Source: http://www.imperatoreconsulting.eu/fallimento-e-contratto-di-leasing-finanziario
Timestamp: 2019-04-24 08:52:14+00:00
Document Index: 75325502

Matched Legal Cases: ['art. 1526', 'art. 1323', 'art. 1458', 'art. 74', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 74']

	giurisprudenza di merito , quasi interamente favorevole all’assimilazione del contratto di leasing alla vendita con riserva di proprietà e quindi all’applicazione, in ipotesi di risoluzione, della regola dell’equo compenso prevista dall’art. 1526 c.c., e
	giurisprudenza di legittimità, favorevole invece alla qualificazione del contratto di leasing come contratto atipico di durata avente finalità di finanziamento regolamentato, ai sensi di quanto disposto dall’art. 1323 c.c., solo dalle norme generali in materia di contratto e, conseguentemente, in ipotesi di risoluzione per inadempimento, dall’art. 1458, primo comma, c.c. che prevede per i contratti di durata (ad esecuzione continuata o periodica) la non estendibilità degli effetti della risoluzione alle prestazioni già eseguite.
-	imprenditorialità dei soggetti (concedente, fornitore ed utilizzatore),
-	strumentalità del bene per l’esercizio di impresa,
-	comma 5, l’azione di risoluzione del contratto promossa prima del fallimento nei confronti della parte inadempiente spiega i suoi effetti nei confronti del curatore, fatta salva, nei casi previsti, l’efficacia della trascrizione della domanda.
Preliminarmente è necessario effettuare alcune precisazioni.
In questo caso, con riferimento ai canoni scaduti e rimasti insoluti alla data della dichiarazione di fallimento, trova applicazione la disciplina dell’art. 74 l.f. (norma avente portata generale in materia di contratti ad esecuzione continuata o periodica come è quello di locazione finanziaria) il base al quale:
“Se il curatore subentra in un contratto ad esecuzione continuata o periodica deve integralmente pagare il prezzo anche delle consegne già avvenute o dei servizi erogati”.
ii.	il concedente ha il diritto, ex. art. 67, terzo comma, lettera a), a trattenere le somme incassate secondo i termini d’uso, vale a dire la quota del capitale finanziato ed i connessi interessi (quote interessi) inclusi nei canoni pagati dall’utilizzatore nonchè le altre spese contrattuali.
iii.	il concedente deve, con diligenza, procedere ad una nuova allocazione del bene a valori di mercato;
3.1.2.1 La particolare tutela riservata al capitale finanziato: problematiche
In dottrina è stato messo in rilievo che – tenuto conto della particolare tutela rivolta dalla norma al solo capitale finanziato – i concedenti potrebbero essere tentati a costruire piani finanziari che includano nei primi canoni la sola quota interessi (canoni che prevedibilmente verrebbero pagati prima del fallimento) e posterghino sui canoni temporalmente più lontani la quota capitale; in proposito è stato messo in rilievo che l’utilizzo di questa prassi costituirebbe una inammissibile forzatura che potrebbe essere contrastata attraverso il riferimento alle clausole generali quali la buona fede, la correttezza, l’abuso del diritto. Si ritiene peraltro che l’eventuale adozione da parte dei concedenti della descritta prassi potrebbe essere contrastata anche attraverso la negazione dell’esenzione della revocatoria fallimentare ex. art. 67, comma 3, lettera a) alle somme percepite in corso di contratto, in quanto, in relazione alla loro natura, detti pagamenti potrebbero non essere considerati “effettuati nei termini d’uso” .
3.1.2.4 Il diritto del concedente all’insinuazione nel passivo
In merito al diritto del concedente ad insinuarsi al passivo è evidente che tale diritto sorge in capo allo stesso solo quando l’entità del credito diviene certa e determinata a seguito della nuova allocazione.
Parte della dottrina inoltre rileva che, nella complessiva struttura dell’art. 74-quater, la disciplina contenuta nel comma 4 pone in ulteriore rilievo l’unitarietà della fattispecie locazione finanziaria e quindi il superamento per via normativa della distinzione tipologica (leasing tradizionale o di godimento e leasing traslativo) tracciata dalla Cassazione .