Source: https://renatodisa.com/consiglio-di-stato-sezione-iii-sentenza-10-maggio-2017-n-2174/
Timestamp: 2020-01-25 05:36:21+00:00
Document Index: 154466615

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 73', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 73', 'sentenza ', 'art. 131', 'sentenza ', 'art. 101', 'art. 73', 'sentenza ', 'art. 73', 'sentenza ']

Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 10 maggio 2017, n. 2174 - Renato D'Isa
Home Sentenze - Ordinanze Consiglio di Stato Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 10 maggio 2017, n. 2174
In tema di elezioni, nella nozione di “voti validi”, ai fini dell’applicazione della disposizione di cui all’art. 73, comma 10, del d.lgs. nr. 267 del 2000, andrebbero computati anche i voti riportati dai Sindaci al secondo turno e non solo quelli conseguiti dalle liste collegate al primo turno
sentenza 10 maggio 2017, n. 2174
sul ricorso in appello nr. 9152 del 2016, proposto dai signori Pa. PE., ed altri, rappresentati e difesi dall’avv. An. Sa., con domicilio eletto presso l’avv. Va. Sa. in Roma, via (…),
il COMUNE DI (omissis), in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato Ma. Di. Co., con domicilio eletto presso l’avv. Li. Ra. in Roma, via (…),
– signori Ca. CH., ed altri, rappresentati e difesi dall’avv. An. Ga., con domicilio eletto presso lo stesso in Roma, via (…);
– signori Pa. PI. , ed altri, non costituiti in giudizio;
della sentenza nr. 593/2016 emessa dal Tribunale Amministrativo Regionale delle Marche, Sezione Prima, nel procedimento nr. 438/2016, depositata nella Segreteria del T.A.R. e pubblicata all’albo pretorio del Comune di (omissis) il 28 ottobre 2016, promosso dai signori Pa. Pe. e altri, per l’annullamento del verbale di proclamazione degli eletti adottato dall’ufficio elettorale per l’elezione diretta del Sindaco e del Consiglio Comunale del Comune di (omissis) – Elezioni del 5-19 giugno 2016 il 21 giugno 2016 e di tutti gli atti preordinati e connessi relativi alle elezioni del 5 giugno 2016, e successivo ballottaggio del 19 giugno 2016, nella parte in cui non contempla tra gli eletti a consigliere comunale i signori Pa. Ma., ed altri, oppure tutti quei candidati che risultino da sostituire a seguito della riduzione del numero di consiglieri da attribuire alla lista aggiudicataria del premio di maggioranza previsto dall’art. 73, comma 10, del decreto legislativo 18 agosto 2000, nr. 267.
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Comune di (omissis) e degli appellati in epigrafe indicati;
Viste le memorie prodotte dagli appellanti (in data 20 marzo 2017), dal Comune (in data 24 marzo 2017) e dagli appellati (in data 24 marzo 2017) a sostegno delle rispettive difese;
Uditi l’avv. Ma. Ant. Gi. su delega dell’avv. Sa. per gli appellanti, l’avv. Di. Co. per il Comune e l’avv. Ga. per gli appellati;
Gli appellanti in epigrafe meglio indicati hanno impugnato, chiedendone la riforma previa sospensione dell’esecuzione, la sentenza con la quale il T.A.R. delle Marche ha respinto il ricorso dagli stessi proposto, ai sensi dell’art. 131 cod. proc. amm., per la correzione dei risultati delle elezioni amministrative del Comune di (omissis), svoltesi nei giorni 5 (primo turno) e 19 (ballottaggio) del mese di giugno del 2016.
In relazione a quest’ultimo mezzo, gli appellanti hanno altresì eccepito l’illegittimità costituzionale della norma, ove interpretata nel senso di legittimare l’operato dell’Amministrazione comunale.
Si sono costituiti gli appellati in epigrafe indicati, controinteressati in primo grado, i quali, oltre a controdedurre nel senso dell’infondatezza del gravame e a instare per la conferma della sentenza impugnata, hanno riproposto ex art. 101, comma 2, cod. proc. amm. le eccezioni di inammissibilità del ricorso introduttivo non esaminate dal primo giudice.
Si è altresì costituito il Comune di (omissis), il quale ha eccepito in limine l’inammissibilità dell’appello e nel merito ha argomentato nel senso della sua infondatezza.
Di poi, le parti hanno ulteriormente sviluppato con memorie le rispettive tesi.
1. Il presente giudizio concerne i risultati delle elezioni amministrative del Comune di (omissis), tenutesi in date 5 e 19 giugno 2016, rispettivamente per il primo turno e il ballottaggio, conclusesi con l’elezione a Sindaco del signor Pa. Pi. e l’attribuzione alle liste a lui collegate del premio di maggioranza previsto dall’art. 73 del decreto legislativo 18 agosto 2000, nr. 267.
2. Gli odierni appellanti, candidati nelle liste collegate al candidato Sindaco signor Pa. Pe. (sconfitto in sede di ballottaggio), hanno impugnato in sede giurisdizionale gli esiti della competizione elettorale, lamentando l’erronea e illegittima attribuzione del predetto premio di maggioranza; in particolare:
– si è evidenziato che al primo turno le liste collegate al signor Pe. avevano conseguito il 50,88% dei voti validi, ciò che non avrebbe consentito di attribuire il premio di maggioranza al candidato poi risultato eletto sulla base dei voti ottenuti dallo stesso;
3. Con la sentenza in epigrafe, impugnata dagli originari ricorrenti con l’appello all’esame della Sezione, il T.A.R. delle Marche ha respinto le doglianze attoree.
5. Col primo mezzo, gli appellanti ripropongono la censura relativa alla asseritamente illegittima attribuzione alle liste collegate al Sindaco risultato eletto del premio di maggioranza di cui all’art. 73, comma 10, del d.lgs. nr. 267 del 2000, norma che così disciplina l’assegnazione di detto premio: “…Qualora un candidato alla carica di sindaco sia proclamato eletto al primo turno, alla lista o al gruppo di liste a lui collegate che non abbia già conseguito, ai sensi del comma 8, almeno il 60 per cento dei seggi del consiglio, ma abbia ottenuto almeno il 40 per cento dei voti validi, viene assegnato il 60 per cento dei seggi, sempreché nessuna altra lista o altro gruppo di liste collegate abbia superato il 50 per cento dei voti validi. Qualora un candidato alla carica di sindaco sia proclamato eletto al secondo turno, alla lista o al gruppo di liste ad esso collegate che non abbia già conseguito, ai sensi del comma 8, almeno il 60 per cento dei seggi del consiglio, viene assegnato il 60 per cento dei seggi, sempreché nessuna altra lista o altro gruppo di liste collegate al primo turno abbia già superato nel turno medesimo il 50 per cento dei voti validi. I restanti seggi vengono assegnati alle altre liste o gruppi di liste collegate ai sensi del comma 8”.
5.1. Gli istanti criticano espressamente il consolidato indirizzo di questo Consiglio di Stato, richiamato dal primo giudice, secondo cui nella nozione di “voti validi”, ai fini dell’applicazione della disposizione citata, andrebbero computati anche i voti riportati dai Sindaci al secondo turno e non solo quelli conseguiti dalle liste collegate al primo turno (cfr. ex plurimis Cons. Stato, sez. V, 6 marzo 2013, nr. 1360; id., 16 febbraio 2012, nr. 802; id., 14 aprile 2010, nr. 3022).
Secondo gli appellanti, il detto orientamento dovrebbe essere rivisto – e, sul punto, viene espressamente chiesta la rimessione della questione all’Adunanza plenaria – alla luce delle recenti pronunce della Corte costituzionale (in particolare è citata la sentenza nr. 1 del 13 gennaio 2014) che hanno ritenuto costituzionalmente illegittima l’eccessiva compressione del principio di rappresentatività operata da meccanismi elettorali incentrati sul premio di maggioranza.
Condanna gli appellanti al pagamento, pro quota in favore del Comune di (omissis) e degli appellati, di spese e onorari del presente grado del giudizio, che liquida in complessivi € 5.000,00 (cinquemila) oltre agli accessori di legge.
La funzione delle misure di salvaguardia