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Timestamp: 2017-08-24 08:46:10+00:00
Document Index: 121076729

Matched Legal Cases: ['art.8', 'art.9', 'art.10', 'art.10', 'art.3', 'art.11', 'art.12', 'art.13', 'art.15', 'art.16', 'art.17', 'art.18', 'art.21', 'art.24']

Osservatorio legale - MontagnaOnline.com
Written by Super User Category: Portfolio Created: Martedì, 26 Aprile 2016 08:21 Hits: 749
Cambiamenti discussi
e discutibili alla legge 363
La normativa nazionale che dal 2003 regola i comportamenti, i doveri e i diritti sia dei gestori delle skiarea che dei loro utenti in materia di sicurezza sulle piste da sci chiedeva da tempo di essere «riformata» dopo aver mostrato nella sua applicazione numerose lacune, incongruenze, contraddizioni. Dopo un precedente tentativo andato in fumo a livello parlamentare, il tema torna d’attualità: la legge va modificata e aggiornata ma come? Dopo aver iniziato la valutazione delle proposte in campo su un precedente numero di pM, il nostro collaboratore ritorna tra gli articoli del testo per scoprire che qualche modifica è buona e opportuna, qualcun’altra è cattiva e controproducente. Buono, ad esempio, il principio di inserire le responsabilità dello sciatore e «gli obblighi di prudenza nel comportamento»; cattivo, ad esempio, il mantenimento del «concorso di colpa» in caso di collisione
Avvocato e Maestro di Sci
Riprendiamo l’esame sulle proposte di modifica alla legge 363 del 2003 (Normativa nazionale sulla sicurezza sulle piste da sci) che aavevamo avviato sul numero 139 (novembre/dicembre 2016) di «professione Montagna» affrontando gli articoli che regolamentano le norme di comportamento dello sciatore a partire all’obbligo di utilizzo del casco. L’intento è quello di stimolare la riflessione sulla effettiva efficacia delle modifiche proposte in relazione all’obiettivo che il legislatore si prefigge di raggiungere, quello di migliorare la sicurezza delle aree sciabili attrezzate.
Modifiche all’art.8 dal titolo
«Obbligo di utilizzo del casco protettivo per i minori di anni diciotto»
1. Nell’esercizio della pratica dello sci alpino e, dello snowboard e dello sci alpinismo nella fase di eventuale discesa in un’area sciabile attrezzata è fatto obbligo ai soggetti di età inferiore ai diciotto anni di indossare un casco protettivo conforme alle caratteristiche di cui al comma 3.
2. Il responsabile della violazione delle disposizioni in tema di utilizzo del casco di cui al comma l e di cui all'articolo 2, commi 4, 4-bis e 5 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 30 euro a 250 euro.
• Appare francamente sovrabbondante la puntualizzazione dell’estensione dell’obbligo anche allo sci alpinista che compia la fase di discesa all’interno dell’area sciabile attrezzata, sul presupposto che colui che calza gli sci ai piedi non può che essere definito sciatore a tutti gli effetti.
Modifiche all’art.9 dal titolo «Velocità» al titolo «Velocità e obblighi
di prudenza nel comportamento»
• Più che condivisibile rimarcare la centralità della condotta dello sciatore in un’ottica di miglioramento della sicurezza dell’area sciabile attrezzata.
Ciò che ancora viene omesso, nonostante la proposta di modifica, è che la condotta deve essere tale da non mettere in pericolo non solo l’incolumità altrui ma, prima di tutto, l’incolumità propria.
Modifiche all’art.10
dal titolo «Precedenza»
1.Lo sciatore a monte, che ha la possibilità di scegliere il percorso, deve tenere una direzione che eviti il pericolo di collisione con lo sciatore a valle, garantendo, per quanto possibile, la precedenza agli sciatori disabili.
• Il «vecchio» art.10 riportava pedissequamente il contenuto dell’art.3 del Decalogo dello sciatore. La modifica che motiva l’obbligo di dare la precedenza – «che ha la possibilità di scegliere il percorso» – è per certi versi limitativa. La precedenza deve essere data indipendentemente dalla possibilità di scelta del percorso. Il richiamo agli sciatori disabili pare eccessivo perché sta in sé che la precedenza deve essere loro data. Se l’intento invece era quello di prevedere la precedenza sempre a favore di tutti gli sciatori disabili, senza distinzione “monte-valle”, il testo non brilla certo per chiarezza.
Modifiche all’art.11
dal titolo «Sorpasso»
2. Il sorpasso può essere effettuato con sufficiente spazio e visibilità sia a monte sia a valle, sulla destra o sulla sinistra, ad una distanza tale da evitare intralci allo sciatore sorpassato.
• L’inciso inserito non modifica il contenuto dell’articolo.
Modifiche all’art.12
dal titolo «Incrocio» al titolo «Immissioni e incrocio»
“Lo sciatore che si immette su una pista o che riparte dopo una sosta, deve assicurarsi di poterlo fare senza pericolo per sé o per gli altri; negli incroci deve dare la precedenza a chi proviene da destra o secondo le indicazioni della segnaletica”
• La modifica assume importanza massima nella regolamentazione delle immissioni. Se la precedente formulazione prevedeva una precedenza “indistinta” a favore degli sciatori che provenivano da destra, anche in caso di immissioni, a meno che non venisse apposta diversa segnaletica da parte del gestore, con la modifica proposta “ritorna” ad avere giustamente precedenza lo sciatore che percorre la pista principale.
Modifiche all’art.13
dal titolo «Stazionamento» al titolo «In sosta»
• Condivisibile la modifica al testo proposta.
Modifiche all’art.15
dal titolo «Transito e risalita»
1. È vietato percorrere a piedi e con le ciaspole le piste da sci, salvo i casi di urgente necessità procedendo soltanto ai bordi delle stesse.
4. La risalita della pista da sci è ammessa solo previa autorizzazione del gestore dell’area sciabile attrezzata o in mancanza di tale autorizzazione solo per casi di urgente necessità. Qualora consentita (anche a fronte di corrispettivo) deve avvenire ai bordi della pista (entro e non oltre la distanza di un metro a partire dal margine esterno prescelto dal gestore), avendo cura di evitare rischi per la sicurezza degli sciatori e rispettando le prescrizioni di cui alla presente legge, nonché quelle adottate dal gestore dell’area sciabile attrezzata. Tale possibilità deve essere evidenziata da appositi cartelli segnaletici ed è in ogni caso limitata agli orari di funzionamento degli impianti.
• Le ciaspole già con il vecchio testo non potevano essere qualificate «sport della neve» talchè ne era vietato l’utilizzo all’interno dell’area sciabile attrezzata. Ben venga comunque l’esplicitazione. Il comma 4 tratta della risalita con gli sci ai piedi. Appare di difficile individuazione «il margine esterno prescelto dal gestore» per determinare la distanza di un metro entro cui poter risalire.
Modifiche all’art.16
dal titolo «Mezzi meccanici»
1. È inibito ai mezzi meccanici (ad es. motoslitte) l’utilizzo delle piste da sci, salvo quanto previsto dal presente articolo.
3. Gli sciatori, nel caso di cui al comma 2, devono dare la precedenza ai mezzi meccanici adibiti al servizio e alla manutenzione delle piste e degli impianti e devono consentire la loro agevole e
rapida circolazione.
• Nessuna modifica sostanziale.
Modifiche all’art.17 dal titolo
«Sci fuori pista e sci-alpinismo»
1. Il concessionario e il gestore degli impianti di risalita non sono responsabili degli incidenti che possono verificarsi nei percorsi fuori pista serviti dagli impianti medesimi. Il gestore dell’area sciabile attrezzata, qualora le condizioni generali di innevamento ed ambientali lo consentano e senza alcuna presunzione di responsabilità a suo carico in merito agli incidenti che possono verificarsi, potrà destinare degli specifici percorsi per la fase di salita nella pratica dello sci alpinismo. Tali percorsi dovranno essere segnalati con idonei cartelli al fine della miglior tutela di tutti i fruitori
2. I soggetti che praticano lo sci-alpinismo e utilizzano le ciaspole devono munirsi, laddove, per le condizioni climatiche e della neve, sussistano evidenti rischi di valanghe, di appositi sistemi elettronici per garantire un idoneo intervento di soccorso (ARTVA), di pala e sonda tutti omologati secondo la normativa vigente.
• Più che corretta l’eliminazione dell’inciso «laddove, per le condizioni climatiche e della neve, sussistano evidenti rischi di valanghe» perché contrario agli insegnamenti di montagna e al comune buon senso. Sta bene l’introduzione della previsione di individuare percorsi di risalita per coloro che praticano lo sci alpinismo così come l’introduzione espressa dell’obbligo di utilizzo di pala, sonda e artva per gli scialpinisti. L’interpretazione letterale del testo fa sì che ne rimangano esentati gli sciatori che praticano il fuoripista.
Modifiche all’art.18 dal titolo
«Ulteriori prescrizioni per la sicurezza e sanzioni»
2. Fatte salve le ulteriori sanzioni previste dalle disposizioni delle regioni o delle province autonome di Trento e di Bolzano per condotte diverse da quelle sanzionate dalla presente legge, i responsabili della violazione delle disposizioni di cui agli articoli 9, 10, 11, 12, 13, 15 e 16 sono assoggettati alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 50 euro a 400 euro.
• Viene introdotta la previsione di una sanzione per le violazioni delle regole di comportamento dello sciatore.
Art.19 dal titolo «concorso di colpa» – nessuna modifica
• Dispiace rilevare che non sono previste modifiche a tale articolo. Ogni sciatore, da quando calza gli sci ai piedi, rimane così ancora esposto personalmente all’obbligo di dover corrispondere il 50% dei danni subiti dall’altro sciatore, in caso di collisione, se non riesce a dimostrare di essere esente da responsabilità. Prova non facile da assolvere, come noto, sulla neve.
Modifiche all’art.21 dal titolo
«Soggetti competenti per il controllo»
1. Ferma restando la normativa già in vigore in materia nelle regioni, la Polizia di Stato, il Corpo forestale dello Stato (da eliminare), l’Arma dei carabinieri e il Corpo della guardia di finanza, nonché i corpi di polizia locali, nello svolgimento del servizio di vigilanza e/o soccorso nelle località sciistiche, provvedono al controllo dell’osservanza delle disposizioni di cui alla presente legge e a irrogare le relative sanzioni nei confronti dei soggetti inadempienti.
1-bis. Ai fini del migliore esercizio dei servizi di vigilanza e soccorso nelle aree di sci alpino possono essere stipulate convenzioni fra i gestori e i soggetti di cui al comma 1. In assenza dei soggetti di cui al comma 1 i gestori delle aree assicurano l'esercizio delle funzioni di vigilanza e soccorso, mediante convenzione con i soggetti diversi da quelli indicati al comma 1 deputati allo svolgimento di tali mansioni.
• Sta bene la precisazione sulla necessaria stipulazione di convenzioni per la regolamentazione del servizio di vigilanza e soccorso. Soprattutto il primo è quanto mai necessario con finalità di prevenzione.
Proposta di aggiunta dell’art.24
dal titolo «Giornata internazionale delle Montagne»
Nell’ottica di sensibilizzare e creare maggior consapevolezza nell’opinione pubblica sul valore delle montagne anche in riferimento alla sicurezza nella pratica degli sport invernali viene recepita, a livello nazionale, l’istituzione della “Giornata internazionale delle montagne” fissata dall’ONU nella giornata dell’11 dicembre di ogni anno. In occasione di tale ricorrenza verranno proposte diversi eventi e iniziative condivise dall’intero comparto montano sotto l’egida delle istituzioni preposte.
• Sta bene l’istituzione «ex lege» della giornata delle Montagne purchè ne seguano iniziative forti volte a sostenere in concreto il comparto.