Source: http://www.massacomune.it/2017/01/01/ex-molendi-la-vera-storia/
Timestamp: 2017-12-12 05:06:27+00:00
Document Index: 168272878

Matched Legal Cases: ['art.3', 'art.11', 'art.4', 'art.4', 'art.10', 'art.55', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

EX-MOLENDI: LA VERA STORIA
1 gennaio 2017 | Autore: gabriele galeotti
L’idea di riqualificare l’accesso al Centro Storico di Massa Marittima – realizzando una struttura ricettiva con parcheggio multiplano interrato nella così detta AREA MOLENDI e nell’adiacente PIAZZALE MAZZINI – nasce nella prima metà del 1997, nel corso degli incontri pubblici tenutisi al margine delle procedure di avvio per la redazione del nuovo PRG.
Tutto ciò quando, dal 1995, è Sindaco Luca SANI, massetano, classe 1965, oggi Onorevole della Repubblica in forza prima ai DS ed ora al PD.
Nel corso delle trattative dirette all’acquisizione dell’area, la Società Molendi si dimostra disponibile a cederne la proprietà al Comune e a realizzare in proprio il fabbricato, sistemando quanto soprastante il parcheggio interrato.
Al 26.12.1984, l’area è intestata a “Molendi Sergio e Molendi Renzo” SNC con sede in Massa Marittima e Partita IVA 00111820536.
Col successivo atto del 23.05.1985, invece, gli intestati diventano Renzo Molendi (Massa Marittima, 15.08.1932), Sergio Molendi (Massa Marittima, 31.03.1934), Duilia Orlandini (Massa Marittima, 20.09.1932) e Marisa Vichi (Massa Marittima, 11.07.1933).
Al 30.06.1987, data di impianto del sistema meccanografico, compaiono i soli fratelli Renzo e Sergio Molendi, proprietari per 1⁄2 ciascuno.
Al 28.12.1987, l’area è intestata a “Molendi Sergio e Molendi Renzo” SRL con sede in Massa Marittima e Partita IVA 00111820536.
Al 23.05.2013, passa alla “Immobiliare Porta al Salnitro” SRL con sede in Massa Marittima e Partita IVA 00111820536.
Con Deliberazione n.374 del 14.11.1997, nella speranza di poter beneficiare del finanziamento [per 1.700.000.000 di lire] assegnato grazie alla Legge 270/1997 sul Giubileo, la Giunta Comunale affida l’incarico per la redazione del progetto di massima all’architetto Alberto Cecchetto, Professore Ordinario di Progettazione Urbana all’Università di Venezia.
Il progetto prende in considerazione l’area compresa tra Piazza Dante (Piazzale della Pretura) e Piazzale Mazzini e, previo demolizione degli edifici di proprietà Molendi, mira alla riqualificazione di zone in larga parte degradate; il tutto è reso possibile da una consistente partecipazione privata.
Il primo stralcio del progetto interessa tutto ciò che non riguarda il Piazzale Mazzini; il secondo stralcio comprende, invece, ciò che deve essere realizzato sotto e sopra di esso.
A valle, verso la Statale, sono previsti due edifici fuori-terra ed un parcheggio interrato con 17 posti auto al primo piano (per mq.600) e 44 box al secondo (per circa mq.1300), accessibile attraverso una rampa che sottopassa la Statale.
Il primo edificio ospita un bar su due livelli e, superiormente, altri uffici; sul fianco occidentale, una lunga rampa pedonale conduce i visitatori alla terrazza a verde sulla copertura del parcheggio dalla quale raggiungere agilmente il sagrato della Cattedrale.
Nel secondo edificio, accessibile da livelli diversi e dal parcheggio interrato, trova sede il nuovo Ufficio Postale.
L’intervento garantisce un’adeguata accessibilità al Complesso Monumentale di San Cerbone e, nel contempo, trasforma il Piazzale Mazzini in uno spazio accessorio alla Piazza del Duomo di circa mq.1000 [in grado di ospitare eventi all’aperto per 600-700 persone].
Al di sotto di esso, previo demolizione dell’edificio che ospita l’Ufficio Postale, è previsto un parcheggio interrato a tre livelli per massimo 120 posti auto (per circa mq.5000) a cui accedere da via Ximenes; all’ultimo piano del parcheggio trova sede un edificio per uffici (per mq.670).
Si prevede che il Comune realizzi i parcheggi interrati e il Privato la volumetria fuori-terra da destinare a servizi [con vincolo ventennale quale esercizio di somministrazione di alimenti e bevande]; la gestione del parcheggio coperto a piano terra è affidata in convenzione alla Società.
L’iniziativa è duramente contestata dalle associazioni ambientaliste, da comitati cittadini e importanti opinionisti: è grande la preoccupazione per le possibili conseguenze di un intervento da compiersi in un contesto estremamente vulnerabile, definito “ad elevata pericolosità, con fenomeni franosi in atto e potenziali” negli elaborati preliminari del Piano Strutturale e confermato tale di seguito alle indagini commissionate a un locale studio di geologia.
Con Deliberazione n.42 del 30.05.1998, il Consiglio Comunale approva il progetto preliminare [di fattibilità] per la riqualificazione funzionale delle aree di sosta e dell’accessibilità al Centro Storico e al Complesso Monumentale di San Cerbone redatto dell’architetto Cecchetto, inserendolo nel programma triennale delle OO.PP. 1998-2000.
– due parcheggi a cielo aperto;
– un’autorimessa interrata con 44 box auto (con accesso da sotto la Statale):
– due fabbricati ad uso commerciale;
– una torre ascensore (per il raggiungimento del sagrato del Duomo);
– un autorimessa interrata sotto il Piazzale Mazzini;
– una piazza pedonale sopra il Piazzale Mazzini;
– opere di raccordo viario pedonale e carrabile.
Con Determinazione n.326 del 29.06.1998, a seguito di gara, il Responsabile dell’Ufficio Tecnico affida l’incarico di redigere il progetto alla Società SINTAGMA di Perugia.
Con Deliberazione n.63 del 14.10.1998, il Consiglio Comunale adotta la variante al PRG necessaria per dar corso all’intervento.
Con Deliberazione n.111 del 19.05.1998, la Giunta Comunale definisce in lire 5.272.160.000 l’importo complessivo dei lavori.
Con Deliberazione n.284 del 18.11.1998, la Giunta Comunale decide di accorpare due mutui già concessi per 198.000.000 di lire, devolvendone l’importo complessivo per finanziare l’opera.
Il 10.12.1998, la “Commissione Roma Capitale e Grandi Eventi” si esprime favorevolmente sul progetto.
Il 23.12.1998, perviene al Comune il parere sugli aspetti economici dell’intervento richiesto allo studio tecnico Ceccarelli-Bargelli di Massa Marittima (ove Ceccarelli, successivamente anche Presidente del Collegio Provinciale dei Geometri, mette il timbro e Bargelli la “firma”… di Ceccarelli): con tale parere, sostenendo che l’operazione in corso sia indiscutibilmente di convenienza per l’Ente, la proprietà Molendi viene valutata 667.000.000 di lire.
Il 14.08.1998 (vedasi nota prot. 350/Tec), il Responsabile dell’Ufficio Tecnico, geometra Enzo Testi, pur esprimendosi positivamente sul progetto definitivo, ne evidenzia numerose lacune tra le quali la necessità di migliorare l’inserimento dei nuovi manufatti nel contesto del centro storico, di approfondire il dettaglio di quanto prospiciente la via Massetana, di definire maggiormente le rampe di accesso al sagrato della Cattedrale e di adeguare il quadro economico in base alle indicazioni ministeriali.
Con Deliberazione n.195 del 29.08.1998, la Giunta Comunale approva il progetto definitivo, rimandando ad altra fase l’esame delle osservazioni sul grado di definizione dello stesso avanzate dal Responsabile dell’Ufficio Tecnico.
Con una nota del 08.09.1998, il Responsabile dell’Ufficio Urbanistica, p.i. Armando Nodi, al margine degli appunti di carattere prettamente tecnico al progetto, esprime la propria perplessità per il forte impatto delle nuove volumetrie sul contesto esistente, finanche compromettendo la visuale del Complesso Monumentale.
Il 25.09.1998, a nome e per conto della locale Federazione dei Verdi, l’architetto Dott. Diego Accardo e il geologo Dott. Franco Priami, anche in considerazione del fatto che le volumetrie sotterranee da realizzare avrebbero insistito sull’alveo del fosso di Valle Aspra, preoccupati principalmente per l’impianto absidale della Basilica, rappresentano al Comune la necessità di procedere con indagini volte a verificare le caratteristiche statiche dell’intero complesso monumentale di San Cerbone.
A seguito della gara svoltasi per procedere oltre al progetto preliminare dell’architetto Cecchetto, è la Società SINTAGMA di Perugia ad aggiudicarsi l’incarico per la progettazione definitiva ed esecutiva dell’intervento; lo stesso Cecchetto aveva partecipato alla gara senza risultarne vincitore, tanto da contestare lo svolgimento di essa e ricorrere al TAR contro il Comune.
Con Deliberazione n.222 del 01.10.1998, la Giunta Comunale approva anche il progetto esecutivo e decide di affidare i lavori mediante gara pubblica.
Quello stesso giorno, la Prima Sezione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici si esprime circa il fatto che la documentazione integrativa trasmessale non risponde a quanto richiesto e non permette di valutare esaustivamente le problematiche di ordine statico concernenti la stabilità del Complesso monumentale in relazione alle opere da eseguire.
Con Deliberazione n.237 del 08.10.1998, vista la necessità di procedere approfondendo le indagini geologiche già svolte così come proposto dall’Ufficio Tecnico, la Giunta Comunale affida alla Società SINTAGMA anche l’incarico di eseguire ulteriori sondaggi geologici finalizzati a meglio definire i carichi ammissibili e la portanza dei terreni ove si intende intervenire.
Con Deliberazione n.94 del 14.10.1998, così come indicato dall’Ufficio Tecnico [vedasi nota prot.1023 del 29.09.1998], il Consiglio Comunale decide di non procedere mediante approvazione di variante al PRG; contestualmente respinge le oculate osservazioni pervenute dall’architetto Diego Accardo e dal geologo Franco Priami in quanto ritenute “non attinenti alla materia urbanistica”.
Con una nota del 06.11.1998, la Società Molendi manifesta l’interesse acché, con la medesima gara di appalto vengano affidati sia i lavori per la realizzazione del parcheggio entro-terra che quelli relativi alle strutture portanti in elevazione di competenza privata; l’accordo si formalizza con la redazione di un Capitolato Speciale di Appalto congiunto.
Con un ribasso del 19,11%, si aggiudica la gara la Ditta “Valvano Giuseppe Costruzioni” di Melfi (PZ).
In data 11.11.1998, l’Ufficio Centrale per i Beni Ambientali e Paesaggistici, in seguito alle segnalazioni ricevute, chiede alla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici delle Province di Siena e Grosseto di condurre i necessari accertamenti e di proporre i provvedimenti che sia doveroso intraprendere.
Con Deliberazione n.305 del 15.12.1998, avendo opportunamente scorporato taluni interventi della Parte privata, la Giunta Comunale definisce il nuovo importo dei lavori di competenza pubblica in lire 4.219.751.595: considerato l’atteso contributo di lire 1.700.000.000 (di cui alla Legge 270/97 sul Giubileo dell’anno 2000), rimarrebbe a diretto carico dell’Ente la somma di lire 2.519.751.595.
Alla definizione della somma di lire 2.519.751.595 partecipano per lire 1.300.000.000 la prevista cessione dei posti auto e per lire 684.508.595 i proventi degli oneri di urbanizzazione dl villaggio di Pian dei Mucini; il resto riguarda alcuni mutui già contratti e i fondi per l’abbattimento delle barriere architettoniche.
Con Deliberazione n.115 del 28.12.1998, il Consiglio Comunale (con 10 voti favorevoli e 3 contrari) approva la Convenzione Urbanistica, incaricando il Responsabile dell’Ufficio Tecnico – Geom. Enzo Testi – di sottoscriverla per conto dell’Ente.
L’atto definisce il rapporto tra Comune di Massa Marittima e Società Molendi nella realizzazione di un intervento misto pubblico-privato.
Il Privato cede al Comune l’area necessaria per la realizzazione della parte pubblica dell’intervento (ove insistono due unità immobiliari: un capannone e un appartamento da abbattere); in cambio, lo stesso ottiene il diritto di superficie sull’area ceduta e su quella adiacente con la possibilità di riedificare un edificio a destinazione commerciale al di sopra delle strutture del parcheggio pubblico interrato.
La Convenzione impegna l’Ente a realizzare le opere entro-terra e, di conseguenza, a RICOSTRUIRE IL PIANO DI CALPESTIO a partire dal quale il Privato possa elevare quanto di sua spettanza, ovvero le opere fuori-terra.
Consente altresì al Comune di demolire, a proprie spese, i fabbricati di proprietà della Società Molendi che insistono sull’area; l’Ente, per contro, autorizza la Società a riedificare e mantenere di proprietà, quanto al di sopra del realizzando parcheggio interrato [oltre ad una porzione di vano per mq.66 all’interno del parcheggio stesso, in corrispondenza di un edificio fuori terra].
La Convenzione prevede che il Comune assuma a proprio esclusivo carico tutti gli oneri economici derivanti dagli imprevisti eventualmente sorti durante l’esecuzione dell’intervento.
Con la clausola compromissoria è stabilito che tutte le controversie che dovessero insorgere nell’interpretazione e nell’esecuzione dell’impegno siano devolute ad un Collegio Arbitrale composto da tre membri due dei quali, uno per ciascuna, nominati dalle Parti ed il terzo, di comune accordo, dagli Arbitri.
Il 30.12.1998, appena due giorni dopo essere stata approvata, viene sottoscritta la Convenzione; gli oneri per la ricostruzione di una volumetria di 2000 metri cubi, ammontano ad oltre 3 miliardi di lire per il Comune e a 100 milioni di lire per la Società Molendi [ovvero da 7 a 10 volte in meno dei prezzi di mercato].
Con bando del 04.01.1999, il Comune rende nota l’intenzione di vendere il diritto di superficie dei box da realizzare al livello inferiore del centro commerciale.
Con Deliberazione n.2 del 12.01.1999, la Giunta Comunale ratifica la proposta di acquisire in permuta della Parrocchia di San Cerbone la proprietà di un terreno in cambio della proprietà superficiaria, per 99 anni, di un box auto [sarà casuale la scelta del n.33, come gli anni di Cristo?] nel parcheggio sotterraneo da realizzare entro la particella 290 o, in alternativa, a fronte della mancata realizzazione della struttura entro il 31.12.1999, dell’importo di lire 30.000.000.
Con atto pubblico del 16.01.1999, ai rogiti del Notaio Savona in Follonica, la Parrocchia di San Cerbone cede al Comune di Massa Marittima la proprietà dell’area di mq.1000 di cui al foglio 143, particella 329.
Con atto pubblico di permuta del 11.02.1999, ai rogiti del Notaio Abbate di Grosseto, la Società Molendi cede al Comune di Massa Marittima la proprietà della propria area urbana di mq.587 [foglio 143, particelle 290, 358, 300, 438, 439 e 440 – ora 290] ove insistono due unità immobiliari riservandosi la proprietà superficiaria di essa e ricevendo il medesimo diritto su due porzioni dell’area contermine per mq.159 [foglio 143, particella 329 – ora 481], di proprietà pubblica.
Il 07.04.1999, il Consiglio Provinciale approva il Piano Territoriale di Coordinamento con valenza paesaggistica.
In data 08.04.1999, a seguito a gara pubblica, viene stipulato il contratto per l’esecuzione dei lavori con la Ditta C.E.A.L. (Consorzio Edile Artigiani Livornese) di Livorno, per un importo pari a 4.219.751.595 di lire.
Il 20.04.1999, l’allora Ministro per i Beni e le Attività Culturali, On. Giovanna Melandri, si reca in visita a Massa Marittima e prende atto della situazione, comprendendone la complessità; invita il Sindaco a soprassedere all’intervento in attesa di ulteriori indagini geologiche e preannuncia l’apposizione del vincolo paesaggistico sul Centro Storico; ciò avrebbe impedito di ricostruire quanto in procinto di essere demolito.
Lo stesso giorno, la Sesta Commissione Territorio e Ambiente del Consiglio Regionale della Toscana si esprime dicendo che le norme del PTC prevedono la «tutela integrale» dell’area interessata e che, se tale strumento fosse già vigente, non sarebbe possibile nemmeno ipotizzare un intervento come quello in questione.
Il 04.05.1999, l’Ufficio Centrale per i Beni Archeologici, Architettonici, Artistici e Storici si rivolge anche al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici chiedendo un parere in ordine ai possibili riflessi che la realizzazione di un parcheggio sottostante il Piazzale Mazzini avrebbe potuto produrre sulla Cattedrale di San Cerbone e sull’intero complesso monumentale.
Il successivo 18.05.1999, il Comitato di Settore per i Beni Ambientali e Architettonici dispone un sopralluogo in situ a seguito del quale riferisce che l’intervento avrebbe creato «una maggiore invasione del campo visivo dell’osservatore che dalla strada guarda verso il Duomo».
Ma il Sindaco ed oggi Onorevole, Luca Sani, anziché salvaguardare gli interessi del Comune, DECLINANDO l’invito del Ministro Melandri e muovendo contro ogni logica, decide di far demolire fabbricati esistenti, rendendo irreversibile la trasformazione dell’area e segnando le sorti della vicenda.
Il 20.05.1999 (proprio il giorno in cui si celebra San Bernardino, co-patrono di Massa Marittima ed ivi nato nel 1380), i mezzi meccanici dell’impresa Pizzi di Castiglioncello procedono in tal senso.
Ciò quando, ormai, appare inevitabile l’apposizione del vincolo paesaggistico che, insieme alla norme del PTC, non avrebbe consentito la riedificazione dell’esistente.
In questo modo, anziché procedere a tutela dell’Amministrazione, così come espressamente stabilito dalla Convenzione del 1998, Sani fa assumere CONSAPEVOLMENTE al Comune non solo i possibili maggiori oneri finanziari per gli eventuali imprevisti, ma anche quelli relativi al così detto “valore aggiunto” che sarebbe stato conseguito una volta realizzato il centro commerciale di proprietà privata.
In tale contesto, non è da poco il fatto che, per la demolizione dei fabbricati esistenti, non è mai esistito alcun titolo abilitativo, né sul piano politico/amministrativo, né su quello urbanistico/edilizio.
La Convenzione, oltretutto, all’art.3, lettera B, punto 4, recita: «Il Comune, al fine di procedere alla realizzazione dell’opera pubblica, verrà espressamente autorizzato a demolire a proprie spese i fabbricati di proprietà della Società attualmente esistenti sull’area»: MA NON C’E’ TRACCIA DI ALCUNA AUTORIZZAZIONE A QUESTO PRECISO RIGAURDO, dovendo desumere che mai il Comune sia stato autorizzato a tanto dalla Proprietà.
Il 25.05.1999, la Prima Sezione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici si esprime sostenendo che «per una motivata risposta al quesito del Direttore Generale dell’Ufficio Centrale per i Beni Archeologici, Architettonici, Artistici e Storici, deve essere prodotta un’adeguata documentazione che, oltre all’inquadramento geologico del sito, sviluppi la caratterizzazione geotecnica dei terreni di fondazione della Cattedrale e degli edifici circostanti, la descrizione della situazione delle relative fondazioni e strutture portanti e che descriva in termini quantitativi i fenomeni di interazione tra i nuovi manufatti e quelli preesistenti».
In data 08.06.1999, la Società Molendi stipula un contratto preliminare per la vendita a Terzi di alcuni dei volumi commerciali in progetto; il medesimo atto prevede la consegna degli immobili entro il 31.08.2000 e, in mancanza, il pagamento di una penale di UN MILIARDO, oltre a lire 500.000 per ogni giorno di ritardo nella consegna.
Il 22.06.1999, il Ministro Melandri convoca il Sindaco Sani e gli comunica formalmente la decisione di apporre il vincolo paesaggistico sul centro storico della Cittadina (poi notificato il 30.06.1999 e parzialmente modificato in data 02.08.1999); ciò, di fatto, avrebbe impedito la realizzazione del centro commerciale.
In seguito, senza esito, la Società proporrà ricorso al TAR avverso l’istituzione del vincolo paesaggistico.
Il 28.06.1999, con decreto dell’Ufficio Centrale per i Beni Ambientali e Paesaggistici del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, su proposta della Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici per le Province di Siena e Grosseto, si dispone la sospensione dei lavori per la realizzazione del parcheggio sotterraneo nell’area limitrofa alla Cattedrale di San Cerbone e al sottostante Piazzale Mazzini di Massa Marittima poiché ritenuti lesivi delle bellezze d’insieme, delle visuali prospettiche esistenti e delle qualità ambientali dell’area.
Il 03.07.1999, di seguito alla situazione determinatasi, la Società Molendi rappresenta formalmente al Comune che i pregiudizi economici derivanti dalla mancata o ritardata ultimazione delle opere nei termini stabiliti sarebbero stati fatti valere nel contesto di una richiesta danni.
Il 02.08.1999, ancora su proposta della Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici delle Province di Siena e Grosseto, viene emanato il Decreto Ministeriale che revoca parzialmente il pari titolo del 28.06.1999 con cui erano stati sospesi tutti i lavori, limitandone gli effetti a quanto da edificare fuori terra, alla torre ascensore e alle opere di raccordo della viabilità per l’accesso all’autorimessa; per quanto riguarda la realizzazione delle opere interrate prossime alla Cattedrale di San Cerbone e del parcheggio sotterraneo, invece, si subordina il tutto al preventivo nulla osta dell’Ufficio Centrale dei Beni Archeologici, Architettonici, Artistici e Storici.
Durante il Consiglio Comunale del 06.08.1999, nel contesto della discussione sull’interpellanza del Consigliere Roberto Ovi, il Sindaco Sani conferma di aver ricevuto un Decreto Ministeriale di sospensione cautelativa dell’intervento che però, su istanza dell’Ente, è stato parzialmente revocato (relativamente a quanto da realizzare entro-terra) e che, di conseguenza, il Ministro ha autorizzato la ripresa dei lavori, salvo parere della Soprintendenza circa la sicurezza statica della Cattedrale.
A quest’ultimo riguardo, assicura di aver già trasmesso a Siena l’esito favorevole delle ulteriori verifiche richieste e che, dunque, a conclusione della pausa estiva, i lavori sarebbero ripresi regolarmente; evidenzia che l’unica parte del progetto ancora non autorizzata è quella assentita al Privato in cambio della proprietà dell’area concessa al Comune.
In ultimo, rappresenta la necessità di ridiscutere e modificare la Convenzione che consente la ricostruzione, in forma e dislocazione diverse, delle volumetrie abbattute e che, qualora il Privato non avesse potuto realizzare quanto previsto, vista la situazione economica dell’Ente, avrebbe dovuto ricevere un indennizzo diverso da quello monetario.
Nonostante la palese necessità di trovare una rapida soluzione a quanto sta accadendo, l’atteggiamento del Comune continua a rimanere ambiguo e dilatorio.
In data 04.10.1999, l’Ufficio Centrale per i Beni Archeologici, Architettonici, Artistici e Storici inoltra al Comune di Massa Marittima la relazione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici relativa ai riflessi sulla stabilità del complesso monumentale con cui, per autorizzare la realizzazione del parcheggio interrato, richiede di effettuare un ulteriore «approfondito studio in ordine alle modalità di scavo e ai possibili effetti delle vibrazioni indotte dai mezzi d’opera che, anch’esse, avrebbero potuto creare pregiudizio all’integrità strutturale della Cattedrale».
Il 12.10.1999, vista l’impossibilità oggettiva di procedere con la realizzazione dei nuovi fabbricati, la Società Molendi informa il Comune di Massa Marittima di voler devolvere la controversia a un Collegio Arbitrale (così come previsto dalla Clausola Compromissoria di cui all’art.11 della Convenzione), invitando l’Ente a designare l’arbitro di sua elezione; ciò anche in ragione del non poter rispettare il contratto preliminare per la vendita dei volumi commerciali di progetto stipulato in data 08.06.1999.
Al Collegio Arbitrale, intende richiedere la restituzione dell’area ceduta in permuta ed il risarcimento del danno conseguente alla mancata realizzazione del PIANO DI CALPESTIO, indispensabile per la realizzazione, in proprietà superficiaria, dei volumi fuori-terra di competenza privata.
Il 29.09.1999, dopo lunga trattativa, viene stipulato un accordo col quale, riconoscendo la validità della Convenzione, pur necessitando alcune variazioni del progetto a seguito dell’insorgere del vincolo paesaggistico, si concorda sul persistere della possibilità di realizzare quanto previsto secondo le volumetrie originarie.
Il 24.11.1999, dopo circa un anno e mezzo dall’inizio del proprio iter, viene emanato il Decreto Ministeriale di vincolo [Codice 95014 del 24.11.1999] recante «Dichiarazione di notevole interesse pubblico del centro storico del Comune di Massa Marittima».
In data 03.12.1999, il Direttore Generale dell’Ufficio Centrale per i Beni Ambientali e Paesaggistici del Ministero per i Beni e le Attività Culturali evidenzia che le opere interrate di cui al Decreto Ministeriale del 02.08.1999 di revoca parziale del pari titolo del 28.06.1999 potrebbero interferire con la stabilità della Cattedrale (come da nota del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici) oltre ad alterare in modo irreversibile lo stato dei luoghi; con la stessa nota, l’Amministrazione Comunale viene ufficialmente informata dell’emanazione del Decreto Ministeriale di vincolo.
Il 16.12.1999, il Comune di Massa Marittima richiede alla “Commissione Roma Capitale e Grandi Eventi” un’integrazione al finanziamento del progetto, indicando una variazione degli importi relativi alla voce “indennizzi” nella misura di 880 milioni di lire a fronte di una riduzione della riedificazione della proprietà Molendi di 300 metri quadri, indicando il 31.05.2000 come data presunta per l’ultimazione dei lavori.
Con Deliberazione n.333 del 09.12.1999, la Giunta Comunale conferisce all’avvocato Claudio Fiori l’incarico di Consulente Legale per l’anno 2000.
Con Deliberazione n.366 del 28.12.1999, di seguito ad una ulteriore richiesta di controlli da parte del Ministero dei Beni Ambientali e Culturali, la Giunta Comunale affida alla Società “Etruria Innovazione” una nuova campagna di indagini geologiche (per oltre 200.000.000 di lire) finalizzata a meglio assicurarsi che i lavori in progetto non interferiscano in alcun modo con la stabilità della Cattedrale.
Tali studi, pur dando atto della probabile necessità di opere ulteriori rispetto a quelle previste (con ovvio aggravio dei costi), dimostrano che gli effetti dei lavori di scavo per la realizzazione del parcheggio interrato sul soprastante complesso monumentale di San Cerbone non sono tali da impedirne la realizzazione.
A questo punto che il Comune, persa irrimediabilmente la possibilità di accedere ai finanziamenti del Giubileo, inizia a cercare altre fonti di finanziamento per il progetto.
Con Deliberazione n.18 del 15.02.2000, la Giunta Comunale rinnova all’avvocato Claudio Fiori l’incarico di Consulente Legale per l’anno 2001.
Con Deliberazione n.21 del 17.02.2000, vista l’ingiunzione del Tribunale di Grosseto del 20.12.1999, la Giunta Comunale dispone di liquidare all’architetto Alberto Cecchetto di Venezia la somma di lire 97.920.000, IVA e cassa previdenziale comprese (pari ad Euro 50.571,96), per le prestazioni professionali effettuate e riconosciutegli.
Con Deliberazione n.42 del 16.03.2000, dando atto di aver richiesto una proroga dei termini per l’attuazione del progetto (scaduti il 31.12.1999) e riconoscendo il grave stato di degrado conseguente alla sospensione dei lavori, la Giunta Comunale autorizza la ripresa dell’intervento limitatamente alle aree esterne al vincolo [Piazza Dante e via San Giovanni] per un importo di 395.000.000 di lire.
Con la successiva Deliberazione n.43, assunta nella medesima seduta, la Giunta Comunale affida alla Società SINTAGMA l’incarico per la REVISIONE dell’intervento allo scopo di garantirne la fattibilità in tempi più rapidi di quelli previsti.
Nell’aprile 2000, il Partito della Rifondazione Comunista di Massa Marittima, pubblica un manifesto e un volantino attraverso i quali denuncia che nella richiesta di contributo fatta dal Comune di Massa Marittima alla “Commissione Roma Capitale e Grandi Eventi”, indicando l’indennizzo dovuto per la proprietà Molendi, l’Amministrazione avrebbe “gonfiato” la valutazione degli immobili della Società, portando il valore al metro quadrato di essi da uno a tre milioni di lire.
Il progetto viene revisionato cercando di tenere conto sia delle problematiche tecniche che delle esigenze di carattere paesaggistico; l’edificio è spostato al ridosso della proprietà Moris e si introduce uno nuovo parcheggio a raso in via dell’Ortino per 29 posti auto ELIMINANDO quello interrato d’origine e quello coperto con 17 posti auto.
Si prevedono ancora il parcheggio a raso presso la Pretura per 65 posti auto + 4 stalli per i bus, la riqualificazione di Via San Giovanni, la messa in sicurezza dell’area sulla quale insistevano i fabbricati demoliti (ove, in precedenza, era prevista la realizzazione del centro commerciale con parcheggio multiplano interrato), la realizzazione di un accesso per disabili alla Cattedrale oltre all’esecuzione di studi geologici più approfonditi per un’eventuale futura realizzazione di ulteriori opere entro-terra.
Con Deliberazione n.107 del 15.06.2000, la Giunta Comunale approva una VARIANTE AL PROGETTO e il nuovo quadro economico da proporre alla “Commissione Roma Capitale e Grandi Eventi” contestualmente alla richiesta di proroga.
Il 24.07.2000, il Gruppo Consiliare “Insieme per Massa” interroga il Sindaco sulle gravi accuse del Partito della Rifondazione Comunista e chiede di confutarle con dati di fatto, anche per difendere il prestigio dell’Ente.
La mancata risposta del Sindaco, oltre a costituire omissione di atti d’ufficio, legittima i dubbi espressi sul probabile indebito aumento di valore degli immobili della Società Molendi e rafforza i sospetti, già espressi da lungo tempo dal Gruppo Consiliare “Insieme per Massa”, sul fatto che l’intervento abbia ampio e indebito carattere speculativo.
Il 02.08.2000, viene diffuso un comunicato stampa col quale il Sindaco Luca Sani afferma: «L’intervento è stato ridefinito per consentire l’utilizzo dei fondi della “Commissione Roma Capitale e Grande Eventi”, stanziati per il Giubileo. Questo non significa che i 40 box sotterranei e i 17 posti in superficie siano definitivamente abbandonati. Nel nuovo progetto che è stato presentato a Roma Capitale sono stati stralciati perché si è preferito fare un intervento che consentisse l’acquisizione dei fondi per il Giubileo. In sostanza si tratta di realizzare il parcheggio nel piazzale della Pretura, la messa in sicurezza del cantiere e le verifiche statiche per la realizzazione dei box seminterrati, oltre al sottopasso della strada provinciale Massetana».
Il 03.08.2000, il Comitato San Cerbone esprime le proprie perplessità sull’inclusione, nel quadro economico degli interventi giubilari, di ulteriori indagini geognostiche prive di alcuna attinenza con le opere da realizzare e sull’intenzione di lasciare l’area ex-Molendi nel degrado anziché riqualificarla utilizzando i circa 800 milioni stanziati, però, per le indagini di cui sopra (per circa 216 milioni) e per la realizzazione di un parcheggio in zona Ortino (per circa 580 milioni) con una capienza prevista di soli 29 posti auto che vanno ad aggiungersi agli altri 65, più 4 per i bus, da realizzare in Piazza Dante (Piazzale della Pretura) per ulteriori circa 395 milioni.
Con una nota del 04.08.2000, la “Commissione Roma Capitale e Grandi Eventi” conferma l’erogazione del cofinanziamento di lire 1.227.000.000, prorogando il termine di attuazione degli interventi al 30.09.2000.
Con interrogazione del 14.08.2000, il Gruppo Consiliare “Insieme per Massa” chiede al riguardo della vertenza tra Comune e Società Molendi che, in base agli accordi sottoscritti, per la mancata consegna entro i termini stabiliti dei nuovi fabbricati venduti su progetto, ha richiesto all’Ente un risarcimento superiore al miliardo di lire, in aggiunta al valore degli immobili demoliti stimato in 667.000.000 di lire; intende anche conoscere il nomi degli acquirenti della proprietà Molendi, beneficiari della penale di oltre un miliardo, e quelli di tutti i consulenti del Comune che suggerirono all’Ente di sottoscrivere la Convenzione, con gli importi pagati o da pagare per la loro consulenza.
Il 05.09.2000, si tiene un’altra riunione tra i tecnici del Comune, i rappresentanti della Soprintendenza e i progettisti della Società al termine della quale si conviene che, con l’apposizione del vincolo, non è venuta meno la possibilità di ricostruire i fabbricati secondo le volumetrie originarie, anche se potrà rendersi necessaria la scelta di materiali diversi da quelli previsti per meglio procedere con l’inserimento paesaggistico dei manufatti.
Durante il Consiglio Comunale del medesimo 05.09.2000, il Sindaco conferma quanto già dichiarato alla stampa ovvero che, in aggiunta alle opere menzionate nel quadro economico approvato con la Delibera di Giunta Comunale n.107 del 15.06.2000, l’Amministrazione intende realizzare anche opere sotterranee di raccordo per l’accesso all’area dove è prevista la realizzazione dell’autorimessa, la cui esecuzione è al momento sospesa.
Destano notevoli perplessità i motivi per i quali il sindaco di Massa Marittima, nonostante la loro esclusione dal progetto giubilare, la loro mancata ammissione ai finanziamenti e il fallimento del tentativo di vendere il diritto di superficie dei box del Gennaio 1999, insiste nel voler realizzare il parcheggio multipiano sotterraneo.
Il particolare, nel progetto in questione, pare evidente l’uso improprio del danaro pubblico, poiché i vantaggi del Privato sono sproporzionati rispetto a quelli pubblici e le opere pubbliche che si intende realizzare non appaiono coerenti coi principi del decreto del Ministro dei Lavori Pubblici n.115 del 17.09.1997 recante “Criteri per la selezione delle richieste di inserimento nel piano degli interventi di interesse nazionale relativi a mete storiche di percorsi giubilari e di pellegrinaggi ed a mete religiose tradizionali inerenti la celebrazione del Grande Giubileo del 2000 in località al di fuori del Lazio”.
Gli elementi dai quali si evince la mancata coerenza tra gli interventi voluti dall’Amministrazione Comunale e quanto sancito dal suddetto decreto vengono chiaramente evidenziati negli esposti inviati dal Comitato San Cerbone alla “Commissione Roma Capitale e Grandi Eventi” (con note in data 03.03.2000 e 30.08.2000).
Con Deliberazione n.65 del 05.09.2000, il Consiglio Comunale autorizza l’acquisizione delle aree di via dell’Ortino ove si prevede di realizzare un parcheggio a raso.
Con Deliberazione n.175 del 09.09.2000, la Giunta Comunale approva il nuovo progetto ed il corrispondente quadro economico per un totale di lire 2.446.751.595.
Contestualmente, per l’importo di lire 880.577.992, oltre ad IVA, [comprendente le opere già effettuate per lire 69.031.084 e quelle di nuova previsione], ne affida i lavori alla Ditta C.E.A.L. di Livorno.
Di lì a poco, si dà inizio ai lavori del parcheggio a raso nei pressi la Pretura e del camminamento pedonale [con tanto di vasche poste al suo inizio, ora mestamente ridotte a grandi pattumiere] che porta verso il Centro Storico.
E, senza preoccuparsi minimamente dei diritti sui terreni interessati, si procede con la realizzazione del sottopasso in corrispondenza della Statale che consente di raggiungere l’area ex-Molendi; quest’ultimo, pur essendo una struttura pubblica, andrà a sfociare allegramente nella proprietà privata.
Con una nota del 14.09.2000, il Comune si indirizza alla Presidenza del Consiglio dei Ministri chiedendo un differimento dei termini di proroga, in considerazione della assoluta impossibilità tecnica di completare l’intervento entro il 30.09.2000, dato che la conferma del contributo è pervenuta solo in data 04.08.2000.
Il 21.09.2000, la questione approda in Senato dove, nel corso della seduta n.906, dopo lunga premessa tesa a ripercorrere la vicenda, dodici Senatori (tra i quali Bosi e Turini) domandano al Ministro dei Lavori Pubblici e a quello per i Beni e le Attività Culturali quali misure urgenti e indefettibili ritengano opportuno adottare per ripristinare il rispetto delle normative vigenti impedendo che, a Massa Marittima, non si utilizzino impropriamente i fondi pubblici erogati per le opere inserite nel piano del Giubileo 2000; si chiede, altresì, quali iniziative intendano adottare per applicare i vincoli previsti dalle normative vigenti circa le aree di interesse monumentale ed archeologico.
Con Deliberazione n.189 del 28.09.2000, ad integrazione di quanto al precedente pari atto n.175 del 09.09.2000, visto lo stato di degrado in cui versa l’area, la Giunta Comunale dispone di procedere con l’attuazione dell’intervento pur non avendo certezza del fatto che la “Commissione Roma Capitale e Grandi Eventi” approvi la richiesta di integrazione al finanziamento concesso; individua possibili fonti di finanziamento alternative per 650.000.000 di lire.
Parallelamente, incarica il Responsabile del Settore LL.PP. di sottoscrivere un accordo con la Controparte per ridefinire l’impegno assunto dall’ente circa la ricostruzione del PIANO DI POSA dei fabbricati dei nuovi fabbricati attraverso la stipula della Convenzione; dà anche mandato al Direttore dei lavori di sottoscrivere l’atto di sottomissione per quanto concerne la parte in cui si fa menzione dell’indennizzo in luogo delle riserve avanzate dall’impresa concordato in 112.000.000 di lire.
Il giorno successivo, 29.09.2000, il geometra Enzo Testi firma un atto col quale il Comune si impegna a riconoscere alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro” la somma di lire 200.000.000 (da conguagliare in funzione del costo reale dell’intervento) per il mancato adempimento di quanto all’art.4 della Convenzione, ovvero la RICOSTRUZIONE DEL PIANO DI POSA a partire dal quale il Privato avrebbe potuto elevare i fabbricati a suo carico.
Per contro, rinunciando ad ogni ulteriore richiesta di danni, la Società “Immobiliare Porta al Salnitro” si impegna a realizzare direttamente l’opera in questione che, di fatto, andava a sostituirsi a quella che sarebbe stata la sommità del parcheggio entro-terra non più realizzabile.
– 2001 / 2002 –
Con Deliberazione n.18 del 15.02.2001, la Giunta Comunale rinnova all’avvocato Claudio Fiori l’incarico di Consulente Legale per l’anno 2001.
Con Deliberazione n.199 del 08.08.2002, la Giunta Comunale conferisce all’avvocato Claudio Fiori l’incarico per formulare e proporre una soluzione a seguito della mancata realizzazione del progetto, redigendo la bozza di un Atto di Transazione; trattasi di incarico congiunto, condiviso e sostenuto economicamente in parti uguali con la Società Molendi.
Stranamente (come a voler riconoscere la responsabilità dell’Ente), nelle premesse della Deliberazione di cui sopra, tra le altre cose, si dà atto che: «in data 20 maggio 1999, con demolizione dei fabbricati di proprietà della Società Molendi Sergio e Renzo s.r.l, la trasformazione dell’area divenne irreversibile».
In data 28.08.2002, la Società Molendi cambia la propria denominazione in Società “Immobiliare Porta al Salnitro”.
In data 06.02.2003, lo Studio Legale Fiori & Fabbri produce la “Relazione sul bilanciamento dei valori economici” per la quantificazione del danno patito dalla Società Molendi [tra 408.208,00 e 503.545,00 euro] e la determinazione delle modalità di ristoro su cui ha improntato l’Atto di Transazione da sottoporre al Consiglio; secondo l’avvocato Claudio Fiori, il vantaggio per l’Ente a seguito della sottoscrizione di esso è particolarmente evidente.
Il 12.02.2003, il Responsabile dell’Ufficio Urbanistica, p.i. Armando Nodi, trasmette il proprio parere sul prospettato accordo con la Società Molendi; a suo giudizio l’Atto di Transazione costituisce una via di uscita ottimale perché garantisce la realizzazione di strutture di uso pubblico e consente al Comune di chiudere la vicenda senza dover rifondere alcun risarcimento economico.
Precisa che, sotto il profilo prettamente edilizio/urbanistico, occorre predisporre un nuovo progetto che garantisca un minore impatto ambientale [visto che, a differenza della prima soluzione progettuale, la volumetria fuori terra si concentra sull’area da retrocedere (particella 328) nel limite massimo dei volumi originariamente esistenti sulla stessa, pari a 2104 metri cubi circa].
Con Deliberazione n.13 del 18.02.2003, dando atto che è venuto meno interesse per realizzare in proprio la struttura in ragione del lungo tempo trascorso e delle innumerevoli problematiche sorte al riguardo, il Consiglio Comunale approva il testo dell’Atto di Transazione col quale, definendo i rapporti reciproci e gli oneri facenti carico a ciascuna delle Parti, si intende giungere alla definitiva risoluzione del contenzioso sorto tra l’Ente e la Società “Immobiliare Porta al Salnitro”; conferisce mandato di sottoscriverlo al Responsabile del Settore 3.
Redatto sulla base di quanto indicato dall’Ufficio Tecnico e dallo studio dell’avvocato Claudio Fiori, tale documento quantifica il danno subito dalla Società “Immobiliare Porta al Salnitro” per la mancata realizzazione dell’intervento di riqualificazione funzionale delle aree di sosta e delle strutture di accesso al Centro Storico di Massa Marittima.
Con l’Atto di Transazione, il Comune risarcisce il danno mediante:
la retrocessione dell’area individuata al foglio 143, particella 328;
la cessione della particella 329 del foglio 143;
la cessione di copia di tutti gli elaborati tecnici/geologici di proprietà dell’Ente;
il riconoscimento alla Società di realizzare l’intero parcheggio, nel sottosuolo, con destinazione ad uso pubblico, così come da progetto Sintagma, nonché riconoscimento dell’intera volumetria originaria fuori terra per 2855,40;
l’impegno a cedere una o più aree pubbliche ove realizzare immobili di prestigio in ragione delle volumetrie che, per ragioni legate al rispetto delle prescrizioni urbanistiche o all’esigenza di adeguare il progetto alle esigenze di carattere paesaggistico, non potessero edificarsi nell’area retrocessa;
il riconoscimento alla Società della facoltà di provvedere al pagamento degli oneri di Urbanizzazione mediante la cessione gratuita a tempo indeterminato, della proprietà superficiaria relativa alla sola porzione di parcheggio a raso per 10 posti auto sulla particella 329, a scomputo totale o parziale degli stessi oneri;
l’impegno a concedere alla Società la gestione a titolo gratuito la porzione di parcheggio a raso, con destinazione pubblica, di cui al punto precedente per anni 99, prevedendo tariffe massime non oltre il 100% rispetto al parcheggio di Piazzale Mazzini.
Col medesimo Atto di Transazione, da parte sua, la Società garantisce:
che, sottoscrivendo tale accordo, non ha più alcunché da pretendere a risarcimento del danno in argomento
di non pretendere la realizzazione di volumetrie fuori terra da realizzarsi sulla particella 329, concentrando invece la costruzione nell’area retrocessa, individuata con il mappale 328, nel rispetto degli indici di piano;
che la volumetria necessaria per la realizzazione del parcheggio a raso andrà computata nell’ambito della volumetria originaria di mc. 2855.40;
la destinazione pubblica del parcheggio da realizzarsi nel sottosuolo e che le tariffe dello stesso lo stesso tariffe non siano superiori al 100% di quelle previste per il parcheggio pubblico di Piazzale Mazzini;
il diritto di prelazione da parte dell’Ente nel caso di vendita del costruendo parcheggio interrato.
L’Atto di Transazione, però, incomprensibilmente, NON VIENE MAI FIRMATO: con la stipula di esso, infatti, il Comune sarebbe riuscito a portare a compimento ciò che gli interessava [i parcheggi a raso e interrati] pur senza pressoché gravare sulle proprie insufficienti finanze e, oltretutto, scongiurando il rischio di eventuale richieste di danno.
In seguito, senza esito, la Società proporrà ricorso al TAR avverso revoca dell’Atto di Transazione disposta con la Deliberazione di Consiglio Comunale n.61 del 2008.
In data 03.04.2003, la Parrocchia San Cerbone di Massa Marittima, avanza una richiesta di revisione del contratto stipulato il 16.01.1999 lamentando l’errata traduzione in esso della propria volontà; si intendeva cedere al Comune , infatti, solo una porzione di mq.670 del terreno identificato al NCT al foglio 143, particella 329 e non l’intera particella [della superficie di mq. 1.000] come riportato nell’atto notarile; ciò per conservare la proprietà dei mq.330 di terreno atti ad assicurare il collegamento del resede della Parrocchia con la viabilità di Vicolo Butigni del Capoluogo.
Il 30.03.2004, la Società “Immobiliare Porta al Salnitro” deposita il NUOVO PROGETTO COMPLESSIVO per la riqualificazione dell’area ex-Molendi che comprende:
un parcheggio interrato al piano primo sottostrada rispetto alla quota di Via Massetana, con accesso tramite sottopasso da Via San Giovanni;
un parcheggio seminterrato nell’area attigua al Piazzale Mazzini con accesso dalla strada senza sfondo al fianco della proprietà Semplici;
volumetrie fuori terra in luogo dei fabbricati demoliti, con Uffici al piano terra e un Ristorante al piano primo.
In data 09.04.2004, presa visione della proposta, il Responsabile dell’Ufficio Urbanistica, p.i. Armando Nodi, si esprime riconoscendo valida la scelta di addossare l’edificio fuori terra al muro a retta in calcestruzzo armato esistente allo scopo di minimizzare l’impatto paesaggistico; formula, tuttavia, numerose obiezioni tanto da rendere necessaria una ulteriore rivisitazione del progetto [in merito al rapporto della nuova costruzione con l’edificato esistente, ai volumi, alle altezze, ai materiali di finitura e alla funzionalità della rampa di accesso al parcheggio interrato.
Con Deliberazione n.153 del 10.06.2004, in attuazione dell’Atto di Transazione approvato con DCC 13/2003, sostenendo essere è un professionista esterno di fiducia dell’Amministrazione con le capacità tecniche necessarie per il conferimento della mansione richiesta, la Giunta Comunale affida al P.I. Moreno Bargelli l’incarico per individuare i terreni da cedere alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro”, ove la stessa possa realizzare immobili di prestigio per la volumetria non più realizzabile [da quella originaria di mc. 2855,40 si è passati a mc. 2.100,00]; la retribuzione del professionista è di euro 6.350,00.
Succedendo al Signor Luca SANI, il 12.06.2004 viene eletta Sindaco di Massa Marittima la Signora Lidia BAI…
Ella, però, per risolvere la questione, non fa niente di niente ed è proprio la sua ignavia a segnarne il drammatico epilogo.
In data 03.08.2005, il geometra DMC Pietro Dragoni, Legale Rappresentante della Società “Immobiliare Porta al Salnitro”, diffida formalmente il Comune di Massa Marittima a sottoscrivere, entro 30 giorni, l’Atto di Transazione approvato dal Consiglio Comunale con Deliberazione n.13 del 18.02.2003.
Alla diffida non segue riscontro, se non l’invito ad un ennesimo generico incontro durante il quale il Comune si dichiara disponibile a sottoscrivere l’Atto, laddove ad esso fossero state apportate integrazioni a taluni aspetti tecnici ed economici.
Seguono, di conseguenza, ulteriori tavoli per meglio approfondire la questione sollevata senza, però, risultare minimamente fruttuosi.
Con Deliberazione n.191 del 15.09.2005, la Giunta Comunale decide di affidare all’Avvocato Luciano Giorgi di Grosseto l’incarico per la consulenza legale, con eventuale assistenza in sede giudiziaria, relativamente al contenzioso apertosi circa la mancata stipula dell’Atto di Transazione.
Il 19.09.2005, la Società informa di aver richiesto alla Ditta SINTAGMA di esprimersi nuovamente sulla fattibilità dell’intervento entro-terra, tenendo conto delle più recenti indagini geologiche eseguiti su proprio incarico; conferma altresì la disponibilità a discutere sugli aspetti tecnici ed economici della transazione, anche in virtù delle novità che saranno introdotte dal Regolamento Urbanistico in fase di completamento .
Il 23.12.2005, la Società diffida nuovamente il Comune acché vengano rapidamente definite le modalità dell’intervento, vincendo definitivamente lo stato di inerzia e disinteresse manifestato dall’Ente.
Il 10.01.2006, il Sindaco BAI fa seguito alla diffida ricevuta dichiarando la propria disponibilità a risolvere la questione e preannunciando di voler organizzare un’altra serie di incontri, sia di carattere tecnico che di carattere politico.
Con Delibera n.18 del 30.01.2006, la Giunta Comunale decide di integrare il trattamento economico già riconosciuto al Dott. Carlo Cagnani con un’indennità ad personam di ulteriori € 3.960,00 annui.
Tali incontri [primavera-estate 2006] si svolgono senza successo alcuno poiché la risoluzione delle varie problematiche richiede decisioni e interventi che il Comune, nonostante le ripetute assicurazioni, non va mai a intraprendere.
Motivo in più del fallimento negoziale sta nel fatto che l’Ente, in ogni circostanza, viene rappresentato da un Soggetto che non dispone di un incarico “effettivo” con poteri decisionali.
Con Deliberazione n.47 del 27.07.2006, il Consiglio Comunale ADOTTA il nuovo Regolamento Urbanistico.
Il 09.03.2007, a seguito del silenzio più assoluto del Comune, la Società formula l’ennesimo diffida a procedere, rappresentando di non poter tollerare ulteriori ritardi.
Segue la medesima storia e la Società, pur di tentare il tutto per tutto, accetta di presenziare ad altri incontri [a partire dall’Aprile 2007], ancora una volta completamente infruttuosi.
Con Deliberazione n.48 del 30.07.2007, il Consiglio Comunale APPROVA il nuovo Regolamento Urbanistico.
Tale strumento, mediante piano attuativo (Piano di Recupero), consente nell’area ex-Molendi la realizzazione di un parcheggio interrato con solo un parco-giardino in superficie o, in alternativa, la ricostruzione dei volumi fuori-terra preesistenti oltre ad una eventuale autorimessa interrata: ciò rende IMPOSSIBILE l’esecuzione del progetto inizialmente concordato in base al quale la volumetria complessiva risulta di mc. 2855,40.
Gli incontri tra le Parti tesi a chiarire definitivamente la fattibilità e gli eventuali limiti dell’intervento continuano fino all’estate 2008 quando, finalmente, pare possibile giungere ad una soluzione condivisa.
Il 10.07.2008, infatti, in una nota indirizzata alla Controparte, il Legale del Comune si esprime sostenendo di ritenere possibile la risoluzione della controversia.
Il 24.07.2008, le Parti si confrontano in quello che doveva rivelarsi l’incontro risolutivo e convengono, per giungere alla sottoscrizione, di sostituire l’Atto di Transazione del 2003 (mai sottoscritto nonostante l’approvazione del Consiglio Comunale).
Di conseguenza, la Società recapita al Comune un documento contenente la propria posizione circa il percorso da seguire per dare attuazione all’accordo transattivo, anche ricordando quali e quanti siano stati i propri sforzi economici per giungere alla miglior soluzione tesa a minimizzare l’impatto paesaggistico dell’intervento [buona ultima le soluzioni proposta dal Prof. Verducci di Perugia].
Ma le precisazioni della Controparte non sono gradite all’avvocato Giorgi che, senza fornire ad Essa alcun preavviso, a partire dal 25.09.2008, inizia a sollecitare l’Ente circa la necessità di provvedere con URGENZA alla «stipula della retrocessione dell’area di sedime dell’immobile demolito in modo da consentirne senza dilazioni l’utilizzazione per i fini edificatori consentiti».
Il successivo 07.10.2008, l’avvocato Giorgi recapita al Comune il proprio parere ufficiale: confermando quanto anticipato giorni addietro, evidenzia l’incomprensibile opportunità di procedere all’immediata retrocessione dell’area e, addirittura, alla revoca della Deliberazione del Consiglio Comunale n.13 del 18.02.2003.
Alla fine della sua nota, l’avvocato Giorgi dice: «Il Comune dovrà comunque mettere in conto che, subito dopo l’adozione della revoca ed in riferimento ad essa, la Società potrà ritenere violata l’intesa metodologico-negoziale che, a suo tempo, dette luogo alla elaborazione-mediazione dell’avvocato Fiori recepita dal Consiglio Comunale e, quindi, promuovere, così come mi è stato precisato in riferimento a detta ipotesi, un giudizio per danni davanti al Tribunale, ovvero in Sede Arbitrale, per far valere le proprie pretese risarcitorie che peraltro, com’è ovvio, dovrebbero essere tutte adeguatamente motiva e, soprattutto, provate».
Solo due giorni dopo, l’argomento viene portato con URGENZA in Consiglio Comunale, aggiungendolo straordinariamente all’ordine del giorno già predisposto e diffuso ai Consiglieri.
Durante il Consiglio Comunale del 09.10.2008, premesso che l’Atto di Transazione del 2003 non era mai stato firmato né c’erano stati ulteriori passaggi al riguardo in Consiglio Comunale, il Sindaco Lidia BAI ricorda che, a partire dal Settembre 2005, si erano tenuti numerosi incontri con la Controparte (prima interlocutori, poi negoziali) allo scopo di pervenire concordemente alla definizione della vicenda, precisando che l’obiettivo costantemente perseguito dall’Amministrazione nel corso delle trattative era sempre stato quello di garantire gli interessi del Comune, senza però penalizzare in alcun modo il Privato.
Spiega, inoltre, che fino a quel momento, nonostante le pressioni della Società, il Comune non aveva firmato l’atto di transazione ritenendo necessario modificare alcuni degli accordi contenuti in esso, in ragione dell’oggettivo superamento delle condizioni originarie.
Sostiene anche la NECESSITA’ che il Consiglio deliberi la REVOCA dell’Atto di Transazione del 2003, pur senza pretendere indietro il diritto di superficie concesso alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro” sull’area adiacente a quella da Essa acquisita a titolo di proprietà mediante l’atto pubblico di permuta del 1999.
E informa il Consiglio circa l’eventualità che la Società proceda ad una azione legale nei confronti del Comune, sostenendo però che l’Amministrazione NON INTENDE METTERE L’INTERESSE PUBBLICO IN SECONDO PIANO, vincolando l’Ente con la sottoscrizione di una transazione ormai superata.
Ritiene che la REVOCA dell’Atto di Transazione del 2003 e la RETROCESSIONE dell’area alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro” siano il presupposto [unilateralmente ritenuto tale] per la ripresa della trattativa finalizzata alla definitiva risoluzione della controversia.
Con Deliberazione n.61 del 09.10.2008, recependo il parere dell’Avvocato Giorgi (con 8 voti favorevoli, 1 astenuto e 1 contrario) il Consiglio Comunale decide dunque:
di procedere alla immediata retrocessione alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro” dell’area composta dalle particelle censite al Catasto Terreni al foglio 143, mappali 290, 300, 358, 438, 439, 440 (al tempo mappale 328), pervenuta al Comune con l’atto di cui al rep. 13739 del 11.2.1999 ai rogiti del notaio Abate di Grosseto [registrato in data 26.2.1999 al n. 438 serie 1V];
di non procedere, al momento, con la richiesta alla Società privata tesa al vedersi retrocedere il diritto di superficie costituito in favore della stessa su parte dell’area di cui alla particella 329, per fare di ciò oggetto di discussione e trattativa successive;
di revocare la deliberazione del Consiglio Comunale n. 13 del 18.02.2003;
di procedere con la ripresa negoziale con la Controparte.
In aggiunta, di propria esclusiva iniziativa, si è inteso “annullare” la Convenzione del 1998 ed il conseguente Atto di Permuta dell’anno successivo, dimenticando gli immobili di proprietà privata abbattuti in tutta fretta dal Comune.
In realtà, la Convenzione del 1998 rimane l’UNICO atto contrattuale vigente e mai modificato dalle Parti se non per quanto riguarda l’accordo interlocutorio sottoscritto il 29.09.2000 col quale il Comune si era impegnato a riconoscere alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro” la somma di lire 200.000.000 per il mancato adempimento di quanto all’art.4 della Convenzione, ovvero la RICOSTRUZIONE DEL PIANO DI POSA degli edifici da realizzare ad opera del Privato.
In molti definiscono tale azione come espressione di un “incongruo esercizio del potere di autotutela”.
Il 27.10.2009, nel corso della seduta n.700 del Senato, l’On. Antonio Di Pietro presenta un’interrogazione a risposta scritta ai Ministri dei Lavori Pubblici e dell’Ambiente chiedendo quali misure si intendano adottare circa il fatto che, nel caso di Massa Marittima, si voglia fare un uso palesemente incongruo dei fondi stanziati per il Giubileo, volendone far uso per realizzare 44 box sotterranei ad uso privato; dice, altresì, che non risulta siano state fatte le adeguate perizie tecniche tese a verificare la sostenibilità dei lavori da parte delle fondamenta della Cattedrale.
Con Deliberazione del 02.03.2010, il Consiglio Comunale accetta di aderire alla richiesta di rettifica del contratto stipulato nel 1999 con la Parrocchia di San Cerbone restituendo, con onere a carico dell’Ente, la porzione di mq.330 della particella 329 acquisita erroneamente]; vista la mancata realizzazione del parcheggio ove si sarebbe vista riservare un box, a saldo per la cessione dei rimanenti mq.670, le Parti concordano il prezzo omnicomprensivo di euro 6.371,72 (in luogo dei 30.000.000 di lire come da pattuizione originaria).
Il 05.05.2010, ricorrendo alla “clausola compromissoria” di cui alla Convenzione del 1998, la Società “Immobiliare Porta al Salnitro” attiva la procedura arbitrale, chiedendo che venga accertato l’inadempimento della stessa e rivendicando un risarcimento di 5 MILIONI E MEZZO di euro; nomina altresì il proprio Arbitro in persona dell’avvocato Umberto Gulina di Grosseto, e invita la Controparte a fare altrettanto.
La decisione nel merito della controversia è quindi demandata a un Collegio Arbitrale (composto da tre Membri di cui due, uno per ciascuna, designati dalle Parti e il terzo scelto di comune accordo dai due Arbitri) e non al Tribunale ordinario.
Con Deliberazione n.165 del 01.07.2010, la Giunta Comunale conferisce all’avvocato Luciano Giorgi di Grosseto l’incarico per l’assistenza legale al Comune nel giudizio arbitrale attivato dalla Controparte.
Con Deliberazione n.278 del 04.11.2010, la Giunta Comunale nomina all’avvocato Francesco Amerini di Grosseto quale proprio Arbitro nel giudizio arbitrale promosso dalla Società “Immobiliare Porta al Salnitro”.
Per l’Arbitrato, l’avvocato Giorgi percepisce dal Comune la somma di 36.808,20 euro [distinta 250/2013].
Con la MOZIONE del 31.01.2011 [portata in Consiglio solo il 05.04.2011], il Gruppo Consiliare “Lista Civica Massa Comune”, dopo averne verificato i presupposti, invita l’Amministrazione Comunale a costituirsi anch’essa in giudizio di fronte al TAR della Toscana proprio per veder riconoscere la nullità di quella Convenzione e poter procedere alla redazione di un nuovo atto che, se non sottoscritto dalla Controparte, avrebbe consentito al Comune di imporre unilateralmente e autoritariamente la modifica e/o la rescissione della Convenzione in essere.
Recenti Sentenze della Corte di Cassazione Civile a Sezioni Unite stabiliscono, infatti, che “benché un ente locale, nel suo operare negoziale, si trovi su un piano paritetico a quello dei privati, non ne deriva una piena ed assoluta equiparazione, essendo essa portatrice di un interesse pubblico al quale deve ispirarsi”. Ne conseguirebbe pertanto che “all’amministrazione è preclusa la possibilità di avvalersi di accordi o convenzioni, perché in tal modo il componimento della vertenza sarebbe affidato a soggetti in difetto di qualsiasi procedimento legalmente determinato e, pertanto, privo di adeguate garanzie di trasparenza e pubblicità della scelta”.
Il Comune di Massa Marittima, dunque, avrebbe avuto piena facoltà di recedere dagli impegni assunti con la Convenzione o di modificare i medesimi, anche in modo unilaterale ed autoritativo, costituendosi in giudizio di fronte al TAR entro il termine del 14.03.2011, individuato dal nuovo Codice del Processo Amministrativo quale limite temporale per l’annullamento di un provvedimento amministrativo per violazione di legge, incompetenza ed eccesso di potere.
Di conseguenza, il Sindaco del Comune di Massa Marittima, LIDIA BAI, entro il termine ultimo del 14.3.2011, al fine di scongiurare il rischio di una richiesta danni milionaria (cosa poi accaduta) avrebbe potuto e dovuto:
costituirsi in giudizio di fronte al TAR della Regione Toscana, per chiedere la nullità della clausola compromissoria di cui all’articolo 11 della Convenzione e dei relativi atti amministrativi conseguenti, per difetto di giurisdizione del giudice ordinario nella risoluzione delle controversie intercorse tra le Parti nella realizzazione dell’intervento di riqualificazione della c.d. “Area ex-Molendi”;
costituirsi in giudizio di fronte al TAR della Regione Toscana, per chiedere la nullità dell’intera Convenzione il cui schema è stato approvato con Delibera di Consiglio Comunale n.115 del 28.12.1998, e dei relativi atti amministrativi conseguenti, nel caso in cui – redatta in tempo utile, anche per la Società “Immobiliare Porta al Salnitro” srl, una nuova convenzione a seguito degli atti assunti dal Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali e del vincolo paesaggistico imposto sull’area con D.M. 24.11.1999 – la società Porta al Salnitro ne rifiuti la sottoscrizione e/o il Comune di Massa Marittima non imponga unilateralmente ed autoritativamente la modifica e/o cessazione di quella in essere;
procedere con la massima sollecitudine al recupero delle somme versate dal Comune di Massa Marittima in merito alla clausola compromissoria di cui ne viene chiesta l’impugnazione per nullità avanti al TAR Toscana, oltre ad interessi, rivalutazione, ecc., anche mediante denuncia – alla Procura della Corte dei Conti della Regione Toscana – dell’operato dell’allora Sindaco pro temporeLuca Sani, dell’allora Segretario Comunale Dott. Marcello Frascino e dei Consiglieri Comunali che hanno approvato la Delibera di Consiglio Comunale n.115 del 28.12.1998;
procedere con la massima sollecitudine al recupero delle somme versate dal Comune di Massa Marittima in merito all’impugnazione per nullità avanti al TAR Toscana dell’intera Convenzione nel caso ut supraal punto 2.), oltre ad interessi, rivalutazione, ecc., anche mediante denuncia – alla Procura della Corte dei Conti della Regione Toscana – dell’operato dell’allora Sindaco pro tempore Luca Sani, dell’allora Segretario Comunale Dott. Marcello Frascino e dei Consiglieri Comunali che hanno approvato la Delibera di Consiglio Comunale n.115 del 28.12.1998.
Ma, nonostante la reale possibilità di mettere al sicuro l’Ente, il Sindaco Lidia BAI nulla compie di quanto suggeritole.
Con Deliberazione n.42 del 22.02.2011, anche su indicazione di Giorgi, ritenuto indispensabile ricorrere ad un parere legale in riferimento alla richiesta con relativa motivazione avanzata dal Gruppo Consiliare “Lista Civica Massa Comune” con la MOZIONE del 31.01.2011, in particolare per gli aspetti più propriamente connessi alla disciplina giuridica dei ricorsi amministrativi davanti al TAR, la Giunta Comunale affida allo Studio Legale Associato Morbidelli-Bruni-Righi-Traina di Firenze l’incarico di assistenza legale per fornire uno specifico parere sulla richiesta della Lista Civica.
Forse in preda alla follia e facendo sfoggio di doti non facilmente definibili, delibera anche che, in caso di riscontrata infondatezza della richiesta della Lista Civica, gli oneri ricadenti a carico del Comune per prestazioni professionali che il Comune si trovasse costretto ad acquisire, sarebbero stati richiesti in rimborso ai soggetti che avevano determinato la necessità di ricorrervi [???].
Durante il Consiglio Comunale del 05.04.2011 [vedasi DCC 18/2014], il Sindaco riferisce che, nel merito delle osservazioni avanzate dalla Lista Civica con la MOZIONE del 31.01.2011, il Comune ha richiesto un parere legale all’avvocato Traina di Firenze [ATTO SEGRETATO PER RAGIONI DIFENSIVE].
Informa che il Professionista, pur concordando sul fatto che la clausola compromissoria possa ritenersi di dubbia legittimità, ritiene NON SI DEBBA ADIRE il TAR per vederne riconoscere la nullità insieme a quella dell’intera Convenzione NE’ SI DEBBA PROCEDERE AL RECUPERO DELLE SOMME versate dal Comune di Massa Marittima (oltre ad interessi, rivalutazione, ecc.), anche mediante denuncia alla Procura Generale della Corte dei Conti dell’operato dell’allora Sindaco Luca SANI, del Segretario Comunale Marcello FRASCINO e dei Consiglieri Comunali che avevano approvato la Delibera di Consiglio Comunale n.115 del 28.12.1998.
Il 27.07.2011, viene notificato al Comune di Massa Marittima il ricorso al TAR Toscana promosso dalla Società “Immobiliare Porta al Salnitro” e finalizzato ad ottenere un risarcimento economico a seguito del danno subito per l’inadempienza dell’Ente al riguardo della Convenzione del 1998.
La Società “Immobiliare Porta al Salnitro” lamenta:
il danno conseguente al mancato percepimento del reddito locativo dei fabbricati dal Settembre 2000;
il danno conseguente al mancato percepimento del reddito derivante dalla gestione dei 17 posti auto nel parcheggio a raso (art.10 della Convenzione);
il danno conseguente all’avvenuta demolizione dei fabbricati e al mancato recupero dei volumi;
il danno conseguente alla minor volumetria realizzabile a seguito alla intervenuta variazione delle previsioni urbanistiche locali [da 2855,40 a 2104,00 metri cubi];
il danno conseguente agli oneri e ai costi sostenuti per le numerose prestazioni professionali richieste di volta in volta e sempre accolte al fine di addivenire ad una soluzione che consentisse la realizzazione dell’intervento.
Nel corso del Consiglio Comunale del 29.08.2011, rispondendo ad una INTERROGAZIONE della Lista Civica tesa a conoscere l’esito dei lavori del Collegio Arbitrale, il Sindaco afferma che lo Stesso, adito per pronunciarsi sulla controversia con la Società “Immobiliare Porta al Salnitro”, si era dichiarato incompetente a tale riguardo [esattamente come sostenuto a gran voce dalla Lista Civica stessa con la MOZIONE del 31.01.2011, ignorata dal Sindaco Bai e dai Consiglieri di Maggioranza] e che la questione doveva essere trasferita nell’ambito della più idonea giurisdizione del TAR della Toscana.
Con l’INTERROGAZIONE del 12.09.2011, il Gruppo Consiliare “Lista Civica Massa Comune” chiede conto al Sindaco BAI dell’ennesimo ricorso al TAR promosso dalla Società “Immobiliare Porta al Salnitro” e che cosa Ella stessa abbia fatto e/o intenda fare di quanto deliberato dal Consiglio Comunale con atto 61/2008.
Chiede, altresì, se l’Amministrazione ha ancora interesse a riqualificare l’area e se è consapevole che, in caso di soccombenza di fronte al TAR, decorsi 30 giorni dal pronunciamento senza aver adempiuto al pagamento dell’indennizzo, previo nomina di un commissario “ad acta” su istanza della Controparte, il Comune può rischiare il commissariamento teso a dare immediata esecuzione alla sentenza.
Il Sindaco BAI risponde all’INTERROGAZIONE della Lista Civica durante il Consiglio Comunale del 08.10.2011 [vedasi Deliberazione n.77], confermando di aver ricevuto notifica del ricorso, che il Comune ha sempre avuto interesse a riqualificare l’area, di essere al corrente di ogni rischio e di aver tentato più volte, infruttuosamente, di retrocedere l’area [particella 329] alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro”.
Con fare stizzito e isterico, provocatoriamente, chiede alla Lista Civica di dichiarare da che parte stia, se dalla parte del Comune o della Società, dal momento che i suoi Consiglieri vengono spesso visti colloquiare in pubblico con taluni esponenti di essa.
Con Deliberazione n.298 del 13.10.2011, la Giunta Comunale affida allo Studio Legale Associato Morbidelli-Bruni-Righi-Traina di Firenze, in collaborazione con l’Avvocato Giorgi di Grosseto, l’incarico di assistenza legale nel merito del ricorso al TAR promosso dalla Società “Immobiliare Porta al Salnitro”.
– 2012 / 2013 –
Il 26.09.2012, così come previsto dall’art.55 della LRT 01/2005, terminano i cinque anni di efficacia delle previsioni urbanistiche attuative del Comune di Massa Marittima e dei conseguenti vincoli preordinati all’esproprio.
In data 06.03.2013, si svolge l’udienza di fronte al TAR della Toscana dalla quale il Comune esce palesemente sconfitto.
Con la sentenza n.659 del 22.04.2013, notificata all’avvocato Traina il 08.05.2013, TAR della Toscana accoglie pressoché interamente il ricorso 1730/2011 presentato dalla Società “Immobiliare Porta al Salnitro”, condannando il Comune di Massa Marittima al risarcimento del danno da inadempimento della Convenzione oltreché per aver tenuto un comportamento contrario agli obblighi di legge.
Il TAR dichiara risolta la Convenzione e condanna l’Ente a risarcire la Società “Immobiliare Porta al Salnitro” proponendo alla medesima, nel termine massimo di 90 giorni (entro Luglio 2013), una somma risarcitoria adeguatamente rivisitata in ragione delle decisioni assunte.
Dispone, altresì, di trasmettere la propria sentenza alla PROCURA GENERALE DELLA CORTE DEI CONTI perché siano accertate le eventuali responsabilità dei singoli.
Il 07.05.2013, presso lo studio del Notaio Abbate di Grosseto, le Parti si incontrano per dare esecuzione a quanto disposto con la delibera consiliare n.61 del 2008 e procedere alla retrocessione alla Società delle aree censite al Catasto Terreni al Foglio 143, particelle 290, 300, 358, 438, 439, 440 (ora 290); ciò ad esclusione della porzione di mq.66,40 circa con relativo sottosuolo [stimata 10.000.000 di lire], occupata dal sottopasso pedonale che attraversa la strada provinciale e realizzato in esecuzione della Delibera della Giunta comunale n. 222 del 01.10.1998.
Con atto pubblico del 23.05.2013, la Società “Immobiliare Porta al Salnitro” diviene formalmente intestataria degli immobili.
Al Consiglio Comunale del 04.06.2013, per illustrare la sentenza del TAR, viene invitato l’avvocato Giorgi, lautamente pagato con i soldi di tutti ma, di fatto, al servizio esclusivo del Sindaco BAI e del PD.
Ripercorrendo la vicenda [vedasi verbale n.22], rammenta che nel 2009 venne imposto il vincolo paesaggistico all’intero Comune (cosa non vera in quanto il provvedimento interessava il solo Centro Storico) e che, partire dal 2009, tale vincolo era cessato e l’intervento avrebbe potuto essere realizzato sulla base della Convenzione (cosa altrettanto falsa in quanto il vincolo non è mai venuto meno).
Successivamente, ritenendo che la sentenza del TAR sia pervasa di innumerevoli criticità, Giorgi si affretta a sostenere che un ricorso al Consiglio di Stato poteva rivelarsi assai conveniente (ma per chi? ndr); lo definisce addirittura “doveroso” e da promuovere proseguendo ogni possibile trattativa con la Società “Immobiliare Porta al Salnitro”.
Il Capogruppo della Lista Civica, Federico Montomoli, afferma che il Comune non può esimersi dal perseguire le responsabilità di chi ha causato il danno e chiede la definizione di un atto politico attraverso il quale sollecitare gli organi competenti ad attivarsi per individuare le responsabilità dei soggetti sui quali l’Ente possa rivalersi.
Con Deliberazione n.99 del 02.07.2013, seguendo ciecamente le indicazioni dell’avvocato Giorgi secondo il quale ci sarebbero state buone possibilità di vedersi riconoscere ogni ragione, la Giunta Comunale decide di proporre ricorso in appello al Consiglio di Stato avverso la sentenza del TAR n.659 del 22.4.2013, affidandone l’incarico allo stesso Giorgi, in unione all’avvocato Duccio Traina di Firenze.
Questa mossa appare l’ennesima scelleratezza e per chiunque è più che scontato attendersi una pronuncia sfavorevole per l’Ente; il tutto pare teso unicamente a prendere tempo e coprire le responsabilità di taluni, ex sindaco ed ora onorevole Luca Sani in testa.
Il TAR, infatti, era stato estremamente chiaro nel riconoscere la responsabilità oggettiva dell’Amministrazione conseguente alla stipula di una convenzione “capestro” firmata, appunto, quando Sani era sindaco.
Con Deliberazione n.122 del 01.08.2013, la Giunta Comunale esamina e fa propria la perizia di stima, commissionata all’Ing. Liciano Lotti per il tramite dell’Avv. Giorgi, tesa alla quantificazione del danno da riconoscere alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro”.
Prendendo in considerazione la differenza di valore del fabbricato realizzando dal 2001 al 2010, il mancato reddito per locazioni nel periodo indicato in sentenza (2001/2010) e il mancato reddito per la gestione del parcheggio, Lotti quantifica in 676.595,00 l’indennizzo da offrire alla Controparte per la definizione della controversia.
A fronte dei 5.500.000 di euro richiesti, dunque, il Comune di Massa Marittima propone una somma di oltre otto volte più bassa, riconoscendo il torto ma troncando sul nascere ogni possibilità di accomodamento.
Nei primi giorni dell’Agosto 2013, senza farne parola alcuna né all’opinione pubblica né alle opposizioni politiche, così come disposto dal TAR della Toscana, il Comune di Massa Marittima formula la sua offerta alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro”.
Nel frattempo, con Ordinanza del 28.08.2013, a fronte di precisa richiesta, il Consiglio di Stato concede al Comune di Massa Marittima la sospensione dell’esecuzione della sentenza del TAR «considerato che l’appello richiede adeguato approfondimento di merito, sia in riferimento alla valutazione complessiva dei comportamenti delle parti e della rispettiva incidenza nella causazione e/o aggravamento dei danni, sia in relazione alla quantificazione delle ragioni risarcitorie, e che a tal fine sarà fissata udienza di discussione nei tempi più celeri possibili».
Tre mesi dopo, il 26.11.2013, si tiene l’udienza di appello.
IL 14.10.2014, il CONSIGLIO DI STATO RESPINGE IL RICORSO N.5440/2014 PROMOSSO DAL COMUNE DI MASSA MARITTIMA AVVERSO LA PRECEDENTE PRONUNCIA DEL TAR TOSCANA N.659 DEL 22.04.2013 NEL MERITO DELL’ANNOSA QUESTIONE DELL’AREA MOLENDI.
L’ENTE, DUNQUE, VIENE DEFINITIVAMENTE CONDANNATO A RISARCIRE IL DANNO PER L’INADEMPIMENTO DELLA CONVENZIONE E PER AVER TENUTO UN COMPORTAMENTO CONTRARIO AGLI OBBLIGHI DI LEGGE.
Non essendo giunti ad un accordo, resta solo da quantificare il danno; se, mediante ulteriori incontri negoziali, non si riuscirà a definire un importo che soddisfi entrambe le Parti, per dare esecuzione alla sentenza, la Società “Immobiliare Porta al Salnitro” adirà nuovamente al TAR richiedendo apposito “giudizio di ottemperanza”.
Quando tale danno sarà quantificato, nel giro di poco, il Comune dovrà rifonderlo; in difetto, la Società “Immobiliare Porta al Salnitro” potrà richiederne il commissariamento.
Comunque sia, se anche dovesse pagare quanto stabilito, trattandosi di un importo ad esclusivo titolo risarcitorio, l’Ente non acquisirà alcun diritto sull’area ex-Molendi: da qui la necessità di addivenire necessariamente ad un accordo, nel tentativo di chiudere definitivamente la vicenda, pagando il danno, ma che comprenda l’area stessa.
Per il ricorso in appello al CDS, l’avvocato Giorgi percepisce dal Comune la somma di 6.344,00 euro [distinta 360/2014].
– 2014 / 2015 –
Il 25.05.2014, Marcello GIUNTINI – dimissionario da Primo Cittadino di Montieri – viene eletto Sindaco di Massa Marittima, succedendo a Lidia BAI.
Tra i tanti casi scottanti a sfondo edilizio/urbanistico [come l’EX-AGRARIA, il MAGRONE, le BONIFICHE MINERARIE ecc. ecc.], Giuntini eredita la questione EX-MOLENDI quando un accordo tra le Parti è ancora ben lontano dall’essere raggiunto.
Nel merito della quantificazione economica del risarcimento spettante alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro”, infatti, la distanza tra quest’ultima e il Comune di Massa Marittima risulta incolmabile: la stima redatta dalle Parti differisce di un importo tanto elevato da risultare impossibile ogni ragionevole mediazione.
Con la MOZIONE del 12.07.2014, il Gruppo Consiliare “Lista Civica Massa Comune” tenta di impegnare il Consiglio affinché muova ulteriormente per entrare nella disponibilità dell’area in questione, tornando a trattare con la Società “Porta al Salnitro” prima che venga emessa l’attesa sentenza del Consiglio di Stato: la mozione viene respinta.
Con la MOZIONE del 12.07.2014, pur in attesa della sentenza del Consiglio di Stato, considerato il pregio urbanistico dell’area EX-MOLENDI (principale “porta urbana” della Cittadina), vista la non più tollerabile situazione in cui la medesima versa, considerando doveroso promuovere un’attenta riqualificazione urbanistica della porzione di territorio di cui fa parte, il Gruppo Consiliare “Lista Civica Massa Comune” invita l’Amministrazione ad intraprendere, con la doverosa sollecitudine, ogni ulteriore opportuno rapporto con la Società “Immobiliare Porta al Salnitro” per valutare la possibilità di una eventuale acquisizione di ogni titolo su tale area; ciò affinché, pur a seguito del risarcimento da corrispondere alla Società “Porta al Salnitro”, non rimanga alcun diritto a quest’ultima come invece andrebbe ad essere.
Il 12.12.2014 le Parti si incontrano di nuovo: questa volta, però, l’obiettivo è quello di convenire sulle modalità più corrette e opportune – secondo le disposizioni impartite dal TAR – per addivenire alla quantificazione del danno subito e riconosciuto alla Società “Porta al Salnitro”
Con Deliberazione n.216 del 30.12.2014, la Giunta Comunale incarica l’Avvocato Luisa Gracili dello “Studio Associato Gracili” di Firenze di assistere il Comune nelle operazioni relative all’esecuzione delle Sentenze del TAR e del Consiglio di Stato.
Il 14.01.2015, senza esito, le Parti si incontrano ancora una volta.
In mancanza di un accordo, la Società Immobiliare Porta al Salnitro è costretta ad adire nuovamente il TAR (…) affinché sia questo a stabilire l’entità economica del danno spettantele.
Il tentativo di accordarsi, sebbene ancora infruttifero, continua più volte anche nel corso del 2015.
Il Ricorso n.1543/2015 – teso all’ottenimento del Giudizio di ottemperanza – viene esaminato nelle Camere di Consiglio del 13 e del 27 Gennaio 2016.
Con Delibera n.6 del 14.01.2016, la Giunta Comunale stabilisce di avvalersi – congiuntamente al Comune di Roccastrada, Ente di appartenenza – della Dott.ssa Angela Monticini, quale Responsabile (con funzioni dirigenziali) del Settore n.2 Economato.
Con Ordinanza n.265/2016, il TAR affida la CTU all’ingegnere Andrea Butti – Consulente Tecnico del Tribunale di Firenze – e fissa al 22.03.2017 la Camera di Consiglio per la trattazione nel merito del ricorso.
Con Ordinanza n.1333/2016, su istanza del CTP del Comune, il TAR accoglie la richiesta di rinvio e sposta al 19.04.2017 quanto precedentemente fissato per il 22.03.2017.
Il 10.01.2016, le Parti tentano di accordarsi per l’ennesima volta; proseguono nella trattativa, anche alla presenza dell’ing. Lotti, il 19.05.2016.
Il Consulente Tecnico d’Ufficio nominato dal TAR nell’ambito del procedimento teso alla formulazione del c.d. “Giudizio di Ottemperanza” [ovvero la quantificazione del danno dovuto dall’Ente], in previsione della Camera di Consiglio che si terrà il 19.04.2017, replicando circostanziatamente alle osservazioni delle Parti, dovrà depositare la PERIZIA DEFINITIVA sul caso EX-MOLENDI entro il 31 Gennaio 2017.
Con ordinanza 1333/2016, su istanza del CTP del Comune, il TAR accoglie la richiesta di rinvio dell’udienza prevista per il 17 Marzo 2017 e la posticipa al successivo 19 Aprile.
Il 29.11.2016, il Gruppo Consiliare “Lista Civica Massa Comune” presenta un’interrogazione a risposta orale al Sindaco chiedendo di conoscere gli sviluppi della vicenda.
Manifestando una tranquillità inquietante, Giuntini risponde nel corso del Consiglio Comunale del 25.01.2017; pur consapevole della grave situazione debitoria del Comune, come se niente fosse, dichiara di attendere gli eventi per decidere se e come pagare il danno riconosciuto alla Società Immobiliare Porta al Salnitro o ricorrere nuovamente al Consiglio di Stato per chiedere la riforma del giudizio di ottemperanza espresso dal TAR.
Giuntini ostenta serenità benché sappia che a pagare un danno causato da UOMINI DEL SUO PARTITO saranno i Massetani; ritenendo che la sua Amministrazione abbia “semplicemente” ereditato la questione [ovvero che i responsabili siano altri], inoltre, crede che a lui nessuno potrà mai imputare nulla.
Con Decreto n.1 del 10.01.2017, il Sindaco Giuntini nomina il nuovo Responsabile (con funzioni dirigenziali) del Settore n.2 Economato nella persona del Dott. Luca Donati.
Il 17.01.2017, a seguito di espressa richiesta, il Gruppo Consiliare “Lista Civica Massa Comune” viene ricevuto dalla Dott.ssa Cinzia Teresa Torraco, nuovo Prefetto di Grosseto, al quale espone la propria preoccupazione per situazione di pesante soccombenza in cui versa l’Ente nel merito del caso EX-MOLENDI.
Per iniziativa prefettizia, la settimana successiva, lo stesso Sig. Prefetto, il Sindaco Giuntini e il Ragioniere Capo Donati si recano a Roma, presso la Direzione Centrale della Finanza Locale del Ministero dell’Interno (ove la Dott. Torraco ha lavorato a lungo), e trattano della questione col Direttore Generale, Dott. Giancarlo Verde [che il cognome di quest’ultimo preluda ad una sistemazione “a giardino” dell’area?].
Nei termini di Legge, entro il 07.02.2017, il CTU nominato dal TAR deposita la sua perizia quantificando complessivamente il danno in euro 1.555.000.
La Società Immobiliare Porta al Salnitro, ritenendo sia stata omessa la valutazione (in tutto o in parte) di alcune delle voci di danno indicate – in sentenza – dal TAR, critica apertamente quanto stimato dall’ingegner Butti e annuncia pesanti controdeduzioni attraverso la memoria conclusiva.
Il 21.02.2017, le Parti si incontrano di nuovo accordandosi – seppure verbalmente – sulle modalità attraverso le quali il Comune potrebbe riconoscere alla Società Immobiliare Porta al Salnitro quanto sarà determinato dal TAR: voci sufficientemente informate vogliono che il Sindaco Giuntini abbia proposto alla Controparte di poterLe corrispondere – al ridosso della sentenza – la somma di circa 500.000 euro per giungere a saldare il debito mediante rate annuali di 100.000 euro.
Il 25.02.2017, il Gruppo Consiliare “Lista Civica Massa Comune” presenta un’interrogazione a risposta orale al Sindaco chiedendo di conoscere se risponde al vero che il SOTTOPASSO di via Massetana Sud, quello che – in prossimità della Porta al Salnitro, salendo da Piazza Dante – consente di raggiungere la c.d. AREA EX-MOLENDI, sfocerebbe in una porzione di quest’ultima, ovvero in una PROPRIETA’ PRIVATA anziché PUBBLICA.
Il 19.04.2017, a Firenze, si tiene la prima udienza della Camera di Consiglio per la definizione del c.d. “giudizio di ottemperanza”: la causa è trattenuta in decisione.
In mancanza di un accordo tra le Parti, infatti, è il TAR a dover stabilire l’entità economica del danno già accertato con la sentenza del 2013 secondo la quale l’Ente NON HA RISPETTATO GLI OBBLIGHI DI LEGGE DERIVANTI DALLA STIPULA DELLA CONVENZIONE.
Con Ordinanza n.661/2017 (pubblicata il 09.05.2017), in ragione dei numerosi rilievi proposti dalle Parti nel merito della perizia redatta dal CTU Ing. Butti, dispone ulteriori accertamenti e rinvia la trattazione della Causa alla Camera di Consiglio fissata per il 14.02.2018.
Il 20.10.2017, improvvisamente, il Sindaco Giuntini convoca d’urgenza una Riunione dei Capigruppo per annunciare un Consiglio entro la fine del mese: tra i punti all’odg, LA TRANSAZIONE TRA L’ENTE E LA SOCIETA’ “IMMOBILIARE PORTA AL SALNITRO” (della quale avrebbe parlato in Consiglio l’Avvocato Gracili)!!!
Giuntini annuncia di aver trovato un accordo con la Controparte e di voler sottoscrivere la transazione PRIMA DEL 6 NOVEMBRE, quando sarebbe stata depositata la nuova perizia CTU.
Entro tale giorno, infatti, per conto del TAR (chiamato ad esprimere il così detto “giudizio di ottemperanza”), sulla base delle osservazioni delle Parti, il solito CTU – l’ingegnere Andrea Butti – avrebbe dovuto “rettificare” il suo precedente lavoro giungendo necessariamente a far lievitare l’importo del danno, già stimato in 1.550.000 (unmilionecinquecentocinquantamila) euro.
A Zazzeri per “Massa Guarda Avanti”, Borelli per “MASSA COMUNE” e Giuliani per Massa va Oltre”, Giuntini riferisce di aver trovato un accordo con Veninata & Co. della Società “Immobiliare Porta al Salnitro” per 1.930.000 (unmilionenovecentotrentamila) euro!!!
Ma la convocazione di quel Consiglio NON ARRIVERA’ MAI poiché nessun Dirigente si è reso disponibile a firmare gli opportuni pareri di regolarità, né il Revisore dei Conti aveva esaminato la proposta di transazione.
Nel frattempo, il Ragioniere Capo e Responsabile del Settore 2 – Dott. Luca Donati – rassegna le sue dimissioni e il Responsabile del Settore 1 – Dott. Francesco Rapezzi – annuncia che, dal 2018, tornerà all’Unione di Comuni (dalla quale era in comando presso il Comune di Massa Marittima).
Il 6 Novembre 2017, come disposto dal Giudice, l’ingegnere Andrea Butti deposita la sua perizia “rettificata”, stimando in 2.019.000 (circa il 30% in più) il danno che il Comune dovrà pagare alla Società “Immobiliare Porta al Salnitro” per l’annosa questione dell’area EX-MOLENDI.
Resta ora da aspettare il 14 FEBBRAIO 2018 quando si terrà l’udienza in cui il TAR – probabilmente – si pronuncerà in maniera definitiva…
COLTIVANDO L’ORTO DEL PARTITO
Il Sindaco Giuntini & l’area EX-MOLENDI
EX-MOLENDI: i potenziali responsabili