Source: http://www.gliappalti.it/principi-per-le-aggiudicazioni-di-appalti/
Timestamp: 2020-05-24 23:02:25+00:00
Document Index: 3338288

Matched Legal Cases: ['art. 211', 'art. 211', 'art. 30', 'art. 71', 'art. 144', 'art. 144']

Principi per le aggiudicazioni di appalti | gliappalti.it
Principi per le aggiudicazioni di appalti
Deliberazione A.N.AC. 10/4/2019 n. 335
Sui servizi di refezione scolastica.
L’argomento di questa pagina riguarda un caso giunto all’Autorità Nazionale Anti Corruzione, per un parere di precontenzioso, terminato con la delibera n. 335 del 10 aprile 2019. Il tema della citata delibera riguarda l’esclusione da una gara di appalto per il servizio di refezione scolastica, dove i requisiti sono stati ritenuti sproporzionati rispetto all’oggetto della gara, e tali da restringere indebitamente la concorrenza. Le norme cui fare riferimento sono gli articoli 30, 71 e 211 del D.lgs. 50 del 18 aprile 2016, codice dei contratti pubblici.
– decreto legislativo 18/4/2016, n. 50;
– decreto legislativo 19/4/2017, n. 56.
– www.gazzettaufficiale.it
– servizi di mensa e buoni pasto.
Breve richiamo alla procedura di precontenzioso.
Il parere di precontenzioso è previsto dall’art. 211 del D.lgs. 50/2016 e se già conosci la procedura, salta questo paragrafo. Nelle gare di appalto gravate da una divergenza fra la stazione appaltante e il concorrente, è data la possibilità di chiedere un parere all’Autorità Nazionale Anti Corruzione (ANAC), come prevede l’art. 211, comma 1, del codice D.lgs. 50/2016:
Decreto legislativo n. 50 del 18 aprile 2016
Vigente al: 20 maggio 2019
Pareri di precontenzioso dell’ANAC.
“1. Su iniziativa della stazione appaltante o di una o più delle altre parti, l’ANAC esprime parere relativamente a questioni insorte durante lo svolgimento delle procedure di gara, entro trenta giorni dalla ricezione della richiesta. Il parere obbliga le parti che vi abbiano preventivamente acconsentito ad attenersi a quanto in esso stabilito. Il parere vincolante è impugnabile innanzi ai competenti organi della giustizia amministrativa ai sensi dell’articolo 120 del codice del processo amministrativo. In caso di rigetto del ricorso contro il parere vincolante, il giudice valuta il comportamento della parte ricorrente ai sensi e per gli effetti dell’articolo 26 del codice del processo amministrativo.”
Principi del codice per l’aggiudicazione e l’esecuzione di appalti.
I principi per l’aggiudicazione e l’esecuzione di appalti sono collegabili sia all’art. 30, comma 1, per quanto riguarda il rispetto per la libera concorrenza e proporzionalità sia l’art. 71, comma 1, che richiama l’adozione dei bandi-tipo indicati dall’ANAC:
Principi per l’aggiudicazione e l’esecuzione di appalti e concessioni.
“1. L’affidamento e l’esecuzione di appalti di opere, lavori, servizi, forniture e concessioni, ai sensi del presente codice garantisce la qualità delle prestazioni e si svolge nel rispetto dei principi di economicità, efficacia, tempestività e correttezza. Nell’affidamento degli appalti e delle concessioni, le stazioni appaltanti rispettano, altresì, i principi di libera concorrenza, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità, nonché di pubblicità con le modalità indicate nel presente codice. Il principio di economicità può essere subordinato, nei limiti in cui è espressamente consentito dalle norme vigenti e dal presente codice, ai criteri, previsti nel bando, ispirati a esigenze sociali, nonché alla tutela della salute, dell’ambiente, del patrimonio culturale e alla promozione dello sviluppo sostenibile, anche dal punto di vista energetico.”
Bandi di gara.
“1. Fatto salvo quanto previsto dagli articoli 59, comma 5, secondo periodo, e 63, tutte le procedure di scelta del contraente sono indette mediante bandi di gara. Al fine di agevolare l’attività delle stazioni appaltanti omogeneizzandone le condotte, successivamente alla adozione da parte dell’ANAC di bandi tipo, i bandi di gara sono redatti in conformità agli stessi. Essi contengono le informazioni di cui all’allegato XIV, Parte I, lettera C, e sono pubblicati conformemente all’articolo 72. Contengono altresì i criteri ambientali minimi di cui all’articolo 34. Le stazioni appaltanti nella delibera a contrarre motivano espressamente in ordine alle deroghe al bando-tipo.”
I motivi di esclusione contestati dal concorrente.
Il bando di gara riguardava un appalto per il servizio di refezione scolastica, da aggiudicare con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, per un importo base d’asta di 370.400 euro, in un periodo che comprendeva tre anni scolastici. Il concorrente XXXYYY fu escluso dalla gara perché, secondo la stazione appaltante, non aveva prodotto la certificazione di qualità UNI EN ISO 9001/2000. Contro il provvedimento di esclusione, XXXYYY fece presente che i certificati di qualità in suo possesso prevedevano un disciplinare per la preparazione e cottura di 1500 pasti/giorno. Vale a dire, che le certificazioni di qualità in suo possesso e prodotti in sede di gara erano:
– UNI EN ISO 9001/2008;
– UNI EN ISO 22000/2005;
– ISO 22005/2007;
– UNI 10854/1999;
quindi, potevano garantire analogo standard UNI EN ISO 9001/2000. A nulla valsero le argomentazioni e la società XXXYYY fu esclusa dalla gara di appalto. A questo punto, XXXYYY presentò istanza di parere all’ANAC.
Deliberazione A.N.AC. 10 aprile 2019 n. 335.
L’istanza di un parere fu presentata dal concorrente XXXYYY il 2 gennaio 2018, entro il termine di trenta giorni dalla comunicazione del provvedimento di esclusione, quindi, la domanda fu ritenuta “ammissibile” dall’Autorità Nazionale Anti Corruzione. Dopo la consueta procedura, ANAC ha così deliberato:
ritiene, nei limiti di cui in motivazione che:
ai fini del servizio di “refezione scolastica e pasti caldi al domicilio di anziani e indigenti”, il requisito di certificazione richiesto dal bando, nel settore della ristorazione, per il campo d’applicazione “piattaforme acquisti e distribuzione di beni alimentari” appare non idoneo, non pertinente e sproporzionato all’oggetto della gara, e tale quindi da restringere indebitamente la concorrenza.
Il testo integrale della deliberazione A.N.AC. 10/4/2019 n. 335 è disponibile sul sito internet dell’Autorità, a gratis per tutti, al seguente link:
www.anticorruzione.it
deliberazione A.N.AC. 10 aprile 2019 n. 335
In tema di servizi di ristorazione in generale, ti segnaliamo:
Se l’attività della tua impresa è nella ristorazione e desideri offrire i servizi di mensa agli enti pubblici, questa pagina è dedicata ai “servizi di ristorazione” nel settore dei contratti pubblici. I servizi di ristorazione oggetto di contratti pubblici sono disciplinati dall’articolo 144 del decreto legislativo n. 50 del 18 aprile 2016 il codice dei contratti pubblici. Nel dettaglio, il testo del predetto art. 144 è stato modificato dal decreto legislativo n. 56 del 19 aprile 2017, limitatamente al comma 6 lettera a) che riguarda il caso di affidamenti dei servizi sostitutivi di mensa con buoni pasto (…. continua).
Servizi di mensa e buoni pasto
Il sistema dei buoni pasto si è imposto in questi ultimi decenni per il motivo che le aziende di piccole e medie dimensioni si sono ristrutturate preferendo un metodo alternativo alla gestione interna di un servizio mensa, così da evitare i problemi anche di natura burocratica come ad esempio le norme igieniche e sanitarie dei locali e personale addetto. Sul tema dei “buoni pasto” le norme cui fare riferimento sono l’art. 144 del decreto legislativo 50 del 18 aprile 2016, il codice dei contratti pubblici, e il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 122 del 7 giugno 2017. (…. continua).