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Timestamp: 2019-01-19 22:22:27+00:00
Document Index: 59159365

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 23', 'art. 18']

Art. 27 codice del consumo - Capo III - Tutela amministrativa e giurisdizionale
Art. 27 codice del consumo - Capo III - Tutela amministrativa e giurisdizionale - importanza del comma 7
Art. 27 codice del consumo - Capo III - Tutela amministrativa e giurisdizionale - importanza del comma 7 - D.Lgs. 206/2005
1. L'Autorit� garante della concorrenza e del mercato, di seguito denominata "Autorit�", esercita le attribuzioni disciplinate dal presente articolo anche quale autorit� competente per l'applicazione del regolamento 2006/2004/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 ottobre 2004, sulla cooperazione tra le autorit� nazionali responsabili dell'esecuzione della normativa che tutela i consumatori, nei limiti delle disposizioni di legge.
1-bis. Anche nei settori regolati, ai sensi dell'articolo 19, comma 3, la competenza ad intervenire nei confronti delle condotte dei professionisti che integrano una pratica commerciale scorretta, fermo restando il rispetto della regolazione vigente, spetta, in via esclusiva, all'Autorit� garante della concorrenza e del mercato, che la esercita in base ai poteri di cui al presente articolo, acquisito il parere dell'Autorit� di regolazione competente. Resta ferma la competenza delle Autorit� di regolazione ad esercitare i propri poteri nelle ipotesi di violazione della regolazione che non integrino gli estremi di una pratica commerciale scorretta. Le Autorit� possono disciplinare con protocolli di intesa gli aspetti applicativi e procedimentali della reciproca collaborazione, nel quadro delle rispettive competenze. (2)
2. L'Autorit�, d'ufficio o su istanza di ogni soggetto o organizzazione che ne abbia interesse, inibisce la continuazione delle pratiche commerciali scorrette e ne elimina gli effetti. A tale fine, l'Autorit� si avvale dei poteri investigativi ed esecutivi di cui al citato regolamento 2006/2004/CE anche in relazione alle infrazioni non transfrontaliere. Per lo svolgimento dei compiti di cui al comma 1 l'Autorit� pu� avvalersi della Guardia di finanza che agisce con i poteri ad essa attribuiti per l'accertamento dell'imposta sul valore aggiunto e dell'imposta sui redditi. L'intervento dell'Autorit� � indipendente dalla circostanza che i consumatori interessati si trovino nel territorio dello Stato membro in cui � stabilito il professionista o in un altro Stato membro.
3. L'Autorit� pu� disporre, con provvedimento motivato, la sospensione provvisoria delle pratiche commerciali scorrette, laddove sussiste particolare urgenza. In ogni caso, comunica l'apertura dell'istruttoria al professionista e, se il committente non � conosciuto, pu� richiedere al proprietario del mezzo che ha diffuso la pratica commerciale ogni informazione idonea ad identificarlo. L'Autorit� pu�, altres�, richiedere a imprese, enti o persone che ne siano in possesso le informazioni ed i documenti rilevanti al fine dell'accertamento dell'infrazione. Si applicano le disposizioni previste dall'articolo 14, commi 2, 3 e 4, della legge 10 ottobre 1990, n. 287.
4. In caso di inottemperanza, senza giustificato motivo, a quanto disposto dall'Autorit� ai sensi dell'articolo 14, comma 2, della legge 10 ottobre 1990, n. 287, l'Autorit� applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000,00 euro a 20.000,00 euro. Qualora le informazioni o la documentazione fornite non siano veritiere, l'Autorit� applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 4.000,00 euro a 40.000,00 euro.
5. L'Autorit� pu� disporre che il professionista fornisca prove sull'esattezza dei dati di fatto connessi alla pratica commerciale se, tenuto conto dei diritti o degli interessi legittimi del professionista e di qualsiasi altra parte nel procedimento, tale esigenza risulti giustificata, date le circostanze del caso specifico. Se tale prova � omessa o viene ritenuta insufficiente, i dati di fatto sono considerati inesatti. Incombe, in ogni caso, al professionista l'onere di provare, con allegazioni fattuali, che egli non poteva ragionevolmente prevedere l'impatto della pratica commerciale sui consumatori, ai sensi dell'articolo 20, comma 3.
6. Quando la pratica commerciale � stata o deve essere diffusa attraverso la stampa periodica o quotidiana ovvero per via radiofonica o televisiva o altro mezzo di telecomunicazione, l'Autorit�, prima di provvedere, richiede il parere dell'Autorit� per le garanzie nelle comunicazioni.
7. Ad eccezione dei casi di manifesta scorrettezza e gravit� della pratica commerciale, l'Autorit� pu� ottenere dal professionista responsabile l'assunzione dell'impegno di porre fine all'infrazione, cessando la diffusione della stessa o modificandola in modo da eliminare i profili di illegittimit�. L'Autorit� pu� disporre la pubblicazione della dichiarazione dell'impegno in questione a cura e spese del professionista. In tali ipotesi, l'Autorit�, valutata l'idoneit� di tali impegni, pu� renderli obbligatori per il professionista e definire il procedimento senza procedere all'accertamento dell'infrazione.
8. L'Autorit�, se ritiene la pratica commerciale scorretta, vieta la diffusione, qualora non ancora portata a conoscenza del pubblico, o la continuazione, qualora la pratica sia gi� iniziata. Con il medesimo provvedimento pu� essere disposta, a cura e spese del professionista, la pubblicazione della delibera, anche per estratto, ovvero di un'apposita dichiarazione rettificativa, in modo da impedire che le pratiche commerciali scorrette continuino a produrre effetti.
9. Con il provvedimento che vieta la pratica commerciale scorretta, l'Autorit� dispone inoltre l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000,00 euro a 5.000.000 euro (3), tenuto conto della gravit� e della durata della violazione. Nel caso di pratiche commerciali scorrette ai sensi dell'articolo 21, commi 3 e 4, la sanzione non pu� essere inferiore a 50.000,00 euro.
10. Nei casi riguardanti comunicazioni commerciali inserite sulle confezioni di prodotti, l'Autorit�, nell'adottare i provvedimenti indicati nei commi 3 e 8, assegna per la loro esecuzione un termine che tenga conto dei tempi tecnici necessari per l'adeguamento.
11. L'Autorit� garante della concorrenza e del mercato, con proprio regolamento, disciplina la procedura istruttoria, in modo da garantire il contraddittorio, la piena cognizione degli atti e la verbalizzazione.
12. In caso di inottemperanza ai provvedimenti d'urgenza e a quelli inibitori o di rimozione degli effetti di cui ai commi 3, 8 e 10 ed in caso di mancato rispetto degli impegni assunti ai sensi del comma 7, l'Autorit� applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 5.000.000 euro (4). Nei casi di reiterata inottemperanza l'Autorit� pu� disporre la sospensione dell'attivit� d'impresa per un periodo non superiore a trenta giorni.
13. I ricorsi avverso le decisioni adottate dall'Autorit� sono soggetti alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Per le sanzioni amministrative pecuniarie conseguenti alle violazioni del presente decreto si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni contenute nel capo I, sezione I, e negli articoli 26, 27, 28 e 29 della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni. Il pagamento delle sanzioni amministrative di cui al presente articolo deve essere effettuato entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento dell'Autorit�.
14. Ove la pratica commerciale sia stata assentita con provvedimento amministrativo, preordinato anche alla verifica del carattere non scorretto della stessa, la tutela dei soggetti e delle organizzazioni che vi abbiano interesse, � esperibile in via giurisdizionale con ricorso al giudice amministrativo avverso il predetto provvedimento.
15. E' comunque fatta salva la giurisdizione del giudice ordinario in materia di atti di concorrenza sleale, a norma dell'articolo 2598 del codice civile, nonch�, per quanto concerne la pubblicit� comparativa, in materia di atti compiuti in violazione della disciplina sul diritto d'autore protetto dalla legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, e dei marchi d'impresa protetto a norma del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, e successive modificazioni, nonch� delle denominazioni di origine riconosciute e protette in Italia e di altri segni distintivi di imprese, beni e servizi concorrenti.
(1) Capo cos� modificato dal decreto legislativo 2 agosto 2007, n. 146;
(2) Il comma 1 bis � stato introdotto dal D. Lgs. del 21 febbraio 2014 n. 21 ed � entrato in vigore il 26 marzo 2014 come disposto dall'art. 1 comma 6 lett. a) dello stesso d.lgs. n. 21/2014.
(3) Importo aumentato dall'art. 1 comma 6 lett. b) D. Lgs. del 21 febbraio 2014 n. 21 entrato in vigore il 26 marzo 2014. Prima di tale data l'importo massimo era di 500mila euro.
(4) Importo aumentato dall'art. 1 comma 6 lett. c) D. Lgs. del 21 febbraio 2014 n. 21 entrato in vigore il 26 marzo 2014. Prima di tale data l'importo massimo era di 150mila euro.
NdR Il comma 7 dell'art. 1 del d.lgs. n. 21/2014 ha inoltre abrogato il comma 12-quinquiesdecies dell'art. 23 del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modifiche, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, il quale disponeva la misura delle precedenti sanzioni relative ai presenti commi 9 e 12 cos� come evidenziate nelle note 3 e 4.
Articolo 27 commentato: Mettiamo in risalto l'importanza del comma 7 laddove prevede che il "professionista" pu� porre fine alla procedura di infrazione semplicemente impegnandosi nel porre un fine alla pratica scorretta che ha dato genesi al procedimento. Il comma 7 � importante perch� ha natura premiale la quale rappresenta un modo veloce per rimuovere pratiche pubblicitarie scorrette attraverso l'impegno di risolvere la scorrettezza rilevata dietro un premio: l'interruzione della procedura di accertamento sanzionatorio. Inoltre, ha carattere generale perch�, ai sensi della lettera b comma 1 dell'art. 18 del presente Codice, la definizione di "professionista" va ad esempio dal piccolo Geometra che opera in un paesino, alla multinazionale.
articolo 26 articolo 27 bis Segnala problema