Source: https://www.propit.it/threads/comodato-gratuito-ad-una-nipote.16566/
Timestamp: 2017-12-14 22:43:52+00:00
Document Index: 80407659

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 38', 'art. 41', 'art. 4', 'art.38', 'art. 41']

Comodato gratuito ad una nipote | propit.it - Forum per la Casa
Comodato gratuito ad una nipote
Discussione in 'Nuda Proprietà, Usufrutto e Comodato' iniziata da cepuha, 13 Dicembre 2011.
ho un appartamento che vorrei dare in affitto a mia nipote (figlia di mia sorella); fra le varie ipotesi c'è quella del comodato gratuito. Devo fare un contratto scritto? che obblighi ci sono, da una parte e dall'altra? Che spese ci sono (in particolare:IRPEF e ICI quanto incidono?) Le spese condominiali ordinarie (luce scala, ascensore, riscaldamento) sono, immagino, a carico di chi ci vive?
cepuha, 13 Dicembre 2011
Il comodato gratuito non richiede la forma scritta, anche se è fortemente consigliato farlo a tutela di entrambe le parti. Il comodato, se in forma scritta, è soggetto ad obbligo di registrazione con imposta di registro di Euro 168 a carico del comodatario (tua nipote).
Le imposte sull'immobile (ICI/IMU, IRPEF) sono quelle ordinarie sulla seconda casa. In particolare per l'IMU, essa dipenderà dall'aliquota che verrà determinata dal comune in cui ricade l'immobile. Per l'IRPEF, non producendo reddito il contratto, le imposte si pagano in base al valore della rendita catastale rivalutata del 5%.
Le spese condominiali, di manutenzione ordinaria e per la fornitura di servizi (luce, acqua, gas, telefono) sono a carico dell'inquilino, come pure la manutenzione della caldaia (se l'impianto è autonomo) e l'imposta sui rifiuti.
Consiglio di fare un contratto di comodato senza un termine. In questo modo si avrà diritto a richiedere la liberazione immediata dell'abitazione in qualsiasi momento e senza necessità di giustificare la richiesta.
Sono d'accordo con tovrm
... ho un appartamento che vorrei dare in affitto a mia nipote ...
Attenzione: il comodato è gratuito, quindi chi lo concede non può richiedere nessun corrispettivo (affitto) al comodatario. Sarebbe il classico caso di "affitto in nero".
Giovanni Spinella, 14 Dicembre 2011
Per l'IRPEF, non producendo reddito il contratto, le imposte si pagano in base al valore della rendita catastale rivalutata del 5%
A condizione che la nipote dimori abitualmente nell'immobile ricevuto in comodato e ciò risulti dall’iscrizione anagrafica.
Nemesis, 14 Dicembre 2011
Non è necessario. Stiamo parlando di IRPEF, non di ICI (eventualmente) agevolata.
tovrm, 14 Dicembre 2011
Stiamo parlando di IRPEF
Il falso lo affermi tu. Leggiti questo: http://www.espertorisponde.ilsole24...010/072010/20100705/PRASSI/RIS_07_06_1980.pdf
Tu lo dovresti rileggere:
"il comodante ha l'obbligo di dichiarare la rendita catastale aggiornata con i normali coefficienti di rivalutazione ed aumentata, se ricorrono i presupposti, di un terzo, ai sensi dell'art. 4 della legge 24 aprile 1980, n. 146.
Forse lo dovresti rileggere anche tu:
«L'unita' immobiliare data in comodato, pertanto, proprio perche' in uso al comodatario, esclude il verificarsi della fattispecie degli immobili sfitti, di cui si occupa il citato art. 38, il quale presuppone la situazione che l'immobile non sia adibito all'uso del suo possessore e dei suoi familiari e resti non locato per l'intero periodo d'imposta»
Vedo che continui a far finta di non capire.
Il comodante ha l'obbligo di dichiarare la rendita catastale aggiornata con i normali coefficienti di rivalutazione ed aumentata, se ricorrono i presupposti, di un terzo.
E i presupposti per cui non si debba aumentare di un terzo sono esattamente quelli da me precedentemente descritti: il comodatario deve dimorare abitualmente nell'immobile ricevuto in comodato e ciò deve risultare dall’iscrizione anagrafica.
il comodatario (che deve essere un familiare del comodante) deve dimorare abitualmente...
Dammi il riferimento di legge. Grazie.
Comincia con la lettura delle Istruzioni per la compilazione del Mod. Unico PF 2011, a pagina 25, relativamente al codice "10" nella colonna 2 (Utilizzo) dei "righi" RB.
Ricerco, ma continuo a non trovare i riferimenti di legge.
Mi spiego meglio. Ho letto il TUIR, art. 41 (mi sarei aspettato questo e non le istruzioni di compilazione della dichiarazione dei redditi, ma tant'è), che dispone l'aumento di 1/3 della rendita catastale rivalutata in caso di appartamenti a disposizione (come è il caso del comodato in questione).
E fin qui, trovo riscontro parziale alle tue affermazioni ed ammetto di aver imparato qualcosa di nuovo.
Quello che non riesco a trovare è il riferimento normativo alle situazioni per le quali l'aumento di 1/3 non si applica (tra cui quelle riportate nelle istruzioni da te citate, ma anche in quelle del 730, ovviamente). Il TUIR, né altra documentazione esaminata (es.: lo stesso art. 4 della legge 24 aprile 1980, n. 146) fa alcun riferimento a queste situazioni.
Invece, nella circolare Agenzia delle Entrate n. 50/E del 12 giugno 2002, paragrafo 2, trovo questa espressione: «Si ricorda tuttavia che gli immobili concessi in comodato gratuito a soggetti, diversi dai familiari che dimorino abitualmente nell'immobile, sono equiparati, ai fini delle imposte dirette, agli immobili tenuti a disposizione dal proprietario, con la conseguenza che il comodante ha l'obbligo di dichiarare per gli stessi la rendita catastale aggiornata con i normali coefficienti di rivalutazione ed aumentata di un terzo se ricorrono i presupposti stabiliti dall'art.38 del TUIR»
L'Art. 38 TUIR, però, parla di tutt'altro, ovvero di variazioni di reddito dei fabbricati, mentre prima della riforma del 2004, coincideva con l'attuale art. 41. e non faceva riferimento ad alcun presupposto per non applicare l'aumento di un terzo.
Dove sono contenute queste disposizioni?
tovrm, 15 Dicembre 2011
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