Source: https://www.csvbari.com/ulteriori-misure-fiscali-in-favore-degli-ets/
Timestamp: 2020-06-02 05:42:59+00:00
Document Index: 132942101

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 18', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 120', 'art. 120', 'art. 125', 'art. 125', 'art. 126']

Ulteriori misure fiscali in favore degli ETS - Centro di Servizio al Volontariato San Nicola
In data 8 aprile 2020 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (Serie generale n. 94) il Decreto Liquidità (D.L. n. 23/2020) così rubricato “Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali”.
All’art. 18, comma 5, del citato Decreto Legge, il legislatore ha previsto un’agevolazione fiscale, ossia la sospensione dei versamenti di ritenute fiscali, trattenute, contributi e premi, per gli enti non commerciali (compresi Enti del Terzo Settore ed enti religiosi civilmente riconosciuti) che svolgono attività istituzionale di interesse generale (art. 5 d.lgs 117/2017, Codice del Terzo Settore) non in regime di impresa, per i mesi di aprile e maggio 2020. Il pagamento delle suddette ritenute e trattenute verrà fatto alla scadenza del 30 giugno 2020 in un’unica soluzione, oppure in 5 rate di pari importo a decorrere dal mese di giugno 2020, senza applicazione di sanzioni e interessi.
Di conseguenza, un ente associativo che non esercita attività avente natura commerciale e che svolge come attività istituzionale una o più attività di interesse generale ex art. 5 d.lgs 117/2017 potrà fruire della sospensione dei termini ordinari con riferimento ai mesi di aprile e maggio (16/04/2020 per le ritenute di competenza marzo, e 18/05/2020, poiché il 16 cade di sabato, per le ritenute di competenza aprile). La sospensione riguarderà esclusivamente le ritenute operate sulle retribuzioni corrisposte ai lavoratori dipendenti e assimilati (le collaborazioni coordinate e continuative – co.co.co), i contributi previdenziali e assistenziali, ed i premi per l’assicurazione obbligatoria.
In merito, l’Agenzia delle Entrate, con circolare n. 9/E pubblicata in data 13/04/2020, ha chiarito una serie di dubbi relativi alla disposizione, tra cui di rilevante importante è il seguente quesito posto, e la successiva risposta dell’Amministrazione Finanziaria.
Verifica delle condizioni per la sospensione per enti non commerciali che svolgono anche attività commerciale.
Nel caso in cui un ente non commerciale svolga anche attività commerciale, quale criterio può essere utilizzato per la verifica della sospensione dei versamenti relativi alla parte commerciale ai fini della applicazione della sospensione di cui all’articolo 18?
Le disposizioni previste dal comma 5 dell’articolo 18 prevedono la sospensione dei versamenti ivi previsti per gli enti non commerciali e, come si può evincere dalla relazione illustrativa, ciò indipendentemente dalla sussistenza o meno delle condizioni previste dai commi 1 e 3 del medesimo articolo (ndr vedere indicazioni successive sul contenuto dei commi 1 e 3 dell’art. 18) . La sospensione è inoltre subordinata alla condizione che i medesimi enti non svolgano un’attività commerciale.
Il D.L. 34 del 19 maggio 2020 (c.d. “Decreto Rilancio”) pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 maggio 2020, ha da ultimo introdotto ulteriori misure fiscali anche in favore degli Enti del Terzo settore.
– Credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo (art. 28)
IL DL Rilancio ha previsto all’art. 28 un credito d’imposta pari al 60% del canone di locazione dei mesi di marzo, aprile e maggio 2020 per gli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti. L’immobile oggetto del contratto di locazione deve essere un immobile ad uso non abitativo destinato allo svolgimento dell’attività istituzionale.
Il credito d’imposta può essere utilizzato in F24 o ceduto al locatore come sconto sul canone di locazione.
– Credito d’imposta adeguamento ambienti di lavoro (art. 120)
Per gli investimenti legati alla necessità di adeguare gli ambienti di lavoro in vista della riapertura in sicurezza nella Fase 2, all’art. 120 è stato previsto un credito di imposta pari al 60% delle spese sostenute nell’anno 2020 dalle associazioni, fondazioni e altri enti privati, compresi gli enti del Terzo settore sino ad un importo massimo pari a 80.000,00 euro.
Il credito d’imposta può essere utilizzato esclusivamente in F24 nell’anno 2021.
– Credito d’imposta sanificazione e DPI (art. 125)
All’art. 125 è stata previsto che per le spese sostenute per la sanificazione degli ambienti di lavoro e degli strumenti utilizzati nonché quelle sostenute per l’acquisto di DPI (dispositivi di protezione individuale) e altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti, associazioni, fondazioni e altri enti privati, compresi gli enti del Terzo settore hanno diritto a un credito di imposta pari al 60% delle spese sostenute nel 2020. Il credito d’imposta spetta, fino a un massimo di 60.000,00 euro agli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti.
Il credito di imposta potrà essere utilizzato o nella dichiarazione dei redditi del periodo d’imposta 2020 o in compensazione in F24.
– Sospensione dei termini degli adempimenti e dei versamenti fiscali e contributivi (art. 126 e 127 DL Rilancio)
Il D.L. 34/2020 (c.d. “Decreto Rilancio”) è anche intervenuto prorogando a settembre la ripresa dei versamenti e degli adempimenti, sospesi precedentemente dal D.L. n. 18/2020 (c.d. “Decreto Cura Italia”), e dal D.L. n. 23/2020 (c.d. “Decreto Liquidità”).
In particolare, gli artt. 126 e 127, hanno previsto che i versamenti sospesi per i mesi di aprile e maggio 2020, debbano essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2020 o mediante rateizzazione, fino a un massimo di 4 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 settembre 2020.
Tali versamenti riguardano:
l’IVA, le ritenute alla fonte, le trattenute relative all’addizionale regionale e comunale nonché i contributi previdenziali ed assistenziali e i premi di assicurazione obbligatoria dovuti dagli Enti non commerciali con p.iva, relativamente alla sfera commerciale, che hanno subito un calo di fatturato/corrispettivi di almeno il 33%, in presenza di ricavi/compensi 2019 non superiori ad euro 50 milioni (o il 50% in presenza di ricavi/compensi 2019 superiori ad euro 50 milioni);
le ritenute alla fonte, le trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, nonché i contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi di assicurazione obbligatoria, dovuti dagli ENC senza p.iva (compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti).
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