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Timestamp: 2020-06-07 01:55:54+00:00
Document Index: 177562510

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 2378', 'art. 8', 'art. 12', 'art. 25', 'art. 134', 'art. 27', 'art. 134', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 76']

Processo societario - Legittimit�, le ultime 10 novit�
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 8, comma 4, del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5 (Definizione dei procedimenti in materia di diritto societario e di intermediazione finanziaria, nonché in materia bancaria e creditizia, in attuazione dell'art. 2 della legge 3 ottobre 2001, n. 366) sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione, nella parte in cui stabilisce che la mancata notifica dell'istanza di fissazione d'udienza nei venti giorni successivi alla scadenza dei termini di cui ai commi precedenti, o del termine per il deposito della memoria di controreplica del convenuto di cui all'art. 7, comma 2, ovvero dalla scadenza del termine massimo di cui all'art. 7, comma 3, determina l'estinzione immediata del processo, anziché l'effetto di cancellazione della causa dal ruolo. Corte Costituzionale, 20 giugno 2008, n.221.
E’ costituzionalmente illegittimo l'art. 1, comma 1, del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5 (Definizione dei procedimenti in materia di diritto societario e di intermediazione finanziaria, nonché in materia bancaria e creditizia, in attuazione dell'articolo 12 della legge 3 ottobre 2001, n. 366), limitatamente alle parole: «incluse quelle connesse a norma degli articoli 31, 32, 33, 34, 35 e 36 del codice di procedura civile». Corte Costituzionale, 28 marzo 2008, n.71.
E’ costituzionalmente illegittimo l'art. 13, comma 2, del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5 (Definizione dei procedimenti in materia di diritto societario e di intermediazione finanziaria, nonché in materia bancaria e creditizia, in attuazione dell'articolo 12 della legge 3 ottobre 2001, n. 366), nella parte in cui stabilisce: «in quest'ultimo caso i fatti affermati dall'attore, anche quando il convenuto abbia tardivamente notificato la comparsa di costituzione, si intendono non contestati e il tribunale decide sulla domanda in base alla concludenza di questa». Corte Costituzionale., 08 ottobre 2007, n.340.
Ricorso strardinario e reclamo in sede cautelare
Processo societario – Gravame contro ordinanza emessa in sede di reclamo cautelare – Ricorso straordinario per cassazione - Inammissibilità.
E’ inammissibile il ricorso straordinario per cassazione avverso l'ordinanza emanata, in materia alla quale si applica il rito societario, in sede di reclamo avverso un provvedimento cautelare, perchè priva anche in questo caso dei caratteri della definitività e della decisorietà.(Fattispecie relativa ad un provvedimento di diniego della sospensione della delibera impugnata, emanato nell'ambito del giudizio ex art. 2378 c.c. Cassazione civ.., 07 giugno 2007, n.13360.
Diritto di replica dell'attore e immediata istanza di fissazione d'udienza del convenuto
Nuovo processo societario – Istanza di fissazione dell’udienza ad istanza del convenuto – Diritto di replica dell’attore – Sussistenza – Questione di legittimità costituzionale – Fondatezza.
E’ costituzionalmente illegittimo l’art. 8, comma 2, lettera a), del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5 (Definizione dei procedimenti in materia di diritto societario e di intermediazione finanziaria, nonché in materia bancaria e creditizia, in attuazione dell'art. 12 della legge 3 ottobre 2001, n. 366), nella parte in cui non prevede anche l'ipotesi che il convenuto abbia svolto difese dalle quali sorga l'esigenza dell'esercizio del diritto di replica dell'attore. Corte Costituzionale., 24 luglio 2007, n.321.
Nuovo processo societario – Competenza per territorio – Sede legale della società - Questione di costituzionalità – Infondatezza.
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 25, comma 1, del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5 (Definizione dei procedimenti in materia di diritto societario e di intermediazione finanziaria, nonché in materia bancaria e creditizia, in attuazione dell'articolo 12 della legge 3 ottobre 2001, n. 366), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 76 della Costituzione, dal Tribunale di Agrigento. Corte Costituzionale, 10 maggio 2005, n.194.
Diritto industriale e illegittimità del rito societario
Procedimenti in materia di proprietà industriale e di concorrenza sleale – Applicazione delle norme del nuovo processo societario – Illegittimità costituzionale – Sussistenza.
Dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 134, comma 1, del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30 (Codice della proprietà industriale, a norma dell'articolo 15 della legge 12 dicembre 2002, n. 273), nella parte in cui stabilisce che nei procedimenti giudiziari in materia di proprietà industriale e di concorrenza sleale, la cui cognizione è delle sezioni specializzate, quivi comprese quelle che presentano ragioni di connessione anche impropria, si applicano le norme dei capi I e IV del titolo II e quelle del titolo III del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5 (Definizione dei procedimenti in materia di diritto societario e di intermediazione finanziaria, nonché in materia bancaria e creditizia, in attuazione dell'articolo 12 della legge 3 ottobre 2001, n. 366); dichiara, in applicazione dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, l'illegittimità costituzionale dell'art. 134, comma 1, del decreto legislativo n. 30 del 2005, nella parte in cui stabilisce che nei procedimenti giudiziari in materia di illeciti afferenti all'esercizio di diritti di proprietà industriale ai sensi della legge 10 ottobre 1990, n. 287, e degli articoli 81 e 82 del Trattato UE, la cui cognizione è del giudice ordinario, ed in generale in materie di competenza delle sezioni specializzate, quivi comprese quelle che presentano ragioni di connessione anche impropria, si applicano le norme dei capi I e IV del titolo II e quelle del titolo III del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5. Corte Costituzionale, 17 maggio 2007, n.170.
Mutamento del rito e regolamento di competenza
Processo societario – Ordinanza di mutamento del rito – Ripartizione interna degli affari tra le sezioni del tribunale – Questione di competenza – Esclusione.
La ripartizione delle funzioni fra le sezioni destinate alla trattazione delle controversie a carattere societario in base al rito introdotto dal d.lgs. n. 5/03, così come la ripartizione tra le sezioni lavoro e quelle ordinarie è estranea al concetto di competenza e attiene alla distribuzione degli affari all'interno dello stesso ufficio, con conseguente inammissibilità del regolamento di competenza proposto avverso l'ordinanza con la quale il giudice adito affermi la competenza di altra sezione del medesimo organo giudicante Cassazione civ., 09 novembre 2006, n.0.
E’ manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 12 della legge 3 ottobre 2001, n. 366 (Delega al Governo per la riforma del diritto societario), e, «per derivazione», degli articoli da 2 a 17 del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5 (Definizione dei procedimenti in materia di diritto societario e di intermediazione finanziaria, nonché in materia bancaria e creditizia, in attuazione dell'art. 2 della legge 3 ottobre 2001, n. 366), sollevata – in riferimento all'art. 76 della Costituzione – dal Tribunale di Napoli.E’ manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale del decreto legislativo n. 5 del 2003, «limitatamente al titolo II capo I agli articoli 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17», sollevata –in riferimento agli artt. 3, 76, 97 e 111, primo e secondo comma, della Costituzione– dal Tribunale di Brescia Corte Costituzionale, 26 maggio 2006, n.209.