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Timestamp: 2017-04-23 18:06:44+00:00
Document Index: 10981415

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 39', 'art 36', 'art. 26', 'art 7', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 256', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 26', 'art. 9', 'art. 26', 'art.10', 'art.10', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 68']

COMUNE DI GABICCE MARE REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEGLI SCARICHI - PDF
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1 COMUNE DI GABICCE MARE REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEGLI SCARICHI2 CAPO I - "FINALITA - DEFINIZIONI - CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE - DEGLI INSEDIAMENTI E DEI SISTEMI DI SMALTIMENTO IN FOGNATURA". - ARTICOLO 1 - Finalità. - ARTICOLO 2 - Definizioni. - ARTICOLO 3 - Classificazione delle acque. - ARTICOLO 4 - Sistemi di smaltimento in fognatura. - ARTICOLO 5 - Classificazione degli insediamenti. CAPO II - "ALLACCIAMENTI ALLA FOGNATURA". - ARTICOLO 6 - Immissione nei collettori di fognatura nera. - ARTICOLO 6 bis - Scarichi che non recapitano in pubblica fognatura. - ARTICOLO 7 - Immissione nei collettori di fognatura bianca/mista. - ARTICOLO 8 - Scarichi vietati. - ARTICOLO 9 - Disposizioni speciali per acque reflue industriali. - ARTICOLO 10 - Richiesta di allacciamento. - ARTICOLO 11 - Allegati alla richiesta di allacciamento. - ARTICOLO 12 - Domanda di autorizzazione agli scarichi di acque reflue industriali. - ARTICOLO 13 - Approvazione dello schema di rete di scarico delle acque nelle costruzioni e nelle urbanizzazioni di trasformazione urbanistica del territorio. - ARTICOLO 14 - Sopralluogo tecnico. - ARTICOLO 15 - Autorizzazione allo scarico. - ARTICOLO 16 - Obblighi connessi all allaccio. - ARTICOLO 17 - Opere di manutenzione. - ARTICOLO 18 - Caratteristiche tecniche degli allacci. - ARTICOLO 19 - Scarichi comuni. - ARTICOLO 20 - Soppressioni di condotte fognarie. - ARTICOLO 21 - Varianti. - ARTICOLO 22 - Norme tecniche per la realizzazione delle opere fognarie interne alla proprietà. - ARTICOLO 23 - Vigilanza tecnica. CAPO III - FONTI D APPROVVIGIONAMENTO IDRICO DIVERSE DAL PUBBLICO ACQUEDOTTO. - ARTICOLO 24 - Obbligo della denuncia dell esistenza di fonte di approvvigionamento idrico diversa da pubblico acquedotto. CAPO IV - OPERE IN CONCORSO CON I PRIVATI - CONTRIBUTO D ALLACCIO. - ARTICOLO 25 - Realizzazione opere di fognatura in collaborazione con i cittadini. - ARTICOLO 26 - Contributo di allaccio. CAPO V COLLAUDI REVOCHE SANZIONI. - ARTICOLO 27 - Collaudo. - ARTICOLO 28 - Revoche. - ARTICOLO 29 - Sanzioni. - ARTICOLO 30 - Danno ambientale.3 - ARTICOLO 31 - Richiami alle leggi generali speciali ed ai regolamenti locali. - ARTICOLO 32 Norme transitorie - ALLEGATO 1 - Tabella d accettabilità degli scarichi in fognatura nera modificata dal gestore degli impianti di depurazione. - ALLEGATO 1 bis - Applicazione della tariffa industriale. - ALLEGATO 2 - Requisiti tecnici dei principali manufatti. - ALLEGATO 3 - Dichiarazione personale. - ALLEGATO 4 - Dichiarazione di asseveramento. - ALLEGATO 5 - Determinazione del contributo di allaccio.4 CAPO I FINALITA - DEFINIZIONI - CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE - DEGLI INSEDIAMENTI E DEI SISTEMI DI SMALTIMENTO IN FOGNATURA ARTICOLO 1 - Finalità Il presente regolamento ha per oggetto la disciplina: a) degli scarichi di qualsiasi tipo, pubblici e privati, delle acque reflue e bianche, effettuati nel territorio Comunale. b) delle opere fognarie e degli impianti di sollevamento privati. Sostituisce ad ogni effetto i precedenti regolamenti comunali in materia. Il riferimento fatto dalle già rilasciate autorizzazioni allo scarico in pubblica fognatura all osservanza delle norme del Regolamento per le fognature è da intendersi fatto alle norme del presente Regolamento dalla sua data di entrata in vigore. Le norme comunitarie, statali e regionali, anche di futura emanazione, prevalgono sulle disposizioni stabilite dal presente Regolamento. ARTICOLO 2 - Definizioni. Ai fini del presente regolamento si intende per: a) Gestore : Ente gestore della pubblica fognatura con funzioni e competenza, in nome e per conto del Comune, ad autorizzare gli scarichi in fognatura. b) abitante equivalente : il carico organico biodegradabile avente una richiesta biochimica di ossigeno a 5 giorni (BOD5) pari a 60 grammi di ossigeno al giorno; c) acque reflue domestiche : acque reflue provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi e derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche; d) acque reflue industriali : qualsiasi tipo di acque reflue scaricate da edifici o installazioni in cui si svolgono attività commerciali o di produzione di beni, diverse dalle acque reflue domestiche e dalle acque meteoriche di dilavamento; e) acque reflue urbane : acque reflue domestiche o miscuglio di acque reflue domestiche, di acque reflue industriali ovvero meteoriche di dilavamento convogliate in reti fognarie anche separate e provenienti da agglomerato; f) acque sotterranee : le acque che si trovano al di sotto della superficie del terreno, nella zona di saturazione e in diretto contatto con il suolo e il sottosuolo; g) agglomerato : area in cui la popolazione ovvero le attività economiche sono sufficientemente concentrate così da rendere possibile, e cioè tecnicamente ed economicamente realizzabile, anche in rapporto ai benefici ambientali conseguibili, la raccolta e il convogliamento delle acque reflue urbane verso un sistema di trattamento di acque reflue urbane o verso un punto di scarico finale; h) autorità d ambito : la forma di cooperazioni tra Comuni e Provincie ai sensi dell articolo 9, comma 2, della legge 5 gennaio 1994, n. 36; h-bis) Gestore del Servizio idrico integrato : il soggetto che in base alla convenzione di cui all art. 11 della Legge , n.36, gestisce i servizi idrici integrati e, soltanto fino alla piena operatività del servizio idrico integrato, il gestore esistente del servizio pubblico; i) fertilizzante : fermo restando quanto disposto dalla legge 19 ottobre 1994, n. 748, ai fini del presente decreto è fertilizzante qualsiasi sostanza contenente, uno o più composti azotati, sparsa sul terreno per stimolare la crescita della vegetazione; sono compresi gli effluenti di allevamento, i residui degli allevamenti ittici e i fanghi di cui alla lettera l); l) fanghi : i fanghi residui, trattati o non trattati, provenienti dagli impianti di trattamento delle acque reflue urbane; m) inquinamento : lo scarico effettuato direttamente o indirettamente dall uomo nell ambiente idrico di sostanze o di energia le cui conseguenze siano tali da mettere in pericolo la salute umana, nuocere alle risorse viventi e al sistema ecologico idrico, compromettere le attrattive o ostacolare altri usi legittimi delle acque;5 n) rete fognaria : il sistema di condotte per la raccolta e il convogliamento delle acque reflue urbane; n-bis) fognature separate : la rete fognaria costituita da due condotte, una che canalizza le solo acque meteoriche di dilavamento e può essere dotata di dispositivi per la raccolta e la separazione delle acque di prima pioggia, l altra che canalizza le acque reflue unitamente alle eventuali acque di prima pioggia. o) scarico : qualsiasi immissione diretta tramite condotta di acque reflue liquide, semiliquide e comunque convogliabili nelle acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposto a preventivo trattamento di depurazione. Sono esclusi i rilasci di acqua previsti all articolo 40; p) acque di scarico : tutte le acque reflue provenienti da uno scarico; p-bis) scarichi esistenti : gli scarichi di acque reflue urbane e domestiche che alla data del 13/6/99 sono in esercizio e conformi al regime autorizzativo previgente; gli scarichi di acque reflue industriali che alla stessa data sono in esercizio e già autorizzati. q) trattamento appropriato : il trattamento delle acque reflue urbane mediante un processo ovvero un sistema di smaltimento che dopo lo scarico garantisca la conformità dei corpi idrici recettori ai relativi obiettivi di qualità ovvero sia conforme alle disposizioni del presente regolamento; r) stabilimento industriale : o, semplicemente, stabilimento : qualsiasi stabilimento nel quale si svolgono attività commerciali o industriali che comportano la produzione, la trasformazione ovvero l utilizzo delle sostanze di cui alla tabella 3 dell allegato 5 ovvero qualsiasi altro processo produttivo che comporti la presenza di tali sostanze nello scarico; s) valore limite di emissione : limite di accettabilità di una sostanza inquinante contenuta in uno scarico, misurata in concentrazione, ovvero in peso per unità di prodotto o di materia prima lavorata, o in peso per unità di tempo; t) zone vulnerabili : zone di territorio che scaricano direttamente o indirettamente composti azotati di origine agricola o zootecnica in acque già inquinate o che potrebbero esserlo in conseguenza di tali tipi di scarichi. ARTICOLO 3 - Classificazione delle acque. Agli effetti del presente regolamento le acque sono classificate in: a) ACQUE BIANCHE: per acque bianche si intendono solo ed esclusivamente quelle meteoriche e di falda, qualora non siano state contaminate da attività di tipo produttivo o di servizio; b) ACQUE NERE: per acque nere si intendono le acque reflue domestiche (provenienti da insediamenti di tipo residenziali o con caratteristiche qualitative equivalenti quali alberghiero, turistico, sportivo e ricreativo, e da servizi dove lo scarico interessa prevalentemente il metabolismo umano e l attività domestica), le acque reflue industriali (acqua di qualsiasi tipo scaricata da edifici o insediamenti in cui si svolgono attività commerciali o industriali, diverse dalle acque domestiche e dalle acque meteoriche di dilavamento), le acque meteoriche di dilavamento, di condensa e di raffreddamento contaminate da attività produttive o di servizio. ARTICOLO 4 - Sistemi di smaltimento in fognatura Nei vari territori comunali è in essere il sistema di smaltimento separativo delle acque o il sistema di smaltimento misto. Per sistema separativo di fognatura si intende l insieme dei collettori fognari, convoglianti le acque nere distintamente dalle acque bianche. Per sistema di tipo misto si intende l insieme dei collettori fognari, convoglianti in unica tubazione sia le acque nere sia le bianche. ARTICOLO 5 - Classificazione degli insediamenti6 Agli effetti della legge n 152 dell e successive modificazioni ed integrazioni, gli insediamenti sono distinti in base alla natura della loro attività nonché dei relativi scarichi, in : Insediamenti di tipo residenziale ed insediamenti o complessi commerciali o industriali. I) Per insediamento di tipo residenziale, s intende: "uno o più edifici od installazioni, collegati fra di loro in un'area determinata dalla quale abbiano origine scarichi di acque derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche, ed adibiti ad abitazione o allo svolgimento di attività' alberghiera, turistica, sportiva ricreativa, scolastica, sanitaria, a prestazioni di servizio ovvero ad ogni altra attività anche produttiva che dia origine esclusivamente a scarichi terminali equivalenti a quelli provenienti da insediamenti residenziali". II) Per insediamenti o complessi commerciali o industriali si intende: uno o più edifici o stabilimenti collegati tra di loro in un area determinata dalla quale abbiano origine scarichi terminali di acque diverse da quelle reflue domestiche e dalle meteoriche di dilavamento, in cui si svolgano prevalentemente, con carattere di stabilità e permanenza, attività commerciali o industriali che comportano la produzione e la trasformazione di beni mediante l utilizzo delle sostanze di cui alla tabella 3 dell allegato 5 della Legge n.152/99. C A P O II ALLACCIAMENTI ALLA FOGNATURA ARTICOLO 6 - Immissione nei collettori di fognatura nera. Gli scarichi di acque reflue domestiche in reti fognarie sono sempre ammessi, nell osservanza del presente regolamento. Gli scarichi delle acque nere così come intese al precedente art. 3/b devono essere smaltite secondo le prescrizioni del presente regolamento, come segue : a) Nella zona di territorio comunale, servita dall impianto di depurazione cittadino, con la separazione delle reti fognarie, (acque bianche distinte dalle nere) è fatto obbligo di allacciare direttamente le acque nere al relativo collettore. L'obbligo si intende esteso anche a quei fabbricati che non si affacciano direttamente con vie e spazi percorsi dai collettori di fognatura, purché tale allacciamento si presenti tecnicamente possibile. Tutte le acque nere, così definite al precedente articolo 3/b devono essere condotte con apposite tubazioni, esclusivamente al collettore stradale delle acque nere, secondo le prescrizioni del presente regolamento, con cessazione degli scarichi negli eventualmente esistenti pozzi neri, fosse biologiche, pozzi perdenti e quanto altro, con divieto quindi di effettuare qualsiasi immissione in altri collettori stradali, pubblici o privati. Sono fatte salve le disposizioni speciali stabilite dal successivo art. 7 per gli scarichi di acque reflue industriali, (vedi definizione precedente art. 2). b) Nella zona di territorio comunale servita dall impianto di depurazione ove non è stata ancora eseguita la separazione delle reti o dove non sarà prevista (zona mista) o dove, sebbene sia già stata eseguita la separazione delle reti, quella nera non è ancora collegata direttamente ed esclusivamente all impianto di depurazione, le acque reflue domestiche prima della immissione in pubblica fognatura, devono essere chiarificate a mezzo di vasca settica tipo tradizionale per gli insediamenti esistenti o tipo Imhoff per i nuovi, così come prescritto dalla delibera del Comitato dei Ministri del (G.U. n.48 del ). E consentito l allacciamento diretto delle acque reflue, sentito il parere tecnico dell ufficio competente in merito alla idoneità del collettore stradale limitatamente ai casi di accertata impossibilità alla posa della vasca settica. In ogni caso tutte le acque bianche o nere, così come definite al precedente articolo 2, devono essere condotte separatamente ai collettori stradali se rientrano nelle zone a sistema separativo. Dove è7 adottato il sistema misto, nell area privata le acque bianche e nere dovranno essere condotte con separata tubazione, nell area pubblica, si congiungeranno per lo scarico nel collettore stradale. Sono fatte salve le disposizioni speciali stabilite dal successivo articolo 7 per gli scarichi di acque reflue industriali (vedi definizione precedente art. 2). c) Nella zona di territorio comunale ove esiste la rete di pubblica fognatura, ma non ancora servita dall impianto di depurazione cittadino, le acque reflue domestiche prima dell immissione nella pubblica fognatura devono essere chiarificate a mezzo di vasca settica tipo tradizionale per gli insediamenti esistenti o tipo Imhoff per i nuovi, così come prescritto dalla delibera del Comitato dei Ministri del (G.U. n.48 del ). Comunque in area privata le acque bianche e nere debbono essere condotte separatamente, utilizzando un'unica condotta per scaricare le acque nel collettore stradale. Sono fatte salve le disposizioni speciali stabilite dal successivo articolo 7 per gli scarichi di acque reflue industriali (vedi definizione precedente art. 2). d) Nella zona di territorio comunale ove non esiste alcuna rete di fognatura, le sole acque reflue domestiche di cui al precedente articolo 4, provenienti da nuclei abitativi isolati di consistenza inferiore ai 50 vani o 5000 mc. devono essere smaltite in conformità alle normative vigenti (artt. 28,29,30,31,32 del D.Lgs. n.152 dell e successive modifiche e integrazioni). e) Ai fini dei precedenti punti b), c) e d), del presente articolo, si precisa che la potenzialità delle vasche settiche o Imhoff, per persone servita, corrisponde a: 1) un posto letto in casa privata o complesso ricreativo; 2) due dipendenti in fabbrica; 3) tre posti in ristorante o trattoria; 4) tre dipendenti di ditte o uffici commerciali; 5) sette posti bar- circoli, con servizio alimentazione a tipo "tavola calda"; 6) dieci posti in scuole circoli, bar, ecc., senza servizio di alimentazione; 7) trenta posti in cinema stadi, ecc.; 8) due posti letto di minori in case di vacanze. ARTICOLO 6 BIS Scarichi che non recapitano in pubblica fognatura Lo smaltimento delle acque reflue nel suolo e sottosuolo non deve alterare le acque superficiali, quelle sotterranee ed il suolo stesso. La profondità minima del suolo intesa come spessore dello strato superficiale necessario al completamento della maggior parte dei fenomeni depurativi è di ml. 1,50. Le norme del presente articolo si applicano solo agli insediamenti civili di consistenza pari o inferiore a 50 vani o mc. E consentito lo smaltimento delle acque reflue di qualunque natura sul suolo esclusivamente nelle zone sprovviste di pubblica fognatura e laddove la realizzazione di una rete fognaria non sia conveniente ad un analisi costi/benefici o che non sia tecnicamente possibile l allaccio alla fognatura dinamica comunale. In quest ultimo caso dovrà essere adeguatamente dimostrato da un tecnico abilitato. Lo smaltimento attraverso pozzi assorbenti non è mai ammesso. I sistemi consentiti per lo smaltimento di tali acque reflue sono i seguenti: Fosse Imhoff, Fosse Imhoff accompagnate da sub irrigazione, Letti percolatori, Biodischi, Lagunaggio e fitodepurazione, Impianti a schema semplificato SBR (discontinuo sequenziale) consigliato per agglomerati tra 50 e 2000 abitanti equivalenti, Impianto di depurazione solo quando i sistemi di trattamento sopracitati, a seguito di indagine8 idrogeologica documentata, non sono realizzabili. Sono fatti salvi i casi eccezionali da concordarsi con gli organi tecnici e sanitari competenti. Gli scarichi di acque reflue provenienti da agglomerati urbani e quelle industriali recapitanti sul suolo o sottosuolo devono rispettare i valori limite di cui alle tabelle dell Allegato 5 del D.Lgs 152/99 e successive modifiche ed integrazioni. In attesa dell individuazione da parte della Regione della fascia di rispetto per la salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano, la medesima ha un raggio di 200 mt. rispetto al punto di captazione o di derivazione. Sono fatte salve situazioni particolari che saranno valutate di volta in volta da parte dell'autorità Sanitaria Locale. All interno di tale area valgono le prescrizioni di cui all art. 5 del D.Lgs 152/99 e successive modifiche ed integrazioni. Il Gestore assiste il Comune o le autorità competenti al rilascio dell autorizzazione per la fase istruttoria della procedura, mediante: - Accettazione della richiesta attraverso modulistica all uopo predisposta ; - Esame del progetto schema fognario; - Richiesta parere all autorità competente; - Parere Tecnico per il rilascio dell autorizzazione allo scarico. ARTICOLO 7 Immissione nei collettori di fognatura bianca/mista Gli scarichi di acque bianche e delle acque reflue domestiche in reti fognarie sono sempre ammessi nell osservanza del presente Regolamento. Le acque bianche di cui al precedente art. 3/a, fatto salvo per casi particolari che saranno di volta in volta valutati dagli uffici tecnici del Gestore della pubblica fognatura, devono essere smaltite nel modo seguente : 1) Le acque meteoriche provenienti da scarichi di tubi pluviali e da rampe di accesso a seminterrati, devono essere disperse in superficie o convogliate alla cunetta stradale, con divieto di eventuale qualsiasi immissione in collettori pubblici o privati, comunque non direttamente collegate alla rete fognaria, ciò allo scopo di limitare le portate massime in pubblica fognatura. 2) Le acque meteoriche provenienti da superfici impermeabili scoperte al servizio di stabilimenti industriali e da insediamenti di tipo commerciale, di servizio e di produzione di beni, oltre allo smaltimento superficiale, potranno essere convogliate con apposita condotta, nella fognatura bianca comunale, previa presentazione elaborato schema di progetto e sotto la diretta responsabilità del richiedente che dovrà assumersi ogni e qualsiasi onere per eventuali danni che potrebbero derivare alla proprietà in caso di rigurgito, o mal funzionamento della fognatura principale.(rif. dichiarazione allegata). L inerente nulla osta rilasciato dal Gestore in funzione del presente regolamento non riguarda l idoneità tecnica del progetto presentato, per il quale è responsabile il progettista e l impresa esecutrice. 3) Quando l impermeabilizzazione dei suoli determini un carico di portate idrauliche incompatibile con i collettori di valle, l Ente Gestore valuterà la possibilità di realizzare bacini di laminazione con i criteri idonei per limitare la portata afferente alle fognature di valle. I criteri saranno definiti nelle delibere del Gestore e/o dal Comune. 4) Per particolari stabilimenti svolgenti attività industriali o commerciali con rischio di deposizione di sostanze pericolose sulle superfici impermeabili scoperte, (art. 39 del D.Lgs. n.152/99), potrà essere richiesta la realizzazione di vasche di "RACCOLTA ACQUE DI PRIMA PIOGGIA ". ARTICOLO 8 - Scarichi vietati E' rigorosamente vietato scaricare o causare l immissione nelle pubbliche fognature nere,9 miste o bianche delle sotto elencate sostanze: 1) sostanze liquide, solide, o gassose a carattere infiammabile od esplosivo. 2) sostanze tossiche (sia in azione diretta che in combinazione con altri prodotti) non considerate nella tabella allegata al presente regolamento o sostanze radioattive che comunque possano costituire un pericolo per l incolumità degli uomini, degli animali, o creare un pubblico disagio, o provocare danni alla vegetazione. 3) sostanze solide o viscose tali da causare ostruzioni nei collettori fognari come: ceneri, sabbia, fango, paglia, trucioli, metalli, vetro, stracci, piume, bitume, materie plastiche, legno, rifiuti solidi urbani, sangue intero, peli, carnicci, fanghi di risulta provenienti dalle vasche settiche e simili, che non possono essere introdotte nella rete fognaria. Tali sostanze dovranno essere separate ed allontanate come rifiuto solido. 4) Non è ammesso lo smaltimento dei rifiuti, anche se triturati, in fognatura. 5) vapori e gas di qualunque natura. ARTICOLO 9 - Disposizioni speciali per acque reflue industriali Gli scarichi di acque reflue, provenienti da edifici o stabilimenti in cui si svolgono attività commerciali o industriali, diversi dalle acque reflue domestiche e dalle acque meteoriche di dilavamento, devono attenersi alle seguenti prescrizioni: 1) nella zona del territorio comunale ove esista la rete di fognatura, servita dall impianto di depurazione comunale detti scarichi devono essere conformi ai limiti previsti nella tabella di accettabilità di cui all allegato 1 del presente regolamento. Il Gestore ha la facoltà di stipulare convenzioni con stabilimenti in cui si svolgono attività commerciali o industriali che prevedano anche il superamento dei limiti di accettabilità previsti dal presente regolamento di fognatura, limitatamente alle tipologie compatibili con il processo di depurazione. Resta fermo il divieto di deroga per i parametri previsti nella Tab. 5 dell Allegato 5 del D. Lgs. 258/00, apportante disposizioni correttive e integrative al D.Lgs 152/99, così come indicato alla nota (2). I contratti potranno prevedere una parte economica di spese, da versare da parte delle attività richiedenti, per rimborso ai trattamenti relativi alla quota di parametro che supera il limite tabellare, da definirsi con tariffe calcolate secondo i coefficienti stabiliti nell allegato 1bis. 2) nella zona di territorio comunale ove esiste la rete di fognatura ma non ancora servita dall impianto di depurazione, detti scarichi devono essere conformi ai limiti di accettabilità di cui alla Tabella 3 allegato 5 per gli scarichi in pubblica fognatura del D.Lgs n.152; 2 bis) I valori limite di immissione previsti ai commi precedenti non possono in nessun caso essere conseguiti mediante diluizione con acque prelevate esclusivamente allo scopo. 3) per le acque di lavorazione, deve essere previsto un pozzetto di campionamento a monte dell'immissione in fognatura, in suolo privato e facilmente accessibile da parte delle autorità competenti. 4) I bottini provenienti dalle fosse settiche tradizionali delle civili abitazioni o esclusivamente da servizi igienici, possono essere ammessi al depuratore compatibilmente con le autorizzazioni in essere. 5) Il Gestore, ai sensi dell art 36 della legge n 152/1999 e successive modifiche ed integrazioni, previo parere rilasciato dalla competente autorità, è autorizzato allo smaltimento di rifiuti di acque reflue presso l impianto di trattamento delle acque reflue urbane limitatamente alle tipologie compatibili con il processo di depurazione. ARTICOLO 10 - Richiesta di allacciamento Dopo l'entrata in esercizio della fognatura, il Comune competente intima, con opportuna ordinanza, a tutti i proprietari degli edifici che devono essere allacciati, di presentare richiesta d'allaccio utilizzando l apposito modello predisposto dal Gestore della pubblica fognatura.10 Alla presentazione della richiesta (che dovrà essere effettuata entro 30 giorni dalla data di notifica della ordinanza di cui sopra) utilizzando l'apposito modulo predisposto dal Gestore, a firma del proprietario amministratore o gestore dell'attività, seguirà l'autorizzazione ai lavori di allaccio, i quali non potranno protrarsi per oltre 60 giorni dalla data di rilascio della stessa autorizzazione. Alla fine dei lavori, il Gestore della pubblica Fognatura, rilascia l'autorizzazione/attestazione allo scarico, senza la quale i proprietari interessati non possono usare le opere stesse. Quando siano trascorsi i termini fissati, senza che i proprietari abbiano provveduto a presentare domanda o ad eseguire le opere, o vi abbiano provveduto in modo parziale, o comunque non conformemente al regolamento, ed alle prescrizioni dettate, l'amministrazione comunale, su apposita segnalazione del Gestore della pubblica Fognatura, provvede all'applicazione delle sanzioni di cui al capo V. ARTICOLO 11 - Allegati alla richiesta di allacciamento La richiesta di autorizzazione all'allaccio (in apposito modulo predisposto dal Gestore) deve essere corredata dai seguenti documenti: a) Ricevuta del versamento della somma dovuta a titolo di contributo "Una Tantum" più spese di allaccio alla fognatura, come definito all art. 26; b) Elaborato grafico, in triplice copia, riportante: -la planimetria in scala 1:2000 della zona, con l indicazione precisa del fabbricato od area da allacciare; -lo schema fognario redatto in modo preciso onde definire le opere di scarico interne ed esterne alla proprietà, fino all immissione nella fognatura pubblica; c) Dichiarazione personale attestante l'assunzione di responsabilità in caso di allaccio diretto delle acque meteoriche nella fognatura bianca o mista (modello allegato). Per gli stabilimenti industriali, quanto sopra riportato dovrà essere integrato da una Relazione tecnica dettagliata sullo stabilimento, riportante le lavorazioni (materie prime, processi lavorativi, prodotti, sottoprodotti e reflui con qualità e periodicità) e la portata degli scarichi che dovrà essere separata su tre tronchi autonomi rispettivamente per le acque nere, bianche e di lavorazione, in eventuale specifico impianto di trattamento. Inoltre la documentazione di cui al punto b) e la relazione tecnica dovranno essere firmati da un tecnico abilitato. ARTICOLO 12 Domanda di autorizzazione agli scarichi di acque reflue industriali La domanda di autorizzazione agli scarichi di acque reflue industriali, predisposta su appositi moduli dell Ente Gestore della pubblica fognatura e contenente gli allegati di cui all articolo precedente, deve essere accompagnata dall indicazione delle caratteristiche quantitative e qualitative dello scarico, della quantità di acqua da prelevare nell anno solare, del corpo ricettore e del punto previsto per il prelievo al fine del controllo, dalla descrizione del sistema complessivo di scarico, ivi comprese le operazioni ad esso funzionalmente connesse, dall eventuale sistema di misurazione del flusso degli scarichi ove richiesto, dalla indicazione dei mezzi tecnici impiegati nel processo produttivo e nei sistemi di scarico, nonché dall indicazione dei sistemi di depurazione utilizzati per conseguire il rispetto dei valori limite di emissione. Nel caso di scarichi di sostanze di cui alla tabella 3/A dell allegato 5 del D.Lgs. n. 152 del 11/05/99, la domanda di cui al comma precedente deve altresì indicare: a) la capacità di produzione del singolo stabilimento industriale che comporta la produzione ovvero la trasformazione ovvero l utilizzazione delle sostanze di cui alla medesima tabella, ovvero la presenza di tali sostanze nello scarico. La capacità di produzione deve essere indicata con riferimento alla massima capacità oraria moltiplicata per il numero massimo di ore lavorative giornaliere e per il numero massimo di giorni lavorativi;11 b) il fabbisogno orario di acque per ogni specifico processo produttivo. ARTICOLO 13 - Approvazione dello schema di rete di scarico delle acque nelle costruzioni e nelle urbanizzazioni di trasformazione urbanistica del territorio. All'atto della presentazione all Amministrazione Comunale del progetto di costruzione, ampliamento e ristrutturazione e nuove urbanizzazioni, ai fini dell'ottenimento della prescritta concessione edilizia, il progetto stesso deve contenere lo schema fognario interno alla proprietà e delle aree da urbanizzare. Nei progetti di nuove costruzione e nelle nuove urbanizzazione è tassativamente richiesto il sistema separativo delle reti bianche e nere. Per le aree di nuova edificazione che determinano un aumento delle portate incompatibile con il sistema fognario di valle dovranno essere adottati provvedimenti per ricondurre le portate scaricate entro i limiti previsti ai criteri di cui all art 7. Il Gestore della Pubblica Fognatura esprimerà su tale schema progettuale il proprio preventivo parere ai fini del rilascio della Concessione Edilizia, parere che non riguarderà l idoneità tecnica del progetto presentato, per il quale resterà comunque responsabile il Tecnico Progettista e l Impresa esecutrice. ARTICOLO 14 - Sopralluogo tecnico Il rilascio dell'autorizzazione allo scarico in pubblica fognatura è subordinato al preventivo nullaosta dell'ufficio Fognature. Al sopralluogo dovrà presenziare il proprietario e/o un suo tecnico con il personale operaio necessario, a disposizione del funzionario incaricato per tutte le verifiche tecniche che si rendessero necessarie. Il suddetto sopralluogo è finalizzato unicamente per verificare l osservanza delle norme del presente Regolamento. Eventuali danni a persone e cose causati dall impianto di scarico non possono chiamare in causa il Gestore della pubblica fognatura per il solo fatto che egli ha eseguito gli accertamenti ed ha autorizzato lo scarico. Sussiste la responsabilità esclusiva del titolare dell attività che genera lo scarico. Il Gestore può accettare la relazione asseverata da un tecnico abilitato, in merito all esecuzione in conformità del presente regolamento, evitando il sopralluogo tecnico. In caso di esito non favorevole della visita tecnica, il richiedente è tenuto a adeguare le opere alle indicazioni e prescrizioni impartite. Le spese occorrenti per effettuare i rilievi, gli accertamenti, i controlli, i sopralluoghi ed eventuali controlli analitici necessari per l istruttoria delle richieste di autorizzazione, sono a carico del richiedente. ARTICOLO 15 - Autorizzazione allo scarico Ogni scarico in pubblica fognatura delle acque di cui al precedente Articolo 3 del presente regolamento, deve essere preventivamente autorizzato dal Gestore della Pubblica Fognatura. Per gli insediamenti, edifici o installazioni la cui attività sia trasferita in altro luogo ovvero per quelli soggetti a cambio di destinazione d uso, ad ampliamento, o a ristrutturazione da cui derivi uno scarico avente caratteristiche qualitativamente o quantitativamente diverse da quello dello scarico preesistente deve essere richiesta una nuova autorizzazione allo scarico, ove prevista. Nelle ipotesi in cui lo scarico non abbia caratteristiche qualitative o quantitative diverse, deve essere data comunicazione all Autorità competente, la quale verificata la compatibilità dello scarico con il corpo ricettore, può adottare i provvedimenti che si rendessero eventualmente necessari. Gli scarichi di acque reflue domestiche in reti fognarie sono sempre ammessi purché osservino le norme del presente regolamento. Vedere altro
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