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Timestamp: 2020-08-11 15:15:18+00:00
Document Index: 5112825

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 380', 'art. 360', 'art. 70', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 97', 'art. 118', 'art. 4', 'art. 366', 'art. 4']

Sentenza Cassazione Civile n. 8933 del 06/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8933 del 06/04/2017
Cassazione civile, sez. lav., 06/04/2017, (ud. 15/02/2017, dep.06/04/2017), n. 8933
sul ricorso 8067-2012 proposto da:
G.B. C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in ROMA, VIA
avverso la sentenza n. 463/2011 della CORTE D’APPELLO di PERUGIA,
depositata il 15/12/2011 R.G.N. 87/2011.
1. che con sentenza in data 15.12.2011 la Corte di Appello di Perugia, adita dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in riforma della sentenza del Tribunale di Terni, che aveva parzialmente accolto il ricorso, ha ritenuto la legittimità dei termini apposti ai contratti di lavoro intercorsi fra l’appellante e G.B., docente, e ha respinto le domande di conversione del rapporto e di risarcimento del danno;
2 che avverso tale sentenza G.B. ha proposto ricorso affidato a quattro motivi, articolati in più punti, al quale ha opposto difese il MIUR con controricorso;
3. che da entrambe le parti sono state depositate memorie per l’udienza pubblica del 7.11.2012 e successivamente dal Ministero ai sensi dell’art. ex art. 380 bis c.p.c., comma 1.
4. che il primo motivo si denuncia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 70, nonchè della Direttiva Europea 70/99/CE (lettere a) e b) del motivo) sul rilievo che dovrebbe farsi applicazione congiunta delle disposizioni contenute nei D.Lgs. n. 165 e n. 368 del 2001, al fine di rendere conforme alla Direttiva Europea la disciplina dei contratti a termine del personale scolastico, che non contiene alcuna disposizione volta a reprimere la reiterazione delle supplenze;
5. che il secondo motivo si deduce, lamentando violazione del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 36 e il D.Lgs. n. 368 del 2001, artt. 1 e 5 (lett. c) e d) del motivo), che il legislatore, nel modificare il D.Lgs n. 165 del 2001, art. 36, ha consentito alle pubbliche amministrazione di fare ricorso al lavoro flessibile solo in presenza di esigenze temporanee ed eccezionali, in difetto delle quali la clausola appositiva del termine deve ritenersi illegittima, con obbligo per la P.A. di convertire il rapporto ovvero di risarcire il danno, senza che la conversione possa ritenersi impedita dalla regola imposta dall’art. 97 Cost., in quanto anche l’assunzione a termine presuppone una previa procedura selettiva;
9. che detti principi devono essere ribaditi, per le ragioni tutte indicate nella motivazione delle sentenze sopra richiamate, da intendersi qui trascritte ex art. 118 disp. att. c.p.c.;
10. che la decisione impugnata è conforme alle conclusioni alle quali questa Corte è pervenuta, quanto alla ritenuta specialità della normativa di settore ed alla giuridica impossibilità di convertire in rapporto a tempo indeterminato il contratto a termine, anche se abusivamente reiterato;
11. che nella fattispecie, inoltre, il carattere abusivo della reiterazione non può neppure essere affermato quale conseguenza della dichiarazione di illegittimità costituzionale della L. n. 124 del 1999, art. 4, commi 1 e 11, perchè sono a ciò ostativi i principi di diritto di cui alla lettera B e H, in quanto l’abuso sussiste solo a condizione che le supplenze abbiano riguardato l’organico di diritto e si siano protratte per oltre trentasei mesi;
12. che la combinata lettura della parte motiva e di quella narrativa sentenza, nella quale si fa generico riferimento a “supplenze su organico di diritto” (pg. 10), senza precisare se in detto arco temporale l’impegno sia stato continuativo e senza indicare il numero complessivo dei contratti stipulati), e del ricorso, che difetta, quanto alla tipologia delle supplenze, dei requisiti imposti dall’art. 366 c.p.c., nn. 3 e 6, non consente di ricostruire la vicenda al fine della individuazione delle norme di diritto applicabili; la ricorrente, infatti, muovendo dal presupposto erroneo della assoluta equiparabilità delle due tipologie di supplenza, a pag. 2 del ricorso ha asserito di essere stata assunta “con una serie di contratti a tempo determinato”, e non ha indicato la durata dei singoli rapporti nè ha precisato se i contratti siano stati stipulati ai sensi della L. n. 124 del 1999, art. 4, comma 1 o del comma 2;
14. che la complessità della questione giuridica, risolta sulla base delle pronunce della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia intervenute in corso di causa, giustifica la integrale compensazione delle spese del giudizio di legittimità.