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Timestamp: 2016-10-23 06:15:54+00:00
Document Index: 14249475

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 85', 'art. 47', 'art. 42', 'art. 106', 'DTF ', 'art. 42', 'art. 108']

5A_450/2010 (12.07.2010)
5A_450/2010
Sentenza del 12 luglio 2010
Ufficio di esecuzione di Lugano,
ricorso contro la decisione emanata il 7 giugno 2010 dalla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autorit� di vigilanza.
che nell'ambito dell'esecuzione in via di realizzazione del pegno immobiliare promossa dalla B.________SA nei confronti di A.________, il 12 maggio 2010 l'Ufficio di esecuzione di Lugano ha allestito lo stato di riparto riferito alla realizzazione dell'unit� di PPP n. 6763;
che con sentenza 7 giugno 2010 la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale di appello del Cantone Ticino, quale autorit� di vigilanza, ha respinto un ricorso dell'escusso contro tale provvedimento;
che l'autorit� di vigilanza ha nel suo giudizio innanzi tutto elencato i numerosi ricorsi e procedure giudiziarie proposti dall'escusso e ha poi rilevato l'impossibilit� per le autorit� preposte all'esecuzione forzata di esaminare l'esistenza e l'ammontare del credito, nonch� le altre questioni di merito di competenza dell'autorit� giudiziaria da adire con una procedura di rigetto dell'opposizione, con un'azione di disconoscimento del debito o con un'azione ai sensi dell'art. 85a LEF;
che essa ha ritenuto corretta l'indicazione nello stato di riparto di un credito della banca procedente corrispondente a quello iscritto a suo favore nell'elenco oneri, essendo quest'ultimo divenuto definitivo in assenza di impugnazioni;
che con ricorso 19 giugno 2010 A.________ � insorto al Tribunale federale chiedendo l'annullamento della decisione dell'autorit� di vigilanza o la concessione di una proroga per completare la sua determinazione e postulando implicitamente l'assistenza giudiziaria;
che il 23 giugno 2010 � stata comunicata al ricorrente la reiezione della domanda di proroga del termine per motivare il gravame, non potendo un termine legale, come lo � quello di ricorso, essere prorogato (art. 47 cpv. 1 LTF);
che in virt� dell'art. 42 cpv. 2 LTF nei motivi del gravame occorre spiegare in modo conciso perch� l'atto impugnato viola il diritto e che giusta l'art. 106 cpv. 2 LTF il Tribunale federale esamina la violazione di diritti fondamentali e costituzionali (DTF 133 III 638 consid. 2 pag. 640) soltanto se il ricorrente ha sollevato e motivato tale censura;
che in concreto il ricorso non rispetta i predetti requisiti di motivazione, non sollevando alcuna censura attinente ai considerandi della decisione impugnata;
che infatti nel proprio gravame il ricorrente si limita a lamentarsi dei termini ricorsuali di 10 giorni e ad indicare di non conoscere la legge processuale ticinese, di non padroneggiare la lingua italiana e di dover far allestire delle traduzioni;
che nemmeno l'affermazione, basata su un articolo di giornale concernente la procedura penale nei paesi dell'Unione europea, di aver diritto in virt� della LTF ad un traduttore costituisce una valida censura diretta contro la decisione impugnata;
che pertanto il ricorso, peraltro abusivo (art. 42 cpv. 7 LTF), si rivela inammissibile e pu� essere deciso dalla Presidente della Corte nella procedura semplificata (art. 108 cpv. 1 lett. b e c LTF);
che in queste circostanze la domanda di assistenza giudiziaria dev'essere respinta, per mancanza di possibilit� di esito favorevole del ricorso, indipendentemente dalla pretesa indigenza del ricorrente;
che infine si avverte il ricorrente che il Tribunale federale archivier� senza risposta ulteriori scritti abusivi (e segnatamente domande di revisione abusive) analoghi al ricorso in esame e concernenti questa procedura;
Comunicazione alle parti, all'Ufficio di esecuzione di Lugano e alla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino quale autorit� di vigilanza.
Losanna, 12 luglio 2010