Source: http://mobile.ilcaso.it/massimari/finanziario/2-4-6/Onere+della+prova+e+nesso+di+causalita%27
Timestamp: 2019-02-22 01:55:03+00:00
Document Index: 79270745

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 28', 'art. 23', 'art. 2697', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 21', 'art. 1227', 'art. 1222', 'art. 2033', 'art. 2033', 'art. 1227', 'art. 23', 'art. 21', 'art. 1218', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 21', 'art. 23', 'art. 1218', 'art. 1176', 'art. 23', 'art. 1218', 'art. 1176', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 1227', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 23']

Doveri informativi dell'intermediario: la rappresentazione di un rischio straordinario può essere determinante nella formazione del consenso dell'investitore. Intermediazione finanziaria - Doveri informativi dell'intermediario - Violazione - Conseguenze - Nesso si causalità - Onere della prova - Informazione relativa a rischio di carattere straordinario - Incidenza sulla decisione degli investitori.
Per la verità, non appare importante entrare qui nel merito specifico e puntuale dell'interpretazione che va correttamente data a tale clausola. E' sufficiente segnalare, in effetti, il messaggio di forte, straordinario rischio che la stessa di base contiene, per rilevare che la sua comunicazione agli investitori ben può rilevarsi comunque decisiva per la formazione di una decisione di investimento. Per rilevare altresì, e in via correlata, che la Corte territoriale ha finito per violare le norme invocate dai ricorrenti nell'escludere la sussistenza del nesso di causalità senza tenere adeguato conto delle caratteristiche presentate dalla fattispecie in esame e, in particolare, del forte rilievo che tale comunicazione avrebbe potuto avere per la formazione della decisione degli investitori.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 20/03/2018. Segue...
Nei giudizi risarcitori promossi dagli investitori contro gli intermediari, l’investitore è tenuto ad allegare specificamente la violazione degli obblighi informativi, ed a fornire la prova del danno cagionato dall’operazione. L’onere della prova circa l’adempimento di tali obblighi è imposto inderogabilmente a carico dell’intermediario, e deve consistere nella prova positiva della diligenza richiesta dall’art. 21 TUF. Nel caso di mancato assolvimento di tale onere probatorio, al riscontro dell’inadempimento consegue l’accertamento in via presuntiva del nesso causale tra detto inadempimento ed il danno patito dall’investitore. (Alberto Mager) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 28/02/2018. Segue...
Il nesso causale tra il danno patito dall’investitore e l’inadempimento degli obblighi informativi da parte dell’intermediario, sussistente in via presuntiva in forza della disciplina di settore, non è interrotto da alcun giudizio di carattere controfattuale volto a dimostrare, sulla base della propensione al rischio dell’investitore, l’ininfluenza di tale inadempimento rispetto alla scelta di quest’ultimo, dovendo escludersi che egli possa accettare anche i profili di rischiosità dell’operazione che gli sono ignoti. (Alberto Mager) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 28/02/2018. Segue...
La violazione degli obblighi di informazione del cliente, rispetto ad una singola operazione, ingenera una presunzione di riconducibilità di tale scelta di investimento all’intermediario, ai sensi del combinato disposto degli artt. 21 e 23 d. lgs. 58/1998 (TUF), come arricchito dalla disciplina del reg. consob 11522/1998; l’intermediario è dunque responsabile del danno patito dal cliente, se non offre la prova positiva di sopravvenienze idonee a deviare il corso della catena causale definita da tale combinato normativo. (Alberto Mager) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 16/02/2018. Segue...
Nell’indagare il nesso di causalità tra il comportamento dell’intermediario ed il danno patito dal cliente, occorre tenere conto dell’impronta della disciplina dei servizi di investimento, conformativa anche delle obbligazioni risarcitorie degli intermediari, indipendentemente dalle circostanze concrete e, in particolare, delle convinzioni personali del cliente rispetto alla singola operazione. (Alberto Mager) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 16/02/2018. Segue...
Risoluzione dei contratti finanziari: se non si prova la malafede della banca, gli interessi decorrono dalla domanda giudiziale. Contratti finanziari – Risoluzione per inadempimento dell’intermediario – Ripetizione delle somme versate dal cliente – Interessi – Decorrenza – In assenza di prova della malafede dell’intermediario – Dalla data della domanda giudiziale.
In tema di intermediazione finanziaria, allorché sia stata pronunciata la risoluzione del contratto per inadempimento della banca, non può reputarsi in re ipsa la prova della malafede. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 16/02/2018. Segue...
(massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 27/04/2017. Segue...
Intermediazione finanziaria - Ordini di negoziazione - Doveri informativi dell'intermediario - Onere della prova e nesso di causalità tra inadempimento e danno lamentato.
Ai fini dell'accertamento della responsabilità per inadempimento degli obblighi informativi da parte dell'intermediario, è necessaria la dimostrazione del nesso di causalità fra inadempimento e danno, nel senso che questo non si sarebbe verificato ove la banca avesse fornito tutte le informazioni necessarie, inducendo il cliente a desistere dall'investimento. (Maximiliano Maurizi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 30/11/2016. Segue...
Intermediazione finanziaria - Violazione dei doveri informativi - Collegamento causale tra inadempimento della banca e pregiudizio lamentato dal cliente - Prova presuntiva - Ammissibilità - Fattispecie.
La prova del collegamento causale tra inadempimento della banca ai propri doveri informativi e il pregiudizio lamentato dal cliente può essere di carattere presuntivo. (Nel caso di specie, il giudice di merito ha ragionevolmente desunto detta prova dal sopravvenuto fallimento della società emittente nell'anno successivo all'acquisto dei titoli). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 15/03/2016. Segue...
Nullità degli ordini e risarcimento del danno da lucro cessante. Intermediazione finanziaria - Nullità degli ordini - Risarcimento del danno da lucro cessante - Presupposti.
Intermediazione finanziaria - Nullità degli ordini di negoziazione - Restituzione delle cedole percepite dall'investitore - Malafede - Necessità..
In caso di accoglimento della domanda di nullità degli ordini di negoziazione, l'investitore non è tenuto alla restituzione delle cedole percepite qualora non vi sia prova della malafede ai sensi degli articoli 2033 e 1147 c.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 11/07/2013. Segue...
Inadempimento agli obblighi informativi di cui all'art. 28 Reg. Consob n. 11522/1998 - Domanda di risoluzione e restituzione - Nesso causale - Irrilevanza..
La domanda di risoluzione comporta effetti restitutori in conseguenza dell'inadempimento a prescindere dall'esistenza di un nesso causale tra evento e danno (Valerio Heffler) (riproduzione riservata ) Appello Milano, 09/01/2013. Segue...
Acquisto di obbligazioni Lehman Brothers – Prevedibilità del default – Esclusione..
Con riferimento ad un acquisto di obbligazioni Lehman Brothers effettuato nell’aprile del 2008 la stabilità del loro prezzo, il rating positivo che gli era stato attribuito dalle agenzie di rating e la loro limitata durata sono tutti elementi che rendevano attendibile la previsione che, alla loro scadenza, la somma investita per acquistarle potesse essere restituita. A fronte di questi elementi grava sull’attore l’onere di provare che, all’epoca della predetta operazione di investimento, il mercato, e quindi l’intermediario, disponessero di informazioni ulteriori sulla situazione finanziaria della Lehman Brothers che potessero far presagire il suo default. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 15/11/2012. Segue...
Dichiarazione di competenza - Titolo di studio - Irrilevanza..
La mera allegazione del modesto titolo di studio del legale rappresentante è circostanza priva di concreto rilievo al fine di escludere la esperienza negata in capo allo stesso. (Paolo Dalmartello) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 14/04/2012. Segue...
Diritto bancario – Servizi di investimento – Risarcimento del danno – Diligenza della banca – Fonte normativa – Fonte contrattuale..
In un giudizio di risarcimento dei danni cagionati al cliente nello svolgimento di un servizio di investimento, l’accertamento della conformità dell’operato della banca alle prescrizioni normative primarie e secondarie, nonché agli obblighi contrattuali, deve essere svolto sulla base dell’art. 23 del TUF, in base al quale “spetta ai soggetti abilitati l’onere della prova di aver agito con la specifica diligenza richiesta”. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Torino, 10/04/2012. Segue...
Diritto bancario – Risarcimento del danno – Onere della prova – Ripartizione..
A differenza della prova di avere agito con la diligenza contrattuale richiesta, posta dalla legge a carico della banca, in applicazione della regola generale prevista nell’art. 2697 c.c., quella del danno e della relazione causale tra quest’ultimo e l’inadempimento è posta a carico della parte che agisce per il risarcimento. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Torino, 10/04/2012. Segue...
Diritto bancario – Servizi di investimento – Risarcimento del danno – Prova del danno e del nesso causale – Regime..
In materia di inadempimento degli obblighi informativi a carico della banca in favore del cliente nell’ipotesi dell’acquisto di strumenti finanziari, la prova del danno e della relazione causale tra quest’ultimo e l’inadempimento può essere fornita con ogni mezzo, e la sua valutazione non può prescindere dalla considerazione, da un lato, delle peculiarità del rapporto di investimento e, dall’altro, del carattere prettamente omissivo della condotta che ha dato luogo all’inadempimento. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Torino, 10/04/2012. Segue...
Rischio di default dei bond argentini quale fatto notorio. Intermediazione finanziaria – Bond argentini – Situazione di rischio default sin dagli anni 1999-2000 – Notorietà – Sussistenza..
Costituisce fatto notorio la circostanza che gli operatori professionali, come le banche, fossero a conoscenza del rischio default dei bond argentini sin dagli anni 1999-2000, per effetto delle comunicazioni e delle raccomandazioni che erano effettuate sia dalla Consob che dalla Borsa italiana. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 20/03/2012. Segue...
Intermediazione finanziaria - Prestazione del servizio di negoziazione titoli - Obblighi di informazione - Inadempimento - Acquisto di titoli ad alto rischio - Risarcimento del danno - Individuazione - Assunzione incolpevole di un rischio - Sussistenza - Quantificazione del danno - Criteri..
Nella prestazione del servizio di negoziazione di titoli, qualora l'intermediario abbia dato corso all'acquisto di titoli ad alto rischio senza adempiere ai propri obblighi informativi nei confronti del cliente, il danno risarcibile consiste nell'essere stato posto a carico di detto cliente un rischio, che presumibilmente egli non si sarebbe accollato. Tale danno può essere liquidato in misura pari alla differenza tra il valore dei titoli al momento dell'acquisto e quello degli stessi al momento della domanda risarcitoria, solo se non risulti che, dopo l'acquisto, ma già prima della proposizione di detta domanda, il cliente, avendo avuto la possibilità con l'uso dell'ordinaria diligenza di rendersi autonomamente conto della rischiosità dei titoli acquistati, né sussistendo impedimenti giuridici o di fatto al disinvestimento, li abbia, tuttavia, conservati nel proprio patrimonio: nel qual caso, il risarcimento deve essere commisurato alla diminuzione del valore dei titoli tra il momento dell'acquisto e quello in cui l'investitore si è reso conto, o avrebbe potuto rendersi conto, del loro livello di rischiosità. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 29/12/2011. Segue...
È onere dell'investitore dimostrare che se fosse stato correttamente informato non avrebbe effettuato l'operazione. Intermediazione finanziaria - Onere della prova - Nesso di causalità tra carenza di informazione e danno - Dovere dell'investitore di dimostrare che non avrebbe effettuato l'operazione contestata - Sussistenza..
Grava sull'investitore l'onere di allegare e provare il nesso di causalità tra l'asserita carenza di informazione e il danno. L'investitore dovrà pertanto asserire e dimostrare che se fosse stato correttamente informato dall'intermediario non avrebbe dato luogo all'operazione contestata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 12/09/2011. Segue...
Intermediazione finanziaria - Violazione degli obblighi informativi dell'intermediario - Nesso di causalità tra condotta e danno - Onere della prova - Necessità..
Il nesso di causalità tra condotta inadempiente ed operazione posta in essere dall'intermediario non richiede specifica dimostrazione esclusivamente in quelle ipotesi, tassativamente previste dalla legge, nelle quali sussiste a carico dell'intermediario un esplicito obbligo di astensione. Il nesso in questione tra condotta e danno deve, invece, essere dimostrato dall’investitore che agisce in giudizio in tutti gli altri casi di violazione degli obblighi informativi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 01/07/2011. Segue...
Intermediazione finanziaria – Controversia relativa al contratto di investimento – Onere delle parti in giudizio..
Fermo restando l’onere probatorio dell’attore in ordine al nesso di causalità che tesse condotta negligente e danno subito, in virtù dell’art. 23, sesto comma, TUF, è onere dell’intermendiario quello di fornire la prova di aver agito con la specifica diligenza richiesta.(Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 23/06/2011. Segue...
Responsabilità della Consob per omessa vigilanza sul mercato, onere della prova, nesso di causalità e prescrizione. Obbligazioni argentine - Doveri di vigilanza e di ispezione della Consob - Omissione - Responsabilità - Risarcimento del danno - Prescrizione - Decorrenza del termine quinquennale.
Consob - Omesso uso dei poteri di vigilanza informativa ed ispettiva - Presupposti - Onere della prova - Anomalia del volume di contrattazione - Dimostrazione del presupposto per l'intervento della Consob - Necessità dimostrazione del nesso di causalità con riferimento alla specifica operazione..
L'accertamento della responsabilità della Consob per aver omesso di utilizzare, nell'ambito della vicenda relativa alle obbligazioni argentine, i propri poteri di vigilanza informativa ed ispettiva è soggetto alle comuni regole del codice civile quanto a imputazione soggettiva, nesso eziologico, evento di danno e quantificazione. A tal fine è, pertanto, necessario stabilire se e quanto effettivamente la Consob sarebbe stata in grado di percepire anomalie e alterazioni del mercato e, conseguentemente, quando sarebbe sorto l'obbligo di attivarsi attraverso l'esercizio dei suoi poteri. Con specifico riferimento all'anomalia costituita dall'entità raggiunta dal volume di contrattazione e l'abnorme alterazione del mercato delle obbligazioni in questione, al fine di ritenere sussistente la responsabilità della Consob, occorre fornire la dimostrazione che nei mesi immediatamente precedenti l'acquisto dei titoli, l'andamento del mercato aveva raggiunto livelli tali da giustificare o addirittura da imporre l'intervento dell'ente di vigilanza ed occorre, altresì, dimostrare che, ove tali anomalie fossero state percepite, gli interventi dell'istituto di controllo avrebbe impedito la conclusione del contratto di acquisto delle obbligazioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 03/06/2011. Segue...
Intermediazione finanziaria – Violazione di obblighi di comportamento per singole operazioni – Risarcibilità dei danni - Oneri probatori..
La violazione degli obblighi di comportamento dell’intermediario, in occasione di singole operazioni, genera una responsabilità risarcitoria; gli elementi costitutivi del risarcimento devono essere provati da chi agisce, fatta eccezione per quello relativo all’inosservanza delle prescrizioni informative (per le quali l’onere probatorio è posto a carico dell’intermediario dall’art. 23, comma 6, del T.U.F. n. 58/1998). (Francesco Brugnatelli) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 07/03/2011. Segue...
Obbligo di astensione dell'intermediario - Danno patito dal cliente - Nesso di causalità - Prova - Esclusione - Indagine in ordine al comportamento dei cliente in caso di adempimento - Irrilevanza..
In presenza di un obbligo di astensione gravante sull’intermediario non è necessaria la prova del nesso di causalità tra la violazione di tale obbligo ed il danno patito ed è, quindi, irrilevante l'indagine in ordine al comportamento che il cliente avrebbe tenuto qualora l'intermediario avesse adempiuto all'obbligo in questione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Torino, 02/02/2011. Segue...
Intermediazione finanziaria – Obbligazioni Lehman Bros. – Violazione obbligo di informazione c.d. continuativa – Risarcimento del danno – Sussistenza..
Il mancato adempimento da parte della Banca all'obbligo di informare “tempestivamente” l'investitore di eventuali “variazioni significative del livello di rischio” degli strumenti finanziari dal medesimo acquistati (nella fattispecie, obbligazioni Lehmann Bros.) fonda la responsabilità risarcitoria dell'Intermediario per il danno conseguentemente patito dal cliente, purchè si possa ritenere, anche in via presuntiva, che quest'ultimo, ove puntualmente reso edotto dell'incremento del livello di rischio dei titoli, avrebbe optato per l'immediata vendita degli stessi. (Cecilia Ruggeri) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 22/12/2010. Segue...
Violazione dei doveri informativi e onere della prova del danno come conseguenza immediata e diretta della condotta omissiva dell'intermediario. Intermediazione finanziaria - Doveri informativi dell'intermediario - Violazione - Onere della prova - Nesso di causalità fra violazione delle regole di condotta il danno - Onere della prova del danno come conseguenza immediata e diretta della condotta omissiva..
Grava sull’investitore la prova della sussistenza del nesso causale fra violazione della regola di condotta e danno. L’investitore deve, invero, fornire la prova che il danno patito è conseguenza immediata e diretta della condotta omissiva (nella specie, dell’obbligo informativo) dell’intermediario e non, puramente e semplicemente, dell’andamento sfavorevole del mercato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 01/12/2010. Segue...
Obbligazioni Parmalat, obbligo di prospetto e onere della prova. Intermediazione finanziaria – Obbligazione destinate ad investitori istituzionali – Cessione a normali investitori – Obbligo di prospetto – Insussistenza.
Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi dell’intermediario – Onere della prova – Nesso di causalità – Prova delle conseguenze con riferimento ad altri impieghi – Necessità..
L’investitore il quale deduca la violazione di un obbligo di informazione da parte dell’intermediario deve provare il nesso di causalità tra la violazione ed il danno patito dimostrando, anche a mezzo di presunzioni, che ove fosse stato esaurientemente informato egli avrebbe desistito da quello specifico investimento. L’investitore deve altresì provare le conseguenze che il difetto di informazione abbia determinato con riferimento ad altri impieghi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 04/11/2010. Segue...
In tema d'intermediazione finanziaria, la violazione dei doveri d'informazione del cliente e di corretta esecuzione delle operazioni che la legge pone a carico dei soggetti autorizzati alla prestazione dei servizi d'investimento finanziari, può dar luogo a responsabilità contrattuale, ove si tratti di violazioni riguardanti le operazioni d'investimento o disinvestimento. Pertanto, è sufficiente che l'investitore alleghi da parte dell'intermediario l'inadempimento delle obbligazioni poste a suo carico dall'art. 21 del d.lgs. n. 58 del 1998 (integrato dalla normativa secondaria) e che provi che il pregiudizio lamentato consegua a siffatto inadempimento; l'intermediario ha invece l'onere di provare d'aver rispettato i dettami di legge e di avere agito con la specifica diligenza richiesta. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 29/10/2010. Segue...
Intermediazione finanziaria – Mancata adesione OPSE Argentina – concorso di colpa dell’investitore..
La mancata adesione all’offerta pubblica di scambio promossa dalla Repubblica Argentina non costituisce ragione per ridurre l’ammontare del risarcimento ai sensi dell’art. 1227 c.c.. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Appello Torino, 13/10/2010. Segue...
Diritto Bancario – Intermediazione mobiliare – Obblighi di informazione attiva – Vizio del consenso – Relatività..
L’inosservanza degli obblighi di informazione attiva e passiva posti dal T.U.F. e dal regolamento Consob n. 11522/98 in capo alla banca nei confronti del cliente, essendo finalizzati all’acquisizione da parte dell’investitore di tutte le notizie utili alla valutazione della convenienza o adeguatezza oggettiva e soggettiva dell’operazione di investimento, non integrano di per sé una ipotesi di mancanza o di vizio del consenso, anche in considerazione del fatto che il cliente potrebbe avere acquisito diversamente ed aliunde queste informazioni. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 29/06/2010. Segue...
Diritto Bancario – Intermediazione mobiliare – Obblighi informativi attivi – Onere probatorio dell’intermediario..
Nelle ipotesi previste dagli artt. 26 lett. e), 28 lett. a) e 29, comma II, del regolamento Consob 11522/98 l’intermediario può provare in giudizio in qualsiasi modo l’avvenuto esatto adempimento dell’obbligo informativo nei confronti del cliente. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 29/06/2010. Segue...
Nelle ipotesi previste dagli artt. 27 comma 2 e 29 comma 3 del regolamento Consob 11522/98 l’intermediario può provare in giudizio la volontà contrattuale dell’investitore, ove sia contestata, solo producendo il relativo documento negoziale o ottenendo, per il tramite dell’interrogatorio formale, la confessione della controparte. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 29/06/2010. Segue...
Nelle ipotesi in cui il regolamento Consob 11522/98 prevede espressamente la forma scritta a pena di nullità, il perfezionamento del contratto ed il suo contenuto non può essere provato in giudizio nemmeno mediante confessione o giuramento, ma solo con l’esibizione del documento contrattuale. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 29/06/2010. Segue...
Intermediazione finanziaria – Operazione inadeguata – Violazione di uno specifico obbligo di astensione – Nesso di causalità in re ipsa..
In tema di intermediazione finanziaria, qualora venga violato un obbligo specifico di astensione finalizzato a prevenire il pericolo del compimento di operazioni in situazioni di pericolo (quale il conflitto di interessi o l'inadeguatezza), il nesso di causalità tra la violazione dell'obbligo di astensione e le conseguenze dannose che ne conseguono è in re ipsa, posto che soltanto il risarcimento integrale rende effettivo il precetto specifico di astensione che, diversamente, sarebbe svuotato e rifluirebbe nel generico dovere di diligenza professionale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 24/06/2010. Segue...
Intermediazione finanziaria – Operazioni inadeguate – Violazione dell’obbligo di astensione – Nesso di causalità – Prova – Irrilevanza – Inammissibilità..
In ipotesi di violazione dell’obbligo di astensione da operazioni inadeguate, la responsabilità dell’intermediario sussiste per il fatto stesso della violazione di tale obbligo, con la conseguente impossibilità di provare la mancanza del nesso di causalità, posto che, ai sensi dell’art. 1222 codice civile, la violazione delle obbligazioni di non fare costituisce di per sé inadempimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Reggio Calabria, 14/12/2009. Segue...
Negoziazione di strumenti finanziari – Utilizzo del servizio cd. phone banking – Obbligo di informazione dell’intermediario – Onere della prova – Sussistenza. (04/06/2010).
Il fatto che l’investimento sia avvenuto tramite il servizio di phone banking non esonera l’intermediario dall’onere di dare la prova di aver assolto agli obblighi informativi di portata generale ed inderogabile previsti dagli artt. 28 e 29 del reg. Consob n. 58/1998 che impongono di fornire all’investitore tutte le notizie relative a natura, rischi ed implicazioni della singola operazione di investimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Cremona, 03/12/2009. Segue...
Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi – Nesso di causalità tra violazione e danno – Onere della prova a carico dell’investitore – Danno come conseguenza diretta ed immediata della violazione..
Se è vero che applicando alla materia della prestazione dei servizi di investimento il principio per cui spetta all’investitore di provare il nesso di causalità tra violazione dei doveri informativi e danno, è tuttavia evidente che il danno discende in via diretta ed immediata dall’omessa informazione che ha impedito all’investitore di porre in essere una scelta consapevole. (fb) (riproduzione riservata) Appello Torino, 27/11/2009. Segue...
Intermediazione finanziaria – Dovere dell’investitore di monitorare l’andamento del titolo – Concorso di colpa – Esclusione..
Se non è possibile sostenere che l’intermediario abbia l’obbligo di informare il cliente dell’andamento del titolo successivamente all’acquisto, riesce difficile sostenere il concorso di colpa del cliente per non essersi costantemente informato della quotazione del titolo stesso per poter assumere iniziative idonee a limitare il danno. (fb) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 09/11/2009. Segue...
Operazione fuori dai mercati regolamentati e obbligo di astensione. Intermediazione finanziaria – Negoziazione fuori dai mercati regolamentati – Disciplina Consob ante delibera 13085/2001 – Autorizzazione del cliente – Necessità..
Le operazioni di acquisto di strumenti finanziari (nel caso di specie obbligazioni Argentina) compiute fuori dai mercati regolamentati, nel periodo di vigenza della Delibera Consob 23 dicembre 1998, n. 11768 prima delle modifiche apportate dalla Delibera Consob 18 aprile 2001, n. 13085, non potevano essere eseguite dagli intermediari se non previa espressa e specifica autorizzazione da parte dell'investitore. In difetto l'intermediario aveva l'obbligo di astenersi; conseguentemente l'esecuzione dell'operazione in assenza dei requisiti previsti dalla succitata delibera Consob concretizza il nesso causale tra inadempimento della banca e danno subito dall'investitore. (cr) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 27/10/2009. Segue...
Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario – Violazione – Risarcimento del danno – Disinvestimento – Onere della prova del diverso andamento del nuovo investimento – Necessità..
Per la prova del danno riportato in acquisto di quote di fondi azionari operato con disinvestimento da altri fondi deve comunque darsi la dimostrazione del diverso andamento di questi ultimi. (fds) Appello Salerno, 29/09/2009. Segue...
Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario – Grado di rischio dell’operazione – Necessità..
La violazione dell'obbligo di informazione sul grado di rischio dell'operazione costituisce fonte di responsabilità risarcitoria a carico dell'intermediario. (dm) Tribunale Milano, 28/09/2009. Segue...
Danno da omessa informazione, nesso di causalità e presunzioni. Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi dell’intermediario – Nesso di causalità – Prova per presunzioni – Ammissibilità..
Il nesso di causalità tra inadempimento dell’intermediario ai propri doveri informativi ed il danno patito dal cliente può essere ritenuto sussistente anche sulla base di presunzioni, potendosi affermare che un investitore di normale prudenza non avrebbe dato corso ad un investimento particolarmente rischioso se fosse stato debitamente informato delle caratteristiche del medesimo. (fb) (riproduzione riservata) Appello Torino, 28/07/2009. Segue...
Dovere di astensione e nesso di causalità in re ipsa. Intermediazione finanziaria – Violazione del dovere di astensione – Prova del nesso di causalità – Irrilevanza – Danno in re ipsa – Sussistenza..
Non è necessario procedere alla verifica del nesso causale tra violazione e danno quando si è in presenza di un’operazione non adeguata di cui non sia stata fornita specifica segnalazione per iscritto all'investitore, poiché non sono le concrete e specifiche modalità esecutive dell'ordine di borsa a venire in questione, ma il compimento stesso dell'operazione, che non avrebbe dovuto affatto avere luogo. In questo caso il compimento dell'operazione, atteso il dovere dell'intermediario di astenersi, configura un danno in re ipsa. (cr) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 17/07/2009. Segue...
Ripetizione delle cedole e prova della mala fede. Contratto di intermediazione finanziaria – Nullità – Ripetizione delle cedole percepite dall’investitore – Mala fede dell’accipiens – Prova – Necessità..
Conformemente ai principi che regolano l'azione di ripetizione dell'indebito, a fronte della dichiarazione di nullità del contratto quadro di negoziazione, la domanda con cui l'intermediario finanziario chiede, ex art. 2033 c.c., la restituzione delle cedole obbligazionarie percepite dall'investitore prima del default, può essere accolta solo nel caso in cui riesca a fornire la prova della mala fede dell'accipiens nella percezione di tali somme, costituendo le stesse frutti civili dell'investimento. (cr) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 04/06/2009. Segue...
Intermediazione finanziaria – Doveri informativi – Compatibilità con il profilo di rischio del cliente – Nesso di causalità – Presunzione..
L’acquisto di un prodotto finanziario le cui caratteristiche di rischio si discostano notevolmente dal profilo dell’investitore, consente di presumere che, se lo stesso fosse stato correttamente informato, non avrebbe effettuato l’operazione ed avrebbe optato per titoli più consoni al proprio profilo di rischio. (Nella specie, il CTU ha ritenuto che le obbligazioni Parmalat 98/05 FR EU non fossero adatte al profilo, definibile come quello di un risparmiatore oculato, non incline al rischio ma con finalità speculative sempre garantite da una diversificazione di portafoglio in grado di bilanciare i rischi di mercato). (fb) Tribunale Ferrara, 26/05/2009. Segue...
Intermediazione finanziaria - Acquisto di obbligazioni in contropartita diretta - Risoluzione per inadempimento - Restituzione delle cedole - Mala fede dell’investitore - Prova - Necessità..
In ipotesi di accoglimento della domanda dell’investitore di risoluzione per inadempimento del contratto di acquisto di obbligazioni argentine, non potrà essere accolta la domanda riconvenzionale della banca di restituzione delle cedole nel frattempo incassate ove non venga dimostrata la mala fede dell’investitore secondo quanto disposto dall’art. 2033 codice civile. (fb) Tribunale Milano, 09/04/2009. Segue...
Banche – Intermediazione finanziaria – Servizi di investimento – Negoziazione – Onere della prova..
Nelle azioni dirette ad ottenere il risarcimento dei danni da inadempimento conseguenti alla violazione dei doveri di condotta imposti agli intermediari l’investitore è tenuto ad allegare l’inadempimento e deve fornire, anche sulla base di presunzioni, la prova del nesso di causalità tra il danno e l’inadempimento mentre l’intermediario deve provare l’avvenuto adempimento delle obbligazioni poste a suo carico e di aver comunque agito con la specifica diligenza richiesta. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 17/02/2009. Segue...
Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi –Nesso di causalità tra condotta e danno – Raffronto tra il profilo di rischio dell’investitore l’investimento effettuato – Rilevanza – Prova – Sussistenza..
Può ritenersi provato il nesso di causalità tra difetto di informazione da parte dell’intermediario e danno patito dall’investitore in dipendenza del mancato rimborso del capitale investito in obbligazioni Cirio qualora, in ragione del profilo di rischio emergente dalla precedenti operazioni, si possa ragionevolmente escludere che l’investitore, se fosse stato adeguatamente informato, avrebbe effettuato un investimento inadeguato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 23/12/2008. Segue...
Disinvestimento anticipato e concorso di colpa. Intermediazione finanziaria – Disinvestimento anticipato – Dovere informativo dell’intermediario – Sussistenza – Concorso di colpa del danneggiato – Esclusione..
Deve essere escluso il concorso di colpa dell’investitore nella causazione del danno conseguente al disinvestimento anticipato qualora l’intermediario non abbia avvertito il cliente di tale conseguenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 04/12/2008. Segue...
Intermediazione finanziaria – Inadempimento - Risarcimento del danno – Prova – Necessità..
Il danno patito dall’investitore per effetto dell’inadempimento dell’intermediario non può essere semplicemente indicato nel controvalore dei titoli, ma deve essere provato all’esito di una allegazione compiuta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Lucca, 23/09/2008. Segue...
Profilo di rischio conservativo e nesso di causalità. Doveri informativi dell’intermediario – Caratteristiche dello specifico strumento finanziario – Profilo di rischio dell’investitore – Nesso di causalità..
In caso di omessa informazione in ordine alla rischiosità dei titoli oggetto di negoziazione, non è necessaria la prova del nesso di causalità tra inadempimento e danno qualora il profilo di rischio dell’investitore renda verosimile che ove debitamente informato egli non avrebbe dato corso all’acquisto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Voghera, 23/09/2008. Segue...
Intermediazione finanziaria – Doveri dell’intermediario – Dovere di astensione – Nesso di casualità in re ipsa – Sussistenza..
L’intermediario che non si astiene dal compiere un’operazione dalla quale avrebbe dovuto necessariamente astenersi - quale, ad esempio, un’operazione in conflitto di interessi senza comunicazione scritta dell’esistenza del conflitto -, ha sicuramente concorso alla causazione del danno costituito dalla perdita conseguente all’investimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Biella, 17/07/2008. Segue...
Intermediazione finanziaria – Violazione dell’obbligo di astensione dell’intermediario – Risarcimento del danno – Concorso di colpa dell’investitore – Condizioni – Sussistenza..
Può costituire una concausa dell’evento dannoso il comportamento dell’investitore che, nonostante una discreta e documentata esperienza in investimenti a medio ed alto rischio, compia l’acquisto di strumenti finanziari in precedenza mai acquistati senza assumere sufficienti informazioni presso l’intermediario. (Nella specie, in ragione del ritenuto concorso di colpa, il risarcimento del danno è stato ridotto di un terzo). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Biella, 17/07/2008. Segue...
Mancata adesione all’offerta pubblica di scambio delle obbligazioni argentine e concorso di colpa del cliente. Contratti in genere – Intermediazione finanziaria – Bond argentini – Inosservanza degli obblighi informativi – Risarcimento dei danni – Mancata adesione del cliente all’offerta pubblica dell’Argentina – Concorso del fatto colposo del creditore – Non configurabilità (artt. 21, lett. a) e b), d.lgs. n. 58/1998; 28 Reg. CONSOB n. 11522/1998; 1227 c.c.)..
Non è configurabile il concorso di colpa del danneggiato, ai sensi dell’art. 1227 codice civile, per non aver aderito all’offerta pubblica dell’Argentina di nuova collocazione di proprie obbligazioni, posto che la colpa di non aver informato il cliente esaurisce l’intera fattispecie di responsabilità dell’intermediario, e non potendosi fare carico al medesimo di non essersi, prudentemente, nuovamente fidato di un titolo avente la medesima provenienza. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 18/04/2008. Segue...
Investimenti alternativi e prova. Intermediazione finanziaria – Risarcimento del danno conseguente a nullità del contratto quadro – Maggior rendimento di investimenti alternativi – Prova rigorosa di an e quantum – Necessità..
Deve essere respinta la domanda con la quale l’investitore chiede il rimborso (conseguente alla nullità del contratto quadro per mancanza di forma) di una somma notevolmente maggiore di quella investita, affermando il maggior rendimento di investimenti alternativi che per i quali avrebbe potuto optare. Tale pretesa, infatti, esulando dalle pretese restitutorie immediatamente conseguenti alla nullità, avrebbe dovuto essere rigorosamente provata sia nell’an sia nel quantum. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 31/03/2008. Segue...
Intermediazione finanziaria – Nesso di causalità tra inadempimento e danno – Precedente operatività dell’investitore – Rilevanza..
Il nesso di causalità tra inadempimento e danno può ritenersi provato in via presuntiva sulla base del profilo dell’investitore desumibile dalla sua precedente operatività qualora si possa ragionevolmente affermare che se lo stesso fosse stato a conoscenza della rischiosità dell’investimento non avrebbe dato corso alle relative operazioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 18/03/2008. Segue...
Doveri di informazione e nesso di causalità. Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi dell’intermediario – Nesso di causalità – Prova – Necessità..
L’investitore che deduce la violazione dell’intermediario degli obblighi informativi deve provare il nesso di causalità tra detta violazione ed il danno patito. In presenza di un portafoglio composto anche da titoli di natura speculativa, improntato ad un rischio crescente e nell’ambito del quale i titoli per i quali si chiede il risarcimento costituiscono una percentuale ridotta, non è possibile dedurre che l’investitore medesimo pur debitamente informato non avrebbe comunque dato corso all’operazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 07/02/2008. Segue...
Gestione patrimoniale, omesso avviso della perdita ed onere della prova. Gestione patrimoniale – Omesso avvertimento della variazione del patrimonio affidato – Onere di allegazione e della prova relativo a soluzioni alternative – Sussistenza..
Per l’accoglimento della domanda di risarcimento del danno causato dal mancato avvertimento della riduzione pari o superiore al 30% del patrimonio affidato in gestione, l’investitore deve allegare e provare che se fosse stato tempestivamente informato avrebbe disinvestito la somma residua e posto in essere investimenti a carattere conservativo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 22/11/2007. Segue...
Doveri di informazione degli intermediari – Onere della prova..
Sulla banca intermediaria, in considerazione dell’inversione dell’onere probatorio di cui all’art. 23 t.u.f. e comunque in ragione del fatto che gli artt. 26 e ss. del Regolamento Consob impongono ai soggetti abilitati precisi obblighi positivi della cui violazione non può essere addossata la prova ai singoli risparmiatori in ossequio alla regola generale secondo cui sull’attore non può incombere la prova di circostanze negative, incombe l’onere di provare a) di aver assunto adeguate informazioni sul rischio dei titoli negoziati; b) di aver adottato idonee procedure interne di controllo per trasmettere tali informazioni alla propria rete di vendita; c) informato gli investitori dei rischi connessi con le specifiche operazioni di investimento: d) di aver segnalato per iscritto la non adeguatezza delle singole operazioni, e l’esistenza di un interesse in conflitto, indicandone in entrambi i casi le ragioni. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Appello Torino, 19/10/2007. Segue...
Intermediazione finanziaria – Danno causato all’investitore dalla violazione dei doveri informativi – Nesso di causalità – Pregressa operatività – Rilevanza..
Il nesso di causalità tra inadempimento e danno può ritenersi provato in via presuntiva sulla base del profilo dell’investire desumibile dalla sua precedente operatività qualora si possa ragionevolmente affermare che se lo stesso fosse stato a conoscenza della rischiosità dell’investimento non avrebbe dato corso alle relative operazioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 18/09/2007. Segue...
Alto rischio dei bond argentini e fatto notorio. Contratti in genere – Intermediazione finanziaria – Bond argentini – Alto rischio – Notiziario CONSOB – Fatto notorio – Sussistenza.
Il notiziario CONSOB del 3.7.2000, da cui si evince l’alto rischio caratterizzante i titoli argentini, può reputarsi fatto notorio, atteso che si tratta di documentazione che è nella necessaria disponibilità delle Banche e di tutti gli operatori finanziari. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 13/07/2007. Segue...
Contratti in genere – Intermediazione finanziaria – Osservanza degli obblighi informativi – Prova scritta – Necessità – Prova orale del funzionario stipulante – Inammissibilità (art. 21, lett. a) e b), d.lgs. n. 58/1998; artt. 28 Reg. CONSOB n. 11522/1998)..
La prova di avere fornito le indispensabili informazioni circa la natura ed il rischio di un investimento non può essere data oralmente dallo stesso funzionario di banca che ha posto in essere l’operazione con le modalità non corrette, per l’intrinseca inattendibilità della testimonianza. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 15/06/2007. Segue...
Invito dell’intermediario alla vendita dei titoli – Nesso di causalità tra condotta e danno – Incidenza sul quantum del danno risarcibile..
Il fatto che l’intermediario abbia invitato l’investitore a vendere i titoli non esclude il nesso di causalità tra la condotta dell’intermediario ed il danno lamentato dal cliente incidendo se mai tale circostanza sull’eventuale misura del danno risarcibile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 06/06/2007. Segue...
Operazione inadeguata e prova del danno. Intermediazione finanziaria – Operazione inadeguata – Soggetto con profilo di rischio conservativo – Prova del danno e del nesso di causalità – Sussistenza..
E’ verosimile che un investitore con profilo di rischio orientato ad investimenti conservativi avrebbe posto in essere operazioni adeguate alle proprie esigenze se l’intermediario, in presenza di operazione inadeguata, avesse correttamente e diligentemente adempiuto ai propri obblighi informativi, con la conseguenza che deve in tale ipotesi ritenersi raggiunta la prova del nesso di causalità tra condotta e danno. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 18/04/2007. Segue...
Inadempimento dell’intermediario – Nesso di causalità con l’evento dannoso – Presunzione di colpa – Onere della prova a carico dell’intermediario – Sussistenza..
L’inadempimento dell’intermediario ai doveri informativi è da porsi in relazione all’evento dannoso e ricade sull’intermediario l’onere di provare che tra la violazione e il danno non vi è alcun nesso di causalità, dimostrando che il danno è derivato da eventi estranei alla sua sfera d’azione. Ciò peraltro si desume dal tenore letterale dell’art. 1218 c.c. che è strutturato in modo da porre a carico del debitore, per il solo fatto dell’inadempimento, una presunzione di colpa che è superabile solo mediante la prova dello specifico impedimento che ha reso possibile la prestazione o almeno mediante la dimostrazione che, qualunque sia stata la causa dell’impossibilità, la medesima non possa essere imputabile al debitore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Arezzo, 17/04/2007. Segue...
Doveri informativi e onere della prova. Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi dell’intermediario – Risarcimento del danno – Onere della prova – Oggetto e contenuto – Esame del portafoglio titoli – Propensione al rischio..
Non può essere accolta la domanda di risarcimento danni qualora manchi il necessario nesso di causalità tra le dedotte violazioni ed il verificarsi del pregiudizio lamentato in seguito all’acquisto di un determinato prodotto finanziario. Parte attrice avrebbe infatti dovuto dimostrare che se previamente ed esaustivamente informata avrebbe “desistito” dall’impartire l’ordine di acquisto dei titoli in oggetto. A tale conclusione è possibile poi pervenire qualora il portafoglio del cliente evidenzi in modo palese ed inequivoco una notevole propensione al rischio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 27/03/2007. Segue...
Intermediazione finanziaria – Domanda di annullamento per errore essenziale – Onere della prova. .
L’investitore che chieda l’annullamento del contratto per errore essenziale e riconoscibile dall’intermediario sull’oggetto, ovvero su una qualità essenziale del titolo oggetto di negoziazione, ha l’onere di dimostrare che qualora avesse ricevuto le informazioni dovute al momento della contrattazione del titolo, non lo avrebbe certamente acquistato, essendo irrilevante il successivo andamento del titolo stesso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 21/03/2007. Segue...
Intermediazione finanziaria – Giudizio risarcitorio – Inversione dell’onere della prova – Onere probatorio del cliente – Nesso di causalità..
L’art. 23 del T.U.F. ha introdotto la nota inversione dell’onere probatorio in ordine al profilo della diligenza e della professionalità richieste, cosicché nei giudizi risarcitori spetta all’intermediario provare di aver agito con la specifica diligenza esigibile dall’operatore professionale qualificato. Compete, invece, al cliente, in assenza di espressa deroga normativa, provare il nesso causale tra l’informazione non correttamente fornita e la propria determinazione a procedere all’investimento contestato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 10/01/2007. Segue...
Intermediazione finanziaria – Domanda di annullamento del contratto – Onere della prova – Inversione – Esclusione..
Non si applica al giudizio di annullamento l’art. 23 d. lgl. 58/98 previsto per i soli giudizi di natura risarcitoria, non è quindi possibile invertire, in favore dell’attrice, l’onere probatorio sulla sussistenza dei comportamenti illeciti del funzionario, sulla essenzialità e rilevanza dell’errore. Tribunale Vicenza, 16/11/2006. Segue...
Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri comportamentali dell’intermediario – Onere di allegazione e prova – Sussistenza..
L’investitore che deduca la violazione da parte dell’intermediario dei doveri di informazione, diligenza e trasparenza in ordine alla natura speculativa ed all’alto rischio dei titoli negoziati, deve fornire adeguati riscontri in ordine alla contrarietà della condotta della banca a tali standard comportamentali. Tribunale Trani, 20/07/2006. Segue...
Intermediazione finanziaria – Specifica diligenza dell’intermediario – Domanda di nullità del contratto - Onere della prova – Distribuzione tra creditore e debitore – Dimostrazione di circostanze negative..
La regola contenuta nell’art. 23, VI° comma del TUF, secondo la quale grava sull’intermediario l’onere di provare di aver prestato la specifica diligenza richiesta nella prestazione dei servizi di investimento non opera esclusivamente nei giudizi di risarcimento del danno, ma anche in quelli diretti a far dichiarare la nullità del contratto e ciò in virtù del principio per il quale il creditore che agisca in giudizio per far valere l’inesatto adempimento del debitore deve limitarsi a fornire la prova della fonte negoziale del suo diritto e rappresentare la violazione dell’obbligo di diligenza, incombendo sul debitore l’onere di provare l’avvenuto esatto adempimento dell’obbligazione. Tale principio non soffre limitazioni applicative in dipendenza della natura “di mezzo” dell’obbligazione dell’intermediario, vuoi perché attiene ad obblighi informativi prodromici alla nascita dell’obbligazione ed al conferimento dello specifico incarico, vuoi e vieppiù perché l’onere della prova della “mancanza di specifiche informazioni” richiederebbe l’impossibile dimostrazione di condizioni negative. Tribunale Trani, 30/05/2006. Segue...
Intermediazione finanziaria – Danno all’investitore – Quantificazione – Onere della prova. .
In mancanza di una specifica prova relativa al rendimento medio del portafoglio dell’investitore (indice che potrebbe costituire un utile riferimento per la individuazione del pregiudizio sofferto a causa del mancato impiego alternativo del danaro) sulle somme oggetto di restituzione all’investitore danneggiato appare congruo liquidare gli interessi legali dalla data degli esborsi al saldo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 20/03/2006. Segue...
Doveri informativi e onere delle prova. Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi – Onere della prova del danno subito – Contenuto e ripartizione..
In tema di responsabilità risarcitoria dell’intermediario per la violazione degli obblighi stabiliti dall'art. 21 D.L.vo 58/98, va premesso che l'onere di provare di aver agito con la dovuta diligenza richiesta dall'operazione conclusa grava sul soggetto convenuto in giudizio dal cliente per i danni cagionati (art. 23 comma 4° T.U.F. che può ritenersi specificazione, in questo particolare settore, di quella desumibile dall'art. 1218 c.c.). In questo caso, l'intermediario non deve dimostrare di aver fatto tutto il possibile per adempiere l'obbligazione ma deve dar prova di aver agito con la specifica diligenza, da valutarsi con riguardo all'attività professionale esercitata (art. 1176 II comma c.c.). In caso di pretesa ulteriore di risarcimento del danno (come nel caso di specie), sull'investitore permane l'onere probatorio in punto di danno di nesso di causalità con la allegata violazione. Tribunale Palermo, 17/02/2006. Segue...
Obblighi informativi dell'intermediario e nesso di causalità. Inter-mediazione finanziaria - Violazione degli obblighi informativi - Nesso di causalità tra condotta e danno - Prova - Necessità..
Il danno conseguente al default di un titolo può considerarsi eziologicamente connesso alla omissione di un obbligo informativo solo se può dirsi accertato che la diversa informazione non resa dall'intermediario era in concreto nella disponibilità di quest'ultimo e che tale informazione, ove resa, avrebbe dissuaso l'investitore dal compiere l'operazione, ovvero lo avrebbe condotto ad una scelta di investimento diversa. Tribunale Milano, 05/01/2006. Segue...
Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi dell’intermediario – Prova del nesso di causalità tra la violazione e il danno – Necessità..
Qualora dovesse risultare provata la violazione dei doveri informativi dell’intermediario, il cliente che agisce per il risarcimento del danno deve comunque fornire la prova del nesso causale esistente tra la violazione lamentata ed il danno, tanto più nel caso in cui il cliente medesimo abbia una certa esperienza in materia di investimenti. Tribunale Reggio Emilia, 22/12/2005. Segue...
Doveri informativi e onere della prova. Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi – Risarcimento del danno – Onere della prova – Nesso di causalità – Danno ulteriore..
L'onere di provare di aver agito con la dovuta diligenza richiesta dall'operazione conclusa grava sul soggetto abilitato, a norma dell'art. 23 comma VI TUF. (norma che può ritenersi specificazione, in questo particolare settore, di quella desumibile dall'art. 1218 c.c.), convenuto in giudizio dal cliente per i danni a questi cagionati. In questo caso, l'intermediario non deve dimostrare di aver fatto tutto il possibile per adempiere l'obbligazione ma deve dar prova di aver agito con la specifica diligenza, da valutarsi con riguardo all'attività professionale esercitata (art. 1176 II comma c.c.). In caso di pretesa ulteriore di risarcimento del danno, sull'investitore permane l'onere di provare che il danno è la conseguenza della allegata violazione dei doveri. Tribunale Palermo, 24/11/2005. Segue...
Intermediazione finanziaria – Onere della prova a carico dell’intermediario – Onere di allegazione carico dell’investitore – Sussistenza..
La regola contenuta nell’art. 23, co. 6, del t.u.i.f, secondo al quale «Nei giudizi di risarcimento dei danni cagionati al cliente nello svolgimento dei servizi di investimento e di quelli accessori, spetta ai soggetti abilitati l'onere della prova di aver agito con la specifica diligenza richiesta» opera esclusivamente sul piano probatorio, nel senso che introduce (o, ad avviso di una dottrina, rafforza) la regola (già presente in ambito contrattuale, ai sensi degli artt. 1218 e 1176 c.c.) secondo cui l'onere della prova dell'esatto e corretto adempimento (ovvero della causa non imputabile dell'inadempimento) è a carico del debitore (l’intermediario) a vantaggio del creditore (cliente). La norma in esame, tuttavia, non introduce alcuna inversione o facilitazione dell'onere - che, secondo i principi generali, è a carico di chi agisce in giudizio - di precisa allegazione dei fatti costitutivi della domanda, soltanto all'esito della quale può scattare l'onere probatorio (contrario) posto a carico del debitore o, in alternativa, operare il meccanismo della non contestazione. Tribunale Roma, 17/11/2005. Segue...
Omessa informazione sul prodotto oggetto di negoziazione finanziaria – Nesso causale tra la condotta dell’intermediario e ed il danno – Prova – Necessità..
Qualora in relazione ad un rapporto di negoziazione di prodotti finanziari si verifichi un deficit informativo del quale sia responsabile l’intermediario, si dovrà indagare sull’incidenza che tale deficit ha avuto sulla scelta dell’investitore. Questi dovrà quindi provare che il danno patito è conseguenza immediata e diretta della condotta colposa dell’intermediario e non dell’andamento sfavorevole del mercato; in proposito non può infatti invocarsi l’inversione dell’onere della prova di cui all’art. 23 T.U.F. ed il Giudice dovrà rigorosamente valutare la concreta sussistenza di un nesso eziologico fra inadempimento dedotto e danno asseritamente patito. Tribunale Milano, 09/11/2005. Segue...
Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi – Annullamento del contratto – Restituzione dei titoli – Prova del maggior danno subito – Criteri sostitutivi..
L’annullamento del contratto di acquisto dei titoli negoziati da luogo alla restituzione dei titoli stessi ed al risarcimento dell’ulteriore danno che, in mancanza di prove specifiche, può essere calcolato sulla base del rendimento annuo dei prodotti offerti dalla banca a investitori con propensione ad investimenti sicuri. Tribunale Pinerolo, 14/10/2005. Segue...
Intermediazione finanziaria – Imprudenza dell’investitore – Concorso nella determinazione del danno – Rilievo d’ufficio – Ammissibilità – Sussistenza..
Se è pur vero che in materia di intermediazione finanziaria vige il principio di protezione dell’investitore, che determina una riduzione della rilevanza del suo comportamento, tuttavia deve ritenersi che ai sensi dell’art. 1227 comma 1 c.c. occorre rilevare (anche d’ufficio) tutte le volte in cui il comportamento colposo dell’investitore costituisca una concausa dell’evento dannoso, con la conseguenza che una colpevole disinformazione del cliente può determinare una ragionevole riduzione del danno. (Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto che l’imprudenza dell’investitore nell’acquisto di titoli dei quali ignorava le caratteristiche abbia contribuito a determinare il danno nella misura di un terzo) Tribunale Biella, 12/07/2005. Segue...
Intermediazione finanziaria – Violazione delle norme di comportamento - Onere della prova..
Ove il cliente abbia allegato in fatto ed in diritto gli elementi da cui desumere la violazione della regola comportamentale asseritamente commessa deve ritenersi che egli abbia assolto al proprio onere probatorio ricadendo sull’intermediario, ex art. art. 23 u.c. del d. lgs. 58/98, quello di avere agito con la specifica diligenza richiesta (nel caso di specie di avere adeguatamente informato il cliente della natura speculativa delle obbligazioni). Tribunale Mantova, 05/04/2005. Segue...
Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri di informazione – Danno – Onere della prova – Nesso di causalità..
In base all’art. 23 del d. lgs. n. 58/1998, l’investitore ha l’onere di provare la condotta tenuta dall’intermediario ed il danno patito, restando a carico del secondo la prova di fatti che elidano il nesso di causalità tra illecito e conseguenze dannose, nesso che si deve pertanto presumere esistente fino a prova contraria. Tribunale Mantova, 15/03/2005. Segue...
Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri di informazione– Nesso di causalità tra evento e danno – Onere della prova..
La violazione delle regole di informazione e di valutazione dell'adeguatezza dell'operazione proposta ai clienti risparmiatori costituisce inadempimento imputabile all'intermediario e trattandosi di regole di comportamento esplicitamente codificate nell'interesse del cliente l'inadempimento è da porsi in relazione causale con l'evento dannoso. Ricade quindi sull'intermediario l'onere di provare che tra la violazione ed il danno non vi è alcun nesso di causalità, dimostrando che il danno è derivato da eventi estranei alla sua sfera di azione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 15/03/2005. Segue...
Intermediazione finanziaria – Danno subito dall’investitore – Diligenza dell’intermediario – Onere dalla prova..
L’onere della dimostrazione dell’aver agito con la specifica diligenza richiesta è addossato dall’art. 23, 4° comma T.U.F. al soggetto abilitato all’esercizio dell'attività che sia stato convenuto in giudizio dal cliente per il risarcimento dei danni risentiti nello svolgimento dei servizi di investimento ed accessori. Tribunale Palermo, 17/01/2005. Segue...
Intermediazione finanziaria – Obblighi informativi – Violazione – Inadempimento – Nesso di causalità – Sussistenza..
La violazione delle regole di informazione e di valutazione dell'adeguatezza dell'operazione proposta ai clienti risparmiatori costituisce inadempimento imputabile all'intermediario e, trattandosi di regole di comportamento esplicitamente codificate nell'interesse del cliente, l'inadempimento è da porsi in relazione causale con l'evento dannoso. Ricade sull'intermediario l'onere di provare che tra la violazione ed il danno non vi è alcun nesso di causalità, dimostrando che il danno è derivato da eventi estranei alla sua sfera di azione e la convenuta nulla ha dedotto né ha chiesto di provare al riguardo. Tribunale Roma, 08/10/2004. Segue...