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Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 44']

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da Sergio P. Del Bello » 09/02/2017, 11:22
La Stampa, Raphael Zanotti, 08/02/2017
Divieto di accesso, nonostante il Foia
gli atti amministrativi restano in cassaforte
Il provvedimento del governo alla prova dei fatti: Comuni e Csm svicolano
Quando è stato lanciato sembrava la rivoluzione: trasparenza, efficienza, servizio al cittadino. «Chiunque potrà chiedere documenti e ottenerli entro un mese», proclamava il ministro Marianna Madia. Il Foia, così ribattezzato sulla falsariga del Freedom Information Act americano, prometteva di trasformare la pubblica amministrazione nella casa di vetro che tutti, a parole, vorrebbero. Ma è davvero così? Abbiamo fatto un esperimento per testarlo. Poche ore dopo la sua entrata in vigore il 23 dicembre scorso, abbiamo inviato diverse richieste di accesso civico. La prima al Csm, per vedere se documenti prima preclusi fossero ora accessibili. Le altre a quattro amministrazioni comunali diverse per vedere come si sarebbero comportate di fronte al nuovo istituto. Il risultato è stato piuttosto deludente. La fosca previsione di Foia4Italy e di altre associazioni di cittadini che avevano spinto per la legge - troppe eccezioni la renderanno inutile - sembra per ora che si sia avverata.
Comuni in ordine sparso
La questione si fa più interessante se riguarda i Comuni. Abbiamo indirizzato le stesse identiche richieste di accesso a Milano (guidata dal centrosinistra), Venezia (centrodestra) e Roma (M5S). A queste abbiamo aggiunto, per vicinanza territoriale, Torino (M5S). Volevamo il carteggio (sia posta elettronica nominativa che istituzionale) scambiato tra il sindaco e un assessore lungo un arco temporale ampio, lungo un arco temporale settimanale e relativo a un tema specifico, e infine copia dei giustificativi dei rimborsi spese dei sindaci.
Sul carteggio gli esiti sono stati identici: rigetto. Ma ognuno ha addotto motivi diversi. Per il Comune di Venezia non si può accedere al carteggio perché non vengono individuate email specifiche. In pratica avremmo dovuto sapere che il tal giorno alla tal ora è partita un’email dal sindaco verso l’assessore. A meno di capacità divinatorie a noi precluse, impossibile.
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da Sergio P. Del Bello » 17/01/2017, 2:23
FPA, 11/01/2017, di Francesco Addante, laureato in Scienze delle Pubbliche Amministrazioni, divulga per passione studi e notizie su PA digitale, Trasparenza e Anticorruzione @addantefrancsco
Stabilita definitivamente il 31 gennaio 2017 la scadenza che le PA devono rispettare per adempiere agli obblighi introdotti o modificati della nuova disciplina in materia di trasparenza, avendoli già preventivamente individuati nei loro PTPCT. Un clamoroso passo indietro rispetto alla versione in consultazione, quello delle linee guida del 28 dicembre scorso con cui l’ANAC conferma, definitivamente, l’abrogazione di alcuni capisaldi anticorruzione, avvenuta paradossalmente ad opera del FOIA. Inoltre, non si hanno notizie su come devono essere effettivamente gestite le Banche dati (centralizzate) che entreranno a regime il prossimo 23 giugno
L’All. 1, mappa ricognitiva degli obblighi informativi, sostituisce l’omonimo corrispondente della Delibera Civit n.50/2013 al quale l’Allegato A del Decreto trasparenza aveva demandato il dettaglio dei propri contenuti.
Come recitano testualmente le disposizioni dell’Autorità, con riguardo agli obblighi introdotti o modificati dal d.lgs. 97/2016, i dati e le informazioni da pubblicare si riferiscono al periodo successivo al 23 giugno 2016, data di entrata in vigore del d.lgs. 97/2016, pertanto, la reale scadenza che le Amministrazioni sono tenute a rispettare per le novazioni introdotte è il 31 gennaio 2017 (in coincidenza con l’adozione del Piano triennale per la prevenzione della corruzione e della trasparenza - PTPCT), data dalla quale partirà effettivamente l’attività di vigilanza dell’ANAC.
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Tra le concrete misure di attuazione che diano prova dell’effettiva adozione di provvedimenti che ottemperino agli obblighi in materia di trasparenza, le linee guida definitive:
introducono la facoltà di indicare, in sostituzione dei nominativi dei soggetti responsabili della trasmissione dei dati (intesi quali uffici tenuti alla individuazione e/o alla elaborazione dei dati, e di quelli cui spetta la pubblicazione), "il responsabile in termini di posizione ricoperta nell’organizzazione, purché il nominativo associato alla posizione sia chiaramente individuabile all’interno dell’organigramma dell’ente". Facendo riferimento, in questo caso, ad "una soluzione analoga a quella già adottata in tema di responsabilità dei procedimenti amministrativi di cui all’art. 35 del d.lgs. 33/2013" si chiarisce esplicitamente che il soggetto che dovrà assolvere agli obblighi di trasmissione (elaborazione/detenzione del dato, trasmissione a chi deve pubblicarlo, o pubblicazione) dovrà essere minimo un funzionario incaricato di P.O.
stabiliscono che "l’Autorità nell’effettuare la propria vigilanza terrà conto delle scadenze indicate nel PTPCT, ferme restando quelle per l’aggiornamento (in relazione alla loro periodicità) disposte dalle norme". Trattasi dei "termini entro i quali ogni amministrazione", nell’ambito della programmazione della trasparenza, "deve prevedere l’effettiva pubblicazione di ciascun dato nonché le modalità stabilite per la vigilanza ed il monitoraggio sull’attuazione degli obblighi".
Nel seguito, il nuovo MODELLO di pubblicazione con cui si sono presentate, in fase di consultazione, 26 proposte di miglioramento (e richieste di precisazione) ma anche di correzione e integrazione di molti degli obblighi informativi che, in gran parte, non accettati sono stati, quindi, dimenticati anche nella versione definitiva rispetto a quelli normativamente vigenti ed altri indicati nello stesso testo delle linee guida approvate lo scorso 28 dicembre.
I volti della trasparenza dopo il d.lgs. 97/2016
FPA, 11/01/2017, di Fernanda Faini, Presidente Circolo dei Giuristi Telematici
da Sergio P. Del Bello » 30/12/2016, 21:15
Nell’adunanza del 28 dicembre 2016 approva in via definitiva la delibera n. 1310 «Prime linee guida recanti
indicazioni sull’attuazione degli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni contenute nel d.lgs.
33/2013 come modificato dal d.lgs. 97/2016» e ne dispone la pubblicazione sul sito istituzionale
dell’ANAC.
Un apposito tavolo tecnico, cui parteciperanno rappresentanti del Garante privacy e degli enti locali, monitorerà
l’applicazione delle Linee guida in modo da giungere a un aggiornamento entro i prossimi 12 mesi.
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Nella seduta del 28 dicembre il Consiglio dell’Anac ha approvato anche le prime Linee guida sull’attuazione degli obblighi di pubblicazione previsti dal decreto legislativo n° 33 del 2013 sulla trasparenza, come modificato dal decreto legislativo n° 97 del 2016
da Sergio P. Del Bello » 23/12/2016, 21:25
AGI.it, 23/12/2016, di Ernesto Belisario
Foia: ecco cosa devono sapere cittadini e giornalisti
Da oggi, 23 dicembre 2016, chiunque può esercitare il nuovo diritto di accesso generalizzato ai dati e ai documenti delle pubbliche amministrazioni.
Infatti, diviene finalmente applicabile una delle norme più importanti ed attese tra quelle introdotte nell’ambito della riforma della pubblica amministrazione del Governo Renzi: quella sul c.d. “FOIA”, acronimo inglese che sta per Freedom of information act. Si tratta della norma che prevede un nuovo diritto: il diritto di chiunque di avere accesso ai dati e ai documenti detenuti dalla pubblica amministrazione.
Il FOIA è, da tempo, legge in numerosi Paesi del mondo: ad esempio, il primo FOIA, quello svedese, risale al 1766, mentre la legge USA fu approvata nel 1966. Si tratta di un importante strumento di trasparenza che serve sia a stimolare il controllo diffuso sull’operato degli uffici pubblici sia a consentire la partecipazione dei cittadini.
Per consentire alle amministrazioni di adeguare i propri archivi e le proprie procedure, il legislatore ha previsto un termine di sei mesi per rendere davvero esercitabile questo diritto.
E il termine scade proprio oggi, 23 di dicembre.
Ma cittadini, imprese e giornalisti sono pronti per sfruttare le potenzialità di questo nuovo strumento di trasparenza?
da Sergio P. Del Bello » 23/12/2016, 21:05
Diritto di sapere, 23/12/2106 di Guido Romeo
Oggi 23 dicembre, chiedere l’accesso alle informazioni in possesso dello Stato italiano è improvvisamente diventato più semplice. Non bisogna più giustificare il proprio interesse o dimostrarsi parte interessata di un procedimento amministrativo. Cosa è successo? È finalmente entrato in vigore il primo Freedom of Information Act italiano approvato lo scorso maggio.
È vero, tra allerte al terrorismo e grandi salvataggi bancari, l’entrata in vigore di una legge sulla trasparenza non ha nessuna speranza di conquistare le prime pagine, ma questo Foia fa un regalo importante a tutti gli italiani: un nuovo diritto. Anzi mi correggo, è un regalo non solo agli italiani, ma a tutti perché viene data “libertà di accesso a chiunque ai dati e ai documenti” di amministrazioni pubbliche agenzie statatali e a gran parte delle partecipate.
Intendiamoci, il nuovo Foia è tutt’altro che perfetto, come DDS e altre organizzazioni hanno sottolineato, ma è un passaggio importante per un paese come il nostro, fino a quelche mese fa relegato alle ultime posizioni (97imi su 101) delle classifiche RTI sulla trasparenza di cui abbiamo appena scalato oltre 40 posizioni.
Ma ora la cosa più importante è un’altra: usare il nostro diritto all’accesso!
In chiusura in grande ringraziamento a tutte le associazioni e le persone che, insieme a DDS, hanno dato vita a Foia4Italy, un movimento informale e senza cariche o statuti, ma che negli ultimi due anni si è dimostrato un’efficacissima lobby civica senza la quale il Foia italiano forse non avrebbe mai visto la luce. E certamente non è finita.
Buon Foia e buona fortuna!
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da Sergio P. Del Bello » 15/11/2016, 1:05
ANAC, 11/11/2016
Avviata la fase di consultazione pubblica
Schema di “Linee Guida recanti indicazioni operative ai fini della definizione delle esclusioni e dei limiti all’accesso civico
di cui all’art. 5 co. 2 del d.lgs. 33/2013”
Consultazione on line del 11 novembre 2016 – invio contributi entro il 28 novembre 2016
In attuazione di quanto previsto dall’art. 5-bis, co. 6 del d.lgs. 33/2013, introdotto dal d.lgs. 97/2016, lo schema di Linee guida che l’Autorità mette in consultazione ha ad oggetto indicazioni operative in merito alla definizione delle esclusioni e dei limiti previsti dalla legge all’accesso, da parte di chiunque, a dati, documenti ed informazioni detenuti dalle amministrazioni ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione obbligatoria (cd. accesso civico generalizzato).
Alla predisposizione del testo ha partecipato il Garante per la protezione dei dati personali. Il documento viene posto in consultazione pur in presenza di alcune riserve che dovranno essere sciolte, anche alla luce delle risultanze della consultazione medesima, al fine di perfezionare l’intesa prevista dalla legge.
Secondo quanto previsto dall’art. 5-bis co. 6, sulle Linee guida dovrà essere sentita anche la Conferenza unificata Stato, Regioni e Autonomie locali di cui all’art. 8 del d.lgs. 28 agosto 1997 n. 281.
url=http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/ConsultazioniOnline/20161111/CO.accesso.civico.11.11.16.pdf]Documento di consultazione[/url]
da Sergio P. Del Bello » 05/11/2016, 20:02
FPA, 03/11/2016 di ​Francesco Addante*
I dati a pubblicazione obbligatoria ancora vigenti e quelli introdotti dal FOIA
I dati a pubblicazione obbligatoria, previsti dal previgente D.lgs. 33/2013, oggetto di correzioni dal FOIA, da un lato sono stati in parte abrogati, dall'altro sono stati integrati di ulteriori adempimenti. L'autore fa il punto della situazione sugli obblighi informativi abrogati e introdotti con l'integrazione
Il nuovo decreto trasparenza, così come modificato dal D.lgs 97/2016, dispiegherà effettivamente tutta la sua efficacia il 23 dicembre p.v., tuttavia, in attesa che le linee guida dell'ANAC (secondo OGP a Novembre) risolvano le ampie e generiche eccezioni, le P.A. devono, già dal 23 giugno scorso, assolvere ai loro obblighi informativi in riscontro alle istanze di accesso civico che i cittadini possono, sin da subito (in realtà già da quattro mesi), inoltrare alla loro attenzione.
I dati a pubblicazione obbligatoria, previsti dal previgente D.lgs. 33/2013, oggetto di correzioni dal FOIA, da un lato sono stati in parte abrogati, dall'altro sono stati integrati di ulteriori adempimenti.
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Da un conteggio sommario, sono 18 quelli soppressi e 14 quelli aggiunti, modificati e integrati, ossia, 7% rispetto a 5,5% rispetto ad un totale calcolato su 256 elementi, in riferimento a tutte le tipologie di P.A. interessate
Ecco la tabella che elenca, sinteticamente, i dati che non devono essere più pubblicati e quelli che, invece, in aggiunta, devono essere evidenti nella sezione Amministrazione Trasparente dei siti web istituzionali. A seguire, l’elenco degli obblighi informativi previsti dal D.lgs. 50/2016, in materia di Trasparenza, in una sorta di rinvio e collegamento reciproco con il neo D.lgs.33/2013. Per un maggior dettaglio è possibile consultare l'elenco in cui sono riportati i collegamenti agli articoli normativi di riferimento alla versione modificata coordinata del neo decreto trasparenza con evidenza sul testo previgente delle parti integrate/sostituite e abrogate.
Vi invito a guardare[url]l'infografica sulle timeline 2013/2017[/url]
Infografica.JPG (37.63 KiB) Osservato 2880 volte
da Sergio P. Del Bello » 27/10/2016, 0:47
Agenda digitale, di Francesco Addante, 05/09/2016
Foia, ecco gli ostacoli nella fase attuativa
Ci si prepara alla fase dell'attuazione. Spicca subito un problema: l’esercizio contemporaneo di tre modalità di accesso, che potrebbe comportare un rilevante e inutile aggravio del procedimento da parte della P.A.
L’ambito oggettivo (anche di quelli in formato aperto) esteso a “ulteriori dati” rispetto alla previgente normativa incontrerà i limiti dettati dalla necessità di tutelare gli interessi “pubblici” (come “sicurezza pubblica e l’ordine pubblico e nazionale) e "privati" (come “protezione dei dati personali, gli interessi economici e commerciali”) giuridicamente rilevanti . Saranno le linee guida recanti indicazioni operative emanate dall’ANAC a risolvere con chiarezza questi spazi grigi e a definire il nuovo Allegato A.
Tuttavia molti sono i dubbi anche sull’effettività posta da tale soluzione.
Infatti, sebbene il provvedimento dovrà essere espresso e motivato, la P.A. può sempre giustificare il rifiuto, il differimento e la limitazione dell'accesso nei casi e con i limiti da essa stabiliti.
Limiti, occorre ricordarlo, che interesseranno anche i dati soggetti a obbligo di pubblicazione, cosa che non avveniva con il previgente D.lgs. 33/2013 (pur valendo, in generale, un limite alla trasparenza costituito dalle stesse ragioni). Quindi se da un lato s’intende estendere il diritto di accesso, dall’altro si corre il rischio, invece di restringerlo. Inoltre, un’ulteriore limitazione è rappresentata dalla possibilità (l’ANAC in questa ipotesi non ne ha l’obbligo) che, di tali dati a pubblicazione obbligatoria, la forma integrale sia sostituita con quella di informazioni riassuntive e modalità semplificate di adempimento.
L’esercizio contemporaneo di tutte e tre le modalità potrebbe comportare un rilevante e inutile aggravio del procedimento da parte della P.A. in netta contrapposizione proprio con quello che invece si voleva impedire. Tutto ciò senza considerare il ricorso al potere sostitutivo, prima accennato, scomparso dalla versione vigente del Decreto Trasparenza ma che probabilmente è ancora attivabile proprio perché sopravvive ai sensi della l. 241/90. A questo si aggiunge il percorso parallelo (valevole per fortuna solo per i dati non oggetto di pubblicazione obbligatoria) delle informazioni da comunicare e i riscontri da ricevere dai controinteressati.
da Sergio P. Del Bello » 12/10/2016, 22:49
Il Mondo degli Archivi, Giulia Barrera (DGA), 20/06/2016
La legge 241/1990 resterà però in vigore (non viene neppure emendata);
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Occorre inoltre considerare che il d. lgs. 97/2016 si chiude con l’ormai rituale «clausola di invarianza finanziaria»: dall’attuazione del decreto «non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica» (art. 44). Eppure, per l’attuazione della legge sarebbe necessario un importante investimento nel settore della formazione: non si tratta solo di impartire nozioni in merito a una nuova normativa, ma di favorire un cambiamento culturale nella PA. Occorre infatti far penetrare nel senso comune degli impiegati la nozione che le informazioni detenute dalla PA appartengono ai cittadini, che hanno tutto il diritto di accedervi, salvo ben delimitate eccezioni.
Inoltre, con quali risorse umane e finanziarie si potrà procedere a ricercare «i dati, le informazioni o i documenti richiesti»? E con quali risorse si potrà migliorare la gestione documentale e rendere più efficienti gli archivi correnti? Con quali risorse si potranno potenziare gli uffici dei responsabili della prevenzione della corruzione, per permettergli di esaminare con la dovuta competenza, cura e tempestività i ricorsi che si accumuleranno sulle loro scrivanie?
Naturalmente, non abbiamo una risposta a queste domande, ma sappiamo che su tutti questi fronti gli archivisti potranno offrire, grazie alle loro specifiche competenze professionali, un contributo determinante, se gliene verrà offerta la possibilità.
da Sergio P. Del Bello » 29/06/2016, 22:05
#FOIA Due anni di @foia4italy
e non è ancora finita. Tutte le tappe in una timeline
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