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Timestamp: 2020-05-27 15:25:47+00:00
Document Index: 29600208

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2120', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 437', 'art. 414', 'art. 8']

Sentenza Cassazione Civile n. 13451 del 30/06/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13451 del 30/06/2016
Cassazione civile sez. lav., 30/06/2016, (ud. 03/02/2016, dep. 30/06/2016), n.13451
sul ricorso 8834-2011 proposto da:
BANCA NAZIONALE LAVORO S.P.A., C.F. (OMISSIS), in persona del
F.A. C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato
GIOVANNI ANGELOZZI, che lo rappresenta e difende, giusta delega in
BANCA NAZIONALE LAVORO S.P.A. C.F. (OMISSIS), in persona del
avverso la sentenza n. 9871/2009 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
depositata il 06/04/2010 R.G.N. 2073/2008;
Con sentenza del 6 aprile 2010, la Corte d’Appello di Roma chiamata a pronunziarsi sui contrapposti appelli proposti avverso la decisione resa in prime cure dal Tribunale di Roma, confermando integralmente la decisione medesima, accoglieva la domanda proposta da F. A. nei confronti della Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., avente ad oggetto il diritto al ricalcolo dell’indennità di anzianità e del trattamento di fine rapporto, mediante l’inclusione, nella relativa base di calcolo, del 4% della retribuzione accantonata e accreditata dal suddetto Istituto di credito sul conto previdenziale facente capo anche al F., quale iscritto al Fondo pensioni del personale della BNL, nella misura da accertarsi in separato giudizio oltre interessi e rivalutazione monetaria, tuttavia entro il limite temporale segnato dall’entrata in vigore del CCNL del 1987.
Per la cassazione di tale decisione ricorre la Banca Nazionale del Lavoro S.p.A: affidando l’impugnazione a cinque motivi, cui resiste, con controricorso, F.A. il quale a sua volta propone ricorso incidentale, articolato su un unico motivo, cui resiste con controricorso BNL S.p.A..
Il secondo motivo è inteso ad evidenziare come l’errore precedentemente denunciato a carico della pronunzia della Corte territoriale, per aver ritenuto, in difformità dall’orientamento accolto da questa Corte, la natura retributiva del contributo versato dalla BNL al Fondo pensione istituito dalla stessa per il proprio personale e dotato di autonoma soggettività, induca un ulteriore vizio specificato nella violazione e falsa applicazione dell’originario disposto degli artt. 2120 e 2121 c.c. nonchè dell’art. 2120 c.c., come novellato dalla L. n. 297 del 1982, art. 1.
Analogamente, nel terzo motivo l’errore originariamente censurato è predicato come determinante l’ulteriore vizio di violazione di legge denunciato relativamente alla L. n. 153 del 1969, art. 12, del D.L. n. 103 del 1991, art. 9 bis convertito nella L. n. 166 del 1991 e della L. n. 662 del 1996, art. 1, commi 193 e 194.
Con il quarto motivo, denunciando la violazione e falsa applicazione degli artt. 1362 e 1363 c.c., dell’art. 437 c.p.c., comma 2 e art. 414 c.p.c., n. 5, in una con il vizio di motivazione, la Banca ricorrente, da un lato, censura il convincimento espresso dalla Corte territoriale circa l’irrilevanza, ai fini dell’esclusione della natura retributiva del contributo de quo, del regime statutario del Fondo pensione, evidenziando come una simile conclusione si ponga in contrasto con le regole legali di ermeneutica contrattuale – con particolare riferimento al travisamento della comune intenzione dei contraenti quale emerge dall’opzione delle parti istitutive in favore di una struttura del Fondo “a prestazione definita” implicante l’indisponibilità da parte dell’iscritto della contribuzione del soggetto datare/nonchè alla carenza di una lettura sistematica dello Statuto del Fondo, tale da includere la disciplina relativa al trattamento spettante in caso di mancata maturazione del diritto alle prestazione o, al contrario, di erogazione delle stesse ed ancora alla stretta adesione al dato letterale, percepito come esaustivo dell’indagine sulla comune intenzione delle parti, nell’interpretazione dell’art. 8 dello Statuto del Fondo; dall’altro, denuncia l’error in procedendo in cui sarebbe incorsa la Corte territoriale nell’ammettere la produzione, in sede di gravame, dell’accordo sindacale del 2.8.2002, da ritenersi, viceversa, inammissibile quale mezzo istruttorio tardivamente proposto, altresì rilevando a carico della Corte territoriale, con riguardo all’interpretazione di detto documento, ancora una volta, la violazione delle regole di ermeneutica contrattuale di cui agli artt. 1362 e 1363 c.c..
1 motivi di censura formulati con il ricorso principale meritano accoglimento in considerazione dell’orientamento accolto da questa Corte a sezioni unite con la recentissima pronunzia n. 5157/2015 che, relativamente ad una fattispecie del tutto analoga, ha risolto un contrasto interpretativo insorto in seno alla sezione lavoro di questa Corte, orientamento, ripreso da numerose decisioni successive (cfr. Cass. n. 8040/2015, Cass. n. 9810/2015 e Cass. 16468/2015) ed al quale questo Collegio ritiene di dover dare continuità, inteso a riconoscere natura previdenziale alla contribuzione posta a carico dei datori di lavoro per il finanziamento di fondi di previdenza integrativa anteriormente all’emanazione del D.Lgs. 21 aprile 1993, n. 124 istitutivo delle forme di previdenza complementare, e tale da implicare l’infondatezza della domanda qui proposta avente ad oggetto l’inclusione delle somme relative nella base di computo dell’indennità di anzianità, prima e del trattamento di fine rapporto poi, che viceversa presuppone la natura retributiva del contributo predetto.