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Timestamp: 2020-01-26 12:00:02+00:00
Document Index: 165282784

Matched Legal Cases: ['art. 120', 'art. 50', 'art. 347', 'art. 33', 'art. 380', 'art. 381', 'art. 459', 'art. 550']

Articolo del 12/02/2008 Autore Avv. Alessandro Amaolo Altri articoli dell'autore
Delitti contro l’amministrazione della giustizia: l’omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale
Ai sensi e per gli effetti dell’articolo 361 codice penale viene punito, con la multa da euro 30 a euro 516,“Il pubblico ufficiale, il quale omette o ritarda di denunciare all’Autorità giudiziaria, o ad un’altra Autorità che a quella abbia obbligo di riferirne, un reato di cui ha avuto notizia nell’esercizio o a causa delle sue funzioni”.
Tuttavia, “la pena è della reclusione fino ad un anno, se il colpevole è un ufficiale o un agente di polizia giudiziaria, che ha avuto comunque notizia di un reato del quale doveva fare rapporto”.
L’ultimo comma del predetto articolo stabilisce che le disposizioni precedenti non si applicano se si tratta di delitto punibile a querela della persona offesa. Ciò sta a significare che il fatto-reato da dover denunciare deve necessariamente integrare un reato che è perseguibile d’ufficio. In base al terzo comma dell’articolo 361 c.p., infatti, la disposizione non può essere in alcun modo applicata qualora ci si trovi in presenza di un delitto che è punibile a querela della persona offesa (art. 120 e ss. c.p.).
In via preliminare, si deve rilevare che l’omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale è un reato proprio1, in ragione del fatto che può essere commesso unicamente da specifiche e determinate categorie di persone che per il ruolo e le funzioni espletate sono collocate in particolare relazione con l’interesse protetto.
Inoltre, si deve affermare che costituisce il presupposto del predetto reato l’esistenza di un reato da cui ne derivi l’obbligo giuridico di informare l’Autorità Giudiziaria. Tuttavia, per gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria è sufficiente che gli stessi ne abbiano avuto notizia, poiché questi ultimi devono essere considerati in servizio permanente. A mio modesto avviso, il pubblico ufficiale è tenuto all’obbligo di denuncia anche se riscontri soltanto il fumus (l’apparenza) di un reato penale.
Pertanto, con la sopraccitata fattispecie incriminatrice il legislatore ha voluto tutelare il potere giurisdizionale nell’espletamento dell’amministrazione della giustizia. Più in dettaglio, il potere giurisdizionale di carattere penale ha per oggetto l’accertamento dei reati, il mantenimento della pace sociale fra tutti i consociati e l’attuazione dell’ordinamento giuridico penalistico. In sintesi, il bene giuridico tutelato nel reato de quo è proprio il corretto esercizio dell’azione penale di cui è titolare l’autorità giudiziaria.
Inoltre, si deve affermare che il reato di omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale si delinea come un reato di pericolo ed a consumazione istantanea. In sintesi, il delitto dell’omessa denuncia di reato è un reato di pericolo in quanto non richiede la concreta verificazione dell’evento dannoso.
In tale fattispecie incriminatrice, inoltre, a mio modesto avviso il tentativo potrebbe risultare configurabile quando il soggetto agente non si limita a non agire, ma compie atti positivi e diretti in modo non equivoco a non adempiere al comando di azione.
L’elemento psicologico previsto per questo tipo di delitto è rappresentato dal dolo generico e consiste nella consapevolezza e volontarietà dell’omissione allorché si sia verificato il presupposto da cui deriva l’obbligo di informare l’autorità giudiziaria o altra autorità che a quella sia tenuta a riferire.
Il momento consumativo della fattispecie in oggetto coincide con l’omettere (e cioè nel non fare), oppure col ritardare (ossia nel protrarre in modo indebito) la denunzia.
Peraltro, uno fra i numerosi e possibili esempi che realizzano tale reato ci viene offerto dalla pratica ed è proprio quello rappresentato dalla vigilanza sulle costruzioni espletata dagli organi di polizia territorialmente competenti. Pertanto, qualora gli agenti di polizia non provvedano a denunciare all’autorità giudiziaria i reati edilizi accertati nell’esercizio della suddetta attività, possono rispondere, accertato il dolo, del reato previsto e punito dall’articolo 361 c.p.
In conclusione, per valutare il tempestivo adempimento dell’obbligo della polizia giudiziaria di riferire la“notizia criminis”al titolare dell’azione penale (art. 50 c.p.p.), le espressioni adoperate dalla legge (senza ritardo o immediatamente, di cui all’art. 347 c.p.p.), pur se non impongono termini precisi e determinati, indicano delle attività da compiere entro un margine assai ristretto di tempo, ossia non appena possibile. Peraltro, si deve tenere conto, ai fini valutativi,delle normali esigenze di un ufficio pubblico che è onerato di un medio carico di lavoro.
Per completezza espositiva restano ancora da esaminare gli aspetti procedurali del reato in oggetto. Si tratta di un reato di competenza del Tribunale in composizione monocratica (art. 33-ter) e procedibile d’ufficio, dove le misure precautelari dell’arresto (art. 380 c.p.) e del fermo (art. 381 c.p.) non sono consentite. Inoltre, l’azione penale si esercita con il decreto penale di condanna (art. 459 e ss. c.p.p.) per le ipotesi di cui al primo comma dell’articolo 361 c.p. mentre, invece, con la citazione diretta a giudizio (art. 550 c.p.p.) per le ipotesi di cui al secondo comma del predetto articolo.
1 Il delitto di omessa denuncia è un reato proprio, giacché può essere commesso soltanto da determinate categorie di persone che per le funzioni svolte sono poste in una particolare relazione con l’interesse tutelato; pertanto, tutti i pubblici ufficiali hanno l’obbligo di trasmettere le notitiae criminis al titolare dell’azione penale. Tale obbligo può essere compiuto e realizzato anche nel momento in cui il pubblico ufficiale abbia riferito il fatto-reato ad un’altra autorità che abbia a suo volta l’obbligo di riferire all’autorità giudiziaria. Tuttavia, gli ufficiali di polizia giudiziaria hanno il dovere istituzionale di fare il rapporto direttamente all’autorità giudiziaria.