Source: http://gabriellafilippone.blogspot.com/2014/07/riforma-forense-la-proposta-di-legge.html
Timestamp: 2017-08-21 08:08:06+00:00
Document Index: 165900725

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 53', 'art. 24']

Giuridica News Blog: RIFORMA FORENSE: PROGETTO LEGGE M5S 18.06.2014 di COLLETTI Andrea
L'avvocato Colletti, scrive sul suo sito :
"Oggi su Lex potete consultare la mia proposta di riforma sul'ordinamento forense (avvocati) ... L'opinione di tutti voi è fondamentale, soprattutto per ciò che riguarda l'esame di abilitazione e le specializzazioni per le 3 diverse giurisdizioni. Scrivete su Lex i vostri commenti e le vostre modifiche".
Segnalo altresì, in tema di di disegni legge e riforma forense:
la proposta di legge presentata alla Camera dei Deputati il 6 giugno 2013 per l'abrogazione dell'art. 21 della L. 247/2012 che impone l'iscrizione obbligatoria a Cassa Forense.
Il disegno è d'iniziativa dei deputati MAGORNO, BRUNO BOSSIO, D'INCECCO, FANUCCI, IACONO, OLIVERIO, ZANIN: "Modifiche alla legge 31 dicembre 2012, n. 247, recante nuova disciplina dell'ordinamento della professione forense". Include importanti modifiche riguardanti la pratica forense e l'esame di abilitazione professionale.
Stante quindi anche la proposta di legge appena menzionata, che mi risulta essere di provenienza PD, rivolgo allora il suggerimento, postatomi dal collega Avv. Roberto Castellano, agli Onorevoli Colletti (M5S) e Magorno (PD), in particolare:
"Esprimo la mia massima gratitudine all'On. Andrea Colletti per aver presentato il suo disegno di legge sulla riforma forense. Mi permetto, tuttavia, di rilevare - sommessamente - che sarebbe opportuno (secondo me) un coordinamento tra M5S e PD (on.le Magorno) per giungere ad una rapida abrogazione dell'art. 21 L. 247/2012 prima che il Regolamento sulla continuità inneschi il "licenziamento" di molti Colleghi sulla base dell'assurdo principio secondo il quale chi lavora poco non avrebbe il diritto di lavorare affatto. E' URGENTE procedere a tale abrogazione, mentre gli altri aspetti della nuova normativa potranno pervenire in un secondo tempo. Solo se si formerà una maggioranza in Parlamento si potrà pervenire ad una azione tempestiva contro una riforma illiberale come quella giustamemte criticata dall'On.le Colletti e dall'On.le Magorno. Molti cordiali saluti."
Message in a bottle - Restando in tema di contributi minimi obbligatori, si mette a disposizione dei Colleghi interessati un modello di lettera da inviare al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, per chiedere: il rigetto del Regolamento presentato da Cassa Forense, l'integrale rispetto della nota ministeriale, la non applicabilità di contributi "minimi" e obbligatori svincolati dal reddito prodotto; l'applicazione del sistema calcolo contributivo equo.
Avvocato . ......................
Alla C.A. dei Dottori Gambacciani e Cassano
una copia via mail all'attenzione del Delegato alla Previdenza: segreteriasottosegretariocassano@lavoro.gov.it
nel rilevare "la criticità .. nella scelta operata dalla Cassa di fissare i minimi contributivi per coloro al di sotto dei parametri reddituali, operando un richiamo ai minimi già previsti .. piuttosto che prevederne di nuovi ed autonomi";
invitando "l'ente ad un percorso di armonizzazione delle vigenti disposizioni regolamentari", altresì osservando che "non sarebbe ragionevole considerare iscritto alla Cassa alcun soggetto senza aver prima disciplinato le conseguenze di tale iscrizione", per cui disponevate l'irretroattività della iscrizione alla Cassa da far decorrere, invece, dall'entrata in vigore dell'emanando Regolamento;
"in considerazione degli elementi di forte indeterminatezza sottostanti le ipotesi attuariali .. si invita Codesta cassa a prevedere all'interno del corpo regolamentare, forme di eventuale revisione della soglia reddituale nonché delle agevolazioni in ordine ai minimi contributivi di cui agli artt. 7 e 9 ..";
"c'è una nuova realtà della professione, fatta anche di difficoltà lavorative, che alla lunga non possono non riflettersi sui flussi contributivi..", ritenevate pertanto necessario, per la prosecuzione dell'iter procedimentale di approvazione, di attendere che Cassa Forense "si determini ad apportare le opportune modifiche al Regolamento posto al vaglio" del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Voglia pertanto il Ministero Vigilante considerare la situazione di disagio in cui versiamo a causa dell'inadempienza dell'ente previdenziale Cassa Forense:
atteso che l'attuale congiuntura economica non risparmia pure la (gran parte) classe forense, ben lungi dalla rappresentazione mistificata ed assolutamente avulsa dalla realtà che di essa viene quotidianamente propagata in ogni dove;
chiarito come sarebbe desiderio di chiunque poter contribuire alla Cassa per gli importi richiesti, la qual cosa vorrebbe dire percepire redditi notevoli e soprattutto garantirsi un futuro pensionistico di tutto rispetto;
chiarito, altresì, come la bozza di regolamento predisposto da Cassa Forense invece, vada in senso diametralmente opposto a qualsiasi scelta di carattere equitativo, tale per cui la contribuzione si leghi al reddito effettivamente percepito, statuendo di contro una sorta di "pizzo" anomalo che pone in condizione di ulteriore disagio materiale e psicologico quanti di noi (e siamo tantissimi) versano nelle esposte condizioni;
peraltro, con la spada di Damocle della cancellazione dall'albo, per la cui iscrizione tanto si è sofferto e sudato e che aggiungerebbe ulteriore frustrazione in tantissimi colleghi in analoghe condizioni;
rilevato altresì come la scelta di Cassa Forense con il placet governativo, contribuirebbe a rendere l'Avvocatura, in particolare nelle sue componenti migliori (ovvero la gran parte, fatta di tantissimi onesti lavoratori che ancora credono nella funzione per cui hanno giurato lealtà) ancora meno scevra da condizionamenti nello svolgimento del pubblico servizio loro affidato, dovendo anteporre giocoforza ad ogni altro interesse, quello alla sopravvivenza ed alla stessa permanenza nell'albo!
il Regolamento ex art. 21 della legge 247/2012, in caso di approvazione, comporterà migliaia e migliaia di avvocati esodati, ed avvierà alla pensione contributiva - senza integrazione al minimo - non meno di 25.000 avvocati, questo secondo le stime di Cassa Forense palesate al recente convegno di Trieste da uno dei relatori presenti.
Per tali motivi, nell'offrire sostegno al Ministero affinchè non desista dalla richiesta di "contributi nuovi ed autonomi" per i neo iscritti; nel richiederne l'estensione a tutti i Colleghi in difficoltà, Vi rivolgo
che Cassa Forense in ossequio alla legge 247/2012, adotti, con il regolamento in corso di approvazione, il sistema di calcolo contributivo equo e solidale.
Per Vs visione si riscontra altresì al Ministero Vigilante quanto segue:
L'articolo in discorso prevede l'obbligatorietà e l'automatica iscrizione alla Cassa previdenza forense, come conseguenza dell'iscrizione all'Albo degli Avvocati: iscrizione non gratuita bensì onerosa.
Numerosi sono i profili di illegittimità che colpiscono tale articolo della Legge n. 247/2012, poiché in contrasto evidente con la Costituzione e con il dettato normativo europeo.
Occorrerà ricordare che la Costituzione è "Fonte del diritto", dunque, "Legge delle Leggi", di fronte alla quale tutte le altre leggi hanno l'obbligo di osservanza.
Con la Legge 247/2012 si assiste alla violazione dei seguenti principi fondamentali.
Il sistema contributivo adottato dell'ente privato Cassa Forense, che gestisce interessi eminentemente pubblici, contrasta con il principio dell'equità fiscale e contributiva.
Infatti, tale principio, strutturato sul combinato disposto degli articoli 2, 3 e 53 della Costituzione Italiana, delinea le caratteristiche generali del sistema contributivo e devono essere rispettate sia dagli Enti previdenziali pubblici, sia dagli Enti previdenziali privati.
Questi, dunque, al pari degli altri soggetti che operano nel territorio, sono tenuti al rispetto delle leggi dello Stato ed alla Costituzione Italiana in forza della quale, il sistema previdenziale, anche di Enti Privati così come strutturato, deve essere tale da realizzare una giustizia fiscale (art. 3 Cost.), solidale (art. 2 Cost.), basata sul criterio della progressività (art. 53 Cost.) dell'imposizione contributiva.
A fronte delle Norme richiamate, costituenti Principi Fondamentali del Diritto e Fonti di esso, v'è l'attuazione di un sistema contributivo per mezzo dell'emanando Regolamento (di rango quindi inferiore rispetto alle Norme Costituzionali !!) della Cassa Forense che astrae da ogni considerazione sulla capacità contributiva dei singoli, laddove obbliga al pagamento di contributi (c.d. minimi) fissi ed indipendenti da situazioni reddituali (dovuti anche in caso di reddito pari a zero).
Tali azioni collidono con i principi di libertà del lavoro, di cui agli articoli 1, 4 e 35 della Costituzione Italiana, e dell'iniziativa economica e non discriminazione, di cui agli articoli 41 e 3 della Costituzione[1], con il principio di libera concorrenza previsto dall'Ordinamento europeo.
In presenza di una legge nazionale che contrasti con una norma comunitaria, il giudice ordinario deve disapplicare la legge nazionale ed applicare il diritto dell'Unione, senza porre quesiti di incostituzionalità o attendere che il legislatore nazionale risolva il conflitto di giurisprudenza adeguandolo al diritto dell'Unione.
La cancellazione dall'albo imposta dalla Legge de qua, vìola l'interesse legittimo dell'avvocato che, dopo aver superato il concorso pubblico per l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato, non può vedersi negare il diritto di iscrizione all'Albo solo in forza di un "Regolamento in materia previdenziale" (sic!) che non ha la stessa cogenza della legge, dei principi Costituzionali, dei principi comunitari.
La riforma forense vìola la Legge Professionale (R.D. n. 1578/1933) che dispone il diritto di iscrizione all'Albo degli Avvocati in caso di superamento dell'esame di Stato, nonché la facoltà dell'Avvocato di svolgere la sua professione "gratuitamente".
Il Legislatore, forse troppo preoccupato di fare "Cassa", ha dimenticato che l'Avvocato svolge un ruolo istituzionale: egli garantisce l'osservanza della Costituzione e l'applicazione dell'art. 24 di essa.
Da questi principi fondamentali la Legge n. 247/2012 non potrà in alcun modo prescindere.
Si ringraziano i Colleghi tutti per i loro contributi alla missiva.
News Giuridiche a cura di Avv. Gabriella Filippone Gabriella Filippone Blog
Pubblicato da Gabriella Filippone a 11:16
Anonimo 26 settembre 2014 17:19
Anonimo 6 dicembre 2014 20:54