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Timestamp: 2020-08-06 16:38:59+00:00
Document Index: 33934538

Matched Legal Cases: ['art. 117', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 117', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 117', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 8', 'art. 46']

•	Francesco AMIRANTE Presidente
•	Ugo DE SIERVO Giudice
•	Paolo MADDALENA “
•	Alfio FINOCCHIARO “
•	Alfonso QUARANTA “
•	Franco GALLO “
•	Gaetano SILVESTRI “
•	Sabino CASSESE “
•	Maria Rita SAULLE “
•	Paolo Maria NAPOLITANO “
•	Giuseppe FRIGO “
•	Alessandro CRISCUOLO “
•	Paolo GROSSI “
1.	– Con ricorso consegnato per la notificazione a mezzo posta il 22 dicembre 2009, ricevuto dalla destinataria Regione Piemonte il 29 dicembre 2009 e depositato in cancelleria il 30 dicembre successivo, il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, ha promosso − in riferimento all’art. 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione − questioni di legittimità dell’art. 3, comma 1, e dell’art. 8, «comma 1» [recte: comma 2], della legge della Regione Piemonte 26 ottobre 2009, n. 25 (Interventi a sostegno dell’informazione e della comunicazione istituzionale via radio, televisione, cinema e informatica).
2.	– La Regione Piemonte si è costituita con atto depositato il 4 febbraio 2010, chiedendo che il ricorso sia dichiarato inammissibile o infondato.
1.	− Il Presidente del Consiglio dei ministri ha promosso, in riferimento all’art. 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione, due diverse questioni di legittimità della legge della Regione Piemonte 26 ottobre 2009, n. 25 (Interventi a sostegno dell’informazione e della comunicazione istituzionale via radio, televisione, cinema e informatica), aventi ad oggetto, rispettivamente, l’art. 3, comma 1, e l’art. 8, «comma 1» [recte: comma 2], di tale legge.
2.	– Con riguardo alla prima questione, va rilevato che il denunciato comma 1 dell’art. 3 stabilisce che, «Ai fini della presente legge, per “sistema integrato delle comunicazioni” si intende il settore che comprende le seguenti attività: a) editoria fruibile attraverso internet; b) radio e televisione; c) cinema; d) iniziative di comunicazione di prodotti e servizi; e) sponsorizzazioni». Il suddetto art. 3 costituisce il Capo II dei complessivi cinque capi di cui è composta la legge regionale, denominato «Interventi a sostegno del sistema integrato delle comunicazioni di pubblica utilità».
2.1.	– Il ricorrente muove dai due seguenti assunti interpretativi: a) la normativa statale in tema di «sistema integrato delle comunicazioni» attiene alla materia della tutela della concorrenza nel settore economico delle comunicazioni; b) la normativa regionale impugnata incide anch’essa sulla disciplina della concorrenza nello stesso settore economico.
2.2.	– Dalla correttezza dell’esaminato primo assunto del ricorrente, circa la ratio della normativa statale sopra citata, non segue, però, che sia corretto anche l’altro suo assunto interpretativo, secondo cui la normativa regionale impugnata opera anch’essa nella materia della «tutela della concorrenza».
2.3.	– Va osservato, infine, che non può essere presa in considerazione – sempre in riferimento all’art. 117, secondo comma, lettera e), Cost. – la denunciata ulteriore violazione, ad opera della disposizione impugnata, sia di «princípi fondamentali», sia dei «limiti posti alla legislazione regionale dall’art. 12» del citato d.lgs. n. 177 del 2005. Infatti, a parte la genericità del richiamo di imprecisati «princípi fondamentali», la stessa evocazione di tali princípi (di competenza statale) e la conseguente loro distinzione rispetto a norme di dettaglio (di competenza regionale) è incompatibile con la dedotta sussistenza della competenza legislativa esclusiva dello Stato. Anche il richiamo del ricorrente ai «limiti» posti dall’art. 12 del d.lgs. n. 177 del 2005 è palesemente incoerente con l’invocata competenza legislativa esclusiva dello Stato, perché l’alinea del comma 1 di tale disposizione precisa espressamente che l’articolo riguarda soltanto la «potestà legislativa concorrente in materia di emittenza radiotelevisiva in àmbito regionale o provinciale» esercitata dalla Regione. Deve perciò ritenersi che la menzione, nel ricorso, della violazione di «princípi fondamentali» e dell’art. 12 del d.lgs. n. 177 del 2005 sia frutto di un mero errore materiale di compilazione e che, perciò, debba ritenersi come non fatta.
3.	− Con riguardo alla seconda questione promossa dal ricorrente, va rilevato che il denunciato comma 2 dell’art. 8 della citata legge reg. Piemonte n. 25 del 2009, stabilisce che − al fine di attuare i contratti di servizio pubblico in àmbito regionale e provinciale di cui all’art. 46 del d.lgs. n. 177 del 2005, stipulati con la società concessionaria del servizio pubblico generale di radiodiffusione − «nel rispetto della libertà di iniziativa economica della società concessionaria, anche con riguardo alla determinazione dell’organizzazione dell’impresa, nonché nel rispetto dell’unità giuridica ed economica dello Stato e del principio di perequazione, la Giunta regionale è autorizzata a promuovere intese con il Ministero dello sviluppo economico volte a definire l’utilizzo di quota parte del canone di abbonamento RAI corrisposto dai cittadini piemontesi, nel rispetto dei criteri generali approvati dal Consiglio regionale su proposta della Giunta medesima».