguente collegamento on-line Ã‚Â LÃ¢â‚¬â„¢usucapione […]