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Timestamp: 2019-10-14 14:15:19+00:00
Document Index: 86072982

Matched Legal Cases: ['art. 2486', 'art. 378', 'art. 255', 'art. 2476', 'art. 2477', 'art. 2477', 'art. 2409', 'art. 380', 'art. 2484', 'art. 2083', 'art. 2221', 'art. 1', 'art. 384', 'art. 2221', 'art. 2083']

Le novità in materia di diritto societario varate in sede di adozione del "Codice della crisi di impresa e dell'insolvenza" - Insolvency/Bankruptcy - Italy
Italy: Le novità in materia di diritto societario varate in sede di adozione del "Codice della crisi di impresa e dell'insolvenza"
Article by Alessandro De Nicola and Federico Urbani
Il Governo ha recentemente approvato, in esame definitivo, il testo del Decreto Legislativo che introduce il nuovo "Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza" (di seguito, il "Codice"), in attuazione della Legge 19 ottobre 2017, n. 155, recante delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell'insolvenza (di seguito, la "Legge Delega")1.
Come affermato dal Governo2, il Codice "ha l'obiettivo di riformare in modo organico la disciplina delle procedure concorsuali, con due principali finalità: consentire una diagnosi precoce dello stato di difficoltà delle imprese e salvaguardare la capacità imprenditoriale di coloro che vanno incontro a un fallimento di impresa dovuto a particolari contingenze"3.
Passiamo dunque all'analisi delle principali novità in materia di diritto societario varate in sede di adozione del Codice, comparando le stesse con i principi legislativi contenuti nella Legge Delega (e già oggetto di un nostro intervento4).
La Legge Delega chiamava il Governo a determinare i "criteri di quantificazione del danno risarcibile nell'azione di responsabilità promossa contro l'organo di amministrazione della società fondata sulla violazione di quanto previsto dall'articolo 2486", così da porre fine al dibattito dottrinale e giurisprudenziale circa la corretta determinazione del quantum risarcibile in caso di illecita prosecuzione dell'attività d'impresa a seguito del verificarsi di una causa di scioglimento, con danno all'integrità e al valore del patrimonio sociale5. Codice della crisi di impresa e dell'insolvenza
In materia di "responsabilità da illecita prosecuzione dell'attività d'impresa" a seguito del verificarsi di una causa di scioglimento, ai sensi dell'art. 2486 c.c. – ossia con riferimento alla responsabilità degli amministratori per (illecita) prosecuzione della gestione sociale con fini diversi rispetto a quello della mera conservazione dell'integrità e del valore del patrimonio sociale)6 – la delega è stata esercitata da parte del Governo, con il disposto dell'art. 378, comma 2, del Codice ("Responsabilità degli amministratori").
La Legge Delega prevedeva "l'abrogazione dell'articolo 2394-bis", ove si sancisce che "in caso di fallimento, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria le azioni di responsabilità previste dai precedenti articoli spettano al curatore del fallimento, al commissario liquidatore e al commissario straordinario", al contempo riorganizzando l'articolata materia delle azioni di responsabilità esercitabili da parte della curatela fallimentare, con il fine di razionalizzare la disciplina in un gruppo compatto di disposizioni, così da consentire agli operatori maggiore certezza e un più chiaro coordinamento normativo7. Codice della crisi di impresa e dell'insolvenza
Dall'altro, l'art. 255 ("Azioni di responsabilità ") del Codice prevede che: "il curatore, autorizzato ai sensi dell'articolo 128, comma 2, può promuovere o proseguire, anche separatamente:
La Legge Delega prevedeva un intervento del legislatore delegato al fine di confermare "l'applicabilità dell'articolo 2394 [in materia di azione di responsabilità dei creditori] alle società a responsabilità limitata", non richiamato dall'art. 2476 c.c. (come sostenuto, peraltro, da parte di Cass. Civ., Sez. I, 21 luglio 2010, n. 17121). Codice della crisi di impresa e dell'insolvenza
In particolare, si prevedeva che tale nomina fosse obbligatoria – ferme restando le ipotesi di obbligo di redazione del bilancio consolidato e/o di controllo di una società a sua volta obbligata alla revisione legale dei conti – nel caso in cui per due esercizi consecutivi la società avesse superato almeno una delle soglie dimensionali puntualmente individuate dalla Legge Delega8, riducendo quelle vigenti e, per l'effetto, ampliando il novero di entità cui sarebbe stata richiesta la nomina dell'organo di controllo o del revisore. Codice della crisi di impresa e dell'insolvenza
dipendenti occupati in media durante l'esercizio: 10 unità ".
Inoltre, la Legge Delega prevedeva che il Governo disponesse che l'inerzia dei soci – nel caso di mancata nomina dell'organo di controllo o del revisore nei casi previsti come obbligatori dalla legge – potesse essere superata da una nomina giudiziale (da parte del Tribunale), oltre che su richiesta di ogni interessato, anche su segnalazione del Conservatore del Registro delle Imprese. La delega è stata esercitata da parte del Governo, infatti l'art. 2477, ultimo comma, c.c. ora prevede che "se l'assemblea non provvede, alla nomina provvede il tribunale su richiesta di qualsiasi soggetto interessato o su segnalazione del conservatore del registro delle imprese".
L'art. 2477, comma 4, c.c. prevede che "nel caso di nomina di un organo di controllo, anche monocratico, si applicano le disposizioni sul collegio sindacale previste per le società per azioni". A questo proposito, si è sviluppato un acceso dibattito dottrinale e giurisprudenziale riguardante l'applicabilità alle società a responsabilità limitata dotate (obbligatoriamente o volontariamente) di organo di controllo della norma di cui all'art. 2409 c.c., disciplinante la denunzia al Tribunale da parte del collegio sindacale nel caso in cui vi sia fondato sospetto di gravi irregolarità nella gestione, da parte degli amministratori, con possibile danno per la società9.
La Legge Delega rimetteva al Governo l'adozione di una apposita previsione normativa che estenda "l'applicabilità delle disposizioni dell'articolo 2409 alle società a responsabilità limitata, anche prive di organo di controllo", offrendo un ulteriore strumento di tutela per i soci e i creditori delle società a responsabilità limitata. Codice della crisi di impresa e dell'insolvenza
potessero essere sospesi in forza delle misure protettive previste nell'ambito delle procedure di allerta e di composizione assistita della crisi, degli accordi di ristrutturazione dei debiti e di regolazione concordata preventiva della crisi. Codice della crisi di impresa e dell'insolvenza
La delega è stata esercitata da parte del Governo, con il disposto dell'art. 380 del Codice ("Cause di scioglimento delle società di capitali"), il quale introduce il seguente nuovo ultimo punto all'art. 2484, comma 1, c.c.: "Le società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata si sciolgono [...] per l'apertura della procedura di liquidazione giudiziale e della liquidazione controllata".
la categoria degli imprenditori non fallibili ha sino a ora ricompreso sia i "piccoli imprenditori" di cui all'art. 2083 c.c. – per disposto dell'art. 2221 c.c., ad avviso del quale "gli imprenditori che esercitano un'attività commerciale, esclusi gli enti pubblici e i piccoli imprenditori, sono soggetti, in caso d'insolvenza, alle procedure del fallimento e del concordato preventivo, salve le disposizioni delle leggi speciali" –, sia i "piccoli imprenditori" di cui all'art. 1, comma 2, l.f. La concorrenza di tali distinti criteri di esclusione dall'applicazione della disciplina sul fallimento ha suscitato dubbi fra gli interpreti (se tali criteri fossero in effetti distinti oppure se risultasse applicabile esclusivamente il secondo). L'art. 384 del Codice ("Abrogazioni di disposizioni del codice civile") dispone che l'art. 2221 c.c. sia abrogato, così privando i "piccoli imprenditori" di cui all'art. 2083 c.c. del beneficio di non fallibilità .