Source: https://www.diritto.it/articoli/amministrativo/palombella.html
Timestamp: 2018-12-14 17:23:17+00:00
Document Index: 128996370

Matched Legal Cases: ['art.5', 'art. 4', 'art.10', 'art. 22', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 2']

inserito in Diritto&Diritti nel novembre 2002
Il D.P.R. n. 380/01 (T.U. dell’edilizia) ed il D.L. 20 giugno 2002, n. 122 convertito dalla Legge 1 agosto 2002, n. 185 – La mancata riforma dell’urbanistica
Dott. Donato N. L. Palombella
Le innovazione legislative del 2001 – Il D.P.R. 380/01 e la L.443/01
Il D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (T.U. sull’edilizia)
La Legge 27 dicembre 2001 n. 433 (Legge Lunardi)
La materia urbanistica (o meglio, del governo del territorio), è sempre stata costituita da un complesso di norme disarticolate per cui la pubblicazione del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia – più comunemente indicato come T.U. sull’edilizia) è stata salutata con estrema soddisfazione dagli operatori del settore.
Da tempo si attendeva, infatti, un intervento organico che, oltre a razionalizzare la materia, fosse in grado di introdurre, a livello normativo statale, le più recenti innovazioni prodotte in ambito regionale.
Ci si riferisce, al riguardo, alle leggi regionali della Lombardia (L.R. 22/1999), Toscana (L.R. 52/1999) e Campania (L.R. 19/2001) che avevano introdotto, non senza difficoltà, procedure meno complesse per la realizzazione delle opere, quali la Super-Dia.
A proposito di Super DIA, si rammenta come l’applicazione di tale “procedura semplificata”, accolta dagli operatori con estremo entusiasmo, ha causato dei forti dubbi in quanto, si è sostenuto a più riprese che la legge regionale non potesse sostituirsi o essere in contrasto con la normativa statale (C. Cass., sez. III penale, 23/1/2001, n. 204 – C. Cass., sez. III penale, 25/1/01 n.263).
L’anno 2001 è stato caratterizzato, nella materia in esame, da tre importanti provvedimenti legislativi:
- la Legge Costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al Titolo V della parte seconda della Costituzione) che da disciplinato i rapporti Stato - Regione in senso “federalista”;
- il D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (c.d. T.U. sull’edilizia, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 20 ottobre 2001, n. 245, supplemento n. 239);
- la Legge 21 dicembre 2001, n. 443 (c.d. Legge Lunardi o Legge Obiettivo, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 27 dicembre 2001, n. 299, supplemento ordinario).
Questi ultimi due provvedimenti sono frutto di forze politiche diverse: il D.P.R. n. 380/2001 è stato voluto dal Governo Amato, l’ultimo della XIII Legislatura, ove la Legge n. 443/2001 è espressione del Governo Berlusconi e costituisce applicazione del c.d. “pacchetto 100 giorni edilizia – padroni a casa nostra!”.
Nella sostanza i due provvedimenti differiscono tra loro principalmente per la struttura e l’ambito di applicazione; il D.P.R. n. 380/2002 si presenta con una “struttura” più complessa ed organica, ponendosi come un provvedimento capace di “ridisegnare” la materia (si parla, per l’appunto, di testo unico dell’edilizia), ove la c.d. Legge Lunardi si limita a delle affermazioni di principio, ponendosi degli obiettivi per la futura regolamentazione della materia (da cui il nome di Legge Obiettivo).
Il D.P.R. n. 380/2001, facendo propri i principi dello snellimento amministrativo e di un più intenso contatto tra p.a. e cittadini, introduce (art.5) lo “sportello unico dell’edilizia”, sulla scia dell’esperienza acquisita dallo “sportello unico delle attività produttive”, semplificando, quindi, sia l’organizzazione degli uffici comunali che i rapporti tra “cittadino” e pubblica amministrazione.
Sempre in tema di “semplificazione”, la Commissione Edilizia diviene un organo non necessario; se il Comune vuole costituirla, deve disciplinarne i compiti in maniera espressa (art. 4).
In tema di titoli abilitativi, presenta una bipartizione tra “permesso di costruire” (art.10 e segg.) che sostituisce la “Concessione Edilizia”, e “denuncia di inizio attività” [1] (art. 22 e segg.); scompare, invece, l’autorizzazione ad eseguire i lavori.
Elenca e definisce (art. 3), i possibili interventi edilizi riconducendoli ad alcune precise tipologie, quali: manutenzione ordinaria; manutenzione straordinaria; restauro e risanamento conservativo; ristrutturazione edilizia; nuova costruzione; ristrutturazione urbanistica.
Sotto il profilo della “organicità” dell’ordinamento, abroga ben 18 provvedimenti diversi tra leggi e decreti.
Introduce il “silenzio-rifiuto” di fronte all’inerzia dell’amministrazione nell’ipotesi di inerzia a fronte di istanza di permesso di costruire (ovvero concessione edilizia), con possibilità di ricorso al T.A.R. o all’intervento “sostitutivo” della Regione (art. 20).
A prima vista la L. n. 433/2001 (c.d. Legge Lunardi o Legge obiettivo) appare meno strutturata (risulta costituita da un solo articolo diviso in diciannove comma); sostanzialmente contiene delle indicazioni di “principio” sia nella disciplina delle c.d. “grandi opere” che in materia edilizia (comma 6 e segg.); contiene, inoltre, la delega al Governo, da esercitarsi entro il 31/12/2002 [2], per l’armonizzazione della legislazione in materia.
Per quel che riguarda i titoli abilitativi, continua la tripartizione tra Concessione edilizia, autorizzazione e dichiarazione inizio attività.
Valore innovativo riveste, invece, l’introduzione a livello di normativa statale, della la c.d. “Super D.I.A.” non solo per tutti gli interventi edilizi minori ma anche per gli immobili soggetti a tutela storico-artistica e paesaggistico-ambientale.
Il sovrapporsi di due provvedimenti legislativi quali il T.U sull’edilizia e la Legge Lunardi (peraltro espressione di “forze politiche” diverse) ha creato una serie ostacoli e problemi di “armonizzazione”.
Occorre peraltro ricordare che il T.U. sull’edilizia non era nato sotto i migliori auspici; varato dal Governo il 16 febbraio 2001 e pubblicato il successivo 20 ottobre, sarebbe entrato in vigore dopo 180 giorni (forse in coincidenza col nuovo anno).
Il Governo era riuscito ad attuare un percorso non facile ed irto di ostacoli che ha visto l’intervento “correttivo” della Conferenza Unificata, del Consiglio di Stato e della Commissione Ambiente; anche le pressioni esercitate dalle Regioni (ove era già stata introdotto la Superdia) che cercavano di “allargare” la propria autonomia, specie nel campo di applicazione della D.I.A., era stato efficacemente arginato.
I problemi di coordinamento erano già noti, basti pensare che alla data di pubblicazione del D.P.R. n. 380/01 (ottobre 2001), era già in discussione la Legge Obiettivo ed il provvedimento noto con lo slogan “padroni a casa nostra”.
Purtroppo le problematiche si sono dimostrate insormontabili ed in attesa di una loro soluzione, l’entrata in vigore del D.P.R. n. 380/2001, prevista per il 1° gennaio 2002, è stata rinviata, con successivi provvedimenti, prima al 30 giugno 2002 (con Legge 31 dicembre 2001, n. 463 in G.U. 9/1/02, n. 7), quindi al 1° gennaio 2003 (con Decreto Legge 20 giugno 2002, n.122 in G.U. 21/6/02, n. 144) e da ultimo (con la legge di conversione, 1° agosto 2002, n. 185 in G.U. 19/8/02, n. 193), al 30 giugno 2003.
Anche se il D.P.R. 380/01 non rispondeva totalmente alle aspettative “innovative” degli operatori, rappresentava pur sempre un valido sforzo verso una regolamentazione organica della materia.
La mancata entrata in vigore del T.U. dell’edilizia, vede frustrata l’attesa di quanti attendevano, ormai da tempo, un provvedimento che rispondesse alle nuove esigenze del settore regolamentando la materia in maniera organica e semplificando l’attività edilizia sia dal punto di vista dei procedimenti autorizzativi, che sul piano dell’organizzazione degli uffici comunali e dei rapporti con i cittadini, e rappresenta una mancata occasione di crescita.
L’attuale mancanza di certezze, infatti, crea disagio, accresciuto ancor di più dalla circostanza che i tempi per l’esercizio della delega sull’armonizzazione della normativa edilizia (di cui alla Legge n. 443/01) non saranno rispettati.
L’anno in corso, pertanto, sarà purtroppo ricordato come quello della mancata riforma dell’edilizia. (riproduzione riservata).
[1] La D.I.A., è stata introdotta nel ns ordinamento dall’art. 2. comma 60.7 let. h) della Legge 23 dicembre 1996, n. 662 (Collegato alla legge finanziaria 1997).
[2] Nel corso di un recente (ottobre 2002) seminario sulla riforma urbanistica a Palazzo Marini, il Ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi, confermando che tra le priorità dell’Esecutivo vi è la legge per il governo del territorio, ha dichiarato che la nuova normativa sarà all’esame del Parlamento all’inizio del 2003.