Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2017/03/immediata-esecutivita-delle-sentenze-in-favore-del-contribuente-e-garanzie.html
Timestamp: 2018-06-18 15:23:49+00:00
Document Index: 49841562

Matched Legal Cases: ['art. 69', 'sentenza ', 'art. 475', 'art. 25', 'art. 69', 'sentenza ', 'art. 111']

Immediata esecutività delle sentenze in favore del contribuente e garanzie | Commercialista Telematico
Con decreto 6 febbraio 2017, n. 22, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 60 del 13/3/2017, che entrerà in vigore il 28/3/2017, il Ministero dell’Economia e delle Finanze è finalmente intervenuto a disciplinare la garanzia per l’esecuzione delle sentenze di condanna al pagamento di somme in favore del contribuente e quelle emesse sul ricorso avverso gli atti relativi alle operazioni catastali, dopo ben 10 mesi di attesa.
Invero, l’art. 69 del D. Lgs. n. 546/92, rubricato “Condanna dell’ufficio al rimborso”, sino al 31.12.2016 così disponeva: “Se la commissione condanna l’ufficio del Ministero delle finanze o l’ente locale o il concessionario del servizio di riscossione al pagamento di somme, comprese le spese di giudizio liquidate ai sensi dell’articolo 15 e la relativa sentenza è passata in giudicato, la segreteria ne rilascia copia spedita in forma esecutiva a norma dell’art. 475 del c.p.c. applicando per le spese l’art. 25, comma 2”.
Ed infatti, il nuovo art. 69 del D. Lgs. n. 546/92, rubricato “Esecuzione delle sentenze di condanna in favore del contribuente”, espressamente prevede: “1. Le sentenze di condanna al pagamento di somme in favore del contribuente e quelle emesse su ricorso avverso gli atti relativi alle operazioni catastali indicate nell’articolo 2, comma 2, sono immediatamente esecutive. Tuttavia il pagamento di somme dell’importo superiore a diecimila euro, diverse dalle spese di lite, può essere subordinato dal giudice, anche tenuto conto delle condizioni di solvibilità dell’istante, alla prestazione di idonea garanzia.
Orbene, come previsto dal comma 2 dell’articolo 69 cit., il Ministero dell’Economia e delle Finanze è finalmente intervenuto con il decreto n. 22/2017 disciplinando il contenuto, il termine e la durata della garanzia.
nell’ipotesi di pagamento da parte dell’ente impositore di somme superiori ad € 10.000,00 diverse dalle spese di lite, la garanzia è prestata fino al termine del nono mese successivo a quello del passaggio in giudicato del provvedimento che definisce il giudizio ovvero fino al termine del nono mese successivo a quello dell’estinzione del processo;
nell’ipotesi di sospensione dell’atto ovvero della sentenza, la garanzia è prestata sino al nono mese successivo a quello del deposito del provvedimento che conclude la fase del giudizio nella quale la sospensione è disposta. La garanzia cessa automaticamente dalla data di deposito della sentenza favorevole al contribuente;
nell’ipotesi di sospensioni aventi ad oggetto risorse proprie tradizionali, nonché Iva all’importazione, la garanzia è prestata fino al termine del nono mese successivo al passaggio in giudicato del provvedimento che definisce il giudizio ovvero fino al termine del nono mese successivo all’estinzione del processo;
nell’ipotesi di richieste di misure cautelari da parte dell’ente impositore, la garanzia è prestata fino al termine del nono mese successivo a quello della definitività dell’atto impositivo, dell’atto di contestazione o del provvedimento di irrogazione delle sanzioni.
Alla luce di tanto, considerati i continui rinvii a decreti piuttosto che a modelli da redigere affidati al Ministero dell’Economia e delle Finanze, si auspica ancora una volta la necessaria ed urgente riforma della giustizia tributaria, che non deve essere più gestita ed organizzata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze ma da un organismo terzo ed imparziale (art. 111, c. 2, della Costituzione), cioè dal Ministero della Giustizia o dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, come l’Avv. Maurizio Villani ha suggerito in occasione dell’audizione alle Commissioni riunite Finanza e Giustizia del Senato martedì 6 dicembre 2016, che stanno discutendo il disegno di legge n. 1593 presentato al Senato dalla Senatrice Gambaro il 6 agosto 2014.