Source: https://www.diritto.it/legittima-esclusione-se-non-viene-allegato-il-certificato-di-qualita-per-il-dimezzamento-della-provvisoria/
Timestamp: 2018-09-24 23:23:17+00:00
Document Index: 170205067

Matched Legal Cases: ['art 46', 'art. 75', 'art.46', 'sentenza ', 'art. 75', 'art.46']

Legittima esclusione se non viene allegato il certificato di qualità per il dimezzamento della provvisoria
Cauzione provvisoria – beneficio del dimezzamento per certificazione di qualità – non basta la carta intestatata della partecipante – provenendo dal soggetto certificatore ma dalla stessa ricorrente – necessità di allegare il certificato – legittima esclusione se presente solo certificazione sostitutiva – non sanabile l’irregolarità – inapplicabile art 46 codice dei contratti
Non è sufficiente che la carta intestata della partecipante rechi la dicitura “CISQCERT UNI EN ISO 9001 2000” non provenendo dal soggetto certificatore ma dalla stessa ricorrente;
l’irregolarità non è sanabile ex post
la lettera di invito imponeva ai concorrenti di presentare una dichiarazione sostitutiva, redatta ai sensi del D.P.R. 445/2006 e s.m.i., con la quale erano chiamati ad attestare il possesso dei requisiti di partecipazione richiesti, nonché un documento o un’attestazione comprovante l’adempimento degli obblighi relativi al deposito cauzionale provvisorio, con la precisazione che il concorrente che intendeva avvalersi della riduzione del 50% dell’importo della cauzione dovesse, come previsto dall’art. 75, comma 7 del D.lgs. 163/2006, specificare in sede di offerta il possesso di tale requisito e produrre la relativa documentazione
la ricorrente inseriva nell’apposita busta la sola dichiarazione sostitutiva e non anche il certificato attestante il possesso dei requisiti idonei per fruire della cauzione dimidiata;
l’utilizzo della carta intestata della società ricorrente recante la dicitura “CISQCERT UNI EN ISO 9001 2000” non è sufficiente a dimostrare il possesso della certificazione di qualità, non provenendo dal soggetto certificatore ma dalla stessa ricorrente;
la ricorrente veniva esclusa dalla gara per non aver inserito, nella busta contenente la documentazione amministrativa, unitamente alla polizza fideiussoria di importo ridotto, l’attestazione comprovante il possesso della certificazione di qualità;
la lex specialis richiedeva la specificazione del possesso di tale requisito e la produzione della relativa documentazione a pena di esclusione, sicchè è del tutto irrilevante la produzione tardiva volta a dimostrare la sussistenza del certificato legittimante la misura dimidiata;
peraltro non è nemmeno invocabile la c.d. documentazione di soccorso ex art.46 del Codice Appalti alla luce dello specifico disposto della normativa di gara;
che, ciò stante, il ricorso è infondato e va respinto;
< E’ incontroverso in causa che nel certificato prodotto dalla ricorrente rilasciato dalla SOA non comparisse l’attestazione del possesso del sistema di qualità. A prescindere dalle motivazioni di tale mancanza – che in ogni caso attengono unicamente ai rapporti tra la predetta SOA e la ricorrente – sta di fatto che comunque competeva a quest’ultima l’attenta verifica dello stato della documentazione prodotta in gara, adempimento che rientra nell’ordinaria diligenza e le conseguenze del cui mancato espletamento non possono ricadere che sulla diretta interessata (imputet sibi!).
Riportiamo qui di seguito la sentenza numero 221 del 9 febbraio 2011 pronunciata dal Tar Veneto, Venezia
N. 00221/2011 REG.PROV.COLL.
N. 01820/2010 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 1820 del 2010, proposto da:***
del verbale di gara n. 1 dd. 13.9.2010 nella parte in cui viene disposta l’esclusione della parte ricorrente dalla procedura ristretta per la fornitura di servizi sanitari di soccorso con ambulanza e trasporto in urgenza ed emergenza per l’ASL intimata, del verbale di gara n. 2 dd. 24.9.2010, con il quale viene dato atto della non ammissione alle successive fasi di gara della parte ricorrente; nonchè di ogni atto annesso, connesso o presupposto.
Visto l’atto di costituzione in giudizio di Azienda Ulss N. 18 Rovigo;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 10 novembre 2010 il dott. Riccardo Savoia e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
che la lettera di invito imponeva ai concorrenti di presentare una dichiarazione sostitutiva, redatta ai sensi del D.P.R. 445/2006 e s.m.i., con la quale erano chiamati ad attestare il possesso dei requisiti di partecipazione richiesti, nonché un documento o un’attestazione comprovante l’adempimento degli obblighi relativi al deposito cauzionale provvisorio, con la precisazione che il concorrente che intendeva avvalersi della riduzione del 50% dell’importo della cauzione dovesse, come previsto dall’art. 75, comma 7 del D.lgs. 163/2006, specificare in sede di offerta il possesso di tale requisito e produrre la relativa documentazione;
che la ricorrente inseriva nell’apposita busta la sola dichiarazione sostitutiva e non anche il certificato attestante il possesso dei requisiti idonei per fruire della cauzione dimidiata;
che l’utilizzo della carta intestata della società ricorrente recante la dicitura “CISQCERT UNI EN ISO 9001 2000” non è sufficiente a dimostrare il possesso della certificazione di qualità, non provenendo dal soggetto certificatore ma dalla stessa ricorrente;
che la ricorrente veniva esclusa dalla gara per non aver inserito, nella busta contenente la documentazione amministrativa, unitamente alla polizza fideiussoria di importo ridotto, l’attestazione comprovante il possesso della certificazione di qualità;
che la lex specialis richiedeva la specificazione del possesso di tale requisito e la produzione della relativa documentazione a pena di esclusione, sicchè è del tutto irrilevante la produzione tardiva volta a dimostrare la sussistenza del certificato legittimante la misura dimidiata;
che peraltro non è nemmeno invocabile la c.d. documentazione di soccorso ex art.46 del Codice Appalti alla luce dello specifico disposto della normativa di gara;
che le spese possono essere compensate, in ragione della particolare natura della controversia.
definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge come in motivazione.
Così deciso in Venezia nella camera di consiglio del giorno 10 novembre 2010 con l’intervento dei magistrati: