Source: https://www.urbium.it/site/d_NewsList.asp?CategoriaNews=23
Timestamp: 2020-08-13 14:06:41+00:00
Document Index: 103931276

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 19', 'art. 17', 'art. 78', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 16', 'art. 17']

MUTAMENTO DI DESTINAZIONE D’USO: L’IMPORTO DEGLI ONERI DI URBANIZZAZIONE VA COMMISURATO ALLA DIFFERENZA TRA LA NUOVA E LA PRECEDENTE DESTINAZIONE
In caso di mutamento di destinazione d'uso costituisce principio generale quello del "conguaglio del contributo concessorio", ricavabile anche dalle disposizioni dell'art. 10, ultimo comma della legge n. 10 del 1977 e dell'art. 19 comma 3 del D.P.R. 380 del 2001, per cui l'importo degli oneri di urbanizzazione deve essere calcolato con riferimento alla differenza tra quanto previsto per la nuova destinazione e quanto relativo alla precedente destinazione.
IL CONTRIBUTO PER IL RILASCIO DEL PERMESSO DI COSTRUIRE HA NATURA DI PRESTAZIONE PATRIMONIALE IMPOSTA DI CARATTERE NON TRIBUTARIO
Il contributo per il rilascio del permesso di costruire ha natura di prestazione patrimoniale imposta, di carattere non tributario, ed ha carattere generale, prescindendo totalmente delle singole opere di urbanizzazione che devono in concreto eseguirsi, venendo altresì determinato indipendentemente sia dall'utilità che il concessionario ritrae dal titolo edificatorio sia dalle spese effettivamente occorrenti per realizzare dette opere. Ne consegue l'assenza di qualsivoglia rapporto di sinallagmaticità tra la realizzazione delle opere di urbanizzazione da parte dell'amministrazione comunale ed il pagamento degli oneri concessori da parte del richiedente il titolo edilizio.
NELLA RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA GLI ONERI DI URBANIZZAZIONE SI COMPUTANO SUL SOLO INCREMENTO DEL CARICO URBANISTICO
Qualora il progetto riguardi la ristrutturazione di un edificio esistente, il suo impatto è destinato ad incidere su una zona già urbanizzata, per cui la sua incidenza sarà data dalla consistenza del nuovo intervento, detratto l'impatto di quanto già esistente, con conseguente sussistenza del correlativo onere contributivo in ragione del solo incremento del carico urbanistico.
UN INTERPORTO È ESONERATO DAL COSTO DI COSTRUZIONE AI SENSI DELL’ART. 17 COMMA 3 DPR 380/2001 IN QUANTO OPERA DI INTERESSE PUBBLICO
La realizzazione di un Interporto, una struttura funzionale a realizzare rilevanti interessi pubblici per la comunità, quali concentrare i flussi di merci e promuovere il trasporto multimodale con particolare riferimento alla modalità ferroviaria (con influssi benefici sull'ambiente), aumentare la competitività e l'efficienza delle imprese di trasporto/logistica e sviluppare reti logistiche nazionali ed internazionali, offrendo servizi migliori al sistema produttivo, è esonerata dal costo di costruzione ai sensi dell'art. 17, comma 3 del DPR n. 380/2001.
BOLZANO: VI È L’ESONERO DAL PAGAMENTO DEGLI ONERI DI URBANIZZAZIONE SECONDARIA PER LE ZONE LA CUI DESTINAZIONE NON SIA NEMMENO LATU SENSU RESIDENZIALE
In tema di esonero dal pagamento degli oneri di urbanizzazione secondaria, l'art. 78 della L.U.P. di Bolzano riguarda propriamente soltanto le zone per insediamenti produttivi di cui all'art. 44, L.P. n. 13/1997, ma non anche quelle con destinazione particolare di cui al successivo art. 44-bis, facendo così intendere che la norma disciplina i casi in cui la destinazione non sia nemmeno latu sensu riferibile alla destinazione residenziale. La destinazione delle zone per strutture turistiche è, invece, senz'altro assimilabile all'uso residenziale, venendo i relativi luoghi frequentati da un innumerevole numero di persone a scopi riconducibili all'uso residenziale. La diversa regolamentazione delle zone per strutture turistiche rispetto alle zone per insediamenti produttivi cd. "ordinarie" appare, quindi, giustificato dal maggior impatto che tali strutture hanno sull'infrastruttura secondaria, come ospedali, impianti sportivi e per il tempo libero.
GLI ONERI DI URBANIZZAZIONE SONO STABILITI SECONDO TABELLE VIGENTI NON ALLA DATA DELLA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA DI SANATORIA MA QUELLA DI RILASCIO
Gli oneri di urbanizzazione devono essere determinati secondo le tabelle vigenti al momento, non della presentazione della domanda di sanatoria, bensì del rilascio della stessa.
IL SOLO FATTO DEL RILASCIO IMPONE AL TITOLARE DELLA CONCESSIONE EDILIZIA DI PAGARE IL CONTRIBUTO AVENTE NATURA DI PRESTAZIONE PATRIMONIALE IMPOSTA DI CARATTERE NON TRIBUTARIO
Per il solo fatto del rilascio, il titolare della concessione edilizia è a conoscenza dell'obbligo ex lege di pagamento del contributo, che ha natura di prestazione patrimoniale imposta, di carattere non tributario.
LA REALIZZAZIONE PARZIALE DI UN INTERVENTO NON DA’ DIRITTO AL RIMBORSO PARZIALE DEL COSTO DELLE OPERE DI URBANIZZAZIONE REALIZZATE A SCOMPUTO
In caso di realizzazione parziale di un intervento non può essere accolta la domanda restituzione di quanto non versato in via diretta, ma conferito mediante opere di urbanizzazione: l'obbligazione di realizzare una serie di opere a scomputo trova infatti la propria giustificazione causale non solo e non tanto nel carico urbanistico specificamente riconducibile all'entità dei vari interventi edilizi assentiti, bensì nel disegno relativo al complessivo assetto urbanistico stabilito dalla stessa convenzione e quale risultato finale derivante dalla sua attuazione. Non è dunque possibile scindere a posteriori singole parti, per riguardare le scelte negoziate indistintamente l'intero comparto interessato.
La previsione di cui all'art. 16, comma 9, del t.u. edilizia, nel fissare una cornice entro la quale le singole Regioni possono determinare il contributo per il costo di costruzione, persegue un obiettivo di disciplina uniforme sull'intero territorio nazionale. In proposito, solo con la previsione di una quota minima ed inderogabile il principio di onerosità del titolo edilizio acquisisce un connotato di effettività; e ciò in quanto, ove tale previsione mancasse, il legislatore regionale sarebbe libero di prevedere interventi edilizi che non comportano alcun costo, o comportano un esborso talmente irrisorio da eludere ogni profilo di corrispettività del contributo rispetto al titolo edilizio rilasciato.
L'obbligo di corresponsione degli oneri di urbanizzazione e del costo di costruzione sorge immediatamente in relazione alla situazione esistente al momento della presentazione della denuncia di inizio attività, onde sono inapplicabili le norme sopravvenute.
Il momento rilevante ai fini della determinazione del contributo di costruzione non può che essere quello di rilascio del permesso di costruire: l'obbligazione di corrispondere il contributo nasce nel momento in cui viene rilasciato il titolo ed è a tale momento che occorre aver riguardo per la determinazione dell'entità del contributo stesso.
L'OPERA PER CUI SI CHIEDE L'ESENZIONE DAGLI ONERI CONCESSORI EX ART. 17 DPR 380/2001 DEVE ESSERE FINALIZZATA AD UN UTILIZZO DELL'INTERA COLLETTIVITÀ
L'opera per la quale si chiede l'esenzione del pagamento degli oneri di urbanizzazione prevista dall'art. 17 del DPR n. 380/2001 deve essere, per le sue oggettive caratteristiche, esclusivamente finalizzata ad un utilizzo a tempo indeterminato dell'intera collettività; ciò in quanto il pagamento degli oneri concessori, essendo finalizzato alla realizzazione delle opere di urbanizzazione necessarie al corretto assetto del territorio, costituisce un principio generale dell'ordinamento le cui eccezioni sono di stretta interpretazione.
I contributi per oneri di urbanizzazione sono sempre dovuti ex lege, salvo che nei casi di esenzione espressamente previsti dalla legge.
L'espressa clausola convenzionale inter partes enunciante che "tutti gli oneri concessori" - evidentemente, a contrario, nessuno escluso - devono reputarsi scomputati e compensati con le opere realizzate e cedute gratuitamente al Comune, rende illegittimi gli atti di richiesta del costo di costruzione.