Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2020/04/codice-della-crisi-impresa-differito-al-1-settembre-2021-e-altre-disposizioni-temporanee-fissate-dal-decreto-liquidita.html
Timestamp: 2020-07-06 19:20:24+00:00
Document Index: 87129874

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 20', 'art. 22']

Codice della crisi impresa differito al 1 settembre 2021 e altre disposizioni temporanee fissate dal Decreto Liquidità
Codice della crisi impresa, perdite delle società, finanziamenti alle società, ricorsi e richieste per la dichiarazione di fallimento e dello stato di insolvenza, metodo previsionale acconti 2020, concordato preventivo e di accordi di ristrutturazione
L’art. 5 del Decreto Legge n. 23 del 8 aprile 2020 (cd. decreto liquidità), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 94 del 8 aprile 2020, differisce al 1 settembre 2021 il Codice della crisi d’impresa.
Ecco, in particolare, cosa prevede tale articolo 5: all’articolo 389 del decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14, il comma 1 è sostituito dal seguente:
Disposizioni temporanee in materia di riduzione del capitale sociale delle società
L’art. 6 del Decreto Legge n. 23/2020 prevede che dalla data di entrata in vigore (9 aprile 2020) e fino alla data del 31 dicembre 2020 per le fattispecie verificatesi nel corso degli esercizi chiusi entro la predetta data non si applicano gli articoli 2446, commi secondo e terzo, 2447, 2482-bis, commi quarto, quinto e sesto, e 2482-ter del codice civile. Sono gli articoli che trattano della riduzione del capitale sociale delle società.
In base all’art. 7 del Decreto Legge n. 23 del 8 aprile 2020, nella redazione del bilancio di esercizio in corso al 31 dicembre 2020, la valutazione delle voci nella prospettiva della continuazione dell’attività di cui all’articolo 2423-bis, comma primo, n. 1), del codice civile può comunque essere operata se risulta sussistente nell’ultimo bilancio di esercizio chiuso in data anteriore al 23 febbraio 2020, fatta salva la previsione di cui all’articolo 106 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18.
Il criterio di valutazione viene specificamente illustrato nella nota informativa anche mediante il richiamo delle risultanze del bilancio precedente.
Dette disposizioni si applicano anche ai bilanci chiusi entro il 23 febbraio 2020 e non ancora approvati.
Ricordiamo che il termine per l’approvazione del bilancio 2019 è stato prorogato==>
Secondo l’art. 8 del Decreto Legge n. 23 del 8 aprile 2020, ai finanziamenti effettuati a favore delle società dalla data di entrata in vigore del decreto e fino alla data del 31 dicembre 2020 non si applicano gli articoli 2467 e 2497 quinquies del codice civile.
I termini di adempimento dei concordati preventivi e degli accordi di ristrutturazione omologati aventi scadenza nel periodo tra il 23 febbraio 2020 e il 31 dicembre 2021 sono prorogati di sei mesi. Lo dispone l’art. 9 del Decreto Legge n. 23 del 8 aprile 2020.
L’art. 10 del Decreto Legge n. 23 del 8 aprile 2020 dispone che tutti i ricorsi ai sensi degli articoli 15 e 195 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 e 3 del decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270 depositati nel periodo tra il 9 marzo 2020 ed il 30 giugno 2020 sono improcedibili.
Acconti giugno e novembre
Le disposizioni concernenti le sanzioni e gli interessi per il caso di omesso o di insufficiente versamento degli acconti dell’Irpef, dell’Ires e dell’Irap non si applicano in caso di insufficiente versamento delle somme dovute se l’importo versato non é inferiore all’80% della somma che risulterebbe dovuta a titolo di acconto sulla base della dichiarazione relativa al periodo di imposta in corso.
Tali disposizioni si applicano esclusivamente agli acconti dovuti per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019 (art. 20 del Decreto Legge n. 23 del 8 aprile 2020).
Per l’anno 2020, il termine di consegna e di trasmissione telematica della Certificazione Unica 2020 viene prorogato al 30 aprile (art. 22 del Decreto Legge n. 23 del 8 aprile 2020).