Source: https://www.exeo.it/site/d_NewsList.asp?IDCatN=426
Timestamp: 2018-02-19 00:29:03+00:00
Document Index: 102607855

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 1655', 'art. 30', 'art. 2112', 'art. 1344', 'art. 1345']

Il d.lgs. 10 settembre 2003, n. 276 ha introdotto una disciplina nuova ed ampia della somministrazione di manodopera della quale tratta, in particolare, nel titolo III (artt. 20 ss.). Nelle intenzioni del legislatore del 2003 essa è uno strumento destinato ad acquistare una notevole importanza nel mondo del lavoro.
L’istituto è regolato dall’art. 29 del d.lgs. 276/2003 che pur esprimendo una indubbia propensione per le esternalizzazioni detta una disciplina solo apparentemente diversa da quella di cui alla l. 23 ottobre 1960, n. 1369. Il decreto rimanda infatti all’art. 1655 c.c. ai sensi del quale esso è «il contratto col quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo in danaro».
Ai sensi dell’art. 30 d.lgs. 10 settembre 2003, n. 276 il distacco «si configura quando un datore di lavoro, per soddisfare un proprio interesse, pone temporaneamente uno o più lavoratori a disposizione di altro soggetto per l’esecuzione di una determinata attività lavorativa».
Il trasferimento d’azienda è definito dall’art. 2112 co. 5 c.c.: «qualsiasi operazione che, in seguito a cessione contrattuale o fusione, comporti il mutamento nella titolarità di un’attività economica organizzata, con o senza scopo di lucro, preesistente al trasferimento e che conserva nel trasferimento la propria identità a prescindere dalla tipologia negoziale o dal provvedimento sulla base del quale il trasferimento è attuato ivi compreso l’usufrutto o l’affitto di azienda».
Nell'analizzare i vizi che possono affliggere il trasferimento d'azienda, è opportuno ricordare che questo si realizza, di regola, per mezzo di un contratto. Pertanto tali vizi altro non sono se non patologie del contratto stesso. Una prima irregolarità ipotizzabile è quella della nullità per frode alla legge ai sensi dell’art. 1344 c.c.. Vi sono poi la nullità per motivo illecito comune ai sensi dell’art. 1345 c.c., la simulazione e l’abuso del diritto.
L’esternalizzazione può essere definita il fenomeno per cui un’impresa sceglie di spostare parte del proprio processo produttivo all’esterno e, specificamente, presso terzi . Da ciò l’ulteriore definizione di «decentramento produttivo».
L'interposizione di manodopera è quel fenomeno per cui tra colui che presta la propria attività e colui che ne fruisce si inserisce un terzo intermediario di modo che è quest’ultimo, formalmente, ad essere qualificabile come datore di lavoro e non chi beneficia dell’opera del prestatore. Essa realizza una situazione anomala rispetto alla tradizionale bilateralità del rapporto di lavoro a causa della non coincidenza tra datore di lavoro e fruitore della prestazione.