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Timestamp: 2018-10-20 08:45:04+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 16', 'art. 37', 'art. 17', 'art. 21', 'art.11']

Novità fiscali del 31 ottobre 2011, possibile taglio delle agevolazione del 36% e del 55%? | Commercialista Telematico
1) Territorialità Iva degli stand fieristici: sentenza Corte Ue
2) Antiriciclaggio: Da domani segnalazioni di operazioni sospette solo in via telematica
3) RES: Service tax sostituirà Tarsu e Tia
4) Misure per il risanamento economico: Tagli anche per detrazioni del 36-55%
5) Definizione della lite fiscale: Il contribuente non perde il rimborso delle somme non contestate
6) Abuso del diritto: Risposta durante question time
7) Condivisione delle banche dati fiscali: Firmato accordo tra Entrate e Ministero dell’Interno
8) IVA/Accise: Autoconsumo interno di carbone fossile importato
9) Società cooperative a mutualità prevalente: Agevolazioni fiscali
10) Financial Transaction Tax (FTT): Consultazioni prorogate al 30 novembre
11) Voucher: Dall’Inps le ultime novità per l’acquisto e la riscossione in banca
12) Incentivo per assunzioni: Da novembre solo in via telematica le istanze all’Inps
La prestazione di servizi consistente nella fornitura di stand fieristici o espositivi (progettati, locati e montati a favore di clienti) può assumere, ai fini della territorialità Iva, varie configurazioni, alle quali corrispondono criteri diversi di localizzazione.
Lo ha precisato la Corte di giustizia Ue con la sentenza n. 530/09 del 27 ottobre 2011, la quale ha colto l’occasione per fornire i seguenti chiarimenti:
– Se lo stand viene concepito o utilizzato per esporre i prodotti per fini pubblicitari al di fuori di una fiera o manifestazione, segue le regole della pubblicità (tassazione nel Paese del committente soggetto passivo d’imposta in ogni caso sia prima che dopo il 2010);
– se lo stand viene messo a disposizione solo per una determinata fiera o esposizione, segue le regole delle manifestazioni (tassazione nel Paese ove si svolge la fiera fino al 2010, dal 2011 nel Paese del committente se soggetto passivo d’imposta);
– se lo stand è utilizzato in occasione di più fiere o esposizioni che si sono svolte in Stati membri diversi, vale dal 2010 la regola standard di tassazione nel Paese del committente se soggetto passivo d’imposta, prima del 2010, invece, valeva in molti Paesi (tra cui l’Italia) il luogo dell’utilizzo (tassazione ove il bene era messo a disposizione del cliente).
Vi sono tre regole di territorialità diversa ai fini dell’Iva
Secondo i giudici, per individuare il luogo di tassazione Iva e, quindi, lo Stato in cui devono essere tassati tali servizi, occorre riferirsi alle regole che riguardano:
– Le prestazioni pubblicitarie;
– il luogo di materiale esecuzione di una manifestazione fieristica;
– le locazioni di beni mobili, diversi dai mezzi di trasporto. Non si può mai ricollegare tali servizi ad un bene immobile, come sostenuto da uno Stato che erroneamente assoggettava ad imposta locale tali prestazioni, in occasione di fiere o manifestazioni organizzate sul proprio territorio.
In tal senso l’Italia si è già adeguata con la circolare n. 37/E del 29 luglio 2011.
In particolare, viene rilevato dalla Corte Ue, tali prestazioni sono qualificate come pubblicitarie quando lo stand è utilizzato per la trasmissione di un messaggio destinato ad informare il pubblico sull’esistenza o sulle qualità del prodotto o del servizio proposto dal locatario per accrescerne le vendite, o quando costituisce parte indissociabile di una campagna pubblicitaria.
Mentre, la prestazione può essere qualificata come accessoria all’evento fieristico quando consiste nella progettazione e nella messa a disposizione temporanea di uno stand per una fiera o un’esposizione determinata su un tema culturale, artistico, sportivo, scientifico, educativo, ricreativo o simile, o di uno stand corrispondente a un modello per il quale l’organizzatore di una fiera o esposizione ha stabilito la forma, la dimensione, la composizione materiale o l’aspetto visivo. È però necessario, a tal fine, che lo stand sia fornito in vista di un evento che si svolge, anche ripetutamente, in un luogo preciso.
Qualora lo stand sia utilizzato in occasione di più fiere o esposizioni in stati membri diversi, la prestazione deve essere, invece, qualificata come locazione di beni mobili materiali.
La Corte Ue, conclude che, comunque e indipendentemente dalla situazione, una prestazione come quella del caso di specie non può essere qualificata come una prestazione di servizi ricollegabile a un bene immobile, poiché non presenta alcun nesso diretto con un bene immobile, non essendo sufficiente la sola circostanza che uno stand fieristico o espositivo debba essere puntualmente e temporaneamente installato su un bene immobile, o all’interno del medesimo.
Acquisto crediti fuori campo Iva
Infine, sempre la Corte di giustizia Ue, stavolta con la sentenza del 27 ottobre 2011 riferita alla causa C-93/10, ha stabilito che l’acquisto di un portafoglio di crediti in sofferenza, per un prezzo inferiore al valore nominale, non rientra nella sfera dell’Iva se la differenza tra il valore nominale e il prezzo di acquisto rispecchia il valore economico effettivo dei crediti al momento della loro cessione.
Legge antiriciclaggio:L’Unità di informazione finanziaria (UIF) della Banca d’Italia, con il comunicato del 24 ottobre 2011, ha reso noto che dal 1 novembre 2011 saranno accettate solo segnalazioni relative alle operazioni sospette inviate per via telematica. Si dovrà utilizzare il sistema attivo dal 16 maggio 2011. Il periodo transitorio è, infatti, terminato il 31 ottobre 2011.
I dettagli sono disponibili sul sito della Banca d’Italia – Unità d’Informazione Finanziaria.
Pertanto, in virtù del nuovo sistema di raccolta e gestione delle segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, disciplinato con Provvedimento del 4 maggio 2011, gli operatori interessati dovranno procedere con le segnalazioni esclusivamente per via telematica.
In particolare, non vengono più accettate le segnalazioni pervenute con modalità diverse, finora consentite al fine di favorire i segnalanti che avessero già avviato la predisposizione di segnalazioni antecedenti il 16 maggio 2011, data di attivazione del nuovo sistema.
Per accedere ai servizi i segnalanti dovranno provvedere a registrarsi preventivamente nell’ANAGRAFE DEI SEGNALANTI UIF mediante l’invio del “Modulo di adesione” disponibile all’indirizzo
http://www.bancaditalia.it/UIF/Com-pubblico/revisione-sistema-gestione-operazioni-sospette.
Per eventuali chiarimenti sulla procedura (in particolare per quanto attiene alla abilitazione e alla nuova modalità di segnalazione) potrà essere contattato l’apposito servizio di help-desk, mediante l’invio di e-mail all’indirizzo uif.helpsos@bancaditalia.it.
3) RES: Service tax sostuitirà Tarsu e Tia
La nuova tassa comunale, denominata RES (Rifiuti E Servizi), andrà a sostituire la Tassa per lo Smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani (TARSU) e la Tariffa di Igiene Ambientale (TIA).
E’ questa una delle novità del Decreto Legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri del 24 ottobre 2011, contenente le ultime norme correttive in materia di federalismo.
Il nuovo tributo comunale, che dovrebbe entrare in vigore dal 2013, comprenderà, oltre alla tassa ambientale per lo smaltimento dei rifiuti, anche una quota per la sicurezza, l’illuminazione e la gestione delle strade (manutenzione, pulizia).
La componente “rifiuti” sarà proporzionata “alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotte per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte” mentre la componente “servizi” verrà calcolata in base al valore dell’immobile attraverso un’aliquota comunale.
La novità di rilievo è data dal ritorno in capo ai comuni sia del potere impositivo sia della determinazione tariffaria a favore di un sistema prettamente tributario.
I cd. “tagli lineari” alle detrazioni del 36-55% interesseranno non solo le rateizzazioni delle spese sostenute a decorrere dal 30 settembre 2012 ma anche le rateizzazioni già in corso, relative a spese sostenute precedentemente a tale data.
Verrà, quindi, attuato un taglio lineare di numerose agevolazioni fiscali, tra cui sono comprese la detrazione del 36% per ristrutturazioni edilizie e del 55% per risparmio energetico.
E’ questa la precisazione fornita dal sottosegretario all’Economia in risposta all’interrogazione parlamentare n. 5-05536 del 26 ottobre 2011.
Come è noto, il D.L. n. 98/2011 (convertito in Legge n. 111/2011), poi modificato dal D.L. n. 138/2001, convertito in Legge n. 148/2001 (cd. manovra di ferragosto), ha stabilito la riduzione del 5% per l’anno 2012 (prima della modifica del citato D.L. 138/2011 era 2013) e del 20% a decorrere dall’anno 2013 (prima della modifica del citato D.L. 138/2011 era 2014) dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale di cui all’allegato C-bis a tale Legge n. 111/2011.
Ad es. per le modifiche al Tuir sarà necessaria l’emanazione di ulteriori decreti.
Infine, si prevede che tale disposizione non si applichi qualora entro il 30 settembre 2012 (prima della modifica del citato D.L. 138/2011 era 2013) siano adottati provvedimenti legislativi in materia di riordino della spesa fiscale e assistenziale, tali da determinare effetti positivi, ai fini dell’indebitamento netto, non inferiori a 4.000 milioni di euro per l’anno 2013 ed a 20.000 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2014.
5) Definizione della lite fiscale: Il contribuente non perde il rimborso se è mancata la pretesa impositiva
La definizione della lite fiscale impedisce al contribuente solo la restituzione delle somme versate in relazione alla pretesa impositiva contestata e non la restituzione di somme che non hanno formato oggetto di pretesa impositiva.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22262 del 26 ottobre 2011, ha stabilito che la definizione della lite fiscale, a seguito di condono, ai sensi dell’art. 16, Legge n. 289/2001, non fa decadere il contribuente dal diritto al rimborso delle somme che non sono state contestate.
Difatti, la preclusione riguarda soltanto la restituzione degli importi versati per le imposte in relazione alle quali l’avviso impugnato contiene una pretesa impositiva contestata.
Nel caso di specie, la Suprema Corte non ha accolto il ricorso dell’Amministrazione finanziaria confermando il giudicato favorevole al contribuente (sia in primo che in secondo grado di giudizio) che aveva chiesto il rimborso dell’imposta sul reddito esposto nella originaria dichiarazione dei redditi mai contestato dal fisco.
Il principio dell’abuso di diritto dovrà essere identificato in via normativa, ciò anche per tenere conto dell’evoluzione delle disposizioni di livello comunitario.
Le finalità sono quelle di eliminare l’elencazione tassativa delle operazioni alle quali è applicabile l’attuale art. 37-bis del D.P.R. n. 600 del 1973 e, quindi, di creare una norma generale antielusiva in materia tributaria, recependo in tal modo le indicazioni provenienti dalla giurisprudenza della Cassazione.
E’ questo il contenuto della risposta ad una interrogazione parlamentare del 26 ottobre 2011 con la quale il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha fatto il punto della situazione su un argomento estremamente attuale quale quello, appunto, della applicazione del principio dell’abuso del diritto.
Un’altra interrogazione, invece, ha avuto come tema quello della eventuale validità del comportamento concludente in materia di consolidato fiscale.
Qualora non sia stata espressa la volontà di rinnovare il regime di tassazione di cui agli artt. 117 e seguenti del TUIR, mediante gli appositi adempimenti, non viene ritenuto rinnovato il regime in questione.
La risposta è in linea con quanto già precisato dall’Amministrazione finanziaria in diversi documenti di prassi.
Lotta alla criminalità a tutto campo. Firmato l’accordo tra Agenzia delle Entrate e Ministero dell’Interno al fine di condividere le banche dati fiscali contro la criminalità sia organizzata sia comune.
Il prezioso strumento di lavoro consentirà alle Forze di Polizia interventi più mirati nell’attività investigativa, soprattutto nell’ambito delle indagini patrimoniali e, di conseguenza, nell’aggressione ai beni illecitamente acquisiti.
Anche il Garante per la protezione dei dati personali ha dato il via libera al Ministero dell’Interno per la consultazione dell’Anagrafe tributaria, la banca dati dell’Agenzia delle Entrate.
(Ministero delle Entrate/Agenzia delle Entrate, comunicato del 28 ottobre 2011)
Per consentire il pagamento dell’IVA sul valore dell’accisa dovuta in relazione ai quantitativi di carbone fossile importato e utilizzato nella propria impresa dallo stesso soggetto importatore, è corretta l’emissione di un documento, anche sotto forma di autofattura, ai sensi dell’art. 17, comma 2, del D.P.R. n. 633/1972, che costituisca integrazione dell’originaria bolletta doganale.
Nel documento emesso dal soggetto interessato occorre fare riferimento alla bolletta doganale di importazione, già annotata nel registro degli acquisti, indicando, come base imponibile, la sola accisa dovuta, sulla quale verrà applicata l’IVA con l’aliquota propria del bene cui si riferisce.
Inoltre, va bene l’emissione di un unico documento cumulativo relativo all’accisa dovuta per i quantitativi di carbone fossile autoconsumati nel periodo d’imposta precedente alla data di presentazione della dichiarazione annuale prevista dall’art. 21, comma 8, del TUA, posto che solo in occasione di tale adempimento è possibile determinare l’effettivo ammontare di accisa dovuta e, di conseguenza, dell’IVA relativa.
Detto documento dovrà essere annotato sia nel registro delle fatture emesse sia in quello degli acquisti.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 103/E del 28 ottobre 2011)
Pertanto, per una società cooperativa di produzione e lavoro, in presenza di contratti di appalto, i costi relativi alle prestazioni eseguite da dipendenti o collaboratori dell’impresa appaltatrice vanno computati soltanto ai fini del calcolo del rapporto previsto dall’art.11 del D.P.R. n. 601 del 1973 e non vanno considerati ai fini della determinazione del requisito della mutualità prevalente di cui agli artt. 2512 e 2513 c.c..
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 104/E del 28 ottobre 2011)
L’imposta sulle transazioni finanziarie si applicherebbe a tutte le transazioni di strumenti finanziari tra enti finanziari per le quali almeno una controparte della transazione sia stabilita all’interno dell’UE.
Lo scambio di azioni e obbligazioni sarebbe tassato con un’aliquota dello 0,1%, mentre per i derivati il tasso sarebbe dello 0,01%.
La Commissione ha proposto che l’imposta entri in vigore il 1 gennaio 2014.
Il Dipartimento delle Finanze invita gli interessati ad inviare contributi e osservazioni ritenuti utili sulla proposta, disponibile nelle versioni linguistiche (IT, EN, FR,). E’ altresi disponibile la presentazione della proposta di direttiva della Commissione Europea.
E’ stata prorogata al 30 novembre 2011 la data di scadenza per l’invio dei contributi. Al termine della consultazione sarà pubblicato un resoconto dei contributi pervenuti.
(Ministero dell’Economia e Finanze, nota del 28 ottobre 2011)
Dal 31 ottobre 2011 è attivo il servizio di vendita e riscossione dei buoni lavoro presso i 380 sportelli della Banca Popolare dell’Emilia Romagna. Le filiali della Banca Popolare dell’Emilia Romagna si aggiungono a quelle della Banca Popolare di Sondrio, che ha inaugurato questo canale di distribuzione, a seguito di una convenzione tra l’INPS e l’Istituto Centrale delle Banche Popolari.
Per quanto riguarda le modalità di riscossione si precisa che i buoni lavoro emessi dagli sportelli della Banca Popolare dell’Emilia Romagna sono pagabili esclusivamente presso il medesimo circuito bancario.
In occasione dell’ampliamento della rete degli sportelli bancari abilitati al servizio ‘voucher’, sono stati introdotte alcune novità che rendono più accessibili i buoni lavoro per il committente e per il prestatore:
– è stato aumentato per i committenti il limite di importo per ciascuna operazione di acquisto a 5.000 €, rispetto ai 2.000 € finora consentiti;
– i prestatori potranno riscuotere i voucher dopo appena 24 ore dal termine della prestazione, anzichè dopo le 48 ore finora previste.
Informazioni dettagliate sulle modalità di acquisto dei voucher presso gli sportelli bancari sono disponibili nella sezione dedicata al lavoro occasionale accessorio del sito Inps accessibile dalla guida “Come fare per Utilizzare i buoni lavoro”/Come e dove acquistarli e riscuoterli/Distribuzione voucher Banche popolari.
(Inps, comunicato del 28 ottobre 2011)
Modalità di presentazione telematica e gestione automatizzata delle domande di incentivo per l’assunzione dei lavoratori disoccupati da almeno 24 mesi o iscritti nelle liste di mobilità
Per fare fronte alle determinazioni presidenziali n. 75/2010 e 277/2011, l’Inps ha rilasciato una nuova funzionalità del Cassetto previdenziale Aziende per la richiesta degli incentivi all’assunzione previsti dalla l. 407/1990 e dalla l. 223/1991.
Le richieste inoltrate con tale modalità saranno definite automaticamente entro un giorno.
Per questi incentivi, dal primo novembre 2011 si potrà utilizzare esclusivamente il canale telematico.
(Inps, circolare n. 140 del 28 ottobre 2011)
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