Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-12243-del-14-06-2016
Timestamp: 2020-06-05 05:35:28+00:00
Document Index: 165232159

Matched Legal Cases: ['art. 86', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 618', 'art. 327', 'art. 3', 'art. 92', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 12243 del 14/06/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12243 del 14/06/2016
Cassazione civile sez. VI, 14/06/2016, (ud. 18/05/2016, dep. 14/06/2016), n.12243
sul ricorso per regolamento di competenza 7588-2015 proposto da:
P.N. ((OMISSIS)), M.S.
((OMISSIS)), da considerarsi domiciliati per legge in Roma,
Piazza Cavour, presso la Cancelleria della Corte Suprema di
Cassazione, il primo in giudizio di persona ai sensi dell’art. 86
c.p.c. e la seconda rappresentata e difesa dal primo, giusta procura
PU.AR. ((OMISSIS)), elettivamente domiciliato
in Roma, Piazza Cavour, presso la Cancelleria della Corte Suprema di
Cassazione, rappresentato e difeso dall’Avvocato FRANCESCO PAOLO
CONTI, giusta delega in calce al controricorso;
– controricorrente-
sulle conclusioni scritte del P.G. in persona della Dott.ssa Anna
Maria Soldi che chiede che la Corte di Cassazione, in camera di
consiglio, dichiari inammissibile il regolamento o, comunque, lo
rigetti;
avverso la sentenza n. 662/2014 del TRIBUNALE di FERMO del
18/08/2014, depositata il 25/08/2014;
18/05/2016 dal Consigliere Relatore Dott. FRANCO DE STEFANO.
1. – M.S. e P.N., con ricorso notificato il 13.3.15 ed articolato su due motivi, hanno impugnato con regolamento di competenza la sentenza resa il 25.8.14 nella causa pendente tra loro ed Pu.Ar., con cui il tribunale di Fermo, dichiarata la propria competenza sull’opposizione all’esecuzione e agli atti esecutivi proposta dal Pu., aveva assegnato in prededuzione a quest’ultimo la somma di Euro 816 ed il residuo al creditore privilegiato M., condannando gli opposti in solido alle spese; in particolare, col primo motivo essi contestano il riconoscimento della competenza del tribunale, lamentando l’erronea pretermissione della loro eccezione di incompetenza per valore in minus in ragione dell’entità del credito per cui si procede, mentre con il secondo essi contestano l’irritualità della domanda di controparte, ritenendo dispiegabile contro un provvedimento di improcedibilità esclusivamente l’opposizione agli atti esecutivi.
2. – Dal canto suo, il Pu. eccepisce in via preliminare l’inammissibilità del regolamento: dapprima per tardività, in relazione alla data di notifica della sentenza da lui eseguita alle controparti, poi per difetto di autosufficienza, per non indicare gli atti in cui le tesi – tra cui la stessa eccezione di incompetenza –
qui riproposte sarebbero state sottoposte al giudice dell’unico grado di merito; nel merito, poi, adduce la competenza per materia dell’adito tribunale, trattandosi di opposizione agli atti esecutivi, nonchè l’abnormità del provvedimento di definizione in rito dell’opposizione, cui aveva fatto seguito peraltro il giudizio di merito.
3. – Il Pubblico Ministero, con sua requisitoria scritta, ha concluso: in via principale, per la declaratoria di inammissibilità del regolamento – ritenuto non tardivo per carenza di valida prova sul contenuto della notifica a mezzo p.e.c. ad opera del Pu. della sentenza gravata – quanto alle doglianze diverse da quelle sulla competenza e, in generale, per difetto di autosufficienza; in subordine, per la sua infondatezza nel merito, in quanto la controversia aveva ad oggetto un’opposizione ad atti esecutivi su controversia distributiva, riguardo alla quale l’art. 618 bis c.p.c., invocato dai ricorrenti, non avrebbe mai potuto comportare la competenza del giudice di pace.
4. – Delle parti il solo controricorrente deposita ulteriore memoria e nota spese in vista dell’adunanza in camera di consiglio del 18.5.16.
5. – Il ricorso, a prescindere dalla questione – che pertanto si lascia impregiudicata – del decorso o meno del termine breve dalla notifica del provvedimento impugnato in relazione al contenuto ed alle modalità della sua notificazione, è comunque tardivo per il decorso del termine ordinario di cui all’art. 327 c.p.c., ormai ridotto – per tutti i giudizi iniziati dopo il 4.7.09, come il presente (iniziato il 18.6.13) – a sei mesi, dalla pubblicazione del provvedimento impugnato: termine che, per i giudizi relativi a cause di opposizioni esecutive, è esente dalla sospensione feriale in forza del tenore letterale della L. 7 ottobre 1969, n. 742, art. 3 (con rinvio al R.D. 30 gennaio 1941, n. 12, art. 92), applicabile pure ai termini relativi all’introduzione dei gradi di impugnazione per giurisprudenza a dir poco consolidata.
6. – Tanto assorbe qualunque altra considerazione in rito e nel merito del proposto regolamento, anche in ordine ad un’eventuale sua conversione in ricorso ordinario quanto al secondo motivo: e la sua inammissibilità va senz’altro dichiarata in dispositivo.
7. – La condanna dei ricorrenti, tra loro in solido per l’eguale interesse in causa, consegue alla loro soccombenza e trova pure applicazione il D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17.
– condanna M.S. e P.N., tra loro in solido, al pagamento delle spese del presente procedimento in favore di Pu.Ar., liquidate in Euro 1.985,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre maggiorazione per spese generali, IVA e CPA nella misura di legge;
– ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, come modif. dalla L. n. 228 del 2012, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte dei ricorrenti, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del cit. D.P.R., art. 13, comma 1 bis.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sesta Sezione Civile della Corte Suprema di Cassazione, il 18 maggio 2016.