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Timestamp: 2018-10-21 14:52:07+00:00
Document Index: 155887889

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 2752', 'art. 3', 'art. 117', 'art 6', 'art. 172', 'art. 173', 'sentenza ', 'art. 2466']

07 Novembre 2012 | di Sara Bernasconi
La seconda condizione imposta dall’art. 13 del Regolamento (CE) 1346/2000, relativo alle procedure di insolvenza transfrontaliera, affinché il beneficiario di un atto pregiudizievole alla massa dei creditori possa escludere l’applicazione a detto atto della lex fori concursus, ossia la non impugnabilità dello stesso secondo la legge applicabile, deve essere dimostrata in concreto e limitatamente alle forme di invalidità, nullità o annullabilità previste dalla disciplina delle procedure concorsuali, con esclusione di quelle previste dal diritto comune.
Un’ipotesi di responsabilità dell’amministratore per abuso di direzione e coordinamento
05 Novembre 2012 | di Mario Furno
Nella valutazione sull’esercizio dell’attività di direzione e coordinamento all’interno di gruppi societari occorre applicare il criterio fondato sulla compensazione tra vantaggi e svantaggi ottenuti dalla controllata, valutandosi ex ante la ragionevole probabilità di ristoro, anche futuro, del pregiudizio, tenendo presente che il trasferimento di capitali da una società all’altra è sempre illegittimo, ove non sia rigorosamente giustificato da un corretto rapporto obbligatorio assistito da contropartita.
Profili critici sulla questione di costituzionalità dell’art. 2752 c.c. sollevata dal Tribunale di Firenze
26 Ottobre 2012 | di Francesco Vignoli
Va sollevata questione di legittimità costituzionale degli artt. 2752, comma 1, c.c. e 23, commi 37 e 40, l. n. 111/2011, laddove prevedono l’applicazione del privilegio al credito per tributi diretti dello Stato, per imposta sul valore aggiunto e per tributi degli enti locali e sanzioni, anche se sorti antecedentemente alla entrata in vigore della legge e anche laddove il credito erariale sia stato in precedenza ammesso allo stato passivo divenuto definitivo in chirografo, per contrasto con l’art. 3, commi 1 e 2, Cost. e con l’art. 117 Cost. in combinato disposto con l’art 6 CEDU.
L’infelice sorte dei decreti ministeriali sui compensi agli organi delle procedure minori
25 Ottobre 2012 | di Paolo Bosticco
E’ illegittimo per disparità di trattamento, e pertanto il Giudice può disapplicarlo, il D.M. 25 gennaio 2012 n. 30 nella parte in cui prevede che il compenso per il Commissario Giudiziale del concordato preventivo venga quantificato - in caso di concordati preventivi liquidatori - sull’attivo realizzato, anziché sul valore dell’attivo risultante dall’inventario redatto ai sensi dell’art. 172 l. fall.
Ancora sui poteri del Tribunale in sede di omologazione del concordato preventivo
23 Ottobre 2012 | di Maria Luisa Cirrincione
Nel giudizio di omologazione del concordato preventivo, in assenza di opposizione da parte dei creditori, non rientra nel perimetro di controllo di legittimità demandato al tribunale il potere-dovere di accertare la fattibilità dell’accordo intervenuto tra il debitore proponente e il ceto creditorio, purché quest’ultimo risulti adeguatamente informato sulla situazione aziendale e sulle ragioni di sostegno del piano concordatario. Ne consegue che il tribunale deve limitarsi a prendere atto della scelta consapevole adottata a maggioranza dai creditori, verificando la persistenza delle stesse condizioni di ammissibilità della procedura e l’assenza di cause di revoca ex art. 173 l. fall.
19 Ottobre 2012 | di Gianni Solinas
La sentenza del Tribunale di Venezia non ha precedenti specifici e si occupa della natura esecutiva o meno del procedimento di vendita della quota del socio moroso prevista dall’art. 2466, comma 2, c.c. e degli effetti su questa procedura dell’ammissione al concordato preventivo del socio che subisce l’espropriazione della propria quota da parte degli amministratori della società.
12 Ottobre 2012 | di Salvo Leuzzi
Sono inammissibili le contestazioni sull'ammontare dei crediti ammessi al voto nel concordato preventivo, ove siano fatte valere dopo l'adunanza dei creditori, senza che, in detta sede, il giudice delegato sia stato chiamato a pronunciarsi al riguardo.