Source: https://nicolafontanella.it/note_legali/
Timestamp: 2018-12-12 04:58:28+00:00
Document Index: 13032556

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 13', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 14']

Note Legali – Nicola Fontanella
La suddetta circolare si è resa necessaria in quanto la normativa in materia di C.U. non è esaustiva per quanto attiene all’ammontare del contributo da versare nelle diverse fasi della procedura concorsuale: infatti, osserva il Ministero, il D.P.R. n. 115/2002, dopo aver previsto in termini generali, all’art. 9, l’obbligo di versamento del contributo unificato per “la procedura concorsuale”, ha, al successivoart. 13, comma 5, indicato l’ammontare del contributo unificato dovuto unicamente “per la procedura fallimentare”, all’uopo definita quale quella che va “dalla sentenza dichiarativa di fallimento alla chiusura”.
Questo “vuoto” normativo ha ingenerato incertezza e ha fatto sì che, nella prassi operativa degli uffici giudiziari, siano state adottateinterpretazioni diverse in merito alla disciplina cui sottoporre tali ultime ipotesi.
Quindi, al fine di uniformare il comportamento degli uffici giudiziari al riguardo, questi dovranno attenersi, nella determinazione del contributo unificato nelle fasi di natura giurisdizionale delle procedure concorsuali diverse da quella fallimentare, come pure nelle fasicd. endoprocessuali in cui si articola la procedura fallimentare, ai seguenti criteri:
A) per la procedura fallimentare, ovverosia per “la procedura dalla sentenza dichiarativa di fallimento alla chiusura”, dovrà essere versato il contributo fisso di euro 851,00 (art. 13, comma 5, delD.P.R. n. 115 del 2002);
B) per le fasi di natura giurisdizionale delle altre procedure concorsuali, come pure per le fasi “endoprocessuali” della procedura fallimentare non ricomprese nel campo di applicazione del citato art. 13, comma 5, dovrà farsi riferimento alla dichiarazione di valoreresa dall’avvocato ai sensi dell’art. 14 D.P.R. n. 115 del 2002 al momento dell’individuazione del giudice competente a decidere sulla domanda proposta e del tipo di procedura azionata.
quanto si paga nell'opposizione a D.I. con domanda riconvenzionale.
Il Ministero in data 10/11/2015 ha emanato una circolare che contiene alcuni chiarimenti in materia di importo del contributo unificatonel giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo, quando viene formulata contestualmente domanda riconvenzionale.
Com’è noto, l’art. 13 comma 3 del DPR 115/2002 prevede che il contributo e’ ridotto alla meta’ per i processi speciali previsti nel libro IV, titolo I del codice di procedura civile,compreso il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo….”, mentre il successivo art. 14 dispone che : La parte che per prima si costituisce in giudizio, che deposita il ricorso introduttivo, ovvero che, nei processi esecutivi di espropriazione forzata, fa istanza per l’assegnazione o la vendita dei beni pignorati, e’ tenuta al pagamento contestuale del contributo unificato…… La parte di cui al comma 1, quando modifica la domanda o propone domanda riconvenzionale o formula chiamata in causa, cui consegue l’aumento del valore della causa, e’ tenuta a farne espressa dichiarazione e a procedere al contestuale pagamento integrativo…”.
Alla luce delle suddette disposizioni, si legge nella circolare, introdotto il giudizio di opposizione a D.I., la parte che si costituisce per prima (di solito l’opponente) è tenuta a pagare il C.U. in misura dimezzata rispetto all’importo previsto dalla legge per lo scaglione di valore di riferimento, ex art. 13 comma 3.
A questo punto, la circolare esamina la particolare ipotesi, in cui la parte che propone opposizione a D.I. formula anche domanda riconvenzionale e chiarisce quale sia l’importo del C.U. che l’ opponente deve versare; al riguardo si possono verificare due ipotesi:
Es: D.I. per euro 5.000, il contributo unificato che deve versare l’opponente è di € 49,00 (98,00:2); anche in caso di opposizione con domanda riconvenzionale (es. € 2.000), l’importo non cambia, rimane quello ridotto della metà, ossia € 49,00.
In questo caso, nella circolare si legge che parte opponente “deve versare un C.U. corrispondente a quello dovuto per la proposizione della domanda riconvenzionale; in questo caso il pagamento del C.U. è da imputarsi in parte alla proposizione dell’opposizione a D.I. (fino alla concorrenza dell’importo a tale titolo dovuto ex art. 13 comma 3), in parte alla proposizione della domanda riconvenzionale (a titolo di pagamento integrativo, ex art. 14 comma 3)”.
Es: D.I. per 5.000 e domanda riconvenzionale di € 10.000: il contributo unificato è di € 237,00, che l’opponente deve pagare per intero e si imputerà, quanto ad euro 49,00 all’opposizione, e, quanto al residuo, al contributo “integrativo”.
Infine, la circolare contiene una precisazione importante: al fine di determinare il valore della causa, rilevante per la quantificazione del C.U., bisogna fare riferimento a quello maggiore tra l’importo liquidato in sede monitoria e quello richiesto in via riconvenzionale in sede di opposizione: in nessun caso si possono sommare tra di loro i due valori.
⦁ in data 28 aprile effettuava il deposito telematico della memoria di costituzione e quasi contestualmente riceveva i primi due messaggi di PEC (accettazione: deposito e consegna: deposito);
⦁ dopo oltre mezz’ora il difensore riceveva il terzo messaggio di PEC (esito controlli automatici) che conteneva la segnalazione della presenza di un “errore imprevisto” e della necessità di ulteriori verifiche da parte dell’ufficio ricevente;
⦁ solo in data 9 maggio, quindi 11 giorni dopo, la cancelleria comunicava il rifiuto del deposito a causa della presenza di un errore fatale connesso alle caratteristiche di uno dei documenti inseriti nella busta telematica allegata alla PEC;
Il Tribunale di Milano, nella persona del Giudice dott.ssa Cassia, accoglie l’istanza di rimessione, nonostante l’opposizione del ricorrente, motivando nei seguenti termini:
6) peraltro non può ritenersi esigibile che il legale, ricevuto l’avviso di avvenuta consegna del messaggio PEC in epoca idonea a considerare il deposito tempestivamente eseguito, in difetto di esplicita segnalazione di errore fatale (implicante in quanto tale l’impossibilità del rifiuto dell’accettazione da parte di cancelleria) e/o di esplicito rifiuto dell’accettazione, provveda ad nuovo depositonel termine perentorio normativamente previsto, oppure si attivi per ottenere informazioni sull’errore e sull’esito del deposito, confidando pertanto nell’accettazione del deposito da parte della cancelleria.