Source: http://www.edscuola.it/archivio/pensioni/pensfaq5.html
Timestamp: 2018-01-22 07:59:38+00:00
Document Index: 9734570

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 13', 'art. 19', 'art 1', 'art. 2', 'art 113', 'art. 110', 'art. 124', 'art. 110', 'sentenza ', 'art.13', 'art.13', 'art. 63', 'art. 52', 'art. 172', 'art. 6', 'art. 13', 'art 6', 'art. 1']

E&S© - FAQ/5 - Pensioni@edscuola.com
>Chiederei cortesemente alcune informazioni riguardanti il part time nella scuola (mia moglie è insegnante elementare).
* che differenze vi sono, dal punto di vista pensionistico e della fruizione delle ferie annuali, tra part time orizzontale e verticale?
* è possibile effettuare dei versamenti volontari per migliorare il trattamento pensionistico che inevitabilmente sarà decurtato per effetto della minore attività lavorativa ( in caso affermativo sono consigliabili?).
>L'art. 8 del DL 16-9-1996, n 564 e la circolare applicativa del Ministero della P.I. 14-2-1997, n 9 non fanno alcuna differenzazione tra contratti di lavoro a tempo parziale di tipo verticale o ciclico ai fini previdenziali. I periodi successivi al 31 dicembre 1996 di non effettuazione lavorativa possono essere riscattati mediante il versamento della riserva matematica, secondo le modalita' di cui all'art. 13 della legge 12-8-1962 n 1338 e successive modificazioni ed integrazioni. In alternativa e con le modalita' della legge 18-2-1983, n 47 i periodi di non effettuazione lavorativa, a richiesta degli interessati, possono essere coperti da contribuzione assicurativa mediante prosecuzione volontaria. Le modalita' sono indicate nella circolare del MPI 14-2-1997 n 2.
>Sono un'insegnante di 50 anni appartenente ad una classe di concorso in esubero con 30 anni di anzianità contributiva.
Gradirei sapere se ho la possibilità di pensionarmi per anzianità e nel caso affermativo quali termini sono previsti per la presentazione della domanda.
>Per le classi in esubero il Ministero, di norma, invia una apposita circolare. Comunque per essere sempre nei termini, la presenti entro il 1 marzo p. v. con riserva di ripresentare un'altra nei termini che stabilira' il Ministero.
>Sono una insegnante di scuola elementare con dieci anni di ruolo e sette di preruolo.Vorrei sapere se mi conviene fare la ricongiunzione contributiva e quanto mi verrebbe a costare.Inoltre le chiedo se è prevista qualche agevolazione ai fini pensionistici per gli invalidi civili.
>La ricongiunzione e' sempre bene chiederla, se accettarla e' un problema che dovra' risolvere al momento del pensionamento. Non siamo in grado di dire quanto dovrebbe pagare per contributi perche' questa rubrica non esegue calcoli. Non conosco particolari agevolazioni per gli invalidi civili.
>Sono nata il 04-07-47. Ho cominciato a insegnare con una supplenza alla scuola media iniziata il 13-10-70 e interrotta il 06-11-70 per un incarico a tempo indeterminato al superiore. Da allora ho insegnato ininterrottamente al superiore. Sono entrata in ruolo nel '74, ho riscattato gli anni di laurea ai fini della buonuscita e della pensione. Vorrei sapere:
1) quando potrò andare in pensione;
2) se il fatto che la mia prima nomina non decorra dall' 1 ottobre può pregiudicare in qualche modo la mia anzianità di servizio ed in caso affermativo se posso riscattare i giorni mancanti.
>Se l'incarico a tempo indeterminato ha decorrenza dal 1-10-1970 puo' riscattare a norma del DPR 1092/73 il periodo di non attivita' lavorativa compresa tra la decorrenza giuridica e la decorrenza economica, nel suo caso dal 1-10-1970 al 12-10-1970. Puo' andare in pensione nell'anno 2002 perche' in quell'anno avra' 35 anni di contributi e 55 anni di eta', quanti ne richiede la legge tuttora operante.
>Mi rivolgo a Lei perché ho tanti dubbi,essendo la scadenza imminente di presentazione della revoca o della conferma delle dimissioni.
La prima domanda di dimissioni la feci in data 23/05/1997 a norma del Decreto Ministeriale n. 495 del 30/12/1998, e successive modifiche -domanda di revoca di pensione del 07/02/1998 prot. 652;
-domanda di conferma pensione con raccomandata n. 1568 del 16/06/1998 protocollata alla scuola di appartenenza 2225/f.p. il 15/06/98;
-domanda di dimissioni trasmessavi con raccomandata n. 566 in data 04/03/1999;
-revoca domanda dimissioni con raccomandata n. 1240 del 27/04/1999
Come si evince dagli allegati ho una contribuzione complessiva di:
- 33 anni ai fini giuridici ed economici
- nella mia graduatoria ci sono soprannumerari classe 032/C
-ho 55 anni
-vorrei raggiungere i 35 anni per non subire la decurtazione del 3%
La legge delle dimissioni dei soprannumerari fin quando è valida?
Potrò andare in pensione a 35 anni (cioè fra due anni) avendo un’età di 57 anni?
Mi conviene pagare la ricongiunzione del periodo di disoccupazione?
>1) La legge delle dimissioni dei soprannumerari e' valida fino all'anno 2000 se non ci saranno proroghe.
2)Potra' andare in pensione tra due anni se ci saranno le norme attuali
3) Se vuole avere tra due anni 35 anni di contributi deve pagare il contributo per il riscatto della disoccupazione.
Se non lo paga non puo' uscire perche' non raggiunge il minimo contributivo per l'uscita. Prima di prendere una decisione in un senso o nell'altro legga attentamente il cedolino dello stipendio e si ricordi che non e' consigliabile uscire alla vigilia di un passaggio di classe.
>Sono un insegnante di Scuola media superiore con 56 anni di età e 37 di contributi che maturerò in quest'anno scolastico 1999/2000. Ho intenzione di presentare entro il 1° marzo le dimissioni volontarie dal servizio (pensione di anzianità) e chiedere contestualmente il part-time. Vorrei cortesemente una risposta ai seguenti quesiti:
1) Se entro i sessanta giorni, per qualsiasi motivo, non mi venisse concesso il part-time andrei comunque in pensione al 1 settembre 2000? O si può revocare il tutto?
2) Una volta accettato il part-time, in che posizione giuridica mi troverò?
Pensionato a tutti gli effetti (anche se con deroga al divieto di cumulo tra pensione e reddito da lavoro) e quindi non più soggetto alle forse imminenti modifiche del sistema previdenziale?
3) Per la parte riguardante la permanenza in servizio (presumo 10 ore), usufruirò della progressione della carriera (scatti, gradoni, aumenti, ecc.)?
>1) Essendo la normativa teste' citata in continua evoluzione nel tempo e' bene consultare i funzionari del Provveditorato anche perche' le scadenze possono anche non essere quelle stabilite lo scorso anno.
Tutto cio' che ella chiede, con molta probabilita', sara' contenuto nella circolare provveditoriale che dovrebbe giungere nella sua scuola il piu' presto possibile.
2) Una volta pensionata ed accettato il part time, percepira' una retribuzione rapportata al tempo parziale. Alla fine di ogni anno il cumulo tra retribuzione e pensione non puo' superare la retribuzionecorrisposta al personale a tempo pieno. Per questo motivi ogni anno si procedera' al relativo conguaglio. Una volta scaduto il rapporto di lavoro a tempo parziale si procede alla rideterminazione del trattamento di pensione sulla base dell'intera anzianita' contributiva maturata compresa quella relativa al periodo prestato a tempo parziale. Per quest'ultima operazione, ovviamente, dovrebbero essere rispettate le vecchie regole. Dira' qualcosa di diverso una eventuale revisione del sistema pensionistico?
3) Non possiamo rispondere al terzo quesito perche' la domanda non e' pertinente all'oggetto della nostra rubrica.
>Sono un insegnante di 57 anni con anzianità di 34 anni. Avendo fatto richiesta di dimissioni nel giugno '97 per l'anno 1998 e soggetto al blocco, ho ricevuto in data odierna comunicazione che le mie dimissioni decorreranno dal settembre 2000.
Non appartenendo ad una classe in esubero volevo chiedere il part-time insieme alla pensione.
La risposta negativa che ho avuto dal Provveditorato di Verona non mi è parsa molto convicente.
Mi sembra che la legge dica che per essere ammessi al part-time occorrano i requisiti di pensionabilità.
Se le mie dimissioni sono accettate non significa che i requisiti ci sono?
>Il Provveditorato agli Studi di Verona ha piena ragione nel rigettarle la domanda di part-time perche' lei non ha i requisiti di legge per poter beneficiare del tempo parziale. Il personale che cessa dal servizio dal 1-9-1998 deve avere tra gli altri requisiti anche l'anzianita' contributiva prevista dalla tabella D annessa alla legge n 449 del 27-12-1997 cioe' deve possedere 35 anni di contribuzione congiuntamente a 54 anni di eta' anagrafica. Come vede le manca un anno di contribuzione.
>Un mio collega di educazione artistica con 35 anni di servizio si chiede se "è conveniente " anzichè andare in pensione, rimanere in servizio con il part-time. Non so se i dati sono sufficienti in quanto io, abbastanza lontana dall'età della pensione, sono a digiuno dell'argomento.
Sarei molto lieta di avere una vostra risposta.
Complimenti per il vostro sito davvero chiaro, semplice da consultare e completo.
>Nei casi come quelli citati nel presente quesito e' mplto difficile dare una risposta perche' intervengono motivi di carattere personale che sono propri di ogni soggetto. Ovviamente ci sono lati positivi ma ci sono anche lati negativi. Questi motivi non si possono chiarire attraverso un quesito.
>In merito alla richiesta dello snals di verificare la possibilità di dare agli appartenenti alle "finestre" che lo desiderassero, la facoltà di richiedere di prorogare il pensionamento previsto per il 1/09/2000 al 1/09/200, avete informazioni aggiornate?
Ci sarà la possibilità di presentare tale domanda anche dopo il 1/3/2000, termine utile per la revoca delle domande di pensionamento?
In attesa della risposta conviene cautelarsi con una domanda di proroga prima della scadenza dei termini?
>Gli appartenenti alle finestre di uscita dovrebbero solo attenersi alle disposizioni ministeriali che sono le uniche che regolano le uscite. Per quel che mi risulta entro il 1 marzo pv gli interesssati devono presentare domanda di pensionamento o di revoca di una domanda gia' presentata. Non so dare altre informazioni che non siano contenute nella circolare ministeriale sui pensionamenti.
>1) Le domande di pensione per classi in esubero scadono e si revocano il 1° Marzo 2000?
2) Verrà ripetuto anche quest' anno a luglio il D.M per la pensione per l'esubero?
3) Si potrà fare domanda di pensione per classi in esubero anche il prossimo anno?
Le sarei grato se potesse rispondere a questi quesiti visto che devo prendere la decisione di andare in pensione o no.
Le preciso che ho 34 anni di servizio e 53 anni di età al prossimo 8 marzo.
>1) Lo scorso anno e' stata emanata una circolare che regolamentava il pensionamento per le classi in esubero. Sara' lo stesso anche quest'anno?
Per non sbagliare faccia la domanda entro il 1 marzo p.v. con riserva di ripresentare un'altra se sara' emanata la circolare per le classi in esubero.
2) Per le classi in esubero sono state previste tre uscite: 1998-1999-2000.
Saranno prorogate le uscite anche per il 2001 in poi?
>Nell'anno scolastico 1965/66, mio primo di insegnamento, io ebbi una supplenza temporanea, che iniziò in dicembre '65, con una settimana, e proseguì, nella stessa classe, dal 3 gennaio '66 (quell'anno le vacanze di Natale finirono prima) fino agli esami di riparazione di settembre.
L'ufficio pensioni del mio Provveditorato mi ha chiesto la certificazione precisa di questo anno, che io ho prodotto,dicendo che in questo modo lo avrei recuperato. Tenga presente pure che io mi sono laureata il 21 febbraio 1966, quindi a supplenza già iniziata; ora qualche collega mi dice che probabilmente non posso contare quest'anno negli anni di servizio; lei che ne pensa?
Fino al dicembre 2001 usufruisco della VI classe di stipendio, secondo l'indicazione del cedolino.
>Nel calcolo dell'anzianita' contributiva si contano i periodi per i quali l'interessato ha avuto la retribuzione. Per la supplenza fatta nell'anno 1965-66 le contano per la pensione tutti i periodi per i quali ha avuto lo stipendio. Per quanto riguarda poi i periodi coincidenti tra il riscatto della laurea e la supplenza si conta un solo periodo. Nel suo caso le conviene riscattare non tutti gli anni universitari ma solo quelli fino al giorno prima della prima supplenza.
>Sono un'insegnante di Lingua Inglese con 33 anni di servizio di ruolo nella Scuola Media di 1° grado.
Sono stata in malattia ininterrottamente dal 24 Febbraio 1999 al 4 febbraio 2000 allorquando, sottoposta a visita medica collegiale presso l'Ospedale Militare di Messina, dietro mia richiesta di dimissioni per inabilità, sono stata riconosciuta assolutamente e permanentemente inidonea a svolgere qualsiasi mansione e, conseguentemente, messa in pensione.
Quesito: ho diritto alla retribuzione delle ferie non godute nel periodo della mia malattia dal 24.2.99 al 4.2.2000?
>Il godimento delle ferie e' un diritto irrinunciabile. L'interessato lo deve chiedere e l'amministrazione lo deve concedere nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge. Nel suo caso non e' possibile goderle in altro periodo percio' ha diritto a chiederne il pagamento. La materia e' regolata dall'art. 19 comma 15 del contratto 4-8-1995. La domanda deve essere indirizzata al Preside il quale sulla scorta degli atti d'ufficio procede alla stesura di un decreto che deve essere sottoposto al visto di regolarita' da parte della Ragioneria Provinciale dello Stato di appartenenza.Il decreto dopo la registrazione viene inviato alla Direzione provinciale del Tesoro competente per la relativa liquidazione.
>Sono un docente a tempo indeterminato che al termine di quest'anno scolastico 1999-2000 avrà 30 anni di servizio e 53 anni di età. Non ho provveduto a riscattare i quattro anni per il conseguimento della laurea.
1) quando potrò andare in servizio riscattando il periodo universitario?
2) quanto mi costerà il riscatto?
3) è possibile operare il riscatto contesualmente alla messa in pensione operando una compensazione sulla buonauscita?
>Sulla scorta delle notizie comunicatomi puo' andare in pensione il 1-9-2002 perche' solo allora avra' raggiunto i requisiti di legge. Non e' possibile operare compensazione tra contributo di riscatto per la laurea e indennita' di buonuscita perche' sono interessati organi istituzionali diversi. Cio' non toglie che puo' pagare il contributo di riscatto in unica soluzione utilizzando, eventualmente , la buonuscita. Sarebbe la stessa cosa.
Per quanto riguarda l'ammontare del contributo di riscatto, siamo spiacenti di non poterla accontentare, la nostra rubrica non esegue calcoli.
>Sono un'insegnate di francese in servizio presso una scuola media della prov. di Cagliari. Questo anno compirò 49 anni e al 31/12/2000 avrò 29 anni 11 mesi di servizio. Poiché appartengo ad una classe di concorso in esubero, al Provveditorato di Cagliari, mi è stato consigliato di inoltrare domanda di quiescenza. Siccome, sempre al Provveditorato, ho avuto risposte discordanti da altri impiegati, gradirei avere una risposta certa.
>Gli appartenenti alle classi in esubero possono pensionarsi con la normativa di cui alla legge 8-8-1995 n 335 Nei suoi riguardi dovrebbe essere applicata la tabella C allegata all'art 1 comma 27.
Ella avendo alla data del 31-12-1995 un'anzianita' compresa tra 22 e 25 anni ha diritto al pensionamento quando avra' raggiunto 31 anni di servizio e con penalizzazioni fino a 37 anni. Pero' alla data del 1-9-2000 ha solo 29 anni quindi non potrebbe conseguire la pensione. Comunque presenti la domanda, male che vada, se la vedra' restituita con le motivazioni!
>E' vero che esiste una recentissima normativa, che prevede il riscatto automatico degli anni del corso di laurea?
Il problema è rilevantissimo sotto il profilo del riflesso economico del diritto (pagare o meno circa £50.000.000).
>Quello che mi ha scritto e' vero. Quanto deve pagare non lo so. Preciso che il riscatto non e' automatico perche' va chiesto ma puo' essere anche rinunciato se il contributo e' molto alto. Tenga conto che il 19% del contributo e' rimborsabile attraverso la dichiarazione dei redditi mod. 730.
>Sono un insegnante di ed.fisica di ruolo nella scuola media. Ho chiesto l'invalidità per una patologia dove è prevista.Non so che percentuale mi riconosceranno,ma credo che tale riconoscimento mi potrà essere utile per la pensione anticipata,comunque qualche privilegio mi verrà riconosciuto.Gradirei qualche informazione più precisa,anche perché mi sottoporrò alla visita medica collegiale solo nel caso ne tragga benefici che migliorino la qualità della vita.E' chiaro che non mi aspetto economicamente nulla, dal momento che percepisco uno stipendio, ma vi chiedo: di quali benefici godrò realmente?
Ho 27 anni di servizio, più i tre dell'I.S.E.F dei quali ho chiesto il riscatto, totale 30 anni.
In una circolare ho letto che coloro che appartengano a classi di concorso in esubero, possono andare in pensione con 29 anni e 11 mesi di servizio, con una riduzione del 13% dello stipendio.
>Non e' stata molto chiara nel comunicarmi di aver chiesto l'invalidita' perche' non so se ha chiesto la dispensa dal servizio per malattia o per l'invalidita' permanente ed assoluta a qualsiasi lavoro proficuo a norma della legge 335 art. 2 comma 12. Il vantaggio della prima si esaurisce nella possibilita' di uscire senza penalizzazioni, mentre con la seconda le viene offerta la possibilita' di uscire e di aver diritto ad una pensione con l'anzianita' che avrebbe raggiunto al momento di beneficiare della pensione di vecchiaia. Per quanto riguarda infine i benefici che vengono offerti agli insegnanti che appartengono a classi in esubero essi sono meno vantaggiosi.
Puo' immaginare quale pensione le verrebbe liquidata con 30 anni di servizio, calcolata con lo stipendio in godimento della classe 21 e con la penalizzazione nel suo caso del 13%? La pensione sara' sicuramente molto bassa!
>Sono insegnante laureato di scuola superiore, in ruolo dal 10/09/83.
Universita' e servizi preruolo: 6 anni 5 mesi 5 giorni riscattati; 5 anni di incarichi del Provveditore.
Attuale inquadramento retributivo in classe 21 (scad. 12/2003).
Verro' riconosciuto inidoneo all'insegnamento per motivi di salute, si' idoneo ad altri compiti.
Dovro' quindi valutare se accettare appunto altri compiti oppure optare per la dispensa dal servizio.
Nel primo caso, pur cambiando le condizioni di lavoro, lo stipendio rimane quello attuale e rimane quello da docente anche nella evoluzione successiva?
a) Naturalmente riferendosi al passato, come e' aumentata la divergenza tra stipendio e pensione nel tempo, cioe', posta una differenza iniziale X tra stipendio e pensione p. es. 10 anni fa, a quante volte X ammonta la diferenza oggi?
b) Da pensionato, ci sono attivita' lavorative che si possono svolgere senza decurtazioni della pensione?
c) Certo non posso chiedere conteggi, ma si puo' dire, all'impronta, se siamo piu' vicini a 1,5 o a 2 milioni?
Qualche ... suggerimento?!
>Se sara' destinato ad altri compiti ex art 113 conservera' lo stipendio in godimento e la relativa progressione.
Nel caso in cui sia dispensato dal servizio percepira' una pensione ragguagliata all'anzianita' maturata. Non e' possibile fare differenze tra pensione e retribuzione da 10 anni fa ad oggi in quanto le condizioni sono sempre cambiate nel tempo e continueranno a cambiare anche per il futuro.
Da pensionato si dedichi al giardinaggio, se vuole lavorare trovera' sempre degli ostacoli.
Non siamo in grado di dire di quanto sara' la sua pensione.
>Dopo essermi consultata con lei ho deciso di presentare domanda di dimissioni dal servizio. Prima di inoltrarla, però, vorrei un ultimo suggerimento: va bene impostata e corredata come segue in calce alla presente?
Reparto Scuola Elementare
Oggetto: Domanda di dimissioni dal servizio a decorrere dal .... ai sensi dell'art. 110 del D.P.R. 31/05/1974, n. 417 - o art. 124 del D.P.R. 10/01/1957, n.3
ULTIMA SEDE DI SERVIZIO
Le dimissioni dal servizio a decorrere dal......., ai sensi dell'art. 110 del D.P.R. 31/05/1974, n. 417.
La richiedente assicura la propria presenza in servizio fino a quando non sarà comunicata l'accettazione delle dimissioni.
Allega alla seguente i documenti in carta semplice:
· Certificato di servizio
Lì............
La richiedete
DIREZIONE DIDATTICA STATALE DI........
Decorrenza della nomina in ruolo
Decorrenza delle ritenute in conto Tesoro
La presente istanza è stata presentata a questa Direzione Didattica in data ..... e assunta al protocollo n........
........., lì / /
Nella Faq precedente, mi consigliavi di indagare all'INPDAP circa la mia posizione assicurativa relativamente a otto mesi di servizio prestati presso una scuola autorizzata , ora ti chiedo é possibile farlo anche dopo aver presentato domanda di pensionamento o quel servizio riconosciuto successivamente alla domanda non varrà?
>La sua domanda di dimissioni puo' andare bene.
Alla domanda deve essere allegata la dichiarazione dei servizi. Gli stampati li puo' trovare nella segreteria della sua scuola.
Per quanto riguarda infine l'indagine all'INPDAP la puo' fare anche dopo la domanda di dimissioni, ma comunque prima che il Provveditorato proceda al riscatto del servizio fuori ruolo.
>Sono un'insegnante elementare, volevo chiedere se una volta presentata la domanda di pensionamento(entro il 1° marzo), è possibile ritirarla?
In particolare nella CM 11 gennaio 2000 sono comunicate le date relative alla comunicazione al personale dimissionario della mancata maturazione del diritto al trattamento pensionistico; per gli insegnanti elementari è il 10 aprile; si parla poi della possibilità degli "interessati" di ritirare le dimissioni entro 5 giorni dalla suddetta data. Chi sono gli interessati?
Tutti gli insegnanti che hanno chiesto di cessare dal servizio? O questa possibilità è riservata solo a quelli che hanno ricevuto la predetta comunicazione? (come leggendo si può dedurre, ma a cosa serve ritirare la domanda a coloro ai quali è comunicata la mancata maturazione del diritto al trattamento?)
>Le domande di cessazione dal servizio possono essere presentate o ritirate entro il 1 marzo pv
Dimissioni dal servizio e trattamento di pensione sono due istituti diversi.
Ovviamente chiede le dimissioni perche' vorrebbe avere la pensione.
Ma se non ha maturato il diritto a pensione non varrebbe cessare dal servizio.
Ecco perche' la CM 11-1-2000 dice che ricevuta la comunicazione della mancata maturazione del diritto a pensione il dipendente ha cinque giorni di tempo per poter ritirare la domanda di cessazione dal servizo. Altrimenti verranno accettate le dimissioni e l'interessato non ha il diritto ne' alla retribuzione ne' alla pensione.
>Esiste una normativa che permette ad un insegnante di scuola media pensionato di ritornare ad insegnare in un istituto superiore, avendone i requisiti?
>Questa possibilita' esiste, bisogna cercare la circolare provveditoriale ed attenersi alle norme contenute sia per la presentazione della domanda che per la documentazione da produrre.
>Ho già chiesto un suo consiglio, e vorrei un chiarimento sulla risposta che mi ha dato. Avendo iniziato a insegnare con una supplenza alla scuola media iniziata il 13-10-70 e interrotta per aver ricevuto un incarico a tempo indeterminato per il Superiore il 05-11-70, chiedevo se il fatto di non avere iniziato a insegnare l'1 ottobre poteva costituire un problema. Lei mi ha risposto che, se la nomina decorre dall'1 ottobre, posso riscattare i giorni mancanti. Sulla nomina in mio possesso, però, non è indicata alcuna decorrenza. Questo significa che non mi verranno calcolati 12 giorni ai fini della pensione e non raggiungerò quindi i 35 anni di anzianità nel 2002?
Oppure posso ugualmente chiederne il riscatto al Provveditorato?
>Nel quesito che mi aveva posto le ho detto che poteva riscattare il servizio dal 1-10-1970 al 12 10 1970, ora aggiungo che non e' influente per poter conseguire nell'anno 2002 una pensione con 36 anni di servizio e 55 anni di eta'. I giorni 12 mancanti si arrotonderanno per eccesso.
>Mi sto accingendo a fare la domanda di trasformazione del rapporto di lavoro a tempo parziale con contestuale riconoscimento del trattamento di pensione.
Le chiedo: considerato che l'anno scorso la mia classe di concorso era sopranumeraria e per l'anno in corso il provveditorato non è ancora in grado di fare le verifiche. La mia domanda se non viene accolta come rimango, in servizio normale o in pensione? Considerato che a fine agosto 2000 ho maturato 39 anni di contributi mi conviene, economicamente e strategicamente (cambia il regime e io sono gia con un piede dentro) fare una operazione del genere o è meglio che mi faccia un'altro anno di servizio regolare?
>Non conosco i tempi di lavoro del suo Provveditorato pertanto non posso rispondere al primo quesito. Al suo posto avrei atteso un altro anno ed avrei percepito una pensione con 40 anni di contributi e, penso, con 35 anni di anzianita' di carriera.
Percepira' una bella pensione!
>Sono la vicepreside della scuola media G.Puccini di Casoria Napoli. Un mio collega deceduto in servizio ha lasciato la vedova ed un orfano privi di reddito, vorrei saper quali documentazioni sono necessarie e i tempi per la erogazione della pensione di reversibilità.
>I documenti necessari sono i seguenti:
certificato di nascita del coniuge superstite,
certificato di famiglia alla data del decesso,
atto giudiziale di notorieta' attestante che tra i coniugi non vi sia stata sentenza di scioglimento del matrimonio o di separazione legale per colpa del coniuge superstite,
certificato di iscrizione alla scuola superiore per i figli tra i 18 ed i 21 anni,
certificato rilasciato dall'universita' attestante l'iscrizione, l'anno di immatricolazione la durata legale degli studi l'anno di frequenza,
atto di notorieta' attestante il reddito posseduto dal coniuge superstite.
Alcuni di questi certificati possono essere prodotti mediante autocertificazione ma non so dire quali sono. I tempi possono essere anche rapidi dipende dal volume di lavoro che ogni ufficio ha in questo periodo anche perche' coincide con le dimissioni del personale che intende pensionarsi dal 1 settembre pv.
>Sono nato il 3/9/46 ed ho un'anzianità di servizio di 31 anni (compreso l'anno in corso). Quando potrò andare in pensione?
>L'1-9-2004
>Sono un insegnante con 32 anni di servizio comprensivi del riscatto laurea e 52 anni di età.
Quando sarà più conveniente andarci?
>Potra' andare in pensione nel 2005. La convenienza ad uscire la deve stabilire lei. Se e' una questione di ammontare di pensione il consiglio che le do e' di pensionarsi con 40 anni di servizio.
>Vorrei sapere se ai fini della liquidazione, dopo il 2001, il calcolo verrà effettuato sugli stipendi degli ultimi dieci anni e non su quello degli ultimi cinque come avviene attualmente
>L'indennita' di buonuscita attualmente viene calcolata prendendo come base l'ultimo stipendio integralmente percepito e non come lei dice sugli ultimi cinque anni. Se ci saranno innovazioni dopo il 2001 questo non lo so.
>Nessuno è riuscito a spiegarmi perché da tre anni a questa parte, nei mesi che vanno da Febbraio a Maggio, gravi sullo stipendio la trattenuta con la dicitura legge 335 del 1995. Tale trattenuta ammonta quest'anno nel mio caso a L 94.000 ma non è uguale per tutti e cambia anche di anno in anno.
Qualcuno mi ha detto che riguarda il trattamento pensionistico (ed è per questo che mi rivolgo a Voi, sperando di avere lumi) ma nessuno (ivi compreso il mio segretario economo) ne sa molto di più. Potete cortesemente darmi delle informazioni a riguardo?
>La ritenuta che le viene operata sullo stipendio a partire dal mese di febbraio e fino al mese di maggio, a norma della legge 335, non e' una cosa cattiva anzi buona. Riguarda il trattamento pensionistico! L'ammontare della base pensionistica viene aumentata del 18% ai fini del calcolo della pensione. Questo aumento virtuale produce effetti reali sulla pensione perche' si percepisce una pensione maggiorata.. Ovviamente di questo aumento si deve pagare la ritenuta INPDAP pari all'8,75% . Questa ritenuta si effettua nei mesi suddetti in cinque rate perche' non si potrebbe fare in modo diverso essendo un aumento virtuale e non effettivo per poterlo gravare mensilmente alla fonte.
>Chi al ministero della P.I. ama scherzare con le decisioni importanti di una persona? Prima non fa sapere nulla sui tempi di pensionamento, poi dopo dodici giorni da una decisione già presa fa sapere che si può ancora ripensarci viste le novità presentatesi.
Vorrei sapere quali sono le novità, io non le ho viste Posso forse decidere di andarmene in pensione nel 2001, oppure devo ritirare la mia domanda pur non sapendo cosa accadrà alle pensioni nel prossimo anno? Sono già stata punita per aver lavorato diciotto anni in più di chi nel 1982 è andato in pensione con 11 anni di lavoro effettivo (prende quasi quello che prendo io); io con 32 anni di anzianità, molti corsi di aggiornamento specifici, 4 P.S.L.S. ecc. devo forse restare a lavorare per vedere la pensione diminuire ancora? Vorrei una risposta.
>Il Ministro e' stato molto chiaro, ha stabilito la data della domanda di dimissioni ed ha pure stabilito la data di revoca.
Non so di quali novita' si tratta, io non ne ho intravisto nessuna, ne' so quello che succedera' nel 2001.
Pregherei gli interessati di porre quesiti sulla normativa vigente e di non chiedere notizie sulle ipotesi future.
>Docente di scuola superiore, con 30 anni di contributi e 52 anni di età, ho presentato domanda di pensione anticipata nel caso la mia classe di concorso sia in esubero.
Devo ritirare la domanda entro il 31/03/2000 per non rischiare d'essere collocata a riposo senza assegni, oppure devo aspettare una comunicazione da parte del Ministero?
>Se ha deciso di pensionarsi deve attendere il decreto di collocamento a riposo se non ha i requisiti il Provveditore le notifichera' l'impossibilita' del pensionamento e le dira' i motivi. Entro 5 giorni dalla data di notifica deve ritirare le dimissioni per evitare di restare senza stipendio fino a quando non avra' i requisiti di uscita.
>Amo il mio lavoro, l'ho sempre seguito con passione ed entusiasmo che si sono via via affievoliti negli ultimi anni, non tanto nel rapporto con l'insegnamento ma ... la scuola è cambiata. Per tale ragione e per necessità di liquidità, con rammarico e scarse informazioni, ho presentato domanda di pensionamento entro il 1 marzo.
Ora il Ministro mi concede l'opportunità di ritirarle ed approfitto di questo breve periodo, grazie alla Sua professionalità, per chiarirmi le idee e dirimere gli infiniti dubbi.
Nata nel 1946. In servizio ITI con orario di cattedra dal 1972. In ruolo dal 1978 appartenente a classe di concorso in esubero ho presentato domanda di valutazione dei servizi pre ruolo e di riscatto dei 3 anni (ISEF) ai fini pensionistici e di buonuscita nel 1979
Alla data del 1 settembre 2000 avrei un periodo utile di 31 anni (28+3)
I benefici ...sospesi... del contratto scuola mi verranno computati?
Avendo compiuto i 54 anni la penalizzazione è rapportata ai 4 anni mancanti ai 35 (- 7%) oppure, come qualcuno minaccia, ai 6 mancanti ai 37 (- 11%)?
Essendo nel 28esimo anno di servizio non dovrei appartenere allo scaglione 28-34 o per 28 non s'intende 28esimo ma 28 + 1, 2, ....n cioè ventinovesimo? (Il Tesoro nel cedolino dello stipendio annuncia il passaggio al 31.12.2000)
Cos'è che non quadra ?
>In ordine ai quesiti le comunico:
1) Se i benefici sospesi sono pensionabili le verranno corrisposti con ritardo
2) Reputo che per i quattro anni mancanti le verra' operata la ritenuta del 13% e non dell'11% come dice.
3) Se conta l'anno zero il conto le torna.
>Sono un'insegnante di scuola media di 53 anni e ho 34 anni di servizio. Il primo settembre potrei andare in pensione, avendo fatto domandacon il 5% di penalizzazione.
Il mio stipendio annuo lordo è di L.33.485.000, con un imponibile di L.3.493.000 e detrazioni per L.150.962 (lav.dip.+ figlia). Aliq.mx.33,5, med.98/99 25,19 1/2. Quale sarà l'ammontare della pensione? Qual è attualmente l'entità del trattamento di fine rapporto? Mi conviene uscire o aspettare? Con la temuta riforma la situazione potrebbe peggiorare? Posso riflettere solo fino al 30 marzo.
>Prima di tutto le dico che la nostra rubrica non effettua calcoli. Sulla convenienza non ho niente da dire, sono decisioni personali. Se si riferisce all'aspetto economico le posso dire che fino a 40 anni di contribuzione la pensione aumenta sempre. Non sono profeta e non posso prevedere il futuro. Decida lei.
>Sono un assistente tecnico con incorico a tempo indeterminato vorrei sapere quando potrei andare in pensione sono nato il 04- 05- 50 ho iniziato a lavorare dal 14-09-65 al 20-01-72 con contributi INPS. Dal 22-01-72 al 19-12-72 come ass.tec. supp. dal 20-12-72 di ruolo ancora in servizio.
>Ha raggiunto il requisito contributivo, le manca il requisito anagrafico per poter uscire con una pensione di anzianita'. La prima uscita sara' il 1-9-2005 quando avra' raggiunto 40 anni di contributi.
>Sono un' insegnante elementare di ruolo dal 1 ottobre 1971, ho ricongiunto inoltre 4 anni e undici mesi di servizio svolto presso la società telefonica ex SIP.
Desidero sapere se posso chiedere la pensione di anzianità nel 2001, in quanto al 1 Settembre del 2001 avrò compiuto 59 anni ed avrò maturato un'anzianità di servizio di 34 anni e 11 mesi.
>Sulla scorta delle notizie comunicatomi potra' uscire al 1-9-2001 con 34 anni e 11 mesi di contribuzione. E' pure nei requisiti di legge per l'eta' anagrafica.
>Siamo due insegnanti di Matematica del Liceo Scientifico di Massafra (Ta) nati nell'anno 1951, immessi in ruolo il 10/09/'78 e con stessa decorrenza economica; anni di preruolo N.4 per l'uno, 5 per l'altro sempre in scuole d'istruzione secondaria di II grado.
Abbiamo saputo che la richiesta di pensionamento debba essere fatta entro il 31/03/2000.
Vorremmo sapere se ci troviamo nella condizione per farla e poter essere accolta e cosa c'è da fare?
>La richiesta di pensionamento doveva essere fatta entro il 1-3-2000 e quella della revoca doveva essere fatta entro il 31-3-2000. Per quanto riguarda invece il diritto di pensionamento, sulla scorta delle notizie comunicatomi penso che entrambi non abbiate i requisiti di eta' e di contribuzione per poter uscire.
>C'e' qualche obbligo o prassi rispetto all'esecuzione preventiva dei conteggi relativi ai trattamenti di pensione e buonuscita da parte dell'Amministrazione (scuola / provveditorato / INPDAP / ...)?
E in particolare quando, come e' il mio caso, un insegnante dichiarato inidoneo al servizio deve decidere se chiedere l'utilizzazione in altra mansione oppure essere dispensato?
Dato che l'Amministrazione non li effettua, bisogna affidarsi a sindacati, associazioni, privati ... ma la risposta non sara' ufficiale. E se la differenza rispetto al valore effettivo finale fosse sensibile...?
Non mi risulta che nelle altre amministrazioni le cose funzionino cosi'!
Ma conosco solo la situazione locale e quindi non faccio altri commenti!
>Non conosco amministrazione che effettui conteggi preventivi ufficiali da sottoporre all'interessato per dargli l'opportunita' di decidere se accettare o rinunciare al pensionamento.
L'atto amministrativo diviene ufficiale dopo il contratto da parte della ragioneria provinciale dello Stato la quale deve apporre il visto di regolarita'. Nel nostro ordinamento giuridico amministrativo contabile non e' prevista l'emissione di un atto preventivo ufficiale da sottoporre all'interessato per l'accettazione.
>Sono in servizio all'estero e mia moglie insegnante di scuola materna statale e' in aspettativa con la legge Signorello dal 31 luglio 1995. Ho avuto notizia che successive modifiche della legge consentono il riscatto dei periodi di aspettativa.
Le chiedo con la presente di volermi informare su come effettuare la richiesta di riscatto e i relativi importi. Poiche' mi trovo tuttora all'estero, Le sarei grato se potesse' assisterci nello svolgimento della pratica.
Trovera' di seguito i riferimenti legislativi.
"Il diritto di essere collocato in aspettativa per motivi di famiglia a tempo indeterminato, riconosciuto dalla legge No. 26 dell'11.2.1980 all'impiegato statale coniuge di un dipendente civile o militare della Pubblica Amministrazione destinato all'estero, ed esteso con la legge No.333 del 25.6.1985 anche ai dipendenti statali il cui coniuge presti servizio all'estero per conto di soggetti non statali, ha ottenuto recentemente, grazie agli interventi ed all'impegno dell'Associazione, un notevole perfezionamento. La legge No.148 del 27.6.1997, infatti, ha decretato che l'aspettativa fruita ai sensi della legge in questione può, a richiesta, essere ammessa al riscatto previo il pagamento volontario dei relativi contributi. Tale legge è anche retroattiva: si possono cioè pagare i contributi per i periodi di aspettativa usufruiti sin dal momento dell'entrata in vigore della legge stessa (11.2.1980)".
>La richiesta di riscatto deve essere indirizzata all'Amministrazione di appartenenza.
Alla domanda e' necessario allegare copia del decreto di collocamento in aspettativa senza assegni e un certificato di nascita. L'amministrazione le notifichera' l'importo da pagare quale contributo di riscatto. Dalla notifica avra' cinque giorni di tempo per accettare o rinunciare al riscatto. La nostra rubrica non effettua calcoli.
>Sono una ex docente di ruolo della Scuola Media statale.
Il 01.09.1995 sono stata collocata a riposo ( a 57 anni) con differimento della corresponsione della pensione al 01.01.1997 (!) ex art.13 c.5 L.724/94 ( per anzianità inferiore ai 31 anni).
Com'è noto, con sentenze n. 439/94 e n.347/97 la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità dell'art.13 c.5 di cui innanzi, ma nonostante la cogenza delle sentenze e quindi l'automatico riconoscimento di quanto dovutomi, ad oggi il Parlamento non ha ancora approvato il disegno di legge contenente lo stanziamento dei fondi necessari per dare esecuzioni a tali sentenze.
Stanca di aspettare e di sentirmi dire "aspetti ancora un attimo e vedrà...", vorrei avere una risposta chiara e precisa su cosa posso fare per ottenere finalmente quanto mi spetta di diritto.
La mia intenzione (non avendo a suo tempo proposto ricorso contro il decreto di collocamento a riposo) è quella di adire l'autorità giudiziaria ordinaria (e contattare quindi l'associazione sindacale per esperire il tentativo obbligatorio di conciliazione). Prima però di iniziare l'iter volevo avere il parere di un esperto in materia pensionistica e capire così se vi sia altra via per ottenere finalmente quanto dovutomi.
>Sicuramente non posso sollecitare il Parlamento per l'approvazione del disegno di legge di cui mi da' notizia ne' conosco scorciatoie per ottenere quanto l'amministrazione le deve. Se ritiene di essere nel diritto di avere quanto l'amministrazione non le ha corrisposto, intraprenda pure le vie legali ma prima si faccia consigliare bene da un legale.
>Le scrivo per conto di mia madre: è un'insegnante di scuola elementare di 56 anni (nata il 10/09/1943) entrata direttamente in ruolo in data 10/09/1979.
Se andasse in pensione ora, a che trattamento avrebbe diritto?
Andrebbe incontro a penalizzazioni economiche? Se si, di che tipo?
>Sua madre ha l'eta' per poter conseguire una pensione di anzianita' ma non ha la contribuzione necessaria (35 anni) La prima uscita la puo' utilizzare al 60° anno di eta' cioe' nel'anno 2003 con 25 anni di contributi.
>Si chiede se un dipendente che ha prodotto la propria domanda di dimissioni nell'anno '96 ed è stato collocato in pensione con decorrenza 01/09/98 (trattasi di "Responsabile amministrativo di scuola media") può prestare lavoro autonomo di tipo "occasionale" con Enti diversi senza che la propria pensione possa subire decurtazioni.
>Reputo che si tratti di una pensione di anzianita'! Per i pensionati dal 1-1 1998 viene stabilito che il divieto di cumulo tra pensione di anzianita' e reddito di lavoro autonomo (non dipendente per il quale vige il divieto) non e' piu' totale, ma il divieto deve essere limitato al 50% della quota eccedente il minimo INPS.
>Sono un docente di educazione fisica, nato nel 1945, con anni di anzianità 31(al 31 agosto del 2000) +3 anni di riscatto ISEF.
Mia moglie ha gli stessi anni di anzianità (al 31 agosto 2000) + 3anni di riscatto ISEF, è nata nel 1947.
Gradirei sapere quando possiamo andare in pensione?
>Il servizio prestato presso scuole speciali viene maggiorato di 1/3 ai fini della pensione solo se prestato fino al 13-7-1980. Bisogna chiederlo con domanda ed allegare il relativo certificato di servizio. La valutazione e' gratuita. Per la buonuscita, invece, bisogna chiederlo a riscatto e pagare il relativo contributo. Il riferimento normativo e' art. 63 della legge 312.
>Ho riscattato la legge 29. Mi riferiscono che non si può riscattare 2 anni di contributi enasarco. Sono perduti?
>Non e' stato chiaro nella formulazione della domanda. I contributi di anni 2 Enasarco non sono riscattabili perche' sono coincidenti con servizi prestati e riscattati con legge 29 o per altro motivo? Chiarisca questo aspetto.
>Insegno matematica e fisica nelle scuole superiori.Ti espongo i periodi lavorativi e poi ti formulo le domande.
a) dall'1/7/71 al 31/8/71 presso una colonia per figli di ferrovieri gestita dall'ente ex OPAFS. I contributi sono stati versati all'Inps e mi è stata corrisposta l'indennità di fine rapporto.
b) dal 1972 (anno di iscrizione) al 1977 ho frequentato l'università conseguendo la laurea in data 24/6/77. (durata legale del corso di studi: 4 anni).
c) dal 14/9/77 al 6/9/78 servizio di leva. Tale servizio (11 mesi e 22 giorni) è stato regolarmente riscattato durante il servizio svolto successivamente alle dipendenze delle FS.
d) dall'1/3/79 al 10/9/84(effetti giur.) e 1/10/84(effetti econ.) presso le Ferrovie dello Stato maturando uno stipendio annuo lordo finale pari a £ 8.147.244.
e) dal 10/9/84 (effetti giur.) e 1/10/84 (effetti econ.) al 31/8/93 (effeti giur.) e 29/10/93 (effetti econ.) servizio prestato in qualità di docente di ruolo presso le scuole medie inferiori (assunzione tramite concorso per merito distinto). In applicazione dell'art. 52 della L.312/80 sono stato inquadrato nella fascia stipendiale corrispondente ad uno stipendio immediatamente uguale o superiore a quello in godimento nella qualifica precedente ( anche se non sono in possesso di alcun decreto in tal senso).
f) dal 1/9/93 (effetti giur.) e 30/10/93 (effetti econ.) a tutt'oggi ho prestato servizio di ruolo in qualità di docente di scuole medie superiori (Assunzione per concorso per merito distinto).
Faccio notare che nella comunicazione individuale fattami pervenire dalla scuola di appartenenza di qualche anno fà ( in applicazione all'art. 172 della L.312/80), risultava un'anzianità complessiva di 16 anni 11 mesi e 20 giorni ( all'1/9/93).
Dall'ultimo cedolino dello stipendio (mod.SM39) risulta Liv.0,CL. 21, Sc 00
1) Qual è l'anzianità di servizio riconoscibile ai fini della progressione di carriera, della pensione e della buonuscita?
2) Quale anzianità mi viene riconosciuta ai fini di eventuale domanda di trasferimento?
3) Durante il servizio prestato alle dipendenze delle F.S.ho svolto lunghi periodi di lavoro notturno continuativo. Posso usufruire di abbuoni ai sensi delle norme vigenti sui "lavori usuranti"?
4)Quali istanze devo produrre(eventualmente) per il riconoscimento dei suddetti servizi?
>Le notizie comunicatemi non sono sufficienti per poter dare una risposta.
Le possiamo fornire l'anzianita' ai fini della buonuscita solo se ci fara' un'elencazione dei periodi per i quali ha chiesto il riscatto sia per la pensione che per la buonuscita.
>Ho insegnato dal 10-09-1978 al 9-9-1983 Ininterrottamente all'Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri "E.DE NICOLA" Sesto S. GIOVANNI e i versamenti sono stati effettuati al TESORO.
Dal 9.9.1993 fino ad oggi insegno in una scuola privata e i versamenti sono effettuati tramite INPS.
Ho chiesto la ricongiunzione e la Scuola di Sesto S. Giovanni ha inviato tutta la documentazione al "PROVVEDITORATO AGLI STUDI MILANO LA DATA E':::::::::::::::::::::::::::::::::> 8-7-1994.
DA ALLORA ASPETTO E NON MI ARRIVA NULLA. NULLA ALL'INPS DI LECCO DAL QUALE DIPENDO HO CONSULTATO LE SEDI SINDACALI E MI DICONO DI AVERE PAZIENZA!!!
COSA DEVO FARE SECONDO VOI?????
RICORRERE PER VIE PENALI???? MI POTETE DIRE QUALCOSA IN MERITO.
ORA HO 51 ANNI NON e' CHE A 65 DEVO ANCORA ASPETTARE!!!!
SE UN PROVVEDITORATO " DORME" COSA DEVE FARE UN PROFESSORE FUTURO PENSIONATO????
>Se ha fatto la domanda di ricongiunzione per passare tutto sotto la gestione INPS non vedo che cosa le deve arrivare adesso. Quando l'INPS emettera' il relativo decreto le notifichera' quanto deve pagare.
Ora si accerti che ha fatto tutto bene.
>Volendo cessare dal servizio per motivi familiari (anni di età 45 anni utili ai fini pensionistici 23) è possibile in base alle nuove disposizioni citate nell'oggetto coprire volontariamente periodi eventuali scoperti?
Eventualmente dovessi cessare l'attivita' lavorativa avro' diritto pensione e quando?
>Esistono disposizioni in materia di riscatto o prosecuzione volontaria nell'ipotesi che voglia lasciare il servizio, bisogna vedere fino a che punto questa operazione e' conveniente. Nell'ipotesi che voglia lasciare il servizio avra' una pensione di vecchiaia al raggiungimento del 60° anno di eta'. Nell'ipotesi che voglia continuare a versare volontariamente i contributoi potrebbe conseguire la pensione di anzianita' quando avra' 57 anni, in questo caso bisogna vedere se a quella data ci saranno ancora le pensioni di anzianita'. Allo stato attuale e' prematura fare qualsiasi ipotesi di convenienza.
>Sono un'insegnante precaria della scuola elementare che sta frequentando il corso-concorso riservato per poter diventare docente a tempo indeterminato in questo segmento scolastico. Vorrei sapere se, alla luce delle nuove disposizioni, gli anni di studio al Conservatorio possono essere riscattati ai fini pensionistici (ho il diploma di pianoforte).
>L'art. 6 comma 1 del decreto legislativo 16-9-1996 n 564 permette il riscatto dei periodi di formazione professionale, studio e ricerca mediante il versamento della riserva matematica secondo le modalita' di cui all'art. 13 della legge 12-8-1952 n 1338 e successive modificazioni e integrazioni.
Il comma 3 del medesimo art 6 da' incarico al ministro del lavoro e della previdenza sociale di individuare i corsi di formazione professionale, i periodi di studio o di ricerca che sono oggetto di riscatto. Il ministro del lavoro non ha ancora emesso il relativo decreto.
>Mia cugina:Insegna nella scuola secondaria di 2° grado, Nata il 9-9-45 (52 anni, 11 mesi e 22 gg al 31/8/1998 con anzianita' di servizio di 16 anni, 8 mesi e 22 gg. al 31-12-1992 - compresi i 4 anni di laurea - ), bloccata a novembre del '97, a seguito di conferma delle dimissioni in base al decreto del ministero del lavoro e circolare applicativa pensava di avere diritto al pensionamento con lo scaglione dell'1 settembre 2000. Le hanno detto (e sembra di aver capito) che a norma di quanto previsto anche dalla circolare 255 /1998 per andare in pensione con lo scaglione di settembre 2000 (con l'ultima circolare sia lo scaglione del 1-9-2000 che quello del 1-9-2001 andranno tutti dal 1-9-200) i requisiti della legge Dini dovevano essere posseduti alla data del 31/8/1998.
Non aveva in quest'ultima data 53 anni ( ma li ha compiuti il 9-9-1998) e nemmeno i requisiti di servizio previsti dal D.lvo. 503-92 cioe' 24 anni per chi aveva 17 anni di servizio al 31-12-92 ? (mentre ne aveva solo 22 anni 8 mesi e 22 gg. al momento (al 31-8-98) che avrebbe dovuto andare in pensione se non fosse stata bloccata).
In provveditorato l' hanno inserita comunque nell'elenco, senza approfondire la questione.
Rischia di rimanere a settembre 2000 senza stipendio e senza pensione?
Altri colleghi nelle sue stesse condizioni anagrafiche e contributive nel 1998 non hanno confermato le dimissioni e pensano di aver agito in modo corretto. Lei non vorrebbe ritirare le dimissioni.
Quali dovevano essere i requisiti da possedere quando ha fatto la prima domanda di pensione nel settembre 1997 chiedendo di andare in pensione dal 1-9-98?
Essendo Lei coniugata con due figli Universitari ha qualche abbuono per rientrare con i requisiti richiesti dall'art. 1 comma 27 Legge 8-8-95 n. 335?
Non si applica al suo caso il calcolo dell'eta' al 31- dicembre?
>Data la complessita' della materia e le notizie non sufficientemente chiare siamo nell'impossibilita' di dare notizie certe.
>Sono un dipendente del ministero della Difesa (M.llo Dei Carabinieri), avendo preso la Laurea In Architettura, volendola riscattare per fini pensionistici, vorrei chiedere se è conveniente e soprattutto quanto mi viene a costare.
>Non siamo in grado di dirle quanto deve pagare per il riscatto della laurea perche' la nostra rubrica non effettua calcoli.
Sicuramente le conviene fare adesso la domanda di riscatto, quando le arrivera' il decreto di notifica della somma da pagare per il riscatto avra' cinque giorni di tempo per decidere se accettare o rinunciare.
>Mia madre ha 77 anni ed è titolare o meglio dire era titolare di una pensione di invalidità dal 1976.
Mio padre è deceduto in novembre del 1999.
Per mia madre abbiamo richiesto la reversibilità della pensione di mio padre e in effetti come la legge prevede le verrà erogato il 60 % della pensione di mio padre.
Della sua pensione di invalidità resterà solo lire 11.500. Mi hanno detto che poiché la sua pensione era integrata al minimo probabilmente per una questione di insufficienza di contributi versati (mia madre ha versato per 12 anni ) i numeri parlano chiaro.
Dal momento che anche negli uffici preposti è difficile avere una risposta chiedo semplicemente un po' di chiarezza.
E' possibile che una pensione di invalidità in quanto tale quindi erogata per riscontrata invalidità del beneficiario venga così decurtata?
Cosa posso fare per avere un estratto conto di tutta la storia della pensione di mia madre dal momento della domanda per capire se veramente non è possibile fare nulla?
>Reputo che la risposta ricevuta sia veritiera. La pensione di reversibilita' che e' stata concessa a sua madre in larga misura ha contribuito a scorporare l'integrazione al minimo perche' sua madre percepiva una pensione integrata al minimo per insufficienza di contribuzione. Ora si sente "danneggiata" ma in effetti e' stata "privilegiata" quando le hanno attribuito una pensione integrata al minimo.
>Sono un insegnante di E.Tecnica che voleva andare in pensione nel settembre 2000, età 53 anni (5 Marzo).
Con lavori alle dipendenze di privati, disoccupazione e scuola; mi è stato riconosciuto e riscattato anche con la legge 29 (29anni -2 mesi -15 giorni) non mi riconoscono il lavoro svolto come rappresentante svolto all'eta' di 19 anni per circa 18 mesi con i contributi versati come ENASARCO, i contributi enasarco mi dicono che non possono essere riscattati. Per questo non raggiungendo i 30 anni di contributi versati non ho potuto fare domanda di pensione.
I 18 mesi sono quindi andati persi? non vi è modo di poterli riscattare?
>Le hanno detto che non possono essere riscattati pero' non le hanno detto i motivi.
Personalmente reputo che a norma della legge 29 qualsiasi contribuzione puo' essere trasferita da una gestione contributiva ad un'altra previo pagamento di eventuale onere. Si accerti!
>Con 40 anni di contributi, 61 di età e all'ultimo gradone conviene l'anzianità o la vecchiaia?
>Avendo raggiunto 40 anni di contribuzione puo' conseguire una pensione che si avvicina moltissimo allo stipendio in godimento. La sua non e' una pensione di vecchiaia ne' una pensione di anzianita', ma una pensione per "raggiunto quarantennio", calcolata con l'ultima classe di stipendio.