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Timestamp: 2017-12-11 08:56:33+00:00
Document Index: 83363322

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 5', 'art. 15', 'art. 5']

prova by Francesco Dal Santo - issuu
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Ministero della Salute Guadagnare salute Rendere facili le scelte salutari
Premessa Il programma “Guadagnare Salute” nasce dallʼesigenza di rendere più facili le scelte salutari e di promuovere campagne informative che mirino a modificare comportamenti inadeguati che favoriscono lʼinsorgere di malattie degenerative di grande rilevanza epidemiologica. Molti nemici della salute si possono prevenire non fumando, mangiando in modo sano ed equilibrato, non abusando dell'alcol e ricordando che lʼorganismo richiede movimento fisico. Una politica efficace per la promozione di stili di vita salutari non deve, dunque, accontentarsi di contemplare i successi conseguiti ma deve studiare le cause degli insuccessi, mettere a punto nuove strategie e moltiplicare gli sforzi per invertire alcuni andamenti. I fattori di rischio sono prevedibili ed esistono politiche e interventi efficaci che possono agire globalmente su di essi e sulle condizioni socio-ambientali per ridurre considerevolmente il peso di morti premature, malattie e disabilità che grava sulla società. Il governo nazionale e quelli locali non possono condizionare direttamente le scelte individuali, ma sono tenuti a rendere più facili le scelte salutari e meno facili le scelte nocive attraverso: • informazione, che può aumentare la consapevolezza • azioni regolatorie, incluse in strategie intersettoriali per modificare lʼambiente di vita • allocazione di risorse specifiche per sostegno di azioni esemplari mirate ad accelerare, a livello locale, lʼinizio di un cambiamento nellʼambiente di vita.
I comportamenti nocivi creano malattie che pesano sui sistemi sanitario e sociale, ma le loro cause sono al di fuori di questi ultimi. Per contrastarli sono necessarie, ad esempio, politiche: • • • • • •
favorire la mobilità e l'attività fisica delle persone (trasporti e verde urbano) sostenere il consumo di frutta e verdura ridurre la concentrazione di sale, zuccheri e grassi negli alimenti ridurre la quota di alimenti altamente calorici nella dieta scoraggiare il più possibile il fumo di sigarette ridurre lʼabuso di alcol.
Queste politiche, per essere attuate, richiedono lʼintervento di diversi Ministeri, del Sistema Sanitario, nonché accordi con produttori e distributori ed altri soggetti coinvolti. Il Sistema Sanitario da solo può aumentare lʼattenzione sulla diagnosi precoce e sul trattamento dellʼipertensione arteriosa e dellʼipercolesterolemia, aiutare i fumatori a smettere, trattare gli obesi e promuovere politiche per la salute, mettendo al centro dei diversi interventi le strutture più vicine allʼutenza, quali i consultori, i distretti socio-sanitari e i medici di medicina generale che, in particolare, hanno un ruolo decisivo. Inoltre, il Ministero della Salute e il Sistema Sanitario possono svolgere il ruolo di "avvocati della salute dei cittadini", mettendo in evidenza le ricadute delle politiche dei governi sulla stessa.
La situazione Secondo i dati dellʼOrganizzazione Mondiale della Sanità, lʼ86% dei decessi, il 77% della perdita di anni di vita in buona salute e il 75% delle spese sanitarie in Europa e in Italia sono causati da alcune patologie (malattie cardiovascolari, tumori, diabete mellito, malattie respiratorie croniche, problemi di salute mentale e disturbi muscoloscheletrici) che hanno in comune fattori di rischio modificabili, quali il fumo di tabacco, lʼobesità e sovrappeso, lʼabuso di alcol, lo scarso consumo di frutta e verdura, la sedentarietà, lʼeccesso di grassi nel sangue e lʼipertensione arteriosa. Tali fattori di rischio sono responsabili - da soli - del 60% della perdita di anni di vita in buona salute in Europa e in Italia. Nel nostro paese, essi si distribuiscono in maniera molto differente nella popolazione e sono molto più diffusi tra le persone delle classi socio-economiche più basse, le quali hanno una mortalità e una morbosità molto maggiori rispetto a chi, socialmente ed economicamente, si trova in posizione più avvantaggiata. Un altro importante fattore di discriminazione, nel nostro paese, è il significativo gradiente tra Nord e Sud Italia. Per quanto riguarda, ad esempio obesità/sovrappeso le regioni meridionali hanno una prevalenza più elevata (28,7%) rispetto a quelle del nord (19,3%). Lʼeccesso ponderale è una condizione più diffusa nella popolazione adulta con basso titolo di studio e riguarda sia gli uomini sia le donne in qualsiasi fascia dʼetà. Il fenomeno dellʼobesità in età pediatrica, fino a qualche decennio fa poco diffuso, è un dato allarmante in quanto evidenze scientifiche riconiscono allʼobesità in età pre-adolescenziale e adolescenziale una forte capacità predittiva dello stato di obesità in età adulta. A perdere rapidamente il proprio patrimonio di salu-
te sono soprattutto gli immigrati, a causa delle condizioni di vita in cui spesso si trovano in Italia. Tali condizioni, inoltre, pur influenzate da comportamenti individuali, sono fortemente sostenute dallʼambiente di vita e da quello sociale. I comportamenti salutari, infatti, sono resi sempre più difficili dallʼorganizzazione e dal disegno urbano delle città, dallʼautomatizzazione, dai prezzi a volte più elevati degli alimenti più sani e dai condizionamenti del marketing. Ne consegue che i soggetti più esposti a questi rischi sono quelli più vulnerabili: i bambini e le famiglie più povere. Negli ultimi anni, per effetto di strategie adottate in Italia e nel mondo, si sono potuti osservare alcuni cambiamenti nella giusta direzione (si pensi alla tutela dal fumo passivo) ma permangono, tuttavia, anche andamenti negativi per certi fattori ed in sottogruppi di popolazione. Lʼobesità è in aumento nellʼinsieme della popolazione e nei bambini, i giovani continuano ad essere attratti dal fumo di tabacco, le classi economiche più disagiate sono ancora le più esposte ai rischi del fumo, dellʼabuso dell'alcol, della sedentarietà, di una alimentazione errata.
Lʼimpegno nazionale ed internazionale Il Ministero della Salute e le Regioni sono già impegnate nellʼazione di contrasto alle malattie croniche attraverso il Piano Nazionale della Prevenzione, previsto dallʼintesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005. Il Ministero della Salute ha collaborato con la Regione Europea dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per la definizione di una strategia di contrasto alle malattie croniche, valida per lʼEuropa, dallʼAtlantico agli Urali, denominata Guadagnare Salute - e approvata a Copenaghen il 12 settembre 2006 dal Comitato Regionale per lʼEuropa - ed ha cooperato alla costruzione di una strategia europea di contrasto allʼobesità, che è stata approvata il 15 novembre 2006 ad Istanbul nel corso della Conferenza Ministeriale Intergovernativa, durante la quale i Ministri della Salute hanno sottoscritto per i propri governi una dichiarazione di appoggio alle misure nazionali ed internazionali di contrasto allʼobesità.
Lo sviluppo di capacità dʼazione I 4 principali fattori di rischio (fumo, alcol, scorretta alimentazione e inattività fisica) – in gran parte modificabili e nei quali è possibile identificare con certezza i principali determinanti delle malattie croniche più frequenti nel nostro paese – sono ben conosciuti ed è evidente che la mancata azione su di essi comporta un aumento di morti premature e di malattie evitabili. È, pertanto, un imperativo assoluto, sia sul piano etico sia su quello economico, programmare un intervento di salute pubblica che affronti in maniera globale questi fattori di rischio, consentendo al paese di guadagnare salute, e che garantisca la sostenibilità del Sistema Sanitario in termini economici e di efficacia. Tale programma consentirà di inquadrare in maniera coordinata il contrasto ai fattori di rischio, con un approccio non solo agli aspetti sanitari ma anche alle implicazioni ambientali, sociali ed economiche, e prevederà la condivisione degli obiettivi da parte degli attori coinvolti (amministrazioni centrali e regionali, enti locali, settori privati). Contemplerà, inoltre, la definizione
Cosa privilegia
di reciproche responsabilità, attraverso una programmazione ampiamente concertata e lʼattivazione di azioni ed interventi che agiscano in maniera trasversale sui diversi determinanti, al fine di aumentare lʼefficacia ed ottimizzare lʼutilizzo delle risorse, e che comprendano interventi di comunicazione, regolatori, di comunità e sugli individui. Allʼinterno del piano dovranno coordinarsi le iniziative già avviate come il contrasto al fumo e allʼabuso di alcol, sulla base di strategie definite con le Regioni; un impegno prioritario dovrà riguardare lʼimplementazione di strategie per migliorare la dieta e promuovere lʼattività fisica con lʼobiettivo di contrastare lʼavanzata dellʼepidemia di soprappeso/obesità che sta raggiungendo proporzioni drammatiche. Ogni intervento di educazione e promozione della salute dovrà tener conto della conoscenza delle diseguaglianze sociali nella salute, in particolare nellʼaccesso ai servizi e allʼinformazione stessa, allo scopo di individuare correttamente e raggiungere il più possibile i gruppi di popolazione più a rischio. Le campagne di intervento dovranno tenere conto di un punto di vista multiculturale, particolarmente con azioni rivolte alle donne in generale, anche per la loro importanza nelle “cure allevanti” e alla relazione che queste hanno con i problemi di alimentazione, pur senza ulteriormente “appesantire” i loro compiti di cura.
Articolazione del programma Che cosʼè: - il programma “Guadagnare Salute - Rendere facili le scelte salutari” è un intervento “multicomponenti”, con attività di comunicazione e azioni per ridurre lʼiniziazione al fumo, per aumentare il consumo di frutta e verdura, per ridurre lʼabuso di alcol, ridurre il consumo di bevande e alimenti troppo calorici, facilitare lo svolgimento dellʼattività fisica. - il programma “Guadagnare Salute” è un potente investimento per ridurre, nel lungo periodo, il peso delle malattie croniche sul sistema sanitario e sulla società e, nel breve periodo, per consentire ai cittadini di scegliere se essere, o tornare ad essere, liberi da dipendenze e fattori di rischio che li affliggerebbero per lunghi anni. Cosa privilegia: - il programma “Guadagnare Salute” privilegia la comunicazione per la salute. La comunicazione rappresenta una componente integrata degli interventi di prevenzione di Guadagnare Salute ed è uno strumento importante di informazione e conoscenza per le persone. “Guadagnare Salute” può essere la giusta risposta per creare, attraverso la prevenzione, condizioni più favorevoli alle scelte per la salute, facendo leva sullʼinformazione, sulla comunicazione e, in particolare, su specifiche iniziative che inducano a scelte di vita salutari. La sinergia tra più Ministeri può dare maggiore credibilità ai messaggi da veicolare, consolidare il rapporto tra cittadini e istituzioni, assicurare una informazione univoca e
completa e favorire la conoscenza e la sinergia dei progetti di diversi Ministeri ed Enti interessati, realizzando al contempo una sorta di “piattaforma nazionale della salute”. Attraverso la comunicazione concetti e messaggi semplici (come il messaggio “5 al giorno”: almeno cinque frutti o porzioni di vegetali ogni giorno) possono informare correttamente. La comunicazione può avvenire anche attraverso la tabella nutrizionale degli alimenti: occorrerà agire sia sulle aziende, perché rendano più leggibili e comprensibili le etichette, sia sui consumatori, perché siano sensibilizzati a utilizzare questa informazione. Come si sviluppa: “Guadagnare Salute” sviluppa tre tipi di comunicazione istituzionale: 1. I piani di comunicazione specifici per ogni intervento; 2. Una campagna informativa che mette il cittadino al centro delle scelte per la propria salute e impegna i governi a rendere possibili le scelte di salute; 3. Un programma specifico in collaborazione con il mondo della scuola. Come si articola: “Guadagnare Salute” si articola in un programma trasversale governativo e in 4 programmi specifici basilari: - comportamenti alimentari salutari - lotta al tabagismo - lotta allʼabuso di alcol - promuovere lʼattività fisica.
Programma trasversale governativo “La campagna informativa“ Il programma mira ad una campagna informativa per diffondere lʼidea che oggi in Italia esistono 4 rischi principali per la salute, che “il cittadino è responsabile delle proprie scelte” (richiamo alla responsabilità individuale) ma che i governi sono responsabili di creare un ambiente favorevole alle scelte per la salute. Questa campagna dovrà mirare a indurre alcuni cambiamenti di opinioni e di comportamenti, esaltando i benefici che la corretta assunzione di alimenti associata allʼattività fisica produce, tra cui ad esempio: - rafforzare la conoscenza dei 4 fattori di rischio, come nocivi per la salute e associati alle malattie croniche - permettere di memorizzare alcuni importanti messaggi semplificati (“5 al giorno” riferito alle 5 porzioni di frutta o verdure da consumare ogni giorno) oppure i messaggi sullʼattività fisica - aumentare il numero di adulti che si rivolgono al medico o al farmacista per misurare la
pressione arteriosa e i livelli di colesterolo - promuovere il controllo del peso nelle farmacie con valutazione del BMI - promuovere corrette informazioni e consapevolezza sociale rispetto ai disturbi psichiatrici del comportamento alimentare al fine di contrastare le informazioni fuorvianti provenienti dai mass media e da fonti non accreditate
Programma specifico in collaborazione con il mondo della scuola Una forma di comunicazione specifica dovrà essere effettuata a scuola attraverso iniziative studiate per il target giovanile, con lʼobiettivo non solo di fornire informazioni scientificamente corrette, ma soprattutto di identificare strategie per resistere, ad esempio, alle pressioni sociali a fumare, bere alcolici e bevande zuccherine, consumare cibi e bevande altamente calorici, nonché ai contraddittori messaggi mediatici che suggeriscono, soprattutto alle giovani donne, un modello di bellezza e amabilità ispirato allʼicona della magrezza eccessiva. Gran parte dei messaggi pubblicitari rivolti ai bambini, ad esempio, riguardano comportamenti alimentari ed esiste ancora una pressione amicale e dei media a fumare, così come a conformarsi agli idoli della moda e dello spettacolo, che spesso veicolano errati modelli da emulare. I nostri ragazzi devono essere messi in grado di riconoscere queste pressioni e di individuare strategie per non aderire a comportamenti nocivi e che portano alla dipendenza. Il canale scolastico è idoneo, inoltre, a raggiungere anche i genitori e a coinvolgerli nelle iniziative di prevenzione che li riguardano (ad. es.: il fumo dei genitori è un potente fattore di rischio per il fumo dei figli).
Lʼalleanza con il mondo della scuola Per fornire ai bambini ed ai ragazzi le competenze necessarie ad una crescita libera, ma anche le opportunità di sperimentare e mantenere comportamenti salutari è necessaria una vera e propria alleanza con il mondo della scuola. È, dunque, quanto mai opportuno promuovere una fattiva cooperazione interistituzionale, in particolare tra mondo della scuola e mondo della salute, al fine di promuovere comportamenti sani nelle persone in formazione, in fasi della vita in cui si acquisiscono e si radicano abitudini che andranno poi a costituire i principali fattori di rischio delle malattie croniche. Questa cooperazione può riguardare sia lʼarea della sorveglianza sia quella degli interventi di promozione della salute. In questo ambito, in particolare, attraverso un accordo tra Ministero dellʼIstruzione, Ministero della Salute e Regioni, si può puntare a sviluppare e diffondere nella scuola, nellʼambito del percorso curriculare, interventi di educazione alla salute, privilegiando interventi già sperimentati e di provata efficacia. Si potranno valorizzare le metodologie di “peer education”, finalizzate a promuovere la partecipazione attiva degli studenti e la capacità di sviluppare abilità per resistere alla pressione sociale rappresentata dal gruppo dei pari, dai modelli familiari, dalla pubblicità e dalla offerta sociale.
Le iniziative di comunicazione promosse dai vari Ministeri coinvolti potranno trovare valorizzazione nellʼambito del progetto “giornata del benessere dello studente”, promosso di concerto dai Ministeri della Salute, dellʼIstruzione, dellʼAmbiente e delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali1. Adeguate iniziative di formazione dei docenti e di coinvolgimento dei nuclei familiari dovrebbero accompagnare tale percorso educativo, iniziando con lʼaiuto per smettere di fumare. Le iniziative di educazione alla salute dovrebbero essere affiancate da un sistema di sorveglianza sugli stili di vita, finalizzato a monitorare alcuni aspetti della salute dei bambini e degli adolescenti scolarizzati, strumento del Sistema Sanitario e del mondo della scuola, condiviso con le Regioni e con il Ministero dellʼIstruzione. Anche nellʼattuazione e nellʼimplementazione di politiche volte al miglioramento dellʼattività sportiva, finalizzate al raggiungimento degli obiettivi del piano, la scuola rappresenta un luogo formativo in cui diviene estremamente necessario intervenire, soprattutto mediante interventi volti ad agevolare la pratica sportiva negli istituti superiori, ma anche attraverso un miglioramento delle opportunità di fare educazione motoria durante lʼorario scolastico nelle scuole primarie, nonché mediante specifiche attività finalizzate ad una maggiore diffusione della cultura sportiva. Questo contribuirebbe anche al raggiungimento dei livelli raccomandati di attività fisica quotidiana, elemento fondamentale del benessere fisico.
1 Ad esempio il Ministero per le Politiche Agricole ha segnalato la disponibilità a contestualizzare nellʼambito del progetto “giornata del benessere dello studente”, le due campagne di educazione alimentare “Mangia bene, cresci meglio” rivolta agli studenti delle scuole medie inferiori e “Food4U” rivolta alle scuole superiori di 15 Paesi europei, con il duplice obiettivo di sensibilizzare i giovani sullʼimportanza di essere consapevoli delle proprie scelte alimentari e coinvolgerli in modo creativo e interattivo attraverso lʼuso del linguaggio pubblicitario.
Strategie e ipotesi di intervento I progetti specifici che sviluppano il programma governativo, finalizzato a indurre alcuni cambiamenti di opinioni e di comportamenti, attraverso una idonea campagna informativa, sono quattro: A
Guadagnare salute rendendo più facile una dieta più salubre (alimentazione)
Guadagnare salute rendendo più facile muoversi e fare attività fisica (attività fisica)
Guadagnare salute rendendo più facile essere liberi dal fumo (lotta al fumo)
Guadagnare salute rendendo più facile evitare lʼabuso di alcol (lotta allʼabuso d'alcol)
Ogni programma è intersettoriale poiché vede coinvolto il mondo attivo di: Ministero della Salute Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali - INRAN Ministero della Famiglia Ministero Pubblica Istruzione Ministero Economia e Finanze Ministero Interno Ministero dei Trasporti Ministero Sviluppo Economico Ministero per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive Ministero Università e Ricerca Governo Produttori e Gestori dei pubblici servizi Regioni ASL Enti locali Responsabili personale settore privato e pubblico 9
Ogni soggetto è attore partecipe poiché contribuisce alla realizzazione di “guadagnare salute” mettendo in atto soluzioni specifiche e/o settoriali condivise. In tal modo si supera la frammentarietà degli interventi, la dispersione di risorse umane ed economiche, e si dà continuità alle azioni informative e formative promosse dalle varie forze cointeressate. Ogni programma nella sua specificità deve rappresentare il punto di riferimento, il collante delle varie iniziative promosse in merito. Gli obiettivi sui quali si basa ogni singolo programma devono rappresentare la base di riferimento comune nellʼarticolazione dei vari progetti elaborati dalle varie forze e nello stesso tempo il punto di arrivo a cui tendere, anche ai fini di una valutazione possibile dei risultati ottenuti. Ogni programma si articola nel seguente modo:
CAMPAGNA INFORMATIVA SPECIFICA PROGETTO SCUOLA ALTRI PROGETTI DI SETTORE SCHEMA DEI COINVOLGIMENTI INTERSETTORIALI
1 Premessa - Definisce attentamente le linee generali dopo una accurata disamina della situazione problematica 2 Obiettivi - Definizione degli obiettivi salute in senso ampio e non solo sanitario utilizzando un linguaggio positivo, non basato sulle negatività o sulla divietologia 3 Campagna informativa specifica - Indica le varie azioni da intraprendere (a carattere regolatorio o di altro tipo) accompagnate dalla diffusione di messaggi appositi rivolti alla popolazione bersaglio dellʼintervento. Nel contesto di ciascun programma la campagna informativa deve specificare: - lʼipotesi di fattibilità - il target - i linguaggi utilizzati - gli strumenti - gli indicatori oggettivi di valutazione 4 Progetto scuola - Ogni specifico programma, come sopra indicato, deve prevedere un programma di coinvolgimento della scuola e di comunicazione specifica attraverso iniziative studiate per il target giovanile, con lʼobiettivo non solo di fornire informazioni scientificamente corrette, ma soprattutto di identificare strategie per resistere alle varie pressioni sociali. 5 Progetti di settore - I progetti riguardano le varie istituzioni e i vari enti che costruiscono alleanze con il Ministero della Salute affinchè si realizzino efficacemente le finalità con una visione globale e sistemica, non solo sanitaria ma economica sociale, agricola, ambientale, culturale, per citarne alcune. 6 Coinvolgimenti intersettoriali
Guadagnare salute rendendo più facile una dieta più salubre 1 PROMUOVERE COMPORTAMENTI SALUTARI 1.A
Promuovere lʼallattamento al seno
- Lʼallattamento esclusivo al seno, come alimentazione normale dei neonati e dei bambini fino ai sei mesi di età dovrebbe essere sostenuto, ampliando le iniziative che già sono in funzione in Italia, come gli Ospedali amici dei bambini. Assicurare il costante controllo del rispetto delle disposizioni legislative relative alla produzione e commercializzazione dei sostituti del latte materno, con particolare attenzione ai contenuti derivanti dal codice OMS
Sostenere la dieta tradizionale
- Le Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana, elaborate dallʼINRAN, dovrebbero essere aggiornate; la composizione della dieta media dovrebbe essere ulteriormente studiata.
Sorvegliare e monitorare i comportamenti alimentari
La sorveglianza dovrebbe monitorare i comportamenti alimentari.
- La prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare dovrebbe essere favorita attraverso la sensibilizzazione e formazione specifica rivolta ai medici e ai pediatri di base, agli operatori dei consultori, ai medici ospedalieri, ai ginecologi. - I professionisti della salute nellʼambito delle cure primarie, dovrebbero fornire counselling e indicazioni su corretti stili di vita, sana alimentazione ed importanza dellʼattività fisica e contribuire anche alla diagnosi precoce dei Disturbi del Comportamento alimentare, spesso nascosto dai pazienti stessi e sconosciuto ai genitori e altri familiari
2 FAVORIRE UNA ALIMENTAZIONE SANA NELLA RISTORAZIONE 2.A
Consolidare una cultura alimentare fondata sui principi del vivere sano, del rispetto ambientale, della qualità, della scoperta della propria identità individuale e collettiva.
- Nelle scuole e negli asili la fornitura di cibi dovrebbe essere adeguata sulla base di linee guida per la ristorazione scolastica, con spuntini a base di frutta e vegetali e acqua naturale,latte, yogurt e cereali ampliando lʼopportunità di scelta. Il monitoraggio degli scarti dovrebbe essere effettuato sistematicamente per comprendere quali sono i piatti meno graditi e poter fornire alle ASL utili indicazioni per la composizione dei menù e attivare interventi atti ad invogliare i bambini a consumare tutti gli alimenti programmati (progetti di educazione alimentare) - Nel mondo del lavoro, nelle mense aziendali, dovrebbe essere resa disponibile una varietà di scelte di cibi compatibile con le Linee Guida per una Sana Alimentazione - Negli ospedali dovrebbe essere evitata la diffusione di distributori automatici di cibi ad alto contenuto energetico e scarso valore nutrizionale e di fast food.
Favorire il consumo di cibi salubri nella ristorazione collettiva (scuole, ospedali, mense aziendali)
- Nella ristorazione collettiva il settore privato dovrebbe essere incoraggiato ad offrire scelte alimentari compatibili con le Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana. Dovrebbe essere favorita una corretta politica di “educazione alimentare” del consumatore, affinché esso sia in grado, al di là del richiamo di offerte “accattivanti”, di operare scelte responsabili e consapevoli. - Per favorire scelte alimentari corrette dovrebbe essere incoraggiata lʼaggiudicazione delle gare dʼappalto secondo il sistema dellʼofferta economica più vantaggiosa, allo scopo di premiare gli elementi qualitativi e non solo o prevalentemente il fattore prezzo
Sensibilizzare i luoghi di ristoro
- Tavole calde, pizzerie, bar ed altri negozi che producono cibi pronti dovrebbero essere sensibilizzati sullʼimportanza dellʼofferta di soluzioni compatibili al consumo veloce di frutta e verdura e, ove possibile, scoraggiati dal fornire alimenti altamente energetici o porzioni troppo grandi.
3 PROMUOVERE PRODOTTI SANI PER SCELTE SANE 3.A
Migliorare la composizione degli alimenti
- I produttori primari, come gli allevatori, e lʼindustria di trasformazione dovrebbero essere incoraggiati, con accordi da raggiungere anche tramite incentivi, a ridurre progressivamente i contenuti di grasso totale, grassi saturi, zucchero e sale aggiunti nei prodotti.
Sviluppare politiche agricole adeguate
- Lʼattuale politica di incentivi alla produzione di zucchero e grassi dovrebbe essere ampliata in favore di un sostegno anche alla produzione e commercializzazione di frutta e verdure. Le tariffe che limitano il commercio di frutta e verdure dovrebbero essere riconsiderate. La produzione locale sostenibile dovrebbe essere incoraggiata. - Difesa della dieta tradizionale e dei cibi tipici. La dieta tradizionale italiana, ricca di vegetali, dovrebbe essere valorizzata anche per i suoi effetti positivi per la salute. I produttori di alimenti tipici dovrebbero essere incoraggiati a mantenere standard di qualità elevati.
Adeguare le priorità dʼintervento nei Piani Regionali di Sviluppo Rurale
- Adeguamento delle priorità di intervento e degli obiettivi specifici dei Piani Regionali di Sviluppo Rurale, previsti dal Piano Strategico Nazionale elaborato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ed approvato dalla Conferenza Stato - Regioni il 31 ottobre 2006, alle finalità del piano GUADAGNARE SALUTE, in particolare in riferimento alla sicurezza alimentare nellʼambito delle azioni per il rilancio della competitività delle filiere agro-alimentari, alla valorizzazione delle produzioni tipiche e delle filiere corte che favoriscono il pronto accesso di prodotti alimentari freschi (ortofrutticoli in particolare) sui mercati urbani, agli interventi sulla logistica che possono agevolare la movi-
mentazione dei prodotti agroalimentari particolarmente deperibili, allo sviluppo di attività salutari per la popolazione attraverso la valorizzazione della multifunzionalità delle aziende agricole (fattorie sociali, ecoturismo, agriturismo).
Assicurare la tutela dei prodotti salubri
- Sensibilizzare, attraverso una specifica azione delle amministrazioni statali competenti, i diversi livelli di governo regionale affinché, nella definizione ed implementazione dei Piani Operativi Regionali relativi alle politiche regionali e di coesione, vengano privilegiati quegli interventi e quelle misure in linea con gli obiettivi di GUADAGNARE SALUTE, in particolare con riferimento alla definizione di modelli di produzione e consumo in grado di assicurare la tutela della salute pubblica, alla inclusione sociale, alle reti e collegamenti per la mobilità con particolare riferimento alla filiera agroalimentare , alla attrattività delle città e dei sistemi urbani per lʼurban welfare.
4 PROMUOVERE I CONSUMI SALUTARI 4.A
- Dovrebbe essere ulteriormente promossa la corretta informazione al consumatore sulla importanza delle varietà della dieta tradizionale che deve essere ricca di vegetali, anche di agricoltura biologica) e che può contenere altri alimenti del nostro patrimonio agroalimentare, da consumare in maniera consapevole.
Promuovere acquisti responsabili
- Dovrebbe essere favorita la formazione di volontari per la diffusione di gruppi familiari di acquisto responsabile, volti ad ottenere maggiore qualità nutrizionale e risparmio nella spesa, promozione della salute, presa di coscienza ed “empowerment” dei membri. - Prezzi e fiscalità. Le attuali politiche fiscali e dei prezzi dovrebbero essere sviluppate in modo da assicurare la coerenza con le indicazioni nutrizionali della “piramide alimentare”, strumento di riferimento per il rilancio della dieta mediterranea nel nostro Paese.
Favorire la moltiplicazione di punti vendita di frutta
- Gli enti locali dovrebbero favorire la moltiplicazione dei punti vendita di frutta, nelle zone delle città maggiormente frequentate, come le uscite delle stazioni ferroviarie, della metropolitana o di altri sistemi di trasporto pubblico.
Favorire la distribuzione ed il marketing
- I mercati locali e rionali dovrebbero essere supportati, come pure i negozi che assicurino lʼofferta di differenti tipi di alimenti. La localizzazione dei punti vendita alimentari dovrebbe essere studiata dalle amministrazioni locali, favorendo la diffusione dei prodotti ortofrutticoli freschi negli spazi della grande distribuzione. Dovrebbero essere prese in considerazione attività di promozione che facilitino la scelta di alimenti più sani. La riduzione del prezzo di frutta e verdura, per esempio, potrebbe essere attuata con accordi e sinergie con la grande e la piccola distribuzione, anche attraverso “settimane promozionali di vendita”, collegate al programma GUADAGNARE SALUTE.
5 INFORMARE I CONSUMATORI E TUTELARE I MINORI 5.A
Facilitare la lettura delle etichette
- Le etichette nutrizionali dovrebbero consentire di individuare il contenuto in grassi, zucchero, calorie e sale. Lʼetichetta dovrebbe essere completa, facilmente comprensibile e standardizzata.
Monitorare e regolare il ruolo della pubblicità
- Pubblicità degli alimenti. Il volume della promozione pubblicitaria di alimenti e bevande rivolta ai bambini dovrebbe essere monitorato e tendenzialmente ridotto, attraverso lʼautoregolazione dellʼindustria e lʼazione regolatrice.
Regolamentare il mercato di prodotti cosiddetti dimagranti
- Dovrebbe essere garantita la diffusione di informazioni scientificamente corrette sullʼuso e le indicazioni di integratori alimentari e prodotti cosiddetti dimagranti favorendo anche azioni di controllo e interventi normativi sulla pubblicità
Interpretare e decodificare i modelli di efficentismo
- Aiutare le giovani generazioni ad interpretare e decodificare modelli di efficentismo esasperato proposto dai mass media: “essere magri oggi. Bulimia e anoressia”
Informare i consumatori e tutelare i minori
Promuovere i consumi salutari
Ministero Politiche Agricole Alimentare e Forestali INRAN
Ministero per le Politiche Giovanili e le AttivitĂ Sportive Azienda Sanitaria Ospedale
Produttori, Privati, Datori di Lavoro, Esercenti
Altri (Associazioni, Gruppi sportivi)
IPOTESI DI INTERSETTORIALITĂ&#x20AC;
Promuovere prodotti sani per scelte sane
Favorire una alimentazione sana nella ristorazione
Promuovere comportamenti salutari
Ministero Pubblica Istruzione Scuole
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• Piano Nazionale della Prevenzione
• Programmare ed attuare interventi normativi a favore delle mamme che lavorano e devono allattare
• Informare in modo adeguato le donne • Formare gli operatori sanitari (Ostetriche, MMG, ginecologi, PLS
• Valorizzare gli effetti positivi sulla salute della dieta mediterranea
1.A Promuovere lʼallattamento al seno
1.B Sostenere la dieta tradizionale
1. Promuovere comportamenti salutari
17 1.D Prevenire i disturbi del comportamento alimentare
1.C Sorvegliare e monitorare i comportamenti alimentari
•Sostenere/incentivare la produzione di alimenti salubri
• Accordi con i professionisti coinvolti affinché promuovano l'allattamento al seno
Società Scientifiche e Associazioni
• Incoraggiare la produzione di alimenti tipici di qualità
Accordi per evitare la distribuzione gratuita di latti artificiali nei reparti di ostetricia o nei consultori
Privati (produttori, distributori, gestori, ecc.) 26-04-2007
• Valorizzare gli effetti positivi sulla salute della dieta mediterranea - sviluppare attività salutari per la popolazione attraverso la valorizzazione della multifunzionalità delle aziende agricole (fattorie sociali, ecoturismo, agriturismo, ecc)
Altri Ministeri ed Enti nazionali
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18 2.C Sensibilizzare i luoghi di ristoro
• Definire lʼofferta di alimenti nelle mense sulla base delle Linee guida INRAN • Fornire agli utenti delle mense informazioni nutrizionali corrette
• Prevedere nei distributori automatici lʼofferta di spuntini a base di frutta e di acqua e bevande a basso contenuto energetico e di buon valore nutrizionale
Privati (produttori, distributori, gestori, ecc.)
• Sviluppare accordi al fine di prevedere nei distributori automatici lʼofferta di spuntini a base di frutta e di acqua e bevande a basso contenuto energetico e di buon valore nutrizionale
2. Favorire una alimentazione sana nella ristorazione
• Definire le linee guida per la ristorazione collettiva • Definire lʼofferta di alimenti nelle mense sulla base delle Linee guida INRAN • Fornire agli utenti delle mense informazioni nutrizionali corrette
2.B Favorire il consumo di cibi salubri nella ristorazione collettiva (scuole, ospedali, mense aziendali)
2.A Consolidare una cultura alimentare fondata sui principi del vivere sano, del rispetto ambientale, della qualità, della scoperta della propria identità individuale e collettiva
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3. Promuovere prodotti sani per scelte sane
19 3.D Assicurare la tutela dei prodotti salubri
3.C Adeguare le priorità dʼintervento dei Piani Regionali di Sviluppo Rurale
- Valorizzare le produzioni tipiche e le filiere corte che favoriscono il pronto accesso di prodotti alimentari freschi (ortofrutticoli in particolare) sui mercati urbani
• Sviluppare accordi con i produttori al fine di incentivare la produzione di alimenti piu salubri, sempre nel rispetto delle tradizioni alimentari e delle produzioni tipiche
Accordi con i produttori primari e lʼindustria di trasformazione volti a innovare le caratteristiche dei prodotti per migliorare lʼofferta ai consumatori (ridurre sale, zucchero, grassi saturi nei prodotti industriali; sensibilizzare il mondo della ristorazione ad offerte di qualità
• Sviluppare politiche agricole coerenti con lʼesigenza di favorire stili di vita sani (incentivi/disincentivi alla produzione di alcuni prodotti; sostegno alla produzione
• Accordi con i produttori primari e lʼindustria di trasformazione volti a innovare le caratteristiche dei prodotti per migliorare lʼofferta ai consumatori (ridurre sale, zucchero, grassi saturi nei prodotti industriali; innovare la ristorazione)
3.B Sviluppare politiche agricole
3.A Migliorare la composizione degli alimenti
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20 4.D Favorire la distribuzione e il marketing
4.C Favorire la moltiplicazione dei punti di vendita di frutta
• Sviluppare misure economiche e normative per facilitare la disponibilità di alimenti più salubri a prezzi più bassi
• Pianificare a livello locale unʼadeguata distribuzione dei prodotti più salubri
• Sviluppare accordi per facilitare la disponibilità di alimenti più sani a prezzi convenienti
4. Promuovere i consumi salutari
4.B Promuovere acquisti responsabili
4.A Educare al consumo consapevole
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21 • Piano Nazionale della Prevenzione
5.D Interpretare e decodificare i modelli di efficientismo
5.C Regolamentare il mercato dei cosiddetti dimagranti
• Regolamentare la pubblicità, specie rivolta ai bambini, attraverso accordi, codici di autoregolazione, interventi normativi
• Rendere più facilmente comprensibili e standardizzate le etichette nutrizionali dei prodotti confezionati • Studiare un sistema di etichettatura che renda facilmente riconoscibili gli alimenti nutrizionalmente sani
• Rendere più facilmente comprensibili e standardizzate le etichette nutrizionali dei prodotti confezionati
5. Informare i consumatori e tutelare i minori
• Sviluppare campagne di informazione volte a illustrare al grande pubblico come si leggono le etichette anche in sinergia con min. Politiche agricole
5.B Monitorare e regolare il ruolo della pubblicità
5.A Facilitare la lettura delle etichette
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STRATEGIE E IPOTESI DI INTERVENTO Tale obiettivo richiede interventi volti ad affermare una concezione dellʼattività sportiva che va al di là della mera attività fisica agonistica, divenendo invece un momento di benessere fisico e psicologico che coinvolge tutti i cittadini, giovani e meno giovani. Da qui, unʼidea di sport come momento di aggregazione sociale, nonché come attività formativa ed educativa dellʼindividuo nellʼapprendimento del rispetto di regole sane, dei principi dellʼuguaglianza e del rispetto delle diversità. Il raggiungimento di tali obiettivi è possibile solo mediante il coinvolgimento attivo delle Amministrazioni interessate, ma anche di quella parte della società civile oggi distante – per molteplici ragioni – dal mondo dellʼattività fisica e motoria. 1
FAVORIRE LʼATTIVITÀ FISICA NELLʼAMBIENTE URBANO E DOMESTICO
• Libertà di movimento. Il trasferimento al lavoro, a scuola o per le incombenze della vita quotidiana possono costituire eccellenti opportunità, non ancora pienamente esplorate, per raggiungere la quantità di attività fisica moderata, raccomandata quotidianamente per mantenersi in buona salute. Facilitare la scelta di un trasferimento fisicamente attivo richiede la soluzione di molteplici problemi che riguardano la sicurezza di pedoni e ciclisti, specialmente quando si tratta di bambini. • Disegno urbano ed ambiente domestico. Lʼambiente urbano e domestico può facilitare o consentire lʼattività fisica ed una vita attiva. La qualità dellʼambiente del quartiere influisce sulla opportunità e la volontà dei residenti di utilizzare gli spazi comuni per lʼattività fisica. Sicurezza e protezione dovrebbero essere assicurate. Nel nostro Paese le politiche di chiusura al traffico dei centri storici offrono unʼopportunità di movimento a tutte le età, oltre che favorire la tutela dei beni architettonici ed il miglioramento di qualità dellʼaria . 2
FAVORIRE LʼATTIVITÀ FISICA NEI BAMBINI E NEI GIOVANI • Scuole ed asili dovrebbero fornire a bambini ed adolescenti maggiori e migliori opportunità di fare attività motoria, contribuendo, con unʼofferta differenziata per età, ai livelli raccomandati di attività fisica quotidiana. Occorre, pertanto, investire nellʼattività motoria durante lʼorario scolastico nelle scuole primarie, nonché agevolare migliori condizioni per lo svolgimento dellʼattività fisica negli istituti secondari, contribuendo così ad una maggiore diffusione di una nuova cultura dello sport e del movimento tra i più giovani.
Ministero dellaSalute Salute Ministero della
FAVORIRE LʼATTIVITÀ FISICA AL LAVORO E NEL TEMPO LIBERO • Incentivi. La possibilità di fare pratica sportiva dovrebbe essere incentivata anche mediante agevolazioni fiscali per gli oneri sostenuti dai cittadini per lo svolgimento di attività sportive. • Attività ricreazionali. Lo sforzo fisico ridotto durante lʼattività lavorativa o domestica, combinato con un maggiore tempo libero, fornisce alle persone un buon incentivo ad aumentare il tempo libero dedicato allʼattività fisica. Dovrebbero essere create a livello locale infrastrutture che motivino le persone a svolgere attività fisica, tenendo conto dei gruppi svantaggiati. • Luoghi di lavoro. Anche i luoghi di lavoro potrebbero essere una delle sedi in cui promuovere lʼattività fisica per gli adulti. I migliori risultati si possono ottenere definendo specifici esercizi da eseguire, tenendo conto dellʼintensità dellʼattività fisica richiesta dal lavoro e delle capacità individuali, regolarmente, preferibilmente tre volte a settimana, con una particolare attenzione ai soggetti sedentari. FAVORIRE LʼATTIVITÀ FISICA PER LE PERSONE DISABILI
• Favorire lʼadeguamento degli impianti e delle strutture destinate allʼattività sportiva e motoria rendendoli accessibili ai soggetti diversamente abili attraverso lʼeliminazione delle barriere architettoniche. • Favorire la formazione e la presenza di istruttori specializzati nel sostegno alle persone disabili. Tali obiettivi potranno essere conseguiti operando in sinergia con le Amministrazioni centrali, con gli Enti competenti, con il Comitato Italiano Paraolimpico, nonché con le Regioni e gli Enti locali, già impegnati nella promozione dello sport dei disabili. 5
FAVORIRE LʼATTIVITÀ FISICA PER GLI ANZIANI • Promuovere – insieme alle Amministrazioni centrali agli Enti competenti e agli Enti locali – lʼattività motoria anche tra i soggetti più anziani, per i quali inattività e sedentarietà possono essere responsabili di diverse patologie, mentre unʼadeguata attività motoria può costituire un aiuto, sia fisico sia psicologico. A tale fine, insieme alle Amministrazioni centrali competenti e agli Enti locali, occorre individuare le modalità, le strutture e le opportunità offerte dal territorio agli anziani per praticare attività fisica anche quale occasione di socializzazione.
FAVORIRE LʼATTIVITÀ FISICA PER LE PERSONE PORTATRICI DI DISAGIO E DISTURBO MENTALE • Promuovere lʼattività motoria per le persone portatrici di disagio e disturbo mentale. Lo Sport, e in più in generale, l'attività fisica e psicomotoria è suggerito come mezzo di prevenzione, di cura e di riabilitazione e da diversi anni, infatti, la prativa sportiva è divenuta anche uno strumento terapeutico-riabilitativo per la reintegrazione sociale di persone con disagio psichico e mentale
FAVORIRE LʼATTIVITÀ FISICA ATTRAVERSO I PROFESSIONISTI DELLA SALUTE • I professionisti della salute nellʼambito delle cure primarie, dovrebbero fornire counselling e indicazioni sullʼesercizio fisico. I medici dello sport dovrebbero orientare parte del loro lavoro in azioni rivolte alla comunità per aumentare le opportunità di fare attività fisica di gruppi diversi di popolazione. • La presenza costante e diffusa di istruttori qualificati allʼinterno di ogni singola struttura destinata allʼattività sportiva e motoria dovrebbe essere assicurata, affinché la diffusione della cultura sportiva sia accompagnata da una adeguata tutela sanitaria dei praticanti a tutti i livelli
Favorire lʼattività fisica attraverso i professionisti della salute
Favorire lʼattività fisica per le persone portatrici di disagio e disturbo mentale
Favorire lʼattività fisica per gli anziani
Favorire lʼattività fisica per le persone disabili
Ministero Trasporti, Ambiente e Sviluppo Economico
Ministero per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive Azienda Sanitaria Ospedale
IPOTESI DI INTERSETTORIALITÀ
Favorire lʼattività fisica al lavoro e nel tempo libero
Favorire lʼattività fisica nei bambini e nei giovani
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• Fornire negli asili e nelle scuole a bambini ed adolescenti migliori opportunità di svolgere attività fisica, con offerta differenziata per età • Introdurre agevolazioni fiscali per gli oneri sostenuti per lo svolgimento di attività sportive da parte di giovani di età compresa tra i 5 e i 18 anni
Promuovere politiche atte a favorire lʼesercizio fisico per la popolazione di ogni età (disegno urbano e infrastrutture, rete dei trasporti, politiche del traffico, sicurezza, miglioramento qualità dellʼaria)
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Ministero Salute Regioni ed Enti locali
Promuovere lʼattività fisica per gli adulti nei luoghi di lavoro, definendo specifici esercizi da eseguire, tenendo conto dellʼintensità dellʼattività fisica richiesta dal lavoro e delle capacità individuali, con una particolare attenzione ai soggetti sedentari.
Favorire lʼadeguamento degli impianti e delle strutture destinate allʼattività sportiva e motoria rendendoli accessibili ai soggetti diversamente abili attraverso lʼeliminazione delle barriere architettoniche.
Promuovere politiche volte alla diffusione di una nuova cultura sportiva, che vede nello sport anche un momento di benessere fisico e psicologico.
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Promuovere il counselling sullʼesercizio fisico da parte dei MMG e dei PLS
Sviluppare accordi con le società scientifiche dei professionisti coinvolti affinché promuovano attivamente lo svolgimento di attività fisica regolare
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Promuovere lʼattività fisica e psicomotoria quale strumento terapeutico riabilitativo per la reintegrazione sociale di persone con disagio psichico e mentale
Individuare modalità, strutture e opportunità offerte dal territorio per la pratica di attività fisica quale occasione di socializzazione
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STRATEGIE E IPOTESI DI INTERVENTO 1
PROTEGGERE DAL FUMO PASSIVO • Sostenere le norme a tutela dal fumo passivo (legge 3/2003) migliorandone lʼapplicazione e sviluppando, in particolare nei luoghi di lavoro, interventi informativi e di aiuto ai fumatori nellʼottica della prevenzione attiva (modalità organizzative sul luogo di lavoro, offerta di interventi di disassuefazione). • Riconoscere il fumo passivo come fattore di rischio per la salute dei lavoratori nella normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro • Sviluppare programmi delle Aziende Sanitarie per la promozione della cultura della tutela dal fumo passivo negli ambienti sanitari, promuovendo lʼadesione alla rete europea degli ospedali senza fumo. • Promuovere programmi educativi contro lʼinquinamento indoor per abitazioni libere dal fumo e la tutela dei soggetti più vulnerabili (bambini, anziani, malati) • Promuovere il divieto di fumo a livello di Ospedali, Esercizi Pubblici, Luoghi di lavoro • Vigilare sullʼosservanza del divieto, in ottica di promozione attiva della salute.
PREVENIRE LʼINIZIAZIONE AL FUMO DEI GIOVANI • Promuovere Campagne educazionali rivolte alla popolazione generale, mirate per età, per genere e contesti (es. famiglia, luoghi di lavoro, strutture sanitarie, ecc.) circa i danni del fumo e i benefici della cessazione con la partecipazione attiva, nel ruolo di educatori di adulti significativi: medici generali e specialisti, infermieri, ostetriche, assistenti sanitari, farmacisti, operatori sociali, insegnanti, genitori ed altri. • Attivare e sviluppare programmi educativi nelle scuole validati sul piano dellʼefficacia in base alle esperienze già presenti nel nostro Paese. • Definire misure di tipo economico e commerciale (politiche fiscali e dei prezzi, lotta al contrabbando, regolamentazione di prodotto, informazione ai consumatori, vendita ai minori, revoca di autorizzazioni alla vendita in luoghi quali strutture sanitarie, strutture aperte ai minori e limitazioni ai distributori automatici) • Sensibilizzare gli addetti alla vendita dei prodotti del tabacco, per accrescere lʼimpegno al rispetto della vigente normativa sul divieto di vendita ai minori di 16 anni.
• Garantire la formazione universitaria attraverso lʼinserimento nei corsi di studio per medici e altro personale sanitario di un insegnamento specifico sul tabagismo. • Monitorare lʼapplicazione del divieto di pubblicità diretta e indiretta e la regolamentazione delle sponsorizzazioni da parte dell'industria del tabacco in occasione di eventi pubblici (sport, musica, spettacolo). • Valorizzare l'esempio dato dagli adulti in famiglia e dalle Istituzioni attraverso la sensibilizzazione degli insegnanti e degli operatori sanitari al rispetto del divieto di fumo. • Promuovere la riduzione del numero di “azioni fumo” nei lavori televisivi (sceneggiati, film TV) trasmessi dalle reti nazionali. 3 •
AIUTARE I FUMATORI A SMETTERE Promuovere a livello regionale in particolare la formazione dei MMG per diffondere la tecnica del “minimal advise”, lʼinvito breve alla cessazione del fumo; formare al counselling antitabagico altri professionisti della salute: medici specialisti, infermieri, ostetriche, assistenti sanitari, farmacisti. Includere gli interventi di prevenzione, diagnosi e cura del tabagismo nei LEA Studiare misure per favorire la disassuefazione, garantendo a tutti i cittadini equità di accesso alle prestazioni offerte a livello territoriale, attribuendo particolare attenzione alle fasce di età comprese fra 13 e 20 anni Studiare misura per ottenere la rimborsabilità dei farmaci per la disassuefazione (sostitutivi della nicotina e bupropione) per alcune categorie di pazienti (per fasce di reddito meno abbienti e/o portatori di patologie fumo correlate). Qualificare e potenziare l'attività dei Centri per il Tabagismo: certificazione dei Centri, adeguamento degli organici, multimodalità e multiprofessionalità dellʼapproccio terapeutico. Diffondere le informazioni relative alla diffusione ed alle prestazioni offerte dai Centri antitabacco. Informare la popolazione generale sullʼofferta da parte dei servizi pubblici e/o privati di interventi di disassuefazione e attivazione di percorsi facilitati per lʼaccesso agli stessi; Valorizzare lʼattività di volontariato da parte degli ex fumatori: sostegno alle associazioni. Sostenere interventi di Comunità, a livello nazionale e locale (es.: potenziamento dell'iniziativa "Quit and win"). Diffondere interventi di disassuefazione che coinvolgano la famiglia (perché il fumo dei genitori è fattore condizionante il fumo dei ragazzi), promuovere iniziative in particolare per le mamme e in generale per le donne in età fertile e/o in gravidanza.
Ministero della Famiglia Ministero Economia Regioni
Esercizi Pubblici/ Luoghi di lavoro
Altri (Organizzazioni, MMG, Profess. sanitari)
Eliminare gli ostacoli alla disassuefazione
Prevenire lʼiniziazione dei giovani al fumo
Proteggere dal Fumo Passivo
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• Attivare programmi scolastici di prevenzione del fumo di provata efficacia • Promuovere Programmi di comunità • Sviluppare Campagne di comunicazione a livello locale
• Sviluppare gli interventi di educazione alla salute • Favorire la formazione universitaria attraverso lʼinsegnamento specifico sul tabagismo nei corsi di studio per medici e altro personale sanitario • Definire misure economiche e commerciali (politiche fiscali e dei prezzi, lotta al contrabbando, regolamentazione di prodotto, informazione ai consumatori, controllo della pubblicità) • Ridurre il numero di “azioni fumo” nei programmi televisivi nazionali
• Promuovere Campagne educazionali • Promuovere norme per la riduzione della domanda dei prodotti del tabacco • Promuovere la regolamentazione del prodotto, • Sviluppare la sorveglianza su comportamenti e atteggiamenti dei giovani riguardo al consumo di tabacco
• Favorire la partecipazione attiva, nel ruolo di educatori, di adulti significativi
• Regolamentare lʼaccesso ai distributori automatici di sigarette • Favorire il rispetto delle norme sulla vendita ai minori
• Promuovere il divieto fornendo supporti per favorire lʼapplicazione della norme (guide operative)
Privati (datori di lavoro, gestori, tabaccai, ecc.)
Regioni, ASL ed Enti locali
• Definire norme Regionali • Attivare programmi di ASL/Ospedali per far rispettare il divieto di fumo
• Rafforzare il sostegno alla legge 3/2003 e monitorare lʼapplicazione • Promuovere campagne di comunicazione • Promuovere abitazioni libere dal fumo
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• Eliminare le disparità nell'accesso alle cure • Informare sullʼ offerta da parte dei servizi • Promuovere il counselling antitabagico da parte dei MMG e di altri operatori sanitari
• Promuovere iniziative di formazione per i professionisti della salute sul counseling antitabagico • Potenziare e certificare i centri antitabacco • Attivare percorsi facilitati per lʼaccesso ai servizi .
Privati (datori di lavoro, gestori, tabaccai, ecc.) • Sviluppare le attività di Associazioni (LILT) e valorizzare lʼazione degli ex fumatori
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Guadagnare salute rendendo più facile evitare lʼabuso di alcol
RIDURRE LA DISPONIBILITÀ DI BEVANDE ALCOLICHE NELLʼAMBIENTE DI VITA E DI LAVORO E LUNGO LE PRINCIPALI ARTERIE STRADALI • Favorire la limitazione del consumo di bevande alcoliche in tutti i luoghi di lavoro e controllare il rispetto del divieto assoluto di assunzione di bevande alcoliche nei luoghi di lavoro a rischio, individuati ai sensi della legge 30 marzo 2001 n. 125. • Definire categorie di ambienti e locali obbligatoriamente alcol free (strutture sanitarie, uffici pubblici, stadi, scuole).
FAVORIRE IL CONTENIMENTO DELLA QUANTITÀ DI ALCOL NELLE BEVANDE ALCOLICHE • Incoraggiare e incentivare i produttori di bevande alcoliche a incrementare la ricerca finalizzata alla produzione di bevande a minore gradazione alcolica, nel rispetto della qualità, e assicurando su questi prodotti una corretta informazione.
INFORMARE CORRETTAMENTE I CONSUMATORI • Adeguare lʼetichettatura delle bevande alcoliche alle esigenze di protezione del consumatore studiando e proponendo misure per inserire nella etichettatura delle bevande almeno una avvertenza semplice, in particolare per alcune categorie a rischio quali donne in gravidanza, persone alla guida, assuntori di particolari farmaci e giovani. • Monitorare e controllare il rispetto della legge 125/2001 art. 13 in materia di pubblicità delle bevande alcoliche, con particolare riferimento al disposto in materia di protezione dei minori; studiare, al riguardo, divieti di pubblicità diretta e indiretta in occasione di eventi sportivi. • Combattere lʼabuso di bevande alcoliche non solo attraverso la veicolazione di messaggi di tipo sanitario e sociale, ma anche attraverso adeguate campagne di educazione sul “saper bere” diffondendo una profonda, solida e motivata consapevolezza tra consumo responsabile del vino e la salute. Infatti, il vino non solo rappresenta un elemento importante del nostro patrimonio agroalimentare e contribuisce alla tutela e alla valorizzazione del territorio, ma è anche un elemento caratterizzante della dieta mediterranea; 34
EVITARE GLI INCIDENTI STRADALI ALCOLCORRELATI • Aumentare su tutto il territorio nazionale il numero e la frequenza dei controlli sul tasso alcolemico condotti su base casuale, preliminari agli opportuni accertamenti di valenza medico-legale, in modo che ogni conducente abbia la probabilità statistica di essere testato secondo le migliori pratiche almeno una volta ogni tre anni. • Monitorare la frequenza e i risultati dei controlli e analizzare i relativi dati, per acquisire e diffondere conoscenze utili ai fini di una puntuale azione preventiva o per valutare lʼopportunità di ulteriori misure normative (quali ad esempio lʼabbassamento del tasso alcolemico per i conducenti principianti o per chi guida veicoli particolarmente a rischio). • Accrescere la visibilità dei controlli sul tasso alcolemico, per amplificarne le finalità preventive. Questo obiettivo potrebbe essere raggiunto anche rendendo note le eventualità di controlli in alcuni luoghi e ambienti strategici, quali quelli del divertimento giovanile a rischio di abuso alcolico; o attivando una collaborazione fra istituzioni interessate per organizzare ad hoc specifiche azioni di comunità. • Introdurre lʼobbligatorietà di corsi di informazione/educazione ad hoc a pagamento, preliminari alla restituzione della patente a soggetti individuati con tasso di alcolemia illegale. • Favorire la disponibilità e/o gratuità di dispositivi per lʼautomisurazione del tasso alcolemico. • Diminuire le occasioni di consumo di bevande alcoliche da parte dei giovani e degli utenti della strada, estendendo alle 24 ore il divieto di somministrazione di superalcolici attualmente vigente nelle stazioni di servizio autostradali (ai sensi della legge 30 marzo 2001 n. 125 art. 14). • Introdurre lʼobbligo di una adeguata trattazione del rischio alcol-correlato nei programmi di informazione/formazione delle Scuole Guida. • Sollecitare ed esortare i medici di famiglia ad una maggiore informazione nei confronti degli assistiti circa i rischi della guida in stato di ebbrezza alcolica ed i rischi di interazione e sinergia dellʼalcol con i farmaci.
RAFFORZARE GLI INTERVENTI DI PREVENZIONE PRIMARIA E SECONDARIA NELLA MEDICINA DI BASE • Provvedere alla sensibilizzazione e formazione degli operatori della medicina di base, e in particolare dei Medici di Medicina Generale, per consentire lʼidentificazione precoce dei soggetti a rischio nonché la pratica dellʼintervento breve e del counselling nei confronti del consumo alcolico nocivo. A tale fine dovrebbero essere sostenute nuove e adeguate strategie contrattuali e stanziate risorse finanziarie che consentano i la più ampia disponibilità, accessibilità e produttività degli operatori e dei servizi di base in merito ai suddetti interventi.
• Favorire un approccio integrato che coinvolga nella individuazione precoce dei casi di abuso, oltre ai servizi e agli operatori sanitari, anche i servizi sociali, i gruppi di auto-aiuto, le istituzioni scolastiche, giudiziarie, il mondo del lavoro e le altre istituzioni interessate. 6
TROVARE ALLEANZE CON IL MONDO DEL LAVORO • Utilizzare i luoghi di lavoro quale ambiente particolarmente adeguato, data lʼalta e stabile concentrazione di persone di varia identità socio demografica, per la realizzazione di azioni di prevenzione fondate sullʼinformazione, lʼeducazione e la tempestiva identificazione o autoidentificazione dei soggetti a rischio, anche in collaborazione, date le implicazioni dellʼabuso di alcol sulla produttività lavorativa, col mondo delle imprese e delle organizzazioni sindacali, • Implementare azioni di prevenzione ad hoc nei luoghi di lavoro a rischio per la salute e la sicurezza di terzi individuati ai sensi della legge 125/2001 art. 15, per supportare il rispetto del divieto assoluto di assunzione di bevande alcoliche sancito dalla stessa legge. Sarebbe opportuno attivare in merito la collaborazione del mondo delle imprese e delle organizzazioni sindacali, anche dʼintesa con le Amministrazioni regionali del Lavoro e nellʼambito di quanto previsto anche dalle normative sulla sicurezza. • Favorire lʼingresso dei lavoratori con problemi alcol-correlati che ne facciano richiesta, nel pieno rispetto della privacy, in programmi di trattamento per la disassuefazione resi disponibili presso le strutture sanitarie pubbliche o, in alternativa, in specifici programmi privati di trattamento attivati con il contributo economico dei datori di lavoro, prevedendo agevolazioni fiscali o di altro tipo per questi ultimi.
PROTEGGERE I MINORI DAL DANNO ALCOLCORRELATO • Realizzare interventi finalizzati a ritardare lʼetà del primo approccio con le bevande alcoliche, ridurre il livello dei consumi giovanili, contenere i comportamenti a rischio quali il binge drinking e le ubriacature: a. campagne educazionali rivolte alla popolazione adulta, genitori ed educatori, focalizzate sulla necessità di informare sugli specifici danni che lʼalcol causa ai minori e trasmettere ad essi un corretto orientamento nei confronti delle bevande alcoliche; b. interventi educativi nelle scuole, secondo programmi validati sul piano dellʼefficacia, per lo sviluppo nei bambini e nei ragazzi delle abilità necessarie a fare scelte a favore della salute e resistere alle pressioni al bere; c. sensibilizzazione e formazione ad hoc per le categorie di lavoratori addetti alla distribuzione e vendita delle bevande alcoliche, per accrescere lʼimpegno al rispetto della vigente normativa sul divieto di somministrazione ai minori di 16 anni e il senso di responsabilità nei confronti del bere giovanile.
â&#x20AC;˘ Adottare il divieto di somministrazione di bevande alcoliche ai minori 8
FORMARE GLI OPERATORI â&#x20AC;˘ Assicurare che i corsi di studio di qualsiasi livello destinati alla formazione del personale sanitario e sociosanitario contemplino un insegnamento relativo alla prevenzione delle patologie correlate a fattori di rischio comportamentali, con specifica trattazione anche ai problemi alcol-correlati. â&#x20AC;˘ Favorire la modifica degli ordinamenti didattici dei corsi di diploma universitario relativi alle professioni mediche, sanitarie, sociali e psicologiche ai fini di diffondere e migliorare la preparazione professionale in campo alcologico, secondo le previsioni della legge 125/2001 art. 5.
Proteggere i minori dal danno alcol-correlato
Trovare alleanze con il mondo del lavoro
Rafforzare gli interventi di prevenzione in Medicina Generale
Evitare gli incidenti stradali alcol-correlati
Ministero Pubblica Istruzione Università Scuole Ministero Economia
Ministero Interno Prefetture Forze di Polizia Governo
Produttori Gestori di pubblici esercizi Regioni ASL MMG Comuni
Ministero Trasporti Scuole Guida
Informare correttamente i consumatori
Sostenere la prevenzione con adeguata politica dei prezzi
Favorire contenimenti della quantità di alcol nelle bevande alcoliche
Ridurre disponibilità di bevande alcoliche in ambiente di vita e lavoro
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• Definire nuove categorie di ambienti e locali obbligatoriamente alcol free
• Favorire la limitazione del consumo di bevande alcoliche in tutti i luoghi di lavoro
• Incentivare la ricerca finalizzata alla produzione di bevande a minore gradazione alcolica
Privati (produttori, gestori, rivenditori, ecc.)
Favorire il contenimento della quantità di alcol nelle bevande alcoliche
Ridurre la disponibilità di bevande alcoliche nellʼambiente di vita e di lavoro lungo le principali arterie stradali
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Evitare gli incidenti stradali alcolcorrelati
Ministero Salute Privati (produttori, gestori, rivenditori, ecc.) • Monitorare la frequenza e i risultati dei controlli e analizzare i relativi dati, per acquisire e diffondere conoscenze utili ai fini della prevenzione o per valutare lʼopportunità di ulteriori misure normative.
40 • Introdurre lʼobbligo di una adeguata trattazione del rischio alcolcorrelato nei programmi di informazione/formazione delle Scuole Guida.
• Sollecitare ed esortare i medici di famiglia ad una maggiore informazione nei confronti degli assistiti circa i rischi della guida in stato di ebbrezza alcolica ed i rischi di interazione e sinergia dellʼalcol con i farmaci
• Estendere alle 24 ore il divieto di somministrazione di superalcolici attualmente vigente nelle stazioni di servizio autostradali
• Aumentare su tutto il territorio nazionale il numero e la frequenza dei controlli sul tasso alcolemico; Introdurre lʼobbligatorietà di corsi di informazione/educazione a soggetti individuati con tasso di alcolemia illegale.
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• Provvedere alla sensibilizzazione e formazione degli operatori della medicina di base, e in particolare dei Medici di Medicina Generale.
• Implementare azioni di prevenzione ad hoc nei luoghi di lavoro a rischio per la salute e la sicurezza di terzi individuati ai sensi della legge 125/2001 art. 15. • Attivare la collaborazione del mondo delle imprese e delle organizzazioni sindacali, anche dʼintesa con le Amministrazioni regionali del Lavoro.
Rafforzare gli interventi di prevenzione primaria e secondaria nella medicina di base
• Favorire lʼingresso dei lavoratori con problemi alcol-correlati in programmi di trattamento per la disassuefazione resi disponibili presso strutture sanitarie pubbliche o private, attivati con il contributo economico dei datori di lavoro, prevedendo agevolazioni fiscali o di altro tipo per questi ultimi.
• Utilizzare i luoghi di lavoro quale ambiente particolarmente adeguato, per la realizzazione di azioni di prevenzione in collaborazione, col mondo delle imprese e delle organizzazioni sindacali.
Privati (produttori, gestori, rivenditori, ecc.) • Favorire il coinvolgimento dei servizi sociali, i gruppi di auto-aiuto, le istituzioni scolastiche, giudiziarie, il mondo del lavoro e le altre istituzioni interessate.
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Proteggere i minori dal danno alcolcorrelato
• realizzare interventi educativi nelle scuole, secondo programmi validati sul piano dellʼefficacia, • sensibilizzazione e formazione ad hoc per le categorie di lavoratori addetti alla distribuzione e vendita delle bevande alcoliche
• attivare campagne di educazione sul “saper bere” diffondendo una profonda consapevolezza tra consumo responsabile del vino e la salute
• Attivare campagne educazionali rivolte alla popolazione adulta, genitori ed educatori
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Altri Ministeri ed Enti nazionali Regioni, ASL ed Enti locali
SocietĂ Scientifiche e Associazioni
â&#x20AC;˘ Favorire la modifica degli ordinamenti didattici dei corsi di diploma universitario relativi alle professioni mediche, sanitarie, sociali e psicologiche ai fini di diffondere e migliorare la preparazione professionale in campo alcologico, secondo le previsioni della legge 125/2001 art. 5
â&#x20AC;˘ Assicurare che i corsi di studio di qualsiasi livello destinati alla formazione del personale sanitario e sociosanitario contemplino un insegnamento relativo alla prevenzione delle patologie correlate a fattori di rischio comportamentali e ai problemi alcol-correlati.
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prova ok prova