Source: https://www.brocardi.it/codice-civile/libro-quarto/titolo-ii/capo-vi/art1399.html
Timestamp: 2020-02-17 00:52:03+00:00
Document Index: 71441846

Matched Legal Cases: ['art. 1399', 'art. 1399', 'art. 1309', 'art. 1398', 'art. 1392', 'art. 1399', 'art. 1712', 'art. 283', 'art. 283', 'art. 1399', 'sentenza ', 'art. 1399', 'art. 2932', 'art. 83', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1398', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1399', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1399', 'art. 1399', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1399', 'art. 1705', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1957', 'art. 1399', 'sentenza ', 'art. 1399', 'sentenza ', 'art. 1399', 'sentenza ', 'art. 1398', 'sentenza ', 'art. 1398', 'sentenza ', 'art. 1399', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Art. 1399 codice civile - Ratifica - Brocardi.it
Tu sei qui: Fonti > Codice civile > LIBRO QUARTO - Delle obbligazioni > Titolo II - Dei contratti in generale > Capo VI - Della rappresentanza > Articolo 1399
Articolo 1399 Codice civile
Dispositivo dell'art. 1399 Codice civile
Nell'ipotesi prevista dall'articolo precedente, il contratto può essere ratificato (1) dall'interessato [1188, 1444, 1711, 1890, 2032, 2822], con l'osservanza delle forme prescritte per la conclusione di esso.
La ratifica ha effetto retroattivo, ma sono salvi i diritti dei terzi (2).
Il terzo e colui che ha contrattato come rappresentante possono d'accordo sciogliere il contratto prima della ratifica (3).
(1) La ratifica è un atto unilaterale qualificato, secondo la tesi tradizionale, come una procura successiva. Ciò anche in considerazione del fatto che essa deve avere la stessa forma prescritta per il negozio cui si riferisce, come accade per la procura (v. 1392 c.c.).
(2) I terzi che vengono in rilievo sono coloro che sono titolari di un diritto incompatibile con quei diritti che, in seguito alla ratifica, si producono in capo al ratificante o allo terzo stipulante.
(3) Anche se il contratto è inefficace sussiste un rapporto giuridicamente rilevante tra terzo e falsus procurator che giustifica la necessità della volontà di entrambi per porre nel nulla l'accordo.
La norma si spiega considerando che il falsamente rappresentato può avere interesse a far propri gli effetti del contratto. In tal caso, è come se il rappresentante avesse agito legittimamente sin dall'inizio, salva, però, la necessità di proteggere i terzi, atteso che, comunque, il negozio è stato concluso in violazione del potere e questi non possono esserne pregiudicati.
La ratifica segna anche il momento a partire dal quale il contratto non può più essere posto nel nulla dal procuratore e dal terzo, in quanto da questo momento il rappresentato ne diviene parte.
Il quarto comma contempla la c.d. actio interrogatoria, che può essere esperita allo scopo di evitare che l'incertezza in cui versa il terzo circa il prodursi o meno degli effetti del contratto si protragga troppo a lungo.
“ Confirmatio supplet defectus ”
La ratifica di un negozio giuridico ne sana i vizi
“ Non tantum verbis ratum haberi potest, sed etiam actu ”
Si può ratificare non solo con le parole, ma anche con un certo comportamento
“ Omnis ratihabitio prorsus retrotrahitur et confirmat ea, quae ab initio subsecuta sunt ”
Ogni ratifica retroagisce del tutto, e conferma gli atti che si siano susseguiti fin dall'inizio
“ Ratihabitio ”
“ Si quis ratum habuerit quod gestum est, obstringitur mandati actione ”
Chiunque abbia ratificato ciò che è stato compiuto, può essere citato con l'azione relativa al mandato
Spiegazione dell'art. 1399 Codice civile
Ratifica dell'atto del gestor e convalida di atto annullabile
Se l'operato del rappresentante che non ha potere o eccede quelli conferitigli, non vincola il dominus, niente s'oppone a che questi supplisca al difetto di rappresentanza, con l'accettare e far proprio il negozio conchiuso dal rappresentante; anziché un consenso preventivo all'operato del rappresentante, nella ratifica soccorre un consenso susseguente. Fin quando questa accettazione da parte del dominus non intervenga, il negozio è in uno stato di pendenza; sopravvenuta ch'essa sia, gli effetti dell'atto compiuto dal rappresentante appartengono alla sfera giuridica del rappresentato. (rappresentanza susseguente: cfr. sopra).
Non è esciuso il caso di ratifica dell'operato di chi abbia agito per conto altrui, ma in proprio nome, cioè di ratifica di gestione non rapresentativa (cfr. sopra).
Va appena notato che la ratifica dell'atto compiuto senza potere, o con eccesso di potere, è ben diversa dalla conferma, che il codice civile abrogato pur denominava ratifica (art. 1309) di atti annullabili, oggi più propriamente qualificata convalida nelle nuove norme (articolo 1444 cod. civ.).
Nel primo caso, la dottrina ha la sua naturale sede nel tema della rappresentanza nel secondo, là dove si tratta dell'invalidità degli atti giuridici e della sanatoria di essi. Tuttavia, i due istituti hanno punti di contatto: e, se oggi, di fronte all'esplicita equiparazione, di cui all’art. 1398, del rappresentante che non ha pofere e di quello che eccede i poteri conferitigli, non può distinguersi, agli effetti della ratifica, tra mancanza di rappresentanza ed eccesso di rappresentanza, per inferirne che nel primo caso l’atto del rappresentante non esiste e non può, dunque, esser ratificato, certo è che pur la ratifica dell'operato del gestor presuppone che vi sia un atto da ratificare, cioè che questo non sia nullo od inesistente per difetto di forma o per altro motivo.
La ratifica dell'atto compiuto dal rappresentante può anch'essa essere espressa o tacita; ma, ove sia espressa e segua per iscritto, non è soggetta all'adempimento delle condizioni che la legge richiede, in tal caso, per la sanatoria dell'atto invalido (cfr. citati articoli 1309 e 1444); quella, secondo anche la dottrina dei nostri antichi, può seguire in qualsiasi modo. Sorgeva questione, come già per la procura (cfr. sopra art. 1392), nel caso che per il negozio, cui la ratifica si riferisce, la legge prescrivesse una determinata forma, sia atto pubblico, sia scrittura privata; e, mentre già parte della dottrina sosteneva, sotto l'impero della vecchia norma, che occorresse che la ratifica rivestisse la stessa forma disposta per il negozio tra rappresentante e terzo, la nuova legge ha espressamente sancito che, in tal caso, la ratifica dell’'interessato deve seguire con l'osservanza delle stesse forme prescritte per la conclusione del negozio che s'intende ratificare.
Ratifica degli eredi: retroattività della ratifica
La ratifica può essere data dallo stesso dominus e, dopo la sua morte, dagli eredi.
Seguita che sia, essa ha effetto retroattivo, in quanto gli effetti del negozio conchiuso con mancanza od eccesso di potere dal rappresentante sono attribuiti al rappresentato, non dal momento della ratifica, ma ab initio, cioè da quello in cui ebbe luogo il negozio ratificato: e tale retroattività è oggi esplicitamente sancita dalla nuova norma. L'eguale esplicita sanzione mancava nella vecchia legge e la retroattività della ratifica andava allora semplicemente desunta dalla natura stessa di questa che, importando l'accettazione del negozio, implicava anche il suo riconoscimento fin dal tempo in cui venne concluso. Ma la retroattività si arresta di fronte al diritto dei terzi che hanno avuto causa dal ratificante e che dalla ratifica risentirebbero danno (così, se taluno, venduto un immobile, ne ratifichi l'alienazione fatta precedentemente dal rappresentante senza potere).
Scioglimento del contratto prima della ratifica
Sotto l'impero delle abrogate norme, era disputa circa la facoltà del terzo contraente di sottrarsi, prima della ratifica, all'impegno assunto nel contrattare col falsus procurator. Generalmente si riteneva che occorresse distinguere se il terzo avesse, o meno, conoscenza della mancanza di potere di costui; nel primo caso si ammetteva che egli non potesse svincolarsi dall'obbligo assunto, finché non fosse decorso il termine, espresso o tacito, in cui la ratifica era possibile, perché egli agì sotto la speranza della ratifica; nel secondo caso, si ammetteva che fosse dato a lui di svincolarsi da ogni impegno. La nuova norma tronca netto ogni disputa, statuendo che, in ogni caso, solo l’accordo tra rappresentante e terzo può far sciogliere il contratto prima della ratifica.
Ratifica attuata col silenzio
Prima della nuova statuiziore racchiusa nell'art. 1399, era reputato insegnamento che la ratifica potesse seguire anche col silenzio, quando questo si fosse prolungato per un tempo maggiore di quello consentito dagli usi e dalle esigenze della buona fede. Questa forma di ratifica, attuata col silenzio, deve ritenersi oggi non più autorizzata: infatti, se la legge concede al terzo contraente di provocare la pronuncia del dominus sulla ratifica, assegnandogli un termine (trascorso il quale nel silenzio, la ratifica s’intende non avvenuta), pare ovvio inferirne che non sia riconosciuta possibilità di trar partito dal silenzio dell'interessato. Né in senso contrario ne persuade la disposizione del capoverso dell'art. 1712 cod. civ., che si limita al lato interno del rapporto, cioè esclusivamente al mandato.
264 Ho, infine, affermato che il contratto concluso dal rappresentante senza poteri può essere ratificato (art. 283): in tal modo ho colmato una lacuna del progetto del 1936.
Per parallelismo con la procura, mi è parso di potere dichiarare che la ratifica deve essere formale, se formale è il contratto oggetto della ratifica: essa ha effetto retroattivo, ma ho lasciato espressamente salvi i diritti dei terzi.
265 Ho fissato al momento della ratifica ogni preclusione alla libertà del rappresentante e del terzo di sciogliere il contralto concluso senza alcun potere.
Lo scioglimento deve avvenire d'accordo tra i contraenti, perché tutti si sono vincolati a mantenerlo fino alla ratifica; questo stato di pendenza, determinato dall'attesa della ratifica, può chiudersi, però, per iniziativa del terzo contraente, il quale può assegnare all'interessato un congruo termine.
Il silenzio di quest'ultimo viene considerato dall'art. 283 come rifiuto della ratifica, per evitare che l'interessato sia costretto al compimento di un atto quando volesse non approfittare del contratto rappresentativo; ed è, infine, previsto che il diritto di ratifica si trasmette agli eredi dell'interessato, perché l'esercizio di esso incide su un contratto, non è una proposta.
Massime relative all'art. 1399 Codice civile
Cass. civ. n. 2403/2016
La ratifica sana, con efficacia retroattiva, il difetto di potere rappresentativo del "falsus procurator" e tale regime giuridico, in mancanza di clausole o condizioni che ne conformino diversamente l'efficacia, non è modificabile in via interpretativa. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che, in ipotesi di sostituzione del socio accomandatario di una s.a.s., la comunicazione ai terzi di tale sostituzione, con contestuale assunzione, ad opera del nuovo legale rappresentate, delle obbligazioni contratte sino a quel momento dal precedente amministratore, abbia prodotto effetti fin dalla sostituzione stessa e non, come ritenuto dalla corte di merito, solo dalla sua avvenuta comunicazione).
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 2403 del 8 febbraio 2016)
Cass. civ. n. 2572/2011
La ratifica dell'operato del "falsus procurator", pur non richiedendo l'impiego di formule particolari, per considerarsi validamente effettuata in osservanza del disposto di cui all'art. 1399, comma primo, c.c., non solo deve rispondere agli stessi requisiti di forma richiesti per l'atto posto in essere, ma deve provenire dal "dominus". Ne consegue che, ove, nel corso di un giudizio per l'esecuzione di forma specifica ex art. 2932 c.c. di un contratto preliminare di compravendita immobiliare, l"'electio amici" sia stata formulata dal solo procuratore e difensore munito di una semplice procura alle liti rilasciata ex art. 83 c.p.c., idonea ad abilitare al compimento dei soli atti processuali e non anche a disporre, sul piano sostanziale, del diritto in contesa, l'atto resta privo di efficacia in assenza di una chiara ed univoca manifestazione di volontà del "dominus", portata alla conoscenza della controparte, da cui desumersi l'intenzione di approvare l'atto compiuto dal "falsus procurator" e di farne propri i relativi effetti.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 2572 del 3 febbraio 2011)
Cass. civ. n. 21229/2010
Quando la procura alle liti è redatta in calce o a margine di un atto processuale, le dichiarazioni di portata negoziale che siano incluse in tale atto vanno attribuite alla parte, dal momento che con la sottoscrizione della procura essa le fa proprie, sicché esso può fungere anche da ratifica dell'operato del "falsus procurator".
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 21229 del 14 ottobre 2010)
Cass. civ. n. 14618/2010
Il negozio concluso dal "falsus procurator" costituisce una fattispecie soggettivamente complessa a formazione successiva, la quale si perfeziona con la ratifica del "dominus", e, come negozio "in itinere" o in stato di pendenza (però suscettibile di perfezionamento attraverso detta ratifica), non è nullo, e neppure annullabile, bensì inefficace nei confronti del "dominus" sino alla ratifica di questi; tale (temporanea) inefficacia non è rilevabile d'ufficio, ma solo su eccezione di parte e la relativa legittimazione spetta esclusivamente allo "pseudorappresentato", e non già all'altro contraente, il quale, ai sensi dell'art. 1398 c.c., può unicamente chiedere al "falsus procurator" il risarcimento dei danni sofferti per aver confidato senza propria colpa nella operatività del contratto.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 14618 del 17 giugno 2010)
Cass. civ. n. 27399/2009
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 27399 del 28 dicembre 2009)
Cass. civ. n. 11509/2008
La ratifica del negozio concluso dal falsus procurator se la forma scritta è per lo stesso richiesta ad probationem può avvenire anche per facta concludentia purché risultanti da atti scritti. (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza di merito rilevandone la correttezza della motivazione con cui era stato ritenuto che le ricorrenti avevano validamente ratificato la transazione intervenuta con la società assicuratrice e il falsus procurator atteso che l'atto di transazione e quietanza aveva un univoco significato abdicativo di qualsivoglia iniziativa giudiziale relativa al sinistro di cui si discuteva in causa e che la riscossione della somma, risultante dalla ricevuta di versamento di una banca, era avvenuta a saldo, in esecuzione dell'atto di transazione).
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 11509 del 9 maggio 2008)
Cass. civ. n. 24571/2006
La ratifica di un contratto, il quale — in relazione al suo oggetto — debba rivestire la forma scritta ad substantiam deve avere lo stesso requisito di forma richiesto per il contratto, restando altrimenti irrilevante il comportamento adottato dal rappresentato.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 24571 del 20 novembre 2006)
Cass. civ. n. 24371/2006
La ratifica di un contratto, pur non richiedendo l'impiego di formule particolari, essendo sufficiente che da essa risulti in modo inequivoco la volontà del dominus di rendere operante nella propria sfera giuridica l'atto compiuto dal rappresentante senza potere, deve, tuttavia, rivestire, per considerarsi validamente effettuata in osservanza del disposto di cui all'art. 1399, comma primo, c.c., la stessa forma scritta richiesta per il contratto, onde, qualora si tratti — come nella specie — di affitto di bene immobile produttivo di durata ultranovennale, essa richiede ad substantiam la forma scritta. (La S.C., sulla scorta dell'enunciato principio, ha confermato l'impugnata sentenza del giudice di merito che vi si era conformata, avendo escluso l'effetto di ratifica del suddetto contratto ultranovennale per facta concludentia del tipo dell'avvenuta percezione dei canoni, la cui condotta, peraltro, si sarebbe dovuta considerare costituente una mera operazione e non un negozio giuridico).
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 24371 del 16 novembre 2006)
Cass. civ. n. 15699/2006
La ratifica tacita comporta che il soggetto falsamente rappresentato nel compimento del negozio si appropri della dichiarazione negoziale fatta dal falsus procurator e dei suoi effetti. Tuttavia, sia nel caso in cui la ratifica riguardi una dichiarazione negoziale unilaterale (recettizia o meno che sia), sia — ed a maggior ragione — nel caso in cui riguardi un negozio bilaterale (ad esempio un contratto), è necessario, ai fini della configurabilità della ratifica, che, rispettivamente, il controinteressato al negozio unilaterale o la parte che ha trattato con il falsus procurator nel negozio bilaterale siano posti in grado di percepire l'appropriazione, in modo da poter regolare di conseguenza il loro agire, venendo in gioco il loro affidamento. Ne consegue che non è, dunque, configurabile una fattispecie di ratifica tacita se i fatti e comportamenti che sarebbero idonei ad evidenziarla non siano stati percepiti e comunque conosciuti dal controinteressato al negozio unilaterale ratificato o dalla parte del negozio bilaterale ratificato.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 15699 del 11 luglio 2006)
Cass. civ. n. 408/2006
La ratifica relativa al contratto concluso dal falso rappresentante per il quale non sia richiesta la forma scritta ad substantiam o ad probationem può essere anche tacita e consistere, perciò, in qualsiasi atto o comportamento da cui risulti in maniera chiara ed univoca la volontà del dominus di fare proprio il negozio concluso in suo nome e conto dal falsus procurator. Il relativo accertamento spetta al giudice di merito ed è incensurabile in sede di legittimità, se sorretto da motivazione congrua ed esente da vizi logici e giuridici.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 408 del 12 gennaio 2006)
Cass. civ. n. 17389/2004
La ratifica di un contratto, il quale — in relazione al suo oggetto debba rivestire la forma scritta ad substantiam deve avere lo stesso requisito di forma richiesto per il contratto e, quanto al contenuto, non richiede l'impiego di formule particolari, ma è sufficiente che risulti in modo inequivoco la volontà del dominus di rendere operante nella propria sfera giuridica l'atto compiuto dal rappresentante senza potere. In tal caso, il dominus attraverso un meccanismo integrativo che realizza una fattispecie a formazione progressiva, recupera interamente nella propria sfera giuridica ogni effetto del negozio posto in essere dal falsus procurator che, essendo pienamente valido, è rimasto solo temporaneamente inefficace — , ivi compresi sicuramente quelli di natura patrimoniale che sono legati alla conclusione del contratto da parte del rappresentante senza potere, come il versamento totale o parziale del prezzo e le caparre.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 17389 del 30 agosto 2004)
La ratifica tacita, per produrre effetti, non presuppone alcun atto formale di comunicazione alla controparte, essendo sufficiente che quest'ultimo sia comunque venuta a conoscenza dei fatti in cui la ratifica medesima si esprime.
Cass. civ. n. 14944/2001
I negozi stipulati, in rappresentanza di altri, da chi non abbia il relativo potere, sono privi di ogni efficacia come tali, potendo acquistarla soltanto in seguito all'eventuale ratifica da parte dell'interessato ed esclusivamente nei confronti di quest'ultimo. Tale ratifica non ha valore di convalida di negozio annullabile, costituendo, invece, un atto negoziale diretto ad immettere, con effetto retroattivo, nella sfera giuridica dell'interessato il risultato dell'attività compiuta dal rappresentante senza poteri.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 14944 del 26 novembre 2001)
Cass. civ. n. 12652/2001
La dichiarazione di ratifica di manifestazione di volontà, espressa dal rappresentante senza poteri, non deve necessariamente estrinsecarsi in maniera esplicita, ma può risultare anche per facta concludentia id est attraverso un comportamento del rappresentato dal quale sia chiaramente desumibile l'approvazione dell'operato di chi abbia assunto iniziative a suo nome pur in assenza dei relativi poteri di rappresentanza o comunque una volontà del dominus incompatibile con il rifiuto di tale operato. Ciò vale anche per la dichiarazione di volontà da ratificare per la quale sia richiesto un atto scritto ad substantiam ovvero ad probationem ove i facta concludentia dai quali desumere la ratifica rivestano tale forma e siano redatti per fini consequenziali alla stipulazione del negozio.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 12652 del 17 ottobre 2001)
Cass. civ. n. 4794/1999
La ratifica di un contratto soggetto alla forma scritta ad substantiam, stipulato da falsus procurator, non richiede che il dominus manifesti per iscritto espressamente la volontà di far proprio quel contratto, ma può essere anche implicita — purché sia rispettata l'esigenza della forma scritta — e risultare da un atto che, redatto per fini che sono consequenziali alla stipulazione del negozio, manifesti in modo inequivoco la volontà del dominus incompatibile con quella di rifiutare l'operato del rappresentante senza potere. (Nel caso di specie, la. S.C. ha ritenuto idonea ratifica scritta del contratto concluso dal falsus procurator il rilascio della procura alle liti per citare in giudizio l'altra parte onde ottenere il risarcimento del danno per inadempimento contrattuale).
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 4794 del 17 maggio 1999)
La ratifica del dominus, prevista dall'art. 1399 primo comma c.c., è una dichiarazione di volontà unilaterale, che deve osservare la forma prescritta per il contratto concluso dal falsus procurator, ed ha carattere recettizio; perciò, per produrre effetto, deve essere notificata o almeno comunicata all'altro contraente.
Cass. civ. n. 1539/1996
Perché, a norma dell'art. 1399 c.c., possa darsi ratifica del contratto concluso dal rappresentante senza poteri, occorre che detto contratto sia valido; infatti la mancanza di procura rileva soltanto ai fini dell'efficacia del contratto, che rimane sospesa in attesa della manifestazione di volontà del dominus.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 1539 del 27 febbraio 1996)
Cass. civ. n. 9638/1994
La ratifica del negozio rappresentativo compiuto dal falsus procurator, sia che questo abbia agito senza averne i poteri, sia che abbia ecceduto i limiti delle facoltà conferitigli, può risultare, oltre che da dichiarazione espressa, anche da atti o fatti che implichino necessariamente la volontà del dominus di far proprio il negozio stesso, di cui conosca il contenuto, salva la necessità della forma scritta ove questa sia richiesta ad substantiam.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 9638 del 15 novembre 1994)
Cass. civ. n. 78/1993
La ratifica contemplata dall'art. 1399 c.c. si riferisce alla ipotesi di chi abbia contrattato come rappresentante senza averne i poteri, o eccedendo i limiti delle facoltà conferitegli, mentre nel caso in cui taluno senza contemplatio domini abbia agito in nome proprio e per conto altrui, tutti gli effetti del contratto si producono in capo al mandatario e nessun rapporto può costituirsi fra mandante e terzo contraente non avendo rilevanza ai sensi dell'art. 1705 c.c., l'eventuale conoscenza del mandato da parte di detto terzo.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 78 del 7 gennaio 1993)
Cass. civ. n. 7985/1991
Per soddisfare l'esigenza della forma scritta della ratifica del contratto richiedente tale forma ad substantiam stipulato dal falsus procurator non è sufficiente un atto scritto il quale presupponga una già intervenuta volontà di far proprio il contratto, ma occorre che sia espressamente manifestata per iscritto tale volontà.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 7985 del 18 luglio 1991)
Cass. civ. n. 3435/1991
La ratifica di un contratto concluso dal rappresentante senza poteri in nome di una costituenda società di capitali deve essere effettuata dallo stesso organo societario — quello amministrativo ovvero l'assemblea — al quale lo statuto sociale attribuisca la competenza a deliberare il compimento dello specifico negozio attuato dal rappresentante senza poteri.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 3435 del 29 marzo 1991)
Cass. civ. n. 8444/1990
Con riguardo a contratto concluso da un falsus procurator (e perciò con efficacia sospesa fino alla ratifica da parte del dominus), il termine semestrale entro il quale il creditore ha l'onere, ai sensi dell'art. 1957 c.c., di chiedere giudizialmente l'adempimento dell'obbligazione garantita dal fideiussore (a pena di decadenza del suo diritto verso quest'ultimo), decorre non dalla data di scadenza dell'obbligazione, ma da quella in cui la ratifica viene portata a conoscenza del creditore, giacché la disposizione dell'art. 1399 c.c., secondo cui la ratifica dell'interessato ha effetto retroattivo, non può esplicare influenza sul termine di decadenza della fideiussione, che avendo lo scopo di evitare la colpevole inerzia del creditore verso il debitore principale, presuppone che il primo abbia la possibilità concreta ed attuale di proporre l'azione giudiziaria contro quest'ultimo.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 8444 del 20 agosto 1990)
La ratifica, pur potendo risultare anche da facta concludentia quando il negozio rappresentativo non richiede ad substantiam la forma scritta, deve tuttavia contenere l'espressione chiara ed univoca della volontà del dominus di far propri gli effetti di un precedente contratto stipulato in nome e per conto di lui dal falsus procurator. Pertanto, tale volontà non può identificarsi nel mero rilascio di un assegno a favore di una persona, ancorché la stessa abbia agito, senza averne i poteri, in rappresentanza di quell'altra, trattandosi di un atto unilaterale svincolato dalla causa sottostante.
Cass. civ. n. 4237/1987
La ratifica da parte dell'interessato a norma dell'art. 1399 c.c. degli atti compiuti dal falsus procurator è un atto unilaterale ricettizio e come tale consegue gli effetti che le sono propri quando l'atto stesso è portato a conoscenza dell'altro contraente mediante notificazione o quanto meno comunicazione. In mancanza, qualsiasi atto o dichiarazione dell'interessato è inidoneo ad estendere nei suoi confronti gli effetti del contratto concluso in suo nome da un terzo privo dei relativi poteri.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 4237 del 7 maggio 1987)
Cass. civ. n. 1901/1985
Con riguardo al contratto stipulato dal rappresentante senza potere, la ratifica, a norma dell'art. 1399 c.c., fa rientrare nella sfera giuridica del dominus l'operato del falsus procurator, mediante il conferimento, ex post, ma con effetto ex tunc, di quella posizione di legittimazione che avrebbe dovuto avere al momento della conclusione del negozio. La ratifica medesima, pertanto, in quanto esclusivamente rivolta ad assegnare a posteriori efficacia a detto contratto, non a costituire un nuovo vincolo contrattuale, se non può valere a sanare eventuali vizi e ragioni d'invalidità sussistenti alla data della sua stipulazione, resta insensibile, d'altra parte, alla circostanza che dopo tale stipulazione siano sopravvenute situazioni ostative a che il contratto stesso possa essere validamente concluso. Ne consegue, in caso di polizza di assicurazione contro i danni stipulata dal rappresentante senza poteri dell'assicuratore, che la ratifica di quest'ultimo, pure se intervenga dopo la scadenza del periodo di copertura assicurativa, e dopo che in tale periodo l'evento si sia verificato, è idonea a rendere efficace la polizza medesima (a suo tempo stipulata nel concorso di tutti i prescritti requisiti), e, quindi, ad obbligare l'assicuratore al pagamento dell'indennizzo.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 1901 del 9 marzo 1985)
Il principio che la ratifica del negozio concluso dal rappresentante senza potere può risultare anche da una tacita manifestazione di volontà, e consistere in atti o fatti che implichino necessariamente la volontà dell'interessato di far proprio il contratto, trova applicazione anche nei confronti delle persone giuridiche, con la conseguenza che il comportamento inequivoco riferibile ai rispettivi organi statutari, quando consista in atti o fatti implicanti la tacita volontà di far propri gli effetti del contratto concluso dal falsus procurator, concreta la ratifica di tale contratto, né vi è ostacolo a che una siffatta forma di ratifica possa riferirsi ad atti posti in essere prima della costituzione di una società da colui che poi è diventato il suo amministratore.
Cass. civ. n. 4601/1983
Il negozio concluso dal falsus procurator costituisce una fattispecie soggettivamente complessa a formazione successiva, la quale si perfeziona con la ratifica del dominus, e, come negozio in itinere o in stato di pendenza (però suscettibile di perfezionamento attraverso detta ratifica), non è nullo, e neppure annullabile, bensì inefficace nei confronti del dominus sino alla ratifica di questi; tale (temporanea) inefficacia non è rilevabile d'ufficio, ma solo su eccezione di parte e la relativa legittimazione spetta esclusivamente allo pseudorappresentato, e non già all'altro contraente, il quale, ai sensi dell'art. 1398 c.c., può unicamente chiedere al falsus procurator il risarcimento dei danni sofferti per aver confidato senza propria colpa nella operatività del contratto.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 4601 del 8 luglio 1983)
Cass. civ. n. 3020/1981
Nel caso della rappresentanza senza potere (art. 1398 c.c.), la quale presuppone pur sempre la contemplatio domini da parte del falsus procurator, la ratifica dell'attività svolta da quest'ultimo non si realizza con la semplice conoscenza che di essa abbia avuto il dominus, ma esige che tale soggetto ponga in essere una manifestazione di volontà, che deve essere portata a conoscenza dell'altro contraente, diretta ad approvare il contratto concluso senza potere rappresentativo ed a farne propri — con efficacia retroattiva — gli effetti.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 3020 del 8 maggio 1981)
Cass. civ. n. 1697/1978
La ratifica del negozio posto in essere dal falsus procurator, per essere idonea a dare efficacia al negozio medesimo, ai sensi dell'art. 1399 c.c., non deve essere necessariamente contenuta in una dichiarazione rivolta, in via immediata e diretta, al terzo contraente, essendo sufficiente, a tal fine, che essa venga portata a conoscenza di quel terzo (nella specie, con riguardo a contratto stipulato con una società cooperativa, trattandosi di atto indirizzato al tesoriere della società stessa).
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 1697 del 11 aprile 1978)
Cass. civ. n. 1826/1973
La ratifica costituisce una condicio juris al cui verificarsi è subordinata la produzione, nella sfera giuridica del rappresentato, degli effetti del negozio concluso dal rappresentante privo dei necessari poteri. Essa, quale atto unilaterale ricettizio, diventa efficace nel momento in cui perviene a cognizione del soggetto che ne è destinatario, e cioè di colui che ha contratto con il rappresentante. Se, invece, la ratifica è diretta nei riguardi di un terzo, senza divieto per questi di recarla a conoscenza dell'altro contraente, spiega egualmente efficacia quando sia pervenuta a conoscenza di quest'ultimo.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 1826 del 20 giugno 1973)
Cass. civ. n. 3531/1972
L'ipotesi del negozio rappresentativo anomalo di cui agli artt. 1398 e 1399 c.c., e cioè del negozio concluso dal rappresentante senza poteri e poi reso efficace dalla successiva ratifica del preteso rappresentato, è ammissibile anche quando questi sia giuridicamente esistente soltanto al tempo della ratifica e non esistente anche al tempo in cui il rappresentante fittizio ha esplicato la sua attività. Rientra nell'ipotesi di contratto concluso da un falsus procurator anche il caso in cui il contraente agisca nella sua asserita qualità di organo di una società non ancora regolarmente costituita: si tratta infatti pur sempre del caso di chi agisce come rappresentante senza averne i poteri.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 3531 del 6 dicembre 1972)
Cass. civ. n. 1543/1972
La ratifica del contratto concluso dal falsus procurator è efficace qualunque sia la causa del difetto dei poteri di rappresentanza in capo a colui che ha contratto come rappresentante.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 1543 del 19 maggio 1972)
Cass. civ. n. 3418/1971
La ratifica, quale atto unilaterale recettizio, inteso ad integrare il negozio rappresentativo, a formazione progressiva, compiuto da chi abbia agito in veste di rappresentante senza averne i poteri o eccedendo i limiti delle facoltà conferitegli, deve essere diretta non al rappresentante, ma all'altro contraente, e produce il suo effetto, di acquisire alla sfera giuridica del ratificante il risultato dell'attività svolta dal falsus procurator, solo nel momento in cui perviene a cognizione del soggetto cui è destinato: cognizione per aversi la quale è indispensabile una notificazione o comunicazione.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 3418 del 24 novembre 1971)