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Timestamp: 2017-06-23 13:45:46+00:00
Document Index: 174520155

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Il segretario comunale è obbligato a l rispetto dell'orario di lavoro ed alla timbratura del cartellino
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Il segretario comunale è obbligato a l rispetto dell'orario di lavoro ed alla timbratura del cartellino (Consiglio di stato, Sez. VI, 18 aprile 2007, n. 1763 - Gesuele Bellini) Il segretario comunale, come tutti i dipendenti, è tenuto all’osservanza dell’obbligo dell’orario di ufficio e alla conseguente timbratura del cartellino marcatempo attestante la presenza in ufficio.
Questa la decisione del Consiglio di Stato, sezione VI, nella sentenza 18 aprile 2007 n. 1763. Un segretario comunale, a cui era stata irrogata la sanzione disciplinare della censura per non aver rispettato l’orario di lavoro, soccombente nel giudizio di primo grado, proponeva appello al Consiglio di Stato, adducendo tra le motivazioni del ricorso, che lo stesso, in quanto risulta nei piccoli Comuni equiparato ai dirigenti, sarebbe esonerato dall’obbligo della timbratura del cartellino e inoltre aveva comunque un credito di ore di straordinario effettuate e non pagate. I giudici di Palazzo Spada, aderendo ad un indirizzo del Ministero dell’Interno, espresso con le note n. 9400207/17200.16455 in data 21 marzo 1994 e n. 9406529/17200/16455 in data 30 agosto 1994, hanno respinto il ricorso affermando l’esistenza dell’obbligo dell’orario di ufficio e alla conseguente timbratura del cartellino anche per la figura del segretario comunale, come per tutti gli altri dipendenti. Il Collegio ha fatto rilevare, inoltre, che l’interessato non aveva avuto alcuna autorizzazione dal sindaco a non osservare l’orario di lavoro e che il suo eventuale credito di ore di straordinario non consentiva, a iniziativa del medesimo, di derogare al normale orario di servizio. (Gesuele Bellini) LaPrevidenza.it, 10/05/2007
(Numero 1763/2007)
sul ricorso in appello n. 2979/01, proposto da:
PRINCIPE GIUSEPPE, rappresentato e difeso dall’avv. Aldo Corbo, ed elettivamente domiciliato presso lo stesso in Roma, via Mazzini, n. 4;
della sentenza del Tribunale amministrativo regionale della Campania, sede di Napoli, sezione quarta, 11 aprile 2000, n. 999;
relatore all’udienza pubblica del 27 febbraio 2007 il consigliere Carmine Volpe e udito l’avv. dello Stato C. Colelli per il Ministero appellato;
1. Il primo giudice, con la sentenza suindicata, ha respinto il ricorso proposto dal segretario comunale signor Giuseppe Principe avverso il decreto del prefetto di Caserta 16 giugno 1995, n. 1929, che gli aveva irrogato la sanzione disciplinare della censura. Ciò in quanto il suddetto - nel periodo dall’ottobre 1994 al febbraio 1995 e il 3 maggio 1995 - non aveva rispettato l’orario di lavoro; e in applicazione degli artt. 78, comma 1, e 79 del d.p.r. 10 gennaio 1957, n. 3, estesi ai segretari comunali dall’art. 33 della l. 8 giugno 1962, n. 604.
a) l’avv. Vincenzo Federico non aveva lo jus postulandi poiché la relativa procura non era stata prodotta in giudizio;
b) è incontestato che il signor Principe si era presentato, nel periodo controverso, in ritardo nel posto di lavoro e che anche il segretario comunale è tenuto al rispetto dell’orario di servizio;
c) non può giustificare il ritardo l’assunto del ricorrente secondo cui egli avrebbe, comunque, effettuato rientri pomeridiani e svolto lavoro straordinario non retribuito. La prima circostanza consegue a esigenze rimesse alla valutazione dell’amministrazione e non del singolo dipendente, mentre, per la seconda, non vi era la prova dell’esistenza di atti autorizzativi da parte del sindaco di Camigliano.
La sentenza viene appellata dal signor Principe per i seguenti motivi:
1) l’avv. Vincenzo Federico avrebbe avuto lo jus postulandi e la relativa procura sarebbe stata depositata in giudizio;
2) il segretario comunale, essendo equiparato nei piccoli Comuni ai dirigenti, sarebbe esonerato dall’obbligo della timbratura del cartellino;
3) le manchevolezze dei ritardi si sarebbero dovute contestare nel mese successivo a quelli da recuperare o quanto meno a gennaio 1995 per quanto concerne i recuperi dell’anno 1995;
4) in mancanza di alcuna contestazione non si sarebbe dovuto effettuare alcun recupero per l’implicita autorizzazione del sindaco; ciò in quanto il ricorrente avrebbe avuto un credito di 49 ore di straordinario effettuato oltre il normale orario di servizio;
6) violazione dell’art. 24, comma 2, del contratto collettivo nazionale di lavoro (C.C.N.L.), in quanto l’addebito si sarebbe dovuto comunicare non oltre venti giorni dall’avvenuta conoscenza del fatto (ottobre 1994/febbraio 1995); nella specie, invece, la prima contestazione sarebbe stata comunicata tardivamente il 29 aprile 1995, così come sarebbe stata tardiva anche la seconda comunicazione (il fatto rimproverato dal sindaco era avvenuto il 4 maggio 1995 mentre la nota di addebito sarebbe stata protocollata il 25 maggio 1995 e, quindi, due giorni oltre il termine).
2. La sezione ritiene che la sentenza impugnata vada confermata seppure con diversa motivazione, poiché, diversamente da quanto statuito dal primo giudice, l’avv. Vincenzo Federico aveva lo jus postulandi come risulta dalla procura in atti del giudizio di primo grado.
E’ incontestato che il signor Principe, nel periodo di cui trattasi, si era presentato in ritardo sul luogo di lavoro.
La sezione ritiene che anche il segretario comunale, come tutti i dipendenti, sia tenuto all’osservanza dell’obbligo dell’orario di ufficio e alla conseguente timbratura del cartellino marcatempo attestante la presenza in ufficio. In tal senso si vedano pure le note del Ministero dell’interno n. 9400207/17200.16455 in data 21 marzo 1994 e n. 9406529/17200/16455 in data 30 agosto 1994, entrambe indirizzate alla Prefettura di Caserta.
La sezione rileva, inoltre, che il ricorrente non risulta essere stato autorizzato dal sindaco a non osservare l’orario di lavoro e che il suo eventuale credito di ore di straordinario non consentiva, a iniziativa del medesimo, di derogare al normale orario di servizio.
Così deciso in Roma il 27 febbraio 2007 dal Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, sezione sesta, in camera di consiglio, con l’intervento dei signori:
CARMINE VOLPE MARIA RITA OLIVA DEPOSITATA IN SEGRETERIA