Source: https://www.ilaonline.net/interpello-n-6-2018-del-24-10-2018-art-9-d-lgs-124-2004-lavoro-intermittente-e-prestazioni-di-lavoro-straordinario/
Timestamp: 2020-07-07 16:19:14+00:00
Document Index: 100447201

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 2']

Interpello n. 6/2018 del 24.10.2018 (art. 9 D. Lgs. 124/2004) Lavoro intermittente e prestazioni di lavoro straordinario. – ILA – Ispettori del Lavoro Associati
Interpello n. 6/2018 del 24.10.2018 (art. 9 D. Lgs. 124/2004) Lavoro intermittente e prestazioni di lavoro straordinario.
28 Ottobre 2018 redazione Anno 2018 News Lavoro, Interpelli anno 2018 art. 9 del D. Lgs. 124/2004, Interpelli art. 9 del D. Lgs. n. 124/2004, Lavoro Intermittente - Lavoro a chiamata, Lavoro straordinario, Lavoro subordinato, News Lavoro, Orario di Lavoro, Vigilanza Ordinaria 0
Interpello n. 6/2018 del 24.10.2018 Oggetto: Interpello ai sensi dell’articolo 9 del d.lgs. 23 aprile 2004, n. 124. Lavoro intermittente e prestazioni di lavoro straordinario.
m_lps.32.REGISTRO UFFICIALE.U.0019710.24-10-2018
Lavoro intermittente, Lavoro straordinario, Orario di lavoro, Lavoro subordinato, Lavoro a chiamata.
Oggetto: Interpello ai sensi dell’articolo 9 del d.lgs. 23 aprile 2004, n. 124. Lavoro intermittente e prestazioni di lavoro straordinario.
Al riguardo si evidenzia che il decreto legislativo n. 66 del 2003 definisce lavoro straordinario quello prestato oltre il normale orario di lavoro pari a 40 ore settimanali, o altro definito dai contratti collettivi, senza prevedere una durata massima giornaliera dell’orario di lavoro. Lo stesso decreto legislativo stabilisce che il ricorso a prestazioni di lavoro straordinario deve essere contenuto, con la possibilità per i contratti collettivi di regolamentare le modalità di esecuzione delle prestazioni di lavoro straordinario, fermi restando i limiti di durata massima settimanale dell’orario di lavoro.
Con riferimento al campo di applicazione della disciplina in materia di orario di lavoro, si osserva che, ai sensi dell’articolo 1, comma 2, punto a) del citato d.lgs. n. 66, è orario di lavoro “qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell’esercizio della sua attività o delle sue funzioni”. Tale disciplina, quindi, si applica a tutte le forme di lavoro subordinato con riferimento ai tempi in cui il lavoratore è a disposizione del datore di lavoro, fatte salve le esclusioni espressamente contemplate agli articoli 2 e 16 del medesimo decreto legislativo n. 66 del 2003.
Il decreto legislativo n. 81 del 2015, analogamente al previgente decreto legislativo n. 276 del 2003, nel disciplinare l’istituto del lavoro a chiamata prevede che il trattamento economico del lavoratore intermittente sia regolato dal principio di proporzionalità, ossia deve essere determinato in base alla prestazione effettivamente eseguita, e dal principio di non discriminazione. L’articolo 17 del medesimo d.lgs. n. 81 del 2015 stabilisce, al comma 1, che il lavoratore intermittente non debba ricevere per i periodi lavorati un trattamento economico e normativo complessivamente meno favorevole rispetto al lavoratore di pari livello e, al comma 2, che nei suoi confronti trovino applicazione in misura “proporzionale” gli istituti normativi tipici del rapporto di lavoro subordinato, per quanto riguarda l’importo della retribuzione globale e delle singole componenti di essa, delle ferie, dei trattamenti per malattia e infortunio, congedo di maternità e parentale.
In proposito, la circolare di questo Ministero n. 4/2005, nel fornire i primi chiarimenti e indicazioni operative con riferimento alla previgente disciplina del lavoro intermittente, aveva, da un lato, evidenziato come il legislatore non abbia imposto alcun obbligo contrattuale in merito all’orario ed alla collocazione temporale della prestazione lavorativa al fine di lasciare tale determinazione all’autonomia contrattuale delle parti, coerentemente con l’impostazione flessibile e modulabile della disciplina del contratto di lavoro intermittente. Dall’altro, la medesima circolare aveva ribadito a proposito del lavoro intermittente che si tratta “[…] pur sempre di un contratto di lavoro dipendente, ragione per cui la libera determinazione delle parti contraenti opera, quantomeno con riferimento alla tipologia con obbligo di risposta alla chiamata del datore di lavoro, nell’ambito della normativa di legge e di contratto collettivo applicabile, con specifico riferimento alla disciplina in materia di orario di lavoro.”.
Alla luce del quadro normativo sopra riportato, la facoltà concessa dalla legge al datore di lavoro di attivare il contratto di lavoro intermittente rispetto ad esigenze e tempi non predeterminabili, non consente di escludere l’applicazione delle disposizioni in materia di lavoro straordinario e delle relative maggiorazioni retributive, nel rispetto delle disposizioni del decreto legislativo n. 66 del 2003 e di quanto eventualmente previsto dal contratto collettivo applicato al rapporto di lavoro.
DECRETO LEGISLATIVO 23 aprile 2004, n. 124 Razionalizzazione delle funzioni ispettive in materia di previdenza sociale e di lavoro, a norma dell’articolo 8 della legge 14 febbraio 2003, n. 30. (GU n.110 del 12-5-2004 ) note: Entrata in vigore del decreto: 27-05-2004
DECRETO LEGISLATIVO 8 aprile 2003, n. 66 Attuazione delle direttive 93/104/CE e 2000/34/CE concernenti taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro. (GU n.87 del 14-4-2003 – Suppl. Ordinario n. 61 ) note: Entrata in vigore del decreto: 29-4-2003
DECRETO LEGISLATIVO 15 giugno 2015, n. 81 Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell’articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183. (15G00095) (GU n.144 del 24-6-2015 – Suppl. Ordinario n. 34 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 25/06/2015
DECRETO LEGISLATIVO 10 settembre 2003, n. 276 Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30. (GU n.235 del 9-10-2003 – Suppl. Ordinario n. 159 ) note: Entrata in vigore del decreto: 24-10-2003
Divisione V Via Fornovo, 8 – 00192 Roma Tel. 06.4683.4068
pec: dgrapportilavoro.div5@pec.lavoro.gov.it e-mail: dgrapportiavorodiv5@lavoro.gov.it www.lavoro.gov.it
INTERPELLO N. 27/2013 del 20.09.2013 (art. 9 D. Lgs. 124/2004) procedura obbligatoria di conciliazione in caso di licenziamenti per giustificato motivo oggettivo – agenzie di somministrazione.
INTERPELLO N. 2/2015 del 12.01.2015 (art. 9 D. Lgs. 124/2004) sgravio contributivo sulle retribuzioni di produttività – art. 2 D.M. 14 febbraio 2014.
Normativa Lavori Pubblici – Linee Guida ANAC Direttore Lavori e Direttore dell’Esecuzione (17.775)
Obbligo di iscrizione alla Cassa Edile (12.896)
Contattaci (12.315)
La vigilanza sulla applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro nei luoghi di lavoro delle forze armate (7.715)
Circolare del Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali n. 12/2018 del 20.06.2018 Oggetto: Circolari INPS n. 49 del 3 aprile 2014 e n. 169 del 15 novembre 2017. “Indicazioni operative sul consolidamento della banca dati delle posizioni assicurative degli iscritti alle gestioni pubbliche” e “Prescrizione dei contributi pensionistici dovuti alle Gestioni pubbliche”. (5.989)