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Timestamp: 2017-12-16 01:22:59+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2087', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 2087']

Cassazione: guardia giurata malmenata... NO responsabilità del datore di lavoro...
Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza 19 febbraio – 17 maggio 2013, n. 12089 - Presidente Vidiri – Relatore Balestrieri
G..P. impugnava la sentenza del Tribunale di Latina che aveva respinto la sua domanda volta al risarcimento del danno biologico ex art. 2087 c.c., non ravvisando alcuna colpa a carico del datore di lavoro nell'infortunio da lui subito il (omissis) , alle ore 4,45 circa, mentre svolgeva il servizio notturno di vigilanza e pattugliamento (in qualità di guardia particolare giurata) nella zona di (…), dove si stava svolgendo la festa del partito della "Rifondazione Comunista", allorquando venne aggredito e malmenato da alcuni giovani i quali, in precedenza, avevano speronato l'auto di servizio su cui si trovava il P. , costringendolo a fermarsi.
A seguito delle percosse subite, l'appellante deduceva di avere riportato lesioni permanenti nella misura del 20% per danno biologico, con 30 giorni di invalidità totale e 15 di invalidità parziale, come accertato a seguito di c.t.u. svolta in prime cure. Deduceva che il Tribunale aveva erroneamente rigettato il ricorso per la ragione che l'infortunio occorso all'odierno appellante era stato determinato da un fatto-reato commesso da terzi, senza che al datore di lavoro potesse addebitarsi alcun tipo di responsabilità. L'appellante evidenziava l'erroneità della pronuncia. Si costituivano in giudizio la società datrice di lavoro e la Milano Assicurazioni (chiamata in garanzia dal datore di lavoro) resistendo al gravame.
L'appellante censurava la sentenza in oggetto sotto vari profili: anzitutto lamentava il mancato esercizio dei poteri istruttori di ufficio da parte del primo giudice; evidenziava inoltre come il Tribunale avesse rigettato la domanda sebbene il datore di lavoro non avesse adottato tutte le cautele necessarie ad evitare l'evento dannoso, non avendo, in particolare, inviato altre guardie particolari giurate sul luogo, per coadiuvare il P. .
Per la cassazione propone ricorso il P. , affidato a due motivi.
1. - Con il primo motivo il ricorrente denuncia la violazione e falsa applicazione, ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c. degli artt. 2087 e 1218 c.c., oltre ad omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia, ex art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c..
I giudici di appello, nell'evidenziare che nella specie, il danno derivò esclusivamente dal fatto (penalmente) illecito ed imprevedibile di terzi, tale da porsi come causa esclusiva dell'evento dannoso, hanno incontestatmente accertato che il P. nel ricorso introduttivo del giudizio nulla dedusse circa la colpa della datrice di lavoro, risultando pertanto la deduzione del possibile invio di altra/e pattugliai inammissibile in quanto esposta solo in grado di appello.
Hanno comunque ed inoltre accertato che, oltre all'arma di servizio in possesso del P. , la sua auto era dotata di apparecchio radio, con cui egli stesso chiese ed ottenne l'intervento dei Carabinieri, mentre dalle testimonianze raccolte, non risultava che egli avesse chiamato la centrale operativa dell'Istituto di Vigilanza. Tali accertamenti non hanno formato oggetto di specifiche censure da parte del ricorrente.
2. Con il secondo motivo il P. denuncia la violazione e falsa applicazione, ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c. degli artt. 2087 e 1218 c.c., oltre ad omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia, ex art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c..
Il motivo è in parte inammissibile, laddove richiede alla Corte una diversa vantazione delle circostanze di fatto e delle risultanze istruttorie, e per il resto infondato.
Ed infatti, seppure è vero che la giurisprudenza di legittimità ha affermato che può sussistere (cfr. tuttavia, contra: Cass. n. 25883/08; Cass. n. 15350/01; Cass. n. 11710/98) la responsabilità del datore di lavoro, ex art. 2087 c.c., anche laddove l'evento dannoso sia derivato dall'azione, anche delittuosa, di terzi, è altrettanto vero che il fondamento della responsabilità è sempre stato ravvisato in un elemento colposo di questi, così come, nel caso della rapina, allorquando pur a fronte di ripetuti e denunciati episodi criminali, la datrice di lavoro non abbia adottato alcuna misura idonea ad evitare il danno (cfr. Cass. n. 21479/05; Cass. n. 8230/03; Cass. n. 14469/00).
La Corte rigetta il ricorso. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio di legittimità, in favore della Milano Assicurazioni s.p.a., che liquida in Euro 40,00 per esborsi, Euro 2.500,00 per compensi, oltre accessori di legge.
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17 nov 2013 0 910