Source: http://territoriolibero.net/2013/10/la-provincia-fantasma/
Timestamp: 2017-04-27 18:34:14+00:00
Document Index: 90411067

Matched Legal Cases: ['art.9', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 1', 'art.9', 'sentenza ', 'art. 9']

La provincia fantasma | Territorio Libero — Svobodno Ozemlje — Free Territory of Trieste
La provincia fantasma5 commenti
Home » Notizie » Legalità » La provincia fantasma	E’ QUELLA DI TRIESTE ABOLITA DAL TRATTATO DI PACE DEL 1947 IN VIGORE E MAI RICOSTITUITA.
Le province italiane sono certamente tra gli enti della Repubblica quelli ritenuti, in questi tempi di drammatica crisi, maggiormente inutili e quindi eliminabili. Le province sono spesso un doppione di altre amministrazioni pubbliche, ma garantiscono 60.000 posti di lavoro con il relativo indotto familiare. Un classico esempio del carrozzone partitocratico italiano. Quello che ha portato il Paese nell’inferno del collasso socio-economico.
Tra le 95 “inutili” province della Repubblica Italiana se ne trova una molto particolare, anzi “speciale”: è il fantasma della provincia di Trieste. Ad essere realisti dovremmo dire che è in realtà la prima tra le province ad essere stata regolarmente abolita non in virtù delle inattuabili leggi italiane, ma su imposizione derivante dall’esecuzione del Trattato di Pace del 1947. E ciò nonostante tenuta artificiosamente in vita fino ai giorni nostri, come feticcio di una inesistente continuità di sovranità autoproclamata dall’Italia su Trieste.
Dopo la sconfitta subita nella seconda guerra mondiale l’Italia perse infatti Trieste e la sua provincia (Venezia Giulia) che divennero la Zona A della del nuovo Stato denominato “Territorio Libero di Trieste – Free Territory of Triest” ai sensi dell’articolo 21 del Trattato di Pace. La provincia di Trieste venne quindi dichiarata cessata all’entrata in vigore del Trattato di Pace sottoscritto dall’Italia il 10 febbraio del 1947.
Con il Decreto Legislativo del Capo Provvisorio dello Stato n. 1485 del 26 dicembre 1947 i territori dell’ex provincia di Trieste compresi entro i confini dello Stato italiano vennero aggregati alla confinante provincia di Gorizia e i beni patrimoniali di questi territori furono attribuiti alla stessa. Monfalcone e Grado passarono così nella neonata Repubblica italiana. Mentre Trieste divenne la capitale del nuovo Territorio Libero.
Nulla è cambiato da allora. Il Memorandum di Intensa di Londra ha solo trasmesso l’amministrazione civile provvisoria della Zona A del Territorio Libero al Governo italiano confermandone lo status giuridico di Stato indipendente.
Mentre il Trattato di Osimo del 1975 sulla sistemazione dei confini tra Italia ed ex Jugoslavia non poteva modificare un trattato multilaterale come quello di pace ed ha avuto valore fino al 1991 solo tra i due paesi confinanti senza che gli stessi potessero intaccare i confini dell’amministrato TLT.
La provincia di Trieste è quindi geograficamente e giuridicamente inesistente da 66 anni. Mentre lo Stato italiano, in violazione dei trattati internazionali e sovrapponendosi all’amministrazione fiduciaria della Zona A del Territorio Libero, la ha ricostituita non ufficialmente (mancando qualsiasi decreto istitutivo che avrebbe rappresentato violazione del Trattato di Pace) quale amministrazione pubblica della Repubblica italiana. Repubblica italiana che ai sensi della Legge 3054 del 25 novembre 1952 ha ratificato il Decreto Legislativo n. 1430 del 28 novembre 1947 sull’esecuzione del Trattato di Pace del 1947 rendendolo esecutivo e recependolo nella propria Costituzione e confermando l’attuale ed immutato status giuridico della Zona A del Territorio Libero.
Le province italiane sono quindi 94 e non erroneamente 95 come riportato ufficialmente. Non essendo possibile considerare tra queste parte del territorio di un’altro Stato.
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Anonimo	24/10/2013
scusate se scrivo qua ma non so dove scriver, go notado una roba curiosa, tipo che go visto sulle rive che tutti i palazzi tipo banca d' italia provinca e altri xe esposta la bandiera dell' onu e me chiedevo come mai?
Rispondi	Salice Triestino	24/10/2013
Assolutamente da andare avanti in questa indagine sulla Provincia, bisogna vederci chiaro.
Dal 1954 al 1963 quella che dal 1956 chiamano "Provincia di Trieste" era su parecchi documenti ufficiali chiamata "Territorio di Trieste". QUesto nome compariva anche, ad esempio, sulle fascette apposte ai tabacchi dal "Monopolio del Territorio di Trieste" nello stesso periodo.
Nel 1963 viene creata la Regione FVG come ente giuridico, e come è noto, nel suo Statuto, ancora oggi in vigore, dove viene descritto il territorio della Regione, si citano le provincie di Udine e di Gorizia (Pordenone era ancora sotto Udine), ed i sei comuni del "Territorio di Trieste", ma non compare nessuna "Provincia di Trieste"
Da ricordare inoltre anche un fatto importante.
Il decreto n.81 del "Commissario generale del Governo italiano per il territorio di Trieste" di data 24 marzo 1956, estendeva anche al Territorio di Trieste la legge italiana n.122 del 1951, riguardante le norme per la elezione dei consigli provinciali, però con una differenza, e cioè non veniva esteso al Territorio di Trieste il secondo comma dell'art.9 di detta legge 122/51, il quale prevede che nel consiglio provinciale il numero dei consiglieri eletti in un ostesso Comune non possono superare la metà del numero totale dei consiglieri. Il comma recita "A nessun Comune possono essere assegnati piu' della meta' dei collegi spettanti alla Provincia."
Nel nostro caso, su 24 consiglieri previsti, non più di 12 sarebbero potuti venir eletti in Comune di Trieste, riservando così l'altra metà alla rappresentanza dei comuni rimanenti. Ma avendo il Commissario non esteso quell'articolo, in quel consiglio "provinciale" eletto dal 1956 in poi, venivano eletti molti meno consiglieri dei comuni minori di quanti ne sarebbero stati prevsiti, cioè almeno 12. Con ulteriori decreti emessi nei decenni, dal 1983 in poi vengono eletti per la "Provincia di Trieste" solamente 3 consiglieri dei comuni del territorio e ben 21 del Comune di Trieste, rendendo praticamente il consiglio "provinciale" una specie di doppione del consiglio comunale. Ciò era in particolar modo teso a voler ridurre la presenza slovena nel Consiglio "provinciale".
Nel 1994 il TAR del FVG ha emesso un'ordinanza sul ricorso proposto da Andrej Gruden ed altri cittadini contro il Ministero degli Interni, iscritta al n.801 del registro ordinanze e pubblicata nella GU n.4 del 1995.
In base a questa ordinanza la Corte costituzionale ha emesso sentenza (la n.375 del 1995) che dichiarava l'illegittimità costituzionale del decreto 81/1956 del Commissario generale del Governo italiano per il territorio di Trieste nella parte in cui non prevede che si applichi l’art. 9, comma 2, l. 122/1951.
Per cui dal 1956 al 1995 a Trieste sono stati eletti consigli "provinciali" con una composizione diversa da quella delle Provincie italiane, ovviamente in senso peggiorativo per Trieste.
Rispondi	Andrea Goitan	24/10/2013
Oggi è l'anniversario dell'istituzione dell O.N.U., ecco perché le bandiere.
E' importante questa "stranezza" della mancanza di una legge istitutiva della provincia, un ente parastatale ceduto con il trattato di pace al Territorio Libero di Trieste, come si legge nell'articolo 1 dell'allegato X. Quindi il Commissario del Governo italiano per il Territorio (Libero) di Trieste ha esteso con il decreto 81/56 la Legge italiana 122/51 (legge dello Stato del Governo amministratore provvisorio) utilizzando un ente di proprietà dello Stato amministrato, effettuando sia un'appropriazione indebita, sia un atto di sovranità in luogo della sola amministrazione. Almeno questa è la mia interpretazione.
Rispondi	Andrea Goitan	25/10/2013
per cui dal 1956 c'è stata violazione del Memorandum di Londra – …della uguaglianza con gli altri cittadini riguardo ai diritti politici e civili, nonché agli altri diritti dell'uomo e libertà fondamentali garantiti dall'art. 1;di uguali diritti nel conseguimento e nell'esercizio dei pubblici servizi, funzioni, professioni ed onori;della uguaglianza di accesso agli uffici pubblici ed amministrativi; a questo riguardo le amministrazioni italiana e jugoslava saranno guidate dal principio di facilitare, rispettivamente al gruppo etnico jugoslavo ed al gruppo etnico italiano sotto la loro amministrazione, una equa rappresentanza nelle cariche amministrative e specialmente in quei campi, quali l'Ispettorato delle scuole, in cui gli interessi di tali abitanti sono particolarmente in causa; no?
Rispondi	Salice Triestino	26/10/2013
Dal 1954 al 1963 quella che dal 1956 chiamano “Provincia di Trieste” era su parecchi documenti ufficiali chiamata “Territorio di Trieste”. Questo nome compariva anche, ad esempio, sulle fascette apposte ai tabacchi dal “Monopolio del Territorio di Trieste” nello stesso periodo.
Nel 1963 viene creata la Regione FVG come ente giuridico, e come è noto, nel suo Statuto, ancora oggi in vigore, dove viene descritto il territorio della Regione, si citano le provincie di Udine e di Gorizia (Pordenone era ancora sotto Udine), ed i sei comuni del “Territorio di Trieste”, ma non compare nessuna “Provincia di Trieste”
Il decreto n.81 del “Commissario generale del Governo italiano per il territorio di Trieste” di data 24 marzo 1956, estendeva anche al Territorio di Trieste la legge italiana n.122 del 1951, riguardante le norme per la elezione dei consigli provinciali,
però con una differenza, e cioè non veniva esteso al Territorio di Trieste il secondo comma dell’art.9 di detta legge 122/51, il quale prevede che nel consiglio provinciale il numero dei consiglieri eletti in uno stesso Comune non può superare la metà del numero totale dei consiglieri. Il comma recita “A nessun Comune possono essere assegnati piu’ della meta’ dei collegi spettanti alla Provincia.”
Nel nostro caso, su 24 consiglieri previsti, non più di 12 sarebbero potuti venir eletti in Comune di Trieste, riservando così l’altra metà alla rappresentanza dei comuni rimanenti. Ma avendo il Commissario non esteso quell’articolo, in quel consiglio “provinciale” eletto dal 1956 in poi, venivano eletti molti meno consiglieri dei comuni minori di quanti ne sarebbero stati previsti, cioè almeno 12. Con ulteriori decreti emessi nei decenni successivi, si giunge al 1983, anno a partire dal quale vengono eletti per la “Provincia di Trieste” solamente 3 consiglieri dei comuni del territorio e ben 21 del Comune di Trieste, rendendo praticamente il consiglio “provinciale” una specie di doppione del consiglio comunale. Ciò era in particolar modo teso a voler ridurre la presenza slovena nel Consiglio “provinciale”.
Nel 1994 il TAR del FVG ha emesso un’ordinanza sul ricorso proposto da Andrej Gruden ed altri cittadini contro il Ministero degli Interni, iscritta al n.801 del registro ordinanze e pubblicata nella GU n.4 del 1995.
In base a questa ordinanza la Corte costituzionale ha emesso sentenza (la n.375 del 1995) per dichiarare l’illegittimità costituzionale del decreto 81/1956 del Commissario generale del Governo italiano per il territorio di Trieste nella parte in cui non prevede che si applichi l’art. 9, comma 2, l. 122/1951.
Per cui dal 1956 al 1995 a Trieste sono stati eletti consigli “provinciali” con una composizione diversa da quella delle Provincie italiane, ovviamente in senso peggiorativo per Trieste.