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Timestamp: 2020-08-11 06:18:56+00:00
Document Index: 128501734

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 1', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'art. 8', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ']

Newsletter Diritto del Lavoro: novembre 2019
Tribunale di Firenze 4 giugno 2019
CONTRATTAZIONE DI PROSSIMITÀ (ART. 8 DEL D.L. 138/2011)
L'art. 8 del D.L. 138/2011 che disciplina i contratti di prossimità è una norma di carattere eccezionale. Pertanto, l'accordo di prossimità deve specificamente indicare gli elementi di fatto che giustificano le deroghe alle disposizioni legislative. Se il datore di lavoro, in esecuzione del contratto di prossimità, applica al prestatore di lavoro un livello di inquadramento contrattuale inferiore rispetto a quello standard, deve dimostrare la sussistenza di circostanze di fatto che giustifichino la deroga.
Tribunale di Firenze 16 maggio 2019
ORARIO DI LAVORO E TEMPO DI VESTIZIONE E SVESTIZIONE
Il tempo impiegato dal prestatore di lavoro per compiere le operazioni di vestizione e svestizione dell'uniforme di servizio, può essere considerato come orario di lavoro ai sensi dell'art. 1 comma 2 D.Lgs. 66/2003 soltanto se tali operazioni sono eterodirette da parte del datore di lavoro.
Cass. Sez. lav. 7 agosto 2019, n. 2158
CESSIONE ILLEGITTIMA DI RAMO DI AZIENDA E PAGAMENTO RETRIBUZIONE
In caso di cessione illegittima, l’obbligo dell’azienda cedente di pagare la retribuzione al lavoratore che abbia offerto la prestazione, non può considerarsi, in tutto o in parte, estinta per il pagamento della retribuzione da parte dell’impresa destinataria della cessione che abbia utilizzato la prestazione del lavoratore dopo che quest’ultimo ha messo a disposizione le sue energie lavorative in favore dell’alienante.
Cass. Sez. lav. 22 luglio 2019, n. 19660
ACCORDO DI PROSSIMITÀ SULL’INDENNITÀ DI MANCATO PREAVVISO
E’ pienamente legittimo un accordo di prossimità, sottoscritto ex art. 8 DL 138/2011 convertito in L. 148/2011, ove le parti, al fine di ridurre le conseguenze negative della crisi aziendale (obiettivo di scopo, previsto dal comma 1 della norma) con effetti negativi sui livelli occupazionali, deliberano la rinuncia al pagamento della indennità di mancato preavviso ai lavoratori licenziati.
Cass. Sez. lav. 20 agosto 2019, n. 21537
RISPETTO DEL CCNL ANCHE SE SI ESCE DALL’ASSOCIAZIONE
L’uscire, da parte di un’azienda, dalla propria Associazione datoriale (nel caso di specie Confindustria), non fa venir meno la valenza del contratto collettivo applicato se non alla sua naturale scadenza. I giudici della Suprema Corte hanno evidenziato come l’efficacia vincolante del CCNL va oltre la permanenza del vincolo associativo. La facoltà di recedere spetta soltanto alle associazioni sindacali e datoriali che hanno siglato l’accordo e non anche alle singole aziende, se non alla scadenza del contratto stesso.
Cass. Sez. Lav. 24 giugno 2019, n. 16834
In tema di licenziamento collettivo per riduzione di personale, qualora il progetto di ristrutturazione aziendale si riferisca in modo esclusivo a un’unità produttiva o a uno specifico settore dell'azienda, la platea dei lavoratori interessati può essere limitata agli addetti a tale settore solo in conformità a oggettive esigenze aziendali connesse al progetto di ristrutturazione. Peraltro, non può essere ritenuta legittima la scelta di lavoratori solo perché impiegati nel reparto operativo soppresso o ridotto, trascurando il possesso da parte di questi di professionalità equivalenti a quella degli addetti ad altre unità produttive.
Cass. Sez. Lav. 12 giugno 2019, n. 15761
In tema di responsabilità civile, nella verifica del nesso causale vige - a differenza del processo penale, ove vale il principio del meccanismo processuale del cd. "oltre ragionevole dubbio"-, la regola della preponderanza dell'evidenza o del "più probabile che non", da verificarsi in virtù della cosiddetta "probabilità logica", nell'ambito degli elementi di conferma e, nel contempo, nell'esclusione di quelli alternativi, disponibili in relazione al caso concreto.
Cass. Sez. lav., 10 luglio 2019, n. 18556
LICENZIAMENTO PER INIDONEITÀ
La Cassazione ha affermato la legittimità di un licenziamento per inidoneità fisica ad alcune condizioni: 1) che non vi siano altre posizioni nell’organizzazione aziendale ove utilizzare il dipendente; 2) che, pur a fronte di una nuova organizzazione astrattamente possibile con una modifica della organizzazione aziendale, quest’ultima risulti gravosa per il datore di lavoro sotto l’aspetto finanziario; 3) che la nuova organizzazione sia di pregiudizio alle posizioni di altri lavoratori.
Un ringraziamento al socio Donato Lorusso per il contributo alla presente newsletter.