Source: https://www.dirittodautore.it/articoli/i-compensi-per-la-copia-privata/
Timestamp: 2019-03-23 11:19:40+00:00
Document Index: 162776749

Matched Legal Cases: ['art. 39', 'art. 71', 'art. 3', 'art. 18', 'art. 71', 'art. 39']

I compensi per la copia privata - Dirittodautore.it
Home » Articoli » I compensi per la copia privata
2 Settembre 2002	Articoli
L’argomento che ha acceso il dibattito in agosto, grazie anche alla petizione presentata da AF Digitale sul proprio sito (7000 firme in sole tre settimane, http://www.edisport.it/edisport/afdigitale/petizione.nsf/main?openframeset), è stato indubbiamente l’art. 39 della bozza del decreto di recepimento, che stabilisce i compensi per la riproduzione privata per uso personale.
Intanto viene chiarito un aspetto del diritto di autore che a seguito della legge 248/00 (cosiddetta legge antipirateria) era controverso: la possibilità o meno di realizzare riproduzioni private (la cosiddetta “copia privata”) per uso personale senza fine di lucro. Infatti secondo una interpretazione molto restrittiva della legge 248/00, interpretazione che Dirittodautore.it non ha mai accettato, per esempio chi realizzava una copia per uso personale di un CD audio regolarmente acquistato era passibile di una sanzione amministrativa.
La bozza di recepimento chiude definitivamente la questione, introducendo la Sezione II (del Capo V della legge), intitolata Riproduzione privata ad uso personale e gli articoli 71-sexies, 71-septies e 71-octies, ove è stabilito il diritto dell’utente di realizzare riproduzioni private di fonogrammi e videogrammi su qualsiasi supporto effettuata da persona fisica per uso esclusivamente personale, purché senza scopo di lucro e senza fini direttamente o indirettamente commerciali.
L’art. 71-sexies stabilisce inoltre che la riproduzione non può essere effettuata da terzi, il che significa che non è possibile prestare un prodotto audio musicale o un video a un terzo affinché se lo copi, o a chi effettua servizi di riproduzione a scopo di lucro. Né è possibile aggirare le misure tecnologiche di sicurezza per effettuare la copia privata, anche se i titolari dei diritti devono consentire a chi abbia acquisito il possesso legittimo di esemplari dell’opera o del materiale protetto di effettuare una copia privata per uso personale.
Per quanto riguarda il compenso, non tutti sanno che sin dal 1992, per effetto della legge 93/92, i produttori originari di opere audiovisive e i produttori di videogrammi, e loro aventi causa, hanno diritto di esigere, quale compenso per la riproduzione privata per uso personale e senza scopo di lucro di fonogrammi e di videogrammi, una quota sul prezzo di vendita al rivenditore dei nastri o supporti analoghi di registrazione audio e video (musicassette, videocassette e altri supporti) e degli apparecchi di registrazione audio (art. 3 della legge 93/92). Il compenso è dovuto da chi produce o importa nel territorio dello Stato, per fini commerciali, i nastri o supporti analoghi di registrazione audio e video, o gli apparecchi di registrazione audio.
Il compenso è così calcolato:
Tale compenso è corrisposto alla Società italiana degli autori ed editori (S.I.A.E.), che provvede a ripartirlo al netto delle spese, secondo queste regole:
a) per i nastri o i supporti analoghi di registrazione audio e per gli apparecchi di registrazione audio, 50 per cento agli autori e loro aventi causa e 50 per cento ai produttori di fonogrammi, i quali a loro volta devono corrispondere il 50 per cento del compenso ad essi attribuito agli artisti interpreti o esecutori interessati.
b) per i nastri o i supporti analoghi di registrazione video, un terzo agli autori, un terzo ai produttori originari di opere audiovisive e un terzo ai produttori di videogrammi, i quali destinano il 5 per cento dei compensi a ciascuno di essi attribuiti all’Istituto mutualistico artisti interpreti esecutori (IMAIE), per utilizzarli per le attività di studio e di ricerca nonché per i fini di promozione, di formazione e di sostegno professionale degli artisti interpreti o esecutori.
La riscossione da parte della SIAE è stata difficoltosa, tanto che la legge 248/00 all’art. 18 ha introdotto l’obbligo di presentare, ogni tre mesi, una dichiarazione dalla quale risultino le vendite effettuate e il compenso conseguentemente dovuto e, contestualmente, l’obbligo di corrispondere il compenso, prevedendo, in caso di inadempimento, che il giudice disponga l’esibizione delle scritture contabili.
La novità introdotta dal recepimento della Direttiva riguarda il quantum del compenso. L’art. 71-septies stabilisce, incorporando nella legge sul diritto di autore quanto in precedenza statuito dalla legge 93/92, il diritto al compenso per autori e produttori di fonogrammi, e produttori originari di opere audiovisive e produttori di videogrammi e loro aventi causa. Vengono inoltre stabiliti criteri e modalità di incasso e ripartizione del compenso, molti simili a quanto sopra descritto. Si tiene conto però della diversa incidenza della copia analogica e della copia digitale. Gli articoli 2 e 3 della legge 93/92 sono abrogati.
I compensi devono essere stabiliti con decreto del Ministro per i Beni e le Attività Culturali, sentito il comitato consultivo permanente per il diritto di autore. In attesa della determinazione del ministero, l’art. 39 della bozza di recepimento indica i compensi da applicare fino al 31 dicembre 2005.
La novità rilevante è che il compenso per i supporti non è calcolato più in base a una percentuale sul prezzo, ma in base a un importo fisso:
h) apparecchi di registrazione analogica o digitale audio e video, ivi compresi i componenti di sistemi informatici, gli apparecchi lettori che consentono la registrazione e i jukebox digitali: 3 per cento sul prezzo al rivenditore. Per gli apparecchi polifunzionali, la percentuale è ridotta all’1,5 per cento del prezzo al rivenditore.
Le differenze economiche tra il sistema della legge 93/92 e il decreto di prossima pubblicazione sono indubbiamente notevoli: secondo la tabella predisposta da AF Digitale si hanno incrementi che possono arrivare fino all’8.000%, e che influiranno decisamente sul prezzo di vendita dei supporti al consumatore.
Prodotto Compenso attuale (2002) Compenso previsto dal nuovo decreto
DVD – R 180 min Nessun compenso euro 2,04 (3350 lire)
Apparecchio multifunzione (con tre o più funzioni) 3% sul 20% del prezzo = 0,60 1,5% del prezzo
Non ci è dato di sapere in base a quali criteri siano state determinati i valori espressi nella bozza di recepimento, possiamo immaginare che gli stessi siano stati quantomeno suggeriti dalle associazioni di categoria dell’industria culturale e delle associazioni sindacali degli autori, di concerto con la S.I.A.E. Aspettiamo di saperne di più nelle prossime settimane.
La seconda questione, sollevata in diversi Forum italiani, riguarda il pagamento del compenso sui CD-R o DVD-R utilizzati per il backup di dati personali o aziendali e non per la memorizzazione di opere tutelate. In questo caso il compenso pagato dall’utente si trasforma in un balzello che non ha giustificazione alcuna. E’ una distorsione del sistema di compensazione, il quale intende giustamente tutelare i titolari dei diritti di autore attraverso un meccanismo di (relativa) semplicità pratica di attuazione, dall’altra si scontra con i molteplici utilizzi dei supporti digitali, non necessariamente e specificamente creati e utilizzati per la memorizzazione di audio, video e audiovideo.
Che fare allora? Il dibattito è aperto, e Dirittodautore.it non mancherà di tornare sull’argomento per riportare le tesi dottrinali più autorevoli.