Source: https://www.exeo.it/Articoli/10033/giusto-procedimento-occupazione-10033.aspx
Timestamp: 2019-08-23 20:56:11+00:00
Document Index: 82683965

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art. 7', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 11', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 50', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 21', 'art. 22', 'art. 16', 'art. 49', 'art. 21', 'art. 88', 'art. 7']

PROCEDURA --> CONTRADDITTORIO, GIUSTO PROCEDIMENTO --> OCCUPAZIONE --> ART. 22 BIS DPR 327/2001
Il procedimento di occupazione d’urgenza di cui all’art. 22-bis del d.P.R. n. 327/2001 ex se non richiede la previa comunicazione di avvio del relativo procedimento: infatti, ai sensi dell’art. 7, comma 1, della l. n. 241/1990, la previa comunicazione non è richiesta ove “sussistano ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze di celerità del procedimento”, come avviene in re ipsa nel caso dell’occupazione d’urgenza.
Il provvedimento di occupazione d’urgenza di cui all’art. 22-bis del DPR n. 327/2001 non necessita della previa comunicazione di avvio del relativo procedimento; ciò non solo in ragione dell’intrinseca natura di urgenza dell’atto, ma anche perché si tratta di atto vincolato in quanto “meramente attuativo di provvedimenti presupposti” e consequenziale alla dichiarazione di pubblica utilità.
L'obbligo di comunicazione di avvio del procedimento, con riferimento alla fase relativa all’emanazione del decreto d’occupazione d’urgenza, trova indubbio ostacolo nella possibilità di procedere «senza particolari indagini o formalità» prevista dall’art. 22-bis, 2 comma del d.p.r. 327 del 2001.
L’omissione delle modalità partecipative, ex art. 11 comma 2 D. P. R. 327/01, non possono assumere rilievo invalidante, rispetto al decreto d’occupazione d’urgenza ex art. 22 bis, allorché il numero dei destinatari della procedura sia superiore a cinquanta, per la semplice ma decisiva ragione che sarebbe stato, altrimenti, necessario un richiamo espresso di tale disposizione, la quale, altrimenti, non può esser ritenuta applicabile oltre l’ambito materiale, specificamente regolato (vale a dire l’avviso di avvio del procedimento d’apposizione del vincolo, preordinato all’esproprio).
Il decreto di occupazione d’urgenza, emanato ex art. 22 bis DPR 327/2001, per la sua natura urgente, non necessita di previa comunicazione dell’avviso di avvio del procedimento, essendo la partecipazione garantita nelle precedenti fasi procedimentali.
La comunicazione di avvio del procedimento deve avvenire non al momento dell'adozione del decreto di occupazione di urgenza, ma in relazione ai precedenti atti di approvazione... _OMISSIS_ ...ne della pubblica utilità dell'opera. Quando ciò non avviene, anche il decreto di occupazione di urgenza è viziato per illegittimità derivata, essendo necessario che la partecipazione degli interessati sia garantita già nell'ambito del pregresso procedimento autorizzatorio, in cui vengono assunte le determinazioni discrezionali in ordine all'approvazione del progetto dell'opera e alla localizzazione della stessa.
La giurisprudenza ha già da tempo chiarito che, se è vero che la notizia relativa alla espropriazione deve precedere la fase dell'occupazione d’urgenza, non è vero il contrario. La comunicazione di avvio del procedimento deve cioè avvenire non al momento dell'adozione del decreto di occupazione di urgenza, ma in relazione ai precedenti atti di approvazione del progetto e di dichiarazione della pubblica utilità dell'opera. Quando ciò non avviene, anche il decreto di occupazione di urgenza è viziato per illegittimità derivata, essendo necessario che la partecipazione degli interessati sia garantita già nell'ambito del pregresso procedimento autorizzatorio, in cui vengono assunte le determinazioni discrezionali in ordine all'approvazione del progetto dell'opera e alla localizzazione della stessa.
Qualora vi sia stata la partecipazione al procedimento volto all’approvazione del progetto per la costruzione dell’opera dal quale deriva, di necessità, il procedimento espropriativo e, nell’ambito di questo, l’occupazione di urgenza conseguente, l’effettività della partecipazione non può che superare il dato meramente formale del mancato invio della comunicazione di avvio del procedimento di occupazione d'urgenza.
Sussiste la necessità della previa partecipazione dei soggetti privati interessati, onde evitare un ingiusto sacrificio della loro posizione soggettiva ed erronee iniziative della P.A. che potrebbero ripercuotersi sul corretto e sano andamento dell’azione amministrativa e sulla spesa pubblica, anche in relazione all’occupazione di urgenza, specie allorquando è stata preclusa agli interessati la partecipazione alla fase prodromica di approvazione dei progetti definitivi e/o esecutivi.
La c... _OMISSIS_ ...ocedimento, è necessario anche nella fase di occupazione d’urgenza delle aree da espropriare, secondo la giurisprudenza prevalente, qualora tale invio sia stato omesso in quella anteriore, rappresentata dalla dichiarazione (implicita) di p. u. i. u. dei lavori.
Con riferimento al procedimento di occupazione d'urgenza, la comunicazione di avvio del procedimento è preordinata a consentire all’interessato di far constare circostanze ed elementi idonei ad una esatta valutazione della situazione di fatto al momento dell’esecuzione del provvedimento restrittivo.
I provvedimenti con i quali viene assentita l’occupazione di suolo pubblico hanno natura discrezionale, con la conseguenza che l’amministrazione è tenuta, oltre che a dare comunicazione dell’avvio del procedimento ai soggetti che ne fossero pregiudicati, anche ad effettuare, attraverso apposita istruttoria, un’accurata ricognizione di tutti gli interessi coinvolti, nonché ad assumere una decisione ponderata in ordine al bilanciamento dell’interesse pubblico con quelli privati eventualmente confliggenti, dando adeguatamente conto di tale ponderazione nella motivazione del provvedimento finale.
Se è vero che il decreto di occupazione d'urgenza costituisce atto meramente esecutivo e vincolato del procedimento volto all'espropriazione, sicché la censura di mancato avviso dell'avvio del procedimento rispetto adesso non può trovare accoglimento, invero, tale censura può essere sollevata in relazione all'occupazione d'urgenza (solo) nell'ipotesi in cui il soggetto non abbia avuto alcuna conoscenza della delibera di approvazione del progetto e di dichiarazione di pubblica utilità dell'opera.
Il decreto di occupazione d’urgen... _OMISSIS_ ...alle comunicazione di avvio del procedimento, essendo atto esecutivo dell’approvazione del progetto, in relazione al quale il previo contraddittorio non ha alcuna utilità.
La comunicazione di avvio deve essere effettuata, non al momento dell’adozione del decreto di occupazione di urgenza, ma in relazione ai precedenti atti di approvazione del progetto e di dichiarazione della pubblica utilità dell’opera.
Lavori di consolidamento del terreno giustificano la necessità di intervenire in via d’urgenza onde salvaguardare l’incolumità di persone e preservare i beni, stante l’imminente pericolo di scivolamento del terreno; ne consegue che sussistendo i requisiti di particolare urgenza ed adeguata motivazione dell’occupazione, da sola sufficiente a sorreggere il provvedimento ablatorio, posto che essa integra gli estremi dell’ordine contingibile ed urgente ai sensi dell’art. 50 del Dlgs 267/2000, irrilevanti sono le doglianze di tipo formale attinenti alla mancata avvertenza dell’avvio del procedimento, che, pur essendo fondate, non possono consentire l’annullamento del provvedimento impugnato.
L’Amministrazione espropriante non deve dare avviso di inizio del procedimento diretto all’emanazione dei decreti di occupazione d’urgenza e di esproprio i quali si pongono in posizione servente meramente esecutiva rispetto alla dichiarazione di pubblica utilità: sicché nessun serio apporto collaborativo si potrebbe utilmente immaginare recato dal privato espropriando.
Né può porsi un problema di garanzie procedimentali proprie del decreto d’occupazione d’urgenza, avendo la giurisprudenza definitivamente chiarito che tale provvedimento è “atto di mera attuazione del provvedimento dichiarativo della pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza dei lavori, con la conseguenza che le garanzie procedimentali relative alla partecipazione sono proprie solo di quest’ultimo”.
Va affermato l’obbligo della Pubblica Amministrazione di comunicare l’avvio del procedimento ai sensi dell’art. 7 L. n. 241/1990 anche nel caso di dichiarazione di pubblica utilità implicita nell’atto di approvazione del progetto di opera pubblica, ma non nell’ambito... _OMISSIS_ ...ne di urgenza, in quanto quest’ultimo procedimento risulta meramente attuativo del presupposto procedimento, finalizzato alla dichiarazione di pubblica utilità.
L'Amministrazione espropriante non deve dare avviso di inizio del procedimento diretto all'emanazione del decreto di occupazione d'urgenza ponendosi tale provvedimento, rispetto alla dichiarazione di pubblica utilità, in posizione servente meramente esecutiva, sicché nessun serio apporto collaborativo si potrebbe utilmente immaginare recato dal privato espropriando.
Non è necessaria la comunicazione dell'avvio del procedimento per l'emanazione del decreto di occupazione d’urgenza, dal momento che questo è atto di mera attuazione del provvedimento dichiarativo della pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza dei lavori: di conseguenza, le garanzie procedimentali relative alla partecipazione sono proprie solo di quest'ultimo. Peraltro, comunque la previa comunicazione dell'avvio del procedimento non è richiesta, dall'art. 7, comma 1, della legge n. 241/1990, ove “sussistano ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze di celerità del procedimento”, come avviene in re ipsa nel caso della occupazione d’urgenza.
La normativa di riferimento non prevede alcuna comunicazione per l’avvio del (sub) procedimento di occupazione, stante il fatto che ciò non è richiesto dall’art. 7, comma 1, della L. n. 241 del 1990 ove “sussistano ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze di celerità del procedimento”.
E' legittimamente omessa la comunicazione dell’avvio del procedimento per l’emanazione del decreto di occupazione di urgenza, trattandosi di atto di mera attuazione del provvedimento dichiarativo della pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza dei lavori, con la conseguenza che le garanzie procedimentali relative alla partecipazione sono proprie solo di quest’ultimo.
Il decreto di occupazione d’urgenza è un atto meramente esecutivo e vincolato del procedimento volto all’espropriazione, sicché la censura di mancato avviso dell’avvio del procedimento rispetto ad esso non può trovare accoglimento e, invero, può essere sollevata in relazione all’occupazione d’urgenza solo nell’ipotesi in cui il soggetto non abbia avuto nessuna conoscenza della delibera di approvazione del progetto e di dichiarazione di p.u. dell’opera.
La giurisprudenza amministrativa esclude la necessità dell’avviso ex art. 7 legge 241/1990 per l’occupazione d’urgenza, allorché l’interessato abbia precedentemente ricevuto l’avviso di avvio della procedura ablatoria.
Per giurisprudenza pacifica, l'... _OMISSIS_ ...on deve dare avviso di inizio del procedimento diretto all'emanazione dei decreti di occupazione d'urgenza e di esproprio. Tali provvedimenti, infatti, si pongono rispetto alla dichiarazione di pubblica utilità in posizione servente meramente esecutiva, sicché nessun serio apporto collaborativo si potrebbe utilmente immaginare recato dal privato espropriando.
L’amministrazione espropriante non deve dare avviso di inizio del procedimento diretto all’emanazione dei decreti di occupazione di urgenza e di esproprio, ponendosi tali provvedimenti rispetto alla dichiarazione di pubblica utilità, in posizione servente e meramente esecutiva, dimodoché il privato espropriando non potrebbe apportare al riguardo alcun nessun serio apporto collaborativo.
Non è necessaria una previa comunicazione di avvio del procedimento preordinato all’adozione dell'atto con cui è disposta l'occupazione d'urgenza.
La comunicazione di avvio del procedimento non ha ragion d’essere per quanto riguarda il procedimento volto all’adozione del decreto di occupazione d’urgenza.
Per costante giurisprudenza la comunicazione di avvio del procedimento non deve avvenire tanto al momento dell'adozione del decreto di occupazione di urgenza, quanto in relazione ai precedenti atti di approvazione del progetto e di dichiarazione della pubblica utilità dell'opera, rispetto ai quali il primo si pone come meramente esecutivo, in quanto non esprime ulteriori scelte discrezionali.
In merito alla disposta occupazione d'urgenza, non sussiste violazione degli artt. 7 e 8 della legge 241/90, qualora l’Amministrazione precedente abbia ritenuto che, per la natura dell’iniziativa da porre in essere e del servizio da assicurare ( nel caso di specie individuazione di aree da destinare alla apertura di sito di smaltimento di rifiuti), ricorressero gli estremi della particolare urgenza che giustificano, proprio per la celerità dell’azione, la mancata comunicazione di avvio del procedimento.
Il decreto di occupazione di urgenza è atto di mera attuazione del provvedimento dichiarativo della pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza dei lavori; di conseguenza le garanzie procedimentali relative alla partecipazione sono pr... _OMISSIS_ ...mo.
La comunicazione di avvio del procedimento relativo al decreto di occupazione d’urgenza è incompatibile con la ratio acceleratoria del procedimento e, in ogni caso, detto decreto è atto di mera attuazione del provvedimento dichiarativo della pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza dei lavori, così che le garanzie procedimentali relative alla partecipazione sono proprie solo di quest'ultimo.
Deve escludersi la necessità della comunicazione di avvio del procedimento riguardo al decreto di occupazione temporanea e d’urgenza, rivestendo, tale sequenza procedurale, carattere sostanzialmente attuativo di scelte già precedentemente compiute nella fase dell’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio e della dichiarazione di pubblica utilità dell’opera.
La comunicazione di avvio del procedimento preordinato all’adozione del decreto di occupazione d’urgenza non è prevista dalla vigente normativa (DPR 327/2001) in considerazione del fatto che essa garantisce, invece, la partecipazione alla fase precedente ed effettivamente lesiva e cioè quella preordinata alla dichiarazione di pubblica utilità.
E' nella fase della dichiarazione di pubblica utilità dell'opera che l'amministrazione compie la prima valutazione in ordine all'utilità dell'intervento e procede alla ponderazione e al confronto degli interessi in esso coinvolti, sicché solo in tale fase - in cui è ancora possibile per il privato influire in modo effettivo sulle scelte discrezionali dell'Amministrazione pubblica – deve essere assicurato il contraddittorio; le fasi successive (occupazione di urgenza e emissione del decreto di espropriazione) hanno un carattere solo attuativo di una scelta precedentemen... _OMISSIS_ ... comunicazione di avvio del procedimento non è necessaria, per costante giurisprudenza, quando l’occupazione d’urgenza sia meramente attuativa dei provvedimenti presupposti ed il giusto procedimento si sia svolto nell’ambito della dichiarazione di pubblica utilità, anche se implicita nell’approvazione del progetto dell’opera pubblica.
Se il giusto procedimento è attuato nell’ambito della dichiarazione di pubblica utilità, non ha più ragion d’essere nell'ambito dell'occupazione d’urgenza; ciò in quanto per giurisprudenza consolidata nel rapporto tra dichiarazione di pubblica utilità e decreto di occupazione d’urgenza, solo la prima conserva profili di discrezionalità amministrativa, mentre il secondo si pone come atto meramente attuativo dei provvedimenti presupposti.
Gli adempimenti procedimentali a carattere partecipativo di cui agli 9 e seguenti della L. n. 865/71, si collocano in una fase successiva alla deliberazione di approvazione del progetto di opera pubblica, anteriore all’emanazione del decreto di esproprio ma non anche del decreto di occupazione, atteso il carattere autonomo di tale provvedimento rispetto a quello espropriativo.
Il provvedimento di occupazione costituisce una fase del più ampio procedimento espropriativo, non soggetta alle regole partecipative; esso si presenta di contenuto vincolato e, in applicazione dell’art. 21 octies L. n. 241/90 non è annullabile, non potendo il suo contenuto dispositivo essere diverso da quello in concreto adottato.
L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato (dec. n. 14/1999), ha chiarito che la comunicazione di avvio del procedimento non è necessaria in relazione ai procedimenti di occupazione d'urgenza, non tanto per le particolari ragioni di celerità che contraddistinguono tale procedimento, quanto «…perché il giusto procedimento ha ragion d’essere nell’ambito della dichiarazione di pubblica utilità, che conserva momenti di scelte discrezionali, ma non più nell’ambito dell’occupazione d’urgenza, meramente attuativa dei provvedimenti presupposti».
Il decreto di occupazione di urgenza è atto di mera attuazione del provvedimento dichiarativo della pubblica utilità, indifferibilità e urgenza dei lavori, sicché le garanzie partecipative procedimentali sono p... _OMISSIS_ ...imo.
Il decreto di occupazione d’urgenza, in quanto atto di mera attuazione del provvedimento dichiarativo della pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità, non necessita della previa comunicazione di avvio del procedimento.
PROCEDURA --> CONTRADDITTORIO, GIUSTO PROCEDIMENTO --> OCCUPAZIONE --> PROROGA
Se l’art. 22-bis DPR 327/2001 consente di disporre l’occupazione d’urgenza, ove i destinatari siano in numero superiore a cinquanta, senza particolari indagini o formalità, a maggior ragione non sono necessarie particolari formalità ai fini della proroga del termine in corso; a tal fine deve ritenersi sufficiente la comunicazione impersonale tramite pubblicazione dell’avviso su quotidiano nazionale.
PROCEDURA --> CONTRADDITTORIO, GIUSTO PROCEDIMENTO --> OCCUPAZIONE --> TEMPORANEA NON PREORDINATA ALL'ESPROPRIO
L’obbligo di comunicare l’avvio del procedimento di approvazione del progetto definitivo e, successivamente, l’avvenuta approvazione dello stesso, ai sensi degli art. 16 e 17 D.P.R. n. 327 del 2001, sussiste esclusivamente nei confronti dei proprietari dei terreni da espropriare o asservire, e non già dei titolari delle aree da sottoporre ad occupazione temporanea ai sensi dell’art. 49 D.P.R. n. 32... _OMISSIS_ ...ipotesi in cui la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera sia finalizzata alla sola occupazione temporanea, la partecipazione dei proprietari dei terreni interessati non può consentire di formulare osservazioni attinenti alla localizzazione dell’opera all'interno di altre proprietà, ma soltanto censurare la scelta di occupare i propri terreni anziché altri, la durata dell’occupazione, la mancata considerazione delle esigenze di garantire l’accesso alla proprietà privata e tutti gli altri aspetti connessi alle modalità con cui l’occupazione va ad incidere sulla sua proprietà.
PROCEDURA --> CONTRADDITTORIO, GIUSTO PROCEDIMENTO --> OCCUPAZIONI PARTICOLARI --> ARCHEOLOGICI E CULTURALI, BENI
La pluralità delle proroghe evidenzia l’uso strumentale del potere di occupazione d’urgenza ed esclude il carattere urgente, atteso che una situazione d’urgenza ha necessariamente carattere temporaneo. Non si giustifica pertanto l'omissione del previo contraddittorio sulla base della asserita urgenza.
Anche alla luce del disposto di cui all'art. 21 octies della legge 7 agosto 1990 n. 241, in ipotesi di successive proroghe dell'occupazione disposta ex art. 88 D.lgs. n. 42/2004, pur in mancanza di una formale comunicazione dell’avviso di inizio del procedimento ex art. 7 legge n. 241/1990, qualora le istanze del privato abbiano avuto comunque ingresso nell’istruttoria procedimentale non è configurabile la lesione delle garanzie procedimentali, dovendosi confermare la sostanziale inutilità di una rinnovazione del procedimento a meri fini partecipativi che non potrebbe che sfociare in un provvedimento di con... _OMISSIS_ ...