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Timestamp: 2016-10-28 08:25:50+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 22', 'art. 26', 'art. 26']

⭐GESTIONE IMMOBILIARE FONDAZIONE ENASARCO
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1 GESTIONE IMMOBILIARE FONDAZIONE ENASARCO PALAZZO PERSEO CENTRO DIREZIONALE COLLEONI Piano di emergenza ed evacuazione ai sensi del D.M. 10 marzo 1998 DICEMBRE 2002 Arcotecnica Real Estate Srl - Divisione Sicurezza Via M. Gonzaga, Milano Tel Fax2 1 Web site: www. gruppogestioniarcotecnica.com GRUPPO GESTIONI ARCOTECNICA MQ//Colleoni/Piano Evacuazione Perseo.doc3 2 0. PREMESSA 1. INTRODUZIONE - FINALITA PREVENZIONE INCENDI 1.1 Introduzione 1.2 Finalità Definizioni Responsabilità Destinatari 1.3 Prevenzione incendi Rischio incendio Valutazione del rischio incendio Definizioni 2. DESCRIZIONE DEL IMMOBILE 2.1 Descrizione generale 2.2 Strutture portanti 2.3 Scale e ascensori 2.4 Impianti tecnologici 2.5 Accessibilità ai mezzi VV.F. 3. DESCRIZIONE DISPOSITIVI, SISTEMI E ATTREZZATURE DI SICUREZZA 3.1 Scopo 3.2 Impianti, sistemi, attrezzature, dispositivi e mezzi finalizzati alla gestione dell emergenza 3.3 Impianti ed attrezzature antincendio Rete idranti Estintori 3.4 Dispositivi con rilevanza ai fini delle emergenze Interruttore di blocco dell alimentazione cabina elettrica Interruttore di blocco impianto di riscaldamento Illuminazione di emergenza Ascensori e montacarichi Impianto allarme incendio 4. SEGNALETICA DI SICUREZZA E CARTELLONISTICA 5. PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE 5.0 Organizzazione Categorie di personale coinvolte nella gestione dell emergenza 5.1 Figure istituite e compiti Compiti 5.2 Controlli da eseguirsi ai fini della sicurezza. 5.3 Informazioni Generali 5.4 Procedure in emergenza ALLEGATI A.1 NOMINATIVI E NUMERI TELEFONICI IMMOBILE ED AZIENDE MANUTENTRICI ED APPALTATRICI I SERVIZI A.2 NUMERI TELEFONICI DI EMERGENZA A.3 ISTRUZIONI PER L ABBANDONO DELLO STABILE A.4 DIAGRAMMI FASI GESTIONE EMERGENZE A.5 PLANIMETRIE DI EVACUAZIONE A.6 SCHEDE AFFOLLAMENTO IPOTIZZABILE A.7 SCHEDE VALUTAZIONE RISCHIO INCENDIO A.8 VERBALI DI COORDINAMENTO DELLE EMERGENZESCHEDE VALUTAZIONE RISCHIO INCENDIO4 3 0. PREMESSA Il presente piano di Emergenza ed Evacuazione ed evacuazione fornisce le indicazioni richieste dall Art.13 del D.Lgs. 626/94 e dal D.M. 10/03/1998 in merito alla sicurezza antincendio e per la gestione delle emergenze. Scopo del presente documento è di fornire ai soggetti operanti nell immobile dettagliate informazioni sui rischi specifici dell ambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate. Le norme principali prese a riferimento sono: D.P.R. 547/55 Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro D.P.R. 303/56 Norme generali per l igiene del lavoro D.P.R. 689/59 Determinazione delle aziende e lavorazioni soggette, ai fini della prevenzione incendi, al controllo del comando dei Vigili del fuoco D.P.R. 1124/65 Testo unico delle disposizioni per l assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali D.M.I. 16/2/82 Modificazioni del Decreto Ministeriale 27 settembre 1965, concernente la determinazione delle attività soggette alle visite di prevenzione incendi L. 46/90 Norme per la sicurezza degli impianti D.P.R. 447/91 Regolamento di attuazione della legge 5 marzo 1990 n 46, in materia di sicurezza degli impianti D. Lgs. 277/91 Attuazione della direttiva n 80/1107/CEE, n 82/605/CEE, n 83/477/CEE, n 86/188/CEE e n 88/642/CEE, in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizioni ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro, a norma dell art. 7 della legge 30 luglio 1990, n 212 D. Lgs. 626/94 Attuazione delle direttive n 89/391/CEE, n 89/654/CEE, n 89/655/CEE, n 89/656/CEE, n 90/269/CEE, n 90/270/CEE, n 90/394/CEE e n 90/679/CEE riguardanti il miglioramento della salute e sicurezza sul lavoro D. Lgs. 242/96 Modifiche ed integrazioni al Decreto Legislativo 19 settembre 1994 n 626, recante attuazione di direttive comunitarie riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro5 4 D. Lgs 493/96 Attuazione della direttiva 92/58/CEE concernente le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro D.P.R. 459/96 Regolamento per l immissione e l utilizzo di macchine e componenti di sicurezza sul territorio dell Unione Europea D.M. 10/03/1998 Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell emergenza nei luoghi di lavoro6 5 1. INTRODUZIONE - FINALITA PREVENZIONE INCENDI 1.1 Introduzione Il presente Piano di Emergenza ed Evacuazione è stato redatto per il Palazzo Perseo - Centro Direzionale Colleoni Agrate Brianza di proprietà di Gestione Immobiliare Fondazione Enasarco destinato ad uffici dove esiste la presenza di persone. 1.2 Finalità Le situazioni critiche, che possono dar luogo a situazioni di emergenza, possono essere generalmente suddivise in: eventi legati ai rischi propri dell attività (incendi, esplosioni, ecc.); eventi legati a cause esterne (minaccia attentati presenza ordigni). Obiettivi principali e prioritari, di un Piano di Emergenza ed Evacuazione, sono pertanto quelli di: ridurre i pericoli alle persone; circoscrivere e contenere l evento (in modo da non coinvolgere impianti e/o strutture che a loro volta potrebbero, se interessati, diventare ulteriore fonte di pericolo) per limitare i danni e permettere il riutilizzo dell immobile al più presto. La predisposizione del presente Piano di Emergenza ed Evacuazione si è basata nello studio dei casi più probabili di incidente, valutando l andamento delle reali conseguenze. Successivamente, si è proceduto alla progettazione del Piano di Emergenza ed Evacuazione tenendo conto che ogni procedura e/o fase di intervento individuata rispetti i seguenti criteri generali: Precisione: la progettazione non può essere assolutamente generica ma deve definire in modo dettagliato i compiti, i ruoli, le responsabilità e la sequenza delle azioni. Chiarezza e concisione: la procedura deve essere comprensibile a tutte le persone presenti e concisa nelle informazioni che fornisce. Flessibilità: cioè adattabile, in caso di incidenti, ad eventuali discostamenti dalle situazioni previste.7 6 E bene ricordare che è ampia la possibilità di avere discostamenti rispetto alle situazioni previste; questi, oltre a non essere facilmente o sempre individuabili, possono essere anche legati a fattori esterni (come ad esempio le condizioni meteorologiche o di viabilità). Revisione e aggiornamento Una procedura correttamente messa a punto non si presenta mai come uso strumento statico, deve invece offrire la possibilità di essere facilmente adattata alle modifiche che accompagnano la vita di un'attività. Ovviamente, in caso di modifiche sostanziali o totali, ad esempio di un area dell immobile, la procedura specifica andrà riprogettata e resa compatibile con il presente Piano di Emergenza ed Evacuazione. Concreta definizione degli strumenti per la gestione dell emergenza Le procedure devono fare riferimento in modo puntuale alle effettive potenzialità di intervento Definizioni Situazione di Emergenza Qualsiasi situazione nell ambito della quale un errore umano, un guasto ad apparecchiature od impianti, un cataclisma naturale, o altra circostanza negativa, provochino uno stato di emergenza in cui vengono a mancare, parzialmente o totalmente, le condizioni normali che consentono di fruire in sicurezza l immobile. Emergenza circoscritta Una situazione anomala che, al suo manifestarsi o nel suo evolversi, presenta aspetti tali da risultare potenzialmente pericolosi ma circoscritti in un area di modeste dimensioni all interno dell immobile. Emergenza estesa Una situazione che, al suo manifestarsi o al suo evolversi, presenti aspetti negativi che possono propagarsi anche alle zone adiacenti a quella di innesco. Inoltre prendendo come riferimento la circolare 07/08/95 n. 102/95 del Ministero del Lavoro e altre normative di riferimento si riportano qui di seguito le seguenti definizioni:8 7 Pericolo Rischio Valutazione del rischio Luogo sicuro Proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore (es. materiali o attrezzature di lavoro, metodi e pratiche di lavoro, ecc.) avente il potenziale di causare danni. Probabilità che sia raggiunto il limite potenziale di danno nelle condizioni di impiego, ovvero di esposizione di un determinato fattore. Procedimento di valutazione della possibile entità del danno, quale conseguenza del rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori nell espletamento delle loro mansioni, derivante dal verificarsi di un pericolo sul luogo di lavoro. Spazio scoperto, ovvero compartimento antincendio separato da altri compartimenti mediante spazio coperto o filtri a prova di fumo, avente caratteristiche idonee a ricevere e contenere un predeterminato numero di persone (luogo sicuro statico), ovvero a consentire il movimento ordinato (luogo sicuro dinamico). (D.M. 30/11/83) Responsabilità E responsabilità della Proprietà verificare che: i Conduttori, le Aziende appaltatrici ed i lavoratori autonomi siano informati dell esistenza, dei contenuti del piano e delle procedure di intervento per tutte le situazioni di emergenza, nonché dei dispositivi e delle attrezzature di sicurezza; il piano sia reso operativo; si proceda periodicamente ad un suo aggiornamento. E responsabilità dei Conduttori, delle Imprese appaltatrici e i Lavoratori autonomi: Informare la Proprietà sul contenuto della valutazione dei rischi dell impresa stessa; Attenersi alle disposizioni del piano in caso di emergenza; Attenersi ai divieti e/o prescrizioni all interno dell immobile.9 Destinatari Il presente piano di emergenza ed evacuazione è destinato sia ai Conduttori, sia alle Imprese appaltatrici o Lavoratori Autonomi che operano in esso.10 9 1.3 Prevenzione incendi Rischio incendio Con il termine prevenzione incendi si identifica la materia che studia tutti i provvedimenti atti a prevenire, segnalare ed estinguere un incendio o quantomeno a ridurne la propagazione, inclusi quelli per la salvaguardia delle persone e la tutela dei beni. La prevenzione si articola su diversi ordini di provvedimenti: Protezione attiva esodo delle persone (possibilità che gli occupanti lascino indenni l immobile); azione di spegnimento automatico o manuale (possibilità per le squadre di soccorso di operare in condizioni di sicurezza); mantenimento in efficienza di tutte le apparecchiature antincendio; mantenimento vie di fuga libere da intralci. Protezione passiva stabilità delle strutture portanti per un tempo utile ad assicurare l evacuazione e le operazioni di salvataggio; compartimentazione con strutture resistenti al fuoco; azione tagliafuoco di muri, porte ecc. Riduzione rischio incendio divieto di fumare in ambienti a rischio; tempestivo allontanamento rifiuti giornalieri; impianti elettrici realizzati in modo conforme alle normative e regolarmente verificati; impiego delle apparecchiature e degli impianti in uso ad ogni lavoratore come indicato nel mansionario di formazione.11 Valutazione del rischio incendio La valutazione del rischio incendio é legata alla tipologia delle attività che vengono svolte all interno dell immobile in conformità a quanto predisposto dal D.M. 10 marzo Le attività a rischio incendio sono elencate nel D.M. 16/2/82 e sono soggette a particolari procedure di autorizzazione e controllo da parte dei Vigili del Fuoco. La Proprietà ha provveduto e provvede, in caso di modifiche sostanziali, ad adottare misure di prevenzione e protezione al fine di contenere al massimo i rischi di incidente. L analisi della situazione di prevenzione incendi dell immobile è la seguente: DOCUMENTAZIONE NON PERVENUTA12 Definizioni Classi di fuoco Gli incendi sono classificati in base alle caratteristiche del combustibile e dell estinguente necessario ovvero con la seguente denominazione: Classi di fuoco A B C D E solidi che lasciano brace (legno, carta, ecc.) liquidi infiammabili e solidi liquefacibili (alcool, benzina, cera, ecc.) gas in genere metalli leggeri e sostanze spontaneamente infiammabili (sodio, nitrati, ecc.) impianti elettrici Estintori Per estintore si intende un apparecchio contenente un agente estinguente che può essere proiettato e diretto su un fuoco sotto l azione di una pressione interna. Nell immobile sono presenti estintori a polvere per classi di incendio A, B e C utilizzabili pertanto per qualunque principio di incendio. Sulla bombola di ogni estintore é raffigurato il funzionamento e le precauzione da adottare che sono qui genericamente riassunte: 1. togliere la sicura dall impugnatura (generalmente una specie di spina) 2. tenersi ad opportuna distanza (non troppo vicino, non troppo lontano) 3. azionare l estintore dirigendolo verso la base delle fiamme Vie di fuga Per via di fuga é definito un percorso senza ostacoli al deflusso che consente alle persone che occupano il locale di raggiungere un luogo sicuro privo di rischio incendio. Punto di raccolta Luogo sicuro nel quale si riuniscono gli evacuati al termine dell esodo dall immobile per consentire la verifica a mezzo appello delle persone presenti ed eventuali dispersi (vedere planimetrie allegate).13 12 2. DESCRIZIONE DELL IMMOBILE 2.1 Descrizione generale Questo Capitolo descrive l immobile oggetto del presente piano per consentire a tutte le persone presenti una perfetta conoscenza del sito, nonchè dei rischi potenziali. L immobile è situato in Via Paracelso 10/12/14 Centro Direzionale Colleoni ad Agrate Brianza. L immobile è composto inoltre da: - Piano interrato a destinazione: autorimessa per n. 76 autovetture e locali immondezzaio; - Piano seminterrato a destinazione cantine ed archivi; - Piano rialzato/ottavo a destinazione: uffici; - Piano nono/copertura piana a destinazione: vani tecnici (CDZ, locali macchine ascensori, locali estrattori, centrale termica a metano, cabina elettrica e vaso espansione). 2.2 Strutture portanti Le strutture portanti dell immobile sono costituite da: pilastri e travi in c.a.; solette in c.a. e laterocemento, murature in laterizi e pareti mobili. 2.3 Scale e ascensori L immobile è provvisto di: - n. 3 scale da piano interrato a piano terra a servizio esclusivo autorimessa - n. 3 scale da piano seminterrato a piano terra a servizio esclusivo cantine - n. 3 scale (1,2,3) da piano rialzato al piano nono; - n. 2 ascensori per ogni scala. - n. 1 montacarichi per ogni scala. E presente inoltre su ogni ascensore un impianto citofonico e di allarme centralizzato con rimando in Torretta di controllo. Gli ascensori ed il montacarichi sono alimentati, in caso di black-out, dal gruppo elettrogeno del Centro sito nella Torre di controllo A7. Gli ascensori sono sottoposti ai controlli di legge da ditta specializzata e sottoposti a verifica biennale come previsto dal D.Lgs. 162/9914 Impianti tecnologici Nell immobile sono presenti i seguenti impianti tecnologici: Nell immobile sono presenti i seguenti impianti tecnologici: Condizionamento aria; Centrale termica a gas; Centrale idrica; Cabina elettrica di trasformazione MT/BT Impianto rilevazione fumi nei locali tecnologici Impianto antincendio. 2.5 Accessibilità ai mezzi VV.F. L immobile è accessibile ai mezzi di soccorso a mezzo parcheggio. Tutti i piani possono essere raggiunti dalle autoscale dei Vigili del Fuoco.15 14 3. DESCRIZIONE DISPOSITIVI, SISTEMI E ATTREZZATURE DI SICUREZZA 3.1 Scopo Questo Capitolo descrive tutti i dispositivi, i sistemi, gli impianti e le attrezzature di sicurezza predisposti nell immobile. 3.2 Impianti, sistemi, attrezzature, dispositivi e mezzi finalizzati alla gestione dell emergenza Sulla base della classificazione delle emergenze sono stati individuati e predisposti i relativi equipaggiamenti. Questi sono generalmente costituiti dalle attrezzature necessarie per fronteggiare l emergenza e sono periodicamente verificate a cura della proprietà per mezzo di Ditte autorizzate, per accertare lo stato di conservazione e l efficienza: le verifiche sono annotate sul registro antincendio, con data e firma della persona incaricata del compito. Il gruppo elettrogeno presente nella torretta A7 alimenta in caso di black-out i seguenti impianti: : ascensori e montacarichi scale 1-2-3, carica batterie, pompe di sollevamento, centrale idrica, autorimessa. 3.3 Impianti ed attrezzature antincendio Rete idranti La rete è costituita da: n. 1 attacco autopompa VV.F. in prossimità della scala 1; n. 6 idranti UNI 45 nell autorimessa; n. 1 idrante UNI 45 per piano per scala compresi i piani seminterrati, posizionati nei baconcini scale. Tutti gli idranti UNI 45 sono dotati di manichetta e lancia. Tutti gli idranti sono alimentati direttamente dall acquedotto pubblico.16 15 Il nominativo dell Azienda incaricata della manutenzione è alla scheda allegata Estintori Nell immobile sono installati estintori omologati, con una capacità estinguente non inferiore a 13A-89B, così distribuiti nell Attività: n. 1 al piano copertura. Il nominativo dell Azienda incaricata della manutenzione è alla scheda allegata. 3.4 Dispositivi con rilevanza ai fini delle emergenze Opportunamente distribuite sugli impianti e nel Immobile sono presenti attrezzature e dispositivi finalizzati alla sicurezza contro la propagazione degli incendi (vedere planimetrie) Interruttore di blocco dell alimentazione cabina elettrica L interruttore, debitamente segnalato, è localizzato al piano copertura lato porta di accesso locale Interruttore di blocco impianto di riscaldamento La centrale termica, a gas metano, è localizzata al piano copertura. L impianto è costituito da n. x caldaie da xxxxkw cadauna. DOCUMENTAZIONE NON PERVENUTA L interruttore di emergenza, debitamente segnalato, è localizzato al piano lato porta di accesso locale. Il rubinetto di intercettazione metano è localizzato al piano lato porta di accesso locale caldaia. Il misuratore è localizzato a piano terra, la tubazione di adduzione corre in cavedio su facciata.17 Illuminazione di emergenza Nelle scale e nei corridoi sono installate lampade collegate a batterie. L impianto di luce di sicurezza, che entrerà automaticamente ed immediatamente in funzione al mancare della tensione di rete, garantirà un livello di illuminazione di circa 5 lux per 45 minuti primi Ascensori e montacarichi Gli ascensori ed il montacarichi sono alimentati, in caso di black-out, dal gruppo elettrogeno del Centro sito nella Torre di controllo A7. L uso degli ascensori e montacarichi è vietato in caso di emergenza. Gli interruttori di arresto in emergenza sono localizzati a piano terra lato sbarco ascensori/montacarichi. E presente inoltre su ogni ascensore e montacarichi, un impianto citofonico e di allarme centralizzato con rimando in Torre di Controllo A7 presidiata 24h su Impianto rilevazione fumi Nei locali tecnologici (centrale termica, cabina elettrica, etc.) è installato un impianto rilevazione fumi con rimando in Torretta di controllo A Impianto allarme incendio Nell edificio è presente un impianto allarme incendio con rimando in Torre di Controllo A7. I pulsanti di attivazione sono presenti n. 1 per piano per scala compresi i piani seminterrati, posizionati negli sbarchi ascensori.18 17 4. SEGNALETICA DI SICUREZZA E CARTELLONISTICA L applicazione di cartelli e segnali di sicurezza in moltissime situazioni e attività, ed in particolare negli ambienti di lavoro, costituisce un'efficace e talora indispensabile misura prevenzionale. I cartelli ed i segnali sono previsti obbligatoriamente da norme di legge; ed inoltre rispondono al criterio generale, esso pure sancito dalla legge, circa l obbligo di... rendere edotti i lavoratori dei rischi specifici cui sono esposti e portare a loro conoscenza le norme essenziali di prevenzione mediante affissione, negli ambienti di lavoro, di estratti delle norme... (art. 4 DPR 547/55). I principi considerati per la scelta della segnaletica di sicurezza, sono: scopo della segnaletica di sicurezza è quello di attirare in modo rapido e facilmente comprensibile l attenzione su oggetti e situazioni che possono provocare determinati pericoli; la segnaletica di sicurezza non sostituisce in alcun caso le necessarie misure di protezione; la segnaletica di sicurezza è prevista esclusivamente per quelle indicazioni che hanno rapporto con la sicurezza; l efficacia della segnaletica di sicurezza dovrà essere affiancata da un'estesa e ripetuta informazione di tutte le persone per le quali la segnaletica può risultare utile; la segnaletica deve essere conforme al D.Lgs. 493/96. Si sottolinea anche che la presenza di segnali e cartelli pertinenti, mantenuti in buone condizioni, costituisce un richiamo di tipo psicologico verso i problemi di sicurezza pertanto sarà prevista una corretta manutenzione. Nella cartellonistica e segnaletica di sicurezza sono compresi: a) cartelli contenenti segnali di pericolo, divieto, ecc.; b) cartelli contenenti istruzioni, norme, ecc.; c) contrassegni per recipienti, tubazioni, imballaggi, ecc., d) altri richiami cromatici; e) manifesti con richiami generali o particolari su temi di sicurezza. La cartellonistica e la segnaletica di sicurezza - onde ottenere gli scopi per cui sono state pensate e scelte in modo razionale, corrispondenti a realtà e necessità concrete - dovranno essere gestite secondo un programma chiaro e finalizzato, di cui la buona manutenzione e leggibilità dei cartelli e dei segnali rappresenta un aspetto importante.19 18 Per meglio comprendere l esigenza della cartellonistica formano le seguenti definizioni (dal D.Lgs. 493/96): segnaletica di sicurezza: una segnaletica che, riferita ad un determinato oggetto o ad una determinata situazione, trasmette mediante un colore o un segnale di sicurezza un messaggio di sicurezza; colore di sicurezza: un colore al quale viene attribuito un determinato significato relativo alla sicurezza (es. rosso: divieto, Pericolo allarme, materiali ed attrezzature antincendio; verde: salvataggio, soccorso, sicurezza; azzurro: prescrizione; giallo/giallo-arancio: avvertimento); colore di contrasto: un colore che si distingue da un colore di sicurezza e trasmette così ulteriori indicazioni; segnale di sicurezza: un segnale che con la combinazione di forma geometrica, colore e simbolo trasmette un determinato messaggio di sicurezza; segnale di divieto: un segnale di sicurezza che vieta un comportamento dal quale potrebbe risultare un pericolo (forma rotonda e pittogramma nero su fondo bianco; bordo e banda rossi); segnale di avvertimento: un segnale di sicurezza che avverte di un pericolo (forma triangolare, e pittogramma nero su fondo giallo, bordo nero); segnale di prescrizione: un segnale di sicurezza che prescrive un determinato comportamento (forma rotonda e pittogramma bianco su fondo azzurro); segnale di salvataggio: un segnale di sicurezza che indica, in caso di pericolo, l uscita di sicurezza, il cammino verso un posto di pronto soccorso o l ubicazione di un dispositivo di salvataggio (forma quadrata o rettangolare e pittogramma bianco su fondo verde); segnale di informazione: un segnale di sicurezza che trasmette messaggi di sicurezza differenti da quelli dei segnali; segnale complementare: un segnale di sicurezza che viene impiegato solo in combinazione con uno dei segnali di sicurezza e che trasmette ulteriori informazioni; simbolo: un immagine che rappresenta una determinata situazione e viene impiegata in uno dei segnali di sicurezza.20 19 Il messaggio di sicurezza che è stato scelto si realizza impiegando le seguenti caratteristiche: la forma geometrica del segnale, il colore, la simbologia e le dimensioni, tali caratteristiche soddisfano quanto riportato negli allegati I e II al D.Lgs. 493/96. Il D.Lgs. 493/96 fornisce altre precisazioni sulla configurazione dei segnali quali il colore del fondo, del simbolo e della scritta, le dimensioni, le coordinate cromatiche, ecc.. Ad esempio riguardo le dimensioni si è osservata la formula A>L 2 /2000 ove A è la superficie del segnale espressa in mq ed L la distanza in metri alla quale il segnale deve essere ancora riconoscibile; tale formula ha validità fino ad una distanza di circa 50 metri. La posizione dei segnali di sicurezza è stata prevista in modo tale che i segnali stessi si trovino nel campo interessato dall illuminazione naturale o artificiale e non risultino nascosti da materiali, arredi, ecc.. Negli ambienti scarsamente illuminati, i segnali di sicurezza, come quelli che indicano le uscite di sicurezza, sono illuminati in modo autonomo. Per quanto riguarda le aree esterne verrà predisposta un'idonea segnaletica per i mezzi di soccorso e di informazione per visitatori ed utenti. Esempio legenda cartellonistica Allarme Attacco autopompa Intercettazione gasolio Idrante Estintore Interruttore di emergenza Intercettazione metano Uscita di sicurezza Scala di emergenza Pericolo generico Punto di raccolta Pericolo impianto elettrico21 20 5. PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE 5.0 Organizzazione Questo documento stabilisce quali siano le azioni da intraprendere, nell ambito di una situazione di emergenza, da parte delle persone presenti all interno dell immobile Categorie di personale coinvolte nella gestione dell emergenza A tutti i Lavoratori e persone presenti saranno fornite istruzioni che consentano di dare comunque il via alle procedure di intervento, di cui al presente manuale. 5.1 Figure istituite e compiti All interno dell immobile è stato istituito il Servizio di Prevenzione Incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze in attuazione del D.M. 10 marzo Il servizio è così composto: La Proprietà nella persona del suo Amministratore E il coordinatore dell attività di Pronto Intervento e di Evacuazione. E il coordinatore delle squadre di Pronto Intervento e di Evacuazione - se esistenti - o comunque delle Aziende residenti. I Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) delle attività presenti nell immobile Sono figure istituite dal D.Lgs. 626/94. I Responsabili del Servizio di Emergenza Interna alle aziende (RSEI) Sono persone - facenti parte delle Squadre di Emergenza Interna - responsabili del servizio di emergenza interno; sono persone designate dai Datori di lavoro. Le Squadre di Emergenza Interna (ove presenti)(sei) Sono le Squadre, composte da personale dipendente, addette alla gestione delle emergenze ed in possesso di requisiti e degli attestati rilasciati dai Vigili del Fuoco o Aziende abilitate.22 21 La Squadra di Evacuazione (o le Squadre di Evacuazione)(SE) Sono le squadre delle varie aziende incaricate di fornire, in collaborazione con le squadre di emergenza, le indicazioni ai dipendenti ed al pubblico circa i percorsi da seguire e le Uscite di Sicurezza più vicine durante l operazione di evacuazione; rispondono ai Responsabili del Servizio di Emergenza Interno. Torretta A7 - Centro operativo e di controllo L attività di controllo e sicurezza del Comprensorio Centro Direzionale Colleoni è appaltata ad Azienda esterna così costituita: in fase diurna il custode della torretta A7 ed il personale dell Istituto di Vigilanza; in fase notturna per le sole aree esterne comprensoriali, il personale di turno del servizio dell Istituto di Vigilanza. Gli operatori della Torretta di Controllo e dell Istituto di Vigilanza compongono le squadre di emergenza ed assistenza all evacuazione per il Comprensorio Centro Direzionale Colleoni. N.B - I nominativi dei Responsabili sono elencati nelle schede allegate del presente documento.23 Compiti La Proprietà nella persona del suo Amministratore e suoi delegati: controllare l avvenuta esecuzione degli interventi di manutenzione dei presidi antincendio da parte di ditte specializzate, il loro collaudo e l avvenuta trascrizione su apposito registro in osservanza dell art. 5 del DPR n. 37/98 per le parti comuni; verificare e aggiornare il Certificato di Prevenzione Incendi rilasciato dai Vigili del Fuoco per l immobile; aggiornare e comunicare i nomi dei Responsabili dei Servizi di prevenzione e protezione non appena ricevuta la comunicazione; prevedere ed istituire il coordinamento delle Squadre di Emergenza e di Evacuazione Interne; impartire le istruzioni per l intervento delle forze istituzionali esterne (es. Pronto Soccorso, Forza Pubblica ecc.) per l immobile; eseguire le prove di evacuazione parziale o totale dell edificio; verificare la cessazione dello stato di emergenza; rappresentare la proprietà nei confronti delle forze istituzionali esterne; avvisare le altre figure dell emergenza in atto; istruire e coordinare secondo l art. 7 del D.Lgs. 626/94, le Società manutentrici degli impianti. In assenza dell Amministratore e dei suoi sostituti un responsabile del Servizio di emergenza interno alle Aziende (RSPP/Datore di Lavoro dell Azienda in emergenza) subentrerà allo stesso nelle sue funzioni. Responsabili del Servizio di Emergenza Interno delle attività presenti nell immobile (RSEI) analizzare e valutare i rischi provocati dall emergenza; decidere in merito al modo di affrontarla; coordinare il lavoro svolto dalla propria/e Squadra/e presente e attiva nell emergenza; impartire le istruzioni per l intervento delle forze istituzionali esterne (es. Pronto Soccorso, Forza Pubblica ecc.) per le attività di competenza; garantire la propria disponibilità alle forze esterne di intervento;24 23 informare La Proprietà nella persona del suo Amministratore, e la Torretta A7 Centro operativo di controllo sulla necessità di procedere all evacuazione parziale o totale dell immobile; subentrare nelle funzioni dell Amministratore in caso di assenza dello stesso e dei suoi sostituti; verificare la cessazione dello stato di emergenza per le attività di competenza; avvisare le altre figure dell emergenza in atto. Deve inoltre provvedere alle seguenti mansioni anche tramite l assistenza di soggetti terzi: verificare e aggiornare il Certificato di Prevenzione Incendi rilasciato dai Vigili del Fuoco per le attività soggette; controllare l avvenuta esecuzione degli interventi di manutenzione dei presidi antincendio da parte di ditte specializzate, il loro collaudo e l avvenuta trascrizione su apposito registro in osservanza dell art. 5 del DPR n. 37/98 per le attività svolte nell immobile; provvedere alla verifica che tutto il personale della Squadra di Emergenza sia presente ed equipaggiato secondo i turni prefissati; avere cura che il personale addetto alle operazioni di sicurezza sia sempre informato circa l ubicazione e la consistenza degli impianti di spegnimento presenti nella struttura; controllare le vie di esodo e le uscite di sicurezza per evitare che vengano ingombrate con merci o simili; controllare che vengano rispettate le norme di prevenzione previste nell esercizio dei locali (non fumare e/o usare fiamme libere) e/o utilizzare materiali infiammabili o tossici; controllare e gestire i sistemi di sicurezza ed emergenza privati all interno dell unità immobiliare. Squadre di Emergenza Le squadre emergenza interne delle aziende presenti devono provvedere a mantenere in efficienza tutto il materiale antincendio mobile in dotazione per gli interventi. Torretta A7 - Centro operativo e di controllo effettua il presidio e controllo dei segnali di allarme presenti; Vedere altro
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Sommario 1. SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE... 3 2. RIFERIMENTI... 3 3. DEFINIZIONI... 5 4. COMPITI E RESPONSABILITÀ... 5 5. DESCRIZIONE DELL IMMOBILE... 5 6. ORGANIZZAZIONE DEL PIANO DI EMERGENZA... 6 6.1 Dettagli TESTO IL MINISTRO DELL INTERNO
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