Source: https://sistemielettorali.wordpress.com/2013/02/06/sistema-elettorale-italiano-camera/
Timestamp: 2018-07-21 13:19:16+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 83', 'art. 83', 'art. 84', 'art. 56', 'art. 83', 'art. 83']

Sistema elettorale italiano: Camera | Sistemi elettorali
Sistema elettorale italiano: Camera
Dopo aver introdotto l’ultima legge elettorale italiana, andiamo ad analizzare nel dettaglio come avviene l’assegnazione dei seggi alla Camera e al Senato. Cominceremo con la Camera.
I 630 seggi della Camera sono ripartiti come segue: 12 nella circoscrizione estero, per i nostri connazionali che non vivono in Italia; 1 nella regione Valle d’Aosta col sistema uninominale maggioritario (il candidato primo classificato è eletto); 617 in ventisei circoscrizioni, tredici delle quali coincidono col territorio regionale (Liguria, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna) e le restanti 13 sono composte da più province della stessa regione (D.P.R. n. 104 del 2003).
Per le elezioni del 2006 e del 2008 (che facevano riferimento al censimento del 2001), la circoscrizione più popolosa è stata quella della Puglia, cui erano attribuiti 44 deputati. In base ai dati relativi al censimento del 2011 invece le circoscrizioni a cui verranno attribuiti più deputati saranno quelle di Lombardia II ed Emilia-Romagna con 45 deputati ciascuna.
Ogni circoscrizione comprende l’intero territorio regionale oppure una o più province, secondo lo schema sotto riportato:
Dividendo la popolazione italiana complessiva per il numero di seggi (618, risultato della differenza fra i seggi totali 630 – quelli della circoscrizione estero 12) si ottiene il quoziente intero 96.171 per il calcolo del numero di abitanti necessari per l’attribuzione, all’interno di ogni singola circoscrizione, di un seggio. I seggi rimanenti (*) vengono distribuiti in base ai migliori resti.
Cosa cambia rispetto al sistema maggioritario votato nel 1993?
Abolizione dei collegi uninominali: l’elettore precedentemente poteva votare su due schede per la Camera dei Deputati e una scheda per il Senato. Mentre la parte proporzionale alla Camera veniva espressa con la seconda scheda, dando la possibilità di scegliere una lista, al Senato si procedeva a un recupero su base regionale fra i non eletti all’uninominale.
Liste bloccate: con l’attuale sistema, replicante quello in vigore per la quota proporzionale prevista dal precedente Mattarellum, l’elettore si limita a votare solo per delle liste di candidati, senza la possibilità, a differenza di quanto si verifica per le elezioni europee, regionali e comunali, d’indicare preferenze. L’elezione dei parlamentari dipende quindi completamente dalle scelte e dalle graduatorie stabilite dai partiti.
Premio di maggioranza: viene garantito un minimo di 340 seggi alla Camera dei deputati alla coalizione che ottiene la maggioranza relativa dei voti. Da notare che 12 seggi, assegnati alla “circoscrizione Estero”, sono contemplati a parte, come anche il seggio della Valle d’Aosta. I voti della Valle d’Aosta[6] e degli italiani all’estero non sono calcolati nemmeno nella determinazione della coalizione vincente.
Programma elettorale e capo della forza politica: la legge prevede l’obbligo, contestualmente alla presentazione dei simboli elettorali, per ciascuna forza politica di depositare il proprio programma e di indicare il proprio capo.
Coalizioni: la legge prevede la possibilità di apparentamento reciproco fra più liste, raggruppate così in coalizioni. Il programma ed il capo della forza politica, in caso di coalizione, devono essere unici: in questo caso viene assunta la denominazione di Capo della coalizione. Egli tecnicamente non è candidato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, poiché spetta al Presidente della Repubblica la nomina a quell’incarico.
Soglia di sbarramento alla Camera: per ottenere seggi alla Camera, ogni partito o lista deve ottenere almeno il 4% dei voti nazionali mentre le coalizioni devono ottenere almeno il 10%. Le liste collegate ad una coalizione che abbia superato la soglia prescritta, partecipano alla ripartizione dei seggi se superano il 2% dei voti, o se rappresentano la maggiore delle forze al di sotto di questa soglia all’interno della stessa (il cosiddetto miglior perdente). Questo vuol dire che se una coalizione che superi lo sbarramento del 10% fosse formata da 3 partiti di cui solo 2 superano il 2%, il terzo entrerebbe sicuramente alla Camera con qualsiasi percentuale; se una coalizione fosse formata da 4 partiti di cui solo 2 superano il 2%, entrerebbe alla camera solo il più votato degli altri 2 che non hanno superato la soglia. Se una coalizione non dovesse superare il 10%, ogni singolo partito che la compone deve superare il 4%.
Minoranze linguistiche: le liste delle minoranze linguistiche riconosciute coalizzate o non, potranno comunque accedere al riparto dei seggi per la Camera dei Deputati ottenendo almeno il 20% dei voti nella circoscrizione in cui concorrono.
La legge ha introdotto la novità delle circoscrizioni estere, che permettono di eleggere 12 seggi alla Camera dei deputati (6 in Europa, 3 in America Meridionale, 2 in America Settentrionale e Centrale, 1 in Africa, Asia, Oceania e Antartide)
Trasformazione dei voti in seggi
I passaggi in base ai quali la legge assegna i 617 seggi in palio alla Camera dei Deputati per il Collegio unico nazionale sono quelli di seguito riportati:
1 si determinano i voti validi, sommando le schede votate depurate da quelle bianche e nulle (esclusi i voti della Val D’Aosta e i voti dalla circoscrizione Estero);
2 si determinano le coalizioni e le liste che abbiano superato rispettivamente la soglia del 10% e del 4% dei voti validi;
3 tra le liste che non facciano parte di coalizioni che rispettino il punto 2, e che si siano presentate unicamente in Trentino-Alto Adige o unicamente in Friuli-Venezia Giulia, si individuano quelle che abbiano superato il 20% dei voti nella propria Regione;
4 tutti i voti espressi per liste che non rispettino nessuna delle clausole previste al punto 2 o al 3, sono definitivamente eliminati in quanto voti inefficaci;
5 si procede ad una ripartizione virtuale dei seggi utilizzando il metodo Hare del quoziente naturale e dei più alti resti: a tal fine, il dividendo è rappresentato dalla somma dei voti efficaci di cui al punto 4, il divisore è pari a 617, il quoziente viene considerato nella sola parte intera. Si badi che, per il momento, i voti delle coalizioni di cui al punto 2 sono utilizzati in blocco, senza alcun riguardo alla suddivisione fra le singole liste ricomprese;
6 se in base al conteggio di cui al punto 5, la coalizione più votata si è vista attribuire almeno 340 seggi, il calcolo virtuale effettuato diviene reale e definitivo;
7 se in base al conteggio di cui al punto 5, la coalizione più votata non ha raggiunto la soglia di 340 seggi, questi le vengono assegnati d’ufficio;
8 nel caso di cui al punto 7, si procede al ricalcolo reale e definitivo dei seggi attribuiti alle minoranze, procedendo nella stessa maniera di cui al punto 5, ma utilizzando come dividendo la differenza fra i voti efficaci e i voti ottenuti dalla coalizione di maggioranza, e come divisore la cifra di 277;
9 si procede quindi alla suddivisione interna dei seggi attribuiti alla coalizione di maggioranza e a quelle di minoranza, assegnandoli alle singole liste componenti. A tal fine, vengono considerate unicamente le liste che abbiano ottenuto il 2% dei voti validi di cui al punto 1, oppure che siano, all’interno di ciascuna coalizione, la lista più votata fra quelle che non abbiano raggiunto il 2%, oppure che abbiano superato il 20% dei voti in Trentino-Alto Adige o in Friuli-Venezia Giulia, se si sono presentate unicamente in una di quelle due Regioni;
10 per l’individuazione dei seggi da attribuire alle liste che abbiano rispettato almeno una delle clausole di sbarramento di cui al punto 9, si procede in modo simile al meccanismo di cui al punto 5, utilizzando come dividendo i voti della singola coalizione, e come divisore i seggi attribuiti alla coalizione in base ai punti 6, 7 e 8;
11 la distribuzione dei 617 seggi della Camera fra le singole liste è ora definitiva. La legge suddivide i seggi guadagnati da ogni lista fra le circoscrizioni, in proporzione ai voti ottenuti da ogni lista locale. Nel compiere tale riparto, essendo fisso ed immutabile il numero totale di seggi assegnati ad ogni lista, può verificarsi la necessità di variare il numero di seggi originariamente attribuiti alle singole circoscrizioni elettorali.
Ai 617 seggi così assegnati, si unisce quello uninominale attribuito alla Valle d’Aosta, e i 12 seggi appannaggio dei cittadini italiani all’estero, suddivisi col metodo proporzionale e possibilità di voto di preferenza. La composizione della Camera dei Deputati è così delineata.
In buona sostanza, i seggi sono ripartiti in due distinte fasi.
In primo luogo, l’Ufficio centrale nazionale (ex art. 83 T.U. Camera) effettua un riparto di seggi in proporzione ai voti ottenuti da ciascuna lista indipendente e dalle singole coalizioni conteggiando, per queste ultime, anche i voti conseguiti da quelle liste ad esse interne che non abbiano superato la soglia del 2%.
Effettuato in tal modo un riparto provvisorio dei seggi, prende avvio la seconda fase, verificando se una lista indipendente o una coalizione abbia ottenuto più di 340 seggi (pari al 55% dei 617 seggi assegnati sulla base della nuova legge).
In caso positivo, il riparto dei seggi tra le liste indipendenti e le coalizioni, fatta salva l’applicazione delle soglie di sbarramento, è effettuato con metodo proporzionale col sistema già previsto nel 1993 per la parte proporzionale: ossia attraverso il calcolo dei quozienti naturali interi (pari ai voti validi diviso i seggi totali) e dei più alti resti (art. 83, c.1, n.4). Lo stesso Ufficio provvede alla distribuzione nelle singole circoscrizioni dei seggi assegnati a ciascuna lista; il collegio unico nazionale assicura la più ampia proporzionalità (in relazione alla popolazione residente) nella ripartizione degli stessi.
In caso negativo, alla lista indipendente o alla coalizione che abbia conseguito la maggioranza relativa dei voti validi su base nazionale, si assegna un premio che è pari alla differenza tra i seggi comunque acquisiti e 340. Si precisa che per far “scattare” tale premio non sono previste soglie minime, per cui potenzialmente il premio potrebbe essere anche molto superiore ai seggi conseguiti ad un primo riparto. La finalità della norma è quella di assegnare alla coalizione o alla lista che abbia conseguito la maggioranza relativa dei voti, la maggioranza assoluta dei 630 seggi della Camera, pari al 53,9% degli stessi.
Una volta assegnati i 340 seggi alla coalizione o alla lista di maggioranza, si procede a riassegnare proporzionalmente, sempre secondo il sistema dei quozienti interi e dei maggiori resti, i 277 seggi restanti alle altre forze politiche sulla base dei voti da loro ottenuti a livello nazionale per poi assegnarli circoscrizione per circoscrizione. Contestualmente, nell’ambito di ciascuna coalizione, definiti i seggi totali spettanti, si procede ad assegnare i seggi alle singole liste componenti, sulla base del risultato elettorale conseguito nella circoscrizione di riferimento e alla luce degli sbarramenti previsti (c’è da notare che, in questo modo, le liste coalizzate che hanno superato la soglia del 2% si avvantaggiano, nel riparto dei seggi, dei voti ottenuti dalle liste che tale soglia non hanno superato).
Nel caso in cui una lista abbia un numero di candidati inferiore ai seggi spettanti, si procede, ex art. 84, c.2, all’assegnazione del seggio ai candidati presentati dalla stessa lista nelle circoscrizioni in cui questa ha la maggior parte decimale di quoziente non utilizzata, ovvero, in caso di esito negativo, ai candidati -nella stessa circoscrizione- di una diversa lista comunque appartenente alla medesima coalizione politica secondo l’ordine decrescente delle parti decimali che hanno già dato luogo ad assegnazione di seggi.
Questi sono i risultati del 2008:
Assegnazione dei seggi nelle circoscrizioni
I seggi spettanti a ciascuna circoscrizione (in base alla rispettiva popolazione, ai sensi dell’art. 56 Cost.) sono dapprima ripartiti fra le coalizioni di liste e le liste singole e successivamente, all’interno di questa prima assegnazione, fra le liste ammesse che compongono le coalizioni. Questo duplice approccio consente di conservare le assegnazioni fatte alle liste
in sede nazionale e, al contempo, di non modificare il numero di seggi che risulta complessivamente assegnato a ciascuna circoscrizione al termine di tutte le operazioni.
I seggi spettanti a ciascuna circoscrizione sono ripartiti, in primo luogo, fra le coalizioni di liste e le liste singole in ragione proporzionale al numero di seggi a ciascuna di esse assegnato in sede nazionale.
A tal fine l’Ufficio centrale nazionale determina, in ciascuna circoscrizione, un indice proporzionale che rappresenta, per ogni coalizione o lista singola, la quota di seggi di quella circoscrizione che a ciascuna di esse spetta in base alla quota di seggi loro assegnata in sede nazionale. Nel determinare questo indice l’Ufficio tiene conto delle cifre
elettorali di tutte le liste (ammesse e non ammesse) che compongono la coalizione.
Operativamente, l’indice è determinato dividendo la cifra elettorale circoscrizionale della coalizione, o della lista singola, per il quoziente elettorale nazionale della coalizione o lista singola. Tale quoziente è costituito dalla parte intera della divisione della cifra elettorale nazionale della coalizione di liste o lista singola per il numero di seggi ad essa assegnato in quella sede.
Per procedere alla ripartizione l’Ufficio determina anche un indice complessivo circoscrizionale costituito dalla somma degli indici determinati per ciascuna coalizione di liste o lista singola.
Al fine del calcolo degli indici di cui sopra, il quoziente elettorale nazionale è uno solo per tutte le coalizioni e liste singole nel caso in cui non si sia dato luogo all’attribuzione del premio di maggioranza. Nel caso in cui, invece, sia stato assegnato il premio di maggioranza, gli indici proporzionali di cui sopra sono calcolati utilizzando il quoziente
elettorale nazionale ‘di maggioranza per la coalizione o lista singola ‘maggioritaria e il quoziente elettorale nazionale ‘di minoranza per le altre coalizioni e liste singole (già calcolato al fine del riparto dei 277 seggi tra le coalizioni e liste singole non vincenti).
A ciascuna coalizione di liste o lista singola è assegnato nella circoscrizione un numero di seggi corrispondente alla parte intera del risultato ottenuto dividendo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione per l’indice complessivo come sopra determinato e moltiplicando questo quoziente per l’indice individuale di ciascuna coalizione di liste o lista singola.
I seggi che eventualmente residuano da assegnare sono attribuiti in ciascuna circoscrizione alle coalizioni di liste o liste singole secondo l’ordine decrescente delle rispettive parti decimali dei medesimi quozienti in base ai quali è stata effettuata l’assegnazione di seggio per la parte intera.
È prevista da ultimo una “procedura di correzione” di tali assegnazioni per fare in modo che ciascuna coalizione o lista singola ottenga – dalla somma dei seggi assegnati in ciascuna circoscrizione – il totale dei seggi ad essa spettanti in base alla assegnazione effettuata in ambito nazionale e ciascuna circoscrizione ottenga – dalla somma dei seggi in essa assegnati a ciascuna coalizione o lista singola – il totale dei seggi ad essa spettanti in base alla propria popolazione (D.P.R. 361/1957, art. 83, comma 1, n. 8).
La fase ulteriore (assegnazione dei seggi a ciascuna lista) riguarda soltanto le liste facenti parte di coalizioni: le liste singole ottengono già dalle operazioni precedenti la distribuzione nelle circoscrizioni dei seggi ad esse assegnati.
Anche in questo caso, la ripartizione dei seggi in ciascuna circoscrizione è proporzionale al numero di voti che ciascuna lista ha ottenuto in quella circoscrizione e tende a far sì che ciascuna circoscrizione ottenga al termine – come somma di tutti i seggi in essa assegnati a tutte le liste – il totale dei seggi ad essa spettanti in base alla popolazione censita. Alla
ripartizione partecipano soltanto le liste ammesse in base ai sopra detti parametri di soglia.
L’Ufficio determina in primo luogo il quoziente circoscrizionale della coalizione.
Questo è dato dalla parte intera del risultato della divisione del totale delle cifre elettorali circoscrizionali delle sole liste ammesse per il numero di seggi assegnati a quella coalizione in quella circoscrizione.
A ciascuna lista sono assegnati tanti seggi quanti corrispondono alla parte intera di questo quoziente. I seggi eventualmente residuali sono assegnati, in ciascuna circoscrizione e per il numero ancora mancante a ciascuna lista in base alla graduatoria circoscrizionale delle parti decimali dei quozienti come sopra determinati.
Anche in questo caso è prevista una procedura di correzione delle assegnazioni così effettuate per fare in modo che, al termine delle operazioni, il complesso dei seggi assegnati a ciascuna lista corrisponda a quello determinato in sede nazionale e ciascuna circoscrizione ottenga dal totale delle assegnazioni effettuate il numero di seggi che le spettano in base alla popolazione (D.P.R. 361/1957, art. 83, comma 1, n. 9)
Qui l’esempio di Lombardia 3, sempre per l’anno 2008:
Cosa succederà nellvicine elezioni? Per la Camera sembrano non esserci dubbi. Troppa la distanza tra centro-sinistra e centro-destra per pensare che le parti si possano invertire. Le percentuali delle tabella seguente sonofrutto di un sondaggio presente sul sito youtrend.it. Da queste, ho cercato di simulare l’assegnazione dei seggi alla Camera dei deputati. Come si vede, al 99% il centro-sinistra dovrebbe riuscire a governare senza bisogno di cercare alleati esterni.
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