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Timestamp: 2020-08-05 14:13:22+00:00
Document Index: 115964046

Matched Legal Cases: ['art. 54', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 47', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 17', 'art. 2', 'sentenza ']

News – Pagina 4 – Un.i.coop.
31 Marzo 2020by UnicoopStaffEventoNews
Coronavirus, Accordo Governo – ABI
Nella notte è stato ufficialmente siglato un accordo tra il Governo, rappresentato dal ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, l’ABI e le parti sociali. Motivo della contrattazione è l’anticipazione, da parte delle banche, della cassa integrazione ai lavoratori. I primi soldi arriveranno entro Pasqua, dunque ben prima dei canonici 2-3 mesi di lavorazione delle pratiche. Azzerati quindi i costi, la burocrazia e l’attesa per i lavoratori, le banche anticiperanno le somme che verranno poi ristorate direttamente da INPS.
La convenzione è stata sottoscritta in accordo dai sindacati, dall’Associazione Bancaria Italiana e il Governo. Essa consentirà agli istituti di credito di anticipare fino a un massimo di 1.400 € per la CIG a zero ore di 9 settimane. Si parla di un assegno proporzionato, nel caso in cui i periodi, invece, siano inferiori o part-time. La durata equiparerà il periodo di copertura previsto dal decreto Cura Italia per i lavoratori delle imprese chiuse per il Coronavirus.
Le banche, come nel decennio della crisi finanziaria partita nel 2008, anticiperanno le somme e verranno poi ristorate direttamente da Inps. Qualora l’importo complessivo della Cig fosse superiore ai 1.400 euro, sarà la stessa banca a integrare la differenza, una volta incassate le risorse extra dall’Istituto di previdenza “entro al massimo 7 mesi”.
In totale 5 miliardi di Euro stanziati per l’operazione che coinvolgerà 10 milioni di lavoratori tra Cassa integrazione ordinaria, in deroga e Fondo di integrazione salariale: compresi negozietti, bar e microimprese anche con un solo dipendente.
MEF – Modulo per la sospensione dei mutui per la prima casa
Scatta la moratoria dei mutui a favore di lavoratori dipendenti in cassa integrazione o lavoratori autonomi e liberi professionisti la cui attività ha subito un calo significativo a causa della crisi o dei provvedimenti adottati dal governo per arginare l’epidemia.
Con un apposito Decreto Ufficiale il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha infatti integrato il regolamento del Fondo di Solidarietà (il cosiddetto fondo Gasparrini) per i mutui per l’acquisto della prima casa. In questo modo, in base a quanto previsto dall’art. 54 del decreto Cura Italia, i titolari di un mutuo contratto per l’acquisto della prima casa che siano nelle situazioni di temporanea difficoltà previste dal regolamento possono beneficiare della sospensione del pagamento delle rate fino a 18 mesi.
Per scaricare il modulo cliccare qui: ModuloSospensioneMutui2020.pdf
30 Marzo 2020by UnicoopStaffEventoNews
CORONAVIRUS: RICHIESTA DI DISPONIBILITA’ RSA/NUCLEI RSA AD ACCOGLIERE PAZIENTI POSITIVI
La Regione invita i titolari di strutture residenziali per persone non autosufficienti, anche anziane, a manifestare la disponibilità ad accogliere pazienti COVID positivi che non necessitano di ricovero in ambiente ospedaliero.
La richiesta di disponibilità è rivolta alle strutture che siano in possesso dei requisiti minimi autorizzativi purché in grado di garantire quelli del livello estensivo all’interno di strutture o di nuclei dedicati.
I nuclei o le strutture essere isolati e dotati di personale dedicato e dovranno rispettare criteri di eleggibilità, requisiti e procedure come regolate nel documento Strutture/nuclei residenziali per l’accoglienza di pazienti non autosufficienti, anche anziani, COVID-19 positivi (scarica), tutto in conformità alle linee guida del Ministero della Salute del 25 marzo 2020.
Inviare, nel più breve tempo possibile, la dichiarazione redatta secondo il modello (allegato B) all’indirizzo dedicato reteterritorio@regione.lazio.legalmail.it.
In considerazione dell’emergenza, l’amministrazione regionale procederà a valutare le istanze considerando prioritariamente le strutture interamente dedicate, secondo l’ordine cronologico di acquisizione e secondo la collocazione geografica.
DPCM 28 MARZO 2020 – Fondo di Solidarietà Comunale 2020
Visto l’art. 1, comma 380, lettera b) della legge 24 dicembre 2012, n. 228, che istituisce, nello stato di previsione del Ministero dell’interno, il Fondo di solidarietà comunale che è alimentato con una quota dell’imposta municipale propria (IMU), di spettanza dei comuni, di cui all’art. 1, commi 738 e seguenti della legge 27 dicembre 2019, n. 160, definita con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e
delle finanze, di concerto con il Ministro dell’interno, previo accordo da sancire presso la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali;
Visto l’art. 1, comma 448, della legge n. 232 del 2016, secondo il quale la dotazione del Fondo di solidarieta’ comunale di cui al comma 380-ter dell’art. 1 della citata legge n. 228 del 2012, al netto dell’eventuale quota dell’imposta municipale propria (IMU) di spettanza dei comuni connessa alla regolazione dei rapporti
finanziari, e’ stabilita in euro 6.213.684.364,87 a decorrere dall’anno 2020, di cui 2.768.800.000 assicurata attraverso una quota dell’IMU, di spettanza dei comuni, eventualmente variata della quota derivante dalla regolazione dei rapporti finanziari connessi con la metodologia di riparto tra i comuni interessati del Fondo stesso;
Visto l’art. 1, comma 850, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, il quale dispone che, a decorrere dall’anno 2020, la dotazione del Fondo di solidarieta’ comunale di cui al comma 448 dell’art. 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, e’ ridotta di 14,171 milioni di euro annui in conseguenza della minore esigenza di ristoro ai comuni delle
minori entrate TASI di cui ai commi da 738 a 783 dell’art. 1 della legge n. 160 del 2019;
Visto l’art. 1, comma 449, lettere da a) a d-ter), della legge n. 232 del 2016, in base al quale che il Fondo di solidarieta’ comunale di cui al comma 448 e’:
a) ripartito, quanto a euro 3.753.279.000 tra i comuni interessati sulla base del gettito effettivo dell’IMU e del tributo per i servizi indivisibili (TASI), relativo all’anno 2015 derivante dall’applicazione dei commi da 10 a 16, e dei commi 53 e 54 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208;
c) destinato, per euro 1.885.643.345,70, eventualmente incrementati della quota di cui alla lettera b) non distribuita e della quota dell’imposta municipale propria di spettanza dei comuni connessa alla regolazione dei rapporti finanziari, ai comuni delle regioni a statuto ordinario, di cui il 40 per cento per l’anno 2017 e
il 45 per cento per gli anni 2018 e 2019, da distribuire tra i predetti comuni sulla base della differenza tra le capacita’ fiscali e i fabbisogni standard approvati dalla Commissione tecnica per i fabbisogni standard entro il 30 settembre dell’anno precedente a quello di riferimento. La quota di cui al periodo precedente è incrementata del 5 per cento annuo dall’anno 2020, sino a raggiungere il valore del 100 per cento a decorrere dall’anno 2030. Ai fini della determinazione della predetta differenza la Commissione tecnica per i fabbisogni standard, di cui alla legge n. 208 del 2015, propone la metodologia per la neutralizzazione della componente rifiuti, anche attraverso l’esclusione della predetta componente dai fabbisogni e dalle capacità fiscali standard. Tale metodologia è recepita nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 451 dell’art. 1 della legge n. 232 del 2016. L’ammontare complessivo della capacità fiscale perequabile dei comuni delle regioni a statuto ordinario è determinata in misura pari al 50 per cento dell’ammontare complessivo della capacità fiscale da perequare sino all’anno 2019. A decorrere dall’anno 2020 la predetta quota è incrementata del 5 per cento annuo, sino a raggiungere il valore del 100 per cento a decorrere dall’anno 2029. La restante quota, sino all’anno 2029, e’, invece, distribuita assicurando a ciascun comune un importo pari all’ammontare algebrico della medesima componente del Fondo di solidarieta’ comunale dell’anno precedente, eventualmente rettificata, variato in misura corrispondente alla variazione della quota di fondo non ripartita secondo i criteri di cui al primo periodo;
d) destinato, per euro 464.091.019,18, eventualmente incrementati della quota di cui alla lettera b) non distribuita e della quota dell’IMU di spettanza dei comuni dovuta alla regolazione dei rapporti finanziari, ai comuni delle regioni Sicilia e Sardegna. Tale importo è ripartito assicurando a ciascun comune una somma pari all’ammontare algebrico del medesimo Fondo di solidarietà comunale dell’anno precedente, eventualmente rettificato, variata in misura corrispondente alla variazione del Fondo di solidarietà comunale complessivo;
d-bis) per gli anni dal 2018 al 2021, ripartito, nel limite massimo di 25 milioni di euro annui, tra i comuni che presentano, successivamente all’attuazione del correttivo di cui al comma 450 dell’art. 1 della legge n. 232 del 2016, una variazione negativa della dotazione del Fondo di solidarietà comunale per effetto dell’applicazione dei criteri perequativi di cui alla lettera c), in misura proporzionale e nel limite massimo della variazione stessa;
d-ter) destinato, nel limite massimo di euro 5.500.000 annui a decorrere dall’anno 2020, ai comuni fino a 5.000 abitanti che, successivamente all’applicazione dei criteri di cui alle lettere da a) a d-bis), presentino un valore negativo del Fondo di solidarietà comunale. Il contributo di cui al periodo precedente e’ attribuito
sino a concorrenza del valore negativo del Fondo di solidarietà comunale, al netto della quota di alimentazione del fondo stesso, e, comunque, nel limite massimo di euro 50.000 per ciascun comune. In caso di insufficienza delle risorse il riparto avviene in misura proporzionale al valore negativo del Fondo di solidarietà comunale considerando come valore massimo ammesso a riparto l’importo negativo di euro 100.000. L’eventuale eccedenza delle risorse è destinata a incremento del correttivo di cui alla lettera d-bis);
Visto che l’art. 1, comma 551, della legge n. 160 del 2019, dispone che, per ciascuno degli anni dal 2020 al 2022, il Fondo di solidarieta’ comunale e’ incrementato di 2 milioni di euro annui e che si provvede con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della medesima legge, a stabilire le misure di attuazione dello stesso comma al fine di ridurre per i comuni montani con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, nei limiti del predetto stanziamento, l’importo che gli stessi hanno l’obbligo di versare per alimentare il Fondo di
solidarieta’ comunale mediante una quota dell’imposta municipale propria;
Visto che, ai sensi dell’art. 1, comma 783, della citata legge n. 160 del 2019, ai fini del riparto del Fondo di solidarieta’ comunale resta fermo quanto previsto dall’art. 1, comma 449, lettera a), della legge 11 dicembre 2016, n. 232, in materia di ristoro ai comuni per il mancato gettito IMU e TASI derivante dall’applicazione dei commi
da 10 a 16, 53 e 54 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e che restano altresi’ fermi gli effetti delle previgenti disposizioni in materia di IMU e TASI sul Fondo di solidarietà comunale;
Visto, altresi’, che i commi 848 e 849, dell’art. 1 della legge n. 160 del 2019 dispongono che la dotazione del Fondo di solidarieta’ comunale di cui al comma 448 dell’art. 1 della legge n. 232 del 2016, tenuto anche conto di quanto disposto dal comma 8 dell’art. 47 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, e’ incrementata di 100 milioni di euro nel 2020, 200 milioni di euro nel 2021, 300 milioni di euro nel 2022, 330 milioni di euro nel 2023 e 560 milioni di euro annui a decorrere dal 2024, destinati a pecifiche esigenze di correzione nel riparto del Fondo di solidarieta’ comunale e che, per l’anno 2020, i comuni beneficiari nonche’ i criteri e le modalita’ di riparto delle risorse sono stabiliti con un apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’interno di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro il 31 gennaio 2020 previa intesa in Conferenza Stato-citta’ ed
Considerata la metodologia di neutralizzazione della componente «raccolta e smaltimento rifiuti» nel calcolo del Fondo di solidarietà comunale 2020 approvata nella seduta del 15 ottobre 2019 dalla Commissione tecnica per i fabbisogni standard;
Visto l’art. 1, comma 450, della legge n. 232 del 2016 il quale stabilisce che: «Con riferimento ai comuni delle regioni a statuto ordinario, nel caso in cui l’applicazione dei criteri di riparto di cui alla lettera c) del comma 449 determini una variazione delle risorse di riferimento, tra un anno e l’altro, superiore a +4 per cento o inferiore a -4 per cento rispetto all’ammontare delle risorse storiche di riferimento, si puo’ applicare un correttivo finalizzato
a limitare le predette variazioni. Le risorse di riferimento sono definite dai gettiti dell’IMU e della TASI, entrambi valutati ad aliquota di base, e dalla dotazione netta del Fondo di solidarieta’ comunale. Per il calcolo delle risorse storiche di riferimento la dotazione netta del Fondo di solidarieta’ comunale e’ calcolata considerando pari a zero la percentuale di applicazione della differenza tra capacita’ fiscali e fabbisogni standard di cui alla
lettera c) del comma 449. Ai fini di cui al primo periodo, nell’ambito del Fondo di solidarieta’ comunale, e’ costituito un accantonamento alimentato dai comuni che registrano un incremento delle risorse complessive rispetto all’anno precedente superiore al 4 per cento. I predetti enti contribuiscono in modo proporzionale
all’accantonamento in misura non superiore all’eccedenza di risorse rispetto alla soglia del 4 per cento e, comunque, nel limite complessivo delle risorse necessarie per ridurre le variazioni negative dei comuni con una perdita superiore al 4 per cento. Il predetto accantonamento e’ ripartito proporzionalmente tra i comuni che registrano una riduzione delle risorse complessive rispetto all’anno precedente superiore al 4 per cento nei limiti delle risorse accantonate.»;
Visto l’art. 1, comma 451, della legge n. 232 del 2016 il quale prevede che con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, previo parere tecnico della Commissione tecnica per i fabbisogni standard istituita ai sensi dell’art. 1, comma 29, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, di concerto con il Ministro dell’interno, previo accordo da sancire in sede di Conferenza Stato-città ed autonomie locali entro il 15 ottobre dell’anno precedente a quello di riferimento e da emanare entro il 31 ottobre dell’anno precedente a quello di riferimento, sono stabiliti i criteri di riparto del Fondo di solidarietà comunale di cui al comma 449. In caso di mancato accordo, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al periodo
precedente è, comunque, emanato entro il 15 novembre dell’anno precedente a quello di riferimento;
Visto l’art. 1, comma 452, della legge n. 232 del 2016 il quale prevede che con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 451, può essere previsto un accantonamento sul Fondo di solidarietà comunale nell’importo massimo di 15 milioni di euro, da destinare per eventuali conguagli a singoli comuni derivanti da rettifiche dei valori utilizzati ai fini del riparto del fondo. Le rettifiche decorrono dall’anno di riferimento del Fondo di solidarietà comunale cui si riferiscono. Gli accantonamenti di cui al primo periodo non utilizzati sono destinati all’incremento dei contributi straordinari di cui all’art. 15, comma 3, del testo unico
di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio, anche mediante il versamento all’entrata del bilancio dello Stato e la successiva riassegnazione al pertinente capitolo dello stato di previsione del Ministero dell’interno;
1. Per l’anno 2020 il Fondo di solidarieta’ comunale e’ composto:
2. Per l’anno 2020 a valere sulla quota di cui al comma 1, lettera a) e’ prededotto il contributo, sino all’importo massimo di euro 64.740.376,50, destinato alle finalita’ di cui all’art. 1, comma 449, lettera b), della legge n. 232 del 2016.
Determinazione della dotazione del Fondo di solidarieta’ comunale per l’anno 2020
1. Il Fondo di solidarieta’ comunale per l’anno 2020, di cui all’art. 1, comma 1, al netto della quota di cui all’art. 7, comma 2 del presente decreto, e’ stabilito nel complessivo importo di euro 6.199.513.364,88. Tale importo e’ integrato di euro 332.031.465,41 derivanti dall’ulteriore quota dell’IMU di spettanza dei comuni dovuta alla regolazione dei rapporti finanziari dei comuni di cui all’art. 8, comma 5, di cui euro 250.000.000 gia’ iscritti in
bilancio sul capitolo 1365 dello stato di previsione del Ministero dell’interno e la restante quota da riassegnare al medesimo capitolo di bilancio, previo versamento all’entrata delle somme recuperate dall’Agenzia delle entrate ai sensi dell’art. 1, comma 129 della legge di stabilita’ 24 dicembre 2012, n. 228.
2. Ai sensi dell’art. 1, comma 380-ter, lettera a), della legge n.228 del 2012, ed ai fini della formazione del Fondo di solidarieta’ comunale, l’Agenzia delle entrate – Struttura di gestione – versa al capitolo 3697 dell’entrata del bilancio dello Stato una quota dell’IMU di spettanza dei comuni delle regioni a statuto ordinario, della Regione siciliana e della Regione Sardegna pari, complessivamente, a euro 2.768.800.000,00 – inclusa la quota
recuperata ai sensi dell’art. 7, comma 2, del presente decreto – determinata per ciascun comune in proporzione alle stime di gettito dell’IMU valide per l’anno 2015, come comunicate dal Ministero dell’economia e delle finanze, Dipartimento delle finanze. Il valore relativo a ciascun comune e’ indicato nell’allegato 1 al presente decreto.
Riparto della quota del Fondo di solidarietà comunale per l’anno 2020 per i comuni delle regioni a statuto ordinario
1. Il riparto della quota del Fondo di solidarieta’ comunale spettante per l’anno 2020 ai comuni delle regioni a statuto ordinario e’ effettuato prendendo come valore di riferimento per ciascun comune il valore del Fondo di solidarieta’ comunale per l’anno 2019, come definito ai sensi dell’art. 1, comma 921, della legge 30 dicembre 2018, n. 145. Il valore di cui al periodo precedente e’ rettificato degli importi derivanti:
2. In applicazione di quanto previsto dall’art. 1, comma 449, della legge n. 232 del 2016, il 50 per cento della quota del Fondo di solidarietà comunale relativa, per l’anno 2020, ai comuni delle regioni a statuto ordinario, come determinata in base al comma 1 del presente articolo, è accantonato e redistribuito ai medesimi comuni
sulla base della differenza tra le capacità fiscali, considerate nella misura del 55 per cento di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 30 ottobre 2018 ed i fabbisogni standard approvati dalla Commissione tecnica per i fabbisogni standard nella seduta del 24 luglio 2019, ed assoggettati alla metodologia di neutralizzazione della componente «raccolta e smaltimento rifiuti» approvata nella seduta della medesima
Commissione del 15 ottobre 2019.
3. Al risultato di cui al comma precedente si applica il correttivo di cui al comma 450 dell’art. 1 della legge n. 232 del 2016.
4. Per l’anno 2020 l’importo risultante dall’applicazione dei comma 2 e 3 è rettificato con l’applicazione del correttivo di cui al comma 449, lettera d-bis) dell’art. 1 della legge n. 232 del 2016.
5. Per i singoli comuni delle regioni a statuto ordinario il valore risultante dalle operazioni di calcolo di cui ai commi da 1 a 4 e’ riportato nell’allegato 2.
6. Per i comuni istituiti a seguito di fusione a decorrere dal 2020 i dati di cui al presente articolo si intendono riferiti ai comuni preesistenti.
Riparto della quota del Fondo di solidarietà comunale per l’anno 2020 per i comuni della Regione siciliana e della Regione Sardegna
1. Il riparto della quota del Fondo di solidarieta’ comunale spettante per l’anno 2020 ai comuni della Regione siciliana e della Regione Sardegna è effettuato prendendo come valore di riferimento per ciascun comune il valore del Fondo di solidarieta’ comunale per l’anno 2019, come definito ai sensi dell’art. 1, comma 921, della legge n. 145 del 2018, rettificato degli importi derivanti:
2. Per i singoli comuni della Regione siciliana e della Regione Sardegna il valore risultante dalle operazioni di calcolo di cui al comma 1 e’ riportato nell’allegato 2.
Riparto della quota del Fondo di solidarietà comunale per l’anno 2020 di cui all’art. 1, comma 1, lettera c) e attribuzione della quota del Fondo di solidarietà comunale di cui all’art. 1, comma 2
1. La quota del Fondo di solidarietà comunale per l’anno 2020 di cui all’art. 1, comma 1, lettera c), pari a 3.753.279.000 euro è ripartita tra i comuni delle regioni a statuto ordinario e tra i comuni della Regione siciliana e della Regione Sardegna secondo gli importi di cui all’allegato 3, colonne 1, 2, 3 e 4.
2. La quota del Fondo di solidarieta’ comunale per l’anno 2020 di cui all’art. 1, comma 2, è attribuita ai comuni beneficiari in base a quanto disposto dall’art. 1, comma 449, lettera b), della legge n. 232 del 2016, secondo gli importi di cui all’allegato 3, colonna 5.
1. A seguito dell’istituzione del comune di Mappano (TO) la quota del Fondo di solidarietà comunale spettante per l’anno 2020 a tale ente locale e’ calcolata rideterminando la quota del Fondo di solidarietà comunale spettante in base agli articoli 3 e 5 ai comuni di Caselle Torinese, Borgaro Torinese, Settimo Torinese e Leini.
2. La rideterminazione di cui al comma 1 e’ effettuata ripartendo tra il comune di Mappano ed i singoli comuni interessati la quota di Fondo per il 90 per cento sulla base dei dati della popolazione residente e per il 10 per cento in base all’estensione territoriale.
1. Per l’anno 2020 è costituito un accantonamento di euro 7.000.000,00 sul Fondo di solidarietà comunale.
2. L’accantonamento di cui al comma 1 è prioritariamente destinato alla compensazione del mancato recupero a carico del comune di Sappada delle somme di cui agli allegati 1 e 2 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 7 marzo 2018.
3. L’accantonamento, al netto delle somme di cui al comma 2, e’ destinato a eventuali conguagli ai singoli comuni derivanti da rettifiche dei valori ai fini del presente decreto. Le assegnazioni sono disposte con uno o più decreti del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali.
4. La quota da imputare ai singoli comuni ai fini dell’accantonamento è calcolata per ciascun comune in modo proporzionale alle risorse di riferimento valide per l’anno 2020, di cui all’art. 3, comma 1 ed all’art. 4, comma 1.
5. Ai sensi dell’art. 1, comma 452, della legge n. 232 del 2016, le rettifiche di cui al comma 3 decorrono dall’anno 2020 e l’accantonamento di cui al comma 1, al netto delle somme di cui al comma 2, non utilizzato e’ destinato all’incremento dei contributi straordinari di cui all’art. 15, comma 3, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
Determinazione della quota del Fondo di solidarietà per l’anno 2020 relativa ai singoli comuni
1. Per i singoli comuni delle regioni a statuto ordinario, della Regione siciliana e della Regione Sardegna, la somma algebrica del valore di cui all’allegato 2, colonna 5 e del valore di cui all’allegato 3, colonna 6, e’ riportata nell’allegato 4, colonna 1.
2. Il contributo di cui alla lett. d-ter) del comma 449 dell’art. 1 della legge n. 232 del 2016 destinato, nel limite massimo di euro 5.500.000 annui ai comuni fino a 5.000 abitanti, e’ ripartito come riportato nell’allegato 4, colonna 2.
3. Gli importi risultanti per i singoli comuni in base ai commi 1 e 2 sono corretti in relazione all’accantonamento di cui all’art. 7, i cui valori per singolo ente sono riportati nell’allegato 4, colonna 3.
4. Il risultato positivo della somma algebrica dei valori di cui all’allegato 4, colonne 1, 2 e 3 determina per i singoli comuni l’importo spettante per l’anno 2020 a titolo di Fondo di solidarieta’ comunale, riportato nell’allegato 4, colonna 4.
5. Il risultato negativo della somma algebrica dei valori di cui all’allegato 4, colonne 1, 2 e 3 determina per i singoli comuni un’ulteriore quota di imposta municipale propria di spettanza dei comuni dovuta per l’anno 2020 a titolo di alimentazione del Fondo di solidarieta’ comunale, il cui importo e’ riportato nell’allegato 4, colonna 5. In tal caso l’Agenzia delle entrate – Struttura di gestione versa ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello
Stato una quota dell’imposta municipale propria di spettanza dei singoli comuni pari al predetto importo.
6. Ove l’Agenzia delle entrate – Struttura di gestione non riesca a procedere, in tutto o in parte, ai recuperi di cui al comma 4, i comuni interessati sono tenuti a versare la somma residua direttamente all’entrata del bilancio dello Stato, dando comunicazione dell’adempimento al Ministero dell’interno. In caso di mancato versamento da parte del comune entro il 31 dicembre 2020 l’Agenzia delle entrate-Struttura di gestione provvede al recupero
negli anni successivi a valere sui versamenti di entrata a qualunque titolo dovuti al comune.
1. Per l’anno 2020 sugli importi a credito o a debito relativi ai singoli comuni risultanti dall’applicazione dell’art. 8, sono applicate le detrazioni conseguenti all’applicazione dell’art. 7, comma 31-sexies, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
1. Per l’anno 2020, il Ministero dell’interno, Direzione Centrale della finanza locale, provvede a erogare a ciascun comune quanto attribuito a titolo di Fondo di solidarieta’ comunale in base all’art. 8, al netto delle detrazioni di cui all’art. 9, in due rate da corrispondere entro i mesi di maggio e ottobre 2020, di cui la prima pari al 66 per cento, comunque nei limiti della disponibilita’ di cassa del capitolo 1365, relativo al Fondo di solidarieta’ comunale, iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’interno.
1. Per l’anno 2020 gli importi dovuti dai singoli comuni, come indicati nell’allegato 1 e nell’allegato 4, colonna 5, o derivanti dall’applicazione dell’art. 9 sono comunicati dal Ministero dell’interno all’Agenzia delle entrate-Struttura di gestione, la quale provvede a trattenere le relative somme dall’imposta municipale propria riscossa tramite il sistema dei versamenti unitari, di cui all’art. 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. La
trattenuta da parte dell’Agenzia delle entrate-Struttura di gestione e’ effettuata in due rate di pari importo a valere sulle somme versate in relazione alle scadenze tributarie del 16 giugno e del 16 dicembre 2020. Gli importi recuperati dall’Agenzia delle entrate-Struttura di gestione sono versati ad appositi capitoli dell’entrata del bilancio dello Stato. Ai predetti importi si applica quanto previsto dall’art. 2 del presente decreto.
27 Marzo 2020by UnicoopStaffEventoNews
Stop fino a 12 mesi ai rimborsi dei prestiti ottenuti dalle imprese grazie a bandi della Regione e sospensione per due mesi (60 giorni) dei termini fissati per i beneficiari dei bandi gestiti dalla Regione per espletare tutti gli adempimenti che sono loro richiesti. Inoltre proroga, sempre di 60 giorni, dei termini per la presentazione delle domande per partecipare a quattro bandi. Sono i contenuti di una delibera approvata, dalla Giunta Regionale del Lazio su proposta dell’assessore allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Ricerca, Start-up e Innovazione Paolo Orneli, di concerto con il vicepresidente della Regione Lazio Daniele Leodori.
Croce Rossa Italiana – Accordo con Ater per consegna farmaci ed alimenti a domicilio
Definiti i dettagli dell’accordo tra la Croce Rossa Italiana e Ater per raggiungere le persone che in questo momento si trovano in maggiore difficoltà.
Il servizio potrà essere utilizzato da:
– over 65, specie quelli non autosufficienti o soli;
– soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria, febbre o in quarantena;
– dusabili o affetti da patologie gravi;
– nuclei familiari di due persone di cui un disabile grave;
– soggetti immunodepressi.
Tutte le persone appartenenti a queste categorie da oggi in poi potranno contattare il call center dedicato al numero 06899199.
Gli operatori acquisiranno le richieste degli utenti che verranno segnalate alla Croce Rossa Italiana, che si attiverà per ritirare i prodotti presso gli esercizi commerciali, le ricette presso lo studio medico o acquisire il numero NRE ed il codice fiscale del destinatario per poi recarsi in farmacia.
Il servizio di consegna, in busta chiusa, è completamente gratuito e prima di procedere all’acquisto, il volontario, riconoscibile dall’uniforme della Croce Rossa Italiana, provvederà al ritiro del denaro necessario alla spesa ed eventualmente il codice fiscale/tessera sanitaria per ottenere lo scontrino parlante e permettere al destinatario di portare in detrazione gli acquisti.
26 Marzo 2020by UnicoopStaffEventoNews
INPS – Circolare 44 del 24 Marzo 2020 Bonus Baby Sitting
Bonus per servizi di assistenza e sorveglianza dei minori di cui agli articoli 23 e 25 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, pubblicato nella G.U. del 17 marzo 2020, n. 70.
In tale prospettiva, si collocano le previsioni degli articoli 23 e 25 del decreto-legge citato, che riguardano il comparto dei lavoratori del settore privato, gli iscritti alla Gestione separata e gli autonomi. Inoltre, le medesime misure di sostegno sono estese al comparto dei lavoratori impiegati nel settore sanitario pubblico e privato accreditato e per il personale addetto alla sicurezza, difesa e soccorso pubblico, attualmente impiegato per le esigenze connesse
2. Ambito soggettivo di applicazione degli articoli 23 e 25 del decreto legge n. 18/2020. Requisiti del soggetto richiedente
Nell’ambito delle speciali norme dettate in materia di riduzione dell’orario di lavoro e di sostegno ai lavoratori per fronteggiare l’emergenza COVID-19, all’articolo 23 del decreto legge, sono disciplinati specifici congedi e indennità che, sotto il profilo dei soggetti, sono destinati ai lavoratori dipendenti del settore privato, ai lavoratori iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, nonché ai lavoratori
– autonomi iscritti all’INPS.
Il bonus di cui al comma 8, sotto forma di bonus per servizi di baby-sitting, è altresì riconosciuto ai lavoratori autonomi non iscritti all’INPS; al comma 9, infatti, l’articolo 23 prevede che tale agevolazione possa essere riconosciuta anche agli iscritti a casse non gestite dall’INPS (quali, ad esempio, le casse professionali), subordinatamente alla comunicazione, da parte delle rispettive casse previdenziali, del numero dei beneficiari. Ad ogni modo, i soggetti interessati potranno utilizzare il modello di domanda predisposto dall’INPS, per effettuare la
richiesta della prestazione, prenotando il relativo budget.
– operatori sociosanitari.
– soccorso pubblico impiegato per le esigenze connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Per quanto concerne la misura del bonus per sevizi di baby-sitting di cui agli articoli 23 e 25 del decreto-legge, con riferimento alla platea dei soggetti lavoratori dipendenti, iscritti alla Gestione separata e per gli autonomi, il bonus spetta nel limite massimo complessivo di 600 euro da utilizzare per le prestazioni effettuate nel periodo.
Per quanto concerne il limite d’età imposto dalla norma, lo stesso verrà considerato alla data del 5 marzo 2020. A partire da tale data, infatti, per effetto di quanto stabilito dal citato D.P.C.M. del 4 marzo 2020, è stata disposta la chiusura e la sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado. Pertanto, potranno beneficiare del bonus per i servizi di baby-sitting i genitori di minori che alla data di
presentazione della domanda abbiano già compiuto i 12 anni, purché tali minori alla data del 5 marzo rientrassero tra quelli agevolabili nel rispetto del limite prescritto. Si ritiene infatti che la ratio della disposizione sia di agevolare il maggior numero di famiglie possibile, con figli entro i 12 anni alla data di chiusura dei servizi scolastici stabilita con il predetto provvedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri.
In via ulteriore, per effetto di quanto stabilito al comma 5 dell’articolo 23 del decreto-legge citato, ai fini dell’accesso al bonus per servizi di baby-sitting, il limite d’età fissato in 12 anni non si applica in riferimento ai figli con disabilità in situazione di gravità accertata ai sensi dell’articolo 4, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale. La disposizione richiamata in seno all’articolo 23 vale per tutti i potenziali richiedenti il bonus nel comparto privato e in quello pubblico (ai sensi dell’articolo 25 del decreto-legge). Al comma 7, dell’articolo 23, è stabilito infine che “le disposizioni del presente articolo trovano applicazione anche nei confronti dei genitori affidatari”. Si precisa, dunque, che le agevolazioni previste dalla norma competono ai genitori naturali, ma sono destinate anche ai soggetti affidatari del minore. Al riguardo, l’ampliamento deve intendersi riferito ai casi di adozione, nazionale e internazionale, per i quali l’ingresso del minore in famiglia sia verificato alla data del 5 marzo 2020, sia ai casi di affidamento preadottivo con sentenza o provvedimento del giudice. La documentazione utile all’Istituto per la verifica dei suddetti dati inerenti agli affidi
dovrà essere allegata al modello di domanda per la prestazione e trasmessa all’INPS a cura del richiedente.
– direttamente con l’utilizzo delle proprie credenziali;
– avvalendosi dei servizi di contact center INPS, che gestiranno, per conto dell’utente (utilizzatore/prestatore), lo svolgimento delle attività di registrazione e/o degli adempimenti di comunicazione della prestazione lavorativa. Anche in tal caso è necessario il possesso delle credenziali personali;
– tramite intermediari di cui alla legge 11 gennaio 1979, n. 12, o enti di patronato di cui alla legge 30 marzo 2001, n. 152, e ss.mm.ii.
Il beneficiario riceve la comunicazione dell’accoglimento del bonus pari all’importo richiesto il giorno 5 aprile; effettua l’appropriazione il 6 aprile; per garantire il tempestivo pagamento del compenso al lavoratore, inserisce entro il giorno 3 maggio le prestazioni lavorative già svolte, per un importo pari alla somma da corrispondere al lavoratore per le giornate di lavoro svolte; il lavoratore riceve il compenso entro il giorno 15 maggio.
L’inserimento delle prestazioni in procedura successivamente alla data del 3 maggio non ne pregiudica il pagamento, che viene solo posticipato al mese successivo (il prestatore riceverà il compenso non il 15 maggio ma il
15 giugno).
Pertanto, limitatamente al presente bonus, il prestatore di lavoro occasionale remunerato con il Libretto Famiglia potrà anche essere lo stesso soggetto con il quale l’utilizzatore abbia già in corso o abbia cessato da meno di sei mesi un rapporto di lavoro subordinato. In tal caso, l’utilizzatore potrà avvalersi del bonus per la remunerazione delle ore aggiuntive svolte dal medesimo lavoratore già assunto con mansioni di lavoro domestico e per l’assistenza e
sorveglianza dei minori.
Con un successivo messaggio saranno pubblicate le istruzioni contabili relative ai pagamenti
delle prestazioni illustrate nella presente circolare.