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Timestamp: 2017-01-21 13:27:14+00:00
Document Index: 88294897

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 19', 'art. 61', 'art. 58', 'art. 58', 'art. 61']

Art. 2577 codice civile: Contenuto del diritto
HOME Codice civile Articoli Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015 Codice civile Art. 2577 codice civile: Contenuto del diritto L’AUTORE: Redazione
L’autore ha il diritto esclusivo di pubblicare l’opera e di utilizzarla economicamente in ogni forma e modo, nei limiti e per gli effetti fissati dalla legge (1).
L’autore, anche dopo la cessione dei diritti previsti dal comma precedente, può rivendicare la paternità dell’opera e può opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione o altra modificazione dell’opera stessa, che possa essere di pregiudizio al suo onore o alla sua reputazione (2).
(1) La legge sul diritto d’autore prevede una serie di limitazioni al diritto esclusivo di utilizzazione (art. 12, l. 22-4-1941, n. 633), alcune delle quali possono essere considerate come limite normale del diritto (es.: la riproduzione per uso personale dell’opera o parti di essa), altre si configurano come eccezioni giustificate da specifici interessi pubblici (es.: l’interesse all’informazione giustifica la libera riproduzione di articoli di attualità).
(2) La violazione del diritto d’autore determina l’applicazione di sanzioni civili ed eventualmente anche penali a carico di colui che ha abusivamente utilizzato l’opera o ne ha usurpato la paternità. In particolare, la tutela civile del diritto d’autore comporta l’inibitoria del comportamento lesivo, la rimozione dello stato di fatto lesivo e il risarcimento dei danni patrimoniali dove la contraffazione sia stata commessa con dolo o colpa.
Dalla norma in esame si desume che il diritto d’autore presenta due diversi profili, uno di carattere patrimoniale e l’altro di carattere morale. Il profilo patrimoniale consiste nel diritto esclusivo di utilizzare economicamente l’opera: si tratta di un diritto assimilabile al diritto di proprietà, come tale trasmissibile sia inter vivos che mortis causa, destinato a durare per tutta la vita dell’autore e per 70 anni dopo la sua morte a favore degli eredi e aventi causa.
Il profilo morale consiste nel diritto di paternità e nel diritto all’integrità dell’opera, che comprende la facoltà dell’autore di opporsi ad ogni modificazione dell’opera stessa che gli arrechi pregiudizio morale. Rientra, altresì, nel profilo morale il cd. diritto di pentimento, cioè il diritto di ritirare l’opera dal commercio.
In tema di diritto morale d'autore il "vulnus" all'onore, al prestigio e alla integrità dell'opera non può ricondursi in astratto, ma va verificato in concreto, tenendo conto dei più vari elemento dell'opera (nella specie: filmato) di volta in volta all'uopo rilevanti. (Nella specie in cui l'autore di un'opera filmica si doleva dei tagli alla sua opera, la Suprema Corte - in applicazione del principio di cui sopra - ha confermato la pronuncia del giudice del merito osservato che questo, dopo avere visionato il film ha accertato che i tagli attuati avevano accelerato la cadenza narrativa, lasciando inalterata la struttura sequenziale del racconto e la sua coerenza nonché il messaggio sociale che lo stesso intendeva proporre, deducendo - da ciò - conclusivamente, che il film non aveva subito apprezzabili modificazioni qualitative che potessero pregiudicare la reputazione artistica dell'autore).
Cassazione civile sez. I 04 settembre 2013 n. 20227 Sussiste il plagio qualora risulti che l'autore dell'opera plagiaria abbia avuto a disposizione il manoscritto ancora inedito di quella originale e le due opere dimostrino affinità che, se appaiono talvolta dovute all'omogeneità delle vicende narrate ed all'accesso alle medesime fonti informative, altre volte dipendano dalla sovrapposizione e dal recupero di un testo da parte di un altro, a nulla rilevando il fatto che l'opera plagiaria presenti una propria "soggettività" se quest'ultima è stata rubata da quella plagiata. (Conferma App. Genova, 23 agosto 2011).
Cassazione civile sez. I 19 ottobre 2012 n. 18037 In tema di diritto d'autore, il concetto giuridico di creatività cui fa riferimento la norma ex art. 1 l. n. 633 del 1941, non coincide con quello di creazione, originalità e novità assoluta, riferendosi, per converso, alla personale e individuale espressione di un'oggettività appartenente alle categorie elencate, in via esemplificativa, nell'art. 1 della stessa l. citata. Un'opera dell'ingegno riceve - pertanto - protezione a condizione che sia riscontrabile in essa un atto creativo, seppur minimo, suscettibile di manifestazione nel mondo esteriore. La creatività, quindi, non può essere esclusa soltanto perché l'opera consiste in idee e nozioni semplici, ricomprese nel patrimonio intellettuale di persone aventi esperienza nella materia. (Nella specie, una casa editrice aveva incaricato un fotografo di realizzare un servizio fotografico sui luoghi visitati da Goethe in Sicilia e, quindi, riservatisi i diritti editoriali di venti fotografie facenti parti del servizio, aveva pubblicato un volume con tali foto con la descrizione degli stessi luoghi fattane da Goethe. Essendo stato posto in vendita - da altro editore - un catalogo con le stesse foto e accompagnato dagli stessi brani, la prima società aveva agito per la tutela dei propri diritti. In applicazione del principio di cui sopra la Suprema Corte ha affermato che nella specie la originalità del libro fotografico va valutata non in ragione della idea, consistita nell'illustrare brani letterali del viaggio di Goethe in Italia con foto dei luoghi descritti dallo scrittore, bensì nel modo in cui detta idea è stata sviluppata e, cioè, in base ai brani letterari scelti e alle foto utilizzate ai fini della illustrazione dei luoghi nonché nella scelta stessa dei luoghi).
Cassazione civile sez. I 28 novembre 2011 n. 25173 La cessione o l'autorizzazione alla registrazione su supporto meccanico non implicano che il cessionario del supporto ovvero il legittimo produttore del medesimo siano titolari anche del diritto di sfruttare l'opera come se fossero autori, di talché l'autore ben potrà cedere il diritto sul supporto distintamente dal diritto alla radiodiffusione; e l'interprete e l'esecutore da un lato, il produttore dall'altro, in tanto potranno disporre dell'opera per facoltà diverse dall'esecuzione e, rispettivamente, dalla riproduzione e distribuzione del supporto, in quanto tali facoltà abbiano preventivamente e specificamente acquisito dall'autore.
Cassazione civile sez. I 15 gennaio 2007 n. 745 In tema di diritto d'autore, il contratto di esecuzione non trasferisce di per sé, ovvero senza una volontà ulteriore in tal senso, il diritto dell'autore in capo all'esecutore, e non toglie all'autore i diritti che la legge connette alla creazione dell'opera. Ne deriva che, in relazione ad un'opera musicale - sulla quale possono insistere più diritti distinti, il diritto dell'autore, quello dell'esecutore e quello del produttore del supporto meccanico e fonografico che l'opera stessa riproduce - deve escludersi che la cessione o l'autorizzazione alla registrazione su supporto meccanico implichi che il cessionario del supporto ovvero il legittimo produttore del medesimo siano cessionari del diritto di sfruttare l'opera come fossero autori, dovendosi invece riconoscere in capo all'autore la possibilità di cedere il diritto sul supporto distintamente dal diritto alla radiodiffusione dell'opera.
Cassazione civile sez. I 13 settembre 2006 n. 19657 Con il contratto di esecuzione di un'opera musicale, mezzo necessario, come l'interpretazione, per diffonderla nel caso in cui l'autore non svolga tali ruoli personalmente, questi non trasferisce automaticamente all'esecutore nè il diritto di autore, nè gli altri diritti a questo connessi e che la legge (art. 12 l. 22 aprile 1941 n. 633 e successive modificazioni e 2577 c.c.) gli riconosce in via esclusiva per sfruttarla economicamente, quali l'offerta al pubblico fruitore, o la pubblicazione o la diffusione dell'opera medesima, diritti autonomi tra loro (art. 19 stessa legge) e separatamente cedibili. Pertanto il legittimo produttore su supporto meccanico o fonografico di un'opera musicale (art. 61, n. 1, stessa legge) o il cessionario di esso non hanno altresì il diritto di diffonderla, attraverso un'emittente radiofonica (art. 58 e 59 stessa legge), ovvero di metterla in commercio o porla in circolazione, senza un ulteriore consenso dell'autore - e salvo il diritto di questi al compenso - com'è espressamente previsto dagli art. 58 e 59 e desumibile dal predetto art. 61, comma 2, della medesima legge.
Cassazione civile sez. I 05 aprile 2001 n. 5066 La radiodiffusione di opere tutelate dalla Siae (nella specie, brani musicali incisi su disco) integra gli estremi dell'illecito civile se compiuta in assenza di autorizzazione e con diniego di corresponsione del dovuto compenso, atteso che la cessazione del diritto di riprodurre su supporto l'esecuzione di un'opera musicale non implica "ex se" la cessazione del diritto alla diffusione radiofonica, potendo, su un'opera musicale, del tutto legittimamente insistere più diritti distinti, quello, cioè, dell'autore, quello dell'esecutore e quello del produttore del supporto meccanico o fonografico.
Cassazione civile sez. I 07 marzo 2001 n. 3282 La radiodiffusione di opere tutelate dalla Siae (nella specie, brani musicali incisi su disco) integra gli estremi dell'illecito civile se compiuta in assenza di autorizzazione e con diniego di corresponsione del dovuto compenso, atteso che la cessione del diritto di riprodurre su supporto l'esecuzione di un'opera musicale non implica, "ex se", la cessione del diritto alla diffusione radiofonica, potendo, su di un'opera musicale, del tutto legittimamente insistere più diritti distinti, quello, cioè, dell'autore, quello dell'esecutore e quello del produttore del supporto meccanico o fonografico.
Cassazione civile sez. I 07 marzo 2001 n. 3282 Art. precedente
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