Source: http://firenze.sentenze.ilcaso.it/articolo_ragionato/fallimentare/186-bis/R*186-bis-9
Timestamp: 2020-08-12 15:51:55+00:00
Document Index: 165659736

Matched Legal Cases: ['art. 186', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 161']

Proposta di concordato basato sulla continuità aziendale ex art. 186-bis l.f. – Integrazione – Mancato deposito di integrazione della relazione attestativa ex art. 186-bis co. 2 l.f. – Inammissibilità della domanda di concordato – Sussistenza
In caso di integrazione della proposta concordataria e/o del piano imperniati sulla continuità aziendale ex art. 186-bis l.f., la domanda di concordato deve considerarsi inammissibile ove non sia accompagnata dal deposito di una integrazione della relazione del professionista di cui all’art. 186-bis co. 2 l. fall., attestante che “la prosecuzione dell’attività di impresa prevista dal piano di concordato è funzionale al miglior soddisfacimento dei creditori”. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Appello Milano, 22 Marzo 2017. Segue...
Concordato preventivo - Continuità aziendale - Attestazione del professionista - Requisiti
La domanda di concordato che si basi anche solo in parte sulla continuazione dell'attività di impresa deve essere corredata dalla attestazione del professionista di cui all'articolo 186-bis, comma 2, lett. b) legge fall. che la prosecuzione dell'attività di impresa è funzionale al miglior soddisfacimento dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 31 Agosto 2015. Segue...
L’attestatore del concordato in continuità deve attestare che la prosecuzione dell’attività d’impresa prevista dal piano di concordato è funzionale al miglior soddisfacimento dei creditori, operando una comparazione tra la prosecuzione dell’attività come prospettata nel business plan della società che prosegue l’attività e come recepita nel piano concordatario e la liquidazione dei beni in sede concorsuale. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 09 Ottobre 2014. Segue...
Le particolari cautele a favore dei creditori previste dall’art. 186 bis l.f., rappresentate dalla allegazione di a) “un’analitica indicazione dei costi e dei ricavi attesi dalla prosecuzione dell’attività d’impresa prevista dal piano di concordato, delle risorse finanziarie necessarie e delle relative modalità di copertura”, ossia dalla predisposizione di un vero e proprio businnes plan e b) l’attestazione speciale che la prosecuzione dell’attività “è funzionale al miglior soddisfacimento dei creditori”, si giustificano in quanto successivamente alla ammissione alla procedura vi sia una prosecuzione dell’attività foriera di rischi per i creditori e, in particolare, di quello specifico rischio che è rappresentato dalla maturazione di un ulteriore indebitamento in prededuzione, tale da peggiorare le iniziali prospettive di soddisfacimento liquidatorio dei creditori concordatari. Ove non vi sia prosecuzione diretta da parte del debitore successivamente all’ammissione alla procedura (anche solo per un breve periodo di tempo), tale rischio non sussiste, salva la sola ipotesi in cui talune clausole dell’eventuale contratto di affitto d’azienda già concluso prima dell’ammissione (ed anche nella stessa fase preconcordataria ex art. 161 co. 6 l.f.) o della proposta di acquisto dell’azienda, facciano dipendere la regolazione dei valori economici dall’andamento dell’attività caratteristica. Solo in questa ipotesi si può parlare propriamente di continuità indiretta, pur essendo invalsa tale terminologia anche nei confronti di concordati che restano prettamente liquidatori, laddove l’affitto d’azienda e la successiva cessione della stessa operano unicamente come forma di monetizzazione a favore dei creditori concordatari dell’attivo, sotto forma di ritrazione di canoni e prezzo di alienazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 19 Agosto 2014. Segue...
Qualora, nell’ambito del piano di concordato preventivo, sia prevista la cosiddetta continuità indiretta dell’attività già affittata a terzi, i quali, nell’ambito del piano, abbiano rilevanza esclusivamente quali soggetti tenuti al pagamento di somme quali canoni, prezzo della cessione, ecc., detti soggetti dovranno essere valutati sul piano della solvibilità e delle eventuali garanzie fornite, piuttosto che su quello della capacità imprenditoriale e delle iniziative gestorie adottate, come invece dovrebbe essere qualora, successivamente alla ammissione alla procedura, sia prevista una prosecuzione dell’attività che comporti il rischio di un ulteriore indebitamento in prededuzione idoneo a pregiudicare le prospetttive di soddifacimento dei creditori nell’ipotesi alternativa di liqudiazione dei cespiti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 19 Agosto 2014. Segue...
Concordato preventivo - Durata del piano - Attestazione
Alla stregua dei principi contabili vigenti, la durata quinquennale di un piano concordatario rappresenta il limite temporale massimo entro cui è possibile effettuare l’attestazione. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 18 Giugno 2014. Segue...
Concordato con continuità aziendale - Concordato liquidatorio con un risanamento indiretto - Caratteristiche della relazione del professionista - Orizzonte temporale del contratto di affitto di azienda.
Attestazione del professionista - Espressa dichiarazione di non versare nelle condizioni di incompatibilità previste dalla legge - Necessità.