Source: http://biblus.acca.it/wp-content/uploads/2019/08/news_625.htm
Timestamp: 2020-08-08 16:13:30+00:00
Document Index: 88563208

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 15', 'art. 8', 'art 16', 'art. 10', 'art. 30', 'art. 14', 'art. 1']

Newsletter n. 625 dell' 1 agosto 2019
Newsletter 625 del 1° agosto 2019
Sismabonus: interventi in regime ordinario e condominiale, acquisto di case antisismiche, modalità di cessione del credito d’imposta e sconto sul corrispettivo dovuto
In questo focus proponiamo un approfondimento sull’agevolazione fiscale, il cosiddetto “sismabonus”, che riguarda le seguenti costruzioni situate nelle zone sismiche 1, 2 e 3:
La detrazione, che può arrivare fino ad un massimo dell’85%, e deve essere ripartita in 5 quote annuali di pari importo, è valida per per le spese sostenute dal 2017 fino al 2021.
Per gli interventi condominiali è possibile cedere il corrispondente credito in alternativa alla fruizione della detrazione.
Inoltre, con l’entrata in vigore della legge Crescita, per gli interventi di adozione di misure antisismiche è prevista la possibilità di optare, in luogo della detrazione, per un contributo di pari ammontare sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi.
L’articolo 16-bis, comma 1, lettera i) del Tuir (dpr 917/86) prevede per gli interventi antisismici una detrazione del 36%, da ripartire in 10 quote annuali, su un importo massimo di spesa di 48.000 euro. Successivamente la percentuale di detrazione è stata elevata al 50% e la spesa massima portata a 96.000 euro.
Articolo 16-bis, comma 1 lettera i) Tuir
L’articolo 16-bis del Tuir prevede agevolazioni fiscali per una serie di interventi edilizi, in particolare, la lettera i) fa riferimento a interventi antisismici:
“i) relativi all’adozione di misure antisismiche con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica, in particolare sulle parti strutturali, per la redazione della documentazione obbligatoria atta a comprovare la sicurezza statica del patrimonio edile necessari al rilascio della suddetta documentazione.
Gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche e all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica devono essere realizzati sulle strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici e, ove riguardino i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unita’ immobiliari “.
Il dl 63/2013, e la successiva legge di conversione n. 90/2013, ha poi previsto la possibilità di detrarre una percentuale maggiore rispetto a quanto previsto dall’art. 16-bis del Tuir nel caso di interventi antisismici.
In particolare, nella sua ultima formulazione, l’art. 15 del dl 63/2013 riporta:
1. Nelle more della definizione di misure ed incentivi selettivi di carattere strutturale, finalizzati a favorire la realizzazione di interventi per il miglioramento, l’adeguamento antisismico e la messa in sicurezza degli edifici esistenti, nonché per l’incremento dell’efficienza idrica e del rendimento energetico degli stessi, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 14 e 16.
Nella definizione delle misure e degli incentivi di cui al primo periodo è compresa l’installazione di impianti di depurazione delle acque da contaminazione di arsenico di tipo domestico, produttivo e agricolo nei comuni dove è stato rilevato il superamento del limite massimo di tolleranza stabilito dall’Organizzazione mondiale della sanità o da norme vigenti, ovvero dove i sindaci o altre autorità locali sono stati costretti ad adottare misure di precauzione o di divieto dell’uso dell’acqua per i diversi impieghi.
La legge di Bilancio 2017 ha prorogato fino al 2021 la detrazione IRPEF/IRES delle spese sostenute, sino ad un ammontare massimo di 96.000 euro, per interventi di messa in sicurezza statica delle abitazioni e degli immobili a destinazione produttiva, situati nelle zone ad alta pericolosità sismica.
A tal riguardo, si ricorda che è stato emanato il decreto del MIT che definisce le linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni e le modalità d’attestazione da parte dei professionisti abilitati dell’efficacia degli interventi effettuati.
La legge di Bilancio 2018 ha previsto poi una super-detrazione per particolari interventi su edifici condominiali.
Il tetto di spesa è pari a 136.000 euro per ogni unità immobiliare del condominio.
Le novità della legge Crescita
Con la pubblicazione della legge di conversione del dl n. 34/2019 (decreto Crescita) vengono introdotte due importanti novità riguardo le detrazioni fiscali per l’adeguamento sismico degli edifici:
con l’art. 8 della nuova legge, in applicazione dell’art 16 della legge n. 90/2013, si prevede l’estensione delle detrazioni per l’acquisto di case antisismiche anche per gli immobili situati nelle zone a rischio sismico 2 e 3(finora era applicabile solo per le zone 1).
con l’art. 10 della legge Crescita viene introdotta la possibilità di trasferimento del credito al fornitore tramite uno sconto per il soggetto che sostiene le spese per gli interventi di efficientamento energetico (ecobonus)e messa in sicurezza dal rischio sismico (sismabonus).In particolare, il soggetto avente diritto alle detrazioni può optare, al posto dell’utilizzo diretto delle stesse, ad un contributo di pari ammontare, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi; tale sconto sarà rimborsato al fornitore sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, in 5 quote annuali di pari importo.
il componente dell’unione civile (la legge n. 76/2016, per garantire la tutela dei diritti derivanti dalle unioni civili tra persone delle stesso sesso, equipara al vincolo giuridico derivante dal matrimonio quello prodotto dalle unioni civili).
La legge Crescita estende l’agevolazione del sismabonus agli acquisti di case antisismiche site nei Comuni delle zone a rischio sismico 1, 2 e 3 cedute dalle imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e derivanti da interventi di demolizione e ricostruzione, anche con variazione volumetrica.
da recuperare in 5 anni per un importo annuale di euro 16.320 l’anno.
A quest’ultimo verrà rimborsato sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione in 5 quote annuali di pari importo. Il fornitore che ha effettuato gli interventi ha, a sua volta, la facoltà di cedere il credito d’imposta ai suoi fornitori di beni e servizi. Sono escluse ulteriori cessioni da parte di questi ultimi.
Disponibile sul sito del GSE il nuovo Catalogo degli apparecchi domestici pre-qualificati per la produzione di energia termica previsto dal dm 16 febbraio 2016 per accedere agli incentivi del Conto Termico.
Il nuovo catalogo tiene anche conto delle novità del conto termico relativo alle centrali a biomassa; esse dal 1° gennaio 2019 dovranno essere dotate di apposita certificazione.
Per maggiori approfondimenti sul conto termico rimandiamo alla guida del GSE ed al relativo articolo di BibLus-net.
Nella Gazzetta n. 173/2019 è stato pubblicato il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) contenente, in allegato, l’elenco degli interventi finanziabili relativo ai fondi per efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile, in applicazione dell’art. 30 della legge Crescita (n. 58/2019).
Ricordiamo che la norma assegna contributi in favore dei Comuni, nel limite massimo di 500 milioni di euro per il 2019, a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) per la realizzazione di progetti di:
efficientamento energetico – compresi interventi volti all’efficientismo dell’illuminazione pubblica, al risparmio energetico degli edifici di proprietà pubblica e di edilizia residenziale pubblica, nonché all’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili;
sviluppo territoriale sostenibile – compresi interventi in materia di mobilità sostenibile, nonché interventi per l’adeguamento e la messa in sicurezza di scuole, edifici pubblici e patrimonio comunale e per l’abbattimento delle barriere architettoniche.
Nel dettaglio il decreto MISE ha 2 importanti allegati:
l’allegato 1 riporta le tabelle con gli interventi ammissibili al finanziamento
l’allegato 2 consiste in uno schema di attestazione per l’erogazione della prima quota di contributo.
non abbiano già ottenuto un finanziamento a valere su fondi pubblici o privati, nazionali, regionali, provinciali o strutturali di investimento europeo
per il 50%o, previa richiesta da parte del MISE sulla base dell’attestazione dell’ente beneficiario dell’avvenuto inizio dell’esecuzione dei lavori entro il termine suddetto
a saldo, determinato come differenza tra la spesa effettivamente sostenuta per la realizzazione del progetto e la quota già erogata, nel limite dell’importo del contributo. Il saldo è corrisposto su autorizzazione del MISE anche sulla base dei dati inseriti, nel sistema di monitoraggio dall’ente beneficiario, in ordine al collaudo e alla regolare esecuzione dei lavori.
Gli interventi ammissibili al finanziamento, così come riportato nell’allegato 1, sono:
interventi volti all’efficientamento dell’illuminazione pubblica, al risparmio energetico degli edifici di proprietà pubblica e di edilizia residenziale pubblica
interventi volti all’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili
interventi in materia di mobilità sostenibile
Finanziamento annuale per i Comuni con meno di 1.000 abitanti
La legge Crescita inoltre prevede all’art. 14-bis. di:
stabilizzare i contributi in conto capitale ai comuni per interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile di cui al presente articolo, a decorrere dall’anno 2020 è autorizzata l’implementazione del programma pluriennale per la realizzazione dei progetti di cui al comma 1. A partire dall’anno 2020, le effettive disponibilità finanziarie sono ripartite con decreto del MISE, da emanare entro il 15 gennaio di ciascun anno, tra i comuni con popolazione inferiore a 1.000 abitanti, assegnando a ciascun comune un contributo di pari importo.
In sostanza il Ministero ogni anno finanzierà, con apposito decreto emanato entro il 15 gennaio di ciascun anno, interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile nei Comuni con meno di 1.000 abitanti.
I Comuni beneficiari dei contributi di cui al presente comma sono tenuti a iniziare l’esecuzione dei lavori entro il 15 maggio di ciascun anno.
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 1° luglio il decreto 7 maggio 2019, contenente:
Si tratta di un contributo a fondo perduto a favore delle imprese finalizzato all’acquisto di consulenze specialistiche in materia di processi di trasformazione tecnologica e digitale, attraverso le tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale impresa 4.0, e di processi di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa.
In pratica, in attuazione dell’art. 1, commi 228, 230 e 231 della legge n. 145/2018 (legge di bilancio 2019), sono resi disponibili i voucher per l’Innovation Manager, un contributo economico diretto ad agevolare l’acquisizione di consulenze manageriali finalizzate a sostenere l’evoluzione tecnologica e digitale delle Pmi e delle reti d’impresa.
E’ previsto uno stanziamento pari a 75 milioni di euro per il 2019, il 2020 e il 2021 per l’assunzione di consulenti in grado di fornire il giusto supporto professionale alla ricerca di soluzioni tecnologiche secondo quanto previsto dal Piano Nazionale Impresa 4.0 per la conversione digitale del tessuto imprenditoriale italiano.
Il 29 luglio 2019 è stato pubblicato il decreto che stabilisce i termini e le modalità di presentazione delle domande di iscrizione nell’apposito elenco dei manager qualificati e delle società di consulenza.
l’adesione esclusivamente di micro, piccole e medie imprese in possesso dei requisiti indicati al comma 1 e un numero di imprese aderenti non inferiore a tre
prestazioni di consulenza specialistica rese da un manager dell’innovazione al fine di indirizzare e supportare i processi di innovazione, trasformazione tecnologica e digitale attraverso l’applicazione di una o più delle seguenti tecnologie abilitanti:
per le prestazioni di consulenza specialistica rese da un manager al fine di indirizzarne e supportarne i processi di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali, attraverso:
Per le imprese che, sia alla data di presentazione della domanda sia alla data di comunicazione dell’ammissione al contributo, rientrano nella definizione di micro e piccole imprese (raccomandazione 2003/361/CE del 6 maggio 2003), il contributo in forma di voucher è riconosciuto fino al 50% delle spese ammissibili per l’acquisizione di consulenze specialistiche, ossia per l’inserimento temporaneo in azienda del consulente, per contratto di durata minimo di 9 mesi, nel limite massimo di 40.000 euro.
Il valore del voucher è variabile in base alla dimensione di impresa richiedente:
Requisiti per iscrizione elenco manager dell’innovazione
Possono presentare domanda di iscrizione all’elenco dei manager per l’innovazione costituito dal Ministero dello sviluppo le persone fisiche che soddisfano almeno uno dei seguenti requisiti:
essere accreditate negli albi o elenchi dei manager dell’innovazione istituiti presso Unioncamere, presso le associazioni di rappresentanza dei manager o presso le organizzazioni partecipate pariteticamente da queste ultime e da associazioni di rappresentanza datoriali
essere accreditate negli elenchi dei manager dell’innovazione istituti presso le regioni ai fini dell’erogazione di contributi regionali o comunitari con finalità analoghe a quelle previste dal Voucher per consulenza in innovazione
coloro che risultino:
essere in possesso di un dottorato di ricerca in settori relativi ad una delle seguenti aree scientifico-disciplinari: 01-Scienze matematiche e informatiche; 02-Scienze fisiche; 03-Scienze Chimiche; 05-Scienze Biologiche; 09-Ingegneria industriale e dell’informazione; 13-Scienze economiche e statistiche
aver conseguito un master universitario di secondo livello in settori relativi ad una delle aree scientifico-disciplinari di cui alla precedente lettera a), nonché avere svolto in maniera documentabile incarichi, per almeno 1 anno, presso imprese negli ambiti di applicazione delle sopra citate tecnologie abilitanti impresa 4.0
essere in possesso di laurea magistrale in settori relativi ad una delle aree scientifico-disciplinari di cui alla precedente lettera a), nonché avere svolto in maniera documentabile incarichi, per almeno 3 anni, presso imprese negli ambiti di applicazione delle sopra citate tecnologie abilitanti impresa 4.0
le società operanti nei settori della consulenza
Pertanto, le aziende individuate dal decreto potranno avviare domanda di ammissione presso il Mise, indicando l’Innovation manager, persona singola o società di consulenza, di cui intendono avvalersi; i manager dovranno essere scelti tra quelli accreditati negli albi o elenchi dei manager dell’innovazione istituiti in primo luogo presso le associazioni di rappresentanza dei manager.
Termini e modalità presentazione delle domande
Con decreto direttoriale del 29 luglio 2019 il Mise disciplina le modalità e i termini per la presentazione delle domande di iscrizione all’elenco dei manager qualificati e delle società di consulenza abilitati allo svolgimento degli incarichi manageriali oggetto delle agevolazioni.
In pratica, sono stabilite le disposizioni applicative del contributo a fondo perduto, in forma di voucher, a beneficio delle micro, piccole e medie imprese, per l’acquisto di consulenze specialistiche in materia di processi di trasformazione tecnologica e digitale; in allegato al decreto:
modello istanza società consulente
schema elenco manager
La presentazione della domanda di iscrizione tramite la procedura informatica sarà possibile a partire dalle ore 10.00 del 27 settembre fino alle ore 17.00 del 25 ottobre, secondo le modalità illustrate nel decreto.
Nei prossimi giorni sarà pubblicato il secondo provvedimento previsto, che disciplina le modalità per la richiesta del voucher come contributo per l’attivazione dei servizi di consulenza da parte dei manager qualificati.
Nel decreto, inoltre, sono indicate le modalità di formazione e pubblicazione dell’elenco Mise: trascorso il termine ultimo di presentazione della domanda (25 ottobre), con provvedimento del Direttore generale per gli incentivi alle imprese sarà pubblicato l’elenco.
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Il GSE ha aggiornato il contatore Conto Termico 2.0 (dm 16 febbraio 2016) che consente di monitorare l’andamento degli incentivi impegnati attraverso il meccanismo che supporta la realizzazione di interventi di efficienza energetica e impianti termici alimentati a fonti rinnovabili presso privati e pubbliche amministrazioni.
226.438 le richieste di incentivi pervenute
626 milioni di euro gli incentivi impegnati di cui:
168 milioni per interventi realizzati dalla Pubblica Amministrazione
457 milioni per interventi realizzati da privati
210 milioni di euro l‘impegno di spesa per il 2019 (con un incremento di 12 milioni rispetto al mese precedente) di cui:
151 milioni ad interventi realizzati da privati
59 milioni ad interventi realizzati dalla PA, di cui 36 mediante prenotazione
DE + APE
gener. a condensazione
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