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Timestamp: 2018-01-22 23:55:59+00:00
Document Index: 136650803

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 22', 'art. 21', 'art.\n5', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 11', 'art.  5', 'art.\n5', 'art.  25', 'art. 19', 'art. 29', 'art. 19', 'art.  5', 'art. 17', 'art. 23', 'art. 22', 'art. 16', 'art. 5', 'art. 16', 'art.  2', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 22', 'art. 24', 'art. 5', 'art. 5', 'art.  11', 'art. 5', 'art.  23', 'art. 8']

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA - DECRETO 2 luglio 2009, n. 110 - Regolamento di cui all'articolo 24 del decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, in materia di misure compensative per l'esercizio delle professioni di dottore agronomo e di dottore forestale. (09G0118) (GU n. 182 del 7-8-2009 | Agrinews.info
<DECRETO LEGISLATIVO 3 agosto 2009, n. 106 – Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. (09G0119) (GU n. 180 del 5-8-2009
MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI – CIRCOLARE 5 agosto 2009>
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA – DECRETO 2 luglio 2009, n. 110 – Regolamento di cui all’articolo 24 del decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, in materia di misure compensative per l’esercizio delle professioni di dottore agronomo e di dottore forestale. (09G0118) (GU n. 182 del 7-8-2009
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA - DECRETO 2 luglio 2009, n. 110 - Regolamento di cui all'articolo 24 del decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, in materia di misure compensative per l'esercizio delle professioni di dottore agronomo e di dottore forestale. (09G0118) (GU n. 182 del 7-8-2009 )
DECRETO 2 luglio 2009 , n. 110
Regolamento  di  cui  all’articolo  24  del  decreto  legislativo 9
novembre  2007,  n.  206,  in  materia  di  misure  compensative  per
l’esercizio  delle  professioni  di  dottore  agronomo  e  di dottore
forestale. (09G0118)
CAPO IDefinizioni
Visto  il  decreto  legislativo  9 novembre 2007, n. 206, attuativo
della   direttiva   2005/36/CE   relativa   al  riconoscimento  delle
qualifiche  professionali,  nonche’  della  direttiva 2006/100/CE che
adegua  determinate direttive sulla libera circolazione delle persone
a seguito dell’adesione di Bulgaria e Romania;
Visto  l’articolo 11 del decreto legislativo 9 novembre 2007 n. 206
che,  in  regime  di  libera  prestazione  di  servizi,  in  caso  di
differenze sostanziali tra le qualifiche professionali del prestatore
e  la formazione richiesta dalle norme nazionali, nella misura in cui
tale  differenza  sia  tale da nuocere alla pubblica sicurezza o alla
sanita’  pubblica,  prevede  che  il  prestatore  possa  colmare tali
differenze   attraverso   il   superamento  di  una  specifica  prova
attitudinale;
Visto l’articolo 22 del decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206
che,   in   regime   di  stabilimento,  in  presenza  di  determinate
condizioni,  subordina il riconoscimento dei titoli al superamento di
una prova attitudinale o al compimento di un tirocinio di adattamento
a scelta del richiedente;
Visti,  in particolare, gli articoli 5 e 24 del decreto legislativo
9  novembre  2007,  n.  206,  secondo i quali sono definite, mediante
decreto  del  Ministro  della giustizia, con riferimento alle singole
professioni,   le   eventuali   ulteriori  procedure  necessarie  per
assicurare   lo   svolgimento,  la  conclusione,  l’esecuzione  e  la
valutazione delle misure di cui agli articoli 11 e 23;
consultiva  per gli atti normativi nell’adunanza del 18 maggio 2009 e
recepite  le osservazioni formulate nel suddetto parere, ad eccezione
di quella concernente l’articolo 3, comma 2, nella considerazione che
la  norma  non pregiudica la competenza tecnica degli esaminatori, in
quanto  tende  a  garantire,  in  fase  di  iniziale applicazione, la
possibilita’   di  comporre  la  commissione  esaminatrice  anche  in
mancanza di professionisti iscritti da almeno otto anni nella sezione
B dell’albo;
Vista  la  comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri a
norma  dell’articolo  17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400
(nota n. 4760 del 22 giugno 2009);
a)  «decreto legislativo», il decreto legislativo 9 novembre 2007,
n.   206,   attuativo   della   direttiva   2005/36/CE   relativa  al
riconoscimento   delle   qualifiche   professionali,   nonche’  della
direttiva  2006/100/CE  che adegua determinate direttive sulla libera
circolazione  delle  persone  a  seguito  dell’adesione di Bulgaria e
b)  «decreto  di  riconoscimento»,  il  decreto  di riconoscimento
adottato  dal  Direttore  generale  della  Giustizia civile presso il
Ministero  della  giustizia,  ai sensi dell’articolo 16, comma 6, del
decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206;
c)   «richiedente»,   il   professionista  che  domanda,  ai  fini
dell’esercizio  della  professione  di  dottore agronomo e di dottore
forestale  in  Italia,  il  riconoscimento  del titolo rilasciato dal
Paese  di appartenenza attestante una formazione professionale al cui
possesso  la  legislazione del medesimo Stato subordina l’esercizio o
l’accesso alla professione ovvero il prestatore di servizi temporaneo
e  occasionale  nella  ipotesi  di  cui all’articolo 11, comma 4, del
d)  «Consiglio  nazionale», il Consiglio dell’ordine nazionale dei
dottori agronomi e dei dottori forestali.
– Si riporta il testo dell’art. 17 della legge 23 agosto
1988,  n.  400,  (Disciplina  dell’attivita’  di  Governo e
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri):
«Art.  17 (Regolamenti). – 1. Con decreto del Presidente
a)  l’esecuzione delle leggi e dei decreti legislativi,
b)  l’attuazione  e  l’integrazione  delle  leggi e dei
c)  le  materie in cui manchi la disciplina da parte di
e) [l’organizzazione del lavoro ed i rapporti di lavoro
dei pubblici dipendenti in base agli accordi sindacali].
2.  Con  decreto del Presidente della Repubblica, previa
3.  Con  decreto  ministeriale  possono  essere adottati
4.  I  regolamenti  di  cui  al comma 1 ed i regolamenti
4-bis. L’organizzazione e la disciplina degli uffici dei
Ministeri  sono  determinate,  con  regolamenti  emanati ai
sensi  del  comma  2,  su  proposta del Ministro competente
decreto  legislativo  3  febbraio 1993, n. 29, e successive
a)  riordino degli uffici di diretta collaborazione con
i  Ministri  ed  i  Sottosegretari di Stato, stabilendo che
b)  individuazione degli uffici di livello dirigenziale
generale,  centrali e periferici, mediante diversificazione
tra   strutture   con   funzioni   finali  e  con  funzioni
strumentali  e  loro organizzazione per funzioni omogenee e
c)   previsione  di  strumenti  di  verifica  periodica
d)  indicazione e revisione periodica della consistenza
e)  previsione  di  decreti  ministeriali di natura non
4-ter.  Con  regolamenti da emanare ai sensi del comma 1
del  presente  articolo,  si provvede al periodico riordino
all’espressa  abrogazione  di  quelle che hanno esaurito la
–  Il  testo del decreto legislativo 9 novembre 2007, n.
206,  reca: (Attuazione della direttiva 2005/36/CE relativa
al  riconoscimento  delle qualifiche professionali, nonche’
della   direttiva   2006/100/CE   che   adegua  determinate
direttive sulla libera circolazione delle persone a seguito
dell’adesione di Bulgaria e Romania)».
–  Si  riporta  il testo dell’art. 22 del citato decreto
legislativo 9 novembre 2007, n. 206:
«Art.  22  (Misure compensative). – 1. Il riconoscimento
di   cui  al  presente  capo  puo’  essere  subordinato  al
compimento  di  un tirocinio di adattamento non superiore a
tre  anni  o  di  una  prova  attitudinale,  a  scelta  del
a)  se  la  durata  della  formazione da lui seguita ai
sensi  dell’art. 21, comma 1 e 2, e’ inferiore di almeno un
anno a quella richiesta in Italia;
b)   se   la   formazione   ricevuta  riguarda  materie
sostanzialmente  diverse  da  quelle  coperte dal titolo di
formazione richiesto in Italia;
c)  se  la professione regolamentata include una o piu’
attivita’   professionali   regolamentate,  mancanti  nella
corrispondente professione dello Stato membro d’origine del
richiedente,  e  se  la differenza e’ caratterizzata da una
formazione specifica, richiesta dalla normativa nazionale e
relativa   a  materie  sostanzialmente  diverse  da  quelle
dell’attestato  di competenza o del titolo di formazione in
possesso del richiedente.
2.  Nei  casi  di  cui  al  comma  1  per l’accesso alle
professioni di avvocato, dottore commercialista, ragioniere
e   perito   commerciale,   consulente  per  la  proprieta’
industriale,  consulente  del  lavoro,  attuario e revisore
contabile,   nonche’  per  l’accesso  alle  professioni  di
maestro  di  sci  e  di  guida alpina, il riconoscimento e’
subordinato al superamento di una prova attitudinale.
3. Con decreto dell’autorita’ competente di cui all’art.
5,  sentita  la  Presidenza  del  Consiglio  dei Ministri –
Dipartimento   per   il   coordinamento   delle   politiche
comunitarie,  sono  individuate  altre  professioni  per le
quali  la prestazione di consulenza o assistenza in materia
di  diritto  nazionale costituisce un elemento essenziale e
4.  Nei  casi  di  cui  al  comma 1 il riconoscimento e’
subordinato al superamento di una prova attitudinale se:
a)  riguarda  casi  nei  quali  si  applica  l’art. 18,
lettere b) e c), l’art. 18, comma 1, lettera d), per quanto
riguarda  i  medici  e gli odontoiatri, l’art. 18, comma 1,
lettera  f),  qualora  il migrante chieda il riconoscimento
per   attivita’   professionali  esercitate  da  infermieri
professionali   e   per  gli  infermieri  specializzati  in
possesso di titoli di formazione specialistica, che seguono
la  formazione  che  porta  al possesso dei titoli elencati
all’allegato  V,  punto 5.2.2 e l’art. 18, comma 1, lettera
b)  riguarda  casi di cui all’art. 18, comma 1, lettera
a),  per  quanto  riguarda  attivita’  esercitate  a titolo
autonomo  o  con  funzioni direttive in una societa’ per le
quali   la  normativa  vigente  richieda  la  conoscenza  e
l’applicazione di specifiche disposizioni nazionali.
5.  Ai  fini dell’applicazione del comma 1, lettere b) e
c),  per  «materie  sostanzialmente  diverse»  si intendono
materie la cui conoscenza e’ essenziale all’esercizio della
professione  regolamentata  e  che  in  termini di durata o
contenuto  sono  molto  diverse  rispetto  alla  formazione
ricevuta dal migrante.
6.  L’applicazione  del  comma 1 comporta una successiva
verifica  sull’eventuale esperienza professionale attestata
dal  richiedente  al  fine  di  stabilire  se le conoscenze
acquisite  nel  corso  di detta esperienza professionale in
uno  Stato  membro  o  in un Paese terzo possano colmare la
differenza sostanziale di cui al comma 3, o parte di essa.
7.  Con  decreto  del  Ministro  interessato, sentiti il
Ministro  per  le politiche europee e i Ministri competenti
per   materia,   osservata   la  procedura  comunitaria  di
preventiva  comunicazione  agli  altri  Stati membri e alla
Commissione   contenente   adeguata  giustificazione  della
deroga,  possono  essere individuati altri casi per i quali
in   applicazione   del   comma 1  e’  richiesta  la  prova
attitudinale.
8.  Il  decreto  di  cui al comma 7 e’ efficace tre mesi
dopo  la  sua comunicazione alla Commissione europea, se la
stessa   nel   detto   termine   non  chiede  di  astenersi
dall’adottare la deroga.».
–  Si  riporta  il testo dell’art. 11 del citato decreto
«Art.  11  (Verifica  preliminare).  – 1. Nel caso delle
professioni  regolamentate  aventi ripercussioni in materia
di  pubblica  sicurezza  o  di  sanita’  pubblica,  che non
beneficiano  del  riconoscimento  ai  sensi del titolo III,
capo  IV,  all’atto  della  prima prestazione di servizi le
Autorita’  di  cui  all’art.  5  possono  procedere  ad una
verifica  delle  qualifiche  professionali  del  prestatore
prima della prima prestazione di servizi.
2. La verifica preliminare e’ esclusivamente finalizzata
ad  evitare  danni  gravi  per la salute o la sicurezza del
destinatario  del  servizio  per  la  mancanza di qualifica
professionale del prestatore.
3.  Entro  un mese dalla ricezione della dichiarazione e
dei documenti che la corredano, l’autorita’ di cui all’art.
5  informa  il prestatore che non sono necessarie verifiche
preliminari,  ovvero comunica l’esito del controllo ovvero,
in  caso di difficolta’ che causi un ritardo, il motivo del
ritardo  e  la  data  entro  la  quale  sara’  adottata  la
decisione  definitiva,  che  in  ogni  caso  dovra’  essere
adottata  entro  il  secondo  mese  dal  ricevimento  della
4.  In  caso di differenze sostanziali tra le qualifiche
professionali  del  prestatore  e  la  formazione richiesta
dalle  norme nazionali, nella misura in cui tale differenza
sia  tale da nuocere alla pubblica sicurezza o alla sanita’
pubblica,   il  prestatore  puo’  colmare  tali  differenze
attraverso   il   superamento   di   una   specifica  prova
attitudinale,  con  oneri a carico dell’interessato secondo
quanto  previsto  dall’art.  25.  La prestazione di servizi
deve  poter essere effettuata entro il mese successivo alla
decisione adottata in applicazione del comma 3.
5. In mancanza di determinazioni da parte dell’autorita’
competente  entro  il termine fissato nei commi precedenti,
la prestazione di servizi puo’ essere effettuata.».
–  Si  riporta il testo degli articoli 5 e 24 del citato
decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206:
Art.   5  (Autorita’  competente).  –  1.  Ai  fini  del
riconoscimento di cui al titolo II e al titolo III, capi II
e  IV, sono competenti a ricevere le domande, a ricevere le
a)   la   Presidenza   del  Consiglio  dei  Ministri  –
Dipartimento  per  le  politiche  giovanili  e le attivita’
sportive,  per  le  attivita’  che  riguardano  il  settore
sportivo  ed,  in  particolare,  quelle  esercitate  con la
qualifica di professionista sportivo;
b)   la   Presidenza   del  Consiglio  dei  Ministri  –
Dipartimento  per lo sviluppo e competitivita’ del turismo,
per le attivita’ che riguardano il settore turistico;
c)   il  Ministero  titolare  della  vigilanza  per  le
professioni   che   necessitano,  per  il  loro  esercizio,
dell’iscrizione   in  ordini,  collegi,  albi,  registri  o
elenchi, fatto salvo quanto previsto alla lettera g);
d)   la   Presidenza   del  Consiglio  dei  Ministri  –
Dipartimento  della  funzione  pubblica, per le professioni
svolte  in  regime di lavoro subordinato presso la pubblica
amministrazione,  salvo quanto previsto alle lettere e), f)
e g);
e)  il  Ministero  della  salute,  per  le  professioni
f)  il  Ministero  della  pubblica  istruzione,  per  i
docenti  di  scuole  dell’infanzia, primaria, secondaria di
primo  grado  e  secondaria  superiore  e  per il personale
amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola;
g) il Ministero dell’universita’ e della ricerca per il
personale  ricercatore  e per le professioni di architetto,
pianificatore  territoriale,  paesaggista, conservatore dei
beni  architettonici  ed  ambientali,  architetto  junior e
pianificatore junior;
h)  il  Ministero  dell’universita’ e della ricerca per
ogni  altro  caso  relativamente  a professioni che possono
essere  esercitate solo da chi e’ in possesso di qualifiche
professionali  di  cui  all’art. 19, comma 1, lettere d) ed
e), salvo quanto previsto alla lettera c);
i) il Ministero per i beni e le attivita’ culturali per
le  attivita’  afferenti  al  settore  del restauro e della
manutenzione  dei  beni  culturali, secondo quanto previsto
dai  commi 7, 8 e 9 dell’art. 29 del decreto legislativo 22
gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni;
l)  il  Ministero del lavoro e della previdenza sociale
per ogni altro caso relativamente a professioni che possono
professionali di cui all’art. 19, comma 1, lettere a), b) e
m) le regioni a statuto speciale e le province autonome
di  Trento  e  di  Bolzano  per le professioni per le quali
sussiste  competenza  esclusiva,  ai  sensi  dei rispettivi
2.  Per  le attivita’ di cui al titolo III, capo III, le
regioni  e  le  province  autonome  di  Trento e di Bolzano
individuano  l’autorita’  competente  a  pronunciarsi sulle
domande di riconoscimento presentate dai beneficiari.
3.  Fino  all’individuazione  di  cui  al comma 2, sulle
domande di riconoscimento provvedono:
sportive,  per  le  attivita’ di cui all’allegato IV, Lista
III,  punto  4),  limitatamente alle attivita’ afferenti al
settore sportivo;
Dipartimento  per  lo  sviluppo  e  la  competitivita’  del
turismo,  per le attivita’ di cui all’allegato IV, Lista II
e III, e non comprese nelle lettere c), d), e) ed f);
c)   il  Ministero  dello  sviluppo  economico  per  le
attivita’ di cui all’allegato IV, Lista I, Lista II e Lista
III e non comprese nelle lettere d), e) ed f);
d) il Ministero per i beni e le attivita’ culturali per
le  attivita’  di cui all’allegato IV, Lista III, punto 4),
limitatamente  alle  attivita’  riguardanti  biblioteche  e
e)  il  Ministero del lavoro e della previdenza sociale
per  le  attivita’ di cui all’allegato IV, Lista III, punto
4), classe ex 851 e 855;
f)  il  Ministero dei trasporti per le attivita’ di cui
all’allegato   IV,  Lista  II  e  Lista  III,  nelle  parti
afferenti ad attivita’ di trasporto.».
«Art.  24  (Esecuzione  delle misure compensative). – 1.
Con  riferimento  all’art.  5,  comma  1,  con  decreto del
Ministro  competente  ai sensi dell’art. 17, comma 3, della
legge   23   agosto   1988,  n.  400,  sono  definite,  con
riferimento   alle   singole   professioni,   le  procedure
necessarie  per  assicurare lo svolgimento, la conclusione,
l’esecuzione  e  la  valutazione  delle  misure di cui agli
articoli 23 e 11.».
–  Si  riporta  il testo dell’art. 23 del citato decreto
«Art.    23    (Tirocinio   di   adattamento   e   prova
attitudinale).  – 1. Nei casi di cui all’art. 22, la durata
e  le  materie oggetto del tirocinio di adattamento e della
prova attitudinale sono stabilite dall’Autorita’ competente
a  seguito  della Conferenza di servizi di cui all’art. 16,
se  convocata. In caso di valutazione finale sfavorevole il
tirocinio puo’ essere ripetuto. Gli obblighi, i diritti e i
benefici  sociali di cui gode il tirocinante sono stabiliti
dalla   normativa   vigente,   conformemente   al   diritto
2.  La  prova  attitudinale  si  articola  in  una prova
scritta  o  pratica e orale o in una prova orale sulla base
dei contenuti delle materie stabilite ai sensi del comma 1.
In  caso  di  esito  sfavorevole o di mancata presentazione
dell’interessato  senza  valida  giustificazione,  la prova
attitudinale non puo’ essere ripetuta prima di sei mesi.
3.   Ai  fini  della  prova  attitudinale  le  autorita’
competenti  di cui all’art. 5 predispongono un elenco delle
materie  che,  in  base  ad  un confronto tra la formazione
richiesta  sul  territorio nazionale e quella posseduta dal
richiedente,  non sono contemplate dai titoli di formazione
del richiedente. La prova verte su materie da scegliere tra
quelle  che figurano nell’elenco e la cui conoscenza e’ una
condizione  essenziale  per poter esercitare la professione
sul  territorio  dello Stato. Lo status del richiedente che
desidera  prepararsi per sostenere la prova attitudinale e’
stabilito dalla normativa vigente.».
–  Si  riporta  il testo dell’art. 16 del citato decreto
«Art.  16  (Procedura  di  riconoscimento  in  regime di
stabilimento).    –   1.   Ai   fini   del   riconoscimento
professionale  come  disciplinato  dal  presente titolo, il
cittadino  di  cui  all’art.  2  presenta  apposita domanda
all’autorita’ competente di cui all’art. 5.
2.  Entro trenta giorni dal ricevimento della domanda di
cui  al  comma  1  l’autorita’ accerta la completezza della
documentazione  esibita,  e ne da’ notizia all’interessato.
Ove   necessario,   l’Autorita’   competente   richiede  le
eventuali necessarie integrazioni.
3.  Fuori dai casi previsti dall’art. 5, comma 2, per la
valutazione  dei  titoli  acquisiti, l’autorita’ indice una
conferenza  di  servizi ai sensi della legge 7 agosto 1990,
n.  241,  previa  consultazione del Consiglio Universitario
Nazionale  per  le attivita’ di cui al titolo III, capo IV,
sezione VIII, alla quale partecipano rappresentanti:
a) delle amministrazioni di cui all’art. 5;
b)   del   Dipartimento   per  il  coordinamento  delle
politiche comunitarie;
4.   Nella  conferenza  dei  servizi  sono  sentiti  un
rappresentante  dell’Ordine o Collegio professionale ovvero
della categoria professionale interessata.
5.   Il  comma  3  non  si  applica  se  la  domanda  di
riconoscimento  ha  per oggetto titoli identici a quelli su
cui  e’  stato provveduto con precedente decreto e nei casi
di  cui al capo IV del presente titolo, sezioni I, II, III,
IV, V, VI e VII.
6.  Sul  riconoscimento  provvede l’autorita’ competente
con  decreto motivato, da adottarsi nel termine di tre mesi
dalla  presentazione della documentazione completa da parte
dell’interessato.  Il  decreto e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale  della Repubblica italiana. Per le professioni di
cui al capo II e al capo III del presente titolo il termine
e’ di quattro mesi.
7. Nei casi di cui all’art. 22, il decreto stabilisce le
condizioni  del  tirocinio  di  adattamento  e  della prova
attitudinale,  individuando  l’ente  o  organo competente a
norma dell’art. 24.
8.  Le  regioni  e  le  province autonome di Trento e di
Bolzano,  nei  casi di cui all’art. 5, comma 2, individuano
le  modalita’  procedimentali  di valutazione dei titoli di
loro   competenza,   assicurando   forme   equivalenti   di
partecipazione   delle   altre  autorita’  interessate.  Le
autorita’  di  cui  all’art. 5, comma 2, si pronunciano con
proprio  provvedimento,  stabilendo, qualora necessario, le
eventuali  condizioni  di  cui  al  comma  7  del  presente
9.  Se  l’esercizio  della  professione  in questione e’
condizionato  alla  prestazione  di  un giuramento o ad una
dichiarazione solenne, al cittadino interessato e’ proposta
una  formula  appropriata ed equivalente nel caso in cui la
formula  del  giuramento  o  della  dichiarazione non possa
essere utilizzata da detto cittadino.
10.  I  beneficiari  del  riconoscimento  esercitano  la
professione  facendo  uso  della  denominazione  del titolo
professionale,   e   della   sua  eventuale  abbreviazione,
prevista dalla legislazione italiana.».
–   Per   il  testo  dell’art.  11  del  citato  decreto
legislativo 9 novembre 2007, n. 206, si vedano le note alle
CAPO IIProva attitudinale
Contenuto della prova attitudinale
1.  La prova attitudinale prevista dagli articoli 11, comma 4, e 23
del  decreto legislativo ha luogo almeno due volte l’anno nei mesi di
maggio   e  novembre  presso  il  Consiglio  nazionale.  L’esame,  da
svolgersi  in  lingua  italiana,  si  articola  nella prova scritta o
pratica  e  nella  prova  orale,  ovvero nella sola prova orale, come
stabilito nel decreto di riconoscimento.
2.  Nella  prima  riunione  di  ciascun anno il Consiglio nazionale
stabilisce  i  giorni,  dei mesi di maggio e novembre, in cui avranno
inizio  le  sessioni  d’esame,  la  sede  in  cui  tali  sessioni  si
svolgeranno.
3.  L’esame  si  svolge nel rispetto delle condizioni stabilite nel
decreto  di  riconoscimento  che  individua  le prove e le materie di
esame  tra  quelle elencate nell’allegato A) al presente regolamento,
secondo  quanto  previsto  dall’articolo  23,  comma  3  del  decreto
legislativo.  Le prove per l’iscrizione nella sezione A dell’albo dei
dottori  agronomi  e dei dottori forestali sono caratterizzate da una
maggiore  complessita’ di quelle per l’iscrizione nella sezione B. Le
materie  di  esame per l’iscrizione alle sezioni A e B dell’albo sono
quelle individuate nell’allegato A).
4.  La  prova  scritta, della durata massima di sette ore, consiste
nello  svolgimento  di  uno  o  piu’ elaborati vertenti sulle materie
indicate nel decreto di riconoscimento, quali materie su cui svolgere
la prova scritta.
5.  L’eventuale  prova  pratica  consiste  nello svolgimento di una
prestazione  o  operazione  tipiche  della  attivita’  professionale,
secondo quanto previsto nel decreto di riconoscimento.
6.  La  prova  orale  verte  sulle  materie indicate nel decreto di
riconoscimento  quali  materie  su cui svolgere la prova orale, oltre
che su ordinamento e deontologia professionale.
7.  Il  Consiglio  nazionale  predispone un programma relativo alle
materie d’esame indicate nell’allegato A), da consegnare ai candidati
per  l’iscrizione  alle  sezioni  A  e  B dell’albo, mediante lettera
raccomandata  con avviso di ricevimento, almeno sessanta giorni prima
– Per il testo degli articoli 11 e 23 del citato decreto
1.  Presso  il  Consiglio  nazionale  e’  istituita una commissione
d’esame  per  lo  svolgimento  della  prova attitudinale, composta da
cinque membri effettivi e da cinque membri supplenti.
2.  La  nomina di due membri effettivi e di due membri supplenti e’
effettuata  tra  professionisti,  designati  dal Consiglio nazionale,
iscritti  alle  sezioni  A  e  B dell’albo dei dottori agronomi e dei
dottori  forestali con almeno otto anni di anzianita’, assicurando la
presenza  di professionisti iscritti in ciascuna sezione. Qualora non
sia  possibile designare i componenti effettivi o supplenti secondo i
criteri sopra indicati, il Consiglio nazionale designa professionisti
iscritti  nell’ambito di una sola delle due sezioni. La nomina di due
membri  effettivi  e  di  due  membri  supplenti  e’  effettuata  tra
professori  di  prima  o  di  seconda fascia o ricercatori confermati
presso  una  Universita’  della  Repubblica  nelle  materie  elencate
nell’allegato  A)  al  presente  decreto;  la  nomina  di  un  membro
effettivo  e di un membro supplente e’ effettuata tra i magistrati in
servizio   presso  la  Suprema  Corte  di  cassazione  ovvero  tra  i
magistrati  del  distretto  della Corte d’appello di Roma o collocati
fuori  ruolo presso amministrazioni o organi centrali dello Stato che
abbiano conseguito almeno la terza valutazione di professionalita’.
3.  La  commissione  e’  costituita  con decreto del Ministro della
giustizia  e  dura in carica tre anni. La commissione, presieduta dal
componente designato dal Consiglio nazionale, con maggiore anzianita’
di  iscrizione  all’albo  professionale,  giudica  e  delibera con la
presenza  dei  cinque  componenti  effettivi.  In  caso  di assenza o
impedimento  dei  componenti  effettivi,  subentrano i corrispondenti
componenti   supplenti.   In   caso  di  assenza  o  impedimento  del
presidente, la commissione e’ presieduta dal componente supplente con
maggiore anzianita’ di iscrizione all’albo professionale. Le funzioni
di  segretario  sono  svolte  dal componente, designato dal Consiglio
nazionale,   avente   minore   anzianita’   di   iscrizione  all’albo
professionale.  Le  deliberazioni  e le valutazioni diverse da quelle
disciplinate dall’articolo 6 sono adottate a maggioranza.
4.   Il   rimborso  delle  spese  sostenute  dai  componenti  della
commissione  nonche’  i  compensi determinati dal Consiglio nazionale
sono a carico del predetto Consiglio.
1.  Il Ministero della giustizia esercita l’alta sorveglianza sugli
esami e sulla commissione prevista all’articolo 3 in conformita’ alle
disposizioni  contenute  nella  legge  7  gennaio  1976,  n.  3, come
modificata dalla legge 10 febbraio 1992, n. 152.
–  La  legge  7  gennaio  1976, n. 3, reca: «Ordinamento
della   professione   di  dottore  agronomo  e  di  dottore
forestale».
– La legge 10 febbraio 1992, n. 152, reca: «Modifiche ed
integrazioni alla legge 7 gennaio 1976, n. 3, e nuove norme
concernenti  l’ordinamento  della  professione  di  dottore
agronomo e di dottore forestale.
1.  Il  richiedente  presenta  al  Consiglio  nazionale  domanda di
ammissione  all’esame  redatta  secondo  lo  schema  allegato  B)  al
presente   regolamento,   unitamente   a   copia   del   decreto   di
riconoscimento,   autenticata   anche  ai  sensi  delle  disposizioni
contenute  nel  decreto  del  Presidente della Repubblica 28 dicembre
2000, n. 445, ed a copia di un documento di identita’.
2.  Entro  il  termine  massimo  di sessanta giorni dal ricevimento
della  domanda,  la  Commissione  si  riunisce  su  convocazione  del
presidente  per la fissazione del calendario delle prove di esame. Le
prove  scritte si svolgono in giorni consecutivi. Tra la data fissata
per lo svolgimento della prova scritta o pratica e quella della prova
orale  non  puo’  intercorrere  un  intervallo  inferiore  a trenta e
superiore  a  sessanta giorni. Della convocazione della commissione e
del   calendario   delle   prove   e’  data  immediata  comunicazione
all’interessato,  al recapito da questi indicato nella domanda, ed al
Ministero  della  giustizia, mediante lettera raccomandata con avviso
di ricevimento, almeno sessanta giorni prima della prova.
Nota all’art. 5:
– Il decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre
2000,   n.  445,  reca:  «Testo  unico  delle  disposizioni
legislative  e  regolamentari  in materia di documentazione
amministrativa».
Valutazione della prova attitudinale
1.  Per  la  valutazione  di  ciascuna  prova ogni componente della
commissione  dispone  di dieci punti di merito. Alla prova orale sono
ammessi  coloro  che  abbiano  riportato  in  ogni  prova scritta una
votazione  minima  complessiva  pari  a trenta. Si considera superato
l’esame  da  parte  dei  candidati  che  abbiano conseguito, anche in
ciascuna  materia  della  prova  orale,  un punteggio complessivo non
inferiore a trenta.
2.  Allo  svolgimento  della  prova  scritta presenziano almeno due
componenti della commissione.
3.  Dell’avvenuto  superamento  dell’esame  la commissione rilascia
certificazione all’interessato ai fini dell’iscrizione all’albo.
4.  In  caso  di  esito  sfavorevole  o  di  mancata  presentazione
dell’interessato  senza valida giustificazione, la prova attitudinale
non puo’ essere ripetuta prima di sei mesi.
5.  Il Consiglio nazionale da’ immediata comunicazione al Ministero
della giustizia dell’esito della prova attitudinale, mediante lettera
CAPO IIITirocinio di adattamento
Oggetto e svolgimento del tirocinio
1.  Il tirocinio di adattamento, di cui all’articolo 23 del decreto
legislativo,  ha  una durata massima di tre anni. Esso ha per oggetto
il  complesso  delle attivita’ professionali afferenti le materie tra
quelle  di cui all’allegato A) che sono state indicate nel decreto di
riconoscimento  come  necessitanti  di misure compensative, scelte in
relazione alla loro valenza ai fini dell’esercizio della professione.
2.   Il   tirocinio   e’   svolto  presso  il  luogo  di  esercizio
dell’attivita’  professionale  di  un  libero professionista iscritto
alla  sezione  A o B dell’albo secondo quanto previsto nel decreto di
3.  La  scelta  del  professionista  e’  effettuata dal richiedente
nell’ambito  dell’elenco  di  cui  al  successivo  articolo  8  ed e’
incompatibile   con   un   rapporto  di  lavoro  subordinato  con  il
professionista scelto.
4.  Il  professionista, a conclusione del tirocinio di adattamento,
predispone   una   relazione   motivata  contenente  la  valutazione,
favorevole  o sfavorevole, dell’attivita’ complessivamente svolta dal
tirocinante e ne rilascia copia all’interessato.
–   Per   il  testo  dell’art.  23  del  citato  decreto
1.  Presso  il  Consiglio  nazionale  e’  istituito  un  elenco dei
professionisti  presso  i quali svolgere il tirocinio di adattamento;
in  tale  elenco  e’  indicata  la  sezione dell’albo alla quale sono
iscritti i professionisti.
2.  Tale  elenco  e’  aggiornato  annualmente  su  designazione dei
Consigli    provinciali    dell’ordine,   previa   dichiarazione   di
disponibilita’  dei  professionisti  e  comprende  dottori agronomi e
forestali che esercitino la professione da almeno sette anni.
3.  Per  ogni  Consiglio  provinciale, l’elenco deve comprendere un
numero  di professionisti sufficiente a coprire le due sezioni in cui
l’albo  e’  stato suddiviso ai sensi del decreto del Presidente della
Repubblica  5  giugno  2001,  n. 328 «Modifiche ed integrazioni della
disciplina  dei requisiti per l’ammissione all’esame di Stato e delle
relative  prove  per l’esercizio di talune professioni, nonche’ della
disciplina dei relativi ordinamenti»;
4.  Copia  dell’elenco  e’  trasmessa ad ogni Consiglio provinciale
5.  Al  Consiglio  nazionale  spetta la vigilanza sugli iscritti in
tale  elenco  ai  fini  dell’adempimento  dei  doveri  relativi  allo
svolgimento  del  tirocinio,  tramite  il  presidente  del  Consiglio
provinciale  dell’ordine  cui e’ iscritto il professionista di cui al
Nota all’art. 8:
–  Il  decreto  del Presidente della Repubblica 5 giugno
2001,  n.  328,  reca:  «Modifiche  ed  integrazioni  della
disciplina  dei  requisiti  per  l’ammissione  all’esame di
Stato  e  delle  relative  prove  per l’esercizio di talune
professioni,   nonche’   della   disciplina   dei  relativi
ordinamenti».
1.   Il  tirocinante  esegue  diligentemente  le  disposizioni  del
professionista,  garantendo  la  massima  riservatezza  sulle notizie
comunque   acquisite,   ed   e’   tenuto  all’osservanza,  in  quanto
compatibile,  del  Codice deontologico dei dottori agronomi e dottori
1.  Coloro  che,  muniti  del  decreto di riconoscimento, intendono
svolgere  come  misura  compensativa il tirocinio di adattamento sono
iscritti   nel  registro  dei  tirocinanti  istituito  e  tenuto  dal
Consiglio nazionale.
2. Nel registro dei tirocinanti sono riportati:
a)  il numero d’ordine attribuito al tirocinante, il suo cognome e
nome,  luogo  e data di nascita, residenza, titolo di studio e numero
di codice fiscale;
b)  la  sezione dell’Albo nella quale il tirocinante ha presentato
istanza di iscrizione;
c) gli estremi del decreto di riconoscimento;
d) la data di decorrenza dell’iscrizione;
e)  il cognome e nome del professionista presso il quale si svolge
il  tirocinio,  la  sezione  dell’Albo  di appartenenza, il numero di
iscrizione,  il  numero  di  codice fiscale, l’indirizzo del luogo di
lavoro e il numero di iscrizione nell’elenco di cui all’articolo 8;
f) gli eventuali provvedimenti di sospensione del tirocinio;
g) la data di compimento del periodo di effettivo tirocinio;
h) la data del rilascio del certificato di compiuto tirocinio;
i) la data della cancellazione con relativa motivazione.
1.  L’iscrizione  nel registro dei tirocinanti si ottiene a seguito
di istanza al Consiglio nazionale, redatta secondo lo schema allegato
sub C) al presente regolamento.
2.  Nella  domanda  il  richiedente  dichiara il proprio impegno ad
effettuare  il  tirocinio  di  adattamento e la non sussistenza della
incompatibilita’  prevista  dall’articolo  7,  comma  3  del presente
3. La domanda e’ corredata dai seguenti documenti:
a) copia di un documento di identita’;
b)  copia  del  decreto  di  riconoscimento  ai  sensi del decreto
c)  attestazione di disponibilita’ del professionista ad ammettere
il  richiedente  a  svolgere  il tirocinio presso il proprio luogo di
svolgimento dell’attivita’ professionale;
d)  n. 2 fotografie autenticate formato tessera; in alternativa, a
richiesta    dell’interessato,   le   fotografie   sono   autenticate
dall’ufficio ricevente.
4.  Nella  domanda,  sottoscritta  dal richiedente, sono elencati i
documenti   allegati;   vi   e’   anche  espresso  l’impegno  a  dare
comunicazione  delle  eventuali  sopravvenute variazioni entro trenta
giorni dal verificarsi delle stesse.
5.  La  domanda  di  iscrizione e’ inviata al Consiglio nazionale a
mezzo  lettera  raccomandata  con  avviso di ricevimento, oppure puo’
essere   presentata  direttamente  presso  gli  uffici  dello  stesso
Consiglio.  Nel  caso  di consegna diretta pressa gli uffici, vengono
apposti  (viene  apposta)  sulla  domanda  il  timbro  del  Consiglio
nazionale  e  la  data  di  ricevimento  e  viene rilasciata apposita
ricevuta al tirocinante o a persona da lui delegata.
6. Non e’ accolta la domanda incompleta o difforme dalle previsioni
del   presente   articolo,   quando   non   ne   sia   possibile   la
1.  Il  Presidente del Consiglio nazionale provvede alla iscrizione
nel  registro  dei  tirocinanti  entro  quindici giorni dalla data di
2.  L’iscrizione  decorre  dalla  data della delibera del Consiglio
3.  Il mancato accoglimento della domanda di iscrizione deve essere
motivato.  La  segreteria del Consiglio provvede entro dieci giorni a
dare   comunicazione  della  delibera  adottata  all’interessato,  al
professionista  ed al Consiglio provinciale dell’ordine presso di cui
questo  e’  iscritto  a  mezzo  lettera  raccomandata  con  avviso di
Modalita’ di svolgimento e valutazione del tirocinio
1.  Ogni  sei  mesi  il  professionista  presso  cui  si  svolge il
tirocinio  compila  una  sezione dell’apposito libretto di tirocinio,
fornitogli  dal Consiglio nazionale, ove dichiara le attivita’ svolte
dal   tirocinante.   La  sezione  relativa  ad  ogni  semestre  viene
controfirmata   dal   tirocinante  e  presentata  al  presidente  del
Consiglio provinciale dell’ordine che vi appone il visto.
2.  Al  compimento  del  tirocinio,  entro  il  termine  massimo di
quindici  giorni, il professionista trasmette al Consiglio nazionale,
e  per  conoscenza al Consiglio provinciale, il libretto di tirocinio
ed  apposita relazione sullo svolgimento del tirocinio da cui risulti
espressamente la propria valutazione favorevole o sfavorevole.
3.  In  caso di valutazione favorevole, il Presidente del Consiglio
nazionale  rilascia  un  certificato  di  compiuto tirocinio entro il
termine massimo di quindici giorni dal ricevimento della relazione.
4.  In  caso  di  valutazione  sfavorevole,  il Consiglio nazionale
provvede all’audizione del tirocinante. Qualora ritenga di confermare
la  valutazione  del professionista, emette provvedimento motivato di
diniego  di  certificato  di  compiuto tirocinio; qualora ritenga, al
contrario,   di   disattendere   la   valutazione   sfavorevole   del
professionista,  emette  provvedimento  motivato sul punto e rilascia
certificato di compiuto tirocinio nei termini di cui al comma 3.
5.  In  caso  di  valutazione finale sfavorevole, il tirocinio puo’
essere immediatamente ripetuto.
Sospensione e interruzione del tirocinio
1.  Il  tirocinio  e’  sospeso  in  ragione del verificarsi di ogni
evento  che  ne  impedisca  l’effettivo  svolgimento  per  una durata
superiore  a  un  sesto  e  inferiore  alla  meta’  della  sua durata
2.   Il  tirocinio  e’  interrotto  da  tutti  gli  eventi  che  ne
impediscono  l’effettivo  svolgimento  per  una durata superiore alla
meta’ della sua durata complessiva.
3.  Il  professionista presso cui si svolge il tirocinio informa il
Consiglio  nazionale  della  causa di sospensione di cui al comma 1 e
della  causa di interruzione di cui al comma 2, nonche’ della ripresa
del tirocinio nel caso di cui al comma 1.
4.  Il  Consiglio  nazionale delibera la sospensione per un periodo
comunque non superiore ad un anno.
5.  La  sospensione  e l’interruzione del tirocinio sono dichiarate
dal  Consiglio nazionale con provvedimento comunicato all’interessato
e  al professionista presso cui si svolge il tirocinio entro quindici
giorni con lettera raccomandata con avviso di ricevimento.
Cancellazione dal registro dei tirocinanti
1.  Il  Consiglio  nazionale delibera la cancellazione dal registro
dei tirocinanti nei seguenti casi:
a) rinuncia all’iscrizione;
b) dichiarazione di interruzione del tirocinio;
c)   condanna   definitiva   per   delitto   contro   la  pubblica
amministrazione,  contro l’amministrazione della giustizia, contro la
fede  pubblica,  contro  l’economia  pubblica,  oppure per ogni altro
delitto  non  colposo,  per  il  quale la legge commini la pena della
reclusione  non  inferiore  nel  minimo  di  due anni o nel massimo a
d)  rilascio  del  certificato  di iscrizione all’albo dei dottori
agronomi e dei dottori forestali.
2.   La   delibera   del   Consiglio   nazionale  di  cancellazione
dell’iscrizione   nel   registro   dei   tirocinanti   e’  comunicata
all’interessato  e  al  professionista  presso cui e’ stato svolto il
tirocinio  entro  quindici giorni con lettera raccomandata con avviso
di  ricevimento,  salvo  che  la  delibera di cancellazione sia stata
comunicata contestualmente a quella di interruzione del tirocinio.
Sospensione dal registro dei tirocinanti
1.  In  caso di condanna, anche in primo grado, per uno dei delitti
di  cui  all’articolo 15, comma 1, lettera c), il Consiglio nazionale
delibera la sospensione dell’iscrizione dal registro dei tirocinanti.
2.   La   delibera   del   Consiglio   nazionale   di   sospensione
di ricevimento.
Il Ministro : Alfano
Registrato alla Corte dei conti il 30 luglio 2009
Ministeri istituzionali, registro n. 7, foglio n. 358
(articolo 2, comma 3 e articolo 7, comma 1)
Elenco delle materie per le sezioni A e B dell’Albo
Economia e politica agraria.
Estimo e matematica finanziaria.
Agronomia e principi di ecologia agraria.
Difesa delle piante.
Industrie  e  tecnologie  agrarie e controllo della qualita’ degli
Costruzioni rurali e principi di topografia e cartografia.
Coltivazioni  erbacee  e  principi  di  botanica  applicata  e  di
fisiologia vegetale.
Coltivazioni arboree e principi di fisiologia vegetale.
Zootecnia generale e principi di zootecnia speciale.
Meccanica e meccanizzazione agraria.
Legislazione ambientale e principi di pianificazione territoriale.
Sistemazioni idrauliche forestali.
Selvicoltura generale e speciale.
—->  Vedere Allegato B  a  pag.  12   <----
---->  Vedere Allegato C  a  pag.  13   <----
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA – DECRETO 2 luglio 2009, n. 110 – Regolamento di cui all’articolo 24 del decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, in materia di misure compensative per l’esercizio delle professioni di dottore agronomo e di dottore forestale. (09G0118) (GU n. 182 del 7-8-2009 redazione redazione 2015-05-19T03:09:42+00:00