Source: https://accountingandfinancetips.com/2017/09/12/art-2446-riduzione-del-capitale-per-perdite-e-riserva-cash-flow-hedge/
Timestamp: 2020-01-23 23:18:50+00:00
Document Index: 39754268

Matched Legal Cases: ['art. 2446', 'art. 2447', 'art. 2446', 'art. 2242', 'art 2426', 'art. 2446']

Art. 2446 – Riduzione del capitale per perdite e riserva Cash Flow Hedge – Accounting & Finance Tips
Riporto qui di seguito il testo dell’art. 2446 del Codice Civile:
“Quando risulta che il capitale è diminuito di oltre un terzo in conseguenza di perdite, gli amministratori o il consiglio di gestione, e nel caso di loro inerzia il collegio sindacale ovvero il consiglio di sorveglianza, devono senza indugio convocare l’assemblea per gli opportuni provvedimenti. All’assemblea deve essere sottoposta una relazione sulla situazione patrimoniale della società, con le osservazioni del collegio sindacale o del comitato per il controllo sulla gestione. La relazione e le osservazioni devono restare depositate in copia nella sede della società durante gli otto giorni che precedono l’assemblea, perché i soci possano prenderne visione. Nell’assemblea gli amministratori devono dare conto dei fatti di rilievo avvenuti dopo la redazione della relazione.
Nel caso in cui le azioni emesse dalla società siano senza valore nominale, lo statuto, una sua modificazione ovvero una deliberazione adottata con le maggioranze previste per l’assemblea straordinaria possono prevedere che la riduzione del capitale di cui al precedente comma sia deliberata dal consiglio di amministrazione. Si applica in tal caso l’articolo 2436.” .
Tale articolo non disciplina l’ipotesi in cui la perdita di oltre un terzo porti il capitale al di sotto del limite legale stabilito per legge. Per tale disciplina si rimanda all’art. 2447 del Codice Civile per il quale dedicherò un altro articolo.
Ciò che mi ha sempre colpito del testo di questo articolo è la parola “capitale”. Il fatto che il legislatore non abbia apposto la parola “sociale” vicino a quella di capitale può portare alla creazione di diverse interpretazioni. Che cosa si intende infatti per capitale?
Nella prassi economico-aziendale e in quella giuridica si sono fatte avanti tre ipotesi:
a) capitale nel senso di capitale sociale: in questo caso la perdita di oltre un terzo deve essere intesa come un importo negativo che va ad erodermi più di un terzo del capitale sociale. Se il mio Patrimonio Netto è composto da 900 € di capitale sociale e 100 € di riserve, la perdita deve essere almeno di 401 € per trovare applicazione l’art. 2446 del Codice Civile;
b) capitale nel senso di capitale sociale con riserve intatte: se prendiamo l’esempio precedente, l’assemblea dovrebbe essere convocata nel caso in cui risultasse una perdita d’esercizio pari a 301 €. A differenza della prima ipotesi, infatti, ciò che conta è l’entità della perdita rapportata al capitale senza considerare il “cuscinetto” che la riserva garantisce.
c) capitale nel senso di patrimonio netto: la terza ipotesi considera il termine capitale come sinonimo di patrimonio netto. Nel nostro esempio, il patrimonio netto è dato dalla sommatoria di 900 € + 100 € = 1.000 €. Per essere oltre un terzo del capitale, la perdita in questo caso dovrebbe essere 334 €.
La terza ipotesi è già da considerarsi errata, perchè, se si leggono altri articoli nei quali il legislatore fa riferimento al termine “capitale”, si può facilmente intuire che si fa riferimento al capitale sociale e non al patrimonio netto (ad esempio art. 2242 – passaggio di riserve a capitale). Non avrebbe senso in effetti portare le riserve a patrimonio netto invece che a capitale sociale.
Per quanto riguarda la seconda ipotesi invece, occorre precisare che le riserve hanno un ruolo di cuscinetto protettivo contro evenienze negative. In quest’ultima fattispecie rientrano anche le perdite d’esercizio. Se dunque uno dei principali scopi delle riserve è quello di proteggere il capitale sociale dal rischio di essere intaccato dalle perdite, possiamo concludere che, finché esistono le riserve, il capitale sociale non potrà subire alcuna diminuzione in caso di perdite d’esercizio.
Escluse la seconda e la terza ipotesi, rimane la prima che è quella più utilizzata in dottrina e nella prassi. Per riduzione del capitale si intende quella del capitale sociale.
Con i nuovi principi contabili nazionali del 2016, è stato introdotto il concetto di Riserva per operazioni di copertura di flussi finanziari. Tale riserva di patrimonio netto è simile al concetto espresso per i principi contabili internazionali IAS/IFRS e rappresenta la contropartita del fair value dei derivati di copertura di flussi finanziari. Senza entrare nel dettaglio (in quanto esula dall’obiettivo di questo articolo), volevo porre l’attenzione sul fatto che tale posta di bilancio può avere un saldo sia positivo che negativo. In quest’ultimo caso, si potrebbe presentare l’eventualità che l’importo oltrepassi un terzo del capitale o potrebbe addirittura portare a casi estremi nei quali il patrimonio netto arrivi a risultare negativo.
Come disciplinato dall’art 2426, comma 1, numero 11-bis, del Codice Civile, la riserva per operazioni di copertura di flussi finanziari non deve essere considerata ai fini dell’applicazione dell’art. 2446 del Codice Civile. Ovvero, se il capitale sociale è ridotto in conseguenza di una riserva negativa di cash flow hedge, gli amministratori o i membri del Consiglio di gestione non sono obbligati a convocare l’Assemblea degli Azionisti.
Una risposta a "Art. 2446 – Riduzione del capitale per perdite e riserva Cash Flow Hedge"
Tirrell ha detto:
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