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Timestamp: 2020-07-13 00:40:07+00:00
Document Index: 147338092

Matched Legal Cases: ['art. 565', 'art. 564', 'art. 596', 'art. 565', 'art. 565', 'art. 596', 'art. 596', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 565', 'sentenza ', 'art. 596', 'sentenza ']

Art. 565 codice di procedura civile - Intervento tardivo - Brocardi.it
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Articolo 565 Codice di procedura civile
Dispositivo dell'art. 565 Codice di procedura civile
Fonti → Codice di procedura civile → LIBRO TERZO - Del processo di esecuzione → Titolo II - Dell'espropriazione forzata → Capo IV - Dell'espropriazione immobiliare → Sezione II - Dell'intervento dei creditori
(1)I creditori chirografari che intervengono oltre l'udienza indicata nell'articolo 564 secondo comma (2), ma prima di quella prevista nell'articolo 596 (3), concorrono alla distribuzione di quella parte della somma ricavata che sopravanza dopo soddisfatti i diritti del creditore pignorante e di quelli intervenuti in precedenza e a norma dell'articolo seguente.
(1) Articolo così modificato dal D.L. 35/2005 con decorrenza dal 1 marzo 2006.
(2) L'udienza a cui la norma in analisi si riferisce è quella di cui al precedente art. 564 del c.p.c., ovvero la prima udienza fissata per l'autorizzazione della vendita.
(3) Si tratta dell'udienza che viene celebrata per la formazione del progetto di distribuzione (si veda art. 596 del c.p.c.).
Massime relative all'art. 565 Codice di procedura civile
Cass. civ. n. 6432/2015
In tema di espropriazione immobiliare, la previsione, ex art. 565 c.p.c., - sia nel testo ante riforma di cui al d.l. 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, che in quello ad essa successivo - secondo cui il limite temporale ultimo dell'intervento tardivo del creditore chirografario è "prima dell'udienza di cui all'art. 596 c.p.c.", doveva e deve intendersi nel senso che tale intervento è ormai precluso dopo che l'udienza abbia avuto inizio (nella data e nell'ora fissate) e si sia ivi svolta un'attività di trattazione effettiva, ancorché venga disposto, in esito ad essa, un rinvio in prosieguo, restando, invece, lo stesso ancora possibile se, in tale udienza, siano compiute attività esclusivamente dirette a rimediare ad una nullità impediente il suo normale svolgimento e finalizzate all'adozione del conseguente provvedimento, con fissazione di una nuova udienza ex art. 596 c.p.c., ovvero se l'udienza stessa non venga tenuta per mero rinvio derivante da ragioni di ufficio. In tali casi, l'intervento è ancora possibile prima dell'udienza di rinvio.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 6432 del 31 marzo 2015)
Cass. civ. n. 7296/2003
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 7296 del 13 maggio 2003)
Cass. civ. n. 1505/1967
Al creditore procedente non spetta per la sua qualità una particolare situazione di vantaggio nei confronti degli altri creditori intervenuti nel procedimento di espropriazione forzata, con i quali partecipi in parità di condizioni alla distribuzione del prezzo ricavato dalla vendita dei beni che ne sono oggetto, salvo il rispetto delle legittime cause di prelazioni. Ne consegue che il disposto dell'art. 565 c.p.c., il quale stabilisce che i creditori chirografari, intervenuti tardivamente dopo l'udienza di autorizzazione della vendita, partecipano soltanto alla distribuzione di quella parte del prezzo che sopravanza dopo soddisfatti i crediti del creditore procedente e dei creditori intervenuti in precedenza, si applica anche al creditore procedente nel caso in cui questi abbia fatto valere, dopo detta udienza, un credito maggiore o un altro credito oltre i limiti di quanto richiesto nell'atto di precetto e, comunque, prima di tale udienza, per cui ha diritto soltanto a partecipare alla distribuzione del residuo prezzo in parità di condizioni con gli altri creditori chirografari intervenuti anch'essi dopo tale udienza.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 1505 del 22 giugno 1967)
Cass. civ. n. 90/1965
L'intervento, predisposto per consentire ai creditori iscritti o privilegiati di partecipare alla distribuzione delle somme conseguite dalla vendita dei beni espropriati, è valido ed operante se spiegato prima dell'udienza prevista dall'art. 596 c.p.c., cioè dell'udienza che il giudice dell'esecuzione, nel depositare in cancelleria il progetto di distribuzione, fissa per l'audizione dei creditori e del debitore. Il termine predetto ha natura perentoria ma, nonostante il suo carattere d'indilazionabilità, non può ritenersi condizionato all'effettiva celebrazione di quell'udienza la quale, in tanto può funzionare da dies ad quem in quanto l'adempimento processuale della discussione del progetto abbia avuto effettivamente luogo. (Nella specie, l'udienza fissata per l'audizione delle parti, fu rinviata per l'irregolare notificazione dell'avviso al debitore esecutato).
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 90 del 14 gennaio 1965)