Source: http://www.studiolegaleadamo.it/2011/10
Timestamp: 2018-08-19 19:04:52+00:00
Document Index: 115588162

Matched Legal Cases: ['arte 1', 'arte 2', 'art. 24', 'sentenza ', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 27', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 27', 'art. 101', 'sentenza ', 'art. 56', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 298', 'art. 2', 'art. 81', 'art. 81', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 56', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 2']

ottobre 2011 - Studio Legale Adamo
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Altroconsumo impugnerà l’ordinanza con la quale il Tribunale di Roma ha escluso la procedibilità dell’azione contro la Rai.
É recentissima l’ordinanza con la quale il Tribunale di Roma ha escluso, con ordinanza, la procedibilità della class action intentata da Altroconsumo contro la Rai.
In particolare, Altroconsumo con tale azione, alla quale avevano aderito oltre 54.000 utenti, chiedeva un risarcimento dei danni in quanto la Rai, nel corso del 2010, aveva arbitrariamente sospeso la trasmissione dei servizi di informazione pubblica, contravvenendo così, secondo il presidente di Altroconsumo, all’impegno previsto nel contratto di servizio di fornire agli utenti abbonati un’informazione obiettiva ed imparziale. Altroconsumo ha dichiarato l’immediato ricorso in Appello.
31 ottobre 2011 /0 Commenti/da Studio Legale Adamo
http://www.studiolegaleadamo.it/wp-content/uploads/2007/08/newsletter.gif 138 200 Studio Legale Adamo http://www.studiolegaleadamo.it/wp-content/uploads/2015/11/Studio-legale-Adamo-logo.png Studio Legale Adamo2011-10-31 10:55:142011-10-31 10:55:14Class action contro la Rai
UE – "pacchetto infrastrutture e trasporti"
Commissione Europea – Adottato il “pacchetto infrastrutture e trasporti”
Il 19 ottobre u.s. la Commissione Europea ha adottato il “pacchetto per le nuove strategie sulle infrastrutture e i trasporti“. Il “pacchetto-trasporti” comprende due diverse proposte: la revisione degli orientamenti della “Rete transeuropea di trasporto” (TEN-T) e la “Connecting Europe Facility” (CEF).
L’obiettivo è quello di “creare posti di lavoro”, “rafforzare la competitività dell’Europa” e “migliorare i collegamenti tra le diverse parti dell’UE, per facilitare gli scambi di merci e la circolazione delle persone tra i paesi”, ed in particolare dei mezzi di trasporto meno inquinanti. Ulteriore obbiettivo è quello di attrarre investimenti nelle aree assistite dal Fondo di coesione nonché delle aree extraurbane o delle aree scarsamente popolate. Per l’attuazione del “pacchetto infrastrutture e trasporti“, destinato a migliorare le reti europee di trasporto, energia e digitali, viene proposto un piano di investimenti pari a 50 miliardi di euro per il periodo 2014-2020, di cui
– 9.1 miliardi per le infrastrutture nel settore energetico;
– 9.2 miliardi per le infrastrutture digitali (banda larga) e delle telecomunicazioni;
– 21.7 miliardi per il settore trasporti;
Ultreiori 10 miliardi vengono accantonati per il Fondo di coesione per le reti transeuropee di trasporto (fondo per l’assistenza agli Stati membri con un reddito nazionale lordo (RNL) pro capite inferiore al 90% della media comunitaria).
L’obiettivo è quello di “creare posti di lavoro”, “rafforzare la competitività dell’Europa” e “migliorare i collegamenti tra le diverse parti dell’UE, per facilitare gli scambi di merci e la circolazione delle persone tra i paesi”, ed in particolare dei mezzi di trasporto meno inquinanti. Ulteriore obbiettivo è quello di attrarre investimenti nelle aree assistite dal Fondo di coesione nonché delle aree extraurbane o delle aree scarsamente popolate.
Lista dei progetti pre-identificati
Background per Paese
Mappe dei progetti che riguardano l’Italia – parte 1
Mappe dei progetti che riguardano l’Italia – parte 2
The new trans-european transport networl do Carlo Secchi [2 MB]
Energy Infrastructure package [999 KB]
Di seguito il testo completo del MEMO/11/706
Bruxelles, 19 ottobre 2011
Oggi la Commissione ha adottato una proposta per trasformare l’attuale groviglio europeo di strade, ferrovie, aeroporti e canali in una rete di trasporti unificata (la rete TEN-T). La nuova rete essenziale (denominata “rete centrale”) eliminerà le strozzature, ammodernerà l’infrastruttura e snellirà le operazioni transfrontaliere di trasporto per passeggeri e imprese in tutta l’UE, migliorando i collegamenti fra i diversi modi di trasporto e contribuendo agli obiettivi dell’UE in materia di cambiamenti climatici attraverso la riduzione delle emissioni di CO2 dei trasporti.
Siim Kallas, vicepresidente della Commissione e commissario responsabile per i trasporti, ha dichiarato: “I trasporti sono fondamentali per un’economia efficiente nell’UE, ma oggi mancano collegamenti vitali. Le ferrovie europee hanno 7 scartamenti diversi e solo 20 dei nostri principali aeroporti e 35 dei principali porti sono collegati direttamente alla rete ferroviaria. Senza collegamenti efficienti, l’Europa non può né crescere né prosperare.”
La nuova rete centrale TEN-T si appoggerà su una rete globale di collegamenti che alimenteranno la rete centrale a livello regionale e nazionale. Quest’ultima infrastruttura sarà finanziata principalmente dagli Stati membri, con la possibilità, in alcuni casi, di attingere a fondi UE della politica dei trasporti e della politica regionale, anche mediante nuovi strumenti innovativi di finanziamento. Lo scopo è quello di garantire che progressivamente, entro il 2050, la grande maggioranza dei cittadini e delle imprese d’Europa non debbano impiegare più di 30 minuti per raggiungere la rete globale.
Nel suo insieme, la nuova rete dei traspo
rti renderà possibili:
I 31,7 milioni di euro stanziati per i trasporti nell’ambito del meccanismo per collegare l’Europa del quadro finanziario pluriennale agiranno in pratica come “capitale di avviamento” per stimolare ulteriori investimenti da parte degli Stati membri volti a completare collegamenti transfrontalieri difficili, che altrimenti potrebbero non essere realizzati. Ogni milione di euro speso a livello europeo genererà 5 milioni dai governi degli Stati membri e 20 milioni dal settore privato.
La nuova strategia prevede una rete dei trasporti europea molto più snella e rigorosamente definita, nell’intento di indirizzare la spesa verso un numero più ridotto di progetti con cui sia possibile realizzare un reale valore aggiunto. Anche gli Stati membri saranno soggetti a requisiti più rigorosi in termini di specifiche comuni che varranno a livello transfrontaliero e all’obbligo giuridico di completare effettivamente i progetti.
La rete TEN-T si articola in due strati: una rete centrale da completare entro il 2030 e una rete globale destinata ad alimentare quella centrale, da completare entro il 2050. La rete globale garantirà la piena copertura del territorio dell’UE e l’accessibilità a tutte le regioni. La rete centrale privilegerà i collegamenti e i nodi più importanti della TEN-T, in modo da renderla pienamente operativa entro il 2030. Entrambi gli strati comprendono tutti i modi di trasporto: strade, ferrovie, linee aeree, vie navigabili interne e trasporto marittimo, nonché le piattaforme intermodali.
Gli orientamenti TEN-T stabiliscono requisiti comuni per l’infrastruttura delle TEN-T, con criteri più severi per la rete centrale. Ciò garantirà operazioni di trasporto agevoli in tutta la rete. La strategia promuove anche l’attuazione di sistemi di gestione del traffico che consentiranno un’utilizzazione ottimale dell’infrastruttura e, grazie alla maggiore efficienza, ridurranno le emissioni di CO2.
La realizzazione della rete centrale sarà facilitata mediante l’adozione di un approccio per corridoi. Dieci corridoi saranno alla base dello sviluppo coordinato dell’infrastruttura nell’ambito della rete centrale. Tali corridoi interesseranno non meno di tre modi di trasporto, tre Stati membri e due sezioni transfrontaliere, unendo gli Stati membri interessati e i soggetti attivi pertinenti, come ad esempio i gestori dell’infrastruttura e gli utenti. “Piattaforme di corridoio” saranno presiedute da coordinatori europei che riuniranno tutte le parti interessate, costituendo uno strumento essenziale per garantire il coordinamento, la cooperazione e la trasparenza.
I trasporti sono fondamentali per l’efficienza dell’economia europea.
Si prevede che il trasporto merci aumenterà dell’80% entro il 2050. Il trasporto passeggeri è invece destinato a crescere più del 50%.
La crescita ha bisogno di commercio e il commercio di trasporti. Le zone d’Europa sprovviste di buoni collegamenti non sono destinate a prosperare.
15 000 km di linee ferroviarie convertite all’alta velocità;
Si tratterà della linfa economica del mercato unico, che consentirà una reale libertà di circolazione delle merci e delle persone in tutta l’Unione.
Si stima che il costo dell’attuazione della prima fase di finanziamento per la rete centrale nel periodo 2014-2020 (vedi l’elenco di progetti allegato) costerà 250 miliardi. La rete centrale dovrà essere completata entro il 2030.
Il meccanismo per collegare l’Europa stanzia 31,7 miliardi di euro per l’infrastruttura dei trasporti per il prossimo periodo finanziario (2012-2020). L’80% di questa somma sarà destinata:
al finanziamento di progetti orizzontali (di contenuto informatico) come SESAR (la dimensione tecnologica del sistema di gestione del traffico aereo del cielo unico europeo) e ERTMS (il sistema europeo di gestione del traffico ferroviario che dovrà essere utilizzato in tutti i grandi corridoi di trasporto). Questa è una priorità particolare, perché un’altra innovazione della nuova rete centrale consiste in obblighi più relativi all’interoperabilità dei sistemi di trasporto, mediante investimenti per raggiungere standard UE in grande parte già esistenti, ad esempio per quanto riguarda sistemi comuni di segnalazione ferroviaria.
Il principio fondamentale è che tutti i paesi traggono benefici dall’accesso ad una solida rete centrale europea dei trasporti, che consente la libera circolazione di persone e merci. Tutti i paesi europei saranno collegati alla rete.
L’elenco dei progetti individuati come prioritari per il finanziamento dell’UE nel prossimo periodo di finanziamento (2014-2020) è riportato nell’allegato al regolamento “collegare l’Europa” – cfr. l’allegato del presente MEMO.
Questi progetti sono ammessi al finanziamento UE 2014-2020 nell’ambito della politica dei trasporti perché:
Spetterà agli Stati membri presentare alla Commissione proposte dettagliate, sulla base delle quali saranno assegnati i finanziamenti. Ciò dovrebbe avvenire entro i primi mesi del 2014. L’esatto ammontare del finanziamento dell’UE dipende anche dai dettagli delle proposte nazionali. In linea di massima, il contributo dell’UE a un grande progetto di infrastruttura di trasporto rappresenta il 20% circa del costo dell’investimento per un periodo finanziario di 7 anni. Il sostegno finanziario per studi individuali può rappresentare fino al 50% del costo e per studi e lavori per progetti transfrontalieri fino al 40%. Il resto è finanziato dagli Stati membri, dagli enti
locali o eventualmente da investitori privati.
E se io non sono sulla rete centrale? Che cos’è la rete globale? Chi la finanzia e come funziona?
A livello regionale e nazionale, la cosiddetta rete globale alimenterà la rete centrale di trasporto. Tale rete globale è parte integrante della strategia TEN-T. Sarà gestita in gran parte dagli Stati membri, con la possibilità di ottenere alcuni finanziamenti nell’ambito della politica dei trasporti e, naturalmente, della politica regionale.
È la sussidiarietà in azione. L’intenzione è quella di garantire che progressivamente, entro il 2050, la grande maggioranza dei cittadini e delle imprese d’Europa non debbano impiegare più di 30 minuti per raggiungere la rete globale.
I nuovi orientamenti TEN-T sono molto più dettagliati dei precedenti per quanto riguarda i requisiti, anche per la rete globale, di modo che nel tempo, all’orizzonte del 2050, buona parte della rete globale avrà gli stessi standard di piena interoperabilità ed efficienza, per le ferrovie, le auto elettriche, ecc.
È chiaramente auspicabile, in particolare per una rete centrale, che i requisiti tecnici siano interoperabili in tutta la rete. Ciò significa, ad esempio, che l’ERTMS (European Rail Traffic Management System), il sistema informatico di base di controllo dei treni, deve essere applicato ovunque. Del pari, gli standard di sicurezza stradale sia per le gallerie che per i tratti stradali in genere devono valere su tutta la rete e la tecnologia STI (sistemi di trasporto intelligente) deve essere interconnessa. Inoltre, l’eventuale futura infrastruttura di punti di ricarica per veicoli elettrici deve obbedire a norme comuni in modo che le automobili possano utilizzarla in tutti i punti della rete.
Gli orientamenti TEN-T comprendono un nuovo obbligo legale rigoroso che impone agli Stati membri che ricevono finanziamenti per progetti della rete centrale di portarli a termine. Tali progetti non potranno protrarsi oltre il 2030, data di completamento della rete centrale. Quest’obbligo dovrebbe fornire agli Stati membri un incentivo chiaro per evitare ritardi nell’esecuzione dei progetti di trasporto.
I 31,7 milioni di euro stanziati per i trasporti nell’ambito del meccanismo per collegare l’Europa del quadro finanziario pluriennale agiranno in pratica come “capitale di avviamento” per stimolare ulteriori investimenti da parte degli Stati membri, volti a completare collegamenti transfrontalieri difficili, che altrimenti potrebbero non essere realizzati.
I finanziamenti TEN-T esercitano un forte effetto leva. L’esperienza degli ultimi anni mostra che ogni milione di euro speso a livello europeo genererà 5 milioni dai governi degli Stati membri e 20 milioni dal settore privato.
Come funziona il cofinanziamento? Quanto pagano gli Stati membri e quanto paga l’Europa?
L’infrastruttura dei trasporti richiede investimenti enormi, la maggior parte dei quali proverrà sempre dagli Stati membri. Il ruolo dell’Europa in termini di investimento e coordinamento consiste nel creare valore aggiunto attraverso l’eliminazione delle strozzature e la realizzazione dei collegamenti e delle connessioni mancanti, sostenendo la creazione di un’autentica rete europea dei trasporti.
per taluni progetti STI, come l’ERTMS, può essere concesso un cofinanziamento più elevato, non superiore al 50%, per sostenere gli Stati membri che effettuano la transizione al nuovo sistema.
La priorità era quella di riorientare i finanziamenti UE ai trasporti per creare un’autentica rete europea: invece di affrontare le strozzature a una a una, costruire una vera rete.
A tal fine, è stata elaborata una nuova metodologia, sulla base di ampie consultazioni degli Stati membri e delle parti interessate. Lo scopo era quello di creare una rete europea che collegasse fra loro i principali centri sociali ed economici e le interconnessioni con i paesi terzi (porti, aeroporti e collegamenti via terra) e di realizzare l’infrastruttura permanente necessaria per il funzionamento del mercato unico, la promozione della concorrenza e lo sviluppo dell’economia.
Tale metodologia comporta diverse fasi. In primo luogo, occorre selezionare i nodi principali, che devono soddisfare determinati criteri statistici, come ad esempio essere città capitali o altri centri socioeconomici importanti, grandi porti (per volume e criteri territoriali) e grandi aeroporti (per volume e criteri territoriali) e interconnessioni con i paesi terzi. Successivamente, i nodi selezionati devono essere collegati fra loro da modi di trasporto via terra: ferrovie, vie navigabili interne e strade (alcuni già esistenti, ma talvolta con strozzature, ed altri con collegamenti tuttora mancanti). Da ultimo, occorre integrare un’analisi dettagliata dei grandi flussi di traffico, passeggeri e merci. Questo è essenziale per definire quali tratti siano prioritari per la rete centrale e per individuare chiaramente le sezioni prioritarie da ammodernare o realizzare o da cui eliminare eventuali strozzature.
Tutti i progetti della rete centrale sono prioritari ai fini del cofinanziamento UE. Tuttavia, per il periodo di finanziamento 2014-2020 si attribuisce un’importanza particolare al finanziamento dei progetti transfrontalieri che presentano il maggior valore aggiunto a livello dell’UE.
L’esperienza già acquisita ha mostrato la notevole difficoltà di realizzare progetti transfrontalieri ed altri progetti di trasporto in Stati membri diversi in modo coordinato. In effetti, è molto facile creare sistemi e connessioni divergenti, generando strozzature ancora più gravi.
Un’innovazione di rilievo contenuta nei nuovi orientamenti TEN-T è l’introduzione di dieci corridoi da realizzare nella rete centrale, che contribuiscono alla sua costituzione. Ciascun corridoio deve inc
ludere tre modi di trasporto, tre Stati membri e due sezioni transfrontaliere.
Si creeranno “piattaforme di corridoio” per riunire tutte le parti interessate e gli Stati membri. La piattaforma di corridoio è una struttura di governance che elaborerà e attuerà “piani di sviluppo di corridoio” volti a coordinare efficacemente i lavori svolti lungo il corridoio in Stati membri diversi e in diverse fasi del progetto. Le piattaforme di corridoio dei dieci principali corridoi della rete centrale saranno presiedute da coordinatori europei.
TEN-T è uno strumento essenziale per consentire alla politica dei trasporti di raggiungere la meta generale di una riduzione del 60% delle emissioni dei trasporti entro il 2050 (cfr. il Libro bianco sui trasporti pubblicato quest’anno). Fondamentalmente, la rete TEN-T è una rete multimodale di trasporto che favorisce un trasferimento sostanziale del traffico di passeggeri e merci dal modo stradale a quello ferroviario e ad altri modi di trasporto. Tutti i progetti TEN-T sono sottoposti ad una valutazione rigorosa dell’impatto ambientale prima di essere ammessi al finanziamento dell’UE. A tal fine devono soddisfare tutti i requisiti di progettazione e sostenibilità a norma della legislazione ambientale dell’UE.
Il contesto della politica TEN-T. Scopo della politica TEN-T (rete transeuropea) dei trasporti è realizzare le infrastrutture di trasporto e le interconnessioni necessarie per sostenere il mercato unico, garantire la libera circolazione delle merci e delle persone e potenziare la crescita, l’occupazione e la competitività dell’Unione. In passato, i sistemi di trasporto europei si sviluppavano per lo più secondo criteri nazionali, con la conseguente scarsità o mancanza di interconnessioni nelle zone frontaliere o lungo corridoi strategici. La debolezza delle interconnessioni di trasporto ostacola la crescita economica. Sin dagli anni Ottanta, la politica TEN-T ha indirizzato i fondi europei al sostegno per la realizzazione di progetti infrastrutturali fondamentali per l’Europa. Sono molte le storie di successo (link). Tuttavia, soprattutto nell’attuale difficile momento economico, è necessario concentrare la spesa dell’UE per i trasporti dove possa generare il massimo valore aggiunto, creando una solida rete centrale europea.
26 ottobre 2011 /0 Commenti/da Studio Legale Adamo
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Il poker sportivo – Sentenza del T.A.R. Puglia
Il regolamento interministeriale per il poker sportivo non a distanza – Sentenza del T.A.R. Puglia
La legge 7 luglio 2009, n. 88 (c.d. legge comunitaria per il 2008), art. 24, co. 27, rinvia per la disciplina puntuale del c.d. “poker sportivo non a distanza” alla emanazione di un regolamento, adottato dal Ministro delle finanze di concerto con il Ministro dell’interno. Il regolamento deve, inoltre, stabilire le specifiche modalità di svolgimento del gioco, come ad esempio la quota di partecipazione, l’impossibilità di partecipare più di una volta. A distanza di quasi due anni dalla previsione legislativa con cui si autorizzano siffatti tornei il predetto regolamento interministeriale non è ancora stato emanato.
Sul punto, si riproduce di seguito la sentenza del T.A.R. Puglia – Lecce, Sez. I, 25 maggio 2011, n. 968 che ha annullato la nota emessa dalla Questura di Taranto il 4 ottobre 2010 con la quale si dichiarava che i tornei dal vivo di “Texas Hold’em poker” sono da considerarsi illegale.
sul ricorso numero di registro generale 1980 del 2010, proposto da:
“Alfa” Soc Cop, rappresentata e difesa dagli avv.ti … con domicilio eletto presso ….;
Questura di Taranto e Ministero dell’Interno, rappresentati e difesi dall’Avvocatura distrettuale dello Stato, domiciliata in Lecce, via Rubichi;
della nota Cat. 11°/Div. P.A.S.I./2010 emessa dalla Questura di Taranto il 4 ottobre 2010 e notificata in data 12 ottobre 2010 con la quale, omettendo di pronunziarsi sulla richiesta di autorizzazione per l’organizzazione di tornei dal vivo di “Texas Hold’em poker”, dichiarava che tale attività era da considerarsi illegale, nonché di ogni altro atto connesso, consequenziale e presupposto;
Visti gli atti di costituzione in giudizio della Questura di Taranto e del Ministero dell’Interno;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 28 aprile 2011 il dott. Massimo Santini e uditi per le parti i difensori ….;
La società ricorrente, in data 31 agosto 2010, presentava alla Questura di Taranto istanza per il rilascio del nulla osta alla organizzazione di tornei di “Texas Hold’em Sportivo” da tenersi presso i locali della società stessa, siti in …., località …. (TA). Nella domanda si indicavano altresì le modalità di organizzazione del torneo (es. quota di iscrizione non superiore a 30 euro, divieto di rientro del giocatore definitivamente escluso dalla competizione, corresponsione di premi non in denaro).
La questura di Taranto, con nota in data 4 ottobre 2010, rigettava la suddetta istanza in quanto “nelle more del regolamento previsto dall’art. 24, comma 27, della legge 7 luglio 2009, n. 88 (legge comunitaria 2008), lo svolgimento di tornei di poker sportivo texas hold’em non a distanza è da considerarsi attività illegale”.
La predetta nota veniva impugnata, tra l’altro, per violazione e falsa applicazione del citato art. 24, comma 27, della legge n. 88 del 2009, nonché per illogicità manifesta.
Si costituiva in giudizio l’amministrazione statale intimata per chiedere il rigetto del gravame, deducendo altresì che l’organizzazione di siffatti tornei sarebbe ad ogni modo riservata, ai sensi del successivo comma 28 del medesimo art. 27, a soggetti concessionari oppure in possesso di taluni requisiti (fissati dal comma 15 del citato articolo).
Con ordinanza n. 27 del 13 gennaio 2011 veniva accolta l’istanza di tutela cautelare.
Alla pubblica udienza del 28 aprile 2011 la causa veniva infine trattenuta in decisione.
Tutto ciò premesso, si osserva in via preliminare che il provvedimento di rigetto si fonda esclusivamente sulla assenza del regolamento applicativo di cui al comma 27 dell’art. 24 della legge n. 88 del 2009, non anche sulla assenza dei requisiti soggettivi di cui al successivo comma 28.
Peraltro, con riferimento a quest’ultima disposizione l’amministrazione resistente non solo ha fornito una sostanziale motivazione postuma del provvedimento, come tale inammissibile, ma non ha neppure evidenziato, in concreto, la mancanza dei predetti requisiti soggettivi in capo alla società ricorrente.
L’esame del collegio si limiterà dunque al vaglio di legittimità del contenuto, in senso stretto, del provvedimento impugnato.
Giova rammentare, al riguardo, che la normativa attualmente in vigore – legge 7 luglio 2009, n. 88 (c.d. legge comunitaria per il 2008) all’art. 24, comma 27, affida la disciplina puntuale del c.d. “poker sportivo non a distanza” alla emanazione di un regolamento, adottato dal Ministro delle finanze di concerto con il Ministro dell’interno, il quale stabilisca altresì le specifiche modalità di svolgimento del suddetto gioco (quota di partecipazione, esclusione fini di lucro, impossibilità di partecipare più di una volta e di organizzare più di un torneo nella stessa giornata e nella stessa località).
Osserva il collegio che, a distanza di quasi due anni dalla previsione legislativa con cui si autorizzano siffatti tornei, la persistente mancata adozione del predetto regolamento interministeriale (il quale peraltro si sofferma, circa l’organizzazione dei tornei medesimi, sul quomodo e non anche sull’an) non possa penalizzare le aspettative di imprese, cittadini ed enti quali quelli di specie, pena la vanificazione del principio di effettività della legge.
Come evidenziato in precedenti analoghi di questa sezione (cfr. sent. 24 marzo 2011, n. 550), in presenza di una lacuna regolamentare tuttora non colmata, sembra dunque possibile dare vita a tornei di poker sportivo nella variante prescelta dalla associazione ricorrente, a condizione che siano rispettate le modalità individuate dal Consiglio di Stato, sez. II, nel parere n. 3237 del 22 ottobre 2008, con riferimento alle modalità di gioco da “torneo” e, in particolare, alla iscrizione limitata ad un certo importo (Euro 30,00), al divieto di ogni possibilità di rientro (c.d. rebuy in) e alla previsione di premi non in denaro, oltre alla impossibilità di organizzare più di un torneo nella stessa giornata e nella stessa località.
In questo modo verrebbero così rispettate sia le modalità stabilite direttamente dalla legge, sia quelle rimesse alla previsione regolamentare, ove si tenga conto (per queste ultime) del fatto che la fissazione in Euro 30 della quota di iscrizione, in base alla comune esperienza, fissa ad un valore sicuramente modico la quota di partecipazione al torneo ed al tempo stesso esclude (per la modicità della quota di iscrizione, la necessità di prevedere dei premi che, seppure non in denaro, hanno sempre un valore e l’esistenza delle spese di organizzazione) i fini di lucro.
Resta fermo che andranno sempre rispettati i presupposti di cui al comma 28 dell’art. 27 della citata legge comunitaria.
Entro questi termini, il provvedimento di diniego può dunque essere suscettibile di rivalutazione da parte della competente amministrazione di pubblica sicurezza.
In conclusione il ricorso, nei limiti di cui sopra, è fondato e deve essere accolto.
Data la novità e la complessità della questione sussistono giusti motivi per compensare integralmente tra le parti costituite le spese di lite.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Lecce – Sezione Prima, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto annulla la nota in epigrafe indicata.
http://www.studiolegaleadamo.it/wp-content/uploads/2007/08/newsletter.gif 138 200 Studio Legale Adamo http://www.studiolegaleadamo.it/wp-content/uploads/2015/11/Studio-legale-Adamo-logo.png Studio Legale Adamo2011-10-26 17:55:342011-10-26 17:55:34Il poker sportivo – Sentenza del T.A.R. Puglia
Johnson&Johnson e Novartis
La Commissione ha recentemente avviato, di sua spontanea iniziativa, un’indagine sugli accordi intervenuti tra le società Johnson&Johnson e Novartis
La Commisisone Europea ha recentemente aperto un’indagine, di sua spontanea iniziativa, per verificare la conformità alla normativa in materia di concentrazioni sugli accordi intervenuti tra la società Johnson&Johnson e la società Novartis.
In particolare, l’indagine così avviata sarebbe tesa ad indagare il potenziale restringimento del mercato dei farmaci generici alternativi al Fentanyl, un antibatterico piuttosto diffuso. La procedura è volta a verificare che gli accordi tra le due società interessate non siano tali da integrare una violazione delle regole della concorrenza, con particolare riferimento all’art. 101 del TFUE.
http://www.studiolegaleadamo.it/wp-content/uploads/2007/08/newsletter.gif 138 200 Studio Legale Adamo http://www.studiolegaleadamo.it/wp-content/uploads/2015/11/Studio-legale-Adamo-logo.png Studio Legale Adamo2011-10-26 17:17:192011-10-26 17:17:19Johnson&Johnson e Novartis
Antitrust ed interazione tra le parti
La Commissione europea ha recentemente adottato una serie di misure volte a migliorare l’interazione tra le parti coinvolte in un procedimento antitrust
La Commissione europea ha recentemente adottato una serie di misure volte a migliorare l’interazione tra le parti coinvolte in un procedimento antitrust ed a rafforzare i meccanismi di tutela dei diritti procedurale delle parti stesse (Best practice guidelines on antitrust proceedings).
Tali misure dovranno concorrere ad aumentare la trasparenza e l’equità dei procedimenti per violazione del diritto antitrust. Inoltre, le parti coinvolte riceveranno maggiori informazioni su come relazionarsi con i servizi della Commissione durante lo svolgimento del procedimento.
Tra le novità più rilevanti sviluppate a seguito di consultazione pubblica e sulla base dell’esperienza pratica, si annoverano:
– una miglior informazione delle parti nella comunicazione degli addebiti per l’eventuale imposizione di ammende;
– l’estensione delle riunioni sullo stato di avanzamento anche ai casi di cartello ed agli autori delle denunce in circostanze specifiche;
– miglior accesso per i denunzianti ed i terzi alle principali informazioni trasmesse, quali studi economici, prima della comunicazione degli addebiti;
– la pubblicazione, in forma integrale o in sintesi, delle decisioni di rigetto delle denunce.
Il pacchetto comprende anche la revisione del mandato del consigliere-auditore, che ne rafforza il ruolo e ne amplia le funzioni. In particolare, per quanto riguarda la fase dell’indagine, il consigliere-uditore ora può:
– risolvere questioni relative alla riservatezza delle comunicazioni tra le imprese e i loro consulenti legali esterni (“legal professional privilege”);
– intervenire quando un’impresa ritiene di non essere stata informata in merito al proprio status procedurale;
– essere interpellato dalle parti qualora queste ritengano che non dovrebbero essere obbligate a rispondere a domande che potrebbero spingerle ad ammettere di avere commesso un’infrazione;
– intervenire nelle controversie relative alla proroga dei termini per rispondere alle richieste di informazioni a norma dell’articolo 18, paragrafo 3, del regolamento 1/2003 relativo all’antitrust.
http://www.studiolegaleadamo.it/wp-content/uploads/2007/08/newsletter.gif 138 200 Studio Legale Adamo http://www.studiolegaleadamo.it/wp-content/uploads/2015/11/Studio-legale-Adamo-logo.png Studio Legale Adamo2011-10-26 16:54:102011-10-26 16:54:10Antitrust ed interazione tra le parti
Catricalà sul mercato assicurativo
A seguito di un’istruttoria avviata nel 2010 dall’Autorità, in data 12 ottobre 2011, si è svolta l’audizione del Presidente dell’AGCM in relazione alle prime elaborazioni sui dati raccolti.
Il discorso è stato introdotto con un excursus sul contesto economico e normativo nel quale si inquadra il cd. mercato dell’RC auto. Già con riferimento a tale profilo è possibile apprezzare la complessità della materia, dovuta, tra l’altro, ad una notevole stratificazione normativa intervenuta dal 2005 in poi. Particolarmente interessanti anche alcune comparazioni su base regionale svolte dall’Autorità sull’andamento dei prezzi dei premi assicurativi in discorso (cfr. pp. 9 e ss.). Infine deve darsi atto della consapevolezza maturata dall’Autorità riguardo all’asimmetria informativa a danno dei consumatori (cfr. pp. 14 e ss.).
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Cassazione: il Poker live è uno sport
Cassazione: il Poker live non è azzardo ma sport
La Corte di Cassazione con una recente pronuncia dell’ottobre 2011 ha statuito che il gioco del poker non è azzardo ma sport, pertanto i campionati di hold’em poker sono “legali”.
La Cassazione ha respinto il ricorso della Procura contro il dissequestro di un circolo a Palermo, stabilendo che i tornei di poker texano sono legali, in quanto si tratta di uno sport e non di gioco d’azzardo. Infatti la sentenza precisa che nei tornei di poker “il successo dipende dall’abilità”.
Fonte: ANSA, clicca qui
24 ottobre 2011 /0 Commenti/da Studio Legale Adamo
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L'Aquila: iniziato il processo alla Commissione grandi rischi
Processo alla Commissione grande rischi
Il 20 settembre 2011, ha avuto inizio il processo alla Commissione grandi rischi, organismo consultivo tecnico scientifico della presidenza del Consiglio, la quale una settimana prima del terremoto del 6 aprile 2009, avrebbe rassicurato gli organi competenti, oltre che i cittadini aquilani, circa lo sciame sismico che colpiva in quei giorni la città de l’Aquila.
Secondo le tesi dei pm, nella riunione della Commissione, avvenuta prima del terremoto, ci fu “una valutazione del rischio sismico approssimativa, generica e inefficace in relazione alla attività della Commissione e ai doveri di prevenzione e previsione del rischio sismico”. Sono sette gli imputati accusati di omicidio colposo, lesioni personali colpose e cooperazione nel delitto colposo. Il risarcimento chiesto dalle parti civili ammonterebbe ad un totale di 50 milioni di euro.
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Sentenza UE – trasmissioni ad accesso condizionato
Sentenza della Grande Sezione della Corte di Giustizia europea sulle trasmissioni ad accesso condizionato e diritto d’autore
In materia di trasmissioni ad accesso condizionato e diritto d’autore la Corte di Giustizia Europea ha statuito:
3) L’art. 56 TFUE deve essere interpretato nel senso che – esso osta ad una normativa di uno Stato membro per effetto della quale siano illecite l’importazione, la vendita e l’utilizzazione, nello Stato membro medesimo, di dispositivi di decodificazione stranieri che consentano l’accesso ad un servizio codificato di radiodiffusione via satellite proveniente da un altro Stato membro contenente oggetti protetti dalla normativa di tale primo Stato, – tale conclusione non è inficiata né dalla circostanza che il dispositivo di decodificazione straniero sia stato ottenuto o attivato mediante l’indicazione di una falsa identità e di un falso recapito, con l’intento di eludere la restrizione territoriale in questione, né dalla circostanza che tale dispositivo venga utilizzato a fini commerciali pur essendo riservato ad un uso a fini privati.
6) Gli atti di riproduzione del genere di quelli oggetto del procedimento C 403/08, effettuati nella memoria di un decodificatore satellitare e su uno schermo televisivo, rispondono ai requisiti indicati all’art. 5, n. 1, della direttiva 2001/29 e possono essere quindi compiuti senza l’autorizzazione dei titolari dei diritti d’autore di cui trattasi.
Di seguito il testo completo della sentenza della Corte di di Giustizia europea sulle trasmissioni ad accesso condizionato e diritto d’autore.
ii) Sulla sussistenza di una restrizione
alla libera prestazione di servizi
– della direttiva del Consiglio 3 ottobre 1989, 89/552/CEE, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l’esercizio delle attività televisive (GU L 298, pag. 23), come modificata dalla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 30 giugno 1997, 97/36/CE (GU L 202, pag. 60; in prosieguo: la «di
rettiva “televisione senza frontiere”»),
«(…) ai fini della presente direttiva, gli eventi di particolare rilevanza per la società devono rispondere a determinati criteri, ossia essere eventi
di straordinaria importanza che presentano interesse per il pubblico in generale nell’Unione europea o in un determinato Stato membro o in una parte […] significativa di uno Stato membro e sono organizzati in anticipo da un organizzatore legittimato a vendere i diritti relativi a tali eventi».
a) “servizio protetto”, uno dei servizi seguenti laddove sia fornito a pagament
o e mediante un sistema di accesso condizionato:
«Gli Stati membri riconoscono agli autori il diritto esclusivo di autorizzare o vietare qualsiasi comunicazione al pubblico, su filo o senza filo, delle loro opere, compresa la messa a disposizione
del pubblico delle loro opere in maniera tale che ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento scelti individualmente».
33 Tali diritti vengono quindi concessi agli enti di radiodiffusione televisiva per mezzo di una procedura di gara aperta che inizia con l’invito a presentare offerte su base mondiale, regionale, ovvero zona per zona. La domanda determina quindi la base territoriale sulla quale la FAPL cede i propri diritti internazionali. Tuttavia, in linea
di principio, tale base è nazionale, considerato che esiste solamente una domanda limitata, da parte delle imprese offerenti, per i diritti mondiali o paneuropei, in quanto gli enti radiotelevisivi funzionano abitualmente su base territoriale ed alimentano il mercato interno o nel rispettivo paese o in un piccolo gruppo di paesi limitrofi di lingua comune.
46 La FAPL e a. sostengono che tali soggetti violano i loro diritti protetti dall’art. 298 della legge in materia di diritto d’autore, modelli e brevetti in quanto effettuano operazioni commerciali ovvero, come nel caso dei tre convenuti n
el terzo procedimento, in quanto detengono a fini commerciali dispositivi di decodificazione stranieri concepiti o adattati per consentire l’accesso ai servizi della FAPL e a. senza autorizzazione.
a) se la questione intesa ad accertare se tali opere siano state riprodotte in tutto o in parte debba essere risolta in base alle norme del diritto d’autore nazionale relative a cosa costituisca un’illeci
ta riproduzione di un’opera tutelata dal diritto d’autore, o se dipenda dall’interpretazione dell’art. 2 della direttiva [sul diritto d’autore].
a) se l’art. 81, n
. 1, CE debba essere interpretato nel senso che si applichi a tale obbligo per il solo motivo che debba ritenersi che esso abbia per oggetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza;
a) se l’art. 81, n. 1, CE debba essere interpretato nel senso che si applichi a tale obbligo per il solo motivo che d
ebba ritenersi che esso abbia per oggetto impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza,
67 Alla luce delle suesposte considerazioni, le questioni poste devono essere risolte nel senso che la nozione di «dispositivo illecito» ai sensi dell’art. 2, lett. e), della direttiva sull’accesso condizionato deve essere interpretata nel senso che
essa non ricomprende né i dispositivi di decodificazione stranieri, né quelli ottenuti o attivati mediante l’indicazione di un falso nome e di un falso recapito, né quelli che siano stati utilizzati in violazione di una restrizione contrattuale che ne consenta l’utilizzazione unicamente a fini privati.
81 Ciò vale
, segnatamente, qualora la messa a disposizione di apparecchiature di tal genere costituisca solamente una modalità concreta di organizzazione o di funzionamento di tale servizio e qualora tale attività non presenti finalità proprie, ma sia volta a consentire di beneficiare del servizio stesso. Ciò premesso, l’attività consistente nella messa a disposizione di apparecchiature di tal genere non può essere valutata a prescindere dall’attività connessa al servizio cui la prima attività si ricollega (v., per analogia, sentenza Schindler, cit., punti 22‑25).
111 Ciò premesso, si deve anzitutto sottolineare che i titolari dei diritti oggetto delle cause principali ricevono un compenso per la radiodiffusione degli oggetti protetti dallo Stato membro di emissione in cui si presume che l’atto di radiodiffusione abbia avuto l
uogo, ai sensi dell’art. 1, n. 2, lett. b), della direttiva sulla radiodiffusione via satellite, ed in cui tale compenso adeguato è quindi dovuto.
125 Alla luce di tutte le suesposte considerazioni, le questioni poste devono essere risolte affermando che l’art. 56 TFUE dev’essere interpretato nel senso che osta ad una normativa di uno Stato membro per effetto della quale siano illecite l’importazione, la vendita e l’utilizzazione, nello Stato medesimo, di dispositivi di decodificazione stranieri che consentano l’accesso ad un servizio codificato di radiodiffusione via satellite provenien
te da un altro Stato membro contenente oggetti protetti dalla normativa di tale primo Stato.
137 Quanto ai contratti di licenza di diritti di proprietà intellettuale, dalla giurisprudenza della Corte emerge che la sola circostanza che il titolare dei diritti abbia concesso ad un unico licenziatario il diritto esclusivo di radiodiffusione di
un oggetto protetto a partire da uno Stato membro e, quindi, di vietarne la diffusione da parte di altri, per un periodo determinato, non è tuttavia sufficiente per affermare che tale accordo presenti un oggetto anticoncorrenziale (v., in tal senso, sentenza 6 ottobre 1982, causa 262/81, Coditel e a., detta «Coditel II», Racc. pag. 3381, punto 15).
150 Per quanto riguarda poi, gli enti di radiodiffusione quali la Multichoice Hellas, questi poss
ono invocare il diritto di fissazione delle loro emissioni previsto dall’art. 7, n. 2, della direttiva sui diritti connessi, o il diritto di comunicazione al pubblico delle loro emissioni ai sensi dell’art. 8, n. 3, della direttiva medesima o, ancora, il diritto di riproduzione delle fissazioni delle nuove emissioni, sancito dall’art. 2, lett. e), della direttiva sul diritto d’autore.
196 Ciò detto, si deve dichiarare che il proprietario di un bar-ristorante procede ad una comunicazione qualora trasmetta volutamente opere radiodiffuse, mediante uno schermo televisivo ed altoparlan
ti, a clienti presenti nel proprio locale.
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Diporto Nautico in Italia – Anno 2010
Il volume “Diporto nautico in Italia – Anno 2010” è stato presentato in occasione del “51° Salone Nautico Internazionale” di Genova. E’ stato redatto dall’Ufficio di Statistica dell’Amministrazione, insieme al Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, alle Capitanerie di Porto, alle Autorità Portuali ed agli Uffici della Motorizzazione Civile del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Il volume analizza i principali risultati di rilevazioni statistiche annuali sulle infrastrutture e sulla consistenza del naviglio da diporto, sulle patenti nautiche e sui sinistri.
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