Source: http://sit.comune.bologna.it/NormeRUEVariante2014/43-disposizioni-tecnico-organizzative/231-parte-iii-dto?lang=it
Timestamp: 2018-01-22 00:00:56+00:00
Document Index: 144061236

Matched Legal Cases: ['art.3', 'art.7', 'art.10', 'art.18', 'art.18', 'art.36', 'art.36', 'art. 32', 'art.57', 'art. 103', 'art. 146', 'art. 146', 'art. 136', 'art. 103', 'art. 146', 'art. 104', 'art. 104', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 57', 'art. 80', 'art. 80', 'art.6']

Parte III - DTO
III – Attività edilizia: titoli abilitativi
III.1 Guida agli interventi – modulistica
Sul Sito di Dipartimento è pubblicata la “Tabella interventi” che guida il progettista nell’individuazione del percorso procedurale da seguire per le tipologie di intervento più ricorrenti. Sono elencati a titolo di esempio una serie di interventi frequenti e il titolo conseguente.
Dato atto che la documentazione da allegare ai vari titoli comunque denominati è indicata all’interno della modulistica unificata, si rimanda al sito di Dipartimento per l’eventuale documentazione aggiuntiva da allegare in riferimento alle specifiche norme di RUE affinché la stessa sia ritenuta esaustiva.
La piattaforma digitale di riferimento per l’inoltro dei titoli edilizi è “Scrivania del Professionista” accessibile dal sito del Dipartimento (Vedi) sul quale si possono trovare tutte le indicazioni/istruzioni per l’invio delle pratiche.
La modulistica e gli allegati relativi al deposito di SCIA e alla presentazione della richiesta di Permesso di Costruire sono stati definiti dalla Regione Emilia Romagna con Atto di Coordinamento Tecnico n. 993/2014, che prevede, all’art.3, che la stessa venga periodicamente aggiornata dalla Regione con appositi atti di coordinamento.
La modulistica aggiornata è consultabile nel sito del Dipartimento al (Vedi) oltre che inserita nella piattaforma digitale “Scrivania del Professionista”. (Vedi)
Il deposito della SCIA e la richiesta di PdC all’Amministrazione comunale avviene con modalità telematica. I punti di accesso per l’inoltro della pratica digitale sono: il SUE per gli usi residenziali, il SUAP per i restanti usi.
III.2 Comunicazione di Inizio Lavori – CIL
La comunicazione Inizio Lavori è soggetta alle disposizioni dell’art.7 Legge Regionale 15/2013 ed è inviata attraverso la piattaforma digitale “Scrivania del Professionista” allo Sportello Unico per l’Edilizia. Modulistica e contenuti sono stabiliti da Atto di Coordinamento Regionale recepito ed inserito nel sito del Dipartimento.
III.3 Segnalazione Certificata Inizio Attività - SCIA
La Segnalazione Certificata Inizio Attività per opere da eseguire è soggetta alle disposizioni di cui agli artt.13, 14, 15, 16, 22 della Legge Regionale 15/2013.
III.4 SCIA con inizio lavori differito
La Segnalazione Certificata Inizio Attività per opere da eseguire con differimento della data di inizio lavori è soggetta alle disposizioni di cui agli artt.13, 14, 15, 16, 22 della Legge Regionale 15/2013
La presentazione della SCIA avviene con le medesime modalità di cui ai punti III.1 e III.3; l’efficacia della SCIA è riferita alla data indicata sul modello di inoltro della stessa.
III.5 SCIA con inizio lavori differito per richiesta di autorizzazioni e atti di assenso
La Segnalazione Certificata Inizio Attività per opere da eseguire con inizio lavori differito per richiesta di pareri e/o atti di assenso comunque denominati è soggetta alle disposizioni di cui agli artt.13,14,15,16 della Legge Regionale 15/2013
Il deposito della SCIA con inizio lavori differito avviene con le medesime modalità indicate ai punti III.1
Nel caso in cui il differimento dell’inizio lavori sia legato alla richiesta di acquisizione di autorizzazioni e atti di assenso comunque denominati, oltre alla modulistica ed allegati previsti per la SCIA, dovranno essere allegati i modelli di richiesta e l’eventuale documentazione aggiuntiva necessaria per la richiesta dei pareri o degli atti di assenso secondo la modulistica indicata nei siti di Enti e Settori.
Le tipologie di pareri e atti di assenso per i quali è possibile inoltrare la richiesta contestualmente alla presentazione della SCIA sono individuati all’interno della modulistica unica.
Nei casi in cui l’intervento edilizio preveda l’acquisizione del parere della CQAP (edifici di interesse storico architettonico anche del moderno, non tutelati dall’art.10 Dlgs 42/2004, e interventi esterni su edifici di interesse documentale) l’avente titolo richiede parere alla CQAP contestualmente al deposito della SCIA tramite scrivania del professionista. La documentazione da allegare per ottenere tale parere sarà la medesima di quella prevista per il parere preventivo di cui al punto III.8.
Il parere viene reso all’interno della procedura della SCIA differita, quindi le eventuali integrazioni o comunicazioni avvengono all’interno di tale procedura. Il parere della CQAP è visibile sul sito del Dipartimento.
La SCIA sarà efficace dall’acquisizione, da parte del SUE o SUAP, dei pareri favorevoli o favorevoli condizionati degli Enti e/o Uffici preposti. Il SUE o SUAP provvederanno ad inoltrare i pareri richiesti al procuratore speciale indicando la data di efficacia del titolo.
Nel caso in cui i pareri e/o atti abbiano contenuto negativo lo stesso verrà comunicato al procuratore speciale e la documentazione depositata non costituirà titolo ad eseguire le opere.
III.6 SCIA in sanatoria e regolarizzazione varianti in corso d’opera a titoli edilizi rilasciati prima dell’entrata in vigore della Legge n. 10/1977
La Segnalazione Certificata Inizio Attività per opere già eseguite è soggetta alle disposizioni di cui agli artt.17 e 17bis della Legge Regionale 23/2004.
La presentazione della SCIA a sanatoria all’Amministrazione comunale avviene con modalità telematica. Il punto di accesso per l’inoltro della pratica digitale è il SUE per tutte le tipologie di usi.
La presentazione della SCIA in sanatoria può avvenire solamente ottenuti gli eventuali atti di assenso e/o presupposti necessari.
Qualora le opere abusive realizzate non comportino modifiche alle parti strutturali dell'edificio o agli effetti dell'azione sismica sulle stesse, la sanatoria è subordinata all'asseverazione di un professionista abilitato che attesti quanto previsto al comma 1 dell’articolo 22 della Legge Regionale 19/2008.
In caso di opere strutturali abusive realizzate dopo la classificazione sismica del Comune di Bologna, è necessario ottenere preventivamente il rilascio dell'autorizzazione sismica, come stabilito all'articolo 12 comma 2 lettera b della LR 19/08. In caso di opere abusive non conformi alle norme tecniche, il titolo in sanatoria è subordinato al rilascio dell'autorizzazione sismica relativa ai lavori necessari per rendere le opere conformi alla normativa tecnica per le costruzioni vigente al momento della richiesta o della presentazione della sanatoria.
III.7 SCIA in sanatoria con lavori
Considerato che il titolo contiene opere di progetto l’inoltro della SCIA dovrà avvenire con le modalità previste al punto III.3; fermo restando che la regolarità delle opere di progetto è subordinata alla conformità urbanistica/edilizia della sanatoria delle opere abusive
III.8 Permesso di costruire
La richiesta di Permesso di costruire è soggetta alle disposizioni di cui all’art.18 Legge Regionale 15/2013 ed è inviata attraverso la piattaforma digitale “Scrivania del Professionista” allo Sportello Unico per l’Edilizia. Modulistica e contenuti sono stabiliti da Atto di Coordinamento Regionale recepito ed inserito nel sito del Dipartimento.
Nel caso in cui venga richiesta l’acquisizione di autorizzazioni e atti di assenso comunque denominati, oltre alla modulistica ed allegati previsti per il PdC, dovrà essere allegata l’eventuale documentazione aggiuntiva necessaria per la richiesta dei sopraddetti pareri
Le tipologie di pareri e atti di assenso per i quali è possibile inoltrare la richiesta contestualmente al PdC sono individuati all’interno della modulistica unica.
Nei casi in cui l’intervento edilizio preveda interventi di ampliamento/sopraelevazione di edifici di interesse documentale l’acquisizione del parere della CQAP è contenuto all’interno del procedimento istruttorio. La documentazione da allegare per ottenere tale parere sarà la medesima di quella prevista per il parere preventivo di cui al punto III.8.
Considerato che gli interventi di nuova costruzione nel territorio comunale sono ammessi unicamente in relazione a progetti particolarmente complessi che necessitano dell’acquisizione di pareri specialistici, i termini del procedimento sono da ritenersi raddoppiati rispetto ai tempi previsti dall’art.18 della L.R. 15/2013.
Il termine per l'inizio dei lavori non può essere superiore ad un anno dal rilascio del titolo; quello di ultimazione, entro il quale l'opera deve essere completata, non può superare tre anni dall'inizio dei lavori.
Il termine di inizio e quello di ultimazione dei lavori possono essere prorogati (un anno per l’inizio e tre anni per la fine), anteriormente alla scadenza, con comunicazione motivata da parte dell’interessato. Alla comunicazione è allegata la dichiarazione del progettista abilitato con cui assevera che a decorrere dalla data di inizio lavori non sono entrate in vigore contrastanti previsioni urbanistiche.
III.9 Permesso di Costruire in sanatoria
La richiesta di Permesso di costruire a sanatoria è soggetta alle disposizioni di cui all’articolo 17 della Legge Regionale 23/2004 e dell’art.36 del DPR 380/01.
La presentazione del PdC a sanatoria avviene con modalità telematica. Il punto di accesso per l’inoltro della pratica digitale è il SUE per tutte le tipologie di usi.
In caso di opere strutturali abusive realizzate dopo la classificazione sismica del Comune di Bologna, è necessario ottenere il rilascio dell'autorizzazione sismica, come stabilito all'articolo 12 comma 2 lettera b della LR 19/08. In caso di opere abusive non conformi alle norme tecniche, il titolo in sanatoria è subordinato al rilascio dell'autorizzazione sismica relativa ai lavori necessari per rendere le opere conformi alla normativa tecnica per le costruzioni vigente al momento della richiesta o della presentazione della sanatoria.
I termini del procedimento sono disciplinati dall’art.36 comma 3 del DPR 380/01
III.10 Specifiche dimensionali per l’ottenimento degli incentivi volumetrici di cui all’art. 32 comma 2 - rimozione amianto di tipo compatto e friabile (articolo 56 co. 3)
Un ulteriore incremento del 5% del Vte è ammesso nel caso in cui siano presenti elementi strutturali e partizioni verticali di cemento – amianto nonché rimozioni di amianto friabile e gli interventi ne prevedano contestualmente la rimozione completa.
L’incremento è ammesso esclusivamente se ricorrono le sotto indicate condizioni:
Condizioni per l’ottenimento dell’incremento
Documentazione da allegare al CCEA
Completa rimozione di coperture in cemento amianto di tipo compatto
Purché tali coperture riguardino almeno il 10 % delle coperture totali
Impegno a presentare, con l’inizio lavori del PdC, il piano di lavoro ai sensi del Dlgs 81/08 da parte di ditta abilitata
Dichiarazione dell’avvenuto smaltimento da parte di tecnico abilitato
Completa rimozione di pannelli verticali in cemento amianto di tipo compatto
Purché tali pannelli riguardano il 10 % di tutte le strutture verticali dell’intero edificio o dell’intera unità immobiliare
Completa rimozione di amianto di tipo friabile
Purché l'amianto friabile sia presente sul 5 % delle pareti ivi presenti
Dichiarazione di smaltimento da parte di tecnico abilitato
Formulario rifiuti con indicazione del peso
È obbligatoria una asseverazione di tecnico abilitato nella quale si dichiari che le restanti parti dell’immobile non presentano amianto compatto o friabile.
III.11 Dettaglio degli aspetti procedurali e degli elaborati d'indagine e progetto per edifici tutelati ai sensi dell'art.57 del Rue
1. Edifici vincolati ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio
Gli edifici sottoposti a vincolo sono individuati dalla Tavola dei vincoli, ma possono esserci casi nei quali l'informazione del vincolo sia a conoscenza solo del proprietario, oltre che del Ministero. Su tutti gli edifici sottoposti a vincolo ai sensi degli artt. 10 e 12 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (Dlgs 42/04 e s.m.) sono comunque sempre ammessi gli interventi, di qualsiasi tipo, autorizzati dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici, purché conformi alla disciplina dell'Ambito nel quale gli edifici ricadono. Agli edifici sottoposti a vincolo non si applicano di conseguenza le indicazioni di seguito fornite.
2. Mappatura degli edifici per categorie di tutela
Gli edifici soggetti a tutela sono individuati dalla cartografia del Rue, che ne indica l'appartenenza a quattro differenti categorie:
rosso scuro = edificio di interesse storico-architettonico (SA)
rosso chiaro = edificio di interesse documentale (D)
blu scuro = edificio di interesse storico-architettonico del moderno (SAM)
blu chiaro = edificio di interesse documentale del moderno (DM)
3. Compatibilità con gli usi
La compatibilità degli usi proposti per l'edificio deve essere valutata secondo due aspetti:
conformità alla disciplina delle norme dell'Ambito in cui ricadono
compatibilà dell'uso da insediare con gli obiettivi e i livelli di prestazione definiti nelle Schede prestazionali contenute nell’articolo 57.
4. Obiettivi per la progettazione degli interventi edilizi
L'obiettivo fondamentale per la progettazione di interventi sugli edifici tutelati è quello di mantenere gli edifici e/o le loro parti che costituiscono elementi di pregio storico - culturale, valorizzandoli per nuovi usi; gli obiettivi differenziati a seconda della categoria di tutela, sono:
SA = permanenza = garanzia di conservazione e restauro
SAM = permanenza = garanzia di conservazione e restauro
D = persistenza = conservare i caratteri di pregio storico, culturale e testimoniale
DM = persistenza = mantenere l'edificio
5. Modalità di progettazione
Gli obiettivi suddetti possono essere conseguiti mediante due diverse modalità di progettazione, applicabili agli edifici di tutte le categorie:
mediante l'applicazione delle prescrizioni delle schede/obiettivo contenute nell'Art. 57;
mediante valutazioni desunte dagli "studi e documentazione finalizzati all'intervento"; in questo secondo caso è prescritto il parere obbligatorio della Commissione per la Qualità architettonica e il paesaggio (CQAP). La tabella di cui al punto 6 che segue specifica i casi per i quali si ritiene che la presentazione degli “studi” sia obbligatoria (ovvero il caso in cui si vogliano realizzare particolari interventi su edifici D, il caso in cui si ritenga che alcuni o tutti gli elementi componenti l'edificio D non abbiano caratteri di pregio, il caso di demolizione e ricostruzione di edifici D collabenti, il caso in cui per edifici SAM e DM ricorrano le fattispecie indicate nella norma).
Gli “studi” possono essere presentati anche per edifici e interventi diversi da quelli indicati qualora della specificità dell'edificio o del contesto derivino progetti che non applicano le schede/obiettivo di cui sopra. Anche per questi casi è necessario produrre gli “studi” di cui oltre.
6. Tabella riassuntiva dei tipi di intervento sugli edifici tutelati.
Legenda: SA storico architettonico, D documentale, SAM storico architettonico del moderno, DM documentale del moderno, MO manutenzione ordinaria, MS manutenzione straordinaria, RRC restauto e risanamento conservativo, RE ristrutturazione edilizia
Schede/obiettivo
Interventi ordinariamente ammessi
IS.1, IS.2, IS.3
MO, MS, RRC
Non sono comunque ammessi interventi che implichino: demolizione e ricostruzione; variazione della sagoma planivolumetrica, modifica delle facciate esterne prospicienti strade e/o spazi pubblici.
MO, MS, RRC,
Interventi che implichino: demolizione e ricostruzione; variazione della sagoma planivolumetrica, modifica delle facciate esterne prospicienti strade e/o spazi pubblici, sono ammessi esclusivamente previo “studi” e parere favorevole CQAP.
Sulle parti degli edifici di interesse documentale, in cui gli «studi» dimostrino la mancanza di elementi di pregio storico-culturale, sono attuabili tutti gli interventi ammessi nelle norme d’ambito previo “studi” e parere favorevole CQAP.
Nei casi in cui le condizioni di stabilità dell'edificio siano caratterizzate da gravi e diffusi dissesti statici delle strutture sarà possibile demolire e ricostruire l'edificio collabente, previa verifica delle condizioni statiche effettuata da un tecnico abilitato e valutazione dei caratteri di pregio dell'edificio, basata sugli “studi” e con parere della CQAP
qualora l'edificio sia ritenuto di pregio la ricostruzione dovrà avvenire con le modalità stabilite al punto 3b.3 dell’articolo 57;
qualora l'edificio non sia ritenuto di pregio la ricostruzione dovrà rispettare le norme d'ambito
La realizzazione di interventi differenti da quelli a fianco indicati per ciascuna delle due categorie, o che si discostino dalle prescrizioni contenute nelle schede/obiettivo per ogni categoria, è consentita nei limiti previsti dalla disciplina d’ambito, esclusivamente previo “studi” e parere favorevole CQAP, nei casi individuati al punto 3c. dell’articolo 57
MO, MS, RRC, RE
7. “studi e documentazione finalizzati all'intervento”
La redazione del progetto di intervento su edifici tutelati, nei casi richiamati al precedente punto 5, deve essere preceduta e accompagnata, da “studi e documentazioni finalizzati all'intervento”, di cui al comma 3 dell'Art.57 del Rue.
Gli studi preliminari sugli edifici devono essere condotti sotto molteplici punti di vista, che prendano in esame la posizione nel contesto paesaggistico o nel tessuto urbano, gli aspetti tipologici, le emergenze e le qualità formali, i sistemi e i caratteri costruttivi, gli apparati decorativi, ecc. Gli studi, essendo finalizzati alla presentazione del progetto alla CQAP in casi specifici, devono contenere gli elementi utili per le specifiche valutazioni richieste; la CQAP potrà richiederne l'integrazione ove considerati insufficienti rispetto alle valutazioni necessarie. Gli studi devono riguardare l'opera originaria e le eventuali aggiunte o modifiche e devono essere costituiti dagli elementi di seguito specificati per le diverse categorie di tutela.
Gli elaborati da redigere in caso di intervento su edificio di interesse storico e architettonico (SA e SAM) sono:
rilievo delle aree scoperte, in scala 1:200 o 1:100, con specie, stato e dimensioni delle essenze vegetali, muri, cancelli, scale, pavimentazioni, elementi decorativi, ed ogni altro elemento significativo;
rilievo, in scala 1:50, con tutte le piante, i prospetti esterni e interni, e le sezioni necessarie alla completa descrizione dell’organismo architettonico; e con l’indicazione dei sistemi strutturali, delle tecniche costruttive, delle tipologie edilizie, dei materiali edili e di finitura, nonché di tutti gli elementi architettonici, speciali e decorativi, sia aventi carattere palese, sia evidenziati attraverso analisi e sondaggi. Il rilievo deve essere accompagnato da una relazione analitica e descrittiva dello stato di fatto;
rilievo di particolari architettonici e decorativi, in scala 1:20, sostituibile con un’esauriente documentazione fotografica;
documentazione storica, comprendente planimetrie storiche, rilievi antichi, stampe, documenti, certificati storici catastali, fotografie e quant’altro possa contribuire alla conoscenza dell'edificio e della sua evoluzione;
relazione illustrativa sullo stato di conservazione dell’edificio e sulle tecniche di intervento che si intende utilizzare, con specifico riferimento ai vari tipi di strutture e di materiali, alle finiture ed alle coloriture;
relazione che renda conto di tutte le fasi di cantiere nell’esecuzione dei lavori, contenente analisi e considerazioni critiche, disegni e fotografie in particolare dei lavori di liberazione, consolidamento, ricomposizione e integrazione degli elementi tecnico formali.
Gli elaborati da redigere in caso di intervento su edificio di interesse documentale (D) sono:
rilievo, in scala 1:50, con tutte le piante, i prospetti esterni e interni, e le sezioni necessarie alla completa descrizione dell’organismo architettonico; e con l’indicazione dei sistemi strutturali, delle tecniche costruttive, delle tipologie edilizie, dei materiali edili e di finitura, nonché di tutti gli elementi architettonici, speciali e decorativi, sia aventi carattere palese, sia evidenziati attraverso analisi e sondaggi. Nel rilievo devono essere indicate le parti e gli elementi di pregio storico – culturale e testimoniale e le parti e gli elementi privi di pregio;
documentazione storica, comprendente planimetrie storiche, rilievi antichi, stampe, documenti, certificati storici catastali, fotografie e quant’altro possa contribuire alla conoscenza dell'edificio, alla sua evoluzione e all’attribuzione del pregio storico – culturale e testimoniale alle parti e agli elementi che lo compongono;
Studio storico e critico, che illustri e documenti il pregio o l'assenza di pregio dell'edificio o di sue parti.
Gli elaborati da redigere in caso di intervento su edificio di interesse documentale del moderno (DM) sono:
rilievo, in scala 1:50, con tutte le piante, i prospetti esterni e interni, e le sezioni necessarie alla completa descrizione dell’organismo architettonico; e con l’indicazione dei sistemi strutturali, delle tecniche costruttive, delle tipologie edilizie, dei materiali edili e di finitura, nonché di tutti gli elementi architettonici, speciali e decorativi, sia aventi carattere palese, sia evidenziati attraverso analisi e sondaggi. Nel rilievo devono essere indicate le parti realizzate in esecuzione del progetto originario;
documentazione bibliografica, di cui all’indicazione della relativa scheda, e storica, comprendente il progetto originario se reperito, documentazione catastale, fotografie e quant’altro possa contribuire alla ricostruzione del progetto e ad evidenziare le successive modifiche dell’edificio;
relazione illustrativa sullo stato dell’edificio, che renda evidenti le parti realizzate in esecuzione del progetto originario e quelle realizzate o modificate successivamente. Descrizione degli interventi, indicando le tecniche, i materiali, le finiture e le coloriture previste.
III.12 Autorizzazione paesaggistica (art. 103 Rue)
Per interventi da eseguirsi su immobili ed aree soggette a tutela paesaggistica ai sensi degli artt. 136, 142, 143 comma 1 lettera d) e 157 del D.Lgs 42/2004 sussiste l’obbligo di presentare i progetti delle opere da eseguire affinché ne sia accertata la conformità con le prescrizioni contenute nei provvedimenti di dichiarazione di interesse pubblico e nei piani paesaggistici. Il Comune è delegato alla funzione di rilascio dell’Autorizzazione Paesaggistica (vedi Direttiva Regionale (Vedi)) e svolge le verifiche e gli accertamenti ritenuti necessari acquisendo il parere obbligatorio e vincolante del Soprintendente, salvo quanto disposto all’art. 146 comma 4 e 5.
L’autorizzazione paesaggistica costituisce atto autonomo e presupposto rispetto al permesso di costruire o ad altri titoli o comunicazioni legittimanti l'intervento urbanistico-edilizio. Fuori dai casi di cui all'articolo 167, commi 4 e 5, l'autorizzazione non può essere rilasciata in sanatoria successivamente alla realizzazione, anche parziale, degli interventi. L’autorizzazione è efficace per un periodo di cinque anni salvo quanto disposto dall’art. 146 comma 4.
Qualora l’intervento edilizio riguardi edifici di interesse documentale in zona sottoposta a tutela ai sensi della III Parte del Dlgs 42/2004 (Beni Paesaggistici) la valutazione della CQAP deve essere resa congiuntamente per la parte edilizia e per la parte paesaggistica; pertanto il parere deve essere richiesto all’interno della procedura di Autorizzazione Paesaggistica allegando la documentazione richiesta per le valutazioni degli edifici di interesse documentale.
III.13 Autorizzazione paesaggistica semplificata
Viene presentata per interventi di lieve entità, elencati nell'allegato 1 del Regolamento di cui al DPR n.139/2010. Tale allegato contiene anche alcune ipotesi di esclusione, che per il Comune di Bologna sono approfonditi nella pagina web "Autorizzazione paesaggistica semplificata: procedura, tempi e riferimenti normativi”(Vedi) ai fini dell’individuazione dei casi di esclusione rispetto all’art. 136 del D.Lgs 42/2004;
E’ prevista la presentazione di una relazione paesaggistica semplificata;
Ha il termine di conclusione del procedimento di 60 giorni fatte salve eventuali sospensioni ed interruzioni.
III.14 Autorizzazione paesaggistica ordinaria
Viene presentata per tutti gli altri tipi di interventi, ha il termine di conclusione del procedimento di 105 giorni o 120 se la Soprintendenza non esprime il parere nel termine previsto, fatte salve eventuali sospensioni ed interruzioni.
La documentazione da presentare a corredo della domanda di autorizzazione paesaggistica con procedura semplificata e/o ordinaria è reperibile sul sito di Dipartimento(Vedi)
III.15 Accertamento di compatibilità paesaggistica (art. 103 Rue)
Fermo restando che ai sensi dell’art. 146 comma 4, l'autorizzazione paesaggistica non può essere rilasciata in sanatoria successivamente alla realizzazione, anche parziale, degli interventi, il codice prevede che per i soli interventi già realizzati ricompresi fra quelli di cui all'articolo 167 (comma 4 e 5), è possibile, da parte dell'avente titolo, richiedere l'accertamento di compatibilità paesaggistica ai sensi del comma 4 quater dell'articolo 167 del Dlgs 42/2004.
L'accertamento di compatibilità paesaggistica è subordinato alla positiva verifica di compatibilità degli interventi edilizi eseguiti rispetto alla pianificazione comunale e sovraordinata e alla salvaguardia dei valori paesaggistico ambientali.
L'autorità amministrativa competente si pronuncia sulla domanda entro il termine perentorio di centottanta giorni, previo parere vincolante della Soprintendenza da rendersi entro il termine perentorio di novanta giorni. Qualora venga accertata la compatibilità paesaggistica, il trasgressore è tenuto al pagamento di una somma equivalente al maggiore importo tra il danno arrecato e il profitto conseguito mediante la trasgressione. L'importo della sanzione pecuniaria, è modulato come da Delibera del Consiglio Comunale (Vedi).
La documentazione da presentare a corredo della domanda di accertamento di paesaggistica è reperibile sul sito di Dipartimento(Vedi)
III.16 Valutazione preventiva (art. 104)
Il proprietario o l’avente titolo alla presentazione della SCIA o alla richiesta di permesso di costruire, può chiedere preliminarmente una valutazione sull’ammissibilità dell’intervento, di cui all’art. 104 del Rue, presentando, in via telematica, con apposita modulistica, specifica domanda tramite scrivania del professionista, di cui al punto I.1 delle presenti DTO.
La valutazione preventiva è obbligatoria per interventi soggetti a SCIA nei seguenti casi:
interventi di ristrutturazione edilizia che prevedano la demolizione e ricostruzione fuori sagoma e sedime di volumi esistenti con usi già legittimamente insediati che nelle singole zone d’ambito siano usi esclusi o soggetti a verifica d'ammissibilità e pertanto il loro permanere deve soddisfare le verifiche di ammissibilità secondo i modi definiti all'art. 30 del Rue.
insediamento di un uso soggetto a verifica di ammissibilità per interventi di nuova costruzione, di ristrutturazione di intero edificio che comportino variazione dell'uso e negli interventi di mutamento di destinazione d’uso senza opere di intero edificio, secondo i modi definiti all'art. 30 del Rue.
La valutazione preventiva è facoltativa nei casi di:
interventi di nuova costruzione, di ampliamento, di ristrutturazione di intero edificio.
2. Documentazione da allegare alla domanda di Valutazione preventiva ai punti a), b), c):
La domanda di valutazione e corredata dalla documentazione del progetto di massima, da presentarsi tramite scrivania del professionista, generalmente costituita dai seguenti elaborati, se ed in quanto necessari:
bollettino di versamento per spese istruttorie;
planimetria in scala che consenta l’esatta individuazione dell’intervento;
rilievo dell’area e/o edifici in scala con l’indicazione dei limiti di proprietà, dei fabbricati esistenti e circostanti, delle altezze, delle strade interne e limitrofe al lotto, e delle alberature esistenti e di tutti i vincoli infrastrutturali;
rilievo degli edifici in scala con piante di tutti i piani, indicando gli usi delle unita immobiliari e le funzioni dei singoli locali , e la rappresentazione dei prospetti ed almeno due sezioni significative;
fotografie dello stato di fatto relative all'immobile ed al suo intorno immediato, a colori, da punti di ripresa individuati;
relazione illustrativa dell’intervento, delle specifiche destinazioni d’uso e delle soluzioni progettuali di massima, comprendente anche la descrizione dei principali materiali, componenti e colori;
elaborati grafici progettuali, relativi all’area e/o edificio;
tavola delle opere edilizie (rosso/costruzioni, giallo/demolizioni) in pianta, sezione e prospetto;
dichiarazione relativa all’esistenza di vincoli (compresi quelli storico-architettonico e testimoniali) ed a tutte le limitazioni urbanistiche e edilizie relative alla proprietà;
relazione tecnica (vedi modello) , a firma di tecnico abilitato, con i dati tecnico-urbanistici oggetto di valutazione preventiva sull’ammissibilità dell’intervento.
3. Documentazione aggiuntiva per i casi a) e b) del comma 1
Ove l'insediamento di un uso in un Ambito sia condizionato a verifica di ammissibilità urbanistica oltre la documentazione di cui al punto 2) dovrà essere garantito l’assolvimento delle condizioni riportate nella tabella di cui al comma 1 art. 30 del Rue, fatti comunque salvi i requisiti igienico/sanitari per gli edifici e le loro aggregazioni, di cui alla vigente normativa regionale e nazionale.
Per i seguenti fattori il progettista dichiara l’assolvimento delle condizioni certificabili:
impatto sulla sosta limitatamente al soddisfacimento delle dotazioni richieste dall’articolo 30 del Rue;
impatto su rete e impianti idrici;
impatto su rete e impianti fognari;
impatto su reti e impianti energetici;
rischio di incidente;
rischio di inquinamento e contaminazione delle diverse matrici ambientali;
uso/movimentazione di sostanze nocive e pericolose.
Per i sotto indicati fattori il progettista deve allegare una relazione che:
Per l’impatto sul sistema di gestione dei rifiuti urbani:
contenga una stima dei rifiuti prodotti dal nuovo uso o dai nuovi usi che si intende insediare suddivisi per tipologia (rifiuti urbani e rifiuti speciali) e caratteristiche indicando le modalità di raccolta e smaltimento previste;
documenti l'accessibilità all’area eventualmente utilizzata per il deposito temporaneo.
Per l’impatto relativo all’impoverimento vegetazionale e interferenza con nodi e connessioni ecologiche:
dimostri, attraverso una valutazione analitica del progetto, che esso non peggiora lo stato di fatto ai fini del completamento e del rafforzamento del sistema ecologico e ambientale secondo gli indirizzi stabiliti dal PSC negli artt. 35 e 36 del Quadro normativo e nella tavola “Strategie per la qualita - Dotazioni ecologiche e ambientali”.
stimi, anche al fine di soddisfare il punto precedente, l'interferenza del progetto con gli elementi del connettivo ecologico desunti da tale Tavola;
descriva gli interventi specifici per conservare, migliorare e valorizzare i caratteri naturalistici e paesaggistici presenti o potenziali, e le eventuali opere di mitigazione e compensazione ambientale e ponga particolare attenzione alla tutela, conservazione e incremento della biodiversita floro-faunistica.
4. Termini ed efficacia
La valutazione preventiva e rilasciata entro 45 giorni. Trascorso tale termine la valutazione preventiva si intende rilasciata secondo quanto indicato nella relazione presentata. Il termine dei 45 gg. può essere interrotto per la richiesta di chiarimenti o integrazioni e riprendono a decorrere interamente dalla data di presentazione delle stesse. La conformità della valutazione preventiva è rilasciata con gli strumenti urbanistico/edilizi vigenti al momento della presentazione della stessa. Per gli edifici di interesse storico-architettonico non vincolati e quelli di interesse documentale (art. 57 del RUE) per interventi che interessino le parti esterne dell’immobile il parere della CQAP è parte integrante della valutazione.
Il rilascio e subordinato al pagamento di una somma forfetaria per spese istruttorie determinata dall’Amministrazione comunale, in relazione alla complessità dell'intervento, stabilita dalla “Tabella Diritti di Segreteria e Tariffe”
Il rilascio della valutazione preventiva non riguarda i requisiti igienico/sanitari che devono essere autocertificati dal tecnico progettista in fase di deposito o richiesta di titolo edilizio.
III.17 Richiesta di parere preventivo alla CQAP (art. 80 Rue c.3)
L’istanza di parere preventivo alla CQAP può essere richiesta per gli interventi di cui al comma 3 art. 80 del Rue, prima della presentazione/deposito dei titoli/procedimenti. Gli estremi del parere ottenuto dovranno essere indicati nella modulistica relativa al titolo edilizio/procedimento.
La presentazione della richiesta deve avvenire in via telematica tramite scrivania del professionista su apposita modulistica(Vedi)e corredata della documentazione indicata sul sito di Dipartimento (Vedi)
Il parere della CQAP è visibile sul sito Web del Settore nei giorni successivi alla seduta della CQAP.
Il procedimento si conclude, entro 30 giorni dalla presentazione dell’istanza, con l’espressione definitiva del parere.
Il termine dei 30 gg. può essere interrotto per la richiesta di chiarimenti o integrazioni ai sensi della Legge 241/90 e sue modifiche e integrazioni.
Il parere della CQAP attiene esclusivamente agli aspetti di cui all’art.6 della Legge Regionale 15/2013 e non attesta la conformità normativa del progetto.
Il parere preventivo espresso conserva la propria validità per un anno.
III.18 Modalità di calcolo dell’altezza degli edifici in relazione all’installazione di impianti di telefonia mobile e servizi assimilati (Art. 52 Rue)
la deliberazione di Giunta Regionale n. 1138/08 prevede per gli impianti di telefonia mobile e radio/tv l’indicazione dell’altezza degli edifici al colmo del tetto in un raggio di 200 m.
Nel caso in cui il gestore non possa procedere a tale prescrizione causa la conformazione degli immobili o delle strade, l’altezza al colmo degli edifici è data dalla misura dell’altezza in gronda degli edifici prevista dalla Cartografia Tecnica Comunale (CTC) alla quale deve essere aggiunta la quota fissa di m.2,70.