Source: https://professionistiperilcittadino.wordpress.com/2018/05/29/progressioni-di-carriera-art-15-ccnl-enti-di-ricerca/
Timestamp: 2019-05-27 02:05:17+00:00
Document Index: 99578318

Matched Legal Cases: ['art 15', 'sentenza ', 'art. 15', 'art. 63', 'art. 15', 'sentenza ', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 97', 'art. 15']

Progressioni di carriera art 15 ccnl Enti di Ricerca |
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con sentenza n. 8985/2018, intervenendo in un giudizio avente ad oggetto la contestazione dell’esito di un concorso bandito dall’ASI per la progressione di livello nel profilo di Tecnologo ai sensi dell’art. 15 del CCNL ASI ove la Corte d’Appello di Roma aveva erroneamente affermato il difetto di giurisdizione del giudice ordinario in favore di quello amministrativo, ha enunciato il seguente principio:
“In tema di lavoro pubblico contrattualizzato, non rientrano tra le progressioni verticali – le cui controversie sono devolute al giudice amministrativo ex art. 63, comma 4, del d. lgs. N. 165 del 2001 – né le progressioni meramente economiche, né quelle che comportano il conferimento di qualifiche più elevate, ma comprese nella stessa area, categoria o fascia di inquadramento e, come tali, caratterizzate, da profili professionali omogenei nei tratti fondamentali, diversificati sotto il profilo quantitativo piuttosto che qualitativo. Ne consegue che sono devolute alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie aventi ad oggetto la contestazione dell’esito e della graduatoria finale delle selezioni per la progressione da un livello di inquadramento a quello immediatamente superiore nel profilo di tecnologo, bandite dall’Agenzia Italiana Spaziale ai sensi dell’art. 15 del CCNL ASI del 29 novembre 2007. Tale norma contrattuale, infatti, uniformando la classificazione dei tecnologi ai principi di cui al d. lgs. n. 165 del 2001, ha consequenzialmente regolato le suddette progressioni interne in modo nuovo e diverso rispetto al sistema vigente prima della privatizzazione del pubblico impiego, che era caratterizzato da “progressioni verticali” configurate come veri e propri mutamenti di “area”, come risulta dagli artt. 63 e 64 del precedente CCNL 21 febbraio 2002 del Comparto Enti di Ricerca”.
Infatti, a partire dal CCNL Enti di Ricerca 2002 – 2005 la classificazione di ricercatori e tecnologi è divenuta strutturata per aree omogenee, per cui i rispettivi profili professionali, seppur differenziati in livelli, sono riconducibili ad un patrimonio professionale potenzialmente identico. Ciò implica che le progressioni di livello non costituiscono “progressioni verticali”, vale a dire consistenti nel passaggio a posizioni funzionali qualitativamente diverse e che comportamento un mutamento dello status professionale, bensì mero “scorrimento orizzontale” da una posizione all’altra nell’ambito della medesima area.
La sentenza in parola supera quella giurisprudenza che ritenendo le progressioni citate di natura “verticale” concludeva nell’affermare che dal 2010, l’art. 15 del CCNL 2002-2005 Enti di ricerca doveva ritenersi superato dalle previsioni di cui agli articoli 24 e 62 del D.Lgs. n. 150 del 2009, che proprio in tema di progressioni verticali, stabiliscono che non può più procedersi allo svolgimento di nuove procedure selettive con le modalità previste dall’art. 15 del CCNL e tanto meno può procedersi allo scorrimento di graduatorie risultanti dalle procedure selettive precedentemente svoltesi, potendo l’amministrazione provvedervi solo attraverso il concorso pubblico con adeguata riserva di posti per il personale interno. Ciò in quanto l’art. 97, comma quarto, della Costituzione prevede una riserva di legge quanto alle modalità di accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le loro modificazioni, non contemplando l’intervento della contrattazione collettiva.
Rimosso tale ostacolo interpretativo, tutti gli Enti di ricerca possono validamente dare attuazione alle procedure selettive interne di cui all’art. 15 per il ripristino periodico delle progressioni di carriera da tempo ferme, previa adeguata programmazione delle relative procedure.
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