Source: https://fchub.it/con-la-mifid-ii-nuovi-obblighi-informativi-per-lintermediario-a-tutela-dellinvestitore/
Timestamp: 2018-11-20 18:49:21+00:00
Document Index: 126420089

Matched Legal Cases: ['art. 25', '§ 2', 'art. 54', '§ 4', 'art. 55', '§ 1', 'art. 54', '§ 7', 'art. 25', '§ 6', 'art. 25', '§ 6']

Con la MiFID II nuovi obblighi informativi per l’intermediario a tutela dell’investitore - FCHub
Per ciò che concerne il cliente, la valutazione delle sue caratteristiche (know your customer rule) si basa su una più approfondita conoscenza del medesimo realizzata attraverso la valorizzazione delle informazioni ottenute dallo stesso (art. 25, § 2). Il contenuto delle informazioni dalla clientela è potenziato sotto il profilo quantitativo e soprattutto qualitativo: alla capacità di comprensione/conoscenza del rischio (conoscenza ed esperienza) si aggiunge, nell’ambito delle informazioni sulla situazione finanziaria, la capacità di rischio (capacità di sopportare le perdite), e, nell’ambito delle informazioni sugli obiettivi di investimento, non solo la preferenza/propensione verso il rischio in termini di combinazione rischio/rendimento (rischio oggettivo), ma anche l’attitudine (reazione emotiva) al rischio (rischio soggettivo
) (risk tolerance). In proposito il Regolamento delegato n. 2017/565 (art. 54, §§ 4 e 5) precisa che le informazioni sulla situazione finanziaria includono dati sulla fonte e sulla consistenza del reddito regolare, le attività, comprese le attività liquide, gli investimenti e beni immobili e gli impegni finanziari regolari, mentre le informazioni riguardanti gli obiettivi di investimento comprendono dati sul periodo di tempo per il quale il cliente desidera conservare l’investimento, le preferenze in materia di rischio, il profilo di rischio e le finalità dell’investimento. Con riferimento alle informazioni inerenti al profilo di conoscenza ed esperienza del cliente, l’art. 55, § 1, del regolamento 565 richiede che queste: “includano i seguenti elementi […]: a) i tipi di servizi, operazioni e strumenti finanziari con i quali il cliente ha dimestichezza; b) la natura, il volume e la frequenza delle operazioni su strumenti finanziari realizzate dal cliente e il periodo durante il quale sono state eseguite; c) il livello di istruzione e la professione o, se pertinente, l’ex professione del cliente o del potenziale cliente.” In aggiunta il regolamento contempla una serie di misure che le imprese di investimento sono tenute ad adottare al fine di assicurare l’affidabilità delle informazioni ottenute dalla clientela (art. 54, § 7).
– l’obbligo di fornire per iscritto al cliente al dettaglio, prima della transazione o immediatamente dopo, una dichiarazione di adeguatezza in caso di consulenza sugli investimenti, che specifichi la consulenza prestata e le ragioni per cui la raccomandazione corrisponda alle preferenze, agli obiettivi e alle altre caratteristiche del cliente (rendiconto di adeguatezza) (art. 25, § 6, co. 2);
– la richiesta (obbligatoria in caso di gestione del portafoglio e possibile nel caso di consulenza, se l’impresa ha informato il cliente che effettuerà periodicamente la valutazione) di fornire per iscritto al cliente una dichiarazione aggiornata di adeguatezza che illustri i motivi della permanenza della stessa (relazione periodica sull’adeguatezza) (art. 25, § 6, co. 1 e 4).