Source: http://alamarimontatesi.it/statuto.html
Timestamp: 2017-10-19 09:05:37+00:00
Document Index: 186295971

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 5', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 27', 'art. 12', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 23']

statuto - Alamari Montatesi
Approvato con decreto Presidenziale n. 1286 del 25 luglio 1956 con le varianti deliberate dal Consiglio Nazionale nelle sedute del 27 aprile 2006 e 2 ottobre 2007. F.n. 8/4303 in data 30 gennaio 2007 del MINISTERO DELLA DIFESA - Ufficio Legislativo. Iscrizione nel Registro delle persone giuridiche, ai sensi dell'art. 2 del DPR 10 febbraio 2000 n. 361 con protocollo n. 33476/1471/2007 Area V URPG in data 22 maggio 2007 della Prefettura di Roma - Ufficio Territoriale del Governo.
N 535 - DISPOSIZIONI VARIE - Decreto del Presidente della Repubblica 25 luglio 1956, n. 1286, col quale, sulla proposta del Ministro per la difesa, la "Associazione Nazionale del Carabiniere in Congedo" assume la denominazione di "Associazione Nazionale Carabinieri" e, tra l'altro, ne viene approvato il nuovo statuto organico. - (Direzione generale personali civili e affari generali). - (Gazzetta ufficiale n. 298, del 24 novembre 1956.
Visto il regio decreto 16 febbraio 1928, n. 461, col quale fu eretta in ente morale la "Federazione Nazionale del Carabiniere Reale" e ne fu approvato lo statuto organico;
Visti i regi decreti 25 agosto 1932, n. 1214 e 9 aprile 1935, n. 815, con i quali furono approvati due nuovi statuti organici della predetta Federazione, la quale, con l'occasione, assunse la denominazione, rispettivamente, di "Federazione Nazionale del Carabiniere Reale in Congedo" e di "Associazione Nazionale del Carabiniere Reale in Congedo";
Visto lo statuto - regolamento approvato dall'ex segretario del disciolto partito nazionale fascista e pubblicato nel Foglio di disposizioni dello stesso partito n. 1193-bis, in data 21 novembre 1938, statuto - regolamento col quale all'Ente in parola fu anche imposta la denominazione di "Legione Carabinieri d'Italia"; Visto l'art. 5 del regio decreto-legge 2 agosto 1943, n. 704, con il quale i reparti d'arma e di specialità (Associazioni d'arma) dell'Esercito furono posti sotto la vigilanza dell'ex Ministero della guerra, ora della Difesa (Servizi per l'Esercito);
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 2 febbraio 1950, n. 162, col quale la predetta Legione assunse la denominazione di "Associazione Nazionale del Carabiniere in Congedo" e ne fu approvato il nuovo statuto organico;
Visto il foglio n. 040/8, del 21 febbraio 1955, con il quale la Presidenza dell'Associazione in parola ha proposto per l'Ente la nuova denominazione di "Associazione Nazionale Carabinieri" e l'approvazione di uno schema di nuovo statuto organico sul quale si sono già pronunciate favorevolmente, a larghissima maggioranza, le dipendenti assemblee sezionali;
Viste le deliberazioni adottate, in data 10 maggio 1955 e 26 marzo 1956, dal Comitato Centrale dell'Associazione in base alla sopraspecificata disposizione finale-transitoria;
Riconosciuto che l'approvazione di tale schema di nuovo statuto organico tende ad agevolare il funzionamento dell'Associazione di cui trattasi, mediante, essenzialmente, una modifica alle norme regolanti la nomina degli Ispettori regionali ed interregionali, nonchè dei Consiglieri nazionali non di diritto; Visto l'art. 16 del Codice civile;
Art. 1 - L' "Associazione Nazionale del Carabiniere in Congedo" assume la denominazione di "Associazione Nazionale Carabinieri".
Art. 2 - Al Ministro per la Difesa è devoluta l'alta sorveglianza sull'"Associazione Nazionale Carabinieri", al fine di assicurare che la sua attività ed il suo indirizzo siano conformi alle direttive generali del Governo. Il Ministro per la Difesa, qualora ritenga che l'attività e gli indirizzi seguiti dalla predetta Associazione non rispondano ai criteri di cui al precedente comma o, comunque, siano in contrasto con gli scopi dell'Associazione quali risultino dallo statuto di cui al successivo art. 3, può sciogliere il Consiglio nazionale e nominare un Commissario straordinario.
Alla fine dell'esercizio finanziario previsto dal citato statuto, l'Associazione è tenuta a rendere conto al Ministero della Difesa (Servizi per l'Esercito) dell'impiego fatto degli eventuali contributi da questo concessi, a qualsiasi titolo, nel corso dell'esercizio medesimo.
Art. 3 - E' approvato l'accluso nuovo statuto organico della predetta Associazione Nazionale, formato da n. 46 articoli, firmato dal Ministro proponente.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta Ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica Italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, il 25 luglio 1956
VARIANTI deliberate dal Consiglio Nazionale nelle sedute del 27 aprile 2006 e 2 ottobre 2007 - f.n. 8/4303 in data 30 gennaio 2007 del MINISTERO DELLA DIFESA - Ufficio Legislativo iscrizione nel Registro delle persone giuridiche, ai sensi dell'art. 2 del DPR 10 febbraio 2000 n. 361 con protocollo n. 33476/1471/2007 Area V URPG in data 22 maggio 2007 della Prefettura di Roma - Ufficio Territoriale del Governo
1. L'Associazione, che è apolitica e non persegue fini di lucro, si propone i seguenti scopi:
d) promuovere e partecipare - anche costituendo appositi nuclei - ad attività di Volontariato per il conseguimento di finalità assistenziali, sociali e culturali.
1. L'Associazione, le Sezioni e le Sottosezioni sono autorizzate a dotarsi di Bandiera nazionale conforme al modello di cui all'allegato n. 1 dello Statuto approvato con decreto del Presidente della Repubblica 2 febbraio 1950 n. 162.
2. L'Associazione custodisce il Medagliere dell'Arma fregiato dei distintivi di tutte le decorazioni dell'Ordine Militare d'Italia ed al Valor Militare concesse alla Bandiera dell'Arma, nonché di tutte le ricompense individuali dell'Ordine Militare d'Italia e di tutte le Medaglie d'Oro al Valore Militare, al Valor Civile, al Valore dell'Arma dei Carabinieri, dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica e della Croce d'onore concesse ai Carabinieri fin dalla fondazione.
3. Le Bandiere ed il Medagliere intervengono alle cerimonie ufficiali con scorte d'onore. Le scorte alla Bandiera e al Medagliere sono costituite, rispettivamente, da due componenti dell'Associazione.
1. Nelle manifestazioni ufficiali e nello svolgimento di attività istituzionali i soci indossano l'uniforme sociale della foggia prescritta dal Regolamento al presente Statuto.
1. I soci dell'Associazione sono:
Possono, inoltre essere nominati soci d'onore, per determinazione del Comitato Centrale, gli appartenenti all'Arma, sia in congedo che in servizio, decorati dell'ordine militare d'Italia, di medaglia d'Oro al Valor Militare, Civile, dell'Arma dei Carabinieri, dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica, della Croce d'onore od i loro legittimi rappresentanti qualora i titolari siano deceduti, i grandi mutilati od i grandi invalidi dell'Arma per ferite o infermità contratte in guerra od in servizio d'Istituto, i già Vice Comandanti generali dell'Arma, nonché personalità militari e civili che abbiano titolo di particolare benemerenza verso l'Associazione.
4. Possono essere soci effettivi coloro che abbiano prestato o prestino servizio militare nell'Arma.
6. Possono essere soci familiari gli appartenenti al "nucleo familiare" di coloro che abbiano prestato o prestino servizio militare nell'Arma.
7. Possono essere soci simpatizzanti coloro che condividono i valori, lo spirito e le finalità statutarie dell'ANC. L'ammissione di soci simpatizzanti è approvata dal Consiglio sezionale.
2. Non possono far parte dell'Associazione e, se soci, ne vengono radiati coloro che:
a) siano stati rimossi dai ruoli dell'Arma;
3. I militari sospesi dal grado nonché tutti i soci che siano stati rinviati a giudizio per delitto doloso o sottoposti a misure restrittive della libertà personale sono moralmente impegnati ad autosospendersi dalla qualità di socio, in caso contrario si provvede d'ufficio.
1. Tutti i soci hanno il dovere di cooperare al potenziamento morale e materiale dell'Associazione.
1. Solo i soci effettivi non in attività di servizio nelle Forze Armate e nelle Forze di Polizia ad ordinamento nazionale hanno diritto al voto e possono ricoprire cariche in seno all'Associazione.
1. I provvedimenti disciplinari hanno carattere prevalentemente morale. Taluni tuttavia possono anche incidere sul diritto a conservare cariche sociali in seno all'ANC e la qualifica di socio.
2. A carico dei soci che, in questa loro veste, con parole o atti si rendano responsabili di:
a) inosservanza del dettato dell'art. 2 del presente Statuto nonché delle disposizioni legittimamente impartite degli organi statutari ANC;
b) manifestazioni o atteggiamenti contrari ai principi dell'Arma o dell'ANC, possono essere adottati i seguenti provvedimenti disciplinari:
- comportamenti che hanno dato luogo a ripetute irrogazioni delle precedenti sanzioni con riflessi sull'andamento delle attività sociali o risonanza in pubblico e negative ripercussioni sull'immagine dell'Arma o dell'ANC;
1. I provvedimenti disciplinari previsti dall'art. 9 vengono adottati:
a) il richiamo, dal Presidente di Sezione, dall'Ispettore regionale e dal Presidente nazionale;
b) la sospensione e l'espulsione, dall'Ispettore regionale, direttamente o su proposta del Coordinatore Provinciale o del Presidente di Sezione, nei confronti dei soci dell'area di rispettiva competenza nonché dal Presidente nazionale per gli iscritti alla sede centrale o in sede di ricorso;
c) la rimozione, dal Presidente Nazionale, d'ufficio in caso di diretta cognizione dei motivi che la prevedono o su proposta dei responsabili delle articolazioni periferiche (Sezioni, Coordinatore provinciale o Ispettori, sempre tramite gli Ispettori).
2. Ai fini dell'adozione dei provvedimenti di cui alle precedenti lettere b) e c) deve essere acquisito il parere della Commissione di disciplina di cui al successivo art. 27 se la competenza è dell'Ispettore regionale e del Comitato centrale se è competente il Presidente nazionale.
5. Il socio colpito da provvedimento - entro il termine di 30 giorni dall'avvenuta notizia - può presentare ricorso:
a) all'Ispettore regionale per i provvedimenti adottati dal Presidente di Sezione;
b) al Presidente nazionale per quelli adottati dall'Ispettore.
L'Ispettore Regionale ed il Presidente Nazionale - sentiti rispettivamente la Commissione di disciplina ed il Comitato centrale - decidono insindacabilmente.
6. I ricorsi dei soci iscritti alla Sede centrale dell'Associazione vengono decisi dallo stesso Presidente Nazionale, su conforme parere del Comitato centrale.
2. Il socio moroso, rinunciatario, sospeso, radiato o espulso perde il diritto all'uso del distintivo sociale e della tessera - che deve essere ritirata - nonché la possibilità di fruire di ogni beneficio morale, assistenziale ed economico connesso all'appartenenza all'Associazione.
1. Il Presidente nazionale ed i due Vice Presidenti nazionali - di cui uno vicario - vengono eletti, nel loro seno, da nove consiglieri, possibilmente tre per ciascuna categoria di ufficiali, marescialli e brigadieri, appuntati e carabinieri - eletti dagli Ispettori regionali tra i soci delle sezioni di Roma non facenti parte dei Consigli direttivi delle Sezioni stesse.
d) dai sei Consiglieri che residueranno dopo l'elezione del Presidente nazionale e dei due Vice Presidenti nazionali, di cui al precedente art. 12
f) dal direttore responsabile dell'organo di stampa dell'Associazione nominato dal Presidente Nazionale sentito il Comitato centrale, senza diritto al voto.
2. Il Consiglio nazionale è convocato dal Presidente nazionale, ogni qualvolta lo ritenga necessario, e in ogni caso almeno una volta all'anno, non oltre il mese di maggio, per l'approvazione dei bilanci. Deve essere altresì convocato quando ne faccia richiesta un terzo dei suoi componenti.
Assolve altresì i compiti consultivi previsti dall'art. 10 del presente Statuto.
e) eseguono, per incarico del Presidente nazionale o d'iniziativa, motivate ispezioni ed inchieste;
4. Per lo svolgimento delle proprie funzioni organizzative e di controllo, gli Ispettori si avvalgono di Coordinatori provinciali (Delegato regionale per la Val d'Aosta) eletti tra i soci effettivi non in servizio dai Presidenti delle Sezioni della provincia.
a) cura lo sviluppo della Sezione secondo le direttive generali dell'Associazione;
d) può avvalersi di apposito Comitato sezionale nominato dal Consiglio e da lui presieduto, per un più efficace sviluppo dell'attività organizzativa, assistenziale, ricreativa e culturale;
e) per il perseguimento di finalità assistenziali, sociali e culturali il Presidente di Sezione - sentito il Consiglio sezionale - può autorizzare la costituzione di un gruppo composto da socie effettive, familiari o simpatizzanti, delegandone il coordinamento a chi tra le componenti riunisca i necessari requisiti.
Tale gruppo assume la denominazione di "Gruppo delle Benemerite".
In occasione di manifestazioni ufficiali le "benemerite" indossano l'uniforme sociale prevista dal Regolamento di attuazione.
1. Il Consiglio di Sezione, presieduto dal Presidente di questa, è costituito in base al numero dei soci, secondo quanto stabilito dal Regolamento, da un minimo di cinque ad un massimo di nove membri, compreso il Presidente, eletti dall'Assemblea dei soci.
2. All'Assemblea elettorale possono partecipare tutti i soci effettivi non in servizio iscritti alla Sezione e alla Sottosezione in regola con il pagamento della quota annuale di associazione. Il socio impossibilitato a partecipare può farsi rappresentare da altro socio effettivo mediante delega scritta. Non è ammessa più di una delega per singolo socio.
3. L'assemblea elettorale è valida, in prima convocazione, se è presente almeno la metà dei soci della Sezione - compresi quelli delle Sottosezioni; in seconda convocazione è valida qualunque sia il numero dei soci presenti e rappresentati. Tra la prima e la seconda convocazione devono intercorrere almeno due ore.
4. L'Assemblea elettorale è convocata dal Presidente di Sezione - o dal Commissario straordinario nell'ipotesi di cui all'articolo 33 - con avviso da inviarsi ai soci almeno trenta giorni prima dalla data stabilita per la riunione.
5. Le candidature vanno presentate al Presidente di Sezione almeno cinque giorni prima dell'Assemblea elettorale. Ogni socio effettivo può proporre la propria candidatura, dichiarando di accettare l'eventuale elezione.
6. Il Presidente di Sezione espone all'albo le candidature pervenute e predispone la scheda elettorale contenente i nomi dei candidati elencati in ordine alfabetico e preceduti dal grado.
7. L'elettore può votare per la metà più uno dei componenti dell'organo da eleggere. Si intendono eletti i candidati che hanno ottenuto il maggior numero dei voti; in caso di parità viene proclamato eletto il più elevato in grado o più anziano nel grado.
8. Qualora nessuna candidatura venisse presentata nei termini di cui sopra, l'Assemblea elettorale nominerà una commissione di tre membri per la compilazione di una lista unica, da sottoporre al voto dei soci presenti e rappresentati.
9. Lo svolgimento dell'Assemblea elettorale è disciplinato dal Regolamento.
In caso di incompatibilità, per coinvolgimento personale, l'Ispettore procede alla nomina temporanea di sostituto.
1. La nomina del Presidente nazionale, dei Vice Presidenti nazionali e dei Consiglieri nazionali non di diritto devono essere approvate dal Comandante Generale dell'Arma.
1. L'Ispettore regionale che si renda responsabile di gravi fatti riconducibili alle ipotesi di cui all'art. 9, comma 2° o che persista nel trascurare di assolvere le sue attribuzioni può essere rimosso dal Presidente nazionale, sentito il parere dei componenti il Consiglio nazionale.
2. Il Presidente nazionale - d'iniziativa o su proposta dell'Ispettore regionale - ha la facoltà di:
a) Rimuovere un Coordinatore provinciale o Presidente di Sezione - anche in via cautelare e sentito il Comitato centrale - per gravi fatti riconducibili alle ipotesi di cui all'art. 9, comma 2°, per irregolarità di carattere amministrativo o per inattività;
6. Per la validità dell'assemblea e per le eventuali deleghe valgono le prescrizioni di cui all'art. 23, commi 2° e 3°.
1. Le entrate della Sede centrale dell'Associazione sono costituite:
b) dalle quote annuali dei soci iscritti direttamente alla Sede centrale dell'Associazione;
b) dalle rendite dell'eventuale fondo di ogni Ispettore regionale.
a) dalle quote annuali dei soci dedotta la percentuale prevista dalla lettera a) dell'articolo 35;
b) dai contributi suppletivi dei soci, eventualmente determinati dall'assemblea degli stessi, anno per anno, in aggiunta alle quote annuali;
1. La misura delle quote previste dalle lettere a) e b) dell'articolo 35 e dalla lettera a) dell'articolo 37 è annualmente stabilita dal Consiglio nazionale che definisce anche la percentuale di cui alla lettera a) dell'articolo 35.
1. Il regolamento per l'esecuzione del presente Statuto viene redatto dalla Presidenza Nazionale e sottoposto all'approvazione del Consiglio nazionale.
Si dà mandato al Presidente nazionale di procedere al deposito del presente Statuto negli atti di un notaio a sua scelta, nonché di attivare le pratiche per l'iscrizione dell'Associazione nel Registro delle persone giuridiche presso l'Ufficio Territoriale del Governo-Prefettura di Roma.
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