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Timestamp: 2019-08-19 17:31:56+00:00
Document Index: 36118400

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 32', 'art. 32']

IVA: nascita dell'obbligazione tributaria
IVA: nascita dell’obbligazione tributaria
4 Agosto 2015 | Autore: Edizioni Simone
Presupposto d’imposta dell’IVA, prestazioni di servizi generiche, esigibilità dell’imposta.
L’art. 6 del D.P.R. 633/72 individua il momento di effettuazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA. In particolare, la norma fissa tale circostanza:
— per le cessioni di beni immobili, nel momento della stipulazione dell’atto;
— per le cessioni di beni mobili, nell’atto della consegna o spedizione;
— per le cessioni — escluse le vendite con riserva di proprietà e le locazioni con clausola di trasferimento della proprietà vincolante per entrambe le parti — i cui effetti costitutivi o traslativi si determinano successivamente, nell’atto della produzione di tali effetti e, comunque, se riguardano beni mobili, trascorso un anno dalla consegna o spedizione;
— per le prestazioni di servizi, nell’atto del pagamento del corrispettivo;
— per le operazioni intracomunitarie, in epoca diversa secondo i modi di effettuazione del trasporto (v. infra par. 8).
Limitatamente a particolari casi, in deroga a quanto detto innanzi, l’operazione si considera effettuata:
— nel momento in cui sono rese per le prestazioni derivanti da contratti d’opera, appalto, trasporto, concessioni di beni in locazione etc. ovvero, se di carattere periodico o continuativo nel mese successivo a quello in cui sono rese;
— all’atto della vendita dei beni fatta dal commissionario, per i passaggi tra committente e commissionario;
— all’atto del prelievo, per i beni destinati al consumo personale o familiare dell’imprenditore e ad altre finalità estranee all’esercizio dell’impresa;
— all’atto della rivendita a terzi, per le cessioni di beni inerenti a contratti estimatori;
— alla scadenza del termine convenuto tra le parti e comunque dopo il decorso di un anno dalla consegna o spedizione, per i beni non restituiti;
— alla data del rogito notarile, per le assegnazioni in proprietà di case di abitazione fatte ai soci da cooperative edilizie a proprietà divisa.
IVA: prestazioni di servizi «generiche»
Una disposizione particolare è stata introdotta dalla Legge Comunitaria per il 2010 (L. 217/2011) in materia di effettuazione delle prestazioni di servizi cd. «generiche», di cui all’art. 7ter del D.P.R. 633/72.
Queste, infatti, con decorrenza dal 17 marzo 2012 si considerano effettuate al momento di ultimazione ovvero, se di carattere continuativo o periodico, alla data di maturazione dei corrispettivi. Ciò in deroga sia al principio generale in base al quale le prestazioni di servizi si considerano effettuate al momento del pagamento del corrispettivo sia alla disposizione di cui al quarto comma dell’art. 6 del D.P.R. 633/72 in base alla quale la prestazione di servizi si considera effettuata limitatamente all’importo fatturato o all’eventuale acconto pagato qualora questo sia avvenuto antecedentemente al pagamento dell’intero corrispettivo.
L’effettuazione dell’operazione configura il presupposto d’imposta; altra cosa è l’esigibilità dell’imposta che segna il momento a partire dal quale nasce il diritto del fisco alla percezione del tributo (art. 6, co. 5, D.P.R. 633/72). Il presupposto è il prodromo, l’atto preliminare, la fattispecie (ad esempio una vendita) che origina il pagamento dell’imposta, ancorché non contestuale a quello, mentre l’esigibilità scandisce il tempo della riscuotibilità vera e propria. Essa è complementare al presupposto d’imposta e, come si vedrà, ha implicazione in ordine alle liquidazioni periodiche e alla detrazione del tributo.
In base al citato comma 5 l’imposta diventa esigibile quando le operazioni siano state — o si considerino — effettuate, al verificarsi dei casi previsti in generale e già esaminati.
Nelle fattispecie sopra descritte, esigibilità e presupposto d’imposta coincidono, per cui la precisazione del legislatore appare quasi superflua; tuttavia, l’importanza della innovazione assume lineamenti più marcati relativamente ad operazioni che riguardano:
— le cessioni di alcuni prodotti farmaceutici;
— le cessioni di beni (e le prestazioni di servizi) ai soci, associati o partecipanti;
— le cessioni fatte allo Stato, agli enti pubblici territoriali; alle C.C.I.A.A., agli istituti universitari, alle ASL etc.
Per tali operazioni, infatti, fermo restando il momento in cui si ritengono effettuate, il momento dell’esigibilità è rinviato al pagamento del corrispettivo salva la facoltà del soggetto di non avvalersi di tale beneficio (cd. IVA per cassa).
L’art. 32bis del D.L. 83/2012 (conv. in L. 134/2012) ha introdotto, a decorrere dal 1° dicembre 2012, un nuovo e più favorevole regime IVA per cassa.
Questo può essere adottato, infatti, da tutti i soggetti IVA con volume d’affari inferiore a 2 milioni di euro mentre il precedente regime prevedeva un limite di 200 mila euro.
L’opzione comporta che le operazioni sono effettuate con IVA ad esigibilità differita al momento del pagamento del corrispettivo. Resta esclusa la possibilità che il soggetto passivo possa scegliere di volta in volta quali operazioni sia più conveniente sottoporre ad esigibilità differita. In ogni caso l’IVA diviene esigibile decorso un anno dal momento di effettuazione dell’operazione a meno che l’acquirente non sia stato assoggettato a procedure concorsuali.
Con il successivo D.M. 11-10-2012 sono state stabilite le modalità di attuazione mentre con il provv. 21-11-2012 le modalità di opzione e revoca per il suddetto regime.
L’opzione è vincolante per almeno un triennio a meno che non venga superata la soglia di 2 milioni di euro nel corso dell’anno.
Il cedente che ha optato per il regime IVA per cassa deve annotare tale volontà in fattura con la dicitura «operazione con IVA per cassa ai sensi dell’art. 32bis D.L. 83/2012».
L’omessa indicazione costituisce violazione formale.
Per l’acquirente da soggetti che adottano l’IVA per cassa, il diritto alla detrazione sorge al momento di effettuazione dell’operazione, anche se il corrispettivo non è stato ancora pagato.
Il limite annuale per l’applicazione dell’IVA per cassa non si applica con riferimento alle operazioni effettuate nei confronti di acquirenti che, prima del decorso di un anno, siano assoggettati a procedure concorsuali. In tale ipotesi, infatti, l’esigibilità dell’IVA è sospesa per tutta la durata della procedura in atto.