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Timestamp: 2018-11-19 17:37:14+00:00
Document Index: 16498010

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 63', 'art. 5', 'art. 27', 'art. 35', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 14', 'art.8', 'art. 21', 'art. 15', 'art. 11', 'art. 9', 'art. 24', 'art. 1', 'art. 99', 'art. 6', 'art. 22', 'art. 3', 'art. 23', 'art. 8']

Legge Regionale 27 Luglio 1979, n° 20
Titolo Norme per la tutela della fauna e dell'ambiente e per l'esercizio dell'attivita' venatoria
Oggetto Attivita' venatoria e tutela della fauna e dell'ambiente - Disciplina
Modifiche Modificato art. 5 dalla legge n. 14/1988 art. 2
TITOLO I: Principi e disposizioni generali
La Regione Molise, nel rispetto dei principi sanciti dalla legge dello Stato n. 968 del 27 dicembre 1977, detta norme destinate a disciplinare l'esercizio della caccia nell'ambito del territorio regionale ai fini della protezione e salvaguardia del patrimonio faunistico, nonche' per la tutela dell'agricoltura e dell'ambiente.
La Regione Molise, per la realizzazione delle suddette finalita', promuove la collaborazione attiva degli Enti, delle organizzazioni sociali delle associazioni naturalistiche, agricole e venatorie per diffondere ed approfondire la conoscenza del patrimonio faunistico e la difesa dell'ambiente.
La Giunta Regionale, sentita la Commissione Tecnico-Consultiva Regionale per la Caccia di cui all'art. 8 della presente legge, propone al Consiglio Regionale che li approva i piani annuali o pluriennali per gli interventi nel settore della caccia.
La Giunta Regionale, inoltre, sentita la Commissione Consiliare competente:
a) determina, con apposito regolamento, le modalita' di gestione sociale del territorio per l'esercizio della caccia;
b) provvede annualmente entro e non oltre il 15 giugno, alla emanazione e pubblicazione del calendario venatorio in conformita' della presente legge e delle disposizioni contenute nella Legge dello Stato 968/77;
c) cura l'istituzione di appositi corsi per la qualificazione e l'aggiornamento degli agenti cui e' affidato il servizio di vigilanza sulla caccia nell'ambito del programma annuale di formazione.
TITOLO II: Delega di funzioni amministrative
In attuazione dell'art. 63 dello Statuto della Regione Molise, dell'art. 5 della legge dello Stato 968/77 e per l'effettivo decentramento e la partecipazione di tutte le categorie interessate ai problemi della fauna e dell'ambiente, le funzioni amministrative in materia di caccia, salvo quelle espressamente riservate dalla presente legge alla Regione, sono delegate alle Province che le esercitano in conformita' delle vigenti norme statali e regionali. Le funzioni relative alla vigilanza sull'applicazione delle leggi venatorie sono delegate, oltre che alle Province, alle Comunita' Montane le quali le esplicano tramite gli agenti alle loro dipendenze agenti che, ai sensi dell'art. 27 della legge 968/77, esercitano funzioni di polizia giudiziaria.
E' altresi', delegata alle Province l'applicazione delle sanzioni per le infrazioni alle norme in materia di caccia, con il relativo contenzioso amministrativo previsto dagli articoli 21 e seguenti della legge 968/77 e della legge 24 dicembre 1975, n. 706.
La Giunta Regionale esercita i poteri di coordinamento di iniziativa e vigilanza in ordine all'esercizio delle funzioni delegate. In caso di inadempimento, di inerzia o di inosservanza delle direttive regionali, la Giunta Regionale puo' sostituirsi all'Ente delegato nel compimento dello atto o promuovere l'adozione del provvedimento di revoca.
La Regione e le Province si avvalgono, quali organi Tecnico-Consultivi, rispettivamente della Commissione Tecnico-Consultiva Regionale per la Caccia e dei Comitati Tecnico-Consultivi provinciali per la caccia previsti dagli artt. 8 e 10 della presente legge.
La Regione e le Province inoltre, nell'espletamento delle rispettive funzioni, si avvalgono dell'Istituto Nazionale di Biologia della Selvaggina di cui all'art. 35 della legge dello Stato 968/77 e possono altresi' avvalersi della collaborazione di enti o istituti pubblici e delle Associazioni venatorie riconosciute ai sensi delle vigenti leggi.
Le Amministrazioni Provinciali, sentito il parere dei Comitati Tecnici Consultivi Provinciali per la Caccia, predispongono proposte di piano da inviare alla Regione entro il 31 marzo di ogni anno.
Tali proposte dovranno prevedere:
a) istituzione di oasi di protezione, destinate al rifugio, alla sosta ed eventualmente alla riproduzione della fauna selvatica;b) istituzione di zone di ripopolamento e cattura, destinate alla riproduzione della selvaggina, al suo irradiamento nelle zone circostanti ed alla cattura delle medesime per il ripopolamento;
c) istituzione dei centri pubblici e privati di produzione di selvaggina anche allo stato naturale, rigorosamente regolamentati e controllati dalla Regione, organizzati in forma di aziende ove e' vietato l'esercizio della caccia;
d) istituzione di zone di addestramento cani e per le gare degli stessi, anche su selvaggina naturale da affidare in gestione ad associazioni venatorie o cinofile riconosciute, con decreto della Giunta Regionale; dette zone, cosi' come costituite, possono essere riconfermate a richiesta degli interessati, allo scadere del triennio;
e) adozione di norme relative all'organizzazione ed al funzionamento del servizio di sorveglianza;
f) adozione di norme per gli incentivi in favore dei proprietari e conduttori di fondi, singoli ed associati, che si impegnino al ripristino ed alla salvaguardia dell'ambiente ed alla produzione di selvaggina;
g) adozione di norme che fissino i criteri per la determinazione degli indennizzi in favore dei conduttori di fondi, per la liquidazione degli effettivi danni alle produzioni da parte della selvaggina nei terreni utilizzati per gli scopi di cui ai punti a) e b);
h) adozione di norme per gli incentivi in favore dei conduttori di fondi che si impegnino a salvaguardare nidi e piccoli nati di mammiferi ed uccelli appartenenti alla fauna selvatica;
i) istituzione di corsi di qualificazione e aggiornamento per gli addetti alla vigilanza venatoria; di corsi di preparazione, in collaborazione con le associazioni venatorie, per guardie giurate volontarie; di corsi di preparazione, in collaborazione con le associazioni venatorie per neofiti, tendenti a divulgare la conoscenza delle leggi che regolano l'esercizio della caccia ed a sviluppare nei giovani una maggiore coscienza venatoria;
l) istituzione di zone del territorio agro-forestale, nella misura massima del 30%, del territorio di ciascuna Provincia, da affidare in gestione sociale ad organizzazioni venatorie riconosciute ed a strutture associative aperte ai cacciatori residenti nella Regione, con decreto della Giunta Regionale, sulla base del regolamento tipo Regionale; dette zone, cosi' come costituite, vengono riconfermate, a richiesta degli interessati, allo scadere del triennio.
Nell'ambito delle aree venatorie a gestione sociale il rapporto cacciatore-territorio dovra' essere compreso tra il massimo di uno ogni cinque ettari ed il minimo di uno ogni dieci ettari.
In ciascuna zona venatoria a gestione sociale deve essere costituita una zona di rifugio e protezione della selvaggina, con divieto assoluto di caccia, di entita' non inferiore ad un decimo del territorio della intera zona.
La Giunta Regionale, con le modalita' previste dall'art. 2 lettera a) della presente legge esamina le proposte di piano e le approva con le eventuali necessarie modifiche, entro il successivo 30 maggio.
L'attivita' di ripopolamento e cattura, tendente alla riproduzione delle specie autoctone ed alla loro immissione equilibrata sul territorio; il controllo periodico delle zone di ripopolamento e cattura e delle oasi di protezione, il ripristino degli ambienti naturali; lo accertamento dell'andamento stagionale della riproduzione delle specie e la conta dei capi sono esercitate dalle province, con la diretta collaborazione delle Associazioni venatorie operanti nei Comuni, coadiuvate dagli addetti alla vigilanza delle Amministrazioni Provinciali e delle Comunita' Montane e con il controllo dell'Assessorato Regionale competente.
I ripopolamenti con capi riprodotti e di cinghiali, lepri, coturnici, fagiani e starne, al fine di garantirne la riproduzione, devono essere effettuati nel periodo intercorrente dal 1° febbraio al 31 marzo.
I ripopolamenti con selvaggina giovane, devono essere effettuati dal 1° giugno al 31 luglio.
TITOLO III: Vigilanza sull'attivita' venatoria
La vigilanza sulla applicazione delle in materia di caccia e' esercitata ai sensi degli articoli 27 e 28 della legge dello Stato 968/77.
Gli Agenti degli Enti delegati, di cui all'art. 3 della presente legge, nonche' tutti gli altri agenti che esercitano funzioni di polizia giudiziaria, devono contestare, quando sia possibile, immediatamente l'infrazione al contravventore, rilasciando copia del verbale, o notificandone copia entro trenta giorni. Copia dello stesso verbale di contravvenzione dovra' essere inviato all'Amministrazione Provinciale competente per territorio. Gli Agenti che non esercitano funzioni di polizia giudiziaria, devono trasmettere entro 48 ore copia del verbale di riferimento, oltre che all'Ente o Associazione di appartenenza, anche all'Amministrazione Provinciale competente per territorio. I soci di Enti e associazioni venatorie o protezionistiche, qualora intendono ottenere dalle competenti autorita' la nomina di guardia giurata volontaria e non risultino gia' in possesso di regolare certificato di abilitazione per l'esercizio venatorio, debbono munirsi di apposito nulla osta rilasciato dalla Commissione per l'abilitazione venatoria previo superamento di esame nelle materie di cui al successivo art. 14.
TITOLO IV: Commissione Tecnico-Consultiva Regionale
Con decreto del Presidente della Giunta Regionale e' costituita, presso l'Assessorato regionale competente, una Commissione Tecnico-Consultiva Regionale per la caccia cosi' composta:
a) dall'Assessore competente in qualita' di Presidente della Consulta;
b) dai Presidenti delle Amministrazioni Provinciali o da un Consigliere da essi delegato;
c) da un rappresentante designato da ciascuna delle associazioni venatorie riconosciute in sede nazionale e che risultino presenti ed organizzate nella regione;
d) da un rappresentante dell'ENCI, Ente Nazionale Cinofilia italiana;
e) da un rappresentante degli agricoltori;f) da un rappresentante di ciascuna Associazione Coltivatori Diretti piu' rappresentativa in campo regionale;
g) dall'Ispettore regionale delle Foreste;
h) da un dirigente regionale del settore agricoltura della Regione;
i) da un rappresentante designato da ciascuna delle associazioni naturalistiche riconosciute in sede nazionale e che risultino presenti ed organizzate nella regione;
l) da un insegnante di scienze naturali.I componenti rappresentanti di categorie ed associazioni sono nominati, revocati e sostituiti su proposta delle rispettive categorie o associazioni.
Svolge le funzioni di segretario un funzionario della Amministrazione regionale addetto al Servizio Caccia e Pesca. I componenti durano in carica fino allo scadere del mandato del Consiglio Regionale. La Commissione ha sede presso la Giunta Regionale - Assessorato regionale competente - e si riunisce su convocazione del Presidente o su richiesta scritta e motivata fatta da almeno un terzo dei componenti.
La Commissione ha funzioni tecnico-consultive per lo studio e la risoluzione in campo regionale di tutti i problemi riguardanti la protezione della fauna e la difesa degli ambienti naturali, nonche' la disciplina della attivita' venatoria.
Il compito della Consulta esprimere pareri ai competenti organi regionali ed attuare studi ed indagini su quanto abbia attinenza con la razionale gestione delle risorse faunistiche territoriali.
In particolare esprime pareri su:
a) provvedimenti legislativi regionali in materia venatoria e naturalistica;
b) emanazione del calendario venatorio regionale;
c) programmazione regionale dell'attivita' venatoria;
d) direttive e regolamentazione della vigilanza venatoria;
e) iniziative tendenti al miglioramento dell'educazione naturalistica e venatoria;
f) modalita' e tempi per i ripopolamenti annuali di selvaggina.
Il Presidente ove lo ritenga opportuno per la peculiarita' degli argomenti da trattare, dispone la partecipazione ai lavori della Commissione, con funzioni Consultive, di rappresentanti, di Enti Locali e di Comunita' Montane nonche' di esperti.
TITOLO V: Comitato Tecnico-Consultivo Provinciale
Con deliberazione della Giunta Provinciale e' costituito, presso ogni Amministrazione Provinciale, un Comitato Tecnico-Consultivo per la caccia cosi' composto:
a) dal Presidente dell'Amministrazione Provinciale o da un Assessore all'uopo delegato in qualita' di Presidente;
b) da un rappresentante designato da ciascuna delle associazioni
venatorie riconosciute in campo nazionale e che risultino presenti e organizzate nella provincia;
c) da un rappresentante per ogni gruppo cinofilo giuridicamente costituito;
d) da un rappresentante di ciascuna Associazione Coltivatori Diretti piu' rappresentativa in campo provinciale;
e) dal Capo dell'Ispettorato Provinciale delle Foreste;
f) da un rappresentante di Associazioni naturalistiche provinciali;
g) da un esperto di zoologia;
h) dai Presidenti delle Comunita' Montane ricadenti nel territorio provinciale o da un Assessore da loro delegato;
i) da tre Sindaci scelti fra i Comuni della provincia non facenti parte delle Comunita' Montane.
I componenti rappresentanti di categoria ed associazioni sono designati, revocati e sostituiti con le modalita' di cui all'art.8 della presente legge.
Svolge le funzioni di segreteria il funzionario provinciale addetto al servizio caccia e pesca.
Il Comitato dura in carica fino allo scadere del mandato del Consiglio Provinciale e si riunisce su convocazione del suo Presidente o su richiesta scritta e motivata fatta da almeno un terzo dei suoi componenti.
Ai Comitati Tecnici Provinciali sono attribuite funzioni tecnico-consultive per la risoluzione in campo provinciale di tutti i problemi riguardanti il potenziamento, la riproduzione e la conservazione delle specie selvatiche, nonche' il ripristino degli ambienti naturali.
In particolare, e' compito dei Comitati Provinciali effettuare studi particolareggiati dei territori e formulare proposte per la strutturazione dei territori di cui all'articolo 5 della presente legge, nonche' a formulare proposte ed esprimere pareri sui tempi e modi dei ripopolamenti, sul coordinamento dei servizi di vigilanza in relazione alle esigenze dei territori e sulla formazione dei calendari venatori, in relazione alle funzioni delegate alle Province dalla presente legge.
TITOLO VI: Abilitazione all'esercizio dell'attivita' venatoria
In applicazione dell'art. 21 della legge 27 dicembre 1977 n. 968, la licenza di porto d'armi per uso di caccia e' rilasciata a norma delle leggi di pubblica sicurezza, a coloro che hanno ottenuto il certificato di abilitazione all'esercizio venatorio a seguito di apposito esame sostenuto dinanzi alla competente commissione nominata con decreto del Presidente della Giunta Regionale ed in conformita' delle norme di cui ai successivi articoli.
L'esame dovra' essere ripetuto in caso di revoca della licenza di caccia comminata a norma delle vigenti disposizioni di legge.
E' istituita, in ogni capoluogo di Provincia, la commissione esaminatrice per il rilascio dei certificati di abilitazione all'esercizio venatorio.
La Commissione e' nominata con provvedimento del Presidente della Giunta Regionale ed e' composta:
a) da quattro Commissari effettivi e da quattro supplenti, esperti nelle materie di cui alle lettere a), b), c) e d) del successivo art. 15;
b) da un funzionario direttivo della Provincia, con funzioni di segretario e con voto deliberativo.
Non possono far parte della Commissione, Dirigenti e responsabili di Associazioni Venatorie.
I componenti della Commissione durano in carica tre anni. In caso di dimissione o decadenza, il commissario nominato in sostituzione dura in carica fino alla normale scadenza del commissario sostituito.
La Commissione elegge un presidente tra i commissari effettivi. Per la validita' della seduta e' necessaria la presenza almeno di tre commissari.
In caso di assenza del Presidente ne assume le funzioni a tutti gli effetti il commissario piu' anziano per eta'.
Le Commissioni hanno sede presso gli Uffici della Amministrazione Provinciale.
L'aspirante cacciatore per essere ammesso a sostenere l'esame di cui ai successivi articoli, e' tenuto a presentare domanda in carta legale diretta al Presidente della Commissione competente per territorio con riferimento alla residenza dello stesso aspirante, contenente le proprie generalita', la data ed il luogo di nascita.
Alla domanda deve essere allegato certificato medico in carta legale rilasciato dall'Ufficiale Sanitario del Comune di residenza contenente l'attestazione che il richiedente non e' affetto da malattie o menomazioni fisiche o psichiche che gli impediscono l'uso delle armi, nonche' certificato di residenza in carta legale.
L'esame per il rilascio del certificato di abilitazione all'esercizio venatorio deve riguardare, in particolare le seguenti materie:
Concetto di fauna selvatica; specie cacciabili e periodi di caccia; selvaggina stanziale e migratoria. Concetto di esercizio della caccia; tempi e forme di caccia consentiti; limitazione all'esercizio della caccia rispetto ai luoghi ed alle modalita'.
Calendario venatorio e caccia controllata.
Nozioni sulla licenza di caccia (rilascio, rinnovo, validita', assicurazione per responsabilita' civile, tesserino regionale).
Zone di ripopolamento e cattura, oasi di protezione.
Addestramento ed utilizzazione dei cani da caccia. Organi preposti all'amministrazione della caccia; agenti di vigilanza e loro poteri; sanzioni e procedure.
Concetti fondamentali di equilibrio della natura; rapporto tra selvaggina ed ambiente naturale. Conoscenza alle varie specie selvatiche con particolare riferimento ai mammiferi ed agli uccelli oggetto di caccia.
C) Armi e munizioni da caccia:
Nozioni generali e particolari sui vari tipi di armi o munizioni consentite nell'esercizio della caccia. Custodia, manutenzione, controllo e trasporto delle armi e munizioni; uso corretto delle armi durante l'attivita' venatoria.
Nozioni sulla potenza di tiro e gittata delle armi da caccia, misure di sicurezza da osservare per la prevenzione degli infortuni.
D) Tutela della natura e principi di salvaguardia delle colture agricole:
Rapporti tra agricoltura e attivita' venatoria.
Tutela degli ambienti naturali per l'incremento della fauna selvatica.
Conoscenza delle norme che impediscono o limitano l'esercizio venatorio per il rispetto e la salvaguardia delle colture agricole.
Il candidato dovra' dimostrare in un colloquio con i componenti della Commissione esaminatrice di conoscere gli elementi essenziali del programma di cui al precedente articolo 15. Durante il corso del colloquio al candidato potranno essere richieste prove pratiche di conoscenza dei vari tipi di armi da caccia e loro munizioni.
La Commissione esprime la propria valutazione collegiale con il giudizio << idoneo >> e << non idoneo >>.
Il candidato << non idoneo >> puo' presentare nuova domanda di ammissione all'esame dopo che siano trascorsi almeno due mesi dalla data in cui ha sostenuto con esito negativo l'esame.
L'esame non potra' essere sostenuto piu' di due volte nello stesso anno.
La Provincia provvede a fornire alle Commissioni di esame tutto il materiale, anche didattico, indispensabile per una valutazione della preparazione del candidato.
TITOLO VII: Procedure per rilascio documenti abilitanti all'esercizio della caccia controllata
In applicazione della legge n. 968 del 1977, per esercitare l'attivita' venatoria, e' necessario essere muniti di un tesserino distribuito gratuitamente dai competenti Uffici caccia e pesca delle Province interessate ai cacciatori residenti nel Molise e muniti di licenza di caccia.
Il tesserino e' valido su tutto il territorio nazionale per una annata venatoria e sullo stesso il cacciatore deve indicare, in modo indelebile, le giornate di caccia ed i capi abbattuti nel rispetto del calendario venatorio e delle disposizioni di legge.
Per ottenere il rilascio od il rinnovo del tesserino il richiedente dovra' esibire i seguenti documenti:
a) licenza di caccia in regola con le vigenti disposizioni di legge;
b) ricevuta del versamento comprovante l'avvenuto pagamento, per l'annata venatoria cui si riferisce il tesserino, della tassa di concessione regionale prevista dall'articolo 23 della presente legge.
Gli estremi dei documenti che precedono devono essere annotati sul tesserino.
Il tesserino, avra' una numerazione progressiva e dovra' contenere oltre alle modalita' tutte dell'attivita' venatoria, secondo il calendario venatorio dell'annata, le esatte generalita' del titolare ed il suo indirizzo.
Il modello e' unico ed e' predisposto e stampato a cura della Regione.
Ogni titolare di licenza di caccia puo' ottenere il rilascio del tesserino una sola volta nel corso dell'annata venatoria.
A tal fine, all'atto del rilascio, viene segnata con apposito timbro sul retro della ricevuta del libretto di porto d'armi la data del rilascio ed il numero del tesserino stesso.
In caso di smarrimento o deterioramento involontario il titolare del tesserino per ottenere il duplicato deve rivolgere domanda all'Amministrazione Provinciale competente specificando i motivi della richiesta e dimostrando di aver denunciato la perdita all'autorita' di pubblica sicurezza ed esibendo il tesserino deteriorato; in caso di accoglimento della domanda sul nuovo tesserino rilasciato viene apposta la stampigliatura << duplicato >>.
Al fine di consentire opportuni rilevamenti statistici e studi sulla consistenza del patrimonio faunistico della Regione, il cacciatore, a fine annata venatoria, deve conservare il tesserino utilizzato e riconsegnarlo all'atto della richiesta del nuovo tesserino.
La mancata riconsegna comporta l'esclusione dal diritto di ottenere il nuovo tesserino per l'anno successivo.
Presso ogni Provincia e' istituito un registro dei cacciatori molisani, distinti per Comune di residenza.
La tassa di concessione regionale di cui al successivo articolo 23 della presente legge, deve essere corrisposta da ogni cacciatore all'atto della richiesta di licenza di caccia alle competenti autorita' di P.S . e, annualmente, in occasione del rinnovo della licenza stessa.
TITOLO VIII: Modalita' di esercizio dell'attivita' venatoria - Divieti
Il territorio della Regione Molise e' sottoposto a regime di caccia controllata gratuita e le specie cacciabili sono quelle indicate, per i singoli periodi di caccia, all'art. 11 della legge dello Stato 968/77.
Fermo restante il divieto assoluto di caccia nei giorni di venerdi' e martedi', ogni cacciatore puo' esercitare la caccia per non piu' di tre giorni settimanali.
Nel calendario venatorio regionale, da emanarsi annualmente con decreto del Presidente della Giunta Regionale, saranno indicate:
- le giornate settimanali di caccia;
- il numero consentito dei capi di selvaggina stanziale da abbattere.
Nel calendario venatorio potranno essere consentite variazioni:
a) al numero giornate di caccia;
b) al numero di capi di selvaggina stanziale da abbattere;
c) alla caccia alla selvaggina migratoria limitatamente ai periodi dal 1° ottobre al 30 novembre e dal 15 febbraio al 31 marzo.
Nel calendario venatorio verranno altresi' stabiliti i tempi e le modalita' per l'addestramento dei cani da ferma nei periodi di divieto di caccia.
Nei casi in cui le norme della presente legge, ovvero della legge dello Stato n. 968 del 1977 facciano menzione di tabelle da apporsi al fine di identificare zone sottoposte a particolare regime, esse devono essere collocate lungo tutto il perimetro della zona interessata su pali od alberi ad una altezza da tre a quattro metri, ad una distanza di circa cento metri l'una dall'altra, e, comunque in modo che le tabelle stesse siano visibili da ogni punto di accesso e da ogni tabella siano visibili le due contigue.
Nel territorio della Regione Molise la caccia e' consentita con i mezzi indicati dall'art. 9 della legge dello Stato 968/77.
E' fatto divieto di esercitare la caccia a qualunque specie da appostamento fisso.
Per appostamento fisso si intende quello che comporta la preparazione del sito con modificazione ed occupazione stabile del terreno.
L'esercizio venatorio e' altresi' vietato nei terreni in attualita' di coltivazione.
Agli effetti della presente legge sono considerati terreni in attualita' di coltivazione: i giardini, le colture erbacee e cerealicole dalla semina al raccolto, i prati artificiali nel periodo della falciatura, i frutteti ed i vigneti durante la maturazione dei prodotti nonche' i terreni di recente imboschimento.
E' vietato, inoltre, l'abbattimento di giovani nati di cinghiale con manto rigato.
L'esercizio della caccia e' infine vietato su terreno in tutto o in gran parte coperto di neve, ad eccezione della caccia a palmipedi e trampolieri lungo i corsi di acqua perenne limitatamente alle specie cacciabili e per i periodi consentiti dalla legge.
TITOLO IX: Controllo della fauna
Il Presidente della Giunta Regionale, sentito la Commissione Tecnico-Consultiva Regionale puo' vietare o ridurre la caccia per periodi prestabiliti a determinate specie di selvaggina, per importanti e motivate ragioni connesse alla consistenza faunistica, per sopravvenute particolari condizioni ambientali, stagionali o climatiche, per malattie epidemiche e per altre calamita'.
Il Presidente della Giunta Regionale, sentito la Commissione Tecnico Consultiva Regionale, provvede al controllo delle specie, anche nel caso in cui moltiplicandosi eccessivamente possono arrecare gravi danni alle colture agricole, al patrimonio faunistico ed alla piscicoltura, alterando l'equilibrio naturale.
TITOLO X: Spese per il funzionamento degli organi della caccia
Ai componenti della commissione esaminatrice per il rilascio dei certificati di abilitazione all'esercizio venatorio e' attribuita una indennita' per ogni giornata di seduta, e per un massimo di 40 sedute all'anno, nella misura lorda di L. 15.000 (quindicimila).
Ai componenti della Commissione esaminatrice, che non risiedono nel Comune in cui ha sede la Commissione, spetta anche il rimborso delle spese di trasporto in ragione di L. 100 per chilometro.
Ai componenti i comitati tecnici Regionali e Provinciali spetta solamente il rimborso spese di trasporto nella misura di L. 100 per chilometro.
TITOLO XI: Tasse di concessione regionale - Sanzioni
La legge regionale 1 febbraio 1979 n. 4 e' abrogata ed e' cosi' sostituita.
L'abilitazione all'esercizio venatorio ed il rinnovo sono soggetti a tassa annuale di concessione regionale, secondo sotto indicato a tassa annuale di concessione regionale, secondo sotto indicato
tabulato: (art. 24 legge 27 dicembre 1977, n. 968):
Rilascio Rinnovo annuale
a) con fucile a un colpo,
con falchi o arco 11.700 11.700
b) con fucili a due colpi 16.650 16.650
c) con fucile a piu' di due colpi 21.150 21.150
D.P.R. 15 gennaio 1971, n. 11 - art. 1 lett. o)
D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616 - art. 99
- la tassa di rilascio o di rinnovo annuale della concessione per l'abilitazione all'esercizio venatorio, non e' dovuta qualora non si eserciti la caccia durante l'anno.
- il versamento e' annuale e la validita' decorre dalla data della sua effettuazione.
La tassa sulle concessioni pagate anteriormente alla entrata in vigore della presente legge, e' valida a tutti gli effetti per un anno dalla data del suo versamento.
Per i contravventori, si applicano le sanzioni previste dall'art. 6 della legge regionale n. 16 del 13 maggio 1976.
TITOLO XII: Rinvio
Per tutto quanto non previsto dalla presente legge si applicano le norme contenute nella legge dello Stato n. 968 del 27 dicembre 1977.
TITOLO XIII: Norme transitorie
Ai componenti della Commissione esaminatrice per il rilascio dei certificati di abilitazione all'esercizio venatorio, in carica dal 1° ottobre 1978, e' attribuita la stessa indennita' prevista dall'art. 22 per le sedute effettuate fino all'entrata in vigore della presente legge.
L'applicazione delle sanzioni per le infrazioni, di cui al precedente art. 3, commesse fino all'entrata in vigore della presente legge, nonche' la definizione delle relative pratiche in corso, con i conseguenti eventuali provvedimenti ingiuntivi e di esecuzione forzata, sono delegati all'Assessore competente per la materia.
TITOLO XIV: Norma Finanziaria
Agli oneri derivanti dalla presente legge si fara' fronte con quota parte del gettito delle tasse di concessioni regionali di cui all'art. 23 della presente legge e per l'eventuale parte non coperta da tale gettito, con i fondi attribuiti alla Regione ai sensi dell'art. 8 della legge n. 281/1970.
TITOLO XV: Dichiarazione di urgenza