Source: http://www.diarc.mapa.unina.it/index.php/regolamenti
Timestamp: 2019-09-19 15:02:06+00:00
Document Index: 17299707

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 46', 'art. 10', '§5', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10']

insegnamenti per anno di immatricolazione
UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II SCUOLA POLITECNICA E DELLE SCIENZE DI BASE
CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN ARCHITETTURA - PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA
Ai sensi del presente Regolamento s’intende: a) Per Dipartimento, il Dipartimento di Architettura dell'Università degli Studi di Napoli Federico Il; b) per Regolamento sull'Autonomia Didattica (RAD), il Regolamento recante norme concernenti l'Autonomia Didattica degli Atenei di cui al D.M. del 3 novembre 1999, n. 509, come modificato e sostituite dal D.M. del 22 ottobre 2004, n.270 ss.mm.ii.; c) per Regolamento didattico di Ateneo (RDA), il Regolamento didattico approvato dall’Università ai sensi dell'art. 11 del D.M. del 22 ottobre 2004, n.270 ss.mm.ii.; d) per Corso di Studi, il Corso di Laurea Magistrale in Architettura (Progettazione architettonica), in seguito denominato MAPA, come individuato dal successivo art. 2; e) per titolo di studio, la Laurea Magistrale in Architettura (Progettazione architettonica) come individuata dal successivo art. 2;
Per tutte le altre definizioni si rinvia al RDA.
Titolo e caratteristiche del Corso di Studi
Il presente Regolamento disciplina il Corso di Laurea Magistrale biennale in Architettura (Progettazione architettonica), appartenente alla Classe LM-4 delle lauree magistrali in "Architettura e Ingegneria Edile architettura” di cui alla tabella allegata al RAD e al relativo Ordinamento inserito nel RDA e afferente al Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.
Il Corso rilascia la Laurea Magistrale in Architettura (Progettazione architettonica). Gli obiettivi del Corso di Laurea sono quelli fissati nell'Ordinamento Didattico del Corso allegato al RDA
La Laurea Magistrale in Architettura (Progettazione architettonica), si consegue al termine del corso di studi e prevede l'acquisizione di 120 Crediti Formativi Universitari, (CFU) mediamente 60 crediti per anno. La durata normale del Corso di Studi è quindi di 2 anni articolati in quattro semestri. Sono previsti complessivamente 12 esami.
La Laurea Magistrale in Architettura (Progettazione architettonica) costituisce titolo accademico che consente l'ammissione all'esame di Stato e la successiva iscrizione alla Sezione A dell'Albo professionale dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, come regolati dalla normativa vigente.
Il corso di Laurea Magistrale in Architettura (Progettazione Architettonica) nasce come adeguamento al DM 270/04 del precedente corso di laurea in Architettura (Progettazione architettonica) in classe 4/S (legge 509/99); del precedente corso si è inteso di conservare la struttura complessiva e gli equilibri fra i diversi settori disciplinari. Il corso di laurea ha dunque come obiettivo la formazione di un architetto “generalista” (così come previsto dalle direttive 85/384/CEE e CE 2005/36) con specifiche abilità e competenze nel settore della progettazione architettonica, fermo restando il puntuale riferimento agli obiettivi formativi qualificanti della classe. L’acquisizione delle conoscenze e delle competenze connesse alla formazione dell’architetto (e contemplate negli 11 punti del documento europeo) si completa e realizza attraverso le discipline presenti nel percorso biennale.
E’ attribuito al Corso di Laurea il riconoscimento europeo e consentirà ai laureati di svolgere le attività di loro competenza nei paesi dell’Unione Europea.
Con decreto rettorale n. 2360 del 16 giugno 2017 è stata eliminata la programmazione locale degli accessi per l’immatricolazione al Corso di Laurea Magistrale in Architettura (Progettazione Architettonica).
Per l'ammissione al corso di laurea magistrale, occorre essere in possesso di una Laurea di I livello in classe 4 e in classe L 17 - Scienze dell'Architettura, ovvero di una laurea o di un diploma universitario di durata triennale, ovvero di altro titolo conseguito all'estero, riconosciuto idoneo in cui si siano adempiute quelle attività formative che caratterizzano la classe 4 e L-17, con particolare riferimento dei settori ICAR14 e ICAR12 (cfr. RAD MAPA).
Eventuali integrazioni curriculari in termini di crediti formativi universitari devono essere acquisite prima della verifica della preparazione individuale (D.M. 16/03/2007, Art. 6 cc. 1 e 2).
L’accesso è consentito ai laureati che abbiano superato una precedente selezione a carattere nazionale.
La struttura didattica: organi di governo ed istruttori.
L’organo collegiale che regge il corso di studi MAPA è il Consiglio del Dipartimento di Architettura, che si avvale – come organo istruttorio – di una Commissione per il coordinamento didattico, presieduta da un Coordinatore eletto dal Consiglio del Dipartimento secondo le norme previste dall'art. 46 dello Statuto dell'Ateneo.
Il Coordinatore eletto dal Consiglio del Dipartimento:
2. La Commissione per il Coordinamento didattico
La Commissione per il coordinamento didattico istituita dal Dipartimento di Architettura. Ne fanno parte tutti i professori, inclusi i professori a contratto, e i ricercatori responsabili di un insegnamento nel corso di studio, anche se non afferenti al Dipartimento. Fanno parte della Commissione i rappresentanti degli studenti del corso di laurea eletti nel Consiglio di Dipartimento, iscritti al corso stesso.
e) elabora il documento annuale di autovalutazione del corso di studio che il Consiglio di Dipartimento trasmette alla Commissione paritetica docenti studenti;
Curriculum: crediti formativi universitari, tipologia e articolazione delle attività didattiche
1. Attività formative
Il quadro formativo (Ordinamento Didattico) del Corso di Laurea Magistrale in Architettura (Progettazione architettonica) è riportato nell’Allegato A1. In esso sono indicati gli intervalli numerici relativi ai crediti formativi universitari (CFU) di cui al RDA, assegnati a ciascuna tipologia di attività formativa e, per ciascuna di esse, i CFU assegnati a gruppi di SSD, articolati per ambiti disciplinari, nel quadro generale della formazione.
1.Nell’Allegato B1 è indicato l’elenco degli insegnamenti articolati per anno di corso, con i CFU relativi, gli ambiti disciplinari di appartenenza, i corrispondenti SSD e la tipologia dell’attività formativa.
2.Nell’Allegato B2 per i singoli insegnamenti sono riportati il SSD di appartenenza, gli obiettivi, i contenuti minimi, le modalità di svolgimento, la durata e il quadro delle propedeuticità.
3.Nell’Allegato C sono riportate le norme per l'iscrizione ad anno successivo, le norme relative agli studenti ripetenti e fuori corso, agli studenti a contratto e alla obbligatorietà di frequenza. Inoltre sono riportate le modalità per le Attività a scelta dello studente
2. Tipologia e articolazione degli insegnamenti.
La didattica annuale è articolata in due semestri separati da tre sessioni di esami. Gli insegnamenti possono essere
suddivisi in più moduli. Le tipologie didattiche e le modalità di verifica previste sono le seguenti:
a) Prova finale scritta/orale;
b) Prove in itinere;
c) Progetto/elaborato finale;
d) Progetto/elaborato in itinere;
e) Giudizio di idoneità.
Per ciascuna disciplina i programmi devono indicare le conoscenze e le capacità operative individuate come obiettivi formativi del corso e specificare, tra quelle elencante di seguito, le tipologie delle attività d’insegnamento:
a) lezioni ex cathedra
b) seminari didattici, intesi come riunioni di studio nelle quali prevale il metodo della ricerca di gruppo cui partecipano tutti i presenti. Il docente propone gli argomenti e coordina e guida lo svolgimento delle attività
c) esercitazioni, intese come lezioni di carattere prevalentemente applicativo, svolte di norma a valle di ciascuna delle parti teoriche del programma.
d) assistenza didattica, intesa come la guida prestata a studenti singoli o in gruppo, per chiarimenti o approfondimenti di concetti teorici, svolgimento di un'esercitazione o sperimentazione progettuale, sviluppo di una ricerca. Ciascun insegnamento, può essere articolato in corsi paralleli qualora lo richieda il numero di studenti o la particolare tipologia didattica prevista.
I Corsi d’insegnamento sono organizzati secondo le seguenti tipologie:
a) Corsi monodisciplinari, Corsi pluridisciplinari
I corsi ufficiali di insegnamento possono essere tenuti da un solo docente o organizzati in più moduli coordinati da più docenti che faranno parte della commissione di esame. L'integrazione può riguardare discipline afferenti allo stesso o ad altri SSD. La loro durata può essere annuale o semestrale. All’inizio dell’anno i docenti elaborano il programma del corso, programma nel quale sono precisati gli obiettivi generali e i contributi dei singoli moduli.
b) Laboratori:
trattasi di modalità didattica pluridisciplinari destinate allo svolgimento di attività teorico-pratiche comprensive di esercitazioni, attività tecniche, visite guidate, prove di accertamento, correzione, revisione e discussione di elaborati; esse hanno per fine la conoscenza, la cultura, la pratica e l'esercizio del progetto. Gli studenti ne hanno l'obbligo di frequenza, che è accertata dal docente responsabile. Ogni laboratorio è caratterizzato da una specifica disciplina (“disciplina caratterizzante”) appartenente ai settori disciplinari caratterizzanti. Le ulteriori discipline presenti nel laboratorio sono definite “moduli integrativi” e concorrono agli obiettivi didattici del laboratorio con le conoscenze del SSD di appartenenza. Il docente della disciplina caratterizzante ha il ruolo di coordinatore del laboratorio e con gli altri docenti elabora il programma nel quale sono precisati gli obiettivi generali e i contributi dei singoli moduli.
L'attività di laboratorio si conclude con una prova d’esame. Per assicurare un'idonea assistenza didattica,, anche secondo quanto previsto dalle raccomandazioni dell’Unione Europea, nei laboratori dovrà essere assicurato un rapporto personalizzato tra discenti e docente tale da consentire il controllo individuale della pratica del progetto; pertanto, a ciascun laboratorio, non potranno essere ammessi più di 50 allievi. Ogni laboratorio è caratterizzato da una specifica disciplina appartenente ad un SSD caratterizzante. Nel caso di attivazione di più laboratori dello stesso tipo nelle diverse annualità, ciascuno di essi potrà essere sottotitolato.
c) Attività didattiche integrative
Nel quadro della programmazione didattica annuale la Commissione didattica del Corso di Laurea propone al Consiglio di Dipartimento l’attivazione di contratti per lo svolgimento di attività integrative. Le attività didattiche integrative consistono nello svolgimento di compiti complementari di carattere pratico-applicativo. Di regola, fatta salva la copertura finanziaria, si attiverà un contratto per ciascun insegnamento con la precedenza per i laboratori didattici.
3. Iscrizione ai Corsi, obblighi di frequenza
L'iscrizione ai corsi avverrà in modo da equilibrare il carico didattico fra i corsi sdoppiati. In considerazione del tipo di organizzazione didattica prevista, di norma la frequenza è obbligatoria per tutte le attività formative. (di regola il 75% delle presenze per i laboratori e il 60% per i corsi monodisiciplinari e integrati). Al termine del corso/laboratorio il docente rilascia la firma di frequenza agli studenti che ne hanno maturato il diritto. L’aver ottenuto la firma di frequenza è requisito indispensabile per sostenere il relativo esame di profitto. In caso di mancato ottenimento della firma stessa lo studente dovrà frequentare ex novo l’insegnamento in oggetto
Manifesto degli studi e calendario didattico
Il Manifesto annuale degli Studi, sarà approvato ogni anno dal Consiglio di Dipartimento, sulla base del lavoro istruttorio svolto dalla Commissione di Coordinamento del Corso di Studi. In esso sarà confermato oppure modificato l' assetto già attivato nel precedente A.A., in ragione di motivate necessità derivanti dalla verifica sull’andamento della didattica, sia per quel che riguarda il conseguimento degli obiettivi programmati, che per esigenze connesse a variazioni dell’ordinamento.
Il Manifesto conterrà : a) l’articolazione dell’offerta didattica con la eventuale replicazione dei corsi in ragione della numerosità degli iscritti stabilita dalle normative vigenti; b) le modalità di volgimento di tutte le attività didattiche, con indicazione, laddove possibile dei docenti, degli orari e delle aule; c) la durata in ore degli insegnamenti (e dei relativi moduli) e delle attività formative (lezioni frontali, seminari, altre attività); d) i criteri di assegnazione degli studenti a ciascuno dei corsi di insegnamento eventualmente replicati in ragione della numerosità degli iscritti stabilita dalle normative vigenti; e) le disposizioni sugli obblighi di frequenza e/o di acquisizione di CFU per l’iscrizione agli anni successivi al primo e sulle propedeuticità obbligatorie e/o consigliate, laddove intervengano modifiche rispetto all’anno accademico precedente; Il calendario didattico distingue in due semestri i periodi dedicati alla didattica e in tre sessioni i periodi destinati di norma agli esami di profitto e i periodi destinati di norma agli esami finali per il conseguimento del titolo di studio. Gli studenti in corso possono sostenere gli esami esclusivamente nelle sessioni regolari. Gli studenti ripetenti o fuori corso possono sostenere gli esami al di fuori delle sessioni regolari, previo accordo con il docente.. Il calendario didattico, il calendario degli esami e il calendario di ricevimento dei docenti sono resi noti mediante affissione negli appositi albi e pubblicazione sul sito web, come previsto dal RDA.
Le attività di orientamento e tutorato sono organizzate e regolamentate dal Consiglio di Dipartimento sentita la Commissione di Coordinamento del corso di studi, secondo quanto stabilito dal RDA.
Ulteriori iniziative didattiche
Il Consiglio di Dipartimento oltre ai Corsi di Studi può proporre all'Università degli Studi di Napoli Federico II l’attivazione dei corsi didattici propedeutici o integrativi così come previsto dal RDA, nonché di corsi di preparazione agli esami di stato per l'abilitazione all'esercizio delle professioni e dei concorsi pubblici, corsi di aggiornamento professionale, corsi di perfezionamento, master. Tali iniziative possono essere promosse anche in collaborazione con Enti pubblici e privati, attraverso convenzioni con l’Ateneo.
Trasferimenti, passaggi di Corso e di Facoltà; ammissione a prove singole
I passaggi ed i trasferimenti di corso di studio (anche di altri Atenei) vengono accettati sempre che, nell’anno di corso stabilito, vi siano posti disponibili rispetto al tetto determinato dal numero programmato. Il numero dei posti disponibili per ciascun anno di corso sarà comunicato dall’Ateneo in occasione dell’avviso relativo alle date di scadenza delle domande di passaggio e di trasferimento. I posti disponibili saranno occupati secondo una graduatoria che terrà conto del numero di crediti conseguiti, del punteggio medio riportato negli esami convalidati e quindi della minore età.. La graduatoria sarà approvata dal Consiglio di Dipartimento su proposta della Commissione di Coordinamento del Corso di Studio.
Così come previsto dal RDA, il Consiglio di Dipartimento su proposta della Commissione di Coordinamento del Corso di Studio, effettua il riconoscimento del maggior numero possibile dei CFU acquisiti dallo studente presso il corso di studio di provenienza, con le modalità e secondo i criteri stabiliti al successivo comma 4, anche ricorrendo eventualmente a colloqui per la verifica delle conoscenze effettivamente possedute. Il mancato riconoscimento di CFU deve essere adeguatamente motivato. Esclusivamente nel caso in cui il trasferimento dello studente sia effettuato tra corsi di studio appartenenti alla medesima classe, la quota di CFU relativi al medesimo settore scientifico-disciplinare direttamente riconosciuti allo studente non può essere inferiore al 50% di quelli già conseguiti.
Il Consiglio di Dipartimento sentita la Commissione di Coordinamento del Corso di Studio, consente l’iscrizione dello studente proveniente da altro corso di studio (anche di altro Ateneo) ad un anno di corso successivo al primo, in conformità a quanto stabilito dal regolamento didattico del corso e in rapporto al numero dei CFU riconosciuti.
Il riconoscimento dei crediti è subordinato alla valutazione dei curricula universitari di provenienza e alla convalida degli esami. In particolare agli studenti vengono convalidate le frequenze e gli esami sostenuti negli anni precedenti, nelle sedi di provenienza, nel caso in cui le discipline abbiano le medesime titolazioni e la medesima attribuzione di crediti (o, in assenza di crediti, la medesima durata, annuale o semestrale), e contenuti coerenti con le finalità formative delineate dal presente regolamento. In caso di titolazioni e/o di durata diversa (sempre che il settore scientifico-disciplinare sia lo stesso) lo studente presenterà il programma del corso affinché la Commissione di coordinamento del Corso di Studio possa verificarne l’eventuale equipollenza con le materie attivate.
1. Modalità di svolgimento degli esami di profitto
a) I programmi dei corsi devono contenere le modalità di svolgimento dell’esame e indicare l’eventuale presenza di prove scritte, grafiche e pratiche; nel caso di insegnamenti replicati sarà compito dei docenti rendere il più possibile omogenee le modalità d' esame per i vari corsi del medesimo insegnamento.
b) Gli appelli devono svolgersi nei periodi previsti dal calendario dell'anno accademico, salvo casi eccezionali autorizzati dal Coordinatore di studio.
c) Ciascun insegnamento dovrà prevedere per ogni sessione d’esame almeno due sedute: tra le due sedute devono intercorrere almeno 2 settimane.
d) Le procedure di svolgimento degli esami di profitto possono prevedere prove orali, scritte, grafiche e pratiche. La valutazione deve essere complessiva, e deve essere assicurato il diritto degli studenti di conoscere le motivazioni del giudizio sulle prove sostenute. Le prove orali sono pubbliche.
e) Per i corsi integrati ed i laboratori la prova finale d’esame sarà sostenuta di fronte ad una Commissione costituita dai docenti ufficiali di tutti i moduli.
2. Prove intermedie
In conformità del RDA, i titolari dei corsi possono effettuare prove intermedie di valutazione; i giudizi sulle prove intermedie possono concorrere alla formulazione del giudizio finale.
3. Modalità di nomina, costituzione e funzionamento delle commissioni giudicatrici gli esami di profitto:
La nomina delle commissioni giudicatrici gli esami di profitto spetta al Direttore del Dipartimento di Architettura salvo in caso di delega al Coordinatore del corso di Studio su proposta del docente responsabile dell’insegnamento. Le Commissioni di esame sono composte da almeno tre membri, uno dei quali è il titolare del corso di insegnamento, che svolge le funzioni di Presidente; gli altri sono professori di ruolo o ricercatori del medesimo settore o di settore scientifico-disciplinare affine o cultori della materia. Alla valutazione collegiale complessiva del profitto, a conclusione di un corso integrato ovvero di un laboratorio, prevista come esame unico ai sensi del RAD, partecipano i docenti titolari dei moduli coordinati di insegnamento. La Commissione delibera validamente in presenza di almeno due membri. In caso di assenza o impedimento (temporaneo o definitivo) del titolare, di sua assegnazione ad altro insegnamento, o a seguito di disattivazione dell’insegnamento stesso, il Direttore del Dipartimento indica i nominativi dei docenti che formeranno le commissioni straordinarie che potranno coincidere con le commissioni già attive nei medesimi insegnamenti o di insegnamenti affini.
4. Iscrizioni agli esami di profitto.
Lo studente ha l'obbligo di effettuare l’iscrizione all’esame di profitto secondo le modalità che saranno stabilite all'inizio di ogni anno accademico dal titolare del corso. Per tutto quanto non previsto nel presente articolo si veda quanto stabilito dal RDA.
5. Iscrizioni ai Laboratori di Sintesi Finale.
La presentazione dei Laboratori di Sintesi Finale, e la relativa iscrizione, avverrà all’inizio del secondo anno dell’anno accademico di riferimento.
Nella fase di attivazione dei Laboratori di Sintesi Finale bisognerà considerare le numerosità minime di 25 studenti e massime di 50.
L’iscrizione avverrà per opzioni progressive (da 1 a 3): se uno dei Laboratori non dovesse raggiungere la soglia minima di 25 iscritti non sarà attivato per l’anno accademico in corso; qualora una o due delle opzioni dovessero superare la soglia dei 50 iscritti, si procederà con l’assegnazione per sorteggio fra tutti coloro che hanno esercitato l’opzione di riferimento.
Nella fase di eventuale ridistribuzione degli iscritti si terrà conto delle numerosità tese a garantire il buon funzionamento dei laboratori.
Norme per l'iscrizione ad anno successivo, studenti ripetenti, studenti a contratto
L'Allegato C riporta le norme per l’iscrizione ad anno successivo e quelle relative ai contratti che possono essere stipulati ai sensi del RDA.
Secondo quanto previsto dal RDA, lo studente può chiedere, prima dell'inizio di ogni anno accademico, di compiere il corso di studio in tempi più lunghi di quelli ufficialmente previsti.
Il RDA definisce le categorie degli studenti ripetenti, fuori corso e a contratto.
Prove finali e conseguimento del titolo di studio
Ai sensi della vigente normativa, il titolo di studio di Dottore Magistrale in Architettura (Progettazione Architettonica) è conferito a seguito della prova finale. La prova finale è comprensiva di un’esposizione dinanzi alla Commissione e i criteri di valutazione devono tenere conto dell’intera carriera dello studente. Per accedere alla prova finale lo studente deve avere superato tutti gli esami ed avere acquisito tutti i CFU ad esclusione di quelli attribuiti alla prova finale stessa. Lo svolgimento della prova finale è pubblico. Per il conseguimento della Laurea in Magistrale in Architettura (Progettazione Architettonica) è prevista l’elaborazione di una tesi, redatta in modo originale dallo studente sotto la guida di uno o più relatori. Possono essere relatori tutti i docenti del MAPA, ivi compresi i supplenti e i docenti a contratto. La prova finale per il conseguimento del titolo di dottore in Magistrale in Architettura (Progettazione Architettonica) prevede l’elaborazione di una tesi di laurea, sviluppata dallo studente in una delle discipline previste dall’ordinamento. Le Commissioni giudicatrici della prova finale sono nominate dal Rettore o, su sua delega, dal Direttore del Dipartimento e sono composte da almeno 7 membri scelti tra i professori di ruolo e i ricercatori, di cui almeno 4 professori di ruolo. Le Commissioni sono presiedute dal Direttore, o dal Coordinatore del Corso di studio, o dal più anziano in ruolo dei professori di prima fascia presenti. Possono far parte della Commissione giudicatrice della prova finale anche Professori di Dipartimenti diversi da quelli cui sono iscritti i candidati, nonché Professori a contratto in servizio nell'anno accademico interessato. Le Commissioni giudicatrici per la prova finale esprimono la loro votazione in centodecimi e possono concedere, all'unanimità, la lode al candidato che consegue il massimo dei voti. Il voto minimo per il superamento della prova finale è sessantasei centodecimi. Il calendario didattico deve prevedere almeno tre appelli per le prove finali, opportunamente distribuiti nell'anno accademico, e tener conto di eventuali deliberazioni adottate in materia dal Senato Accademico. Modalità, termini ed adempimenti amministrativi per l’assegnazione e la consegna delle tesi e per l’ammissione all’esame finale per il conseguimento del titolo di studio sono resi noti dalle strutture didattiche mediante le opportune forme di pubblicità previste dal RDA.
Per tutto quanto non previsto nel presente regolamento si applicano le disposizioni della normativa vigente e dal RDA.
UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II SCUOLA POLITECNICA E DELLE SCIENZE DI BASE DIPARTIMENTO DI ARCHITETTURA
AL REGOLAMENTO DIDATTICO
ORDINAMENTO DIDATTICO -QUADRO DELLE ATTIVITA’ FORMATIVE
con intervalli per l’attribuzione dei cfu
Analisi e progettazione strutturale dell’architettura
ICAR/08 – Scienza delle costruzioni ICAR/09 – Tecnica delle costruzioni
ICAR/22 – Estimo
ICAR/20 – Tecnica e pianificazione urbanistica ICAR/21 – Urbanistica
ICAR/17 – Disegno
Discipline fisico-tecniche ed impiantistiche per l’architettura
Discipline tecnologiche per l’architettura e la produzione urbanistica
ICAR/12 – Tecnologia dell’architettura
Totale cfu per le attività caratterizzanti
BIO/03 – Botanica ambientale e applicata GEO/09 – Georisorse minerarie e applicazioni mineralogico-petrografiche per l’ambiente e i beni culturali
ICAR/07- Geotecnica
ICAR/09 – Tecnica delle costruzioni
ICAR/15 – Architettura del paesaggio
ING-IND/11 – Fisica tecnica ed ambientale
L-ART/02 – Storia dell’arte moderna M-PSI/01 – Psicologia generale
SECS-S/06 – Metodi matematici dell’economia e delle scienze attuariali e finanziarie
Totale cfu per le attività affini e integrative
Altre attività formative (D.M.270 art. 10 §5)
Tirocini formativi di orientamento (art. 10, comma 5, lettera d)
Totale cfu altre attività
CFU Totali per il conseguimento del titolo
CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN ARCHITETTURA -PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA
TECNICHE DI RAPPRESENTAZIONE DELL’ARCHITETTURA Corso monodisciplinare
Composizione architettonica e urbana Disciplina Caratterizzante
ICAR14
Impianti tecnologici Modulo integrativo
ING­IND11
Restauro Disciplina Caratterizzante
ICAR19
Storia dell’architettura Modulo Integrativo
ICAR18
SCIENZA DELLE COSTRUZIONI monodisciplinare
LABORATORIO DI PROGETTAZIONE DEI SISTEMI AMBIENTALI
Tecnologia Disciplina Caratterizzante
Legislazione dei beni culturali Modulo Integrativo
Architettura degli interni e allestimento Disciplina Caratterizzante
ICAR16
Disegno industriale Modulo Integrativo
ATTIVITÀ’ A SCELTA DELLO STUDENTE
Totale cfu 1° anno
TECNICA DELLE COSTRUZIONI Disciplina Caratterizzante
Urbanistica Disciplina caratterizzante
ICAR21
Progettazione architettonica e del paesaggio
Architettura del paesaggio Corso integrato
ICAR15
Estimo Modulo Integrativo
LABORATORIO DI SINTESI FINALE (12 CFU) a scelta dello studente**
TIROCINI FORMATIVI E DI ORIENTAMENTO (art. 10, comma 5, lett. D)
Totale cfu 2° anno
Totale cfu del corso di laurea
** Laboratori di sintesi finale a scelta dello studente che potranno essere attivati nei seguenti indirizzi:
Laboratorio di sintesi finale in Composizione Architettonica
ICAR/14 - Composizione architettonica e urbana 6cfu
ICAR/12 – Progettazione esecutiva 6cfu
Laboratorio di sintesi finale in Tecnologia Ambientale
ICAR/12 – Tecnologia dell’architettura 6cfu
ICAR/19 – Restauro 6cfu
INSEGNAMENTI E ALTRE ATTIVITA’ FORMATIVE
Obiettivi – Contenuti formativi specifici - Articolazione - Durata - Propedeuticità
tipol ogia
Obiettivi - Contenuti formativi – Articolazione
Tecniche di rappresentazione dell’Architettura
OBIETTIVI Specializzazione delle competenze relative all’uso delle diverse tecniche di rilievo e di rappresentazione tradizionale e digitale.
CONTENUTI Controllo del disegno alle varie scale nella sua duplice accezione di strumento di lettura critica e di linguaggio grafico, infografico e multimediale, applicato alla conoscenza dell’architettura ed al processo progettuale dalla formazione dell'idea alla sua definizione esecutiva attraverso i metodi scientifici della rappresentazione. Metodologie strumentali di rilievo, procedure e tecniche digitali di restituzione metrica, morfologica, tematica.
ARTICOLAZIONE Il corso si articola in lezioni frontali, sopralluoghi ed esercitazioni in aula.
OBIETTIVI Obiettivo del laboratorio è quello di definire il rapporto tra il progetto del singolo edificio e quello del più ampio contesto di appartenenza.
La COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA E URBANA si conforma al processo di gradualità che ha caratterizzato i laboratori di progettazione del corso triennale. In questa logica lo studente elaborerà il progetto di un singolo edificio da inserire in un contesto urbano (esistente o di progetto) proposto dalla docenza. Particolare rilevanza sarà dedicata alla fase dell’analisi urbana. Nel modulo di IMPIANTI TECNOLOGICI vengono approfondite, alla luce dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale, le tematiche del sistema edificio-impianto e dei sistemi energetici urbani, con particolare attenzione all’adeguamento di manufatti esistenti.
Disciplina caratterizzante del Laboratorio
ING-IND 11
Acquisizione della metodologia per la progettazione del restauro architettonico nelle sue varie fasi di analisi e conoscenza, di diagnosi, di ipotesi progettuale, di verifica e di esecuzione.
Il modulo di RESTAURO costituisce la disciplina caratterizzante e affronta: a)-la definizione delle fasi della progettazione con riferimento ad un manufatto architettonico e a siti; b)-l’analisi con riferimento alle patologie e alle altre indagini conoscitive; c)-l’ipotesi progettuale congruente con i più attuali principi disciplinari. Il modulo integrativo di STORIA DELL’ARCHITETTURA costituisce uno strumento di conoscenza fondamentale per la lettura delle stratificazioni e degli elementi costruttivi, nonché per un corretto approccio alla definizione della fase di analisi nell’ambito della metodologia del progetto di restauro. ARTICOLAZIONE
Lezioni teoriche, sopralluoghi ed esercitazioni progettuali in aula. .
Restauro Disciplina caratterizzante del Laboratorio
ICAR 19
Fornire allo studente una conoscenza approfondita della teoria della elasticità e della Teoria della trave alla De Saint Venant nonché l’approccio alla progettazione strutturale che consenta di affrontare in modo compiuto ed autonomo l’analisi ed il dimensionamento strutturale.
Contenuti della SCIENZA DELLE COSTRUZIONI: Il corpo continuo. Fondamenti di analisi della tensione e della deformazione. Principio dei lavori virtuali. Il materiale elastico lineare: La legge di Hooke. Il problema dell' equilibrio elastico e i teoremi energetici. Esempi di soluzione. I criteri di resistenza e le verifiche di sicurezza. Il passaggio al modello strutturale. La teoria della Trave. Il Problema del De Saint Venant. Sforzo Normale, Flessione retta, deviata e composta, Torsione, Taglio retto e deviato, sollecitazioni composte. Esercitazioni sul tema. Applicazioni ed esempi.
Lezioni teoriche frontali ed esercitazioni in aula.
Sviluppare negli studenti la capacità di gestire consapevolmente il disegno di trasformazione dell’ambiente.
La TECNOLOGIA Il laboratorio si articola per mezzo di moduli disciplinari diversi tesi a rendere gli allievi architetti consapevoli delle future scelte professionali nel mondo del lavoro. Ognuno dei moduli rappresenta dunque un contributo essenziale all’evoluzione di una matura gestione nel disegno di trasformazione dell’ambiente. Mediante l’elaborazione di un’attenta analisi delle preesistenze storiche, delle caratteristiche ambientali e paesaggistiche, delle risorse ecologiche naturali, sociali e culturali del contesto, si contribuisce a creare metodologie di progetto rispettose del luoghi antropizzati e dei vincoli legislativi.
Il modulo di LEGISLAZIONE DEI BENI CULTURALI analizza la legislazione italiana in materia di beni culturali e paesaggistici (nella sua evoluzione sino al Codice dei beni culturali e del paesaggio) occupandosi, nel limite del monte-crediti di competenza: delle relative nozioni - della circolazione giuridica - della tutela, fruizione e valorizzazione dei beni culturali - dei rapporti tra urbanistica e beni culturali - della disciplina vincolistica sui beni ambientali - della valutazione di impatto ambientale – del regime sanzionatorio in materia. Al termine del modulo lo studente deve dimostrare di conoscere e di essere in grado di consultare i testi normativi di riferimento e comprenderne la logica interna. ARTICOLAZIONE
Lezioni teoriche, seminari di approfondimento di carattere pluridisciplinare. esercitazioni, visite guidate e sopralluoghi..
IUS 10
L'obiettivo formativo del Laboratorio di Architettura degli Interni è quello di sottolineare la centralità del fruitore, dell'uomo quale utente e destinatario degli spazi architettonici, nell'iter del processo progettuale. L'architettura, intesa come arte di costruire spazi destinati all'uomo, deve essere, a qualsiasi scala di progetto, relazionata e misurata alle aspettative, ai bisogni e ai desideri dell'essere umano. La scala più prossima all'uomo è quella che maggiormente consente di verificare e sperimentare tali necessità quali dati imprescindibili del progetto di architettura.
Il progetto dell’interno architettonico intende dare forma e significato all’architettura nel suo complesso a partire dal suo interno. L'architettura degli interni rappresenta quel particolare momento della progettazione in cui, posto l'uomo come protagonista della fruizione dello spazio, si definiscono con precisione le connotazioni materiche, dimensionali, formali e percettive degli ambienti, precisandone il loro uso e quindi la funzione deputata. Tale atteggiamento progettuale interviene sul rapporto tra manufatto e fruitore. La centralità del fruitore sposta l’attenzione del progettista dalle cose al loro significato, dall’oggetto architettonico al senso che tali strutture e spazi esprimono e comunicano all’utente.
Il modulo di DISEGNO INDUSTRIALE presta particolare attenzione alla nozione di efficienza e di spettacolarità dell’architettura, in cui design e architettura coincidono sempre più, dal punto di vista dei linguaggi e del trasferimento di know-how. ARTICOLAZIONE
La didattica consta di lezioni teoriche per ciascun insegnamento e di esercitazioni grafiche in aula.
Le modalità di svolgimento delle verifiche sono stabilite annualmente dal Corso di Studio e rese note agli studenti prima dell’inizio delle lezioni
Obiettivi - Contenuti formativi – Articolazione del corso
Il corso di TECNICA DELLE COSTRUZIONI affronta i problemi
relativi al comportamento delle strutture civili. Nello specifico o contenuti
riguardano: Calcolo agli stati limite per gli elementi in c.a. e in acciaio. –
Sistemi e tipologie strutturali. Analisi del comportamento e criteri di
verifica e di progetto per strutture in c.a. e in acciaio. – Elementi di sismica.
L’oscillatore elementare. Spettri di risposta. – Elementi di geotecnica.
Caratteristiche dei terreni di fondazione. Fondazioni dirette: verifica della
capacità portante e calcolo dei cedimenti. Fondazioni su pali. Opere di
sostegno dei terrapieni. – Cenni sul comportamento delle strutture murarie.
Lezioni teoriche e esercitazioni pratiche.
Obiettivo del laboratorio è quello di completare nell’allievo le conoscenze relative all’Urbanistica e al controllo dello sviluppo del territorio e della città. Il tutto avvalendosi dei contenuti propri del settore caratterizzante e di quelli dell’Architettura del Paesaggio.
Il modulo di URBANISTICA, disciplina caratterizzante del laboratorio dopo un riepilogo delle nozioni fondamentali della disciplina, affronta i
temi della progettazione e della redazione degli strumenti adibiti al controllo del territorio, sia a livello della scala ampia, che di quello
comunale e di quartiere. Il Corso si svilupperà attraverso una serie di lezioni
durante le quali gli allievi saranno chiamati a elaborare esempi di Piani
Urbanistici, partendo dalla fase conoscitiva ed analitica dei territori per
giungere, passando per la definizione di obiettivi da perseguire per lo
sviluppo delle comunità interessate, alla proposizione di piani urbanistici.
Il modulo integrativo di ARCHITETTURA DEL PAESAGGIO si
propone di formare architetti in grado:
-di redigere analisi contestuali e specialistiche e progetti relativi alla
valorizzazione e alla conservazione del paesaggio nell’ambito di strumenti di pianificazione di settore e generali alle diverse scale;
-redigere progetti di arredo urbano, di parchi e di giardini in contesti
-redigere progetti di restauro di parchi e giardini di valore storico e artistico.
Il tutto tramite lezioni teoriche finalizzate alla conoscenza della cultura del paesaggio nelle diverse epoche storiche. Lezioni teoriche finalizzate alla conoscenza di metodologie e ipotesi progettuali del progetto paesaggistico contemporaneo, anche in rapporto alla definizione del progetto attraverso contributi metodologici e operativi multidisciplinari.. Esercitazioni applicate alla impostazione metodologica progettuale e alla risoluzione progettuale di sistemazioni paesaggistiche di ambiti di valore ambientale, di ambiti urbani e territoriali degradati, di complessi di valore storico artistico, di parchi urbani e di giardini.
Il laboratorio prevede lezioni teoriche ed esercitazioni progettuali.
Le modalità di svolgimento delle verifiche sono stabilite annualmente dal
Corso di Studio e rese note agli studenti prima dell’inizio delle lezioni .
Obiettivo del laboratorio è quello di definire all’interno del progetto urbano il rapporto tra il progetto del singolo edificio e quello di un più ampio contesto progettuale di appartenenza. Dunque la definizione di un quadro teorico e una successiva sperimentazione progettuale attenta ai costi e agli aspetti strutturali.
La COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA E URBANA in quanto
disciplina caratterizzante affronta il tema del progetto urbano e della sua
realizzabilità avvalendosi dei contributi disciplinari propri del Settore. Il
tema di progetto proposto riguarda il disegno di un insieme urbano e la
successiva definizione di un edificio appartenente all’insieme stesso con gli approfondimenti determinati dalle comptenze dei due moduli integrativi.
Il modulo integrativo di ESTIMO rivolge particolare attenzione alla stima del costo di produzione delle opere progettate, in relazione allo studio di fattibilità e al project financing. Si propongono:
-stime sintetiche parametriche del costo di costruzione (per campioni
significativi e per componenti funzionali);
-il modello di regressione multipla lineare ed il suo impiego a fini estimativi (con applicazioni al centro antico di Napoli, all’area di Chiaia, all’area di Bagnoli/Cavalleggeri, etc.);
-metodi di valutazione dei progetti.
Composizione architettonica e
Le discipline presenti nei Laboratori di sintesi finale potranno essere attivate nei seguenti SSD:
ICAR14 – Composizione architettonica e urbana
ICAR12 – Tecnologia dell’architettura
ICAR19 – Restauro
TIROCINI FORMATIVI E
(art. 10, comma 5, lett. D)
Vedi articolo 12 del Regolamento Didattico
Totale 2°anno
Non si è ammessi a sostenere l’esame di
Se non si è sostenuto l’esame di
TUTTI GLI INSEGNAMENTI DEL 1° ANNO
AL REGOLAMENTO DIDATTICO Norme per l'iscrizione al secondo anno – Esami: studenti in corso e studenti ripetenti – Studenti a contratto - Obbligatorietà di frequenza
Gli studenti ripetenti possono sostenere gli esami anche al di fuori delle sessioni d’esame previste dal calendario didattico.
Gli studenti “a contratto” possono programmare la durata del corso di studi in un numero di annualità superiore a quello regolare, ovvero in 3 o 4 anni. Sono allegate di seguito le articolazioni degli insegnamenti in funzione delle diverse durate. Nelle diverse tipologie il passaggio all’anno successivo è consentito allo studente che abbia conseguito il 50% dei cfu previsti per l’anno immediatamente precedente e tutti i cfu relativi agli altri anni precedenti.
La frequenza di regola è obbligatoria (75% delle attività didattiche frontali per i laboratori e 60% per i corsi monodisciplinari e integrati). Il Consiglio di Dipartimento su proposta della Commissione di Coordinamento del Corso di Studio con apposita delibera e a seguito di motivata richiesta dei docenti interessati può ridurre la percentuale relativa agli insegnamenti monodisciplinari e integrati.
Le attività a scelta dello studente saranno regolamentate di anno in anno dal Consiglio di Dipartimento su proposta della Commissione di coordinamento del Corso di Laurea.