Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/circolare-inps-n-16-del-04022008.html
Timestamp: 2016-12-09 23:13:19+00:00
Document Index: 57385900

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 23', 'art. 32', 'art. 35', 'art. 2', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 28', 'art. 2', 'art. 34', 'art. 34']

Circolare INPS n. 16 del 04.02.2008
Art. 2, commi 452-456, Legge 24 dicembre 2007
n. 244 (Finanziaria 2008). Congedo di maternità/paternità e congedo parentale
in caso di adozioni e affidamenti: sostituzione degli artt. 26, 31, 36 ed
abrogazione degli artt. 27 e 37 del D.Lgs. 151/2001 (T.U. della
SOMMARIO: In caso di adozione di minore, il
congedo di maternità di cui al Capo III del D.Lgs. 151/2001 (T.U. delle
disposizioni legislative a tutela e sostegno della maternità/paternità) spetta
per un periodo di cinque mesi dallingresso del minore nel nucleo familiare.
In caso di adozione internazionale il congedo può essere fruito anche durante
il periodo di permanenza allestero. Nellipotesi di affidamento il congedo
spetta per un periodo di tre mesi e può essere fruito entro cinque mesi dallaffidamento.
Il padre lavoratore può fruire del congedo di cui sopra alle medesime
condizioni previste per la lavoratrice, qualora la stessa non se ne avvalga.
Il congedo parentale di cui al Capo V del D.Lgs. 151/2001 (TU. delle
disposizioni legislative a tutela e sostegno della maternità/paternità) può
essere fruito dai genitori adottivi e affidatari entro otto anni dallingresso
del minore in famiglia e, comunque, non oltre il raggiungimento della maggiore
età del minore adottato o affidato
1. CONGEDO DI MATERNITÀ IN CASO DI ADOZIONE E
Per effetto dellart. 2, commi 452 e 453, Legge Finanziaria
per il 2008, gli artt. 26 e 27 del
D.Lgs. 151/2001 - T.U. delle disposizioni legislative a tutela e sostegno della
maternità/paternità (di seguito T.U.) sono stati, rispettivamente, sostituito
e abrogato.
Si riporta di seguito il testo dellart. 26 T.U. novellato:
1. Il congedo di maternità come
regolato dal presente Capo spetta, per un periodo massimo di cinque mesi, anche
alle lavoratrici che abbiano adottato un minore.
2. In caso di adozione nazionale, il
congedo devessere fruito durante i primi cinque mesi successivi alleffettivo
ingresso del minore nella famiglia della lavoratrice.
3. In caso di adozione internazionale, il
congedo può essere fruito prima dellingresso del minore in Italia, durante
il periodo di permanenza allestero richiesto per lincontro con il minore e
gli adempimenti relativi alla procedura adottiva. Ferma restando la durata
complessiva del congedo, questo può essere fruito entro i cinque mesi
successivi allingresso del minore in Italia.
4. La lavoratrice che, per il periodo di
permanenza allestero di cui al comma 3, non richieda o richieda solo in parte
il congedo di maternità, può fruire di un congedo non retribuito, senza
diritto ad indennità.
5. Lente autorizzato che ha ricevuto lincarico
di curare la procedura di adozione certifica la durata del periodo di permanenza
allestero della lavoratrice.
6. Nel caso di affidamento di minore, il
congedo può essere fruito entro cinque mesi dallaffidamento, per un periodo
massimo di tre mesi.
La riforma di cui allart. 26 T.U. opera per gli ingressi in
famiglia (adozioni nazionali) o ingressi in Italia (adozioni internazionali)
verificatisi dal 1° gennaio 2008 nonché per gli ingressi avvenuti nellanno
2007, relativamente ai quali non sia decorso larco temporale dei cinque mesi
dallingresso in famiglia o in Italia del minore.
In merito a tali ultimi ingressi (anno 2007), gli
eventuali ulteriori periodi di congedo riconosciuti sulla base delle nuove
disposizioni saranno indennizzabili a condizione che ricadano dal 1° gennaio
2008. Si rileva che gli interessati potranno avvalersi dellestensione del
periodo di congedo anche quando i tre mesi previsti dalla normativa previgente
siano stati fruiti per intero nellanno 2007, fermo restando che non deve
essere decorso il periodo dei cinque mesi dallingresso in famiglia o in
Italia del minore. Gli eventuali periodi ricadenti nellanno 2007, che si
collochino oltre i tre mesi dallingresso in famiglia del minore, non potranno
essere indennizzati a titolo di maternità ancorché ricompresi nei predetti
Con particolare riguardo alle ipotesi di affidamento di
cui al comma 6, le nuove disposizioni si applicano agli affidamenti con
decorrenza 1° gennaio 2008; relativamente agli affidamenti disposti nellanno
2007, il congedo e correlativo trattamento economico sono riconoscibili allinteressata
a condizione che non siano decorsi cinque mesi dalla data di affidamento del
minore, arco temporale entro il quale la stessa ha diritto a fruire di un
periodo di congedo complessivamente pari a tre mesi.
In attuazione delle nuove disposizioni di legge, la
lavoratrice che adotta un minore (ai sensi degli artt. 6 e ss. della legge
184/1983e successive modificazioni) ha diritto allastensione dal lavoro per
un periodo pari a cinque mesi a prescindere dalletà del minore allatto
delladozione. Il diritto, pertanto, è riconosciuto anche che se il minore,
allatto delladozione, abbia superato i sei anni di età e spetta per lintero
periodo, anche nellipotesi in cui durante il congedo lo stesso raggiunga la
La lavoratrice ha diritto al congedo per i primi cinque
mesi decorrenti dal giorno successivo alleffettivo ingresso del minore nella
propria famiglia (comma 2); a tale periodo deve essere aggiunto, per analogia
con le madri biologiche, anche il giorno di ingresso del minore nella famiglia
dellinteressata. Conseguentemente, il congedo complessivamente riconoscibile
in favore delle madri adottive è pari a cinque mesi ed un giorno.
Si rileva che le istruzioni di cui al presente
paragrafo trovano applicazione anche laddove, al momento dellingresso del
minore nella famiglia della lavoratrice, lo stesso si trovi in affidamento
preadottivo come previsto dagli artt. 22 e ss. della legge 184/1983; ovviamente,
in tale ipotesi, il diritto al congedo ed alla relativa indennità cessano dal
giorno successivo alleventuale provvedimento di revoca dellaffidamento
medesimo pronunciato dal Tribunale ai sensi dellart. 23 della legge 184/1983.
Tale circostanza dovrà essere tempestivamente comunicata allIstituto dalla
In via transitoria, si fa presente che, per gli
ingressi in famiglia verificatisi nellanno 2007, il congedo e la relativa
indennità sono riconoscibili per tutti i periodi di effettiva astensione dal
lavoro ricadenti nellanno 2008 purché fruiti entro i cinque mesi successivi
allingresso in famiglia del minore. Fermo restando tale arco temporale, la
lavoratrice che si sia eventualmente astenuta ad altro titolo (congedo parentale,
ferie, ecc.) potrà commutare il titolo dellassenza in congedo di maternità,
con conseguente diritto al correlativo trattamento economico, relativamente ai
periodi di effettiva astensione ricadenti nellanno 2008. A tal fine, linteressata
dovrà presentare apposita domanda entro il termine prescrizionale di un anno
decorrente dal giorno successivo alla fine del periodo indennizzabile a titolo
Analogamente a quanto previsto in caso di adozione
nazionale, la lavoratrice che adotta un minore straniero (ai sensi della legge 4
maggio n. 1983, n. 184, e successive modificazioni, artt. 29 e ss.) ha diritto
allastensione dal lavoro per un periodo pari a cinque mesi a prescindere dalletà
del minore allatto delladozione; il diritto spetta per lintero periodo
anche nel caso in cui, durante il congedo, il minore raggiunga la maggiore età.
Il congedo può essere fruito nei cinque mesi
successivi allingresso del minore in Italia risultante dallautorizzazione
rilasciata, a tal fine, dalla Commissione per le adozioni internazionali presso
la Presidenza del Consiglio dei Ministri (art. 32, L. 184/1983). A tale periodo
di congedo si aggiunge il giorno di ingresso in Italia del minore cosicché,
anche nella fattispecie, il periodo massimo complessivamente spettante è pari a
cinque mesi ed un giorno.
Ferma restando la durata massima del periodo di
astensione (cinque mesi ed un giorno), il congedo può essere fruito, anche
parzialmente, prima dellingresso in Italia del minore, per consentire alla
lavoratrice la permanenza allestero finalizzata allincontro con il minore
ed agli adempimenti relativi alla procedura adottiva (comma 3); tale periodo di
congedo può essere fruito anche in modo frazionato. Il congedo non fruito
antecedentemente allingresso del minore in Italia è fruito, anche
frazionatamente, entro i cinque mesi dal giorno successivo allingresso
La lavoratrice che per il periodo di permanenza allestero
non richieda o richieda solo in parte il congedo di maternità, può comunque
avvalersi di periodi di congedo non indennizzati né retribuiti. Il godimento di
tali periodi non è di interesse per lIstituto (comma 4).
I periodi di permanenza allestero correlati alla
procedura adottiva sono certificati dallEnte autorizzato che ha ricevuto lincarico
di curare la procedura di adozione; pertanto, la domanda di indennità a titolo
di congedo di maternità, relativamente ai suddetti periodi, dovrà essere
corredata della suddetta certificazione. In mancanza, la domanda stessa potrà
essere liquidata subordinatamente alla regolarizzazione mediante esibizione
Si rammenta che le istruzioni di cui al presente
minore in Italia, lo stesso si trovi in affidamento preadottivo; tali sono le
ipotesi in cui ladozione debba essere pronunciata dal Tribunale italiano
successivamente allingresso del minore in Italia ai sensi dellart. 35,
comma 4, L. 184/1983. In caso di revoca dellaffidamento preadottivo
pronunciata dal Tribunale, il diritto al congedo ed alla relativa indennità
cessano dal giorno successivo; di tale circostanza la lavoratrice interessata
dovrà darne opportuna e tempestiva comunicazione allIstituto.
In via transitoria, si fa presente che, relativamente
agli ingressi in famiglia avvenuti nellanno 2007, potranno essere
indennizzati tutti i periodi di effettiva astensione dal lavoro ricadenti nellanno
2008 purché fruiti entro i cinque mesi successivi allingresso del minore in
Italia. A tal fine, linteressata dovrà esibire la documentazione attestante
lingresso in Italia (vedi sopra).
Nei limiti dei cinque mesi decorrenti dal suddetto
ingresso, la lavoratrice che abbia fruito nel corso dellanno 2008 di
eventuali periodi di astensione dal lavoro ad altro titolo (congedo parentale,
ferie, ecc.) potrà commutare il titolo dellassenza in congedo di maternità
ed ottenere, su domanda, il correlativo trattamento economico. Si precisa che
non potranno essere indennizzati dallIstituto i periodi di permanenza allestero,
già contemplati dalla normativa previgente, ricadenti nellanno 2007
ancorché riferentisi ad ingressi in Italia avvenuti nel 2008.
La lavoratrice che prende in affidamento un minore
ai sensi della legge 184/1983, artt. 2 e ss. (affidamento non preadottivo) ha
diritto allastensione dal lavoro per un periodo complessivo pari a tre mesi
entro larco temporale di cinque mesi decorrenti dalla data di affidamento del
minore allinteressata; entro i predetti cinque mesi, il congedo in esame è
fruito dallinteressata in modo continuativo o frazionato. Il congedo spetta a
prescindere dalletà del minore allatto dellaffidamento ed è
riconosciuto, pertanto, anche per minori che, allatto dellaffidamento,
abbiano superato i sei anni di età.
In via transitoria si fa presente che, relativamente
agli ingressi in famiglia disposti nellanno 2007, il congedo eventualmente
non fruito nei primi tre mesi dallingresso in famiglia del minore potrà
essere fruito in via continuativa o frazionata nellanno 2008, purché non
oltre i cinque mesi dalla data di affidamento.
2. CONGEDO DI PATERNITA IN CASO DI ADOZIONE
Per effetto dellart. 2, comma 454, Legge Finanziaria per
il 2008, lart. 31 T.U. è stato sostituito.
Si riporta di seguito lart. 31 T.U. novellato:
1. Il congedo di cui allart. 26,
commi 1, 2 e 3, che non sia stato chiesto dalla lavoratrice spetta , alle
medesime condizioni, al lavoratore.
2. Il congedo di cui allart. 26, comma
4, spetta, alle medesime condizioni, al lavoratore. Lente autorizzato che ha
ricevuto lincarico di curare la procedura di adozione certifica la durata del
periodo di permanenza allestero del lavoratore.
In attuazione della disposizione richiamata, il congedo
di paternità spetta, per tutta la durata del congedo di maternità o per la
parte residua, al padre lavoratore dipendente subordinatamente al verificarsi di
una delle condizioni di cui allart. 28
T.U. (decesso o grave infermità della madre, abbandono, affidamento esclusivo)
nonché in alternativa alla madre lavoratrice dipendente che vi rinunci anche
Il diritto al congedo di paternità spetta al padre
richiedente alle medesime condizioni previste per la madre avente diritto;
pertanto, per gli aspetti non considerati nel presente paragrafo si rinvia a
quanto sopra illustrato in merito al congedo di maternità, nonché alle
istruzioni già fornite in precedenza in varie circolari e messaggi.
3. CONGEDO PARENTALE IN CASO DI ADOZIONE
NAZIONALE E INTERNAZIONALE E DI AFFIDAMENTO
Per effetto dei commi 455 e 456 dellart. 2
della Legge Finanziaria per il 2008, gli artt. 36 e 37 T.U. sono stati,
rispettivamente, sostituito e abrogato.
Il congedo parentale di cui al presente
Capo spetta anche nel caso di adozione, nazionale e internazionale, e di
Il congedo parentale può essere fruito dai
genitori adottivi e affidatari, qualunque sia letà del minore, entro otto
anni dallingresso del minore in famiglia, e comunque non oltre il
raggiugimento della maggiore età.
Lindennità di cui allart. 34, comma
1, è dovuta, per il massimo complessivo ivi previsto, nei primi tre anni dallingresso
del minore in famiglia.
In attuazione delle nuove disposizioni, i genitori
adottivi e affidatari, analogamente ai genitori biologici, possono fruire del
congedo parentale entro i primi otto anni dallingresso del minore nel nucleo
familiare, indipendentemente dalletà del bambino allatto delladozione
o affidamento e comunque non oltre il compimento della maggiore età dello
Fermi restando i predetti limiti temporali (oltre i
quali non spettano né il congedo né la relativa indennità) il trattamento
economico pari al 30% della retribuzione è riconoscibile per un periodo massimo
complessivo di sei mesi tra i due genitori entro i tre anni dallingresso del
minore in famiglia; viceversa, qualunque periodo di congedo richiesto oltre i
tre anni dallingresso (anche, ad esempio, il primo mese) nonché i periodi di
congedo ulteriori rispetto ai sei mesi (settimo, ottavo e così via), ancorché
fruiti entro i primi tre anni dallingresso del minore in famiglia, potranno
essere indennizzati a tale titolo subordinatamente alla verifica delle
condizioni reddituali previste dal comma 3 dellart. 34 T.U.
Si fa presente che, anche relativamente agli ingressi
in famiglia verificatisi nellanno 2007, il congedo parentale è fruibile ed
indennizzabile, dal 1° gennaio 2008, entro i limiti temporali sopra illustrati;
ovviamente, dovranno essere tenuti in considerazione, ai fini del computo del
periodo complessivamente spettante a tale titolo, eventuali periodi di congedo
già fruiti dai genitori interessati antecedentemente al 1° gennaio 2008.
Considerate le modifiche normative introdotte dalla
Legge Finanziaria 2008, devono considerarsi superate le istruzioni
precedentemente fornite in materia, da ultimo con messaggio n. 22913 del
20.09.2007. Si fa riserva di fornire la nuova modulistica, congrua con le
disposizioni di cui alla presente circolare.
Sono in corso gli adeguamenti delle applicazioni
informatiche interessate dalla nuova disciplina relativa al congedo di
maternità/paternità e congedo parentale in caso di adozioni ed affidamenti.
Entro il più breve tempo possibile sarà data
comunicazione della disponibilità degli aggiornamenti necessari.