Source: http://www.ordinecdlna.it/content.php?id=5
Timestamp: 2015-07-31 11:17:54+00:00
Document Index: 166837655

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 35', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 35', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art.1', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 222', 'art. 23', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 6']

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CIRCOLARE MENSILE AI COLLEGHI - LUGLIO 2015 � ASSUNZIONI CONGIUNTE IN AGRICOLTURA
con la Circolare Mensile di Luglio, redatta dal CPO di Napoli, UP ANCL di Napoli e Centro Studi ANCL “O. Baroncelli”, vi segnaliamo che le imprese agricole, comprese quelle costituite in forma cooperativa, possono procedere all'assunzione congiunta di lavoratori dipendenti. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha emanato il 6 maggio 2015 la circolare n. 7671 fornendo gli opportuni chiarimenti. Vi auguriamo buon approfondimento. Buon lavoro.
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RUBRICA �ENPACLINFORMA� - N. 13/2015 - MANCATO VERSAMENTO DELLA 2^ RATA DEL CONTRIBUTO SOGGETTIVO ANNO 2015 - E� POSSIBILE IL RAVVEDIMENTO OPEROSO
l’informativa odierna, a cura dei Delegati della Provincia di Napoli, è dedicata a quei Colleghi che non hanno provveduto al versamento della 2^ rata del contributo soggettivo anno 2015 sul minimale contributivo entro il 16 giugno u.s.. E’ possibile il ravvedimento operoso. I dettagli nell’allegato n. 13/2015 della rubrica ENPACLINFORMA che vi preghiamo di approfondire.
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RUBRICA �DENTRO LA NOTIZIA� - N. 107/2015 - CHIARIMENTI DELL�ADE SU STUDI DI SETTORE PER I REDDITI 2014 - CIRCOLARE N. 28 DEL 17 LUGLIO 2015
con la circolare n° 28 del 17 luglio scorso, l’Agenzia delle Entrate fornisce i chiarimenti sugli studi di settore per i redditi dell’anno 2014.
Maggiori dettagli in merito sono contenuti nell’allegato numero 107/2015 della ns. Rubrica “Dentro la Notizia”.
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RUBRICA �NOTIZIE DALL�ORDINE� - N. 44/2015 - INVIATE DIFFIDE AD ADEMPEIERE PER PRESENTAZIONE DICHIARAZIONE AI FINI F.C.O.
vi invitiamo a prestare la massima attenzione all’allegato n° 44/2015 della nostra Rubrica “Notizie dall’Ordine” in quanto contenente informazioni aventi potenziale rilievo disciplinare in materia di Formazione Continua Obbligatoria.
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RUBRICA �DENTRO LA NOTIZIA� - N. 106/2015 - SENTENZA DELLA CTR LOMBARDIA SU TERMINI DECADENZA CONTROLLO SPESE PER RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA
la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia con la Sentenza n° 2597 del 16 aprile 2015 ha statuito che l’Agenzia delle Entrate deve accertare la spettanza del bonus ristrutturazioni di cui all’art. 16-bis del TUIR entro il termine di 4 anni decorrenti da quello di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno di imposta nel quale sono state sostenute le spese, indipendentemente dal fatto che poi il beneficio venga spalmato fino a 10 rate.
Ulteriori chiarimenti in merito sono contenuti nell’allegato numero 106/2015 della ns. Rubrica “Dentro la Notizia”.
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RUBRICA �NOTIZIE DALL�ORDINE� - N. 43/2015 - ESAME DI ABILITAZIONE ALLA PROFESSIONE DI CONSULENTE DEL LAVORO 2015 - LO SCORSO 22 LUGLIO SI � CONCLUSO IL CORSO DI FINE PRATICA �MAESTRALE 8�� - LA COMMISSIONE ESAMINATRICE SI � INSEDIATA IL 21 LUGLIO.
il Corso di Fine Pratica, Maestrale 8°, corso di preparazione agli esami di abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del Lavoro - sessione 2015 organizzato dall’U.P. ANCL di Napoli con il Patrocinio del CPO di Napoli, si è concluso.
Gli iscritti partecipanti sono stati 60.
Il 21 Luglio, invece, si è insediata presso la D.I.L. Napoli (Direzione Interregionale del Lavoro) la Commissione d’Esame.
Maggiori dettagli nel N. 43/2015 della ns. Rubrica “Notizie dall’Ordine”.
Per visionare il N. 43/2015 della Rubrica ”Notizie dall’Ordine” clicca qui
CIRCOLARE MENSILE AI COLLEGHI - GIUGNO 2015 � DURC ON LINE
con la Circolare Mensile di Giugno, redatta dal CPO di Napoli, UP ANCL di Napoli e Centro Studi ANCL “O. Baroncelli”, vi segnaliamo che, in attuazione della nuova normativa, l’Inps e l’Inail hanno predisposto il nuovo servizio “Durc On Line”, operativo dal 1 luglio 2015, chiarendo le modalità operative dello stesso attraverso le circolari, rispettivamente, 126/2015 e 61/2015.
Vi auguriamo buon approfondimento. Buon lavoro.
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RUBRICA �NOTIZIE DALL�ORDINE� - N. 42/2015 - SLITTA AL 21 SETTEMBRE IL TERMINE DI INVIO DEL MOD. 770/2015 � FRANCESCO DURACCIO ISCRITTO DEL CPO DI NAPOLI E CONSIGLIERE NAZIONALE, ELETTO VICE PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE PER IL LAVORO DEL CONSIGLIO NAZIONALE
con l’allegato N. 42/2015 della ns. Rubrica “Notizie dall’Ordine” vi comunichiamo lo slittamento al 21 settembre del termine per l’invio del Mod. 770/2015 nonché, con immenso onore della categoria napoletana, l’elezione del collega Francesco Duraccio, già Consigliere Nazionale, quale Vice Presidente della Fondazione per il Lavoro del Consiglio Nazionale. Buon lavoro.
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RUBRICA �FORMARE�INFORMANDO� - N. 29/2015
con l’auspicio di un Vostro proficuo approfondimento delle ultime ed interessanti sentenze della Corte di Cassazione, Vi sottoponiamo allegato N. 29/2015 della ns. Rubrica del Lunedì “Formare…Informando”.
Per visionare il N. 29/2015 della Rubrica “Formare…Informando”
RUBRICA �DENTRO LA NOTIZIA� - N. 105/2015 - L�A.d.E. COMUNICA LE MODALITA� DI SEGNALAZIONE AD IMPRESE E G.D.F. DELLE INCONGRUENZE RISCONTRATE NELLE COMUNICAZIONI DELLE OPERAZIONI IVA E NEI MODD. 770 RELATIVAMENTE AI COMPENSI PER LAVORATORI AUTONOMI.
con il provvedimento n. 94624 del 13 luglio 2015, l'Agenzia delle Entrate ha reso note le modalità con cui segnalerà, a imprese e Guardia di Finanza, le possibili incongruenze riscontrate nelle Comunicazioni delle operazioni IVA (c.d. "Spesometro") e nei Modd. 770, relativamente ai compensi da lavoro autonomo certificati dai sostituti d'imposta.
Ulteriori chiarimenti in merito sono contenuti nell’allegato numero 105/2015 della ns. Rubrica “Dentro la Notizia”.
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CONCESSA LA PROROGA PER L�INVIO DEL 770/2015 � LA NUOVA DATA E� 20 SETTEMBRE 2015 - IN ARRIVO IL D.P.C.M. CON LA NUOVA DATA - LA PROROGA DEVE ESSERE IL PUNTO DI PARTENZA PER UNA RIFLESSIONE SULL�INGORGO FISCALE CHE COLPISCE CONTRIBUENTI E PROFESSIONISTI E SULLA NECESSITA� DI UNA RAZIONALIZZAZIONE DELLE SCADENZE FISCALI.
senza alcuna enfasi vi comunichiamo lo slittamento al 20 Settembre del termine di invio del Modello 770/2015. Ne ha dato notizia sul suo profilo di FACEBOOK il Sottosegretario alle Finanze Onorevole Zanetti. Noi, dietro insistenza di numerosi colleghi, ci siamo prodigati per chiedere questo slittamento ma solo allo scopo di evitare ai professionisti l’ingorgo fiscale che tanto mina le nostre resistenze fisiche e mentali in quanto spesso, come è nel caso del 770, rasenta l’irrazionalità. Questa proroga, che stanno inserendo in un D.P.C.M. (quindi è sicura), deve essere il punto di partenza per una revisione del calendario fiscale delle scadenze per il rispetto della dignità dei liberi professionisti.
Per visionare il comunicato del Sottosegretario Zanetti
RUBRICA �DENTRO LA NOTIZIA� - N. 104/2015 - L�A.d.E. COMUNICA CHE I CONTROLLI SULLE PARTITE IVA AVVERRANNO CON COMUNICAZIONI PREVENTIVE IN LUOGO DI ACCERTAMENTI.
l’Agenzia delle Entrate, con il comunicato stampa del 13 luglio scorso, annuncia l’obiettivo “zero controlli”. Per l’effetto, partiranno le comunicazioni preventive per le partite Iva basate sugli incroci da spesometro e compensi certificati nel modello 770. Ulteriori informazioni in merito sono contenute nell’allegato numero 104/2015 della ns. Rubrica “Dentro la Notizia”.
Per visionare il N. 104/2015 della Rubrica “Dentro la Notizia” clicca qui
»Elenco dei titoli di studio validi per l'iscrizione al praticantato
»Note Esplicative del Libretto
»Scarica il Regolamento
Il periodo biennale di pratica professionale è definito come “l’Istituto in forza del quale i liberi professionisti riconosciuti dalla norma, ammettono il praticante a frequentare il proprio studio ai fini dell’acquisizione delle nozioni inerenti la propria specializzazione e idonei a sostenere l’esame di Stato abilitante”.
La legge 11.01.1979 n. 12, pubblicata in G.U. del 20 gennaio 1979 n. 12 , stabilisce che per sostenere l’esame di stato per l’esercizio della professione di Consulente del lavoro, occorre aver compiuto un periodo di almeno due anni di tirocinio presso lo studio di un Consulente del Lavoro iscritto all’Albo.
La stessa legge rimanda la definizione delle modalità di svolgimento del tirocinio ad un decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.
L’ultimo Decreto Ministeriale, emanato in tal senso, è quello del 2 dicembre 1997, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 10 dicembre 1997 n. 287, il quale dispone le modalità per l’instaurazione, lo svolgimento e la cessazione del rapporto di praticantato. Successivamente il Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Napoli ha deliberato, in data 3/3/1998, l’approvazione di un regolamento integrativo e interpretativo delle norme di cui all’art. 3 della Legge 11/1/1979 n. 12 e del D.M. sopra citato, disponendo quanto segue:
AI FINI DELL’ABILITAZIONE ALL’ESERCIZIO DELLA
Il Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Napoli ha deliberato, in data 3/3/1998, l’approvazione del seguente regolamento integrativo e interpretativo delle norme di cui all’art. 3 della legge 11/1/1979 n° 12 e del D.M. 2 dicembre 1997 ai fini dell’instaurazione, dello svolgimento e della cessazione del rapporto di praticantato per i fini previsti dall’art. 6 del citato D.M. 2/12/1997.
NOZIONI E FINALITA’ DEL PRATICANTATO
Il praticantato è un rapporto giuridico in forza del quale i liberi professionisti di cui all’art. 1 della legge 12/79 si obbligano ad ammettere il praticante a frequentare il proprio studio per conseguire la capacità tecnico professionale necessaria per l’effettuazione di tutti gli adempimenti previsti da norme vigenti, in materia di lavoro, previdenza ed assistenza sociale per l’amministrazione del personale dipendente ed ogni altra funzione affine, connessa e conseguente.
Ferma restante la finalità e la gratuità di cui al comma precedente, non è esclusa la possibilità di instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato part-time o di collaborazioni coordinate e continuative nelle ore eccedenti quelle minime previste dall’art. 5, comma 1 del DM 2/12/97. A tal proposito le parti, all’atto dell’instaurazione del rapporto di cui al successivo articolo 4 del presente regolamento, dovranno dichiarare preventivamente la durata settimanale della frequenza dello studio.
Per il raggiungimento delle finalità di cui al 1 comma, il Consulente del Lavoro e gli altri professionisti di cui all’art. 1 della legge 12/79, debbono svolgere effettivamente l’attività professionale, in favore di almeno un cliente ed aver adempiuto all’obbligo previsto dall’art. 35 del D.P.R. 26.10.1972 n° 633, con codice di attribuzione riconducibile ad una delle attività professionali di cui all’art. 1 della legge 11.1.79 n. 12 , non essendo ipotizzabile un praticantato puramente teorico.
OBBLIGO DELLE PARTI
Durante il periodo di praticantato il professionista deve mettere il praticante in condizioni di poter effettuare, anche dal punto di vista esecutivo, gli adempimenti e le funzioni, oggetto dell’attività professionale, controllandone l’operato, anche a mezzo dei propri dipendenti, dando le opportune indicazioni per il corretto esperimento delle formalità di volta in volta necessarie.
Dal canto suo, per le finalità di cui sopra, il praticante deve porsi assiduamente e diligentemente a disposizione del professionista.
E’ vincolato al segreto professionale previsto dall’art. 6 della legge 12/79 ed è tenuto all’osservanza, in quanto compatibili, delle norme di etica professionale dei Consulenti del Lavoro.
Il praticante non potrà svolgere la pratica presso il professionista che non abbia più di due praticanti.
Nel caso di associazione professionale, ciascun componente potrà ammettere al massimo due praticanti alla frequenza dello studio.
Sono ammessi alla pratica coloro che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età e siano in possesso, oltre che dei requisiti di cui all’art. 4 del presente regolamento, di uno dei titoli di studio validi per l’ammissione all’esame di Stato,determinati dall’ultimo decreto interministeriale di cui all’art. 3 ultimo comma della legge 12/79.
La domanda d’iscrizione (all. n° 2), diretta al Consiglio Provinciale di Napoli, deve essere redatta in carta legale e deve contenere:
le generalità complete del praticante, indicazione della residenza, del codice fiscale e del titolo di studio;
la dichiarazione d’insussistenza delle incompatibilità di cui all’art. 4 legge 11.1.79 n. 12 e all’art. 5 del presente regolamento e di durata settimanale di frequenza nello studio con un minimo di 4 ore medie giornaliere e di ore 24 minime settimanali;
la dichiarazione di aver preso visione delle norme di cui al presente regolamento e d’impegnarsi ad osservarle quali condizioni indispensabili e inderogabili per ottenere il certificato di compiuta pratica;
l’elencazione completa dei documenti.
Certificato di nascita in carta semplice;
Certificato di residenza in bollo;
Certificato di cittadinanza di un Stato membro UE o di uno Stato estero a condizione di reciprocità;
Certificato di carichi pendenti rilasciati dalle competenti Procure della Repubblica presso il Tribunale e presso la Pretura, in bollo;
Certificato generale del casellario giudiziale in bollo;
Titolo di studio in carta semplice o copia autenticata dello stesso;
n° 2 foto formato tessera (e in visione documento di riconoscimento) ;
Ricevuta del contributo una-tantum per iscrizione nel Registro dei Praticanti di € 51,65 sul c.c.p. n° 18340802 intestato al Consiglio Provinciale dei Consulenti del Lavoro di Napoli;
Ricevuta attestante il versamento del contributo d’iscrizione nel registro dei praticanti di € 206,58 sul c.c.p. n° 18340802 intestato al Consiglio Provinciale dei Consulenti del Lavoro di Napoli;
Certificato in bollo del professionista (all. n° 3) contenente:
dichiarazione di essere iscritto da almeno due anni all’Ordine, se trattasi di Consulenti del Lavoro, oppure che abbia effettuato la comunicazione ai sensi del primo comma dell’art. 1 legge 12/79 da almeno tre anni, se trattasi di professionista di cui al citato art. 1 legge 12/79;
dichiarazione di aver adempiuto all’obbligo di cui all’art. 35 DPR 26.10.972 n° 633 e lo svolgimento dell’attività professionale art. 2 legge 12/79, in favore di almeno un cliente;
l’attestazione dell’ammissione nello studio per gli effetti della pratica, con l’indicazione dello status di primo o secondo praticante;
Certificato della Direzione Provinciale del Lavoro - Servizio Ispezioni del lavoro attestante l’avvenuta comunicazione di cui all’art. 1 della legge 12/79, del professionista non Consulente del Lavoro da almeno 3 anni;
Certificato in bollo rilasciato dall’Ordine o Collegio di appartenenza degli altri professionisti di cui all’art. 1 della legge 12/79;
Certificato in bollo rilasciato dall’Ordine dei Consulenti del Lavoro della provincia di appartenenza per Consulenti non iscritti all’Ordine di Napoli, attestante l’anzianità d’iscrizione ai sensi del comma 2 dell’art.1 del D.M. del 2/12/1997;
Fotocopia del certificato di attribuzione del numero di partita IVA del professionista;
(I certificati di cui ai punti 1-2-3-4-5 possono essere autocertificati c/o gli uffici di Segreteria)
L’ammissione alla pratica professionale non è consentita, in permanenza del rapporto di lavoro, agli impiegati dello Stato, delle Regioni, delle Province, dei Comuni e degli altri Enti pubblici, ai dipendenti degli Istituti di Patronato o delle Associazioni Sindacali dei Lavoratori, agli Esattori di tributi, ai Notai, ai Giornalisti professionisti e a chi svolge praticantato per altre attività professionali salvo deroghe previste dalle vigenti normative.
Ai sensi del combinato disposto dell’art. 3, 2° comma, lettera e) della legge 11.1.1979 n° 12 e del 1° comma dell’art. 5 del D.M. del 2/12/1997, per il praticantato è prevista la durata minima di almeno due anni di effettiva pratica con frequenza minima di 4 ore medie giornaliere.
E’ consentito al praticante, su sua richiesta, di mantenere l’iscrizione nel registro praticanti per un ulteriore periodo massimo di due anni dal rilascio del certificato di compiuta pratica. In tal caso non viene meno l’obbligo del versamento del contributo d’iscrizione previsto dal punto 9 dell’art. 4 del presente regolamento.
Il Consiglio Provinciale provvede alla delibera di iscrizione nel registro dei praticanti entro 60 giorni dalla presentazione della domanda.
L’iscrizione decorre dalla data della presentazione della domanda.
Il mancato accoglimento deve essere motivato.
La segreteria del Consiglio Provinciale provvede entro 10 giorni a dare comunicazione della deliberazione adottata all’interessato ed al professionista, a mezzo di lettera raccomandata.
Se il praticante svolge il tirocinio presso lo studio di un professionista residente in un’altra provincia, la deliberazione deve essere notificata negli stessi termini anche al Consiglio Provinciale di detta Provincia.
MODALITA’ E SVOLGIMENTO DEL PRATICANTATO
All’atto dell’iscrizione nel registro dei praticanti il Consiglio Provinciale consegna al tirocinante un libretto sul quale il medesimo annota le nozioni acquisite, le attività professionali alle quali abbia assistito o partecipato e le principali pratiche trattate sotto la direzione del professionista, prive di indicazioni che ledano la riservatezza e il segreto professionale.
Al compimento di ogni anno di pratica, il praticante deve presentare, entro 30 giorni, al Consiglio Provinciale :
1) un certificato del professionista (in bollo da € 14,62) attestante la frequenza dello studio con l’indicazione della durata settimanale e dell’esistenza o meno di un rapporto di lavoro subordinato o collaborazioni coordinate e continue nelle ore eccedenti quelle minime.
2) una relazione dettagliata (in bollo da € 14,62) sull’attività svolta in riferimento alle materie di diritto del lavoro, legislazione sociale, diritto tributario, controfirmata dal professionista contenente l’indicazione della durata settimanale di frequenza nello studio e dell’esistenza o meno di un rapporto di lavoro subordinato o collaborazioni coordinate e continue nelle ore eccedenti quelle minime.
3) ricevuta di € 206,58 sul c.c.p. n. 18340802 per contributo annuale nel registro dei praticanti.
4) il libretto di cui al punto 1 del presente articolo, convalidato dal professionista.
5) nel caso di decesso del professionista presso il quale veniva espletata la pratica, l’attestazione di cui al punto 1) è sostituita dal certificato di morte. La relazione di cui al punto 2) conterrà, invece, la firma del praticante e quella del Presidente del Consiglio Provinciale attestante la veridicità del contenuto della relazione medesima. Resta fermo, in ogni caso, il termine di 30 giorni in caso di passaggio da uno studio all’altro.
TRASFERIMENTO DI RESIDENZA DEL PRATICANTE
In caso di trasferimento di residenza il praticante, per non perdere l’anzianità maturata, deve presentare, a pena di decadenza, domanda di iscrizione nel registro dei praticanti della provincia in cui si è trasferito, entro 30 giorni dal trasferimento.
La domanda va presentata al Consiglio provinciale territorialmente competente corredata dai documenti n° 2 e 6 dell’art. 4 del presente regolamento, dal libretto di pratica e dalla certificazione del Consiglio provinciale di provenienza, attestante lo stato della pratica .
Il Consiglio provinciale di provenienza dovrà trasferire al Consiglio provinciale di nuova residenza del praticante , contemporaneamente al rilascio della certificazione di cui al comma precedente i documenti di cui è in possesso e previsti ai nn. 1- 3 - 4 - 5 e 14 dell’art. 4 del presente regolamento.
Al nuovo Consiglio provinciale dovrà essere corrisposto per intero il contributo d’iscrizione indicato al n. 9 dell’art. 4 del presente regolamento. Il praticante viene iscritto con l’anzianità già maturata e la deliberazione del Consiglio provinciale è assunta e comunicata nei termini e con le modalità previste dall’art. 6 del presente regolamento.
PRESSO UN ALTRO STUDIO
Il praticante che passi ad uno studio professionale diverso da quello presso il quale era stato iscritto deve inoltrare comunicazione al Consiglio provinciale entro 30 gg. dalla data del trasferimento, allegando:
attestazione di cessazione del vecchio professionista;
attestazione di ammissione del nuovo professionista redatto secondo le modalità di cui al punto 10 dell’art. 4 del presente regolamento;
eventuali certificati del nuovo professionista di cui ai punti 11 e 12 dell’art. 4 del presente regolamento;
libretto della pratica convalidato dal professionista;
relazione sull’attività svolta controfirmata dal professionista.
In caso di mancata certificazione da parte del professionista presso il quale è effettuata la pratica, il Consiglio provinciale potrà accertare l’effettivo e lodevole svolgimento e rilasciare la relativa attestazione.
PROVVEDIMENTI DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
Il Consiglio provinciale dei Consulenti del lavoro vigila sull’effettivo e lodevole svolgimento della pratica.
Nell’ipotesi di negative valutazioni della relazione di cui al punto 2 dell’art. 7, il Consiglio provinciale dovrà convocare in udienza il praticante per ulteriori verifiche sulle modalità di svolgimento della pratica prima di adottare qualsiasi decisione in merito.
In caso di comprovate dichiarazioni mendaci, rese al fine di convalidare periodi di pratica non effettivamente svolti, il Consiglio provinciale, sentite le parti, provvede alla cancellazione dal registro dei praticanti ed avvia il formale procedimento disciplinare nei confronti dell’iscritto all’Albo. Se la dichiarazione mendace proviene da un professionista diverso di cui all’art. 1 della legge 12/79, il Consiglio provinciale provvede alla segnalazione all’omologo Consiglio dell’ordine competente chiedendo l’apertura del procedimento disciplinare e la comunicazione dell’eventuale provvedimento adottato nei confronti di tale soggetto.
Il termine di 30 giorni per la presentazione del libretto convalidato, del certificato e della relazione ha carattere perentorio in caso di passaggio da uno studio ad un altro. In tutti gli altri casi il Consiglio Provinciale può diffidare ad adempiere entro un termine perentorio di ulteriori 60 giorni dopo di che il periodo di pratica trascorso verrà considerato nullo con conseguente cancellazione dal registro dei praticanti.
Lo svolgimento della pratica può essere sospeso per servizio militare, per gravidanza e puerperio e per motivi di salute che comportino impedimento alla frequenza per un periodo superiore ai tre mesi e fino ad un massimo di dodici mesi. In tali casi è obbligo del praticante e del professionista di comunicare, conseguentemente, entro 30 giorni, al Consiglio provinciale la sospensione della pratica ed annotarla nel libretto di frequenza. Ai fini della durata della pratica sono cumulabili i periodi effettuati prima e dopo la sospensione e sempre che la stessa non abbia una durata eccedente quella massima dei 12 mesi. Tale condizione si considera assolta ove il praticante riprenda la frequenza entro i 30 giorni dal periodo di massima sospensione e ne venga data immediata comunicazione al Consiglio provinciale.
La morosità per oltre 30 giorni dalla scadenza della tassa annuale di iscrizione di cui al punto 9 dell’art. 4 comporta l’inefficacia del periodo di pratica trascorso e la cancellazione dal registro dei praticanti.
RILASCIO DEL CERTIFICATO DI COMPIUTA PRATICA
Il certificato di compiuta pratica verrà rilasciato entro 30 giorni dalla richiesta.
La richiesta va prodotta in carta semplice .
Per il rilascio del certificato di cui sopra il praticante sarà tenuto al versamento dei diritti di segreteria in vigore all’atto della richiesta.
Il Consiglio provinciale delibera la cancellazione dal registro dei praticanti nei seguenti casi:
eventi che abbiano impedito l’effettivo svolgimento della pratica o di durata superiore a quelli previsti dal 5° comma dell’art. 10 del presente regolamento;
sopravvenuta incompatibilità;
inosservanza dell’obbligo di residenza, ovvero irreperibilità del praticante;
condanna per delitto contro la pubblica Amministrazione, contro l’amministrazione della giustizia, contro la fede pubblica, contro l’economia pubblica, contro l’industria e il commercio, contro il patrimonio, oppure per ogni altro delitto non colposo, per la quale la legge commini la pena della reclusione non inferiore nel minimo a due anni o nel massimo a cinque anni;
interdizione dai pubblici uffici, perpetua o di durata superiore ai tre anni, o l’interdizione dall’esercizio della professione per uguale durata;
ricovero in un manicomio giudiziario nei casi indicati dall’art. 222, comma secondo, del codice penale od assegnazione ad una colonia agricola o ad una casa di lavoro;
perdita dell’esercizio dei diritti civili
mancato versamento della quota di iscrizione
accertamento da parte del Consiglio Provinciale di inesistenza del rapporto
per superamento periodo di praticantato; comunicazione entro 10 giorni.
La delibera di cancellazione del Consiglio provinciale deve essere portata a conoscenza del praticante e del professionista entro 30 giorni con lettera raccomandata.
Avverso l’operato del Consiglio provinciale gli interessati possono proporre ricorso al Consiglio Nazionale competente ai sensi dell’art. 23 lettera d) della legge 12/79 ed in conformità alle disposizioni dell’apposito regolamento approvato dal Consiglio Nazionale stesso.
A pena di decadenza i ricorsi debbono essere presentati entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento impugnato o dalla scadenza del termine di 60 giorni, trascorsi senza che il Consiglio provinciale abbia comunicato le proprie decisioni in ordine alle domande proposte .
SVOLGIMENTO DELL’ESAME DI ABILITAZIONE
L’esame ha carattere tecnico-pratico ed è scritto e orale.
Le prove scritte sono due e consistono nello svolgimento di un tema sul Diritto del Lavoro e sulla Legislazione Sociale e di una prova teorico-pratica sul Diritto Tributario.
legislazione sociale; diritto tributario; elementi di diritto privato, pubblico e penale; nozioni generali sulla ragioneria, con particolare riguardo alla rilevazione del costo del lavoro e alla formazione del bilancio.
Il presente regolamento avrà decorrenza dal 10 marzo 1998.
Per quanto riguarda le modalità di svolgimento del praticantato esso deve essere svolto con assiduità, diligenza e riservatezza, presso lo studio e sotto il controllo del professionista e comporta la collaborazione allo svolgimento delle attività proprie della professione. Per quanto concerne il concetto di assiduità, si specifica che vanno esclusi, in ogni caso, i praticantati svolti contemporaneamente a lavori subordinati che non consentano di frequentare assiduamente lo Studio del professionista per un minimo di 4/5 ore giornaliere o 24 settimanali.
Il praticantato deve essere svolto sotto il controllo del Consulente del lavoro, il quale deve limitarsi ad ammettere presso il proprio studio un numero di praticanti in relazione alla propria struttura e alla propria disponibilità di tempo. Il numero massimo di praticanti non può comunque superare le due unità.
Il periodo di praticantato è disciplinato dall’art. 6 del regolamento e decorre dalla data di presentazione della domanda, atteso che il Consiglio Provinciale provveda alla delibera di iscrizione, nel registro dei praticanti, entro 60 giorni dalla presentazione della domanda. E’ consentito al praticante, su sua richiesta, di mantenere l’iscrizione nell’apposito registro per un ulteriore periodo massimo di due anni dal rilascio del certificato di compiuta pratica.
I doveri del professionista (Dominus)
La preminente funzione del dominus è, ovviamente, quella dell’insegnamento. In proposito, si deve osservare che, per quanto questi possa essere oberato di lavoro e di impegni, non può esimersi dal curare tale aspetto del momento formativo, in quanto, attraverso l’insegnamento, si realizza uno scambio di esperienze, utili affinché la pratica professionale non si riduca ad una mera presenza in studio e venga, così, svuotata di ogni valore.
Il Consulente del Lavoro, quando accetta di ospitare un praticante assume il preciso impegno di preparare il giovane alla professione. Tale funzione di insegnamento comprende, altresì, l’apprendimento da parte del praticante, dei principi di deontologia professionale.
Non meno importante è la funzione del Dominus di controllare l’effettivo svolgimento della pratica. Il praticantato, in concreto, implica il coinvolgimento in misura graduale ma costante del giovane, nelle più diverse problematiche trattate dallo studio, pur tenendo conto delle capacità e attitudini del praticante e dei motivi di riservatezza, consentendo l’apprendimento dell’etica, oltreché della tecnica e della pratica professionale riferita ai campi di attività dello studio anche, in quanto possibile, ammettendolo come auditore nella trattazione delle pratiche con il clienti ed i terzi.
Compete, oltremodo, al Dominus vigilare sull’impegno assiduo del praticante, tale funzione si riallaccia ad una fondamentale regola – contemplata al punto 31 del codice deontologico - emanato dal Consiglio nazionale nella seduta del 30/31 marzo 2000. Pertanto l’opera svolta nello studio dal praticante dovrà, quindi, essere funzionale all’apprendimento della tecnica professionale e delle singole materie che formano l’oggetto della professione di Consulente del lavoro. La pratica dovrà così essere affiancata da momenti di studio, approfondimento didattico e dalla partecipazione a convegni o seminari di perfezionamento I doveri del Praticante Il praticante deve frequentare lo studio del Consulente assiduamente e svolgere la pratica con impegno, diligenza e con l’obbligo della riservatezza.
Egli deve provvedere ad annotare sul libretto le nozioni acquisite, le attività professionali alle quali abbia partecipato o assistito e le principali pratiche trattate sotto la direzione del professionista.
Lo stesso deve provvedere, al termine di ogni anno, a depositare presso la segreteria del Consiglio Provinciale il libretto della pratica accompagnato da una relazione, controfirmata dal professionista, nella quale devono essere illustrate le attività indicate in detto libretto e le problematiche affrontate. Vigilanza sul praticantato
La titolarità dell’azione di vigilanza è detenuta dal Consiglio Provinciale dell’Ordine il quale ha demandato l’esecuzione dei compiti operativi e meramente esecutivi alla Commissione Vigilanza Praticanti.
Il Consiglio Provinciale dell’Ordine di Napoli ha deliberato che la vigilanza sul lodevole svolgimento della pratica venga attuata attraverso la disamina sia di una relazione annuale sia del libretto della pratica entrambi da depositare a cura del praticante, entro 30 giorni dalla scadenza di ogni anno di pratica, alla segreteria del Consiglio Provinciale.
In caso di mancata presentazione, il Consiglio Provinciale diffida ad adempiere, entro il termine perentorio di ulteriori 60 giorni. L’eventuale mancato adempimento verrà considerato esplicita rinuncia all’iscrizione. La relazione annuale
In ottemperanza a quanto previsto dal punto 2 dell’art. 7, il praticante deve redigere una relazione annuale dettagliata sull’attività svolta in riferimento alle materie di diritto del lavoro, legislazione sociale e diritto tributario. Questo elaborato deve consentire all’organo di vigilanza di poter valutare il grado di preparazione e le esperienze professionali acquisite dal praticante, pertanto non verranno considerate soddisfacenti le relazioni copia e incolla fra i praticanti ammessi a frequentare lo stesso studio e quelle contenenti la mera elencazione degli argomenti trattati. In buona sostanza il praticante dovrà indicare dettagliatamente le problematiche trattate in materia di consulenza del lavoro e tributaria e le soluzioni adottate nei casi di vertenze, transazioni, ecc. Dovrà indicare gli Enti contattati, le pratiche svolte e le problematiche affrontate, anche dal punto di vista pratico, con particolare riferimento a ricorsi inoltrati avverso verbali di accertamento da parte dell’Ispettorato del Lavoro, Inps, Inail, Guardia di Finanza, e Commissioni Tributarie. Inoltre egli potrà relazionare se l’addestramento l’ha coinvolto nell’interpretazione di leggi e di contratti al fine di una esatta applicazione degli stessi.
Il Libretto della pratica
Con l’introduzione del libretto della pratica si è voluto predisporre uno strumento per certificare il contenuto dell’attività tecnico-pratica del praticante responsabilizzando anche il professionista in merito all’effettivo controllo dell’attività del giovane. In questo modo si è predisposto, inoltre, un’ulteriore controllo, oltre a quello relativo alla relazione annuale, per la vigilanza del Consiglio in merito all’effettivo svolgimento della pratica.
Al Consiglio, comunque, resta poi riservata la facoltà di procedere, con ogni mezzo, all’accertamento della veridicità delle annotazioni contenute nel libretto.
Il Libretto della pratica, oltre a contenere le pagine dedicate alle annotazioni relative all’indicazione del periodo di praticantato, alle cause di sospensione, alla frequenza dello studio, al trasferimento ad altro studio ed a eventuali provvedimenti di cancellazione, si divide, fondamentalmente, in tre parti:
nozioni acquisite (da pag. 8 a pag. 13).
In questa prima sezione il praticante dovrà aver cura di indicare, mese dopo mese, le nozioni teoriche apprese inerenti al Diritto del lavoro, alla legislazione sociale e al diritto tributario.
Egli, in particolar modo, dovrà indicare le nozioni acquisite sul contratto individuale di lavoro con particolare attenzione alle differenze che passano tra la subordinazione e l’autonomia, come avviene la costituzione di un rapporto di lavoro, quali sono le maggiori tipologie contrattuali presenti oggi nel nostro ordinamento, obblighi e diritti del prestatore di lavoro, garanzia dei diritti, le cause di sospensione ed interruzione del rapporto di lavoro, ecc. attività professionali alle quali si e’ assistito o partecipato (da pag. 14 a pag. 23 del libretto).
In questa seconda sezione, invece, il praticante dovrà annotare le attività professionali alle quali ha assistito e/o partecipato nella pratica professionale quotidiana indicando di volta in volta gli atti più rilevanti alla cui predisposizione e redazione si è partecipato e le questioni professionali di maggior interesse alla cui trattazione si è assistito e collaborato, non trascurando, laddove possibile, di evidenziare un confronto critico rispetto alle nozioni teoriche apprese. le principali pratiche trattate sotto la direzione del professionista (da pag. 24 a pag. 31 del libretto).
Nell’ultima sezione, non meno importante delle altre il praticante annoterà le principali pratiche trattate sotto la direzione del professionista non trascurando gli obblighi di riservatezza e di segreto professionale così come previsto dall’art. 6 della L. 12/79
Al termine del biennio di pratica professionale, dopo l’espletamento dei previsti accertamenti sull’ultimo anno, bisogna chiedere al Consiglio Provinciale dell’Ordine di appartenenza il rilascio del cd. certificato di compiuta pratica.
Tale certificato deve essere allegato alla domanda per partecipare all’esame di abilitazione alla professione di Consulente del lavoro. Il certificato di compimento della pratica professionale determina, oltre la possibilità di sostenere l’esame di abilitazione professionale, la cancellazione dal registro dei praticanti consulenti del lavoro.
Il certificato di compiuta pratica ha valore di dichiarazione di scienza, pertanto non è soggetto a termini di validità e potrà essere utilizzato dal praticante per ogni sessione di esame successiva al rilascio.
COMMISSIONE VIGILANZA SUL PRATICANTATO
DI FRENNA GIULIO
RAGOSTA GENNARO
CONTALDO MASSIMO
Testo a cura dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Napoli
Edizione rivista dalla Commissione – Aprile 2007