Source: http://www.studiomelchionna.it/bil/i20.asp
Timestamp: 2017-11-22 12:56:56+00:00
Document Index: 122454636

Matched Legal Cases: ['art. 1224', 'art. 1219', 'art. 4', 'art. 2426', 'art. 56', 'art. 109', 'art. 15', 'art. 109', 'art. 15', 'art. 5']

INTERESSI DI MORA - Artt. 56.3 (ora 89) / 71.6 (ora 106); P.C. n. 15
In caso di ritardo nel pagamento il codice civile stabilisce che sono dovuti gli interessi di mora (art. 1224 c.c.). La decorrenza degli interessi ha inizio dal termine per il pagamento previsto nel contratto (art. 1219). Se i termini di pagamento previsti in contratto sono iniqui il giudice può ridurli dietro domanda della parte interessata. La materia è stata completamente rivista dal D.Lgs. 231/2002 (per contratti conclusi dal 8.8.02 per scadenze dal 7.11.02).
D.Lgs. 231/02 - Nei pagamenti conseguenti a transazioni commerciali gli interessi decorrono automaticamente dal giorno successivo alla scadenza, salvo che il debitore non provi che il ritardo è dovuto a causa a lui non imputabile.
Se il termine di pagamento non è stabilito in contratto, l?art. 4 stabilisce che gli interessi decorrono automaticamente decorsi:
30 giorni dalla data di ricevimento della fattura da parte del debitore o di una richiesta di pagamento di contenuto equivalente (per la prova serve una raccomandata a.r.);
30 giorni dalla data di ricevimento delle merci o dalla prestazione di prestazione dei servizi, se la data di ricevimento della fattura è incerta o anteriore alla consegna merci o prestazione servizi;
30 giorni dalla data di accettazione, di verifica (es. collaudo) o accertamento della conformità;
60 giorni dalla consegna o dal ritiro delle merci, per i prodotti alimentari deteriorabili.
Per questi beni il termine contrattuale non può in ogni caso essere superiore a quello concordato dalle organizzazioni di categoria presso il Ministero delle attività produttive.
L?automatismo non si applica nei seguenti casi: - contratti con consumatori, - pagamenti a norma di legge per assegni o titoli di credito, - pagamenti effettuati a titolo di risarcimento danni, - pagamenti effettuati da un assicuratore, - debiti oggetto di fallimento e procedure concorsuali, - richieste di interessi inferiori a ? 5.
Il tasso di interesse è pari al tasso di riferimento della BCE pubblicato in G.U. e valido per sei mesi (2° semestre 2002: 2,85%; 1° semestre 2003 = 2,85%; 2° semestre 2003: 2,10%; 1° semestre 2004: 2,02%), aumentato di 7 punti, salvo diverso accordo contrattuale. Per la vendita di prodotti alimentari deteriorabili il tasso di riferimento è aumentato di 9 punti.
L?accordo sulla data del pagamento o sulle conseguenze del ritardato pagamento è nullo se, avuto riguardo alla corretta prassi commerciale, risulti gravemente iniquo in danno del creditore. Si considera gravemente iniquo l?accordo:
che abbia come principale obiettivo quello di procurare liquidità al compratore in danno del debitore;
con il quale l?appaltatore o il subfornitore principale imponga ai propri fornitori termini di pagamento ingiustificatamente più lunghi rispetto ai termini ad esso concessi.
In tutti i casi in cui maturano interessi di mora occorre procedere alla loro imputazione al c.e., anche se sussistono dubbi sulla effettiva riscossione (c.c.: secondo il valore presumibile di realizzo ex art. 2426.8). Le imprese non possono esimersi dal rilevare gli interessi moratori nemmeno se non è loro intenzione richiederne il pagamento per non compromettere i rapporti con il cliente (art. 56.3); per evitarne la registrazione occorre comunicare la rinuncia scritta al debitore. Gli interessi di mora dovranno essere imputati al c.e. alla voce A.5 Altri ricavi e proventi e in contropartita alla voce C.II dell'attivo.
Secondo la Circ. Confindustria n. 17450 del 24.3.03 le imprese possono documentare la rinuncia agli interessi di mora mediante:
a) scambio di corrispondenza fra creditore e debitore, in cui si dichiari espressamente la rinuncia agli interessi;
b) utilizzo della fattura emessa la momento del pagamento, con rinuncia espressa agli interessi di mora;
c) emissione di un documento successivo in cui si dichiari che per tutte le fatture relative ad un determinato periodo si procede alla rinuncia agli interessi.
Fisco - L’art. 109.7 stabilisce che gli interessi di mora concorrono alla formazione del reddito nell’esercizio in cui sono percepiti o corrisposti (per cassa). Le nuove norme si applicano ai contratti stipulati a decorrere dall’8.8.02.Non è comunque sanzionata la contabilizzazione per competenza. Se registrati per competenza, affinché non vengano tassati occorre istituire un fondo di accantonamento (svalutazioni e accantonamenti relativi a crediti per interessi di mora sono deducibili fino all'ammontare degli interessi maturati nell’esercizio e imputati al conto economico). I crediti relativi agli interessi di mora non concorrono mai alla formazione della base su cui calcolare la svalutazione crediti dello 0,50%.
In contabilità, per gli interessi di mora attivi maturati e per l?accantonamento al fondo:
Ratei attivi / Cliente X per int. di mora
Interessi moratori attivi C.16
Accant. interessi moratori B.12
F.do accantonam. int. moratori B.3
Identico accantonamento al Fondo può essere fatto nel caso in cui per gli interessi moratori fosse già stata emessa fattura durante l’esercizio (esclusa Iva ex art. 15/633).
Se gli interessi di mora saranno incassati:
F.do accantonam. int. moratori
Se a fine esercizio il F.do accantonam. int. moratori è superiore ai crediti per interessi attivi di mora occorre registrare, per la differenza, una sopravvenienza attiva.
Rinuncia - Il creditore può anche rinunciare ai benefici previsti dal D.Lgs. 231 (sia per i costi amministrativi cui potrebbe andrebbe incontro sia per non alterare i rapporti con i clienti) essendo le norme previste nel suo interesse, inserendo nelle condizioni generali di vendita o stampando sulla fattura la clausola “Interessi di mora nella misura di cui al D.Lgs. 231/2002, decorrenti dall’intimazione del pagamento”. In presenza della rinuncia. creditore e debitore, non saranno costretti alle registrazioni degli interessi maturati. E’ opportuno far risultare la scelta da un verbale del Consiglio di amministrazione.
Ires e deducibilità per cassa - L’art. 109.7 stabilisce che gli interessi di mora concorrono alla formazione del reddito nell’esercizio in cui sono percepiti o corrisposti. Le nuove norme si applicano ai contratti stipulati a decorrere dall’8.8.02.
Iva - Gli interessi di mora sono esclusi da Iva ex art. 15.1 n. 1 D.P.R. 633. Sui documenti di addebito (fattura o lettera)si deve apporre una marca da € 1,29 (nessuna marca se gli interessi non superano € 77,47).
SUGGERIMENTI PRATICI per il creditore
Per molte imprese si tratta di una moltitudine di partite che, per quanto rilevanti nel loro importo globale, saranno ognuna troppo piccola per meritare l’attenzione ed il tempo necessario per occuparsene.
E’ possibile in pratica semplificare questa rigida procedura ed operare in funzione di precise scelte, o di specifici calcoli di convenienza o di opportunità? A seconda dello scopo che si vuole ottenere sono individuabili i seguenti comportamenti pratici da tenere.
1) Il creditore vuole rinunziare all’automatismo legale per tutti i crediti o solo per alcuni clienti.
Nel primo caso è necessario scrivere nelle condizioni generali di vendita (vale per chi ha l’abitudine di far sottoscrivere l’ordine, la copia commissione o il contratto) o in tutte le fatture “interessi di mora, nella misura di cui al D.Lgs 9.10.2002 n. 231, decorrenti dall’intimazione di pagamento”.
Nel caso si voglia che la rinuncia abbia valore solo per specifici clienti o per certe forniture, sarà sufficiente stampare sulle relative fatture la clausola sopra riportata.
Per ottenere gli interessi di dovrà procedere a formale intimazione.
2) Il creditore vuole mantenere libertà di scelta, di derogare all’automatismo legale.
Il risultato può essere ottenuto adottando una delibera del Consiglio di Amministrazionesecondo lo schema seguente:
“esaminato il testo del D.Lgs. 9.10.2002 n. 231, considerato che la pretesa di ripetere ai clienti tutti gli interessi di mora che potrebbero maturare secondo tale legge, magari su partite di piccolo importo e per ritardi di modesta durata, comporterebbe un notevole aggravio di lavoro amministrativo, il cui onere potrebbe anche essere superiore al vantaggio derivante dagli interessi, considerato, inoltre, che la pretesa di incassare indiscriminatamente i suddetti interessi di mora potrebbe avere conseguenze commerciali negative quali anche la perdita di clienti
che gli interessi di mora saranno addebitati ai clienti solo su decisione specifica del responsabile dell’ufficio commerciale (dell’amministratore delegato) che deciderà di intimare il pagamento delle partite aperte, con gli interessi di mora nella misura di cui all’art. 5 del D.Lgs 231 del 2002, in relazione all’andamento degli affari con il particolare cliente; copia dell’intimazione di pagamento inviata al cliente dovrà essere comunicata al responsabile della contabilità per i conseguenti adempimenti contabili; il responsabile dell’ufficio commerciale (dell’amministratore delegato) avranno in relazione alle prospettive di incasso del credito principale e all’andamento degli affari con il particolare cliente, facoltà di rinunciare, in tutto o in parte, agli interessi di mora maturati; nei moduli su cui saranno compilate le fatture sarà scritto interessi di mora, nella misura di cui al D.Lgs. 9.10.2002 n. 231 decorrenti dall’intimazione di pagamento”
Le imprese che non hanno il C.d.A. riteniamo possano supplire con:
lettera raccomandata (senza busta) spedita al Responsabile dell’Ufficio commerciale o al Direttore Amministrativo (può valere il testo di cui sopra ma con gli opportuni adattamenti);
determinazione dell’Amministratore unico riportata nel libro verbali dell’Organo amministrativo o nel libro Verbali assemblee (resta però aperto il problema della …. data certa!);
dichiarazione stampigliata sul modulo della fattura;
lettera dell’amministratore autospedita, senza busta.
3) L’operatore vuole stabilire un tasso diverso per gli interessi moratori oltre a fissare discrezionalmente la data della loro decorrenza.
E’ consigliabile inviare al debitore un preavviso raccomandato nel quale indicare il temine ultimo di pagamento, la minaccia degli interessi moratori ai sensi del D.Lgs. 231/2002, con l’indicazione ben chiara del tasso vigente.Il testo può essere il seguente:
Trascorsi …. giorni dalla data suindicata saranno automaticamente dovuti, ai sensi del D.Lgs. 9.10.2002 n. 231, gli interessi di mora, per il semestre in corso, del ….% .
Conseguenze pratiche-Nella pratica può esserci da parte del creditore questo comportamento:
calcolo degli interessi moratori,
iscrizione del relativo credito in contabilità,
svalutazione del 100% del credito per interessi di mora,
nessuna comunicazione al Cliente finché i rapporti rimangono buoni, salvo richiederli eventualmente in seguito nel momento commercialmente più utile;
lettera al Cliente del tipo “…..Lei ha maturato, nel corso dell’anno ……. un debito per interessi moratori ai sensi del D.Lgs. 9.10.2002 n. 231 pari ad Euro … che in considerazione dei buoni rapporti commerciali, non Le verranno richiesti,”
comunicazione al Cliente dell’importo del teorico debito approfittando dell’occasione per rinegoziare le condizioni di vendita a lui riservate;
richiesta pura e semplice del pagamento degli interessi moratori.
SUGGERIMENTI PRATICI per il debitore moroso
Anche il debitore, come più sopra esposto, dovrà tenere in debito conto gli interessi moratori passivi, che potrà, forse, essere chiamato a corrispondere in un momento successivo; ciò non lo esime dall’obbligo civilistico (principio di prudenza) di rilevarli in contabilità e nel bilancio.
E’ consigliabilescrivere tali passività in partite diverse da quelle dei fornitori (XY fornitore per interessi di mora) riclassificabili nel bilancio europeo in D6 “debiti verso fornitori”.
Potrà verificarsi che il creditore non li chiederà mai, e allora potranno essere cancellati dal bilancio:
quando è intervenuta la prescrizione (10 anni, dal tardivo pagamento),
in occasione di un qualche accordo successivo (scritto!) col fornitore,
in presenza di una dichiarazione del fornitore di essere stato soddisfatto di ogni suo avere.
Risulta evidente che è consigliabile ottenere una liberatoria da parte del creditore ogni volta che si paga un debito oltre la scadenza!
In pratica una soluzione al problema (utile anche al creditore!) può essere rappresentata da un accordo, concluso ad esercizio chiuso e prima della redazione del bilancio, nel quale il creditore rinuncia esplicitamente agli interessi di mora maturati nel corso dell’esercizio.
Al verificarsi di uno dei fatti sopra indicati il debitore deve rilevare la “sopravvenienza attiva” da cancellazione del debito.