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Timestamp: 2020-08-14 11:45:45+00:00
Document Index: 18063057

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 72', 'art. 72', 'art. 2948', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 1']

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza n. 18105 depositata il 21 luglio 2017 - Il termine quinquennale stabilito dall'art. 1, comma 161, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, che si applica anche ai rapporti di imposta pendenti alla data di entrata in vigore della legge, giusta il successivo comma 171 è riferito unicamente alla rettifica, da parte degli enti locali, delle dichiarazioni incomplete o infedeli o dei parziali o ritardati versamenti, nonché all'accertamento d'ufficio delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti ma non anche alle liquidazioni conseguenti alle dichiarazioni, ancorché tardive - Studio Cerbone
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CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza n. 18105 depositata il 21 luglio 2017
3. Con l’unico motivo la ricorrente deduce violazione di legge, ai sensi dell’articolo 360, comma 1, numero 3, cod. proc. civ., in relazione all’art. 72 d. Ivo 507/92 e 2948 cod. civ.. Sostiene che l’art. 72 citato prevede che in caso di denuncia presentata dal contribuente, l’importo del tributo deve essere iscritto a ruolo da consegnare al concessionario della riscossione entro l’anno successivo a quello per il quale è prodotta la denuncia, mentre non è previsto il termine di decadenza per la successiva notifica della cartella esattoriale, che deve avvenire entro il termine quinquennale di prescrizione di cui all’art. 2948 cod. civ.. Ha errato, perciò, la CTR nell’affermare che la notifica della cartella è avvenuta oltre il termine di decadenza, posto che, a seguito della denuncia effettuata il 10.7.2003, l’iscrizione a ruolo ha avuto luogo in data 28.6.2004 ed il ruolo è divenuto esecutivo il 23.7.2004.
Occorre, perciò, affermare il seguente principio di diritto Il termine quinquennale stabilito dall’art. 1, comma 161, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 ( che si applica anche ai rapporti di imposta pendenti alla data di entrata in vigore della legge, giusta il successivo comma 171 è riferito unicamente alla rettifica, da parte degli enti locali, delle dichiarazioni incomplete o infedeli o dei parziali o ritardati versamenti, nonché all’accertamento d’ufficio delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti ma non anche alle liquidazioni conseguenti alle dichiarazioni, ancorché tardive
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