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Ricorso multe - Multa nulla se il verbale è notificato da una società privata |
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Multe: facciamo chiarezza sull’obbligo di comunicazione dei dati a carico del proprietario dell’auto
January 12th, 2012 | Author: Patrizia D'Arcangelo
Il secondo comma dell’art. 126 bis del C.d.S., per le violazioni del codice della strada per le quali è prevista la decurtazione punti della patente, dispone che se il conducente del veicolo non è stato identificato, “il proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido ai sensi dell’articolo 196, deve fornire all’organo di polizia che procede, entro sessanta giorni dalla data di notifica del verbale di contestazione, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione”.
La disposizione in questione, tuttavia, appare dubbia sotto il profilo della decorrenza del termine utile entro cui deve essere adempiuto l’obbligo di comunicazione dei dati del conducente, e per tale motivo è stata più volte oggetto di pronunce di merito e di legittimità.
In particolare con la sentenza 27/2005, la Corte Costituzionale ha stabilito che “in nessun caso il proprietario è tenuto a rivelare i dati personali e della patente del conducente prima della definizione dei procedimenti giurisdizionali o amministrativi per l’annullamento del verbale di contestazione dell’infrazione”. Ciò significa che se il proprietario della vettura, una volta ricevuta la notifica del verbale di accertamento dell’infrazione, entro i 60 giorni previsti per l’impugnazione, propone ricorso, durante questo periodo l’omissione della comunicazione dati del conducente non costituisce violazione dell’art.126 bis, comma 2, CdS. Seguendo questo orientamento, si è espresso, il Ministero degli Interni con circolare n. 300/A/3971/11/109/16 del 29 aprile 2011, confermando che la proposizione di un ricorso, entro i termini di legge previsti per le impugnazioni, configura un giustificato e documentato motivo di omissione della comunicazione dei dati del conducente.
Conseguentemente, appare, e di fatto è stato ritenuto illegittimo, l’invio congiunto del verbale di accertamento dell’infrazione e dell’invito a comunicare i dati del conducente, (Giudice di Pace di Roma, sentenza 44738/06) in quanto tale comunicazione in effetti ha come fine ultimo di punire l’autore dell’infrazione, per cui non può pretendersi certamente che tale obbligo venga osservato prima che l’accertamento dell’infrazione sia divenuto definitivo.
Si può a questo punto tracciare un quadro sintetico, tenendo presenti le relativamente recenti pronunce giurisprudenziali:
a) Notificato il verbale di accertamento dell’infrazione, nei 60 giorni successivi il proprietario del veicolo non presenta ricorso né comunica i dati del conducente/trasgressore: in tale caso scatta l’obbligo di comunicazione dei dati, poichè la decadenza da ogni possibile rimedio avverso la sanzione principale chiude definitivamente la vicenda. Solo da questo momento decorre l’ulteriore termine di 60 giorni previsto per la comunicazione dei dati, pena l’irrogazione della sanzione pecuniaria accessoria nei confronti del proprietario. Un’eventuale verbale per la violazione dell’art. 126 bis, comma 2 C.d.S., nel caso in cui il proprietario durante la decorrenza di questo secondo termine avesse comunicato i dati del trasgressore, sarebbe illegittimo.
b) Il proprietario propone impugnazione entro 60 giorni, dopo aver ricevuto la notifica del verbale di accertamento, senza comunque pagare la sanzione e omettendo di comunicare i dati del conducente: in pendenza del ricorso, seguendo il dettame della Consulta, sent. 27/05, il proprietario non è obbligato a comunicare i dati, in quanto la proposizione del ricorso è un motivo giustificato per non adempiere l’obbligo, fin quando l’accertamento non sia divenuto definitivo. Nel caso in cui nel frattempo sia notificato un verbale per violazione dell’art. 126 bis, comma 2 CdS, esso è impugnabile entro 60 giorni, adducendo e provando la pendenza del primo giudizio, come motivo di opposizione.
c) Il proprietario del veicolo comunica il nome del trasgressore entro il termine previsto, senza pagare la sanzione principale relativa all’infrazione che egli non ha commesso: la pubblica amministrazione dovrà decurtare i punti al trasgressore, e notificare nuovamente, entro 150 giorni dall’avvenuta effettiva conoscenza del reale autore dell’infrazione, il verbale di contestazione.
In conclusione, dunque, la decorrenza del termine di sessanta giorni per la comunicazione dei dati del conducente/trasgressore da parte del proprietario del veicolo che abbia ricevuto notifica di un verbale di accertamento per la violazione di una disposizione del Codice della Strada, per cui sia prevista quale sanzione accessoria la decurtazione dei punti della patente, parte dal momento in cui il verbale di accertamento è divenuto definitivo e non dal momento in cui sia notificato al proprietario del veicolo. Ed è definitivo allorquando sia stata pagata la sanzione o non sia più impugnabile o perché scaduti i termini per l’opposizione o perchè i mezzi di impugnazione sono stati esauriti e il ricorso è stato rigettato. Con specifico riferimento a quest’ultimo punto, è opportuno precisare che in caso di accoglimento del ricorso è chiaro che non vi sia alcuna violazione cui applicare la sanzione accessoria della decurtazione punti, pertanto decade anche l’obbligo di cui all’art. 126 bis, comma 2 C.d.S.
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Ricorso multe – Multa nulla se il verbale è notificato da una società privata
December 18th, 2010 | Author: Patrizia D'Arcangelo
L’art. 3 della Legge n. 890/1982 recita “l’ufficiale giudiziario scrive la relazione di notificazione sull’originale e sulla copia dell’atto, facendo menzione dell’ufficio postale per mezzo del quale spedisce la copia al destinatario in piego raccomandato con avviso di ricevimento. Presenta all’ufficio postale la copia dell’atto da notificare in busta chiusa, apponendo su quest’ultima le indicazioni del nome, cognome, residenza o dimora o domicilio del destinatario, con l’aggiunta di ogni particolarità idonea ad agevolarne la ricerca; vi appone, altresì, il numero del registro cronologico, la propria sottoscrizione ed il sigillo dell’ufficio…”.
I successivi artt. 7 e 8 della stessa legge, disciplinano poi la parte relativa al recapito della notifica.
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con sentenza n. 20440/2006, ha quindi statuito che sono da considerare “giuridicamente inesistenti le notifiche delle multe fatte da società private di recapito – alle quali il Comune ha affidato il servizio di consegna di atti giudiziari. In tal guisa, le notifiche eseguite dai soggetti anzidetti sono equiparate all’omessa notificazione, pertanto, l’effetto giuridico è “l’estinzione dell’obbligazione di pagare la somma dovuta per violazione al Codice della Strada”
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