Source: http://www.tusciafisco.it/dichiarazione-redditi-2013/unico-pf-2013-istruzioni/7009-istruzioni-compilazione-quadro-rs.html
Timestamp: 2013-12-08 14:03:41+00:00
Document Index: 31850618

Matched Legal Cases: ['art. 42', 'art. 86', 'art. 88', 'art. 88', 'art. 5', 'art. 12', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 84', 'art. 8', 'art. 84', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 84', 'art. 8', 'art. 116', 'art. 84', 'art. 116', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 115', 'art. 167', 'art. 3', 'art. 168', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 116', 'art. 36', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 2', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 4', 'art. 4', '§ 5', 'art. 108', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 110', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 26', 'art. 110', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 110', 'art. 25', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 17']

Istruzioni compilazione QUADRO RS
IMUDecreto Milleproroge 2012Legge di stabilità 2012VIES Operazioni intracomunitarieReti di impreseDetassazione straordinariLegge 136 2010 - Regole AntimafiaDecreto sviluppo 2012
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Unico PF 2013 istruzioni
Istruzioni compilazione QUADRO RS	Unico PF 2013 istruzioni	9. Istruzioni per la compilazione del QUADRO RS
PROSPETTI COMUNI AI QUADRI RA, RD, RE, RF, RG, RH E LM
Il presente quadro si compone dei seguenti prospetti comuni ai quadri RA, RD, RE, RF, RG, RH e LM:
Imputazione del reddito dell’impresa familiare;
Perdite pregresse fuoriuscita dal regime dei minimi non compensate nell’anno;
Perdite di lavoro autonomo non compensate nell’anno;
Perdite d’impresa non compensate nell’anno;
Utili distribuiti da imprese estere partecipate e crediti d’imposta per le imposte pagate all’estero;
Rideterminazione dell’acconto dovuto;
Spese di rappresentanza per le imprese di nuova costituzione;
Perdite istanza rimborso da IRAP;
Adeguamento agli studi di settore ai fini IVA;
Prezzi di trasferimento;
Incentivo fiscale - art. 42, comma 2-quater e seguenti, del decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010 convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 (Reti di imprese)”;
Estremi identificativi dei rapporti finanziari;
Opzione per il regime premiale per favorire la trasparenza;
Deduzione per capitale investito proprio (ACE);
Il presente prospetto va compilato per il differimento della tassazione delle plusvalenze e delle sopravvenienze attive, esclusivamente nell’anno in cui viene operata la scelta per la rateizzazione.
A tal fine, nel rigo RS2 va indicato l’importo complessivo oggetto di rateizzazione:
in colonna 1, delle plusvalenze (art. 86, comma 4, del TUIR);
in colonna 2, delle sopravvenienze (art. 88, comma 2, del TUIR).
Nel rigo RS3, va indicato l’importo corrispondente alla quota costante prescelta rispettivamente per le plusvalenze, in colonna 1, e per le sopravvenienze, in colonna 2.
Nel rigo RS4, va indicato l’importo complessivo dei proventi in denaro o in natura conseguiti a titolo di contributo o di liberalità ai sensi dell’art. 88, comma 3, lett. b), del TUIR, oggetto di rateizzazione.
Nel rigo RS5, va indicato l’importo corrispondente alla quota costante prescelta per i proventi di cui al rigo RS4.
Gli importi indicati vanno riportati secondo le istruzioni fornite per la compilazione dei righi RG5 e RG6 del quadro RG e dei righi RF5 colonna 2, RF6, RF26 colonna 2 e RF27 del quadro RF.
PROSPETTO DI IMPUTAZIONE DEL REDDITO DELL’IMPRESA FAMILIARE
Il titolare dell’impresa familiare può diminuire il reddito d’impresa dell’ammontare complessivo delle quote imputate ai familiari collaboratori, anche se non distribuite o distribuite solo in parte, tenendo conto che, ai sensi dell’art. 5 del TUIR, ai collaboratori dell’impresa familiare non può essere attribuita una quota di reddito complessivamente superiore al 49 per cento.
Nei righi RS6 e RS7 il titolare dell’impresa familiare deve, a tal fine, indicare, per ciascun collaboratore:
in colonna 2, la quota di partecipazione all’impresa familiare espressa in percentuale;
in colonna 4, la quota delle ritenute d’acconto;
in colonna 5, la quota delle ritenute d’acconto non utilizzate dal collaboratore;
in colonna 6, la quota dell’agevolazione c.d. “ACE” di cui al rigo RS37.
L’importo di colonna 5 indica l’ammontare delle ritenute che il collaboratore non ha utilizzato nella propria dichiarazione, il cui utilizzo può essere effettuato, ricorrendone le condizioni, dal titolare dell’impresa (Cfr. circ. 56/E del 2009).
Il titolare dell’impresa familiare, apponendo la firma nel frontespizio oltre a sottoscrivere la dichiarazione, attesta anche che le quote di partecipazione agli utili spettanti ai familiari sono proporzionate alla qualità e quantità del lavoro effettivamente prestato nell’impresa in modo continuativo e prevalente.
Nel caso in cui il titolare dell’impresa familiare abbia adottato il regime di vantaggio “per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità” deve comunque compilare il presente prospetto anche se i collaboratori non riporteranno tali dati nel quadro RH del proprio modello Unico in quanto l’imposta sostitutiva è stata interamente assolta dal titolare dell’impresa familiare, tuttavia detto reddito rileva sia ai fini dell’applicazione delle detrazioni previste dall’art. 12, comma 2 del TUIR, sia ai fini della determinazione della base imponibile per il calcolo dei contributi previdenziali ed assistenziali (quadro RR).
PERDITE PREGRESSE NON COMPENSATE NELL’ANNO NEL CASO DI FUORIUSCITA DAL REGIME DEI CONTRIBUENTI MINIMI
Il prospetto è riservato ai soggetti che sono fuoriusciti dal regime dei contribuenti minimi e hanno subito perdite di lavoro autonomo o d’impresa da quadro CM nei periodi d’imposta 2008 e/o 2009 e/o 2010 e/o 2011, ai fini del riporto negli anni successivi, ai sensi dell’art. 8, comma 3, del TUIR, nella formulazione precedente alle modifiche apportate dall’art. 1, comma 29, della legge n. 244/2007.
Pertanto, nel rigo RS8, nelle colonne 1, 2, 3 e 4 devono essere riportate le perdite di lavoro autonomo non compensate dei periodi indicati nel prospetto, rispettando l’anno di formazione delle medesime, derivanti dal rigo CM22, del modello Unico PF 2012. Nella colonna 5, vanno indicate le perdite di lavoro autonomo non compensate nell’anno, riportabili senza limite di tempo ai sensi dell’art. 84, comma 2, del TUIR, richiamato dall’ex art. 8, comma 3, del TUIR, derivanti dal rigo CM23, colonna 2 del modello Unico PF 2012.
Pertanto, nel rigo RS9, nelle colonne 1, 2, 3 e 4, devono essere riportate le perdite di impresa non compensate dei periodi indicati nel prospetto, rispettando l’anno di formazione delle medesime, derivanti dal rigo CM22, del modello Unico PF 2012. Nella colonna 5, vanno indicate le perdite d’impresa non compensate nell’anno riportabili senza limite di tempo ai sensi dell’art. 84, comma 2, del TUIR, richiamato dall’ex art. 8, comma 3, del TUIR, derivanti dal rigo CM23, colonna 2 del modello Unico PF 2012.
Il prospetto è riservato ai soggetti che hanno subito una perdita di lavoro autonomo da quadro RE e da quadro RH, nei periodi d’imposta 2006 e 2007, ai fini del riporto della stessa negli anni successivi, ai sensi dell’art. 8, comma 3, del TUIR, nella formulazione precedente alle modifiche apportate dall’art. 1, comma 29, della legge n. 244/2007.
Pertanto, nel rigo RS10, colonna 1 devono essere riportate le perdite di lavoro autonomo non compensate formatesi nell’anno 2007. Nel rigo RS11, vanno indicate le perdite di lavoro autonomo non compensate nell’anno riportabili senza limiti di tempo ai sensi dell’art. 84, comma 2, del TUIR, richiamato dall’ex art. 8, comma 3, del TUIR.
Il presente prospetto è riservato ai contribuenti che hanno subito perdite derivanti dall’esercizio di imprese commerciali indicate nel quadro RF e RD e ai soci di società in nome collettivo e in accomandita semplice (indicate nel quadro RH, Sezione I - codice 1) e/o in società che abbiano optato per la trasparenza di cui all’art. 116 del TUIR (indicate nel quadro RH, Sezione II) per la parte non utilizzata per compensare altri redditi d’impresa dell’anno, distinguendo le perdite realizzate nei primi tre periodi d’imposta dal contribuente ovvero nella società in cui partecipa.
Inoltre, le perdite indicate nella colonna 1 del rigo RS12 e nella colonna 2 del rigo RS13 possono riguardare perdite derivanti dall’esercizio di imprese commerciali indicate nel quadro RG e dalla partecipazione in società in nome collettivo e in accomandita semplice (indicate nel quadro RH, Sezione I - codice 3).
Pertanto nel rigo RS12, nelle colonne da 1 a 6, devono essere riportate le perdite non compensate dei periodi indicati nel prospetto, rispettando l’anno di formazione delle medesime.
Nel rigo RS13, colonna 2, va indicato il totale delle perdite realizzate nei primi tre periodi d’imposta non compensate nell’anno (art. 84, comma 2, del TUIR), compreso l’importo indicato in colonna 1, relativo alle perdite maturate nell’anno non compensate.
PROSPETTO DEL REDDITO IMPONIBILE IMPUTATO PER TRASPARENZA EX ART. 116 DEL TUIR E DEI DATI PER LA RELATIVA RIDETERMINAZIONE
Il presente prospetto interessa i soci di società aderenti al regime opzionale di tassazione per trasparenza di cui all’art. 116 del TUIR, qualora tenuti, ai sensi del comma 11 dell’articolo 115 e delle relative disposizioni attuative recate dall’art. 11 del D.M. 23 aprile 2004, alla rideterminazione del reddito imputato per trasparenza. Di seguito si forniscono le istruzioni di compilazione del prospetto, alla luce anche dei chiarimenti contenuti nella circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 49 del 22 novembre 2004.
Il dichiarante deve compilare un apposito schema al fine di confrontare, per ogni periodo d’imposta, la quota di perdita della società partecipata rilevante ai fini del riallineamento e la correlata svalutazione della partecipazione operata dal socio.
Determinato il minore tra i due importi, il contribuente deve procedere alla somma degli ammontari così individuati per ciascun periodo rilevante; detta somma costituisce l’importo del riallineamento nel limite della quota del totale dei disallineamenti rilevati in capo alla società partecipata al termine del periodo d’imposta antecedente l’esercizio dell’opzione.
le perdite che hanno generato riduzioni patrimoniali della società partecipata, legittimanti le svalutazioni operate dal socio, per la parte determinata da rettifiche di valore e da accantonamenti temporaneamente indeducibili. Rilevano le riduzioni patrimoniali connesse all’imputazione a conto economico di rettifiche di valore e di accantonamenti ripresi a tassazione in quanto indeducibili, ma relativi a componenti negativi che possono avere rilevanza fiscale negli esercizi successivi (c.d. differenze temporanee);
le svalutazioni della partecipazione detenuta nella società trasparente fiscalmente dedotte dal socio nello stesso arco temporale (dieci esercizi anteriori a quello di adozione del regime di tassazione per trasparenza), che il socio non avrebbe effettuato in assenza di tali rettifiche e accantonamenti (art. 11, comma 3, lett. a), - 2) del D.M. 23 aprile 2004). In base a quanto stabilito dal comma 2 dell’art. 11 del citato D.M. 23 aprile 2004, l’importo delle svalutazioni deve essere assunto al netto delle riprese di valore e delle rivalutazioni assoggettate a tassazione (anche con imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito) e comprende anche le svalutazioni deducibili pro-quota ai sensi dell’art. 1, comma 1, lett. p), del D. Lgs. n. 344 del 2003.
Nel rigo RS14 va indicato il codice fiscale della società trasparente.
Nel rigo RS15 va indicato l’importo del reddito (o della perdita) della società trasparente imputato al socio.
Nel rigo RS16 va indicato:
in colonna 1, l’importo complessivo delle svalutazioni operate dal dichiarante;
in colonna 2, l’ammontare complessivo dei minori valori tra la perdita della società trasparente di ciascuno dei periodi d’imposta rilevanti e la corrispondente svalutazione della partecipazione operata dal dichiarante; detto dato è rilevabile dallo schema di cui sopra;
in colonna 3, la quota dell’ammontare complessivo delle divergenze tra valore contabile e valore fiscale degli elementi dell’attivo e dei fondi per rischi ed oneri della società trasparente, così come rilevabili alla chiusura del periodo di imposta anteriore a quello di avvio del regime di tassazione per trasparenza; a tal fine, si precisa che assumono rilievo i soli disallineamenti presenti a tale data e che si siano generati a causa di rettifiche di valore ed accantonamenti temporaneamente indeducibili agli effetti fiscali, anche se diversi da quelli imputati al conto economico degli esercizi in perdita;
in colonna 4, va riportato l’ammontare indicato in colonna 2 entro i limiti dell’ammontare esposto in colonna 3.
Agli effetti della procedura di riallineamento delle divergenze tra valori contabili e valori fiscali esistenti presso la società trasparente, assume rilievo l’importo indicato nella colonna 4 del rigo RS16. In particolare, tale importo dovrà essere allocato sugli elementi divergenti in base alla proporzione indicata dall’art. 11 del richiamato D.M. 23 aprile 2004. La procedura di riallineamento dei valori va comunque effettuata dai soci nella dichiarazione riferita al periodo d’imposta di avvio del regime di trasparenza. Per converso, la rideterminazione della quota di reddito (o perdita) imputata per trasparenza dovrà essere in concreto operata dal socio, per la quota di sua pertinenza, in ogni periodo d’imposta di validità del regime di trasparenza, in cui le divergenze tra valori contabili e fiscali abbiano dato origine, nella dichiarazione presentata dalla società partecipata a variazioni in diminuzione del reddito.
Ai fini della compilazione dei righi da RS17 a RS19 il contribuente deve evidenziare nel citato schema (redatto sulla base delle indicazioni fornite nell’allegato tecnico alla circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 49 del 22 novembre 2004), il disallineamento tra il valore fiscale e il valore civile di ciascun elemento o fondo interessato, secondo la quota di spettanza. I dati di detto schema vanno riportati per categorie omogenee nei righi da RS17 a RS19.
nelle colonne 1 e 2, rispettivamente, il valore contabile relativo all’esercizio precedente all’avvio del regime di trasparenza ed il valore fiscale degli elementi considerati, riconosciuto presso la società trasparente;
nella colonna 4, l’importo delle variazioni in diminuzione operate dalla società trasparente e collegate alla differenza tra valore civile e fiscale dei singoli elementi;
nella colonna 5, l’importo corrispondente alla parte di colonna 4 non ammessa in deduzione per effetto del riallineamento.
Si precisa che le colonne da 1 a 3 vanno compilate non solo nel primo esercizio in cui è valida l’opzione, ma anche per tutto il periodo di adozione del regime. Negli esercizi successivi a quello di prima applicazione l’ammontare da indicare nella colonna 2 va modificato, tenendo conto di quanto esposto nella colonna 4 del prospetto dell’esercizio precedente, mentre l’ammontare esposto nella colonna 3 va ridotto di quanto esposto nella colonna 5 del prospetto dell’esercizio precedente. Tali variazioni saranno desumibili dall’aggiornamento dello schema redatto dal contribuente.
Nel rigo RS20, va indicato il reddito (o la perdita) della società trasparente rideterminato di spettanza del socio corrispondente all’importo indicato nel rigo RS15 incrementato della somma degli importi eventualmente esposti nelle colonne 5 dei righi da RS17 a RS19.
Tale importo costituisce il reddito rideterminato, da riportare nel rigo RF42 col. 2 o RG24 col. 2, ovvero, se trattasi di perdita, nel rigo RF43 col. 2 o RG25 col. 2.
Si precisa che tale prospetto va compilato anche nel caso in cui il contribuente non debba applicare la disciplina transitoria di cui al comma 11 del citato art. 115 del TUIR. In tal caso va indicato nel rigo RS14, il codice fiscale della società trasparente partecipata e nel rigo RS15, la relativa quota di reddito (o perdita) imputata.
Si avverte che, in caso di partecipazione a due o più società “trasparenti”, si renderà necessario utilizzare più moduli per l’eventuale compilazione dei prospetti in questione, avendo cura di numerare distintamente ciascuno di essi e di riportare la numerazione progressiva nella casella posta in alto a destra. In tal caso, ferma restando l’autonoma procedura di rideterminazione del reddito derivante dalle singole partecipazioni, nel quadro RF o RG andrà riportata separatamente la somma dei redditi e la somma delle perdite così rideterminati.
dai soggetti residenti cui siano stati imputati, ai sensi del comma 1 dell’art. 167, del TUIR e delle disposizioni previste dall’art. 3, comma 1, del D.M. 21 novembre 2001, n. 429, i redditi di una o più imprese, società o enti, residenti o localizzati in Stati o territori con regime fiscale privilegiato (c.d. Controlled foreign companies o CFC), dei quali i medesimi possiedono partecipazioni, dirette o indirette, agli utili;
dai soggetti residenti cui siano stati imputati, ai sensi dell’art. 168 del TUIR e delle disposizioni previste dall’art. 3, comma 1, del D.M. 7 agosto 2006, n. 268, i redditi di una o più imprese, società o enti residenti o localizzati in Stati o territori con regime fiscale privilegiato, dei quali i medesimi possiedono partecipazioni, dirette o indirette, agli utili;
dai soggetti cui sia stata imputata una quota di reddito di una o più imprese, società o enti non residenti da parte di un soggetto di cui all’art. 5 del TUIR;
Il prospetto è finalizzato a evidenziare gli utili distribuiti dall’impresa, società o ente residente o localizzato in Stati o territori con regime fiscale privilegiato, ovvero dal soggetto non residente direttamente partecipato, che non concorrono a formare il reddito del soggetto residente dichiarante nonché a determinare il credito d’imposta eventualmente spettante per le imposte pagate all’estero a titolo definitivo, dallo stesso dichiarante o dai soggetti di cui agli artt. 5 o 116 del TUIR cui il dichiarante partecipi, sui predetti utili distribuiti.
Il presente prospetto deve essere compilato anche nell’ipotesi in cui nel periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione non siano stati distribuiti utili.
Per ciascuna impresa, società od ente localizzata in Stati o territori con regime fiscale privilegiato cui il dichiarante partecipi, deve essere compilato uno specifico rigo, indicando nelle colonne previste i dati di seguito elencati. Nel caso in cui i righi non siano sufficienti in relazione alle CFC interessate, dovrà essere utilizzato un ulteriore quadro RS avendo cura di numerarlo progressivamente compilando la casella “Mod. N.” posta in alto a destra.
1 – se il dichiarante partecipa ad un soggetto trasparente di cui all’art. 5 del TUIR;
2 – se il dichiarante partecipa ad un soggetto trasparente di cui all’art. 116 del TUIR.
Nel caso in cui nel campo 1 siano stati indicati i codici “1” o “2” devono essere compilati solo i campi da 1 a 4 e da 6 a 10, sulla base dei dati comunicati e degli importi attribuiti dalla società o associazione cui il dichiarante partecipa e da quest’ultima indicati nel Prospetto da rilasciare ai soci od associati.
Nei campi da 2 a 10, dei righi RS21 e RS22 va indicato:
nel campo 2, il codice fiscale del soggetto che ha dichiarato il reddito dell’impresa, società od ente residente o localizzata in Stati o territori con regime fiscale privilegiato nel quadro FC; qualora vi sia coincidenza tra il soggetto che determina i redditi dell’impresa, società o ente non residente ed il soggetto dichiarante, quest’ultimo deve indicare il proprio codice fiscale;
nel campo 3, la denominazione dell’impresa, società od ente residente o localizzata in Stati o territori con regime fiscale privilegiato;
nella colonna 5, gli utili distribuiti al dichiarante dal soggetto estero o dal soggetto non residente direttamente partecipato che non concorrono a formare il reddito. L’importo di tale colonna ovvero la somma degli importi indicati nella colonna 5 di ogni rigo del presente prospetto (in caso di partecipazione a più soggetti esteri), deve essere indicato nel rigo RF37 della presente dichiarazione. Si ricorda infatti che gli utili distribuiti dall’impresa, società od ente residente o localizzata in Stati o territori con regime fiscale privilegiato non concorrono a formare il reddito complessivo del soggetto partecipante, se originano da un reddito precedentemente tassato per trasparenza (cfr. circolare dell’Agenzia delle entrate n. 23/E del 26 maggio 2011, paragrafo 7.5.). Nella particolare ipotesi di partecipazione agli utili tramite soggetti non residenti (vedere casella 4), occorre fare riferimento agli utili distribuiti da tali ultimi soggetti dopo la data di delibera di distribuzione da parte dell’impresa, società od ente residente o localizzata in Stati o territori con regime fiscale privilegiato;
nella colonna 6, l’importo evidenziato, per ogni CFC, nella colonna 10 del corrispondente rigo del quadro RS del modello di dichiarazione UNICO PF 2012; nell’ipotesi in cui nel campo 1 sia stato indicato il codice “2”, dovrà essere riportato, pro quota, l’importo eventualmente risultante dalla colonna 10 del Mod. UNICO SC 2012 della società partecipata, come comunicato al dichiarante nel Prospetto da rilasciare ai soci;
nella colonna 7, l’importo di colonna 6 del corrispondente rigo del quadro RM della presente dichiarazione;
nella colonna 8, le imposte sul reddito pagate all’estero dell’impresa, società od ente residente o localizzata in Stati o territori con regime fiscale privilegiato relative al reddito dei periodi d’imposta precedenti e divenute definitive nel 2012, ammesse in detrazione in relazione alla propria partecipazione nel soggetto estero e fino a concorrenza dell’importo di colonna 6;
nella colonna 9, le imposte pagate all’estero a titolo definitivo dal soggetto dichiarante sugli utili percepiti, indicati nella colonna 5; l’importo di tali imposte deve essere indicato fino a concorrenza dell’importo risultante dalla seguente somma algebrica: colonna 6 + colonna 7 – colonna 8; le predette imposte costituiscono infatti credito d’imposta nei limiti delle imposte complessivamente applicate a titolo di tassazione separata, detratte le imposte sul reddito pagate all’estero a titolo definitivo dal soggetto localizzato in Stati o territori con regime fiscale privilegiato. Si ricorda che il totale dei crediti esposti nelle colonne 8 e 9 di ciascuno dei righi RS21 ed RS22 compilati nel presente quadro RS deve essere riportato nel rigo RN30, colonna 2, quadro RN, della presente dichiarazione;
nella colonna 10, la differenza, da riportare all’anno successivo, tra la somma degli importi delle colonne 6 e 7 e la somma degli importi delle colonne 8 e 9.
Nei righi RS23 e RS24, il contribuente partecipante in società fuoriuscite dalla trasparenza, deve indicare:
in colonna 2, il codice “1” se il dichiarante cede il maggior acconto versato; il codice “2”, nel caso in cui il dichiarante deve integrare l’acconto da versare;
in colonna 3, la data della perdita di efficacia dell’opzione;
in colonna 4, in caso di codice “1”, l’importo dell’acconto ceduto; in caso di codice “2”, l’importo del maggior acconto dovuto.
Qualora in colonna 2 sia stato indicato il codice “1” (cessione dell’acconto), l’importo di colonna 4 va riportato nel quadro RN, rigo RN37, col. 3 del presente modello.
L’articolo 36, commi 7 e 7-bis, del D.L. n. 223 del 2006, così come sostituito dal D.L. n. 262 del 2006, ha stabilito che, ai fini del calcolo delle quote di ammortamento e delle quote dei canoni leasing deducibili, il costo dei fabbricati strumentali deve essere assunto al netto del costo delle aree su cui i fabbricati insistono.
Si precisa che per immobili strumentali all’impresa che rientrano nella nozione di fabbricato, ai sensi dell’articolo 25 del TUIR, si intendono gli immobili situati nel territorio dello Stato che sono o devono essere iscritti, con attribuzione di rendita, nel catasto edilizio urbano, nonché quelli situati fuori del territorio dello Stato aventi carattere similare; tra questi ci si riferisce agli immobili a destinazione ordinaria, speciale e particolare, secondo la classificazione rilevante per l’attribuzione delle rendite catastali dei fabbricati.
Le disposizioni dei commi 7, 7-bis e 8 dell’art. 36, del decreto legge n. 223 del 2006, inoltre, si applicano agli impianti e ai macchinari infissi al suolo nel caso in cui questi realizzino una struttura che nel suo complesso costituisca una unità immobiliare iscrivibile nel catasto urbano in quanto rientrante nelle predette categorie catastali.
Per ulteriori chiarimenti si vedano le circolari dell’Agenzia delle entrate n. 28 del 4 agosto 2006 e n.1 del 19 gennaio 2007.
La presente sezione va compilata al fine di evidenziare il valore del terreno incorporato in quello del fabbricato strumentale che insiste su di esso. A tal fine nella colonna 1 del rigo RS25 va indicato il numero dei fabbricati industriali detenuti in forza di contratti di locazione finanziaria da cui è stato scorporato il valore del terreno. In colonna 2 il valore complessivo dei terreni relativi ai fabbricati di cui alla colonna 1. Nella colonna 3 va indicato il numero degli altri fabbricati industriali da cui è stato scorporato il valore del terreno e nella colonna 4 il valore complessivo dei terreni su cui i predetti fabbricati insistono.
Nella colonna 1 del rigo RS26, va indicato il numero dei fabbricati non industriali detenuti in forza di contratti di locazione finanziaria da cui è stato scorporato il valore del terreno. In colonna 2 il valore complessivo dei terreni relativi ai fabbricati di cui alla colonna 1. Nella colonna 3, va indicato il numero degli altri fabbricati non industriali da cui è stato scorporato il valore del terreno e nella colonna 4 il valore complessivo dei terreni su cui i predetti fabbricati insistono.
Nel rigo RS27 va indicato l’ammontare dell’acconto rideterminato relativo al periodo d’imposta 2012, utilizzando il metodo storico, tenendo conto delle seguenti disposizioni:
art. 42, comma 2-quinquies, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 che prevede che l’agevolazione, di cui al comma 2-quater del citato art. 42 del decreto legge n. 78 del 2010 (c.d. Reti di imprese), può essere fruita esclusivamente in sede di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo di imposta relativo all’esercizio cui si riferiscono gli utili destinati al fondo patrimoniale comune o al patrimonio destinato all’affare;
art. 2, comma 36-duodevicies, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, il quale prevede che, nella determinazione degli acconti dovuti per il periodo di imposta di prima applicazione, si assume, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata applicando le disposizioni in tema di indeducibilità dei costi relativi ai beni dell’impresa concessi in godimento a soci e/o familiari, di cui ai commi 36-quaterdecies e 36-quinquiesdecies del citato articolo;
dell’art. 34, comma 2, della legge 12 novembre 2011, n. 183, che ha previsto che le disposizioni del comma 1 del citato art. 34 (in materia di deduzione forfetaria in favore degli esercenti impianti di distribuzione di carburante) si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2011. Nella determinazione degli acconti dovuti per ciascun periodo di imposta si assume quale imposta del periodo precedente quella che si sarebbe determinata senza tenere conto della deduzione forfetaria di cui al medesimo comma 1;
art. 4, comma 5-septies, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 44 del 2012, che ha previsto che le disposizioni del comma 5-sexies del citato art. 4 (in materia di tassazione degli immobili riconosciuti di interesse storico o artistico) si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2011. Nella determinazione degli acconti dovuti per il medesimo periodo di imposta si assume, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata applicando le disposizioni di cui al comma 5-sexies;
Pertanto, ai fini della determinazione dell’acconto con il metodo storico, si assume quale imposta del periodo precedente quella rideterminata in base alle disposizioni citate.
in colonna 1, il reddito relativo al periodo d’imposta precedente rideterminato;
in colonna 2, l’imposta del periodo precedente rideterminata. L’imposta da rideterminare è quella indicata nel rigo “Differenza” del Modello Unico 2012;
in colonna 3, l’importo dell’acconto Irpef relativo al presente periodo d’imposta, calcolato con il metodo storico, sulla base dell’imposta indicata in colonna 2.
Si evidenzia che se, sulla rideterminazione dell’acconto, hanno inciso anche redditi derivanti da immobili d’interesse storico o artistico, compresi quelli dichiarati nel quadro RB del primo fascicolo, si dovrà compilare il presente rigo, avendo cura di barrare la casella “Immobili storici”, in colonna 4. In tal caso, si dovrà anche esporre, nella colonna 5, l’ammontare rideterminato dell’imponibile relativo all’addizionale comunale 2011, e nella colonna 6, l’ammontare rideterminato dell’acconto 2012 dell’addizionale comunale. (Circ. DCN n. 19 dell’1/6/2012, § 5.4);
Se invece la rideterminazione dell’acconto dipende solo da immobili storici esposti nel quadro RB, la presente sezione non deve essere compilata in quanto i relativi dati dovranno essere esposti al rigo RB31, seguendo le relative istruzioni.
SPESE DI RAPPRESENTANZA PER LE IMPRESE DI NUOVA COSTITUZIONE D.M. DEL 19/11/2008 ART. 1 COMMA 3
Nel rigo RS28 vanno indicate le spese di rappresentanza di cui all’art. 108, comma 2, del TUIR sostenute dalle imprese di nuova costituzione non deducibili dal reddito d’impresa per mancanza di ricavi e che ai sensi dell’art. 1, comma 3, decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 19 novembre 2008, possono essere portate in deduzione dal reddito d’impresa del periodo d’imposta in cui sono conseguiti i primi ricavi e di quello successivo se e nella misura in cui le spese sostenute in tali periodi siano inferiori all’importo deducibile.
Nel presente rigo, pertanto, qualora nel periodo d’imposta oggetto della presente dichiarazione non siano stati ancora conseguiti i primi ricavi, vanno indicate le spese indeducibili sostenute nel presente periodo d’imposta sommate alle spese non dedotte sostenute nei periodi d’imposta precedenti, indicate nel rigo RS28 del Modello Unico PF 2012.
Si precisa che le spese per prestazioni alberghiere e per somministrazioni di alimenti e bevande qualificate come spese di rappresentanza, vanno ivi indicate per il 75 per cento del loro ammontare.
Qualora, invece, nel periodo d’imposta oggetto della presente dichiarazione siano stati sostenuti i primi ricavi vanno riportate le spese non dedotte sostenute nei periodi d’imposta precedenti (indicate nel rigo RS28 del modello Unico PF 2012) al netto di quelle eventualmente deducibili nella presente dichiarazione, da indicare nella colonna 3 del rigo RF32 (da evidenziare anche in colonna 2) ovvero nella colonna 5 del rigo RG20 (da evidenziare anche in colonna 1).
PERDITE ISTANZA RIMBORSO DA IRAP
Il presente prospetto deve essere utilizzato dai soggetti che hanno presentato l’istanza di rimborso da Irap evidenziando maggiori perdite d’impresa e/o di lavoro autonomo, riportabili ai sensi degli artt. 8 del TUIR, che non hanno trovato utilizzo nei periodi d’imposta precedenti.
Si precisa che le maggiori perdite d’impresa minore e di lavoro autonomo possono essere riportate nei periodi successivi qualora generate nei periodi d’imposta 2006 e 2007, in virtù della previgente formulazione del citato art. 8 del TUIR.
A tal fine, nelle colonne da 1 a 5 del rigo RS29 e nella colonna 1 del rigo RS30 occorre indicare, distintamente per anno di formazione, le maggiori perdite evidenziate nell’istanza di rimborso di cui sopra. Le predette perdite, qualora riportabili senza limiti di tempo, vanno riportate nella colonna 6 del rigo RS29, se trattasi di perdite di impresa e nella colonna 2 del rigo RS30, se trattasi di perdite di lavoro autonomo, senza indicarle nelle precedenti colonne.
La parte di tali perdite pregresse non compensate negli appositi righi dei quadri di determinazione del reddito d’impresa (quadro RF o RG e RD e RH) e/o di lavoro autonomo (RE e RH), deve essere riportata, rispettando l’anno di formazione, nell’apposita sezione del quadro RS denominata “Perdite d’impresa non compensate” ovvero “Perdite di lavoro non compensate”.
Le perdite evidenziate nel presente prospetto non dovranno essere riportate nel medesimo prospetto del modello relativo al periodo d’imposta successivo.
ADEGUAMENTO AGLI STUDI DI SETTORE AI FINI IVA
La presente sezione deve essere compilata dai contribuenti che intendano adeguarsi alle risultanze degli studi di settore per l’anno d’imposta 2012 ai fini IVA, versando la maggiore imposta dovuta entro il termine del versamento a saldo dell’imposta sul reddito utilizzando il modello F24, codice tributo 6494, e con le medesime modalità previste per i pagamenti rateali delle somme dovute a titolo di saldo e di acconto delle imposte dall’articolo 20 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.
In particolare, nella colonna 1 del rigo RS31 devono essere indicati i maggiori corrispettivi ai fini IVA e nella colonna 2 la relativa imposta.
I dati relativi all’adeguamento agli studi di settore ai fini delle imposte dirette devono invece essere riportati negli appositi campi contenuti nei quadri di determinazione del reddito (RE, RF o RG).
Il presente prospetto deve essere compilato dai soggetti residenti nel territorio dello Stato, qualificabili come tali ai sensi delle disposizioni vigenti in materia di imposte sui redditi, che si trovino, rispetto a società non residenti, in una o più delle condizioni indicate nel comma 7 dell’art. 110 del TUIR.
Qualora il contribuente abbia aderito ad un regime di oneri documentali in materia di prezzi di trasferimento praticati nelle transazioni con imprese associate, nel rigo RS32 deve barrare la casella di colonna 1 “Possesso documentazione”. Tale indicazione è necessaria al fine di accedere al regime di esonero dalle sanzioni previste dall’art. 1, c. 2, del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471. Trattasi, in particolare del regime di esonero, previsto dal c. 2-ter dell’art. 1 citato, inserito dall’art. 26 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 luglio 2010 n. 122, che dispone la disapplicazione delle sanzioni connesse alle rettifiche operate ai sensi del citato c. 7 dell’art. 110.
Con Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate 29 settembre 2010, è stato previsto che la comunicazione all’Agenzia delle entrate attestante il possesso della documentazione idonea ai sensi all’art. 1, comma 2-ter, del decreto legislativo n. 471, debba essere effettuata con la presentazione della dichiarazione annuale dei redditi (al predetto provvedimento si rinvia per ogni approfondimento).
Si ricorda che in assenza di detta comunicazione, torna a essere applicabile il regime ordinario previsto dal comma 2 del citato art. 1.
Inoltre, nella colonna 2 e nella colonna 3 devono essere indicati, cumulativamente, gli importi corrispondenti ai componenti positivi e negativi di reddito derivanti da operazioni relativamente alle quali trova applicazione la disciplina prevista dall’art. 110, comma 7, del TUIR.
Il presente prospetto deve essere compilato dalle imprese consorziate facenti parte di un consorzio con attività esterna e senza finalità lucrative alle quali il consorzio ha trasferito le ritenute d’acconto del 10 per cento per le prestazioni di recupero edilizio o di riqualificazione energetica, operate ai sensi dell’art. 25 del d.l. n. 78 del 2010 e successive modificazioni.
Si ricorda che i consorzi, una volta azzerato il proprio eventuale debito Ires, possono trasferire la residua quota di ritenuta del 10 per cento ai consorziati che hanno eseguito i lavori, a condizione che la volontà di effettuare il trasferimento risulti da un atto di data certa, quale, ad esempio, il verbale del consiglio di amministrazione, ovvero dallo stesso atto costitutivo del consorzio (si veda la risoluzione n. 2/E del 4 gennaio 2011 dell’Agenzia delle entrate). L’impresa consorziata che riceve dal consorzio una quota delle ritenute, ai fini dello scomputo dalle proprie imposte, dovrà compilare il presente prospetto nel modo seguente.
Nel rigo RS33, in colonna 1, indicare il codice fiscale del consorzio che cede le ritenute subite e in colonna 2 l’ammontare delle ritenute cedute al contribuente. Quest’ultimo importo va riportato nel rigo RN32, colonna 4 e/o nel rigo LM13, colonna 1.
Nel caso in cui non sia sufficiente un unico modulo devono essere utilizzati altri moduli, avendo cura di numerare distintamente ciascuno di essi e di riportare la numerazione progressiva nella casella “Mod. N.” posta in alto a destra del quadro.
RETI D’IMPRESE - INCENTIVO FISCALE (ART. 42, C. 2-QUATER E SS., D.L. N. 78/2010, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA L. N. 122/2010)
L’articolo 42 del decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010 prevede un regime di sospensione d’imposta, ai fini delle imposte sui redditi, relativamente ad una quota degli utili dell’esercizio accantonati ad apposita riserva e destinati alla realizzazione, entro l’esercizio successivo, di investimenti previsti dal programma comune di un contratto di rete.
In particolare il comma 2-quater del citato articolo stabilisce che, fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2012, una quota degli utili dell’esercizio destinati dalle imprese che sottoscrivono o aderiscono a un contratto di rete, ai sensi dell’articolo 3, commi 4-ter e seguenti, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, e successive modificazioni, al fondo patrimoniale comune o al patrimonio destinato all’affare per realizzare entro l’esercizio successivo gli investimenti previsti dal programma comune di rete, preventivamente asseverato da organismi espressione dell’associazionismo imprenditoriale muniti dei requisiti previsti con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 25 febbraio 2011, ovvero, in via sussidiaria, da organismi pubblici individuati con il medesimo decreto, se accantonati ad apposita riserva, concorrono alla formazione del reddito nell’esercizio in cui la riserva è utilizzata per scopi diversi dalla copertura di perdite di esercizio ovvero in cui viene meno l’adesione al contratto di rete.
Ai sensi del successivo comma 2-quinquies l’agevolazione, di cui al comma 2-quater, può essere fruita esclusivamente in sede di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo di imposta relativo all’esercizio cui si riferiscono gli utili destinati al fondo patrimoniale comune o al patrimonio destinato all’affare.
I criteri e le modalità di attuazione dell’agevolazione di cui al comma 2-quater sono definiti da un apposito provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate (vedasi il punto 4 del provvedimento del 14 aprile 2011).
La presente Sezione va pertanto compilata al fine di determinare la quota di utili destinata alla realizzazione degli investimenti previsti dal programma comune di rete da portare in deduzione dal reddito d’impresa.
A tal fine nel rigo RS34, colonna 1, va indicata la quota di utili destinati al fondo patrimoniale o al patrimonio destinato all’affare relativi al periodo d’imposta di cui alla presente dichiarazione. Nella colonna 2 del rigo RS34 va indicata la quota di utili agevolabili di cui a colonna 1 che deve essere riportata nell’apposito rigo dei quadri di determinazione del reddito di impresa (quadro RF o RG o RD), tenuto conto dei limiti di stanziamento di cui al citato comma 2-quinquies.
Ai sensi dell’art. 2, comma 36-vicies ter, del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, per gli esercenti imprese o arti e professioni con ricavi e compensi dichiarati non superiori a 5 milioni di euro, i quali per tutte le operazioni attive e passive effettuate nell’esercizio dell’attività utilizzano esclusivamente strumenti di pagamento diversi dal denaro contante e nelle dichiarazioni in materia di imposte sui redditi e imposte sul valore aggiunto indicano gli estremi identificativi dei rapporti con gli operatori finanziari di cui all’art. 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, è prevista la riduzione alla metà delle sanzioni amministrative di cui agli artt. 1, 5 e 6 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.
Il presente rigo è, pertanto, riservato all’indicazione degli estremi identificativi dei rapporti con gli operatori finanziari di cui al citato art. 7, sesto comma, del D.P.R. n. 605 del 1973 (ad esempio banche, società Poste italiane spa, ecc.) in essere nel periodo di imposta oggetto della presente dichiarazione.
In particolare, nel rigo RS35, va indicato:
il codice fiscale dell’operatore finanziario rilasciato dall’Amministrazione finanziaria italiana (colonna 1) o, in mancanza, il codice di identificazione fiscale estero (colonna 2);
in colonna 3, la denominazione dell’operatore finanziario;
in colonna 4, il tipo di rapporto, utilizzando i codici di cui alla tabella seguente (cfr. provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 20 dicembre 2010):
VALOREI AMMESSI
Nel caso in cui il contribuente intrattenga più rapporti con gli operatori finanziari deve essere utilizzato un modulo per ogni rapporto, avendo cura di numerare distintamente ciascuno di essi e riportare la numerazione progressiva nella casella posta in alto a destra.
OPZIONE PER IL REGIME PREMIALE PER FAVORIRE LA TRASPARENZA
L’articolo 10 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, ha introdotto un regime premiale per promuovere la trasparenza e favorire l’emersione di base imponibile, destinato ai soggetti che svolgono attività artistica o professionale ovvero attività di impresa in forma individuale o con le forme associative di cui all’articolo 5 del TUIR. I contribuenti che intendono avvalersi di tale regime, in possesso dei requisiti previsti dalla predetta norma e dai provvedimenti di attuazione della medesima, devono barrare l’apposita casella nel rigo RS36 della presente sezione.
Il presente prospetto deve essere compilato, dai soggetti che si avvalgono delle disposizioni previste dall’articolo 1 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, al fine di determinare l’importo ammesso in deduzione dal reddito complessivo netto, corrispondente al rendimento nozionale del nuovo capitale proprio.
Per il periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2012, il rendimento nozionale del nuovo capitale proprio è determinato mediante l’applicazione dell’aliquota del 3 per cento.
Le disposizioni di attuazione dell’agevolazione sono state stabilite con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 14 marzo 2012. Con lo stesso provvedimento sono state stabilite disposizioni aventi finalità antielusiva specifica.
A tal fine, nel rigo RS37 va indicato:
in colonna 1, l’importo del patrimonio netto risultante dal bilancio relativo all’esercizio oggetto della presente dichiarazione;
in colonna 2, l’ammontare relativo agli acquisti di partecipazioni in società controllate e quello relativo agli acquisti di aziende o di rami di aziende. In tale colonna vanno altresì indicate le altre riduzioni derivanti dalle disposizioni aventi finalità antielusiva stabilite dal predetto decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 14 marzo 2012 di cui all’art. 1, comma 8, del decreto legge n. 201 del 2011;
in colonna 3, la differenza tra l’importo di colonna 1 e quello di colonna 2; qualora il risultato sia pari o inferiore a zero, le successive colonne non vanno compilate;
in colonna 4, il rendimento nozionale del nuovo capitale proprio, pari al 3 per cento dell’importo di colonna 3, se positivo;
in colonna 5, il codice fiscale del soggetto che ha attribuito per trasparenza il rendimento nozionale eccedente il proprio reddito complessivo netto dichiarato e in colonna 6 il relativo importo. Nel caso in cui il dichiarante abbia ricevuto il rendimento nozionale da più soggetti deve compilare più moduli avendo cura di numerare distintamente ciascuno di essi e di riportare la numerazione progressiva nella casella posta in alto a destra del presente quadro;
in colonna 7, l’importo del rendimento nozionale riportato dal precedente periodo d’imposta indicato nel rigo RS 37 col. 13 del modello Unico PF 2012;
in colonna 8, l’importo del rendimento nozionale complessivo, pari alla somma tra l’importo indicato in colonna 4, quello indicato nella colonna 6 di tutti i moduli compilati, e l’importo indicato in colonna 7
in colonna 9, l’ammontare del rendimento nozionale ceduto (colonna 6 dei righi RS6 e RS7);
in colonna 10, l’ammontare dei redditi d’impresa di spettanza dell’imprenditore, indicati nei seguenti quadri: RF, RG, RD, RH;
in colonna 11, la somma tra l’importo relativo al rendimento nozionale di spettanza dell’imprenditore (col. 8 – col. 9) che viene utilizzato nella presente dichiarazione in diminuzione del reddito complessivo e la quota dedotta dalle società partecipate beneficiarie della deduzione;
in colonna 12, la quota del rendimento nozionale indicato in colonna 11, relativa alle società partecipate beneficiarie della deduzione;
in colonna 13, la quota del rendimento nozionale indicato in colonna 11, di spettanza dell’imprenditore (col. 8 – col. 9) che viene utilizzato nella presente dichiarazione in diminuzione del reddito complessivo da indicare nella colonna 5 del rigo RN1. Nel caso in cui il reddito complessivo è negativo la presente colonna non deve essere compilata. Nel caso in cui il reddito complessivo è positivo l’ammontare dell’agevolazione utilizzabile non può essere superiore al minore importo tra il reddito complessivo e la somma dei redditi d’impresa indicati nella colonna 9 del presente rigo;
in colonna 14, l’importo del rendimento nozionale che non è stato utilizzato in diminuzione del reddito d’impresa. L’importo da indicare è pari alla differenza tra l’ammontare indicato in colonna 8 e la somma degli importi indicati nella colonna 9 e 13; tale importo è computato in aumento dell’importo deducibile dal reddito dei periodi d’imposta successivi.
La presente sezione, ai sensi dell’art. 17 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, deve essere compilata dalle società o imprese che abbiano detenuto nell’anno 2012 o che detengano per la prima volta nell’anno 2013 uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive in esercizi pubblici, in locali aperti al pubblico o comunque fuori dell’ambito familiare, o che li impiegano a scopo di lucro diretto o indiretto per i quali si è versato l’importo fissato annualmente per l’abbonamento speciale alla Rai ai sensi e per gli effetti del R.D.L. 21 febbraio 1938, n.246, e D.L.Lt. 21 dicembre 1944, n.458.
Il contribuente deve compilare un rigo per ogni singolo abbonamento alla Rai, qualora detenga più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive in sedi diverse.
A tal fine indicare nei righi da RS38 a RS39:
nella colonna 1, la denominazione dell’intestatario dell’abbonamento; si precisa che il predetto campo va compilato laddove l’intestatario dell’abbonamento risulti diverso dal soggetto dichiarante;
nella colonna 2, il numero di abbonamento speciale intestato al soggetto dichiarante;
nelle colonne da 3 a 7, rispettivamente, il Comune (senza alcuna abbreviazione), la sigla della provincia (per Roma: RM), il codice catastale del comune, la frazione, la via, il numero civico, il codice di avviamento postale per cui è stipulato il suddetto abbonamento; si precisa che l’indirizzo deve essere quello indicato nel libretto di iscrizione. Il codice catastale del comune, da indicare nel campo “Codice Comune”, può essere rilevato dall’elenco presente nell’Appendice alle istruzioni del modello UNICO 2012 PF, fascicolo 1, ovvero dall’elenco reso disponibile sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze “Dipartimento per le politiche fiscali”, all’indirizzo www.finanze.gov.it;
nella colonna 8 (“Categoria”), la categoria di appartenenza ai fini dell’applicazione della tariffa di abbonamento, desunta dalla seguente tabella generale, avendo cura di indicare la corrispondente lettera:
“A” - CATEGORIA A (alberghi con 5 stelle e 5 stelle lusso con un numero di camere pari a o superiore a cento);
“B” - CATEGORIA B (alberghi con 5 stelle e 5 stelle lusso con un numero di camere inferiore a cento e superiore a venticinque; residence turistico-alberghieri con 4 stelle; villaggi turistici e campeggi con 4 stelle; esercizi pubblici di lusso e navi di lusso);
“C” - CATEGORIA C (alberghi con 5 stelle e 5 stelle lusso con un numero di camere pari o inferiore a venticinque; alberghi con 4 e 3 stelle e pensioni con 3 stelle con un numero di televisori superiore a dieci; residence turistico-alberghieri con 3 stelle; villaggi turistici e campeggi con 3 stelle; esercizi pubblici di prima e seconda categoria; sportelli bancari);
“D” - CATEGORIA D (alberghi con 4 e 3 stelle e pensioni con 3 stelle con un numero di televisori pari o inferiore a dieci; alberghi, pensioni e locande con 2 e 1 stella; residenze turistiche alberghiere e villaggi turistici con 2 stelle; campeggi con 2 e 1 stella; affittacamere; esercizi pubblici di terza e quarta categoria; altre navi; aerei in servizio pubblico; ospedali; cliniche e case di cura; uffici);
“E” - CATEGORIA E (strutture ricettive – alberghi, motels, villaggi-albergo, residenze turistico-alberghiere, ecc. DPCM 13/09/2002 – di cui alle lettere A), B), C) e D) con un numero di televisori non superiore ad uno; circoli ; associazioni; sedi di partiti politici; istituti religiosi; studi professionali; botteghe; negozi e assimilati; mense aziendali; scuole, istituti scolastici non esenti dal canone ai sensi della legge 2 dicembre 1951, n 1571, come modificata dalla legge del 28 dicembre 1989, n. 421;
nella colonna 9, la data del primo versamento per un nuovo abbonamento speciale, qualora sia stato effettuato nell’anno 2013.
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