Source: http://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-2321-codice-civile-utili-percepiti-in-buona-fede
Timestamp: 2017-02-22 19:36:28+00:00
Document Index: 148261439

Matched Legal Cases: ['art. 2320', 'art. 2303', 'art. 2262', 'art. 2315', 'art. 2320', 'art. 2321']

Art. 2321 codice civile: Utili percepiti in buona fede
HOME Codice civile Articoli Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015 Codice civile Art. 2321 codice civile: Utili percepiti in buona fede L’AUTORE: Redazione
I soci accomandanti non sono tenuti alla restituzione degli utili riscossi in buona fede secondo il bilancio regolarmente approvato (1).
Utile: [v. 2247].
Utili riscossi in buona fede: utili fittizi, che risultano da un bilancio falso e che in realtà non esistono; ovvero utili non distribuibili, che sono destinati obbligatoriamente dalla legge o dallo Statuto a riserva legale o statutaria o a reintegrazione del capitale. Gli utili riscossi in buona fede [v. 1147] dal socio non vanno restituiti, quando sussistono due condizioni: a) il bilancio è regolarmente approvato; b) l’accomandante, al momento della percezione, ignora l’irregolarità della distribuzione stessa.
Bilancio regolarmente approvato: in questo caso, si intende il bilancio regolare sotto il profilo formale, ossia approvato dall’assemblea e preventivamente comunicato agli accomandanti, ai sensi dell’art. 2320, comma 3.
(1) La posizione dei soci accomandanti è così equiparata a quella dei soci di società di capitali derogando espressamente all’art. 2303 che ammette la ripartizione tra soci solo di utili realmente conseguiti.
Nelle società di persone, a norma della disposizione prevista dall'art. 2262 c.c., ciascun socio, salvo patto contrario, ha diritto di percepire la sua parte di utile dopo l'approvazione del rendiconto. Tale norma è applicabile anche alla società in accomandita semplice, sia per il richiamo generale previsto dall'art. 2315 c.c., sia per la confermata attribuzione al socio accomandante del diritto alla comunicazione annuale del bilancio e del conto dei profitti e delle perdite (a norma dell'art. 2320 comma 3 c.c.), che si presenta come strumentale rispetto all'esercizio dell'altro diritto di percepire la quota dovuta di utili (art. 2321 c.c.).
Tribunale Milano 29 aprile 1991
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