Source: http://www.dirittofamiglia.it/art.-80-c.c.htm
Timestamp: 2018-10-20 04:36:02+00:00
Document Index: 180207306

Matched Legal Cases: ['art. 80', 'art. 81', 'art. 785', 'art. 80', 'art. 80', 'art. 81', 'art. 785', 'art. 80']

Dal 12/06/09 1815743
Articolo 80 del Codice Civile. Restituzione dei doni con la giurisprudenza di legittimità.
Il promittente può domandare la restituzione dei doni fatti a causa della promessa di matrimonio, se questo non è stato contratto .
Ai fini della restituzione dei doni fra fidanzati in caso di mancato matrimonio, non sono richieste, per la relativa promessa, forme particolari, nè rilevano i motivi della rottura degli sponsali, i doni prenuziali non sono equiparabili nè alle donazioni remuneratorie, nè alle liberalità d'uso; essi costituiscono vere e proprie donazioni, soggette come tali ai relativi requisiti di forma e capacità.
L'art. 80 c.c., in tema di restituzione dei doni fra fidanzati quando la promessa di matrimonio (ancorché non avvenuta nella forma solenne di cui al successivo art. 81) non abbia avuto seguito, si riferisce a quei doni che siano stati fatti, e sia uso fare, per il solo fatto di considerarsi fidanzati, e che non potrebbero trovare altra plausibile giustificazione all'infuori del fidanzamento (quali, ad esempio, piccoli oggetti d'oro, come fedine, anelli, medagliette, ecc.). Tali doni, trovanti fonte nella consuetudine, non nascono da un contratto, nè in particolare da un contratto di donazione (a differenza della donazione obnuziale prevista dall'art. 785 c.c. e sottoposta alla condizione sospensiva del verificarsi del matrimonio), non richiedono alcuna forma o requisito di capacità d'agire da parte dei fidanzati, e producono effetti definitivi a prescindere dalla circostanza che questi ultimi abbiano o meno già deciso se e quando sposarsi, o quale regime patrimoniale assegnare alla futura famiglia. Detti effetti, peraltro, in applicazione del citato art. 80 c.c., possono essere rimossi, ove non sia seguito il matrimonio, in base ad una facoltà di revocazione dell'atto di liberalità, che spetta indipendentemente dal fatto che il revocante sia o meno causa della rottura del fidanzamento.
L'art. 80 c.c., in tema di restituzione dei doni fra fidanzati qualora la promessa di matrimonio (ancorché non avvenuta nella forma solenne di cui all'art. 81 c.c.) non abbia avuto seguito, si riferisce a quei doni che siano stati fatti, e sia uso fare, per il solo fatto di considerarsi fidanzati, e che non potrebbero trovare altra plausibile giustificazione all'infuori della promessa (quali, ad es., piccoli oggetti d'oro, come fedine, anelli, madagliette, ecc.): tali doni, che trovano fonte nella consuetudine, non nascono da un contratto, nè, in particolare, da un contratto di donazione (a differenza della donazione obnuziale prevista dall'art. 785 c.c. e sottoposta alla condizione del verificarsi del matrimonio), non richiedono alcuna forma o requisito di capacità e producono effetti definitivi a prescindere dalla circostanza che i promittenti abbiano, o meno, già deciso se e quando sposarsi, o quale regime patrimoniale assegnare alla futura famiglia; detti effetti, peraltro, in applicazione del cit. art. 80, possono essere rimossi, ove non sia seguito il matrimonio, in base ad una facoltà di revocazione dell'atto di liberalità, che spetta indipendentemente dal fatto che il revocante sia, o meno, causa della rottura degli sponsali.