Source: http://www.quotidianolegale.it/p-a-inconferibilita-incompatibilita-di-incarichi-enti-pubblici/
Timestamp: 2017-03-24 10:07:01+00:00
Document Index: 43491100

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 16', 'art. 2381', 'art. 2388', 'art. 80']

A.N.A.C.: inconferibilità e incompatibilità degli incarichi amministrativi approvate, le linee guida. La Corte di Giustizia UE precisa le condizioni per la stipulazione di accordi di cooperazione tra enti pubblici. CONTRATTI PUBBLICI: aggiornato il manuale per la qualificazione per l’esecuzione di lavori pubblici di importo superiore a 150.000 euro. " />
A.N.A.C.: inconferibilità e incompatibilità degli incarichi amministrativi approvate, le linee guida. La Corte di Giustizia UE precisa le condizioni per la stipulazione di accordi di cooperazione tra enti pubblici. CONTRATTI PUBBLICI: aggiornato il manuale per la qualificazione per l’esecuzione di lavori pubblici di importo superiore a 150.000 euro. "/>
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L’Autorità Nazionale Anticorruzione, (ANAC) propone ulteriori modifiche “urgenti” al d.lgs. 8 aprile 2013, n. 39 «Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell’art. 1 commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190», testo attualmente vigente.
Nelle considerazione dell’ANAC si rappresenta che: la nozione di amministratore di ente pubblico e di ente di diritto privato in controllo pubblico, carica a cui la legge estende la disciplina delle inconferibilità e incompatibilità degli incarichi amministrativi, è prevista dall’art. 1, comma 2, lett. l), del d.lgs. 39/2013 ed include solo “gli incarichi di Presidente con deleghe gestionali dirette, amministratore delegato e assimilabili, di altro organo di indirizzo delle attività dell’ente, comunque denominato, negli enti pubblici e negli enti di diritto privato in controllo pubblico”. Pertanto, con l’atto di segnalazione n. 4 del 10 giugno 2015 recante «Proposte di modifica, correzione e integrazione della normativa vigente in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi amministrativi», l’ANAC ha già chiesto, tra l’altro, di “eliminare, per la figura del Presidente, il riferimento alle deleghe gestionali dirette, fonte fin qui di equivoci e di interpretazioni contrastanti”.
Ugualmente, l’art. 7 ai fini dell’inconferibilità indica tra le cariche di provenienza anche quelle di “presidente o amministratore delegato di un ente di diritto privato in controllo pubblico”. Tuttavia, per questa disposizione, l’ANAC ha chiarito che “L’esistenza di deleghe gestionali dirette rileva, però, solo allorché si debba applicare la disciplina vigente alla posizione di “amministratore di ente pubblico o di enti di diritto privato in controllo pubblico”, come definita dall’art. 1, comma 2, lettera l), del d.lgs. n. 39/2013, che – come noto – include solo “gli incarichi di Presidente con deleghe gestionali dirette, amministratore delegato e assimilabili, di altro organo di indirizzo delle attività dell’ente, comunque denominato, negli enti pubblici e negli enti di diritto privato in controllo pubblico”. Orbene, sul punto, il tenore letterale dell’art. 7 del d.lgs. n. 39/13 sembra chiaro nel considerare, ai fini dell’inconferibilità degli incarichi di amministratore di ente di diritto privato in controllo pubblico, al pari della provenienza da cariche politiche, anche quella da cariche in enti di diritto privato in controllo pubblico; tra le cariche menzionate, però, vi sono espressamente le posizioni di “Presidente o amministratore delegato” e non viene usata – come per gli incarichi da conferire (lett. d) – la locuzione amministratore di ente di diritto privato in controllo pubblico, da intendere secondo la definizione dell’art. 1 comma 2 lett. l) del d.lgs. n. 39/13, già richiamato. Si ritiene, pertanto, che per la sussistenza di una situazione di inconferibilità ai sensi dell’art. 7 (commi 1 e 2) non sia necessaria una indagine sulla attribuzione di poteri gestionali, quando l’incarico rivestito in precedenza dall’interessato è quello di Presidente del consiglio di amministrazione” (Delibera n. 834 del 3 agosto 2016).
Peraltro, si osserva che per escludere definitivamente un’eventuale violazione della disciplina delle inconferibilità/incompatibilità, occorrerebbe, comunque, che gli enti soggetti a controllo pubblico assicurino – attraverso una chiara disposizione statutaria opponibile a terzi – che in seguito alla nomina non possano essere esercitati da parte del presidente poteri gestori; in caso contrario, anche l’attività di vigilanza che questa Autorità è chiamata a svolgere dall’art. 16 del d.lgs. 39/2013 per la verifica dell’effettiva insussistenza di tali poteri risulta di fatto vanificata, dovendo includere anche l’accertamento (impossibile) che tali poteri siano eventualmente esercitati anche in assenza di delega o in base ad una delega non formalizzata in un atto pubblicato sul registro delle imprese.
Oltre a determinare le già descritte difficoltà interpretative, deve anche rilevarsi che la definizione di cui all’articolo 1, comma 2, lett. l), non è conforme alla legge delega, tenuto conto che tra i criteri direttivi previsti dalla l. 190/2012, vi è quello di ricondurre nell’ambito di applicazione della disciplina gli incarichi di «amministratore di enti pubblici e di enti di diritto privato sottoposti a controllo pubblico» senza ulteriori specificazioni; nelle premesse dello stesso d.lgs. 39/2013, tra questi incarichi si includono in generale quelli che «comportano funzioni di amministrazione e gestione». Al riguardo, infatti, non può escludersi che anche gli altri membri dell’organo preposto all’amministrazione dell’ente – ossia il presidente e i consiglieri di amministrazione senza deleghe gestionali – siano, comunque, in una posizione che consente loro di ingerirsi nella gestione e che, pertanto, può dare luogo alle situazioni di potenziale conflitto di interesse che la normativa in commento intende scongiurare.
A tale conclusione può giungersi anche solo alla luce di quanto previsto dall’art. 2381 c.c.; in base all’articolo appena richiamato, infatti, ove non espressamente escluso dallo statuto, il presidente – senza deleghe gestionali – ha comunque il compito di convocare il consiglio di amministrazione e quello evidentemente rilevante di predisporre l’ordine del giorno.
Quanto al consiglio di amministrazione, quest’ultimo può delegare le proprie attribuzioni determinando il contenuto, i limiti e le eventuali modalità di esercizio della delega; resta fermo, però, che il consiglio – e conseguentemente i suoi membri sprovvisti di deleghe gestionali – «….può sempre impartire direttive agli organi delegati e avocare a sé operazioni rientranti nella delega. Sulla base delle informazioni ricevute valuta l’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile della società; quando elaborati, esamina i piani strategici, industriali e finanziari della società; valuta, sulla base della relazione degli organi delegati, il generale andamento della gestione».
Per quanto qui d’interesse, appare, altresì, rilevante quanto previsto dall’art. 2388 cod. civ., in base al quale tutti gli amministratori – dunque a prescindere dal conferimento deleghe gestionali – che siano assenti o dissenzienti possono impugnare tutte le delibere del consiglio di amministrazione ritenute illegittime o non conformi allo statuto, mentre la stessa rilevante prerogativa non è riconosciuta ad esempio al socio, al quale è consentito impugnare le delibere solo se lesive dei suoi diritti (comma 4).
A.N.A.C.: inconferibilità e incompatibilità degli incarichi amministrativi approvate, le linee guida. La Corte di Giustizia UE precisa le condizioni per la stipulazione di accordi di cooperazione tra enti pubblici. CONTRATTI PUBBLICI: aggiornato il manuale per la qualificazione per l’esecuzione di lavori pubblici di importo superiore a 150.000 euro. CONTRATTI PUBBLICI: causa di esclusione (art. 80 Codice Appalti) indicazioni a stazioni appaltanti e operatori economici. Anac e Autorità energia firmano protocollo d’intesa su contratti pubblici, trasparenza e anticorruzione. Governo: “i nomi della lista” e gli incarichi dei ministri. Approvati 11 decreti attuativi della riforma Madia. Tra questi: la riorganizzazione dei servizi pubblici locali, Licenziamenti e responsabilità dei dirigenti; Forestale fusa nei Carabinieri; Archivi pubblici aperti ai cittadini. ANAC: Acquisti beni e servizi e Programma biennale dei lavori pubblici. D. L. 31 agosto 2013 n. 101 – Principali disposizioni per gli Enti Locali Gli effetti iniqui per gli enti virtuosi del decreto sui pagamenti della Pubblica Amministrazione Tweet