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Timestamp: 2019-08-18 08:44:48+00:00
Document Index: 133300089

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 9', 'art. 9', 'sentenza ', 'art.100', 'art.39']

Trapani. Ultime amministrative.
Dichiarato improcedibile il ricorso di uno dei candidati alla poltrona di Sindaco.
Cons. giust. amm. Sicilia, Sent., (ud. 27-09-2018) 03-10-2018, n. 532
sul ricorso numero di registro generale 23 del 2018, proposto dal Dott. P.S., rappresentato e difeso dall'Avv. Girolamo Rubino, con domicilio eletto presso il suo studio in Palermo, via Guglielmo Oberdan n. 5;
Comune di Trapani inpersona del Sindaco p.t., non costituito in giudizio;
Sig.ri G.R. ed altri non costituiti in giudizio;
della sentenza n.2326 del 6.10.2017 resa dal T.A.R. Sicilia di Palermo, Sez. I^, nel giudizio introdotto con il ricorso n.1837/2017, volto all'annullamento
1) del verbale della Commissione Elettorale Centrale del Comune di Trapani, datato 27 giugno 2017, con il quale non è stato proclamato eletto il candidato Sindaco di Trapani, in quanto non sarebbero stati raggiunti i quorum di cui all'art. 9, comma 9, della L.R. n. 7 del 1992
2) del verbale della Commissione Elettorale Circondariale del Comune di Trapani, n. 44 del 18 giugno 2017, con il quale il candidato Girolamo Fazio è stato escluso dal turno di ballottaggio, in quanto non avrebbe completato la lista degli assessori designati;
3) di ogni altro provvedimento presupposto, consequenziale e/o comunque connesso a quelli impugnati
Nominato Relatore nell'udienza pubblica del giorno 27 settembre 2018 il Cons. Carlo Modica de Mohac e udito l'Avv. Daniele Piazza su delega dell'Avv. Girolamo Rubino;
- che con ricorso n.RG. 1837 del 2017, il Dott. P.S. impugnava innanzi al T.A.R. Sicilia di Palermo, Sez. I^, i provvedimenti indicati in epigrafe (nella specie: il verbale della Commissione Elettorale Centrale del Comune di Trapani, datato 27 giugno 2017, con il quale non è stato proclamato eletto il candidato Sindaco di Trapani, in quanto non sarebbero stati raggiunti i quorum di cui all'art. 9, comma 9, della L.R. n. 7 del 1992; il verbale della Commissione Elettorale Circondariale del Comune di Trapani, n. 44 del 18 giugno 2017, con il quale il candidato Avv. Girolamo Fazio è stato escluso dal turno di ballottaggio, in quanto non avrebbe completato la lista degli assessori designati; e gli atti presupposti, consequenziali e comunque connessi);
- che con la sentenza n.2326 del 6.10.2017 il T.A.R. respingeva il ricorso;
- e che con l'appello in esame, notificato il 4.1.2018, il Dott. P.S. ha impugnato la predetta sentenza;
- che nel mese di giugno del 2018 si sono svolte nuove elezioni amministrative, in esito alle quali è stato eletto il Sindaco di Trapani attualmente in carica;
- e che non risulta che l'appellante abbia impugnato gli atti relativi a tale nuova competizione elettorale;
RITENUTO, pertanto, che l'interesse all'annullamento degli atti impugnati (sopra indicati) deve ritenersi ormai definitivamente venuto meno;
- che non risulta che l'appellante (già ricorrente e soccombente in primo grado) abbia proposto alcuna domanda risarcitoria (per danni a suo carico correlati, in ipotesi, all'attività di gestione, da parte delle competenti Amministrazioni, delle operazioni elettorali relative alle predette elezioni);
- che quindi anche sotto questo profilo l'interesse all'accertamento della eventuale illegittimità delle suddette operazioni elettorali non appare attuale né concreto, non essendo diretto a fargli conseguire alcuna percepibile utilità;
- che, infatti, l'"interesse puramente morale" ad una astrattapronunzia di merito (e cioè ad una pronunzia che non consenta al vincitore di attribuirsi, o comunque di conseguire, lo specifico "bene della vita" al quale aspira; e che neanche gli procuri, in alternativa, alcuna utilità patrimoniale satisfattiva "per equivalente"), non costituisce una posizione giuridica soggettiva meritevole di tutela processuale; e ciò in quanto l'art.100 del codice di procedura civile (applicabile alla fattispecie in forza del rinvio operato dall'art.39 del codice del processo amministrativo) sancisce - secondo pacifica ed unanime interpretazione giurisprudenziale - che la funzione giurisdizionale non è preordinata alla (e non può essere utilizzata per la) soluzione di mere "questioni di principio";
CONSIDERATO, per il resto, che neanche l'aspirazione ad ottenere una statuizione sulle spese può essere posta a base dell'interesse ad agire, essendo evidente che la domanda di condanna alle spese si risolve in una pretesa puramente accessoria (che si giustifica esclusivamente in funzione di quella principale);
RITENUTO, per tutto quanto fin qui osservato, che a fronte della sopravvenuta carenza d'interesse all'ottenimento di una pronunzia dalla quale - per quanto precedentemente rilevato in ordine alla mancata proposizione di una specifica domanda risarcitoria - l'appellante non trarrebbe alcuna concreta ed immediata utilità, non resti al Collegio che dichiarare, in riforma dell'appellata sentenza, l'improcedibilità della domanda giudiziale proposta con i ricorsi in esame;
CONSIDERATO che la pronunzia sopra indicata non preclude all'appellante di eventualmente agire per la tutela di interessi risarcitori o compensativi presso i competenti Organi giudiziari (i quali ben potrebbero conoscere incidentalmente ogni questione connessa a quella risarcitoria);
RITENUTO, infine, che la novità e la delicatezza della questione (unitamente al fatto che quella principale è rimasta sostanzialmente impregiudicata) giustifichi pienamente - anche in considerazione della rilevanza parimenti pubblicistica degli interessi contrapposti - la integrale compensazione delle spese fra le parti;
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana dichiara improcedibile, in riforma dell'appellata sentenza, la domanda giudiziale proposta con i ricorsi in esame.
Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 27 settembre 2018 con l'intervento dei Signori Magistrati:
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