Source: http://www.militari.org/fondi-pensione-di-militari-e-poliziotti-punto-di-situazione/
Timestamp: 2019-03-23 18:53:55+00:00
Document Index: 146924449

Matched Legal Cases: ['art. 1475', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 2', 'sentenza ']

Fondi pensione di militari e poliziotti. Punto di situazione – Militari.org by As.So.Di.Pro.
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Buona domenica a tutti, buona domenica signora Ministro della Difesa – Dottoressa Elisabetta Trenta
Con richiesta di accesso agli atti il sottoscritto, nella propria qualità di legale rappresentante dell’Associazione Verso Fondo Pre.Si.Di. (Previdenza Complementare Sicurezza e Difesa), ha chiesto ed ottenuto dallo Stato Maggiore della Difesa copia del parere da questi formulato alla Signora Ministro in merito alla nostra richiesta di riconoscimento quale “associazione tra militari”.
È stato sconcertante apprendere come SMD, abbia affermato che la materia della previdenza complementare sia di esclusiva pertinenza dei rappresentanti dei lavoratori (Cocer per le Forze Armate, sindacati per le Forze di Polizia) richiamando il noto Dlgs 195/95.
Le ragioni (in breve) dello sconcerto, risiedono nel fatto che la 195/95 dà sì facoltà alla R.M. di concertare tale materia, tuttavia il Dlgs 252/2005 (norma specifica riguardante la previdenza complementare) stabilisce (nel suo articolo 3 comma 2 parte II°) proprio che in caso di mancato esercizio delle facoltà di cui alla 195/95 da parte dei propri rappresentanti i “militari e poliziotti possano – costituendosi in associazione – dar vita essi stessi ad un fondo pensione!” – il principio appena citato si riassume in sostanza in quello che è uno delle colonne portanti del nostro ordinamento giuridico, ossia che una Legge speciale deroga sempre una legge generale, specie quando lo fa in modo esplicito (Lex specialis derogat generali).
Viste le condizioni (parere di SMD) per evitare che il nostro riconoscimento giungesse ad un rigetto aAbbiamo chiesto:
1) la sospensione del procedimento riserviandoci di presentare nostre memorie verso il predetto parere;
2) presentato (poche ore dopo) le memorie che troverete di seguito riportate;
3) chiesto un ulteriore incontro per fornire – qualora non chiaro – ogni chiarimento affinché il parere di SMD sia pretermesso dal giudicato sul riconoscimento.
Sono quindi più che sicuro che vi farà piacere sapere che la Vostra firma sulla petizione indirizzata alla Signora Ministro Elisabetta Trenta ha prodotto i risultati richiesti, quello che sembrava essere un viaggio senza ritorno si è trasformato grazie anche a voi, in un ordine di approfondimento del procedimento, impartito direttamente dal Ministro affinché gli uffici preposti giudichino con ancora maggiore attenzione la nostra richiesta di riconoscimento. Ringraziando pertanto la Dottoressa Trenta non possiamo che attendere fiduciosi buone prossime novelle.
TESTO MAIL INVIATA VIA PEC:
“In prosecuzione ed integrazione alla PEC in data odierna si invia di seguito, la memoria di parte relative alla procedura di riconoscimento in essere:
L’Associazione Verso Fondo Pre.Si.Di. – APS, inquadrata tra le associazioni di promozione sociale (ex D.Lgs. nr. 117/2017), è stata costituita con lo scopo principale di costituire un Fondo Pensione complementare per il personale del Comparto difesa e sicurezza dello Stato, che ancora oggi né risulta privo.
Nel novembre del 2017 è stata inoltrata a codesto Ministero della Difesa, per il tramite gerarchico, istanza autorizzativa ai sensi dell’art. 1475 del Codice dell’Ordinamento militare, al fine di ottenere il riconoscimento quale “associazione tra militari”, al fine di promuovere un accordo quadro quale fonte istitutiva del fondo stesso, accomunando la volontà di tutto il personale dipendente. Tale fonte istitutiva è prevista dall’art. 3 comma 2 del D. Lgs 124/93 e dall’art. 3 comma 2 del D.Lgs. 252/2005.
In data 29/01/2019, mediante istanza di accesso agli atti amministrativi, si chiedeva copia del parere redatto dal Capo di Stato Maggiore della Difesa ed indirizzato al Ministro della Difesa.
In data 28/02/2019 si riceveva a mezzo pec il parere di cui sopra, apprendendo che era negativo in quanto veniva indicato che ai sensi dell’art. 5 del D.Lgs. nr. 195/1995 le forme pensionistiche complementari sono oggetto di concertazione e quindi di competenza degli Organismi di Rappresentanza Militare.
Al riguardo, parere dello scrivente, la materia della previdenza complementare in Italia è regolata nel dettaglio dal D.Lgs. nr. 124/1993 e dal D.Lgs. nr. 252/2005, nonché da tutte le norme secondarie emanate negli anni. Invece, il D.Lgs. nr. 195/1995 dal titolo “Attuazione dell’art. 2 della legge 6 marzo 1992, n. 216, in materia di procedure per disciplinare i contenuti del rapporto di impiego del personale delle Forze di polizia e delle Forze armate”, regola il rapporto di pubblico impiego del personale delle Forze armate e di polizia, facendo richiamo anche alla previdenza complementare ma senza prevedere una esclusività di competenza da parte delle Rappresentanze. Si può quindi affermare che la tematica della previdenza complementare per il pubblico impiego trova una legge generale nel D.Lgs. nr. 195/1995 ed una legge speciale nel D.Lgs. nr. 124/1993 e dal D.Lgs. nr. 252/2005.
Pertanto, data questa presunta antinomia, si troverà soluzione applicando la legge speciale e posteriore, ossia il D.Lgs. 252/2005 in deroga alla legge generale e anteriore di cui al D.Lgs. 195/1995.
L’obiettivo di questa Associazione è quello della promozione di un accordo quadro per la costituzione di un fondo pensione complementare per il comparto difesa e sicurezza dello Stato, come persino chiarito nel corso due incontri del 25 ottobre e del 14 dicembre 2018 presso codesto Dicastero, con le seguenti caratteristiche:
senza il contributo del datore di lavoro;
con la sola contribuzione volontaria del personale;
senza alcuna modifica all’attuale regime del Trattamento di Fine Servizio;
con la concertazione a cura delle Rappresentanze Militari e dei Sindacati di polizia.
Ponendo la massima fiducia che le memorie su esposte fossero già di patrimonio del responsabile del procedimento, sia chiede altresì che la presente PEC entri a far parte dell’intero procedimento e portata all’attenzione del relativo titolare.
Si resta in attesa di un cortese cenno di riscontro in merito alla richiesta di convocazione per affrontare – laddove necessario – i punti su esposti.
Si ringrazia per l’attenzione prestata.
Fabrizio Di Mattei
Il 28 febbraio 2019 alle 12.23 Associazione Verso Fondo Pre.Si.Di. – APS ha scritto:
Con la presente si chiede di voler sospendere il procedimento amministrativo di riconoscimento – quale associazione a carattere militare – della scrivente associazione.
La presente istanza trae motivazione a seguito della richiesta di accesso agli atti presentata dalla scrivente associazione allo Stato Maggiore della Difesa il cui parere è risultato essere “sfavorevole”, riservandoci di produrre memorie di parte in merito chiediamo di essere nuovamente auditi presso codesto ufficio di Gabinetto.
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