Source: http://www.appuntieconomia.it/diritto-tributario/redditi-dimpresa
Timestamp: 2020-01-26 23:40:16+00:00
Document Index: 100185585

Matched Legal Cases: ['art.58', 'art.195', 'art.32', 'art.2195', 'art.2195', 'art.2195']

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Quadro della normativa
La fonte dei redditi d’impresa
Due gruppi di norme sulla qualificazione della fonte del reddito (definizione della fattispecie tassabile, è decisivo che il legislatore abbia qualificato una certa entrata come reddito) sulla determinazione del reddito: rispetto ad altre categorie, elevata analiticità (vi sono norme che disciplinano le modalità di quantificazione. Le norme sul reddito d’impresa sono le più complesse, le più analitiche); struttura rinnovata con la riforma fiscale del 2003: per persone fisiche e società di persone rinvio all’ires (le norme sul reddito d’impresa sono contenute anche nell’irpef e spesso si rimanda a meno che la disciplina. Art.86 TU disciplina le plusvalenze all’interno dell’ires. Questa norma è applicabile anche agli imprenditori individuali e alle società di persone però c’è anche norma gemella art.58 che specifica meglio le plusvalenze per le società di persone e gli imprenditori individuali).
Redditi derivanti dall’esercizio di imprese commerciali (applicabili a tutti quelli che esercitano attività d’impresa anche imprenditori commerciali e soggetti a trasparenza ossia dall’esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, delle attività indicate nell’art.195 c.c. (es. è l’omino in stazione che trasporta i bagagli quello dichiara un reddito che è reddito d’impresa) e delle attività art.32 co.2 lett. b e c (estende la categoria oltre la categoria civilistica. Attività di impresa agricola ad esempio) che eccedono i limiti ivi stabiliti, anche se non organizzate in forma di impresa (i limiti ad esempio sono questi: es coltivazione del terreno se fatta dal contadino può fare una serra e c’è un modo normale di coltivare il terreno che è quello dei contadini ma se costruisco serre di 10 piani allora non è sfruttamento agricolo ma è a fini commerciali).
Ed inoltre da attività organizzate in forma d’impresa (è decisivo che ci sia attività in forma imprenditoriale) dirette alla prestazione di servizi che non rientrano nell’art.2195 (che attività sono queste? Sono attività che civilisticamente non sono di imprenditore commerciale ma sono altre attività che siano prestazione di servizi. Es. il medico non rientra nell’art.2195 come attività dell’ingegnere, se attività di questo genere sono organizzate in forma d’impresa tipo ingegnere che svolge attività tramite società di Engeneering allora se organizzata in questo modo non è più attività professionale, non è più reddito di lavoro autonomo ma questo reddito è tassato come reddito d’impresa.
È difficile che si ricada in questa ipotesi perché anche studi di avvocati di 400 avvocati non rientrano in questo) dallo sfruttamento di miniere, cave, torbiere, saline, laghi, stagni da attività agricole quando esercitate da soggetti “commerciali” (ci sono attività agricole che sono dentro iI limiti cioè in ragione del tipo di imprenditore che svolge questa attività allora si qualifica o meno come reddito d’impresa. Es una spa che coltiva fondo e che pur sta dentro ai limiti questi producono reddito d’impresa (serra da un piano solo, nutre gli animali con cioè che produce sul suo fondo).
L’attività deve essere abituale, e cioè esercitata con regolarità e stabilità, anche se non in via esclusiva (attività part-time) e senza una rigorosa continuità (attività stagionali) (se attività è svolta invece in modo occasionale anche se rientra nell’art.2195 allora non produce reddito d’impresa ma è reddito diverso, quindi non hanno un sacco di obblighi ma è difficilissimo che ricorra questa ipotesi. Es se in un anno compio una sola operazione allora è diverso? Dipende che operazione è, tipo se costruisco edifici allora è esercizio d’impresa unius negozi cioè caratterizzate da poche negoziazioni)