Source: http://www.anac.codimm.it/adempimenti_anac.php
Timestamp: 2019-06-25 16:05:37+00:00
Document Index: 166473226

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art.1', 'art.1', 'art.1', 'art.2359', 'art.1', 'art.318', 'art.320', 'art.318', 'art.43', 'art.1', 'art. 14', 'art. 44', 'art.5', 'art.23', 'art.331', 'art.37', 'art.8', 'art. 9', 'art.32', 'art.7', 'art.1', 'art.1', 'art. 2359', 'art.1', 'art.3', 'art.7', 'art.7', 'art.49', 'art.3']

Adempimenti Legge 190/2012 art. 1, comma 32 - Anac XML
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Il testo che segue è di proprietà dell'Autorità Nazionale Anticorruzione e il testo originale è visibile a questo indirizzo.
L.190/2012, art.1, comma 32: pubblicazione informazioni su contratti pubblici e trasmissione all’ANAC
Rispetto alla versione pubblicata il 19/01/2015, sono state aggiunte le FAQ: B13 e B14. A seguito dell’entrata in vigore della L. 114/2014 di conversione del DL 90/2014 che ha soppresso l’AVCP, ogni riferimento nelle FAQ ad AVCP va inteso come riferimento ad A.N.AC.
A2. I dati da pubblicare nelle tabelle riassuntive per l’ANAC entro la scadenza annuale del 31 gennaio, a quale periodo temporale si devono riferire? E le procedure interessate sono solo quelle pervenute alla conclusione?
Come chiarito nel Comunicato del Presidente del 13/06/2013, l’obbligo si riferisce a tutte le procedure indette a partire dal 1° dicembre 2012 che sono state avviate nell’anno antecedente a quello di pubblicazione e quelle che presentano ancora contratti attivi stipulati negli anni precedenti ovvero presentano aggiornamenti nei dati oggetto pubblicazioni; ciò significa che vanno ricompresi tutti i procedimenti di scelta del contraente avviati a decorrere dalla suddetta data, anche se espletati con gara andata deserta o tuttora in pendenza dell’aggiudicazione. In quest’ultimo caso, la pubblicazione dei dati disponibili dovrà comunque essere effettuata salvaguardando il principio di segretezza delle offerte, per cui gli estremi dei partecipanti alla procedura di selezione potranno essere resi pubblici solo in data successiva a quella di scadenza della presentazione delle offerte.
Secondo l’art.1, comma 34, della legge n.190/2012, gli adempimenti in questione sono dovuti dalle amministrazioni pubbliche di cui all’art.1, comma 2, del D.Lgs.n.165/2001, dagli enti pubblici nazionali, dalle società partecipate dalle amministrazioni pubbliche e dalle loro controllate, ai sensi dell’art.2359 del C.C., “limitatamente alla loro attività di pubblico interesse disciplinata dal diritto nazionale o dell’Unione europea”. È altresì noto che anche alcuni soggetti privati possono stipulare contratti che rivestono un pubblico interesse (si pensi, ad esempio, al caso dei concessionari di pubblici servizi, i cui contratti hanno ripercussioni sull’utenza, in quanto incidenti sulle tariffe praticate). In questa seconda ipotesi, la natura del contratto attrae nella sfera pubblicistica anche quei soggetti che – per loro natura giuridica – andrebbero collocati al di fuori di essa. Va infine posto in evidenza che proprio la Legge n.190/2012 – con l’art.1, comma 75 - ha apportato modifiche all’art.318 del Codice Penale (originariamente intitolato “Corruzione per un atto d’ufficio” ed ora rubricato “Corruzione per l’esercizio della funzione”) spostando l’attenzione dall’esercizio del pubblico ufficio a quello della funzione, nonché al successivo art.320, laddove ora si stabilisce che le disposizioni di cui all’art.318 “si applicano anche all’incaricato di un pubblico servizio”.
L’art.43 del D.Lgs.n.33/2013 ha stabilito che all’interno di ogni amministrazione il responsabile per la prevenzione della corruzione di cui all’art.1, comma 7, della legge n.190/2012, svolge – di norma - le funzioni di responsabile per la trasparenza, ponendo a suo carico le conseguenze dell’inadempimento degli obblighi di pubblicazione di cui trattasi, fatta salva l’ipotesi di causa a lui non imputabile. E’ compito dell’Organismo indipendente di valutazione, o di struttura con funzioni analoghe, attestare l’avvenuta pubblicazione dei dati, ai sensi dell’art. 14 del D.lgs. n.150/2009 e dell’art. 44 del D.lgs. n.33/2013.
Riguardo all’importo economico degli affidamenti, la norma in questione non prevede soglie minime, né può essere l’AVCP a stabilirle, nel silenzio del legislatore; ne deriva che – allo stato attuale - anche nel caso di affidamenti per spese economali di minima entità non pare ipotizzabile un’esenzione dall’obbligo di pubblicazione.
Con il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Ragioneria Generale dello Stato del 26/02/2013, attuativo dell’art.5 del D.Lgs.n.229/2011, è stato definito il dettaglio delle informazioni da comunicare alla banca dati unitaria delle Amministrazioni pubbliche (BDAP), al fine di assicurare un efficace controllo e monitoraggio degli andamenti della finanza pubblica. In data 02/08/2013 è stato poi stipulato un Protocollo d’intesa tra l’AVCP ed il Ministero dell’Economia e delle Finanze - R.G.S., avente lo scopo di ridurre gli oneri informativi a carico delle stazioni appaltanti e degli enti aggiudicatori, in un’ottica di efficienza, competitività, semplificazione e di eliminazione nella duplicazione delle richieste di adempimenti. Nel merito, l’AVCP si è impegnata a trasmettere alla BDAP i dati anagrafici, finanziari, fisici e procedurali, concernenti il ciclo di vita dei contratti pubblici di lavori (opere pubbliche) dalla fase di assegnazione del CIG, in suo possesso.
L’art.23 del D.Lgs.n.33/2013 dispone che le amministrazioni aggiornino ogni sei mesi, mediante pubblicazione in distinte partizioni della sezione «Amministrazione trasparente», gli elenchi dei provvedimenti adottati, con particolare riferimento ai “provvedimenti finali” di alcune tipologie di procedimenti, tra cui quelli relativi alla “scelta del contraente per l'affidamento di lavori, forniture e servizi, anche con riferimento alla modalità di selezione prescelta ai sensi del codice dei contratti pubblici, relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n.163”. Viene poi stabilito che, per ciascuno dei provvedimenti compresi negli elenchi, sono pubblicati - “nella forma di una scheda sintetica, prodotta automaticamente in sede di formazione del documento che contiene l’atto” - “il contenuto, l’oggetto, la eventuale spesa prevista e gli estremi relativi ai principali documenti contenuti nel fascicolo relativo al procedimento”.
Gli adempimenti di cui alla legge n.190/2012 direttamente coinvolgenti l’AVCP, si concretizzano nella pubblicazione, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di interesse, di tabelle riassuntive delle informazioni che le stazioni appaltanti sono comunque tenute a pubblicare sul proprio sito web istituzionale. Quindi, i dati che vengono resi disponibili all’Autorità, essendo aggiornati annualmente, mancano del requisito della tempestività che dovrebbe contraddistinguere l’obbligo di postinformazione degli affidamenti mediante cottimo fiduciario, descritto dall’art.331 del D.P.R. n.207/2010.
A10. L’adempimento previsto dalla legge n.190/2012 sostituisce – in tutto o in parte - gli altri obblighi di pubblicità previsti dal Codice dei contratti pubblici?
L’art.37 del D.Lgs.n.33/2013, nel disciplinare gli “Obblighi di pubblicazione concernenti i contratti pubblici di lavori”, specifica al comma 1 che “Fermi restando gli altri obblighi di pubblicità legale e, in particolare, quelli previsti dall'articolo 1, comma 32, della legge 6 novembre 2012, n. 190, ciascuna amministrazione pubblica, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e, in particolare, dagli articoli 63, 65, 66, 122, 124, 206 e 223, le informazioni relative alle procedure per l'affidamento e l'esecuzione di opere e lavori pubblici, servizi e forniture”.
Il successivo comma 2 stabilisce poi che “Le pubbliche amministrazioni sono tenute altresì a pubblicare, nell'ipotesi di cui all'articolo 57, comma 6, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, la delibera a contrarre”.
L’art.8, comma 3, del D.Lgs. 14 marzo 2013, n.33, nel trattare il tema della ‘Decorrenza e durata dell'obbligo di pubblicazione’, dispone che “I dati, le informazioni e i documenti oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi della normativa vigente sono pubblicati per un periodo di 5 anni, decorrenti dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello da cui decorre l'obbligo di pubblicazione, e comunque fino a che gli atti pubblicati producono i loro effetti, fatti salvi i diversi termini previsti dalla normativa in materia di trattamento dei dati personali...”. L’obbligo è perciò quinquennale, salvo estensione, se i dati da pubblicare si riferiscono ad atti producenti effetti oltre tale termine.
Alla scadenza del termine di durata dell’obbligo di pubblicazione, i documenti, le informazioni e i dati sono comunque conservati e resi disponibili all’interno di distinte sezioni del sito di archivio, collocate e debitamente segnalate nell’ambito della sezione ‘Amministrazione trasparente’ (art. 9, comma 2, del D.lgs. n.33/2013).
B1. La legge n.190/2012 prevede che le informazioni richieste – pubblicate in tabelle riassuntive entro il 31 gennaio di ogni anno - siano trasmesse all’AVCP per la successiva pubblicazione sul proprio sito; come avviene tale trasmissione?
La comunicazione – da effettuarsi utilizzando l’apposito modulo messo a disposizione da parte dell’Autorità a questo indirizzo, e da compilare secondo le istruzioni ivi riportate – dovrà essere inviata da un indirizzo di PEC della stazione appaltante al seguente indirizzo PEC dedicato comunicazioni@pec.avcp.it.
Per il dettaglio delle modalità di compilazione ed invio del modulo fare riferimento al documento di specifiche tecniche pubblicato a questo indirizzo.
B2. Nel caso in cui la stazione appaltante non sia ancora dotata di un proprio sito istituzionale web, è possibile pubblicare i dati - nel formato XML e con le specifiche fornite dall’AVCP (ora A.N.AC.) – presso un altro sito, comunicandone l’URL nei termini suddetti?
Pare opportuno rammentare che l’art.32, comma 1, della Legge 18 giugno 2009 n. 69 (“Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile”) ha disposto che “A far data dal 1° gennaio 2010, gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale si intendono assolti con la pubblicazione nei propri siti informatici da parte delle amministrazioni e degli enti pubblici obbligati”. Quindi, almeno per quanto riguarda la parte preponderante dei soggetti tenuti all’obbligo della Legge n.190/2012, non dovrebbe sussistere l’ipotesi prospettata; tuttavia – limitandosi, in senso stretto, all’analisi delle modalità idonee ad assicurare il concreto accesso alle informazioni sui contratti pubblici – si può ritenere ammissibile, in via eccezionale e transitoria, che una stazione appaltante comunichi un URL di riferimento coincidente con l’indirizzo del sito web istituzionale di un’altra pubblica amministrazione.
B4. L’adempimento previsto dalla legge n.190/2012 presuppone che le informazioni siano rese liberamente scaricabili in un formato digitale standard aperto; sono possibili altre modalità, oltre il formato XML, indicato dall’AVCP?L’AVCP ha indicato il formato aperto e standardizzato XML per l’adempimento in questione, in quanto l’uso dello stesso viene espressamente raccomandato dalle “Linee Guida sui siti web delle PA” - 2011 (Punto 5. Criteri di indirizzo e strumenti per il trattamento dei dati, della documentazione pubblica e per la loro reperibilità) emanate dal Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione, per tutti i casi in cui sia necessario realizzare dei database di pubblico accesso ai dati.
Per questo motivo - anche ai fini dell’espletamento delle successive verifiche di adempimento di competenza dell’A.N.AC. – sarà ritenuto ammissibile il solo formato XML.
Per l’A.N.AC. non assume alcun rilievo la circostanza che il software di gestione dei dati in formato XML, utilizzato da qualsivoglia stazione appaltante, sia stato autoprodotto, acquistato o condiviso – a titolo gratuito – con le altre Amministrazioni pubbliche che hanno già provveduto in tal senso e che hanno reso disponibile l’applicativo in loro uso.
L’unica condizione da rispettare è che il programma utilizzato produca un tracciato XML pienamente conforme agli standard indicati dall’AVCP (ora A.N.AC.) con il Comunicato del Presidente in data 22/05/2013 e con il relativo Allegato, contenente le specifiche tecniche di pubblicazione.
L’AVCP (ora A.N.A.C.) ha reso disponibile, sul Portale Trasparenza del proprio sito, la funzionalità per l’esportazione in formato aperto XML dei dati già trasmessi alla Sezione Centrale dell’Osservatorio, oppure – nei casi di stazioni appaltanti di interesse regionale, provinciale o comunale, dei dati inviati alle Sezioni Regionali e da queste ultime già riversati alla Sezione Centrale. Tale funzionalità – attivabile tramite selezione dell’opzione OPEN DATA, seguita dall’indicazione del codice fiscale (o della denominazione) dell’Amministrazione e dalla scelta Export in XML - consente ai soggetti che hanno effettuato le comunicazioni di riacquisire in un formato idoneo i dati pervenuti – nelle due forme sopra indicate - alla Sezione Centrale dell’Osservatorio. Le stazioni appaltanti potranno quindi utilizzare le informazioni scaricate dal Portale Trasparenza ai fini della pubblicazione sui propri siti, previa verifica, aggiornamento ed integrazione delle stesse, dal momento che il set di dati richiesto dalla Legge n.190/2012 non è pienamente sovrapponibile con le informazioni acquisite ai sensi dell’art.7, comma 8, del D.Lgs.n.163/2006.
Sì, le stazioni appaltanti che rientrano tra le amministrazioni pubbliche di cui all’art.1, comma 2, del D.lgs. n.165/2001 sono tenute a pubblicare le informazioni di cui all’art.1, comma 32, della legge n.190/2012 all’interno della sezione ‘Amministrazione trasparente’, sotto-sezione di primo livello ‘Bandi di gara e contratti’, prevista dall’allegato A del D.lgs. n.33/2013 e dall’allegato 1 della delibera CIVIT (ora A.N.AC.) n.50/2013. Per le stazioni appaltanti che rientrano tra gli enti pubblici economici e le società partecipate dalle amministrazioni pubbliche, e sulle loro controllate ai sensi dell’art. 2359 del codice civile, l’inserimento dei dati nella sezione ‘Amministrazione trasparente’ è previsto nella delibera CIVIT (ora A.N.AC.) n.50/2013.
Per l’A.N.AC. è comunque necessario che l’indicazione fornita, riguardo all’indirizzo URL dell’esatta pubblicazione dei dati in formato XML, assicuri il corretto ed esaustivo accesso alle informazioni, e quindi consenta di operare le verifiche richieste dalla norma.
B8.Nella pubblicazione, occorre creare un distinto file per le informazioni di ciascun appalto, o è possibile predisporre un documento riassuntivo unitario?
Laddove ci si avvalga del dataset indice la URL da trasmettere - nel modulo PDF di comunicazione di ottemperanza agli obblighi di cui all’art.1, comma 32, della Legge n.190/2012 - dovrà essere quella del dataset indice medesimo. Per ulteriori dettagli fare riferimento al documento di specifiche tecniche.
Premesso che nella tabella di cui all’art.3 della deliberazione n.26/2013, all’informazione ‘struttura proponente’ viene abbinata la descrizione ‘codice fiscale e denominazione della stazione appaltante’, si ritiene che – in alcune condizioni - la ‘struttura proponente’ possa anche coincidere con il Centro di costo (quindi con la Direzione o l’Ufficio, competenti per le varie tipologie di appalti), ovviamente laddove nella stazione appaltante sia presente una tale articolazione amministrativa. Ciò vale, in particolare, qualora la denominazione della stazione appaltante risulti già indicata (nel file XML) come ‘ente pubblicatore’, fermo restando che la finalità specifica di tale ultimo ‘metadato’ è quella di individuare il soggetto che effettua fisicamente la pubblicazione.
Per quanto riguarda la Stazione Appaltante che ha provveduto alla scelta del contraente, il tracciato XSD recante le specifiche tecniche per la pubblicazione dei dati (come da schema allegato al Comunicato del Presidente del 22/05/2013), presuppone l’indicazione della denominazione dell’Ente pubblicatore, seguita da quelle della denominazione e del codice fiscale della ‘struttura proponente’, che ha curato lo svolgimento della procedura di scelta del contraente.
B11. Le stazioni appaltanti devono effettuare una nuova comunicazione tramite l’invio di una PEC all’ANAC entro il 31 Gennaio?
Si, ogni anno le stazioni appaltanti devono effettuare una nuova comunicazione PEC contenente il codice fiscale e l’indirizzo http (URL) di pubblicazione dei dati per l’anno di riferimento.
Si, ogni anno le stazioni appaltanti devono comunicare un nuovo indirizzo URL, differente da quelli comunicati negli anni precedenti, dove saranno pubblicati i dati in formato XML per l’anno di riferimento. I file XML pubblicati negli anni precedenti dovranno essere mantenuti disponibili on-line per garantire l’accesso alle informazioni nel tempo (vedi FAQ A.11). Qualora l’URL di pubblicazione comunicato per questi ultimi sia variato (ad es. per cambiamento del dominio Internet della stazione appaltante), i file dovranno essere pubblicati nella sezione del sito indicata nella FAQ B.7.
B13. La URL comunicata può essere riferita ad una pagina web del sito istituzionale che contiene a sua volta i link ad uno o più file xml?
No, la URL da comunicare attraverso il modulo PDF deve essere, in alternativa:
il link diretto al singolo dataset in formato XML contenente i dati per l’anno di riferimento (vedi FAQ A2 e specifiche tecniche);
il link diretto ad un dataset indice in formato XML contenente una collezione di link, che puntano ai singoli dataset in formato XML contenenti i dati per l’anno di riferimento (vedi FAQ A2 e specifiche tecniche).
B14. Quale deve essere il formato dell’indirizzo URL di pubblicazione dei dati da comunicare nel campo ‘URL di pubblicazione dei dati’ del modulo PDF?
L’indirizzo (URL) indicato nel campo ‘URL di pubblicazione dei dati’ del modulo PDF è utilizzato per accedere automaticamente al file indicato, pertanto è necessario che sia corretto rispetto alle specifiche tecniche, cioè deve iniziare obbligatoriamente con il protocollo http (es: http://www....) e non https, dev’essere di lunghezza massima pari a 2.048 caratteri e rispettare l’RFC 1738 del dicembre 1994. Si ricorda che non devono essere comunicati, e saranno ritenuti non corretti, URL in cui:
sia assente il protocollo http (es: www.anticorruzione.it/.....);
sia utilizzato il protocollo https (es: https://www.anticoruzzione.it/....);
non sia indicato correttamente il protocollo (es: http//www…, htpp://…, htps://www…,hrrp://…);
siano inseriti degli spazi o stringhe all’inizio o alla fine dell’URL che non la rendano formalmente valida (es: URL: https://, http://www.anticorruzione.it (AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE)).
Vi sono, tuttavia, alcune fattispecie per le quali non sussiste l’obbligo di richiedere il codice CIG, al fine precedentemente indicato; sempre in relazione a tale argomento, la FAQ A12 sulla tracciabilità (cui si rimanda per il necessario dettaglio) ha sufficientemente chiarito la casistica delle esclusioni, tra le quali figurano, ad esempio, gli affidamenti diretti a società in house e le spese effettuate dai cassieri che utilizzano il fondo economale, fermo restando che tali ultime spese – che non originano da contratti d’appalto e per le quali è ammesso l’utilizzo di contanti – devono essere tipizzate dalle stazioni appaltanti in un apposito regolamento interno, recante il dettaglio dei beni e servizi di non rilevante entità (spese minute) necessari per sopperire ad esigenze impreviste, nei limiti di importo delle relative spese.
Nei casi suindicati è quindi ammissibile che il campo di indicazione del CIG non venga valorizzato, non sussistendo alcun obbligo normativo di acquisizione dello stesso. Tuttavia - al fine di evitare qualsiasi rischio che la mancanza del relativo dato possa essere letta come volontaria omissione informativa, da parte delle amministrazioni tenute alla pubblicazione - in tutte le fattispecie di contratti per i quali non era prevista l’acquisizione di un CIG o di uno SmartCIG (ad esempio, per spese le ‘economali’), il campo CIG deve essere valorizzato con il valore 0000000000 (10 zeri).
C3. Quali sono le modalità di comunicazione dei dati all’AVCP da parte di un’amministrazione pubblica che si avvale di una Stazione Unica Appaltante (SUA) priva di codice fiscale, oppure da parte della medesima SUA, qualora – ad esempio - sia l’espressione diretta di un unione di acquisto tra più Comuni?
Una questione analoga si è già posta – nel passato - per quanto riguarda la trasmissione dei dati al sistema SIMOG, ai sensi dell’art.7, comma 8, del Codice dei contratti pubblici, ed è stata gestita utilizzando un codice fiscale fittizio assegnato in maniera automatica a tutti i soggetti della ‘classe’ “Associazioni, unioni o consorzi privi di personalità giuridica”. Ciò ha consentito ai singoli soggetti racchiusi in questa ‘classe’ (ad esempio, una singola ‘unione di Comuni’) di iscriversi ai sistemi informatici dell’AVCP, figurando come “centri di costo” nell’ambito del codice fiscale fittizio attribuito, e di agire conseguentemente, acquisendo i CIG e trasmettendo i dati richiesti dalla norma.
Per tale motivo, dovrà essere la stazione appaltante che ha preso in carico il CIG ad adempiere – in occasione della prima scadenza successiva al subentro - alla prevista pubblicazione dei dati, previa comunicazione all’AVCP (qualora fosse necessario) della URL di pubblicazione dati appalti, secondo le modalità indicate nella FAQ B1. Al ricorrere di questa ipotesi, se alcuni dati necessari alla sua pubblicazione non fossero in suo possesso (per fare un solo esempio, la denominazione ed il codice fiscale dell’aggiudicatario che ha poi ceduto il contratto ad altro operatore economico in data anteriore al subentro nella gestione della procedura) la stazione appaltante che ha preso in carico il CIG dovrà reperire le informazioni mancanti presso il soggetto che ha espletato la gara.
Poiché uno degli elementi fondamentali oggetto della trasmissione dei dati è il CIG, si ritiene utile ricordare che - con le FAQ sulla tracciabilità, e, nello specifico, con la A39 -l’AVCP ha chiarito che la definizione di nuovo contratto (per il quale richiedere un nuovo CIG) si riferisce:
- ai contratti aventi ad oggetto varianti in corso d’opera che superino il quinto dell’importo complessivo dell’appalto ai sensi dell’articolo 132 del Codice e degli articoli 161 e 311 del D.P.R. n.207/2010.
Si ritiene quindi opportuno - per omogeneità di classificazione tra i dati già acquisiti in via ordinaria dall’AVCP, ai sensi dell’art.7, comma 8, del Codice, e quelli pubblicati dalle stazioni appaltanti per adempiere alle prescrizioni di cui alla legge n.190/2012 – che nel caso di affidamenti aventi ad oggetto lavori o servizi complementari, oppure nel caso di varianti in corso d’opera che superino il quinto dell’importo complessivo dell’appalto, per i quali sono stati acquisiti CIG ulteriori rispetto a quelli degli originari contratti, la compilazione del campo ‘procedura di scelta del contraente’ avvenga con riferimento all’opzione “procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara”.
La modalità ‘acquisto diretto’ presuppone un confronto tra beni/servizi standardizzati, descritti nei cataloghi di operatori economici previamente abilitati, in modo che i prodotti proposti siano omogenei tra di loro e consentano di individuare agevolmente la migliore offerta. In questo caso, la stazione appaltante può immediatamente formalizzare l'acquisto, procedendo quindi ad un affidamento diretto, in esito ad una selezione tra le offerte disponibili, che potrebbero anche essere in numero molto elevato. Al verificarsi di tale ultima ipotesi, risulterebbe oggettivamente difficile indicare la denominazione ed il codice fiscale di tutti gli operatori economici abilitati per la fornitura di quel determinato bene/servizio, e troverebbe perciò una sua giustificazione la carenza nelle informazioni fornite al riguardo.
C13. In caso di avvalimento (ai sensi dell’art.49 del D.Lgs.n.163/06), l’impresa ausiliaria deve essere indicata - nell’elenco degli operatori invitati a presentare offerta – avendo come riferimento la fattispecie di partecipazione in associazione con altri soggetti, oppure non deve essere fornita alcuna indicazione in proposito?
C14. Qualora le procedure di scelta del contraente da comunicare all’AVCP non prevedano la formale redazione di atti che registrino formalmente l’inizio o la fine delle prestazioni, quali devono essere i riferimenti per indicare – come da richiesta - le date dell’effettivo inizio e dell’ultimazione delle prestazioni affidate?
In relazione al dato ‘importo delle somme liquidate’,la Deliberazione n.26/2013 ha indicato come descrizione l’importo complessivo dell’appalto al netto dell’IVA; è stato poi ulteriormente chiarito con il Comunicato del Presidente del 13/06/2013 che - secondo le finalità della legge n.190/2012 – deve essere indicato l’importo complessivo delle somme erogate annualmente dalla stazione appaltante.
Con riferimento alla singola procedura di scelta del contraente per la quale - alla data di comunicazione all’AVCP - non siano ancora disponibili informazioni sui partecipanti e sull’aggiudicatario, dovrà comunque essere indicato il ‘set minimo’ di dati oggetto di pubblicazione, che comprende: CIG, struttura proponente, oggetto del bando e procedura di scelta del contraente, così come definiti all’art.3, comma 1, della Deliberazione n.26/2013. Nelle successive annualità si dovrà procedere all’aggiornamento ed alla integrazione dei dati richiesti, man mano che si rendono disponibili.
Nel caso in cui nel corso dell’anno antecedente a quello di pubblicazione non siano state avviate procedure di scelta del contraente, né risultino ancora contratti ‘attivi’ stipulati negli anni precedenti ovvero aggiornamenti nei dati oggetto di pubblicazione , la stazione appaltante dovrà comunque pubblicare un tracciato vuoto rispondente alle specifiche tecniche di cui all’allegato tecnico al Comunicato del Presidente del 22/05/2013. Questa indicazione, contenuta tra i chiarimenti forniti con il successivo Comunicato del Presidente del 13/06/2013, consentirà di evitare che ad una preliminare verifica presso l’indirizzo URL di residenza del tracciato, segnalato all’AVCP - condotta in automatico - l’assenza del file XML possa essere letta come inadempimento totale da parte della stazione appaltante.