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Timestamp: 2019-12-11 06:37:00+00:00
Document Index: 79019974

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'DTF ', 'art. 87', 'art. 87', 'art. 87', 'art. 87', 'DTF ', 'art. 87', 'DTF ', 'art. 87', 'art. 224', 'art. 250', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 87', 'art. 156']

1P.775/2001 14.01.2002
Il 6 ottobre 1999 il Procuratore pubblico del Cantone Ticino (PP) ha emesso un decreto di abbandono nel procedimento penale aperto contro A.________ e B.________ per i reati di denuncia mendace, sviamento della giustizia, tentata truffa, appropriazione indebita aggravata, falsità in documenti e conseguimento fraudolento di falsa attestazione. Hanno tra gli altri reagito al decreto C.________ e la D.________ AG i quali, costituitisi parti civili, hanno proposto un atto di accusa contro A.________ e B.________. La Camera dei ricorsi penali del Tribunale d'appello del Cantone Ticino (CRP) ha accolto con giudizio del 19 ottobre 2001 la proposta e messo quindi in stato di accusa A.________ e B.________ dinanzi alla Corte delle assise criminali di Lugano, siccome ritenuti colpevoli dei menzionati reati.
A.________ e B.________ impugnano la sentenza della CRP con un ricorso di diritto pubblico al Tribunale federale, chiedendo di annullarla e di accertare una violazione del principio della celerità da parte delle Autorità cantonali. In via subordinata i ricorrenti chiedono di stralciare dall'atto di accusa i reati di appropriazione indebita e, in via provvisionale, di conferire al gravame l'effetto sospensivo. Fanno essenzialmente valere un diniego di giustizia, la violazione dell'ordine pubblico, del monopolio statale dell'azione penale, del diritto alla parità di trattamento e al giudice naturale, la mancanza di legittimazione delle parti civili, la violazione del diritto di essere sentito e del principio di celerità e infine l'applicazione arbitraria del diritto federale e cantonale. Delle motivazioni si dirà, in quanto necessario, nei considerandi.
2.1 Il decreto della CRP è impugnato perché essa ha accolto la proposta di atto d'accusa e messo i ricorrenti in stato di accusa davanti alla Corte delle assise criminali di Lugano. Si tratta, al riguardo, di un giudizio che non mette fine alla causa: esso concerne solo una fase del procedimento penale aperto nei confronti dei ricorrenti, e assume una funzione puramente strumentale rispetto a quella destinata a concluderlo (DTF 123 I 325 consid. 3b, 122 I 39 consid. 1a/aa). In tal caso, poiché non si è in presenza di una decisione pregiudiziale o incidentale sulla competenza o su una domanda di ricusazione ai sensi dell'art. 87 cpv. 1 OG, il ricorso di diritto pubblico è ammissibile solo se la decisione impugnata, che è stata notificata separatamente dal merito, può causare un danno irreparabile secondo l'art. 87 cpv. 2 OG. In effetti, se il ricorso di diritto pubblico di cui al capoverso testé citato non è ammissibile o non è stato interposto, la decisione pregiudiziale o incidentale interessata può essere impugnata soltanto mediante ricorso contro la decisione finale (art. 87 cpv. 3 OG): la menzionata giurisprudenza è stata confermata anche sotto il regime del nuovo art. 87 OG (DTF 127 I 92 consid. 1c, 126 I 207 consid. 1b e 2). L'art. 87 OG è stato dettato da esigenze di economia processuale: con questa disposizione il legislatore ha voluto sgravare il Tribunale federale, il quale, come Corte costituzionale, deve di regola occuparsi una sola volta della stessa contestazione (DTF 122 I 39 consid. 1a/aa pag. 42 e rinvii).
In tali circostanze la decisione impugnata non arreca quindi ai ricorrenti un pregiudizio irreparabile ai sensi dell'art. 87 cpv. 2 OG. Essi potranno far valere i loro diritti di parte e di difesa, e in particolare il diritto di essere sentito, garantiti dal diritto cantonale, federale e convenzionale, nell'ambito del processo penale (cfr. art. 224 segg. e 227 CPP/TI) e, se del caso, nel quadro di un ricorso di diritto pubblico contro la decisione cantonale di ultima istanza. In sede cantonale i ricorrenti potranno quindi esprimersi anche sul reato di appropriazione indebita aggravata, che asseriscono non essere stato loro prospettato nel corso dell'istruttoria (cfr. art. 250 CPP/TI; DTF 126 I 19 consid. 2c/aa). Potranno tra l'altro pure presentare le censure relative all'asserita prescrizione di taluni reati e alle carenze dell'atto d'accusa. In quella sede occorrerà anche, dandosene il caso, tenere conto di un'eventuale violazione del principio della celerità (cfr., a questo proposito, DTF 124 I 139 consid. 2, 117 IV 124 consid. 3 e 4).
Il ricorso è quindi inammissibile, secondo l'art. 87 cpv. 2 OG, per cui il gravame non può essere esaminato nel merito. Il presente giudizio rende priva d'oggetto la domanda di conferimento dell'effetto sospensivo contenuta nel ricorso.
Le spese seguono la soccombenza (art. 156 cpv. 1 OG). Poiché alle controparti non sono state chieste osservazioni, non v'è motivo di assegnare ripetibili della sede federale.