Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/decreto-presidente-repubblica-26-ottobre-1972-n-633-art-51-70.html
Timestamp: 2016-12-07 22:16:05+00:00
Document Index: 48518894

Matched Legal Cases: ['art. 52', 'art. 52', 'art. 63', 'art. 52', 'art. 52', 'art. 53', 'art. 51', 'art. 19', 'art. 28', 'art. 54', 'art. 52', 'art. 2214', 'art. 54', 'art.\n54', 'art. 55', 'art. 54', 'art. 55', 'art. 54', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 56', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'sentenza ', 'art. 56', 'art. 2778', 'art. 66', 'art. 2778', 'art. 2780', 'art. 346', 'art. 46', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 68', 'art. 209', 'art. 8', 'art.\n46']

Decreto Presidente Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 - Art. 51-70
articoli 51-70
<-- 1-20 21-50 --> 71-94 Tabelle
Art. 51 - Attribuzioni e poteri degli uffici
Gli uffici dell'imposta sul valore aggiunto controllano
le dichiarazioni presentate e i versamenti eseguiti dai contribuenti, ne
rilevano l'eventuale omissione e provvedono all'accertamento e alla riscossione
delle imposte o maggiori imposte dovute; vigilano sull'osservanza degli obblighi
relativi alla fatturazione e registrazione delle operazioni e alla tenuta della
contabilità e degli altri obblighi stabiliti dal presente decreto; provvedono
alla irrogazione delle pene pecuniarie e delle soprattasse e alla presentazione
del rapporto all'autorità giudiziaria per le violazioni sanzionate penalmente.
Il controllo delle dichiarazioni presentate e l'individuazione dei soggetti che
ne hanno omesso la presentazione sono effettuati sulla base di criteri selettivi
fissati annualmente dal Ministro delle finanze che tengano anche conto della
capacità operativa degli uffici stessi. I criteri
selettivi per lattività di accertamento di cui al periodo precedente,
compresa quella a mezzo di studi di settore, sono rivolti prioritariamente nei
confronti dei soggetti diversi dalle imprese manifatturiere che svolgono la loro
attività in conto terzi per altre imprese in misura non inferiore al 90 per
1) procedere all'esecuzione di accessi, ispezioni e
verifiche ai sensi dell'art. 52;
2) invitare i soggetti che esercitano imprese, arti o
professioni, indicandone il motivo, a comparire di persona o a mezzo di
rappresentanti per esibire documenti e scritture, ad esclusione dei libri e dei
registri in corso di scritturazione, o per fornire dati, notizie e chiarimenti
rilevanti ai fini degli accertamenti nei loro confronti anche relativamente ai rapporti ed alle operazioni, i cui dati, notizie
e documenti siano stati acquisiti a norma del
numero 7) del presente comma, ovvero rilevati a norma dell'art. 52, ultimo
comma, o dell'art. 63, primo comma, o acquisiti ai sensi
dell'articolo 18, comma 3, lettera b), del decreto legislativo
26 ottobre 1995, n. 504. I dati ed elementi attinenti ai
rapporti ed alle operazioni acquisiti e rilevati rispettivamente a norma del
numero 7) e dell'articolo 52, ultimo comma, o dell'articolo 63, primo comma, o acquisiti ai sensi
26 ottobre 1995, n. 504 sono posti a base delle rettifiche e degli accertamenti previsti dagli
artt. 54 e 55 se il contribuente non dimostra che ne ha tenuto conto nelle
dichiarazioni o che non si riferiscono ad operazioni imponibili; sia le
operazioni imponibili sia gli acquisti si considerano effettuati all'aliquota in
prevalenza rispettivamente applicata o che avrebbe dovuto essere applicata. Le
richieste fatte e le risposte ricevute devono essere verbalizzate a norma del
sesto comma dell'art. 52;
3) inviare ai soggetti che esercitano imprese, arti e
professioni, con invito a restituirli compilati e firmati, questionari relativi
a dati e notizie di carattere specifico rilevanti ai fini dell'accertamento,
anche nei confronti di loro clienti e fornitori;
4) invitare qualsiasi soggetto ad esibire o
trasmettere, anche in copia fotostatica, documenti e fatture relativi a
determinate cessioni di beni o prestazioni di servizi ricevute ed a fornire ogni
informazione relativa alle operazioni stesse;
5) richiedere agli organi e alle Amministrazioni dello
Stato, agli enti pubblici non economici, alle società ed enti di assicurazione
ed alle società ed enti che effettuano istituzionalmente riscossioni e
pagamenti per conto di terzi, la comunicazione, anche in deroga a
contrarie disposizioni legislative, statutarie o regolamentari, di dati e
notizie relativi a soggetti indicati singolarmente o per categorie. Alle
società ed enti di assicurazione, per quanto riguarda i rapporti con gli
assicurati del ramo vita, possono essere richiesti dati e notizie attinenti
esclusivamente alla durata del contratto di assicurazione, all'ammontare del
premio e alla individuazione del soggetto tenuto a corrisponderlo. Le
informazioni sulla categoria devono essere fornite, a seconda della richiesta,
cumulativamente o specificamente per ogni soggetto che ne fa parte. Questa
disposizione non si applica all'Istituto centrale di statistica e agli
ispettorati del lavoro per quanto riguarda le rilevazioni loro commesse dalla
legge, e, salvo il disposto del n. 7), alle banche, alla
società Poste italiane Spa, per le attività finanziarie e creditizie, alle società ed enti di
assicurazione per le attività finanziarie, agli
intermediari finanziari, alle imprese di investimento, agli organismi di
6) richiedere copie o estratti degli atti e dei
documenti depositati presso i notai, i procuratori del registro, i conservatori
dei registri immobiliari e gli altri pubblici ufficiali;
6-bis) richiedere,
previa autorizzazione del direttore centrale dell'accertamento dell'Agenzia
delle entrate o del direttore regionale della stessa, ovvero, per il Corpo della
guardia di finanza, del comandante regionale, ai soggetti sottoposti ad
accertamento, ispezione o verifica il rilascio di una dichiarazione contenente
l'indicazione della natura, del numero e degli estremi identificativi dei
rapporti intrattenuti con le banche, la società Poste italiane Spa, gli
intermediari finanziari, le imprese di investimento, gli organismi di
investimento collettivo del risparmio, le società di gestione del risparmio e
le società fiduciarie, nazionali o stranieri, in corso ovvero estinti da non
più di cinque anni dalla data della richiesta. Il richiedente e coloro che
vengono in possesso dei dati raccolti devono assumere direttamente le cautele
necessarie alla riservatezza dei dati acquisiti;
7) richiedere, previa
autorizzazione del direttore centrale dell'accertamento dell'Agenzia delle
entrate o del direttore regionale della stessa, ovvero, per il Corpo della
guardia di finanza, del comandante regionale, alle banche, alla società Poste
italiane Spa, per le attività finanziarie e creditizie, alle società ed enti di
assicurazione per le attività finanziarie, agli intermediari
finanziari, alle imprese di investimento, agli organismi di investimento
collettivo del risparmio, alle società di gestione del risparmio e alle
società fiduciarie, dati notizie e documenti relativi a qualsiasi rapporto
intrattenuto od operazione effettuata, ivi compresi i servizi prestati, con i
loro clienti, nonché alle garanzie prestate da terzi o dagli operatori finanziari sopra indicati e le generalità dei soggetti
per i quali gli stessi operatori finanziari abbiano effettuato le suddette
operazioni e servizi o con i quali abbiano intrattenuto rapporti di natura
finanziaria. Alle società fiduciarie
di cui alla legge 23 novembre 1939, n. 1966, e a quelle iscritte nella sezione
speciale dell'albo di cui all'articolo 20 del testo unico delle disposizioni in
materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto
legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, può essere richiesto, tra l'altro,
specificando i periodi temporali di interesse, di comunicare le generalità dei
soggetti per conto dei quali esse hanno detenuto o amministrato o gestito beni,
strumenti finanziari e partecipazioni in imprese, inequivocamente individuati. La richiesta deve essere
indirizzata al responsabile della struttura accentrata, ovvero al responsabile della sede o dell'ufficio destinatario che ne dà
notizia immediata al soggetto interessato; la relativa risposta deve essere
inviata al titolare dell'ufficio procedente;
7-bis) richiedere, con modalità
stabilite con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell'economia e
delle finanze, da adottare d'intesa con l'Autorità di vigilanza in coerenza con
le regole europee e internazionali in materia di vigilanza e, comunque, previa
guardia di finanza, del comandante regionale, ad autorità ed enti, notizie,
dati, documenti e informazioni di natura creditizia, finanziaria e assicurativa,
relativi alle attività di controllo e di vigilanza svolte dagli stessi, anche
in deroga a specifiche disposizioni di legge.
Gli inviti e le richieste di cui al precedente comma
devono essere fatti a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento fissando
per l'adempimento un termine non inferiore a quindici giorni ovvero, per il caso
di cui al n. 7), non inferiore a trenta giorni. Il termine può essere
prorogato per un periodo di venti giorni su istanza dell'operatore finanziario,
per giustificati motivi, dal competente direttore centrale o direttore regionale
per l'Agenzia delle entrate, ovvero, per il Corpo della guardia di finanza, dal
comandante regionale. Si
applicano le disposizioni dell'art. 52 del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni.
Le richieste di cui al secondo comma, numero 7), nonché le relative risposte,
anche se negative, sono effettuate esclusivamente in via telematica. Con
disposizioni attuative e le modalità di trasmissione delle richieste, delle
risposte, nonché dei dati e delle notizie riguardanti i rapporti e le
operazioni indicati nel citato numero 7)
Per l'inottemperanza agli inviti di cui al secondo
comma, numeri 3) e 4), si applicano le disposizioni di cui ai commi terzo e
quarto dell'articolo 32 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre
1973, n. 600, e successive modificazioni.
[Art. 51-bis]
Gli uffici dell'imposta sul valore aggiunto possono disporre l'accesso di impiegati dell'Amministrazione finanziaria nei locali destinati all'esercizio di
attività commerciali, agricole, artistiche o professionali, nonché
in quelli utilizzati dagli enti non commerciali e da quelli che godono dei benefici di cui al decreto legislativo 4 dicembre
1997, n. 460, per procedere ad ispezioni documentali, verificazioni e ricerche e ad ogni altra rilevazione ritenuta utile per l'accertamento dell'imposta e per la repressione dell'evasione e delle altre violazioni. Gli impiegati che eseguono l'accesso devono essere muniti di apposita autorizzazione che ne indica lo scopo, rilasciata dal capo dell'ufficio da cui dipendono. Tuttavia per accedere in locali che siano adibiti anche ad abitazione
è necessaria anche l'autorizzazione del procuratore della Repubblica. In ogni caso, l'accesso nei locali destinati all'esercizio di arti e professioni
dovrà essere eseguito in presenza del titolare dello studio o di un suo delegato.
L'accesso in locali diversi da quelli indicati nel precedente comma
può essere eseguito, previa autorizzazione del procuratore della Repubblica, soltanto in caso di gravi indizi di violazioni delle norme del presente decreto, allo scopo di reperire libri, registri, documenti, scritture ed altre prove delle violazioni.
E' in ogni caso necessaria l'autorizzazione del procuratore della Repubblica o
dell'autorità' giudiziaria più vicina per procedere durante l'accesso a perquisizioni personali e all'apertura coattiva di pieghi sigillati, borse, casseforti, mobili, ripostigli e simili e per l'esame di documenti e la richiesta di notizie relativamente ai quali e' eccepito il segreto professionale ferma restando la norma di cui all'articolo 103 del codice di procedura penale.
Di ogni accesso deve essere redatto processo verbale da cui risultino le ispezioni e le rilevazioni eseguite, le richieste fatte al contribuente o a chi lo rappresenta e le risposte ricevute. Il verbale deve essere sottoscritto dal contribuente o da chi lo rappresenta ovvero indicare il motivo della mancata sottoscrizione.Il contribuente ha diritto di averne copia.
I documenti e le scritture possono essere sequestrati soltanto se non e' possibile riprodurne o farne constare il contenuto nel verbale,
nonché in caso di mancata sottoscrizione o di contestazione del contenuto del verbale. I libri e i registri non possono essere sequestrati; gli organi procedenti possono eseguirne o farne eseguire copie o estratti, possono apporre nelle parti che interessano la propria firma o sigla insieme con la data e il bollo d'ufficio e possono adottare le cautele atte ad impedire l'alterazione o la sottrazione dei libri e dei registri.
In deroga alle disposizioni del settimo comma gli impiegati che procedono all'accesso nei locali di soggetti che si avvalgono di sistemi meccanografici, elettronici e simili, hanno
facola di provvedere con mezzi propri all'elaborazione dei supporti fuori dei locali stessi qualora il contribuente non consenta l'utilizzazione dei propri impianti e del proprio personale.
Art. 53 - [Presunzioni di cessione e di acquisto]
[vedi ora D.P.R. 10 novembre 1997, n. 441, da
intendersi sostitutivo del presente articolo  n.d.r.]
L'ufficio dell'imposta sul valore aggiunto procede alla
rettifica della dichiarazione annuale presentata dal contribuente quando ritiene
che ne risulti un'imposta inferiore a quella dovuta ovvero una eccedenza
detraibile o rimborsabile superiore a quella spettante.
L'infedeltà della dichiarazione, qualora non emerga o
direttamente dal contenuto di essa o dal confronto con gli elementi di calcolo
delle liquidazioni di cui agli artt. 27 e 33 e con le precedenti dichiarazioni
annuali, deve essere accertata mediante il confronto tra gli elementi indicati
nella dichiarazione e quelli annotati nei registri di cui agli artt. 23, 24 e 25
e mediante il controllo della completezza, esattezza e veridicità delle
registrazioni sulla scorta delle fatture ed altri documenti, delle risultanze di
altre scritture contabili e degli altri dati e notizie raccolti nei modi
previsti negli artt. 51 e 51-bis. Le omissioni e le false o inesatte indicazioni
possono essere indirettamente desunte da tali risultanze, dati e notizie a norma
dell'art. 53 o anche sulla base di presunzioni semplici, purché queste siano
gravi, precise e concordanti. Per le cessioni aventi ad oggetto beni immobili e
relative pertinenze, la prova di cui al precedente periodo s'intende integrata
anche se l'esistenza delle operazioni imponibili o l'inesattezza delle
indicazioni di cui al secondo comma sono desunte sulla base del valore
normale dei predetti beni, determinato ai sensi dell'articolo 14 del presente
L'ufficio può tuttavia procedere alla rettifica
indipendentemente dalla previa ispezione della contabilità del contribuente
qualora l'esistenza di operazioni imponibili per ammontare superiore a quello
indicato nella dichiarazione, o l'inesattezza delle indicazioni relative alle
operazioni che danno diritto alla detrazione, risulti in modo certo e diretto, e
non in via presuntiva, da verbali, questionari e fatture di cui ai nn. 2), 3) e
4) dell'art. 51, dagli elenchi allegati alle dichiarazioni di altri contribuenti
o da verbali relativi ad ispezioni eseguite nei confronti di altri contribuenti,
nonché da altri atti e documenti in suo possesso.
Senza pregiudizio dell'ulteriore azione accertatrice
nei termini stabiliti dall'articolo 57, i competenti uffici dell'Agenzia delle
entrate, qualora dalle
istruttorie di cui all'articolo 51, secondo comma, numeri da 1) a 4), nonché dalle segnalazioni
effettuati dalla Direzione centrale accertamento, da una Direzione regionale
ovvero da un ufficio della medesima Agenzia ovvero di altre Agenzie fiscali, dalla Guardia di finanza o da
pubbliche amministrazioni ed enti pubblici oppure dai dati in possesso
dell'anagrafe tributaria, risultino elementi che consentono di stabilire
l'esistenza di corrispettivi o di imposta in tutto o in parte non dichiarati o di detrazioni
in tutto o in parte non spettanti, può limitarsi ad accertare, in base agli
elementi predetti, l'imposta o la maggiore imposta dovuta o il minor credito
spettante, nonché l'imposta o la
maggiore imposta non versata, escluse le ipotesi di cui all'articolo 54-bis,
anche avvalendosi delle procedure previste dal decreto legislativo 19 giugno
1997, n. 218.
Gli avvisi di accertamento parziale possono essere
notificati mediante invio di lettera raccomandata con avviso di ricevimento. La
notifica si considera avvenuta alla data indicata nell'avviso di ricevimento
sottoscritto dal destinatario ovvero da persona di famiglia o addetto alla casa.
Gli avvisi di accertamento parziale sono annullati
dall'ufficio che li ha emessi se, dalla documentazione prodotta dal
contribuente, risultano infondati in tutto o in parte.
Art. 54-bis - Liquidazione dell'imposta dovuta in
base alle dichiarazioni
1. Avvalendosi di procedure automatizzate
l'amministrazione finanziaria procede, entro l'inizio del periodo di
presentazione delle dichiarazioni relative all'anno successivo, alla
liquidazione dell'imposta dovuta in base alle dichiarazioni presentate dai
2. Sulla base dei dati e degli elementi direttamente
desumibili dalle dichiarazioni presentate e di quelli in possesso dell'anagrafe
tributaria, l'amministrazione finanziaria provvede a:
a) correggere gli errori materiali e di calcolo
commessi dai contribuenti nella determinazione del volume d'affari e delle
b) correggere gli errori materiali commessi dai
contribuenti nel riporto delle eccedenze di imposta risultanti dalle precedenti
tempestività dei versamenti dell'imposta risultante dalla dichiarazione annuale
a titolo di acconto e di conguaglio nonché dalle liquidazioni periodiche di cui
agli articoli 27, 33, comma 1, lettera a), e 74, quarto comma.
2-bis. Se vi
è pericolo per la riscossione, l'ufficio può provvedere, anche prima
della presentazione della dichiarazione annuale, a controllare la tempestiva effettuazione dei versamenti dell'imposta, da eseguirsi ai
sensi dell'articolo 1, comma 4, del decreto del Presidente della
Repubblica 23 marzo 1998, n. 100, degli articoli 6 e 7 del decreto
del Presidente della Repubblica 14 ottobre 1999, n. 542, nonché
dell'articolo 6 della legge 29 dicembre 1990, n. 405
3. Quando dai controlli automatici eseguiti emerge un
risultato diverso rispetto a quello indicato nella dichiarazione, ovvero dai controlli eseguiti
dall'ufficio, ai sensi del comma 2-bis, emerge un'imposta o una
maggiore imposta,'esito della
liquidazione è comunicato ai sensi e per gli effetti di cui al comma 6
dell'articolo 60 al contribuente, nonché per evitare la reiterazione di errori
e per consentire la regolarizzazione degli aspetti formali. Qualora a seguito della comunicazione il contribuente rilevi eventuali dati o
4. I dati contabili risultanti dalla liquidazione
prevista dal presente articolo si considerano, a tutti gli effetti, come
dichiarati dal contribuente.
Se il contribuente non ha presentato la dichiarazione
annuale l'ufficio dell'imposta sul valore aggiunto può procedere in ogni caso
all'accertamento dell'imposta dovuta indipendentemente dalla previa ispezione
della contabilità. In tal caso l'ammontare imponibile complessivo e l'aliquota
applicabile sono determinati induttivamente sulla base dei dati e delle notizie
comunque raccolti o venuti a conoscenza dell'ufficio e sono computati in
detrazione soltanto i versamenti eventualmente eseguiti dal contribuente e le
imposte detraibili ai sensi dell'art. 19 risultanti dalle liquidazioni
prescritte dagli artt. 27 e 33.
Le disposizioni del precedente comma si applicano anche
se la dichiarazione reca le indicazioni di cui ai nn. 1) e 3) dell'art. 28 senza
le distinzioni e specificazioni ivi richieste, sempreché le indicazioni stesse
non siano state regolarizzate entro il mese successivo a quello di presentazione
della dichiarazione. Le disposizioni stesse si applicano, in deroga alle
disposizioni dell'art. 54, anche nelle seguenti ipotesi:
1) quando risulta, attraverso il verbale di ispezione
redatto ai sensi dell'art. 52, che il contribuente non ha tenuto, ha rifiutato
di esibire o ha comunque sottratto all'ispezione i registri previsti dal
presente decreto e le altre scritture contabili obbligatorie a norma del primo
comma dell'art. 2214 del codice civile e delle leggi in materia di imposte sui
redditi, o anche soltanto alcuni di tali registri e scritture;
2) quando dal verbale di ispezione risulta che il
contribuente non ha emesso le fatture per una parte rilevante delle operazioni
ovvero non ha conservato, ha rifiutato di esibire o ha comunque sottratto
all'ispezione, totalmente o per una parte rilevante, le fatture emesse;
3) quando le omissioni e le false o inesatte
indicazioni o annotazioni accertate ai sensi dell'art. 54, ovvero le
irregolarità formali dei registri e delle altre scritture contabili risultanti
dal verbale di ispezione, sono così gravi, numerose e ripetute da rendere
inattendibile la contabilità del contribuente.
Se vi è pericolo per la riscossione dell'imposta
l'ufficio può procedere all'accertamento induttivo, per la frazione di anno
solare già decorsa, senza attendere la scadenza del termine stabilito per la
dichiarazione annuale e con riferimento alle liquidazioni prescritte dagli artt.
27 e 33.
Art. 56 - Notificazione e motivazione degli
Le rettifiche e gli accertamenti sono notificati ai
contribuenti, mediante avvisi motivati, nei modi stabiliti per le notificazioni
in materia di imposte sui redditi, da messi speciali autorizzati dagli uffici
dell'imposta sul valore aggiunto o dai messi comunali.
Negli avvisi relativi alle rettifiche di cui all'art.
54 devono essere indicati specificamente, a pena di nullità, gli errori, le
omissioni e le false o inesatte indicazioni su cui è fondata la rettifica e i
relativi elementi probatori. Per le omissioni e le inesattezze desunte in via
presuntiva devono essere indicati i fatti certi che danno fondamento alla
Negli avvisi relativi agli accertamenti induttivi
devono essere indicati, a pena di nullità, l'imponibile determinato
dall'ufficio, l'aliquota o le aliquote e le detrazioni applicate e le ragioni
per cui sono state ritenute applicabili le disposizioni del primo o del secondo
comma dell'art. 55.
Nelle ipotesi di cui al quarto comma dell'art. 54 e al
terzo comma dell'art. 55 devono essere inoltre indicate, a pena di nullità, le
ragioni di pericolo per la riscossione dell'imposta.
La motivazione dell'atto deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che lo
essenziale. L'accertamento è nullo se non sono osservate le disposizioni di cui al presente
I provvedimenti emanati ai sensi degli articoli
38-bis1, 38-bis2 e 38-ter possono essere notificati anche tramite mezzi
Gli avvisi relativi alle rettifiche e agli accertamenti
previsti nell'art. 54 e nel secondo comma dell'art. 55 devono essere notificati,
cui è stata presentata la dichiarazione. Nel caso di richiesta di rimborso
dell'eccedenza d'imposta detraibile risultante dalla dichiarazione annuale, se
tra la data di notifica della richiesta di documenti da parte dell'ufficio e la
data della loro consegna intercorre un periodo superiore a quindici giorni, il
termine di decadenza, relativo agli anni in cui si è formata l'eccedenza
detraibile chiesta a rimborso, è differito di un periodo di tempo pari a quello
In caso di omessa presentazione della dichiarazione,
l'avviso di accertamento dell'imposta a norma del primo comma dell'art. 55 può
essere notificato fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui
la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.
comporta obbligo di denuncia ai sensi dell'articolo 331 del codice di procedura
penale per uno dei reati previsti dal decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74,
i termini di cui ai commi precedenti sono raddoppiati relativamente al periodo
di imposta in cui è stata commessa la violazione.
Fino alla scadenza del termine stabilito nei commi
precedenti le rettifiche e gli accertamenti possono essere integrati o
modificati, mediante la notificazione di nuovi avvisi, in base alla sopravvenuta
conoscenza di nuovi elementi. Nell'avviso devono essere specificamente indicati,
a pena di nullità, i nuovi elementi e gli atti o fatti attraverso i quali sono
venuti a conoscenza dell'ufficio dell'imposta sul valore aggiunto.
[Art. 58] - [Irrogazione delle sanzioni]
[articolo abrogato  vedi D.Lgs 18 dicembre 1997, n.
471]
Il contribuente può ricorrere contro i provvedimenti
di rettifica, di accertamento e di irrogazione delle sanzioni secondo le
La nullità degli avvisi per l'omissione o
l'insufficienza delle indicazioni prescritte negli artt. 56 e 57, terzo comma, e
in genere per difetto di motivazione deve essere eccepita a pena di decadenza in
I contribuenti obbligati alla tenuta di scritture
contabili non possono provare circostanze omesse nelle scritture stesse o in
contrasto con le loro risultanze.
L'imposta o la maggiore imposta accertata dall'ufficio
dell'imposta sul valore aggiunto deve essere pagata dal contribuente entro
sessanta giorni dalla notificazione dell'avviso di accertamento o di rettifica.
Se il contribuente propone ricorso contro
l'accertamento, il pagamento dell'imposta o della maggiore imposta deve essere
1) per la metà dell'ammontare accertato dall'ufficio,
nel termine stabilito nel primo comma;
2) fino alla concorrenza dei due terzi dell'ammontare
accertato dalla commissione tributaria di primo grado, entro sessanta giorni
dalla notificazione, a norma del primo comma dell'art. 56, della liquidazione
fatta dall'ufficio;
3) fino alla concorrenza dei tre quarti dell'ammontare
accertato dalla commissione tributaria di secondo grado, entro sessanta giorni
dalla notificazione della liquidazione fatta dall'ufficio;
4) per l'intero ammontare che risulta ancora dovuto in
base alla decisione della commissione centrale o alla sentenza della corte
d'appello, entro sessanta giorni dalla notificazione della liquidazione fatta
Sulle somme dovute a norma dei precedenti commi si
applicano gli interessi calcolati al saggio indicato nell'art. 38-bis, con
decorrenza dal sessantesimo giorno successivo alla scadenza del termine del 5
marzo dell'anno solare cui si riferisce l'accertamento o la rettifica. Gli
interessi sono liquidati dall'ufficio e indicati nell'avviso di accertamento o
di rettifica o negli avvisi relativi alle liquidazioni da notificare a norma del
comma precedente e ricominciano a decorrere in caso di ritardo nei pagamenti.
Se l'imposta o la maggiore imposta accertata ai sensi
dei nn. 2), 3) o 4) del secondo comma è inferiore a quella già pagata, il
notificazione della decisione o della sentenza, che deve essere eseguita anche
su richiesta del contribuente. Sulle somme rimborsate si applicano gli interessi
calcolati al saggio indicato nell'art. 38-bis, con decorrenza dalla data del
pagamento fatto dal contribuente.
I pagamenti previsti nel presente articolo devono
essere fatti all'ufficio dell'imposta sul valore aggiunto nei modi indicati nel
quarto comma dell'art. 38.
L'imposta non versata, risultante dalla dichiarazione
annuale, è iscritta direttamente nei ruoli a titolo definitivo unitamente ai
relativi interessi e alla soprattassa di cui all'articolo 44. La stessa
procedura deve intendersi applicabile per la maggiore imposta determinata a
seguito della correzione di errori materiali o di calcolo rilevati dall'ufficio
in sede di controllo della dichiarazione. L'ufficio, prima dell'iscrizione a
ruolo, invita il contribuente a versare le somme dovute entro trenta giorni dal
ricevimento dell'avviso, con applicazione della soprattassa pari al 60 per cento
della somma non versata o versata in meno. Le somme dovute devono essere versate
direttamente all'ufficio con le modalità di cui all'articolo 38, quarto comma.
Il contribuente ha diritto di rivalersi dell'imposta o della
maggiore imposta relativa ad avvisi di accertamento o rettifica nei confronti dei
cessionari dei beni o dei committenti dei servizi
soltanto a seguito del pagamento dell'imposta o della maggiore
imposta, delle sanzioni e degli interessi. In tal caso, il
cessionario o il committente può esercitare il diritto alla
detrazione, al più tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui ha corrisposto l'imposta o la
maggiore imposta addebitata in via di rivalsa ed alle condizioni esistenti al momento di effettuazione della originaria
Art. 60-bis - Solidarietà nel pagamento
1. Con decreto del
Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta degli organi competenti al
controllo, sulla base di analisi effettuate su fenomeni di frode, sono
individuati i beni per i quali operano le disposizioni dei commi 2 e 3.
2. In caso di mancato versamento dell'imposta da parte del cedente relativa a
cessioni effettuate a prezzi inferiori al valore normale, il cessionario,
soggetto agli adempimenti ai fini del presente decreto, è obbligato
solidalmente al pagamento della predetta imposta.
3. L'obbligato solidale di cui al comma 2 può tuttavia documentalmente
dimostrare che il prezzo inferiore dei beni è stato determinato in ragione di
eventi o situazioni di fatto oggettivamente rilevabili o sulla base di
specifiche disposizioni di legge e che comunque non è connesso con il mancato
3-bis. Qualora limporto del corrispettivo indicato nellatto
di cessione avente ad oggetto un immobile e nella relativa fattura sia diverso
da quello effettivo, il cessionario, anche se non agisce nellesercizio di
imprese, arti o professioni, è responsabile in solido con il cedente per il
pagamento dellimposta relativa alla differenza tra il corrispettivo effettivo
e quello indicato, nonché della relativa sanzione. Il cessionario che non
agisce nellesercizio di imprese, arti o professioni può regolarizzare la
violazione versando la maggiore imposta dovuta entro sessanta giorni dalla
stipula dellatto. Entro lo stesso termine, il cessionario che ha
regolarizzato la violazione presenta allufficio territorialmente competente
nei suoi confronti copia dellattestazione del pagamento e delle fatture
oggetto della regolarizzazione.
Art. 61 - Pagamento delle sanzioni pecuniarie
Le sanzioni pecuniarie irrogate dagli uffici
dell'imposta sul valore aggiunto devono essere pagate nei modi indicati nel
quarto comma dell'art. 38, entro sessanta giorni dalla notificazione dell'avviso
di rettifica o di accertamento con il quale sono state irrogate.
In caso di ritardo nel pagamento si applicano gli
interessi calcolati al saggio indicato nell'art. 38-bis, con decorrenza dal
sessantesimo giorno successivo alla notificazione dell'avviso o della sentenza o
Se il contribuente non esegue il pagamento
dell'imposta, delle pene pecuniarie e delle soprattasse nel termine stabilito
l'ufficio dell'imposta sul valore aggiunto notifica ingiunzione di pagamento
contenente l'ordine di pagare entro trenta giorni sotto pena degli atti
esecutivi. L'ingiunzione è vidimata e resa esecutiva dal pretore nella cui
circoscrizione ha sede l'ufficio, qualunque sia la somma dovuta, ed è
notificata a norma del primo comma dell'art. 56.
Se entro trenta giorni dalla notificazione
dell'ingiunzione il contribuente non esegue il pagamento si procede alla
riscossione coattiva secondo le disposizioni degli artt. da 5 a 29 e 31 del
I crediti dello Stato per le imposte, le pene
pecuniarie e le soprattasse dovute ai sensi del presente decreto hanno
privilegio generale sui beni mobili del debitore con grado successivo a quello
indicato al n. 15) [leggi n. 19 - n.d.r.] dell'art. 2778 del codice
civile. In caso di infruttuosa esecuzione sui mobili, gli stessi crediti sono
collocati sussidiariamente sul prezzo degli immobili con preferenza rispetto ai
creditori chirografari, ma dopo i crediti indicati al primo e secondo comma
dell'art. 66 della legge 30 aprile 1969, n. 153.
Le disposizioni dei precedenti commi si applicano anche
nel caso che il contribuente non esegua il versamento delle somme indebitamente
rimborsategli.
Per le imposte e le pene pecuniarie dovute dal
cessionario o dal committente lo Stato ha privilegio
speciale, ai sensi degli artt. 2758 e 2772 del codice civile, sui beni mobili o
immobili che hanno formato oggetto della cessione o ai quali si riferisce il
servizio prestato, con il grado rispettivamente indicato al n. 5) dell'art. 2778
e al n. 4) dell'art. 2780 del codice civile.
Per il recupero dei crediti sorti negli Stati membri
delle Comunità europee in materia di imposta sul valore aggiunto si applicano
le disposizioni contenute negli articoli 346-bis, 346-ter, 346-quater e 346
quinquies del testo unico delle norme legislative in materia doganale approvato
con decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, sostituita
alla competenza degli uffici doganali quella degli uffici dell'imposta sul
valore aggiunto per il recupero dei crediti non connessi ad operazioni doganali.
Il Ministro delle finanze può, con decreto, stabilire
che taluni compiti degli uffici periferici dell'Amministrazione finanziaria,
inerenti all'attuazione della mutua assistenza amministrativa per il recupero
dei crediti sorti in materia di imposta sul valore aggiunto, siano devoluti
all'ufficio centrale previsto dal secondo comma del citato art. 346 quinquies.
La Guardia di finanza coopera con gli uffici
dell'imposta sul valore aggiunto per l'acquisizione e il reperimento degli
elementi utili ai fini dell'accertamento dell'imposta e per la repressione delle
violazioni del presente decreto, procedendo di propria iniziativa o su richiesta
degli uffici, secondo le norme e con le facoltà di cui agli artt. 51 e 52, alle
operazioni ivi indicate e trasmettendo agli uffici stessi i relativi verbali e
rapporti. Essa inoltre, previa autorizzazione dell'autorità giudiziaria, che
può essere concessa anche in deroga all'articolo 329 del codice di procedura
penale, utilizza e trasmette agli uffici documenti, dati e notizie acquisiti,
direttamente o riferiti ed ottenuti dalle altre Forze di polizia, nell'esercizio
dei poteri di polizia giudiziaria.
Ai fini del necessario coordinamento dell'azione della
Guardia di finanza con quella degli uffici finanziari saranno presi accordi,
periodicamente e nei casi in cui si debba procedere ad indagini sistematiche,
tra la Direzione generale delle tasse e delle imposte indirette sugli affari e
il Comando generale della Guardia di finanza e, nell'ambito delle singole
circoscrizioni, fra i capi degli Ispettorati e degli Uffici e i Comandi
Gli uffici finanziari e i comandi della Guardia di
finanza, per evitare la reiterazione di accessi presso gli stessi contribuenti,
devono darsi reciprocamente tempestiva comunicazione delle ispezioni e verifiche
intraprese. L'ufficio o il comando che riceve la comunicazione può richiedere
all'organo che sta eseguendo l'ispezione o la verifica l'esecuzione di
determinati controlli e l'acquisizione di determinati elementi utili ai fini
Art. 64 - Collaborazione degli uffici doganali e
degli uffici tecnici delle imposte di fabbricazione
Gli uffici doganali eseguono i controlli necessari per
l'accertamento delle violazioni di cui al quinto comma dell'art. 46 e ne
riferiscono ai competenti uffici dell'imposta sul valore aggiunto. Per le
controversie relative alla qualità e quantità dei beni si applicano le
disposizioni della legge doganale.
Gli uffici tecnici delle imposte di fabbricazione
cooperano con gli uffici dell'imposta sul valore aggiunto per l'accertamento
dell'imposta dovuta dalle imprese i cui depositi e stabilimenti sono sottoposti
alla vigilanza degli uffici stessi.
L'amministrazione finanziaria provvede allo scambio,
con le altre autorità competenti degli Stati membri della Comunità economica
europea, delle informazioni necessarie per assicurare il corretto accertamento
dell'imposta sul valore aggiunto. Essa, a tal fine, può autorizzare la presenza
nel territorio dello Stato di funzionari delle amministrazioni fiscali degli
L'amministrazione finanziaria provvede alla raccolta
delle informazioni da fornire alle predette autorità con le modalità ed entro
i limiti previsti per l'accertamento dell'imposta sul valore aggiunto.
Gli impiegati dell'Amministrazione finanziaria e gli
ufficiali e agenti della Guardia di finanza sono obbligati al segreto per tutto
ciò che riguarda i dati e le notizie di cui vengono a conoscenza
nell'adempimento dei compiti e nell'esercizio dei poteri previsti dal presente
Non è considerata violazione del segreto d'ufficio la
comunicazione da parte dell'Amministrazione finanziaria alle competenti
autorità degli Stati membri della Comunità economica europea delle
informazioni atte a permettere il corretto accertamento dell'imposta sul valore
aggiunto, in attuazione della direttiva del Consiglio delle Comunità europee n.
77/799/Cee del 19 dicembre 1977, modificata dalla direttiva n. 79/1070/Cee del 6
Art. 66-bis - Pubblicazione degli elenchi di
Il Ministro delle finanze dispone annualmente la
pubblicazione di elenchi di contribuenti nei cui confronti l'ufficio
dell'imposta sul valore aggiunto ha proceduto a rettifica o ad accertamento ai
sensi degli artt. 54 e 55. Sono ricompresi nell'elenco solo quei contribuenti
che non hanno presentato la dichiarazione annuale e quelli dalla cui
dichiarazione risulta un'imposta inferiore di oltre un decimo a quella dovuta
ovvero un'eccedenza detraibile o rimborsabile superiore di oltre un decimo a
quella spettante. Negli elenchi deve essere specificato se gli accertamenti sono
definitivi o in contestazione e deve essere indicato, in caso di rettifica,
anche il volume di affari dichiarato dai contribuenti.
Gli uffici dell'imposta sul valore aggiunto formano annualmente per ciascuna provincia compresa nella propria
circoscrizione un elenco nominativo dei contribuenti che hanno presentato la
dichiarazione annuale ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, con la
specificazione, per ognuno, del volume di affari. Gli elenchi sono depositati per la
durata di un anno sia presso lo stesso ufficio delle imposte, sia presso i
Comuni interessati. Nel predetto periodo, è ammessa la visione e l'estrazione
di copia degli elenchi nei modi e con i limiti stabiliti dalla disciplina in
materia di accesso ai documenti amministrativi di cui agli articoli 22 e
seguenti nella legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, dalla
relativa normativa di attuazione, nonché da specifiche disposizioni di legge.
Per l'accesso non sono dovuti i tributi speciali di cui al decreto del
Gli stessi uffici formano, per le finalità di cui
al secondo comma, inoltre, un elenco
cronologico contenente i nominativi dei contribuenti che hanno richiesto i
rimborsi dell'imposta sul valore aggiunto e di quelli che li hanno ottenuti.
dei casi previsti dai commi precedenti, la comunicazione o
diffusione, totale o parziale, con qualsiasi mezzo, degli elenchi o di dati
personali ivi contenuti, ove il fatto non costituisca reato, è punita con la
sanzione amministrativa del pagamento di una somma da cinquemila euro a
trentamila euro. La somma può essere aumentata sino al triplo quando risulta
inefficace in ragione delle condizioni economiche del contravventore.
operazioni intracomunitari, sono disciplinate dal D.L. 30 agosto 1993, n. 331, convertito
dalla L. 29 ottobre 1993, n. 427  n.d.r.]
1. Costituiscono importazioni le seguenti operazioni
aventi per oggetto beni introdotti nel territorio dello Stato, che siano
originari da Paesi o territori non compresi nel territorio della Comunità e che
non siano stati già immessi in libera pratica in altro Paese membro della
Comunità medesima, ovvero che siano provenienti dai territori da considerarsi
esclusi dalla Comunità a norma dell'articolo 7:
a) le operazioni di immissione in libera pratica;
b) le operazioni di perfezionamento attivo di cui
all'articolo 2, lettera b), del regolamento CEE n. 1999/85 del Consiglio del 16
luglio 1985;
c) le operazioni di ammissione temporanea aventi per
oggetto beni, destinati ad essere riesportati tal quali, che, in ottemperanza
alle disposizioni della Comunità economica europea, non fruiscano della
esenzione totale dai dazi di importazione;
d) le operazioni di immissione in consumo relative a
beni provenienti dal Monte Athos, dalle isole Canarie e dai Dipartimenti
francesi d'oltremare;
2. Sono altresì soggette all'imposta le operazioni di
reimportazione a scarico di esportazione temporanea fuori della Comunità
economica europea e quelle di reintroduzione di beni precedentemente esportati
fuori della Comunità medesima.
2-bis. Per le importazioni di cui al comma 1, lettera a), il
pagamento dell'imposta è sospeso qualora si tratti di beni destinati
a essere trasferiti in un altro Stato membro dell'Unione europea,
eventualmente dopo l'esecuzione di manipolazioni di cui all'allegato
72 del regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione, del 2 luglio
1993, e successive modificazioni, previamente autorizzate dall'autorità doganale.
2-ter. Per fruire della sospensione di cui al comma 2-bis
identificazione IVA attribuito al cessionario stabilito in un altro
Stato membro nonché, a richiesta dell'autorità doganale, idonea
documentazione che provi l'effettivo trasferimento dei medesimi beni
in un altro Stato membro dell'Unione.
a) le importazioni dei beni indicati nel primo comma,
lettera c), dell'art. 8, nell'art. 8-bis, nonché nel secondo comma dell'art. 9,
limitatamente all'ammontare dei corrispettivi di cui al n. 9) dello stesso
articolo, sempreché ricorrano le condizioni stabilite nei predetti articoli;
b) le importazioni di campioni gratuiti di modico
valore, appositamente contrassegnati;
c) ogni altra importazione definitiva di beni la cui
cessione è esente dall'imposta o non vi è soggetta a norma dell'articolo 72.
Per le operazioni concernenti l'oro da investimento di cui all'articolo 10,
numero 11), l'esenzione si applica allorché i requisiti ivi indicati risultino
da conforme attestazione resa, in sede di dichiarazione doganale, dal soggetto
che effettua l'operazione;
[c-bis) soppressa]
d) la reintroduzione di beni nello stato originario, da
parte dello stesso soggetto che li aveva esportati, sempre che ricorrano le
condizioni per la franchigia doganale;
f) l'importazione di beni donati ad enti pubblici
ovvero ad associazioni riconosciute o fondazioni aventi esclusivamente finalità
di assistenza, beneficenza, educazione, istruzione, studio o ricerca
scientifica, nonché quella di beni donati a favore delle popolazioni colpite da
calamità naturali o catastrofi dichiarate tali ai sensi della legge 8 dicembre
1970, n. 996;
g) le importazioni dei beni indicati nel terzo comma,
lettera l), dell'art. 2;
g-bis) le importazioni di gas mediante un sistema di gas
o in una rete di gasdotti a monte, di energia elettrica, di calore o
di freddo mediante reti di riscaldamento o di raffreddamento.
L'imposta è commisurata, con le aliquote indicate
nell'art. 16, al valore dei beni importati determinato ai sensi delle
disposizioni in materia doganale, aumentato dell'ammontare dei diritti doganali
dovuti, ad eccezione dell'imposta sul valore aggiunto, nonché dell'ammontare
delle spese di inoltro fino al luogo di destinazione all'interno del territorio
della Comunità doganale che figura sul documento di trasporto sotto la cui
scorta i beni sono introdotti nel territorio medesimo. Per i supporti
informatici, contenenti programmi per elaboratore prodotti in serie, concorre a
formare il valore imponibile anche quello dei dati e delle istruzioni in essi
contenuti. Per i beni che prima dello sdoganamento hanno formato oggetto nello
Stato di una o più cessioni, la base imponibile è costituita dal corrispettivo
dell'ultima cessione.
Fatti salvi i casi di applicazione dell'art. 68,
lettera c), per i beni nazionali reimportati a scarico di temporanea
esportazione la detrazione prevista negli artt. 207 e 208 del testo unico
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, e
l'esenzione prevista nell'art. 209 dello stesso testo unico si applicano, ai
fini dell'imposta sul valore aggiunto, soltanto se i beni vengono reimportati
dal soggetto che li aveva esportati o da un terzo per conto del medesimo e se lo
scarico della temporanea esportazione avviene per identità.
L'imposta relativa alle importazioni è accertata,
liquidata e riscossa per ciascuna operazione. Si applicano per quanto concerne
le controversie e le sanzioni, le disposizioni delle leggi doganali relative ai
Per le importazioni effettuate senza pagamento di
imposta, di cui alla lettera c) dell'art. 8, all'importatore ne benefici oltre i
limiti consentiti si applica la pena pecuniaria di cui al terzo comma dell'art.
46, salvo che il fatto costituisca reato a norma della legge doganale.
L'imposta dovuta per l'introduzione dei beni nello
Stato tramite il servizio postale deve essere assolta secondo le modalità
stabilite con apposito decreto del Ministro delle finanze di concerto con il
Ministro delle poste e telecomunicazioni.
L'imposta assolta per l'importazione di beni da parte
di enti, associazioni ed altre organizzazioni di cui all'articolo 4, quarto
comma, può essere richiesta a rimborso secondo modalità e termini stabiliti
con decreto del Ministro delle finanze, se i beni sono spediti o trasportati in
altro Stato membro della Comunità economica europea. Il rimborso è eseguito a
condizione che venga fornita la prova che l'acquisizione intracomunitaria di
detti beni è stata assoggettata all'imposta nello Stato membro di destinazione.
Per l'importazione di materiale d'oro, nonché dei
prodotti semilavorati di purezza pari o superiore a 325 millesimi da parte di
soggetti passivi nel territorio dello Stato l'imposta, accertata e liquidata
nella dichiarazione doganale, in base ad attestazione resa in tale sede, è
assolta a norma delle disposizioni di cui al titolo II; a tal fine il documento
doganale deve essere annotato, con riferimento al mese di rilascio del documento
stesso, nei registri di cui agli articoli 23 o 24 nonché, agli effetti della
detrazione, nel registro di cui all'articolo 25.
di beni indicati nel settimo e nell'ottavo comma dellarticolo 74, concernente
disposizioni relative a
particolari settori, si applicano le disposizioni di cui al comma precedente.
- Torino, 14 ore fa	ExcelLeasing 2016 (bilanci chiusi al 31.12.2016)
- Torino, 14 ore fa	Cessione Quote SRL per Commercialisti (v.4.019): 5 POSTAZIONI
- Prato, 8 giorni fa	AteneoWeb s.r.l.