Source: https://anticasadirenzo.wordpress.com/category/catania/
Timestamp: 2017-11-23 11:04:19+00:00
Document Index: 141732418

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

catania | Anticasadirenzo
Striscioni contro sentenza Raciti
Denunciati tre tifosi rossoazzurri
Grazie alle analisi delle immagini del sistema di video sorveglianza dello stadio gli agenti della Digos sono riusciti ad identificare tre dei tifosi che avevano in mano lo striscione. La questura ha disposto per i tre denunciati il divieto di accesso allo stadio.
Striscione durante la partita Catania – Chievo
CATANIA – Striscioni che contestavano le ultime sentenze di condanna nei confronti di Antonio Speziale e Daniele Micale, in carcere per l’omicidio di Filippo Raciti avvenuto il 2 febbraio 2007, campeggiavano tra gli spalti delle curve nord e sud dello Stadio Angelo Massimino durante la partita Catania Chievo che si è disputata Il 18 novembre scorso. Gli agenti della Digos hanno, insieme alla polizia scientifica, analizzato i filmati di video sorveglianza e sono riusciti a identificare tre tifosi. Si tratta di C.G. di 22 anni, G.G. di 29 anni e C.M. di 25 anni, i primi due incensurati mentre il terzo, già in passato, era stato sottoposto a Daspo. I tre sono ritenuti responsabili di aver esposto striscioni con contenuto di evidente incitamento alla contestazione contro le indagini e le sentenze della Cassazione nei confronti dei due ultras. Ai tifosi rossoazzurri è stata contestata anche la violazione d’uso dell’impianto sportivo per avere introdotto gli striscioni senza autorizzazione ed, inoltre, ai tre è stato notificato il divieto di accesso allo stadio.
Proseguono le indagini per identificare gli altri spettatori coinvolti.
@catania.livesicilia.it
4 dicembre 2012 | Categories: catania, diffidati con noi, libertà per gli ultras | Lascia un commento
La squalifica di Arcidiacono
ARCIDIACONO: DOPO IL DASPO, UN ANNO DI SQUALIFICA
SQUALIFICA FINO AL 20 LUGLIO 2013
ARCIDIACONO PIETRO ( NUOVA COSENZA CALCIO SRL)
Dopo aver realizzato una rete raggiungeva la propria panchina per ricevere gli abbracci dei compagni di squadra e dei componenti la panchina stessa. Si dirigeva, quindi, verso la postazione di una emittente televisiva nazionale esibendo una maglia recante, a caratteri cubitali, una scritta (SPEZIALE INNOCENTE) esaltante l’autore di un gravissimo episodio di violenza (verificatosi al termine di una gara di calcio) nei confronti del quale è intervenuta sentenza irrevocabile di condanna per omicidio preterintenzionale di un Funzionario della Polizia di Stato. Sanzione così determinata sia in considerazione della estrema gravità della condotta, desumibile anche dalle particolari modalità di esecuzione, sintomatica dell’assenza nel suo autore di quei principi e valori, delineati nell’art. 1 del C.G.S., che devono, sempre e comunque, soprintendere ad ogni attività sportiva; sia in considerazione della oggettiva idoneità di tale condotta, stante la ripresa in diretta TV della gara, a raggiungere un elevato numero di persone ed a sollecitare nei soggetti più deboli ed influenzabili riprovevoli ed aberranti spiriti di emulazione.
Tutto questo accanimento verso una persona, che non ha nemmeno compiuto reato, significa solo una cosa: hanno paura! Hanno paura che emerga la verità, hanno paura di dover rendere conto di due innocenti in galera, hanno paura di quelle che possono essere le reazioni della gente sempre più esasperata…
Nel corso degli anni ci sono stati movimenti di opinione che hanno proclamato l’innocenza di personaggi più o meno discutibili, da Pietro Pacciani ad Erik Priebke; mai nessuno per questo è stato punito proprio in nome della “libertà d’espressione”. Ora però il vento sta cambiando, la libertà che per molti di noi era un valore imprensindibile, qualcosa di scontato, sta pian piano venendo meno: lo vediamo nel daspo ad Arcidiacono e nelle proposte di estendere il Daspo alle manifestazioni di piazza, lo vediamo quando la vedova di un agente di polizia morto in circostanze quanto meno sospette si scaglia contro un normalissimo gioco da tavolo, lo vediamo quando un organismo blocca a piacimento le trasferte e gli spostamenti dei tifosi. Lo vediamo, nel nostro piccolo, quando un gruppo di tifosi si trova a bordo di un pullman diretto nella città in cui gioca la propria squadra viene fermato e diffidato in massa senza alcun motivo.
Tutto questo in un paese normale si chiama STATO DI POLIZIA, un aspetto che sfugge a molti “garanti” della libertà quando fa loro comodo, salvo applaudire queste assurdità perchè “ci vogliono regole più severe” quando ad essere colpito è uno che non sta loro troppo simpatico. Ognuno guarda il proprio orticello, facendo il gioco di chi in queste situazioni ha solo da trarre vantaggi personali.
L’augurio è che un tribunale possa mettere fine a questa pagliacciata, riabilitando il buon Arcidiacono che non ha fatto nulla di sbagliato, anzi. L’unico errore, ma li non si tratta di errore ma di imposizione, è la conferenza stampa convocata ieri in cui “si scusa con tutti”. Non ha nulla di cui scusarsi uno che esprime la propria opinione sull’innocenza di una persona. Ma in questo caso, si è capito perfettamente, è stata una mossa imposta da “qualcuno” dopo avergli fatto abbondantemente paura…
@tribunafattori
23 novembre 2012 | Categories: catania, diffidati con noi | Lascia un commento
21 novembre 2012 | Categories: catania, giornalista terrorista | Lascia un commento
Speziale è innocente
Giocatore del Cosenza segna e mostra
la maglietta: «Speziale è innocente»
Il messaggio a favore dell’uomo condannato per l’omicidio dell’ispettore Raciti, ucciso durante scontri con gli ultrà
COSENZA – Una dedica dopo il gol, imbarazzante e provocatoria, che potrebbe costare cara all’attaccante del Cosenza Calcio, Pietro Arcidiacono. Il giocatore catanese dopo aver segnato la terza rete per la sua squadra, sul campo di Lamezia terme, si è lasciato andare a un gesto «ignobile» mostrando una maglietta bianca con la scritta «Speziale è innocente».
Antonino Speziale è uno dei due ultrà(l’altro è Daniele Micale) del Catania che il 2 febbraio del 2007 uccise l’ispettore di polizia Filippo Raciti durante gli scontri allo stadio Massimino dopo l’incontro di Serie A tra Catania e Palermo. Accusato di omicidio preterintenzionale è stato condannato a otto anni e giovedì scorso è stato arrestato dopo che la Cassazione ha confermato la sentenza. «Il giocatore è stato già sospeso e ho già avviato un’indagine interna per capire come è stato possibile che la maglia con quella scritta sia finita in panchina», ha detto il presidente del Cosenza Eugenio Guarasci.
«IGNOBILE»– La vicenda ha scatenato l’ira del Coisp Calabria, il sindacato indipendente di polizia. «È ignobile e non trova riscontri nel calcio giocato il gesto del calciatore del Cosenza che oggi ha esibito una maglietta di solidarietà a Speziale, festeggiando un gol fatto», ha detto il segretario del Coisp Calabria Giuseppe Brugnano. Che ha aggiunto: «Facciamo appello ai veri tifosi, a cominciare da quelli del Cosenza a prendere le distanze da questo gesto, anche non entrando allo stadio domenica prossima in occasione della gara casalinga». Il Coisp Calabria ha chiesto inoltre l’intervento della Figc affinché la società sia punita con una «pena esemplare, oltre che con la perdita della partita a tavolino».
L’attaccante della squadra Nuova Cosenza Pietro Arcidiacono, festeggia il gol contro la Sambiese indossando una maglietta con la scritta ‘Speziale innocente’ (Ansa)
L’autore del gesto ha detto di aver voluto solidarizzare con Speziale perché suo amico: i due si conoscono da molto tempo e abitano nella stessa borgata, a Catania. Quello dell’attaccante è stato un gesto certamente provocatorio che pesa comunque in questi momenti di tensione che vedono la polizia in prima linea a contrastare la violenza nelle piazze italiane. Il calciatore ha riferito che la maglietta con la scritta «Speziale è innocente» gli è stata fornita dal fratello Salvatore, anche lui giocatore del Cosenza, rimasto in panchina. È stato proprio Salvatore, dopo il gol ad alzarsi dalla panchina per porgere la maglia bianca al fratello Pietro che l’ha mostrata al pubblico. Una scena ripresa dalle telecamere di Rai Sport che stava trasmettendo la partita in diretta.
Carlo Macrì @corriere.it
18 novembre 2012 | Categories: catania, pictures | Lascia un commento
Omicidio Raciti, condanne definitive
arrestati gli ultras Speziale e Micale
I due sono stati arrestati dalla squadra mobile di Catania. Il legale di Speziale, Giuseppe Lipera: “La giustizia in Italia non esiste più, ma la verità sì, e noi lotteremo per farla trionfare”. L’ultras accusato dell’omicidio condannato a otto anni, il complice a undici anni. La vedova: “Una ferita ancora aperta”
CATANIA – La Cassazione ha reso definitiva la condanna a 8 anni di reclusione per Antonino Speziale in relazione all’omicidio dell’ispettore di polizia Filippo Raciti morto il 2 febbraio 2007 in conseguenza delle ferite riportate nel corso degli scontri durante la partita Catania-Palermo. La quinta sezione penale, inoltre, ha dichiarato inammissibile anche il ricorso dell’altro ultras del Catania, Daniele Micale, per il quale diventa così definitiva la condanna a 11 anni di reclusione per il concorso nell’omicidio di Raciti e resistenza a pubblico ufficiale. In sostanza, è stata così convalidata la sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Catania del 21 dicembre 2011. I due sono stati arrestati in serata dagli agenti della squadra mobile di Catania.
LEGGI / Omicidio Raciti, otto anni a Speziale
La Cassazione ha condannato l’ultras Daniele Micale, all’epoca dei fatti già maggiorenne contrariamente ad Antonino Speziale, a risarcire i familiari dell’ispettore con 9.000 euro. 4.200 euro, invece, è il risarcimento stabilito ai danni di Micale nei confronti del Viminale e di palazzo Chigi che si sono costituiti parte civile nel processo.
“Antonino Speziale si sta comportando da uomo vero, e sta per andare alla squadra mobile della questura di Catania per costitursi” annuncia il suo legale, l’avvocato Giuseppe Lipera. “E’ chiaro che la giustizia in Italia non esiste più, ma la verità sì, e noi lotteremo per farla trionfare”, aggiunge Lipera commentando la sentenza della Cassazione. Il penalista torna a riproporre l’ipotesi del “fuoco amico”: che l’ispettore sia stato ferito da un veicolo delle forze dell’ordine.
LEGGI / Condannato Micale a undici anni
“L’autista del Discovery della polizia – ribadisce Lipera – ha fatto a dibattimento dichiarazioni diverse e contrarie a quelle rese nell’immediatezza delle indagini per ben due volte alla squadra mobile di Catania”. “Il mio cliente – annuncia il legale – intende presentare denuncia per falsa testimonianza e sulla base di questa circostanza che non potrà non essere accertata presenteremo immediata istanza per la revisione del processo”.
LEGGI / Speziale allo stadio malgrado il Daspo
La vedova dell’ispettore Raciti si dice intanto “ancora profondamente provata” per il riacutizzarti di una ferita che si deve ancora rimarginare. Lo ha riferito il legale di Marisa Grasso, l’avvocato Enrico Trantino, entrambi presenti all’udienza in Cassazione. “Spero che adesso, con questa parola definitiva – aggiunge il penalista – cessino gli echi delle polemiche e tutto quel rumore molesto che ha offeso ancor di più la memoria di Filippo Raciti”.
14 novembre 2012 | Categories: catania, giustizia???, repubblica.it | Lascia un commento
Ancora anni di Daspo
Caso Raciti: altri due anni di daspo
a Speziale, ricorso il 2 ottobre
Catania, 8 set. – (Adnkronos) – Il 2 ottobre prossimo, davanti al Tribunale per i minorenni di Catania in qualita’ di giudice per l’esecuzione, si terra’ l’udienza per l’opposizione proposta da Antonino Speziale contro gli altri due anni di Divieto di accesso a manifestazioni sportive, comminatagli come pena accessoria nella condanna a 8 anni per l’omicidio preterintenzionale dell’ispettore capo della polizia di Stato Filippo Raciti. Contro la sentenza di condanna e’ pendente ricorso in Cassazione. Per gli scontri intorno lo stadio Massimino del 2 febbraio del 2007, il giovane aveva gia’ scontato cinque anni di Daspo, disposti dal Questore. Il legale di Speziale, Giuseppe Lipera, ritiene ”ingiusto quest’ennesimo provvedimento coercitivo”. ”Vero’ e’ Speziale partecipo’ ai tafferugli dello stadio Massimino – aggiunge il legale – ma per quei fatti ha espiato la pena e per cinque anni non e’ potuto andare allo stadio. Questo ulteriore provvedimento – conclude Lipera – appare ingiusto, ingiustificato ed immeritato”.
10 settembre 2012 | Categories: abusi di potere, catania, repubblica.it | Lascia un commento