Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-1691-del-23-01-2017
Timestamp: 2020-04-02 01:35:54+00:00
Document Index: 28698624

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 437', 'art. 360', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 12', 'art. 4', 'art. 107', 'art. 107']

Sentenza Cassazione Civile n. 1691 del 23/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1691 del 23/01/2017
Cassazione civile, sez. lav., 23/01/2017, (ud. 06/10/2016, dep.23/01/2017), n. 1691
sul ricorso 15655-2012 proposto da:
FALLIMENTO (OMISSIS) S.N.C., E I SOCI ILLIMITATAMENTE RESPONSABILI
S.F. E B.R.;
avverso la sentenza n. 1526/2011 della CORTE D’APPELLO di TORINO,
depositata il 13/01/2012 R.G.N. 1900/2010;
06/10/2016 dal Consigliere Dott. ROBERTO RIVERSO;
Con sentenza n.1526/2011, la Corte d’Appello di Torino respingeva l’appello proposto dall’INPS avverso la sentenza con cui il Tribunale di Alessandria lo aveva condannato a pagare al Fallimento della società (OMISSIS) s.n.c. la somma di Euro 67.404,56, pari al 90% dei contributi indebitamente versati nel quadriennio 1994-1997 in quanto impresa danneggiata dagli eventi alluvionali del 1994 ed in ossequio alla L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90.
La Corte territoriale, per quanto qui rileva, riteneva che il D.L. n. 300 del 2006, art. 3-quater, (conv. con L. n. 17 del 2007), nel prorogare al 31.7.2007 il termine di presentazione delle domande di cui alla L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, – che a sua volta aveva esteso ai soggetti colpiti dagli eventi alluvionali del novembre 1994 e destinatari di provvedimenti agevolativi in materia di versamento di somme dovute a titolo di tributi, contributi e premi, i benefici di cui alla L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 17, – avesse fugato ogni dubbio in ordine all’applicabilità delle disposizioni recate dalla norma ult. cit. anche ai contributi previdenziali e, sotto altro ma connesso profilo, considerava che non potevano distinguersi, ai fini dell’accesso ai benefici in questione, la posizione di coloro che a tale data non avessero ancora provveduto al pagamento dei contributi e quella di coloro che, come l’azienda in epigrafe, vi avessero già provveduto, dovendo in tale caso riconoscersi il loro diritto a ripetere quanto versato in eccesso rispetto al dovuto.
Per la cassazione di tale pronuncia ricorre l’INPS, affidandosi ad un unico motivo di censura. Il Fallimento della società (OMISSIS) s.n.c. è rimasto intimato.
1. Con l’unico motivo di ricorso, l’Istituto ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione degli artt. 197 e 108 T.F.U.E. nonchè delle regole di diritto comunitario in tema di divieto di erogazione dei benefici prima della valutazione della Commissione europea e in connessione con queste della L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 17, L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, D.L. n. 300 del 2006, art. 3-quater, e sotto il profilo processuale in connessione con la disciplina comunitaria retro cennata dell’art. 437 c.p.c. Vizio di motivazione (art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5), per avere la Corte di merito riconosciuto la spettanza del beneficio nonostante fosse stato istituito da disposizioni di legge adottate in contrasto con il divieto di aiuti di Stato stabilito dall’ordinamento comunitario.
Com’è noto, la L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, ha esteso ai soggetti colpiti dagli eventi alluvionali del novembre 1994 e già destinatari dei provvedimenti agevolativi in materia di versamento delle somme dovute a titolo di tributi, contributi e premi, di cui al D.L. n. 646 del 1994, art. 6, commi 2, 3 e 7-bis, (conv. con L. n. 22 del 1995), le disposizioni sulla regolarizzazione automatica delle imposte previste dalla L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 17, in favore delle imprese colpite dal sisma del 1990 in Sicilia orientale, prevedendo che tali soggetti potessero regolarizzare la propria posizione relativa agli anni 1995, 1996 e 1997 versando il 10% dell’importo dovuto entro il 31.7.2004 (termine successivamente differito al 31.7.2007 dal D.L. n. 300 del 2006, art. 3-quater, comma 1, conv. con L. n. 17 del 2007).
Nessun rilievo presentando, ai fini qui in discorso, la successiva norma di interpretazione autentica della L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, contenuta nel D.L. n. 78 del 2010, art. 12, comma 12, trattandosi di disposizione soppressa dalla legge di conversione, rileva invece la decisione n. 195/2016 che, in subiecta materia, ha adottato la Commissione Europea in data 14.8.2015: questa Corte, infatti, ha già fissato il principio secondo cui le agevolazioni previste L. n. 350 del 2003, ex art. 4, comma 90, pur realizzando, secondo la citata decisione della Commissione Europea, aiuti di Stato ai sensi dell’art. 107, par. 1 TFUE, possono essere ugualmente concesse qualora l’aiuto individuale rientri nei limiti del regolamento UE de minimis applicabile oppure possa beneficiare della deroga prevista dall’art. 107, par. 2, TFUE (Cass. n. 13458 del 2016; più di recente, nello stesso senso, Cass. n. 21897 del 2016); ed è appena il caso di ricordare che, superando il precedente e più restrittivo orientamento, la Corte di giustizia dell’Unione Europea ha affermato che la decisione della Commissione circa la compatibilità dell’aiuto non ne inibisce la concessione ancorchè l’aiuto medesimo sia stato (come nella specie) istituito in violazione degli obblighi di comunicazione preventiva e di c.d. standstill, solo dovendo ordinarsi al beneficiario dell’aiuto il pagamento degli interessi per il periodo della illegalità (CGUE, 12.2.2008 n. 199, C-199/06).