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Timestamp: 2020-02-19 04:03:14+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 42', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 32', 'art. 71', 'art.32', 'sentenza ', 'art. 42']

Congedo biennale retribuito per assistenza al disabile: necessario il requisito della convivenza - Obiettivo Scuola
Congedo biennale retribuito per assistenza al disabile: necessario il requisito della convivenza
Pubblicato: 01 Novembre 2019 | Stampa	| Visite: 286
L'art. 42 comma 5 del D. lgs 151/2001 prevede il diritto a fruire di un congedo biennale retribuito per l'assistenza del parente disabile grave (certificato ai sensi dell'art. 3 comma 3 della Legge 104/1992). Non spetta quindi nel caso di disabilità non grave (certificata ai sensi dell'art. 3 comma 1 della Legge 104/1992).
Tale congedo può essere fruito dai seguenti soggetti secondo un preciso ordine di priorità, derogabile solamente in presenza delle condizioni prevista dalla legge (decesso, mancanza o presenza di malattie invalidante).
L'età avanzata del titolare del diritto non costituisce un requisito sufficiente per legittimare il godimento del congedo da parte di altri soggetti titolati, se non accompagnata da patologie invalidanti.
REQUISITO DELLA CONVIVENZA
Per poter fruire del congedo in questione è necessario soddisfare il requisito della convivenza. Tale requisito è richiesto per il coniuge e i componenti dell’unione civile, i figli e i fratelli o le sorelle, il parente o affine entro il terzo grado, non è invece richiesto per i genitori, anche adottivi, dei figli con disabilità grave (ai sensi del D.Lgs 119/2011 art. 4 comma 1).
QUANDO VIENE SODDISFATTO IL REQUISITO DELLA CONVIVENZA
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con Lettera circolare n. 3884 del 18 febbraio 2010, si è espresso sull'argomento per precisare che la residenza nel medesimo stabile, sia pure in interni diversi, non pregiudica in nessun modo l'effettività e la continuità dell'assistenza al genitore disabile. Il concetto di "convivenza", può essere ricondotto a tutte quelle situazioni in cui, sia il disabile che il soggetto che lo assistite abbiano la residenza nello stesso Comune, riferita allo stesso indirizzo: stesso numero civico anche se in interni diversi.
Diversamente da quanto previsto dalla previgente disciplina, il requisito della convivenza si intende soddisfatto anche nel caso di "dimora temporanea", risultante dall'iscrizione nello schedario della popolazione temporanea di cui all'art. 32 del D.P.R. 223/1989 (cittadini che dimorano nel comune da non meno di 4 mesi ma che non si trovino in condizione di stabilirvi la residenza). Le amministrazioni saranno deputate ad effettuare i controlli del caso (D.P.R. 445/2000 art. 71).
L'INPS con la Circolare n. 32 del 6/3/2012 e successivamente nella Circolare n. 159 del 15/11/2013 specifica che:
Al fine di agevolare l’assistenza della persona disabile, il requisito della convivenza, richiesto per la fruizione del congedo straordinario, sarà accertato d’ufficio previa indicazione da parte dell’interessato degli elementi indispensabili per il reperimento dei dati inerenti la residenza anagrafica, ovvero l’eventuale dimora temporanea (vedi iscrizione nello schedario della popolazione temporanea di cui all’art.32 D.P.R. n. 223/89), ove diversa dalla dimora abituale (residenza) del dipendente o del disabile. In alternativa all’indicazione degli elementi di cui sopra, l’interessato ha facoltà di produrre una dichiarazione sostitutiva ai sensi del D.P.R. 445/2000".
FIGLI NON ANCORA CONVIVENTI ALL'ATTO DELLA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA
Relativamente ai figli, con la sentenza n. 232 del 7 dicembre 2018, la Corte Costituzionale ha disposto che il figlio, qualora al momento della presentazione della richiesta del congedo straordinario, ancora non conviva con il genitore in situazione di disabilità grave, ha l’obbligo di instaurarla per poter legittimamente fruire del beneficio in oggetto ma, nel frattempo può legittimamente fare richiesta del beneficio e fruirne.
Secondo la Corte infatti, si deve dichiarare l’illegittimità costituzionale dell’art. 42, comma 5, del d.lgs. n. 151 del 2001, nella parte in cui non annovera tra i beneficiari del congedo straordinario ivi previsto, e alle condizioni stabilite dalla legge, il figlio che, al momento della presentazione della richiesta, ancora non conviva con il genitore in situazione di disabilità grave, ma che tale convivenza successivamente instauri".
Pertanto, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente, del padre e della madre, anche adottivi, dei figli conviventi, dei fratelli e delle sorelle conviventi, dei parenti o affini entro il terzo grado conviventi, legittimati a richiedere il beneficio in via prioritaria secondo l’ordine determinato dalla legge, il figlio all'origine non convivente, potrà presentare domanda di congedo ma dovrà istaurare tempestivamente la situazione di convivenza con il\la padre\madre disabile.
circolare n. 3884 del 18 febbraio 2010
congedo straordinario	disabilità