Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1997-codice-civile-efficacia-dei-vincoli-sul-credito
Timestamp: 2018-03-17 16:20:02+00:00
Document Index: 133686924

Matched Legal Cases: ['art. 1997', 'art. 1997', 'art. 1851', 'art. 1846', 'art. 1997', 'art. 1851', 'art. 1846', 'art. 1997', 'sentenza ', 'art. 2797', 'art. 1851', 'art. 1997', 'art. 53', 'art. 67', 'art. 1997', 'art. 53']

Art. 1997 codice civile: Efficacia dei vincoli sul credito
Codice civile Art. 1997 codice civile: Efficacia dei vincoli sul credito
Sequestro giudiziario: vincolo di indisponibilità su di un bene oggetto di controversia, mediante il quale si attua una difesa preventiva dal preteso diritto per il tempo necessario alla soluzione della controversia. Presupposti sono una controversia sulla proprietà o sul possesso oppure il pericolo di sottrazione, alterazione o distruzione di cose dalle quali sono desumibili elementi di prova.
Vincolo sul diritto: ogni ipotesi che implica una limitazione o sospensione o abolizione dei poteri di esercizio di un diritto.
Sequestro conservativo, convenzionale, giudiziario.
Il combinato disposto degli art. 1997, 2024 e 2022, comma 3, c.c. stabilisce sia espressamente che il sequestro di un diritto menzionato in un titolo di credito non ha effetto nei confronti dell’emittente se non si attua sul titolo, sia che tale attuazione avviene mediante annotazione, sotto la cura e responsabilità della società emittente. Le dette annotazioni sul titolo e sul libro soci servono, tuttavia, solo affinché la società emittente possa rendere opponibili il vincolo a terzi cessionari nei modi previsti nei termini di legge.
Tribunale Nola 15 maggio 2013 n. 1467
È corretta la decisione emessa in appello che ha escluso la ricorrenza di un pegno irregolare, perché qualora il cliente della banca vincoli, a garanzia del proprio adempimento, un titolo di credito o un documento di legittimazione individuati quale un libretto di deposito al risparmio, anche al portatore, senza conferire alla banca il potere di disporre del relativo diritto, non ricorre l'ipotesi di pegno irregolare e si rientra invece nella disciplina del pegno regolare (art. 1997, 2784 e ss. c.c.).
Cassazione civile sez. I 12 settembre 2011 n. 18597
Qualora il cliente della banca vincoli, a garanzia del proprio adempimento, un titolo di credito o un documento di legittimazione individuati, quale un libretto di deposito a risparmio (rispettivamente al portatore o nominativo), e non conferisca alla banca medesima la facoltà di disporre del relativo diritto, si esula dall'ipotesi di pegno irregolare, come delineata dall'art. 1851 c.c. (in riferimento all'art. 1846 c.c.), e si rientra nella disciplina del pegno regolare (art. 1997 e 2784 e ss c.c.), in base alla quale la banca garantita non acquisisce la somma portata dal titolo o dal documento, con l'obbligo di riversare o scomputare il relativo ammontare, ma è tenuta a restituire il titolo o il documento stesso. In tal caso, pertanto, difettano i presupposti per la compensazione dell'esposizione passiva del cliente con una corrispondente obbligazione pecuniaria della banca.
Tribunale Bari sez. I 05 marzo 2007 n. 598
Qualora il cliente della banca vincoli, a garanzia del proprio adempimento, un titolo di credito od un documento di legittimazione individuati, quale un libretto di deposito a risparmio (rispettivamente al portatore o nominativo), e non conferisca alla banca medesima la facoltà di disporre del relativo diritto, si esula dall'ipotesi del pegno irregolare, come delineata dall'art. 1851 c.c. (in riferimento all'art. 1846 c.c.) e si rientra nella disciplina del pegno regolare (art. 1997 e 2784 ss. c.c.), in base alla quale la banca garantita non acquisisce la somma portata dal titolo o dal documento, con l'obbligo di riversare o scomputare il relativo ammontare, ma è tenuta a restituire il titolo od il documento stesso. In tale caso, pertanto, difettano i presupposti per la compensazione dell'esposizione passiva del cliente con una corrispondente obbligazione pecuniaria della banca.
È esente da vizi logici o violazione di legge la sentenza di merito che configuri il pegno regolare di titoli di credito (nella specie, relativo a titoli dati in pegno da una compagnia di assicurazione all'Uci, a garanzia di future obbligazioni per sinistri stradali causati all'estero da veicoli suoi assicurati) qualora nel contratto sia previsto: che i titoli vengano immessi in un conto a deposito con rubrica a nome della compagnia e con possibilità di sostituzione di essi solo previo accordo; gli incassi di cedole scadute debbano essere rimessi alla società, restando a carico della stessa le spese e gli oneri relativi al pegno; il creditore possa realizzare il pegno solo in caso di mancato pagamento preceduto da richiesta di pagamento formulata a mezzo lettera raccomandata; il creditore, a tal fine, per la vendita del pegno, debba osservare le prescrizioni di cui all'art. 2797 c.c. e sia munito di mandato a vendere in rem propriam, il quale non determina il trasferimento in capo al mandatario della proprietà del bene e non priva il mandante del potere di disporre del suo diritto di proprietà sul bene oggetto del mandato. Si esula dall'ipotesi di pegno regolare e si rientra, viceversa, nella disciplina del pegno irregolare, qualora il debitore, a garanzia dell'adempimento della sua obbligazione, abbia vincolato al suo creditore un titolo di credito o un documento di legittimazione individuati, conferendo a quest'ultimo anche la facoltà di disporre del relativo diritto, come delineato dall'art. 1851 c.c., norma (riferita all'anticipazione bancaria, ma che costituisce tuttavia la regola generale di ogni altra ipotesi di pegno irregolare) in base alla quale il creditore garantito acquisisce la somma portata dal titolo o dal documento, che dovrà restituire al momento dell'adempimento o, in caso di inadempimento, dovrà rendere per quella parte eccedente l'ammontare del credito garantito, determinata in relazione al valore delle cose al tempo della relativa scadenza.
Cassazione civile sez. III 16 giugno 2005 n. 12964
Qualora il cliente della banca, a garanzia del proprio adempimento, vincoli un titolo di credito o un documento di legittimazione individuati, anche al portatore, e non conferisca alla banca il potere di disporre del relativo diritto, si esula dall'ipotesi del pegno irregolare e si rientra nella disciplina del pegno regolare (art. 1997 e 2787 c.c.), in base alla quale la banca non acquisisce la somma portata dal titolo o dal documento, con l'obbligo di riversare il relativo ammontare, ma è tenuta a restituire il titolo e il documento. In tale ipotesi, il creditore assistito da pegno regolare è tenuto a insinuarsi nel passivo fallimentare, ai sensi dell'art. 53 l. fall., per il soddisfacimento del proprio credito, dovendosi escludere la compensazione, che opera invece nel pegno irregolare come modalità tipica di esercizio della prelazione. Pertanto, nell'ipotesi di soddisfacimento della banca mediante incameramento della somma portata dal libretto offerto in pegno regolare, sussistono i presupposti per l'esercizio dell'azione revocatoria fallimentare ex art. 67 l. fall.
In tema di revocatoria fallimentare, qualora il cliente della banca, a garanzia del proprio adempimento, vincoli un titolo di credito o un documento di legittimazione individuati, anche al portatore, e non conferisca alla banca il potere di disporre del relativo diritto, si esula dall'ipotesi del pegno regolare e si rientra nella disciplina del pegno regolare (art. 1997 e 2787 ss. c.c.), in base alla quale la banca non acquisisce la somma portata dal titolo o dal documento, con l'obbligo di riversare il relativo ammontare, ma è tenuta a restituire il titolo e il documento. In tale ipotesi il creditore assistito da pegno regolare è tenuto a insinuarsi nel passivo fallimentare, ai sensi dell'art. 53 l. fall., per il soddisfacimento del proprio credito, dovendosi escludere la compensazione che opera invece nel pegno irregolare come modalità tipica di esercizio della prelazione. Pertanto, nell'ipotesi di soddisfacimento della banca mediante incameramento della somma portata dal libretto offerto in pegno regolare, sussistono i presupposti per l'esercizio dell'azione revocatoria fallimentare.