Source: http://www.gtdambiente.it/attivita/Tutela_delle_acque_superficiali-5
Timestamp: 2020-04-02 14:53:55+00:00
Document Index: 17998885

Matched Legal Cases: ['art. 73', 'art. 74', 'art. 124', 'art. 124', 'art. 124', 'art. 108', 'art. 124', 'art. 125', 'art. 125', 'art. 124', 'art. 125', 'art. 101']

Tutela delle acque superficiali - Green Technology Development
Il testo di riferimento è il D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152 e s.m.i. Nella Sezione II, Titolo I della parte Terza ed in particolare all’art. 73 comma 1 viene definita la disciplina generale per la tutela delle acque superficiali.
Viene definito scarico qualsiasi immissione effettuata esclusivamente tramite un sistema stabile di collettamento che collega senza soluzione di continuità il ciclo di produzione del refluo con il corpo ricettore in acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione. Vengono definite acque di scarico tutte le acque reflue provenienti da uno scarico. Al fine di poter distinguere uno scarico industriale viene definito stabilimento industriale o in generale stabilimento come tutta l’area sottoposta al controllo di un unico gestore, nella quale si svolgono attività commerciali o industriali che comportano la produzione, la trasformazione e/o l’utilizzazione delle sostanze di cui all’allegato 8 alla parte terza del presente decreto, ovvero qualsiasi altro processo produttivo che comporti la presenza di tali sostanze nello scarico (art. 74 comma 1 lettera nn ).
Autorizzazioni agli scarichi idrici industriali
Tutti gli scarichi devono essere preventivamente autorizzati (art. 124 comma 1). L’autorizzazione è rilasciata al titolare dell’attività da cui origina lo scarico o qualora tra piu stabilimenti sia costituito un consorzio per l’effettuazione in comune dello scarico delle acque reflue provenienti dalle attività dei consorziati, l’autorizzazione è rilasciata in capo al titolare dello scarico finale o al consorzio medesimo, ferme restando le responsabilità dei singoli titolari delle attività suddette e del gestore del relativo impianto di depurazione in caso di violazione delle disposizioni della parte terza del presente decreto (art. 124 commi 2, 8 10 e 12).
L’autorizzazione rilasciata ha validità quadriennale ed un anno prima della scadenza deve esserne richiesto il rinnovo (art. 124 comma 8). Per gli scarichi contenenti sostanze pericolose di cui all’art. 108, il rinnovo deve essere concesso in modo espresso entro e non oltre sei mesi dalla data di scadenza; trascorso inutilmente tale termine, lo scarico dovrà cessare immediatamente. Per insediamenti, edifici o stabilimenti la cui attività sia trasferita in altro luogo, ovvero per quelli soggetti a diversa destinazione d’uso, ad ampliamento o a ristrutturazione da cui derivi uno scarico avente caratteristiche qualitativamente e/o quantitativamente diverse da quelle dello scarico preesistente, deve essere richiesta una nuova autorizzazione allo scarico, ove quest’ultimo ne risulti soggetto. Nelle ipotesi in cui lo scarico non abbia caratteristiche qualitative o quantitative diverse, deve essere data comunicazione all’autorità competente, la quale, verificata la compatibilità dello scarico con il corpo recettore, adotta i provvedimenti che si rendano eventualmente necessari (art. 124 comma 12). Nel caso specifico di richiesta di autorizzazione agli scarichi di acque reflue industriali viene stabilito che la domanda di autorizzazione agli scarichi di acque reflue industriali deve essere corredata dall’indicazione delle caratteristiche quantitative e qualitative dello scarico e del volume annuo di acqua da scaricare, dalla tipologia del ricettore, dalla individuazione del punto previsto per effettuare i prelievi di controllo, dalla descrizione del sistema complessivo dello scarico ivi comprese le operazioni ad esso funzionalmente connesse, dall’eventuale sistema di misurazione del flusso degli scarichi, ove richiesto, e dalla indicazione delle apparecchiature impiegate nel processo produttivo e nei sistemi di scarico nonché dei sistemi di depurazione utilizzati per conseguire il rispetto dei valori limite di emissione (art. 125 comma 1). Nel caso di scarichi di sostanze di cui alla tabella 3/A dell’allegato 5 alla parte terza del presente decreto, derivanti dai cicli produttivi indicati nella medesima tabella 3/A, la domanda di cui al comma 1 deve altresì indicare:
la capacità di produzione del singolo stabilimento industriale che comporta la produzione o la trasformazione o l’utilizzazione delle sostanze di cui alla medesima tabella, oppure la presenza di tali sostanze nello scarico. La capacità di produzione dev’essere indicata con riferimento alla massima capacità oraria moltiplicata per il numero massimo di ore lavorative giornaliere e per il numero massimo di giorni lavorativi;
il fabbisogno orario di acque per ogni specifico processo produttivo (art. 125 comma 2).
Autocontrolli e dichiarazioni annuali di approvvigionamento
Sono soggetti ad autocontrollo periodico agli scarichi gli stabilimenti autorizzati secondo l’art. 124 commi 1, 2, 7, 8 e 10 e l’art. 125 commi 1 e 2 e del D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152 e s.m.i. In base al tipo di autorizzazione rilasciata e alle prescrizioni in essa contenute può variare il numero di campionamenti, la tipologia di inquinanti da determinare e la cadenza temporale con cui è necessario provvedere all’effettuazione degli autocontrolli.
Tutti gli scarichi devono, comunque, rispettare i valori limite previsti nell’Allegato 5 alla parte terza del del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 e s.m.i. secondo l’art. 101 commi 1 e 2. Deve, inoltre, essere inviata annualmente entro il 31 gennaio dell’anno successivo, la denuncia di approvvigionamento idrico e degli scarichi industriali in pubblica fognatura con l’indicazione delle caratteristiche chimico-fisiche del refluo nell’anno precedente. In particolare vanno indicati in tale dichiarazione i valori di COD, BOD, SST e devono essere allegati i certificati di analisi (rilasciati da un professionista iscritto all’Albo dei Chimici per avere valore legale) relativi a tutti i parametri prescritti in autorizzazione.
Efficienza dell’impianto di depurazione delle acque reflue
Un impianto di depurazione è uno strumento fondamentale nel trattamento dei reflui industriali se questi devono essere scaricati in acque superficiali o in pubblica fognatura. Esso serve infatti a garantire l’abbattimento delle specie inquinanti e quindi il rispetto dei limiti di scarico. Come qualsiasi apparato industriale anche l’impianto di depurazione necessita di controllo e manutenzione, in particolare nel caso di affluenti discontinui dal punto di vista qualitativo e quantitativo rispetto agli inquinati contenuti. Spesso un controllo analitico periodico di alcuni parametri chimici o chimico-fisici può consentire una migliore gestione dell’impianto di depurazione e una maggiore sicurezza del rispetto dei limiti di scarico.