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Timestamp: 2020-02-24 11:15:16+00:00
Document Index: 131733801

Matched Legal Cases: ['art. 2247', 'art. 1321', 'art. 1375', 'art. 1175', 'art. 2247', 'art. 2082', 'art. 2409']

Avv. Tofani Cristiano Augusto e avv. De Ficchy Francesco | 11/11/2019 13:39
Sommario: 1. Premessa. Il contratto di società. 2. Società senza impresa. Le società occasionali e le società sportive. 3. Le società fra professionisti. 4. (Segue): La società tra avvocati.
1. Premessa. Il contratto di società.
"Con il contratto di società due o più persone conferiscono beni o servizi per l'esercizio in comune di un'attività economica allo scopo di dividerne gli utili" (art. 2247 cod. civ.).
Si tratta della nozione codicistica del contratto di società ovvero, prima dell'introduzione delle società unipersonali (1), della nozione della stessa società. La categoria a cui appartiene il contratto di società è quella dei contratti plurilaterali e aperti, ovvero dei contratti associativi o con comunione di scopo (2). Ai sensi dell'art. 1321 cod. civ. quindi, la società nasce sulla base di un accordo di due o più parti per disciplinare un rapporto giuridico a contenuto patrimoniale.
Come tutti i contratti associativi, il contratto di società si differenzia rispetto ai contratti di scambio in quanto "in essi l'avvenimento che soddisfa l'interesse di tutti i contraenti è unico (nella società, l'esercizio in comune dell'attività economica che forma oggetto del contratto), laddove nei contratti di scambio l'avvenimento che soddisfa l'interesse d'una delle parti è diversi dall'avvenimento che soddisfa l'interesse dell'altra (nella compravendita l'interesse del compratore è soddisfatto dal trasferimento di proprietà della merce, l'interesse del venditore dal trasferimento di proprietà del prezzo" (3).
I vincoli di natura contrattuale tra i soci (o tra gli azionisti) permangono anche in considerazione dell'esistenza della personalità giuridica propria delle società di capitali in quanto il contratto è funzionale all'esercizio futuro di un'attività economica e non esaurisce la disciplina dei rapporti tra i soci che saranno regolati dagli "atti esecutivi" che, in quanto tali, dovranno essere posti in essere sulla base del principio della buona fede ai sensi dell'art. 1375 cod. civ., che approfondisce il più generale dovere di lealtà ai sensi dell'art. 1175 cod. civ. (Tribunale di Milano 28 settembre 2006 (4)).
Rispetto al tema dell'inadempimento dei soci nei confronti della società, non si applica la risoluzione per inadempimento ovvero quel rimedio concesso al creditore per reagire all'inadempimento del debitore determinando lo scioglimento dal contratto. La giurisprudenza di merito prevede invece l'applicazione della disciplina dei singoli tipi in materia di esclusione (Tribunale Milano 22 ottobre 1990) (5).
Da tale assunto ne consegue una struttura più complessa del contratto di società prevedendo che, inter alia: le prestazioni dei soci (e quindi i conferimenti) possono essere di diversa natura e ammontare (non si riscontra un sinallagma come nei contratti di scambio); il contratto è stipulato da più parti potenzialmente in un numero illimitato che può variare in pendenza del rapporto; l'esecuzione del contratto di società prevede l'esercizio di un'attività comune e quindi la creazione di un'organizzazione di gruppo.
2. Società senza impresa. Le società occasionali e le società sportive.
La questione che la dottrina solleva riguarda l'ammissibilità dell'esercizio di attività produttiva a carattere non imprenditoriale mediante l'utilizzo di un veicolo societario. Quindi, se l'ordinamento italiano consente l'utilizzo della forma societaria per un'attività che non sia "impresa". Le società occasionali e le società fra professionisti rilevano come gli esempi più paradigmatici per la configurabilità della società senza impresa.
Per le società occasionali, la configurabilità delle stesse dipende dalla nozione del contratto di società ai sensi dell'art. 2247 cod. civ. In particolare, se in tale nozione il legislatore ha inteso far rientrare il requisito della professionalità quale requisito essenziale per la costituzione di una società. A questo quesito la dottrina risponde negativamente, affermando che l'esercizio in comune di un'attività economica non professionale (e quindi occasionale) può essere elemento sufficiente per la costituzione di una società, seppure non per l'esercizio di un'attività d'impresa (l'art. 2082 cod. civ. richiede la professionalità per l'esercizio di attività d'impresa).
Al fine di individuare gli elementi della società occasionale, è solito analizzare tre ipotesi: 1) quando più persone si accordano per raggiungere un risultato economico che si realizza mediante il compimento di un solo atto economico: non si ha né società né impresa (il compimento di un "unico atto" difetta del requisito dell'attività ovvero di una serie di atti coordinati); 2) quando più persone si accordano per realizzare un affare complesso, che per essere realizzato comporta il compimento di più atti coordinati e di una organizzazione stabile (esempio le società veicolo per la costruzione di un singolo edificio ad uso alberghiero): in tale caso si ha sia società che impresa; 3) ipotesi dell'esercizio in comune di attività non duratura che richiede il compimento di pochi atti senza la costituzione di una stabile organizzazione. In tale terza ipotesi si può configurare il fenomeno della società occasionale, potendosi quindi rispondere affermativamente alla configurabilità della società senza impresa.
Discorso a parte vale per le società sportive disciplinate con la legge 23 marzo 1981, n. 91 che prevede una normativa speciale per la posizione dei soci e la struttura della società (rispetto alla disciplina posta dal codice. Rispetto alla posizione dei soci, è previsto che almeno il 10% degli utili realizzati dalla società sportiva siano destinati a finanziare le scuole giovanili tecnico sportive. Invece, le norme speciali rilevano sulla struttura organizzativa in particolare con riferimento al sistema dei controlli. Il Coni, mediante le federazioni sportive che agiscono con delega di quest'ultimo, ha il potere di verificare l'equilibrio finanziario delle società sportive e per rendere efficace questo potere, alle federazioni è concesso proporre denuncia al tribunale ai sensi dell'art. 2409 cod. civ.
La società sportiva è certamente attività d'impresa, seppure lo Stato incide mediante la disciplina speciale, nella struttura organizzativa e nella gestione della società (così come nell'esistenza prevedendo l'affiliazione ad una federazione sportiva quale condizione essenziale per la costituzione della società). Certamente, l'attenzione del legislatore a questo tipo di società è dovuta al favor che lo stesso ritiene di dovere nei confronti delle imprese attive nella promozione delle discipline sportive.
3. Le società fra professionisti.
La fattispecie si riferisce all'esercizio in comune di una professione intellettuale, riservata o meno ai soggetti iscritti in albi o elenchi previsti ex lege. A tale fattispecie non sono assimilabili le forme di collaborazione interna tra professionisti quali accordi funzionali a ridurre i rispettivi costi di gestione per un maggiore profitto e una migliore prestazione. L'ammissibilità della società fra professionisti nel nostro ordinamento, da sempre, ha coinvolto la dottrina in una riflessione circa la compatibilità del modello societario con l'esercizio della professione intellettuale.
La professione intellettuale è da sempre qualificata come un'attività tecnica opposta a quella economica, non potendosi ritrovare quindi gli elementi essenziali del contratto di società quali ad esempio l'organizzazione o lo scopo di lucro.
Tuttavia, la realtà degli affari si è evoluta nel tempo e anche le professioni intellettuali hanno vissuto importanti riforme nell'esercizio della propria attività, e difficilmente è possibile ancora oggi sostenere l'impostazione del diritto romano classico, "secondo cui attività economica e professione intellettuale erano incompatibili in ragione dall'inestimabilità della prestazione del professionista".
I principi relativi all'esercizio della professione intellettuale richiedono che chi esercita tale professione deve eseguire personalmente l'incarico assunto (potendo avvalersi di sostituti e ausiliari) e deve ricevere un compenso proporzionato all'importanza dell'opera e al decoro della professione....continua su PlusPlus24Diritto - Esperto Legale Società