Source: https://www.lavorareinsicurezza.com/2018/06/quesitodia/
Timestamp: 2020-02-19 23:04:47+00:00
Document Index: 128140387

Matched Legal Cases: ['art.90', 'art. 90', 'art.90', 'art.90', 'art.92', 'art.90', 'art.90', 'art.90', 'art.90', 'art.92', 'art. 131']

Lavoro privato con la presenza di 2 o più imprese, dove non è richiesto il permesso a costruire ma semplice DIA, il PSC va redatto e quindi il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione va nominato? – Lavorare in sicurezza | Sicurezza sul lavoro
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Nei lavori pubblici l’impresa che redige il PSS deve redigere anche il P.O.S.?
Volevo un chiarimento su questi due quesiti:
1) Nel caso di un lavoro privato con la presenza di 2 o più imprese, dove non è richiesto il permesso a costruire ma semplice DIA, il PSC va redatto e quindi il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione va nominato?
2) Quando nei lavori pubblici non è previsto il PSC, l’impresa è obbligata a fare sia PSS che POS, oppure solo il POS o solo il PSS?
Tante grazie e buon lavoro.
Per dare una risposta al suo primo quesito è opportuno leggere l’art.90, comma 3, D.Lgs 81/08 che recita: “Nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese, anche non contemporanea, il committente, anche nei casi di coincidenza con l’impresa esecutrice, o il responsabile dei lavori, contestualmente all’affidamento dell’incarico di progettazione, designa il coordinatore per la progettazione”.
Poiché il lavoro di che trattasi non è soggetto a “permesso di costruire”, lo stesso ricade nel comma 11 dell’art. 90 il quale precisa che la disposizione di cui al comma 3 (sopra citato) non si applica ai lavori non soggetti “a permesso di costruire” (non si deve, quindi, nominare il coordinatore per la progettazione).
Il comma 4 dell’art.90 sancisce, però, che: “Nel caso di cui al comma 3,(ovvero nei cantieri in cui vi è la presenza di 2 imprese) il committente o il responsabile dei lavori, prima dell’affidamento dei lavori, designa il coordinatore per l’esecuzione dei lavori, in possesso dei requisiti di cui all’articolo 98″.
Il comma 4 dell’art.90 viene successivamente “ripreso” dal comma 5 che recita: “La disposizione di cui al comma 4 (comma innanzi menzionato) si applica anche nel caso in cui, dopo l’affidamento dei lavori a un’unica impresa, l’esecuzione dei lavori o di parte di essi sia affidata a una o più imprese”.
All’art.92, comma 2, si legge: “Nei casi di cui all’articolo 90, comma 5, il coordinatore per l’esecuzione, oltre a svolgere i compiti di cui al comma 1, redige il piano di sicurezza e di coordinamento e predispone il fascicolo, di cui all’articolo 91, comma 1, lettere a) e b)”.
Pertanto, poiché le imprese presenti sono 2 o più, e i lavori non sono soggetti a “permesso di costruire” nella fattispecie il committente non deve designare il coordinatore per la progettazione, ma bensì il coordinatore per l’esecuzione dei lavori, il quale dovrà redigere il P.S.C. e relativo fascicolo.
Il committente viene nel suo studio per darle l’incarico di un progetto i cui lavori non sono soggetti a “permesso di costruire”. Per realizzare tali lavori sono necessarie 2 o più imprese.
Chiama la prima impresa. A questo punto il committente non deve designare i coordinatori perché l’impresa è una, a prescindere se i lavori sono soggetti o non a “permesso di costruire”, in quanto non rientra negli obblighi di cui all’art.90, comma 3, D.Lgs.81/08.
Chiama la seconda impresa. Le imprese sono due per cui, ai sensi dell’art.90, comma 3, il committente deve designare il coordinatore per la progettazione. Poiché detti lavori non sono soggetti a “permesso di costruire”, il comma 3 non può essere applicato così come stabilito dal comma 11, per cui il committente non deve designare il coordinatore per la progettazione.
A questo punto entra in gioco il comma 4 che recita “Nel caso di cui al comma 3 (nei casi in cui è prevista la presenza di più imprese..), il committente o il responsabile dei lavori, prima dell’affidamento dei lavori, designa il coordinatore per l’esecuzione dei lavori, in possesso dei requisiti di cui all’articolo 98”.
Il comma 4 (nomina del coordinatore per l’esecuzione) si applica anche quando “dopo l’affidamento dei lavori a un’unica impresa, l’esecuzione dei lavori o parti di essi sia affidata a una (che sarebbe la seconda impresa) o più imprese”, cosi come sancito dal comma 5.
Il motivo per cui una volta designato il coordinatore per l’esecuzione dei lavori deve essere lo stesso a redigere il P.S.C. ed il fascicolo del fabbricato è sancito dall’art.90, comma 2, che recita: “Nei casi di cui all’articolo 90, comma 5, il coordinatore per l’esecuzione, oltre a svolgere i compiti di cui al comma 1, redige il piano di sicurezza e di coordinamento e predispone il fascicolo, di cui all’articolo 91, comma 1, lettere a) e b)”.
Tutto questo poteva essere evitato, a mio parere, come già mi sono espresso nell’approfondimento di questo sito dal titolo “Il T.U.: una “SCATOLA CINESE” per il committente”, se si fosse abrogato il comma 11, dell’art.90 del D.Lgs. 81/08 o in alternativa riformulato il suddetto comma come segue: “In caso di lavori privati, ad esclusione di quelli ricadenti nell’allegato XI, la disposizione di cui al comma 3 non si applica ai lavori non soggetti a permesso di costruire. Si applica in ogni caso quanto disposto dall’art.92, comma 2”.
In merito al secondo quesito, quando nei lavori pubblici non è previsto il P.S.C. (se previsto deve essere redatto dalla stazione appaltante) deve essere redatto il P.S.S. (a cura dell’appaltatore o del concessionario).
All’ uopo si precisa che il D.Lgs 09.04.2008, n°81, nell’Allegato XV, punto 1.1.1., lettera i),definisce il P.S.S., quale “piano di sicurezza sostitutivo del piano di sicurezza e di coordinamento, di cui all’art. 131, comma 2, lettera b) del D.Lgs 163/2006 e s.m.”.
Al punto viene sancito che “il PSS, redatto a cura dell’appaltatore o del concessionario, contiene gli stessi elementi del PSC di cui al punto 2.1.2. con esclusione della stima della sicurezza“.
Il P.S.S. è integrato con gli elementi del P.O.S. così come sancito dall’Allegato XV punto 3.2.2. del D.Lgs.81/08.
Pertanto l’impresa esecutrice dei lavori deve redigere sia il P.S.S. che il P.O.S.