Source: http://centrostudiagronomi.blogspot.com/2016/03/
Timestamp: 2017-06-28 15:50:46+00:00
Document Index: 107289100

Matched Legal Cases: ['arte 1', 'arte 2', 'arte 1', 'arte 2', 'arte 3', 'arte 4']

Su impulso della Commissione Europea, l'Efsa ha pubblicato
oggi un nuovo parere scientifico che riguarda Xylella fastidiosa in Salento.
Nello specifico, viene richiesto di valutare la validità di 4 punti cruciali
legati alla strategia di contenimento spesso messi in discussione nel dibattito
pubblico. Questi sono: 1) la correlazione tra il disseccamento rapido e vari
fattori che si ritiene possano influenzare l'espressione dei sintomi e la
diffusione di Xylella (salute dei suoli, agenti chimici ecc.) ; 2) il ruolo di
Xylella fastidiosa come agente causale della malattia CoDiRO; 3) la validità e
l'efficacia attesa della rimozione delle piante infette come strumento di
contenimento della diffusione della malattia; 4) gli effetti secondari dei
Questo testo è stato pubblicato nella pagina infoxylella.it
al seguente Link: https://www.facebook.com/infoxylella.it/photos/a.828416737287598.1073741829.826987824097156/842660879196517/?type=3&theater
Segue la traduzione in italiano delle conclusioni del
documento. La traduzione è stata fatta con il TRADUTTORE DI GOOGLE. Link alla Scientific Opinion integrale (in inglese): http://www.efsa.europa.eu/sites/default/files/scientific_output/files/main_documents/4450.pdf
Il gruppo PLH stato chiesto di fornire una valutazione
scientifica di diverse dichiarazioni in discussione la strategia di controllo
globale dell'UE contro X. fastidiosa e alcune disposizioni di legge rilevanti
come previsto dalla Decisione (UE) 2015/789. Le conclusioni specifiche su
quattro di queste questioni sono:
• sui fattori che influenzano l'espressione dei sintomi e la
diffusione di X. fastidiosa: gli stati del pannello che non è possibile
quantificare gli effetti dell'ambiente, la struttura fisica e composizione
biologica del suolo e per valutare gli effetti positivi o negativi di
Trattamenti (applicazioni di erbicidi / insetticidi) su X.
fastidiosa subsp. batteri Pauca e su la malattia CoDiRO nelle olive. Questo
perché i dati provenienti da studi a lungo termine, in normali condizioni sono
carenti. Tuttavia, le pratiche agronomiche per aumentare la disponibilità di
nutrienti e l'uso di acqua per supportare lo sviluppo e la crescita degli organi
delle piante sopra e sotto la superficie del terreno può contribuire allo stato
di salute delle piante e la resistenza alle malattie e può prolungare il tempo
produttivo della coltura prima che la malattia casualmente entra in un fase
sintomatica e il declino pianta non possono essere ulteriormente impedito. Il
pannello pertanto conclude che l'incidenza, la gravità e la progressione della
malattia sono influenzati da fattori abiotici / biotici. Migliorare lo stato di
salute di una pianta infetta da X. fastidiosa può prolungare la sua vita
produttiva, ma non può curare dalla infezione batterica. Tutti i fattori
indicati nella comunicazione possono avere un effetto sull'espressione della malattia.
Tuttavia, nonostante la validità di questi fattori per l'espressione della
malattia, il rischio che la presenza del batterio X. fastidiosa per il resto
dei resti UE (EFSA PLH Panel, 2015). Ha anche stato dimostrato che X. fastidiosa
è l'agente causale della malattia CoDiRO nelle olive.
• sulla eziologia della CoDiRO: il gruppo di esperti
conclude che le prove fornite dalla recente esperimenti (Saponari et al., 2016)
dimostra che X. fastidiosa isolare cause 'De Donno' sintomi CoDiRO nelle olive
e quindi è l'agente causale di questa malattia. Tuttavia il gruppo di esperti vuole
anche affermare che l'adempimento dei postulati di Koch fornisce la prova per
la diretta collegare tra il patogeno e la malattia di ulivi, ma che la presenza
di X. Fastidiosa infezioni in olive era sufficiente per la sua classificazione
del rischio come indicato nel 2015 dal gruppo di esperti (EFSA Pannello PLH,
• alla rimozione piante ospiti: il gruppo di esperti
conclude che la rimozione di piante infette è una riduzione del rischio opzione
che, eliminando fonti di inoculo, può contribuire a ridurre l'incidenza di infezioni
nella zona esterna del focolaio e per prevenire l'ulteriore diffusione del
In particolare nella situazione epidemia di Southern Italia,
che è caratterizzato da una zona di contenimento delimitato da mare circostante
e una zona cuscinetto avanzare il fronte le epidemie in cui non è ancora stato
introdotto il patogeno, le misure indicate all'articolo 7 e all'articolo 6, in
grado di fornire i mezzi per contrastare la diffusione del patogeno in aree non
ancora infetto. Nella zona di contenimento, nel nord della Striscia al confine
con la zona cuscinetto, la rimozione delle piante infette e severo monitoraggio
può essere efficace nel prevenire ulteriore diffondere del patogeno in una zona
che non è ancora stata raggiunta. Per quanto riguarda la eliminazione di nuovi
focolai introduzione nelle aree di recente invasione, come la zona cuscinetto,
la rimozione rigorosa di entrambe le piante infette e di tutte le piante ospiti
a prescindere dal loro stato di salute un raggio, come descritto nella
normativa UE, può essere efficace nel ridurre patogeno diffondere, quando
rigorosamente amministrati e nuove infezioni sono rilevati in tempo.
• sugli effetti secondari dei pesticidi: con riferimento ai
trattamenti fitosanitari richiesti dalla Decision (UE) 2015/789 (articoli 6 e
7), il gruppo di esperti mette in evidenza il fatto che, nonostante effetti
indesiderati di prodotti fitosanitari, non vi è attualmente alcuna prova di
qualsiasi negazione effetto di tali trattamenti sull'interazione di X. fastidiosa
con ulivi infetti e in particolare della gravità della espressione dei sintomi
CoDiRO e l'esito dell'infezione. Il gruppo di esperti conclude pertanto che
l'applicazione dei prodotti fitosanitari contro vettori X. fastidiosa dovrebbe
essere visto in un approccio basato sul sistema e mirati alle specifiche situazioni
locali. SM UE può contare su un sistema molto strutturato di valutazione delle
piante prodotti per la protezione (in cui l'EFSA svolge un ruolo chiave)
garantire un elevato livello di protezione per la salute umana, la salute
animale e l'ambiente. Il gruppo PLH, nella sua valutazione, considerato l'uso
di pesticidi nella loro complessità, valutando diversi aspetti concernenti la
loro efficacia e applicabilità con un approccio olistico. L'applicazione di
appropriata trattamenti fitosanitari contro X. vettori fastidiosa dovrebbero
includere, tra gli altri, chimica o misure di controllo non chimico (compreso
il controllo biologico), così come la vegetazione gestione.
The PLH
Panel was requested to provide a scientific evaluation of several statements
control strategy against X. fastidiosa and some relevant legal provisions laid
(EU) 2015/789. The specific conclusions on four of those statements are:
factors affecting expression of symptoms and spread of X. fastidiosa: the Panel
possible to quantify the effects of the environment, the physical structure and
composition of the soil and to evaluate the positive or negative effects of
(herbicide/insecticide applications) on X. fastidiosa subsp. pauca bacteria and
the CoDiRO
disease in olives. This is because data from long term studies under field
are lacking. However, agronomic practices to increase the availability of
of water to support development and growth of plant organs above and below
surface can contribute to the plant health status and the resilience to
the productive time of the crop before the disease eventually enters a
stage and plant decline cannot be further prevented. The Panel therefore
that incidence, severity and progression of the disease are influenced by
factors. Improving the health status of a plant infected by X. fastidiosa can
prolong its
productive life but cannot cure it from the bacterial infection. All factors
statement may have an effect on the expression of the disease. However, despite
these factors for the disease expression, the risk posed by the presence of the
X. fastidiosa for the rest of the EU remains (EFSA PLH Panel, 2015). It has
demonstrated that X. fastidiosa is the causal agent of the CoDiRO disease in
 on the
aetiology of CoDiRO: the Panel concludes that the evidence provided by recent
(Saponari et al., 2016) demonstrates that X. fastidiosa isolate ‘De Donno’
symptoms in olives and thus is the causal agent of this disease. However the
to state that the fulfilment of Koch’s postulates provides evidence for the
between the pathogen and the disease in olives, but that the occurrence of X.
in olives was sufficient for its risk rating as stated in the 2015 by the Panel
(EFSA
 on host
plants removal: the Panel concludes that removal of infected plants is a
that, by removing inoculum sources, can contribute to reduce the incidence of
the outer zone of the outbreak and to prevent further spread of the pathogen.
in the epidemic situation of Southern Italy, which is characterised by a
zone demarcated by surrounding sea and a buffer zone advancing the front of
epidemics into which the pathogen has not yet been introduced, the measures
7 and in article 6 can provide means to counter pathogen spread into areas not
In the containment area, in the northern strip bordering the buffer zone, the
infected plants and stringent monitoring can be effective in preventing further
the pathogen into an area that has not yet been reached. With regard to
of new introduction foci in areas of recent invasion, such as the buffer zone,
removal of both infected plants and all host plants irrespective of their
radius, as described in current EU legislation, can be effective in reducing
when rigorously administered and new infections are detected in time.
secondary effects of pesticides: with reference to phytosanitary treatments
(EU) 2015/789 (Articles 6 and 7), the Panel highlights the fact that, in spite
effects of plant protection products, there is currently no evidence of any
such treatments on the interaction of X. fastidiosa with infected olive trees
on the severity of CoDiRO symptom expression and the outcome of the infection.
therefore concludes that the application of plant protection products against
fastidiosa vectors should be seen in a system-based approach and targeted to
situations. EU MSs can count on a very structured system of evaluation of plant
products (in which EFSA plays a key role) ensuring a high level of protection
health, animal health and the environment. The PLH Panel, in its assessment,
the use of pesticides in their complexity, evaluating different aspects
efficacy and applicability with a holistic approach. The application of
treatments against X. fastidiosa vectors should include, among others, chemical
non-chemical control measures (including biological control) as well as
Fabio Ingrosso mi comunica la pubblicazione dello studio di
Copagri e Università di Foggia da parte dell’Efsa
Ho appena ricevuto una telefonata dal Presidente di Copagri
Fabio Ingrosso che mi ha comunicato con soddisfazione la pubblicazione da parte
dell’Esfa dello studio sul Disseccamento degli ulivi che ha fatto con l’Università di Foggia. Il documento è
in inglese e può essere consultato qui: http://www.efsa.europa.eu/sites/default/files/plhxylellaurgentreview.pdf
FOGGIA Xylella 31 marzo 2016 Pubblicato da
Corso PAN Corso PAN In allegato il programma definitivo del corso PAN che si terrà presso l'aula D12 - Ecotekne dell'Università del Salento.
AnteprimaAllegatoDimensione
Domande d'esame per corso consulenti.pdf465.02 KB
2_DGR Puglia n. 627_30.03.2015_Criteri e modalità di attuazione PAN.pdf15.67 MB
PAN - certificato di abiltazione alla consulenza.pdf53.27 KB
PROGRAMMA CORSO PRIMO RILASCIO LECCE definitivo.pdf281.93 KB
Materiale didattico dott. Luvisi.pdf15.71 MB
Materiale didattico dott. agr. Cocca.pdf5.2 MB
Materiale didattico prof. Tarasco parte 1.pdf8.9 MB
Materiale didattico prof. Tarasco parte 2.pdf18.64 MB
Dlgs n. 81 del 2008 - Sicurezza sul lavoro.pdf2.88 MB
Decreto interministeriale 15 luglio 2003 n 388.pdf295.96 KB
Materiale didattico dott.ssa Belli.pdf1.97 MB
Materiale didattico dott. Carreras parte 1.pdf11.07 MB
Materiale didattico dott. Carreras parte 2.pdf9.73 MB
Materiale didattico dott. Carreras parte 3.pdf5.28 MB
Materiale didattico dott. Carreras parte 4.pdf9.51 MB
Xylella fastidiosa è responsabile della malattia che sta
distruggendo gli alberi di ulivo nel sud Italia, un nuovo studio ha confermato.
L’Oleandro e il mirto sono ospiti del ceppo pugliese del batterio, ma agrumi,
vite e leccio sembrano essere resistenti.
I risultati sono derivati da indagini sul campo ospite di X.
fastidiosa CoDiRO effettuati in Puglia nel corso degli ultimi due anni. Gli
scienziati del Consiglio Nazionale delle Ricerche hanno esposto le principali
colture al batterio attraverso inoculo artificiale e ad esposizione a insetti
vettori infetti in campo.
Colture mediterranee come l'olivo, uva, agrumi, mandorla,
pesca, ciliegia e prugna sono stati testati, così come le specie forestali come
lecci e specie ornamentali come l'oleandro e mirto. Il progetto è stato
finanziato dall'EFSA.
Giuseppe Stancanelli, capo dell'unità Salute di animali e
piante dell'EFSA, ha dichiarato: "Questi risultati confermano che il ceppo
CoDiRO di X. fastidiosa provoca il disseccamento dell’olivo. Si tratta di un
importante passo avanti, perché siamo in grado di valutare con precisione il
rischio della diffusione dll’epidemia in
Puglia e colmare le lacune di conoscenza sull’ ospite e l'epidemiologia del
ceppo pugliese. "
Le piante di olivo inoculate visualizzate simili gravi
sintomi - essiccazione e dieback - a quelli osservati nel campo. Tuttavia, non
tutte le varietà di olive risposto nello stesso modo. Ad esempio, il batterio
sembra richiedere più tempo a colonizzare - con una concentrazione di batteri
più bassa - le cultivar Coratina, Leccino e Frantoio rispetto alla cultivar
Cellina di Nardò, che è una delle cultivar più comuni della zona contaminata.
I ricercatori dicono che più test su un numero maggiore di
cultivar di olivo sono necessari per comprendere le diverse risposte.
Gli esperimenti sul campo hanno inoltre dimostrato che l’insetto
vettore philaenus spumarius - un insetto che è diffusa in Puglia - può
trasmettere il batterio agli olivi, oleandri e mirto. L'infezione è stata
rilevata fin da sei mesi dopo l'esposizione agli insetti, quando le piante
erano ancora asintomatiche.
Nessuna delle piante di agrumi, uva o lecci sono risultati
positivi per X. fastidiosa in seguito all'esposizione a infettiva P. spumarius.
Allo stesso modo, le piante di agrumi, uva e lecci non sono diventati sistemica
infetto o si sviluppano sintomi sospetti, quando sperimentalmente inoculata.
Ulteriori osservazioni e prove sono necessarie per ottenere dati conclusivi
sulle piante drupacee.
Tutte le piante inoculate saranno tenuti sotto osservazione
per almeno una stagione vegetativa, mentre esperimenti sul campo sarà esteso
Dr Stancanelli ha aggiunto: "I risultati di questo
progetto di ridurre in modo significativo le incertezze che circondano i rischi
connessi al ceppo X. fastidiosa CoDiRO per il territorio UE e aiuteranno nella
pianificazione della ricerca futura.
"Esperimenti sul campo e di laboratorio successivi
dovranno esplorare ulteriormente le risposte di oliva del Mediterraneo, con
l'obiettivo di individuare varietà tolleranti o resistenti che possono essere
coltivate dagli agricoltori nelle zone colpite da X. fastidiosa.
"Ci aspettiamo di acquisire ulteriori approfondimenti
che aiuteranno il controllo di questa malattia dai progetti di ricerca
finanziati nell'ambito del programma Orizzonte 2020 dell'UE."
Progetto pilota sulla Xylella fastidiosa per ridurre il
rischio di valutazione uncerta
APPROVED:22 March 2016 PUBLISHED: 29 March 2016
www.efsa.europa.eu/publications EFSA Supporting publication 2016:EN-1013
Pilot project on Xylella fastidiosa to reduce risk
Council of Italy, CNR
Moro (Italy)
Centro di Ricerca, Sperimentazione e Formazione in Agricoltura – Basile Caramia, Locorotondo, Bari, Italy
Maria Saponari, Donato Boscia, Giuseppe Altamura, Giusy D’Attoma, Vincenzo Cavalieri,
Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Unità
Organizzativa di Bari (Italy)
Xylella fastidiosa (X. fastidiosa) has a very broad host range, including many cultivated and wild plants
common in Europe. There is, however, scant information on the potential hosts of X. fastidiosa in the
natural European flora, as a wide range of these plants have never been exposed to the bacterium.
Investigations carried out in the recent years (2013-2015) in Apulia (southern Italy) where
X. fastidiosa was first recorded on olive trees, determined that: (i) the strain associated with this
outbreak, denoted CoDiRO, is genetically related to the subspecies pauca, representing a variant
classified as “sequence type 53”; (ii) CoDiRO is consistently associated with infections occurring under
natural conditions on several hitherto unknown hosts of X. fastidiosa. The aim of the studies
conducted in this pilot project was to assess the host range of the Apulian strain of X. fastidiosa by
artificial inoculations and exposure to infective vectors, of selected cultivars of major perennial crops
and some forest species. Diagnostic tests, isolation and symptom evaluation were performed to assess
bacterial colonization in the different hosts and the development of symptoms associated with
X. fastidiosa infections. The overall results of molecular assays and bacterial isolation tests carried out
up to 14 months post-inoculation clearly differentiated the plant species in which rapid colonization of
the plants occurred from those that did not support X. fastidiosa multiplication and movement.
Bacterial inoculation of olives, oleanders and Polygala myrtifolia plants resulted in systemic
colonization by the bacterium, and symptoms resembling those observed under natural infection
conditions were observed. Indeed, the results relative to different olive cultivars confirmed the high
susceptibility of this crop to strain CoDiRO and the consistent association of the infections with the
appearance of symptoms of dieback and desiccation of the inoculated plants. Conversely, inoculated
plants of citrus, grapes and Quercus ilex were never found to be systemically infected nor did they
develop any suspicious symptom. In addition, field experiments confirmed, although with a different
transmission rate, that infective Philaenus spumarius was able to transmit the bacterium to the host
plants used in the field experiment (olive, oleander and Polygala myrtifolia). Specifically, serological
and molecular assays readily detected the bacterium in these host plants as soon as six months after
caging the infective vectors, when the plants had not yet shown any symptom. In agreement with the
results of the artificial inoculation, none of the citrus, grape or Q. ilex plants so far tested positive for
X. fastidiosa upon exposure to infective P. spumarius.
www.efsa.europa.eu/publications 2 EFSA Supporting publication 2016:EN-1013
Key words: (CoDiRO, Xylella fastidiosa, olives, pathogenicity, needle inoculations, vector
Question number: EFSA-Q-2014-00533
Correspondence: alpha@efsa.europa.eu Xylella ‘is causing olive disease in Italy’
The field experiments also showed that infective spittlebug (Philaenus spumarius) – an insect that is widespread in Apulia – can transmit the bacterium to olive, oleander and myrtle-leaf milkwort. Infection was detected as early as six months after exposure to the insects, when the plants were still symptomless. None of the citrus, grape or holm oak plants tested positive for X. fastidiosa upon exposure to infective P. spumarius. Similarly, plants of citrus, grape and holm oak did not become systemically infected or develop suspicious symptoms when experimentally inoculated. More observations and tests are necessary to obtain conclusive data on the stone fruit plants.
nelle province di Bari, Taranto, Brindisi e Lecce «Allo stato attuale sono all'incirca 134mila le richieste di pagamento, spalmate su tutti e quattro i consorzi pugliesi di queste il 70% sono da 13 a 50 euro. Poi c'è un altro range, pari al 15-18%, compreso tra 51 e 100 euro. Mentre va detto che non sono state emesse le cartelle con tributo fino a 12 euro. Questi numeri ci portano a dire che l'85% del totale delle contribuenze è inferiore a 100 euro». Pubblicato da
Federico Felli lo dice tranquillamente, come se fosse scontato: «Io coltivo senz’acqua». Solo dopo aver notato facce perplesse sorride e spiega il suo metodo, a metà tra filosofia e agricoltura biologica: «Non ci sono arrivato subito nemmeno io: ho dovuto studiare. In realtà mi informo ogni giorno, importo idee e tecnologie da altri mondi». Per «altro mondo» intende, ad esempio, gli Stati Uniti, da dove ha «rubato» il progetto - in realtà, era a disposizione gratuitamente - di uno speciale rullo per riuscire a far crescere i cereali utilizzando esclusivamente l’acqua che scende dal cielo. «UN MILANESE PENTITO» Felli è il titolare di Cascina Nuova, casolare che si nota subito grazie ai quattro silos colorati che salutano i passanti della provinciale tra Valenza e Casale, verso il Monferrato: hanno i colori della sabbia e della terra, le finestre quelli della bandiera della pace. «Il mio potrebbe sembrare ecologismo estremo, spinto. In realtà è solo biologico puro. Qui intorno ho terre molto diverse tra loro, alcune vicine al Po, altre fuori argine, poi terra da vigna sulle colline e un altopiano con un terreno più difficile, argilloso». Insomma, per coltivare questa terra ci vuole lavoro ma anche una buona dose di forza d’animo. «Sono un milanese pentito, arrivato qui nel 1998. Posso dire per crisi di noia? Sono tornato nel cascinale che era di mio nonno, Aldo Annaratone. Ho subito scelto il biologico. Noi otteniamo le stesse cose di tutti, ma in un modo diverso». Qui la sostenibilità è garantita, è «vera». «La mia agricoltura non prevede input esterni: no concimi, no a interventi invasivi. No anche all’acqua. Perché la natura non ha bisogno di niente». L’IDEA Per aiutarla, però, ecco l’idea di questo rullo speciale, il «roller crimper»: i progetti sono del Rodale Institute (Pennsylvania) che si occupa di agricoltura biologica d’avanguardia. Si tratta di un rullo «piegatore» da attaccare al trattore che, di fatto, aiuta a concimare il terreno schiacciando (senza tirarle via) le piante da sovescio, cioè quelle utilizzate tra una coltura e l’altra per arricchire il terreno. «Si seminano, ad esempio, nella pausa tra il taglio del grano di luglio e la semina del mais o della soia in primavera. Sarebbero otto mesi di vuoto, invece io pianto un mix di 36 erbe (non svela quali, ogni agricoltore ha i suoi segreti, ndr) che poi schiaccio con questo rullo; diventa una pacciamatura. È concimazione naturale». E l’acqua? «È un fattore limitante, uno spreco di energia incredibile». LA SPERIMENTAZIONE Basta la pacciamatura «speciale»? «Sì, perché protegge il terreno dalle piogge forti, concima, non permette alle malerbe di crescere, impedisce l’evaporazione dell’acqua». Il rullo l’ha costruito un fabbro della zona, esattamente di Candia Lomellina, giusto al di là del fiume Po, utilizzando i progetti del Rodale ma già con modifiche studiate ad hoc da Felli (che è socio di Confagricoltura Alessandria) e dell’agronomo Cristiano Concaro, che ha unito più progetti ed è riuscito pure a coinvolgere i risicoltori pavesi in questa ricerca. La sperimentazione, per ora, è su 14 ettari di Felli, su cinquanta in totale tra Piemonte e Lombardia. Fonte: http://www.lastampa.it/2016/03/26/edizioni/alessandria/lagricoltore-che-coltiva-a-secco-lacqua-uno-spreco-inutile-pKSj5S5ZsZ0cGZ8suIXEMP/pagina.html
Mercoledì 23 marzo 2016 sono
stati osservati nei pressi di Gallipoli ADULTI dell’insetto Philaenus spumarius che è stato dimostrato
essere vettore del Batterio Xylella fastidiosa subspecie Pauca ceppo Co.Di.Ro.
Poiché il batterio (vedi
Nota 1) sarebbe il principale responsabile del disseccamento degli olivi bisogna
avviare le lavorazioni meccaniche in tutti i terreni delle province di Lecce,
Brindisi e Taranto al fine del suo contenimento (Vedi Nota 2) Nota 1: Secondo una ipotesi il Batterio Xylella fastidiosa subspecie
Pauca ceppo Co.Di.Ro. è il responsabile principale del disseccamento degli
olivi. Tale ipotesi che tra l’altro spiega le mie osservazioni su olivi disseccati
Nota 2: La parola "contenimento" è qui usata con
il seguente significato: mettere in atto delle misure fitosanitarie per ridurre
la diffusione del batterio in un territorio, al fine di limitare i danni che
esso provoca.
arriva dagli esperti della Regione è «di avviare subito la lavorazione
meccanica del terreno». Che significa principalmente: procedere con le arature
e le trinciature. «Solo così è possibile abbattere la popolazione giovanile dei
vettori - ha spiegato Cesari, agroecologo, direttore scientifico del Nepri - in
modo da evitare che una volta adulti gli insetti possano infettare gli ulivi». Fonte:
Quotidiano di Puglia del 26 marzo 2016 vedi
vettori, ieri sul sito del progetto europeo "Ponte", finanziato con
Horizon 2020, l'entomologo Vincenzo Cavalieri che lavora con il Cnr di Bari, ha
pubblicato la notizia del ritrovamento di alcuni adulti di sputacchina presso
Gallipoli. Ciò significa che il ciclo del vettore del batterio è ampiamente in
anticipo nel 2016 rispetto allo scorso anno. Fonte: http://www.ponteproject.eu/ponte-news/march-23-2016-first-seasonal-observation-philaenus-spumarius-new-generation-adults-salento/
di Maria Claudia MINERVA Rinviata a dopo Pasqua l'approvazione del nuovo piano anti-xylella.
L'Osservatorio fitosanitario della Regione Puglia sta praticamente riscrivendo
le linee-guida alla luce delle osservazioni presentate la settimana scorsa dalla
task force di esperti voluta dal governatore Michele Emiliano, perché quelle
presentate nel corso dell'ultima riunione del gruppo di lavoro contenevano,
secondo il parere degli scienziati e dei giuristi, delle evidenti lacune da
colmare. Il direttore della task force aveva così dato 48 ore di
tempo per le osservazioni che poi ha girato all'Osservatorio e che ora diventeranno
parte integrante del nuovo piano contenente le misure di contrasto al batterio
che divora gli ulivi del Salento. E stato lo stesso Nardone a far sapere che il
nuovo documento sarà portato all'attenzione della Giunta regionale la prossima
settimana. Una notizia confermata anche dal segretario della task force,
Gianluigi Cesari: «Meglio perdere qualche giorno in più e redigere un piano
ineccepibile anche dal punto di vista giuridico, che approvare un documento con
delle lacune che può generare errori ed equivoci. Il piano è quasi pronto e
sarà approvato dopo Pasqua». Nel frattempo, poiché, come hanno confermato dall'Osservatorio
Fitosanitario la schiusura delle uova della sputacchina, scientificamente il
Philaenus spumarius, è in anticipo di quindici giorni rispetto allo scorso
anno, il suggerimento che arriva dagli esperti della Regione è «di avviare
subito la lavorazione meccanica del terreno». Che significa principalmente:
procedere con le arature e le trinciature. «Solo così è possibile abbattere la
popolazione giovanile dei vettori - ha spiegato Cesari, agroecologo, direttore
scientifico del Nepri - in modo da evitare che una volta adulti gli insetti
possano infettare gli ulivi». A proposito di vettori, ieri sul sito del progetto europeo
"Ponte", finanziato con Horizon 2020, l'entomologo Vincenzo Cavalieri
che lavora con il Cnr di Bari, ha pubblicato la notizia del ritrovamento di
alcuni adulti di sputacchina presso Gallipoli. Ciò significa che il ciclo del vettore
del batterio è ampiamente in anticipo nel 2016 rispetto allo scorso anno. La comunicazione formale è stata data ieri al Servizio
Fitosanitario Regionale. «A noi non risulta che sia stata monitorata la
presenza di vettori adulti, però potrebbe essere notizia di queste ore. Quello che ci ha detto l'Osservatorio Fitosanitario nel
corso dell'incontro con la task force era quella del ritrovamento di sputacchine
già al secondo stadio giovanile, con ben 15 giorni di anticipo del ciclo
rispetto a marzo 2015- ha sottolineato Cesari -. Ecco perché vanno sollecite le
lavorazioni dei terreni, al fine di ottenere la massima riduzione della
popolazione di insetti vettori». Il ritrovamento di vettori nella fase adulta
preoccupa perché potrebbe favorire la propagazione del contagio anche in zone
fino a questo momento indenni. Come è stato detto più volte, anche nella nuova
bozza delle linee guida, è probabile che il trasferimento dei vettori in altre
zone avvenga pure in modo passivo, con il trasporto attraverso gli indumenti o attraverso
mezzi di trasporto sui quali gli insetti si aggrappano. Motivo per cui bisogna
stringere i tempi e approvare subito il nuovo piano.
23 marzo 2016 : prima osservazione stagionale di adulti di
philaenus spumarius nel Salento
Tra le attività di Ponte volte a studiare la biologia del
vettore philaenus spumarius vi sono i campionamenti periodici e le osservazioni
sul campo fatte nelle zone della provincia di Lecce ( sud Italia ) colpite da
Xylella fastidiosa . Nel quadro di queste attività il 23 marzo , adulti di philaenus
spumarius sono stati osservati per la prima volta nella stagione .
Gli insetti sono stati catturati nella campagna di Gallipoli
e che sono stati identificati attraverso l'esame microscopico dei caratteri
morfologici chiave .
Una comunicazione formale del ritrovamento è stato data oggi
, 25 marzo al Servizio fitosanitario regionale.
Nel corso del 2015 il MiPAAF ha avviato, nell’ambito del Tavolo di Filiera olivicolo, i lavori per un
nuovo Piano di settore olivicolo-oleario al fine di ridefinire gli obiettivi strategici per il settore a 5 anni di
distanza dal precedente piano del 2010.
L’articolo 4 del DL 51/2015, convertito con modificazioni dalla Legge 91/2015, ha istituito il Fondo di
intervento, finanziato con risorse nazionali, finalizzato al raggiungimento di pochi ma decisi obiettivi:
• invertire il processo di diminuzione della produzione nazionale di olio proponendo una strategia
di intervento che, coordinando le risorse nazionali e quelle regionali, possa portare al
conseguimento di obiettivi quantificabili di incremento della produzione nazionale;
• sostenere le “nuove” Organizzazioni di produttori ad assolvere alla loro funzione di
concentrazione e commercializzazione del prodotto;
• qualificare il prodotto nazionale con la realizzazione di un regime di qualità basato sulla
sostenibilità e su specifici “processi” di qualità.
Il Fondo di intervento giunge subito dopo il varo della riforma dell’organizzazione economica del mondo
associativo del settore olivicolo varato con il combinato disposto dell’articolo 29, degli articoli 152 e segg
e dell’articolo 169 del Regolamento (UE) 1308/2013: una riforma che comporta per le associazioni dei
produttori (O.P. ed A.O.P.) un impegno a ricoprire un ruolo molto più incisivo nella gestione del mercato
e nella commercializzazione del prodotto dei propri associati.
L’anno 2015 è stato inoltre caratterizzato da diverse novità per il settore:
a) il varo dei programmi di sostegno di cui all’articolo 29 del regolamento 1308/2013 (DM
6931/2014);
b) l’attuazione operativa del DM 86483/2014 che ha portato alle nuove modalità di riconoscimento
delle OP ed AOP del settore olivicolo;
c) la conferma di un aiuto accoppiato per il settore nell’ambito del I° pilastro della PAC a
testimonianza del ruolo ad esso riconosciuto nel panorama produttivo nazionale;
d) l’approvazione dei Programmi di sviluppo rurale nell’ambito della nuova PAC 2014-2020;
e) l’istituzione del citato “Fondo per sostenere la realizzazione del piano di interventi nel settore
olivicolo-oleario” con l’articolo 4 del DL 51/2015, come modificato in sede di conversione dalla
Legge 91/2015.
Appare evidente come il settore olivicolo, con gli strumenti sopra ricordati, abbia un potenziale operativo
che occorre trasformare in azioni e interventi concreti idonei a far conseguire una maggiore capacità
produttiva, una migliore organizzazione commerciale e, nel complesso, una maggiore competitività sia a
livello di sistema che delle singole imprese.
Questo documento rielabora, pertanto, gli obiettivi strategici del Piano di settore ai quali far aderire gli
specifici interventi di natura pubblica attivati a livello nazionale e a livello regionale.
La FORESTA DEGLI ULIVI della terra di Lecce: raccogliere o
non raccogliere le Olive? Questo è il problema!
"Per ormai inutile utilizzo, offresi azienda olivicola
di 100 ettari per l'installazione di pannelli solari. Il ricavato sarà utilizzato
per l'acquisto di biglietti del superenalotto che consideriamo un investimento
più sicuro".
NELLA FOTO: L'impianto di pannelli che si può ammirare sulla
Sogliano Cavour _ Galatina e che potrebbe sostituire LA FORESTA DEGLI ULIVI
DELLA TERRA DI LECCE
Una trovata di un burlone? No! E’ lo striscione di un
olivicoltore pugliese che non sa se raccogliere o non raccogliere le olive.
Io lo scrivo a chiare lettere: NON POSSIAMO SOSTITUIRE LA
TECNICA DI COLTIVAZIONE CON LE ORGANIZZAZIONI DI CATEGORIA.
Chi rappresenta i contadini? Le organizzazioni di categoria
e sono sempre queste che hanno determinato dagli anni 60 ai giorni nostri e che
ancora determinano la politica del governo in tema di agricoltura. Oggi c’è l’olio che non si vende e determina la protesta. Ma
anche l’olio dell’anno scorso non si è venduto. A Lecce i nostri
amici olivicoltori sono dei simpatici vecchietti che continuano a raccogliere
le olive. Hanno fatto laureare i loro figli che sono oggi medici, avvocati ed
ingegneri con i raccolti della loro terra e questi però della “terra madre” non
ne vogliono più sapere lasciando al nostro arzillo contadino, anche se oramai
verso il tramonto, il compito di continuare a trarre da quella madre il
nutrimento per il nostro territorio.
La polverizzazione delle aziende olivicoli che poteva essere
un punto di forza se indirizzato alla tipicizzazione dei prodotti con il
conseguente mercato di nicchia ad altissimi prezzi è invece in Terra di Lecce
Si affrontano i problemi con l’emergenza, si convocano
politici, associazioni di categoria e si utilizzano anche trovate geniali come
quelle del Collega Dottore Agronomo
Ministro Zaia che, chiamato in causa da pugliesi e calabresi, promette
risultati concreti: "il Consiglio Ue - ha affermato - sta discutendo un
progetto di regolamento che prevede la possibilità di inserire anche l’olio
d’oliva nel programma di distribuzione di derrate a favore degli indigenti".
“Con il regolamento
CE n. 983/2008 votato dalla Commissione lo scorso 3 ottobre – ha spiegato Zaia
- è stato approvato il piano di ripartizione delle risorse per l’esercizio
finanziario 2009, con il quale l’Italia dispone di risorse pari a 129.220.273
euro, finalizzate all’acquisto sul mercato comunitario di determinati prodotti
alimentari da distribuire agli indigenti, come i cereali, il riso e il latte
scremato in polvere”.
“Lavorerò
personalmente – conclude il Ministro - affinché anche l’olio d’oliva, quanto
prima, venga inserito in questa lista e possa essere distribuito agli indigenti
nella Comunità, consentendo così la ripresa del mercato”.
Sono tutte belle intenzioni ma a San Cesario di Lecce più
volte abbiamo riscontrato che le vie dell’inferno sono lastricate di belle e
La PAC che poi sarebbe la politica agricola COMUNE, quella
che ha visto fioccare integrazioni di prezzo all’olio per anni sin dai lontani
anni 60 che ha sostenuto questo settore ne ha anche decretato lo stato in cui
langue in questi giorni.
C’è chi si appella a lasciare morire la foresta degli ulivi
di Lecce così come si vuol lasciare morire la povera Eliana Cuccurullo.
Non ci sono più agricoltori che decidono, che si affidano
ognuno al suo Dottore AGRONOMO, con il quale affrontare e risolvere i problemi
Al posto di questa sana impostazione ci sono carte da
compilare, moduli, richieste, premi e punizioni dopo controlli che hanno reso
il settore olivicolo molto simile al gioco a quiz televisivo allontanandolo
Chi gestisce tutto
questo? Uffici di persone competenti che però compilano carte su carte e che
con queste carte hanno affogato la foresta degli ulivi della Terra di Lecce.
La FORESTA DEGLI ULIVI
della terra di Lecce, quella che ha sostituito il leccio (la lizza) e che ha
alimentato con i residui della potatura i camini delle cucine economiche della
terra di Lecce e con l’olio ha illuminato per anni Mosca e San Pietrobrugo in
Russia luoghi dai quali provenivano i velieri raffigurati nei bei quadri del
porto di Gallipoli dei secoli scorsi deve vivere affinché la nostra penisola
bagnata dai due mari non diventi il deserto dei due mari.
Ma quest’estate avete
guardato le campagne del paesaggio agrario salentino? Gli incendi che hanno
distrutto centinaia di alberi di olivo. L’oliveto è l’unico bosco rimasto nel
Salento. L’olivo nei millenni scorsi
dopo l’arrivo dei Romani, ha rubato il posto alla Quercia, al Leccio, alla
Lizza che aveva invaso tutto il nostro territorio, e l’energia che la foresta
di Quercia forniva sotto forma di legna, fu sostituita dalla legna della potatura
di questi alberi di olivo altissimi che lasciavano cadere le preziose drupe per
terra perchè non serviva fossero raccolte dall’albero tanto l’olio lampante
serviva appunto ad illuminare tutta Europa e i proventi di quel commercio hanno
prodotto il barocco leccese che è sotto gli occhi di tutti con il suo fraseggio
scintillante e sfavillante pieno di sfarzo eccessivo e sovrabbondante.
Il Salento era l’Arabia Saudita del 1600, forniva l’energia
per l’illuminazione in tutta Europa, il porto di Gallipoli ospitava navi di
grande stazza che caricavano e partivano per i porti del Nord Europa cariche di
olio e di quant’altro proveniva dalle nostre ricche terre. Era fiorente il
commercio e i vari sedili di foggia Veneziana testimoniano a Lecce e a Nardò la
discesa di quei mercanti che per fare affari si trasferirono in quel tempo
Adesso queste persone
vengono da tutta Europa per visitare quello che può definirsi “IL MUSEO DIFFUSO
E L’ALBERGO DIFFUSO SALENTU LU SULE LU MARE LU IENTU”.
Ma adesso che un
litro d’olio lampante (la maggior parte della nostra produzione) costa quanto
un litro di gasolio cosa fanno gli agricoltori? Trascurano la coltivazione
dell’oliveto, non sono tempestivi nel togliere le erbacce e fiorenti masserie
sono divenute ruderi circondati dai residui dell’incendio che le rende simili a
un territorio di guerra incendiato dai conquistatori.
L’oliveto non può essere sostituito se non dopo
un’autorizzazione rilasciata dall’Assessorato dell’Agricoltura della Puglia,
l’oliveto non ha più la stessa capacità produttiva di un tempo ma è una
foresta, l’unica foresta che il Salento possiede e che funziona proteggendo il
Suolo ed evitando danni immani da rischio idrogeologico (si chiama così il
rischio delle alluvioni).
Ma fare le lavorazioni
per togliere le erbe secche ed evitare di avere la propagazione degli incendi
ha un costo e gli agricoltori che non riescono più a vendere quel prodotto non
hanno alcuna intenzione di sborsare dei soldi che non gli verranno mai
restituiti dalla terra, la madre terra che nei millenni passati ha nutrito e
curato le generazioni che ci hanno preceduti.
Servono soldi che provengano dalle attività che producono risorse
utilizzando il territorio. “IL MUSEO DIFFUSO E L’ALBERGO DIFFUSO SALENTU LU
SULE LU MARE LU IENTU” deve mettere mano al portafoglio e finanziare la foresta
oliveto perché se il turista troverà, tra un paese e l’altro del Salento, un
territorio bruciato con delle rovine anch’esse bruciate non verrà mai più.
Se l’impresa agricola del Salento diverrà economica
raddoppiando nel prossimo quinquennio la produzione di ricchezza (passando
dall’oderno 2,5% del PIL Prodotto Interno Lordo del Salento al 6%) allora le
foreste d’olivo potranno essere finanziate da questa ricchezza. Se ciò non
avverrà allora dovremmo pensare seriamente di far rientrare gli oliveti nel
demanio forestale dello stato.
La Foresta degli Ulivi della Terra di Lecce è sicuramente
oggetto della Direttiva 2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio che
dal luglio del oramai lontano 2004 è attuata anche in Provincia di Lecce che
viene denominata Direttiva VAS che impone di valutare gli effetti sull’ambiente
delle scelte programmatiche e pianificatorie.
Come? Chiedete cosa
ci sia di programmato nella crisi del settore olivicolo di questi giorni? Ma
come non lo vedete? Eppure è sotto gli occhi di tutti! C’è l’abbandono a se
stesso del mercato dell’olio e di conseguenza l’abbandono programmato degli
oliveti che porterà a gravissime conseguenze ambientali nel nostro territorio.
Chi è responsabile non può far finta di non sapere che quel cartellone
che sulla strada statale pubblicizza a caratteri cubitali una bottiglia di OLIO
EXTRA VERGINE d’oliva a € 2,80 con un costo della sola confezione (di bottiglia
ed etichetta) di € 1,50 sta COMMETTENDO L’OMICIDIO DEGLI OLIVICOLTORI DELLA
TERRA DI LECCE!
Poi c’è il problema
della desertificazione che è una conseguenza del mancato apporto di Sostanza
organica nel terreno.
E solo alla fine c’è
il problema del reddito agricolo degli olivicoltori.
Un manipolo di contadini “fanno casino” perché
non vendono l’olio. Nessuno che ponga il vero problema e cioè quello del
rischio idrogeologico (che tradotto significa che senza la foresta degli ulivi
della Terra di Lecce c’è il rischio delle alluvioni), quello del rischio
paesaggistico (pensate che sarebbe la Terra di Lecce senza la sua foresta di
Ulivi e al turista che passerebbe attraverso il deserto per andare a Gallipoli
o a Otranto) con conseguenze sull’economia del turismo.
Il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha
convocato per lunedì 24 c.m. alle ore 17.30 presso la sala Giunta della
Presidenza tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine e i soggetti
istituzionali preposti al controllo antisofisticazione della filiera
olivicola-olearia.
All’incontro parteciperà anche l’Assessore alle Risorse
Agroalimentari Enzo Russo che questa mattina ha incontrato i rappresentati
degli olivicoltori, giunti a Bari da tutta la provincia per protestare.
Al bravo Assessore Russo rivolgo un appello affinché, passata
l’emergenza, affidi all’ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della
Provincia di Lecce il compito di affrontare e risolvere il problema della conservazione
e promozione della FORESTA DEGLI ULIVI DELLA TERRA DI LECCE.
Ricordo all’Assessore che il professore Sacco
dell’Università degli Studi di Bari ha scoperto un metodo che non lascia
margini ad errori per analizzare la PROVENIENZA DELL’OLIO D’OLIVO, io ne ho
scritto e chiunque può leggere il report.
Si tratta adesso di salvare il salvabile oggi ma nello
stesso tempo di affrontare con noi professionisti il domani.
*Dottore Agronomo (Esperto in diagnostica urbana e
territoriale titolo Universitario International Master’s Degree IMD in
Diagnostica Urbana e territoriale Urban and Territorial Diagnostics).