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Timestamp: 2016-12-09 08:26:39+00:00
Document Index: 101819466

Matched Legal Cases: ['art. 34', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 34', 'art 146', 'art.3', 'art.13', 'art. 14', 'art. 30', 'arte 1', 'arte 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 12', 'art. 146', 'art 22', 'art. 52']

⭐CRITERI E MODALITÀ DI PIANIFICAZIONE E GESTIONE DEI PARCHI LOCALI DI INTERESSE SOVRACOMUNALE IN PROVINCIA DI MILANO
CRITERI E MODALITÀ DI PIANIFICAZIONE E GESTIONE DEI PARCHI LOCALI DI INTERESSE SOVRACOMUNALE IN PROVINCIA DI MILANO
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1 CRITERI E MODALITÀ DI PIANIFICAZIONE E GESTIONE DEI PARCHI LOCALI DI INTERESSE SOVRACOMUNALE IN PROVINCIA DI MILANO Approvato con D.G.P. 941/02 del 20 dicembre 20022 INDICE PREMESSA pag MODALITÀ DI GESTIONE FORMA DI GESTIONE ATTIVITÀ DELL ENTE GESTORE STANDARD MINIMI DI RISORSE 2 2. MODALITÀ DI PIANIFICAZIONE FORME DI PIANIFICAZIONE CONTENUTI MINIMI DELLA FASE ANALITICA DELLA PIANIFICAZIONE CONTENUTI MINIMI DELLA FASE PROPOSITIVA DELLA PIANIFICAZIONE 3 3. ASPETTI PROCEDURALI 4 ALLEGATO: Linee guida per la pianificazione dei Parchi Locali di Interesse Sovracomunale3 PREMESSA Il 1 gennaio 2002 è entrata in vigore la delega di funzioni regionali alle province in materia di Parchi Locali di Interesse Sovracomunale (PLIS). La Regione Lombardia, con D.G.R. 1 ottobre 2001 n. 7/6296, ha approvato i criteri per l esercizio da parte delle province della suddetta delega, tra i quali sono compresi i principi per la definizione delle modalità di pianificazione e di gestione. Si è ritenuto quindi necessario elaborare criteri e modalità che potessero soddisfare l esigenza di offrire un modello di riferimento sia per l Amministrazione Provinciale nell esercizio concreto delle funzioni delegate, sia per i PLIS già istituiti che tuttavia non hanno ancora assunto uno strumento di pianificazione, sia infine per tutti i Comuni interessati alla promozione di nuovi ambiti di parco. Nell elaborazione di questo documento si è tenuto presente il necessario raccordo con il PTCP e la pianificazione settoriale ed in tal senso potrà costituire un ulteriore supporto all attività di pianificazione l allegato Linee guida per la pianificazione dei Parchi Locali di Interesse Sovracomunale. 1. MODALITÀ DI GESTIONE 1.1 Forma di gestione Resta confermato quanto già previsto dal paragrafo 5 dell Allegato A alla D.G.R. 1/10/2001 n. 7/6296, recante criteri per l esercizio da parte delle Province della delega di funzioni in materia di Parchi Locali di Interesse Sovracomunale, ovvero che i Comuni promotori possono individuare come forma giuridica di gestione una di quelle previste dal Testo Unico sull Ordinamento degli Enti Locali. 1.2 Attività dell Ente gestore L Ente gestore: - deve approvare gli strumenti di pianificazione e programmazione relativi al territorio del parco; - deve assumere i necessari provvedimenti di programmazione e gestione economico-finanziaria e, qualora non vi sia tenuto per legge, predispone e approva comunque un apposito bilancio di previsione ovvero, nel caso di Plis monocomunali, nel bilancio del Comune gestore devono essere istituite apposite voci destinate esclusivamente all accertamento delle entrate e all impegno delle spese di pertinenza del parco; - approva uno o più regolamenti del parco sia rivolti ai proprietari delle aree che ai fruitori; - assicura servizi di informazione, di promozione del parco e di educazione ambientale, con particolare riferimento alle scuole; - sviluppa forme di collaborazione con: a) gli agricoltori, per mantenere o reintrodurre le colture tradizionali e/o biologiche, promuovere i prodotti tipici locali, fornendo un supporto tecnico ed economico; b) gli enti e i privati, anche tramite convenzioni, per favorire la fruizione pubblica delle aree; c) i Comuni confinanti per l estensione territoriale del parco; - può avvalersi di un comitato tecnico-scientifico consultivo; - attiva la vigilanza del territorio avvalendosi anche della polizia municipale e, previo accordo con la Direzione Progetto Sviluppo e Promozione Educazione Ambientale di Provincia di Milano, del servizio di vigilanza ecologica volontaria di cui alla L.R. 105/1980 e successive modificazioni. 14 Standard minimi di risorse Si ritiene che debbano essere garantiti i seguenti standard minimi gestionali: - la costituzione, anche nel caso di PLIS monocomunali, di un apposito Ufficio del Parco; - la nomina di un Responsabile Tecnico con un rapporto di dipendenza/collaborazione idoneo, sotto il profilo quali-quantitativo, ad assicurare la concreta operatività del parco; - lo stanziamento, da parte dei Comuni che partecipano all ente gestore del parco, di risorse finanziarie sufficienti a garantire la dotazione umana e strumentale necessaria allo svolgimento delle funzioni essenziali del parco. 2. MODALITÀ DI PIANIFICAZIONE 2.1 Forme di pianificazione L Ente gestore deve sviluppare un attività di pianificazione e programmazione, che si deve concretare almeno nell elaborazione ed approvazione di un Programma Pluriennale degli Interventi (P.P.I.) con i contenuti di cui ai paragrafi successivi e con una validità temporale almeno triennale. Il P.P.I. dovrà individuare in particolare le opere e le azioni che si prevede concretamente di realizzare nell arco della sua validità temporale, indicando le risorse finanziarie necessarie e le modalità di finanziamento, in stretta connessione con gli strumenti di programmazione economicofinanziaria dei comuni interessati. La pianificazione del parco dovrà comunque essere conforme agli strumenti urbanistici generali dei Comuni interessati e potrà essere sviluppata con un piano particolareggiato. Lo strumento di pianificazione del parco si articolerà in una fase analitica e una fase propositiva strettamente correlate e consequenziali. Tutta la documentazione tecnica dovrà essere trasmessa sia su supporto cartaceo, sia in formato digitale (con estensioni.dwg/.dwt/.dxf). 2.2 Contenuti minimi della fase analitica della pianificazione La fase analitica dovrà comunque articolarsi in base ai seguenti contenuti minimi, meglio illustrati nelle allegate linee guida: Rilievo delle valenze paesaggistiche e storiche Ambiti ed elementi del paesaggio agrario Nuclei e aggregati storici Elementi storico-architettonici Giardini storici e verde per la fruizione Viabilità storica e paesaggistica Vincoli ex D. Lgs. 490/99 e aree tutelate Rilievo delle valenze geologiche Litologia del substrato e tipologia dei suoli Caratteri geomorfologici Sistema delle acque superficiali Sistema delle acque sotterranee 25 Rilievo delle valenze naturalistiche Le unità ecosistemiche Inquadramento rispetto al progetto di Rete Ecologica della Provincia di Milano Rilievo del contesto territoriale Sistema socio-economico Sistema infrastrutturale Rapporto tra agricoltura e ambiente Aree degradate Viabilità a servizio dell attività agricola e sistema dei percorsi a servizio della fruizione pubblica. Ricognizione della pianificazione settoriale 2.3 Contenuti minimi della fase propositiva della pianificazione La fase propositiva, partendo dai risultati della fase analitica, definirà le linee di sviluppo del parco in coerenza sia con il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, sia con la pianificazione settoriale, con i seguenti contenuti minimi specificati nelle allegate linee guida: Azioni per il recupero, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio rurale, storico e architettonico, comprensivo delle aree di pertinenza; Modalità di salvaguardia del paesaggio agricolo e di difesa di specificità delle colture presenti nell ambito; Modalità di recupero dal punto di vista ambientale, idrogeologico ed eventualmente ricreativo, delle aree degradate o soggette ad escavazione tramite interventi di rinaturazione; Modalità per la conservazione e/o il recupero degli ambienti naturali e seminaturali esistenti; Utilizzo di specie vegetali e faunistiche autoctone con preferenza per i genotipi locali; Disciplina della fruizione ricreativa, didattica e culturale; Sistema dei percorsi pedonali e ciclabili, con i relativi punti di sosta e/o osservazione, da realizzarsi solo con materiali e manufatti a basso impatto ambientale e con particolare riguardo alle categorie di disabili; Raccordo con le aree protette limitrofe attraverso la creazione e/o il mantenimento di corridoi ecologici e di percorsi di fruizione; Mitigazione e compensazione ambientale delle infrastrutture con impatto territoriale significativo; Norme morfologiche (per recinzioni, serre per l agricoltura, ecc.); Definizione attività produttive ed infrastrutture compatibili con il parco, con riferimento a nuovi insediamenti ed alle attività già esistenti all istituzione del PLIS. 36 3. ASPETTI PROCEDURALI Per quanto concerne gli aspetti procedurali si rinvia a quanto previsto dal citato Allegato A alla D.G.R. del 1 ottobre 2001, tuttavia si ritiene utile specificare i seguenti aspetti: Le varianti agli strumenti urbanistici comunali che prevedano la perimetrazione di un PLIS dovranno essere inviate in copia, non appena adottate, anche al Servizio Parchi di Provincia di Milano; Nel caso di richiesta di ampliamento di un PLIS già riconosciuto, andrà inoltrata al Servizio Parchi di Provincia di Milano la seguente documentazione: - planimetria in scala 1:10.000, realizzata sulla carta tecnica regionale e raffigurante il perimetro del parco ampliato, su supporto cartaceo e digitale; - stralcio dello strumento urbanistico vigente relativo alle nuove aree; - relazione descrittiva, corredata da una o più planimetrie in scala adeguata, che evidenzi le caratteristiche e le emergenze naturalistiche, geologiche, paesaggistiche e/o storico culturali dell area oggetto di ampliamento e illustri gli elementi fondamentali quali la rilevanza strategica al fine di una ricucitura di una frammentazione del territorio, la presenza di particolari emergenze, la creazione di corridoi ecologici di connessione del sistema delle aree protette ecc.; - copia dello statuto del consorzio o della convenzione o dell atto di accordo comunque denominato costitutivo della forma di gestione oppure, in alternativa, un provvedimento dell ente gestore che manifesti formalmente la sua volontà riguardo all ampliamento; Lo strumento di pianificazione del parco di cui al paragrafo 2.1 dovrà essere approvato da parte dell Ente gestore entro 2 anni dal provvedimento col quale vengono determinate le modalità di pianificazione e gestione; Il predetto strumento, prima della sua adozione da parte dell Ente gestore e dei comuni interessati, deve essere sottoposto a parere preventivo da parte della Commissione Provinciale per l Ambiente Naturale, che si esprimerà previa istruttoria tecnica effettuata dal Servizio Parchi di Provincia di Milano; Gli statuti, le convenzioni fra Comuni ed ogni altra forma, comunque denominata, per la gestione dei PLIS dovranno essere sottoposti, in caso di nuova approvazione o modifica degli esistenti, al parere di Provincia di Milano che si sostanzierà in una verifica di rispetto delle modalità di gestione prescritte. 47 ALLEGATO: LINEE GUIDA PER LA PIANIFICAZIONE DEI PARCHI LOCALI DI INTERESSE SOVRACOMUNALE dicembre 20028 INDICE Premessa 1 Inquadramento normativo 1 Rapporti con il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale 2 Modalità di pianificazione 4 Fase analitica 4 Rilievo delle valenze paesaggistiche e storiche 5 Ambiti ed elementi del paesaggio agrario Nuclei e aggregati storici Elementi storico-architettonici Giardini storici e verde per la fruizione Viabilità storica e paesaggistica Elementi detrattori Rilievo delle valenze geologiche 7 Litologia del substrato e tipologia dei suoli Caratteri geomorfologici Sistema delle acque superficiali Sistema delle acque sotterranee Rilievo delle valenze naturalistiche 8 Le unità ecosistemiche Gli elementi funzionali del Progetto di Rete Ecologica Fase propositiva 10 Obiettivi Aspetti paesistici 10 Ambiti ed elementi del paesaggio agrario Insediamenti Elementi storico-architettonici Viabilità storica e paesaggistica Sistema del verde Elementi detrattori Aree ricettive/ricreative attrezzate Aspetti geologici 13 Ambiti degradati e aree soggette a dissesto Interferenze con infrastrutture ad alto impatto Elementi di valore geologico Aspetti naturalistici 14 Modalità di gestione: suggerimenti 15 Considerazioni conclusive 159 PREMESSA Il presente documento, elaborato all'interno del Servizio Pianificazione Paesistica e Ambientale, si configura quale contributo tecnico per la definizione delle modalità di pianificazione dei Parchi Locali di Interesse Sovracomunale, le cui competenze sono state delegate alle Province con la l.r. 5 gennaio 2000, n.1. E' opportuno ricordare che i criteri e gli elementi contenuti nel presente elaborato, ancorché riferiti al territorio della provincia di Milano, hanno carattere generale e potranno variare specificandosi ulteriormente in relazione alle particolarità e alle caratteristiche proprie dei diversi parchi locali. Si provvederà verosimilmente ad aggiornare e consolidare le disposizioni del presente documento alla luce dell esperienza ricavata a seguito di una prima fase applicativa dei criteri di pianificazione. Inquadramento normativo I PLIS sono previsti dall art. 34 della l.r. 30 novembre 1983 n.86 e successive modificazioni (legge quadro sulle aree regionali protette). Con la l.r. 5 gennaio 2000 n.1, all art. 3 comma 58 vengono delegate alle province le funzioni in materia di PLIS, relative a: - riconoscimento dei parchi su iniziativa e proposta dei comuni interessati - determinazione delle modalità di pianificazione e gestione dei parchi - erogazione contributi agli enti gestori dei parchi Inoltre al comma 58 bis del sopra ricordato art. 3 si afferma che alle varianti degli strumenti urbanistici generali dirette alla perimetrazione e regolamentazione dei PLIS, si applicano le disposizioni del capo1, titolo 1 della L.R. 23 giugno 1997, n.23 purché tali varianti non comportino modifiche della zonizzazione del territorio. La Giunta Regionale con delibera del 1 ottobre n. 7/6296 attua la delega ed approva contestualmente come parte integrante della delibera la circolare che fissa i criteri e le procedure per il riconoscimento dei PLIS, nonché le relative modalità di pianificazione e gestione degli stessi. Nel Piano Territoriale Paesistico Regionale in riferimento al quadro provinciale dei riferimenti conoscitivi, i PLIS sono individuati quale dato di base nel sistema dei vincoli vigenti ( art. 34, l.r. 86/83 ). Si ricorda comunque che la tutela riferita ai Plis è cosa diversa da quella dei vincoli paesistici relativi all art 146 del d.lgs. 490/99 e da quella del sistema delle aree protette regionali ai sensi della l.r. 86/83 e successive modificazioni, ma assume invece un valore locale, diretta espressione delle amministrazioni locali che partecipano al PLIS, che specificano la loro volontà nei contenuti degli strumenti urbanistici. 210 Rapporti con il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale I PLIS si collocano strategicamente nella pianificazione territoriale provinciale quali elementi di connessione tra le aree protette regionali e le aree verdi di tipo urbano a vario titolo denominate. Essi inoltre assolvono a una importante funzione di tutela e conservazione di aree che per la loro posizione correrebbero il rischio, a fronte di ulteriori urbanizzazioni, di essere completamente saldate dai fronti urbani. Ai sensi dell art.3 comma 28 della l.r. 1/2000, il PTCP per quanto attiene ai contenuti ed all efficacia di piano paesistico-ambientale, oltre a quanto previsto all art.13 della L.R. 9 giugno 1997, n. 18, provvede a indicare gli ambiti territoriali in cui risulta opportuna l istituzione di PLIS. Ciò significa che i PLIS compongono, insieme ad altri elementi, il quadro provinciale del sistema paesistico ambientale. I PLIS che vengono indicati dal PTCP su proposta dei Comuni interessati sono: a) Parco Cave est; b) Parco delle Colline Briantee; c) Ampliamento del Parco della "Brianza centrale"; d) Parco agricolo del Vimercatese "della Cavallera"; e) Ampliamento del Parco del Grugnotorto; f) Ampliamento del Parco della Media Valle del Lambro; g) Parco delle Colline di S. Colombano; h) Parco delle Roggìe; i) Parco del Medio Olona; j) Parco dei Curzi; k) Parco agricolo di Novate-Bollate. Gli elaborati del PTCP sono da assumere quali strumenti fondamentali di informazione e conoscenza ai fini di produrre la documentazione necessaria alle istruttorie di riconoscimento e pianificazione dei PLIS. Il PTCP infatti costituisce il supporto per determinare il quadro generale di riferimento utile alla definizione dei caratteri territoriali che in sede di istruttoria devono essere valutati dalla Provincia (ad esempio, l'individuazione dell'area PLIS nell'unità di paesaggio del PTCP fornisce una serie di informazioni di tipo geomorfologico, pedoagronomico, paesaggistico, storico-culturale). Il riconoscimento dei PLIS, o le eventuali nuove istituzioni, seguiranno le procedure stabilite dalla specifica normativa, indipendentemente dallo stato di fatto segnalato nel PTCP. Lo strumento provinciale sarà conseguentemente aggiornato, senza che tale operazione costituisca variante al piano stesso. Si segnala infine che per una migliore leggibilità delle relazioni con il PTCP, le definizioni di ambiti ed elementi contenute nel presente elaborato fanno riferimento agli articoli di normativa del PTCP stesso. 311 MODALITÀ DI PIANIFICAZIONE Il percorso di pianificazione territoriale del PLIS dovrà tenere conto delle logiche di continuità (quelle espresse ad esempio dal sistema della viabilità storico-paesaggistica o dai sistemi del verde e della rete idrica) e delle relazioni esistenti o potenziali con il più vasto contesto territoriale. Essa dovrà prevedere due diverse fasi strettamente correlate e consequenziali: fase analitica comprendente: - l analisi di dettaglio delle componenti ambientali e antropiche finalizzata alla comprensione delle caratteristiche generali e agli approfondimenti tematici specifici per l'area destinata a parco locale - l'individuazione e la valutazione dei caratteri strutturali del sistema paesistico-ambientale e delle sue dinamiche fase propositiva comprendente: - la formulazione di una proposta, che verrà attuata attraverso il programma pluriennale degli interventi, in coerenza alle esigenze di tutela e valorizzazione del territorio destinato a parco locale e nel rispetto dei valori individuati - un'eventuale ulteriore fase di controllo con simulazioni a diverse soglie temporali (anche utilizzando schemi grafici, tabelle, grafici,..) Lo strumento di pianificazione del PLIS sarà composto dai seguenti elaborati: - Relazione tecnico-illustrativa - Indirizzi normativi - Cartografia, assumendo come base cartografica la cartografia regionale C.T.R. 1/ in formato raster. La scala di rappresentazione degli elaborati riferiti alla fase analitica e alla fase propositiva dovrà rispondere al criterio di efficacia della rappresentazione e di adeguatezza rispetto al livello di dettaglio affrontato. In generale gli elaborati saranno redatti alla scala 1/5.000 o 1/2000 (salvo tavole di inquadramento generale a scala superiore). Il livello di dettaglio dovrà assumere quanto meno, quale scala adeguata di rappresentazione, quella corrispondente alla cartografia catastale e fotogrammetrica del territorio comunale. E' inoltre opportuno prevedere l'elaborazione del piano anche su base informatizzata sia per la documentazione testuale che cartografica FASE ANALITICA Il sistema paesistico-ambientale si fonda su elementi costitutivi che ne definiscono la struttura e che vanno ricercati mediante specifiche analisi diagnostiche riguardanti le caratteristiche ambientali, ecologiche, naturalistiche, storico-insediative, visuali-percettive. Con il rilievo delle valenze paesistico-ambientali si intende porre in evidenza quegli ambiti e quegli elementi che assumono rilevanza rispetto al contesto di riferimento. L'attribuzione della rilevanza paesistica avviene a diversi livelli e può far riferimento a criteri molteplici, quali ad esempio la natura e la dimensione del bene (bene architettonico, conformazione particolare del suolo, bene puntuale/areale, ecc.), il suo valore naturalistico o storico-documentale, la sua rappresentatività (elemento di riconoscibilità e identità anche a scala locale), la sua unicità/rarità/riproducibilità, ecc. E' da sottolineare che la rilevanza paesistica non coincide tout court con l'importanza del bene, pertanto anche il giudizio di rilevanza non si esaurisce nella verifica della corrispondenza con i 412 beni soggetti a vincoli di legge (ex. D.Lgs. 490/99), ma attiene alla qualità delle relazioni esistenti tra il bene considerato e il suo contesto. In questo senso anche i beni cosiddetti minori possono assumere rilevanza paesistica, in quanto sistema di beni diffusi e connotanti un territorio. E' quindi di particolare importanza riuscire a fare emergere dalla fase analitica non tanto una "classifica" delle emergenze presenti, quanto piuttosto un quadro relativo alla sensibilità e al valore paesistico del territorio destinato a parco locale. Occorre cioè la lettura degli elementi costitutivi del paesaggio e dei segni di strutturazione antropica del territorio, nelle loro reciproche relazioni e in rapporto agli elementi naturalistici e geomorfologici, per giungere alla definizione del sistema paesistico-ambientale nel suo complesso e alla messa a punto di modalità diversificate di tutela e valorizzazione. Va inoltre tenuto presente che spesso anche in contesti che appaiono banalizzati e depauperati esistono tracce o sistemi di segni legati a una precedente strutturazione del paesaggio che possono concorrere a ricostruirne l'identità e a guidare conseguentemente le trasformazioni su di esso. Esistono anche situazioni in cui il paesaggio ha perso le sue connotazioni ecologiche, morfologiche e storico-culturali originarie, ma ciò non significa che le trasformazioni non possano inserirsi in un processo integrato di "costruzione" del paesaggio perseguendo obiettivi quali, ad esempio, il mantenimento (o la ricostruzione) della biodiversità, la creazione di elementi di qualità naturalistica polivalenti, la progettazione accurata degli spazi aperti e delle relazioni fra questi e il costruito, ecc.. Per questi motivi si ritiene importante prendere in considerazione nel processo di pianificazione anche quegli ambiti che si presentano maggiormente vulnerabili perché, in relazione al loro stato di abbandono o all'essere oggetto di profonde trasformazioni territoriali, si trovano in una condizione di esistente o potenziale degrado paesistico-ambientale. Rilievo delle valenze paesaggistiche e storiche Come già indicato nella premessa, le indicazioni che seguono sono di carattere generale, il rilievo delle valenze storiche e paesaggistiche dovrà tenere conto delle caratteristiche peculiari dell'ambito specifico di parco locale. Le categorie di seguito individuate e i criteri suggeriti per le valutazioni dei diversi elementi non sono da considerare esaustivi ma, come auspicabile, soggetti a ulteriori articolazioni da parte del soggetto estensore del piano. Ambiti ed elementi del paesaggio agrario Per ambiti del paesaggio agrario si intendono tutte quelle aree ad uso agricolo comprese nel perimetro del PLIS; per elementi si intendono tutti quegli oggetti che costituiscono la trama fondamentale del paesaggio agrario; ambiti ed elementi, con il variare dei loro rapporti reciproci, graduano il suo aspetto esteriore. 513 Si procederà: - alla determinazione dell uso del suolo, con particolare riferimento alle colture agrarie, alle rotazioni praticate e agli indirizzi produttivi e alla resa dell'azienda agraria - al rilievo degli elementi del paesaggio agrario quali fontanili, marcite, rete irrigua, manufatti idraulici, viabilità poderale (sistema dei tracciati di collegamento all interno dei fondi dell unità aziendale) ed interpoderale (collegamento tra le singole cascine, tra i nuclei rurali di più o meno antica formazione o con la viabilità ordinaria pubblica), vegetazione di ripa e filari, complessi rurali, terrazzamenti e gradonature negli ambienti collinari - all analisi della quantità e qualità degli elementi, delle loro caratteristiche funzionali, delle loro tipologie costruttive e dei materiali Nuclei e aggregati storici In questa categoria rientrano sia le aree urbanizzate di più antico insediamento sia i nuclei di antica formazione che, seppure non provvisti di un impianto urbanistico complesso, hanno svolto un ruolo nella storia del territorio. Sono da considerare parte integrante dei nuclei e aggregati storici anche le aree inedificate di pertinenza, il verde, le fasce di rispetto e gli edifici recenti interclusi o accorpati ad un agglomerato storico. Di questi elementi saranno da valutare oltre l'importanza storica e artistica, l'integrità dell'impianto urbanistico originario, la rappresentatività tipologica, il rapporto con gli altri elementi presenti nell'immediato contesto e con gli spazi aperti circostanti, ecc. Elementi storico-architettonici In questa categoria rientrano quegli elementi di architettura civile, industriale, religiosa che costituiscono emergenze di carattere sia puntuale (il singolo edificio e suo ambito di pertinenza), sia complesso (presenza di più elementi strettamente interconnessi e caratterizzanti il territorio). Di questi elementi saranno da valutare oltre l'importanza storico-artistica e la qualità architettonica, anche la rappresentatività tipologica, la permanenza e la qualità delle relazioni con gli altri elementi presenti nell'immediato contesto, il rapporto visuale e percettivo con gli spazi aperti circostanti, l'appartenenza ad un sistema più vasto di elementi analoghi, la rilevanza simbolica e il ruolo assunto nel rappresentare la cultura locale, ecc. Giardini storici e verde per la fruizione In questa categoria rientrano i giardini e i parchi storici nonché tutti quei luoghi progettati che si caratterizzano per la presenza di elementi vegetali (le cosiddette architetture vegetali: spazi verdi attrezzati, giardini, alberature stradali e boschi urbani o periurbani di origine storica, ecc.). Questi elementi andranno valutati in relazione alle loro funzioni molteplici: testimonianza storicoculturale, arredo urbano, funzione didattica, valore ecologico e sociale, ecc. Questi elementi inoltre assumono particolare rilievo se inseriti in un più vasto "sistema del verde" che valorizzi il ruolo di connessione dei singoli elementi. Dovranno infine essere recepiti gli alberi di interesse monumentale individuati nel PTCP e segnalati eventuali ulteriori esemplari presenti sul territorio. 614 Viabilità storica e paesaggistica In questa categoria rientrano i percorsi (strade, ferrovie, canali) di importanza storica (rilevabili nella cartografia IGM prima levata) e di rilevanza paesistica. Questi ultimi possono essere anche di origine recente, si caratterizzano in quanto attraversano ambiti di qualità paesistica o collegano mete di interesse storico e turistico. I percorsi paesistici consentono visioni panoramiche che permettono di cogliere in modo sintetico i caratteri distintivi del paesaggio. Di questi elementi saranno da valutare: la qualità del contesto attraversato, la lunghezza del tratto panoramico e l'ampiezza della visuale libera, l'eventuale presenza di elementi detrattori, la leggibilità del percorso per tratti significativi, la presenza e la qualità di particolari manufatti e opere edilizie di supporto (ponti, arginature, cippi, edicole sacre, stazioni di posta, ecc.). In riferimento all'analisi della viabilità dovranno essere inoltre considerati gli aspetti relativi all'accessibilità al parco tenendo conto del livello di connessione viabilistica, dei flussi di traffico presenti e potenziali, dei tratti critici rispetto a situazioni di congestione, dell'eventuale previsione di nuove infrastrutture. Elementi detrattori In questa categoria rientrano gli ambiti e gli elementi caratterizzati da degrado o abbandono che costituiscono situazioni di disturbo o di conflitto rispetto al contesto in cui si inseriscono. In particolare si fa riferimento a quelle aree circoscritte la cui forma di degrado è di origine chiaramente individuabile (cave, discariche, depositi a cielo aperto, elettrodotti). Di questi elementi andrà considerata la localizzazione rispetto alle direttrici di comunicazione e ai tessuti edificati più prossimi e valutate le interferenze di carattere percettivo e il grado di disturbo rispetto agli elementi biotici del contesto. Rilievo delle valenze geologiche Dovranno essere analizzate le componenti ambientali e antropiche al fine di individuare gli elementi di pregio e di fragilità ovvero le valenze geologiche, geomorfologiche e idrogeologiche. Nel contempo dovranno essere evidenziati ambiti o elementi degradati sui quali dover prioritariamente orientare interventi di recupero. In tal senso dovrà essere prestata attenzione a cave abbandonate e non recuperate, tratti di corsi d acqua naturali e artificiali compromessi sia per la qualità delle acque che per la presenza di rifiuti, aree dimesse, etc.in particolare per gli aspetti geologico-geomorfologici dovranno essere considerati i seguenti elementi: Litologia del substrato e tipologia dei suoli Il riconoscimento della litologia del substrato (incoerente, roccioso, etc) e della tipologia dei suoli (natura, profondità dell alterazione pedologica, classificazione), a scala non inferiore al , consente di fare considerazioni in relazione alle modalità di evoluzione del territorio e allo sfruttamento delle risorse in campo edilizio (es l uso di ciottoli fluviali per pavimentazioni o muri, l uso di pietre per pilastri, etc. ) Caratteri geologici Sono da individuare, a scala non inferiore al 5.000, le forme e i processi responsabili del modellamento della superficie terrestre tra cui ad esempio: cordoni morenici, crinali, orli di terrazzo, massi erratici, dossi fluviali, paleoalvei, forme di erosione o di instabilità di scarpate o 715 versanti. Tra i processi genetici dovrà essere considerata anche l attività antropica, pertanto si evidenzieranno forme tra cui cave, discariche, rilevati in genere, trincee. Il tipo di analisi non deve essere meramente ricognitivo ma deve puntare all evidenziazione di come il territorio si evolve nel tempo, indicando processi geomorfologici in atto e quelli quiescenti o stabilizzati. Si consideri che potranno distinguersi fenomeni che si evolvono alla scala del tempo geologico da altri che si verificano nel tempo umano. In particolare dovranno essere evidenziati i fenomeni legati alle dinamiche fluviali (erosioni, spostamenti laterali delle sponde, aree di esondazione), o all attività antropica (escavazioni, accumulo) Sistema delle acque superficiali Occorre individuare, a scala non inferiore al 5.000, il sistema delle acque superficiali con distinzione del reticolo idrografico naturale e artificiale. Dovranno essere evidenziati i relativi tracciati, gli ambiti fluviali (cioè la porzione di territorio in cui hanno sede fenomeni morfologici, idraulici, naturalistici connessi al corso d acqua), gli argini, i manufatti di regolazione, opere di difesa fluviale (briglie, traverse, rinforzo di sponde, etc), qualità delle acque. Questa analisi servirà a comprendere le relazioni tra i vari tratti della rete scolante naturale ed artificiale per evidenziare i punti di fragilità del sistema (ad esempio in cui si verificano esondazioni) o quelli che prioritariamente necessitano una riqualificazione Sistema delle acque sotterranee Occorre individuare, scala non inferiore al il sistema delle acque sotterranee in cui si evidenzia in modo particolare la profondità della falda freatica, la direzione di flusso, le oscillazioni stagionali, le relazioni con il sistema delle acque superficiali (infiltrazione, aree di ricarica, fontanili e sorgenti, etc), qualità delle acque e se possibile stima della vulnerabilità degli acquiferi. Questo tema insieme al precedente avrà lo scopo di comprendere le relazioni reciproche tra i due sistemi che formano un unico ciclo ideologico: gli scambi e le interazioni avvengono sia in termini di quantità che di qualità. Rilievo delle valenze naturalistiche Anche riguardo all ambiente naturale o paranaturale dei territori individuati come PLIS, le analisi dovranno fare riferimento agli elementi individuati nella normativa corrispondente del PTCP. Il PLIS dovrà pertanto analizzare l ambiente naturale valutando le seguenti Unità Ecosistemiche, che rappresentano i vari ambienti naturali presenti sul territorio. Le Unità Ecosistemiche - Aree boscate: sono costituite sia dai boschi ai sensi di legge che dalle ulteriori aree ricoperte prevalentemente da vegetazione arborea - Arbusteti: aree ricoperte prevalentemente da arbusti e cespugli - Siepi: fasce arboreo-arbustive di spessore variabile (comunque inferiore ai 25 mt) ad andamento lineare, in genere lungo i perimetri dei campi o le roggie - Filari: regolari piantumazioni arboree a fila singola o multipla, in affiancamento a strade o limiti di campi - Alberi di interesse monumentale: esemplari arborei singoli, in gruppo o in filare di alto pregio naturalistico, storico, paesaggistico e culturale - Stagni, lanche e zone umide estese: ecosistemi di acque lentiche basse, contraddistinti da elevata produttività primaria 816 - Fontanili: risorgive di pianura canalizzate dall uomo nelle quali si distinguono una testa (affioramento dell'acqua di falda) e un'asta (canale di scorrimento), in genere caratterizzate da una ricca vegetazione spondale Sarebbe inoltre opportuno prevedere lo studio delle seguenti unità ecosistemiche secondarie: - unità erbacee spontanee: prati stabili o incolti principalmente erbacei - aree urbane con presenze significative di vegetazione arboreo-arbustiva: parchi urbani, giardinetti pubblici, verde privato Per ogni tipo di unità ecosistemica deve essere valutata la sua composizione specifica, la sua funzionalità ecologica (strutturazione della vegetazione, vitalità del rinnovo, distribuzione sul territorio, connessione con gli altri elementi ecosistemici, presenze faunistiche ecc.) e quindi, in generale, il suo valore naturalistico ed il livello di degrado antropico (limitatezza di areale o di diffusione, banalizzazione specifica, controllo vegetazionale, presenza di specie alloctone ecc.). Il PLIS dovrà anche essere inquadrato rispetto al Progetto di Rete Ecologica della Provincia di Milano nel suo complesso, sia nel territorio destinato a parco che esternamente ad esso. Bisognerà quindi individuare gli elementi della Rete Ecologica, riportata in Tavola 4 del PTCP, che ricadono nel PLIS e analizzare anche le connessioni funzionali con gli elementi della Rete che ricadono nell'immediato contesto del parco. Gli elementi funzionali del Progetto di Rete Ecologica della Provincia di Milano: - Matrici naturali primarie: ampie aree ad elevata naturalità in grado di costituire sorgente di diffusione per fauna e flora ai fini della biodiversità (in provincia di Milano presente solo nella valle del Ticino) - Gangli primari e secondari: ambiti territoriali abbastanza vasti, caratterizzati da una particolare compattezza territoriale e ricchezza di elementi naturali - Corridoi ecologici: fasce di territorio che, presentando una continuità ecologica, sono in grado di collegare ambienti naturali tra loro distanti, agevolando lo spostamento della fauna. - Direttrici di permeabilità: fasce analoghe ai corridoi che individuano vie di connessione ecologica col territorio esterno a quello provinciale - Varchi: ristretti ambiti dove, all altezza dei corridoi ecologici, l espansione urbana ha determinato una significativa riduzione degli spazi aperti, con rischio di saldatura - Barriere ed interferenze infrastrutturali: punti o ambiti lineari dove gli elementi della Rete Ecologica presentano frammentazione a carico delle principali infrastrutture viarie o ferroviarie, esistenti o programmate - Zone perturbane ed extraurbane di consolidamento ecologico: ambiti non particolarmente vasti e più o meno limitrofi all urbanizzato dove ipotizzare una riqualificazione ambientale. - Siti di Importanza Comunitaria: regioni biogeografiche in uno stato di conservazione soddisfacente che concorrono in modo significativo a mantenere o a ripristinare un tipo di habitat naturale, contribuendo al mantenimento della biodiversità (Direttiva 92/43/CEE). 917 Detta analisi potrà sviluppare un'eventuale integrazione degli elementi della Rete con ulteriori connessioni funzionali emerse a scala locale e fornire indicazioni importanti nella fase di progettazione degli interventi. Per tali analisi naturalistiche possono essere utilizzate fonti bibliografiche e cartografiche, possibilmente recenti e riguardanti anche la scala locale, ma devono essere integrate con rilievi di campo. In merito a questi ultimi si ritiene utile fornire alcune specifiche: vanno effettuati in almeno 10 punti scelti in quanto particolarmente rappresentativi o peculiari ed in ciascuno contemplare un rilievo delle specie vegetali (indicando quelle protette), uno fitosociologico ed uno faunistico. E naturalmente ben accetta qualsiasi indagine più approfondita ed a tappeto che contempli, per esempio, l utilizzo di transetti o l installazione di trappole per Micromammiferi o Artropodi. Parimenti consigliato è l approfondimento della presenza, distribuzione, densità di popolazione e idoneità ambientale di una o più specie individuate quali specie guida (es. scoiattolo rosso, moscardino, rana di Lataste). Lo stesso dicasi per analisi propedeutiche al reinserimento di specie autoctone estinte localmente e presenti in tempi storici. Sia gli elementi della Rete Ecologica che le unità ecosistemiche dovranno essere riportate in cartografia in scala almeno 1: FASE PROPOSITIVA Obiettivi A seguito della valutazione della rilevanza paesistico-ambientale degli elementi costitutivi del sistema paesistico (fase analitica), la pianificazione territoriale del parco locale dovrà anzitutto fornire un disegno organico e complessivo relativo alla valorizzazione paesistica dei luoghi tenendo conto delle valenze geologiche, naturalistiche, agronomiche, storico-culturali, percettivovisuali. In generale: - si dovranno evidenziare le relazioni del PLIS con un contesto più ampio (ciò assume particolare rilievo, ad esempio, in relazione alle esigenze di continuità della Rete Ecologica o alla rete dei percorsi) - dovranno essere individuate le modalità di tutela, conservazione, valorizzazione e riqualificazione diversificate in base alle caratteristiche e ai valori riscontrati nell'area a parco. La proposta dovrà pertanto perseguire i seguenti obiettivi generali: 1. il riequilibrio ecologico dell'area nel suo complesso 2. la conservazione e la valorizzazione dei caratteri che definiscono l'identità e la leggibilità del paesaggio 3. la salvaguardia del ruolo di presidio ambientale del territorio rurale 4. la riqualificazione e il recupero delle situazioni di degrado 5. la fruizione ricreativa, didattica, culturale del territorio Per il raggiungimento di tali obiettivi dovranno essere sviluppati i seguenti aspetti, che verranno meglio dettagliati nei paragrafi successivi: 1018 1. tutela e ricostruzione degli habitat naturali presenti e recupero dei contesti degradati 2. esecuzione di interventi di rinaturazione con specie autoctone 3. conservazione del patrimonio storico-architettonico 4. tutela della attività agricola 5. mitigazione e compensazione ambientale delle infrastrutture e delle opere con impatto significativo 6. costruzione di una rete di connessioni e di servizi per la fruizione del territorio Laddove possibile gli interventi dovranno essere indirizzati verso obiettivi di multifunzionalità, ossia saranno da privilegiare quelle modalità di intervento che consentono di soddisfare più esigenze contemporaneamente (ad es. incremento di biodiversità, mitigazione/compensazione, utilizzo ricreativo, ) Aspetti paesistici Ad una scala di maggior dettaglio dovranno essere fornite le indicazioni relativamente ai diversi elementi paesistici, avendo come riferimento i seguenti criteri: Ambiti ed elementi del paesaggio agrario - Individuazione di strategie per il mantenimento e sviluppo delle attività agricole con particolare riferimento ad una agricoltura polifunzionale - Configurazione degli interventi sugli elementi del paesaggio agrario come manutenzione del territorio, intesa come riqualificazione del paesaggio - Sostegno alle forme di coltivazione di agricoltura integrata e biologica - Conservazione, recupero e riqualificazione degli elementi puntuali del paesaggio agrario - Attribuzione agli ambiti e agli elementi del paesaggio agrario di funzioni didattiche e ricreative, ancorando l esercizio della attività agricola al concetto di offerta per la fruizione Insediamenti - Riconoscimento dei sistemi aggregativi (insediamenti sparsi, con case a schiera o a corte, ecc.) e dei sistemi costruttivi tradizionali in rapporto ai quali dovranno misurarsi gli interventi di trasformazione ammissibili negli insediamenti eventualmente presenti all'interno del PLIS - Mantenimento della leggibilità del sistema insediativo storico anche ai fini della tutela della memoria storica dell'insediamento considerato quale organismo unitario - Tutela dell'integrità del tessuto viario originario - Valorizzazione degli elementi architettonici 1119 Elementi storico-architettonici - Conservazione dell'integrità e della significatività, anche estetico-visuale, dell'immediato contesto ambientale (considerazione delle aree di pertinenza visiva e funzionale degli edifici) - Conservazione degli elementi di riconoscibilità e della tipologia edilizia di edifici storici - Rispetto della tecnologia costruttiva - Valutazione circa la compatibilità di eventuali cambi di destinazione d'uso, privilegiando la funzione sociale connessa all'accessibilità, alla conoscenza e alla fruizione dei beni Viabilità storica e paesaggistica - Salvaguardia dei tracciati storici e valorizzazione della memoria storica ad essi connessa - Determinazione di una gerarchia dei percorsi e regolamentazione delle tipologie di transito ammesse, privilegiando la percorribilità a basso impatto (percorsi ciclopedonali) - Formazione di circuiti a rete che colleghino mete di interesse turistico e/o beni di interesse storico-architettonico anche minori - Tutela e valorizzazione degli elementi significativi, sia di carattere storico che naturalistico, collocati lungo i percorsi - Indicazioni specifiche di salvaguardia della panoramicità e della fruibilità paesistica dei percorsi individuati - Attuazione di interventi volti al miglioramento della fruizione visiva (piazzole, punti di sosta, aree attrezzate) - Divieto di installazione di cartellonistica pubblicitaria e di deposito/accatastamento di materiale lungo i percorsi Sistema del verde - Realizzazione di sistemi di connessione del verde in coerenza agli obiettivi del progetto di rete ecologica provinciale e per la strutturazione di percorsi turistico-ricreativi di carattere ciclopedonale o equestre - Riconoscimento e valorizzazione di eventuali architetture vegetali presenti (ambiti e aree verdi originati da una precisa volontà progettuale) - Individuazione di eventuali presenze botaniche di rilievo paesistico e di interesse monumentale Elementi detrattori - Individuazione di specifici programmi per il recupero delle aree degradate quali occasioni per una più vasta riqualificazione del contesto paesistico, ecc. - I progetti di riqualificazione dovranno promuovere il miglioramento complessivo della qualità paesistica dei luoghi - Individuazione delle modalità per la cessazione di eventuali attività incompatibili con le finalità proprie del parco locale e con gli interventi previsti 1220 Aree ricettive/ricreative attrezzate - Valutazione, nel dimensionamento delle strutture ricettive, dei possibili impatti causati dalla pressione antropica. Sarà quindi opportuno porre attenzione nella scelta localizzativa delle aree destinate alle attività ricreative e ricettive, e alle relative attrezzature. Ad esempio andranno valutati i flussi di mobilità rispetto alla prossimità di aree sensibili e/o di pregio naturalistico-ambientale, (ponendo attenzione all'accessibilità e al dimensionamento dei parcheggi, all'interscambio mobilità veicolare/ciclo-pedonale, alla distribuzione dell'equipaggiamento vegetale, alle eventuali azioni di disturbo arrecate sulla fauna, ecc.). - Progettazione di apposita segnaletica e cartellonistica all'interno del parco - Sviluppo di attività ricreativo/didattica (ad esempio mediante laboratori all aperto in corrispondenza di beni geologici (geositi) o naturalistici, percorsi guidati per i più piccoli, ecc.) Aspetti geologici Ambiti degradati e aree soggette a dissesto In relazione ad ambiti fluviali degradati, soggetti ad erosione, aree instabili e soggette a dissesto, cave abbandonate, etc dovrà essere privilegiato l utilizzo di tecniche di ingegneria naturalistica, a meno che non sia dimostrata la loro inapplicabilità. Sui corsi d acqua gli interventi di rinaturazione dovranno essere mirati al miglioramento della qualità delle acque e della fruibilità dei luoghi. In particolare gli interventi previsti dovranno integrarsi con il Piano stralcio per l Assetto Idrogeologico (PAI) il quale prevede il raggiungimento dei suoi obiettivi attraverso il recupero naturalistico-ambientale degli ambiti fluviali e del sistema delle acque. Interferenza con infrastrutture ad alto impatto Anche in questo caso il ricorso a tecniche di ingegneria naturalistica potrà costituire occasione di mitigazione degli impatti in relazione ad infrastrutture interferenti con ambiti fluviali come ad esempio ponti, attraversamenti di infrastrutture a rete, rilevati stradali, etc. Elementi di valore geologico Dovranno essere assoggettati ad una particolare disciplina di uso quegli elementi evidenziati nel percorso analitico suscettibili di perdere i loro valori ambientali o paesaggistici. Ne sono un esempio gli elementi geomorfologici, suoli particolari (es il ferretto), tratti di corsi d acqua e loro ambiti in cui si conservano caratteri di naturalità, aree libere utili per la ricarica e rigenerazione della risorsa idrica sotterranea, etc. In modo particolare potranno essere riconosciuti elementi o ambiti in cui poter riconoscere beni geologici di valore scientifico, naturalistico didattico da sottoporre a particolare disciplina di tutela e valorizzazione. Si sottolinea ancora una volta che il valore non è determinato in modo assoluto ma in relazione alla realtà locale; ne deriva che la rappresentatività di un oggetto quale ad esempio un orlo di terrazzo, dipenda dalla sua visibilità, dall accessibilità, dalla presenza di altri orli, dalla possibilità di creare occasioni di educazione ambientale (o turismo culturale). Altri esempi possono essere affioramenti rocciosi (cerenti o meno) presso cave o spaccati naturali, antiche tracce di corsi d acqua (paleoalvei), greti fluviali, paleosuoli. 13 Vedere altro
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