Source: http://www.rdes.it/newsletter/2018/7/index.html
Timestamp: 2019-01-18 03:57:23+00:00
Document Index: 179265636

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 1', 'art. 7', 'art.7', 'art. 96', 'art. 96']

Salvatore Civale, Michele Colucci, Antonella Frattini 13 settembre 2018 / N. 7-2018
GIURISPRUDENZA SPORTIVA INTERNAZIONALE
a cura di Luca Pastore. E-mail: luca@lombardi-football.com
GIURISPRUDENZA SPORTIVA COMPARATA
- La Corte d'Appello di Bruxelles dichiara illegali le clausole degli Statuti FIFA e UEFA (nonché URBSFA e club affiliati) che attribuiscono giurisdizione arbitrale al TAS - Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna, con divieto generale di ricorso al Giudice Ordinario
a cura di Salvatore Civale
(12.09.2018) FIFA TMS released a report that summarises the transfer activity of clubs belonging to the “Big 5” leagues, as captured in the International Transfer Matching System (ITMS) during the last transfer window.
(05.09.2018) UEFA published its technical report on the last Champions League season, which provides statistics on each participant club.
a cura di Francesco Casarola. E-mail: francesco@casarolasportslaw.com
-	COLLEGIO DI GARANZIA DEL CONI (Sezioni Unite): Dichiarati inammissibili i ricorsi su composizione Serie B e improcedibile istanza su ripescaggi.
Il Collegio di Garanzia, a Sezioni Unite, ha dichiarato inammissibili i ricorsi proposti da Ternana (R.G. 73-2018) e Pro Vercelli (R.G. 74-2018) contro la Lega Nazionale Professionisti Serie B e nei confronti della Federazione Italiana Giuoco Calcio, della Lega Nazionale Professionisti Serie A, della Lega Italiana Calcio Professionistico, delle società Novara Calcio S.p.A., , Robur Siena S.p.A., Virtus Entella s.r.l., Calcio Catania S.p.A. per l'annullamento del provvedimento assunto dalla Lega Nazionale Professionisti Serie B del 31 luglio 2018, con il quale la predetta LNPB si è rifiutata di emettere le certificazioni di sua competenza, previste dal C.U. n. 18 del Commissario Straordinario in data 18 luglio 2018, nonché della decisione assunta dalla medesima LNPB di pubblicare il calendario del Campionato di Serie B 2018/2019 con l'organico a 19 squadre, resa nota dalla predetta Lega in data 10 agosto 2018, e di ogni ulteriore atto presupposto, annesso, connesso, collegato e conseguente ai predetti provvedimenti e decisioni; nonché i ricorsi proposti da Ternana (R.G. 75-2018) e Pro Vercelli (R.G. 76-2018) nei confronti della Federazione Italiana Giuoco Calcio, della Lega Nazionale Professionisti Serie B, della Lega Nazionale Professionisti Serie A, della Lega Italiana Calcio Professionistico, delle società Novara Calcio S.p.A., Robur Siena S.p.A., Virtus Entella s.r.l., Calcio Catania S.p.A. per l'annullamento delle delibere del Commissario Straordinario FIGC del 13 agosto 2018, pubblicate con C.U. n. 47, n. 48 e n. 49 e del C.U. n. 10 della LNPB, con cui è stato pubblicato il Calendario relativo al Campionato di Serie B 2018/2019, nonché di ogni ulteriore atto presupposto, annesso, connesso, collegato e conseguente alle predette decisioni. La decisione è stata assunta a maggioranza con il dissenso del Presidente del Collegio di Garanzia e di un componente.
Altresì, il Collegio di Garanzia, a Sezioni Unite, ha dichiarato improcedibili per sopravvenuto difetto di interesse i ricorsi promossi da Ternana (R.G. 69-2018), Siena (R.G. 70-2018) e Pro Vercelli (R.G. 71-2018) contro il Novara Calcio S.p.A. e nei confronti della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), la Lega Nazionale Professionisti Serie A (Lega Serie A), la Lega Nazionale Professionisti Serie B (Lega Serie B), la Lega Italiana Calcio Professionistico (Lega Pro), per l'annullamento della decisione della Corte Federale d'Appello FIGC, di cui al C.U. n. 008/CFA del 6 agosto 2018 (dispositivo pubblicato sul C.U. n. 007/CFA del 1 agosto 2018), comunicata in pari data, con la quale è stata confermata la decisione del Tribunale Federale Nazionale - Sez. Disciplinare, di cui al C.U. n. 8/TFN del 19 luglio 2018 (dispositivo pubblicato sul C.U. n. 7/TFN del 17 luglio 2018), che ha annullato il punto D4 della delibera del Commissario Straordinario della FIGC di cui al C.U. n. 54 del 30 maggio 2018, nonché per l’annullamento di ogni ulteriore atto presupposto, annesso, connesso, collegato e conseguente alle predette decisioni.
-	COLLEGIO DI GARANZIA DEL CONI: Accolto il ricorso FIGC sul calcio femminile di Serie A e B. Comunicazioni su Assemblea FIGC
Il Collegio di Garanzia dello Sport ha accolto il ricorso presentato il 21 agosto 2018, dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio contro la Lega Nazionale Dilettanti (LND) e nei confronti delle società di calcio femminile per l'annullamento della decisione della Corte Federale di Appello FIGC, pubblicata, nel solo dispositivo, in data 26 luglio 2018, sul C.U. n. 5/CFA, e, con le motivazioni, in data 8 agosto 2018, sul C.U. n. 14/CFA, che ha annullato la delibera del Commissario Straordinario FIGC, pubblicata sul C.U. n. 38 del 3 maggio 2018, con cui si era stabilito di inquadrare, a decorrere dall'inizio della stagione sportiva 2018/2019, la Divisione Calcio Femminile, per le attività del Dipartimento Calcio Femminile, nell'ambito della FIGC. Altresì, il Collegio di Garanzia dello Sport ha accolto il ricorso n. 82/2018, presentato congiuntamente il 28 agosto 2018, dalle società di calcio femminile ASD AGSM Verona FC, ASD Femminile Inter Milano, ASD Mozzanica, ASD Pink Sport Time, CF Florentia SSDARL, FC Juventus SPA, Florentia Women's FC SSD ARL, Sassuolo Calcio Femminile, SSD Roma Calcio Femminile SRL, SSDARL Empoli Ladies, SSDARL Fimauto Valpolicella, UPC Tavagnacco, US S. Zaccaria, ASC Arezzo ASD, ASD Castelvecchio e USD Giovanile Lavagnese, con intervento volontario delle società AS ROMA Femminile e Lady CITTADELA Calcio contro la Lega Nazionale Dilettanti (LND) e nei confronti della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) per l'annullamento della decisione della Corte Federale d'Appello della FIGC, pubblicata, nel solo dispositivo, in data 26 luglio 2018, con il C.U. n. 5/CFA, e, con motivazioni, in data 8 agosto 2018, con C.U. n. 14/CFA, con la quale è stata dichiarata l'inammissibilità dell'intervento in giudizio delle Società odierne ricorrenti ed è stato accolto il reclamo della LND.
-	Corte Federale D’Appello
SS. UU COMUNICATO UFFICIALE N. 023/CFA
La Corte Federale in questa decisione ha definito un limite tra l’art. 7 CGS e l’art. 1 bis c. 1. In particolare affinché si configuri la violazione dell’art. 7 è necessario l’elemento psicologico del dolo specifico.
In particolare la Corte ha sottolineato quanto segue: “Rileva considerare che il Tribunale Federale, dopo aver richiamato i precedenti della giurisprudenza sportiva in materia di illecito e, in particolare, la decisione della CAF (C.U. n.1/C del 14.7.2006), ove si legge che la violazione “... non fa cenno alla idoneità degli atti, in quanto si limita a richiedere che gli atti posti in essere siano diretti ad alterare lo svolgimento o il risultato di una gara...”, giunge alla conclusione che (testualmente) “E’ di tutta evidenza, invero, che anche la sollecitazione e/o l’invito ad omettere interventi di gioco sulla propria persona, ove accolta, possa ritenersi idonea, quanto meno in termini di tentativo, ad alterare l’andamento e/o lo svolgimento della gara”.
In primo luogo occorre integrare i riportati “inviti” e/o “sollecitazioni” con quanto il Calaiò ha precisato al riguardo ove, a ben vedere, non si chiedeva di omettere ogni intervento di gioco, ma solo quelli che avrebbero potuto generare infortuni/danni fisici, in vista dei previsti play off.
Così integrato e rettificato l’invito, torna assai difficile poter ipotizzare che con esso si volesse alterare lo svolgimento della gara, considerato che l’invocata condotta non riguardava l’intera squadra, ma il solo Calaiò, il che circoscrive solo a costui il trattamento richiesto.
Se il Tribunale ha ritenuto di validare la spiegazione fornita in tema dal Calaiò, in sede di audizione dell’8.06.2018, sarebbe stato necessario adottarla e valutarla nella sua interezza, anche perché di quanto espunto non viene fornita motivazione alcuna.
È di tutta evidenza come appaia di peso e valore ben diverso chiedere di omettere ogni intervento di gioco e chiedere, invece, di purgare gli interventi di quei gesti atletici che avrebbero potuto dar luogo a infortuni.
Nel primo caso, si potrebbe individuare sullo sfondo l’intento di perseguire un evento voluto come mezzo necessario per raggiungere lo scopo finale di alterare il regolare svolgimento della gara; nel secondo caso, invece, come integrato e corretto, emerge palesemente un evento perseguito come scopo finale, appunto l’integrità fisica.
Consegue che nella fattispecie in scrutinio difettano i necessari elementi costitutivi della contestata violazione dell’art.7 CGS, ivi compreso l’elemento psicologico del dolo specifico, e dovendosi escludere che vi siano stati, anche se solo in termini di tentativo, atti volti alla violazione del bene protetto e, cioè, la tutela della correttezza delle competizioni sportive anche nell’interesse della collettività.”
-	Tribunale Federale Nazionale Vertenze Economiche
CU 3 del 9.08.2018
Il Tribunale Federale Nazionale Verteneze Economiche ha ribadito nuovamente che per poter aver diritto al premio di preparazione il calciatore deve essere stato tesserato nella stagione immediatamente precedente a quella del tesseramento pluriennale. In particolare ha affermato quanto segue: “Orbene, poiché l'art. 96, 1° comma delle NOIF stabilisce che sono tenute a corrispondere il premio le Società che abbiano per la prima volta tesserato il calciatore come “giovane di serie”, “giovane dilettante” o “non professionista, quando nella precedente stagione il calciatore sia stato tesserato come “giovane” con vincolo annuale, è di tutta evidenza che la sussistenza del tesseramento nella stagione immediatamente precedente a quella del tesseramento con vincolo pluriennale costituisce condizione indispensabile perché possa maturare il diritto al premio di preparazione.
La ratio si rinviene nella evidente necessità della sussistenza di una continuità tra la fase di preparazione del calciatore ed il successivo impiego in categorie superiori presso Società che traggano diretto beneficio dalla preparazione in precedenza impartita al calciatore.
Ebbene, nel caso di specie, effettivamente tra l'ultimo tesseramento con vincolo annuale ed il primo con vincolo pluriennale è intercorsa una stagione sportiva nel corso della quale il calciatore non è stato tesserato con alcuna Società, con la conseguenza che non può ritenersi realizzata la fattispecie di cui al suddetto art. 96, 1° comma delle NOIF.”
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