Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4702:chimici-industria-privata-ccnl-13-marzo-1983&catid=59&Itemid=139
Timestamp: 2020-07-14 07:21:05+00:00
Document Index: 42726254

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 10', 'art. 4', 'art. 47', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 20', 'art. 18', 'art. 23', 'art. 18', 'art. 15', 'art. 20', 'art. 42', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 42', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 62', 'art. 20', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 4']

Chimici - Industria Privata: CCNL, 13 marzo 1983
Data firma: 13 marzo 1983
Validità: 01.03.1983 - 31.12.1985
Parti: Associazione nazionale dell’industria chimica, Farmindustria, Associazione italiana dell’industria olearia, Associazione italiana cerai d’Italia, Gruppo nazionale produttori articoli dattilografici, Anicta e Fulc (Filcea-Cgil, Federchimici-Cisl, Uilcid-Uil)
Settori: Chimici, Industria Privata
Parte I - Investimenti e occupazione
Parte II - Appalti e decentramento produttivo
Parte III - Mobilità
Art. 10 - Riposi aggiuntivi e riduzione dell’orario di lavoro
Art. 41 - Trattamenti previdenziali ed assicurativi
Art. 44 - Lavoratori con funzioni direttive e assimilati
Art. 47 - Reclami e controversie 1) Controversie individuali e plurime
3) Controversie collettive per l’interpretazione delle norme contrattuali
Art. 48 - Sicurezza dei lavoratori e salvaguardia degli impianti
Art. 49 - Rapporti in azienda
Art. 66 - Aspettative per cariche pubbliche e sindacali
Art. 69 - Fondo di solidarietà
Art. 70 - Distribuzione del Contratto ed esclusiva di stampa
Art. 71 - Abrogazione dei precedenti Contratti: opzione
Art. 73 - Piccole aziende
Allegato 1 - Norme particolari per i viaggiatori o piazzisti
Art. 4 - Inquadramento e classificazione
Art. 7 - Prestazione lavorativa settimanale
Art. 10 - Riposi aggiuntivi e riduzione della prestazione lavorativa
Art. 16 - Contrattazione aziendale
Art. 18 - Retribuzione giornaliera
Art. 24 - Maneggio denaro
Art. 27 - Diarie e rimborsi spese
Art. 45 - Lavoratori studenti
Art. 62 - Rappresentanze sindacali aziendali
Art. 64 - Assemblea
A) - Provvigioni
B) - Cauzione
C) - Rischio macchina
D) - Assicurazione aggiuntiva per infortuni sul lavoro
E) - Posto di lavoro
F) - Risoluzione del rapporto per mancati viaggi
Allegato 2 - Norme particolari per il settore cellofan
Allegato 3 - Norme particolari per le aziende che applicavano il CCNL 17 aprile 1976 per gli addetti all’industria della saponeria, della detergenza e dei prodotti di igiene
Allegato 4 - Valori limite di soglia per sostanze chimiche nell’atmosfera di ambienti di lavoro adottati dalla American Conference of Governmental Industrial Hygienists
Contratto collettivo nazionale di lavoro per i lavoratori addetti alle industrie: chimica, farmaceutica, fibre chimiche, cellofan, olii e margarina, detergenza, dielettrici e materiali isolanti, dattilografici, cere e lumini, elettrodi di carbone, coibenti
Addì 13 marzo 1983, in Roma, tra l’Associazione nazionale dell’industria chimica, la Farmindustria - Associazione nazionale dell’industria farmaceutica, l’Associazione nazionale dell’industria chimica - raggruppamento produttori di fibre chimiche, l’Associazione nazionale dell’industria chimica - raggruppamento produttori di cellofan, la Delegazione di rappresentanza sindacale nazionale delle aziende industriali produttrici di materiali dielettrici isolanti ed affini, l’Associazione italiana dell’industria olearia, l’Associazione italiana cerai d’Italia, il Gruppo nazionale produttori articoli dattilografici, l’Associazione nazionale industria coibenti termoacustici (Anicta), con l’assistenza della Confederazione generale dell’industria italiana, l’Associazione sindacale Intersind, e la Federazione unitaria lavoratori chimici - Fulc (Filcea-Cgil, Federchimici-Cisl, Uilcid-Uil), con la partecipazione di una delegazione composta dalle strutture regionali, provinciali, territoriali della Fulc e dei Consigli di fabbrica dei settori interessati, con l’assistenza della Federazione unitaria Cgil-Cisl-Uil, si è stipulato il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro da valere in tutto il territorio nazionale per le aziende chimiche, chimico-farmaceutiche, fibre chimiche, cellofan, olii e margarine, detergenza, dielettrici, dattilografici, cere e lumini, elettrodi di carbone e coibenti.
Annualmente, in appositi incontri nazionali, ciascuna Associazione imprenditoriale, con gli opportuni riferimenti alle indicazioni della programmazione nazionale settoriale, porterà a conoscenza della Fulc:
a) le prospettive produttive del settore chimico con articolazioni per i settori di specializzazione più significativi;
b) le previsioni degli investimenti complessivi relativi alle attività industriali rappresentate, con eventuali articolazioni, per i settori di specializzazione più significativi e per grandi aree geografiche;
e) le spese complessive di ricerca realizzate e previste, la loro incidenza sul totale degli investimenti, le indicazioni sulle principali finalizzazioni della stessa, nonché il numero degli addetti.
Per consentire alla Fulc di seguire lo sviluppo dell’attuazione delle previsioni, le parti procederanno ad incontri annuali per l’accertamento delle realizzazioni nell’ambito nazionale.
A livello di Regioni e di aree integrate - intendendosi per tali, aree anche interregionali, caratterizzate da un elevato grado di omogeneità e da una significativa concentrazione di aziende, da identificare in incontri nazionali - annualmente le Associazioni industriali, con gli opportuni riferimenti alle indicazioni della programmazione territoriale regionale, porteranno a conoscenza dei Sindacati dei lavoratori in appositi incontri:
e) la natura delle attività produttive conferite a terzi;
- a livello provinciale o comprensoriale, annualmente, le Associazioni industriali in appositi incontri porteranno a conoscenza del sindacato dei lavoratori:
3) A livello aziendale e di gruppo
Per i gruppi industriali - intendendo per gruppo un complesso industriale di particolare importanza nell’ambito dell’area dell’industria chimica, articolato in più stabilimenti dislocati in più zone del territorio nazionale, avente rilevante influenza nel settore industriale in cui opera in quanto strategicamente collegato alle esigenze di sviluppo dell’economia nazionale - l’informativa sugli investimenti verrà fatta da ciascun gruppo industriale.
Ciascun gruppo industriale, annualmente, in apposito incontro convocato dall’Associazione imprenditoriale di categoria, con gli opportuni riferimenti alle indicazioni della programmazione nazionale settoriale, porterà a conoscenza della Fulc:
b) le problematiche anche occupazionali connesse alle esigenze di ristrutturazione produttiva, nel quadro delle iniziative previste alla parte III del presente contratto, nonché la distinzione per gruppi omogenei di fasce professionali dei lavoratori. Per tali aspetti le cadenze dell’informazione saranno quelle richieste dai fatti specifici;
d) le prospettive produttive anche in relazione al mercato nazionale e internazionale ed alle sue implicazioni con riferimento se del caso alle necessità di utilizzo dell’orario di lavoro;
f) le spese complessive di ricerca realizzate e previste, la loro incidenza sul totale degli investimenti, le indicazioni sulle principali finalizzazioni della stessa, nonché il numero degli addetti;
Con gli stessi criteri indicati al punto 1) e con la procedura di cui al comma precedente, le parti effettueranno un esame congiunto degli effetti degli investimenti e procederanno ad incontri annuali a livello nazionale, per l’accertamento delle realizzazioni nel loro complesso; l’accertamento per le realtà territoriali e di fabbrica avverrà con la medesima procedura in appositi incontri fra le parti con l’intervento della Direzione aziendale e del CdF.
Per gli stabilimenti più significativi, intendendosi per tali quelli che abbiano più di 300 dipendenti, le Associazioni industriali porteranno annualmente a conoscenza della Fulc assistita dal CdF:
Con gli stessi criteri indicati al punto 1) le parti effettueranno un esame congiunto degli effetti degli investimenti e procederanno ad incontri annuali per l’accertamento delle realizzazioni riguardanti gli stabilimenti significativi.
Per gli stabilimenti con un numero di dipendenti compreso tra 300 e 200, le informazioni sul punto c) verranno fornite annualmente per iscritto alla Fulc e al CdF tramite l’Associazione territoriale competente.
1) Le aziende informeranno periodicamente i Consigli di fabbrica:
I gruppi industriali e gli stabilimenti significativi di cui alla Parte I forniranno annualmente, a consuntivo, il dato medio del numero dei lavoratori delle ditte appaltatrici che hanno prestato la propria attività all’interno delle unità produttive.
3) Sono fatti salvi comunque - fino alla loro scadenza - i contratti di appalto stipulati prima del 17 aprile 1976.
4) Allo scopo di consentire una più efficace tutela dei lavoratori per quanto concerne il rispetto degli obblighi previsti in materia di prestazione di lavoro, le aziende inseriranno nei contratti di appalto apposite clausole che vincolino le imprese appaltatrici all’osservanza degli obblighi ad esse derivanti dalle norme di legge assicurative, previdenziali, d’igiene e sicurezza del lavoro nonché dai rispettivi Contratti di lavoro.
5) Per l’assolvimento degli obblighi derivanti alle imprese appaltatrici dalla legge 20 maggio 1970, n. 300, le aziende appaltanti si dichiarano disponibili a facilitare, per quanto possibile, la materiale realizzazione delle condizioni di agibilità.
6) A livello locale potrà essere esaminata con le imprese appaltatrici la possibilità di far usufruire al personale delle imprese stesse i servizi di mensa, ove esistenti.
7) Le norme di cui alla presente Parte II non si applicano nei confronti delle aziende che occupano non più di 60 lavoratori di cui al gruppo 3) dell’art. 4 del presente Contratto.
Le aziende considereranno con la maggiore attenzione, compatibilmente con le proprie possibilità tecnico-organizzative, il problema dell’inserimento nelle proprie strutture degli handicappati riconosciuti invalidi civili ai sensi della legge n. 482/1968 in funzione della capacità lavorativa degli stessi.
Il periodo di apprendistato avrà la durata massima di 3 anni e 6 mesi, ma a seconda dell’età di assunzione e del titolo di istruzione in possesso degli apprendisti, sarà convenientemente ridotto come risulta dalla tabella seguente:
A) Licenza di istituto professionale pubblico ad indirizzo chimico o di scuola tecnica industriale ad indirizzo chimico o ammissione al 3º anno di Istituto tecnico industriale ad indirizzo chimico o titolo equipollente
10 mesi 10 mesi 10 mesi
2 anni e 6 mesi 2 anni 1 anno e 6 mesi 1 anno
Ai fini della durata dell’apprendistato i periodi di servizio prestati presso altri datori di lavoro vengono cumulati a tutti gli effetti purché essi non siano separati l’uno dall’altro da interruzioni superiori ad un anno e purché i precedenti periodi siano stati prestati presso altra azienda industriale svolgente attività nello stesso genere di produzione.
Le parti dichiarano che lo sviluppo della produttività tecnico-economica passa anche attraverso il migliore utilizzo di tutte le risorse tecniche ed umane e la valorizzazione della professionalità che possono essere ricercati mediante nuove formule organizzative consistenti in una diversa distribuzione delle mansioni.
Per l’attuazione delle fasi sperimentali reversibili è necessaria la consultazione preventiva e l’esame delle questioni connesse con il CdF. Detta consultazione e detto esame devono esaurirsi entro il termine massimo di 2 mesi.
Sia la sperimentazione che l’adozione definitiva della nuova distribuzione può comprendere sistemi di rotazione nell’ambito di mansioni appartenenti a non più di 2 livelli contigui.
Premesso che la durata massima dell’orario normale è disciplinata dalle norme di legge e che nulla viene innovato a tali disposizioni, la durata settimanale dell’orario normale del singolo lavoratore è fissata in 40 ore, normalmente concentrate in 5 giorni.
A. In relazione all’esigenza di una rigorosa attuazione dell’orario contrattuale di lavoro, le parti si danno atto che gli organici devono consentire il godimento delle ferie e dei riposi settimanali, tenendo conto altresì dell’assenteismo medio per morbilità, infortuni ed altre assenze retribuite.
B. a) È considerato lavoro supplementare quello compreso tra l’orario contrattuale e l’orario massimo di legge.
È considerato lavoro straordinario quello prestato oltre la durata massima dell’orario normale di lavoro stabilita dalle norme di legge.
Rientrano, ad esempio, in tale ipotesi, la necessità di far fronte ad esigenze di mercato legate a situazioni di punta o a commesse con vincolanti termini di consegna, di far fronte ad esigenze stagionali, di salvaguardare l’efficienza produttiva degli impianti, di far fronte ad adempimenti amministrativi o di legge concentrati in particolari momenti dell’anno.
c) Al di là dei casi previsti dal punto precedente, eventuali ipotesi di lavoro supplementare e straordinario saranno contrattate preventivamente tra la Direzione aziendale e il Consiglio di fabbrica. Le relative prestazioni - ferma restando la corresponsione delle percentuali di maggiorazione contrattualmente stabilite per lavoro supplementare e straordinario - saranno compensate da corrispondenti riposi, possibilmente collegati con quelli settimanali o infrasettimanali.
In tale occasione saranno altresì forniti gli elementi di obiettiva giustificazione del ricorso al lavoro supplementare e straordinario di cui al precedente punto b).
C. L’orario normale di lavoro di cui al primo comma del presente articolo può essere realizzato anche come media su un arco di più settimane. A tal fine le Aziende attueranno, previa contrattazione delle modalità operative da effettuarsi anche tenendo conto delle informazioni sulle previsioni produttive di mercato di cui alla 1a parte del contratto, programmi, tendenzialmente annuali, comprendenti settimane con prestazioni lavorative superiori alle 40 ore e settimane con prestazioni lavorative inferiori a tale limite. Gli scostamenti dal programma definito saranno tempestivamente portati a conoscenza del Consiglio di fabbrica.
D. Per le lavorazioni a ciclo continuo, l’orario di 40 ore potrà essere realizzato anche attraverso turni plurisettimanali con riposi compensativi.
La collocazione rispettivamente dei 17, dei 19,5 e dei 22 giorni conseguenti - che comprendono sia i riposi a fronte di festività, sia quelli di cui al successivo art. 10, sia le 40 ore di riduzione di orario di cui all’Accordo 22 gennaio 1983, sia quanto a qualsiasi titolo già concesso o concordato nelle Aziende - sarà contrattata a livello aziendale, senza operare conguagli individuali tra i giorni in questione ed il numero delle festività lavorate.
A livello aziendale potranno essere realizzati, previo confronto sindacale, programmi che consentano sia il godimento di tre settimane pro-capite di ferie in un periodo di 4 mesi (normalmente da giugno a settembre) sia l’effettuazione delle prestazioni dovute nella restante parte dell’anno.
E. L’orario giornaliero di lavoro fissato in azienda sarà esposto in apposita tabella, da affiggersi secondo le norme di legge.
Per i lavoratori soggetti alle deroghe ed eccezioni della legge sul riposo domenicale e settimanale, lo spostamento del giorno destinato al riposo settimanale deve essere preavvertito non più tardi del 4° giorno antecedente a quello predeterminato per il riposo stesso; nel caso contrario il lavoro disposto in tale giorno darà luogo al trattamento stabilito per lavoro festivo o straordinario festivo.
I. Nessun lavoratore può esimersi dall’effettuare, nei limiti previsti dalla legge e dal presente contratto, il lavoro supplementare, straordinario, notturno e festivo, salvo giustificati motivi individuali di impedimento. Il lavoro supplementare e straordinario - fermo restando quanto previsto al precedente punto B) lettera c) - nonché il lavoro festivo dovrà essere disposto ed autorizzato dalla Direzione aziendale.
Alle donne ed ai minori che lavorano in squadre avvicendate dalle ore 6 alle ore 22, la mezz’ora di riposo prevista dalla legge n. 653 del 25 aprile 1934 (sulla tutela del lavoro delle donne e dei fanciulli) dovrà essere retribuita, ma in tal caso resta assorbita la maggiorazione prevista per i turni diurni dal punto 5) del presente articolo. […]
Non è ammessa la rinuncia o la non concessione delle ferie ed in caso di giustificato impedimento il non godimento delle ferie deve essere compensato con un’indennità sostitutiva corrispondente alla retribuzione dovuta per le giornate di ferie non godute, da calcolare nella misura della retribuzione globale di fatto in atto al momento della liquidazione.
Nei casi in cui la valutazione della prestazione richiesta al lavoratore di cui al Gruppo 3) dell’art. 4 o ad una squadra di tali lavoratori sia fatta in base al risultato della misurazione dei tempi di lavorazione oppure la prestazione sia vincolata all’osservanza di un determinato ritmo produttivo in conseguenza dell’organizzazione del lavoro e sia richiesta al lavoratore una prestazione più intensa di quella del normale lavoro ad economia o la realizzazione di un risultato produttivo predeterminato superiore a quello conseguibile attraverso il lavoro ad economia, il lavoratore o la squadra di lavoratori dovranno essere retribuiti a cottimo o con altre forme di retribuzione a rendimento soggetto alla disciplina del lavoro a cottimo.
Le relative norme che disciplinano l’istituto sono riportate qui di seguito:
4) L’azienda tramite la propria Associazione sindacale nazionale o territoriale, comunicherà ai competenti Sindacati dei lavoratori i criteri generali dei sistemi di cottimo in vigore.
5) In caso di introduzione di nuovi sistemi di cottimo, alla comunicazione di cui al precedente paragrafo potrà seguire - a richiesta - un esame congiunto tra l’Organizzazione sindacale che rappresenta l’azienda ed i competenti Sindacati dei lavoratori.
6) La modifica di taluno dei criteri che hanno formato oggetto della comunicazione informativa di cui al paragrafo 4), purché non alteri il sistema in atto non costituisce variazione del sistema stesso fermo restando l’obbligo della comunicazione informativa.
8) I lavoratori a cottimo dovranno essere messi a conoscenza, all’inizio del lavoro, per iscritto - o per affissione nei reparti in cui lavorano quando si tratta di cottimi di squadra o collettivi - del lavoro da eseguire e della corrispondente tariffa di cottimo (a tempo od a prezzo) nonché di ogni elemento necessario per il computo dell’utile di cottimo stesso.
21) Per i reclami riguardanti l’applicazione delle presenti norme ed in particolare quelli relativi:
sarà seguita la procedura prevista all’art. 47.
B) Tra i lavoratori anzidetti quelli di cui al Gruppo 3) dell’art. 4 sono inquadrati nei sottoelencati livelli:
Vi appartengono: autisti meccanici, conduttori patentati ed esercenti altre mansioni - sempre di carattere discontinuo o di semplice attesa o custodia - che richiedono analogo grado di specializzazione.
Livello °
Vi appartengono: autisti non meccanici, guardie notturne o diurne ed esercenti altre mansioni - sempre di carattere discontinuo o di semplice attesa o custodia - che richiedono analogo grado di qualificazione, nonché quelli inquadrati nella categoria E in base al CCNL 17 aprile 1976.
C) Nel rispetto delle norme di legge sull’orario di lavoro e degli accordi interconfederali che ne consentono la protrazione oltre i normali limiti, l’orario normale non deve superare le 50 ore settimanali.
Resta fermo quanto previsto dall’art. 7 lettera B) per il lavoro supplementare e straordinario.
È ammesso per tutti i lavoratori il recupero a regime normale delle ore di lavoro perdute per cause di forza maggiore o per le interruzioni di lavoro concordate fra le Organizzazioni sindacali periferiche di categoria, purché esso sia contenuto nel limite di un’ora al giorno e si effettui entro i 30 giorni immediatamente successivi a quello in cui è avvenuta l’interruzione.
All’atto della presentazione del certificato di gravidanza, al termine stabilito dalle vigenti disposizioni di legge, l’azienda deve provvedere a spostare le lavoratrici alle quali siano corrisposte le indennità stabilite dalle norme per le lavorazioni nocive, pericolose o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose, ad altre lavorazioni che non siano quelle previste dalle predette norme, mantenendo peraltro alle lavoratrici, ma limitatamente al periodo antecedente al parto, l’indennità da esse percepite ai sensi delle norme stesse.
Non sono ammesse le lavorazioni nelle quali la concentrazione di vapori, polveri, sostanze tossiche, nocive o pericolose superi i limiti massimi (MAC) stabiliti dalle tabelle dell’American conference of governmental industrial hygienists secondo i criteri di applicazione indicati nelle tabelle stesse. Nel caso in cui dalle competenti autorità italiane vengano elaborate nuove e specifiche tabelle e le stesse vengano emanate con carattere di norme cogenti esse saranno assunte contrattualmente.
Ai fini dei controlli e delle iniziative promozionali di competenza delle RSA ai sensi dell’art. 9 della legge 300 e della legge 833, vengono attribuiti al Consiglio di fabbrica i seguenti compiti:
- concordare con la Direzione aziendale, ogni qualvolta se ne ravvisi congiuntamente l’esigenza, l’effettuazione di indagini e accertamenti sull’ambiente di lavoro da affidarsi in relazione a quanto previsto dall’art. 20 ultimo comma della legge n. 833 ai servizi di igiene ambientale e medicina del lavoro delle USL o in alternativa ad enti specializzati di diritto pubblico scelti di comune accordo;
L’azienda assumerà a proprio carico l’onere delle indagini concordate con il Consiglio di fabbrica.
I medici e i tecnici sono vincolati al segreto sulle tecnologie e sulle tecniche di produzione di cui possono venire a conoscenza nello svolgimento dell’incarico loro affidato.
Per l’espletamento dei compiti suindicati, il Consiglio di fabbrica di ogni stabilimento individuerà i suoi membri incaricati di trattare con la Direzione aziendale nel numero di:
- da 3 a 6 fino a 1.000 dipendenti;
Agli incontri con l’azienda potranno partecipare, con i membri del Consiglio di fabbrica come sopra individuati, lavoratori del gruppo direttamente esposto alle specifiche condizioni ambientali in discussione.
Le aziende porteranno a conoscenza dei Consigli di fabbrica, su loro richiesta:
Laddove condizioni oggettive lo rendano necessario, l’azienda esaminerà con il Consiglio di fabbrica la possibilità di installare idonee apparecchiature di analisi continua, o volte a mantenere sotto il controllo gli agenti di rischio nel posto di lavoro.
b) il registro dei dati biostatistici, tenuto e aggiornato a cura dei servizi sanitari di fabbrica. In esso saranno annotati, per ogni reparto, i risultati statistici delle visite mediche e degli esami periodici nonché le assenze per infortunio, malattia professionale e malattia comune; il registro sarà tenuto dall’azienda a disposizione del Consiglio di fabbrica e dei lavoratori;
d) scheda delle caratteristiche di impianto, per gli impianti sottoposti ai rischi di esplosione, alta infiammabilità, scoppio ed emissione di sostanze pericolose di cui al DM 17 dicembre 1977 e successive modifiche.
- esaminare la necessità di eventuali integrazioni delle tabelle dell’ACGIH a fronte di dimostrate situazioni di rischio derivanti da agenti chimici non previsti dall’American Conference. Le eventuali integrazioni andranno esaminate sulla base di proposte di limiti di provata applicabilità avanzate da Enti scientifici nazionali e internazionali;
esaminare le problematiche relative alle sostanze cancerogene e mutagene, tenendo conto sia delle risultanze dei lavori delle commissioni di studio ufficialmente costituite e degli istituti previsti dalla legge di riforma sanitaria, sia delle valutazioni di Enti di ricerca scientifica di indiscussa competenza (IARC, Comitato scientifico centrale per l’esame della tossicità ed ecotossicità dei composti della CEE, Commissione cancerogenesi e mutagenesi, National Cancer Institute, EPA, NIOSH, OSHA);
- individuare consensualmente linee di indirizzo che servano di orientamento per quanti sono istituzionalmente chiamati ad operare su materie riguardanti le problematiche ambientali-ecologiche di interesse per il settore chimico.
Le disposizioni contrattuali contenute nel presente articolo saranno da coordinare con eventuali norme di legge o altre norme comunque obbligatorie per le aziende, disciplinanti in tutto o in parte le stesse materie, con particolare riferimento al Servizio sanitario nazionale. I dati biostatistici e ambientali saranno a disposizione del Servizio sanitario nazionale e degli Enti di diritto pubblico preposti nell’ambito delle Regioni alla tutela della salute dei lavoratori.
I Consigli di fabbrica sono tenuti alla riservatezza circa i dati comunicati dalle aziende.
Le disposizioni del CCNL 27 novembre 1966 riportate in nota riguardanti "le norme per le lavorazioni nocive, pericolose o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose" resteranno in vigore fino a quando non verranno definite e messe in atto le intese aziendali per la realizzazione di quanto previsto al presente articolo, con l’intesa che per i lavoratori addetti alle lavorazioni in cui si producono o manipolano esplosivi si darà luogo al cumulo dell’indennità di nocività e di pericolosità. In tal senso si intende modificato il secondo comma dell’art. 18 - Parte comune - del CCNL 27 novembre 1966.
Per i lavoratori che al momento dell’abolizione fruiscano delle indennità previste dalle norme del CCNL 27 novembre 1966 sotto riportate, l’ammontare delle indennità stesse verrà conservato sotto forma di assegno ad personam non assorbibile, non cumulabile con le indennità di cui dovessero acquisire successivamente il diritto in base alle norme sopra richiamate.
Norme per le lavorazioni nocive e pericolose o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose (dal CCNL 27 novembre 1966).
Art. 14 - Ferme restando le disposizioni di legge per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori mentre si riconferma la necessità che nulla sia omesso, sia da parte delle aziende sia da parte dei lavoratori, per eliminare o ridurre le cause che determinano condizioni di particolare pericolo o nocività, si conviene che agli operai normalmente addetti a lavorazioni nocive, pericolose, o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose in relazione alle tipiche condizioni di lavoro proprie dell’industria chimica, agli impiegati ed agli appartenenti alle qualifiche speciali che partecipino normalmente e sovraintendano direttamente con carattere di continuità alle lavorazioni stesse, venga corrisposta una speciale indennità proporzionata alla nocività, pericolosità o particolare gravosità ambientale di lavoro.
Art. 15 - Ai fini di cui sopra i lavoratori interessati alle disposizioni delle presenti norme vengono ripartiti nei seguenti gruppi:
1) lavoratori esposti all’azione di sostanze ad elevato grado di tossicità, allorché, nonostante la adozione dei normali mezzi di protezione tecnica ed igienica prescritti dalla legge, possano ad essi derivare gravi intossicazioni (acute, subacute e croniche);
2) lavoratori esposti all’azione di sostanze a tossicità di medio grado o di sostanze irritanti, allorché, nonostante l’adozione dei normali mezzi di protezione tecnica ed igienica, prescritti dalla legge, possano ad essi derivare intossicazioni o persistenti lesioni della pelle o delle mucose;
3) lavoratori esposti all’azione di sostanze a tossicità di grado minore o di sostanze meno irritanti, allorché nonostante l’adozione dei normali mezzi di protezione tecnica ed igienica, prescritti dalla legge, possano ad essi derivare temporanee intossicazioni o lesioni irritative della pelle, degli occhi o delle mucose, nonché lavoratori operanti normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose.
Per gli impiegati e per gli appartenenti alle qualifiche speciali, l’assegnazione ai gruppi di cui sopra non coincide necessariamente con la assegnazione effettuata agli stessi fini degli operai addetti alle medesime lavorazioni, bensì sarà determinata dalle specifiche modalità e circostanze delle prestazioni dei singoli lavoratori di cui trattasi.
Art. 16 - Per gli addetti a lavorazioni molto sporchevoli e per gli impiegati e gli appartenenti alle qualifiche speciali che nello svolgimento delle loro mansioni sono soggetti a notevole insudiciamento, ferme restando le disposizioni concordate per la fornitura degli abiti da lavoro, le aziende sono tenute a fornire mezzi detersivi idonei e sufficienti.
Art. 17 - Gli operai addetti alle lavorazioni in cui si producono o si manipolano esplosivi e gli impiegati e gli appartenenti alle qualifiche speciali che partecipino normalmente o sovraintendano direttamente con carattere di continuità alle lavorazioni di cui trattasi, vengono suddivisi nei seguenti gruppi:
1) addetti a lavorazioni esplosive di massima e constatata pericolosità. A tale gruppo sono da assegnare, ad esempio, le seguenti lavorazioni: produzione e manipolazione di miscele innescanti, nitrazione e stabilizzazione nitroglicerina, produzione fulminato di mercurio, impasto o petrinaggio dinamite;
2) addetti a lavorazioni esplosive di media pericolosità. A tale gruppo sono da assegnare, ad esempio, le seguenti lavorazioni: nitrazione e stabilizzazione tritolo, pentrite, T4, produzione polveri nere, produzione gallette e successiva laminazione e trafile di polveri senza fumo, lavorazione dinamite successiva al petrinaggio, fabbricazione cariche compresse alla pressa idraulica;
Per gli impiegati e per gli appartenenti alle qualifiche speciali l’assegnazione ai gruppi di cui sopra non coincide necessariamente con l’assegnazione effettuata, agli stessi fini, degli operai addetti alle medesime lavorazioni, bensì sarà determinata dalle specifiche modalità e circostanze delle prestazioni dei singoli lavoratori di cui trattasi.
Art. 18 - Le indennità di cui agli artt. 15 e 17 verranno corrisposte per le ore intere di effettiva prestazione del lavoratore nelle particolari condizioni sopra considerate ed opereranno agli effetti contrattuali nei soli limiti previsti dal successivo art. 23.
Art. 19 - Qualora per sopravvenuto miglioramento degli impianti o per modifiche del processo produttivo non sussistessero più le condizioni per le quali la indennità era stata concordata, si farà luogo, mediante accordo fra le parti, allo spostamento ad altro grado o alla soppressione dell’indennità.
Art. 20 - Le indennità di cui agli artt. 15 e 17 devono essere corrisposte anche ai lavoratori ausiliari (meccanici, falegnami, muratori, elettricisti ecc.) comandati a prestare la loro opera nei locali nei quali viene effettuata la lavorazione che dà diritto alla indennità, purché questa si svolga durante la loro prestazione. Comunque le indennità devono essere corrisposte solo per le ore di effettiva permanenza nel reparto.
Art. 21 - L’incasellamento dei lavoratori nei gruppi sopra considerati sarà fatto mediante accordo diretto tra le parti.
Art. 22 - Per i lavoratori delle aziende presso le quali, attraverso la fissazione dei trattamenti economici, anche collettivi, sia stato già tenuto conto delle particolari condizioni di lavoro, oggetto delle presenti norme le parti o le Organizzazioni interessate concorderanno l’adeguamento di detto trattamento con quello derivante per lo stesso titolo dalle disposizioni che precedono, effettuando, se del caso, il relativo conguaglio.
Art. 23 - In relazione al precedente art. 18, è stabilito quanto segue:
Per i lavoratori che al momento dell’invio in ferie siano stati addetti continuativamente da almeno tre mesi alle lavorazioni di cui alle presenti norme, la competente indennità sarà computata nella retribuzione da corrispondere per il periodo feriale.
In tali ricorrenze la competente indennità sarà corrisposta allorché il lavoratore ne abbia goduto almeno una settimana.
Agli effetti di tali istituti la indennità competente secondo le presenti norme sarà calcolata nella retribuzione, ragguagliandola però alla durata effettiva delle prestazioni che il lavoratore avrà dato nell’anno o nel minor periodo di servizio prestato, nelle lavorazioni di cui trattasi.
Per quanto concerne gli operai, le aziende hanno facoltà di liquidare la quota di gratifica afferente alle indennità in parola o per ciascun periodo di paga mediante addizionale dell’8 per cento sulla indennità corrisposta per il periodo stesso, o mensilmente od a periodi più lunghi od a fine anno.
d) Per i lavoratori fruenti da almeno tre mesi dell’indennità del primo gruppo di cui all’art. 15, i quali siano trasferiti a reparti di lavorazioni meno nocive o non nocive, l’indennità stessa sarà mantenuta nella misura prevista per il 1o gruppo durante le prime quattro settimane di permanenza nella nuova destinazione.
Art. 24 - Per i lavoratori ausiliari di cui all’art. 20 (operanti saltuariamente negli ambienti nocivi) le indennità da computarsi per ogni giorno di ferie e di festività infrasettimanali e nazionali si intendono ragguagliate alla durata media di presenza calcolata ai sensi del predetto articolo.
1) può sottoporre, col consenso del lavoratore, nell’ambito della materia disciplinata dall’art. 42, il lavoratore medesimo addetto alle lavorazioni nocive non comprese fra quelle considerate tali dalla legge, a visite mediche;
2) è tenuta a dotare i lavoratori dei mezzi di difesa necessari contro l’azione di agenti che, per la loro specifica natura, possono riuscire nocivi alla salute del lavoratore nell’esercizio delle sue mansioni. I mezzi protettivi di uso personale, come zoccoli, maschere, guanti, occhiali, stivali di gomma ecc. sono forniti a cura e carico dell’azienda, sono assegnati in dotazione, possibilmente personale, per tutta la durata del lavoro e devono essere mantenuti in stato di efficienza;
3) deve disporre che i lavoratori addetti a reparti ove si svolgono lavorazioni di sostanze nocive, consumino i pasti fuori dei reparti stessi, in locale adatto.
Da parte sua il lavoratore è tenuto all’osservanza scrupolosa delle prescrizioni che, nell’osservanza delle leggi, gli verranno impartite dall’azienda, per la tutela della sua salute; in particolare è tenuto a servirsi dei mezzi protettivi fornitigli dall’azienda soltanto durante il lavoro, curando altresì la perfetta conservazione dei mezzi stessi.
A tutti i lavoratori di cui al Gruppo 3) dell’art. 4, le aziende forniranno gratuitamente in uso un abito da lavoro all’atto della conferma in servizio.
A titolo indicativo rientrano nel trattamento di cui sopra i lavoratori addetti alla produzione o manipolazione di sostanze corrosive o caustiche, quali ad esempio acidi, alcali caustici, ipocloriti ecc. o nocivi, quali ad esempio sali di piombo, di mercurio, di arsenico, anilina, sostanze vescicatorie ecc. oppure i lavoratori il cui vestiario sia soggetto ad usura per contatto o per proiezione di sostanza ad elevata temperatura come avviene ad esempio per gli addetti ai forni a coke, a carburo, a pirite, ai forni di raffinazione zolfo o per fusione metalli ecc., oppure come avviene per i saldatori, oppure per i lavoratori che siano addetti al carico e scarico a spalla.
Ai lavoratori tecnici di stabilimento o laboratorio di cui al Gruppo 1) dell’art. 4 o a quelli di cui al Gruppo 2) dell’art. 4 verrà fornito gratuitamente ogni anno un abito da lavoro (tuta o camice ecc.).
b) le controversie di cui alla norma transitoria di cui al precedente art. 42 del presente Contratto;
c) le procedure previste dagli artt. 14 e 15 dell’Accordo interconfederale 18 aprile 1966 per la costituzione e il funzionamento delle Commissioni interne.
In caso di mancata risposta entro il termine previsto, ovvero nel caso in cui il reclamo venga respinto, il lavoratore può riproporre entro dieci giorni il reclamo tramite il Consiglio di fabbrica dinanzi alla Direzione aziendale. Il reclamo deve essere esaminato e discusso entro dieci giorni dalla presentazione.
Qualora problemi relativi alla applicazione delle norme contrattuali in vigore riguardino più lavoratori o comunque coinvolgano un interesse collettivo, la predetta rappresentanza può assumere l’iniziativa di proporre la questione dinanzi alla locale Direzione aziendale, informandone contemporaneamente le Associazioni sindacali locali di categoria. La questione deve essere discussa entro venti giorni dalla richiesta.
Qualora non si raggiunga un accordo tra la Direzione aziendale e il CdF, il lavoratore interessato o la predetta rappresentanza in caso di controversia plurima può sottoporre il suo reclamo all’esame di una o più Organizzazioni sindacali firmatarie del presente Contratto, territorialmente competenti.
Questa potrà richiedere entro dieci giorni dal mancato accordo, alla Organizzazione dei datori di lavoro competente per territorio, un esame congiunto della controversia che dovrà essere compiuto entro dieci giorni dalla richiesta.
In caso di mancata conciliazione, la controversia potrà essere sottoposta entro dieci giorni all’esame delle Organizzazioni nazionali di categoria che la esamineranno entro dieci giorni successivi.
Le controversie collettive per l’interpretazione del presente Contratto, saranno deferite per la loro definizione all’esame di una Commissione permanente mista nazionale. La Commissione mista nazionale, che sarà composta da tre rappresentanti dei datori di lavoro e da tre rappresentanti dei lavoratori nominati dalle parti stipulanti il presente Contratto, dovrà esaminare il ricorso e decidere sulle controversie entro il termine di due mesi dal ricevimento del ricorso stesso.
Dell’esame e delle decisioni prese, sarà redatto motivato verbale.
Al fine di migliorare sempre più il clima delle relazioni sindacali in azienda e di ridurre la conflittualità è comune impegno delle Parti, tenuto conto anche di quanto previsto nell’Accordo interconfederale 22 gennaio 1983, a che, in caso di controversie collettive, vengano esperiti tentativi idonei per una possibile soluzione conciliativa delle stesse attraverso un esame congiunto tra Direzione aziendale e CDF. In particolare, qualora la controversia abbia come oggetto l’applicazione o l’interpretazione di norme contrattuali, di legge, nonché l’informazione di cui alla Parte I del Contratto, a richiesta di una delle parti aziendali, l’esame avverrà con l’intervento delle Organizzazioni stipulanti.
La sicurezza dei lavoratori e la salvaguardia degli impianti devono essere in ogni occasione garantite. A tal fine le parti concordano sull’esigenza di realizzare accordi a livello aziendale che consentano altresì di evitare sprechi energetici e di materie prime.
L’eventuale regolamento interno, da attuarsi con i modi previsti dall’art. 3 n. 3 del vigente accordo interconfederale sulle Commissioni interne, deve essere esposto in modo chiaramente visibile.
f) che, per disattenzione, procuri guasti non gravi o sperpero non grave di materiale dell’azienda, che non avverta subito i superiori diretti di eventuali guasti al macchinario o di eventuali irregolarità nell’andamento del lavoro;
h) che in qualunque modo trasgredisca alle norme del presente Contratto, dei regolamenti interni o che commetta mancanze recanti pregiudizio alla disciplina, alla morale o all’igiene.
La multa non può superare l’importo di 3 ore di retribuzione e va applicata per le mancanze di minor rilievo. La sospensione dal servizio e dalla retribuzione non può essere disposta per più di tre giorni e va applicata per le mancanze di maggior rilievo.
a) trascuratezza nell’adempimento degli obblighi contrattuali o di regolamento interno, quando siano già stati comminati i provvedimenti disciplinari di cui all’articolo precedente;
d) furto o danneggiamento volontari di materiale dell’azienda;
f) costruzione entro le officine dell’azienda di oggetti per uso proprio o per conto di terzi, con danno dell’azienda stessa;
g) gravi guasti provocati per negligenza al materiale dell’azienda;
h) abbandono del posto di lavoro che implichi pregiudizio all’incolumità delle persone o alla sicurezza degli impianti, comunque compimento di azioni che implicano gli stessi pregiudizi;
i) il diverbio litigioso, seguito da vie di fatto, avvenuto nel recinto dello stabilimento e che rechi grave perturbamento alla vita aziendale;
m) recidiva nelle mancanze di cui ai punti c), d), f), dell’articolo precedente.
Per i rapporti con la Direzione aziendale, il Consiglio di fabbrica, fermi restando i propri poteri decisionali e di indirizzo, si avvale di una struttura esecutiva all’uopo costituita nel suo ambito. I nominativi dei componenti di questa struttura - il cui numero potrà essere al massimo di 30 per le unità maggiori - verranno comunicati per iscritto alla Direzione a cura del Consiglio di fabbrica tramite le Organizzazioni sindacali provinciali.
Tali assemblee saranno tenute in luoghi idonei posti a disposizione dall’azienda in fabbrica o nelle immediate vicinanze, ma comunque fuori dagli ambienti dove si svolge l’attività lavorativa.
Lo svolgimento delle assemblee durante l’orario di lavoro è limitato a 10 ore all’anno compensate con la retribuzione ordinaria che ciascun lavoratore avrebbe percepito se avesse prestato l’attività lavorativa secondo il proprio orario normale di lavoro.
Le Direzioni aziendali consentiranno ai Sindacati provinciali di categoria aderenti alle Organizzazioni firmatarie del presente Contratto ed al Consiglio di fabbrica di far affiggere in apposito albo comunicazioni firmate da un responsabile dei medesimi. Le anzidette comunicazioni dovranno riguardare argomenti sindacali attinenti al rapporto di lavoro.
Per le piccole aziende industriali che occupano non più di 20 lavoratori di cui al gruppo 3) dell’art. 4 si conviene che, attraverso accordi da stipularsi fra le competenti Organizzazioni sindacali provinciali, si addiverrà a temperamenti che delimitano l’onere di qualche istituto contrattuale.
Art. 7 Prestazione lavorativa settimanale
Art. 62 Rappresentanze sindacali aziendali
Le parti concordano inoltre che, nel caso di imprese che non abbiano presso nessuna unità produttiva nell’ambito provinciale, regionale o nazionale un numero di viaggiatori o piazzisti di almeno 15 unità, le Organizzazioni sindacali firmatarie potranno costituire una rappresentanza sindacale dei viaggiatori o piazzisti presso una sede dell’impresa, rispettivamente ad ambito provinciale, regionale o nazionale - purché in quell’ambito il numero dei viaggiatori o piazzisti sia almeno di 15 unità - designando i dirigenti nella misura indicata al primo comma, ovvero in ragione di un dirigente RSA ogni 60 viaggiatori o piazzisti (o frazione superiore a 30) nella sola ipotesi che questi ultimi facciano direttamente capo alla sede centrale *.
* In relazione alle peculiari caratteristiche dell’attività dei viaggiatori o piazzisti, potrà essere unitariamente designato un rappresentante sindacale aziendale anche presso imprese di minori dimensioni, che non abbiano alle proprie dipendenze 15 viaggiatori o piazzisti, sempreché il numero complessivo dei dipendenti dell’impresa sia superiore alle 15 unità e i viaggiatori o piazzisti siano più di sette. (Cfr. lettera Confindustria 30 luglio 1971).
Art. 64 Assemblea
Qualora i viaggiatori o piazzisti dipendano dalla sede centrale ed abbiano una propria Rappresentanza sindacale ai sensi dell’art. 62, in considerazione delle peculiari caratteristiche della prestazione lavorativa, le assemblee di cui all’art. 20 legge 300 potranno svolgersi in due giorni nel corso dell’anno di calendario con decorrenza della retribuzione.
Nell’ipotesi di cessazione del rapporto di lavoro, conseguente alla perdita della idoneità a svolgere mansioni di viaggiatore o piazzista per infortunio sul lavoro l’azienda, qualora proceda entro un anno a nuove assunzioni, riserverà priorità alla domanda di assunzione, eventualmente prodotta compatibilmente con le norme sul collocamento, e sempreché il posto disponibile possa essere ricoperto in relazione alla diminuita capacità lavorativa ed alle attitudini personali dell’interessato.
Qualora il viaggiatore o piazzista abbia riportato dall’infortunio una invalidità superiore al terzo, dovrà iscriversi nell’elenco degli invalidi del lavoro, presso gli Uffici provinciali del lavoro, e l’azienda presenterà richiesta di avviamento all’Ufficio anzidetto, ai sensi delle norme sul collocamento obbligatorio.
Qualora invece l’invalidità non raggiunga il terzo, il viaggiatore o piazzista dovrà iscriversi nelle liste di collocamento di cui alla legge 29 aprile 1949, n. 264.
Art. 30 Disposizioni per i lavoratori addetti a mansioni discontinue o a mansioni di semplice attesa o custodia
Vi appartengono: autisti meccanici con patente di grado "E" e con mansioni relative, infermieri patentati, motoscafisti, conduttori patentati, cuochi che dirigono impianti complessi di cucine ed esercenti altre mansioni - sempre di carattere discontinuo o di semplice attesa o custodia - che richiedano analogo grado di specializzazione.
Vi appartengono: autisti non meccanici per servizio fuori stabilimento, guardie notturne e diurne, addetti permanentemente ai servizi antincendi, portieri principali, cuochi ed esercenti altre mansioni - sempre di carattere discontinuo o di semplice attesa o custodia - che richiedano analogo grado di qualificazione, nonché quelli precedentemente inquadrati in cat. I in base al CCNL 17 aprile 1976.
Resta fermo quanto previsto all’art. 7, lettera B), per il lavoro supplementare e straordinario.
Art. 42 Ambiente di lavoro
Le disposizioni del CCNL 7 aprile 1967 riportate in nota riguardanti "le norme per le lavorazioni nocive, pericolose o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose" resteranno in vigore fino a quando non verranno definite e messe in atto le intese aziendali per la realizzazione di quanto previsto al presente articolo.
Qualora non sussistessero più le condizioni per le quali l’indennità era stata concordata, si farà luogo, mediante accordo fra le parti, al trasferimento dell’ammontare dell’indennità.
Norme per le lavorazioni nocive, pericolose o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose.
Art. 1 - Ferme restando le disposizioni di legge per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori mentre si riconferma la necessità che nulla sia omesso, sia da parte delle aziende sia da parte dei lavoratori, per eliminare o ridurre le cause che determinano condizioni di particolare nocività, si conviene che agli operai, normalmente addetti a lavorazioni nocive o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose in relazione alle tipiche condizioni di lavoro proprie dell’industria delle fibre tessili artificiali cellulosiche e agli impiegati ed agli appartenenti alle qualifiche speciali che partecipino normalmente o sovraintendano direttamente con carattere di continuità alle lavorazioni stesse, venga corrisposta una speciale indennità proporzionata alla nocività, o particolare gravosità ambientale di lavoro.
Art. 2 - Ai fini di cui sopra i lavoratori interessati alle disposizioni delle presenti norme vengono ripartiti nei seguenti gruppi:
1) lavoratori esposti all’azione di sostanze ad elevato grado di tossicità, allorché, nonostante l’adozione dei normali mezzi di protezione tecnica ed igienica prescritti dalla legge, possano ad essi derivare gravi intossicazioni (acute, subacute e croniche);
2) lavoratori esposti all’azione di sostanze a tossicità di medio grado o di sostanze irritanti allorché, nonostante l’adozione dei normali mezzi di protezione tecnica ed igienica, prescritti dalla legge, possano ad essi derivare intossicazioni o persistenti lesioni della pelle o delle mucose;
Casi eccezionali di concorso di più elementi sfavorevoli di nocività, possono essere esaminati al fine di spostare al grado superiore la misura della indennità.
Art. 3 - Per gli addetti a lavorazioni molto sporchevoli e per gli impiegati e gli appartenenti alle qualifiche speciali che nello svolgimento delle loro mansioni sono soggetti a notevole insudiciamento, ferme restando le disposizioni concordate per la fornitura degli abiti da lavoro, le aziende sono tenute a fornire mezzi detersivi idonei e sufficienti.
Art. 5 - Qualora per sopravvenuto miglioramento degli impianti o per modifiche del processo produttivo non sussistessero più le condizioni per le quali l’indennità era stata concordata, si farà luogo, mediante accordo fra le parti, allo spostamento ad altro grado o alla soppressione della indennità.
Art. 6 - Le indennità di cui all’art. 2 devono essere corrisposte anche ai lavoratori ausiliari (meccanici, falegnami, muratori, elettricisti ecc.) comandati a prestare la loro opera nei locali nei quali viene effettuata la lavorazione che dà diritto alla indennità, purché questa si svolga durante la loro prestazione. Comunque le indennità devono essere corrisposte solo per le ore di effettiva permanenza nel reparto.
Art. 7 - L’incasellamento dei lavoratori nei gruppi sopra considerati è riportato negli allegati accordi integrativi stipulati fra le Associazioni nazionali di categoria.
Art. 8 - Per i lavoratori delle aziende presso le quali, attraverso la fissazione dei trattamenti economici, anche collettivi, sia stato già tenuto conto delle particolari condizioni di lavoro, oggetto delle presenti norme le parti e le Organizzazioni interessate concorderanno l’adeguamento di detto trattamento con quello derivante per lo stesso titolo dalle disposizioni che precedono, effettuando, se del caso, il relativo conguaglio.
Art. 9 - In relazione al precedente art. 4, è stabilito quanto segue:
Agli effetti di tali istituti la indennità competente, secondo le presenti norme sarà calcolata nella retribuzione, ragguagliandola però alla durata effettiva delle prestazioni che il lavoratore avrà dato nell’anno o nel minor periodo di servizio prestato, nelle lavorazioni di cui trattasi.
d) Per i lavoratori fruenti da almeno tre mesi dell’indennità del primo gruppo di cui all’art. 2, i quali siano trasferiti a reparti di lavorazioni meno nocive o non nocive, l’indennità stessa sarà mantenuta nella misura prevista per il 1o gruppo durante le prime quattro settimane di permanenza nella nuova destinazione.
Addetti ai baratti.
Piombisti.
Addetti allo scarico a mano del solfuro e di altre sostanze nocive (ipoclorito, acido solforico e simili) per le ore intere effettivamente prestate in tale lavoro.
Addetti alla filtrazione viscosa (cantina viscosa).
Addetti alla filatura (dal bagno di coagulo all’essiccatoio).
Addetti ai bagni di filatura.
Addetti al reparto lavorazioni impermeabili di cellofan.
Addetti allo scarico delle presse di bagnatura in quanto eseguito a mano.
Addetti alla soluzione soda fusa e travaso manuale soda liquida fusti.
Addetti al lavaggio manuale tele.
Addetti ai mescolatori.
Art. 46 Abiti da lavoro
Le aziende, fermi restando gli obblighi di legge, forniranno in uso a tutti i lavoratori di cui al Gruppo 2) e 3) dell’art. 4 dopo la loro conferma in servizio un abito da lavoro, che verrà rinnovato di anno in anno gratuitamente.
La pulizia, riparazioni ecc. dell’abito da lavoro sono a carico dei lavoratori.
Le tute, i camici e i tagli per grembiule saranno normalmente di cotone, canapa o misti, ad eccezione delle tute in dotazione ai lavoratori addetti alla produzione con procedimenti viscosa dei seguenti reparti o mansioni:
- filatura - parte umida;
- addetti all’impianto di produzione dell’acido solforico;
- preparazione bagni di filatura raion e fiocco;
- addetti agli impianti di produzione dell’ipoclorito;
- personale ausiliario normalmente addetto ai reparti sopracitati, per i quali la tuta deve essere di lana.
Nel caso in cui le aziende abbiano già provveduto a fornire l’abito da lavoro per l’anno in corso ai lavoratori di cui sopra, non hanno l’obbligo della concessione della prima fornitura, ferme restando le condizioni di miglior favore.
Ai tecnici di stabilimento o laboratorio di cui al Gruppo 1) dell’art. 4 verrà fornito gratuitamente ogni anno un abito da lavoro (tuta o camice ecc.).