Source: http://nessunotocchicaino.it/bancadati/asia-medio-oriente-australia-e-oceania/malesia-40000040
Timestamp: 2018-10-18 14:13:34+00:00
Document Index: 180918834

Matched Legal Cases: ['art. 37', 'sentenza ', 'art. 275', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

governo: Monarchia costituzionale parlamentare federale
stato dei diritti civili e politici: Parzialmente libero
costituzione: 31 agosto 1957, emendata più volte, l'ultima nel 2007
sistema giuridico: basato sulla common law inglese; revisione degli atti legislativi ad opera della Corte Suprema; la legge islamica si applica ai mussulmani nelle questioni di diritto di famiglia e religioso
sistema legislativo: bicamerale, Senato (Dewan Negara) e Camera dei Rappresentanti (Dewar Rakyat)
sistema giudiziario: le corti civili includono: la Corte Federale, la Corte d'Appello, e Alte Corti; le corti della Sharia includono la Corte d'Appello della Sharia, l'Alta Corte della Sharia e tribunali subordinati della Sharia. Le decisioni delle corti della Sharia no possono essere appellati presso tribunali civili
religione: 60% musulmani, 19% buddisti, 9% cristiani, 6% indù, altro
braccio della morte: 1041 al 16 maggio 2016, secondo il Dipartimento delle Prigioni
condanne a morte: 18
Convenzione sui Diritti del Fanciullo (ha espresso una riserva all'art. 37, che vieta la pena di morte ai minori di 18 anni)
Il sistema giuridico della Malesia si basa sulla common law inglese. La legge islamica si applica ai musulmani nelle questioni di diritto di famiglia e religiose.
In Malesia sono considerati reati capitali omicidio, atti di terrorismo, tradimento, sequestro di persona, stupro, rapina armata, furto con scasso, traffico di droga, reati militari e possesso illegale di armi da fuoco.
La condanna a morte è obbligatoria per omicidio, traffico di stupefacenti in quantità variabili a seconda della droga in questione, uso di armi da fuoco con l’intenzione di causare la morte o ferire nel commettere altri delitti, anche se non è causato alcun danno, sequestro di persona, stupro che causi la morte delle vittime, incesto e atti terroristici che provocano morti.
Il Codice Penale (Art. 302) impone la pena di morte obbligatoria in caso di omicidio. La Malesia applica la pena di morte obbligatoria anche per terrorismo e avvelenamento di riserve d’acqua che causino la morte.
La Legge sulle Droghe Pericolose del 1952 prevede obbligatoriamente la pena di morte in caso di possesso e spaccio. Il possesso di 200 grammi di cannabis è sufficiente per beccarsi 20 anni di carcere, mentre per il traffico è prevista la condanna a morte.
La Legge sul Sequestro di Persona del 1961 prevede che “il responsabile di sequestri di persona deve essere condannato a morte o all’ergastolo e, se condannato a morte, è anche passibile di fustigazione”.
Nel gennaio 2003 è stata introdotta la pena di morte obbligatoria per stupro che causi la morte delle vittime e per incesto.
Il 6 marzo 2007, è entrato in vigore in Malesia l’emendamento al codice penale che prevede la condanna a morte obbligatoria per atti terroristici che provocano morti. Fornire a terroristi ordigni, addestramento, attrezzature di vario genere e soldi, così come offrirgli rifugio e nascondere intenzionalmente informazioni sul loro conto, viene considerato atto terroristico. In relazione a queste tipologie di reato, la polizia può procedere ad arresti senza mandato, non è inoltre possibile il rilascio su cauzione. Nel caso in cui l’azione terroristica non causi morti, la nuova legge prevede la detenzione da 7 a 30 anni.
Il 13 novembre 2015, il Procuratore generale Tan Sri Apandi Ali ha annunciato che avrebbe proposto al Consiglio dei Ministri l’abolizione della pena di morte obbligatoria, definendola un “paradosso”, dal momento che sottrae ai giudici il potere di imporre condanne a chi viene riconosciuto colpevole. Il 17 novembre, Nancy Shukri, Ministro nel Dipartimento del premier, ha detto che il Governo avrebbe cercato di presentare una mozione in Parlamento a marzo 2016 volta ad abolire la pena di morte obbligatoria per i reati legati alle droghe.
Il Dangerous Drugs Amendment Act (Legge di Emendamento sulle Droghe Pericolose) del 2017, che abolisce l’obbligatorietà della pena di morte e restituisce potere discrezionale ai giudici, è stato approvato dal Parlamento, e il 27/12/2017 è stata ratificata dal re. L'articolo 3(2) del DDAA del 2017 afferma: “(2) Qualsiasi procedimento nei confronti di chiunque sia stato accusato, indipendentemente dal fatto che il processo sia iniziato o completato, e non sia stato condannato dalla corte competente ai sensi della sezione 39b della legge nella versione iniziale, prima della data stabilita, alla data stabilita sarà rinviato davanti alla corte competente perché il processo prosegua secondo la versione emendata della presente legge”.
Secondo l’associazione Malesia contro la pena di morte e la tortura (MADPT) la legge “Dangerous Drugs (Amendment)2 2017 è stata approvata dal Dewan Rakyat(Camera dei Deputati) il 30 novembre 2017, e dal Dewan Negara (Senato) il 14 dicembre 2017. Nonostante la firma del Re il 27 dicembre 2017 la legge non è ancora entrata in vigore per il ritardo da parte del Ministero a pubblicare il testo nella Gazzetta ufficiale. Questa DDAA 2017, quando entrerà in vigore, sarà applicabile solo alle persone non ancora condannate, la nuova legge, quando entrerà in vigore, non dà alle Corti, nemmeno alle Corti d’Appello, il potere di cambiare le condanne a morte già emesse dall’Alta Corte, a meno che non venga annullato in appello il verdetto di colpevolezza.
In un processo d’appello ordinario, il condannato ha il diritto sia di ricorrere contro il verdetto di colpevolezza, sia contro la pena irrogata. Tuttavia, quando la legge prevede una condanna obbligatoria, in questo caso la pena di morte, quando l'imputato perde l’appello contro il verdetto di colpevolezza, allora i giudici non possono nemmeno riesaminare l'appropriatezza della pena, in quanto la legge prevede solo una pena disponibile - la pena di morte per il traffico di droga.
Ci sono ancora molti difetti nel nuovo DDAA 2017, comprese le limitazioni imposte al giudice quando deve decidere la sentenza, limitazioni che vanno contro la pratica normale in altri processi penali dove non ci sono quasi restrizioni per quanto riguarda le questioni che possono essere considerate dal giudice nell'esercizio della sua discrezione. Ci sono state anche critiche sulle opzioni limitate che saranno disponibili, poiché sarebbe certamente più giusto per i giudici in determinati casi essere in grado di condannare a pene detentive più basse, e non solo all'ergastolo.
Il 12 febbraio 2018 Charles Hector, attivista per i diritti umani in Malesia, ha dichiarato che la nuova legge, purtroppo, non prevede nessun rimedio per le persone già condannate e/o per le 800 o più persone attualmente nel braccio della morte dopo condanne per traffico di droga.
Le Alte Corti della Malesia giudicano solo casi capitali. Dopo la condanna a morte emessa dall’Alta Corte, un ricorso viene esaminato dalla Corte d’Appello e, in caso venga respinto, dalla Corte Federale. Se viene ancora respinto, un condannato può infine rivolgersi alla Commissione Statale per la Grazia. Solo il Re ha il potere di commutare le condanne a morte.
Dopo la sentenza dell’Alta Corte, normalmente passano due anni prima dell’esecuzione. Comunque, alcuni casi possono durare anche dieci anni per la serie di ricorsi presentati dai condannati.
La pena di morte top secret
Le autorità non fanno alcun annuncio pubblico in merito alle imminenti esecuzioni, né forniscono dopo informazioni sui singoli individui giustiziati, mentre le famiglie sono spesso formate all’ultimo minuto dell’esecuzione dei loro cari.
Nel 2016, il Governo ha però iniziato a fornire dati sull’uso della pena di morte. Nell’ottobre del 2016, infatti il Governo ha reso pubblici dati disaggregati sulle esecuzioni quando il Ministro degli Interni ha riferito in Parlamento che la Malesia ha giustiziato 6 persone nel 2014, 1 nel 2015 e 9 al settembre 2016.
Il 21 febbraio 2017, quando il Ministro degli Interni, Ahmad Zahid, ha risposto ad una interrogazione parlamentare scritta, ha reso noto che ci sono state 16 esecuzioni – 14 malesi e due stranieri – dal 2014 al 21 febbraio 2017 e che un totale di 1.122 sentenze capitali sono state pronunciate, senza dire però a partire da quando.
Le statistiche del Dipartimento della Prigioni hanno mostrato che tra il 2010 e il febbraio 2016, i tribunali hanno condannato a morte 829 prigionieri per vari reati, tra cui omicidio, traffico di droga, traffico di armi da fuoco e sequestro di persona, mentre 95 sono stati graziati, ha detto Ahmad Zahid, che è anche il Ministro dell’Interno.
Al 30 aprile 2016, secondo il Dipartimento delle Prigioni, c’erano 1.042 prigionieri nel braccio della morte, di cui 629 malesi e 413 stranieri, con condanna a morte obbligatoria per reati come omicidio, traffico di droga, possesso di armi da fuoco e sequestro. Sono 649 i prigionieri che hanno in corso un processo d’appello, mentre 393 sono in attesa di una grazia.
Nel 2017 sono state compiute 4 impiccagioni. Secondo Amnesty International sono state pronunciate 38 nuove condanne a morte: 21 per droga, 16 per omicidio, 1 per uso di armi da fuoco. Quattro dei condannati, sono donne; 12 sono stranieri tra cui 10 per droga.
Nel 2017, tre condanne a morte sono state commutate: due in ergastolo nello Stato del Perak mentre nel Selangor, un condannato a morte è stato perdonato dal Sultano.
La legge islamica si applica ai musulmani nelle questioni di diritto di famiglia e religiose.
Contraddicendo la legge federale, i Governi degli Stati di Kelantan e Terengganu hanno approvato, rispettivamente, nel 1993 e nel 2002 leggi che rendono l’apostasia un reato capitale.
Il 19 marzo 2015, l’Assemblea dello Stato di Kelantan ha approvato all’unanimità una “legge hudud” (per i crimini contro Dio) che eliminerebbe i vincoli in atto alla pratica di punizioni coraniche per permettere anche l’amputazione per furto, la lapidazione per adulterio, la fustigazione per consumo di alcol, la crocifissione per rapina a mano armata e l’esecuzione per apostasia. Anche se non applicabile ai non musulmani questa legge negherebbe a ogni musulmano la possibilità di passare a un’altra religione. Chi sceglie di rinunciare all’Islam e convertirsi a un’altra religione sarebbe imprigionato per un periodo di tempo al fine di pentirsi. Se il convertito ha rifiutato di pentirsi, sarebbe poi condannato a morte. Nello Stato di Kelantan, tribunali della Sharia operano insieme al sistema giudiziario penale e sono regolati dalla legislazione statale e non dalla legge federale. La Legge Hudud del Kelantan è stata inizialmente approvata nel 1993, ma non ha potuto essere attuata dopo che il governo federale ha stabilito che era incostituzionale.
In base al codice di procedure penale, art. 275, la pena massima per una donna incinta aè di 20 anni di carcere. La testimonianza di una donna nelle corti islamiche vlae meno di quella di un uomo.
Il 12 marzo 2014, nelle sue risposte scritte alle raccomandazioni ricevute nel quadro della Revisione Periodica Universale del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite all’UPR, il Governo ha detto che la Malesia non era in grado di accettare quelle in merito all’abolizione della pena di morte e a una moratoria sulla sua applicazione, in quanto era in corso da parte della Procura Generale uno studio approfondito per esaminare il quadro giuridico e politico relativo alla sua applicazione nel Paese.
Il 19 dicembre 2016, la Malesia ha votato nuovamente contro la Risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. nuovamente contro la Risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Commutazione di condanne a morte
MALESIA: DUE CONDANNE A MORTE RIDOTTE AD ERGASTOLO
La Prima Corte della Provincia di Chumphon il 28 settembre 2018 ha condannato a morte Ronnachai Panchart e Naruemon Chuaysombat, ma contestualmente ha ridotto la loro condanna all’ergastolo
MALESIA: CONDANNE A MORTE COMMUTATE PER TRE FRATELLI MESSICANI
Le condanne a morte contro tre fratelli messicani - Jose Regino, Simon e Luis Alfonso Gonzalez Villarreal - condannati per traffico di droga in Malesia sono state commutate in carcere, ha detto un avvocato il 21 settembre 2018.
04 Ottobre 2018 :
La Prima Corte della Provincia di Chumphon il 28 settembre 2018 ha condannato a morte Ronnachai Panchart e Naruemon Chuaysombat, ma contestualmente ha ridotto la loro condanna all’ergastolo in considerazione della confessione e più in generale della condotta processuale dei due imputati. Il giovane Ronnachai Panchart avrebbe dovuto sposarsi Il 19 dicembre 2017 con Nonthiya Kraujatturat, infermiera all’ospedale di Chumphon. La ragazza venne trovata morta nei pressi dell’ospedale il 19 dicembre, uccisa da un colpo di pistola. All’inizio le indagini seguirono la pista della rapina. In seguito notarono, dal profilo facebook della ragazza, che i due avevano litigato perché Nonthiya aveva scoperto che il suo fidanzato aveva un’altra relazione. Sembra che Nonthiya abbia preteso che il matrimonio si celebrasse ugualmente, e a quel punto Ronnachai, con la piena collaborazione della nuova ragazza Naruemon, ha inscenato la finta rapina.
(Fonti: thestar.com.my, The Nation/Asia News Network, 28/09/2018)
24 Settembre 2018 :
L'avvocato Hisyam Teh Poh Teik ha detto che il dipartimento penitenziario ha confermato che le condanne capitali sono state commutate dal sultano dello Stato il 26 marzo.
I tre stanno scontando nuove condanne a 30 anni di prigione, a partire dalla data del perdono reale. Teh era uno dei due avvocati dei fratelli durante il processo, ma ha detto di non essersi occupato della loro richiesta di perdono reale.
I fratelli, dello Stato di Sinaloa in Messico, erano stati arrestati in una fabbrica di droga nel 2008 e avevano detto di trovarsi li per fare le pulizie.
La polizia trovò più di 29 chilogrammi di metanfetamina nella fabbrica.
(Fonti: AP, 21/09/2018)
MALESIA: IL GOVERNO FERMA LE ESECUZIONI DI 1.200 PRIGIONIERI
L'esecuzione delle condanne a morte di 1.200 prigionieri sarà fermata in Malesia con effetto immediato, ha riferito nst.com l'11 ottobre 2018.
Il vice ministro degli Interni, Datuk Azis Jamman, ha dichiarato che la moratoria sulle condanne a morte segue la decisione del governo di presentare un emendamento alle leggi che prevedono la pena capitale nella prossima seduta del Parlamento, che si terrà il 15 ottobre.
Ha detto che la decisione relativa alla pena capitale è in linea con la politica del governo di difendere i modi più umani nel trattare questi casi.
"Questa è la nostra posizione e sostituiremo la pena di morte con altre pene una volta che la legge sarà modificata", ha affermato.
Azis ha detto che i dati al 1° ottobre mostrano che ci sono 59.245 prigionieri a livello nazionale, con 45.388 malesi e il resto (13.857) stranieri.
È stato riportato che il governo ha dato il via libera all’abolizione della pena di morte.
(Fonti: nst.com.my, 11/10/2018)
Pena di morte per reati di droga
Il giudice Datuk Abdul Wahab Mohamed dell’Alta Corte di Penang l’8 ottobre 2018 ha condannato a morte Keow Sze Teve, 36 anni.
MALESIA: DUE AFRICANI CONDANNATI A MORTE PER TRAFFICO DI DROGA
Due africani sono stati condannati a morte in Malesia per il traffico di 2.083 g di metanfetamina.
Un uomo è stato condannato a morte in Malesia per aver distribuito olio di cannabis a pazienti bisognosi.
Tre uomini, tra cui due cittadini taiwanesi, sono stati condannati a morte dall'Alta Corte malese dopo essere stati riconosciuti colpevoli del traffico di 8 kg di droga nel Paese.
l’Alta Corte malese ha condannato all’impiccagione S. Pragasam per traffico di droga, commesso due anni fa.
l’Alta Corte di Kuala Lumpur ha condannato due amici all’impiccagione per il traffico di 123,052 kg di droghe, commesso tre anni fa.
MALESIA: CAMIONISTA CONDANNATO A MORTE PER TRAFFICO DI DROGA
Un autista di camion è stato condannato a morte da un’Alta Corte malese dopo essere stato riconosciuto colpevole del traffico di oltre 45 kg di droga, 2 anni fa.
MALESIA: CINQUE CONDANNE CAPITALI PER TRAFFICO DI DROGA
Un malese e quattro cittadini indiani sono stati condannati a morte dall'Alta Corte di Shah Alam per traffico di droga.
17 Ottobre 2018 :
Il giudice Datuk Abdul Wahab Mohamed dell’Alta Corte di Penang l’8 ottobre 2018 ha condannato a morte Keow Sze Teve, 36 anni. L’uomo la notte del 19 giugno 2015 era stato trovato in possesso di circa un chilo di metanfetamina nascoste a bordo di un’auto. La tesi della difesa è stata che Keow aveva preso in prestito l’auto da un amico dopo aver ricevuto una chiamata d’emergenza dalla moglie, e di non sapere nulla di ciò che era a bordo dell’auto. Keow è stato inoltre condannato a 16 anni e 12 frustate per il possesso di alcune pistole. Il reato di droga è stato perseguito ai sensi dell’articolo 39B(2) del Dangerous Drug Act che prevede la condanna a morte obbligatoria.
(Fonti: nst.com.my, 08/10/2018)
07 Settembre 2018 :
Con la sentenza, il giudice dell'Alta corte Muhammad Jamil Hussin ha affermato che l'accusa ha dimostrato la sua tesi contro il nigeriano Chikanso Ansalem Okoli, 29 anni, e il ghaniano Desmond Owusu, 25, oltre il ragionevole dubbio.
Il duo avrebbe commesso il reato alle 11.05 in un parcheggio a Nilai Square il 15 marzo 2016.
Okoli lavorava in un ristorante a Nilai, mentre Owusu era uno studente in un college privato a Perak.
(Fonti: malayjournal.com, 05/09/2018)
L'Alta corte di Shah Alam ha condannato a morte Muhammad Lukman per impiccagione, dopo averlo riconosciuto colpevole di possesso, lavorazione e distribuzione di olio di cannabis. Tre litri di olio di cannabis e 279 grammi di cannabis compressa sono stati trovati nella sua casa, secondo fonti locali.
Lukman, un ventinovenne padre di un bambino, ha fornito olio di cannabis a pazienti che soffrivano di disturbi difficili da trattare con farmaci legali. Lukman non ne ha tratto profitto e ha fornito gratuitamente olio di cannabis a pazienti che non potevano permetterselo. Nonostante la mancanza di guadagni dalla sua attività, i suoi reati rientrano nella sezione 39B del Dangerous Drugs Act malese del 1952. Questo stabilisce che "Qualsiasi persona che [tratta una droga illegale] viene giudicata colpevole di un reato contro questa Legge deve essere punita con la morte".
Lukman farà ricorso contro la sua sentenza alla Corte d'appello.
(Fonti: talkingdrugs.org, 04/09/2018)
04 Aprile 2018 :
Il giudice Azman Abdullah ha pronunciato la sentenza nei confronti del venditore Wong Fu Tai, 22 anni, del falegname Chen Chi Wen, 20 anni, entrambi taiwanesi, e del malese Cheah Chee Seng, 28 anni.
Nel pronunciare la sentenza, Azman ha dichiarato che i tre accusati non sono riusciti a fornire informazioni sul traffico di droga nel Paese e all'estero per aiutare le autorità a eliminare questa attività illecita.
I tre uomini erano stati accusati congiuntamente di traffico di 8 kg di Nimetazapam presso Triple A Nine Enterprise, 86-88 LG, Wisma Peng Wah, Jalan Bukit Bintang, alle 10,50 del 30 aprile 2015.
Erano stati accusati ai sensi dell'articolo 39B (1) (a) della Legge sulle sostanze pericolose, che prevede la condanna a morte in caso di colpevolezza.
Wong e Chen erano rappresentati dagli avvocati Richard Ho e Kee Wei Lon, mentre Cheah, che è un lavoratore autonomo, era rappresentato dall'avvocato KC Hue.
L'accusa è stata condotta dal vice procuratore pubblico Azeezi Nordin.
(Fonti: Bernama, 04/04/2018)
13 Febbraio 2018 :
S. Pragasam, 30 anni, è stato anche condannato a otto anni di carcere per possesso di droga.
Il verdetto è stato pronunciato dal giudice Anselm Charles Fernandis, che ha sospeso la sentenza essendo in corso un procedimento presso la Corte d’Appello.
Pragasam avrebbe trafficato 101,2 grammi di eroina e 8,9 grammi di Monoacetylmorphina a Taman Puteri Lindungan, l’11 maggio 2016.
(Fonti: thesundaily.my, 09/02/2018)
l’Alta Corte di Kuala Lumpur ha condannato due amici all’impiccagione per il traffico di 123,052 kg di droghe, commesso tre anni fa. Il giudice Azman Abdullah ha emesso le condanne nei confronti di Ong Cheng Yaw, 33 anni, e San Kim Huat, 38, che erano stati imputati insieme del traffico di varie droghe, inclusi 95,016kg di methamphetamine, 26,791kg di methylenedioxymethamphetamine (MDMA-ecstasy) e ketamine per 1,245kg.
Il crimine sarebbe stato commesso a Jalan Denai Selatan, Desa Park City, Kepong, il 12 maggio 2015.
(Fonti: themalaysianinsight.com, 08/02/2018)
26 Gennaio 2018 :
Il giudice Datuk Mohamad Shariff Abu Samah ha emesso la condanna capitale contro S. Gopi Kumar, 33 anni.
Secondo Mohamad Shariff l'imputato aveva il controllo, il possesso e la conoscenza delle droghe trovate nella sua auto Proton Perdana e nella sua casa in affitto, dove era entrato nel 2015.
"Non credo alle scuse fornite dall'accusato che non sapeva delle droghe trovate nell'auto e nella casa sulla base del fatto che loro (auto e casa) erano accessibili al pubblico", ha detto il giudice.
Gopi Kumar è stato accusato ai sensi dell'articolo 39B del Dangerous Drugs Act del 1952, che prevede la pena di morte obbligatoria in caso di colpevolezza.
(Fonti: The Sun Daily, 25/01/2018)
Il malese, A. Sargunan, 42 anni, e i cittadini indiani Sumesh Sudhakaran, Alex Aby Jacob Alexander, Renjith Raveendran e Sajith Sadanandan avevano di fronte due accuse ai sensi dell'articolo 39B (1) (a) del Dangerous Drugs Act del 1952.
Sono stati riconosciuti colpevoli di aver trafficato 4.252,7 grammi di metanfetamina il 26 luglio 2013 in una casa a Sungai Lalang, Semenyih.
I cinque uomini sono stati anche giudicati colpevoli del traffico di 1.506,9 grammi di ketamina nello stesso giorno e nella stessa circostanza.
I cittadini indiani, dello Stato del Kerala, erano stati impiegati come addetti alle pulizie e Sargunan, che era un tassista, era stato assunto per trasportarli quotidianamente dal loro alloggio al posto di lavoro.
Sargunan ha detto che suo dovere fosse solo quello di trasportare i lavoratori mentre i quattro indiani hanno affermato di essere semplicemente degli addetti alle pulizie che lavoravano in alcuni locali.
Nel pronunciare la sentenza, il giudice Datuk Ghazali Cha ha stabilito che l'accusa ha dimostrato la sua tesi al di là di ogni ragionevole dubbio e che gli uomini erano tutti a conoscenza del fatto che i locali erano usati per preparare la droga.
(Fonti: thestar.com.my, 17/01/2018)
MALESIA: ABOLITA CONDANNA A MORTE OBBLIGATORIA PER TRAFFICO DI DROGA
Malaysians Against Death Penalty and Torture (Madpet) è lieta che il Dangerous Drugs Amendment Act 2017, che ha ricevuto l'assenso reale il 27 dicembre 2017, sia finalmente entrato in vigore, dopo molto ritardo, il 15 marzo 2018.
04 Maggio 2018 :
La notifica della gazzetta dell'8 marzo che fissa la data di entrata in vigore di questa nuova legge - che abolirà la pena di morte obbligatoria per il narcotraffico, dando al giudice la discrezione di poter condannare i responsabili di traffico di droga a una pena alternativa di ergastolo con non meno di 15 colpi di frusta - è stata firmata dal ministro della salute.
Va sottolineato che questo ritardo ancora inspiegabile ha portato a gravi ingiustizie per almeno 10 persone che sono state condannate alla pena di morte obbligatoria quest'anno fino al 15 marzo 2018, perché i giudici non avevano ancora alcun potere discrezionale di prendere in considerazione e imporre altre pene fino alla data in cui la legge è entrata in vigore. (Va notato che non tutti i condannati a morte per traffico di droga sono stati segnalati dai media).
Questa nuova legge, quando entrerà in vigore, andrà a beneficio solo di coloro che non sono ancora stati condannati dall'Alta Corte. Se sono già stati riconosciuti colpevoli e condannati a morte prima dell'entrata in vigore della legge, i tribunali d'appello non avranno il potere di rivedere la condanna a morte e imporre una condanna alternativa per il traffico di droga.
L'unico modo in cui chi è già stato condannato a morte può sfuggire alla pena di morte è nel caso in cui i tribunali di appello annullino la colpevolezza.
(Fonti: aliran.com, 03/05/2018)
MALESIA: AMERICANO CONDANNATO ALL’IMPICCAGIONE PER OMICIDIO
Un cittadino americano è stato condannato all’impiccagione in Malesia per aver ucciso la sua ex moglie
MALESIA: CONDANNATO ALL’IMPICCAGIONE PER L’OMICIDIO DELLA EX FIDANZATA
L'Alta Corte di Miri, in Malesia, ha condannato all’impiccagione un uomo che è stato riconosciuto colpevole di aver ucciso la propria ex ragazza due anni fa.
MALESIA: CONDANNE A MORTE CONFERMATE PER NOVE COMBATTENTI FILIPPINI
Un tribunale malese ha confermato le condanne a morte di nove uomini delle Filippine in relazione ad un'incursione del 2013 nella parte malese dell'isola del Borneo a opera di combattenti filippini, sulla base di un'antica rivendicazione.
04 Settembre 2018 :
Un cittadino americano è stato condannato all’impiccagione in Malesia per aver ucciso la sua ex moglie, tuttavia il suo avvocato ha detto che ha agito per legittima difesa e presenterà appello.
Gerald Wayne Mickelson, 63 anni, è stato condannato per aver strangolato Guilda Mickelson a Kuala Lumpur nel novembre 2016, ha detto il suo avvocato K. A. Ramu.
Mickelson, che lavorava come consulente di telecomunicazioni in Malesia, stava per trasferirsi nelle Filippine per stare con la sua nuova moglie quando la sua ex partner lo chiamò.
Quando Mickelson la incontrò in un complesso di appartamenti, la 62enne avrebbe tentato di ucciderlo, provocando uno scontro che si concluse con la sua morte, ha detto Ramu.
L'avvocato ha detto che Mickelson non aveva alcun motivo per uccidere la sua ex moglie e ha persino chiamato la direzione dell'edificio dopo averla uccisa, piuttosto che fuggire.
Un ricorso dovrebbe essere presentato entro le prossime due settimane.
(Fonti: AFP, 04/09/2018)
29 Marzo 2018 :
La sentenza capitale è stata emessa dal giudice Alwi Wahab nei confronti di Nasir Ramli, 30 anni, di Lorong 5F-2a, Tudan Desaras, che era stato accusato ai sensi dell'articolo 302 del codice penale, che prevede la pena di morte in caso di colpevolezza.
L'imputato avrebbe commesso l'omicidio intenzionale di Norfisa Othman, 25 anni, tra le 23:00 del 5 giugno e l'1:00 del 6 giugno 2016, a Permyjaya.
L’autopsia ha rivelato che la vittima è morta a causa di gravi lesioni alla testa essendo stato il suo cranio colpito con un oggetto contundente.
Dopo aver commesso il crimine, l'imputato sarebbe fuggito per poi essere arrestato dalla polizia di Kuching tre mesi dopo.
(Fonti: theborneopost.com, 29/03/2018)
16 Gennaio 2018 :
L'incursione dei combattenti delle Filippine meridionali nello stato malese di Sabah scatenò una crisi lunga un mese e almeno 27 persone restarono uccise quando le truppe malesi sostenute da aerei da combattimento sconfissero i militanti.
I nove erano tra i combattenti catturati.
Un collegio di cinque membri della Corte Federale ha deciso all'unanimità che le condanne a morte fossero le più appropriate, confermando la decisione di un tribunale di grado inferiore di aumentare la punizione dall’ergastolo al patibolo, secondo l'agenzia di stampa statale Bernama.
La corte ha anche confermato la decisione di una corte inferiore di rilasciare altri 14 uomini che erano stati trattenuti in relazione ai combattimenti nel distretto di Lahad Datu.
I combattenti provenivano da un gruppo che ha chiesto il riconoscimento e un aumento dei pagamenti dalla Malesia, per la loro pretesa di essere i legittimi proprietari di Sabah, che un antico sultanato affittò ai colonialisti britannici nel 19° secolo.
La Malaysia ha respinto le loro richieste e il governo filippino ha ripetutamente detto al gruppo di deporre le armi e tornare a casa.
I combattenti hanno dichiarato fedeltà all’auto-proclamato sultano della regione filippina meridionale di Sulu, Jamalul Kiram, nelle Filippine.
(Fonti: Reuters, 15/01/2018)
MALESIA: SI DEL GOVERNO ALLA MORATORIA SULLA CONDANNA CAPITALE DI LUKMAN
Il Consiglio dei Ministri malese ha accettato di porre una moratoria sulla condanna a morte di Muhammad Lukman, che è stato riconosciuto colpevole di possesso, lavorazione e distribuzione di marijuana medica (olio di cannabis), ha riportato The Star il 12 ottobre 2018.
MALESIA: PRESTO PROPOSTA DI LEGGE ABOLIZIONISTA
Il governo malese ha deciso di abolire la pena di morte e una proposta di legge dovrebbe essere presentata alla prossima seduta del parlamento, i media locali hanno riferito il 10 ottobre 2018.
MALESIA: GOVERNO VALUTA ABOLIZIONE DELLA PENA DI MORTE OBBLIGATORIA
Il governo malese sta esaminando l’opportunità di introdurre emendamenti per abolire la pena di morte obbligatoria nella legislazione relativa ai reati penali
MALESIA. 2 CONDANNE A MORTE PER DROGA
TAN CHUN CHENG E TAN CHOON HUI CONDANNATI
16 Ottobre 2018 :
Il ministro della Gioventù e dello Sport Syed Saddiq Syed Abdul Rahman ha detto di aver portato la questione all'attenzione del Gabinetto e che quest’ultimo ha accettato di fermare la condanna a morte di Lukman.
"Ho sollevato la questione nel Consiglio dei Ministri e ho persino avuto una discussione con (il primo ministro) Tun Dr Mahathir Mohamad. Abbiamo convenuto che non sarebbe dovuto accadere.
"Allo stesso tempo abbiamo accettato di porre una moratoria sulla pena di morte che verrà eliminata e concordato sul fatto che l'uso della marijuana medica non dovrebbe mai essere punito con la condanna a morte", ha detto alla stampa a Port Dickson.
Lukman è stato condannato all’impiccagione il 30 agosto ai sensi della Sezione 39B del Dangerous Drugs Act del 1952, che comporta la pena di morte.
(Fonti: sg.news.yahoo.com, 12/10/2018)
11 Ottobre 2018 :
Il ministro incaricato della legge nel dipartimento del primo ministro Liew Vui Keong ha detto che la questione è stata discussa quando il governo si è riunito il 10 ottobre mattina.
"Tutta la pena di morte sarà abolita. Punto", ha detto Liew dopo un evento all'Universita Malaya, riportato dal Malay Mail.
"Tutti i documenti sono nella fase finale. Il procuratore generale ci ha anche detto che la Proposta è pronta per essere presentata, si spera in questa sessione (parlamentare) ", ha aggiunto.
Il ministro ha anche chiesto una moratoria su tutte le esecuzioni finché la pena di morte non sarà abolita.
"Dal momento che stiamo abolendo la sentenza di morte, tutte le esecuzioni non dovrebbero essere applicate", ha detto Liew secondo quanto riferito da The Star. "Informeremo la Commissione per la Grazia di esaminare le varie domande di condannati in lista di attesa per essere commutati o rilasciati.
(Fonti: channelnewsasia.com, 10/10/2018)
02 Luglio 2018 :
Il governo malese sta esaminando l’opportunità di introdurre emendamenti per abolire la pena di morte obbligatoria nella legislazione relativa ai reati penali, ha dichiarato il vice primo ministro Datuk Seri Dr Wan Azizah Wan Ismail.
A partire da ora, il governo ha rinviato la pena di morte per i crimini legati alla droga, ha detto.
"L'ultima riunione del Consiglio dei Ministri ha deliberato di attuare la decisione del governo di rinviare la pena di morte imposta a 17 persone condannate per reati di droga.
"In un contesto più ampio, abbiamo discusso la necessità di considerare se la stessa cosa possa essere applicata ai criminali autori di altri reati", ha detto in una conferenza stampa.
Wan Azizah ha detto che questa misura permetterebbe a Sirul Azhar Umar, che è stato condannato a morte per l'omicidio della modella mongola Altantuya Shaariibuu, di tornare in Malesia dall'Australia se lo volesse.
Ha detto che Sirul Azhar, che aveva cercato protezione in Australia, difficilmente potrebbe tornare in Malesia se dovesse affrontare la pena di morte al suo ritorno.
"Ecco perché stiamo discutendo se sia necessario per noi cambiare la sentenza o sostituirla con un’altra pena", ha detto.
(Fonti: Bernama, 29/06/2018)
07 Giugno 2018 :
Due fratelli condannati all’impiccagione per traffico di droga. A Kota Kinabalu (capitale dello stato di Sabah, nella parte nord dell'isola del Borneo) il giudice Datuk Nurchaya Hj Arshad ha condannato a morte Tan Chun Cheng, 41 anni, e Tan Choon Hui, 39 anni, arrestati il 19 dicembre 2016 a Penampang. I due uomini sono accusati di spaccio di circa 300 grammi di syabu, anche detta shabu o metanfetamina. I due erano stati dichiarati colpevoli il 6 aprile, e nell’udienza aggiornata ad oggi il giudice voleva sapere dalla polizia se i due avessero collaborato alle indagini, unica attenuante prevista da un nuovo emendamento alla legge sulla droga entrato in vigore il 15 marzo i quest’anno, la Sezione 39B del Dangerous Drugs Act del 1952. Ai sensi del nuovo emendamento, ogni persona che viene giudicata colpevole di traffico di droghe pericolose può essere punita con la pena di morte o con l’ergastolo e un minimo di 15 frustate.
(Fonti: dailyexpress.com.my, 06/06/2018)
Asia, Medio Oriente, Australia e Oceania
LAOS (Repubblica Democratica Popolare Lao)
MICRONESIA (Stati Federati della)
IRAN. APPELLO PER IRAEE
30 Aprile 2018 Leggi tutto
PAKISTAN: IMPICCATO PER L’OMICIDIO E STUPRO DI UNA BAMBINA
IRAQ: SEI GIUSTIZIATI PER TERRORISMO
SUDAN: MUEZZIN CONDANNATO ALL’IMPICCAGIONE PER STUPRO