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Timestamp: 2020-03-29 17:49:33+00:00
Document Index: 71879450

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 15', 'art. 15', 'art.3', 'art.5', 'art.6', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 21', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 21', 'art.3', 'art.3', 'art. 15', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 15', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 97', 'art. 15', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.5', 'art.6']

sistema di gestione della cosa pubblica.doc by ITALIA DEI VALORI - Versione con copertina - sistema di gestione della cosa pubblica pdf - PDF Archive
Versione con copertina sistema di gestione della cosa pubblica .pdf
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Author: ITALIA DEI VALORI
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DI GESTIONE DELLA COSA PUBBLICA
RICOSTRUZIONE DEGLI ATTI ISTITUZIONALI PIÙ SIGNIFICATIVI POSTI IN ESSERE
NEL CORSO DELLA IX LEGISLATURA (BIENNIO 2010-2011)
www.massimoromano.net
Campobasso, 29 giugno 2011
Procura Generale della Corte d’Appello
Egr. dottor Henry John Woodcock
Egr. Sig. Prefetto di Campobasso
S.E. dott. Stefano Trotta
Spett.le Consiglio di Stato
c.a. Egr. Sig. Presidente
S.E. Pasquale De Lise
Spett.le Tribunale amministrativo regionale
SE. Goffredo Zaccardi
Egr. sig. Ministro della Giustizia
Egr. sig. Ministro dell’Economia
Egr. sig. Vice Presidente
Spett.le Commissione parlamentare Antimafia
egr. sigg. componenti delegazione
dei Parlamentari molisani
Spett.le Redazione “Il Fatto Quotidiano”
c.a. Egr. Sig. Direttore Antonio Padellaro
c.a. dott.ssa Milena Gabanelli
Spett.le Redazione Presa Diretta
c.a. dott. Stefano Iacona
Osservatorio molisano della legalità
Oggetto: Esposto denunzia sul sistema di gestione della cosa pubblica nella Regione Molise.
Il sottoscritto Massimo Romano, nato a Bojano (CB) il 27.11.1981 e residente in
Campobasso alla via Petrella, n.30, in qualità di Consigliere regionale del Molise, trasmette il
seguente esposto-denunzia relativo al sistema di gestione della cosa pubblica della Regione Molise,
concernente una ricostruzione/allegazione tendenzialmente analitica di tutte le decine di esposti,
segnalazioni, sentenze ed articoli di stampa, anche nazionali, connessi all’attività istituzionale
condotta nel biennio 2010-2011 della IX legislatura, chiedendo, espressamente e formalmente, nella
propria suddetta qualità di consigliere regionale e nell’esercizio dei propri poteri istituzionali, che
venga accertato se dai fatti descritti e dagli atti trasmessi si ravvisino fattispecie penalmente
rilevanti o rilevanti a livello erariale, nonché di essere ascoltato.
Chiede di essere informato nel caso di archiviazione e di richiesta di proroga delle indagini
Introduzione (all. 0)
I - IL COMPARTO AGROALIMENTARE.
I. 1. - Filiera avicola (all. 1);
I. 2. - Filiera bieticolo-saccarifera (all. 2)
I. 3. – I rispettivi rami commerciali (all. 3):
I. 4. – Intrecci societari indiretti (all. 3.1.);
I. 5. - Pomolì - Industria di trasformazione del pomodoro ed ulteriori intrecci societari indiretti
(all. 4);
I. 6. - Il ruolo dell’Ersam.
II - IL COMPARTO TESSILE (all. 5)
II. 1. – Gtr – Hdm – Ifim Spa.
II. 2. - Ittierre;
III – IL SETTORE MECCANICO E NAUTICO (all. 6)
III. 1. - Dr Motor Company;
III. 2. - Geomeccanica
III. 3. - Filiera nautica
III.4. - Ltm Spa
IV.- SETTORE IMMOBILIARE (all. 7)
IV. 1. - Affitti e acquisti milionari di sedi istituzionali
IV. 2. – Il Masterplan di Campobasso
V – SETTORE INFORMATICO (all. 8)
V. 1. – Molise Dati Spa
VI.- SETTORE CULTURALE (all. 9)
VI. 1. – Imam Larino.
VI. 2. - Fondazione Molise Cultura.
VII. FORMAZIONE PROFESSIONALE (ALL. 10)
VII. 1. – Compal – Siro Driving Forces;
VII. 2. – Compal – emersione sommerso;
VII. 3. – Altri appalti Por
VIII - SETTORE FINANZIARIO E POLITICHE DEL CREDITO (all. 11).
VIII. 1. - Indebitamento;
VIII. 2. - Incarichi Fiduciari.
VIII. 3. - Politiche del credito
IX. INFORMAZIONE (all. 12)
IX. 1. - Carta Stampata:
IX . 2. – Il caso “Extra Molise”
IX. 3. – Il caso “Il Quotidiano del Molise”;
IX. 4. – La macchina del fango (all. 12.1.);
IX. 5. – I tentativi di ridurre al silenzio (all. 12.2.)
X. IL SETTORE ENERGETICO (all. 13)
X. 1. - installazione centrale Turbogas a Termoli;
X. 2. – ipotesi di installazione di un mega centrale a Biomasse a Mafalda;
X. 3. – parziale riconversione energetica Zuccherificio;
X. 4. - illegittima adozione bando di gara per la gestione privata della centrale idroelettrica di
Auduni e altri profili connessi alle concessioni idroelettriche
I. ACCERTAMENTI DA PARTE DI AUTORITÀ TERZE ED IMPARZIALI; VIOLAZIONI E/O ELUSIONI DI
PROVVEDIMENTI GIURISDIZIONALI E/O AMMINISTRATIVI (all. 14)
I. 1. - Accertamenti
I. 2. - Violazioni e/o elusioni di provvedimenti giurisdizionali e/o amministrativi.
I. 3. - Decisioni assunte al di fuori delle sedi preposte e/o in assenza di mandato istituzionale.
I. 4. - Reiterazione.
I. 1. – Precariato di scambio.
I. 2. - Liste elettorali e nomine;
1. Il sottoscritto, nell’ambito del proprio mandato istituzionale di consigliere regionale di
opposizione, è venuto a conoscenza di numerosi fatti o circostanze il più delle volte illegittime
(sotto il profilo amministrativo ed erariale) e probabilmente illecite in merito alla gestione di
consistenti finanziamenti pubblici e di società semi pubbliche ovvero partecipate direttamente
dalla Regione Molise o indirettamente tramite Fin Molise spa, Ersam, Gam srl, Svilppo Molise,
Molise Dati ecc., e/o di pochi soggetti privati beneficiari (o affidatari diretti) molti dei quali già
noti alle cronache regionali e nazionali per la infelice, ove non fallimentare, gestione di iniziative
economiche pregresse.
2. Tali iniziative hanno riguardato operazioni riconducibili a tutti i più significativi e strategici
settori socio-economici della Regione Molise: finanziario, immobiliare, culturale, formativo,
informatico; settori che hanno assorbito o bruciato, continuando ad assorbire o bruciare,
centinaia di Milioni di euro di fondi pubblici regionali, statali, europei ed altresì riconducibili ai
trasferimenti straordinari per gli eventi calamitosi (terremoto 2002 e alluvione 2003);
3. per il tramite o a causa delle medesime iniziative, sono state controllate direttamente o
indirettamente migliaia di assunzioni, centinaia di nomine di consiglieri ed amministratori,
spesso candidati, tesorieri e/o rappresentanti di liste o partiti appartenenti alla coalizione di governo,
risolvendosi quasi sempre in disastri socio occupazionali, industriali ed erariali, come
confermato da ultimo dagli indicatori econometrici elaborati e diffusi dal rapporto Banca d’Italia –
economie regionali – giugno 2011.
5. Quanto al profilo strettamente occupazionale, il predetto sistema di gestione ha determinato, un
progressivo scivolamento di centinaia di lavoratori verso il precariato, un progressivo
asservimento degli stessi alle società direttamente o indirettamente controllate dal sistema politico
(ovvero società dallo stesso sovvenzionate), un costante stato di crisi delle principale aziende (ed
un sistematico ritardo nel pagamento di retribuzioni e nel riconoscimento di diritti spettanti ai
lavoratori) quale presupposto legittimante le reiterate ed innumerevoli forme di
sovvenzionamento pubblico di aziende, un sistema di preposizione ad esse di figure inidonee già
causa di noti disastri economici e finanziari e ciò nonostante apertamente e visibilmente autorizzate
anche indirettamente alla gestione di settori altamente sensibili e strategici nell’economia regionale.
6. Per tali gravi ed evidenti ragioni e per la natura spesso evidente di gravi e costanti illegittimità
reiteratamente acclarate dalla magistratura amministrativa (Masterplan: sentenze Tar Molise
nn. 88/2009; 184/2010, oggi al vaglio del Consiglio di Stato; Zuccherificio: Tar Molise, sentenza n.
1559/2010; Imam: Tar Molise n. 95/2010; LTM spa: Tar Molise n. 631/2006; CdS n. 2994/2007;
Tribunale Civile di Campobasso, sentenza n. 334/2011; Centrali a Biomasse: sentenza tar Molise n.
179/2010; CdS n. 1979/2011; Eolico: (ex plurimis) sentenze Tar Molise nn. 132, 133,134 del marzo
2011; Fin Molise spa: sentenza Tar Molise n. 411 del 24 giugno 2011) e dagli organi di vigilanza
(Molise Dati spa: Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici, deliberazioni n. 46/2010; n.
30/2011; Commissione UE, procedura d’infrazione 2046/2010; Fin Molise: Autorità garante per la
concorrenza ed il mercato, segnalazione AGCM n. 43608 del 19 luglio 2010), e di controllo
(indebitamento e ricorso a strumenti finanziari derivati: Corte dei Conti, sezione regionale di
controllo, deliberazione n. 43 del 29 settembre 2009), l’attività del sottoscritto, oltre che
contraddistinta da un forte opposizione politica, ha anche costituito oggetto di puntuali esposti alle
competenti magistrature penali ed erariali (esposti che per completezza si allegano alla
7. A fronte di illegittimità conclamate ed accertate nell’utilizzo disinvolto di decine di Milioni
di euro di soldi pubblici, di pronunce giurisdizionali chiare, perentorie ed inequivocabili, di
una indisturbata elusione
delle stesse, circostanze queste tutte opportunamente e
tempestivamente denunziate e reiteratamente segnalate dal sottoscritto agli organi
competenti, ancora ad oggi non si ha alcuna notizia dell’esito dei predetti puntuali e
documentati esposti-denunzie1, anche di quelli risalenti ad oltre diciotto mesi di cui quasi mai
si è ricevuta comunicazione di proroga delle indagini né di archiviazione.
8. Conseguentemente, tale sistema di gestione, di seguito meglio denunziato e/o descritto, continua
pressoché indisturbato nella reiterazione di atti e comportamenti già accertati come illegittimi
dagli organi giurisdizionali e di controllo amministrativi, pur essendo emerso, oramai
incontrovertibilmente, come stia agendo in Molise un vero e proprio “sistema politicoistituzionale-economico-sindacale-finanziario-immobiliare e mediatico”, contraddistinto da
commistioni di ruoli politico-istituzionali, soldi pubblici ed interessi privati2, talvolta addirittura
incrociando soggetti in affari con i vertici della P33, il più delle volte in violazione sia delle
legittime procedure amministrative sia dell’art.3, comma 27 e 29, della legge finanziaria 2008 n.
244 del 28/12/20074 (che a garanzia di un sistema economico e politico sano ed a tutela del
pubblico erario ha imposto la fuoriuscita della politica dalle attività produttive non connesse ai fini
strettamente istituzionali); pur essendo emersi collegamenti oggettivi e soggettivi tra realtà
Il presente scritto costituisce una ricostruzione sistematica delle attività istituzionali poste in essere dal sottoscritto,
culminate, a fronte di plateali anomalie/illegittimità che non hanno trovato alcuna risposta in sede politico-istituzionale,
nei seguenti esposti presentati alle competenti autorità giudiziarie: prot. CD n. 60 del 30.3.2010; n. 137 del
16.6.2010; n. 42 del 29.3.2011; n. 68/2011; n. 85/2011; n. 96/2011; prot. CD n. 37 del 4.3.2010; n. 41 del 8.3.2010; n.
42 del 9.3.2010; n. 69 del 7.4.2010; n. 70 del 7.4.2010; n. 98 del 13.5.2010; n. 118 del 3.6.2010; n. 137 del 16.6.2010;
n. 125 del 8.6.2010; n. 201 del 9.12.2010; n. 207 del 13.12.2010; n. 210 del 22.12.2010; n. 51 del 21.04.2011; n. 55 del
2.5.2011; n. 66/2011; n. 67/2011; prot. CD n. 42/2011 e n. 51/2011, n. 68/2011; n. 89/2011; prot. CD n. 142/2010; prot.
CD n. 77/2010; n. 136 del 21 giugno 2010; n. 142 del 2 luglio 2010; prot. CD n. 9/2010; n. 43/2010; 44/2010; 79/2010;
n. 134/2010; n. 169/2010; n. 170/2010; n. 173/2010; n. 43/2011, n. 92/2011; 31/2011; 40/2010; 143/2010; n. 165/2010;
174/2010; prot. CD n. 42 del 9.3.2010; n. 125 del 8 giugno 2010; n. 153 del 8 luglio 2010; prot. CD n. 96 del 22 giugno
2011; n. 99/2011.
Si veda sulla questione Zuccherificio del Molise spa, l’intervento a Montecitorio dell’on. Antonio Di Pietro
(seduta del 31 marzo 2010,, interrogazione al Sottosegretario Vito) “(…) che i bieticoltori non mangiano (…)
denunziamo pubblicamente interessi privati, anche aventi rilevanza penale, tra esponenti della Regione Molise e
esponenti privati che gestiscono quello zuccherificio perché la Regione Molise non ha esercitato, indebitamente, il
diritto di prelazione, consegnando la parte privata a dei soggetti plurifalliti e pluriinquisiti per bancarotta
fraudolenta ed attualmente tutto fa capo ad un ragazzino di vent’anni di Cipro che non sa delle bietole neanche che
si deve fare (…)”
Ci si riferisce alla vicenda, di seguito meglio descritta, dello Zuccherificio del Molise spa, relativamente alla ipotesi di
parziale riconversione energetica dello stabilimento che avrebbe visto impegnato il socio occulto dello Zuccherificio,
Remo Perna, con gruppi imprenditoriali coinvolti (anche ove non formalmente indagati) nell’inchiesta P3. Sul punto si
veda proprio esposto prot. CD n. 51/2011, nella parte in cui si pongono in evidenza ricostruzioni giornalistiche – mai
smentite, anzi confermate- in base alle quali vi sarebbero stati incontri privati tra il socio privato (occulto) dello
Zuccherificio (Remo Perna) e la società Fri-El, i cui titolari (Gostner) sarebbero coinvolti (si ripete, anche ove non
indagati) nell’inchiesta denominata P3, per i rapporti di questi ultimi con Marcello Dell’Utri e sembrerebbe anche
con Flavio Carboni, proprio per concordare taluni interventi energetici, successivamente finiti al vaglio degli organi
inquirenti titolari dell’inchiesta P3.
Tale norma ha ha stabilito che “Al fine di tutelare la concorrenza e il mercato, le amministrazioni di cui all’articolo 1,
comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, non possono costituire società aventi per oggetto attività di
produzione di beni e di servizi non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali, né
assumere o mantenere direttamente partecipazioni, anche di minoranza, in tali società…L’assunzione di nuove
partecipazioni e il mantenimento delle attuali devono essere autorizzati dall’organo competente con delibera motivata
in ordine alla sussistenza dei presupposti di cui al comma 27. La delibera di cui al presente comma è trasmessa alla
sezione competente della Corte dei conti”; comma 29, dello stesso articolo “Entro trentasei mesi dalla data di entrata
in vigore della presente legge le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165, nel rispetto delle procedure ad evidenza pubblica, cedono a terzi le società e le partecipazioni vietate ai sensi
del comma 27.”
industriali (apparentemente) diverse (operanti, in particolare, nel comparto agroalimentare delle
filiere avicola, saccarifera e oggi - ma non da oggi- anche del pomodoro); pur essendo emerso il
ricorso agli stessi moduli societari e finanziari; pur essendo emerso il ricorso ai medesimi
interpreti o protagonisti nominati talvolta dal Presidente della Regione (pressoché tutte le nomine
dei componenti degli organi sociali delle società partecipate dalla Regione, nonché tutti i
commissari di enti dipendenti e/o strumentali commissariati da anni sono effettuate
monocraticamente dal Presidente della Regione, che nomina peraltro quasi sempre esponenti
politici del suo stesso partito, ovvero dei partiti o delle numerose liste civiche che lo sostengono5),
talvolta dal Ministro dello Sviluppo Economico Scajola6; pur essendo stato documentato (come nel
caso HDM e Zuccherificio) la dispersione o l’annacquamento di miliardi di vecchie lire in
spericolate operazioni finanziarie confluenti in società anonime aventi sede in paradisi fiscali; pur
essendo oramai acclarato un medesimo disegno volto alla “pubblicizzazione” delle perdite ed
alla “privatizzazione” degli utili, a beneficio di pochi e soliti noti, attraverso incontri riservati7 tra
Il Presidente della Regione, con propria direttiva di interpretazione autentica emanata tra il 2007 e il 2008, ha avocato
all’organo esecutivo la potestà di nomina di pressoché tutti i componenti degli organi sociali (consigli di
amministrazione) delle società partecipate (molto spesso illegittimamente) dalla Regione (Molise Dati spa; Fin Molise
spa; Campitello Matese spa; Funivie spa; Autostrade del Molise spa; Zuccherificio del Molise spa; Solagrital scarl;
Gam srl; Ltm spa; ecc.). Per altro verso, lo stesso Presidente della Regione esercita un controllo diretto e personale
praticamente su tutti gli altri enti sub regionali, moltissimi dei quali commissariati da anni e dunque esclusi da
qualsivoglia forma di controllo da parte di organi democraticamente eletti, quali a titolo di esempio gli istituti autonomi
case popolari, le aziende di soggiorno, gli enti del turismo, l’ente di sviluppo agricolo Ersam, ma anche, più
recentemente, la Fondazione Cattolica. Emblematico il caso del Consorzio di Bonifica di Venafro, tra i pochi enti gestiti
da organi elettivamente e democraticamente individuati: con proprio decreto presidenziale n. 264 del 6 agosto 2010,
Iorio ha provveduto monocraticamente in assenza di fondati motivi e ragioni di diritto, ed in ogni caso non resi noti, allo
scioglimento degli organi di amministrazione nominando un ennesimo commissario nella persona dell’ex sindaco di
Sesto Campano, prorogandone la permanenza per oltre un anno in luogo dei previsti 3 mesi (si vedano, sul punto DGR
n. 639/2010; DGR n. 420/2011). Altresì emblematico il caso del Consorzio Industriale di Termoli e della travagliata
nomina del commissario ing. Del Torto finiti nel mirino dell’inchiesta “Open Gates” della Procura di Larino di cui
all’ordinanza del GIP di Larino del 3.12.2010.
Si vedano i casi Ittierre spa e Assopro-Prodam - Pomolì.
Rispetto alle più grandi operazioni finanziarie, immobiliari e societarie, gli stessi atti pubblici (deliberazioni, decreti,
allegati) hanno documentato che le predette operazioni siano state concordate al di fuori di sedi istituzionali, alla
presenza dei rappresentanti pubblici privi di qualsivoglia mandato istituzionale, e talvolta anche alla presenza degli
stessi privati che solo successivamente si sarebbero visti aggiudicati o affidati consistenti sovvenzioni o benefici. Per il
caso Masterplan, operazione di circa 120 milioni di Euro, il riferimento è al Protocollo Attuativo 01, mai pubblicato,
mai approvato né tanto meno mai ratificato dagli organi competenti, conosciuto solo dopo molti mesi e solo in quanto
inopinatamente citato in un atto ufficiale al quale peraltro non risultava neppure allegato: nel Protocollo Attuativo 01 si
legge incredibilmente la pre-individuazione fin nei minimi dettagli dell’operazione immobiliare, da parte del Presidente
della Regione Iorio e dell’Assessore Vitagliano, nonché dell’ex Sindaco di Campobasso Di Fabio e del direttore
generale del Comune Iacobucci, successivamente nominato (sembrerebbe illegittimamente) direttore generale
dell’Arsiam, al di fuori di qualsiasi procedura di evidenza pubblica. Per il caso Zuccherificio, il riferimento è agli
incontri riservati presso l’Università degli Studi del Molise (citati dagli stessi interlocutori pubblici e privati negli
allegati alla DGR n. 1126/2009) ove sarebbero state concordate le azioni istituzionali (rinuncia all’esercizio del diritto
di prelazione, poi accertato come basato su presupposti erronei e addirittura falsi) che la Regione avrebbe dovuto porre
in essere proprio per consentire la effettiva concretizzazione della compravendita delle quote private della società
Zuccherificio in favore di società riconducibili al socio occulto Remo Perna (si veda sul punto l’intervento svolto
dall’on. Antonio Di Pietro nel corso di un question time nell’Aula di Montecitorio sullo Zuccherificio), anche in questo
caso al di fuori di qualsiasi procedura di evidenza pubblica e/o di verifica dei requisiti oggettivi e soggettivi dello stesso.
Sempre con riferimento allo Zuccherificio, come risulta dagli allegati alla DGR 1031/2010, i rappresentanti della
Regione si sarebbero impegnati con il nuovo socio privato, al quale la stessa Regione ha inopinatamente ed
illegittimamente riconosciuto il pieno potere di controllo gestionale sulla stessa società pur in presenza di una quota di
minoranza, anche l’ulteriore indebito beneficio di consentire e anzi disporre una rimodulazione della restituzione del
prestito di 20 Milioni di euro, peraltro al di fuori di qualsiasi mandato istituzionale e/o di comunicazione alle competenti
autorità europee ed in pendenza di ordinanza Tar Molise di sospensione cautelare e nell’imminenza del deposito della
sentenza di merito (Tar Molise, n. 1559/2010, che avrebbe confermato la più totale illegittimità degli atti e della
procedura), e a confermarlo è lo stesso socio privato che afferma “come concordato in sede di definizione del nuovo
assetto societario”. Su Ittierre (DGR 1137/2010) si evidenzia la dichiarazione degli stessi commissari nominati dal
Ministro Scajola di procedere all’aggiudicazione in favore dell’attuale privato solo a condizione che si realizzasse la
soggetti istituzionali e gli stessi privati, al di fuori di sedi istituzionali (volti a concordare le
modalità di conclusione di operazioni che impegnano milioni di euro di soldi pubblici); pur essendo
stato accertato più volte dalla stessa magistratura amministrativa un sistematico, reiterato ed
indisturbato esautoramento degli organi competenti ovvero innanzitutto dello stesso Consiglio
regionale8 ( e talvolta anche degli stessi componenti della Giunta9) nella gestione dei propri
poteri istituzionali di programmazione e controllo, ovvero nella definizione della programmazione
economica di interi comparti e nell’assegnazione di consistenti finanziamenti pubblici in favore di
enti e/o privati beneficiari10; pur essendo stata riscontrata e segnalata la distrazione di risorse
“fideiussione Fin Molise”, ossia la prestazione di garanzia fideiussoria di oltre 12 Milioni di euro da parte della Regione
tramite Fin Molise spa, proprio in favore e soltanto in favore del Gruppo Albisetti facente capo all’imprenditore
Bianchi, a gara aperta ed al di fuori di una previsione generale ed astratta, pur non avendo mai né la Giunta né il
Consiglio regionale mai autorizzato e/o disposto e/o legittimato alcuna delle predette operazioni che come è
espressamente affermato dagli stessi commissari avrebbe determinato l’aggiudicazione dell’azienda proprio in favore di
Albisetti in luogo dell’altro concorrente.
La prassi, oramai consolidata, in base alla quale la Giunta Regionale procede alla costruzione di operazioni
energetiche, societarie e finanziarie che coinvolgono decine di Milioni di euro e centinaia di assunzioni al di fuori di
qualsivoglia forma di informazione/partecipazione sia formale che sostanziale dell’organo consiliare, nonché
esautorando ed estromettendo, spesso illegittimamente come peraltro accertamento ripetutamente dal Tar Molise su
numerose questioni, gli organi competenti (in particolare, il Consiglio regionale), si vedano: per il caso Zuccherificio,
sentenza Tar Molise, n. 1559/2010 (tra i vizi eccepiti e rilevati dal giudice amministrativo proprio la incompetenza della
Giunta regionale a disporre in materia riservata al Consiglio); per il caso Imam, si veda sentenza Tar Molise n. 95/2011;
per il caso Fin Molise, si veda sentenza Tar Molise n. 411/2011 (tra gli altri vizi, appunto l’incompetenza della
Giunta a disporre su materia riservata costituzionalmente al Consiglio, ed oltretutto sulla inidoneità di
deliberazioni consiliari solo successive, “a ratifica”); ovvero procedendo direttamente in assenza di indefettibile
deliberazione consiliare: si veda Accordo di programma Conoscere per competere – 13 Milioni; il progetto Banda Larga
– 17,7 Milioni di euro in favore di Infratel; ovvero sul progetto Geosat Molise; ovvero spesso violandone la volontà
distaccandosi illegittimamente dal mandato politico-istituzionale ricevuto: si vedano i casi dell’eolico (DCR n.
256/2010) e della programmazione del FAS (DCR 275/2008). Con riferimento all’ulteriore fattispecie, riconducibile
alla sostanziale “inconsapevolezza consapevole” dell’organo deliberante, si veda anche proprio esposto prot. CD n.
60/2010 (relativo al caso Gam-Solagrital) volto a denunziare la illegittima approvazione, da parte del Consiglio
regionale, di un provvedimento (DGR n. 210/2010) iscritto all’ordine del giorno dei lavori consiliari in violazione delle
norme statutarie e regolamentari che prescrivono il necessario previo indefettibile vaglio istruttorio dei provvedimenti
da parte delle competenti commissioni consiliari, proprio ai fini di una completa ed esaustiva conoscenza del contenuto
dei provvedimenti da parte dei componenti dell’organo deliberante e proprio ai fini di un percorso di
informazione/partecipazione al procedimento decisionale. Nella specie si trattava di una deliberazione (DGR 210/2010)
avente un importo ed una ricaduta finanziaria di alcune decine di Milioni di euro finalizzati all’acquisto dello
stabilimento di proprietà del gruppo Arena ubicato in Monteverde di Bojano all’interno di un percorso complessissimo
di carattere finanziario e societario.
L’esautoramento degli organi competenti assume, poi, un carattere se del caso ancora più grave allorquando esso si
manifesta non soltanto dal punto di vista formale (incompetenza formale dell’organo decidente), bensì anche dal punto
di vista sostanziale, conducendo e/o costringendo i componenti di organi collegiali, quali la Giunta, che pur
formalmente coinvolti, di fatto non conoscono o si dissociano dalle predette operazioni allorquando esse si rivelano
concretamente fallimentari (come peraltro sarebbe stato facile prevedere conoscendone il contenuto). Sul punto si
vedano dichiarazioni dell’Assessore Regionale Muccilli (testualmente): “E’ un disastro totale. Penso che Vitagliano
debba dare delle spiegazioni ai molisani su quanto accaduto a Campitello, ma anche alla Solagrital, alla Ittierre, allo
Zuccherificio” (Gazzetta del Molise, 5 gennaio 2011); si veda anche articolo “Pronto ad occuparmi di Campitello”
(Primo Piano, 26 gennaio 2011). Si veda ancora dichiarazioni dell’Assessore regionale Marinelli nella seduta di
Consiglio regionale in data 21 luglio 2009, il quale nel comunicare all’Aula la propria decisione di rinunciare alla
delega all’energia afferma (testualmente): “(…) con quei banditi di centrodestra e centrosinistra che hanno consentito
la installazione di una centrale Turbogas a Termoli (…) a me nessuno vieterà di dire quello che penso, anche in
disaccordo con altri colleghi di Giunta, con il Presidente della Giunta e con tutti Vi posso confermare che a Roma si è
parlato della possibilità che la centrale nucleare venisse installata nel Molise. Io mi sono ribellato, mi sono arrivate
telefonate dove mi si chiedeva di farmi i fatti miei, io non me li faccio(…)” (CR – 21 luglio 2009 – sul punto si veda
esposto a firma del Consigliere Petraroia).”.
Si vedano, da ultimo, le seguenti operazioni plurimilionarie adottate con decisione della Giunta regionale senza
alcuna previa informativa/decisione/deliberazione da parte del Consiglio regionale: DGR n. 405/2011, variazione di
bilancio imputando i costi di alcune operazioni ordinarie (Parco dell’Olivo di Venafro, borse di specializzazione in
medicina ecc.) sui capitoli di bilancio delle risorse residuali della contabilità speciale derivante dai trasferimenti statali
per le calamità naturali terremoto e alluvione (sul punto si rinvia all’interrogazione parlamentare presentata dall’On.
pubbliche destinate/vincolate a finalità specifiche, indirizzate invece verso altre finalità in assenza
di approvazione degli organi competenti11; pur essendo stata rilevata la grave omissione in talune
operazioni delle necessarie comunicazioni alle competenti autorità Europee per i profili di
rilevanza comunitaria12; pur essendo stata ampiamente documentata la “triangolazione” su schermi
societari anonimi aventi sede in noti paradisi fiscali13; pur essendo stata rilevata, documentata e
denunziata la partnership della stessa Regione con società fallite all’interno di società miste
all’uopo costituite e a tutt’oggi ancora incredibilmente conservate14; pur essendo stata accertata dai
competenti organi di vigilanza l’illegittimità di affidamenti plurimilionari a trattativa privata in
favore di colossi aziendali nell’imminenza di disastrosi quanto prevedibili crack (come nel caso di
Eutelia-Molise Dati), talvolta mediante incauti acquisti e affitti milionari di uffici e arredi
istituzionali sia in Molise che a Roma che a Bruxelles, in ogni caso quasi sempre producendo
conseguenze devastanti sia sul piano erariale (decine di Milioni di euro di capitali pubblici
“bruciati” per effetto di perdite sociali) occupazionale e, dunque, sociale(centinaia di posti di
lavoro persi e centinaia di famiglie sul lastrico.
9. Il tutto, paradossalmente, mediante operazioni volte a garantire intorno ad esse un certo
“consenso sociale” (ovvero a garantire il minor rischio di dissenso sociale e soprattutto politico),
ovvero mediante l’assunzione di numerosi lavoratori a tempo determinato e/o avventizi e/o
comunque precari, ed al di fuori di procedure concorsuali, nonché attraverso il tentativo di
controllare i mezzi di informazione mediante la sottoscrizione di contratti pubblicitari e/o di
sponsorizzazione in favore di taluni organi di stampa locali o di singoli giornalisti appartenenti ad
essi (molto spesso anche da parte di società che come nel caso di Solagrital o dello Zuccherificio e
di altri enti dipendenti e strumentali regionali che, non essendo collocati sul mercato non
dovrebbero avere alcun interesse né economico né commerciale ad elargire denaro (pubblico?) per
pubblicità mediatica); nonchè, soprattutto, attraverso una divulgazione di notizie parziali e
fuorvianti volte ad occultare le reali dinamiche societarie e finanziarie15 di tali operazioni, una
Antonio Di Pietro in data 23 giugno 2011); si veda anche Accordi di programma per 13 Milioni di euro tra Regione e
Unimol denominato “conoscere per competere” (DGR n. 172/2010; 263/2010; 87/2011; 189/2011); si veda ancora
l’accordo di programma per 17,7 Milioni di euro tra Regione e Infratel (società partecipata dal MISE e da Invitalia)
denominato “progetto banda larga” (DGR n. 1145/2010 e 351/2011); si veda ancora il progetto denominato Geosat tra
Regione e Unimol per la costituzione di un consorzio GEOSAT (DGR n. 685/2009; da ultimo, DGR n. 291 del 21
aprile 2011, mediante la quale, al di fuori di qualsivoglia mandato istituzionale la Giunta ha ceduto a titolo
gratuito le proprie quote nel consorzio Geosat in favore dell’Università degli studi del Molise). Si vedano anche
DGR nn. 320, 321, 325, 326, 327 del 21 aprile 2011, mediante le quali la Giunta ha assegnato circa dieci milioni di euro
di fondi pubblici per investimenti in favore di enti arbitrariamente prescelti al di fuori di qualsivoglia deliberazione e/o
informazione al Consiglio regionale.
Si veda DGR n. 405/2011 (distrazione di euro 4,5 Milioni di risorse residuali della contabilità speciale in gestione
esclusiva al Presidente della Regione-Commissario post alluvione) e proprio esposto prot. CD n. 79/2011. Si veda anche
analoga interrogazione di pari oggetto presentata in data 23 giugno 2011 alla Camera dei Deputati dall’On. Antonio Di
Pietro. Si veda anche DGR n. 382/2010 (attingimento a risorse liberate ex art. 15).
E’ frequente da parte del Governo regionale procedere ad effettuare operazioni finanziarie rilevanti ai fini
dell’applicazione di istituti normativi di rango comunitario al di fuori delle prescritte previe
comunicazioni/autorizzazioni. Si veda, a titolo di esempio non esaustivo: per Solagrital (ex plurimis, DGR 392/2011);
per Zuccherificio (ex plurimis, determinazione direttore generale n. 11/2011, adottata in violazione/elusione di
decisione del giudice amministrativo); per Molise dati spa, si veda procedura d’infrazione 2010-4036; per Ittierre, si
veda DGR n. 1137/2010.
Pressoché tutte le più significative operazioni finanziarie e societarie che coinvolgono la Regione quale partner di
aziende private, individuate “fiduciariamente” e quasi mai con procedure selettive pubbliche, al cui capitale
compartecipa con esborsi di denaro pubblico milionari mediante deliberazione di Giunta regionale, anche per il tramite
di conferimento di incarico fiduciario in favore di Fin Molise spa ex l.r. 28/2003, si veda a titolo di esempio non
esaustivo: Geomeccanica (Halden Holding SA Luxemborg); Zuccherificio (GB management cyprus limited; PFP
International SA); Ifim spa (Soim SA Luxemborg); Solagrital (Agria finance SA Luxemborg).
Il riferimento è alla società Molisecom, al cui capitale partecipa la Regione in partnership con la fallita Eutelia (si
veda sul punto il paragrafo dedicato al sistema informatico – Molise Dati).
Si veda paragrafo su disinformazione.
sistematica denigrazione dei pochi soggetti politici e istituzionali come il sottoscritto che
nell’ambito del proprio dovere istituzionale ha attenzionato le predette anomalie (illegittimità) nelle
sedi politico istituzionali (ricevendo solo raramente e comunque solo dopo molti mesi risposte
vaghe, generiche e, comunque, non esaustive ove addirittura false) ovvero agli altri organi.
10. Quanto sopra nel silenzio anzi con la più evidente complicità di certa stampa e di certi media
anch’essi finanziati dal “sistema”16, strumentali alla censura e/o travisamento e/o oscuramento
delle notizie (anche riguardanti inchieste giudiziarie e/o accertamenti da parte di organi terzi ed
imparziali quali Tar e Autorità di Vigilanza), utilizzati all’uopo per diffamare/ridicolizzare le
(poche) voci fuori dal coro anche mediante la pubblicazione di notizie non veritiere, con l’inerzia
dei cd. “poteri di controllo” anche istituzionali, pur essendo state intraprese, da più parti, iniziative
(interrogazioni, diffide, mozioni) volte a segnalare, circostanze anomale e/o sintomatiche17.
Si veda, da ultimo, proprio esposto n. 92/2011.
Si vedano lettere a firma dell’Osservatorio molisano sulla legalità (www.osservatoriolegalita.it) del 7 giugno 2011 e
del 14 aprile 2011. Si vedano anche deliberazioni della Giunta regionale volte a fissare un principio di ordine generale,
si ritiene di assoluta gravità (DGR n. 384/2010; 888/2010; 328/2010; 01/2010; n. 198/2010) in base al quale la Giunta
non delibera la costituzione di parte civile della Regione quando la stessa è parte offesa in procedimenti penali,
lasciando alla Giunta stessa la facoltà di valutare caso per caso, valutazioni che sembrerebbe vadano nella direzione di
decidere per la “non costituzione” quando imputati sono gli stessi componenti dell’esecutivo regionale, che peraltro
talvolta non si astengono dal partecipare alla votazione ovvero addirittura propongono la stessa deliberazione. Si veda
anche, rispetto alla discutibile ove non strumentale “utilizzazione” di ruoli istituzionali per evitare e/o ritardare lo
svolgimento di taluni processi a carico di esponenti politici regionali proprie note prot. CD n. 56/2011; 69/2011 ed
annessa rassegna stampa. Si veda anche determinazione del direttore generale n. 81 del 12 marzo 2010, di nomina quale
presidente e componente di commissione giudicatrice di un appalto milionario del PSR, il già Procuratore della Corte
dei Conti del Molise ed un alto ufficiale della Guardia di Finanza in pensione, successivamente revocata, in seguito a
proprio intervento, con determinazione direttore generale n. 133/ 2010 di presa d’atto delle dimissioni degli stessi. Si
veda anche la nomina dell’ex presidente della Corte d’Appello di Campobasso ad Assessore regionale alla Sanità, pur in
presenza del commissariamento da parte dello Stato della Regione Molise proprio in materia sanitaria e pur in presenza
di una ufficiale e conclamata estromissione della Regione e dunque del competente assessorato dalla suddetta gestione
(come confermato dalla Corte Costituzionale) e pur non essendovi alcuna compatibilità curriculare, come dalla stesso
Assessore esplicitamente ammesso in sede consiliare. Si vedano anche articoli di stampa “Regionali, il partito dei
giudici “spinge” Melogli” (nuovo molise, 31 maggio 2011), con smentita dapprima di Melogli (“Partito dei giudici?
Solo fantasie”, Nuovo Molise, 9 giugno 2011, pg. 20) e successivamente smentito dagli stessi magistrati (“Nessun
accordo con il potere politico”, Nuovo Molise, 10 giugno 2011, pg. 18); Si veda anche DGR n. 322/2011
(finanziamento di euro 26,500 in favore della Guardia di Finanza per la installazione di un climatizzatore e per
l’allestimento di una cappella militare); si veda anche DGR n. 408 del 14 giugno 2011 (concessione di un contributo di
euro 4.800 per la celebrazione del “237° anniversario della Fondazione del Corpo della GdF”); si veda anche intervento
in Consiglio regionale del Presidente Iorio (2 marzo 2010) in risposta ad una interrogazione presentata ed illustrata in
Aula dal sottoscritto in relazione alla vicenda Zuccherificio, in cui lo stesso Iorio rivolgendosi al sottoscritto, dopo aver
affermato “tu la devi smettere! Ora che non sei neanche più dei Valori” (alludendo alla recente fuoriuscita del
sottoscritto dal partito Italia dei Valori e dunque al proprio recente isolamento) viene a rimarcare testualmente (si
vedano le integrali registrazioni della seduta di consiglio) “…per quanto mi riguarda, non succederà mai
niente….oggi, il comandante della Guardia di Finanza mi ha detto di conservare il Molise così com’è” (al riguardo si
ignora a chi il Presidente si riferisse, tuttavia è possibile che il riferimento fosse al generale Vito Bardi, presente a
Campobasso proprio in quelle stesse ore per una visita istituzionale al Comando Regionale); si vedano anche articoli
relativi al processo Bain &amp; co.; si veda anche intervento Assessore Vitagliano al sottoscritto su facebook.com (“prima o
poi uno straccio si rimedia sempre” “..per ragionare ad armi pari”); si veda anche articolo pubblicato dal Repubblica su
crack Ittierre (21 marzo 2010); si veda anche articolo Il Fatto su P3 (23 luglio 2010).
I. COMPARTO AGROALIMENTARE18.
I. 1. - FILIERA AVICOLA19 (all. 1)
(Solagrital sc, Gam srl, Avicola Molisana, Commerciale Molisana srl, Agria Finance SA –
Lussemburgo, Logint, Codisal):
- affidamenti ed acquisti per circa 60 milioni di Euro (solo negli ultimi 3 anni) senza
procedure di evidenza pubblica, attingendo anche a risorse pubbliche programmate ma non
trasferite dallo Stato e coperte finanziariamente con il meccanismo dell’anticipazione di
cassa, attingendo a risorse destinate ad altre finalità20, scaricando sui contribuenti i debiti
accumulati dalle società pubbliche, miste e spesso anche private per effetto
dell’inadempimento di contraenti privati21;
- omessa comunicazione alla Commissione Europea dei profili rilevanti ai fini della
normativa comunitaria22, in particolare per quanto concerne le disposte rimodulazioni in
senso favorevole alle società miste delle restituzioni di mutui, prestiti o altri finanziamenti,
ovvero alla trasformazione di crediti mai effettivamente escussi in partecipazioni finanziarie
delle stesse società miste e dunque prefigurando enormi vantaggi patrimoniali per le stesse e
per i soci privati delle stesse sempre individuati senza procedure di evidenza pubblica;
- coincidenza o commistione, oggettiva, soggettiva o funzionale tra soggetti erogatori e
fruitori, ovvero tra controllori e controllati, ovvero tra acquirenti (pubblici) e venditori
(privati)23;
Le descritte vicende societarie e finanziarie riconducibili al comparto agroalimentare, segnatamente dello
Zuccherificio spa e dell’industria del pomodoro, devono essere inquadrate, per completezza, alla luce del
possibile/probabile imminente trasferimento, da parte dello Stato, del finanziamento pubblico in favore delle stesse
società per alcune decine di Milioni di euro, nell’ambito del cd. Contratto di Programma Agroalimentare. E’ solo il caso
di precisare che la qualifica di socio e/o di acquirente dei pacchetti di controllo e/o dei rami d’azienda ceduti implica la
traslazione anche dei diritti di credito sui predetti finanziamenti statali.
Sulla complessa vicenda finanziaria e societaria della filiera avicola (gam-solagrital), si vedano le seguenti
deliberazioni: DGR n. 1395/2008; n. 370/09; n. 210/2010; DGR n. 382/2010; 392/2011; ed i seguenti esposti: prot.
CD n. 60 del 30.3.2010; n. 137 del 16.6.2010; n. 42 del 29.3.2011; n. 68/2011; n. 85/2011; n. 96/2011. A seguito dei
quali nulla si è più saputo.
Sul meccanismo della canalizzazione in favore di grandi e pochi operatori economici di finanziamenti destinati invece
alle piccole e medie aziende, con riferimento ai finanziamenti FAS si veda Deliberazione di Consiglio Regionale n. 275
del 30.09.2008 concernente “orientamenti per l’utilizzo dei fondi FAS 2007/2013, proposti dalla Prima Commissione
permanente e dalla Commissione per gli affari comunitari nella parte in cui dispone che “i fondi destinati alle attività
produttive, da erogare in linea con le norme comunitarie attraverso bando pubblici e gare, dovranno focalizzarsi sulla
piccola e piccolissima impresa, sull’artigianato e la cooperazione, favorendo progetti di autoimprenditoria giovanile e
femminile; sul 30% di fondi FAS destinati alle aree a maggiore crescita e sviluppo si porrà una particolare attenzione
alle zone rurali delle città di Isernia, Campobasso e Termoli”. Si veda anche DGR n. 382/2010 mediante la quale
vengono utilizzati 10 Milioni di euro attinti dalle risorse liberate ex art. 15 al di fuori di previa indefettibile
comunicazione agli organi della Commissione Europea.
Da ultimo si veda DGR n. 923/2011, oggetto dell’esposto prot. CD n. 68/2011.
Sulla prassi di procedere al di fuori delle prescritte comunicazioni/autorizzazioni alle autorità europee per i profili
comunitari rilevanti, si veda da ultimo, DGR n. 392/2011 ed esposto prot. CD n. 68/2011
Con riferimento alle società facenti capo alla cd. filiera avicola, si registra la triangolazione di rapporti
creditori/debitori/commerciali/immobiliari tra società pubbliche (Gam srl), miste (Solagrital, Commerciale molisana),
private (Logint, Codisal, Arena), i cui rispettivi management annoverano soggetti che rivestono contestualmente cariche
sociali all’interno delle une e delle altre, talvolta in rappresentanza dell’azionista pubblico, altre in rappresentanza di
azionisti privati, determinando situazioni oggettive di conflitti d’interesse che rendono incerti e confusi i confini tra
pubblico e privato. A titolo di mero esempio, non esaustivo ed in ogni caso dinamico per effetto di continue modifiche
nella composizione degli stessi organi, si vedano le seguenti figure: dott. Guido Aquilina, presidente e Consigliere
delegato sia di GAM s.r.l. che di Solagrital s.r.l. che di Commerciale Molisana srl, nonché titolare della società Fin Terr
srl, soggetto incaricato dall’ERSAM (disciolto ente di sviluppo agricolo - azionista pubblico commissariato ed in
coinvolgimento di società anonime aventi sede a Lussemburgo24;
rapporti creditori/debitori anomali tra le società del gruppo, con incomprensibili
commistioni tra società pubbliche, private e miste, spesso amministrate dagli stessi soggetti;
nomina da parte del Presidente della Regione di persone vicine a vertici istituzionali con
ruoli politici diretti ed indiretti negli organi sociali ed al vertice di enti pubblici economici
detentori di significative partecipazioni azionarie e finanziarie all’interno di società miste,
quali l’Ersam, in liquidazione, dunque commissariato da anni, nella persona dell’addetto alla
segreteria politica del Presidente della Regione, esercitando su di esso un controllo diretto
e/o indiretto25;
coinvolgimento della stampa mediante lauti contratti di sponsorizzazione e/o pubblicità
mediatica in favore di organi di informazione e/o di giornalisti degli stessi26, organi di
stampa sui quali raramente è possibile trovare notizie e fatti riguardanti il reale stato
finanziario/occupazionale delle predette aziende al di fuori, ovviamente, dei commenti
tranquillizzanti dei diretti interessati;
Centinaia di assunzioni (avventizi) per chiamata diretta, e incredibilmente contestuale
collocamento in cassa integrazione di lavoratori con contratti a tempo indeterminato27;
Anomalie in numerose assunzioni, anche recenti;
Provvedimenti di ricapitalizzazione di società miste in violazione del divieto ex lege
(dell’art.3, comma 27 e 29, della legge finanziaria 2008 n. 244 del 28/12/2007) 28 di
liquidazione da anni nella persona dell’addetto alla segreteria del Presidente della Regione Molise) di effettuare la
valutazione del piano industriale preordinato all’attuazione della complessa operazione di acquisto (da parte di Gam, di
cui sarebbe diventato presidente) per 37 milioni di Euro del complesso immobiliare di proprietà della Logint (società
del gruppo Arena, per conto della quale agiva il signor Armando Petrarca, capo del personale della Solagrital, incaricato
di procedere alle centinaia di assunzioni di personale avventizio al di fuori di procedure concorsuali e/o selettive); dott.
Armando Petrarca, amministratore unico di Logint, società privata collegata al gruppo Arena proprietaria dell’immobile
oggetto della compravendita con la Gam srl (pubblica), membro del consiglio di amministrazione di Solagrital, nonché
Presidente del Consiglio di Amministrazione di Agria Holding, controllante Codisal debitrice nei confronti della stessa
Solagrital e di Gam, soggetto (Petrarca) che dagli atti risulta abbia condotto la compravendita dell’immobile tra Logint
e Solagrital-Gam intervenendo sia in qualità di rappresentante della privata Logint (venditrice) che successivamente
della Solagrital (poi Gam) acquirente (pubblica); Pasquale Di Dario, membro del consiglio di amministrazione di GAM;
membro del consiglio di amministrazione di Solagrital e nipote dello storico proprietario del Gruppo Arena; Antonino
Mancini, legale rappresentante di Solagrital, componente del CdA di Gam, nonché commissario liquidatore nominato
dal Ministro dello Sviluppo Scajola come commissario liquidatore del ramo d’azienda “Pomolì” in favore di società
riconducibili al socio occulto della Regione – Remo Perna- nello Zuccherificio (sul triplo stato di incompatibilità del
Mancini si veda vicenda Pomolì, nonché si veda la vicenda del finanziamento pubblico/privato ai mezzi di
informazione, per essere il padre dello stesso direttore editoriale di settimanale – Extra Molise – beneficiario di
consistenti commesse pubblicitarie proprio da parte di Solagrital).
Società Agria Finance s.a. con sede in Lussemburgo (DGR n.210/2010 – documento istruttorio quinto alinea lett.b e
punto 6, considerato che);
Sul ruolo del commissario liquidatore dell’Ersam si veda diffusamente il paragrafo sullo Zuccherificio e sulla
gestione liquidatoria dell’ex Ersam. Da ultimo, con riferimento al ruolo svolto dallo stesso Ente e dallo stesso
commissario nella attività economiche riconducibili al patrimonio pubblico, si veda DGR n. 425 del 14 giugno 2011: la
quale la Giunta autorizza lo stesso commissario ad accettare una proposta transattiva stragiudiziale della posizione
debitoria vantata dall’Ersam nei confronti della cooperativa Allevatori Agnone, accettando il pagamento in unica
soluzione della somma di 100.000,00 in luogo del credito di euro 590.507,38 vantato (!!!).
Si vedano i contratti allegati riferiti in particolare a: AI Comunicazioni di Ignazio Annunziata ed articoli su Solagrital
pubblicati su Gazzetta del Molise (esposto del sottoscritto prot.CD.96/201) e SEM (Extra Molise) di Gigino Mancini
padre del Presidente del CDA di Solagrital.
Sulle politiche occupazionali dell’azienda Solagrital, si rinvia alla lettura degli accordi sindacali, sottoscritti
congiuntamente dall’azienda, dalle RSA e dai vertici della Regione, ove, tra l’altro, viene stabilita l’applicabilità al
comparto avicolo della forma contrattuale dell’avventiziato, disponendone l’assunzione di ben 400 unità (ripartiti in 181
– 151 e 101 giornate lavorative/annue) e contestualmente collocando in cassa integrazione ben 100 ULA a tempo
indeterminato, salvo a collocare solo dopo pochissime settimane circa la metà degli stessi avventizi in CIGS, ai quali
sembrerebbe che non vengano ancora pagati i corrispettivi dei TFR.
Tale norma ha ha stabilito che “Al fine di tutelare la concorrenza e il mercato, le amministrazioni di cui all’articolo
1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, non possono costituire società aventi per oggetto attività di
procedere all’acquisto di nuove partecipazioni in attività economiche private ed al di fuori
dei prescritti obblighi di comunicazione/ autorizzazione alle autorità europee.
Proposizione da parte di Solagrital di azione in sede civile contro il sottoscritto per il
risarcimento dei danni asseritamente29 subiti dalla stessa azienda per effetto dell’attività
istituzionale del sottoscritto, unitamente ad una sistematica, costante e massiccia campagna
mediatica volta a dequalificare l’attività svolta dal sottoscritto a ad attribuire allo stesso la
responsabilità del disastro gestionale, occupazione e finanziario delle aziende
pubblico/private30;
Il sottoscritto ha già dichiarato di rinunciare alla immunità che la legge gli riserva nell’ambito delle affermazioni e dei
voti resi nell’esercizio del proprio mandato, proprio al fine di poter consentire che sia un giudice terzo ed imparziale a
poter accertare finalmente il reale stato dell’azienda. La lettura dell’atto di citazione appare completamente infondato,
ove non del tutto strumentale e probabilmente finalizzato ad altri scopi, quale quello di inibire e/o dissuadere dal
proseguire la propria doverosa attività di denuncia del predetto sperpero di denaro pubblico.
Si vedano articoli di stampa allegati.
I. 2.- FILIERA BIETICOLO-SACCARIFERA31 (all. 2)
(Società Zuccherificio del Molise spa, Ifim spa, G&amp;B Investments, Soim SA Lussemburgo, GB
management Cyprus Limited, PFP International SA Lussemburgo; si vedano, anche, per
completezza espositiva: AMF International Holding SA – Lussemburgo, Dorstein Limited
Nicosia, HRP International SA Lussemburgo, San Giuliano snacks, Consorzio alimentari e
affini):
- conferimento di circa 53 Milioni di euro (in soli 3 anni) in favore della società mista
Zuccherificio del Molise spa, al di fuori di qualsivoglia procedura di evidenza pubblica, a
titolo di aumento di capitale, di finanziamenti, di prestiti32 ;
- omesso svolgimento di procedure, previste e richieste dalla legge per contrarre con le
pubbliche amministrazioni, di carattere selettivo e/o concorrenziale e/o di verifica dei
requisiti soggettivi, oggettivi e di moralità professionale del nuovo socio privato subentrato
all’ex socio33;
- decisione della Giunta regionale di non esercitare il diritto di prelazione34 e dunque
consentire l’ingresso di società riconducibili al socio occulto Remo Perna adottata al di fuori
dei presupposti e addirittura sulla base di circostanze successivamente smentite e dunque
false35, nonché ad un prezzo circa dieci volte inferiore a quello pagato dalla Regione solo
due anni prima (con DGR n. 699/2007)36;
Sulla complessa vicenda finanziaria e societaria dello Zuccherificio, che ha il suo riferimento i società anonime
lussemburghesi e cipriote, che hanno assorbito miliardi delle vecchie lire senza utilizzarle per scopi istituzionali
attraverso coinvolgimento dei medesimi protagonisti già noti alle cronache per il loro impegno in attività fallimentari, si
vedano le seguenti deliberazioni di Giunta regionale n. 699/2007; n. 294/2009; n. 1126/2009; n. 52/2010; n. 94/2010; n.
121/2010; n. 1031/2010; determinazione direttore generale n. 11/2011 i seguenti esposti presentati dal sottoscritto
alla Procura della Repubblica ed alla Procura della Corte dei Conti: prot. CD n. 37 del 4.3.2010; n. 41 del
8.3.2010; n. 42 del 9.3.2010; n. 69 del 7.4.2010; n. 70 del 7.4.2010; n. 98 del 13.5.2010; n. 118 del 3.6.2010; n. 137
del 16.6.2010; n. 125 del 8.6.2010; n. 201 del 9.12.2010; n. 207 del 13.12.2010; n. 210 del 22.12.2010; n. 51 del
21.04.2011; n. 55 del 2.5.2011; n. 66/2011; n. 67/2011.
Si vedano le deliberazioni di Giunta regionale n. 699/2007; n. 294/2009; n. 1126/2009; n. 94/2010; n. 121/2010; n.
1031/2010; determinazione direttore generale n. 11/2011;
Con riferimento al nuovo socio privato della Regione Molise nella società Zuccherificio, trattasi della G&amp;B
Investments spa, titolare Romano Deni, giovane di 22 anni di Isernia, società riconducibile al sig. Remo Perna, in affari
con la società San Giuliano Snacks, il cui titolare risulta arrestato nell’inchiesta della Procura di Campobasso
denominata “Dirty Money” per riciclaggio, nonché controllata dalla GB management Cyprus limited, in seguito dalla
PFP International SA-Luxemburg, nonché in affari con la IFIM spa, holding finanziaria di Remo Perna a sua volta
compartecipata da Fin Molise (per effetto della conversione in azioni del mutuo fiduciario di 2,6 Milioni di euro
disposto a suo tempo dalla Fin Molise per intercessione diretta e personale del neo eletto Presidente della Regione Iorio
sui vertici della finanziaria regionale che sarebbero dovuti servire al salvataggio dei posti di lavoro della fallita GTR,
poi HDM, e che invece risultano confluiti anche in ignote operazioni commerciali con il governo della Mauritania)
nonché di altre società anonime lussemburghesi (SOIM SA). Tutti gli intrecci societari, con analitica indicazione dei
provvedimenti regionali afferenti sono contenuti negli esposti segnalati e allegati alla presente, in particolare ci si
riporta esposto inoltrato dal sottoscritto alle Procure di Campobasso e Larino e Bari prot. CD n. 51/2011.
DGR n. 1126/2009.
Con DGR 1126/2009, la Giunta regionale decide di non esercitare il diritto di prelazione sulle quote poste in vendita
dall’ex socio privato Tesi così da consentire l’ingresso del socio occulto Remo Perna tramite la G&amp;B intestata ad un
giovane ventiduenne isernino, sul presupposto che la legge vieterebbe di acquisire nuove partecipazioni (dimenticandosi
che il divieto è parimenti esteso anche al concetto di “continuare a detenere”, nonché dimenticandosene in ciascuna
altra operazione di ricapitalizzazione), nonché sul presupposto che il promissario acquirente (G&amp;B) avrebbe presentato
un piano industriale valido ed efficace (presupposti di fatto che si rivelerà del tutto falso in quanto, con DGR n.
94/2010, il professionista incaricato (con DGR n. 52/2010) di seguire la procedura dichiara espressamente che “il nuovo
socio chiede tempo per predisporre il piano industriale”).
Con DGR n. 699/2007 la Giunta sottoscrive l’acquisto di azioni inoptate derivanti dall’aumento di capitale per la cifra
di euro 16 Milioni, acquistando ciascuna azione al valore nominale di euro 1 maggiorato di 9,5 per sopraprezzo;
mentre, solo due anni dopo consente l’acquisto della quote in favore di un socio anonimo al valore di euro1, senza
alcun sopraprezzo, dunque per circa dieci volte meno. Dalla stampa locale si apprende che lo stesso Presidente della
Regione sarebbe indagato a Campobasso, insieme ad altre dieci persone, per aggiotaggio, abuso d’ufficio e falso sui
partnership della Regione, all’interno dello Zuccherificio, con società anonime riconducibili
a soggetti direttamente beneficiari di contributi pubblici benché falliti37, molto note al
Presidente della Regione per pregressi rapporti finanziari e societari38;
Triangolazione oggettiva e soggettiva tra rappresentanti di parte pubblica (Iorio; Vitagliano;
Ventresca, addetto alla segreteria politica di Iorio, componente del coordinamento di Forza
Italia prima e del PDL poi, commissario liquidatore dell’ex Ersam azionista dello
Zuccherificio e di altre numerose società del comparto agroindustriale, recentemente
nominato da Iorio nel CDA della Fondazione Cattolica; noti dirigenti regionali) e soggetti di
parte privata (Remo Perna, Romano Deni) chiamati a concertare/decidere le azioni
Nella seduta del 2 marzo 2010, in risposta all’interrogazione del sottoscritto, il Presidente della Regione ha dapprima
smentito la circostanza che il nuovo socio privato fosse costretto a schermarsi dietro società anonime, e
successivamente, smentito dalla semplice esposizione di una ordinaria visura camerale, ha affermato “Remo Perna, il
Marchionne del Molise” (comunicato ufficiale Presidente della Regione, marzo 2010). L’accostamento appare per lo
meno inappropriato, ove si consideri che lo stesso Perna si è reso protagonista di note disavventure industriali nel
comparto tessile (fallimenti Pantrem, Pop 84, GTR, HDM) aziende beneficiarie di Milioni e Milioni di euro che
dovevano servire al rilancio del comparto e che invece sono transitate su operazioni societarie che triangolano con la
Mauritania e che non hanno nulla a che vedere con il tessile.
Sui rapporti tra Giunta Regionale, GTR Group, HDM, Ifim: Verbale del Consiglio di Amministrazione della
Finmolise del 21 dicembre 2001, pochi giorni dopo le elezioni regionali del novembre 2001: “…E„ presente, altresì, il
Presidente della Giunta Regionale dott. Michele Iorio, che aveva manifestato al Presidente Carlomagno, interesse a
presenziare ai lavori, dovendosi trattare dell’argomento relativo richiesta di intervento finanziario da parte della
società HDM spa, affittuaria dei beni aziendali della GTR spa”, società che era stata costituita solo il giorno
13.11.2001, ovvero solo un mese prima del citato consiglio di amministrazione e solo sei giorni dopo la vittoria
elettorale del neo presidente Iorio; con tale atto si autorizzava la Finmolise, pur a fronte del contrario parere dei
funzionari Fin Molise incaricati dell’istruttoria tecnica (verbale Cda n. 27/2001: “…il business plan ha formato oggetto
di esame da parte dell’istruttore dott. Palladino, anch’egli presente in sala, il quale ha svolto delle considerazioni, che
il consiglio in sede di dibattito non ha condiviso”), di elargire la somma a titolo di mutuo ipotecario di euro 2,5 Milioni
in favore di HDM spa ex gestione speciale di cui agli artt. 5 e 9 l.r. 16/2000 pur in assenza di deliberato giuntale e
consiliare a ciò necessario (verbale Cda n.27/2001:“…si conviene che la richiesta HDM spa possa essere accolta
utilizzando temporaneamente i fondi della gestione ordinaria…ma subordinandone, comunque, l’attuazione alla
ricezione da parte della FinMolise di una lettera dell’azionista regione, di impegno a trasmettere una delibera con la
quale la Giunta Regionale prende atto che la FinMolise ha deliberato che l’intervento viene attuato solo
temporaneamente in gestione ordinaria e che lo stesso deve essere, a seguito della delibera giuntale, trasferito alla
gestione speciale ex art.5 della L.R. 16/2000...” - lettera prot. n. 22061 del 31.12.2001 a firma del Presidente neo eletto
Iorio che formalizza, coma da accordi con il CDA di Finmolise, l’impegno della giunta - ovvero del presidente stesso a deliberare in tal senso, come di seguito avvenuto con DGR n. 240 del 13 febbraio 2002). Tale scelta veniva effettuata
con l’intervento del Presidente del Collegio Sindacale di Finmolise (già Presidente del Collegio Sindacale della società
Zuccherificio del Molise spa, che nel citato verbale n.27/2001 sostiene: “Interviene il Presidente del Collegio Sindacale
Vaccarella che ribadisce come l’iniziativa di cui trattasi ha una valenza socio-economica tale da giustificare il
passaggio da intervento di gestione ordinaria a intervento in gestione speciale…per cui a nome dell’intero Collegio è
favorevole alle determinazioni assunte dal consiglio con la condivisione del Presidente della Giunta Regionale. Si
Associa il Direttore“). In tal modo venivano sottratte consistenti risorse alla gestione ordinaria o meglio al fondo di
rotazione destinato al salvataggio di altre imprese produttive (testualmente, Presidente Iorio, nota del 31.12.2001: “..la
Finanziaria attingerà le relative risorse pari a 5 miliardi dai fondi accreditati con DGR n.926/2001 da considerare
pertanto destinati appositamente a tale scopo” e ciò peraltro non solo in assenza di delibera di Giunta Regionale, solo
successivamente adottata, ma in assenza di delibera del Consiglio Regionale, ovvero violando i poteri di
programmazione economica e di bilancio riconosciuti al consiglio dal vigente statuto - art.6), il tutto al fine di
finanziarie una società costituita solo pochi giorni prima (HDM spa, con amministratore unico, figlia di Perna Remo), di
seguito fallita e ciò approfittando della circostanza oltremodo nota delle difficoltà finanziarie ed economiche in cui
versavano le centinaia di lavoratori, dipendenti ed autonomi, collegati alla GTR spa, per la carenza di liquidità di
quest’ultima) difficoltà al cui superamento la concessioni di tali consistenti contributi avrebbero dovuto essere destinati
al solo fine di garantire una ripresa delle attività produttive della GRT spa (verbale del Cda della Finmolise n.27/2001:
“…il progetto imprenditoriale si basa su alcune direttrici come…. acquisizione di licenze….rilievo in fitto dell’intero
stabilimento…successivo ampliamento della base sociale…attingimento della mano d‘opera attualmente in CIGS cassa integrazione guadagni straordinaria - dalla società GTR“) anch’essa di seguito invece fallita ovvero addirittura
mai partita confermando in tal modo i pareri degli istruttori della FinMolise spa disattesi dalla governance politica
regionale e da quella gestionale della Fin Molise. L’acquisto delle quote dell’ex socio privato, ing. Tesi, da parte della
G&amp;B Investments spa, avviene, peraltro, mediante rilascio di garanzia fideiussoria proprio da parte della IFIM spa,
come risulta dal contratto di compravendita.
istituzionali da porre in essere per consentire il sub ingresso e per concordare le migliori
condizioni di favore per i privati, in sedi non istituzionali (Università degli studi del
Molise)39;
omessa comunicazione alla Commissione europea della rimodulazione delle condizioni di
restituzione di prestiti per decine di milioni40;
elusione e/o violazione della decisione esecutiva del giudice amministrativo (Tar Molise,
sent. n. 1559/2010) di annullamento di tutti gli atti connessi all’operazione societaria e
finanziaria41, opportunamente denunziata agli organi competenti42;
tentativi di esternalizzazione di rami d’azienda (comparto energetico) al di fuori di
procedure pubbliche concorrenziali, dapprima mediante contatti con società collegate
(seppur non indagate) nell’ambito dell’inchiesta P3, successivamente mediante contratti con
società anonime lussemburghesi43;
assunzione di decine e decine di soggetti attraverso cooperative individuate non si
comprende con quale criterio;
omessi e/o ritardati pagamenti delle spettanze ai lavoratori, comprese 13esima e 14esima,
nonché ai terzisti dell’indotto;
omesso versamento, da parte del socio privato, delle quote sottoscritte nel dicembre 201044
in sede di ricomposizione del capitale sociale (ad oggi il privato non ha ancora contribuito
all’azienda con un solo euro);
individuazione di partner commerciali al di fuori di regolari procedure di evidenza pubblica;
probabile vendita delle scorte di zucchero pregresse e di quelle da prodursi nel corso
dell’anno 2011;
nomina da parte del Presidente Iorio di soggetti politicamente vicini negli organi sociali45;
sottoscrizione di lauti contratti di sponsorizzazione in favore di noti organi di informazione
preoccupante esposizione debitoria dello Zuccherificio sia nei confronti del Nucleo
industriale di Termoli, sia nei confronti di lavoratori e/o ditte dell’indotto, a partire dalle
ditte del trasporto, nonché nei confronti di erogatori di servizi, anche energetici;
Come risulta dalla lettura degli allegati alla DGR n. 1126/2009, vi sarebbero stati almeno due incontri privatiriservati, presso la sede del Rettorato dell’Università degli studi del Molise, tra l’assessore regionale delegato allo
Zuccherificio, ing. Gianfranco Vitagliano, già imputato nel processo Turbogas, il commissario liquidatore dell’ex
Ersam Antonio Ventresca, attualmente componente del CdA della Fondazione Cattolica del Molise, nonché
esponente del Pdl locale e addetto alla segreteria del Presidente della Regione come segretario, unitamente ai
rappresentanti di parte privata (G&amp;B), ove sarebbero stati concordati anche i termini del subentro, pur al di fuori
di qualsivoglia atto autorizzatorio che consentisse ai predetti rappresentanti dell’azionista pubblico di “trattare”
con i privati.
Si veda, a titolo di esempio, la DGR n. 1031/2010 e la conseguente determinazione del direttore generale n.
11/2011, oggetto di esposto prot. CD n. 51/2011 nonchè la sentenza del TAR Molise n. n. 1559/2010.
Con sentenza Tar Molise n. 1559/2010, il giudice amministrativo ha annullato tutti gli atti, segnatamente la
DGR n.94/2010 mediante la quale la Giunta regionale – pur incompetente- ha delegato la governance dell’azienda
al privato deliberando ulteriori agevolazioni e benefici finanziari.
Elusione/violazione di decisione esecutiva giurisdizionale con propri esposti prot. CD n. 51/2011 e 66/2011.
Sul tentativo di esternalizzare il segmento energetico e sui rapporti con l’inchiesta P3, si vedano esposti prot.
CD n. 51/2011 e 66/2011. Sul punto, si vedano articoli di stampa su arresto dottor Scotti (da, Il Fatto Quotidiano).
Sull’abbattimento del capitale sociale al di sotto del limite legale e contestuale sottoscrizione di aumento di
capitale, si veda DGR n. 1031/2010 e DCR n. 303/2010.
A titolo di mero esempio e non esaustivo si consideri che il Presidente del cda nominato da Iorio, avv.Domenico
Porfido, già consigliere regionale alle elezioni 2006 con forza Italia è notoriamente dirigente locale del PDL di
Montenero di Bisacia;
I. 3.- I RISPETTIVI RAMI COMMERCIALI46 (all. 3):
(Commerciale molisana, D&amp;D)
- esternalizzazione dei rami commerciali e/o individuazione di società private o miste
incaricate della commercializzazione dei prodotti (i cui costi di produzione risultano a carico
delle società pubbliche e/o miste pressoché interamente partecipate/finanziate dalla Regione
e tuttavia pressoché interamente controllate da soggetti di parte privata) individuate
sembrerebbe al di fuori di qualsivoglia procedura selettiva e/o concorrenziale, e in
- per lo Zuccherificio: società privata D&amp;D (Marigliano, Napoli), individuata sembrerebbe
senza alcuna procedura di evidenza pubblica47 a cui sembrerebbe sarebbe stata delegata la
commercializzazione dello zucchero, di fatto esautorando l’ufficio commerciale dello
Zuccherificio, a capo del quale sembrerebbe esserci/esserci stato proprio il figlio del socio
occulto Perna, componente del CdA ed intestatario di quote societarie connesse, per il quale
ruolo pare che beneficerebbe anche di significativi compensi;
- la stessa D&amp;D sembrerebbe abbia proceduto all’acquisto virtuale anche di quote zucchero
2011, corrispondendo anche ingenti somme di denaro in favore dello Zuccherificio
sembrerebbe per far fronte alla carenza di liquidità derivante dalla omessa partecipazione del
socio privato Perna all’aumento di capitale (sottoscritto ma non ancora versato) ed al
dichiarato fine di consentire il pagamento degli stipendi ai dipendenti proprio
nell’imminenza della campagna elettorale del maggio 2011 al fine di sterilizzare eventuali
proteste elettoralmente pregiudizievoli;
- per la Solagrital: dapprima Codisal (gruppo Arena, privato), poi società mista all’uopo
costituita, denominata Commerciale Molisana, il cui socio privato sarebbe stato individuato
direttamente e senza alcuna procedura, e che sembrerebbe abbia tra i propri
dipendenti/dirigenti (/soci?) anche il figlio di un noto assessore regionale48;
- rispetto ai rapporti commerciali/contrattuali tra le società pubbliche e le società private
incaricate della commercializzazione, sembrerebbe ormai consolidato il dato che sulle prime
(pubbliche o miste) ricadono i costi di produzione (e troppo spesso debiti) mentre ai privati
che vendono il prodotto resterebbero i profitti realizzati49;
- sembrerebbe che entrambe le società private incaricate della commercializzazione si
avvalgano di ditte di trasporto aventi sedi in provincia di Napoli e Caserta50;
Si vedano propri esposti prot. CD n. 42/2011 e n. 51/2011, n. 68/2011; n. 89/2011.
Sulla vicenda D&amp;D si veda proprio esposto prot. CD n. 51/2011.
Sulla vicenda “commerciale molisana” si veda proprio esposto prot. CD n. 42/2011 e articoli di stampa (La
Gazzetta).
Si vedano in particolare i rapporti contrattuali e commerciali tra Zuccherificio e D&amp;D rispetto alle indiscrezioni
circolate secondo le quali nei primi mesi del 2011 sarebbero stati “venduti” ingenti quantitativi di prodotto non
ancora prodotto (campagna 2011) mentre nei mesi precedenti sarebbe stata venduta pressoché ogni scorta del
prodotto degli anni precedenti, e rivenduto al prezzo della borsa zucchero, sembrerebbe consentendo al privato di
realizzare consistenti utili in luogo di quelli che ben avrebbe potuto (dovuto) realizzare la stessa azienda.
In particolare, sembrerebbe della ditta Caturano, mentre numerose ditte molisane sembrerebbe che abbiano
contenziosi per crediti mai pagati dalla stessa società.
4.– INTRECCI SOCIETARI INDIRETTI (all. 3.1.):
(San Giuliano Snacks, Consorzio Alimentari e Affini, Ifim spa, Car.el.food srl)
- il socio privato (G&amp;B Investments spa) della Regione all’interno dello Zuccherificio sarebbe
in società anche con la San Giuliano Snacks, il cui titolare risulta sia stato arrestato
nell’ambito di inchieste giudiziarie per il reato di riciclaggio51;
- le stesse società sembrerebbe che abbiano tutt’ora rapporti commerciali, creditizi, finanziari
con la IFIM spa, finanziaria che fa capo a Remo Perna, a sua volta compartecipata anche
dalla Regione Molise per il tramite della Fin Molise, nonché da società anonime;
- la stessa Ifim spa avrebbe fornito la garanzia fideiussoria per la compravendita delle azioni
tra l’ex socio dello Zuccherificio (Tesi) e Perna, nonché in altre vicende societarie;
- nei mesi scorsi, i giornali locali hanno riferito dell’esposto che sarebbe stato presentato da
un imprenditore campobassano alla magistratura in base al quale sarebbe stato denunziato il
coinvolgimento dei predetti soggetti in una vicenda di truffa, che avrebbe visto coinvolto
anche un dirigente della Regione Molise molto vicino e/o in contatto con i predetti soggetti;
- da notizie diffuse da alcuni organi di informazione, sembrerebbe che taluni degli stessi
protagonisti avrebbe condotto e/o starebbero conducendo attività riconducibili all’abusiva
attività finanziaria e abusiva concessione del credito;
- sempre da notizie assunte informalmente sembrerebbe che la Regione anche recentemente
stia finanziando società riconducibili al socio occulto Remo Perna52;
Il titolare della San Giuliano Snacks risulta sia stato arrestato con l’accusa di riciclaggio
nell’operazione condotta dalla procura di Campobasso denominata Dirty Money.
Si vedano graduatorie di cui alle DGR 206/2011; 60/2011; si veda, al riguardo, anche articolo su
“Futures capital”.
I. 5.- POMOLÌ -
INDUSTRIA DI TRASFORMAZIONE DEL POMODORO
ED ULTERIORI INTRECCI
SOCIETARI INDIRETTI (all.
(Assopro, Prodam, G&amp;B Investments spa):
- cessione di ramo d’azienda della ditta Assopro (in liquidazione coatta amministrativa) in
favore della Prodam da parte dei commissari liquidatori nominati dal Ministro dello
Sviluppo Economico p.t., Claudio Scajola, capo corrente del Presidente Iorio all’interno del
PdL, per la cifra di euro 150mila alla Prodam, riconducibile sempre a Remo Perna;
- coincidenza tra la sede commerciale della acquirente Prodam e la sede della G&amp;B
Investments spa (socio privato dello Zuccherificio riconducibile a Remo Perna);
- benefici e agevolazioni finanziarie54 da parte della Regione, anche tramite Fin Molise, in
favore della Assopro (in LCA), sembrerebbe mai recuperati55;
- coincidenza tra la figura di uno dei commissari liquidatori nominati dal Ministro Scajola
(Mancini Antonino) e il legale rappresentante di Solagrital e di consigliere di
amministrazione della Gam;
- incompatibilità/commistione del commissario liquidatore per potenziale conflitto d’interessi
con gli incarichi di legale rappresentante di Solagrital e componente del CDA di Gam,
quest’ultima incaricata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 465/2010 di redigere il
piano di dismissione delle aziende partecipate, segnatamente proprio delle aziende delle
filiere avicola e saccarifera, così creando una commistione insanabile tra il ruolo di
esercente la pubblica funzione di programmare il percorso di dismissione (acquisendo anche
informazioni sensibili al mercato), quello di rappresentante di società potenzialmente
alienabile e quella di liquidatore di nomina governativa di ulteriori società in favore di
soggetti potenzialmente interessati all’acquisto nell’ambito delle dismissioni;
- massima diffusione di notizie incoraggianti sul futuro industriale/occupazionale della
Pomolì senza alcun riscontro oggettivo e ovviamente senza alcun riferimento alla vicenda
societaria e finanziaria che vede la partecipazione della stessa Regione56;
Sulle vicende del marchio Pomolì si veda prot. CD n. 67/2011.
Si vedano DGR n. 1/2004 (1 Milione di euro); n. 408/2004 (euro 750 mila); contratto di sale and
lease back tra Fin Molise (su incarico fiduciario della Giunta regionale) e Assopro (euro 1,5 Milioni).
Si veda nota Fin Molise spa prot. n. 518 del 29 aprile 2011 (in riscontro a propria nota) indirizzata
Si vedano articoli a tutta pagina su Pomoli.
6. IL RUOLO DELL’ERSAM57
- l’Ersam, ente di sviluppo agricolo regionale, titolare di significative partecipazioni azionarie
e finanziarie all’interno di numerosissime attività economiche private, ivi incluse quelle
riconducibili alla Solagrital e allo Zuccherificio, è in liquidazione dal 2004, per effetto della
l.r. 27/04, istitutiva dell’Agenzia ARSIAM e della stessa gestione liquidatoria;
- l’Ersam è stato dunque commissariato nella persona di un noto esponente locale del PdL,
assunto presso la segreteria politica del Presidente della Regione (da ultimo, si veda DGR n.
230/2011), nonché sembrerebbe recentemente nominato non si sa da chi nel consiglio di
amministrazione della Fondazione Cattolica in rappresentanza della Regione, sebbene non
vi sarebbe un solo atto istituzionale né legislativo né amministrativo della stessa Regione
che autorizzi alla nomina e neppure che autorizzi e/o ratifichi (ammesso che sia possibile la
ratifica) la partecipazione della stessa Regione alla Fondazione;
- che l’Ersam è dunque commissariato da 7 anni, nonostante la stessa legge istitutiva della
gestione commissariale liquidatoria avesse invece previsto la conclusione delle operazioni di
liquidazione entro i successivi 6 mesi e comunque nel limite massimo di 24 mesi (art. 21,
comma 7);
- che nonostante il ritardo di oltre 5 anni rispetto ai tempi previsti dalla legge, e nonostante
presumibilmente lo stesso commissario abbia percepito per 6 anni i connessi compensi
(equiparati ai sensi della legge regionale 27/04, art. 20, comma 2, a quelli del presidente del
CDA dell’agenzia Arsiam), sembrerebbe che neppure un solo atto di liquidazione sia
stato compiuto, e che tale evidente ed incredibile inadempimento sembrerebbe da
ricondursi ad un inadempimento della Giunta regionale ad adottare la direttiva (art. 21,
comma 4) per la liquidazione delle partecipazioni dello stesso Ersam;
- che in ogni caso la percezione delle indennità di funzione e/odi carica da parte del
commissario liquidatore, ove effettivamente ed in concreto percepite, coinvolgerebbe
evidenti profili di responsabilità erariale, se del caso a carico della stessa Giunta
inadempiente ovvero in capo allo stesso beneficiario;
- il profilo da ultimo evidenziato appare confermato laddove si consideri che sarebbe stata la
stessa Giunta regionale a confermare che neppure un solo atto di liquidazione sarebbe stato
completato in quanto con DGR n. 884 del 25 ottobre 2010 le partecipazione dell’Ersam
sarebbero state trasferite all’Arsiam a titolo gratuito (testualmente “nelle more
dell’emanazione della direttiva di cui all’art. 21”), e che dunque le partecipazioni non
sarebbero affatto state liquidate;
- sulla medesima scia, anche la DGR n. 923/2010 confermerebbe l’assunto in base al quale il
commissario liquidatore non ha affatto liquidato le quote azionarie detenute dal’Ersam,
trasferendole, per il caso di cui alla citata DGR 923/2010, a titolo gratuito alla Regione
stessa (partecipazione nel capitale dello Zuccherificio del Molise spa);
- con DGR n. 425 del 14 giugno 2011, la Giunta Regionale ha “autorizzato il commissario
liquidatore dell’Ersam ad accettare la proposta di transazione stragiudiziale a saldo e
stralcio definitivo della posizione debitoria vantata dall’Ersam, nei termini ed alle
condizioni indicate dalla cooperativa Allevatori Agnone nella nota del 28.12.2010, che
prevede il pagamento in un’unica soluzione della somma di euro 100.000,00”;
- l’Ersam vanta nei confronti della cooperativa Allevatori Agnone un credito di euro
590.507,38;
- che dunque la ipotizzata soluzione comporterebbe uno “sconto” in favore di una
impresa privata, sembrerebbe riconducibile anche ai vertici Arsiam, debitrice di circa
500mila euro verso il pubblico erario;
Sul ruolo del disciolto ente di sviluppo agricolo Ersam, in liquidazione dal 2004, si vedano DGR n. 884/2010; n.
425/2011; n. 559/2008; n. 923/2010; n. 1118/2008; n. 348/2008; n. 1126/2009, nonché proprio esposto prot. CD n.
(GTR group, Hdm spa, Ifim spa, Ittierre):
- fallimento gruppo tessile GTR Group, riconducibile al sig. Remo Perna, beneficiario di un
intervento finanziario di euro 2,5 Milioni disposto dalla Giunta regionale (Presidente Iorio)
nei confronti di Fin Molise spa su incarico fiduciario in favore di HDM spa, affittuaria di
ramo d’azienda di GTR58;
- i predetti finanziamenti, elargiti per il salvataggio industriale e la salvaguardia dei livelli
occupazionali, sembrerebbe che non siano mai stati utilizzati per lo scopo
pubblico/istituzionale per il quale erano stati disposti;
- successivamente, contestualmente al fallimento della stessa HDM, le predette somme sono
state inopinatamente convertite in azioni della finanziaria IFIM spa59, che oggi sembrerebbe
agisca non soltanto in operazioni commerciali con il Governo della Mauritania ma anche
come fideiussore della G&amp;B Investments spa nella compravendita delle azioni dall’ex socio
privato dello Zuccherificio del Molise spa e sembrerebbe anche in altre operazioni
creditizie/finanziarie in favore anche di privati;
Con DGR n.926/2001, la giunta regionale presieduta dall’on. Giovanni Di Stasi, delibera un
finanziamento di 5 Miliardi di lire in favore di Fin Molise spa per la costituzione di un fondo rotativo in
gestione ordinaria da impiegare in favore delle imprese in difficoltà da individuarsi mediante regolari
procedure selettive, tra le quali anche specificamente in favore della GTR Group. Soltanto pochi giorni
dopo l’elezione a Presidente della Regione di Michele Iorio, la Giunta presieduta da quest’ultimo,
stravolgendo completamente l’impostazione della predetta delibera, trasforma l’intervento in gestione
speciale e conferisce incarico fiduciario a Fin Molise spa per un intervento in favore della sola GTR per
l’intero importo (5 Miliardi, 2,6 Milioni di euro) che al contrario sarebbe dovuto essere investito in
favore della generalità delle imprese in difficoltà (DGR n. 240 del 13 febbraio 2002). Nella stessa
deliberazione, peraltro, si legge l’espresso richiamo alla DGR 926/2001, per quanto la DGR 240 fosse stata
completamente stravolta sia nella forma giuridica dell’intervento che nella definizione dei beneficiari.
Tutta la complessa ed articolata ricostruzione dei rapporti tra Michele Iorio e il sig. Remo Perna, a far
data dal 2001, sono stati debitamente denunziati con ripetuti esposti, da ultimo con esposto prot. CD n.
51/2011.
2. ITTIERRE60;
- Anomalie nella gestione dell’industria della moda di Pettoranello avevano già
precedentemente condotto ad accertamenti ed inchieste anche giudiziarie61 opportunamente
riportate anche dagli organi di informazione nazionali62;
- In seguito al fallimento della Ittierre, beneficiaria di numerosi interventi finanziari da parte
della giunta regionale presieduta da Michele Iorio, il Ministro dello Sviluppo Economico p.t.
Claudio Scajola nomina commissari liquidatori63 nelle persone di professionisti in
condizione di potenziale conflitto d’interessi, taluni dei quali riconducibili ad esponenti di
spicco del PdL (addirittura domiciliati proprio presso lo studio legale dell’On. Avv. Donato
Bruno – documento istruttorio Regione Molise- Fin Molise trasmesso ai consiglieri regionali
in data dicembre 2010) che avrebbero percepito compensi di alcuni milioni di euro e si
sarebbero avvalsi (probabilmente illegittimamente) di consulenti incaricati di mansioni
tipicamente di competenza degli stessi commissari, nonché avrebbero elargito contratti di
sponsorizzazione/comunicazione in favore di numerosi organi di informazione e/o di
numerosi giornalisti;
- intervento finanziario della Giunta regionale (DGR n. 1137 del 30 dicembre 2010) per un
importo di oltre 12 Milioni di euro 64 a titolo di garanzia fideiussoria (ratificato dal
Si vedano DGR n. 1137/2010; DGR n. 57/2011.
Al riguardo si rinvia alla documentazione pubblica relativa ai procedimenti penali sulla vicenda, in corso
ovvero archiviati.
Si veda articolo Repubblica 21 marzo 2010 “Perna ha mentito ai soci. Prestiti falsi”..
Si veda articolo Il Fatto Quotidiano “La lobby dei commissari” (G. Barbacetto, 5 maggio 2010, pg. 4) e
propria nota 21/2010 e 91/2010, riferite sia alle situazioni di potenziale conflitto d’interessi nonché ai
compensi attribuiti agli stessi, nonché alle notizie di lauti contratti di sponsorizzazione in favore di organi
di informazione locale.
Sull’intervento della Giunta regionale in favore della Ittierre spa del nuovo patron Albisetti si veda DGR
n. 1137/2010, e DGR n. 57/2011. Sui rischi di interventi potenzialmente in grado di configurare una
turbativa d’asta si vedano i propri interventi del 24 gennaio 2011, e in particolare le seguenti dichiarazioni:
“Già in sede di commissione Bilancio ho espresso dubbi sulla legittimità e sulla liceità di tale operazione
finanziaria, per i seguenti motivi:
la legge vieta tassativamente alle Regioni di acquisire (e addirittura di mantenere) ulteriori partecipazioni
azionarie in attività economiche che esulano dai fini strettamente istituzionali (il tessile è un fine
istituzionale?);
il provvedimento deve essere trasmesso e previamente autorizzato dalla Commissione Europea, cosa che
ovviamente non è stata fatta e non è neppure prevista, in quanto la predetta garanzia potrebbe configurare
una alterazione della libera concorrenza nel mercato e dunque integrare una fattispecie di infrazione
comunitaria (ricordo che la Commissione Europea ha già aperto una procedura d’infrazione contro il
Governo italiano, e dunque contro la Regione Molise, per il noto affaire Molise Dati, ma tuttavia si
continua a fare finta di nulla con ogni prevedibile risvolto erariale);
la certezza che la regione avrebbe rilasciato la fideiussione in favore di Albisetti, a gara aperta, potrebbe
configurare un elemento di turbativa della libera competizione tra i potenziali acquirenti, favorendone uno
Con riferimento a tale ultimo profilo, dai documenti in mio possesso ho verificato che l’effettivo rilascio
da parte della Regione della fideiussione si pone come condizione imprescindibile ai fini della effettiva
conclusione della trattativa tra il Ministero e i nuovi acquirenti. La circostanza che desta più di qualche
perplessità sta però nella tempistica: il 2 novembre la nuova società considera come acquisito il fatto che la
Regione autorizzerà il rilascio della fideiussione, ed infatti iscrive la condizione nell’offerta; il 10
novembre il Ministero autorizza “ad accettare l’offerta Albisetti” proprio “a condizione che al momento
della stipula venga rilasciata la prevista Garanzia Fin Molise”.
Le domande sono due: trattandosi di materia di competenza del Consiglio regionale, chi si è sentito
autorizzato ad impegnare la volontà dell’organo assembleare durante la fase della trattativa senza alcuna
informativa e senza alcun pronunciamento né formale né informale dello stesso Consiglio? Seconda
domanda: il fatto che la regione avrebbe autorizzato la fideiussione è stata posta come condizione ai fini
della positiva conclusione della vendita in favore di entrambi i concorrenti oppure soltanto in favore di uno
di essi? In altri termini, ammesso e non concesso che la regione (in ogni caso il Consiglio regionale e non la
Giunta, come la storiaccia dello Zuccherificio avrebbe dovuto insegnare) ritenesse di dover intervenire su
Ittierre, perché non ha posto la disponibilità a sostenere il percorso come condizione per ciascuno dei
Consiglio regionale con il voto contrario del sottoscritto), in favore di una delle cordate
concorrenti nell’asta per l’aggiudicazione della newco derivante dalla procedura di
coinvolgimento della società advisor Sin&amp;rgetica srl (sembrerebbe molto vicina a
personaggi vicini al PdL, quali Ermolli);
operazione finanziaria della Giunta regionale condotta in violazione del divieto per gli enti
pubblici di programmare e/o acquisire e/o detenere nuove partecipazioni in attività
economiche che esulano dai fini istituzionali dell’ente65 (art.3, comma 27, della legge
finanziaria 2008 n. 244 del 28/12/200766);
omessa comunicazione del provvedimento alle Autorità Europee (teso a configurare in ogni
caso un intervento in grado di alterare la libera competizione nel mercato in favore di un
solo operatore);
impegno della Regione a rilasciare la fideiussione di 12 Milioni di euro in favore di uno solo
dei concorrenti, al di fuori di qualsiasi mandato istituzionale della Giunta e del Consiglio
(come risulta dagli atti allegati alla deliberazione di Giunta n. 1137/2010), al dichiarato fine
di salvaguardare i livelli occupazionali67;
concorrenti ma soltanto nell’interesse di uno? Non è una pratica abusiva, lesiva del più elementare
principio di concorrenza? E comunque, che succederebbe se lunedì il Consiglio regionale decidesse che il
provvedimento così com’è non va e quindi lo bocciasse? Ovvero, che succederebbe se il Consiglio, nel
prendere atto che alla regione è fatto espresso e tassativo divieto di acquisire nuove partecipazioni in
attività economiche, disponesse di rimodulare le controgaranzie, dunque di rinunciare al pegno sulle azioni
e alla previsione dell’ulteriore 21% in caso di inadempimento, e magari stabilisse di pretendere garanzie
effettive di solvibilità da parte della nuova Ittierre?”.
Si veda DGR n. 1132/2010. Si veda ancora DGR n. 57/2011, articolo 4 allegato accordo, nella parte in
cui prevede l’acquisizione del 21%, in aggiunta alla conversione del pegno già costituito sul 31%, della
società da parte della Regione per il caso di inadempimento di Albisetti.
L’art.3, comma 27, della legge finanziaria 2008 n. 244 del 28/12/2007ha stabilito che “1.Al fine di
tutelare la concorrenza e il mercato, le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n.165, non possono costituire società aventi per oggetto attività di produzione
di beni e di servizi non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali, né
assumere o mantenere direttamente partecipazioni, anche di minoranza, in tali società….3.L’assunzione di
nuove partecipazioni e il mantenimento delle attuali devono essere autorizzati dall’organo competente con
delibera motivata in ordine alla sussistenza dei presupposti di cui al comma 27. La delibera di cui al
presente comma è trasmessa alla sezione competente della Corte dei conti”; comma 29 dello stesso
articolo: “Entro trentasei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge le amministrazioni di cui
all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nel rispetto delle procedure ad
evidenza pubblica, cedono a terzi le società e le partecipazioni vietate ai sensi del comma 27.”
Rispetto al dato occupazionale, anche un occhio poco esperto avrebbe potuto verificare all’interno del
business plan una indicazione del numero di occupati estremamente sovradimensionata rispetto ai dati di
fatturato previsti. Ed infatti, anche molto recentemente proseguono le polemiche da parte dei lavoratori ai
quali era stato promesso il riassorbimento, anche grazie e proprio come giustificazione dell’imponente
intervento finanziario, e che invece oggi si ritrovano destinatari di percorsi di integrazione al reddito a
valere su ulteriori esborsi di denaro pubblico per la formazione (FSE – progetti on the job e simili).
III - IL SETTORE MECCANICO E NAUTICO (all. 6)
(DR Group, Geomeccanica, Ltm spa, Cantieri navali):
1. DR MOTOR COMPANY:
- solo pochi giorni prima delle elezioni regionali del 5 e 6 novembre 2006, il Presidente della
Regione Iorio dispone con proprio atto monocratico l’intervento finanziario di euro 5
Milioni in favore della DR Motor Company, al di fuori di regolari procedure di evidenza
pubblica, (decreto commissario delegato post sisma n. 207 del 25 ottobre 2006)68;
I. 2. GEOMECCANICA:
- solo pochi giorni prima delle elezioni regionali del 5 e 6 novembre 2006, la Giunta regionale
dispone un intervento finanziario di circa 6 Milioni di euro in favore della Geomeccanica srl
si Venafro, a titolo di compartecipazione al capitale sociale, mediante conferimento a Fin
Molise di incarico fiduciario, dunque senza alcuna procedura di evidenza pubblica;
- recentemente, dopo una lunga agonia e dopo la denunzia vana di anomale operazioni estere
riguardanti soggetti implicati nelle sorti industriali dell’azienda, si verifica un crack
finanziario ed industriale che mette in ginocchio l’ennesima industria, un tempo fiorente, del
nucleo industriale di Pozzilli Venafro (direttore generale del Consorzio, Mauro Belviso,
presidente della Molise Dati spa e mandatario elettorale del Presidente della Regione) con
ogni più drammatica conseguenza sul piano socio-occupazionale;
- anomale coincidenze con realtà industriale analoghe ubicate e/o trasferite in Brasile facenti
capo sembrerebbe agli stessi soci molisani69;
- consistenti contributi e sovvenzioni pubbliche regionali per attività di
internazionalizzazione, anche attraverso lo Sprint (sportello dedicato);
- coinvolgimento di partner anonimi, soci della Regione e della Fin Molise nel capitale della
stessa società, aventi sede in Lussemburgo (Halden Holding SA);
- centinaia di lavoratori Geomeccanica sul lastrico70;
- intervento della Regione con ammortizzatori sociali ma si ignora se, come peraltro richiesto,
siano state avviate azioni risarcitorie nei confronti dei soggetti nominati da Iorio all’interno
degli organi sociali della società;
I. 3. - FILIERA NAUTICA:
- interventi finanziari in favore di Cantieri Navali spa di Termoli, direttamente o attraverso
Fin Molise71;
- costituzione distretto dell’eccellenza nautica, sul presupposto che “si suppone” esista un
filiera nautica72;
- probabile individuazione della stessa società Cantieri Navali come capofila della stesa filiera
(finanziata con fondi europei) “distretto dell’eccellenza nautica del Molise”73;
Con decreto di commissario delegato post sisma n. 207 del 25 ottobre 2006, il Presidente della Regione in qualità di
commissario delegato dispone, a soli 7 giorni dalle elezioni regionali del 5 e 6 novembre 2006 che lo vedevano
candidato, e dunque in violazione del divieto di adottare atti e di concedere sovvenzioni che esulano e/o esorbitano
dall’ordinaria amministrazione, il finanziamento diretto e senza gara in favore di un soggetto privato (la DR Motor
company srl) ubicato nel territorio della Provincia di Isernia, dunque distante moltissimi chilometri dall’epicentro del
sisma, disponendo monocraticamente un allargamento dell’area geografica ricadente del Contratto d’area, attualmente
gestito da una società pubblica, Molise Sviluppo, i cui vertici sono appunto nominati da Iorio. Sul punto si veda anche
articolo de Il Fatto Quotidiano (18 aprile 2010).
Si vedano inchiesta infiltrato (28 gennaio 2011; 1 febbraio 2011; 7 febbraio 2011); nota prot. CD n. 189/2010;
9/2011;
Si veda nota a firma dell’Assessore alle politiche del lavoro (prot. 29858/11 del 30 maggio 2011).
Tra gli ultimi provvedimenti finanziari disposti in favore della Cantieri navali, si vedano le DGR n. 664/2010;
334/2011, nonché i provvedimenti dirigenziali (servizio politiche industriali) n. 127 del 19.10.2009.
Si veda propria nota prot. CD n. 64/2011.
I.4. LTM SPA:
- nell’ambito delle operazioni inserite nel programma pluriennale per la ripresa produttiva
della Regione in conseguenza degli eventi calamitosi (cd. art. 15), la Giunta regionale
individua la realizzazione dell’autostrada del mare adriatico mediante il finanziamento del
collegamento marittimo per il trasporto di persone, merci ed autocarri tra Termolie Croazia;
- in realtà, la pur condivisibile linea programmatica si riduce all’acquisto per l’importo di euro
8 Milioni di uno scafo (Termoli jet) completamente inidoneo (è immatricolato scafo
passeggeri, dunque totalmente inidoneo al trasporto di merci ed autocarri) mediante la
illegittima costituzione di una società mista (LTM spa) il cui socio privato, affittuario dello
stesso scafo, viene individuato appunto illegittimamente (senza alcuna procedura di
evidenza pubblica) e compartecipa al capitale (di cui detiene ben il 49%) con una cifra
irrisoria, e mediante trasferimento dei relativi importi in favore di società norvegesi
sembrerebbe proprietari dello stesso scafo (nelle disponibilità dello stesso socio in forza di
contratto di leasing);
- trattasi di socio già titolare di contratti di servizio e/o concessioni di TPL con la Regione,
peraltro privo del requisito della cd. moralità professionale, in quanto lo stesso avrebbe
patteggiato anni addietro una pena per truffa ai danni della stessa Regione per aver
beneficiato di contributi pubblici per corsi di formazione fantasma;
- l’operazione è stata dichiarata illegittima dalla magistratura amministrativa sia del TAR che
del Consiglio di Stato e dunque tutti gli atti annullati74;
- sarebbe in corso una inchiesta giudiziaria a carico di numerosi esponenti politici regionali da
parte delle procure della Repubblica di Campobasso e Larino;
- recentemente la Regione ha proceduto alla formulazione di una bando di gara per la scelta
del contraente privato, riproponendo tuttavia le medesime criticità che avevano costituito
oggetto di annullamento in sede giurisdizionale ed infatti lo stesso bando di gara è stato
come prevedibile dichiarato deserto75;
- attualmente la Regione ha pubblicato un “invito a manifestare interesse”76;
- da pochi giorni Tribunale Civile di Campobasso (sentenza n.334/2011 pubblicata in data
25.05.2011) ha ulteriormente condannato la Regione77, anche al pagamento delle spese
processuali, rigettando la citazione, con la seguente specificazione: “la domanda va rigettata
poiché pur essendo la domanda giuridicamente infondata, essa non si presenta come una
vera e propria rappresaglia giudiziaria nei confronti dei convenuti, fondata unicamente
sull’intento vendicativo, ma più come un estremo tentativo per arginare altro tipo di
responsabilità”;
- in violazione del divieto posto dalla legge (d.l. 78/2010) di continuare a finanziare società
pubbliche che si trovino nella condizione di aver chiuso i bilanci in perdita per tre esercizi
consecutivi, la Regione continua a finanziare la stessa società 78 incorrendo molto
probabilmente anche in responsabilità erariali;
Sul distretto dell’eccellenza nautica si veda DGR n. 311/2011 e propria interrogazione del 30 maggio 2011, si
vedano anche DGR n. Cantieri:.
Sulla ricostruzione della vicenda LTM spa, si vedano Tar Molise sentenza n. 631/2006 , Consiglio di Stato
sentenza n. 2994/2007.
Si veda DGR n. 183/2011. Sulle ragioni della gara deserta si veda esposto alla Procura del sottoscritto prot. CD
n. 5/2010. Tra i requisiti del bando per la scelta del partner privato vi era anche quello di effettuare il trasporto
merci ed autocarri, nonostante lo scafo posto a base di gara fosse immatricolato “passeggeri”, dunque inidonei al
trasporto autocarri e merci, come peraltro chiarito (ove mai ve ne fosse bisogno) anche in sede giurisdizionale,
benché inopinatamente reinserito all’interno del bando.
Si veda nota direttore generale pubblicata sul sito web della regione il 15 giugno 2011.
Sentenza Tribunale di Campobasso n. 334/2011 pubblicata il 25/5/2011.
Recenti finanziamenti alla società LTM spa: DGR n. 467/2010 (100 mila euro per allestimento equipaggio);
DGR n. 193/2011 (370mila euro – conferimento socio).
IV.- SETTORE IMMOBILIARE (all. 7):
IV. 1. - AFFITTI E ACQUISTI MILIONARI DI SEDI ISTITUZIONALI79;
- la Regione Molise annualmente spende circa 5 Milioni di euro per canoni di locazione di
sedi istituzionali, talvolta senza esperire alcuna procedura selettiva80 e nonostante sia essa
stessa proprietaria di immobili ristrutturati e liberi in attesa di essere occupati;
- pur non avendo una propria sede unica in regione, la Regione Molise risulta proprietaria di
ben due sedi in Roma81 nonché di una sede in Bruxelles;
- recente sempre la Giunta regionale ha acquistato un altro immobile, ex Enel di via Genova,
per l’importo di oltre 10 Milioni82 (comprensivo di lavori di ristrutturazione e di sfarzosi
arredi includenti anche due cucine, una per ciascun piano, ove hanno sede gli uffici del
Presidente della Regione e dell’assessore al Bilancio83) attualmente sede del Presidente della
Giunta e di alcuni Assessori regionali;
- sempre recentemente, la Giunta ha proceduto all’acquisto di un ulteriori immobile, l’ex
Hotel Roxy, per l’importo di euro 7,5 Milioni circa, tutt’ora in stato di totale abbandono e
probabilmente in procinto di essere demolito84;
Sugli affitti regionali, si veda proprio esposto prot. CD n. 142/2010, e propria opposizione all’archiviazione del
Si vedano elenchi immobili assunti in locazione. Recentemente, inoltre, la Regione ha provveduto ad assumere in
locazione un ulteriore immobile (DGR n. 523/2010 – via Toscana, 45 - Campobasso), ove localizzare gli uffici
dell’Assessorato alla Sanità, per la cifra di oltre euro 15mila/mese, senza aver svolto alcuna procedura selettiva, peraltro
pur a fronte di immobili di proprietà liberi e disponibili per essere occupati peraltro della medesima superficie
necessaria (ex sede Giunta, via XXIV maggio – Campobasso). Sul punto, il sottoscritto ha presentato esposto prot. CD
n. 142/2010 (proc. Pen. n. 6-3379/10) e, in seguito alla comunicazione di richiesta di archiviazione, ha presentato atto di
opposizione alla richiesta medesima. Dalle lettura del fascicolo, infatti, è emersa la erronea trasmissione al pm
procedente delle informazioni raccolte dalla pg (GdF), nella parte in cui veniva omesso il riferimento alla disponibilità,
tra gli immobili di proprietà regionale, di taluni di essi liberi ed in attesa di essere occupati.
La Regione Molise è proprietaria di ben due sedi in Roma, di cui una “storica” in via Nomentana, e l’altra acquistata
di recente dall’ente ospedaliero israelitico, in via del Pozzetto, alla cifra di euro 4,6 Milioni. Si vedano al riguardo
articoli di A. Caporale e di S.Rizzo pubblicati rispettivamente su Repubblica e Corriere della Sera.
Nota prot. CD n. 1/2010; 12/2010; .
Elenco degli arredi a cui si è avuto accesso mediante formale richiesta di accesso agli atti (nota prot. CD n. 1/2010;
Acquisto avvenuto nonostante sullo stesso fabbricato fosse ancora pendente un vincolo a destinazione alberghiera, e
nonostante l’esecutività di sentenza Tar Molise 88/09 e ordinanza di sospensione cautelare (successivamente
confermata in sede di merito con sentenza n. 184/2010) e solo a seguito sospese dal Consiglio di Stato in attesa del
– IL MASTERPLAN DI CAMPOBASSO85;
ipotesi di cementificazione dell’area dell’ex campo sportivo Romagnoli per 28 mila mq, nel
pieno urbano di Campobasso già duramente congestionato da traffico e carenza di
parcheggi, al di fuori di qualsivoglia procedura urbanistica e democratica, e dunque in
assenza del benché minimo coinvolgimento/informazione/partecipazione dei cittadini e degli
organi istituzionali competenti, peraltro su terreno qualificato come “scadente” sia dal punto
di vista geologico che sismico;
affidamento dell’incarico di vagliare la migliore soluzione urbanistico-edilizia per la
localizzazione del nuovo Palazzo della Regione in favore di società (advisor)
illegittimamente individuata alla quale la Giunta ha illegittimamente corrisposto un prezzo
per la prestazione circa dieci volte superiore a quello posto a base di gara86;
la Giunta fissa una serie di criteri all’advisor per pervenire alla soluzione migliore87;
ipotesi costruttiva di circa 28 mila mq da destinare a centro commerciale per introitare il
corrispettivo dalla vendita delle cubature, nonostante l’inidoneità geologica e sismica e
nonostante fosse valido ed efficace un accordo di programma, ritualmente completato, che
individuava l’area ove localizzare il Palazzo della Regione al di fuori del centro urbano;
acquisto (incauto?) dell’ex Hotel Roxy88 per la cifra di oltre 7 Milioni di euro, in data
anteriore alla cancellazione del vincolo a destinazione alberghiera gravante sul fabbricato, e
pur a fronte della possibilità che lo stesso dovrà essere probabilmente demolito89 ovvero in
ogni caso oggetto di costosissimi interventi di adeguamento statico-sismico e funzionale;
violazione e/o elusione di provvedimenti giurisdizionali esecutivi del giudice
amministrativo90 sospesi solo di recente in via cautelare dal Consiglio di Stato;
incontri riservati tra rappresentanti regionali e comunali, pur al di fuori di qualsivoglia
mandato istituzionale, per definire nel dettaglio l’operazione finanziaria ed immobiliare91;
Sulla complessissima vicenda urbanistica e finanziaria riferita al progetto Masterplan, relativo all’acquisto dell’ex
Hotel Roxy e alla localizzazione e costruzione del nuovo Palazzo della Regione sull’area del vecchio campo sportivo
Romagnoli, si vedano: esposti del sottoscritto prot. CD n. 77/2010; n. 136 del 21 giugno 2010; n. 142 del 2 luglio
2010 – opposizione alla richiesta di archiviazione.
In seguito ad un bando di gara andato deserto (importo euro 30mila circa), la Giunta ha affidato il servizio a trattativa
privata in favore della società advisor SGC poi Euro Group Consulting, alla quale ha poi corrisposto la cifra
astronomica di euro 400mila circa. Sul punto, si veda documentata ricostruzione dei fatti contenuta nel proprio articolo
pubblicato, tra gli altri, su primapaginamolise.it (26.04.2010).
Tra le varie soluzioni ipotizzate, la Giunta fissa, tra gli altri, i criteri di rapidità della soluzione e quello della centralità
rispetto al centro urbano. Tra le ipotesi prospettate l’unica “centrale” è quella del Romagnoli. Per la rapidità della
soluzione, l’advisor conferma che la soluzione Roxy Romagnoli è quella in grado di soddisfarla, sebbene sull’edificio
penda un vincolo a destinazione alberghiera che sarà dichiarato cessato soltanto dopo circa 5 anni e nonostante l’area
individuata richiedesse necessariamente lunghi e complessi iter istituzionali e amministrativi necessari a conseguire la
L’ex Hotel Roxy è stato acquistato da società private riconducibili al socio privato della stessa Regione all’interno del
capitale sociale della finanziaria regionale Fin Molise spa, liquidato per effetto di deliberazione della Giunta
successivamente annullata con sentenza Tar Molise n. 411, nonché direttamente o indirettamente locatori di numerosi
immobili, sia a Campobasso che a Termoli, da ultimo quello di via Toscana, 45.
Come confermato anche da Il Sole 24 ore, inserto “progetti e concorsi” (maggio 2010).
Il Tar Molise si è pronunciato su ricorso promosso da privati cittadini e da associazioni portatrici di interessi diffusi
(CODACONS e Fare Verde) con due distinte sentenze nn. 88/2009 e 184/2010, annullando tutti gli atti per molteplici
profili di illegittimità, oggi al vaglio del Consiglio di Stato. Pur in presenza dei predetti pronunciamenti, non ancora
sospesi al tempo degli acquisti dal Consiglio di Stato, l’Amministrazione regionale ha proseguito nel percorso,
lanciando un concorso di progettazione vertente su una ipotesi urbanistica illegittima, elargendo parcelle professionali
di decine e decine di migliaia di euro in favore di consulenti privati e procedendo al perfezionamento del’acquisto
dell’ex Hotel Roxy.
Si veda Protocollo attuativo n. 01, mai pubblicato, mai reso pubblico ma soprattutto si veda l’inottemperanza alle
ordinanze istruttorie del TAR Molise volte ad acquisire tali documenti: il TAR Molise, con Ord Coll.n.97/2006, ha
“Ritenuto necessario, al fine della risoluzione della presente fase cautelare, acquisire la documentazione con la quale le
Amministrazioni intimate abbiano eventualmente avviato la procedura per la localizzazione del sito inciso dalla delibera
consiliare impugnata”. Sintomatica la condotta processuale elusiva e inottemperante assunta dalle amministrazioni
pubbliche in quanto gli incombenti istruttori disposti dal giudice amministrativo non venivano eseguiti
V.- SETTORE INFORMATICO92 (ALL. 8)
(Regione Molise-Molise Dati spa – Eutelia spa - Molisecom)
- illegittimi affidamenti di servizi e forniture per decine di Milioni di euro direttamente e
senza gara dalla Regione in favore della società mista Molise Dati spa, sul presupposto,
evidentemente falso e pretestuoso, del carattere “in house”93 della stessa;
- la erronea e strumentale qualificazione della stessa Molise Dati spa come organismo “in
house” è stata opportunamente denunziata fin nei minimi dettagli94 e ad oggi accertata
dall’Autorità di Vigilanza mentre alcun riscontro è ad oggi pervenuto dalle competenti
Procure della Repubblica adite dal sottoscritto nella suddetta qualità di consigliere della
- la palese, grossolana, manifesta ed oramai accertata illegittimità della stessa società e delle
modalità di gestione e finanziamento da parte della Regione Molise mediante l’esborso di
milioni e milioni di Euro è da sempre, peraltro, stata nota anche in punto di diritto ai
componenti della Giunta stessa95;
- è altrettanto sintomatica l’apertura di procedura d’infrazione comunitaria (servizi informatici
– 2010/4036) da parte della Commissione Europea contro lo Stato italiano (per effetto del
comportamento della regione Molise);
- elusione/violazione decisioni assunte da organi terzi ed imparziali quali l’Autorità per la
vigilanza sui contratti pubblici, che su specifiche denunzie del sottoscritto ha reso ben due
dall’amministrazione con la conseguenza che, con una seconda Ordinanza n.45 del 19 luglio 2007, il TAR Molise
ordinava nuovamente l’acquisizione della predetta documentazione, precisando di voler acquisire una relazione dalla
quale si evincesse “se ed in quali termini le osservazioni presentate dalla Regione in ordine all’utilizzo dell’area dell’ex
Stadio Romagnoli siano state recepite dal Comune con l’impugnata delibera consiliare” e “se successivamente
all’adozione della suddetta delibera siano stati adottati dalle Amministrazioni ulteriori determinazioni comunque
rilevanti ai fini del decidere”; a tal fine l’organo giurisdizionale concedeva alle amministrazioni intimate ulteriori
giorni trenta. Sia il termine che l’ordine impartito dal giudice venivano entrambi (inspiegabilmente) disattesi dalle
amministrazioni, con la conseguenza che, con una terza Ordinanza Collegiale ed Istruttoria (la numero 63 del
5.12.2007), sempre il TAR Molise si vedeva nuovamente costretto a reiterare le precedenti richieste di chiarimenti,
ordinando alle amministrazioni di comunicare “se ed in quali termini le osservazioni presentate dalla Regione in ordine
all’utilizzo dell’area dell’ex Stadio Romagnoli siano state recepite dal Comune con l’impugnata delibera consiliare;”
“se successivamente all’adozione della vista delibera siano stati adottati dalle Amministrazioni ulteriori determinazioni
e/o delibere comunque rilevanti ai fini del decidere;” ”se infine siano stati stipulati tra le stesse Amministrazioni
protocolli d’intese”, e concedendo questa volta alle amministrazioni giorni sessanta. A distanza di circa due anni e solo
allorquando la scelta delle amministrazioni di procedere alla edificazione dell’area in questione (ex Romagnoli) non
poteva più essere celata alla collettività (al punto che quest’ultima, sebbene tenuta del tutto all’oscuro della iniziativa,
intraprendeva una raccolta firme contro tale localizzazione), le amministrazioni decidevano finalmente di depositare
tutta la documentazione richiesta.
Per la complessa ed articolata ricostruzione delle vicende connesse al sistema informativo regionale e all’improprio
ed illegittimo utilizzo della società Molise Dati spa, si vedano i seguenti esposti alle competenti Procure della
Repubblica ed Autorità di Vigilanza: prot. CD n. 9/2010; n. 43/2010; 44/2010; 79/2010; n. 134/2010; n. 169/2010;
n. 170/2010; n. 173/2010; n. 43/2011, n. 92/2011; nonché le due deliberazioni dell’AVCP nn. 46/2010 e 30/2011
confermative delle innumerevoli illegittimità organizzative, e gestionali finanziarie (per circa 30 milioni di Euro)
segnalate dal sottoscritto anche alle competenti Procure della Repubblica.
La erronea qualificazione “in house” della Molise Dati spa, società mista compartecipata dalla Regione e da un
privato individuato senza gara, ha consentito alla Giunta regionale di affidare direttamente alla stessa commesse per
decine e decine di milioni di euro, anche a valere sulle risorse dei fondi strutturali europei, per servizi telematici della
cui effettiva realizzazione è facile dubitare, stando anche solo alla verifica del digital divide in Molise e alla qualità dei
servizi telematici offerti anche solo dal sito istituzionale della regione. Si veda, sul punto, deliberazione AVCP n.
Da ultimo, prot. CD n. 43 del 31 marzo 2011.
In particolare, ai fini della dimostrazione che gli stessi componenti della Giunta sapessero che la Molise Dati non
avrebbe giammai potuto considerarsi come in house, basta verificare le dichiarazioni del vicepresidente p.t. della Giunta
(Aldo Patriciello) nella DGR n. 358/2002 e le controdeduzioni del presidente con DGR n. 412/2002, così come
puntualmente riferite e denunziate con esposto prot.CD 42/2011.
distinte deliberazioni, la n. 46/2010 e la n. 30/201196, puntualmente violate ed eluse
dall’amministrazione regionale;
all’illegittimo affidamento di commesse dalla Regione alla Molise Dati fa seguito, a cascata,
l’illegittimo affidamento di commesse da quest’ultima a soggetti terzi come da esposto del
sottoscritto Prot. CD 170/2010;
in tal modo continua imperterrita la reiterazione delle plurime violazioni di legge e
dell’illegittimo ed illecito affidamento milionario di commesse e sovvenzioni al di fuori di
regolari gare pubbliche97 anche in costanza di procedura d’infrazione e delle predette
deliberazioni di organi tecnici ed imparziali;
che tra gli affidamenti più singolari ed inquietanti vi è quello in favore di Eutelia per il
servizio “gestione del farmaco” per l’importo di 38 Milioni di euro, a suo tempo denunziato
dal sottoscritto, successivamente accertato nella piena e totale illegittimità con deliberazione
dell’AVPC n. 30/201198, sembrerebbe mai partito;
la Regione è socia della stessa Eutelia nella società Molisecom, incaricata peraltro di gestire
dati sensibili dei consiglieri regionali (quali il traffico telefonico)99;
adozione deliberazione n. 914/2010 per la liquidazione dei soci privati;
la gestione dell’illegittimo circuito societario e finanziario è stata affidata dal Presidente
della Regione attraverso la nomina al Presidente della stessa Molise Dati spa del proprio
mandatario elettorale, Mauro Balviso, incaricato dal candidato Michele Iorio di effettuare
tutti i pagamenti connessi alle campagne elettorali che lo riguardano a titolo personale e non
già istituzionale;
La deliberazione AVCP n. 46/2010 certifica la natura non in house della stessa, richiamando la regione al
rispetto delle normative statali e comunitarie in materia di necessario ricorso a procedure di evidenza pubblica
nell’affidamento di servizi e forniture.
Si vedano DGR n. 914/2010 e 86/2011 e Determinazione del direttore generale n. 53/2011 (BURM n. 17 del
16.6.2011), oggetto dell’esposto n. 92/2011.
La deliberazione AVCP n. 30/2011 ha chiarito la illegittimità dell’affidamento in favore di Eutelia del servizio
per euro 27 Milioni secondo una puntuale ed analitica ricostruzione della vicenda denunziata., nonché
segnalando il sostanziale inadempimento della stessa, ancor prima che fallisse, tratteggiando una vera e propria
procedura anomala sotto molteplici profili ove non addirittura inquietante e sintomatica di ben altri profili
potenziali di responsabilità.
Anche tale circostanza è stata opportunamente segnalata con proprio esposto prot. CD n. 134/2010.
VI.- SETTORE CULTURALE100 (all. 9)
(Imam Molise – Fondazione Molise Cultura)
1. – IMAM LARINO.
- affidamento e/o concessione all’IMAM di Larino (scuola di musica privata presieduta
all’epoca dei fatti dal marito dell’on. Sabrina De Camillis) di finanziamenti pubblici a valere
su risorse ordinarie regionali, straordinarie (art. 15), fondi statali (FAS) ed europei per
diverse centinaia di migliaia di euro;
- affidamento all’Imam (ente capofila) del progetto PAI Imam dell’importo di 6,2 Milioni di
euro, al di fuori di qualsiasi procedura di evidenza pubblica e con provvedimento
monocratico del Presidente della Regione;
- che stazione appaltante del predetto progetto veniva individuato la Molise Dati spa come
centrale di committenza incaricata di gestire tutti gli appalti;
- nello stesso progetto veniva nominato come consulente il dott. Claudio Di Florio, pressoché
contestualmente nominato dal socio privato dello Zuccherificio in qualità di amministratore
delegato dello Zuccherificio, nonché consulente di numerose imprese private e/o
compartecipate quali la DR Group;
- che sempre per effetto di provvedimenti monocratici (decreto Presidente commissario
delegato n. 544 del 14.12.2009) l’Imam di Larino veniva ulteriormente beneficiata di
considerevoli finanziamenti pubblici;
- con sentenza Tar Molise n. 95 del 03.03.2011, il giudice amministrativo, su ricorso di decine
di associazioni culturali, ha annullato tutti gli atti giudicando illegittima e discriminatoria
l’intera procedura compreso le nomine a tal fine effettuate101;
- In estrema sintesi, una sola persona fisica (il Presidente della Regione IORIO), in assenza
di qualsivoglia mandato istituzionale (la competenza in materia di programmazione spetta
all’organo collegiale democraticamente eletto - Consiglio regionale), con proprio atto
monocratico (dunque senza neppure atto di giunta), dispone illegittimamente (Tar Molise
sentenza 95/2011) di 6,2 Milioni di euro (peraltro non ancora nelle disponibilità finanziarie
della Regione, in quanto si trattava anche di fondi FAS, congelati dallo Stato per effetto del
disavanzo sanitario e tutt’ora oggetto di un contenzioso tra Stato e Regione attualmente
pendente innanzi al Consiglio di Stato, dopo esser stata la Regione sconfitta al Tar), in
favore di un soggetto privato (l’Imam) presieduto dal marito di un deputato del suo stesso
partito e persona a lui stesso politicamente vicinissima, senza alcuna gara pubblica
richiesta in defettibilmente dalla legge, nominando consulente incaricato di redigere i
progetti un soggetto (Di Florio) di fiducia del socio privato della Regione (Remo Perna)
nello Zuccherificio, , affidando la gestione operativa dei relativi appalti ad una compagine
societaria mista (Molise dati) configurato in modo completamente illegittimo e presieduto
da una persona di sua strettissima fiducia (Belviso) suo mandatario elettorale (dunque
incaricato di gestire i propri soldi nei diversi pagamenti delle campagne elettorali), così
creando una equivoca ed inquietante oltre che illegittima commistione tra ruoli pubblici
e interessi privati a danno della collettività (associazioni culturali estromesse) nel settore
non soltanto culturale.
- La Procura di Larino avrebbe aperto un’inchiesta sulla gestione dell’istituto di cui ad oggi
non si conosce ancora l’esito;
Con riferimento al settore culturale, si veda esposto prot. CD n. 31 del 7.3.2011, riferito all’illegittima
attribuzione di euro 6,2 Milioni in favore della scuola di musica privata di Larino, presieduta all’epoca dei fatti dal
marito dell’on. Sabrina De Camillis (PDL); si veda anche sentenza Tar Molise n. 95/2011. Si consideri anche la
circostanza che il soggetto incaricato di redigere la progettazione, individuato direttamente dal Presidente della
Regione, è il sig. Di Florio Claudio, già amministratore delegato dello Zuccherificio del Molise, nominato dal socio
privato G&amp;B Investments spa (socio occulto Remo Perna).
Si veda articolo di replica all’attuale presidente dell’Imam (prot. CD n. 58/2011).
2. - FONDAZIONE MOLISE CULTURA.
- istituzione di Fondazione Molise Cultura, soggetto asseritamente “in house”, che di fatto ha
privatizzato (seppur in un veicolo pubblico) la programmazione e gestione delle politiche
culturali, esautorando il Consiglio regionale;
- Iorio ha nominato direttore della predetta Fondazione l’ex assessore regionale alla Cultura e
animatore della lista civica a sostegno del Presidente Molise Civile102;
- che all’interno degli organi sociali della stessa Fondazione, sempre l’esecutivo regionale ha
nominato103 il direttore responsabile della rivista Extra Molise e giornalista di numerose
altre testate molto gradite allo stesso Iorio, nonché il proprio legale difensore di fiducia in
tutti i procedimenti penali che interessano il Presidente Iorio e numerosi esponenti del
Con riferimento alla qualifica dirigenziale dello stesso direttore, si veda proprio esposto prot. CD n. 65/2011.
Si veda anche articolo su Molise Civile dal blog.
Si tratta del sig. Adalberto Cufari, direttore della rivista Extra Molise, beneficiaria di centinaia di migliaia di
euro ogni anno, il cui direttore responsabile è Gigino Mancini, padre del più noto Antonino, presidente di
Solagrital, nel CDA di Gam e nominato da Scajola liquidatore di Pomolì, nonché beneficiario di una
rimodulazione delle condizioni di restituzione di mutui fiduciari erogati tramite Fin Molise con restituzione al
2035, nonché direttore della rivista degli ex consiglieri regionali Liberementi, il cui figlio risulterebbe assunto
alla Protezione Civile, al pari del figlio di altro noto opinionista de Il Quotidiano del Molise; L’avv. Arturo
Messere, la cui autorevolezza in ambito culturale e musicale risulta peraltro acclarata ed indiscutibile, è il legale
difensore di Michele Iorio e di numerosi altri consiglieri regionali nei processi penali a loro carico.
FORMAZIONE PROFESSIONALE104 (all. 10)
VII. 1. – COMPAL – SIRO DRIVING FORCES
- consorzio di enti di formazione professionale, aggiudicatario del servizio denominato
“Siro Driving Forces” per l’importo di euro 12,5 Milioni, in base ad una procedura
di gara che presentava tuttavia profili estremamente discutibili105;
- il Presidente del consorzio, titolari di uno degli enti consorziati, è stato candidato con
il PDL alle comunali di Campobasso, il direttore generale è stato tra i
promotori/animatore della lista Progetto Molise in occasione della stessa
competizione elettorale, lista all’interno della quale è risultato eletto, sempre nelle
comunali di Campobasso, anche uno dei componente del CDA consigliere, titolare di
un noto ente formativo sempre consorziato;
- alla scadenza del termine fissato dallo stesso bando per lo svolgimento del servizio,
la Regione ha adottato un nuovo bando di gara per la prosecuzione delle attività, per
un importo di oltre 11 Milioni di euro, stavolta eliminando il requisito
dell’accreditamento degli organismi partecipanti all’albo della regione (criterio
evidentemente ritenuto troppo restrittivo);
- a gara aperta e a candidature presentate, la stessa regione ha inopinatamente (e
probabilmente illegittimamente) deciso di annullare in autotutela la procedura di
evidenza pubblica106 per attribuirne la competenza all’agenzia Molise Lavoro per la
gestione “in house”, al di fuori di qualsivoglia chiarimento in merito alle ragioni per
le quali tale scelta (ritenuta economicamente più vantaggiosa) non sarebbe stata
prescelta anche in occasione del primo bando107;
- sul punto risulta che i concorrenti avrebbero presentato ricorso al Tar108;
2. – COMPAL – EMERSIONE DEL SOMMERSO 109.
- la Giunta Regionale ha affidato al CO.M.P.A.L. srl l’esecuzione del progetto “per
l’emersione del lavoro non regolare” per l’importo di euro 135mila (DGR n. 307 del
31 marzo 2008 - euro 75.000,00, e successiva estensione diretta per ulteriori 60mila
euro con DGR n. 929 del 14 settembre 2009), mediante procedura selettiva/invito a
cinque ditte, tra le quali gli stessi enti formativi consorziati nel Compal ed i cui
amministratori sono tutti presenti nel CDA dello stesso Compal110;
Sulla gestione del comparto della formazione professionale, si veda esposto prot. CD n. 40 del 8.3.3010.
Il bando di gara europeo per la scelta del soggetto cui affidare la gestione del servizio prevedeva stringenti
requisiti di partecipazione, quali la iscrizione nell’albo regionale degli enti accreditati, tali da configurare una vera e
propria restrizione delle condizioni di partecipazione. Ulteriore profilo sintomatico, la modifica del termine per la
presentazione delle offerte, fissato con DGR e modificato con provvedimento dirigenziale, peraltro proprio in data
successiva all’accreditamento di uno degli enti consorziati (Ial Cisl Molise) con il Consorzio Compal
aggiudicatario. E’ solo il caso di precisare che nel nuovo bando il requisito restrittivo è stato espunto, e tuttavia la
stessa procedura di gara è stata abbandonata per effetto della scelta della Giunta regionale, a gara aperta, di
preferire la gestione in house attraverso l’agenzia Molise Lavoro, in procinto di vedere nominato il nuovo direttore
generale (sul punto, sembrerebbe che vi sarebbero già indiscrezioni sul “predestinato”, ma si tratta di pettegolezzi
che potranno essere confermati o smentiti solo al momento della nomina).
Si veda DGR 204/2011.
Risulta allo scrivente che il sig. Testa Biagio, già direttore generale del Compal, sarebbe in procinto di essere
nominato direttore generale proprio dell’agenzia Molise Lavoro, comparendo lo stesso anche nel novero dei
candidati idonei all’assunzione dell’incarico, sebbene la fattibilità appaia per lo meno discutibile in base al disposto
della legge 78/2010.
Come comunicato dall’assessore alla formazione Fusco Perella con propria nota prot.n.33044/2011 del
4.06.2011;
Vicenda oggetto dell’esposto prot. CD n. 40 del 8 marzo 2010.
Si tratta, tra gli altri, dei seguenti enti invitati: associazione culturale Trend (Lagioia – CDA compal); centro
servizi formazione e occupazione C.S.F.O. (Ricca, presidente Compal).
si trattava, peraltro, di servizio già precedentemente finanziato con fondi pubblici da
parte di altro ente, del quale dunque appare per lo meno discutibile il rinnovato
il servizio, in esito alla procedura, è stato aggiudicato proprio al Compal, risultando
le altre offerte tutte irricevibili per effetto della formulazione di candidature per lo
meno anomale ove non dichiaratamente “pilotate” al fine di turbare la libertà
dell’incanto orientandone l’aggiudicazione;
ed infatti, il C.S.F.O. (il cui Presidente è lo stesso presidente anche del Compal,
aggiudicatario) dichiarava che l’importo di euro 75 mila doveva considerarsi
insufficiente a garantire il buon esito delle attività progettuali; Trend, il cui legale
rappresentante è anche componente del CDA del Compal – offerta economica euro
78.000,00 (dunque irricevibile); Compal srl – offerta economia 75.000,00 euro aggiudicatario);
sia i membri di Trend che di CSFO, pur gestendo consistenti risorse pubbliche per
fini occupazionali e formativi, risultano espressamente candidati nelle liste PDL
(elezioni per il Consiglio Comunale di Campobasso).
VII. 3. – ALTRI APPALTI POR111
Nell’ambito degli appalti pubblici finanziati dal Fondo Sociale Europeo e dagli altri fondi strutturali europei, si
vedano esposti prot. CD n. 143/2010; n. 165/2010; 174/2010, nonché i provvedimenti di aggiudicazione, ivi inclusi gli
atti prodromici, di appalti pubblici a valere sui fondi strutturali per importi di Milioni di euro che presenterebbero profili
sintomatici, quali a titolo di mero esempio: 1) servizi di valutazione indipendente PSR (determinazione direttore
generale n. 225 del 7 agosto 2009; 2) determinazione direttore generale n. 361 del 25 novembre 2008; 3) affidamento
servizio di assistenza tecnica autorità di audit Por Fesr e Fse (DGR n. 441/2009) 4) atti di gara appalto (importo euro 1,2
Milioni) per assistenza tecnica sul Por Fse (verbale seduta pubblica del 20 dicembre 2008 (ver nota a firma del
segretario verbalizzante DG III – prot. 18325 del 22/12/2008).
VIII. 1. INDEBITAMENTO.
- La Giunta Regionale ha contratto numerosi mutui e stipulato altri strumenti finanziari
derivati (swap), che allo stato sembrerebbero ammontare ad indebitamento complessivo
di oltre 320 Milioni di euro;
- Tali procedure di estrema rilevanza per il bilancio regionale sono state poste in essere al
di fuori di un doveroso controllo da parte della competente Corte dei Conti la quale
(Corte dei Conti, sezione regionale di controllo, deliberazione n. 43 del 29 settembre
2009) nel condurre l'indagine sulla consistenza del fenomeno del ricorso all'acquisto di
strumenti di finanza derivata concernente il territorio regionale con l'esame e valutazione
della regolarità e della legittimità delle procedure adottate e dell'esposizione a rischio
delle finanze pubbliche, rileva come la Regione Molise persiste nella condotta omissiva
con la mancata trasmissione dei dati richiesti, formalmente denunziando quanto segue:
“Va stigmatizzata la condotta della Regione Molise la quale, con nota dell'11 maggio
2009 non seguita da ulteriori comunicazioni, si è limitata semplicemente a dichiarare di
aver trasmesso la richiesta inoltrata da questa Sezione al competente Ufficio della
Direzione Generale I, con l'invito di fornire le informazioni richieste, senza accertarsi
diligentemente che gli elementi conoscitivi richiesti pervenissero regolarmente ed
effettivamente a questa Sezione», evidenziando “per l'ennesima volta e con altrettanto
assoluta fermezza, che il comportamento pervicacemente inadempiente ed omissivo
tenuto dagli enti territoriali, tra cui spicca la Regione Molise, oltre a qualificarsi
apparentemente ingiustificato, costituisce una grave negligenza nell'assolvimento dei
doveri di leale collaborazione istituzionale costituzionalmente presidiati (art. 97 Cost.)
ed è inidoneo a fugare il sospetto che i comportamenti dilatori tenuti possano essere
intenzionalmente preordinati ad occultare condotte censurabili o disinvolte riferite
alle pubbliche finanze in grado di configurare elementi di criticità o gravi irregolarità
contabili capaci di incidere negativamente sugli equilibri di bilancio degli enti medesimi
col rischio, nei casi più gravi, di condurre a dissesti finanziari”;112
- Dalla predetta cifra appare escluso il debito/disavanzo non coperto accumulato in
materia sanitaria, stimato solo per l’anno 2010 in euro 90 Milioni;
- La Regione persevera nell’incrementare l’indebitamento (art. 15, l.r. n. 3 del 1 febbraio
2011)113, per il quale sarebbe in corso una procedura di evidenza pubblica per
individuare l’istituto bancario erogante, e si ravvisa il rischio concretissimo che trattasi
di somme che saranno spese nell’imminenza della campagna elettorale per finanziare, al
di fuori di regolari procedure di gara/selettive, enti territoriali e privati per la
realizzazione di opere ordinarie;
- Solo da pochi giorni (DGR n. 465 del 15 giugno 2011) sarebbe stato assegnato l’incarico
di responsabile del Servizio Bilancio e controllo finanziario (nell’ambito della Direzione
Generale I) ad un soggetto esterno all’amministrazione individuato direttamente e senza
alcuna procedura selettiva, in esito ad un lunghissimo periodo di vacatio successivo e
conseguente al pensionamento del precedente dirigente responsabile (a cui sembrerebbe
sarebbe stato conferito un discutibile incarico di consulenza esterna attraverso il
Formez), durante il quale l’incarico sarebbe stato assunto ad interim dal Direttore
Sul punto, si veda propria nota prot. CD n. 109/2010, per la revoca della delega assessorile al Bilancio all’ing.
Vitagliano (mozione mai portata in discussione) cfr. interrogazione parlamentare a firma del sen. Astore
S.4/03786.
Si veda anche DGR n. 210/2011 mediante la quale la Giunta conferisce mandato al direttore generale di
procedere all’adozione degli atti di gara per la ricerca dell’istituto erogatore.
VIII. 2. INCARICHI FIDUCIARI – FIN MOLISE SPA.
- la Giunta regionale ha utilizzato il meccanismo previsto dalla legge regionale 28/03
conferendo incarichi fiduciari a Fin Molise spa al fine di sovvenzionare a proprio
piacimento decine e decine di imprese gradite, al di fuori di procedure selettive
trasparenti e non discriminatorie114;
VIII. 3. POLITICHE DEL CREDITO – FIN MOLISE SPA.
- Il sottoscritto ha denunziato ripetutamente (purtroppo, anche in tal caso del tutto
vanamente) l’illegittimità della procedura societaria e finanziaria volta a trasformare
la Fin Molise in organismo in house115, sia per la incompetenza della Giunta
regionale a disporre in materia riservata alla competenza del Consiglio, sia sotto il
profilo della incompatibilità delle modalità gestionali con l’ordinamento
- Parimenti anomalo ed illegittimo, ove non addirittura illecito sotto il profilo erariale,
la scelta sempre della Giunta regionale di liquidare le quote private (oltre 7 Milioni
di euro) della Fin Molise in favore dei soci privati estromessi per effetto della
decisione illegittima di trasformare la finanziaria in organismo “in house”,
attingendo in anticipazione alle risorse del bilancio pubblico regionale sebbene
imputandole al futuro trasferimento da parte dello Stato del cd. Fondo FAS, a
tutt’oggi ben lungi dall’esser stato effettivamente trasferito (come da protocollo
seguito in altre procedure: Zuccherificio, Solagrital ecc);
- A conferma delle predette anomalie e a riprova del carattere totalmente illegittimo
delle predette operazioni, più volte denunziate dal sottoscritto, il Tar Molise con
sentenza n. 411 del 24 giugno 2011 ha definitivamente annullato tutte le
predette operazioni, ivi inclusa la trasformazione in house, anche sotto il profilo
della incompetenza della Giunta a disporre in materia riservata al consiglio116;
- Oltremodo sintomatico di una distorsione inquietante della gestione delle politiche
del credito, è apparsa evidente allorquando la stessa Giunta ha proceduto
all’affidamento diretto in favore di Fin Molise spa di circa 50 Milioni di euro,
direttamente e senza gara pubblica, per l’attuazione delle cd. misure anticrisi,
parimenti oggetto di annullamento nell’ambito della predetta sentenza;
- Le stesse misure anticrisi, a prescindere dalla illegittimità delle stesse, si sono
rivelate totalmente fallimentari sul piano economico, sostanzialmente precludendo
l’accesso al credito dalla generalità delle imprese pur potenzialmente beneficiarie117;
- la Giunta regionale, oltretutto, persevera118 nel consentire alle aziende beneficiarie di
contributi fiduciari di avvalersi del meccanismo, ad avviso dello scrivente
illegittimo, della rimodulazione dei mutui fiduciari, taluni con scadenza fissata al
2035119, mediante abbonamento dei tassi di mora e restrizioni di garanzie ipotecarie,
prefigurando vere e proprie condizioni di favore per pochissimi beneficiari a cui è
stato consentito di scaricare sulla generalità dei contribuenti debiti e altre forme di
inadempimento contrattuale a titolo oneroso;
Si veda scheda riepilogativa delle partecipazioni indirette della Regione tramite Fin Molise spa.
Si vedano proprie note prot. CD n. 47/2010; propria interrogazione del 16 marzo 2010; propria denunzia
alla Commissione Europea del 18 marzo 2010; nonché proprie richieste di accesso agli atti prot. CD n.
Si veda Tar Molise, sentenza n. 411/2011.
Sul fallimento delle misure anticrisi e sulle connesse responsabilità del Governo regionale, si veda propria
nota prot. CD n. 46/2010 e mozione del 15 marzo 2010.
Si veda DGR n. 56/2011. Si veda anche propria nota prot. CD n. 14/2011.
Si veda nota a firma del dirigente responsabile servizio politiche industriali n. 3313 del 02.03.2011.
IX.- IL SETTORE DELL’INFORMAZIONE120 (ALL. 12):
IX. 1. CARTA STAMPATA:
- la politica controlla l’informazione, segnatamente la carta stampata, attraverso il
finanziamento pubblico diretto (a valere sulla l.r. 28/2009) ed indiretto (attraverso l’esborso
di milioni di euro di finanziamenti da parte di enti sub regionali e società partecipate in
favore di editori e di singoli giornalisti) nonché mediante applicazioni di illegittime
condizioni di favore nell’accesso al credito per taluni gruppi editoriali, nonché attraverso
l’affidamento di contratti per comunicazione istituzionale, anche relativamente ai fondi
strutturali europei;
- in particolare, il finanziamento indiretto degli organi di informazione avviene attraverso la
elargizione di commesse pubblicitarie e di contratti di sponsorizzazione in favore di taluni
editori e/o singoli giornalisti, da parte di enti sub regionali e di strutture aziendali che non
promozione/pubblicità/marketing per rendere i propri prodotti concorrenziali e/o competitivi
non si capisce per quale fine dovrebbe spendere delle somme in contratti pubblicitari con i
mezzi di informazione, se non per esercitare su di essi un controllo diretto o indiretto al fine
di controllare e/o inibire la pubblicazione di talune notizie, ovvero di promuovere la
pubblicazione di altre, ovvero assicurarsi che vengano censurate quelle ritenute scomode;
- con riferimento alle testate finanziate con soldi pubblici regionali a valere sulla legge
regionale n. 28/09, occorre rilevare il profilo se del caso penalmente rilevante e certamente
rilevante anche a livello erariale, connesso all’uso distorto dei predetti finanziamenti che
vengono erogati sulla base della finalità di “garantire il pluralismo e l’indipendenza
dell’informazione” (art. 1, l.r. 28/09) e che invece risultano al contrario funzionali alla totale
censura e al totale asservimento agli organi di governo;
IX . 2. – IL CASO EXTRA MOLISE.
- Extra Molise, settimanale di cui si ignora la tiratura, che percepisce decine di migliaia di
euro a valere sulla legge regionale 28/09, e rappresenta un raro di esempio di informazione
di regime, pubblicando in prima pagina pressoché sempre l’immagine del Presidente della
Regione e relegando, ma solo talvolta, qualche informazione riconducibile a politici
dell’opposizione o a notizie “scomode”, nelle pagine interne121;
- lo stesso Extra Molise, il cui direttore responsabile è anche componente del CDA della
Fondazione Molise Cultura su nomina (neanche a dirlo) di Iorio, ed il direttore editoriale,
padre del Presidente di Solagrital, inserzionista proprio della stessa testata;
- la stessa testata risulta beneficiaria di un finanziamento di euro 200 mila disposto dalla
Giunta regionale per il tramite di Fin Molise e successivamente rimodulato, per effetto di
provvedimento a firma del dirigente responsabile del servizio politiche industriali, con
restituzione al 2035 (!!!!), al di fuori di qualsivoglia comunicazione alle autorità
competenti, ivi inclusa Banca d’Italia e Commissione Europea;
- tale giornale oltre a pubblicizzare sistematicamente in prima pagina il Presidente pubblica
altresi’ le inserzioni pubblicitarie di Solagrital (senza neanchè specificare cosa faccia, e
senza neanche indicare un indirizzo o un sito) ovvero della società compartecipata dalla
Regione non presente sul mercato presieduta dal figlio dello stesso direttore editoriale.
- Oltremodo sintomatici i contenuti del citato giornale: Extra Molise: “Sanità, Iorio incassa i
complimenti di Fazio” (23 aprile 2011, pg. 1 e 2). Il riferimento è a Ferruccio, Ministro
della Sanità, in visita privata ad Isernia alla presenza del Presidente della Regione e
Sul “sistema dell’informazione”, si vedano esposti prot. CD n. 42 del 9.3.2010; n. 125 del 8 giugno 2010; n. 153 del
8 luglio 2010; si veda anche intervento svolto dal sottoscritto in occasione del salone della Comunicazione (Smoc) e
condensato in una nota prot. CD n. 84/2011, nonché nota prot. CD n. 96 del 22 giugno 2011.
Si vedano edizioni Extra Molise, consultabili anche sul sito web www.moliseprotagonista.it.
dell’eurodeputato e titolare dell’Irrcs Neuromed Aldo Patriciello. Peccato che neppure una
parola il noto settimanale dedichi alla notizia che il 6 aprile, ossia quindici giorni prima, i
Ministeri dell’Economia e proprio della Salute avessero diffuso l’esito del tavolo tecnico per
la verifica dell’attuazione del piano di rientro. Strano, stando ai fatti (non alle opinioni di
Extra) sembrerebbe che di tutto si tratti meno che di complimenti. Leggiamone qualche
passaggio (verbale tavolo tecnico 6 aprile 2011): “In tale stato di cose, alla luce della grave
situazione finanziaria determinata dai ritardi nell’attuazione del Piano di rientro, dalla
insufficienza dei Programmi operativi 2011-2012 e della rete ospedaliera coerenti con gli
obiettivi finanziari programmati, nonché degli accordi sottoscritti dal Commissario senza
dare comunicazione ai Ministeri affiancanti, Tavolo e Comitato valutano che
permangono criticità ed inadeguatezze tali da confermare i presupposti già manifestatisi
nella riunione del 19 maggio 2010 e confermati nelle riunioni dell’8 luglio e dell’8 ottobre
2010 ai fini della procedura di cui all’art. 2, comma 84, della legge 191/2009.” In parole
povere, il Commissario (Iorio) va rimosso e ai molisani vanno applicate le maggiori aliquote
fiscali fino a copertura del disavanzo.
Extra è un settimanale di cui si ignora la tiratura, ma di cui si conoscono bene il proprietario,
alcuni giornalisti, alcune fonti di finanziamento e soprattutto la nota indipendenza della linea
editoriale a garanzia del pluralismo.
Il proprietario è il padre del presidente di Solagrital, la cooperativa che produce polli su cui
la Regione ha investito decine di Milioni di euro tra capitale e finanziamenti vari, sempre al
di fuori di qualsiasi bando pubblico. Solagrital è costantemente in crisi di liquidità, al punto
che i lavoratori sono sempre più di frequente costretti a scendere sotto i cancelli per
rivendicare il diritto alla retribuzione. Ma non è a corto di soldi per pubblicità mediatica. Ed
Extra è uno dei principali beneficiari delle predette inserzioni, unitamente ad alcuni
giornalisti direttamente e personalmente beneficiari. Strano: il figlio (presidente di una
società mista nominato da Iorio) che regala soldi (soldi pubblici?) al giornale del papà.
Ancor più strano in quanto non essendo collocata sul mercato (Solagrital non
commercializza i prodotti) non si capisce proprio perché dovrebbe spendere anche un solo
euro in pubblicità. Ma Extra è anche uno dei fortunati prenditori locali che beneficiano
annualmente di decine di migliaia di euro a valere sulla legge 28/09, quella che dovrebbe
garantire il pluralismo dell’informazione (ahahahahahah).
Provare per credere122: 11 giugno “referendum, l’illusione della sinistra”. 4 giugno:
“Bipolarismo, per Iorio è sepolto”. 28 maggio “Silvio: Iorio, se non ci fossi tu”. 7 maggio:
Frattini a giugno ospite di Iorio”. 16 aprile: “Nel segno di Iorio”. 9 aprile “La sinistra va alla
deriva ma preferisce prendersela con Iorio”. 2 aprile “Iorio dice no al nucleare e finanzia le
imprese che scelgono il fotovoltaico”. 19 marzo “Iorio mantiene le promesse”. Tutti titoloni
di prima pagina, con tanto di foto (tutte) di Iorio.
Pluralismo. Extra è sempre lo stesso giornale la cui società editoriale ha beneficiato di 200
mila euro di soldi pubblici (l.r. 28/03), e a cui recentemente la Fin Molise ha rimodulato il
mutuo con restituzione al 2035. Non è uno scherzo. Purtroppo.
IX. 3. IL CASO “IL QUOTIDIANO DEL MOLISE”.
- del medesimo tenore, il livello della sistematica attività di disinformazione prodotta da Il
Quotidiano del Molise, beneficiario di consistenti finanziamenti pubblici a valere sulla l.r. 28/09, e
mirabile esempio di inquinamento/censura/travisamento delle notizie per favorire con soldi pubblici
il Governo regionale ovvero una singola parte politica: a titolo esemplificativo, tra i numerosi casi
di disinformazione e/o di manipolazione delle stesse, si vedano i seguenti casi:
Si vedano le prime pagine delle edizioni del settimanale Extra.
1. il 9 giugno 2011: inchiesta a carico del Presidente della Regione Michele Iorio indagato per aver
favorito il figlio nella carriera medica presso gli ospedali molisani presso i quali lavorava pur non
essendovi assunto (il caso Huscher).
Primo Piano (articolo in prima pagina): “Indagato Iorio” (con ampia ricostruzione della vicenda
nelle pagine interne).
Nuovo Molise: neanche una parola (ma con ampio risalto ad altre notizie di cronaca giudiziaria);
Il Quotidiano del Molise (in prima pagina): “non emergono illiceità a carico dei miei assistiti” (con
foto dell’avvocato difensore degli indagati, ma della notizia, di chi sono gli indagati e del per cosa
sono indagati neanche l’ombra).
2. il 24 settembre 2009: rinvio a giudizio sempre a carico di Michele Iorio per aver agevolato la
carriera dell’altro figlio all’interno della società Bain &amp; co. (il caso Bain):
Primo Piano: Iorio rinviato a giudizio.
Il Tempo: cade l’accusa di concussione. Iorio a giudizio per abuso d’ufficio.
Nuovo Molise (Editore Ciociaria Oggi): Il Gup: processate Iorio”.
Il Quotidiano: “Iorio Innocente. Sgretolato il castello accusatorio”.
3. il 12 giugno 2011, un’inchiesta giudiziaria a carico del Presidente della Regione per aggiotaggio,
falso e abuso (Zuccherificio):
Primo Piano: “Bufera sullo Zuccherificio” (con ampio servizio nelle pagine interne).
Il Quotidiano: “Zuccherificio sotto inchiesta” (neppure una riga in prima e microbox a pg. 2 in
basso di pochissime battute, praticamente illeggibile).
Una svista? Solo una casualità? Solo un problema di spazio? Solo una scelta redazionale?
Non si direbbe. Infatti:
4. il 16 giugno, in prima pagina Il Quotidiano pubblica la dichiarazione di uno degli indagati, il
Presidente Porfido. Titolo: “Zuccherificio, tutto regolare”. E ci mancherebbe.
5. il 13 giugno 2011 (giorno della vittoria di Milioni di cittadini ai referendum, tra gli altri, anche
sull’acqua pubblica), il sottoscritto inviava una nota a tutti gli organi di informazione ove segnalava
che Molise Acque, ente idrico regionale, a totale proprietà pubblica, perseverava nell’applicazione
ai subdistributori (Comuni) di tariffe per la fornitura di acqua potabile più salate di quanto
prevedesse la legge stessa (vicenda era già stata attenzionata dal sottoscritto nell’estate scorsa, a
mezzo di proposta di legge regionale di modifica, per ripristinare le tariffe corrette e rimborsare i
Comuni con note credito per il maggior prezzo non dovuto illegittimamente percepito dall’ente
idrico. A distanza di circa un anno, e nonostante l’ammissione da parte dell’azienda della illegittima
fissazione delle tariffe, numerosi Sindaci mi hanno segnalato che Molise Acque, smentendo se
stessa, avrebbe continuato ad applicare le maggiori (ed illegittime) tariffe senza rimborsare un solo
euro ai Comuni.
6. – il 14 giugno 2011 (giorno seguente), il Quotidiano titola così:
Quotidiano: Sabatini (presidente Molise Acque): “ora i costi dell’acqua non lieviteranno”. Il
riferimento è ovviamente al commento del presidente dell’ente idrico sul risultato del referendum.
E, ovviamente, neppure un accenno al fatto (non all’opinione) relativo al comunicato del
sottoscritto: dunque la notizia delle tariffe idriche illegittimamente gonfiate proprio dall’ente
guidato da Sabatini veniva censurato in tronco.
7. il 25 maggio 2011 Il Quotidiano del Molise (prima pagina, articolo di apertura): &quot;Capitali
investiti e spariti nei paradisi fiscali. Anche il Molise ha il suo Madoff&quot; (notizia di una indagine a
carico di un ingegnere informatico di Baranello che nei panni di broker avrebbe sottratto soldi a
taluni ignari risparmiatori). Articolo di taglio alto: “Zuccherificio, Iorio rassicura imprenditori e
lavoratori&quot;. La “simpatica” impaginazione grafica dava luogo –involontariamente – alla
suggestione che la notizia dei “capitali spariti nei paradisi fiscali” fosse associata allo Zuccherificio
(che come è noto è compartecipato da soci anonimi che si schermano dietro schermi societari
esterni in noti paradisi fiscali). Percezione ulteriormente rafforzata dal richiamo allegorico al
personaggio (tristemente) famoso “Madoff”, stante il paragone che lo stesso Iorio ebbe a fare
associando Remo Perna, socio occulto dello stesso Zuccherificio, con l’ad Fiat, Marchionne.
8. 26 giugno 2011: Tutti i giornali online (www.primapaginamolise.it; www.informamolise.com;
www.primonumero.it; altromolise.it) aprono con la notizia della sentenza Tar Molise n. 411/2011,
di annullamento di tutti gli atti, ritenuti appunto illegittimi, connessi alla trasformazione in house
della Fin Molise spa e all’affidamento, diretto dunque illegittimo, delle cd. misure anticrisi (50
Milioni di euro di fondi regionali) proprio in favore di Fin Molise, al di fuori di qualsivoglia
Primo Piano (26 giugno 2011): “Fondo anticrisi e in house, il Tar annulla l’operazione” (articolo di
apertura in prima pagina, e dettagliato servizio a pg. 2).
Il Quotidiano (26 e 27 giugno 2011): neppure una sola riga.
IX. 4.- MACCHINA DEL FANGO (all. 12.1.)123.
Altra dimostrazione oggettiva di cosa sia la disinformazione molisana e di come essa venga
utilizzata per manipolare le notizie in favore di una sola parte politica (di governo) e contro un’altra
(di opposizione), sempre con riferimento alla gestione di imprese partecipate con milioni e milioni
di euro di fondi pubblici, la vediamo lo scorso 3 maggio 2011:
Nuovo Molise: Zuccherificio, accordi sfumati: “Tutta colpa di Romano” (cioè io).
Quotidiano: “Zuccherificio, Romano vuol farci chiudere. (sempre io, stavolta senza neppure le
virgolette).
Le accuse, amplificate in prima pagina, mi venivano rivolte da una nota del CDA dello
Zuccherificio, che accusavo (ed accuso tutt’ora) di occupare abusivamente quelle poltrone, e a dirlo
non sono solo io ma anche e ben più autorevolmente il Tar Molise, con sentenza n. 1559/2010, a
tutt’oggi elusa e/o violata (anche su questo caso attendo di conoscere se esista un fascicolo visto che
ho presentato 17 esposti da oltre un anno). Il caso Zuccherificio è talmente abominevole che ne ha
scritto Il Fatto Quotidiano (Ferruccio Sansa, 27 aprile 2011) e il caso disinformazione è così
spudorato che ne hanno scritto su www.osservatoriodoposisma.it, il blog di Antonello Caporale
Con riferimento alla vicenda Masterplan, la Giunta Regionale, e segnatamente il Presidente della
Regione e l’Assessore al Bilancio, hanno dapprima omesso e/o ritardato la risposta in sede
consiliare alle proprie interrogazioni, e successivamente insinuato (Vitagliano) che il sottoscritto
stesse conducendo la predetta battaglia non già per ragioni di legalità e/o nell’interesse dei cittadini
di Campobasso a non subìre l’ennesimo furto di aree verdi, bensì per difendere propri interessi
personali. Affermazioni per le quali il sottoscritto ha formulato denunzia querela124 per
diffamazione e calunnia , bensì anche fornito la prova documentale della insussistenza di
qualsivoglia forma di opacità e/o coinvolgimento di altra natura .
IX. 5. I TENTATIVI DI RIDURRE AL SILENZIO (all. 12.2.)
Per effetto di tale doverosa attività di controllo istituzionale, concernente gigantesche
operazioni finanziarie molto spesso divulgate anche e soprattutto dalla stampa nazionale, il
sottoscritto è stato ed è oggetto di una campagna mediatica ostile, mistificatoria e faziosa, condotta
da organi di informazione finanziati direttamente dalla Regione ovvero dalle stesse aziende
partecipate, volta a censurare tendenzialmente i fatti oggettivi (oltre che le opinioni del sottoscritto),
ivi inclusi i provvedimenti dell’autorità giudiziaria e delle altre istituzioni amministrative quali
l’Autorità di Vigilanza, enfatizzando e offrendo ampio spazio invece alle posizioni dei privati
interessati e del Governo regionale.
Tale campagna mediatica risulta finalizzata isolare ed ad oscurare posizioni politiche
scomode fuori dal coro, scaricando sul sottoscritto e sulle proprie legittime iniziative politico123
In merito alla fitta corrispondenza tra il sottoscritto e gli organi di informazione, nonché con riferimento alle vicende
che si è ritenuto di attenzionare agli organi competenti, si vedano propri atti: prot. CD n. 42/2010; 84/2011; 89/2011;
88/2011; 24/2011.
Querela prot. CD n. 86/2010.
istituzionali di controllo la responsabilità di (eventuali, purtroppo prevedibili) fallimenti industriali e
disastri occupazionali.
L’obiettivo di oscurare, mascherare ed occultare le operazioni societarie e finanziarie
condotte dal Governo regionale, risulta espletate non soltanto mediante la predetta campagna
mediatica, ma anche attraverso ostacoli frapposti all’accesso agli atti125, nonché attraverso la
mancata consapevole attuazione delle disposizioni legislative volte a consentire la trasmissione
audio/video delle sedute del Consiglio regionale126, nonché mediante l’adozione di atti anomali
volti a consentire un previo visto autorizzatorio rispetto all’accesso agli atti pubblici mediante uno
stravolgimento del principio di separazione tra ruoli politici e ruoli burocratici127, nonché attraverso
talune scelte di precludere anche agli stessi consiglieri regionali di essere “consapevoli” del
contenuto delle proposte deliberative128, nonché omettendo di sottoporre all’attenzione del
Consiglio regionale i provvedimenti pur a fronte di una competenza costituzionalmente ad esso
attribuita, nonché addirittura, in un caso, attraverso (ma si sarà trattato di una coincidenza) la
manipolazione delle trascrizione dei propri interventi in Aula129.
Il tentativo di ridurre al silenzio il sottoscritto è altresì stato operato anche attraverso
soluzioni giudiziarie: la Solagrital ha citato in giudizio in sede civile il sottoscritto per il
risarcimento del danno asseritamente subìto per effetto della propria attività istituzionale,
nonostante la norma costituzionale e statutaria preveda naturalmente la insindacabilità delle
opinioni espresse dai consiglieri regionali e dei voti dati nell’esercizio del proprio ruolo
Ulteriori tentativi, più o meno palesi, di indurre al silenzio130, sono stati denunziati mediante
trasmissione alle competenti autorità di sintomatiche riproduzioni audio/video di sedute di
Consiglio regionale: si veda seduta CR Zuccherificio allorquando il Presidente Iorio ha negato la
proprietà della società in capo ad una anonima lussemburghese, o allorquando lo stesso ha
espressamente formulato al sottoscritto “l’invito” a smetterla, o allorquando il Presidente Iorio è
intervenuto sul Presidente del Consiglio regionale ammonendolo a non far proseguire l’intervento
del sottoscritto (al fine di togliergli la parola), nonché allorquando sempre nel corso della suddetta
circostanza sempre il Presidente Iorio ha rimarcato frequentazioni con i più alti vertici di corpi di
forze di pubblica sicurezza131.
Analogamente, nel corso della seduta sul Masterplan – Palazzo della regione (si veda
registrazione), a mezzo di dichiarazioni volte ad insinuare il dubbio che il sottoscritto stesse
perseguendo non si sa bene quali secondi fini132, ovvero ad insinuare ipotesi di coartazione
dell’organo assembleare .
Allo stesso scopo sono state condotte campagne intimidatorie, faziose, elaborate travisando
fatti e circostanze, nonché volte a prefigurare in capo al sottoscritto la responsabilità di eventuali
Si vedano circolari esplicative relative all’accesso agli atti (Presidente Consiglio regionale, prot. n. 65/2010,
mediante la quale lo stesso Presidente informa che ogni richiesta di informazione deve essere previamente rivolta al
Presidente della Regione il quale “provvederà a interessare le strutture competenti”), nonché nota Presidente della
Regione n. 11071/2010, mediante la quale il Presidente della Regione “minaccia” responsabilità penali a carico dei
consiglieri regionali che osassero “rendere pubblici” documenti interni all’amministrazione.)
Si veda proprio atto di diffida al Presidente della Giunta e del Consiglio volto a consentire la trasmissione
audio/video delle sedute di Consiglio Regionale (prot. CD n. 24/2011).
Si veda prot. CD 52/2011 (corrispondenza tra il sottoscritto ed il segretario generale del Consiglio regionale,
fortemente sintomatica di una commistione tra ruoli politici e responsabilità burocratiche).
Si veda proprio atto di diffida prot. CD n. 58/2010, relativa alla diffida al Presidente del Consiglio regionale a non
procedere alla iscrizione all’odg della DGR n. 210/2010 (importo finanziario 37 Milioni di euro) in assenza del previo
vaglio istruttorio della competente commissione consiliare, dunque in violazione dello Statuto e del regolamento.
Si veda registrazione audio Consiglio regionale del 28 dicembre 2006.
Si veda proprio esposto prot. CD n. 46/2011.
Si veda registrazione e/o trascrizione degli interventi della seduta del 2 marzo 2010, in particolare intervento
Presidente Iorio (in replica al sottoscritto): “(testualmente) “…per quanto mi riguarda, non succederà mai
niente….oggi, il comandante della Guardia di Finanza mi ha detto di conservare il Molise così com’è”.
Si veda propria querela nei confronti dell’assessore regionale Vitagliano prot. CD n. 86/2010.
fallimenti ; il tutto nonostante siano beneficiarie di consistenti finanziamenti pubblici elargiti
proprio per garantire il pluralismo (l.r. 28/2009), ovvero proprio in quanto direttamente o
indirettamente finanziate da società beneficiarie di consistenti finanziamenti pubblici (si vedano i
contratti pubblicitari), nonché addirittura mediante citazioni in giudizio da parte di società
pubbliche o miste (citazione Solagrital)133.
Appare di certo interesse segnalare anche la sentenza tribunale di Cassino (reg. sent. 88/11,
depositata il 28 aprile 2011 – Ufficio del GIP) di non luogo a procedere nei confronti di un noto
giornalista locale denunziato dal Presidente della Regione per diversi reati quali la istigazione a
delinquere, su richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm.134
XI- SETTORE ENERGETICO (ALL. 13)
XI. 1. - installazione centrale Turbogas a Termoli 135;
XI. 2. – ipotesi di installazione di un mega centrale a Biomasse a Mafalda136;
XI. 3. – parziale riconversione energetica Zuccherificio137;
XI. 4. - illegittima adozione bando di gara per la gestione privata della centrale idroelettrica di
Auduni138 e altri profili connessi alle concessioni idroelettriche139.
Sul Solagrital, si veda anche da ultimo prot. CD n. 96/2011.
Sentenza Tribunale di Cassino (88/11) di non luogo a procedere.
Si vedano inchieste giudiziarie e dichiarazioni in Consiglio Regionale Assessore all’energia dimissionario Marinelli
(seduta CR - 21 luglio 2009).
Si vedano articoli e sentenza Tar Molise n. 179/2010 e CdS n. 1979/2011 e proprio esposto alla commissione
antimafia prot. CD n. 113/2010.
Si vedano, per i rapporti con la P3, prot. CD n. 51/2011; per i rapporti con società anonime del Lussemburgo, n.
66/2011. Si vedano anche articoli de Il Fatto Quotidiano (7 giugno 2011) sull’arresto del “dottor Scotti” per aver
utilizzato impianti di biomasse come incenerire rifiuti.
Si vedano proprie note prot. CD n. 7/2011; 18/2011 centrale idroelettrica;
Sulla delicatissima vicenda legata alla gestione dell’ufficio preposto al rilascio delle concessioni
I. 1. ACCERTAMENTI
- che la palese illegittimità di alcune (le più significative) delle predette numerose operazioni
che hanno costituito oggetto di denunzie alla magistratura penale ed erariale, hanno trovato
conferma da accertamenti effettuati da organi terzi ed imparziali, sia giurisdizionali che
amministrativi, quali il Tar Molise e l’Autorità di Vigilanza, adìti da operatori privati, molto
spesso da comitati spontanei di cittadini ovvero da associazioni culturali, ovvero adìti
personalmente dal sottoscritto;
- a titolo di mero, e non esaustivo esempio, si vedano le illegittimità già accertate e
riscontrate nei seguenti pronunciamenti giuridizionali:
1. Masterplan: sentenze Tar Molise nn. 88/2009; 184/2010: oggi al vaglio
2. Zuccherificio: Tar Molise, sentenza n. 1559/2010;
3. Imam: Tar Molise n. 95/2010;
4. LTM spa: Tar Molise n. 631/2006; CdS n. 2994/2007; Tribunale Civile di
Campobasso, sentenza n. 334/2011;
5. Molise Dati spa: Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici,
deliberazioni n. 46/2010; n. 30/2011; Commissione UE, procedura
d’infrazione 2046/2010;
6. Fin Molise: Autorità garante per la concorrenza ed il mercato, segnalazione
AGCM n. 43608 del 19 luglio 2010;
7. Centrali a Biomasse: sentenza tar Molise n. 179/2010; CdS n. 1979
pubblicata in data 31.03.2011 ;
8. Eolico: (ex plurimis) sentenze Tar Molise nn. 132, 133,134 del marzo
9. Fin Molise spa: sentenza Tar Molise n. 411 del 24 giugno 2011140;
10. indebitamento (mutui, prestiti obbligazionari e swap): si veda Corte dei
Conti, sezione regionale di controllo, deliberazione n. 43 del 29 settembre
I. 2. VIOLAZIONI E/O ELUSIONI DI PROVVEDIMENTI GIURISDIZIONALI E/O AMMINISTRATIVI.
- nonostante i predetti pronunciamenti/accertamenti dei predetti organi, la Regione Molise
prosegue nel percorso (illegittimo) intrapreso, talvolta violando ed eludendo addirittura
sentenze esecutive del Tar (come nel caso dello Zuccherificio141), ovvero come nel caso del
Masterplan142, talaltra perseverando nell’affidamento illegittimo diretto di centinaia di
migliaia di euro in favore di società quali Molise Dati spa143 pur in presenza di accertamenti
definiti dall’Autorità di Vigilanza ed in particolare:
Sulla illegittima trasformazione della Fin Molise spa in organismo in house, si veda propria nota prot. CD n.
47/2010; esposto Commissione europea 18 marzo 2010; n. 51/2010.
Per il caso Zuccherificio, sulla elusione e/o violazione di decisioni giurisdizionali si veda prot. CD n. 137 del
16.6.2010; n. 207/2010; n. 51/2011.
Per il caso Masterplan – ex Hotel Roxy - Palazzo della Regione, sulla violazione e/o elusione di decisioni
giurisdizionali si veda prot. CD n. 136/2010.
Per il caso Molise Dati spa, sulla elusione/violazione di decisioni amministrative dell’AVCP si veda esposto prot.
CD n. 43/2011.
a. Zuccherificio144: in violazione della sentenza Tar Molise 1559/2010, sia la Regione
che il CDA dell’azienda proseguono nell’adozione di atti e comportamenti in spregio
e violazione dell’accertamento giurisdizionale, in particolare proseguendo nel
tentativo di esternalizzare rami d’azienda in favore di società private individuate
senza gara, segnatamente nel settore energetico145, nonché nell’applicazione di
condizioni di favore al di fuori delle regole del mercato ed in assenza delle prescritte
comunicazioni alle competenti autorità europee146;
b. Masterplan147: in violazione della sentenza n. 88/09, e qualche giorno prima del
deposito della sentenza TAR Molise n.184/2010 il cui merito era stato già discusso e
dintroitato dal Collegio per la decisione, la Regione ha acquistato prima ancora che
tali pronunzie fossero cautelarmene sospesa dal Consiglio di Stato ed in attesa di una
definitiva decisione di merito da parte di quest’ultimo, ad oggi non ancora pervenuta,
l’ex Hotel Roxy per l’importo di euro 7,2 Milioni;
c. Molise Dati spa148: in violazione delle deliberazioni AVCP n. 46/2010 e 30/2011, e
della procedura d’infrazione aperta dalla Commissione UE 2046/2010, la Regione
continua ad erogare direttamente e sena gara commesse pubbliche milionarie in
favore di Molise Dati spa;
d. Solagrital: in violazione del divieto ex L. 244/07 e delle disposizioni di cui alla
DGR n. 1032/2010, la Regione continua ad avallare ove non direttamente a coprire
la costituzione di nuove ed ulteriori società miste, disponendo la rimodulazione delle
condizioni di restituzioni di prestiti in favore di società miste e/o private149;
e. LTM spa150: in violazione del divieto di finanziare società che abbiano chiuso in
perdita gli ultimi tre esercizi, la Regione continua a finanziare la società LTM spa
con prestiti e finanziamenti;
f. Ittierre spa151: in violazione del divieto legislativamente prefissato di acquisire
nuove partecipazioni finanziarie in attività che esulano dai fini istituzionali
dell’ente152, la Regione ha rilasciato fideiussione per euro 12 Milioni in favore di
Albisetti (nuovo proprietario di Ittierre spa) con la previsione che in caso di
inadempimento la stessa Regione acquisirà una partecipazione del 21% del capitale
della stessa società153;
I. 3. DECISIONI ASSUNTE AL DI FUORI DELLE SEDI PREPOSTE E/O IN ASSENZA DI MANDATO
- GTR – HDM: elargizione a cavallo tra il 2001 ed il 2022 (21 dicembre 2001) di 5 Miliardi di
lire in favore della società HDM spa, affittuaria di ramo d’azienda della fallita GTR Group spa,
mediante conferimento di incarico fiduciario a Fin Molise spa, in assenza di deliberazione di
Giunta (che sarebbe stata approvata soltanto in data successiva – DGR 240 del 13 febbraio
2002) mediante intervento diretto e personale dello stesso Presidente della Regione presso il
CdA della stesssa Fin Molise e da questa deliberato “sulla parola” nonostante il contrario parere
dell’istruttore tecnico.
Esposto prot. CD n. 51/2011.
Si veda presentazione progetto riconversione energetica.
Si veda determinazione direttore generale Francioni n. 11/2011, di rimodulazione delle condizioni di restituzione di
mutui di euro 20 Milioni.
Si veda proprio esposto prot. CD n. 51 /2011.
Si veda proprio esposto prot. CD n. 43 /2011; n. 92/2011.
Si veda prot. CD n. 68/2011.
Si veda propria nota prot. CD n. /2011.
DGR n. 1137/2010; DGR n. 57/2011.
Si veda anche DGR n. 1132/2010.
Si veda articolo 4 dell’accordo di garanzia tra Regione, Fin Molise, Albisetti spa, allegato alla DGR n. 57/2011.
Dalla lettura del Verbale del Consiglio di Amministrazione della Fin Molise del 21 dicembre
2001, pochi giorni dopo le elezioni regionali del novembre 2001: “…E’ presente, altresì, il
Presidente della Giunta Regionale dott. Michele Iorio, che aveva manifestato al Presidente
Carlomagno, interesse a presenziare ai lavori, dovendosi trattare dell’argomento relativo
richiesta di intervento finanziario da parte della società HDM spa, affittuaria dei beni aziendali
della GTR spa”, società che era stata costituita solo il giorno 13.11.2001, ovvero solo un mese
prima del citato consiglio di amministrazione e solo sei giorni dopo la vittoria elettorale del neo
presidente Iorio; con tale atto si autorizzava la Finmolise, pur a fronte del contrario parere dei
funzionari Fin Molise incaricati dell’istruttoria tecnica (verbale Cda n. 27/2001: “…il business
plan ha formato oggetto di esame da parte dell’istruttore dott. Palladino, anch’egli presente in
sala, il quale ha svolto delle considerazioni, che il consiglio in sede di dibattito non ha
condiviso”), di elargire la somma a titolo di mutuo ipotecario di euro 2,5 Milioni in favore di
HDM spa ex gestione speciale di cui agli artt. 5 e 9 l.r. 16/2000 pur in assenza di deliberato
giuntale e consiliare a ciò necessario (verbale Cda n.27/2001:“…si conviene che la richiesta
HDM spa possa essere accolta utilizzando temporaneamente i fondi della gestione
ordinaria…ma subordinandone, comunque, l’attuazione alla ricezione da parte della FinMolise
di una lettera dell’azionista Regione, di impegno a trasmettere una delibera con la quale la
Giunta Regionale prende atto che la FinMolise ha deliberato che l’intervento viene attuato solo
temporaneamente in gestione ordinaria e che lo stesso deve essere, a seguito della delibera
giuntale, trasferito alla gestione speciale ex art.5 della L.R. 16/2000...” - lettera prot. n. 22061
del 31.12.2001 a firma del Presidente neo eletto Iorio che formalizza, coma da accordi con il
CDA di Finmolise, l’impegno della giunta - ovvero del presidente stesso - a deliberare in tal
senso, come di seguito avvenuto con DGR n. 240 del 13 febbraio 2002). Tale scelta veniva
effettuata con l’intervento del Presidente del Collegio Sindacale di Finmolise Umberto
Vaccarella (già Presidente del Collegio Sindacale della società Zuccherificio del Molise spa, che
nel citato verbale n.27/2001 sostiene: “Interviene il Presidente del Collegio Sindacale
Vaccarella che ribadisce come l’iniziativa di cui trattasi ha una valenza socio-economica tale
da giustificare il passaggio da intervento di gestione ordinaria a intervento in gestione
speciale…per cui a nome dell’intero Collegio è favorevole alle determinazioni assunte dal
consiglio con la condivisione del Presidente della Giunta Regionale. Si associa il Direttore“).
E’ solo il caso di ricordare che con tale operazione venivano sottratte consistenti risorse alla
gestione ordinaria della finanziaria regionale o meglio al fondo di rotazione destinato al
salvataggio di altre imprese produttive (testualmente, Presidente Iorio, nota del 31.12.2001: “..la
Finanziaria attingerà le relative risorse pari a 5 miliardi dai fondi accreditati con DGR
n.926/2001 da considerare pertanto destinati appositamente a tale scopo” e ciò peraltro non
solo in assenza di delibera di Giunta Regionale, solo successivamente adottata, ma in assenza di
delibera del Consiglio Regionale, ovvero violando i poteri di programmazione economica e di
bilancio riconosciuti al consiglio dal vigente statuto (art.6), il tutto al fine di finanziarie una
società costituita solo pochi giorni prima (HDM spa, con amministratore unico, Perna Arianna,
figlia di Perna Remo e socio di GB Management), di seguito fallita e ciò approfittando della
circostanza oltremodo nota delle difficoltà finanziarie ed economiche in cui versavano le
centinaia di lavoratori, dipendenti ed autonomi, collegati alla GTR spa, per la carenza di
liquidità di quest’ultima) difficoltà al cui superamento la concessioni di tali consistenti
contributi avrebbero dovuto essere destinati al solo fine di garantire una ripresa delle attività
produttive della GTR spa (verbale del Cda della Finmolise n.27/2001: “…il progetto
imprenditoriale si basa su alcune direttrici come…. acquisizione di licenze….rilievo in fitto
dell’intero stabilimento…successivo ampliamento della base sociale…attingimento della mano
d‘opera attualmente in CIGS - cassa integrazione guadagni straordinaria - dalla società GTR“)
anch’essa di seguito invece fallita ovvero addirittura mai partita confermando in tal modo i
pareri degli istruttori della FinMolise spa disattesi dalla politica regionale e da quella gestionale
della Fin Molise. I predetti finanziamenti non sono stati mai recuperati, pur non essendo mai
PDF Document Versione con copertina - sistema di gestione della cosa pubblica.pdf
giunta societa parte zuccherificio anche delle dalla milioni presidente regione della consiglio favore regionale molise
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