Source: http://www.democraziainmovimento.org/forum/index.php/topic,1773.0.html
Timestamp: 2019-12-06 12:31:57+00:00
Document Index: 127938517

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 71', 'art. 50', 'art. 40', 'art. 75', 'art. 50']

Art. 1 Costituzione: Sovranità Popolare.
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Autore Topic: Art. 1 Costituzione: Sovranità Popolare. (Letto 5812 volte)
« il: Mer 09 Dic 2015 18:55:24* »
Apro questo Tavolo di Lavoro sull'art. 1 Costituzione e sulla Sovranità Popolare, proponendo il seguente tema: "Come dobbiamo declinare la Sovranità Popolare, quali sono gli strumenti necessari per una sua compiuta realizzazione?"
Invito i partecipanti a mantenere la discussione su questo aspetto specifico cercando di evitare di allargare eccessivamente la discussione ad argomenti che possono essere trattati in altri tavoli di lavoro.
Re:Art. 1 Costituzione: Sovranità Popolare.
« Risposta #1 il: Mer 09 Dic 2015 19:13:32* »
La questione Sovranità Popolare credo vada innanzitutto affrontata dal lato della pars destruens, ossia valutazione delle vigenti normative e delle riforme in discussione, per verificare se queste sono o meno compatibili con il principio di "Sovranità Popolare" come delineato dalla Costituzione.
Successivamente si dovrebbe passare alla pars costruens, ossia dal lato degli strumenti che dovremmo introdurre per rendere effettiva la "Sovranità Popolare".
« Risposta #2 il: Mer 09 Dic 2015 19:57:08* »
In allegato un contributo di Davide Gionco.
Il presente testo non vuole essere una serie di proposte vincolanti per un programma di riforma delle istituzioni democratiche. Lo scopo è di evidenziare le criticità che oggi ostacolano la sovranità democratica del popolo sulle istituzioni e che rendono di fatto lo Stato in gran parte asservito ad interessi di soggetti privati e di potentati economici. Si vogliono anche mettere in evidenza i vari punti salienti delle riforme possibili, secondo quanto è emerso nelle discussioni degli ultimi mesi nel mondo dei movimenti “alternativi” all’attuale sistema politico. In particolare ho fatto riferimento alle ottime proposte elaborate dagli amici del comitato “Quorum zero”.
Ho voluto cogliere l’occasione per evidenziare degli esempi di proposta, che esprimono il mio punto di vista o altri punti di vista che sono emersi nelle discussioni in rete.
Definizione di sovranità democratica
Per sovranità democratica intendiamo che il popolo abbia un effettivo ed efficace controllo, più o meno diretto, sulle istituzioni pubbliche e su tutte le attività dello Stato e dei sui funzionari.
Oggi in Italia la sovranità democratica del popolo sulle istituzioni pubbliche è fortemente limitata:
a. Le leggi più importanti sono l’applicazione di trattati internazionali, dove la sovranità del popolo italiano non è rilevante
b. La maggior parte delle leggi approvate viene proposta dal governo ed approvata dai parlamentari per “disciplina di partito”, spesso senza neppure comprendere le questioni in gioco
c. Le leggi vengono approvate da un Parlamento composto da deputati nominati dai partiti, ai sensi di una legge elettorale che impedisce al popolo di scegliere il deputato per cui votare
d. Gli attuali partiti sono delle associazioni private sostanzialmente esenti da qualsiasi di forma di controllo pubblico, le quali vivono sostanzialmente per raccogliere finanziamenti pubblici e privati negli interessi privati della classe politica stessa. La selezione della classe politica non viene quindi fatta sulla base delle capacità politiche, quanto piuttosto sulla capacità di perpetuare l’attuale sistema e comunque di non metterlo in discussione.
e. L’attuale classe politica non metterà mai in discussione il sistema di potere economico nazionale ed internazionale (si veda il testo relativo alla sovranità economica) che la finanzia
f. Le leggi e la gestione delle istituzioni pubbliche sono fatte sostanzialmente negli interessi della casta politica e dei poteri finanziari e criminali che la foraggiano
g. I sistemi di informazione di massa (televisione, radio, giornali e le maggiori testate su internet) sono asserviti all’attuale potere finanziario, economico e politico e disinformano sistematicamente il popolo sulla realtà dei fatti, senza offrire elementi di comprensione dei problemi del paese. In particolare la televisione è utilizzata come mezzo di “distrazione di massa” del popolo.
h. Persino il sistema di formazione scolastica e universitaria è in buona parte plasmato in modo da non fornire elementi di comprensione della realtà in cui viviamo.
i. Il popolo è sostanzialmente privato di meccanismi di democrazia diretta. Le possibilità di pronuncia del popolo si riducono alle elezioni politiche una volta ogni 5 anni ed alla posssibilità di referendum abrogativo a determinate condizioni molto limitative (divieto di referendum su certi tipi di leggi, necessità di raccogliere 500'000 firme in soli 3 mesi, necessità che i requisiti siano approvati dalla Corte Costituzionale, raggiungimento del quorum del 50%+1 degli elettori aventi diritto al voto). Peraltro anche nei pochi casi in cui il popolo è riuscito ad imporre la propria volontà referendaria, nulla ha impedito alla classe politica di ignorare sostanzialmente tale responso, riproponendo legge in palese contrasto con il parere espresso dal popolo.
j. La classe di potere politica agisce a tutti i livelli, da quello nazionale a quello locale, provocando enormi danni al sistema economico. Il danno peggiore, più della corruzione, è il fatto di avere persone prive di merito e di capacità di governare il paese.
GRUPPO 1 DI PROPOSTE – AMPLIAMENTO DELLE FORME DI DEMOCRAZIA DIRETTA
1. Abolizione dei quorum da tutti i referendum (chi si reca alle urne decide, chi non vota accetta il responso del voto di coloro che hanno partecipato)
2. Facilitazione nella raccolta delle sottoscrizioni, ad esempio possibili a mezzo di firma elettronica (PEC) o di “cittadini autentificatori” iscritti ad un apposito albo
3. Possibilità di referendum propositivi alle stesse condizioni di presentazione di quelli abrogativi
4. Possibilità di referendum, propositivo o abrogativo, su qualsiasi argomento, comprese le leggi di tipo fiscale e compresi i trattati internazionali
5. Il popolo può avanzare delle proposte di legge al Parlamenti, tramite adeguate sottoscrizioni. Il Parlamento è tenuto ad esaminare la proposta entro 3 mesi, passati i quali in assenza di pronunciamenti si dovrà obbligatoriamente andare a referendum popolare.
6. Le leggi approvate a seguito di referendum popolare non potranno essere modificate in via ordinaria dal Parlamento nei 10 successivi anni. Il Parlamento avrà la facoltà di convocare un referendum popolare per eventuali proposte di modifica.
7. Un certo numero di cittadini firmatari può esigere la verifica di costituzionalità, da parte della Corte Costituzionale, per una qualsiasi legge approvata dal Parlamento. Tale verifica dovrà avvenire entro 2 mesi dall’atto di deposizione delle firme.
8. Tutti i mezzi di informazione di massa che ricevano finanziamenti pubblici dovranno obbligatoriamente concedere degli spazi informativi ai comitati referendari ed agli oppositori ai quesiti.
9. Lo Stato invierà a tutte le famiglie un libretto informativo relativo ai quesiti referendari contenente le ragioni dei promotori e degli oppositori al quesito
10. In generale ogni decisione dei politici eletti che sia negli interessi della classe politica stessa dovrà essere obbligatoriamente sottoposta ad approvazione popolare
GRUPPO 2 DI PROPOSTE – CONTROLLO POPOLARE SUGLI ELETTI
1. Gli elettori possono proporre, tramite la raccolta di un sufficiente numero di firme, un referendum per revocare o riconfermare il mandato elettorale ad un qualsiasi eletto ad incarichi politici o amministrativi
2. Le seguenti delibere da parte degli eletti saranno obbligatoriamente soggette a referendum confermativo: stipendi o rimborsi agli eletti, finanziamenti di ogni tipo a partiti, organi di informazione, leggi elettorali o relative ai meccanismi referendari, modifiche costituzionali.
3. In particolare le indennità degli eletti verranno stabiliti dagli elettori nel corso delle elezioni politiche. Gli emolumenti saranno costituiti da uno stipendio base e da un “premio di produzione” che verrà elargito solo a fine mandato, dopo verifica positiva da parte degli elettori nel corso delle successive elezioni. Gli stipendi dei parlamentari saranno ancorati in un rapporto fisso di 1:5 al valore degli assegni minimi di cittadinanza (vedere le proposte del documento “sovranità economica”) attribuiti ai cittadini non in condizioni di lavorare. Verrà abolita ogni forma di vitalizio. Tuttavia lo Stato garantirà agli ex eletti la possibilità di avere un posto di lavoro a fine mandato, sulla base delle competenze di ciascuno.
4. In caso di inquisizione per reati gravi (reati contro l’interesse pubblico) di un politico eletto, l’iter giudiziario avrà un percorso preferenziale di urgenza, visto il ruolo pubblico della persona coinvolta, essendo di interesse pubblico il dichiarare l’innocenza o la colpevolezza dell’inquisito. Tale giudizio sarà prioritario rispetto a qualsiasi altra attività politica. A seguito di condanna in primo grado l’eletto dovrà essere temporaneamente sospeso dalle proprie funzioni.
5. Al momento dell’elezione ogni eletto dovrà disporre il controllo di appositi organismi pubblici fornendo tutti i riferimenti sulle proprie attività finanziarie, economiche, immobiliari, anche esteri. Nel caso in cui si scoprissero violazioni di tale impegno, l’eletto decadrà automaticamente dal proprio mandato. Ogni cittadino avrà il diritto di denunciare all’autorità di controllo tali violazioni. L’autorità di controllo sarà costituita a sorteggio da un vasto albo di persone aventi competenze tecniche tali da sapere esercitare questo tipo di controlli.
6. Le attività delle lobbies che interagiscono con i politici eletti dovranno essere pubbliche, verbalizzate ed avvenire in appositi spazi istituzionali accessibili ai cittadini.
7. Per le prossimme elezioni politiche si punta ad una totale cancellazione dell’attuale classe di potere politico, nessuna forza dell’arco parlamentare esclusa. Una commissione di indagine apposita verrà istituita per fare chiarezza su tutti i meccanismi di parassitismo dell’attuale classe politica. Le autorità giudiziarie verranno supportate al fine di perseguire ai sensi di legge tutti gli abusi e le violazioni perpetuate dall’attuale classe politica ai danni dei cittadini.
GRUPPO 3 DI PROPOSTE – CONTROLLO POPOLARE SUI TRAFERIMENTI DI SOVRANITA’ AD AUTORITA’ SOVRANAZIONALI
1. Ogni adesione ad un trattato internazionale che preveda delle cessioni di sovranità politica, legislativa o economica sarà obbligatoriamente oggetto a consultazione referendaria popolare.
2. Ogni trattato internazionale vigente che abbia comportato cessioni di sovranità politica, legislativa o economica dovrà essere obbligatoriamente sottoposto a riconferma popolare.
GRUPPO 4 DI PROPOSTE – CONTROLLO POPOLARE SUI PARTITI
1. E’ prevista una riforma in termini costituzionali dei partiti, che diventeranno dei soggetti di diritto semi-pubblico. Un partito per potere presentare candidati alle elezioni regionali e nazionali dovrà essere costituito nel rispetto dei requisiti richiesti nella modifica che verrà apportata alla Costituzione. I concetti di fondo di tale riforma saranno: la trasparenza e la democraticità degli organismi interni al partito, la selezione meritocratica degli organismi di partito, la pubblicazione obbligatoria ed in modo dettagliato dei bilanci, lo svolgimento effettivo di corsi di formazione dei propri candidati, di incontri di informazione politica dei cittadini
2. La selezione delle candidature all’interno dei partiti dovrà avvenire in modo trasparente e democratico.
GRUPPO 5 DI PROPOSTE – LIBERTA’ E QUALITA’ DELL’INFORMAZIONE
1. Le frequenze radiotelevisive verranno utilizzate per 1/3 per canali istituzionali, per 1/3 per canali messi gratuitamente a disposizione della società civile (associazioni consumatori, associazioni culturali, comitati civici, associazioni di volontariato, ecc.), per 1/3 messe a disposizione a pagamento a soggetti privati
2. Viene abolito il canone RAI, viene abolita la pubblicità dalla RAI. La RAI viene finanziata interamente dallo Stato e dalla vendita dei propri prodotti (fiction, diritti, ecc.). Tutte le assunzioni avvengono per meritocrazia, mediante concorso pubblico. Viene eliminato ogni diritto di nomina o di controllo da parte dei partiti e degli organismi istituzionali elettivi. Viene creato un comitato di controllo estratto a sorte fra un ampio elenco di nominativi di persone della società civile.
3. Per i canali pubblici e della società civile vengono disposti dei sondaggi periodici sull’indice di gradimento e sulla qualità percepita dei programmi
4. Anche l’informazione a mezzo stampa sarà oggetto di finanziamenti pubblici finalizzati a coprire parte delle spese di stampa e di diffusione, documentate e sottoposte a verifiche oggettive (comitato di controllo estratto a sorte), sulla base di sondaggi che dimostrino il gradimento e la qualità percepita da parte dei cittadini per quel servizio di informazione.
GRUPPO 6 DI PROPOSTE – REGOLAMENTAZIONE DEI CONFLITTI DI INTERESSI
1. Viene vietata l’elezione o la nomina in incarichi pubblici di chiunque si trovi in confitto di interessi fra l’attività pubblica o l’attività privata propria o della propria famiglia relativamente ad attività economiche di rilievo nazionale o ad attività nel settore dell’informazione di massa. Il fatto di trovarsi in determinate condizioni costituirà a priori una condizione di ineleggibilità.
2. Nel caso di elezione la persona dovrà dimettersi o cedere le attività entro 60 giorni dall’elezione. Una commissione di esperti estratta a sorte fra persone di rinomata competenza vigilerà nel corso della durata del mandato e negli anni successivi sulla reale assenza di conflitti di interessi.
GRUPPO 7 DI PROPOSTE – UNA CULTURA CIVICA DI MASSA
1. L’educazione civica su tutto ciò che riguarda i diritti, i doveri del cittadino, il ruolo delle istituzioni, i meccanismi (anche di comunicazione di massa) attraverso i quali la sovranità popolare può essere esautorata devono essere oggetto di insegnamento nelle scuole
2. I mezzi di informazione di massa che vorranno ricevere finanziamenti pubblici dovranno occuparsi di queste questioni
3. Saranno previsti finanziamenti pubblici per le associazioni della società civile che promuoveranno queste tematiche nelle loro iniziative
« Ultima modifica: Gio 10 Dic 2015 21:49:04* da Girolamo Alessandro Crociata »
« Risposta #3 il: Mer 09 Dic 2015 22:31:42* »
Io intendo la sovranità popolare come il potere assoluto al popolo e non quello limitato a correggere le nefandezze dei politici.
Per cui il massimo per me è la selezione diretta dei propri rappresentanti senza soglie di sbarramento e premi di maggioranza. Se un rappresentante (parlamentare) ha preso l'1% dei voti deve poter rappresentare quell'1% in parlamento, in piena libertà e coscienza.
Quindi come ha eletto democraticamente il proprio rappresentante, il cittadino deve poterlo immediatamente revocare dal mandato qualora non rispetti le promesse elettorali fatte e le aspettative che ha promosso.
Revocare il mandato ad un singolo rappresentante non risolve certamente il problema del cittadino, tuttalpiù crea un problema al singolo parlamentare, in quanto è la maggioranza degli stessi che determina la linea del Governo e quindi le azioni politiche sul popolo sovrano.
Quindi, come una maggioranza popolare lo ha eletto o determinato (nel caso che l'esecutivo si formi con la fiducia di diverse forze politiche su un programma di Governo condiviso), una maggioranza lo deve potere revocare, dopo un periodo di prova (almeno un anno), se questo non rispetti le promesse elettorali per cui è stato eletto.
In questo modo il programma elettorale, oggi solo un pezzo di carta senza nessun valore di garanzia, acquisisce un ruolo importante nella strategia politica ed i politici, una volte eletti con quel programma, staranno ben attenti a rispettarlo, pena la loro immediata revoca.
Una norma costituzionale simile, inserita nella costituzione, non potrà essere strumentalizzata dalla minoranza, per far cadere un Governo, per due semplici motivi:
1) a differenza delle elezioni, una eventuale revoca deve essere votata dalla maggioranza di un quorum di almeno il 50%+1 degli aventi diritto, quindi il governo deve veramente lavorare male per arrivare a tale risultato,
2) potrebbe rafforzare il Governo a danno della minoranza.
3) potrà essere richiesto solamente dai cittadini e non da organizzazioni politiche presenti in parlamento. Anche una loro partecipazione logistica ed economica diretta o indiretta potrebbe inficiare il comitato promotore.
Credo che con una simile norma costituzionale si risolvano tutti i problemi di sovranità popolare in quanto gli eletti non saranno più tranquilli ed indisturbati per 4 anni ricordandosi dei cittadini solamente l'ultimo anno, dando un accontentino per poi estorcere ancora una volta il voto.
In allegato la mia idea di riforma costituzionale per dare più sovranità al popolo.
« Ultima modifica: Mer 09 Dic 2015 22:39:06* da Enea Giancaterino »
« Risposta #4 il: Gio 10 Dic 2015 09:11:59* »
« Risposta #5 il: Gio 10 Dic 2015 09:18:38* »
Gennaro Iaconelli
« Risposta #6 il: Gio 10 Dic 2015 10:17:12* »
Scusate qualche errore ma è molto tempo che non uso questo sistema di comunicazione.
Mi limiterò a dare una risposta concisa .
Premettendo di condividere appieno l'idea della mancanza , in italia, del popolo , e quindi bisogna ritrovarlo, ascoltandolo, penso che uno dei metodi per attuare la sovranità popolare sia percorrere la strada della tecnologia per attuare una forma di partecipazione che sia la più semplice possibile.
« Risposta #7 il: Gio 10 Dic 2015 15:52:02* »
la sovranità popolare è l'interesse pubblico supremo. Gli organi costituzionali sono i lettori fedeli delle istanze dei cittadini che sono applicate. La maggioranza dei cittadini detta le regole e le istanze da applicare la minoranza ha il potere di controllo delle decisioni.
Ho scritto potere di controllo. In tutto questo termine esiste anche la riavvicinata posizione fra il rappresentante e il cittadino. Il cittadino fornisce l 'istanza fatta propria dal rappresentante che esercita il potere di decidere collegialmente con tutti gli altri organi costituzionali.
Se il potere di controllo, viene eliminato, significa che non esiste nessun freno sulla decisione della maggioranza che può decidere in work progress di auto- stabilire in assemblee prestabilite e dunque false nel diritto (legalità ) che avrebbero di indirle, qualsiasi ulteriore modifica delle leggi, anche quelle fondamentali e dunque induce a far applicare istanze di parte, se non addirittura andare contro la volontà della maggioranza.
Tutte le volte che questo criterio viene disatteso, deve esserci quella legge che da al popolo il diritto di intervenire d'autorità e ristabilire la legalità, che non deve essere confusa con il termine 'legge'. La legalità, è un aspetto generale del diritto ( criterio supremo ) che spiega la ragione della giustizia che regola il rapporto fondamentale fra cittadino e stato, che è la medesima entità e non entità distinte.
( mi riservo di approfondire )
« Risposta #8 il: Gio 10 Dic 2015 20:33:10* »
Moltissimi ragionano sulle conseguenze negative e non su cosa fare per non arrivare alle dette conseguenze. Chi si intende di tecnicità giuridica, spesso lascia la porta aperta. In quella porta ideale può entrare di tutto e di più. Il rischio che si corre a non lasciarle aperte, significa 'blindare' il diritto e quest'ultimo essendo anche un fenomeno sociale, non può subire la chiusura altrimenti diventa impossibile l'esercizio della libertà, che consiste anche nella libertà negativa di disattendere un principio.
La spiegazione è molto facile: non si consegue ciò che la legge prescrive e dunque, cosa non ha determinato il suo disattendere?
La legge stessa? Le persone che dovevano applicarla?
Ma un principio è fatto ( non azione ) diametralmente opposto alla legge che lo applica, in realtà il principio si applica anche cambiando una legge, purché, non si snaturi il principio o lo alteri deviandolo.
La conseguenza di una deviazione del principio, porta ad azioni concrete estremamente variegate, dalla totale disapplicazione o una blanda, ma esistente applicazione . Il risultato o il 'frutto' positivo o negativo sono invece entità non facilmente quantificabili o in positivo o in negativo, più spesso negativo, un cosiddetto danno collaterale come ad esempio la povertà diffusa è un frutto negativo di una deviazione che esula dalla valutazione oggettiva. ( ma intanto il numero dei poveri li puoi contare facilmente , ma quanto pesano, quanto danno hanno prodotto, quante risorse assorbono e quante ne dovranno assorbire in futuro, determinando alti costi sociali non è quantificabile...)
Solo una calamità naturale per quanto dannosa è nella condizione di essere valutata nell'impatto, appunto perchè, si presuppone che il danno possa essere riparato.
Ma una ingiustizia sociale, non la possiamo quantificare mai e dunque, nel mentre dell 'azione di deviazione deve esserci chi riesce prima di tutto a comprendere completamente la deviazione e poi a contro-deviare e cercare di riportare in 'asse' una intera nazione, con politiche di riequilibratura, nel medio o lungo periodo.
La sovranità del popolo è un principio cardine di tutta la costituzione italiana, se fosse esercitato al 100% il popolo italiano non determinerebbe la povertà per milioni di cittadini. Se invece si devia l'interesse principale, da un interesse di parte è chiaro che trae vantaggio esclusivamente quella parte e a danno di altri.
Nella costituzione italiana, sono entrate delle modifiche che hanno deviato il principio supremo e quindi la perdita di sovranità è una azione reale e concreta di cittadini che non partecipano più alla vita politica e quindi non votando esprimono una opposizione, ma che dal potere politico è oggettivato come silenzio 'assenso'.
La deviazione della convinzione del silenzio assenso, è parallelo al tenore di vita della collettività, più si abbassa e più, non si vota e più si lascia a pochi decidere, che nella decisione successiva, faranno in modo di diminuire ancora la convinzione e di stabilire quorum sempre minori, ma che con le regole di legge permette di stabilire un parlamento e tutti gli organi elettivi costituzionali un funzionamento.
Il funzionamento della deviazione è l'arma che è stata usata per costringere una parte del popolo sovrano a perderla quella sovranità, una opera di convincimento negativa e subdola, che consiste prima di tutto nel non accontentare le istanze dei cittadini, ovvero deprimendo la coscienza e togliendo certezze e speranze attese.
La situazione attuale fotografata impietosamente è questa. Per far tornare la sovranità al popolo italiano, l'unico organismo capace di rimettere in asse il detto potere è un nuovo potere del popolo completamente staccato dal potere attuale che vince l'elezione con dei suoi nuovi rappresentanti e ristabilisce le regole vecchie di partecipazione.
Non basta soltanto ripristinarle le vecchie regole, il nuovo potere del popolo sovrano, deve anche stabilire i sistemi legali affinché non torni mai più una situazione simile e dunque la costituzione va effettivamente ri-convenzionata e dotata di quelle regole che limitano fortemente la possibilità di disattendere i principi supremi e quindi dopo poco tempo, dopo una fase di aggiustamento sociale, far riprecipitare nella stessa situazione anche peggiore rispetto a quella attuale, eliminando per l'appunto le falle nei principi e non nella legge.
Una delle falle gravissime nel principio di sovranità popolare è stata provocata dall'interesse di parte, che abbatte il principio della corretta amministrazione e gestione della 'cosa' pubblica. La non corretta gestione della cosa pubblica è quella porta aperta in cui si è infilato il cavallo di 8292048, ovvero il potere finanziario che di quella debolezza se n'è appropriato per dominare un intero popolo, imponendo concetti addomesticati come ad esempio le privatizzazioni, ovvero cedere 'strutture' per un immediato reddito che serve a turare falle nel debito, dove altri ti inducono a prelevare le risorse necessarie per turare la falla ma sempre nello stesso barile appunto perchè si conosce alla perfezione che in quel barile le risorse non ci sono più.
E questa è storia recente.
« Risposta #9 il: Gio 10 Dic 2015 22:39:17* »
Immaginavo di trovarmi davanti ad un confronto sulla Sovranità Popolare da REALIZZARE ed esercitare qui e ora, se non ieri, vista l'urgenza dei tempi e dlle controriforme da prevenire...ed invece mi par di trovarmi davanti ad una nuova costituente, dove si discute dei massimi sitemi e dove si vola ben al di sopra della palude nella quali stiamo affondando e affogando!
Scusate l'arroganza dell'ultimo arrivato, e per questo ancor più irritante, ma non è il momento di discutere delle nuove forme della SP, ma di esercitarla qui ed ora in una"tornata di Democrazia Dretta Propositiva che diventa "impositiva" verso un Parlamento suddito e delegato, per superare la stagione dei referendum, rilanciando e sfidando il partito della casta sul terreno delle riforme proponendo, asserendo, affermando! E non continuando a rincorrere, sempre in affanno, sempre in ritardo, col rischio reale di perdere il referendum e quindi determinare la consacrazione del renzismo per volontà popolare referendaria...
Tutt'altro che ragionare di una nuova costituzione, proprio tutt'altro... Ma sono senz'altro io fuori posto...Scusate ancora.
"Sovranità Popolare REALIZZATA, non solo enunciata, per il cambiare il futuro del Paese, esercitando la Costituzione"
« Risposta #10 il: Ven 11 Dic 2015 09:58:34* »
Benchè per carattere, solo per non disturbare ulteriormente, sia più portato ad alzarmi ed abbandonare un consesso nel quale ritrovi insufficienti contatti, considerando la sofferenza che la situazione oggettiva del Paese ci procura, provo a proporre il suggerimento operativo che da tempo vado affinando e che nel tempo ha avuto importanti avalli, anche se nessuna adozione e conseguente avvio.
Non sono le stroncature radicali, se motivate, che mi possono offendere, ma il solenzio indecifrabile. Mi pare però giusto chiedere di leggere la nota con atteggiamento costruttivo e non demolitivo a prescindere, come accade solitamente tra maschi mammiferi, più propensi a fare a cornate che a cooperare. Con atteggiamento più rivolto a cogliere ogni spunto utile al quale appendere le proprie competenze, volontà ed energie per farne insieme lo strumento perfetto per il cambamento che auspichiamo.
Copio incollo una sintesi:
"Sovranità Popolare REALIZZATA e Democrazia Diretta Propositiva
per Difendere e Rilanciare la qualità della Democrazia e la Costituzione !"
I Padri Costituenti ci hanno lasciato nella Carta la possibilità di determinare il nostro futuro, non solo delegando 1.000 persone alla produzione delle leggi, ma anche agendo direttamente qualora esse si fossero rivelate, come succede da troppe legislature, incapaci, indegne o complici. L'hanno fatto con gli articoli della Democrazia Diretta Propositiva 71 e 50, che non hanno prodotto nulla finora in virtù dell’arroganza della casta e della distrazione della Cittadinanza e delle sue migliori elites, che non hanno colto e valorizzato l’efficacia potenziale di questi articoli.
Perchè è facile intuire come la “proposta di legge di iniziativa popolare” (art. 71) e la “petizione alle Camere" (art. 50) esercitate dalla Sovranità Popolare Realizzata, non solo enunciata, non lascerebbero al Parlamento suddito e delegato, altra scelta che discutere ed approvare quanto proposto. A rafforzarne l’azione, se ce ne fosse la necessità, l’art. 40, il diritto di sciopero, da esercitare anche assediando i palazzi, come la storia del Conclave insegna.
E’ ancora facile intuire come proposte di legge e di riforma, elaborate dalla migliore elite della Società Civile, come il prof. Rodotà e suoi f.lli, depositaria di quella affidabilità di cui l’astensionismo crescente evidenzia l’assenza e la necessità, andrebbero sicuramente verso il Bene Comune molto più e meglio di quanto elaborato dai partiti per il proprio tornaconto elettorale e di gestione del potere.
Orbene, qual è la misura che realizza la Sovranità Popolare? L’art. 75, il referendum, ci dice indirettamente che la soglia minima si determina col 25% + uno degli aventi diritto al voto alla camera, circa 12 milioni. E’ un numero raggiungibile considerando che il 97% della Cittadinanza (I. Diamanti, dic.14) rifiuta e disprezza l’offerta politica, che l’astensionismo volontario vale circa 15 mln di persone e il voto al M5S circa 10 (ma alle regionali emiliane è arrivato al 61% a cui va aggiunto il 13 avuto dal M5S).
E certo non si può mobilitare il Popolo Sovrano per una sola legge, ma per un insieme tale da giustificarlo: 10/15 leggi e riforme, le più attese dalla Cittadinanza, Costituzionali comprese, le più promesse e disattese dalla politica, redatte in articoli dai loro qualificati estensori, sottoscritte singolarmente da 60mila elettori secondo il 71, poi inserite in una lista-contenitore per lanciare la petizione secondo l’art. 50, e realizzare nel modo più semplice (non è necessita la certificazione delle firme che si possono raccogliere dovunque) la Sovranità Popolare, per “imporre” al Parlamento l'approvazione di tutto l'insieme.
Ovvero: Rivoluzione Costituzionale e Gloriosa, sotto l’alta guida dei professori, nonviolenta e risolutiva come la 2a rivoluzione inglese del 1688, detta appunto Gloriosa: per ottenere riforme, per riaffermare la Sovranità Popolare, per ritrovare la Dignità di Cittadinanza, per abbattere l'arroganza della casta e di ogni altra lobby, che siano farmacisti e burocrati, generali ed ammiragli, curie e mafie, perchè contro la Sovranità Popolare Realizzata, non ci sono ricatti o pressioni che tengano, ma conviene solo l'ossequio.
E per blindare la Costituzione da ogni attacco lesivo del suo spirito originario e autentico, ma non dagli opportuni aggiornamenti, restituendole, con l'esercizio diretto, autorità e autorevolezza.
E poi tornare alla Democrazia Delegata con la nostra nuova legge elettorale e la Lista Civica Nazionale Riformatrice con candidati e garanti riconducibili alla miglior elite già citata, per continuare in un Parlamento rinnovato custode del rigore morale e culturale dei Costituenti, l'opera già avviata.
Attendo le vostre obiezioni per superarle convintamente, e insieme perseguire il cambiamento auspicato!
Sono ovviamente disponibile per chi volesse interloquire in altro tempo e modo.
Esiste un ampio maggior dettaglio. A tutti auguri per un Paese migliore!
Paolo Barbieri paolobrigola@libero.it 328 48 66 424
« Risposta #11 il: Lun 14 Dic 2015 19:57:32* »
Citazione da: Gennaro Iaconelli - Gio 10 Dic 2015 10:17:12*
Una condizione FONDAMENTALE per realizzare la Sovranità Popolare è CREARE LA COSCIENZA DI POPOLO.
Da decenni il sistema di formazione, di informazione e le istituzioni sono costruiti in modo da creare la COSCIENZA DI SUDDITANZA, a cui la gente si adegua.
Non è un caso che tutti cerchino il ""SOVRANO SALVATORE DELLA PATRIA", che si chiami Berlusconi, Renzi o Grillo.
Sono sudditi che cercano il sovrano salvatore, non pensano di potere essere essi stessi artefici della propria salvezza.
Per creare una coscienza di popolo è necessario elaborare un'azione culturale volta a diffondere i valori dell'essere popolo e delle pratiche concrete di esercizio della sovranità popolare.
Senza questa parallela azione culturale, ogni proposta di riforma politica volta ad attuare la Sovranità Popolare cadrà nel vuoto.
« Risposta #12 il: Lun 14 Dic 2015 20:18:35* »
Prima di "attuare" la Sovranità Popolare, secondo me dobbiamo dirci con chiarezza che cosa intendiamo.
1) A mio avviso ci sono aspetti della sovranità popolare che non sono sufficientemente ed esplicitamente difesi/garantiti dall'attuale Costituzione.
Ad esempio la sovranità monetaria o la sovranità sul sistema dell'informazione...
Vogliamo innanzitutto tentare di descrivere chiaramente cosa intendiamo, in concreto, per Sovranità Popolare?
2) Se il Popolo deve essere sovrano sulle proprie leggi, allora è necessario che gli strumenti come i referendum e le proposte di leggi popolari vengano resi molto più snelli e attuabili.
Non a caso l'attuale casta ha innalzato il numero di firme necessarie per sottoscrivere un referendum, oltre a non avere di fatto attuato i referendum più scomodi ed avere ignorato le proposte di legge popolare presentate in Parlamento.
Se avessimo la forza di raccogliere 12 milioni di voti, potremmo fare un partito per riformare davvero l'Italia e non solo fare approvare alcune leggi popolari, per quanto importanti.
3) Nelle proposte che ho fatto parlo del controllo sul ruolo dei partiti.
Si tratta di soggetti intermediari che dovrebbero svolgere un ruolo molto importante di mediazione fra Popolo e istituzioni.
Purtroppo oggi sono diventate delle lobbies d'affari.
Senza dei partiti che funzionano coome dovrebbero, non si può attuare la sovranità popolare.
4) Ho citato in un altro intervento la questione culturale.
Se non si fa in modo che il Popolo sia cosciente dalla propria sovranità, le lobbies di turno ne approfitteranno inevitabilmente per violarla a proprio vantaggio.
Per questo la dobbiamo promuovere culturalmente, per realizzarla.
Citazione da: paolo.barbieri - Ven 11 Dic 2015 09:58:34*
« Risposta #13 il: Lun 14 Dic 2015 20:25:09* »
Le azioni culturali per avere effetti significativi richiedono generazioni se le istituzioni lo vogliono e investono tutti gi strumenti tecnici e massmediatici disponobili e finanziari necessari.
In assenza di questa volontà non c'è neppure speranza di incidere nelle situazioni correnti. E la nostra urgenza è ADESSO o meglio è adesso da lustri!
In questo momento possiamo ancora contare su un disprezzo verso la casta diffuso largamente e motivatamente su tutta la Cittadinanza, sia quella più evoluta che patisce la pessima qualità della democrazia che quella che soffre solo ciò che paga magterialmente sulla propria pelle.
Il nuovo Parlamento successivo ad una eventuale azione come ipotizzata, sarebbe caratterizzato dalla cultura e non dall'aggressività e allora sarebbe possibile dare corpo alla Creazione di una Coscienza di Popolo.
E non è più vero che la gente cerchi il salvatore visto che pur in presenza di Renzi, Grillo, B., Salvini, Meloni, l'astensionismo cresce testimoniando l'assenza e la ricerca di AFFIDABILITA'. Un Comitato che comprendesse Rodotà, don Ciotti, Salvatore Settis, Carlin Petrini, Chiara Saraceno, i magistrati Caselli, Colombo, Gratteri, Borelli, Imposimato, Onida, i Nobel Fo e Rubbia, i senatori a vita Piano, Cattaneo e altri simili con conseguente automatico rumore dei media, porterebbero alla mobilitazione generale con code ai banchetti per raccogiere le firme.
« Risposta #14 il: Lun 14 Dic 2015 20:36:46* »
Ragionare dei massimi sistemi è una pratica che da soddisfazioni culturali, ma non produce effetti reali nel tempo breve: ci sono biblioteche, archivi, ram di memoria strapiaeni di perfette analisi e proposte. Ma restano a futura memoria per studenti e ricercatori.
Chi pensi possa attuare le tue proposte?
12 milioni di firme non possiamo certo raccogliere in 4 gatti, ma diversi mesi fà la CGiL e la FIOM hanno portato a Roma un milione di Cittadini solo per una manifestazione platonica contro il governo, senza obiettivi reali, ma investendo milioni di €, milioni ore/tempo con navi dalla Sardegna e treni e pulman da tutta Italia: quelle persone che hanno ivestito diciamo mediamente 10 € e10 ore di tempo, per una cannonata a salve, vorranno spendere ancora mezz'ora nel comune di residenza per raccogliere 15 firme a testa per fare la Rivoluzione Costituzionale? A me logicamente pare di sì!