Source: http://newsmediarbgroup.altervista.org/usucapione.html
Timestamp: 2014-12-18 21:36:13+00:00
Document Index: 102895036

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 2643', 'art. 2643', 'art. 2657', 'art. 2651', 'sentenza ', 'art. 2651', 'art 2643', 'art. 11']

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…Omissis… vista l'istanza proposta in data 11 novembre 2011 da ----, al fine di ottenere l'omologa del verbale di conciliazione redatto il 31 ottobre 2011;
considerato che, nell'ambito della procedura conciliativa, ---- ha riconosciuto il possesso ultraventennale, in capo a (omissis), del terreno sito in ---, ammettendo la fondatezza della pretesa dell'odierno istante, diretta a fondare l'acquisto per intervenuta usucapione del bene medesimo;
Lamezia Terme, 17/02/12
IL PRESIDENTE (Dott. Giuseppe Spadaro)
Sezione distaccata di Cantù
L’attore ha domandato l’accertamento dell’illegittimità dell’uso a parcheggio della corte comune.
L’atto di citazione risulta notificato prima dell’entrata in vigore del D. Lgs n. 28/2010. I convenuti hanno proposto in via riconvenzionale l’accertamento dell’usucapione della corte comune nelle parti destinate a parcheggio, chiedendo inoltre di essere autorizzati alla chiamata in giudizio di un terzo, quale comproprietario della corte. Gli attori hanno chiesto inoltre l’integrazione del contraddittorio nei confronti di altri terzi comproprietari del bene, in qualità di litisconsorzi necessari. La domanda riconvenzionale di usucapione è stata proposta dopo l’entrata in vigore del D. Lgs. N 28/2010 e dunque nella vigenza della mediazione ed obbligatoria per le controversie identificate dal legislatore nell’art. 5 c. 1 del citato decreto. Seppur sia da escludere che l’usucapione costituisca un diritto reale, essendo invece un modo di acquisto della proprietà a titolo originario mediante il possesso continuato nel tempo, tuttavia la domanda di usucapione rientra senza dubbio nell’ambito della mediazione obbligatoria, costituendo una domanda relativa a «controversie in materia di diritti reali» assoggettate al tentativo obbligatorio di mediazione di cui all’art. 5 D.L.vo n 28/10.
La prima questione è stata già risolta in modo contrastante dalla recente giurisprudenza di merito. Mentre il Tribunale di Roma (Sez. V, decreto 6 – 22.7.2011), seguito da Tribunale di Varese (ordinanza 20.12.2011) ha affermato che il negozio di accertamento, a seguito di mediaconciliazione, non può essere trascritto in quanto non è riconducibile a nessuna delle ipotesi previste all’art. 2643 c.c.. Dall’altro, di opinione del tutto opposta, il Tribunale di Palermo (Sez. Bagheria, ordinanza 30.12.2011) ha ritenuto che il verbale di mediazione, al pari della sentenza, è pienamente trascrivibile.
Le ragioni principali che ostacolerebbero la trascrivibilità dell’accordo di mediazione sono rappresentate dal fatto che: 1) detto accordo conciliativo, avendo il valore di mero negozio di accertamento, con efficacia dichiarativa, finalizzato a rimuovere l’incertezza, mediante la issazione del contenuto della situazione giuridica preesistente, non si risolve in uno dei contratti i cui all’art. 2643 c.c., «perché non realizza un effetto modificativo, estintivo o costitutivo»; 2) la legge non ha previsto la trascrivibilità dell’accordo ai sensi dell’art. 2657 c.c., e nemmeno è titolo trascrivibile neanche ai sensi dell’art. 2651 c.c., che prevede la trascrizione delle sentenze che accertino l’avvenuta usucapione del diritto di proprietà o di altro diritto reale.
Orbene pur nel rispetto delle contrapposte tesi dottrinarie e giurisprudenziali sommariamente indicate, ai fini dell’individuazione della natura e rilevanza dell’accordo di mediazione, non pare
che tale istituto possa qualificarsi esclusivamente quale mero negozio dichiarativo (così come una sentenza di accertamento che attribuisca la proprietà del bene all’attore per avvenuta usucapione).
Alla luce di quanto esposto, si può concludere che l’accordo di mediazione con cui si attribuisce
un diritto reale è trascrivibile, non certo ai sensi dell’art. 2651 c.c. bensì ai sensi dell’art 2643 n. 13 c.c. in relazione all’art. 11 del D Lgs n. 28/2010, perché in esso non vi è altro che una transazione.
La seconda questione consiste nel verificare cosa accada quando – all’interno di un processo pendente con domanda principale non assoggettata a mediazione – venga proposta una domanda riconvenzionale inerente a materie (come quella dei diritti r