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Timestamp: 2018-12-16 04:17:56+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 44', 'art. 10', 'art.42', 'art. 42', 'art. 47', 'art. 42']

NUMERAZIONE CIVICA - Pagina 2 - Forum Enti.it
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 05/11/2005, 22:47
Per la 'soppressione' del numero civico non piu' esistente, basta aggiornare lo stradario.
La variazione anagrafica puo' anche avvenire d'ufficio.
In entrambi i casi, vedi art. 44 dPR 223/1989.
Messaggioda clelia » 22/11/2005, 07:59
Quasi mi vergogno a fare una simile domanda, ma sinceramente non so come destreggiarmi ... è da poco tempo che in pratica l'ufficio anagrafe deve gestire anche lo stradario con quello che ne consegue...Ma vengo subito al mio caso pratico. Il nostro è un piccolo comune dove le abitazione hanno avuto sempre accessi semplici, cioè facilmente individuabili poichè questi accessi esterni davano direttamente su un'unica abitazione o palazzo.. Ora mi ritrovo a dover dare i numeri civici ad una nuova costruzione che ha un unico accesso esterno ma, internamente, mi ritrovo ad avere diversi accessi tutti indipendenti che portano ai vari appartamenti... in pratica immiginiamo un complesso quasi circolare che sul perimetro ha tutti i vari cancelletti o porte d'ingresso. Cosa devo fare? Dare un unico numero civico ad es. 10 per l'accesso dall'esterno e poi per ognuno dei vari ingressi interni devo dare delle lettere A,B,C ecc..?? E se così fosse, quando i proprietari verranno a chiedere la residenza e verrà individuato appunto a quale interno del nr. 10 andrà ad abitare, quando dovrò rilasciare un certificato di residenza dovrò certificare che quella persona abita al nr. 10 oppure al nr. 10/A o B ecc...? Ecco, non so che rapporto effettivamente abbia la numerazione interna con la certificazione anagrafica: Scusate ma se a voi sembra una banalità, per me in questo momento è un grosso problema anche perchè in seguito a questa costruzione sono costretta e rivedere tutta la numerazione civica della Via e vorrei fare le cose per bene.
Messaggioda viagrande » 22/11/2005, 11:01
Prova a vedere le istruzioni ISTAT contenute nella pubblicazione metodi e e norme serie B , n.29 ed. 1992 (pag.93)
In pratica, io farei così: numero civico sull'ingresso esterno, numero arabo su ogni accesso interno, da sinistra a destra entrando dall'ingresso esterno.
esempio di certificazione: via GARIBALDI n. 10 int. 1.
Il numero seguito da barra e lettera (es. 10/A) si dovrebbe usare per indicare un numero esterno, quando si viene a creare un nuovo ingresso tra due numeri esistenti (es. tra il 10 il 12). In questo caso la lettera viene denominata "esponente" del numero.
La numerazione da indicare nei certificati è quella completa (numero civico, eventuale scala, piano, interno).
Messaggioda Ospite » 12/01/2006, 12:40
Buongiorno abito in un comune in provincia di Pescara ed ho un piccolo problema.
Di lavoro ho un impresa edile e quindi capita che costruisca edifici in paesi diversi.
Adesso capita che in diversi comuni si comportino in maniera diversa riguardo ai numeri civici, cioè la fornitura di targehtte con i numeri da apporre sugli accessi delle case nuove.
Elenco i diversi casi e vorrei sapere quali sono quelli corretti, e quali quelli sbagliati, ossia i casi in cui posso reagire col comune e, norma alla mano (ma quale norma? vorrei saperlo!) pretendere un comportamento diverso
Caso A: nuova abitazione: il comune mi fornisce la targhetta gratuitamente e mi dice di apporla
Caso B: il comune mi appone la targhetta gratuitamente!!
Caso C: il comune mi fornisce la targhetta ma dietro pagamento e me la attacco io, mi dice che posso comprarla anche altrove purchè rispetti gli standard.
Caso D: il comune mi attacca la targhetta senza chiedermelo e poi mi manda un avviso dicendo che devo pagarla e devo pagare anche le spese per attaccarla!
Caso E (diverso): il comune ha cambiato il numero di uno stabile che ho ristrutturato e me lo cambia gratuitamente perchè la variazione l'hanno decisa loro
Caso F(diverso): il comune ha cambiato il numero di uno stabile che ho ristrutturato e me lo cambia ma me la fa pagare anche se la variazione l'hanno decisa loro.
Insomma qual'è la regola, quali le eccezioni,........e soprattutto quali le leggi?
Messaggioda viagrande » 12/01/2006, 13:14
Per la numerazione civica il riferimento legislativo è l'art. 10 legge 24 dicembre 1954, n.1228, nonchè art.42,43 DPR 30 maggio 1989, N.223.
In sostanza il comune "può" porre a carico del cittadino la spesa della numerazione civica esterna, mentre la numerazione interna è sempre a carico dei proprietari del fabbricato.
Da ciò derivano i diversi comportamenti che... probabilmente sono tutti più o meno corretti.
Messaggioda Nenna » 18/10/2007, 16:27
Rispolvero l'annosa questione della numerazione civica per chiedervi se potete darmi una mano.
Ho finalmente caricato in anagrafe le schede di rilevazione del censimento 2001 che ho ereditato quando ho iniziato a lavorare nei servizi demografici. Ora ho un piccolo problema: la numerazione civica è stata aggiornata nel 2001 ma a tale "fisico" aggiornamento non è corrisposta la puntuale modifica dell'anagrafe. Ora, a distanza di sei anni, come posso fare per indicare la nuova numerazione civica nelle schede ap/6? E' corretto procedere con una pratica di cambio domicilio per ciascuna famiglia?
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 18/10/2007, 16:49
Perche' ti complichi la vita?
Non e' piu' corretto, e confrome alla situazione, apportare le variazioni quale riferite al Censimento 2001 ?
E l'intempestivita' non e' di ostacolo (anche se l'ideale sarebbe fosse avvenuto a tempo debita, ma a volte non si possono fare miracoli: questi ultimi si possono fare solo in occasioni speciali).
Messaggioda Nenna » 19/10/2007, 12:02
Forse per natura...
In effetti, subito dopo aver postato il messaggio ho praticamente cambiato idea. Sul cartaceo sto riportando il nuovo indirizzo con la data "Cens. 2001", mentre nell'archivio informatico sto cambiando i numeri come fosse una semplice correzione. E se non va bene pazienza... tanto fra quattro anni si ricomincia...
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 19/10/2007, 17:40
Anche prima .... per le fasi preparatorie.
Messaggioda Ospite » 08/11/2007, 16:03
Nel ns. Comune di medie dimensioni l'attribuzione della numerazione civica è di competenza del servizio tecnico. Ora a seguito degli accertamenti dei vigili è stato verificato che a 3 palazzine è stato attributo lo stesso numero civico senza l'indicazione di nessun interno.
Come puo' essere posto rimedio alla situazione e quali le incombenze del nostro ufficio anagrafe ?
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 08/11/2007, 17:37
L'ufficio competente deve provvedere a: a) revisionare la numerazione civica, correttamente, b) fornire ai proprietari i criteri per l'apposizione della numerazione interna, c) a dare comunicazione all'Ufficio anagrafe dei provvedimenti adottati (nel mese di adozione o, per quelli adottati nell'ultima settimana del mese, entro i primi 7 gg del mese successivo.
Artt. 42, 43, 44 e 45 dPR 30/5/1989, n. 223.
Messaggioda Ospite » 09/11/2007, 09:27
A seguito del punto c) l'ufficio anagrafe deve adottare provvedimento d'ufficio (da notificare agli interessati) rispetto al cambio di numerazione civica sulle registrazioni anagrafiche e a quali altre comunicazioni è tenuto ? (ho verificato la normativa ma al riguardo non ho trovato niente)
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 09/11/2007, 10:12
L'Ufficio anagrafe, nella specie (spettando ad altri uffici gli adempimenti eco-topografici), provvede alla variazioni anagrafiche e, se richiesto, al rilascio delle successive certificazioni.
abitazione con doppia numerazione civica
Messaggioda ramona » 02/03/2009, 08:51
La numerazione civica deve essere attribuita a tutti gli accessi sull'area di circolazione (via, piazza, corso, ecc.) ed il relativo obbligo si estende anche alla numerazione interna (art. 42 dPR 30/5/1989, n. 223), cosa che dovrebbe già sussistere (almeno a seguito degli adempimenti di cui al successivo art. 47).
La numerazione civica deve essere progressiva, salvo, nelle fasi intercensuarie, il ricorso a numerazioni bis, ter, ecc. quando vengano aperti nuovi accessi.
In ogni caso, l'indirizzo della famiglia che abita un alloggio deve esseere univoco, cioè avere l'indicazione di un'unica area di circolazione ed un unico numero civico, anche quando l'alloggio disponga di altra accessi (per ciò qualificabili come secondari).
potresti darmi un riferimento normativo in merito al fatto che la famiglia deve avere un unico civico anche se l'abitazione ha due accessi perché sul D.P.R. 223/1989 non ho trovato nessun riferimento.
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 02/03/2009, 09:26
E' stato forse abrogato l'art. 42 dPR 30/5/1989, n. 223 ?
Ovviamente esso riguarda gli accessi, tutti, non gli indirizzi delle persone che abitino negli alloggi, dato che l'indirizzo non puo' che essere uno, quello dell'accesso principale.
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