Source: http://www.architetto.info/normativa/n-287-ordinanza-19-26-giugno-2002-giudizio-di-legittimita-costituzionale-in-via-incidentale-locazione-di-immobili-urbani-canone-differenza-tra-canone-pattizio-e-canone-legale-equo-diri/
Timestamp: 2017-09-21 07:10:13+00:00
Document Index: 29175905

Matched Legal Cases: ['art. 79', 'art. 79', 'art. 79', 'art. 79', 'art. 79', 'art. 79', 'art. 79']

N. 287 ORDINANZA 19 - 26 giugno 2002: Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Locazione di immobili urbani - Canone - Differenza tra canone pattizio e canone legale (equo) - Diritto del locatario alla ripetizione nei soli casi di risoluzione per morosita' del contratto di locazione - Difetto di motivazione della questione | Architetto.info
N. 287 ORDINANZA 19 – 26 giugno 2002: Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Locazione di immobili urbani – Canone – Differenza tra canone pattizio e canone legale (equo) – Diritto del locatario alla ripetizione nei soli casi di risoluzione per morosita’ del contratto di locazione – Difetto di motivazione della questione
N. 287 ORDINANZA 19 - 26 giugno 2002: Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Locazione di immobili urbani - Canone - Differenza tra canone pattizio e canone legale (equo) - Diritto del locatario alla ripetizione nei soli casi di risoluzione per morosita' del contratto di locazione - Difetto di motivazione della questione - Manifesta....
N.  287 ORDINANZA 19 – 26 giugno 2002.
Locazione  di  immobili  urbani  –  Canone  –  Differenza  tra canone
pattizio  e  canone  legale  (equo)  –  Diritto  del locatario alla
ripetizione   nei  soli  casi  di  risoluzione  per  morosita’  del
contratto  di  locazione – Difetto di motivazione della questione –
Manifesta inammissibilita’.
– Legge 27 luglio 1978, n. 392, art. 79, secondo comma, nonche’ artt.
79, primo comma e 12, primo comma.
– Costituzione, artt. 2, 3 e 42.
Locazione  di  immobili  urbani  –  Canone  – Possibilita’ di porre a
carico  dell’erario  la  differenza  tra  canone  pattizio e canone
legale  (equo)  –  Omessa previsione – Difetto di motivazione della
questione – Manifesta inammissibilita’.
– Legge  27  luglio 1978, n. 392, art. 79, primo e secondo comma, 12,
13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24 e 25.
– Costituzione, artt. 2, 3 e 53.
nel  giudizio  di  legittimita’  costituzionale dell’art. 79, secondo
comma, della legge 27 luglio 1978, n. 392 (Disciplina delle locazioni
di immobili urbani) e degli artt. 79, primo comma, e 12, primo comma,
della   medesima  legge,  nonche’  della  questione  di  legittimita’
costituzionale degli artt. 79, primo e secondo comma, 12, 13, 14, 15,
16,  17,  18,  19,  20,  21,  22,  23,  24 e 25 della medesima legge,
promosso  con  ordinanza  emessa  il  26 aprile 2001 dal Tribunale di
Genova  nel  procedimento  civile vertente tra Hilole Ahmed Moallim e
Filippini  Marco,  iscritta  al  n. 609 del registro ordinanze 2001 e
pubblicata  nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 34, 1a serie
relatore Fernanda Contri.
Ritenuto  che  il  Tribunale  di  Genova, con ordinanza emessa il
26 aprile  2001,  ha  sollevato,  in riferimento agli artt. 2, 3 e 42
dell’art. 79,  secondo  comma,  della  legge  27 luglio  1978, n. 392
(Disciplina  delle locazioni di immobili urbani) e, conseguentemente,
degli artt. 79, primo comma, e 12, primo comma, della medesima legge,
“nella  parte in cui l’art. 79 non limiti il diritto del locatario di
ripetere   la   differenza   tra   canone   equo  e  canone  pattizio
(regolarmente  corrisposto)  ai  soli casi in cui il locatario stesso
dimostri  che il contratto di locazione si sia risolto per morosita’,
conseguente  a impotenza finanziaria dovuta al pregresso pagamento di
tali differenze”;
che   il   medesimo   Tribunale   ha  inoltre  sollevato,  in
riferimento  agli  artt. 2,  3  e 53 della Costituzione, questione di
legittimita’  costituzionale  degli  artt. 79, primo e secondo comma,
12,  13,  14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24 e 25 della legge
n. 392  del 1978, “nella parte in cui i citati articoli non prevedano
che  la  differenza tra il canone equo e quello pattizio sia a carico
dell’erario”;
che,  ad  avviso  del  rimettente, i limiti alla proprieta’ e
alla  liberta’  contrattuale  sarebbero  legittimi  solo se diretti a
rimediare  alla  carenza  di  offerta  di  alloggi  e  alla debolezza
contrattuale della categoria dei conduttori;
che, tuttavia, qualora il conduttore corrisponda regolarmente
il  canone  pattuito in misura superiore a quella legale, dimostrando
per  cio’  solo  di  non essere in posizione di debolezza, verrebbero
meno  quelle  ragioni  di  tutela in base alle quali si giustifica la
legittimita’ costituzionale delle norme cogenti contenute nella legge
n. 392  del  1978  e  l’eventuale ordine del giudice, di ripristinare
l’equo  canone  per il periodo nel quale non e’ stato rispettato, non
sarebbe piu’ funzionale alle anzidette ragioni di tutela;
che  nella  materia  delle locazioni, mentre si giustifica la
scelta  del  legislatore di imporre un regime di blocco degli sfratti
in  una  situazione  di  carenza  di  abitazioni,  non sarebbe invece
giustificabile il sacrificio conseguente all’imposizione di un canone
di   locazione   inferiore  alle  condizioni  di  mercato,  il  quale
graverebbe   solo  sui  proprietari  di  abitazioni,  anziche’  sulla
collettivita’ e quindi sull’erario;
che pertanto non solo l’art. 79 ma anche gli artt. da 12 a 25
della  legge sull’equo canone sarebbero illegittimi per contrasto con
gli  artt. 3  e  53  della Costituzione, poiche’ non prevedono che la
differenza  tra  equo  canone  e canone di mercato sia posta a carico
dell’erario;
rappresentato   e   difeso   dall’Avvocatura  generale  dello  Stato,
sostenendo   l’inammissibilita’   della  questione  per  mancanza  di
qualsiasi   indicazione   sulla   sua   rilevanza  e  nel  merito  la
infondatezza della medesima.
Considerato  che  l’ordinanza di rimessione e’ gravemente carente
sotto piu’ profili;
che   difetta   sia   la  descrizione  degli  elementi  della
fattispecie  all’esame  del  giudice  a  quo sia la motivazione sulla
rilevanza delle questioni;
che  anche la motivazione circa la non manifesta infondatezza
e’   priva   dei   necessari   requisiti   di  chiarezza,  risultando
confusamente  prospettate  plurime censure di incostituzionalita’ che
investirebbero numerose norme della legge sull’equo canone;
che per le anzidette ragioni le questioni sono manifestamente
Dichiara   la   manifesta  inammissibilita’  delle  questioni  di
legittimita’  costituzionale dell’art. 79, secondo comma, della legge
27 luglio  1978,  n. 392  (Disciplina  delle  locazioni  di  immobili
urbani)  e  degli  artt. 79,  primo  comma,  e 12, primo comma, della
medesima   legge,   in   riferimento  agli  artt. 2,  3  e  42  della
Costituzione,  nonche’ della questione di legittimita’ costituzionale
degli  artt. 79,  primo  e secondo comma, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18,
19, 20, 21, 22, 23, 24 e 25 della medesima legge, in riferimento agli
artt. 2, 3 e 53 della Costituzione, sollevate dal Tribunale di Genova
con l’ordinanza in epigrafe.
Palazzo della Consulta, il 19 giugno 2002.
02C0629
N. 287 ORDINANZA 19 – 26 giugno 2002: Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Locazione di immobili urbani – Canone – Differenza tra canone pattizio e canone legale (equo) – Diritto del locatario alla ripetizione nei soli casi di risoluzione per morosita’ del contratto di locazione – Difetto di motivazione della questione redazione redazione 2015-05-06T10:34:00+00:00