Source: https://www.docsity.com/it/definizioni-di-diritto-costituzionale/486188/
Timestamp: 2018-03-24 06:27:20+00:00
Document Index: 82008261

Matched Legal Cases: ['art. 114', 'art.2', 'art. 12', 'art. 15', 'art. 68', 'art. 68', 'art. 68']

Definizioni di Diritto Costituzionale - Docsity
Domande di esame Diritto Costituzionale
giuliabecchio19 maggio 2014
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Definizioni di Diritto Costituzionale, Domande di esame di Diritto Costituzionale. Università degli Studi di Genova
Diritto Costituzionale,Giurisprudenza
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Tutte le definizioni dei concetti fondamentali di Diritto Costituzionale sulla base del I e del II volume di Rolla per sostenere l'esame di diritto costituzionale I presso la facoltà di giurisprudenza, docente: Eleonora ...
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21 Definizioni di Diritto Costituzionale copia
7 ottobre 2013 ! Definizioni di Diritto Costituzionale !
1) Capitolo I - DIRITTO COSTITUZIONALE: Studia la manifestazione della volontà normativa dello Stato, la sua organizzazione e il suo fondamento. ! 2) Capitolo II - STATO: Detiene il monopolio dell'uso della forza e costituisce la struttura portante della convivenza sociale. ! - STATO APPARATO: Si intende la composizione dello stato, i vari organi e le varie parti in cui si articola. ! - STATO COMUNITÀ: Si intende la società civile. ! - REPUBBLICA: Insieme di livelli istituzionali che costituiscono il nostro ordinamento costituzionale (art. 114 Cost.). ! - NAZIONE: Ente composto da elementi culturali (razza, lingua, religione) e dalla volontà popolare di costituire un'unità nazionale. La nazione esiste indipendentemente da alcun riconoscimento giuridico mentre il popolo per poter esistere ha bisogno dell'intervento dello Stato che stabilisce leggi o obblighi da rispettare per regolare i rapporti all'interno del popolo stesso. ! - POPOLO: Insieme dei cittadini, costituisce un elemento essenziale per lo Stato tanto che all'interno di uno Stato può esserci un solo popolo e d'altra parte per esistere, il popolo ha bisogno della presenza e dell'intervento dello Stato il quale stabilisce norme e principi regolatori. ! - ESTINZIONE DI STATO: Avviene quando vengono meno gli elementi costitutivi dello Stato stesso e quando viene meno la sua unitarietà. Può avvenire un'estinzione per trasformazione o un'estinzione assoluta. ! - ESTINZIONE DI REGIME: Avviene quando si modifica il sistema delle fonti e quando cambiano i cosiddetti "principi di regime". ! - ESTINZIONE DI DIRITTO: Avviene quando si abroga il diritto precedente e può avvenire indipendentemente dall'estinzione di Stato o di regime. ! - TERRITORIO: Il territorio è un elemento costituito e necessario dello Stato, presenta l'area entro la quale lo Stato stesso esercita la sua sovranità e lo spazio entro il quale si manifesta la validità delle leggi emanate dallo Stato stesso. Essendo parte integrante dello Stato, esso deve tutelare la sua integrità. ! - SOVRANITÀ: La sovranità legittima l'esercizio dei poteri di imperio e coazione da parte dello Stato, essa può essere esclusivamente esercitata secondo le regole e i limiti stabilito dalla Costituzione. I suoi
caratteri essenziali sono l'originarietà (deve derivare esclusivamente dalla Costituzione dello Stato in considerazione) l'esclusività (viene esercitata da un unico ente e non frammentariamente), la supremazia (poiché esprime una volontà superiore) e la giuridicità (poiché può essere esercitata nei soli limiti dettati dalla Costituzione). ! - CITTADINANZA: La cittadinanza si esprime nell'insieme dell'esercizio di quei diritti (diritto di voto, diritto di rappresentanza politica ecc.) e nell'adempimento di quei doveri (difesa della Patria, fedeltà alla Repubblica, rispetto ed osservanza della Costituzione ecc.) che consentono ai singoli la partecipazione alla vita dell'ordinamento statale. ! - FORMA DI STATO: Le forme di stato di differenziano in base a come la sovranità si esercita su popolo e territorio. (Stato liberale, Stato sociale, Stato democratico, Stato autoritario) ! - TIPO DI STATO: I tipi di stato si distinguono in base a come uno Stato si presenta e si caratterizza nei rapporti internazionali e sovranazionali con gli altri Stati. ! - FORMA DI GOVERNO: Le forme di governo si distinguono in base all'organizzazione interna e alla divisione e assegnazione dei poteri ai diversi organi costituenti il governo stesso. (Stato patrimoniale, Stato assoluto, Stato costituzionale) ! - STATO PATRIMONIALE: Forma di governo diffuso in epoca feudale dove la sovranità apparteneva al signore feudale e dove sia territorio che popolo rientravano nel patrimonio dello stesso signore. ! - STATO ASSOLUTO: Forma di governo nella quale rientra anche lo stato di polizia e si verifica quando l'attribuzione della sovranità non avviene sulla base del principio di legalità bensì della ragion di stato. Il sovrano è l'unico esecutore dell'interesse generale e al popolo non vengono riconosciuti diritti politici. ! - STATO COSTITUZIONALE: Forma di governo che ha come obbiettivo quello di garantire la tutela dei diritti fondamentali della persona attraverso il principio di legalità (dato che ogni azione o decisione attuata dallo Stato deve essere giustificata da una legge preesistente), attraverso la divisione del potere e attraverso la rigidità costituzionale che pone la Costituzione al vertice del sistema delle fonti. ! - STATO COMPOSTO: Si determina in base al rapporto che si instaura tra sovranità e territorio e nello Stato composto la sovranità viene attribuita sia allo Stato centrale sia ai singoli Stati membri. ! - STATO UNITARIO: Di determina in base al rapporto tra la sovranità e il territorio e nello Stato unitario la sovranità viene attribuita ad un unico ente statale. ! - STATO LIBERALE: Forma di stato che impedisce l'uso illegittimo del potere da parte dell'autorità, riconosce l'autonomia dei singoli nei confronti dello Stato e rifiuta la direzione pubblica dell'economia per evitare di alterare le leggi del libero mercato. !!! - STATO SOCIALE:
Forma di stato sviluppatasi in seguito alla caduta dello Stato liberale, lo Stato sociale mantiene tutti i principi contenuti in quello liberale oltre ad un'ampliamento dei diritto fondamentali della persona, ad un superamento della visione individualistica e quindi il riconoscimento delle formazioni sociali e all'inserimento di strumenti per una collaborazione tra lo Stato e la classe sociale. ! - STATO DEMOCRATICO: Forma di stato caratterizzato dalla presenza della democrazia diretta, del suffragio universale e della tutela costituzionale delle minoranze. ! - STATO AUTORITARIO: Forma di stato opposta alla precedente dove viene stabilita una supremazia dei governanti rispetto ai governati. ! - SISTEMA DELLE FONTI DEL PERIODO TRANSITORIO: Le due più importanti fonti di diritto di questo periodo furono il decreto legge n.151 del 1944 (il quale rappresenta la sorgente di legittimazione di tutti gli organi che hanno portato alla formazione e all'esistenza dell'assemblea costituente) e il decreto legislativo n.98 del 1946 (il quale stabilisce i compiti dell'assemblea costituente, disciplina i metodi di scelta della forma istituzionale di stato e regola il sistema delle fonti). ! - FONTI NORMATIVE DI GRADO PRIMARIO DEL PERIODO TRANSITORIO: Le principali fonti normative furono i decreti legge (che fino al decreto legge n.151 del 1944 furono la principale ed unica fonte), i decreti legislativi, i decreti dei C.L.N. e i proclami dell'amministrazione alleata. ! - ORGANI COSTITUZIONALI DEL PERIODO TRANSITORIO: I principali organi costituzionali di questo periodo furono il Luogotenente del Regno (che in passato veniva eletto per sostituire provvisoriamente il Re e veniva scelto tra i parenti più prossimi del Re stesso, mentre nel periodo transitorio il Luogotenente sostituisce in toto la figura del Re ed è responsabile non più nei suoi confronti ma in quelli del Governo), i C.L.N. (che nacquero dalle formazioni antifasciste e durante il periodo transitorio oltre ad assumere rilevanza giuridica poterono partecipare anche per la decisione dell'indirizzo politico; tali formazioni vennero ufficialmente riconosciute con l'accordo del 26 dicembre 1944), il Ministero per la Costituente (che venne creato per facilitare e legittimare la futura formazione dell'assemblea costituente) e la Consulta Nazionale (che venne introdotta nel secondo governo Badoglio). ! 4) Capitolo IV - CARATTERISTICHE DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA ITALIANA: La costituzione italiana ha connotazione antifascista (contenente quindi il chiaro siviere di dare nuovamente vita d un regime politico come quello fascista), carattere pattizio (questo significa che tale Costituzione è nata da un patto e cerca di esprimere non l'ideologia di un ristretto numero di persone ma di quanti più soggetti possibili, anche rischiando a volte di riscontrare degli articoli in contrapposizione), struttura programmatica (questo distingue la nostra Costituzione dalle cosiddette costituzioni bilancio che contengono solo leggi, norme e regole già esistenti mentre la costituzione programmatica contiene oltre a leggi, norme e regole già esistenti anche altre prefissate come obbiettivi da raggiungere, un esempio è l'art.2) e forma rigida (questo significa che le norme contenute nella Costituzione sono poste all'apice del sistema delle fonti e questo permette a tali norme non sono di essere inderogabili ma da fungere anche come parametro per valutare la legittimità di tutte le altre norme. In casi estremi alcune parti della Costituzione possono essere modificate tramite provvedimenti straordinari). La Costituzione repubblicana è inoltre stabile (e questo permette alle norme di mantenere la loro validità nel tempo) ed elastica (e questo significa che le norme costituzionali hanno la capacità di adattarsi a situazioni diverse). ! - LA COSTITUZIONE SECONDO IL PROFILO FORMALE:
Quando si parla di Costituzione secondo il profilo formale ci si rifà al principio della tipicità degli atti giuridici dato che qualsiasi violazione nei confronti dello Stato assume forme tipizzate e generalmente riconosciute. Così, secondo lo stesso ragionamento, anche una norma costituzionale deve assumere determinate forme prestabilite e per riconoscere una norma costituzionale dal punto di vista formale si usano i tre seguenti criteri: 1) Una norma costituzionale sotto il profilo formale viene distinta in base al momento della sua formazione come espressione della volontà del potere costituente attraverso assemblee legislative o attraverso rivoluzioni e colpi di Stato. 2) Una norma costituzionale sotto il profilo formale viene distinta in base al preciso procedimento che è stato messo in atto per produrla (tale criterio vale sia per le Costituzioni rigide che differenziano le norme costituzionali da quelle ordinarie, sia per le Costituzioni flessibili). 3) Una norma costituzionale sotto il profilo formale si distingue in base alla sua collocazione al vertice del sistema delle fonti del diritto. ! - LA COSTITUZIONE SECONDO IL PROFILO SOSTANZIALE: La Costituzione secondo il profilo sostanziale appare come quel l'insieme di norme che determinano l'ordinamento fondamentale di uno Stato. Sono principalmente tre i gruppi di norme che costituiscono la Costituzione in senso sostanziale: 1) Norme che regolano l'organizzazione dello Stato e i rapporti interni tra i suoi organi 2) Norme che regolano i rapporti tra lo Stato e la classe sociale limitando il potere autoritario dello Stato e tutelando i diritti fondamentali del cittadino sia come singolo sia nelle organizzazioni sociali 3) Norme che stabiliscono i principi che sanciscono l'individualità dello Stato all'interno della comunità nazionale. Inoltre le norme che danno vita alla Costituzione in senso sostanziale devono rispondere ai seguenti requisiti: devono esprimere gli obiettivi della comunità e devono essere tipizzate in apposite forme giuridiche. ! - IL POTERE COSTITUENTE: Il potere costituente (ossia quello che da vita alla Costituzione posta al vertice del sistema delle fonti) è originario e si legittima in via di fatto, non è legale perché non assume nessuna forma giuridica predeterminata e non è vincolato ne nei fini ne nei contenuti. ! - IL POTERE COSTITUITO: Il potere costituito (ossia quello che crea le leggi ordinarie) deriva dalla Costituzione e viene legittimato dalla Costituzione stessa, è legale dato che deve rispettare il principio di legalità ed è limitato sia nei fini che nei contenuti. ! - IL PROCESSO COSTITUENTE: Il processo costituente per poter esistere deve essere espressamente giuridicizzato come tale e l'esito normativo deve dimostrare palesi punti di distacco dal predicente clima costituzionale. Le modifiche che devono avverarsi alla conclusione del processo costituzionale sono: 1) La modifica dell'organizzazione dello Stato 2) La nascita di una nuova classe dirigente 3) Il completo distacco dal precedente ordinamento che viene inoltre riconosciuto come illegittimo - COSTITUZIONE CONSUETUDINARIA: La Costituzione consuetudinaria è quel tipo di costituzione che non si è formata da un unico atto normativo ma che è stata creata in seguito a procedimenti più lunghi attingendo anche da fonti giuridiche diverse. !! - COSTITUZIONE OTTRIATA: La Costituzione ottriata è quel tipo di costituzione nata da un atto illuminato solitamente coincidente con la concessione di un sovrano che ha limitato il suo potere.
! - COSTITUZIONE RIVOLUZIONARIA: La Costituzione rivoluzionaria è quel tipo di costituzione nata in seguito ad un atti rivoluzionario e che ha posto punti di notevole distacco dall'ordinamento costituzionale precedente. ! - COSTITUZIONE COME ESPRESSIONE DEL POTERE COSTITUENTE SOVRANO: È un tipo di costituzione che nasce dall'univoca espressione della volontà del sovrano il quale agisce senza essere vincolato ne nei fini ne nei contenuti. ! - COSTITUZIONE ETERODIRETTA: Tipo di costituzione che uno Stato impone ad un altro Stato assoggettato. ! - STABILITÀ DELLA COSTITUZIONE: La stabilità della Costituzione è la sua capacità di rimanere valida nel tempo nonostante l'evoluzione e il cambiamento delle istituzioni e di rimanere il parametro imprescindibile per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e la classe sociale. La stabilità di una costituzione può essere ricavata esclusivamente dalla sua storia. ! - ELASTICITÀ DELLA COSTITUZIONE: L'elasticità della Costituzione è il suo grado di adattabilità ai cambiamenti della storia, è una caratteristica imprescindibile per poter parlare di una Costituzione stabile. Gli elementi che favoriscono l'elasticità di una costituzione sono: 1) Il riconoscimento agli organi dello Stato di un certo margine di autoregolazione 2) La creatività della giurisprudenza 3) L'innovazione legislativa 4) La presenza in Costituzione di norme di rinvio ad altri ordinamenti o all'ordinamento previgente ! - FLESSIBILITÀ DELLA COSTITUZIONE: Mentre l'elasticità della Costituzione si ricollega alla sua stabilità, la flessibilità della Costituzione invece si ricollega alla posizione che essa ricopre al vertice del sistema delle fonti del diritto. ! - REVISIONE COSTITUZIONALE SECONDO IL PROFILO FORMALE: La revisione costituzionale secondo il profilo formale è quell'insieme di procedimenti che, attraverso approvazione, danno vita a norme di rango costituzionale che modificano o innovano la Costituzione stessa. ! - REVISIONE COSTITUZIONALE SECONDO IL PROFILO SOSTANZIALE: Il procedimento di revisione costituzionale analizzato secondo il profilo sostanziale si interroga in qualche misura ed entro quali limiti la volontà del potere costituente possa essere modificata dal potere costituito. ! - LEGGI COSTITUZIONALI NECESSITATE E LEGGI COSTITUZIONALI FACOLTATIVE: Le leggi costituzionali necessitate si occupano soltanto di determinati oggetti di fonte costituzionale mentre le leggi costituzionali facoltative si occupano anche di altre materie. ! - LEGGI DI REVISIONE COSTITUZIONALE TRANSITORIE E LEGGI DI MODIFICA UNA TANTUM DEL PROCEDIMENTO DI REVISIONE COSTITUZIONALE: Le leggi di revisione costituzionale transitorie introducono delle modifiche o delle innovazioni destinate ad essere superare con il successivo intervento legislativo mentre le leggi di modifica una tantum del procedimento di revisione costituzionale inducono il Parlamento ad adottare delle deroghe provvisorie ai procedimenti ordinari. ! - ART. 138 COST.: L'articolo 138 della Costituzione Italiana disciplina il procedimento delle leggi di revisione costituzionale e l'approvazione delle leggi costituzionali stabilendo che: "La norma costituzionale assume forma di una legge che deve essere adottata da entrambe le Camere con due
successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi ed approvata, nella seconda deliberazione, a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera." ! - LITIMI FORMALI ALLA REVISIONE COSTITUZIONALE: I limiti formali impongono il rispetto delle procedure di revisione e dei tempi di revisione imposti dalla Costituzione. ! - LIMITI SOSTANZIALI ALLA REVISIONE COSTITUZIONALE: I limiti sostanziali impongono l'impossibilità di revisione di alcuni determinati oggetti della Costituzione (come ad esempio nella Costituzione della Grecia non è consentito applicare una legge di revisione costituzionale a meno che non siano già trascorsi cinque anni dalla precedente revisione). ! - LIMITI LOGICI O IMPLICITI ALLA REVISIONE COSTITUZIONALE: I limiti logici o impliciti sono stati formalizzati in apposite disposizioni e nel caso della Costituzione italiana un limite implicito consiste nell'impossibilità di assoggettare a revisione la forma repubblicana. ! - LIMITI ESPLICITI ALLA REVISIONE COSTITUZIONALE: I limiti espliciti vengono imposti per tutelare i principi caratterizzanti di una determinata Costituzione i quali se venissero modificati cambierebbero l'assetto istituzionale della Costituzione stessa. ! - FORMA DI GOVERNO: La forma di governo esprime i diversi modi attraverso i quali il sistema politica cerca di raggiungere gli obbiettivo stabilito e prefissati dal potere costituente. Per poter parlare di forma di governo si deve tener conto di alcuni organi costituzionali fondamentali come il Capo di Stato, il Parlamento e il Governo ma anche di altri elementi ossia della base sociale (se unitaria o frammentata), del sistema partitico (se proporzionale o maggioritario), e dell'influenza esercitata da parte di organi di garanzia (come la Corte Costituzionale). Esistono diversi criteri per classificare le diverse forme di governo tra cui: 1) Il modo di attribuzione (se attraverso forma diretta o rappresentativa) dell'organo a cui è affidato il potere supremo 2) Il modo attraverso il quale si forma la volontà degli organi titolari dell'indirizzo politico 3) Il modo in cui vengono assicurare le garanzie (se interne o esterne) che assicurano il corretto svolgimento da parte dei vari organi dei loro compiti nel rispetto della Costituzione ! - FORMA DI GOVERNO COSTITUZIONALE PURA: La forma di governo costituzionale pura è la più antica dalla quale se ne sono successivamente sviluppate delle altre come quella parlamentare. Si caratterizza principalmente per: 1) L'esistenza di un dualismo tra il Governo e il Parlamento che permette la separazione tra il potere legislativo e il potere esecutivo 2) L'attribuzione al Capo dello Stato del potere esecutivo 3) L'inserimento della magistratura all'interno del potere esecutivo Tale forma di governo ha dato vita anche al cosiddetto Cancellierato dove il Primo Ministro (o cancelliere) ricopriva una posizione di notevole rilievo giuridico. ! - FORMA DI GOVERNO DIRETTORIALE: Un classico esempio di forma di governo direttoriale è la Svizzera e le caratteristiche salienti di questa forma governativa sono: 1) La posizione di supremazia rispetto a tutti gli altri poteri del potere esecutivo che viene affidato all'Assemblea Federale 2) Il Presidente della Confederazione viene sostituito ogni anno scegliendo un membro a rotazione del Consiglio Federale
3) il potere legislativo nomina il Governo ma non può scioglierlo o causarne le dimissioni e anche se il Governo deve rendere conto periodicamente del suo operato esiste una certa indipendenza e autonomia tra i due organi ! - FORMA DI GOVERNO PRESIDENZIALE: La forma di governo presidenziale è caratterizzata soprattutto dalla netta separazione tra il porre esecutivo e quello legislativo. Le Camere e il Presidente vengono eletti direttamente dal corpo elettorale e inoltre altre caratteristiche salienti consistono in: 1) Coincidenza nella stessa persona del Capo del Governo e del Capo di Stato 2) L'assenza del Governo come organo autonomo e collegiale 3) La mancanza di partecipazione del Presidente ai lavori delle Camere Questo governo si occupa anche di ammorbidire la rigidità del principio della separazione dei poteri stabilendo che l'autorità del Presidente venga bilanciata dalla ridotta durata del suo mandato, che sia il Senato ad approvare i trattati internazionali e che sia giudici che funzionari federali d'alto grado prima di essere eletti ottengano il gradimento del Senato. ! - FORMA DI GOVERNO SEMIPRESIDENZIALE: La forma di stato semipresidenziale è una via di mezzo tra quella parlamentare e quella presidenziale. Si distacca tuttavia per i seguenti aspetti dalla forma di governo presidenziale: 1) Il Governo è un organo autonomo e collegiale 2) Vi è collaborazione tra Governo e Parlamento 3) Il Presidente può sciogliere il Parlamento Tale forma di governo si distingue anche da quella parlamentare per il depotenziamento dei ruoli del Parlamento. ! - FORMA DI GOVERNO PARLAMENTARE: La forma di governo parlamentare si caratterizza per tre principi fondamentali che sono: 1) La responsabilità del Governo nei confronti del Parlamento dovuta anche al fatto che il Governo può esercitare le sue mansioni solo se ottiene la fiducia da parte del Parlamento 2) L'autonomia del Capo di Stato 3) Una forte integrazione tra i poteri Oltre a questi principi ci sono anche altre caratteristiche che distinguono questa forma di governo come il rapporto di fiducia tra il Governo e il Parlamento e il controllo reciproco che esercitano Capo dello Stato e Parlamento l'uno nei confronti dell'altro. ! - FORMA DI GOVERNO PARLAMENTARE CLASSICA: La forma di governo parlamentare classica si distingue per i pochi poteri che vengono attribuiti al Capo di Stato, la riduttiva possibilità di scelta del Primo Ministro il quale ha inoltre l'autorità per sciogliere le assemblee legislative e il bicameralismo del Parlamento che però non è paritario. ! - FORMA DI GOVERNO PARLAMENTARE RAZIONALIZZATA: La forma di governo parlamentare razionalizzata si è sviluppata recentemente ed è stata creata per aumentare il potere del Governo e per rispolvera in tempi più brevi le eventuali crisi governative. ! - FONTI DI PRODUZIONE: Ogni atto o fatto giuridicamente rilevante che, in base all'ordinamento, è idoneo a produrre norme giuridiche. Le fonti di produzione sono composte sia dalle fonti fatto che dalle fonti atto. Le fonti fatto sono costituite a loro volta dalle consuetudini (insieme di comportamenti che vengono costantemente ripetuti nella convinzione che essi siano giuridicamente obbligatori) e dalle convenzioni costituzionale (accordi presi spontaneamente dalle parti con i quali i sottoscrittori si impegnano a mantenere un determinato comportamento, non sono vincolanti come le consuetudini). Le fonti atto sono invece composte sia dal diritto scritto (leggi, atti averi forza di legge, decreti legge, decreti amministrativi ecc.) sia da diritto non scritto come i principi generali dell'ordinamento (se ne parla a proposito nell'art. 12 delle Disposizioni sulla Legge in Generale).
! - FONTI DI COGNIZIONE: Insieme di norme che permettono di conoscere il preciso contenuto delle fonti di produzione (ad esempio il documento scritto sulla Gazzetta Ufficiale che riporta il testo di una legge). ! - FONTI SULLA PRODUZIONE: Insieme di norme che disciplinano i procedimenti necessari per far vita alle fonti di produzione (ad esempio alcuni articoli della Costituzione che illustrano i procedimenti, i passaggi e le tempistiche necessarie per far vita ad una valida fonte di produzione). ! - SIGNIFICATO DI NORMA: La norma è il significato di un enunciato prodotto da una delle fonti del diritto. All'interno di questo insieme possono essere fatte diverse distinzioni tra: 1) Norme imperative: impongono un determinato comportamento considerato giuridicamente obbligatorio e per questo sono norme vincolanti. 2) Norme permissive: consentono ad un gruppo di soggetti di mantenere un determinato comportamento o di avvalessi di determinate facoltà e per questo motivo non sono norme vincolanti. 3) Norme di condotta: si riferiscono ai soggetti facenti parte dell'ordinamento giuridico. 4) Norme di competenza: si riferiscono esclusivamente agli organi dello Stato come il Governo, il Parlamento ecc. disciplinando e regolando i loro compiti. 5) Norme costitutive: sono norme che invece di imporre un determinato comportamento ad un soggetto provocano direttamente il rispettivo effetto giuridico. ! - SIGNIFICATO DI DISPOSIZIONE: La disposizione è l'espressione linguistica attraverso cui si manifesta la volontà normativa delle autorità che emanano un atto giuridico. A questo proposito deve essere distinto il significato di norma che sta ad intendere quell'interpretazione che viene eseguita su una determinata disposizione. Vi sono disposizioni dalle quali si può ricavare più di una norma, disposizioni dalle quali si ricava una norma soltanto, disposizioni che non danno vita ad alcuna norma o ancora norme che non derivano da alcuna disposizioni (ma magari dal diritto non scritto come i principi generali dell'ordinamento). ! - LE FONTI PRIMARIE DEL DIRITTO: 1) Leggi formali dello Stato e delle Regioni 2) Decreti legge e decreti legislativi 3) Referendum abrogativo 4) Statuti delle Regioni ordinarie 5) Regolamenti parlamentari 6) Regolamenti e direttive dell'Unione Europea ! - L'ATTIVITÀ DI PRODUZIONE NORMATIVA: L'attività di produzione normativa si articola in quattro livelli: 1) Livello costituzionale: comprende la Costituzione, le leggi costituzionali e le leggi di revisione costituzionale. 2) Livello primario: comprende tutti gli atti aventi forza di legge (come i decreti legge, i decreti legislativi ecc.). 3) Livello secondario: comprende tutti gli atti non aventi forza di legge e le fonti regolamentari caratterizzate dal tratto della generalità. 4) Livello terziario: comprende il grande insieme degli atti amministrativi. ! - PRINCIPIO DI LEGALITÀ: Il principio di legalità limita la discrezionalità di chi esercita la sovranità e verifica che leggi, atti ecc. siano stati emanati o esercitati nel rispetto delle procedure e delle tempistiche previste. Il principio di legalità stabilisce quindi le seguenti prerogative:
1) Inserisce dei controlli per verificare che gli atti siano stati adottati ed esercitati in conformità con la legge. 2) Permette sia al singolo cittadino sia all'intera comunità di impugnare dinnanzi ai giudici o alla Corte Costituzionale degli atti illegittimi della pubblica amministrazione. 3) Stabilisce che l'attività di pubblica amministrazione e altre attività svolte dagli organi dello Stato non contraddicano il diritto obbiettivo vigente. ! - LEGALITÀ COME COMPATIBILITÀ DEGLI ATTI ALLA NORMA: Stabilisce che gli atti per essere legali non devono essere incompatibili con la legge. ! - LEGALITÀ COME CONFORMITÀ DEGLI ATTI ALLA NORMA: Stabilisce che gli organi dello Stato possano emanare limitatamente solo a quanto è stato loro autorizzato. ! - LEGALITÀ FORMALE: Stabilisce che un atto debba avere una base legale e debba essere stato esercitato rispettando procedimenti e tempistiche previste. ! - LEGALITÀ SOSTANZIALE: Stabilisce che la legge non solo debba attribuire un potere (come nel caso della legittimità formale) ma che debba determinare anche i contenuti di una determinata materia. ! - RISERVA DI LEGGE: Si ha riserva di legge ogniqualvolta la Costituzione riserva alla legge la disciplina di determinate materie o di parti di materia. La riserva di legge cerca di soddisfare tre esigenze: 1) Riserva di legge intesa come riserva del potere decisionale a favore degli organi rappresentativi (come le assemblee legislative). 2) Riserva di legge intesa come riserva di competenza a favore delle fonti primarie. 3) Riserva di legge intesa come espressione della volontà della Costituzione di riservare la disciplina di determinate materie ad una normazione generale richiamando un principio enunciato anche nella Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino il quale dice che "la legge è espressione della volontà generale". ! - RISERVA DI LEGGE ORDINARIA E COSTITUZIONALE: La prima riserva alla legge ordinaria il compito di disciplinare determinate materie mentre la seconda affida esclusivamente alla legge costituzionale il compito di regolare certe materie (come avviene quando la Corte Costituzionale deve decidere se si tratta di casi di illegittimità o meno). ! - RISERVA DI LEGGE SEMPLICE E RINFORZATA: La prima si limita a demandare alla legge la disciplina di determinate materie mentre la seconda, oltre a demandare tale compito, pone anche limiti e vincoli a questa disciplina (come avviene nei rapporti tra lo Stato e le altre religioni diverse da quella cattolica). ! - RISERVA DI LEGGE ESPLICITA E IMPLICITA: Di solito le riserve di legge sono tutte esplicite ma a volte possiamo trovare anche riserve di legge implicite (come nel caso della disciplina dell'attività economica privata che non può svolgersi in contrasto all'interesse generale o al bene costituzionale) !! - RISERVA DI LEGGE RELATIVA E ASSOLUTA: Si ha riserva di legge relativa quando la Costituzione stabilisce che determinate materie possano essere disciplinate anche da fonti subordinate mentre si ha riserva di legge assoluta quando nessuna fonte subordinata può disciplinare materia alcuna. ! - RISERVA DI LEGGE DI ASSEMBLEA E FORMALE:
Si ha riserva di legge di assemblea quando viene riservata alla legge ordinaria la disciplina di determinate materie come la delegazione legislativa, la materia costituzionale e elettorale ecc. mentre si ha riserva di legge formale quando il Parlamento approva gli atti con la procedura propria delle leggi. ! - RISERVA DI LEGGE GENERALE: Si ha riserva di legge formale quando la disciplina di una determinata materia è riservata ad una legge che la disciplina in modo omogeneo e generale (le leggi generali fanno parte delle fonti atipiche perché hanno la forza passiva di resistere all'abrogazione da parte di leggi ordinarie non generali). ! - PREFERENZA DI LEGGE: La preferenza di legge riguarda il modo di regolazione di alcune materie che deve avvenire ricorrendo alla legislazione. La preferenza di legge analizza la posizione che la legge in considerazione occupa nel sistema mente la riserva di legge ripartisce gli ambiti di competenza ! - RINVIO ALLA LEGGE: Il rinvio alla legge viene utilizzato per richiamare generalmente tutto il diritto oggettivo vigente. Troviamo degli esempi di rinvio alla legge sia nelle disposizioni preliminari al Codice Civile sia nella Costituzione. ! - CRITERIO LETTERALE: Si applica per elaborare la giusta interpretazione di una disposizione dato che è impossibile attribuire ad una norma significato altro rispetto a quello espresso dalle parole della norma stessa. ! - CRITERIO SISTEMATICO: Si applica per adattare e conformare una norma al suo contesto normativo. A tale criterio è collegata l'interpretazione adeguatrice la qualche stabilisce che, nel caso in cui da una norma possano essere ricavate più interpretazioni, deve essere utilizzata quell'interpretazione più coerente con il contesto normativo. ! - INTERPRETAZIONE AUTENTICA: Tipo di interpretazione eseguita dal legislatore. ! - PRINCIPIO DI PROPORZIONALITÀ: Principio che viene adottato nei procedimenti di interpretazione soprattutto nell'ambito di diritti fondamentali per riuscire ad elaborare quell'interpretazione finale che meglio esprima il giusto compromesso tra interessi divergenti. ! - CRITERIO GERARCHICO: Stabilisce che in caso di antinomie tra fonti debba essere fatta valere quella di grado superiore su quella di grado inferiore. A questo proposito si può parlare anche di gerarchia strutturale la quale pone le fonti sulla produzione su una posizione superiore rispetto alle fonti di produzione dato che le prime disciplinano i procedimenti da seguire per creare fonti di produzione. ! - CRITERIO DI COMPETENZA: Stabilisce che in caso di antinomia tra norme contrastanti debba essere applicata quella prodotta dalla fonte autorizzata a disciplinare quella determinata materia. Ad esempio il nostro ordinamento applica il criterio di competenza per stabilire se determinate materie spettino alla disciplina dello Stato o delle Regioni. ! - CRITERIO DI SPECIALITÀ: Stabilisce in caso di antinomie tra una norma speciale e una generale che debba essere fatta valere la norma speciale. In un certo senso questo criterio di specialità si lega al criterio cronologico interpretabile nel senso che una norma generale successiva non può abrogare una
norma speciale anteriore mentre una norma speciale successiva può abrogarne una generale anteriore. ! - CRITERIO CRONOLOGICO: Stabilisce in caso di antinomia tra due o più norme pari ordinate che venga fatta valere quella emanata più recentemente. ! - ABROGAZIONE: L'istituto dell'abrogazione è disciplinato nell'art. 15 delle Disposizioni Preliminari al Codice Civile il quale stabilisce che: 1) Una legge può essere abrogata solo da altre leggi posteriori ed in seguito alla volontà espressa del legislatore 2) Una legge può essere abrogata se ne è stata emanata una successiva che disciplina in modo diverso la stessa materia 3) Una legge può essere abrogata se è in contrasto con altre disposizioni Esistono tre diversi tipi di abrogazione: 1) Abrogazione espressa: avviene quando una disposizione esplicita palesemente la legge da abrogare 2) Abrogazione per nuova disciplina della materia: avviene quando una nuova disposizione disciplina in modo diverso una stessa materia disciplinata precedentemente da un'altra disposizione 3) Abrogazione tacita: avviene quando la volontà abrogatrice non è palesemente espressa in alcuna disposizione ! 8) Capitolo I - BICAMERALISMO STRUTTURALE E FUNZIONALE: Il bicameralismo strutturale differenzia la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica in base alla loro struttura, organizzazione interna, numero e gestione dei componenti. Il bicameralismo funzionale invece differenzia la Camera dei Deputati dal Senato della Repubblica in base alle diverse competenze che spettano a ciascuna Camera. ! - BICAMERALISMO PARITARIO E DIFFERENZIATO: Il bicameralismo paritario (vigente nel nostro ordinamento) attribuisce analoghi compiti e funzioni alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica. Il bicameralismo differenziato invece attribuisce funzioni diverse alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica e solitamente le competenze riconosciute al Senato sono numericamente inferiori rispetto a quelle riconosciute alla Camera dei Deputati. ! - FUNZIONI DEL PARLAMENTO: Oltre alla funzione legislativa, il Parlamento svolge anche altri compiti come l’attribuzione o la revoca della fiducia al Governo, l’elezione del Presidente della Repubblica, la messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica per alto tradimento o attentato alla Costituzione, la delibera dello stato di guerra, la scelta dei 5 giudici della Corte Costituzionale e la scelta degli 8 membri del Consiglio Supremo di Magistratura. !!!! - DIFFERENZE STRUTTURALI TRA LE DUE CAMERE NELL’ORDINAMENTO ITALIANO: Il Parlamento italiano è paritario e moderatamente strutturale infatti le differenze che si evincono tra la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica derivano soprattutto dall’organizzazione interna delle due Camere. Le principali differenze sono: 1) L’elettorato attivo della Camera richiede la maggior età, quello del Senato richiede i 25 anni. 2) L’elettorato passivo della Camera richiede i 25 anni, quello del Senato richiede i 40. 3) Tra la Camera e il Senato ci sono de sistemi elettorali differenti.
4) Nella Camera troviamo 630 deputati mentre nel Senato troviamo 315 senatori più 5 senatori a vita che non sono membri elettivi ma che vengono scelti direttamente dal Presidente della Repubblica. !
- FUNZIONI DEL PARLAMENTO IN SEDUTA COMUNE: Il Parlamento in seduta comune, terzo organo costituente del Parlamento italiano, assume funzioni legislative ed ha la competenza di dichiarare in modo definitivo la volontà dell’istituzione parlamentare. I principali compiti attribuiti al Parlamento in seduta comune sono: 1) Elezione del Presidente della Repubblica insieme ai rappresentanti delle Regioni 2) Messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica per alto tradimento o attentato alla
Costituzione 3) Selezione di 45 persone con le stesse caratteristiche elettive dei senatori tra le quali ne devono
essere scelte 15 che affiancano i giudici costituzionali 4) La scelta dei 2/3 dei componenti della Corte Costituzionale 5) La scelta dei 2/3 dei componenti del Consiglio Supremo di Magistratura ! - DIRITTO ALL’INSINDACABILITA’ DEI PARLAMENTARI: Il diritto all’insindacabilità dei parlamentari (art. 68 Cost.) consiste nel divieto di perseguitare i parlamentari per opinioni o voti espressi. Tale diritto è permanente nel tempo e continua a valere anche quando il soggetto perde lo status di deputato o di senatore, inoltre protegge il parlamentare anche per le opinioni o le azioni compiute al di fuori dell’assemblea (come, ad esempi, nelle relazioni instaurate con gli altri parlamentari o nel rapporto instaurato con l’organo d’appartenenza ecc.). ! - DIRITTO ALL’IMMUNITA’ DEI PARLAMENTARI: Il diritto all’immunità dei parlamentari (art. 68 Cost.) impedisce all’autorità giudiziaria di procedere penalmente contro un parlamentare senza l’autorizzazione della Camera cui il parlamentare appartiene. Questo diritto non è permanente nel tempo e decade dal momento in cui il soggetto perde lo status di deputato o senatore. ! - DIRITTO ALL’INVIOLABILITA’ DEI PARLAMENTARI: Il diritto all’inviolabilità dei parlamentari (art. 68 Cost.) protegge la libertà fisica, di domicilio, di circolazione, di comunicazione e di corrispondenza del parlamentare (rinforzando le libertà già presiste negli art.. 13, 14, 15, 16 Cost.). Impedisce quindi di arrestare o di perseguire un parlamentare a meno che non venga colto nel compimento di un determinato reato. tale diritto non è permanente nel tempo e decade dal momento che il soggetto perde lo status di deputato o di senatore. ! - PRINCIPALI ESPRESSIONI DI AUTONOMIA DELLE CAMERE: Le principali autonomie che la Costituzione riconosce alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica sono: 1) Competenza a giudicare la legittimità degli atti d’ammissione, di ineleggibilità o di
incompatibilità dei componenti delle Camere. Tale compito è affidato alla Giunta delle Elezioni. 2) Autonomia finanziaria che permette alle Camere di gestire autonomamente le entrare e le
uscite economiche in base ai fondi che vengono forniti dal Ministero del Tesoro. 3) Autonomia nel reclutamento e nella gestione del personale 4) Autonomia organizzativa interna che impedisce alla polizia di intervenire nelle Camere se non
con previa autorizzazione del Presidente della Repubblica 5) Autonomia organizzativa e regolamentare ! - CONVOCAZIONE DI DIRITTO DELLE CAMERE: La convocazione di diritto delle Camere è quella che avviene annualmente e richiede la loro convocazione il primo giorno non festivo di febbraio e di ottobre e la convocazione delle nuove Camere non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni. ! - CONVOCAZIONE STRAORDINARIA DELLE CAMERE:
La convocazione straordinaria viene richiesta dal Presidente della Repubblica o avviene per iniziativa del Presidente dell’assemblea e nel caso in cui venga convocata straordinariamente una Camera, deve riunirsi anche l’altra. ! - REGOLAMENTI PARLAMENTARI: I regolamenti parlamentari hanno subito una notevole evoluzione e i cambiamenti più significativi possono essere rappresentati in tre tappe diverse: 1) Regolamenti parlamentari anteriori al 1971: prima del 1971 il Parlamento, eletto il 18 aprile del
1948, decise di adottare il regolamento parlamentare del 1922 vigente sotto lo Statuto Albertino sia per ovviare a problematiche politiche sia per mantenere una continuità delle istituzioni.
2) Regolamenti parlamentari successivi al 1971: in seguito al 1971 il parlamento decise di cambiare il proprio regolamento parlamentare introducendo alcune significative modifiche come i principio di parità tra le due Camere e il principio del consenso e dell’unanimità per alcune decisioni di particolare rilievo.
3) Regolamenti parlamentari tra il 1981 e il 1990: in questi anni le modifiche apportate ai regolamenti parlamentari furono molteplici come la riduzione dei tempi di discussione, l’introduzione della sessione parlamentare di bilancio per rendere più facili ed immediate le procedure di decisione parlamentare in ambito di legge finanziaria, bilancio ecc. e l’introduzione nel 1988 del voto palese.
4) Regolamenti parlamentari tra il 1996 e il 1999: le modifiche apportante a regolamenti parlamentari di questi anni avevano come obbiettivo l’instaurazione della democrazia maggioritaria per permettere al Governo di governare tramite il Parlamento. !
- COMPITI DEL PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI E DEL PRESIDENTE DEL SENATO DELLA REPUBBLICA:
I Presidenti delle Camere hanno numerosi compiti tra i quali annoveriamo: 1) Rappresentanza della Camera di appartenenza 2) Espressione della volontà della Camera di appartenenza 3) Direzione dei lavori d’assemblea 4) Controllo del buon andamento dei lavori e controllo della regolarità elle attività svolte 5) Erogazione di sanzioni disciplinari ! - UFFICIO DI PRESIDENZA: L’Ufficio di Presidenza è composto dal Presidente della Camera, 4 vicepresidenti, 3 questori e 8 segretari. I compiti principali dell’Ufficio di Presidenza sono: 1) Approvare i regolamenti interni 2) Deliberare il progetto di bilancio 3) Deliberare le sanzioni disciplinari più gravi 4) Nominare il Segretario Generale dell’assemblea Ciascun membro dell’Ufficio di Presidenza ha poi compiti specifici, i quattro vicepresidenti collaborano con il Presidente e lo sostituiscono in caso di bisogno, i tre questori controllano il buon funzionamento dell’amministrazione delle Camere e della corretta applicazione delle norme e infine i segretari collaborano con il Presidente per assicurare la regolarità di dibattiti e operazioni di voto. !!! - CONFERENZA DEI PRESIDENTI: La Conferenza dei Presidenti è composta da tutti i Presidenti dei diversi gruppi parlamentari e il principale compito di quest’organo consiste nel programmare i lavori dell’assemblea attraverso il progetto di programma. ! - LE GIUNTE: Le Giunte sono organi appartenenti sia alla Camera dei Deputati che al Senato della Repubblica e le principali a cui sono attribuiti specifici compiti sono:
1) Giunta per il Regolamento: esamina ogni proposta di revisione del regolamento parlamentare e, se le viene richiesto, esprime la sua opinione sull’interpretazione del regolamento parlamentare vigente.
2) Giunta delle Elezioni: esamina la legittimità degli atti di ammissione, di ineleggibilità e di incompatibilità dei componenti delle Camere.
3) Giunta per le Autorizzazioni a Procedere: è quella Giunta che deve decidere se dare o me o l’autorizzazione all’autorità giudiziaria a procedere penalmente contro un parlamentare.
4) Giunta per gli Affari Europei: si occupa di materie relative all’Unione Europea come i trattati internazionali, i trattati comunitari le adozioni dei trattati e delle norme generalmente riconosciute ecc. !
- COMMISSIONI PARLAMENTARI PERMANENTI E SPECIALI: Le commissioni parlamentari permanenti sono organi necessari sia della Camera dei Deputati sia del Senato della Repubblica e svolgono funzioni legislative e politiche. Ogni parlamentare deve fare parte di una di queste commissioni e la sua assegnazione viene decisa dal gruppo parlamentare. Le commissioni parlamentare permanenti vengono rinnovate ogni due anni e i membri possono anche essere riconfermati. Le commissioni speciali vengono costituite di volta in volta e si sciolgono o quando è stato raggiunto l’obbiettivo prefissato o quando giunge il termine di durata. ! - COMMISSIONI PARLAMENTARI MONOCAMERALI E BICAMERALI: Le commissioni parlamentari monocamerali sono costituite da un’unica Camera (o dalla Camera dei Deputati o dal Senato della Repubblica) mentre le commissioni parlamentari bicamerali sono costituite da stesso numero di deputati e senatori. Le commissioni bicamerali non possono svolgere funzioni legislative e non possono incrinare il principio di parità vigente tra le due Camere. ! - COMMISSIONI PARLAMENTARI DI SOLI PARLAMENTARI E MISTE: Come dice il nome stesso, le commissioni di soli parlamentari sono composte esclusivamente da parlamentari mentre le commissioni miste sono composte sia da parlamentari sia da funzionari della pubblica amministrazione. ! - ATTIVITA’ DI CONTROLLO DEL PARLAMENTO: Il Parlamento, nello svolgimento della sua attività di controllo, si prefigge di realizzare i seguenti obbiettivi: 1) Verificare che il Governo non compia atti o assuma comportamenti contrari al rapporto di
fiducia con il Parlamento stesso 2) Verificare che non vengano compiuti atti o comportamenti contrari alla legge 3) Verificare che la normativa parlamentare venga correttamente applicata e rispettata 4) Permettere ai partiti politici che non fanno parte della maggioranza di esercitare la loro
opposizione I principali strumenti utilizzati dal Parlamento per lo svolgimento dell’attività di controllo sono le inchieste parlamentari (che vengono esercitate senza la collaborazione del Governo), le interrogazione e le interpellanze (che vengono esercitate con la collaborazione del Governo). !!! - INCHIESTE PARLAMENTARI: Le inchieste parlamentari sono uno strumento utilizzato dal Parlamento per svolgere l’attività di controllo nei confronti del Governo e attraverso tali inchieste le Camere possono controllare ogni aspetto, atto o comportamento del Governo che potrebbe costituire un pubblico interesse. L’efficacia delle inchieste è però limitata dalla legge e dai procedimenti richiesti per attivarle (ad esempio tali inchieste possono essere esercitate soltanto dalla maggioranza e non dalle opposizioni). Le commissioni parlamentari che esercitano le inchieste possono essere monocamerali (quando l’inchiesta viene istituita con un atto deliberativo non legislativo) o bicamerali (quando l’inchiesta viene istituita con una vera e propria legge che deve contenere e
spiegare l’oggetto dell’inchiesta, il numero dei membri della commissione e i tempi necessari per il compimento delle indagini). Quando il Parlamento esegue un’inchiesta ha gli stessi poteri e gli stessi limiti dell’autorità giudiziaria e alcuni di questi limiti sono costituiti, ad esempio, dal segreto di Stato o dalla posizione di alcuni organi costituzionali come la Corte Costituzionale o il Presidente della Repubblica nei confronti del quale la commissione non può compiere determinati atti per non ledere la loro autonomia costituzionale. Al termine dell’inchiesta la commissione deve presentare una relazione che riposta i dati acquisiti e il parere della commissione stessa a riguardo. Nel caso in cui i tempi previsti per i lavori non siano sufficienti, la commissione d’inchiesta può richiedere una proroga. ! - INTERROGAZIONI: Altri strumenti utilizzati dal Parlamento per lo svolgimento dell’attività di controllo sono le interrogazioni e le interpellanze le quali possono essere esercitate soltanto con la collaborazione del Governo. Sia le interrogazioni che le interpellanze, prima di essere rivolte al Governo, vengono esaminate per capire se perseguono davvero lo scopo ispettivo e se vengono realmente rivolte al Governo. Le interrogazioni sono lo strumento di controllo più semplice e consistono in una domanda rivolta al Governo con lo scopo di conoscere se un determinato fatto sia vero, se il Governo ne è a conoscenza e come intende comportarsi a riguardo, La risposta può essere fornita per iscritto (e in questo caso il Governo ha venti giorni per formularla) oppure può essere fornita oralmente in assemblea o nella commissione stessa. Alla risposta del Governo può seguire una breve controbattuta dell’interrogante. Se le interrogazioni sono presentate nella forma di “una pura e semplice domanda senza alcun commento” ad esse si può rispondere immediatamente a patto che tali interrogazioni vengano presentate entro le ore 12.00 di ogni lunedì. Esistono ancora le “interrogazioni a risposta immediata” che possono essere poste o al Presidente del Consiglio dei Ministri o ai Ministri interessati da parte del Parlamento e la breve risposta, che viene fornita oralmente entro un tempo di tre minuti, può essere anche ripresa televisivamente. ! - INTERPELLANZE: Le interpellanze sono invece delle domande che il Parlamento pone al Governo in relazione ad un fatto certo e conosciuto con lo scopo di sapere quali siano i pareri del Governo a riguardo, le su intenzioni future o il motivo di atti commessi in passato. Il rilievo politico delle interpellanze è maggiore rispetto a quello delle interrogazioni perchè costringono il Governo a dare pubbliche spiegazioni riguardo alle domande che gli vengono poste. ! - ATTIVITA’ DI INDIRIZZO DEL PARLAMENTO: Nello svolgimento di tale attività il parlamento si occupa sia di definire l’indirizzo politico sia di procedere alla sua attuazione attraverso la programmazione dei lavori. Gli strumenti utilizzati dal Parlamento per lo svolgimento dell’attività di indirizzo sono la mozione, la risoluzione e l’ordine del giorno. ! - MOZIONE: La mozione può essre presentata dal presidente di un gruppo parlamentare, da dieci deputati o da otto senatori e serve per richiedere o imporre un determinato comportamento al governo o alla maggioranza parlamentare. L’analisi di una mozione segue gli stessi passaggi previsti per la legge: la discussione generale, la discussione sul testo e la votazione finale. Una volta apportava tale mozione diventa vincolante ed eventualmente il Governo può opporsi al contenuto della mozione ma ciò provocherebbe un’incrinazione del rapporto di fiducia con il Parlamento. ! - RISOLUZIONE: La risoluzione è il tipico strumento utilizzato dal Parlamento per svolgere l’attività di indirizzo e permette al parlamento di esprimere la sua opinione e il suo orientamento in riferimento ad una determinata questione. La risoluzione può essere presentata da qualsiasi deputato o senatore ed il Governo deve esserne sempre messo a conoscenza per poter partecipare alla sua discussione che può avvenire sia nell’assemblea che nella commissione stessa. ! - ORDINE DEL GIORNO:
L’ordine del giorno è ancora un altro strumento utilizzato dal Parlamento per svolgere l’attività di indirizzo e manifesta la volontà delle Camere di discutere riguardo ad un argomento accessoria rispetto a quello al momento in discussione. La proposta dell’ordine del giorno avviene dunque durante il procedimento legislativo e la sua discussione deve avvenire prima della votazione finale della legge. Se l’ordine del giorno viene approvato diventa vincolante solo per il Governo. ! - ATTIVITA’ DI INFORMAZIONE DEL PARLAMENTO: L’attività di informazione viene svolta dal Parlamento per facilitare l’esecuzione di tutte le altre attività raccogliendo dati e informazioni. I principali strumenti utilizzati dal Parlamento per svolgere l’attività di informazione sono le indagini conoscitive, le udienze legislative, i pareri, la richiesta e l’acquisizione di informazioni. ! - INDAGINI CONOSCITIVE: Le indagini conoscitive vengono proposte dalle commissioni per ricavare informazioni utili alle Camere. Al fine di raccogliere tali informazioni le commissioni hanno il diritto di sentir qualsiasi persona ma nessuna di queste è obbligata a collaborare o a rispondere alle domande che le vengono poste. Qualora Camera e Senato diano inizio a due o più indagini conoscitive identiche, esse devono avvenire congiuntamente. Alla fine delle indagini la commissione deve produrre un documento finale ! - UDIENZE LEGISLATIVE: Le udienze legislative avvengono nel corso del procedimento legislativo e per acquisire informazioni possono essere chiamati sia ministri sia funzionari pubblici. quest’ultimi, per partecipare, hanno bisogno dell’autorizzazione del ministro competente. ! - RICHIESTA ED ACQUISIZIONE DI DATI E INFORMAZIONI: Per ottenere dati ed informazioni il Parlamento può anche rivolgersi a particolari enti come l’ISTAR, la Corte dei Conti, l’esecutivo ecc. ! - PROCEDIMENTO LEGISLATIVO: Il procedimento legislativo si articola in tre fasi principali a loro volta suddivise in altri subprocedimenti: 1) Fase dell’iniziativa legislativa (che compete alla Costituzione) 2) Fase della perfezione dell’atto legislativo (che compete ai regolamenti parlamentari) 3) Fase integrativa dell’efficacia ! - INIZIATIVA LEGISLATIVA: La Costituzione repubblicana ha stabilito che l’iniziativa legislativa debba essere diffusa ed aperta: diffusa perchè può competere a diversi organi come il Governo, il Parlamento, i Consigli Regionali, i Consigli Comunali, il corpi elettorale ecc. ed aperta perchè la Costituzione consente anche ad altri enti di presentare la propria iniziativa legislativa a patto che essa avvenga sulla base di una legge costituzionale. Le principali iniziative legislative sono l‘iniziativa governativa, parlamentare, popolare, regionale, comunale e del cinsiglio nazionale dell’economia e del lavoro. ! - INIZIATIVA GOVERNATIVA: E’ l’iniziativa legislativa che gode di maggior rilievo e che ha le maggiori possibilità di trasformarsi in legge, questo non significa che il Parlamento sia costretto ad accettare il progetto di legge che gli viene presentato dal Governo, infatti tale progetto può anche essere modificato o respinto dalle Camere. Il disegno di legge viene predisposto dai Ministri e deliberato dal Consiglio dei Ministri, qualora venga approvato deve essere trasmesso al Presidente della Repubblica il quale lo può approvare o rifiutare solo nel caso in cui manchi di alcuni requisiti necessari. ! - INIZIATIVA PARLAMENTARE: E’ quell’iniziativa legislativa che compete ad ogni singolo deputato o senatore e viene utilizzato o per esprimere la posizione delle opposizioni in contrasto con quella della maggioranza o per richiedere la risoluzione immediata di una determinata problematica.
! - INIZIATIVA POPOLARE: Questa iniziativa popolare deve esse richiesta da almeno 500.000 elettori i quali devono presentare un progetto di legge espresso in un documento e diviso per articoli. Ricorrono all’iniziativa legislativa popolare quegli elettori che non trovano espressione della loro posizione e del loro orientamento nella maggioranza oppure viene utilizzata per approfondire o chiarire alcuni temi non sufficientemente trattati dal Parlamento. Qualora le Camere vengano sciolte, il progetto di iniziativa popolare può continuare con l’elezione delle due nuove Camere senza dover essere ripresentato. ! - INIZIATIVA REGIONALE: L’iniziativa regionale spetta ai Consigli Regionali e recentemente è stato stabilito che tali Consigli possono presentare progetti di leggi anche estranei alle loro materie ma che costituiscano un interesse determinato per la Regione. ! - INIZIATIVA COMUNALE: Tale iniziativa viene disposta dai Comuni e può riguardare solamente dei casi di cambiamento delle circoscrizioni o di creazione di nuove Province. !!!!
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