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Timestamp: 2019-07-17 00:18:44+00:00
Document Index: 162777688

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 22', 'art. 67', 'sentenza ', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 2645']

FALLIMENTO IMPRESA COSTRUTTORE AVVOCATO ESPERTO TUTELA DI CHI fallimento costruttore dopo rogito fallimento costruttore acquisto casa fallimento costruttore casa fallimento costruttore edile fallimento costruttore fideiussione garanzia fallimento costruttore fallimento costruttore immobiliare legge fallimento costruttore fallimento costruttore prima casa il fallimento del costruttore quali i rischi fallimento costruttore rischi fallimento costruttore tutela acquirente fallimento di un costruttore
COME TUTELARSI SE L’IMPRESA COSTRUTTRICE FALLISCE? fallimento costruttore tutela acquirente
da Sergio Armaroli | Apr 24, 2015
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Troppe famiglie restano coinvolte in imprese di costruzioni che falliscono, i loro soldi i soldi degli acquirenti spesso svaniscono all’interno della procedura fallimentare, nel senso che ci possono volere anni per recuperare anche solo una minima parte del denaro speso
Chiedere un fideiussione obbligatoria per legge quando si versano soldi a un costruttore
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c) le vendite ed i preliminari di vendita trascritti ai sensi dell’articolo 2645-bis del codice civile, i cui effetti non siano cessati ai sensi del comma terzo della suddetta disposizione, conclusi a giusto prezzo ed aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo, destinati a costituire l’abitazione principale dell’acquirente o di suoi parenti e affini entro il terzo grado; (1)
d) gli atti, i pagamenti e le garanzie concesse su beni del debitore purché posti in essere in esecuzione di un piano che appaia idoneo a consentire il risanamento della esposizione debitoria dell’impresa e ad assicurare il riequilibrio della sua situazione finanziaria e la cui ragionevolezza sia attestata da un professionista iscritto nei revisori contabili e che abbia i requisiti previsti dall’art. 28, lettere a) e b) ai sensi dell’articolo 2501-bis, quarto comma, del codice civile; (2)
g) i pagamenti di debiti liquidi ed esigibili eseguiti alla scadenza per ottenere la prestazione di servizi strumentali all’accesso alle procedure concorsuali e di concordato preventivo.
(1) Lettera sostituita dall’art. 4 del d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169, pubb. in Gazz. Uff. n. 241 del 16 ottobre 2007, con effetto dal 1 gennaio 2008.
(2) Lettera modificata dall’art. 4 del d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169, pubb. in Gazz. Uff. n. 241 del 16 ottobre 2007, con effetto dal 1 gennaio 2008.
Le modifiche (1) e (2) si applicano ai procedimenti per dichiarazione di fallimento pendenti alla data del 1 gennaio 2008, nonché alle procedure concorsuali e di concordato aperte successivamente (art. 22 d.lgs. cit.)
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Tuttavia, gli atti con i quali il fallito ha venduto in precedenza beni di sua proprietà al prezzo di mercato possono essere revocati solo se effettuati nei sei mesi precedenti la dichiarazione di fallimento (e non più nell’anno precedente) e sarà compito ed obbligo del curatore fallimentare dover dimostrare che l’acquirente era a conoscenza dello stato di insolvenza del venditore, ormai incapace di fare fronte regolarmente alle proprie obbligazioni (art. 67 comma 4 Legge Fallimentare).
Se però la vendita è avvenuta a un prezzo ridotto, cioè quando il prezzo pagato è inferiore di oltre un quarto rispetto al valore di mercato del bene venduto, questa può essere revocata solo se effettuata nell’anno anteriore alla sentenza di fallimento (art. 67 comma 1 Legge Fallimentare).
A differenza del primo caso, in presenza di questa sproporzione (valore del bene superiore di un quarto rispetto al prezzo pagato), la conoscenza dello stato di insolvenza da parte dell’acquirente è sempre presunta, per cui chi acquista a basso prezzo non può mai dire di non avere conosciuto la situazione economica precaria del venditore.
La riduzione dei termini per la revocatoria fallimentare ha ridotto il rischio per l’acquirente che acquista un bene da un imprenditore che si trova in difficoltà finanziarie. Dichiarando il giusto prezzo, si possono avere problemi solo se il fallimento viene dichiarato nei sei mesi successivi e solo se il curatore prova l’effettiva malafede dell’acquirente.
Con le modifiche intercorse, il legislatore ha però voluto azzerare completamente il rischio per chi acquista la prima casa. Oggi non è soggetta all’azione revocatoria la vendita al “giusto prezzo” di un immobile destinato a costituire l’abitazione principale dell’acquirente, o di suoi parenti e affini entro il terzo grado (art. 67 comma 4 paragrafo c) della Legge Fallimentare). Sempre per la stessa norma, questa tutela si estende anche al contratto preliminare trascritto ai sensi dell’art. 2645-bis del codice civile, purché gli effetti della trascrizione non siano cessati al momento della dichiarazione di fallimento.
Per queste ragioni, già nel preliminare che si intende trascrivere, è buona norma per evitare equivoci o contestazioni precisare che è intenzione procedere all’acquisto per destinare l’immobile a prima casa.
‘atto di acquisto è revocato, se compiuto entro un anno prima della dichiarazione di fallimento e sempre che il bene trasferito dal fallito abbia un valore che supera di oltre un quarto il prezzo pagato; quindi la revoca non avviene se è stato pagato un prezzo adeguato, secondo i valori di mercato
l’atto di acquisto può essere revocato, se compiuto entro sei mesi prima della dichiarazione di fallimento, ma solo se il curatore del fallimento prova in giudizio che l’acquirente era in malafede, cioé conosceva le difficoltà finanziaria e/o economiche della società venditrice.
fallimento costruttore prima casa
In tutti e due i casi , però, l’acquisto non può essere revocato ed è quindi salvo, se si tratta di vendita al giusto prezzo di immobile ad uso abitazione e destinato ad essere l’abitazione principale dell’acquirente e della sua famiglia; questo vale indipendentemente da quando l’acquisto è effettuato, rispetto alla successiva dichiarazione di fallimento.
IMPRESA COSTRUTTRICE CHE FALLISCE CHE FARE?
Errore medico: come ottenere il risarcimento del danno – Avvocato Sergio Armaroli
situazione in cui gli incolpevoli cittadini possono essere coinvolti:
si stipula il preliminare per l’acquisto di un immobile in costruzione ed il promissario venditore viene dichiarato fallito prima della stipula del definitivo rogito notarile. In tal caso, ove ne ricorrano i presupposti di legge, il Curatore del Fallimento può sciogliersi dal preliminare ed il promissario acquirente dovrà insinuarsi al passivo del fallimento per il recupero degli acconti già versati, con scarse possibilità di soddisfazione del credito vantato, in quanto non assistito dal privilegio.