Source: http://www.comitatonooilpotenza.com/?m=20130920
Timestamp: 2020-07-16 12:37:05+00:00
Document Index: 114441536

Matched Legal Cases: ['arte 14', 'arte 6', 'arte 13', 'art. 3', 'arte 13', 'arte 3', 'arte 6', 'arte 12', 'arte 11']

20 | Settembre | 2013 | il blog di miko somma
Archivi giornalieri: 20 Settembre, 2013
il programma passo per passo – parte 14) partecipazione
Posted on 20 Settembre, 2013 by admin
In questa parte del programma, dedicata alla partecipazione, ci concentriamo sugli aspetti di partecipazione democratica del cittadino alla vita della comunità regionale, partendo da un presupposto purtroppo ancora oggi negato nei fatti, quello di una trama ormai fitta di convenzioni internazionali, accordi, dichiarazioni di principi e costituzionali che il nostro paese ha recepito nel suo ordinamento, purtroppo molto spesso mantenendoli alla stregua di enunciati puramente teorici
Nella nostra regione la partecipazione dei cittadini alla vita democratica sembra esaurirsi nella sola pratica del voto, senza che, dall’informazione alla possibilità di esprimere liberi pareri sulle scelte di politica economica, ambientale, energetica, sanitaria, dalla trasparenza amministrativa degli atti e dei procedimenti alle reali possibilità di espressione democratica diretta, nulla o quasi si sia fatto dalla nascita della stessa regione.
Se già In molte parti del programma, abbiamo previsto una serie di meccanismi di informazione e partecipazione su argomenti specifici, commissioni miste, consulte ed altro, passiamo ora ad una cornice generale che pur avendo preferito non inserire nella parte dedicata all’istituzione, ad essa ed a procedimenti interni ad essa fa riferimento specifico.
I. Introduzione nello statuto regionale della figura giuridica del referendum abrogativo di legge regionale e di delibera regionale e della figura giuridica del referendum consultivo, previo esame di costituzionalità, in materie di carattere generale aventi ad oggetto assetto e programmazione del territorio con obbligo di esame in aula e conversione in legge regionale entro giorni 30 dall’esito di approvazione della votazione popolare.
nella chiarezza del punto occorre precisare che, ad onta di chi millanta di referendum propositivi senza quorum (una figura anticostituzionale e per di più assai pericolosa democraticamente per gli ovvi motivi che porterebbero a legiferare fuori dalle sedi legislative e per i bassi numeri di cittadini che teoricamente formerebbero una volontà giuridica), la nostra proposta si configura come una forma consultiva che andrebbe praticata sui grandi temi come forma di ascolto di una volontà popolare su temi che esulano dai programmi delle forze politiche o che, vista la loro rilevanza etica o programmatica, necessitano di uno specifico audit…crediamo che tale proposta vada istituzionalizzata in un percorso chiaro, ben oltre il numero di firme dei cittadini per accedere a simile figura giuridica, che la preveda anche sulla base di uno stimolo consiliare ad ascoltare i cittadini
II. Potenziamento della figura giuridica della legge regionale di iniziativa popolare con obbligo di esame e voto in aula da parte del consiglio regionale entro giorni 15 (quindici) dalla sua presentazione, previo parere di legittimità della Presidenza del Consiglio.
figura giuridica già esistente e che andrebbe valorizzata come supporto e stimolo dei cittadini ad una legiferazione partecipata…crediamo che procedure e numero di firme siano certe e bastevoli per le dimensioni demografiche regionali (e di converso nazionali), ma che vada ulteriormente potenziato lo strumento della iniziativa di legge popolare attraverso la sua più pronta discussione in consiglio una volta ammesso dopo controllo formale da parte della presidenza
III. Creazione dell’Ufficio del Garante della Trasparenza sugli Atti Amministrativi, ufficio indipendente a nomina della consulta dei sindaci.
simile ufficio, peraltro già in nuce presente in alcune funzioni, fungerebbe da garante ed esecutore indipendente e senza vincoli di ogni procedura di reindirizzo di storture nella pubblicazione degli atti e la loro conoscibilità ai cittadini, indipendenza che crediamo possa essere assicurata dalla stessa platea di nomina, più vasta del consiglio regionale
IV. Pubblicazione mensile sul sito web istituzionale o su sito dedicato degli stipendi, diarie e premi di produzione dei dirigenti ed alti funzionari regionali e della rendicontazione economica delle agenzie regionali, nonché delle spese correnti e per investimenti amministrate dai dipartimenti e dagli uffici regionali.
punto che crediamo chiaro e che potrebbe interessare il garante di cui al punto precedente nella collaborazione dell’ufficio di presidenza del consiglio
V. Creazione del B.U.R. (Bollettino Ufficiale Regionale) in versione web con valore probatorio in versione analitica e con sommario descrittivo di leggi, decreti, delibere di giunta e determine dirigenziali per materie e per dipartimenti.
VI. Introduzione della posta elettronica regionale certificata a procedura semplificata nelle relazioni tra enti territoriali e cittadini.
punti i precedenti V) e VI) che crediamo chiari anche in rapporto ad altre parti del programma
VII. Creazione degli uffici locali di indirizzo alle funzioni ed ai servizi amministrativi presso le sedi regionali nel territorio con compiti di protocollo regionale e smistamento delle pratiche.
questi uffici, la cui composizione andrebbe ricercata in un affidamento di delega a funzionari regionali, in caso di sedi di pertinenza regionale, o comunali (con specifica convenzione), in caso di ulteriore volontà di decentramento di questa funzione facilitante i rapporti tra ente e cittadino, avrebbero il compito di riassumere ogni attività informativa, protocollare ed informativa espletata dall’ente regionale
VIII. Obbligo a carico della Presidenza del Consiglio Regionale della tenuta per i consiglieri regionali ed i componenti eletti ed esterni della Giunta Regionale di una pagina web specifica sul sito istituzionale regionale sulle presenze e le attività consiliari svolte dai singoli rappresentanti allo scopo di informare i cittadini sulle attività dei rappresentanti, nonché su tutte le spettanze economiche degli stessi e dei gruppi politici rappresentati.
punto che crediamo chiaro anche in rapporto agli enunciati alla parte 6) istituzione
IX. Stampa di un manuale dei diritti del cittadino da distribuirsi nelle case comunali e nelle scuole superiori.
la necessità di una sempre maggiore informazione dei cittadini andrebbe rafforzata attraverso una specifica e chiara pubblicazione che è un dovere dell’ente legislativo regionale
X. Obbligo per ogni comune lucano della formazione di consulte partecipate sulle materie di carattere generale
quando un candidato ti elogia, mostrandoti stima, sulle pagine di un giornale (nicola benedetto che ringrazio), ecco, quello è il sentimento dell’essere avversari e non mai nemici per i quali mi sono battuto e mi batterò sempre…perché una competizione sia sempre una gara ad aggiungere e non a sottrarre…
per l’intervento in voce di oggi in p.zza m. pagano, rischio maltempo…ma nessun problema, ci sposteremo in ogni caso sotto i portici ina, quindi appuntamento alle 18,30…vi aspetto!!!
il programma passo per passo – parte 13) sistema scolastico, università e formazione
Continua l’esposizione del nostro programma con la parte dedicata a sistema scolastico, università e formazione, anche questo un tema in cui si intrecciano fortemente legislazioni ed indirizzi nazionali, ma con non marginali possibiltà normanti ed operative a livello regionale.
Affermato come principio che l’istruzione scolastica serva in primis alla formazione umana del discente, alla creazione di una coscienza critica e di un razionale approccio alla realtà che non si enuclei mai rispetto alle relazioni sociali ed alla naturale cura di esse, e solo in secondo luogo alla formazione pre-lavorativa in quanto tale, in relazione ai dimensionamenti scolastici ed alle riforme di recente approvate, diamo di seguito alcuni punti programmatici:
I. Dichiarazione programmatica della Regione Basilicata sulla necessità della presenza di plessi scolastici di base in ogni comune lucano come garanzia dei diritti di cui all’art. 3 della costituzione italiana, primo e secondo capoverso, e sua introduzione nel futuro statuto regionale.
punto che crediamo chiaro e da cui discendono, come in altre parti, altri punti programmatici a questo enunciato conseguenti
II. Introduzione dell’obbligo regionale di frequenza scolastica fino ai 18 anni.
punto questo che deve naturalmente tenere di conto quanto alla legislazione nazionale in materia di obbligo scolastico, ma che ci sembra possa indicare la strada di una necessaria sempre maggiore istruzione dei cittadini in età scolastica in accordo all’enunciato alla premessa della presente parte 13)
III. Varo di un piano di censimento e rientro dall’analfabetismo di base e dall’analfabetismo di ritorno (o funzionale) da sostenersi nei plessi scolastici attualmente presenti sul territorio.
è questo un punto di assoluto impegno, necessitando non solo l’analfabetismo in quanto tale, ma la sua variante dell’analfabetismo funzionale che alcuni studi dimostrano affliggere circa il 65-70% della popolazione nazionale e così lucana, cioè l’incapacitàalla piena comprensione critica di un testo scritto, pur in presenza della capacità di leggere, e la sempre maggiore incapacità di potere e sapere esprimere pensieri relativamente complessi nell’architettura del proprio linguaggio, una piaga sociale che rischia di precipitare non solo nell’incapacità all’orientamento nelle offerte di lavoro e nella presa d’atto dei diritti e dei doveri, ma nella mancanza di strumenti critici di giudizio di una realtà sociale sempre più complessa…a tale scopo crediamo che un censimento statistico e puntuale da realizzarsi attraverso questionari specifici del fenomeno faccia da base ad un piano di rientro dallo stesso che coinvolga l’intero territorio in un “ritorno a scuola” nei plessi scolastici attualmente presenti e con modalità tarate sulle esigenze nell’utilizzo del personale di cui al punto V)
IV. Introduzione di due ore settimanali di educazione ambientale in ogni scuola lucana di ogni ordine e grado, con particolare riferimento alle pratiche di raccolta differenziata di cui alla parte del programma rifiuti, e di educazione alimentare.
crediamo che questo punto abbia, ben inserito nella programmazione scolastica dell’obbligo aiuti non solo ad una maggiore sensibilità e conoscenza ambientale dei discenti, sia in senso lato come educazione alla cura dell’habitat naturale ed antropico, sia in senso più specifico per il miglioramento delle pratiche di partecipazione attiva a quanto alla parte 3) ciclo dei rifiuti per formare classi di cittadini consapevoli del tema…il punto dell’educazione alimentare ci sembra del tutto chiaro nelle sue implicazioni di voler raggiungere una sempre maggiore consapevolezza di base verso il tema allo scopo di impedire quei fenomeni di distorsione dell’alimentazione alla base di molte patologie fisiche e psichiche legate all’alimentazione come fattore privato e sociale
V. Utilizzo, previa riqualificazione, del personale docente e tecnico espulso dalla recente riforma dell’ordinamento scolastico per la gestione dei punti II) e III).
i numeri riguardanti il personale espulso o in via di espulsione dal sistema scolastico regionale sono noti e nella più generale critica alle politiche nazionali della scuola che tendono allo sfascio del sistema pubblico, riteniamo che proprio su tale personale, motivato e competente, possa non solo basarsi quanto al punto III in tema di rientro dall’analfabetismo funzionale ed al punto IV) in tema di educazione ambientale ed alimentare, previa qualificazione da raggiungersi presso l’agenzia regionale di formazione vedi punto X parte 6) istituzione ed amministrazione) nell’istituzione di corsi professionali in tal senso, ma in ogni attività formativa continua la cui necessità dovesse ravvisarsi, prevedendosi per essi un trattamento retributivo a carico delle attività della formazione professionale, in un budget complessivo annuale per le retribuzioni e previdenza individuabile in euro 3 milioni di euro annui da reperirsi per intero nel bilancio della formazione previo rassetto funzionale della stessa
VI. Estensione generale del tempo pieno scolastico per le scuole dell’obbligo.
misura che dovrà studiarsi non solo nelle potestà regionali e comunali in materia, ma nella parte finanziaria per il reperimento di idonee risorse regionali e comunali da cumularsi in un fondo unico di gestione ai fondi provenienti dallo stato
VII. Re-introduzione della distribuzione di prodotti di prevenzione dentale e delle malattie ossee presso le scuole dell’obbligo e delle visite mediche annuali.
punto che crediamo chiaro e per il quale crediamo che i fondi disponibili nel bilancio della sanità regionale siano del tutto bastevoli in una ottica di riorganizzazione del servizio stesso che liberi meno di un 1 milione di euro dai bilanci della stessa per la loro destinazione a tale servizio
VIII. Piano regionale dei trasporti scolastici aderente alle reali necessità e concertato con l’ausilio della consulta dei sindaci (vedi parte istituzione).
punto che crediamo chiaro nella più generale riorganizzazione del servizio di trasporto locale che in tema di scuolabus integri le attività ad oggi esercitate dai comuni
IX. Piano regionale per gli asili-nido e le scuole materne.
l’intento di questo punto è di arrivare ad una copertura del 100% tra disponibilità del sistema e necessità della popolazione in 3 anni, attraverso la massima sinergia da realizzarsi tra sistema scolastico pubblico ed istituzione
X. Commissariamento e riforma dell’Ardsu ed introduzione di un piano-casa studenti.
riteniamo da doversi superare l’attuale struttura del diritto allo studio affidata ad un ente di cui è chiara la composizione politica del consiglio di amministrazione e nel quale maggiore peso dovranno avere le strutture studentesche in ordine alla gestione dei fondi di supporto individuali al diritto allo studio individuati nella concessione di pacchetti di voucher studenteschi compresivi di spese di alloggio, vitto, acquisto materiali didattici, tasse e costi, trasporto, etc da spendere in strutture convenzionate direttamente con l’assessorato regionale competente per conto delle strutture scolastiche ed universitarie…il varo di un piano casa studentesco in grado di dotarsi sia di alloggi gratuiti o a prezzi calmierati (case dello studente) in numero bastevole ad almeno un terzo del corpo studentesco totale, sia di strutture abitative da affittarsi a prezzi convenzionati, andrà raggiunto in piena collaborazione e sinergia con l’ater unica attraverso specifiche previsioni annuali di spesa ed, ove possibile, nella ristrutturazione del patrimonio edilizio ad oggi esistente
XI. Creazione dell’ufficio unico di orientamento alle specializzazioni ed ai master universitari con accensioni di convenzioni dedicate tra l’ente regione e gli istituti formativi
punto che crediamo chiaro
XII. Creazione dell’Ufficio Rientro Universitario per l’orientamento delle offerte lavorative in regione ai laureati lucani.
crediamo oggi più che mai necessario la creazione di uno specifico ufficio di orientamento alle offerte lavorative che aiuti tutti i neo-laureati lucani, particolarmente chi raggiunto un titolo di studio o di specializzazione presso università fuori regione od estere al ritorno in regione…tale ufficio, il cui lavoro andrà organizzato in sinergia con le consulte ed i consorzi previsti al presente piano, sarà posto sotto diretta responsabilità del presidente delle giunta regionale e normato dal consiglio regionale sia nelle funzioni, sia nella composizione, sia negli specifici indirizzi nella previsione per ogni concorso pubblico diretto o presso agenzie, consorzi, società pubbliche di una quota non inferiore al 15% (e per materie specifiche anche maggiore in virtù delle competenze richieste) riservata al rientro post-universitario
XIII. Contributo regionale per l’avvio di una facoltà universitaria di scienze delle energie rinnovabili e di una facoltà di scienze del ripristino ambientale.
crediamo che i tempi siano maturi per l’avvio di questi corsi presso l’università di basilicata nella specifica previsione di un sempre maggiore numero di specializzati in settori a forte valenza di programmazione regionale
XIV. Rimodulazione del sistema formativo, a partire dal punto X) della parte del programma istituzione, sulle reali vocazioni offerte dal sistema economico lucano e revisione di tutte le convenzioni con gli enti formatori attuali.
appare ovvia, sia per le ragioni finora esposte di razionalizzare l’offerta formativa che conduce alla necessità di avere sia un unico soggetto pubblico responsabile della gestione rispetto ai due attuali, sia per le ancor più evidenti ragioni riguardanti l’altissimo numero di soggetti privati accreditati che influiscono notevolmente sulla capacità di spesa efficace del sistema nella dispersione dell’offerta stessa, sia ancora per la scarsa efficienza di un sistema formativo non in grado di condurre alla riqualificazione professionale ed alla sostanza della formazione stessa, trovare un altro lavoro per i soggetti somministrati, la rimodulazione dell’intero comprato verso la ricerca di una formazione del tutto legata alle reali vocazioni, alla oggettiva richiesta occupazionale ed ai risvolti della programmazione economica regionale
bene, ci avviamo a chiudere tra oggi a potenza (ore 18,30 p.zza m. pagano) e domani a matera (p.zza v. veneto ore 19,30) questa corsa alle primarie nella quale spero di aver portato non solo un vero programma innovativo che “vola alto” per questa terra e la serietà del percorso e della persona che serve per testimoniarlo, ma anche quella carica di semplicità, dialogo ed ironia che forse aiuta la politica a ridiventare più umana
p.s. urgono altri rappresentanti del sottoscritto presso i seggi in giro per la regione…chi fosse interessato mi contatti in privato, attraverso la posta elettronica del blog, dandomi disponibilità e dati…grazie
il programma passo per passo – parte 12) rifiuti speciali, impianti e stoccaggi
il programma passo per passo – parte 11) sanità e politiche assistenziali
Siamo ora alla parte del programma dedicata alla sanità ed assistenza sociale, dove dobbiamo premettere che pur essendo i conti della sanità lucana fondamentalmente in equilibrio, molto si deve fare in ordine al miglioramento tanto delle cure offerte, tanto dei servizi ad essa associati in un’ottica di sempre maggiore disponibilità del settore ad incontrare le necessità dei cittadini residenti soprattutto nei piccoli centri che troppo spesso sono penalizzati dalle lunghe distanze dai luoghi di assistenza e cura e dal disagevole accesso ad essi.
I. Istituzione di una Commissione indipendente per la valutazione di qualità, quantità, merito, congruità e legalità delle convenzioni con enti sanitari privati di qualsiasi titolo e natura e per la valutazione degli appalti e forniture di beni e servizi finora concessi per prestazioni materiali ed immateriali, con obbligo di eventuali rotture dei contratti e/o rimodulazioni degli stessi a favore dell’ente pubblico lì dove emergano criticità, disparità tra servizi offerti ed erogati, condizioni di prezzi praticati (vedi seguente punto II), condizioni generali e puntuali di offerta dei servizi, monopoli od oligopoli de facto, condizioni di favore ed in genere tutto ciò che, pur nel formale rispetto delle leggi, si configura come distorsione del sistema delle convenzioni e degli appalti.
in realtà questa commissione si presenta con le caratteristiche di una super-commissione sanità per indagare sull’intero sistema degli appalti e delle forniture nel settore sanitario nella nostra regione, non solo per l’individuazione di storture e condizioni di favore connesse al settore privato convenzionato, ma, in accordo a recenti disposizioni di legge nazionale che individuano i cosiddetti costi standard della sanità, per intervenire direttamente sulla loro composizione attraverso uno specifico mandato del consiglio regionale alla rimodulazione degli stessi sulla base di una indipendenza di giudizio e di azione
II. Redazione di un Pubblico Libro Mastro sugli appalti e le convenzioni stipulate dal servizio sanitario regionale, redazione di un prezzario ragionato della sanità ed in linea con i costi standard stabiliti a livello nazionale e redazione di un Libro degli Standard Sanitari da applicarsi alla sanità pubblica e privata.
di tale strumento conoscitivo pubblico si sente notevole bisogno non solo per riportare chiarezza in un settore le cui dimensioni economiche e sociali sono tali da rendersi palese la sua complessità, ma per definire nei dettagli gli standard a cui sottoporre ogni aspetto delle convenzioni stipulate, delle forniture e degli appalti al fine di armonizzarli alla media nazionale dei costi, definendo al tempo stesso standard quali-quantitativi da rendere obbligatori per qualunque operatore
III. Potenziamento interno, previi accordi sindacali e concertazione diretta con i lavoratori, degli uffici e delle strutture di laboratorio e di ambulatori ASL al fine di rendere le liste di attesa per prestazioni ed analisi non superiori in ogni caso ad una-due settimane.
punto chiaro e che non crediamo necessiti di particolari spiegazioni anche nella volontà dell’attuale gestione amministrativo-sanitaria di rendere tali liste sempre più brevi, ma in cui crediamo si necessiti di una particolare spinta motivazionale
IV. Valutazione finanziaria per l’abolizione di ogni forma di ticket sanitario e per l’erogazione generale di farmaci attualmente fuori esenzione. nel mantenimento dei saldi di bilancio.
crediamo che operata una doverosa razionalizzazione dei costi sulla base degli standard nazionali e di una certa logica di efficienza, possano emergere risparmi di bilancio tali da rendere possibile questa misura e primariamente a questa abolizione ed erogazione viene finalizzata la misura della stessa razionalizzazione dei costi nel mantenimento dei saldi di bilancio attribuiti in sede nazionale
V. Istituzione di una Commissione indipendente permanente di valutazione dell’operato della sanità pubblica.
commissione tecnica di valutazione affidata interamente a strutture indipendenti che operino già o si propongano di farlo nel campo dei diritti dell’ammalato, dell’assistenza volontaristica domiciliare ed ospedaliera, delle associazioni mediche indipendenti, supportata da un team di valutatori medici, infermieristici, impiantistici esterni
VI. Mantenimento di tutti i presidi ospedalieri e di pronto soccorso presenti in regione nella rimodulazione dei servizi erogati e potenziamento del servizio di ambulanze ed eli-ambulanze su tutto il territorio regionale.
siamo ad un punto delicato che attiene direttamente al diritto dei cittadini di essere curati ed assistiti nella maggiore prossimità alle loro abitazioni e verso il quale molte sono state finora le criticità sollevatesi nel riordino delle strutture operato o da operarsi, criticità che devono essere armonizzate e rispettate anche quando le esigenze economiche di riordino consiglino quella minore diffusione di presidi ospedalieri ad oggi presente sul territorio regionale, che ricordiamo figlia di una certa idea clientelare della sanità, ponendosi comunque la necessità di non privare di diritti acquisiti cittadini che vivono particolari condizioni di disagio legato all’orografia dei territori…riteniamo che in alcuni dei punti seguenti (VIII, X, XIII) siano necessario corollario ad ogni ipotesi di riordino degli stessi servizi, dovendosi comunque ed in ogni caso non solo assicurare la prestazione primaria al paziente, ma anche la possibilità per i congiunti di poter agevolmente assicurare cure parentali che sappiamo decisive nel decorso di molte patologie o a particolare effetto lenitivo nei decorsi infausti legati a particolari patologie od alla semplice anagrafica del paziente…riteniamo inoltre che il potenziamento della attuale struttura di soccorso in eli-ambulanze vada senz’altro potenziata nel numero di velivoli e personale tecnico, abilitata al volo notturno e predisposte in ogni comune lucano adeguata pista di atterraggio e sistema continuo di comunicazione e supporto via terra in casi di inabilitazione meteo-climatica al volo delle stesse
VII. Istituzione della filiera alimentare a chilometro zero obbligatoria per tutte le strutture sanitarie pubbliche e private operanti in regione.
tal punto, letto in perfetta armonia con quanto stabilito nella parte agricoltura, fa riferimento non solo agli evidenti benefici di ciclo economico per il settore primario locale che ne riceverebbe una particolare spinta positiva, ma soprattutto alle evidenze di un miglioramento delle condizioni generali del paziente e di un più veloce decorso delle patologie in presenza di una alimentazione sana e ricca in componenti nutritive assicurate dalla brevità del ciclo produzione-consumo, miglioramento certificato in ormai numerose evidenze della letteratura scientifica e che non mancherebbe di portare benefici di costo per l’ente pubblico in considerazione di una media giorni di ricovero che dovesse tendere a decrescere in virtù di questo provvedimento
VIII. Potenziamento delle cure sanitarie domiciliari attraverso la razionalizzazione dell’impiego di personale e protocolli di intesa con i medici di famiglia ed il personale infermieristico, nonché ostetrico.
si tratta di un punto in qualche modo già al centro dell’intervento attuale sul sistema delle prestazioni domiciliari, ma sul quale vogliamo puntare in modo determinante in modo da assicurare non solo le prestazioni che potrebbero essere inficiate dalle razionalizzazioni sulle strutture sanitarie ospedaliere, ma anche quella domiciliarizzazione delle cure che molte evidenze pratiche dimostrano essere estremamente efficaci sui decorsi di malattie a carattere di lungo-degenza o geriatriche…i sintesi la ratio dell’intervento domiciliare non deve essere vista come una mera componente di risparmio della prestazione singola nel sistema sanitario regionale, ma come una vera e propria motivazione di fondo che tende ad assicurare nella tranquillità del domestico le migliori cure possibili…a titolo di esempio, pensare ad un sistema di nascite organizzato domiciliarmente, tranne naturalmente i casi di osservanza sanitaria ed intervento in struttura, deve essere visto come la volontà di perseguire il parto casalingo perché assicura, nel rispetto di alcuni standard sanitari logici, la migliore nascita possibile ed il miglior travaglio per la partoriente, non mai la soluzione più economica…soluzione questa che implica anche la drastica riduzione dei parti cesarei ed una indagine sulla loro eccessiva frequenza ben al di sopra della media nazionale ed europea
IX. Convenzioni con specialisti per la possibilità di cure non allopatiche somministrabili presso ogni struttura medica pubblica e rientranti nel prontuario regionale del farmaco.
crediamo fortemente che il ricorso per determinate patologie e sulla base della libera volontà del paziente informato, a cure non allopatiche sia una scelta di fondo obbligata per una sanità più equilibrata e libera da vincoli farmaceutici al consumo di alcune tipologie di principi attivi che nelle ormai sempre più numerose pratiche mediche si dimostrano almeno a parità di effetto curativo molto più invasive di rimedi farmo-erboristici, omeopatici e più in generale di derivazione naturale…in altri termini riteniamo che l’inserimento nei prontuari regionali di rimedi farmaceutici naturali non allopatici possa concorrere a quella sempre minore dipendenza dalla sintesi chimica (e quindi dalla pervasività delle case farmaucetiche) auspicabile per una sanità moderna…a tale scopo crediamo inoltre che vada stimolata la produzione di erbe officinali nel sistema agricolo della regione in cooperazione con l’università di basilicata e con istituti di ricerca
X. Graduale trasformazione dell’assistenza domiciliare agli anziani ed ai non autosufficienti in assistenza familiare, accompagnata dai servizi sociali e dalle cooperative di assistenza, con devoluzione diretta ai nuclei familiari della contribuzione attualmente erogata dai servizi sociali per l’assistenza, allo scopo di ricreare, ove possibile, la “continuità delle tre generazioni” ed un modello di assistenza tarato sulle reali necessità e sulla affettività familiare.
il tentativo, da attuarsi nel concorso dei comuni, è una familiarizzazione dell’assistenza che avrebbe funzioni economiche dirette per i nuclei familiari che decidono di assistere il paziente ed a cui andrebbero devoluti la totalità degli assegni sociali relativi, nel miglioramento di assistenza che normalmente l’assistenza casalinga dovrebbe consentire (e a tale scopo dovrebbe essere prevista una commissione di ispezione e controllo), ma con implicazioni sociali evidenti soprattutto nella trasmissione culturale attraverso le generazioni, e qui detta “delle tre generazioni”, trasmissione che generalmente tende a saltare una generazione, quella dei genitori verso cui in determinate età vi è una imperante fase del no da parte dei più giovani e che troppo spesso per le più svariate ragioni (in primis il lavoro e gli impegni orari ad esso legati, ma a volte anche condizioni di incapacità educativa relativa) non viene correttamente adempiuta da questi, ricomponendosi nella parte della trasmissione dei saperi tradizionali e storici più facilmente con la generazione dei nonni…ancor più in generale, è evidente il tentativo, in una cultura ancora legata alla conservazione del vincolo familiare quale è ancora quella lucana, di far sopravvivere ad un approccio a volte devastante alla modernità dei rapporti familiari, originantesi spesso sia dal sistema economico che dal sistema dei media, di tenere salda la socialità legata al modello familiare mettendo al centro della cura parentale la generazione od i soggetti più bisognosi della stessa come vincolo alla sopravvivenza del nucleo familiare stesso
XI. Istituzione dell’Ufficio Unico per i Trapianti di Organi e le cure mediche fuori distretto a cui far convergere dalle unità locali e dai medici di famiglia ogni richiesta di prestazioni medico/assistenziali non erogabili in loco per la razionalizzazione del servizio.
l’evidenza di tale punto è chiara e riteniamo inutili spiegazioni aggiuntive
XII. Legge regionale di incompatibilità tra professionalità sanitarie nell’ambito pubblico e privato e verifica amministrativa di competenze e titoli nell’intero comparto della sanità regionale.
per esigenze di ulteriore chiarezza ribadiamo che, nelle more di una doverosa ricognizione amministrativa che in più parti del programma abbiamo sollevato come da operarsi nelle strutture pubbliche per evidenti ragioni di efficientamento delle stesse, dovrà essere stabilità una incompatibilità al contemporaneo esercizio della professione medica in ambito privato e pubblico
XIII. Potenziamento del CROB di Rionero e creazione, in cooperazione con il consorzio dei trasporti (vedi parte trasporti ed infrastrutture), di servizi dedicati ed avvio reale del Registro Regionale dei Tumori.
chiara appare la volontà di potenziare ulteriormente la struttura specialistica oncologica fino a farla divenire un centro di eccellenza a carattere nazionale e la possibilità di accesso alla stessa da parte dei cittadini, siano essi pazienti o familiari attraverso una specifica convenzione con il consorzio dei trasporti tale da assicurare l’agevole raggiungimento di una struttura che allocata nella zona nord della regione, presenta disagi oggettivi per gli abitanti di molte zone della regione…per ciò che attiene al registro tumori, la volontà è una rapida ed efficace partenza operativa dello stesso, giudicandosi meritorio, ma ancora incompleto il livello dei dati trattati sinora
XIV. Istituzione dell’Ufficio Regionale per l’alimentazione e la prevenzione dei disturbi alimentari.
crediamo maturi i tempi affinché si provveda alla organizzazione di un ufficio specializzato di ricerca, coordinamento, direzione e controllo delle attività sanitarie a riguardo delle patologie alimentari, siano esse derivanti da cause psicologiche (bulimie ed anoressie), comportamentali (obesità e diabete alimentare), endocrine (diabete ed obesità ormonali) o comunque derivanti da una scorretta alimentazione