Source: http://www.dotguitar.it/zine/approfondimenti2/corcella_autore3.html
Timestamp: 2017-04-24 19:15:32+00:00
Document Index: 3667132

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 21', 'art. 142', 'art. 1', 'art. 24', 'art. 21', 'art. 20', 'art. 2582', 'art. 2577', 'art. 25', 'art. 26']

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2.Diritti morali e diritti patrimoniali
La legislazione sul diritto d’autore è nata con l’intento di tutelare gli autori e le loro opere, come frutto del loro ingegno e di regolarne quindi lo sfruttamento economico. Anche la Costituzione Italiana, pur non contenendo alcuna disposizione specifica nell’ambito musicale, tutela l’autore alla stregua di qualsiasi altro lavoratore nell’art. 35 comma 1, rilevando che “La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni”
In Italia, come già anticipato, la legge di riferimento in questo settore è la Legge sul Diritto d’Autore del 22 aprile 1941 n. 633 che recita:
“Sono protette ai sensi di questa legge le opere dell’ingegno di carattere creativo che
appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro
ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione.”6
La tutela offerta dal legislatore consiste nel riconoscere all’autore un diritto morale e un diritto patrimoniale sulla propria creazione. Il diritto morale è la pretesa ad essere riconosciuto ideatore dell’opera; si acquista a titolo originario, poiché non deriva all’autore da nessun altro soggetto; è assoluto, nel senso che può essere fatto valere nei confronti di chiunque; è inalienabile, perché indissolubilmente legato alla persona dell’autore ed è, infine, imprescrittibile, in quanto non si estingue per non uso nel tempo. Con il riconoscimento del diritto morale il legislatore ha inteso tutelare la personalità dell’autore e al contempo il prodotto della sua creatività. Il legislatore indica inoltre le seguenti facoltà e pretese, a contenuto non patrimoniale, come espressione del diritto morale:7
diritto di inedito: l’autore, in quanto soggetto libero di manifestare o non manifestare il proprio pensiero ai sensi dell’art. 21 della Costituzione, ha la facoltà di decidere, in assoluta libertà, se e quando pubblicare l’opera. L’eventuale volontà di mantenerla inedita, risultante da atto scritto o in qualunque altro modo, deve essere rispettata anche dopo la sua morte, e può esser fatta valere dai suoi eredi;8
diritto di anonimato: l’autore può decidere di non rivelarsi come creatore dell’opera, lasciando che i terzi fruiscano di un’opera anonima. Egli potrà rivelarsi in un momento successivo, se e quando lo riterrà opportuno, poiché il diritto morale, come in precedenza affermato, è imprescrittibile. Egli potrà altresì, in caso di contestazione, far conoscere in giudizio la sua qualità di autore;9
diritto di identificazione: l’autore può scegliere di firmare l’opera con il suo vero nome o di utilizzare al suo posto un nome diverso, anche di fantasia e comunque di sua scelta, ponendo i terzi di fronte ad un’opera pseudonima. L’autore ha comunque la facoltà di rivelare la sua vera identità in qualunque momento;
diritto alla paternità dell’opera: se da un lato l’autore ha la pretesa di essere pubblicamente indicato e riconosciuto come creatore dell’opera impedendo che altri ne assuma la paternità, dall’altro ha la pretesa a non vedersi attribuita un’opera non propria, o comunque modificata rispetto a quella creata. Attraverso la tutela della paternità dell’opera il legislatore ha inteso tutelare una molteplicità di altri diritti della personalità che fanno capo a tutti i soggetti, quali il diritto all’onore, al nome, alla reputazione artistica e all’identità della persona. Il diritto alla paternità assurge così a tale importanza che il legislatore ne ha previsto la sua tutela anche dopo la morte dell’autore, ad opera dei congiunti più prossimi. L’usurpazione della paternità dell’opera configura la fattispecie tipica del reato di plagio e pertanto l’usurpatore è perseguibile penalmente;10
diritto all’integrità dell’opera: poiché l’autore viene giudicato dal pubblico per l’opera originaria, così come l’ha creata, egli può «opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione o altra modificazione, e ad ogni atto a danno dell’opera stessa che possano essere di pregiudizio al suo onore e alla sua reputazione». Egli conserva tale facoltà anche dopo avere eventualmente ceduto il diritto di utilizzazione economica dell’opera, anche se, nella pratica, a volte, diventa difficile tutelare effettivamente la sua posizione. Il legislatore precisa che «l’autore che abbia conosciute ed accettate le modificazioni della propria opera non è più ammesso ad agire per impedirne l’esecuzione o per chiederne la soppressione». Il problema della violazione dell’integrità dell’opera si pone seriamente e assai frequentemente riguardo alle interruzioni televisive dei film a causa degli inserimenti pubblicitari;
diritto di ritirare l’opera dal commercio: tale facoltà, derivante all’autore da un’espressa disposizione contenuta nel codice civile,11 oltre che dall’art. 142 LDA, è definita anche diritto di pentimento, e consiste nella possibilità per l’autore di ripensare alla scelta, in precedenza fatta, di pubblicare l’opera, con conseguente facoltà di pretenderne il ritiro dal commercio. Tale esigenza dell’autore, senz’altro da riconoscere meritevole di tutela, potrebbe tuttavia arrecare danno alla posizione di chi ha contrattato con l’autore per riprodurre, diffondere, eseguire, rappresentare o mettere in commercio l’opera; questo il motivo per cui il legislatore ha circoscritto la possibilità di esercitare il diritto alla sussistenza di un valido motivo che possa giustificare il ripensamento. Il diritto patrimoniale è la facoltà riconosciuta in esclusiva all’autore, in quanto creatore dell’opera, di sfruttarla economicamente, e cioè di “[…]pubblicare l’opera e di utilizzarla economicamente in ogni forma e modo, nei limiti e per gli effetti fissati dalla legge.”12 Piuttosto raramente l’autore riesce a sfruttare direttamente il frutto del suo ingegno a causa della carenza o insufficienza di disponibilità economiche e di mezzi; accade pertanto che trasferisca frequentemente a terzi, generalmente verso il pagamento di un corrispettivo, il proprio diritto di sfruttamento economico dell’opera. Il diritto patrimoniale d’autore si connota, pertanto, come diritto trasmissibile, sia per atto tra vivi sia mortis causa, e a contenuto patrimoniale, in quanto alla sua cessione è strettamente collegato un compenso sottoforma di diritti d’autore e royalties. La facoltà di disporre circa lo sfruttamento economico dell’opera è riconosciuta in capo all’autore e ai suoi aventi causa per un periodo di tempo limitato, indicato dal legislatore in settanta anni dalla morte dell’autore, nel senso che, trascorso tale termine, chiunque è libero di sfruttare economicamente l’opera ormai diventata di pubblico dominio.13 In virtù di questo principio, a scanso di equivoci derivanti da ambiguità normative, riguardanti in particolar modo la SIAE, è bene che il musicista sappia che è assolutamente libera l’esecuzione, ad esempio, di autori antichi come Bach o Mozart, non essendo tutelati sia per mancanza di normativa ad hoc nella loro epoca sia per chiara decorrenza dei settant’anni dalla morte. Il legislatore inoltre precisa che, nell’opera in comunione caratterizzata dalla presenza di più autori, e nelle opere «drammatico - musicali, coreografiche e pantomimiche, la durata dei diritti di utilizzazione economica spettanti a ciascuno dei coautori o dei collaboratori si determina sulla vita del coautore che muore per ultimo».14
6. LDA, art. 1, c. 1
7. ANNA POPPI, “Legislazione dello spettacolo dal vivo”, Edizioni giuridiche Simone, pag. 52
8. LDA, art. 24, c. 1 «Il diritto di pubblicare le opere inedite spetta agli eredi dell’autore o ai legatari delle opere
stesse, salvo che l’autore abbia espressamente vietata la pubblicazione o l’abbia affidata ad altri.» .
9. LDA, art. 21: «1. L’autore di un’opera anonima e pseudonima ha sempre il diritto di rivelarsi e di far conoscere
in giudizio la sua qualità di autore. 2. Nonostante qualunque precedente patto contrario, gli aventi causa dell’autore che si sia rivelato ne dovranno indicare il nome nelle pubblicazioni, riproduzioni, trascrizioni, esecuzioni, rappresentazioni, recitazioni e diffusioni o in qualsiasi altra forma di manifestazione o annuncio al pubblico.». 10. LDA, art. 20 c. 1: «Indipendentemente dai diritti esclusivi di utilizzazione economica dell’opera, previsti nelle disposizioni della sezione precedente, ed anche dopo la cessione dei diritti stessi, l’autore conserva il diritto di
rivendicare la paternità dell’opera e di opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione od altra modificazione, ed
a ogni atto a danno dell’opera stessa, che possano essere di pregiudizio al suo onore o alla sua reputazione.».
11. Codice Civile, art. 2582 «Ritiro dell’opera dal commercio. L’autore, qualora concorrano gravi ragioni morali, ha diritto di ritirare l’opera dal commercio, salvo l’obbligo di indennizzare coloro che hanno acquistato i diritti di riprodurre, diffondere, eseguire, rappresentare o mettere in commercio l’opera medesima. Questo diritto è personale e intrasmissibile.».
12.Codice civile, art. 2577, c.1.
13. LDA, art. 25: «I diritti di utilizzazione economica dell’opera durano tutta la vita dell’autore e sino al termine
del settantesimo anno solare dopo la sua morte.».
14. LDA, art. 26, c. 1.