Source: http://www.brocardi.it/costituzione/parte-i/titolo-i/art16.html
Timestamp: 2017-10-24 03:50:24+00:00
Document Index: 155986125

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 120', 'art. 21', 'art. 45', 'art. 2', 'art. 36', 'art. 4', 'art. 10']

Art. 16 costituzione - Brocardi.it
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Articolo 16 Costituzione
Dispositivo dell'art. 16 Costituzione
Fonti → Costituzione → PARTE I - Diritti e doveri dei cittadini → Titolo I - Rapporti civili
Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale (1), salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza [120] (2). Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche (3).
Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica [35] e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge (4).
(1) La libertà di circolazione si articola nella possibilità di spostarsi senza limiti all'interno del territorio dello Stato. A livello nazionale, la disposizione va coordinata con l'art. 120 Cost. che vieta alle Regioni di adottare provvedimenti che possano ostacolare questa libertà. Essa, inoltre, si inserisce in un più ampio contesto comunitario che riconosce la libertà di circolazione a tutti i cittadini dell'Unione e non solo a quelli italiani, come prevede la disposizione in commento (v. art. 21 TFUE; v. art. 45 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, che lo riconosce anche ai cittadini di paesi extraeuropei che si trovino legalmente nel territorio comunitario).
(2) Pe le limitazioni alla libertà di circolazione la disposizione introduce una riserva di legge rinforzata, atteso che solo la legge può stabilirle e solo con i presupposti dettati dalla Costituzione stessa. Tra i motivi di sicurezza rientra, ad esempio, l'art. 2 del d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (c.d. Codice antimafia), che prevede il foglio di via obbligatorio. Prima di questa disciplina il legislatore era intervenuto con la l. 12 luglio 1991, n. 203, la l. 19 marzo 1990, n. 55, la l. 13 settembre 1982, n. 646 e la l. 27 dicembre 1956, n. 1423.
(3) Nel periodo fascista la limitazione della libertà di circolazione per motivi politici era evento frequente (il c.d. confino). Successivamente, sono state introdotte misure diverse volte, di regola, a colpire il patrimonio di soggetti considerati pericolosi.
(4) Per la libertà di espatrio di cui a questo comma si ritiene che il legislatore abbia introdotto una riserva di legge assoluta ma non rinforzata. All'interno del territorio comunitario la circolazione è ammessa liberamente nella c.d. Area Schengen (locuzione con cui si indica l'area che comprende i paesi firmatari degli accordi di Schengen del 14 giugno 1985 e quelli che vi hanno successivamente aderito). Rispetto agli altri paesi, invece, può essere necessario il possesso del passaporto o della carta d'identità.
Il costituente tutela la libertà di circolazione quale articolazione della libertà personale (13 Cost.). In particolare, si preoccupa di preservare i singoli dalla possibilità che tale libertà sia limitata per motivi politici, ciò sulla scorta di quanto era accaduto nella vigenza del regime fascista.
Concorsi pubblici: tra i requisiti vi può essere la residenza in un determinato Comune? - 06/07/2017
relativi all'articolo 16 Costituzione
Argomento: Articolo 16 Costituzione - | Quesito Q201616142
Margherita C. chiede
giovedì 12/05/2016 - Sardegna
“I cittadini che vivono e risiedono nelle piccole isole hanno diritto ad avere la strada?..essendo il traghetto l'unica vitale indispensabile strada per muoversi, hanno diritto al passaggio gratis? così come tutti gli altri cittadini che la utilizzano? Io vivo nell'isola di San Pietro, isola dell'isola Sardegna...siamo costretti a partire per ogni necessità poichè qui non c'è ospedale, non ci sono tanti servizi che hanno dall'altra parte del mare....GRAZIE”
Consulenza legale i 23/05/2016
L'art. 36 della Legge n. 144 del 1999, il quale disciplina la cd. continuità territoriale per la Sardegna e le isole minori della Sicilia dà esecuzione all'art. 4 del Reg. (CEE) n. 2408/92 - il quale è stato poi sostituito dal Reg. UE n. 1008/2008 - al fine di garantire la continuità territoriale con la Sardegna e le isole minori siciliane "ma non esaurisce i casi d'imposizione degli oneri di servizio pubblico, limitandosi a fornire un modo d'attuazione della fonte comunitaria, senza impedire ad altri enti d'imporne e finanziarne di nuovi" (cfr. T.A.R., (Lazio), Sez. III, 3 agosto 2002, n. 6938).
Il principio di diritto ora evidenziato, seppure affermato con riferimento al trasporto aereo, si ritiene applicabile anche ai trasporti marittimi; tuttavia, occorre evidenziare che si ritiene di escludere la configurabilità di un diritto soggettivo o di un interesse legittimo in capo ai residenti delle isole minori corrispondente al trasporto gratuito, anche alla luce degli stringenti parametri di bilancio a cui devono sottostare gli enti locali.
In sostanza, certamente gli enti locali possono legittimamente sostenere degli oneri del servizio pubblico, senza incorrere in alcuna violazione connessa ai principi della tutela della concorrenza; al contrario, sembrerebbe da escludere che al residente in un'isola minore (quale l'isola di San Pietro in Sardegna) debba obbligatoriamente essere riconosciuto il trasporto gratuito verso l'isola maggiore.
Conformemente al principio già evidenziato, anche la giurisprudenza più risalente, ha chiarito che "anche dopo l'entrata in vigore della legge n. 537 del 1993, che detta all'art. 10 nuove regole per la determinazione dei prezzi dei servizi di pubblica utilità, sulla base del criterio della tendenziale copertura dei costi di gestione, è tuttavia legittima la previsione di tariffe agevolate per i trasporti pubblici marittimi in favore dei residenti nelle isole, al fine di assicurare la continuità del territorio nazionale e di favorire la mobilità di persone e merci, considerato che detta agevolazione trae origine sin dalle prime convenzioni relative alla concessione del servizio di trasporto e che i criteri stabiliti dalla legge n. 537 del 1993 possono essere derogati con riguardo a particolari situazioni di mercato" (cfr. Corte Conti, Sez. Controllo, 27 luglio 1995, n. 99).
Per concludere, nonostante sembri risultare chiaro che, all'esito di una prima analisi, la normativa e la giurisprudenza non prevedono l'obbligatorietà per gli Enti Locali di provvedere al trasporto gratuito per i residenti delle isole, potrebbe essere utile, laddove vi fosse un reale interesse, effettuare un ulteriore approfondimento avente ad oggetto prassi di altri enti locali minori.