Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-14930-del-15-06-2017
Timestamp: 2020-01-22 10:23:42+00:00
Document Index: 111900261

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 41', 'art. 55', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 41', 'art. 38', 'art. 39', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 14930 del 15/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14930 del 15/06/2017
Cassazione civile, sez. VI, 15/06/2017, (ud. 04/05/2017, dep.15/06/2017), n. 14930
sul ricorso 12877-2016 proposto da:
C.A., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA COLA DI
RIENZO 28, presso lo studio dell’avvocato FABIO BASICI, che lo
ANGELO INFANTINO;
avverso la sentenza n. 4819/30/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALEdi PALERMO, depositata il 19/11/2015;
Con sentenza in data 26 ottobre 2015 la Commissione tributaria regionale della Sicilia accoglieva l’appello proposto da C.A. avverso la sentenza n. 193/1/12 della Commissione tributaria provinciale di Palermo che ne aveva respinto il ricorso contro l’avviso di accertamento IRAP, IRPEF, IVA 2005. La CIR osservava in particolare che l’accertamento induttivo operato dall’Ente impositore non poteva considerarsi legittimo in quanto fondato esclusivamente sulla supposta “contabilità parallela” (quaderno) reperita in sede di accesso presso il contribuente, tenuto peraltro conto delle giustificazioni alternative dal medesimo date in ordine a tale documentazione, così complessivamente affermando il mancato assolvimento dell’onere probatorio gravante sull’Ente impositore stesso.
Con l’unico motivo dedotto – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, – l’Agenzia fiscale ricorrente lamenta violazione/falsa applicazione di plurime disposizioni legislative, poichè la CTR ha affermato l’infondatezza della pretesa erariale portata dall’atto impositivo impugnato, in particolare così violando le regulae juris inerenti l’onere probatorio.
Va premesso che nel caso di specie, pacificamente, si tratta di un accertamento induttivo D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 41, D.P.R. n. 602 del 1973, art. 55, non come erroneamente ritenuto dalla CTR D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 39, essendo pacifico in fatto che il contribuente per l’annualità fiscale de qua ha omesso la presentazione della dichiarazione fiscale unica.
Ciò posto, vanno ribaditi due principi di diritto:
– che “In tema di accertamento delle imposte sui redditi, nel caso di omessa dichiarazione da parte del contribuente, il potere – dovere dell’Amministrazione è disciplinato non già dell’art. 39, bensì dal D.P.R. n. 600 del 1973, art. 41, ai sensi del quale, sulla base dei dati e delle notizie comunque raccolti o venuti a sua conoscenza, l’Ufficio determina il reddito complessivo del contribuente medesimo; a tal fine, esso può utilizzare qualsiasi elemento probatorio e può fare ricorso al metodo induttivo, avvalendosi anche di presunzioni c.d. supersemplici – cioè prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza di cui al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, comma 3, -, le quali determinano un’inversione dell’onere della prova, ponendo a carico del contribuente la deduzione di elementi contrari intesi a dimostrare che il reddito (risultante dalla somma algebrica di costi e ricavi) non è stato prodotto o è stato prodotto in misura inferiore a quella indicata dall’Ufficio” (Sez. 5, Sentenza n. 3115 del 13/02/2006, Rv. 587322 – 01);
– che “In tema di accertamento delle imposte sui redditi, la “contabilità in nero”, costituita da appunti personali ed informazioni dell’imprenditore (nella specie un quadernone contenente l’indicazione, in difformità dalle scritture di magazzino, degli effettivi quantitivi di materiale prodotto), rappresenta un valido elemento indiziario, dotato dei requisiti di gravità, precisione e concordanza prescritti dal D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, dovendo ricomprendersi tra le scritture contabili disciplinate dagli artt. 2709 c.c. e ss. tutti i documenti che registrino, in termini quantitativi o monetari, i singoli atti d’impresa ovvero rappresentino la situazione patrimoniale dell’imprenditore ed il risultato economico dell’attività svolta, ed incombendo al contribuente l’onere di fornire la prova contraria” (Sez. 5, Sentenza n. 4080 del 27/02/2015, Rv. 634980 – 01).
Orbene, come detto, peraltro partendo da una qualificazione giuridica palesemente erronea della fattispecie accertativa concreta, la CTR siciliana ha evidentemente violato entrambi tali principi di diritto.
Nella motivazione della sentenza impugnata infatti, in modo del tutto generico, apodittico e poco comprensibile, si è affermato che l’Ente impositore non aveva assolto il proprio onere probatorio, anche a fronte delle giustificazioni date dal contribuente, senza tuttavia indicare e valorizzare specificamente quali esse siano.