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Timestamp: 2019-02-21 17:45:54+00:00
Document Index: 173026891

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'arti\n60288', 'art. 20', 'art. 3', 'art. 23', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 23', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 16', 'art. 20', 'art. 16', 'art. 23', 'art. 32', 'art. 4', 'art. 32', 'art. 4', 'art. 49', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 15', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 19', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 19', 'art. 8', 'art.19', 'art. 8', 'art. 16', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19']

D. Leg.vo 08/03/2006, n. 139 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NN8061
D. Leg.vo 08/03/2006, n. 139
Riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a norma dell'articolo 11 della legge 29 luglio 2003, n. 229.
G.U. Suppl. Ord. 05/04/2006, n. 83
- D. Leg.vo 26/06/2015, n. 105
- D. Leg.vo 29/05/2017, n. 97
- D. Leg.vo 06/10/2018, n. 127
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Visto l'articolo 11 della legge 29 luglio 2003, n. 229, recante delega al Governo per il riassetto delle disposizioni relative al Corpo nazionale dei vigili del fuoco;
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CAPO I - ORDINAMENTO DEL CORPO NAZIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO
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Art. 1. - Struttura e funzioni (articoli 1, 3 e 9, legge 13 maggio 1961, n. 469; articolo 11, legge 24 febbraio 1992, n. 225; articolo 14, comma 3, decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300)
1. Il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, di seguito denominato:
«Corpo nazionale», è una struttura dello Stato ad ordinamento civile, inc
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Art. 2. - Organizzazione centrale e periferica del Corpo nazionale (articoli 10, 11, 12, legge 13 maggio 1961, n. 469; articolo 4, comma 4 e articolo 15, comma 2, decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300)
1. L'organizzazione a livello centrale del Corpo nazionale si articola in direzioni centrali e in uffici del Dipartimento, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, dall'articolo 12 del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139, e dall'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2001, n. 398.
2. Le strutture periferiche d
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Art. 3. - Capo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco
1. "Al vertice del Corpo nazionale è posto un dirigente generale del Corpo nazionale, che assume la qualifica di capo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco"N34 e svolge "le seguenti funzioni, ivi comprese quelle già affidate all’Ispettore generale capo del Corpo"N34:
a) sostituisce il Capo del Dipartimento in caso di assenza o impedimento ed espleta le funzio
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Art. 4. - Distaccamenti volontari (articolo 10, commi 1 e 2, legge 10 agosto 2000, n. 246)
1. Per lo svolgimento delle attività di cui all’articolo 1, il Ministero dell’interno, nell’ambito delle ordinarie previsioni di b
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Art. 5. - Regioni a statuto speciale e province autonome
1. Nella regione Valle d'Aosta e nelle province autonome di Trento e di Bolzano le ma
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Sezione I - Personale
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Art. 6. -Disposizioni generali (articolo 7, commi 1 e 2, articoli 8 e 17, legge 27 dicembre 1941, n. 1570; articoli 14 e 16, legge 13 maggio 1961, n. 469; articoli 1 e 2, legge 30 settembre 2004, n. 252)
1. Il personale del Corpo nazionale si distingue in personale di ruolo e volontario, fatta salva la sovraordinazione funzionale del personale di ruolo negli interventi di soccorso. Il rapporto d’impiego del personale di ruolo è disciplinato in regime di diritto pubblico, secondo le disposizioni previste nei decreti legislativi emanati ai sensi dell’articolo 2 della legge 30 settembre
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Art. 7. - Disposizioni in materia di opera nazionale di assistenza per il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco (articolo 17, legge 7 dicembre 1984, n. 818)
1. Il personale di cui all'articolo 6, che esplica il servizio di istituto nelle loca
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Sezione II - Personale volontario
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Art. 8. - Reclutamento del personale volontario (articolo 13, legge 8 dicembre 1970, n. 996)
1. Il personale volontario viene reclutato a domanda ed impiegato nei servizi di istituto a seguito del superamento di un periodo di addestramento iniziale.
2. Con regolamento emanato ai s
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Art. 9. - Richiami in servizio del personale volontario (articolo 70, commi 1 e 2, legge 13 maggio 1961, n. 469; articolo 41, legge 23 dicembre 1980, n. 930; articolo 12, comma 1, legge 10 agosto 2000, n. 246)
1. Il personale volontario può essere richiamato in servizio temporaneo in occasione di calamità naturali o catastrofi e destinato in qualsiasi località.
2. Il personale di cui al comma 1 può inoltre essere richiamato in servizio:
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Art. 10. - Trattamento economico ed assicurativo (articoli 71 e 74, legge 13 maggio 1961, n. 469 articolo 16, legge 27 dicembre 1973, n. 850)
1. Al personale volontario richiamato in servizio temporaneo, per l'intera durata di tale richiamo, spetta il trattamento economico iniziale del personale “di ruolo”
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Art. 11. - Disciplina (articolo 35, legge 5 dicembre 1988, n. 521)
1. Il personale volontario del Corpo nazionale è tenuto ai medesimi obblighi di servizio del personale “di ruolo” N11 ed è assoggettato alle seguenti sanzioni disciplinari:
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Art. 12. - Cessazione dal servizio (articoli 72 e 73, legge 13 maggio 1961, n. 469)
1. Il personale volontario cessa dal servizio al raggiungimento dei limiti di et&agra
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CAPO III - PREVENZIONE INCENDI
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Art. 13. - Definizione ed ambito di esplicazione (articoli 1 e 2, legge 13 maggio 1961, n. 469; articolo 1, comma 7, lettera e), legge 23 agosto 2004, n. 239; articoli 1, 2 e 4, decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577)
1. La prevenzione incendi è la funzione di preminente interesse pubblico diretta a conseguire, secondo criteri applicativi uniformi sul territorio nazionale, gli obiettivi di sicurezza della vita umana, di incolumit&
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Art. 14. - Competenza e attività (articoli 22 e 30, legge 27 dicembre 1941, n. 1570; articolo 2, legge 26 luglio 1965, n. 966; articolo 14, decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300; articoli 1, 6 e 8, decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577)
1. La prevenzione incendi è affidata alla competenza esclusiva del Ministero dell'interno, che esercita le relative attività attraverso il Dipartimento e il Corpo nazionale.
2. Le attività di prevenzione incendi di cui al comma 1 sono in particolare:
a) l'elaborazione di norme di prevenzione incendi;
b) il rilascio “di certificati di prevenzione incendi, di pareri, di verbali,” N9, di atti di autorizzazione, di benestare tecnico, di collaudo e di certificazione, comunque denominati, attestanti la conformità alla normativa di prevenzione incendi di attività e costruzioni civili, industriali, artigianali e commerciali e di impianti, prodotti, “materiali,” N8
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Art. 15. - Norme tecniche di prevenzione incendi (articolo 3, legge 7 dicembre 1984, n. 818; articolo 1, comma 7, lettera e), legge 23 agosto 2004, n. 239; articoli 3 e 13, decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577)
1. Le norme tecniche di prevenzione incendi sono adottate con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con i Ministri interessati, sentito il Comitato centrale tecnico-scientifico per la prevenzione incendi. Esse sono fondate s
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Art. 16 - Procedure di prevenzione incendi
1. Le procedure di prevenzione incendi sono avviate dai comandi competenti per territorio su iniziativa dei titolari delle attività individuate ai sensi del comma 2. I comandi provvedono all’esame dei progetti di nuovi impianti o costruzioni nonché dei progetti di modifiche da apportare a quelli esistenti; all’acquisizione delle segnalazioni certificate di inizio attività; all’effettuazione di controlli attraverso visite tecniche; all’istruttoria dei progetti in deroga all’integrale osservanza delle regole tecniche di
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Art. 17. - Formazione (articoli 8-bis e 12, decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626; articolo 3, commi 1, 2 e 3, decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 512, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 609; articolo 7, decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577; articolo 18, comma 6, legge 10 agosto 2000, n. 246)
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Art. 18. - Servizi di vigilanza antincendio (articolo 2, lettera b), e articolo 3, lettera b), legge 26 luglio 1965, n. 966; articolo 4, comma 3, decreto-legge 28 agosto 1995, n. 361, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 1995, n. 437)
1. La vigilanza antincendio è il servizio di presidio fisico reso in via esclusiva e a titolo oneroso dal Corpo nazionale con proprio personale e mezzi tecnici nelle attività in cui fattori comportamentali o sequenze di eventi incontrollabili possono assumere rilevanza tale da determinare condizioni di rischio non preventivabili e quindi non fronteggiabili soltanto con misure tecniche di prevenzione. La vigilanza antincendio è finalizzata a completare le misure di sicurezza peculiari dell'attività di prevenzione incendi, a prevenire situ
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Art. 19. - Vigilanza ispettiva (art. 23, decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626)
1. Il Corpo nazionale esercita, con i poteri di polizia amministrativa e giudiziaria, la vigilanza “ispettiva” N8 sull'applicazione della normativa di prevenzione incendi in relazione alle attività, costruzioni, impianti, apparecchiature e prodotti ad essa assoggettati “nonché nei luoghi di lavoro ai sensi del
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Art. 20 - Sanzioni penali e sospensione dell’attività
1. Chiunque, in qualità di titolare di una delle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, ometta di presentare la segnalazion
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Art. 21. - Comitato centrale tecnico-scientifico per la prevenzione incendi (articoli 10 e 11 decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577)
1. Nell'ambito del Dipartimento è istituito il Comitato centrale tecnico-scientifico per la prevenzione incendi, quale organo tecnico consultivo e propositivo sulle questioni riguardanti la prevenzione degli incendi. Il Comitato svolge in particolare i seguenti compiti:
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Art. 22. - Comitato tecnico regionale per la prevenzione incendi (articolo 19, decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334; articolo 19, lettera c), e articolo 20 decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577)
1. Nell'ambito di ciascuna Direzione regionale “o interregionale” N7 dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile è istituito un Comitato tecnico regionale per la prevenzione incendi, quale organo tecnico consultivo territoriale sulle questioni riguardanti la prevenzione degli incendi. Il C
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Art. 22-bis - Comitato tecnico regionale in materia di pericolo di incidenti rilevanti
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Art. 23 - Oneri per l’attività di prevenzione incendi
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CAPO IV - SOCCORSO PUBBLICO
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Art. 24 - Interventi di soccorso pubblico
1. Il Corpo nazionale, al fine di salvaguardare l’incolumità delle persone e l’integrità dei beni, assicura, in relazione alla diversa intensità degli eventi, la direzione e il coordinamento degli interventi tecnici caratterizzati dal requisito dell’immediatezza della prestazione, per i quali siano richieste professionalità tecniche anche ad alto contenuto specialistico ed idonee risorse strumentali. Al medesimo fine effettua studi ed esami sperimentali e tecnici nello specifico settore, anche promuovendo e partecipando ad attività congiunte e coordinate con enti e organizzazioni anche internazionali.
a) l’opera tecnica di soccorso in occasione di incendi, di incontrollati rilasci di energia, di improvviso o minacciante crollo strutturale, di incidenti ferroviari, stradali e aerei e, ferma restando l’attribuzione delle funzioni di coordinamento in materia di protezione civile, di frane, di piene, di terremoti, di alluvioni o di ogni altra pubblica calamità in caso di eventi di protezione civile, ove il Corpo nazionale opera quale componente fondamentale del Servizio nazionale della protezione civile ai sensi dell’articolo 11 N31 della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
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Art. 25. - Oneri per i servizi di soccorso pubblico (articolo 1, legge 26 luglio 1965, n. 966 articolo 18, legge 10 agosto 2000, n. 246)
1. I servizi di soccorso pubblico resi dal Corpo nazionale non comportano oneri finanziari
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Art. 26 - Servizio di salvataggio e antincendio negli aeroporti e soccorso portuale
1. Negli aeroporti civili e militari aperti al trasporto aereo commerciale, il Corpo nazionale esercita la funzione di Autorità competente per gli aspetti di certificazione e sorveglianza del servizio di salvataggio e antincendio, in accordo con l’Ente nazionale per l’aviazione civile (ENAC) e nel rispetto di quanto previsto dalla normativa comunitaria e nazionale.
2. Negli aeroporti indica
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Capo IV-bis - Formazione
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Art. 26-bis - Formazione
1. Le politiche di formazione riguardano le materie di cui all’articolo 1 e comprendono la diffusione della cultura sulla sicurezza nelle medesime materie. Lo svolgimento delle attività formative, promosso anche attraverso seminari, convegni, cicli di formazione, collegamenti con le istituzioni, le strutture scolastiche e universitarie, anche internazionali, e la comunità scientifica, avviene attraverso il Corpo nazionale.
2. Le attivit&a
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Art. 26-ter - Oneri per l’attività di formazione
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CAPO V - DISPOSIZIONI IN MATERIA DI AMMINISTRAZIONE E CONTABILITÀ
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Art. 27 - Introiti derivanti da servizi a pagamento, da convenzioni e dalla attività di vigilanza
1. Gli introiti derivanti dai servizi a pagamento resi dal Corpo nazionale e dalle co
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Art. 28. -Norme in materia di amministrazione e contabilità(articolo 5, decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 512, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 609; decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1999, n. 550)
1. Con regolamento da emanare a norma dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, su proposta del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dell'economia e finanze, sono emanate le norme di amministra
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Capo VI - DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RISORSE LOGISTICHE E STRUMENTALI
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Art. 29 - Mezzi, materiali, attrezzature, sedi di servizio e servizi tecnici e logistici
1. Il Ministero dell’interno - Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile provvede alle necessità tecnicologistiche del Corpo nazionale, anche per il tramite delle direzioni regionali e interregionali di cui all’articolo 2, comma 2, lettera a). È fatto salvo quanto previsto dalle vigenti disposizioni in materia di servizio antincendio negli aeroporti. "Materiali e prestazioni del"N34 Corpo nazionale possono essere oggetto di convenzione o di contratti di permuta, di cui all’
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Art. 30. - Alloggi di servizio (articolo 129, regio decreto 16 marzo 1942, n. 699; articolo 21, legge 27 dicembre 1941, n. 1570; articolo 3, decreto-legge 18 maggio 1995, n. 176, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 1995, n. 284; articolo 8, legge 10 agosto 2000, n. 246)
1. Gli alloggi di servizio sono attribuiti al personale del Corpo nazionale in relazione all'incarico ricoperto ed all'esigenza di garantire una immediata presenza in servizio, secondo quanto indicato nel regolamento di cui al comma 4.
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Art. 31. - Uniformi ed equipaggiamento (articolo 70, legge 27 dicembre 1941, n. 1570; articoli 101 e 102, regio decreto 16 marzo 1942, n. 699)
1. Le uniformi e gli equipaggiamenti individuali in dotazione al personale N28 del Corpo nazionale per lo svolgimento dei servizi di istituto s
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Capo VI-bis - DISPOSIZIONI FINALI E ABROGAZIONI
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Art. 32. - Ricompense (articoli 62-72, regio decreto 16 marzo 1942, n. 699 articolo 80, legge 13 maggio 1961, n. 469)
1. Al personale del Corpo nazionale, oltre alle ricompense al valore ed al merito civile, possono essere
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Art. 33. - Associazione nazionale dei vigili del fuoco
1. Il Dipartimento promuove, anche mediante la stipula di apposite convenzioni, l'att
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Art. 34. - Disposizioni di attuazione
1. Fatte salve le ipotesi in cui la disciplina di specifici istituti è espress
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Art. 34-bis - Clausola di invarianza della spesa
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Art. 35. - Norme abrogate
1. Sono e restano abrogate le seguenti disposizioni, fatti salvi gli effetti già prodotti:
a) regio decreto-legge 10 ottobre 1935, n. 2472;
b) regio decreto 10 ottobre 1935, n. 1971;
c) legge 10 aprile 1936, n. 833; regio decreto 16 aprile 1940, n. 454;
d) legge 27 dicembre 1941, n. 1570, ad eccezione degli articoli 7, quarto comma; 8, primo comma; 9 fino alla attuazione dei decreti legislativi di cui all'articolo 6, comma 1; 13, quarto comma; 18; 19; 22; 24; 30;
e) regio decreto 16 marzo 1942, n. 699, ad eccezione degli articoli da 62 a 72 limitatamente alle parti ancora in vigore e fino all'emanazione del regolamento di cui all'articolo 32;
f) regio decreto 16 marzo 1942, n. 702;
g) regio decreto 30 novembre 1942, n. 1502;
h) decreto legislativo C.P.S. 2 ottobre 1947, n. 1254;
i) decreto legislativo 21 aprile 1948, n. 641;
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Art. 36. - Norma finale
1. Eccetto i casi di abrogazione per incompatibilità, il riferimento, contenuto in leggi, regolamenti, decreti, o altre norme o provvedimenti, a disposizioni espressamente abrogate dall'arti
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Tabella A (Articolo 26, comma 2)
Il provvedimento disciplina la struttura, le funzioni e l'organizzazione centrale e periferica del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, disponendo altresì una lunga serie di abrogazioni di norme previgenti.
L. 29/07/2003, n. 229
Interventi in materia di qualità della regolazione, riassetto normativo e codificazione. - Legge di semplificazione 2001.
Come previsto dall’art. 20 della L. 15.3.1997, n. 59, recante «Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa», peraltro modificato dal provvedimento in esame, è stata promulgata la Legge di semplificazione per il 2001, rubricata come L. 29.7.2003, n. 229.
Il provvedimento persegue la semplificazione ed il riassetto normativo, specificando gli indirizzi, i criteri, le modalità e le materie di intervento, anche ai fini della ridefinizione dell’area di incidenza delle pubbliche funzioni con particolare riguardo all’assetto delle competenze dello Stato e degli enti locali.
Segnaliamo in particolare, all’art. 3, la delega al Governo ad emanare uno o più decreti legislativi di riordino delle disposizioni vigenti in materia di sicurezza e tutela della salute dei lavoratori, finalizzati alla semplificazione ed all’adeguamento del quadro alle normative comunitarie.
Il comma 3 dell’art. 23 dispone l’abrogazione dell’art. 7 della L. 8.3.1999, n. 50, relativo all’emanazione di testi unici per il riordino delle norme legislative e regolamentari che disciplinano le fattispecie elencate allo stesso art. 7. Le procedure eventualmente già avviate ai sensi dell’abrogato art. 7 possono essere portate a compimento con l’emanazione dei previsti testi unici entro 120 giorni a decorrere dal 9.9.2003, data di entrata in vigore della legge in commento. I commi da 4 a 7 del medesimo art. 23 modificano infine gli elenchi dei procedimenti da delegificare contenuti nell’Allegato A della L. 24.11.2000, n. 340 (Disposizioni per la delegificazione di norme e per la semplificazione di procedimenti amministrativi - Legge di semplificazione 1999), nell’Allegato 1 della L. 15.3.1997, n. 59 (Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa) e nell’Allegato 1 della L. 8.3.1999, n. 50 (Delegificazione e testi unici di norme concernenti procedimenti amministrativi - Legge di semplificazione 1998).
D.L. 07/09/2001, n. 343
Disposizioni urgenti per assicurare il coordinamento operativo delle strutture preposte alle attività di protezione civile e per migliorare le strutture logistiche nel settore della difesa civile.
Articolo 1, comma 6
L. 21/03/2001, n. 75
Potenziamento degli organici del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
L. 10/08/2000, n. 246
Potenziamento del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Articolo 10, commi 1, 2
D.L. 01/10/1996, n. 512
Disposizioni urgenti concernenti l'incremento e il ripianamento di organico dei ruoli del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e misure di razionalizzazione per l'impiego del personale nei servizi d'istituto.
Ad eccezione degli articoli 1, commi 3, 5, 7; 1-ter, comma 2; 3.
L. 02/12/1991, n. 384
Modifiche alla legge 23 dicembre 1980, n. 930, recante norme sui servizi antincendi negli aeroporti.
Articolo 4, comma 1.
D.L. 27/02/1987, n. 51
Proroga di alcuni termini in materia di nulla osta provvisorio di prevenzione incendi.
Ad eccezione dell'art. 5
L. 07/12/1984, n. 818
Nullaosta provvisorio per le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, modifica degli articoli 2 e 3 della legge 4 marzo 1982, n. 66, e norme integrative dell'ordinamento del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
D. P.R. 29/07/1982, n. 577
Approvazione del regolamento concernente l'espletamento di servizi di prevenzione e di vigilanza antincendi.
Articoli 1; 2; 3, commi 1 e 2, numeri 1) e 2); 7; 8; 10, successivamente all'emanazione del decreto di cui all'articolo 21, comma 2, del presente decreto legislativo; 11, ad eccezione dei commi 2, 3, 4 e 5, da mantenere in vigore fino all'emanazione del decreto di cui all'articolo 21, comma 2, del presente decreto legislativo; 12; 17; 20, ad eccezione dei commi 2, 3, 4 e 5, da mantenere in vigore fino all'emanazione del decreto di cui all'articolo 22, comma 3.
L. 23/12/1980, n. 930
Norme sui servizi antincendi negli aeroporti e sui servizi di supporto tecnico ed amministrativo-contabile del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Ad eccezione dell’articolo 2, commi 1 e 5; dell’articolo 7, comma 2; dell’articolo 32 per la parte relativa al trasferimento in soprannumero; dell'articolo 33 e dell'articolo 38.
L. 08/07/1980, n. 336
Provvedimenti straordinari per il potenziamento e l'ammodernamento dei servizi del corpo nazionale dei VV.FF.
L. 09/03/1967, n. 212
Norme per la costruzione, l'amplimento e l'adattamento di caserme per i VV.FF..
L. 26/07/1965, n. 966
Disciplina delle tariffe, delle modalità di pagamento e dei compensi al personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco per i servizi a pagamento.
Tutto tranne Articoli 2, comma 1, lettera c); 4
L. 13/05/1961, n. 469
Ordinamento dei servizi antincendi e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e stato giuridico e trattamento economico del personale dei sottufficiali, vigili scelti e vigili del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco.
Ad eccezione degli articoli 2, comma 1, lettera c); 6; 11; 12; 17; 19; 20, comma 1; 21, comma 2; 78; 80; 84; 85; 106; 107
L. 27/12/1941, n. 1570
Nuove norme per l'organizzazione dei servizi antincendi.
Ad eccezione degli articoli 7, quarto comma; 8, primo comma; 9 fino alla attuazione dei decreti legislativi di cui all'articolo 6, comma 1; 13, quarto comma; 18; 19; 22; 24; 30, del D. Leg.vo 139/2006
D. Leg.vo 06/10/2018, n. 127
Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 97, riguardante «Disposizioni recanti modifiche al decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, concernente le funzioni e i compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché al decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217, concernente l’ordinamento del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e altre norme per l’ottimizzazione delle funzioni del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, ai sensi dell’articolo 8, comma 1, lettera a), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche», al decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, recante «Riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a norma dell’articolo 11 della legge 29 luglio 2003, n. 229» e al decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217, recante «Ordinamento del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco a norma dell’articolo 2 della legge 30 settembre 2004, n. 252».
Articolo 3, rubrica, comma 1; articolo 13, comma 2; articolo 14, comma 2; articolo 19, comma 3; articolo 29, comma 1; articolo 35, comma 1.
Il Decreto, in attuazione della lett. a), del comma 1, dell'art. 8, della L. 07/08/2015, n. 124, reca disposizioni per l’ottimizzazione dell’efficacia delle funzioni del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e dei compiti del personale permanente e volontario del medesimo Corpo, mediante modifiche al D. Leg.vo 08/03/2006, n. 139, al D. Leg.vo 29/05/2017, n. 97 e revisione del D. Leg.vo 13/10/2005, n. 217.
D. Leg.vo 29/05/2017, n. 97
Disposizioni recanti modifiche al decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, concernente le funzioni e i compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché al decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217, concernente l’ordinamento del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e altre norme per l’ottimizzazione delle funzioni del Corpo nazionale dei vigili del fuoco ai sensi dell’articolo 8, comma l, lettera a), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche.
Il Decreto Legislativo in oggetto opera la revisione ed il riassetto della normativa che disciplina le funzioni e i compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco in materia di soccorso pubblico, prevenzione incendi, protezione civile, difesa civile e incendi boschivi, nonché l'ordinamento del personale.
Il provvedimento in esame è suddiviso in 5 capi che disciplinano rispettivamente: modifiche al D. Leg.vo 139/2006 (Capo I); modifiche al D. Leg.vo 217/2005 (Capo II); ruoli speciali antincendio boschivo (AIB) a esaurimento - inquadramento (Capo III); norme transitorie in materia di personale di ruolo e volontario (Capo IV); disposizioni economico-finanziarie e finali (Capo V).
Lo scopo perseguito dalla riforma è di ottimizzare l'efficacia delle funzioni del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, anche dando atto dell’avvenuto trasferimento in capo al medesimo delle competenze del Corpo forestale in materia di lotta attiva contro gli incendi boschivi e di spegnimento con mezzi aerei degli stessi.
Proponiamo di seguito una sintesi delle principali novità disposte dal decreto in commento, con particolare riguardo agli aspetti relativi alla prevenzione incendi (art. 3 del decreto legislativo). Si segnaIa inoltre che i provvedimenti adottati in attuazione delle disposizioni di cui ai due citati decreti legislativi oggetto di modifiche, continuano ad applicarsi fino all’adozione dei corrispondenti provvedimenti previsti dalle medesime disposizioni sostituite, modificate o integrate ai sensi delle nuove disposizioni.
RISCHIO DI ESPLOSIONE (ART. 13, D. LEG.VO 139/2006) - Al fine di esplicitare meglio l’ambito di indagine e di applicazione della prevenzione incendi, vengono novellati gli artt. 13-23 del D. Leg.vo 139/2006 (Capo III - Prevenzione incendi). In particolare, viene introdotto nella definizione di prevenzione incendi, che nell’attuale versione dell’art. 13 del D. Leg.vo 139/2006 menziona solo il rischio di incendio, anche il richiamo al rischio di esplosione.
COMPETENZA E ATTIVITÀ (ART. 14, D. LEG.VO 139/2006) - Si prevedono modifiche all’art. 14 del D. Leg.vo 139/2006, avente ad oggetto la competenza e l'attività della prevenzione incendi. In particolare, segnaliamo che tra le suddette attività sono inserite molteplici attività di certificazione, comprensive non solo del già previsto certificato di prevenzione incendi, ma anche di altre attività e documenti, come ad esempio i pareri, i verbali sostitutivi del certificato o il nulla osta di fattibilità. Viene altresì introdotta tra le attività svolte l'attestazione di conformità alla normativa dei materiali.
Inoltre, viene precisato che la partecipazione alle attività di organismi collegiali di normazione tecnica fa riferimento anche agli organismi nazionali. Tra questi organismi figurano il Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI) e l’Ente Nazionale Italiano di Unificazione (UNI) con i quali il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco collabora al fine di emanare norme di buona tecnica, soprattutto nel settore dell’impiantistica.
Viene, infine, evidenziato che tra le attività di prevenzione incendi di formazione e addestramento, rientrano anche quelle di aggiornamento.
NORME TECNICHE DI PREVENZIONE INCENDI (ART. 15, D. LEG.VO 139/2006) - Viene eliminato nella rubrica dell’art. 15 in commento il riferimento alle “norme procedurali” di prevenzione incendi, in quanto l’articolo definisce le norme tecniche di prevenzione incendi e l’iter per la loro emanazione.
PROCEDURE DI PREVENZIONE INCENDI (ART. 16, D. LEG.VO 139/2006) - Viene modificata la rubrica dell’art. 16 del D. Leg.vo 139/2006 che finora recitava “Certificato di prevenzione incendi” in “Procedure di prevenzione incendi”. Come si evince dalla relazione illustrativa al decreto in commento, tale passaggio - da certificato a procedure - racchiude una complessa vicenda normativa. Con l’emanazione del D.P.R. 151/2011 (Regolamento recante semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione degli incendi, a norma dell'articolo 49, comma 4-quater, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122), infatti, è stata raccordata la disciplina sui procedimenti di prevenzione incendi con l’introduzione della Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA). Si è passati così da un regime di tipo autorizzatorio che prevedeva il rilascio del certificato di prevenzione incendi - a valle di una specifica procedura autorizzativa - come condizione necessaria per l’esercizio delle attività soggette, ad un regime che prevede l’effettuazione di controlli a posteriori, ossia esercitati a seguito della presentazione della SCIA.
Si segnala che le modifiche apportate all’art. 16 in commento riformulano la previsione di quanto spetti ai Comandi competenti per territorio effettuare ed alla regolamentazione governativa determinare (senza modificare i criteri di individuazione delle attività sottoposte ai controlli di prevenzione incendi).
Inoltre si viene a prevedere che le valutazioni del Comitato tecnico regionale per la prevenzione incendi, acquisibili dai Comandi in caso di situazioni di particolare complessità, non siano più circoscritti al solo parere di conformità sui progetti.
Infine, in caso sia rilevata in sede di controllo la mancanza dei requisiti previsti dalla normativa di prevenzione incendi, segue l'adozione di provvedimenti di urgenza per la messa in sicurezza delle opere relative ad un’attività già avviata a seguito della SCIA (non più il diniego del certificato di prevenzione incendi e quindi l'impossibilità di avviare un'attività non in sicurezza dal punto di vista antincendio) ed eventuali modifiche che comportino cambiamenti delle condizioni di sicurezza precedentemente accertate, determinano l'obbligo di attivare nuovamente le procedure descritte (e non più l'obbligo di richiedere un nuovo certificato di prevenzione incendi).
FORMAZIONE (ART. 17, D. LEG.VO 139/2006) - Il decreto in commento dispone l’abrogazione dell’art. 17, avente ad oggetto la formazione in tema di prevenzione incendi. La materia della formazione diviene oggetto del nuovo Capo IV-bis (artt. 26-bis e 26-ter, D. Leg.vo 139/2006), in modo da comprendere tutte le competenze del Corpo nazionale e, quindi, non solo gli aspetti relativi alla prevenzione incendi, ma anche alle attività inerenti il soccorso pubblico.
SERVIZI DI VIGILANZA ANTINCENDIO (ART. 18, D. LEG.VO 139/2006) - Vengono apportate modifiche anche all’art. 18 del D. Leg.vo 139/2006, avente ad oggetto i servizi di vigilanza antincendio, ossia il servizio di presidio fisico reso in via esclusiva e a titolo oneroso dal Corpo nazionale dei Vigili del fuoco. In particolare, con riguardo ai servizi di vigilanza su richiesta dei soggetti responsabili delle attività interessate, si segnala che vengono aggiunte all’enumerazione dei luoghi in cui è possibile effettuare tali servizi anche le stazioni ferroviarie, metropolitane, aerostazioni, stazioni marittime, le attività di trasporto e carico e scarico di sostanze pericolose, infiammabili ed esplodenti, il controllo remoto degli impianti di rilevazioni e allarme incendio, effettuati anche per via telematica, con collegamento alle sale operative dei Comandi dei Vigili del fuoco.
VIGILANZA ISPETTIVA (ART. 19, D. LEG.VO 139/2006) - Per distinguere la disciplina contenuta nell’art. 18, relativa ai servizi di vigilanza antincendio, viene specificato che l’art. 19 del D. Leg.vo 139/2006 tratta della cosiddetta vigilanza “ispettiva”, disponendo che questa sia esercitata anche nei luoghi di lavoro, in raccordo con l D. Leg.vo 81/2008 (T.U. Sicurezza).
Si segnala, inoltre, che la dicitura “provvedimenti di urgenza” è sostituita da “misure urgenti, anche ripristinatorie”. Ad ogni modo, si segnala che la disciplina dell’attività di vigilanza ispettiva è rimandata ad un apposito decreto del Min. Interno.
SANZIONI PENALI E SOSPENSIONE DELL’ATTIVITÀ (ART. 20, D. LEG.VO 139/2006) - Come per le modifiche apportate all’art. 16 del D. Leg.vo 139/2006, le novelle disposte all’art. 20, concernente le sanzioni penali e la sospensione dell’attività, sono volte ad aggiornare il dettato normativo alla luce delle nuove procedure di prevenzione incendi, connesse alle semplificazioni introdotte dal D.P.R. 151/2011 in raccordo con la disciplina della SCIA. Vengono, dunque, soppressi i riferimenti al rilascio o al rinnovo del certificato di prevenzione incendi, sostituiti dalla presentazione della SCIA o dell’attestazione di rinnovo periodico della conformità antincendio.
COMITATO CENTRALE TECNICO-SCIENTIFICO E COMITATI TECNICI REGIONALI (ARTT. 21 E 22, D. LEG.VO 139/2006) - Le modifiche apportate agli artt. 21 e 22 prevedono che la composizione ed il funzionamento di detti Comitati siano disciplinati con regolamento ministeriale (decreto del Ministero dell’Interno) e non, come al momento previsto, con regolamento governativo (D.P.R.).
Inoltre, con specifico riferimento ai Comitati tecnici regionali (CTR), è disposta la soppressione del riferimento al rilascio del “certificato” di prevenzione incendi, alla luce delle novelle introdotte dal sopra citato art. 16, che fa ora riferimento alle “procedure” di prevenzione incendi.
COMITATO TECNICO REGIONALE IN MATERIA DI PERICOLO DI INCIDENTI RILEVANTI (ART. 22-BIS, D. LEG.VO 139/2006) - Viene previsto che presso ciascuna Direzione regionale o interregionale dei Vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile opera il Comitato tecnico regionale istituito dal D. Leg.vo 105/2015.
ONERI PER L’ATTIVITÀ DI PREVENZIONE INCENDI (ART. 23, D. LEG.VO 139/2006) - La disposizione vigente dell’art. 23 prevede che i servizi relativi alle attività di prevenzione incendi siano effettuati dal Corpo nazionale a titolo oneroso, salvo quanto disposto da decreto del Min. Interno che individui le attività di prevenzione incendi rese a titolo gratuito. I decreti ministeriali prevedono, quanto ai servizi di vigilanza antincendio, che l'onere finanziario per i soggetti beneficiari sia determinato su base oraria, in relazione ai costi del personale, dei mezzi e delle attrezzature necessarie. Le modifiche introdotte dispongono che l’onere finanziario possa essere determinato anche su base forfettaria e che si debba tener conto anche del consumo di carburante.
Articolo 1, commi 1 e 2; articolo 2, comma 2; articolo 3, comma 1; articolo 4, commi 1 e 2; articolo 6, commi 1 e 2; articolo 7, comma 1; articolo 8, commi 2 e 3; articolo 9, comma 3; articolo 10, comma 1; articolo 11, commi 1 e 2; articolo 12, comma 1; articolo 13, comma 2; articolo 14, commi 2 e 3; articolo 15, rubrica e comma 1; articolo 16; articolo 18, commi 4 e 5; articolo 19, rubrica, commi 1, 3 e 3-bis; articolo 20; articolo 21, commi 1 e 2; articolo 22, commi 1 e 3; articolo 22-bis; articolo 23; articolo 24; articolo 25, comma 1; articolo 26; Capo IV-bis; articolo 26-bis; articolo 26-ter; articolo 27; articolo 28, comma 1; Capo VI, rubrica; articolo 29; articolo 31, commi 1, 2 e 3; Capo VI-bis; articolo 34-bis; articolo 35, comma 1; Tabella A.
D. Leg.vo 26/06/2015, n. 105
Attuazione della direttiva 2012/18/UE relativa al controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose.
Articolo 22, comma 2 a decorrere dal 29/07/2015
Il provvedimento detta disposizioni volte a prevenire incidenti rilevanti connessi a determinate sostanze pericolose e a limitarne le conseguenze per la salute umana e per l'ambiente.
Le regioni a statuto speciale e le province autonome devono provvedere ad adeguare i rispettivi ordinamenti alle norme fondamentali contenute nel presente decreto.
Il provvedimento entra in vigore dal 29/07/2015.
ai sensi dell’art. 32 del presente provvedimento, a decorrere dal 17/08/2016 (data di entrata in vigore del D.M. 01/07/2016, n. 148, emanato in attuazione dell’art. 4, comma 2, del presente decreto) non trova più applicazione l’Allegato A;
ai sensi dell’art. 32 del presente provvedimento, a decorrere dal 18/11/2016 (data di entrata in vigore del D.M. 29/09/2016, n. 200, emanato in attuazione dell’art. 4, comma 2, del presente decreto) non trova più applicazione l’Allegato G.
Articolo 24, commi 6-bis e 6-ter
Articolo 9, comma 2, lettera a)
Articolo 16, commi 1, 2, 4
Il provvedimento reca semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione degli incendi, ai sensi dell'art. 49, comma 4-quater, del D.L. 78/2010 (L. 122/2010).
In particolare il regolamento, in attuazione del principio di proporzionalità, distingue le attività sottoposte ai controlli di prevenzione incendi in tre categorie, A B e C, elencate nell' allegato I al regolamento ed assoggettate a una disciplina differenziata in relazione alla dimensione dell 'impresa, al settore di attività, alla presenza di specifiche regole tecniche ed alle esigenze di tutela della pubblica incolumità.
Gli adempimenti connessi alla valutazione dei progetti vengono differenziati in relazione alle esigenze di tutela degli interessi pubblici: per le attività di cui alla lettera A, che sono soggette a norme tecniche e, sulla base delle evidenze statistiche, non sono suscettibili di provocare rischi significativi per la pubblica incolumità non è più previsto il parere di conformità. I progetti relativi a tali attività sono presentati contestualmente alla Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) e, per le attività di competenza dello sportello unico, ricadono nel procedimento automatizzato di cui al Capo III del D.P.R. 160/2010.
Analogamente sono differenziate la modalità di effettuazione dei controlli di prevenzione incendi. Per le attività di cui alle categorie A e B i controlli avvengono, entro 60 giorni, anche mediante metodo a campione o in base a programmi settoriali. Per quanto concerne le attività di cui alla categoria C, invece, il Comando effettua sempre il controllo entro 60 giorni.
D. Min. Interno 23/11/2018
Il Decreto, in vigore dal 02/01/2019, approva le norme tecniche di prevenzione incendi per le attività commerciali, riportate nell’allegato 1 al Decreto stesso.
Le norme tecniche approvate dal Decreto si possono applicare alle attività commerciali, ove sia prevista la vendita e l’esposizione di beni, con superficie lorda superiore a 400 mq comprensiva di servizi, depositi e spazi comuni coperti, esistenti alla data di entrata in vigore del Decreto ovvero per quelle di nuova realizzazione.
Le norme tecniche si possono applicare alle suddette attività in alternativa alle specifiche norme tecniche di prevenzione incendi di cui al D. Min. Interno 27/07/2010.
D. Min. Interno 07/08/2017
Il Decreto - in vigore dal 25/08/2017 - approva nuove norme tecniche di prevenzione incendi per le attività scolastiche. Tali norme sono applicabili alle scuole di ogni ordine, grado e tipo, collegi, accademie con oltre 100 persone presenti (numero 67 dell’Allegato I al D.P.R. 151/2011), ad esclusione degli asili nido (per i quali occorre fare riferimento al D.M. 16/07/2014), in alternativa alle specifiche disposizioni tecniche preesistenti di cui al D.M. 26/08/1992. Con la sua emanazione sono state conseguentemente apportate le necessarie modifiche agli artt. 1, comma 2 e 2, comma 1, del D.M. 03/08/2015 (relativi al campo ed alle modalità di applicazione del Codice di prevenzione incendi), ed è stato introdotto all’Allegato I del medesimo D.M. 03/08/2015, nella sezione V (Regole tecniche verticali), il capitolo V.7 contenente le norme in oggetto.
D. Min. Interno 21/02/2017
Il provvedimento - in vigore dal 02/04/2017 - reca la Regola tecnica verticale (RTV) di prevenzione incendi applicabile alle attività di autorimessa di superficie complessiva coperta superiore a 300 m2 (numero 75 dell’Allegato I al D.P.R. 151/2011) in alternativa alle norme tecniche prescrittive preesistenti (D.M. 01/02/1986 e D.M. 22/11/2002). Con la sua emanazione sono state conseguentemente apportate le necessarie modifiche agli artt. 1, comma 2 e 2, comma 1, del D.M. 03/08/2015 (relativi al campo ed alle modalità di applicazione del Codice di prevenzione incendi), ed è stato introdotto all’Allegato I del medesimo D.M. 03/08/2015, nella sezione V (Regole tecniche verticali), il capitolo V.6 contenente le norme in oggetto.
D. Min. Interno 09/08/2016
Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per le attività ricettive turistico - alberghiere, ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139.
Il provvedimento reca la Regola tecnica verticale (RTV) di prevenzione incendi applicabile alle attività ricettive turistico-alberghiere (numero 66 dell’Allegato I al D.P.R. 151/2011) - fatta eccezione per le strutture turistico-ricettive all’aria aperta e per i rifugi alpini - in alternativa alle norme tecniche prescrittive preesistenti (D.M. 09/04/1994 e successive modifiche, D.M. 14/07/2015). Con la sua emanazione sono state conseguentemente apportate le necessarie modifiche agli artt. 1, comma 2 e 2, comma 1, del D.M. 03/08/2015 (relativi al campo ed alle modalità di applicazione del Codice di prevenzione incendi), ed è stato introdotto all’Allegato I del medesimo D.M. 03/08/2015, nella sezione V (Regole tecniche verticali), il capitolo V.5 contenente le norme in oggetto, che contengono anche una specifica sezione relativa alle opere da costruzione con un numero di posti letto inferiore a 25.
Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139.
Il provvedimento, ravvisata la necessità di semplificare e razionalizzare l'attuale corpo normativo relativo alla prevenzione incendi, introduce un unico testo organico e sistematico di disposizioni di prevenzione incendi applicabili ad attività soggette ai controlli di prevenzione.
Le norme tecniche, contenute nell'allegato al presente decreto, possono essere applicate alla progettazione, alla realizzazione e all'esercizio delle attività di cui all'allegato I del D.P.R. 151/2011, individuate con i seguenti numeri: 9; 14; da 27 a 40; da 42 a 47; da 50 a 54; 56; 57; 63; 64; 70; 71 (attività aggiunta dal D.M. 08/06/2016); 75; 76.
Per le attività sopra indicate il progettista potrà scegliere se applicare le nuove norme o la normativa esistente (elencata al comma 2 dell'art. 1 del provvedimento).
Il provvedimento specifica che le norme tecniche si applicano sia alle attività di nuova realizzazione sia a quelle esistenti alla data di entrata in vigore del decreto.
In caso di interventi di ristrutturazione parziale o di ampliamento di attività esistenti alla data di entrata in vigore, le medesime norme tecniche si possono applicare a condizione che le misure di sicurezza antincendio esistenti nella restante parte di attività, non interessata dall'intervento, siano compatibili con gli interventi di ristrutturazione parziale o di ampliamento da realizzare.
Le disposizioni del presente decreto entrano in vigore dal 18/11/2015.
D. Min. Interno 02/03/2012
Aggiornamento delle tariffe dovute per i servizi a pagamento resi dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Articoli 23, 25
Il decreto, emesso in attuazione dell'art. 18 della L. 10/08/2000, n. 246 e degli artt. 23 e 25 del D. Leg.vo 08/03/2006, n. 139, opera l'aggiornamento delle tariffe in oggetto, pubblicate con D.M. 03/02/2006, sulla base degli indici ISTAT relativi al periodo gennaio 2004 - dicembre 2010.
Di conseguenza, le tariffe orarie allegate al decreto in commento sostituiscono quelle previste dal D. Min. Interno 03/02/2006.
Le tariffe sono suddivise nelle seguenti tabelle:
Tabella 1: Tariffe orarie per l'impiego del personale del corpo nazionale dei vigili del fuoco per i servizi a pagamento;
Tabella 2: Tariffe orarie relative all'impiego di automezzi e natanti per i servizi tecnici a pagamento, con esclusione dei servizi di cui alla Tabella 1 - lettera A);
Tabella 3: Tariffe orarie delle prove per conto terzi eseguite nei laboratori della direzione centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica;
Tabella 4: Tariffa oraria per l'impiego di automezzi antincendio aeroportuali.
Circ. Min. Interno 13/05/2016, n. 6098
Onerosità dei servizi a pagamento resi dal CNVVF a favore di Amministrazioni statali.
Circ. Min. Interno 22/04/2013, n. 5457
D.P.R. 151/11 - Richiamo dell'art. 15 comma 3 del D. Leg.vo 139/2006
Circ. Min. Interno 09/04/2013, n. 4756
D.P.R. 1° agosto 2011, n. 151, allegato I - Attività nn. 66, 72, 73.
Imposta di bollo - segnalazione certificata inizio attività e altri atti previsti per l’esercizio di attività soggette alle visite e ai controlli di prevenzione incendi - Richiesta parere.
L'Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in ordine al corretto trattamento da riservare, ai fini dell’imposta di bollo, ai seguenti documenti:
segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) e attestazione di rinnovo periodico di conformità antincendio che Enti e privati devono presentare al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco per l’esercizio di attività soggette alle visite e ai controlli di prevenzione incendi;
nulla osta di fattibilità che i titolari delle attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco possono richiedere preventivamente al Comando Provinciale;
richieste di verifiche in corso d’opera al fine di attestare la rispondenza delle opere alle disposizioni in materia di prevenzione incendi, anche durante la loro realizzazione.
Circ. Min. Interno 29/01/2013, n. 1
Circolare esplicativa per l'attuazione da parte dei gestori delle gallerie stradali degli adempimenti amministrativi introdotti dal Nuovo Regolamento di semplificazione di Prevenzioni Incendi, emanato con il D.P.R. 151/11.
Circ. Min. Interno 26/11/2012, n. 14720
Modulistica per la presentazione delle istanze, delle segnalazioni e delle dichiarazioni, prevista dal D.M. 7 agosto 2012.
La circolare illustra le modifiche più significative introdotte da. D.M. 07/08/2012 (Disposizioni relative alle modalità di presentazione delle istanze concernenti i procedimenti di prevenzione incendi e alla documentazione da allegare) alla modulistica, rispetto a quella precedentemente in vigore, e gli aspetti salienti che caratterizzano i singoli nuovi modelli.
Circ. Min. Interno 25/05/2012, n. 7213
Corsi base di specializzazione in prevenzione incendi e corsi e seminari di aggiornamento in materia di prevenzione incendi in attuazione degli artt. 4 e 7 del D.M. 5 agosto 2011.
Facendo seguito al D.M. 05/08/2011, che ha stabilito le procedure ed i requisiti per l’autorizzazione e l’iscrizione dei professionisti negli elenchi del Ministero dell’interno, il provvedimento in ottemperanza all’art. 4, comma 1, e all’art. 7, comma 3, del predetto decreto, reca in allegato le indicazioni relative ai programmi, all’organizzazione e alle procedure di approvazione dei corsi base di specializzazione di prevenzione incendi, nonché le analoghe indicazioni relative ai corsi/seminari di aggiornamento.
DPR 151/2011 artt. 4 e 5 - Chiarimenti applicativi.
Circ. Ass.R. Sicilia 03/01/2012, n. 1287
Linee di indirizzo per ottimizzare ed uniformare, nell’ambito regionale, l’attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro dei diversi enti ed organismi pubblici.
Nuovo regolamento di prevenzione incendi - d.P.R. 1 agosto 2011, n. 151, «Regolamento recante disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi, a norma dell'articolo 49 comma 4-quater, decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122». Primi indirizzi applicativi.
Il documento contiene le prime indicazioni applicative del nuovo regolamento di prevenzione incendi di cui al D.P.R. 151/2011, in attesa dell'emanazione dei relativi decreti attuativi, e reca inoltre in allegato la tabella con i valori della durata del servizio necessari per il calcolo delle tariffe da riconoscere ai Vigili del fuoco nell’espletamento degli adempimenti di cui al D.P.R. 151/2011.
Prima dell'inizio dell'attività il titolare è tenuto a presentare una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) corredata da atti «tecnico-amministrativi», comprensivi di:
dichiarazione sostitutiva dell'atto notorio;
asseverazione di un tecnico abilitato della conformità dell'opera alla regola tecnica e, ove previsto, al progetto approvato dal Comando provinciale;
certificazioni e/o dichiarazioni di conformità degli elementi costruttivi, prodotti, materiali, attrezzature, dispositivi, impianti e componenti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio.
Qualora siano presenti contemporaneamente attività di categoria A, B, e C, il progetto sottoposto a valutazione dovrà riferirsi solo alle attività B e C, mentre le attività A saranno indicate ai fini della valutazione di eventuali interferenze.
Ai sensi del nuovo regolamento, il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) non è più un provvedimento finale di un procedimento amministrativo, ma, al pari del verbale della visita tecnica, costituisce solo il risultato del controllo effettuato, e non ha validità temporale. Inoltre il CPI assume la valenza di «attestato del rispetto delle prescrizioni previste dalla normativa di prevenzione incendi e della sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio».
Il provvedimento precisa che le sanzioni penali previste per l'omessa richiesta di rilascio o rinnovo del CPI trovano ora applicazione a tutte le attività disciplinate dal nuovo regolamento in caso di mancata presentazione della SCIA.
La lettera circolare in commento chiarisce poi alcuni aspetti inerenti i nuovi procedimenti volontari (nulla osta di fattibilità e verifiche in corso d'opera), i procedimenti nel periodo transitorio, documentazione e modulistica, sistema tariffario.
Sportello Unico per le Attività Produttive (D.P.R. del 7 settembre 2010, n. 160) Indirizzi applicativi di armonizzazione tra le procedure di prevenzione incendi ed il "procedimento automatizzato" di cui capi I, II, III, V e VI del Regolamento.
NotaMin. Interno 06/05/2010, n. 7589
Rimozione di depositi di g.p.l. in serbatoi fissi interrati da parte di ditte terze.
Lett. Circ.Min. Interno 10/02/2010, n. 1764
Controlli di prevenzione incendi ai sensi dell’art. 19 del D. Leg.vo 139/2006 - Anno 2010.
Circ. Min. Interno 01/12/2009, n. 114
Norme di sicurezza per le attività di spettacolo viaggiante. Chiarimenti e indirizzi applicativi.
La Circolare chiarisce articolo per articolo tutte le disposizioni del D.M. 18/05/2007, recante le norme di sicurezza per le attività di spettacolo viaggiante, emanato allo scopo di superare la condizione determinata dal D.M. 08/11/1997, che ha sospeso l'attuazione delle disposizioni di cui all'allegato VII, punto 7.7, della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l'esercizio dei locali di pubblico spettacolo e intrattenimenti, approvata con D.M. 19/08/1996, sino all'emanazione di specifica normativa sulla sicurezza dei circhi equestri e per lo spettacolo viaggiante.
Alcune attività dello spettacolo viaggiante (per esempio, i teatri viaggianti, i circhi equestri) rientrano fra i locali di pubblico spettacolo di cui all'art. 1 del D.M. 19/08/1996, le cui norme si applicano dunque alle stesse, ai soli fini della prevenzione incendi, in aggiunta a quelle del D.M. 18/05/2007.
Conformità impianti elettrici. La Circolare chiarisce che qualora gli impianti elettrici di alimentazione delle attività di spettacolo viaggiante, ossia i collegamenti elettrici tra il punto di consegna dell'energia elettrica da parte dell'ente fornitore e il quadro elettrico generale delle stesse attività, rientrino nel campo di applicazione del D.M. 22/01/2008, n. 37, la dichiarazione di conformità deve essere redatta secondo quanto stabilito dall'art. 7, del decreto medesimo. Negli altri casi invece è opportuno l'utilizzo della modulistica prevista dalla L.C. 24/04/2008, prot. n. P515/4101 sott.72/E.6.
Lett. Circ.Min. Interno 28/05/2009, n. 5443
Controlli di prevenzione incendi ai sensi dell’art. 19 del D. Leg.vo 139/2006 - Anno 2009.
Lett. Circ.Min. Interno 07/04/2009, n. 2720
Attuazione articolo 10 del D. Leg.vo 11 febbraio 1998, n. 32 - Certificazione di manutenzione per i piccoli serbatoi di GPL.
Lett. Circ. Min. Interno 29/05/2008, n. 720
Porte scorrevoli orizzontalmente munite di dispositivi automatici di apertura a sicurezza ridondante. Chiarimento.
Il Dipartimento dei Vigili del Fuoco fornisce chiarimenti riguardanti la possibilità di installare porte scorrevoli orizzontalmente, munite di dispositivi automatici di apertura a sicurezza «ridondante», presso le uscite di piano e lungo le vie di esodo.
In particolare la possibilità di installare detti dispositivi a scorrimento, in luogo delle porte apribili «a spinta» previste dalle disposizioni generali di prevenzione incendi nei luoghi di lavoro contenute nel D. Min. Interno 10.3.1998 e dalle specifiche regole tecniche per le attività soggette al rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi elencate nell'allegato al D.M. 16.2.1982, trova fondamento sul favorevole esito dei rapporti di prova rilasciati per alcune porte di tale tipologia munite di apertura automatizzata a sicurezza «ridondante».
In proposito, ad ulteriore precisazione di quanto espresso ai punti 3.9 e 3.11 dell'Allegato III al citato D. Min. 10.3.1998, il Dipartimento chiarisce che i certificati di prova emessi sono da ritenersi validi, e di conseguenza è possibile installare le porte scorrevoli in oggetto, solo laddove l'obbligo di apertura nel verso dell'esodo delle porte installate lungo le vie d'uscita e in corrispondenza delle uscite di piano non sia espressamente imposto dalle vigenti normative. In caso contrario, qualora la normativa vigente preveda espressamente l'apertura delle porte a spinta nel verso dell'esodo, le porte scorrevoli orizzontalmente non possono essere installate, anche se munite di sistemi di apertura automatici a sicurezza «ridondante», a meno che le stesse non siano apribili anche «a spinta».
Inoltre, al testo in oggetto il Dipartimento allega una nota inviata ad una Ditta del settore in risposta a quesiti riguardanti la spinta massima per l'apertura dell'anta di una porta del tipo permesso e la verifica dell'efficienza delle porte scorrevoli automatiche installate ad un'uscita di piano o lungo una via di esodo utilizzate come via d'uscita in emergenza.
Lett. Circ. Min. Interno 24/04/2008, n. 1108
Certificato di Prevenzione Incendi nelle attività a rischio di incidente rilevante.
Il Dipartimento dei VV.F. del Min. dell'Interno fornisce alcuni chiarimenti sul rilascio ed il rinnovo del certificato di prevenzione incendi per le attività a rischio di incidente rilevante soggette alla presentazione del rapporto di sicurezza, previsto dall'art. 8 del D. Leg.vo 334/1999. Lo scopo principale del documento è di riepilogare le fasi principali della procedura onde contribuire all'espletamento della stesso nel rispetto dei principi di speditezza e trasparenza.
Innanzitutto viene ricordato che, allo stato attuale, la documentazione tecnica presentata per l'espletamento della procedura per la valutazione del rapporto di sicurezza viene esaminata dal Comitato tecnico regionale o interregionale, di cui all'art.19 dello stesso decreto, le cui conclusioni vengono acquisite dal Comando Provinciale dei VV.F. competente per territorio ai fini del rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi.
Il documento in esame pone l'accento sul fondamentale ruolo del Comandante Provinciale VV.F. che, in qualità di componente di diritto del citato Comitato tecnico regionale o interregionale e della Commissione per l'accertamento sopralluogo, potrà rilasciare o rinnovare il certificato facendo proprio il parere tecnico conclusivo ed il positivo accertamento dei due organi tecnici collegiali.
In ogni caso la lettera-circolare rammenta che, ultimata la procedura per la valutazione del rapporto di sicurezza, il Certificato di Prevenzione Incendi viene rilasciato o rinnovato, quale atto dovuto, dal Comando provinciale dei VV.F. competente per territorio, nei tempi e nei modi stabiliti dal D. Min. 19.3.2001.
Infine, si richiama l'attenzione sulla necessità, in caso di omissioni o ritardi da parte dei gestori in materia di richiesta di rilascio o rinnovo del certificato di prevenzione incendi, di trasmettere tempestivamente una formale diffida all'interessato e una segnalazione motivata e dettagliata al Prefetto per l'assunzione delle determinazioni di competenza.
Lett. Circ. Min. Interno 15/04/2008, n. 1008
Procedure di prevenzione incendi in caso di modifiche in attività a rischio di incidente rilevante.
Il documento fornisce chiarimenti sulla normativa relativa alle procedure di prevenzione incendi in caso di modifiche in attività a rischio di incidente rilevante.
Nel fornire le diverse indicazioni in oggetto, la circolare discerne l'eventualità, o meno, che le modifiche comportino un aggravio del preesistente livello di rischio, ai sensi del D. Min. 9.8.2000, considerando sia il caso di attività soggette alla presentazione del rapporto di sicurezza, disposto ai sensi dell'art. 8, D. Leg.vo 334/1999, che di quelle esonerate da tale obbligo.
Un'importante precisazione viene fatta prima di descrivere le procedure individuate per le differenti casistiche appena descritte, ricordando che per la quasi totalità degli stabilimenti in oggetto è obbligatorio il rilascio del certificato di prevenzione incendi, documento che, indipendentemente dalla durata della sua validità, deve obbligatoriamente essere sostituito da uno nuovo ogniqualvolta si verifichi una modifica alle condizioni di sicurezza antincendio precedentemente accertate, ai sensi dell'art. 16, comma 6, del D. Leg.vo 139/2006.
Inoltre si rammenta che nel caso di modifica attinente la sicurezza antincendio in uno stabilimento a rischio di incidente rilevante, in cui si svolgano attività elencate nel D. Min. 16.2.1982, il relativo progetto dovrà, in ogni caso, essere esaminato dal Comando Provinciale dei VV.F. competente per territorio.
Lett. Circ. Min. Interno 19/03/2008, n. 72
Controlli di prevenzione incendi ai sensi dell’art. 19 del D.Leg.vo 139/2006.
Il Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Min. dell’Interno informa i Direttori Regionali ed i Comandanti Provinciali sull’estrema necessità di perfezionare un sistema di verifiche tecniche volte ad assicurare la corretta conclusione dei procedimenti di prevenzione incendi e che portino all’emersione del sommerso, attraverso l’individuazione delle attività soggette ai controlli medesimi delle quali, peraltro, non risulta agli atti dei Comandi Provinciali dei VV.F. alcuna istanza di avvio del procedimento di specie. A tal riguardo si ricorda che, ai sensi dell’art. 19 del D. Leg.vo 139/2006, il Corpo Nazionale dei VV.F. esercita, con poteri di polizia amministrativa e giudiziaria, la vigilanza sull’applicazione della normativa di prevenzione incendi in relazione alle attività, costruzioni, impianti, apparecchiature e prodotti ad essa assoggettati, mediante visite tecniche, verifiche e controlli disposti a campione o in base a programmi settoriali. D’accordo con il citato art. 19, che suggerisce la realizzazione di programmi settoriali secondo le categorie di attività svolte, le strutture preposte alle operazioni di controllo sono dunque invitate a procedere in via prioritaria nei riguardi delle attività siderurgiche, dando la precedenza a quelle non ancora presenti negli archivi dei Comandi Provinciali e provvedendo in tale eventualità ad acquisire da altri enti o amministrazioni le informazioni necessarie. Si ricorda inoltre che in relazione ai controlli effettuati, i Comandi Provinciali devono redigere e trasmettere alla Direzione Centrale, con cadenza trimestrale, un quadro sintetico relativo alle situazioni riscontrate.
Istanze di prevenzione incendi: le nuove modalità per la presentazione individuate dal D.M. 07/08/2012
Presentiamo una guida punto per punto all’applicazione del combinato disposto tra il D.P.R. 151/2011, recante la disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi, ed il D.M. 07/08/2012, recante le modalità di presentazione delle istanze concernenti detti procedimenti e la documentazione da allegare.
Regolamento di prevenzione incendi: indirizzi applicativi
In attesa dei decreti attuativi del nuovo Regolamento, le prime istruzioni operative con l’indicazione della documentazione e della modulistica da presentare a corredo delle pratiche, e le direttive per la gestione delle richieste e del tariffario nel periodo transitorio.
Il nuovo Regolamento di prevenzione incendi
Bruciatori e caloriferi con regole europee da Italia Oggi
Antincendio, rischio sanzioni per gli amministratori da Il Sole 24 Ore
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Antincendio, nuove regole per edifici sopra i 12 metri da Il Sole 24 Ore