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Timestamp: 2020-08-14 20:23:58+00:00
Document Index: 84865465

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 21', 'art. 12', 'art. 21', 'art. 8', 'art. 21', 'sentenza ', 'art. 82', 'art. 82', 'art. 12', 'art. 21']

Mancata comunicazione valutazione titoli non sanabile ex art. 21-octies l. n. 241/1990 | Sentenze
Scritto il Maggio 24, 2015 Maggio 24, 2015 da sentenze
…Deve ancora rilevarsi che, in ragione della finalità preventiva che connota l’obbligo comunicativo sopra esaminato, la relativa violazione comporta di per sé l’illegittimità della procedura concorsuale, senza che possa invocarsi la sanatoria processuale di cui all’art. 21-octies l. n. 241/1990, non essendo possibile stabilire se la violazione procedimentale abbia o meno determinato una lesione in concreto degli interessi dei singoli concorrenti. Mutuando una terminologia penalistica, l’illegittimità in questione può quindi essere definita “di pericolo astratto”, analogamente a quanto si afferma per il caso di violazione della regola dell’anonimato delle prove concorsuali (Ad. Plen., 20 novembre 2013, n. 26; da ultimo: Cons. giust. amm. Sicilia, 20 aprile 2015, n. 330)….
Il fondamento dell’obbligo partecipativo ex art. 12 d.p.r. n. 487/1994 (“recante norme sull’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalità di svolgimento dei concorsi, dei concorsi unici e delle altre forme di assunzioni nei pubblici impieghi”), consiste, da un lato, nel rendere noto ai concorrenti prima dello svolgimento dell’ultima prova il punteggio provvisoriamente conseguito fino a tale momento, così da calibrare di conseguenza la preparazione per essa, e, dall’altro lato, di assicurare una rigida scansione dei diversi momenti valutativi nei quali si articola la selezione concorsuale, così da prevenire qualsiasi rischio che i punteggi di merito possano essere manipolati a scopo di indebiti favoritismi.
Trattandosi quindi di un adempimento procedimentale finalizzato alla tutela delle descritte inderogabili esigenze di trasparenza ed imparzialità, la sua mancata osservanza non può ritenersi priva di valenza invalidante ex art. 21-octies, comma 2, l. n. 241/1990, per effetto della predeterminazione ex ante dei criteri di valutazione dei titoli.
Si rileva che quest’ultima attività risponde a sua volta ad un obbligo inderogabilmente previsto dall’art. 8 del d.p.r. n. 487/1994, ed ancora una volta ispirato alle medesime finalità di trasparenza ed imparzialità finora evidenziate, attraverso la relativa fissazione prima della valutazione delle prove scritte. Anche in questo caso la scansione procedimentale prefigurata a livello regolamentare tende, in primo luogo, a separare le diverse fasi valutative, ed in secondo luogo a prevenire commistioni tra queste. Il tutto secondo modalità analoghe a quelle sopra esaminate per quanto riguarda la prova orale da un parte e la valutazione dei titoli e delle prove scritte dall’altra.
Deve ancora rilevarsi che, in ragione della finalità preventiva che connota l’obbligo comunicativo sopra esaminato, la relativa violazione comporta di per sé l’illegittimità della procedura concorsuale, senza che possa invocarsi la sanatoria processuale di cui all’art. 21-octies l. n. 241/1990, non essendo possibile stabilire se la violazione procedimentale abbia o meno determinato una lesione in concreto degli interessi dei singoli concorrenti. Mutuando una terminologia penalistica, l’illegittimità in questione può quindi essere definita “di pericolo astratto”, analogamente a quanto si afferma per il caso di violazione della regola dell’anonimato delle prove concorsuali (Ad. Plen., 20 novembre 2013, n. 26; da ultimo: Cons. giust. amm. Sicilia, 20 aprile 2015, n. 330).
1. Con separati appelli il Comune di Omissis e l’ing. F. V. impugnano la sentenza del TAR Lazio – sede di Roma in epigrafe, con la quale, in accoglimento del ricorso dell’ing. D. T., è stato annullato il concorso per titoli ed esami ad un posto di ingegnere capo – dirigente di settore tecnico del Comune appellante, da questo indetto con bando in data 5 novembre 1996.
2. Sempre in via preliminare, il giudizio conseguente all’appello del controinteressato ing. V. (n. 2304/2009 di r.g.) deve essere dichiarato estinto per perenzione ai sensi dell’art. 82 del codice del processo. Infatti, dopo l’avviso della segreteria di questa Sezione ai sensi del comma 1 del citato art. 82, ricevuto il 1° settembre 2014 presso il domicilio eletto, non è stata presentata da parte dell’appellante alcuna istanza di fissazione dell’udienza nel termine ivi previsto di 180 giorni.
Nel caso di specie, la presunzione di difetto di interesse è ulteriormente avvalorata dalla mancata comparizione del difensore dell’ing. V. all’udienza di discussione del 5 maggio 2015.
Al riguardo, deve essere esaminata l’eccezione di improcedibilità del ricorso formulata dall’amministrazione (II motivo), sul rilievo che il posto di dirigente del settore tecnico posto a concorso è stato in seguito ricoperto a mezzo di procedura di mobilità, che l’ing. T. non ha impugnato.
Ciò precisato, nel caso di specie non può in alcun modo escludersi che l’ing. T. possa vantare un interesse di carattere quanto meno risarcitorio in seguito al definitivo accertamento delle illegittimità verificatesi nel concorso in contestazione nel presente giudizio.
6. Passando al merito, deve premettersi che il giudice di primo grado ha accolto l’impugnativa dell’ing. T. per violazione dell’art. 12 d.p.r. n. 487/1994 (“recante norme sull’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalità di svolgimento dei concorsi, dei concorsi unici e delle altre forme di assunzioni nei pubblici impieghi”), e ciò perché il risultato della valutazione dei titoli non è stato reso noto ai candidati prima dell’effettuazione delle prove concorsuali, come invece previsto dal comma 2 della disposizione regolamentare ora richiamata.
7. Pur non contestando la mancata comunicazione degli esiti della valutazione dei titoli ai candidati, nel proprio appello il Comune di Omissis nega tuttavia che ciò abbia leso gli interessi dell’ing. T.. L’amministrazione evidenzia al riguardo che nella prima riunione la commissione di gara ha rigidamente predeterminato i criteri di valutazione dei titoli, autovincolando la propria discrezionalità mediante griglie di punteggi proporzionati al punteggio di laurea ed a quello conseguito in sede di abilitazione professionale (verbale n. 1 del 14 maggio 1997), di cui ha poi fatto pedissequa applicazione. Pertanto, il Comune appellante principale ritiene che la mancata comunicazione dei punteggi attribuiti per i titoli prima delle prove degraderebbe ad irregolarità non invalidante ex art. 21-octies, comma 2, l. n. 241/1990.
8. L’assunto non può essere condiviso, per cui l’appello del Comune di Omissis deve essere respinto, dovendosi conseguentemente dichiarare improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse l’appello incidentale condizionato dell’ing. T..
12. Le spese del presente grado di giudizio seguono la soccombenza e sono liquidate in dispositivo nei rapporti tra il Comune e l’ing. T., mentre non vi è luogo a provvedere nei rapporti tra questi ed il controinteressato ing. V., dal momento che, a fronte dell’appello di quest’ultimo, nessuno si è costituito.
– dichiara estinto per perenzione il giudizio conseguente all’appello dell’ing. F. V.;
– respinge l’appello principale del Comune di Omissis;
– dichiara improcedibile l’appello incidentale condizionato dell’ing. D. T.i;
– condanna il Comune di Omissis a rifondere all’ing. D. T. le spese del presente grado di giudizio, liquidate in € 3.000,00, oltre agli accessori di legge;
– nulla nei rapporti tra l’ing. F.V. e le altre parti.
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