Source: https://paperzz.com/doc/5222554/decreto-ministeriale-del-03-06-2014-n.120
Timestamp: 2017-05-25 16:32:31+00:00
Document Index: 104523913

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 17', 'art. 212', 'art. 212', 'art. 183', 'art. 183', 'art. 212', 'art. 7', 'art. 04', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 194', 'art. 444', 'art. 51', 'art. 99', 'sentenza ', 'art. 129', 'sentenza ', 'art. 75', 'art. 167', 'art. 67', 'art. 68', 'sentenza ', 'art. 51', 'art. 212', 'art. 8', 'art. 21', 'art. 483', 'art. 14', 'art. 9', 'art. 14', 'art. 17', 'art. 195', 'art. 188', 'art. 195']

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Decreto Ministeriale del 03/06/2014 n.120embedкод для вставки на сайт или в блогШирина: (aвто)
Serie generale - n. 195
DECRETO 3 giugno 2014, n. 120.
Regolamento per la definizione delle attribuzioni e delle
modalit&agrave; di organizzazione dell’Albo nazionale dei gestori
ambientali, dei requisiti tecnici e finanziari delle imprese e
dei responsabili tecnici, dei termini e delle modalit&agrave; di iscrizione e dei relativi diritti annuali.
Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante &laquo;Norme in materia ambientale&raquo; e, in particolare,
l’articolo 194, comma 3, come modificato dall’articolo 24, comma 1, lettera d-bis), del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge
4 aprile 2012, n. 35, e successivamente dall’articolo 9,
comma 3-terdecies, del decreto-legge 2 marzo 2012,
n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile
2012, n. 44, nonch&eacute; l’articolo 212, comma 15, come sostituito dall’articolo 25, comma 1, lettera c) del decreto
Considerato che ai sensi del citato articolo 212, comma 15, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, le
attribuzioni e le modalit&agrave; organizzative dell’Albo, i requisiti tecnici e finanziari delle imprese, i requisiti dei
responsabili tecnici delle medesime, i termini e le modalit&agrave; d’iscrizione, i diritti annuali d’iscrizione, sono definiti con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela
del territorio e del mare, di concerto con i Ministri dello
sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti,
sentito il Comitato nazionale dell’Albo;
Visto il decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 8 aprile 2008, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 28 aprile 2008, n. 99, come modificato dal decreto del Ministro dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare 13 maggio 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 18 luglio 2009, n. 165, recante la disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani
raccolti in modo differenziato, di attuazione dell’articolo 183, comma 1, lettera mm), del decreto legislativo
Visto il decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare di concerto con i Ministri dello
sviluppo economico e della salute, 8 marzo 2010, n. 65,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 4 maggio 2010, n. 102,
recante modalit&agrave; semplificate per la gestione dei rifiuti di
apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) da parte dei distributori e degli installatori di apparecchiature
elettriche ed elettroniche (AEE), nonch&eacute; dei gestori dei
centri di assistenza tecnica di tali apparecchiature;
Udito il parere del Consiglio di Stato espresso nell’adunanza della Sezione consultiva per gli atti normativi del
29 agosto 2013;
dei ministri, effettuata con nota prot. n. 0052484/GAB
del 10 dicembre 2013, ai sensi dell’articolo 17, comma 3,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, e la successiva nota
prot. DAGL 4.3.6.3/2013/6 del 14 febbraio 2014, con la
quale la Presidenza del Consiglio dei ministri esprime il
proprio nulla osta all’ulteriore corso del provvedimento;
1. L’Albo nazionale gestori ambientali, di seguito denominato Albo, costituito presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, &egrave; articolato
in un Comitato nazionale e in Sezioni regionali e provinciali per le province autonome di Trento e di Bolzano.
b) le Sezioni regionali e le due Sezioni provinciali di
2. Il Comitato nazionale ha sede in Roma, presso il
3. Le Sezioni regionali hanno sede presso le camere
di commercio dei capoluoghi di regione, le Sezioni provinciali presso le camere di commercio di Trento e di
4. Il Comitato nazionale e le Sezioni regionali e provinciali sono interconnesse dalla rete telematica delle camere
di commercio e con le pubbliche amministrazioni competenti alla tenuta di pubblici registri.
1. Il Comitato nazionale dell’Albo &egrave; composto da diciannove membri, di comprovata e documentata esperienza tecnico-economica o giuridica nelle materie
ambientali, nominati con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, e designati
a) due dal Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare, di cui uno con funzioni di presidente;
b) uno dal Ministro dello sviluppo economico, con
funzioni di vicepresidente;
g) tre dalla Conferenza permanente per i rapporti tra
h) uno dall’Unione italiana delle camere di
i) tre scelti tra le organizzazioni imprenditoriali
maggiormente rappresentative delle categorie economiche interessate;
l) due dalle organizzazioni di categoria degli
n) uno dalle organizzazioni che rappresentano le
imprese che effettuano l’attivit&agrave; di bonifica dei siti e di
2. Per ogni componente effettivo &egrave; nominato, con le
modalit&agrave; di cui al comma 1, un supplente.
3. Con decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare sono istituite sezioni speciali
del Comitato nazionale per ogni singola attivit&agrave; soggetta
ad iscrizione all’Albo, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, e ne vengono fissati composizione e competenze.
4. Qualora i componenti di cui ai commi 1 e 2 non
vengano designati entro il termine di trenta giorni dalla
richiesta formulata dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Comitato nazionale &egrave; validamente costituito anche in assenza di tali designazioni,
purch&eacute; sia stata nominata la met&agrave; pi&ugrave; uno dei componenti
5. Il Presidente del Comitato nazionale ha la rappresentanza dell’Albo, convoca le sedute in sede istruttoria
e in sede deliberante e stabilisce l’ordine del giorno con
modalit&agrave; definite dallo stesso Comitato nazionale.
6. Le funzioni di segreteria del Comitato nazionale, i
cui oneri di funzionamento gravano sulle entrate derivanti
dai diritti di segreteria e dai diritti annuali di iscrizione,
sono affidate al Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare che le esercita attraverso la Direzione
generale per la tutela del territorio e delle risorse idriche.
7. Ai fini di cui al comma 6 il Ministero stipula, tramite la Direzione generale citata, apposita convenzione
con l’Unione italiana delle camere di commercio finalizzata a disciplinare gli aspetti economico - organizzativi
8. Il segretario del Comitato nazionale, scelto tra i funzionari del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, &egrave; nominato dalla Direzione generale
per la tutela del territorio e delle risorse idriche sentito il
Comitato nazionale. Il Segretario ha la responsabilit&agrave; del
corretto funzionamento della segreteria, istruisce i provvedimenti da sottoporre all’esame del Comitato nazionale, ne cura l’attuazione e coordina l’attivit&agrave; avvalendosi
delle segreterie delle Sezioni regionali e delle Province
1. Ogni sezione regionale e provinciale &egrave; istituita con
decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ed &egrave; cos&igrave; composta:
a) dal presidente della camera di commercio o da un
membro del consiglio camerale all’uopo designato dallo
stesso, con funzioni di presidente;
b) da un funzionario o dirigente di comprovata esperienza nella materia ambientale designato dalla giunta
regionale o dalla giunta provinciale della provincia autonoma, con funzioni di vicepresidente;
c) da un funzionario o dirigente di comprovata esperienza nella materia ambientale designato dall’unione
regionale delle province o dalla giunta provinciale della
provincia autonoma;
d) da un esperto di comprovata esperienza nella materia ambientale, designato dal Ministro dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare scelto, di norma, tra il
personale in servizio presso il Ministero dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare e l’Istituto superiore
per la protezione e la ricerca ambientale.
2. Qualora i componenti di cui al comma 1 non vengano designati entro il termine di trenta giorni dalla richiesta formulata dal Ministero dell’ambiente e della tutela
del territorio e del mare, le Sezioni regionali e provinciali
sono validamente costituite anche in assenza di tali designazioni, purch&eacute; sia stata nominata la met&agrave; pi&ugrave; uno dei
3. Le funzioni di segreteria delle Sezioni regionali e
provinciali sono costituite in ufficio e affidate alle camere
di commercio dei capoluoghi di regione o delle province
4. Le funzioni di segretario sono esercitate da un dipendente camerale, nominato con delibera della giunta
camerale su indicazione del Segretario generale.
5. Il segretario della sezione &egrave; preposto all’ufficio e ha
la responsabilit&agrave; del suo corretto funzionamento, istruisce
i provvedimenti della sezione, ne cura l’attuazione e organizza le attivit&agrave; della sezione in base alle direttive del
a) cura la formazione, la tenuta, l’aggiornamento
e la pubblicazione dell’Albo in base alle comunicazioni
delle Sezioni regionali e provinciali;
c) fissa i criteri e le modalit&agrave; di accertamento e di
valutazione dei requisiti richiesti per lo svolgimento delle
attivit&agrave; oggetto d’iscrizione;
d) fissa i criteri per la valutazione dei requisiti professionali e le condizioni per lo svolgimento dell’incarico
di responsabile tecnico e determina le modalit&agrave; di accertamento e di aggiornamento della formazione professionale
dello stesso Per lo svolgimento di tali attivit&agrave; il Comitato
nazionale pu&ograve; istituire commissioni con la partecipazione
di componenti delle Sezioni regionali e provinciali;
e) fissa i criteri generali per gli interventi a sostegno
dei soggetti iscritti;
f) coordina l’attivit&agrave; delle Sezioni regionali e provinciali e vigila sulle stesse, esercitando anche poteri sostitutivi nelle ipotesi previste;
g) disciplina le modalit&agrave; per l’invio delle domande e delle comunicazioni all’Albo secondo procedure
i) propone agli organi di controllo, autonomamente o su indicazione delle Sezioni regionali e provinciali,
accertamenti ispettivi al fine di verificare l’effettiva sussistenza dei requisiti richiesti per lo svolgimento dell’attivit&agrave; oggetto d’iscrizione all’Albo;
l) decide sui ricorsi proposti dagli interessati avverso i provvedimenti adottati dalle Sezioni regionali e
m) istituisce, in relazione a specifiche esigenze,
o) adotta direttive e gli altri atti ad esso spettanti ai
Attribuzioni delle Sezioni regionali
1. Le Sezioni regionali e provinciali hanno le seguenti
b) accettano le garanzie finanziarie richieste per
l’esercizio dell’attivit&agrave;, ove previste;
d) effettuano attivit&agrave; informative e formative per i
soggetti iscritti all’Albo secondo i criteri stabiliti dal Comitato nazionale e sotto la sua supervisione;
e) redigono ed inviano al Comitato nazionale una relazione annuale sull’attivit&agrave; svolta;
f) rendono disponibili al Comitato nazionale, in via
telematica, i provvedimenti di iscrizione all’Albo, nonch&eacute;
i provvedimenti di sospensione, di revoca, di decadenza, di annullamento e di variazione dell’iscrizione ai fini
dell’aggiornamento dell’Albo;
g) rilasciano con modalit&agrave; telematica o, su richiesta,
con modalit&agrave; cartacea i provvedimenti deliberati;
h) rilasciano le visure, gli elenchi e le certificazioni
relative ai soggetti iscritti all’Albo, avvalendosi degli uffici delle camere di commercio;
i) verificano, anche attraverso gli organi di controllo, e indipendentemente dal rinnovo dell’iscrizione di cui
all’articolo 22, la sussistenza dei requisiti per la permanenza nell’Albo;
l) curano lo svolgimento delle verifiche di cui
all’articolo 13 in base alle direttive emesse dal Comitato
2. Le Sezioni regionali e provinciali si conformano alle
direttive del Comitato nazionale.
1. I componenti effettivi e i componenti supplenti del
Comitato nazionale, nonch&eacute; i componenti delle Sezioni
regionali e provinciali durano in carica cinque anni.
2. Il Comitato nazionale richiede al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare la revoca
dall’incarico dei componenti effettivi o dei relativi supplenti del Comitato nazionale nei seguenti casi:
a) assenza ingiustificata del componente effettivo a
pi&ugrave; di tre riunioni consecutive nel corso dell’anno solare;
b) assenza del componente effettivo ad almeno la
met&agrave; delle riunioni nel corso dell’anno solare;
c) assenza del componente supplente a pi&ugrave; di due
riunioni del Comitato nazionale di sua spettanza nel corso
3. Il Comitato nazionale, su segnalazione delle Sezioni
regionali e provinciali, richiede al Ministro dell’ambiente
e della tutela del territorio e del mare, la revoca dall’incarico dei componenti delle Sezioni stesse nei seguenti casi:
a) assenza ingiustificata del componente a pi&ugrave; di tre
riunioni consecutive nel corso dell’anno solare;
b) assenza del componente ad almeno la met&agrave; delle
riunioni nel corso dell’anno solare.
4. Le deliberazioni del Comitato nazionale e delle Sezioni regionali e provinciali sono valide se sono presenti
almeno la met&agrave; pi&ugrave; uno dei componenti nominati, sono
adottate a maggioranza dei presenti; in caso di parit&agrave; prevale il voto del presidente.
5. Alla copertura dei costi relativi al funzionamento del
Comitato nazionale, delle Sezioni regionali e delle Province autonome, nonch&eacute; dei relativi uffici di segreteria
si provvede esclusivamente con le entrate derivanti dai
diritti di segreteria e dai diritti annuali d’iscrizione, ai
sensi dell’articolo 212, comma 17, del decreto legislativo
6. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, sono fissate le indennit&agrave; di
spettanza dei componenti e del segretario del Comitato
nazionale, nonch&eacute; dei componenti e del segretario delle Sezioni regionali e provinciali senza nuovi e maggiori
della categoria, della classe e della tipologia dei rifiuti per
le quali l’impresa &egrave; iscritta. Il Comitato nazionale stabilisce i criteri per l’applicazione della presente disposizione.
3. Fatte salve le norme che disciplinano il trasporto internazionale di merci, le iscrizioni nelle categorie 1, 4 e 5
consentono l’esercizio delle attivit&agrave; di cui alla categoria
6 se lo svolgimento di quest’ultima attivit&agrave; non comporta
variazioni della categoria, della classe e della tipologia
dei rifiuti per le quali l’impresa &egrave; iscritta.
ATTIVIT&Agrave; DELL’ALBO
Categorie e classi delle attivit&agrave;
per le quali &egrave; richiesta l’iscrizione all’Albo
Attivit&agrave; di gestione dei rifiuti
1. L’iscrizione all’Albo &egrave; richiesta per le seguenti categorie di attivit&agrave;:
b) categoria 2-bis: produttori iniziali di rifiuti non
pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti, nonch&eacute; i produttori iniziali di rifiuti
pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti pericolosi in quantit&agrave; non eccedenti
trenta chilogrammi o trenta litri al giorno di cui all’articolo 212, comma 8, del decreto legislativo 3 aprile 2006,
c) categoria 3-bis: distributori e installatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), trasportatori
di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche in
nome dei distributori, installatori e gestori dei centri di
assistenza tecnica di tali apparecchiature di cui al decreto
del mare di concerto con i Ministri dello sviluppo economico e della salute, 8 marzo 2010, n. 65;
d) categoria 4: raccolta e trasporto di rifiuti speciali
e) categoria 5: raccolta e trasporto di rifiuti speciali
f) categoria 6: imprese che effettuano il solo esercizio dei trasporti transfrontalieri di rifiuti di cui all’articolo 194, comma 3, del decreto legislativo 3 aprile 2006,
g) categoria 7: operatori logistici presso le stazioni
ferroviarie, gli interporti, gli impianti di terminalizzazione, gli scali merci e i porti ai quali, nell’ambito del trasporto intermodale, sono affidati rifiuti in attesa della presa in carico degli stessi da parte dell’impresa ferroviaria o
navale o dell’impresa che effettua il successivo trasporto;
2. Fermo restando quanto previsto all’articolo 212,
comma 7, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, nel
rispetto delle norme che disciplinano il trasporto di merci,
le iscrizioni nelle categorie 4 e 5 consentono l’esercizio
delle attivit&agrave; di cui alle categorie 2-bis e 3-bis se lo svolgimento di queste ultime attivit&agrave; non comporta variazioni
1. L’iscrizione all’Albo &egrave; articolata in categorie corrispondenti alle attivit&agrave; di cui all’articolo 8, comma 1.
2. La categoria 1, di cui all’articolo 8, comma 1, lettera
a), &egrave; suddivisa nelle seguenti classi, a seconda che la popolazione complessivamente servita sia:
b) inferiore a 500.000 abitanti e superiore o uguale a
c) inferiore a 100.000 abitanti e superiore o uguale a
50.000 abitanti;
d) inferiore a 50.000 abitanti e superiore o uguale a
20.000 abitanti;
e) inferiore a 20.000 abitanti e superiore o uguale a
5.000 abitanti;
3. Le categorie da 4 a 8 di cui all’articolo 8, comma 1,
lettere d), e), f), g) e h), sono suddivise nelle seguenti
classi in funzione delle tonnellate annue di rifiuti gestiti:
a) quantit&agrave; annua complessivamente gestita superiore o uguale a 200.000 tonnellate;
b) quantit&agrave; annua complessivamente gestita superiore o uguale a 60.000 tonnellate e inferiore a 200.000
c) quantit&agrave; annua complessivamente gestita superiore o uguale a 15.000 tonnellate e inferiore a 60.000
d) quantit&agrave; annua complessivamente gestita superiore o uguale a 6.000 tonnellate e inferiore a 15.000
e) quantit&agrave; annua complessivamente gestita superiore o uguale a 3.000 tonnellate e inferiore a 6.000
f) quantit&agrave; annua complessivamente gestita inferiore
a 3.000 tonnellate.
4. Le categorie 9 e 10, di cui all’articolo 8, comma 1,
lettere i) e l), sono suddivise nelle seguenti classi in funzione dell’importo dei lavori di bonifica cantierabili:
5. Il Comitato nazionale pu&ograve;, con propria deliberazione, modificare gli importi relativi ai lavori di bonifica
cantierabili di cui al comma 4.
6. Il Comitato nazionale pu&ograve; individuare specifiche
e singole attivit&agrave; rientranti nell’ambito delle categorie
d’iscrizione di cui all’articolo 8 normandole in sottocategorie. Ai fini dell’iscrizione nella categoria 1 di cui all’articolo 8, comma 1, lettera a), il Comitato nazionale pu&ograve;
individuare sottocategorie le cui classi d’iscrizione sono
basate sulla quantit&agrave; annua di rifiuti complessivamente
a) nella persona del titolare, nel caso di impresa
2. Per l’iscrizione all’Albo occorre che i soggetti di cui
a) siano cittadini italiani o cittadini di Stati membri
della UE o cittadini di un altro Stato, a condizione che
quest’ultimo riconosca analogo diritto ai cittadini italiani;
b) siano iscritti al registro delle imprese o al repertorio economico amministrativo, ad eccezione delle imprese individuali che vi provvederanno successivamente
all’iscrizione all’Albo, o in analoghi registri dello Stato di
residenza, ove previsto;
c) non siano in stato di interdizione o inabilitazione
ovvero di interdizione temporanea dagli uffici direttivi
delle persone giuridiche e delle imprese;
d) non abbiano riportato condanna passata in giudicato, anche ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale e anche qualora sia intervenuta l’estinzione
di ogni effetto penale della stessa o sia stato concesso il
condono della pena, nei seguenti casi:
1) condanna a pena detentiva per reati previsti
dalle norme a tutela dell’ambiente, ivi incluse le norme a
tutela della salute, le norme in materia edilizia e in materia urbanistica;
Non si tiene conto della condanna qualora siano decorsi almeno dieci anni dalla data del passaggio in giudicato della relativa sentenza, oppure sia stata concessa
la sospensione condizionale della pena e sia intervenuta
l’estinzione del reato ai sensi dell’articolo 167 del codice
penale oppure sia stata ottenuta la riabilitazione;
e) siano in regola con gli obblighi relativi al pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore
dei lavoratori, secondo la legislazione italiana o quella
dello Stato di residenza;
f) non sussistono nei loro confronti le cause di divieto, di decadenza o di sospensione di cui all’articolo 67 del
g) non si trovino, in sede di prima iscrizione, in stato
di liquidazione o siano, comunque, soggetti ad una procedura concorsuale o a qualsiasi altra situazione equivalente
secondo la legislazione straniera;
h) siano in possesso dei requisiti di idoneit&agrave; tecnica
e di capacit&agrave; finanziaria di cui al successivo articolo 11;
i) non abbiano reso false dichiarazioni o compiuto
falsificazioni nel fornire le informazioni richieste ai sensi
3. I requisiti di cui al comma 2, lettere d), e), f) e g)
sono accertati d’ufficio dalla Sezione regionale o provinciale attraverso l’acquisizione di apposita certificazione e
dal certificato del casellario giudiziario.
4. Le imprese e gli enti che fanno richiesta di iscrizione
all’Albo devono nominare, a pena di improcedibilit&agrave; della domanda, almeno un responsabile tecnico in possesso
dei requisiti professionali stabiliti dal Comitato nazionale
e dei requisiti di cui al comma 2, lettere c), d), f) e i).
Requisiti di idoneit&agrave; tecnica
e di capacit&agrave; finanziaria
1. I requisiti di idoneit&agrave; tecnica consistono:
a) nella qualificazione professionale dei responsabili
b) nella disponibilit&agrave; dell’attrezzatura tecnica necessaria, risultante, in particolare, dai mezzi d’opera, dagli
attrezzi, dai materiali di cui l’impresa o l’ente dispone;
d) nell’eventuale esecuzione di opere o nello svolgimento di servizi nel settore per il quale &egrave; richiesta l’iscrizione o in ambiti affini.
2. La capacit&agrave; finanziaria &egrave; dimostrata da documenti
che comprovino le potenzialit&agrave; economiche e finanziarie
dell’impresa o dell’ente, quali il volume di affari, la capacit&agrave; contributiva ai fini dell’I.V.A., il patrimonio, i bilanci, o da idonei affidamenti bancari.
3. L’idoneit&agrave; tecnica e la capacit&agrave; finanziaria devono
essere adeguate alle attivit&agrave; soggette all’iscrizione.
4. Il Comitato nazionale stabilisce i criteri specifici,
le modalit&agrave; e i termini per la dimostrazione dell’idoneit&agrave;
tecnica e della capacit&agrave; finanziaria.
Compiti, responsabilit&agrave; e requisiti
del responsabile tecnico
1. Compito del responsabile tecnico &egrave; porre in essere azioni dirette ad assicurare la corretta organizzazione
nella gestione dei rifiuti da parte dell’impresa nel rispetto
della normativa vigente e di vigilare sulla corretta applicazione della stessa.
2. Il responsabile tecnico svolge la sua attivit&agrave; in maniera effettiva e continuativa ed &egrave; responsabile dei compiti di cui al comma 1.
3. Il Comitato nazionale pu&ograve; disciplinare pi&ugrave; nel dettaglio i compiti e le responsabilit&agrave; del responsabile tecnico.
b) esperienza maturata in settori di attivit&agrave; per i quali
&egrave; richiesta l’iscrizione;
c) idoneit&agrave; di cui all’articolo 13.
5. L’esatta determinazione e il concorso dei requisiti
di cui al comma 4 sono regolamentati dal Comitato nazionale, in relazione alle categorie e classi d’iscrizione,
secondo criteri atti a garantire elevati livelli di efficienza
6. L’incarico di responsabile tecnico pu&ograve; essere ricoperto da un soggetto esterno all’organizzazione dell’impresa. Il Comitato nazionale stabilisce i criteri e i limiti
per l’assunzione degli incarichi.
1. L’idoneit&agrave; di cui all’articolo 12, comma 4, lettera c),
&egrave; attestata mediante una verifica iniziale della preparazione del soggetto e, con cadenza quinquennale, mediante
verifiche volte a garantire il necessario aggiornamento.
2. Il Comitato nazionale definisce le materie, i contenuti, i criteri e le modalit&agrave; di svolgimento delle verifiche
3. &Egrave; dispensato dalle verifiche il legale rappresentante
dell’impresa che ricopre anche l’incarico di responsabile
tecnico e che abbia maturato esperienza nel settore di attivit&agrave; oggetto dell’iscrizione secondo criteri stabiliti con
4. Il responsabile tecnico delle imprese e degli enti
iscritti alla data di entrata in vigore della disciplina di cui
al comma 2, pu&ograve; continuare a svolgere la propria attivit&agrave;
in regime transitorio la cui durata, comunque non superiore al quinquennio, &egrave; stabilita con deliberazione del Comitato nazionale. Detti soggetti sono obbligati all’aggiornamento quinquennale.
Trasmissione e protocollazione delle domande
1. Le domande e le comunicazioni relative all’iscrizione sono trasmesse alle Sezioni regionali e provinciali con
modalit&agrave; telematica mediante accesso all’apposito portale
2. La documentazione trasmessa alle Sezioni regionali
e provinciali &egrave; registrata nel sistema di protocollo informatico dell’Albo. Il protocollo &egrave; unico per ogni sezione
regionale e provinciale, ha numerazione progressiva annuale ed &egrave; tenuto in conformit&agrave; al decreto del Presidente
1. La domanda d’iscrizione all’Albo &egrave; presentata alla
sezione regionale o provinciale nel cui territorio di competenza &egrave; stabilita la sede legale dell’impresa o dell’ente. Per le imprese e gli enti con sede legale all’estero la
domanda di iscrizione all’Albo &egrave; presentata alla sezione
regionale e provinciale nel cui territorio di competenza &egrave;
ubicata la sede secondaria o il domicilio.
a) nomina del responsabile tecnico e dichiarazione,
con firma autenticata, di accettazione dell’incarico;
b) autocertificazione relativa al rispetto dei requisiti
e delle condizioni di cui all’articolo 10, comma 2, fatti
salvi gli accertamenti d’ufficio ivi previsti, nonch&eacute; documentazione comprovante l’idoneit&agrave; tecnica e documentazione atta a dimostrare la capacit&agrave; finanziaria secondo
i criteri stabiliti dal Comitato nazionale ai sensi dell’articolo 11, comma 4;
c) un foglio notizie per ognuna delle categorie per
cui si chiede l’iscrizione, fornito dalla sezione regionale o
provinciale competente, nel quale il rappresentante legale
dell’impresa deve dichiarare il tipo di attivit&agrave;, i mezzi,
il personale impiegato, la quantit&agrave; annua di rifiuti e ogni
altra notizia utile;
d) attestazione comprovante il pagamento del diritto
3. In aggiunta a quanto previsto al comma 2, le imprese e gli enti che intendono effettuare attivit&agrave; di raccolta
e trasporto di rifiuti su strada corredano la domanda di
iscrizione con la seguente, ulteriore, documentazione:
a) attestazione, redatta dal responsabile tecnico
dell’impresa o dell’ente, dell’idoneit&agrave; dei mezzi di trasporto in relazione ai tipi di rifiuti da trasportare;
b) copia conforme all’originale della carta di circolazione dei veicoli. Nel caso di intestatario della carta di
circolazione diverso dal richiedente l’iscrizione, deve essere presentata la documentazione, prevista dalla vigente
normativa in materia di autotrasporto, che attesti la piena
ed esclusiva disponibilit&agrave; dei veicoli;
c) documentazione attestante l’iscrizione al Registro elettronico nazionale delle imprese che esercitano la
professione di trasportatore su strada istituito ai sensi del
regolamento (Ce) n. 1071/2009 del Parlamento europeo e
del Consiglio del 21 ottobre 2009, oppure, per le imprese
egli enti la cui attivit&agrave; di trasporto non rientra nel campo di applicazione dello stesso Regolamento, il possesso
delle licenze o dei titoli previsti dalla vigente normativa.
4. In aggiunta a quanto previsto al comma 2, le imprese
e gli enti che intendono effettuare esclusivamente attivit&agrave;
di trasporto transfrontaliero di rifiuti su strada corredano
la domanda d’iscrizione con la seguente, ulteriore documentazione redatta in lingua italiana:
b) attestazione, redatta dal responsabile tecnico
c) attestazione del possesso della licenza comunitaria o dell’autorizzazione internazionale all’autotrasporto
di merci ove previste;
d) disponibilit&agrave; dei veicoli ai sensi del Regolamento
(CE) n. 1071/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009;
f) documentazione, prodotta con traduzione asseverata,
equivalente al certificato generale del casellario giudiziario
relativo al legale rappresentante e al responsabile tecnico.
5. In aggiunta a quanto previsto al comma 2, le imprese e gli enti che intendono effettuare l’attivit&agrave; di trasporto dei rifiuti per ferrovia devono corredare la domanda
d’iscrizione con la seguente, ulteriore, documentazione:
b) copia conforme del certificato di sicurezza rilasciato ai sensi del decreto legislativo 10 agosto 2007,
6. In aggiunta a quanto previsto al comma 2, le imprese
e gli enti che intendono effettuare l’attivit&agrave; di trasporto dei
rifiuti per via marittima e per via navigabile interna presentano idonea documentazione attestante la conformit&agrave;
delle navi che trasportano rifiuti al decreto del Presidente
della Repubblica 6 giugno 2005, n. 134, alle norme che
disciplinano il trasporto di carichi solidi alla rinfusa di cui
al decreto del Ministro della marina mercantile 22 luglio
1991, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 12 ottobre 1991,
n. 240, S.O., in relazione ai tipi di rifiuti che si intendono
7. Entro sessanta giorni dalla ricezione della domanda
d’iscrizione la sezione regionale o provinciale conclude
l’istruttoria e delibera sull’accoglimento o sul rigetto della stessa, dandone comunicazione al soggetto richiedente.
8. Il termine di cui al comma 7 pu&ograve; essere interrotto,
per non pi&ugrave; di una volta, se risulti necessario acquisire
ulteriori elementi oppure se la documentazione presentata
a corredo della domanda non sia completa, e ricomincia
a decorrere dal momento in cui pervengono alla sezione
regionale o provinciale gli elementi e la documentazione
richiesti. Qualora le imprese e gli enti non provvedano
all’invio di quanto richiesto entro il termine di trenta giorni, la sezione regionale o provinciale rigetta la domanda
9. Ove la domanda sia accolta la sezione regionale o
provinciale formalizza il provvedimento di iscrizione.
10. Qualora l’iscrizione sia sottoposta a garanzia finanziaria, l’interessato, entro il termine di decadenza di
novanta giorni dal ricevimento della comunicazione di
cui al comma 7, &egrave; tenuto a presentare alla sezione regionale o provinciale la garanzia finanziaria a favore dello
Stato di cui all’articolo 17. La sezione regionale o provinciale accetta la garanzia finanziaria entro trenta giorni
dalla ricezione della stessa e formalizza il provvedimento
1. Le imprese e gli enti iscritti all’Albo sulla base di
una comunicazione presentata alla sezione regionale o
provinciale territorialmente competente sono:
a) aziende speciali, consorzi di comuni e societ&agrave; di
gestione dei servizi pubblici di cui al decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267, per i servizi di gestione dei rifiuti
urbani prodotti nei medesimi comuni;
b) imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti non
c) imprese che effettuano la raccolta e trasporto dei
rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche ai sensi
del decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare di concerto con i Ministri dello sviluppo economico e della salute, 8 marzo 2010, n. 65, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 4 maggio 2010, n. 102.
2. La comunicazione degli enti e delle imprese di cui
al comma 1, lettera a) &egrave; effettuata dal comune o da uno
dei comuni o dal consorzio di comuni nel cui interesse &egrave;
svolta l’attivit&agrave;, il quale garantisce il possesso dei requisiti di idoneit&agrave; tecnica e di capacit&agrave; finanziaria richiesti
ai sensi dell’articolo 11. Tale comunicazione deve essere
a) nomina e dichiarazione di accettazione, con firma
autenticata, del responsabile tecnico;
c) attestazione comprovante il pagamento del diritto
di segreteria e del diritto annuale di iscrizione.
3. Le imprese e gli enti di cui al comma 1, lettera b),
attestano con la comunicazione:
a) la sede dell’impresa, l’attivit&agrave; o le attivit&agrave; dalle
quali sono prodotti i rifiuti;
c) gli estremi identificativi e l’idoneit&agrave; tecnica dei
mezzi utilizzati per il trasporto dei rifiuti, tenuto anche conto delle modalit&agrave; di effettuazione del trasporto
4. Le imprese e gli enti di cui al comma 1, lettera c),
attestano, con riferimento alle specifiche attivit&agrave; esercitate, quanto previsto dal decreto del Ministro dell’ambiente
e della tutela del territorio e del mare di concerto con i
Ministri dello sviluppo economico e della salute, 8 marzo
5. Le Sezioni regionali e provinciali procedono a verificare la sussistenza dei presupposti e dei requisiti richiesti
per l’esercizio dell’attivit&agrave; da parte degli enti e delle imprese iscritte ai sensi del presente articolo e, entro trenta
giorni dal ricevimento della comunicazione completa della prevista documentazione, deliberano l’iscrizione.
6. Qualora le Sezioni regionali e provinciali accertino
il mancato rispetto dei presupposti o dei requisiti richiesti dispongono con provvedimento motivato il divieto
di prosecuzione dell’attivit&agrave;, salvo che l’interessato non
provveda a conformarsi alla normativa vigente entro il
termine prefissato dalle Sezioni medesime.
7. Alle comunicazioni di cui al presente articolo si applicano le disposizioni di cui all’articolo 21 della legge
1. L’iscrizione &egrave; subordinata alla presentazione di idonea garanzia finanziaria a favore dello Stato per le attivit&agrave;
di cui all’articolo 8, comma 1, lettere e) e h). L’iscrizione
per le attivit&agrave; di cui all’articolo 8, comma 1, lettera a),
&egrave; sottoposta a garanzia finanziaria per la sola raccolta e
trasporto dei rifiuti urbani pericolosi.
2. Le garanzie di cui al comma 1 sono ridotte del cinquanta per cento per le imprese registrate ai sensi del regolamento (CE) n. 1221/2009 del Parlamento europeo e
del Consiglio del 25 novembre 2009, e del quaranta per
cento nel caso di imprese in possesso della certificazione
del sistema di gestione ambientale ai sensi della norma
3. La garanzia finanziaria deve essere prestata per tutta
la durata dell’iscrizione all’Albo a mezzo di fidejussione
bancaria o polizza fidejussoria assicurativa ai sensi della
legge 10 giugno 1982, n. 348.
4. Le modalit&agrave; di presentazione e gli importi delle garanzie finanziarie di cui al comma 1, sono determinate,
in relazione al tipo di attivit&agrave; e alle diverse classi di cui
agli articoli 8 e 9, con decreto del Ministro dell’ambiente
e della tutela del territorio e del mare, di concerto con
il Ministro dell’economia e delle finanze su proposta del
1. Le imprese e gli enti sono tenuti a comunicare alla
sezione regionale o provinciale competente ogni atto o
fatto che comporti modifica dell’iscrizione all’Albo entro
trenta giorni dal suo verificarsi. La sezione regionale o
provinciale delibera sulla comunicazione di variazione.
2. Nel caso di variazione per incremento della dotazione dei veicoli, le imprese, ai fini dell’immediata utilizzazione dei veicoli stessi, allegano alla comunicazione
di variazione una dichiarazione sostitutiva dell’atto di
notoriet&agrave; resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, secondo il modello
approvato con deliberazione del Comitato nazionale.
3. In deroga a quanto previsto al comma 1, le variazioni
effettuate al registro delle imprese o al repertorio economico amministrativo relative alle variazioni della ragione
sociale, della sede legale, degli organi sociali, delle trasformazioni societarie e delle cancellazioni si intendono
effettuate anche alla sezione regionale competente e sono
trasmesse d’ufficio per via telematica dal registro delle
imprese o dal repertorio economico amministrativo alla
sezione regionale stessa che provvede entro 30 giorni a
recepire le modifiche dandone comunicazione alle imprese o agli enti interessati.
4. In caso di trasferimento della sede legale nel territorio di competenza di altra sezione regionale rispetto a
quella che ha provveduto all’iscrizione, la domanda di
variazione &egrave; presentata alla sezione dell’Albo nel cui ter-
ritorio di competenza la sede &egrave; trasferita. Quest’ultima
provvede alla variazione dell’iscrizione dandone comunicazione alla sezione di provenienza che procede alla
cancellazione dell’impresa dal proprio elenco.
5. Le imprese che effettuano le variazioni contemplate
nel presente articolo continuano ad operare sulla base del
provvedimento d’iscrizione in loro possesso fino alla delibera di variazione della sezione regionale.
1. L’efficacia dell’iscrizione all’Albo &egrave; sospesa dalle
Sezioni regionali e provinciali nel rispetto di quanto stabilito dall’articolo 9 della legge 24 novembre 1981, n. 689,
quando si verifichi e sia addebitabile all’impresa o ente:
b) l’inosservanza dell’obbligo di comunicazione di
cui all’articolo 18, comma 1;
c) il mancato rispetto della normativa in materia di
rapporti di lavoro e di protezione sociale.
2. La durata della sospensione non potr&agrave; superare i
centoventi giorni complessivi, ferma restando la possibilit&agrave; per la sezione di individuare i singoli giorni di esecuzione del provvedimento che potranno essere anche non
3. Tra la data di notifica all’interessato del provvedimento sanzionatorio e il termine iniziale di decorrenza
dello stesso, debbono intercorrere almeno novanta giorni.
4. Con il provvedimento di sospensione la Sezione stabilisce il termine entro il quale l’impresa o l’ente iscritto
deve conformarsi alla normativa vigente.
5. Il Comitato nazionale stabilisce i criteri per uniformare sul territorio nazionale l’applicazione della sospensione secondo ragionevolezza ed equit&agrave;.
1. Le imprese e gli enti sono cancellati dall’Albo con
provvedimento delle Sezioni regionali e provinciali
a) l’iscritto, in regola con il pagamento del diritto
annuale d’iscrizione, ne faccia domanda;
b) vengano a mancare uno o pi&ugrave; requisiti di cui
all’articolo 10, comma 2, ad eccezione di quanto previsto
dalla lettera g) del medesimo comma;
e) si verifichino carenze, anche sopravvenute, nella
documentazione di cui all’articolo 15, commi 2, 3, 4, 5 e 6;
f) permangano per pi&ugrave; di dodici mesi le condizioni di
cui all’articolo 24, comma 7.
2. Gli effetti della cancellazione decorrono dalla data di
comunicazione del relativo provvedimento; nel caso previsto al comma 1, lettera a), dalla data della presentazione
della domanda di cancellazione.
1. Le sanzioni di cui agli articoli 19 e 20, lettere b), d)
ed e), sono applicate dalle Sezioni regionali e provinciali
previa contestazione degli addebiti all’iscritto, al quale &egrave;
assegnato un termine di trenta giorni per presentare eventuali deduzioni. Il soggetto iscritto, o il suo legale rappresentante, deve essere sentito personalmente quando nel
termine predetto ne faccia richiesta.
2. Nelle ipotesi di decadenza di cui all’articolo 20,
comma 1, lettere c) e f), si procede direttamente alla
3. I provvedimenti disciplinari devono essere motivati
e sono comunicati all’iscritto, al Comitato nazionale, alla
regione ed alla provincia territorialmente competente e
1. Le imprese e gli enti iscritti all’Albo sono tenuti a
rinnovare l’iscrizione ogni cinque anni, a decorrere dalla
data di efficacia dell’iscrizione, presentando un’autocertificazione, resa alla sezione regionale o provinciale, ai
sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, che attesti la permanenza dei requisiti previsti. Le imprese e gli enti iscritti ai sensi dell’articolo 8, comma 1, lettera b), presentano la comunicazione
di rinnovo dell’iscrizione ogni dieci anni.
2. La domanda di rinnovo dell’iscrizione deve essere
presentata cinque mesi prima della scadenza dell’iscrizione e i termini previsti per la conclusione del relativo
procedimento sono ridotti alla met&agrave;.
3. Nel rispetto delle normative comunitarie, in sede
di espletamento delle procedure previste per il rinnovo
dell’iscrizione all’Albo, le imprese che risultino registrate ai sensi del regolamento (CE) n. 1221/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2009, o
certificati UNI-EN ISO 14001 possono sostituire il nuovo
provvedimento di iscrizione con autocertificazione resa
alla sezione regionale o provinciale, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000,
n. 445. Detta autocertificazione deve essere accompagnata da una copia conforme del certificato di registrazione ottenuto ai sensi dei suddetti regolamenti, nonch&eacute;
da una denuncia di prosecuzione delle attivit&agrave;, attestante
la conformit&agrave; dell’impresa, dei mezzi e delle attrezzature
alle prescrizioni legislative e regolamentari, con allegata
certificazione dell’esperimento delle prove previste dalla
4. I contenuti dell’autocertificazione e della documentazione da allegare di cui ai commi 1 e 3 sono stabiliti con
1. Avverso le deliberazioni delle Sezioni regionali
e provinciali, nonch&eacute; delle sezioni di cui all’articolo 3,
comma 3, gli interessati possono proporre ricorso in bollo
al Comitato nazionale, ai sensi e per gli effetti del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971,
n. 1199, entro trenta giorni dalla comunicazione del relativo provvedimento, oggetto di ricorso.
2. Il Comitato nazionale ha facolt&agrave;, nella fase istruttoria dei ricorsi, di sospendere l’efficacia del provvedimento impugnato.
1. Le domande d’iscrizione, variazione o cancellazione
sono assoggettate all’assolvimento di un diritto di segreteria. Tale diritto &egrave; fissato nella misura prevista per le denunce al registro delle imprese.
2. Successivamente all’assegnazione del numero
d’iscrizione all’Albo le imprese e gli enti iscritti possono
accedere ai provvedimenti emessi dalla sezione competente, sia telematicamente sia presso qualsiasi camera di
commercio e possono richiedere il rilascio di certificati
d’iscrizione, visure o elenchi. Tali documenti sono soggetti al pagamento degli importi previsti per il rilascio
della certificazione del registro delle imprese delle camere di commercio.
3. Le imprese e gli enti iscritti all’Albo sono tenuti alla
corresponsione di un diritto annuale d’iscrizione secondo
i seguenti ammontari:
a) imprese ed enti che effettuano attivit&agrave; di gestione
di rifiuti di cui all’articolo 8, comma 1, lettera a) d), e),
f), g) ed h):
b) imprese ed enti che effettuano attivit&agrave; di gestione
dei rifiuti di cui all’articolo 8, comma 1, lettere i) ed l):
c) imprese ed enti che effettuano attivit&agrave; di gestione
dei rifiuti di cui all’articolo 8, comma 1, lettere b) e c),
4. Il versamento del diritto annuale d’iscrizione &egrave; effettuato entro il 30 aprile di ogni anno tramite versamento
su conto corrente postale, bonifico bancario o modalit&agrave;
telematica. In sede di prima iscrizione o di variazione di
classe il pagamento del diritto corrisponde al rateo riferito al 31 dicembre relativamente ai mesi ricompresi dalla
data d’iscrizione o di variazione di classe.
5. Agli oneri per il funzionamento del Comitato nazionale e della relativa segreteria, delle Sezioni speciali del
Comitato nazionale, delle Sezioni regionali e provinciali
si provvede, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza
pubblica, con le somme derivanti dai diritti di segreteria e
dai diritti annuali d’iscrizione.
6. Al fine di garantire l’effettiva copertura delle spese
di funzionamento dell’Albo, i diritti d’iscrizione, correlati all’effettiva copertura delle spese di funzionamento dell’Albo, sono rideterminati ogniqualvolta si renda
necessario in base alle procedure che sono stabilite con
decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e de mare, di concerto con i Ministri dello sviluppo
economico e delle infrastrutture e dei trasporti su proposta del Comitato nazionale. Ai medesimi fini si procede
all’aggiornamento dei diritti di segreteria simultaneamente e conformemente all’adeguamento dei diritti del registro delle imprese.
7. Fatto salvo quanto previsto all’articolo 20, comma 1,
lettera f), l’omissione del pagamento del diritto annuo
nei termini previsti comporta la sospensione d’ufficio
dall’Albo, che permane fino a quando non venga data
prova alla Sezione dell’effettuazione del pagamento.
1. Il Comitato nazionale provvede alla pubblicazione
informatica dell’Albo.
2. I dati pubblicati sono oggetto di sola consultazione.
Estrazione di copie, elenchi o altri dati pubblicati sono ottenuti secondo le modalit&agrave; di cui all’articolo 24, comma 2.
5. Le Sezioni si adeguano alle disposizioni di cui all’articolo 14, comma 1, entro tre anni dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, salvo motivata proroga del
Comitato nazionale per specifiche situazioni.
6. Nell’attesa delle norme che disciplinino il trasporto via mare dei rifiuti di cui all’articolo 265, comma 2,
del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, il trasporto
dei rifiuti all’interno del territorio della laguna di Venezia
avviene secondo le modalit&agrave; disciplinate dal Comitato nazionale da emanarsi entro 6 mesi dall’entrata in vigore del
7. In attesa del decreto del Ministro dell’ambiente e
Stato-Regioni, che fissi i criteri generali per la definizione
delle garanzie finanziarie da prestare a favore delle regioni
di cui all’articolo 212, comma 11 del decreto legislativo
3 aprile 2006, n. 152, restano in vigore il decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare
del 5 febbraio 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
14 aprile 2004, n. 87, recante modalit&agrave; ed importi delle garanzie finanziarie che devono essere prestate a favore dello
Stato dalle imprese che effettuano le attivit&agrave; di bonifica dei
beni contenenti amianto, e il decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del 5 luglio
2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 17 settembre
2005, n. 217, recante modalit&agrave; ed importi delle garanzie
finanziarie che devono essere prestate a favore dello Stato
dalle imprese che effettuano le attivit&agrave; di bonifica dei siti.
8. Il decreto ministeriale 28 aprile 1998, n. 406, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 25 novembre 1998, n. 276,
&egrave; abrogato con effetto dall’entrata in vigore del presente
1. Le iscrizioni relative alle attivit&agrave; di cui all’articolo 8,
comma 1, effettuate alla data di entrata in vigore del presente decreto, nonch&eacute; le garanzie finanziarie gi&agrave; prestate,
restano valide ed efficaci fino alla loro scadenza.
2. Le iscrizioni effettuate ai sensi dell’articolo 8, comma 1, lettere b) e c), del regolamento 28 aprile 1998,
n. 406, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 25 novembre
1998, n. 276, in essere alla data di entrata in vigore del
decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205, rimangono
valide ed efficaci fino alla scadenza delle stesse.
3. Restano, altres&igrave;, valide ed efficaci le domande di
iscrizione presentante fino alla data di entrata in vigore
4. Fino alla emanazione delle disposizioni di competenza del Comitato nazionale, restano valide le disposizioni adottate dallo stesso organo alla data di entrata in
Ufficio controllo atti Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e
del Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare,
registro n. 1, foglio n. 3296
— Il testo delle note qui pubblicato &egrave; stato redatto dall’amministrazione competente per materia, ai sensi dell’art. 10, comma 3, del testo
quali &egrave; operato il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti
nella Gazzetta Ufficiale delle Comunit&agrave; europee (GUCE).
— Si riporta il testo dell’art. 17, comma 3, della legge 23 agosto
Presidenza del Consiglio dei ministri), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 214 del 12 settembre 1988, S.O.:
&laquo;Art. 17 (Regolamenti). — (Omissis).
Presidente del Consiglio dei ministri prima della loro emanazione.&raquo;.
— Si riporta il testo degli articoli 194, comma 3, e 212, comma 15,
del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 14 aprile 2006, S.O.:
&laquo;Art. 194 (Spedizioni transfrontaliere). — (Omissis).
3. Fatte salve le norme che disciplinano il trasporto internazionale
di merci, le imprese che effettuano il trasporto transfrontaliero nel territorio italiano sono iscritte all’Albo nazionale gestori ambientali di cui
all’ art. 212. L’iscrizione all’Albo, qualora effettuata per il solo esercizio
dei trasporti transfrontalieri, non &egrave; subordinata alla prestazione delle garanzie finanziarie di cui al comma 10 del medesimo art. 212.&raquo;.
&laquo;Art. 212 (Albo nazionale gestori ambientali). — (Omissis).
15. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con i Ministri dello sviluppo economico
e delle infrastrutture e dei trasporti, sentito il parere del Comitato nazionale, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore
della parte quarta del presente decreto, sono definite le attribuzioni e
le modalit&agrave; organizzative dell’Albo, i requisiti tecnici e finanziari delle
imprese, i requisiti dei responsabili tecnici delle medesime, i termini e
le modalit&agrave; di iscrizione, i diritti annuali d’iscrizione. Fino all’adozione
del predetto decreto, continuano ad applicarsi, per quanto compatibili,
le disposizioni del decreto del Ministro dell’ambiente 28 aprile 1998,
n. 406, e delle deliberazioni del Comitato nazionale dell’Albo. Il decreto
di cui al presente comma si informa ai seguenti principi:
a) individuazione di requisiti per l’iscrizione, validi per tutte le
sezioni, al fine di uniformare le procedure;
b) coordinamento con la vigente normativa sull’autotrasporto,
sul trasporto ferroviario, sul trasporto via mare e per via navigabile interna, in coerenza con la finalit&agrave; di cui alla lettera a);
c) effettiva copertura delle spese attraverso i diritti di segreteria
e i diritti annuali di iscrizione;
e) interconnessione e interoperabilit&agrave; con le pubbliche amministrazioni competenti alla tenuta di pubblici registri;
f) riformulazione del sistema disciplinare - sanzionatorio
dell’Albo e delle cause di cancellazione dell’iscrizione;
g) definizione delle competenze e delle responsabilit&agrave; del responsabile tecnico.&raquo;.
— Il decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio
e del mare dell’8 aprile 2008 (Disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti
urbani raccolti in modo differenziato, come previsto dall’art. 183, comma 1, lettera cc) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive
modifiche), &egrave; pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 99 del 28 aprile 2008.
e del mare del 13 maggio 2009 (Modifica del decreto 8 aprile 2008,
recante la disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in
modo differenziato, come previsto dall’art. 183, comma 1, lettera cc)
del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modifiche), &egrave;
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 165 del 18 luglio 2009.
e del mare di concerto con i Ministri dello sviluppo economico e della
salute dell’8 marzo 2010, n. 65 (Regolamento recante modalit&agrave; semplificate di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche
(RAEE) da parte dei distributori e degli installatori di apparecchiature
elettriche ed elettroniche (AEE), nonch&eacute; dei gestori dei centri di assistenza tecnica di tali apparecchiature), &egrave; pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 102 del 4 maggio 2010.
— Si riporta il testo dell’art. 212, comma 17 del citato decreto
17. Agli oneri per il funzionamento del Comitato nazionale e delle
Sezioni regionali e provinciali si provvede con le entrate derivanti dai
diritti di segreteria e dai diritti annuali d’iscrizione, secondo le previsioni, anche relative alle modalit&agrave; di versamento e di utilizzo, che saranno
determinate con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze. Fino all’adozione del citato decreto, si applicano le disposizioni
di cui al decreto del Ministro dell’ambiente in data 29 dicembre 1993,
e successive modificazioni, e le disposizioni di cui al decreto del Ministro dell’ambiente in data 13 dicembre 1995, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 51 del 1&deg; marzo 1995. Le somme di cui all’art. 7, comma 7,
del decreto del Ministro dell’ambiente 29 dicembre 1993 sono versate
al Capo XXXII, capitolo 2592, art. 04, dell’entrata del Bilancio dello
Stato, per essere riassegnate, con decreto del Ministro dell’economia e
delle finanze, al Capitolo 7082 dello stato di previsione del Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.&raquo;.
— Si riporta il testo degli articoli 212, commi 7 e 8, del citato decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152:
7. Gli enti e le imprese iscritte all’Albo per le attivit&agrave; di raccolta e
trasporto dei rifiuti pericolosi sono esonerate dall’obbligo di iscrizione
per le attivit&agrave; di raccolta e trasporto dei rifiuti non pericolosi a condizione che tale ultima attivit&agrave; non comporti variazione della classe per la
quale le imprese sono iscritte.
8. I produttori iniziali di rifiuti non pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti, nonch&eacute; i produttori iniziali di
rifiuti pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti pericolosi in quantit&agrave; non eccedenti trenta chilogrammi o trenta
litri al giorno, non sono soggetti alle disposizioni di cui ai commi 5, 6, e
7 a condizione che tali operazioni costituiscano parte integrante ed accessoria dell’organizzazione dell’impresa dalla quale i rifiuti sono prodotti.
Detti soggetti non sono tenuti alla prestazione delle garanzie finanziarie
e sono iscritti in un’apposita sezione dell’Albo in base alla presentazione di una comunicazione alla sezione regionale o provinciale dell’Albo
territorialmente competente che rilascia il relativo provvedimento entro i
successivi trenta giorni. Con la comunicazione l’interessato attesta sotto
la sua responsabilit&agrave;, ai sensi dell’art. 21 della legge n. 241 del 1990:
a) la sede dell’impresa, l’attivit&agrave; o le attivit&agrave; dai quali sono prodotti i rifiuti;
c) gli estremi identificativi e l’idoneit&agrave; tecnica dei mezzi utilizzati per il trasporto dei rifiuti, tenuto anche conto delle modalit&agrave; di effettuazione del trasporto medesimo;
d) l’avvenuto versamento del diritto annuale di registrazione di
50 euro rideterminabile ai sensi dell’art. 21 del decreto del Ministro
dell’ambiente 28 aprile 1998, n. 406.&raquo;.
— Il decreto ministeriale 8 marzo 2010, n. 65 &laquo;Regolamento recante modalit&agrave; semplificate di gestione dei rifiuti di apparecchiature
elettriche ed elettroniche (RAEE) da parte dei distributori e degli installatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), nonch&eacute; dei
gestori dei centri di assistenza tecnica di tali apparecchiature) &egrave; pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 102 del 4 maggio 2010.
— Il testo dell’art. 194, comma 3, del citato decreto legislativo
3 aprile 2006, n. 152, &egrave; riportato nelle note alle premesse.
— Si riporta il testo dell’art. 444 del codice di procedura penale:
&laquo;Art. 444 (Applicazione della pena su richiesta). — 1. L’imputato
e il pubblico ministero possono chiedere al giudice l’applicazione, nella
specie e nella misura indicata, di una sanzione sostitutiva o di una pena
pecuniaria, diminuita fino a un terzo, ovvero di una pena detentiva quando questa, tenuto conto delle circostanze e diminuita fino a un terzo, non
supera cinque anni soli o congiunti a pena pecuniaria.
1-bis. Sono esclusi dall’applicazione del comma 1 i procedimenti
per i delitti di cui all’art. 51, commi 3-bis e 3-quater, i procedimenti
per i delitti di cui agli articoli 600-bis, 600-ter, primo, secondo, terzo
e quinto comma, 600-quater, secondo comma, 600-quater.1, relativamente alla condotta di produzione o commercio di materiale pornografico, 600-quinquies, nonch&eacute; 609-bis, 609-ter, 609-quater e 609-octies
del codice penale, nonch&eacute; quelli contro coloro che siano stati dichiarati delinquenti abituali, professionali e per tendenza, o recidivi ai sensi
dell’art. 99, quarto comma, del codice penale, qualora la pena superi due
anni soli o congiunti a pena pecuniaria.
2. Se vi &egrave; il consenso anche della parte che non ha formulato la
richiesta e non deve essere pronunciata sentenza di proscioglimento a
norma dell’art. 129, il giudice, sulla base degli atti, se ritiene corrette la
qualificazione giuridica del fatto, l’applicazione e la comparazione delle
circostanze prospettate dalle parti, nonch&eacute; congrua la pena indicata, ne
dispone con sentenza l’applicazione enunciando nel dispositivo che vi &egrave;
stata la richiesta delle parti. Se vi &egrave; costituzione di parte civile, il giudice
non decide sulla relativa domanda; l’imputato &egrave; tuttavia condannato al
pagamento delle spese sostenute dalla parte civile, salvo che ricorrano
giusti motivi per la compensazione totale o parziale. Non si applica la
disposizione dell’art. 75, comma 3.
3. La parte, nel formulare la richiesta, pu&ograve; subordinarne l’efficacia,
alla concessione della sospensione condizionale della pena. In questo
caso il giudice, se ritiene che la sospensione condizionale non pu&ograve; essere concessa, rigetta la richiesta.&raquo;.
— Si riporta il testo dell’art. 167 del codice penale:
&laquo;Art. 167 (Estinzione del reato). — Se, nei termini stabiliti, il condannato non commette un delitto, ovvero una contravvenzione della
stessa indole, e adempie gli obblighi impostigli, il reato &egrave; estinto. In tal
caso non ha luogo l’esecuzione delle pene.&raquo;.
— Si riporta il testo dell’art. 67 del decreto legislativo 6 settembre
2011, n. 159 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione,
nonch&eacute; nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a
norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136), pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 226 del 28 settembre 2011, S.O.:
&laquo;Art. 67 (Effetti delle misure di prevenzione). — 1. Le persone alle
quali sia stata applicata con provvedimento definitivo una delle misure
di prevenzione previste dal libro I, titolo I, capo II non possono ottenere:
b) concessioni di acque pubbliche e diritti ad esse inerenti nonch&eacute; concessioni di beni demaniali allorch&eacute; siano richieste per l’esercizio
di attivit&agrave; imprenditoriali;
c) concessioni di costruzione e gestione di opere riguardanti la
pubblica amministrazione e concessioni di servizi pubblici;
d) iscrizioni negli elenchi di appaltatori o di fornitori di opere,
beni e servizi riguardanti la pubblica amministrazione, nei registri della
camera di commercio per l’esercizio del commercio all’ingrosso e nei
registri di commissionari astatori presso i mercati annonari all’ingrosso;
f) altre iscrizioni o provvedimenti a contenuto autorizzatorio,
concessorio, o abilitativo per lo svolgimento di attivit&agrave; imprenditoriali,
g) contributi, finanziamenti o mutui agevolati ed altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi o erogati da parte
dello Stato, di altri enti pubblici o delle Comunit&agrave; europee, per lo svolgimento di attivit&agrave; imprenditoriali;
2. Il provvedimento definitivo di applicazione della misura di prevenzione determina la decadenza di diritto dalle licenze, autorizzazioni,
concessioni, iscrizioni, attestazioni, abilitazioni ed erogazioni di cui al
comma 1, nonch&eacute; il divieto di concludere contratti pubblici di lavori,
servizi e forniture, di cottimo fiduciario e relativi subappalti e subcontratti, compresi i cottimi di qualsiasi tipo, i noli a caldo e le forniture
con posa in opera. Le licenze, le autorizzazioni e le concessioni sono
ritirate e le iscrizioni sono cancellate ed &egrave; disposta la decadenza delle
attestazioni a cura degli organi competenti.
3. Nel corso del procedimento di prevenzione, il tribunale, se sussistono motivi di particolare gravit&agrave;, pu&ograve; disporre in via provvisoria i
divieti di cui ai commi 1 e 2 e sospendere l’efficacia delle iscrizioni,
delle erogazioni e degli altri provvedimenti ed atti di cui ai medesimi
commi. Il provvedimento del tribunale pu&ograve; essere in qualunque momento revocato dal giudice procedente e perde efficacia se non &egrave; confermato
con il decreto che applica la misura di prevenzione.
4. Il tribunale, salvo quanto previsto all’art. 68, dispone che i divieti e le decadenze previsti dai commi 1 e 2 operino anche nei confronti
di chiunque conviva con la persona sottoposta alla misura di prevenzione nonch&eacute; nei confronti di imprese, associazioni, societ&agrave; e consorzi di
cui la persona sottoposta a misura di prevenzione sia amministratore o
determini in qualsiasi modo scelte e indirizzi. In tal caso i divieti sono
5. Per le licenze ed autorizzazioni di polizia, ad eccezione di quelle
relative alle armi, munizioni ed esplosivi, e per gli altri provvedimenti
di cui al comma 1 le decadenze e i divieti previsti dal presente articolo
possono essere esclusi dal giudice nel caso in cui per effetto degli stessi verrebbero a mancare i mezzi di sostentamento all’interessato e alla
6. Salvo che si tratti di provvedimenti di rinnovo, attuativi o comunque conseguenti a provvedimenti gi&agrave; disposti, ovvero di contratti
derivati da altri gi&agrave; stipulati dalla pubblica amministrazione, le licenze,
le autorizzazioni, le concessioni, le erogazioni, le abilitazioni e le iscrizioni indicate nel comma 1 non possono essere rilasciate o consentite e
la conclusione dei contratti o subcontratti indicati nel comma 2 non pu&ograve;
essere consentita a favore di persone nei cui confronti &egrave; in corso il procedimento di prevenzione senza che sia data preventiva comunicazione
al giudice competente, il quale pu&ograve; disporre, ricorrendone i presupposti, i divieti e le sospensioni previsti a norma del comma 3. A tal fine,
i relativi procedimenti amministrativi restano sospesi fino a quando il
giudice non provvede e, comunque, per un periodo non superiore a venti
giorni dalla data in cui la pubblica amministrazione ha proceduto alla
7. Dal termine stabilito per la presentazione delle liste e dei candidati
e fino alla chiusura delle operazioni di voto, alle persone sottoposte, in
forza di provvedimenti definitivi, alla misura della sorveglianza speciale
di pubblica sicurezza &egrave; fatto divieto di svolgere le attivit&agrave; di propaganda
elettorale previste dalla legge 4 aprile 1956, n. 212, in favore o in pregiudizio di candidati partecipanti a qualsiasi tipo di competizione elettorale.
8. Le disposizioni dei commi 1, 2 e 4 si applicano anche nei confronti delle persone condannate con sentenza definitiva o, ancorch&eacute;
non definitiva, confermata in grado di appello, per uno dei delitti di cui
all’art. 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale.&raquo;.
— Il decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000,
n. 445 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in
materia di documentazione amministrativa) &egrave; pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 2001, S.O.
— Il Regolamento (CE) n. 1071/2009 del Parlamento europeo e
del Consiglio del 21 ottobre 2009, che stabilisce norme comuni sulle
condizioni da rispettare per esercitare l’attivit&agrave; di trasportatore su strada
e abroga la direttiva 96/26/CE del Consiglio &egrave; pubblicato nella Gazzetta
ufficiale dell’Unione europea n. L 300 del 14 novembre 2009.
— Il decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 188, recante: &laquo;Attuazione
della direttiva 2001/12/CE, della direttiva 2001/13/CE e della direttiva
2001/14/CE in materia ferroviaria.&raquo; &egrave; pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 170 del 24 luglio 2003, S.O.
— Il decreto legislativo 10 agosto 2007, n. 162 (Attuazione delle
direttive 2004/49/CE e 2004/51/CE relative alla sicurezza e allo sviluppo delle ferrovie comunitarie) &egrave; pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 234 del 8 ottobre 2007, S.O.
— Il decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2005, n. 134
(Regolamento recante disciplina per le navi mercantili dei requisiti per
l’imbarco, il trasporto e lo sbarco di merci pericolose.” &egrave; pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 163 del 15 luglio 2005, S.O.
— Il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle
leggi sull’ordinamento degli enti locali) &egrave; pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 28 settembre 2000, S.O.
— Il testo dell’art. 212, comma 8, del citato decreto legislativo
3 aprile 2006, n. 152, &egrave; riportato nelle note all’art. 8.
— Si riporta il testo dell’art. 21, della legge 7 agosto 1990, n. 241
(Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di
accesso ai documenti amministrativi), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 192 del 18 agosto 1990:
&laquo;Art. 21 (Disposizioni sanzionatorie). — 1. Con la denuncia o con
la domanda di cui agli articoli 19 e 20 interessato deve dichiarare la sussistenza dei presupposti e dei requisiti di legge richiesti. In caso di dichiarazioni mendaci o di false attestazioni non &egrave; ammessa la conformazione
dell’attivit&agrave; e dei suoi effetti a legge o la sanatoria prevista dagli articoli
medesimi ed il dichiarante &egrave; punito con la sanzione prevista dall’art. 483
del codice penale, salvo che il fatto costituisca pi&ugrave; grave reato.
2. Le sanzioni attualmente previste in caso di svolgimento dell’attivit&agrave; in carenza dell’atto di assenso dell’amministrazione o in difformit&agrave;
di esso si applicano anche nei riguardi di coloro i quali diano inizio
all’attivit&agrave; ai sensi degli articoli 19 e 20 in mancanza dei requisiti richiesti o, comunque, in contrasto con la normativa vigente.
2-bis. Restano ferme le attribuzioni di vigilanza, prevenzione e
controllo su attivit&agrave; soggette ad atti di assenso da parte di pubbliche
amministrazioni previste da leggi vigenti, anche se &egrave; stato dato inizio
all’attivit&agrave; ai sensi degli articoli 19 e 20.&raquo;.
— Il Regolamento (CE) n. 1221/2009 del Parlamento europeo e
del Consiglio del 25 novembre 2009 (Regolamento sull’adesione volontaria delle organizzazioni a un sistema comunitario di ecogestione e
audit (Emas), che abroga il regolamento (Ce) n. 761/2001 e le decisioni della Commissione 2001/681/Ce e 2006/193/Ce) &egrave; pubblicato nella
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 22 dicembre 2009 n. L 342.
— La legge 10 giugno 1982, n. 348 (Costituzione di cauzioni con
polizze fidejussorie a garanzia di obbligazioni verso lo Stato ed altri
enti pubblici) &egrave; pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 161 del 14 giugno
n. 445, &egrave; riportato nelle note all’art. 14.
— Si riporta il testo dell’art. 9 della legge 24 novembre 1981,
n. 689 (Modifiche al sistema penale), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
n. 329 del 30 novembre 1981, S.O.:
&laquo;Art. 9 (Principio di specialit&agrave;). — Quando uno stesso fatto &egrave; punito da una disposizione penale e da una disposizione che prevede una
sanzione amministrativa, ovvero da una pluralit&agrave; di disposizioni che
Tuttavia quando uno stesso fatto &egrave; punito da una disposizione penale e da una disposizione regionale o delle province autonome di Trento e di Bolzano che preveda una sanzione amministrativa, si applica in
ogni caso la disposizione penale, salvo che quest’ultima sia applicabile
solo in mancanza di altre disposizioni penali.
Ai fatti puniti dagli articoli 5, 6 e 12 della legge 30 aprile 1962,
n. 283, e successive modificazioni ed integrazioni, si applicano soltanto
le disposizioni penali, anche quando i fatti stessi sono puniti con sanzioni amministrative previste da disposizioni speciali in materia di produzione, commercio e igiene degli alimenti e delle bevande.&raquo;.
n. 445, &egrave; riportato nelle nota all’art. 14.
del Consiglio del 25 novembre 2009, &egrave; riportato nelle note all’art. 17.
— Il decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971,
n. 1199 (Semplificazione dei procedimenti in materia di ricorsi amministrativi), &egrave; pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 13 del 17 gennaio 1972.
— Il decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205 (Disposizioni
di attuazione della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio del 19 novembre 2008 relativa ai rifiuti e che abroga alcune
direttive), &egrave; pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 288 del 10 dicembre
2010, S.O.
— Si riporta il testo degli articoli 265, comma 2, e 214, comma 11,
del citato decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152:
&laquo;Art. 265 (Disposizioni transitorie). — (Omissis).
2. In attesa delle specifiche norme regolamentari e tecniche in materia di trasporto dei rifiuti, di cui all’art. 195, comma 2, lettera l), e
fermo restando quanto previsto dall’ art. 188-ter e dal decreto legislativo
24 giugno 2003, n. 182, in materia di rifiuti prodotti dalle navi e residui
di carico, i rifiuti sono assimilati alle merci per quanto concerne il regime normativo in materia di trasporti via mare e la disciplina delle operazioni di carico, scarico, trasbordo, deposito e maneggio in aree portuali.
In particolare i rifiuti pericolosi sono assimilati alle merci pericolose.&raquo;.
11. Le imprese che effettuano le attivit&agrave; di bonifica dei siti e di
bonifica dei beni contenenti amianto devono prestare idonee garanzie
finanziarie a favore della regione territorialmente competente per ogni
intervento di bonifica nel rispetto dei criteri generali di cui all’art. 195,
comma 2, lettera g). Tali garanzie sono ridotte del cinquanta per cento
per le imprese registrate ai sensi del regolamento (CE) n. 761/2001, e
del quaranta per cento nel caso di imprese in possesso della certificazione ambientale ai sensi della norma Uni En Iso 14001.&raquo;.
14G00131
La Camera dei deputati &egrave; convocata in 282&ordf; seduta pubblica per marted&igrave; 26 agosto 2014, alle ore 11, con il seguente
14A06660