Source: http://www.silviomagliano.it/category/interpellanze/page/3/
Timestamp: 2019-02-23 11:55:15+00:00
Document Index: 51584233

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 21', 'art. 4', 'art. 51', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 12', 'art. 37', 'art. 13']

Silvio Magliano Interpellanze Archivi - Pagina 3 di 91 - Silvio Magliano
INTERPELLANZA – C’è chi fa, chi fa ma non sa e chi fa pur sapendo. Ma non mi dite che c’è chi sa ma non fa!
Scritto da Redazione sito on 27 Gennaio 2019 . Postato in Interpellanze
lo scrivente ha ricevuto diverse segnalazioni in merito allo svolgimento di mercatini tematici in area privata;
lo scrivente non intende proporre limitazioni all’iniziativa economica privata ma desidera tutelare le forme di legalità rispetto a forme di commercio che meriterebbero di rientrare in un perimetro di regolamentazione e disciplina;
la Legge Regionale 31 ottobre 2017 n. 16 ha introdotto alcune modificazioni alla Legge Regionale 12 novembre 1999 n. 28 recante “Disciplina, sviluppo ed incentivazione del commercio in Piemonte, in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114”;
nello specifico, è stato inserito il “Capo V bis” (Vendite occasionali su area pubblica) per la disciplina, in ambito piemontese, dell’attività di vendita occasionale nei mercatini aventi quale specializzazione il collezionismo, l’usato, l’antiquariato e l’oggettistica varia;
i nuovi articoli da 11 bis a 11 quinquies disciplinano la suddetta attività di vendita occasionale caratterizzandola secondo talune specificità: 1) attività di vendita esercitata per non più di 18 volte l’anno in ambito regionale, 2) mercati aventi quale specializzazione il collezionismo, l’usato, l’antiquariato e l’oggettistica varia, 3) da parte di coloro che pongono in vendita beni settore merceologico non alimentare: rientranti nella propria sfera personale o collezionati o realizzati mediante la propria abilità, di valore non superiore a € 150;
dalle recenti disposizioni normative ne consegue che chi esercita l’attività su suolo pubblico ha una serie di oneri e di costi che, invece, non gravano in capo agli organizzatori e agli espositori dei mercatini in area privata;
il Comune incassa oneri e tributi da chi espone su area pubblica ma nulla riceve da chi lo fa in area privata;
la differenza dei requisiti richiesti agli organizzatori e agli espositori dei mercatini tematici su area pubblica rispetto a quelli in area privata comporta una forte distorsione e un disequilibrio del fisiologico meccanismo economico-concorrenziale;
l’inerzia della Civica Amministrazione costituirebbe un fenomeno patologico qualora fosse causa o concausa della riduzione delle partecipazioni degli espositori agli eventi su area pubblica e conseguente aumento della partecipazione a quelli in area privata;
se l’Amministrazione sia a conoscenza dello svolgimento, da alcuni anni, di mercatini in area privata;
se tali manifestazioni possano legittimamente ritenersi forme non commerciali;
se esista e quale sia la disciplina regolamentare per definire e regolare tali mercatini;
se gli operatori/venditori/espositori nei mercatini in area privata debbano possedere determinati requisiti e da chi siano accertati;
quali siano le attività di verifica, ispezione e controllo da parte della Divisione Commercio e del Corpo di Polizia Municipale (polizia amministrativa, commerciale e tributaria) nei confronti dei mercatini in area privata;
in caso di risposta negativa al punto precedente, se e quali siano le direttive che l’Amministrazione intende assumere.
INTERPELLANZA – Se domandare è lecito, azzerare cos’è? Perché l’Amministrazione è contraria alla manutenzione degli edifici di culto di periferia?
Scritto da Redazione sito on 18 Gennaio 2019 . Postato in Interpellanze
la Legge Regionale 7 marzo 1989 n. 15 reca “Individuazione negli strumenti urbanistici generali di aree destinate ad attrezzature religiose – Utilizzo da parte dei Comuni del fondo derivante dagli oneri di urbanizzazione;
con tale espressione del potere normativo regionale è stata riconosciuta l’opportunità per tutti i Comuni della Regione di destinare risorse finanziarie per la manutenzione e per l’adeguamento ai requisiti di accessibilità di tutti gli edifici di culto di tutte le confessioni religiose;
la Città di Torino ha sempre destinato attenzioni e risorse – e conseguenti interventi – corrispondendo alle richieste formalmente depositate da tutte le confessioni religiose che abbiano una presenza organizzata, diffusa e consistente;
gli interventi progettati dai competenti uffici della Civica Amministrazione hanno consentito di svolgere una regolare manutenzione, messa in sicurezza e abbattimento delle barriere architettoniche per gli edifici di culto richiedenti che, nella maggioranza dei casi, si trovano nei quartieri periferici e semiperiferici della Città, consentendo in tal modo ai cittadini di professare liberamente la propria fede in condizioni di sicurezza e accessibilità;
grazie a tali interventi, le confessioni religiose hanno potuto continuare a svolgere la loro preziosa e capillare opera sociale (banco alimentare, attività sportive e ricreative, lotta al disagio e allo sfruttamento della prostituzione, attività per i bambini) in settori per i quali l’attenzione del Comune è poco più che una mera testimonianza;
l’articolo 2 L. R. n. 15/1989 (“Attrezzature religiose”) dispone che “Ai sensi e per gli effetti dell’art. 3, comma 2, lett. b) del decreto del Ministero dei Lavori Pubblici 2 aprile 1968, e dell’art. 21, punto 1), lett. b), della legge regionale 5 dicembre 1977, n. 56 e successive modificazioni ed integrazioni, sono attrezzature di interesse comune di tipo religioso gli edifici di culto e le pertinenze funzionali all’esercizio del culto stesso. In relazione al disposto dell’art. 4 della legge 29 settembre 1964, n. 847 e successive modificazioni e dell’art. 51, punto 2), lett. m), della legge regionale 5 dicembre 1977, n. 56 e successive modificazioni ed integrazioni, le attrezzature di cui al precedente comma 1 costituiscono opere di urbanizzazione secondaria ad ogni effetto”;
l’articolo 4 L. R. n. 15/1989 (“Riserva di quote dei proventi derivanti da oneri per opere di urbanizzazione secondaria e loro destinazione”) stabilisce che “… all’interno del fondo speciale per le opere di urbanizzazione, di cui all’art. 12 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, e’ annualmente riservata ed eventualmente accantonata dai Comuni una quota dei proventi derivanti dagli oneri per opere di urbanizzazione secondaria per gli interventi relativi alla categoria di opere concernenti le attrezzature religiose, cosi’ come individuate all’art. 2 della presente legge”;
prosegue l’articolo 4 precisando che “Tale quota e’ definita annualmente dal Consiglio Comunale con adeguata motivazione, tenuto conto delle domande corredate di programmi, anche pluriennali, presentati ai sensi del successivo art. 5 e della consistenza delle confessioni religiose richiedenti” e che “Gli interventi realizzabili con la quota di cui al comma 2 consistono in opere di straordinaria manutenzione, di restauro e di risanamento conservativo, di ristrutturazione e ampliamento, di eliminazione totale o parziale delle barriere architettoniche che sono di ostacolo alla vita di relazione dei minorati, ai sensi del D.P.R. 384/78, nonché in opere di nuova realizzazione”;
l’articolo 5 L. R. n. 15/1989 (“Assegnazione dei proventi da urbanizzazione secondaria”) stabilisce che: “1) per concorrere alla ripartizione della quota, come determinata ai sensi del comma 2 dell’art. 4, i legali rappresentanti delle confessioni religiose, autorizzati a norma degli ordinamenti interni delle stesse, presentano domanda al Sindaco del Comune entro il 31 ottobre di ogni anno, corredandola con la documentazione del fabbisogno e con i progetti planivolumetrici delle opere con i relativi preventivi, comprensivi dei costi della progettazione, nonché formulando eventuali proposte in ordine alla priorità, all’ammontare ed alle forme del concorso richiesto. 2) Il Consiglio Comunale, in presenza di necessità rilevate dal Comune e di eventuali domande avanzate, in sede di approvazione del bilancio, adotta un programma ove sono determinate le opere beneficiarie, nonché l’ammontare e la forma del concorso comunale. 3) Il programma dovrà privilegiare gli interventi di recupero e ristrutturazione degli edifici a valenza storica, artistica e culturale, nonché tener conto delle priorità indicate all’atto della domanda, nell’ambito di una valutazione complessiva sulle destinazioni di spesa dell’intero ammontare degli oneri. 4) L’erogazione dell’80% del contributo annuale avviene entro 30 giorni dalla adozione del programma di cui al comma 2, nel caso di opere già iniziate, ovvero entro 30 giorni dalla dichiarazione di inizio lavori, il saldo è liquidato previa presentazione del rendiconto delle spese relative all’opera finanziata, a firma della direzione dei lavori e del rappresentante legale della confessione religiosa beneficiaria dell’intervento. 5) La concessione del contributo di cui al precedente comma è subordinata alla presentazione di piani che prevedono l’eliminazione delle barriere architettoniche ove tecnicamente possibile. 6) I contributi deliberati dai Comuni, qualora i lavori non siano iniziati, salvo causa di forza maggiore, entro 24 mesi dall’assegnazione dei contributi stessi, sono revocati e reintegrati nel fondo di cui all’art. 12 della legge 28 gennaio 1977, n. 10. 7) Il programma di cui al comma 2, predisposto sulla base delle necessità rilevate dal Comune, oppure delle eventuali domande presentate, è inserito, per memoria ed in occasione della prima modificazione utile, sia nel Programma Operativo delle Opere e degli Interventi Pubblici ex art. 37 bis della legge regionale 5 dicembre 1977, n. 56 e successive modificazioni ed integrazioni sia nel Programma Pluriennale di Attuazione ex art. 13 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, per i Comuni che ne sono dotati”;
per quanto di conoscenza e conoscibilità dello scrivente risulterebbe, seguendo il corso delle annualità, una sensibile riduzione dei fondi stanziati dal Comune per l’erogazione dei contributi ex L. R. n. 15/1989 a fronte di un numero di richieste costante e solido;
parrebbe inoltre che tale riduzione abbia conosciuto il limite inferiore massimo arrivando cioè ad azzerarsi nel corrente anno;
quale sia il trend delle richieste e degli importi destinati annualmente dalla Città agli edifici di culto in base alla L.R. n. 15/1989 dal 1989 ad oggi;
qualora l’attuale Giunta avesse deciso una riduzione (o azzeramento) dell’importo stanziato, quale sia la motivazione e se la Giunta abbia verificato “sul campo” l’importanza degli interventi svolti nel corso degli anni grazie ai contributi ex L. R. n 15/1989;
se tale eventuale riduzione (o azzeramento) decisa dalla Giunta sia conseguenza di una riduzione (o azzeramento) delle domande di contributo pervenute;
quali siano le intenzioni della Giunta per le prossime tre annualità.
INTERPELLANZA – 3 X 200 in via Cigna: staffetta tra insicurezza e illegalità
lo scrivente, sollecitato da numerosi cittadini, in data 23 novembre u.s. ha effettuato un sopralluogo in via Cigna, nel territorio della Circoscrizione 7, accompagnato dal Consigliere di Circoscrizione Giuseppe La Mendola;
con particolare riferimento al tratto compreso tra largo Cigna e corso Vigevano, in un paio di centinaia di metri, emergono evidenti tre criticità che si espongono all’attenzione della Giunta con il presente atto;
buona parte dei marciapiedi del tratto da largo Cigna a corso Vigevano sono senza scivolo e pertanto inaccessibili: tale situazione costringe le donne con il passeggino e i cittadini con disabilità motorie a percorrere pericolosamente sulla carreggiata gli ultimi 150 metri;
come riferito da alcuni cittadini, l’edificio ATC in largo Cigna (tra via Saint Bon e via Cuneo) è privo del portone di ingresso da almeno due settimane: chiunque può entrare a qualunque ora del dì e della notte e comprimere il diritto alla sicurezza degli occupanti;
come pure riferito dai cittadini presenti, l’ex Astanteria Martini risulterebbe essere abitata nottetempo da non aventi titolo (viene riferito di luci accese e di rumori provenienti dallo storico edificio);
in un tratto di strada di alcune decine di metri si possono facilmente osservare molteplici criticità, segnale preoccupante di una Giunta distratta e disattenta alle esigenze della Città che dovrebbe governare, se capace;
se l’Amministrazione intenda intervenire per adeguare i marciapiedi di via Cigna ai criteri della piena accessibilità dotandoli di scivoli per favorire i passeggini e i portatori di disabilità motorie;
se l’Amministrazione intenda intervenire direttamente o sollecitare ATC affinché venga ripristinato il portone d’ingresso presso l’edificio in largo Cigna;
se siano stati identificati gli occupanti dell’ex Astanteria Martini, se sia stato verificato il titolo di occupazione, se per tale occupazione essi siano considerati soggetti TARI, come avviene per tutti i cittadini che occupano legittimamente le loro unità immobiliari e non indebitamente i beni comuni;
se i competenti uffici abbiano verificato la regolarità e l’autorizzazione per l’affissione del telo (cancello lato via Cigna) recante dicitura (“1m di TAV=160.000€ E TU COSA FARESTI CON UN METRO DI TAV? NO TAV”) e invito ad un appuntamento (“8 DIC h 14 P.za STATUTO”) e se sia stato individuato il soggetto trasgressore o l’obbligato in solido;
se e come, per quanto domandato ai punti 3 e 4, si intenda procedere per recuperare il tributo “eventualmente” non versato e non incassato dalla Città.
INTERPELLANZA – Giardino Luigi Martini/piazza Benefica: la toponomastica può ingannare, la realtà mai!
Scritto da Redazione sito on 11 Gennaio 2019 . Postato in Interpellanze
lo scrivente ha effettuato un sopralluogo in data 27 novembre u.s. presso il mercato del giardino Luigi Martini (cd piazza Benefica), in Circoscrizione 4, e nell’occasione ha incontrato molti cittadini e commercianti che hanno rappresentato la loro lunga lista di doglianze;
dal punto di vista toponomastico Benefica, cuore del quartiere Cenisia-Cit Turin, non è una piazza e neppure si chiama così: il luogo in questione è in realtà un giardino, ossia il giardino Luigi Martini, risalente al 1888;
Benefica era la casa per l’educazione e l’istruzione professionale della gioventù maschile abbandonata fondata nel 1889 in questo slargo (sul lato di via Susa) proprio da Luigi Martini (nato a Monteu da Po nel 1838 e morto a Torino nel 1894, fu un magistrato e filantropo);
la pavimentazione presenta forti sconnessioni che sono state causa di molte cadute e infortuni di cittadini: ci si riferisce alle griglie poste alla base degli alberi (sollevate o mancanti), alle lastre di pietra e alla parte della carreggiata in cui la mancanza dell’asfalto fa emergere il pietrisco che è di causa di intralcio e inciampo sia per i frequentatori del mercato sia per gli stessi ambulanti;
scarsa è la pulizia delle aree verdi, del gabinetto e della parte interna della piazza (quella non interessata dal mercato);
cittadini e operatori mercatali si dichiarano invece soddisfatti della quotidiana pulizia dell’area mercatale;
un buon numero di alberi risultano ammalorati e necessitano di interventi per la cura e manutenzione;
altri alberi, avendo evidentemente cessato il loro ciclo di vita, sono stati potati ma non sostituiti;
molte panchine hanno evidenti segni di usura e, in buona parte, sono ai limiti dell’utilizzabilità;
risulta presente un impianto elettrico adagiato sui rami degli alberi, a vista non perfettamente conforme alle norme di sicurezza;
sovente nel corso delle ore pomeridiane e serali molte auto sono posteggiate nella circolare interna della piazza;
frequenti sono i bivacchi di persone dedite al consumo di bevande alcoliche, una presenza costante nell’arco della giornata con particolare accentuazione nelle ore pomeridiane e serali;
un salotto a cielo aperto in un elegante quartiere della Città ha bisogno delle cure, delle attenzioni e della manutenzione dell’Amministrazione affinché si mantenga lontano il degrado e tutti i rischi connessi;
se, quando e come l’Amministrazione intenda intervenire per livellare e mettere in sicurezza la pavimentazione perimetrale della piazza, della carreggiata e per sistemare le griglie poste alla base degli alberi;
chi sia l’azienda/cooperativa responsabile per la pulizia della parte centrale della piazza, del gabinetto e della aree verdi;
in relazione al punto precedente, quanti e di quali tipologie siano gli interventi su base settimanale e se ci sia un controllo di qualità;
se l’Amministrazione abbia un programma per la manutenzione del verde, per la cura e la sostituzione delle piante malate;
se l’Amministrazione sia in grado di aumentare i controlli per finalità di sicurezza urbana (bivacchi e consumo di sostanze alcoliche) e per accertamenti sul rispetto del Codice della Strada (soste a centro piazza);
se l’Amministrazione intenda effettuare una verifica dell’impianto elettrico al servizio del mercato e se risultino a norma e in sicurezza i fili pendenti dai rami di alcuni alberi (vedasi foto allegata);
se e quando sia prevista la sostituzione o la riparazione delle panchine consumate dal tempo.
INTERPELLANZA – Scuola d’Infanzia ‘Marc Chagall’: una scuola dedicata all’artista che ha trovato il colore dell’amore e che adesso incontra la distrazione di questa Amministrazione
lo scrivente, sollecitato da numerosi cittadini, ha recentemente effettuato un sopralluogo nei pressi della Scuola d’Infanzia Comunale “Marc Chagall” accompagnato dal Consigliere di Circoscrizione Giuseppe La Mendola;
il plesso si trova in via Cecchi 2 (angolo corso Emilia) nel territorio della Circoscrizione 7;
l’attraversamento pedonale di corso Emilia, posto in corrispondenza dell’entrata della scuola, è caratterizzato dalla presenza di uno scivolo (marciapiede lato sud) e di uno scalino altro almeno 20 centimetri (marciapiede lato nord): ciò reca un grave pregiudizio ai pedoni con i passeggini e ai cittadini con disabilità motorie;
nelle pertinenze della scuola c’è un’area verde/giardino a servizio degli scolari in cui alcuni giochi sono rotti e da tempo resi inutilizzabili poiché avvolti con il nastro bianco-rosso;
tale area giochi affaccia su corso Emilia ed è separata dal marciapiede, in cui è presente una fermata GTT, da una recinzione poco sicura e protettiva, tenuto conto dell’età dei frequentatori dell’area giochi: a supporto di tale assunto, si tenga conto che all’interno del giardino il personale delle pulizie ha sovente rinvenuto siringhe e molti altri rifiuti (si veda la documentazione fotografica allegata);
la precarietà della recinzione viene in evidenza non solo per la facilità di lanciare rifiuti dal marciapiede all’interno del giardino ma anche per la semplicità con la quale un passate può venire a contatto con uno degli scolari presenti nel giardino: la recinzione, della medesima fattura, è stata invece rafforzata mediante la collocazione di pannelli coprenti lungo il lato che dà verso la ferrovia (trincerino);
il copioso fogliame che funge da tappeto per l’area verde cela i rifiuti gettati dai passanti ma non rende invisibile l’inciviltà e la maleducazione di chi lancia qualsiasi tipo di rifiuto nel giardino di una scuola anziché utilizzare, come logica vorrebbe, gli appositi cassonetti;
sul marciapiede prospiciente l’area c’è una centralina per la fibra ottica che è stata divelta e danneggiata e non è mai stata sostituita/riparata/rimossa;
la capacità che ha reso Marc Chagall un artista unico è stata quella di decodificare l’amore attraverso il colore, steso con pennellate in grado di trasmettere la passione, la tenerezza e la semplicità di questo sentimento;
l’incapacità che caratterizza questa Amministrazione è la cecità rispetto a quei piccoli interventi che migliorerebbero la quotidianità dei cittadini in maniera esponenziale, a maggior ragione quando le migliorie riguardano le scuole e le loro adiacenze;
lo scrivente ritiene assolutamente preminente la tutela e la difesa degli spazi vissuti dai bimbi, cioè dai cittadini più giovani che rappresentano le generazioni a cui affideremo il futuro della nostra Città;
se e quando l’Amministrazione intenda intervenire creando uno scivolo per rendere accessibile il marciapiede di corso Emilia in corrispondenza dell’attraversamento pedonale lato sud (via Mondovì);
se, come e quando l’Amministrazione intenda intervenire nel giardino/area verde della Scuola “Marc Chagall” per la sostituzione/riparazione dei giochi rotti, per la rimozione del fogliame, per eseguire una pulizia straordinaria e per la collocazione di pannelli coprenti sulla recinzione sud (lato corso Emilia);
se l’Amministrazione intenda sollecitare chi di competenza per la riparazione o rimozione della centralina della fibra ottica.