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Timestamp: 2019-06-19 21:40:34+00:00
Document Index: 81657858

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 1']

Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art. 8 CEDU); registrazione come prostituta nella banca dati della polizia.
In occasione di un controllo a Ginevra nel 1993, la polizia ha trovato addosso alla ricorrente dei biglietti da visita recanti la seguente scritta: "Donna gentile e carina, sulla tarda trentina, cerca un amico che ogni tanto vada a bere qualcosa o esca con lei. Numero di telefono [...]" schedandola quindi come prostituta. La ricorrente nega tuttora di aver lavorato come prostituta, deplorando dinanzi alla Corte di figurare come tale nella banca dati della polizia.
La Corte riconosce che la conservazione dei dati personali della ricorrente aveva l'obiettivo di difendere l'ordine pubblico, di prevenire reati e di tutelare i diritti altrui. Tuttavia era nell'interesse della ricorrente far cancellare la denominazione di "prostituta", in quanto lesiva della sua reputazione e d'intralcio nella vita quotidiana. Inoltre, alla Corte sfugge il nesso causale tra la condanna della ricorrente per un reato di poca entità (insulti e insistenti chiamate telefoniche) e il mantenimento della misura controversa. Mantenere per anni la denominazione "prostituta" nella banca dati della polizia sulla base di un mero sospetto viola la presunzione d'innocenza e non è necessario in una società democratica.
Violazione dell'articolo 8 CEDU (unanimità).
DTF: 126 I 7
Articolo: Art. 8 CEDH, art. 1 al. 1 et 2 LDP, art. 10 al. 2 Cst., art. 13 al. 2 Cst. seguito... , art. 1B LDP, art. 1 al. 5 LDP