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Timestamp: 2018-12-13 16:35:42+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 227', 'arta 6', 'art. 268', 'art.188', 'art. 188', 'art.183', 'art.190', 'art. 193']

GESTIONE RIFIUTI NEGLI AMBULATORI E OSPEDALI VETERINARI - PDF
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1 Corso di Formazione sulla Sicurezza e Salute sul Lavoro Facoltà di Medicina Veterinaria Terzo Anno 2-11 marzo 2015 GESTIONE RIFIUTI NEGLI AMBULATORI E OSPEDALI VETERINARI Lorella Di Giuseppe 1
2 Riassumendo. NORMATIVA DI RIFERIMENTO: D.Lgs 152/2006 s.m.i. DEFINIZIONI RIFIUTO: qualsiasi sostanza od oggetto di cui il Produttore si disfi o abbia l intenzione o abbia l obbligo di disfarsi RIFIUTO SPECIALE: rifiuto proveniente da attività commerciali, sanitarie, di servizio.. RIFIUTO SPECIALE PERICOLOSO: rifiuto contenente «sostanze pericolose» a determinate concentrazioni CODICE CER: codice di 6 cifre assegnato al rifiuto in base alla tipologia di attività che lo ha prodotto CODICE H: caratteristiche di pericolo assegnate al rifiuto necessarie per il trasporto PRODUTTORE: la persona la cui attività ha prodotto 2rifiuti
3 Catalogo Europeo Rifiuti Codici CER 3
4 PARTICOLARI CATEGORIE DI RIFIUTI: I RIFIUTI SANITARI I RIFIUTI SANITARI sono i rifiuti che derivano da strutture pubbliche e private che svolgono attività medica e veterinaria di prevenzione, di diagnosi, di cura, di riabilitazione, di ricerca e di didattica Sono disciplinati dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 254 del 15/07/03 e s.m.i. richiamato espressamente dall art. 227 del D. Lgs 152/2006 4
5 I RIFIUTI SANITARI di un OSPEDALE VETERINARIO Reparti medici Aghi ipodermici, aghi dei set intravenosi, fiale e ampolle rotte, bende, garze, cotone, camici, guanti e maschere contaminate con sangue e fluidi organici, termometri e misuratori di pressione rotti, farmaci parzialmente usati, disinfettanti usati/scaduti, imballaggi, carta, contenitori vuoti di soluzioni infusionali, tubi intravenosi e sacche non sporchi di sangue.. Sale operatorie Aghi, set intravenosi, bisturi, lame, seghe, sangue e altri fluidi biologici, sacche/contenitori di aspirazione, garze e altri rifiuti contaminate con sangue o fluidi biologici, tessuti, organi, feti, parti anatomiche, disinfettanti usati/scaduti, materiali da imballaggio, camici, guanti, maschere, copricapo, sovrascarpe 5
6 Laboratorio Aghi, vetreria rotta, piastre di Petri, vetrini e coprioggetto, pipette rotte, sangue e fluidi corporei, colture microbiologiche, tessuti, carcasse di animali infetti, tubi e contenitori contaminati con sangue o fluidi corporei, fissativi, formalina, xilene, toluene, metanolo, metilene cloruro e altri solventi, termometri da laboratorio rotti, materiali da imballaggio carta, contenitori in plastica. Farmacia Farmaci scaduti, farmaci parzialmente usati, materiali da imballaggio, carta, contenitori vuoti. Radiologia Argento, soluzioni di fissaggio e sviluppo, acido acetico, aldeidi, materiali da imballaggio, carta 6
7 Il D.P.R. 254/03 fornisce una classificazione generale per i rifiuti sanitari: rifiuti sanitari non pericolosi rifiuti sanitari assimilabili ai rifiuti urbani rifiuti sanitari pericolosi non a rischio infettivo rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo Acque reflue provenienti da attività sanitaria? Lo scarico delle acque reflue, per le attività sanitarie, è disciplinato dal D.Lgs 152/2006 e successive modificazioni: feci, urine e sangue (non infetti) possono essere fatti confluire nelle stesse acque reflue. 7
8 SANITARI NON PERICOLOSI SIRINGHE, AGHI, LAME, RASOI E OGGETTI DA TAGLIO NON CONTAMINATI FARMACI SCADUTI, ESCLUSI MEDICINALI CITOTOSSICI E CITOSTATICI SOSTANZE CHIMICHE DI SCARTO NON PERICOLOSE SONO COMUNQUE RIFIUTI SPECIALI E RICHIEDONO PARTICOLARI MODALITA DI GESTIONE E DI SMALTIMENTO!!!!!!! 8
9 SANITARI ASSIMILABILIAI RIFIUTI URBANI Rifiuti da conferire negli ordinari circuiti di raccolta differenziata (vetro, carta, plastica, ecc.) e i rifiuti non pericolosi in genere che siano assimilati agli urbani Gessi ortopedici, bende, contenitori, sacche utilizzate per le urine.(esclusi quelli provenienti da degenti infettivi e quindi contaminati) Rifiuti connessi alle attività di ristorazione CARTA PULITA O ALTRI OGGETTI NEL CONTENITORE ERRATO!!!!! 9
10 SANITARI PERICOLOSI NON A RISCHIO INFETTIVO liquidi e solidi a rischio chimico MEDICINALI CITOTOSSICI E CITOSTATICI MISCELE DI SCARTO ACIDI, BASI, SALI, SOLVENTI ORGANICI SCARTI DI OLIO MINERALE PER APPARECCHIATURE 10
11 SANITARI A RISCHIO INFETTIVO Sono caratterizzati dai requisiti di pericolosità e di infettività. Secondo la definizione fornita dall Organizzazione Mondiale della Sanità «I rifiuti infetti vengono definiti come quei rifiuti che contengono agenti patogeni in quantità o concentrazioni sufficiente tale che l esposizione ad essi potrebbe provocare una malattia " I rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo devono essere smaltiti mediante termodistruzione in impianti autorizzati 11
12 Quali sono i Rifiuti SANITARI A RISCHIO INFETTIVO? Tutti i rifiuti che provengono da ambienti infetti nei quali sussiste un rischio di trasmissione biologica, nonché da ambienti ove soggiornano pazienti in isolamento infettivo, affetti da patologie causate da agenti biologici di cui all art. 268 del D.Lgs 81/2008 I rifiuti venuti a contatto con qualsiasi liquido biologico secreto od escreto (sangue, liquidi biologici, feci, urine.) da pazienti infetti I rifiuti provenienti da qualsiasi attività veterinaria, contaminati da agenti patogeni per l'uomo o per gli animali E il veterinario o l operatore competente che stabilisce il rischio infettivo del rifiuto 12
13 SANITARI A RISCHIO INFETTIVO CER * Parti anatomiche di animali, DPI.a rischio infettivo PROVENIENTI DA ATTIVITA VETERINARIA, di didattica e di ricerca MATERIALI SOLIDI CONTAMINATI COMPRESI AGHI E OGGETTI TAGLIENTI E PUNGENTI COLTURE CELLULARI, TERRENI DI COLTURA PIASTRE PETRI, ANSE. PICCOLI ANIMALI (O PARTI DI ANIMALI) LIQUIDI BIOLOGICI LETTIERE DPI CONTAMINATI 13
14 Aghi nel contenitore errato!!!! Contenitore per aghi, taglienti e pungenti Manipolare sempre i rifiuti con DPI idonei Movimentare i rifiuti con appositi carrelli 14
15 PARTICOLARI CATEGORIE DI RIFIUTI RIFIUTI RADIOATTIVI D.Lgs 230/1995 s.m.i. LABORATORI RIA (radio immuno assay) dosaggio radioimmunologico 15
16 RESPONSABILITA Del PRODUTTORE (art.188 D.Lgs 152 e s.m.i.) Comma 1 dell art. 188 «..il produttore conserva la responsabilità della gestione dei rifiuti per tutta la catena di trattamento» Si evince pertanto l inadeguatezza della pratica spesso consolidata nel settore di far provvedere ai trasportatori agli adempimenti del Produttore. Al Responsabile della struttura sanitaria, pubblica o privata, o a un suo delegato, compete il compito di sovrintendere all applicazione delle disposizioni del D.P.R. 254/2003, in base all art
17 COMPITI DEL PRODUTTORE sovrintende alla tracciabilità del rifiuto lungo tutta la filiera dalla PRODUZIONE AL DESTINO nel rispetto della normativa vigente organizza le attività relative a tutte le fasi della gestione verifica il processo produttivo, definisce il codice CER, la pericolosità H del rifiuto.. pesa la quantità rifiuti prodotti, provvede alla corretta etichettatura dei contenitori e ne controlla la tempistica di consegna gestisce il deposito temporaneo verifica le autorizzazioni dei propri fornitori (trasporto e destino) gestisce la documentazione amministrativa (Formulari-Registro di carico e scarico, ADR, SISTRI e MUD) 17
18 La filiera dei RIFIUTI PRODUZIONE TRASPORTO DESTINO 18
19 FASI DELLA GESTIONE Identificazione e Classificazione del rifiuto Raccolta e Confezionamento del rifiuto in laboratorio Trasferimento al deposito temporaneo della sede di produzione Rapporto con le ditte incaricate per il trasporto e lo smaltimento Compilazione dei documenti di viaggio: Registro di Carico e Scarico, SISTRI, Formulario, Documento di Trasporto ADR Compilazione della dichiarazione annuale MUD 19
20 TRASFERIMENTO AL DEPOSITO TEMPORANEO della sede di produzione DEPOTO TEMPORANEO DEI RIFIUTI L art.183 del D.Lgs. 152/06 definisce, il deposito temporaneo come il raggruppamento dei rifiuti effettuato, prima della raccolta, nel luogo in cui sono prodotti, purché avvenga nel rispetto delle seguenti condizioni il deposito temporaneo deve essere effettuato per tipi omogenei di rifiuti e nel rispetto delle relative norme tecniche devono essere rispettate le norme che disciplinano l imballaggio e l etichettatura dei rifiuti pericolosi rifiuti sanitari a rischio infettivo devono essere conservati negli appositi contenitori sigillati riportanti la simbologia specifica ed avviati allo smaltimento con frequenza settimanale se i quantitativi superano i 200 litri. Tale termine è esteso a 30 giorni se i quantitativi prodotti sono inferiori a 200 litri E responsabilità del Dirigente della struttura individuare: l Addetto al deposito temporaneo che deve avere la dovuta formazione per gestire sia gli adempimenti tecnici che amministrativi dettati dalle normative. 20
21 Rapporto con le ditte incaricate per il trasporto e lo smaltimento PRIMA DELLA CONSEGNA DEL RIFIUTO 21
22 Rapporto con le ditte incaricate per il trasporto e lo smaltimento e controllo delle autorizzazioni dei mezzi e degli impianti di destino il Produttore verifica tutte le autorizzazioni della Ditta incaricata relativamente al trasporto secondo la seguente check-list: data iscrizione all Albo Gestori Ambientali sede legale azienda e numero di iscrizione all Albo categoria e classe di iscrizione data di scadenza per ciascuna categoria codici CER assegnati ai mezzi di trasporto, elenco mezzi e targhe degli stessi libretti di circolazione revisioni dei mezzi autorizzazione al trasporto data efficacia atto data scadenza atto prescrizioni patente autista e patentino ADR avvenuta revisione dei mezzi di trasporto 22
23 L Ente preposto al rilascio delle autorizzazioni al trasporto è l Albo Nazionale Gestori Ambientali 23
24 Compilazione dei documenti di viaggio: Registro di Carico e Scarico Formulario Documento di Trasporto ADR 24
25 Registro di Carico e Scarico (art.190 D.Lgs 152) Cos è? E un documento con fogli numerati e vidimati dalla Camera di Commercio su cui il Produttore annota tutte le informazioni sulle caratteristiche qualitative e quantitative dei rifiuti prodotti A cosa serve? Il Registro di Carico e Scarico, collegato al Formulario, permette all organo di vigilanza di seguire e controllare il corretto smaltimento del rifiuto dal Produttore al Destino. Le informazioni contenute nel Registro devono essere disponibili in qualunque momento l autorità di controllo ne faccia richiesta e devono essere utilizzate dal Produttore ai fini della comunicazione annuale al Catasto Il Registro e il Formulario devono essere tenuti presso la sede di produzione e conservati per cinque anni dalla data dell ultima registrazione 25
26 Cosa annotare sul Registro di Carico e Scarico? Operazione da effettuare: CARICO produzione rifiuto SCARICO consegna al Trasportatore Caratteristiche del rifiuto: Codice CER, stato fisico, classe/i di pericolo H, quantità prodotta (Kg, litri ) Luogo di Produzione del rifiuto Dati della Ditta di trasporto (sede, codice fiscale.) Destinazione del rifiuto Tempi di annotazione? Le annotazioni, dalla chiusura del contenitore, devono essere effettuate dal Produttore - entro 10 giorni dalla produzione di un rifiuto speciale pericoloso - entro 5 giorni dalla produzione di un rifiuto speciale pericoloso a rischio infettivo 26
27 Operazione Numero rogressivo..1 X * Solventi organici Liquido 10 Facoltà di Bioscienze H3b infiammabile X X es X * Solventi organici Liquido H3b infiammabile 10 Facoltà di Bioscienze Ditta.. Via Iscrizione Albo n. 3 27
28 Formulario (art. 193 D.Lgs 152) Cos è Il Formulario di Identificazione Rifiuto è un documento obbligatorio di grande importanza giuridica che accompagna il rifiuto durante il trasporto fino al destino. Deve essere redatto, firmato dal Produttore e controfirmato dal Trasportatore al momento della consegna del rifiuto Per responsabilizzare il Produttore e tutti gli altri soggetti nella fase di trasporto, la norma prevede che i rifiuti siano accompagnati dal Formulario su cui devono risultare: il nome e l indirizzo del Produttore, del Trasportatore e del Destinatario l origine, la tipologia e la quantità del rifiuto trasportato la data e l ora di partenza del rifiuto e il percorso seguito dal Trasportatore per giungere al Destino nel più breve tempo possibile 28
29 Caratteristiche di pericolo H3A H4 H6 H7 H14 Firma del Produttore 29
30 Il Formulario deve essere redatto 4 in copie La prima copia resta al Produttore Il rifiuto parte e giunge a destino La seconda copia è consegnata impianto di destino La terza copia rimane al trasportatore La quarta copia torna al Produttore a cura del Trasportatore entro 90 giorni A destino: timbro «RIFIUTO ACCETTATO» 30
31 LA RESPONSABILITA' DEL PRODUTTORE TERMINA QUI Quarta copia 31
32 Destinazione del Rifiuto discarica speciale biodegradazione termodistruzione inertizzazione iniezioni in pozzi, lagune immersione, seppellimento in mare... luogo di stoccaggio per rifiuti speciali pericolosi 32
33 Compilazione della dichiarazione annuale MUD Cos è Il MUD, Modello Unico di Dichiarazione Ambientale, conosciuto anche come il 740 ecologico, è la denuncia dei rifiuti prodotti che il Produttore, e tutti i soggetti obbligati, devono presentare al Catasto Rifiuti entro il 30 aprile di ogni anno. Il Catasto dei Rifiuti gestisce le banche dati relative ai quantitativi di Rifiuti Urbani e Rifiuti Speciali prodotti nel nostro Paese. Ha il compito fondamentale di assicurare un quadro conoscitivo completo e costantemente aggiornato dei dati relativi alla produzione e gestione dei rifiuti prodotti su scala nazionale, necessario per lo svolgimento delle attività di monitoraggio, pianificazione e controllo ambientale da parte delle autorità competenti.
34 I Rifiuti e la norma ADR A.D.R.: acronimo di European Agreement concerning the International Carriage of Dangerous Goods by Road, è l'accordo europeo relativo ai trasporti internazionali di merci pericolose su strada, firmato a Ginevra il 30/09/1957 ratificato in Italia con legge 12 agosto 1962 n Le merci pericolose per l ADR sono: Materie prime Rifiuti Prodotti Sostanze - Oggetti contraddistinti da un livello effettivo di pericolosità.. 34
35 La classificazione ADR compete al produttore del rifiuto stesso L Università si configura come: PRODUTTORE di rifiuti e SPEDITORE di merci pericolose Il rifiuto pericoloso deve essere accompagnato, insieme al Formulario, dal Documento di trasporto redatto dallo speditore e deve riportare i codici di pericolo, da non confondere con i codici CER, di seguito riportati: numero ONU gruppo di imballaggio codice di classificazione ADR numero di pericolo Kemler Le voci da riportare nel Documento di trasporto devono fornire al trasportatore informazioni circa la pericolosità del rifiuto per il trasporto su strada e in casi di incidenti 35
36 SISTRI: un sistema che ha come obiettivo la tracciabilità dei rifiuti mediante un sistema informatico e la sostituzione graduale dell'attuale sistema cartaceo basato sul registro di carico e scarico, sul Formulario dei rifiuti e sul MUD 36
37 Registrazione cartacea periodo transitorio del doppio binario fino al 31 dicembre 2015 Registrazione telematica 37
38 DISPOSITIVI del SISTRI Dispositivo USB (token) Black box Delegato SISTRI: persona fisica che risponde del corretto inserimento dei dati dei rifiuti (codici CER, H, ADR, Kg..) La Black Box, il sistema di bordo, è in grado di interagire con il SISTRI attraverso il dispositivo USB e vi è un rapporto univoco fra i due dispositivi Installata sul veicolo di trasporto 38
39 Rapporto univoco BLACK BOX del mezzo - TARGA del mezzo - Token USB associato al mezzo 39
40 Dal 3 marzo 2014 DOPPIO BINARIO CARTACEO+SISTRI al 31 dicembre 2015 REGISTRO C/S FORMULARIO 1 GENNAIO 2016 SISTRI MUD 40
41 La gestione del SISTRI è affidata al Comando Carabinieri per la Tutela dell Ambiente Una volta a regime si verrà a creare un sistema-rete che consentirà, su scala nazionale, di conoscere la movimentazione completa dei rifiuti dalla produzione alla destinazione finale MINISTERO dell AMBIENTE e DELLA TUTELA DEL TERRITORIO e DEL MARE SISTRI ISPRA Catasto telematico ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI GUARDIA COSTIERA CORPO FORESTALE DELLO STATO POLIZIA DI STATO GUARDIA DI FINANZA SITRA ENTI LOCALI E TERRITORIALI (ARPA..) 41
42 Sul Produttore dei rifiuti ricadono sempre maggiori oneri gestionali ai quali conseguono rilevanti sanzioni penali e pecuniarie 42
43 RICORDIAMOCI CHE I PRODUTTORI SIAMO NOI E CHE DI TERRA NE ABBIAMO UNA SOLA BUON LAVORO!!!! 43
44 ognuno ha i suoi rifiuti sanitari. 44
Gestione dei Rifiuti Sanitari Capitolo 23 Gestione dei Rifiuti Sanitari Edward Krisiunas Elementi chiave Gli oggetti taglienti sono i rifiuti sanitari con le maggiori probabilità di provocare lesioni e/o