Source: http://www.ingegneri.info/normativa/ministero-della-salute-decreto-12-luglio-2007-n-155-regolamento-attuativo-dellarticolo-70-comma-9-del-decreto-legislativo-19-settembre-1994-n-626-registri-e-cartelle-sanitarie-dei-lavorat/
Timestamp: 2019-01-18 20:47:27+00:00
Document Index: 152032858

Matched Legal Cases: ['art.  70', 'art. 17', 'art.  69', 'art.  69', 'art. 8', 'art. 16', 'art.   11', 'art. 15', 'art.  16', 'art.  20', 'art. 26', 'art.  393', 'art.  26', 'art.    393', 'art. 394', 'art.   395', 'art. 70', 'art. 63', 'art. 62', 'art. 4', 'art.  4', 'art. 9', 'arte\n2', 'art.  162', 'art. 160', 'art. 157', 'art. 157', 'art. 160', 'art.  90', 'art.  81', 'arte\n3', 'art. 70', 'art. 70', 'art.  15', 'art.  70', 'art.  20', 'art.  70']

MINISTERO DELLA SALUTE - DECRETO 12 Luglio 2007, n. 155 - Regolamento attuativo dell'articolo 70, comma 9, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626. Registri e cartelle sanitarie dei lavoratori esposti durante il lavoro ad agenti cancerogeni. (GU n. 217 del 18-9-2007 | Ingegneri.info
<AGENZIA DEL TERRITORIO – COMUNICATO – Elenco dei comuni per i quali sono state eseguite le rettifiche d’ufficio, in autotutela, delle variazioni colturali derivanti dalle dichiarazioni presentate nell’anno 2006
MINISTERO DEI TRASPORTI – DECRETO 22 Giugno 2007>
MINISTERO DELLA SALUTE – DECRETO 12 Luglio 2007, n. 155 – Regolamento attuativo dell’articolo 70, comma 9, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626. Registri e cartelle sanitarie dei lavoratori esposti durante il lavoro ad agenti cancerogeni. (GU n. 217 del 18-9-2007
MINISTERO DELLA SALUTE - DECRETO 12 Luglio 2007, n. 155 - Regolamento attuativo dell'articolo 70, comma 9, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626. Registri e cartelle sanitarie dei lavoratori esposti durante il lavoro ad agenti cancerogeni. (GU n. 217 del 18-9-2007 )
DECRETO 12 Luglio 2007 , n. 155
Regolamento   attuativo   dell’articolo 70,   comma 9,   del  decreto
legislativo  19 settembre 1994, n. 626. Registri e cartelle sanitarie
dei lavoratori esposti durante il lavoro ad agenti cancerogeni.
IL   MINISTRO   PER  LE  RIFORME  E  LE  INNOVAZIONI  NELLA  PUBBLICA
Visto  il  decreto  legislativo  19 settembre  1994,  n.  626  e in
particolare   l’articolo 70,   comma 9,   e  l’articolo 17,  comma 1,
lettera d),  che  prevedono  rispettivamente  la  determinazione  dei
modelli  e  delle  modalita’  di  tenuta  del registro delle cartelle
sanitarie e di rischio dei lavoratori esposti ad agenti cancerogeni e
l’istituzione da parte del medico competente della cartella sanitaria
e di rischio per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria;
Vista   la   legge  23 agosto  1988,  n.  400,  ed  in  particolare
Visto  il  decreto  legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e successive
modificazioni  recante  il  Codice  in materia di protezione dei dati
personali, ed in particolare l’articolo 20;
Sentita  la  Commissione  consultiva  permanente per la prevenzione
degli  infortuni  e  l’igiene  del lavoro di cui all’articolo 393 del
decreto  del  Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, nel
testo    sostituito    dall’articolo 26   del   decreto   legislativo
19 settembre 1994, n. 626;
Sentito  il parere dell’AIPA ora Centro Nazionale per l’Informatica
Udito  il  parere  interlocutorio  del  Consiglio di Stato espresso
dalla  sezione  consultiva  per gli atti normativi nella adunanza del
4 maggio 2000 e il parere del 16 aprile 2007;
effettuata  con  nota  n.  100.1/1667-G/1956,  dell’11 maggio 2007, a
norma dell’articolo 17, comma 3, della citata legge n. 400 del 1988;
Ambito, finalita’ e campo di applicazione
1. Il  regolamento  si  applica  ai settori di attivita’ pubblici o
privati  rientranti nel campo di applicazione del decreto legislativo
19 settembre 1994, n. 626 e successive modificazioni.
2. I  dati  relativi  agli  accertamenti  sanitari e la conseguente
registrazione degli stessi nelle cartelle sanitarie o nel registro di
cui ai successivi articoli possono essere trattati esclusivamente per
le finalita’ di igiene e sicurezza del lavoro.
– Il  testo  dell’art.  70, e dell’art. 17, del decreto
legislativo  19 settembre  1994,  n.  626 (Attuazione delle
direttive  89/391/CEE,  89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE,
90/269/CEE,  90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/88/CEE,
95/63/CE,    97/42/CE,    98/24/CE,   99/38/CE,   99/92/CE,
2001/45/CE,   2003/10/CE   e   2003/18/CE   riguardanti  il
miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori
durante  il  lavoro),  pubblicato  nelle Gazzette Ufficiali
12 novembre 1994, n. 265, S.O., e’ il seguente:
ï¿½Art.    70 (Registro   di   esposizione   e   cartelle
sanitarie). – 1. I  lavoratori  di  cui  all’art.  69  sono
iscritti  in  un  registro  nel  quale  e’  riportata,  per
ciascuno  di essi, l’attivita’ svolta, l’agente cancerogeno
o    mutageno   utilizzato   e,   ove   noto,   il   valore
dell’esposizione a tale agente. Detto registro e’ istituito
ed  aggiornato  dal  datore di lavoro che ne cura la tenuta
per  il  tramite del medico competente. Il responsabile del
servizio   di   prevenzione  ed  i  rappresentanti  per  la
sicurezza hanno accesso a detto registro.
2. Il medico competente, per ciascuno dei lavoratori di
cui  all’art.  69,  provvede  ad istituire e aggiornare una
cartelle sanitaria e di rischio, custodita presso l’azienda
o  l’unita’  produttiva sotto la responsabilita’ del datore
3. Il   datore   di   lavoro   comunica  ai  lavoratori
interessati,   su   richiesta,   le   relative  annotazioni
individuali  contenute  nel  registro  di cui al comma 1 e,
tramite   il  medico  competente,  i  dati  della  cartella
sanitaria e di rischio.
4. In  caso  di  cessazione  del rapporto di lavoro, il
datore  di  lavoro  invia  all’Istituto  superiore  per  la
prevenzione  e la sicurezza sul lavoro – ISPESL la cartella
sanitaria   e   di   rischio   del  lavoratore  interessato
unitamente   alle  annotazioni  individuali  contenute  nel
registro e ne consegna copia al lavoratore stesso.
5. In  caso di cessazione di attivita’ dell’azienda, il
datore  di  lavoro consegna il registro di cui al comma 1 e
le cartelle sanitarie e di rischio all’ISPESL.
6. Le annotazioni individuali contenute nel registro di
cui  al  comma 1  e le cartelle sanitarie e di rischio sono
conservate  dal  datore di lavoro almeno fino a risoluzione
del  rapporto  di  lavoro e dall’ISPESL fino a quarant’anni
dalla  cessazione  di  ogni  attivita’ che espone ad agenti
cancerogeni o mutageni.
7. I    registri   di   esposizione,   le   annotazioni
individuali  e  le  cartelle  sanitarie  e  di rischio sono
custoditi   e   trasmessi   con  salvaguardia  del  segreto
professionale e del trattamento dei dati personali.
8. Il  datore  di  lavoro,  in  caso di esposizione del
lavoratore  ad  agenti cancerogeni, oltre a quanto previsto
ai commi da 1 a 7:
a) consegna  copia  del  registro  di  cui al comma 1
all’ISPESL   ed  all’organo  di  vigilanza  competente  per
territorio,  e comunica loro ogni tre anni, e comunque ogni
qualvolta  i  medesimi ne facciano richiesta, le variazioni
b) consegna,  a  richiesta, all’Istituto superiore di
sanita’ copia del registro di cui al comma 1;
c) in  caso  di cessazione di attivita’ dell’azienda,
consegna copia del registro di cui al comma 1 all’organo di
vigilanza competente per territorio;
d) in  caso  di assunzione di lavoratori che hanno in
precedenza  esercitato  attivita’ con esposizione ad agenti
cancerogeni,  il  datore  di lavoro chiede all’ISPESL copia
delle annotazioni individuali contenute nel registro di cui
al  comma 1,  nonche’  copia  della cartella sanitaria e di
rischio,  qualora  il  lavoratore non ne sia in possesso ai
9. I  modelli  e  le modalita’ di tenuta del registro e
delle  cartelle sanitarie e di rischio sono determinati con
decreto  del  Ministro  delle  sanita’,  di  concerto con i
Ministri  per  la  funzione  pubblica  e del lavoro e della
previdenza   sociale,  sentita  la  commissione  consultiva
10. L’ISPESL  trasmette  annualmente al Ministero della
sanita’  dati di sintesi relativi al contenuto dei registri
di  cui al comma 1 ed a richiesta li rende disponibili alle
regioni.ï¿½.
ï¿½Art.   17 (Il   medico   competente). – 1. Il   medico
a) collabora  con  il  datore  di  lavoro  e  con  il
servizio  di  prevenzione  e  protezione di cui all’art. 8,
sulla  base  della specifica conoscenza dell’organizzazione
dell’azienda   ovvero   dell’unita’   produttiva   e  delle
situazioni di rischio, alla predisposizione dell’attuazione
delle  misure  per la tutela della salute e dell’integrita’
b) effettua gli accertamenti sanitari di cui all’art.
c) esprime  i  giudizi  di  idoneita’  alla  mansione
specifica al lavoro, di cui all’art. 16;
d) istituisce   ed   aggiorna,   sotto   la   propria
responsabilita’,   per   ogni   lavoratore   sottoposto   a
sorveglianza sanitaria, una cartella sanitaria e di rischio
da  custodire  presso  il datore di lavoro con salvaguardia
e) fornisce    informazioni    ai    lavoratori   sul
significato degli accertamenti sanitari cui sono sottoposti
e,  nel  caso  di esposizione ad agenti con effetti a lungo
termine,  sulla  necessita’  di  sottoporsi ad accertamenti
sanitari   anche  dopo  la  cessazione  dell’attivita’  che
comporta  l’esposizione a tali agenti. Fornisce altresi’, a
richiesta,  informazioni  analoghe  ai  rappresentanti  dei
f) informa  ogni lavoratore interessato dei risultati
degli  accertamenti  sanitari  di  cui alla lettera b) e, a
richiesta   dello   stesso,   gli   rilascia   copia  della
g) comunica,  in  occasione  delle  riunioni  di  cui
all’art.   11,   ai  rappresentanti  per  la  sicurezza,  i
risultati  anonimi  collettivi degli accertamenti clinici e
strumentali   effettuati   e   fornisce   indicazioni   sul
significato di detti risultati;
h) congiuntamente  al  responsabile  del  servizio di
prevenzione e protezione dai rischi, visita gli ambienti di
lavoro   almeno   due   volte  all’anno  e  partecipa  alla
programmazione    del    controllo   dell’esposizione   dei
lavoratori   i   cui   risultati   gli   sono  forniti  con
tempestivita’  ai  fini  delle  valutazioni e dei pareri di
i) fatti  salvi  i  controlli  sanitari  di  cui alla
lettera b),   effettua  le  visite  mediche  richieste  dal
lavoratore  qualora  tale  richiesta sia correlata a rischi
l) collabora   con   il   datore   di   lavoro   alla
predisposizione  del  servizio  di  pronto  soccorso di cui
all’art. 15;
m) collabora    all’attivita’    di    formazione   e
informazione di cui al capo VI.
2. Il  medico  competente  puo’ avvalersi, per motivate
ragioni,  della collaborazione di medici specialisti scelti
dal datore di lavoro che ne sopporta gli oneri.
3. Qualora   il  medico  competente,  a  seguito  degli
accertamenti   di  cui  all’art.  16,  comma 2  esprima  un
giudizio  sull’inidoneita’  parziale  o temporanea o totale
del lavoratore, ne informa per iscritto il datore di lavoro
e il lavoratore.
4. Avverso  il  giudizio  di  cui al comma 3 e’ ammesso
ricorso,  entro  trenta  giorni dalla data di comunicazione
del    giudizio    medesimo,    all’organo   di   vigilanza
territorialmente  competente  che  dispone,  dopo eventuali
ulteriori  accertamenti,  la  conferma,  la  modifica  o la
5. Il  medico  competente  svolge  la  propria opera in
qualita’ di:
a) dipendente  da  una  struttura  esterna pubblica o
privata convenzionata con l’imprenditore per lo svolgimento
dei compiti di cui al presente capo;
6. Qualora  il  medico  competente  sia  dipendente del
datore  di  lavoro,  questi  gli  fornisce  i  mezzi  e gli
assicura  le  condizioni  necessarie per lo svolgimento dei
suoi compiti.
7. Il  dipendente  di  una  struttura pubblica non puo’
svolgere l’attivita’ di medico competente, qualora esplichi
attivita’ di vigilanza.ï¿½.
Ministri) reca:
ï¿½3. Con  decreto  ministeriale  possono essere adottati
4. I  regolamenti  di  cui  al comma 1 ed i regolamenti
denominazione di ï¿½regolamentoï¿½, sono adottati previo parere
– Il   testo   dell’art.  20  del  decreto  legislativo
30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei
dati personali), e’ il seguente:
ï¿½Art.  20 (Principi applicabili al trattamento dei dati
2. Nei  casi in cui una disposizione di legge specifica
3. Se  il  trattamento non e’ previsto espressamente da
dell’art. 26, comma 2 il trattamento dei dati sensibili. Il
trattamento  e’  consentito  solo  se  il soggetto pubblico
4. L’identificazione  dei  tipi di dati e di operazioni
– Il  testo  dell’art.  393  del decreto del Presidente
della  Repubblica  27 aprile  1955,  n.  547  (Norme per la
prevenzione degli infortuni sul lavoro), reca:
ï¿½Art. 393 (Costituzione della commissione). – 1. Presso
il  Ministero  del  lavoro  e  della  previdenza sociale e’
istituita  una  commissione  consultiva  permanente  per la
prevenzione degli infortuni e per l’igiene del lavoro. Essa
e’  presieduta  dal  Ministro del lavoro e della previdenza
sociale  o  dal direttore generale della Direzione generale
dei rapporti di lavoro da lui delegato, ed e’ composta da:
a) cinque  funzionari  esperti designati dal Ministro
del lavoro e della previdenza sociale, di cui tre ispettori
del  lavoro,  laureati uno in ingegneria, uno in medicina e
chirurgia e uno in chimica o fisica;
b) il   direttore   e  tre  funzionari  dell’Istituto
superiore per la prevenzione e sicurezza del lavoro;
d) il  direttore  generale  competente  del Ministero
della  sanita’  ed un funzionario per ciascuno dei seguenti
Ministeri:  industria,  commercio  ed artigianato; interno;
ambiente  e  della Presidenza del Consiglio dei Ministri —
Dipartimento   della   funzione  pubblica  e  degli  affari
e) sei   rappresentanti   delle  regioni  e  province
autonome designati dalla Conferenza Stato-regioni;
f) un rappresentante dei seguenti organismi: Istituto
nazionale  assicurazioni  e  infortuni  sul  lavoro;  Corpo
nazionale  dei  vigili del fuoco; Consiglio nazionale delle
ricerche;  UNI; CEI; Agenzia nazionale protezione ambiente;
g) otto  esperti  nominati  dal Ministro del lavoro e
della    previdenza    sociale    su   designazione   delle
organizzazioni   sindacali   dei   lavoratori  maggiormente
h) otto  esperti  nominati  dal Ministro del lavoro e
organizzazioni   sindacali  dei  datori  di  lavoro,  anche
dell’artigianato   e   della   piccola   e  media  impresa,
i) un  esperto  nominato  dal  Ministro  del lavoro e
organizzazioni    sindacali    dei    dirigenti   d’azienda
maggiormente   rappresentative   a  livello  nazionale.  Ai
predetti  componenti, per le riunioni o giornate di lavoro,
non  spetta  il  gettone  di presenza di cui al decreto del
Presidente  della  Repubblica  11 gennaio  1956,  n.  5,  e
2. Per  ogni  rappresentante  effettivo e’ designato un
istituire  comitati speciali permanenti dei quali determina
4. La   commissione  puo’  chiamare  a  far  parte  dei
comitati di cui al comma 3 persone particolarmente esperte,
anche  su  designazione  delle  associazioni professionali,
dell’universita’ e degli enti di ricerca, in relazione alle
5. Le   funzioni   inerenti   alla   segreteria   della
commissione   sono   disimpegnate  da  due  funzionari  del
6. I componenti della commissione consultiva permanente
ed  i  segretari sono nominati con decreto del Ministro del
lavoro  e  della  previdenza  sociale su designazione degli
organismi competenti e durano in carica tre anni.ï¿½.
– Il   testo  dell’art.  26  del  gia’  citato  decreto
legislativo 19 settembre 1994, n. 626, reca:
ï¿½Art.  26 (Commissione  consultiva  permanente  per  la
prevenzione     degli     infortuni    e    l’igiene    del
lavoro). – 1. Sostituisce    l’art.    393,   decreto   del
Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547.
2. Sostituisce l’art. 394, decreto del Presidente della
Repubblica 27 aprile 1955, n. 547.
3. L’art.   395   del   decreto  del  Presidente  della
Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, e’ soppresso.ï¿½.
– Per i riferimenti al decreto legislativo 19 settembre
1994, n. 626, si vedano le note alle premesse.
1. Il  registro dei lavoratori esposti ad agenti cancerogeni di cui
all’articolo 70,  comma 1, del decreto legislativo 19 settembre 1994,
n.  626,  e  successive  modificazioni,  e’  istituito  dal datore di
lavoro,   conformemente   al   modello  di  cui  all’allegato 1,  che
costituisce  parte  integrante  del  presente regolamento e compilato
sulla  base  della  valutazione  di  cui  all’articolo 63  del citato
decreto legislativo n. 626 del 1994.
2. Il  registro  di  cui al comma 1 e’ costituito da fogli legati e
numerati progressivamente.
3. Il  datore  di  lavoro invia in busta chiusa, siglata dal medico
competente,  la  copia  del  registro  di cui al comma 1 all’Istituto
superiore  per  la  prevenzione  e la sicurezza del lavoro (ISPESL) e
all’organo di vigilanza competente per territorio entro trenta giorni
dalla sua istituzione.
– Per  il testo dell’art. 70 del decreto legislativo n.
626 del 1994 si vedano le note alle premesse.
– Il  testo dell’art. 63 del citato decreto legislativo
19 settembre 1994, n. 626, reca:
ï¿½Art.  63 (Valutazione  del  rischio). – 1. Fatto salvo
quanto  previsto  all’art. 62, il datore di lavoro effettua
una  valutazione  dell’esposizione  ad agenti cancerogeni o
mutageni,  i  risultati  della  quale  sono  riportati  nel
documento di cui all’art. 4, comma 2.
2. Detta valutazione tiene conto, in particolare, delle
caratteristiche  delle  lavorazioni,  della  loro  durata e
della   loro   frequenza,   dei   quantitativi   di  agenti
cancerogeni  o  mutageni  prodotti ovvero utilizzati, della
loro   concentrazione,  della  capacita’  degli  stessi  di
penetrare    nell’organismo   per   le   diverse   vie   di
assorbimento,   anche   in   relazione  al  loro  stato  di
aggregazione  e,  qualora  allo  stato  solido, se in massa
compatta  o  in scaglie o in forma polverulenta e se o meno
contenuti  in  una  matrice  solida  che  ne  riduce  o  ne
impedisce  la  fuoriuscita. La valutazione deve tener conto
di  tutti  i possibili modi di esposizione, compreso quello
in cui vi e’ assorbimento cutaneo.
3. Il datore di lavoro, in relazione ai risultati della
valutazione  di cui al comma 1, adotta le misure preventive
e   protettive   del   presente  titolo,  adattandole  alle
particolarita’ delle situazioni lavorative.
4. Il  documento  di  cui  all’art.  4, commi 2 e 3, e’
integrato con i seguenti dati:
a) le attivita’ lavorative che comportano la presenza
di  sostanze  o  preparati  cancerogeni  o  mutageni  o  di
processi   industriali   di   cui   all’allegato VIII,  con
l’indicazione  dei motivi per i quali sono impiegati agenti
cancerogeni o mutageni;
b) i   quantitativi   di  sostanze  ovvero  preparati
cancerogeni  o  mutageni prodotti ovvero utilizzati, ovvero
presenti come impurita’ o sottoprodotti;
c) il    numero   dei   lavoratori   esposti   ovvero
potenzialmente esposti ad agenti cancerogeni o mutageni;
d) l’esposizione  dei suddetti lavoratori, ove nota e
il grado della stessa;
e) le  misure preventive e protettive applicate ed il
tipo dei dispositivi di protezione individuale utilizzati;
f) le  indagini  svolte per la possibile sostituzione
degli  agenti  cancerogeni  o  mutageni  e  le sostanze e i
preparati eventualmente utilizzati come sostituti.
5. Il   datore   di   lavoro   effettua  nuovamente  la
valutazione di cui al comma 1 in occasione di modifiche del
processo produttivo significative ai fini della sicurezza e
della salute sul lavoro e, in ogni caso, trascorsi tre anni
dall’ultima valutazione effettuata.
6. Il  rappresentante per la sicurezza ha accesso anche
ai  dati di cui al comma 4, fermo restando l’obbligo di cui
all’art. 9, comma 3.ï¿½.
1. Le cartelle sanitarie e di rischio, di cui agli articoli 17 e 70
del  decreto  legislativo 19 settembre 1994, n. 626 sono compilate in
conformita’  al  modello  di cui all’allegato 2 che costituisce parte
2. I  documenti di cui al comma 1 sono costituiti da fogli legati e
3. E’  consentita  l’adozione  di  cartelle  sanitarie e di rischio
diverse  dal  modello  di  cui  all’allegato 2,  sempre  che vi siano
comunque inclusi i dati e le notizie indicati nell’allegato stesso.
4. Fatto  salvo  quanto  previsto dall’articolo 162 del decreto del
Presidente  della  Repubblica  30 giugno  1965,  n. 1124, le cartelle
sanitarie  di  cui  al comma 1 possono essere utilizzate anche per la
sorveglianza   sanitaria   prevista   dall’articolo 16   del  decreto
legislativo 19 settembre 1994, n. 626.
5. Nel  caso  di lavoratori esposti contemporaneamente a radiazioni
ionizzanti  e  ad  agenti  cancerogeni  per  i  quali e’ istituito il
documento  sanitario  personale ai sensi dell’articolo 90 del decreto
legislativo 17 marzo 1995, n. 230, il predetto documento va integrato
con le informazioni previste nel modello di cui all’allegato 2.
6. La   conservazione   dei  dati  sanitari  raccolti  deve  essere
assicurata  per  40  anni  dalla  cessazione  del  lavoro comportante
esposizione ad agenti cancerogeni.
7. La  conservazione  dei  dati raccolti deve essere assicurata per
30 anni   dalla  cessazione  del  lavoro  comportante  esposizione  a
radiazioni ionizzanti, e dovranno essere cancellati successivamente a
tale  termine dalla cartella sanitaria solo nel caso in cui tali dati
non  risultano indispensabili, quale fonte d’informazione polivalente
in relazione alla relativa esposizione anche ad agenti cancerogeni.
– Per  il  testo  degli  articoli  17  e 70 del decreto
legislativo  n.  626  del  1994  si  vedano  le  note  alle
– Il  testo  dell’art.  162  del decreto del Presidente
della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124 (Testo unico delle
disposizioni  per  l’assicurazione  obbligatoria contro gli
infortuni sul lavoro e le malattie professionali) reca:
ï¿½Art.  162. – I  rilievi clinici e radiologici eseguiti
ai  sensi dell’art. 160 sono riportati dal medico su di una
scheda personale conforme al modello A, allegato n. 9.
Sulla   base   di   detti  rilievi,  il  medico  redige
l’attestazione  di cui all’art. 157, conforme al modello B,
allegato n. 10.
Nel caso in cui il lavoratore venga riscontrato affetto
da  silicosi  o asbestosi associate a tubercolosi polmonare
in fase attiva, anche se iniziale, la suddetta attestazione
e’ redatta secondo il modello C, allegato n. 10, contenente
la precisazione che il lavoratore non puo’ essere assunto o
permanere  nelle  lavorazioni  medesime ai sensi del quarto
comma del richiamato art. 157.
L’abbandono  della lavorazione deve avvenire entro otto
giorni  dalla  data  in  cui  il  datore  di lavoro viene a
conoscenza del risultato degli accertamenti.
La   scheda,   l’originale   ed   una   copia   firmata
dell’attestazione,   nonche’  i  documenti  radiografici  e
schermografici,   sono   trasmessi,   entro   dieci  giorni
dall’esecuzione  degli  accertamenti,  a  cura del medico o
dell’ente   che  li  ha  eseguiti,  al  datore  di  lavoro.
Quest’ultimo   e’   tenuto   a   far   pervenire  la  copia
dell’attestazione,  entro cinque giorni dal ricevimento, al
lavoratore   interessato   ed   a  conservare  i  documenti
originali,  unitamente al registro di cui all’art. 160, nel
luogo  in  cui si esegue il lavoro per un periodo di almeno
sette   anni,  nonche’  a  presentarli  ad  ogni  richiesta
dell’Ispettorato  del  lavoro  o  del  Distretto minerario.
L’Ispettorato  del lavoro puo’ autorizzare la conservazione
dei documenti e del registro predetti in altro luogo.ï¿½.
ï¿½Art.  16 (Contenuto  della  sorveglianza sanitaria). –
1. La   sorveglianza   sanitaria  e’  effettuata  nei  casi
2. La  sorveglianza di cui al comma 1 e’ effettuata dal
medico competente e comprende:
a) accertamenti   preventivi   intesi   a  constatare
l’assenza  di  controindicazioni al lavoro cui i lavoratori
sono  destinati,  ai  fini  della  valutazione  della  loro
idoneita’ alla mansione specifica;
b) accertamenti periodici per controllare lo stato di
salute dei lavoratori ed esprimere il giudizio di idoneita’
alla mansione specifica.
3. Gli accertamenti di cui al comma 2 comprendono esami
clinici  e  biologici  e  indagini  diagnostiche  mirati al
rischio ritenuti necessari dal medico competente.ï¿½.
– Il   testo   dell’art.  90  del  decreto  legislativo
17 marzo   1995,   n.   230   (Attuazione  delle  direttive
89/618/Euratom,      90/641/Euratom,     92/3/Euratom     e
96/29/Euratom  in  materia di radiazioni ionizzanti), e’ il
ï¿½Art. 90 (Documento sanitario personale). – 1. Per ogni
lavoratore  esposto  il  medico  addetto  alla sorveglianza
medica  deve  istituire,  tenere aggiornato e conservare un
documento sanitario personale in cui sono compresi:
a) i  dati  raccolti  nella visita preventiva e nelle
visite  mediche  periodiche,  straordinarie ed in occasione
b) la  destinazione  lavorativa,  i  rischi  ad  essi
connessi e i successivi mutamenti;
c) le  dosi ricevute dal lavoratore, derivanti sia da
esposizioni  normali,  sia  da esposizioni accidentali o di
emergenza,   ovvero  soggette  ad  autorizzazione  speciale
utilizzando i dati trasmessi dall’esperto qualificato.
2. I  lavoratori hanno diritto ad accedere ai risultati
delle valutazioni di dose, delle introduzioni e degli esami
medici  e  radiotossicologici,  nonche’  ai risultati delle
valutazioni di idoneita’, che li riguardano, e di ricevere,
dietro loro richiesta, copia della relativa documentazione.
Copia   del   documento  sanitario  personale  deve  essere
consegnata  dal  medico all’interessato alla cessazione del
3. Il   documento   sanitario   personale  deve  essere
conservato  sino  alla  data  in cui il lavoratore compie o
avrebbe  compiuto il settantacinquesimo anno di eta’, ed in
ogni  caso  per  almeno  trenta anni dopo la cessazione del
lavoro comportante esposizione alle radiazioni ionizzanti.
4. Il  medico addetto alla sorveglianza medica provvede
entro  sei  mesi  dalla cessazione del rapporto di lavoro o
dalla  cessazione  dell’attivita’  di  impresa  comportante
esposizioni  alle  radiazioni  ionizzanti  a  consegnare  i
predetti   documenti   sanitari   personali  unitamente  ai
documenti  di  cui  all’art.  81, comma 1, lettere d) ed e)
all’ISPESL,  che  assicurera’  la  loro  conservazione  nel
rispetto   dei  termini  e  delle  modalita’  previste  nel
presente  articolo.  Su  richiesta  motivata  del  medico e
valutate  le  circostanze  dei  singoli casi, l’Ispettorato
medico  centrale  del  lavoro  puo’  concedere  proroga  ai
predetti termini di consegna.
5. Con   decreto   del  Ministro  del  lavoro  e  della
previdenza   sociale,   sentiti  l’ANPA  e  l’ISPESL,  sono
determinate   particolari   modalita’   di   tenuta   e  di
conservazione  della  predetta documentazione e approvati i
modelli  della  stessa,  anche  per  i  casi di esposizione
contemporanea alle radiazioni ionizzanti e ad altri fattori
di rischio.ï¿½.
1. Gli esiti degli accertamenti integrativi indicati nella cartella
sanitaria  e  di  rischio,  vistati e numerati dal medico competente,
devono  essere  allegati  alla  cartella stessa, di cui costituiscono
Modalita’ di istituzione del registro e delle cartelle sanitarie e di
1. Il datore di lavoro istituisce il registro di cui all’articolo 2
apponendo  la  propria sottoscrizione sulla prima pagina del registro
stesso,   debitamente   compilato   con   le   informazioni  previste
nell’allegato 1.
2. Il  medico  competente  istituisce  la  cartella  sanitaria e di
rischio  di  cui  all’articolo 3  per ogni lavoratore da sottoporre a
sorveglianza  sanitaria,  apponendo  la  propria sottoscrizione sulla
prima   pagina   della   cartella,   debitamente  compilata,  con  le
informazioni previste nell’allegato 2.
3. Il  datore  di lavoro appone la data e la propria sottoscrizione
sulla  prima  pagina  dei  documenti  istituiti ai sensi del comma 2,
dichiarando  altresi’  il  numero  di  pagine  di cui si compongono i
documenti medesimi.
1. I  registri di cui all’articolo 2 e le cartelle sanitarie di cui
all’articolo 3  sono  compilati  in  modo  chiaramente leggibile, con
inchiostro   o   altro  materiale  indelebile,  senza  abrasioni;  le
rettifiche  o  correzioni,  siglate  dal compilatore sono eseguite in
modo  che  il  testo  sostituito sia leggibile, gli spazi bianchi tra
annotazioni successive sono barrati.
2. La  compilazione dei registri di cui al comma 1 e’ effettuata in
conformita’  alle  indicazioni riportate nell’allegato 4 che fa parte
3. Le   registrazioni   sui   documenti  di  cui  al  comma 1  sono
effettuate,  ove  sia  possibile, mediante fogli prestampati. In tale
caso  tutti  i  fogli  devono  essere applicati in modo stabile sulle
pagine   dei   documenti   e  controfirmati  dai  responsabili  delle
informazioni  ivi  contenute  in  maniera  che  la firma interessi il
margine di ciascun foglio e la pagina sulla quale e’ applicato.
1. Il  datore  di lavoro provvede a comunicare le variazioni di cui
all’articolo 70,  comma 8,  lettera a) del decreto legislativo n. 626
del  1994,  inerenti  i  dati  dell’azienda o dell’unita’ produttiva,
utilizzando  il  modello di cui all’allegato 1A, compilato solo nelle
parti  interessate  dalle variazioni stesse. Le variazioni inerenti i
dati  individuali  dei lavoratori sono comunicate tramite invio della
copia,   in   busta  chiusa  siglata  dal  medico  competente,  della
corrispondente  pagina  del  registro  all’Istituto  superiore per la
prevenzione   e  sicurezza  sul  lavoro  e  all’organo  di  vigilanza
– Per  il  testo  dell’art. 70, del decreto legislativo
19 settembre 1994, n. 626, si vedano le note alle premesse.
Comunicazione  all’ISPESL  in  caso  di  cessazione  delle  attivita’
1. In  caso di cessazione del rapporto di lavoro o di passaggio del
dipendente   di  una  amministrazione  pubblica  ad  altri  soggetti,
pubblici  o  privati  il datore di lavoro adotta le misure necessarie
affinche’  siano trasmesse, all’Istituto superiore per la prevenzione
e  sicurezza  del  lavoro  (ISPESL)  come  previsto dall’articolo 70,
comma 4  del  decreto  legislativo  19 settembre  1994,  n.  626,  le
variazioni  delle annotazioni individuali contenute nel registro e le
cartelle  sanitarie e di rischio entro trenta giorni dalla cessazione
del rapporto di lavoro o nel caso di passaggio o trasferimento.
2. In   caso   di   cessazione   dell’attivita’   dell’azienda,  di
trasferimento  o  conferimento  di  attivita’,  svolte  da  pubbliche
amministrazioni  ad  altri  soggetti,  pubblici  o privati, ovvero di
soppressione   di  pubblica  amministrazione,  il  datore  di  lavoro
trasmette   il   registro  e  le  cartelle  sanitarie  e  di  rischio
all’Istituto superiore per la prevenzione e sicurezza sul lavoro, nel
termine previsto al comma 1 e con le modalita’ di cui al comma 3.
3. Al  fine  di  assicurare  la  riservatezza dei dati, le cartelle
sanitarie  e  di rischio vanno trasmesse in busta chiusa, siglata dal
– Per il testo dell’art. 70, del decreto legislativo 19
settembre 1994, n. 626, si vedano le note alle premesse.
1. In  caso  di  assunzione  di lavoratori che dichiarino di essere
stati   esposti,  presso  precedenti  datori  di  lavoro,  ad  agenti
cancerogeni il datore di lavoro chiede, all’Istituto superiore per la
prevenzione  e  la  sicurezza  del  lavoro  (ISPESL)  copia,  se  non
consegnata    dal    lavoratore,    della   documentazione   di   cui
all’articolo 70  del  decreto  legislativo 19 settembre 1994, n. 626,
facendo   uso  del  modello  di  cui  all’allegato 3,  che  fa  parte
integrante del presente regolamento, compilato in ogni sua parte.
1. E’  consentito  l’impiego  di sistemi di elaborazione automatica
dei  dati  per la tenuta informatizzata dei registri e delle cartelle
sanitarie  e di rischio, di cui agli articoli 1 e 2, nel rispetto del
principio di necessita’ di cui all’articolo 3 del decreto legislativo
30  giugno  2003,  n.  196,  nonche’  delle  condizioni  previste nel
2. I  datori  di  lavoro  e  i  medici competenti adottano adeguate
misure  di  sicurezza  per il trattamento dei dati personali ai sensi
del  decreto  legislativo  30 giugno  2003, n. 196, anche mediante il
ricorso  a  tecniche  di  cifratura  dei dati personali sensibili o a
codici  identificativi  che  assicurano  accessi  selettivi  ai  dati
trattati, nonche’ il tracciamento degli accessi medesimi.
3. Le   modalita’   informatiche  di  acquisizione,  comunicazione,
elaborazione  e di archiviazione dei dati riguardanti la gestione dei
registri  e  delle  cartelle sanitarie e di rischio devono assicurare
che  l’accesso  alle  funzioni  del  sistema  sia  consentito ai soli
soggetti a cio’ espressamente abilitati dal datore di lavoro e devono
rispondere  a  quanto  previsto  dal  decreto  del  Presidente  della
Repubblica  del 10 novembre 1997, n. 513 ed al decreto del Presidente
del   Consiglio   dei   Ministri   13 gennaio  2004.  Ai  fini  della
conservazione  ed  esibizione dei documenti con modalita’ alternative
al  supporto  cartaceo deve farsi riferimento alla deliberazione AIPA
n. 24 del 30 luglio 1998.
4. L’accesso  alle  funzioni  del  sistema  e’  consentito  ai soli
soggetti espressamente abilitati dal datore di lavoro all’inserimento
dei  dati  da memorizzare o alla loro integrazione, come previsto dal
successivo   comma 5,   quali  incaricati  del  trattamento  di  dati
5. Le  operazioni  di  validazione delle informazioni, originarie o
integrative, devono essere univocamente riconducibili al soggetto, al
quale   si  riferisce  l’adempimento  della  tenuta  del  registro  o
predisposizione   della   cartella   sanitaria   e  di  rischio,  con
l’apposizione  al  documento  stesso  della  firma digitale di cui al
decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e successive modificazioni.
6. Le eventuali informazioni di modifica non debbono mai sostituire
il dato originario gia’ memorizzato, ma solo integrarlo.
7. Qualora  la formazione del registro o della cartella sanitaria e
di  rischio  non  avvenga  direttamente  su  supporto informatico non
riscrivibile,  di  cui  alla  deliberazione  AIPA n. 24 del 30 luglio
1998,  al  fine di garantire,al termine della giornata lavorativa, la
non   modificabilita’  delle  informazioni  comunque  registrate,  il
relativo  contenuto  e’  riversato  su  tale  tipo  di  supporto che,
duplicato,  e’ conservato dal datore di lavoro nel rispetto di quanto
previsto  dal  decreto  del Presidente del Consiglio dei Ministri del
13 gennaio 2004.
8. Deve   essere   garantita   la   riproduzione  in  stampa  delle
informazioni  contenute sui supporti informatici, raccolte secondo le
modalita’ di cui agli articoli 1 e 2.
9. La  rispondenza  dei sistemi di elaborazione automatica dei dati
ai  requisiti  di  cui  ai  commi 2  e  3 e’ dichiarata dal datore di
10. In  caso  di  cessazione del rapporto di lavoro, o di passaggio
del  dipendente  di  una  pubblica amministrazione ad altri soggetti,
pubblici  o  privati,  l’estratto  del  registro  contenente  i  dati
relativi  al singolo lavoratore e la cartella sanitaria e di rischio,
riportati  su supporto cartaceo e firmati dai responsabili dei dati e
delle  notizie  in esso contenuti, e’ inviato all’organo di vigilanza
competente  per  territorio,  nonche’  all’Istituto  superiore per la
prevenzione   e   sicurezza   del   lavoro   (ISPESL)  come  previsto
dall’articolo 70,  comma 4 del decreto legislativo 19 settembre 1994,
11. In   caso   di   cessazione   dell’attivita’  dell’azienda,  di
soppressione  di  pubblica  amministrazione, i registri e le cartelle
sanitarie  e  di rischio sono trasmessi all’Istituto superiore per la
prevenzione  e  sicurezza  del  lavoro  (ISPESL) secondo le modalita’
previste al comma 10.
12. Le comunicazioni effettuate ai sensi dell’articolo 70, comma 8,
lettere a),  b),  c), e d), del decreto legislativo n. 626 del 1994 e
successive  modificazioni,  possono  essere effettuate anche mediante
sistemi   informatizzati   con   modalita’  fissate  dagli  organismi
destinatari  di  tali  comunicazioni, idonee ad assicurare in maniera
adeguata  la  riservatezza  e la sicurezza dei dati comunicati, anche
mediante  l’eventuale ricorso a posta elettronica certificata (PEC) e
cifratura  con  firma  digitale delle informazioni trasmesse, o altri
sistemi telematici che assicurano livelli equivalenti di sicurezza.
dati   personali),   pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale
29 luglio 2003, n. 174, S.O., e’ il seguente:
ï¿½Art.  3 (Principio  di  necessita’ nel trattamento dei
dati). – 1. I sistemi informativi e i programmi informatici
sono  configurati  riducendo  al  minimo l’utilizzazione di
dati  personali  e  di  dati  identificativi,  in  modo  da
escluderne  il  trattamento  quando le finalita’ perseguite
nei   singoli  casi  possono  essere  realizzate  mediante,
rispettivamente,  dati  anonimi  od opportune modalita’ che
permettano  di  identificare  l’interessato solo in caso di
necessita’.ï¿½.
10 novembre 1997, n. 513 reca: ï¿½Regolamento recante criteri
e   modalita’  per  la  formazione,  l’archiviazione  e  la
trasmissione  di  documenti  con  strumenti  informatici  e
telematici,  a  norma  dell’art.  15,  comma 2, della legge
15 marzo 1997, n. 59ï¿½.
13 gennaio  2004  reca: ï¿½Regole tecniche per la formazione,
la  trasmissione,  la  conservazione,  la  duplicazione, la
riproduzione   e   la  validazione,  anche  temporale,  dei
documenti informaticiï¿½.
– Il  decreto  legislativo  7 marzo  2005,  n. 82 reca:
ï¿½Codice dell’amministrazione digitaleï¿½.
– Per   il   testo  dell’art.  70  del  citato  decreto
legislativo  19 settembre  1994,  n. 626, si vedano le note
1. Il  presente  regolamento costituisce nei confronti dei soggetti
pubblici  legittimati  a trattare i dati sensibiliper le finalita’ di
rilevante  interesse  pubblico, che non hanno adottato il regolamento
previsto  dall’articolo 20 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n.
196  fonte  legittimante  al  trattamento  dei  dati sensibili di cui
all’articolo 1, comma 2 fino all’emanazione del regolamento stesso.
2. L’Istituto  superiore  per la prevenzione e sicurezza del lavoro
(ISPESL)  trasmette  annualmente  al  Ministero  della  salute e alle
regioni  dati di sintesi relativi alle risultanze dei registri di cui
3. I  registri  e  le  cartelle  sanitarie e di rischio di cui agli
articoli 2  e  3  del presente decreto, devono essere istituiti entro
6 mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
4. In   fase   di   prima   applicazione,  al  fine  di  consentire
all’Istituto  superiore  per  la  prevenzione  e sicurezza del lavoro
(ISPESL)  l’acquisizione  e  l’elaborazione  dei  dati,  il datore di
lavoro  richiede  all’Istituto medesimo copia della documentazione di
cui  all’articolo 70,  comma 8, lettera d) del decreto legislativo n.
626  del  1994,  non  prima  che  sia trascorso un anno dalla data di
entrata  in  vigore del presente regolamento. Nelle more il datore di
lavoro  puo’ desumere le informazioni necessarie dalla documentazione
in possesso del lavoratore.
persona   e dei beni culturali, registro n. 6, foglio n. 187
– Per  il  testo  dell’art.  20 del decreto legislativo
30 giugno   2003,   n.  196  e  dell’art.  70  del  decreto
—->   Vedere Allegato da pag. 8 a pag. 10  in formato zip/pdf
—->   Vedere Allegato da pag. 11 a pag. 20  in formato zip/pdf
—->   Vedere Allegato a pag. 21  in formato zip/pdf
—->   Vedere Allegato da pag. 22 a pag. 25  in formato zip/pdf
MINISTERO DELLA SALUTE – DECRETO 12 Luglio 2007, n. 155 – Regolamento attuativo dell’articolo 70, comma 9, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626. Registri e cartelle sanitarie dei lavoratori esposti durante il lavoro ad agenti cancerogeni. (GU n. 217 del 18-9-2007 redazione redazione 2015-05-05T13:07:21+00:00