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Timestamp: 2018-05-26 17:33:11+00:00
Document Index: 78745830

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 47', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 8']

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 LUGLIO 1996 n.459 - Regolamento per l’attuazione delle Direttive 98/37/CE e succ modifiche concernenti il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle macchine | AleMas Engineering Studios
3) un’attrezzatura intercambiabile che modifica la funzione di una macchina, commercializzata per essere montata su una macchina o su una serie di macchine diverse o su un trattore dall’operatore stesso, nei limiti in cui tale attrezzatura non sia un pezzo di ricambio o un utensile;
un componente, purché non sia un’attrezzatura intercambiabile, che il costruttore o il suo mandatario stabilito nell’Unione europea immette sul mercato allo scopo di assicurare, con la sua utilizzazione una funzione di sicurezza e il cui guasto o cattivo funzionamento pregiudica la sicurezza o la salute delle persone esposte.
a) la prima utilizzazione della macchina o del componente di sicurezza sul territorio dell’Unione europea;
b) l’utilizzazione della macchina o del componente di sicurezza costruiti sulla base della legislazione precedente e già in servizio alla data di entrata in vigore del presente regolamento, qualora siano stati assoggettati a variazioni delle modalità di utilizzo non previste direttamente dal costruttore.
p) gli ascensori che collegano in modo permanente piani definiti di edifici e costruzioni mediante una cabina che si sposta lungo guide rigide la cui inclinazione sull’orizzontale è superiore a 15 gradi, destinata al trasporto:
6. Ai sensi dell’articolo 20 della legge 16 aprile 1987, n. 183, con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sono adottate le modifiche del presente regolamento concernenti modalità esecutive e caratteristiche di ordine tecnico.
1. Possono essere immessi sul mercato o messi in servizio le macchine ed i componenti di sicurezza conformi alle disposizioni del presente regolamento ed ai requisiti essenziali di cui all’allegato I, purché, debitamente installati, mantenuti in efficienza ed utilizzati conformemente alla loro destinazione, non pregiudichino la sicurezza e la salute.
a) per le macchine, mediante la dichiarazione CE di conformità di cui all’allegato II punto A, e l’apposizione della marcatura di conformità CE di cui all’articolo 5;
b) per i componenti di sicurezza, mediante la dichiarazione CE di conformità di cui all’allegato Il, punto C.
3. Si presumono rispondenti ai requisiti essenziali di cui al comma 1 le macchine ed i componenti di sicurezza costruiti in conformità alle norme armonizzate di cui all’art. 3 che li riguardano.
4. Le macchine che, per dichiarazione del costruttore o di un suo mandatario residente nell’Unione europea sono destinate ad essere incorporate od assemblate con altre macchine per costituire una macchina ai sensi del presente regolamento possono circolare sul mercato prive della marcatura di conformità CE, purché corredate della dichiarazione del fabbricante di cui al punto B dell’allegato II, salvo il caso in cui esse possano funzionare in modo indipendente.
1. Ai sensi del presente regolamento si intendono per norme armonizzate le disposizioni di carattere tecnico adottate dagli organismi di normazione europea su mandato della Commissione dell’Unione europea e da quest’ultima approvate, i cui riferimenti sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della stessa e trasposte in una norma nazionale.
5. Nei casi previsti dal comma 1, lettera b) e lettera c) punto 3), la dichiarazione CE di conformità deve attestare la conformità dell’esemplare cui si riferisce al modello sottoposto all’esame per la certificazione CE.
7. Nei casi in cui né il costruttore né alcun mandatario residente nell’Unione europea abbiano ottemperato agli obblighi di cui ai commi 1, 2, 3, 4 e 5, tali obblighi incombono su chiunque immetta la macchina o il componente di sicurezza sul mercato o assembli macchine o parti di macchine o componenti di sicurezza di origini diverse per la successiva immissione sul mercato o costruisca la macchina o il componente di sicurezza per uso proprio.
11. Qualora le macchine siano disciplinate da altre norme relative ad aspetti diversi e che prevedono l’apposizione della marcatura CE, quest’ultima indica che le macchine si presumono conformi a tali norme; tuttavia, nel caso in cui sia lasciata al fabbricante la facoltà di scegliere il regime da applicare durante un periodo transitorio, la marcatura CE indica che gli apparecchi soddisfano soltanto le norme applicate dal fabbricante; in questo caso, nei documenti, nelle avvertenze o nei fogli di istruzione, che devono accompagnare le macchine, sono riportati i riferimenti normativi applicati.
1. La marcatura CE, il cui modello è riportato nell’allegato III, è costituito dalla sigla “CE”.
2. La marcatura CE è apposta sulla macchina in modo visibile deve essere leggibile per tutto il prevedibile periodo di durata della stessa, conformemente al punto 1.7.3. dell’allegato I.
3. Fino alla data del 1° gennaio 1997 è consentita la commercializzazione di macchine che riportano di seguito alla sigla “CE” le ultime due cifre dell’anno di apposizione della marcatura di cui al presente articolo.
4. E’ vietato apporre sulle macchine marcature che possano indurre in errore circa il significato ed il simbolo grafico della marcatura CE; possono essere apposti altri marchi, purché non limitino la visibilità e la leggibilità della marcatura CE.
1. La Rappresentanza italiana in seno al Comitato permanente previsto dall’art. 6, paragrafo 2 della direttiva 89/392/CEE, è composta da un rappresentante del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato e da un rappresentante del Ministero del lavoro e della previdenza sociale.
1. Per le macchine o componenti di sicurezza già immessi sul mercato muniti della marcatura CE, il controllo della conformità ai requisiti essenziali di sicurezza di cui all’allegato I è operato dal Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato e dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale, attraverso i propri organi ispettivi in coordinamento permanente tra loro al fine di evitare duplicazioni dei controlli.
2. Le amministrazioni di cui al comma 1 possono avvalersi, in conformità alla legislazione vigente per gli accertamenti di carattere tecnico, dell’Istituto superiore di prevenzione e sicurezza del lavoro (ISPESL) e degli altri uffici tecnici dello Stato.
3. Qualora gli organismi di vigilanza competenti per la prevenzione e la sicurezza accertino la non conformità di una macchina o di un componente di sicurezza ai requisiti essenziali di sicurezza di cui all’allegato I, ne danno immediata comunicazione al Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato ed al Ministero del lavoro e della previdenza sociale.
4. Qualora sia constatato che una macchina o un componente di sicurezza, pur accompagnati dalla dichiarazione di conformità ed utilizzati conformemente alla loro destinazione, rischiano di pregiudicare la sicurezza delle persone o, eventualmente, degli animali domestici o dei beni, il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, previa verifica dell’esistenza dei rischi segnalati, ne ordina il ritiro temporaneo dal mercato ed il divieto di utilizzazione, con provvedimento motivato e notificato all’interessato, con l’indicazione dei mezzi di ricorso e del termine entro cui è possibile ricorrere.
a) non conformità ai requisiti essenziali di sicurezza di cui all’allegato I;
b) carenza ovvero applicazione non corretta delle norme di cui all’art. 3, comma 2.
6. A seguito delle conclusioni delle consultazioni avviate dalla Commissione dell’Unione europea in seno al Comitato permanente di cui all’articolo 6, i provvedimenti di cui al comma 4 possono essere definitivamente confermati, modificati o revocati.
2. Possono essere autorizzati organismi in possesso dei requisiti minimi di cui all’allegato VII e degli altri requisiti stabiliti nel decreto ministeriale 22 marzo 1993, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 78 del 3 aprile 1993, di attuazione del decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 475. La domanda di autorizzazione deve essere presentata, nelle forme del citato decreto ministeriale 22 marzo 1993, all’ispettorato tecnico del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato.
3. L’autorizzazione è rilasciata entro 90 giorni con decreto del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto con il Ministero del lavoro e della previdenza sociale pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, agli organismi di cui al comma 2 con organizzazione conforme alle norme UNI-EN 45011; trascorsi 90 giorni l’autorizzazione s’intende negata.
4. Le spese relative alla certificazione sono a totale carico del costruttore o del suo mandatario stabilito nell’Unione europea. Le spese relative ai controlli preliminari connessi alla procedura di autorizzazione degli organismi sono a totale carico del richiedente.
5. Le amministrazioni che hanno rilasciato l’autorizzazione determinano gli indirizzi volti ad assicurare la necessaria omogeneità dell’attività di certificazione, vigilano sull’attività degli organismi autorizzati e hanno facoltà di procedere, attraverso tecnici dei propri uffici centrali e periferici, ad ispezioni e verifiche per accertare la permanenza dei requisiti e il regolare svolgimento delle procedure previste dal presente regolamento, operando in coordinamento permanente fra loro.
6. Il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, tramite il Ministero degli affari esteri, notifica tempestivamente alla Commissione dell’Unione europea e agli Stati membri l’elenco degli organismi autorizzati ed ogni sua successiva modificazione, anche al fine della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea. Il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato cura periodicamente la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana degli elenchi aggiornati degli organismi autorizzati di cui al presente articolo.
7. Nei casi di certificazione previsti dall’art. 4, comma 1, lettera c), punto 2), l’organismo autorizzato ha la responsabilità della corretta valutazione dell’adeguatezza del fascicolo tecnico.
8. Nei casi di certificazione previsti dall’art. 4, comma 1, lettera b) e lettera c), punto 3), l’organismo autorizzato ha la responsabilità della corretta valutazione della conformità del modello di macchina o di componente di sicurezza esaminato ai requisiti essenziali di sicurezza di cui all’allegato I.
2. L’istanza di cui al comma 1, in regola con il bollo, deve indicare le eventuali modificazioni intervenute ed ogni elemento utile a completare la documentazione presentata in sede di istanza provvisoria, secondo le prescrizioni del presente regolamento.
3. La decisione sulla domanda di riconferma dell’autorizzazione, previa verifica delle certificazioni rilasciate in via provvisoria, è adottata con le procedure di cui all’art. 8, entro il termine di centottanta giorni dalla data di dall’entrata in vigore del presente regolamento.
1. Alle procedure relative all’attività di certificazione di conformità delle macchine e dei componenti di sicurezza e a quelle finalizzate alla autorizzazione degli organismi di certificazione, alla vigilanza sugli organismi stessi, nonché all’effettuazione dei controlli sui prodotti, si applicano le disposizioni dell’art. 47 della legge 6 febbraio 1996, n. 52.
2. Le macchine o i componenti di sicurezza già immessi sul mercato o messi in servizio, per i quali, nel periodo compreso fra il 1° gennaio l993 e la data di entrata in vigore del presente regolamento, è stata presentata all’ISPESL domanda di omologazione non ancora respinta, si intendono legittimamente immessi sul mercato o messi in servizio se:
a) l’ISPESL conclude positivamente il procedimento di omologazione;
b) l’interessato trasmette la dichiarazione di conformità ed il fascicolo tecnico di cui al presente regolamento, nel termine di sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del regolamento stesso, all’ISPESL che procede alla archiviazione della istanza di omologazione, previa verifica della completezza della documentazione e, nel caso di macchine o di componenti indicati nell’allegato IV, previa verifica della sussistenza dei requisiti di cui all’allegato I o della relativa certificazione rilasciata da uno degli organismi di cui all’art. 9. La trasmissione all’ISPESL della documentazione produce gli effetti di cui al comma 3.
3. Chiunque utilizzi macchine già soggette alla disciplina di cui al decreto ministeriale 12 settembre 1959, messe in servizio successivamente all’entrata in vigore del presente regolamento, ha l’obbligo di denuncia al dipartimento periferico competente per territorio dell’ISPESL dell’avvenuta installazione della macchina.4. Le macchine di sollevamento o di spostamento di persone ed i componenti di sicurezza costruiti in conformità alla legislazione previgente alla data di entrata in vigore del presente regolamento possono essere immessi sul mercato e messi in servizio fino al 31 dicembre 1996.
Il presente regolamento, munito del sigillo dello Stato sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Ai fini del presente allegato, il termine “macchina” designa sia la “macchina”, quale definita all’articolo 2, comma 2, lettera a), sia il “componente di sicurezza”, quale definito allo stesso coma 2, lettera b).
1. Gli obblighi previsti dai requisiti essenziali di sicurezza e di salute si applicano soltanto se sussiste il rischio corrispondente per la macchina in questione allorché viene utilizzata alle condizioni previste dal fabbricante. In ogni caso i requisiti 1.1.2, 1.7.3 e 1.7.4 si applicano all’insieme delle macchine oggetto del presente allegato.
1. “Zone pericolose”, qualsiasi zona all’interno e/o in prossimità di una macchina in cui la presenza di una persona esposta costituisca un rischio per la sicurezza e la salute di detta persona.
2. “Persona esposta”, qualsiasi persona che si trovi interamente o in parte in una zona pericolosa.
1.1.2 Principi d’integrazione della sicurezza
Le misure adottate devono avere lo scopo di eliminare il rischio di infortuni durante l’esistenza prevedibile della macchina, comprese le fasi di montaggio e smontaggio anche se tale rischio fosse la conseguenza di una situazione anormale prevedibile.
b) Per la scelta delle soluzioni più opportune il fabbricante deve applicare i seguenti principi, nell’ordine indicato:
- informare gli utilizzatori dei rischi residui dovuti all’incompleta efficacia delle misure di protezione adottate, indicare se è richiesta una formazione particolare e segnalare se e necessario prevedere un dispositivo di protezione individuale.
c) In sede di progettazione e di costruzione della macchina, nonché all’atto della redazione delle istruzioni per l’uso, il fabbricante deve considerare non soltanto l’uso normale della macchina, ma anche l’uso della macchina ragionevolmente prevedibile.
La macchina deve essere progettata in modo da evitare che sia utilizzata anormalmente, se ciò può comportare un rischio. Negli altri casi le istruzioni per l’uso devono richiamare l’attenzione dell’utilizzatore sulle controindicazioni nell’uso della macchina che potrebbero, in base all’esperienza, presentarsi.
In particolare, se vengono usati dei fluidi, la macchina deve essere progettata e costruita in modo da poter essere utilizzata senza rischi dovuti al riempimento, all’utilizzazione, al recupero e all’evacuazione.
Il fabbricante fornisce un’illuminazione incorporata adeguata alle operazioni dove, malgrado un’illuminazione ambiente avente un valore normale, la mancanza di tale dispositivo potrebbe determinare rischi.
Il fabbricante deve avere cura che non vi siano zone d’ombra, abbaglianti fastidiosi, né effetti stroboscopici pericolosi dovuti all’illuminazione fornita dal fabbricante.
- progettati in modo tale che il movimento del dispositivo di comando sia coerente con l’azione del comando,
- situati fuori delle zone pericolose tranne il caso, all’occorrenza, di taluni organi, come un arresto di emergenza, una console di apprendimento per i robot,
- progettati o protetti in modo che: l’azione comandata, se comporta un rischio, non possa aver luogo senza una manovra intenzionale,
Se un dispositivo di comando è progettato e costruito per consentire varie azioni differenti, vale a dire se la sua azione è non univoca (ad esempio: utilizzazione di tasti, ecc.), l’azione comandata deve essere chiaramente indicata e, all’occorrenza, confermata.
La posizione e la corsa dei dispositivi di comando, nonché lo sforzo richiesto devono essere compatibili con l’azione comandata, tenendo conto dei principi ergonomici. Si deve tener conto degli obblighi dovuti all’uso necessario e prevedibile di dispositivi di protezione individuale (ad esempio: calzature, guanti, ecc.).
La macchina deve essere munita di dispositivi di segnalazione (quadrante, segnali, ecc.) e indicazioni la cui conoscenza è necessaria per un funzionamento sicuro. Dal posto di comando l’operatore deve poter vedere l’indicazione dei suddetti dispositivi.
Dal posto di comando principale l’operatore deve poter essere in grado di assicurarsi dell’assenza di persone esposte nelle zone di rischio.
Se ciò fosse impossibile, il sistema di comando deve essere progettato e costruito in modo che ogni messa in marcia sia preceduta da un segnale di avvertimento sonoro e/o visivo. La persona esposta deve avere il tempo e i mezzi per impedire rapidamente l’avviamento della macchina.
L’avviamento di una macchina deve essere possibile soltanto con una azione volontaria su un dispositivo di comando previsto a tal fine.
- per la rimessa in marcia dopo un arresto, indipendentemente dall’origine,
Se una macchina dispone di più dispositivi di comando dell’avviamento e se, di conseguenza, gli operatori possono mettersi reciprocamente in pericolo, devono essere previsti dispositivi complementari per escludere questo rischio (ad esempio: dispositivi di convalida o selettori che consentono il funzionamento di un solo dispositivo di avviamento per volta).
Ogni macchina deve essere munita di un dispositivo di comando che consenta l’arresto generale in condizioni di sicurezza.
Ogni posto di lavoro deve essere munito di un dispositivo di comando che consenta di arrestare, in funzione dei rischi esistenti, tutti gli elementi mobili della macchina o unicamente parti di essi, in modo che la macchina sia in situazione di sicurezza. L’ordine di arresto della macchina deve essere prioritario rispetto agli ordini di avviamento.
Ottenuto l’arresto della macchina o dei suoi elementi pericolosi, si deve interrompere l’alimentazione degli azionatori.
Ogni macchina deve essere munita di uno o più dispositivi di arresto di emergenza che consentano di evitare situazioni di pericolo che rischino di prodursi imminentemente o che si stiano producendo. Sono escluse da quest’obbligo:
- le macchine per le quali il dispositivo di arresto di emergenza non può ridurre il rischio perché non riduce il tempo per ottenere l’arresto normale oppure perché non permette le misure specifiche che il rischio richiede,
- provocare l’arresto del processo pericoloso nel tempo più breve possibile, senza creare rischi supplementari,
Nel caso di macchine o di elementi di macchine progettati per lavorare assemblati, il fabbricante deve progettare e controllare la macchina in modo tale che i dispositivi di arresto, compreso l’arresto di emergenza, possano bloccare non soltanto la macchina ma anche tutte le attrezzature a valle e/o a monte qualora il loro mantenimento in funzione costituisse un pericolo.
Il modo di comando selezionato deve avere la priorità su tutti gli altri sistemi di comando, salvo l’arresto di emergenza.
Se la macchina è stata progettata e costruita per consentire il funzionamento o il comando multimodale e presenta diversi livelli di sicurezza (ad esempio: per consentire la regolazione, la manutenzione e l’ispezione, ecc.), essa deve essere equipaggiata di un selettore modale che possa essere bloccato in ciascuna posizione di funzionamento. A ciascuna posizione del selettore corrisponderà un solo modo di comando o di funzionamento.
Il selettore può essere sostituito da altri mezzi di selezione che consentono di limitare l’utilizzazione di talune funzioni della macchina ad alcune categorie di operatori (ad esempio: codici di accesso a talune funzioni di comandi numerici, ecc.).
- autorizzare movimenti soltanto mediante dispositivi di comando che necessitano un’azione continuata,
Inoltre al posto di manovra, l’operatore deve avere la padronanza del funzionamento degli elementi sui quali agisce.
L’interruzione, il ripristino dopo un’interruzione o la variazione, indipendentemente dal senso, dell’alimentazione di energia della macchina non deve creare situazioni pericolose.
- l’avviamento intempestivo,
- l’impedimento dell’arresto della macchina se l’ordine è già stato dato,
- la caduta o l’espulsione di un elemento mobile della macchina o di un pezzo della macchina,
- l’impedimento dell’arresto automatico o manuale degli elementi mobili di qualsiasi tipo,
- l’inefficienza dei dispositivi di protezione.
Un’anomalia della logica del circuito di comando, un’avaria o un deterioramento del circuito di comando non devono creare situazioni pericolose.
La macchina, elementi ed attrezzature compresi, deve essere progettata e costruita in modo che, nelle condizioni di funzionamento previste (eventualmente tenendo conto delle condizioni climatiche), la sua stabilità sia tale da consentire l’utilizzazione senza rischio di rovesciamento, di caduta o di spostamento intempestivo.
Se la forma stessa della macchina o la sua installazione non garantiscono sufficiente stabilità, devono essere previsti ed indicati nelle istruzioni per l’uso appositi mezzi di fissaggio.
Gli elementi della macchina, nonché i loro organi di collegamento devono resistere agli sforzi cui devono essere sottoposti durante l’utilizzazione prevista dal fabbricante.
I materiali utilizzati devono presentare caratteristiche di resistenza sufficienti ed adeguate all’ambiente di utilizzazione previsto dal fabbricante, in particolare per quanto concerne i fenomeni di fatica, di invecchiamento, di corrosione e di abrasione.
Il fabbricante indicherà nelle istruzioni per l’uso i tipi e le frequenze delle ispezioni e manutenzioni necessarie per motivi di sicurezza. Egli indicherà eventualmente i pezzi soggetti ad usura, nonché i criteri di sostituzione.
In caso di alimentazione automatica del materiale da lavorare verso l’utensile, devono essere soddisfatte le seguenti condizioni per evitare rischi per le persone esposte (ad esempio: rottura dell’utensile):
Devono essere prese tutte le disposizioni necessarie per impedire un bloccaggio improvviso degli elementi mobili di lavoro. Nei casi in cui, malgrado le precauzioni prese, può verificarsi un bloccaggio, mezzi di protezione specifici, utensili specifici, le istruzioni per l’uso ed, eventualmente, una indicazione sulla macchina stessa dovranno essere forniti dal fabbricante per permettere di sbloccare la macchina senza rischi.
Se si prevedono frequenti interventi deve essere scelta quest’ultima soluzione.`
- oppure protezioni mobili conformi ai requisiti 1.4.1 e 1.4.2.2.B o dispositivi di protezione quali dispositivi sensibili (ad esempio: relé immateriali, commutatori a tappeto), dispositivi di protezione che mantengono l’operatore a distanza (ad esempio: comandi a due mani), dispositivi di protezione destinati a impedire automaticamente l’accesso di tutto o parte del corpo dell’operatore alla zona pericolosa, conformemente ai requisiti 1.4.1 e 1.4.3.
Tuttavia, se taluni elementi mobili che partecipano alla lavorazione non possono essere resi inaccessibili, interamente o in parte, durante il loro funzionamento a causa delle operazioni che richiedono l’intervento dell’operatore in loro prossimità, detti elementi, per quanto tecnicamente possibile, devono essere muniti:
- protezioni fisse, conformi ai requisiti 1.4.1 e 1.4.2.1 che impediscano l’accesso alle parti degli elementi non utilizzate per la lavorazione,
- e di protezioni regolabili, conformi ai requisiti 1.4.1 e 1.4.2.3 che limitino l’accesso alle parti degli elementi mobili indispensabili alla lavorazione.
- devono permettere gli interventi indispensabili per l’installazione e/o la sostituzione degli attrezzi nonché per i lavori di manutenzione, limitando però l’accesso soltanto al settore in cui deve essere effettuato il lavoro e se possibile, senza smontare la protezione o il dispositivo di protezione.
Il loro fissaggio deve essere ottenuto con sistemi che richiedono l’uso di utensili per la loro apertura.
- essere munite di un dispositivo di bloccaggio che impedisca l’avviamento degli elementi mobili sino a quando esse consentono l’accesso a detti elementi e inserisca l’arresto non appena esse non sono più in posizione di chiusura.
- la messa in moto degli elementi mobili non sia possibile fin tanto che l’operatore può raggiungerli,
- la loro regolazione richieda un intervento volontario, ad esempio l’uso di un attrezzo, di una chiave, ecc.,
- la mancanza o il mancato funzionamento di uno dei loro elementi impedisca l’avviamento o provochi l’arresto degli elementi mobili
1.4.2.3 Protezioni regolabili che limitano l’accesso
Le protezioni regolabili che limitano l’accesso alle parti degli elementi mobili indispensabili alla lavorazione devono:
- potersi regolare facilmente senza l’uso di un attrezzo,
- la mancanza o il mancato funzionamento di uno dei loro elementi impedisca l’avviamento o provochi l’arresto degli elementi mobili.
1.5.1 Rischi dovuti all’energia elettrica
Se la macchina è alimentata con energia elettrica, essa deve essere progettata, costruita ed equipaggiata in modo da prevenire o da consentire di prevenire tutti i rischi dovuti all’energia elettrica.
La specifica normativa vigente relativa ai materiale elettrico destinato all’impiego entro determinati limiti di tensione deve essere applicata alle macchine che vi sono soggette.
1.5.2 Rischi dovuti all’elettricità statica
1.5.3 Rischi dovuti a energie diverse dall’energia elettrica
Gli errori commessi al montaggio o al rimontaggio di taluni pezzi, che potrebbero essere all’origine di rischi, devono essere resi impossibili dalla progettazione degli stessi oppure mediante indicazioni figuranti sui pezzi e/o sui carter. Le stesse indicazioni devono figurare sui pezzi mobili e/o sul loro carter qualora occorra conoscere il senso del moto per evitare rischi. Raccomandazioni supplementari devono eventualmente figurare nelle istruzioni per l’uso.
Se l’origine dei rischi può essere dovuta ad un collegamento difettoso, la progettazione o le indicazioni figuranti sulle tabulazioni e/o sulle morsettiere devono rendere impossibile i raccordi errati di fluidi, compresi quelli di conduttori elettrici.
1.5.6 Rischi d’incendio
- impedire l’infiammazione dell’atmosfera esplosiva,
- ridurre le conseguenze di un’eventuale esplosione in modo che non abbia effetti pericolosi sull’ambiente circostante.
Se il fabbricante prevede l’utilizzazione della macchina in un’atmosfera esplosiva, saranno prese le stesse precauzioni.
La macchina deve essere progettata e costruita in modo tale che i rischi dovuti all’emissione di rumore aereo siano ridotti al livello minimo, tenuto conto del progresso tecnico e della possibilità di disporre di mezzi atti a ridurre il rumore, in particolare alla fonte.
- i dispositivi ottici per l’osservazione o la regolazione di dispositivi laser montati su macchine devono essere tali che i raggi laser non creino alcun rischio per la salute.
Gli elementi delle macchine automatizzate che devono essere sostituiti frequentemente, soprattutto in seguito a un cambiamento della fabbricazione o quando sono sensibili agli effetti dell’usura o soggetti a deterioramento in seguito ad un incidente, devono essere facilmente smontabili e rimontabili in condizioni di sicurezza. L’accesso a questi elementi deve consentire di svolgere questi compiti con i mezzi tecnici necessari (attrezzi, strumenti di misura, ecc.) secondo il metodo operativo definito dal costruttore.
1.6.2 Mezzi di accesso al posto di lavoro o ai punti d’intervento
Il dispositivo deve essere parimenti bloccato nel caso in cui l’operatore non possa verificare l’effettivo costante isolamento da tutte le posizioni che deve occupare. L’eventuale energia residua o immagazzinata dopo l’isolamento della macchina deve poter essere dissipata senza pericolo per le persone esposte. In deroga al requisito precedente, taluni circuiti possono non essere separati dalla loro fonte di energia onde consentire, ad esempio, il supporto di pezzi, la tutela di informazioni, l’illuminazione delle parti interne, ecc. In questo caso devono essere prese disposizioni particolari per garantire la sicurezza degli operatori.
1.6.4 Intervento dell’operatore
Le macchine devono essere progettate, costruite ed equipaggiate in modo tale da limitare le cause d’intervento degli operatori. L’intervento di un operatore, ogniqualvolta non potrà essere evitato, dovrà poter essere effettuato facilmente, in condizioni di sicurezza.
La macchina deve essere progettata e costruita in modo che la pulitura delle parti interne della macchina che ha contenuto sostanze o preparazioni pericolose sia possibile senza penetrare in tali parti interne: lo stesso dicasi per l’eventuale svuotamento completo che deve poter essere fatto dall’esterno. Se è assolutamente impossibile evitare di penetrarvi, il fabbricante deve prendere all’atto della costruzione misure atte a consentire di effettuare la pulitura con il minimo rischio possibile.
Non devono essere in quantità tale da accavallarsi nella mente dell’operatore.
Devono essere prese misure opportune per consentire all’operatore di verificare la costante efficienza di questi dispositivi di allarme.
- l’anno di costruzione.
Se il fabbricante costruisce una macchina destinata all’utilizzazione in atmosfera esplosiva, essa deve recare anche l’apposita indicazione.
In funzione della sua caratteristica, la macchina deve recare anche tutte le indicazioni indispensabili alla sicurezza d’esercizio (ad esempio: frequenza massima di rotazione di taluni organi, diametro massimo degli utensili che possono essere montati, massa, ecc.).
Le attrezzature intercambiabili di cui all’articolo 1, paragrafo 2, terzo comma devono recare le stesse indicazioni
1.7.4 Istruzioni per l’uso
a) Ogni macchina deve essere accompagnata da un’istruzione per l’uso che fornisca almeno le seguenti informazioni:
- riepilogo delle indicazioni previste per la marcatura, escluso il numero di serie (vedi punto 1.7.3); eventualmente completate dalle indicazioni atte a facilitare la manutenzione (ad esempio: indirizzo dell’importatore, dei riparatori, ecc.),
- l’utilizzazione,
- se necessario, istruzioni per l’addestramento;
Qualora necessario, in tale istruzione per l’uso deve essere richiamata l’attenzione sulle controindicazioni di utilizzazione.
b) Le istruzioni per l’uso sono redatte in una delle lingue comunitarie dal fabbricante o dal suo mandatario stabilito nella Comunità. All’atto della messa in servizio, ogni macchina deve essere accompagnata da una traduzione delle istruzioni nella o nelle lingue del paese di utilizzazione e dalle istruzioni originali. La traduzione è fatta dal fabbricante o dal suo mandatario stabilito nella Comunità, oppure da chi introduce la macchina nella zona linguistica in questione. In deroga a quanto sopra, le istruzioni per la manutenzione destinate ad essere applicate da un personale specializzato che dipende dal fabbricante o dal suo mandatario stabilito nella Comunità, possono essere redatte in una sola lingua comunitaria compresa da detto personale.
d) Qualsiasi documentazione che presenta la macchina non deve contenere elementi in contrasto con quanto specificato nelle istruzioni per l’uso per quanto concerne gli aspetti della sicurezza.
La documentazione tecnica che descrive la macchina deve fornire le informazioni concernenti l’emissione di rumore aereo di cui alla lettera f) e, per le macchine portatili e/o a conduzione manuale, le informazioni concernenti le vibrazioni di cui al punto 2.2.
e) Se necessario, nelle istruzioni per l’uso devono essere indicate le prescrizioni di montaggio volte a ridurre il rumore e le vibrazioni prodotti (ad esempio, impiego di ammortizzatori, natura e massa del basamento, ecc.).f) Le istruzioni per l’uso devono fornire le indicazioni seguenti sul rumore aereo prodotto dalla macchina, valore reale o valore stabilito in base alla misurazione eseguita su una macchina identica:
Quando si tratta di una macchina di grandissime dimensioni l’indicazione del livello di potenza acustica è sostituito dall’indicazione dei livelli di pressione acustica continui equivalenti in appositi punti intorno alla macchina.
g) Se il fabbricante prevede l’utilizzazione della macchina in atmosfera esplosiva, le istruzioni per l’uso devono fornire tutte le indicazioni necessarie.
h) In caso di macchine che possono anche essere destinate all’utilizzazione da parte di utilizzatori non professionali, la redazione e la presentazione delle istruzioni per l’uso, nel rispetto delle altre esigenze essenziali di cui sopra, devono tener conto del livello di formazione generale e della perspicacia che ci si può ragionevolmente aspettare da questi utilizzatori.
e) I liquidi provenienti da prodotti alimentari e i prodotti di pulizia, di disinfezione e di risciacquatura devono poter defluire verso l’esterno della macchina senza incontrare ostacoli (eventualmente in una posizione “pulizia”).
g) La macchina deve essere progettata e costruita in modo che i prodotti ausiliari (ad esempio lubrificanti, ecc.) non possano entrare in contatto con i prodotti alimentari. All’occorrenza, la macchina deve essere progettata e costruita per permettere di verificare regolarmente il rispetto di questo requisito.
Oltre alle indicazioni di cui al punto 1, le istruzioni per l’uso devono menzionare i prodotti ed i metodi di pulizia, di disinfezione e di risciacquatura raccomandati (non soltanto per le parti facilmente accessibili ma anche nel caso in cui sia necessaria una pulizia sul posto per le parti il cui accesso è impossibile o sconsigliato, ad esempio le tubazioni).
- tranne il caso in cui sia tecnicamente impossibile o quando esista un comando indipendente, se le impugnature non possono essere abbandonate in tutta sicurezza, le macchine devono essere munite di organi di comando di avviamento e/o di arresto disposti in modo tale che l’operatore non debba abbandonare i mezzi di presa per azionarli;
- essere progettate, costruite o equipaggiate in modo tale da sopprimere i rischi dovuti al loro avviamento intempestivo e/o al loro mantenimento in funzione dopo che l’operatore ha abbandonato i mezzi di presa. Se questo requisito non è tecnicamente realizzabile occorre prendere disposizioni compensative;
- la macchina portatile tenuta a mano deve essere progettata e costruita in modo tale da consentire, all’occorrenza, il controllo a vista della penetrazione dell’utensile nel materiale lavorato.
Le istruzioni per l’uso devono fornire la seguente indicazione relativa alle vibrazioni emesse dalle macchine tenute e condotte manualmente:
- il valore medio quadratico ponderato, in frequenza, dell’accelerazione cui sono esposte le membra superiori quando superi i 2,5 m/s2, definito secondo le norme di collaudo appropriate. Se l’accelerazione non supera 2,5 m/s2, occorre segnalarlo.
Le macchine per la lavorazione del legno e le macchine che lavorano materiali aventi caratteristiche fisiche e tecnologiche simili a quelle del legno, come il sughero, l’osso, la gomma indurita, le materie plastiche dure ed altre materie dure simili, devono rispondere ai seguenti requisiti essenziali per la sicurezza e la salute:
a) la macchina deve essere progettata, costruita o attrezzata in modo che il pezzo da lavorare possa essere presentato e guidato in condizioni di sicurezza: quando il pezzo è tenuto manualmente su un banco di lavoro, quest’ultimo deve garantire una stabilità sufficiente durante la lavorazione e non deve ostacolare lo spostamento del pezzo;
b) se la macchina può essere utilizzata in condizioni che comportano un rischio di proiezione dei pezzi di legno, essa deve essere progettata, costruita o attrezzata in modo da evitare tale proiezione o quanto meno in modo che la proiezione non produca danni per l’operatore e/o le persone esposte;
d) quando l’utensile è integrato in una macchina non completamente automatizzata, questa deve essere progettata e costruita in modo tale da eliminare e ridurre la gravità degli infortuni alle persone, ad esempio utilizzando portautensili a sezione circolare, limitando la profondità di passata, ecc.
3. REQUISITI ESSENZIALI DI SICUREZZA E DI TUTELA DELLA SALUTE PER OVVIARE AI RISCHI PARTICOLARI DOVUTI ALLA MOBILITA’ DELLE MACCHINE
I rischi dovuti alta mobilità esistono sempre per le macchine semoventi, trainate, spinte o portate da un’altra macchina o da un trattore il cui lavoro è effettuato in aree di lavoro e richiede la mobilità durante il lavoro oppure uno spostamento continuo o semicontinuo secondo una successione di stazioni di lavoro fisse.
Inoltre, i rischi dovuti alla mobilità possono esistere nel caso di macchine il cui lavoro si effettua senza spostamenti ma che possono essere munite di mezzi che consentano di spostarle più facilmente da un luogo all’altro (macchine munite di ruote, rotelle, pattini, ecc., o collocate su supporti, carrelli, ecc.).
Per “conducente” si intende un operatore competente incaricato dello spostamento di una macchina. Il conducente può essere trasportato dalla macchina oppure accompagnarla a piedi, o azionarla mediante telecomando (cavi, radio, ecc.).
Durante lo spostamento della macchina e/o dei suoi elementi, non devono potersi verificare spostamenti intempestivi né rischi dovuti all’instabilità se la macchina e/o i suoi elementi sono sottoposti a movimentazione secondo le istruzioni del fabbricante.
Il posto di guida deve essere progettato tenendo conto dei principi dell’ergonomia. Possono essere previsti più posti di manovra e, in questo caso, ciascun posto deve disporre di tutti gli organi di comando necessari. Quando vi sono vari posti di manovra la macchina deve essere progettata in modo che l’impiego di uno di essi renda impossibile l’uso degli altri, ad eccezione degli arresti d’emergenza. La visibilità dal posto di guida deve essere tale da consentire al conducente di far muovere la macchina e i suoi utensili nelle condizioni di impiego previste, in tutta sicurezza per se stesso e per le persone esposte. In caso di necessità, adeguati dispositivi devono rimediare ai rischi dovuti alla deficienza di visibilità diretta.
Se la macchina è dotata di cabina, quest’ultima deve essere progettata, costruita e/o attrezzata in modo da assicurare che il conducente lavori in buone condizioni e sia protetto dagli eventuali rischi (ad esempio riscaldamento e aerazione inadeguati, visibilità insufficiente, eccesso di rumore e vibrazioni, caduta di oggetti, penetrazione di oggetti, ribaltamento, ecc.).
L’uscita deve consentire un rapido abbandono della macchina. Si deve inoltre prevedere un’uscita di sicurezza in una direzione diversa dall’uscita normale.
Il sedile del conducente di qualsiasi macchina deve garantire la stabilità del conducente ed essere progettato tenendo conto dei principi dell’ergonomia.
Quando il loro azionamento può comportare rischi, in particolare movimenti pericolosi, i dispositivi di comando della macchina, ad esclusione di quelli a posizioni predeterminate, devono ritornare in posizione neutra non appena l’operatore li lascia liberi.
L’ultima frase del punto 1.2.2 non si applica alla funzione della mobilità.
Le macchine semoventi con conducente trasportato devono essere dotate di mezzi che scoraggino l’avviamento del motore da parte di persone non autorizzate. Qualsiasi spostamento comandato di una macchina semovente con conducente trasportato deve essere possibile soltanto se il conducente si trova al posto di comando.
Uno spostamento della macchina non deve essere possibile all’atto dell’avviamento del motore.
Il rallentamento e l’arresto della macchina semovente devono poter essere ottenuti dal conducente attraverso un dispositivo principale. Se la sicurezza lo esige, in caso di guasto del dispositivo principale o in mancanza di energia per azionare tale dispositivo, un dispositivo d’emergenza con comandi interamente indipendenti e facilmente accessibili deve consentire il rallentamento e l’arresto.
Ogni spostamento di una macchina semovente con conducente a piedi deve essere possibile solo se quest’ultimo esercita un’azione continua sull’organo di comando corrispondente. In particolare, nessuno spostamento deve essere possibile all’atto d’avviamento del motore.
Inoltre, la velocità normale di spostamento della macchina deve essere compatibile con l’andatura del conducente.
Sulle macchine che possono essere munite di un utensile rotante, quest’ultimo non deve potere essere azionato quando il comando di retromarcia è inserito, salvo che lo spostamento della macchina risulti dal movimento dell’utensile. In quest’ultimo caso basterà che la velocità in retromarcia sia tale da non presentare rischi per il conducente.
In caso di avaria dell’alimentazione del servosterzo, la macchina deve poter essere guidata per arrestarla.
Quando un elemento di una macchina è stato arrestato, la sua deriva dalla posizione di arresto, per qualsiasi causa che non sia l’azionamento degli organi di comando, deve essere tale da non creare rischi per le persone esposte.
Qualora il carico sul timone lo richieda, queste macchine devono essere munite di un supporto con una superficie d’appoggio adatta al carico e al terreno.
Gli alberi di trasmissione cardanici che collegano una macchina semovente (o un trattore) al primo supporto fisso di una macchina azionata devono essere protetti sul lato della macchina semovente e sul lato della macchina azionata per tutta la lunghezza dell’albero e dei giunti cardanici.
Sul lato della macchina semovente o del trattore, la presa di forza alla quale è collegato l’albero di trasmissione deve essere protetta da uno schermo fissato sulla macchina semovente (o sul trattore) oppure da qualsiasi altro dispositivo che garantisca una protezione equivalente.
Sul lato della macchina trainata, l’albero comandato deve essere chiuso in un carter di protezione fissato sulla macchina.
La presenza di un limitatore di coppia o di una ruota libera è autorizzata per la trasmissione cardanica soltanto sul lato in cui avviene il collegamento con la macchina azionata. In questo caso occorre indicare sull’albero di trasmissione cardanico il senso del montaggio.
Ogni macchina trainata, il cui funzionamento implica la presenza di un albero di trasmissione che la colleghi ad una macchina semovente o a un trattore deve possedere un sistema di aggancio dell’albero di trasmissione tale che, quando la macchina è staccata, l’albero di trasmissione e il suo dispositivo di protezione non vengano danneggiati dal contatto con il suolo o con un elemento della macchina.
Gli elementi esterni del dispositivo di protezione devono essere progettati, costruiti e disposti in modo da non poter ruotare con l’albero di trasmissione. Il dispositivo di protezione deve coprire l’albero di trasmissione fino alle estremità delle ganasce interne nel caso di giunti cardanici semplici e almeno fino al centro del giunto o dei giunti esterni nel caso di cardani detti a grandangolo.
Se sono previsti accessi ai posti di lavoro in prossimità dell’albero di trasmissione a cardano, il costruttore deve evitare che i dispositivi di protezione degli alberi di trasmissione descritti al sesto comma possano servire da predellini, a meno che non siano progettati e costruiti a tal fine.
In deroga al punto 1.3.8.A, nel caso dei motori a combustione interna, le protezioni mobili che impediscono l’accesso alle parti mobili del compartimento motore possono non essere provviste di dispositivi di blocco a condizione che la loro apertura sia possibile soltanto con l’impiego di un utensile o di una chiave, oppure dopo aver azionato un comando situato sul posto di guida, se quest’ultimo si trova in una cabina completamente chiusa con una serratura bloccabile.
3.5.1 Rischi dovuti alla batteria d’accumulatori
L’alloggiamento della batteria deve essere costruito e situato e la batteria deve essere installata in modo da evitare al massimo la possibilità di proiezione dell’elettrolita sull’operatore anche in caso di ribaltamento e/o da evitare l’accumulo di vapori vicino ai posti occupati dagli operatori.
In funzionamento dei rischi previsti dal fabbricante durante l’uso, la macchina deve, qualora le dimensioni lo consentano:
- permettere l’installazione di estintori facilmente accessibili, oppure
Quando esista tale rischio, la captazione di cui al punto 1.5.13 può essere sostituita con altri mezzi, come ad esempio l’eliminazione con getto d’acqua polverizzata.
Le macchine devono essere provviste di mezzi di segnalazione e/o di targhe con le istruzioni concernenti l’impiego, la regolazione e la manutenzione necessaria per garantire la sicurezza e la tutela della salute delle persone esposte. Tali mezzi devono essere scelti, progettati e realizzati in modo da essere chiaramente visibili e indelebili.
- un sistema di segnalazione luminosa che tenga conto delle condizioni di impiego previste quali, ad esempio, le luci di arresto, le luci di retromarcia, i girofari. Quest’ultima condizione non si applica alle macchine destinate esclusivamente ai lavori sotterranei e sprovviste di alimentazione elettrica.
Ogni volta che ciò sia indispensabile alla sicurezza, questi dispositivi devono essere muniti di mezzi di controllo del buon funzionamento e un loro guasto deve essere reso apparente all’operatore.
Quando le macchine spostandosi o spostando i loro utensili possono creare un rischio particolare, dovrà essere prevista un’iscrizione sulla macchina stessa che vieti di avvicinarsi alla macchina durante il lavoro; tale iscrizione deve essere leggibile a sufficiente distanza per garantire la sicurezza delle persone che devono operare nei pressi delle macchine.
3.6.3 Istruzioni per l’uso
Le istruzioni per l’uso devono contenere, oltre alle indicazioni minime di cui al punto 1.7.4, le seguenti indicazioni:
- il valore quadratico medio ponderato, in frequenza, dell’accelerazione cui sono esposte le membra superiori quando superi 2,5 m/s2; se tale livello è inferiore o pari a 2,5 m/s2, occorre indicarlo;
- il valore quadratico medio ponderato, in frequenza, dell’accelerazione cui è esposto il corpo (piedi o parte seduta) quando superi 0,5 m/s2; se tale livello è inferiore o pari a 0,5 m/s2, occorre indicarlo.
b) nel caso di macchine che consentono vari usi a seconda dell’attrezzatura impiegata, il fabbricante della macchina di base su cui possono essere fissate attrezzature intercambiabili e il fabbricante di queste ultime devono dare le informazioni necessarie per consentirne il montaqgio e l’uso in condizioni di sicurezza.
4. REQUISITI ESSENZIALI DI SICUREZZA E DI TUTELA DELLA SALUTE PER PREVENIRE I RISCHI PARTICOLARI DOVUTI AD UN’OPERAZIONE DI SOLLEVAMENTO
a) “accessori di sollevamento”:
b) “accessori di imbracatura”:
accessori di sollevamento che servono alla realizzazione o all’impiego di una braca, quali ganci ad occhiello, maniglie, anelli, golfari, ecc.;
c) “carico guidato”:
carico di cui l’intero spostamento avviene lungo guide materializzate, rigide o flessibili, la cui posizione nello spazio è determinata da punti fissi;
d) “coefficiente di utilizzazione”:
rapporto aritmetico tra il carico garantito dal fabbricante, fino al quale un’attrezzatura, un accessorio o una macchina è in grado di trattenere tale carico, ed il carico massimo di esercizio marcato sull’attrezzatura, sull’accessorio o sulla macchina rispettivamente;
e) “coefficiente di prova”:
rapporto aritmetico tra il carico utilizzato per effettuare le prove statiche o dinamiche di un’attrezzatura, un accessorio o una macchina ed il carico massimo di esercizio marcato sull’attrezzatura, sull’accessorio o sulla macchina rispettivamente;
f) “prova statica”:
verifica che consiste nel controllare l’apparecchio o l’accessorio di sollevamento e nell’applicargli successivamente una forza corrispondente al carico massimo di esercizio moltiplicato per un coefficiente di prova statica appropriato, quindi, dopo aver soppresso il carico, nell’eseguire di nuovo un’ispezione della macchina di sollevamento o dell’accessorio per controllare che non si sia verificato alcun danno;
g) “prova dinamica”:
Le macchine devono essere progettate e costruite in modo che la stabilità prescritta al punto 1.3.1 sia garantita durante il funzionamento e in posizione di arresto, durante tutte le fasi di trasporto, di montaggio e di smontaggio, in occasione dei guasti prevedibili e anche nel corso delle prove quando esse siano effettuate conformemente alle istruzioni per l’uso.
Le macchine e gli accessori di sollevamento devono essere progettati e costruiti in modo tale da evitare guasti dovuti alla fatica o all’usura tenuto conto dell’uso previsto.
I materiali utilizzati devono essere scelti tenendo conto degli ambienti di esercizio previsti dal fabbricante soprattutto per quanto riguarda la corrosione, l’abrasione, gli urti, la fragilità a freddo e l’invecchiamento.
Le prove dinamiche devono essere effettuate sulla macchina pronta ad essere messa in servizio in normali condizioni d’utilizzazione e sono generalmente eseguite alle velocità nominali definite dal fabbricante.
I tamburi ed i rulli devono essere progettati, costruiti ed installati in modo che le funi o le catene di cui sono muniti possano avvolgersi senza lasciare lateralmente l’alloggiamento previsto.
Le funi utilizzate direttamente per il sollevamento o il supporto del carico non devono comportare alcuna impiombatura a parte quelle alle loro estremità (le impiombature sono tollerate negli impianti destinati, sin dalla loro progettazione, ad essere modificati regolarmente in funzione delle esigenze di utilizzazione). Il coefficiente di utilizzazione dell’insieme fune e terminale è scelto in modo tale da garantire un livello adeguato di sicurezza; questo coefficiente è, in generale, pari a 5.
Gli accessori di imbracatura devono essere dimensionati tenendo conto dei fenomeni di fatica e di invecchiamento per un numero di cicli di funzionamento conforme alla durata di vita prevista alle condizioni di funzionamento specificate per l’applicazione prevista.
a) il coefficiente di utilizzazione dell’insieme cavo metallico e terminale è scelto in modo tale da garantire un livello adeguato di sicurezza; questo coefficiente è, in generale, pari a 5. I cavi non devono comportare nessun intreccio o anello diverso da quelli delle estremità;
c) il coefficiente d’utilizzazione delle funi o cinghie di fibre tessili dipende dal materiale, dal processo di fabbricazione, dalle dimensioni e dall’utilizzazione. Questo coefficiente è scelto in modo da garantire un livello di sicurezza adeguato; esso è, in generale, pari a 7, a condizione che i materiali utilizzati siano di ottima qualità controllata e che il processo di fabbricazione sia adeguato alle condizioni di utilizzazione previste. In caso contrario, è in generale più elevato per garantire un livello di sicurezza equivalente.
d) il coefficiente d’utilizzazione di tutti i componenti metallici di una braca o utilizzati con una braca è scelto in modo da garantire un livello adeguato di sicurezza; questo coefficiente è, in generale, pari a 4;
a) Le macchine devono essere progettate ed attrezzate con dispositivi che mantengono l’ampiezza dei movimenti dei loro elementi entro i limiti previsti. L’attività di questi dispositivi deve essere preceduta eventualmente da un segnale.
Gli organi di comando dei movimenti della macchina o delle sue attrezzature devono ritornare in posizione neutra non appena cessa l’azionamento da parte dell’operatore. Per i movimenti, parziali o totali, per i quali non si corre il rischio di urto da parte del carico o della macchina, si possono sostituire detti organi con organi di comando che consentono movimenti con arresti automatici a livelli preselezionati senza dover mantenere l’azionamento da parte dell’operatore.
Le macchine che collegano livelli definiti e in cui gli operatori possono penetrare sul piano di carico per posare o stivare quest’ultimo devono essere progettate e costruite in modo da evitare uno spostamento non controllato del piano di carico, in particolare al momento del caricamento o dello scaricamento.
4.2.4 Idoneità all’impiego
Il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità si accerta, all’atto dell’immissione sul mercato o della prima messa in servizio, con adeguate misure che egli prende o fa prendere, che gli accessori di sollevamento e le macchine pronti ad essere utilizzati, a operazione manuale o a operazione motorizzata, possano compiere le funzioni previste in tutta sicurezza. Le misure suddette debbono tener conto delle caratteristiche statiche e dinamiche delle macchine.
Se le macchine non possono essere montate nei locali del fabbricante, o del suo mandatario stabilito nella Comunità, le misure adeguate devono essere prese sul luogo dell’utilizzazione. In caso contrario, esse possono essere prese tanto nei locali del fabbricante quanto sul luogo dell’utilizzazione.
Ogni lunghezza di catena, fune o cinghia di sollevamento che non faccia parte di un insieme deve recare un marchio oppure, se la marcatura è materialmente impossibile, una targa o un anello inamovibile con i riferimenti del fabbricante o del suo mandatario stabilito nella Comunità e l’identificazione della relativa attestazione.
L’attestazione deve contenere le indicazioni prescritte dalle norme armonizzate oppure, in mancanza di queste, le seguenti indicazioni minime:
- l’indirizzo nella Comunità del fabbricante o mandatario, a seconda dei casi;
- in caso di prova, l’indicazione della norma impiegata;
Per gli accessori di imbracatura che comprendono componenti quali funi e cordami sui quali la marcatura è materialmente impossibile, le indicazioni di cui al primo comma devono essere apposte su una targa o con altri mezzi solidamente fissata sull’accessorio.
Dette indicazioni debbono essere leggibili e disposte in un punto tale da non rischiare di scomparire in seguito alla lavorazione, all’usura, ecc., e da non compromettere la resistenza dell’accessorio.
i) indicato in modo chiaro e ben visibile sull’apparecchio nel caso delle macchine per le quali è previsto un unico valore;
Le macchine munite di un piano di carico le cui dimensioni consentono l’accesso alle persone e la cui corsa origina un rischio di caduta devono recare un’indicazione chiara ed indelebile che vieti il sollevamento di persone. Detta indicazione deve essere visibile da ciascun posto che consenta l’accesso.
4.4 Istruzioni per l’uso
Ogni accessorio di sollevamento o ciascuna partita di accessori di sollevamento commercialmente indivisibile deve essere accompagnato da istruzioni per l’uso che forniscano almeno le seguenti indicazioni:
- le prescrizioni per l’uso, il monitoraggio e la manutenzione;
In aggiunta al punto 1.7.4, le istruzioni per l’uso dovranno comprendere informazioni relative:
I dispositivi di comando dell’acceleratore e dei freni che consentono di spostare le macchine che scorrono su rotaia devono essere azionati a mano. Tuttavia il dispositivo di uomo-morto può essere a pedale. I dispositivi di comando delle armature semoventi devono essere progettati e disposti in modo da permettere che, durante l’operazione di avanzamento, gli operatori siano protetti da un’armatura fissa. Gli organi di comando devono essere protetti da qualsiasi azionamento involontario.
Le locomotive destinate ad essere impiegate nei lavori sotterranei devono essere munite di un dispositivo “uomo-morto” che agisca sul circuito di comando dello spostamento della macchina.
I gas di scarico di motori a combustione interna non devono essere evacuati verso l’alto.
Ai fini del presente capitolo, si intende per “abitacolo” l’area sulla quale prendono posto le persone che devono essere sollevate, abbassate o spostate in virtù del suo movimento.
Il pavimento dall’abitacolo deve essere progettato e costruito in modo da offrire lo spazio e la resistenza corrispondenti al numero massimo di persone e al carico massimo di esercizio stabiliti dal costruttore.
6.1.3 Controllo delle sollecitazioni per gli apparecchi mossi da un’energia diversa dalla forza umana
6.2.1 L’abitacolo deve, come regola generale, essere progettato e costruito in modo che le persone che vi si trovano dispongano di dispositivi di comando dei movimenti relativi di salita e discesa e, se del caso, di spostamento dell’abitacolo rispetto alla macchina.
6.2.2 Se una macchina per il sollevamento o lo spostamento di persone è spostabile con l’abitacolo in posizione diversa da quella di riposo, la macchina deve essere progettata e costruita in modo che la o le persone situate nell’abitacolo dispongano di mezzi che consentano di evitare i rischi eventualmente provocati dagli spostamenti della macchina.
6.2.3 Le macchine per il sollevamento o lo spostamento di persone devono essere progettate, costruite o attrezzate in modo che una eccessiva velocità del movimento dell’abitacolo non crei rischi.
6.3 Rischi di caduta delle persone al di fuori dell’abitacolo
6.3.1 Se le misure previste al punto 1.5.15 non sono sufficienti, gli abitacoli devono essere muniti di punti di ancoraggio in numero adeguato al numero delle persone che possono trovarsi nell’abitacolo e sufficientemente resistenti per appendervi le attrezzature per la protezione individuale contro le cadute.
6.3.2 Se esiste una botola nel pavimento o nel soffitto, o un portello laterale, l’apertura deve avvenire in senso contrario al rischio di caduta in caso di apertura inopinata.
6.3.3 La macchina di sollevamento o di spostamento deve essere progettata e costruita in modo che il pavimento dell’abitacolo non si inclini tanto da comportare un rischio di caduta per i suoi occupanti, anche durante i movimenti.
Il pavimento dell’abitacolo deve essere antisdrucciolo.
6.4 Rischi di caduta o di capovolgimento dell’abitacolo
6.4.1 La macchina per il sollevamento o lo spostamento di persone deve essere progettata e costruita in modo che non si verifichi la caduta o il capovolgimento dell’abitacolo.
6.4.2 Le accelerazioni e le frenate dell’abitacolo o del veicolo portante, azionate dagli operatori o da un dispositivo di sicurezza, nelle condizioni di carico e di velocità massima previste dal fabbricante non devono causare rischi per le persone esposte.
Allorché ciò sia necessario per garantire la sicurezza, nell’abitacolo devono figurare le indicazioni pertinenti indispensabili.
(previsto dall’art. 2, comma 2, lettera a)
A. Contenuto della dichiarazione “CE” di conformità per le macchine
- eventualmente, nome ed indirizzo dell’organismo notificato e il numero dell’attestato di certificazione CE,
- eventualmente nome ed indirizzo dell’organismo notificato cui è stato trasmesso il fascicolo,
- eventualmente nome ed indirizzo dell’organismo notificato che ha effettuato la verifica,
La dichiarazione del fabbricante di cui al comma 4 dell’articolo 2 deve contenere i seguenti elementi:
- all’occorrenza, nome e indirizzo dell’organismo notificato e numero dell’attestato di certificazione CE,
- all’occorrenza, nome e indirizzo dell’organismo notificato al quale è stato comunicato il fascicolo,
- all’occorrenza, nome e indirizzo dell’organismo notificato che ha proceduto alla verifica,
- all’occorrenza, il riferimento alle norme armonizzate,
C. Contenuto della dichiarazione “CE” di conformità per i componenti di sicurezza immessi sul mercato separatamente
La dichiarazione “CE” di conformità deve contenere gli elementi seguenti:
- eventualmente, nome ed indirizzo dell’organismo notificato e numero dell’attestato di certificazione “CE” del tipo,
- eventualmente, nome e indirizzo dell’organismo notificato cui è stato trasmesso il fascicolo,
- eventualmente, nome e indirizzo dell’organismo notificato che ha effettuato la verifica,
LA MARCATURA CE DI CONFORMITA’
(previsto dall’art. 4, comma 1, lettera a)
DI CUI ALL’ARTICOLO 4, COMMA 1, LETTERE b) E c)
2. Blocchi logici con funzioni di sicurezza per dispositivo di comando che richiedono l’uso delle due mani.
Ai fini del presente allegato, il termine “macchina” designa sia la “macchina”, sia il “componente di sicurezza”, quali definiti all’articolo l.
- dall’elenco,
- da un esemplare delle istruzioni per l’uso della macchina;
Il fabbricante deve effettuare le ricerche e le prove necessarie sui componenti e sugli accessori o sull’intera macchina per stabilire se essa, in conseguenza alla sua progettazione e costruzione, possa essere montata e messa in servizio in condizioni di sicurezza.
b) la documentazione di cui al punto 3 è conservata e tenuta a disposizione delle autorità nazionali competenti per almeno dieci anni a decorrere dalla data di fabbricazione della macchina o dell’ultimo esemplare della macchina se si tratta di fabbricazione in serie;
c) la documentazione di cui al punto 3 deve essere redatta in una lingua ufficiale della Comunità, fatta eccezione per le istruzioni per l’uso della macchina.
(previsto dall’art. 4, comma 1, lettera b)
1. L’esame per la certificazione CE è la procedura mediante la quale un organismo notificato stabilisce e certifica che il modello di una macchina soddisfa ai requisiti della direttiva che la riguardano.
2. La domanda d’esame per la certificazione CE è presentata dal fabbricante, o dal suo mandatario stabilito nella Comunità per un modello di macchina, ad un solo organismo notificato.
- il nome e l’indirizzo del fabbricante o del suo mandatario stabilito nella Comunità nonché il luogo di fabbricazione delle macchine;
- la descrizione delle soluzioni adottate per prevenire i rischi presentati dalla macchina nonché l’elenco delle norme utilizzate;
- un esemplare delle istruzioni per l’uso della macchina;
Essa è accompagnata da una macchina rappresentativa della produzione prevista oppure, eventualmente, dell’indicazione del luogo in cui la macchina può essere esaminata.
3. L’organismo notificato procede all’esame per la certificazione CE secondo le seguenti modalità:
- effettua l’esame del fascicolo tecnico della costruzione, per verificarne l’adeguatezza, e l’esame della macchina presentata o messa a disposizione;
- nell’esame della macchina, l’organismo:
- Per i soli componenti di sicurezza, l’organismo notificato ne verifica l’idoneità a svolgere le funzioni di sicurezza dichiarate dal costruttore.
4. Se il modello soddisfa alle disposizioni che lo riguardano, l’organismo redige una certificazione CE che è notificata al richiedente.
Questa certificazione specifica i risultati dell’esame, indica le condizioni cui essa eventualmente è subordinata e comprende le descrizioni e i disegni necessari per identificare il modello approvato.
5. Il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità deve informare l’organismo notificato di tutte le modifiche, sia pure di scarsa importanza, che ha apportato o che intende apportare alla macchina che forma oggetto del modello. L’organismo notificato esamina tali modifiche e informa il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità se la certificazione CE rimane valida.
6. L’organismo che rifiuta di rilasciare una certificazione CE ne informa gli organismi notificati. L’organismo che revoca una certificazione CE ne informa lo Stato membro che lo ha notificato. Quest’ultimo informa gli Stati membri e la Commissione, illustrando i motivi di tale decisione.
7. I fascicoli e la corrispondenza riguardanti le procedure di certificazione CE sono redatti in una lingua ufficiale dello Stato membro in cui è stabilito l’organismo notificato o in una lingua accettata da quest’ultimo.
(previsto dall’art. 8, comma 2)
1. L’organismo, il suo direttore ed il personale incaricato dello svolgimento delle operazioni di verifica non possono essere né il progettista, né il costruttore, né il fornitore, né l’installatore delle macchine oggetto del controllo, né il mandatario di una di queste persone. Essi non possono intervenire né direttamente né in veste di mandatari nella progettazione, costruzione, commercializzazione o manutenzione di tali macchine. Ciò non esclude la possibilità di uno scambio di informazioni tecniche fra il costruttore e l’organismo di controllo.
Il personale dell’organismo è vincolato al segreto professionale in ordine a tutto ciò di cui venga a conoscenza nell’esercizio delle sue funzioni (salvo che nei confronti delle autorità amministrative competenti dello Stato in cui esercita le sue attività) nel quadro della direttiva o di qualsiasi disposizione di recepimento nel diritto interno