Source: https://dataprotection.org/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9207856
Timestamp: 2020-08-07 17:42:37+00:00
Document Index: 83900511

Matched Legal Cases: ['art. 77', 'art. 4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 24', 'art. 58', 'art. 58']

Provvedimento del 31 ottobre 2019 [9207856] - Garante Privacy
Provvedimento del 31 ottobre 2019 [9207856]
[doc. web n. 9207856]
n. 203 del 31 ottobre 2019
VISTO il reclamo presentato al Garante e regolarizzato in data 1° marzo 2019, ai sensi dell’art. 77 del Regolamento, con il quale XX, in proprio e nell’interesse di XX S.r.l. della quale è legale rappresentante, ha chiesto di ordinare a Google LLC e a Google Italy S.r.l. la rimozione, dai risultati di ricerca reperibili in associazione al suo nominativo, di alcuni URL collegati a vicende nelle quali è stato coinvolto conclusesi nei suoi confronti con la pronuncia di un decreto di archiviazione;
CONSIDERATO che l'interessato ha, in particolare, lamentato il pregiudizio alla propria reputazione personale e professionale, nonché il danno anche di tipo economico subìto dalla società da lui rappresentata, derivante dalla permanenza in rete di informazioni non aggiornate connesse a vicende giudiziarie ormai definite da tempo e rispetto alle quali non reputa sussistente un interesse attuale della collettività alla conoscibilità delle stesse;
VISTA la nota del 20 marzo 2019 con la quale l’Autorità ha chiesto al titolare del trattamento di fornire le proprie osservazioni in ordine a quanto rappresentato nell’atto di reclamo;
VISTA la nota del 4 aprile 2019 con la quale Google LLC e Google Italy S.r.l., rappresentate e difese dagli avv.ti XX, XX e XX, hanno comunicato:
l’inammissibilità della richiesta avanzata per conto di XX S.r.l. che, in quanto persona giuridica, risulta priva di legittimazione attiva con riguardo alla materia disciplinata dal Regolamento europeo (cfr. art. 4, n. 1, contenente la definizione di dato personale, nonché quella di interessato);
di poter accogliere, in virtù del decreto di archiviazione prodotto dall’interessato nel corso del procedimento, la richiesta di rimozione con riguardo all’URL indicato nella propria memoria con il n. 4, rappresentando, con riguardo all’URL ivi indicato con il n. 5, che lo stesso non risulta indicizzato dal motore di ricerca Google Web Search tramite il nome del reclamante;
di non poter aderire alle richieste di quest’ultimo con riguardo agli ulteriori URL tenuto conto del fatto che gli stessi riguardano un procedimento penale, diverso da quello definito con l’archiviazione, che riguarda gravi condotte poste in essere dall’interessato nell’esercizio della propria attività imprenditoriale per le quali “ha patteggiato una condanna di un anno di reclusione” nel luglio 2018;
VISTA la nota del 17 settembre 2019 con la quale il reclamante, con riguardo alla vicenda giudiziaria oggetto degli articoli reperibili tramite gli URL in ordine ai quali il titolare del trattamento non ha aderito alla richiesta di rimozione, ha trasmesso la sentenza di patteggiamento pronunciata nei suoi confronti, rilevando che, essendo stata irrogata una pena detentiva inferiore ai due anni, ne discende in via automatica l’attribuzione del beneficio della non menzione della condanna nel casellario giudiziale;
RILEVATO, come già comunicato all’interessato con nota di regolarizzazione del 5 febbraio 2019, che il reclamo proposto può essere esaminato solo con riguardo alla posizione di XX e non anche con riferimento alla società XX, tenuto conto del fatto che la tutela prevista dal Regolamento europeo con riguardo ai profili relativi alla protezione dei dati personali può essere invocata solo da soggetti che siano persone fisiche;
PRESO ATTO che, nel corso del procedimento, la società resistente ha dichiarato:
che l’URL indicato con il n. 5 nella memoria della medesima, non risulta indicizzato dal motore di ricerca tramite il nome del reclamante;
di aver accolto la richiesta di rimozione con riguardo all’URL indicato nella citata memoria con il n. 4;
RITENUTO, pertanto, con riguardo a detti URL, che non vi siano gli estremi per l'adozione di provvedimenti in merito da parte dell'Autorità;
CONSIDERATO, con riguardo all’istanza di rimozione degli ulteriori URL, che, ai fini della valutazione dell’esistenza dei presupposti per ritenere legittimamente esercitato il diritto all’oblio, occorre tenere conto, oltre che dell’elemento costituito dal trascorrere del tempo, anche degli ulteriori criteri espressamente individuati dal WP Art. 29 – Gruppo Articolo 29 sulla protezione dei dati personali attraverso le apposite “Linee Guida” adottate il 26 novembre 2014 a seguito della citata sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea;
RILEVATO, con riguardo ad essi, che:
- la vicenda giudiziaria che ha coinvolto l’interessato, pur avvenuta in tempi recenti, si è conclusa con l’applicazione della pena su richiesta delle parti per effetto della quale l’interessato è stato condannato ad un anno di reclusione con beneficio della sospensione condizionale della pena;
- con riguardo a tale procedimento l’art. 24, comma 1, lett. e), del d.P.R. del 14 novembre 2002, n. 313, come modificato dal d.lgs. 2 ottobre 2018, n. 122 - recante il “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di casellario giudiziale, di casellario giudiziale europeo, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti” - dispone l’esclusione dall’iscrizione nel certificato del casellario giudiziale del provvedimento di applicazione della pena su richiesta delle parti laddove quest’ultima non sia superiore a due anni;
- il beneficio in tal modo riconosciuto dall’ordinamento, finalizzato a limitare la conoscibilità della condanna subita da un determinato soggetto, verrebbe, di fatto, vanificato ove fosse consentito al gestore di un motore di ricerca di trattare ulteriormente tale dato attraverso la reperibilità in rete di esso in associazione al nominativo dell’interessato, pregiudicando così la sfera giuridica di quest’ultimo (cfr. cfr. punto 8 parte II delle Linee guida);
RITENUTO di dover considerare, con riguardo agli URL indicati con i nn. 1, 2 e 3 nella memoria prodotta dal titolare del trattamento, il reclamo fondato e di dover, per l’effetto, ingiungere a Google LLC, ai sensi dell’art. 58, par. 2, lett. c) e g), del Regolamento, di rimuovere i predetti URL, quali risultati di ricerca reperibili in associazione al nominativo dell’interessato, nel termine di venti giorni dalla ricezione del presente provvedimento;
prende atto delle dichiarazioni rese dalla società resistente relativamente all’accoglimento della richiesta di rimozione dell’URL indicato con il n. 4 della propria memoria, nonché di quanto dichiarato in ordine al fatto che l’URL indicato con il n. 5 della medesima memoria non risulta indicizzato dal motore di ricerca Google Web Search in associazione al nominativo del reclamante;
dichiara il reclamo fondato con riguardo alla richiesta di rimozione dei restanti URL e, per l’effetto, ai sensi dell'art. 58, par. 2, lett. c) e g), del Regolamento, ingiunge a Google LLC di disporne la rimozione, nel termine di venti giorni dalla ricezione del presente provvedimento, quali risultati di ricerca reperibili in associazione al nominativo dell'interessato.