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Timestamp: 2017-11-23 23:46:58+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.12', 'sentenza ', 'art.5', 'art.6', 'art.7', 'art.6', 'art.3', 'art.2']

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PRODUTTIVITA’ COLLETTIVA ASL BRINDISI: LA DIGNITÀ ED IL RISPETTO DEI LAVORATORI NON SI CONTRATTA
marzo 26, 2017 nursind64 No Comments
Era il 3 ottobre 2006 quando è stato sottoscritto dalla parte pubblica e dalla parte sindacale il Contratto Collettivo Integrativo Decentrato (C.C.I.D.) del personale area di comparto dell’AUSL BR/1, per il quadriennio normativo 2002/2005. (VEDI)
All’art.12, del suddetto CCID, riguardante l’istituto contrattuale della produttività collettiva, viene espressamente dichiarata la esclusione del personale a tempo determinato: (…) “si provvede, quindi, a determinare il totale generale dei coefficienti di categoria, tenendo conto del numero di dipendenti in servizio a tempo indeterminato per ciascuna di esse – ART.12 punto A”
(….) “La quota teorica di partecipazione di ciascun dipendente a tempo indeterminato è corrisposta in presenza del raggiungimento degli obiettivi dati dalla Direzione generale all’Unità operativa di appartenenza – ART 12 punto B”.
Da allora nulla è stato fatto per sanare una palese violazione del principio di non discriminazione.
Eppure numerose sono stati, nel tempo, i richiami al DIVIETO di discriminazione personale a tempo determinato:
La clausola 4, punto 1 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato oggetto della Direttiva del Consiglio 28 giugno 1999, 1999/70/CE stabilisce: ”Per quanto riguarda le condizioni di impiego, i lavoratori a tempo determinato non possono essere trattati in modo meno favorevole dei lavoratori a tempo indeterminato comparabili per il solo fatto di avere un contratto o rapporto di lavoro a tempo determinato, a meno che non sussistano ragioni oggettive.”
Al prestatore di lavoro con contratto a tempo determinato spettano le ferie e la gratifica natalizia o la tredicesima mensilita’, il trattamento di fine rapporto e ogni altro trattamento in atto nell’impresa per i lavoratori con contratto a tempo indeterminato comparabili, intendendosi per tali quelli inquadrati nello stesso livello in forza dei criteri di classificazione stabiliti dalla contrattazione collettiva, ed in proporzione al periodo lavorativo prestato sempre che non sia obiettivamente incompatibile con la natura del contratto a termine. ( ART 6 – DECRETO LEGISLATIVO 6 settembre 2001, n.368 in attuazione della direttiva 1999/70/CE relativa all’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato – PRINCIPIO DI NON DISCRIMINAZIONE)
Suprema Corte di Cassazione sentenza n. 23487/2015: (….) ESIGE che sia esclusa qualsiasi disparità di trattamento tra dipendenti pubblici di ruolo e dipendenti pubblici temporanei comparabili di uno Stato membro, per il solo motivo che questi ultimi lavorino a tempo determinato……(Corte Giustizia UE – 8 settembre 2011, in causa C-177/10).
È palese, quindi, la violazione, in questi anni, anche di sede di sottoscrizione di ultimo CCID, del principio di non discriminazione, tanto più che la stessa ARAN, si è espressa nei termini di seguito specificati sul tema:
“Il personale con rapporto di lavoro a tempo determinato potrebbe fruire anche dei compensi per la produttività; infatti, prima l’art.5 della legge n.230/1962 e successivamente, con maggiore forza, l’art.6 del D.Lgs.n.368/2001 hanno affermato, come regola generale, il principio di non discriminazione per cui al lavoratore assunto a termine spetta lo stesso trattamento economico e normativo previsto per il personale a tempo indeterminato in servizio con la medesima qualifica, in proporzione al periodo lavorativo prestato, purché non sia obiettivamente incompatibile con la natura del contratto a termine; nello stesso senso è intervenuto anche l’art.7, comma 10, del CCNL del 14.9.2000 che, non solo ha ribadito il principio della parità del trattamento, ma ha individuato anche, in modo espresso, gli istituti per i quali ai lavoratori a termine si applica una disciplina differenziata rispetto a quella prevista per i lavoratori a termine.
Pertanto, nel caso proposto, non si può escludere la corresponsione al lavoratore a termine dei compensi per produttività, soprattutto ove l’interessato sia stato espressamente inserito nel relativo progetto. Una eventuale esclusione potrebbe ritenersi legittima, alla luce della chiara previsione dell’art.6 del D.Lgs.n.368/2001, solo nel caso in cui il sistema di partecipazione ai progetti e di erogazione dei compensi di produttività previsto dalla contrattazione decentrata integrativa sia incompatibile con le caratteristiche e la natura del lavoro a termine o non consenta un’erogazione di compensi in proporzione al periodo lavorativo prestato.
Non riteniamo, invece, alla luce di quanto sopra detto a proposito del principio legale di non discriminazione, che sia sufficiente a legittimare l’esclusione la sola circostanza che il contratto decentrato integrativo nulla abbia disposto per i lavoratori a termine.
Infatti solo relativamente al contratto di formazione e lavoro (art.3 del CCNL del 14.9.2000) e al contratto di fornitura di lavoro temporaneo (art.2 del CCNL del 14.9.2000), è espressamente richiesto, ai fini della partecipazione dei lavoratori titolari di tali particolari rapporti di lavoro ai premi di produttività, un esplicito intervento abilitante della contrattazione decentrata integrativa, anche con riferimento al finanziamento degli stessi”.
Quindi non solo il personale a tempo determinato ha diritto ai compensi in oggetto, non solo ha diritto al riconoscimento dei compensi in oggetto degli anni precedenti, ma si rimarca il fatto che “non è necessario un esplicito intervento abilitante della contrattazione decentrata integrativa, anche con riferimento al finanziamento degli stessi”.
È il caso infine che gli stessi lavoratori possano accedere a tutti gli altri istituti contrattuali, previsti invece solo per il personale con contratto a tempo indeterminato, quali i permessi studio, i permessi retribuiti per la formazione, i permessi per motivi familiari gravi e per lutto, etc. rappresenta una violazione della già citata clausola 4 della Direttiva europea e della Carta dei diritti dell’uomo.
Si auspica quindi che venga ristabilita quanto prima la giustizia, il riconoscimento, il rispetto e la dignità di tutti i lavoratori.
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