Source: https://altralamezia.org/2015/08/16/gli-insegnanti-calabresi-depositano-mozione-in-consiglio-regionale-contro-la-riforma/
Timestamp: 2018-07-21 23:03:49+00:00
Document Index: 80790253

Matched Legal Cases: ['art. 117', 'art.1', 'art. 1', 'art. 117', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 36', 'art. 1', 'art. 117', 'art. 76', 'art. 3', 'art. 33']

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Gli insegnanti calabresi depositano mozione in Consiglio Regionale contro la riforma
Date: 16/08/2015Author: altralamezia
I l giorno di Ferragosto i docenti calabresi hanno depositato una mozione in Consiglio Regionale perché sia adita la Corte Costituzionale contro la Riforma della Scuola del Governo Renzi.
La mozione va inserita con urgenza, poichè il 13 settembre 2015, scadranno i termini per la proposizione del ricorso della Regione Calabria.
Questa Riforma della scuola lede le competenze regionali ed è un oltraggio alla Costituzione, di cui tradisce numerosi principi. In particolare si individuano violati gli articoli 3 e 33 della costituzione laddove non viene garantito il diritto allo studio e la libertà di insegnamento nel momento in cui tale diritto dipenderà dalle disponibilità economiche degli enti locali, sui quali graverà parte della gestione delle attività scolastiche, e dagli orientamenti dei dirigenti scolastici, che proprio in virtù dei “super poteri” di cui saranno investiti, potrebbero anche essere portati a scavalcare i ruoli e le competenze delle stesse amministrazioni regionali.
Come già avvenuto in altre regioni d’Italia nelle quali docenti e movimenti politici hanno già avviato il livello di discussione su tali procedimenti di ricorso, si chiede in buona sostanza che anche in Calabria si avvii in tempi brevi un dialogo fra istituzioni e parti sociali. Pertanto una delegazione di promotori dell’iniziativa prenderà parte alla seduta del Consiglio Regionale del 31 agosto per sostenere la mozione e vigilare sull’operato dell’organo collegiale.
Ecco la mozione Presentata in aula in data 31/08/2015
Incostituzionalità della legge statale n°107 recante: “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”
• il secondo comma dell’articolo 127 della Costituzione stabilisce che «La Regione, quando ritenga che una legge o un atto avente valore di legge dello Stato o di un’altra Regione leda la sua sfera di competenza, può promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla pubblicazione della legge o dell’atto avente valore di legge.»;
• L’art. 117 della Costituzione recita : “La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali”, i conflitti della legge 107 in materia d’istruzione, che è materia concorrente, con la Costituzione coinvolgono de facto anche la Regione: in particolare,
• in relazione all’art.1 comma 33 si ravvisa una violazione degli artt. 3, 4 e 34 della Carta Costituzionale nella parte in cui in relazione all’alternanza scuola – lavoro, si fa esplicito riferimento all’obbligo e non alla mera possibilità di svolgere delle esperienze lavorative; in tal senso è da ritenersi che venga leso il diritto al solo studio, da intendersi come formazione culturale generale e non come formazione tesa a soddisfare le esigenze del mercato del lavoro;
• Per effetto dell’art. 1, comma 108 della l. 107, che dice: “Per l’anno scolastico 2016/2017 è avviato un piano straordinario di mobilità territoriale e professionale su tutti i posti vacanti dell’organico dell’autonomia, rivolto ai docenti assunti a tempo indeterminato entro l’anno scolastico 2014/2015. Tale personale partecipa, a domanda, alla mobilità per tutti gli ambiti territoriali a livello nazionale, in deroga al vincolo triennale di permanenza nella provincia, di cui all’articolo 399, comma 3, del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, per tutti i posti vacanti e disponibili inclusi quelli assegnati in via provvisoria nell’anno scolastico 2015/2016”, si prevede un esodo di massa dei docenti calabresi verso altre regioni d’Italia del tutto ingiustificato, se si pensa che gli stessi docenti destinatari di tale provvedimento hanno lavorato ad oggi per almeno 36 mesi nelle province di appartenenza su posti scoperti, quasi tutti attualmente disponibili. Ciò comporta un impoverimento della Regione in ordine alle sue risorse economiche, finanziarie (gettito fiscale), umane e culturali, visto che i docenti rientrano nel capitale umano più qualificato del territorio, quindi ne costituiscono un fondamentale potenziale di crescita e sviluppo. In ciò la legge lede le competenze regionali in materia di “coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali”, di cui all’art. 117 della Costituzione.
• Inoltre l’esodo in massa dei docenti previsto per effetto dalla legge 107, art. 1, comma 108 confligge con alcuni dei principi fondamentali dello Statuto Regionale:” il sostegno della famiglia” e “il riconoscimento dei diritti delle fasce deboli della popolazione al superamento delle cause che determinano disuguaglianza e disagio”, art. 3 della Carta Costituzionale. Infatti numerosi sono i casi di famiglie calabresi con portatori di handicap in cui entrambi i coniugi sono interessati dal piano di assunzioni previsto dalla legge 107, che rischiano, senza alcun riguardo alla loro situazione, di essere destinati a province italiane diverse senza poter accettare per mancanza di sostegno economico e sociale, tenendo anche conto che la retribuzione dei docenti, non è adeguata all’ISTAT dal 2009, e ciò infrange anche il dettato costituzionale dell’art. 36.
• In merito all’alternanza scuola-lavoro, la legge 107 che ne dispone l’obbligatorietà, nei commi 38 e segg. dell’ art. 1, lede la competenza regionale in merito alla formazione professionale laddove il dettato normativo statale non tiene conto dell’effettiva disponibilità sul territorio di enti che possano sostenerne l’attuazione e quindi pone la Regione in obbligo di ottemperare ad una funzione di mediazione tra scuola e territorio con un preciso vincolo orario (200 ore per i licei e 400 per gli istituti tecnici) e di curricolo a prescindere dal livello di fattibilità locale, dalla disponibilità di enti o aziende nelle prossimità delle sedi scolastiche interessate e dunque in modo non rispettoso dell’autonomia prevista dall’art. 117 della Costituzione e del principio di pari opportunità con particolare riguardo ai B.E.S. (Bisogni Educativi Speciali);
• Relativamente al comma 181, lettera e) punto 4) l’ambiguità del dettato normativo che recita “l’istituzione di una quota capitaria per il raggiungimento dei livelli essenziali, prevedendo il co-finanziamento dei costi di gestione, da parte dello Stato con trasferimenti diretti o con la gestione diretta delle scuole dell’infanzia e da parte delle regioni e degli enti locali al netto delle entrate da compartecipazione delle famiglie utenti del servizio” non definisce il criterio e i principi ispiratori della delega, come previsto dall’art. 76 della Costituzione (“L’esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti”). Infatti il comma 181, lettera e) punto 4) lascia aperta al legislatore la possibilità di far gravare il servizio essenziale delle scuole dell’infanzia direttamente sulle casse degli enti locali e delle Regioni con partecipazione delle famiglie utenti del servizio, per cui si potrebbe configurare una differenziazione e discriminazione fra le diverse realtà territoriali, di fatto venendo meno ai dettami costituzionali dell’art. 3 (“È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana” principio delle pari opportunità) e dell’art. 33 della Costituzione (“La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi”).
Movimento Docenti Autoconvocati – Cosenza
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