Source: https://www.diritto.it/normativa/decreto-legislativo-862001-n-231/
Timestamp: 2018-07-22 13:06:58+00:00
Document Index: 40045247

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 314', 'art.3', 'art.5', 'art. 9', 'art. 63', 'art. 15', 'sentenza ', 'art. 299', 'art. 52', 'art. 52', 'art. 52', 'art. 40', 'art. 52']

Decreto legislativo 8/6/2001 n. 231
G.U. 19/6/2001 n. 140
Capo I – Responsabilità amministrativa dell’ente
Sezione I – Principi generali e criteri di attribuzione della responsabilità amministrativa
1. Nel caso previsto dall’articolo 5, comma 1, lettera b), l’ente è responsabile se la commissione del reato è stata resa possibile dall’inosservanza degli obblighi di direzione o vigilanza.
Sezione II – Sanzioni in generale
b) il danno patrimoniale cagionato è di particolare tenuità.
3. Nell’àmbito dei compiti e dei poteri indicati dal giudice, il commissario cura l’adozione e l’efficace attuazione dei modelli di organizzazione e di controllo idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi. Non può compiere atti di straordinaria amministrazione senza autorizzazione del giudice.
2. La pubblicazione della sentenza avviene ai sensi dell’articolo 36 del codice penale nonche’ mediante affissione nel comune ove l’ente ha la sede principale. (1)
(1) Comma sostituito dall’art. 2, comma 218, L 23/12/2009, n. 191.
Sezione III – Responsabilità amministrativa da reato
Delitti informatici e trattamento illecito di dati (1)
(1) Articolo inserito dall’art. 7, L 18/3/2008, n. 48.
Delitti di criminalità organizzata (1)
(1) Articolo aggiunto dall’art. 2, comma 29, L 15/7/2009, n. 94.
Falsità in monete, in carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni di riconoscimento (1) (5)
1. In relazione alla commissione dei delitti previsti dal codice penale in materia di falsità in monete, in carte di pubblico credito in valori di bollo e in strumenti o segni di riconoscimento, si applicano all’ente le seguenti sanzioni pecuniarie: (2)
f-bis) per i delitti di cui agli articoli 473 e 474, la sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote. (3)
2. Nei casi di condanna per uno dei delitti di cui agli articoli 453, 454, 455, 459, 460, 461, 473 e 474 del codice penale, si applicano all’ente le sanzioni interdittive previste dall’articolo 9, comma 2, per una durata non superiore ad un anno. (4)
(1) Articolo aggiunto dall’art. 6, D.L. 25/09/01, n. 350.
(2) Allinea modificato dall’art. 15, comma 7 lettera a), L 23/7/2009, n. 99.
(3) Lettera aggiunta dall’art. 15, comma 7 lettera a), L 23/7/2009, n. 99.
(4) Comma modificato dall’art. 15, comma 7 lettera a), L 23/7/2009, n. 99.
(5) Rubrica sostituita dall’art. 15, comma 7 lettera a), L 23/7/2009, n. 99.
Falsità in monete, in carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni di riconoscimento (1)
2. Nel caso di condanna per i delitti di cui alla lettera b) del comma 1 si applicano all’ente le sanzioni interdittive previste dall’articolo 9, comma 2
(1) Articolo aggiunto dall’art. 15, comma 7 lettera b), L 23/7/2009, n. 99.
1. In relazione ai reati in materia societaria previsti dal codice civile, se commessi nell’interesse della societa’, da amministratori, direttori generali o liquidatori o da persone sottoposte alla loro vigilanza, qualora il fatto non si fosse realizzato se essi avessero vigilato in conformita’ degli obblighi inerenti alla loro carica, si applicano le seguenti sanzioni pecuniarie:
r) per il delitto di aggiotaggio, previsto dall’articolo 2637 del codice civile e per il delitto di omessa comunicazione del conflitto d’interessi previsto dall’articolo 2629-bis del codice civile, la sanzione pecuniaria da duecento a cinquecento quote; (2)
3. Se, in seguito alla commissione dei reati di cui al comma 1, l’ente ha conseguito un profitto di rilevante entita’, la sanzione pecuniaria e’ aumentata di un terzo.
(1) Articolo aggiunto dall’articolo 3, DLGS 11/04/02 n. 61.
(2) Lettera modificata dall’art. 314, comma 2, L. 28 dicembre 2005, n. 262.
4. Le disposizioni dei commi 1, 2 e 3 si applicano altresì in relazione alla commissione di delitti, diversi da quelli indicati nel comma 1, che siano comunque stati posti in essere in violazione di quanto previsto dall’articolo 2 della Convenzione internazionale per la repressione del finanziamento del terrorismo fatta a New York il 9 dicembre 1999. (1)
(1) Articolo aggiunto dall’art.3, L. 14/1/2003, n. 7.
3. Se l’ente o una sua unità organizzativa viene stabilmente utilizzato allo scopo unico o prevalente di consentire o agevolare la commissione dei reati indicati nel comma 1, si applica la sanzione dell’interdizione definitiva dall’esercizio dell’attività ai sensi dell’articolo 16, comma 3. (1)
(1) Articolo aggiunto dall’art.5, L. 11/8/2003, n. 228.
2. Se, in seguito alla commissione dei reati di cui al comma 1, il prodotto o il profitto conseguito dall’ente è di rilevante entità, la sanzione è aumentata fino a dieci volte tale prodotto o profitto. (1)
(1) Articolo aggiunto dall’art. 9, L. 18/4/2005, n. 62.
1. In relazione ai reatidi cui agli articoli 648, 648-bis e 648-ter del codice penale, si applica all’ente la sanzione pecuniaria da 200 a 800 quote. Nel caso in cui il denaro, i beni o le altre utilita’ provengono da delitto per il quale e’ stabilita la pena della reclusione superiore nel massimo a cinque anni si applica la sanzione pecuniaria da 400 a 1000 quote.
3. In relazione agli illeciti di cui ai commi 1 e 2, il Ministero della giustizia, sentito il parere dell’UIF, formula le osservazioni di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231. (1)
(1) Articolo aggiunto dall’art. 63, comma 3, DLGS 21/11/2007, n. 231.
Delitti in materia di violazione del diritto d’autore (1)
1. In relazione alla commissione dei delitti previsti dagli articoli 171, primo comma, lettera a-bis), e terzo comma, 171-bis, 171-ter, 171septies e 171-octies della legge 22 aprile 1941, n. 633, si applica all’ente la sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote. 2. Nel caso di condanna per i delitti di cui al comma 1 si applicano all’ente le sanzioni interdittive previste dall’articolo 9, comma 2, per una durata non superiore ad un anno. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 174-quinquies della citata legge n. 633 del 1941.
(1) Articolo aggiunto dall’art. 15, comma 7 lettera c), L 23/7/2009, n. 99.
Capo II – Responsabilità patrimoniale e vicende modificative dell’ente
Sezione I – Responsabilità patrimoniale dell’ente
Sezione II – Vicende modificative dell’ente
2. Gli enti benefìciari della scissione, sia totale che parziale, sono solidalmente obbligati al pagamento delle sanzioni pecuniarie dovute dall’ente scisso per i reati commessi anteriormente alla data dalla quale la scissione ha avuto effetto. L’obbligo è limitato al valore effettivo del patrimonio netto trasferito al singolo ente, salvo che si tratti di ente al quale è stato trasferito, anche in parte il ramo di attività nell’àmbito del quale è stato commesso il reato.
3. Le sanzioni interdittive relative ai reati indicati nel comma 2, si applicano agli enti cui è rimasto o è stato trasferito, anche in parte, il ramo di attività nell’àmbito del quale il reato è stato commesso.
1. Nei casi di responsabilità dell’ente risultante dalla fusione o benefìciario della scissione per reati commessi successivamente alla data dalla quale la fusione o la scissione ha avuto effetto, il giudice può ritenere la reiterazione, a norma dell’articolo 20, anche in rapporto a condanne pronunciate nei confronti degli enti partecipanti alla fusione o dell’ente scisso per reati commessi anteriormente a tale data.
2. A tale fine, il giudice tiene conto della natura delle violazioni e dell’attività nell’àmbito della quale sono state commesse nonché delle caratteristiche della fusione o della scissione.
3. Rispetto agli enti benefìciari della scissione, la reiterazione può essere ritenuta, a norma dei commi 1 e 2, solo se ad essi è stato trasferito, anche in parte, il ramo di attività nell’àmbito del quale è stato commesso il reato per cui è stata pronunciata condanna nei confronti dell’ente scisso.
1. Nel caso di cessione dell’azienda nella cui attività è stato commesso il reato, il cessionario è solidalmente obbligato, salvo il benefìcio della preventiva escussione dell’ente cedente e nei limiti del valore dell’azienda, al pagamento della sanzione pecuniaria.
Capo III – Procedimento di accertamento e di applicazione delle sanzioni amministrative
Sezione II – Soggetti, giurisdizione e competenza
1. Nel caso di trasformazione, di fusione o di scissione dell’ente originariamente responsabile, il procedimento prosegue nei confronti degli enti risultanti da tali vicende modificative o benefìciari della scissione, che partecipano al processo, nello stato in cui lo stesso si trova, depositando la dichiarazione di cui all’articolo 39, comma 2.
Sezione IV – Misure cautelari
1. L’ordinanza che dispone l’applicazione di una misura cautelare è notificata all’ente a cura del pubblico ministero.
2. Quando le esigenze cautelari risultano attenuate ovvero la misura applicata non appare più proporzionata all’entità del fatto o alla sanzione che si ritiene possa essere applicata in via definitiva, il giudice, su richiesta del pubblico ministero o dell’ente, sostituisce la misura con un’altra meno grave ovvero ne dispone l’applicazione con modalità meno gravose, anche stabilendo una minore durata.
3. Il termine di durata delle misure cautelari decorre dalla data della notifica dell’ordinanza.4. La durata delle misure cautelari è computata nella durata delle sanzioni applicate in via definitiva.
Sezione V – Indagini preliminari e udienza preliminare
Sezione VI – Procedimenti speciali
Sezione VII – Giudizio
1. Il giudice pronuncia sentenze di non doversi procedere nei casi previsti dall’articolo 60 e quando la sanzione è estinta per prescrizione.
1. Nel caso di trasformazione, fusione o scissione dell’ente responsabile, il giudice dà atto nel dispositivo che la sentenza è pronunciata nei confronti degli enti risultanti dalla trasformazione o fusione ovvero benefìciari della scissione, indicando l’ente originariamente responsabile.
Sezione VIII – Impugnazioni
(1) Articolo abrogato dall’art. 299, DPR 30/05/2002, n. 115.
Anagrafe nazionale delle sanzioni amministrative(1)
(1) Articolo abrogato dall’art. 52, D.P.R. 14 novembre 2002, n. 313. V. ora artt. 9 e11, D.P.R. 313/2002 cit.
Certificati dell’anagrafe (1)
(1) Articolo abrogato dall’art. 52, D.P.R. 14 novembre 2002, n. 313. V. ora artt. 30,31 e 32, D.P.R. 313/2002 cit.
(1) Articolo abrogato dall’art. 52, D.P.R. 14 novembre 2002, n. 313. V. ora art. 40,D.P.R. 313/2002 cit.
Capo IV – Disposizioni di attuazione e di coordinamento
1. Con regolamento emanato ai sensidell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro sessantagiorni dalla data di pubblicazione del presente decreto legislativo, ilMinistro della giustizia adotta le disposizioni regolamentari relative al procedimentodi accertamento dell’illecito amministrativo che concernono:
b) (omissis) (1);
c) e altre attività necessarie per l’attuazione del presente decreto legislativo.
2. Il parere del Consiglio di Stato sul regolamento previsto dal comma 1è reso entro trenta giorni dalla richiesta.
(1) Lettera abrogata dall’art. 52, D.P.R. 14 novembre 2002, n. 313