Source: https://issuu.com/evsrl/docs/36_20121105074533
Timestamp: 2016-09-27 07:07:44+00:00
Document Index: 179783876

Matched Legal Cases: ['art. 117', 'art. 117', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 7', 'arte\n11', 'art. 4']

La professione Veterinaria 36-2012 by E.V. Soc. Cons. a r.l. - issuu
Professione Veterinaria 36-2012:ok
36 2 012
Anno 9, numero 36 dal 29 ottobre al 4 novembre 2012
“DOMESTICI”
STUDIO DIVENTERÀ
VK22U
LA SANITÀ VETERINARIA TORNI ALLO STATO
Alla Camera, il Presidente della Commissione Affari Sociali, On Giuseppe
Palumbo (Pdl) ha proposto la modifica
dell’art. 117 del Titolo V della Costituzione in favore di una competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela
In Senato, Fiorenza Bassoli, capogruppo Pd in commissione Sanità, ha
respinto la proposta di Giuseppe Palumbo per modificare l'art. 117 della
Costituzione: completare il federalismo.
Anche i dentisti sono proprietari di animali. E firmano con noi. ANMVI ringrazia per l'adesione l'Associazione Nazionale Dentisti Italiani.
Il Tribunale del Riesame di Brescia ha
accolto il ricorso di Green Hill contro il
disposto dalla Procura di Brescia. L'allevamento di cani beagle per la sperimentazione di Montichiari è stato dissequestrato.
I Dicasteri dell’Ambiente e della Salute
hanno presentato un decalogo sugli Interferenti Endocrini: "Conosci, Riduci,
Previeni”. L’opuscolo è stato realizzato
in collaborazione con l'ISS per limitare i rischi di una serie di contaminanti
pratica per gli
È il primo manuale pratico dal veterinario
al proprietario. Con una introduzione a
cura del Ministero della Salute
La FVE ha reso note le conclusioni della conferenza europea sugli animali esotici "Import and keeping of exotic animals in EU: existing concerns and risks - current challenges to meet". Proposta una positive list di animali ammessi alla detenzione.
La Facoltà di Medicina Veterinaria di
Bologna ha aderito alla sperimentazione antiplagio con tutti i corsi di Laurea.
Pur trattandosi di sperimentazione, l’analisi con il programma antiplagio è
stata resa obbligatoria, fin dall’inizio,
per tutte le tesi sia di Laurea sia di Dottorato.
fiscale degli animali da compagnia
ALLE PAGINE 3-4
“Da voi la Legge cosa dice?” A
volte le discussioni sulla vet-link
sembrano fra veterinari stranieri. Quando si scambiano informazioni sulle anagrafi canine, ad
esempio, o sull’emissione del passaporto europeo sembra di parlarsi da
Stati diversi. E in effetti, la nostra professione deve confrontarsi, nel pubblico come nel privato, con le varie leggi regionali, con attuazioni differenziate
di Accordi o di Piani sanitari che, nel
tragitto dal centro al territorio, perdono
la loro cornice unitaria e qualche volta la loro efficacia. L’appello all’uniformità dei comportamenti è presente in molti documenti del Ministero della Salute e degli ispettori europei che ad ogni audit rimarcano che le misure disposte
a livello nazionale vengono indebolite da un livello regionale che non
sta al passo. Non ci ha meravigliato
che il decreto sanità del Ministro
Balduzzi abbia introdotto il commissariamento coatto per quelle regioni
che non risolvono le emergenze veterinarie. Il decentramento è nella
Costituzione come lo è il principio di
sussidiarietà che tradotto vuol dire
prossimità territoriale del governo ai
cittadini. Ma il decentramento amministrativo è stato interpretato come decentramento politico, con il risultato
di moltiplicare per ventuno lo Stato,
il Governo, il Ministero della Salute e
il Sistema Sanitario Nazionale. È in cor-
so la modifica della Costituzione italiana per cercare di correggere quella profanazione del Titolo V che è stata commessa da una Repubblica a dir
poco disorientata. Bisognerà fare in
modo che le competenze fra Stato
Regioni siano chiarite molto bene. Il
contenzioso sulla legislazione concorrente è costato molto in termini
economici e di paralisi degli interventi. Oggi si pensa di ridare alla competenza esclusiva dello Stato alcune
materie e, clamorosamente, sono
poche le voci che si sono levate in Parlamento per chiedere che la sanità sia
fra queste. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha incontrato i Governatori e ha detto chiaro che occorre stroncare l'intollerabile abuso di denaro pubblico causato da ventuno
centri di spesa. A cosa servono ventuno anagrafi canine (malfunzionanti
in non poche regioni) quando c’è l’anagrafe nazionale del Ministero della
Salute? Per le regioni le decisioni del
Governo centrale sono “atti unilaterali”
e ogni volta vengono rimessi in discussione nelle tre Conferenze deputate a fare da camera di compensazione fra i poteri. Il risultato dell’ingerenza politica nella sanità ha determinato un immobilismo che, a nostro modo di vedere, è persino contrario al diritto alla salute che campeggia, intoccabile, fra i principi fondamentali della Costituzione italiana.
IN MOLTE OCCASIONI, QUANDO CI SIAMO PRESENTATI A MINISTRI O SOTTOSEGRETARI DELLE FINANZE PER SOLLECITARE UNA RIDUZIONE DELL’ALIQUOTA IVA sulle prestazioni veterinarie e sul
petfood, non solo ci siamo sentiti rifiutare ogni nostra richiesta ma siamo anche stati accusati di essere una categoria professionale a forte livello di evasione, quasi fossimo la peggiore. Ci fa quindi piacere leggere i dati del terzo rapporto Eures 2012 che analizza il comportamento fiscale di 52 categorie di lavoratori autonomi attraverso l’esperienza diretta di un campione di 1225 italiani, rappresentativo, secondo i ricercatori, della popolazione residente. In verità
i dati raccolti lasciano abbastanza perplessi per alcuni aspetti, ad esempio ci
sembra molto basso il valore del 16,2% attribuito alle famiglie che negli ultimi
tre anni hanno fatto ricorso al veterinario quando in Italia quasi il 40% delle famiglie ospita animali da compagnia. Quello che ci interessa sono comunque i
dati riferiti all’evasione fiscale, che riteniamo attendibili, e che dimostrano un
generale ridimensionamento del fenomeno tranne che per alcune categorie,
quelle sanitarie, che evidenziano un peggioramento: i dentisti sono al 34%, a
fronte del 27,7% del 2004, i medici specialisti sempre al 34% rispetto al 25,5%
del 2004, gli psicologi battono tutti con il 40%, i dietologi si fermano al 38% ed
i veterinari sono ultimi con il 25,3%, un veterinario su 4. Non sono disponibili i
dati del 2004 e quindi non sappiamo se siamo migliorati o peggiorati. Noi riteniamo che ci sia un’evoluzione positiva nel nostro settore anche se, considerato che le nostre prestazioni sono caricate del 21% di IVA, avremmo argomenti validi per convincere il cliente a rinunciare alla ricevuta fiscale. Insomma
non siamo ancora dei santi ma certamente non siamo fra i peggiori.
SIVAE Anmvi Informa
VETERINARIA 36| 2012
Linee Guida per la corretta gestione e il
benessere degli animali non convenzionali
Avviata la distribuzione gratuita a medici veterinari e proprietari
a cura della Direzione Generale della Sanità
Animale e dei Farmaci Veterinari
Dipartimento della sanità pubblica veterinaria,
collegiali per la tutela della salute
egli ultimi decenni il rapporto uomo-animale è
e, da un approccio utilitaristico proprio della cultura agricola, si è passati
ad una società attenta e sensibile nei confronti degli animali, in particolare di quelli da compagnia o affezione.
La Convenzione europea per la protezione
degli animali da compagnia del Consiglio
d’Europa di Strasburgo del 13 novembre
1987, ratificata con la Legge 4 novembre
2010, n. 201, definisce come animale da
compagnia ogni animale tenuto, o destinato
ad essere tenuto dall’uomo, in particolare
presso il suo alloggio domestico, per suo diletto e compagnia; tuttavia scoraggia la detenzione di animali di fauna selvatica a scopo
di compagnia in quanto, a differenza degli altri animali d’affezione, questi non hanno avuto un adeguato processo di domesticazione
tale da assicurare la loro totale attitudine ad
una vita con l’uomo.
Inoltre ai sensi dell’Accordo tra il Ministro della salute, le regioni e le province autonome in
materia di benessere degli animali da compagnia e pet therapy, l’animale da compagnia è
quello tenuto, o destinato ad essere tenuto,
dall’uomo, per compagnia o affezione senza
fini produttivi od alimentari (omissis) ma è esclusa da tale definizione la categoria degli animali selvatici.
Attualmente è sempre più diffusa l’acquisizione a scopo di compagnia non solo dei cani e
dei gatti ma anche di altre specie, spesso con
areali di origine molto lontani, che incuriosiscono gli acquirenti spinti dal desiderio di
possedere un animale particolare, diverso da
quelli comunemente conviventi con l’uomo.
Tuttavia, mentre per cani e gatti il lungo processo di domesticazione ha portato ad elevati livelli di comprensione del loro comportamento con conseguente adattamento reciproco nei contesti familiari, la scelta di un animale da compagnia non convenzionale non è
sempre supportata da adeguata conoscenza
delle necessità specie-specifiche. La corretta
detenzione di tali specie può infatti comportare maggiore impegno rispetto ad un classico pet.
Inoltre, i proprietari di questi animali spesso
risultano impreparati relativamente agli obblighi legali e civici derivanti dal possesso di
specie non convenzionali.
Il possesso responsabile di ogni animale
d’affezione o compagnia comporta, infatti,
precisi impegni e, a tal proposito, si sottolinea che ai sensi della legislazione vigente il
proprietario o detentore di un animale d’affezione deve:
• occuparsene e garantire la tutela della sua
salute e del suo benessere;
• provvedere alla sua sistemazione e fornirgli
cure ed attenzione, tenendo conto dei suoi
bisogni etologici specie-specifici, assicurandogli alimentazione adeguata, acqua,
• adottare ogni necessaria misura per impedirne la fuga.
È importante sottolineare che un animale non
deve essere tenuto come animale da compagnia se le condizioni precedenti non possono
essere soddisfatte oppure se l’animale non
può adattarsi alla cattività.
Detenere un animale significa, quindi, assumersene l’impegno, prendersene cura, metterlo a suo agio, permettergli di vivere in un
ambiente idoneo alla specie di appartenenza
e di esplicare le naturali espressioni comportamentali, il tutto compatibilmente e nei limiti
di una vita in cattività.
Il Trattato di Lisbona del 13 dicembre 2007
ha riconosciuto agli animali lo status di esseri
senzienti e, a tutela della loro salute e del loro benessere, sono state emanate numerose
norme che regolamentano le modalità di acquisizione, detenzione e cessione degli stessi. Una cospicua legislazione disciplina, inoltre, gli aspetti sanitari e di benessere degli animali durante il trasporto, il commercio, l’importazione e l’esportazione nonché le modalità di esposizione in occasione di fiere, mostre e mercati.
La legge 20 luglio 2004, n. 189 ha rappresento un importante traguardo per il nostro Paese in quanto garantisce la tutela di tutti gli animali anche in assenza di specifiche regolamentazioni. Infatti, tale norma, ha introdotto
nel codice penale i “Delitti contro il sentimento per gli animali” che prevedono, tra l’altro,
disposizioni concernenti il divieto di uccisione
e maltrattamento per crudeltà e senza necessità nonché il reato di abbandono degli animali domestici e di quelli che hanno acquisito
abitudini della cattività. Inoltre, sono puniti
con pene analoghe a quelle previste per il reato di abbandono coloro che detengono gli animali in condizioni incompatibili con la loro
natura e produttive di gravi sofferenze.
Per quanto attiene gli animali appartenenti a
specie selvatiche, esistono disposizioni legislative specifiche a livello nazionale, comunitario e internazionale basate su principi di
conservazione della biodiversità e di tutela
della fauna selvatica autoctona che regolamentano la detenzione e il commercio di alcune specie, prevedendo certificazioni ufficiali dei singoli animali e/o particolari autorizzazioni.
La convenzione di Washington, ad esempio,
regolamenta il commercio in termini di esportazione, riesportazione, importazione, transito, trasbordo o detenzione a qualunque scopo di talune specie di animali e piante minacciate di estinzione, elencate nelle rispettive
“appendici”, nei 175 Paesi che hanno aderito
a tale Accordo.
L’Unione Europea ha recepito tale Convenzione con il Regolamento CEE n. 338/97; le specie da proteggere sono classificate in “allegati” diversificati. In Italia il rispetto della complessa legislazione comunitaria formatasi intorno alla Convenzione è demandata a più
amministrazioni: Ministero dell’Ambiente, Ministero dello Sviluppo Economico e, più in
particolare, al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali che, con il Servizio
CITES del Corpo Forestale dello Stato, cura
la gestione prettamente amministrativa ai fini
DAL VETERINARIO AL PROPRIETARIO.
LA GUIDA CHE MANCAVA ORA C’È
e Linee guida per la corretta gestione e il benessere degli animali non
convenzionali pubblicate dalla Società Italiana Veterinari per Animali Esotici (SIVAE) rispondono all'esigenza di fornire
a coloro che detengono, o che intendono
acquisire, un animale non convenzionale,
gli strumenti utili per la sua corretta gestione, allo scopo di salvaguardarne la salute e il benessere.
La pubblicazione viene distribuita gratuitamente in versione cartacea e on line. La
guida "si pone l'obiettivo di informare i cittadini che si avvicinano a questa realtà affinché siano consapevoli delle loro scelte
anche e soprattutto nell'interesse degli
animali" e interviene a colmare un vuoto
nei processi di responsabilizzazione dei proprietari e di tutela di animali "non convenzionali", ma ormai diffusi nelle case degli italiani in milioni di esemplari; furetti, conigli,
roditori, pappagalli, ecc. La guida fornisce
in chiave divulgativa indicazioni di corretta gestione e detenzione scritte da Medici Veterinari di qualificata esperienza scientifico-professionale nel settore. Le Linee
Guida realizzate da SIVAE sono un riferimento indispensabile per tutti gli appassionati di specie legalmente detenute e acquisite, verso le quali si registra un cre-
scente interesse non sempre accompagnato da adeguate conoscenze normative,
etologiche e fisiologiche.
Il Presidente SIVAE Marco Bedin: "La necessità di un approccio scientifico oggettivo al benessere di queste specie ha portato SIVAE, da sempre impegnata per il rispetto, il benessere e la salute di queste
specie ad occuparsi della stesura di queste linee guida. Al suo interno troverai numerose informazioni sulla corretta gestione delle principali specie di animali esotici tenuti nelle case come animali da compagnia. Le esigenze gestionali, l'arricchimento ambientale e la necessità di controlli
sanitari periodici e continui - conclude il Presidente Bedin - vede nel Medico Veterinario l'unica figura professionale in possesso delle conoscenze tecnico-scientifiche
necessarie a valutare il benessere psicofisico anche di queste specie animali".
Nella sua introduzione, la Direzione Generale della Sanità Animale dei Farmaci Veterinari, che pubblichiamo integralmente,
raccomanda che il proprietario sia in grado di "ospitare l'animale desiderato in
condizioni tali da garantirgli le specifiche
esigenze, assicurargli il corretto nutrimento e le dovute cure, secondo le indicazioni e le prescrizioni del medico veterinario, figura di riferimento per le questioni sanitarie e di benessere animale".
Hanno contribuito alla stesura i dottori: Marco Bedin, Alessandro Bellese, Lorenzo
Crosta, Alessando Melillo, Daniele Petrini
e Paolo Selleri. Curatrice la dottoressa Maria Cristina Stocchino. Gli autori ringraziano i Colleghi Tommaso Collarile e Marzia
Possenti, la Direzione Generale della Sanità
Animale e dei Farmaci Veterinarie e l'ANMVI per la collaborazione al progetto editoriale. Le Linee guida per la corretta gestione
e il benessere degli animali non convenzionali sono distribuite gratuitamente in formato cartaceo a tutti i Soci della SIVAE; una
copia gratuita in formato elettronico sarà
inviata a tutti i medici veterinari delle Associazioni Federate ANMVI. La pubblicazione sarà resa disponibile per il download
gratuito a tutti i proprietari e cittadini interessati.
del rilascio della certificazione, nonché il controllo merceologico attraverso nuclei operativi
(NOC) presenti sul territorio nazionale, in stretto coordinamento con gli Uffici doganali abilitati. Questi ultimi svolgono i controlli e applicano le sanzioni ai sensi della Legge n.
150/92.
Alle stesse autorità è allo stesso tempo demandato il controllo sulle specie animali che
possono costituire pericolo per la salute e l’incolumità pubblica e delle quali è proibita la
detenzione, ai sensi del Decreto del Ministero
dell’Ambiente 19 aprile 1996.
La fauna selvatica autoctona a vita libera è
soggetta, inoltre, a particolari tutele volte sia
a preservare la sua peculiarità che il suo am-
biente, ai sensi della L. 11 febbraio 1992, n.
157 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”.
A tal fine si dichiarano protetti tutti gli animali
appartenenti alla fauna omeoterma, durante
tutto l’arco dell’anno. Sono esclusi i prelievi
venatori effettuati sulle specie cacciabili elencate nei calendari venatori, da chi è provvisto
di regolare licenza di caccia, nei periodi di
caccia, nelle modalità e con i mezzi consentiti.
Allo stesso tempo è vietato catturare la fauna
selvatica autoctona a vita libera o liberare in natura animali appartenenti alle predette specie
ma provenienti da allevamenti o se importate
da altri paesi. Ogni eccezione ai divieti prevede
4 Anmvi Informa SIVAE
sempre particolari autorizzazioni impostate su
principi scientifici basati sullo studio delle popolazioni.
È diffuso infatti l’erroneo convincimento che
liberando specie selvatiche mantenute in cattività si regali loro una vita migliore, non riflettendo sugli enormi pericoli ai quali possono
andare incontro gli animali né sui potenziali
danni ambientali e biologici che ne derivano;
ancora più gravi se l’immissione riguarda specie alloctone, come purtroppo si è già verificato sul territorio nazionale con le nutrie e gli
scoiattoli grigi.
Il legislatore comunitario ha posto particolare attenzione agli aspetti sanitari durante la movimentazione degli animali, ivi compresi quelli d’affezione, stabilendo precise regole sia nel caso
di movimenti a carattere commerciale che non
commerciale al seguito del proprietario.
La movimentazione a carattere non commerciale di animali da compagnia è disciplinata
dal Regolamento (CE) n. 998/2003 che stabilisce all’allegato I quali specie possono essere introdotte al seguito del proprietario (cani,
gatti, furetti, invertebrati - escluse le api e i
crostacei - pesci tropicali decorativi, anfibi,
rettili; uccelli - esclusi i volatili allevati per produzioni zootecniche - roditori e conigli domestici) e all’art. 3 precisa che tali animali non
possono essere destinati alla vendita o al trasferimento di proprietà.
Da ciò si desume che, se introdotti ai sensi
del succitato Regolamento, gli animali non
possono essere ceduti o scambiati neanche
nell’ambito di fiere, mostre ed esposizioni.
In conclusione, chiunque prende in carico un
animale d’affezione, oltre ad assumere precise responsabilità giuridiche, civili e penali, ha
il dovere etico di tutelare il proprio animale e
di rispettare le regole di convivenza civile,
quali l’igiene dei luoghi, la limitazione dei rumori e la custodia in sicurezza al fine di prevenire fughe e potenziali pericoli.
Fermo restando il valore sociale degli animali
d’affezione e l’importante ruolo che gli stessi
hanno assunto nei nostri ambiti domestici, si
ribadisce che le istituzioni scoraggiano la detenzione come animali da compagnia delle
specie selvatiche e che la scelta di specie c.d.
non convenzionali o esotiche, non completamente adattate alla cattività, richiede, ancor
più che nel caso di specie domestiche, una
preparazione adeguata e un forte impegno.
Questo manuale si pone l’obiettivo di informare i cittadini che si avvicinano a questa realtà
affinché siano consapevoli delle loro scelte
anche e soprattutto nell’interesse degli animali.
Il potenziale proprietario di un animale da
compagnia deve essere in grado di ospitare
l’animale desiderato in condizioni tali da garantirgli le specifiche esigenze, assicurargli il
corretto nutrimento e le dovute cure, secondo le indicazioni e le prescrizioni del medico
veterinario, figura di riferimento per le questioni sanitarie e il benessere animale. Infine, non
deve essere sottostimato l’impegno economico, a volte considerevole, anche in considerazione della longevità dell’animale.
VETERINARIA 36 | 2012
Primi dubbi sui “domestici”
È una definizione “insufficiente". La Commissione Giustizia
recepisce le osservazioni della SIVAE e apre ad emendamenti
detenere in casa animali inusitati e pericolosi".
La senatrice Allegrini ha rilevato "il rischio di
approvare un testo che, invece di semplificare la vita dei cittadini, rischia di aumentare la
litigiosità". La norma è "chiaramente illiberale", limita l’autonomia dei condomini impedendo l’approvazione di clausole regolamentari contro la detenzione o il possesso di animali domestici; tale disposizione lascia senza
difesa, ad esempio, dei condomini, magari
fra loro parenti, che avendo condiviso all’unanimità il rifiuto di avere animali nell’edificio
comune, non avranno nessuno strumento
per selezionare, in caso di vendita o locazione di uno degli appartamenti, il proprietario o
il conduttore subentrante in modo da preservare il carattere che essi hanno voluto attribuire all’edificio comune". La discussione generale del provvedimento è comunque conclusa.
Nei prossimi giorni, la Commissione passerà
agli emendamenti.
iniziata la discussione in
sede deliberante della
riforma del condominio in
Commissione Giustizia al
Senato. Dopo il pressing
sui relatori Sen. Galperti
e Mugnai e sui componenti della stessa
Commissione, il ripensamento c’è stato: il
co-relatore Sen. Galperti ha segnalato che "la
disposizione di cui alla lettera b) dell’articolo
16 che introduce un quinto comma all’articolo 1138 che rende nulle le disposizioni regolamentari che vietano di possedere e detenere animali domestici, definizione questa di cui
da più parti è stata segnalata l’insufficienza,
e l’opportunità di sostituirla con quella di animali da compagnia". Dopo gli interventi del
correlatore e del sottosegretario alla Giustizia
Mazzamuto, il presidente della Commissione
Giustizia ha aperto alle proposte emendative, fissando il termine per la presentazione
alle ore 12 di martedì 6 novembre.
E C’È CHI NON VORREBBE
Tuttavia, nel corso della discussione generale, si sono sollevate voci contrarie agli animali in condominio, cani, gatti o esotici che si
voglia, senza distinguo. Ad esempio, il Sen.
Giovanardi ha espresso "vive perplessità” sul
divieto assoluto di inserire nel regolamento di
condominio il divieto di detenere animali domestici". Giovanardi "deplora il carattere ideologico di tale disposizione" che "non tie-
ne conto di esigenze particolari che dovrebbero essere considerate meritevoli di tutela
come quelle dei soggetti allergici". In proposito, il Sen. Giovanardi ha fatto presente che
"qualora si volesse venire incontro alla preoccupazione, pur giustificata manifestata dai
relatori circa il carattere impreciso e potenzialmente restrittivo della definizione animali
domestici si potrebbe aprire la strada a conseguenze alquanto paradossali e preoccupanti, dal momento che un’interpretazione estensiva di tale espressione priverebbe i condomini di qualsiasi difesa contro chi volesse
"Signori senatori, il vostro compito stavolta
non è difficile: basta il buonsenso". Si sono
unite all'appello di ANMVI anche AIPA (Associazione Italiana Pesci ed Acquari), AISADConfesercenti e FOI (Federazione Ornicoltori
Le tre sigle hanno inviato un comunicato ai
Senatori della Commissione Giustizia. Un
"vulnus al buonsenso" scrivono ornicoltori
sportivi e operatori commerciali, giudicato "riprovevole” da oltre 35.000 aderenti alle sigle
È VERA TUTELA ANIMALE?
n Parlamento si vuole fare in modo
che i Regolamenti condominiali non
possano più vietare gli animali nelle
case. Bene, anzi benissimo, ma quali animali? Ci auguriamo che il Legislatore
voglia tornare alla definizione di “animali
da compagnia” che era all’origine della
norma. Come più volte fatto notare dai
Colleghi della Società Italiana Veterinari
per Animali Esotici (SIVAE), l’attuale definizione di “animali domestici” esclude
dal diritto di stare nelle case degli italiani
milioni di animali che non sono “domestici”, ma “da compagnia”. Il ripensamento
in Commissione Giustizia è un buon segnale di ascolto verso le nostre istanze.
Infatti la definizione di “animali domesti-
ci” è impropria e discriminante per milioni di animali e di proprietari. E non si tratta di pericolosi soggetti, ma di comunissimi animali d’affezione legalmente detenuti e ormai diffusissimi. Come il criceto.
Così com’è ora, se non cambierà in Senato, la riforma del condominio contempla l’assurda possibilità di tenere in casa
un maiale e non una tartaruga. E non è una norma veramente a favore degli animali. Le normative nazionali e regionali in
materia di tutela animale parlano di “animali da compagnia” (o d’affezione). La
definizione “domestici” è fuori dalla cornice legislativa e rischia solo di aumentare il contenzioso condominiale e l'abbandono animale.
6 Attualità Farmaci e competenze
il Viminale doveva
intervenire otto anni fa
l’impiego di lanciasiringhe
deve essere vietato a coloro che non sono abilitati
all’esercizio della professione medico veterinaria.
Otto anni fa, il Ministero della Salute chiedeva al Viminale di "intraprendere le azioni necessarie". Lo scriveva, nel 2004, in una comunicazione all’allora Ministro dell’Interno, il
Direttore Generale Romano Marabelli, chiedendo al Viminale di intraprendere "le azioni
necessarie" affinché "il rilascio delle licenze di
porto d’armi o di nulla osta per l’acquisto degli strumenti lanciasiringhe ad uso veterinario
sia subordinato anche al possesso di requisiti previsti per l’esercizio della professione".
Le cronache recenti hanno riproposto il problema dell’inosservanza delle norme di legge, in violazione del Codice Penale, per questo il Presidente della FNOVI si è rivolto ai
Presidenti degli Ordini Provinciali incoraggiandoli ad agire, per quanto di competenza,
stimolandoli ad "una incisiva e costante azione di monitoraggio e di denuncia". "L’uso improprio di farmaci - è sempre la nota ministeriale del 2004 a ribadirlo - da parte di personale non in possesso di sufficiente preparazione professionale può gravemente compromettere la salute e il benessere animale".
La somministrazione di medicinali veterinari
mediante strumenti lanciasiringhe "costituisce una pratica routinaria nei casi in cui si
debbano sottoporre a operazioni di cattura e
contenimento animali selvatici o soggetti difficili da trattare, per i quali diviene indispensabile adottare particolari misure cautelari
prima di procedere a qualsiasi operazione di
manipolazione. Tra i farmaci impiegati durante le procedure di contenimento vi sono i sedativi e gli anestetici, tuttavia - precisa il Ministero della Salute - possono essere utilizzati
anche per l’inoculazione di medicinali veterinari destinati alla cura e alla prevenzione delle patologie animali (antibiotici, vaccini, sieri,
ecc.). La FNOVI ha sollecitato l’attenzione
dell’attuale Ministro Cancellieri.
UNA COMMISSIONE PER IL DIRETTORE SANITARIO
resso la sede ANMVI di Palazzo Trecchi si è costituita giovedì 11 ottobre, la “Commissione Direttore Sanitario”. La compongono 6 Medici Veterinari che ricoprono
tale incarico in altrettante strutture veterinarie: il dr Francesco Carrani di Fornacette (Pisa), il dr Marco Crippa di Monza, il dr David Giraldi di Ferrara, il dr Giorgio Neri
di Novara, il dr Carlo Pizzirani di Firenze e il dr Marco Viotti di Torino. Obiettivo principale della Commissione è quello di diffondere una maggior consapevolezza presso i colleghi su quelli che sono gli oneri, le competenze e le prerogative proprie del Direttore Sanitario di struttura veterinaria attraverso lo studio di tale figura e la diffusione delle risultanze
ottenute. La Commissione farà riferimento ad ANMVI Servizi e alla Società Italiana di Management Veterinario (SIMV). Nella foto la prima riunione di insediamento.
DAL 1 GENNAIO 2013, NUOVA LISTA
DELLE SOSTANZE PROIBITE
opo un lungo periodo di consultazione con le federazioni nazionali,
il Bureau FEI ha annunciato, in
occasione di un meeting a Londra, durante le Paralimpiadi, l'approvazione dei
cambiamenti apportati alla 'Lista delle
Sostanze Proibite'. Quest'ultima entrerà
in vigore a partire dal 1° gennaio 2013. È
la FISE ad informare, dal proprio sito
web, che sono state introdotte nella Lista 5 nuove sostanze: Ciclosporina, un
immunosoppressore; Tropicamide; la
preparazione derivata dalla Sarracenia
purpurea (Sarapin); Delmadinone acetato e Clormadinone acetato. Inoltre, il
Fentanyl e la Morfina, che attualmente
sono classificate come sostanze proibite, dal 2013 saranno inserite nella lista
delle medicazioni controllate. Il Suxibuzone, che al momento è catalogato co-
me Fenilbutazone, sarà catalogato separatamente e inserito nella lista delle medicazioni controllate; il Deslorelin, ora inserito nella lista delle medicazioni controllate, sarà rimosso dalla lista del 2013.
La pubblicazione dei cambiamenti nella
Lista 2013 con 90 giorni di anticipo dalla
sua entrata in vigore significa che le federazioni nazionali e i loro tesserati avranno tutto il tempo di adattarsi a queste nuove disposizioni. Le modifiche delle Liste dei farmaci FEI sono automaticamente acquisite in contemporanea e tal
quali anche dalla FISE nell'ambito del
programma antidoping nazionale. La FISE consiglia di prendere atto delle modifiche che saranno in vigore dal 2013 e di
verificare sempre la classificazione FEI
dei farmaci utilizzati presso il sito FISE o
direttamente sul portale FEI.
8 Fisco F24
Debutta l’imposta sostitutiva
per i nuovi contribuenti minimi
Acconti di novembre: secondo appuntamento con le imposte dirette
l 30 novembre 2012 tutti i contribuenti
interessati saranno chiamati al versamento del secondo acconto delle
imposte dirette e dei contributi INPS ex
Legge 335/95 (gestione separata), dell’imposta sostitutiva del regime dei “nuovi” contribuenti minimi e della cedolare secca
sulle locazioni di immobili abitativi.
L’art. 1 co. 2 del DPCM 21.11.2011 ha ridotto la misura dell’acconto IRPEF dal 99% al 96%
(la riduzione produce effetti esclusivamente sulla seconda o unica rata di acconto; in sede di
versamento dell’eventuale prima rata, pertanto, occorreva considerare l’ordinaria misura del
Si ricorda inoltre che gli acconti di novembre non
possono essere rateizzati diversamente da-
gli acconti di giugno/luglio che invece potevano essere pagati in unica soluzione oppure ratealmente.
In linea teorica tutti coloro che hanno presentato il modello Unico 2009 sono tenuti al versamento degli acconti d’imposta.
Sono tenuti al pagamento dell’acconto IRPEF
i soggetti che hanno presentato (o che avrebbero dovuto presentare) il modello UNICO 2012
PF (persone fisiche) con l’indicazione al rigo RN
33 di un importo pari o superiore a 52,00 Euro.
L’acconto IRPEF per il 2012 è pari al 96% dell’imposta complessivamente dovuta per il periodo d’imposta precedente, indicata al rigo “RN
33 - Differenza” del predetto modello UNICO
Nel caso in cui l’importo complessivo dell’acconto (rigo RN 33 x 96%) risulti inferiore o uguale ad Euro 257,52 il versamento dovrà essere
effettuato in unica soluzione entro il 30 novembre.
33 x 96%) risulti superiore a 257,52 Euro il versamento deve essere effettuato come segue:
• la prima rata, pari al 40% dell’acconto totale calcolato con la percentuale del 99%, entro il termine previsto per il versamento del
saldo dovuto in base alla dichiarazione relativa all’anno d’imposta precedente;
• la seconda rata, da versare entro il 30 novembre 2012 calcolata come segue:
- Si determina l’acconto complessivamente dovuto con la percentuale del 96%;
- Si sottrae dall’importo così ottenuto l’ammontare della prima rata di acconto eventualmente versata.
• i soggetti che non hanno avuto redditi nell’esercizio precedente;
• i soggetti che non hanno presentato la dichiarazione modello UNICO 2012 in quanto non erano tenuti a farlo (ad esempio coloro i quali erano titolari nell’anno 2011 solamente di redditi di lavoro dipendente oltre
a redditi derivanti dal possesso dell’abitazione
• i soggetti che al rigo RN 33 del modello UNICO 2012 hanno evidenziato un’imposta di
importo pari o inferiore a 51,00 Euro;
• i soggetti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi nell’anno 2012 (per il 2011)
per l’ultima volta in quanto ad esempio hanno cessato l’attività nel corso dell’anno
2011 e nel 2012 non hanno conseguito redditi da dichiarare nel modello UNICO 2013;
ed il 30 novembre del 2012;
UNICO 2012 un credito d’imposta IRPEF
(rigo RX 1), non utilizzato in compensazione con altri tributi, di importo pari o superiore
all’acconto dovuto;
i soggetti che presumono di non dover pagare imposte per l’anno 2012 (dichiarazione da presentare nell’anno 2013);
i soggetti che per la prima volta nel 2012 percepiscono redditi assoggettabili ad IRPEF;
Le modalità di determinazione degli acconti IRAP
seguono le regole stabilite per l’IRPEF per quanto riguarda i termini previsti per il versamento.
L’acconto IRAP per il 2012 è pari al 99% dell’imposta dovuta per il 2011, indicata al rigo “IR
22 - Totale imposta” del modello IRAP 2012.
Nel caso in cui l’importo della prima rata d’acconto (rigo IR 22 x 99% x 40%) risulti inferiore o uguale ad Euro 103,00 il versamento dovrà essere effettuato in unica soluzione entro il
Nel caso in cui l’importo dell’acconto come sopra calcolato risulti superiore a 103,00 Euro
il versamento doveva essere effettuato come segue:
• la prima rata, pari al 40% dell’acconto totale,
IMPOSTA SOSTITUTIVA - REGIME DEI NUOVI CONTRIBUENTI MINIMI
l “Regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità” è stato introdotto dal D.L.
6 luglio 2011 n. 98 e sostituisce il regime dei vecchi contribuenti minimi di cui alla Legge 24.12.2007 n. 244.
Coloro che rientravano nel 2011 nel vecchio regime dei minimi e rimangono nel regime dei nuovi minimi nel 2012 sono
tenuti al versamento dell’acconto secondo le regole sopra
enunciate per l’acconto IRPEF.
L’art. 1 co. 105 della L. 244/2007 dispone infatti che, per il
versamento dell’imposta sostitutiva eventualmente dovuta dai contribuenti minimi, si osservano le disposizioni in materia di versamento dell’imposta sui redditi delle persone
Per cui saranno tenuti al pagamento dell’acconto dell’imposta sostitutiva i nuovi contribuenti minimi che hanno presentato il modello UNICO 2012 PF - Persone fisiche con l’indicazione al rigo CM14 di un importo pari o superiore a 52,00
euro. Sono esclusi dal versamento dell’acconto dell’imposta sostitutiva i contribuenti minimi che hanno invece evidenziato, nel predetto rigo CM14, un’imposta pari a zero ovvero pari o inferiore a 51,00 euro.
Risultano anche esclusi dal versamento dell’acconto dell’imposta sostitutiva i contribuenti che hanno aderito per
la prima volta al regime dei nuovi minimi a partire dal periodo d’imposta 2012.
Passaggio dal Regime delle nuove iniziative produttive al
I contribuenti che allo scadere del triennio agevolato
(2011), hanno optato per il passaggio al regime dei “nuovi” minimi, non devono versare alcun acconto a titolo di imposta sostitutiva (a condizione che abbiano dichiarato nel
modello UNICO 2012 solo redditi di lavoro autonomo soggetti all’imposta sostitutiva).
Fuoriuscita dal Regime dei minimi dal 2012
Il contribuente che ha fruito del regime dei minimi per il solo
periodo d’imposta 2011, e ne fuoriesce a partire dal 2012
non è tenuto al versamento dell’acconto dell’imposta sostitutiva per il 2012.
Potrebbe invece risultare dovuto l’acconto IRPEF 2012 nel
caso in cui nel 2011 abbia anche dichiarato redditi soggetti
ad IRPEF, alle condizioni sopra esposte (rigo RN33 pari o
superiore ad euro 52).
Soggetti che hanno aderito al regime dei nuovi minimi a partire dal 2012
Coloro che hanno aderito a partire dal 2012 al regime dei
nuovi minimi non sono tenuti al versamento dell’acconto
sempre che, nel 2012, prevedano di non conseguire ulteriori redditi rispetto a quello di lavoro autonomo assoggettato
ad imposta sostitutiva e, dunque, di non risultare titolari di
un reddito complessivo da assoggettare ad IRPEF.
Ad esempio, il soggetto che si avvale del regime dei nuovi minimi a decorrere dal periodo d’imposta 2012 calcolerà
l’acconto IRPEF da versare nel corso dello stesso anno 2012,
avendo riguardo all’imposta indicata nella dichiarazione dei
redditi relativa all’anno 2011 (Rigo RN 33)
Ai sensi dell’articolo 4, comma 2, del Decreto Legge 2
marzo 1989 n. 69 il contribuente ha la facoltà di non utilizzare il metodo “storico” per il calcolo degli acconti ma
di ridurli od anche annullarli basandosi sul cosiddetto
“metodo previsionale”.
In altre parole il contribuente che prevede per l’anno
2012 di realizzare ad esempio un reddito inferiore a
quello dell’anno precedente potrà calcolare l’imposta
presunta dovuta per l’anno 2012, sulla base del reddito
Naturalmente eventuali errori nella determinazione dell’imposta presunta comporteranno l’irrogazione delle
sanzioni previste nei casi di insufficiente versamento.
In ogni caso eventuali errori di stima nel versamento degli acconti potranno essere sanati ricorrendo all’istituto
del ravvedimento operoso entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel corso del quale la violazione è stata commessa
e cioè entro il 30 settembre 2013.
Misura dell’acconto con metodo storico
La riduzione di 3 punti percentuali dell’acconto IRPEF dovuto in relazione all’anno 2012 è applicabile anche ai fini
del versamento dell’acconto dell’imposta sostitutiva dei
“nuovi” contribuenti minimi dovuto per il 2012, che si riduce quindi anch’esso dal 99% al 96%.
Le regole sono le stesse indicate per il calcolo dell’acconto IRPEF.
Imposte dirette Fisco
entro il termine previsto per il versamento del
saldo dovuto in base alla dichiarazione relativa all’anno d’imposta precedente, cioè di
norma entro il 16 giugno di ciascun anno.
come sopra calcolato, entro il mese di novembre.
• i soggetti che non hanno presentato la dichiarazione modello IRAP 2012 in quanto
non erano tenuti a farlo (ad esempio coloro
i quali nell’anno 2011 non svolgevano alcuna attività soggetta a tale imposta);
2012 hanno evidenziato un’imposta di importo inferiore a 52,00 Euro;
• i soggetti che hanno presentato la dichiarazione IRAP nell’anno 2012 per l’ultima volta (ad esempio coloro i quali nel corso del
2011 hanno cessato l’attività imprenditoriale o di lavoro autonomo o coloro i quali, privi di autonoma organizzazione ritengono di
non dover presentare la dichiarazione IRAP
per l’anno 2012);
• gli eredi dei soggetti deceduti fra il 1° gennaio ed il 30 novembre del 2012;
IRAP 2012 un credito d’imposta IRAP (rigo
IR 33), non utilizzato in compensazione
con altri tributi, che copre tutto l’acconto dovuto;
• i soggetti che presumono di non dover pagare IRAP per l’anno 2012 (dichiarazione da
presentare nell’anno 2011);
Nell’ipotesi di adozione del criterio previsionale, l’acconto dovrà essere almeno pari al 99%
dell’IRAP relativa ai redditi (presunti) del 2012,
da dichiarare nel 2011.
• l’interesse annuo del 2,75% previsto dal-
l’articolo 20 del D.P.R. 602/73 calcolato per
i giorni di ritardo.
Oltre alle sanzioni il contribuente dovrà versare gli interessi di mora calcolati al tasso legale
(pari al 2,5% annuo) per i giorni di ritardo.
Il contribuente può provvedere al versamento
delle somme dovute e non versate nei termini,
pagando contestualmente la sanzione ridotta
che il versamento venga effettuato entro trenta giorni dal termine di legge oppure oltre i trenta giorni ma entro il termine per la presentazione
della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel quale la violazione è stata commessa:
termine ordinario: sanzione pari ad un decimo del minimo e cioè in misura pari al
3,0% (30% diviso 10);
• versamento effettuato oltre 30 giorni dal termine ordinario ma entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al
2012: sanzione pari ad un ottavo del minimo e cioè in misura pari al 3,75% (30% diviso 8).
Per il versamento degli acconti si utilizza il modello di pagamento unificato F24.
Tutti i soggetti titolari di partita Iva sono tenuti
ad effettuare il versamento con modalità telematiche secondo una delle seguenti procedure:
• F24 on line con addebito sul proprio conto
• F24 cumulativo mediante intermediari abilitati ad Entratel che provvederanno a far addebitare l’importo dei tributi o direttamente
sul conto corrente del cliente o sul proprio
• Utilizzando il servizio di “home banking” offerto dagli istituti di credito ai propri clienti.
• Esclusivamente tramite i servizi telematici
messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate nel caso in cui si intenda utilizzare in
compensazione crediti IVA superiori a 10.000
Compro casa da ristrutturare.
Agevolazioni per l’acquisto e la ristrutturazione dell’abitazione principale
(Quesito formulato al servizio di consulenza
ANMVI. Risposta a cura del dottor Giovanni
Stassi)
Per l’acquisto di unità immobiliari da adibire ad
abitazione principale è possibile usufruire della detrazione IRPEF del 19% della spesa sostenuta a titolo di interessi passivi sul mutuo ipotecario contratto allo scopo (TUIR art. 15, comma 1, lett. b.)
La detrazione spetta fino ad un tetto massimo
di spesa per interessi passivi derivanti da mutuo ipotecario, e relativi oneri accessori, di €
4.000,00. Pertanto la detrazione non può essere superiore a € 760,00, pari rispettivamente al 19% di € 4.000,00.
Il contratto di mutuo deve essere espressamente
finalizzato all’acquisto dell’abitazione principale ed alle sue pertinenze. Tale condizione deve
risultare o dal contratto di mutuo o dal contratto
di acquisto o da altra documentazione rilasciata
- l’acquisto dell’unità immobiliare deve essere
effettuato nell’anno precedente o successivo alla data di stipulazione del contratto di
- l’immobile deve essere adibito ad abitazione
principale entro un anno dall’acquisto
- nel caso che l’immobile acquistato sia oggetto
di lavori di ristrutturazione, comprovata dalla relativa concessione edilizia o atto equivalente, la detrazione spetta a decorrere dalla data in cui l’unità immobiliare è adibita a propria dimora abituale, e in ogni caso entro due
anni dall’acquisto
DETRAZIONE LIMITATA
Nel caso in cui il capitale dato a mutuo superi
il costo di acquisto dell’abitazione, gli interessi passivi ed i relativi oneri accessori sono detraibili nei limiti dell’importo del capitale mutuato
corrispondente al costo sostenuto per l’acquisto.
Anche per la ristrutturazione di unità immobiliari da adibire ad abitazione principale è possibile usufruire di una detrazione IRPEF del 19%
La norma (TUIR art. 15, comma 1-ter) fa
espresso riferimento a mutui contratti per la “costruzione dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale”.
Il decreto ministeriale n. 311 del 30 luglio
1999 ha esteso l’agevolazione anche alle ipotesi di ristrutturazione.
Il diritto alle detrazioni degli interessi passivi spetta fino ad un tetto massimo di spesa riconosciuto è di € 2.582,28 annui.
Pertanto la detrazione non può essere superiore
a € 491,00, pari rispettivamente al 19% di €
2.582,28.
Si evidenzia che per interventi di ristrutturazione edilizia si intendono solo quelli previsti dall’art. 3, comma 1, lettera d) del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia - D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 e
precisamente: quelli “rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti.
Pertanto, la possibilità di detrarre gli interessi passivi deve intendersi riferita non solo alla semplice
costruzione ma anche all’ipotesi di chi acquista un immobile e, dopo averlo ristrutturato nel
senso sopra chiarito, lo adibisce ad abitazione
principale con l’osservanza di tutte le condizioni
Condizioni: il contraente del mutuo deve essere colui che avrà il possesso, a titolo di proprietà o altro diritto reale dell’abitazione da costruire o da ristrutturare; il mutuo deve essere stipulato entro sei mesi antecedenti, ovvero,
nei diciotto mesi successivi all’inizio dei lavori di
costruzione; dal contratto di mutuo ipotecario
deve risultare che lo stesso è stato stipulato per
la costruzione dell’immobile da destinare ad abitazione principale; i lavori devono essere conclusi entro il termine previsto dal provvedimento
amministrativo che ha consentito la costruzione o la ristrutturazione.
Per le spese documentate relative a determinati
interventi di recupero edilizio di cui all’art. 16bis co. 1 del TUIR, sostenute dal 26.6.2012 e
fino al 30.6.2013, spetta una detrazione IRPEF
del 50% invece del 36% (salvo modifiche o proroghe, la percentuale del 36% ritornerà applicabile a partire dalle spese sostenute
dall’1.7.2013)
La detrazione IRPEF del 50%, in relazione alle
spese sostenute dal 26.6.2012 al 30.6.2013,
spetta su un ammontare complessivo massimo pari a 96.000,00 euro (prima 48.000,00 euro)
per unità immobiliare. Anche la “nuova” detrazione del 50% continua a dover essere ripartita in 10 quote annuali costanti e di pari importo: nell’anno di sostenimento delle spese; nei
9 anni successivi.
Sulle spese sostenute fino al 30 giugno 2013
per interventi di riqualificazione energetica si potrà usufruire di una detrazione IRPEF nella seguente misura:
- del 55% per le spese sostenute fino al
- del 50% per le spese sostenute dal
01.01.2013 al 30.06.2013 (salvo proroghe)
A differenza della detrazione per i lavori di recupero edilizio, per gli interventi di riqualificazione
energetica degli edifici il limite massimo rilevante
ai fini fiscali non è riferito all’importo delle spese sostenute, ma all’importo della detrazione
spettante sulle stesse.
I limiti di spese detraibili variano a seconda della tipologia di intervento. Salvo ulteriori proroghe, a decorrere dalle spese sostenute
dall’1.7.2013, per gli interventi di risparmio energetico sarà applicabile solo più la detrazione IRPEF del 36%, di cui al citato art. 16-bis co. 1
lett. h) del TUIR.
SULLE LOCAZIONI DI
a cedolare secca sugli affitti riguarda
i proprietari di abitazioni concesse in
locazione a terzi al di fuori dell’esercizio di imprese, arti o professioni, che hanno optato per l’applicazione dell’imposta sostitutiva. Deve cioè trattarsi di soggetti
passivi IRPEF che, in relazione alla locazione
posta in essere, conseguono reddito fondiario. Ai sensi dell’art. 3 co. 4 del DLgs.
23/2011 e dell’art. 7, punto 7.1, del provvedimento attuativo, è previsto l’obbligo di effettuare versamenti a titolo di acconto dell’imposta sostitutiva. L’acconto risulta dovuto se l’importo indicato nel rigo RB11, colonna 3 (“Totale imposta cedolare secca”)
risulti pari o superiore a 52,00 euro.
Nel caso in cui l’importo complessivo dell’acconto (rigo RB 11 x 92%) risulti inferiore o uguale ad Euro 257,52 il versamento dovrà essere effettuato in unica soluzione entro il 30 novembre.
Nel caso in cui l’importo dell’acconto (rigo
RB 11 x 92%) risulti superiore a 257,52 Euro
il versamento doveva essere effettuato
- la prima rata, pari al 40% dell’acconto totale calcolato con la percentuale del 95%,
entro il termine previsto per il versamento del saldo dovuto in base alla dichiarazione relativa all’anno d’imposta
- la seconda rata, da versare entro il 30 novembre 2012, calcolata come segue:
• si determina l’acconto complessivamente dovuto con la percentuale del
• si sottrae all’importo così ottenuto
l’ammontare della prima rata di acconto eventualmente versata.
10 Fisco Cluster analysis
Evoluzione del nostro Studio di Settore
Dal modello UK22U al VK22U. Ridotti a otto i cluster delle attività. Consultazione.
opo tre anni, lo studio di
Settore UK22U evolve in
VK22U. In vista di questo
passaggio, Giuliano Lazzarini, componente della
Studi di Settore alla SOSE, il 24 ottobre ha incontrato a Roma i funzionari dell’Agenzia delle Entrate. Del nuovo Studio è disponibile una versione non definitiva per la quale l’Agenzia delle Entrate si è mostrata disponibile a ricevere indicazioni dalla Categoria. In collaborazione con la FNOVI, ANMVI incoraggiato i
colleghi a trasmettere osservazioni al rappresentante Giuliano Lazzarini per posta elettronica. I contribuenti veterinari interessati sono
8.236 (di cui 1.341 sono società di persone e
6.895 persone fisiche).
Dagli 11 clusters (raggruppamenti) di cui era
composto il precedente studio si passa a 8
clusters, individuati in base a quattro criteri/parametri: 1) la rilevanza del committente
principale; 2) le aree di intervento; 3) la modalità di espletamento dell’attività; 4) la dimensione della struttura. “Questa nuova distribuzione dei clusters - secondo Lazzarini anche se più sintetica appare di più difficile
interpretazione e meno diretta”. Se consideriamo i quattro parametri iniziali come quattro
insiemi, un professionista può essere inquadrato in uno o più insiemi che si intersecano
per dare una risposta più vicina alla realtà,
“ma questo ci complica il lavoro”, osserva il
Veterinari che si occupano prevalentemente della cura di “animali da reddito”
(Numerosità: 1.244I) - I veterinari di questo
cluster si occupano prevalentemente della
cura di “animali da reddito” (95% dei compensi). Più nel dettaglio si segnala che il 74%
dei compensi dei soggetti del cluster deriva
da interventi nell’area della zootecnia (allevamenti e grandi animali in genere) e che il 21%
proviene dalla cura di cavalli da equitazione.
In relazione all’area di intervento, i contribuenti del cluster svolgono in prevalenza visite domiciliari o presso allevamenti (56% dei
compensi). Si segnalano anche le prestazioni
di inseminazione artificiale (21% dei compensi per il 35% dei soggetti) e l’assistenza al
parto/ostetricia (10% per il 31%); si evidenzia
inoltre che il 43% dei soggetti del cluster
somministra 828 vaccini. I veterinari del cluster operano quasi esclusivamente a titolo individuale e nel 47% dei casi si avvalgono di
spazi destinati esclusivamente all’esercizio
dell’attività. La clientela è formata principalmente da aziende agricole ed allevamenti
(56% dei compensi) seguite da scuderie e
maneggi (33% dei compensi per il 18% dei
soggetti) ed aziende di produzione di mangimi per animali (37% per il 12%). Da segnalare anche che il 9% dei soggetti ottiene il 53%
dei compensi da attività in convenzione con il
SSN e che un altro 9% deriva il 46% dei compensi da attività di assistenza igienico-sanitaria presso aziende zootecniche e/o allevamenti, svolte in convenzione con associazioni allevatoriali (APA e ARA).
Veterinari che operano prevalentemente
in aree di intervento diverse da quelle di
“animali da reddito” e da compagnia (Numerosità: 394) - Questo cluster raggruppa i
veterinari che operano prevalentemente in a-
ree di intervento diverse da quelle di “animali
da reddito” e da compagnia, ottenendone il
92% dei compensi. I contribuenti del cluster
svolgono attività piuttosto diversificate, tra le
quali spicca quella di “consulenza, perizia e
collaborazione” (79% dei compensi per il
46% dei soggetti). I soggetti del cluster operano quasi esclusivamente a titolo individuale
e si avvalgono di personale dipendente
nell’1% dei casi. Nel 60% dei casi si riscontra
la presenza di spazi destinati esclusivamente
all’esercizio dell’attività. La clientela, piuttosto
eterogenea, si compone principalmente di
privati (36% dei compensi per il 40% dei soggetti), strutture sanitarie pubbliche (55% per il
23%) ed aziende agricole ed allevamenti
(30% per il 23%). Da segnalare che l’11% dei
soggetti ottiene il 54% dei compensi da attività in convenzione con il SSN.
sercizio dell’attività.
La clientela è formata principalmente da
privati (83% dei compensi), seguiti da strutture sanitarie private (studi, ambulatori, cliniche, ospedali, laboratori di analisi) dalle
quali il 16% dei soggetti ottiene il 53% dei
La dotazione di beni strumentali comprende:
un microscopio; un tavolo operatorio per il
54% dei soggetti; un oto/oftalmoscopio per il
48%; un’apparecchiatura per l’effettuazione
di raggi X per il 44%; un carrello per il 44%;
una sterilizzatrice per il 43%; una centrifuga
per il 39%; una lampada scialitica per il 36%;
un’apparecchiatura per l’anestesia gassosa
per il 31%; un ecografo per il 29%; un aspiratore per il 27%; un elettrobisturi per il 26%
ed un elettrocardiografo per il 18%.
Veterinari che si occupano soprattutto
della cura di animali da compagnia svolgendo prevalentemente visite domiciliari
o presso allevamenti (Numerosità: 291) - Il
cluster si compone di veterinari che si occupano soprattutto della cura di animali da
compagnia (88% dei compensi) svolgendo in
prevalenza visite domiciliari o presso allevamenti (82% dei compensi).
La professione viene svolta quasi esclusivamente a titolo individuale. Nel 48% dei casi si
riscontra la presenza di spazi destinati esclusivamente all’esercizio dell’attività.
La clientela è formata principalmente da privati (77% dei compensi), seguiti da aziende
agricole ed allevamenti (31% dei compensi
per il 23% dei soggetti) e da strutture sanitarie private (studi, ambulatori, cliniche, ospedali, laboratori di analisi), dalle quali il 21% dei
soggetti ottiene il 29% dei compensi.
Veterinari che si occupano della cura di
animali da compagnia (Numerosità: 1.324)
- Il cluster si compone di veterinari che si occupano quasi esclusivamente della cura di animali da compagnia (97% dei compensi).
Le prestazioni erogate constano principalmente di visite ambulatoriali (55% dei compensi), seguite da interventi chirurgici (10%)
ed esami diagnostici (24% dei compensi per
il 48% dei soggetti). Con riferimento a tale ultima tipologia di prestazione, si specifica che
il 38% dei soggetti del cluster ottiene un quinto dei compensi da esami diagnostici per immagine (RX, ecografia, endoscopia, TAC, risonanza magnetica). Da segnalare, infine,
che i vaccini somministrati sono 232.
I veterinari del cluster operano in larga prevalenza a titolo individuale (84% dei casi) e si
avvalgono di personale dipendente nel 4%
dei casi. Nell’83% dei casi si riscontra la presenza di spazi destinati esclusivamente all’e-
Cliniche veterinarie che si occupano soprattutto della cura di animali da compagnia (Numerosità: 234) - Questo cluster è
formato da cliniche veterinarie che possono
ospitare 31 animali su una superficie di 163
metri quadrati, concentrando la propria attività soprattutto sulla cura degli animali da
compagnia (94% dei compensi).
Le prestazioni erogate, che si rivolgono in
prevalenza a privati (92% dei compensi) constano principalmente di visite ambulatoriali
(43% dei compensi), interventi chirurgici
(17%) ed esami diagnostici (19%). Con riferimento a tale ultima tipologia di prestazione,
si specifica che l’82% dei soggetti del cluster
ottiene l’11% dei compensi da esami diagnostici per immagine (RX, ecografia, endoscopia, TAC, risonanza magnetica). Il numero di
vaccini somministrato è 1.088.
L’attività viene svolta in prevalenza (56% dei
casi) in forma collettiva; la presenza di personale dipendente si riscontra nel 24% dei casi.
La dotazione di beni strumentali è ampia e
comprende: un tavolo operatorio; una lampada scialitica; un carrello; una sterilizzatrice; una centrifuga, un’apparecchiatura per ematologia, liquidi organici, sierologia e batteriologia; un microscopio; un’apparecchiatura
per l’effettuazione di raggi X; un’apparecchiatura per l’anestesia gassosa; un elettrobisturi; un ecografo; un pulsossimetro; un oto/oftalmoscopio; un aspiratore ed un’autoclave.
Inoltre, il 55% dei soggetti dispone di un elettrocardiografo ed, infine, il 32% di un endoscopio.
Laboratori veterinari di analisi (Numerosità: 84) - Questo cluster raggruppa i veterinari che dispongono di un laboratorio di analisi (avente un’ampiezza di 23 mq).
I contribuenti del cluster, che svolgono in prevalenza visite ambulatoriali (41% dei compensi), ottengono il 21% dei propri compensi da
esami diagnostici, tra i quali gli esami diagnostici per immagine (RX, ecografia, endoscopia, TAC, risonanza magnetica), che generano il 18% dei compensi per il 36% dei soggetti. Si segnala inoltre che il 10% dei compensi deriva da interventi chirurgici.
L’area di intervento prevalente è quella degli
animali da compagnia (79% dei compensi),
anche se circa un quarto dei contribuenti del
cluster ottiene quasi la metà dei compensi da
prestazioni relative ad “animali da reddito”.
L’attività viene svolta in prevalenza (71% dei
casi) a titolo individuale; la presenza di personale dipendente si riscontra nel 13% dei casi.
La clientela si compone principalmente di privati (65% dei compensi) e strutture sanitarie
private (studi, ambulatori, cliniche, ospedali,
laboratori di analisi), dalle quali un quarto dei
soggetti ottiene il 71% dei compensi.
un tavolo operatorio; un microscopio; un’apparecchiatura per l’effettuazione di raggi X
per la metà dei soggetti; 2 apparecchiature
per ematologia, liquidi organici, sierologia e
batteriologia per il 46%; una centrifuga per il
45%; un carrello per il 43%; una sterilizzatrice per il 39%; una lampada scialitica per il
38%; un oto/oftalmoscopio per il 37%; un ecografo per il 36%; un’apparecchiatura per
Ambulatori veterinari che si occupano
della cura di animali da compagnia (Numerosità: 3.054) - Il cluster raccoglie ambulatori veterinari disposti su una superficie di 71
metri quadrati che concentrano la propria attività quasi esclusivamente sulla cura degli animali da compagnia (98% dei compensi).
prevalenza a privati (94% dei compensi) constano principalmente di visite ambulatoriali
(57% dei compensi), interventi chirurgici
(14%) ed esami diagnostici (11%). Con riferimento a tale ultima tipologia di prestazione,
si specifica che il 60% dei soggetti del cluster
ottiene l’8% dei compensi da esami diagnostici per immagine (RX, ecografia, endoscopia, TAC, risonanza magnetica). Il numero di
vaccini somministrato è 454.
casi) a titolo individuale; la presenza di personale dipendente si riscontra nel 6% dei casi.
comprende: un tavolo operatorio; una lampada scialitica; un carrello; una sterilizzatrice; una centrifuga; un’apparecchiatura per ematologia, liquidi organici, sierologia e batteriologia; un microscopio; un’apparecchiatura
per l’effettuazione di raggi X; un’apparecchiatura per l’anestesia gassosa; un oto/oftalmoscopio; un elettrobisturi per il 45% dei soggetti; un aspiratore per il 45%; un’autoclave
per il 41%; un ecografo per il 35%; un elettrocardiografo per il 27%; un pulsossimetro
per il 27% ed un endoscopio per l’11%.
Veterinari che svolgono l’attività prevalentemente per il committente principale
(Numerosità: 1.604) - Il cluster si compone di
veterinari che svolgono l’attività prevalentemente per il committente principale (90% dei
compensi). Da segnalare a tal proposito che
la committenza è rappresentata principalmente da strutture sanitarie private (studi,
ambulatori, cliniche, ospedali, laboratori di analisi), fonte dell’89% dei compensi per il
45% dei soggetti, e strutture sanitarie pubbliche (84% dei compensi per il 18% dei soggetti). Si evidenzia inoltre che il 12% dei soggetti del cluster ottiene l’87% dei compensi
da attività in convenzione con il SSN e che il
5% riceve l’86% dei compensi da attività di
assistenza igienico-sanitaria presso aziende
zootecniche e/o allevamenti, svolte in convenzione con associazioni allevatoriali (APA e
ARA). Le principali aree di intervento sono
quella degli animali da compagnia (53% dei
compensi) e quella della zootecnia, comprendente allevamenti e grandi animali in genere
(88% dei compensi per il 32% dei soggetti).
Le attività svolte, piuttosto eterogenee, comprendono la “consulenza, perizia e collaborazione” (84% dei compensi per il 47% dei soggetti), le visite domiciliari o presso allevamenti
(48% per il 35%) e le visite ambulatoriali (54%
per il 24%). La professione viene svolta quasi
esclusivamente a titolo individuale. Nel 52%
dei casi si riscontra la presenza di spazi destinati esclusivamente all’esercizio dell’attività.
l’anestesia gassosa per il 31%; un elettrobisturi per il 30%; un aspiratore per il 30%;
un’autoclave per il 29%; un elettrocardiografo
per il 19%; un pulsossimetro per il 17% ed un
endoscopio per il 17%.
LA CHIRURGIA DELL’APPARATO RESPIRATORIO
Cascina (PI) 25 Novembre 2012
"IL PAZIENTE È ANEMICO, E ADESSO?"
Perugia, 2 Dicembre 2012
Fornire al partecipante tutte le nozioni necessarie per un corretto approccio chirurgico al paziente affetto da malattie dell’apparato respiratorio
9.30 La visita clinica del paziente dispnoico ovvero quanto la fisiologia è importante per localizzare il problema
10.15 Da che parte passo per risolvere il pro-
blema? Solo l'anatomia necessaria.......
Le prime vie aeree: sindrome brachicefalica e paralisi laringea
Concetti generali di chirurgia toracica
La dispnea: è sempre colpa dell’apparato respiratorio? Discussione di
Traumatologia dell’apparato respiratorio: rotture tracheali, pneumotorace,
ernia diaframmatica. Discussione di
Tulip Inn Hotel - Viale Europa 6
ROYAL CANIN: “Nutrizione clinica
del paziente ospedalizzato "
Facoltà di Medicina Veterinaria di Perugia Via San Costanzo 4 - Perugia
CORSO DI BASE PER IL CONTROLLO DELLE MALATTIE OCULARI EREDITARIE
CORSO PROPEDEUTICO AGLI ESAMI DI VERIFICA PER L’ACCESSO AL PANEL ITALIANO FSA-HED
DOMENICA 20 GENNAIO IN COMUNE CON IL CORSO BASE
Sicurezza Alimentare: risorse assegnate,
pianificazione degli obiettivi, risultati ottenuti ed
efficacia dei Servizi per la tutela del consumatore
Food Safety: allocated resources,
objectives’ planning, Services’ results and
consumers’ protection effectiveness
Cremona, 21-22-23 Novembre 2012
Premio Lombardia Eccellente
nell’ambito del Progetto di Internazionalizzazione
della professione medico veterinaria:
Il modello Regione Lombardia
Med Vet, Dipl ECVO, SCMPA,
Dott. Giovanni Barsotti
Med Vet, Dr Ric, SCMPA, Università degli
Dott.ssa Manuela Crasta
Med Vet, Dipl ECVO, Bologna
Dott. Nunzio D’Anna
Med Vet, Dipl ECVO, Dr Ric, Roma
Med Vet, Phd, Dipl ECVP, DIVET,
Med Vet, Dr Ric, SCMPA, Treviso
Med Vet, Phd, Università degli Studi di Milano
Med Vet, Phd, Dipl ECVO, Torino
Dott. Gianluca Rovesti
Med Vet, Dipl. ECVS, Clinica Miller - Cavriago
Corso di base per il controllo
delle malattie oculari ereditarie
Fornire ai medici veterinari interessati l’informazione di base indispensabile per intraprendere un percorso di apprendimento relativo al
settore delle malattie oculari ereditarie.
Indicare le tappe successive per raggiungere
adeguati livelli di competenza per sottoporsi agli
esami di verifica per il Panel Italiano FSA.
Fornire a chi ha già una specifica competenza nel settore delle malattie oculari ereditarie
le informazioni indispensabili per pianificare lo
studio ai fini degli esami di verifica.
Controllare la propria preparazione mediante
autovalutazione esaminando numerosi quadri
clinici presentati dai relatori e/o da iscritti al corso.
La riproduzione selezionata ENCI ed
il controllo delle malattie oculari ereditarie. Protocollo per l’accesso al Panel Italiano FSA (C. Peruccio)
9.30 Aspetti di genetica delle patologie
oculari ereditarie (M. Polli)
11.00 Basi di embriologia, sviluppo dell’occhio ed embriogenesi delle malformazioni oculari ereditarie
11.45 Malattie ereditarie degli annessi e della cornea
14.00 Malattie ereditarie del tratto uveale
14.45 Anomalie del legamento pettinato /
glaucoma (A. Guandalini)
15.30 PPM/Peters’ anomaly - PHTVL /
PHPV (C. Peruccio)
16.45 Malattie ereditarie della lente
17.30 Test genetici (M. Polli)
18.00 Discussione e interpretazione di quadri clinici relativi agli argomenti della
giornata ed autovalutazione
19.00 Termine del programma del primo
9.30 Le PRA ad insorgenza precoce
10.30 Le PRA ad insorgenza tardiva
11.00 Altre retinopatie degenerative ereditarie (C. Peruccio)
11.30 Alterazioni ereditarie del nervo ottico
14.00 Test genetici per le malattie della retina (M. Polli)
14.30 Correlazioni clinico-patologiche delle più importanti malattie oculari ereditarie (C. Giudice)
15.30 Oculopatie ereditarie rilevate in Italia
negli anni 2009-2012
17.00 Discussione e interpretazione di quadri clinici relativi agli argomenti della
19.00 Termine del programma del secondo
Corso propedeutico agli esami di
verifica per l’accesso al Panel Italiano
FSA-HED (domenica in comune con
corso base)
8.30 Le prove di esame per il Panel Italiano
FSA e quelle richieste per il Panel
ESE dell’ECVO:
9.15 La certificazione secondo i protocolli FSA. Verso una valutazione uniforme (C. Peruccio)
10.30 Discussione e interpretazione di immagini relative a quadri clinici controversi ed autovalutazione
LE PARASSITOSI NEI RUMINANTI, DALLA DIAGNOSI AL BENEFICIO ECONOMICO DEL LORO TRATTAMENTO
Il controllo delle malattie parassitarie nei ruminanti rappresenta una disciplina poco
considerata ed affrontata nella pratica quotidiana. Il convegno proporrà gli strumenti da
utilizzare per una diagnosi corretta della malattia (strumento indispensabile per il successo terapeutico) e gli aggiornamenti sui
mezzi e metodiche per monitorare in maniera efficace le parassitosi, sottolineando i
vantaggi economici di cui può beneficiare un
allevamento di ruminanti.
Teramo, Facoltà di Medicina Veterinaria
14.45 Presentazione agli studenti della SIVE e delle
Società Specialistiche - Giorgio Ricardi
15.00 Ecografia addominale - Massimo Magri
17.00 Patologie di interesse medico in riproduzione equina - Viviana Caracciolo
18.30 Termine del seminario
SEMINARIO S.I.R.E.
SEMINARIO S.I.O.C.E.
INCONTRO RISERVATO AI SOCI SIRE
IN REGOLA CON LA QUOTA D’ISCRIZIONE DEL 2012
INCONTRO RISERVATO AI SOCI SIOCE
RELATORI: Mario Antignani, Viviana Caracciolo,
Augusto Carluccio, Alberto Contri, Alessia Gloria,
Sara Nannarone, Denis Necchi, Maria Pia Pasolini,
RELATORI: Andrea Bertuglia, Fernando Canonici,
Raffaello Ciampoli, Francesco Ferrucci,
Maria Fugazzola, Marco Pepe, Paolo Ravanetti,
Marco Salvatori, Giovanni Stancari, Giorgio Strozzi
9.15 Saluto del coordinatore, presentazione della giornata
e del table topic
9.30 Come indurre sedazione e narcosi della fattrice
dall’inseminazione al parto - Sara Nannarone
10.00 Come trattare le lacerazioni perineali - Mario Antignani
10.30 Come trattare le endometriti: stato dell’arte
11.30 Come allestire un Centro di raccolta embrioni e normative
individuali di razza - Viviana Caracciolo
12.00 Come gestire l’artrite settica nel puledro
12.30 Come gestire le deviazioni angolari nel puledro
14.00 TABLE TOPIC: ANTIBIOTICI ED ANTINFIAMMATORI NELLA
TERAPIA DELL’ENDOMETRITE
14.45 Come eseguire la valutazione morfo-funzionale dello
stallone riproduttore - Domenico Robbe/Augusto Carluccio
15.30 Come individuare uno stallone subfertile: procedure
diagnostiche - Alberto Contri
16.30 Come valutare il materiale seminale: tecniche avanzate
17.00 Come allestire il seme per la refrigerazione: impiego di
tecniche diverse - Denis Necchi
17.30 Discussione e valutazione dell’apprendimento
Esame endoscopico e valutazioni
Valutazione dinamica su treadmill delle vie
aeree superiori nel cavallo sportivo
Endoscopia dinamica durante l’esercizio del
cavallo da sport equestre - Fernando Canonici
Rilievi ultrasonografici dei muscoli
cricoaritenoidei in un gruppo di yearling PSI
Casi laringei - Andrea Bertuglia
Protesi laringea - Giorgio Strozzi
Tie-forward nella DDPM - Raffaello Ciampoli
Patologie e terapia dei problemi
dell’epiglottide - Paolo Ravanetti
Impiego del laser a diodi nel trattamento
di alcune affezioni ostruttive delle vie aeree
superiori - Giovanni Stancari
Up date in neurologia laringea equina
Facoltà di Medicina Veterinaria Teramo
I seminari sono gratuiti per tutti i soci SIRE e SIOCE in
regola con l’iscrizione 2012.
Non è richiesta la pre-iscrizione ai seminari.
Gli interessati possono iscriversi direttamente in sede
congressuale presentandosi alle ore 8.30 presso la segreteria.
Segreteria SIVE (Monica Borghisani) - Palazzo Trecchi - Via Trecchi, 20 - 26100 Cremona
Saluto del Moderatore ed inizio lavori
Parassitosi nella bovina da latte: eziologia e diagnosi
Trattamento antiparassitario e beneficio economico nella bovina: stato
Parassitologia ovicaprina: eziologia e
Questionario ECM, consegna attestati e termine della giornata
Puglia - Sardegna Info Regioni
Peste suina: le Asl stanno inviando i report
consentendo un monitoraggio aggiornato
L’obiettivo è superare l’audit della Commissione Europea previsto a Gennaio 2013
ei giorni scorsi, a Cagliari
durante il confronto tra
Regione e associazioni agricole (Confagricoltura,
Cia, Coldiretti e Copagri)
e delle imprese (Confindustria) si è fatto il punto sull’attuazione del
piano straordinario sulla peste suina africana
(Psa). Erano presenti l’assessore della Sanità
Simona De Francisci, il commissario delegato
per l’emergenza Gilberto Murgia (l’Agricoltura, assente per motivi istituzionali l’assessore
Cherchi, era rappresentata dal funzionario
che segue la tematica) e i vertici delle organizzazioni.
Il piano di eradicazione, ha confermato la Regione, procede a tappe forzate, anche perché
la Commissione Ue, come annunciato a settembre a Cagliari, tornerà a gennaio in Sardegna per valutare i risultati raggiunti sul fronte
della lotta alla Psa, pena la chiusura totale del
comparto. Il programma dell’assessorato regionale alla Sanità per verificare l’efficacia dei
controlli Asl negli stabilimenti di macellazione
e di lavorazione delle carni suine della Sardegna nell’ambito delle azioni di contrasto alla
peste suina africana è iniziato il 1 ottobre. Il
programma, che dovrà concludersi a dicembre, prevede controlli condotti dai veterinari
delle Asl e dai funzionari del Servizio prevenzione dell’assessorato. Verrà data priorità a
quelle 20 ditte (macelli, sezionamenti, salumifici) che negli ultimi sei mesi hanno inviato carni o prodotti fuori dal territorio regionale. «Con
questo ulteriore strumento, che mira a combattere anche l’attività di macellazione abusiva - ha detto l’assessore Simona De Francisci - continuiamo a ritmi serrati nel contrasto
alla peste suina. L’obiettivo è debellare la piaga una volta per tutte».
Durante il vertice del 19 ottobre, l’Assessore
De Francisci ha espresso soddisfazione per
le azioni nei confronti delle aziende suinicole
(controllo clinico, anagrafico, sierologico e riscontro dei requisiti di biosicurezza e benessere animale) messe in campo già dai mesi
scorsi contro la Psa: "Sul fronte dei controlli ha spiegato - tutte le Asl stanno inviando i report periodici sugli interventi attuati e ciò con-
su attività zootecniche
l Rapporto del Ministero della Salute sulla situazione ambientale e sanitaria a Taranto, riporta le conclusioni di uno studio esplorativo di
biomonitoraggio umano (20082011). Lo studio, realizzato con l’ISS
e il Dipartimento di Prevenzione della ASL di
Taranto ha riguardato 45 persone che hanno
lavorato come allevatori presso masserie dislocate nel territorio della provincia di Taranto.
La scelta di studiare questa categoria professionale è stata motivata dal rilevamento di alcune non conformità in matrici alimentari campionate dalla ASL di Taranto nel 2008/2009 in
alcune aziende zootecniche della provincia.
Tali non conformità, relative ai tenori di "diossine" in alimenti di origine animale, avevano portato al sequestro e/o all’abbattimento degli animali allevati.
Lo studio conclude che ulteriori studi debba-
no essere condotti con la finalità di caratterizzare adeguatamente l’esposizione degli allevatori (con l’eventuale inclusione dell’esposizione occupazionale determinata dalle attività
agricole) e degli abitanti di Taranto più in generale, agli inquinanti oggetto di questa indagine, anche in termini di analisi delle matrici
ambientali e degli alimenti prodotti e consumati in loco.
Il Rapporto identifica nei microinquinanti organici presenti nel PM10 i principali fattori di
rischio per la salute attribuibili all’attività dello
stabilimento siderurgico, ed evidenziano impatti sanitari differenziati. La deposizione al
suolo di PCDD/Fs e PCB DL e la loro capacità di penetrare nella catena alimentare rende questi composti pericolosi per ingestione
attraverso gli alimenti. Ciò implica la possibilità della loro intercettazione tramite un più
stringente controllo dei prodotti locali dell’agricoltura e dell’allevamento destinati al consumo umano.
Accanto all’intervento di abbattimento delle
concentrazioni del particolato atmosferico,
si rendono necessari a Taranto interventi
preventivi relativi ai rischi per la salute connessi all’inquinamento dell’acqua e delle catene alimentari; anche questi dovrebbero essere accompagnati da un sistematico programma di monitoraggio ambientale, biologico e sanitario.
sente un monitoraggio aggiornato sul fenomeno. Registriamo anche una sensibilità e un
coinvolgimento diversi dei territori e delle comunità, primi soggetti a subire le conseguenze del fenomeno Psa ma anche i primi a poter intervenire perché la peste potrà essere
sconfitta con il contributo di tutti gli attori interessati. Solo così si potrà rilanciare il comparto e valorizzare le nostre produzioni".
Il Corpo forestale e l’Ente foreste stanno contrastando in maniera ancora più incisiva il pascolo clandestino. Sul fronte della sensibilizzazione, importante anche l’opera dei sindaci
di territori ad alto rischio (specie nel Nuorese,
in Ogliastra). Intensificati i controlli in tutta la
Sardegna contro gli allevamenti suini abusivi
e clandestini, in attuazione delle diverse misure che la Regione ha messo in campo per
contrastare la peste suina africana.
E presto alla Giunta regionale sarà portata in
discussione una delibera (degli assessorati
della Sanità, dell’Agricoltura e della Programmazione) con il disegno di legge urgente che
stanzia 6 milioni di euro per finanziare i recinti
e controllare così il fenomeno del pascolo
clandestino dei suini. Il disegno di legge consentirà alla Regione, grazie a un fondo specifico, di finanziare, a favore dei Comuni interessati, la realizzazione di apposite aree recintate per incentivare l’allevamento semibrado
dei suini e contrastare così il pascolo brado
combattendo la peste africana e prevenire la
trichinellosi.
Il tutto per arrivare a gennaio con risultati che
possano convincere la Commissione UE,
quando tornerà per il suo "audit" nell’Isola, a
togliere ogni blocco che danneggia il comparto suinicolo.
fra salute e ambiente
Secondo l’ANMVI è indispensabile
il coinvolgimento sistemico e organizzato della
e conclusioni del Rapporto
presentato dal Ministro Renato Balduzzi colpiscono
l'attenzione dei medici veterinari, nel loro ruolo di tutela
sicurezza alimentare. E i medici veterinari
sono pronti a mettere in campo le loro competenze.
Non va dimenticato, del resto, che il biomonitoraggio - come evidenziato nel Rapporto - è
risultato dal rilevamento di alcune non conformità in matrici alimentari campionate dalla ASL
di Taranto nel 2008/2009 in alcune aziende zootecniche della provincia. Tali non conformità, relative ai tenori di "diossine" in alimenti di origine animale, avevano portato al sequestro e/o
all'abbattimento degli animali allevati.
Secondo l'ANMVI - "è evidente che una professione ponte fra Salute e Ambiente come
la veterinaria, potrà dare un contributo decisivo alle indicazioni che scaturiscono dal
Rapporto ministeriale. I risultati del biomonitoraggio sugli allevatori richiedono, infatti, ulteriori studi sull'esposizione professionale agli inquinanti, ulteriori analisi sugli alimenti
prodotti e consumati in loco e interventi di
prevenzione, oltre che di bonifica, nei confronti delle popolazioni animali degli allevatori
e della catena alimentare".
Due le direzioni da seguire: 1) interventi immediati contro la deposizione al suolo di inquinanti capaci di penetrare nella catena ali-
mentare e di compromettere la sanità pubblica in seguito a ingestione attraverso gli alimenti. Ciò implica la possibilità della loro intercettazione tramite un più stringente controllo dei prodotti locali dell'agricoltura e dell'allevamento destinati al consumo umano; 2)
prevenzione mediante un sistematico programma di monitoraggio ambientale, biologico e sanitario.
A parere dell'ANMVI, "per fronteggiare situazioni, gravissime ed anomale, come quella evidenziata dal Rapporto ministeriale, occorrono interventi straordinari di addestramento e
di preparazione dei Medici Veterinari. Non
solo. Il coinvolgimento del sistema veterinario, pubblico e privato, dovrà diventare sistemico e organizzato in tutte le aree SIN (Siti di
Interesse Nazionale ad elevato rischio inquinamento), senza trascurare un approfondimento sul livello di esposizione professionale
degli stessi veterinari di queste aree e delle
popolazioni animali". (comunicato stampa
ANMVI)
Una possibile diagnosi differenziale
delle masse intestinali
no studio descrive la fibroplasia sclerosante eosinofilica gastrointestinale (FEGSF) in 4 gatti. I segni clinici includevano riduzione dell’appetito, dimagrimento, vomito e diarrea. Le alterazioni
ematologiche includevano lieve neutrofilia (n =
2) e iperglobulinemia con iperproteinemia concomitante (n = 2). Ecograficamente si identifi-
cavano in totale 5 masse solitarie con ispessimento della parete e perdita della stratificazione in stomaco, duodeno, digiuno e colon.
In un gatto, si diagnosticava una seconda lesione separata 3 settimane dopo l’asportazione
chirurgica di una massa.
Istopatologicamente, le lesioni erano caratterizzate da trabecole di collagene e infiltrati infiammatori misti, principalmente eosinofilici. Si
notavano inoltre aree di necrosi multiple che in
2/4 gatti contenevano batteri. In 2 soggetti, alterazioni riferibili a FGESF venivano osservate
anche nel fegato. In tutti i gatti si effettuava la
rimozione chirurgica delle lesioni. Due soggetti
erano vivi al momento della pubblicazione
(43 e 24 mesi dopo la chirurgia). La FEGSF dovrebbe essere considerata nella diagnosi differenziale delle masse intestinali del gatto, concludono gli autori.
“Ultrasonographic and clinicopathological features of feline gastrointestinal eosinophilic
sclerosing fibroplasia in four cats”. Weissman
A, Penninck D, Webster C, Hecht S, Keating
J, Craig LE. J Feline Med Surg. 2012 Oct 16.
CORPI ESTRANEI GASTRICI NEL CANE: UN FATTORE
DI RISCHIO DI DILATAZIONE-TORSIONE?
no studio retrospettivo caso-controllo ha valutato se la presenza di
un corpo estraneo gastrico (gFB)
costituisse un fattore di rischio significativo di dilatazione-torsione gastrica (GDV)
nel cane, quantificando le variazioni della
probabilità di sviluppare GDV associate alla
presenza di un gFB.
Si includevano 118 cani di taglia grande o
gigante trattati chirurgicamente per un episodio di GDV e 342 cani di taglia grande o
gigante (età > 12 mesi) sottoposti a chirurgia addominale per ragioni diverse dalla GDV.
Durante la laparotomia esplorativa, tutti i
cani venivano sottoposti a esame visivo e
palpazione dell’intero apparato gastroen-
terico. Si definiva corpo estraneo il materiale non digeribile o lentamente digeribile palpato durante l’esame dell’apparato
gastroenterico e che causava segni clinici o che fosse > 10 cm di lunghezza o > 2
L’incidenza di gFB era significativamente
superiore nel gruppo di cani affetti da GDV.
La presenza di un gFB, l’età, il peso e la razza pura erano fattori di rischio significativi per GDV. Si calcolavano le odds ratio per
gFB (OR, 4,920), età (OR, 1,157), peso
(OR, 0,958) e razza pura (OR, 4,836).
Nello studio si è riscontrato, concludono
gli autori, che i corpi estranei gastrici
sono un fattore di rischio significativo di
GDV nel cane. Lo studio suggerisce che un
cane di taglia grande o gigante con un gFB
ha una probabilità circa 5 volte superiore
di sviluppare una GDV rispetto a un cane
simile non affetto da gFB. I risultati indicano
che esisteva una forte correlazione tra gFB
e GDV nei cani dello studio. Tuttavia, sono
necessari ulteriori studi longitudinali per determinare se vi sia una relazione causale
tra la presenza di un gFB e lo sviluppo di
GDV nel cane. (M.G.M.)
“Gastric foreign body as a risk factor for gastric dilatation and volvulus in dogs”. Anna
de Battisti, Michael J. Toscano, Luca Formaggini. Journal of the American Veterinary
Medical Association. November 1, 2012,
Vol. 241, No. 9, Pages 1190-1193.
Nuove specie di Mycoplasma associate
a un’epizoozia di polmonite grave
no studio descrive un’epizoozia di malattia respiratoria grave associata a
nuove specie di Mycoplasma nel furetto. Durante il
periodo 2009–2012, una
malattia respiratoria caratterizzata da tosse non
produttiva colpiva circa 8000 furetti di 6-8 settimane d’età importati negli USA da una struttura canadese. Il 95% degli animali si ammalava ma quasi nessuno moriva. Il trattamento
riduceva temporaneamente tutti i segni clinici
tranne la tosse.
L’esame postmortem dei furetti soppressi rivelava una polmonite broncointerstiziale con evidente iperplasia del tessuto linfatico associato ai bronchioli. L’analisi immunoistochimica con
anticorpi policlonali contro Mycoplasma bovis
dimostrava una colorazione intensa lungo l’orletto a spazzola bronchiolare. I campioni del lavaggio broncoalveolare di 12 furetti affetti
contenevano micoplasmi a rapida crescita
fermentanti il glucosio. Il sequenziamento dei
prodotti PCR non consentiva di identificare i micoplasmi ma mostrava che essi erano in gran
parte simili a M. molare e M. lagogenitalium.
I risultati indicano, concludono gli autori, un’associazione causale tra nuove specie di micoplasma e la malattia polmonare emergente.
“Mycoplasmosis in ferrets” Kiupel M, Desjardins
DR, Lim A, Bolin C, Johnson-Delaney CA, Resau JH, et al. Emerg Infect Dis [Internet].
periferici: ruolo
Metodica sensibile, con aspetti potenzialmente
predittivi dell’invasività neoplastica.
Studio su una cinquantina di casi
determinato le modificazioni elettrofisiologiche nei
cani con tumori della guaina dei nervi periferici
(PNST) e ha valutato la prevalenza di queste modificazioni, la relazione tra
l’attività spontanea dei muscoli epassiali e l’invasione prossimale del tumore e infine se la conoscenza delle modificazioni elettrofisiologiche
possa essere di aiuto nella diagnostica per immagini mediante CT o MRI. Si includevano 51
cani con una diagnosi istologica (n = 18) o so-
spetta (33) di PNST.
Soltanto 2 cani su 51 non avevano modificazioni
elettrofisiologiche. I muscoli più frequentemente affetti erano quelli innervati dai nervi radiale,
ulnare, mediano, tibiale-sciatico e peroneale.
Un’attività muscolare abnorme spontanea dei
muscoli epassiali era significativamente più frequente nel gruppo con invasione foraminale o
spinale da parte del tumore. La conoscenza delle modificazioni elettrofisiologiche aumentava l’accuratezza diagnostica della TC.
I risultati suggeriscono, concludono gli autori, che
gli studi elettrofisiologici possono essere sensibili per l’identificazione dei PNST e utili per la diagnosi per immagini. Le anomalie elettromiografiche epassiali sembrano essere predittive dell’invasione intervertebrale o del canale vertebrale
da parte di questo tumore nel cane. (M.G.M.)
“Electrophysiological features in dogs with peripheral nerve sheath tumors: 51 cases (1993–
2010)”. Matthias le Chevoir, Jean Laurent Thibaud, Julien Labruyère, Ane Uriarte, Pauline De
Fornel-Thibaud, Pierre Moissonnier, Françoise
Delisle, Stéphane Blot. Journal of the American
Veterinary Medical Association. November 1,
2012, Vol. 241, No. 9, Pages 1194-1201. ■
Lesioni miocardiche
addominali acute
Presenti e associate alla gravità della malattia,
determinato se vi fossero
evidenze di lesioni miocardiche nei cavalli con
patologie addominali acute. Si includevano 18 cavalli
sani e 69 cavalli con patologie addominali
acute. I cavalli sani venivano assegnati al gruppo 1. I cavalli con patologie addominali acute
venivano assegnati a 3 gruppi: ostruzione con
strangolamento, ostruzione senza strangolamento o malattia infiammatoria (rispettivamente gruppi 2, 3 e 4). All’esame iniziale si determinavano la frequenza cardiaca, l’ematocrito,
il lattato ematico e la troponina I cardiaca (cTnI).
La funzionalità miocardica veniva valutata mediante determinazione ecocardiografica dell’accorciamento frazionale e del tempo di eie-
zione del ventricolo sinistro (LVET). Il ritmo cardiaco veniva valutato mediante ECG.
La proporzione di cavalli con concentrazioni elevate di cTnI (> 0,03 ng/mL) era significativamente
maggiore tra i soggetti con strangolamento (9/25
[36%]) o lesioni infiammatorie (9/19 [47%]), rispetto ai cavalli sani (0/18). La proporzione di
cavalli con concentrazioni elevate di cTnI era significativamente maggiore tra i soggetti che non
sopravvivevano (12/24 [50%]), rispetto ai sopravvissuti (10/45 [22%]).
La concentrazione sierica di cTnI era positivamente correlata a ematocrito, frequenza cardiaca
e lattato ematico, e negativamente correlata a
LVET. Evidenze di lesioni miocardiche si osservavano nei cavalli con patologie addominali
acute, e tali lesioni erano associate alla gravità
della malattia. Il riconoscimento di lesioni miocardiche potrebbe migliorare il trattamento
delle patologie addominali acute nel cavallo, concludono gli autori. (M.G.M.)
«Clinicopathologic evidence of myocardial
injury in horses with acute abdominal disease” Laura C. Nath, Garry A. Anderson, Kenneth W. Hinchcliff, Catherine J. Savage. Journal of the American Veterinary Medical Association. November 1, 2012, Vol. 241, No. 9, Pages 1202-1208.
RIMOZIONE DI URETEROLITI CON APPROCCIO
SUL FIANCO NEL CAVALLO IN STAZIONE
ue cavalli castrati di 11 e 17 anni venivano valutati per il trattamento di
ureteroliti localizzati 10 cm circa
prossimalmente alla vescica. L’ostruzione
ureterale era un reperto incidentale in
uno dei due soggetti, visitato a causa di
un’ostruzione delle vie urinarie e di un calcolo della vescica. Questo soggetto non
presentava evidenze cliniche e di laboratorio di insufficienza renale, benché fosse
evidente una grave idronefrosi all’ecografia addominale. Il secondo paziente aveva una concentrazione sierica di creatinina pari a 6,3 mg/dl (intervallo di riferimento:
0,8-2,2 mg/dl) e una modica idronefrosi del
rene sinistro affetto.
In entrambi i pazienti, l’uretere ostruito
veniva esteriorizzato attraverso un’incisione sul fianco con l’animale in stazione
e il calcolo veniva frammentato e rimosso con una pinza da biopsia uterina introdotta attraverso un’ureterotomia effettuata circa 25 cm prossimalmente al calcolo. Il calcolo vescicale veniva rimosso
mediante litotripsia attraverso un’uretrostomia perineale, estrazione in frammenti e lavaggio. Il cavallo non iperazotemico sviluppava pielonefrite del rene affetto e veniva soppresso a causa delle complicazioni di una nefrectomia 13 mesi più
tardi. Nel soggetto iperazotemico, la
creatinina sierica diminuiva dopo la chirurgia e l’animale ritornava al suo precedente utilizzo. Tuttavia, veniva soppresso
circa 2 anni dopo la chirurgia a causa di
un’insufficienza renale progressiva e si
riscontrava un grosso nefrolita nel rene
destro precedentemente non ostruito.
La tecnica utilizzata per la rimozione dell’ureterolita era efficace in entrambi i cavalli dello studio, non richiedeva un’attrezzatura sofisticata e può essere utile
nelle fasi iniziali dell’ostruzione ureterale
per il ripristino del flusso urinario e della
funzionalità renale, concludono gli autori. L’evoluzione del soggetto con nefropatia unilaterale avanzata non iperazotemico suggerisce che la nefrectomia dovrebbe essere considerata nel trattamento di tali pazienti. (M.G.M.)
“Removal of ureteral calculi in two geldings via a standing flank approach” Jeremy Frederick, David E. Freeman, Robert J. MacKay, Sarah Matyjaszek, Jordan Lewis, L. Chris Sanchez, Stephanie
Meyer. Journal of the American Veterinary Medical Association. November 1,
2012, Vol. 241, No. 9, Pages 1214-1220
16 Dalle Associazioni SIONCOV - SCIVAC
Società di Oncologia
Tumori di testa e collo: tema complesso presentato e affrontato a 360°
l 13-14 ottobre la SIONCOV si è riunita insieme alla SIODOCOV a Cremona, per affrontare un tema di
forte impatto, non solo in oncologia
veterinaria, ma anche in oncologia
umana: i tumori di testa e collo. La
guest star delle due giornate è stato il prof.
David Argyle, oncologo dell’università di Edinburgo ed editore della rivista VCO. David ha
descritto i più comuni tumori di testa e collo
del cane e del gatto da un punto di vista della
presentazione clinica e del comportamento
biologico, per poi dedicarsi al gold standard
La chirurgia dei tumori di questa regione è
stata affrontata da 3 chirurghi: Daniela Murgia
(Animal Health Trust, UK), Damiano Stefanello
(UniMI) e Carlo Maria Mortellaro (UniMI), che
hanno dato spunto per vivaci discussioni con
Edoardo Auriemma (Istituto Veterinario di No-
vara) ha affrontato il tema complesso della
diagnostica per immagini per inquadrare l’estensione locale e a distanza del tumore.
Sempre più interessante anche per i clinici è
l’input che viene dai patologi: Giuliano Bettini
(UniBO) ha intrattenuto i partecipanti con i
nuovi marker immunoistochimici che sono a
disposizione, utili non soltanto per accertare
l’origine della neoplasia, ma anche (in alcuni
casi) per ottenere informazioni prognostiche.
Julia Buchholz (Animal Oncology and Imaging
Center, CH) ha delucidato l’importante ruolo
della radioterapia nella gestione dei tumori di
testa e collo, mentre Laura Marconato (Centro Oncologico Veterinario) ha mostrato i risultati di un trial clinico per il trattamento del carcinoma squamoso del gatto nella specie felina.
Ha chiuso le due giornate Marianna Ricci (Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e
la Cura dei Tumori), che ha mostrato divergenze e punti in comune tra uomo e animale,
enfatizzando le nuove procedure terapeutiche
multimodali.
La discussione critica di un lavoro scientifico
(Journal Club) è stata portata avanti da Piergiorgio Fiorentin, mentre Alessio Pierini e Filippo Scarpa hanno brillantemente presentato due comunicazioni brevi, che hanno stimolato la curiosità e i commenti del pubblico.
Il prossimo incontro, ma si parla ormai già di
2013, tratterà il tema delle metastasi.
INTERNA A BELGRADO
CIVAC in collaborazione con SASAP (Serbian Association of Small
Animal Pratictioners) ha organizzato un Corso di medicina Interna che si
è tenuto a Belgrado dal 12 al 14 Ottobre
e che ha visto come relatori Walter Bertazzolo e Federico Fracassi. I due Italian
speakers hanno affrontato argomenti
importanti fra i quali ricordiamo Patologia clinica, le pancreatiti, la sindrome di
Cushing. Le parti pratiche che si sono alternate alle lezioni teoriche, sono state
molto istruttive e si sono svolte dividendo i partecipanti in piccoli gruppi di lavoro per un migliore confronto su casi clinici presentati. I 40 partecipanti, provenienti prevalentemente dall’Est Europa, i
relatori, il Comitato organizzativo SASAP
e gli sponsor, sono stati decisamente
soddisfatti dell’evento. SASAP ha inoltre
dichiarato che questo corso è da considerarsi il primo di una lunga serie di eventi che saranno organizzati per garantire la Continuing Education in Serbia.
18 Dalle Associazioni ANVU
I veterinari UNIRE chiedono risposte
e certezze sui pagamenti
L’insolvenza dura da mesi. Inevase le spettanze su prestazioni già eseguite
Presidente ANVU
’ANVU, Associazione Nazionale Veterinari Unire, rappresenta la maggior parte dei
medici veterinari incaricati
dall’Unire ieri ed oggi dall’ASSI nelle funzioni di con-
trollo e vigilanza del benessere del cavallo
sportivo nelle corse al trotto ed al galoppo negli ippodromi italiani e nell’ambito di quanto
disposto dall’anagrafe degli equidi per il controllo della produzione dei cavalli sportivi italiani.
Questo avviene ormai da tanti anni, per alcuni
di noi quasi venti, periodo nel quale il nostro
lavoro e le relative problematiche connesse
alla nostra attività professionale sono state
ampiamente condizionate da questa scelta
Alla grande situazione di incertezza che sta
vivendo ormai da anni l’intero comparto ippico, abbiamo sempre risposto con un impegno quotidiano e puntuale sia nella nostra
presenza in ippodromo, che nell’espletamento di tutte quelle funzioni che fanno parte del-
le incombenze previste dall’anagrafe degli equidi.
Abbiamo rispettato i tempi veramente ristretti
imposti dalla stessa normativa sull’anagrafe
nell’espletamento degli incarichi, sette giorni,
e ci siamo ritrovati spesso a fine mese a non
sapere ancora in quale ippodromo saremmo
stati incaricati il mese successivo, anticipando sempre e comunque tutte le spese di trasferimento connesse ai vari incarichi.
La consapevolezza di attraversare un difficile
momento di transizione, ci ha portato gradatamente ad accettare come categoria tutta una serie di ridimensionamenti economici, che
abbiamo considerato come un nostro segnale e piccolo contribuito, visto quel poco che
conta la nostra voce costi, per dare un altro
po’ di ossigeno a tutto un comparto in crisi.
Abbiamo così, in questi ultimi anni, continuato ad accompagnare, con la regolare puntualità di sempre, il cavallo sportivo dal controllo
alla nascita fino all’ingresso in pista, mentre
via via si allungavano sempre più i tempi del
pagamento delle nostre prestazioni e del recupero delle spese anticipate, spesso con ritardi di svariati mesi, in alcuni casi anche di
Quasi sempre non siamo stati informati sullo
stato delle cose, e abbiamo dovuto fare i conti con un’irregolarità nei pagamenti che è diventata una prassi continua, come se così
fosse normale, e strano invece richiedere il rispetto di una maggiore puntualità ed informazione.
Ad oggi, 24 ottobre 2012, non ancora ci è
dato sapere quando sarà disposto il pagamento delle nostre spettanze che dovevamo
percepire nel mese di settembre, che poi
contengono prestazioni effettuate nel mese di
agosto e rimborsi spese che si riferiscono al
mese di giugno o ancora precedenti.
Non capiamo perché non si venga informati a
riguardo e non vengano date delle indicazioni
sui tempi possibili e sulle motivazioni di tutto
Non capiamo inoltre perché non si tenga nel
debito conto il fatto che non si può continuare a far funzionare un settore contando sulle
continue anticipazioni di chi ogni giorno tra allevatori, allenatori, proprietari, guidatori, fantini, artieri ed addetti come noi al controllo ed
alla disciplina delle corse, continua a mettersi
in strada per raggiungere i vari ippodromi ed i
vari allevamenti o centri di allenamento.
Chiediamo pertanto a chi di competenza di
fornirci delle spiegazioni per tutto questo, e di
rispettare comunque il più possibile tempi e
regolarità nei pagamenti. Tutti noi non possiamo ulteriormente sostenere una situazione di
questo tipo, non è giusto e comunque non ne
abbiamo più la forza.
Il Ministero della Salute ha elaborato un manuale
con la collaborazione del Centro di referenza per
l’ittiopatologia
l Ministero della Salute ha emanato
indicazioni per le buone pratiche
igieniche ai sensi dell’articolo 10
del DLvo 148/2008. Il decreto
148/2008 attua la Direttiva 2006/
88/CE relativa alle condizioni di
polizia sanitaria applicabili alle specie animali
d’acquacoltura e relativi prodotti, nonché alla
prevenzione di talune malattie degli animali acquatici e alle misure di lotta contro le medesime. All’articolo 10 prevede l’attuazione di
buone pratiche igieniche per evitare l’introduzione e la propagazione di malattie. La disposizione è requisito anche ai fini dell’ottenimento
dell’autorizzazione sanitaria.
dei Farmaci Veterinari ha predisposto un vero
e proprio manuale di buone prassi igieniche, che
costituisce lo strumento per aiutare gli operatori che lavorano nell’ambito dell’acquacoltura ad applicare pratiche corrette in materia di
igiene, considerando le problematiche relative
alla gestione dell’intero processo produttivo, dall’approvvigionamento del materiale vivo alla consegna del prodotto finito, compresa la gestione degli impianti e delle attrezzature.
Il manuale - che è stato elaborato dal Ministero
della Salute in collaborazione con il Centro di
referenza dell’ittiopatologia - pone l’accento sulle misure di biosicurezza.
ESCE L’EUS ENTRA
al 1 gennaio 2013 gli Stati Membri
si dovranno conformare alla Direttiva 2012/31/UE che ha disposto la soppressione della registrazione
della sindrome ulcerativa epizootica, che
era inserita nell’elenco delle malattie esotiche di cui all’allegato IV, parte II, della direttiva 2006/88/CE. La soppressione
fa seguito al parere scientifico del 15
settembre 2011 con il quale l’EFSA conclude che l’impatto di questa sindrome
(EUS) sull’acquacoltura dell’Unione è ridotto o nullo. Probabilmente l’EUS è stata ripetutamente introdotta nell’Unione
attraverso pesci ornamentali importati
da paesi terzi e che tali pesci potrebbero
essere stati immessi nelle acque dell’Unione. Date le circostanze e in considerazione del fatto che non sono stati segnalati focolai di EUS nell’Unione, non vi
sono elementi che indichino che l’EUS
possa influire negativamente sull’ambiente. Tolta l’EUS dall’elenco delle malattie esotiche, la Commissione ha invece disposto l’ingresso dell’hirame (Paralichthys olivaceus) all’elenco delle specie
sensibili a setticemia emorragica virale.
Infatti, sono stati confermati focolai clinici della malattia in alcune regioni dell’Asia.
Sanità animale Attualità
20 Parlamento Servizi Veterinari
Comunitaria 2012:
sì all’“igienista per alimenti”
L’obiettivo è contrastare il ridimensionamento del ruolo veterinario
a Commissione Igiene e Sanità del Senato si è espressa su residui e ispezione
delle carni. Sì all’"igienista
per alimenti". Il parere è stato formulato al termine del-
l’esame della Legge Comunitaria 2012, approvata dalla Camera dei Deputati.
Nel documento si legge che, in materia di revisione delle misure di controllo di talune sostanze e dei relativi residui negli animali vivi e
nei loro prodotti, "è importante che il Gover-
no mantenga una posizione orientata al mantenimento di un numero minimo di controlli
obbligatori".
Inoltre, "è necessario che il Governo italiano
contrasti, in sede di modifica del regolamento (CE) 854/2004 concernente la revisione
CENTRO AFFARI E CONGRESSI - AREZZO
dell’ispezione delle carni, l’intenzione, sostenuta dalla Commissione e dalla maggioranza
dei Paesi europei, di ridimensionare il ruolo
del veterinario quale responsabile dell’ispezione delle carni".
Il parere prosegue giudicando "indispensabile, invece, assicurare la presenza ed il ruolo
specializzato di «igienista degli alimenti» del
veterinario ufficiale nel macello, funzionale all’economia del Paese ed alla tutela degli interessi di molti soggetti diversi, tra cui gli animali da produzione, il consumatore, l’industria di macellazione, gli allevatori, i veterinari
privati, nonché l’autorità competente".
’art. 4 del Dl Balduzzi interviene
positivamente sulla governance e sull’organizzazione dei Servizi
A spiegare la portata
D.Lvo 502/92 è l’On. Rodolfo Viola, firmatario - insieme all’On. Gianni Mancuso di un emendamento poi confluito nel testo approvato dalla Camera dei Deputati.
"Pur con qualche limatura - ha commentato l’On. Viola - il Governo ha accettato
l’emendamento presentato che tende a
ribadire in modo inequivocabile il ruolo di
responsabilità e di assoluta autonomia
dei servizi di sanità pubblica veterinaria
e di sicurezza alimentare nell’ambito del
dipartimento di prevenzione".
"Sollecitati dal mondo della sanità pubblica veterinaria - ha proseguito il Collega parlamentare - siamo intervenuti infatti per chiarire il dettato dell’Art. 7 quater del D.L.vo 502/92, interpretato nell’ultimo periodo da alcune regioni in maniera restrittiva e con grave perdita di autonomia dei Servizi Veterinari. Abbiamo
colto questa possibilità per dare corso
ad un impegno che avevamo chiesto al
Governo alcuni mesi fa con un’interrogazione a prima firma della collega Amalia
Schirru, che ringraziamo per la sensibilità dimostrata in materia di organizzazione dei servizi veterinari del SSN". All’interrogazione aveva risposto favorevolmente il Sottosegretario Adelfio Elio
Gli effetti attesi del provvedimento contemplano anche la possibilità di evitare,
d’ora in poi, "le ricorrenti incursioni nell’organizzazione dei servizi veterinari".
PER ULTERIORI INFORMAZIONI: SEGRETERIA CONGRESSUALE SIVE
Tel. 0372/403502 - Fax 0372/457091 - E-mail: info@sive.it - Web: www.sivecongress.it
VETERINARIA 33| 2012
Al via le iscrizioni per la seconda
edizione de “Il mese del cucciolo”
L’iniziativa pensata da Purina Pro Plan e volta a sensibilizzare i proprietari di pet sull’importanza
della figura del Medico Veterinario
Per aderire all’iniziativa per ogni Medico
Veterinario sarà sufficiente collegarsi al
sito www.ilmesedelcucciolo.it (area Veterinari) per le indicazioni e per iscriversi
e ricevere i kit da dare ai propri clienti.
al 5 ottobre al 30 novembre sarà possibile iscriversi alla seconda edizione dell’iniziativa pensata
da Purina con il marchio
Pro Plan, per valorizzare
la figura del medico veterinario come garante
della salute del cane e la corretta nutrizione
sin da cuccioli. Il progetto ha coinvolto lo
scorso anno circa 3.000 strutture Medico Veterinarie e oltre 30.000 proprietari di cuccioli,
e ha visto l’attivazione di oltre 3.700 polizze
Dopo il grande successo della prima edizione, Purina è orgogliosa di annunciare la seconda edizione del “Mese del Cucciolo”,
e l’apertura, a partire da ottobre, della
campagna adesioni rivolta ai Medici Veterinari che desiderano partecipare con la propria struttura. L’iniziativa è promossa da Purina con il brand Pro Plan e con la collaborazione della Federazione Nazionale Ordine Veterinari Italiani (FNOVI) e dell’Associazione
Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI).
Con questa attività Purina rinnova il proprio
impegno a sensibilizzare i proprietari di pet
sull’importanza della figura del Medico Veterinario e di una corretta nutrizione, cura ed educazione fin dai primi passi, per il benessere
“Riconosciamo da sempre il ruolo fondamentale che il Medico Veterinario riveste per la salute del pet, insieme a quello della nutrizione
corretta sin dai primi passi: è in questo contesto che nasce la nostra iniziativa - pensata
per un momento cruciale come l’arrivo di un
cucciolo in famiglia - che pone il Medico Veterinario al centro del benessere del cane e
valorizza l’importanza di una corretta relazione, della cura e della nutrizione specifica e bilanciata per stile e stadio di vita, che garantisca al cane una vita più sana e più longeva”
ha commentato Ilenia Ruggeri, Direttore della
Business Unit Specialist di Nestlé Purina.
Il progetto prevede che ogni proprietario di
cucciolo che effettui una visita veterinaria al
neo-arrivato in una delle strutture medico veterinarie aderenti nel periodo fra il 15 gennaio
e il 15 febbraio 2013 *, riceverà l’esclusivo kit
Cucciolo Purina Pro Plan: quest’ultimo, oltre a contenere informazioni utili per prendersi
cura del proprio pet, offrirà anche l’esclusiva
Assicurazione Sanitaria Purina gratuita
della durata di 9 mesi - che solo i Medici Veterinari aderenti all’iniziativa possono offrire. Inoltre, conterrà una prova prodotto Purina
Pro Plan Puppy OptiStart, la linea - unica
sul mercato - sviluppata da Purina e arricchita con Colostro - che favorisce lo sviluppo del
sistema immunitario del cane nei suoi primi
“Siamo certi di replicare e superare il successo dello scorso anno, e di aiutare le migliaia
di nuovi proprietari di cuccioli a intraprendere
il giusto percorso di salute per i propri cani”
ha concluso Ilenia Ruggeri, Direttore della Business Unit Specialist di Purina.
Seguiranno ulteriori dettagli sull’iscrizione, nel
frattempo è disponibile il sito www.ilmesedelcucciolo.it o il Numero Verde Purina per Voi
22 Calendario attività Dal 16 novembre al 16 dicembre
CORSO SIMV / ANMVI
INCONTRO SOVI / SIMEF
INCONTRO SIATAV IN COLLABORAZIONE CON SIMV
(SOCIETÀ ITALIANA MANAGEMENT VETERINARIO)
INCONTRO REGIONALE SIVAE / SCIVAC FRIULI
VEN.GIULIA IN COLLABORAZIONE CON SCIVAC
SICUREZZA ALIMENTARE: RISORSE ASSEGNATE, PIANIFICAZIONE DEGLI OBIETTIVI, RISULTATI OTTENUTI ED EFFICACIA DEI SERVIZI PER LA TUTELA DEL CONSUMATORE - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 ECM: Rich. Accr. - Per info: Erika Taravella - Segr. ANMVI International - Tel. 0372/403509 - E-mail: erika.taravella@evsrl.it
1° IT. MEDICINA D’URGENZA: II PARTE - MEDICINA D’URGENZA 2 - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via
Trecchi, 20 - ECM: 27,3 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Corsi, Congressi e Seminari - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it
Crediti non previsti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail:
Park Hotel, Roma - Via Appia Nuova 934 - ECM: Accreditamento ECM non previsto - Per informazioni: Paola
TUTTO QUELLO CHE DEVI SAPERE IN DERMATOLOGIA NELLA TUA ATTIVITÀ PRATICA: INCONTRA FEDERICO LEONE - Genova, Villa Ronco - Via Nino Ronco 31 - ECM: No ECM - Per info: Monica Borghisani - Segr.
Del. Regionali SCIVAC e Corsi Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it
INCONTRO IN COLLABORAZIONE CON SIRE
INCONTRO IN COLLABORAZIONE CON SIOCE
VIE AEREE SUPERIORI - Teramo, Facoltà di Medicina Veterinaria - Piazza Aldo Moro, 45 - ECM: Crediti non previsti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it
info: Erika Taravella - Segr. Società Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it
QUANDO L’EMERGENZA È AUTENTICA E L’INTERPRETAZIONE DEI DATI NON È SEMPLICE - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Non richiesto accreditamento ECM - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Società Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it
LA CHIRURGIA DELL’APPARATO RESPIRATORIO - ECM: No ECM - Per informazioni: Monica Borghisani Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC e Corsi Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it
3° IT. DIAGNOSTICA PER IMMAGINI: III PARTE - RADIOLOGIA DEL TORACE - Centro Studi SCIVAC,
Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento per 37,4 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti
- Segreteria SCIVAC - Corsi, Congressi e Seminari - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it
3° IT. CHIRURGIA: I PARTE - CHIRURGIA 1 - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto
Accreditamento per 23,5 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Corsi, Congressi e
(NA) - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Orioli - Segreteria Scientifica AIVEMP Tel. +39 0372 403541 - E-mail: segreteria@aivemp.it
ARGOMENTI DI NEUROLOGIA FELINA - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Non richiesto accreditamento ECM - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Società Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372
TECNICHE DI ANESTESIA TOTALMENTE INTRAVENOSA (TIVA) - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via
Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento per 15,3 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria
IL PAZIENTE È ANEMICO E ADESSO? UNA GUIDA SEMPLICE ALL’APPROCCIO DELLE ANEMIE NELLA PRATICA AMBULATORIALE - Università di Perugia, Facoltà di Medicina Veterinaria - ECM: No ECM - Per info: Monica Borghisani - Segr. Del. Regionali SCIVAC e Corsi Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it
CORSO AIVEMP IN COLLABORAZIONE CON IZS
DEL MEZZOGIORNO, PORTICI
INCONTRO SINVET / SIMEF
15 - 16 DIC
LE PARASSITOSI NEI RUMINANTI, DALLA DIAGNOSI AL BENEFICIO ECONOMICO DEL LORO TRATTAMENTO - Hotel Cecere, Mottola (Ta) - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Orioli - Segreteria Organizzativa, Scientifica e Marketing - Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it
INCONTRO SIATAV - LA SOSTENIBILITÀ DELL’ANESTESIA VETERINARIA: COSTI, BENEFICI E GESTIONE
- Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Non Richiesto accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Società Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it
QUANDO L’ECOGRAFIA È URGENTE: L’ECOTOMOGRAFIA NELLE SITUAZIONI DI EMERGENZA - Roma ECM: No ECM - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC e Corsi Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it
LA TANTO TEMUTA NEUROLOGIA NEL GATTO - Palagarden Roges di Rende (CS) - VIA Tevere, c/o Parco Robinson - ECM: No crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC e Corsi Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it
4° IT. OFTALMOLOGIA: I PARTE - LA VISITA OCULISTICA. PATOLOGIE DELLE PALPEBRE, DEGLI ANNESSI, DELLA CORNEA,
DELLA SCLERA E DELL’ORBITA. CITOLOGIA OCULARE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Rich. Accr. per
29,1 Crediti - Per info: Paola Gambarotti - Segr. SCIVAC - Corsi, Congr. e Sem. - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it
2° IT. PATOLOGIA CLINICA: I PARTE - PATOLOGIA CLINICA NELLA DIAGNOSI DELLE PATOLOGIE GASTROENTERICHE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento per 27,3 Crediti - Per info:
Paola Gambarotti - Segr. SCIVAC - Corsi, Congr. e Seminari - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it
1° IT. ONCOLOGIA: V PARTE - TUMORI DELL’APPARATO RESPIRATORIO, URINARIO E DI VARIA DERIVAZIONE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento per 32,5 Crediti - Per
info: Paola Gambarotti - Segr. SCIVAC - Corsi, Cong. e Seminari - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it
7° SKIVE RESORT MEETING - Art Hotel Cappella - Alta Badia (BZ) - Str. Pecei, 17 - ECM: Non richiesto - Per
informazioni: Monica Borghisani - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it
CORSO INTRODUTTIVO ALL’ANESTESIOLOGIA - Novotel Bologna San Lazzaro, Bologna - Via Villanova, 31 ECM: Accreditamento ECM non previsto - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Corsi, Congressi e Seminari - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it
Chiuso in stampa il 29 ottobre 2012
pancreatica irregolare
Il gatto svilupperà sicuramente HCM prima dell’anno di vita.
Il gatto svilupperà
difficilmente HCM durante la
Il gatto potrà sviluppare HCM
completato lo sviluppo
Iperecogenicità del
grasso peripancreatico
Incontro SCVI: “Le ghiandole
dell’apparato gastro-enterico a
volte dimenticate. La
pancreatite: medicina e
chirurgia a confronto e le
patologie delle ghiandole
salivari” - Cremona, Settembre
Aumento di volume del
2) Se il risultato al test genetico HCM (Meurs) è N P:
1) In caso di pancreatite nel cane quali segni ecografici sono visibili?
La professione Veterinaria 36-2012