Source: https://www.studiolegalelicausi.com/2016/01/28/rifiuto-di-eseguire-la-prestazione/
Timestamp: 2019-03-27 02:29:13+00:00
Document Index: 131884989

Matched Legal Cases: ['art. 2087', 'art. 1460', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'e contrario']

Rifiuto della prestazione del lavoratore - Avvocato del Lavoro a Roma - Studio Legale Li Causi
La vicenda esaminata dagli ermellini riguardava quattordici lavoratori della Fiat addetti all'assemblaggio che, al verificarsi dell'ennesima caduta di una portiera, si erano rifiutati di proseguire la propria attività finché la squadra di manutenzione non ebbe effettuato un intervento urgente di riparazione dei ganci di sicurezza.
Sebbene l'astensione si fosse protratta solo per il tempo strettamente necessario all'effettuazione dell'intervento (dopodiché gli operai avevano ripreso servizio), l'azienda aveva deciso di detrarre dalla retribuzione dei lavoratori l'importo relativo all'ora e 45 minuti in cui essi non avevano lavorato, dando così origine ad un contenzioso proseguito per ben tre gradi di giudizio.
Sia il Tribunale di Torino che la Corte d'Appello del capoluogo piemontese avevano accolto le pretese dei lavoratori, condannando la Fiat a retribuire il periodo di astensione. Dello stesso avviso la Suprema Corte, cui l'azienda aveva fatto ricorso invocando l'insussistenza dell'obbligo retributivo in assenza di una prestazione lavorativa.
Il datore di lavoro - ha sottolineato il Collegio - è tenuto ai sensi dell'art. 2087 Cod. Civ. ad assicurare condizioni di lavoro idonee a garantire la sicurezza delle lavorazioni e ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori (beni dotati di rilievo costituzionale).
Ciò in ragione di quanto previsto dall'art. 1460 Cod. Civ., a mente del quale nei contratti con prestazioni corrispettive ciascuno dei contraenti può rifiutarsi di adempiere la sua obbligazione se l'altro non adempie o non offre di adempiere la propria, principio espresso dal noto brocardo latino inadimplenti non est adimplendum.
che l'inadempimento del datore, cronologicamente anteriore, sia tanto "grave" da giustificare, in termini di proporzionalità, la reazione del lavoratore tenuto conto dei diversi obblighi incombenti su ciascuna della parti e di tutte le circostanze del caso;
Così, nel caso in esame la Corte d'Appello di Torino aveva desunto la gravità dell'inadempimento datoriale dall'entità dei danni che la caduta di una portiera avrebbe potuto provocare all'addetto che ne fosse stato investito, dal verificarsi, in precedenza, di altri casi di sganciamento totale o parziale delle portiere e dal fatto che di tali circostanze l'azienda era già stata resa edotta. Inoltre, l'astensione dal lavoro era proporzionata in quanto protrattosi solamente per il tempo strettamente necessario all'esecuzione dell'intervento dei manutentori.
Quanto invece alla necessità che il rifiuto della prestazione risponda al generale obbligo di correttezza, con sentenza n. 10553/2013 la Suprema Corte ha ritenuto non legittimo il comportamento dei lavoratori che si erano astenuti dall'osservare le misure di sicurezza apprestate dal datore di lavoro perché ritenute eccessivamente "macchinose" e di ostacolo alla prestazione, senza tuttavia mai informare il datore di lavoro della loro inidoneità o della necessità di adottarne di diverse.
Riflessi pratici della legittimità e dell'illegittimità del rifiuto della prestazione
La legittimità o l'illegittimità del rifiuto della prestazione hanno evidenti quanto rilevanti conseguenze sul rapporto lavorativo.
Laddove, infatti, la reazione del lavoratore sia proporzionata all'inadempimento datoriale e conforme a buona fede, questi non può andare incontro ad alcuna conseguenza pregiudizievole. Per tale ragione, la sentenza in commento ha stabilito che i dipendenti della Fiat, giustamente rifiutatisi di esporsi ai rischi collegati all'esecuzione della prestazione, avevano il diritto alla retribuzione per il periodo di astensione dal lavoro (cfr. anche Cass. 1/4/2015 n. 6631).
Viceversa, l'illegittimo rifiuto di svolgere la prestazione ovvero di adempiere agli obblighi nascenti dal rapporto lavorativo può esporre il prestatore a conseguenze disciplinari anche gravi, sino al licenziamento.
In tal senso, si confronti la citata sentenza n. 10553/2013, con cui la Suprema Corte ha ritenuto pienamente legittimo il licenziamento in tronco dei dipendenti che si erano astenuti dall'osservare le misure di sicurezza predisposte dall'azienda esponendo così sé stessi e l'impresa a un grave rischio.
G10 (lunedì, 02 maggio 2016 22:09)
E' possibile per un lavoratore rifiutarsi di svolgere un determinato compito specifico che il lavoratore stesso reputi moralmente contrario ai propri principi? Quali rischi si corrono?
Ninni (sabato, 03 settembre 2016 00:06)
In seguito a dei lavori al tetto e asportazione di copertura di amianto della azienda per cui lavoro come dipendente,
Il titolare mi chiede di togliere delle copertura messe su dei macchinari.
Al mio rifiuto perché c'erano pezzi di amianto grossi e piccoli, il datore di lavoro molto arrabbiato mi fa stare a casa in ferie dicendo che quando avranno finito di pulire mi richiameranno... mi ha anche detto che l'amianto non fa male e che è tutta una Bufala....
Può accadermi qualcosa? Posso essere licenziato?
diana (venerdì, 04 agosto 2017 01:12)
nella mia aziendadove lavoro da più di 20 anni da alcuni mesi sono state introdotte nuove figure organizzative preciso che nel mio settore che non ha risentito della crisi a differenza degli altri ,siamo in 4 ed è stata aggiunta da poco una ulteriore figura di collega ritrovandomi ad esser demansionata ...posso rifiutarmi di effettuare alcune prestazioni di lavoro dato che non mi rispondono per la rotazione?
Nives (sabato, 20 gennaio 2018 15:43)
Sono una infermiere,Il mio responsabile mi obbliga a prestare le cure domiciliari o a piedi opp utolizzando la mia auto, e non mi fornisce di dispisitivi di sicurezza e bag da viaggio con il kit di assistenza, se mi rifiutero' di svolgere servizio dice che mi denuncia per interruzione di pubblico servizio, cosa posso fare?
Elisa (venerdì, 28 settembre 2018 05:54)
Salve. Io sono una coordinatrice di un asilo nido e propongo sempre all'utenza dei laboratori organizzati dalle stesse educatrici, a costo zero per le famiglie. Tutte le ragazze coinvolte rispondono con entusiasmo, portando sempre una loro esperienza o capacità all'interno del gruppo lavorativo per poi organizzare delle piccole attività per i bambini. Una delle ragazze però rifiuta sempre di fare un laboratorio, anche se le ho chiesto di fare qualcosa che a lei piace, una cosa che fa parte della sua vita e in cui è sicuramente preparata. Può farlo? Può rifiutare semplicemente dicendo: "no, io non lo faccio!"? Come mi devo comportare con lei?