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Timestamp: 2020-07-14 14:07:42+00:00
Document Index: 113018019

Matched Legal Cases: ['art. 380', 'sentenza ', 'art. 348', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 3650 del 10/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3650 del 10/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 10/02/2017, (ud. 17/11/2016, dep.10/02/2017), n. 3650
sul ricorso 24087-2015 proposto da:
IMMOBILIARE GIMMAR SRL, elettivamente domiciliato in ROMA, C.SO
TRIESTE 85, presso lo studio dell’avvocato TIZIANA AJELLO, che lo
rappresenta e difende unitamente all’avvocato VALENTINA PAOLUCCI;
C.M., rappresentato e difeso dagli avvocati Angelo Sandrini,
Marco Caruso e Beatrice Iaboni, con domicilio eletto nello studio
degli ultimi due in Roma, via delle Carrozze, n. 44;
Ritenuto che il consigliere designato ha depositato, in data 21 luglio 2016, la seguente relazione ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c.:
“Il Tribunale di Monza, con sentenza in data 25 marzo 2014, ha accolto la domanda di C.M. e ha condannato la Immobiliare Gimmar, il Condominio (OMISSIS) e i condomini dello stabile a provvedere all’arretramento del muro di contenimento costruito, in violazione delle distanze, in Comune di (OMISSIS), a confine tra le particelle catastali nn. (OMISSIS) NCEU.
La Corte d’appello di Milano, con ordinanza in data 3 marzo 2015, ha dichiarato inammissibile ex art. 348-ter c.p.c. l’appello dell’Immobiliare Gimmar, avendo rilevato che i motivi di gravame non avevano una ragionevole probabilità di accoglimento.
Avverso la sentenza del Tribunale, l’Immobiliare ha proposto ricorso, con atto notificato il 5-8 ottobre 2015.
Il C. e il Condominio con i condomini hanno resistito con separati atti di controricorso.
Nella specie, a fronte della comunicazione dell’ordinanza della Corte d’appello avvenuta telematicamente il 3 marzo 2015, il ricorso per cassazione avverso la sentenza del Tribunale è stato avviato alla notifica soltanto il 5 ottobre 2015, una volta scaduto il termine di sessanta giorni decorrente dal 3 marzo 2015.
che le spese, liquidate come da dispositivo, seguono la soccombenza; che poichè il ricorso è stato proposto successivamente al 30 gennaio 2013 ed è dichiarato inammissibile, sussistono le condizioni per dare atto – ai sensi della L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge di stabilità 2013), che ha aggiunto il comma 1-quater al testo unico di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13 – della sussistenza dell’obbligo di versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione dichiarata inammissibile.
La Corte dichiara il ricorso inammissibile e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali sostenute dai controricorrenti, che liquida, per C.M., in complessivi Euro 2.700, di cui Euro 2.500 per compensi, oltre a spese generali e ad accessori di legge, e, per il Condominio (OMISSIS) ed altri, in complessivi Euro 2.700, di cui Euro 2.500 per compensi, oltre a spese generali e ad accessori di legge.