Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1455-codice-civile-importanza-dellinadempimento
Timestamp: 2018-10-16 15:32:13+00:00
Document Index: 126613303

Matched Legal Cases: ['art. 130', 'art. 1455', 'art. 47', 'art. 1455', 'art. 1455', 'art. 54']

Art. 1455 codice civile: Importanza dell'inadempimento
Il contratto non si può risolvere se l’inadempimento di una delle parti ha scarsa importanza, avuto riguardo all’interesse dell’altra (1).
Inadempimento: [v. 1218].
(1) Presupposto della risoluzione giudiziale del contratto per inadempimento è la gravità di quest’ultimo; per stabilire se l’inadempimento è grave il giudice deve valutare il comportamento di entrambe le parti nel quadro generale dell’esecuzione del contratto, e l’interesse che ha la parte all’esatto adempimento dell’obbligo contrattuale.
In taluni casi, è il legislatore che stabilisce espressamente quando l’inadempimento è grave. In questi casi il giudice dovrà limitarsi ad accertare che si sia verificata la situazione prevista dalla legge: si pensi alla vendita con riserva di proprietà (vendita a rate), dove è stabilito che il mancato pagamento di una sola rata, che non superi l’ottava parte del prezzo, non dà luogo alla risoluzione del contratto; sicché solo se le rate non pagate sono almeno due oppure quella non pagata supera il limite di un ottavo del prezzo, può esercitarsi azione di risoluzione.
In tema di diritti dei consumatori, l’art. 130, c. 10, d.lgs. 6-9-2005, n. 206 (Codice del consumo) stabilisce che un difetto di conformità di lieve entità per il quale non sia possibile o sia eccessivamente onerosa la riparazione o la sostituzione, non dà diritto alla risoluzione del contratto.
Il legislatore, attraverso il richiamo all’art. 1455, ha tipizzato il cd. danno da vacanza rovinata [v. 2059] che ricorre nella vendita di pacchetti turistici nel caso in cui l’inadempimento o l’inesatta esecuzione delle prestazioni che formano oggetto del pacchetto non sia di scarsa importanza; in tale ipotesi, il turista può chiedere, oltre ed indipendentemente dalla risoluzione del contratto, un risarcimento del danno correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso ed all’irripetibilità dell’occasione perduta (art. 47, d.lgs. 79/2011).
L'adempimento della prestazione successivo alla domanda di risoluzione del contratto deve sempre essere oggetto di valutazione da parte del giudice ai fini di una corretta applicazione dell'art. 1455 c.c. nei contratti di locazione commerciale.
Cassazione civile sez. III 17 dicembre 2014 n. 26538
La valutazione della gravità dell'inadempimento delle obbligazioni contrattuali è rimessa al giudice del merito, ma è censurabile in cassazione in presenza di motivazione incongrua, come quella sostanziantesi nella mera, apodittica e generica affermazione che la parte non ha dimostrato di avere adempiuto la prestazione dovuta.
In tema di contratto di "franchising", allorché sia prevista la necessaria partecipazione del "franchisee" ad una società consortile controllata dall'affiliante, l'inadempimento del primo agli obblighi derivanti dal contratto, laddove apprezzato non isolatamente ma unitamente ad ulteriori suoi comportamenti (quali, nella specie, l'assunzione di debiti con emissione di assegni postdatati per il pagamento, l'espresso riconoscimento di non potervi far fronte e la mancata indicazione di una possibile data di pagamento), giustifica l'adozione del provvedimento di sospensione dalla qualità di socio, giacché la valutazione relativa alla gravità dell'inadempimento, ai sensi dell'art. 1455 cod. civ., deve tener conto del complessivo comportamento del debitore, desumibile dalla gravità della mora, dall'eventuale suo protrarsi e dalla mancata indicazione, di specifiche e concrete modalità di estinzione del debito. Rigetta, App. Milano, 25/07/2011
Cassazione civile sez. III 10 ottobre 2014 n. 21420
Cassazione civile sez. III 28 luglio 2014 n. 17066
In tema di appalto di opere pubbliche, qualora si controverta della risoluzione del contratto per inadempimento dell'appaltante (o, in generale, dell'invalidità del contratto o della sua estinzione), la relativa domanda, arbitrale o giudiziaria, non riguarda la quantificazione della prestazione spettante all'appaltatore ma l'esistenza stessa del contratto, sicché non è soggetta alla decadenza per inosservanza dell'onere di tempestiva iscrizione della riserva nel registro di contabilità previsto dall'art. 54 del r.d. 25 maggio 1895, n. 350, ed opera soltanto con riferimento alle pretese dell'appaltatore che comportino il riconoscimento di compensi o indennizzi aggiuntivi, rispetto al prezzo originariamente convenuto, in dipendenza di qualsivoglia situazione insorta nel corso dell'esecuzione del contratto. Rigetta, App. Roma, 25/01/2011
In tema di appalto di opere pubbliche, ogni qualvolta si faccia questione della risoluzione del contratto per inadempimento dell'appaltante (o, in generale, dell'invalidità del contratto o della sua estinzione), la relativa domanda, arbitrale o giudiziaria, non è soggetta alla decadenza prevista per l'inosservanza dell'onere della riserva, che sussiste soltanto con riferimento alle pretese dell'appaltatore che si riflettono sul corrispettivo dovutogli. Cassa senza rinvio, App. Roma, 08/09/2009
Cassazione civile sez. I 17 settembre 2014 n. 19531