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Timestamp: 2019-01-22 23:54:36+00:00
Document Index: 39716455

Matched Legal Cases: ['art. 1283', 'art. 120', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 52', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 52', 'art. 7']

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Il 24 agosto 2015 la Banca d’Italia ha posto in consultazione (fino al 23 ottobre 2015) la proposta di delibera del Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio(Cicr), attuativa dell' articolo 120 comma 2 del Testo Unico Bancario relativa al cosiddetto “anatocismo” (qui in pdf, 542 K, 5 pp.)
Nel seguito la “Premessa” del documento.
La presente proposta di delibera del Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio (CICR) attua l’articolo 120, comma 2, del decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385 - TUB (“Decorrenza delle valute e calcolo degli interessi”).
La materia della produzione di interessi nell’ambito delle operazioni bancarie è stata più volte oggetto di interventi da parte del legislatore.
In particolare, il decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 342 (“Modifiche al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, recante il testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), nell’introdurre il comma 2 dell’articolo 120, aveva previsto che il CICR regolasse “modalità e i criteri per la produzione di interessi sugli interessi maturati nelle operazioni poste in essere nell’esercizio dell’attività bancaria”.
In attuazione di questa norma, il CICR aveva provveduto a disciplinare la materia ( nota 1), stabilendo che:
i) nelle operazioni in conto corrente dovesse essere assicurata nei confronti della clientela la stessa periodicità nel conteggio degli interessi sia debitori sia creditori;
ii) in talune ipotesi fosse ammessa la produzione di interessi da parte di interessi già maturati, in deroga a quanto previsto in linea generale dal codice civile (art. 1283; la deroga riguardava conto corrente, finanziamenti con piano di rimborso rateale e operazioni di raccolta).
Più recentemente la norma è stata nuovamente oggetto di interesse da parte del legislatore: dapprima un emendamento approvato nel corso dei lavori parlamentari finalizzati all’emanazione della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (“Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge di stabilità 2014”) ha sostituito il comma 2 dell’art. 120 del TUB (nota 2).
In seguito, il decreto legge 24 giugno 2014, n. 91 ha nuovamente modificato la norma; la legge di conversione ha però espunto tale previsione (nota 3).
In conseguenza dei passaggi appena descritti, l’attuale formulazione dell’articolo 120 TUB risulta essere quella introdotta dalla già menzionata legge n. 147/2013.
La disposizione affida a una delibera del CICR il compito di adottare una disciplina attuativa in base alla quale
“a) nelle operazioni in conto corrente sia assicurata, nei confronti della clientela, la stessa periodicità nel conteggio degli interessi sia debitori sia creditori;
L’intenzione del legislatore, quale emerge dall’esame dei lavori parlamentari, era quella di stabilire “l’improduttività degli interessi composti”, onde “mettere la parola fine a un comportamento riconosciuto illegittimo dalla giurisprudenza, ma costantemente tollerato dal legislatore” (nota 4).
Questo proposito, tuttavia, sconta alcune difficoltà ricostruttive originate dal tenore letterale della norma; si è resa necessaria, pertanto, un’opera di interpretazione finalizzata a far emergere pienamente lo scopo cui la riforma mirava.
Nella formulazione della proposta di delibera, inoltre, si è inteso delineare soluzioni che consentissero di evitare che l’intervento legislativo, finalizzato ad assicurare un regime di maggior favore per la clientela, potesse avere ricadute negative per la stessa.
Le soluzioni tecniche adottate – specie con riferimento alla contabilizzazione separata degli interessi – risultano in linea con le prime pronunce della giurisprudenza in materia.
Le opzioni interpretative seguite nella presente proposta di delibera, inoltre, sono state condivise con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
La proposta di delibera è accompagnata da una Relazione sull’analisi di impatto della regolamentazione; lo studio si è incentrato su quei profili non compiutamente definiti dal legislatore e che, pertanto, comportano l’esercizio di una scelta discrezionale.
In particolare, l’esame ha riguardato
i) la periodicità di contabilizzazione degli interessi;
ii) l’introduzione di un termine per l’esigibilità degli interessi.
(1) Cfr. Deliberazione del 9 febbraio 2000.
(2) In questo emendamento è trasfuso il contenuto di un’autonoma proposta di legge (AC1661 del 4 ottobre 2013).
(3) Il d.l. n. 91/2014, nel testo non convertito sul punto, stabiliva: “Il CICR stabilisce modalità e criteri per la produzione, con periodicità non inferiore a un anno, di interessi sugli interessi maturati nelle operazioni disciplinate ai sensi del presente Titolo. Nei contratti regolati in conto corrente o in conto di pagamento è assicurata, nei confronti della clientela, la stessa periodicità nell’addebito e nell'accredito degli interessi, che sono conteggiati il 31 dicembre di ciascun anno e, comunque, al termine del rapporto per cui sono dovuti interessi; per i contratti conclusi nel corso dell’anno il conteggio degli interessi è comunque effettuato il 31 dicembre”.
(4) Cfr. Relazione alla proposta di legge n. 1661/2013.
Banca d’Italia, “Proposta di delibera CICR ai sensi dell'articolo 120, comma 2, del Decreto Legislativo 1° settembre 1993, n. 385 (TUB) Data pubblicazione:24-08-2015 , aperta fino al 23 ottobre 2015 (pdf, 542 K, 5 pp.)
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È stato pubblicato sul sito della Banca d’Italia il provvedimento che modifica i provvedimenti del 3 aprile 2013 in materia di adeguata verifica della clientela e registrazione in Archivio Unico Informatico, con riguardo agli obblighi antiriciclaggio connessi con le operazioni di cessione di crediti commerciali e di collocamento diretto di OICR.
Provvedimento per la tenuta dell'archivio unico informatico antiriciclaggio e per le modalità semplificate di registrazione pdf 71.1 K 31 luglio 2015
Provvedimento del 31 luglio 2015 pdf 121.3 K 31 luglio 2015
Causali analitiche pdf 472.5 K Allegato 1 11 aprile 2013
Standard tecnici pdf 707.8 KB Allegato 2 11 aprile 2013
Tabelle dei codici pdf 134.0 KB Allegato 11 aprile 2013
Provvedimento recante disposizioni attuative in materia di adeguata verifica della clientela pdf 128.1 K Ai sensi dell'art. 7, comma 2, del Decreto Legislativo 21 novembre 2007, n. 231 31 luglio 2015
Provvedimento del 31 luglio 2015 pdf 121.3 KB 31 luglio 2015
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Il 21 luglio 2015 la Banca d’Italia ha aggiornato le “Disposizioni di vigilanza per le banche” - Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013 (qui il testo in pdf, 3.7 M, 142 pp.) introducendo le indicazioni in materia di whistleblowing come previsto dal dlgs n.72 del 12 maggio 2015 di attuazione della direttiva 2013/36/Ce (pdf).
Di seguito il testo di Banca d’Italia (pp. 64 e 65 delle “Disposizioni di vigilanza per le banche” - Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013, aggiornamento del 21 luglio 2015)
Sezione VIII - Sistemi interni di segnalazione delle violazioni
In linea con il principio di proporzionalità, le banche definiscono i sistemi interni volti a permettere la segnalazione da parte del personale (1) di atti o fatti che possano costituire una violazione delle norme disciplinanti l’attività bancaria (2).
I sistemi interni di segnalazione garantiscono in ogni caso la riservatezza e la protezione dei dati personali del soggetto che effettua la segnalazione e del soggetto eventualmente segnalato (3).
I suddetti sistemi sono strutturati in modo da garantire che le segnalazioni vengano ricevute, esaminate e valutate attraverso canali specifici, autonomi e indipendenti che differiscono dalle ordinarie linee di reporting.
A tal fine, i sistemi interni di segnalazione prevedono canali alternativi a disposizione del segnalante in modo da assicurare che il soggetto preposto alla ricezione, all’esame e alla valutazione della segnalazione (v. infra lett. c) non sia gerarchicamente o funzionalmente subordinato all’eventuale soggetto segnalato, non sia esso stesso il presunto responsabile della violazione e non abbia un potenziale interesse correlato alla segnalazione tale da comprometterne l’imparzialità e l’indipendenza di giudizio.
I soggetti preposti alla ricezione, all’esame e alla valutazione delle segnalazioni non partecipano all’adozione degli eventuali provvedimenti decisionali, che sono rimessi alle funzioni o agli organi aziendali competenti.
Le banche nominano un responsabile dei sistemi interni di segnalazione il quale assicura il corretto svolgimento del procedimento e riferisce direttamente e senza indugio agli organi aziendali le informazioni oggetto di segnalazione, ove rilevanti (4).
I soggetti che ricevono, esaminano e valutano le segnalazioni, il responsabile dei sistemi interni di segnalazione e ogni altro soggetto coinvolto nella procedura hanno l’obbligo di garantire la confidenzialità delle informazioni ricevute, anche in merito all’identità del segnalante che, in ogni caso, deve essere opportunamente tutelato da condotte ritorsive, discriminatorie o comunque sleali conseguenti alla segnalazione.
I sistemi interni di segnalazione prevedono:
a. i soggetti che, in conformità a quanto disposto dall’art. 1, comma 2, lett. h-novies, TUB (5), li possono attivare;
b. fermo restando quanto previsto dall’art. 52-bis, comma 1, TUB (6), gli atti o i fatti che possono essere oggetto di segnalazione;
c. le modalità attraverso cui segnalare le presunte violazioni e i soggetti preposti alla ricezione delle segnalazioni;
d. il procedimento che si instaura nel momento in cui viene effettuata una segnalazione con l’indicazione, ad esempio, dei tempi e delle fasi di svolgimento del procedimento, dei soggetti coinvolti nello stesso, delle ipotesi in cui il responsabile dei sistemi interni di segnalazione è tenuto a fornire immediata comunicazione agli organi aziendali;
e. le modalità attraverso cui il soggetto segnalante e il soggetto segnalato devono essere informati sugli sviluppi del procedimento;
f. l’obbligo per il soggetto segnalante di dichiarare se ha un interesse privato collegato alla segnalazione;
g. nel caso in cui il segnalante sia corresponsabile delle violazioni, un trattamento privilegiato per quest’ultimo rispetto agli altri corresponsabili, compatibilmente con la disciplina applicabile.
Al fine di incentivare l’uso dei sistemi interni di segnalazione e di favorire la diffusione di una cultura della legalità, le banche illustrano al proprio personale in maniera chiara, precisa e completa il procedimento di segnalazione interno adottato indicando i presidi posti a garanzia della riservatezza dei dati personali del segnalante e del presunto responsabile della violazione con l’espresso avvertimento che la disposizione di cui all’art. 7, comma 2, del decreto legislativo 20 giugno 2003, n. 196 (7), non trova applicazione con riguardo all’identità del segnalante, che può essere rivelata solo con il suo consenso o quando la conoscenza sia indispensabile per la difesa del segnalato.
Nel rispetto di quanto previsto dalla disciplina sulla protezione dei dati personali, il responsabile dei sistemi interni di segnalazione redige una relazione annuale sul corretto funzionamento dei sistemi interni di segnalazione, contenente le informazioni aggregate sulle risultanze dell’attività svolta a seguito delle segnalazioni ricevute, che viene approvata dagli organi aziendali e messa a disposizione al personale della banca.
Le banche, fermo restando il rispetto delle disposizioni di cui alla presente Sezione e alle Sezioni IV e V, possono esternalizzare l’attività di ricezione, esame e valutazione delle segnalazioni.
Ai sensi dell’art. 1, comma 2, lett. h-novies), TUB, per “personale” si intende: “i dipendenti e coloro che comunque operano sulla base di rapporti che ne determinano l’inserimento nell’organizzazione aziendale, anche in forma diversa dal rapporto di lavoro subordinato”.
Ai fini delle presenti disposizioni per “attività bancaria” si intende quella disciplinata dall’art. 10, commi 1, 2 e 3, TUB.
Gli obblighi di riservatezza non possono essere opposti quando le informazioni richieste sono necessarie per le indagini o i procedimenti avviati dall’autorità giudiziaria in seguito alla segnalazione.
Il responsabile dei sistemi interni di segnalazione, in linea con il principio di proporzionalità, può direttamente gestire le fasi di ricezione, esame e valutazione del procedimento di segnalazione.
V. supra, nota 1. 11
Ai sensi dell’art. 52-bis, comma 1, TUB “le banche e le relative capogruppo adottano procedure specifiche per la segnalazione al proprio interno da parte del personale, di atti o fatti che possono costituire una violazione delle norme disciplinanti l’attività bancaria”.
Ai sensi dell’art. 7, comma 2, del decreto legislativo 20 giugno 2003, n. 196, “l’interessato ha diritto di ottenere l’indicazione dell’origine dei dati personali”.
Banca d’Italia, “Disposizioni di vigilanza per le banche, Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013, aggiornamento n. 11 del 21 luglio 2015” (pdf, 3.7 M, 142 pp.) – [la parte relativa al whistleblowing è alle pagine 64 e 65 ndr]
Read more about Banca d’Italia: Sistemi interni di segnalazione delle violazioni – whistleblowing (23 luglio 2015)
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Banca d’Italia: disposizioni sulla trasparenza (17 luglio 2015)
È stato pubblicato sul sito della Banca d’Italia il provvedimento che modifica le disposizioni in materia di “Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari; correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti”.
Gli intermediari dovranno adeguarsi alle modifiche apportate con il presente provvedimento entro il 1° ottobre 2015.
Di seguito il testo completo della comunicazione di Bankit
Il presente provvedimento (pdf) modifica alcuni profili contenuti nella disciplina adottata con provvedimento della Banca d’Italia “Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari. Correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti” del 29 luglio 2009 e successive modifiche, al fine di recepire innovazioni normative intervenute negli ultimi anni, realizzare una semplificazione dei documenti informativi e fornire chiarimenti sulla disciplina attuale.
In tale ambito sono altresì aggiornati gli allegati
4A (Prototipo di foglio informativo del conto corrente offerto a consumatori),
4B (Prototipo di foglio informativo del mutuo offerto ai consumatori),
6 (Schema per l’indicazione dell’ISC nell’estratto conto)
6A (Schema per l’indicazione dell’ISC nell’estratto conto dei conti “in convenzione”).
Il provvedimento tiene conto dei commenti ricevuti durante la fase di consultazione pubblica;una tavola di analisi e valutazione delle osservazioni ricevute è pubblicata contestualmente al presente provvedimento.
Per comodità di consultazione delle Disposizioni e dei menzionati allegati si provvede alla ripubblicazione della complessiva disciplina.
L’accluso provvedimento contiene quindi il testo integrale delle disposizioni sulla “Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari. Correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti”.
Per agevolare la lettura delle innovazioni, per un periodo di sei mesi la Banca d’Italia pubblicherà sul proprio sito internet anche una versione, non ufficiale, con l’evidenza delle modifiche apportate.
Il provvedimento sarà pubblicato, come di consueto, sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e sul sito internet www.bancaditalia.it.
Provvedimento del 15 luglio 2015 (pdf, 184 K, 2 pp.)
Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari; correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti (pagina web)
Provvedimento del 15 luglio 2015 pdf 183.7 KB (Modifiche al Provvedimento del 29 luglio 2009 e successive modifiche data-pub16 luglio 2015)
Provvedimento del 29 luglio 2009 e successive modifiche pdf 1.5 MB (Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari; correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti. Testo delle Disposizioni aggiornate al 15 luglio 2015 data-pub16 luglio 2015)
Provvedimento del 29 luglio 2009 (versione non ufficiale con evidenza delle revisioni rispetto al testo del 20 giugno 2012) pdf 1.6 MB data-pub16 luglio 2015
Comunicazione relativa al Provvedimento del 29 luglio 2009 pdf 238.3 KB (Risposte alle domande frequenti data-pub16 luglio 2015)
Poste, esame Bankitalia sulla governance (Il Sole 24 Ore, 16 luglio 2015)
Bank of Italy: how to make a complaint to report misconduct by financial intermediaries (10th July 2015)
Banca d’Italia: come fare un esposto per segnalare scorrettezze da parte degli intermediari finanziari (10 luglio 2015)
Il punto di Banca d’Italia sull’approccio di vigilanza alla funzione organizzazione nelle banche (DirittoBancario.it, 3 luglio 2015)
Banca d’Italia: relazione sull'attività dell'Arbitro Bancario Finanziario - anno 2014 (30 giugno 2015)
Read more about Banca d’Italia: disposizioni sulla trasparenza (17 luglio 2015)
Fonte: sito Banca d’Italia, titolo originale: “Intervento introduttivo di Ignazio Visco al 1° Incontro nazionale con i responsabili di prevenzione della corruzione”
Il rispetto della legalità è un presupposto fondamentale della “sana e prudente gestione dei soggetti vigilati”
Il Governatore Ignazio Visco è intervenuto in apertura del 1° Incontro nazionale con i responsabili di prevenzione della corruzione organizzato dall'Autorità Nazionale Anticorruzione a Roma presso il Centro Convegni della Banca d'Italia.
Nel seguito una sintesi dell’intervento del Governatore.
La lotta alla corruzione, e più in generale, un contesto istituzionale adeguato sono essenziali anche per gli effetti macroeconomici che producono sulle possibilità di sviluppo economico di un paese (oltre che sul benessere collettivo) e quindi sulla stessa stabilità finanziaria.
È anche per questo che la Banca d’Italia è attenta e attivamente impegnata su questi temi.
Banca d’Italia contro la corruzione
Un efficace contrasto a tali attività richiede di agire sulle radici del fenomeno, con un contesto istituzionale efficace e con interventi mirati di prevenzione e repressione.
La Banca d’Italia vi contribuisce, collocandosi soprattutto nell’ambito della prevenzione, in diversi modi: dall’azione condotta dalla Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF), istituita presso il nostro Istituto in piena autonomia operativa e gestionale, agli interventi svolti nell’ambito dell’attività di vigilanza; dall’attività di ricerca e di analisi economica e statistica all’attività di spesa, condotta perseguendo obiettivi di qualità nel pieno rispetto delle regole. In ciascuno di questi ambiti, credo vi siano ampi spazi di collaborazione istituzionale.
L’attività di vigilanza della Banca d'Italia è finalizzata ad assicurare, in primo luogo, la “sana e prudente gestione dei soggetti vigilati”.
Il rispetto della legalità ne è un presupposto fondamentale.
Nell’ambito del sistema nazionale di prevenzione del riciclaggio, sotto l’egida del Comitato di Sicurezza Finanziaria, la Banca d’Italia e la UIF collaborano, in ruoli tra loro complementari, con le altre Autorità nazionali per prevenire e individuare infiltrazioni nell’economia legale dei proventi della criminalità, in particolare attraverso il canale dell’intermediazione finanziaria.
La Vigilanza realizza su banche e intermediari finanziari un’attività di controllo, sia a distanza che ispettiva, volta a verificare il rispetto della normativa antiriciclaggio e la funzionalità e affidabilità delle procedure interne di contrasto del riciclaggio e delle segnalazione delle operazioni sospette alla UIF.
Questo compito rimane in capo all’Autorità nazionale anche dopo l’entrata in vigore del meccanismo di sorveglianza unico europeo.
Responsabile antiriciclaggio e responsabile di prevenzione della corruzione
In questo campo è interessante e utile oggi richiamare l’esperienza dell’istituzione del “responsabile antiriciclaggio”, per le analogie che può avere con la figura del “responsabile di prevenzione della corruzione”.
Nei primi anni le incertezze e le riserve culturali erano molte ed è stata necessaria un’azione decisa non solo sulle strutture ma soprattutto sulle professionalità, sulla formazione e sulla consapevolezza dei funzionari e degli stessi vertici delle banche.
Ora nessuno più dubita del contributo dell’antiriciclaggio nella gestione delle banche non solo per fronteggiare i rischi legali e reputazionali, ma anche per garantire efficienza e stabilità degli stessi istituti.
Sinergie rilevanti tra le attività di contrasto al riciclaggio e quelle di contrasto alla corruzione si sono sviluppate e potranno ancora realizzarsi grazie al Protocollo d’intesa sottoscritto tra l’ANAC e la UIF.
L’accordo prevede che le due Autorità possano scambiarsi informazioni per l’individuazione dei fattori di rischio di corruzione, di inefficacia dei presidi anticorruzione, di indicatori e schemi di anomalia volti ad agevolare la segnalazione di operazioni sospette da parte degli uffici della pubblica amministrazione, ovvero ancora di ipotesi di violazione degli obblighi di collaborazione attiva da parte dei medesimi uffici.
Trasparenza e accessibiltà
L’esperienza mostra come un terreno fertile per la corruzione sia anche da rintracciarsi nella complicazione delle norme, nell’incertezza dell’individuazione a monte delle esigenze pubbliche e nella carenza delle progettazioni tecniche.
È infine indispensabile che a tutti i presidi specifici si accompagni nel Paese la diffusione nella cultura di cittadini e imprese dei valori della legalità e della correttezza.
Agenda dell’evento (pdf)
Intervento del Governatore Ignazio Visco al 1° Incontro nazionale con i responsabili di prevenzione della corruzione (pdf , 66 K, 7 pp.)
Read more about Banca d’Italia: 1° incontro nazionale responsabili anticorruzione (14 luglio 2015)
Posted by admin on Sunday, 12 July 2015
Source: website of the Bank of Italy (Italian version)
Protection of savers. It will be easier to lodge complaints with the Bank of Italy of irregularities or misconduct by banks or other financial intermediaries
The customer who wants to report a problem with a bank or a financial intermediary to the Bank of Italy now can do so, simply and directly, using a new complaint form.
The module helps the client to represent the problem in a concise and complete manner; it automatically identifies the branch of the Bank of Italy to which to send the note, via regular mail, certified mail (PEC) or conventional email signed electronically. You do not need the assistance of lawyers.
Use of the online form allows the Bank of Italy to analyze promptly each report and to request the intermediary to clarify the issue directly with the customer.
For the Bank of Italy complaints are an important source of information for the purpose of supervising the intermediaries.
Complaint form to report misconduct by Italian financial intermediaries (pdf)
Banca d’Italia, “Tutela dei risparmiatori. Più facile presentare un esposto alla Banca d’Italia su scorrettezze o irregolarità da parte degli intermediari” (10 luglio 2015)
Read more about Bank of Italy: how to make a complaint to report misconduct by financial intermediaries (10th July 2015)
Posted by admin on Friday, 10 July 2015
Tutela dei risparmiatori. Più facile presentare un esposto alla Banca d’Italia su scorrettezze o irregolarità da parte degli intermediari
Per la Banca d’Italia gli esposti sono una fonte importante di informazioni per l’esercizio della vigilanza sugli intermediari.
Modulo per esposto contro intermediari finanziari (pdf, 4 pp.)
Read more about Banca d’Italia: come fare un esposto per segnalare scorrettezze da parte degli intermediari finanziari (10 luglio 2015)
Pubblicato il testo dell’intervento del Vice Capo del Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia, Stefano De Polis, sul tema “L’approccio di vigilanza alla funzione organizzazione nelle banche: tra business ed esigenze di governo. L’uscita dall’eclissi parziale” tenuto ieri (2 luglio 2015 ndr) all’Università LUISS Guido Carli di Roma.
L’intervento si è concentrato sui seguenti profili:
il contesto di riferimento: la funzione organizzazione fra evoluzione del mercato e della regolamentazione;
la reazione delle autorità di vigilanza;
il profilo organizzativo nell’approccio di supervisione.
Nel chiudere, il dott. De Polis ha ricordato come “le sfide del nuovo contesto, il ruolo del board nel definire il modello di business, nell’approntare il RAF e nella definizione delle modalità di gestione dei rischi e della coerenza della macro-struttura, richiedono che il presidio delle variabili organizzative e di governo sia gestito in modo coordinato. Il processo in atto va incanalato verso un assetto che individui nella funzione organizzazione una cabina di regia del cambiamento organizzativo in grado di sostenere le esigenze del business di rispondere alle sollecitazioni del mercato e della concorrenza, rendendole nel contempo compatibili con la necessità di assicurare una gestione integrata e un governo unitario dei rischi”.
Stefano De Polis, Vice Capo del Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria Banca d’Italia, “L’approccio di vigilanza alla funzione organizzazione nelle banche: tra business ed esigenze di governo. L’uscita dall’eclissi parziale” (pdf, 104 K, 8 pp.)
Read more about Il punto di Banca d’Italia sull’approccio di vigilanza alla funzione organizzazione nelle banche (DirittoBancario.it, 3 luglio 2015)