Source: http://docplayer.it/2324594-Enpap-guida-nel-fascicolo.html
Timestamp: 2017-08-19 22:42:18+00:00
Document Index: 14453627

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 5', 'art. 11', 'art.1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 49', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 1', 'art.1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 23', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 14', 'art. 18', 'art. 22', 'art. 39', 'art. 1', 'art. 23', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 34', 'art. 5']

Enpap Guida. Nel fascicolo: - PDF
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Enzo Raimondo Berti
1 02 Enpap Guida Supplemento al Notiziario Enpap - Anno III n 3, dell ottobre 2002 Nel fascicolo: Regolamento Enpap per l attuazione delle attività di previdenza Normativa richiamata nel Regolamento: D.Lgs. 103/96, Legge 335/95, D.Lgs. 151/01 Contributo Integrativo 2% Finalità e modalità applicative, con esempi di fatturazione Indice articoli pubblicati sui primi dieci numeri del Notiziario ENTE NAZIONALE DI PREVIDENZA ED ASSISTENZA PER GLI PSICOLOGI
2 allegato al n 10 del Notiziario Enpap Notiziario Enpap Registrazione Trib. Roma n 354/2000 Redazione Direttore Responsabile Mario Rossini Comitato di redazione Antonio Azzolini, Rolando Ciofi, Demetrio Houlis, Valeria La Via, Paolo Moscara, Francesco Rabotti, Cesare Rossi, Mario Rossini Laura Lulli (segretaria di redazione) Stampa Edigraf, Roma - via E. Morosini, 17 Finito di stampare: ottobre EnpapGuida
3 REGOLAMENTO per l attuazione delle attività di previdenza (approvato con D.M. del 15/10/ G.U. n. 255 del 31/10/1997) I TITOLO I ISCRITTI CAPO PRIMO ISCRITTI Articolo 1 Iscritti all Ente 1. Gli psicologi iscritti agli Albi degli Ordini regionali e provinciali i quali esercitano attività autonoma di libera professione senza vincolo di subordinazione, ancorché svolgano contemporaneamente attività di lavoro subordinato, sono obbligatoriamente iscritti all Ente di previdenza pensionistica per la categoria degli Psicologi, istituito ai sensi dell art. 3, comma 1, lettera b, del D. Lgs. n. 103/96, appresso denominato «Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Psicologi». 2. L obbligo di iscrizione insorge quando vi sia il conseguimento di reddito di attività professionale di qualsiasi tipo le cui prestazioni richiedano l iscrizione all Albo professionale. 3. Sono obbligatoriamente iscritti all Ente di previdenza, di cui al comma 1, anche gli psicologi che esercitino l attività autonoma di libera professione nella forma di collaborazione coordinata e continuativa. 4. I professionisti iscritti agli Albi degli Ordini regionali e provinciali che abbiano già compiuto il sessantacinquesimo anno di età sono iscritti all Ente ai soli fini della applicazione delle disposizioni sulla contribuzione integrativa con esonero integrale dalla contribuzione soggettiva; per l anno in cui si compie il sessantacinquesimo anno di età, la contribuzione soggettiva sarà dovuta in applicazione del criterio dettato dal successivo art. 5. È fatto salvo il diritto di rimanere iscritti o iscriversi all Ente anche ai fini della contribuzione soggettiva. 5. Non comportano la perdita dell anzianità di iscrizione i periodi di inattività professionale, purché sia mantenuta l iscrizione all Ordine e siano versati all Ente i relativi contributi soggettivi ed integrativi minimi, nonché di maternità. L iscritto che per un anno non abbia prodotto reddito professionale può, in sede di comunicazione annuale di cui al successivo art. 11, comma 1, richiedere la cancellazione dall Ente con decorrenza dal 1 gennaio successivo a quello in cui non si è prodotto reddito. 6. Non comportano soluzione di continuità nell iscrizione, anche in assenza di versamento di contributi e purché sia mantenuta l iscrizione all Ordine, i periodi di inattività professionale per l intero anno di riferimento dovuti ad inabilità, debitamente provata, per malattia, maternità o altre cause previste dalla normativa vigente. 7. È inefficace a tutti gli effetti l iscrizione all Ente di coloro che non siano iscritti all Albo o la cui iscrizione sia nulla o sia stata annullata. In tal caso i contributi di cui al capo secondo eventualmente versati devono essere restituiti dall Ente senza interessi. 8. La cancellazione ovvero la radiazione dall Ordine comporta la perdita del diritto di iscrizione all Ente. 9. I soggetti iscritti anche in altri albi professionali che intendono esercitare la facoltà di non iscrizione all Ente devono presentare apposita dichiarazione con firma autenticata ai sensi di legge. I
4 Articolo 2 Modalità di iscrizione all Ente 1. Ai fini dell iscrizione all Ente, i soggetti di cui all art.1, commi 1 e 3, sono tenuti a presentare i seguenti documenti: a) certificato di nascita b) certificato di residenza c) stato di famiglia d) codice fiscale e) certificato di iscrizione all Ordine In luogo dei documenti di cui ai punti a, b, c, d, e, potrà presentarsi dichiarazione sostitutiva ai sensi della Legge 4/01/1968, n. 15. Si dovrà inoltre presentare dichiarazione sostitutiva ai sensi della sopracitata Legge, attestante la data di conseguimento di reddito di cui al precedente art. 1, comma L iscrizione deve essere effettuata entro 60 giorni dalla insorgenza dei requisiti. 2bis. L omessa iscrizione all Ente entro i termini previsti dall art. 2, comma 2, comporta l applicazione di una sanzione pari ad un quinto del contributo soggettivo minimo di cui all art. 3, comma 1, per l anno di riferimento. Tale sanzione viene ridotta ad un decimo del contributo soggettivo minimo ove l iscrizione intervenga entro il 30 marzo dell anno successivo alla data di insorgenza dei requisiti, ferma restando l applicabilità del sistema sanzionatorio previsto dai successivi articoli 10 e In sede di prima applicazione la certificazione di iscrizione all Ordine si acquisisce direttamente dagli Ordini regionali e provinciali. CAPO SECONDO CONTRIBUTI Articolo 3 Contributo soggettivo obbligatorio 1. Il contributo soggettivo obbligatorio annuo a carico di ogni iscritto di cui all art. 1 è pari ad una percentuale di non meno del 10% del reddito professionale netto di lavoro autonomo svolto anche sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa, così come definito al precedente art. 1, commi 1 e 3, prodotto nell anno e risultante dalla relativa dichiarazione dei redditi, nonché dalle eventuali successive definizioni ai fini dell IRPEF secondo il disposto dell art. 49 del D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917 e successive modificazioni ed integrazioni. 1bis. Nel rispetto della contribuzione percentuale soggettiva minima, il contributo obbligatorio dovuto all Ente è commisurato alla percentuale del 10%, ovvero del 14%, sulla base dell opzione dell iscritto, che va espressa ogni anno contestualmente alla dichiarazione di cui al successivo art. 11, comma 1, del presente Regolamento ed ha validità solo per l anno di riferimento della predetta dichiarazione. 2. Il reddito di cui al comma 1 sottoposto a contributo non può, comunque, essere superiore al massimale previsto dall art. 2, comma 18, della Legge n. 335/95 ed eventuali successive modificazioni, ed è annualmente rivalutato sulla base della variazione annua corrispondente all indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, così come calcolato dall I- STAT. 3. È in ogni caso dovuto un contributo minimo di lire II (unmilionecinquecentomila). Su richiesta documentata dell interessato il contributo minimo è ridotto del 50% per gli II
5 iscritti di cui all art. 1, comma 2, del D. Lgs. n.103/96, anche in caso di rapporto di lavoro part-time. 3bis. Per gli ultracinquantasettenni titolari di pensione erogata da altro ente di gestione previdenziale obbligatoria, il contributo minimo di cui al precedente comma è ridotto nella misura del 50% su istanza documentata dell interessato. Per l anno di decorrenza della pensione trova applicazione, in relazione al versamento della contribuzione soggettiva, il criterio di frazionabilità di cui al successivo art Per coloro che si trovano nelle condizioni previste dall art.1, comma 6, per almeno sei mesi nel corso dell anno solare, il contributo minimo di cui al precedente comma è ridotto nella misura del 50 per cento, su istanza documentata dell interessato. 5. Per coloro che siano iscritti all Ordine da non oltre tre anni ed effettivamente esercitino l attività professionale, il contributo minimo è ridotto ad un terzo, su istanza documentata dell interessato. Entro tre anni dal superamento del primo triennio, è consentito all interessato che si sia avvalso della facoltà di cui al presente comma di integrare il contributo minimo versato in misura ridotta per i primi tre anni, alle condizioni che saranno stabilite tempo per tempo dal Consiglio di amministrazione. 5bis. Per gli iscritti all Ente che abbiano conseguito nel corso dell anno un reddito netto di lavoro autonomo, anche sotto forma di prestazione coordinata e continuativa, derivante dall esercizio di attività professionale di cui al precedente art. 1, comma 2, inferiore al doppio del contributo soggettivo minimo di cui al comma 3 del presente articolo, il contributo soggettivo minimo è ridotto, su istanza documentata dell interessato, ad un quinto. È consentito all interessato che si avvalga della facoltà di cui al presente comma, di integrare il contributo minimo versato in misura ridotta alle condizioni che saranno stabilite tempo per tempo dal Consiglio di amministrazione. 6. I contributi soggettivi obbligatori sono deducibili ai fini dell imposizione diretta. Articolo 4 Contributo integrativo 1. Gli iscritti all Ente devono applicare una maggiorazione percentuale su tutti i corrispettivi lordi che concorrono a formare il reddito imponibile dell attività professionale, anche sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa, e devono versare all Ente il relativo ammontare indipendentemente dall effettivo pagamento che ne abbia eseguito il debitore. La maggiorazione è ripetibile nei confronti di quest ultimo. 2. La maggiorazione percentuale di cui al precedente comma è fissata nella misura del due per cento ed è riscossa direttamente dall iscritto medesimo contestualmente alla percezione del corrispettivo, previa evidenziazione del relativo importo sul documento fiscale. 3. La maggiorazione percentuale e la base imponibile di cui al comma 1 si riferiscono esclusivamente ai corrispettivi relativi all esercizio dell attività professionale autonoma. 4. Il contributo integrativo non è soggetto a ritenuta di acconto IRPEF e non concorre alla formazione del reddito imponibile. È soggetto ad IVA. 5. I soggetti di cui al comma 1 sono annualmente tenuti a versare, come contributo integrativo obbligatorio minimo, un importo pari a lire III (centoventimila). 6. In caso di fattura emessa da studio associato comprendente un iscritto all ente, la fattura evidenzia l importo di maggiorazione riferibile all iscritto medesimo da versare all Ente. 7. È esente da maggiorazione di cui al presente articolo, la fattura emessa da un iscritto verso altro iscritto all Ente nel contesto di incarichi professionali finalizzati al conseguimento di un risultato unitario, e sempre che il contributo integrativo sia stato comunque applicato sull intero corrispettivo dell incarico unitario. III
6 Articolo 4bis Contribuzione dovuta dagli iscritti titolari di rapporto di convenzione 1. L obbligo contributivo di cui ai precedenti artt. 3 e 4 viene assolto anche mediante la contribuzione complessivamente versata direttamente all Ente da istituzioni ed enti pubblici e privati che, in via convenzionale, in applicazione di accordi collettivi nazionali, assumono l obbligo di contribuire, nell ambito del rapporto di collaborazione anche mediante trattenuta sul corrispettivo, per conto e nell interesse di iscritto convenzionato, con decorrenza dalla data di applicazione delle norme contrattuali che regolino tale aspetto dei rapporti tra le istituzioni ed enti medesimi e l iscritto. L eventuale eccedenza di contributo, rispetto alla misura mini ma di cui al precedente art. 3, resta accreditata sul conto dell iscritto. I contributi riferibili ad importi corrisposti a titolo di compensi arretrati, derivanti dall applicazione di accordi collettivi di lavoro di cui al precedente capoverso, vengono imputati sul conto dell iscritto, indipendentemente dall esercizio dell opzione di cui all art. 3, comma 1 bis, con riferimento all anno nel quale sono stati percepiti, senza che gli stessi costituiscano base per il calcolo dell acconto di cui al successivo art. 7, comma Fino a quando non interverranno i necessari chiarimenti sull applicazione dell art. 23 del DPR n. 458/98, ovvero verrà stipulato, un nuovo Accordo Collettivo Nazionale, gli importi che pervengono all Ente da parte di aziende od enti a titolo di contribuzione previdenziale, verranno accreditati sulla posizione individuale dell iscritto, previa deduzione dell importo corrispondente della contribuzione integrativa. In caso di incapienza della contribuzione così versata rispetto al coacervo del reddito professionale netto, ovvero dei corrispettivi lordi, percepiti dall iscritto, questi dovrà provvedere al versamento di quanto dovuto con l applicazione dei soli interessi per ritardato pagamento calcolati ad un tasso annuo equivalente a quello di capitalizzazione dei montanti contributivi degli iscritti per ciascun anno solare, con decorrenza dal giorno posteriore all ultimo utile per il previsto pagamento e fino a quello dell effettivo versamento; i termini per l applicazione delle sanzioni, di cui al comma 3 dell art. 10, decorreranno invece dalla data di ricezione da parte dell interessato della richiesta di versamento compensativo. Articolo 5 Frazionabilità dei contributi Per ogni anno solare, in cui l iscrizione all Ente risulti di durata inferiore all anno stesso, i contributi annui soggettivi ed integrativi minimi obbligatori sono ridotti a tanti dodicesimi del loro importo quanti sono i periodi di trenta giorni compresi in ciascun periodo di iscrizione all Ente. Si considerano periodi di trenta giorni anche le frazioni di tempo superiori a quindici giorni. Rimane comunque fermo l obbligo di versare i predetti contributi sull intero ammontare del reddito effettivamente conseguito. Articolo 6 Variabilità dei contributi 1. La percentuale di cui all art. 3, comma 1, nonché i contributi minimi di cui agli artt. 3 e 4, possono essere variati ogni anno, nel rispetto della normativa vigente, con effetto dal 1 gennaio dell anno successivo. 2. I contributi soggettivi ed integrativi sono dovuti anche dai pensionati che restano iscritti all Ente, ma l obbligo del contributo minimo soggettivo è escluso dall anno solare successivo alla maturazione del diritto alla pensione. IV
7 Articolo 7 Pagamento dei contributi 1. I contributi minimi di cui agli articoli 3, commi 3, 4 e 5, e 4, comma 5, ovvero il sessanta per cento di quanto versato complessivamente per l anno precedente, se superiore ai contributi minimi di cui sopra, sono pagati con versamento a mezzo conto corrente postale o bancario entro il 30 novembre di ogni anno. Coloro che si cancellino dall Ente, ai sensi dell art. 1 comma 5, ed i soggetti di cui all art. 3 comma 5 bis, sono comunque tenuti al versamento dei contributi minimi soggettivo, nella misura prescritta da tale ultima norma, ed integrativo. Per l anno in cui si compie il sessantacinquesimo anno di età, la contribuzione soggettiva da versare ai sensi del comma 1 primo periodo del presente articolo, sarà pari al 60% di quanto dovuto in applicazione del criterio dettato dall art. 5. I soggetti di cui all art. 1 comma 6 non sono obbligati, per l anno di riferimento, al versamento dell acconto. L iscritto, qualora per l anno precedente abbia versato a saldo i contributi esercitando l opzione per la maggiore aliquota rispetto a quella minima prevista dall art. 3, comma 1, deve comunque calcolare il 60%, di cui al primo capoverso, sulla aliquota minima, pari al 10 %. 2. Le maggiori somme rispetto a quanto indicato al comma 1, in quanto dovute, anche a seguito del l esercizio dell opzione di cui all art. 3, comma 1 bis, sono versate integralmente a mezzo di conto corrente postale o bancario, arrotondando i versamenti alle IV lire più vicine, contestualmente alla comunicazione annuale di cui all art. 11, per l intero importo dovuto sul reddito di lavoro professionale autonomo, anche sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa, risultante dalla dichiarazione dei redditi e dagli accertamenti definitivi. Ulteriori modalità di effettuazione del pagamento dei contributi potranno essere fissate dal Consiglio di amministrazione. Qualora i versamenti di cui al comma 1 risultino superiori ai contributi dovuti a saldo, l iscritto ha facoltà di richiederne la restituzione ovvero di riportarli come anticipo per l anno successivo. 3. Per l anno 1996, i soggetti di cui all art. 1 sono tenuti a comunicare all Ente, entro il termine di cui all art. 11 ed ai fini dell apertura della posizione previdenziale personale, la tipologia della propria attività professionale autonoma, i propri dati anagrafici, il numero di codice fiscale ed il proprio domicilio. Nel caso di inizio dell attività lavorativa posteriore al termine di cui all art. 11, la comunicazione andrà effettuata entro 30 giorni da tale inizio. 4. L Ente provvede anche mediante convenzione con primarie istituzioni finanziarie alla riscossione dei contributi soggettivi ed integrativi minimi e, in genere, alla riscossione dei contributi insoluti, delle somme, sanzioni ed interessi di cui al presente Titolo, avvalendosi delle procedure ingiuntive ed esecutive di legge. 5. Ai fini della riscossione l Ente potrà in ogni tempo avvalersi della conoscenza degli imponibili comunque legittimamente acquisita. 6. I tempi e i modi di pagamento e di riscossione possono essere modificati con effetto dal 1 gennaio dell anno successivo, previa delibera del Consiglio di amministrazione dell Ente, ed approvazione da parte delle autorità competenti. 7. I contributi minimi ed a percentuale, soggettivi ed integrativi, sono dovuti rispettivamente dal 1 gennaio 1996 e dal 17 marzo Per il 1996 il contributo integrativo minimo è di lire V. 8. Il pagamento dei contributi soggettivi ed integrativi può essere effettuato per conto dell iscritto all Ente da istituzioni pubbliche o private in presenza di specifiche norme contrattuali che regolino tale aspetto dei rapporti tra le istituzioni medesime e l iscritto all Ente. L obbligo contributivo resta comunque a carico dell iscritto. V
8 Articolo 8 Prescrizione dei contributi 1. La prescrizione dei contributi dovuti all Ente e di ogni relativo accessorio interviene con il decorso di cinque anni. 2. Per i contributi, gli accessori e le sanzioni, dovuti ai sensi del presente regolamento, la prescrizione decorre dalla data di trasmissione all Ente, da parte dell obbligato, della dichiarazione di cui al successivo art. 11. Articolo 9 Restituzione dei contributi 1. Coloro che al compimento dell età pensionabile cessino o abbiano cessato per qualsiasi motivo dall iscrizione all Ente, ovvero rimangano o siano rimasti iscritti ai soli fini dell applicazione delle disposizioni relative al versamento della contribuzione integrativa, senza aver maturato almeno cinque anni di contribuzione utile per il diritto a pensione, possono chiedere la restituzione dei contributi soggettivi versati, in misura pari al montante contributivo individuale, riferito al 1 gennaio dell anno di riferimento della domanda di restituzione, determinato ai sensi dell art Qualora, posteriormente alla liquidazione di cui al precedente comma abbia nuovamente luogo l iscrizione all Ente ai fini della contribuzione soggettiva, all interessato è riconosciuta la facoltà di ricostituire la posizione assicurativa mediante restituzione, entro sei mesi dalla nuova iscrizione, dell importo liquidato, maggiorato degli interessi legali maturati nel periodo intercorrente dalla liquidazione delle somme al versamento effettuato dall iscritto. 3. Se l iscritto, nonostante l ulteriore versamento dei contributi, non consegue almeno cinque anni di contribuzione utile per il diritto a pensione, l importo complessivo versato gli sarà restituito con l osservanza delle disposizioni di cui al presente articolo. CAPO TERZO DELLE COMUNICAZIONI E DELLE SANZIONI Articolo 10 Sanzioni per ritardo nel pagamento dei contributi 1. Il ritardo nel pagamento dei contributi di cui agli artt. 3 e seguenti comporta l obbligo del pagamento degli interessi di mora nella misura dello 0,60% per ogni mese o frazione di mese, con decorrenza dal giorno posteriore all ultimo utile per il previsto pagamento e fino a quello dell effettivo versamento. 2. Nei casi di omessa, ritardata o infedele comunicazione di cui all art. 11 all Ente, gli interessi di mora decorrono sulle maggiori somme dovute dal giorno in cui le medesime avrebbero dovute essere versate. 3. Il ritardo nei pagamenti di cui ai precedenti commi, se superiori a 90 giorni, comporta inoltre una sanzione pari al 15% annuo del capitale non pagato tempestivamente. 4. Nel caso in cui si verifichino, per più di una annualità, omessa comunicazione ovvero omesso pagamento, l Ente ne da comunicazione ai Consigli regionali e provinciali dell Ordine ai fini degli articoli 26 e 27 della legge n. 56/89. Quanto sopra si applica anche nei casi di infedele comunicazione o quando l importo dichiarato all Ente sia inferiore alla metà. VI
9 Articolo 11 Obbligo di comunicazione del reddito professionale e sanzioni nei casi di omessa, ritardata, o infedele comunicazione 1. Tutti i soggetti di cui all art. 1 devono annualmente comunicare all Ente con lettera raccomandata, da inviare entro la fine del mese successivo alla scadenza del termine previsto per il pagamento, in unica soluzione, del saldo IRPEF l ammontare del reddito professionale netto di lavoro autonomo, anche sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa, dichiarato ai fini IRPEF per l anno di riferimento. La comunicazione deve essere presentata anche se le dichiarazioni fiscali non sono state presentate o sono negative e deve contenere l indicazione del codice fiscale nonché quella relativa allo stato di famiglia. VI 2. Nella stessa comunicazione devono essere dichiarati anche gli accertamenti divenuti definitivi, nel corso dell anno di riferimento con l indicazione dell anno e dell imponibile IRPEF definito, l imponibile complessivo ai fini IRPEF per l anno di riferimento e, qualora esistente, il volume di affari ai fini dell IVA. 3. In caso di morte dell iscritto, la comunicazione di cui al primo comma relativo all anno del decesso deve essere presentata dagli eredi entro quattro mesi dalla scadenza a carico dei medesimi per la presentazione della dichiarazione dei redditi. Relativamente ad altre annualità anteriori al decesso, la comunicazione dovrà essere inoltrata dagli eredi entro quattro mesi dalla data in cui ne ricevono richiesta da parte del l Ente. 4. L omessa, la ritardata o infedele comunicazione di cui ai commi precedenti comporta di per sé l applicazione di una sanzione pari a metà del contributo soggettivo minimo per l anno di riferimento. Tale sanzione viene dimezzata se la comunicazione o la rettifica intervengono entro 60 giorni dalla scadenza del termine. 5. Le comunicazioni devono essere redatte obbligatoriamente avvalendosi dei moduli predisposti dall Ente. 6. I Consigli degli Ordini devono comunicare all Ente, entro i mesi di gennaio e luglio di ciascun anno, le variazioni intervenute agli Albi professionali relativamente al semestre precedente. 7. L Ente ha la facoltà di esigere dall iscritto e dagli aventi diritto a pensione indiretta, all atto della domanda di pensione, la documentazione necessaria a comprovare la corrispondenza tra le comunicazioni inviate all Ente e le dichiarazioni annuali dei redditi, limitatamente agli ultimi cinque anni. TITOLO II ATTUAZIONE DELLE ATTIVITÀ DI PREVIDENZA E ASSISTENZA A FAVORE DEGLI ISCRITTI E DEI LORO FAMILIARI CAPO PRIMO PRESTAZIONI Articolo 12 Prestazioni 1. L Ente corrisponde ai propri iscritti le seguenti prestazioni: a) pensione di vecchiaia; b) pensione di invalidità; c) pensione ai superstiti, di reversibilità e indiretta; VII
10 d) indennità di maternità; e) prestazioni assistenziali. 2. Tutte le pensioni ed indennità sono corrisposte su domanda degli aventi diritto. CAPO SECONDO PENSIONE DI VECCHIAIA Articolo 13 Pensione di vecchiaia 1. La pensione di vecchiaia è corrisposta all iscritto che abbia compiuto almeno sessantacinque anni di età, a condizione che risultino dallo stesso versati ed accreditati almeno cinque anni di effettiva contribuzione all Ente. 2. Il diritto al trattamento pensionistico può essere esercitato anche in età successiva. 3. Ove l iscritto prosegua l attività professionale anche dopo il collocamento in pensione, egli deve continuare a versare all Ente il contributo integrativo in relazione ai redditi professionali dallo stesso conseguiti. È altresì ammesso a proseguire, su domanda, nel versamento dei contributi soggettivi. 4. I contributi soggettivi di cui al precedente comma relativi ai periodi successivi alla data di decorrenza della pensione, daranno titolo ad un supplemento di pensione a favore dell iscritto calcolato con il sistema contributivo di cui al successivo art. 14, liquidabile con cadenza biennale, mediante trasformazione in rendita sulla base dei coefficienti di cui all allegata tabella A. Articolo 14 Determinazione della pensione di vecchiaia 1. L importo della pensione annua è determinato secondo il sistema contributivo, moltiplicando il montante individuale dei contributi per il coefficiente di trasformazione di cui alla tabella «A» allegata, relativo all età dell iscritto al momento del pensionamento. 2. Il coefficiente di trasformazione viene rapportato alle frazioni di anno con incremento pari al prodotto di un dodicesimo della differenza tra i coefficienti di trasformazione corrispondenti all età immediatamente superiore ed inferiore a quella dell iscritto ed il numero dei mesi la frazione di anno. 3. Il montante contributivo individuale, costituito dal complesso dei contributi soggettivi, viene annualmente incrementato su base composta al 31 dicembre di ciascun anno, con esclusione della contribuzione dell anno medesimo, secondo il tasso di capitalizzazione. 4. Il tasso annuo di capitalizzazione dei montanti contributivi degli iscritti è pari al tasso annuo di nominale del PIL di cui all art. 1, comma 9, della Legge 8 agosto 1995 n È istituito un fondo di riserva destinato ad accogliere l eventuale differenza tra il rendimento degli investimenti effettivamente conseguito e la capitalizzazione accreditata ai singoli conti individuali. Il Consiglio di amministrazione adotterà ogni provvedimento necessario per il riequilibrio della gestione, anche con diretta incidenza sulla misura dell aliquota contributiva, e ciò particolarmente nel caso in cui il rendimento annuo degli investimenti risulti inferiore alla variazione nominale del PIL. 6. Dopo il primo quinquennio, sentiti i Ministeri vigilanti e nel rispetto del quadro normativo di riferimento, i parametri per il calcolo delle pensioni secondo il sistema contributivo potranno essere variati ed adeguati in sintonia al reale andamento della gestione finanziaria ed al complessivo assetto previdenziale dell Ente. VIII
11 Articolo 15 Aliquota di computo della pensione L aliquota per il computo della pensione è pari alla percentuale di contribuzione soggettiva versata tempo per tempo dall iscritto ai sensi degli artt. 3, commi 1 e 1 bis, e 4 bis del Regolamento di previdenza. Tale percentuale può essere variata con delibera del Consiglio di amministrazione, da sottoporre all approvazione dei Ministeri vigilanti, ai sensi dell art. 3 del D. Lgs. n. 509/94. VII Articolo 16 Decorrenza della pensione di vecchiaia I trattamenti pensionistici decorrono dal primo giorno del mese successivo al verificarsi dell evento da cui nasce il diritto per le pensioni di vecchiaia, di reversibilità e indirette e dal primo giorno del mese successivo a quello in cui è avvenuta la presentazione della domanda per le pensioni di invalidità. Articolo 17 Invio estratto conto annuale Ad ogni assicurato è inviato, con cadenza annuale, un estratto conto che indichi le contribuzioni effettuate, la progressione del montante contributivo e le notizie relative alla posizione assicurativa. CAPO TERZO DELLA PENSIONE DI INABILITÀ E DI INVALIDITÀ Articolo 18 Pensione di inabilità 1. L iscritto ha diritto alla pensione di inabilità a qualsiasi età, quando sussistono contemporaneamente le seguenti condizioni: a) sia riconosciuto totalmente e permanentemente inabile ad esercitare l attività professionale specifica; b) risultino versate in suo favore almeno 5 annualità di contribuzione di cui 3 nel quinquennio precedente la domanda di pensione; c) sia intervenuta la cessazione effettiva dell attività professionale specifica e la cancellazione dall albo professionale. 2. La pensione di inabilità decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui l iscritto, avendone conseguito il diritto, ne fa domanda. 3. La pensione di inabilità è revocata quando cessi una delle condizioni indicate alle lettere a) b) c) del presente articolo. 4. Il pensionato di inabilità deve sottoporsi, pena la sospensione della pensione, alle visite mediche predisposte dall Ente allo scopo di accertare la permanenza della condizione di inabilità. L onere di tale accertamento è a carico dell ente. 5. La pensione è incumulabile con il trattamento dell assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. 6. L Ente ha titolo alla surroga ai sensi dell art c.c. nei confronti dell autore del danno che ha determinato la inabilità e può comunque revocare la pensione nel caso in cui per l evento che ha determinato l inabilità all iscritto sia integralmente risarcito dal responsabile del danno. IX
12 7. Il diritto alla pensione di inabilità è comunque attribuito anche in caso di decesso del richiedente la prestazione prima che l Ente abbia accertato la effettiva esistenza dello stato di inabilità e questo potrà essere desunto dalla documentazione medica presentata. 8. L Ente elabora apposito regolamento che definisce i profili sostanziali e procedimentali per l accertamento dello stato di inabilità. Articolo 19 Calcolo della pensione di inabilità L importo della pensione di inabilità è determinato secondo il sistema delineato negli artt. 14 e 15. Il coefficiente di trasformazione è quello relativo all età posseduta dall assicurato al momento del pensionamento, o quella relativa all età minima prevista dalla tabella in caso di età inferiore. Articolo 20 Pensione di invalidità 1. L iscritto ha diritto alla pensione di invalidità quando sussistano contemporaneamente le seguenti condizioni: a) la capacità dell iscritto all esercizio della professione sia ridotta in modo continuativo per infermità o difetto fisico o mentale, sopravvenuti dopo l iscrizione all Ente, a meno di un terzo; b) risultino versate a suo favore almeno cinque annualità di contribuzione di cui almeno tre nel quinquennio precedente alla domanda di pensione. 2. La pensione di invalidità decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui l iscritto, avendone conseguito il diritto, ne fa domanda. 3. La pensione di invalidità è revocata quando cessi una delle condizioni indicate alle lettere «a» e «b» del precedente comma. 4. Il pensionato di invalidità deve sottoporsi, pena la sospensione della pensione, alle visite mediche predisposte dall Ente allo scopo di accertare la permanenza delle condizioni di invalidità. L onere di tale accertamento è a carico dell Ente. 5. La pensione di invalidità è incumulabile con il trattamento dell assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro o le malattie professionali. 6. L Ente ha titolo alla surroga ai sensi dell art c.c. nei confronti dell autore del danno che ha determinato l invalidità e può comunque revocare la pensione nel caso in cui l evento che ha determinato l invalidità all iscritto sia integralmente risarcito dal responsabile del danno. 7. L Ente elabora apposito regolamento che definisce i profili sostanziali e procedimentali per l accertamento dello stato di invalidità. 8. Il pensionato per invalidità che abbia proseguito l esercizio della professione e maturato il diritto alla pensione di vecchiaia può chiedere la liquidazione di quest ultima secondo il sistema contributivo di cui al precedente art. 14 in sostituzione della pensione di invalidità. Articolo 21 Calcolo della pensione di invalidità L importo della pensione di invalidità è determinato secondo il sistema delineato negli artt. 14 e 15. Il coefficiente di trasformazione è quello relativo all età posseduta dall assicurato al momento del pensionamento, o quella relativa all età minima prevista dalla tabella in caso di età inferiore. X
13 CAPO QUARTO DELLA PENSIONE AI SUPERSTITI Articolo 22 Pensione ai superstiti 1. Nel caso di morte del pensionato o dell iscritto, per il quale sussistano al momento della morte le condizioni di contribuzione di cui alla lettera b) del precedente art. 18, spetta una pensione al coniuge superstite e ai figli minorenni o totalmente inabili al lavoro o, in mancanza di essi, ai genitori in età superiore ai sessantacinque anni o inabili al lavoro, che alla morte dell iscritto o del pensionato risultino a suo carico. 2. In mancanza anche dei genitori la pensione spetta ai fratelli celibi e alle sorelle nubili superstiti, sempreché al momento della morte del pensionato o dell iscritto risultino permanentemente inabili al lavoro ed a suo carico. 3. Il limite di 18 anni di età è elevato a 21 qualora i figli frequentino una scuola media superiore o professionale e per tutta la durata del corso legale, ma non oltre il ventiseiesimo anno di età, qualora frequentino l Università, purché i figli stessi risultino a carico del genitore al momento del decesso e non prestino lavoro retribuito. Articolo 23 Liquidazione della pensione di reversibilità ai superstiti 1. La pensione in favore dei superstiti di cui ai commi 1 e 2 del precedente art. 22 è stabilita nelle seguenti aliquote della pensione annua già liquidata o che sarebbe spettata in base agli artt. 14 e 15: a) 60% al coniuge; b) 70% al figlio unico se manca il coniuge; c) 20% a ciascun figlio se ha diritto a pensione anche il coniuge; d) 40% a ciascuno dei figli se manca il coniuge; e) 15% a ciascun genitore; f) 15% a ciascuno dei fratelli o sorelle. La somma delle quote non può comunque superare il 100% della pensione che sarebbe spettata all assicurato. 2. Per il calcolo della pensione ai superstiti dell assicurato, nel caso di decesso ad un età inferiore ai 57 anni, si assume il coefficiente di trasformazione relativo all età di 57 anni. 3. Nel caso di variazione nella composizione del nucleo dei superstiti aventi diritto a pensione, la misura della stessa è corrispondentemente ricalcolata. 4. Il figlio riconosciuto inabile al lavoro a norma dell art. 39 del Decreto del Presidente della Repubblica 25 aprile 1957, n. 818, nel periodo compreso tra la data della morte dell iscritto o del pensionato e il compimento del diciottesimo anno di età, conserva il diritto alla pensione di reversibilità anche dopo il compimento della maggiore età. 5. I trattamenti ai superstiti sono incumulabili con i redditi del beneficiario, nei limiti di cui all art. 1, comma 41, della legge 8 agosto 1995, n Articolo 24 Cessazione del diritto alla pensione indiretta o di reversibilità Il diritto alla pensione indiretta o di reversibilità cessa: a) per il coniuge, qualora passi a nuove nozze; b) per i figli, al compimento del diciottesimo anno di età o quando cessi lo stato di inabilità al lavoro, salvo quanto previsto al comma 3 dell articolo 20; XI
14 c) per il genitore inabile al lavoro, quando cessi lo stato di inabilità; d) per la sorella o il fratello inabile al lavoro, quando cessi lo stato di inabilità o in caso di matrimonio. Articolo 25 Restituzione dei contributi in favore dei superstiti Qualora non esistano i requisiti assicurativi e contributivi per la pensione ai superstiti in caso di morte dell iscritto, ai medesimi superstiti compete la restituzione dei contributi secondo le modalità di cui al precedente articolo 9 in misura proporzionale alle percentuali indicate all art. 23 comma 1. Articolo 26 Perequazione automatica delle pensioni Le pensioni erogate in forza del presente regolamento sono annualmente rivedute in base alla variazione dell indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati calcolato dall ISTAT. CAPO QUINTO CONTRIBUTI VOLONTARI, RISCATTO E CUMULO Articolo 27 Contribuzione volontaria 1. L iscritto di cui all art. 1 qualora cessi l attività lavorativa autonoma che ha dato luogo all obbligo dell iscrizione, può conseguire il requisito contributivo per il diritto a pensione mediante il versamento di contributi volontari all Ente. 2. A tal fine l iscritto deve presentare all Ente domanda di autorizzazione, il cui accoglimento è subordinato alla conservazione dell iscrizione all Albo. 3. Tale facoltà è concessa purché l iscritto possa far valere almeno un contributo annuale obbligatorio nel quinquennio precedente la data della domanda, ovvero almeno tre contributi annuali obbligatori qualunque sia l epoca del versamento. 4. L iscritto che si avvale di tale facoltà deve corrispondere il contributo soggettivo obbligatorio di cui all art. 3 del presente Regolamento, maggiorato del contributo integrativo di cui al successivo art. 4, nell importo pari all ultima contribuzione obbligatoria versata alla gestione separata, entro il 31 dicembre di ciascun anno. 5. Il contributo soggettivo di cui al precedente comma è annualmente rivalutato in base alla variazione annua corrispondente all indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, calcolato dall ISTAT. 6. L iscritto ammesso alla prosecuzione volontaria, ove interrompa il versamento dei contributi, può riprenderlo entro il termine perentorio di sei mesi dalla scadenza prevista per il versamento dell ultimo contributo dovuto, maggiorandolo degli interessi di mora al tasso legale. Articolo 28 Riscatto periodi precedenti all istituzione dell ente di previdenza L iscritto ha facoltà di richiedere il riscatto degli anni di attività professionale precedenti l istituzione XII
15 dell Ente, a partire dall anno di iscrizione all albo professionale, purché possa far valere almeno cinque anni di effettiva contribuzione alla gestione. Il numero degli anni riscattabili, le modalità ed i termini del riscatto saranno disciplinati dall Ente, mediante regolamento da sottoporre all approvazione dei Ministeri vigilanti ai sensi dell art. 3, comma 2, del D. Lgs. 30 giugno 1994, n Articolo 29 Cumulabilità della pensione di vecchiaia con redditi da lavoro dipendente e con quelli da lavoro autonomo La pensione di vecchiaia di cui al presente Regolamento è cumulabile con altri redditi da lavoro autonomo o dipendente nella misura prevista dall art. 1, commi 21 e 22, della legge n. 335/95. CAPO SESTO INDENNITÀ DI MATERNITÀ Articolo 30 Destinazione e misura dell indennità 1. Agli iscritti di sesso femminile è corrisposta, con decorrenza dal 1 gennaio 1997, anno di costituzione dell Ente, una indennità di maternità nella misura, termini e modalità previsti dalla legge 11 dicembre 1990, n Alla copertura degli oneri riguardanti il trattamento di maternità si provvede con un contributo annuo nella misura vigente tempo per tempo a carico di ogni iscritto all Ente, da versare a mezzo c/c postale o bancario entro il 30 novembre di ogni anno. 3. Al fine di assicurare l equilibrio della gestione di cui al precedente comma il Consiglio di amministrazione adotterà i provvedimenti necessari, secondo quanto previsto dalla legge 11 dicembre 1990, n CAPO SETTIMO PRESTAZIONI DI ASSISTENZA Articolo 31 Integrazioni al minimo 1. Con delibera del Consiglio di amministrazione, da sottoporre all approvazione dei Ministeri vigilanti, l Ente può disporre l integrazione al minimo dei trattamenti previdenziali fino ad un importo corrispondente a quello dell assegno sociale di cui all art. 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n L adozione della delibera di cui al precedente comma è condizionata alle disponibilità volta a volta esistenti nel fondo per le spese di amministrazione e per gli interventi di solidarietà. Articolo 32 Forme di assistenza facoltative L Ente può provvedere alla attuazione di forme di assistenza facoltative ai sensi dell art. 3, comma 3, dello Statuto attraverso deliberazione del Consiglio di indirizzo generale da sottoporre al Ministero del Lavoro, che preveda la costituzione di specifici fondi appositamente finanziati dagli XIII
16 iscritti. Il Consiglio di Amministrazione entro sei mesi dalla approvazione provvede ad emanare relativo regolamento di attuazione. Articolo 33 Norme transitorie e finali In sede di prima applicazione per comunicazioni, pagamenti e rettifiche effettuati entro novanta giorni dalla pubblicazione sulla G.U. del Decreto Ministeriale di riconoscimento dell Ente, non si applicano sanzioni né interessi di mora. Note: I modificato con deliberazione dell 11/12/1999 approvata dai Ministeri vigilanti in data 27/10/2000 II dal 1 gennaio 2002 è obbligatoria l adozione dell euro quale moneta di conto e gli importi originariamente espressi in lire devono essere convertiti in euro. Il corrispondente importo in euro di lire è pari a euro 774,69 (settecentosettantaquattro/69) III il corrispondente importo in euro di lire è pari a euro 61,97 (sessantuno/97) IV secondo quanto dispongono le modalità ufficiali di conversione gli importi originariamente espressi in lire debbono essere arrotondati al centesimo di euro V il corrispondente importo in euro di lire è pari a euro 46,48 (quarantasei/48) VI modificato con deliberazione del 28/04/2001 approvata dai Ministeri vigilanti in data 04/06/2001 VII modificato con deliberazione del 04/05/2001 approvata dai Ministeri vigilanti in data 30/01/2002 TABELLA A (Art. 14, comma 1) Coefficienti di trasformazione in % Età Coefficiente Età Coefficiente XIV
17 NORME DI RIFERIMENTO Il decreto legislativo n. 103/96 Tutela previdenziale obbligatoria dei soggetti che svolgono attività autonoma di libera professione ha delineato l impianto complessivo cui dovevano conformarsi gli Enti di Previdenza di nuova istituzione, e così molti articoli dello Statuto e del Regolamento per l attuazione delle attività di previdenza della Fondazione ENPAP fanno esplicito riferimento al testo del decreto legislativo n. 103/96. Nel pubblicarlo abbiamo evidenziato in colore gli articoli più significativi. Decreto legislativo 103/96 Tutela previdenziale obbligatoria dei soggetti che svolgono attività autonoma di libera professione (pubblicato sul supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 02/03/1996) IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; Visto l art. 2, comma 25, della legge 8 agosto 1995, n. 335; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 21 dicembre 1995; Acquisito il parere delle commissioni permanenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 9 febbraio 1996; Su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro del tesoro e del Ministro del lavoro e della previdenza sociale; Emana il seguente decreto legislativo: 1. Estensione della tutela pensionistica ai liberi professionisti. 1. Il presente decreto legislativo, in attuazione della delega conferita ai sensi dell art. 2, comma 25, della legge 8 agosto 1995, n. 335, assicura, a decorrere dal 1 gennaio 1996, la tutela previdenziale obbligatoria ai soggetti che svolgono attività autonoma di libera professione senza vincolo di subordinazione, il cui esercizio è condizionato all iscrizione in appositi albi o elenchi. 2. Le norme di cui al presente decreto si applicano anche ai soggetti, appartenenti alle categorie professionali di cui al comma 1, che esercitano attività libero-professionale, ancorché contemporaneamente svolgano attività di lavoro dipendente. 2. Prestazioni. Sistema di calcolo. 1. Ai soggetti di cui all art. 1 è attribuito il diritto ai trattamenti pensionistici per l invalidità, la vecchiaia e i superstiti, ai sensi ed in conformità alle norme del presente decreto. 2. Ai fini della determinazione delle prestazioni di cui al comma 1 si applica, indipendentemente dalla forma gestoria prescelta ai sensi dell art. 3, comma 1, dagli organi statutari competenti, il sistema di calcolo contributivo, previsto dall art. 1 della legge 8 agosto 1995, n. 335, con aliquota di finanziamento non inferiore a quella di computo, e secondo le modalità attuative previste dal regolamento di cui all art. 6, comma Prestazioni pensionistiche di natura complementare possono essere istituite in favore dei soggetti di cui all art. 1 ai sensi ed in conformità alle disposizioni di cui al decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, e successive modificazioni e integrazioni. 3. Forme gestorie 1. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, gli enti esponenziali a livello nazionale degli enti abilitati alla tenuta di albi od elenchi provvedono a deliberare con la XV
18 maggioranza dei componenti dell organo statutario competente, ove previsto, alternativamente: a) la partecipazione all ente pluricategoriale di cui all art. 4, avente configurazione di diritto privato secondo il modello delineato dal decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, in cui convergano anche altre categorie alle quali appartengono i soggetti di cui all art. 1; b) la costituzione di un ente di categoria, avente la medesima configurazione di diritto privato di cui alla lettera a), alla condizione che lo stesso sia destinato ad operare per un numero di soggetti non inferiore a iscritti; la relativa delibera deve essere assunta con la maggioranza dei due terzi dei componenti dell organo statutario competente; c) l inclusione della categoria professionale per la quale essi sono istituiti, in una delle forme di previdenza obbligatorie già esistenti per altra categoria professionale similare, per analogia delle prestazioni e del settore professionale, compresa fra quelle di cui all elenco allegato al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, a condizione che abbia conseguito la natura di persona giuridica privata; d) l inclusione della categoria nella forma di previdenza obbligatoria di cui all art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n Nel caso di mancata adozione delle delibere di cui al comma 1, i soggetti appartenenti alle categorie professionali interessate sono inseriti nella gestione di cui al comma 1, lettera d). 4. Ente pluricategoriale (omissis) 5. Ente gestore di categoria 1. La delibera di costituzione assunta ai sensi dell art. 3, comma 1, lettera b), è accompagnata da un piano finanziario e attuariale avente i contenuti di cui all art. 4, comma 2. La delibera di costituzione e il piano sono trasmessi entro dieci giorni, per l approvazione, al Ministero del lavoro e della previdenza sociale, che provvede, d intesa con il Ministero del tesoro, entro trenta giorni dal ricevimento degli atti. 2. A seguito dell approvazione ai sensi del comma 1 della delibera di costituzione e del relativo piano finanziario ed attuariale, l ente esponenziale elabora lo statuto e il regolamento dell ente gestore in base ai princìpi e criteri di cui all art In caso di mancata approvazione da parte del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, gli organi statutari deliberano, entro i trenta giorni successivi alla comunicazione del diniego, alternativamente: a) per la partecipazione all ente gestore pluricategoriale, di cui all art. 4. In tale ipotesi la delibera deve contenere la designazione di un componente effettivo e di un componente supplente destinato a far parte del comitato fondatore di cui all art. 4, comma 2. La delibera deve essere trasmessa immediatamente agli altri enti esponenziali di cui all art. 3, che abbiano optato per la partecipazione all ente di cui all art. 3, comma 1, lettera a) nonché al Ministero del lavoro e della previdenza sociale; b) per l inclusione nella forma previdenziale obbligatoria di cui all art. 3, comma 1, lettera d). 4. In caso di mancata adozione della delibera di cui al comma 3, i soggetti appartenenti alle categorie professionali interessate sono inseriti nella gestione di cui al decreto attuativo dell art. 2, comma 26 e seguenti, della legge 8 agosto 1995, n Atto istitutivo, statuto e regolamento degli enti 1. Gli enti di cui agli articoli 4 e 5 assumono natura di fondazione. Lo statuto deve contenere, oltre agli elementi di cui all art. 16 del codice civile: a) la determinazione delle modalità di iscrizione obbligatoria dei soggetti di cui all art. 1; b) i criteri di composizione dell organo di amministrazione dell ente; nel caso dell ente di cui XVI
19 all art. 4 deve essere prevista la nomina di un componente per ogni categoria professionale interessata incrementato, per le categorie i cui iscritti all ente gestore superino il numero di , di un ulteriore componente per ogni iscritti e comunque fino ad un massimo di quattro componenti, nonché le modalità di designazione di detti componenti da parte di ciascuno degli enti esponenziali; c) la costituzione di un organo di indirizzo generale, composto da un numero di membri elettivi corrispondente al rapporto di uno ogni mille iscritti all ente gestore, con arrotondamenti all unità intera per ogni frazione inferiore a mille. Nel caso dell ente di cui all art. 4 il predetto rapporto è riferito ad ogni singola categoria professionale interessata. 2. Nel caso dell ente pluricategoriale di cui all art. 4, lo statuto deve inoltre contenere: a) l adozione di un sistema di evidenza contabile dei flussi delle contribuzioni e delle prestazioni relativi a ciascuna categoria, al fine di prevedere eventuali manovre di riequilibrio interessanti singole categorie; b) la costituzione di comitati dei delegati, composti ciascuno di tre membri, per ciascuna delle categorie professionali interessate, con funzioni di impulso nei confronti dell organo di amministrazione e di indirizzo per gli effetti di conservazione dell equilibrio di cui alla lettera a). 3. I componenti degli organi di cui al comma 1, lettere b) e c), e comma 2, lettera b), devono essere iscritti all ente gestore, con esclusione degli iscritti di cui all art. 1, comma 2, nel caso di ente pluricategoriale. 4. Allo statuto deve essere allegato un regolamento che definisca: a) le modalità di identificazione dei soggetti tenuti alla obbligatoria iscrizione; b) la misura dei contributi in proporzione al reddito professionale fiscalmente dichiarato o accertato, secondo un aliquota non inferiore, in fase di prima applicazione, a quella vigente all atto di entrata in vigore del presente decreto per la gestione di cui all art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, con la fissazione, in caso di ente di cui all art. 4, di un aliquota di solidarietà; c) la fissazione di una misura minima del contributo annuale. 5. L atto istitutivo degli enti di cui agli articoli 4 e 5 è adottato con atto pubblico ai sensi dell art. 14 del codice civile ad iniziativa, rispettivamente, del comitato fondatore e dell ente esponenziale. A seguito dell approvazione dello statuto e del regolamento l ente consegue la personalità giuridica per effetto di apposito decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro del tesoro. 6. Con decreti del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro del tesoro, possono essere previsti, anche sulla base delle indicazioni del Nucleo di cui all art. 1, comma 44, della legge 8 agosto 1995, n. 335, ulteriori elementi dello statuto e del regolamento di cui al presente articolo. Con le stesse modalità sono emanate specifiche disposizioni in materia di iscrizione ai nuovi enti per i soggetti in possesso dei requisiti per la pensione di vecchiaia, anche in analogia a quanto previsto ai sensi del decreto ministeriale, di cui all art. 2, comma 32, della legge 8 agosto 1995, n Agli enti di cui agli articoli 4 e 5 e alle relative forme di previdenza obbligatorie si applicano, per quanto non diversamente disposto dal presente decreto, le disposizioni di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e successive modificazioni e integrazioni, con particolare riferimento al divieto di finanziamenti pubblici diretti e indiretti ai sensi dell art. 1, comma 3, alle disposizioni in materia di gestione e di vigilanza. 7. Modalità per l inclusione in altra forma obbligatoria (omissis) 8. Obblighi di comunicazione: contribuzione a carico degli iscritti 1. Gli enti cui è affidata la tenuta degli albi e degli elenchi degli esercenti l attività libero-professionale di cui all art. 1 sono tenuti a trasmettere alle corrispondenti forme gestorie di cui all art. 3 l elen- XVII
20 co dei nominativi degli iscritti, corredato dei dati anagrafici ed identificativi della condizione professionale. 2. Gli iscritti agli albi o elenchi di cui al comma 1, che si trovano nella condizione di cui all art. 1, sono tenuti a presentare domanda di iscrizione alla gestione o ente previdenziale secondo le modalità rispettivamente previste per esse e ad effettuare i relativi adempimenti contributivi, ivi compreso il contributo integrativo a carico dell utenza, nelle misure e alle scadenze stabilite. 3. Il contributo integrativo a carico di coloro che si avvalgono delle attività professionali degli iscritti è fissato nella misura del 2 per cento del fatturato lordo ed è riscosso direttamente dall iscritto medesimo all atto del pagamento previa evidenziazione del relativo importo sulla fattura. 9. Norme transitorie e finali 1. In attesa dell espletamento delle procedure per la nomina degli organi statutari previsti dagli articoli 4 e 5 e fino al loro insediamento, le funzioni di gestione dell ente sono affidate, rispettivamente, al comitato fondatore e all ente esponenziale che provvedono immediatamente all attivazione delle procedure di cui ai medesimi articoli. 2. Il contributo per l anno 1996 è versato agli enti di cui agli articoli 4 e 5 con le modalità di prima applicazione che verranno diramate, rispettivamente, dal comitato fondatore e dall ente esponenziale; la rata di acconto è comunque definita nella misura del 6 per cento del reddito presumibile assunto a base dell acconto di imposta al novembre 1996, ed è versata entro il 30 novembre 1996 su apposito conto dell ente; il versamento a saldo per il 1996 è dovuto al 31 maggio Principali norme citate nel Regolamento Enpap per l attuazione delle attività di previdenza Oltre al decreto legislativo n. 103/96 nel Regolamento sono presenti numerosi richiami ad altra normativa statale: qui pubblichiamo i testi delle principali norme citate. Normativa citata all articolo 3: D.P.R. n. 917/86 TUIR-Testo unico delle imposte sui redditi Art. 49, comma 1 (testo vigente dall 1/1/2001, così modificato dall art. 34 Legge 342/2000): Sono redditi di lavoro autonomo quelli che derivano dall esercizio di arti e professioni. Per esercizio di arti e professioni si intende l esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, di attività di lavoro autonomo diverse da quelle considerate nel capo VI, compreso l esercizio in forma associata di cui alla lett. c) del comma 3 dell art. 5. (Art. 5, comma 3, lettera c: le associazioni senza personalità giuridica costituite fra persone fisiche per l esercizio in forma associata di arti e professioni sono equiparate alle società semplici). Nella vigente legislazione alcune attività liberoprofessionali ai fini degli adempimenti fiscali sono considerate tra quelle assimilate al lavoro dipendente, ma ai fini degli adempimenti previdenziali sono e rimangono attività di lavoro autonomo, e dunque comportano l obbligo d iscrizione all Enpap. Pubblichiamo sul tema uno stralcio del Parere del Consiglio di Stato sull attività professionale intramuraria, il Parere n. 881/98 emesso dalla sezione seconda del Consiglio di Stato il 17/6/98 su sollecitazione del ministero del Lavoro in relazione all attività professionale intramuraria ai sensi dell articolo 1 della legge n. 662/96. Il Ministero, presupponendo l equiparazione del l attività professionale intramuraria con l attività XVIII