Source: http://www.consiglio.basilicata.it/consiglionew/site/Consiglio/detail.jsp?sec=107173&otype=1150&id=176339&anno=1991
Timestamp: 2019-01-18 06:08:43+00:00
Document Index: 101457728

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 21', 'art. 35', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 42', 'art. 9']

(B.U. Regione Basilicata n. 46 del 1 dicembre 1991)
TESTO AGGIORNATO E COORDINATO con: L.R. 4 febbraio 2003, n. 7; L.R. 14 luglio 2006, n. 11; L.R. 7 giugno 2011, n. 11; L.R. 4 agosto 2011, n. 17; L.R. 15 aprile 2014, n. 5 e con L.R. 30 settembre 2015, n. 46
Nell'intento di assicurare la piena realizzazione delle finalità previste dagli artt. 2 e 3 della Costituzione, con particolare riferimento ai principi fondamentali di parità e di pari opportunità, di cui anche all'ordinamento comunitario, è istituita presso la Presidenza del Consiglio Regionale di Basilicata, la "Commissione Regionale per la Parità e le pari opportunità tra uomo e donna", luogo di confronto permanente delle culture ed esperienze femminili più significative operanti in Basilicata. [1]
Per il perseguimento delle finalità di cui all'art. 1, la Commissione contribuisce all'attuazione di politiche volte a realizzare la parità e le pari opportunità nell'ambito della famiglia, della formazione, dell'istruzione, del lavoro e della rappresentanza politica, attraverso le seguenti attività e funzioni:
I provvedimenti e i programmi regionali, provinciali e comunali, di cui alla lettera c), sono inviati d'ufficio alla Commissione, attraverso gli organismi di parità locali, se esistenti.
La Commissione può, su propria richiesta, essere ascoltata dalle Commissioni Consiliari Regionali in relazione ai provvedimenti che essa ritiene investano la condizione femminile.
Svolge ogni altra attività comunque inerente alle finalità di cui all'art. 1.
Composizione e dutata
La Commissione è costituita, all'inizio di ogni legislatura, entro i termini e con le modalità di cui alla L.R. n. 32/2000, con decreto del Presidente del Consiglio Regionale e dura in carica per l'intera legislatura e, comunque, fino alla elezione delle nuove componenti.
La Commissione è composta da 21 donne, aventi specifica e comprovata competenza ed esperienza in materia di parità e di pari opportunità e nelle materie previste dall'articolo 2. La Commissione è composta:
3. Le donne di cui alle lettere a) e c) del comma 2 sono individuate tra le designazioni presentate dagli organismi più rappresentativi in ordine al numero degli iscritti. Le designazioni di competenza del Consiglio regionale di cui alla lettera d) sono effettuate tra le proposte di candidatura, che possono essere presentatedalla Giunta regionale, dal Presidente della Giunta, dai gruppi consiliari e dai singoli consiglieri, nei modi e nei termini di cui all'art. 4, comma 2, della L.R. n. 32/2000, di donne che si sono distinte in attività scientifiche, letterarie e sociali o politiche.
Ogni gruppo politico non può avere più di una rappresentanza.
La Commissione approva, a maggioranza qualificata dei 2/3 dei componenti, il proprio regolamento interno, che ne definisce le modalità di funzionamento, nonché quelle di convocazione e acquisizione di pareri e proposte da parte della Rete di donne nominate nei Comitati Unici di Garanzia provinciali e comunali e del Forum delle donne elette. (3 bis)
Le domande e le designazioni pervenute sono soggette al parere della Commissione Consiliare competente, ai sensi dell'art. 5 della L.R. n. 32/2000.
Le Commissarie di cui alla lett. d) dell'articolo 3 sono elette dal Consiglio Regionale, con voto limitato pari ai 2/3 delle eligende. In caso di parità è eletta la candidata con maggiore età.
Nel caso di sostituzione di una o più componenti della Commissione si procede nel modo seguente:
[Il Consiglio regionale elegge la Commissione di cui all'art. 3, con sistema proporzionale su liste concorrenti presentate dai gruppi consiliari ai sensi dell'art. 1 legge regionale 24 gennaio 1989, n. 1.
La Commissione invia, entro il 30 settembre di ogni anno, al Presidente del Consiglio Regionale e al Presidente della Giunta Regionale, una dettagliata relazione sull'attività svolta e su quella programmata per l'anno successivo, indicando in particolare, i risultati raggiunti e gli ostacoli che impediscono ulteriori e significativi miglioramenti delle pari opportunità sul territorio regionale. In sede di discussione del bilancio regionale, in Consiglio, il Presidente della Giunta Regionale illustra tale relazione, esponendo l'attività svolta e i programmi del governo regionale in merito. [6]
La Commissione ha sede presso la Presidenza del Consiglio alla quale compete garantire il necessario supporto organizzativo e di segreteria per l'espletamento di tutte le funzioni e compiti propri della Commissione. [8]
Al Presidente della Commissione è riconosciuta un'indennità di carica mensile pari al 20% dell'indennità di carica mensile lorda spettante ai consiglieri regionali. Agli altri componenti spetta un gettone di presenza pari ad euro 30,00 a seduta. [9]
Al Presidente e ai componenti della Commissione compete il rimborso spese spettante ai dirigenti regionali qualora, per motivi del proprio ufficio, debbano recarsi fuori sede.[10]
Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge si provvede nell'ambito delle risorse stanziate per il funzionamento del Consiglio Regionale. [12]
La legge regionale 4 settembre 1986, n. 21 è abrogata. Sono, altresì, abrogate tutte le disposizioni incompatibili con la presente legge. [13]
NOTE. 1) Articolo così sostituito dall’art. 1, L.R. 7 giugno 2011, n. 11. Il testo originario era così formulato: «Art. 1. Nell'intento di assicurare la piena realizzazione delle finalità previste dall'art. 3 della Costituzione, è costituita, presso la Presidenza del Consiglio regionale di Basilicata, la Commissione regionale per la parità e le pari opportunità tra uomo e donna.».;
[ 2 ] Articolo così sostituito dall’art. 2, L.R. 7 giugno 2011, n. 11. Il testo originario era così formulato: «Art. 2. Per il perseguimento delle finalità di cui all'art. 1, la Commissione svolge le seguenti funzioni:
[3] Articolo così sostituito dall’art. 3, L.R. 7 giugno 2011, n. 11. Il testo originario era così formulato: «Art. 3. La Commissione è costituita, all'inizio di ogni legislatura, entro 90 giorni dalla prima seduta del Consiglio regionale, con decreto del Presidente della Giunta regionale e dura in carica per l'intera legislatura e, comunque, fino alla elezione dei nuovi componenti.
[3 bis] Comma così modificato dall'art. 1, comma 1, L.R. 30 settembre 2015, n. 46;
[4]Articolo così sostituito dall’art. 4, L.R. 7 giugno 2011, n. 11. Il testo originario era così formulato: «Art. 4. Entro 30 giorni dalla data della pubblicazione della presente legge le organizzazioni indicate ai punti a), b), c), d) del secondo comma del precedente art. 3, trasmettono al Presidente del Consiglio regionale le proprie designazioni.
[5] Articolo abrogato dall’art. 5, L.R. 7 giugno 2011, n. 11.;
[6] Articolo così sostituito dall’art. 6, L.R. 7 giugno 2011, n. 11. Il testo originario era così formulato: «Art. 6. La Commissione invia entro il 30 settembre di ogni anno al Consiglio dettagliata relazione sull'attività svolta e su quella programmata per l'anno successivo. Il Presidente del Consiglio ne cura la trasmissione ai Consiglieri regionali. Tale relazione sarà illustrata in sede di discussione del bilancio regionale, in Consiglio, dal Presidente della Giunta.».;
[7] Rubrica aggiunta dall’art. 7, L.R. 7 giugno 2011, n. 11;
[8] Articolo così sostituito dall'art. 21, comma 1, L.R. 14 luglio 2006, n. 11, poi così modificato come indicato nella nota che precede. Il testo originario era così formulato: «Art. 7. La Commissione ha sede presso la Presidenza del Consiglio alla quale compete garantire il necessario supporto organizzativo e di segreteria per l'espletamento di tutte le funzioni e compiti propri della Commissione. ;
[9] Il presente comma, già modificato dall'art. 35, L.R. 4 agosto 2011, n. 17, è stato successivamente così sostituito dall'art. 1, comma 1, L.R. 15 aprile 2014, n. 5, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 4, comma 1, della medesima legge). Il testo precedente era così formulato: «2. Al Presidente della Commissione è riconosciuta una indennità mensile di carica equivalente al 20% dell'indennità mensile lorda spettante ai consiglieri regionali. Agli altri componenti spetta un gettone di presenza pari ad E. 50 a seduta.».;
[10] Comma così sostituito dall'art. 2, comma 1, L.R. 15 aprile 2014, n. 5, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione (ai sensi di quanto stabilito dall'art. 4, comma 1, della medesima legge). Il testo originario era così formulato: «3. Per la partecipazione alle sedute della Commissione spetta inoltre, a tutti i componenti della stessa, una indennità chilometrica per le spese di viaggio nella misura fissata dall'articolo 4 della legge regionale 5 marzo 1979, n. 7, e successive modificazioni.». ;
[11] Rubrica aggiunta dall’art. 8, L.R. 7 giugno 2011, n. 11. ;
[12] Articolo così sostituito dall'art. 42, L.R. 4 febbraio 2003, n. 7, poi così modificato come indicato nella nota che precede. Il testo originario era così formulato: «Art. 8. L'onere derivante dall'attuazione della presente legge, dell'importo di L. 5 milioni, farà carico, per l'esercizio finanziario in corso, sul cap. 550 dello stato di previsione della spesa di bilancio regionale, avente per oggetto: "Spese per il funzionamento di comitati, commissioni e consigli, compresi i gettoni di presenza ai componenti e le indennità di missione e rimborso spese di trasporto anche ai membri estranei all'Amministrazione", che presenta la richiesta disponibilità. La spesa relativa agli anni successivi sarà stabilita con legge di bilancio degli esercizi corrispondenti.»;
[13] Articolo così sostituito dall’art. 9, L.R. 7 giugno 2011, n. 11. Il testo originario era così formulato: «Art. 9. La legge regionale 4 settembre 1986, n. 21 è abrogata.».