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Timestamp: 2018-04-20 07:20:49+00:00
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SEMINARIO TECNICO. Protezione Passiva - Innovazioni industriali Tende tagliafumo e tagliafuoco. Ing. Luca Camedda Ing. Isoardi - PDF
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1 SEMINARIO TECNICO Protezione Passiva - Innovazioni industriali Ing. Luca Camedda Ing. Isoardi
2 INDICE: NORMATIVA EN STORIA DEI SISTEMI PER IL CONTROLLO DEL FUMO E DEL CALORE EN Specifiche per le barriere al fumo ESEMPI EN LE TENDE TAGLIAFUOCO E LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO TIPOLOGIE ESEMPI CASI PRATICI
3 EN EN 12101: Sistemi per il controllo di fumo e calore Specifiche per le barriere al fumo UNI EN :2006* Specifiche per gli evacuatori naturali di fumo e calore UNI EN :2004* Specifiche per gli evacuatori forzati di fumo e calore UNI EN :2004* Sistemi di evacuazione fumo e calore installati (SEFC) Linee guida su raccomandazioni funzionali e metodi di calcolo per i sistemi di evacuazione fumo e calore Specifiche per i sistemi a differenza di pressione - Kit Canalizzazioni per il fumo Serrande per il fumo Quadri di controllo Apparecchiature di alimentazione UNI EN :2006 * Norme armonizzate
4 INDICE: NORMATIVA EN STORIA DEI SISTEMI PER IL CONTROLLO DEL FUMO E DEL CALORE EN Specifiche per le barriere al fumo ESEMPI EN LE TENDE TAGLIAFUOCO E LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO TIPOLOGIE ESEMPI CASI PRATICI
5 Sviluppo dei sistemi per il controllo di fumo e calore Le prime norme nazionali ad uscire sono state le norme tedesche con la DIN La prima parte, che chiarisce lo scopo, il funzionamento e l impiego degli impianti di evacuazione fumo e calore è del Dopo tre anni, nel 1984, escono le parti due e tre. La DIN tratta come realizzare e dimensionare l impianto con evacuatori fumo e calore naturali. La DIN riporta le prove di laboratorio che gli evacuatori di fumo e calore naturali devono superare per ottenere l attestazione. Cinque anni dopo esce la norma UNI 9494 che, con poche differenze non sostanziali, assomiglia alla norma DIN parte 1, parte 2, parte 3. E una norma di sistema, che consente di progettare e realizzare un impianto con prodotti controllati e certificati. Poco dopo anche gli altri paesi europei preparano la norma sugli evacuatori di fumo e calore. Il quadro normativo nei paesi europei è quasi completo e le diverse norme sono molto simili.
6 In Italia i primi impianti realizzati secondo la norma DIN sono del 1985, sia per ditte tedesche con attività in Italia che per alcune ditte italiane. L attività prende vigore con l uscita, all inizio del 1989,della UNI La norma è chiara e completa. Riguarda gli impianti di evacuazione fumo e calore naturale e introduce anche le barriere ai fumi. Le barriere (chiamate all inizio cortine) hanno la funzione di creare compartimentazioni a soffitto. I gas caldi ed i fumi dell incendio, raccolti per alcuni minuti in queste vasche rovesce, mantengono temperature più elevate e perciò fanno funzionare al meglio gli efc. Al momento della stesura della UNI 9494 le barriere mobili erano quasi sconosciute, per cui si definì il prodotto, dal punto di vista della resistenza al fuoco, con una classifica RE 30, a significare che si potevano usare elementi leggeri come pannelli in cartongesso, lastre in calcio silicato o lamiera.
7 Un altra mancanza nella UNI 9494 e nelle altre norme europee è che non si sono presentate regole per gli evacuatori fumo e calore meccanici. Questi sono introdotti nelle definizioni formulate con la DIN nel Per gli efc naturali dopo 3 anni, nel 1984, escono le regole per l impianto e le prove di laboratorio per il prodotto principale, l efc. Per gli evacuatori fumo e calore meccanici esce la DIN parte 4 più tardi, nel Perché questo ritardo? Come accade sempre nello studio dei problemi connessi con prodotti e sistemi antincendio, come si approfondisce l argomento si trovano ostacoli non previsti che vanno capiti e rimossi. In Italia l attività di informazione e divulgazione del sistema basato sugli evacuatori di fumo e calore naturali non ha sosta. Anche se le basi tecniche sono buone, il lavoro di informazione è spesso faticoso: il dubbio che dare aria all incendio sia pericoloso è ben radicato in molti progettisti
8 Nel 1990 il CEN aprì i lavori del comitato tecnico TC191, per la difesa attiva dall incendio, comitato composto da nove gruppi di lavoro WG. Gli evacuatori fumo e calore erano nel WG8. Fin dalle prime riunioni si vide che l argomento era molto vasto e poco conosciuto. Ogni nazione portò le proprie norme e gli studi fatti, vennero formati due sottogruppi, uno per gli evacuatori fumo e calore naturali e uno per gli efc meccanici. Poco dopo, su istanza inglese, si formò un sottogruppo per le barriere al fumo. Lo sviluppo estremamente rapido della quantità di argomenti diversi da affrontare e discutere, gli approfondimenti da compiere anche assieme ad altri TC portò ad un sovraccarico di lavoro amministrativo e di coordinazione. L empasse fu superata con la formazione di una segreteria nella forma di un sottocomitato tecnico SC/1, per mantenere l unità del TC/191 e poter aver una segreteria propria. Con questa nuova organizzazione, l SC/1 fu posto in grado di coordinare meglio il lavoro degli esperti. Il WG8 divenne SC/1, e i nuovi gruppi di lavoro crebbero; adesso sono dieci. L approfondimento delle discussioni si riflette nel titolo della norma 12101, divisa in 10 parti, tanti quanti i gruppi di lavoro. Si parla infatti di sistemi per il controllo di fumo e calore. Le parti -1 specifiche per le barriere al fumo -2 specifiche per gli evacuatori fumo e calore naturali -3 specifiche per gli evacuatori forzati di fumo e calore sono norme di prodotto, norme armonizzate per consentire la libera circolazione dei prodotti in Europa.
9 Gli impianti efc naturali si sono evoluti e consentono non solo il controllo di fumo e calore in ambienti ampi, ma anche una vantaggiosa ventilazione naturale che può essere maggiore di tre ricambi ora. Il settore di evacuatori forzati di fumo e calore permette di operare in ambienti che non hanno pareti o solette che danno sull esterno. Canalizzazioni e serrande avranno a breve la loro norma. Le macchine nuove hanno aumentato le potenze per cui si arriva anche a m3/h per singolo apparecchio. La classifica 300 C/60 min consente di realizzare macchine con casse e protezioni in alluminio, molto più leggere ed idonee per i nuovi tipi di copertura. Le barriere al fumo hanno una doppia classifica data dal tipo di sollecitazione termica prevista. Il prodotto è posto sulla bocca del forno standard, la curva tempo- temperatura è quella prevista dalla EN Per la classifica D30, D60, D90, D120 si blocca la temperatura a 600 C; il numero dopo la D indica i minuti dall inizio della prova. Se si lascia libero l innalzarsi della temperatura si avrà la classifica DH30, DH60, DH90, DH120. La temperatura a 120 minuti può superare i 1000 C. Questo secondo tipo di barriere ha già il nome di barriere al fuoco. Può essere realizzata con tessuti, avremo così una barriera flessibile e leggera, con caratteristiche parallele alla classe di resistenza al fuoco RE120.
10 INDICE: NORMATIVA EN STORIA DEI SISTEMI PER IL CONTROLLO DEL FUMO E DEL CALORE EN Specifiche per le barriere al fumo ESEMPI EN LE TENDE TAGLIAFUOCO E LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO TIPOLOGIE ESEMPI CASI PRATICI
11 EN : Specifiche per le barriere al fumo
12 EN : Specifiche per le barriere al fumo
13 EN : Specifiche per le barriere al fumo
14 INDICE: NORMATIVA EN STORIA DEI SISTEMI PER IL CONTROLLO DEL FUMO E DEL CALORE EN Specifiche per le barriere al fumo ESEMPI EN LE TENDE TAGLIAFUOCO E LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO ESEMPI CASI PRATICI
15 Canalizzazione fumi in grandi ambienti Esempi
16 Completamente nascoste nel controsoffitto Esempi
17 INDICE: NORMATIVA EN STORIA DEI SISTEMI PER IL CONTROLLO DEL FUMO E DEL CALORE EN Specifiche per le barriere al fumo ESEMPI EN LE TENDE TAGLIAFUOCO E LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO TIPOLOGIE ESEMPI CASI PRATICI
18 EN Classificazione al fuoco dei prodotti e degli elementi da costruzione UNI EN :2009 Classificazione al fuoco dei prodotti e degli elementi da costruzione - Parte 1: Classificazione in base ai risultati delle prove di reazione al fuoco UNI EN :2009 Classificazione al fuoco dei prodotti e degli elementi da costruzione - Parte 2: Classificazione in base ai risultati delle prove di resistenza al fuoco, esclusi i sistemi di ventilazione UNI EN :2009 Classificazione al fuoco dei prodotti e degli elementi da costruzione - Parte 3: Classificazione in base ai risultati delle prove di resistenza al fuoco dei prodotti e degli elementi impiegati in impianti di fornitura servizi: condotte e serrande resistenti al fuoco UNI EN :2009 Classificazione al fuoco dei prodotti e degli elementi da costruzione - Parte 4: Classificazione in base ai risultati delle prove di resistenza al fuoco dei componenti dei sistemi di controllo del fumo UNI EN :2009 Classificazione al fuoco dei prodotti e degli elementi da costruzione - Parte 5: Classificazione in base ai risultati delle prove di esposizione dei tetti a un fuoco esterno
19 INDICE: NORMATIVA EN STORIA DEI SISTEMI PER IL CONTROLLO DEL FUMO E DEL CALORE EN Specifiche per le barriere al fumo ESEMPI EN LE TENDE TAGLIAFUOCO E LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO TIPOLOGIE ESEMPI CASI PRATICI
20 Panorama normativo Panorama normativo Europeo: EN :2000 Prove di resistenza al fuoco per porte ed elementi di chiusura - Porte e chiusure resistenti al fuoco EN :2006 le EN :2001 EN :2003 Sistemi per il controllo di fumo e calore - Parte 1: Specifiche per barriere al fumo Prove di resistenza al fuoco - Requisiti generali. Classificazione al fuoco dei prodotti e degli elementi da costruzione - Parte 2: Classificazione in base ai risultati delle prove di resistenza al fuoco, esclusi i sistemi di ventilazione
21 Panorama normativo Inglese: Panorama normativo BS 476-6:1989 BS 476-7:1997 BS :1987 BS :1983 BS PAS 121:2007 BS :1990 Fire tests on building materials and structures. Method of test for fire propagation for products Fire tests on building materials and structures. Method of test to determine the classification of the surface spread of flame of products Fire tests on building materials and structures. Methods for determination of the fire resistance of non-loadbearing elements of construction Fire tests on building materials and structures. Methods for measuring smoke penetration through doorsets and shutter assemblies. Method of measurement under ambient temperature conditions Specification for active fire curtain barrier assemblies and active fire barrier assemblies with smoke rating Components for smoke and heat control systems. Specification for smoke curtains
22 Panorama normativo Panorama normativo Italiano: Le tende taglia fuoco non hanno una omologazione. Questo è dovuto al fatto che non esiste una normativa europea/nazionale per l omologazione delle stesse. In particolare non esiste neanche una normativa di riferimento che regola le prove da eseguire per certificare delle tende taglia fuoco. Di conseguenza le tende vengono certificate secondo la normativa EN Classificazione al fuoco dei prodotti per edilizia ed elementi da costruzione Parte 2: classificazione in base ai risultati delle prove di resistenza al fuoco, esclusi i prodotti utilizzati nei sistemi di ventilazione. La certificazione possono essere eseguite anche da Società Estere (francesi e tedesche). Tali certificati sono validi a tutti gli effetti in Italia a seguito della Circolare Ministeriale (del 24 ottobre 2008) che ha come oggetto quanto segue: validità dei rapporti di classificazione ai fini della resistenza al fuoco di prodotti ed elementi costruttivi, emessi da laboratori di altri Stati della UE o da Stati contraenti l accordo SEE e la Turchia. A completamento della certificazione è necessaria: al punto a. della circolare, la traduzione in lingua italiana del rapporto di classificazione (o valutazione), accompagnata da dichiarazione giurata sulla fedeltà della traduzione. al punto b. della circolare, un atto amministrativo che dimostri che la Società certificatrice ha una certificazione EN ISO ( Requisiti generali per la competenza dei laboratori di prova e di taratura ).
23 Normativa di riferimento per le tende tagliafuoco EN :2003 Classificazione al fuoco dei prodotti e degli elementi da costruzione - Parte 2: Classificazione in base ai risultati delle prove di resistenza al fuoco, esclusi i sistemi di ventilazione R Capacità portante P o PH Continuità di corrente o capacità di segnalazione E Tenuta G Resistenza all incendio della fuliggine I Isolamento K Capacità di protezione al fuoco W Irraggiamento D Durata della stabilità a temperatura costante M Azione meccanica DH Durata della stabilità lungo la curva standard tempo-temperatura C Dispositivo automatico di chiusura F Funzionalità degli evacuatori motorizzati di fumo e calore S Tenuta al fumo B Funzionalità degli evacuatori naturali di fumo e calore
24 Nella normativa italiana (DM 30/11/1983) la classificazione possibile per i prodotti era R RE REI, quindi la R era implicitamente NECESSARIA (anche se non realmente esistente) per la classificazione alla resistenza al fuoco di qualsiasi prodotto (non esisteva possibilità di avere solo la E o la EI). Nella nuova normativa europea, recepita con DM 16/02/2007, si elimina tale incongruenza, per cui tutti gli elementi non portanti non sono classificabili con R. Ad es. le porte tagliafuoco, se omologate con normativa europea sono classificate come EI1 o EI2. Attualmente siamo un periodo di coesistenza tra la "vecchia" normativa Italiana e la "nuova" normativa europea.
25 Caratteristiche in accordo con la EN E Caratteristiche delle tende E120 EW EW20 EW30 EW60 EI e EW Sistema con sprinkler EI120 EW120
26 INDICE: NORMATIVA EN STORIA DEI SISTEMI PER IL CONTROLLO DEL FUMO E DEL CALORE EN Specifiche per le barriere al fumo ESEMPI EN LE TENDE TAGLIAFUOCO E LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO TIPOLOGIE ESEMPI CASI PRATICI
27 Rilevatore di fumo Contatto pulito da loop antincendio Cassone con arrotolata la tenda Guide Laterali Centralina di controllo Configurazione tenda tagliafuoco
28 Fissaggi
29 Cassoni
30 Dimensioni guide laterali
31 SISTEMA FAIL SAFE Corrente Batterie Centralina Motore Fail Safe Per Gravità Copyright of A. Cooper Group of Companies Limited
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33 ESEMPI Protezione Passiva - Innovazioni industriali
35 INDICE: NORMATIVA EN STORIA DEI SISTEMI PER IL CONTROLLO DEL FUMO E DEL CALORE EN Specifiche per le barriere al fumo ESEMPI EN LE TENDE TAGLIAFUOCO E LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO TIPOLOGIE ESEMPI CASI PRATICI
36 Mercato ortofrutticolo Firenze ESEMPI Caso pratico
37 Teatro Villa Torlonia - Roma Protezione Passiva - Innovazioni industriali