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Timestamp: 2013-05-18 12:00:26+00:00
Document Index: 4124884

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 5', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 19', 'art. 10', 'art. 16', 'art. 13', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 10', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 7']

Attivit� di autoriparazione(8190 parole totali contate in questo testo)(8663 letture) NOTIZIE IN BREVE Dal Ministero chiarimenti operativi e interpretativi della L. n. 224/2012 E' stata pubblicata la Circolare n. 3659/C del 11 marzo 2013 con la quale il Ministero dello Sviluppo Economico chiarisce le modifiche alla disciplina dell'attivit� di autoriparazione introdotte con la legge 11 dicembre 2012, n. 224, che ha raggruppato le due attivit�: "meccanica/motoristica" e "elettrauto" nell'attivit� di "meccatronica".
Pubblicata la legge n. 224/2012, di modifica alla L. n. 122/1992 E' stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21 dicembre 2012, la L. 11 dicembre 2012, n. 224, recante modifiche all'articolo 1 della legge 5 febbraio 1992, n. 122.
Veicoli fuori uso - Nuovi obblighi dalla legge comunitaria 2010 Gli autoriparatori, quando tecnicamente possibile, avranno l�obbligo di consegnare i pezzi usati allo stato di rifiuto derivanti dalle riparazioni dei veicoli - ad eccezione di quelli per cui � previsto dalla legge un consorzio obbligatorio di raccolta - direttamente ai centri di raccolta autorizzati o agli operatori autorizzati per il trasporto e la raccolta. Nuovi adempimenti previsti dalla Legge n. 166/2009 per gli autoriparatori Le imprese esercenti attivit� di autoriparazione possono consegnare, ove ci� sia tecnicamente fattibile, ad un centro di raccolta, direttamente, qualora iscritti all�Albo nazionale dei gestori ambientali, ovvero avvalendosi di un operatore autorizzato alla raccolta ed al trasporto di rifiuti, i pezzi usati allo stato di rifiuto derivanti dalle riparazioni dei veicoli, ad eccezione di quelle per cui � previsto dalla legge un consorzio obbligatorio di raccolta
Le modifiche dell'articolo 19 della legge n. 241/1990 - Problematiche applicative per le attivit� regolamentate il cui esercizio e subordinato a verifica dei requisiti presso le Camere di Commercio I commi dal 3 al 7 dell'articolo 9 della legge 18 giugno 2009, n. 69 hanno introdotto rilevanti novit� nella struttura della procedura nota come "dichiarazione di inizio attivit� - DIA", di cui all'articolo 19 della legge n. 241/1990.
Il Ministero dello Sviluppo Economico, con la Lettera-Circolare n. 3625/C del 17 luglio 2009, Prot. 0065083, si � occupato, nello specifico, delle attivit� soggette a preventiva verifica dei requisiti a cura dell'ufficio del Registro delle imprese, ovvero della Commissione provinciale dell'artigianato, quali: l'impiantistica (D.M. n. 37/2008); l'autoriparazione (L. n. 122/1992); le imprese di pulizia (L. n. 82/1994 e D.M. n. 274/1997); l'attivit� di facchinaggio (D.M. 221/2003), formulando indicazioni per l'adozione di comportamenti il pi� possibili omogenei.
Successivamente, lo stesso Ministero � tornato sullo stesso argomento fornendo, con Nota del 24 novembre 2009, Prot. 107640, ulteriori considerazioni che ribadiscono la linea tenuta dal Ministero nella Circolare n. 3625/C.
Nuovi obblighi per le imprese di autoriparazione Le imprese esercenti attivit� di autoriparazione, di cui alla legge n. 122/1992, e successive modificazioni, devono consegnare, ove ci� sia tecnicamente fattibile, ad un centro di raccolta dei veicoli fuori uso, direttamente, qualora iscritti all'Albo nazionale dei gestori ambientali, ovvero avvalendosi di un operatore autorizzato alla raccolta ed al trasporto di rifiuti, i pezzi usati allo stato di rifiuto derivanti dalle riparazioni dei veicoli, ad eccezione di quelle per cui e' previsto dalla legge un consorzio obbligatorio di raccolta.
Lo ha stabilito l�art. 1, comma 1, lett. a) del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135 � in vigore dal 26 settembre 2009 � che ha modificato l�art. 5, comma 15, del D.Lgs. 24 giugno 2003, n. 209, recante �Attuazione della direttiva 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso�.
LE IMPRESE DI AUTORIPARAZIONE 1. Normativa di riferimento La fonte normativa � la legge 5 febbraio 1992, n. 122, successivamente modificata dalla legge 26 settembre 1996, n. 507, dal D.P.R. 14 dicembre 1999, n. 558, art. 10 e infine, dalla L. 11 dicembre 2013, n. 224. Sono state successivamente emanate le seguenti Circolari esplicative: - la n. 3286/C del 19 giugno 1992; - la n. 3348/C del 28 settembre 1994; - la n. 3562/C del 7 luglio 2003;
2. Ambito di applicazione Secondo quanto stabilito dall'art. 1, comma 3, della L. n. 122 del 1992, l'attivit� di autoriparazione si distingueva nelle attivit� di: a) meccanica-motoristica; b) carrozzeria; c) elettrauto; d) gommista. Successivamente, la legge 11 dicembre 2012, n. 224, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21 dicembre 2012, ha sostituito tale comma stabilendo che l�attivit� di autoriparazione si distingue nelle attivit� di:
Vengono cos� unificate, in una nuova categoria detta �meccatronica�, le due preesistenti attivit� di meccanico-motorista ed elettrauto.
Con l'articolo 2 viene previsto che le Regioni e Province Autonome, entro sei mesi, dovranno adeguare i programmi e le modalit� di svolgimento dei corsi regionali alle nuove disposizioni.
All'articolo 3 vengono poi dettate le disposizioni transitorie, prevedendo che le imprese di autoriparazione abilitate alle attivit� di meccanica e motoristica e di elettrauto, ai sensi dell�articolo 1, comma 3, della legge n. 122/1992, nel testo vigente prima della data di entrata in vigore della presente legge (5 gennaio 2013), possono proseguire, per i cinque anni successivi alla medesima data di entrata in vigore, l�attivit� suddetta.
Rientrano nell'attivit� di autoriparazione tutti gli interventi di sostituzione, modificazione e ripristino di qualsiasi componente, anche particolare, dei veicoli e dei complessi di veicoli a motore, nonch� l'installazione, sugli stessi veicoli e complessi di veicoli a motore, di impianti e componenti fissi. Rientrano inoltre gli interventi specialistici su autoveicoli quali: interventi su radiatori, carburatori, pompe di iniezione, benzina e diesel, impianti di climatizzazione, impianti per alimentazione GPL o metano, freni e balestre, impianti frigoriferi, impianti di sollevamento, impianti telefonici e musicali, assetti sportivi e carrozzeria speciale.
Non rientrano le attivit� di lavaggio, di rifornimento di carburante, di sostituzione del filtro dell�aria, del filtro dell�olio, dell�olio lubrificante e di altri liquidi lubrificanti o di raffreddamento. Non rientrano, inoltre, le attivit� di autoriparazione effettuate esclusivamente su autoveicoli o motoveicoli non autorizzati a circolare su strada, come ad auto e moto da competizione, go-kart, ecc... � previsto anche una speciale abilitazione per l�esercizio dell�attivit� di riparazione per uso interno avente carattere strumentale o accessorio, per le imprese che svolgono in prevalenza commercio e noleggio di veicoli, quelle di autotrasporto merci conto terzi iscritte all�albo di cui all�articolo 12 della legge 6 giugno 1974, n. 298, nonch� ogni altra impresa o organismo di natura privatistica che svolga attivit� di autoriparazione per esclusivo uso interno. Ogni impresa pu� ottenere le abilitazioni per uno o pi� settori in relazione all�attivit� di autoriparazione esercitata. Salvo il caso di operazioni strumentali o accessorie strettamente connesse all�attivit� principale, non � consentito l�esercizio delle attivit� previste dall�art. 1, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 122, senza la relativa specifica iscrizione. 3. Requisiti richiesti I requisiti richiesti per l�esercizio dell�attivit� di autoriparazione sono di ordine generale, di ordine morale e di ordine tecnico-professionale. Le imprese che esercitano attivit� di autoriparazione devono designare un responsabile tecnico per ciascuna unit� operativa (officina). E� ammesso un solo responsabile tecnico per due officine soltanto se le stesse sono contigue o comunque molto vicine, in modo che possa sovrintendere ad entrambe agevolmente. Non pu� essere preposto alla gestione tecnica un consulente o un professionista esterno. Il responsabile tecnico, infatti, deve avere un rapporto di immedesimazione con l'impresa, inteso come vincolo stabile e continuativo, che comporti un rapporto diretto con la struttura operativa dell'impresa e lo svolgimento di un costante controllo circa il rispetto della normativa tecnica vigente impegnando l'impresa con il proprio operato e le proprie determinazioni limitatamente agli aspetti tecnici dell'attivit�. Il responsabile tecnico pu� pertanto essere: - il titolare; - un familiare (se pu� essere coadiuvante secondo la normativa delle imprese artigiane); - un socio di societ� di persone (anche accomandante); - un socio di societ� a responsabilit� limitata e di societ� cooperative; - l�amministratore di societ� di capitali e di societ� cooperative; - un dipendente; - una persona estranea all�impresa, se legata da contratto d�opera o da contratto di associazione in partecipazione o in possesso di una apposita procura institoria. Ai sensi dell�art. 2 della L. n. 443/1985 le imprese artigiane possono individuare il responsabile tecnico per le ditte individuali esclusivamente nella persona del titolare, per le societ� nella persona di un socio partecipante alle lavorazioni e iscritto nei relativi elenchi assistenziali e previdenziali. 4. Modalit� di denuncia
Il giorno stesso in cui si inizia l�attivit� deve essere presentata la denuncia di inizio attivit� (DIA), ai sensi dell'art. 19 della legge 241/1990, con allegata la documentazione richiesta. L'accertamento dei requisiti viene effettuato dal Responsabile del procedimento e, per le imprese artigiane dalla Commissione Provinciale per l'Artigianato. Entro 60 giorni dalla data di presentazione della denuncia i requisiti devono essere riconosciuti o negati: oltre tale termine vale il principio del silenzio-assenso. 5. Sanzioni
Le province e i comuni vigilano sull�applicazione della Legge. Le sanzioni per l'esercizio abusivo dell'attivit� di autoriparazione sono sontenute nell'art. 10 della legge n. 122/1992 e sono cos� suddivise:
1) L�esercizio dell�attivit� di autoriparazione da parte di impresa non in possesso dei prescritti requisiti personali e tecnico-professionali � punito con la sanzione amministrativa da euro 5.164,57 a euro 15.493,71 e con la confisca delle attrezzature e delle strumentazioni utilizzate per l�attivit� illecita. 2) L�esercizio, da parte di un�impresa, di un�attivit� diversa da quella per la quale ha ottenuto il riconoscimento dei requisiti personali e tecnico-professionali � punita con la sanzione amministrativa da euro 2.582,28 a euro 7.746,85 e la confisca delle attrezzature e delle strumentazioni utilizzate per l�attivit� illecita. 3) Il proprietario o possessore di veicoli o complessi di veicoli a motore che, per la manutenzione e riparazione degli stessi, non si avvale di imprese in possesso dei suddetti requisiti personali e tecnico-professionali, � punito con la sanzione amministrativa da euro 51,65 a euro 258,23. Anche in questo caso si applica il disposto di cui all'art. 16 della Legge n. 689/1981, secondo il quale "E' ammesso il pagamento di una somma in misura ridotta pari alla terza parte del massimo della sanzione prevista per la violazione commessa, o, se pi� favorevole e qualora sia stabilito il minimo della sanzione edittale, pari al doppio del relativo importo oltre alle spese del procedimento, entro il termine di sessanta giorni dalla contestazione immediata o, se questa non vi � stata, dalla notificazione degli estremi della violazione".
�	nel caso di cui al punto 1, la misura ridotta da pagare � di euro 5.164,00;
�	nel caso di cui al punto 2, la misura ridotta da pagare � di euro 2.582,00;
�	ne caso di cui al punto 3, la misura ridotta da pagare � di euro 86,00.
Nei casi di cui ai punti 1) e 2) � prevista la sanzione accessoria della confisca delle atterzzature utilizzate per l'esercizio dell'attivit� abusiva, per cui � necessario procedere al sequestro delle attrezzature ai sensi dell'art. 13 della legge n. 689/1981.
Le autorit� competenti ad emettere le sanzioni in questione sono:
Contro la eventuale sanzione rilevata da un organo di vigilanza (Carabinieri, Vigili urbani, ecc.) � ammesso ricorso al Giudice di Pace.
POSSESSO DEI REQUISITI E DI ESERCIZIO DELL�ATTIVITA� - CASISTICA 1. Certificato di idoneit� fisica per i responsabili tecnici - In alcune Regioni non viene pi� richiesto Il Consiglio dei Ministri, in data 19 ottobre 2006, ha approvato un disegno di legge, presentato dal Ministro della Salute Livia Turco, che riguardava una serie di �Misure di semplificazione degli adempimenti amministrativi connessi alla tutela della salute e altri interventi in materia sanitaria�.
Il disegno di legge, tra le altre numerose attivit�, prevedeva l�abolizione delle disposizioni concernenti l�obbligo di alcuni certificati attestanti l�idoneit� psico-fisica al lavoro e la sana costituzione fisica, e quelli previsti per l�assunzione nel pubblico impiego.
All�articolo 1, comma 6, veniva, inoltre, espressamente abrogata la lettera c) dell�art. 7, comma 1 della legge n. 122/1992 (disciplina dell�attivit� di autoriparazione), nella quale si prevedeva il possesso del requisito della idoneit� fisica all'esercizio dell'attivit�, attestato da una apposita certificazione rilasciata dall'ufficiale sanitario del Comune di esercizio dell'attivit�.
Con l�entrata in vigore di tale disposizione non sarebbe pi� dovuto essere richiesto, per i responsabili tecnici che operavano nel settore dell�autoriparazione, il certificato attestante l�idoneit� fisica.
Tale disegno di legge non ha avuto seguito ed � tuttora fermo in Parlamento.
Nel frattempo, tuttavia, alcune Regioni hanno deliberato in merito all'abolizione dell'obbligo di presentazione del certificato attestante l'idoneit� psico-fisica all'esercizio di una professione o attivit�, come quello richiesto dall'art. 7, comma 1, lett. c). della L. n. 122/1992.
- la Regione FRIULI VENEZIA GIULIA (con la L.R. 18 agosto 2005, n. 21); - la Regione EMILIA ROMAGNA (con il Regolamento regionale 23 dicembre 2008, n. 2, emanato in attuazione dell'art. 6, comma 2, della L.R. 19 febbraio, n. 4).
. Regione Friuli Venezia Giulia - L.R. 18 agosto 2005, n. 21: Norme di semplificazione in materia di igiene, medicina del lavoro e sanit� pubblica e altre disposizioni per il settore sanitario e sociale.
. Regione Emilia Romagna - Regolamento regionale 23 dicembre 2008, n. 2: Regolamento di semplificazione degli adempimenti amministrativi connessi alla tutela della salute in attuazione dell'art. 6, comma 2, della legge regionale 19 febbraio 2008, n. 4 (Disciplina degli accertamenti della disabilit�. Ulteriori misure di semplificazione ed altre disposizioni in materia sanitaria e sociale). 2. Idoneit� fisica del responsabile tecnico Secondo quanto disposto dal comma 1, lett. c), dell'art. 7, della legge n. 122/1992, il responsabile tecnico, oltre al possesso dei requisiti soggettivi e professionali, deve "essere fisicamente idoneo all'esercizio dell'attivita' in base a certificazione rilasciata dall'ufficiale sanitario del comune di esercizio dell'attivit�".
L'idoneit� fisica all'esercizio dell'attivit� di responsabile tecnico pu� essere certificata solo dall'ufficiale sanitario del Comune di esercizio dell'attivit� e non anche da medici privati liberi professionisti. (Nota del Ministero Sviluppo economico del 19 settembre 2007, Prot. n. 8801) 3. L�attivit� lavorativa nell�ultimo quinquennio A proposito del requisito previsto dall�art. 7, comma 2, lett. a), nella parte in cui si prevede �avere esercitato l'attivit� di autoriparazione, alle dipendenze di imprese operanti nel settore nell'arco degli ultimi cinque anni�, ci si � chiesti se l�esercizio dell�attivit� di autoriparazione nell�arco degli ultimi cinque anni vada riferito esclusivamente alle imprese operanti nel settore per le quali l�operaio qualificato ha prestato la propria opera per almeno tre anni, oppure se quest�ultimo debba effettivamente aver prestato la propria opera per almeno tre anni negli ultimi cinque anni presso imprese operanti nel settore.
il Ministero dello Sviluppo Economico, con Note del 12 febbraio 2001, Prot. 502208 e del 9 febbraio 2007, Prot. 0001506, ha puntualizzato che il requisito in questione deve essere riferito alla persona e non all'impresa datore di lavoro. Scopo della norma � infatti quello di garantire che l�esperienza professionale posseduta dai soggetti che aspirano a ricoprire il ruolo di responsabili tecnici sia stata maturata in tempi recenti, garantendo cos� interventi sicuri anche su veicoli di recente progettazione.
Nella Nota del 9 febbraio 2006, Prot. 0001506, rispondendo ad un quesito di una Camera, che chiedeva se un soggetto che abbia esercitato regolarmente l�attivit� dal 1996 al 2000, previo riconoscimento dei requisiti sulla base dell�esperienza professionale precedentemente maturata alle dipendenze di altra impresa del settore, potesse oggi riprendere l�attivit�, il Ministero ha dato risposta negativa in quanto il requisito di cui all�articolo 7, comma 2, lett. a) deve essere interpretato in maniera rigorosa, �n�, nella fattispecie soccorre la speciale e agevolatrice previsione di cui all�art. 6 della legge 25/96�.
Il requisito in questione, infatti, esaurisce i propri effetti decorso il quinquennio, non essendo dotato di quelle caratteristiche di stabilit� che, invece, contraddistinguono la parallela fattispecie di cui all�art. 3, comma 1, lett. d) della legge n. 46/1990, dove si richiede di aver prestato attivit� lavorativa, alle dirette dipendenze di una impresa del settore, nel medesimo ramo di attivit� dell'impresa stessa, semplicemente �per un periodo non inferiore a tre anni�.
Il testo della Nota citata viene riportato nell'Appendice normativa.
4. Riparazione dei motocicli � Possesso di tutte le sezioni Il Ministero dello Sviluppo Economico, con Parere del 3 dicembre 2007, Prot. 0010981, in risposta ad una nota della Camera di Commercio di La Spezia, sostiene che per l�attivit� di riparazione di motocicli non � sufficiente il possesso dei requisiti delle sole sezioni di meccanica e motoristica.
Nello specifico, il riconoscimento del requisito tecnico-professionale per l�esercizio dell�attivit� di riparazione di motocicli non � possibile per chi vanta le seguenti condizioni: 1) iscrizione come imprenditore individuale esercente l'attivit� di riparazione
motocicli (sezione meccanica e motoristica) dal 1� ottobre 1992 al 31 dicembre 1999; 2) qualit� di socio lavoratore in una cooperativa iscritta per l'attivit� di meccanica e
motoristica, dal 2000 al 2007; 3) iscrizione, in data 20 aprile 1995, nel Registro delle imprese di autoriparazione, sempre per la sezione meccanica e motoristica; 4) lo svolgimento, su motocicli, di lavori inerenti le altre tre sezioni (carrozzeria, gommista, elettrauto) negli anni 1993 e 1994, comprovato mediante l'esibizione di fatture. Il Ministero esclude anche che a detta fattispecie possa essere applicato l�art. 6 della legge n. 25/1996, in quanto la stessa garantisce il riconoscimento del requisito tecnico-professionale solo a coloro che dimostrino di avere svolto professionalmente l'attivit�, alla data di entrata in vigore del D.P.R. n. 387 del 1994, nel corso di periodi pregressi in qualit� di titolari di imprese del settore regolarmente iscritte all'albo delle imprese artigiane o nel registro delle ditte, per una durata non inferiore ad un anno.
5. Requisito dell'immedesimazione del responsabile tecnico - Chiarimenti del Ministero Il Ministero dello Sviluppo Economico, con il Parere del 18 dicembre 2007, Prot. 0011618, ha fornito chiarimenti in merito al requisito dell�immedesimazione del responsabile tecnico, precisando che:
a) nel caso S.n.c. il socio che assume l�incarico di responsabile tecnico deve essere uno dei soci partecipanti al lavoro;
b) nel caso sia l�accomandante ad assumere l�incarico di responsabile tecnico, lo stesso dovr� essere socio prestatore d�opera.
In entrambi i casi la prestazione d�opera del socio � soddisfatta anche quando la prestazione d'opera si sostanzia nello svolgimento di un costante controllo sui servizi offerti dall'impresa, senza necessit� di una prestazione lavorativa anche manuale, purch� sia verificata la stabilit� e continuit� del vincolo e il rapporto diretto con la struttura operativa dell'impresa stessa. 6. Operaio qualificato presso industrie meccaniche - Non abilitante L'esperienza maturata come operaio qualificato presso industrie meccaniche, operanti nel settore della costruzione di motori industriali (costruzioni di macchine e di parti delle stesse) non pu� essere ritenuta idonea ad abilitare all'assunzione del ruolo di responsabile tecnico in imprese esercenti l'attivit� di autoriparazione.
Lo ha stabilito il Ministero dello Sviluppo Economico con il parere espresso il 27 marzo 2008, Prot. 2580, il cui testo si riporta nell'Appendice normativa. 7. Riparazione di pneumatici - Richiesto il possesso dei requisiti Considerato quanto previsto dall'art. 1, comma 2,
della legge n. 122/1992, ovverosia che rientrano nell'attivit� di autoriparazione tutti gli interventi di sostituzione, modificazione e ripristino di qualsiasi componente, anche particolare, dei veicoli e dei complessi di veicoli a motore, anche per esercitare l'attivit� di "riparazione di pneumatici" � necessario possedere i requisiti tecnico-professionali previsti dalla legge all'articolo 7, per l'attivit� di gommista di cui al comma 3, lettera d), dell'articolo 1.
Ci� vale sia nel caso in cui l'attivit� di riparazione pneumatici si inserisca in un ciclo di servizio completo (smontaggio del pneumatico danneggiato, riparazione e rimontaggio), sia nel caso in cui rappresenti una fase soltanto di detto ciclo di servizio (es. la riparazione viene fatta da una impresa diversa da quella che smonta e rimonta le gomme).
Non vi rientra, invece, l'attivit� di "rigenerazione pneumatici", in cui una certa quantit� di pneumatici usurati (di propriet� dell'impresa) viene rigenerata e successivamente commercializzata, in quanto l'attivit� in questione � sottoposta a specifici controlli amministrativi e non riguarda, in ogni caso, il ripristino delle condizioni di sicurezza riferite ad uno specifico veicolo.
Lo ha stabilito il Ministero dello Sviluppo Economico con la Lettera Circolare del 31 marzo 2008, Prot. 2688, il cui testo si riporta nell'Appendice normativa. 8. Responsabile tecnico - Verifica dell'idoneit� fisica La certificazione di idoneit� fisica all'esercizio dell'attivit�, prevista dall'art. 7, comma 1, lett. c), della legge n. 122/1992, pu� essere rilasciata esclusivamente da un medico appartenente ad una struttura pubblica (Ufficiale sanitario) e non da uno specialista privato. (Ministero dello Sviluppo Economico, Nota del 5 febbraio 2009, Prot. 11020).
9. Accettabile la nomina a responsabile tecnico di un soggetto cui sia stata conferita una procura - Non accettabile una nomina con effetto retroattivo Nulla osta alla preposizione come responsabile tecnico di un soggetto cui sia stata conferita procura. Importante che tale procura, con sottoscrizione autenticata del preponente, risulti depositata al Registro delle imprese e che il rapporto interno tra il rappresentante e il rappresentato risulti coerente con il principio di immedesimazione.
Non pu� essere accolta una nomina retrodatata di un responsabile tecnico di un'impresa di autoriparazione in quanto i titoli del soggetto in questione vanno valutati solo al momento in cui viene presentata la dichiarazione di inizio attivit�, nell'ambito della quale l'impresa attesta la presenza di un soggetto in possesso dei requisiti previsti dalla legge. (Ministero dello Sviluppo Economico - Nota del 25 agosto 2009, Prot. 75298).
10. Attivit� di autoriparazione e responsabile tecnico - Stessa sede e stesso direttore tecnico in una societ� e in una impresa individuale Con Nota del 9 dicembre 2009, Prot. 113217, il Ministero dello Sviluppo economico, rispondendo ad un quesito posto dalla Camera di Commercio di Asti, chiarisce che l�amministratore di una societ� pu� svolgere il ruolo di responsabile tecnico della stessa nel caso in cui egli sia in possesso dei requisiti di legge e possa garantire la continuativa presenza presso l�officina e, contemporaneamente nello stesso locale, costui pu� svolge il medesimo ruolo anche per l�impresa individuale di cui � titolare.
Il caso che ha originato il quesito � quello di una societ� a responsabilit� limitata che ha nominato come responsabili tecnici i due amministratori: uno per le attivit� di meccanica-motoristica, gommista e carrozzeria; e l�altro (che riveste anche la carica di socio) per l�attivit� di elettrauto. Il responsabile tecnico per l�attivit� di elettrauto � anche titolare di una impresa individuale artigiana esercente le attivit� di meccanica-motoristica ed elettrauto, la cui sede (legale e operativa) coincide con quella della societ� che lo ha nominato. Secondo il Ministero � illogico impedire all�amministratore di una societ� di svolgere il ruolo di responsabile tecnico per la societ� stessa nel caso in cui egli sia in possesso dei requisiti di legge e possa garantire la continuativa presenza presso l�officina, per il solo fatto che, contemporaneamente, e nello stesso locale, detto soggetto svolge il medesimo ruolo anche per l�impresa individuale di cui � titolare. Di conseguenza, verificato che nel caso sottoposto all�esame il soggetto interessato � titolare di un�impresa individuale e amministratore dell�altra, e che entrambe svolgono l�attivit� di autoriparazione presso la stessa sede, sembra doversi ritenere che possano trovare applicazione, per analogia ed in via eccezionale, le indicazioni gi� contenute nella Nota del MICA del 2 agosto 1995, Prot. n. 388195 e nella Circolare n. 3286/C del 19 giugno 1992 (punto 4b).
PROBLEMATICHE CONNESSE ALL�ATTIVITA� DI AUTORIPARAZIONE 1. DICHIARAZIONE
SULL'IMMISSIONE SUL MERCATO DI PITTURE, VERNICI E PRODOTTI PER CARROZZERIA . Se vuoi approfondire l�argomento, clicca QUI.
2. VEICOLI FUORI USO - NUOVI ADEMPIMENTI PREVISTI A CARICO DEGLI AUTORIPARATORI 2.1. Le novit� introdotte dalla legge n. 196/2009
Le imprese esercenti attivit� di autoriparazione possono consegnare, ove ci� sia tecnicamente fattibile, ad un centro di raccolta, direttamente, qualora iscritti all�Albo nazionale dei gestori ambientali, ovvero avvalendosi di un operatore autorizzato alla raccolta ed al trasporto di rifiuti, i pezzi usati allo stato di rifiuto derivanti dalle riparazioni dei veicoli, ad eccezione di quelle per cui � previsto dalla legge un consorzio obbligatorio di raccolta.
Questo � quanto stabilito all'art. 1, comma 1, della legge 20 novembre 2009, n. 166 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 274 del 24 novembre 2009 - Suppl. Ord. n. 215), recante �Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunit� europee�, il quale ha modificato il comma 15 dell'art. 5, del D. Lgs. 24 giugno 2003, n. 209 (Attuazione della direttiva 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso).
2.2. Ulteriori novit� introdotte dalla legge n. 217/2011 - Legge comunitaria 2010 Gli autoriparatori, quando tecnicamente possibile, avranno l�obbligo di consegnare i pezzi usati allo stato di rifiuto derivanti dalle riparazioni dei veicoli - ad eccezione di quelli per cui � previsto dalla legge un consorzio obbligatorio di raccolta - direttamente ai centri di raccolta autorizzati o agli operatori autorizzati per il trasporto e la raccolta. Il produttore dei componenti del veicolo dovr�, inoltre, mettere a disposizione degli impianti di trattamento, fermo restando il rispetto delle norme vigenti in materia di riservatezza commerciale ed industriale, adeguate informazioni sulla demolizione, sullo stoccaggio e sulla verifica dei componenti che possono essere reimpiegati.
� quanto previsto all�articolo 23 della legge 15 dicembre 2011, n. 217 (Legge comunitaria 2010).
Detto articolo, attraverso la modifica diretta dell�articolo 5, comma 15 e dell�art. 10, comma 1-bis del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 209 (recante attuazione della direttiva 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso), ha trasformato in obbligo quella che prima rappresentava una facolt�.
Questi i testi vigenti doipo le richiamate modifiche:
�15. Le imprese esercenti attivit� di autoriparazione, di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 122, consegnano, ove ci� sia tecnicamente fattibile, i pezzi usati allo stato di rifiuto derivanti dalle riparazioni dei veicoli, ad eccezione di quelli per cui � previsto dalla legge un consorzio obbligatorio di raccolta, ai seguenti soggetti: a) direttamente ad un centro di raccolta di cui al comma 3, qualora iscritti all'Albo nazionale dei gestori ambientali; b) ad un operatore autorizzato alla raccolta ed al trasporto dei rifiuti perch� provveda al loro trasporto ad un centro di raccolta di cui al comma 3�.
�1-bis. Fermo restando il rispetto delle norme vigenti in materia di riservatezza commerciale ed industriale, il produttore dei componenti del veicolo mette a disposizione degli impianti di trattamento di cui all�articolo 3, comma 1, lettera o), per quanto richiesto dagli stessi impianti, adeguate informazioni sulla demolizione, sullo stoccaggio e sulla verifica dei componenti che possono essere reimpiegati�.
3. PROPOSTA DI MODIFICA DELL'ART. 1 DELLA LEGGE N. 122 DEL 1992 1. L�articolo 1, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 122, � sostituito dal seguente:
3. Ai fini della presente legge l�attivit� di autoriparazione si distingue nelle attivit� di:
c) gommista �.
Art. 2. In via transitoria, le imprese di autoriparazione abilitate alle attivit� di meccanica e motoristica e di elettrauto ai sensi dell�articolo 1, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 122, nel testo vigente prima della data di entrata in vigore della presente legge, possono proseguire, per i cinque anni successivi alla medesima data di entrata in vigore, l�attivit� suddetta.
Entro cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le attivit� di meccanica e quelle di elettrauto si dotano dei requisiti necessari per svolgere l�attivit� di meccatronica e assumono la nuova denominazione.
Questi sono i due articoli della proposta di legge Delfino ed altri, recante �Modifica all�articolo 1 della legge 5 febbraio 1992, n. 122, concernente la disciplina dell�attivit� di autoriparazione� assegnata dalla Camera in sede legislativa alla IX Commissione Trasporti. Se l�evoluzione tecnologica di questi ultimi venti anni non ha modificato, se non marginalmente, i contenuti delle attivit� concernenti la riparazione e la manutenzione di carrozzeria e di gomme, ben altro � accaduto nel campo della meccanica-motoristica-elettrauto.
Qui, infatti, l�evoluzione tecnologica dei veicoli ha determinato un intreccio progressivo e sempre pi� intenso tra funzionamento del motore e delle parti meccaniche e funzionamento degli impianti e delle dotazioni elettriche degli autoveicoli.
Gli impianti e le dotazioni elettriche non hanno pi�, infatti, funzioni prevalentemente autonome (accensione, illuminazione eccetera), ma molto spesso sono direttamente serventi al funzionamento
delle parti motoristiche e meccaniche, ovvero ne assicurano il costante monitoraggio.
Ma, se cos� �, risulta inimmaginabile, oggi, lo svolgimento di interventi di manutenzione e di riparazione su motore e su parti meccaniche senza la contemporanea verifica delle connessioni con la parte
elettrica e viceversa. � difficile, cio�, ipotizzare un intervento sulla parte elettrica senza valutare l�impatto sulla parte motoristica e meccanica eventualmente connessa, e ancor pi� difficile � immaginare
un intervento sulle parti meccaniche e motoristiche senza valutare il funzionamento dei correlati impianti elettrici.
Viene meno, quindi, la possibilit� di tenere separate, se non per interventi minori e marginali, l�attivit� di meccanico-motorista da quella di elettrauto.
Nasce da qui la presente proposta di legge, il cui articolo 1 unifica in una nuova categoria detta �meccatronica� le due preesistenti distinte attivit� di meccanicomotorista ed elettrauto, apportando le conseguenti modifiche all�articolo 1 della legge n. 122 del 1992.
. Se vuoi scaricare il testo della prposta di legge n. 4574, clicca QUI. 4. 21 DICEMBRE 2012 - Pubblicata la legge n. 224/2012, di modifica alla L. n. 122/1992 E' stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21 dicembre 2012, la L. 11 dicembre 2012, n. 224, recante modifiche all'articolo 1 della legge 5 febbraio 1992, n. 122.
La nuova legge ha, in sostanza, accorpato le sezioni meccanica/motoristica ed elettrauto nella nuova attivit� di �meccatronica�.
Per effetto di tale innovazione a partire dal 5 gennaio 2013 � necessario porre una distinzione tra le imprese che sono gi� in attivit� e le imprese che invece avviano, dopo tale data, una nuova attivit�.
Non sar� pi� possibile iscrivere un'impresa per la sola attivit� di meccanica o per la sola attivit� di elettrauto
Conseguentemente, coloro che vogliono aprire una nuova attivit� dovranno necessariamente chiedere la lett. a) della Legge 122/92 cio� la "meccatronica" ed essere in possesso dei requisiti necessari per entrambe le attivit�.
a) attivit� prestata per tre anni negli ultimi cinque alle dirette dipendenze di un'impresa abilitata sia alla meccanica/motoristica che all'elettrauto; b) diploma di qualifica professionale di "Operatore industrie meccaniche e dell�autoveicolo" pi� un anno negli ultimi cinque alle dirette dipendenze di un'impresa abilitata sia alla meccanica/motoristica che all'elettrauto; c) frequenza di un corso regionale sia per l'attivit� di meccanica/motoristica sia per quella di elettrauto pi� un anno negli ultimi cinque alle dirette dipendenze di un'impresa abilitata sia alla meccanica/motoristica che all'elettrauto; d) diploma di maturit� professionale di Tecnico delle industrie meccaniche o laurea in ingegneria meccanica, ingegneria chimica, ingegneria aeronautica, fisica.
Con riguardo al requisito sub c) la legge prevede l'istituzione di appositi corsi regionali di qualificazione per la nuova attivit� di "meccatronica" entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge.
Per le imprese gi� in attivit� e regolarmente iscritte nel Registro imprese o all'Albo delle imprese artigiane al 5 gennaio 2013 la legge prevede quanto segue:
1) quelle gi� abilitate sia alla meccanica/motoristica che all'elettrauto sono abilitate di diritto alla nuova attivit� di "meccatronica";
2) quelle gi� abilitate alla sola attivit� di meccanica/motoristica possono continuare a svolgere l'attivit� per cinque anni (cio� sino al 5 gennaio 2018), ma entro tale data i responsabili tecnici debbono acquisire anche un titolo abilitante all'attivit� di "elettrauto", mediante la frequenza di un apposito corso regionale teorico pratico di qualificazione (pena la perdita della qualifica di responsabile tecnico);
3) quelle gi� abilitate alla sola attivit� di elettrauto possono continuare a svolgere l'attivit� per cinque anni (cio� sino al 5 gennaio 2018), ma entro tale data i responsabili tecnici debbono acquisire anche un titolo abilitante all'attivit� di meccanica/motoristica, mediante la frequenza di un apposito corso regionale teorico pratico di qualificazione (pena la perdita della qualifica di responsabile tecnico);
4) possono comunque continuare a svolgere l'attivit� le imprese i cui responsabili tecnici (siano o meno titolari dell'impresa stessa) abbiano compiuto 55 anni alla data del 5 gennaio 2013, e ci� sino al compimento dell'et� prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia.
5. 11 MARZO 2013 - CIRCOLARE ESPLICATIVA DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO E' stata pubblicata la Circolare n. 3659/C del 11 marzo 2013 con la quale il Ministero dello Sviluppo Economico chiarisce le modifiche alla disciplina dell'attivit� di autoriparazione introdotte con la legge 11 dicembre 2012, n. 224, che ha raggruppato le due attivit�: "meccanica/motoristica" e "elettrauto" nell'attivit� di "meccatronica".
Il Ministero spiega, innanzitutto, il senso della riforma chiarendo che il legislatore, nell�emanare questa nuova norma, ha voluto conseguire due obiettivi: - istituire la figura del "meccatronico", avendo preso atto che nelle automobili e nei motoveicoli recenti � impossibile scindere l�aspetto motoristico da quello elettronico; - salvaguardare i diritti dei soggetti che si sono formati ed hanno operato nel regime vigente fino al 4 gennaio 2013.
Il fatto che la legge n. 224/2012 (in vigore dal 5 gennaio 2013) non abbia previsto alcuna norma transitoria per le nuove imprese, diversamente da quelle gi� operative, ha di fatto paralizzato la nascita di nuove imprese meccaniche ed elettrauto.
La circolare fornisce alcuni chiarimenti in merito all�applicazione della nuova disciplina, in riferimento soprattutto al possesso dei requisiti per l�abilitazione alla nuova figura di meccatronico.
Individuazione dei requisiti per l'esercizio dell'attivit� a regime
La circolare sottolinea che � necessario valutare i requisiti di cui all'art. 7, comma 2, lett. c) (requisiti esclusivbamente culturali), e lett. a) (esperienza qualificata), della L. n. 122/1992 non alla luce della vecchia partizione (meccanica/motoristica ed elettrauto), ma alla luce della "meccatronica".
Individuazione dei requisiti per l'esercizio dell'attivit� nella fase transitoria
Le disposizioni transitorie contenute nella legge n. 224/2012 per le imprese gi� attive vanno intese come volte a chiarire la disciplina di favore nei casi estremi in cui le imprese siano abilitate in entrambi i soppressi settori (nel qual caso sono abolitate d'ufficio per il settore della "meccatronica") ovvero nel caso in cui siano abilitate ed abbiano operato esclusivamente in un solo dei precedenti settori soppressi, in cui possono continuare ad operare per ulteriori 5 anni con obbligo di integrare in tale periodo la formazione del proprio tecnico qualificato.
Tuttavia non viene escluso l'utilizzo di adeguati criteri interpretativi per i casi intermedi, quale, ad esempio, il caso del responsabile tecnico, di impresa attiva nel settore meccanica/motoristica, che abbia operato per tre anni negli utlimi cinque anche su determinate componenti del veisolo (ad es. le centraline), che sono "a cavallo" tra meccanica/motoristica ed elettrauto.
APPROFONDIMENTI � GUIDE E MANUALI - Sull'argomento proponiamo una approfondimento, curato da Claudio Venturi, dal titolo:
L'attivit� di autoriparazione e di revisione dei veicoli. (N.B. Nell'APPENDICE A e nella SCHEDA RIEPILOGATIVA viene riportato un elenco dei titoli di studio ritenuti validi ai fini dell'esercizio dell'attivit� di autoriparazione). - Proponiamo, inoltre, una tabella esemplificativa, elaborata da Claudio Venturi, dal titolo:
Le attivit� di impiantistica, autoriparazione, pulizia e facchinaggio: Normative a confronto. - Se sei interessato ad approfondire l'argomento della REVISIONE DI AUTOVEICOLI, MOTOCICLI E CICLOMOTORI, clicca QUI.
- Se vuoi scaricare la Guida predisposta dalle Camere di Commercio della LOMBARDIA, dal titolo IMPRESE DI AUTORIPARAZIONE - Istruzioni per la presentazione della dichiarazione di inizio attivit� al Registro delle imprese, cliccate QUI.
- Se vuoi scaricare la Guida predisposta dalle Camere di Commercio del TRIVENETO, dal titolo IMPRESE DI AUTORIPARAZIONE - Istruzioni per la compilazione dei modelli di denuncia di inizio attivit�, cliccate QUI.
. Per la MODULISTICA da utilizzare, a decorrere dal 31 luglio 2010, per la Segnalazione certificata di inizio attivit� (SCIA) al Registro delle imprese, cliccate QUI. . Per le denunce da presentare al REGISTRO DELLE IMPRESE, cliccate QUI
. Per gli adempimenti presso l�ALBO DELLE IMPRESE ARTIGIANE, cliccate QUI
. Per le istruzioni per il riconoscimento dei titoli di formazione professionale acquisiti in Paesi appartenenti e non all'Unione Europea, ai fini dell'esercizio in Italia delle attivit� di impiantistica, pulizia, autoriparazione e facchinaggio, emanate dal Ministero delle attivit� produttive, cliccate QUI
. L. 2 febbraio 1992, n. 122 : Disposizioni in materia di sicurezza della circolazione stradale e disciplina dell�attivit� di autoriparazione. (Testo coordinato con le modifiche apportate, da ultimo, dalla legge 11 dicembre 2012, n. 224). . D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285: Nuovo codice della strada. Art. 80 . Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato - Circolare del 19 giugno 1992, n. 3286/C: Legge 5 febbraio 1992, n. 122. Disposizioni in materia di sicurezza della circolazione stradale e disciplina dell'attivita' di autoriparazione. . D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495: Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada. Artt. 239, 240 e 241 . Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato - Direzione Generale del Commercio interno e dei Consumi industriali � Div. 8^ - Nota del 30 novembre 1995, Prot. 389878: Legge 5 febbraio 1992, n. 122 - Interpretazione dell'articolo 7, comma 1, lettera b). . L. 5 gennaio 1996, n. 25: Differimento di termini previsti da disposizioni legislative nel settore delle attivit� produttive ed altre disposizioni urgenti in materia. . Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato - Direzione Generale del Commercio, delle Assicurazioni e dei Servizi - Div. VIII - Circolare n. 3439/C del 27 marzo 1998: Legge 5 marzo 1990, n. 46. Chiarimenti e interpretazioni evolutive sugli aspetti problematici pi� importanti.
. D.M. 6 agosto 1998, n. 408: Regolamento recante norme sulla revisione generale periodica dei veicoli a motore e loro rimorchi. . D.P.R. 14 novembre 2002, n. 313: Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di casellario giudiziale, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti. . D.Lgs. 24 giugno 2003, n. 209: Attuazione della direttiva 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso. (Testo aggiornato con le modifiche apportate, da ultimo, dalla legge 15 dicembre 2011, n. 217 - In vigore dal 17 gennaio 2012). . Circolare del Ministero delle attivit� produttive n. 3562/C del 7 luglio 2003 � Leggi 5 marzo 1990, n. 46 (Norme per la sicurezza degli impianti), e 5 febbraio 1992, n. 122 (Disposizioni in materia di sicurezza della circolazione stradale e disciplina dell�attivit� di autoriparazione) � Problematiche connesse all�applicazione dell�art. 6 della legge n. 25/1996. . Ministero delle attivit� produttive - Circolare n. 3600/C del 6 aprile 2006 - Prot. 0003469: Attivit� regolamentate (installazione di impianti, autoriparazioni, pulizie, facchinaggio). Utilizzo di alcune figure contrattuali previste dalla riforma del diritto del lavoro. . Ministero dello Sviluppo Economico - Nota del 9 febbraio 2007, Prot. 0001506: Requisiti tecnico-professionali - legge 122/1992. . Ministero dello Sviluppo Economico - Nota del 19 settembre 2007, Prot. 0008801: Legge n. 122/1992 (Disciplina dell'attivit� di autoriparazione) - Verifica dell'idoneit� fisica del responsabile tecnico - Competenza. . Ministero dello Sviluppo Economico - Nota del 22 ottobre 2007, Prot. 0009846: Legge n. 122/1992 (esercizio attivit� di autoriparazione) - Problematiche in tema di "immedesimazione" del responsabile tecnico e di acquisizione del requisito tecnico-professionale. . Ministero dello Sviluppo Economico - Nota del 31 ottobre 2007, Prot. 0010050: Legge n. 122/1992 - Svolgimento dell'attivit� di autoriparazione in forma itinerante e mediante preposizione, in qualit� di responsabile tecnico, di un associato in partecipazione. . Ministero dello Sviluppo Economico - Nota del 31 ottobre 2007, Prot. 0010053: Legge n. 122/1992 (in materia di esercizio dell'attivit� di autoriparazione) - Riconoscimento requisito tecnico-professionale di cui all'art. 7. . Ministero dello Sviluppo Economico - Nota del 3 dicembre 2007, Prot. 0010981: Motocicli e regime transitorio per l'autoriparazione (legge n. 122/1992). . Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per il Commercio e le Assicurazioni e i Servizi - Ufficio B4 - Nota del 18 dicembre 2007, Prot. 0011618: Richiesta di chiarimenti in merito al requisito dell�immedesimazione del responsabile tecnico. . Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per la regolazione del mercato - Nota del 27 marzo 2008, Prot. 2580: Legge n. 122 del 1992 (esercizio dell'attivit� di autoriparazione) - Riconoscimento del requisitio tecnico-professionale di cui all'art. 7, comma 2, lett. a) - Richiesta parere. . Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per la regolazione del mercato - Lettera Circolare del 31 marzo 2008, Prot. 2688: Legge n. 122/1992 ("Disposizioni in materia di sicurezza della circolazione stradale e disciplina dell'attivit� di autoriparazione) - Attivit� di "riparazione pneumatici". . D.M. 28 aprile 2008: Recepimento della direttiva 2007/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 settembre 2007, relativa all'omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, nonche' dei sistemi, componenti ed entita' tecniche destinati a tali veicoli. . Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per la regolazione del mercato - Direzione Generale per la vigilanza e la normativa tecnica - Ufficio XI - Nota del 26 gennaio 2009, Prot. 7072: Legge n. 122/1992 - Esercizio dell�attivit� di autoriparazione - Requisito professionale. . Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per la regolazione del mercato - Direzione Generale per la vigilanza e la normativa tecnica - Ufficio XI - Nota del 5 febbraio 2009, Prot. 11020: Verifica dell'idoneit� fisica del responsabile tecnico di imprese di autoriparazione (legge n. 122/1992) - Competenza. . Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per la regolazione del mercato - Direzione Generale per la vigilanza e la normativa tecnica - Ufficio XI - Nota del 25 agosto 2009, Prot. 75298: Attivit� di autoriparazione (legge n. 122/1992) - Quesiti. . Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per la regolazione del mercato - Direzione Generale per la vigilanza e la normativa tecnica - Ufficio XI - Nota del 29 ottobre 2009, Prot. 0095921: Richiesta parere su L. n. 122/1992 (autoriparatori). . Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per la regolazione del mercato - Direzione Generale per la vigilanza e la normativa tecnica - Ufficio XI - Nota del 9 novembre 2009, Prot. 0100447: Richiesta parere su L. n. 122/1992 (autoriparatori). . Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per l'impresa e l'internazionalizzazione - Direzione Generale per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica - Divisione XXI - Registro imprese - Nota del 24 novembre 2009, Prot. 107640: Art. 19 della legge n. 241 del 1990, come modificato, in ultimo, dall�articolo 9, commi da 4 a 6, della legge n. 69 del 2009 - Problematiche interpretative con riferimento ad
alcune attivit� soggette a verifica dei requisiti da parte degli uffici del registro delle imprese. . Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per l'impresa e l'internazionalizzazione - Direzione Generale per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica - Divisione XXI - Registro imprese - Nota del 9 dicembre 2009, Prot. 0113217: Attivit� di autoriparazione (legge n. 122 del 1992) - Responsabile tecnico - Quesito. . Ministero dello Sviluppo Economico - Circolare n. 3637/C del 10 agosto 2010, Prot. 105485: Impatto sulle procedure di avvio di alcune attivit� regolamentate, della riformulazione dell�articolo 19 della legge n. 241 del 1990 prevista dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 (�Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitivit� economica�). . Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per l'impresa e l'internazionalizzazione - Direzione Generale per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica - Divisione XXI - Registro imprese - Nota del 20 settembre 2010, Prot. 0123483: Quesiti in materia di autoriparazione (legge n. 122 del 1992). . Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per l'impresa e l'internazionalizzazione - Direzione Generale per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica - Divisione XXI - Registro imprese - Nota del 31 maggio 2011, Prot. 0103714: Richiesta di parere su L. n. 122/92 (autoriparatori). . Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per l'impresa e l'internazionalizzazione - Direzione Generale per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica - Divisione XXI - Registro imprese - Nota del 31 maggio 2011, Prot. 0103724: Richiesta di parere su L. n. 122/92 (autoriparatori). . Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per l'impresa e l'internazionalizzazione - Direzione Generale per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica - Divisione XXI - Registro delle imprese - Letera-Circolare del 16 giugno 2011, Prot. 0115431: Valutabilit� dei diplomi, attestati e brevetti rilasciati dal Ministero della difesa ai fini del riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali per lo svolgimento di attivit� regolamentate . . Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per l'impresa e l'internazionalizzazione - Direzione Generale per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica - Divisione XXI - Registro delle imprese - Circolare n. 3653/C del 2 luglio 2012, Prot. 0148904: Richiesta di parere su attivit� di autoriparazione - L. n. 122/1992 - Quesito su attivit� di autoriparazione (installazione di cristalli per autoveicoli) in forma itinerante . . L. 11 dicembre 2012, n. 224: Modifica all'articolo 1 della legge 5 febbraio 1992, n. 122, concernente la disciplina dell'attivit� di autoriparazione. . Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per l'impresa e l'internazionalizzazione - Direzione Generale per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica - Divisione XXI - Registro delle imprese - Nota del 14 gennaio 2013, Prot. 0005538: L. 11 dicembre 2012, n. 224 - Quesito. . Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per l'impresa e l'internazionalizzazione - Direzione Generale per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica - Divisione XXI - Registro delle imprese - Circolare n. 3659/C del 11 marzo 2013, Prot. 0041348: L. 11 dicembre 2012, n. 224 - Modifica alla disciplina di autoriparazione. GIURISPRUDENZA
Il Ministero delle Attivit� Produttive, con Nota del 12 novembre 2003, Prot. 559215, ha reso che, con decreto del Presidente della Repubblica in data 14 ottobre 2003, sono stati accolti due ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica proposti dalle ditte �.. contro la Camera di Commercio di Caserta con i quali � stato chiesto l�annullamento del provvedimento con cui la Camera di Commercio in questione aveva rifiutato l�iscrizione di una unit� operativa in cui si svolgevano tutte e quattro le sezioni previste dalla Legge n. 122/1992 e la nomina di un responsabile tecnico gi� iscritto al Registro delle imprese per la sezione meccanica-motoristica, come collaboratore dell�impresa materna, per mancanza di un titolo abilitativo per la sezione c) (elettrauto).
Dopo i vari ricorsi gerarchici proposti dal ricorrente (Camera di Commercio, Giunta regionale, Ministero delle attivit� produttive), con parere del 10 giugno 2003, N. Sezione 4387/02 (di cui si riporta copia), il Consiglio di Stato ha ritenuto insufficienti e inadeguate le argomentazioni poste a base del provvedimento impugnato e pertanto ha accolto i due ricorsi.
. Ministero delle Attivit� Produttive � Nota del 12 novembre 2003, Prot. 559215: Due ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica proposti dalle ditte �.. contro la Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura di Caserta (RS/5071). [ Torna su Altre Attribuzioni | Indice Sezioni ]