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Timestamp: 2018-01-18 20:04:57+00:00
Document Index: 170632249

Matched Legal Cases: ['art.34', 'art. 34', 'art.34', 'art. 13', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 21', 'sentenza ', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 34', 'art. 13', 'art. 6', 'art. 267', 'art. 21', 'sentenza ', 'art. 267', 'art. 34', 'art. 21']

A PROPOSITO DI RAPPORTO DI LAVORO INTERMITTENTE CONCLUSO CON GIOVANI CON MENO DI 25 ANNI | Francesco Colaci's BLOG
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A PROPOSITO DI RAPPORTO DI LAVORO INTERMITTENTE CONCLUSO CON GIOVANI CON MENO DI 25 ANNI
La tipologia di rapporto di lavoro di cui al titolo ,prima del 24.6.2015 ,data d’entrata in vigore del decreto legvo n.81/2015 ,è stato previsto e disciplinato dall’art.34 del decreto legvo n.276/03 , i cui commi 1 e 2 rispettivamente prevedevano:
“,1:Il contratto di lavoro intermittente può essere concluso per lo svolgimento di prestazioni di carattere discontinuo o intermittente, secondo le esigenze individuate dai contratti collettivi stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o territoriale ovvero per periodi predeterminati nell’arco della settimana, del mese o dell’anno ai sensi dell’articolo 37”,
“2.il contratto di lavoro intermittente può in ogni caso essere concluso con soggetti con più di cinquantacinque anni di età e con soggetti con meno di ventiquattro anni di età, fermo restando in tale caso che le prestazioni contrattuali devono essere svolte entro il venticinquesimo anno di età”.
La formulazione del sopra riportato , secondo comma, dell’ art. 34 del d.lgs n. 276 del 2003 d.lgs n. 276 del 2003 risulta trasfuso (ora trasfuso, con modificazioni e previa abrogazione del richiamato art.34 d.lgs n. 276 del 2003, nell’ art. 13, ,commi 1,2 e 3 , del d.lgs n. 81 del 2015,che recitano:
“1. Il contratto di lavoro intermittente e’ il contratto, anche a
tempo determinato, mediante il quale un lavoratore si pone a
disposizione di un datore di lavoro che ne puo’ utilizzare la
prestazione lavorativa in modo discontinuo o intermittente secondo le
esigenze individuate dai contratti collettivi, anche con riferimento
alla possibilita’ di svolgere le prestazioni in periodi
predeterminati nell’arco della settimana, del mese o dell’anno. In
mancanza di contratto collettivo, i casi di utilizzo del lavoro
intermittente sono individuati con decreto del Ministro del lavoro e
Il contratto di lavoro intermittente puo’ in ogni caso essere
concluso con soggetti con meno di 24 anni di eta’, purche’ le
prestazioni lavorative siano svolte entro il venticinquesimo anno, e
con piu’ di 55 anni.
In ogni caso, con l’eccezione dei settori del turismo, dei
pubblici esercizi e dello spettacolo, il contratto di lavoro
intermittente e’ ammesso, per ciascun lavoratore con il medesimo
datore di lavoro, per un periodo complessivamente non superiore a
quattrocento giornate di effettivo lavoro nell’arco di tre anni
indeterminato”.
Rispetto a quanto sopra esposto , con la presente nota interessa chiarire se possa o meno ritenersi legittimo il recesso del datore di lavoro da un rapporto di lavoro intermittente a tempo determinato (prima della scadenza del termine ),stipulato con prestatore avente meno di 24 anni anni d’eta’ , eta’alla data di costituzione , per la sola ragione del raggiungimento del 25mo anno ,invocando la previsione in proposito del secondo comma delle disposizioni legislative prima riportate .
Soccorre in proposito la sentenza sottostante ,con cui la Corte di Cassazione,chiamata ad interessarsi della questione del caso ha affrontato la questione ,giungendo alla conclusione di seguito riportata,previa analitica argomentazione
La Suprema Corte anzitutto ha ritenuto di rappresentare che:
a) il secondo comma delle norme legislative riuguardantev il lavoro intermittente potrebbe porsi, stante lo specifico e caratterizzante riferimento all’età, in conflitto con il principio di non discriminazione in base all’età che deve essere considerato (Cfr. sentenza 19 gennaio 2010, causa C-555/07 Kùcùkdeveci, punto 21) un principio generale del diritto dell’Unione (V., sentenza 22 novembre 2005, causa C-144/04, Mangold) cui la Direttiva 2000/78 dà espressione concreta (V. sentenza 8 aprile 1976, causa 43/75, Defrenne, Racc. pag. 455, punto 54)
b) la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, la quale secondo l’art. 6, n. 1, TUE ha lo stesso valore giuridico dei trattati, all’art. 21, n. 1 vieta qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, (…) sull’età (in tal senso V. sentenza 19 gennaio 2010, causa C-555/07 Kùciikdeveci, cit. punto 22);
c) l’art. 6, n. 1, primo comma, della predetta Direttiva 2000/78 enuncia che una disparità di trattamento in base all’età non costituisce discriminazione laddove essa sia oggettivamente e ragionevolmente giustificata, nell’ambito del diritto nazionale, da una finalità legittima, compresi giustificati obiettivi di politica del lavoro, di mercato del lavoro e di formazione professionale, e i mezzi per il conseguimento di tale finalità siano appropriati e necessari (così sentenza 19 gennaio 2010, causa C-555/07 Kiicùkdeveci, cit. punto 33)
d) nella specie la formulazione dell’allora vigente, secondo comma, dell’ art. 34 del lgs n. 276 del 2003 d.lgs n. 276 del 2003 di “Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30” (ora trasfuso, con modificazioni, e previa abrogazione dei detti artt. 33 e 34 d.lgs n. 276 del 2003, nell’ art. 13, secondo comma, del d.lgs n. 81 del 2015) mostra di non contenere alcuna esplicita ragione rilevante ai sensi dell’art. 6, n. 1, primo comma, della citata Direttiva 2000/78.
Pertanto ,la Corte ha ritenuto ,con riferimento alla disposizione nazionale di cui in narrativa, di sollevare, ex art. 267, TFUE, questione pregiudiziale sull’interpretazione del principio dì non discriminazione in base all’età, quale espresso concretamente dalla direttiva 2000/78 e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (art. 21, n. 1).
Per questi motivi ,conclude la sentenza in parola :
1)Dispone, ai sensi e per gli effetti dell’art. 267 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea di chiedere, in via pregiudiziale, alla Corte di giustizia dell’Unione europea se la normativa nazionale di cui all’art. 34 del d.lgs n. 276 del 2003, secondo la quale il contratto di lavoro intermittente può in ogni caso essere concluso con riferimento a prestazioni rese da soggetti con meno di venticinque anni di età, sia contraria al principio di non discriminazione in base all’età, di cui alla Direttiva 2000/78 e alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (art. 21, n. 1
2)Sospende il giudizio sino alla definizione delle suddetta questione pregiudiziale
3)Ordina l’immediata trasmissione di copia della presente ordinanza, unitamente agli atti del giudizio, alla cancelleria della Corte di giustizia europea.
CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 29 febbraio 2016, n. 3982
This entry was posted on 04/04/2016 at 21:06 and is filed under Uncategorized.	You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.