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Timestamp: 2020-04-03 01:24:19+00:00
Document Index: 182408520

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 55', 'sentenza ']

Cassazione: rifiuto al lavoro festivo
La Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, attraverso la sentenza n. 21209 del 19 ottobre 2016, si è espressa in merito al caso di alcuni lavoratori che, essendosi rifiutati di effettuare lavoro straordinario festivo, avevano subito una trattenuta in busta paga per l’ammontare effettivo di un giorno di retribuzione. Il datore di lavoro aveva infatti effettuato tale trattenuta appellandosi alla disposizione, prevista dal CCNL di riferimento, per cui “nessun lavoratore può rifiutarsi, salvo giustificato motivo oggettivo, di compiere lavoro straordinario, notturno e festivo”. Si sottolinea come, dal CCNL in questione, sia possibile esimersi dal lavoro festivo solo ed unicamente per giustificato motivo oggettivo.
Secondo la Suprema Corte, il rifiuto di prestare lavoro festivo, non può in alcun modo giustificare la trattenuta in busta paga operata dal datore di lavoro, in quanto è espressamente previsto dalla legge il diritto del lavoratore ad astenersi dall’attività lavorativa nei giorni festivi e di conseguenza nessuna fonte ad essa subordinata, come il CCNL di riferimento, può modificarne la portata. Il datore di lavoro, quindi, avrebbe potuto avviare un procedimento disciplinare, nei confronti di quei lavoratori che non hanno prestato lavoro festivo, per non aver ottemperato ad un ordine di servizio legittimato dal CCNL.
Legge di bilancio 2017: quasi sicura l’eliminazione dello sgravio contributivo
È quasi sicura la oramai conclusione della riduzione generalizzata dei contributi sulle nuove assunzioni a tempo indeterminato, per i soggetti che nei sei mesi precedenti non sono stati assunti con contratto analogo, e che pertanto sarà accessibile solo fino al 31 dicembre 2016.
Con la legge di Bilancio 2017 potrebbero nascere due nuove agevolazioni e questa volta non generalizzate ma specifiche per due fasce di soggetti “deboli”: giovani e lavoratori da occupare nelle aree meridionali.
Per le aree svantaggiate si sta vagliando l’idea di predisporre uno sgravio del tutto simile a quello offerto dalla L. 190/2014, ovvero uno sgravio totale dei contributi Inps fino ad un massimo di 8060 euro annui.
Per le assunzioni di studenti invece l’agevolazione pare essere simile a quella prevista dalla L. 208/2015, ovvero una riduzione contributiva triennale fino a 3.250 euro annui.
Quanto sopra descritto è naturalmente un’ipotesi che viene fuori dalla manovra che è tutt’ora in corso di completamento ma è lecito aspettarsi linee di intervento che dovrebbero andare nelle direzioni indicate.
Indice di rivalutazione T.F.R. aggiornato a settembre 2016
Attraverso il comunicato ISTAT del 14 ottobre 2016 è stato rielaborato il coefficiente di rivalutazione valido per il mese di settembre 2016 del trattamento di fine rapporto e dei crediti di lavoro, lo stesso risulta pari a 1,195093.
Cassazione: licenziamento e atti violenti
La Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, attraverso la sentenza n. 20211 del 7 ottobre 2016, si esprime in merito alla legittimità del licenziamento conseguentemente ad atti di violenza compiuti dal dipendente. Nel caso in oggetto, un acceso diverbio era degenerato in una colluttazione. La sentenza di primo grado aveva dato ragione all’azienda legittimando, quindi, il licenziamento. La Corte d’Appello invece aveva riformato il giudizio e di conseguenza ordinato la reintegrazione del lavoratore. La Corte di Cassazione ha rigettato la tesi del datore di lavoro il quale sosteneva che deve essere il lavoratore, una volta verificata la sussistenza della lite, a provare l’esistenza di una scriminante, quando invece deve essere l’azienda a dimostrare che l’operato del lavoratore sia stato mosso da intenzionalità.
Cassazione: periodo di prova e secondo rapporto di lavoro
La Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, attraverso la sentenza n. 17921 del 12 settembre 2016, ha affermato l’illegittimità del licenziamento comminato al lavoratore per “mancato superamento del periodo di prova” qualora lo stesso risulta aver già lavorato in precedenza con lo stesso datore di lavoro, anche, come nel caso in esame, con un rapporto di lavoro co.co.pro.
Viene infatti specificato che la fase di valutazione delle capacità e della qualità professionale del lavoratore viene già percorsa durante il primo rapporto di lavoro e che, pertanto, è da considerarsi nulla nel secondo rapporto.
Indice di rivalutazione T.F.R. aggiornato ad agosto 2016
Attraverso il comunicato ISTAT del 14 settembre 2016 è stato rielaborato il coefficiente di rivalutazione valido per il mese di agosto 2016 del trattamento di fine rapporto e dei crediti di lavoro, lo stesso risulta pari a 1,220234.
Garante della Privacy: no al controllo indiscriminato di e-mail ed internet
Il Garante per la protezione dei dati personali, come da newsletter n. 419 del 15 settembre 2016, ha evidenziato la decisione, presa dallo stesso nel luglio scorso, circa il software di lavoro e cosa invece non va considerato tale, che le verifiche indiscriminate sulla posta elettronica e la navigazione internet del personale sono in contrasto con il Codice della privacy e con lo Statuto dei lavoratori. Di fatto è stato vietato ad un’università il monitoraggio (effettuato in background e quindi non percettibile a chi utilizzava il computer) delle attività in internet dei propri dipendenti. Tali software non possono essere considerati “strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione lavorativa”, e pertanto, con il provvedimento del Garante, si è dichiarato illecito il trattamento dei dati personali raccolti e ne ha vietato l’ulteriore uso, imponendo comunque la conservazione per consentirne l’eventuale consultazione da parte della magistratura.
Cassazione: licenziamento per assenza dal servizio dopo aver timbrato il cartellino
La Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, attraverso la sentenza n. 17637 del 6 settembre 2016, ha confermato la legittimità del licenziamento comminato ad un dipendente dell’ASL per aver registrato la propria presenza attraverso il sistema di timbratura per la rilevazione degli orari ed essersi, subito dopo, allontanato dalla strutta per motivi estranei a quelli lavorativi.
La Suprema Corte ha infatti evidenziato questo comportamento violi l’art. 55 quater del decreto legislativo n. 165/2001 e che di conseguenza è legittima la sanzione del licenziamento.
Part time verticale ciclico e copertura assicurativa
Attraverso la sentenza n. 473 del 5 luglio 2016, il Tribunale di Padova, rifacendosi ai concetti già espressi tramite le sentenze n. 2467/2015 e n. 8565/2016 della Corte di Cassazione, ha affermato che i periodi di transizione dalla fine all’inizio del ciclo lavorativo (nel caso in questione sono 9 mesi di lavoro nell’anno solare) vanno comunque conteggiati nel computo dell’anzianità ai fini del diritto al pensionamento. Tale mancanza violerebbe la direttiva comunitaria sul lavoro a tempo parziale che vieta qualunque tipo di discriminazione nei confronti dei lavoratori part time.
Terremeoto centro Italia: permessi per i volontari
Successivamente agli eventi sismici verificatisi nel centro Italia lo scorso 24 agosto è utile analizzare la disciplina dei permessi e benefici che spettano ai lavoratori volontari del servizio civile aderenti ad associazioni iscritte nell'apposito elenco. Nello specifico agli stessi sono garantiti, in occasione di pubbliche calamità, nei limiti del periodo che il datore di lavoro è tenuto a garantire, per un periodo non superiore a 30 giorni continuativi e fino a 90 giorni nell’anno:
1) la conservazione del posto di lavoro;
2) il mantenimento del trattamento economico e previdenziale da parte del datore di lavoro;
3) la copertura assicurativa contro gli infortuni e le malattie professionali.
Nel caso in cui venga dichiarato lo stato di emergenza nazionale i limiti di utilizzo dei volontari vengono portati a 60 e 180 giorni rispettivamente.
Il datore di lavoro può chiedere il rimborso delle spettanze del lavoratore relative al periodo di tempo in cui il dipendente ha partecipato alle attività di soccorso direttamente all’Agenzia di protezione civile territorialmente competente tramite apposito modulo disponibile sul sito http://www.protezionecivile.gov.it/.