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Timestamp: 2020-08-12 05:59:42+00:00
Document Index: 176753410

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 40', 'sentenza ', 'art. 2077', 'art. 29', 'sentenza ']

lavoro subordinato | 11 Agosto 2020
Posto che per il contratto di lavoro a tempo parziale gli artt. 2, 3 e 8 d.lgs. n. 61/2000 prevedono l’osservanza di forme e contenuti specifici, i contributi previdenziali sono determinati sulla base di quanto previsto dal contratto di lavoro, risultando irrilevanti eventuali modifiche consensuali prive di formalizzazione.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza n. 16864/20; depositata il 10 agosto)
lavoro subordinato | 05 Agosto 2020
«L’indennità di trasferta concorre a formare reddito nella misura del 50% del suo ammontare solo se sussistono congiuntamente le seguenti condizioni: 1) mancata indicazione nel contratto della sede di lavoro; 2) svolgimento di attività lavorativa che richiede continua mobilità; 3) corresponsione al dipendente di un’indennità in misura fissa, in relazione allo svolgimento di attività lavorativa in luoghi sempre diversi e variabili».
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza n. 16673/20; depositata il 4 agosto)
lavoro subordinato | 29 Luglio 2020
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 16251/20; depositata il 29 luglio)
lavoro subordinato | 08 Luglio 2020
Sanzionato il Ministero dei Trasporti per la decisione di non includere un lavoratore disabile nella turnazione prevista per il lavoro straordinario. Alla base di tale esclusione nessuna ragione accettabile, ma solo il richiamo alla condizione di disabilità del lavoratore. Per il dipendente previsto un risarcimento di oltre 6mila euro.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza n. 14075/20; depositata il 7 luglio)
lavoro subordinato | 18 Giugno 2020
A chi spetta l’onere di provare le ore di lavoro effettivamente prestate?
Ove la lavoratrice domandi alla società datrice il pagamento delle ore di effettivamente prestate ma non retribuite e la società, a sua volta, sostenga che la dipendente abbia ricevuto somme non dovute opponendo in compensazione il credito vantato da quest’ultima, grava su chi agisce in giudizio la dimostrazione che il pagamento sia avvenuto e che si privo di causa.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza n. 11717/20; depositata il 17 giugno)
lavoro subordinato | 16 Giugno 2020
Su chi ricade davvero l’onere della prova di una discriminazione?
L’art. 40 d.lgs. n. 198/2006 disciplina un regime probatorio attenuato: se è vero che il convenuto deve fornire la prova dell’inesistenza della discriminazione, è però vero che tale onere sorge solamente se il ricorrente abbia fornito al giudice elementi fattuali – desunti anche da dati di carattere statistico – relativi ai comportamenti denunciati come discriminatori, purché siano idonei a fondare in termini precisi e concordanti la presunzione dell’esistenza di atti, patti o comportamenti discriminatori in ragione del sesso o della maternità.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 11530/20; depositata il 15 giugno)
Lavoro subordinato | 11 Giugno 2020
Mancato aggiornamento professionale per il dipendente, legittima l’assegnazione di compiti minori
Respinta la pretesa risarcitoria avanzata dal lavoratore nei confronti della propria azienda. Corretto, secondo i Giudici, l’ordine di servizio con cui il dipendente è stato trasferito dagli uffici amministrativi al servizio di portineria. Decisiva la constatazione che il lavoratore non abbia conseguito la necessaria professionalizzazione.
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – L, ordinanza n. 11050/20; depositata il 10 giugno)
lavoro subordinato | 27 Maggio 2020
Laddove il contratto individuale di lavoro preveda un patto di prova con durata maggiore di quella stabilita dalla contrattazione collettiva di settore, tale clausola deve ritenersi più sfavorevole per il lavoratore e, come tale, viene sostituita di diritto ex art. 2077, comma 2, c.c. Resta salvo il fatto che il prolungamento si risolva in concreto in una posizione di favore per il lavoratore.
lavoro subordinato | 13 Maggio 2020
Il minimale contributivo previsto dall’art. 29 d.l. n. 244/1995 si applica in caso di lavoratori part-time assunti oltre il limite del 3% previsto dai CCNL edili
La fattispecie riguardante la pretesa dell’INAIL di parametrare sulla retribuzione imponibile per l’orario normale contrattuale i premi dovuti sulle retribuzioni corrisposte ai lavoratori assunti part-time in eccedenza rispetto al limite del 3% previsto dal contratto collettivo applicabile, va ricondotta alla ipotesi di riduzione dell'attività, nella quale, sussistendo una retribuzione, seppure parziale, esprime tutto il suo vigore la regola del minimale e della tassatività delle ipotesi di esclusione..
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 8794/20; depositata il 12 maggio)