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Timestamp: 2018-05-23 05:48:50+00:00
Document Index: 22625255

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 12', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 29', 'art 29', 'art. 2', 'art. 18', 'art. 50', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 11', 'art. 22', 'art. 16', 'art. 328', 'art. 40', 'art. 8', 'art. 12', 'art. 403', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 20', 'arte 1', 'arte 2', 'arte 1', 'arte 2', 'art. 17']

Dirigente scolastico R.S.P.P. R.L.S. - PDF
Dirigente scolastico R.S.P.P. R.L.S.
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1 INDICE CAPITOLO 0: Introduzione Premessa Approvazione del presente Documento Obblighi del Dirigente Scolastico Prescrizioni normative Prescrizioni compilative...7 CAPITOLO 1: Organigramma della sicurezza Il Servizio di Prevenzione e Protezione (S.P.P.) Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (R.S.P.P.) Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione (A.S.P.P.) La Squadra di emergenza Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (R.L.S) La sorveglianza sanitaria Figure della sicurezza per l anno scolastico 2010/ CAPITOLO 2: Sezione conoscitiva dell edificio Caratteristiche del complesso immobiliare Caratteristiche degli impianti Scheda dell edificio Documentazione in possesso dell'istituto Descrizione dell attività lavorativa e dati occupazionali Elenco della popolazione scolastica Elenco del personale non dipendente dall Amministrazione Scolastica ma con presenza costante...28 CAPITOLO 3: D.U.V.R.I. E LETTERA DI CONCERTAZIONE Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenza (D.U.V.R.I.), art. 26, comma 3, del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i Lettera di Concertazione Tessera di riconoscimento...31 CAPITOLO 4: Dispositivi di sicurezza Dispositivi di Protezione Individuali (D.P.I.) Conformità dei materiali Segnaletica di sicurezza Dispositivi non automatici di lotta antincendio Luci di emergenza...41 CAPITOLO 5: Rischi specifici e norme comportamentali Attività al videoterminale Attività di Laboratorio Esposizione al rumore durante il lavoro Rischi propri delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento Rischio Stress Lavoro Correlato Movimentazione carichi pesanti Rischio chimico Rischio biologico Rischio fisico...91 CAPITOLO 6: Gestione dell emergenza Persone e strutture I livelli di allarme, modalità di segnalazione dell emergenza Mansioni proprie delle figure sensibili incaricate della gestione dell emergenza...98
2 6.4 in caso di Incendio In caso di TERREMOTO Locali a rischio specifico In caso di gite scolastiche In caso di atti intimidatori da parte di terzi Area di attesa per il pubblico CAPITOLO 7: Planimetrie dell Istituto con le vie di fuga e la zona di raccolta Posizionamento delle planimetrie all interno dell Istituto Scolastico Planimetria area esterna, inclusa zona di raccolta Planimetria piano primo CAPITOLO 8: Procedure da attuare per ogni anno scolastico Il Libro Giornale della Sicurezza Il Registro dei controlli periodici (ai sensi dell art. 12 del D. M. 26 agosto 1992) Scadenzario degli Impegni Scadenzario degli Incarichi Corsi di aggiornamento Registro degli infortuni CAPITOLO 9: Misure di prevenzione e protezione Indicazione delle misure di prevenzione e protezione da attuare Schede per la rilevazione ambientale CAPITOLO 10: Aggiornamenti Annuali del DVR Aggiornamento anno scolastico 2011/ Aggiornamenti anni successivi CAPITOLO 11: Facsimili da utilizzare Autocertificazione da inviare al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Informazione ai lavoratori Verbale di elezione del/i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza nella scuola Verbale della riunione generica Convocazione di riunione periodica di prevenzione e protezione dai rischi Verbale della riunione periodica di prevenzione e protezione dai rischi Lettera designazione FIGURA SENSIBILE addetta al primo soccorso Lettera designazione FIGURA SENSIBILE addetta all antincendio Lettera designazione FIGURA SENSIBILE addetta all evacuazione Lettera designazione figura addetta al divieto di fumo Lettera di Concertazione Comunicazione ai vigili della prova di evacuazione Relazione compiti relativi all'antincendio Relazione compiti relativi all'evacuazione Relazione compiti relativi al primo soccorso CAPITOLO 12: Versione informatica del presente Documento /2
3 0.1 Premessa CAPITOLO 0: Introduzione 1. Il presente Documento di valutazione dei rischi è conforme alle prescrizioni di cui al Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i.; Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. 2. Il presente Documento di valutazione dei rischi è stato redatto, dal Dirigente scolastico nella sua qualifica di datore di lavoro, con la collaborazione del: A. Responsabile del servizio di prevenzione e protezione(r.s.p.p.), B. Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (R.L.S.), previa consultazione e a conclusione della valutazione di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a) del D. Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. in particolare, in aderenza al dettato Il presente Documento di valutazione dei rischi, del D. Lgs. n. 81/2008 e s.m.i., contiene: 1. una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute cui possono essere esposti i lavoratori e gli utenti della scuola; 2. l'indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati, a seguito della valutazione; 3. il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; 4. l'individuazione delle procedure per l'attuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli dell'organizzazione scolastica che vi debbono provvedere; 5. l'indicazione del nominativo del: 5.1) Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (R.S.P.P.); 5.2) del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (R.L.S.); 5.3) del medico competente (quando il Dirigente Scolastico lo ritenga necessario) che ha partecipato alla valutazione del rischio; 5.4) l individuazione delle mansioni critiche che espongono i lavoratori a rischi specifici; le quali (mansioni critiche) richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento. 3/3
4 0.2 Approvazione del presente Documento Il presente documento è sottoscritto dal: Dirigente Scolastico, redattore dello stesso: per quanto di loro competenza, da: Dott. Antonio Giordani -il Responsabile S.P.P.: arch. Alberto Maria Meucci FIRMA FIRMA -il Rappresentante L.S.:.. Data certa: Roma, il 0.3 Obblighi del Dirigente Scolastico Si richiama l attenzione sull art. 17, primo comma, lettera a), nonché sull art. 18 del D. Lgs. n. 81/2008 e s.m.i, che così dispongono: Art. 17. Obblighi del datore di lavoro non delegabili 1. Il datore di lavoro non può delegare le seguenti attività: a) la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto dall'articolo 28; Art. 18. Obblighi del datore di lavoro e del dirigente i. Il datore di lavoro, che esercita le attività di cui all'articolo 3, [omissis], deve: a) nominare il medico competente per l'effettuazione della sorveglianza sanitaria nei casi previsti dal presente decreto legislativo; b) designare preventivamente i lavoratori [i componenti la Squadra Operativa di Emergenza e le figure sensibili] incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell'emergenza (vedi capitolo 1 del presente documento) ; c) nell'affidare i compiti ai lavoratori, tener conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza; d) fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale, sentito il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico competente, ove presente; e) [omissis] ; 4/4
5 f) richiedere l'osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, nonché delle disposizioni [dell istituto scolastico] in materia di sicurezza e di igiene del lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuali messi a loro disposizione; g) [omissis] ; h) adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa; i) informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione; l) adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento di cui agli articoli 36 e 37; m) [omissis] ; n) consentire ai lavoratori di verificare, mediante il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza [R.L.S.] l'applicazione delle misure di sicurezza e di protezione della salute; o) consegnare tempestivamente al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, su richiesta di questi e per l'espletamento della sua funzione, copia del documento [di valutazione dei rischi] nonché consentire al medesimo rappresentante di accedere ai dati di cui alla lettera r); [omissis] r) comunicare all'inail, o all'ipsema, in relazione alle rispettive competenze, a fini statistici e informativi, i dati relativi agli infortuni sul lavoro che comportino un'assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell'evento e, a fini assicurativi, le informazioni relative agli infortuni sul lavoro che comportino un'assenza dal lavoro superiore a tre giorni; s) consultare il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza [R.L.S.] nelle ipotesi [previste dal presente decreto]; t) adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell'evacuazione dei luoghi di lavoro, nonché per il caso di pericolo grave e immediato [omissis]. Tali misure devono essere adeguate alla natura dell'attività, alle dimensioni dell'[istituto scolastico] o del [plesso o della sede succursale], e al numero delle persone presenti; u) nell'ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto e di subappalto, munire i lavoratori di apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore [ed il numero di matricola] l'indicazione del datore di lavoro ; v) nelle unità produttive con più di 15 lavoratori, convocare la riunione periodica di cui all'articolo 35; z) aggiornare le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi che hanno rilevanza ai fini della salute e sicurezza del lavoro, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica della prevenzione e della protezione; aa) comunicare annualmente all'inail i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; [omissis] 2. Il datore di lavoro fornisce al servizio di prevenzione e protezione ed al medico competente informazioni in merito a: a) la natura dei rischi; b) l'organizzazione del lavoro, la programmazione e l'attuazione delle misure preventive e protettive; c) [omissis] ; d) i dati di cui al comma 1, lettera r), e quelli relativi alle malattie professionali; e) i provvedimenti adottati dagli organi di vigilanza. 5/5
6 3. Gli obblighi relativi agli interventi strutturali e di manutenzione necessari per assicurare [ omissis ] la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati in uso a pubbliche amministrazioni o a pubblici uffici, ivi comprese le istituzioni scolastiche ed educative, restano a carico dell'amministrazione tenuta, per effetto di norme o convenzioni, alla loro fornitura e manutenzione [Municipio, Comune, Provincia]. In tale caso gli obblighi previsti dal presente decreto legislativo, relativamente ai predetti interventi, si intendono assolti, da parte dei dirigenti o funzionari preposti agli uffici interessati, con la richiesta del loro adempimento all'amministrazione competente o al soggetto che ne ha l'obbligo giuridico. 0.4 Prescrizioni normative Aggiornamento della valutazione dei rischi (art. 29, comma 3 del D. Lgs. 81/2008 e s.m.i.) La valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori deve essere ripetuta, e conseguentemente il presente documento deve essere aggiornato (vedi capitolo 10): A) in occasione di modifiche dell'organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e della sicurezza dei lavoratori; B) in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione e della protezione; C) a seguito di infortuni significativi; D) quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità Conservazione del documento di valutazione dei rischi (art 29, comma 4 del D. Lgs. 81/2008 e s.m.i.) Il presente documento di valutazione dei rischi è composto da n 5 Documenti Specifici, ovvero: 1. PLESSO CENTRALE E. Gianturco scuola primaria 2. Succursale E. Ruspoli scuola primaria 3. Succursale L. Settembrini scuola primaria 4. Succursale L. Settembrini scuola secondaria di 1 grado 5. Succursale IV Novembre scuola secondaria di 1 grado 6. Succursale Sant Agata dei Goti scuola secondaria di 1 grado un documento specifico per ognuno dei plessi che compongono l Istituto Comprensivo VISCONTI. 6/6
7 Le copie originali del presente Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), devono essere custodite presso la sede principale dell'istituto scolastico. Una fotocopia del documento deve essere custodita presso ciascun plesso didattico o sede succursale, cui sia riferita la valutazione dei rischi, oppure pubblicata sul sito ufficiale della scuola Pubblicità del Documento di Valutazione dei Rischi (artt. 18, comma 1, lett. o) e 50, comma 4 del D. Lgs. 81/2008 e s.m.i.) A. Copia del presente documento deve essere prontamente consegnata al Rappresentante dei lavoratori per la Sicurezza (R.L.S.), quand egli dovesse farne richiesta per l espletamento delle proprie funzioni. B. Il documento di valutazione dei rischi deve, inoltre, essere portato a conoscenza di tutti i lavoratori (tramite informazioni specifiche nell informativa deve essere chiarito il luogo dove questo documento può essere consultato, la circolare deve essere firmata da tutti i lavoratori per presa visione), C. una copia documento di valutazione dei rischi deve essere affissa nell ALBO PER LA SICUREZZA dell Istituto specifico e conservata con modalità che ne assicurino la continua consultabilità da parte dei lavoratori Informazioni sulla sicurezza - ALBO PER LA SICUREZZA (D. Lgs. 81/2008 e s.m.i.) Presso la sede dell istituto e presso ciascun plesso o sede succursale, infine, dovrà essere presente un apposito spazio informativo (bacheca) intestato ALBO PER LA SICUREZZA (D. Lgs. 81/2008 e s.m.i.), nel quale verranno prontamente esposte, oltre al presente Documento di Valutazione dei Rischi, tutte le informazioni, i documenti, le comunicazioni attinenti al tema della sicurezza. Sulla stessa bacheca inoltre, dovrà essere permanentemente affisso un avviso recante informazioni circa il luogo di conservazione della copia originale, del Documento di Valutazione dei Rischi e degli aggiornamenti annuali consultabile dai lavoratori, di cui al precedente paragrafo. Lo spazio informativo, ovvero l ALBO PER LA SICUREZZA dovrà essere posto in luogo visibile e liberamente consultabile da tutti i lavoratori e gli utenti dell istituto. 0.5 Prescrizioni compilative Il presente Documento di Valutazione dei Rischi dovrà essere aggiornato annualmente relativamente alle sezioni: a. come da schede allegate e secondo le informazioni riportate nei paragrafi: 7/7
8 1) 8.3 scheda denominata scadenzario degli impegni valida per ogni anno scolastico, iniziando dal A.S. 2011/12; 2) 8.4 scheda denominata scadenzario degli incarichi valida per ogni anno scolastico, iniziando dal A.S. 2011/12; b. approvazione del documento aggiornato - vedi punto 0.2; c. Servizio di Prevenzione e Protezione - vedi punto 1.1; d. nominativi dei componenti la squadra di emergenza - vedi punto 6.1; e. rischio rumore - vedi punto 5.3; f. elenco delle società che operano nell ambiente scolastico - vedi punto 2.4; g. elenco del personale dipendente dell Istituto scolastico - vedi punto 2.3; Inoltre Il presente documento dovrà essere costantemente aggiornato relativamente alle seguenti sezioni: indicazione delle misure di prevenzione e protezione attuate e da attuare (vedi capitolo 9); individuazione di nuove e più consone vie di fuga e delle procedure di esodo, ogni qual volta si rilevi la necessità di intervenire per migliorare il tempo reale di evacuazione. 8/8
9 CAPITOLO 1: Organigramma della sicurezza 9/9
10 1.1 Il Servizio di Prevenzione e Protezione (S.P.P.) Secondo la definizione operata dall art. 2, primo comma, lettera l) del D. Lgs. 81/2008 e s.m.i., il Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi (S.P.P.) è l insieme delle persone, dei sistemi e dei mezzi esterni o interni all'istituto Scolastico finalizzati all'attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori. Fanno parte di tale servizio le figure sotto descritte: 1.2 Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (R.S.P.P.) il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, (R.S.P.P.). Persona, in possesso delle capacità e dei requisiti professionali richiesti dal D. Lgs. 81/2008 e s.m.i., designata dal Dirigente Scolastico, cui risponde, per coordinare il Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi; 1.3 Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione (A.S.P.P.) gli Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione, (A.S.P.P.). figure (non obbligatorie) nominate dal Dirigente Scolastico, in possesso delle capacità e dei requisiti professionali richiesti dal D. Lgs. 81/2008 e s.m.i., 1.4 La Squadra di emergenza E composta dai lavoratori preventivamente designati dal Dirigente scolastico, ai sensi dell art. 18, comma 1, lett. B), D. Lgs. 81/2008 e s.m.i., con l incarico di dare attuazione alle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio (figure sensibili addette all antincendio e all evacuazione), di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato (squadra di evacuazione), di salvataggio, di primo soccorso (figure sensibili addette al primo soccorso) e, comunque, di gestione dell'emergenza. 1.5 Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (R.L.S) E una persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro. In considerazione delle delicate funzioni attribuitegli dall art. 50 del D. Lgs. 81/2008 e s.m.i., l'esercizio delle funzioni di Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza è 10/10
11 incompatibile con la nomina a responsabile o addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione 1.6 La sorveglianza sanitaria L art. 2, primo comma, lettera m) del D. Lgs. 81/2008 e s.m.i. definisce la sorveglianza sanitaria come l insieme degli atti medici, finalizzati alla tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori, in relazione all'ambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e alle modalità di svolgimento dell'attività lavorativa. La sorveglianza sanitaria, nei casi in cui è necessaria, è effettuata dal medico competente: si tratta di un medico, in possesso di uno dei titoli e dei requisiti formativi e professionali richiesti dal D. Lgs. 81/2008, nominato dal Dirigente Scolastico. Il medico competente, inoltre, collabora alla valutazione dei rischi ed adempie agli altri compiti che gli sono assegnati dall articolo 25 del D. Lgs. 81/ Figure della sicurezza per l anno scolastico 2010/2011 da elaborare nei successivi anni scolastici (vedi punti capitolo 10 ) Dirigente scolastico Definito dall art. 2 D. Lgs. 81/2008 e s.m.i. Dott. Antonio Giordani Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione Definito dall art. 2 D. Lgs. 81/2008 e s.m.i. arch. Alberto M. Meucci Addetto/i al Servizio di Prevenzione e Protezione Definito dall art. 2 D. Lgs. 81/2008 e s.m.i.... Medico competente (se necessario) Definito dall art. 2 D. Lgs. 81/2008 e s.m.i. Dott... Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza Definito dall art. 2 D. Lgs. 81/2008 e s.m.i. * Nota *: vedi formazione delle figure della sicurezza paragrafo /11
12 I nominativi dei componenti della squadra di gestione dell emergenza per l anno scolastico sono riportati nel paragrafo 6.1 del presente documento. Per gli anni successivi, si rimanda alle sezioni di aggiornamento. La presente scheda deve essere compilata e firmata all inizio di ogni anno scolastico 12/12
13 CAPITOLO 2: Sezione conoscitiva dell edificio 2.1 Caratteristiche del complesso immobiliare Il fabbricato in oggetto fa parte di un complesso immobiliare? si no In caso di risposta affermativa, indicare il numero di fabbricati Destinazione prevalente...istituto SCOLASTICO.. ANNO DI COSTRUZIONE (effettivo o presunto) NON CONOSCIUTO Identificazione del fabbricato oggetto di accertamento Classificazione storico- tipologica del fabbricato di epoca non precisabile romano (fino al V secolo) altomedioevale (VI-XI secolo) medioevale (XII-XIV secolo) dopo il 1971 altro(specificare)... È soggetto a vincoli? si no Rispetto all impianto statico / architettonico originario del fabbricato: Sono presenti manufatti realizzati in seguito alla costruzione? si no non determinabili non riconoscibili descrizione:...vari ANESSI... Sono state apportate modifiche di rilevanza statica? si no se si quali? GABBIA ASCENSORE Manufatti limitrofi Posizione del fabbricato rispetto a quelli circostanti: isolato contiguo Il fabbricato è staticamente autonomo da altri fabbricati? si no non determinabile non riconoscibile Nel caso di risposta negativa, indicare le reciproche influenze: FACENTE PARTE DI UN PLESSO COMPOSITO Caratteristiche del fabbricato e dati generali numero di scale:...varie cortile interno: uno più di uno no numero piani fuori terra: numero piani entro terra: Giacitura del terreno in piano in declivio scosceso su piani scoscesi altro.. 13/13
14 specificare NON INTERESSA LA PORZIONE DI EDIFICIO OCCUPATA DALLA SCUOLA Alberi di alto fusto presenti non presenti adiacenti al fabbricato non adiacenti Note: Grado di conservazione e consistenza dei prospetti e delle finiture principali Giudizio: soddisfacente insoddisfacente descrizione sommaria: Tipologia e consistenza delle strutture portanti A. STRUTTURA VERTICALE LEGNO FERRO Buona Media Cattiva B. STRUTTURA ORIZZONTALE LEGNO LEGNO LATERIZIO Buona Media Cattiva PIETRAME/TUFACEO FERRO LATERIZIO LATERIZIO BLOCCHETTI DI CALCESTRUZZO MURATURA MISTA CALCESTRUZZO ARMATO LATEROCEMENTO CALCESTRUZZO ARMATO CALCESTRUZZO PREFABBRICATO VOLTE CALCESTRUZZO PREFABBRICATO C. COPERTURA Buona Media Cattiva D. SCALE Buona Media Cattiva LEGNO LEGNO LATERIZIO LEGNO FERRO FERRO LATERIZIO PIETRA LATEROCEMENTO CALCESTRUZZO ARMATO CALCESTRUZZO PREFABBRICATO MATTONI CALCESTRUZZO ARMATO ELEMENTI PREFABBRICATI 14/14
15 PREFABBRICATO PREFABBRICATI Dissesti Sono visibili lesioni sulla struttura? si, stabilizzate si, in atto no Epoca dell apparire delle lesioni e/o dissesti recenti non recenti Mezzi di indagine finora utilizzati nessuno quelli che seguono Indicare le principali forme di dissesto Lesioni Sono riscontrabili lesioni su strutture verticali? si, stabilizzate si, in atto no Impianti tecnici presenti nel fabbricato indicare gli impianti significativi. fognario con allaccio a pubblica fognatura idrico - sanitario, adduzione acqua acqua calda centralizzata protezione scariche atmosferiche telefonico videocitofonico trasmissione dati antenna TV centralizzata riscaldamento autonomo condizionamento autonomo gas con deposito autonomo montacarichi produzione da fonti energetiche alternative fognario con smaltimento nel terreno idrico antincendio elettrico messa a terra citofonico telecomunicazione speciale di allarme, TVCC, ecc riscaldamento centralizzato condizionamento centralizzato gas con allaccio a pubblico servizio ascensori scale mobili o montascale altro Note: Natura e stato degli impianti antincendio Idranti a colonna esterni si no n Attacchi UNI 70 si no n... Dislocazione:... 15/15
16 Attacchi UNI 45 si no n... Dislocazione:..... Se sì, in cassette di custodia cm. 35x55 si no tubazioni flessibili di lunghezza adeguata si no stato manutenzione flessibili efficiente inefficiente Controllo caratteristiche idrauliche dell impianto pressione residua al bocchettone della lancia: bar..., portata litri/min... Note: Caratteristiche degli impianti Impianto elettrico L impianto elettrico ha origine dall'interruttore generale allacciato alla Rete Pubblica; si no la potenza elettrica impegnata è di KW; l'impianto di distribuzione interno è di tipo civile misto, sia con conduttori entro tubazioni corrugate poste sotto-traccia, che con canalette ed interruttori esterni; si no l'illuminazione è realizzata con plafoniere a tubi fluorescenti schermati; si no sono presenti impianti di forza motrice per l ascensore. si no 16/16
17 Dichiarazione di conformità dell impianto elettrico a regola d arte, resa dall'impresa esecutrice ai sensi della Legge 37/2008 la documentazione in merito: È presente negli archivi dell istituto si no È stata registrata nel libro giornale della sicurezza si no È stata richiesta all Ente proprietario dell edificio si no se si indicare la data della richiesta Impianto di messa a terra Dichiarazione di conformità dell impianto di messa a terra a regola d arte, resa dall'impresa esecutrice ai sensi della legge 37/2008 ed Autorizzazione ISPESL la documentazione in merito: È presente negli archivi dell istituto si no È stata registrata nel libro giornale della sicurezza si no È stata richiesta all Ente proprietario dell edificio, si no se si indicare la data della richiesta.. Dichiarazione di conformità dell impianto di protezione dalle scariche elettriche a regola d arte, resa dall'impresa esecutrice ai sensi della legge 37/2008 ed Autorizzazione ISPESL la documentazione in merito: È presente negli archivi dell istituto si no È stata registrata nel libro giornale della sicurezza si no È stata richiesta all Ente proprietario dell edificio, si no se si indicare la data della richiesta Impianto idrico sanitario l'impianto idrico ha origine direttamente dall'acquedotto comunale; la documentazione in merito: È presente negli archivi dell istituto 17/17
18 si no È stata registrata nel libro giornale della sicurezza si no È stata richiesta all Ente proprietario dell edificio, si no se si indicare la data della richiesta.. la distribuzione interna è realizzata sia con tubazioni d acciaio zincato che in materiale plastico; si no lo smaltimento delle acque di scarico dovrebbe avvenire mediante idonee tubazioni in materiale plastico/cemento vibrato/altro e pozzetti sifonati ispezionabili, direttamente nella fognatura comunale. la documentazione in merito: È presente negli archivi dell istituto si no È stata registrata nel libro giornale della sicurezza si no È stata richiesta all Ente proprietario dell edificio, si no se si indicare la data della richiesta Impianto termico l'impianto termico è costituito da una caldaia a GPL della potenza di KCal/h. Il locale caldaia è situato al piano TERRA/in edificio di servizio separato dall edificio scolastico. la documentazione in merito: È presente negli archivi dell istituto si no VEDI ISTITUTO LIMITROFO È stata registrata nel libro giornale della sicurezza si no È stata richiesta all Ente proprietario dell edificio, si no se si indicare la data della richiesta.. la distribuzione dei fluidi scaldanti è realizzata con tubazioni d acciaio zincato del tipo a doppio tubo; si no La manutenzione dell impianto è affidata a: ditta Via Roma Tel. 06/. 18/18
19 data dell ultimo intervento di manutenzione: intervento effettuato: la produzione d acqua calda sanitaria avviene mediante boiler elettrici/ caldaia); la documentazione in merito: È presente negli archivi dell istituto si no È stata registrata nel libro giornale della sicurezza si no È stata richiesta all Ente proprietario dell edificio, si no se si indicare la data della richiesta Ascensore anno di costruzione n. matricola Rm marca n. di fabbrica: data del collaudo ISPESL: La manutenzione dell impianto è affidata a: ditta Via Roma Tel. 06/ data dell ultimo intervento di manutenzione: tipo di intervento la documentazione in merito a tale impianto: È presente negli archivi dell istituto si no È stata registrata nel libro giornale della sicurezza si no È stata richiesta all Ente proprietario dell edificio, si no se si indicare la data della richiesta Impianto e apprestamenti antincendio L'impianto antincendio è costituito dalle seguenti apparecchiature: sistema di spegnimento mediante idranti ed estintori manuali; si no presenza di impianto di rilevamento del fumo e del fuoco; si no sono presenti porte antincendio REI dotate di maniglione antipanico; si no 19/19
20 le porte REI sono allacciate all impianto di elettrocalamita per la chiusura automatica; si tutte solo alcune nessuna IN CORSO D OPERA sono presenti al piano terra n. uscite di sicurezza dotate di maniglione antipanico; tutte solo n.. nessuna sono presenti al piano n. uscite di sicurezza, dotate di maniglione antipanico; tutte solo n.. nessuna sono presenti al piano n. uscite di sicurezza, dotate di maniglione antipanico; tutte solo n.. nessuna sono presenti scale di sicurezza esterne; si no PREVISTE E NON REALIZZATE n.. sono presenti n. scale interne, impiegate per l evacuazione; si no n.. sono presenti n. attacchi per l autopompa dei vv.f.; si no la manutenzione dell impianto antincendio - idranti è affidata a: Ditta indirizzo Recapito telefonico ultimo intervento di manutenzione: tipo di intervento La manutenzione degli estintori è affidata a: Ditta indirizzo Recapito telefonico ultimo intervento di manutenzione: tipo di intervento data Smaltimento dei rifiuti La pulizia dei locali è effettuata da: Ditta 20/20
21 indirizzo DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Recapito telefonico lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani avviene mediante il deposito nei contenitori comunali svuotati dalla società AMA per i materiali non pericolosi o tossici; si no lo smaltimento dei rifiuti della mensa avviene mediante il deposito nei contenitori comunali svuotati dalla società AMA per i materiali non pericolosi o tossici; si no lo smaltimento dei rifiuti dei laboratori è affidato a: Rifiuti tossici Rifiuti inquinanti Tipo di rifiuti Ditta Ditta Ditta 21/21
22 2.3 Scheda dell edificio SEZIONE CONOSCITIVA DELL EDIFICIO del plesso succursale Sant Agata Dei Goti Popolazione scolastica (a.s. 2010/2011) Numero piani unità totali = n piani fuori terra Fino a 100 presenze tipo 0 Meno di 100 presenze 101/300 presenze tipo 1 Rischio basso Classificazione D.M. 26/08/92 301/500 presenze tipo 2 501/800 presenze tipo 3 Classificazione D.M. 10/03/98 Oltre 100 presenze Rischio medio 801/1200 presenze tipo 4 Oltre 1000 presenze Oltre 1200 presenze tipo 5 Rischio elevato In considerazione delle caratteristiche sopra descritte ed ai sensi della normativa vigente, l Istituto è classificato: MEDIO RISCHIO 1 TIPO 2.4 Documentazione in possesso dell'istituto In relazione agli adempimenti normativi prescritti dal D. M. 18 dicembre 1975, presso gli archivi della sede centrale è custodita la documentazione di seguito elencata ovvero la richiesta, inoltrata dall Istituto all ente proprietario o al diverso soggetto competente, della consegna o produzione della documentazione non disponibile: 22/22
23 Tipo di documento Presente Periodicità a Registro dei controlli periodici degli impianti: previsto dal D.M art. 12. (L aggiornamento è a cura del Dirigente scolastico). Sul registro devono essere riportati gli estremi dei certificati di collaudo rilasciati dagli Organi competenti (collaudo statico, collaudo elettrico, C.P.I., ecc. e le verifiche previste dalle norme in vigore ed effettuate dal personale specializzato degli Enti proprietari degli immobili, vedi punti b, c. appresso riportati). b Planimetrie aggiornate dell edificio (Il Dirigente scolastico deve essere in possesso dei disegni aggiornati del fabbricato in cui sono riportate le destinazioni d uso dei locali) c Certificato d agibilità. d 1 d 2 (Il certificato rilasciato dal Sindaco non ha scadenza purché i documenti prescritti per ottenere l abitabilità collaudo statico, collaudo elettrico, C.P.I., ecc.- non siano scaduti) Certificato di collaudo statico. (Non ha scadenza di rinnovo finché la struttura non è sottoposta a modifiche sostanziali). Dichiarazione dell avvenuta verifica dell idoneità statica. (E opportuno che almeno ogni cinque anni gli organi, effettuino un sopralluogo per accertare se il fabbricato è nelle stesse condizioni riscontrate in sede di collaudo) e Dichiarazione del Servizio Igiene Pubblica AUSL col quale si attesta che l immobile non presenta fattori d insalubrità sia interna sia esterna. f Certificato di Prevenzione Incendi (C.P.I.) SI NO Da tenere costantemen te aggiornato Aggiornare a seguito d ogni variazione (vedi certificati ai punti d1-f-e-n2-qr) 5 anni Verifica annuale - inizio anno didattico Prossima scadenza 23/23
24 (C.P.I.) (Il termine di validità del certificato è riportato sul certificato stesso. Prima della scadenza, a cura dell Ente proprietario dell immobile, deve essere presentata al locale Comando Vigili del Fuoco la domanda di rinnovo del C.P.I.. Si ricorda che la validità del N.O.P. in base alla Legge 128/90 scadeva il , entro questo termine dovevano essere ultimati i lavori d adeguamento definitivo. In realtà tale termine è stato ripetutamente prorogato di 180 giorni. Inoltre gli edifici scolastici dovranno essere conformi al DM del Min. Interno Norme di prevenzione incendi per l edilizia scolastica entro il ) g Collaudo e verifica idranti antincendio. (La rete e i singoli idranti installati ai vari piani dell edificio devono essere collaudati prima della messa in servizio; gli stessi devono essere verificati, almeno una volta all anno prima dell apertura della scuola, da parte della Ditta incaricata della manutenzione) h Verifica estintori. (Gli estintori installati ai vari piani dell edificio, devono essere conformi al tipo approvato DM e DM Gli stessi devono essere verificati ogni sei mesi DPR 547/55 art da parte della Ditta incaricata della manutenzione. I modelli attualmente in uso, se non sono conformi, vanno sostituiti entro il i1 Dichiarazione di conformità dell impianto di riscaldamento (Legge 37/2008) (rilasciata dal tecnico autorizzato che ha eseguito i lavori, non ha scadenza di rinnovo se non subisce modifiche sostanziali.) i2 Certificato di collaudo dell impianto gas della caldaia impianto termico (Non ha scadenza di rinnovo se non subisce modifiche sostanziali.) i3 Verifica dell impianto gas della caldaia impianto termico - (E necessario che prima della ripresa annuale dell attività didattica sia verificata, Vedi scadenza sul certificato 1 anno 6 mesi Verifica ad inizio anno didattico e 24/24
25 da parte della Ditta incaricata della manutenzione, la tenuta dell impianto e la validità dei dispositivi di protezione installati Norme UNI CIG e Circ. Min. Interno ). i4 Libretto interventi della centrale termica (libretto su cui sono riportati i controlli periodici e gli interventi effettuati art. 11 comma DPR ) i5 Libretto matricolare della caldaia impianto termico (D.M. 17/03/2003) m 1 m 2 m 3 m 4 n 1 n 2 n 3 contenenti liquidi caldi sotto pressione (Gli impianti termici aventi una potenzialità globale superiore alle kcal/h devono essere verificati dall AUSL ogni cinque anni art. 22, DM Libretto matricolare dell ascensore relativo alle manutenzioni (D.P.R. 162/99, capo II, art. 16) (rilasciato dall ISPELS, deve essere sempre presente nel locale macchine) Controllo delle funi dell ascensore (a cura della società di manutenzione) Dichiarazione della società di manutenzione dell ascensore (a cura della Società di manutenzione dell ascensore, rilasciata ad ogni controllo eseguito) Contratto con la ditta di manutenzione degli ascensori Dichiarazione di conformità dell impianto elettrico (Legge 37/2008) rilasciata dal tecnico autorizzato che ha eseguito i lavori Certificato di collaudo dell impianto elettrico. (Legge 37/2008) (Non ha scadenza di rinnovo se l impianto non subisce modifiche sostanziali). Verifica del regolare funzionamento dell impianto elettrico (E necessario che, prima della ripresa annuale dell attività didattica, sia verificato dal personale tecnico qualificato operante ripetuta dopo 6 mesi Ogni 6 mesi 5 anni 5 anni 6 mesi almeno ogni 6 mesi Verifica annuale- inizio anno didattico 25/25
26 o 1 o 2 p 1 p 2 presso l Ente proprietario, il regolare funzionamento dei dispositivi di protezione attiva e passiva) Mod. ISPELS B1 d omologazione dell impianto di terra. Verifica del regolare funzionamento dell impianto di messa a terra (I valori della rete di terra devono essere verificati periodicamente ad intervalli non superiori a due anni- art. 328, DPR 547/55, a cura del personale tecnico qualificato operante presso l Ente proprietario). Mod. ISPELS A1 d omologazione dispositivi contro le scariche atmosferiche. Verifica del regolare funzionamento dell impianto contro le scariche atmosferiche. (L impianto, se l edificio lo richiede, deve essere periodicamente verificato almeno una volta ogni due anni - art. 40, DPR 547/55, a cura del personale tecnico qualificato operante presso l Ente proprietario. q Autorizzazione sanitaria. r (L autorizzazione rilasciata dal Sindaco per i servizi mensa-cucina-bar. Qualora vi siano strutture in sotterraneo o seminterrato ove si svolgono attività lavorative, queste vanno autorizzate dal servizio competente della AUSL art. 8 DPR 303/56) Piano d evacuazione. (E previsto dal DM art. 12 Norme di prevenzione incendi per l edilizia scolastica. Il Piano deve essere ultimato ed approvato dal Comando Vigili del Fuoco entro il Le norme d esercizio indicate nel suddetto DM prevede, tra l altro, due esercitazioni nel corso dell attività didattica annuale) s Registro degli infortuni del personale. t (Redatto ai sensi dell'art. 403 del DPR 547/55 dal Dirigente scolastico) Verbale delle riunioni periodiche del servizio di prevenzione e protezione didattico anni anni Verifica annuale - inizio anno didattico 2 esercitazioni l anno Al verificarsi d ogni infortunio del personale Allo svolgersi d ogni riunione 26/26
27 2.5 Descrizione dell attività lavorativa e dati occupazionali L'attività lavorativa dei dipendenti si estrinseca principalmente nell attività istituzionale d istruzione ed educazione degli alunni dell Istituto Comprensivo VISCONTI, compresi nella fascia d età dai 10 ai 12 anni. L attività è svolta nelle aule, nei laboratori e negli spazi di vita comune della Scuola. All interno dei locali della Scuola sono inoltre svolte attività di supporto quali: vigilanza degli alunni durante i momenti d intervallo dalle lezioni; programmazione/verifiche periodiche del lavoro didattico, come da calendario degli organi collegiali deliberato dal Collegio Docenti ad inizio anno; informazione ai familiari degli alunni (assemblee e colloqui) come da calendario deliberato dal Collegio Docenti ad inizio anno; Al momento la Scuola si avvale di n.. dipendenti, come dettagliato al paragrafo successivo del presente Documento. 2.6 Elenco della popolazione scolastica Per l anno scolastico , l'istituto è quotidianamente frequentato da: PLESSO Plesso succursale Sant Agata dei Goti ALUNNI DOCENTI ATA ALTRO TOT maschi femmine Popolazione scolastica TOTALE stranieri Disabili Locomotori temporanei* Locomotori definitivi** carrozzati non carrozzati carrozzati non carrozzati Comportamentali Psichici e intellettivi altro Note: (*) disabili Locomotori temporanei coloro che a causa di un incidente sono costretti temporaneamente su di una sedia a rotelle o all uso di stampelle ecc; (**) disabili Locomotori definitivi coloro che a causa di menomazioni dalla nascita o altro (riconosciuti dalla AUSL), sono costretti definitivamente su di una sedia a rotelle o presentano problemi di deambulazione più o meno gravi. 27/27
28 2.7 Elenco del personale non dipendente dall Amministrazione Scolastica ma con presenza costante Nella Scuola prestano la propria opera le seguenti Ditte esterne incaricate dall'amministrazione: Soc. MULTISERVIZI incaricata della pulizia dei locali dell edificio, che impiega nella scuola n. lavoratori Soc. Ristorazione incaricata della ristorazione, che impiega nella scuola n. Lavoratori; Soc. incaricata della manutenzione del funzionamento della caldaia; Soc. incaricata della manutenzione dell ascensore; Soc. incaricata della manutenzione dell impianto antincendio idranti; Soc. incaricata della manutenzione degli estintori; Soc. incaricata della manutenzione delle macchine per la somministrazione automatica di cibi e bevande; Eventuali Altre soc.. Per l Anno scolastico Elenco delle società che operano nell ambiente scolastico: IMPRESA APPALTATRICE / LAVORATORE AUTONOMO NOME INTESTATARIO SEDE LEGALE (indirizzo) (che utilizza l immobile per attività di vario genere) TEL. FAX GIORNI E ORARIO DI PRESENZA N. LAVORATORI IMPIEGATI NELLA SCUOLA n Le Società (ivi incluse le società sportive o le persone che hanno l autorizzazione del Dirigente scolastico ad utilizzare la palestra e gli spogliatoi della scuola), gli Enti e le Associazioni (comprese le associazioni e gli enti culturali, le ONLUS, le associazioni di formazione, etc.), nonchè le Attività Commerciali (quali bar, corsi di lingue straniere, corsi di lingua italiana per stranieri, etc.) che abbiano una presenza di proprio personale nell Istituto continuativa o periodica devono consegnare alla Direzione Didattica la seguente documentazione: 28/28
29 copia del proprio Documento di Valutazione dei rischi a norma del D. Lgs. 81/08 e s.m.i.; il nominativo del responsabile delle attività che si svolgono all interno dell Istituto; il numero massimo e il nominativo dei lavoratori contemporaneamente impiegati nella scuola; il numero massimo di partecipanti alle loro attività; i provvedimenti messi in atto per la salvaguardia del loro personale da eventuali rischi durante lo svolgimento delle attività a norma del D. Lgs. 81/08 e s.m.i... 29/29
30 CAPITOLO 3: D.U.V.R.I. E LETTERA DI CONCERTAZIONE L art. 26 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., prescrive gli obblighi connessi ai contratti di appalto o somministrazione d opera, ovvero regola i rapporti tra la Dirigenza Scolatica e le società/imprese/persone fisiche esterne che prestano servizio all interno dell istituto scolastico, sia temporaneamente che stabilmente. Per i soggetti di cui sopra, ai quali sarà concesso l uso dei locali scolastici, sia in orario curriculare che extra-curriculare, è prevista la produzione dei seguenti documenti: 3.1 Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenza (D.U.V.R.I.), art. 26, comma 3, del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. comma1. - Il datore di lavoro, in caso di affidamento di lavori, servizi e forniture all impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all interno della propria azienda, o di una singola unità produttiva della stessa, nonché nell ambito dell intero ciclo produttivo dell azienda medesima, sempre che (n.r. il dirigente/datore di lavoro) abbia la disponibilità giuridica dei luoghi in cui si svolge l appalto o la prestazione di lavoro autonomo: a) verifica, con le modalità previste dal decreto di cui all articolo 6, comma 8, lettera g), l idoneità tecnico professionale delle imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori, ai servizi e alle forniture da affidare in appalto o mediante contratto d opera o di somministrazione comma 2. - Nell ipotesi di cui al comma 1, i datori di lavoro, ivi compresi i subappaltatori: a) cooperano all attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro incidenti sull attività lavorativa oggetto dell appalto; b) coordinano gli interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, informandosi reciprocamente anche al fine di eliminare rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvolte nell esecuzione dell opera complessiva comma 3 : omissis comma 4. - Ferme restando le disposizioni di legge vigenti in materia di responsabilità solidale* per il mancato pagamento delle retribuzioni e dei contributi previdenziali e assicurativi, l imprenditore committente* risponde in solido con l appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori, per tutti i danni per i quali il lavoratore, dipendente dall appaltatore o dal subappaltatore, non risulti indennizzato ad opera dell Istituto nazionale per l assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL)... Le disposizioni del presente comma non si applicano ai danni conseguenza dei rischi specifici propri dell attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici. Commi 5;6;7: omissis comma 8. - Nell ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto o subappalto, il personale occupato dall impresa appaltatrice o subappaltatrice [ogni qual volta entri all interno della scuola] deve essere munito di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia (vedi facsimile sotto), contenente le generalità del lavoratore e l indicazione del datore di lavoro 30/30
31 NOTA*: il riferimento è sempre al dirigente/datore di lavoro in concorso con l appaltatore. 3.2 Lettera di Concertazione accordo di massima stipulato tra la società/impresa/persona fisica/associazione sportiva ecc.di concerto con il dirigente scolastico nel quale saranno riportati tutti gli estremi, gli orari e le misure di prevenzione da attuare, nonché l impegno degli stessi a mantenere inalterate, le condizioni igienico sanitarie e strutturali dei locali in concessione (vedi facsimile nel capitolo 11 del presente documento). 3.3 Tessera di riconoscimento L art. 20, comma 3 del D. Lgs. 81/2008 dispone che i lavoratori di aziende che svolgono attività in regime di appalto o subappalto ed i lavoratori autonomi che esercitano direttamente la propria attività nel medesimo luogo di lavoro, debbano esporre apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le proprie generalità e l'indicazione del datore di lavoro. Identica modalità di riconoscimento dovrà essere adottata anche dai lavoratori dell Istituto Scolastico in diretto contatto con il pubblico. Facsimile tessera di riconoscimento 31/31
32 CAPITOLO 4: Dispositivi di sicurezza 4.1 Dispositivi di Protezione Individuali (D.P.I.) Art. 74. (Definizioni) 1. Si intende per dispositivo di protezione individuale, di seguito denominato DPI, qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo. 2. Non costituiscono DPI: a) gli indumenti di lavoro ordinari e le uniformi non specificamente destinati a proteggere la sicurezza e la salute del lavoratore; b) le attrezzature dei servizi di soccorso e di salvataggio; c);d);e); f); g); omissis. Art. 75. (Obbligo di uso) 1. I DPI devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro. Art. 76. (Requisiti dei DPI) 1. I DPI devono essere conformi alle norme di cui al decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 475, e sue successive modificazioni. 2. I DPI di cui al comma 1 devono inoltre: a) essere adeguati ai rischi da prevenire, senza comportare di per se un rischio maggiore; b) essere adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro; c) tenere conto delle esigenze ergonomiche o di salute del lavoratore; d) poter essere adattati all utilizzatore secondo le sue necessità. 3. In caso di rischi multipli che richiedono l uso simultaneo di più DPI, questi devono essere tra loro compatibili e tali da mantenere, anche nell uso simultaneo, la propria efficacia nei confronti del rischio e dei rischi corrispondenti. Art. 77.(Obblighi del datore di lavoro) 1. Il datore di lavoro ai fini della scelta dei DPI: a) effettua l analisi e la valutazione dei rischi che non possono essere evitati con altri mezzi; b) individua le caratteristiche dei DPI necessarie affinché questi siano adeguati ai rischi di cui alla lettera a), tenendo conto delle eventuali ulteriori fonti di rischio rappresentate dagli stessi DPI; c) valuta, sulla base delle informazioni e delle norme d uso fornite dal fabbricante a corredo dei DPI, le caratteristiche dei DPI disponibili sul mercato e le raffronta con quelle individuate alla lettera b); d) aggiorna la scelta ogni qualvolta intervenga una variazione significativa negli elementi di valutazione. 2. Il datore di lavoro, anche sulla base delle norme d uso fornite dal fabbricante, individua le condizioni in cui un DPI deve essere usato, specie per quanto riguarda la durata dell uso, in funzione di: a) entità del rischio; b) frequenza dell esposizione al rischio; c) caratteristiche del posto di lavoro di ciascun lavoratore; d) prestazioni del DPI. 3. Il datore di lavoro, sulla base delle indicazioni del decreto di cui all articolo 79, comma 2, fornisce ai lavoratori DPI conformi ai requisiti previsti dall articolo Il datore di lavoro: a) mantiene in efficienza i DPI e ne assicura le condizioni d igiene, mediante la manutenzione, le riparazioni e le sostituzioni necessarie e secondo le eventuali indicazioni fornite dal fabbricante; b) provvede a che i DPI siano utilizzati soltanto per gli usi previsti, salvo casi specifici ed eccezionali, conformemente alle informazioni del fabbricante; 32/32
33 c) fornisce istruzioni comprensibili per i lavoratori; d) destina ogni DPI ad un uso personale e, qualora le circostanze richiedano l uso di uno stesso DPI da parte di più persone, prende misure adeguate affinché tale uso non ponga alcun problema sanitario e igienico ai vari utilizzatori; e) informa preliminarmente il lavoratore dei rischi dai quali il DPI lo protegge; f) rende disponibile nell azienda ovvero unità produttiva informazioni adeguate su ogni DPI; g) stabilisce le procedure aziendali da seguire, al termine dell utilizzo, per la riconsegna e il deposito dei DPI; h) assicura una formazione adeguata e organizza, se necessario, uno specifico addestramento circa l uso corretto e l utilizzo pratico dei DPI. 5. In ogni caso l addestramento é indispensabile: a) per ogni DPI che, ai sensi del decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 475, appartenga alla terza categoria; b) per i dispositivi di protezione dell udito. Art. 78. (Obblighi dei lavoratori) 1. In ottemperanza a quanto previsto dall articolo 20, comma 2, lettera h), i lavoratori si sottopongono al programma di formazione e addestramento organizzato dal datore di lavoro nei casi ritenuti necessari ai sensi dell articolo 77 commi 4, lettera h), e In ottemperanza a quanto previsto dall articolo 20, comma 2, lettera d), i lavoratori utilizzano i DPI messi a loro disposizione conformemente all informazione e alla formazione ricevute e all addestramento eventualmente organizzato ed espletato. 3. I lavoratori: a) provvedono alla cura dei DPI messi a loro disposizione; b) non vi apportano modifiche di propria iniziativa. 4. Al termine dell utilizzo i lavoratori seguono le procedure aziendali in materia di riconsegna dei DPI. 5. I lavoratori segnalano immediatamente al datore di lavoro o al dirigente o al preposto qualsiasi difetto o inconveniente da essi rilevato nei DPI messi a loro disposizione. Art. 79. (Criteri per l individuazione e l uso) 1. Il contenuto dell allegato VIII, costituisce elemento di riferimento per l applicazione di quanto previsto all articolo 77, commi 1 e Con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sentita la Commissione consultiva permanente di cui all articolo 6, tenendo conto della natura, dell attività e dei fattori specifici di rischio sono indicati: a) i criteri per l individuazione e l uso dei DPI; b) le circostanze e le situazioni in cui, ferme restando le priorità delle misure di protezione collettiva, si rende necessario l impiego dei DPI. 2-bis. Fino alla adozione del decreto di cui al comma 2 restano ferme le disposizioni di cui al decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale in data 2 maggio 2001, pubblicato nella gazzetta ufficiale n. 126 del 1 giugno Estratto dall allegato VII del D.Lgs. 81/2008 Elenco indicativo e non esauriente delle attrezzature di protezione individuale Dispositivi di protezione della testa Caschi di protezione per l'industria (caschi per miniere, cantieri di lavori pubblici, industrie varie). Copricapo leggero per proteggere il cuoio capelluto (berretti, cuffie, retine con o senza visiera). Copricapo di protezione (cuffie, berretti, cappelli di tela cerata ecc., in tessuto, in tessuto rivestito, ecc.). 33/33
34 Dispositivi di protezione degli occhi e del viso Occhiali a stanghette. Occhiali a maschera. Dispositivi di protezione delle mani e delle braccia Guanti contro le aggressioni meccaniche (perforazioni, tagli, vibrazioni, ecc.); contro le aggressioni chimiche, per elettricisti e antitermici. Guanti in lattice monouso. Dispositivi di protezione dei piedi e delle gambe Scarpe basse, scarponi, tronchetti, stivali di sicurezza. Scarpe a slacciamento o sganciamento rapido. Scarpe con protezione supplementare della punta del piede; Indumenti di protezione Indumenti di lavoro cosiddetti di sicurezza" (due pezzi e tute); Estratto dall allegato XX del D.Lgs. 81/2008 A. Costruzione e impiego di scale portatili 1. E' riconosciuta la conformità alle vigenti disposizioni, delle scale portatili, alle seguenti condizioni: a) le scale portatili siano costruite conformemente alla norma tecnica UNI EN 131 parte 1a e parte 2a; b) il costruttore fornisca le certificazioni, previste dalla norma tecnica di cui al punto a), emesse da un laboratorio ufficiale. c) le scale portatili siano accompagnate da un foglio o libretto recante: una breve descrizione con l'indicazione degli elementi costituenti; le indicazioni utili per un corretto impiego; le istruzioni per la manutenzione e conservazione; una dichiarazione del costruttore di conformità alla norma tecnica UNI EN 131 parte 1a e parte 2a. 34/34
35 4.2 Conformità dei materiali il comma 3.1 dell allegato Norme per la prevenzione incendi per l edilizia scolastica, del D.M.I. datato 26 agosto 1992, indica la classe ignifuga dei materiali da utilizzare nelle strutture scolastiche ed i luoghi in cui ne è consentito l uso, specificando che I MATERIALI SUSCETTIBILI DI PRENDERE FUOCO SU ENTRAMBE LE FACCE (TENDAGGI ECC.) DEVONO ESSERE DI CLASSE DI REAZIONE AL FUOCO NON SUPERIORE A 1. Per la CLASSIFICAZIONE DI REAZIONE AL FUOCO DEI MATERIALI, il citato decreto, fa riferimento al D.M. 26 giugno 1984 (Classificazione di reazione al fuoco ed omologazione dei materiali ai fini della prevenzione incendi), che definisce: 2.3. Omologazione di materiale ai fini della prevenzione incendi. Procedura tecnico-amministrativa con la quale viene provato il prototipo di materiale, certificata la sua classe di reazione al fuoco ed emesso da parte del Ministro dell'interno...omissis; 2.6. Marchio di conformità. Indicazione permanente ed indelebile apposta dal produttore sul materiale riportante i seguenti dati: - nome od altro segno distintivo del produttore; - anno di produzione; - classe di reazione al fuoco; - estremi dell'omologazione Dichiarazione di conformità. Dichiarazione del produttore con cui attesta la conformità del materiale al prototipo omologato. Tale dichiarazione dovrà riportare tra l'altro gli estremi dell'omologazione. si precisa che ogni qual volta la scuola acquisti materiale di vario tipo (tendaggi, sedie, computer, fotocopiatrici ecc.) deve pretendere dal produttore/rivenditore l apposita certificazione e verificare la presenza sul prodotto del marchio di conformità, come appunto indicato dal D.M. 26 giugno 1984, altrimenti il prodotto acquistato è declassabile (da scontare del 40-50%???) A titolo di esempio: 1) l artigiano, interpellato dalla scuola per la fornitura e messa in opera di tende, dovrà accompagnare la relativa fattura con i documenti comprovanti le caratteristiche tecniche ed il certificato di conformità del materiale con cui è stata realizzata la tenda; 2) a sua volta, il rivenditore del prodotto, al momento dell acquisto, è obbligato a consegnare al cliente finale (la scuola) i relativi certificati di conformità e le schede tecniche dei materiali, fornite dal produttore (vedasi D.M. 26 giugno 1984); 3) altresì, il produttore deve allegare alla propria merce le caratteristiche tecniche dei materiali e il certificato di qualità rilasciato dal Ministero dell Interno (Omologazione di materiale ai fini della prevenzione incendi), che ne attesti (vedasi D.M. 26 giugno 1984): nome od altro segno distintivo del produttore; anno di produzione; classe di reazione al fuoco; estremi dell'omologazione. 35/35
36 4.3 Segnaletica di sicurezza Negli ambienti dell Istituto devono essere affissi idonei segnali di sicurezza, che ricordino la necessità di operare in sicurezza Principali adempimenti Nell Istituto deve essere affissa e mantenuta la seguente segnaletica: cartelli con dicitura VIETATO FUMARE, conformi alle prescrizioni della normativa vigente, in tutti gli ambienti dell edificio scolastico; applicazione sulle porte di uscita della scritta USCITA; applicazione, lungo le vie di esodo, di planimetrie in cui sia segnalato il percorso di evacuazione per portarsi all'esterno; applicazione, lungo le vie di esodo, della segnaletica indicante il percorso di esodo e le zone di raccolta; segnaletica in corrispondenza degli idranti, degli estintori e di ogni altro mezzo di lotta antincendio; segnaletica indicante il divieto di utilizzare acqua per spegnere incendi su apparecchiature elettriche; segnaletica in corrispondenza della valvola di intercettazione del combustibile dell impianto termico; indicazione dell interruttore elettrico generale; cartelli, posti agli sbarchi degli ascensori, indicanti il divieto di utilizzo in caso di incendio; avvisi recanti le norme di comportamento in caso di emergenza Tipologia della segnaletica di sicurezza Colore Forma Significato o Scopo Indicazioni e precisazioni Rosso Giallo o Giallo- Arancio Azzurro Verde Segnali di Divieto Pericolo-Allarme Materiali o Attrezzature Antincendio Segnali di Avvertimento Segnali di prescrizione Segnali di salvataggio o di soccorso Situazione di Sicurezza Atteggiamenti Pericolosi Alt, arresto dispositivi di interruzione di emergenza Sgombero Identificazione e ubicazione Attenzione, cautela, verifica Comportamento o azione specifica - obbligo di portare un mezzo di sicurezza personale Porte, uscite, percorsi, materiali, postazioni, locali Ritorno alla normalità 36/36
37 SEGNALETICA DI EVACUAZIONE SEMANTICA CARATTERISTICHE POSIZIONAMENTO Da posizionarsi su ogni porta uscita di sicurezza (U.S.) con il numero progressivo riportato sulle planimetrie di evacuazione Da posizionarsi in alto sopra ogni uscita di sicurezza a segnalazione della porta di emergenza Informa della presenza di attrezzature di soccorso e dispositivi di sicurezza Rettangolo o quadrato, sfondo verde, pittogramma bianco Da posizionarsi all inizio e all interno di ogni scala ad indicare la via di fuga corretta Da posizionarsi di fronte la porta di ogni locale ad indicare la via di fuga corretta Da posizionare in ogni punto di raccolta ad indicare il luogo sicuro Da posizionare fuori dal locale in cui è contenuta la cassetta del primo soccorso Da posizionare fuori dal locale in cui è posizionato l apparecchio telefonico per le chiamate di emergenza SEGNALETICA ANTINCENDIO SEMANTICA CARATTERISTICHE POSIZIONAMENTO Informa della presenza di attrezzature per l estinzione degli incendi Rettangolo o quadrato, sfondo rosso, pittogramma bianco, posizionamento a bandiera o semplice a muro Da posizionare in corrispondenza del pulsante di allarme incendio e comunque non oltre il raggio di un metro circa dall elemento Da posizionare in corrispondenza dell estintore e comunque non oltre il raggio di un metro circa dall elemento 37/37
38 Da posizionare in corrispondenza dell idrante e comunque non oltre il raggio di un metro circa dall elemento Da posizionare in corrispondenza di aree in cui è presente l impianto di spegnimento automatico di incendio SEGNALETICA DI PRESCRIZIONE SEMANTICA CARATTERISTICHE POSIZIONAMENTO Da posizionare all esterno della porta del locale contenente i quadri elettrici Informa ed obbliga ad effettuare determinate azioni Rettangolo quadrato o cerchio con cornice bianca, fondo blu, pittogramma bianco Da posizionare in corrispondenza dell interruttore elettrico generale Da posizionare all esterno della porta della centrale termica Da posizionare sul cancello di ingresso pedonale nel caso in cui sia sprovvisto di molla di richiamo SEGNALETICA DI PERICOLO SEMANTICA CARATTERISTICHE POSIZIONAMENTO Evidenziazione delle condizioni di pericolo che possono determinare l insorgere di una emergenza Triangolo, bordo nero su sfondo giallo, pittogramma nero Da posizionarsi in corrispondenza di tutti i quadri elettrici presenti nella scuola a segnalare la presenza di tensione elettrica Da posizionarsi in corrispondenza della presenza di pericoli di vario genere Da posizionarsi ogni qual volta si verifichi la presenza di pavimento bagnato 38/38
39 SEGNALETICA DI DIVIETO SEMANTICA CARATTERISTICHE POSIZIONAMENTO Da posizionare accanto alla porta dell ascensore Pone il divieto di effettuare determinate azioni Cerchio, bordo e barra traversale rossi su sfondo bianco, pittogramma nero Da posizionare in corrispondenza di tutti i lughi in cui vige per legge il divieto di fumare Da posizionare in corrispondenza di apparecchi a tensione elettrica per cui è necessario lo spengimento a polvere SEGNALETICA DI AVVERTIMENTO SEMANTICA CARATTERISTICHE POSIZIONAMENTO Informa ed indica le norme di comportament o da applicare in locali a rischio Da applicare all interno del laboratorio chimico (se presente) a segnalare le norme di comportamento specifico per quel tipo di locale Informa ed indica le norme di comportament o da applicare in caso di rischio specifico Da applicare all interno dell edificio ad informare il personale e gli utenti della scuola sulle norme di comportamento in caso di rischio specifico SEGNALETICA DI ALTRO TIPO POSIZIONAMENTO Da posizionare in corrispondenza dei cancelli di ingresso carrabili e delle aree di sosta interne alle aree cortive se troppo a ridosso delle mura dell edificio Da posizionare in corrispondenza di percorsi pedonali 39/39
ai sensi dell'art. 17, comma 1 lettera a), del d.lgs. n 81/2008 e s.m.i. INDICE CAPITOLO 0: Introduzione...3 0.1 Premessa...3 0.2 Approvazione del presente Documento...4 0.3 Obblighi del Dirigente Scolastico...4
Logo dell Istituto 1-120 c.d. gandhi sede centrale scuola primaria e dell infanzia via corinaldo, 41 2-120 c.d. gandhi plesso fabriano scuola primaria via fabriano, 59 3-120 c.d. gandhi plesso pennabilli