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Timestamp: 2013-05-25 12:12:32+00:00
Document Index: 70528099

Matched Legal Cases: ['art. 56', 'art. 61', 'art. 62', 'art. 5', 'art. 10', 'art. 82']

Camera_dei_deputati : définition de Camera_dei_deputati et synonyme de Camera_dei_deputati (italien)
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Camera dei deputati (n.f.)Camera bassa (politics)camera dei deputati (n.f.)Camera
parlement étranger élu (système bicamériste) (fr)[Classe]assemblée politique étrangère élue : chambre basse (fr)[Classe] Camera dei deputati (s. f.) [politics]parlement étranger élu (système bicamériste) (fr)[Classe]assemblée délibérante politique (fr)[Thème]vie politique aux États-Unis (fr)[Thème]administration (en)[Domaine]Government (en)[Domaine]assemblea legislativa, corpo legislativo, legislatore, legislatura, potere legislativo[Hyper.]branche législative, législatif (fr)[membre]assemblée politique étrangère élue : chambre basse (fr)[Classe]le Congrès (aux USA) (fr)[Thème]politics (en)[Domaine]UnitedStatesHouseOfRepresentatives (en)[Domaine]congrès, Congrès des États-Unis (fr)[membre]institution (fr)[Hyper.] Camera dei deputati (s. f.) [politics]parlement français actuel (système bicamériste) (fr)[Classe]assemblée nationale française actuelle (fr)[Thème]assemblée nationale française actuelle (fr)[Classe] camera dei deputati (s. f.)
Il logo della Camera
La Camera dei deputati (a volte chiamata semplicemente Camera) è una delle due assemblee parlamentari (l'altra è il Senato della Repubblica) che costituiscono il Parlamento italiano. Dal 1861 al 1939 era in vigore la Camera dei deputati del Regno d'Italia.
I due rami del Parlamento si rapportano secondo un sistema bicamerale perfetto, cioè svolgono in pari grado le stesse funzioni, anche se separatamente. A norma dell'art. 56 Cost., la Camera è composta da 630 membri, di cui 618 eletti in Italia, e 12 nella circoscrizione Estero: tali membri vengono detti deputati.
3.1 La maggioranza alla Camera
3.2 Il ruolo dell'astensionismo
4 Gli organi parlamentari
4.1 Il presidente della Camera dei deputati
4.2 L'ufficio di presidenza
4.5 I gruppi parlamentari
4.6 Le Commissioni permanenti
4.7 Le Commissioni speciali
4.8 Le giunte
4.9 Il comitato per la legislazione
4.10 Le commissioni d'inchiesta
4.11 Le commissioni bicamerali
4.12 Le guarentigie
4.13 Trattamento economico
La carica di deputato è esclusivamente elettiva, con suffragio universale e diretto da parte di tutti i cittadini maggiorenni al giorno delle elezioni, e termina con la fine della legislatura stabilita in cinque anni, salvo nei casi di scioglimento anticipato della Camera. A differenza del Senato, la cui età minima per essere eletti è di quaranta anni, può essere eletto deputato il cittadino che nel giorno dell'elezioni abbia compiuto i venticinque anni.
Secondo la vigente legge elettorale, i membri della Camera dei deputati sono eletti con un sistema proporzionale con doppia soglia di sbarramento. Sono ammesse alla ripartizione dei seggi soltanto le coalizioni di liste che abbiano raggiunto almeno il 10% del totale dei voti validi e, al loro interno, le liste che abbiano ottenuto il 2%. Partecipano inoltre alla ripartizione dei seggi le liste che non fanno parte di alcuna coalizione, a condizione che abbiano avuto almeno il 4% dei voti a livello nazionale[1].
L'art. 61 della Costituzione prevede che le elezioni per il rinnovo della Camera avvengano entro 70 giorni dalla fine delle precedenti. Il collegio così rinnovato si riunisce entro venti giorni dalle elezioni.
L'aula di Palazzo Montecitorio
Originariamente lo Statuto Albertino[2] e la Costituzione Repubblicana prevedevano un numero di Deputati variabile in base alla popolazione di ciascuna circoscrizione; in seguito il numero totale venne fissato in 630.
La prima modifica avvenne nel 1919 quando si passò ad un meccanismo proporzionale fra liste concorrenti di partito.
L'avvento del fascismo diede luogo ad una svolta antidemocratica nel sistema elettorale, dapprima con la Legge Acerbo che nel 1924 corresse la proporzionale con un larghissimo premio di maggioranza, pari ai due terzi dei seggi, a favore della lista più votata, e poi col passaggio nel 1929 ad un sistema plebiscitario in cui una formale approvazione popolare giustificava l'elezione esclusiva dei candidati designati dal regime. La caduta del regime fascista con il conseguente ristabilimento delle libertà democratiche, sin dalle elezioni dell'Assemblea Costituente nel 1946, permise il ritorno ad una legge elettorale che prevedesse una ripartizione proporzionale dei seggi su base circoscrizionale e con assegnazione dei resti su base nazionale. A partire dal 1994 si passò dalla proporzionale pura a un nuovo sistema elettorale prevalentemente maggioritario (Legge Mattarella): il 75% dei deputati (ossia 475) veniva eletto con un sistema di tipo maggioritario: in ciascuno dei 475 collegi uninominali in cui era diviso il territorio italiano, veniva eletto solo chi in essi raccoglieva il maggior numero di voti, mentre il restante 25% dei seggi veniva eletto con un sistema proporzionale, corretto con un meccanismo per favorire i partiti perdenti nei collegi uninominali, ma uno sbarramento per i partiti che non superavano il 4% dei voti.
La Camera è costituita da tutti i deputati riuniti in seduta a Montecitorio, che organizzano il proprio lavoro secondo un calendario costituito da ordini del giorno. Alle riunioni dell'assemblea ha diritto di assistere alle sedute anche il Governo con i suoi ministri. Se richiesto, il Governo ha l'obbligo di partecipare. Reciprocamente, il Governo ha diritto di essere sentito ogni volta che lo richiede.[3]
La Camera, secondo l'art. 62 della Costituzione, si riunisce di diritto due volte l'anno, il primo giorno non festivo di febbraio e di ottobre. Il presidente dell'assemblea, il Presidente della Repubblica o un terzo dei componenti l'assemblea può convocarla in via straordinaria (nel qual caso, il Senato può riunirsi di diritto).
La maggioranza alla Camera
Una seduta della Camera è valida se è presente la maggioranza dei componenti: il numero legale è quindi 316 (la metà più uno degli aventi diritto a partecipare). Questo quorum è definito "strutturale". Tale numero legale si suppone esistente, finché non ne viene richiesta la verifica da alcuni parlamentari o dal presidente dell'Assemblea. Nel caso non si raggiunga il numero legale la seduta è tolta o rinviata.
Una delibera della Camera è valida se è votata dalla maggioranza dei presenti. Questo quorum è detto "funzionale". La Costituzione prevede anche maggioranze diverse per casi speciali.
Il ruolo dell'astensionismo
Il regolamento della Camera prevede che gli astenuti siano computati ai fini del raggiungimento del quorum strutturale, mentre ai fini della validità della delibera sono considerati come "non presenti" e non contano per il calcolo del quorum funzionale.
L'Ufficio di presidenza (art. 5 e 12 regolamento interno.) è presieduto dal Presidente della Camera dei deputati ed è composto:
In base al Regolamento della Camera (art. 10) tre deputati questori curano collegialmente il buon andamento dell'Amministrazione, vigilando sull'applicazione delle relative norme e delle direttive del Presidente. Il Collegio dei Questori elabora annualmente il progetto di bilancio interno, che è sottoposto successivamente all'esame dell'Ufficio di Presidenza (di cui i deputati questori fanno parte) ed è poi discusso e approvato dall'Assemblea. I questori sovraintendono alle spese della Camera, al cerimoniale, al mantenimento dell'ordine e alla sicurezza delle sedi della Camera, secondo le disposizioni del Presidente. A tal fine, poiché la forza pubblica non può entrare nelle sedi della Camera senza autorizzazione del Presidente, i questori dispongono degli assistenti parlamentari.[4]
Per approfondire, vedi le voci Composizione della Camera dei deputati e Deputati della XVI Legislatura della Repubblica italiana.
Per approfondire, vedi la voce Giunta parlamentare.
Per approfondire, vedi la voce Commissioni d'inchiesta.
Si possono formare Commissioni d'inchiesta con il compito di indagare su avvenimenti che non risultano chiari di particolare importanza per la vita dello Stato. Il più delle volte si formano in maniera bicamerale, cioè composte sia da senatori che da deputati.
Queste funzioni, previste dall'art. 82 della Costituzione, sono svolte con gli stessi poteri dei giudici penali, ma privi della possibilità di formulare una condanna verso qualcuno. Alla fine dei lavori presenteranno una relazione al Parlamento, il quale potrà occuparsi di prendere le misure legislative che riterrà opportune oppure di rimuovere ministri che hanno agito scorrettamente.
Si dice che il parlamento è di tipo bicamerale perché sono composte collegialmente da deputati e senatori (parlamento).
Le guarentigie
Tale consenso è stato accordato nel caso dell'inchiesta penale del 2009 per falso nelle timbrature della presenza di alcuni dipendenti nell'orario di servizio[5]: sono stati effettuati controlli di polizia (seppure dall'Ufficio di polizia interno a Montecitorio) che trovano precedenti soltanto nei pedinamenti autorizzati nel 1935-1936 dal presidente Costanzo Ciano in un caso di pederastia che diede luogo al collocamento a riposo di un direttore dell'ufficio di questura[6].
Sono previste, oltre alle tessere per la libera circolazione su tutti vettori nazionali, anche
^ Camera.it - I tre attuali questori
^ Camera dei deputati - XVI legislatura - Deputati - Trattamento economico. URL consultato in data 10-07-2009.
^ a seconda del chilometraggio
Emittente televisiva della Camera
Commons contiene file multimediali su Camera dei deputati
Sito istituzionale della Camera dei deputati
Portale Linked Open Data della Camera dei deputati
Streaming gratuito di La Camera dei Deputati su www.tiscali.it
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