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Timestamp: 2019-06-25 17:38:29+00:00
Document Index: 12146063

Matched Legal Cases: ['art. 73', 'art. 73', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 2', 'art. 47', 'art. 89', 'art. 8', 'art. 47', 'art. 73', 'art. 4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 19', 'art. 6', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 47', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 35', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 70', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 133', 'art. 397', 'sentenza ']

Codice di Procedura Civile - Libro primo: DISPOSIZIONI GENERALI | Studio Celentano
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Codice di Procedura Civile – Libro primo: DISPOSIZIONI GENERALI
Art. 1 (Giurisdizione dei giudici ordinari)
Art. 2 (Inderogabilita’ convenzionale della giurisdizione)
La giurisdizione italiana non puo’ essere convenzionalmente derogata a favore di una giurisdizione straniera, ne’ di arbitri che pronuncino all’estero, salvo che si tratti di causa relativa ad obbligazioni tra stranieri o tra uno straniero e un cittadino non residente ne’ domiciliato nella Repubblica e la deroga risulti da atto scritto.
Articolo abrogato dall’art. 73, L. 31 maggio 1995, n. 218.
Art. 3 (Pendenza di lite davanti a giudice straniero)
La giurisdizione italiana non e’ esclusa dalla pendenza davanti a un giudice straniero della medesima causa o di altra con questa connessa.
N.B.: Articolo abrogato dall’art. 73, L. 31 maggio 1995, n. 218.
Art. 4 (Giurisdizione rispetto allo straniero)
Lo straniero puo’ essere convenuto davanti ai giudici della Repubblica:
1) se quivi e’ residente o domiciliato, anche elettivamente, o vi ha un rappresentante che sia autorizzato a stare in giudizio a norma dell’articolo 77, oppure se ha accettato la giurisdizione italiana, salvo che la domanda sia relativa a beni immobili situati all’estero;
3) se la domanda e’ connessa con altra pendente davanti al giudice italiano, oppure riguarda provvedimenti cautelari da eseguirsi nella Repubblica o relativi a rapporti dei quali il giudice italiano puo’ conoscere;
4) se, nel caso reciproco, il giudice dello Stato al quale lo straniero appartiene puo’ conoscere delle domande proposte contro un cittadino italiano.
Art. 5 (Momento determinante della giurisdizione e della competenza)
Articolo cosi’ sostituito dall’art. 2, L. 26 novembre 1990, n. 353.
Art. 6 (Inderogabilita’ convenzionale della competenza)
Sezione II: DELLA COMPETENZA PER MATERIA E VALORE
Art. 7 (Competenza del giudice di pace)
Il giudice di pace e’ competente per le cause relative a beni mobili di valore non superiore a lire cinque milioni, quando dalla legge non sono attribuite alla competenza di altro giudice.
Il giudice di pace e’ altresi’ competente per le cause di risarcimento del danno prodotto dalla circolazione di veicoli e di natanti, purche’ il valore della controversia non superi lire trenta milioni.
Il giudice di pace e’ inoltre competente, con il limite di valore di cui al secondo comma, per le cause di opposizione alle ingiunzioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689, salvo che con la sanzione pecuniaria sia stata anche applicata una sanzione amministrativa accessoria. Resta ferma la competenza del pretore in funzione di giudice del lavoro e per le cause di opposizione alle ingiunzioni in materia di previdenza ed assistenza obbligatorie (1).
2) per le cause relative alla misura ed alle modalita’ d’uso dei servizi di condominio di case;
3) per le cause relative a rapporti tra proprietari o detentori di immobili adibiti a civile abitazione in materia di immissioni di fumo o di calore, esalazioni, rumori, scuotimenti e simili propagazioni che superino la normale tollerabilita’;
4) per le cause di opposizione alle sanzioni amministrative irrogate in base all’articolo 75 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 (2).
Articolo cosi’ sostituito dall’art. 17, L. 21 novembre 1991, n. 374.
(1) Comma abrogato dall’art. 1, comma 1, D.L. 18 ottobre 1995, n. 432.
(2) Numero abrogato dall’art. 1, comma 1, D.L. 18 ottobre 1995, n. 432.
Art. 8 (Competenza del pretore)
Il pretore e’ competente per le cause, anche se relative a beni immobili, di valore non superiore a lire cinquanta milioni, in quanto non siano di competenza del giudice di pace (1).
E’ competente, qualunque ne sia il valore:
1) per le azioni possessorie, salvo il disposto dell’articolo 704, e per le denunce di nuova opera e di danno temuto, salvo il disposto dell’articolo 688, secondo comma;
2) per le cause relative ad apposizione di termini e osservanza delle distanze stabilite dalla legge, dai regolamenti o dagli usi riguardo al piantamento degli alberi e delle siepi (2);
4) per le cause relative alla misura e alle modalita’ di uso dei servizi di condominio di case (2).
N.B.: Articolo cosi’ sostituito dalla L. 30 luglio 1984, n. 399.
(1) Comma sostituito dall’art. 18, L. 21 novembre 1991, n. 374 e successivamente cosi’ sostituito dall’art. 2, D.L. 18 ottobre 1995, n. 432.
(2) Numero abrogato dall’art. 47, L. 21 novembre 1991, n. 374.
Art. 9 (Competenza del tribunale)
Il tribunale e’ competente per tutte le cause che non sono di competenza del conciliatore o del pretore. Il tribunale e’ altresi’ esclusivamente competente per tutte le cause in materia di imposte e tasse, per quelle relative allo stato e alla capacita’ delle persone e ai diritti onorifici, per la querela di falso, e, in generale, per ogni causa di valore indeterminabile.
Art. 10 (Determinazione del valore)
Art. 11 (Cause relative a quote di obbligazione tra piu’ parti)
Art. 12 (Cause relative a rapporti obbligatori, a locazioni e a divisioni)
Nelle cause per finita locazione d’immobili il valore si determina in base all’ammontare del fitto o della pigione per un anno, ma se sorge controversia sulla continuazione della locazione, il valore si determina cumulando i fitti o le pigioni relativi al periodo controverso (1).
(1) Comma abrogato dall’art. 89, L. 26 novembre 1990, n. 353.
Art. 13 (Cause relative a prestazioni alimentari e a rendite)
Art. 14 (Cause relative a somme di danaro e a beni mobili)
Art. 15 (Cause relative a beni immobili)
Per la consegna e il rilascio di cose e per l’espropriazione forzata di cose mobili e di crediti e’ competente il pretore.
Per l’espropriazione forzata di cose immobili e’ competente il tribunale.
Se cose mobili sono soggette all’espropriazione forzata insieme con l’immobile nel quale si trovano, per l’espropriazione e’ competente il tribunale anche relativamente ad esse.
Per l’esecuzione forzata degli obblighi di fare e di non fare e’ competente il pretore.
Art. 17 (Cause relative all’esecuzione forzata)
Sezione III: DELLA COMPETENZA PER TERRITORIO
Art. 18 (Foro generale delle persone fisiche)
Se il convenuto non ha residenza, ne’ domicilio, ne’ dimora nella Repubblica o se la dimora e’ sconosciuta, e’ competente il giudice del luogo in cui risiede l’attore.
Art. 19 (Foro generale delle persone giuridiche e delle associazioni non riconosciute)
Ai fini della competenza, le societa’ non aventi personalita’ giuridica, le associazioni non riconosciute e i comitati di cui agli articoli 36 e seguenti del codice civile hanno sede dove svolgono attivita’ in modo continuativo.
Art. 20 (Foro facoltativo per le cause relative a diritti di obbligazione)
Art. 21 (Foro per le cause relative a diritti reali e ad azioni possessorie)
Per le cause relative a diritti reali su beni immobili e per quelle di cui ai numeri 2 e 3 dell’art. 8 e’ competente il giudice del luogo dove e’ posto l’immobile. Qualora l’immobile sia compreso in piu’ circoscrizioni giudiziarie, e’ competente il giudice della circoscrizione nella quale e’ compresa la parte soggetta a maggior tributo verso lo Stato; quando non e’ sottoposto a tributo, e’ competente ogni giudice nella cui circoscrizione si trova una parte dell’immobile.
Art. 22 (Foro per le cause ereditarie)
3) relative a crediti verso il defunto o legati dovuti dall’erede, purche’ proposte prima della divisione e in ogni caso entro un biennio dall’apertura della successione;
Art. 23 (Foro per le cause tra soci e tra condomini)
Art. 24 (Foro per le cause relative alle gestioni tutelari e patrimoniali)
Art. 25 (Foro della pubblica amministrazione)
Art. 26 (Foro dell’esecuzione forzata)
Art. 27 (Foro relativo alle opposizioni all’esecuzione)
Art. 28 (Foro stabilito per accordo delle parti)
La competenza per territorio puo’ essere derogata per accordo delle parti, salvo che per le cause previste nei numeri 1, 2, 3 e 5 dell’articolo 70, per i casi di esecuzione forzata, di opposizione alla stessa, di procedimenti cautelari e possessori, di procedimenti in camera di consiglio e per ogni altro caso in cui l’inderogabilita’ sia disposta espressamente dalla legge.
Art. 29 (Forma ed effetti dell’accordo delle parti)
Art. 30 (Foro del domicilio eletto)
Chi ha eletto domicilio a norma dell’art. 47 del codice civile puo’ essere convenuto davanti al giudice del domicilio stesso.
Sezione IV: DELLE MODIFICAZIONI DELLA COMPETENZA PER RAGIONE DI CONNESSIONE
Art. 31 (Cause accessorie)
Puo’ tuttavia essere proposta allo stesso giudice anche se eccede la sua competenza per valore, qualora la competenza per la causa principale sia determinata per ragione di materia.
Art. 32 (Cause di garanzia)
La domanda di garanzia puo’ essere proposta al giudice competente per la causa principale affinche’ sia decisa nello stesso processo, anche se eccede la sua competenza per valore.
Art. 33 (Cumulo soggettivo)
Le cause contro piu’ persone che a norma degli articoli 18 e 19 dovrebbero essere proposte davanti a giudici diversi, se sono connesse per l’oggetto o per il titolo possono essere proposte davanti al giudice del luogo di residenza o domicilio di una di esse, per essere decise nello stesso processo.
Art. 34 (Accertamenti incidentali)
Art. 35 (Eccezione di compensazione)
Art. 36 (Cause riconvenzionali)
Sezione V: DEL DIFETTO DI GIURISDIZIONE, DELLA INCOMPETENZA E DELLA LITISPENDENZA
Art. 37 (Difetto di giurisdizione)
Il difetto di giurisdizione del giudice italiano nei confronti dello straniero e’ rilevato dal giudice d’ufficio in qualunque stato e grado del processo relativamente alle cause che hanno per oggetto beni immobili situati all’estero; in ogni altro caso e’ rilevato egualmente d’ufficio dal giudice se il convenuto e’ contumace e puo’ essere rilevato soltanto dal convenuto costituito che non abbia accettato espressamente o tacitamente la giurisdizione italiana (1).
(1) Comma abrogato dall’art. 73, L. 31 maggio 1995, n. 218.
Art. 38 (Incompetenza)
L’incompetenza per territorio, fuori dei casi previsti dall’articolo 28, e’ eccepita a pena di decadenza nella comparsa di risposta. L’eccezione si ha per non proposta se non contiene l’indicazione del giudice che la parte ritiene competente. Quando le parti costituite aderiscono a tale indicazione, la competenza del giudice rimane ferma se la causa e’ riassunta entro tre mesi dalla cancellazione dal ruolo.
N.B.: Articolo cosi’ sostituito dall’art. 4, L. 26 novembre 1990, n. 353.
Art. 39 (Litispendenza e continenza di cause)
Se una stessa causa e’ proposta davanti a giudici diversi, quello successivamente adito, in qualunque stato e grado del processo, anche d’ufficio dichiara con sentenza la litispendenza e dispone con ordinanza la cancellazione della causa dal ruolo.
Nel caso di continenza di cause, se il giudice preventivamente adito e’ competente anche per la causa proposta successivamente, il giudice di questa dichiara con sentenza la continenza e fissa un termine perentorio entro il quale le parti debbono riassumere la causa davanti al primo giudice. Se questi non e’ competente anche per la causa successivamente proposta, la dichiarazione della continenza e la fissazione del termine sono da lui pronunciate.
La prevenzione e’ determinata dalla notificazione della citazione.
Art. 40 (Connessione)
Se sono proposte davanti a giudici diversi piu’ cause le quali, per ragione di connessione possono essere decise in un solo processo , il giudice fissa con sentenza alle parti un termine perentorio per la riassunzione della causa accessoria davanti al giudice della causa principale, e negli altri casi davanti a quello preventivamente adito.
La connessione non puo’ essere eccepita dalle parti ne’ rilevata d’ufficio dopo la prima udienza e la rimessione non puo’ essere ordinata quando lo stato della causa principale o preventivamente proposta non consente l’esauriente trattazione e decisione delle cause connesse.
Nei casi previsti negli articoli 31, 32, 34, 35 e 36, le cause, cumulativamente proposte o successivamente riunite, debbono essere trattate e decise col rito ordinario, salva l’applicazione del solo rito speciale quando una di tali cause rientri fra quelle indicate negli articoli 409 e 442 (1).
Qualora le cause connesse siano assoggettate a differenti riti speciali debbono essere trattate e decise col rito previsto per quella tra esse in ragione della quale viene determinata la competenza o, in subordine, col rito previsto per la causa di maggior valore (1).
Se la causa e’ stata trattata con un rito diverso da quello divenuto applicabile ai sensi del terzo comma, il giudice provvede a norma degli articoli 426, 427 e 439 (1).
Se una causa di competenza del giudice di pace sia connessa per i motivi di cui agli articoli 31, 32, 34, 35 e 36 con altra causa di competenza del pretore o del tribunale, le relative domande possono essere proposte innanzi al pretore o al tribunale affinche’ siano decise nello stesso processo (2).
Se le cause connesse ai sensi del sesto comma sono proposte davanti al giudice di pace e al pretore o al tribunale, il giudice di pace deve pronunziare anche d’ufficio la connessione a favore del pretore o del tribunale (2).
(1) Comma aggiunto dall’art. 5, L. 26 novembre 1990, n. 353.
(2) Comma aggiunto dall’art. 19, comma 1, L. 21 novembre 1991, n. 374.
Art. 41 (Regolamento di giurisdizione)
Finche’ la causa non sia decisa nel merito in primo grado, ciascuna parte puo’ chiedere alle sezioni unite della Corte di cassazione che risolvano le questioni di giurisdizione di cui all’articolo 37. L’istanza si propone con ricorso a norma degli articoli 364 e seguenti, e produce gli effetti di cui all’articolo 367.
Art. 42 (Regolamento necessario di competenza)
Articolo cosi’ sostituito dall’art. 6, L. 26 novembre 1990, n. 353.
Art. 43 (Regolamento facoltativo di competenza)
La sentenza che ha pronunciato sulla competenza insieme col merito puo’ essere impugnata con l’istanza di regolamento di competenza oppure nei modi ordinari quando insieme con la pronuncia sulla competenza si impugna quella sul merito.
La proposizione dell’impugnazione ordinaria non toglie alle altre parti la facolta’ di proporre l’istanza di regolamento.
Se l’istanza di regolamento e’ proposta prima dell’impugnazione ordinaria, i termini per la proposizione di questa riprendono a decorrere dalla comunicazione della sentenza che regola la competenza; se e’ proposta dopo, si applica la disposizione dell’articolo 48.
Art. 44 (Efficacia della sentenza che pronuncia sulla competenza)
La sentenza che, anche a norma degli articoli 39 e 40, dichiara l’incompetenza del giudice che l’ha pronunciata, se non e’ impugnata con l’istanza di regolamento, rende incontestabile l’incompetenza dichiarata e la competenza del giudice in essa indicato se la causa e’ riassunta nei termini di cui all’articolo 50, salvo che si tratti di incompetenza per materia o di incompetenza per territorio nei casi previsti nell’articolo 28.
Art. 45 (Conflitto di competenza)
Quando, in seguito alla sentenza che dichiara l’incompetenza del giudice adito per ragione di materia o per territorio nei casi di cui all’articolo 28, la causa nei termini di cui all’articolo 50 e’ riassunta davanti ad altro giudice, questi, se ritiene di essere a sua volta incompetente, richiede d’ufficio il regolamento di competenza.
Art. 46 (Casi di inapplicabilita’ del regolamento di competenza)
Le disposizioni degli articoli 42 e 43 non si applicano nei giudizi davanti ai conciliatori.
Art. 47 (Procedimento del regolamento di competenza)
Il ricorso deve essere notificato alle parti che non vi hanno aderito entro il termine perentorio di trenta giorni dalla comunicazione della sentenza che abbia pronunciato sulla competenza o dalla notificazione dell’impugnazione ordinaria nel caso previsto nell’articolo 43, secondo comma. L’adesione delle parti puo’ risultare anche dalla sottoscrizione del ricorso.
Il regolamento d’ufficio e’ richiesto con ordinanza dal giudice, il quale dispone la rimessione del fascicolo di ufficio alla cancelleria della Corte di cassazione.
Le parti alle quali e’ notificato il ricorso o comunicata l’ordinanza del giudice, possono, nei venti giorni successivi, depositare nella cancelleria della Corte di cassazione scritture difensive e documenti.
N.B.: Articolo cosi’ sostituito dalla L. 14 luglio 1950, n. 581.
Art. 48 (Sospensione dei processi)
Art. 49 (Sentenza di regolamento di competenza)
Il regolamento e’ pronunciato con sentenza in camera di consiglio entro i venti giorni successivi alla scadenza del termine previsto nell’art. 47 ultimo comma.
Con la sentenza la Corte di cassazione statuisce sulla competenza, da’ i provvedimenti necessari per la prosecuzione del processo davanti al giudice che dichiara competente e rimette, quando occorre, le parti in termini affinche’ provvedano alla loro difesa.
Art. 50 (Riassunzione della causa)
Se la riassunzione della causa davanti al giudice dichiarato competente avviene nel termine fissato nella sentenza dal giudice e in mancanza in quello di sei mesi dalla comunicazione della sentenza di regolamento o della sentenza che dichiara l’incompetenza del giudice adito, il processo continua davanti al nuovo giudice.
Sezione VII: DELL’ASTENSIONE, DELLA RICUSAZIONE E DELLA RESPONSABILITA’ DEI GIUDICI
2) se egli stesso o la moglie e’ parente fino al quarto grado o legato da vincoli di affiliazione, o e’ convivente o commensale abituale di una delle parti o di alcuno dei difensori;
5) se e’ tutore, curatore, procuratore, agente o datore di lavoro di una delle parti; se, inoltre, e’ amministratore o gerente di un ente, di un’associazione anche non riconosciuta, di un comitato, di una societa’ o stabilimento che ha interesse nella causa.
In ogni altro caso in cui esistono gravi ragioni di convenienza, il giudice puo’ richiedere al capo dell’ufficio l’autorizzazione ad astenersi: quando l’astensione riguarda il capo dell’ufficio, l’autorizzazione e’ chiesta al capo dell’ufficio superiore.
Art. 52 (Ricusazione del giudice)
Art. 53 (Giudice competente)
Sulla ricusazione decide il pretore se e’ ricusato un conciliatore o un vice pretore del mandamento; il presidente del tribunale se e’ ricusato un pretore della circoscrizione; il collegio se e’ ricusato uno dei componenti del tribunale o della corte.
La decisione e’ pronunciata con ordinanza non impugnabile, udito il giudice ricusato e assunte, quando occorre, le prove offerte.
Art. 54 (Ordinanza sulla ricusazione)
La ricusazione e’ dichiarata inammissibile, se non e’ stata proposta nelle forme e nei termini fissati nell’articolo 52.
L’ordinanza, che dichiara inammissibile o rigetta la ricusazione, provvede sulle spese e condanna la parte o il difensore che l’ha proposta a una pena pecuniaria non superiore a lire cinquemila.
Dell’ordinanza e’ data notizia dalla cancelleria al giudice e alle parti, le quali debbono provvedere alla riassunzione della causa nel termine perentorio di sei mesi.
Art. 55 Abrogato dal D.P.R. 9 dicembre 1987, n. 497.
Art. 56 Abrogato dal D.P.R. 9 dicembre 1987, n. 497.
Capo II: DEL CANCELLIERE E DELL’UFFICIALE GIUDIZIARIO
Art. 57 (Attivita’ del cancelliere)
Il cancelliere documenta a tutti gli effetti, nei casi e nei modi previsti dalla legge, le attivita’ proprie e quelle degli organi giudiziari e delle parti.
Art. 58 (Altre attivita’ del cancelliere)
Il cancelliere attende al rilascio di copie ed estratti autentici dei documenti prodotti, all’iscrizione delle cause a ruolo, alla formazione del fascicolo d’ufficio e alla conservazione di quelli delle parti, alle comunicazioni e alle notificazioni prescritte dalla legge o dal giudice, nonche’ alle altre incombenze che la legge gli attribuisce.
Art. 59 (Attivita’ dell’ufficiale giudiziario)
L’ufficiale giudiziario assiste il giudice in udienza, provvede all’esecuzione dei suoi ordini, esegue la notificazione degli atti e attende alle altre incombenze che la legge gli attribuisce.
Art. 60 (Responsabilita’ del cancelliere e dell’ufficiale giudiziario)
Il cancelliere e l’ufficiale giudiziario sono civilmente responsabili:
1) quando, senza giusto motivo, ricusano di compiere gli atti che sono loro legalmente richiesti oppure omettono di compierli nel termine che, su istanza di parte, e’ fissato dal giudice dal quale dipendono o dal quale sono stati delegati;
Capo III: DEL CONSULENTE TECNICO, DEL CUSTODE E DEGLI ALTRI AUSILIARI DEL GIUDICE
Art. 61 (Consulente tecnico)
Art. 62 (Attivita’ del consulente)
Art. 63 (Obbligo di assumere l’incarico e ricusazione del consulente)
Art. 64 (Responsabilita’ del consulente)
In ogni caso, il consulente tecnico che incorre in colpa grave nell’esecuzione degli atti che gli sono richiesti, e’ punito con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda fino a lire venti milioni. Si applica l’art. 35 del codice penale. In ogni caso e’ dovuto il risarcimento dei danni causati alle parti.
Articolo cosi’ sostituito dalla L. 4 giugno 1985, n. 281.
Art. 65 (Custode)
La conservazione e l’amministrazione dei beni pignorati o sequestrati sono affidate a un custode, quando la legge non dispone altrimenti.
Il compenso al custode e’ stabilito, con decreto, dal pretore nel caso di nomina fatta dall’ufficiale giudiziario, e in ogni altro caso dal giudice che l’ha nominato.
Art. 66 (Sostituzione del custode)
Il giudice, d’ufficio o su istanza di parte, puo’ disporre in ogni tempo la sostituzione del custode.
Il custode che non ha diritto a compenso puo’ chiedere in ogni tempo di essere sostituito; altrimenti puo’ chiederlo soltanto per giusti motivi.
Il provvedimento di sostituzione e’ dato, con ordinanza non impugnabile dal pretore o dal giudice di cui al secondo comma dell’articolo precedente.
Art. 67 (Responsabilita’ del custode)
Ferme le disposizioni del codice penale, il custode che non esegue l’incarico assunto puo’ essere condannato dal giudice a una pena pecuniaria non superiore a lire ventimila.
Egli e’ tenuto al risarcimento dei danni cagionati alle parti, se non esercita la custodia da buon padre di famiglia.
Art. 68 (Altri ausiliari)
Nei casi previsti dalla legge o quando ne sorge necessita’, il giudice, il cancelliere o l’ufficiale giudiziario si puo’ fare assistere da esperti in una determinata arte o professione e, in generale, da persona idonea al compimento di atti che egli non e’ in grado di compiere da se’ solo.
Il giudice puo’ commettere a un notaio il compimento di determinati atti nei casi previsti dalla legge.
Il giudice puo’ sempre richiedere l’assistenza della forza pubblica.
Art. 69 (Azione del pubblico ministero)
Il pubblico ministero esercita l’azione civile nei casi stabiliti dalla legge.
Art. 70 (Intervento in causa del pubblico ministero)
Il pubblico ministero deve intervenire, a pena di nullita’ rilevabile d’ufficio:
3) nelle cause riguardanti lo stato e la capacita’ delle persone;
4) nelle cause collettive e nelle cause individuali di lavoro in grado di appello (1);
Puo’ infine intervenire in ogni altra causa in cui ravvisa un pubblico interesse.
La Corte costituzionale, con sentenza 25 giugno 1996, n. 214, ha dichiarato l’illegittimita’ costituzionale del presente articolo nella parte in cui non prescrive l’intervento obbligatorio del pubblico ministero nei giudizi tra genitori naturali che comportino “provvedimenti relativi ai figli”, nei sensi di cui agli artt. 9 della legge n. 898 del 1970 e 710 del codice di procedura civile come risulta a seguito della sentenza n. 416 del 1992.
(1) Numero abrogato dalla L. 11 agosto 1973, n. 533.
Art. 71 (Comunicazione degli atti processuali al pubblico ministero)
Il giudice, davanti al quale e’ proposta una delle cause indicate nel primo comma dell’articolo precedente, ordina la comunicazione degli atti al pubblico ministero affinche’ possa intervenire.
Lo stesso ordine il giudice puo’ dare ogni volta che ravvisi uno dei casi previsti nell’ultimo comma dell’articolo precedente.
Art. 72 (Poteri del pubblico ministero)
Negli altri casi di intervento previsti nell’art. 70, tranne che nelle cause davanti alla Corte di cassazione il pubblico ministero puo’ produrre documenti, dedurre prove, prendere conclusioni nei limiti delle domande proposte dalle parti.
Il pubblico ministero puo’ proporre impugnazioni contro le sentenze relative a cause matrimoniali, salvo che per quelle di separazione personale dei coniugi.
Lo stesso potere spetta al pubblico ministero contro le sentenze che dichiarano l’efficacia o l’inefficacia di sentenze straniere relative a cause matrimoniali, salvo che per quelle di separazione personale dei coniugi.
Nelle ipotesi prevedute nei commi terzo e quarto, la facolta’ di impugnazione spetta tanto al pubblico ministero presso il giudice che ha pronunziato la sentenza quanto a quello presso il giudice competente a decidere sull’impugnazione.
Il termine decorre dalla comunicazione della sentenza a norma dell’art. 133.
Restano salve le disposizioni dell’art. 397.
Articolo cosi’ sostituito dalla L. 30 luglio 1950, n. 534.
Art. 73 (Astensione del pubblico ministero)
Ai magistrati del pubblico ministero che intervengono nel processo civile si applicano le disposizioni del presente codice relative all’astensione dei giudici, ma non quelle relative alla ricusazione.
Art. 74 Articolo abrogato dal D.P.R. 9 dicembre 1987, n. 497.
Art. 75 (Capacita’ processuale) Sono capaci di stare in giudizio le persone che hanno il libero esercizio dei diritti che vi si fanno valere.
Le persone che non hanno il libero esercizio dei diritti non possono stare in giudizio se non rappresentate, assistite o autorizzate secondo le norme che regolano la loro capacita’.
Le associazioni e i comitati, che non sono persone giuridiche, stanno in giudizio per mezzo delle persone indicate negli artt. 36 ss. del codice civile.
La Corte costituzionale, con sentenza n. 220 del 16 ottobre 1986, ha dichiarato l’illegittimita’ costituzionale del presente articolo nella parte in cui non prevede, ove emerga una situazione di scomparsa del convenuto, la interruzione del processo e la segnalazione, ad opera del giudice, del caso al pubblico ministero perche’ promuova la nomina di un curatore, nei cui confronti debba l’attore riassumere il giudizio.
Art. 76 Articolo abrogato
Art. 77 (Rappresentanza del procuratore e dell’institore)
Il procuratore generale e quello preposto a determinati affari non possono stare in giudizio per il preponente, quando questo potere non e’ stato loro conferito espressamente, per iscritto, tranne che per gli atti urgenti e per le misure cautelari.
Tale potere si presume conferito al procuratore generale di chi non ha residenza o domicilio nella Repubblica e all’institore.
Art. 78 (Curatore speciale)
Se manca la persona a cui spetta la rappresentanza o l’assistenza, e vi sono ragioni di urgenza, puo’ essere nominato all’incapace, alla persona giuridica o all’associazione non riconosciuta un curatore speciale che li rappresenti o assista finche’ subentri colui al quale spetta la rappresentanza o l’assistenza.
Si procede altresi’ alla nomina di un curatore speciale al rappresentato, quando vi e’ conflitto d’interessi col rappresentante.
Art. 79 (Istanza di nomina del curatore speciale)
La nomina del curatore speciale di cui all’articolo precedente puo’ essere in ogni caso chiesta dal pubblico ministero. Puo’ essere chiesta anche dalla persona che deve essere rappresentata o assistita, sebbene incapace, nonche’ dai suoi prossimi congiunti e, in caso di conflitto di interessi, dal rappresentante.
Puo’ essere inoltre chiesta da qualunque altra parte in causa che vi abbia interesse.
Art. 80 (Provvedimento di nomina del curatore speciale)
L’istanza per la nomina del curatore speciale si propone al conciliatore, al pretore o al presidente dell’ufficio giudiziario davanti al quale s’intende proporre la causa.
Il giudice, assunte le opportune informazioni e sentite possibilmente le persone interessate, provvede con decreto. Questo e’ comunicato al pubblico ministero affinche’ provochi, quando occorre, i provvedimenti per la costituzione della normale rappresentanza o assistenza dell’incapace, della persona giuridica o dell’associazione non riconosciuta.
Art. 81 (Sostituzione processuale)
Fuori dei casi espressamente previsti dalla legge, nessuno puo’ far valere nel processo in nome proprio un diritto altrui.
ho acquistato in data 1 gennaio 2011 una vettura usata.
La settimana scorsa ho ricevuto da un perito l’invito a sottoporre la vettura a perizia a seguito di un sinistro avvenuto nel 2009, quando, palesemente, non ero proprietario della stessa.
Vorrei sapere se e quali obblighi sono tenuto a rispettare?
E’ sufficiente ignorare l’invito ricevuto a mezzo raccomandata?
Certo di un vostro riscontro, vi auguro buon lavoro
# 9 Marzo 2011 at 22:04
michele verdura said:
Sono il Comandante della Polizia Municipale di S.Pietro Vernotico , in provincia di Brindisi e, secondo quanto previsto dal regolamento concorsi, faccio parte, in qualità di presidente, della commissione concorso per l’assunzione (a tempo determinato) di agenti di polizia municipale.
Tra i nominativi dei candidati ammessi, appare il nominativo di un ragazzo che è figlio della sorella di una mia cognata (quest’ultima, coniuge del fratello di mia moglie).
Conosco bene il ragazzo e soprattutto la sua famiglia con la quale, in più di qualche ricorrenza siamo stati insieme a casa di mia cognata anche se ciò risale a circa 20 anni fa.
Personalmente accuserei un certo imbarazzo.
Posso astenermi dal far parte della commissione concorsi?
Cap. Michele Verdura
P.S. sono separato consensualmente e legalmente da mia moglie da circa 10 anni.
# 24 Maggio 2011 at 07:20