Source: https://www.meltingpot.org/Circolare-INPS-n-115-del-30-giugno-2003.html
Timestamp: 2020-01-23 04:15:54+00:00
Document Index: 172184981

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'art.1', 'art. 33', 'art.1', 'art.33', 'art. 5', 'art.33']

Tratto dal sito www.inps.it
Chiarimenti sul pagamento dei contributi previdenziali previsti per i lavoratori stranieri regolarizzati ai sensi della legge n. 189/2002 e del D.L.vo n. 195/2002, convertito nella legge n. 222/2002 per i periodi lavorativi denunciati dai datori di lavoro precedenti la data del 10 giugno 2002.
Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 26 agosto 2002 emanato in attuazione dell’art. 33, comma 6 della legge 30 luglio 2002, n. 189 in materia di emersione del lavoro irregolare di badanti e colf. Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 28 ottobre 2002 emanato in attuazione dell’art.1 del D.L.9 settembre 2002 n.195 convertito in L.9 ottobre 2002 n.222 in materia di legalizzazione del lavoro prestato da extracomunitari.
Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 26 agosto 2002 emanato in attuazione dell’art. 33, comma 6 della legge 30 luglio 2002, n. 189 in materia di emersione del lavoro irregolare di badanti e colf.Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 28 ottobre 2002 emanato in attuazione dell’art.1 del D.L.9 settembre 2002 n.195 convertito in L.9 ottobre 2002 n.222 in materia di legalizzazione del lavoro prestato da extracomunitari.
I datori di lavoro che hanno occupato lavoratori extracomunitari in posizione irregolare in data anteriore al 10.6.2002 e che hanno denunciato entro l’11.11.2002 la sussistenza del rapporto di lavoro con le modalità previste dalle leggi n.189/2002 e 222/2002, possono regolarizzare i periodi precedenti al 10 giugno 2002 versando, previa domanda, i contributi previdenziali in unica soluzione oppure in rate mensili.
I datori di lavoro domestico devono aver versato entro l’11.11.2002 ai sensi del citato Decreto Ministeriale 26 agosto 2002, un contributo forfetario pari a € 290,00 per ciascun lavoratore, mentre i datori di lavoro che hanno impiegato i lavoratori extra comunitari in altri settori di attività soggetti all’assicurazione generale obbligatoria, devono aver versato € 700,00 per ciascun lavoratore occupato.
Entrambi gli articoli stabiliscono che i datori di lavoro di cui all’art.33 comma 1 della legge n. 189 del 2002, possono versare, previa domanda all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, i contributi e i premi nonché i relativi interessi dovuti per i periodi antecedenti ai tre mesi di cui al comma 3 del medesimo articolo, in unica soluzione oppure in rate mensili.
La regolarizzazione per i periodi pregressi non può prescindere dall’avvenuta stipula del contratto di soggiorno per lavoro subordinato di cui all’art. 5bis del T.U. n.286/1998, modificato dall’art.33 della legge 189/2002.
nel campo codice sede, il codice della sede INPS di iscrizione;
nel campo causale contributo, il codice Dom 1 ;
nel campo matricola INPS il codice rapporto di lavoro attributo al momento dell’ iscrizione, rilevabile dai bollettini inviati per i versamenti correnti, aggiungendo le due cifre di controcodice. Ove non si conoscessero, aggiungere due zeri;
nel campo periodo, il periodo per il quale è stata chiesta la regolarizzazione.
Per il versamento deve essere utilizzato il Mod. F24 indicando il codice RCO1 sia per il pagamento in unica soluzione che per quello rateale. Qualora il datore di lavoro intenda usufruire del pagamento rateale, dovra’ presentare domanda di rateazione con la modulistica in uso e versare ogni mese la rata costante determinata come di seguito indicato.
Nei prospetto successivi le rate sono calcolate sulla base del piano di ammortamento unitario a rata posticipata costante e tasso variabile nella misura del 3,00 %, per le prime 24 rate e dell’8 %, per le successive; per il calcolo della rata mensile posticipata, pertanto, occorre determinare l’importo dovuto a titolo di contributo per il periodo da regolarizzare tenendo conto, per la gestione Colf, del numero delle ore lavorate, della retribuzione oraria comprensiva del rateo orario della tredicesima, del vitto e dell’alloggio; per i lavoratori dipendenti, applicando alla retribuzione contrattuale o a quella corrisposta, se superiore, le aliquote previste ai fini pensionistici (IVS) vigenti nel tempo.
Il totale, così determinato, deve essere moltiplicato per il coefficiente corrispondente alle 24 rate, se il datore di lavoro sceglie tale formula o per il coefficiente corrispondente alle 36 rate, se il debitore intende pagare in 36 mensilità. Il risultato sarà l’importo della rata costante da versare mensilmente. Se il numero delle rate richieste è compreso tra 25 e 36, deve essere utilizzato l’allegato corrispondente al numero di rate prescelto per la regolarizzazione.
Il datore di lavoro che, dopo il pagamento di alcune rate, intenda rinunciare alla dilazione ed estinguere in unica soluzione il residuo debito, dovrà moltiplicare il debito iniziale per il coefficiente di colonna 5 dell’allegato 1 o 2, a seconda della durata della rateazione, corrispondente alla prima rata non pagata e versare l’importo così ottenuto, oltre all’importo della rata non versata.
importo rata € 29,302
€ 1000 x 0,892260 = € 892,26 debito residuo)
A tale importo va aggiunta la 4^ rata di € 29,302 non versata.
L’inosservanza delle obbligazioni assunte determinerà l’iscrizione a ruolo dei contributi e relativi accessori e la riscossione a mezzo concessionario.
Si rammenta che la stessa utility, a disposizione da tempo delle Sedi, è stata introdotta proprio per la trattazione delle domande di dilazione ordinarie provenienti da regolarizzazione contributiva a seguito di denuncia del lavoratore, accertamento d’ufficio e ispettivo, per le quali non esiste ancora una procedura completamente automatizzata.