Source: http://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1206-codice-civile-condizioni
Timestamp: 2016-10-25 04:50:57+00:00
Document Index: 49591198

Matched Legal Cases: ['art. 1210', 'art. 615', 'art. 1206', 'art. 1206', 'art. 1175', 'art. 88', 'art. 96', 'art. 91', 'art. 96']

RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	Il creditore è in mora quando, senza motivo legittimo (1), non riceve il pagamento offertogli nei modi indicati dagli articoli seguenti (2) o non compie quanto è necessario affinchè il debitore possa adempiere l’obbligazione.
CommentoAdempimento dell’obbligazione: [v. Libro IV, Titolo I, Capo II].
(1) Il motivo è legittimo quando, ad esempio, il debitore offre di adempiere in un tempo o luogo tali da rendere difficoltoso o impossibile il ricevimento della prestazione.
(2) Ai fini della costituzione in mora del creditore, il debitore deve offrire la prestazione nei modi dell’offerta formale.
L’adempimento del debitore presuppone di regola la collaborazione del creditore nel ricevere la prestazione dovuta. La norma identifica i presupposti da cui sorge la responsabilità del creditore per non aver prestato tale collaborazione.
Cassazione civile sez. III 13 gennaio 2015 n. 302 L'azione ex art. 1210, secondo comma, cod. civ., che sia introdotta dal debitore dopo la notifica del precetto, o dopo l'inizio dell'esecuzione, per l'accertamento degli effetti liberatori dell'offerta reale, verificatisi tanto prima del precetto, quanto prima dell'inizio dell'esecuzione, oppure ancora dopo l'inizio di questa, ha natura sostanziale e va qualificata, rispettivamente, quale opposizione a precetto ex art. 615, primo comma, cod. proc. civ., se proposta prima della esecuzione, e quale opposizione all'esecuzione ai sensi del secondo comma del medesimo articolo, se introdotta, invece, dopo il suo inizio. Regola competenza, Tivoli, 16/05/2013
Cassazione civile sez. II 15 novembre 2013 n. 25775 Appalto
Anche nell'appalto di opere pubbliche, stante la natura privatistica del contratto, è configurabile, in capo all'amministrazione committente, creditrice dell'opus, un dovere - discendente dall'espresso riferimento contenuto nell'art. 1206 c.c. e, più in generale, dai principi di correttezza e buona fede oggettiva, che permeano la disciplina delle obbligazioni e del contratto - di cooperare all'adempimento dell'appaltatore, attraverso il compimento di quelle attività, distinte rispetto al comportamento dovuto dall'appaltatore, necessarie affinché quest'ultimo possa realizzare il risultato cui è preordinato il rapporto obbligatorio.
Cassazione civile sez. I 05 giugno 2014 n. 12698
L'appaltante è tenuto a cooperare all'adempimento dell'appaltatore, ai sensi dell'art. 1206 cod. civ., qualora tale cooperazione sia necessaria per l'oggetto particolare dei servizi appaltati (nella specie, manutenzione a bordo di nave per tragitti di lungo corso), in quanto i doveri generali di correttezza e buona fede oggettiva impongono al committente di porre in essere le attività, distinte rispetto a quanto dovuto dall'appaltatore, occorrenti affinché quest'ultimo possa conseguire il risultato cui il rapporto obbligatorio è preordinato. Rigetta, App. Bologna, 16/04/2007
Cassazione civile sez. II 22 novembre 2013 n. 26260
Viola il principio di buona fede e correttezza di cui all'art. 1175 c.c. nonché il dovere di lealtà processuale di cui agli art. 88 e 92 comma 1 c.p.c., il creditore che, nonostante specifiche circostanze – quali la solvibilità del debitore – consiglino di attendere l'adempimento, proceda al compimento di attività funzionali all'esercizio della pretesa esecutiva (Nella specie, atteso che non vi era ragione alcuna per il creditore, a fronte della intimazione del pagamento della somma di euro 236,40, di temere che Telecom Italia s.p.a., società notoriamente dotata di una notevole liquidità, e che aveva inviato una nota con la quale specificava di aver dato corso alle procedure per il pagamento, non avrebbe soddisfatto la sua pretesa, ossia ricorrendo una ipotesi di mala fede, posto che la procedura esecutiva senza attendere il preannunciato pagamento aveva l'evidente scopo di lucrare sulle relative spese; il Trib. ha ritenuto che il comportamento del creditore integrasse un abuso del diritto e che le spese della procedura espropriativa non fossero dovute, nonché ha liquidato equitativamente la somma dovuta per la lite temeraria ex art. 96 comma 3 c.p.c. in complessivi euro 200, pari alle spese di soccombenza già determinate ai sensi dell'art. 91 comma 1 c.p.c., precisando che tale liquidazione si rendeva necessaria affinché la misura avesse un effetto deterrente e persuasivo rispetto al contenzioso instaurato temerariamente ed un contenuto afflittivo non meramente simbolico, assolvendo così alla sua funzione di danno punitivo, vale a dire di sanzione che non si limita a ristorare la parte vittoriosa dal pregiudizio subito per essere stata coinvolta in un processo ingiusto, perché per tale ultimo scopo sarebbe sufficiente la previsione di cui all'art. 96 comma 1 c.p.c.).
Tribunale Napoli 07 gennaio 2014
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