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Timestamp: 2019-09-20 04:28:21+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 36', 'art. 1', 'art. 36', 'sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 1421', 'art. 115', 'art. 54', 'art. 24', 'art. 59', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Cassazione Lavoro - ordinanza n. 21473/2019
Dequalificazione professionale, non è corretto collegarla alla sola riduzione quantitativa dell'attività
Il dirigente medico non ha un diritto soggettivo ad effettuare interventi che siano qualitativamente e quantitativamente costanti nel tempo, sicché lo stesso non può opporsi né a scelte aziendali che siano finalizzate a tutelare gli interessi collettivi richiamati dal d.lgs. n. 502 del 1992, art. 1, né alle direttive impartite dal responsabile della struttura che perseguano l'obiettivo di garantire efficienza e qualità del servizio da assicurare al paziente.
Cassazione Lavoro - ordinanza n. 21325/2019
Pausa pranzo soppressa retribuita come straordinario
Nel momento in cui il datore di lavoro sopprime la pausa pranzo rilasciando ai dipendenti dei buoni pasto da spendere al di fuori dell'orario lavorativo, ma poi pretende di far recuperare loro i 15 minuti destinati alla stessa, anche se di fatto non goduta, egli deve retribuire questo tempo in più come straordinario. Ad affermarlo è la Corte di Cassazione che con l'ordinanza n. 21325/2019 respinge il ricorso della Asl, confermando così la decisione del giudice di seconda istanza.
Cassazione Lavoro - sentenza n. 21164/2019
Se il datore di lavoro deve recuperare dal lavoratore emolumenti che questi ha riscosso in eccesso (e, quindi, indebitamente), per qualsiasi causa, tale recupero deve essere fatto al netto delle ritenute fiscali, in quanto il datore di lavoro, salvi i rapporti col Fisco, può ripetere l'indebito nei confronti del lavoratore soltanto nei limiti di quanto da questi effettivamente percepito, restando esclusa la possibilità di ripetere importi al lordo di ritenute fiscali mai entrate nella sfera patrimoniale del dipendente.
Cassazione Lavoro - ordinanza n. 19923/2019
Il medico demansionato ha diritto al risarcimento
La Cassazione ha ritenuto provata una diretta relazione tra la situazione di emarginazione professionale e la scelta del dipendente di accedere anticipatamente al trattamento pensionistico. Inoltre, non ha ravvisato la sussistenza di una “duplicazione” delle voci di danno.
Cassazione Lavoro - sentenza n. 19024/2019
Asl rimborsa cure all'estero non autorizzate se il paziente decide in stato di necessità
I giudici ravvisano i presupposti del diritto al rimborso nello "stato di necessità" in cui si trova l'assistito che decida "non autorizzato" dalla pubblica amministrazione italiana di recarsi comunque all'estero per curarsi.
Cassazione Lavoro - ordinanza n. 18883/2019
Legittimo il licenziamento del chirurgo reperibile in ritardo
Conferma del licenziamento disciplinare per violazioni degli obblighi indicati dal Codice di comportamento per il chirurgo (responsabile del reparto ospedaliero) che arriva in ritardo a visitare un suo paziente il cui quadro clinico si è aggravato (e successivamente è deceduto) perché in “reperibilità aggiuntiva” e non primaria.
Cassazione Lavoro - ordinanza n. 18400/2019
Specializzati entro il 2005
Rispetto all'assetto della normativa quale già riepilogato da Cass. 4449/2018 cit., che il blocco stabilito dalla L. 27 dicembre 2002, n. 289, art. 36, comma 1,è stato prorogato successivamente con la L. n. 266 del 2005, art. 1 secondo cui appunto "la L. 27 dicembre 2002, n. 289, art. 36.... continua ad applicarsi anche nel triennio 2006-2008.
Cassazione Lavoro - ordinanza n. 18194/2019
Nessun demansionamento tra assegnazione al Laboratorio protesi valvolari e incarico al Dea
Nel pubblico impiego contrattualizzato, i dirigenti medici non hanno un diritto soggettivo a svolgere interventi equivalenti per qualità e quantità a quelli affidati ad altri dirigenti della medesima struttura, né a quelli svolti nel passato; in ogni caso il datore di lavoro pubblico è tenuto a non mortificare la personalità del dirigente con l'attribuzione di funzioni che esulino del tutto dal bagaglio di conoscenze specialistiche posseduto.
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Cassazione Lavoro - sentenza n. 17635/2019
Il tempo di vestizione/svestizione va retribuito come prestazione di lavoro
Per un infermiere indossare e togliersi la divisa di lavoro (camice, mascherina, protezioni ecc.) fa parte dell’orario di lavoro e come tale va retribuito.
È questa una diatriba che ormai va avanti da tempo e che tutti i tribunali coinvolti hanno riconosciuto ai professionisti, fino a essere inserita come parte integrante dell’ultimo contratto.
Cassazione Lavoro - ordinanza n. 16596/2019
L'assegnazione a mansioni inferiori rappresenta fatto potenzialmente idoneo a produrre una pluralità di conseguenze dannose, sia di natura patrimoniale che di natura non patrimoniale, non legate esclusivamente alla lesione dell'integrità psico-fisica.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - ordinanza n. 11779/2019
Mancata emanazione dei provvediemnti necessari per attivare le progressioni verticali del Ccnl
Pur non avendo la L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 95 direttamente introdotto per le Regioni il previsto blocco delle assunzioni, tuttavia detta norma va letta in combinato con il comma 98 che ha stabilito i precisi limiti alle Regioni ed agli enti locali sul versante della spesa pubblica e sul rilevante aggregato costituito dalle spese del personale. La vigenza del "blocco delle assunzioni" è sufficiente ad escludere la configurabilità di una responsabilità extracontrattuale a carico dell'ente per il ritardo nell'espletamento dei concorsi.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - ordinanza n. 11354/2019
In caso di cure all’estero per danni pregressi causati in Italia è tutto a carico della Asl
In caso di cure all'estero dovute a danni causati in Italia, alla Asl di competenza dell'assistito per la Cassazione spetta il pagamento globale sia in termini di risarcimento del danno che degli oneri per le cure conseguenti, anche se effettuate fuori dall'Italia.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - ordinanza n. 10719/2019
Il Servizio sanitario può erogare prestazioni solo se ci sono evidenze scientifiche
Il Servizio sanitario nazionale non paga per cure la cui efficacia non è dimostrabile in base a evidenze scientifiche. Lo ha ribadito ancora una volta la Cassazione nell’ordinanza 10719/2019 scrivendo così la parola fine nel contenzioso tra una Asl di Firenze e un cittadino che chiedeva l'erogazione gratuita di una terapia conosciuta come metodo Dikul che prevede una rieducazione motoria intensa, continuativa e personalizzata.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 9675/2019
La nullità del licenziamento non può essere fatta valere in corso di causa
L’eventuale nullità del licenziamento non può essere rilevata dal giudice, in quanto il principio di cui all’art. 1421 c.c., che va comunque coordinato con il principio della domanda, con quello della corri-spondenza tra chiesto e pronunciato e con quello della disponibilità delle prove, di cui all’art. 115 c.p.c., non può trovare applicazione quando la parte chieda la declaratoria di invalidità di un atto a sé pregiudizievole, dovendo la pronuncia del giudice rimanere circoscritta, in tale caso, alle ragioni di illegittimità ritualmente dedotte dalla parte stessa.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - ordinanza n. 9268/2019
La gravidanza sopravvenuta durante il periodo di preavviso non costituisce causa di nullità del licenziamento per violazione del predetto art. 54 d.lgs. n. 151/2001 ma determina la sospensione del periodo di preavviso e, dunque, posticipa gli effetti dello stesso e, cioè, la definitiva cessazione del rapporto di lavoro e di tutte le obbligazioni ad esso connesse.
Cassazione Lavoro - ordinanza n. 7863/2019
Limiti al riconoscimento di differenze retributive per il responsabile di struttura complesa
Il d.lgs. 165/2001, art. 24, delega alla contrattazione collettiva la determinazione del trattamento retributivo del personale con qualifica dirigenziale, da correlarsi, quanto al trattamento accessorio, alle funzioni attribuite, ed al comma 3 fissa il principio di onnicomprensività, stabilendo che il trattamento medesimo "remunera tutte le funzioni ed i compiti attribuiti ai dirigenti in base a quanto previsto dal presente decreto nonché qualsiasi incarico ad essi conferito in ragione del loro ufficio o comunque conferito dall'amministrazione presso cui prestano servizio".
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - ordinanza n. 7465/2019
Nella controversia che ha dato origine alla pronuncia della Corte di cassazione n. 7465/2019, si discute sull'applicabilità ai trattamenti pensionistici integrativi (non obbligatori) dei meccanismi di aumento e di blocco della perequazione automatica. L'art. 59 della legge n. 449/1997 (quarto comma) ha esteso, a decorrere dall'1.01.1998, a tutte le prestazioni pensionistiche, ivi comprese quelle integrative, il meccanismo di perequazione di cui al d.lgs. n. 503 del 1992.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 6872/2019
Pensioni, blocco perequazione sull'importo effettivo del cumulo
L’adeguamento della pensione all’inflazione deve essere effettuato sull’importo effettivamente erogato, se più basso di quello nominale quale conseguenza del limite alla cumulabilità dei trattamenti ai superstiti. Così ha deciso la Corte di cassazione con la sentenza 6872/2019, che ha visto contrapposti un pensionato e l’Inps. La legge 247/2007 ha introdotto il blocco della perequazione nel 2008 per le pensioni di importo superiore a otto volte il trattamento minimo.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - ordinanza n. 6337/2019
Mobilità volontaria - principi di diritto
Il passaggio volontario del dipendente da un'amministrazione a un'altra viene inquadrato nell'ambito dell'istituto della cessione del contratto, con la conseguenza che il complesso unitario di diritti ed obblighi derivanti dal contratto subisce una modificazione soggettiva, mentre rimangono immutati gli elementi oggettivi essenziali che lo connotano.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 5432/2019
Pubblico impiego privatizzato - pluralità di contratti a tempo determinato
In materia di pubblico impiego privatizzato, nell'ipotesi di abusiva di reiterazione di contratti a termine, la misura risarcitoria va interpretata in conformità al canone di effettività della tutela, senza che ne derivi una posizione di favore del lavoratore privato rispetto al dipendente pubblico.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - ordinanza n. 4670/2019
Permessi L. 104: leciti i controlli con investigatori
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 4670 del 2019, ha affrontato il tema del licenziamento di un dipendente che invece di impiegare i permessi di cui alla legge 104, per assistere un familiare malato, li impiegava per svolgere attività personali, confermando così «come una simile condotta sia idonea a ledere definitivamente il vincolo fiduciario indispensabile alla prosecuzione del rapporto di lavoro». È stato ritenuto legittimo tale controllo durante i periodi di sospensione del rapporto al fine di consentire al datore di lavoro di prendere conoscenza di comportamenti del lavoratore che siano rilevanti sotto il profilo del corretto adempimento delle obbligazioni derivanti dal rapporto stesso, che permane nonostante la sospensione.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - ordinanza n. 3901/2019
Il “tempo di vestizione” all’inizio e al termine del proprio turno di lavoro va sempre retribuito
La Cassazione ha ribadito la tesi già espressa in una precedente ordinanza del 2017, ribaltando la decisione della Corte d'Appello che non aveva riconosciuto a cinque infermieri il tempo di vestizione e di cambio turno come straordinario ai fini retributivi. Nel frattempo è entrato anche in vigore il nuovo contratto che prevede il tempo di vestizione retribuito, ma la Corte ha sottolineato che la decisione va al di là del “rapporto sinallagmatico”, trattandosi di obbligo imposto dalle “superiori esigenze di sicurezza e igiene, riguardanti sia la gestione del servizio pubblico, sia la stessa incolumità del personale addetto”.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 3469/2019
Il Direttore Generale non soltanto riveste all'interno dell'Asl la qualifica apicale, ma, trattandosi di una pubblica amministrazione, è altresì il destinatario quale legale rappresentante dell'ente, della funzione di garanzia dell'osservanza e della corretta applicazione delle norme legali e contrattuali che disciplinano i rapporti di lavoro. La sua responsabilità non può ritenersi limitata, pertanto, a sovrintendere alla gestione complessiva dell'azienda.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - ordinanza n. 992/2019
La Corte d'appello ha rilevato la carenza di specificità delle ragioni poste a fondamento dei primi tre contratti di somministrazione a termine in oggetto e la loro conseguente nullità, senza per questo estendere il proprio sindacato alle scelte tecniche, organizzative e produttive dell'utilizzatore.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 982/2019
Contributo di solidarietà: arriva l’ennesima bocciatura della Suprema Corte
Non rientra tra i poteri delle Casse previdenziali privatizzate, deliberare e di conseguenza, applicare tagli alle pensioni dei propri iscritti in quiescenza, a titolo di contributo di solidarietà. Con la pronuncia in commento, i Giudici di Piazza Cavour sono tornati ad occuparsi del contributo di solidarietà sulle pensioni erogate da Casse previdenziali privatizzate, ritenendolo illegittimo.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 604/2019
Il medico che fa il politico ed è spesso assente, ma resta responsabile di un reparto, può essere licenziato perché la sua condotta crea al datore di lavoro problemi organizzativi e perdita d'immagine ed espone i pazienti a rischi.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - ordinanza n. 276/2019
Fumo passivo: confermato risarcimento a noventenne che si era ammalato di tumore per aver lavorato in un ambiente saturo di fumo
Respirare fumo passivo per molti anni sul luogo di lavoro può causare un grave danno alla salute del lavoratore e in questo caso è causa di tumore faringeo e la Cassazione ha definitivamente condannato il datore di lavoro a risarcire il proprio dipendente che oggi è novantenne, ha avuto danni alle corde vocali, ha perso tutti i denti, fa fatica a ingerire cibi, ma soprattutto non è mai stato un fumatore.