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Timestamp: 2019-06-25 17:32:58+00:00
Document Index: 176397908

Matched Legal Cases: ['art. 149', 'art. 149', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 7', 'art. 149']

Banche, identità del cassiere, assegni
09 novembre 2006 Bollettino del n. 77/novembre 2006
27.02.2009 - pag. 67671
VISTA l'istanza datata 20 aprile 2006 con la quale XY ha chiesto a Cassa di risparmio di Lucca Pisa Livorno S.p.A. di ottenere, quale erede del defunto marito RP, la comunicazione in forma intelligibile dei dati personali concernenti le movimentazioni effettuate su tutti i rapporti intestati e cointestati a tale persona (deceduta il 24.09.2001) e a RR (deceduto il 7.04.2000, di cui il figlio RP era diventato erede); ciò, a far data dal gennaio 1999 sino al novembre 2001;
VISTO il ricorso presentato al Garante il 20 giugno 2006, con il quale XY, rappresentata e difesa dall'avv. Giovanni Bianchini presso il cui studio ha eletto domicilio, ha ribadito la propria richiesta nei confronti del citato istituto di credito;
VISTI gli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 28 giugno 2006 con la quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149, comma 1, del Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003, n. 196), ha invitato il titolare del trattamento a fornire riscontro alle richieste dell'interessata, nonché la nota del 19 settembre 2006 con la quale questa Autorità ha disposto la proroga del termine per la decisione sul ricorso ai sensi dell'art. 149, comma 7, del Codice;
VISTO il verbale dell'audizione della ricorrente tenutasi il 24 luglio 2006, nel quale la stessa si è riservata di valutare il riscontro fornito dalla resistente sulla base del confronto tra le informazioni comunicate dalla banca e le altre già in suo possesso;
VISTE le memorie inviate via fax il 20 luglio e il 27 luglio 2006, con le quali la ricorrente, nel ritenere insoddisfacente il riscontro ottenuto, ha chiesto, in particolare, di conoscere: 1. in relazione a quattro assegni circolari non trasferibili, intestati a PR (emessi dalla Banca di credito cooperativo di Fornacette e negoziati presso la Cassa di risparmio di Pisa S.p.A. il 19-20 settembre 2001) e un assegno bancario non trasferibile, intestato a PR (tratto su Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno S.p.A., per lire 80 milioni) le modalità di pagamento e il soggetto che ha presentato i titoli all'incasso; 2. in relazione alla presunta emissione di libretti al portatore nel periodo 1.1.1999-30.11.2001 eventualmente richiesti da Paolo Ricci e/o Renzo Ricci, la data della relativa estinzione con indicazione della persona che ha presentato i titoli; 3. rispetto ai rapporti elencati dalla resistente nella propria nota del 19 luglio 2006, le modalità dell'estinzione (se per cassa e/o con versamento su altro conto corrente) con indicazione della persona che avrebbe operato l'estinzione;
VISTA la nota datata 23 agosto 2006 con la quale la resistente ha inviato copia della documentazione relativa ai rapporti intestati o cointestati a RP e RR per il periodo 1.1.1999-30.11.2001; rilevato che i 4 assegni circolari e l'assegno bancario, tutti non trasferibili ed intestati a RP, "per complessive L. 430.000.000 sono stati negoziati dal sig. RP in data 19.9.2001 presso la (…) Filiale di Pontedera ed il retratto è stato dallo stesso interamente utilizzato per aprire n. 22 depositi rappresentati da libretti al portatore "; rilevato che in ordine all'andamento dei rapporti relativi a tali libretti la banca ha sostenuto di non poter fornire alcun ulteriore dato personale in quanto trattasi di libretti "al portatore";
VISTA la nota inviata via fax il 1° settembre 2006 con la quale la ricorrente ha chiesto di conoscere il nominativo dell'impiegato della banca che avrebbe operato il 19.9.2001 la negoziazione degli assegni sopra indicati, assumendo tale circostanza, a suo avviso, rilievo anche penale, "essendo PR, in quella data, ricoverato presso l'Ospedale di Pisa (ininterrottamente dal 08.09.01 al 24.09.01) dove decedeva alcuni giorni dopo"; rilevato che nella medesima nota l'interessata ha chiesto anche di porre a carico di controparte le spese del procedimento;
VISTA la nota inviata via fax il 5 ottobre 2006 con la quale la banca ha dichiarato che i movimenti relativi ai depositi titoli, con specifico riferimento a quelli "che hanno comportato l'azzeramento di quanto depositato, sono descritti negli estratti conto già inviati" alla ricorrente; che il rapporto relativo alla cassetta di sicurezza, anch'esso oggetto di richiesta da parte dell'interessata, (rapporto cointestato a RR e LR) è stato estinto il 7.4.2000, (come peraltro comunicato in una lettera della filiale del 16.11.2000), ma è stato impossibile rinvenire la documentazione relativa a tale estinzione, in quanto "presumibilmente andata distrutta nel corso di un allagamento"; che, infine, la richiesta di conoscere l'identità dell'impiegato bancario che avrebbe provveduto alla contestata negoziazione degli assegni non può essere accolta "per una doverosa riservatezza", pur essendo la resistente disponibile "a prestare eventualmente la massima collaborazione all'autorità inquirente ";
RILEVATO che il diritto di accesso ai dati personali tutelato dall'art. 7 del Codice comporta per il titolare del trattamento l'obbligo di porre a disposizione dell'interessato i dati stessi secondo le modalità indicate nell'art. 10 del medesimo Codice e con esclusione dei dati personali relativi a terzi;
RILEVATO che la richiesta (formulata peraltro solo nel corso dell'istruttoria) di conoscere l'identità dell'impiegato della resistente che ha operato la contestata negoziazione degli assegni (avvenuta il 19 settembre 2001) non rientra fra le specifiche posizioni giuridiche tutelate dall'art. 7 del Codice ed è pertanto in questa sede inammissibile;
RITENUTO, in ragione dell'adeguato riscontro fornito dalla resistente in ordine all'istanza di accesso ai dati formulata dalla ricorrente, di dover dichiarare non luogo a provvedere sul ricorso ai sensi dell'art. 149, comma 2, del Codice;
RILEVATO che resta impregiudicata la facoltà della ricorrente di far valere di fronte all'autorità giudiziaria ordinaria eventuali profili di carattere civile e penale, anche con riferimento alla legittimità della contestata operazione di negoziazione degli assegni in questione avvenuta il 19 settembre 2001;
VISTA la determinazione generale del 19 ottobre 2005 sulla misura forfettaria dell'ammontare delle spese e dei diritti da liquidare per i ricorsi; ritenuto congruo, su questa base, determinare l'ammontare delle spese e dei diritti inerenti all'odierno ricorso nella misura forfettaria di euro 500, di cui euro 150 per diritti di segreteria, considerati gli adempimenti connessi, in particolare, alla presentazione del ricorso e ritenuto di porli a carico di Cassa di risparmio di Lucca Pisa Livorno S.p.A. nella misura di euro 400, previa compensazione della residua parte per giusti motivi;
a) dichiara inammissibile la richiesta di conoscere l'identità dell'impiegato della resistente che ha operato la contestata negoziazione degli assegni avvenuta il 19 settembre 2001;
c) determina nella misura forfettaria di euro 500 l'ammontare delle spese e dei diritti del procedimento posti, nella misura di 400 euro, previa compensazione della residua parte per giusti motivi, a carico di Cassa di risparmio di Lucca Pisa Livorno S.p.A., la quale dovrà liquidarli direttamente a favore della ricorrente.
Tags: Privacy Banche Testimoni Assegni
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