Source: https://forum.grnet.it/art-42-bis-d-lgs-151-2001-figli-minori-fino-a-tre-anni-10606
Timestamp: 2020-01-22 06:39:37+00:00
Document Index: 145831405

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'sentenza ', 'art. 55', 'art. 104', 'art. 104', 'sentenza ']

Messaggio da panorama » sab mag 25, 2013 11:29 am
22/05/2013	201300386 Sentenza	1
Messaggio da panorama » sab ott 19, 2013 12:18 am
16/10/2013	201305036 Sentenza	3
Messaggio da panorama » dom dic 01, 2013 12:45 pm
21/11/2013	201300755 Sentenza	1
Messaggio da panorama » mar mag 20, 2014 11:49 pm
Auguri anche a questa mamma.
14/05/2014	201400634 Sentenza Breve	1
N. 00634/2014 REG.PROV.COLL.
N. 00280/2014 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 280 del 2014, proposto da:
N. B., rappresentata e difesa dall’avvocato Giuliano Boschetti, con domicilio eletto presso la segreteria del Tribunale ai sensi dell’art. 25, comma 1, del c.p.a.;
del provvedimento del Ministero intimato Area II del 23.10.2013, ad oggetto l’istanza di assegnazione temporanea art. 42 bis d.lgs. n. 151/2001 - V.C.A.C. N. B.;
del nuovo e successivo provvedimento di riesame in data 28.01.2014, prot. n. 3627, avente ad oggetto l’istanza di assegnazione temporanea art. 42 bis d.lgs. n. 151/2001.
Relatore nella camera di consiglio del giorno 3 aprile 2014 il dott. Enrico Mattei e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Con atto di ricorso (n.r.g. 280/14) ritualmente notificato e depositato, la sig.ra N. B., in servizio presso il Ministero dell’Interno, Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile con la qualifica di vice collaboratore amministrativo contabile, ha adito l’intestato tribunale per chiedere l’annullamento degli atti, meglio in epigrafe specificati, con i quali è stata rigettata la propria istanza presentata ai sensi dell’art. 42 bis del d.lgs. n. 151/2001, a mente del quale il genitore con figli minori fino a tre anni di età dipendente di pubbliche amministrazioni può essere assegnato, a richiesta, anche in modo frazionato e per un periodo complessivamente non superiore a tre anni, ad una sede di servizio ubicata nella stessa provincia o regione nella quale l’altro genitore esercita la propria attività lavorativa.
Avverso gli impugnati provvedimenti, la ricorrente ha proposto i seguenti motivi di doglianza.
I. Violazione e falsa applicazione dell’art. 42 bis d.lgs. 151/2001 e degli artt. 1 e 2 d.lgs. 165/2001.
II. Violazione e falsa applicazione, sotto altro profilo, dell’art. 42 bis d.lgs. 151/2001. Eccesso e/o sviamento di potere per illogicità e contraddittorietà della motivazione. Travisamento dei fatti e carenza di istruttoria. Violazione e falsa applicazione di tutta la normativa relativa al giusto procedimento.
III. Violazione e falsa applicazione degli artt. 3, 29, 30 e 31 della Costituzione.
Il Ministero dell’Interno si è costituito in giudizio chiedendo il rigetto del ricorso per insussistenza delle censure ivi dedotte.
All’udienza camerale del giorno 3 aprile 2014 la causa è stata trattenuta in decisione.
Una preliminare precisazione in punto di diritto appare al Collegio necessaria ai fini del decidere.
L’art. 42 bis del d.lgs. 26 marzo 2001, n. 151, rientra tra le norme dettate a tutela dei valori costituzionalmente garantiti inerenti la famiglia, in particolare la cura dei figli minori fino a tre anni d’età con entrambi i genitori impegnati in attività lavorativa e prevede a tal fine una forma di mobilità volta a ricongiungere i genitori del bambino favorendo concretamente la loro presenza nella fase iniziale di vita del proprio figlio.
La norma, in particolare, dispone che “Il genitore con figli minori fino a tre anni di età dipendente di amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni, può essere assegnato, a richiesta, anche in modo frazionato e per un periodo complessivamente non superiore a tre anni, ad una sede di servizio ubicata nella stessa provincia o regione nella quale l’altro genitore esercita la propria attività lavorativa, subordinatamente alla sussistenza di un posto vacante e disponibile di corrispondente posizione retributiva e previo assenso delle amministrazioni di provenienza e destinazione. L’eventuale dissenso deve essere motivato. L’assenso o il dissenso devono essere comunicati all’interessato entro trenta giorni dalla domanda”.
Nello specifico, tale disposizione contempla la possibilità per il dipendente pubblico, genitore di figli minori di tre anni, di essere assegnato, per un periodo non superiore a tre anni di età, ad una sede di servizio ubicata nella stessa provincia o regione nella quale l’altro genitore esercita la propria attività lavorativa, subordinatamente alla sussistenza di un posto vacante di analoga posizione retributiva e previo assenso delle amministrazioni coinvolte.
Presupposto indefettibile per l’applicazione di tale beneficio, oltre alla presenza di un figlio di età inferiore ai tre anni, è dunque rappresentato dalla “sussistenza di un posto vacante e disponibile di corrispondente posizione retributiva e previo assenso delle amministrazioni di provenienza e destinazione”, sicché, una volta appurata la mancanza di ragioni ostative connesse alle esigenze di buona organizzazione e di regolare funzionamento dell’ufficio di appartenenza e verificata, altresì, la possibilità dell’inserimento della dipendente in altra amministrazione, la scelta del lavoratore di ricongiungersi alla famiglia nella prima fase di vita del proprio figlio non può non essere assecondata.
Tanto considerato, occorre rilevare che nella fattispecie in esame l’amministrazione di provenienza della ricorrente (Direzione Interregionale del Veneto e Trentino Alto Adige), pur rimarcando la propria insufficienza d’organico e l’esigenza di assicurare, quanto prima possibile, la sostituzione della ricorrente con altra unità di personale di stessa qualifica, ha comunque espresso il proprio favorevole assenso al trasferimento e, pertanto, ha implicitamente dato atto del fatto che la rilevata carenza di personale amministrativo, seppur significativa (14 unità presenti su 28 previste), non avrebbe, allo stato, compromesso la funzionalità dei propri uffici.
Conseguentemente, preso atto dell’appurata mancanza di ragioni ostative connesse alle suddette esigenze di buona organizzazione e di regolare funzionamento dell’ufficio di provenienza, l’amministrazione di destinazione avrebbe dovuto esclusivamente valutare, ai fini dell’eventuale e positiva definizione dell’istanza di trasferimento, la sussistenza o meno nel proprio organico di un posto vacante e disponibile da assegnare alla ricorrente.
Ciò non è avvenuto nel caso di specie, posto che non si rinviene dall’esame dell’impugnato provvedimento di riesame in data 28.01.2014, prot. n. 3627, alcuna valutazione in ordine a tale aspetto, ma soltanto considerazioni in ordine alla constatata carenza di personale e all’impossibilità di sostituire la ricorrente con altra unità di personale di pari qualifica, tutti aspetti, quest’ultimi, già valutati come non ostativi al trasferimento da parte dell’amministrazione di appartenenza.
Alla luce delle suesposte considerazioni, il ricorso va accolto.
In considerazione della specificità della fattispecie controversa, si rinvengono giustificati motivi per compensare integralmente, tra le parti in causa, le spese e gli onorari del giudizio.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Prima) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla gli atti impugnati..
Compensa integralmente tra le parti le spese e egli onorari del giudizio.
Così deciso in Venezia nella camera di consiglio del giorno 3 aprile 2014 con l’intervento dei magistrati:
Messaggio da panorama » gio gen 22, 2015 11:01 am
Il CdS respinge l'appello del Ministero dell'Interno
SENTENZA BREVE ,sede di CONSIGLIO DI STATO ,sezione SEZIONE 3 ,numero provv.: 201500161
- Public 2015-01-20 -
N. 00161/2015REG.PROV.COLL.
N. 07702/2014 REG.RIC.
Ministero dell'Interno, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, anche domiciliataria in Roma, via dei Portoghesi, 12;
OMISSIS, rappresentato e difeso dagli avv. OMISSIS, con domicilio eletto presso OMISSIS in Roma, via G. Saliceto, 4 (RAV Studio Legale);
Relatore nella camera di consiglio del giorno 23 ottobre 2014 il Cons. Pierfrancesco Ungari e udito per la parte appellata l’avvocato OMISSIS;
1. L’appellato, capo squadra dei sommozzatori dei VV.FF., dapprima trasferito da B. a S., con istanza in data 27 agosto 2013 ha chiesto di essere trasferito a C., ex art. 42-bis, del d.lgs. 151/2001, per raggiungere la moglie (in servizio presso la locale OMISSIS) e la loro figlia appena nata, ma gli hanno negato il trasferimento, con provvedimento in data 8 ottobre 2013, prot. 27307.
3. Con provvedimento della Direzione centrale prot. 6547 in data 14 febbraio 2014 (identificato in causa anche come prot. 3095, in realtà prot. in entrata del Comando di …..) è stato disposto un nuovo diniego di trasferimento, per mancanza di posti disponibili nella sede richiesta.
4. Il TAR, con la sentenza appellata (I, n. 784/2014) ha accolto il ricorso per motivi aggiunti proposto avverso detto provvedimento di riesame, sottolineando che il provvedimento prot. 1435 in data 24 aprile 2013, relativamente ad un concorso interno, indicava 3 posti di Capo reparto sommozzatori disponibili presso il Comando di C..
- la relazione in data 18 aprile 2014 è stata depositata in occasione della camera di consiglio, quindi è tardiva ex art. 55, comma 5, cod. proc. amm., e non può essere prodotta neanche in appello, ostandovi il divieto di cui all’art. 104, comma 2, cod. cit.;
- altri documenti, formatisi o conosciuti dal ricorrente dopo l’udienza del 28 maggio 2014 e quindi ritualmente prodotti in appello ex art. 104, comma 2, cit., dimostrano l’esistenza di posti liberi di capo squadra a C.;
- stante l’unitarietà delle funzioni, anche se non vi fosse stata la vacanza di posti di c.s. esperto, si sarebbe dovuto effettuare il trasferimento per coprire quelli disponibili di c.s.;
- l’Amministrazione non può opporre oggi in giudizio la carenza di personale nell’organico dell’ufficio di provenienza.
8. Può aggiungersi che, in appello, l’appellante ha prodotto altri documenti che confermerebbero anche nel periodo successivo la disponibilità di posti utili: la circolare ministeriale n. 5490 in data 10 aprile 2014, di pochi giorni successiva al secondo diniego opposto al ricorrente, che indica 2 trasferimenti in uscita e 2 in entrata, confermando così la mancata copertura delle vacanze; gli ordini di servizio del Comando VV.FF. di C. in data 21 ottobre 2013, 20 gennaio 2014, 16 aprile 2014 e 11 luglio 2014 – in quest’ultimo caso, i posti da coprire sono diventati 3 da 4 proprio per tener conto dell’assegnazione dell’appellato in esecuzione della sentenza di primo grado – che hanno autorizzato la missione continuata di capi squadra esperti sommozzatori, così dimostrando la sussistenza dei posti vacanti; infine, la circolare in data 3 ottobre 2014, con la quale è stata comunicato l’avvio di una nuova procedura di mobilità per capi squadra, comportante 14 posti per la sede di C..