Source: http://www.dirittoinrosa.com/1/separazione_e_divorzio_2512003.html
Timestamp: 2018-08-14 15:21:19+00:00
Document Index: 65598882

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 12', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ']

Separazione e Divorzio | {Diritto in Rosa - Tutela Donne Roma-Milano}
Il matrimonio, istituto millenario su cui si sono fondate tutte le grandi civiltà e le moderne democrazie, ha anche una grande valenza giuridica che crea di conseguenza nuovi ed importanti legami giuridici.
Attraverso la consulenza si offre alle donne un sostegno legale al fine di affrontare e superare lo stato di difficoltà in cui si trovano mediante gli opportuni strumenti giuridici.
Crediamo nell'importanza del gruppo di lavoro e delle singole specializzazioni giuridiche, "insieme riusciamo a dare il meglio".
Una crisi familiare può compromettere l'essenza della famiglia e la conseguenza è la separazione, scelta difficile e dolorosa, ma allo stesso tempo necessaria per avere una diversa opportunità. L'aspetto fondamentale rimane la tutela dei figli, incolpevoli della rivoluzione della loro famiglia.
La separazione consensuale si realizza con un accordo tra le parti che per avere efficacia deve essere omologato dal Tribunale.
Ci siamo occupate negli anni di numerosissimi casi, la maggior parte dei quali conclusi con un accordo.
La separazione è consensuale quando sono i coniugi a ad accordarsi su ogni questione relativa alla separazione (questioni patrimoniali, mantenimento coniuge debole, diritti di visita e mantenimento della prole, assegnazione della casa coniugale).
A differenza della separazione giudiziale, la separazione consensuale ha numerosi vantaggi: è infatti possibile regolamentare questioni accessorie - che il tribunale giudizialmente non potrebbe risolvere - come per esempio prevedere trasferimenti immobiliari, regolamentare l'uso della casa delle vacanze ecc.
Inoltre depositato l'accordo presso il Tribunale le parti compariranno una sola volta ed avranno in breve tempo l'omologa della separazione.
In tale ipotesi, è il giudice che disciplina e regolamenta ogni aspetto inerente la gestione dei rapporti patrimoniali e personali tra coniugi (anche con riferimento ai figli) e che, in presenza di determinati presupposti, pronuncia l'addebito. viene dichiarata dal Tribunale su ricorso di uno o di entrambi i coniugi, a seguito di fatti, anche indipendenti dalla loro volontà che rendano intollerabile la prosecuzione della convivenza o rechino grave pregiudizio all'educazione della prole.
Rilascio o revoca del passaporto del coniuge
Nel nostro ordinamento se si è genitori di figli minori al fine di richiedere il rilascio o il rinnovo del proprio passaporto è necessario l'assenso dell'altro genitore. In difetto, è necessario rivolgersi al giudice tutelare per ottenere la sua autorizzazione sostituiva dell'assenso dell'altro genitore. Ancora il passaporto di uno dei genitori può essere revocato su richiesta dell'altro genitore quando il titolare non è in grado di provare il suo adempimento degli obblighi di mantenimento che riguardino i figli minori.
Modifica delle condizioni di separazione Le condizioni della separazione sono tutti sempre modificabili su richiesta di parte qualora intervengano "nuove" circostanze di fatto e di diritto rispetto al momento in cui i provvedimenti sono stati assunti tali.
Il Divorzio costituisce la fine del rapporto matrimoniale anche dal punto di vista dei diritti successori.
Anche il procedimento di divorzio può seguire due percorsi alternativi, a secondo che vi sia o meno consenso tra i coniugi.
Ogni disposizione della sentenza di divorzio concernente l'affidamento dei figli e le questioni economiche può essere modificata o revocata dal Tribunale su istanza di uno dei coniugi divorziati qualora intervengano "nuove" circostanze di fatto e di diritto - rispetto al momento in cui i provvedimenti sono stati assunti.
FIGLI: AFFIDO CONDIVISO
Anche nel difficile momento in cui la coppia si divide, mamma e papà non dovrebbero mai dimenticare i propri doveri verso i figli che hanno in comune.
La rappresentanza legale del minore e l'amministrazione dei suoi beni èaffidata ai genitori oppure ad uno solo se l'altro è deceduto o ha un impedimento definitivo o temporaneo. In caso di genitori incapaci o di minori orfani tale potere spetta al tutore nominato dal Tribunale.
MANTENIMENTO FIGLI E SPESE STRAORDINARIE
I doveri dei genitori e l'educazione dei figli nel rispetto delle loro esigenze rimane invariato anche dopo la spearazione e il divorzio
In sede di separazione, di divorzio e di affidamento dei figli il Giudice deve stabilire in ordine all'obbligo dei gentori il mantenomento.
Inoltre fermo restando che "ciascun genitore provvede al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito" il legislatore prevede che il giudice possa stabilire, ove necessario, "la corresponsione di un assegno periodico al fine di realizzare il principio di proporzionalità, da determinare considerando:
2. il tenore di vita goduto dal figlio in costanza di matrimonio o convivenza;
la valenza dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore".
Consulta il Protocollo di Intesa del Tribunale di Roma relativo alle spese ordinarie e strordinarie:
Protocollo del Tribunale di Roma del 2014 [282 Kb]
Divorzio breve: Ddl approvato in via definitiva dalla Camera il 22.04.2015
Ecco i punti chiave. Leggi di più
Quando sorge il diritto alla pensione di reversibilità?
L’art. 12 della legge divorzile 890/70 e successive modifiche così recita: “Il coniuge nei cui confronti sia stata pronunciata sentenza di scioglimento e di cessazione degli effetti civili del matrimonio ha diritto, se non passato a nuove nozze, e in quanto sia titolare di assegno ai sensi dell’art. 5, ad una percentuale dell’indennità di fine rapporto percepita dall’altro coniuge, all’atto della cessazione del rapporto di lavoro, anche se l’indennità viene a maturare dopo la sentenza. Tale percentuale è pari al 40% dell’indennità totale riferibile agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio”. Leggi di più
L'azione per il recupero del dovuto
L’azione di recupero della quota di cui la ex coniuge ha diritto dovrà essere esercitata nei confronti direttamente del coniuge.
Il concetto di indennità di fine rapporto
Anche su tale punto va detto che la giurisprudenza appare assolutamente rigida non ammettendo l’estensione del diritto della moglie se non a quello che costituisce il T.F.R. in senso stretto versato dal datore di lavoro al momento della pensione o della morte del lavoratore. Leggi di più
Qualora sopravvengono giustificati motivi dopo la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, il Tribunale, in camera di consiglio e, per i provvedimenti relativi ai figli, con la partecipazione del Pubblico Ministero, può su istanza di parte, disporre la revisione delle disposizioni concernenti l’affidamento dei figli e di quelle relative alla misura ed alle modalità dei contributi da corrispondere ai sensi degli art. 5 e 6. Leggi di più
Pensione di reversibilità del divorziato
La Legge sul Divorzio riconosce al coniuge divorziato il diritto a percepire la pensione di reversibilità dell’altro ex coniuge defunto se sussistono tre condizioni:
il coniuge divorziato deve già percepire dall’ex coniuge defunto un assegno divorzile versato con cadenza periodica: in altri termini, se al momento del decesso il coniuge superstite non aveva diritto all’assegno (perchè tale diritto non era mai stato riconosciuto o perché era stato riconosciuto e poi revocato) o se aveva ricevuto l’assegno di divorzio in un’unica soluzione, non avrà diritto alla pensione di reversibilità dell’ex coniuge defunto;
il coniuge divorziato superstite non deve essersi risposato. Se il coniuge divorziato superstite è convivente con un soggetto terzo, ciò non comporta di per sè la perdita del diritto alla reversibilità;
in terzo luogo, il rapporto di lavoro da cui trae origine il trattamento pensionistico deve essere anteriore alla sentenza di divorzio. Leggi di più
Calcolo importo dovuto a titolo di pensione di reversibilità
L’importo dovuto a titolo di pensione di reversibilità viene calcolato in base al rapporto intercorrente tra la durata del matrimonio e il periodo di maturazione della pensione in capo al defunto.
L’arco di durata del “matrimonio” comprende anche l’eventuale periodo di separazione legale, fino alla data della sentenza di divorzio: solo in questa data, infatti, si è definitivamente e sicuramente ottenuto lo scioglimento del vincolo matrimoniale (o la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario).
Suddivisione pensione reversibilità tra ex coniuge e vedova
Se il coniuge defunto non si era risposato, la pensione di reversibilità spetta solamente al coniuge divorziato superstite (ovviamente, se sussistono tutti i presupposti di legge e nei limiti dell’arco di durata del matrimonio poi conclusosi con il divorzio). Anche se dopo il divorzio il coniuge defunto aveva intrapreso una convivenza con un soggetto terzo, l’intera pensione di reversibilità spetta comunque all’ex coniuge divorziato. Leggi di più
Reversibilità a favore dei genitori divorziati dopo la morte dell figlio per fatti di servizio
La Legge sul Divorzio prende in esame anche un caso particolare: il diritto alla pensione di reversibilità in capo ai genitori divorziati il cui figlio sia morto per fatti di servizio. Leggi di più
Una donna informata è una donna più forte
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