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Timestamp: 2018-03-22 09:46:39+00:00
Document Index: 53792563

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 2']

Messaggio numero 25235 del 17-10-2007
Messaggio numero 25235 del 17-10-2007.htm
Messaggio n. 25235
Oggetto: Fondo speciale Ferrovie dello Stato S.p.A. - Benefici di cui agli artt. 43 e 44 del R.D. 1290/1922.
In base alle disposizioni di cui agli artt. 43 e 44 del R.D. 30/9/1922, n. 1290, ai dipendenti civili delle Amministrazioni dello Stato che siano mutilati od invalidi di guerra è concesso un incremento stipendiale pari al 2,50% per infermità ascrivibile alle prime sei categorie, o all’1,25% per infermità ascrivibile alle ultime due categorie di cui alla Tabella A annessa al D.P.R. n. 834/1981.
Successivamente, la legge 15 luglio 1950, n. 539, all’art. 1 ha esteso tali benefici anche ai mutilati od invalidi per cause di servizio, nonché ai congiunti dei caduti per cause di servizio, ed all’art. 3 ha stabilito che “agli effetti della presente legge si
considerano mutilati od invalidi per servizio coloro che alle dirette dipendenze dello Stato o degli enti locali territoriali e istituzionali hanno contratto, in servizio e per causa di servizio militare o civile debitamente riconosciuta, mutilazioni od infermità ascrivibili ad una delle categorie…”.
Ciò premesso, poiché sono pervenute a questa Direzione numerose richieste di chiarimenti in merito all’applicabilità o meno, nei confronti dei titolari di pensione a carico del Fondo speciale dipendenti della Ferrovie dello Stato S.p.A., delle citate disposizioni, si precisa quanto segue.
Il Consiglio di Stato, con Parere n. 452 del 13 dicembre 1999, ha affermato:
• che il personale in quiescenza che abbia ottenuto in attività di servizio il riconoscimento di dipendenza dell’infermità sofferta da cause di servizio, ha diritto ai benefici in questione anche se la domanda è stata presentata dopo la cessazione dal servizio;
• che, anche se il beneficio è concedibile d’ufficio e la domanda dell’interessato ha la sola funzione di costituire in mora l’amministrazione, il diritto al beneficio medesimo è soggetto a prescrizione quinquennale. Non va confusa, infatti, la concedibilità d’ufficio del beneficio, che ha rilevanza solo procedimentale, con la decorrenza della prescrizione del diritto dal giorno in cui il diritto medesimo può essere fatto valere, che attiene all’obbligazione pubblica: la prima non esclude la seconda.
Peraltro, la Corte Suprema di Cassazione Sezione Lavoro, con sentenza n. 4049 del 19/03/2003, ha precisato che i benefici medesimi, in quanto applicabili ai soli “dipendenti civili delle Amministrazioni dello Stato”, non trovano applicazione nei confronti degli iscritti al Fondo Speciale Ferrovie dello Stato che abbiano ottenuto il riconoscimento di dipendenza da cause di servizio dell’infermità sofferta in data successiva a quella di trasformazione dell’Azienda Autonoma Ferrovie dello Stato in Ente pubblico economico (31/12/1985). Infatti, “i particolari vantaggi attribuiti alla generalità dei lavoratori cui compete lo status di pubblici impiegati non spettano ai dipendenti dell’Ente Ferrovie dello Stato, che tale status non hanno”.
Sulla base di quanto sopra precisato, si forniscono pertanto le seguenti istruzioni.
Le istanze eventualmente presentate all’Istituto dagli iscritti al Fondo speciale tuttora in attività di servizio devono essere trasmesse al datore di lavoro, cui compete la concessione del beneficio in parola.
I titolari di pensione, invece, che desiderano ottenere il beneficio in questione, devono presentare alla competente Sede Polo – ovvero a qualsiasi sede dell’Istituto, che provvederà ad inoltrarla alla Sede polo – apposita istanza, unitamente a copia del provvedimento con il quale l’infermità sofferta è stata riconosciuta dipendente da causa di servizio.
Nel caso che il provvedimento di riconoscimento in parola sia stato adottato in data successiva al 31/12/1985, l’istanza, sulla base di quanto precisato dalla Corte di Cassazione nella citata sentenza n. 4049/2003, deve essere respinta.
Qualora, invece, il provvedimento stesso sia stato adottato entro la data del 31/12/1985, la Sede polo è tenuta a:
• interessare la competente società datrice di lavoro perché provveda a rideterminare la retribuzione pensionabile del richiedente per tener conto del beneficio in questione,
• provvedere, conseguentemente, alla rideterminazione della pensione annua lorda,
• trasmettere il nuovo calcolo di pensione alla competente Sede provinciale perché provveda a porre in pagamento il nuovo importo di pensione, tenendo presente che, pur se il ripetuto beneficio dal punto di vista giuridico coincide con la data del collocamento a riposo, deve tuttavia essere applicato il termine di prescrizione quinquennale di cui all’art. 2, comma 2, del R.D.L. n. 295/1939, come modificato dall’art. 2 della legge n. 428/1985.
Sulla base dei chiarimenti sopra forniti, le Sedi vorranno definire le situazioni al loro esame.