Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/codice_procedura_civile/158
Timestamp: 2019-05-23 01:12:09+00:00
Document Index: 144595977

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 158', 'art. 43', 'sentenza ', 'art. 106', 'sentenza ', 'art. 158', 'art. 43', 'art. 52', 'art. 375', 'art. 732', 'art. 158', 'sentenza ', 'art. 131']

I. La nullità derivante da vizi relativi alla costituzione del giudice o all'intervento del pubblico ministero è insanabile e deve essere rilevata d'ufficio, salva la disposizione dell'articolo 161.
Magistrati onorari - Assimilazione dei poteri dei magistrati onorari a quelli dei togati - Sussistenza - Fondamento - Documentazione della situazione legittimante l’intervento del giudice onorario - Necessità - Esclusione.
I giudici onorari possono decidere ogni processo e pronunciare qualsiasi sentenza per la quale non vi sia espresso divieto di legge, con piena assimilazione dei loro poteri a quelli dei magistrati togati, con la conseguenza che la nullità della sentenza, per vizio relativo alla costituzione del giudice ex art. 158 c.p.c., è ravvisabile solo quando gli atti giudiziali siano posti in essere da persona estranea all'ufficio, ossia non investita della funzione esercitata. Neppure è richiesto, ai sensi dell'art. 43 bis del r.d. n. 12 del 1941, che sia documentata la situazione legittimante l'assegnazione al giudice onorario del lavoro giudiziario, atteso che il presupposto dell'"impedimento o mancanza dei giudici ordinari", previsto dalla norma, risulta integrato anche dalla mera insufficienza degli organici, essendo attribuita alla magistratura onoraria una funzione suppletiva ed il suo impiego costituendo una misura apprezzabile nell'ottica di un'efficiente amministrazione della giustizia. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 24 Gennaio 2019, n. 2047. Segue...
Ordinamento giudiziario - Magistrati onorari - Assimilazione dei poteri dei magistrati onorari a quelli togati - Sussistenza - Fondamento.
I giudici onorari - sia in qualità di giudici monocratici che di componenti di un collegio - possono decidere ogni processo e pronunciare qualsiasi sentenza per la quale non vi sia espresso divieto di legge, con piena assimilazione dei loro poteri a quelli dei magistrati togati, come si evince dall'art. 106 Cost., cosicché, in ipotesi siffatte, deve escludersi la nullità della sentenza per vizio relativo alla costituzione del giudice ex art. 158 c.p.c., ravvisabile solo quando gli atti giudiziali siano posti in essere da persona estranea all'ufficio, ossia non investita della funzione esercitata. Né a diversa conclusione può indurre l'art. 43 bis del r.d. n. 12 del 1941, che vieta ai giudici onorari di tenere udienza se non in caso di «impedimento o mancanza dei giudici ordinari», espressione quest'ultima da intendersi come comprensiva di quelle situazioni di sproporzione fra organici degli uffici e domanda di giustizia, rispetto alle quali l'impiego della magistratura onoraria conserva una funzione suppletiva e costituisce una misura apprezzabile nell'ottica di un'efficiente amministrazione della giustizia (artt. 97 e 111 Cost.). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 09 Novembre 2016, n. 22845. Segue...
Fallimento - Opposizione alla stato passivo - Incompatibilità del giudice delegato a far parte del collegio giudicante - Nullità della pronuncia - Esclusione - Fondamento - Limiti.
L'incompatibilità del giudice delegato, che ha pronunciato il decreto di esecutività dello stato passivo, a far parte del collegio chiamato a decidere sulla conseguente opposizione, non determina una nullità deducibile in sede di impugnazione, in quanto tale incompatibilità, salvi i casi di interesse proprio e diretto nella causa, può dar luogo soltanto all'esercizio del potere di ricusazione, che la parte interessata ha l'onere di far valere, in caso di mancata astensione, nelle forme e nei termini di cui all'art. 52 c.p.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 09 Novembre 2016, n. 22835. Segue...
Concordato fallimentare - Giudizio di omologazione - Divieto del giudice delegato di far parte del collegio - Inapplicabilità
Concordato fallimentare - Giudizio di omologazione - Controllo del tribunale - Verifica della regolarità formale della procedura e dell'esito della votazione - Controllo sul merito - Esclusione - Valutazione della convenienza riservata esclusivamente ai creditori.
Il divieto contenuto nell'articolo 25, comma 2, L.F., che vieta al giudice delegato di far parte del collegio investito del reclamo proposto contro i suoi atti, è inapplicabile al giudizio di omologazione del concordato fallimentare previsto dall'articolo 129 L.F., il quale non è assimilabile, ai fini in esame, al decreto contro i provvedimenti del giudice delegato; nell'ambito della procedura concordataria non è, infatti, possibile individuare la previsione di alcun atto dispositivo di tale procedura da parte del giudice delegato, consistendo piuttosto la funzione di tale organo in quel contesto nel coordinare ed organizzare le varie fasi dell'avanzamento prosegue progressivo del procedimento stesso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Nel giudizio di omologazione del concordato fallimentare, il controllo del tribunale è limitato alla verifica della regolarità formale della procedura e dell'esito della votazione (salvo che non sia prevista la suddivisione dei creditori in classi ed alcune di esse risultino dissenzienti), restando escluso ogni controllo sul merito, giacché la valutazione del contenuto della proposta concordataria, riguardando il profilo della convenienza, è devoluta ai creditori, sulla base del parere inerenti ai presumibili risultati della liquidazione formulato dal curatore ed dal comitato dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 01 Ottobre 2015, n. 19645. Segue...
Tutela – Poteri del tutore – Autorizzazione a promuovere giudizi di divisione – Competenza – Tribunale – Sussiste – Giudice Tutelare – Esclusione – Provvedimenti pronunciato dal G.T. – Reclamo – Poteri del Collegio adito in sede di impugnazione.
A norma dell’art. 375 n. 3 c.c., l’autorizzazione al tutore a promuovere giudizi di divisione va concessa dal Tribunale su parere del Giudice Tutelare secondo il meccanismo di cui all’art. 732 c.p.c.; laddove il Giudice Tutelare provveda direttamente ad emettere tale autorizzazione, si configura un vizio di costituzione del giudice, motivo di nullità non sanabile del provvedimento adottato e rilevabile d’ufficio ai sensi dell’art. 158 c.p.c. In sede di reclamo, dichiarato nullo il provvedimento del giudice tutelare, non può il Collegio provvedere a delibare l’istanza che era stata presentata al giudice della prima fase ma deve limitarsi alla declaratoria in rito. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 18 Novembre 2014. Segue...
Procedimento civile - Giudice - Collegio - In genere - Immutabilità del collegio - Operatività - Dal momento dell'inizio della discussione della causa - Applicazione ai procedimenti in camera di consiglio - Fattispecie relativa a reclamo avverso decreto di omologazione di concordato fallimentare.
Il principio secondo cui l'immutabilità del collegio, anche nel caso in cui la trattazione della causa si svolga in più udienze, trova applicazione soltanto una volta che abbia avuto inizio la fase di discussione, in quanto solo da questo momento è vietata la deliberazione della sentenza da parte di un collegio composto diversamente da quello che ha assistito alla discussione, riguarda anche i procedimenti in camera di consiglio (tra i quali va annoverato quello di cui all'art. 131 legge fall. in tema di reclamo avverso il decreto di omologazione del concordato fallimentare), nei quali, mancando una fase istruttoria, non viene nominato un giudice istruttore ma solo un relatore, con la conseguenza che non è vietata la sostituzione di uno o più componenti del collegio prima che abbia inizio la discussione, anche quando quest'ultima si svolga in un'udienza diversa da quelle destinate alla raccolta degli elementi da valutare ai fini della decisione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 29 Luglio 2011. Segue...