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Timestamp: 2018-02-25 19:45:55+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 55', 'art. 3', 'art.55', 'art. 38', 'art.38', 'art. 97', 'art.97', 'art. 50', 'art. 97', 'art. 49', 'art. 46', 'art. 45', 'art. 97', 'art.38']

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Sul numero di munizioni detenibili nel caso che non si trovino tutte in uno stesso alloggio
MUNIZIONI DETENUTE IN DIVERSI ALLOGGI.
Vi è un problema interpretativo, più volte accennato da vari autori, ma affrontato con poca convinzione. È il problema del numero di munizioni detenibili nel caso che non si trovino tutte in uno stesso alloggio.
L'articolo 97 del regolamento al TULPS ha poi regolato i depositi di esplodenti stabilendo che non occorre licenza di deposito per quantitativi di munizioni inferiori a 5 kg di polvere da sparo, in parte sostituibili con 200 cartucce per arma corta e 1500 cartucce per arma lunga.
Articolo 97 è contenuto nel sezione del regolamento intitolata "Della prevenzione degli infortuni e disastri" e quindi è chiaro che la norma voleva solo evitare che in un alloggio si accumulassero quantitativi di polvere da sparo o da mina e di munizioni tali da poter creare un pericolo per la sicurezza dell'edificio. Ed è proprio in base a questo principio che per detenere quantitativi maggiori occorre richiedere una licenza di deposito la quale comporta la preventiva verifica dei locali da parte di una apposita commissione; unica modesta eccezione è stata fatta solo per i tiratori sportivi i quali sono stati autorizzati a richiedere licenza di deposito fino al 1500 cartucce per arma corta senza dover richiedere la verifica da parte di tale commissione. Cosa più che sensata perché non sono certo 10 o 15 scatolette di cartucce calibro 22 a far aumentare il pericolo di esplosione.
È del tutto verosimile che quando fu scritto l'articolo 97 si fossero basati sulla situazione dell'epoca in cui si usava detenere in casa polvere per ricaricare le cartucce da caccia, polvere da mina per lavori di campagna, poche cartucce per arma corta visto che pochi si dedicavano al tiro a segno, e un maggior numero di cartucce da caccia consumate a chili in tempo di caccia; esso è tarato più sulla polvere che non sulle cartucce.
Sulla base di questa normativa la situazione normale è che chi ne ha bisogno si faccia la sua scorta di polvere e di cartucce entro il limite consentito e che entro 72 ore denunzi ciò che ancora detiene.
Rimangono nella nebbia dell'incertezza alcuni casi in cui si hanno a disposizione cartucce in numero superiore a quello consentito, ma al di fuori del proprio domicilio; ad esempio:
Tizio ha due domicili ed a denunziato di detenere del suo domicilio principale 200 cartucce per pistola; però a disposizione un altro locale in cui si reca per ricaricare le sue cartucce.
Tizio, che ha in casa già 200 cartucce per pistola, va in armeria, nle compera altre 200 e con esse si reca al poligono e le spara
Tizio nella sua casa di città detiene 200 cartucce e ne detiene altre 200 nella casa al mare.
Personalmente, proprio di fronte ad un alla mancanza di un preciso orientamento giurisprudenziale ho sempre consigliato a tutti evitare di disporre complessivamente di un numero di cartucce superiore a quello indicato dall'articolo 97, ma con ciò non volevo assolutamente escludere che non fosse possibile seguire una diversa soluzione.
Se infatti ci si convince che nella legge non esiste nessuna disposizione rivolta a far sì che un cittadino non possa disporre (cioè detenere) più di un certo numero di munizioni al fine di evitare che spari troppi colpi, allora si deve ammettere che è impossibile non dare un significato al fatto che il legislatore ha posto la limitazione al numero di colpi nella parte del T.U. e suo regolamento in cui regola il pericolo di esplosioni.
Se così è, vuol dire anche che viene meno il limite di 200 + 1500 colpi ogni qual volta le cartucce non si trovano ammucchiate assieme in uno stesso domicilio.
Quindi per tornare ai casi sopra esposti, nel caso a) Tizio potrà lasciare le sue cartucce nel locale di ricarica e utilizzarle entro 72 ore oppure potrà sparare quelle vecchie e reintegrare il quantitativo con quelle ricaricate; nel caso b) Tizio potrà tranquillamente andare al poligono a sparare i suoi 200 colpi: nel caso c) Tizio potrà tranquillamente tenere in ogni sua abitazione il numero consentito di cartucce facendone denunzia. Egli deterrà così, ad esempio, 500 colpi per pistola, ma sicuramente non ha creato alcun accumulo di munizioni che creano pericolo esplosione.
Ricordo che il legislatore con il decreto legge 8 giugno 1992 numero 306 aveva stabilito che nella licenza di porto d'armi o del nullaosta per l'acquisto di armi e munizioni doveva essere indicato il numero massimo di munizioni acquistabile nel periodo di validità della licenza. Questo numero avrebbe dovuto essere stabilito in base a regole formulate da un decreto ministeriale, ma è rimasta lettera morta perché ci si è accorti che era assolutamente impossibile indicare dei parametri fissi. Vi sono molte persone che comprano una pistola con una scatoletta di cartucce e dopo cinquant'anni non hanno sparato neppure una e vi sono dei tiratori che ogni mese vanno in poligono e sparano anche migliaia di colpi; vi sono cacciatori di ungulati che durante una stagione venatoria sparano 10 cartucce e cacciatori che sparano ai volatili e ne consumano a centinaia. Ciò conferma che allo stato non vi è nessun limite al numero di cartucce acquistabili e che perciò l'articolo 97 del regolamento può regolare solamente il loro deposito e non la loro detenzione.
Conseguenza di questa interpretazione è che chi nella sua abitazione supera il numero consentito di munizioni, non risponde solo dell'eventuale omessa denunzia (la denunzia può essere stata fatta oppure non sono ancora trascorse 72 ore), ma anche della contravvenzione di cui all'articolo 678 codice penale, se il quantitativo e tale da giustificarla. Dico ciò perché, come ben precisa il successivo articolo 679, il quantitativo in deposito di esplodenti deve essere "pericoloso per la loro qualità e quantità". Per la polvere da sparo il limite di pericolosità è quello dei 5 kg indicato dal regolamento al TULPS; le cartucce, di per sé, separate dalla polvere da sparo, non creano un pericolo di esplosione neppure in un quantitativo decisamente superiore ai 200 + 1500 colpi consentiti espressamente ed è necessario tenere conto dei parametri di conversione per calcolare il quantitativo di polvere contenuta nelle cartucce, secondo le regole stabilite per i depositi di esplodenti delle armerie nello allegato B al regolamento. È ormai principio assodato che la pericolosità degli esplodenti va sempre calcolata in base al contenuto netto di sostanza esplosiva. Ad esempio, in base ai parametri ufficiali 5 kg di polvere da sparo corrispondono a 2800 cartucce per arma lunga e a 20.000 cartucce per arma corta.
NB: Non dico di seguire questa mia interpretazione, per quando verosimile!
Leggi questo articolo	ALLOGGI, cartucce, detenzione, munizioni
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CARICAMENTO O RICARICAMENTO.
L'attività di ricarica ha preso sempre più piede tra gli sportivi del tiro motivata da vari fattori primo tra i quali i costi delle munizioni nuove che spesso sono elevati e poi dai ridotti costi delle attrezzature e del materiale d'uso che oggi si può ordinare direttamente a casa attraverso la rete senza alcuno sforzo. Non meno la facilità con cui oggi si scaricano notizie utili ad iniziare questa attività e la vastità di scelta di materiali, marche e forme che possono soddisfare l'esigenza di tutti gli sportivi Italiani. Esplode così in tutte le case questa "arte", praticata anche i meno esperti che consultando internet trovano tutte le risposte ai loro dubbi e in poco tempo riescono a mettere insieme le loro munizioni in modo sicuro e funzionale.
Quali Leggi però regolano questa "arte" e come comportarsi.
Il Ministero dell'Interno ha già espresso la propria posizione in merito con la circolare 559/C.16105.XV.H.Mass(39), molto chiara, che ogni Questura dovrebbe adottare.
Esaminiamo attentamente quanto il Ministero scrive:
"Con riferimento al quesito indicato in oggetto, si rileva che l'attività di ricarica di munizioni ad opera di privati, pur non essendo espressamente disciplinata, non incontra specifici divieti normativi." frase di semplice interpretazione che non da adito a fuorvianti interpretazioni da parte di Dirigenti molto solerti nel limitare l'uso di armi e munizioni. Il caricamento di munizioni da parte di privati non è disciplinato da alcuna norma o articolo di Legge e quindi è liberamente consentito dato che fino a che qualche solerte Dirigente pubblico non si impone arbitrariamente, la dove la Legge non vieta, la cosa è permessa. Sfortunatamente alcuni Dirigenti pubblici credono che, la dove la Legge non vieta, questa lasci spazio alla loro immaginazione e consenta loro di vietare a piacere. Questa non è una fantasia, ma l'estratto di una dichiarazione di un Dirigente di una Questura Italiana.
Considerato quindi che nessuna norma vieta o limita l'attività in oggetto, (salvo solerti Questori), vediamo a quali norme, chi ricarica in casa, deve attenersi per essere assolutamente in regola.
Continua la circolare del Ministero: " Essa pertanto non appare illecita, purché sia espletata alle condizioni di legge, con particolare riguardo alla legittimazione all'acquisto di esplosivo (art. 55 T.U.L.P.S.)" quindi andiamo a vedere questo articolo 55 del famigerato TULPS:
Art. 55 TULPS – ex (Art. 54, T.U. 1926) Gli esercenti fabbriche, depositi o rivendite di esplodenti di qualsiasi specie sono obbligati a tenere un registro delle operazioni giornaliere, in cui saranno indicate le generalità delle persone con le quali le operazioni stesse sono compiute. “Il registro è tenuto in formato elettronico, secondo le modalità definite nel regolamento. I rivenditori di materie esplodenti devono altresì comunicare mensilmente all'ufficio di polizia competente per territorio le generalità delle persone e delle ditte che hanno acquistato MUNIZIONI ed esplosivi, la specie, i contrassegni e la quantità delle MUNIZIONI e degli esplosivi venduti e gli estremi dei titoli abilitativi all'acquisto esibiti dagli interessati . Tale registro deve essere esibito a ogni richiesta degli ufficiali od agenti di pubblica sicurezza e deve essere conservato per un periodo di cinquanta anni anche dopo la cessazione dell'attività . Alla cessazione dell’attività, i registri delle operazioni giornaliere, sia in formato cartaceo che elettronico, devono essere consegnati all’Autorità di pubblica sicurezza che aveva rilasciato la licenza, che ne curerà la conservazione per il periodo necessario. Le informazioni registrate nel sistema informatico di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 25 gennaio 2010, n. 8, devono essere conservate per i 50 anni successivi alla cessazione dell’attività. E' vietato vendere o in qualsiasi altro modo cedere materie esplodenti di Iª, IIª, IIIª, IVª e Vª categoria, gruppo A e gruppo B, a privati che non siano muniti di permesso di porto d'ARMI ovvero di nulla osta rilasciato dal Questore, nonché materie esplodenti di Vª categoria, gruppo C, a privati che non siano maggiorenni e che non esibiscano un documento di identità in corso di validità. Il nulla osta non può essere rilasciato a minori: ha la validità di un mese ed è esente da ogni tributo. La domanda è redatta in carta libera. 6 Il Questore può subordinare il rilascio del nulla osta di cui al comma precedente, alla presentazione di certificato del medico provinciale, o dell'ufficiale sanitario o di un medico militare, dal quale risulti che il richiedente non è affetto da malattie mentali oppure da vizi che ne diminuiscono, anche temporaneamente, la capacità di intendere e di volere 7 Il contravventore è punito con l'arresto da nove mesi a tre anni e con l'ammenda non inferiore a euro 154 (lire 300.000) 8 9 . Gli obblighi di registrazione delle operazioni giornaliere e di comunicazione mensile all'ufficio di polizia competente per territorio non si applicano alle materie esplodenti di Vª categoria, gruppo D e gruppo E. 10 L'acquirente o cessionario di materie esplodenti in violazione delle norme del presente articolo è punito con l'arresto sino a diciotto mesi e con l'ammenda sino a euro 154 (lire 300.000) 8 9 . Il periodo riportato tra parentesi è stato aggiunto dall’art. 3, comma 1, lett. g), del D. Lgs. 26 ottobre 2010, n. 204 (G.U. n. 288 del 10 dicembre 2010).
L'art.55 è riferito ai fabbricanti di munizioni e poco ha a che vedere con il privato se non per la sola vendita, per cui il privato che acquista da un rivenditore munizioni o polveri da sparo deve essere munito di regolare licenza di acquisto, quindi o porto d'armi o nulla osta., lo stesso privato poi deve provvedere (se non lo ha già fatto) a denunciare la detenzione (oltre che delle armi) delle munizioni cariche e delle polveri da sparo detenute, che nel caso specifico sono limitate a i 5 chilogrammi di peso.
E ancora la circolare: "agli obblighi di denuncia (art. 38 T.U.L.P.S.) ai quantitativi di polveri (5 Kg.)", l'art.38 del TULPS che tutti conosciamo obbliga chiunque detenga armi, munizioni cariche, polveri da sparo a farne relativa denuncia alle autorità di P.S. entro 72 ore dal momento che se ne entra in possesso. Quindi chi ricarica deve denunciare innanzi tutto la quantità di polvere detenuta e la quantità massima di munizioni cariche o ricaricate che deterrà. Questo lo fa una sola volta e non deve dichiarare alcuna diminuzione della quantità ne il relativo reintegro. A questo proposito ricordiamo che la circolare 557/Pas.10611.10171(1) sottolinea che la diminuzione del quantitativo di munizioni detenute non deve essere comunicata alle Autorità.
Ancora dalla circolare: "bossoli e inneschi (illimitati) e cartucce detenibili senza licenza (art. 97 Reg. T.U.L.P.S. e 38 T.UL.P.S.)", questa non è una novità ma ribadiamola: bossoli vuoti o innescati, inneschi, proiettili di qualsiasi tipo (*salvo quelli da guerra che sono vietati), presse, Die, dosatori, innescatori e ogni parte di attrezzatura per ricarica sono liberamente detenibili e commerciabili, si acquistano on-line senza alcun problema di sorta.
ART. 97. REGIO DECRETO 6 MAGGIO 1940, 635 GU n. 149 del 26/06/1940)
POSSONO TENERSI IN DEPOSITO O TRASPORTARSI NEL REGNO SENZA LICENZA, ESPLOSIVI DELLA PRIMA CATEGORIA IN QUANTITÀ NON SUPERIORE A CINQUE CHILOGRAMMI DI PESO NETTO, OD ARTIFICI IN QUANTITÀ NON SUPERIORE A CHILOGRAMMI VENTICINQUE DI PESO LORDO, ESCLUSO L'IMBALLAGGIO OVVERO UN NUMERO DI MILLECINQUECENTO CARTUCCE DA FUCILE DA CACCIA CARICATE A POLVERE, NONCHÉ DUECENTO CARTUCCE CARICHE PER PISTOLA O RIVOLTELLA, ED UN NUMERO ILLIMITATO DI BOSSOLI INNESCATI E DI MICCE DI SICUREZZA.
GLI ESPLOSIVI DI CUI AL COMMA PRECEDENTE DEVONO ESSERE CONDIZIONATI IN SCATOLE METALLICHE REGOLAMENTARI, OPPURE IN PACCHI DI CARTA, SECONDO LE NORME STABILITE NELL'ALLEGATO B AL PRESENTE REGOLAMENTO. PER TENERE IN DEPOSITO O PER TRASPORTARE ESPLOSIVI DELLA PRIMA CATEGORIA O CARTUCCE CARICHE IN QUANTITÀ SUPERIORE A QUELLA INDICATA, OCCORRE LA LICENZA DEL PREFETTO AI TERMINI DEGLI ARTICOLI 50 E 51 DELLA LEGGE. AGLI EFFETTI DELL'ART. 50 DELLA LEGGE, IL PREFETTO È AUTORIZZATO A RILASCIARE LICENZA PER IL DEPOSITO E IL TRASPORTO DEGLI ESPLOSIVI DI SECONDA E TERZA CATEGORIA IN QUANTITÀ NON SUPERIORE A CINQUE CHILOMETRI PER GLI ESPLOSIVI DELLA SECONDO CATEGORIA E A NUMERO CINQUANTA DETONANTI.
L'art.97 del regolamento del TULPS sopra riportato ci spiega chiaramente che è possibile trasportare e detenere in Italia un numero non superiore a 1500 cartucce a palla per fucile, un numero non superiore a 200 cartucce per arma corta e non più di cinque chilogrammi di polvere da sparo aggiungendo che i bossoli innescati possono essere trasportati e detenuti in numero illimitato e ciò vale quindi anche per gli inneschi sciolti. vediamo ancora la nostra circolare del Ministero: "ed ai maggiori quantitativi detenibili con licenza prefettizia (art. 50 T.U.L.P.S. – art. 97/3° Reg. T.U.L.P.S.)", questa frase è chiara, facendo riferimento alle licenze che singolarmente ogni detentore può avere, nel caso di chi fa sport si può accennare alla licenza da agonista che consente di detenere fino a 1500 cartucce per arma corta egli può anche detenere le 200 consentite dal titolo del Porto d'armi: circolare 557/Pas.6340.10171(1) sommando così non solo le licenze ma il permesso che esse danno, cioè 1500 cartucce la prima e 200 la seconda per un totale di 1700 cartucce detenibili.
ARTICOLI DI LEGGE CITATI:
Art. 50 – (art. 49 T.U. 1926) Nel regolamento per l'esecuzione di questo testo unico saranno determinate le quantità e le qualità delle polveri e degli altri esplodenti che possono tenersi in casa o altrove o trasportarsi senza licenza; e sarà altresì stabilito per quale quantità dei prodotti e delle materie indicate nell'art. 46 le licenze di deposito e di trasporto possono essere rilasciate dal prefetto.
Art. 46 – (art. 45 T.U. 1926) Senza licenza del ministro dell'interno è vietato fabbricare, tenere in deposito, vendere o trasportare dinamite e prodotti affini negli effetti esplosivi, fulminati, picrati, artifici contenenti miscele detonanti, ovvero elementi solidi e liquidi destinati alla composizione di esplosivi nel momento dell'impiego. E' vietato altresì, senza licenza del ministro dell'interno, fabbricare polveri contenenti nitrocellulosa o nitroglicerina.
art. 97/3° Reg. T.U.L.P.S AGLI EFFETTI DELL'ART. 50 DELLA LEGGE, IL PREFETTO È AUTORIZZATO A RILASCIARE LICENZA PER IL DEPOSITO E IL TRASPORTO DEGLI ESPLOSIVI DI SECONDA E TERZA CATEGORIA IN QUANTITÀ NON SUPERIORE A CINQUE CHILOMETRI PER GLI ESPLOSIVI DELLA SECONDO CATEGORIA E A NUMERO CINQUANTA DETONANTI.
La circolare prosegue: "Si osserva infine che le disposizioni di cui alla L. 6.12.1993 n. 509 "Norme per il controllo sulle munizioni commerciali per uso civile" riguardano esclusivamente le munizioni destinate al commercio e non già quelle frutto delle attività di ricarica privata."
Ecco il passaggio più importante, la dichiarazione che ogni altra norma si riferisce esclusivamente a chi fa commercio di munizioni, quindi fabbriche e armerie e non per chi esegue personalmente l'attività di caricamento delle munizioni a carattere prettamente personale.
Qui dobbiamo fare una precisazione, la ricarica personale viene fatta da colui che ricarica le munizioni destinate al proprio uso e non a quello di amici, parenti o conoscenti; per altro le munizioni non si possono prestare (non esiste il comodato d'uso per le munizioni) perchè queste non possono essere restituite una volta usate a differenza di un arma. Quindi la ricarica è strettamente personale.
LEGGE del 6 dicembre 1993 n.509
CARICAMENTO O RICARICAMENTO
Non vi è differenza tra la parola usata "ricaricamento" e "caricamento"; caricare o ricaricare munizioni è esattamente lo stesso processo, ciò a smentire quanto molte Questure pretendono di adottare senza ottemperare così alla circolare del Ministero, cioè imporre a chi ricarica di acquistare prima munizioni originali e poi solo da queste ricaricare le proprie cartucce. La cosa non ha alcun fondamento dato che si tratta di ri-caricamento sia che si acquistino munizioni nuove da cui recuperare poi i bossoli usati, procurandosi bossoli usati presso un poligono senza acquistare munizioni nuove o acquistare bossoli nuovi innescati (cosa prevista anche dalla Legge). Tanto meno lo è se si acquistano bossoli nuovi di fabbrica commercializzati proprio per la ri-carica o il caricamento di munizioni non più commercializzate (vedi il 10,4 Ordinanza Italiana). Ma che dire del loro invecchiamento e di quanti debbano, con il tempo, essere buttati e sostituiti con altri bossoli nuovi. La Legge, come afferma il Ministero, non prevede questo comportamento, il caricatore/ricaricatore può essere già in possesso di vecchi bossoli (che non vanno denunciati) e può chiaramente ri-caricarli provvedendo, come da circolare, secondo l'art.38 del TULP alla denuncia di detenzione delle relative munizioni cariche; oppure può acqistare bossoli vuoti da ri-caricare come per esempio i bossoli in cartone cal. 12" oggi ormai quasi introvabili ma che spesso vengono sparati una sola volta. Se poi pensiamo a chi vuole far funzionare ancora quella vecchia arma che ha in detenzione e per la quale non si trovano munizioni originali o hanno costi proibitivi ….. magari una cartuccia a spillo o a percussione anulare per la quale i bossoli sono di tipo "usa e getta".
Spesso alcuni uffici ritengono che caricare da bossoli nuovi sia come fabbricare munizioni e questo debba essere vietato ai privati. Di ciò la Legge non ne parla e non vieta alcunchè, se mai la normativa vieta di commerciare munizioni nuove o ri-caricate per la vendita senza licenza del Prefetto: quindi è lecito caricare e ricaricare munizioni utilizzando anche materiale nuovo e mai sparato purchè non se ne faccia commercio (senza licenza) e se ne denunci la detenzione. La ricarica di munizioni che non fanno parte della dotazione delle armi in possesso, legalmente detenute, potrebbe indurre a pensare ad un'eventuale commercio di materiale ricaricato, cosa vietata dalla legge ai privati sprovvisti di licenza di vendita al pubblico, ma per altro nessuna norma si occupa di questo aspetto, per cui, ri-caricare munizioni di cui non si possiedono armi che le utilizzano non è vietato, inoltre le stesse munizioni potrebbero essere invece utilizzate in un arma presa in prestito da un amico.
E' ormai stabilito che, chiunque acquisti o carichi munizioni e le utilizzi prima delle 72 ore dovute per effettuare la relativa denuncia di possesso, non deve provvedere poi alla loro denuncia visto che il possesso è terminato ancor prima dei tempi necessari ad espletare le formalità.
Per quanto riguarda la sicurezza è chiaro che debbano essere presi tutti gli accorgimenti necessari perchè bambini o incapaci entrino in possesso di polveri da sparo o cartucce già cariche, quindi questo materiale va sempre tenuto sotto chiave. Come sempre è il buonsenso a dettare le buone regole.
Fonte:tiropratico.com
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