Source: https://www.laleggepertutti.it/166989_multa-fuori-termine-chi-paga-puo-farsi-restituire-i-soldi
Timestamp: 2018-12-19 06:41:48+00:00
Document Index: 107907925

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'sentenza ']

Multa fuori termine: chi paga può farsi restituire i soldi?
Nel caso di multa notificata oltre 90 giorni l’automobilista che abbia pagato e poi si sia accorto dell’illegittimità del verbale può chiedere la restituzione dei soldi pagati al Comune.
Le multe vanno notificate entro 90 giorni dal giorno dell’infrazione. Chi paga per errore oltre questo termine può sempre chiedere la restituzione delle somme versate illegittimamente all’amministrazione. E questo anche se, in generale, il pagamento della multa comporta il riconoscimento di responsabilità e preclude la possibilità di successivi ricorsi. Lo ha chiarito il Tar Lombardia in una recente sentenza [1]. In pratica, dalla pronuncia si evince che, in caso di multa fuori termine, chi paga può farsi restituire i soldi. Ma procediamo con ordine.
Entro quanto tempo va notificata la multa?
Come abbiamo spiegato nell’articolo Multa autovelox: termine per la notifica, la polizia ha 90 giorni di tempo, dal giorno in cui l’automobilista ha violato il codice della strada, per spedirgli la raccomandata con la multa. Non rileva il fatto che la contravvenzione sia stata accertata dalla polizia in un momento successivo, a seguito ad esempio dello sviluppo delle foto fatte dall’autovelox e della successiva compilazione, in ufficio, del verbale. Questo significa che se l’organo accentratore consegna, all’ufficio postale, la raccomandata con la multa dopo 90 giorni dall’illecito, l’automobilista non deve pagare. Fa fede la data di spedizione (spedizione che si materializza con la consegna del plico alle Poste e che deve avvenire entro 90 giorni) e non quella di ricevimento del plico (il trasgressore, dunque, può ricevere la multa anche oltre i 90 giorni, come spesso succede in caso di ritardi postali). Peraltro, la multa notificata con servizio di poste private è illegittima: l’organo di polizia deve infatti utilizzare il servizio di Poste Italiane che, per il momento, non ha perso il monopolio.
Che succede se per errore si paga la multa fuori termine?
Immaginiamo però che la multa sia stata spedita fuori termine e che l’automobilista, ignaro di ciò, paghi ugualmente, magari per non far scadere il termine dei 5 giorni che consente lo sconto del 30%. Una volta avvenuto il versamento dell’importo ne può chiedere ugualmente la restituzione? Il dubbio si pone perché, di norma, chi paga la multa ammette la propria responsabilità e non può più fare ricorso al giudice nonostante si accorga, in un successivo momento, che il verbale è illegittimo. Questa regola però, secondo la sentenza in commento, non opera in caso di multe fuori termine. Difatti, il codice della strada [2] stabilisce che l’obbligo di pagare «si estingue nei confronti del soggetto a cui la notificazione non sia stata effettuata nel termine prescritto». Quindi, in caso di multe notificate dopo 90 giorni dalla violazione, si ha un pagamento di un’obbligazione che si è già automaticamente estinta. Si applica allora la norma del codice civile [3] che stabilisce che «chi ha eseguito un pagamento non dovuto ha diritto a ottenere la restituzione di quanto pagato». Ha inoltre diritto agli interessi decorrenti:
dal giorno del pagamento se chi ha ricevuto il pagamento era in malafede.
dal giorno del ricorso al giudice (per ottenere la restituzione della somma) se chi ha ricevuto il pagamento era in buona fede.
E che succede a chi ha ricevuto il verbale nei 90 giorni e non ha né pagato né fatto ricorso? Dopo 60 giorni dalla notifica, un verbale diventa titolo esecutivo. Il che significa che l’ente titolare del credito (ad esempio il Comune) iscrive a ruolo l’importo e lo passa all’Agente della riscossione che, quindi, notifica la cartella di pagamento. All’importo originario, però, si sommano gli interessi dovuti nella misura del 10% per ogni 6 mesi di ritardo.
Attenzione: quando l’infrazione comporta la decurtazione di punti, l’intestatario deve comunque indicare chi guidava. Se non lo fa, scatta un’ulteriore sanzione di 286 euro, valida a prescindere dall’irregolare notifica della prima.
[1] Tar Lombardia, sent. n. 1267/17 del 7.06.2017.
[2] Art. 201 co. 5 cod. str.
N. 02259/2015 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 2259 del 2015, proposto da: Altroconsumo, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli avvocati Paolo Martinello, Marco Stucchi, con domicilio eletto presso lo studio Paolo Martinello in Milano, via Lentasio, 9;
Comune di Milano in persona del Sindaco P.T., rappresentato e difeso per legge dagli avvocati Antonello Mandarano, Antonella Fraschini, Paola Maria Ceccoli, domiciliata in Milano, via della Guastalla, 6;
– della illegittima prassi comunale di indicare nei verbali di accertamento delle infrazioni al Codice della Strada una dicitura errata in ordine al rispetto dei tempi di notifica dei verbali, unitamente alla violazione della predetta tempistica.
Visto l’atto di costituzione in giudizio di Comune di Milano in Persona del Sindaco P.T.;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 1 marzo 2017 il dott. Alberto Di Mario e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
All’udienza del 1 marzo 2017 la causa è stata trattenuta dal Collegio per la decisione. 2. In primo luogo occorre affrontare le eccezioni sollevate dal Comune.
l’art. 1 D.lgs. 198/2009 stabilisce che <<1. Al fine di ripristinare il corretto svolgimento della funzione o la corretta erogazione di un servizio, i titolari di interessi giuridicamente rilevanti ed omogenei per una pluralità di utenti e consumatori possono agire in giudizio, con le modalità stabilite nel presente decreto, nei confronti delle amministrazioni pubbliche …., se derivi una lesione diretta, concreta ed attuale dei propri interessi, dalla violazione di termini o dalla mancata emanazione di atti
amministrativi generali obbligatori e non aventi contenuto normativo da emanarsi obbligatoriamente entro e non oltre un termine fissato da una legge o da un regolamento….>>.
A ciò si aggiunge che lo Statuto di Altroconsumo prevede — all’art. 2 — che “L’associazione ha lo scopo esclusivo di promuovere, tutelare e difendere gli interessi dei consumatori, degli utenti di beni e servizi, e dei risparmiatori, assumendo ogni iniziativa idonea a garantirli come singoli e come collettività. L’associazione, per migliorare la qualità della vita di ogni cittadino, si batte per il diritto al soddisfacimento dei bisogni fondamentali, per il diritto alla protezione della salute e della sicurezza per il diritto alla tutela degli interessi economici, per il diritto al risarcimento dei danni, per il diritto ad essere informati ed educati, per il diritto ad essere rappresentati ed ascoltati, per il diritto ad un ambiente sano, in quanto diritti fondamentali dei consumatori.”
Tuttavia dal carattere derogatorio che la giurisdizione esclusiva del giudice ordinario ha nel nostro ordinamento deve desumersi che la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo sull’azione collettiva, riconosciuta dall’art. 1 del D. Lgs. 20 dicembre 2009, n. 198, sia in grado di attrarre di nuovo alla giurisdizione naturale la conoscenza dei comportamenti collettivi che le sono propri, così come appartiene al giudice amministrativo l’opposizione del Comune all’annullamento dei verbali del Codice della strada da parte della Prefettura (Tar Abruzzo – L’Aquila, Sez. I, sentenza 3 dicembre 2014 n.
Facendo propria la suddetta interpretazione deve ritenersi che il verbale della polizia municipale debba
indicare o che il termine di notifica del verbale decorre dall’accertamento, come indicato dalla legge, oppure che i termini decorrono dalla commessa violazione, salva la necessità di acquisire informazioni indispensabili da altri organismi.
4. Spese compensate. P .Q.M.
Alberto Di Mario, Consigliere, Estensore Diego Spampinato, Consigliere
L’ESTENSORE Alberto Di Mario
IL PRESIDENTE Ugo Di Benedetto