Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-24505-del-17-10-2017
Timestamp: 2020-05-26 17:35:12+00:00
Document Index: 152083458

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 240', 'art. 5', 'art. 360', 'art. 2051', 'art. 360', 'art. 2051', 'art. 5', 'art. 360', 'art. 92', 'art. 360', 'art. 366', 'art. 360', 'art. 360']

Sentenza Cassazione Civile n. 24505 del 17/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24505 del 17/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 17/10/2017, (ud. 30/03/2017, dep.17/10/2017), n. 24505
sul ricorso 15215-2016 proposto da:
COMUNE BAUCINA, in persona del Sindaco pro tempore, elettivamente
rappresentato e difeso dall’Avvocato SALVATORE FRICANO;
avverso la sentenza n. 443/2016 della CORTE D’APPELLO di PALERMO,
depositata il 09/03/2016;
Con sentenza n. 443 del 2016 la Corte d’Appello di Palermo, in accoglimento del gravame interposto dalla sig. L.D. e in conseguente riforma della pronunzia Trib. Termini Imerese n. 151 del 2010, ha accolto la domanda proposta nei confronti del Comune di Baucina di risarcimento dei danni subiti in conseguenza di caduta avvenuta nella notte del (OMISSIS) mentre percorreva la locale via Giulio Cesare in pieno centro a causa di un avvallamento della sede stradale.
Avverso la suindicata pronunzia della corte di merito il Comune di Baucina propone ora ricorso per cassazione, affidato a 4 motivi, illustrati da memoria.
Con il 1 motivo il ricorrente denunzia “violazione e falsa applicazione” dell’art. 240 c.p.c., art. 5 Regolamento di esecuzione del Codice della strada, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Con il 2 motivo denunzia “violazione e falsa applicazione” dell’art. 2051 c.c., in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Con il 3^ motivo denunzia “violazione e falsa applicazione” dell’art. 2051 c.c., art. 5 Regolamento di esecuzione del Codice della strada, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Con il 4^ motivo denunzia “violazione e falsa applicazione” dell’art. 92 c.p.c., in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Esso risulta anzitutto formulato in violazione dell’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6, atteso che il ricorrente pone a suo fondamento atti e documenti del giudizio di merito (es., l'”atto di citazione del 23/01/2009″, l'”interrogatorio formale”, la “certificazione della Provincia di Palermo… (cfr. documento nel fascicolo di parte del 1^ grado di giudizio)”; il “certificato (allegato nel fascicolo di parte del 1^ grado di giudizio)”, “cartografie, verbali, certificazioni, fotografie, tutte sia prodotte sia producende”, l'”interrogatorio formale” del Sindaco, le “chiare risultanze probatorie”, le “carte processuali”) limitandosi meramente a richiamarli, senza invero debitamente – per la parte d’interesse in questa sede – riprodurli nel ricorso ovvero, laddove riprodotti, senza fornire puntuali indicazioni necessarie ai fini della relativa individuazione con riferimento alla sequenza dello svolgimento del processo inerente alla documentazione, come pervenuta presso la Corte Suprema di Cassazione, al fine di renderne possibile l’esame (v., da ultimo, Cass., 16/3/2012, n. 4220), con precisazione (anche) dell’esatta collocazione nel fascicolo d’ufficio o in quello di parte, e se essi siano stati rispettivamente acquisiti o prodotti (anche) in sede di giudizio di legittimità (v. Cass., 23/3/2010, n. 6937; Cass., 12/6/2008, n. 15808; Cass., 25/5/2007, n. 12239, e, da ultimo, Cass., 6/11/2012, n. 19157), la mancanza anche di una sola di tali indicazioni rendendo il ricorso inammissibile (cfr., da ultimo, Cass., Sez. Un., 19/4/2016, n. 7701).
Deve ulteriormente porsi in rilievo che il ricorrente inammissibilmente prospetta (anche) doglianze di vizi di motivazione al di là dei limiti consentiti dalla vigente formulazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, (v. Cass., Sez. Un., 7/4/2014, n. 8053), giacchè alla stregua della vigente formulazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, nel caso ratione temporis applicabile, il vizio di motivazione denunciabile con ricorso per cassazione si sostanzia solamente nell’omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti, dovendo riguardare un fatto inteso nella sua accezione storico-fenomenica, e non anche come nella specie l’erroneità, la contraddittorietà o l’insufficienza della motivazione o l’omesso e a fortiori erroneo esame di determinati elementi probatori (cfr. Cass., Sez. Un., 7/4/2014, n. 8053, e, da ultimo, Cass., 29/9/2016, n. 19312).
Va altresì sottolineato, con particolare riferimento al 1 motivo, che a fronte del rigetto della censura già sottoposta al vaglio del giudice del gravame circa la sussistenza o meno in capo al Comune della proprietà sulla strada ove è avvenuto il sinistro, non risulta dall’odierno ricorrente idoneamente censurata la ratio decidendi secondo cui esso nella specie fosse comunque da “ritenersi custode della strada, curandone la manutenzione”.
Non è a farsi luogo a pronunzia in ordine alle spese di giudizio di cassazione, non avendo l’intimata svolto attività difensiva.