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Timestamp: 2017-12-17 03:06:13+00:00
Document Index: 165410694

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 20', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 33', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 33']

INVALIDITA, HANDICAP, DISABILITA PROVVIDENZE AI SENSI DELLA LEGGE n. 104/ PDF
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1 INVALIDITA, HANDICAP, DISABILITA PROVVIDENZE AI SENSI DELLA LEGGE n. 104/1992 1) Premessa - legislazione di riferimento Il legislatore, con la legge n. 104/1992 ha attribuito un complesso di provvidenze a favore delle persone handicappate, intendendo per tale una persona che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione. La normativa di base è tuttora la legge n. 104/1992 che rappresenta una legge quadro - e ad essa faremo riferimento nella successiva trattazione; tuttavia il testo del provvedimento è stato modificato dalla legge n. 53/2000, dal decreto legislativo n. 151/2001 e dalla legge n. 183/2010. Alcune sentenze della Corte Costituzionale in particolare la sentenza n. 233/2005 e n. 158/2007 hanno contribuito, con le loro precisazioni, ad ampliare e rafforzare la struttura normativa in materia. 2) Soggetti beneficiari Le agevolazioni di legge sono riconosciute, dall art. 33 della legge n. 104/92, con alcune differenze di portata, ad una pluralità di soggetti: - il lavoratore stesso con handicap grave; - il coniuge, i genitori (anche adottivi ed affidatari), i parenti ed affini entro il secondo grado (genitori, figli, fratelli sorelle, nipoti ex figli, suocera/o nuora, genero, cognati/e) del soggetto con handicap grave; - i parenti ed affini entro il terzo grado di parentela del soggetto con handicap grave ( zii, nipoti ex fratelli/sorelle, bisnonni, pronipoti, nonché zii acquisiti e nipoti acquisiti), limitatamente al verificarsi di alcune condizioni. Premettiamo come la qualifica di handicap grave è determinante per l attribuzione dei benefici della legge n. 104/1992; su tale qualifica ritorneremo alla fine della trattazione. Per quanto riguarda le agevolazioni riconosciute ai genitori che possono usufruire dei permessi alternativamente il legislatore ha operato un distinguo tra i figli disabili in condizioni di gravità minori di tre anni, maggiori di tre anni e maggiorenni. Le agevolazioni di legge possono essere richieste dai parenti 1
2 entro il terzo grado solo quando il coniuge o i genitori della persona disabile siano o deceduti o mancanti o ultra sessantacinquenni ovvero siano a loro volta affetti da patologie invalidanti. 3) Permessi retribuiti Sono previsti dall art. 33 della legge n. 104/92, in forme diverse a seconda dei soggetti beneficiari. Il lavoratore stesso, inabile in situazione di gravità, può richiedere 3 giorni di permesso retribuiti al mese, oppure 2 ore al giorno. Il coniuge del lavoratore handicappato, potrà invece richiedere soltanto i tre giorni di permesso mensile retribuito. Entrambi i genitori con figlio handicappato di età inferiore ai tre anni, in alternativa tra essi, potranno scegliere tra: - 3 giorni di permesso retribuito mensile; - ovvero 2 ore giornaliere; - quando il figlio compie 3 anni, sarà possibile solo l opzione dei tre giorni mensili; - il prolungamento dell astensione facoltativa sino ai tre anni del figlio (con indennità pari al 30%) e, dopo tale termine, ai congedi retribuiti biennali di cui infra. I figli lavoratori dipendenti, iscritti all Inps, con genitore/i invalidi in situazione di gravità, hanno diritto all agevolazione dei 3 giorni di permesso retribuito al mese a condizione che l assistito, se non convivente e non ricoverato a tempo pieno, sia alloggiato in Comune facilmente raggiungibile (art. 20 legge n. 53/2000) e non sia assistibile da altri. I permessi retribuiti con contribuzione figurativa con pagamento anticipato dal datore di lavoro e poi rimborsato a quest ultimo dall Inps possono essere usufruiti in maniera continuativa o meno (con il frazionamento anche in ore). Non possono essere riconosciuti a più di un lavoratore per l assistenza della medesima persona (art. 33 comma 3 legge n. 104/92). Il Consiglio di Stato (con parere n. 785 del 14/6/1995, recepito dall Inps e dall Inpdap con proprie circolari) ha invece riconosciuto la possibilità di cumulare in capo ad un solo soggetto i permessi relativi per più persone da assistere (caso classico dei due genitori con grave invalidità da assistere). Pertanto, a condizione che non vi siano altri familiari in grado di prestare assistenza, è possibile cumulare più permessi, beninteso nei limiti dei 3 giorni per ogni assistito. E ormai riconosciuto che i permessi ai sensi dell art. 33 della legge n. 104/92 non incidono sulla tredicesima e sul diritto alla ferie (Parere Consiglio di Stato n del 9/11/2005, Messaggio 2
3 Inps 6/03/2006 e 14/01/2006). Nota Circolare del Ministero del lavoro 4) Permessi retribuiti e part time Il calcolo dei giorni dei permessi mensili retribuiti, previsti dall art. 33 della legge n. 104/92, varia a seconda delle tipologie del part time. Nel caso di part time orizzontale (tutti i giorni con orario ridotto), i giorni di permesso sono comunque 3 e corrispondono alle ore contrattualmente previste. Più articolata l ipotesi del part time verticale (solo alcuni giorni alla settimana) oggetto, per il settore privato della Circolare Inps n. 133 del 17/07/2000: in tale ipotesi i 3 giorni di permesso retribuito sono ridotti in proporzione ai giorni lavorativi. Per quanto riguarda i permessi di 2 ore giornaliere previste soltanto a favore dei genitori di handicappati gravi di età inferiore ai tre anni o all handicappato stesso la normativa Inps prevede che se l orario di lavoro è di almeno 6 ore giornaliere il permesso sarà comunque di due ore giornaliere, mentre se inferiore alle 6 ore, il permesso sarà ridotto ad una ora soltanto. 5) Il congedo retribuito La possibilità del congedo biennale retribuito, è riconosciuta ad una platea dei beneficiari più ridotta rispetto a quella dei beneficiari dei permessi retribuiti. Anche in questo caso, occorre il requisito della situazione di gravità della persona handicappata. La legge n. 388/2000 ha riconosciuto ai genitori di persone con handicap grave, la possibilità di usufruire di 2 anni, continuativi o frazionati (anche in giorni, ma non in ore), di permesso retribuito. Tuttavia, se il figlio handicappato è maggiorenne e non convivente con i genitori, è richiesta la continuità e l esclusività dell assistenza dei genitori stessi. La Corte Costituzionale, con sentenza n. 233/2005, ha dichiarato illegittima la norma di cui sopra nella parte in cui non riconosce ai fratelli ed alle sorelle di handicappati gravi il diritto al congedo retribuito. Il diritto è stato così esteso anche a questi soggetti, ma con due condizioni essenziali: la convivenza, accertata con il certificato di residenza, con il familiare handicappato ed il fatto che i genitori dello stesso siano stati riconosciuti totalmente inabili, seppur ancora viventi; in quest ultimo caso viene richiesta anche la continuità e 3
4 l esclusività dell assistenza. Il contenuto della sentenza è stato recepito dall Inps con la circolare n. 107 del 29/09/2005. La sentenza della Corte Costituzionale n. 158/2007 ha quindi esteso il diritto di usufruire dei 2 anni di congedo retribuito al coniuge dell handicappato grave. Infine, la sentenza della Corte Costituzionale n. 19/2009 ha riconosciuto il diritto al congedo biennale anche ai figli dell handicappato grave, a condizione che vi sia convivenza (risultante dal certificato di residenza) ed in assenza di altra persona in grado di prendersi cura dell handicappato medesimo. Tutti gli altri parenti ed affini anche conviventi, che non siano genitori, coniuge, fratelli/sorelle o figli, all attualità sono esclusi da tale beneficio. Si ricorda che il limite dell indennità annuale è pari ad ,32 per l anno 2011 con rivalutazione annua ed è corrisposta sulla base dell ultima mensilità percepita (comprensiva del rateo della tredicesima, dei premi e delle gratifiche varie). 6) La scelta prioritaria della sede e rifiuto di trasferimento L art. 33 della legge n. 104/92 commi 5 e 6 prevede che il genitore o il familiare del disabile in situazione di gravità hanno diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina alla residenza. La finalità di tale norma è comprensibile: facilitare l assistenza al familiare handicappato. Purtroppo, in sede giurisprudenziale, la locuzione ove possibile è stata interpretata in maniera restrittiva, con la conseguenza che il datore di lavoro può motivare il rifiuto al trasferimento con esigenze di organizzazione del lavoro. I commi 5 e 6 del suddetto art. 33 prevedono inoltre che il genitore, il familiare e l handicappato grave stesso non possano essere trasferiti ad altra sede di lavoro, senza il loro consenso. La legge n. 104/92 rafforza la previsione dell art codice civile (il lavoratore non può essere trasferito ad altra unità produttiva senza comprovate ragioni tecniche produttive ed organizzative) subordinandola al consenso dell interessato. 7) La procedure per ottenere i benefici di legge La procedura si attiva con richiesta/segnalazione del medico curante di base (c.d. medico di famiglia), che su richiesta dell interessato (handicappato stesso o familiare) trasmette all Inps, soltanto più on line dal 01/01/2010, il certificato introduttivo con le informazioni, a sua conoscenza, circa le patologie invalidanti dell interessato. A sua volta, l interessato, o direttamente o tramite patronato, 4
5 dovrà richiedere la convocazione dell apposita commissione prevista dalla legge n. 104/1992 (che avverrà entro 30 giorni ovvero entro 15 giorni nel caso di malattie oncologiche). La commissione, stila un verbale con il proprio giudizio verbale che sarà trasmesso, sia completo che con il solo giudizio di sintesi, per raccomandata all interessato. Il verbale potrà prevedere una scadenza, con previsione di revisione successiva (alla scadenza, in mancanza di rinnovazione, decadono le agevolazioni). Contro il giudizio espresso è possibile presentare ricorso. Le agevolazioni previste dalla legge sono riconosciute solo nel caso in cui venga certificata dalla commissione competente la situazione di gravità dell handicappato (art. 33 comma 3 della legge n. 104/1992). Ottenuta tale certificazione, sarà necessario compilare gli apposti moduli di richiesta delle agevolazioni predisposti dall Inps (che si possono scaricare on line dal sito Inps sezione modulistica o ritirare direttamente presso gli uffici Inps o presso i patronati). Tali moduli compilati e firmati dovranno essere consegnati in duplice esemplare con allegata copia del verbale della commissione, presso la sede Inps competente per residenza. Una copia timbrata e firmata dall Inps sarà restituita all interessato e da questi dovrà essere consegnata al datore di lavoro, insieme a copia del verbale sintetico, con la richiesta di poter usufruire dei permessi (o congedo) di legge. L Inps comunicherà al datore di lavoro e all interessato la concessione o il diniego delle agevolazioni. A chi usufruisce dei permessi è fatto obbligo di comunicare, all Inps ed al datore di lavoro le seguenti notizie: - Il ricovero a tempo pieno dell assistito (in questo caso è sospeso il diritto alla fruizione dei permessi); - la revisione del giudizio di gravità dell handicappato; - il decesso dell assistito. Alberto Massaia Liliana Perrone Torino, luglio