Source: https://www.studiocataldi.it/guide-diritto-penale/omicidio-colposo.asp
Timestamp: 2019-12-12 04:24:31+00:00
Document Index: 23111100

Matched Legal Cases: ['art. 43', 'art. 589', 'art 589', 'art. 589', 'art. 2947', 'sentenza ', 'sentenza ']

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Guida legale al reato di omicidio colposo, con tutto quello che c'è da sapere, dalla procedibilità agli elementi costitutivi alle pene
Cos'è l'omicidio colposo
Omicidio colposo: norma e bene giuridico
Procedibilità dell'omicidio colposo
Omicidio colposo e concorso di colpa
Omicidio colposo: pena prevista
Omicidio colposo: danno risarcibile
La giurisprudenza sull'omicidio colposo
L'omicidio colposo è il reato commesso da chi cagiona la morte di un'altra persona non intenzionalmente ma per colpa. Proprio l'assenza dell'intenzionalità che distingue l'omicidio colposo dall'omicidio volontario (o doloso).
La colpa dunque è l'elemento caratterizzante del reato: si parla di delitto colposo (o contro l'intenzione) ogni volta che l'evento (nel nostro caso la morte) non è voluto ma si è verificato "a causa di negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero per l'inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline" (v art. 43 del codice penale).
A disciplinare l'omicidio colposo è l'art. 589 c.p. che, nella versione riformulata a seguito della introduzione delle norme sull'omicidio stradale, dispone quanto segue:
"Chiunque cagiona per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.
Anche dal tenore letterale della norma si desume che l'elemento distintivo rispetto all'omicidio volontario risiede proprio nell'elemento intenzionale.
Privare qualcuno del bene vita, sia pur solo per colpa e non per dolo, è considerato dal nostro ordinamento giuridico un fatto intollerabile che non può non avere conseguenze sul piano penale.
Il reato di omicidio colposo è procedibile d'ufficio.
Il che vuol dire che non è necessaria una querela affinché la procura possa avviare una azione penale essendo sufficiente la semplice "notizia criminis".
Il concorso di colpa non esclude la punibilità del reato di omicidio colposo, anche se il giudice potrà tenere conto della ripartizione delle colpe al fine di determinare la pena edittale.
Le conseguenze giuridiche principali del concorso di colpa sono piuttosto legate alle conseguenze civilistiche, dato che l'eventuale diritto al risarcimento del danno da parte dei prossimi congiunti della vittima può essere ridotto proprio sulla base delle percentuale di concorso di colpa.
L'art 589 del codice penale prevede, per l'omicidio colposo, la pena base della reclusione da 6 mesi a 5 anni.
Se, tuttavia, il reato è commesso a causa della violazione delle norme di prevenzione per la sicurezza sui luoghi di lavoro, la pena detentiva va dai 2 ai 7 anni, mentre se è commesso nell'esercizio abusivo di una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato o di un'arte sanitaria, la pena detentiva va dai 3 ai 10 anni.
Infine, il codice prevede che "nel caso di morte di più persone, ovvero di morte di una o più persone e di lesioni di una o più persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo, ma la pena non può superare gli anni quindici".
A seguito dell'introduzione, nel codice penale, dell'articolo 589-bis ad opera della legge numero 41/2016, nel nostro ordinamento oggi l'omicidio stradale rappresenta un'ipotesi di reato autonoma rispetto all'omicidio colposo.
Tale norma, tra le altre cose, prevede la pena della reclusione da 2 a 7 anni per chi cagiona per colpa la morte di una persona con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale e la pena della reclusione da 8 a 12 anni per chi commette l'omicidio colposo ponendosi alla guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione psicofisica conseguente all'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope.
Sono poi previste pene particolarmente severe per i conducenti professionali di veicoli a motore.
Vedi anche Il reato di omicidio stradale
Meritano infine di essere menzionate le previsioni che stabiliscono una riduzione della pena fino a metà se la morte non è conseguenza esclusiva dell'azione o dell'omissione del colpevole e un aumento della pena se il conducente è privo di assicurazione, non ha conseguito la patente di guida o questa gli è stata sospesa o revocata.
Il testo dell'art. 589-bis. (omicidio stradale)
Chi è responsabile di omicidio colposo può anche essere chiamato a risarcire il danno ai superstiti della vittima.
In estrema sintesi i prossimi congiunti hanno la possibilità di chiedere due tipi di danno: il danno non patrimoniale e il danno patrimoniale. Queste due macro categorie rappresentano i contenitori all'interno dei quali far ricadere, dal punto di vista puramente descrittivo, diverse tipologie di danno. Il danno non patrimoniale comprende il danno alla salute e il danno morale, quello patrimoniale il danno emergente (spese mediche e funerarie) e il lucro cessante (cessazione del contributo economico della vittima). I soggetti legittimati a chiedere il ristoro dei danni in ambito civilistico (all'interno del processo penale mediante costituzione di parte civile o nella separata sede civile) sono tutti coloro che sono legati alla vittima da un vincolo familiare o affettivo. Al diritto risarcitorio che i soggetti legittimati possono esercitare iure proprio, si affianca la facoltà di agire iure hereditatis per la richiesta dei danni già spettanti al defunto.
La prescrizione dell'azione civile
La prescrizione dell'azione civile per chiedere il risarcimento del danno è disciplinata dall'art. 2947 c.c., che prevede in linea generale che la prescrizione del diritto al risarcimento danni si verifica con il decorso del termine di 5 anni dal giorno dell'illecito. La stessa norma al comma 2 prevede che il risarcimento del danno prodotto dalla circolazione dei veicoli di ogni specie il diritto si prescrive in due anni. Attenzione però: lo stesso articolo al comma 3 chiarisce che se il fatto è considerato dalla legge come reato (e in tal caso stiamo parlando appunto di un reato oltretutto perseguibile d'ufficio) e per il reato è stabilita una prescrizione più lunga, questa si applica anche all'azione civile.
Tra la giurisprudenza più significativa in materia di omicidio colposo, possiamo innanzitutto citare la sentenza numero 28615/2013 ove la quarta sezione penale della Cassazione si è espressa con riferimento al concorso di colpa della vittima:
Cassazione n. 28615/2013
Nei reati colposi conseguenti a incidenti stradali è esclusa la responsabilità del conducente quando il fatto illecito altrui, e in particolare della vittima, configuri per le sue caratteristiche una vera causa eccezionale, atipica e non prevedibile che sia stata da sola sufficiente a provocare l’evento.
Cassazione n. 46351/2014
In materia di risarcimento danni dei superstiti, si segnala la sentenza 10.11.2014 n° 46351, sempre della quarta sezione penale della Cassazione, che ha riconosciuto il diritto al risarcimento anche alla fidanzata non convivente, ampliando il novero dei soggetti legittimati.
Cassazione n. 23140/2019
Tra le sentenze più recenti si segnala la numero 23140/2019, con la quale la Corte di cassazione, con riferimento al caso di un uomo deceduto a seguito di una caduta nel cantiere in cui lavorava, ha ritenuto che "il comportamento negligente del lavoratore infortunato non vale a escludere la responsabilità del datore di lavoro", quando l'evento debba essere comunque ricondotto "all'insufficienza di quelle cautele che, se adottate, sarebbero valse a neutralizzare proprio il rischio derivante dal richiamato comportamento imprudente".
Leggi anche La prescrizione penale