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Timestamp: 2020-02-17 12:25:44+00:00
Document Index: 22771792

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art.2', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 11', 'art. 15']

Vademecum spese elettorali elezioni politiche 2018 – Professione Parlamento
28 Gennaio 2018 Professione Parlamento
La normativa che regola le spese elettorali dei candidati alla Camera e al Senato è dettata da una serie di diposizioni contenuta nelle seguenti leggi: L. 515/1993 (che contiene le norme principali), L. 195/1974, L. 659/1981, L. 441/1982.
Il presente vademecum vuole offrire una sintesi della normativa vigente al fine di renderla più facilmente comprensibile e utilizzabile da candidati e mandatari che se ne dovranno servire nel coro della campagna elettorale.
CONTRIBUTI, LIMITI DI SPESA E RENDICONTAZIONE DELLE SPESE
Ciascun candidato alle elezioni della Camera e del Senato può raccogliere contributi ed effettuare spese per la sua campagna elettorale.
Un candidato per la sua campagna elettorale non può spendere complessivamente, per ciascuna circoscrizione o collegio in cui è candidato, più di 52.000 euro sommati a 0,01 centesimi per ogni cittadino residente nelle circoscrizioni o collegi nei quali si presenta. (art. 7, c.1, L.515/93).
Il candidato che intenda raccogliere contributi economici per la propria campagna elettorale deve farlo esclusivamente attraverso un mandatario. (art. 7, c.3, L.515/93)
Il mandatario è nominato dal candidato attraverso una dichiarazione scritta inviata al Collegio regionale di garanzia elettorale competente per la circoscrizione in cui ha presentato la propria candidatura. Un candidato non può avere più di un mandatario e un mandatario non può svolgere tale incarico per più di un candidato. (art. 7, c.1, L.515/93)
Il mandatario deve aprire un conto corrente bancario (ed eventualmente anche un conto corrente postale) nell’intestazione del quale è specificato che il titolare agisce in veste di mandatario elettorale di un candidato che deve essere nominativamente indicato nella stesa intestazione. (art. 7, c.4, L.515/93)
Il mandatario deve registrare tutti i contributi ricevuti e le spese effettuate dal candidato nel corso della campagna elettorale.
Il candidato può raccogliere contributi per la campagna elettorale dal giorno successivo all’indizione delle elezioni politiche. (art. 7, c.3, L.515/93)
Il candidato può ricevere contributi per la campagna elettorale dalle persone fisiche, da enti e associazioni, da società, in questo caso però i contributi debbono essere deliberati dall’organo sociale competente e debbono essere iscritti in bilancio. (art. 7, L.195/74)
Il candidato non può ricevere contributi, sotto qualsiasi forma e in qualsiasi modo erogati, da organi della pubblica amministrazione, da enti pubblici, da società a partecipazione pubblica superiore al 20% o da società controllate da queste ultime. Non può ricevere contributi neppure da società con partecipazione pubblica pari o inferiore al 20% e dalle società controllate da queste ultime, se la partecipazione assicura al soggetto pubblico il controllo della società. (art. 7, L.195/74)
Una volta effettuate le elezioni il candidato, se eletto, deve inviare la seguente documentazione:
I Al Collegio regionale di garanzia elettorale entro 3 mesi dalla proclamazione a Deputato/Senatore
1 una dichiarazione concernente le spese sostenute e le obbligazioni assunte per la campagna elettorale, (oppure nel caso in cui non abbia effettuato spese proprie la dichiarazione di essersi avvalso esclusivamente di materiali e mezzi propagandistici messi a diposizioni dal partito nelle cui liste si è candidato) “con l’apposizione della formula sul mio onore affermo che la dichiarazione corrisponde al vero”. A questa dichiarazione debbono essere allegate (per i soli candidati che siano parlamentari uscenti) copia delle dichiarazioni inviate al presidente della rispettiva camera per i contributi ricevuti dallo stesso soggetto che in un anno superino i 5.000 euro. Queste dichiarazioni debbono essere congiunte (cioè sottoscritte da chi ha erogato il contributo e da chi lo ha percepito) per i contributi ricevuti al di fuori della campagna elettorale, tramite autocertificazione del soggetto ricevente per i contributi ricevuti in campagna elettorale. (art. 7, c.6, L.515/93 e art.2, c.1 n.3 L.441/82)
2 Rendiconto relativo ai contributi e servizi ricevuti e alle spese sostenute. Nel rendiconto debbono essere analiticamente riportati, anche mediante la sola dichiarazione del candidato, i contributi e i servizi provenienti da persone fisiche che siano di importo o valore superiore a 5.000 euro (i contributi o i servizi erogati da persone fisiche inferiori ai 5.000 euro possono non essere dichiarati), e tutti i contributi e servizi di qualsiasi importo o valore provenienti da soggetti diversi (dalle persone fisiche). Il rendiconto è sottoscritto dal candidato e controfirmato dal mandatario, che ne certifica la veridicità in relazione all’ammontare delle entrate. (art. 7, c. 6, L.515/93)
3 Estratto conto del conto corrente bancario (ed eventualmente anche di quello postale se utilizzato). (art. 7, c. 6, L.515/93)
II All’Ufficio di presidenza della camera di elezione entro tre mesi dalla proclamazione:
1 una dichiarazione concernente le spese sostenute e le obbligazioni assunte per la campagna elettorale, (oppure nel caso in cui non abbia effettuato spese proprie la dichiarazione di essersi avvalso esclusivamente di materiali e mezzi propagandistici messi a diposizioni dal partito nelle cui liste si è candidato) “con l’apposizione della formula sul mio onore affermo che la dichiarazione corrisponde al vero. Alla dichiarazione debbono essere allegate copia delle dichiarazioni (in forma congiunta o autocertificata a seconda dei casi) dei contributi eventualmente ricevuti che superino l’importo di 5.000 euro nell’anno.
Alla documentazione di cui al numero 1 deve aggiungersi quella ulteriore prevista dall’articolo 2 della legge 441/1982 che qui non si riporta perché non strettamente attinente alle spese elettorali sostenute, bensì alla pubblicità della situazione patrimoniale di titolari di cariche elettive.
Il candidato non eletto deve inviare al Collegio regionale di garanzia elettorale la medesima documentazione di cui al paragrafo I punti 1, 2 e 3. La documentazione dovrà essere effettuata entro il terzo mese decorrente dall’ultima proclamazione effettuata nella camera in cui si è candidato. (art. 7, c. 7, L.515/93)
COSA RIENTRA TRA LE SPESE ELETTORALI
Sono considerate spese relative alla campagna elettorale (art. 11, c. 1 e 2, L.515/93)
Spese per la produzione, acquisto o affitto di materiali e mezzi per la propaganda;
Spese per la distribuzione e diffusione dei materiali e dei mezzi per la propaganda, compresa l’acquisizione di spazi sugli organi di informazione, sulle radio e televisioni private, nei cinema e nei teatri;
Spese relative all’organizzazione di manifestazioni di propaganda, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, anche di carattere sociale, culturale e sportivo;
Spese per stampa, distribuzione e raccolta di moduli, per autenticazione delle firme e per l’espletamento di ogni altra operazione richiesta dalla legge per la presentazione di liste elettorali;
Spese per il personale utilizzato per ogni prestazione o servizio inerente la campagna elettorale
Le spese relative ai locali per le sedi elettorali, quelle di viaggio e soggiorno, telefoniche e postali, sono calcolati in misura forfettaria, in percentuale fissa del 30% dell’ammontare complessivo delle spese ammissibili e documentate.
SANZIONI (art. 15, L.515/93):
In caso di mancato deposito presso il Collegio regionale di garanzia elettorale della dichiarazione sulle spese per la propaganda elettorale sanzione da 25.823 a 103.291 euro e per il candidato eletto decadenza dalla carica.
In caso di sforamento del limiti previsti per le spese elettorali sanzione amministrativa pecuniaria non inferiore all’importo eccedente il limite previsto e non superiore al triplo di tale importo (in caso lo sforamento sia di mille euro la sanzione oscillerà tra 1.000 e 3.000 euro). Per il candidato eletto che abbia sforato il limite di spesa per un importo pari al doppio del massimo consentito è prevista anche la decadenza dalla carica.
In caso di irregolarità nelle dichiarazioni o mancata indicazione di coloro che hanno erogato i contributi sanzione amministrativa pecuniaria da 5.165 a 51.646 euro.
In caso di mancata, tardiva o non veritiera dichiarazione dei contributi provenienti da un medesimo soggetto superiori a 5.000 euro annui si prevede una sanzione amministrativa pecuniaria da due a sei volte l’ammontare non dichiarato (per un contributo di 6.000 euro non dichiarato la sanzione può andare da 12.000 a 36.000 euro).
In caso di percepimento di finanziamenti vietati si prevede la reclusione da 6 mesi a 4 anni e multa fino al triplo della somma illecita percepita.
Il mandatario è obbligatorio?
Il mandatario non è obbligatorio sempre. E’ obbligatorio solo nel caso in cui il candidato decida di raccogliere finanziamenti per la sua campagna elettorale.
In materia di limiti di spesa per la campagna elettorale la legge fa riferimento alla popolazione dei collegi o della circoscrizione in cui si presenta il candidato, quale dei due termini va considerato, dal momento che ogni collegio (plurinominale o uninominale) è inserito all’interno di una circoscrizione?
La legge 513/1993 nel fissare i limiti di spesa per la campagna elettorale fa riferimento in via alternativa alla popolazione del collegio o della circoscrizione (0,01 centesimi x ogni abitante). Per le elezioni politiche 2018, alla luce della legge elettorale vigente, ad avviso di chi scrive, per il calcolo del limite di spesa elettorale si deve tenere conto esclusivamente degli abitanti dei singoli collegi in cui la candidatura è presentata. Nel precedente sistema elettorale (porcellum) i collegi non c’erano nel senso che ogni circoscrizione costituiva un collegio e dunque si teneva conto della popolazione della circoscrizione. In precedenza il mattarellum prevedeva candidature nella cirscoscrizione e nei collegi uninominali e proprio a questo si deve il doppio riferimento della legge
Se un candidato si presenta in più di un collegio come si calcola il limite di spesa per la campagna elettorale?
Il limite di 52.000 euro più il prodotto dato dalla moltiplicazione di 0,01 x ciascun abitante del collegio, vale per ciascuno dei collegi in cui il candidato si presenta. Se il candidato Rossi si presenta ad esempio nei collegi plurinominali di Lazio 1 – 01 e Campania 1 – 03 avrà come limite di spesa massimo 64.734 euro per la propaganda in Lazio 1-01 e 61.364 euro per la propaganda in Campania 1-03, dunque nel complesso potrebbe spendere circa 125.000 euro, ma in ognuno dei due collegi in cui si presenta deve rispettare il limite previsto per quel collegio.
Se un candidato si presenta in più di un collegio in regioni diverse, come nel caso precedente nei collegi plurinominali Lazio 1-01 e Campania 1-03 quante relazioni/rendiconti delle spese deve inviare e con quali dati?
Il candidato che si presenta in collegi diversi e situati in regioni diverse deve inviare una dichiarazione/rendiconto a ciascun Collegio regionale di garanzia elettorale competente per i collegi in cui si è candidato. In ciascuna di queste relazioni dovrà rendicontare le spese relative alla campagna elettorale effettuata nel collegio di pertinenza del Collegio regionale di garanzia elettorale alla quale invia la dichiarazione/rendiconto
I mezzi e i materiali messi a diposizione dal partito debbono essere conteggiati ai fini della rendicontazione del singolo candidato?
I mezzi e i materiali messi a disposizione del candidato da parte del partito non fanno cumulo ai fini del limite di spesa del singolo candidato e non debbono essere rendicontati da questo perché figureranno nel rendiconto delle spese elettorali che effettuerà il partito
Per le spese in campagna elettorale è prevista qualche agevolazione fiscale?
Per le spese effettuate in campagna elettorale relativamente ai materiali di propaganda elettorale è prevista un’aliquota iva agevolata al 4%.
Se un elettore vuole contribuire con 500 euro alla campagna elettorale di un candidato quel contributo come deve essere registrato?
No. Non è obbligatorio registrare e rendicontare il contributo perché di importo inferiore a 5.000 euro e proveniente da persona fisica.
Se una società mette gratuitamente a disposizione di un candidato un’immobile da utilizzare come sede del comitato elettorale si tratta di un contributo da registrare?
Si. Anche se non è una donazione in denaro il candidato nel suo rendiconto deve registrare che la Società x gli ha offerto come contributo l’utilizzo di una sede il cui valore in denaro equivale ad x. La società dal canto suo dovrà aver autorizzato tale contributo tramite una delibera dell’organo societario competente. Tale contributo dovrà inoltre risultare a bilancio della società.