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Timestamp: 2017-09-25 00:50:13+00:00
Document Index: 45167500

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 19', 'art. 380', 'art. 637', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 1182', 'art. 2205', 'art. 1182', 'art. 48', 'art. 83']

1. - Il tribunale di Varese, adito in sede di opposizione a decreto ingiuntivo da R. (o R.) F., cui era stato ingiunto di pagare Euro 132.708 (oltre accessori e spese) in forza della fideiussione da lui prestata alla Banca di C.C. di Busto Garolfo e (OMISSIS) in merito alle obbligazioni della Lattoniera srl (dichiarata fallita), ha dichiarato la nullità dell'opposto decreto ingiuntivo e la propria incompetenza - con rimessione al tribunale di Milano (sez. dist. di Legnano) - con sentenza n. 927 del 15-20.7.11:
al riguardo, detto giudice ha escluso l'operatività della pattuizione sulla competenza del foro nella cui giurisdizione si trovava la sede della banca (per mancata approvazione specifica per iscritto della relativa clausola), come pure dell'art. 19 cod. proc. civ. (in carenza di prova della presenza, nella sede secondaria, di un rappresentante autorizzato a stare in giudizio), così individuando come competente il luogo della sede legale della banca, ovvero quello dove è "stato aperto il contratto di conto corrente".
2. - L'opposta Banca ha proposto istanza di regolamento di competenza, dolendosi dell'omesso esame della sua doglianza sull'invalidità della dispiegata eccezione di incompetenza per mancato suo riferimento a tutti i momenti di collegamento ipotizzabili per legge e, segnatamente, della esistenza di una sede legale anche in (OMISSIS), Comune compreso nella circoscrizione dell'adito tribunale di Varese.
3. - Non ha svolto attività difensive l'intimato, ma il Procuratore Generale, con le sue conclusioni scritte, formulate ai sensi dell'art. 380-ter cod. proc. civ. e trasmesse al difensore dei ricorrenti, ha chiesto dichiararsi l'infondatezza del ricorso, ritenendo esaustivamente motivato l'accoglimento dell'eccezione di incompetenza territoriale, mercè l'esclusione della prova (invece necessaria: Cass., ord. 14 ottobre 2011, n. 21253) della presenza, presso la sede di (OMISSIS), di soggetto preposto autorizzato a stare in giudizio per l'oggetto della domanda. All'adunanza in camera di consiglio, poi, il medesimo P.G. ha invocato dichiararsi l'inammissibilità del ricorso, siccome incentrato su vizio motivazionale (ed ostandovi il principio desunto da Cass., ord. 11 ottobre 2002, n. 14561), o, in subordine, comunque il suo rigetto.
4. - Il regolamento, dispiegato con esclusivo riferimento all'omessa considerazione, quale elemento di incompletezza dell'eccezione, della sussistenza, anche in un Comune della circoscrizione del tribunale di Varese, di una sede legale rilevante della Banca creditrice (e ingiungente opposta), non può essere accolto.
5. - Una volta ricordato che la competenza ai sensi dell'art. 637 cod. proc. civ. si determina sulla base della domanda di ingiunzione come proposta dal creditore ingiungente (per tutte: Cass. 22 luglio 1969, n, 2761), i criteri di collegamento incentrati sulla sede legale del convenuto vanno riferiti al convenuto in senso sostanziale e cioè all'ingiunto e non mai all'ingiungente: ne deriva l'irrilevanza del foro della sede legale di quest'ultimo ai sensi dell'art. 19 cod. proc. civ. ed a maggior ragione del secondo periodo del primo comma di tale disposizione (a mente del quale "è competente altresì il giudice del luogo dove la persona giuridica ha uno stabilimento e un rappresentante autorizzato a stare in giudizio per l'oggetto della domanda").
6. - Piuttosto, tralasciato il riferimento all'art. 19 suddetto (non operante, a causa della posizione sostanziale di attore della Banca opposta), sotto altro profilo rileva la circostanza della carenza di prova della presenza, presso la sede di (OMISSIS) (Comune ricadente nella circoscrizione del tribunale di Varese) della Banca ingiungente, di un rappresentante autorizzato a stare in giudizio per l'oggetto della domanda; tale carenza vale ad escludere l'operatività, nel luogo della predetta sede, anche e comunque del criterio dell'art. 20 cod. proc. civ., in relazione all'art. 1182 cod. civ., comma 3 (a mente del quale le obbligazioni di pagare una somma di denaro si adempiono alla sede del creditore al momento della scadenza).
7. - Infatti:
7.1. in primo luogo, in effetti neppure la previsione statutaria riportata dalla ricorrente vale a dar conto della qualificabilità della sede di (OMISSIS) come sede legale ad ogni effetto o, se non altro, della presenza, presso la medesima, di un rappresentante abilitato a stare in giudizio per lo specifico rapporto azionato;
7.2. in secondo luogo e comunque, la filiale, pur dovendo essere retta, a norma dell'art. 2205 cod. civ., da un rappresentante da indicarsi nel locale registro delle imprese, non assume mai tale autonomia da localizzare a tutti gli effetti nella sua sede i rapporti che pone in essere, con esclusione totale della sede centrale e del domicilio dell'imprenditore: sicchè il domicilio del creditore, cui si riferisce l'art. 1182 cod. civ., si identifica, nei riguardi di una società, con la sua sede principale, anche nel caso che vi siano delle filiali (Cass. 10 novembre 1970, n. 2335; Cass. 10 maggio 1972, n. 1413; in sensi analoghi, v.: Cass. 2 maggio 1997, n. 3778, per la quale non rileva neppure che sia stata la filiale a gestire sempre e comunque il rapporto; Cass. 22 giugno 2007, n. 14599); e tale conclusione vale a maggior ragione per la sede provinciale o distaccata di una banca, come nella fattispecie.
8. - Pertanto, la sola doglianza sviluppata in questa sede non è fondata ed il ricorso va rigettato, con declaratoria della competenza del tribunale di Milano (e non essendo necessaria alcuna ulteriore specificazione sulla sezione distaccata, questa costituendo una semplice articolazione territoriale del complessivo ufficio giudiziario del Tribunale, rilevante solo al momento della riassunzione dell'affare o della sua assegnazione all'interno di detto unitario ufficio, secondo quanto previsto dall'ordinamento giudiziario - R.D. 30 gennaio 1941, n. 12, artt. 48-bis a 48-sexies, e succ. mod. e integr., soprattutto art. 48-quater - e, in caso di inosservanza, dall'art. 83-ter disp. att. cod. proc. civ.); e, quanto alle spese del presente procedimento, esse andranno opportunamente liquidate, in considerazione anche dell'esito finale della controversia, dal giudice cui è rimesso il merito di quest'ultima.
La Corte rigetta il ricorso e dichiara la competenza del tribunale di Milano; spese rimesse.