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Timestamp: 2020-01-28 04:02:18+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 14545 del 09/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14545 del 09/06/2017
Cassazione civile, sez. VI, 09/06/2017, (ud. 15/02/2017, dep.09/06/2017), n. 14545
sul ricorso 29027/2015 proposto da:
A.R.M., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA
sul ricorso 29032/2015 proposto da:
A.R.M., nella qualità di socia accomandataria della
società Pierrò di A.R. & C. S.a.s., elettivamente
dell’avvocato BRUNO TAVERNITI, rappresentata e difesa dall’avvocato
FIORENZO CERI;
per il ricorso n. R.G. 29027/15 avverso la sentenza n. 792/6/2015
della COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE di L’AQUILA, SEZIONE
DISTACCATA di PESCARA, depositata il 29/07/2015; per il ricorso n.
R.G. 29032/15 avverso la sentenza n. 795/6/2015 della COMMISSIONE
TRIBUTARIA REGIONALE di L’AQUILA, SEZIONE DISTACCATA di PESCARA,
depositata il 29/07/2015; udita la relazione delle cause svolte
nella camera di consiglio non partecipata del 15/02/2017 dal
Consigliere Dott. LUCIO NAPOLITANO.
La CTR dell’Abruzzo – sezione staccata di Pescara – con sentenza n. 792/6/15, depositata il 29 luglio 2015, non notificata, rigettò l’appello proposto nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, Direzione provinciale di Chieti, dalla sig.ra A.R.M., avverso la sentenza della CTP di Chieti, che aveva a sua volta rigettato il ricorso della contribuente avverso avviso di accertamento per IRPEF per l’anno 2008, a seguito della rideterminazione del reddito da partecipazione societaria, conseguito ad accertamento analitico induttivo nei confronti della società “Pierrò di A.R.M. &amp; C. S.a.s.” a mezzo di avviso di accertamento, notificato alla società, che aveva accertato maggiori ricavi non dichiarati da quest’ultima per il medesimo anno d’imposta.
L’impugnazione proposta a sua volta dalla società avverso l’avviso di accertamento ad essa notificato fu del pari rigettata dalla CTP di Chieti, restando quindi detta pronuncia confermata con sentenza della CTR dell’Abruzzo – sezione staccata di Pescara – n. 795/6/15 a seguito di appello proposto dalla contribuente, rimasta soccombente in primo grado.
Analogo ricorso è proposto nei confronti della seconda sentenza dalla sig.ra A., nella qualità di legale rappresentante pro-tempore dell’anzidetta società.
Preliminarmente la Corte dispone la riunione del giudizio recante il n. RG 29032/2015 a quello contraddistinto dal n. RG 29027/2015, stante l’unitarietà, sul piano sostanziale, della controversia tra ciascuna parte e l’Amministrazione finanziaria.
La Corte, riunito al presente giudizio quello recante il n. RG 29032/15, rigetta i ricorsi e condanna ciascuna parte ricorrente al pagamento in favore dell’Agenzia delle Entrate delle spese dei giudizi di legittimità riuniti, che liquida in Euro 2500,00 per compensi, oltre spese prenotate a debito.