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Timestamp: 2020-07-12 00:14:24+00:00
Document Index: 26907240

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art=400', 'sentenza\n', 'sentenza ', 'art.46', 'sentenza ', 'sentenza ']

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Oggetto del messaggio: Ingegneri - settori "inesistenti" DPR328 - competenze ing
Inviato: venerdì 13 luglio 2012, 17:04
Cari colleghi Ingegneri, dopo anni di cattive interpretazioni del DPR328/01 penso sia arrivata l'ora di essere chiari e capire che a prescindere dal settore di apaprtenenza siamo tutti INGEGNERI.
Allora, per apirci meglio, l’art. 3 comma 3 del Decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 2001, n 328 (di seguito abbreviato in D.P.R. 328) afferma che :
Inviato: venerdì 13 luglio 2012, 19:54
labfra ha scritto:
Quale sarebbe questo problema con i civili, e poi sei proprio sicuro che siano solo civili? Che cominci a fare come quello che pensa di poter progettare un impianto elettrico da ingegnere elettronico solo perché da qualche parte c'è un semiconduttore?
Inviato: venerdì 13 luglio 2012, 19:57
In un solo messaggio hai rixùcapitolato quello che qui viewtopic.php?f=11&t=43619&start=400 era stato scritto in 42 pagine...
Inviato: venerdì 13 luglio 2012, 20:45
Progettare un impianto elettrico civile è una baggianata,potrebbe farlo anche un perito scarso imparate quattro regolette.
Progettare un circuito elettronico invece non è da tutti anche se per legge potrebbe farlo uno con la terza media.
Comunque parla la sentenza
Inviato: sabato 14 luglio 2012, 19:07
Il problema è che chi presiede gli ordini o chi ne fa parte, consiglieri e membri esterni, sono tutti ingegneri civili.
Un esempio? Ordine più grande di Italia : ROMA .
Presidente Ing. Nucleare
Vice presidente Ing. Civile
Segretario Ing. Civile
12 consiglieri Ing. Civili
1 Membro iounior Ing. Gestionale
13 Ingegneri Civili su 15 totali.
Gli Ingg. Meccanici, Navali, Elettronici, Chimici, Energetici, Informatici, Automatici, Telecominicazioni, Biomedici ecc da chi sono rappresentati?
Una ultima precisazione.
Se la sentenza 1473/09 del Consiglio di Stato non fosse stata recepita a dovere dagli organi che emanano pareri, il MIUR/CUN non avrebbero mairispsoto positivamente al quesito dell' Ing. Michele Cianni .
L'Ing. Michele Cianni, sezione B settore Informazione, aveva fatto richiesta formale di parere riguardo la possibilità di progettare impiati fotovoltaici.
Se il MIUR/CUN avessero letto l'art.46 del DPR 328/01 come fanno gli ordini, non avrebbero rispsoto positivamente alla roichiesta di Michele Cianni poichè nell'articolo 46 del DPR328/01 questa possibilità non è citata per gli iscritti al settore informazione.
Il MIUR/CUN leggendo tutta la documentazione (sentenza 1473/09 compresa) hanno emanato un parere favorevole alla richiesta dell'ing. Cianni.
Questo vi fa capire come la sentenza 1473/09 del CdS sia una attenta lettura giuridica del DPR328/01, malinterpretato fino ad oggi da tutti gli ordini degli ingegneri che non hanno mai tutelato la figira dell'ingegnere "settorizzato".
Sono sempre più convinto che noi ingegneri siamo una categoria molto strana.
Gli architetti sono sempre stati coesi.
Anche loro avrebbero potuto settorizzare il loro albo ma non lo hanno mai fatto e di certo non lo faranno.
I Periti e i geometri godono di poteri assurdi.... e qui mi fermo!
Inviato: domenica 15 luglio 2012, 21:38
A me pare che l'argomento sia stato "saturato" a tempo debito: le competenze sono fissate dall'Albo di appartenenza: un ing. Civile si occuperà di progettare le fondazioni & la struttura, un ingegnere elettrico progetterà la parte elettrica (che se realizzata a regola d'arte e in ottemperanza a tutti i requisiti delle norme vigenti non è una cosa semplice semplice)
Inviato: lunedì 16 luglio 2012, 0:51
Qui nessuno vuole sminuire il lavoro di nessuno. Molto spesso si suole dire impropriamente che progettare un impianto elettrico è una sciocchezza. In realtà è soltanto un modo di dire degli elettronici perché siamo abituati a ragionare secondo le regole di progettazione industriale e di scala.
I progetti elettronici infatti, essendo di gran lunga più complessi, vengono divisi in tanti micro-progetti per essere adeguati alla mole di lavoro gestibile da una sola persona.
I progetti elettrici/edili, di contro, sono di per sè a misura d'uomo, ma la mole di lavoro che e la complessità progettuale è identica a quella dei progetti elettrici/informatici.
L'unica differenza sta nel fatto che nel caso elettrico/edile i progetti nascono per una persona, mentre nei settori elettronici e informatici è necessario dividere il lavoro tra più professionisti per essere risolto, ma il grado di complessità individuale è costante.
Parlo così perché ho lavorato in diversi settori e so di che sto parlando...
Tornando al problema delle competenze, l'interpretazione corretta del dpr328 è quella che dice che i settore NON sono vincolanti, ma rappresentano soltanto l'elencazione delle attività maggiormente caratterizzanti la professione.
Detto questo vorrei fare però una precisazione: il fatto che si possa firmare non vuol dire che è tutto ok. Mi spiego...
Se firmo una casa e sono un ing del settore industriale non commetto abuso di professione (cioè non sono un abusivo che si spaccia per ingegnere senza esserlo), ma se quella casa crolla vado in galera in corsia preferenziale, per almeno due motivi:
1) la casa è crollata quindi ho sbagliato;
2) non ho rispettato la deontologia professionale che mi impone di accettare solo incarichi per i quali ho maturato adeguata preparazione;
In parole povere: si può firmare nel senso che non si commette abuso di professione, ma ATTENZIONE!!! Se sbagli paghi doppio e il fatto di aver firmato fuori dal tuo settore è una sicura aggravante.
Riguardo l'affermazione di Labfra che dice "noi ingegneri siamo una categoria molto strana" ho da dire: concordo in pieno e il mio unico rammarico è essermene accorto solo dopo la laurea.
Per dirla tutta, noi ingegneri siamo l'unica categoria professionale all'interno della quale i professionisti non si considerano colleghi, ma concorrenti. E' per questo che si sono create queste spaccature: è un modo come un altro per cercare di diminuire la concorrenza.
Concludo con un ultima considerazione.
Immaginate due ingegneri: uno elettronico (settore informazione) che però lavora da 40'anni sugli impianti elettrici ed uno gestionale (settore industriale) appena laureato.
Lasciando stare leggi e regolamenti, ma basandoci per un attimo al nostro buon senso, quale dei due vi sembra più competente a firmare gli impianti elettrici?
Volete sapere la mia? Io farei un albo basato sul titolo di studio e sull'anzianità come è già per l'anti-sismico e l'antincendio: appena laureati si è rilegati al proprio settore e dopo un tot di anni ci si può dedicare anche al resto.
Ad alcuni (i più giovani sembrerà strano), ma sono diversi i casi nella nostra professione in cui è richiesta una cerca anzianità per poter firmare.
Inviato: lunedì 16 luglio 2012, 14:18
Qui nessuno vuole sminuire il lavoro di nessuno. Molto spesso si suole dire impropriamente che progettare un impianto elettrico è una sciocchezza
Per di più in ambito puramente "elettrotecnico" c'è da rispettare una mole di vincoli giuridici (non ultimi quelli in tema di sicurezza), che soltanto per leggerli necessitano -quantomeno- di una confrontabile mole di tempo
Se poi aggiungiamo il fatto che le norme subiscono repentine variazioni...
l'interpretazione corretta del dpr328 è quella che dice che i settore NON sono vincolanti
Seguo questa controversia da un bel po', e -correggetemi se, come probabilmente, sbaglio- mi pare che il risultato a valle non sia mutato, e mi spiego: una volta l'ingegnere tout-court poteva firmare qualsiasi progetto... poi, se il palazzo crollava, l'impianto tensione scaricava altrove, beh, erano "affari" suoi
Direi che non è cambiato moltissimo, allora... non so se una corte giudicante calcherà la mano su un professionista "gestionale" il cui impianto elettrico abbia fulminato un po' di gente, più di quanto accadrebbe se il "firmatario" fosse un elettrotecnico... forse non ha nemmeno molto senso porsi la questione, visto che "a casini accaduti" l'iter legale è il solito percorso di accertamente delle responsabilità
Non si può comunque trascurare l'enorme cambiamento dei programmi didattici tra la 3+2 e la quinquennale: drastico mutamento, ma forse non al punto da dare luogo ad una dicotomia così pesante... non è che un elettrico V.O. che abbia sostenuto un esame di Scienza delle Costruzioni sia in grado di progettare qualcosa di differente di una trave... di casrta sul quaderno...!!!
noi ingegneri siamo l'unica categoria professionale all'interno della quale i professionisti non si considerano colleghi, ma concorrenti
forse perchè in ambito professionale le professioni più "tradizionali" una volta erano improntate ad un approccio diciamo pure un po' "solitario"...!!!
Oggi il lavoro è decisamente più d'equipe, quindi si dovrebbe mutare approccio di conseguenza.. si dovrebbe....
Inviato: lunedì 16 luglio 2012, 17:31
Io ho una spiegazione più semplice: avendo studiato troppo rispetto ai frutti raccolti ci facciamo prendere dalla frustrazione e riversiamo tutta la nostra amarezza sui più deboli. I neo-ingegneri.
Il problema è che una categoria piena di spaccature interne come la nostra risulta più debole sotto tutti i profili.
Ormai ingegnere = sfigato (almeno agli occhi degli altri)
Inviato: mercoledì 18 luglio 2012, 13:22
Io ho una spiegazione più semplice: avendo studiato troppo rispetto ai frutti raccolti
Questo è più che certo: però sottoporrei una breve riflessione: davvero pensavamo dipoter restare a fare hi-tech & dintorni in Italia?
Di sicuro a qualcuno riesce ancora, ma si tratta di piccole macchie scure nel tessuto economico "leopardato" di questa nazione
Sarà, ma se sapessile altre categorie...
(non-ingegneristiche...!!! )