Source: https://krlavoro.it/pagine/id39-Le-agenzie-del-lavoro
Timestamp: 2018-06-21 17:45:32+00:00
Document Index: 38432368

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 20', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 20', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 11', 'art. 15', 'art. 9']

Il nostro ordinamento è stato storicamente caratterizzato dalla sussistenza del divieto di interposizione nella fornitura di manodopera: la necessità che il datore di lavoro formale coincidesse con il soggetto che di fatto utilizzava la prestazione, ha sempre avuto come effetto l’impossibilità per qualunque soggetto privato di interporsi fra la domanda e l’offerta di lavoro, al fine di garantire la certezza dei rapporti e la tutela del lavoratore.
Con l’evoluzione del mondo produttivo e con lo sviluppo del mercato unico e della normativa europea, anche il nostro sistema normativo ha subito forti cambiamenti, i quali hanno portato il legislatore alla creazione di una sempre maggiore dilatazione dell’area in cui l’interposizione è considerata lecita.
Va ricordato che la Corte di Giustizia Europea ha censurato l’Italia, ritenendo che il divieto di ingresso dei soggetti privati dell’attività di collocamento dei lavoratori provocasse una limitazione del servizio che influiva negativamente sul mercato comune e sulla realizzazione della libertà di circolazione delle merci, dei servizi, delle persone e dei capitali fra gli Stati membri (Sent. CGCE, causa C 55-96, del 11.11.97).
Il legislatore italiano, pertanto, è stato costretto a rivedere il divieto di interposizione nella fornitura di manodopera. Il primo intervento è stato con il D.Lgs. 469/1997, nel quale, attraverso l’istituzione delle Agenzie di lavoro interinale, sono stati previsti casi in cui l’interposizione medesima poteva essere ammessa.
Successivamente, con il D.Lgs. 276/2003 è stata sancita la liceità dell’attività di fornitura di lavoro, purché i soggetti a ciò deputati fossero autorizzati in quanto dotati di specifici requisiti.
Iscrizione all'albo e autorizzazioni
La regolamentazione delle modalità di presentazione della richiesta di autorizzazione, dei criteri di verifica del corretto andamento dell'attività svolta cui è subordinato il rilascio dell'autorizzazione a tempo indeterminato e la disciplina dei criteri e delle modalità di revoca delle autorizzazioni sono determinate dal Decreto 23/12/2003 n. 53 del Ministero del Lavoro.
Presso il Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali è istituito un apposito albo informatico delle Agenzie per il lavoro suddiviso in 5 sezioni:
Sezione I: Agenzie di somministrazione di lavoro abilitate allo svolgimento di tutte le attività (c.d. agenzie di tipo generalista) (art. 20 D. Lgs. n. 276/2003);
Sezione II: Agenzie di somministrazione di lavoro a tempo indeterminato abilitate per una delle attività descritte nel D. Lgs. n. 276/2003 art. 20, comma 3 lett. da a) ad h) (c. d. agenzie di tipo specialista);
Le Agenzie iscritte nelle sezioni III, IV e V avranno un'apposita subsezione regionale dove saranno iscritte le agenzie abilitate allo svolgimento delle attività su base esclusivamente regionale.
Preposta alla tenuta dell'Albo, all'acquisizione delle domande di iscrizione e della documentazione e al rilascio, dietro richiesta, del certificato di iscrizione all'Albo, è la Direzione generale per l'impiego, l'orientamento e la formazione.
Per potersi iscrivere all'Albo informatico, le Agenzie, in possesso dei requisiti giuridici e finanziari richiesti dagli artt. 4, 5 e 6 del D. Lgs. 276/2003, devono inviare, mediante lettera raccomanda, la documentazione così composta:
apposita modulistica allegata al Decreto 23/12/2003 del Ministero del Lavoro, debitamente compilata e sottoscritta dal rappresentante legale;
un floppy disk contenente l'intera documentazione cartacea;
l'autorizzazione provvisoria all'esercizio delle attività, rilasciata entro 60 giorni dalla richiesta e previa verifica dei requisiti giuridici e finanziari dalla Direzione generale per l'impiego, l'orientamento e la formazione.
Per il rilascio dell'autorizzazione provvisoria di cui sopra, la stessa Agenzia dovrà predisporre un documento dettagliato in cui saranno messi in evidenza:
la disponibilità della stessa di un'organizzazione tecnico-professionale adeguata allo svolgimento dell'attività di cui si richiede l'autorizzazione (C. M. 24/6/2004, n. 25);
le misure di sicurezza e di igiene, conformi alla normativa vigente, adottate nei luoghi di lavoro;
la descrizione della struttura organizzativa dell'Agenzia, facendo riferimento alle unità organizzative presenti sul territorio, all'organico, alla disponibilità dei locali e delle attrezzature (D. M. 5/5/2004, art. 2, comma 1);
l'articolazione delle attività di cui si richiede l'autorizzazione e che devono esclusivamente essere organizzate attraverso le proprie strutture;
il proprio personale dipendente.
Le Agenzie di somministrazione di tipo specialista che vogliano svolgere più attività previste dal D. Lgs. 276/03, devono presentare una richiesta di distinte autorizzazioni per ognuna delle attività che si intendono svolgere.
La Direzione Generale per l'impiego, l'orientamento e la formazione rilascia, entro 60 giorni dalla richiesta e dopo aver verificato il possesso dei requisiti giuridici e finanziari, l'autorizzazione provvisoria all'esercizio delle attività richieste, provvedendo all'iscrizione delle agenzie nell'apposita sezione dell'Albo. Decorsi due anni, su richiesta del soggetto autorizzato, entro i 90 giorni successivi, in seguito alla verifica del corretto andamento dell'attività svolta, rilascia l'autorizzazione a tempo indeterminato (D. Ministero del Lavoro 23/12/03). L'Agenzia intenzionata a trasformare la propria autorizzazione dovrà, pertanto, predisporre una relazione analitica dell'attività svolta nel corso del biennio precedente tramite apposito formulario predisposto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Le regioni e le province autonome, invece, provvedono, entro 60 giorni dalla richiesta, al rilascio dell' autorizzazione provvisoria allo svolgimento delle attività di intermediazione,ricerca e selezione del personale e supporto alla ricollocazione professionale solo con esclusivo riferimento al proprio territorio e dopo aver verificato la sussistenza dei requisiti richiesti dal D. Lgs. 276/03. Inoltre, provvedono contestualmente alla comunicazione al Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali per l'iscrizione all'albo. Decorsi i due anni, su richiesta del soggetto interessato, entro i 60 giorni successivi, la regione, previo accertamento del corretto andamento dell'attività svolta, rilascia l'autorizzazione a tempo indeterminato. (D. Lgs: 276/03, art. 6, comma 6 e 7).
L'art. 6 del D. Lgs. 276/03 stabilisce che le procedure di autorizzazione sono disciplinate dalle regioni nel rispetto dei principi essenziali desumibili dal D. Lgs: appena citato. In attesa di un intervento legislativo delle regioni, le agenzie autorizzate allo svolgimento delle attività di intermediazione nonchè i soggetti di cui all'art. 6 , comma 3 del predetto decreto, che intendono operare su base esclusivamente regionale, possono svolgere la propria attività provvisoriamente e previa comunicazione al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali che provvede all'iscrizione in via provvisoria nella sezione regionale dell'Albo delle agenzie per il lavoro. Il Decreto legislativo 6 ottobre 2004, n. 251 esclude la forma di consorzio per i soggetti autorizzati come appena descritto ed altresì lo svolgimento della propria attività nei riguardi delle imprese con sede legale in altre regioni.
La concessione dell' autorizzazione a tempo indeterminato, per le agenzie in possesso dell'autorizzazione provvisoria, può essere rifiutata nei casi in cui esse non abbiano svolto l'attività per la quale erano state autorizzate o nel caso in cui l'abbiano svolta saltuariamente e non in modo abituale.
La Direzione generale per l'impiego, l'orientamento e la formazione, inoltre, può anche sospendere l'autorizzazione (sia provvisoria, sia definitiva) nel caso in cui vengono riscontrate delle irregolarità da parte dei soggetti detentori di autorizzazione circa gli adempimenti previsti dal D. Lgs.- n. 276/03, dalle norme ordinarie sul collocamento e dalla regolamentazione attuativa emanata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il Direttore generale della Direzione informa l'Agenzia autorizzata delle irregolarità riscontrate e assegna un termine non inferiore a 30 giorni, in cui l'Agenzia dovrà sanare le irregolarità o fornire dei chiarimenti circa la presunta situazione irregolare riscontrata dalla Direzione. Nell'ipotesi in cui l'Agenzia non provveda a sanare le irregolarità o a fornire sufficienti chiarimenti. Il Direttore Generale per l'impiego dispone la sospensione dell'Agenzia, dando comunicazione al soggetto titolare della stessa.
Durante il periodo di sospensione, l'attività dell'Agenzia sarà limitata: essa potrà continuare la gestione dei contratti in essere, ma non potrà concludere nuovi contratti di lavoro e nuovi contratti di somministrazione.
Dal momento in cui è stata disposta la sospensione, inoltre, l'Agenzia avrà un ulteriore periodo di 60 giorni entro il quale potrà sanare le irregolarità o fornire ulteriori chiarimenti sufficienti; nel caso in cui, nemmeno in tale periodo ciò avviene, la Direzione provvede alla cancellazione dall'Albo e alla revoca dell'autorizzazione.
Si perviene, inoltre, alla sospensione o alla revoca dell'autorizzazione nel caso in cui le Agenzie o i soggetti autorizzati violino il divieto di transazione commerciale disposto dall'art. 10 del D. M. 23 dicembre 2003, secondo il quale l'autorizzazione sia a tempo indeterminato che provvisoria non è cedibile e non può essere oggetto di transazione commerciale. E' vietato, infatti, ricorrere a particolari contratti, attraverso cui realizzare, anche a titolo non oneroso, qualsivoglia forma di trasferimento o concessione dell'autorizzazione ottenuta a favore di soggetti terzi, siano essi persone fisiche o giuridiche. Inoltre, è disposto il divieto di attribuire a terzi lo svolgimento di attività oggetto di autorizzazione (ricerca e selezione dei candidati, gestione delle banche dati, procacciamento e stipulazione di contratti).
Nell'ipotesi di trasferimento di azienda o di fusione, non comporta anche il trasferimento dell'autorizzazione a tempo indeterminato, per cui la nuova o diversa società nascitura dovrà procedere alla richiesta di una nuova autorizzazione provvisoria (Decreto Ministero del lavoro 23 dicembre 2003).
I soggetti che sono autorizzati a svolgere attività di intermediazione, a condizione che svolgano l'attività senza finalità di lucro, sono:
le fondazioni universitarie che hanno come oggetto l'alta formazione con specifico riferimento alle problematiche del mercato del lavoro;
i comuni, singoli o associati, nelle forme delle unioni di comuni e delle comunità montane;
gli istituti di scuola secondaria di secondo grado, statali e paritari.
L'attività deve risultare non essere nè cedibile, nè concedibile ad altro soggetto, neppure nel caso del consorzio di comuni, camere di commercio o istiuti di scuola secondaria di secondo grado.
Anche alle suddette categorie è vietato l'appalto dell'attività di gestione di banche dati e dei curricula degli studenti.
Tra i soggetti direttamente autorizzati allo svolgimento dell'attività di intermediazione troviamo quelli di cui al comma 3 dell'art. 6, D. Lgs. 276/03, per i quali, però, l'iscrizione all'Albo è legata alla presentazione di un'adeguata documentazione comprovante tutti i requisiti necessari:
le associazioni di datori di lavoro e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative che siano firmatarie di contratti collettivi nazionali di lavoro;
le associazioni in possesso di riconoscimento istituzionale di rilevanza nazionale e aventi come oggetto sociale la tutela e l'assistenza delle attività imprenditoriali, del lavoro o delle disabilità e gli enti bilaterali.
Anche i soggetti abilitati consulenti del lavoro, in possesso dei requisiti indicati nell'art. 13, D. M. 23/12/03, sono autorizzati e delegati allo svolgimento di attività di intermediazione direttamente dalla Fondazione dell'Albo regolarmente abilita alle attività di intermediazione.
I requisiti giuridici e finanziari
L'attività di somministrazione professionale di manodopera può essere svolta da società di capitali ovvero cooperative o consorzio di cooperative.
I requisiti che le agenzie devono avere, ai fini dell'iscrizione all'ablo sono:
la sede legale o una sua dipendenza nel territorio dello Stato o di altro Stato membro dell'U.E.;
la disponibilità di locali idonei e di adeguate competenze professionali;
i requisiti morali degli amministratori o direttori generali o dirigenti muniti di rappresentanza o soci accomandatari;
nel caso di soggetti polifunzionali, la presenza di distinte divisioni operative, gestite con strumenti di contabilità analitica, tali da consentire di conoscere tutti i dati economico-gestionali specifici;
l'interconnessione con la borsa continua nazionale;
il rispetto delle disposizioni che tutelano i diritti dei lavoratori.
Oltre ai requisiti per l'iscrizione all'albo, per l'esercizio di tutte le attività di somministrazione sono richiesti:
l'acquisizione di un capitale versato non inferiore a 600.000 euro ovvero la disponibilità di 600.000 euro tra capitale sociale versato e riserve indivisibili nel caso in cui l'agenzia sia costituita in forma cooperativa;
il deposito cauzionale di 350.000 euro, per i primi due anni, a garanzia dei crediti dei lavoratori e crediti contributivi degli enti previdenziali; a decorrere dal terzo anno solare, la disposizione, in luogo della cauzione, di una fideiussione bancaria o assicurativa non inferiore al 5 per cento del fatturato (al netto dell'IVA) realizzato nell'anno precedente e comunque non inferiore a 350.000 euro. Sono esonerati dalla presentazione delle garanzie, i soggetti che abbiano adempiuto ad obblighi analoghi per le stesse finalità in un altro stato membro dell'Unione Europea;
l'ambito di attività dell'agenzia distribuito sull'intero territorio nazionale e comunque non inferiore a 4 regioni;
la regolare contribuzione ai fondi per la formazione e l'integrazione del reddito di cui all'articolo 12;
nel caso di cooperative di produzione e lavoro la presenza di almeno 60 soci e tra di essi, come socio sovventore, almeno un fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione;
l'indicazione della somministrazione come oggetto sociale prevalente, anche se non esclusivo.
Oltre alle disposizioni comuni a tutte le agenzie, per l'esercizio delle attività di somministrazione a tempo indeterminato, di cui all'art. 20, comma 3, lettere da a) ad h) si richiedono i seguenti requisiti:
l'acquisizione di un capitale versato non inferiore a 350.000 euro ovvero la disponibilità di 350.000 euro tra capitale sociale versato e riserve indivisibili per le cooperative;
il deposito cauzionale di 200.000 euro, per i primi due anni, a garanzia dei crediti dei lavoratori e crediti contributivi degli enti previdenziali; a decorrere dal terzo anno solare, la disposizione, in luogo della cauzione, di una fideiussione bancaria o assicurativa non inferiore al 5 per cento del fatturato (al netto dell'IVA) realizzato nell'anno precedente e comunque non inferiore a 350.000 euro. Sono esonerati dalla presentazione delle garanzie, i soggetti che abbiano adempiuto ad obblighi analoghi per le stesse finalità in un altro stato membro dell'Unione Europea;
nel caso di cooperative di produzione e lavoro la presenza di almeno 20 soci e tra di essi, come socio sovventore, almeno un fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione;
I requisiti richiesti per lo svolgimento delle attività di intermediazione, oltre ai requisiti comuni per l'iscrizione all'Albo, sono:
l'acquisizione di un capitale versato non inferiore a 50.000 euro;
l'ambito di attività dell'agenzia distribuito su almeno 4 regioni;
l'indicazione dell'attività di intermediazione come oggetto sociale prevalente anche se non esclusivo.
Oltre ai requisiti comuni a tutte le agenzie, per l'esercizio delle attività di ricerca e selezione del personale, per le quali sono ammesse anche le società di persone, sono richiesti:
l'acquisizione di un capitale versato non inferiore a 25.000 euro;
l'indicazione della ricerca e selezione del personale come oggetto sociale, anche se non esclusivo.
Anche alle Agenzie di supporto alla ricollocazione professionale, dove è ammessa la società di persone, oltre ai requisiti comuni, sono richiesti:
Secondo quanto disposto anche dal Decreto del Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali del 5/5/2004, le Agenzie del lavoro, come già messo in evidenza prima, devono disporre:
di locali e attrezzature d'ufficio, informatiche e collegamenti telematici idonei allo svolgimento dell'attività.
Tali locali devono essere distinti da quelli di altri soggetti, adeguati all'esecuzione dell'attività e conformi alla normativa in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro.
di adeguata competenza professionale che può essere essere acquisita tramite un'esperienza professionale di durata non inferiore a due anni in qualità di dirigente,quadro, funzionario o professionista nel campo:
della gestione o della ricerca e selezione del personale;
della fornitura di lavoro temporaneo;
della ricollocazione professionale;
dei servizi per l'impiego;
della formazione professionale;
della mediazione tra domanda e offerta di lavoro;
delle relazioni sindacali.
La competenza professionale può discendere anche dal titolo di studio conseguito in una materia inerente a uno dei diversi aspetti dell'attività del settore (giurisprudenza, psicologia, economia, scienze politiche e affini). Inoltre, ai fini dell'acquisizione dell'esperienza professionale concorrono i corsi di formazione frequentati (master) relativi a materie inerenti al mercato di lavoro o quei percorsi formativi (di durata non inferiore ad un anno) promossi e certificati da Regioni e Province autonome o dalle associazioni maggiormente rappresentative in materia di ricerca e selezione del personale, ricollocazione e somministrazione.
L'iscrizione all'albo dei consulenti del lavoro da almeno due anni, inoltre, costituisce titolo idoneo alternativo a ll'esperienza professionale (D. M. 5 maggio 2004 e Circ. 25/04).
La citata circolare specifica che, per quanto riguarda il personale addetto nelle Agenzie per il lavoro, esso deve essere costituito da lavoratori dipendenti ovvero da lavoratori soci della cooperativa, nel caso in cui l'Agenzia abbia questa forma societaria.
Al personale qualificato addetto alle attività di intermediazione sono richieste le stesse competenze professionali previste per le agenzie per il lavoro, di cui al D. M. 5 maggio 2004.
I requisiti minimi della struttura organizzativa delle agenzie di somministrazione di lavoro e di intermediazione sono:
la presenza minima in almeno 4 regioni con almeno una unità organizzativa (filiale o sede principale);
ogni unità organizzativa in ciascuna regione deve essere formata da almeno da due unità di personale qualificato.
Per la struttura organizzativa delle Agenzie di ricerca e selezione del personale e di supporto alla ricollocazione professionale sono richiesti:
almeno due unità nella sede principale;
almeno un'unità per ogni eventuale unità organizzativa periferica;
un responsabile per ogni unità organizzativa.
Si precisa, inoltre, che a tutti i soggetti di cui all'art. 6, comma 2 e 3 del D. Lgs: 276/03, sono richiesti i requisiti sopra indicati. Pertanto, essi sono considerati come sede principale di una Agenzia per il lavoro e, quindi, devono disporre di almeno 4 unità di personale dipendente qualificato addetto alle attività autorizzate.
Nel caso in cui i soggetti siano autorizzati a livello nazionale e siano diffusi territorialmente con uffici che svolgono l'attività autorizzata, comparabili quindi alle unità organizzative delle Agenzie per il lavoro, devono esistere due unità di personale qualificato per ogni regione in cui il soggetto autorizzato è presente e svolge l'attività autorizzata ( in questo caso l'intermediazione ed eventualmente ricerca e selezione e ricollocazione professionale).
Le agenzie autorizzate ad una specifica attività, con la nuova normativa (art. 4, comma 4, D.Lgs. 276/03), possono essere autorizzate a svolgere attività diverse; in altri termini, le agenzie di somministrazione di tipo generalista hanno la possibilità di svolgere attività di intermediazione, ricerca e selezione del personale e ricollocazione professionale, come le agenzie di intermediazione hanno la possibilità di svolgere attività di ricerca e selezione del personale e di ricollocazione professionale.
Pertanto, l'eliminazione dell'oggetto sociale esclusivo, permette alle agenzie lo svolgimento di attività non soggette ad autorizzazione, accanto a quelle autorizzate.
Così per le agenzie di ricerca e selezione del personale e di ricollocazione professionale è prevista solo la semplice indicazione nello statuto dell' attività come oggetto sociale dell'agenzia, senza necessità di prevalenza.
Per le agenzie di somministrazione di tipo generalista e per le agenzie di intermediazione, è prescritta l'indicazione dell'attività autorizzata nello statuto della società come oggetto sociale prevalente, ma non esclusivo.
Per le agenzie di somministrazione di tipo specialista non è prevista l'indicazione dell'attività svolta nè come oggetto sociale, nè come oggetto sociale prevalente, pertanto, l'attività autorizzata può essere affiancata da altre tipologie di attività.
Il D. M. 23 dicembre 2003, all'art. 6, comma 3, stabilisce che la verifica della prevalenza dell'attività svolta, sarà effettuata con riferimento esclusivamente numerico: l'attività oggetto di autorizzazione deve riguardare almeno il 50,1% delle attività svolte dall'agenzia , calcolata in base alla contabilità analitica di ciascuna unità operativa. Tale verifica deve avvenire al termine del primo biennio di autorizzazione provvisoria per poter accedere all'autorizzazione a tempo indeterminato. Una volta acquisita quest'ultima dall'Agenzia, la verifica sarà effettuata successivamente di biennio in biennio.
L'art. 11 del D. M. 23 dicembre 2003 stabilisce che le società di fornitura di lavoro temporaneo, già autorizzate provvisoriamente o in via definitiva, possono intraprendere l'attività di somministrazione di lavoro, sia a termine sia a tempo indeterminato, solo dopo aver presentato richiesta di autorizzazione a svolgere la predetta attività, quindi a decorrere da tale momento.
Le agenzie che chiedono il provvedimento per la prima volta dovranno attendere l'autorizzazione provvisoria.
Considerando che l’attività di somministrazione, può essere intrapresa solo dopo aver presentato la richiesta di autorizzazione ai sensi della nuova normativa, le società di lavoro temporaneo autorizzate secondo la normativa previgente, nel periodo intercorrente tra l'entrata in vigore del D. M. 23 dicembre 2003 e la presentazione della richiesta di autorizzazione, possono procedere alla somministrazione di lavoro:possono stipulare contratti di lavoro temporaneo, contratti per prestazioni di lavoro temporaneo, prorogare quelli esistenti, fino al momento della presentazione della richiesta per l'autorizzazione alla somministrazione e, comunque, non oltre il termine di sessanta giorni dall'entrata in vigore del D. M. 23 dicembre 2003, momento in cui, ai sensi dell'art. 15 del citato decreto, le precedenti autorizzazioni sono revocate di diritto.
Le clausole della contrattazione collettiva nazionale avranno efficacia fino allo scadere dei contratti stessi; sono decadute, invece, quelle clausole relative all'esclusione del ricorso alla fornitura di lavoro temporaneo per determinate mansioni e quelle che prevedevano contingentamenti quantitativi alla stipulazione dei contratti ai sensi della Legge 24 giugno 1997, n. 196.
Nei locali interni ed esterni delle unità organizzative, secondo quanto disposto dal Decreto Ministero del Lavoro 5 maggio 2004 e dalla Circolare n. 25/2004, le Agenzie del lavoro devono indicare:
gli estremi dell'autorizzazione;
gli estremi dell'iscrizione all'Albo;
l'orario garantito di apertura al pubblico;
l'organigramma delle funzioni aziendali con le specifiche competenze professionali;
il responsabile dell'unità organizzativa.
Le Agenzie per il lavoro devono comunicare al Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali e alle regioni e province autonome l'organigramma aziendale delle unità organizzative con le relative funzioni aziendali con allegati i curricula e le eventuali modifiche apportate successivamente.
Tale elenco deve poter essere consultato da tutti coloro che intendono avvalersi dei servizi delle Agenzie.
La Direzione generale effettua le sue comunicazioni per via telematica e alternativamente con raccomandata.
Secondo le regole di cui in argomento, le Agenzie autorizzate sono tenute a comunicare tempestivamente alla Direzione Generale, alle regioni o alle province autonome: gli spostamenti di sede, l'apertura di filiali o succursali e la cessazione dell'attività.
L'art. 9 del D. Lgs. n.276/03 vieta le comunicazioni, a mezzo stampa, internet, televisione o altri mezzi di informazione relative ad attività di ricerca e selezione del personale, ricollocazione professionale, intermediazione o somministrazione, effettuate in forma anonima o da soggetti pubblici o privati, non autorizzati o accreditati all'incontro fra domanda e offerta di lavoro. Non sono vietate, invece, quelle comunicazioni che facciano riferimento esplicito ai soggetti in questione, o entità ad essi collegate perchè facenti parte dello stesso gruppo di imprese o in quanto controllati o controllanti, in quanto potenziali datori di lavoro.
La deroga al suddetto divieto viene effettuata anche per le comunicazioni in oggetto di potenziali datori di lavoro, a condizione che avvengano in forma non anonima a garanzia della trasparenza del mercato del lavoro e del pieno rispetto delle norme sulla privacy. Se il potenziale datore di lavoro vuole conservare l'anonimato, la comunicazione in oggetto potrà essere veicolata, a titolo oneroso o gratuito, per il tramite di un soggetto autorizzato o accreditato, ovvero gratuitamente per il tramite dei centri dell'impiego della sede/residenza del committente.
Sia i soggetti autorizzati che i centri dell'impiego sopra citati si fanno garanti nei confronti dei titolari dei dati inviati in risposta all'annuncio , del rispetto di quanto stabilito in materia di trattamento dei dati personali.
Nell'ipotesi in cui siano i centri dell'impiego a veicolare la comunicazione, saranno gli editori o i gestori dei siti che pubblicano detti annunci, che invieranno entro dieci giorni dalla pubblicazione al Centro per l'impiego competente, anche per il tramite della concessionaria di pubblicità, il nominativo del committente, con gli estremi del codice fiscale se si tratta di persona fisica o della partita IVA se si tratta di persona giuridica, e il testo della relativa ricerca con indicata la posizione di lavoro oggetto dell'inserzione (Circ. 30/04).
Il mancato rispetto di quanto esposto sopra comporta agli editori, ai direttori responsabili e ai gestori di siti una sanzione amministrativa pecuniaria da 4.000 euro a 12.000 euro.
Ultimo aggiornamento il 2013-12-04 13:19:34