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Timestamp: 2018-02-17 21:07:47+00:00
Document Index: 4725572

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 164', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 36', 'art. 2364', 'art. 2389', 'art. 19']

Novità fiscali del 29 novembre 2007. In evidenza: il compenso all’amministratore può essere dedotto solo se deliberato dall’assemblea dei soci; ATECO: nuovi codici attività IVA dall’1/1/2008
in IVA, Pareri di diritto societario, Società
1) Persone fisiche e società di persone: In scadenza anche gli acconti di novembre per IRPEF ed IRAP<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
La FITEL nella sua circolare di novembre 2007 ha ricordato che:
Le persone fisiche, le società di persone ed i soggetti ad esse equiparati devono versare, entro il prossimo 30.11.2007, la seconda o unica rata dell’acconto delle imposte dovute (IRPEF ed IRAP) per i redditi relativi al 2007 che saranno dichiarati nel mod. UNICO 2008.
Per determinare l’ammontare dell’acconto dovuto è possibile utilizzare:
Il metodo storico, basato sull’imposta dovuta per il periodo d’imposta precedente, ossia utilizzando come base di riferimento:
– il rigo “Differenza” del mod. UNICO 2007 per l’acconto IRPEF;
– il rigo “Totale imposta” del quadro IQ 2007 per l’acconto IRAP;
a) per determinare l’ammontare dell’acconto da versare va considerato anche l’eventuale saldo a credito risultante dalla dichiarazione dei redditi/IRAP relativa al 2006. Così , ad esempio, se il contribuente evidenzia a rigo RN30 del mod. UNICO 2007 PF un credito, questo può essere utilizzato per versare un minor acconto;
b) il risultato finale della dichiarazione non è determinante al fine di definire se l’acconto è dovuto o meno, in quanto, anche in presenza di un saldo a credito, può essere dovuto il versamento degli acconti;
c) a seguito delle modifiche apportate alle percentuali di deducibilità dei costi/spese relativi ai veicoli è possibile rideterminare il reddito imponibile e l’imposta 2006 e quindi anche l’ammontare dell’acconto 2007.
In particolare l’art. 15-bis, DL n. 81/2007 ha concesso la possibilità al contribuente di rideterminare l’imposta 2006 e, quindi, l’acconto dovuto per il 2007, alternativamente:
– applicando le disposizioni vigenti prima delle modifiche apportate dal DL n. 262/2006 all’art. 164, TUIR e quindi in base alle percentuali di deducibilità in vigore fino al 2005 (50% per imprese e lavoratori autonomi e 100% per i veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti);
– applicando le percentuali di deducibilità previste dal DL n. 81/2007 per i costi/spese relativi al 2006 (20% per le imprese, 30% per i lavoratori autonomi, 65% per i veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti).
La FITEL ha poi precisato che il ricalcolo dell’imposta e, quindi, dell’acconto 2007 non sia obbligatorio.
Per cui, il calcolo dell’acconto 2007 sulla base dell’imposta 2006 determinata con le maggiori limitazioni alla deducibilità, così come risultante dal mod. UNICO 2007, può comportare soltanto il versamento di un acconto in misura maggiore a quella dovuta e non comporta alcuna violazione; a seguito delle modifiche apportate alle percentuali di deducibilità dei costi/spese relativi all’acquisto, impiego e manutenzione degli apparecchi telefonici, per la determinazione dell’acconto va assunta quale imposta relativa al 2006 quella che si sarebbe determinata applicando la nuova percentuale di deducibilità pari all’80% sia per la telefonia fissa che per quella mobile, così come disposto dal comma 403 dell’art. 1, Finanziaria 2007.
Altresì, in merito alla necessità o meno di procedere al ricalcolo dell’imposta 2006 e, quindi, dell’acconto 2007 è stato osservato che:
– con riferimento alla telefonia mobile, considerato l’aumento della percentuale deducibile (dal 50% all’80%), valgono le precedenti considerazioni, per cui il ricalcolo è facoltativo a scelta del contribuente;
– con riferimento alla telefonia fissa, considerata la riduzione della percentuale deducibile (dal 100% all’80%), il ricalcolo è obbligatorio in quanto dallo stesso può derivare un aumento dell’acconto da versare;
e) con riferimento al solo acconto IRAP, è possibile considerare come imposta del periodo precedente (2006), la minore imposta che si sarebbe determinata applicando le nuove deduzioni previste dall’art. 1, commi da 266 a 268, Finanziaria 2007 per i lavoratori con contratto a tempo indeterminato (c.d. “cuneo fiscale”).
Il metodo previsionale in base al quale l’acconto dovuto è determinato effettuando una stima del reddito che sarà conseguito nel 2007.
Se si presume di conseguire un reddito 2007 inferiore rispetto a quello del 2006 è quindi possibile versare un minore acconto rispetto a quello che risulterebbe dovuto applicando il metodo storico ovvero non effettuare alcun versamento.
In tali casi, qualora l’acconto complessivamente versato (prima e seconda rata) risultasse inferiore all’acconto dovuto in base al rigo differenza del mod. Unico 2008, il versamento dell’acconto è considerato insufficiente con conseguente applicazione della sanzione pari al 30% di quanto non versato, più gli interessi.
Pertanto, la FITEL ritiene che, per l’acconto IRPEF 2007, il metodo previsionale vada utilizzato con estrema “cautela”, considerato che per la determinazione dell’imposta 2007 sono state reintrodotte le detrazioni in luogo delle deduzioni.
Riguardo l’acconto IRAP, invece, non è più presente alcuna disposizione che impedisce:
– l’utilizzo del metodo previsionale;
– il ricorso al ravvedimento operoso ovvero della riduzione di 1/3 della sanzione irrogata a seguito del controllo ex art. 36-bis, DPR n. 600/73, nei casi di versamento insufficiente.
L’ammontare dell’acconto determinato con una delle modalità sopra esposte, va arrotondato al centesimo di euro dell’importo esposto nel rigo “Differenza” del mod. UNICO 2008 PF (rigo RN23).
A seconda dell’importo indicato in detto rigo “Differenza”, l’acconto può essere non dovuto, dovuto e da versare in unica soluzione, dovuto e da versare in due rate:
– non superiore a € 51,65: Non dovuto.
– superiore a € 51,65 fino a € 260,11: Versamento del 99% di RN23 in unica soluzione entro il 30.11.2007.
– superiore a € 260,11: Versamento in due rate pari al:
1) 39,6% (40% del 99%) di rigo RN23 entro il 18.6 – 9.7.2007 (ovvero 18.7 – 8.8.2007 con la maggiorazione dello 0,40%);
2) 59,4% (60% del 99%) entro il 30.11.2007.
Per la determinazione ed il versamento dell’acconto IRAP 2007 da parte delle persone fisiche, società di persone e soggetti equiparati trovano applicazione le regole previste per l’acconto IRPEF.
Infatti, l’acconto IRAP va calcolato applicando la predetta percentuale del 99% dell’importo esposto a rigo IQ90 “Totale imposta” del quadro IQ 2007.
Per determinare se l’acconto è dovuto o meno e se il versamento deve essere effettuato in unica soluzione o in due rate è necessario considerare quanto contenuto nella tabella sopra riportata con riferimento all’acconto IRPEF.
Infine, il versamento della seconda o unica rata dell’acconto 2007 va effettuato con il mod. F24, fermo restando per i titolari di partita IVA l’obbligo di utilizzare esclusivamente il canale telematico, utilizzando i seguenti codici tributo:
IRPEF 4034 periodo 2007
IRAP 3813 periodo 2007.
Peraltro, in merito all’acconto per i soggetti IRES e per altre particolarità sulla disciplina “acconti imposte dirette” si veda l’articolo sulle novità fiscali del 8 novembre 2007 di Vincenzo D’Andò.
(Nota FITEL di novembre 2007)
2) Pubblicati gli elenchi provvisori sulla destinazione del 5 per mille e novità dalla Finanziaria 2008
L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato gli elenchi provvisori con le scelte espresse dai contribuenti sulla destinazione del 5 per mille dell’IRPEF ai soggetti inseriti in una delle tre macroaree previste dalla norma, ovvero le organizzazioni che rientrano nel settore del volontariato (associazioni di volontariato, ONLUS, associazioni di promozione sociale e altre associazioni riconosciute), università e soggetti attivi nel settore della ricerca scientifica e della ricerca sanitaria.
Nel frattempo, con un emendamento inserito nel Disegno di Legge Finanziaria per il 2008, verrebbe allargato il beneficio anche alle associazioni sportive dilettanti.
Per saperne di più occorre aspettare che tale progetto sia approvato definitivamente da entrambi i rami del parlamento.
(Comunicato stampa Agenzia delle Entrate 27.11.2007)
3) Imposte sui redditi: Il compenso all’amministratore può essere dedotto solo se viene deliberato dall’assemblea dei soci
Il compenso che spetta all’amministratore per le funzioni ricoperte all’interno della società deve essere previamente deliberato dall’assemblea dei soci.
E’ questo il monito che giunge dalla Suprema Corte di Cassazione, e non seguirlo può significare il venire meno della deduzione fiscale del relativo costo.
Infatti, riguardo la deducibilità, ai fini delle imposte dirette, dei compensi all’amministratore di società, la Cassazione ha ricompreso, tra gli elementi rilevanti che concorrono a fare sospettare la simulazione, per fini di evasione fiscale delle relative operazioni, la mancanza di previa deliberazione dell’assemblea della società riguardo alla misura dei compensi stessi, come, invece, prevede espressamente l’art. 2364 del Codice civile e l’art. 2389 del medesimo Codice civile.
(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., n. 23872 del 19.11.2007)
4) ATECO 2007: Nuovi codici attività IVA dal 1.1.2008
Dal 1.1.2008 dovrà essere utilizzata la nuova tabella di classificazione delle attività economiche ATECO 2007 per gli atti e le dichiarazioni da presentare all’Agenzia delle Entrate.
L’Istat ha pubblicato la nuova classificazione delle attività economiche (si veda nel sito dell’Istat o dell’Agenzia delle Entrate o ciccando sulla seguente parola →) ATECO 2007, che entrerà in vigore a partire dal 1.1.2008, con un calendario specifico per le singole indagini statistiche ed unico per i paesi della Ue.
Avverte la nota dell’Istat che tale classificazione costituisce la versione nazionale della nomenclatura europea, NACE rev. 2, pubblicata sull’Official Journal il 30.12.2006 (Regolamento (CE) n.1893/2006 del PE e del Consiglio del 20/12/2006).
L’ATECO 2007 è stata definita ed approvata da un Comitato di gestione appositamente costituito.
Con una stretta collaborazione tra l’Agenzia delle Entrate e le Camere di Commercio si è pervenuti ad un’unica classificazione.
Per tale finalità, è stata approvata con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 16.11.2007 (in corso di pubblicazione sulla G.U.) la nuova tabella di classificazione delle attività economiche – ATECO 2007 – che a partire dal 1.1.2008 deve essere utilizzata dai contribuenti negli atti e nelle dichiarazioni da presentare all’Agenzia delle Entrate.
Dalla nota dell’Agenzia delle Entrate emerge che tecnicamente la classificazione si articola in cinque livelli, comprendenti, rispettivamente, le voci identificate da un codice:
La struttura di classificazione è ad “albero” e parte dal livello 1, più aggregato distinto in 21
sezioni, fino a giungere al livello massimo di dettaglio, punto 6, comprendente 1.226 sotto
categorie. La struttura gerarchica serve per guidare la scelta del contribuente che, per approssimazioni successive, partendo dalle sezioni arriverà a classificarsi nella specifica sotto categoria che meglio descrive la sua attività.
Dal canto suo, l’Istat con la propria nota (che accompagna i nuovi codici inserti in un foglio con formato excel) ha reso noto che la struttura della nuova classificazione delle attività economiche viene presentata in due file excel distinti per facilitarne l’uso.
Nel primo è riportata la classificazione nella sua struttura ad albero: sezione, divisione, gruppo, classe, categoria, sotto-categoria in modo che l’utente sia agevolato nell’individuazione dell’attività economica.
Il secondo file riporta solamente l’elenco di tutte le sotto-categorie, che costituiscono il massimo dettaglio della classificazione (codici a 6 cifre), in modo che per gli utenti con maggiore esperienza sia più immediato individuare il codice di interesse.
5) Accertamento a società a base familiare
L’accertamento induttivo viene consentito anche nell’ipotesi di ingenti conferimenti da parte di soci senza fonte di reddito (nullatenenti).
È legittimo l’accertamento induttivo dell’Ufficio fondato sull’esiguità dei redditi dichiarati dai soci, che non sono riusciti a motivare gli ingenti conferimenti fatti alla società (costituita a base familiare), che, invece, fanno presumere l’esistenza di redditi d’impresa occultati.
Il considerevole aumento di capitale della società costituita a base familiare da soci che risultano fiscalmente senza fonte di reddito, ha generato nell’ufficio la presunzione che l’aumento di capitale nascondesse l’occultamento fiscale di redditi societari poi tradotti in aumento di capitale.
Si tratta di una presunzione, sia pure semplice, che impone ai contribuenti di dare conto della provenienza del denaro oggetto dell’aumento di capitale.
(Corte di Cassazione, Sentenza, Sez. Trib., n. 24531 del 26.11.2007)
6) Agenzia delle Entrate: Rinviata al 31.12.2007 la dichiarazione sostitutiva sugli aiuti di Stato incompatibili
Più tempo per la presentazione della dichiarazione sostitutiva relativa agli aiuti di Stato dichiarati incompatibili dalla commissione Ue.
Con un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate in via di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale la nuova scadenza per l’invio telematico della dichiarazione viene fissata al 31.12.2007.
Per cui, i contribuenti che nel corso del 2007 si sono avvalsi o intendono avvalersi di aiuti di Stato automatici, riferiti ad agevolazioni fiscali, dovranno attestare di non aver mai ricevuto, oppure di aver fruito e successivamente rimborsato gli aiuti di Stato dichiarati incompatibili dalla Commissione Ue e individuati nel decreto del presidente del Consiglio del 23.5.2007.
La proroga é stata decisa per agevolare la fruizione degli aiuti legati alla scadenza prevista per il versamento degli acconti delle imposte.
Si tratta in particolare delle riduzioni Irap legate alle norme sul cuneo fiscale.
(Agenzia delle Entrate, Comunicato Stampa del 28.11.2007)
7) Comunicazione di inesigibilità: Attività di controllo da parte degli uffici
Per tutti i ruoli consegnati fino al 30.6.2003, le cui domande di discarico siano state presentate entro il 30.6.2006, il termine triennale di decadenza (di cui all’art. 19, comma 3, D.Lgs n. 112/1999) decorre dal 1.7.2006 e, quindi, gli uffici devono effettuare il relativo controllo entro il 1.7.2009.
Mentre per l’inesigibilità delle quote iscritte a ruolo o delle definizioni automatiche (ove i concessionari della riscossione cha abbiano aderito alla possibilità di sanare le irregolarità), gli uffici devono effettuare il controllo relativo a tali ultime comunicazioni di inesigibilità entro il 1.10.2009.
(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 344 del 28.11.2007)