Source: http://www.legislazionetecnica.it/3983158/prd/nota-illustrativa/applicazione-pratica-del-codice-appalti-ordini-e-collegi-professionali
Timestamp: 2017-08-23 00:41:17+00:00
Document Index: 6585302

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 36', 'art. 30', 'art. 33', 'art. 38', 'art. 37', 'art. 21', 'art. 1', 'art. 30', 'art. 32', 'art. 97', 'art. 97', 'art. 77', 'art. 78', 'art. 32', 'art. 29', 'art. 57', 'art. 27', 'art. 21']

Applicazione pratica del Codice appalti a Ordini e Collegi professionali | Legislazione Tecnica
Home >> Applicazione pratica del Codice appalti a Ordini e Collegi professionali
FAST FIND: AR1401
Gli Ordini ed i Collegi professionali, sia a livello nazionale che a livello territoriale, hanno natura giuridica di enti pubblici non economici e, in quanto tali, sono anche in possesso di tutti i requisiti richiesti dalla disciplina di settore per la loro configurabilità come organismi di diritto pubblico, rientrando conseguentemente nell’ambito di applicazione della normativa in tema di affidamento dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, di cui al D. Leg.vo 18/04/2016, n. 50, ed ai relativi provvedimenti attuativi e di dettaglio. Il chiarimento definitivo sul punto, che pone fine ad incertezze e dubbi interpretativi è stato fornito con il Comunicato ANAC 28/06/2017 in risposta alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri che aveva chiesto chiarimenti in merito all’applicabilità dei soli principi indicati nell’art. 4 del D. Leg.vo 50/2016 ai fini dell’affidamento dei contratti di lavori, servizi e forniture, gli Ordini possano ritenersi tenuti al rispetto.
MOTIVAZIONI DEL PARERE ANAC E PRECEDENTI - L’applicabilità del Codice dei Contratti agli ordini e collegi non è un tema nuovo per il Regolatore e l’orientamento adesso comunicato era stato già espresso in due precedenti documenti (Parere 21/05/2014, AG 18/14, e Deliberazione 06/02/2013, n. 4, dell’allora Autorità di vigilanza sui contratti pubblici). I menzionati documenti si basavano sull’analisi dell’art. 3, comma 26, del precedente Codice dei contratti pubblici di cui al D. Leg.vo 163/2006, ora trasfuso nell’art. 3, comma 1, lettera d), del vigente D. Leg.vo 50/2016, in base al quale è da intendersi “organismo di diritto pubblico” (a sua volta rientrante nel novero delle “amministrazioni aggiudicatrici” e pertanto soggetto all’applicazione della normativa sui contratti pubblici ai sensi dell’art. 1, comma 1, del D. Leg.vo 50/2016), qualsiasi organismo, anche in forma societaria:
Considerata l’indubbia riconducibilità di Ordini e Collegi professionali ai requisiti di cui ai punti 1) e 2), l’Autorità, in entrambi i documenti, ha espresso l’opinione che risulti soddisfatto anche uno dei parametri alternativi del requisito n. 3), essenzialmente in virtù del controllo esercitato dall’Autorità pubblica, quale il Ministero di Giustizia, con accenti e modalità diverse a seconda delle leggi istitutive delle varie professioni [1].
Ne deriva come diretta conseguenza che - potendosi qualificare gli Ordini e Collegi professionali come organismi di diritto pubblico - essi sono soggetti all’applicazione della normativa in tema di appalti e contratti pubblici, così come lo possono essere altri enti anche di diritto privato che - avuto riguardo ai diversi parametri di controllo e/o collegamento funzionale - siano comunque “connessi” ai medesimi Ordini o Collegi professionali a fronte delle attività di pubblico interesse perseguite o del controllo su questi esercitato.
Questo orientamento supera in pratica anche quanto espresso dalla Sentenza Corte di Giustizia UE 12/09/2013, n. C-526/11, ed altre analoghe, sulla base delle quali sembrava potersi esc
espandi contenuto ›
Questo orientamento supera in pratica anche quanto espresso dalla Sentenza Corte di Giustizia UE 12/09/2013, n. C-526/11, ed altre analoghe, sulla base delle quali sembrava potersi escludere l’applicabilità della normativa appalti ad Ordini e Collegi. Tali pronunce sono infatti focalizzate solo sull’aspetto del finanziamento maggioritario da parte dello Stato (cfr. prima parte del punto 3) sopra riportato) e non trattano invece un’analisi complessiva della fattispecie.
CONSEGUENZE DELL’APPLICABILITÀ: CONSIDERAZIONI GENERALI - La sottoposizione alla normativa pubblicistica in tema di appalti e contratti pubblici rende necessaria l’adozione da parte di Ordini e Collegi professionali di procedure, controlli ed accorgimenti per la gestione delle acquisizioni di beni, servizi e lavori; tali cautele sono necessarie anche se - come noto - la maggior parte degli affidamenti disposti da Ordini e Collegi si collocano al di sotto della soglia di 40.000 Euro che, ai sensi dell’art. 36, comma 2, lettera a), del D. Leg.vo 50/2016, consente di ricorrere all’affidamento diretto anche senza previa consultazione di due o più operatori economici, oppure, relativamente ai lavori, legittima il ricorso all’amministrazione diretta (esecuzione “in economia”).
Infatti la sottoposizione alla normativa pubblicistica - a prescindere dall’importo dell’affidamento e dalla procedura conseguentemente seguita - comporta comunque il rispetto di principi generali sulla materia.
A tal riguardo, preliminarmente è necessario un richiamo ai principi dell’art. 30, comma 1, del D. Leg.vo 50/2016 quali economicità, efficacia, tempestività, correttezza, libera concorrenza, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità e pubblicità. Il rispetto di questi principi nella pratica - anche a fronte delle indicazioni fornite dalla Determ. ANAC 26/10/2016, n. 1097 - Linee guida sugli affidamenti al di sotto della soglia comunitaria) - può essere declinato come segue:
- uso ottimale delle risorse economiche;
- effettiva contendibilità degli affidamenti da parte dei soggetti potenzialmente interessati;
- valutazione equa ed imparziale dei concorrenti;
- conoscibilità delle procedure di gara nonché nell’uso di strumenti che consentano un accesso rapido ed agevole alle informazioni;
- necessità di non consolidare rapporti solo con alcune imprese.
CONSEGUENZE DELL’APPLICABILITÀ: ASPETTI PRATICI - in conformità ai principi sopra individuati, e al fine di fornire immediate indicazioni pratiche, si fornisce qui di seguito una ricognizione, articolata in 17 punti, dei principali passaggi cui Ordini e Collegi professionali devono attenersi per adeguarsi alla normativa, senza pretesa di esaustività ed in ogni caso limitata alle procedure di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria (attualmente pari a 209.000 per le forniture e i servizi e a 5.225.000 per i lavori), cioè pressoché la totalità degli affidamenti. Si tratta ovviamente di una prima guida di orientamento pratico, che non può sostituire una corretta, completa ed aggiornata informazione e formazione sulla tematica.
1. Iscrizione all’Anagrafe delle stazioni appaltanti. Quali organismi di diritto pubblico, e conseguentemente quali amministrazioni aggiudicatrici, Ordini e Collegi professionali sono da considerare “stazioni appaltanti”, come tali tenute all’iscrizione all’Anagrafe unica delle stazioni appaltanti (AUSA), istituita dall’art. 33-ter del D.L. 179/2012, nonché all’obbligo di aggiornare annualmente i dati identificativi ivi inseriti. Dall’obbligo di iscrizione ed aggiornamento dei dati derivano, in caso di inadempimento, la nullità degli atti adottati e la responsabilità amministrativa e contabile dei funzionari responsabili. Nelle more dell’istituzione del sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti previsto dall’art. 38 del D. Leg.vo 50/2016, l’iscrizione all’AUSA tiene luogo di tale qualificazione, e pertanto consente di procedere ad acquisti autonomi - senza cioè la necessità di fare ricorso ad una centrale di committenza - nei limiti di importo previsti dall’art. 37 del D. Leg.vo 50/2016. L’iscrizione nell’AUSA richiede l’individuazione del Responsabile dell’Anagrafe per la stazione appaltante (c.d. “RASA”) che, anche se transitoria, deve essere anche evidenziata nel Piano triennale di Prevenzione della corruzione e trasparenza di cui l’Ordine o il Collegio di sorta, come da indicazioni fornite nel Piano nazionale anticorruzione (PNA) 2016 [2].
2. Programmazione delle acquisizioni. Ai sensi dell’art. 21 del D. Leg.vo 50/2016, le amministrazioni aggiudicatrici (tra le quali, come si è visto, anche gli Ordini e Collegi professionali) adottano:
- un programma biennale degli acquisti di beni e servizi, con relativi aggiornamenti annuali, per gli acquisti di beni e di servizi di importo unitario stimato pari o superiore a 40.000 Euro;
- un programma triennale dei lavori pubblici, con i relativi aggiornamenti annuali, per i lavori di importo unitario stimato pari o superiore a 100.000 Euro.
Non sussiste l’obbligo di redazione dei programmi se l’ente non prevede di effettuare acquisizioni superiori agli importi sopra indicati, tuttavia si segnala che in caso di assenza della programmazione è possibile effettuare acquisti di beni e servizi o commissionare lavori solo in caso di eventi imprevedibili o calamitosi, ovvero per esigenze dovute a sopravvenute modifiche legislative (art. 1, comma 505, L. 28/12/2015, n. 208).
Tali programmi, se redatti, sono pubblicati sul “profilo del committente” (i.e., il sito web istituzionale dell’ente) nella sezione “Amministrazione trasparente” nonché sull’apposito sito informatico del Ministero delle infrastrutture (www.serviziocontrattipubblici.it) e dei trasporti e dell’Osservatorio dell’ANAC.
3. Designazione del Responsabile unico del procedimento. Nell’ambito dei contratti pubblici competono al Responsabile unico del procedimento le attività e le funzioni delle fasi della programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione dell’appalto, fatto salvo quanto specificamente attribuito ad altri soggetti. Il RUP deve essere nominato per ogni singolo appalto e la sua nomina è obbligatoria (cfr. TAR Abruzzo 13/03/2015, n. 206); il RUP, inoltre, deve possedere competenza adeguata in relazione ai compiti per cui è nominato. La nomina deve avvenire con atto formale del soggetto responsabile dell’unità organizzativa (il Consiglio dell’Ordine o il soggetto appositamente ed esplicitamente a ciò delegato) nel primo atto relativo ad ogni singolo intervento (come si vedrà più avanti, la c.d. determina a contrarre, che nel caso dell’Ordine o Collegio professionale può essere costituita da una delibera consiliare opportunamente formata). L’ufficio del RUP è obbligatorio e non può essere rifiutato.
4. Preventiva indagine esplorativa di mercato. Al fine di assicurare il rispetto dei principi - sopra menzionati - di cui all’art. 30 del D. Leg.vo 50/2016, l’avvio della procedura, ove ritenuto opportuno dall’ente, è preceduto dallo svolgimento di una preliminare indagine esplorativa del mercato, volta a identificare la platea dei potenziali affidatari da invitare ad una possibile successiva “procedura negoziata”, e ad acquisire informazioni e dati per identificare le soluzioni presenti sul mercato per soddisfare i fabbisogni dell’amministrazione. Non si tratta di un obbligo ma è certamente un adempimento che, se svolto e documentato, fornisce una prima solida base di inoppugnabilità alla procedura. Non sono previste particolari formalità se non la necessità che di tale indagine sia data “opportuna pubblicità”, cosa che può avvenire mediante la pubblicazione di un avviso recante le principali informazioni sull’affidamento sul “profilo del committente” (i.e., il sito web istituzionale dell’ente) nella sezione “Amministrazione trasparente”, per un periodo minimo identificabile in 15 giorni, salva la possibilità di ridurre a non meno di 5 giorni per motivate ragioni di urgenza.
5. Costituzione di elenchi dei fornitori. In alternativa alle indagini di mercato, l’ente, ai fini dell’individuazione degli operatori economici, può fare ricorso ad elenchi costituiti ad hoc. Detti elenchi devono essere costituiti a seguito di avviso pubblico, da pubblicare nel profilo del committente, nel quale venga rappresentata la volontà dell’amministrazione di realizzare un elenco di soggetti da cui possono essere tratti i nomi degli operatori da invitare. Per contenuti e modalità di redazione dell’avviso si fa rinvio alla Determ. ANAC 26/10/2016, n. 1097.
6. Scelta della procedura e dei criteri di aggiudicazione. Sulla base del tipo di acquisizione di cui si necessita e dell’importo stimato della stessa, occorre scegliere la corretta procedura e i criteri di aggiudicazione.
- fino a 40.000 Euro è consentito l’affidamento diretto anche senza previa consultazione di due o più operatori economici, o l’amministrazione diretta;
- oltre detta soglia si può ricorrere alla procedura negoziata mediante inviti ad un numero minimo di operatori, designati come visto tramite la preventiva indagine di mercato o dall’elenco di fornitori;
- oltre soglie ancora più alte (100.000 Euro per i servizi tecnici e 1.000.000 di Euro per gli altri servizi e forniture), bisogna ricorrere alle procedure ordinarie, aperte o ristrette (cioè con pubblicazione di un bando di gara o di un invito a presentare offerta).
Nella determinazione della procedura è essenziale evitare un frazionamento artificioso di affidamenti simili che si possa interpretare come finalizzato ad abbassare l’importo ed evitare così procedure più complesse.
Relativamente alla scelta del criterio di aggiudicazione, è possibile l’applicazione del prezzo più basso (o “minor prezzo” nel lessico del D. Leg.vo 50/2016) per servizi e forniture fino a 40.000 Euro, e per lavori fino a 1.000.000 di Euro, mentre è necessario fare ricorso al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa per importi maggiori. Resta inteso che l’ente ha sempre facoltà di fare ricorso al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa ove lo ritenga più opportuno in relazione alla tipologia di affidamento.
7. Avvio della procedura, la delibera consiliare. La procedura di affidamento viene avviata attraverso la c.d. determina a contrarre (o atto analogo in base allo statuto dell’ente, pertanto nel caso degli Ordini e Collegi professionali si tratterà di una delibera consiliare); tale delibera deve recare, come indicazioni minime, l’interesse che si intende soddisfare, le caratteristiche delle opere/beni/servizi che intendono conseguire, i criteri per la selezione degli operatori economici e delle offerte, l’importo massimo stimato dell’affidamento e della relativa copertura contabile, e principali condizioni contrattuali.
8. La delibera semplificata con contestuale affidamento. Nel caso acquisti di modico valore (possono considerarsi tali tutti quelli di importo inferiore a 40.000 Euro) per i quali sono certi il nominativo del fornitore e l’importo della fornitura, si può procedere a una delibera semplificata, recante l’oggetto dell’affidamento, l’importo, il fornitore, il possesso dei requisiti di carattere generale e speciale richiesti. In questi la delibera semplificata - sul presupposto che siano stati svolti tutti gli adempimenti della procedura - tiene luogo anche della delibera finale di affidamento, cioè dell’atto che conclude la procedura indicando l’affidatario, e precede la stipula del contratto.
9. Richiesta e pubblicazione del Codice identificativo gara (CIG). Il CIG è un codice alfanumerico - generato dal sistema SIMOG (Sistema informativo monitoraggio gare) dell’ANAC - che ha essenzialmente lo scopo di consentire l’identificazione univoca delle procedure di affidamento ed il loro monitoraggio ai fini della tracciabilità dei flussi finanziari. Il codice CIG è unico (per ciascun appalto o lotto) e va richiesto sempre, indipendentemente dall’importo e dal tipo di procedura. È possibile anche accedere al CIG Semplificato (detto anche “Smart CIG”), emesso anche in carnet e che si acquisisce con l’immissione di un numero ridotto di informazioni, utilizzabile per i contratti di lavori di importo inferiore a 40.000 Euro ovvero per i contratti di servizi e forniture di importo inferiore a 20.000 Euro. Il CIG deve essere inserito a cura dell’ente nei contratti, deve essere riportato nelle fatture elettroniche emesse dagli operatori fornitori o prestatori di servizi (pena l’impossibilità di procedere al pagamento), e deve essere oggetto di pubblicazione sui siti web istituzionali, anche nell’ambito degli obblighi in materia di trasparenza imposti dall’art. 32 della L. 06/11/2012, n. 190.
10. La selezione degli operatori da invitare. Qualora sia stata scelta o debba essere svolta, in base a quanto sopra indicato, una procedura negoziata in luogo dell’affidamento diretto, una volta conclusa l’indagine di mercato o consultati gli elenchi di operatori, l’ente procede alla selezione degli operatori da invitare, in modo non discriminatorio, in numero proporzionato all’importo e alla rilevanza del contratto e, comunque in numero almeno pari a 5 per i servizi e le forniture o a 10 per i lavori, sulla base dei criteri definiti nella delibera consiliare. Ovviamente si tratta di un numero minimo che può ben essere superato sulla base delle caratteristiche e della risposta fornita dal mercato. In ossequio al principio di trasparenza, libera concorrenza e non discriminazione, sono previsti in capo all’ente stringenti obblighi di motivazione in ordine al tipo di affidamento ed alla scelta del contraente; deve in pratica sussistere una stretta correlazione tra la delibera a contrarre, in cui l’ente ha fissato l’oggetto dell’appalto e le esigenze da soddisfare, e la motivazione circa la scelta della procedura nonché̀ del contraente risultato aggiudicatario.
11. Rotazione degli operatori da invitare. L’ente è in ogni caso tenuto al rispetto del criterio di rotazione degli inviti, favorendo la distribuzione temporale delle opportunità di aggiudicazione tra tutti gli operatori potenzialmente idonei ed evitando il consolidarsi di rapporti esclusivi con determinati operatori, cosa che non esclude comunque la possibilità di invitare un precedente fornitore per affidamenti aventi oggetto distinto o di importo superiore a quello oggetto dell’affidamento precedente, o in caso di oggettiva unicità, esclusività o comunque specificità della prestazione fornita da quel particolare operatore.
12. L’invito a presentare offerta e la ricezione delle offerte. Una volta selezionati, gli operatori economici vengono invitati contemporaneamente a presentare offerta a mezzo di PEC. In particolare, l’invito a presentare offerta deve almeno contenere:
- i requisiti generali, di idoneità professionale e quelli economico - finanziari/tecnico - organizzativi richiesti per la partecipazione alla gara o, nel caso di operatori economici selezionati da un elenco, la conferma del possesso dei requisiti speciali in base ai quali sono stati inseriti nell’elenco;
- il termine di presentazione dell’offerta ed il periodo di validità della stessa;
- l’indicazione del termine per l’esecuzione della prestazione;
- il criterio di aggiudicazione e, nel caso si utilizzi il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, gli elementi di valutazione e la relativa ponderazione;
- la misura delle eventuali penali;
- l’indicazione dei termini e delle modalità di pagamento;
- l’eventuale richiesta di garanzie;
- il nominativo del RUP;
- l’eventuale volontà di procedere all’esclusione automatica delle offerte anomale, ai sensi dell’art. 97, comma 8, del D. Leg.vo 50/2017 (si veda più avanti);
- lo schema di contratto ed il capitolato tecnico, se predisposti.
L’offerta si articola generalmente in parte relativa alla documentazione amministrativa, offerta economica e, ove necessario, offerta tecnica. Nel caso in cui venga richiesta la presentazione dell’offerta in modalità cartacea, ciascuna di queste tre componenti trova posto in una busta separata, tutte poi inserite in una unica “busta contenitore”. La carenza di alcuni contenuti non sostanziali dell’offerta può anche essere sanata dopo la sua presentazione, tramite il c.d. “soccorso istruttorio”.
13. La verifica dei requisiti in capo agli operatori. La verifica dei requisiti di carattere generale, tecnico - organizzativo ed economico - finanziario che l’Ordine o Collegio richiede per la partecipazione alle procedure è ovviamente fase preliminare e prodromica alla successiva valutazione delle offerte. Generalmente all’operatore viene richiesto il rilascio di autocertificazioni, mentre per i contratti di importo a base d’asta pari o superiore a 40.000 Euro è necessario ricorrere al sistema AVCPass gestito dall’ANAC. Il sistema AVCPass consente agli operatori economici, tramite l’apposita area online dedicata, di inserire a sistema i documenti da utilizzare per la dimostrazione dei requisiti di partecipazione. Il sistema rilascia all’operatore economico il cosiddetto “PASSOE”, documento che attesta che l’operatore economico può essere verificato tramite il sistema AVCPass e rappresenta lo strumento necessario per procedere alla verifica dei requisiti stessi da parte dell’ente, che avviene attraverso un’interfaccia web tramite acquisizione dei documenti comprovanti il possesso dei requisiti.
14. La valutazione delle offerte. Nel caso di ricorso al criterio del prezzo più basso la verifica delle offerte prevede di richiedere all’operatore spiegazioni sul prezzo o sui costi proposti nelle offerte se queste appaiono anormalmente basse, considerando per la determinazione delle offerte “anormalmente basse” si fa ricorso ai parametri previsti dall’art. 97, comma 2, del Codice.
Viceversa, in caso di ricorso al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, la valutazione delle offerte dal punto di vista tecnico ed economico - ivi compresa la verifica dell’eventuale anomalia - è affidata ad una commissione giudicatrice, composta da esperti nello specifico settore cui afferisce l’oggetto del contratto, secondo le complesse regole previste dall’art. 77 e dall’art. 78 del D. Leg.vo 50/2016 e dalla Determ. ANAC 16/11/2016, n. 1190 - Linee guida sulla scelta dei commissari di gara e sull’iscrizione degli esperti nell’Albo nazionale obbligatorio tenuto dall’ANAC.
15. Aggiudicazione. Alla fase di valutazione delle offerte segue l’aggiudicazione, che conclude la procedura e - come avvenuto per l’avvio della procedura stessa - può avvenire tramite delibera consiliare con richiamo a tutti i principi cardine ed alle fasi espletate, salvo che non sia stata possibile utilizzare la delibera semplificata, come sopra indicata.
16. La stipula del contratto. Per gli affidamenti di importo inferiore a 40.000 Euro o comunque in caso di procedura negoziata, il contratto - ai sensi dell’art. 32, comma 14, del D. Leg.vo 50/2016 - può essere stipulato tramite scambio di corrispondenza secondo l’uso del commercio, consistente in un apposito scambio di lettere tramite PEC. Ciò non impedisce ovviamente alle parti di procedere, in alternativa, con le modalità ordinarie, ad esempio tramite scrittura privata. Per gli affidamenti di lavori fino a 150.000 Euro e di servizi e forniture fino alla soglia comunitaria non trova inoltre applicazione il termine dilatorio di 35 giorni che deve intercorrere tra la comunicazione del provvedimento di aggiudicazione e la stipula del contratto (c.d. “stand still”).
17. Trasparenza, pubblicazione atti delle procedure di gara. Tutti gli atti relativi alle procedure di affidamento di contratti sotto soglia devono essere pubblicati sul profilo del committente nella sezione “Amministrazione trasparente”, in attuazione degli obblighi di trasparenza sanciti dall’art. 29 del D. Leg.vo 50/2016. Tale ultima disposizione è infatti di applicazione generalizzata a prescindere dall’importo - anche minimale - dei relativi contratti. Di seguito un’elencazione dei principali atti oggetto degli obblighi di pubblicazione:
- avviso di indagini di mercato;
- avviso di formazione elenco operatori;
- pubblicazione elenco operatori economici;
- composizione della commissione giudicatrice (quando deve essere nominata) e curricula dei componenti;
[1] A titolo esemplificativo, si consideri:
- l’art. 57, commi 2 e 3, del R.D. 23/10/1925, n. 2537 (Regolamento per le professioni di ingegnere ed architetto), ai sensi del quale “Il Ministro per la giustizia vigila alla esatta osservanza delle norme legislative e regolamentari ed all’uopo può fare, direttamente ovvero a mezzo dei suddetti magistrati, le opportune richieste ai singoli ordini ed ai rispettivi consigli. Il Ministro per la giustizia, sentito il parere del consiglio di Stato, può sciogliere il consiglio dell’ordine, ove questo, chiamato alla osservanza degli obblighi ad esso imposti, persista a violarli o a non adempierli, ovvero per altri gravi motivi”;
- l’art. 27, comma 1, del R.D. 11/02/1929, n. 274 (Regolamento per la professione di geometra), ai sensi del quale “I Consigli sono sottoposti alla vigilanza del Ministro per la grazia e giustizia, il quale la esercita direttamente, ovvero per il tramite dei procuratori generali presso le corti di appello e dei procuratori della Repubblica. Egli sorveglia alla esatta osservanza delle norme legislative e regolamentari riguardanti la formazione, la tenuta dell’albo e, in generale, l’esercizio della professione”.
[2] Il Piano nazionale anticorruzione 2016, approvato con Delib. ANAC 03/08/2016, n. 831, prevede che “al fine di assicurare l’effettivo inserimento dei dati nell’Anagrafe Unica delle Stazioni Appaltanti (AUSA), il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza è tenuto a sollecitare l’individuazione del soggetto preposto all’iscrizione e all’aggiornamento dei dati e a indicarne il nome all’interno del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione”, in quanto l’individuazione del RASA è considerata dal medesimo Piano come una misura organizzativa di trasparenza in funzione di prevenzione.
riduci contenuto ›
Programmi triennali dei lavori pubblici e programmi biennali di forniture e servizi: lo schema di decreto
Pagina informativa sui contenuti e sull'iter di approvazione del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti che - ai sensi dell’art. 21, comma 8, del D. Leg.vo 50/2016 - definisce i contenuti del programma triennale dei lavori pubblici e del programma biennale degli acquisti di forniture e servizi. Massima priorità al ...
Il baratto non prende piede
di Giuliana Aru, Davide Rosas
Sulla base del D. Leg.vo 50/2016 come modificato dal “correttivo” e della versione aggiornata delle Linee guida ANAC n. 3, di imminente approvazione essendo terminata il 28/06/2017 la consultazione online, si propone un contributo ricognitivo su requisiti e competenze del RUP, con una pratica tabella riepilogativa dei requisiti tecnico ...