Source: https://forum.grnet.it/carabinieri-f43/causa-di-servizio-t3110-255.html
Timestamp: 2018-06-22 07:15:37+00:00
Document Index: 90394461

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art. 49', 'art. 1079', 'art. 7', 'art. 22', 'sentenza ', 'sentenza ']

causa di servizio : CARABINIERI - Pagina 18 - GrNet.it
da pietro17 » lun nov 14, 2016 10:28 am
da panorama » mer gen 25, 2017 5:30 pm
"Cardiopatia sclerotica in pregresso episodio sincopale di verosimile genesi neuromediata" riconosciuta a seguito di un riesame.
Cmq. leggete il perché
PARERE ,sede di CONSIGLIO DI STATO ,sezione SEZIONE 2 ,numero provv.: 201700121 - Public 2017-01-25 -
Numero 00121/2017 e data 19/01/2017 Spedizione
Adunanza di Sezione del 18 gennaio 2017
NUMERO AFFARE 01562/2014
Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica presentato dal -OMISSIS-, contro il Ministero della difesa avverso il mancato riconoscimento della dipendenza da causa di servizio.
-OMISSIS-, con la quale il Ministero della difesa direzione generale previdenza militare ha chiesto il parere del Consiglio di Stato sull'affare consultivo in oggetto;
1.) -OMISSIS- il Ministero della difesa negò la dipendenza da causa di servizio per le infermità denunciate dal ricorrente (cardiopatia sclerotica in pregresso episodio sincopale di verosimile genesi neuromediata; ipoacusia bilaterale di tipo percettivo alle frequenze medio acute) e liquidò invece l'equo indennizzo per altre infermità.
2.) Con il ricorso in oggetto il -OMISSIS- ha chiesto l'annullamento parziale dell'atto impugnato.
3.) A seguito del ricorso il Ministero della difesa ha riaperto l'istruttoria e, -OMISSIS-, sulla base dell'ulteriore documentazione prodotta e delle eccezioni mosse dall'odierno ricorrente.
4.) Il Comitato ha restituito il -OMISSIS-, col quale, modificando il precedente, ha ritenuto le infermità in questione dipendenti da causa di servizio.
5.) Alla luce di quest'ultimo giudizio il Ministero della difesa, in via di autotutela, ha parzialmente modificato il decreto impugnato, riconoscendo la dipendenza da causa di servizio delle infermità del ricorrente (-OMISSIS-). Successivamente l'Amministrazione, in conformità al parere del C.V.C.S. -OMISSIS- sopra citati, ha liquidato al ricorrente l'equo indennizzo relativo all'infermità "Cardiopatia sclerotica in pregresso episodio sincopale di verosimile genesi neuromediata", -OMISSIS-.
6.) Il Ministero propende per la declaratoria della cessata la materia del contendere.
7.) Il Collegio ritiene che effettivamente sia cessata la materia del contendere, giacché, in via di autotutela, l’amministrazione della difesa ha pienamente soddisfatto la pretesa azionata dal -OMISSIS- con il ricorso in oggetto. Ed invero, sebbene non sia stato liquidato al ricorrente l’equo indennizzo per la patologia “ipoacusia bilaterale di tipo percettivo alla frequenze medio acute”, avendo l’amministrazione della difesa ritenuto insussistente “uno dei presupposti necessari per il riconoscimento del beneficio economico richiesto” (-OMISSIS-), nondimeno tale patologia è stata comunque considerata, in sede di riesame, dipendente da causa di servizio, come richiesto dal -OMISSIS- con l’impugnativa. Il sindacato sulle ragioni delle mancata erogazione dell’equo indennizzo con riferimento a detta patologia esorbita, pertanto, dall’alveo cognitorio perimetrato con il ricorso in oggetto (in relazione al quale va ribadita la cessazione della materia del contendere).
Esprime il parere che, in relazione al ricorso proposto, debba essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'art. 22, comma 8, del D.Lgs. n. 196/2003, manda alla Segreteria di procedere, in qualsiasi ipotesi di diffusione del presente provvedimento, all'oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi dato idoneo a rivelare lo stato di salute delle parti o di persone comunque ivi citate.
Gabriele Carlotti	Gianpiero Paolo Cirillo
da panorama » sab feb 11, 2017 4:01 pm
diniego della dipendenza da causa di servizio dell'infermità “mesotelioma pleurico” nonché�? dei benefici previsti quale “equiparato” alle vittime del dovere.
PARERE INTERLOCUTORIO ,sede di CONSIGLIO DI STATO ,sezione SEZIONE 2 ,numero provv.: 201700209
- Public 2017-01-31 -
Numero 00209/2017 e data 25/01/2017 Spedizione
NUMERO AFFARE 00423/2015
Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto dalla -OMISSIS-, di diniego della dipendenza da causa di servizio dell'infermità “mesotelioma pleurico” nonché�? dei benefici previsti quale “equiparato” alle vittime del dovere.
1. -OMISSIS-, chiedeva la corresponsione dei benefici previsti per gli “equiparati alle vittime del dovere” ritenendo il decesso del marito interdipendente con l'infermità “Mesiotelioma pleurico”, dal medesimo sofferta.
-OMISSIS- certificava l'esistenza di un nesso eziopatogenetico tra il decesso del militare e la succitata infermità, attribuendo a quest’ultimo un’invalidità̀ pari al 100%.
-OMISSIS-- giudicava tale patologia non dipendente da fatti di servizio e non rinveniva le particolari condizioni ambientali ed operative di servizio necessarie ai fini del riconoscimento dei benefici economici di cui al d. P.R. n. 243 del 2006.
-OMISSIS-, l’Amministrazione, nel comunicare all’istante il predetto parere negativo del CVCS invitava l’interessata a produrre nuova documentazione e/o le proprie controdeduzioni a quanto rilevato nel succitato parere del CVCS.
-OMISSIS-, l’Amministrazione trasmetteva al Comitato di verifica il fascicolo sanitario e amministrativo relativo al deceduto, corredato dalle controdeduzioni prodotte dall’interessata --OMISSIS-- ai fini del riesame del parere precedentemente reso dall’organo consultivo.
-OMISSIS-, il CVCS confermava il parere negativo in precedenza formulato sia ai sensi del d. P.R. n. 461 del 2001 sia relativamente alla non sussistenza delle particolari condizioni ambientali od operative di missione di cui al d. P.R. n. 243 del 2006.
2. Con il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica in epigrafe -OMISSIS- nonché di ogni altro atto o provvedimento preordinato, connesso, collegato o consequenziale.
A sostegno del citato gravame la ricorrente ha dedotto l’illegittimità dei provvedimenti impugnati per eccesso di potere sotto il profilo dell’omessa valutazione di fatti rilevanti inerenti il servizio nonché dell’erronea e superficiale valutazione di elementi causali e concausali ai fini del riconoscimento della condizione di vittima del dovere per la patologia sofferta dal militare.
Secondo la ricorrente, infatti, il diniego impugnato sarebbe in contrasto “con gli eventi lavorativi prestati dal dipendente” nonché̀ “totalmente contraddittorio con quanto usualmente applicato dal Ministero della Difesa nei casi di riconoscimento di dipendenza da causa di servizio e della concessione dei benefici per le vittime del dovere e provvidenze in favore dei soggetti esposti ad amianto e/o a sostanze altamente tossiche” e avrebbe determinato “-OMISSIS-”.
Inoltre, la ricorrente ha dedotto il difetto di motivazione dell’impugnato decreto che sarebbe basato sul parere espresso dal CVCS con formula stereotipata e, quindi, priva di motivazione pregnante.
3. Con la relazione istruttoria in epigrafe il Ministero riferente si è espresso per il rigetto nel merito del ricorso in esame.
4. Tanto premesso, la Sezione ritiene necessario - al fine di poter compiutamente esaminare la presente controversia ed in considerazione della delicatezza e della complessità del tema dei danni derivanti dall’esposizione all’amianto - invitare l’Amministrazione ad integrare la relazione in epigrafe, fornendo alla Sezione stessa ulteriori elementi istruttori relativamente all’ipotizzata correlazione tra la patologia sofferta e l’asserita esposizione all’amianto dell’interessato nel corso del suo servizio. E ciò nella considerazione che la stessa Amministrazione, -OMISSIS-, depositata in atti, ha comunicato che all’epoca in cui sono state costruite le unità navali sulle quali il militare ha prestato servizio “l’amianto era comunemente impiegato anche nella costruzione delle stesse e non sottoposto a restrizioni”.
Con l’occasione la Sezione invita, altresì, l’Amministrazione a trasmettere la citata integrazione istruttoria, e gli atti eventualmente ad essa allegati, alla parte ricorrente, al fine di consentirne a quest’ultima l’accesso, con assegnazione alla medesima di un congruo termine per il deposito di eventuali memorie, che dovranno essere esclusivamente indirizzate, ai sensi dell'art. 49, comma 2 del r.d. 21 aprile 1942, n. 444, all'Amministrazione, la quale le farà pervenire alla Sezione unitamente alle proprie eventuali controdeduzioni ovvero invierà alla Sezione stessa una comunicazione attestante l’avvenuta trasmissione degli atti di cui si converte e la mancata presentazione di controdeduzioni da parte dell'interessata.
Infine, la Sezione invita l’Amministrazione a svolgere i succitati adempimenti nel termine di 90 giorni decorrente dalla data di ricezione del presente parere interlocutorio.
La Sezione, impregiudicata ogni questione in rito e nel merito, invita l’Amministrazione a provvedere agli adempimenti di cui in motivazione nelle forme e nei termini ivi previsti, sospendendo nelle more l’esame del ricorso.
Manda alla segreteria di trasmettere il presente parere alla parte ricorrente.
Ritenuto che sussistano i presupposti di cui agli artt. 22, comma 8 e 52, comma 2 del d. lgs. 30 giugno 2003, n. 196, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla segreteria di procedere, in qualsiasi ipotesi di diffusione del presente parere, all’oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi dato idoneo a rivelare lo stato di salute dei soggetti indicati nel presente parere.
da panorama » mer mar 01, 2017 11:06 am
da Efy » mer mar 08, 2017 5:21 pm
Buongiorno e scusate se scrivo qui, sono ex della polizia penitenziaria.
Sto cercando qualcuno più informato di me.
Iscritto il: lun mar 06, 2017 9:36 pm
da christian71 » mer mar 08, 2017 6:09 pm
Salve Efy, purtroppo sono cose che possono accadere, ritengo che non sia proprio giustissimo, ma può accadere...
Premetto che non sono informatissimo sui dettagli, ma in questi casi so che si fa ricorso alla "Corte dei Conti"...
Ti consiglio di cercare nel forum utilizzando quella chiave di ricerca nell'attesa che qualcuno che ha avuto esperienze dirette in merito ti risponda in modo più esaustivo...
da panorama » mer mar 08, 2017 8:25 pm
vai a "pensione privilegiata" e leggi.
da panorama » gio apr 06, 2017 11:55 am
da Dott.ssa Astore » gio apr 20, 2017 6:41 am
I ricorsi vanno fatti bene enei termini di legge.
Le consiglio un buon legale ed un medico legale per una relazione corretta sotto il profilo causale e concausale.Deve presentare anche certificazione precisa .
Alcuni esiti sono stati positivi.
Mi contatti allo studio.
da Cobrani » sab mag 13, 2017 1:57 pm
da panorama » gio dic 21, 2017 2:50 pm
veniva rigettata l'istanza di riconoscimento della causa di servizio e di concessione dell'equo indennizzo.
SENTENZA ,sede di ROMA ,sezione SEZIONE 1B ,numero provv.: 201712540, - Public 2017-12-20 -
N. 12540/2017 REG.PROV.COLL.
N. 01148/2016 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 1148 del 2016, proposto da:
-OMISSIS-, nonché quale genitore esercente la patria potestà su -OMISSIS-., rappresentata e difesa dagli avvocati Rosanna Serafini e Eugenio Pini, con domicilio eletto presso lo studio del secondo in Roma, via della Giuliana, 82;
Ministero della Difesa, Ministero della Difesa - Direzione Generale della Previdenza Militare e della Leva, Ministero dell'Economia e delle Finanze, Ministero dell'Economia e delle Finanze - Comitato di Verifica per le Cause di Servizio, in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura Generale Dello Stato, presso cui domiciliano in Roma, via dei Portoghesi, 12;
- della delibera n. 8221/2015 adottata dal Comitato di Verifica per le Cause di Servizio nell’adunanza del 19 maggio 2015;
- del decreto n. 4261, adottato dal Ministero della Difesa in data 29 ottobre 2015, con cui veniva rigettata l'istanza di riconoscimento della causa di servizio e di concessione dell'equo indennizzo.
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 25 ottobre 2017 la dott.ssa Paola Patatini e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
L’odierna ricorrente ha adito questo TAR nella qualità di vedova ed erede del defunto Caporal Maggiore Capo Sc. -OMISSIS-, per ottenere l’annullamento del rigetto della domanda tesa al riconoscimento della dipendenza da causa di servizio e alla concessione dell’equo indennizzo, per l’infermità “-OMISSIS-”, causativa del decesso del de cuius.
Espone in fatto che l’ufficiale aveva preso parte a diverse missioni internazionali di pace nella zona dei Balcani (nel 1996 e nel 1999 in Bosnia, nel 2000 in Kosovo, nel 2004 in Irak, nel 2008 ancora in Kosovo con l’operazione “Joint Entrerprise”), nota per essere un territorio ad altissima contaminazione da uranio impoverito, svolgendo l’incarico di armerie e guastatore, privo di specifiche protezioni individuali.
Nel mese di dicembre 2013, il OMISSIS iniziava a manifestare malessere diffuso che si aggravava col trascorrere del tempo, finché nel gennaio 2014 veniva a mancare.
Avverso il decreto in epigrafe indicato ed il presupposto parere - secondo cui l’infermità in questione non potrebbe riconoscersi dipendente da fatti di servizio, “in quanto nei precedenti di servizio dell’interessato non risultano fattori specifici potenzialmente idonei a dar luogo alla genesi neoplastica. Pertanto è da escludere ogni nesso di causalità o concausalità non sussistendo, altresì nel caso di specie, precedenti infermità o lesioni imputabili al servizio che col tempo possano essere evolute in senso metaplastico” – la parte ha articolato tre motivi di doglianza, deducendo:
1) illegittimità per eccesso di potere per erronea interpretazione e travisamento di fatto, errore sul presupposto, difetto di istruttoria, incongruità, illogicità; insufficienza e contraddittorietà della motivazione;
2) illegittimità per violazione di legge con riferimento all’art. 1079, comma 1, d.p.r. n. 90/2010 e art. 7, d.p.r. n. 40/2012;
3) illegittimità per violazione di legge e disapplicazione delle direttive dello stato maggiore della Difesa 6 dicembre 1999 e 27 marzo 2000.
Secondo la tesi ricorrente, l’Amministrazione avrebbe adottato le determinazioni in questione in assenza di circostanziate attività di indagine, risultando invece dagli atti che il militare ha operato in zone inquinate e tossiche, rimanendo esposto a polveri liberatesi dopo l’esplosione di materiale bellico, che, secondo gli studi scientifici in materia, sarebbero correlate all’insorgenza di patologie tumorali. Detta circostanza fattuale avrebbe quindi imposto un adeguato compendio motivazionale alla base del diniego, tenuto altresì conto che l’Amministrazione sarebbe stata perfettamente a conoscenza della pericolosità dell’ambiente in cui il personale militare operava, come mostrato dalle direttive del 6 dicembre 1999 e del 27 marzo 2000, direttive che, nel caso del OMISSIS, sarebbero comunque state disattese.
Per resistere al gravame, si è costituito in giudizio il Ministero della Difesa con comparsa formale.
Alla camera di consiglio del 2 marzo 2016, parte ricorrente ha rinunciato all’istanza cautelare, incidentalmente avanzata col gravame.
A seguito dell’ordinanza collegiale n. 3739/2017, l’Amministrazione ha depositato una dettagliata e documentata relazione sulla vicenda, insistendo per l’infondatezza del ricorso.
Con memoria del 22 settembre 2017, la ricorrente ha contestato quanto ex adverso dedotto, concludendo per l’accoglimento del gravame.
Alla pubblica udienza del 25 ottobre 2017, la causa è infine passata in decisione.
Tra il 1999 e il 2004, il Caporal Maggiore ha svolto principalmente funzioni di guastatore e armiere, occupandosi di lavori di tipo campale, nonché di montaggio e smontaggio di ponti metallici componibili, ovvero di montaggio ponti.
Risulta poi, dalla documentazione prodotta dall’Amministrazione, come non possa comunque escludersi che, nelle operazioni “Joint Forge” e “Joint Guardian”, lo stesso sia stato inoltre impegnato a supporto dei nuclei addetti alla bonifica di ordigni inesplosi “per la realizzazione di “fornelli” per il brillantamento di tali ordigni inesplosi e/o opere per il contenimento della proiezione di schegge attraverso l’utilizzo di sacchetti a terra” (cfr. rapporto informativo del 25 agosto 2017), né che “i movimenti a bordo di mezzi militari, anche lungo itinerari già oggetto di bombardamenti, possano aver contribuito all’insorgenza della patologia riscontrata”, così come non potrebbe parimenti escludersi “un potenziale rischio residuo da esposizione ad agenti chimici nell’ambito della sua mansione di utilizzatore dell’armeria” ( cfr. rapporto informativo del 27 luglio 2017).
Pur a fronte di dette circostanze fattuali, già evidenziate nel ricorso e confermate dagli atti del Ministero, la dipendenza della patologia dai fatti di servizio è stata tuttavia negata sul presupposto che, nei precedenti di servizio, non risultassero fattori specifici potenzialmente idonei a dar luogo alla genesi neoplastica.
Quanto asserito dall’organismo tecnico contrasta, tuttavia, non solo con le circostanze sopra dette, essendo invero incontestabile che il de cuius abbia prestato servizio per un periodo complessivamente lungo in ambienti che erano stati interessati da episodi bellici e bombardamenti, risultando dunque inquinati, ma anche con quanto diffusamente emerso nella giurisprudenza amministrativa che si è largamente occupata del tema.
Numerose infatti sono le pronunce che richiamano gli studi e le indagini svolti da organismi internazionali, sulla base dei quali il Governo degli Stati Uniti, l’ONU e la NATO hanno adottato specifiche misure di protezione, conosciute dallo Stato Italiano sin dal 1992 (relazione di Eglin relativa alla Ricerca condotta nel 1977-78; rapporto US Army Mobility Equipement Research and Development Command del 1979; Conferenza di Bagnoli del 1995), (in primis, TAR Catanzaro, n. 1568/2014, poi condivisa dalla giurisprudenza successiva, da ultimo TAR Napoli, VI, n. 4886/2017), dalle quali emerge la consapevolezza della pericolosità delle condizioni di lavoro dei militari italiani nelle varie zone di guerra dei Balcani per la probabile connessione tra l’esposizione a uranio impoverito e l’insorgenza di gravi patologie, anche di natura oncologica.
Pertanto, il parere impugnato, che ha escluso il nesso eziologico fra la grave infermità contratta ed il servizio prestato, risulta nelle specie inficiato per la manifesta inattendibilità delle conclusioni cui è pervenuto, a causa dell’omessa considerazione delle incontestabili circostanze di fatto, prima viste, nonché dei dati scientifici e delle indagini sopra citati.
D’altronde, l’Amministrazione stessa ha riconosciuto, nei siti de quibus, l’esistenza di radioattività in presenza di residui di involucri di proiettili perforanti, oltreché la presenza di uranio sul terreno, ritenendo conseguentemente doveroso dare disposizioni per l’adozione di misure cautelative per la protezione del personale militare ivi operante (v. circolare del 6 dicembre 1999).
La tesi difensiva dell’Amministrazione, che si richiama inammissibilmente ad un parere medico successivo, riconosce, quali fattori di rischio più comuni per il tumore alla cistifellea, i calcoli biliari, le colecisti “a porcellana”, l’infiammazione cronica del dotto biliare, oltre che la componente ereditaria, senza tuttavia tener in debito conto anche le risultanze scientifiche fino ad ora formulate sull’uranio impoverito.
Il Comitato di Verifica si è, nella specie, limitato a negare genericamente l’esistenza di fattori potenzialmente idonei a determinare la malattia nei precedenti di servizio, quando è invece provato per tabulas che il militare ha vissuto in ambiti contaminati, per i quali è fatto notorio la presenza di uranio impoverito.
Vi è quindi un alto grado di probabilità che la patologia sia insorta a causa dell'esposizione alle polveri sottili e ultra sottili, come quelle rinvenute dalla biopsia fatta sul Caporal Maggiore.
Né l’Amministrazione ha dimostrato che l’attività svolta dal ricorrente si svolgesse in condizioni “di sicurezza”, con l'adozione di forme e sistemi di protezione, considerato altresì che, almeno con riferimento alla prima missione (aprile – agosto 1999), i provvedimenti cautelativi di cui alla circolare del dicembre 1999 non potevano essere stati applicati, essendo la nota successiva alla permanenza del militare in quei luoghi.
Alla luce delle considerazioni svolte, il ricorso deve essere quindi accolto, in ragione dell’evidente difetto di istruttoria e di motivazione, con conseguente annullamento del parere del Comitato di Verifica e del diniego che lo ha recepito, facendo obbligo alla P.A. di riesaminare la fattispecie, tenendo conto delle motivazioni qui svolte.
Le spese di lite seguono infine la soccombenza, da liquidarsi in dispositivo.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Bis), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’affetto, annulla i provvedimenti impugnati.
Condanna le Amministrazioni resistenti, in solido tra loro, al pagamento delle spese processuali in favore della ricorrente, che liquida in euro 1800,00 (milleottocento/00), oltre accessori per legge.
Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all’art. 22, comma 8, D.lgs. n. 196/2003, manda alla Segreteria di procedere, in qualsiasi ipotesi di diffusione del presente provvedimento, all'oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi dato idoneo a rivelare lo stato di salute delle parti o di persone comunque ivi citate.
da Briscola » sab mar 17, 2018 4:10 pm
Eventuale parere richiesto al C.V.C.S. per la causa di servizio ed equo indennizzo in merito al d.p.r.451/01 e d.p.r.738/81. Se e' stata emessa la sentenza della Corte dei Conti accogliendo il ricorso per il riconoscimento della causa di servizio il C V.C S.si adegua al parere emesso dal Giudice Unico delle pensioni.
da naturopata » sab mar 17, 2018 4:21 pm
Briscola ha scritto: Eventuale parere richiesto al C.V.C.S. per la causa di servizio ed equo indennizzo in merito al d.p.r.451/01 e d.p.r.738/81. Se e' stata emessa la sentenza della Corte dei Conti accogliendo il ricorso per il riconoscimento della causa di servizio il C V.C S.si adegua al parere emesso dal Giudice Unico delle pensioni.
Con il passaggio in giudicato della sentenza, non c'è bisogno di alcun adeguamento del CVCS, è direttamente esecutiva, ovvero la causa di servizio è stata riconosciuta a seguito di sentenza. L'unica cosa è che dovrai richiedere al tuo comando l'aggiornamento del verbale della C.M.O. a seguito della decisione giudiziale.
da Briscola » sab mar 17, 2018 5:25 pm
da naturopata » sab mar 17, 2018 8:42 pm
Briscola ha scritto: Salve naturopata il C.G.A. ha provveduto ad inviare la pratica al C.V.C.S.per l'acquisizione del parere per la causa di servizio ed equo indennizzo.
diciamo che non ha senso, l'amministrazione avrebbe dovuto emettere decreto di riconoscimento e successiva liquidazione di e.i. senza inviare nulla al C.V.C.S.. Comunque, poco male, aspetterai un po' e direi di non far nulla e di tener sotto controllo i tempi per evitare che diventino biblici.