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Timestamp: 2020-08-07 04:36:13+00:00
Document Index: 149152969

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 141', 'art. 291', 'art. 149', 'art. 377', 'art. 380', 'art. 380', 'art. 23', 'art. 339', 'art. 360', 'art. 23', 'art. 26', 'art. 23']

Sentenza Cassazione Civile n. 25279 del 09/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25279 del 09/12/2016
Cassazione civile sez. VI, 09/12/2016, (ud. 14/06/2016, dep. 09/12/2016), n.25279
sul ricorso 3763-2012 proposto da:
V.W. ((OMISSIS)) elettivamente domiciliato presso la CORTE
DI CASSAZIONE, PIAZZA CAVOUR, ROMA, rappresentato e difeso
dall’Avvocato VITTORIO GOBBI, giusta procura speciale a margine del
MINISTER DELL’INTERNO (OMISSIS);
avverso la sentenza n. 7294/2010 del TRIBUNALE di TORINO, depositata
il 02/12/2010;
V.W. ricorre per la cassazione della sentenza del Tribunale di Torino, con la quale è stato rigettato il gravame dello stesso proposto avverso la dichiarazione di inammissibilità dell’opposizione a sanzione amministrativa conseguente a violazione dell’art. 141 C.d.S. pronunciata dal Giudice di Pace di Torino.
L’intimato Ministero, stante la evidente irregolarità della notifica, non svolgeva attività difensiva.
Con Ordinanza Interlocutoria n. 13013 del 2015 il Collegio ha disposto la rinnovazione della notifica del ricorso, ai sensi dell’art. 291 c.p.c., incombente assolto dal ricorrente in data 11/09/2015 (v. avviso ex art. 149 c.p.c.).
11 consigliere relatore, nominato a norma dell’art. 377 c.p.c., ha depositato la relazione di cui all’art. 380 bis c.p.c. proponendo l’accoglimento del ricorso.
Vanno condivise e ribadite le argomentazioni e le conclusioni di cui alla relazione ex art. 380 bis c.p.c. che di seguito si riporta: ricorrente sviluppa con unico motivo – di violazione e/o falsa applicazione della L. n. 689 del 1981, art. 23, comma 1 e 2 e/o dell’art. 339 c.p.c. con conseguente nullità del procedimento per violazione dl norme processuali il tutto in relazione all’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 4 – si duole che il Giudice del gravame non abbia tenuto conto della riforma della L. n. 689 del 1981, art. 23 che ha stabilito appellabilità della pronuncia di detta materia. Del resto diversamente argomentando vi sarebbe assenza di tutela giurisdizionale per avere la Corte di Cassazzione, in relazione alla medesima vicenda, con ordinanza n. 20519/2010, già dichiarato l’inammissibilità del ricorso proprio in base alla riforma invocata.
Infine, il D.Lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, art. 26, comma 1, modificando la L. n. 689 del 1981, art. 23, sopprimendo l’ultimo comma, ha disposto che le sentenze e le ordinanze di convalida (ma non anche quelle di inammissibilità) del giudice di pace, pronunciate dal 2 marzo 2006, sono soggette ad appello, restando esclusa l’immediata ricorribilità per cassazione (SS.UU. n. 27339/08; Cass. n. 10774/08; n. 13343/07; n. 13019/07). Trattandosi di ricorso relativo a provvedimento depositato in data 26.05.2008 e quindi dopo il 2 marzo 2006, risulta applicabile la riforma del sistema delle impugnazioni e della novella del codice di rito di cui al D.Lgs. n. 40 del 2006, sottolineandosi che il giudizio stesso è stato introdotto nel 2007, risulta quindi necessaria l’applicazione del regime transitorio”.
Gli argomenti e le proposte contenuti nella relazione di cui sopra – cui non sono state rivolte critiche – sono condivisi dal Collegio e conseguentemente il ricorso va accolto.
L’ordinanza impugnata va cassata, con rinvio al Tribunale di Torino, in persona di diverso magistrato, che provvederà all’esame nel merito dell’impugnazione, nonchè alla liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.
cassa l’ordinanza impugnata e rinvia al Tribunale di Torino in persona di diverso magistrato, anche per le spese del giudizio di Cassazione.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della 6^ – 2^ Sezione civile della Corte di Cassazione, il 14 giugno 2016.