Source: https://www.diritto.it/il-fondo-di-garanzia-risarcisce-anche-se-viene-scoperto-il-responsabile-durante-il-processo/
Timestamp: 2018-10-22 05:45:33+00:00
Document Index: 182128904

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.1176', 'art. 29', 'art. 292', 'art. 19', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 283', 'art. 111', 'art. 6']

Il Fondo di garanzia risarcisce anche se viene scoperto il responsabile durante il processo
Qui la sentenza: Corte di Cassazione - sez. III civile - sentenza n. 23710 del 22-11-2016
Il Fondo di garanzia risarcisce anche se viene scoperto il responsabile durante il processo: Cassazione Civile Sezione III 22 novembre 2016 n. 23710. La legittimazione passiva dell’impresa designata al Fondo resta stabilizzata per tutto il corso del giudizio.
Il danneggiato che promuova richiesta di risarcimento nei confronti dell’impresa designata per il Fondo di garanzia per le vittime della strada ha l’onere di provare, oltre al fatto che il sinistro si è verificato per condotta dolosa o colposa del conducente di un altro veicolo (o natante), che questo sia rimasto sconosciuto, senza che possa addebitarsi al danneggiato l’onere di indagini articolate o complesse, purché egli abbia tenuto una condotta diligente (cfr., tra le altre, Cass., 13 luglio 2011, n. 15367; analogamente: Cass., 8 marzo 1990, n. 1860; Cass., 25 luglio 1995, n. 8086; Cass., 3 settembre 2007, n. 18532; Cass., 4 novembre 2014, n. 23434; Cass., 18 settembre 2015, n. 18308).
Con recente arresto n. 374/2015, il Collegio ha ribadito che l’obbligo risarcitorio sorge allorquando l’identificazione sia stata impossibile per circostanze obiettive, da valutare caso per caso, e non imputabili a negligenza della vittima: il danneggiato non può far agio su un mero stato di incertezza soggettiva, dovendo, dunque, il giudice del merito valutare la diligenza implicata dalla norma alla stregua della condotta esigibile da persona di normale avvedutezza e media istruzione e sensibilità, ossia alla stregua del bonus paterfamilias ai sensi dell’art.1176 c.c. (cfr. ancora Cass. n. 274 del 2015).
La prima, e imprescindibile, la si rinviene anzitutto nell’apparato normativo di riferimento, ossia dal dato positivo costituito dalla stessa legge n. 990 del 1969 (ratione tempoiris: attuale d. lgs 209/2005). Infatti, la esegesi letterale del primo comma dell’art. 29 (ratione temporis, attuale art. 292, comma 1, d.lgs. n. 209 del 2005) recita: «L’impresa designata che, anche in via di transazione, ha risarcito il danno nei casi previsti nel primo comma dell’articolo 19, lettere a) e b), ha azione di regresso nei confronti dei responsabili del sinistro per il recupero dell’indennizzo pagato nonché dei relativi interessi espese». La norma, infatti, nel configurare l’azione di regresso dell’impresa designata nei confronti del responsabile del sinistro, presuppone indefettibilmente, quanto alla fattispecie disciplinata dalla lett. a) del primo comma dell’art. 19, che un responsabile sia stato identificato, non potendo altrimenti operare in alcun modo l’azione recuperatoria del quantum risarcito al danneggiato, essendo di per sé inconcepibile un regresso in assenza dell’obbligato sul quale rivalersi. Il momento ed il titolo su cui si fonda l’azione di regresso non sono circoscritti in un ambito delimitato e ristretto.
Anzi, quanto al momento di identificazione del veicolo inizialmente ignoto (da cui muove necessariamente l’azione di regresso dell’impresa designata), la norma in esame consente che esso possa aversi non solo durante lo spatium deliberandi di cui all’art. 22 della legge n. 990 del 1969, ma anche durante lo svolgimento del giudizio anzidetto.
Inoltre, l’art. 22 legge 990/1969 (attuale art. 283 del d.lgs. n. 209 del 2005, sebbene solo parzialmente coincidente) esonera il danneggiato dal rinnovare la “richiesta” di risarcimento del danno già avanzata nei confronti dell’impresa designata (o della CONSAP) “qualora successivamente venga identificato l’assicuratore del responsabile”.
Sebbene la norma operi chiaramente in un ambito preprocessuale, è comunque evidente l’intentio legis di ascrivere alla previa “richiesta” stragiudiziale (effettuata nei confronti del Fondo) un effetto, al tempo stesso, “esaustivo” ma anche “acceleratorio” sullo stesso piano processuale, giacché detta “richiesta” è di per sé sufficiente a soddisfare la condizione di proponibilità della domanda giudiziale, anche se non indirizzata al soggetto (assicuratore del responsabile “identificato”) cui dovrebbe rinnovarsi.
Il principio è stato più volte ribadito dalla Corte costituzionale (sentt. n. 83 del 1977 e n. 235 del 2014, con richiamo, in entrambe, al fondativo principio di solidarietà), dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (sent. 28 marzo 1996, Bernaldez, in causa C-129/94; sent. 30 giugno 2005, Candolin, in causa C-537/03; sent. 9 giugno 2011, Lavrador, in causa C-409/09; sent. 17 marzo 2011, Carvalho Ferreira Santos, in causa C-484/09) e dalla stessa Corte di cassazione [il principio "vulneratus ante omnia reficiendus” (il danneggiato ha diritto sempre e comunque al risacimento) è riaffermato, tra le altre, da Cass., 30 agosto 2013, n. 19963].
Il principio di massimizzazione della tutela del danneggiato si coniuga con quello dell’effettività della tutela stessa in forza di un processo giusto e dalla durata ragionevole (art. 111 Cost., nella lettura “espansiva” che si richiede alla luce dell’art. 6 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e della corrispondente giurisprudenza della Corte di Strasburgo: Cass., 17 giugno 2010, n. 14627; Cass., sez. un., 11 luglio 2011, n. 15144), là dove la garanzia del diritto di azione sarebbe frustata in modo non ragionevole ove si optasse per un suo inutile esercizio a fronte dell’identificazione del responsabile del sinistro nel corso dell’intentato giudizio risarcitorio (avvenuta, presumibilmente, a distanza di anni e, magari, anche in grado di appello), con la conseguenza che al danneggiato sarebbe imposto di attivarsi per un nuovo ed ulteriore giudizio contro il responsabile successivamente “scoperto” al fine di vedere attuato il proprio diritto al risarcimento del danno.