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Timestamp: 2019-02-22 00:11:44+00:00
Document Index: 98301181

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 47', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 47', 'art. 2946', 'art. 2935']

I benefici previdenziali INPS per l'esposizione all'amianto
Pubblicato da Redazione il 5 Dicembre 2018
I lavoratori che siano stati esposti all’amianto hanno diritto ad una rivalutazione contributiva ai fini del prepensionamento e, nel caso siano già pensionati, all’aumento dei ratei mensili della pensione loro corrisposta.
La Legge 257 del 1992 (prima legge italiana sull’amianto) ha introdotto la seguente normativa per quanto riguarda le rivalutazioni previdenziali a beneficio di alcune categorie di lavoratori:
lavoratori delle miniere e delle cave di amianto: rivalutazione di coefficiente 1.5 delle settimane di lavoro utili all’ottenimento della pensione (art. 13, comma 6);
lavoratori che abbiano contratto una patologia asbesto-correlata riconosciuta dall’INAIL: rivalutazione di coefficiente 1.5 delle settimane di lavoro utili all’ottenimento della pensione e aumento dei ratei del 50% (art. 13, comma 7);
lavoratori che, pur non essendosi ammalati, siano stati esposti per più di 10 anni all’amianto sul luogo di lavoro. I requisiti per l’accesso ai benefici sono dovuti ai lavoratori che abbiano maturato il diritto alla pensione entro il 2 ottobre 2003 e che abbiano ottenuto dall’Inail certificazione di esposizione qualificata. Loro spetta una rivalutazione di coefficiente 1.25 della prestazione pensionistica e quindi del 25% dei ratei (art. 13, comma 8 della Legge 257 del 1992 poi modificato dall’art. 47 della Legge 326 del 2003);
lavoratori dipendenti di aziende private elencate negli atti di indirizzo del Ministero (art. 1, commi 20-22 della Legge 247 del 2007): rivalutazione di coefficiente 1.5 per il calcolo dei contributi e del 50% dei ratei della pensione. Il provvedimento vale per i periodi lavorativi successivi al 1992 e anteriori al 3 ottobre 2003. I benefici sono riconosciuti a quei lavoratori che abbiano richiesto all’Inail certificazione di esposizione qualificata amianto prima del 15 giugno 2005. La domanda per il riconoscimento dei benefici poteva essere presentata entro l’11 maggio 2009 dai lavoratori interessati, non titolari di trattamento pensionistico antecedente alla pubblicazione del Decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 12 marzo 2008 (Decreto attuativo dei commi 20 e 21 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 247). In merito si consulti la Circolare 14 del 12 marzo 2008 dell’Inail, con l’allegato dei siti produttivi.
Immediato pensionamento per Mesotelioma, Tumore del Polmone e Asbestosi
Nel caso di lavoratori che non abbiano ancora maturato il diritto al pensionamento nonostante la rivalutazione con coefficiente 1.5 delle settimane di contribuzione (come previsto dalla Legge 257 del 1992), e che abbiano contratto una di queste malattie asbesto-correlate per causa di servizio:
tumore del polmone;
il diritto al pensionamento ed alla pensione di invalidità è immediato, senza i requisiti del riconoscimento di un minimo di invalidità e di età, purché abbiano almeno 5 anni di contribuzione (come stabilito dall’art. 1, comma 250, della Legge 232/2016).
La circolare congiunta INAIL/INPS n. 7 del 2018 ha stabilito come prossimo termine della domanda per l’accesso al prepensionamento / pensione di invalidità amianto quello del 31 marzo 2019.
La domanda per la pensione di invalidità può essere presentata per via telematica accedendo ai servizi online del sito dell’INPS.
I termini per la richiesta all’INPS di riconoscimento dei benefici previdenziali per esposizione amianto
Con Legge 326 del 2003 il Legislatore ha definito i termini temporali entro i quali i lavoratori potevano richiedere i benefici di maggiorazione per esposizione qualificata (almeno 100 fibre per litro come media di esposizione annua).
La richiesta infatti poteva essere presentata all’INAIL:
per periodi lavorativi antecedenti alle azioni di bonifica dei siti contaminati e comunque non oltre il 3 ottobre 2003;
entro e non oltre il 15 giugno 2005.
Tali termini non valgono tuttavia per coloro che alla data di pubblicazione del relativo decreto attuativo avessero già maturato il diritto alla pensione o comunque definito la risoluzione del rapporto di lavoro (art. 47, comma 6-bis).
La domanda di rivalutazione amianto deve essere presentata all’INPS per via amministrativa. L’iter amministrativo ha una durata massima di 300 giorni:
INPS può rispondere alla domanda con accettazione o rigetto entro 120 giorni dalla ricezione della domanda, in caso di non risposta la domanda si considera respinta;
è possibile presentare ricorso alla sede Provinciale INPS entro 90 giorni dal rigetto;
INPS ha ulteriori 90 giorni per rispondere al ricorso. Ancora, in caso di non risposta, il ricorso si considera respinto.
Decadenza e prescrizione del diritto al prepensionamento ed agli aumenti pensionistici
Dopo 3 anni dalla conclusione del procedimento amministrativo l’eventuale diritto al prepensionamento e/o all’aumento dei ratei è decaduto. È quindi essenziale intraprendere un possibile ricorso all’Inail per via giudiziale entro tale termine.
Inoltre, per la richiesta di pensione amianto, il Codice Civile prevede la prescrizione decennale secondo quanto stabilito dall’art. 2946 per la prescrizione ordinaria.
Il termine di prescrizione decorre dal momento in cui il diritto può essere fatto valere, come stabilito dall’art. 2935 del Codice Civile.
Per quanto riguarda gli esposti all’amianto dunque si assume solitamente, in giurisprudenza, che la prescrizione decorra dal momento in cui il richiedente abbia avuto consapevolezza del diritto, presumendo la data esatta dal momento della richiesta della domanda amianto all’INPS o all’INAIL.
il riconoscimento della rendita Inail per malattia professionale: come fare;
rivalutazione della rendita INAIL: prestazione aggiuntiva Fondo Vittime Amianto.
Crediti: foto di Blackcat, concessa con licenza CC BY-SA 3.0, da Wikimedia Commons. Modificata. Concessa con la stessa licenza
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