Source: http://www.larapedia.com/diritto/Diritti_umani.html
Timestamp: 2019-04-19 05:21:23+00:00
Document Index: 11436252

Matched Legal Cases: ['art.28', 'art. 28', 'art.29', 'art.29', 'art.29', 'e contrario', 'art.30', 'art.41', 'art. 44']

il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali
3.1 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani riconosce due tipi di diritti: i diritti civili e politici, gradualmente affermatisi attraverso la storia del pensioro e delle istituzioni democratiche, e i diritti economico, sociali e culturali, la cui importanza è stata riconosciuta più di recente, nel momento in cui ci si rese conto che senza l’affermazione reale di questi ultimi il godimento dei diritti civili e politici rimaneva puramente formale.
Nella concezione della Dichiarazione Universale i due tipi di diritti, pur ricevendo trattazione separata, sono interdipendenti e indivisibili.
3.1 La Dichiarazione si compone di un preambolo e di 30 articoli che sanciscono i diritti individuali, civili, politici, economici, sociali, culturali di ogni persona.
La Dichiarazione è stata paragonata da René Cassin in cui ogni sua parte trova una sua precisa collocazione (vedi disegno pag, seguente). Più dettagliatamente:
Il preambolo collega il mancato rispetto dei diritti umani agli "atti di barbarie che offendono la coscienza dell'umanità " con chiaro riferimento a quanto successo nella II guerra mondiale (campi di sterminio ecc.), e indica il rispetto di tali diritti, fissati in una concezione comune " ideale da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le nazioni" come unica via per un futuro di pace e di libertà. Per questo motivo il preambolo costituisce la piazza su cui è stato costruito il tempio.
Gli artt.1-2 stabiliscono, come principio fondamentale, che "tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti" e rappresentano quindi la base dell’edificio.
Gli artt.12 - 17 stabiliscono i diritti dell’individuo nei confronti della comunità in cui egli vive (diritti civili e politici ) e costituiscono la seconda colonna del tempio.
Gli art.28, 29 e 30 danno delle disposizioni che riguardano la realizzazione di questi diritti: l'art. 28 stabilisce che "Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa dichiarazione possano essere pienamente realizzati"; l'art.29 prevede invece che possano esistere delle limitazioni nell'esercizio dei diritti e delle libertà per assicurare i diritti degli altri, per soddisfare le esigenze della morale, dell'ordine pubblico e del benessere della comunità democratica. Queste limitazioni sono regolate secondo la legge dei singoli stati. I termini citati dall'art.29 sono piuttosto vaghi e scelte così decisive vengono demandate alle legislazioni dei singoli stati. Per finire l'art.29 stabilisce che l'esercizio delle libertà non deve essere contrario ai fini del-l'Onu; l'art.30 ribadisce questo ultimo concetto che l'esercizio dei diritti non può essere utilizzato per distruggere i diritti e le libertà sanciti dalla Dichiarazione. Ciò vuol dire che non si può esercitare la libertà di pensiero o di associazione per svolgere delle attività che mirino all'instaurazione di un regime liberticida. Questi ultimi articoli formano il frontone del tempio.
Nella Dichiarazione vi è una predominanza di diritti civili e politici rispetto a quelli economici, sociali e culturali. Tuttavia questi diritti sono egualmente importanti ed indispensabili dat che se una delle colonne venisse a mancare, l’intero tempio crollerebbe.
2. Controllo attraverso un procedimento di contenzioso: L'art.41 stabilisce che gli stati possono, con dichiarazione, accettare che il Comitato esamini comunicazioni di denuncia da parte di un altro stato su presunte violazioni degli obblighi della Convenzione.
Gli stati che ratificano il protocollo aggiuntivo accettano che il Comitato riceva ed esamini anche comunicazioni individuali di vittime di violazioni di un qualsiasi diritto tra quelli della Convenzione. Se il paese non ha firmato il protocollo il Comitato non può ricevere queste comunicazioni.
Il ricorrente, prima di rivolgersi al Comitato, deve aver esaurito tutti i ricorsi giurisdizionali interni e non deve aver sollevato il medesimo caso innanzi ad un'altra istanza internazionale di tutela dei diritti umani. Il Comitato trasmette le comunicazioni agli stati interessati chiedendo informazioni e che cessi l'abuso. Le informazioni devono prevenire entro 6 mesi. Dopo di che il Comitato redige un rapporto con la ricostruzione del caso, la valutazione dei comportamenti ed eventuali indenizzi, se vi sono stati.
2.3 I meccanismi di controllo per il Patto sui diritti economici, sociali e culturali sono:
1. Invio di rapporti periodici: i paesi si impegnano a stilare dei rapporti sulle misure intraprese per dare piena attuazione al Patto che vengono inviati al Comitato per i diritti economici, sociali e culturali, costituito dall'ECOSOC nel 1985 (prima venivano inviati all'Ecosoc). Il Comitato è formato anch’esso da 18 membri indipendenti e si riunisce a Ginevra.
Non sono previsti ricorsi individuali.
diritti di prima generazione: che comprende i diritti civili e politici;
diritti di seconda generazione: che comprende i diritti economici, sociali e culturali;>
diritti di terza generazione: che comprende i diritti all’autodeterminazione, alla pace, allo sviluppo, all’ambiente; essi si configurano più come diritti dei popoli o dell’umanità nel suo complesso più che diritti del singolo come nel caso dei diritti di prima e seconda generazione.
I DIRITTI UMANI NELLA COSTITUZIONE
Questa tutela è una delle caratteristiche più importanti della nostra Costituzione rispetto allo Statuto del 1848, nonché verso le Costituzioni liberali dell’800 che riflettevano la concezione principalmente individualista della Rivoluzione Francese nonostante avesse come suo fondamento la “Declaration des droits de l’homme et du citoyen” (dichiarazione dei diritti umani e ) e che ponevano i cittadini isolati di fronte allo Stato togliendo importanza costituzionale alle formazioni sociali e ai gruppi intermedi considerati inutili divisori tra lo Stato ed i cittadini.
Il secondo comma parte dalla considerazione che le affermazioni di libertà e di eguaglianza contenute nelle costituzioni del secolo scorso non sono servite a creare nel popolo quella coscienza politica che è indispensabile al funzionamento di un regime democratico. Perché ciò sia possibile occorre che i principi di libertà ed eguaglianza acquistino un valore sostanziale e non soltanto formale e siano rimossi quegli ostacoli di ordine economico e sociale che, in pratica, continuano a creare le disuguaglianze abolite dal diritto. La norma in esame ha perciò un evidente carattere programmatico e ad essa si collegano alcune delle norme contenute nel Titolo terzo, soprattutto quelle degli art. 44, 45, 46 e 47.
Fonte: http://digilander.libero.it/spazio_zuccari/finitoDirittoUniversale.doc
Autore del testo: M. Donati
Parola chiave google : Diritti umani tipo file : doc
Unione Europea & Onu
(Carta dei diritti fondamentali approvata dal Parlamento europeo il 14 novembre 2000)
La Carta riafferma, nel rispetto delle competenze e dei compiti della Comunità e dell'Unione, i diritti derivanti in particolare:
dalle tradizioni costituzionali e dagli obblighi internazionali comuni agli Stati membri
dal trattato sull'Unione europea e dai trattati comunitari
dalla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali
dai diritti riconosciuti dalla giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee
da quella della Corte europea dei diritti dell'uomo.
L'articolo 5 della quarta Convenzione di Lomé fa riferimento a tre principi su cui si basano i rapporti UE-ACP, ovvero "il rispetto dei diritti dell'Uomo, dei principi democratici e dello stato di diritto", la Commissione afferma che "i diritti dell'Uomo sono universali, indivisibili e interdipendenti.
Essi devono essere rispettati e promossi nella loro globalità, sia che si tratti di diritti civili e politici che di diritti economici, sociali e culturali.
Essi formano oggetto di convenzioni e strumenti internazionali regionali che costituiscono un quadro giuridico riconosciuto a livello internazionale. Gli impegni previsti da questi strumenti sono stati ribaditi dagli stati partecipanti nell'ambito della conclusioni della Conferenza ONU di Vienna sui diritti dell'Uomo (1993)".
L'educazione alla pace e ai diritti umani è, essenzialmente, educazione all'azione concreta, quotidiana, realizzata con metodo interdisciplinare e in ottica internazionalistica. Essa deve aiutare le persone, in particolare i ragazzi e i giovani, a vivere consapevolmente l'era dell'interdipendenza planetaria, che esige profonde trasformazioni psicologiche e culturali, oltre che politiche, economiche e istituzionali.
Tra i più importanti diritti garantiti dalla Convenzione, secondo il testo della stessa, così come modificato da taluni Protocolli aggiuntivi ed integrato da altri quattro Protocolli dotati di autonomo rilievo, possiamo ricordare, a titolo meramente esemplificativo:
il diritto alla libertà e sicurezza personale,
il diritto ad un ricorso effettivo innanzi all'autorità giudiziaria,
il diritto ad un equa amministrazione della giustizia,
il diritto alla libertà di pensiero e di opinione, di riunione e di associazione,
come pure tutti gli altri diritti già rinvenibili nell'ordito delle dichiarazioni di epoca illuministica, così come riprese nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948.
"Dobbiamo portare le Nazioni Unite più vicine alla gente"
L’intensa e costante partecipazione dell’ITALIA ai vari settori di attività delle Nazioni Unite ha sempre costituito una componente fondamentale della sua politica estera. L’azione dell’Italia è significativa in tutte le aree principali dell’Organizzazione: mantenimento della pace; cooperazione allo sviluppo economico e assistenza umanitaria; promozione dello sviluppo sociale, con particolare riguardo alla tutela dei diritti umani; cooperazione culturale e scientifica.
“Non crediamo che i Diritti Umani non siano solo una questione giuridica ma la giusta aspirazione dei popoli.”
"FARO' TUTTO CIO'
CHE E' IN MIO POTERE
AFFINCHE' I PRINCIPI
DIVENTINO REALTA'
IN TUTTO IL MONDO"
Migliaia di persone in tutto il mondo hanno sottoscritto questo appello.
Le firme sono state raccolte sul Più Grande Libro del Mondo: un libro di firme che chiedono il rispetto della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Primo firmatario: Nelson Mandela. Le firme raccolte sono state consegnate al Segretario Generale dell'ONU il 10-12-1998 a Parigi
http://www.amnesty.it/edu/dudu/
http://www.studiperlapace.it/documentazione/dichuniversale.html
http://membres.lycos.fr/annuariocattolico/sosmirror/
Sitogafia:
Fonte: http://digilander.libero.it/spazio_zuccari/JeyDirittiUmani.doc
Autore del testo: Preioni J.