Source: https://www.invalidi-disabili.it/2012/01/il-ricorso-giudiziale-contro-il-verbale-della-commissione-medica-asl/
Timestamp: 2019-09-19 17:34:18+00:00
Document Index: 127296008

Matched Legal Cases: ['art. 42', 'art.42', 'sentenza ', 'art. 20', 'sentenza ', 'art. 3', 'art 3', 'art 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art.3', 'art. 3', 'art.3', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 3', 'art. 33', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 33', 'art. 33', 'sentenza ', 'art. 445', 'art 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.3', 'art. 3', 'art 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.3', 'art 3', 'art 11', 'sentenza ', 'art 59', 'art.3', 'art.3']

Il ricorso giudiziale contro il verbale della commissione medica Asl - Invalidi & Disabili
Il ricorso giudiziale contro il verbale della commissione medica Asl. La persona che dopo aver presentato domanda volta all’accertamento dell’invalidità civile o dello stato di handicap, non ritenga il giudizio emesso nel verbale dalla Commissione medica Asl idoneo, può presentare unicamente un ricorso giudiziale.
Il ricorso va presentato con l’assistenza di un legale e va proposto al giudice ordinarioin funzione di giudice del lavoro. Il Tribunale competente per territorio è quello di residenza del ricorrente nel momento del deposito del ricorso.
La fase giudiziale è la parte conclusiva del procedimento di accertamento dell’invalidità civile, di cui la parte iniziale è costituita dal procedimento amministrativo e, in caso di esito negativo di questo la legge prevede il ricorso al giudice ordinario.
L’art. 42 della legge n.326 del 2003, entrato in vigore il 1°gennaio 2005, ha eliminato la possibilità di presentare ricorsi amministrativi contro i verbali emessi dalle Commissioni Asl di accertamento dell’invalidità civile e dell’handicap. Pertanto, a partire da gennaio 2005 i ricorsi si propongono esclusivamente al giudice ordinario.
Il ricorso giudiziale va presentato entro 6 mesi dalla data di comunicazione all’interessato del verbale che s’intende impugnare. Il verbale viene solitamente notificato per posta.
Coloro che nel 2011 abbiano un reddito complessivo familiare che non supera 10.628,16 euro , possono chiedere l’ammissione al gratuito patrocinio, ossia a spese dello Stato.
Per ottenere il gratuito patrocinio, l’ interessato deve presentare una richiesta al consiglio dell’Ordine degli Avvocati, presso il giudice competente.
La legge n. 326 del 2003, all’art.42, ha previsto una novità: il ricorrente che soccombe in giudizio può essere condannato al pagamento delle spese processuali ad eccezione che risulti titolare di un reddito non superiore a due volte il reddito previsto per poter usufruire del gratuito patrocinio. Quindi, nell’ipotesi in cui non venga superato il limite di reddito l’interessato formula apposita dichiarazione sostitutiva di certificazione nell’atto introduttivo del ricorso.
Permane, come era previsto prima della legge 326/2003, la possibilità alla condanna alle spese per lite temeraria anche per coloro che non superano il limite di reddito.
La sentenza giudiziale sostituisce a tutti gli effetti il verbale di visita della Commissione medica e può essere quindi prodotta a qualsivoglia ufficio pubblico.
Il D.L. n.78 del 2009 all’art. 20, ha introdotto sia misure di innovazione e semplificazione nel processo di presentazione e riconoscimento dello stato di invalidità civile, cecità civile, sordomutismo, handicap, entrate in vigore dal 1°gennaio 2010, sia modifiche per ciò che concerne la legittimazione passiva nei procedimenti giurisdizionali in materia di invalidità.
Nello specifico non è più prevista la necessità della notifica degli atti introduttivi dei giudizi agli uffici dell’Avvocatura dello Stato, né è più considerato litisconsorte necessario nel giudizio il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Di conseguenza, i ricorsi andranno notificati solo all’Inps presso le sue sedi provinciali. Inoltre, limitatamente al giudizio di primo grado, l’Inps è rappresentato e difeso direttamente dai propri dipendenti.
Il ricorso giudiziale contro il verbale della commissione medica Asl deve contenere la richiesta di un determinato grado di invalidità civile ed il conseguente riconoscimento del diritto assistenziale (beneficio economico o altro tipo di beneficio) di cui intende avvalersi il richiedente. Al ricorso vanno allegate:
-copia del verbale di cui si chiede la modifica della valutazione;
– la documentazione medica che dimostri la condizione di salute del ricorrente;
– la documentazione reddituale del ricorrente, nonché quella dei familiari conviventi qualora si voglia ottenere l’esenzione dalla condanna alle spese legali; tale dichiarazione va inserita nel ricorso e richiamata nelle conclusioni, a pena di nullità del ricorso stesso;
– la documentazione attestante il possesso degli altri requisiti non sanitari e non reddituali del diritto assistenziale invocato.
Morte del ricorrente
In caso di morte del ricorrente durante il processo, gli eredi possono costituirsi in prosecuzione e continuare il procedimento giudiziario, nonché proporre appello e ricorso in Cassazione. Gli eredi possono anche azionare il ricorso se l’invalido o il disabile sia deceduto dopo l’effettuazione della visita davanti alla Commissione medica competente.
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Teodoro Ienna
5 Settembre 2013 at 19:10
Ero in possesso dei benefici della legge104 in quando Dializzato, dopo aver fatto il trapianto di rene mi hanno chiamato a verifica, per scadenza termini. Due giorni fa mi è pervenuto verbale inps nel quale: pur riconoscendomi la 104, mi hanno tolto lo stato di gravità, fregandosene di tutta l’altra documentazione presentata, di patologie nel frattempo intervenute. Ho presentato subito ricorso , nel frattempo della pronuncia Legale; posso continuare a utilizzare i benefici di prima?. Grazie!.
Purtroppo deve attende l’esito del ricorso. Solo se questo è positivo potrà nuovamente godere delle agevolazioni previste per lo stato di gravità
lamberto perucci
giorno Avvocato nel 2013 il giudice del lavoro mi ha dato ragione contro l’inps a riguardo lindennita di accompagno volevo sapere i tempi di durata della decisione del giudice se erano di 4 anni per poi riandare a visita di controllo o e definitiva la misura presa dal giudice .
Gentile sig. Lamberto, se la sentenza del giudice non ha previsto una data di revisione non verrà richiamato a meno che l’Inps non disponga una visita straordinaria. Saluti
5 Gennaio 2014 at 08:31
2 bypass coronarici nel 2009,2 stents successivamente, più certificazione attestante forma grave di artrite e artrosi attestata da reumatologo, ortopedico, fisiatra determinano , nel 2010 Invalidità 100/100 + l. 104 art. 3 comma 3. Confermato il tutto nel 2012. nel 2013 miracolo , art 3 comma 1 . . Ripropongo la domanda : di nuovo art 3 comma 1 . Sono guarito nonostante le minuziose e particolareggiate documentazioni specialistiche dica chiaramente il contrario ? c osa posso fare ? Grazie .
Giovanni Emiliano Cherillo
10 Aprile 2014 at 09:29
Buongiorno avvocato, volevo porle un quisito, ho avuto un incidente stradale in itinere mentre mi recavo al lavoro e dal pronto soccorso ho avuto 7 giorni di prognosi per distrazione rachide cervicale. 4 giorni dopo sono stato convocato in ospedale per un intervento programmato per una apertura canale carpale alla mano destra. Ho sempre inviato certificatimmedici INAIL durante l’infortunio fino a quando un bel giorno INAIL per via del intervento ha convalidato solo i primi 3 giorni di infortunio e successivamente inviato il proseguo a competenza INPS. Sono stato licenziato dalla mia azienda per superamento limite di comporto. Come posso impugnare tale provvedimento contro INPS che a loro volta si sono fatti carico dei giorni di malattia derivanti da distrazione rachide cervicale definendoli come malattia comune?? La prego, cordiali saluti
Gabriele Zuccati
22 Maggio 2014 at 12:58
Buon giorno, il mio caso è un caso un po strano , le narro brevemente la mia vicenda e poi pongo una semplice domanda :
All’età di 2 anni mi fu appllicato il divarcatore di anche perchè secondo i dott necessitavo di quell ‘apparecchio per correggere la tendenza anomala delle mie anche , all’età di 14 anni fui operato per ben due volte all’osso del femore per una rara patologia chimata epifisiolisi che in fase di sviluppo tende a far fuoriuscire la testa del famore dall’anca , all’ età di 17 INPS sotto commissione mi riconobbe senza alcun dubbio un invalidità permanete del 50 % , come lei sa bene con il 50% non si percepisce nulla , infatti non ho mai percepito nulla di pensione , alla visita militare fui esonerato per causa della mia invalidità , e preclusa ogni possibilità di entrare in polizia o carabinieri , per cui all’età di 19 anni trovai lavoro come operaio in una fabbrica metalmeccanica tramite categorie protette , dove svolgevo le stesse mansioni che svolegevano le persone normali , e così via in tutti gli altri posti che ho trovato , spesso e volentieri venivo trattato dai miei datori di lavoro peggio che le persone normali , e svolgevo mansioni ancor più pesanti e umilianti ….Lo dico senza ipocrisia sono stato più discriminato che aiutato per l’invalidità che avevo , un 50% pone un essere umano in una posizione scomoda , si viene trattati peggio di uno sano ……Oggi 21 maggio 2014 , sono a casa dal lavoro dal 2004 circa quando la ditta in cui stavo lavorando è fallita , in questi 10 ho trovato solo una fabbrica che mi ha fatto un contratto di 6 mesi e poi a scadenza non mi ha rinnovato il contratto , per il resto ho dovuto arrangiarmi a lavorare in nero accontentandomi delle briciole per 10 lunghi anni ……nel ottobre 2012 mi arriva una lettera dall’inps , mi ritrovo convocato nella sede inps di Mantova in una stanza ovale con due medici legali che mi visitano e stabilicono tramite una sentenza quasi immediata che mi arriva in posta qualche giorno dopo che non sono più invalido al 50% ma al 40% per cui non più invalido …..Tramite patronato vengo consigliato di fare nuova richiesta faccio tutte le carte vado dall’otopedico faccio una nuova visita e mi vado di nuovo in commissione questa volta all’asl per vedere se era possibile avere una nuova sentenza , ma nulla da fare secondo alle tabelle attuali io sono invalido addirittura 1/3 , 1/3 se non ho capito male mi corregga se sbaglio non è nemmeno il 40% ma il 33,3 …..
Morale della favola nell’anno 2013 ho avuto ben 3 offerte di lavoro come categoria protetta ed io non ero più categoria protetta , sono a casa dal lavoro da 10 , non ho mai percepito una lira dallo stato e dall’inps per il 50% che mi portavo fi dall’età di 17 anni , ho dovuto rinunciare a far cariera militare ed altri tipi di cariera che avrei potuto fare se non fossi stato marchiato come invalido , ho avuto solo discriminazioni in un periodo dove il lavoro lo si trovava anche senza essere nelle categorie protette , ed ora che sono a terra all’età di 42 da 10 anni senza lavoro mi viene tolta anche questa miserabile possibilità ???!!! Se oggi le tabelle sono cambiate e vengono ritenute logiche giuste e corrette , vuol dire che prima le tabelle erano SBAGLIATE OK ??? perchè mai questo errore lo devo pagare io ???? se non sono invalido va benissimo , però il danno l’ho subito , chi paga questo danno ??? io ??? c’è una possibilità di impugnare questo argomento e protarlo avanti ????
30 Dicembre 2015 at 20:36
Salve Sig. Gabriele sono un ragazzo di 18 anni con la sua stessa patologia, e sono nel suo stesso problema ma ancora peggio dato che ora non c’è lavoro ed o studiato come cuoco ma credo che questo mestiere influisca nella mia patologia. Volevo chiederle se a lei a mai dato dolori lavorare in fabbrica, oppure è solo a me che da male? Spero mi risponda perché sono in mezzo ad un alto mare e non so più che cosa fare nella mia vita senza aggravare le gambe 😔. Grazie in anticipo cordiali saluti.
11 Giugno 2014 at 05:11
Salve avv. vorrei chiederle un parere a riguardo un procedimento civile contro INPS riguardo la legge 222 del 12 giugno 1984 poi modificata richiesta di contributo di invalidità civile dopo un ricorso fatto contro INPS il giudice nomina un CTU questo mi riconosce l’invalidità e condanna l’INPS a corrispondermi l’assegno l’INPS appella la sentenza il giudice di appello nomina un CTU questa dice che non sussiste il requisito ma in perizia non scrive nessun n° di % d‘ invalidità e non riporta tutte le patologie allegate al fascicolo in perizia avevo chiesto al mio legale se si poteva fare una contro perizia mi rispose che provava ad allegarla al fascicolo mi sono rivolto a un medico legale e scrive le note critiche alla perizia del CTU di appello a maggio e stata emessa la sentenza e il tribunale di Catanzaro a dato ragione all’INPS vorrei sapere se posso appellare la sentenza in cassazione visto che il giudice non a tenuto conto della contro perizia presentata 4 mesi prima dell’udienza definitiva e che il CTU non scrive nessuna n° di % a mio parere sussiste una violazione di legge vorrei sapere se posso impugnare ricorrere in cassazione le premetto che il mio legale e stato nominato dal patronato se non mi sarei informavo io non sarei mai venuto a conoscenza della sentenza che e stata fatta il 5/6/ 2014 le chiedo anche se ci sono i presupposti posso usufruire del gratuito patrocinio non superando il reddito e nelle eventualità se non può seguirmi il vostro studio può indicarmi qualche suo collega che opera nella mia città Cosenza, in attesa di una sua risposta le auguro una buona giornata e distinti saluti.
Salve avv. vorrei chiederle un parere, mio nonno ha ottenuto nel 2010 dopo aver effettuato un ricorso, l’assegno di accompagnamento e i benefici della legge 104/92 Comm.3 art 3 definendolo persona con handicap con connotazione di gravità. In questi giorni sono andato in varie concessionarie per usufruire dell’iva agevolata ma mi hanno detto che la sentenza del giudice non è un documento valido. Come posso comportarmi ? A chi devo chiedere chiarimenti ?
La sentenza può essere documento utile sempre che specifichi se trattasi di soggetto con “ridotte o impedite capacità motorie permanenti” o di soggetto con
“grave” deficit permanente della deambulazione” oppure di soggetto con “patologia di tipo psichico o mentale”. In ogni caso, può chiedere all’Agenzia delle Entrate che Le specificherà se la documentazione in suo possesso debba essere o meno integrata. saluti
26 Settembre 2014 at 07:35
sono la mamma di un bambino di 7 anni che a giugno ha avuto l’esordio di dibate mellito tipo 1, quindi insulino dipendenten a vita. Ho fatto la domanda sia per ottenere la 104 che l’indennità di frequenza, come suggeritomi dalle mamme facenti parte dell’AGD Livorno Onlus alle quali è stata a tutte riconosciuta sia la 104 che l’indennità di frequenza.
Ieri mi è stato notificato il Verbale dall’INPS con cui mi viene riconosciuta la 104 art. 3 c. 1 anzichè c.3 che quindi non mi permette di beneficiare di alcuna agevolazione né in termini di permessi lavorativi nè in termini economici. Ovviamente intendo contestare tale decisione in quanto non capisco perchè agli altri si ed a me no? ed anche perché penso che mio figlio necessiti di un’assistenza continuativa e che il suo stile di vita correlato all’età sia cambiato. Io la mattina vado a scuola per controllargli la glicemia e fargli l’insulina (quindi mi assento dal lavoro) . Quando andiamo al centro diabetologico io mi assento dal lavoro per accompagnarlo, quando va in gita devo andare con lui…come mi consiglia di muovermi? Rifare domanda e sperare in una nuova commissione o agire in via giudiziaria…oppure esistono altre strade. E’ normale che situazioni identiche (minore età e diabete tipo 1) abbiano valutazioni opposte?
Salve Avvato..ho una malattua rara chiamata sclerodermia ho presentato domanda per l invalidità civile e mi hanno constatato il 50/: d invalidità. ..ho presentato l aggravamento e mi hanno confermato il 50/:. Ho ulcere digitali stazionarie per assunzioni di farmaci eseguo due volte al mese infusioni di Endoprost e tre volte a settimana fisioterapia con massaggi connettivali e scollamento del tessuto connettivo…volevo un consiglio da lei…se presento ricorso ho una percentuale per poter usufruire della pensione d invalidità civile? Grazie
30 Settembre 2014 at 20:36
gent.mo, la Tabella indicativa delle percentuali di invalidità civile prevede:
-Sclerodermia con lieve compromissione viscerale … 41% min- 50% max
-Sclerodermia con grave compromissione viscerale … 51% min- 100% max
A meno che non abbia altre patologie che possano andare ad influire sulla percentuale, il responso della commissione non potrà che essere quello suindicato.
Gentile avv.to mia madre 80enne ha vinto il ricorso per ottenere la annotazione di gravità della legge 104 /92 art 1 e 3 …ha vinto la causa in tribunale ed ora è in possesso della sentenza con codesta annitazione , io essendo figlia unica ho fatto richiesta alla mia dirigente scolastica di poter beneficiare dei 3 giorni al mese x assistenza a mia madre, ma mi è stato risposto che la sentenza non è valida ai fini giuridici per poter beneficiare dei 3 giorni , ma serve il verbale Asl, in questo caso mi sono rivolta all’Inps e mi ha risposto che la sentenza è un documento valido a tutti gli effetti e deve essere applicata la legge citata, è passato un anno ed io sempre nella stessa situazione. Cosa devo fare? Mi può dare qualche consiglio.Grazie mille
carissima monica,per avere diritto alla legge 104 ci deve essere comma3 e articolo3 e non comma3 e articolo1. distinti saluti da chi usufruisce di codesta legge! margherita.
16 Gennaio 2015 at 00:32
gentile avvocato le chiedo un parere mia madre 85 anni affetta da alzheimer ed altre patologie ha presentato domanda di accompagnamento presso la asl del luogo dove risiede. Le è stata riconosciuta la 104 ed un’invalidità del 95% . Ora intendo fare ricorso ma il problema è che mia madre è domiciliata presso la mia abitazionein una regione diversa in quanto non autosufficente .
Il quesito che le pongo se le porto la residenza a casa mia posso presentare ricorso presso il giudice ordinario della mia citta o devo rivolgermi al tribunale del luogo della asl che ha emesso il verbale<<<<<<<<' grazie in anticipo
Il Tribunale competente è quello della nuova residenza del ricorrente.
17 Marzo 2015 at 14:50
Gentile Avv.to, sono un ragazzo di 33 anni con un Linfoma di Hodgkin, sto facendo la chemioterapia in una città diversa alla mia. La commissione mi ha riconosciuto:
Ai sensi dell’art. 4 della legge 05 febbraio 1992 n.104, la Commissione Medica riconosce l’interessato:
Praticamente non mi hanno concesso l’accompagnamento. Ad una ragazza che in cura con me con la mia stessa situazione clinica, ma in un altra provincia,le hanno concesso l’accompagnamento.
Sono molto deluso. Le chiedo se posso fare ricorso?
17 Marzo 2015 at 16:05
Una recente sentenza della Cassazione del 2008 ha affermato che non viè un principio di automaticità tra la sottoposizione a cure chemioterapiche ed il riconoscimento del diritto all’indennità di accompagnamento. Per tale motivo se lei deciderà di ricorrere, e lo può fare, contro il verbale dovrà provare la necessità di assistenza per gli atti quotidiani della vita limitatamente al periodo della chemioterapia.
In che modo posso dimostrarlo?
23 Marzo 2015 at 10:19
buongiorno, mi e stata riconosciuta un’invalidità del 50% per varie patologie tra cui una neoplasia; quello che mi fa specie è che ho subito un’isterectomia a causa di uesto e non mi è stata riconusciuta la percentuale del 25% come indicato nelle loro tabelle.
Quindi Le chiedo: se dovessi presentare ricorso per ottenere anche quella percentuale rischierei in caso di rifiuto di perdere anche il 50 ? oppure quello non si può perdere in caso di giudizio?
7 Aprile 2015 at 16:13
La percentuale da lei raggiunta può essere confermata, così come può essere diminuita o aumentata a seconda di quelle che saranno le risultanze del CTU nel giudizio. Saluti
Egregio avvocato mio padre è stato riconosciuto cieco assoluto con data decorrenza non dalla data della domanda ma da quella della visita medica domiciliare. Posso fare ricorso per retrodatare l’inizio dei benefici alla data della domanda? ho documentazione medica di interventi chirurgici presso ospedali convenzionati e oculisti privati che possono certificare la cecità di mio padre già dalla data delle domanda.
La ringrazio in via anticipata.
7 Aprile 2015 at 16:14
In caso di domanda amministrativa, la prestazione decorre dal mese successivo alla presentazione della domanda e non dalla data della domanda.
Mi scusi Dottoressa forse mi sono espressa male. Volevo dirle che sul provvedimento dell’INPS c’è scritto espressamente che la data decorrenza del riconoscimento della cecità è quella della visita medica domiciliare dell’INPS, mentre invece la domanda all’INPS era stata presentata 10 mesi prima della visita.
Quindi mio padre perderebbe 10 mesi di indennità perché l’INPS espressamente indica la decorrenza del beneficio non dalla domanda ma dalla loro visita domiciliare.
Non è un problema del mese successivo alla domanda ma proprio un diverso termine di decorrenza (in questo caso mese successivo alla visita domiciliare e non mese successivo alla domanda).
In conclusione posso fare ricorso per recuperare questi dieci mesi di differenza tra la domanda e la visita medica fatta dall’INPS ? visto che per i ciechi l’indennità è maggiore e quindi vale la pena ricorrere per ottenere questa retrodatazione dalla domanda.
Grazia per la sua infinita cortesia.
Buongiorno, vorrei sapere, avendo intrapreso il ricorso giudiziario, che mi ha dato ragione pervenuto a dicembre 2017, con decorrenza aprile 2017, cortesemente vorrei sapere se i giorni di 104 che mia moglie avrebbe preso, decorrono da aprile. Si tenga presente che per accompagnarmi a visite ha dovuto barcamenarsi tra ferie e altre giustificazioni consentite. Grazie
Se il ricorso che ha intrapreso riguardava la legge 104 e il consulente ha indicato anche per essa la decorrenza è da aprile 2017, allora sì.
11 Aprile 2015 at 14:09
Buongiorno Dott.sa, innazitutto complimenti per la sua preparazione in merito.
Desideravo chiederle, avendo un mio congiunto una sentenza favorevole per il riconoscimento di gravità legge 104. Molti uffici pubblici fanno difficoltà nell’accettare la sentenza al pari di un verbale INPS…Quale’ la prassi da tenere in caso di questi rifiuti, farsi rilasciare qualcosa dall’inps o altro?
GENTILE AVVOCATO, MIA FIGLIA E’ STATA DI NUOVO RICONOSCIUTA INVALIDA 3 COMMA 3 DA RICORSO IN TRIBUNALE.IN QUESTO MOMENTO HO SOLAMENTE LA CTU CHE DICHIARA IL PROLUNGAMENTO FINO A GIUGNO 2017. FINO CHE IL GIUDICE NON EMETTE SENTENZA IO POSSO CHIEDERE ALLA MIA AZIENDA DI RIPRENDERE DI NUOVO I PERMESSI? PREMETTO CHE LA RELAZIONE DELLA CTU E’ RETROATTIVA DA FEBBRAIO 2013. LA RINGRAZIO.
9 Giugno 2015 at 09:10
Buongiorno, carissima collega, ringraziandoti anticipatamente per i tuoi preziosi consigli, ti chiedo una dritta su ricorso ATP a nome degli eredi del richiedenti che nelle more è deceduto appunto. Può agire solo uno degli eredi oppure è necessaria un’azione congiunta di tutti gli eredi legittimi per la riscossione dell’intero credito? In merito al litisconsorzio necessario ho trovato giurisprudenza recente che legittimano anche solo uno degli eredi, mentre, una pronuncia della Cassazione del 99, poi ripresa nel 2002 e 2004, in riferimento alle prestazioni previdenziali e assistenziali richiederebbe l’azione di tutti gli eredi, stante il diritto del singolo erede di agire per la sua quota…
In giudizio dovrai presentare una situazione di famiglia nella quale sono indicati gli eredi legittimi del cuius. Pertanto, se il giudizio va riassunto solo da un erede ed il Giudice rileva che non si sono costituiti gli altri eredi, sicuramente andrà a disporre l’integrazione del contraddittorio nei confronti degli altri. Io farei agire tutti gli eredi per evitare ulteriori lungaggini dovute poi alla necessità di dover predisporre ulteriori atti e notificare agli eredi non riassuntori.
22 Giugno 2015 at 07:23
buongiorno, sono un lavoratore invalido (e tutt’ora lavoro) e ho intentato una causa per mobbing, oltre alla discriminazione per handicap. può lei suggerirmi varie sentenze nelle quali si pronunciano a favore o contro i disabili? sto cercando di comprendere quale sia l’orientamento giurisprudenziale in questi casi. cercando informazioni, mi sono trovato a leggere casi contraddittori oppure fuorvianti, di altri disabili, rendendomi confuso in questa materia….
Ogni caso è un caso a se! Sicuramente il suo legale saprà come muoversi. Saluti
avv. b sera, sono nato il 29/06/1953, sono impiegato dello stato e ho una causa di servizio tab A 6° catg. vorrei sapere se posso fare un’ iatanza all’ufficio per chiedere un assegno d’invalidita’, grazie b lavoro
2 Agosto 2015 at 17:33
Sono la mamma di un bambino di 10 anni trapiantato all’età di 9 mesi. Per i primi 5 anni di vita del bambino ho goduto del l’assegno di accompagnamento e legge 104. Nel 2010 mi hanno Chiamato a revisione, confermandomi legge 104 , mi hanno revocato assegno di accompagnamento e mi hanno dato l’indennita di frequenza.
Nel mese di luglio di quest’anno mi hanno richiamato a revisione e questa volta mi hanno revocato la legge 104, in quanto secondo loro non è un portatore di handicap e l’hanno dichiarato non invalido in quanto lui non ha una patoligia invalidante, in quanto prende solo immunosoppressire. Posso fare qualcosa .
Grazie in attesa di sua cortese risposta La saluto .
2 Agosto 2015 at 17:37
Il mio bambino è uno trapiantato di fegato
salve sono affetto da schizzofrenia paranoide in trattamento mi spetta l’accompagnamento ? visto che ho trovato una sentenza della cassazione che dice INDENNITA’ DI ACCOMPAGNAMENTO: ANCHE CHI E’ IN GRADO DI COMPIERE LE COMUNI ATTIVITA’ DEL VIVERE QUOTIDIANO MA E’ AFFETTO DA UNA GRAVE PATOLOGIA DI NATURA PSICHICA HA DIRITTO AL BENEFICIO
poi avvendo dei problemmi cognitivi e un abilità inteletuale sotto la media certificata da una perizia spichiatrica fatta un spichiatra incaricato dal tribunale èper un processo penale . puo essere l’invalidità non revisionabile
2 Settembre 2015 at 21:30
devo fare un ricorso a un verbale dove sono stato dichiarato invalido al 100% ma non avente diritto all’assegno di accompagnamento .alla vista non ho presentato i fogli della sentenza dove viene dicchiarato che sofro di schizzofrenia paranoide e dei problemmi cognitivi e del deficit del inteletto dopo avermi fatto dei test , ma ho presentato solo il certificato del medico del centro salute mentale dove si parla solo di schizzofrenia paranoide in trattamento
4 Settembre 2015 at 21:36
Può presentare tutta la certificazione medica che ritiene utile allegandola al ricorso, anche quella che non ha portato alla visita. Saluti
Buonasera avvocato. Mi aiuti Lei perché tra usl patronato eccetera mi dicono cose diverse. Sono stato riconosciuto invalido 100 % e già ero stato riconosciuto in precedenza lo stato di handicap art. 3 comma 1legge 104. Ora mi hanno riconosciuto la 104 art 3 comma 3.
Sono malato, a parte le altre patologie, oncologico e già ho fatto 2 chemioembolizzazione dall’inizio dell’anno.
Che benefici ho? Premetto che nel verbale hanno messo : “deambulazione normale “. La ringrazio.
7 Settembre 2015 at 08:01
Gentilissima Avvocato Delle Side,
a mia madre, da qualche anno, era stato riconosciuto il comma 3 art. 1 della 104/92 senza più bisogno di revisione. Praticamente a vita. A seguito di istanza di aggravamento invece di avere nuove agevolazioni si è vista negare anche il diritto già acquisito declassato a comma 1 art. 3 in data 16/02/2015. Nessuno di noi (considerato che si parla “in codice” invece di parlare chiaro) e ne tanto meno i consulenti che seguono la pratica si è accorto in tempo di questo declassamento e si può opporre opposizione solo entro 6 mesi. Ormai scaduti. Studiando le varie carte ho appreso della sospensione feriale dal 1° a 31 agosto. Secondo Lei la sospensione feriale si può applicare a questo caso? Sarebbe l’ultima scialuppa di salvataggio. La ringrazio in anticipo!
9 Settembre 2015 at 13:28
La sospensione feriale non si applica in caso di atp previdenziale. Quindi, nel conteggio dei sei mesi si ha riguardo anche al mese di agosto. Saluti
usufruivo dei 3 g permesso avendo legge 104 art.3 comma 3 poi ho chiesto aggravamento invalidita per ipoacusia riconosciuta mi hanno mandato nuovo verbalw e non mi sono accorta che mi hanno tolto comma 3 son passati due anni ed ora sono in pensionw posso.fare ricorso e richiedere comna 3 sono molto preoccupata cisa puo succedermi? grazie attendo.risposta saluti
27 Ottobre 2015 at 14:33
Se non ha proposto ricorso entro 6 mesi dal ricevimento del verbale che le ha tolto il comma 3 non è più possibile far nulla. Può solo fare nuova domanda amministrativa per ottenere l’aggravamento (dall’art. 3, da comma 1 a comma 3). Il problema si pone se lei ha comunque continuato ad fruire dei 3 giorni di permesso mensile nonostante non ne avesse più diritto. Saluti
1 Novembre 2015 at 16:55
Salve Avvocato, vorrei porle 2 domande, la prima, secondo lei a che punteggio è possibile arrivare con ” diabete mellito tipo 1 scompensato complicato da neuropatia diabetica S-M diatale, piede piatto e tireopatia autoimmune” e “Grave disturbo dell’adattamento con turbe dell’emotività e della condotta” è possibile arrivare al 74%? altra cosa, se si contesta l’esito del ctu e si da inizio al vero ricorso giudiziario, a quanto ammonta il tempo per essere chiamati a visita dal secondo ctu ? ed il tempo per concludere il tutto? cioè, quando il giudice darà le sue decisioni
Buonasera a seguito di alcune problematiche ho fatto domando di invalidità dove mi è stata riconosciuta un invalidità del 60% tramite patronato ho fatto ricorso.a novembre 2016 ho fatto la visita e il ctu mi ha riconosciuto il 65%.Adesso il mio avvocato ha deciso di procedere con il ricorso giudiziario .la mia domanda è quanto tempo può passare per una nuova visita?
Salve sono la .
Mamma di un ragazzo dislessico dove e stato riconosciuta un indennità mensile al 18anno ho rifatto la visita medico legale e stata bocciata .la domanda e può un ragazzo dislessico con questo tipo di problema guarire improvvisamente e non avere più al indennità mensile? Per fare ricorso devo ridargli tutte le visite o basta una sola ?quale la più importante ? Grazie
13 Novembre 2015 at 08:40
Gentile signora, l’indennità di frequenza che era stata riconosciuta a suo figlio viene meno con il compimento del 18esimo anno di età che segna l’età limite per tale tipo di prestazione. Al raggiungimento della maggiore età occorre invece accertare se la persona abbia o meno diritto alle prestazioni erogabili ai maggiorenni che sono la pensione di inabilità e l’assegno mensile per invalidi civili parziali, ma per ottenerli occorre nel primo caso il riconoscimento del 100% e nel secondo caso almeno del 74%. Non le consiglio alcun ricorso poichè il problema della dislessia non comporta assolutamente il riconoscimento di percentuali simili. Saluti
21 Gennaio 2016 at 10:41
Salve avvocato vorrei porle una domanda sono stata operata di quadrettomia al seno 2014 con il brca2 positivo, quindi con tante visite di controllo ho fatto la revisione a settembre 2015 della 104 art.3 comma3 e mi sono stati torti i 3 giorni al mese quindi adesso art3 comma1 volevo sapere se x lei facendo ricorso riesco ad ottenerla di nuovo, oppure lasciarè perdere grazie mille
21 Gennaio 2016 at 23:25
Non posso darle un consiglio senza valutare la documentazione in suo possesso. Dipende da come e se il quadro clinico, ma anche l’impatto della patologia sul suo vivere quotidiano sia cambiato dal riconoscimento della 104 co.3 alla revisione. Saluti
Salve collega, ad una mia cliente è stata riconosciuta invalidità al 100% ma non anche l’indennità di accompagnamento. Nelle more di presentazione del ricorso atp, le sue condizioni di salute sono peggiorate (a causa di tumore) ed i familiari hanno deciso di presentare domanda di aggravamento.
A questo punto a me non conviene più presentare il ricorso atp o devo comunque presentarlo?
Laddove le venga riconosciuta la seconda richiesta, i ratei eventualmente da corrispondere inizierebbero a decorrere dal mese successivo alla presentazione dell’ aggravamento?
E per il passato, ovvero fino all’aggravamento?
Se a seguito di atp alla signora dovessere essere riconosciuto l’accompagnamento, le spetterebbero (salva diversa indicazione del ctu) gli arrerati dalla data della domanda ad oggi. Diversamente, ossia in caso di riconoscimento a seguito di presentazione di nuova domanda di aggravamento, le spetterebbero solo i ratei dalla domanda di aggravamento in poi. Spero di esserti stata utile.
Ancora l’atp non è stato da me depositato ed il mio dubbio è proprio se è il caso di presentare comunque istanza atp dopo che in via amministrativa il patronato ha presentato domanda di aggravamento.
Leggevo di sospensione della precedente domanda a seguito di nuova domanda.
Prensentando oggi istanza atp e 10 gg fa domanda di aggravamento, una delle due verrebbe sospesa?
Scusami se chiedo di nuovo aiuto a te.
3 Febbraio 2016 at 09:43
La normativa vieta di presentare nuove domande amministrative se l’iter di una precedente domanda non si è concluso del tutto. Devi valutare, insieme al cliente, l’opportunità di proseguire solo con il ricorso e quindi di abbandonare la domanda di aggravamento oppure, al contrario, di non presentare il ricorso e proseguire solo con l’aggravamento. Naturalmente tale scelta spetta solo a te ed ai tuoi clienti. Personalmente proseguirei col ricorso e lascerei stare l’aggravamento per i motivi che ti ho esplicitato nel commento precedente. Saluti
3 Agosto 2016 at 19:09
Buonasera, mi trovo nella sua stessa situazione. é stata presentata una nuova domanda amministrativa ed ora il cliente vorrebbe impugnare il primo verbale che negava l’accompagnamento. La nuova visita non è stata ancora presentata. Il mio dubbio è se è possibile proporre ATP avverso il verbale di diniego (siamo ancora nei termini) o la presentazione della nuova domanda preclude l’azione giudiziaria. Il DM 387/91 articolo 5 prevede che la mancata presentazione a visita comprota l’annullamento della domanda, quindi teoricamente potrei proporre ATP e far decadere la nuova domanda presentata. é fattibile?
3 Febbraio 2016 at 11:13
Siamo costretti a ricorrere, ad Agrigento, contro un verbale che ha ridotto la percentuale di invalidità dall’80 per cento al 46% ad appena tre anni da una mastectomia per carcinoma maligno, con la perdita dei relativi benefici. Esiste una rete di legali, o uno studio, cui posso rivolgermi con fiducia? Grazie
3 Febbraio 2016 at 17:16
Purtroppo cara signora non conosco colleghi in provincia di Agrigento, quindi non le saprei dire. Le consiglio comunque di rivolgersi ad avvocati previdenzialisti. Saluti
15 Febbraio 2016 at 18:29
Buonasera Avvocato volevo porle una domanda. Nell’ottobre 2013 ho presentato domanda di inalidità civile per problemi al rachide lombosacrale ed al ginocchio dx e mi è stata riconosciuta un invalidità del 46%. Nel settembre 2015 ho presentato la domanda di aggravamento per intervento di protesi bilaterale alle anche e mi è stata riconosciuta un’invalidità del 67%.Consultando le tabelle di invalidità civile inps,ho visto che per le protesi alle anche c’è una percentuale che va dal 31% al 40%,perchè mi è stato riconosciuto solo il 21%? Se dovessi fare ricorso cosa può succedere. Grazie per la risposta avvocato.
10 Marzo 2016 at 08:50
La percentuale riconosciutale è presumibilmente corretta poichè nel calcolo non si fa una somma delle varie percentuali previste per ogni patologia riscontrata. Nel caso di menomazioni plurime coesistenti, cioè che interessano organi e apparati funzionalmente distinti tra di loro, la percentuale di invalidità si calcola con la cd. formula riduzionistica o formula scalare di Balthazard. Nel caso invece di menomazioni plurime concorrenti, ossia che interessano lo stesso organo o apparato, spesso le percentuali vengono indicate direttamente dalle tabelle; se tale indicazione dovesse mancare viene utilizzata la cd. formula Salomonica.
13 Marzo 2016 at 09:31
buongiorno. Mia madre era in possesso dei requisiti x l’art. 33 legge 104 ed io, figlio, usufruivo dei tre giorni di permesso mensili e avevo ottenuto un trasferimento temporaneo per poter espletare l’assistenza dovuta. dopo 4 anni di revisione con esito positivo, nel 2014 nn gli viene piu’ riconosciuto l’art. 33 comma 3. Mia madre ha presentato ricorso e il giudice gli ha dato ragione con effetto retroattivo. Nel frattempo, nn essendo piu in possesso dei requisiti, nn ho usufruito dei tre giorni mensili x 20 mesi e son stato trasferito a 160 km di distanza.
per il danno che quella commissione ha recato posso presentare un’istanza di risarcimento?
buongiorno. Mia madre è stata riconosciuta nel 2011 portatore di handicap grave con art. 3 comma 3. da allora ho usufruito dei tre giorni di permesso che l’ art. 33 prevede e ho ottenuto il trasferimento presso una sede piu’ vicina, in quanto lavoro presso ministero difesa. Nel 2014, nonostante certificati medici e ospedalieri che indicavano un discreto peggioramento in fase di revisione le viene revocato l’ art. 3 e assegnato l ‘art. 1. Ho fatto ricorso e il giudice , dopo 20 mesi ha sentenzionato a favore di mia madre condannando l’INPS al pagamento delle spese processuali e assegnando a mia madre l’ art. 3 e conseguente art. 33 con data dalla visita della commissione e senza piu’ revisione.Nel frattempo sn stato trasferito a 160 km di distanza e il mio posto è stato ormai ripianato.Non ho usufruito permessi x 20 mesi.Posso io beneficiario dell’art. 33 presentare istanza x danni subiti x la mancata assistenza e x il trasferimento subito x quel verbale sommario della commissione medica?
2 Aprile 2016 at 09:24
Buongiorno, desidero avere un chiarimento: abbiamo presentato ricorso al verbale inps per l’invalidità e indennità d’accompamento per mia madre. L’Inps le ha riconosciusto la L. 104 in situazione di gravità ma non anche l’indennità di accompagnamento. Dopo la presentazione della relazione da parte della CTU nominata, che non era positiva e in sostanza non rispondeva all’accertamento chiesto dal giudice, abbiamo presentato opposizione verso la relazione del CTU chiedendo la nomina di un secondo CTU. Esperita la procedura (altra visita ed altra relazione) la sentenza del giudice è stata positiva ….La mia domanda è questa: il ricorso e l’opposizione sono due cause distinte o l’opposizione è un atto correlato al ricorso?
30 Aprile 2016 at 13:36
Buon giorno Avvocato,mio figlio è affetto da gastroenterite eosinofila,,oculorinite allergica,asma bronchiale e sindrome depressiva reattiva fino ad ora gli era stata riconosciuta l’indennità di frequenza e l a 104 con connotazione di gravità. Al compimento del 18esimo anno gli hanno dato il 50% di invalidità e la 104 senza connotazione di gravità.
Le chiedo un consiglio,secondo Lei facendo ricorso potrei ottenere un po’ di più in percentuale( per l’esenzione ticket) e la connotazione di gravità?
Mio figlio spesso sta male ,prende derivati della codeina per sedare il dolore,sta a casa da scuola e ha bisogno di qualcuno che gli stia vicino.
Un’altra domande con quello che ha ottenuto mio figlio può superare il monte ore di assenze scolastiche?
4 Maggio 2016 at 13:19
buon giorno, io ho l’ernia di scale a L4-L5;L5-S1 e ha l’invalidità civile del 46%. io ho anche l’asma bronchiale, volevo sapere se si può fare l’aggravamento per l’assegno.io ho perso il lavoro perchè non potevo più alzare i pesi. la comissione mi ha dato da alzare 9 kg e mi hanno licenziato. vorrei sapere se posso o no fare l’aggravamento?!mi faccia sapere grazie!
23 Giugno 2016 at 21:57
fascicolo di ATP ex art. 445 BIS
sul sito del tribunale riporta:
Alla fine tutti sono stati pagati, io ho pagato le spese medico-legali e legali richieste, nonostante la CTU sia a mio favore mi ritrovo l’INPS che contesta la CTU.
Alla fine che deve sopportare queste lungaggini giudiziarie è il sottoscritto.
Aspettano la premorienza della persona pur di non riconoscere un diritto che mi è stato negato.
Mi era stato detto dal patronato che la causa sarebbe durata un anno e siamo arrivati a 1 anno e mezzo.
Poi non capisco ma se il procedimento è definito vuol dire che il giudice si è già pronunciato? Perché devo aspettare ancora? C’è qualcosa che mi viene nascosto da parte del patronato?
3 Agosto 2016 at 19:11
Buonasera, espongo brevemente una questione: una mia cliente dopo aver ricevuto ilverbale INPs che negava l’Accompagnamento, ha presentato una nuova domanda amministrativa; ora, il cliente vorrebbe però impugnare il primo verbale per evitare di perdere gli arretrati. La nuova visita non è stata ancora effettuata. Il mio dubbio è se è possibile proporre ATP avverso il verbale di diniego (siamo ancora nei termini) o la presentazione della nuova domanda preclude l’azione giudiziaria. Il DM 387/91 articolo 5 prevede che la mancata presentazione a visita comprota l’annullamento della domanda, quindi teoricamente potrei proporre ATP e far decadere la nuova domanda presentata. é fattibile?
Certo, basta non presentarsi a visita per far decadere la nuova domanda amministrativa. Saluti
Buongiorno. Ho due figli gemelli. disabili totali con accompagnamento e legge 104 di cui usufruisce mia moglie lavoratrice.. A giugno2016 hanno compiuto 18 anni e se anche sull’ultimo verbale di revisione di uno dei 2 ragazzi era indicata come prossima revisione giugno 2016, a oggi non siamo stati ancora avvisati di alcuna comunicazione in merito.Premetto che l’altro figlio non ha mai avuto revisioni di controllo. Ci siamo rivolti a un patronato che ci ha fatto richiedere l’ap70 per tutti due ma ci ha detto che per la 104 dobbiamo andare all’asl per fare una nuova richiesta. é giusto l’iter? Cosa ci consiglia di fare?
buona sera mi chiamo carmela ho 58 anni e sono invalida al 100×100 non lavorativa.percepisco una invalidità di euro 290..in casa siamo in 4 tutti disoccupati e si sopravvive solo con la mia invalidità.. le chiedo cortesamente se c!è una possibilità di essere aiutata economicamente. in attesa di una sua rusposta.
8 Settembre 2016 at 13:09
buongiorno,dottori,volevo chiedere un consulto riguardo il mio caso.nel 2015 ho avuto una frattura da stress al collo del femore,ho subito un osteotomia e osteosintesi.Ho fatto la domanda di invalidita e mi hanno dato il 60x un anno.Adesso ho la revisione,attualmente i miei problemi fisici sono aumentati,poiche ho scoperto di avere un osteoporosi di grado severo alla colonna e ,sono in cura con i bifosfonati,ed è sede di2 dischi di disidratazione,spalla dx una tendinopatia della cuffia,ipertiroidismo subclinico in cura con terapia,limitazione funzionale della coxa femorale sx, x tutti i continui dolori e limitazioni funzionali ,tutto questo in un contesto poliartralgico di sindrome fibromialgica.diagnosi scritta .Soffro moltissimo,lavoro come operaia metalmeccanica da circa 30 anni,attualmente mi hanno concesso fino a dicembre un partime di 6 ore,ma faccio fatica a farle,perche sono sempre in piedi..ed il lavoro è pesante,poiche produciamo materiali pesanti.Chiedo gentilmente, con le mie patologie,che percentuale potrei ottenere e quali benefici al lavoro.Attualmente la reumatologa sta facendomi fare ulteriori esami x altre patologie-lupus-celiachia-fibromialgia ed altri .Grazie x la risposta.
volevo alcuni chiarimenti in riferimento al ricorso giudiziario da intraprendere per il riconoscimento dell’accompagno.
La procedura prevede di effettuare un ATP, qualora la relazione depositata dal CTU sia a favore del riconoscimento della prestazione di invalidità e non vi siano contestazioni da parte dell’inps entro il termine indicato dal giudice, avviene l’omologazione giudiziale della CTU.
In caso contrario l’ATP è conclusa e si fa appello (1° grado).
Nel contenzioso civile si parte da un dato di fatto che l’ATP è già stata espletata, per cui il giudice decide se approvare o rinnovare la CTU, in sostanza si fa richiesta di mettere agli atti l’ATP espletata. Invece in questo specifico procedimento il giudice nomina un nuovo CTU, senza considerare l’ATP svolto.
Volevo chiedere una informazione, io a nome di mia madre ho chiesto al Piano di zona competente per il comune di residenza un assegno di cura. Tutto cio accadeva nel 2013 con mia madre malata di alzhaimer, visti i presupposti stabiliti dal bando regionale che intendevano aiutare proprio le malattie mentali penso che mia madre poteva ottenere tale beneficio. Ora a distanza di tre anni mia madre e finita e proprio in questi giorni sono stato contattato per sottoporla a visita medica. Posso effettuare ricorso sostenendo che se avessero espletato il bando in tempi piu contenuti mia mamma avrebbe potuto ottenere il beneficio?? Grazie
24 Febbraio 2017 at 15:27
Salve avvocato volevo chiederle è normale che mia madre non è in possesso del certificato dell’ inps attestante lo stato di handicap grave art 3 comma 3, in quanto ha vinto con il ricorso .io ho consegnato al mio datore di lavoro la sentenza del tribunale ma vogliono quella dell’ inps
Se a sua moglie è stata riconosciuta la condizione di gravità con sentenza, quindi a seguito di un giudizio e non di una procedura amministrativa, non ci potrà essere un verbale dell’Inps. La sentenza del giudice ha lo stesso valore del verbale dell’Inps! Lo faccia presente al suo datore di lavoro.
Un mio cliente ha ottenuto,su domanda, il riconoscimento sia dell’invalidità al 100 % che dell’indennità di accompagnamento,ma quest’ultima con decorrenza non dalla domanda, bensi’ dalla data della visita.Ritiene opportuno e possibile azionare l’ATP nei sei mesi dalla ricezione del verbale (ATP o ricorso direttamente?), trattando di una differenza di cinque mesi?
Avv. Massimiliano De Micco
25 Febbraio 2017 at 09:30
L’articolo 5, comma 1, del DPR 698/1994, stabilisce che i benefici economici decorrono dal mese successivo alla data di presentazione della domanda di accertamento sanitario alla ASL o, eccezionalmente, dalla diversa successiva data eventualmente indicata dalle competenti commissioni sanitarie.
E’ sicuramente possibile presentare un ricorso ai fini della retrodatazione della prestazione economica, ma prima di fare ciò è opportuno esaminare bene la documentazione sanitaria relativa proprio ai mesi che vanno dalla data della domanda alla visita da parte della Commmissione,onde verificare che le patologie invalidanti erano già presenti.
14 Marzo 2017 at 19:00
Mio figlio è stato riconosciuto in passato:
invalido con totale e permanente inabilità lavorativa 100% e con necessità di assistenza continua, non essendo in condizione di compiere gli atti quotidiani della vita (legge 18/80).
verbale di commissione medic,
Sussistono le condizioni di cui all’art.3 comma 3 Sì
per questo utilizzavo i 3 giorni mensili per l’assistenza.
recentemente a fatto una visita per aggravamento dello stato visivo e trovo nel campo:
valutazione proposta dal CML
CIECO ASSOLUTO (L.382/70 e 508/88)
data decorrenza 3/2016
Continuo ha beneficiare dei 3 giorni di permesso ?
Certo signor Giovanni, continua a beneficiare dei permessi mensili. Saluti
19 Marzo 2017 at 20:14
le volevo rivolgere un quesito che non riesco a risolvere
ho fatto richiesta per l aggravamento civile e mi hanno riconosciuto il 55% N.B. io avevo già il 50% e la 104 avevo 104 con art. 3, da mi hanno consigliato di fare ricorso solo per la 104 fatto ricorso in tribunale il CTU e il Giudice mi hanno riconosciuto lo stato di handicap grave. la mia malattia è artrite psoriasica sotto cura biologico ogni due mesi
art 3 comma 3 adesso io ho in possesso solo dell omologa del giudice e la sentenza di tutto ciò..Vorrei acquistare un auto con l agevolazione all ‘ Iva 4% ma ogni concessionaria mi richiede il verbale della ASL con la spunta della gravita del mio stato deambulatorio. che io non ho ( avendo solo la sentenza) .Ma tra le righe della sentenza stessa è riportato la mia riduzione deambulatoria .Non vogliono leggere, o è necessaria questa documentazione? attendo fiducioso di una sua risposta Grazie
20 Marzo 2017 at 11:17
Se il riconoscimento dell’handicap grave è avvenuto con sentenza e non a seguito di domanda amministrativa come fa lei ad avere il verbale della Commissione? Non capisco davvero com’è che la concessionaria in esame non riesca a fare questo piccolo ragionamento logico! La sentenza del giudice ha lo stesso valore del verbale della Commissione! L’importante è che nel testo della sentenza o nella CTU espletata in corso di causa sia evidenziata la natura motoria della disabilità. saluti
mi sono stampato il suo esito e andrò fino in fondo , in giro c’è troppa gente incompetente
in questo campo. che poi quello che mi fa piu rabbia è di dover discutere e passare sempre per una persona poco informata
Buon pomeriggio avvocato Delle Side,il mese scorso ho fatto visita presso un ctu per un ricorso riguardo una mia patologia che preferisco omettere per una questione di privacy,nella relazione del ctu mi è stata riconosciuta l’indennità di accompagnamento e la legge 104 art.3 comma 3,vorrei sapere se ci sono dei tempi massimi riguardo tutto l’iter,dall’omologazione della relazione fino alla liquidazione della prestazione o se questo può variare da giudice e giudice,la ringrazio anticipatamente,distinti saluti
21 Luglio 2017 at 06:34
I tempi, a parte alcune fasi della procedura, quali il tempo per depositare la ctu, il termine per il dissenso ecc., dipendono un pò dal carico di lavoro del singolo Giudice, quindi non è possibile dare una tempistica precisa. In ogni caso, dopo l’omologa del Giudice e la notifica del provvedimento all’Inps, quest’ultima ha 120 giorni per procedere alla liquidazione delle somme.
4 Agosto 2017 at 00:22
mia figlia, di 8 anni, è diventata epilettica un anno fa. Abbiamo fatto domanda per la 104 e per l’invalidità ed ha fatto la visita a marzo 2017. Sorprendentemente le è stata riconosciuta l’invalidità con indennità di frequenza, mentre le hanno dato la 104 art 3 comma 1, quindi non le hanno riconosciuto la gravità che invece secondo me le spetta, altrimenti non le dovevano riconoscere nemmeno l’invalidità, a mio parere. Non le sembra un controsenso? Io volevo fare ricorso, ma il patronato mi ha sconsigliato (non so con quale esperienza e competenza in materia) a causa delle spese legali che, come ho verificato documentandomi, comprenderebbero tutte le spese legali in caso di sconfitta, visto che il reddito famliiare complessivo supera 20.000 euro. Io ci tenevo molto al comma 3, perchè ho bisogno dei permessi per accompagnarla ai controlli periodici in ospedale. Lei cosa mi consiglia?consiglia
9 Agosto 2017 at 12:49
Putroppo cara signora, non si possono fare delle stime sulla buona riuscita o meno del ricorso se non si verifica prima tutta la documentazione sanitaria in suo possesso. Ai fini della decisione dell’eventuale ricorso giudiziario io farei vedere i certificati medici da un medico legale che saprà sicuramente consigliarla al meglio. In ogni caso il limite di reddito da non superare per avere diritto all’esenzione dalle spese di lite in caso di soccombenza è: € 23.056,82.
22 Ottobre 2017 at 09:01
Salve, vorrei sapere precisamente quale normativa prevede l’incompatibilità del ricorso atp con la proposizione di una nuova domanda di aggravamento nelle more del ricorso. Grazie
23 Ottobre 2017 at 15:19
La norma di riferimento è l’art 11 Legge 222/1984 (riferita al solo assegno ordinario e pensione ordinaria di inabilità) che vieta la presentazione di nuove domande di accertamento dello stato invalidante per le stesse prestazioni “fino a quando non sia esaurito l’iter di quella in corso in sede amministrativa o, nel caso di ricorso in sede giudiziaria, fino a quando non sia intervenuta sentenza passata in giudicato.” La successiva Legge n. 69 del 18 giugno 2009, all’articolo 56 estende a tutte le domande in materia di invalidità civile, cecità civile e sordomutismo le medesime regole che già valgono per gli assegni e le pensioni ordinarie.
24 Ottobre 2017 at 19:18
Gentile avvocato grazie della cortese e solerte risposta. Ad ulteriore chiarimento, vorrei quindi capire definitivamente se una persona che ha impugnato un verbale INPS per riconoscimento invalidità (o 104), nelle more del ricorso giurisdizionale, non possa proporre domande di aggravamento per ulteriori cause di invalidità (ad es. subentro di nuove patologie o aggravamento delle stesse). In caso affermativo, quali sono le conseguenze? Grazie anticipatamente
26 Ottobre 2017 at 07:35
In primis, il fatto che la legge 69/2009, art 59, vieta appunto di presentare nuove domande amministrative se l’iter di una precedente domanda non si è definitivamente concluso. Quindi,se l’Inps in giudizio eccepisce l’esistenza di una successiva domanda di aggravamento, il Giudice potrebbe condannarvi al pagamento delle spese di giudizio.
il patronato mi ha consegnato a suo tempo il prospetto delle spese in relazione all’azione legale. Le trascrivo le voci di spesa così come sono riportate sul documento relativamente alle spese medico-legali.
Spese medico legali:
•	Da pagare all’atto della perizia
Acconto relativo a: perizia + partecipazione operazioni peritali
•	Da pagare all’atto della visita CTU
Saldo relativo a: perizia + partecipazione operazioni peritali
•	Osservazioni critiche elaborato peritale = gratuito**
•	Da pagare all’atto della ulteriore visita CTU**
Rinnovo CTU = € 162,00 iva inclusa
** (Nel caso in cui l’esito del 1° ATP sia risultato negativo)
La mia domanda è riferita alla nota con (**) riferita alla ulteriore visita CTU.
Viceversa nel caso di esito positivo del 1° ATP non si deve pagare. Arrivo a questa conclusione perché così come è scritta appare evidente che il verificarsi di un caso e il suo non verificarsi hanno risultati diversi.
Ma visto che ho qualche dubbio e non do niente per scontato chiedo un suo parere.
4 Novembre 2017 at 18:28
Da quel che mi pare di capire vi è una voce di acconto di € 162 e un ulteriore voce di € 162 a saldo da pagare per la partecipazione alla prima CTU (per un totale di €324). Solo se la perizia risulta positiva e non occorre procedere con rinnovo della CTU non vanno pagate le ulteriori € 162 riferite alla nota **. In ogni caso è suo diritto chiedere spiegazioni se il preventivo non la convince.
7 Novembre 2017 at 13:29
Se sottoscrivo il preventivo all’inizio si presume che per tutto l’iter rimanga tale.
Tuttavia può succedere che e a seguito di aggiornamento della convenzione con i medici le voci di spesa aumentino. E’ possibile che questa circostanza sia verosimile magari nella prima CTU la spesa rimane come da preventivo e poi con il rinnovo della CTU subentra questo adeguamento. Si potrebbe anche dire che è un diritto del cliente avere il nuovo preventivo modificato, ma quante persone a fronte di un iter in corso possono obiettare e decidere di accettare o meno? Tuttavia non mi sembra corretto che ciò si possa verificare perché il preventivo ha lo scopo di evitare spese impreviste e non concordate.
11 Novembre 2017 at 11:02
buongiorno avvocato mi e arrivata la terza visita della pensione io quante ancora mi devo fare visita sono passati 6 anni dalla prima visita grazie
Gentile Avvocato, sono mamma di un bambino di 11 anni con riconoscimento di DSA per dislessia multipla. Fino al termine della scuola primaria il bambino aveva avuto riconoscimento di legge 104 comma 3 e di invalidità con indennità di frequenza e diritto al sostegno a scuola. Al passaggio alla scuola secondaria e revisione abbiamo portato nuove certificazioni (neuropsichiatrica e logopedica) e c’è stato il riconoscimento di legge 104 comma 1 e ancora indennità di frequenza rivedibile dopo un anno. Un mese fa abbiamo fatto la visita riportando gli stessi certificati neuropsichiatrici dell’anno precedente emessi dalla ASL (con validità tre anni fino al termine della scuola media) e una nuova valutazione logopedica peggiorativa rispetto a quella di un anno prima. Nonostante questo non ci hanno riconosciuto più nulla, né legge 104 né indennità di frequenza. Siamo a Roma e vorremmo fare ricorso perché proprio non capiamo il motivo di quanto avvenuto. Come si inizia l’iter? Abbiamo bisogno subito dell’assistenza di un legale?
27 Giugno 2018 at 18:01
In primis avete bisogno di una valutazione da parte di un medico-legale, per valutare l’opportunità o meno di un ricorso. In caso positivo occorre presentare in tribunale, davanti al giudice del lavoro, istanza di accertamento tecnico preventivo con l’assistenza di un legale. Le consiglio di rivolgersi ad un avvocato previdenzialista. Saluti
sono genitore di un ragazzo di 15 anni trapiantato di fegato dalla nascita, certificato 104 art.3 comma 3 con connotazione di gravità; nelle scorse settimane, a seguito di revisione, è stato riconosciuto 104 art.3 comma 1 senza connotazione di gravità.
E’ possibile che ciò accada per questo tipo di condizione di handicap, nonostante siano previsti controlli continui e ci siano problematiche continue legate al trapianto e allo stato di immunosoppressione? come potremmo procedere e con quali strumenti con un eventuale ricorso? Ringraziandola in anticipo le porgo i miei saluti
17 Luglio 2018 at 18:21
Valuti con un medico legale l’opportunità di un eventuale ricorso che va fatto con un legale specializzato in materia previdenziale entro 6 mesi dalla notifica del verbale.