Source: http://www.procivaugustus.org/glossario.htm
Timestamp: 2019-11-18 21:56:38+00:00
Document Index: 104162684

Matched Legal Cases: ['art. 93', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 87', 'art. 2', 'art.2', 'art. 81', 'art. 5', 'art. 2']

E' dotata di personalità giuridica e d'autonomia regolamentare, amministrativa, finanziaria, patrimoniale e contabile. Ad essa sono trasferite le funzioni ed i compiti tecnico - operativi e scientifici, in materia di p.c. svolti dalla Direzione generale dei servizi antincendio e p.c. del Ministero dell'Interno, dal Dipartimento della p.c. della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Servizio sismico nazionale.
L'Agenzia svolge compiti relativi a:
La formulazione degli indirizzi e dei criteri generali, di cui all'articolo 107, comma 1, lettere a) e f) n. 1, e all'art. 93, comma 1°, lettera g), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, da sottoporre al Ministro dell'Interno per l'approvazione del Consiglio dei Ministri;
L'acquisizione d'elementi tecnici sull'intensità ed estensione degli eventi calamitosi per la proposta di dichiarazione dello stato d'emergenza da parte del Consiglio dei Ministri, ai sensi dell'articolo 5, comma 1°, della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
Le attività, connesse agli eventi calamitosi di cui all'articolo 2, comma 1°, lettera c), della legge 24 febbraio 1992, n. 225, relative a:
1)l'approvazione, d'intesa con le regioni e gli enti locali, dei piani d'emergenza e la loro attuazione, compreso il coordinamento per l'utilizzazione delle organizzazioni di volontariato;
2) la predisposizione d'ordinanze, di cui all'articolo 5, commi 2° e 3°, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, da emanarsi dal Ministro dell'Interno;
3) la rilevazione dei danni e l'approvazione di piani d'interventi volti al superamento delle emergenze ed alla ripresa delle normali condizioni di vita, da attuarsi d'intesa con le regioni e gli enti locali interessati;
L'attività tecnico - operativa volta ad assicurare i primi interventi nell'ambito dei compiti di soccorso di cui all'articolo 14 della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
Lo spegnimento con mezzi aerei degli incendi boschivi, coordinando anche l'impiego dei mezzi aerei d'altre amministrazioni statali o delle regioni;
Lo svolgimento di periodiche esercitazioni relative ai piani d'emergenza;
L'attività di formazione in materia di protezione civile;
La promozione di ricerche sulla previsione e prevenzione dei rischi naturali ed antropici, finalizzate alla definizione dei fenomeni attesi, alla valutazione del loro impatto sul territorio, alla valutazione e riduzione della vulnerabilità e allo sviluppo e gestione di sistemi di sorveglianza utili ai fini del preavviso dell'evento o dell'allarme tempestivo;
La raccolta sistematica, la valutazione e la diffusione dei dati sulle situazioni di rischio, anche attraverso la realizzazione di sistemi informativi di sistemi di monitoraggio, d'intesa con le regioni ed altre amministrazioni pubbliche;
L'attività d'informazione alle popolazioni interessate;
La promozione e lo sviluppo d'accordi, con organismi nazionali ed internazionali bilaterali e multilaterali in materia di previsione e prevenzione dei rischi, d'interventi di soccorso ed a tutela della pubblica incolumità.
Scatta al verificarsi dell'evento calamitoso od anche nell'ipotesi del pericolo grave ed imminente per l'incolumità delle persone, di danni gravi ed irreparabili agli abitati nonché a strutture ed impianti di prima necessità o che, se danneggiati, possono costituire fonte d'ulteriori e più gravi conseguenze dannose; consiste, nel comunicarne immediata notizia all'autorità competente per territorio.
Aree d'ammassamento dei soccorritori e delle risorse
Luoghi, non soggetti a rischi ambientali, dove dovranno trovare sistemazione idonea i soccorritori e le risorse necessarie a garantire un razionale intervento nelle zone d'emergenza. Tali aree dovranno essere ubicate nelle vicinanze di risorse idriche, elettriche ed avere possibilità di smaltimento delle acque reflue. Il periodo di permanenza di tali aree sarà compreso tra poche settimane e qualche mese.
Aree d'attesa della popolazione
Luoghi, non soggetti a rischi ambientali, di ricongiungimento dei nuclei familiari e di prima accoglienza. In tali aree la popolazione riceverà le prime informazioni sull'evento ed i primi generi di conforto. Il periodo di permanenza di tali aree sarà compreso tra poche ore e qualche giorno.
Trattasi d'aree comuni a tutti i tipi di rischio e che individuano le funzioni fondamentali che consentono, una volta confrontate con gli organismi, di risolvere i problemi di coordinamento e d'indirizzo;
La tecnico - scientifica, l'informativa, la sanitaria, delle relazioni esterne, dei trasporti mezzi e materiali, delle telecomunicazioni, del volontariato, dei servizi supplementari, della cooperazione internazionale.
Attività d'addestramento
Le attività volte alla previsione e alla prevenzione delle varie ipotesi di rischio, al soccorso delle popolazioni sinistrate ed alle altre attività necessarie ed indifferibili dirette a superare l'emergenza connessa agli eventi calamitosi.
E' una tecnica utilizzata nella redazione dei programmi di previsione e prevenzione e dei piani d'emergenza, nonché nelle simulazioni ed esercitazioni;
Consiste nell'ipotizzare scenari catastrofici probabili su un dato territorio, area di teatro, in relazione ai quali si decidono gli interventi necessari, fingendo di utilizzare le risorse disponibili, le funzioni operative in attività di soccorso, il tutto coordinato in ambiti di competenza normativamente previsti.
E’ un evento naturale o legato ad azioni umane, nel quale tutte le strutture fondamentali della società sono distrutte o inagibili su un ampio tratto del territorio. Da tale accadimento conseguono effetti dannosi per una pluralità di persone, con riferimento alla loro vita ed ai loro beni.
E' quell'evento che trova nell'uomo l'agente provocatore, che può essere consapevole od inconsapevole, per commissione od omissione d'attività.
E' quell'evento dovuto a cause insite strutturalmente in natura (es. terremoto, tsunami, alluvione, nubifragio, tifone, ciclone, bufera, mareggiata, nevicata, ecc.) che per intensità ed estensione può richiedere di essere fronteggiata con mezzi e poteri straordinari.
Fa parte del servizio emergenze del Dipartimento della p.c. e svolge l'attività di coordinamento operativo essenzialmente in missioni di volo per la lotta agli incendi boschivi, a favore delle regioni.
E' costituito a livello centrale presso il Ministro per il coordinamento della p.c., per la direzione ed il coordinamento in emergenza degli interventi di p.c..
Fa parte del servizio emergenze del Dipartimento della p.c. e si occupa del soccorso aereo in mare in prossimità d'aeroporti costieri, della lotta all'inquinamento marino e della nave della p.c..
E' costituito presso lo stato maggiore dell'esercito per la pianificazione ed il coordinamento specifico degli interventi delle forze armate in concorso.
E' una struttura costituita localmente (stazione del Corpo Forestale dello Stato) nell'ambito del sistema integrato di lotta agli incendi boschivi; controlla un'area più o meno estesa del territorio comunale od intercomunale.
Ad esso sono collegate diverse stazioni fisse di rilevamento ed é predisposto a ricevere comunicazioni (AIB) da aerei, finalizzate all'avvistamento.
Valuta sulla base delle informazioni, l’esigenza di intervento aereo e la segnala al Centro Operativo Provinciale (C.O.P.)
E' una struttura costituita a livello provinciale nell'ambito del sistema integrato di lotta agli incendi boschivi;
Provvede al coordinamento dell'attività di tutti i COL di competenza, al controllo ed alla gestione dell'intervento e delle risorse a livello provinciale, al collegamento operativo con il COR.
E' una struttura costituita a livello regionale nell'ambito del sistema integrato di lotta agli incendi boschivi;
E' una struttura di supporto ad ogni attività di p.c.;
Fa parte del servizio emergenze del Dipartimento Centro Situazioni della p.c. e funziona ininterrottamente per qualsiasi evenienza o segnale d'emergenza;
E’ il centro nazionale che raccoglie e valuta informazioni e notizie relative a qualsiasi evento che possa determinare l’attivazione di strutture operative di protezione civile. In situazioni d’emergenza si attiva come Sala Operativa a livello nazionale.
Modello elaborato dal Centro Studi CESAR, che costituisce il primo progetto elaborato con il coinvolgimento di soggetti privati e che disegna nel suo complesso, un nuovo "modello integrato di protezione civile"
Dà altresì indicazioni per la costituzione del CCS suggerendone l'articolazione ritenuta più adatta all'emergenza da fronteggiare.
Comitato direttivo dell'Agenzia di protezione civile
E' organo dell'Agenzia;
Esso è composto dal direttore dell'Agenzia che lo presiede e da quattro dirigenti dei principali settori d'attività, di cui un nominato su designazione della Conferenza Unificata Stato regioni città ed autonomie locali.
Composto dai rappresentanti delle organizzazioni maggiormente rappresentative a livello nazionale; i riferimenti normativi sono: l’ordinanza n°234/FPC/ZA del 5/6/1984, n° 1676/FPC del 30/3/1989, D.P.C.M 15/10/1993 n° 648, D.P.C.M 16/10/1995 n° 2618, D.P.C.M 126/07/1993 n° 484. I compiti di suddetto comitato sono la consulenza al Ministro o al Sottosegretario per il coordinamento della protezione civile per l’attività di prevenzione e soccorso prestata dai gruppi associati di volontariato.
Opera presso l'Agenzia di protezione civile assicurando la direzione unitaria ed il coordinamento delle attività in emergenza, stabilendo gli interventi di tutte le amministrazioni ed enti interessati al soccorso:
· Esamina i piani di emergenza;
· Valuta le notizie, i dati e le richieste provenienti dalle zone interessate all’emergenza;
· Coordina in un quadro unitario gli interventi di tutte le amministrazioni ed enti interessati al soccorso;
· Promuove l’applicazione delle direttive emanate in relazione alle esigenze prioritarie dalle zone interessate dall’emergenza.
E' presieduto dal direttore dell'Agenzia e composto dal coordinatore dell’ufficio emergenze e da rappresentanti miniti di poteri decisionali delle componenti del servizio nazionale della protezione civile.
Comitato Operativo per l'emergenza (EMERCOM)
E' un organo collegiale interdisciplinare che affronta problemi organizzativi e si riunisce in sede operativa presso il Dipartimento della p.c. in occasione delle emergenze.
E' istituito in ogni capoluogo di provincia, presieduto dal presidente dell'amministrazione provinciale o da un suo delegato;
E’ istituito affinché la regione se n'avvalga per assicurare lo svolgimento delle attività in materia di p.c..
E' un organo straordinario, nominato dal Presidente del Consiglio dei Ministri ovvero dal Ministro per il coordinamento della p.c. per l'attuazione degli interventi necessari e conseguenti alla dichiarazione dello "stato d'emergenza" (eventi di tipo "c" - art. 2, L.225/92).
Prevista dagli artt. 7-9 della legge 225/92; costituita con DM 21/10/1992 ricostituita con DM 2704 del 25/10/1995. Opera presso l'Agenzia di protezione civile, del è quale organo consultivo, tecnico - scientifico e propositivo in materia di prevenzione delle varie situazioni di rischio.
E' presieduta dal Direttore dell'Agenzia, composta da un vice-presidente docente universitario esperto in problemi di protezione civile e tre esperti nei vari settori di rischio e tre esperti nominati dalla conferenza Stato – Regioni.
Sono le amministrazioni dello Stato, le regioni, le province, i comuni e le comunità montane che, secondo i rispettivi ordinamenti e le rispettive competenze, provvedono all'attuazione delle attività di protezione civile.
Resta componente comunque del S.N.P.C. dovendo provvedere all'attuazione delle relative attività.
All'attuazione, in ambito comunale, delle attività di previsione e degli interventi di prevenzione dei rischi, stabilite dai programmi e piani regionali;
All'adozione di tutti i provvedimenti, compresi quelli relativi alla preparazione all'emergenza, necessari ad assicurare i primi soccorsi in caso d'eventi calamitosi in ambito comunale;
Alla predisposizione dei piani comunali e/o intercomunali d'emergenza, anche nelle forme associative e di cooperazione previste dal decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e, in ambito montano, tramite le comunità montane, e alla cura della loro attuazione, sulla base degli indirizzi regionali;
All'attivazione dei primi soccorsi alla popolazione e degli interventi urgenti necessari a fronteggiare l'emergenza;
Alla vigilanza sull'attuazione, da parte delle strutture locali di protezione civile, dei servizi urgenti;
E' una componente del S.N.P.C. e provvede in base al proprio ordinamento ed in funzione delle proprie competenze all'attuazione delle attività di p.c..
E' un organo collegiale costituzionale complesso costituito dal Presidente del Consiglio e da tutti i Ministri;
Rappresenta il potere esecutivo che formula ed attua l'indirizzo politico è responsabile nei confronti del Parlamento di cui deve godere la fiducia.
E' competente, su proposta del Presidente del Consiglio o per sua delega, del Ministro per il coordinamento della p.c. a deliberare lo stato d'emergenza, determinandone durata ed estensione territoriale ed a revocarlo al venire meno dei relativi presupposti.
Previsto dall’art. 7 della legge 225/92, dal regolamentato con DPR 30/1/1993 n° 50, istituito con DPCM 16/4/1993; è il massimo organo con valenza politico-programmatica nel settore della protezione civile. Elabora i criteri di massima in ordine ai programmi di prevenzione e prevenzione delle calamità, ai piani di emergenza, all’impiego coordinato delle componenti di protezione civile, all’elaborazione di norme di protezione civile. Il Consiglio è presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri o suo delegato, è composto da nove monistri, dai presidenti delle giunte regionali e delle provincie autonome di Trento e Bolzano, dai rappresentanti dell’ANCI, dell’UPI, dell’UNCEM, dai presidenti della CRI e del comitato nazionale di volontariato nonché da esperti.
Venne istituito con legge 27 dicembre 1941, n. 1570 e posto alle dipendenze del Ministero dell'Interno presso di cui vi è la direzione generale della p.c. e dei servizi antincendi.
Nell'ambito delle strutture operative nazionali del servizio della p.c. è componente fondamentale.
Per le attività di protezione civile, dipende funzionalmente dall'Agenzia.
Dichiarazione dello stato d'emergenza
Interviene successivamente alla deliberazione dello stato d'emergenza da parte del Governo, con provvedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri.
E' il complesso delle attività rivolte a garantire la continuità, a livello centrale e periferico, dell'azione di governo, a salvaguardare e mobilitare l'apparato finanziario, economico - produttivo e logistico della Nazione, ad assicurare la protezione e la capacità di resistenza della popolazione, a dare sostegno alla difesa militare;
E', il complesso delle predisposizioni, misure ed azioni, militari e civili, che consentono alla Nazione di prevenire e fronteggiare situazioni di crisi e d'emergenza, interne ed internazionali, nonché di conflitto armato.
Venne istituito nel 1982, nell'ambito della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è stata l'organizzazione amministrativa di cui si avvalsa il Capo del Governo o per sua delega, il Ministro per il coordinamento della p.c. per lo svolgimento dell'attività richiesta dall'esercizio della funzione di p.c..
Predisponeva, sulla base degli indirizzi approvati dal Consiglio dei Ministri ed in conformità ai criteri determinati dal Consiglio Nazionale della p.c. (oggi soppresso per effetti dell'art. 87 del D.lgs. 30 luglio 1999, n. 300), i programmi nazionali di previsione e prevenzione in relazione alle varie ipotesi di rischio, i programmi nazionali di soccorso ed i piani per l'attuazione delle conseguenti misure d'emergenza.
Le sue funzioni ed i suoi compiti tecnico - operativi e scientifici in materia di p.c. sono stati trasferiti all'Agenzia di p.c..
Presiede il Comitato direttivo dell'Agenzia, la Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi ed il Comitato operativo della protezione civile.
Rappresenta l’organo di coordinamento Nazionale delle strutture di Protezione Civile nell’area colpita. Viene attivato dal Dipartimento della Protezione Civile e/o Agenzia di Protezione Civile in seguito alla dichiarazione dello stato d’emergenza. S'insedia in caso di macroemergenza, è deputata all'esercizio sul luogo dell'evento calamitoso del coordinamento nazionale
Trovasi presso il Ministero dell'Interno ed ha inglobato il Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Alla redazione dei piani d'emergenza;
Alla tutela ecologica e dell'ambiente;
All'unità di soccorso;
Ricoveri e sistemi d'allarme;
Le sue funzioni ed i suoi compiti tecnico - operativi e scientifici, in materia di p.c., sono stati trasferiti all'Agenzia di p.c..
E' una disciplina che si occupa prevalentemente della pianificazione delle emergenze provocate da calamità naturali od antropiche.
Disaster Manager e/o Coordinatore d'emergenza
E' un esperto "direttore delle emergenze" o coordinatore delle emergenze, deputato alla gestione delle crisi da calamità, cui provvede coordinando i soccorsi direttamente o fornendo una consulenza in tempo reale alle autorità chiamate all'intervento.
E' un professionista in grado di coordinare tutti i gruppi di volontariato e i corpi dello Stato impegnati in attività di soccorso.
Effetto dannoso che interessa più persone e deriva da un evento di non comune gravità, idoneo a costituire pericolo per l'incolumità pubblica, ma non danno rilevante o morte o lesione di persone, suscitando pubblica commozione.
E' istituito presso il Dipartimento della p.c. per consentire al Ministro di avvalersi delle prestazioni di uno o più gruppi associati all'attività di previsione, prevenzione (formazione, addestramento ed esercitazioni) e soccorso.
Ogni attività di soccorso posta in essere al verificarsi d'eventi calamitosi e finalizzata al loro contenimento.
Lo stato d'emergenza è deliberato dal Consiglio dei Ministri che ne determina durata ed estensione territoriale.
Sono organizzate da organi responsabili del servizio nazionale della protezione civile, possono essere di livello nazionale, regionale, provinciale e comunale. Sono disposte dal Presidente del Consiglio dei Ministri o per sua delega dal Ministro per il coordinamento della p.c. d'intesa con il Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, al fine di consentire verifiche dell'efficienza dei programmi nazionali di previsione e prevenzione in relazione alle varie ipotesi di rischio, dei programmi nazionali di soccorso, e dei piani per l'attuazione delle conseguenti misure d'emergenza.
Fenomeno d'origine naturale o antropica in grado di arrecare danno alla popolazione, alle attività, alle strutture e infrastrutture, al territorio.
Gli eventi, ai fini dell'attività di protezione civile, si distinguono in:
Eventi naturali o connessi con l'attività dell'uomo che per loro natura ed estensione comportano l'intervento coordinato di più enti e amministrazioni competenti in via ordinaria;
Rappresenta l'evento, in tutte le sue caratteristiche (intensità, durata ecc.), che la Comunità Scientifica si aspetta possa accadere in una certa porzione di territorio, entro un determinato periodo di tempo.
Costituiscono l'organizzazione delle risposte, distinte per settori d'attività e d'intervento, che occorre dare alle diverse esigenze operative.
Per ogni funzione di supporto s'individua un responsabile che, relativamente al proprio settore, in situazione ordinaria provvede all'aggiornamento dei dati e delle procedure, in emergenza coordina gli interventi dalla Sala Operativa.
Alla quale partecipano i Gruppi di Ricerca Scientifica (Consiglio Nazionale delle Ricerche), l'Istituto Nazionale di Geofisica, le Regioni, il Dipartimento p.c., i Servizi Tecnici Nazionali;
3) Mass media ed informazione; (si troverà sempre all'esterno della sala operativa)
Alla quale partecipano il C.A.P.I. /Ministero dell'interno, il Sistema Mercurio, le Forze Armate, la Croce Rossa Italiana, le Aziende Pubbliche e Private ed il Volontariato;
Alla quale partecipano le Ferrovie dello Stato S.p.A., il trasporto gommato, marittimo, aereo, l'ANAS, la Soc. autostrade, le province, i comuni e l'ACI;
Alla quale partecipano la Telecom e le altre aziende di telefonia fissa e mobile, il Ministero delle Poste, Immarsat, Cospas/Sarsat, i Radioamatori e C.B.;
Alla quale partecipano l'ENEL, la SNAM, le Società del gas, le Società distributrici dell'acqua, le Aziende Municipalizzate, il Sistema Bancario, la distribuzione del carburante;
Alla quale partecipano il Dipartimento di p.c., i Vigili del Fuoco, le Forze Armate, la Croce Rossa Italiana, i Carabinieri, la Guardia di Finanza, il Corpo Forestale dello Stato, i Corpi di Polizia, il Volontariato, il Corpo Nazionale di Soccorso Alpino (Club Alpino Italiano);
Alla quale partecipano le Forze Armate, il Ministero dell'Interno, la Croce Rossa Italiana, il Volontariato, le Regioni, le Province ed i Comuni;
Effettua il collegamento con i Centri Operativi Misti, gestisce le risorse e si occupa dell'informatizzazione;
Indicatore d'evento
E' l'insieme dei fenomeni precursori e dei dati di monitoraggio che permettono di prevedere il possibile verificarsi di un evento.
Si ha quando effetti dannosi derivanti dall'evento grave investono singoli individui, nella loro vita o nelle loro capacità.
(Parte B del Piano secondo il metodo Augustus): individuano gli obiettivi da conseguire per dare un’adeguata risposta di protezione civile ad una qualsiasi situazione d’emergenza e le competenze dei soggetti che vi partecipano.
Scandiscono i momenti che precedono il possibile verificarsi di un evento e sono legati alla valutazione d'alcuni fenomeni precursori o, in alcuni casi, a valori soglia.
Viene attivato quando è presente una situazione di maxiemergenza. Il dispositivo d’intervento più appropriato viene inviato sul posto e vengono attivate le procedure per la richiesta ed il coordinamento di risorse aggiuntive anche sovraterritoriali.
E' quell'evento naturale o connesso con l'attività dell'uomo, che per natura ed estensione, comporta l'intervento coordinato di più enti od amministrazioni competenti in via ordinaria e che non necessita per essere fronteggiato, di mezzi e poteri straordinari (legge n.225/92 art. 2 lett. b).
Il metodo Augustus consiste in linee guida per la pianificazione d'emergenza, utilizzate per uniformare gli indirizzi, i protocolli ed i termini, tali da rendere più efficaci i soccorsi che si pongono in essere in un sistema complesso.
Deriva la denominazione dall'imperatore Ottaviano Augusto che, duemila anni fa, ebbe ad affermare che "il valore della pianificazione diminuisce con la complessità dello stato delle cose", una frase che raccoglieva una visione del mondo unitaria fra il percorso della natura e la gestione della cosa pubblica;
In buona sostanza, Augusto coglieva pienamente l'essenza della moderna pianificazione d'emergenza che s'impernia proprio su concetti come semplicità e flessibilità.
E’ un sistema concepito di recente (1999) che si propone come obiettivo principale quello di dare impulso all’integrazione del sistema di protezione civile, soprattutto attraverso il necessario coinvolgimento del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco nella decisiva attività di programmazione e pianificazione.
E' quell'evento naturale o connesso con l'attività dell'uomo, che riguarda una parte limitata del territorio comunale e che può essere fronteggiata mediante interventi attuabili dai singoli enti ed amministrazioni competenti in via ordinaria (legge n. 225/92 art.2 lett. a).
Esercita il potere d'indirizzo sull'attività dell'Agenzia che è sottoposta alla vigilanza del medesimo.
Propone al Consiglio dei Ministri le nomine del Direttore e del Comitato direttivo dell'Agenzia.
Il Ministro dell'Interno si avvale dell'Agenzia:
Per le attività di cui all'articolo 107, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Per la predisposizione di provvedimenti normativi in materia di protezione civile e nelle materie di cui al comma 1° dell'art. 81 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300.
E' solitamente un ministro senza portafoglio posto a capo del Dipartimento della p.c., ma non si esclude che la relativa delega da parte del Capo del Governo, possa andare ad un sottosegretario o ad un Ministro già a capo di un dicastero.
Consiste nell'assegnazione delle responsabilità nei vari livelli di comando e controllo per la gestione delle emergenze, nella realizzazione del costante scambio d'informazioni nel sistema centrale e periferico di protezione civile, nell'utilizzazione delle risorse in maniera razionale.
Rappresenta il coordinamento di tutti i centri operativi dislocati sul territorio.
E' uno strumento giuridico che viene utilizzato in caso d’azioni indifferibili ed urgenti da porsi in essere anche in deroga a norme di legge, ma nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico. Ove emanata per l'attuazione degli interventi conseguenti alla dichiarazione dello stato d’emergenza, è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e trasmessa ai Sindaci interessati per la pubblicazione negli Albi Pretori dei Comuni.
E' data dall’imprevedibilità e dall'indomabilità da parte dell'uomo dell'evento calamitoso ipotizzato. E' la probabilità che un fenomeno di una determinata intensità (I) si verifichi in un dato periodo di tempo ed in una data area
L’attività di pianificazione consiste nell’elaborazione coordinata delle procedure operative d’intervento da attuarsi nel caso si verifichi l’evento atteso contemplato in un apposito scenario. I piani d’emergenza devono recepire i programmi di previsione e prevenzione.
E' redatto a cura dei comuni allo scopo di gestire adeguatamente l'emergenza ipotizzata per il territorio considerato in relazione ai vari scenari; questi ultimi dovrebbero essere ricavati dai rischi considerati nell'ambito dei pertinenti programmi di previsione e prevenzione di livello provinciale e regionale.
E' lo strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo mediante il quale sono pianificate e programmate le azioni e le norme d'uso finalizzate alla conservazione, alla difesa ed alla valorizzazione del suolo, all'utilizzazione delle acque, sulla base delle caratteristiche fisiche ed ambientali del territorio.
E' predisposto e curato dal prefetto per tutto il territorio della provincia di competenza, sulla base del programma provinciale di previsione e prevenzione.
Si realizza attraverso l'attivazione di un ufficio competente in relazione al tipo d’evento calamitoso, per fornire tutte le indicazioni e valutazioni di carattere tecnico, necessarie a seguire l'insorgere e l'evolversi del fenomeno che interessa la p.c. .
E' autorità di livello provinciale in emergenze di p.c.; al verificarsi d’eventi calamitosi rilevanti o gravi: informa il Dipartimento della protezione civile, il presidente della giunta regionale e la direzione generale della protezione civile e dei servizi antincendio del Ministero dell'interno; assume la direzione unitaria dei servizi d’emergenza da attivare a livello provinciale, coordinandoli con gli interventi dei sindaci dei comuni interessati; adotta tutti i provvedimenti necessari ad assicurare i primi soccorsi; vigila sull'attuazione, da parte delle strutture provinciali di p.c., dei servizi urgenti, anche di natura tecnica. A seguito della dichiarazione dello stato d’emergenza, opera quale delegato del Presidente del Consiglio dei Ministri. E' preposto all'ufficio territoriale del Governo ed è coadiuvato da una conferenza permanente, presieduta dal medesimo e composta dai responsabili delle strutture periferiche dello Stato; nella prefettura capoluogo di regione, assume anche le funzioni di Commissario di Governo.
Nominato con decreto del Presidente della Repubblica è Capo del Governo ed ha poteri di direzione e vigilanza sui singoli Ministri; per il conseguimento delle finalità del S.N.P.C., promuove e coordina le attività delle amministrazioni dello Stato, centrali c periferiche delle regioni, delle province, dei comuni, degli enti pubblici nazionali e territoriali e d’ogni altra istituzione ed organizzazione pubblica e privata presente sul territorio nazionale; per lo svolgimento di dette finalità si avvale del Dipartimento della p.c.. Al fine di consentire opportune verifiche dell’efficienza dei programmi e dei piani nazionali, dispone l'esecuzione di periodiche esercitazioni, promuove, d'intesa con il Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, studi sulla previsione e prevenzione delle calamità naturali e delle catastrofi ed impartisce indirizzi ed orientamenti per l'organizzazione e l'utilizzazione del volontariato.
Consiste nelle attività volte ad evitare o ridurre al minimo la probabilità che si verifichino danni conseguenti agli eventi calamitosi anche sulla base delle conoscenze acquisite per effetto delle attività di previsione. E' la seconda attività di p.c. .
Consiste nelle attività dirette allo studio ed alla determinazione delle cause dei fenomeni calamitosi, all’identificazione dei rischi ed all’individuazione delle zone del territorio soggette ai rischi stessi. E' la prima attività di p.c. .
E' una sequenza d’attività scaturente dall'attribuzione di compiti ad autorità, enti, soggetti, gruppi od organizzazioni, deputati a porli in essere in caso d’emergenza, osservando i tempi assegnati.
E' redatto a cura delle amministrazioni provinciali partendo dalla ricognizione delle problematiche afferenti il territorio provinciale e prevedendo l'individuazione delle possibili soluzioni alle prefigurate calamità, con specifico riferimento ai tempi ed alle risorse disponibili; Rappresenta il punto di riferimento per la determinazione delle priorità e delle gradualità temporali in attuazione degli interventi di p.c., in funzione della pericolosità dell'evento calamitoso, della vulnerabilità del territorio, nonché delle disponibilità finanziarie.
L'attività di programmazione è afferente alla fase di previsione dell'evento, intesa come conoscenza tecnico scientifica dei rischi che insistono sul territorio, nonché alla fase della prevenzione intesa come attività destinata alla mitigazione dei rischi stessi. Il risultato dell'attività di programmazione sono i programmi di previsione e prevenzione che costituiscono il presupposto per la pianificazione d'emergenza.
Politica dei pubblici poteri finalizzata alla tutela dell'integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e dell'ambiente, dai danni o dal pericolo di danni, derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi.
Ente locale territoriale che rileva nella protezione civile quale componente del Servizio nazionale, partecipando all'organizzazione ed attuazione del medesimo ed assicurando lo svolgimento dei compiti relativi alla rilevazione, alla raccolta ed all’elaborazione dei dati interessanti la p.c.; predispone il programma provinciale di previsione e prevenzione ed il piano d’emergenza. Sono attribuite alle province le funzioni relative:
3) alla vigilanza sulla predisposizione da parte delle strutture provinciali di protezione civile, dei servizi urgenti, anche di natura tecnica, da attivare in caso d’eventi calamitosi di cui all'articolo 2, comma 1, lettera b) della legge 24 febbraio 1992, n. 225.
E' un elaborato trasmesso dalle aziende industriali a rischio, alla regione nel cui territorio l'opificio ricade, affinché si provveda alla vigilanza sullo svolgimento dell'attività ed al prefetto competente, per la predisposizione del piano d’emergenza esterna all'impianto (da redigersi sulla base delle conclusioni dei ministri dell'ambiente e della sanità) per l'opportuna informazione da dare alla popolazione, attraverso il sindaco.
Ente locale territoriale costituzionale; partecipa all'organizzazione ed all'attuazione delle attività di p.c., assicurando, nei limiti delle competenze proprie o delegate dallo Stato e nel rispetto dei principi stabiliti dalla legge n.225/92, lo svolgimento delle attività di p.c.; provvede all'ordinamento degli uffici ed all'approntamento delle strutture e dei mezzi necessari per l'espletamento delle attività di p.c., avvalendosi di un apposito Comitato Regionale di p.c.. Favorisce nei modi e con le forme ritenuti opportuni, l'organizzazione di strutture comunali di p.c. . Sono attribuite alle regioni le funzioni relative:
2) all'attuazione d’interventi urgenti in caso di crisi determinata dal verificarsi o dall'imminenza d’eventi di cui all'articolo 2, comma 1, lettera b), della legge 24 febbraio 1992, n. 225, avvalendosi anche del Corpo nazionale dei vigili del fuoco;
3) agli indirizzi per la predisposizione dei piani provinciali d’emergenza in caso d’eventi calamitosi di cui all'articolo 2, comma 1, lettera b), della legge n. 225 del 1992;
6) alla dichiarazione dell'esistenza d’eccezionale calamità o avversità atmosferica, ivi compresa l'individuazione dei territori danneggiati e delle provvidenze di cui alla legge 14 febbraio 1992, n. 185;
Disciplina il sistema d’ispezioni sugli atti e di verifiche delle procedure poste in essere per l'attuazione delle attività amministrative relative agli interventi d’emergenza. E' stato emanato con DPR 30 gennaio 1993, n. 51.
E' un piano d’emergenza redatto per soccorrere popolazioni e realtà esterne al territorio di competenza.
E’ il valore atteso delle perdite umane, dei feriti, dei danni alle proprietà e delle perturbazioni alle attività economiche dovuti al verificarsi di un particolare fenomeno di una data intensità. Il rischio totale è associato ad un particolare elemento a rischio E e ad una data intensità I è il prodotto: R (E;I) = H (I) V (I;E) W(E).
E' un gioco in cui si simula uno scenario calamitoso ipotetico in un dato territorio; i partecipanti devono assumere un ruolo ed una nuova identità ed agire in modo conseguente, come meglio possono.
Effetto dannoso che pregiudica parzialmente o totalmente una costruzione, senza incidere su persone, altrimenti sarebbe un "disastro".
E' istituito su base provinciale presso ogni prefettura per iscrivervi nominativamente cittadini volontari che chiedano di essere inseriti in interventi di p.c. .
E' un piano di autoprotezione che tiene conto delle difficoltà di attivazione della macchina dei soccorsi coinvolgendo unità colpite dall'evento medesimo.
Istituiti nell'ambito della Presidenza del Consiglio dei Ministri in apposito dipartimento, i servizi tecnici nazionali erano quattro: sismico, idrografico e mareografico, geologico, dighe. Le funzioni ed i compiti tecnico-operativi e scientifici in materia di p.c. del servizio sismico nazionale, sono stati trasferiti all'Agenzia di p.c., mentre gli altri sono stati soppressi e le loro attribuzioni sono transitate all'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici.
Istituito al fine di tutelare l’integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l'ambiente da danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi.
E' autorità comunale di p.c.; al verificarsi dell'emergenza nell'ambito del territorio comunale assume la direzione ed il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione colpita e provvede agli interventi necessari, dandone immediata comunicazione al prefetto ed al presidente della giunta regionale. Chiede l'intervento di altre forze e strutture quando la calamità o l'evento non possono essere fronteggiati con i mezzi a disposizione del comune. In caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale, le ordinanze sono adottate dal Sindaco quale rappresentante della comunità locale. In caso di emergenza che interessi il territorio di più comuni, ogni Sindaco adotta le misure necessarie fino a quando non intervengano i soggetti competenti. Ha inoltre competenze in materia di informazione della popolazione su situazioni di pericolo per calamità naturali.
Termine genericamente usato per indicare un incidente.
E' una raccolta di dati conoscitivi di strutture e mezzi pubblici e privati, operata sul territorio dalle prefetture tramite i comuni e rimessa poi dalle stesse al superiore Ministero dell'interno che lo detiene e ne promuove periodicamente l'aggiornamento.
Consiste nell'attuazione degli interventi diretti ad assicurare alle popolazioni colpite dagli eventi calamitosi ogni forma di prima assistenza. E' la terza attività di p.c. .
E' deliberato dal Consiglio dei Ministri su proposta del suo Presidente o del Ministro per il coordinamento della p.c. o del Sottosegretario a seguito del verificarsi di calamità naturali, catastrofi od altri eventi che per intensità ed estensione debbono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari. Attraverso l’emanazione di provvedimenti (ordinanze). Sotto il profilo giuridico la dichiarazione dello stato di emergenza è regolata dall’art. 5 L. 225/92. Tale stato prevede talvolta la nomina di un Commissario delegato con potere di ordinanza. E’ una situazione di grave/gravissima crisi al verificarsi di eventi di tipo "c" (art. 2, L.225/92).
E’ una struttura operativa finalizzata all’organizzazione locale dei servizi di protezione civile nell’ambito di un comune o di più comuni tra loro consorziati o di comunità montane. E' un ufficio di coordinamento capace di coinvolgere l'intero organico comunale o parte di esso, sia in attività poste in essere a scopo preventivo, sia in attività di soccorso; rientra nel potere di autorganizzazione dell'ente locale cui è riconosciuta una potestà statutaria ed una regolamentare verso i propri uffici in modo da rispondere alle esigenze della comunità, ivi comprese quelle di tutela da eventi calamitosi.
Consiste nell'attuazione, coordinata con gli organi istituzionali competenti, delle iniziative necessarie ed indilazionabili volte a rimuovere gli ostacoli alla ripresa delle normali condizioni di vita. E' la quarta attività di p.c. .
Consiste nel selezionare un gruppo di esperti in varie discipline che sono di volta in volta consultati separatamente sulla credibilità di scenari ad essi prospettati e sulle eventuali modifiche da apportare al piano sottoposto al loro vaglio.
E' una tecnica organizzativa utilizzata in medicina dei disastri, nata per ottimizzare le operazioni di carattere sanitario. Il termine e di derivazione francese e si traduce "scelta". Processo di suddivisione dei pazienti in classi di gravità in base alle lesioni riportate ed alle priorità di trattamento e/o di evacuazione.
E' costituito da cittadini che sono dediti a prestazioni aliene e gratuite e che in genere si organizzano in associazioni.
E' data dal carente dominio degli eventi che alterano il raggiunto equilibrio del sistema socio – ambientale - territoriale.