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Timestamp: 2019-08-24 17:40:03+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ', 'art 5', 'sentenza ', 'art. 116', 'art. 8', 'art. 8', 'sentenza ', 'sentenza ']

Cassazione civile, sez., VI, sentenza 05/09/2018 n° 21646
Sintesi: Prima della chiusura del conto corrente, il correntista può chiedere alla banca di svolgere accertamenti sull’esistenza di clausole anatocistiche.
E’ quanto chiarito dalla Corte di Cassazione sez. VI, con l'ordinanza n. 21646 del 5 settembre 2018.
Nel caso in esame, una correntista aveva evocato in giudizio l’Istituto di credito presso cui aveva aperto il conto, domandando l'accertamento della nullità di clausole anatocistiche dei contratti di conto corrente intercorsi tra le parti, l'accertamento del dare e avere relativo al conto in essere, con scomputo degli interessi anatocistici di cui all'articolo 1283 c.c., l'accertamento della somma versata alla banca a quel titolo, ed infine la condanna della banca alla ripetizione dell'indebito per le somme illecitamente riscosse.
Il Tribunale accoglieva parzialmente la domanda, ma successivamente, la Corte territoriale riformava la pronuncia impugnata, respingendo la domanda attrice. Secondo la Corte di merito il rigetto della domanda relativa all'indebito, riguardava anche le richieste aventi ad oggetto l’accertamento della nullità di clausole contrattuali e la rideterminazione del saldo, posto che esse dovevano intendersi strumentali all'accoglimento della domanda di condanna, non potendo "l'esame di queste ultime e l'interesse ad esse sotteso (...) essere isolato e (...) prescindere dalla richiesta restitutoria".
La Suprema Corte non ha condiviso le suddette argomentazioni.
In effetti, diversamente da quanto espresso nella decisione impugnata, secondo la Cassazione, il correntista, in assenza di rimesse solutorie da lui eseguite, ha comunque un interesse a che si accerti, prima della chiusura del conto, la nullità o validità delle clausole anatocistiche, l'esistenza o meno di addebiti illegittimi operati in proprio danno e, da ultimo, l'entità del saldo (parziale) ricalcolato, depurato delle appostazioni che non potevano aver luogo. Tale interesse rileva, sotto tre profili pratici, ovvero per l’esclusione, per il futuro, di annotazioni illegittime; per il ripristino, da parte del correntista, di una maggiore estensione dell'affidamento a lui concesso, siccome eroso da addebiti contra legem; ed infine per la riduzione dell'importo che la banca, una volta rielaborato il saldo, potrà pretendere a seguito della cessazione del rapporto.
Per tali motivi, la domanda di accertamento, oggetto di giudizio, prospetta, per il soggetto che la propone, un sicuro interesse, in quanto è diretta al conseguimento di un risultato utile, giuridicamente apprezzabile, che senza la pronuncia del giudice, non si può ottenere. In effetti, come osservato dalle Sezioni Unite della Cassazione, il correntista, sin dal momento dell'annotazione in conto di una posta, avvedutosi dell'illegittimità dell'addebito in conto, ben può agire in giudizio per far dichiarare la nullità del titolo su cui quell'addebito si basa e, di conseguenza, per ottenere una rettifica in suo favore delle risultanze del conto stesso: e potrà farlo, se al conto accede un'apertura di credito bancario, proprio allo scopo di recuperare una maggiore disponibilità di credito entro i limiti del fido concessogli (Cass. Sez. U. 2 dicembre 2010, n. 24418), in motivazione; nel medesimo senso, sempre in motivazione, Cass. 15 gennaio 2013, n. 798).
Pertanto, la Corte distrettuale avrebbe dovuto decidere sul merito delle domande di accertamento proposte, poiché l'acclarata insussistenza di rimesse solutorie non escludeva un interesse della correntista rispetto alle pronunce invocate. In conclusione, la Cassazione ha cassato la sentenza impugnata e rinviato la causa alla Corte di appello competente, anche per le spese del giudizio di legittimità
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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Ottobre 03 2018
Sintesi: Ai sensi di quanto previsto dall'art 5 d.lgs. n. 28 del 2010, ogni qual volta la controversia verte su contratti bancari e finanziari l'espletamento del tentativo di mediazione è obbligatorio in quanto condizione di procedibilità del giudizio. Per "contratti bancari e finanziari" devono intendersi tutti quei contratti la cui disciplina è contenuta nel codice civile, nel TUB e nel TUF. Il richiamo, dunque, non è estendibile anche alla materia del leasing immobiliare seppur a tale tipologia di contratto sono collegate finalità di finanziamento
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Ultimo aggiornamento Sabato, Settembre 29 2018
Ultimo aggiornamento Giovedì, Settembre 27 2018
Tribunale di Padova, sentenza del 17/07/2018
La mancata partecipazione, senza motivo, al procedimento di mediazione, porta all'irrogazione nei confronti della parte che si rende protagonista di detto comportamento scorretto, di due diverse tipologie di sanzioni: da un lato, si tratta di una circostanza valutabile ai sensi dell'art. 116 c.p.c. Dall'altro, invece, ex art. 8, comma 5, D.Lgs. n. 28 del 2010, la parte viene condannata al versamento all'entrata del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio. Inoltre il Giudice oltre la Condanna può rinviare le Parti a finire la Mediazione, cosa che accade ormai spesso, in questo caso Demandata. Tutte Le Parti dovranno aver pagato anche tutte le spese come da Regolamento e indennità. La mediazione è uno strumento introdotto per consentire alle parti di evitare le lungaggini e le spese che comporta un giudizio dinanzi al Tribunale. Per tale ragione l’ingiustificata partecipazione di una delle parti alla mediazione comporta l’irrogazione della sanzione pecuniaria prevista dal’art. 8 comma 4 del d.lgs. 28/2010 s.m.i.. Nell’applicazione di tale sanzione al giudice non è consentito nessuna ambito di discrezionalità né sull’an né sul quantum della sanzione, evitabile, partecipando semplicemente all'intero procedimento di Mediazione;
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Ultimo aggiornamento Sabato, Settembre 22 2018
Così ha statuito la Corte di Giustizia UE, Grande Sezione, con la sentenza 4 settembre 2018, causa C-80/17. Nel Caso L’assicurazione venisse a sapere che è stato non è stato disdetto il contratto è stato fatto il pagamento RC con altre assicurazioni: L’assicurazione potrà attivare il procedimento di Contratti assicurativi Per non avere pagato il Canone (Materia obbligatoria). Lo potrà altrimenti fare Chiunque lo Venga a sapere. Etc.
Ultimo aggiornamento Sabato, Settembre 15 2018
Stiamo selezionando, curriculum vitae et studiorum, per inserire nel nostro organico, la più Vasta gamma di Professionisti per ogni materia, Mediatori civili e commerciali in zone dove non abbiamo sedi, Mediatori Penale Qualificati, Mediatori Familiari, tutto questo per raggiungere la Massima quello che in Sociologia si chiama l'insuperabile Vantaggio cioè: La Piena Soddisfazione dell’utente Finale, ovvero Le Parti: quasi tutti gli altri organismi hanno al proprio interno quasi solo Avvocati, noi abbiamo tutte le Figure o quasi, Specializzate per ogni singola Materia, solo cosi infatti Le Parti Potranno Avere risposte Veritiere e soddisfacenti per ogni singola Materia, dalla Stragiudiziale alla Giudiziale: per chi fosse avete ancora tempo basta inviare il vostro curriculum vitae et studiorum a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , in brevissimo tempo se il curriculum vitae et studiorum passerà sarete chiamati per un colloquio finale. Una volta eseguito e passati Potrete entrare nel nostro Organismo tra i primi Nati e La soddisfazione sarà anche Vostra, in quanto Omci è un Organismo che Valorizza tutti se Veramente preparati. Se interessati Fate quanto scritto sopra il più veloce possibile. Grazie e Un Saluto a tutti.
Ultimo aggiornamento Mercoledì, Settembre 12 2018
Il contratto di governo tra Lega e M5S prevede, per i prossimo anno, una profonda riforma del diritto di famiglia, che oltre a Mettere Giudici specializzati sarà imperniata su 4 punti fondamentali: i bambini devono stare metà tempo con il papà e metà con la mamma, la c.d. "alienazione parentale" deve essere punita; bisogna sostanzialmente eliminare l'assegno di mantenimento; infine coloro che vogliono separarsi devono attivare un percorso di mediazione familiare. A una prima lettura sembra l'uovo di Colombo: se si prevede che i bambini dividano il loro tempo a metà tra i genitori, si eliminano i litigi; se si elimina l'assegno di mantenimento si fa un po' di giustizia sostanziale; la mediazione obbligatoria finalmente toglie un po' di lavoro agli avvocati che fanno solo litigare; l'alienazione parentale è una brutta cosa che deve essere repressa e dunque ben venga una punizione per i genitori cattivi. La Riforma è stata Annunciata oggi su tutti i Tg. E così la Mediazione familiare obbligatoria, con costi accessibili a tutti anche e soprattutto grazie al Credito d'imposta, che ridà ai cittadini, una buona parte di soldi spesi, avrà un’altra materia Obbligatoria e molte altre in arrivo.
Alla Camera dei deputati, lo schema di decreto legislativo
Senza dubbio farà storcere il naso a molti l'idea che vi possa essere una mediazione in campo penale. L'idea di reato e di pena sono concetti forti, particolarmente radicati nella mentalità comune e, soprattutto, degli operatori di settore.
Tuttavia, quella della giustizia ripartiva è una via battuta da anni anche in riferimento a situazioni particolarmente segnate da violenza: un esempio su tutti quello del Sudafrica, dove la "soddisfazione" dei parenti delle vittime dell'apartheid passava proprio dall'incontro/confronto diretto con i carnefici dei propri cari.
Lo schema di decreto legislativo approvato in via preliminare dal Governo e oggi all'esame della commissione Giustizia della Camera ha mire ben più limitate. Ma forse, e forse anche per questo, non meno importanti.
L'intento dell'introduzione di questo strumento è quello di affiancare alla "tradizionale" impostazione della legislazione penale una modalità di ricostruzione del rapporto fra individui, a valle di un torto commesso. Il primo articolo del testo assai esplicitamente richiama la finalità di "comporre il conflitto".
Punto cardine del meccanismo è la piena libertà di adesione al procedimento di confronto.
Oltre a ciò, si prevede che la mediazione avvenga sempre sotto la guida di mediatori professionalizzati.
Le modalità concrete in cui l'istituto potrà operare sono varie.
Per adesso, vengono previste tre diverse tipologie di procedimento:
una mediazione per così dire diretta fra reo e vittima;
una mediazione fra un reo e una vittima di altro analogo reato;
una mediazione svolga in modo collegiale, fra gruppi di rei e gruppi di vittime.
Per adesso, al di là della fase procedimentale in cui si trova il decreto legislativo, siamo ancora in alto mare, e dovrà osservarsi come il testo attraversi i vari momenti che dovrebbero condurre alla sua approvazione, con possibili modifiche e integrazioni: ma si potrebbe confidare che in meno di quanto si possa immaginare, il sistema della giustizia penale possa arricchirsi di uno strumento capace di trasformare radicalmente il rapporto fra Stato, vittima e reo. Una trasformazione, auspicabilmente, molto più segnante rispetto a quello dell'introduzione della mediazione civile.
(da Altalex, 6 settembre 2018)
QUI LA BOZZA DEL DECRETO LEGISLATIVO:
http://www.altalex.com/~/media/altalex/allegati/2018/allegati%20free/mediazione%20penale%20schema%20decreto%20legislativo%20pdf.pdf
Ultimo aggiornamento Venerdì, Settembre 07 2018
Se una parte rinuncia aprioristicamente a partecipare alla mediazione, esternando una volontà contraria a qualsiasi tipo di accordo volto a definire la questione, consente al giudice di irrogare una sanzione consistente nel versamento all'entrata del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio. Ciò poiché in sede di mediazione, per ipotesi astratta, si sarebbe potuta avanzare anche una proposta del tutto favorevole alla parte che decide di non partecipare alla mediazione tenendo un atteggiamento del tutto contrario allo spirito dell’istituto introdotto dal D.M. 28/2010. Inoltre le Parti sottoscrivono un Contratto nel momento in cui aderiscono alla Mediazione che li Obbliga a pagare il Dovuto, avendi accettato un Regolamento, Firmato e sottoscritto un'adesione e un Verbale dove si impegnano a pagare A) la quota apertura, B) se sui prosegue, l'indennità entro il giorno successivo alla seduta di Mediazione, c) la Maggiorazione prevista in caso di accordo. (Cosa che non dovesse fare è fattibile di Ipoteca Giudiziale et.)
Se la Mediazione è obbligatoria o Demandata è dovere presentarsi fino a fine procedimento, Oltre ad i motivi noti, è obbligatorio presentarsi per non incombere nelle sanzioni, per non intasare i Tribunali Civili e per tutti i Vantaggi che offre la Mediazione Stessa.
Ultimo aggiornamento Sabato, Settembre 01 2018
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