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Timestamp: 2019-05-26 02:52:24+00:00
Document Index: 148247638

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 3']

Rottamazione ter: art. 3 DL n. 119/18 - Studio Tributario - Commerciale AlessioD & Partners
16.11.2018 by Redazione
Con il recentissimo D.L. n. 119/2018, entrato in vigore il 24 ottobre 2018, viene riproposta, per il terzo anno consecutivo, la definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione (c.d. rottamazione ter).
Rispetto alle precedenti “Definizioni” introdotte dal D.l. n. 193/2016 (“prima rottamazione”) e successivamente dal D.l. n. 148/2017 (“rottamazione bis”), il decreto in commento prevede importanti novità a favore del contribuente, ed in particolare:
la possibilità di avvalersi, se si effettua il pagamento delle somme dovute ai fini della definizione presso gli sportelli dell’Agente della Riscossione, della compensazione con i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, per somministrazioni, forniture, appalti e servizi, anche professionali, maturati nei confronti della Pubblica Amministrazione;
Possono essere oggetto di definizione agevolata, secondo quanto stabilito dall’art. 3, comma 1, del D.L. n. 119/2018, i debiti risultati dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017.
Per quanto concerne, invece, la possibile definizione agevolata dei carichi riguardanti i tributi locali (che nelle precedenti rottamazioni erano prevista), l’art. 3 del D.l. n. 119/2018 nulla dice.
3. AGEVOLAZIONI PREVISTE DALLA DEFINIZIONE
5. MODALITA’ DI ADESIONE ALLA DEFINIZIONE AGEVOLATA
Al fine di beneficiare delle agevolazioni previste dalla rottamazione ter, il debitore dovrà presentare all’agente della riscossione, entro il 30 aprile 2019, apposita dichiarazione (mod. DA-2018 già disponibile presso gli sportelli o sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione) indicando:
il numero di rate nel quale intende effettuare il pagamento (in caso di omessa indicazione da parte del debitore del numero di rate, si presume la scelta di 10 rate, salva la facoltà di pagare tutto in un’unica soluzione);
l’eventuale pendenza di giudizi aventi ad oggetto i carichi per i quali si chiede la definizione, assumendosi, altresì, l’impegno a rinunciare agli stessi.
non possono essere proseguite le procedure esecutive precedentemente avviate, salvo che non si sia tenuto il primo incanto con esito positivo. Le stesse poi si estingueranno a seguito del pagamento della prima o unica rata delle somme dovute a titolo di definizione;
il debitore non è considerato inadempiente ai fini di cui agli artt. 28 ter (cioè nell’ambito della procedura di erogazione di un rimborso d’imposta) e 48 bis del DPR. n. 602/1973 (ai fini dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni).
Entro il 30 giugno 2019, l’agente della riscossione comunica ai debitori che hanno presentato la dichiarazione di adesione alla definizione agevolata, l’ammontare delle somme dovute ai fini della stessa, nonchè quello delle singole rate, e il giorno e il mese di scadenza di ciascuna di esse.
i versamenti effettuati sono acquisiti a titolo di acconto dell’importo complessivamente dovuto a seguito dell’affidamento del carico e non determinano l’estinzione del debito residuo di cui l’agente della riscossione prosegue l’attività di recupero;
9. CARICHI NON DEFINIBILI
10. CONSEGUENZE SUI CARICHI GIA’ OGGETTO DI ROTTAMAZIONE BIS
Prima dell’emanazione del decreto in commento, l’art. 1, del D.l. n. 148/2017, convertito con modificazioni dalla legge n. 172/2017, ha previsto che potessero essere oggetto di definizione agevolata (c.d. rottamazione bis) i debiti relativi ai carichi affidati agli agenti della riscossione:
che non siano stati oggetto di dichiarazioni rese ai sensi dell’art. 6, comma 2, del D.l. n. 193/2016, convertito con modificazioni dalla legge n. 225/2016 (prima rottamazione);
compresi in piani di dilazione in essere alla data del 24 ottobre 2016, per i quali il debitore non sia stato ammesso alla definizione agevolata esclusivamente a causa del mancato tempestivo pagamento di tutte le rate degli stessi piani scadute al 31 dicembre 2016.
Per detti carichi il debitore era tenuto a pagare l’importo definito:
in un’unica soluzione, entro il 31 luglio 2018;
in tre rate scadenti nei mesi di ottobre e novembre 2018 e febbraio 2019;
Come si può ben desumere da quanto sinora esposto, la “nuova” rottamazione introdotta dal D.l. n. 119/2018 presenta delle condizioni più vantaggiose per il contribuente rispetto a quelle della precedente rottamazione (dilazione del pagamento dell’importo dovuto in 10 rate su 5 anni).
Per tale motivo, il Governo ha previsto, per i debitori che hanno già aderito alla rottamazione bis e che provvederanno, entro il termine differito del 7 dicembre 2018, all’integrale pagamento delle rate in scadenza nei mesi di luglio, settembre e ottobre 2018, il differimento automatico (cioè senza alcun adempimento a carico dei debitori interessati) del versamento delle restanti somme che saranno ripartite, anch’esse, in 10 rate consecutive di pari importo, con scadenza il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno (per 5 anni) a decorrere dal 2019. Su tali somme, dal 1° agosto 2019, sono dovuti gli interessi al tasso dello 0,3% annuo.
A tal fine, l’art. 1, comma 21, del D.l. n. 119/2018 prevede che, entro il 30 giugno 2019, l’agente della riscossione invia ai debitori interessati apposita comunicazione, unitamente ai bollettini precompilati per il pagamento delle somme dovute alle nuove scadenze, anche tenendo conto di quelle stralciate ai sensi dell’art. 4 del medesimo decreto.
Tabella riepilogativa dell’art. 3 D.L. 119/2018
(articolo a cura di avv. Leonardo Leo – Tributarista in Lecce)
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