Source: http://movimentoforense.it/redazione/2015/03/11/movimento-forense-comunicato-relativo-al-ddl-concorrenza-del-20-febbraio-2015/
Timestamp: 2018-09-25 05:03:52+00:00
Document Index: 182905260

Matched Legal Cases: ['e contrario', 'art. 1', 'art. 29', 'art. 474', 'art. 26', 'art. 6', 'art. 135', 'art. 7']

Movimento Forense - MOVIMENTO FORENSE: COMUNICATO RELATIVO AL DDL CONCORRENZA DEL 20 FEBBRAIO 2015
Il Movimento Forense, nell’ottica di un mutamento dei tempi e delle richieste sia degli utenti che del mercato, non è ideologicamente contrario all’esercizio della professione in forma societaria. Ritiene, però, che l’introduzione di tali opzioni debba essere accompagnata da opportuni accorgimenti e correttivi, volti a garantire sia l’indipendenza del professionista nell’esercizio della professione, sia la genuinità del mercato. Ed è proprio ciò che manca anche nell’ultimo DDL sulla Concorrenza di Febbraio 2015, in cui, ancora una volta, il legislatore si muove nel triste solco della “deregulation” di aspetti fondamentali della vita di una professione, sotto una bandiera di apparente liberalizzazione e apertura della concorrenza.
Non può nascondersi che l’introduzione del modello della società di capitali nella professione forense significa rivoluzionare il modello di professionista come lo conosciamo oggi, ed anche il mercato della professione. Sono scelte politiche ed economiche che debbono essere fatte coinvolgendo la categoria interessata, contemperando le istanze ed accompagnando i processi. Cambiare la struttura dell’esercizio di una professione, insomma, non è cosa che può farsi unilateralmente, con una norma frettolosa inserita in un disegno di legge generico.
Pertanto, il Movimento Forense, con riguardo al DDL sulla CONCORRENZA art. 1 lett. d) [1], esprime la propria contrarietà in quanto, allo stato:
1) manca ogni tutela dell’indipendenza EFFETTIVA del professionista socio (ma anche eventualmente impiegato quale collaboratore, o, in futuro, quale “dipendente”) nell’esercizio della professione;
2) manca ogni tutela della della genuinità del mercato, giacché l’introduzione nella professione forense delle società di capitale e del socio di investimento, sono in grado, potenzialmente, di concentrare masse sia di domanda che di offerta, sotto centri di potere (e non solo economico).
Il Movimento Forense, come si è detto, non è contrario ai cambiamenti, ma esige che venga tutelata l’integrità della professione forense evitando ogni possibilità di assoggettamento del professionista. Inoltre le novità non devono tradursi in guadagno per pochi a scapito dei moltissimi medi e piccoli studi legali, presenti sul mercato e che ad oggi, in un momento di crisi non solo economica, svolgono una funzione essenziale per la sopravvivenza della Giustizia e di questo Paese. E lo fanno con una dignità più forte della disperata solitudine in cui versano, dinnanzi aduno Stato che pare non considerarli nemmeno lavoratori.
Il Movimento Forense, come si è detto, non pone veti ideologici. Ma non lascerà per strada nè i cittadini, nè i Colleghi. Dopo di loro, se ci sarà spazio, vengano le società, i soci, ed il capitale.
2) AUTENTICAZIONE SCRITTURE PRIVATE DA PARTE DEGLI AVVOCATI
Il menzionato DDL sulla Concorrenza introduce all’art. 29[2] la possibilità per gli avvocati di autenticare le scritture private relative a trasferimenti di immobili ad uso non abitativo di valore catastale inferiore ad € 100.000=.
Tralasciando il dibattito, a tratti acceso, sorto in relazione a tale norma e stigmatizzando inutili battaglie interprofessionali, il Movimento Forense non si pone in linea di principio contro l’idea di un ampliamento dell’offerta dei servizi a favore dei cittadini e ritiene che gli avvocati al riguardo possano offrire il proprio contributo, con le garanzie di competenza e legalità necessarie.
A tal riguardo, il Movimento Forense ritiene che sarebbe oltremodo utile ed auspicabile che il legislatore ed il Governo finalmente approvassero la proposta di modifica dell’art. 474 c.p.c. avanzata dall’associazione sin dal Gennaio 2014, e che qui si riporta (le proposte di modifica sono in grassetto):
“Art. 474 c.p.c. Titolo esecutivo
Infine, il Movimento Forense ritiene che in questo momento storico di grave crisi non solo economica che attanaglia il Paese, tutti i professionisti siano chiamati a collaborare insieme, nel rispetto reciproco di ruoli e competenze, per offrire il proprio contributo costruttivo e la propria vigilanza perché i cittadini possano godere dei servizi necessari, senza che vengano alterate, ridotte e/o eliminate le garanzie dei diritti e dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico.
3) PROFESSIONE FORENSE E PREVENTIVO OBBLIGATORIO
Il DDl in esame, all’art. 26, comma 1, lett. h) introduce per gli avvocati l’obbligo di consegnare al cliente un preventivo scritto[3].
Si esprime ferma contrarietà a tale obbligo, in quanto la professione forense non è caratterizzata da fasi certe predeterminate. L’attività di tutela degli interessi di un assistito prevede il coinvolgimento di una serie di soggetti (ad es. controparte, giudici) e l’esecuzione di varie procedure che di volta in volta possono avere esiti diversi. Ne consegue che non vi è un percorso certo e predeterminato, ma un cammino che di passo in passo si va a delineare e costruire, insieme con l’assistito.
Non è dunque, materialmente possibile prevedere dei costi nè relativamente alle cd. “spese di lite” (le quali peraltro non dipendono dall’avvocato, ma dal legislatore, dal giudice, dal professionista tecnico, etc.), nè in punto di compensi, in quanto l’avvocato all’inizio non è in grado di programmare con esattezza quali atti professionali dovrà compiere nell’esecuzione del mandato. Il cd. Preventivo, dunque, richiederebbe che il professionista “prevedesse” a 360° tutto ciò che potrebbe accadere nella vita della controversia (il che non è seriamente possibile in molti casi), e che studiasse il caso al sol fine di consegnare un preventivo, senza aver l’incarico e senza ricevere il compenso per tale attività. Il che francamente è inaccettabile.
Gli Avvocati hanno già ampi dovere di informazione nei confronti dei propri assistiti, sanzionati sia dal punto di vista disciplinare, che sotto il profilo della responsabilità civile. Tali obblighi debbono essere coniugati con la reale natura dell’attività professionale, e non tradursi in propositi irrealizzabili e che avrebbero il solo effetto di vessare la categoria, senza fornire reale vantaggio al cittadino.
E non può tacersi come le abrogate TARIFFE FORENSI, prevedendo minimi e massimi inderogabili, e voci precise di costo per ogni adempimento, ben rispondevano all’esigenza di certezza del cittadino e del professionista.
Se il legislatore, sotto le mentite spoglie delle “liberalizzazioni”, ha scelto di abrogarle, ora non può far pagare il peso delle proprie scelte agli avvocati, chiamandoli ad adempimenti insensati e vessatori. Quello che invece dovrebbe fare è riconoscere l’errore, ritornare sui suoi passi, ed affidare la determinazione dei compensi professionali alla concertazione con la categoria, entro minimi e massimi inderogabili.
4) RC AUTO
In materia il DDL sulla Concorrenza prevede alcune modifiche al Codice delle Assicurazioni, introducendo in particolare[4]:
ü All’art. 6 (modifica dell’art. 135 CDA), in caso di sinistri con soli danni alle cose l’onere per il danneggiato, a pena di inammissibilità del mezzo istruttorio, di comunicare l’identificazione degli eventuali testimoni entro il termine di presentazione della denuncia di sinistro, da comunicarsi anche con la richiesta di risarcimento presentata all’Assicurazione;
ü All’art. 7 (modifica dell’art-. 139 in materia di cd. micropermanenti) una limitazione al risarcimento del danno biologico permanente, che viene escluso nel caso di lesioni di lieve entità non accertabili strumentalmente.
Ebbene, trattasi di norme INACCETTABILI.
Infatti da un lato si esclude tout court il risarcimento delle lesioni sino all’8% laddove non siano strumentalmente accertate, e ciò ancorché siano certificate da un medico. Questa è sostanzialmente una “franchigia”, fino all’8% del danno biologico, riconosciuta in favore delle assicurazioni, in totale spregio dei minimi diritti non solo dei danneggiati, ma anche degli assicurati, che per tal via si vedranno convenuti in giudizio in quanto del danno l’assicurazione non è tenuta, per legge, a rispondere.
Dall’altro lato, nel caso di sinistri con soli danni alle cose (cioè tutti quei sinistri in cui non vi sono feriti o non sono riconosciuti tali spontaneamente dall’assicurazione, o a seguito di accertamento giudiziale), si prevede una limitazione del diritto di difesa della parte (di regola sarà il danneggiato) costretto a identificare dei testimoni nell’immediatezza del fatto. Peraltro, poiché la norma fa salve le risultanze contenute nei verbali della Polizia, è facile immaginare che le parti, al fine di evitare contestazioni, chiederanno l’intervento delle forze dell’ordine anche per piccoli sinistri, agilmente risolvibili con la semplice constatazione amichevole. Nonché, sempre al fine di non pregiudicarsi una prova in giudizio, invece di sgombrare il transito, bloccheranno il traffico, chiedendo ai soggetti presenti il nominativo quale possibile testimone.
Come detto poc’anzi, tali norme non sono accettabili nè giuridicamente, nè moralmente, e se ne chiede l’immediato stralcio. Davvero spiace vedere che il Governo ed il legislatore, invece di tutelare i cittadini, ancora una volta si pongano a favore dei poteri economici più forti rendendo del tutto squilibrato il rapporto contrattuale.
Forse sarebbe più onesto dire chiaramente che lo scopo perseguito è quello di limitare la copertura assicurativa nel caso di Rcauto a pochi casi, senza però far venire meno nè l’obbligo di stipulazione della polizza, nè gli oneri economici a carico degli assicurati.
Sempre inaccettabile, ma almeno se ne sarebbe apprezzata l’onestà.
Movimento Forense – Il Presidente Avv. Massimiliano Cesali
[1] Articolo 26. (Misure per la concorrenza nella professione forense)
1. Al fine di garantire una maggior concorrenzialità nell’ambito della professione forense, alla legge 31 dicembre 2012, n. 247, sono apportate le seguenti modifiche: […] d) dopo l’articolo 4, è aggiunto il seguente:
«4-bis.(Esercizio della professione forense in forma societaria)
[2] Articolo 29 (Semplificazione del passaggio di proprietà di beni immobili ad uso non abitativo)
[3] Articolo 26. (Misure per la concorrenza nella professione forense)
1. Al fine di garantire una maggior concorrenzialità nell’ambito della professione forense, alla legge 31 dicembre 2012, n. 247, sono apportate le seguenti modifiche: […] h) all’articolo 13, comma 5, le parole «a richiesta» sono soppresse.
Legge 247/2012, Art. 13 Conferimento dell'incarico e compenso
Comma 5. Il professionista e' tenuto, nel rispetto del principio di trasparenza, a rendere noto al cliente il livello della complessita' dell'incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell'incarico; a richiesta e' altresi' tenuto a comunicare in forma scritta a colui che conferisce l'incarico professionale la prevedibile misura del costo della prestazione, distinguendo fra oneri, spese, anche forfetarie, e compenso professionale.
[4] Articolo 6 (Identificazione dei testimoni di sinistri con soli danni a cose)
1. All’articolo 135 del Codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre
2005, n. 209, dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti:
Comma 3. L’articolo 139 del Codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è sostituito dal seguente:
«Articolo 139 (Danno non patrimoniale per lesioni di lieve entità)
2. Agli effetti di cui al comma 1 per danno biologico si intende la lesione temporanea o permanente all'integrità psico-fisica della persona suscettibile di accertamento medico-legale che esplica un'incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito. In ogni caso, le lesioni di lieve entità, che non siano suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo, non potranno dar luogo a risarcimento per danno biologico permanente.