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Timestamp: 2016-12-06 12:40:42+00:00
Document Index: 60782645

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 189', 'art. 2', 'art. 14', 'art.184', 'art. 5', 'art. 212', 'art. 184', 'art. 212', 'art. 212', 'art. 189', 'art. 52', 'art. 206', 'art. 206', 'art. 206', 'art. 206', 'art.212', 'art. 3']

⭐SISTRI SISTEMA DI CONTROLLO DELLA TRACCIABILITÀ DEI RIFIUTI LINEE GUIDA
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1 SISTRI SISTEMA DI CONTROLLO DELLA TRACCIABILITÀ DEI RIFIUTI LINEE GUIDA2 INDICE Premessa ASPETTI INNOVATIVI DEL SISTRI IL QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO DEFINIZIONI IL SISTRI E LE ISTITUZIONI RIFIUTI URBANI REGIONE CAMPANIA SOGGETTI TENUTI AD ADERIRE AL SISTRI OPERATIVITÀ DEL SISTRI PROCEDURA DI ISCRIZIONE - CAMERE DI COMMERCIO - SEZIONI REGIONALI O PROVINCIALI ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI DISPOSITIVI ELETTRONICI DEL SISTRI IMPIANTI DI DISCARICA RETE DI ASSISTENZA SOSTITUZIONE DEI DISPOSITIVI ELETTRONICI DISCIPLINA DI CASI PARTICOLARI CONFERIMENTO DEI RIFIUTI AI CENTRI DI RACCOLTA ATTIVITÀ DELLE ASSOCIAZIONI IMPRENDITORIALI LA SCHEDA SISTRI Sezione Registro Cronologico Sezione Area Movimentazione flusso di base I CONTRIBUTI Tabelle Modalità di pagamento...40 ALLEGATO3 PREMESSA Dallo studio degli ultimi dati in possesso della Pubblica Amministrazione e ricavati dal Modello unico di dichiarazione ambientale (MUD) del 2007, inerenti il ciclo di gestione dei rifiuti, è emerso che la quantità di rifiuti speciali prodotti in Italia nel 2006 è stata pari a 134,7 milioni di tonnellate, di cui 125,5 milioni di tonnellate di rifiuti non pericolosi e 9,2 milioni di tonnellate di rifiuti pericolosi. L attuale sistema di rilevazione cartaceo delle informazioni richieste per il settore dei rifiuti speciali consente di conoscere i dati relativi alla produzione ed alla gestione di detta tipologia di rifiuti con un ritardo di 2-3 anni e, quindi, con scarse possibilità per l impiego degli stessi dati ai fini dell individuazione di politiche ambientali più mirate e, praticamente, nessuna utilità per il controllo di legalità finalizzato a specifici interventi repressivi. In particolare, il ciclo di gestione di rifiuti speciali, specie quelli pericolosi, è caratterizzato, purtroppo, da diffusi fenomeni di illegalità che risultano di difficile contrasto, anche perché il vigente sistema cartaceo di rilevazione dei dati non consente di evidenziare con certezza la movimentazione dei rifiuti da quando sono prodotti a quando vengono recuperati/smaltiti. La lotta alla illegalità nel settore dei rifiuti speciali costituisce una priorità del Governo per contrastare il proliferare di azioni e comportamenti non conformi alle regole esistenti ed, in particolare, per mettere ordine ad un sistema di rilevazione dei dati che sappia facilitare, tra l altro, i compiti affidati alle autorità di controllo. È questo il motivo per cui è stato realizzato il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti speciali SISTRI, la cui gestione è stata affidata al Comando Carabinieri per la Tutela dell Ambiente. Nell ottica di controllare in modo più puntuale la movimentazione dei rifiuti speciali lungo tutta la filiera, viene pienamente ricondotto nel SISTRI il trasporto intermodale e posta particolare enfasi alla fase finale di smaltimento dei rifiuti, con l utilizzo di sistemi elettronici in grado di dare visibilità al flusso in entrata ed in uscita degli autoveicoli nelle discariche. Il SISTRI costituisce, quindi, strumento ottimale di una nuova strategia volta a garantire un maggior controllo della movimentazione dei rifiuti speciali. Con il SISTRI lo Stato intende dare, inoltre, un segnale forte di cambiamento nel modo di gestire il sistema informativo sulla movimentazione dei rifiuti speciali. Da un sistema cartaceo - imperniato sui tre documenti costituiti dal Formulario di identificazione dei rifiuti, Registro di carico e scarico, Modello unico di dichiarazione ambientale (MUD) - si passa a soluzioni tecnologiche avanzate in grado, da un lato, di semplificare le procedure e gli 34 adempimenti con una riduzione dei costi sostenuti dalle imprese e, dall altro, di gestire in modo innovativo e più efficiente, e in tempo reale, un processo complesso e variegato che comprende tutta la filiera dei rifiuti, con garanzie di maggiore trasparenza e conoscenza. L iniziativa si inserisce così anche nell ambito dell azione di politica economica che da tempo lo Stato e le Regioni stanno portando avanti nel campo della semplificazione normativa, dell efficientamento della Pubblica Amministrazione e della riduzione degli oneri amministrativi gravanti sulle imprese. I vantaggi per lo Stato, derivanti dall applicazione del SISTRI, saranno quindi molteplici in termini di legalità, prevenzione, trasparenza, efficienza, semplificazione normativa, modernizzazione. Benefici ricadranno anche sul sistema delle imprese. Una più corretta gestione dei rifiuti avrà, infatti, vantaggi sia in termini di riduzione del danno ambientale, sia di eliminazione di forme di concorrenza sleale tra imprese, con un impatto positivo per tutte quelle che, pur sopportando costi maggiori, operano nel rispetto delle regole. 45 1 ASPETTI INNOVATIVI DEL SISTRI Il SISTRI, grazie all utilizzo di particolari dispositivi elettronici, presenta i seguenti aspetti innovativi rispetto alla precedente gestione cartacea del ciclo dei rifiuti: maggiore legalità nei processi; sostituzione del Formulario di identificazione dei rifiuti, del Registro di carico/scarico e del Modello unico di dichiarazione ambientale con dispositivi elettronici; riduzione dei costi che gravano sulle imprese; gestione informatica della documentazione; semplificazione adempimenti amministrativi/burocratici per le imprese; celerità negli adempimenti; verifica, in tempo reale, dei dati inseriti nella documentazione, con riduzione di errori; supporto costante e continuativo all utente; conoscenza, in tempo reale, della movimentazione dei rifiuti sul territorio nazionale, anche per quelli che provengono da altri Paesi o che vengono trasportati verso altri Paesi; inserimento informatico nella scheda SISTRI dei certificati analitici, ove richiesto dalla vigente normativa. 56 2 IL QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO La realizzazione di un sistema integrato per il controllo e la tracciabilità dei rifiuti, ai fini della prevenzione e repressione dei gravi fenomeni di criminalità organizzata nell ambito dello smaltimento illecito dei rifiuti, è stata prevista con l art. 1, comma 1116, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), che ha disposto uno stanziamento non inferiore ai 5 milioni di euro. Con il successivo d.lgs. 16 gennaio 2008, n. 4, è stato stabilito l obbligo, senza ulteriori oneri per la finanza pubblica, dell installazione ed utilizzo di apparecchiature elettroniche per le categorie dei soggetti già obbligati alla predisposizione della documentazione cartacea in materia di rifiuti speciali. Pertanto, per il legislatore del 2008, la realizzazione del sistema informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti si sarebbe dovuta aggiungere al Formulario di identificazione dei rifiuti, al Registro di carico/scarico e al Modello unico di dichiarazione ambientale, prevedendosi solo la loro realizzazione in formato elettronico. Con l articolo 14-bis del decreto-legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito con legge 3 agosto 2009, n. 102, il legislatore ha razionalizzato il sistema disponendo, finalmente, che il Ministro dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, attraverso uno o più decreti, definisca per la costituzione ed il funzionamento del SISTRI, tempi e modalità di attivazione, data di operatività del sistema, informazioni da fornire, modalità di fornitura e di aggiornamento dei dati, modalità di interconnessione ed interoperabilità con altri sistemi informativi, modalità di elaborazione dei dati e l entità dei contributi da porre a carico dei soggetti obbligati. Lo stesso articolo ha previsto, altresì, l emanazione di uno o più regolamenti con l indicazione delle disposizioni da abrogare a decorrere dalla data di operatività del nuovo sistema. L attuale Governo si è fatto, dunque, carico di dare concreta attuazione alla norma che prevedeva l istituzione del SISTRI, individuando le modalità attuative ed organizzative di tale sistema, assumendosi responsabilmente l impegno di procedere nel contempo alla sostituzione del sistema cartaceo con uno innovativo, basato su tecnologie elettroniche e con l eliminazione di tutte quelle procedure (Registro di carico/scarico, Formulario di identificazione dei rifiuti e Modello unico di dichiarazione ambientale) inutili rispetto al nuovo sistema. Un passo, quindi, veramente importante di semplificazione normativa e procedurale anche a vantaggio delle imprese. Il tutto senza ulteriori oneri per lo Stato ad eccezione dei 5 milioni di euro inizialmente stanziati. L adozione di misure volte a garantire la tracciabilità dalla produzione alla destinazione fi- 67 nale ed il controllo dei rifiuti pericolosi viene auspicata ora anche a livello europeo, dalla Direttiva UE 2008/98/CE relativa ai rifiuti, attualmente in fase di recepimento. Il nostro Paese, pertanto, risulta essere il primo, all interno dell Unione Europea, a realizzare un iniziativa progettuale in tale direzione. 78 3 DEFINIZIONI SISTRI: il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti di cui all art. 189, comma 3 bis, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e all articolo 14-bis del decreto-legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito con legge 3 agosto 2009, n. 102; Operatore/i: gli enti e le imprese rientranti nelle categorie di cui agli articoli 1 e 2 del Decreto ministeriale, che sono obbligati ad aderire al SISTRI entro le date indicate nel comma 1 dell articolo 3 del medesimo Decreto, nonché i soggetti di cui al comma 4 dell articolo 1 del Decreto che possono aderire al sistema su base volontaria; Delegato: il soggetto al quale, nell ambito dell organizzazione aziendale, sono stati delegati i compiti e le responsabilità relative alla gestione dei rifiuti per ciascuna unità locale. Qualora l operatore non abbia indicato un delegato alla gestione dei rifiuti, per Delegato si intenderà il rappresentante legale dell operatore; Dispositivo/i: i dispositivi indicati all articolo 3 del Decreto e cioè: il dispositivo per l accesso in sicurezza al SISTRI (di seguito, dispositivo USB ), il dispositivo da installarsi sui veicoli di trasporto dei rifiuti avente la funzione di monitorare il percorso effettuato dal veicolo durante il trasporto (di seguito, black box ) e i dispositivi di sorveglianza che saranno installati presso gli impianti di discarica; Unità Locale: l impianto o l insieme delle unità operative ubicate in luogo diverso dalla sede legale, nel quale l impresa esercita stabilmente una o più attività economiche dalle quali sono originati i rifiuti; ovvero ciascuna sede presso la quale vengono conferiti i rifiuti per il recupero o lo smaltimento; Titolare del/i Dispositivo/i: ciascun operatore obbligato ad aderire al SISTRI o che aderisce al SISTRI su base volontaria; Siti di distribuzione: le sedi provinciali delle Camera di Commercio Industria, Artigianato e Agricoltura, che provvederanno alla consegna dei dispositivi USB, nonché le Associazioni imprenditoriali, o loro società di servizi, delegate, con apposita convenzione, dalle Camere di Commercio Industria, Artigianato e Agricoltura presso le quali potranno essere ritirati i dispositivi; le Sezioni regionali e provinciali dell Albo Nazionale Gestori Ambientali, istituite presso le Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura dei capoluoghi di Regione e delle Province autonome di Trento e Bolzano, che provvederanno alla consegna dei dispositivi USB e delle black box alle imprese che effettuano attività di trasporto iscritte al predetto Albo. 89 4 IL SISTRI E LE ISTITUZIONI La gestione del SISTRI è stata affidata al Comando Carabinieri per la Tutela dell Ambiente che dovrà, altresì, garantire la messa a disposizione dei dati sulla produzione, movimentazione e gestione dei rifiuti. Dal sistema sarà, così, possibile ricavare i flussi di informazione che consentiranno di adempiere agli obblighi informativi previsti dalla normativa comunitaria e di rispondere alle necessità derivanti dalle rispettive competenze di ciascuna Istituzione coinvolta. In particolare, il SISTRI sarà interconnesso telematicamente con: l Ispra Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale che fornirà, attraverso il Catasto Telematico, i dati sulla produzione e la gestione di rifiuti alle Agenzie Regionali e Provinciali di Protezione dell Ambiente, che a loro volta provvederanno a fornire i medesimi dati alle competenti Provincie; l Albo Nazionale dei Gestori Ambientali, tramite il Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, in ordine ai dati relativi al trasporto dei rifiuti. Per garantire la tracciabilità dei rifiuti speciali, anche per quanto riguarda il trasporto marittimo e ferroviario, il SISTRI sarà interconnesso con i sistemi informativi della Guardia Costiera e delle Imprese ferroviarie. Una volta a regime, si verrà così a creare un sistema-rete che consentirà di conoscere la movimentazione completa dei rifiuti dalla produzione alla destinazione finale. 910 5 RIFIUTI URBANI REGIONE CAMPANIA Al fine di ottimizzare la gestione integrata dei rifiuti urbani della Regione Campania, l art. 2, comma 2 bis, del decreto legge 6 novembre 2008, n. 172, convertito nella legge 30 dicembre 2008, n. 210, ha previsto la realizzazione del sistema di tracciabilità di tale tipologia di rifiuti, denominato SITRA. Successivamente l art. 14-bis della legge n. 102/2009, ha stabilito che il SISTRI sia interconnesso con altri sistemi informativi ed anche con il SITRA. Di conseguenza, in analogia con quanto stabilito per i soggetti destinatari del SISTRI, è stato previsto che i Comuni, gli Enti e le Imprese, che gestiscono i rifiuti urbani nella Regione Campania, siano sottoposti agli obblighi stabiliti dal Decreto che disciplina il SI- STRI, a decorrere dal centottantesimo giorno dall entrata in vigore del Decreto stesso, compilando le apposite schede relative ai rifiuti urbani. Si tratta della prima iniziativa di tracciabilità dei rifiuti urbani a livello nazionale. Dall esperienza operativa che emergerà potranno trarsi utili indicazioni per valutare, in una prospettiva futura, l opportunità di estendere il modello di tracciabilità adottato anche ad altre realtà territoriali. 1011 6 SOGGETTI TENUTI AD ADERIRE AL SISTRI L articolo 1 del Decreto ministeriale (Fig. 1) individua: le categorie di soggetti tenuti a comunicare, secondo un ordine di gradualità temporale, le quantità e le caratteristiche qualitative dei rifiuti oggetto della loro attività attraverso il SISTRI, utilizzando i dispositivi elettronici indicati al successivo articolo 3; le categorie di soggetti esonerate da tale obbligo; le categorie di soggetti che possono aderire su base volontaria al SISTRI. In base al combinato disposto di cui ai commi 3 e 3-bis dell articolo 189 del decreto legislativo n. 152/2006, a seguito delle modifiche introdotte con il decreto legislativo n. 4/2008, vengono individuate le categorie di soggetti obbligati all installazione ed utilizzo delle apparecchiature elettroniche che si identificano in quelle tenute alla comunicazione annuale del Modello unico di dichiarazione ambientale (MUD), di cui alla legge 25 gennaio 1994, n.70. Tali categorie di soggetti sono: Chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto rifiuti, i commercianti e gli intermediari di rifiuti senza detenzione, le imprese e gli enti che effettuano operazioni di recupero e di smaltimento di rifiuti, i Consorzi istituiti per il recupero ed il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti, nonché le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi e le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi di cui all art.184, comma 3, lettere c), d) e g), ( ) sono esonerati da tale obbligo gli imprenditori agricoli di cui all articolo 2135 del codice civile con un volume di affari annuo non superiore a euro ottomila, le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi di cui all articolo 212, comma 8, nonché per i soli rifiuti non pericolosi, le imprese e gli enti produttori iniziali che non hanno più di 10 dipendenti. È da tener presente però che il sistema prevede, per espresso disposto del comma 3-bis citato, la realizzazione in formato elettronico non solo del Modello unico di dichiarazione ambientale, ma anche di altri adempimenti di derivazione comunitaria, quali il Registro di carico/scarico di cui all articolo 190 del d.lgs. n. 152/2006 e il Formulario di identificazione dei rifiuti durante il trasporto di cui all articolo 193 del medesimo decreto. Pertanto, sono, comunque, tenuti, ai sensi dell articolo 190, comma 1, del d.lgs. n. 152/2006, alla tenuta del Registro di carico e scarico e non del Modello unico di dichiarazione ambientale, ai sensi del comma 3 dell articolo 189 del d.lgs. n. 152/2006, gli imprenditori agricoli con un volume annuo di affari non superiore a ottomila euro che producano rifiuti speciali pericolosi, le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti speciali non pericolosi appartenenti alle tipologie di cui alle lettere c), d) e g), dell articolo 184, comma 3, del d.lgs. n. 152/2006, i produttori di rifiuti speciali non pericolosi di cui alle lettere c), d) e g), dell articolo 184, comma 3, del d.lgs. n. 152/2006 con non più di dieci dipendenti. 1112 Alla luce di quanto sopra, considerato che la direttiva comunitaria (direttiva 689/91/CEE, articolo 4, paragrafo 2) prevede l obbligo di tenuta del Registro di carico/scarico per tutti i produttori di rifiuti speciali pericolosi, è stata prevista l adesione obbligatoria al SISTRI degli imprenditori agricoli con un volume annuo di affari non superiore a ottomila euro che producono rifiuti pericolosi, mentre per gli imprenditori agricoli che producono rifiuti non pericolosi, per le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi e per i produttori di rifiuti non pericolosi di cui alle lettere c), d) e g), dell articolo 184, comma 3, del d.lgs. n. 152/2006 che non hanno più di dieci dipendenti è stata prevista l adesione facoltativa. Inoltre, sono stati previsti, tra i soggetti tenuti ad aderire al sistema, in quanto parte integrante della filiera del trasporto in caso di trasporto intermodale, il terminalista concessionario dell area portuale di cui all articolo 18 della legge 28 gennaio 1994, n. 84 e l impresa portuale di cui all articolo 16 della stessa legge, ai quali sono affidati i rifiuti in attesa dell imbarco o allo sbarco, in vista del successivo trasporto, nonché i responsabili degli uffici di gestione merci e gli operatori logistici presso le stazioni ferroviarie, gli interporti, gli impianti di terminalizzazione e gli scali merci ai quali sono affidati i rifiuti in attesa della presa in carico degli stessi da parte dell impresa ferroviaria o dell impresa che effettua il successivo trasporto. Infine, anche se alla luce della vigente normativa le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti speciali non pericolosi derivanti da attività diverse da quelle di cui all articolo 184, comma 3, lettere c), d) e g), del decreto legislativo n. 152/2006, non sono tenuti alla dichiarazione del Modello unico di dichiarazione ambientale, né al Registro di carico e scarico, è stata prevista la possibilità, per tali soggetti, di aderire al SISTRI su base volontaria (Fig. 2). La disposizione ha lo scopo di incoraggiare e anticipare, per quanto possibile, la nascita di un nuovo sistema che preveda la possibilità di seguire in tempo reale i movimenti di tutti i rifiuti a livello nazionale, qualunque sia il soggetto che li ha prodotti, realizzando così l effettiva tracciabilità di tutti i flussi, con evidenti benefici a livello di prevenzione dei comportamenti illeciti e di tutela dell ambiente. In ordine ai soggetti tenuti ad aderire al sistema SISTRI, il Decreto disciplina, come si è già accennato, all art. 5, anche i casi di trasporto intermodale. Viene disposta l adesione al SISTRI dei soggetti ai quali, negli scali marittimi e ferroviari, sono affidati i rifiuti in attesa dell imbarco e, all arrivo, in attesa della presa in carico da parte dell impresa che effettua il successivo trasporto. Si tratta, come già indicato: per il trasporto marittimo, rispettivamente del terminalista concessionario dell area portuale di cui all articolo 18 della legge 28 n. 84/1994 e dell impresa portuale di cui all articolo 16 della stessa legge; 1213 per il trasporto ferroviario, dei responsabili degli uffici di gestione merci e degli operatori logistici presso le stazioni ferroviarie, gli interporti, gli impianti di terminalizzazione e gli scali merci. Nel caso di trasporto marittimo di rifiuti, l armatore o il noleggiatore che effettuano il trasporto possono delegare gli adempimenti al raccomandatario marittimo di cui alla legge 4 aprile 1977, n Viene, inoltre, disposto che, in caso di trasporto intermodale, le attività di carico e scarico, di trasbordo, nonché le soste tecniche all interno dei porti e degli scali ferroviari, degli interporti, degli impianti di terminalizzazione e scali merci devono essere effettuate nel più breve tempo possibile e, comunque, entro quattro giorni. FIG. 1 CATEGORIE DI SOGGETTI OBBLIGATI AD ISCRIVERSI PRODUTTORI INIZIALI DI RIFIUTI PERICOLOSI le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi. PRODUTTORI INIZIALI DI RIFIUTI NON PERICOLOSI le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi di cui all articolo 184*, comma 3, lettere c), d) e g), del decreto legislativo n.152 del 2006, con più di dieci dipendenti. REGIONE CAMPANIA i Comuni, gli Enti e le Imprese che gestiscono i rifiuti urbani nella territorio della Regione Campania. COMMERCIANTI ED INTERMEDIARI i commercianti e gli intermediari di rifiuti senza detenzione. CONSORZI i consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti che organizzano la gestione di tali rifiuti per conto dei consorziati. TRASPORTATORI PROFESSIONALI le imprese di cui all articolo 212, comma 5, del decreto legislativo n. 152 del 2006 che raccolgono e trasportano rifiuti speciali. OPERATORI DEL TRASPORTO INTERMODALE il terminalista concessionario dell area portuale di cui all articolo 18 della legge n. 1314 84/1994 e l impresa portuale di cui all articolo 16 della medesima legge, ai quali sono affidati i rifiuti in attesa dell imbarco o allo sbarco per il successivo trasporto; i responsabili degli uffici di gestione merci e gli operatori logistici presso le stazioni ferroviarie, gli interporti, gli impianti di terminalizzazione e gli scali merci ai quali sono affidati i rifiuti in attesa della presa in carico degli stessi da parte dell impresa ferroviaria o dell impresa che effettua il successivo trasporto. TRASPORTATORI IN CONTO PROPRIO DI RIFIUTI PERICOLOSI le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti pericolosi di cui all art. 212, comma 8, del decreto legislativo n. 152/2006. RECUPERATORI E SMALTITORI le imprese e gli enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento di rifiuti. FIG. 2 CATEGORIE DI SOGGETTI CON ISCRIZIONE AL SISTRI FACOLTATIVA PRODUTTORI INIZIALI DI RIFIUTI NON PERICOLOSI le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi di cui all articolo 184*, comma 3, lettere c), d) e g), del decreto legislativo n. 152/2006, che non hanno più di dieci dipendenti; gli imprenditori agricoli di cui all art del codice civile che producono rifiuti non pericolosi; le imprese ed gli Enti produttori iniziali di rifiuti speciali non pericolosi derivanti da attività diverse da quelle di cui all art. 184, comma 3, lettere c), d) e g), del decreto legislativo n. 152/2006. TRASPORTATORI IN CONTO PROPRIO DI RIFIUTI NON PERICOLOSI le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi di cui all articolo 212, comma 8, del decreto legislativo n. 152/2006. *Art.184, comma 3: lettera c) i rifiuti da lavorazioni industriali; lettera d) i rifiuti da lavorazioni artigianali; lettera g) i rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti della acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento 1415 7 OPERATIVITÀ DEL SISTRI L operatività del SISTRI è stata programmata nel rispetto del criterio di gradualità. Il primo gruppo di soggetti sarà obbligato al rispetto delle disposizioni contenute nel D.M. a decorrere dal 180mo giorno dalla data di entrata in vigore del Decreto. Fanno parte del primo gruppo: i produttori iniziali di rifiuti pericolosi, ivi compresi quelli di cui all art. 212, comma 8, del decreto legislativo n. 152/2006, con più di cinquanta dipendenti; le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi di cui all articolo 184*, comma 3, lettere c), d) e g), del medesimo decreto legislativo n. 152/2006, con più di cinquanta dipendenti; i commercianti e gli intermediari di rifiuti senza detenzione; i Consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti che organizzano la gestione di tali rifiuti per conto dei consorziati; le imprese di cui all articolo 212, comma 5, del decreto legislativo n. 152/2006 che raccolgono e trasportano rifiuti speciali; le imprese e gli enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento di rifiuti; i Comuni, gli Enti e le Imprese che gestiscono i rifiuti urbani della Regione Campania; i soggetti di cui all articolo 5, comma 10, del Decreto (terminalisti e responsabili degli scali merci nel trasporto intermodale). Il secondo gruppo di soggetti dovrà conformarsi alle nuove regole a decorrere dal 210mo giorno dalla data di entrata in vigore del Decreto. Fanno parte del secondo gruppo: le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi, ivi compresi quelli di cui all art. 212, comma 8, del decreto legislativo n. 152/2006, che hanno fino a cinquanta dipendenti; i produttori iniziali di rifiuti non pericolosi di cui all articolo 184, comma 3, lettere c), d) e g), del medesimo decreto legislativo n.152/2006, che hanno tra i cinquanta e gli undici dipendenti. Viene, inoltre, lasciata ad un terzo gruppo di soggetti la facoltà di aderire su base volontaria al SISTRI a partire dal 210mo giorno dalla data di pubblicazione del Decreto. *Art.184, comma 3: lettera c) i rifiuti da lavorazioni industriali; lettera d) i rifiuti da lavorazioni artigianali; lettera g) i rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti della acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento 1516 Fanno parte di questo gruppo: le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi di cui all articolo 184*, comma 3, lettere c), d) e g), del decreto legislativo n. 152/2006 che non hanno più di dieci dipendenti; le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi di cui all articolo 212, comma 8, del decreto legislativo n. 152/2006; gli imprenditori agricoli di cui all articolo 2135 del codice civile che producono rifiuti non pericolosi; le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi derivanti da attività diverse da quelle di cui all articolo 184*, comma 3, lettere c), d) e g), del decreto legislativo n. 152/2006. *Art.184, comma 3: lettera c) i rifiuti da lavorazioni industriali; lettera d) i rifiuti da lavorazioni artigianali; lettera g) i rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti della acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento 1617 8 PROCEDURA DI ISCRIZIONE CAMERE DI COMMERCIO SEZIONI REGIONALI O PROVINCIALI ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI Per essere abilitati ad accedere al SISTRI, i soggetti precedentemente indicati devono iscriversi secondo una specifica procedura di seguito descritta: PRIMA FASE ISCRIZIONE Iscrizione al SISTRI Il primo gruppo di utenti aderisce al SISTRI iscrivendosi allo stesso entro 45 giorni dalla data di entrata in vigore del Decreto. Il secondo gruppo di utenti aderisce al SISTRI dal 30mo giorno al 75mo giorno dalla data di entrata in vigore del Decreto. Il terzo gruppo di utenti, per i quali l adesione al SISTRI è facoltativa, può aderire a decorrere dal 210mo giorno dalla data di entrata in vigore del Decreto. Per quanto riguarda la procedura da seguire, l operatore deve iscriversi al SISTRI utilizzando, a sua scelta, una delle seguenti modalità: modalità on line L utente deve collegarsi alla sezione del Portale SISTRI (www.sistri.it) dedicata alla fase di iscrizione al sistema ed inserire i dati indicati nel modulo di iscrizione riportato in allegato. Il Portale sarà attivo 24 ore su 24 tutti i giorni della settimana. modalità via fax L utente potrà comunicare i dati indicati nel modulo di iscrizione via fax, al seguente numero: Il servizio di ricezione fax sarà attivo 24 ore su 24 tutti i giorni della settimana. telefonicamente L utente potrà comunicare i dati indicati nel modulo di iscrizione telefonando al seguente numero verde: In sede di prima applicazione del Decreto, il call center sarà attivo nei giorni feriali, compreso il sabato, dalle alle 22.00, sino alla scadenza del termine previsto per l iscrizione; successivamente, il call center sarà attivo nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle e il sabato dalle 8.30 alle All atto della comunicazione dei dati, con evidenza dell effettuato pagamento dei contributi, l utente dovrà, inoltre, specificare anche le modalità (posta elettronica, fax o telefono) 1718 con le quali desidera ricevere le comunicazioni dal SISTRI, nonché i recapiti (indirizzo di posta elettronica, numero di fax o di telefono) e la persona da contattare. Qualora l operatore si avvalga, per le attività previste dal Decreto, di una Associazione imprenditoriale che ha sottoscritto la convenzione con la Camera di Commercio territorialmente competente, così come disciplinato dal Decreto, ritirerà presso tale Associazione o la sua società di servizi il dispositivo USB e, in tal caso, dovrà specificare al momento dell iscrizione il nome e la sede di tale Associazione o società di servizi. Il SISTRI comunicherà, quindi, a ciascun operatore, entro 48 ore, l avvenuta ricezione dei dati e il numero di pratica assegnato, con le modalità ed ai recapiti da questi precedentemente indicati. Verifica dei dati e personalizzazione dei dispositivi I dati comunicati dagli operatori saranno confrontati con quelli contenuti nel Registro delle imprese gestito dalle Camere di Commercio e con quelli contenuti nell Albo Nazionale Gestori Ambientali. A seguito della predetta verifica il SISTRI procederà alla personalizzazione dei dispositivi USB e alla consegna degli stessi presso i siti di distribuzione che sono: le Camere di Commercio; le Sezioni regionali e provinciali dell Albo Nazionale Gestori Ambientali; le Associazioni imprenditoriali che hanno sottoscritto appositi accordi con le Camere di Commercio territorialmente competenti, o loro società di servizi. Le Camere di Commercio, le Associazioni imprenditoriali o loro società di servizi delegate dalle Camere di Commercio e le Sezioni regionali e provinciali dell Albo Nazionale Gestori Ambientali contatteranno gli operatori, con le modalità ed ai recapiti da questi precedentemente indicati, per comunicare luogo e data dell appuntamento per la consegna dei dispositivi USB e, nel caso delle imprese di trasporto, anche luogo e data dell appuntamento per l installazione delle black box presso le officine autorizzate. SECONDA FASE CONSEGNA DEI DISPOSITIVI Siti di Distribuzione La consegna dei dispositivi USB avverrà: per le imprese di trasporto iscritte all Albo Nazionale Gestori Ambientali, presso la Sezione regionale o provinciale dell Albo a cui sono iscritte; per tutti gli altri operatori, presso la sede della Camera di Commercio della Provincia dove è ubicata la sede legale dell operatore, oppure presso le sedi delle Associazioni im- 1819 prenditoriali o loro società di servizi che hanno sottoscritto una apposita convenzione con le Camere di Commercio territorialmente competenti. Nel caso in cui l operatore abbia anche una o più unità locali, la consegna verrà effettuata presso la sede della Camera di Commercio dove è ubicata ciascuna unità locale. Soggetti competenti e documentazione necessaria per il ritiro Il ritiro dei dispositivi USB dovrà essere effettuato dal legale rappresentante dell operatore che potrà delegare al ritiro un proprio incaricato. Per procedere al ritiro dei dispositivi USB sarà necessario presentare la seguente documentazione: copia della ricevuta di pagamento del contributo di iscrizione al SISTRI previsto nell Allegato II relativo alla/alle categoria/e di appartenenza, per ciascuna unità locale; la dichiarazione, resa dal legale rappresentante ai sensi degli artt. 46 e 47 del d.p.r. 28 dicembre 2000, n. 445, contenente un autocertificazione dei dati comunicati in fase di iscrizione, come risultanti dall espletamento delle procedure di verifica di cui al precedente punto 2. Per coloro che avranno effettuato la procedura di iscrizione con la modalità on line, il modulo di dichiarazione sarà generato automaticamente dal sistema; esso dovrà essere stampato e sottoscritto dal legale rappresentante. Coloro che avranno effettuato la procedura di iscrizione con le altre modalità dovranno redigere l autodichiarazione compilando l apposito modulo; fotocopia leggibile di un documento di identità del rappresentante legale dell azienda in corso di validità; qualora siano stati individuati uno o più delegati, occorre presentare anche fotocopia leggibile del/i documento/i di identità del/i delegato/i; numero di pratica assegnato dal Sistema; attestato di versamento dei diritti di segreteria dovuti alle Camere di Commercio. In caso di ritiro da parte di un soggetto diverso dal legale rappresentante, oltre ai documenti sopra indicati, l incaricato al ritiro dovrà presentarsi munito: del proprio documento di riconoscimento; della delega per il ritiro, in carta semplice, secondo il formato disponibile sul sito del Portale SISTRI e firmata dal legale rappresentante. Procedura di ritiro L addetto del sito di distribuzione: verifica la corrispondenza dei dati visualizzati nel SISTRI con quelli indicati nell autodichiarazione presentata dal richiedente; 1920 inserisce nel sistema gli estremi del soggetto che effettua il ritiro; verifica che i pagamenti siano stati effettuati correttamente per quanto riguarda gli importi e le modalità; verifica altresì la completezza dei documenti presentati dall incaricato al ritiro, ivi inclusa l eventuale delega al ritiro. Nel caso in cui dall esame effettuato risultino documenti mancanti o necessità di rettifiche/integrazioni dei dati, l addetto del sito di distribuzione concorda con l operatore un nuovo appuntamento per il completamento della procedura. L addetto del sito di distribuzione competente alla consegna dei dispositivi USB, dopo aver terminato la verifica di cui al precedente punto, stampa dal SISTRI e fa firmare al soggetto incaricato al ritiro (per conto dell operatore) i seguenti documenti: la dichiarazione di presa visione dell informativa sul trattamento dei dati personali e di consenso al trattamento dei dati stessi; la dichiarazione di impegno all uso corretto e alla custodia dei dispositivi USB. Infine, l addetto del sito di distribuzione consegna al soggetto incaricato al ritiro un plico contenente: il/i dispositivo/i USB già precedentemente personalizzato/i; la/e stampa/e in busta cieca della password per l accesso al sistema, della password di sblocco del/i dispositivo/i USB (PIN), del PUK, dell identificativo utente (username) e del numero di serie del dispositivo; nel caso in cui l operatore sia un trasportatore, la lista delle officine autorizzate ad installare le black box nelle province interessate, stampata dal sito del Portale SISTRI, con l indicazione del periodo temporale entro cui fissare l appuntamento per l installazione e un modulo per il ritiro e installazione delle black box. La distribuzione dei dispositivi USB e l installazione delle black box devono essere completate entro i 30 giorni antecedenti l avvio dell operatività del sistema. Al termine della procedura di iscrizione le Camere di Commercio, le Sezioni regionali e provinciali dell Albo Nazionale Gestori Ambientali e le Associazioni imprenditoriali comunicheranno settimanalmente al SISTRI l avvenuto ritiro dei dispositivi elettronici. 20 Vedere altro
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