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Timestamp: 2020-01-26 05:04:52+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 13768 del 31/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13768 del 31/05/2017
Cassazione civile, sez. I, 31/05/2017, (ud. 04/04/2017, dep.31/05/2017), n. 13768
sul ricorso 18384/2012 proposto da:
Rete Ferroviaria Italiana S.p.a., in persona legale rappresentante
pro tempore, elettivamente domiciliata in Roma, Viale Tupini n. 113,
presso l’avvocato Corbo Nicola, che la rappresenta e difende, giusta
M.G., M.V., T.L.,
T.M., T.D.M.E., V.T.A.;
T.L., M.G., M.V.,
T.M., T.D.M.E., V.T.A., elettivamente
domiciliati in Roma, Corso Vittorio Emanuele II n. 18, presso lo
Studio di Gianmarco Grez, rappresentati e difesi dall’avvocato
Fanzini GianCarlo, giusta procura in calce al controricorso e
-controricorrenti e ricorrenti incidentali –
avverso la sentenza n. 602/2011 della CORTE D’APPELLO di TRIESTE,
04/04/2017 dal Cons. Dott. LAMORGESE ANTONIO PIETRO;
di ragione del ricorso principale, rigetto del ricorso incidentale;
udito, per la ricorrente, l’Avvocato Nicola Corbo che ha chiesto
Fanzini GianCarlo ha chiesto l’accoglimento del ricorso incidentale,
rigetto del ricorso principale.
La Corte d’appello di Trieste, con sentenza 20 settembre 2011, ha condannato Rete Ferroviaria Italiana spa (RFI, già Ferrovie dello Stato) al risarcimento del danno, in favore di T.L., T.D.M.E., T.M., T.V.A., M.G. e M.V., per l’occupazione acquisitiva di terreni di loro proprietà, sui quali insistevano una segheria e un silos, utilizzati per la realizzazione della linea a doppio binario (OMISSIS), tratta (OMISSIS), parzialmente riformando la sentenza impugnata del Tribunale di Tolmezzo, nella parte in cui il primo giudice aveva erroneamente calcolato due volte il valore dell’area di sedime (come componente della voce segheria-silos e come voce a sè).
Avverso questa sentenza RFI ha proposto ricorso per cassazione, affidato a tre motivi, cui si sono opposti i proprietari, i quali hanno proposto un ricorso incidentale, affidato a un motivo, resistito da RFI con controricorso e memoria.
Con il primo motivo di ricorso RFI ha denunciato violazione di legge e vizio di motivazione per l’eccessiva stima del capannone, in base al valore di ricostruzione di uno nuovo, analogo a quello originario, mentre il valore era pari a zero, essendo fatiscente, e comunque si doveva tenere conto del suo stato di vetustà e di deterioramento.
L’assunto secondo cui il fabbricato sarebbe stato fatiscente e il suo valore, quindi, pari a zero, si scontra con un accertamento di fatto, non revisionabile in questa sede, compiuto dai giudici di merito, i quali lo hanno escluso sulla base delle indicazioni provenienti dal verbale di immissione in possesso. Tanto premesso, l’operazione di stima effettuata nella sentenza impugnata non si sottrae alle critiche di illogicità motivazionali sollevate dalla ricorrente, nella parte in cui essa ha considerato il valore corrispondente al costo di ricostruzione di un nuovo fabbricato, analogo a quello originario, mentre avrebbe dovuto considerare il suo valore effettivo al momento della demolizione da parte di RFI. Tale valore dovrà essere accertato in sede di rinvio, tenendo conto delle caratteristiche costruttive dell’immobile, del suo eventuale deterioramento e della sua concreta destinazione.
Con il secondo motivo RFI imputa alla Corte di merito di avere considerato due volte il valore dell’area “di pertinenza”, in tal modo realizzando una ingiustificata locupletazione in favore dei proprietari.
Il motivo è, in parte, inammissibile, introducendo un elemento nuovo, concernente il rilievo da attribuire al valore dell’area “di pertinenza” (la sentenza impugnata non lo tratta nè il motivo specifica se e in quali termini esso sia stato trattato nel giudizio di merito) e, in parte, infondato, avendo la sentenza impugnata considerato il valore dell’area “di sedime” ai fini del parziale accoglimento dell’appello di RFI (che aveva fondatamente censurato la sentenza di primo grado per avere duplicato il valore dell’area di sedime).
Il terzo motivo del ricorso principale e l’unico motivo del ricorso incidentale, concernenti il calcolo degli interessi e della rivalutazione monetaria, sono assorbiti.
Pertanto, in accoglimento del primo motivo del ricorso principale, la sentenza impugnata è cassata con rinvio alla Corte d’appello di Trieste, in diversa composizione, anche per le spese.
La Corte accoglie il primo motivo del ricorso principale, dichiara assorbiti gli altri motivi e il ricorso incidentale; cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Corte d’appello di Trieste, in diversa composizione, anche per le spese del presente giudizio.+