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Timestamp: 2019-09-21 16:24:27+00:00
Document Index: 177282313

Matched Legal Cases: ['art. 58', 'art. 4', 'art. 58', 'art. 4', 'art. 115', 'art. 115', 'art. 58', 'art. 4', 'art. 1264', 'art. 115', 'art. 115', 'art. 115', 'art. 115']

Cessione credito bancario comunicato mediante pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale - Forum FALLIMENTI - PASSIVO E RIVENDICHE
Cessione credito bancario comunicato mediante pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale
un'istituto di credito presenta domanda di ammissione allo stato passivo di un fallimento. La domanda viene accolta.
Successivamente viene comunicato alla Curatela Fallimentare a mezzo P.E.C., che, mediante "un contratto di cessione di crediti in blocco", il predetto istituto bancario risulterebbe aver ceduto, pro soluto, il credito insinuato nello stato passivo del fallimento a un terzo soggetto. Viene allegata alla comunicazione ricevuta dalla Curatela ed inviata dal cessionario un estratto della Gazzetta Ufficiale, dove risulta pubblicato un avviso di cessione pro soluto di crediti bancari, come previsto dall'art. 58 TUB, richiamato dall'art. 4 della legge 30 aprile 1999 n. 30.
Nell'avviso di cessione dei crediti bancari pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale viene riportata l'indicazione del cedente, del cessionario e della data della cessione. Nell'avviso si precisa che i dati indicativi di ciascuno dei crediti bancari ceduti (tra cui il terzo cessionario afferma esservi quello insinuato allo stato passivo del fallimento), nonché la conferma, ai debitori che ne avrebbero fatto richiesta, dell'avvenuta cessione, sono messi a disposizione su un sito internet, restando a disposizione fino all'estinzione del relativo credito ceduto.
Il Curatore accede al predetto sito internet per verificare che tra i crediti ceduti vi sia quello insinuato dalla banca allo stato passivo, ma, affinché tale verifica possa svolgersi, gli viene richiesto l'inserimento di dati identificativi del credito bancario che non gli sono stati comunicati dal terzo cedente. Si domanda:
1) se la pubblicazione in G.U. dell'avviso di cessione dei crediti ai sensi dell'art. 58 TUB, richiamato dall'art. 4 della legge 30 aprile 1999 n. 30, integri, formalmente, i presupposti per procedere a rettifica formale dello stato passivo ai sensi dell'art. 115 L.F.;
2) se si, quale documentazione il terzo cessionario deve produrre al Curatore per richiedere la rettifica formale dello stato passivo ai sensi dell'art. 115 L.F. (tenuto conto che, attualmente, sul sito internet specificato nell'avviso pubblicato in G.U. non risulta possibile identificare il credito concorsuale, asseritamente ricompreso nella cessione).
Grazie in anticipo per l'attenzione e la collaborazione prestata.
RE: Cessione credito bancario comunicato mediante pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale
A norma dell'art. 58 Tub, richiamato dall'art. 4 l. n. 30 del 1999. la banca cessionaria dei crediti in blocco "dà notizia dell'avvenuta cessione mediante pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della repubblica italiana", che nei confronti dei debitori ceduti produce gli stessi effetti di cui all'art. 1264 c.c.. Come la comunicazione individuale, così questa forma di comunicazione collettiva in tanto possono produrre i loro effetti in quanto consentano al debitore di appurare che il suo debito, o meglio il credito che l'originario creditore vantava nei suoi confronti è stato ceduto al soggetto che si dichiara cessionario, in modo da poter pagare correttamente. Del resto lo stesso secondo comma dell'art. 115, nel preveder che il curatore attribuisca la quota di riparto spettante ad un creditore ammesso al pasivo al soggetto cessionario del credito, richiede che "la cessione sia stata tempestivamente comunicata, unitamente alla documentazione che attesti, con atto recante le sottoscrizioni autenticate di cedente e cessionario, l'intervenuta cessione", ed è evidente che se attraverso la documentazione prodotta- sia esso l'atto notarile o, in caso di cessione di crediti bancari in blocco, la pubblicazione nella G.U- non consentano di individuare se il credito ammesso al passivo sia stato oggetto della cessione, manca la prova dell'intervenuta cessione.
Nel suo caso, quindi, poiché lo strumento indicato per appurare questa circostanza non è utilizzabile, lei o chiede all'originario creditore conferma dell'avvenuta cessione o al cessionario altra prova per verificare che nel blocco dei crediti ceduti vi sia anche quello che interessa. Vi è da dire, comunque, che se la banca cessionaria ha fatto la pubblicazione sulla G.U. poi ha chiesto di sostituirsi al creditore ammesso, è molto, ma molto verosimile che il credito in questione sia stato ceduto; tuttavia il dubbio è legittimo.
RE: RE: Cessione credito bancario comunicato mediante pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale
e se il cessionario interviene con dati non in linea con l'originaria domanda della banca chi deve fornire la documentazione per il corretto intervento ex art. 115 l.f.? la banca cedente o in alternativa anche la curatela trasmettendo lo stato passivo esecutivo da cui si possa evincere l'ammissione della banca?
RE: RE: RE: Cessione credito bancario comunicato mediante pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale
Il principio posto dall'art. 115, co. 2 l.f. è far partecipare al riparto il cesionario del credito (o colui che si surroga) nel credito già ammesso al passivo, per cui l'operazione deve essere indolore per il fallimento, che dovendo soddisfare i creditori ammessi al passivo per l'importo e la collocazione riconosciute, non può pagare nulla di più da quanto risulta dallo stato passivo; ppotrebbe pagare meno ove la cesisone sia stata parziale, ma anche in questo caso la posizione per il fallimento non cambia perché se nel credito di 100 ammesso al passivo subentra- a seguito di cessione o di surroga- un altro creditore per 60, il fallimento pagherà sempre 100, di cui 60 al cessionario e 40 all'originario creditore. Lei, pertanto, non deve fare riferimento a quanto originariamente chiesto dalla banca, ma all'importo per il quale la banca è stata ammessa al passivo, e questo, nei limiti della cessione effettuata, costituisce l'importo massimo che può essere corrisposto al cessionario. Quest'ultimo, ovviamente, deve fornire la prova dell'avvenuta cessione o surroga con le modalità disposte dal citato secondo comma dell'art. 115.