Source: https://www.provincia.como.it/prelievi-d-acqua-iter-autorizzativo-e-modulistica-
Timestamp: 2020-08-12 02:11:07+00:00
Document Index: 35104893

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 36', 'art. 25', 'art. 26', 'art. 31', 'art. 20', 'art. 20']

Prelievi d'acqua (iter autorizzativo e modulistica) - Provincia di Como
Calcolo indicativo spese relative alla pratica (0.07 MB)
dgr n. 7568 del 18 dicembre 2017 - Applicativo SIPIUI (0.21 MB)
L’attingimento può essere definito come una derivazione da corpo idrico superficiale (lago, torrente, fiume, roggia ecc.), di solito nel caso di prelievi saltuari o di soccorso, che viene attuata mediante pompe mobili o semifisse (Fig. 1) oppure con altri congegni elevatori o sifoni, posti sulle sponde o sugli argini.
Per configurarsi come attingimento devono essere rispettate le seguenti seguenti condizioni:
la portata dell’acqua attinta non superi i 40 l/s, nonché il volume complessivo annuo non sia superiore ai 300.000 m3;
non siano intaccati gli argini, né pregiudicate le difese del corso d’acqua;
non siano alterate le condizioni del corso d’acqua, con conseguente riduzione della risorsa disponibile per le concessioni esistenti, e sia salvaguardato il DMV nel corso d’acqua.
La licenza d’uso delle acque sotterranee, reperite mediante la perforazione di pozzi, può essere rilasciata nel caso seguente:
perforazione finalizzata ad un uso temporaneo, non superiore ad un anno, delle acque rinvenute. la Licenza d'uso non può essere rinnovata.
La domanda di attingimento e di licenza d'uso:
La modulistica è scaricabile al seguente link: Modulistica. Potete, inoltre, contattare i singoli referenti dell’Ufficio Derivazioni (031.230.235-486).
Modulistica completa per la domanda di attingimento
Modulistica completa per la domanda di Licenza d'uso
Modulistica completa per la domanda di rinnovo attingimento
Le acque sotterranee sono definite come le acque che si trovano al di sotto della superficie terrestre, immagazzinate nei pori fra le particelle sedimentarie e nelle fenditure delle rocce compatte, nella zona detta di saturazione, delimitata inferiormente da un substrato impermeabile (Fig. 1). Rientrano in tale fattispecie le manifestazioni sorgentizie (Fig. 2), concentrate e diffuse, ivi compresi i fontanili di pianura originati dalla fuoriuscita fino al piano di campagna delle acque di falda freatica in relazione alle particolari condizioni geomorfologiche e idrogeologiche locali, nonché i laghi e gli affioramenti idrici in genere ottenuti in conseguenza dell’attività estrattiva da cava.
La captazione delle acque sotterranee avviene in corrispondenza di sorgenti attraverso bottini di presa, trincee drenanti, gallerie drenanti, drenaggi sub-orizzontali oppure mediante la perforazione di pozzi e l’utilizzo di pompe per l’estrazione di acqua.
Possiamo quindi distinguere tra derivazione di acque di falda (dove per falda s’intende uno strato di acquifero completamente saturo e delimitato inferiormente da argilla impermeabile) e derivazione da sorgente.
Le acque superficiali sono definite come una componente dell’atmosfera che costituisce il reticolo idrografico formato dai corsi d’acqua (fiumi, torrenti, rii, canali), dai laghi e dalle zone umide.
La captazione delle acque superficiali può avvenire attraverso strutture mobili (pompe ad immersione e tubazioni in PVC), fisse (bottini di presa, canali o briglie di derivazione) oppure semifisse.
Nel caso di derivazioni da corsi d’acqua (fiumi, torrenti, rii, canali) deve essere garantito il Deflusso Minimo Vitale (DMV) del corpo idrico derivato, ai sensi dell’art. 15 del R.R. n. 2 del 24 marzo 2006.
La portata media annua e il DMV devono essere calcolati seguendo le indicazioni del PTUA, approvato con DGR n VIII/2244 del 29 marzo 2006, e in particolare dell’allegato 2 alla Relazione Generale.
Il Regolamento regionale n. 2 del 24 marzo 2006 all’art. 36 disciplina la rinuncia alla concessione di derivazione.
Il concessionario di acqua pubblica che intenda rinunciare alla concessione provvede mediante comunicazione scritta all’autorità concedente. La comunicazione dovrà essere accompagnata dal progetto per la dismissione della derivazione e il ripristino dei luoghi, che dovrà seguire le indicazioni della Provincia di Como.
La Provincia di Como invia all’utente comunicazione di presa d’atto della rinuncia, contenente il nulla osta per la dismissione indicando le prescrizioni da adottare ai fini della conclusione della concessione e al ripristino dello stato dei luoghi.
Il richiedente dovrà, successivamente al ripristino dei luoghi e congiuntamente al Direttore dei lavori, presentare un’autocertificazione con le modalità effettivamente adottate per la chiusura.
Successivamente alla verifica del ripristino dello stato dei luoghi, in caso di sopralluogo dei tecnici della Provincia, oppure dopo la ricezione dell’autocertificazione suddetta, l’autorità concedente dichiara, con provvedimento motivato da comunicare al concessionario, l’avvenuta rinuncia alla concessione con conseguente cessazione dell’utenza.
L’obbligo di pagamento del canone di concessione cessa al termine dell’annualità in corso alla data di ricezione della comunicazione di rinuncia.
La domanda di rinuncia:
Modulistica completa per la rinuncia alla derivazione da pozzi
Il Regolamento regionale n. 2 del 24 marzo 2006 agli artt. 25 e 26 (Varianti) disciplina le variazioni nelle caratteristiche tecniche delle derivazioni di acqua pubblica rilasciate con apposito provvedimento di concessione. Il concessionario d’acqua pubblica che intende variare le opere o le condizioni d’esercizio della derivazione, deve presenta domanda alla Provincia di Como, utilizzando l’apposito modulo accompagnato da adeguata documentazione tecnica.
Le modifiche nelle caratteristiche dell’utenza si suddividono in varianti sostanziali (disciplinate dall’art. 25) e non sostanziali (disciplinate dall’art. 26).
Varianti sostanziali:
Sono varianti sostanziali le modifiche di seguito elencate:
1.modificazioni sostanziali delle opere di raccolta (aumento punti di presa; approfondimento pozzi, ecc.), di regolazione, di presa e di restituzione o della loro ubicazione;
2.una diversa destinazione d’uso della risorsa (es. da industriale a irriguo ecc.), ovvero un nuovo utilizzo della risorsa che a sua volta comporti una modifica delle opere di derivazione e una significativa variazione qualitativa e/o quantitativa delle acque restituite (es. da utilizzo industriale ad industriale e irriguo che comporti aumento di portata ecc);
3.un aumento della quantità di acqua prelevata che renda necessaria la valutazione dell’interesse dei terzi, l'attivazione della procedura di valutazione di impatto ambientale, la verifica delle condizioni idrauliche del corso d’acqua interessato dalle opere di derivazione ovvero delle condizioni di rischio idraulico.
Nei casi sopra indicati, la domanda è presentata e istruita come se fosse una nuova concessione.
Varianti non sostanziali:
Le varianti non riconducibili alle ipotesi sopra elencate sono considerate varianti non sostanziali e sono istruite secondo la procedura semplificata descritta all’articolo 26 del R.R. In questo caso la domanda di variante non comporta modifiche nella scadenza originaria della concessione.
La domanda di variante:
Subentro o Modifica della Titolarità di concessione
Il Regolamento regionale n. 2 del 24 marzo 2006 all’art. 31 disciplina il subentro nella titolarità di concessione di derivazione di acqua da pozzo, sorgente o corpo idrico superficiali.
Solo le utenze d’acqua ad uso irriguo, di cui siano titolari i proprietari dei terreni da irrigare, in caso di passaggio di proprietà del fondo si trasferiscono al nuovo proprietario limitatamente alla competenza del fondo stesso, nonostante qualunque patto in contrario, ai sensi di quanto previsto dall’art. 20 del r.d. 1775/1933.
Per tutti gli altri usi non è ammessa la cessione delle utenze, né in tutto né parzialmente, senza il preventivo “nulla osta” da rilasciarsi da parte dell’autorità concedente.
La richiesta di “nulla osta” è presentata direttamente alla Provincia di Como a cura del concessionario, illustrando i motivi che ne determinano la cessione, firmata sia dal richiedente sia dal nuovo concessionario (MODELLO A e MODELLO B).
La Provincia di Como provvede entro trenta giorni dalla richiesta al rilascio del relativo provvedimento di “nulla osta” ovvero di diniego motivato al concessionario che intende cedere l’utenza.
Ottenuto il “nulla osta”, il concessionario può procedere alla cessione dell’utenza.
Al nuovo concessionario sono applicabili tutte le disposizioni dell’originario decreto di concessione e del relativo disciplinare. Le utenze passano da un titolare all’altro con l’onere dei canoni rimasti eventualmente insoluti.
La Modifica della Titolarità di concessione:
Le società commerciali utenti di derivazione devono comunicare entro 30 giorni dall’omologazione, ogni trasformazione o modifica della loro costituzione (compresa la variazione della Sede Legale e del Legale Rappresentante), a norma degli artt. 2300, 2436, 2470 e 2502 del Codice Civile del 1942, allegando alla comunicazione copia semplice dell’atto notarile attestante le modifiche avvenute (art. 20 del R.D. n. 1755/33 s.m.i.) oppure un estratto della visura camerale.
La modifica può verificarsi con o senza variazione dei Dati Fiscali.
La modifica con variazione dei Dati Fiscali comporta un Subentro e deve essere gestita tramite SIPIUI e allegando la modulistica sotto indicata.
La modifica senza variazione dei Dati Fiscali deve essere comunicata direttamente alla Provincia tramite PEC utilizzando la modulistica sotto indicata.
Istanza e Comunicazione: