Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-8392-del-31-03-2017
Timestamp: 2020-08-12 04:54:42+00:00
Document Index: 120262993

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1227', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 190', 'sentenza ', 'art. 2051', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 366', 'art. 360']

Sentenza Cassazione Civile n. 8392 del 31/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8392 del 31/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 31/03/2017, (ud. 23/02/2017, dep.31/03/2017), n. 8392
sul ricorso 10736/2016 proposto da:
elettivamente domiciliato in ROMA, VIA PORTUENSE 104, presso lo
studio della Signora ANTONIA DE ANGELIS, rappresentato e difeso
dall’avvocato CESARE ROMBI;
F.A.M., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA UGO
BARTOLOMEI 23, presso lo studio dell’avvocato STEFANIA SARACENI,
rappresentata e difesa dall’avvocato RINALDO SAIU;
avverso la sentenza n. 369/2015 della CORTE? D’APPELLO di CAGLIARI,
che, con sentenza resa in data 3/6/2015, la Corte d’appello di Cagliari, in parziale accoglimento dell’appello proposto dal Comune di Maracalagonis, ha disposto la riforma della regolazione delle spese del giudizio operata dal giudice di primo grado, contestualmente confermando l’entità del credito riconosciuto in favore di F.A.M. a titolo di risarcimento per i danni da quest’ultima subiti nell’uso di una strada pericolosamente dissestata di proprietà dell’amministrazione comunale;
che, avverso la sentenza d’appello, ha proposto ricorso per cassazione il Comune di Maracalagonis, sulla base di due motivi di impugnazione;
che F.A.M. resiste con controricorso;
che, con il primo motivo, il Comune ricorrente censura la sentenza impugnata per violazione dell’art. 1227 c.c. (in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3), nonchè per omesso esame di un fatto decisivo controverso (in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 5), per avere la corte territoriale trascurato di accertare la colpa della F., nella provocazione del fatto dannoso, anche in relazione all’art. 190 C.d.S., nonchè per non aver valutato la circostanza per cui il tombino, su cui la F. era caduta, si trovava sulla carreggiata adibita al passaggio delle autovetture;
che, con il secondo motivo, il ricorrente censura la sentenza impugnata per violazione dell’art. 2051 c.c. (in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3), per avere la corte d’appello erroneamente omesso di riconoscere che la colpa della danneggiata e la conoscenza dello stato dei luoghi, da parte della stessa, integrassero gli estremi del caso fortuito idoneo ad escludere la responsabilità del custode;
che, in particolare, sotto il profilo della violazione di legge, il ricorrente risulta aver prospettato le proprie doglianze attraverso la denuncia di un’errata ricognizione della fattispecie concreta (con particolare riguardo all’apprezzamento dei profili di colpa della danneggiata e/o alla relativa intensità sotto il profilo dell’incidenza causale), e non già della fattispecie astratta prevista dalle norme di legge richiamate (operazione come tale estranea al paradigma del vizio di cui all’art. 360 c.p.c., n. 3), neppure coinvolgendo, la prospettazione critica del ricorrente, l’eventuale falsa applicazione delle norme richiamate sotto il profilo dell’erronea sussunzione giuridica di un fatto in sè incontroverso, insistendo propriamente il Comune ricorrente nella prospettazione di una diversa ricostruzione dei fatti di causa, rispetto a quanto operato dal giudice a quo;
che, quanto al profilo di cui all’art. 360 c.p.c., n. 5, varrà evidenziare come il ricorrente (oltre ad incorrere nella violazione dell’art. 366 c.p.c., n. 6, avendo trascurato di procedere in modo adeguato alla allegazione dei riscontri probatori invocati a fondamento delle proprie asserzioni), si sia spinto a delineare i tratti di un vaglio di legittimità esteso al riscontro di pretesi difetti o insufficienze motivazionali (nella prospettiva dell’errata interpretazione o configurazione del valore rappresentativo degli elementi di prova esaminati) del tutto inidonei a soddisfare i requisiti imposti dal nuovo testo dell’art. 360 n. 5 c.p.c. (Sez. U., Sentenza n. 8053 del 07/04/2014, Rv. 629830);
che, sulla base delle argomentazioni che precedono, dev’essere dichiarata l’inammissibilità del ricorso, con la conseguente condanna del Comune di Maracalagonis al rimborso, in favore della controricorrente, delle spese del giudizio di legittimità, secondo la liquidazione di cui al dispositivo.
Condanna il Comune ricorrente al rimborso, in favore della controricorrente, delle spese di giudizio di legittimità, liquidate in complessivi Euro 5.600,00, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15%, agli esborsi liquidati in Euro 200,00, e agli accessori come per legge.