Source: https://www.kockspartners-law.be/it/news-it/articoli/482-center-main-interest
Timestamp: 2020-07-08 03:51:37+00:00
Document Index: 107736038

Matched Legal Cases: ['art. 23', '§ 2', 'art. 3', 'art.3', '§34', '§59', '§ 32']

Un’applicazione prudente della nozione del “Center of main interest”
Scritto da kocks
Un'applicazione prudente della nozione del "Center of main interest"
Articolo di Delphine Keppens, pubblicato nell Il Bollettino numero 63, AIGLI, Febbraio 2017, leggi articolo
Una società holding lussemburghese, attiva nella ricerca di investimenti per un progetto immobiliare da realizzare in Honduras, deposita una richiesta di avvio di una procedura di riorganizzazione giudiziaria (disciplinata dalla legge belga del 31 gennaio 2009 relativa alla continuità delle imprese) dinanzi al tribunale del commercio di Bruxelles. Essa dichiara che il centro di interessi principali, chiamato comunemente “center of main interest” (d’ora in avanti COMI), in applicazione del Regolamento (CE) n. 1346/2000 relativo alle procedure di insolvenza[1], è situato in Belgio. Inoltre, la società dichiara che il suo progetto immobiliare non ha potuto essere realizzato a causa di frodi di cui è stata vittima, indicando che, quindi, la sua continuità d’impresa è minacciata ai sensi dell’art. 23, § 2 della legge del 31 gennaio 2009, nella misura in cui ha perduto il 75% del suo capitale sociale. Il tribunale di Bruxelles si dichiara incompetente a conoscere la domanda; la società fa ricorso in appello. La Corte riceve il ricorso ma lo dichiara infondato[2].
La Corte d’appello fonda la sua decisione sul Regolamento (CE) n° 1346/2006 e la giurisprudenza della Corta di Giustizia :
All’art. 3.1, il regolamento prevede che: “Le giurisdizioni dello Stato membro del territorio nel quale è situato il centro degli interessi principale del debitore sono competenti per l’apertura delle procedure d’insolvenza. Per le società e le persone giuridiche, il centro degli interessi principali si presume essere, fino a prova contraria, il luogo ove si trova la sede legale”.
La presunzione prevista dal regolamento può unicamente essere “superata soltanto se elementi obiettivi e verificabili da parte di terzi consentono di determinare l’esistenza di una situazione reale diversa da quella che si ritiene corrispondere alla collocazione nella detta sede statutaria.”[3]
“Il centro degli interessi principali di una società debitrice deve essere individuato privilegiando il luogo dell’amministrazione principale di tale società, come determinabile sulla base di elementi oggettivi e riconoscibili dai terzi. Qualora gli organi direttivi e di controllo di una società si trovino presso la sua sede statutaria e qualora le decisioni di gestione di tale società siano assunte, in maniera riconoscibile dai terzi, in tale luogo, la presunzione introdotta da tale disposizione non è superabile.”[4]
La possibilità che i terzi accertino la sede dove si trova il “centro degli interessi principali” è necessaria per garantire la certezza giuridica e la previsione di quale sarà il tribunale competente in caso di apertura di una procedura d’insolvenza. I terzi, infatti, devono avere la possibilità di sapere in anticipo quale sarà lo Stato membro competente per la procedura e quale diritto sarà applicato.[5]
Nel caso di specie, al fine di verificare se il COMI della società è situato in Belgio, la Corte d’appello stabilisce che siccome l’organo di gestione e l’assemblea generale si riuniscono in Lussemburgo (1) (2); il commissario ai conti è localizzato in Lussemburgo (3); tutti i documenti relativi alla società sono depositati nel registro di commercio lussemburghese (4) e la società ha aperto un conto bancaria in Lussemburgo (5); quelli elementi obiettivi, che possono essere controllati dai terzi, permettono di stabilire che il COMI della holding è situato dove si trova la sede legale, in Lussemburgo. Perciò, la presunzione dell’art.3.1 del Regolamento (CE) n° 1346/2000 non viene invertita e non viene considerato il fatto che la società invoca, a sostegno della propria domanda, che le sue attività economiche siano esercitate in Belgio.
Dichiarando la domanda infondata, la Corte d’appello ha rigorosamente applicato i principi elaborati a livello europeo. Inoltre ha evitato un caso di forum shopping, dato che la legge belga del 31 gennaio 2009 relativa alla continuità delle imprese e più protettrice della legge lussemburghese.
Da un punto di visto più largo, si può però imputare alla Corte di avere dato troppa importanza al fatto che la holding è stabilita nel Lussemburgo senza analizzare tutti gli elementi verificabili dai terzi interessati, come i co-contrattanti commerciali, i creditori, i dipendenti...
[1] Regolamento del Consiglio (CE) n. 1346/2000, del 29 maggio 2000, relativo alle procedure di insolvenza, GU L 160 del 30.6.2000, p. 1–18.
[2] Bruxelles 15 ottobre 2015, TRV-RPS 2016, p. 617
[3] C-341/04, Eurofood IFSC Ltd., §§34-35
[4] C-396/09, Interedil SRL, §59; C-191/10, Rastelli/Hidoux, §§ 32-33
[5] Bruxelles 15 ottobre 2015, TRV-RPS 2016, p. 617