Source: http://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1811-codice-civile-morte-del-comodatario
Timestamp: 2016-12-11 05:59:00+00:00
Document Index: 56174586

Matched Legal Cases: ['art. 1804', 'art. 1809', 'art. 1810', 'art. 1811', 'art. 1322', 'art. 1804', 'art. 16']

RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	In caso di morte del comodatario, il comodante, benché sia stato convenuto un termine, può esigere dagli eredi l’immediata restituzione della cosa.
Giurisprudenza annotataComodato
In materia di controversie in tema di comodato nell'ipotesi in cui il diritto azionato dall'attore riguardi la restituzione del bene per cessazione del comodato, la qualifica di obbligato si misura non già sulla disponibilità materiale del bene, bensì sulla titolarità passiva del rapporto.
Tribunale Lucca 11 dicembre 2012 n. 503 È configurabile il comodato di una casa per consentire al comodatario di alloggiarvi per tutta la vita, senza che perciò debba ravvisarsi un contratto costitutivo di un diritto di abitazione e senza che sia necessaria la forma scritta ad substantiam; inoltre, trattandosi di un contratto a termine (per tutta la vita del comodatario), di cui è certo l'an e incerto il quando, gli eredi del comodante sono tenuti a rispettare il predetto termine di durata, nonostante che, in pendenza di questo, sia avvenuto il decesso del comodante, salvo il diritto degli eredi del comodante di recedere nei casi previsti dagli art. 1804, comma 3, 1809, comma 2, e 1811 c.c.. (Cassa Trib. Latina 29 luglio 2003).
Cassazione civile sez. III 03 aprile 2008 n. 8548 La concessione in comodato di un immobile per tutta la vita del comodatario è un contratto a termine di natura obbligatoria, di cui è certo l'an ed incerto il quando, con la conseguenza che, con riferimento ad esso, gli eredi del comodante sono tenuti a rispettare il termine di durata del contratto in pendenza del quale si sia verificata la morte del comodante.
Cassazione civile sez. III 03 aprile 2008 n. 8548 Si connota come figura atipica, siccome non riconducibile né al modello legale del comodato a termine (art. 1809 c.c.), né a quello del comodato senza limitazione di tempo (art. 1810 c.c.), il contratto di comodato immobiliare con il quale le parti abbiano previsto che la restituzione del bene da parte del comodatario debba avvenire nel «caso che il comodante ne abbia necessità». In tale ipotesi, infatti, il comodato è da intendere convenuto senza determinazione di tempo (salvo quello che ex lege può discendere dall'applicazione dell'art. 1811 c.c. e che un termine derivi in relazione all'uso pattuito), ma, ai sensi dell'art. 1322 c.c., con il patto che il potere di richiedere la restituzione possa esercitarsi solo in presenza di una necessità di utilizzazione dell'immobile - nel senso di un bisogno di riavere la cosa per goderne in uno dei modi consentiti dal proprio titolo - che sia incompatibile con il protrarsi del godimento del comodatario e che deve essere prospettata nel negozio di recesso dal comodante e, in caso di contestazione, dimostrata. (Nella fattispecie, poiché le parti avevano convenuto che il terreno con annesso locale scantinato rimanesse nella disponibilità del comodatario finché il comodante ne avesse avuto necessità, senza, però, che di tale necessità fosse stata allegata idonea prova, la S.C., in accoglimento del ricorso e decidendo nel merito, ha rigettato la domanda di rilascio).
Cassazione civile sez. III 12 marzo 2008 n. 6678 La concessione in comodato di un immobile per tutta la vita del comodatario è un contratto a termine, di cui è certo l'"an" e incerto il "quando"; di conseguenza, stante la natura obbligatoria del contratto, gli eredi del comodante sono tenuti a rispettare il termine di durata del contratto stesso, avendo comunque pur sempre diritto - così come lo aveva il comodante - di recedere nelle ipotesi previste dagli art. 1804 comma 3, 1811 e 1809 comma 2 c.c.
Cassazione civile sez. III 03 novembre 2004 n. 21059 Con riguardo al contratto con il quale una società petrolifera, proprietaria di un punto di rivendita di carburanti, affidi i relativi impianti in comodato al gestore, sia pure in correlazione con rapporto di fornitura di detti carburanti, deve ritenersi valida ed operante, in quanto non in contrasto con il disposto dell'art. 16 d.l. 26 ottobre 1970 n. 745 (convertito, con modificazioni, in l. 18 dicembre 1970 n. 1034), la clausola che limiti la rinnovazione del contratto, in caso di morte del comodatario, nei confronti dei soli consanguinei, con esclusione del coniuge, ancorché abbia coadiuvato in detta gestione a fronte di tale clausola, pertanto, deve negarsi la possibilità del coniuge di pretendere un nuovo comodato a suo favore, così come deve negarsi, in difetto di espressa previsione, la possibilità del medesimo di essere indennizzato per la perdita dell'avviamento commerciale, stante anche l'inapplicabilità al rapporto in questione delle speciali disposizioni a tutela dell'avviamento dettate in materia di locazione di immobili a destinazione commerciale.
Cassazione civile sez. III 18 novembre 1983 n. 6881 Art. precedente
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