Source: https://www.ediltecnico.it/39261/quel-resta-codice-appalti/
Timestamp: 2020-08-10 11:41:36+00:00
Document Index: 75527615

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 93', 'art. 1', 'art. 95', 'art. 97', 'art. 180']

Home Appalti Quel che resta del Codice Appalti
È stato pubblicato il primo aprile (e la data sembra avere un valore simbolico) il parere del Consiglio di Stato (228 pagine) su nuovo Codice Appalti, emesso nell’Adunanza della Commissione speciale del 21 marzo 2016 con numero 855, sullo schema di decreto legislativo recante “Codice degli appalti pubblici e dei contratti di concessione”, ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 28 gennaio 2016, n.11.
Per seguire in tempo reale il lavoro sul nuovo Codice Appalti – Codice Appalti, il testo e i lavori in tempo reale
– un punto di chiarezza per le norme sugli appalti pubblici in termini di linguaggio – univoco e coerente con l’ordinamento giuridico nazionale;
– chiarezza dei singoli articoli e sintesi dei contenuti (art. 3 con 83 definizioni – comma 7 dell’art. 93);
– chiarezza dei riferimenti, dei rinvii, definizioni all’interno dei vari articoli (coerenza interna);
– chiarezza dei riferimenti ad altre norme settoriali (codice amministrazione digitale, della trasparenza, disciplina delle società pubbliche, beni culturali, codice penale e altri (coerenza esterna).
– le linee guida “vincolanti” che non sono regolamenti ma atti di regolazione di un’Autorità indipendente che devono, pertanto, perseguire alcune garanzie procedimentali minime (consultazione pubblica, metodi di analisi e di verifica di impatto della regolazione …);
– le linee guida “non vincolanti” che avranno un valore di indirizzo a fini di orientamento dei comportamenti di stazioni appaltanti e operatori economici.
– la richiesta di cancellazione della previsione che fa salve speciali disposizioni vigenti per amministrazioni, organismi e organi dello Stato dotati di autonomia finanziaria e contabile, apparendo generica, eccentrica, non conforme alle direttive e alla legge delega (art. 1);
– sia compiuta una valutazione adeguata sul tasso di semplificazione degli affidamenti sotto soglia e dei contratti esclusi (per il conseguente rischio di una eccessiva limitazione della concorrenza e trasparenza); per quanto riguarda la gara informale viene ritenuto più idoneo prevedere l’invito di almeno cinque concorrenti (artt. 4 e 36);
– la qualificazione degli operatori economici sia affidata a principi codicistici e regole attuative chiare; sia rivisto il sistema SOA in relazione revisione straordinaria affidata all’ANAC (artt. 83 e 84);
– il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa non sia vanificato da fughe elusive nel criterio del prezzo più basso, e sia garantito per tutti i servizi a contenuto intellettuale (art. 95);
– nella disciplina delle offerte anomale si ripristinino garanzie procedimentali minime della fase di verifica in contraddittorio, e si valuti il ripristino dell’esclusione automatica per le offerte anomale sotto soglia (art. 97);
– il principio di separazione tra progettazione e esecuzione non sia eluso mediante contratti atipici di partenariato pubblico-privato (art. 180);
– l’immediata impugnazione degli atti di ammissione e esclusione dalle gare sia accompagnata da tempi certi di conoscenza e accesso agli atti (artt. 204, 29, 76).
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