Source: http://www.chimici.info/normativa/decreto-legislativo-25-giugno-2010-n-124-attuazione-della-direttiva-200890-relativa-alla-commercializzazione-dei-materiali-di-moltiplicazione-delle-piante-da-frutto-destinate-alla-produzione-di-f/
Timestamp: 2018-10-20 13:18:31+00:00
Document Index: 76209943

Matched Legal Cases: ['art.  8', 'art. 1', 'art.  2', 'art. 11', 'art. 81', 'arto\n2002', 'art.  8', 'art. 14', 'art.  2', 'art.  48', 'art. 2', 'art. 2', 'art.  117', 'art. 16', 'art. 117', 'art. 11', 'art. 117', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 2']

DECRETO LEGISLATIVO 25 giugno 2010, n. 124 - Attuazione della direttiva 2008/90 relativa alla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione delle piante da frutto destinate alla produzione di frutti (refusione). (10G0144) (GU n. 180 del 4-8-2010 | Chimici.info
DECRETO LEGISLATIVO 25 giugno 2010, n. 124 – Attuazione della direttiva 2008/90 relativa alla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione delle piante da frutto destinate alla produzione di frutti (refusione). (10G0144) (GU n. 180 del 4-8-2010
DECRETO LEGISLATIVO 25 giugno 2010, n. 124 - Attuazione della direttiva 2008/90 relativa alla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione delle piante da frutto destinate alla produzione di frutti (refusione). (10G0144) (GU n. 180 del 4-8-2010 ) - note: Entrata in vigore del provvedimento: 19/08/2010
DECRETO LEGISLATIVO 25 giugno 2010 , n. 124
alla produzione di frutti (refusione). (10G0144)
alle Comunita’ europee – legge comunitaria 2008,  ed  in  particolare
gli articoli 1, allegato B, e 2, comma 1, lettere b) e c);
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre  1996,
n. 697, recante regolamento di attuazione della  direttiva  92/34/CEE
del Consiglio, del 28 aprile 1992, relativa alla  commercializzazione
dei materiali di moltiplicazione  delle  piante  da  frutto  e  delle
piante da frutto destinate alla produzione di frutti;
Visto il decreto del Ministro delle risorse agricole  alimentari  e
forestali  in  data  14  aprile  1997,  pubblicato  nel   supplemento
ordinario n. 112 alla Gazzetta Ufficiale n. 126  del  2  giugno  1997
recante recepimento delle direttive della  Commissione  n.  93/48/CEE
del 23 giugno 1993, n. 93/64/CEE del 5 luglio 1993 e n. 93/79/CEE del
21   settembre   1993,   relative   alle   norme    tecniche    sulla
commercializzazione dei materiali di moltiplicazione delle piante  da
frutto e delle piante da frutto destinate alla produzione di frutti;
Visto il decreto legislativo  3  novembre  1998,  n.  414,  recante
disciplina  sanzionatoria   per   le   violazioni   di   disposizioni
comunitarie in materia ortofrutticola,  a  norma  dell’art.  8  della
legge 24 aprile 1998, n. 128;
Visto il decreto del Ministro delle politiche agricole e  forestali
in data 27  febbraio  2004,  recante  sostituzione  dell’allegato  al
decreto del Presidente della Repubblica 21  dicembre  1996,  n.  697,
concernente regolamento di attuazione della direttiva  92/34/CEE  del
Consiglio, del 28 aprile 1992, relativa alla commercializzazione  dei
materiali di moltiplicazione delle piante da frutto e delle piante da
frutto destinate alla produzione di frutti, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 130 del 5 giugno 2004;
in data 24 luglio 2003 sull’organizzazione del servizio nazionale  di
certificazione volontaria  del  materiale  di  propagazione  vegetale
delle piante da frutto, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  n.  240
del 15 ottobre 2003;
in data 4 maggio 2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 168 del
21 luglio 2006, recante disposizioni generali per  la  produzione  di
materiale di moltiplicazione delle specie  arbustive  ed  arboree  da
frutto, nonche’ delle specie erbacee a moltiplicazione agamica;
Vista la direttiva 2008/90/CE del Consiglio, del 29 settembre 2008,
delle piante da frutto  e  delle  piante  da  frutto  destinate  alla
produzione di frutti;
Consiglio, del 12 marzo 2001, sull’emissione deliberata nell’ambiente
90/220/CEE del Consiglio, recepita dal decreto legislativo  8  luglio
Visto il regolamento n. 1829/2003  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio, del 22 settembre 2003, relativo agli alimenti e ai mangimi
Visto il regolamento n. 1830/2003  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio, del 22 settembre 2003,  concernente  la  tracciabilita’  e
l’etichettatura  di   organismi   geneticamente   modificati   e   la
tracciabilita’  di  alimenti  e   mangimi   ottenuti   da   organismi
geneticamente modificati, nonche’ recante  modifica  della  direttiva
Vista la legge 28 gennaio 2005, n. 5, di conversione in legge,  con
modificazioni, del decreto-legge 22 novembre 2004,  n.  279,  recante
disposizioni urgenti per assicurare la coesistenza tra  le  forme  di
agricoltura transgenica, convenzionale e biologica;
Acquisito il parere della conferenza permanente per i rapporti  con
espresso nella seduta del 6 maggio 2010;
delle politiche agricole alimentari e forestali, di  concerto  con  i
Ministri della giustizia, degli affari esteri e dell’economia e delle
1. Le disposizioni del presente decreto si applicano, ai fini della
commercializzazione   nell’Unione   europea    dei    materiali    di
moltiplicazione  di  piante  da  frutto  e  delle  piante  da  frutto
destinate alla produzione di frutti, ai generi e alle specie elencati
nell’allegato ed ai loro ibridi, nonche’ ai portainnesto e  ad  altre
parti di piante di altri generi o  specie  e  ai  loro  ibridi  se  i
materiali dei generi o specie elencati nell’allegato o i loro  ibridi
sono innestati o destinati ad essere innestati su di essi.
2. Il presente decreto lascia impregiudicate le  norme  in  materia
fitosanitaria di cui alle direttive 2000/29/CE e 2002/89/CE, recepite
nell’ordinamento nazionale con decreto legislativo 19 agosto 2005, n.
3. Ai  fini  del  presente  decreto  la  direttiva  2008/90/CE  del
Consiglio, del 29 settembre 2008, relativa  alla  commercializzazione
piante da frutto destinate alla produzione di frutti, e’  di  seguito
denominata: «direttiva».
– Il testo dell’art. 1, dell’allegato B e dell’art.  2,
comma 1 lettere b) e c) della legge 7 luglio  2009,  n.  88
(Norme  generali  sulla   partecipazione   dell’Italia   al
esecuzione degli obblighi comunitari) cosi’ recita:
all’ art. 11-ter, comma 2, della legge 5  agosto  1978,  n.
all’esigenza di garantire il rispetto dell’ art. 81, quarto
2002/65/CE;  2005/60/CE  e  2006/48/CE,   che   abroga   la
rimborso, ma in un altro Stato membro);
operazioni intracomunitarie ); 2008/118/CE  del  Consiglio,
del 16 dicembre 2008, relativa  al  regime  generale  delle
accise e che abroga la direttiva 92/12/CEE.».
amministrazioni competenti all’irrogazione delle stesse;».
–  Il  decreto  legislativo  19  agosto  2005,  n.  214
prodotti vegetali) e’ pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
– La direttiva 2002/89/CE e’ pubblicata nella  G.U.C.E.
30 dicembre 2002, n. L 355.
dicembre  1996,  n.  697  (Regolamento  recante  norme   di
attuazione  della   direttiva   92/34/CEE   relativa   alla
commercializzazione delle piantine da frutto destinate alla
produzione     e     dei     relativi     materiali      di
moltiplicazione), abrogato   dal   presente   decreto,   e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 10  febbraio  1997,  n.
– La direttiva 92/34/CEE e’ pubblicata  nella  G.U.C.E.
10 giugno 1992, n. L 157.
– La direttiva 93/48/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E. 7
ottobre 1993, n. 250.
– La direttiva 93/64/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E. 7
– La direttiva 93/79/CEE e’ pubblicata  nella  G.U.C.E.
14 ottobre 1993, n. 256.
– Il decreto legislativo 3 novembre 1998,  n.  414,  e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  3  dicembre  1998,  n.
–  L’art.  8  della  legge  24  aprile  1998,  n.   128
(Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dalla
appartenenza  dell’Italia  alle  Comunita’  europee,  legge
comunitaria 1995-1997), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
7 maggio 1998, n. 104, S.O., cosi’ recita:
«Art.  8  (Delega  al   Governo   per   la   disciplina
salve le norme penali  vigenti,  e’  delegato  ad  emanare,
amministrative  per  le  violazioni  di   direttive   delle
Comunita’  europee   attuate   in   via   regolamentare   o
amministrativa ai sensi della legge 22  febbraio  1994,  n.
146, della legge 6 febbraio  1996,  n.  52,  nonche’  della
presente  legge  e  per  le   violazioni   di   regolamenti
2. La delega  e’  esercitata  con  decreti  legislativi
adottati a norma dell’art. 14 della legge 23  agosto  1988,
n. 400,  su  proposta  del  Presidente  del  Consiglio  dei
Ministri, o del Ministro competente  per  il  coordinamento
delle politiche comunitarie, e del  Ministro  di  grazia  e
giustizia,  di  concerto  con  i  Ministri  competenti  per
materia; i decreti legislativi si informeranno ai  principi
e criteri direttivi di cui all’art.  2,  comma  1,  lettera
– La direttiva 2008/90/CE e’ pubblicata nella  G.U.U.E.
8 ottobre 2008, n. L 267.
– La direttiva 2001/18/CE e’ pubblicata nella  G.U.C.E.
17 aprile 2001, n. L 106.
– La direttiva 90/220/CEE e’ pubblicata nella  G.U.C.E.
8 maggio 1990, n. L 117.
– Il decreto legislativo 8 luglio  2003,  n.  224  S.O.
(Attuazione   della   direttiva   2001/18/CE    concernente
l’emissione   deliberata   nell’ambiente    di    organismi
geneticamente modificati),  e’  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale 22 agosto 2003, n. 194, S.O.
– Il regolamento 1829/2003 del Parlamento europeo e del
Consiglio e’ pubblicato nella G.U.U.E. 18 ottobre 2003,  n.
L 268.
– Il regolamento 1830/2003 del Parlamento europeo e del
– La legge 28 gennaio 2005, n. 5 (Conversione in legge,
con modificazioni, del decreto-legge 22 novembre  2004,  n.
279,  recante  disposizioni  urgenti  per   assicurare   la
coesistenza  tra  le  forme  di  agricoltura   transgenica,
convenzionale e biologica), e’  pubblicata  nella  Gazzetta
Ufficiale 28 gennaio 2005, n. 22.
– Per il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214  si
– Per la direttiva 2008/90/CE si veda nelle  note  alle
a) materiali di moltiplicazione: le sementi, le parti di piante e
tutti i materiali di piante destinati  alla  moltiplicazione  e  alla
produzione di piante da frutto, compresi i portainnesto;
b) piante da frutto:  le  piante  che  sono  destinate,  dopo  la
commercializzazione, ad essere piantate o trapiantate;
c) varieta’: un insieme di vegetali nell’ambito di un unico taxon
botanico del piu’ basso grado conosciuto, il quale puo’ essere:
1)  definito  mediante  l’espressione   delle   caratteristiche
risultanti da  un  dato  genotipo  o  da  una  data  combinazione  di
genotipi;
2)  distinto  da  qualsiasi  altro  insieme  vegetale  mediante
l’espressione di almeno una delle suddette caratteristiche;
3) considerato come un’unita’ in relazione alla sua idoneita’ a
essere moltiplicato invariato;
d) clone: una discendenza vegetativa  geneticamente  uniforme  di
una singola pianta;
e) materiali pre-base: i materiali di moltiplicazione:
1) prodotti, secondo metodi  generalmente  considerati  idonei,
per la  conservazione  dell’identita’  della  varieta’,  comprese  le
caratteristiche  pomologiche,  nonche’  per  la   prevenzione   delle
2)  destinati  alla  produzione  di  materiali  di  base  o  di
materiali certificati diversi dalle piante da frutto;
3) rispondenti ai requisiti specifici per i materiali pre-base,
adottati ai sensi dell’articolo 3;
4) ritenuti conformi, all’atto di un’ispezione ufficiale,  alle
condizioni di cui ai punti 1), 2) e 3) della presente lettera;
f) materiali di base: i materiali di moltiplicazione:
1) ottenuti direttamente o in un numero limitato  di  fasi  per
via vegetativa da materiali  iniziali,  secondo  metodi  generalmente
ritenuti idonei, per la conservazione dell’identita’ della  varieta’,
comprese le caratteristiche pomologiche pertinenti,  nonche’  per  la
2) destinati alla produzione di materiali certificati;
3) rispondenti ai requisiti specifici per i materiali di  base,
g) materiali certificati:
1) i materiali di moltiplicazione:
1.1) ottenuti direttamente per via vegetativa da materiali di
base o da materiali pre-base  o,  se  destinati  alla  produzione  di
portainnesto,  da  sementi  certificate  di  materiali  di   base   o
certificati di portainnesto;
1.2) destinati alla produzione di piante da frutto;
1.3) rispondenti  ai  requisiti  specifici  per  i  materiali
certificati, adottati ai sensi dell’articolo 3;
1.4) ritenuti conformi, all’atto di  un’ispezione  ufficiale,
alle condizioni di cui ai punti 1.1),  1.2)  e  1.3)  della  presente
2) piante da frutto:
2.1) ottenute direttamente da  materiali  di  moltiplicazione
certificati, di base o pre-base;
2.2) destinate alla produzione di frutti;
2.3) rispondenti ai  requisiti  prescritti  per  i  materiali
2.4) ritenuti conformi, all’atto di  un’ispezione  ufficiale,
h) materiali CAC (Conformitas Agraria Communitatis): i  materiali
di moltiplicazione e le piante da frutto:
1) aventi identita’ varietale e adeguata purezza varietale;
2) destinati:
2.1) alla produzione di materiali di moltiplicazione, o;
2.2) alla produzione di piante da frutto, o;
2.3) alla produzione di frutti;
3) che soddisfano i requisiti specifici  per  i  materiali  CAC
stabiliti in conformita’ dell’articolo 3;
i) fornitore: qualsiasi persona fisica o giuridica  che  esercita
professionalmente almeno una delle seguenti attivita’  riguardanti  i
materiali di moltiplicazione o le  piante  da  frutto:  riproduzione,
produzione,    protezione    e/o    trattamento,    importazione    e
l) commercializzazione: la vendita, la conservazione  a  fini  di
vendita, l’offerta in vendita e qualsiasi collocamento,  fornitura  o
trasferimento di materiali di moltiplicazione o piante  da  frutto  a
terzi, mirante allo sfruttamento commerciale con o senza compenso;
m) organismo ufficiale responsabile:  il  Servizio  fitosanitario
nazionale di cui all’articolo 48 del decreto  legislativo  19  agosto
2005, n. 214;
n) ispezione  ufficiale:  l’ispezione  effettuata  dall’organismo
ufficiale responsabile o sotto la sua responsabilita’;
o) lotto: un certo numero di elementi di un prodotto  unico,  che
puo’   essere   identificato   grazie   all’omogeneita’   della   sua
composizione e della sua origine.
– Il testo dell’art.  48  del  decreto  legislativo  19
agosto 2005, n. 214 (Attuazione della direttiva  2002/89/CE
vegetali o ai prodotti vegetali), pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 24 ottobre 2005, n. 248, S.O., cosi’ recita:
«Art. 48 (Servizio fitosanitario nazionale).  –  1.  Ai
fini del raggiungimento degli obiettivi di cui al  presente
decreto  opera,  senza  oneri  aggiuntivi  per  la  finanza
pubblica,  il  Servizio   fitosanitario   nazionale,   gia’
istituito a norma dell’art. 2 del  decreto  legislativo  30
dicembre   1992,   n.   536,   costituito   dal    Servizio
fitosanitario centrale e dai Servizi fitosanitari regionali
per le regioni a statuto ordinario o speciale e dai servizi
fitosanitari delle province autonome  per  le  province  di
Trento  e   Bolzano,   di   seguito   denominati   “Servizi
fitosanitari regionali”».
Competenze  del  Ministero  delle  politiche  agricole  alimentari  e
1. Il Ministero delle politiche  agricole  alimentari  e  forestali
rappresenta l’autorita’ unica a livello nazionale responsabile per le
prestazioni concernenti la  qualita’  ed  effettua  il  coordinamento
delle   attivita’   tecnico-amministrative   e   tecnico-scientifiche
relative all’attuazione della direttiva.
2. Per lo svolgimento delle attivita’ tecniche a carattere centrale
relative all’attuazione della direttiva, il Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali puo’ avvalersi  della  collaborazione
del Servizio nazionale di certificazione di cui  all’articolo  2  del
citato decreto del Ministro delle politiche agricole e  forestali  in
data 24 luglio 2003.
3. Il Ministero delle politiche  agricole  alimentari  e  forestali
provvede ad adottare le norme necessarie a:
a)  recepire  le  direttive  di  natura  esclusivamente   tecnica
relative alla commercializzazione dei  materiali  di  moltiplicazione
b) recepire le  schede  tecniche  di  cui  all’articolo  4  della
c)   determinare   gli   standard   tecnici    per    l’esercizio
dell’attivita’ di vigilanza e di controllo.
4. I provvedimenti di cui al comma 3 sono  adottati,  acquisito  il
parere del comitato fitosanitario di cui all’articolo 52 del  decreto
– Il testo dell’art. 2 del citato decreto del  Ministro
per le politiche agricole e forestali 24 luglio 2003, cosi’
«Art.  2  (Articolazione  del  servizio  nazionale   di
certificazione  (SNC)).  –  1.  E’  istituito   presso   il
Ministero delle politiche agricole e forestali, senza oneri
a carico del bilancio dello Stato, il Servizio nazionale di
certificazione (SNC) del materiale di propagazione vegetale
che   rappresenta   l’organismo   a    livello    nazionale
responsabile per le prestazioni concernenti la  qualita’  e
che   effettua    il    coordinamento    delle    attivita’
tecnico-amministrative e tecnico-scientifiche relative alla
certificazione del materiale di propagazione vegetale.
2. Il SNC e’ costituito dal Comitato nazionale  per  la
certificazione (CNC), dalla Segreteria operativa (SO) e dai
servizi  fitosanitari  delle  regioni  e   delle   province
autonome competenti per territorio, di  seguito  denominati
SFR.».
agosto 2005 n 214, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  24
ottobre 2005, n. 248, S.O., cosi’ recita:
lavori».
Condizioni generali per la commercializzazione
1. Fatte salve le  norme  in  materia  fitosanitaria  di  cui  alla
direttiva 2000/29/CE, i materiali di moltiplicazione e le  piante  da
frutto possono essere commercializzati soltanto se:
a)  i  materiali  di  moltiplicazione  sono  stati  ufficialmente
certificati  come  «materiali  pre-base»,  «materiali  di   base»   o
«materiali certificati» o rispondono alle condizioni ed ai  requisiti
per essere qualificati come materiali CAC;
b) le piante da frutto sono state ufficialmente certificate  come
materiali certificati o rispondono alle condizioni  ed  ai  requisiti
per essere qualificate come materiali CAC.
2. I materiali di moltiplicazione e le piante da frutto  costituiti
da un organismo geneticamente modificato ai  sensi  dell’articolo  2,
punti 1 e 2, della direttiva 2001/18/CE, possono essere  immessi  sul
mercato  solo  se  l’organismo  geneticamente  modificato  e’   stato
autorizzato in conformita’ di tale direttiva o del  regolamento  (CE)
n. 1829/2003.
3. I materiali di moltiplicazione e le piante da frutto  costituiti
da un organismo  geneticamente  modificato  devono  essere  detenuti,
prodotti e coltivati nel rispetto delle vigenti norme di  coesistenza
tra colture transgeniche, convenzionali e biologiche.
4. Qualora i prodotti ottenuti da piante da frutto o  materiali  di
moltiplicazione siano destinati ad essere utilizzati in  qualita’  di
alimenti  o  in  alimenti  rientranti  nell’ambito  di   applicazione
dell’articolo 3 o in qualita’ di mangime o in un  mangime  rientrante
nell’ambito di applicazione dell’articolo 15 del regolamento (CE)  n.
1829/2003, il materiale di moltiplicazione  e  le  piante  da  frutto
interessati sono immessi sul mercato solo se l’alimento o il  mangime
derivati da  tale  materiale  sono  stati  autorizzati  a  norma  del
suddetto regolamento.
5. In deroga al disposto di cui al comma 1 puo’ essere  autorizzata
l’immissione sul mercato di quantitativi appropriati di materiali  di
moltiplicazione e di piante da frutto destinati a:
a) prove o a scopi scientifici; o;
b) lavori di selezione; oppure; o;
c) contribuire alla conservazione della diversita’ genetica.
6. Le condizioni per le autorizzazioni di cui alle lettere a), b) e
c) del comma 5, sono adottate ai sensi dell’articolo 3  del  presente
decreto, sentita la Conferenza Stato-regioni.
– Per  la  direttiva  2000/29/CE  si  veda  nelle  note
– Per la direttiva 2001/18/CE si veda nelle  note  alle
– Per il regolamento (CE) n. 1829/2003, si  veda  nelle
Requisiti ed obblighi dei fornitori
1.  I  soggetti  che  producono  o  commercializzano  materiali  di
moltiplicazione di piante da frutto o le piante da  frutto  destinate
alla produzione di frutti, cosi’ come definiti all’articolo 2,  comma
1, del presente decreto, devono essere  registrati  ufficialmente  in
relazione alla propria attivita’ dal servizio fitosanitario regionale
competente per territorio, secondo le procedure previste  dai  titoli
IV e V del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214.
2. I soggetti di cui al comma 1 sono tenuti a:
a) informare immediatamente il servizio  fitosanitario  regionale
competente per  territorio  della  presenza  di  eventuali  organismi
nocivi  elencati  negli  allegati  della  direttiva  2000/29/CE   del
Consiglio, dell’8 maggio 2000;
b) informare tempestivamente il servizio fitosanitario  regionale
competente per territorio  della  presenza  di  un  organismo  nocivo
menzionato nei requisiti specifici adottati ai sensi dell’articolo 3,
comma 3, lettera b), ad un livello superiore a quello  consentito  in
tali requisiti specifici;
c) individuare e tenere  sotto  controllo  i  punti  critici  dei
propri  processi  di  produzione  che  influenzano  la  qualita’  dei
d) tenere a disposizione le informazioni  sul  controllo  di  cui
alla lettera c), in modo che possano essere  esaminate,  quando  cio’
sia richiesto, dall’organismo ufficiale responsabile;
e) prelevare campioni per eventuali analisi di laboratorio;
f) garantire che, durante la produzione, i lotti di materiali  di
moltiplicazione rimangano identificabili separatamente;
g) dare attuazione a tutte le  misure  prescritte  dall’organismo
ufficiale responsabile;
h) registrare e conservare per almeno tre anni le proprie vendite
e  gli  acquisti  quando  vengono   commercializzati   materiali   di
moltiplicazione o piante da frutto;
i) concedere il libero accesso a tutti i  locali  dell’azienda  e
degli stabilimenti ai soggetti incaricati delle verifiche.
3. Le modalita’ di applicazione  del  comma  2,  nonche’  eventuali
deroghe per i fornitori che vendono soltanto a consumatori finali non
professionisti, sono adottate ai sensi dell’articolo  3,  sentita  la
– Il Titolo IV e V del citato  decreto  legislativo  19
agosto 2005, n. 214, recano, rispettivamente:
«Autorizzazione e registrazione dei produttori»
«Passaporto delle piante».
Identificazione della varieta’
1. I materiali di  moltiplicazione  e  le  piante  da  frutto  sono
commercializzati con un riferimento alla varieta’ cui appartengono, o
nel caso dei portainnesto, qualora non vi  sia  identita’  varietale,
con riferimento alla specie o all’ibrido interspecifico in questione.
2. Le varieta’ cui viene fatto riferimento ai  sensi  del  comma  1
a)  giuridicamente  protette  da  una  privativa  per   ritrovati
vegetali conformemente alle disposizioni sulla  protezione  di  nuove
varieta’ vegetali; o;
b) registrate ufficialmente ai sensi del  comma  5  del  presente
articolo; o;
c) comunemente note; una varieta’ e’ considerata comunemente nota
1) e’ stata registrata ufficialmente in uno Stato membro; o;
2) e’ oggetto di domanda  di  registrazione  ufficiale  in  uno
Stato membro o di domanda di privativa di cui alla lettera a); o;
3) e’ stata commercializzata prima del 30  settembre  2012  sul
territorio dello Stato membro interessato o di un altro Stato membro,
purche’   abbia   una    descrizione    ufficialmente    riconosciuta
dall’autorita’ unica a livello nazionale di cui all’articolo 3.
3. L’indicazione di cui al comma 1 puo’, altresi’, applicarsi a una
varieta’ priva di valore intrinseco per la produzione vegetale a fini
commerciali, purche’ la varieta’ abbia una descrizione  ufficialmente
riconosciuta e i materiali di moltiplicazione e le piante  da  frutto
siano commercializzati come materiale CAC sul territorio dello  Stato
membro interessato e siano identificati con un riferimento  a  questa
disposizione sull’etichetta, o su un documento, o su entrambi.
4. Ogni varieta’ deve avere la stessa denominazione  in  tutti  gli
Stati membri secondo le modalita’ di applicazione adottate  ai  sensi
dell’articolo  3   oppure   conformemente   alle   linee   direttrici
internazionali accettate.
5. Le varieta’  possono  essere  registrate  ufficialmente  qualora
siano state  giudicate  rispondenti  a  talune  condizioni  approvate
ufficialmente ai sensi dell’articolo  3  e  abbiano  una  descrizione
ufficiale. Esse possono, altresi’, essere registrate ufficialmente se
il loro  materiale  e’  stato  gia’  commercializzato  prima  del  30
settembre 2012 sul territorio dello Stato membro interessato, purche’
abbiano una descrizione ufficialmente riconosciuta.
6. Una varieta’ geneticamente  modificata  puo’  essere  registrata
ufficialmente solo se l’organismo geneticamente modificato da cui  e’
costituita e’ stato autorizzato ai sensi della direttiva 2001/18/CE o
del regolamento (CE) n. 1829/2003.
7. Qualora i prodotti ottenuti da piante da frutto o  materiali  di
1829/2003, la varieta’ interessata e’ registrata  ufficialmente  solo
se l’alimento o il mangime ottenuto  da  questi  materiali  e’  stato
autorizzato a norma del suddetto regolamento.
– Per il regolamento CE n. 1828/2003 si veda nelle note
1. E’  istituito  presso  il  Ministero  delle  politiche  agricole
alimentari e forestali il registro  nazionale  delle  varieta’  delle
piante da frutto ammesse alla commercializzazione.
2. Le caratteristiche del  registro,  le  modalita’  di  iscrizione
delle varieta’, i dati da iscrivere nel registro e le loro  modalita’
di conservazione saranno adottate ai sensi dell’articolo 3.
Etichettatura ed identificazione dei materiali
e delle piante OGM
1. Nel caso di materiali di moltiplicazione  o  di  una  pianta  da
frutto  di  una  varieta’  che  e’  stata  geneticamente  modificata,
qualunque etichetta e documento, ufficiale o di altro  tipo,  apposto
sui materiali o che  accompagna  gli  stessi  a  norma  del  presente
decreto  deve  indicare  chiaramente  che  la   varieta’   e’   stata
geneticamente   modificata   e   deve   specificare   gli   organismi
1. Fatte salve le disposizioni in materia  fitosanitaria  stabilite
dalla direttiva 2000/29/CE e successive modificazioni, l’importazione
di materiali da Paesi terzi puo’ essere ammessa qualora questi  siano
stati prodotti secondo criteri  equivalenti  a  quelli  previsti  dal
presente  decreto   e   soddisfino   detti   requisiti   al   momento
dell’importazione.
2. Le disposizioni riguardanti il riconoscimento  delle  condizioni
di equivalenza alle prescrizioni del presente decreto per i materiali
di moltiplicazione e le piante da frutto prodotti  nei  Paesi  terzi,
con particolare riguardo agli obblighi del fornitore,  all’identita’,
ai caratteri, agli  aspetti  fitosanitari,  al  substrato  colturale,
all’imballaggio, alle modalita’ di ispezione, al contrassegno ed alla
chiusura, sono adottate ai sensi dell’articolo 3.
3. In attesa dell’adozione delle disposizioni di cui al comma 2  il
Ministero  delle  politiche  agricole  alimentari  e  forestali  puo’
riconoscere l’equivalenza per determinate specie prodotte nei singoli
Disposizioni per l’organismo ufficiale
1. L’organismo ufficiale competente effettua, almeno per sondaggio,
ispezioni ufficiali negli stabilimenti dei fornitori,  sui  materiali
di  moltiplicazione  e  le  piante  da  frutto  durante  le  fasi  di
produzione e di commercializzazione, onde accertare che  siano  state
rispettate le prescrizioni  e  le  condizioni  fissate  dal  presente
2. Qualora, in occasione della sorveglianza e dei controlli di  cui
al comma 1 o di altri tipi di verifiche, si constati che i  materiali
non sono conformi alle prescrizioni previste  dal  presente  decreto,
l’organismo ufficiale competente adotta tutte  le  misure  necessarie
per assicurare  la  loro  conformita’  alle  prescrizioni  precitate,
oppure, se cio’ non fosse possibile, ne vieta la  commercializzazione
nell’Unione europea e ne informa tempestivamente il  Ministero  delle
3. Le disposizioni di applicazione del comma 1 e del comma  2  sono
adottate ai sensi dell’articolo 3.
4. Le eventuali  misure  adottate  a  norma  del  comma  2  vengono
revocate non appena sia accertato  che  i  materiali  destinati  alla
commercializzazione  da  parte  del  fornitore  siano  conformi  alle
prescrizioni ed alle condizioni previste dal presente decreto.
1. Salvo che il fatto costituisca reato, per  le  violazioni  delle
disposizioni di cui al presente decreto,  si  applicano  le  sanzioni
amministrative di cui al presente articolo.
2. Chiunque commercializza materiali di moltiplicazione  di  piante
da frutto o piante da frutto non conformi alle  condizioni  stabilite
dall’articolo 4, comma 1, e’ punito con  la  sanzione  amministrativa
del pagamento di una somma da euro 1.500,00 a euro 9.000,00.
3. Chiunque commercializza materiali di moltiplicazione  di  piante
dall’articolo  4,  commi  5  e  6,  e’   punito   con   la   sanzione
amministrativa dal pagamento di una somma da  euro  1.000,00  a  euro
4. Chiunque produce o commercializza materiali  di  moltiplicazione
di piante da frutto  o  piante  da  frutto  senza  essere  registrati
conformemente a quanto previsto dall’articolo 5, comma 1,  e’  punito
con la sanzione amministrativa del pagamento di  una  somma  da  euro
2.500,00 a euro 15.000,00.
5. Chiunque produce o commercializza materiali  di  moltiplicazioni
di piante da frutto o piante da frutto senza rispettare gli  obblighi
previsti  dall’articolo  5,  comma  2,  e’  punito  con  la  sanzione
amministrativa del pagamento di una  somma  da  euro  500,00  a  euro
6. Chiunque commercializza materiali di moltiplicazione  di  piante
da frutto o piante da frutto senza riferimento  alla  varieta’,  come
previsto  dall’articolo  6,  comma  1,  e’  punito  con  la  sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da  euro  2.000,00  a  euro
7. Chiunque produce o commercializza materiali  di  moltiplicazione
di piante da frutto o piante da frutto utilizzando  denominazioni  di
varieta’ non conformi a quanto previsto dall’articolo  6,  e’  punito
1. Fino al 31 dicembre 2018 e’ consentita la commercializzazione di
materiali di moltiplicazione e piante da frutto  ottenuti  da  piante
parentali esistenti prima del 30 settembre  2012  e  che  sono  stati
ufficialmente certificati ai sensi del decreto del  Ministro  per  le
politiche agricole alimentari e forestali in data 24  luglio  2003  o
che rispondono alle condizioni per essere qualificati come  materiali
CAC  ai  sensi  del  decreto  del  Ministro  delle  risorse  agricole
alimentari e forestali in data 14 aprile 1997.
2.   Allorche’   sono   commercializzati    tali    materiali    di
moltiplicazione  e  piante  da  frutto  sono  identificati   con   un
riferimento al presente articolo sull’etichetta o su un  documento  o
3. Fino alla loro sostituzione e comunque non oltre  i  termini  di
cui al comma  1,  restano  in  vigore  le  disposizioni  dei  decreti
applicativi adottati in attuazione del decreto del  Presidente  della
Repubblica 21 dicembre 1996, n. 697.
– Per il decreto del Ministro  delle  risorse  agricole
alimentari e forestali 24 luglio 2003 si  veda  nelle  note
alimentari e forestali 14 aprile 1997 si  veda  nelle  note
– Per il decreto del  Presidente  della  Repubblica  21
dicembre 1996, n. 697, si veda nelle note alle premesse.
1. In relazione a quanto disposto dall’articolo 117, quinto  comma,
della Costituzione  e  dall’articolo  16,  comma  3,  della  legge  4
legislativo  riguardanti  ambiti  di  competenza  legislativa   delle
regioni e delle province autonome si  applicano,  nell’esercizio  del
potere sostituivo dello Stato  e  con  carattere  di  cedevolezza,  a
direttiva oggetto del presente decreto legislativo, nelle  regioni  e
nelle province autonome nelle quali non sia ancora stata adottata  la
restando i principi fondamentali ai sensi  dell’articolo  117,  comma
–  Il  testo  dell’art.  117,   quinto   comma,   della
Costituzione cosi’ recita:
del potere sostitutivo in caso di inadempienza».
– Il testo dell’art. 16, comma 3 della legge 4 febbraio
2005,  n.   11   «Norme   generali   sulla   partecipazione
sulle procedure di esecuzione degli  obblighi  comunitari»,
«Art. 16 (Attuazione  delle  direttive  comunitarie  da
parte delle regioni e delle province  autonome).  –  3.  Ai
fini di cui all’art. 117, quinto comma, della Costituzione,
le  disposizioni  legislative  adottate  dallo  Stato   per
l’adempimento degli obblighi comunitari, nelle  materie  di
autonome, si  applicano,  per  le  regioni  e  le  province
autonome, alle condizioni e secondo  la  procedura  di  cui
all’art. 11, comma 8, secondo periodo.».
– Il testo dell’art. 117 comma terzo della Costituzione
fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato».
1. Il decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1996,  n.
697, e’ abrogato.
2. L’articolo 1 del decreto legislativo 3 novembre 1998, n. 414, e’
3. All’articolo 3, comma 1, del citato decreto legislativo  n.  414
del 1998, le parole: «di cui agli articoli 1  e  2»  sono  sostituite
dalle seguenti: «di cui all’articolo 2».
Dato a Roma, addi’ 25 giugno 2010
dicembre 1996, n. 697 si veda nel testo alle premesse.
– Per il decreto legislativo 3 novembre 1998 n. 414  si
– Si riporta il testo dell’art. 3, comma 1 del  decreto
legislativo 3 novembre 1998, n. 414,  come  modificato  dal
«Art. 3 (Sanzioni amministrative accessorie). –  1.  Ai
sensi dell’art. 20, comma 1, della legge 24 novembre  1981,
n. 689, e successive modifiche  ed  integrazioni,  ove  sia
irrogata la sanzione amministrativa pecuniaria di cui  all’
art. 2,  sono  irrogate,  altresi’,  le  seguenti  sanzioni
amministrative accessorie:
a)   la   sospensione   dall’iscrizione    in    albi
b)  la   sospensione   dall’esercizio   dell’arte   o
c) la sospensione  dagli  uffici  direttivi  e  dagli
organi statutari delle persone giuridiche e delle imprese;
d) la sospensione dagli albi ed elenchi delle imprese
abilitate a contrattare con le pubbliche amministrazioni;
e) la  sospensione  dell’attivita’  produttiva  o  di
commercializzazione svolta dall’impresa».
Elenco dei generi e  delle  specie  a  cui  si  applica  la  presente
Fragaria L. Juglans regia L.
DECRETO LEGISLATIVO 25 giugno 2010, n. 124 – Attuazione della direttiva 2008/90 relativa alla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione delle piante da frutto destinate alla produzione di frutti (refusione). (10G0144) (GU n. 180 del 4-8-2010 redazione redazione 2015-05-19T05:06:27+00:00