Source: https://www.rivistadeldirittocommerciale.com/fascicoli/1979-numero-7-12/
Timestamp: 2019-05-22 08:59:34+00:00
Document Index: 86321626

Matched Legal Cases: ['art. 1396', 'art. 700', 'art. 2377', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 1467', '§ 3', 'art. 429']

Regime di circolazione degli autoveicoli e problemi di costo sociale degli incidenti (MARIO BESSONE)
Annata 1979 •et; Fascicolo 7-12 •et; Pagina 329
CORTE DI CASSAZIONE - 6 gennaio 1979, n. 55
Modificazione o estinzione. Criteri di opponibilità ex art. 1396 cod. civ. Applicabilità anche alla rappresentanza passiva. Onere della prova a carico del rappresentante.
Annata 1979 •et; Fascicolo 7-12 •et; Pagina 229
TRIBUNALE DI GENOVA - 5 aprile 1978
Danni alla persona del cliente durante una rapina. Responsabilità della banca. Insussistenza.
Annata 1979 •et; Fascicolo 7-12 •et; Pagina 293
TRIBUNALE DI BOLOGNA - 10 aprile 1979
Clausola di gradimento. Nullità della clausola. Limiti.
PRETURA DI ROMA - 17 ottobre 1977 (ordinanza)
Ricorso ex art. 700 cod. proc. civ. per inibizione di assemblea nonché per revoca di amministratore. Inammissibilità.
Annata 1979 •et; Fascicolo 7-12 •et; Pagina 337
CORTE DI CASSAZIONE - 2 settembre 1978, n. 4023
Versamento a titolo di caparra. Incompatibilità con la natura definitiva del contratto. Insussistenza. Presupposto di caparra confirmatoria. Non contemporaneità tra conclusione e completa esecuzione del contratto.
Annata 1979 •et; Fascicolo 7-12 •et; Pagina 203
CORTE DI CASSAZIONE - 19 dicembre 1978, n. 6085
Socio accomandante Divieto di ingerenza. Interesse tutelato. Conseguenze della violazione del divieto. Diritto di regresso dei soci accomandatari nei confronti del socio accomandante ingeritosi.
Annata 1979 •et; Fascicolo 7-12 •et; Pagina 215
Sulla non convalidazione del marchio in caso di conflitto con marchio anteriore registrato (GIUSEPPE FERRI)
Marchio debole. Confondibilità. Convalidazione, Marchio precedente registrato. Inammissibilità.
Annata 1979 •et; Fascicolo 7-12 •et; Pagina 235
TRIBUNALE DI UDINE - 18 aprile 1979
Ammissione alla procedura di società controllata. Dichiarazione di fallimento di altra società controllata. Unicità di organo amministrativo. Estensione della procedura.
Annata 1979 •et; Fascicolo 7-12 •et; Pagina 333
PRETURA DI PERUGIA - 18 marzo 1978
Annata 1979 •et; Fascicolo 7-12 •et; Pagina 343
Ora anche la cassazione francese nega la ripetibilità del pagamento di effetti commericiali falsi nei confronti del ricevente in buona fede (FILIPPO CHIOMENTI)
Annata 1979 •et; Fascicolo 7-12 •et; Pagina 386
DE GIORGI M. V., I patti sulle successioni future (GIOVANNI BATTISTA FERRI)
Annata 1979 •et; Fascicolo 7-12 •et; Pagina 393
CORTE DI CASSAZIONE - 10 luglio 1978, n. 3446
Concorrenza sleale per denigrazione. Attività denigratoria di persona diversa dall'imprenditore. Indirettamente riferibile all'imprenditore. Sussistenza.
Annata 1979 •et; Fascicolo 7-12 •et; Pagina 197
CORTE DI CASSAZIONE - 29 novembre 1978, n. 5643
Ammissione di nuovi soci. Presupposti per l'acquisto della qualità di socio. Prestazioni accessorie. Modificazioni. Consenso del socio. Necessità. Deliberazione a maggioranza. Impugnabilità a norma dell'art. 2377 cod. civ.
Annata 1979 •et; Fascicolo 7-12 •et; Pagina 207
CORTE D'APPELLO DI PERUGIA - 8 febbraio 1979 (decr.)
Adeguamento tardivo del capitale sociale ai nuovi minimi. Deliberazione assembleare unanime. Omologabilità. Nomina del liquidatore. Irrilevanza.
Annata 1979 •et; Fascicolo 7-12 •et; Pagina 253
TRIBUNALE DI TORINO - 27 febbraio 1978
Socio accomandante. Cessione della quota. Consenso del socio accomandatario. Non necessario. Frazionamento della quota. Ammissibilità. Accomandatario nominato amministratore con atto separato. Revoca. Inammissibilità.
Annata 1979 •et; Fascicolo 7-12 •et; Pagina 285
TRIBUNALE DI BOLOGNA - 3 marzo 1979
Trasferimento di tutte le quote sociali come trasferimento del patrimonio sociale. Fondo rustico. Unico bene della società. Prelazione e riscatto. Insussistenza.
Annata 1979 •et; Fascicolo 7-12 •et; Pagina 313
TRIBUNALE DI MILANO - 19 marzo 1979
Natura giuridica. Non sono società di professionisti. Contratto per esecuzione di opere di ingegneria. Contratto di appalto e non di prestazione di opera intellettuale.
Annata 1979 •et; Fascicolo 7-12 •et; Pagina 319
Riduzione del capitale per perdite attuato con deliberazione dell'assemblea ordinaria (GIUSEPPE FERRI)
Riduzione del capitale sociale per perdite. Deliberazione dell'assemblea ordinaria. Omologazione e pubblicazione. Necessità.
Annata 1979 •et; Fascicolo 7-12 •et; Pagina 275
Nome geografico e marchio d'impresa (GIOVANNI DI GIANDOMENICO)
1. Il problema del nome geografico nella dottrina e nella giurisprudenza. -- 2. Possibile qualificazione giuridica del nome geografico. -- 3. Applicazione e disciplina di tale qualificazione. -- 4. Il brevetto per marchio geografico come atto di concessione amministrativa su un bene demaniale immateriale. -- 5. Preuso o marchio di fatto del nome geografico. -- 6. Conclusioni.
Annata 1979 •et; Fascicolo 7-12 •et; Pagina 360
Sulla cedibilità del diritto di riscatto (BRUNETTO CARPINO)
Diritto di riscatto. Cedibilità da parte del venditore. Inammissibilità.
Annata 1979 •et; Fascicolo 7-12 •et; Pagina 245
La responsabilità della Casa d'asta nei confronti dell'acquirente (VINCENZO TERRANOVA)
Servizio di vendite all'asta. Natura giuridica del rapporto con l'acquirente. Attribuzione dell'opera ad un autore. Mancanza della più elementare prudenza. Responsabilità della casa d'asta. Clausola di esonero. Nullità.
Annata 1979 •et; Fascicolo 7-12 •et; Pagina 261
Il fallimento dell'imprenditore fallito (SERAFINO GATTI)
Fallimento dell'imprenditore fallito. Ammissibilità.
Annata 1979 •et; Fascicolo 7-12 •et; Pagina 303
Teorie negoziali, principi generali e principi costituzionali (UMBERTO SALVESTRONI)
1. La recente contestazione nello strumento negoziale; il rilievo di diritto positivo della sua struttura e la riaffermazione della sua funzione. --- 2. Il ruolo dei principi generali, ispiratori delle varie teorie negoziali. Negozio giuridico, autonomia privata e legittimazione. -- 3. Analisi della critica delle teorie negoziali, come espressive soltanto di interessi individuali. Il rilievo delle classi sociali e quello degli interessi collettivi. -- 4. Il ruolo dei principi costituzionali. In particolare, dell'utilità sociale di cui all'art. 41 Cost. -- 5. Utilità sociale e fini sociali, nell'art. 41 Cost. Richiamo degli elementi negoziali della causa e dei motivi. Iniziativa economica, imprese ed operazioni economiche negoziali e non imprenditoriali. -- 6. Il problema della tutela dell'utilità sociale nei fenomeni negoziali. Rilievo sussidiario dei principi generali e dei principi costituzionali. Contratti di massa, controllo sociale e interesse diffuso a far valere la nullità per contrasto con l'utilità sociale. -- 7. La gerarchia dei principi costituzionali riguardanti il diritto privato dell'economia. Libertà individuale e utilità sociale. Personalismo, solidarismo e vitalità dello strumento negoziale. Principio di solidarietà, utilità sociale e c.d. ordine pubblico economico.
Offerta in restituzione e deposito della cambiale: condizioni dell'azione causale o presupposti processuali? (UMBERTO SALVESTRONI)
Azione causale. Offerta di restituzione e deposito. Presupposti processuali. Sussistenza al momento della proposizione della domanda. Necessità. Fideiussione. Eccezione di improcedibilità della azione causale. Ammissibilità.
Annata 1979 •et; Fascicolo 7-12 •et; Pagina 181
I prodromi di un diritto bancario comunitario (ALESSANDRO COSTA)
1. Premessa. L'istituto di credito negli Stati della CEE. -- 2. Il diritto di stabilimento nel Trattato di Roma. -- 3. Libertà di prestazione di servizi: significato. -- 4. Attuazione della liberalizzazione dello stabilimento e dei servizi dopo le sentenze Reyners e Binsbergen della Corte di Lussemburgo. -- 5. I soggetti beneficiari del diritto di stabilimento e prestazione di servizi nel progetto del '65 e nella direttiva del '73. -- 6. Le attività liberalizzate. -- 7. I servizi esclusi dalla regolamentazione del '73. -- 8. Le restrizioni da sopprimere. -- 9. L'iscrizione alle associazioni professionali. -- 10. Titoli e certificati di onorabilità ed assenza di fallimento. -- 11. Considerazioni conclusive sulla direttiva di stabilimento. -- 12. La prima direttiva di coordinamento delle discipline nazionali: nozione di istituto di credito. -- 13. Il principio dell'autorizzazione all'esercizio. -- 14. Il regime delle succursali di istituti « comunitari ». -- 15. Trattamento delle sedi secondarie di istituti «non comunitari ». -- 16. La nascita di parametri comunitari di controllo della liquidità e solvibilità delle aziende di credito. -- 17. Il Comitato di Contatto fra le autorità nazionali di controllo del credito. Rapporti tra la Comunità e le amministrazioni nazionali del settore. -- 18. Particolarità della struttura ed ampiezza dei poteri del Comitato di Contatto. -- 19. Conclusioni.
Il problema delle clausole monetarie tra autonomia e controllo (ENRICO QUADRI)
INDICE-SOMMARIO I. CLAUSOLE MONETARIE E ADEGUAMENTO MONETARIO DELLA PRESTAZIONE 1. Principio nominalistico e adeguamento monetario della prestazione. 2. I diversi piani dell'adeguamento monetario e la progressiva espansione dell'intervento legislativo. 3. Interdipendenza tra i diversi strumenti di adeguamento, con parti colare riferimento alle interferenze tra la giurisprudenza in materia di sopravvenienza e quella sulla liceità delle clausole monetarie. 4. L'applicazione giurisprudenziale dell'art. 1467 cod. civ. in relazione alla svalutazione della moneta. 5. La diffusione del fenomeno delle clausole monetarie come fattore implicante la reazione dell'ordinamento. L'incertezza del loro destino come remora alla relativa espansione (l'esempio delle clausole di scala mobile in Francia). 6. Evoluzione della problematica delle clausole monetarie in relazione alla loro differenziazione: a) la clausola oro-corso; b) la clausola oro valore; c) la clausola numeri-indici. II. GLI STRUMENTI DI CONTROLLO 7. I sistemi di controllo generalizzato. Il § 3 WährG ed il controllo amministrativo in Germania. La diffidenza verso gli indici " generali". 8. La regolamentazione legale dei meccanismi di adeguamento monetario in Francia. 9. Tentativi di blocco generalizzato (D.L. 7 febbraio 1977, n. 15) e strumenti di controllo indiretto. 10. Effetti del blocco dei prezzi sull'adeguamento monetario. La distinzione tra clausole di riferimento e clausole di rivedibilità. 11. La vicenda del D.L. 7 febbraio 1977, n. 15 e i diversi tipi di " manipolazione " degli indici di riferimento. 12. " Svuotamento " sostanziale delle clausole monetarie mediante artifici normativi ed interpretativi, 13. L'inefficacia della clausola oro secondo la giurisprudenza italiana degli anni '40. 14. Scelte politiche ed interpretazione giurisprudenziale. " Scopo " delle leggi, ordine pubblico e difficoltà di una regolamentazione della materia rigida e tendenzialmente definitiva. 15. Complessità dei rapporti economici e conseguente sempre maggiore sviluppo dell'intervento di tipo legislativo. III. I SINGOLI SETTORI DI INTERVENTO 16. Interventi recenti sui meccanismi di indicizzazione delle retribuzioni. 17. I principi costituzionali in materia retributiva e l'art. 429, comma 3° cod. proc. civ. Ulteriori interventi in tale settore. 18. Portata ideologica di scelte generali apparentemente di carattere esclusivamente tecnico (clausole monetarie, adeguamento e contro partita " reale "). Espliciti interventi legislativi e reazioni giurisprudenziali in tema di contratti agrari. 19. Il problema dell'adeguamento monetario nelle locazioni urbane. 20. Scelta ed imposizione degli indici come strumento di tutela di interessi generali e particolari (la recente esperienza in materia locativa). 21. Differente rilevanza delle clausole monetarie nei rapporti individuali e in quelli di massa. Il significato della regolamentazione pubblicistica delle principali sfere di rapporti economici. 22. Meccanismi di adeguamento monetario e difesa del risparmio. L'evoluzione della pratica. IV. TUTELA DEL DEBITORE E FUNZIONAMENTO DELLE CLAUSOLE MONETARIE 23. Le clausole monetarie e l'esigenza di un controllo sulla relativa ripartizione dei rischi monetari nel quadro della problematica delle condizioni generali di contratto. 24. Tutela del debitore e scelta dell'indice. Preferibilità di criteri di riferimento " interni " all'economia del debitore. 25. La mediazione tra i diversi interessi ad opera della giurisprudenza: il problema del controllo degli indici prescelti. 26. Ambiguità delle indicazioni delle parti e poteri del giudice. Il problema della scomparsa e della modificazione dei criteri di elaborazione del l'indice. 27. Tutela del debitore pecuniario e necessità di assicurare tra le parti una ripartizione dei rischi monetari, piuttosto che una semplice traslazione: l'adozione di criteri di adeguamento solo parziale. 28. Limitazioni proprie alla natura delle clausole monetarie con riferimento al tipo di fenomeno monetario in atto.
Costo 93 crediti