Source: https://it.scribd.com/document/139028671/Cass
Timestamp: 2019-12-06 03:45:47+00:00
Document Index: 34660632

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art 22', 'art 22', 'sentenza ', 'art 1', 'art 39', 'art. 21', 'art 1374']

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Cass sent 13 10 2011 n. 21036 r.a.
a. stipula un contratto come dattilografa in data 21 05 1999 con rapporto a tempo parziale di 18 ore settimanali. Ella ricorreva al Tribunale di Udine per rivendicare i suoi diritti alla trasformazione del suo contratto a tempo pieno. La domanda e stata rigettata con sentenza dalla Corte dappello di Trieste. Il giudice di appello escludeva che sussistesse il diritto alla trasformazione del rapporto poich non vi era la trasformazione a tempo parziale di un rapporto sorto come pieno art 22, comma 4, del CCNL. Infatti il rapporto era sorto a tempo parziale anche se e stato seguito il metodo confusionario della contemporanea sottoscrizione nello stesso giorno, prima dellinizio del rapporto di un contratto a tempo pieno, e di un altro contratto contenente la precisazione relativa al parziale, poich avevano fatto seguito le previsioni normative, intervenute dopo lemanazione del bando di concorso, che imponeva una quota di rapporti a tempo parziale per le nuove assunzioni. Riteneva fondata invece la domanda proposta dalla lavoratrice dell art 22 comma 5, del CCNL, per il diritto al passaggio , a domanda, dal tempo parziale al tempo pieno alla condizione che ci sia disponibilit in organico o della frazione di ore per permetterle il completamento del tempo pieno. Nella specie il rapporto di lavoro era sorto il 31 05 1999 e non vi era contrasto circa la disponibilit presso il Giudice di pace di Tarcento, dove la ricorrente prestava servizio con orario pari alla met di quello ordinario, di una frazione (porzione) di orario del 50%. Doveva quindi essere riconosciuto il diritto della R. alla conversione del rapporto a temo pieno con decorrenza dal 31 05 2002. La lavoratrice resiste con contro ricorso. Opinione sulla sentenza Limpiego del part-time nelle p.a. e molto diverso da quello previsto per i dipendenti privati, infatti il ricorso a questo istituto nelle p.a. e utilizzato per ridurre i costi della spesa pubblica ed a permettere ai dipendenti pubblici che prestano servizio solo per il 50% dellorario, pari alla met di quello ordinario, di poter esercitare attivit professionali che non siano incompatibili con la carica prestata allinterno della p.a. Nel caso sopracitato r.a. ha contratto un rapporto a tempo parziale presso il Giudice di pace di Tarcento. R.a. dopo un periodo di tempo che ha prestato servizio presso la sede di Tarcento chiede la trasformazione del suo contratto da tempo parziale a tempo pieno. Secondo il principio della trasformazione la lavoratrice R. poteva fare richiesta di cambiare il proprio contratto a tempo pieno, se invece di essere assunta con un contratto part-time veniva assunta con un contratto a tempo pieno, e poi per cause soggettive della lavoratrice chiedeva la trasformazione del contratto in parziale, allora il principio qui sopra enunciato le permetteva di ritornare a tempo pieno con decorrenza 2 anni, purch ci siano i presupposti di posto in organico e una mancanza di ore allinterno della struttura per la qualifica che stata assunte che permette di svolgere il tempo pieno. Mentre la signora R. che stata assunta con un contratto a tempo parziale ha diritto di passare a tempo pieno sempre se vi sia posto in organico.
Il controricorso il ricorso denuncia che sono stati violati la l.n. 662/96 art 1 com 57,58,58 bis,58-ter, della l.n. 449 del 97, art 39, com 18 e degli art. 21 e 22 CCNL comparto relativi al periodo 1998 2001.
Opinione e sintesi sul controricorso Premesso che gi la prima norma, che prevedeva la trasformazione da tempo parziale a tempo pieno trascorsi tre anni dallassunzione, purch vi sia disponibilit del posto in organico o della frazione di orario corrispondente al completamento del tempo pieno si sostiene che la signora R. non ha accertato la presenza di posti vacanti, poich non stato fatto nessun riferimento allufficio e anche se si volesse prendere in considerazione laccertamento delle vacanza, questultimo deve essere fatto a livello nazionale, con riferimento al relativo organico. Pertanto sono stati fatti degli accertamenti che per la figura professionale della lavoratrice R. non mostravano posti vacanti, ma una riduzione dellorganico in corso. Vi sono numerosi dipendenti in soprannumero 827 in piu. Dato che uno dei requisito essenziale, per la trasformazione da tempo parziale a tempo pieno, la disponibilit di posto in organico il ricorso stato reputato non fondato dalla Corte. La Corte pero ammette che limpugnazione fatta dalla lavoratrice sia ammissibile dato che le disposizio ni collettive invocate sono individuate e riportate adeguatamente cos come il loro contenuto, tenendo presente che denunciata la violazione dei contratti collettivi di comparto dato che la lavoratrice possedeva il contratto modificato dal contratto integrativo che la p.a. ha la facolt di adeguare ai propri bisogni. Inoltre questultimo controllato sia dai CCN di comparto che dalla legge ,che ne regola le procedure, i limiti,i soggetti a cui si rivolge e le materie che pu disciplinare, pertanto se vi sono eventuali clausole difformi questultime sono nulle con effetto retroattivo e sostituite dalla legge. Il giudice di appello ha ritenuto integrato il presupposto del passaggio a tempo pieno sulla base del fatto che nella sede della signora R. era vacante una posizione a tempo parziale del 50% del orario ordinario, costituente comunque quella parte di ore che avrebbe potuto far si che la lavoratrice potesse trasformare il suo contratto part time del 50% di quello ordinario in uno a tempo pieno. Riguardo allaccertamento compiuto dal giudice iniziale non stata proposta nessuna censura. La discussione per del posto vacante in organico nasce dal fatto che sia riferita alla medesima sede di lavoro oppure allorganico nel suo complesso. E molto importante prima della richiesta per la trasformazione, accertarsi in modo sicuro dei posti vacanti, dato che allinterno delle p.a. vi il diritto di precedenza per coloro che gia lavorano allinterno della p.a. di vedersi trasformare il contratto part time in contratto a tempo pieno tramite avviso fatto dal dirigente e infine grazie ai principi vigenti sulla trasparenza ogni dipendente della p.a. pu controllare lorganico presente. La norma fa riferimento alla sede di lavoro del lavoratore a tempo parziale poich non si sono esaminati gli evidenti problemi organizzativi se si prendesse in considerazione la possibilit di controllare il vacante allinterno di altre sedi della p.a. il problema allora si porrebbe molto pi complicato perch si dovrebbero analizzare le plurime sedi e sicuramente non risolvibile la possibilit sulla base di un integrazione del contratto ex art 1374 cc di poter regolare lattivit della lavoratrice per pervenire al tempo pieno in sedi diverse. Lobiezione del Ministero ricorrente per la rilevanza che ostacolava la situazione dato che vi era eccedenza nellorganico a livello nazionale non trova riscontro nella disciplina contrattuale collettiva, che non considera rilevante questo fattore dato che il CCNL 16 02 1999 consente la trasformazione a tempo pieno anche con un soprannumero dopo un biennio dalla trasformazione, a richiesta del lavoratore, a tempo parziale di un rapporto che originariamente nato a tempo pieno. Quindi il fattore rilevante secondo me per la trasformazione del contratto da tempo parziale a tempo pieno della signora R. quello che il contratto doveva nascere a tempo pieno solo cosi secondo il seguente ricorso con le opportune motivazioni dalla signora riportate poteva essere accolto, mentre la signora nata con un contratto a tempo parziale quindi lunico presupposto per la trasformazione la disponibilit in organico. In conclusione , il ricorso viene rigettato.
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