Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-12936-del-23-05-2017
Timestamp: 2020-03-29 12:13:30+00:00
Document Index: 88749926

Matched Legal Cases: ['art. 647', 'art. 2909', 'art. 647', 'art. 50', 'sentenza ', 'art. 102', 'art. 50', 'sentenza ', 'art. 50', 'art. 633', 'art. 102', 'art. 50']

Sentenza Cassazione Civile n. 12936 del 23/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12936 del 23/05/2017
Cassazione civile, sez. I, 23/05/2017, (ud. 23/03/2017, dep.23/05/2017), n. 12936
sul ricorso 28768/2011 proposto da:
Fallimento della Società (OMISSIS) S.a.s.;
avverso il decreto n. 33/2011 del TRIBUNALE di PRATO, depositato il
23/03/2017 dal Cons. Dott. FRANCESCO TERRUSI.
il tribunale di Prato, decidendo sull’opposizione proposta dalla Banca nazionale del lavoro nei riguardi dello stato passivo del fallimento di Tessile Tempesti s.a.s. e dell’accomandatario T.R., ammetteva l’opponente al chirografo per l’ulteriore importo di Euro 253.536,80, ferma l’originaria ammissione per gli importi di Euro 34.135,26 ancora in chirografo e di Euro 126.129,99 in privilegio; motivava la decisione affermando che il decreto ingiuntivo posto a base della domanda, non essendo stato munito della dichiarazione giudiziale di esecutorietà ai sensi dell’art. 647 c.p.c., non era opponibile alla procedura e, quindi, non era idoneo a dimostrare nè l’esistenza nè l’entità dei crediti insinuati;
col primo motivo la ricorrente denunzia la violazione e falsa applicazione dell’art. 2909 c.c., artt. 641, 647, 650 e 656 c.p.c. e la mancanza di motivazione sul fatto della piena validità della notificazione del decreto ingiuntivo non seguito da opposizione, assumendo che il tribunale avrebbe erroneamente escluso il giudicato formatosi sul decreto suddetto a fronte della natura solo dichiarativa del provvedimento di cui all’art. 647 c.pc..;
col secondo motivo, deducendo violazione e falsa applicazione dell’art. 50 e degli artt. 119 e 161 del T.u.b., nonchè la mancanza e comunque l’insufficienza della motivazione sul documento prodotto, la ricorrente censura la sentenza per aver affermato che era stato prodotto un “saldaconto” privo di ogni rilievo al di fuori del monitorio;
mentre il saldaconto, appartenente alla disciplina di cui all’art. 102 dell’abrogata legge bancaria, era da aversi per sostituito nella disciplina del T.u.b. (art. 50) dall’estratto conto; in ogni caso lo stesso saldaconto, in base alla sentenza delle sezioni unite di questa Corte n. 6707-94, doveva dirsi munito di rilevanza probatoria anche al fuori del procedimento, salvo il prudente apprezzamento del giudice; in definitiva il giudice a quo non si era avveduto (1) che l’estratto in questione era stato rilasciato il 25-5-2010 ed era quindi disciplinato esclusivamente dal T.u.b., (2) che aveva registrato le operazioni per un intero anno e (3) che, in mancanza d’ogni specifica contestazione, esso aveva acquisito un’efficacia probatoria piena;
peraltro la tesi sostenuta nel motivo è anche inutile perchè l’art. 50 del T.u.b. è infondatamente richiamato a fronte dell’accertamento di fatto risultante dalla sentenza;
tale norma prevede che “la Banca d’Italia e le banche possono chiedere il decreto d’ingiunzione previsto dall’art. 633 c.p.c., anche in base all’estratto conto, certificato conforme alle scritture contabili da uno dei dirigenti della banca interessata, il quale deve altresì dichiarare che il credito è vero e liquido”;
è vero che l’estratto di saldaconto, di mera natura riassuntiva del debito finale, idoneo nel vigore del previgente art. 102 della legge Bancaria del 1938, non è più sufficiente ai sensi dell’art. 50 del T.u.b., che richiede finanche in monitorio un vero e proprio estratto conto con la registrazione delle varie partite in dare e avere;
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Prima Civile, su relazione del Cons. Dott. Terrusi (est.), il 23 marzo 2017.