Source: http://giovani.regione.marche.it/Default.aspx?tabid=263
Timestamp: 2020-07-16 16:56:05+00:00
Document Index: 78994323

Matched Legal Cases: ['art. 64', 'art. 8', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sportello Informativo Regionale Informagiovani > Home > Lavoro e Professioni > Somministrazione al pubblico di alimenti e bevande
16/07/2020 17:56:03
TU SEI QUI > Home > Lavoro e Professioni > Somministrazione al pubblico di alimenti e bevande
Requisiti per il rilascio dell'autorizzazione e l'esercizio dell'attività
Per svolgere l'attività di somministrazione alimenti e bevande non ci si deve più iscrivere al Registro Esercenti il Commercio (REC) in quanto tale registro è stato abrogato dalla legge n. 248 del 4/08/2006.
Attualmente l'attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande è disciplinata dal TESTO UNICO DEL COMMERCIO e successive modificazioni ed integrazioni e dal regolamento regionale n. 5 de 04/08/2011.
Il TU racchiude il decreto Legislativo 26 marzo 2010 n. 59.
L'art. 64 del decreto n. 59 prevede che l'apertura di un esercizio di somministrazione alimenti e bevande sia soggetta ad autorizzazione rilasciata dal comune competente per territori, mentre, il trasferimento della gestione o della titolarità e il trasferimento della sede, sono soggetti a dichiarazione di inizio attività sempre presso il comune di riferimento.
Per gestire un’attività di somministrazione alimenti e bevande il TU prevede il possesso dei requisiti professionali e morali di cui all'art. 8 e 9.
1. Non possono esercitare l'attività commerciale: a) coloro che sono stati dichiarati falliti, fino alla chiusura del fallimento nei modi di legge, anche se intervenuta prima dell'entrata in vigore del d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5 (Riforma organica della disciplina delle procedure concorsuali a norma dell'articolo 1, comma 5, della legge 80/2005); b) coloro che sono stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione; c) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna a pena detentiva non inferiore a tre anni per delitto non colposo; d) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna a pena detentiva per uno dei delitti di cui al libro II, titolo VIII, capo II del codice penale, ovvero per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione; e) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro l'igiene e la sanità pubblica, compresi i delitti di cui al libro II, titolo VI, capo II, del codice penale; f) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, due o più condanne, nel quinquennio precedente all'inizio dell'esercizio dell'attività, per delitti di frode nella preparazione o nel commercio degli alimenti, previsti da leggi speciali; g) coloro che sono sottoposti ad una delle misure di prevenzione di cui alla legge 27 dicembre 1956, n. 1423 (Misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità) da ultimo modificata dalla legge 26 marzo 2001, n. 128 o nei cui confronti è stata applicata una delle misure previste dalla legge 31 maggio 1965, n. 575 (Disposizioni contro la mafia) da ultimo modificata dalla legge 11 agosto 2003, n. 228, ovvero sono sottoposti a misure di sicurezza.
2. Il divieto di esercizio dell'attività, ai sensi del comma 1, lettere c), d), e), f), permane per la durata di tre anni a decorrere dal giorno in cui la pena è stata scontata. Qualora la pena si sia estinta in altro modo, il termine di tre anni decorre dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza.
4. In caso di società, associazioni o organismi collettivi, i requisiti di cui al comma 1 devono essere posseduti dal legale rappresentante, da altra persona preposta all'attività commerciale e da tutti i soggetti individuati dall'articolo 2, comma 3, del d.p.r. 3 giugno 1998, n. 252 (Regolamento recante norme per la semplificazione dei procedimenti relativi al rilascio delle comunicazioni e delle informazioni antimafia).
(Requisiti professionali per il commercio alimentare)
1. L'esercizio, in qualsiasi forma, di un'attività commerciale alimentare è consentito a chi è in possesso di uno dei seguenti requisiti professionali:
a) avere frequentato con esito positivo un corso di formazione professionale per il commercio relativo al settore merceologico alimentare;
b) essere in possesso di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado o di laurea aventi un indirizzo attinente alle materie dell'alimentazione o della somministrazione.
2. Ove l'attività di commercio relativa al settore merceologico alimentare sia svolta da società, associazioni o organismi collettivi, il possesso dei requisiti di cui al comma 1 è richiesto con riferimento al legale rappresentante o ad altra persona specificamente preposta all'attività commerciale.
3. Ai fini di cui al presente articolo, ai soggetti residenti in altre regioni sono riconosciuti i requisiti per l'esercizio dell'attività previsti dalla normativa della Regione di residenza.
4. La Giunta regionale con apposito atto definisce:
a) le modalità di organizzazione, la durata e le materie dei corsi professionali garantendone l'effettuazione anche tramite rapporti convenzionali con soggetti idonei. A tale fine, sono considerate in via prioritaria le CCIAA, le organizzazioni imprenditoriali del commercio più rappresentative e gli enti da queste costituiti; b) le modalità di organizzazione, la durata e le materie di corsi di aggiornamento finalizzati ad elevare il livello professionale o riqualificare gli operatori in attività, prevedendo forme di incentivazione per la partecipazione ai corsi da parte degli operatori delle piccole e medie imprese del settore commerciale.
5. Sono fatti salvi i requisiti professionali posseduti prima dell'entrata in vigore della presente legge.
Il Ministero dello Sviluppo Economico in data 15/04/2011 ha emanato la circolare n. 3642/C esplicativa sui titoli di studio che possono essere ritenuti validi ai fini dell avvio dell attivitò di commercio alimenti e somministrazione alimenti e bevande.
Portale Regionale del Commercio