Source: http://www.chimici.info/normativa/decreto-legislativo-29-ottobre-2009-n-149-attuazione-della-direttiva-200862ce-concernente-deroghe-per-lammissione-di-ecotipi-e-varieta-agricole-naturalmente-adattate-alle-condizioni-locali-e/
Timestamp: 2019-01-20 18:47:01+00:00
Document Index: 115144205

Matched Legal Cases: ['art.   76', 'art. 87', 'art. 1', 'art. 19', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 23', 'art. 117', 'art. 25', 'art. 19']

DECRETO LEGISLATIVO 29 ottobre 2009, n. 149 - Attuazione della direttiva 2008/62/CE concernente deroghe per l'ammissione di ecotipi e varieta' agricole naturalmente adattate alle condizioni locali e regionali e minacciate di erosione genetica, nonche' per la commercializzazione di sementi e di tuberi di patata a semina di tali ecotipi e varieta'. (09G0166) (GU n. 254 del 31-10-2009 | Chimici.info
<TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 25 settembre 2009, n. 134 – Testo del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 134 (in Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 223 del 25 settembre 2009), coordinato con la legge di conversione 24 novembre 2009, n. 167, (in questa stessa Gazzetta Ufficiale, alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti per garantire la continuita’ del servizio scolastico ed educativo per l’anno 2009-2010». (09A14318) (GU n. 274 del 24-11-2009
AUTORITA’ PER L’ ENERGIA ELETTRICA E IL GAS – DELIBERAZIONE 6 agosto 2009>
DECRETO LEGISLATIVO 29 ottobre 2009, n. 149 – Attuazione della direttiva 2008/62/CE concernente deroghe per l’ammissione di ecotipi e varieta’ agricole naturalmente adattate alle condizioni locali e regionali e minacciate di erosione genetica, nonche’ per la commercializzazione di sementi e di tuberi di patata a semina di tali ecotipi e varieta’. (09G0166) (GU n. 254 del 31-10-2009
DECRETO LEGISLATIVO 29 ottobre 2009, n. 149 - Attuazione della direttiva 2008/62/CE concernente deroghe per l'ammissione di ecotipi e varieta' agricole naturalmente adattate alle condizioni locali e regionali e minacciate di erosione genetica, nonche' per la commercializzazione di sementi e di tuberi di patata a semina di tali ecotipi e varieta'. (09G0166) (GU n. 254 del 31-10-2009 ) - note: Entrata in vigore del provvedimento: 15/11/2009
DECRETO LEGISLATIVO 29 ottobre 2009 , n. 149
Attuazione  della  direttiva  2008/62/CE  concernente deroghe  per
l’ammissione  di  ecotipi  e  varieta’ agricole naturalmente adattate
alle condizioni locali e regionali e minacciate di erosione genetica,
nonche’ per la commercializzazione di sementi e di tuberi di patata a
semina di tali ecotipi e varieta’. (09G0166)
CAPO ICampo di applicazione e definizioni
Vista  la  direttiva  2008/62/CE  della  Commissione, del 20 giugno
2008,  recante  deroghe  per  l’ammissione  di  ecotipi e varieta’ di
specie  agricole  naturalmente  adattate  alle  condizioni  locali  e
regionali   e   minacciate  da  erosione  genetica,  nonche’  per  la
commercializzazione  di  sementi  e  di tuberi-seme di patata di tali
ecotipi e varieta’;
Vista  la  legge  7  luglio  2009,  n. 88, recante disposizioni per
alle  Comunita’  europee  – Legge comunitaria 2008, ed in particolare
Vista   la   legge   25   novembre  1971,  n.  1096,  e  successive
modificazioni,   ed   in   particolare  l’articolo  19-bis,  relativo
all’iscrizione    nei    registri   nazionali   delle   varieta’   da
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 ottobre 1973, n.
1065, e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 2 agosto 2007, n. 150;
adottata nella riunione del 3 settembre 2009;
Preso  atto  che  la  Conferenza  permanente  per i rapporti tra lo
Stato,  le  regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano non
ha  reso il parere nei termini previsti dall’articolo 2, comma 3, del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
riunione del 9 ottobre 2009;
delle  politiche  agricole  alimentari e forestali, di concerto con i
finanze e per i rapporti con le regioni;
1.  Il  presente  decreto  stabilisce  le  deroghe applicabili alle
specie agricole disciplinate dalla legge 25 novembre 1971, n. 1096, e
successive  modificazioni,  in  merito  alla  conservazione in-situ e
all’utilizzo  sostenibile  di  risorse  fitogenetiche  attraverso  la
coltivazione e la commercializzazione:
a)  per  l’iscrizione  nei  registri  nazionali  delle varieta’ di
specie di piante agricole di ecotipi e varieta’ naturalmente adattate
alle condizioni locali e regionali e minacciate da erosione genetica;
b)  per  la commercializzazione di sementi e tuberi-seme di patata
di tali ecotipi e varieta’.
Il  testo  delle  note  qui  pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione   competente   per  materia  ai  sensi
dell’articolo  10,  commi  2  e  3  del  testo  unico delle
approvato  con  decreto  del Presidente della Repubblica 28
dicembre  1985,  n.  1092,  al  solo  fine di facilitare la
Per  le  direttive  CEE  vengono  forniti gli estremi di
–   L’art.   76   della   Costituzione   stabilisce  che
–  L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
–  La  direttiva 2008/62/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E.
21 giugno 2008, n. L 162.
–  Si  riporta  il  testo dell’art. 1, e dell’allegato A
della legge 7 luglio 2009, n. 88 pubblicata nella Gazzetta.
Ufficiale. 14 luglio 2009, n. 161, supplemento ordinario:
«Art. 1 (Delega al Governo per l’attuazione di direttive
comunitarie).  –  1.  Il  Governo  e’ delegato ad adottare,
entro  la scadenza del termine di recepimento fissato dalle
singole  direttive,  i decreti legislativi recanti le norme
occorrenti  per  dare  attuazione  alle  direttive comprese
negli  elenchi di cui agli allegati A e B. Per le direttive
sia  gia’ scaduto ovvero scada nei tre mesi successivi alla
data  di entrata in vigore della presente legge, il Governo
entro  tre  mesi  dalla  data  di  entrata  in vigore della
presente  legge. Per le direttive elencate negli allegati A
e’  delegato ad adottare i decreti legislativi entro dodici
2.  I  decreti  legislativi  sono adottati, nel rispetto
dell’articolo  14  della  legge  23 agosto 1988, n. 400, su
proposta  del  Presidente  del Consiglio dei ministri o del
Ministro  per  le  politiche  europee  e  del  Ministro con
competenza  istituzionale  prevalente  per  la  materia, di
concerto   con   i  Ministri  degli  affari  esteri,  della
giustizia,  dell’economia  e  delle finanze e con gli altri
Ministri   interessati   in   relazione  all’oggetto  della
3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti attuazione
delle direttive comprese nell’elenco di cui all’allegato B,
quelli  relativi  all’attuazione  delle  direttive comprese
nell’elenco  di  cui  all’allegato  A, sono trasmessi, dopo
l’acquisizione  degli  altri  pareri  previsti dalla legge,
alla  Camera  dei  deputati  e  al  Senato della Repubblica
perche’  su  di  essi sia espresso il parere dei competenti
organi  parlamentari. Decorsi quaranta giorni dalla data di
trasmissione,  i decreti sono emanati anche in mancanza del
parere.  Qualora  il  termine  per l’espressione del parere
parlamentare  di  cui  al  presente  comma ovvero i diversi
termini  previsti dai commi 4 e 8 scadano nei trenta giorni
che precedono la scadenza dei termini previsti ai commi 1 o
5  o  successivamente,  questi  ultimi  sono  prorogati  di
4. Gli schemi dei decreti legislativi recanti attuazione
delle direttive che comportino conseguenze finanziarie sono
corredati  della  relazione  tecnica  di  cui  all’articolo
11-ter,  comma  2,  della  legge  5  agosto 1978, n. 468, e
successive  modificazioni. Su di essi e’ richiesto anche il
parere  delle  Commissioni  parlamentari  competenti  per i
profili finanziari. Il Governo, ove non intenda conformarsi
alle  condizioni  formulate con riferimento all’esigenza di
garantire il rispetto dell’articolo 81, quarto comma, della
Costituzione,  ritrasmette  alle  Camere i testi, corredati
dei  necessari  elementi  integrativi d’informazione, per i
pareri definitivi delle Commissioni parlamentari competenti
per  i profili finanziari, che devono essere espressi entro
venti giorni.
5.  Entro  ventiquattro  mesi  dalla  data di entrata in
vigore  di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma
1,  nel  rispetto  dei principi e criteri direttivi fissati
dalla  presente  legge,  il  Governo  puo’ adottare, con la
sensi  del  citato comma 1, fatto salvo quanto previsto dal
6. I decreti legislativi, relativi alle direttive di cui
agli  allegati A e B, adottati, ai sensi dell’articolo 117,
quinto   comma,   della   Costituzione,  nelle  materie  di
autonome,   si  applicano  alle  condizioni  e  secondo  le
procedure  di  cui  all’articolo 11, comma 8, della legge 4
7. Il Ministro per le politiche europee, nel caso in cui
una  o  piu’  deleghe  di  cui  al  comma  1  non risultino
esercitate  alla  scadenza  del termine previsto, trasmette
alla  Camera  dei deputati e al Senato della Repubblica una
relazione    che   da’   conto   dei   motivi   addotti   a
giustificazione  del  ritardo  dai  Ministri con competenza
politiche  europee ogni sei mesi informa altresi’ la Camera
dei  deputati  e  il Senato della Repubblica sullo stato di
attuazione  delle  direttive da parte delle regioni e delle
province autonome nelle materie di loro competenza, secondo
modalita’  di  individuazione  delle stesse da definire con
accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra
lo  Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
8.  Il Governo, quando non intende conformarsi ai pareri
parlamentari  di cui al comma 3, relativi a sanzioni penali
attuazione  delle  direttive  comprese negli elenchi di cui
agli  allegati A e B, ritrasmette con le sue osservazioni e
con   eventuali  modificazioni  i  testi  alla  Camera  dei
deputati e al Senato della Repubblica. Decorsi venti giorni
dalla  data di ritrasmissione, i decreti sono emanati anche
in mancanza di nuovo parere.».
«Allegato A
(Articolo 1, commi 1 e 3)
2007/47/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5
settembre  2007,  che  modifica la direttiva 90/385/CEE del
Consiglio  per  il  ravvicinamento delle legislazioni degli
Stati  membri  relative  ai dispositivi medici impiantabili
attivi,  la direttiva 93/42/CEE del Consiglio concernente i
dispositivi   medici,   e  la  direttiva  98/8/CE  relativa
all’immissione sul mercato di biocidi;
2007/63/CE  del  Parlamento europeo e del Consiglio, del
13  novembre  2007,  che modifica le direttive 78/855/CEE e
82/891/CEE  del  Consiglio per quanto riguarda l’obbligo di
far  elaborare  ad un esperto indipendente una relazione in
occasione di una fusione o di una scissione di societa’ per
2008/43/CE   della   Commissione,  del  4  aprile  2008,
relativa all’istituzione, a norma della direttiva 93/15/CEE
del   Consiglio,   di   un  sistema  di  identificazione  e
tracciabilita’ degli esplosivi per uso civile;
2008/62/CE   della  Commissione,  del  20  giugno  2008,
recante  deroghe  per  l’ammissione  di  ecotipi e varieta’
agricole  naturalmente  adattate  alle  condizioni locali e
regionali e minacciate di erosione genetica, nonche’ per la
commercializzazione  di  sementi  e  di  tuberi di patata a
semina di tali ecotipi e varieta’;
2008/97/CE  del  Parlamento europeo e del Consiglio, del
19  novembre  2008,  che modifica la direttiva 96/22/CE del
Consiglio  concernente il divieto d’utilizzazione di talune
sostanze  ad azione ormonica, tireostatica e delle sostanze
B-agoniste nelle produzioni animali.».
–  Si  riporta  il testo dell’art. 19-bis della legge 25
novembre  1971, n. 1096 recante: “Disciplina dell’attivita’
sementiera  pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale  del  22
dicembre   1971,  n.  322,  come  modificato  dal  presente
«Art.19-bis. – 1.-5. (Abrogati).
6.  Ai produttori agricoli, residenti nei luoghi dove le
‘varieta’ da conservazione’ iscritte nel registro di cui al
comma  1 hanno evoluto le loro proprieta’ caratteristiche o
che   provvedano   al  loro  recupero  e  mantenimento,  e’
riconosciuto  il  diritto  alla  vendita  diretta in ambito
locale  di  modiche  quantita’  di  sementi  o materiali da
propagazione  relativi  a  tali  varieta’, qualora prodotti
nella   azienda   condotta.  Il  Ministro  delle  politiche
agricole  alimentari  e  forestali  stabilisce, con proprio
decreto,  previo  parere  della Conferenza permanente per i
Trento  e  di Bolzano, le modalita’ per l’esercizio di tale
8.  Sono  escluse dal campo di applicazione del presente
articolo   le   varieta’   geneticamente  modificate,  come
definite  dall’articolo 1 del decreto legislativo 24 aprile
2001, n. 212.
9.  Per il funzionamento del registro di cui al comma 1,
e’  autorizzata  la  spesa annua di 30.000 euro a decorrere
dall’anno 2007. Al relativo onere, pari a euro 30.000 annui
a   decorrere   dall’anno   2007,   si   provvede  mediante
corrispondente  riduzione  dello  stanziamento iscritto, ai
fini   del   bilancio   triennale   2007-2009,  nell’ambito
dell’unita’  previsionale  di base di parte corrente« Fondo
speciale»   dello   stato   di   previsione  del  Ministero
dell’economia  e  delle finanze per l’anno 2007, allo scopo
parzialmente   utilizzando   l’accantonamento  relativo  al
Ministero    delle    politiche   agricole   alimentari   e
forestali.».
–  Il  decreto del Presidente della Repubblica 8 ottobre
1973,  n.  1065,  recante: «Regolamento di esecuzione della
legge  25 novembre 1971, n. 1096, concernente la disciplina
della   produzione   e  del  commercio  delle  sementi»  e’
pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale 10 aprile 1974, n. 95,
–  Il decreto legislativo 2 agosto 2007, n. 150 recante:
Attuazione  della  direttiva  2004/117/CE, recante modifica
delle   direttive   66/401/CEE,   66/402/CEE,   2002/54/CE,
2002/55/CE   e   2002/57/CE   sugli  esami  eseguiti  sotto
sorveglianza   ufficiale   e  l’equivalenza  delle  sementi
prodotte  in  Paesi  terzi.  e’  pubblicato nella Gazzetta.
Ufficiale 11 settembre 2007, n. 211.
–  Il testo dell’art. 2, comma 3 del decreto legislativo
28  agosto 1997 n. 281 recante: «Definizione ed ampliamento
delle   attribuzioni  della  Conferenza  permanente  per  i
Trento  e  Bolzano  ed  unificazione,  per  le materie ed i
compiti di interesse comune delle regioni, delle province e
dei  comuni,  con  la  Conferenza Stato-citta’ ed autonomie
locali»,  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  30 agosto
1997, n. 202, e’ il seguente:
«Art. 2 Compiti. – (Omissis).
3.  La  Conferenza  Stato-regioni  e’  obbligatoriamente
sentita  in  ordine  agli  schemi  di disegni di legge e di
decreto  legislativo  o  di  regolamento  del Governo nelle
materie  di  competenza  delle  regioni  o  delle  province
autonome  di  Trento  e  di  Bolzano che si pronunzia entro
venti giorni; decorso tale termine, i provvedimenti recanti
attuazione  di  direttive comunitarie sono emanati anche in
mancanza  di  detto  parere. Resta fermo quanto previsto in
ordine  alle  procedure  di  approvazione  delle  norme  di
attuazione degli statuti delle regioni a statuto speciale e
delle province autonome di Trento e di Bolzano.».
–  Per  i  riferimenti  alla  legge 25 novembre 1971, n.
1096, si vedano le note citate alle premesse.
a)  conservazione  in-situ: la conservazione di materiale genetico
nel   suo  ambiente  naturale  e,  nel  caso  delle  specie  vegetali
coltivate,  nell’ambiente  di  coltivazione  dove  tali  specie hanno
sviluppato le proprie caratteristiche distintive;
b)   erosione  genetica:  perdita,  nel  tempo,  della  diversita’
genetica tra popolazioni o varieta’ della stessa specie e all’interno
di  esse,  o  riduzione  della  base  genetica  di una specie a causa
dell’intervento umano o di un cambiamento climatico;
c)  ecotipi:  un  insieme  di  popolazioni  o  cloni di una specie
vegetale adatti alle condizioni ambientali della propria regione;
d) sementi: sementi e tuberi-seme di patata.
CAPO IIAmmissione delle varieta’ da conservazione
Varieta’ da conservazione
1.  E’  ammessa l’iscrizione, nei registri nazionali delle varieta’
delle  specie  di  piante  agricole,  degli  ecotipi e delle varieta’
locali  di  cui  all’articolo 1, comma 1, lettera a), alle condizioni
previste  agli  articoli  4 e 5. Tali ecotipi o varieta’ sono ammesse
nei  registri  nazionali  delle varieta’ di specie di piante agricole
come: «varieta’ da conservazione».
Condizioni essenziali per l’ammissione
1.  Per  essere  ammesse  in  quanto  varieta’  da conservazione un
ecotipo  o  una  varieta’ di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a),
deve  presentare  un  interesse  per  la  conservazione delle risorse
fitogenetiche.
2.  Al  fine della distinguibilita’ e della stabilita’ si applicano
alle varieta’ da conservazione almeno i caratteri previsti nei:
a)   questionari   tecnici   associati   ai   protocolli   d’esame
dell’Ufficio  comunitario  delle  varieta’  vegetali (UCVV), elencati
nell’allegato   I   della  direttiva  2003/90/CE  per  le  specie  in
questione, o
b)    questionari    tecnici   delle   linee   guida   dell’Unione
internazionale  per  la  protezione  delle  novita’  vegetali (UPOV),
elencate nell’allegato II della direttiva 2003/90/CE per tali specie.
3.  Per  la  valutazione  dell’omogeneita’  si applica la direttiva
2003/90/CE.  Se  il  livello  di  omogeneita’ e’ stabilito sulla base
delle piante fuori tipo si applica un livello di popolazione standard
del 10 per cento e una probabilita’ di accettazione del 90 per cento.
– La direttiva 2003/90/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E. 8
ottobre 2003, n. L 254.
1.  L’ammissione  delle  varieta’  da  conservazione  nei  registri
nazionali delle varieta’ non e’ soggetta ad alcun esame ufficiale se,
ai fini dell’adozione delle relative decisioni, risultano sufficienti
a)   descrizione   della   varieta’   da   conservazione   e   sua
b) risultati di esami non ufficiali;
c)  conoscenze  acquisite  con  l’esperienza  pratica  durante  la
coltivazione,  la riproduzione e l’impiego, cosi’ come notificate dal
richiedente l’iscrizione;
d)  altre  informazioni,  in  particolare  quelle  ottenute  dalle
autorita’  competenti  in  materia  di  risorse  fitogenetiche  o  da
organizzazione riconosciute a tale scopo.
Inammissibilita’ di varieta’ da conservazione
1.  Una  varieta’  da  conservazione  non  e’  ammessa  al Registro
nazionale delle varieta’ se:
a)  figura  gia’  nel  catalogo comune delle varieta’ di specie di
piante  agricole,  ma  non come varieta’ da conservazione, o e’ stata
cancellata  dal  medesimo  catalogo comune nel corso degli ultimi due
anni  o  da  almeno  due  anni  a  partire dalla scadenza del periodo
previsto   dall’articolo   17-bis,  quinto  comma,  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 8 ottobre 1973, n. 1065;
b) e’ protetta da una privativa comunitaria per ritrovati vegetali
prevista dal regolamento (CE) n. 2100/94 o da una privativa nazionale
per  ritrovati  vegetali  o  sia  stata presentata una domanda in tal
–  Si  riporta  il  testo dell’art. 17-bis, quinto comma
,del  citato  decreto  del  Presidente  della  Repubblica 8
ottobre 1973, n. 1065:
«Nella  ipotesi  di  cui  alla precedente lettera e) nel
decreto   di   cancellazione  puo’  stabilirsi  un  periodo
transitorio    per    la   certificazione,   il   controllo
(limitatamente alle specie ortive) quali sementi standard e
la  commercializzazione  delle sementi o dei tuberi-seme di
patate  che  si  protragga al massimo fino al 30 giugno del
terzo anno successivo alla scadenza dell’iscrizione.».
– Il regolamento 2100/94/CE e’ pubblicato nella G.U.C.E.
1° settembre 1994, n. L 227.
1.  Per le denominazioni delle varieta’ da conservazione conosciute
prima  del 25 maggio 2000 sono ammesse deroghe al regolamento (CE) n.
930/2000  salvo che tali deroghe violino i diritti pregressi di terzi
protetti in virtu’ dell’articolo 2 di tale regolamento.
2.  E’  ammesso  l’uso di piu’ denominazioni per la stessa varieta’
nel   caso   in  cui  si  tratti  di  denominazioni  tradizionalmente
Nota all’art. 7:
–  Il  regolamento  n.  930/2000/CE  e’ pubblicato nella
G.U.C.E. 5 maggio 2000, n. L 108.
1.  Al  momento  dell’ammissione  di  una varieta’ da conservazione
viene  determinata  la zona o le zone di coltivazione tradizionale di
tale   varieta’   alle   cui  condizioni  la  varieta’  medesima  sia
naturalmente  adattata,  «zona  di  origine».  Per  procedere  a tale
determinazione  si  tiene  conto  delle  informazioni  fornite  dalle
organizzazioni riconosciute a tal fine.
2.  Se  la  zona  d’origine  e’  situata,  oltre che sul territorio
nazionale,   in   altri   Stati   membri   dell’Unione   europea   la
determinazione e’ stabilita di comune accordo.
3.  La  zona di origine identificata e’ notificata alla Commissione
Selezione conservatrice
1.  La  selezione  conservatrice  di  una varieta’ da conservazione
ammessa  al  Registro nazionale deve essere effettuata nella sua zona
CAPO IIIProduzione e commercializzazione di sementi
1. In deroga all’articolo 11 della legge 25 novembre 1971, n. 1096,
e’  stabilito  che  le  sementi  di varieta’ da conservazione possono
essere  oggetto di commercializzazione se soddisfano le condizioni di
cui ai commi 2, 3, 4, 5 e 6 del presente articolo.
2.  Le  sementi  sono  derivate  da  sementi  prodotte  secondo  le
modalita’ previste per il mantenimento dalla selezione conservatrice.
3.  Le  sementi,  con l’eccezione di quelle di Oryza sativa, devono
soddisfare  i  requisiti  per  la  certificazione delle sementi della
categoria  sementi certificate stabilite dalla legge n. 1096 del 1971
e  dal  decreto  del  Presidente  della Repubblica 8 ottobre 1973, n.
1065,  con  esclusione  di  quelle  riguardanti  la purezza varietale
minima e di quelle riguardanti l’esame ufficiale o l’esame effettuato
sotto  sorveglianza  ufficiale di cui al decreto legislativo 2 agosto
2007, n. 150.
4.  Le sementi di Oryza sativa devono soddisfare i requisiti per la
certificazione  delle  sementi  della  categoria  sementi certificate
seconda  riproduzione  stabilite  dalla  legge n. 1096 del 1971 e dal
decreto  del  Presidente  della  Repubblica  n.  1065  del  1973, con
esclusione  di  quelle  riguardanti  la purezza varietale minima e di
quelle  riguardanti  l’esame  ufficiale  o  l’esame  effettuato sotto
sorveglianza  ufficiale  di cui al decreto legislativo 2 agosto 2007,
5.  Le  sementi  devono  presentare  un  grado di purezza varietale
6.  Per  la  commercializzazione dei tuberi-seme di patata non sono
applicabili le disposizioni previste dal decreto del Presidente della
Repubblica  8  ottobre  1973, n. 1065, allegato VI, punto IV, lettera
A), capoverso 5, relativamente al calibro.
Nota all’art. 10:
–  Il  testo dell’art. 11 della citata legge 25 novembre
1971, n. 1096, e’ il seguente:
«Art.   11.   –   1.   Non  possono  essere  oggetto  di
commercializzazione    i   prodotti   sementieri   di   cui
all’articolo  1 se non in partite omogenee, confezionati in
involucri  chiusi,  in modo che l’apertura dell’imballaggio
comporti  il  deterioramento  del  sistema  di  chiusura  e
l’impossibilita’  di  ricostituirlo,  muniti all’interno ed
all’esterno del cartellino del produttore, ove previsto.
2.  Le  disposizioni  di cui al comma 1 non si applicano
alle  sementi  cedute dagli agricoltori alle ditte titolari
di  licenza ai sensi dell’articolo 2. Nei confronti di tali
sementi  nulla  e’  innovato  rispetto  a  quanto  disposto
dall’articolo 40 del regio decreto 1° luglio 1926, n. 1361.
3.   Nel   caso   di  miscugli  di  cui  e’  ammessa  la
commercializzazione    ai    sensi    del   secondo   comma
dell’articolo 10:
a)  la purezza specifica non deve essere inferiore alla
media  ponderale  delle  percentuali minime determinate per
ciascun  genere  e  specie con il regolamento di esecuzione
della presente legge;
b)   le   percentuali  di  germinabilita’  dei  singoli
componenti  non  devono  essere inferiori ai minimi fissati
dal regolamento di esecuzione della presente legge.
4.  Nel  caso  di  prodotti  sementieri  che  sono stati
assoggettati a trattamenti chimici, l’indicazione di questi
deve   essere   apposta  sull’involucro  o  su  un’apposita
etichetta.
5.  E’ fatto divieto di apporre cartellini e indicazioni
non  previsti  dalla  legge o dal regolamento di esecuzione
della  presente  legge sui prodotti sementieri; e’ tuttavia
consentito     apporre     indicazioni     relative    alle
caratteristiche    varietali    ed    agronomiche   nonche’
all’impiego del prodotto.
6.  In sostituzione del cartellino di cui al comma 1, le
indicazioni  ivi  previste  possono  essere  apposte  sugli
involucri con scrittura indelebile.
7.  Il  cartellino  esterno o la scrittura indelebile di
cui  al  comma  6  non  sono obbligatori per gli imballaggi
trasparenti  quando  l’attestato interno riproduca tutte le
prescritte   indicazioni  e  le  stesse  siano  chiaramente
leggibili attraverso l’imballaggio.
8.   Nel   caso   di  prodotti  sementieri  di  varieta’
geneticamente   modificata  le  indicazioni  riportate  sui
cartellini   o   etichette  e  su  ogni  documento  che  li
accompagna  devono includere chiaramente che la varieta’ e’
stata  geneticamente  modificata.  L’obbligo  si applica ai
miscugli anche quando uno solo dei componenti e’ costituito
da  una varieta’ geneticamente modificata. Sui cartellini o
etichette  e  su  ogni  documento che accompagna i prodotti
sementieri,   l’indicazione   relativa   alla  presenza  di
varieta’   geneticamente   modificate  puo’  essere  omessa
esclusivamente   nel   caso  in  cui  il  prodotto  risulti
all’analisi  totalmente  esente  da  varieta’ geneticamente
modificate. In tutti gli altri casi deve essere specificata
la   percentuale   di   sementi   derivanti   da   varieta’
geneticamente   modificate  eccetto  che  per  le  frazioni
inferiori  all’1  per  cento,  per  le  quali e’, comunque,
obbligatoria  la  dicitura:  «Contiene  sementi derivate da
varieta’ geneticamente modificate in misura inferiore all’1
per cento».
9.  E’  vietato  l’impiego  di  cartellini  previsti dal
presente   articolo   nelle  confezioni  dei  prodotti  non
destinati    alla    moltiplicazione    o    comunque   non
classificabili,   a  norma  della  presente  legge,  tra  i
prodotti sementieri.
10.  Il  regolamento  di  esecuzione determina, per ogni
specie,  che  cosa debba intendersi per piccola confezione,
ai fini dell’applicazione della presente legge.
11.  Il  Ministro  delle politiche agricole e forestali,
con   proprio   decreto,  determina,  in  conformita’  alle
disposizioni  comunitarie,  i casi in cui non e’ necessario
apporre  sugli  involucri  o sugli imballaggi di sementi un
cartellino   del  produttore,  nonche’  le  indicazioni  da
riportare nel cartellino stesso. ».
–  Per  i  riferimenti  al  decreto del Presidente della
Repubblica   8   ottobre   1973,  n.  1065,  e  al  decreto
legislativo  2  agosto  2007 n. 150, si vedano le note alle
–  Il  testo  dell’allegato  VI,  punto  IV, lettera A),
capoverso   5  del  citato  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 8 ottobre 1973, n. 1065, e’ il seguente:
«ALLEGATO VI (1)
Condizioni cui debbono soddisfare le sementi
IV – MATERIALI DI MOLTIPLICAZIONE
COSTITUITI DA TUBERI, BULBI, RIZOMI E SIMILI
Specie Categoria
di base /S
e certificate /A
1.  Tolleranza  per  impurita’,  difetti  e  malattie di
tuberi-seme di patate:
a) presenza di terra e di corpi estranei: 2 % del peso;
b)  marciume  secco e marciume umido, purche’ non siano
causati   da   Synchytrium   endobioticum,  Corynebacterium
sepedonicum  o  Ralstonia  (=Pseudomonas) solanacearum: 1 %
del peso;
c)  difetti  esterni (ad esempio, tuberi difformi o con
ammaccature o spaccature): 3 % del peso;
d)  scabbia  comune:  tuberi  colpiti su una superficie
superiore a un terzo: 5 % del peso.
Totale  delle tolleranze per i punti da b) a d): 6 % del
2.  I  tuberi-seme  di  patate  sono esenti da Globodera
rostochiensis,   Dytilenchus   destructor,  Corynebacterium
sepedonicum,   Ralstonia   (=Pseudomonas)   solanacearum  e
Synchytrium endobioticum.
3.  Sono  vietati i trattamenti con prodotti inibenti la
facolta’ germinativa.
4.  Gli imballaggi e gli involucri devono essere nuovi e
puliti, i contenitori devono essere puliti.
5.    I    tuberi-seme    di   patate   possono   essere
commercializzati  solamente se hanno un calibro minimo tale
da  non  passare attraverso una maglia quadra di 25 ×
25  mm.  Per  i  tuberi  che sono troppo grossi per passare
attraverso  una  maglia  quadrata  di  35  × 35 mm, i
limiti  inferiore  e superiore del calibro sono espressi in
multipli  di  5. Lo scarto massimo di calibro dei tuberi di
una   partita   deve  essere  tale  che  la  differenza  di
dimensioni  tra  due maglie quadre utilizzate, non superi i
Una  partita  non deve contenere piu’ del 3 per cento in
peso  dei  tuberi con un calibro inferiore a quello minimo,
ne’  piu’  del  3  per  cento in peso di tuberi con calibro
superiore a quello massimo indicato.».
Regione di produzione delle sementi
1.  Le  sementi  di  una  varieta’  da conservazione possono essere
prodotte  esclusivamente  nella  zona  di  origine.  Se  in tale zona
risulta  impossibile  adempiere  alle condizioni di certificazione di
cui all’articolo 10, commi 3, 4 e 5, per un motivo specifico connesso
all’ambiente,  si  puo’ autorizzare la produzione di sementi in altre
zone,  tenendo  conto  delle  informazioni  fornite  dalle  autorita’
responsabili   delle   risorse   fitogenetiche  o  da  organizzazioni
riconosciute a tal fine. Le sementi prodotte in queste ulteriori zone
possono essere utilizzate esclusivamente nelle zone di origine.
2.  Le  ulteriori  zone di produzione delle sementi, individuate ai
sensi  del comma 1, devono essere notificate alla Commissione europea
e agli Stati membri e sono autorizzate con procedura comunitaria.
Analisi delle sementi
1.  Le  analisi  delle  sementi,  effettuate per appurare che siano
soddisfatte  le  prescrizioni di cui all’articolo 10, commi 3, 4 e 5,
sono  soggette a vigilanza ufficiale ai sensi del decreto legislativo
2 agosto 2007, n. 150. Tali analisi vanno realizzate conformemente ai
protocolli  internazionali  esistenti,  o,  in  loro assenza, secondo
metodi condivisi a livello nazionale.
2.  Al  fine  delle  analisi  di  cui al comma 1, i campioni devono
essere  prelevati da lotti omogenei. Il peso del lotto e del campione
devono  soddisfare le condizioni previste all’allegato II del decreto
del Presidente della Repubblica 8 ottobre 1973, n. 1065.
Nota all’art. 12:
–  Per  i  riferimenti  al  decreto legislativo 2 agosto
2007, n. 150 e al decreto del Presidente della Repubblica 8
ottobre 1973, n. 1065, si vedano le note alle premesse.
Condizioni di commercializzazione
commercializzate unicamente alle seguenti condizioni:
a)  sono  state prodotte nella loro zona di origine o in una delle
zone di cui all’articolo 11;
b) sono commercializzate nella loro zona di origine.
2.  In  deroga  al  comma  1,  lettera b), possono essere approvate
ulteriori  zone  di commercializzazione a condizione che queste siano
comparabili  con  le  zone  di  origine  quanto ad habitat naturali e
semi-naturali   della   varieta’   in  questione.  In  tale  caso  il
quantitativo  di sementi necessario per la produzione della quantita’
minima  di  cui all’articolo 14 e’ riservato alla conservazione della
varieta’  nella  sua  zona  d’origine. L’approvazione delle ulteriori
zone di cui al presente comma e’ oggetto di notifica alla Commissione
europea e agli altri Stati membri.
3.  Nel  caso sia stata applicata la deroga di cui all’articolo 11,
comma  1,  non  si puo’ far ricorso all’ulteriore deroga prevista dal
Restrizioni quantitative
1.  Per ciascuna varieta’ da conservazione, la quantita’ di sementi
commercializzata  non  deve superare lo 0,5 per cento della quantita’
di  sementi,  della stessa specie, utilizzata in ambito nazionale per
una  stagione  di  semina.  Tale  quantita’  e’  rapportata  a quella
necessaria  per  seminare  100  ha  qualora  quest’ultima  risultasse
maggiore.  Per  le  specie  Pisum  sativum,  Triticum  spp.,  Hordeum
vulgare,  Zea  mays,  Solanum  tuberosum, Brassica napus e Helianthus
annuus la percentuale non deve superare lo 0,3 per cento.
2.  La  quantita’  totale  di  sementi di varieta’ da conservazione
commercializzate  non  deve  superare  il 10 per cento delle sementi,
della  specie  in  questione,  utilizzate  annualmente sul territorio
nazionale.  Se tale percentuale corrisponde a una quantita’ inferiore
a  quella  necessaria  per  seminare  100  ha il valore massimo viene
rapportato a tale superficie.
Applicazione di restrizioni quantitative
1.   I   produttori   di  sementi  di  varieta’  da  conservazione,
comunicano,  all’Ente  nazionale  delle sementi elette e al Ministero
delle  politiche  agricole  alimentari e forestali, prima dell’inizio
della  stagione di produzione, le superfici e l’ubicazione delle aree
di produzione delle sementi.
2.  Laddove,  in  base  alle  informazioni  ricevute,  sussista  la
possibilita’  che siano superate le quantita’ stabilite dall’articolo
14,  l’Ente nazionale delle sementi elette, d’intesa con il Ministero
delle  politiche  agricole  alimentari  e  forestali, stabilisce, per
ciascun  produttore,  la  quota  che puo’ essere commercializzata nel
corso della stagione di produzione in questione.
Controllo delle colture di sementi
1.  L’Ente  nazionale  delle  sementi  elette provvede al controllo
ufficiale   della   conformita’   delle   sementi   di   varieta’  da
conservazione alle disposizioni del presente decreto, con particolare
riguardo  alla  varieta’,  ai siti di produzione delle sementi e alle
quantita’.
Chiusura degli imballaggi e dei contenitori
1.  Le  sementi  delle  varieta’  da  conservazione  possono essere
commercializzate  esclusivamente in imballaggi o contenitori chiusi e
appositamente sigillati.
2. Gli imballaggi e i contenitori sono sigillati dal produttore, in
modo  tale da non poter essere aperti senza danneggiare il sistema di
sigillatura  o  senza  lasciare tracce di manomissione sul cartellino
del produttore sull’imballaggio o sul contenitore.
3. Al fine di garantire la sigillatura conformemente al comma 2, il
sistema di chiusura prevede l’aggiunta dell’etichetta o l’apposizione
di un sigillo come condizione minima.
1.  Gli  imballaggi  e  i  contenitori di sementi delle varieta’ da
conservazione  sono  muniti  di un cartellino del produttore o di una
scritta  stampata  o  apposta  con un timbro comprendente le seguenti
a) la dicitura «norme CE»;
b)  il nome e l’indirizzo del responsabile del cartellino o il suo
numero di identificazione;
c) l’anno della chiusura, nei seguenti termini: «chiuso …»,
cui   segue   l’indicazione   dell’anno,  oppure,  ad  eccezione  dei
tuberi-seme  di  patata,  l’anno dell’ultimo prelievo di campioni per
l’ultima  analisi  di germinabilita’, nei seguenti termini: «campione
prelevato …», cui segue l’indicazione dell’anno;
d) la specie;
e) la denominazione della varieta’ da conservazione;
f) l’indicazione «varieta’ da conservazione»;
g) la zona di origine;
h) se la zona di produzione delle sementi e’ diversa dalla zona di
origine, l’indicazione della zona di produzione delle sementi;
i)  il  numero  di  riferimento  del  lotto indicato dalla persona
responsabile dell’apposizione del cartellino;
l)  il  peso  netto  o lordo dichiarato oppure, con esclusione dei
tuberi-seme di patata, il numero dichiarato di semi;
m)  in  caso  di  indicazione  del  peso  e  di  utilizzazione  di
antiparassitari  granulati,  di  sostanze  di rivestimento o di altri
additivi solidi, l’indicazione della natura del trattamento chimico o
dell’additivo  e il rapporto approssimativo tra il peso dei glomeruli
o  dei  semi puri e il peso totale, fatta eccezione per i tuberi-semi
Controlli ufficiali a posteriori
ufficiale   a  posteriori  delle  sementi  prodotte  da  varieta’  da
conservazione  e  mediante  sondaggi per verificarne l’identita’ e la
purezza varietale.
2.  L’Ente  nazionale  delle  sementi  elette vigila altresi’ sulle
modalita’  di  applicazione  dell’etichettatura,  stabilite  ai sensi
dell’articolo 18.
CAPO IVDisposizioni generali e finali
1.  I  produttori  di sementi di varieta’ da conservazione operanti
sul  territorio  nazionale provvedono a notificare all’Ente nazionale
delle   sementi  elette  e  al  Ministero  delle  politiche  agricole
alimentari e forestali per ogni stagione di produzione i quantitativi
di sementi commercializzati per ciascuna varieta’ da conservazione.
2.  Su richiesta, i quantitativi di sementi di ciascuna varieta’ da
conservazione   commercializzati   sul   territorio  nazionale,  sono
notificati alla Commissione europea e agli altri Stati membri.
Notifica delle organizzazioni riconosciute nel campo
delle risorse fitogenetiche
1.  Il  Ministero  delle  politiche agricole alimentari e forestali
provvede  a  notificare  alla  Commissione  (UE)  e  agli altri Stati
membri,  le  organizzazioni  riconosciute  ai  sensi dell’articolo 5,
comma  1,  lettera  d), dell’articolo 8, comma 1, e dell’articolo 11,
1.   Con  provvedimento  del  Ministero  delle  politiche  agricole
alimentari  e  forestali,  da  adottarsi entro sei mesi dalla data di
entrata  in vigore del presente decreto, saranno emanate disposizioni
applicative  per  stabilire le modalita’ per l’ammissione al Registro
nazionale delle varieta’ da conservazione.
1.  In relazione a quanto disposto dall’articolo 117, quinto comma,
della  Costituzione,  le  norme  del  presente  decreto,  afferenti a
materia  di  competenza  legislativa  delle  regioni e delle province
autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,  si applicano fino alla data di
entrata  in vigore della normativa adottata, nel rispetto dei vincoli
derivanti  dall’ordinamento  comunitario  e dei principi fondamentali
desumibili  dal  presente  decreto,  da  ciascuna regione e provincia
Nota all’art. 23:
–  Si  riporta  il  quinto  comma,  dell’art. 117, della
«Le  Regioni  e  le  Province  autonome  di  Trento e di
decisioni  dirette  alla  formazione  degli  atti normativi
comunitari  e  provvedono  all’attuazione  e all’esecuzione
del potere sostitutivo in caso di inadempienza.».
Clausola d’invarianza finanziaria
maggiori oneri, ne’ minori entrate a carico della finanza pubblica.
2.  Le  Amministrazioni interessate provvedono all’attuazione delle
disposizioni del presente decreto con le risorse umane, strumentali e
1.  Sono  abrogati  i commi 1, 2, 3, 4, 5, e 7 dell’articolo 19-bis
della legge 25 novembre 1971, n. 1096, e successive modificazioni.
Dato a Roma, addi 29 ottobre 2009
Berlusconi,  Presidente del Consiglio
Ronchi,   Ministro   per  le  poliche
Zaia,    Ministro   delle   politiche
Fitto, Ministro per i rapporti con le
Nota all’art. 25:
–  Per il testo vigente dell’art. 19-bis, della legge 25
novembre 1971, n. 1096 si vedano le note alle premesse.
DECRETO LEGISLATIVO 29 ottobre 2009, n. 149 – Attuazione della direttiva 2008/62/CE concernente deroghe per l’ammissione di ecotipi e varieta’ agricole naturalmente adattate alle condizioni locali e regionali e minacciate di erosione genetica, nonche’ per la commercializzazione di sementi e di tuberi di patata a semina di tali ecotipi e varieta’. (09G0166) (GU n. 254 del 31-10-2009 redazione redazione 2015-05-19T03:43:15+00:00