Source: http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=7203
Timestamp: 2020-01-23 07:56:21+00:00
Document Index: 39675764

Matched Legal Cases: ['art. 211', 'art. 38', 'art. 80', 'sentenza ', 'art. 11', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 38', 'sentenza ']

DELIBERA N. 343 DEL 5 aprile 2018
OGGETTO: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex art. 211 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50/2016 presentata da Azienda Sanitaria Provinciale di Catania/Medicasa Italia S.p.a. Procedura aperta per l’affidamento dei servizi di cure domiciliari di primo secondo e terzo livello nel territorio dell’ASP di Catania per un periodo di tre anni, con eventuale prosecuzione per un periodo ulteriore di dodici mesi. Criterio di aggiudicazione: minor prezzo. Importo a base di gara: 21.715.444 euro.
PREC. 17/18/S
Con l’istanza prot. n. 74977 del 31 maggio 2017, l’ASP di Catania chiedeva a questa Autorità un parere sulla possibilità di ricondurre gli eventi occorsi nella gara in oggetto alla fattispecie di cui all’art. 38 comma 1 lett. f) D.lgs. 163/2006 (art. 80 comma 5 lett. c D.lgs. 50/2016) e di conseguenza escludere il concorrente che sarebbe incorso nei comportamenti negligenti descritti dalla norma.
A seguito della segnalazione pervenuta da altra concorrente, la Medicasa Italia S.p.a., la stazione appaltante effettuava le opportune verifiche in ordine al Consorzio Sisifo che, contrariamente a quanto dichiarato, avrebbe subito la revoca dell’aggiudicazione di altro appalto presso l’ASP di Enna per aver commesso un grave errore nell’esercizio dell’attività professionale accertato definitivamente con sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativo della Regione Siciliana n. 47 d.l. 17.02.2017.
Il Consorzio Sisifo, in tale circostanza aveva rifiutato di avviare con urgenza il servizio di gestione della residenza assistenziale di Leonforte adottando una condotta dilatoria ed inadempiente sottraendosi all’obbligo di cui all’art. 11, comma 12, D.lgs. 163/2006. A seguito della motivata valutazione di grave negligenza e malafede nell’esecuzione delle prestazioni, la suddetta Asp aveva proceduto alla revoca dell’aggiudicazione in suo danno.
Ciò nonostante, l’ASP di Catania procedeva all’aggiudicazione provvisoria dell’affidamento in oggetto in suo favore, non ritenendo la condotta descritta in sentenza connotata di una gravità tale da incrinare il giudizio di affidabilità professionale nei confronti del Consorzio. Nell’ambito della propria discrezionalità tecnica quindi, la stazione appaltante ha poi proceduto all’aggiudicazione definitiva.
Il Consorzio, riferisce la stazione appaltante nonché nelle proprie memorie la Medicasa Italia S.p.a., avrebbe contestato la fondatezza della pronuncia sul presupposto della mancanza di stipula del contratto, ritenendo che in fase antecedente alla stipula non possa configurarsi inadempimento.
La Medicasa Italia S.p.a. insiste per ritenere gli eventi di cui sopra riconducibili alla fattispecie del grave inadempimento e la revoca dell’aggiudicazione dovuta dalla stazione appaltante in considerazione della manifesta inaffidabilità professionale dimostrata dal concorrente, nonché, in subordine ritenere legittimo disporre l’esclusione e quindi la revoca dell’aggiudicazione in virtù della dichiarazione mendace resa dal Consorzio ex art. 38 comma 1 D.lgs. 163/2006.
La procedura in oggetto è stata indetta con bando pubblicato in data 24 giugno 2015, pertanto nella vigenza del D.lgs. 163/2006.
Sotto l’ulteriore profilo della falsa dichiarazione, il comma 1 ter dell’art. 38 D.lgs. 163/2006 prevedeva che “in caso di presentazione di falsa dichiarazione o falsa documentazione, nelle procedure di gara e negli affidamenti di subappalto, la stazione appaltante ne dà segnalazione all'Autorità che, se ritiene che siano state rese con dolo o colpa grave in considerazione della rilevanza o della gravità dei fatti oggetto della falsa dichiarazione o della presentazione di falsa documentazione, dispone l'iscrizione nel casellario informatico ai fini dell'esclusione dalle procedure di gara e dagli affidamenti di subappalto ai sensi del comma 1, lettera h), fino ad un anno, decorso il quale l'iscrizione é cancellata e perde comunque efficacia”. Deve ritenersi infatti che la dichiarazione falsa incrina il rapporto fiduciario con l’Amministrazione committente con il venir meno dell’affidabilità del partecipante/aggiudicatario. L’impianto normativo prescrive quindi misure sanzionatorie connesse alla ratio di colpire l’inidoneità morale/professionale delle imprese che compiono condotte e atti lesivi dell’interesse pubblico e la libera concorrenza, e che comportano la perdita della integrità e affidabilità richiesta all’aggiudicatario.
Per tali ragioni, si ritiene che la condotta del concorrente Consorzio Sisifo, se non ritenuta rilevante in relazione alla gravità della negligenza commessa con l’inadempimento accertato con sentenza nei confronti di altra stazione appaltante, sia comunque suscettibile di giudizio negativo e conseguente esclusione dalla procedura di gara per la falsità nelle dichiarazioni rilasciate nell’ambito della stessa (vd. Cons. di Stato sez. III 5 settembre 2017, n.4192).
La violazione degli obblighi di dichiarazione da parte del concorrente impedisce all’amministrazione di svolgere le verifiche e valutazioni richieste dalla legge, in difformità dal noto principio secondo cui è precluso al concorrente di operare filtri nell’individuazione di precedenti, valutando esso stesso la loro rilevanza ai fini dell’ammissione alla gara, spettando tale potere solo all’amministrazione.
Poiché la concorrente non ha portato a conoscenza della stazione appaltante la revoca dell’aggiudicazione in cui era incorsa in precedenza, avrebbe quindi dovuto legittimamente essere esclusa quando la stazione appaltante è venuta a conoscenza di tali vicende aliunde.
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