Source: https://www.olir.it/documenti/sentenza-16-dicembre-1999-n-2081/
Timestamp: 2019-09-16 07:30:54+00:00
Document Index: 49945355

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 87', 'art. 108', 'art.2195', 'art. 111', 'art. 603', 'art.616']

Sentenza 16 dicembre 1999, n.2081 - Olir
Corte d'Appello - Penale
Confessioni religiose, Nuovi movimenti religiosi, Scientology, Regime tributario, Regime tributario ONLUS
Confessioni religiose, Enti religiosi, Italia
Iva, Chiesa di Scientology, Centri Narconon Albatros, Applicabilità, Irpeg
Pur ammettendo il carattere religioso della Chiesa di Scientology e delle sue articolazioni come i Centri Narconon Albatros, considerata la specifica organizzazione che li caratterizza e la prestazione di servizi, a fronte di corrispettivi più che renumerativi rispetto ai costi, si deve ritenere che questi centri devono soggiacere ai fini tributari al trattamento degli enti commerciali, sia per quanto attiene alle imposte dirette sui redditi sia per quanto riguarda l'imposta sul valore aggiunto. Alla stessa conclusione si può giungere anche a seguito dell'evoluzione legislativa, segnata dai D.L.vo n.460 del 1997 e n.442 del 1998, sul riordino della disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni non luvrative di utilità sociale (O.N.L.U.S.), che hanno introdotto significative restrizioni alle esenzioni fiscali degli enti religiosi, sia in materia di I.V.A., che in materia di I.R.P.E.G. In particolare, l'esenzione tributaria per le attività svolte da questi enti, in attuazione degli scopi istituzionali a favore degli iscritti, associati o partecipanti, verso pagamento di contributi specifici, è accordata solo a condizione che lo Statuto dell'ente contenga clausole determinate, sintomaticamente assunte come "indici di non commerciabilità". Viene confermata la sentenza resa dalla Corte di Appelo di Catanzaro che aveva condannato le imputate colpevoli dei reati ascritti, riducendo la pena principale detentiva all'arresto di due mesi e quindici giorni, concedendo il beneficio della non menzione della condanna.
1 – (omissis) , quali rappresentanti legali della Comunità Narconon Albatros, ognuna per il rispettivo periodo di amministrazione, venivano rinviate a giudizio davanti al tribunale di Paola per rispondere dei seguenti reati:
2 – Su gravame delle imputate, la corte di appello di Catanzaro, con sentenza del 13.1.1999, rigettava la richiesta di rinnovazione dell'istruzione dibattimentale, riduceva la pena principale detentiva all'arresto di due mesi e quindici giorni, concedendo anche il beneficio della non menzione della condanna, ma confermava nel resto la sentenza appellata.
3 – Il difensore della B., avvocato Leale, ha presentato ricorso, deducendo tre motivi.
4 – Anche il difensore della E. e della C., avvocato Vittorio Gallucci, ha presentato ricorso. deducendo inosservanza ed erronea applicazione della legge penale. In particolare lamenta che i giudici di merito abbiano erroneamente applicato la legge penale:
5 – Per chiarezza sembra opportuno premettere che i C.D. centri Narconon, quali quelli gestiti in Calabria dalle imputate, si presentano come articolazioni operative della omai nota Chiesa di Scientology, fondata nella metà del secolo XX da uno scrittore americano di fantascienza, Ron Hubbard. Questi, nel 1950, pubblicava il libro "Dianetics: the modern science of mental health" e nel 1954 fondava la "Church of Scientology" allo scopo di diffondere i principi della dottrina dianetica, che non è il caso di riferire in questa sede. A partire dagli anni Settanta, la chiesa si diffonde anche in Italia, attraverso l'apertura di vari istituti. nei quali viene offerta una serie di servizi, progressivamente complessi e costosi, principalmente costituiti da sedute di auditing (sorta di terapia di tipo psico-analitico) e programmi di purification (cicli di saune, con somministrazione massiccia di vitamine), nel contesto di una martellante opera di indottrinamento sulle teorie di Hubbard. Negli anni Ottanta, sempre ispirati alle teorie di Hubbard, cominciano a essere aperti nel territorio italiano i centri Narconon per il recupero dalla tossicodipendenza.
6 – Altrettanto si deve concludere in ordine ai reati tributari, giacché la natura religiosa dell'ente, secondo la normativa vigente, non sempre esclude i presupposti soggettivi e oggettivi degli obblighi tributari e quindi delle norme che puniscono la violazione degli obblighi stessi.
Per quanto invece riguarda l'applicabilità dell'imposta sui redditi delle persone giuridiche, viene in rilievo il capo terzo del titolo secondo del t.u.i.r., specificamente dedicato agli enti noti commerciali, vale a dire agli enti che non hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciale (lettera c), comma 1 dell'art. 87), come sono in genere gli enti religiosi, assistenziali, terapeutici e simili. Per questi enti l'art. 108 del testo unico stabilisce che non si considerano attività commerciali (e quindi non sono soggette all'imposta) le prestazioni di servizi (diverse dalle attività industriali, di intermediazione, di trasporto, bancarie e assicurative di cui all'art.2195 cod. civ.) "rese in conformità alle finalità istituzionali dell'ente senza specifica organizzazione e verso pagamento di corrispettivi che non eccedono i costi di diretta imputazione". Per conseguenza, sono da considerarsi attività commerciali soggette all'imposta quelle prestazioni di servizi che, pur conformi alle finalità istituzionali dell'ente, sono rese attraverso una specifica organizzazione e contro corrispettivi che eccedono il costo del servizio, ovverosia producono reddito. E ciò vale – com'è stato notato – sia quando il servizio "a pagamento" è diverso e solo strumentale rispetto all'attività religiosa dell'ente, sia quando costituisce l'essenza stessa dell'attività religiosa.
7 – Vero è che per gli enti di tipo associativo, al cui novero appartiene sia la chiesa di Scientology sia la comunità Narconon amministrata dalle prevenute, l'art. 111 del t.u.i.r. detta una disciplina particolare, secondo cui non è considerata commerciale l'attività svolta dall'ente nei confronti degli associati o partecipanti, in conformità alle finalità istituzionali dell'ente stesso, sicché le somme versate dagli associati o partecipanti a titolo di quote o contributi associativi non concorrono a formare il reddito complessivo soggetto al tributo (comma 1).
Orbene, nella fattispecie concreta, i giudici di merito hanno accertato – anche qui con motivazione incensurabile in sede di legittimità – che la retta pagata dagli ospiti della comunità Narconon non era affatto una quota associativa, ma configurava piuttosto un corrispettivo specifico per il servizio reso, tanto vero che aumentava o diminuiva in ragione del prolungamento o della precoce interruzione del "trattamento". Come tale concorreva alla formazione del reddito tassabile. La quota associativa, invece, per sua natura, è svincolata dalla prestazione del servizio e dalle sue vicende, ma esprime solo una partecipazione alla associazione.
8 – Infine, va sottolineato che alla stessa conclusione si deve giungere a seguito della evoluzione legislativa maturata dopo i fatti per cui è processo, la quale anzi è chiaramente ispirata all'intento di limitare il trattamento tributario di favore per le organizzazioni religiose, sindacali, culturali, etc. o almeno di introdurre più serie garanzie per evitare che le associazioni interessate strumentalizzino le finalità istituzionali dichiarate nei loro statuti per lucrare indebiti benefici ed esenzioni fiscali.
9 – Per le ragioni testé esposte tutti i motivi di ricorso devono essere disattesi siccome giuridicamente infondati.
In particolare, in ordine al primo motivo del ricorso sottoscritto dall'avvocato Leale, si può ribadire che la corte di merito ha motivatamente accertato il contenuto dei servizi resi dalla comunità Narconon agli iscritti, e che – essendo già in grado di decidere allo stato degli atti – non aveva l'obbligo di rinnovare l'istruzione dibattimentale ex art. 603 c.p.p. per acquisire documenti peraltro non essenziali (quali i libri di testo usati).
10 – I ricorsi vanno quindi respinti. Segue per legge la condanna alle spese del processo. In ragione del contenuto dell'impugnazione, non si ritiene di dover irrogare anche la sanzione pecuniaria di cui all'art.616 c.p.p.
« Decreto Presidente Repubblica 16 maggio 2000, n.189 » Circolare ministeriale 12 maggio 1998, n.124/E