Source: https://www.onghrd.org/protocollo-addizionale-alla-convenzione-delle-nazioni-unite-contro-la-criminalita-organizzata-transnazionale-per-combattere-il-traffico-di-migranti-via-terra-via-mare-e-via-aria-2000
Timestamp: 2019-05-21 17:41:04+00:00
Document Index: 70513289

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 27', 'art. 6']

Protocollo addizionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale per combattere il traffico di migranti via terra, via mare e via aria (2000) - ONG HRD
Adottato dall'Assemblea Generale con Risoluzione A/RES/55/25 del 15 novembre 2000. Entrata in vigore il 28/01/2004. Stati Parti al 1° Gennaio 2017: 142.
Preambolo Gli Stati Parti del presente Protocollo,
Convinti del fatto che l'integrazione della Convenzione contro la criminalità organizzata transnazionale con uno strumento internazionale contro il traffico di migranti via mare, terra e aria, sarà utile nel prevenire e combattere tale tipologia di reato, Hanno convenuto quanto segue: I. Disposizioni generali Articolo 1
Relazione con la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale 1. Il presente Protocollo integra la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale. Esso è interpretato unitamente alla Convenzione.
3. I reati previsti conformemente all'art. 6 del presente Protocollo sono considerati come reati previsti ai sensi della Convenzione. Articolo 2
Scopo Lo scopo del presente Protocollo è di prevenire e combattere il traffico di migranti, nonché quello di promuovere la cooperazione tra gli Stati Parte a tal fine, tutelando al contempo i diritti dei migranti trafficati. Articolo 3
Terminologia Ai fini del presente Protocollo:
Ambito di applicazione Il presente Protocollo si applica, salvo disposizione contraria, alla prevenzione, alle attività di indagine e al perseguimento dei reati previsti ai sensi dell'art. 6 del presente Protocollo, nei casi in cui tali reati sono di natura transnazionale e coinvolgono un gruppo criminale organizzato, nonché alla protezione dei diritti dei migranti trafficati. Articolo 5
Responsabilità penale dei migranti I migranti non vengono sottoposti alla responsabilità penale disposta al presente Protocollo per il fatto di essere stati oggetto delle condotte di cui all'art. 6. Articolo 6
Responsabilità penale 1. Ogni Stato Parte adotta misure legislative e di altra natura che si rendano necessarie a conferire il carattere di reato ai sensi del suo diritto interno, ad un atto commesso intenzionalmente e al fine di ottenere, direttamente o indirettamente, un vantaggio economico o altro vantaggio materiale da: (a) Il traffico di migranti;
4. Nessuna disposizione del presente Protocollo impedisce ad uno Stato Parte di prendere misure nei confronti di una persona la cui condotta costituisce reato ai sensi del suo diritto interno. II. Traffico di migranti via mare Articolo 7
Cooperazione Gli Stati Parte cooperano nella maniera più ampia per prevenire e reprimere il traffico di migranti via mare, ai sensi del diritto internazionale del mare. Articolo 8
Misure contro il traffico di migranti via mare 1. Uno Stato Parte che ha ragionevoli motivi per sospettare che una nave che batte la sua bandiera o che vanta l'iscrizione sul suo registro, senza nazionalità, o avendo in realtà la nazionalità dello Stato Parte in questione, sebbene batta bandiera straniera o rifiuti di esibire bandiera, sia coinvolta nel traffico di migranti via mare, può richiedere ad altri Stati Parte assistenza per porre fine all'utilizzo della nave a tal scopo. Gli Stati Parte che hanno ricevuto tale richiesta forniscono detta assistenza nei limiti dei mezzi di cui dispongono.
Clausole di salvaguardia 1. Quando uno Stato Parte prende misure nei confronti di una nave ai sensi dell'art. 8 del presente Protocollo, esso:
4. Qualsiasi misura presa in mare ai sensi del presente capitolo è eseguita unicamente da navi da guerra o da aeromobili militari, o da altre navi o aeromobili chiaramente contrassegnati e identificabili in quanto al servizio dello Stato e autorizzati a tal fine. III. Misure di prevenzione, cooperazione e altre misure Articolo 10
6. Senza pregiudizio per l'art. 27 della Convenzione, gli Stati Parte prendono in considerazione il rafforzamento della cooperazione tra gli organismi di controllo delle frontiere tramite, tra le altre misure, la costituzione e il mantenimento di canali diretti di comunicazione. Articolo 12
Su richiesta di un altro Stato Parte, uno Stato Parte, in conformità con il proprio diritto interno, verifica, entro un lasso di tempo ragionevole, la legittimità e la validità dei documenti di viaggio o di identità rilasciati o che si presume siano stati rilasciati in suo nome e sospettati di essere stati utilizzati per la condotta di cui all'art. 6 del presente Protocollo. Articolo 14
3. Gli Stati Parte con esperienza nel settore prendono in considerazione la possibilità di prestare assistenza tecnica agli Stati che sono frequentemente utilizzati come paesi di origine o di transito per condotte stabilite dall’articolo 6 del presente Protocollo. Gli Stati Parte fanno il possibile per fornire le risorse necessarie, come ad esempio veicoli, sistemi informatizzati e lettori di documenti, per combattere le condotte stabilite dall’articolo 6 del presente Protocollo. Articolo 15
IV. Disposizioni finali Articolo 19
Composizione delle controversie 1. Gli Stati Parte si impegnano a comporre le controversie relative all’interpretazione o all’applicazione del presente Protocollo tramite negoziato.
5. Dal momento della sua entrata in vigore, la revisione è vincolante per quegli Stati Parte che hanno manifestato il proprio consenso ad essere sottoposti al vincolo della stessa. Gli altri Stati Parte resteranno vincolati dalle disposizioni del presente Protocollo e di ogni revisione anteriore ratificata, accettata o approvata dagli stessi. Articolo 24