Source: https://francescocolaci.wordpress.com/2013/06/
Timestamp: 2020-04-04 19:07:02+00:00
Document Index: 146560603

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 38', 'art.  4', 'art.  5', 'art.  16', 'art. 21', 'art.  5', 'art. 21', 'art. 5', 'art.\n38', 'art.\n13', 'art.   5', 'art.   38', 'art.  21', 'art.  128', 'art.  1', 'art. 21', 'art. 4', 'art.\n5', 'art.  38', 'art. 21', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 38', 'art. 16', 'art. 2', 'art. 71', 'art. 31', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 140', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 140', 'art. 1455', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 44', 'sentenza ', 'art. 380', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

giugno | 2013 | Francesco Colaci's BLOG
INPS: COMUNICATO CONTRIBUTO SERVIZI INFANZIA
Si evidenzia il testo del Comunicato dell’Inps del 25 giugno 2013 in merito al Contributo per i servizi per l’infanzia
Dalle ore 11,00 del giorno 1° luglio 2013 fino al giorno 10 luglio 2013 sarà possibile, per le madri lavoratrici, presentare la domanda di accesso al contributo economico per il servizio di baby-sitting oppure per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati.
DECRETO MINISTERIALE ISEE
Si riporta il testo del decreto del Ministero del Lavoro 8 marzo 2013 contenente la definizione delle modalita’ di rafforzamento del sistema dei controlli dell’ISEE. ,pubbòlicato sulla GU Serie Generale n.149 del 27-6-2013
Visto in particolare l'art. 21 della legge 8 novembre 2000, n.  328
che stabilisce che lo Stato, le  regioni,  le  province  e  i  comuni
istituiscono  un  sistema  informativo  dei   servizi   sociali   per
assicurare una compiuta conoscenza dei bisogni sociali,  del  sistema
integrato degli interventi e dei servizi  sociali  e  poter  disporre
tempestivamente   di   dati   ed    informazioni    necessari    alla
programmazione, alla gestione  e  alla  valutazione  delle  politiche
Visto il decreto legislativo 30 giugno  2003,  n.  196  recante  il
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109,  che  individua
criteri unificati di valutazione della situazione economica di coloro
che richiedono prestazioni o  servizi  sociali  o  assistenziali  non
destinati alla generalita' dei soggetti o  comunque  collegati  nella
misura o nel costo a determinate situazioni economiche;
Visto l'art. 38, comma 1, del decreto legge 31 maggio 2010, n.  78,
convertito dalla  legge  30  luglio  2010,  n.  122,  che  stabilisce
l'obbligo per gli enti che  erogano  prestazioni  sociali  agevolate,
comprese quelle erogate nell'ambito  delle  prestazioni  del  diritto
allo  studio  universitario,  a  seguito   di   presentazione   della
dichiarazione  sostitutiva  unica  di  cui  all'art.  4  del  decreto
legislativo 31 marzo 1998,  n.  109,  di  comunicazione  all'Istituto
nazionale della previdenza sociale, nel rispetto  delle  disposizioni
del codice in materia di protezione dei dati  personali,  di  cui  al
decreto legislativo 30 giugno 2003, n.  196,  e  nei  termini  e  con
modalita' telematiche previste dall'Istituto medesimo sulla  base  di
direttive del Ministero del lavoro e  delle  politiche  sociali,  dei
dati dei soggetti che hanno beneficiato delle prestazioni agevolate;
Visto  l'art.  5  del  decreto  legge  6  dicembre  2011,  n.  201,
che  stabilisce,  tra  l'altro,  che  le  modalita'  con  cui   viene
rafforzato il sistema dei controlli dell'ISEE sono  disciplinate  con
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, prevedendo la
costituzione di una banca dati delle prestazioni  sociali  agevolate,
condizionate all'ISEE, attraverso  l'invio  telematico  all'INPS,  da
parte degli enti  erogatori,  nel  rispetto  delle  disposizioni  del
codice  in  materia  di  protezione   dei   dati   personali,   delle
informazioni sui beneficiari e sulle prestazioni concesse;
Visto  l'art.  16  del  decreto  legge  9  febbraio  2012,  n.   5,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, che:
al comma 1 stabilisce che «al fine di semplificare e razionalizzare
lo  scambio  di  dati  volto  a  migliorare   il   monitoraggio,   la
programmazione e  la  gestione  delle  politiche  sociali,  gli  enti
erogatori di  interventi  e  servizi  sociali  inviano  unitariamente
all'INPS  le  informazioni  sui  beneficiari  e   sulle   prestazioni
concesse, raccordando i flussi informativi di cui all'art. 21,  della
legge  8  novembre  2000,  n.  328,  agli  articoli  13  e   38   del
dalla  legge  30  luglio  2010,  n.  122,  nonche'  all'art.  5,  del
dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.  Lo  scambio  di  dati  avviene
telematicamente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica
e nel rispetto delle disposizioni del codice in materia di protezione
196, secondo modalita' definite con provvedimento del  Ministero  del
al comma 2 stabilisce, tra l'altro, che le informazioni di  cui  al
comma  1  «sono  trasmesse  in  forma  individuale,  ma  anonima,  al
Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche  sociali,  nonche',   con
riferimento al proprio ambito territoriale di azione, alle regioni  e
province autonome, ai comuni e agli altri enti pubblici  responsabili
della  programmazione  di  prestazioni  e  di   servizi   sociali   e
socio-sanitari, ai fini dell'alimentazione  del  Sistema  informativo
dei servizi sociali, di cui all'art. 21, della legge 8 novembre 2000,
n. 328»;
Ritenuto di disciplinare con il  presente  decreto  la  definizione
delle modalita' con cui viene rafforzato  il  sistema  dei  controlli
dell'ISEE, limitatamente alla costituzione di una  banca  dati  delle
prestazioni sociali agevolate, condizionate all'ISEE, di cui al terzo
periodo dell'art. 5 del  decreto  legge  6  dicembre  2011,  n.  201,
Ritenuto altresi', di fornire con il presente decreto le  direttive
del Ministero del lavoro e delle politiche sociali  di  cui  all'art.
38, comma 1, del decreto legge 31  maggio  2010,  n.  78,  convertito
Ritenuto di raccordare, nelle more  della  definizione  dei  flussi
informativi relativi al Casellario dell'assistenza, di  cui  all'art.
13 del citato decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, i flussi  relativi
alle  prestazioni  sociali  agevolate  di   cui   all'art.   5,   del
decreto-legge  6  dicembre  2011,  n.  201,   e   all'art.   38   del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, anche ai fini dell'alimentazione
del sistema informativo dei servizi  sociali,  di  cui  all'art.  21,
Sentita l'Autorita' Garante per la protezione dei dati personali;
a) «Prestazioni sociali»: si intendono, ai sensi  dell'art.  128,
del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, nonche'  dell'art.  1,
comma 2, della legge 8 novembre 2000,  n.  328,  tutte  le  attivita'
pagamento, o  di  prestazioni  economiche  destinate  a  rimuovere  e
superare le situazioni di bisogno e di  difficolta'  che  la  persona
umana incontra nel corso della  sua  vita,  escluse  soltanto  quelle
assicurate dal sistema previdenziale e da quello  sanitario,  nonche'
b)  «Prestazioni  sociali  agevolate»:  prestazioni  sociali  non
destinate alla generalita' dei soggetti o  comunque  collegate  nella
misura  o  nel  costo  a  determinate  situazioni  economiche,  fermo
restando il diritto ad usufruire  delle  prestazioni  e  dei  servizi
assicurati a tutti dalla  Costituzione  e  dalle  altre  disposizioni
c) «Ente erogatore»: ente titolare dell'erogazione di prestazioni
sociali agevolate;
d) «SISS»:  sistema  informativo  dei  servizi  sociali,  di  cui
all'art. 21, della legge 8 novembre 2000, n. 328;
h) «DSU»: dichiarazione sostitutiva unica, di cui all'art. 4, del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109.
1. La banca dati delle prestazioni sociali agevolate  e'  istituita
presso l'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS)  al  fine
di rafforzare il sistema dei controlli dell'ISEE, ai sensi  dell'art.
5 del  decreto  legge  6  dicembre  2011,  n.  201,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. La banca dati e'
alimentata dalle informazioni sulle  prestazioni  sociali  agevolate,
condizionate all'ISEE, e sui soggetti che ne hanno  beneficiato,  che
devono essere comunicate all'INPS anche ai  sensi  dell'art.  38  del
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. Tali informazioni,  limitatamente
alle   prestazioni   sociali   agevolate,   condizionate    all'ISEE,
contribuiscono ad assicurare  una  compiuta  conoscenza  dei  bisogni
sociali e del  sistema  integrato  degli  interventi  e  dei  servizi
sociali e costituiscono, ai sensi dell'art. 21, comma 1, della  legge
8 novembre 2000, n. 328, parte della base conoscitiva del SISS.
2.  Le  informazioni  che  costituiscono  la   banca   dati   delle
prestazioni sociali agevolate sono le seguenti:
a) dati identificativi dell'ente erogatore e del beneficiario;
c)  informazioni  relative  alle  caratteristiche  e  al   valore
economico delle prestazioni sociali agevolate.
Le informazioni sono raccolte secondo  le  modalita'  di  cui  alla
Tabella 2, che forma parte integrante del presente decreto.  L'elenco
delle prestazioni sociali agevolate,  di  cui  alla  lettera  b),  e'
riportato nella Tabella  1,  che  costituisce  parte  integrante  del
3. Gli enti locali e  ogni  altro  ente  erogatore  di  prestazioni
sociali  agevolate  mettono  a  disposizione  della  banca  dati   le
informazioni, di cui al comma 2, di propria competenza. Ai fini della
trasmissione delle informazioni, gli enti  locali  possono  avvalersi
del  sistema  pubblico  di  connettivita'   attraverso   servizi   di
4. Per le prestazioni che non siano riconducibili all'elenco di cui
alla Tabella 1, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche
sentito  il  Garante  per  la  protezione  dei  dati  personali,   su
segnalazione  degli  enti  erogatori,  si  provvedera'  ad   ampliare
l'elenco stesso e a rendere disponibile la sua versione aggiornata.
5.  Le  modalita'  attuative   e   le   specifiche   tecniche   per
l'acquisizione, la trasmissione e lo scambio delle informazioni e dei
dati di cui al comma 2, sentito il Garante per la protezione dei dati
personali, sono definite  dall'INPS  con  decreto  direttoriale,  nel
Art. 3 Integrazioni al sistema informativo ISEE 1. Nel caso in cui sia stato accertato in via definitiva un maggior reddito, sulla base dello scambio di informazioni tra l'Agenzia delle entrate e l'INPS ai sensi dell'art. 38, comma 2, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, ovvero sia stata rilevata una discordanza tra il reddito dichiarato ai fini fiscali o altre componenti dell'ISEE, anche di natura patrimoniale, note all'anagrafe tributaria e quanto indicato nella DSU, ai sensi del comma 3 del medesimo art. 38 del decreto-legge n. 78/2010, le informazioni contenute nel Sistema informativo ISEE sono arricchite dell'informazione sull'eventuale maggior reddito accertato in via definitiva, ovvero delle informazioni sulle eventuali discordanze tra componenti dell'ISEE note all'anagrafe tributaria e quanto indicato nella DSU, nonche' del nuovo valore ISEE calcolato sulla base del maggior reddito rilevato come esito della verifica, specificando se si tratti di maggior reddito accertato in via definitiva ovvero di discordanze con quanto presente negli archivi dell'anagrafe tributaria.  Art. 4 Utilizzo della banca dati sulle prestazioni sociali agevolate 1. Le informazioni della banca dati, di cui all'art. 2, sono raccolte e utilizzate al fine di rafforzare i controlli connessi all'erogazione di prestazioni sociali agevolate condizionate all'ISEE, all'irrogazione di sanzioni per la fruizione illegittima delle medesime prestazioni, nonche' per le attivita' di programmazione, monitoraggio e valutazione in materia di politiche sociali, secondo le modalita' di cui ai commi successivi. 2. Alle informazioni della banca dati delle prestazioni sociali agevolate accedono, per finalita' di controllo, l'INPS, l'Agenzia delle entrate e la Guardia di finanza e a tale fine i medesimi enti possono accedere alle informazioni sulle condizioni economiche del nucleo familiare contenute nel Sistema informativo dell'ISEE, gestito dall'INPS ai sensi del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109. In particolare, le informazioni della banca dati sono utilizzate dall'INPS al fine del rafforzamento del sistema dei controlli dell'ISEE, mediante la costituzione, sulla base di indici di priorita' basati, tra l'altro, sul valore economico e la tipologia della prestazione, individuati con provvedimento del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, di liste selettive di beneficiari da inviare alla Guardia di Finanza per controlli di natura sostanziale. 3. Nei casi di cui all'art. 3, comma 1, il valore dell'ISEE ricalcolato e' comunicato dall'INPS all'ente erogatore al fine di verificare l'eventualita' che in base al nuovo ISEE il beneficiario non avrebbe potuto fruire o avrebbe fruito in misura inferiore delle prestazioni sociali agevolate. In caso di esito positivo della verifica, l'INPS rende disponibili all'ente le informazioni relative alle motivazioni alla base del nuovo calcolo dell'ISEE ai fini dell'immediata irrogazione della sanzione, di cui all'art. 38, comma 3, del decreto-legge n. 78/2010, in caso di maggior reddito accertato in via definitiva, ovvero ai fini della richiesta al soggetto interessato dei chiarimenti in ordine ai motivi della rilevata discordanza. 4. Ai sensi dell'art. 16, comma 2, del decreto legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito con modificazioni dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, l'INPS rende disponibili per l'alimentazione del SISS, anche attraverso servizi di cooperazione applicativa, le informazioni contenute nella banca dati delle prestazioni sociali agevolate, integrate con il valore sintetico dell'ISEE, dell'ISR e dell'ISP, nonche' con le informazioni sul numero dei componenti del nucleo familiare e relativa classe d'eta', in forma individuale ma prive di ogni riferimento che ne permetta il collegamento con gli interessati e comunque secondo modalita' che rendono questi ultimi non identificabili, ai seguenti soggetti: a) Ministero del lavoro e delle politiche sociali, ai fini di monitoraggio della spesa sociale e valutazione dell'efficienza e dell'efficacia degli interventi, nonche' per elaborazioni a fini statistici, di ricerca e di studio; b) Regioni e Province Autonome, Comuni e altri enti pubblici responsabili della programmazione di prestazioni e di servizi sociali e socio-sanitari, con riferimento al proprio ambito territoriale di azione, per fini di programmazione delle prestazioni sociali agevolate, oltre alle finalita' di cui alla lettera a). 5. Per i medesimi fini di cui al comma 4, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e alle Regioni e Provincie autonome e' altresi' fornito un campione contenente, oltre alle informazioni di cui al comma 4, le informazioni analitiche contenute nella DSU, in forma individuale ma anonima, rappresentativo della popolazione inclusa nelle DSU del proprio ambito territoriale, privo di ogni riferimento che ne permetta il collegamento con gli interessati e comunque secondo modalita' che rendono questi ultimi non identificabili sulla base di apposita valutazione del rischio di identificazione. 6. L'INPS fornisce al Ministero dell'economia e delle finanze, Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, secondo le indicazioni del medesimo ministero, rappresentazioni in forma aggregata dei dati ai fini del monitoraggio della spesa sociale nonche' per elaborazioni a fini statistici, di ricerca e di studio. 7. L'INPS, anche attraverso servizi di cooperazione applicativa, rende accessibili ai Comuni, limitatamente alle prestazioni erogate dal medesimo ente, le informazioni, corredate di codice fiscale, contenute nella banca dati di cui all'art. 2, al fine di migliorare e rendere piu' efficiente ed efficace la gestione delle risorse.  Art. 5 Trattamento e sicurezza dei dati 1. Gli enti locali, anche in forma associata, e, nei casi previsti dalla legge, per il tramite delle Regioni e Province Autonome, gli altri enti erogatori e l'INPS eseguono la raccolta, l'elaborazione e lo scambio dei dati e delle informazioni della banca dati, nel rispetto del principio di pertinenza e non eccedenza, con riferimento al proprio ambito territoriale di azione, attivando le procedure di integrazione delle informazioni provenienti da diverse fonti amministrative. 2. L'utilizzo dei dati e delle informazioni avviene nel rispetto dei principi vigenti in materia di trattamento dei dati, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, nel rispetto delle regole tecniche e di sicurezza di cui all'art. 71, comma 1-bis, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e nell'ambito della cornice tecnico-normativa del Sistema pubblico di connettivita' di cui agli articoli 72 e seguenti del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. 3. L'INPS garantisce la gestione tecnica ed informatica della banca dati, ed e', a tale fine, titolare del trattamento dei dati, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. 4. L'ente erogatore e' titolare del trattamento dei dati relativi agli utenti delle prestazioni da esso erogate, trasmessi all'INPS ai fini della costituzione dalla banca dati. 5. Al fine dell'applicazione delle disposizioni sulle misure di sicurezza, ai sensi dell'art. 31 e seguenti del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, l'INPS, sentiti il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e il Garante per la protezione dei dati personali, approva con decreto direttoriale il disciplinare tecnico contenente le misure di sicurezza, atte a ridurre al minimo i rischi di distruzione o perdita anche accidentali dei dati stessi, di accesso non autorizzato o di trattamento non consentito o non conforme alle finalita' della raccolta. In particolare, il disciplinare specifica le regole tecniche in conformita' alle quali le procedure di sicurezza relative al software e ai servizi telematici garantiscono la riservatezza dei dati trattati nell'ambito della banca dati.
1. L'INPS e le  amministrazioni  pubbliche  interessate  provvedono
all'attuazione  del  presente  decreto  con  le   risorse   umane   e
SENTENZA CASSAZIONE RELATIVA LICENZIAMENTO GIUSTA CAUSA
Con la sottoriportata sentenza n.26 giugno 2013, n. 16095 ha escluso la legittimita’ dell’estinzione del rapporto di lavoro e disconosciuto il licenxziamento per per giusta causa ,cheb il datore di lavoro aveva individuato nell’asserito all’abbandono del posto di lavoro
Con sentenza del 17 febbraio 2010 la Corte d’appello di Napoli, in riforma della sentenza del Tribunale di Napoli del 6 ottobre 2008, ha annullato il licenziamento intimato dall’Istituto di vigilanza privata “N.L.” s.r.l. a B. S. in data 27 aprile 2006 ed ha condannato detta società a reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro, ed al risarcimento del danno commisurato alle retribuzioni di fatto in misura pari alle mensilità di retribuzione di fatto maturate e non riscosse dal recesso alla reintegra. La Corte territoriale ha motivato tale pronuncia giudicando sproporzionata la sanzione disciplinare espulsiva motivata con l’abbandono del posto di lavoro, essendo risultato provato che il B. ha lasciato il servizio mezz’ora prima del termine del suo turno di servizio solo dopo essersi accertato dell’arrivo del suo collega del turno successivo.
L’Istituto di Vigilanza Privata “N.L.” s.r.l. propone ricorso per cassazione avverso tale sentenza affidato ad un unico motivo.
Con l’unico motivo si lamenta violazione delle regole di ermeneutica contrattuale e conseguente violazione ovvero falsa applicazione dell’art. 140 CCNL vigilanza privata, istituti, consorzi e cooperative del 2 maggio 2006, in relazione all’art. 360, n. 3 cod. proc. civ.; vizio di motivazione su un punto decisivo della controversia in relazione all’art. 360, n. 5 cod. proc. civ. In particolare si deduce che l’art. 140 CCNL prevede espressamente l’abbandono del posto di lavoro quale giusta causa di licenziamento per cui la corte territoriale avrebbe interpretato tale norma in modo errato non considerando la legittimità del licenziamento in presenza di un acclarato abbandono del posto di lavoro, a nulla rilevando la mancanza di un danno procurato.
Il ricorso è infondato. In base a consolidati e condivisi orientamenti di questa Corte, in caso di licenziamento per giusta causa, ai fini della proporzionalità fra fatto addebitato e recesso, viene in considerazione ogni comportamento che, per la sua gravità, sia suscettibile di scuotere la fiducia del datore di lavoro e di far ritenere che la continuazione del rapporto si risolva in un pregiudizio per gli scopi aziendali; spetta al giudice di merito valutare la congruità della sanzione espulsiva non sulla base di una valutazione astratta del fatto addebitato, ma tenendo conto di ogni aspetto concreto della vicenda processuale che, alla luce di un apprezzamento unitario e sistematico, risulti sintomatico della sua gravità rispetto ad un’utile prosecuzione del rapporto di lavoro (per tutte Cass. 26 luglio 2010, n. 17514). In materia di licenziamento per ragioni disciplinari, anche se la disciplina collettiva preveda un determinato comportamento come giusta causa o giustificato motivo soggettivo di recesso, il giudice investito dell’impugnativa della legittimità del licenziamento deve comunque verificare l’effettiva gravità della condotta addebitata al lavoratore (Cass. 18 gennaio 2007, n. 1095). Infatti la valutazione in ordine alla legittimità del licenziamento, motivato dalla ricorrenza di una delle ipotesi previste dalla contrattazione collettiva, non può conseguire automaticamente dal mero riscontro della corrispondenza del comportamento del lavoratore alla fattispecie tipizzata contrattualmente, ma occorre sempre che quest’ultima sia riconducibile alla nozione legale di giusta causa, tenendo conto della gravità del comportamento in concreto del lavoratore, anche sotto il profilo soggettivo della colpa o del dolo (Cass. 4 marzo 2004 n. 4435). Inoltre, in tema di licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo, il giudizio di proporzionalità o adeguatezza della sanzione all’illecito commesso, rimesso al giudice di merito, si sostanzia nella valutazione della gravità dell’inadempimento imputato al lavoratore in relazione al concreto rapporto, e l’inadempimento deve essere valutato in senso accentuativo rispetto alla regola generale della “non scarsa importanza” di cui all’art. 1455 cod. civ., sicché l’irrogazione della massima sanzione disciplinare risulta giustificata solamente in presenza di un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali ovvero addirittura tale da non consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto (per tutte Cass. 22 marzo 2010, n. 6848).
Nella specie la Corte territoriale ha esattamente definito come illecito il comportamento di abbandono del posto di vigilanza, addebitato al lavoratore. Altrettanto esattamente essa non lo ha però ritenuto degno della sanzione espulsiva, considerando che all’allontanamento mezz’ora prima della fine del turno era corrisposto l’arrivo di un collega mezz’ora prima dell’inizio del turno successivo, sì che il luogo non era rimasto privo di personale di vigilanza.
Pertanto è corretta e logica la valutazione operata dal giudice dell’appello secondo cui la brevità dell’assenza e la conseguente limitatezza del danno procurato non è proporzionato alla massima sanzione espulsiva, anche considerando l’elemento soggettivo del comportamento del dipendente convinto e sicuro della presenza imminente del proprio collega. Tale valutazione, si ripete, è condivisibile e in armonia con i sopra ricordati principi affermati da questa Corte.
La sussistenza dell’illecito disciplinare previsto dalla contrattazione collettiva rende comunque complessa la decisione della controversia di modo che appare equa la compensazione fra le parti delle spese del presente giudizio di legittimità.
FAC SIMILE MODULO COMUNICAZIONE LAVORO INTERMITTENTE
Di seguito il modulo per effettuare la comunicazione del lavoro intermittente ,come da disciplina del l Decreto Interministeriale del 27 marzo 2013.
Elenco lavoratori – prestazioni lavorative
Codice Fiscale lavoratore Codice comunicazione Data inizio Data Fine
Selezionare la casella per effettuare l’ANNULLAMENTO delle prestazioni sopraindicate.
AUMENTO IMPOSTA BOLLO
Aumentano le misure fisse dell’imposta di bollo. , in seguito della pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale» n. 147 del 25 giugno 2013 della legge 71/13, di conversione del Dl 43/13 .In particolare, gli importi ,in precedenza stabiliti in 1,81 e 14,62 euro, passano, rispettivamente, a euro 2 e 16 euro. Non sono interessati dalla novità gli atti finalizzati fino al 25 giugno, ancorché presentati in data successiva ad un ufficio pubblico per la registrazione.
ORDINANZA CASSAZIONE RIGUARDANTE SGRAVI PER INCREMENTO OCCUPAZIONE
Si richiama l’sattenzione sulla sottostante Ordinanza 27 giugno 2013, n. 10764 in cui la Cassazione si è pronunciata inn merito agli sgravi per incremento di occupazione rigusardante un presunto unico gruppo imprenditoriale ,configurabile in relazione all’esistenza di soci legati da rapporti familiari – e da scambi di personale
Con la sentenza impugnata la Corte d’appello di L’Aquila confermava le sentenze rese dal Tribunale di Teramo n. 269/2009 e n. 455/2009 con cui, senza procedere ad istruttoria, erano state rigettate le opposizioni proposte dalle società srl E. e srl P. avverso le cartelle esattoriali per contributi Inps, asserendo l’Istituto che non spettavano gli sgravi contributivi che le due società avevano applicato, non sussistendo l’incremento di occupazione a cui art. 3 della legge 448/98 e l’art. 44 della legge 448/2001 subordinavano il diritto agli sgravi. La Corte territoriale affermava che gli sgravi non competevano e che quindi erano dovute le somme di cui alle cartelle, sussistendo un collegamento tra le società, vi era stato cioè il passaggio di dipendenti da una società ad un’altra i cui assetti societari erano connessi dal momento che gli intestatari non erano le società ma persone fisiche legate da strettissimi rapporti familiari, di qui la prova della esistenza di un gruppo societario. La prova del diritto agli sgravi gravava sulle società che non la avevano fornita. La Corte adita escludeva altresì che si fosse maturata la prescrizione, riteneva generica la contestazione sull’ammontare dei contributi dovuti e riteneva applicabile, ai fini della misura delle sanzioni, la fattispecie della evasione, e non già della omissione contributiva.
Avverso detta sentenza le società P. srl ed E. srl propongono ricorso con tre motivi.
Letta la relazione resa ex art. 380 bis cod. proc. civ. di manifesta fondatezza del primo e terzo motivo di ricorso e l’assorbimento del primo;
Ritenuto che i rilievi di cui alla relazione sono condivisibili, perché mancano in sentenza dati indispensabili ai fini della decisione, che non possono essere desunti né dalla statuizione di primo grado, né dal controricorso;
Infatti il primo motivo di ricorso è manifestamente fondato, con assorbimento del secondo concernente la misura delle sanzioni.
La sentenza impugnata, dopo aver correttamente riportato i principi per cui la prova del diritto agli sgravi spetta al soggetto obbligato, ha però omesso di specificare – avendo ravvisato un collegamento societario che impediva la fattispecie dell’incremento occupazionale – come esso concretamente si atteggiasse nella specie, ossia quale fosse la società cedente e quale la cessionaria dei rapporti di lavoro e come si esplicasse il collegamento, in particolare da dove si evincesse il vincolo familiare che ne sarebbe la prova, dal momento che entrambe le opponenti erano società di capitali.
Parimenti manifestamente fondato è il terzo motivo, quanto meno per parte della contribuzione, giacché la data di visita degli ispettori può considerarsi come data della interruzione della prescrizione solo ove nel verbale si indichi l’ammontare dei contributi riscontrati come dovuti ed il verbale medesimo sia stato consegnato all’obbligato, altrimenti la data dell’interruzione è quella della spedizione del verbale medesimo con l’indicazione della contribuzione richiesta. Vanno quindi accolti il primo e terzo motivo di ricorso, con assorbimento del secondo; la sentenza impugnata va cassata in relazione ai motivi accolti, con rinvio, anche per le spese, alla medesima Corte d’appello di L’Aquila in diversa composizione.
Accoglie il primo ed il terzo motivo di ricorso, assorbito il secondo; cassa in relazione ai motivi accolti e rinvia, anche per le spese, alla Corte d’appello di L’Aquila in diversa composizione.
RINNOVATO CCNL LAVORO DOMESTICO
Fidaldo, Domina, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, UilTuCS-Uil e FederColf, il 21.5.2013 hanno sottoscritto l’ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro sulla disciplina del rapporto di lavoro domestico ,la cui validita’ va dal 1° luglio 2013 al 31 dicembre 2016.
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