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Timestamp: 2020-07-06 09:22:08+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 21430 del 24/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21430 del 24/10/2016
Cassazione civile sez. VI, 24/10/2016, (ud. 01/07/2016, dep. 24/10/2016), n.21430
sul ricorso 12696/2014 proposto da:
S.L., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA ANDREA
VERSALIO 22, presso lo studio dell’avvocato GIOVANNI DI LORENZO,
rappresentato e difeso dall’avvocato RAFFAELE SOLANO, giusta procura
FALLIMENTO (OMISSIS) SNC di (OMISSIS), soci illimitatamente
responsabili, e dell’ex socio illimitatamente responsabile
S.L., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA PANAMA 74, presso lo
studio dell’avvocato PIERLUIGI VALENTINO, rappresentato e difeso
dall’avvocato PAOLO BOSTICCO, giusta delega a margine del
avverso la sentenza n. 1373/2014 della CORTE D’APPELLO di MILANO del
27/03/2014, depositata il 07/04/2014;
udito l’Avvocato PIERLUIGI VALENTINO, difensore del controricorrente,
1. – La Corte d’appello di Milano ha respinto il reclamo proposto dal sig. S.L. avverso la sentenza dichiarativa del proprio fallimento, emessa dal Tribunale 18 luglio 2013 in estensione del fallimento della (OMISSIS) s.n.c. di (OMISSIS), su richiesta del curatore, ai sensi della L. Fall., art. 147, comma 4.
La Corte, che aveva disposto l’integrazione del contraddittorio davanti a sè nei confronti dei creditori istanti del fallimento della società, ha ritenuto che tale integrazione sia necessaria soltanto nel giudizio di impugnazione della sentenza dichiarativa del fallimento in estensione, non anche nella fase precedente alla pronuncia della sentenza stessa.
Il sig. S. ha proposto ricorso per cassazione con un solo motivo, cui resiste con controricorso la curatela fallimentare intimata.
2. – Con l’unico motivo di ricorso viene riproposta la tesi della nullità della sentenza dichiarativa del fallimento in estensione per difetto di contraddittorio nei confronti dei creditori istanti del primo fallimento.
Anche dopo le modifiche alla legge fallimentare introdotte con il D.lgs. 12 settembre 2007, n. 169, i creditori che hanno proposto il ricorso di fallimento nei confronti di una società di persone non sono litisconsorti necessari nel procedimento di fallimento in estensione previsto dalla L. Fall., artt. 18 e 147, promosso ad istanza del curatore, neppure ai fini della condanna alle spese processuali, che il presunto socio potrebbe reclamare nei confronti dello stesso curatore. I predetti creditori sono, invece, litisconsorti necessari nel giudizio di reclamo alla sentenza dichiarativa di fallimento proposto dal socio illimitatamente responsabile, cui il fallimento sia stato successivamente esteso, in ragione dei pregiudizi che la revoca del fallimento potrebbe arrecare alle loro pretese, che, a norma della L. Fall., art. 148, si intendono dichiarate anche nel fallimento dei singoli soci (Cass. 10795/2014, alla cui motivazione si rinvia);
La Corte rigetta il ricorso e condanna la parte ricorrente alle spese processuali, liquidate in Euro 3.600,00, di cui Euro 3.500,00 per compensi di avvocato, oltre spese forfetarie e accessori di legge.