Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-2772-codice-civile-crediti-per-tributi-indiretti
Timestamp: 2018-10-15 09:41:44+00:00
Document Index: 97577130

Matched Legal Cases: ['art. 456', 'art. 28', 'art. 54', 'art. 56', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 32', 'art. 56', 'art. 31', 'art. 2772', 'art. 28', 'art. 2772', 'art. 2772', 'art. 56', 'art. 31', 'art. 76', 'art. 2752', 'art. 32', 'art. 2772', 'art. 54', 'art. 56', 'art. 32', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 1', 'art. 45', 'art. 41', 'art. 2772', 'art. 64', 'art. 45', 'art. 41', 'art. 2772', 'art. 64', 'art. 45', 'art. 41', 'art. 2772', 'art. 64', 'art. 28', 'art. 1', 'art. 615', 'art. 28', 'art. 1']

Hanno pure privilegio i crediti dello Stato per ogni tributo indiretto, nonchè quelli derivanti dall’applicazione dell’imposta comunale sull’incremento di valore degli immobili, sopra gli immobili ai quali il tributo si riferisce.
Lo stesso privilegio, per quanto riguarda l’imposta di successione, non ha effetto a danno dei creditori del defunto che hanno iscritto la loro ipoteca nei tre mesi dalla morte di lui, nè ha effetto a danno dei creditori che hanno esercitato il diritto di separazione dei beni del defunto da quelli dell’erede.
Privilegio: [v. 2745]; Imposta sul valore aggiunto (I.V.A.): [v. 2752]; Responsabilità solidale: [v. 1292]; Cessionario: [v. 2758]; Committente: [v. 2758]; Ipoteca: [v. 2808].
Imposta comunale sull’incremento di valore degli immobili (IN.V.IM.): imposta che aveva ad oggetto l’incremento di valore degli immobili e che si applicava in caso di alienazione a titolo oneroso o di acquisto a titolo gratuito, anche per causa di morte, del diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento su un bene immobile. L’(—) è stata abrogata con un meccanismo di disapplicazione graduale.
Crediti di rivalsa: la rivalsa è un criterio per il quale il soggetto che effettua cessioni di beni o prestazioni di servizi può addebitare la relativa imposta al cessionario o al committente.
Imposta suppletiva: imposta richiesta quando l’ufficio preposto alla riscossione sia incorso in errore sulla quantità dell’imposta o delle soprattasse dovute.
Imposta di successione: imposta che si applica ai trasferimenti di beni o di diritti per successione mortis causa [v. Libro II, Titolo I], disciplinata congiuntamente all’imposta sulle donazioni che si applica ai trasferimenti di beni o diritti realizzati mediante atti di donazione o di liberalità (v. nota (4) sub art. 456).
In tema di Invim, al terzo acquirente dell'immobile assoggettato al privilegio fiscale di cui all'art. 28 d.P.R. 26 ottobre 1972 n. 643, — il quale, pur non essendo debitore d'imposta in senso stretto, non può considerarsi estraneo al rapporto tributario, potendo opporre, in sede di espropriazione, tutte le questioni non dedotte dal debitore, comprese quelle sull'esistenza e sul contenuto del privilegio e, quindi, riguardanti il credito di imposta — è applicabile il comma 1 dell'art. 54 d.P.R. 26 ottobre 1972 n. 634 (norma vigente ratione temporis e trasfusa poi nel comma 1 dell'art. 56 d.P.R. 26 aprile 1986 n. 131), che prevede la sospensione e la graduale riscossione delle imposte complementari e suppletive in caso di pendenza della lite. (In applicazione del principio, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva annullato l'ingiunzione di pagamento, emessa ex art. 10 r.d. 14 aprile 1910 n. 639 nei confronti del terzo acquirente dell'immobile oggetto di privilegio per l'intero importo dell'imposta complementare, pur essendo stato impugnato l'avviso di accertamento dall'alienante, debitore principale).
Cassazione civile sez. trib. 20 ottobre 2011 n. 21717
La sospensione dei termini di prescrizione e decadenza riguardanti la riscossione delle imposte complementari e suppletive, disposta fra l'altro, in tema di Invim, dall'art. 32 d.l. 10 luglio 1982 n. 429, trova applicazione con esclusivo riferimento ai termini inerenti alla riscossione del tributo nei confronti del debitore principale d'imposta e del responsabile d'imposta, con la conseguenza che la sua operatività deve essere esclusa con riferimento al termine quinquennale entro il quale, ai sensi dell'art. 56, comma 4, d.P.R. 26 aprile 1986 n. 131, richiamato dall'art. 31, comma 1, d.P.R. 26 ottobre 1972 n. 643, l'Amministrazione finanziaria deve agire in via esecutiva contro il terzo acquirente di un immobile per far valere nei suoi confronti il privilegio speciale che assiste il proprio credito verso il debitore principale dell'imposta stessa.
Cassazione civile sez. trib. 21 gennaio 2008 n. 1137
In tema di in.v.im., il privilegio speciale a favore dello Stato sull'immobile trasferito, previsto dall'art. 2772, comma 1, c.c. e dall'art. 28 d.P.R. 26 ottobre 1972 n. 643, a garanzia del credito per imposta, soprattasse ed interessi, si concreta in un rapporto diretto fra il creditore e l'immobile, che prescinde dalla persona del debitore, con la conseguenza che la garanzia segue per sua natura le sorti del credito al quale è legata, e perdura fino a quando l'obbligazione non sia estinta per pagamento o prescrizione. Il relativo diritto può pertanto essere esercitato anche in pregiudizio dei diritti successivamente acquistati dai terzi subacquirenti o aventi causa dell'acquirente, i quali, pur non essendo debitori né responsabili del pagamento dell'imposta, sono soggetti all'esecuzione per il debito altrui, escluse le imposte suppletive, fino a concorrenza del valore dell'immobile e senza "beneficium excussionis" , non essendo questo un istituto di carattere generale, ma con diritto di rivalsa nei confronti dell'alienante .
Cassazione civile sez. trib. 09 maggio 2007 n. 10580
Il privilegio previsto dall'art. 2772 c.c., al pari dell'ipoteca, consente al creditore in surroga di perseguire l'immobile su cui grava anche se sia passato in proprietà di persona diversa dal debitore dell'imposta. In tal caso, peraltro, il terzo proprietario dell'immobile, gravato da privilegio per tributi indiretti, non è debitore dell'imposta e, essendo responsabile del debito nei limiti del valore del bene, è assoggettabile soltanto all'azione esecutiva, fondata su un titolo previamente formato nei confronti del debitore d'imposta. Intervenuto il fallimento del debitore d'imposta, questi deve ritenersi processualmente capace nel giudizio promosso nei suoi confronti dal creditore, già definitivamente ammesso al passivo fallimentare, per ottenere una pronuncia sul credito al fine di procedere esecutivamente nei confronti del terzo proprietario dell'immobile, gravato anteriormente al fallimento da un privilegio con diritto di seguito.
Cassazione civile sez. II 26 aprile 2005 n. 8678
Il privilegio speciale sugli immobili, previsto dall'art. 2772 c.c., che assiste i crediti dello Stato per i tributi indiretti nonché quelli relativi all'applicazione dell'in.v.im., si estingue, secondo l'art. 56, comma 4, d.P.R. 26 aprile 1986 n. 131, applicabile anche all'in.v.im. in forza del rinvio operato dall'art. 31 d.P.R. 26 ottobre 1972 n. 643, con il decorso di cinque anni dalla data di registrazione, senza che possa distinguersi tra imposta principale, complementare o suppletiva, operando l'estinzione qualunque sia la natura del tributo, e quindi anche se sia in corso il procedimento per la determinazione dei valori e non vi sia stata, ai sensi dell'art. 76 dello stesso d.P.R. n. 131 del 1986, decadenza dell'azione della finanza nei confronti dell'alienante, soggetto passivo dell'imposta.
Cassazione civile sez. trib. 22 luglio 2003 n. 11357
Non spetta il privilegio ex art. 2752 e 2772 c.c. alle somme versate dal socio in qualità di fideiussore dell'obbligato principale per il pagamento oneri d'urbanizzazione primaria e secondaria.
Tribunale Firenze 23 gennaio 2002
La sospensione dei termini di prescrizione e di decadenza riguardanti la riscossione delle imposte complementari e suppletive, disposta (tra l'altro, in tema di registro e di in.v.im.) dall'art. 32 comma 6 d.l. n. 429 del 1982, conv. in l. n. 516 del 1982 ed integrato dal d.l. n. 916 del 1982, conv. in l. n. 27 del 1983, trova applicazione con esclusivo riferimento ai termini inerenti alla riscossione dei tributi nei confronti del debitore ed eventualmente del responsabile di imposta e non opera, invece, rispetto ai termini relativi all'azione esecutiva dello Stato nei confronti del terzo subacquirente di immobile gravato dal privilegio di cui all'art. 2772 c.c. ed, in particolare, rispetto al termine decadenziale di cinque anni stabilito per l'esercizio di detto privilegio dall'art. 54 comma 6 d.P.R. n. 634 del 1972 (ora riprodotto nell'art. 56 comma 4 d.P.R. n. 131 del 1986).
Cassazione civile sez. trib. 08 marzo 2000 n. 2608
Anche in tema di in.v.im., la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza per la riscossione delle imposte complementari e suppletive, disposta dall'art. 32, d.l. 10 luglio 1982 n. 429, conv. in l. 7 agosto 1982 n. 516, integrato dal d.l. 15 dicembre 1982 n. 816, conv. in l. 12 febbraio 1983 n. 27, si riferisce esclusivamente ai termini inerenti alla riscossione del tributo nei confronti del debitore principale e del responsabile di imposta, e non trova pertanto applicazione rispetto ai termini relativi all'azione esecutiva dello Stato nei confronti del terzo subacquirente di un immobile gravato dal privilegio di cui agli art. 28, d.P.R. 26 ottobre 1972 n. 643, e 2772 c.c.
Cassazione civile sez. I 01 settembre 1999 n. 9204
Ove l'amministrazione finanziaria, per il pagamento dell'in.v.im. dovuta dal venditore di un immobile, si rivolga all'acquirente in forza del privilegio di cui agli art. 28 d.P.R. n. 643 del 1972 e 2772 c.c., la controversia promossa da detto acquirente, ancorché in via di opposizione ad ingiunzione fiscale ex r.d. n. 639 del 1910, ovvero di opposizione al precetto o all'esecuzione, per contestare l'esistenza, l'esigibilità o la misura del tributo ovvero anche soltanto l'esistenza, l'estensione e la legittimità del privilegio, rientra tra quelle devolute alla giurisdizione delle commissioni tributarie, a norma dell'art. 1 d.P.R. 26 ottobre 1972 n. 643.
Cassazione civile sez. un. 19 luglio 1999 n. 469
La posizione del terzo acquirente di un immobile gravato dal privilegio di cui all'art. 45, comma 2, r.d. n. 637 del 1972 (ora art. 41, comma 1, d.lg. n. 346 del 1990), in relazione all'art. 2772 c.c. è del tutto assimilabile a quella del terzo proprietario di immobile oggetto di ipoteca - soggetto che, al pari del primo, non può considerarsi personalmente obbligato, pur essendo assoggettabile all'azione esecutiva del creditore -, e diverge, pertanto, da quella del responsabile d'imposta di cui all'art. 64 d.P.R. n. 600 del 1973, con la conseguenza che egli non può essere chiamato a rispondere, in qualità di obbligato (o di coobbligato), del debito d'imposta, essendo il suo vincolo limitato al bene gravato dalla garanzia, da destinarsi prioritariamente al soddisfacimento del credito privilegiato.
Cassazione civile sez. I 22 febbraio 1999 n. 1484
La posizione del terzo acquirente di un immobile gravato dal privilegio di cui all'art. 45 comma 2 d.P.R. 637 del 1972 (ora art. 41 comma 1 d.lg. n. 346 del 1990), in relazione all'art. 2772 c.c. (garanzia del credito d'imposta) è del tutto assimilabile a quella del terzo proprietario di immobile oggetto di ipoteca - soggetto che, al pari del primo, non può considerarsi personalmente obbligato, pur essendo assoggettabile all'azione esecutiva del creditore -, e diverge, pertanto, da quella del responsabile d'imposta di cui all'art. 64 d.P.R. n. 600 del 1973, con la conseguenza che egli non può essere chiamato a rispondere, in qualità di obbligato (o di coobbligato), del debito d'imposta, essendo il suo vincolo limitato al bene gravato dalla garanzia, da destinarsi prioritariamente al soddisfacimento del credito privilegiato.
La posizione del terzo acquirente di un immobile gravato dal privilegio di cui all'art. 45, comma 2, r.d. 637 del 1972 (ora art. 41, comma 1, d.lg. 346 del 1990), in relazione all'art. 2772 c.c. (garanzia del credito d'imposta) è del tutto assimilabile a quella del terzo proprietario di immobile oggetto di ipoteca - soggetto che, al pari del primo, non può considerarsi personalmente obbligato, pur essendo assoggettabile all'azione esecutiva del creditore -, e diverge, pertanto, da quella del responsabile d'imposta di cui all'art. 64 d.P.R. n. 600 del 1973, con la conseguenza che egli non può essere chiamato a rispondere, in qualità di obbligato (o di coobbligato), del debito d'imposta, essendo il suo vincolo limitato al bene gravato dalla garanzia, da destinarsi prioritariamente al soddisfacimento del credito privilegiato.
Qualora l'amministrazione finanziaria si rivolga, per il pagamento dell'Invim dovuta dal venditore di un immobile, all'acquirente in forza del privilegio di cui agli art. 28 d.P.R. 26 ottobre 1972 n. 643 e 2772 c.c., rientra tra le controversie devolute alla giurisdizione delle Commissioni tributarie ai sensi dell'art. 1 d.P.R. 26 ottobre 1972 n. 636 quella promossa da detto acquirente per contestare non solo l'esistenza, esigibilità o misura del tributo, ma anche quella promossa per contestare, più limitatamente, l'esistenza del privilegio (ipotesi, questa, che si configura anche quando, come nella specie, la parte obbligata faccia valere l'intervenuta prescrizione del diritto di prelazione attraverso l'opposizione all'esecuzione di cui all'art. 615 c.p.c.) o la sua estensione o la sua legittimità. Tale giurisdizione, infatti, discende dalla natura tributaria del diritto in questione e dal rilievo che il suddetto privilegio integra una qualità intrinseca del credito di imposta direttamente fissata dalla legge ed azionabile contro l'acquirente che, sebbene soggetto diverso dal debitore, non è estraneo al rapporto tributario.
Cassazione civile sez. un. 12 giugno 1997 n. 5293
Qualora l'amministrazione finanziaria, per il pagamento dell'in.v.im. dovuta dal venditore di un immobile, si rivolga all'acquirente, in forza del privilegio, di cui agli art. 28 d.P.R. n. 643 del 1972 e 2772 c.c., la controversia promossa da detto acquirente, ancorché in via di opposizione ad ingiunzione fiscale ex r.d. n. 639 del 1910, ovvero di opposizione al precetto o all'esecuzione per contestare l'esistenza, l'esigibilità o la misura del tributo, ovvero anche soltanto l'esistenza, l'estensione o la legittimità del privilegio, rientra tra quelle devolute alla giurisdizione delle commissioni tributarie, ai sensi dell'art. 1, d.P.R. 26 ottobre 1972 n. 636, tenuto conto che tale giurisdizione discende dalla natura tributaria del diritto in discussione e che il suddetto privilegio integra una qualità intrinseca del credito d'imposta, direttamente fissata dalla legge, azionabile contro quel soggetto diverso dal debitore, ma non estraneo al rapporto tributario.
Cassazione civile sez. un. 08 maggio 1997 n. 4021