Source: http://studioappalti.it/servizi/riserve-dell-appaltatore/
Timestamp: 2020-03-30 04:42:18+00:00
Document Index: 98534097

Matched Legal Cases: ['art. 190', 'art. 165', 'art. 191', 'art. 31', 'art. 152', 'art. 128', 'art. 191', 'art. 31', 'art. 191', 'art. 31', 'art. 201', 'art. 174']

Riserve dell'appaltatore - StudioAppalti.it
Dette pretese si chiamano in genere “riserve“, anche se il termine più esatto sarebbe “domande“. L’art. 190 (prima art. 165 DPR 554/1999) del Regolamento prescrive che l’appaltatore firmi il registro di contabilità quando gli viene presentato dal direttore dei lavori, “con o senza riserve”. Quindi l’appaltatore può scrivere subito le sue richieste contestualmente alla firma. Ma può non essere preparato a formulare le sue pretese in quel momento, per cui deve indicare prima della firma la dizione “con riserva”. In questo caso entro 15 giorni deve inserire nel registro di contabilità le sue “domande”. Pertanto la riserva non è la domanda, ma nel linguaggio corrente è invalso l'uso di dargli un significato identico, tanto che la stessa normativa spesso la definisce espressamente "riserva".
1. Le riserve devono essere riportate per iscritto nei documenti contabili dell'appalto.
3. E' necessario esporre le ragioni di ciascuna domanda.
4. E' necessario indicare gli importi di compenso cui si crede aver diritto.
E’ stato accennato in precedenza di riserve inserite nel registro di contabilità. In realtà l’art. 191 del Regolamento (in precedenza l'art. 31 del Capitolato Generale di Appalto, D.M. n° 145/2000) prescrive più genericamente che le riserve devono essere iscritte a pena di decadenza sul “primo atto dell’appalto idoneo a riceverle, successivo all’insorgenza o alla cessazione del fatto che ha determinato il pregiudizio dell’appaltatore”.
Una notevole variazione è intervenuta negli ordini di servizio, i quali devono essere sottoscritti dall'impresa per avvenuta conoscenza (art. 152). Con il nuovo Regolamento l'impresa "deve" formularvi le sue riserve qualora non sia d'accordo con le disposizioni impartite. Prima invece l'art. 128 del DPR 554/1999 disponeva che "L'ordine di servizio non costituisce sede per la iscrizione di eventuali riserve."
Di grande importanza è comunque quanto prevede il comma 2 dell'art. 191 (prima l’art. 31 sopra detto), in cui si prescrive che in ogni caso, a pena di decadenza, “le riserve devono essere iscritte anche nel Registro di contabilità all’atto della firma immediatamente successiva al verificarsi o al cessare del fatto pregiudizievole”.
Oltre agli obblighi in capo all’appaltatore sopra detti, è necessario inoltre che tutte le riserve siano confermate nel conto finale, che altrimenti si considerano abbandonate come disposto dall'art. 191 comma 2 (prima art. 31 del Capitolato Generale sopra detto). L’eccezione a queste disposizioni vale naturalmente per quelle riserve che siano state definite nell’accordo bonario.
L’art. 201 (prima art. 174 del Regolamento n. 554/1999) dispone inoltre che nel Conto finale non possono essere formulate domande che abbiano oggetto ed importo diversi da quelle inserite nel Registro di Contabilità. Peraltro questa disposizione può avere la sua eccezione, quando, ad esempio, si tratti di fatti intervenuti dopo la chiusura del registro di Contabilità
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