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Timestamp: 2016-10-28 17:58:15+00:00
Document Index: 4171441

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 55', 'art. 73', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 36']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 13 del 20.01.2009
Istanza di interpello - Art. 11 Legge 27 luglio 2000, n. 212 - Gestore dei
Servizi Elettrici, SPA - Dpr. 26 ottobre 1972, n. 633 e Dpr. 22 dicembre 1986,
Con istanza d'interpello formulata ai sensi dell'art. 11 della legge
27 luglio 2000, n. 212, è stato chiesto di conoscere il trattamento fiscale
della seguente operazione:
Il Gestore dei Servizi Elettrici S.p.A. (di seguito anche GSE), ha
un ruolo centrale nella promozione, nell'incentivazione e nello sviluppo
delle fonti rinnovabili in Italia.
In particolare con la recente Deliberazione del 3 giugno 2008, n.
74, l'Autorità per l'Energia Elettrica e per il Gas (di seguito anche Aeeg)
gli ha attribuito una funzione primaria nell'ambito del cosiddetto Servizio
di Scambio sul Posto (di seguito anche SSP).
Il SSP, come precisato dall'istante è un servizio che, "(...)
permette all'utente una particolare forma di autoconsumo in sito, consentendo che l'energia prodotta possa essere prelevata e consumata in un
momento successivo". In altri termini il SSP sistema consente al soggetto titolare di un impianto fotovoltaico, di immagazzinare virtualmente
l'energia autoprodotta e di riprelevarla quando si rende necessaria.
Tale servizio attualmente è disciplinato dalla Deliberazione
dell'Aeeg n. 28 del 2006, e prevede che l'utente:
- immetta in rete l'energia autoprodotta;
- prelevi dalla rete quella necessaria al proprio fabbisogno
senza sostenere costi anche in un momento diverso da quello
- maturi un credito in termini di energia nei confronti del
gestore della rete, per la parte di energia eventualmente
prodotta in eccesso, utilizzabile nei tre anni successivi.
A decorrere dal 1 gennaio 2009, a seguito dell'emanazione della
Deliberazione n. 74/2008, l'Aeeg, senza tradire lo scopo dello SSP, ovvero
quello di porsi quale elemento equalizzatore della domanda e dell'offerta
energetica, ha cambiato le modalità e le condizioni tecnico-economiche che
regolano lo SSP, prevedendo una diversa gestione e una diversa
riattribuzione all'utente dell'energia dallo stesso autoprodotta.
In particolare, muovendo dalla considerazione che non vi
è coincidenza tra il momento in cui l'energia viene prodotta e quello in cui
viene consumata, l'Aeeg ha fissato nuovi adempimenti in ordine
all'immissione in rete dell'energia prodotta mediante impianti fotovoltaici.
In sostanza il SSP sarà così strutturato:
a) l'utente conferirà l'energia prodotta nel sistema
elettrico gestito da GSE;
b) GSE riceverà l'energia e la venderà sul mercato;
c) l'utente acquisterà l'energia necessaria presso
l'impresa fornitrice (Enel, Acea,....) pagando il relativo
d) GSE corrisponderà all'utente un contributo in conto
scambio allo scopo di rimborsarlo di un costo, quello per
l'acquisto dell'energia, che in realtà non avrebbe dovuto
sostenere nei limiti dell'energia autoprodotta.
Tale contributo sarà quantificato in misura pari al minore tra il
controvalore dell'energia conferita e il valore dell'energia prelevata su
fornitura e sarà al netto dell'Iva pagata.
La società istante chiede di conoscere quale sia il comportamento
fiscale da adottare con riferimento all'erogazione del contributo in conto
scambio rispetto alle singole tipologie di utenti percettori.
L'istante ritiene che il contributo subisca un diverso trattamento a
seconda che venga erogato a soggetti imprenditori commerciali o meno.
In particolare, ai fini fiscali le conseguenze dovrebbero essere le
A) Contributo erogato a favore di imprenditori commerciali
Quando il contributo è erogato a soggetti che esercitano
d'impresa ai sensi dell'art. 55,
nonché a soggetti rientranti in una delle
categorie di cui all'art. 73 del TUIR 22 dicembre 1986, n. 917, lo stesso si
configura come corrispettivo e dunque rappresenta un componente positivo di
reddito classificabile tra i ricavi di cui agli articoli 57 e 85 del Tuir n.
Il provento è soggetto ad Iva secondo il regime proprio della
3. Ritenuta art. 28 del Dpr n. 600/73
Il contributo non è assoggettato alla ritenuta alla fonte di cui
all'art. 28 del DPR 29 settembre 1973, n. 600.
B) Contributo erogato a favore di soggetti non imprenditori
Quando il contributo viene corrisposto a soggetti non imprenditori,
l'istante ritiene, "pur ammettendo la natura di corrispettività del rapporto con la
società istante", che "non esiste una componente reddituale
risultante dalla contrapposizione degli oneri sostenuti e dei proventi percepiti. Da
ciò ne deriva che non si determinano componenti attive e
passive di reddito, non essendo ammessa la deducibilità degli oneri sostenuti né
relativamente all'impianto, né relativamente all'energia acquistata".
Conseguentemente il contributo in parola non avrà alcuna rilevanza
fiscale e la società istante non sarà tenuta ad alcun adempimento.
Il soggetto titolare di un impianto fotovoltaico
disponibile nel sistema elettrico l'energia rimasta inutilizzata attraverso
due modalità alternative: può scegliere di vendere l'energia prodotta al
distributore o di fruire del c.d. "servizio di scambio sul posto" (di seguito anche SSP). La scelta tra vendita e SSP dipende dalle
l'utente intende perseguire: quest'ultimo, in particolare, opta per la
vendita quando intende porre in essere un'attività commerciale, opta per il
SSP quando vuole semplicemente utilizzare in proprio (ovvero per il soddisfacimento del personale fabbisogno energetico) l'energia che
autoproduce.
Ai sensi dell'art. 1, lettera n), della deliberazione
per l'Energia Elettrica e il Gas (anche Aeeg) n.28/06, il "servizio di
scambio sul posto" di cui all'art. 6 del decreto legislativo 29 dicembre
2003, n. 387, è il servizio erogato dall'impresa distributrice (Enel, Acea,
ecc...) competente nell'ambito territoriale in cui è ubicato l'impianto
dell'utente, che consiste nell'operare un saldo annuo tra l'energia
elettrica immessa in rete dagli impianti fotovoltaici di potenza nominale
non superiore a 20 kw e l'energia elettrica prelevata dalla rete, nel caso
in cui il punto di immissione e di prelievo dell'energia elettrica scambiata
con la rete coincidono.
Il SSP, come disciplinato con delibera dell'Aeeg n. 28/2006, per la
finalità che persegue (immagazzinamento virtuale dell'energia elettrica
autoprodotta tramite immissione in rete e conseguente prelievo immediato o
successivo della stessa) non implica alcuna conseguenza fiscale ed è generalmente richiesto da quei soggetti che realizzano impianti di
dimensioni minime in grado di pareggiare tendenzialmente il reale fabbisogno di energia.
Ciò opportunamente premesso, si rileva che, per effetto della
deliberazione Aeeg n. 74/2008, dal 1 gennaio 2009 le modalità di
funzionamento e le condizioni tecnicoeconomiche del SSP sono variate. Più
precisamente il SSP è regolato da una convenzione sottoscritta dall'utente e dal GSE e comporta per gli utenti nuovi adempimenti in ordine
all'immissione in rete dell'energia autoprodotta e al prelievo dell'energia richiesta.
Nello specifico, gli utenti aderenti al servizio di scambio sul
posto devono conferire tutta l'energia autoprodotta nel sistema elettrico
gestito dal GSE e al contempo acquistare, presso il fornitore
territorialmente competente, l'energia necessaria a coprire i propri fabbisogni.
Il costo sostenuto per l'acquisto dell'energia (costo di cui
l'utente non dovrebbe rimanere inciso, almeno nei limiti dell'energia autoprodotta),
sarà successivamente "rimborsato" dal GSE mediante un
contributo in conto scambio che sarà quantificato periodicamente in misura
pari al minore tra il controvalore dell'energia a suo tempo conferita e il
valore dell'energia prelevata presso il fornitore territorialmente
competente e sarà al netto dell'IVA pagata.
Nel caso in cui il valore dell'energia elettrica immessa sia
superiore a quello dell'energia elettrica prelevata, nella menzionata deliberazione
dell'Aeeg n. 74/2008 è espressamente "ritenuto opportuno" che
tale maggior valore "(.) venga riportato a credito negli anni solari successivi compatibilmente con le disposizioni di cui all'art. 6 del citato
decreto legislativo n. 387/2003".
In sostanza, il SSP mantiene intatta la propria originaria
nel senso che continua a concretizzarsi nella riattribuzione del bene
energia autoprodotto, pur se quest'ultima avviene sostanzialmente in modo
diverso, ovvero sotto forma di valore monetario e non più di quantità espressa in termini di energia.
Dunque, mentre in precedenza l'utente che usufruiva del SSP
prelevava dalla rete l'energia necessaria senza sostenere alcun costo nei limiti di quella autoprodotta, dal 1 gennaio 2009 l'utente che fruisce del
SSP paga l'energia prelevata presso il fornitore esterno, ma viene
rimborsato dal GSE del costo sostenuto per un importo pari al minore tra il
valore dell'energia prodotta e quella acquistata, maturando un credito - in
termini monetari - in relazione all'energia eventualmente immessa in rete in
misura superiore a quella acquistata.
L'operazione di "scambio sul posto" - così come costruita dalla
menzionata delibera n. 74/2008 (immissione in rete dell'energia da parte
dell'utente e corresponsione di un contributo da parte di GSE) - viene a
configurare, a ben vedere, un contratto di vendita di energia in base al
quale l'utente s'impegna a conferire l'energia autoprodotta a GSE e
quest'ultimo, al contempo, si obbliga a corrispondere all'utente stesso un
importo - il contributo in conto scambio - che assume natura di
In sostanza - in seguito alle predette modifiche - gli utenti
percettori del contributo in conto scambio vengono a configurarsi, in linea
generale, come produttori e venditori di energia e dovranno adempiere alle
relative obbligazioni fiscali, già illustrate con circolare n. 46 del 19 luglio 2007, punto 9.2.1.
Nello specifico, il contributo in conto scambio, assume fiscalmente
il seguente trattamento:
a) impianti posti al servizio dell'abitazione o della sede dell'ente
non commerciale, fino a 20 kw di potenza:
qualora l'impianto, per la sua collocazione (ad esempio, sul tetto
dell'abitazione o su un'area di pertinenza), risulti installato
essenzialmente per fare fronte ai bisogni energetici dell'abitazione o sede
dell'utente (ovvero per usi domestici, di illuminazione, alimentazione di apparecchi elettrici, ecc. e, a tal fine, l'impianto risulti posto
direttamente al servizio dell'abitazione o della sede medesima) si ritiene che l'immissione di energia in rete per effetto del servizio di scambio sul
posto non concretizzi lo svolgimento di una attività commerciale abituale e
che il relativo contributo in conto scambio erogato dal GSE non assuma
rilevanza fiscale.
Diversamente, se l'impianto è di potenza superiore a 20kw, nella
considerazione che impianti di dimensioni maggiori siano realizzati da soggetti che debbano soddisfare esigenze diverse da quelle strettamente
privatistiche di una abitazione o di una sede di un ente non commerciale, l'energia prodotta e immessa in rete
dovrà essere considerata come ceduta
alla rete medesima nell'ambito di un'attività commerciale (vendita di energia) e il contributo in conto scambio
costituirà un corrispettivo
rilevante sia ai fini dell'IVA che delle imposte dirette. In tale ultimo
caso, gli utenti dovranno emettere fattura nei confronti del GSE in
relazione al corrispettivo di cessione;
quando l'impianto, per la sua collocazione, non risulti posto al servizio
dell'abitazione o della sede dell'utente (ad esempio, perché situato su un'area separata dall'abitazione e non di pertinenza della stessa),
l'energia immessa in rete per effetto del servizio di scambio sul posto dovrà essere considerata ceduta alla rete medesima nell'ambito di
un'attività commerciale, perciò rilevante sia ai fini dell'IVA che delle
imposte dirette. Gli utenti, quindi. dovranno emettere fattura nei confronti del GSE in relazione al corrispettivo di cessione;
il contributo in conto scambio costituirà un corrispettivo rilevante sia ai
fini dell'IVA che delle II.DD.; l'utente dovrà emettere fattura nei confronti del GSE in relazione al corrispettivo di cessione;
il contributo in conto scambio costituirà un corrispettivo rilevante ai
fini dell'IVA e delle II.DD., tuttavia, poiché tale corrispettivo è relativo allo svolgimento di
un'attività diversa da quella professionale
esercitata, il contribuente dovrà tenere per la produzione e cessione di energia una
contabilità separata ai sensi dell'art. 36, secondo comma, del
DPR 26 ottobre 1972, n. 633, e fatturare al GSE l'importo percepito.