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Timestamp: 2020-05-25 08:54:11+00:00
Document Index: 122122657

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 33', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 69', 'art. 72', 'art. 39']

Home 2010 20 Luglio Lettera del segretario nazionale dell’USPUR al Presidente del Consiglio dei Ministri (09-07-2010)
L’USPUR chiede che, dopo 17 anni di attesa, si dia finalmente applicazione alla disposizione di cui all’art. 3, comma 2, del Dlgs n. 29 del 1993, la quale prevede che il “rapporto di impiego dei professori universitari venga determinato da una specifica disciplina che lo regoli in modo organico ed in conformità ai principi dell’autonomia universitaria di cui all’art. 33 della Costituzione ed agli articoli 6 e seguenti della legge 9 Maggio 1989, n. 168, e successive modificazioni ed integrazioni, tenuto conto dei principi di cui all’art. 2, comma 1, della legge 23 Ottobre 1992, n. 421”. Purtroppo la mancanza di nuove disposizioni sul nostro rapporto di impiego e il non rispetto delle norme esistenti hanno portato ad una forte penalizzazione delle retribuzioni e del trattamento di quiescenza dei professori universitari in applicazione delle seguenti leggi:
a) legge finanziaria 2007, art. 1, comma 576: ai professori universitari, personale non contrattualizzato, il previsto adeguamento retributivo è corrisposto per gli anni 2007 e 2008 nella misura del 70 per cento, senza dare luogo a successivi recuperi;
b) legge finanziaria 2008, art. 2, comma 434: riduzione graduale, per i professori universitari, del periodo triennale di fuori ruolo a cominciare dal 1° Gennaio 2008, e, quindi, sua eliminazione con il 1° Gennaio 2010, con conseguente forte riduzione del valore sia della loro base pensionabile che della loro buonuscita;
c) legge 6 Agosto 2008, n. 133 (di conversione del D.L. n. 112 del 25 Giugno 2008 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico…”), art. 69: differimento di 12 mesi per i professori universitari della maturazione dell’aumento biennale o della classe di stipendio;
d) d.d.l. Gelmini di riforma del sistema universitario, che, in applicazione dell’art. 72 della legge richiamata nel precedente comma c), elimina definitivamente il biennio opzionale di permanenza in servizio, per cui il collocamento a riposo dei professori e dei ricercatori è anticipato di altri due anni con conseguente e ulteriore riduzione della loro base pensionabile e della buonuscita;
e) d.d.l. Gelmini che prevede una revisione in peius del trattamento economico dei professori e ricercatori universitari, nel senso che la progressione biennale per classi e scatti di stipendio viene trasformata in progressione triennale e l’attribuzione degli scatti triennali non è automatica ma è soggetta alle decisioni del CdA di ciascuna sede universitaria secondo quanto stabilito nei rispettivi regolamenti;
f) art. 39 del DPR 382/80 che prevede una componente della retribuzione dei professori di ruolo in regime di tempo pieno è costituita dall’assegno aggiuntivo, pari a circa un sesto dello stipendio: detto assegno non è pensionabile;
g) leggi successive, a far data dal 1993 hanno via, via modificato la normativa del “Trattamento di quiescenza” dei professori universitari, per cui la base pensionabile e la buonuscita sono calcolate in presenza di una componente “contributiva” sempre più
significativa e, quindi, con una riduzione dei loro valori;
h) non aggiornamento delle nostre retribuzioni dal 1° luglio 1990. Siamo poi rimasti, con “scala mobile” soppressa, con gli stipendi fermi, fino al 1994. In attesa che il Governo provvedesse a riformulare il nostro rapporto di lavoro, le nostre retribuzioni, analogamente a quanto accadeva per le altre categorie di personale dirigenziale non contrattualizzate, hanno ricevuto un adeguamento annuale con un indice calcolato dall’Istat.
Se si applica agli stipendi aggiornati nel 1990 l’indice di rivalutazione calcolato dall’Istat relativamente al periodo 1990/2009, per mantenere invariato il loro potere di acquisto, si deduce che le retribuzioni dei professori e ricercatori universitari hanno perso nonostante gli adeguamenti annuali, circa dieci punti percentuali.
Da ultimo va osservato che la legge attuale non prevede alcun procedimento negoziale tra l’USPUR, sindacato autonomo maggiormente rappresentativo a livello nazionale come da decreto ministeriale, e la Funzione Pubblica per la definizione degli aspetti giuridici ed economici dei professori e ricercatori universitari.
Queste sono le considerazioni che sottoponiamo alla Sua attenzione con la richiesta di volerci convocare per esporre direttamente i motivi che ci spingono a chiedere una rettifica ai tagli previsti dalla manovra finanziaria approvata dal Governo, ora in discussione presso il Parlamento per la conversione in legge del relativo decreto.
Rimaniamo in attesa di essere convocati.
Il Segretario Nazionale USPUR
Prof. Antonino Liberatore