Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/sezioni/Civile/legittimita/1
Timestamp: 2020-02-19 10:06:59+00:00
Document Index: 18166935

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 8', 'art. 2043', 'art. 1', 'art. 2751', 'art. 3', 'art. 2751', 'art. 2558']

La Cassazione cambia indirizzo: è consumatore chi presta fideiussione per finalità non inerenti la propria attività, anche se il debito garantito ricade su un soggetto ‘professionale’.
Il carattere di accessorietà del contratto di fideiussione non incide sul piano della qualifica dell’attività – professionale o meno – di uno dei contraenti, in quanto ciò che rileva per l’identificazione del fideiussore nell'alveo protettivo del consumatore è che il contratto sia stato stipulato per finalità non inerenti allo svolgimento dell’attività professionale del terzo garante, secondo quanto previsto dal criterio generale di cui all’art. 3 comma 1, lett. a., cod. consumo. (Lucrezia Cipriani) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 16 January 2020, n. 742.
Spetta all'utente contestare il malfunzionamento del contatore.
In tema di somministrazione di energia elettrica, in forza del principio di vicinanza della prova, spetta all'utente contestare il malfunzionamento del contatore - richiedendone la verifica - e dimostrare l'entità dei consumi effettuati nel periodo (avuto riguardo al dato statistico di consumo normalmente rilevato in precedenti bollette e corrispondente agli ordinari impieghi di energia); incombe, invece, sul gestore l'onere di provare che lo strumento di misurazione è regolarmente funzionante e, in questo caso, l'utente è tenuto a dimostrare che l'eccessività dei consumi è imputabile a terzi e, altresì, che l'impiego abusivo non è stato agevolato da sue condotte negligenti nell'adozione di misure di controllo idonee ad impedire altrui condotte illecite. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 09 January 2020, n. 297.
Ai fini del riconoscimento del diritto di prelazione agraria è necessario che il fondo venga coltivato da almeno due anni in virtù di un titolo idoneo.
Prelazione agraria - Qualità di coltivatore diretto dell'avente diritto - Coltivazione del fondo - Necessità di valido titolo - Sussistenza - Coltivazione di fatto - Rilevanza - Esclusione.
Ai fini del riconoscimento del diritto di prelazione agraria (e, quindi, di riscatto) agli affittuari, ai mezzadri e ai coloni o compartecipanti, perché possa ritenersi integrato il requisito temporale di cui all'art. 8, comma 1, della l. n. 590 del 1965, è necessario che il fondo venga coltivato da almeno due anni in virtù di un valido titolo idoneo a giustificare la coltivazione diretta, non potendo attribuirsi rilevanza alla coltivazione in sé considerata, in mancanza di uno specifico nesso con un rapporto siffatto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 08 January 2020, n. 123.
L'atto di citazione invalido come domanda giudiziale può valere come atto di costituzione in mora ed avere efficacia interruttiva della prescrizione.
L'atto di citazione - anche se invalido come domanda giudiziale e, dunque, inidoneo a produrre effetti processuali - può tuttavia valere come atto di costituzione in mora ed avere, perciò, efficacia interruttiva della prescrizione qualora, per il suo specifico contenuto e per i risultati a cui è rivolto, possa essere considerato come richiesta scritta di adempimento rivolta dal creditore al debitore. (In applicazione del principio, la S.C. ha riconosciuto efficacia interruttiva ad un atto di citazione, nullo per mancanza dell'"editio actionis", in quanto contenente richiesta di risarcimento dei danni ex art. 2043 c.c. con indicazione dei soggetti ritenuti responsabili, direttamente o per omesso controllo). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 08 January 2020, n. 124.
Corte Costituzionale: il privilegio per l’IVA di rivalsa compete non solo ai professionisti, ma ad ogni prestatore d’opera anche non intellettuale.
Professionisti – Privilegi – Iva di rivalsa – Legge 205 del 2017 – Questione di costituzionalità – Infondatezza – Estensione del privilegio ai prestatori d’opera non intellettuale.
L’estensione del privilegio al credito di rivalsa IVA, operata dall’art. 1, comma 474, della legge n. 205 del 2017, benché testualmente collocata a fianco della sola categoria dei «professionisti», non può avere l’effetto – secondo un’interpretazione adeguatrice, costituzionalmente orientata al rispetto del principio di eguaglianza – di far rivivere, seppur al limitato effetto dell’estensione del privilegio, la disparità di trattamento tra prestatori d’opera intellettuale e non intellettuale, che sarebbe ingiustificata e come tale illegittima.
2) dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 2751-bis, numero 2), del codice civile, sollevata, in riferimento all’art. 3, primo comma, della Costituzione, sotto il profilo della disparità di trattamento rispetto alle situazioni contemplate dai numeri 3), 4), 5) e 5-bis) dello stesso art. 2751-bis, dal giudice delegato del Tribunale ordinario di Udine al fallimento, con l’ordinanza indicata in epigrafe. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Corte Costituzionale, 03 January 2020, n. 1.
Trasferimento di azienda e cessione automatica dei rapporti contrattuali.
L'art. 2558 c.c., nel disciplinare tutti i casi di trasferimento di azienda, prevede, salvo patto contrario, una cessione automatica o "ipso iure" dei rapporti contrattuali a prestazioni corrispettive, che non abbiano carattere personale, che ineriscano all'esercizio dell'azienda e non siano ancora esauriti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 03 January 2020, n. 15.
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