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Timestamp: 2019-01-20 01:50:26+00:00
Document Index: 38014579

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 50', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 630', 'sentenza ', 'art. 434']

I L N E BIS IN ID E M E I C O N F L I T T I DI G IURISDI ZI O N E N E L L O SPA ZI O DI L IB E R T À SI C UR E Z Z A E G IUST I ZI A - PDF
I L N E BIS IN ID E M E I C O N F L I T T I DI G IURISDI ZI O N E N E L L O SPA ZI O DI L IB E R T À SI C UR E Z Z A E G IUST I ZI A
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1 Sede Amministrativa: Università degli Studi di Padova Dipartimento di Storia e Filosofia del Diritto e Diritto Canonico SCUOLA DI DOTTORATO DI RICERCA IN GIURISPRUDENZA INDIRIZZO UNICO CICLO XXIII I L N E BIS IN ID E M E I C O N F L I T T I DI G IURISDI ZI O N E N E L L O SPA ZI O DI L IB E R T À SI C UR E Z Z A E G IUST I ZI A Direttore della Scuola: Ch.mo Prof. Roberto E. Kostoris Supervisore: Ch.mo Prof. Roberto E. Kostoris Controrelatore: Ch.mo Prof. Marcello Daniele Dottoranda: Clara Tracogna
3 Ae mê famee
5 INDICE Introduzione... p. XI CAPITOLO I IL NE BIS IN IDEM 1 ne bis in idem... p. 1 2 I fondamenti del ne bis in idem interno e internazionale... p. 5 3 La rilevanza del giudicato straniero negli ordinamenti nazionali... p Il ne bis in idem nello Spazio europeo di Libertà, Sicurezza e Giustizia... p. 17 CAPITOLO II IL NE BIS IN IDEM IDEM FACTUM 1 acquis di Schengen... p I confini del ne bis in idem: il significato di idem factum erna, della Corte europea in quella della Corte di giustizia in materia di concorrenza... p Il significato di idem factum secondo caso Van Esbroeck... p Segue: b) il caso Van Straaten e il caso Kraaijenbrink... p Rilievi critici... p. 47
6 CAPITOLO III IL NE BIS IN IDEM GIUSTIZIA: IL SIGNIFICATO DI SENTENZA DEFINITIVA 1 La pronuncia preclusiva di un secondo giudizio nella giurisprudenza... p europea: forme di giustizia negoziata e decisioni processuali (i casi Gözütok e Brügge, Miraglia, Turanský)... p Segue Straaten)... p Segue condanna (i casi Kretzinger e Bourquain)... p Tratti comuni e questioni irrisolte nelle pronunce della Corte di giustizia.... p Il ne bis in idem della giurisprudenza italiana... p. 80 CAPITOLO IV NE BIS IN IDEM EUROPEO E CONFLITTI DI GIURISDIZIONE: ESPERIENZE DI GIURISDIZIONE CONCORDATA E PROSPETTIVE DE IURE CONDENDO 1 ne bis in idem a risolvere i conflitti di giurisdizione... p Iniziative in vista della predisposizione di meccanismi di prevenzione e risoluzione dei conflitti di giurisdizione... p di Eurojust... p Dalla proposta di decisione quadro del 2003 al Libro Verde del 2005 sul ne bis in idem e i conflitti di giurisdizione... p La decisione quadro 2009/948/GAI sulla prevenzione e risoluzione dei penali... p. 108
7 6 recepimento della decisione quadro 2009/948/GAI... p. 113 Bibliografia... p. 121 Appendice normativa... p. 139
8 Elenco delle abbreviazioni CAAS - CEDU - GUCE - Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee GUUE - Gazzetta Ufficiale de
9 SINTESI La tesi è dedicata al ne bis in idem europeo e ai conflitti di giurisdizione nello Spazio di Libertà, Sicurezza e Giustizia. Il primo capitolo ricostruisce il fondamento della garanzia, individuando le distinzioni configurabili nel ne bis in idem interno e internazionale. Si nega giudizio nei rapporti tra gli Stati: affinchè a una decisione straniera possa essere riconosciuta forza di giudicato, è necessario che un accordo internazionale vincoli assicurare a questo principio una più ampia tutela. Nel 1990, la Convenzione di previsto alcune disposizioni (artt ) che riconoscono effetto di cosa giudicata alle decisioni irrevocabili straniere. ione europea: nello Spazio europeo di Libertà, Sicurezza e Giustizia, il principio del ne bis in idem ha ora rango di diritto fondamentale. Nel secondo capitolo e nel terzo capitolo si rende conto del significato di idem factum e di sentenza definitiva secondo la giurisprudenza delle corti nazionali, della Cor opea. di fatti inscindibilmente collegati tra di loro, indipendentemente dalla qualificazione giuridica o dal bene giuridico tutelato, che sono infatti mutevoli nei diversi Stati. Quanto alla decisione definitiva in grado di precludere un successivo accertamento, la Corte ritiene che, al di là del nomen iuris del provvedimento, sia comunque in grado di impedire un successivo accertamento. In entrambe i capitoli si individuano alcuni punti critici che dovranno essere in futuro risolti attraverso una nuova definizione del divieto di doppio giudizio l 2006 sul ne bis in idem e i conflitti di giurisdizione e la Decisione quadro 2009/948/GAI che ha introdotto una serie di meccanismi per la prevenzione e la risoluzione dei conflitti di ro prevede un meccanismo obbligatorio di consultazione che gli Stati avviano quando che in un altro Stato pende un giudizio parallelo per i medesimi fatti nei confronti della stessa persona. Tuttavia, non vengono individuati i criteri per la mieux placée per accertare i fatti. In occasione del recepimento nel nostro ordinamento, che dovrà avvenire entro il 15 giugno 2012, si porranno alcuni problemi di compatibilità con alcuni principi fondamentali, quali il diritto di difesa, poiché né imputato né difensore sono costituito per legge.
10 Si propongono quindi alcune vie interpretative per favorire il recepimento della normativa tramite un bilanciamento dei principi in gioco. SUMMARY The dissertation deals with the European ne bis in idem principle and conflicts of jurisdiction in the European Area of Freedom, Security and Justice. The first chapter explains the rationale of the principle, distinguishing between ne bis in idem at the national and international level. Confirming that double jeopardy is not a general principle of international law yet, it is explained that a decision can prevent a second trial only when this rule is stated in an international Convention. However, in the European Area, artt of the Schengen Agreement recognize a ne bis in idem effect to foreign decisions. Recently, art. 50 of the European Charter of Fundamental Rights states that in the European Union the ne bis in idem principle is a fundamental principle. Chaper II and III explain the meaning of idem factum and final decision in light of both national jurisprudence and European Court of Human Rights and European Court of Justice decisions. The concept of idem factum has been interpreted by the European Court of Justice as referring only to the nature of the acts, encompassing a set of concrete circumstances which are inextricably linked together, irrespective of the legal classification given to them or the legal interest protected. As for the final decision, the Court states that, despite the legal classification of the decision, it is important that in the State that first decided the issue this decision has the effect to prevent a second trial. In both chapters some core questions are developed suggesting that, while looking forward a definition of idem factum and final decision developed at the European level, the current possibility to develop a common definition is based on European Court of Justice jurisprudence. The last chapter focusses on The Green Paper on ne bis in idem and conflicts of jurisdiction and on the Framework Decision 2009/948/JHA that approved a model of resolution and prevention of conflicts of jurisdiction among European Union member States. The Framework Decision introduces a consulting procedure that the States should start whenever they have the suspect that a parallel trial for the same facts against the the same person is pending in another member State. However, the grounds to choose in which State to hold the trial are not specified. When implementing the Framework Decision (deadline: 15 th June 2012), the Italian Parliament should face some problems of consistency with Constitutional principles, as the right to defence (nor the defendant or the defendant s lawyer take part to the procedure related to conflicts of jurisdiction); the mandatory criminal prosecution principle; the principle that states that no special judges are admitted. Some suggestions are given in order to easier the implementation of the Framework Decision and to balance its rules with the Italian Constitution principles.
11 INTRODUZIONE I meccanismi per la risoluzione dei conflitti di giurisdizione e il principio del ne bis in idem processi paralleli e scongiurare il rischio che una persona sia processata più volte per un medesimo fatto è manifestazione di una garanzia di libertà. In altre parole, evitare la proliferazione di azioni parallele e la doppia o molteplice ripetizione del giudizio già concluso con una pronuncia definitiva ordinamento, che potrebbe essere vanificata proprio da più decisioni sul medesimo fatto tra loro contrastanti, ma è Sicurezza dei diritti e stabilità delle situazioni giuridiche soggettive hanno trovato espressione positiva negli ordinamenti statali attraverso la predisposizione di regole per il riparto della competenza e della giurisdizione tra gli organi giudicanti, nonché per la risoluzione di eventuali conflitti (positivi o negativi) di giurisdizione; parimenti, il principio del ne bis in idem dei singoli Stati. Nei Paesi di common law, la formula che esprime questa garanzia è sintetizzata dalla double jeopardy rule, riconosciuta nel Regno Unito sin dal XII secolo e transitata poi nel Bill of Rights del 1689 e nel Quinto emendamento della rischio di subire un doppio processo, includendo in un unico divieto i casi di litispendenza e quelli di celebrazione di un nuovo giudizio per i medesimi fatti 1. Al contrario, nello Spazio europeo di Libertà, Sicurezza e Giustizia, area istituzioni europee non si sono per lungo tempo occupate della predisposizione di 1 «Of all the provisions of the Bill of Rights, none is older than the protection against double jeopardy», così R. SLOVENKO, The Law on Double Jeopardy, in Tulane Law Review, , p Cfr. altresì M.L. FRIEDLAND, Double Jeopardy, Clarendon Press, Oxford, 1969, p. 5 ss.; J. HUNTER, The Development of the Rule against Double Jeopardy, Journal of Legal History, 1984, p. 3 ss.; J.A. SIGLER, A History of Double Jeopardy, in The American Journal of Legal History, 1963, p. 283 ss.; G.C. THOMAS III, Double Jeopardy. The History, the Law, New York University Press, New York, 1998, p. 71 ss. XI
12 risoluzione dei conflitti di giurisdizione e per il riconoscimento alla decisione a in tutto il territorio Il ritardo nel bilanciamento tra le esigenze di effettiva protezione scelto di perseguire penalmente, e quelle di tutela di imputati e vittime dalle conseguenze negative insite nella celebrazione di una pluralità di giudizi per i medesimi fatti è il portato della resistenza degli Stati ad accettare limitazioni della propria sovranità, le quali si concretizzerebbero, per il profilo che qui rileva, nella Tuttavia, la progressiva riduzione dei controlli alle frontiere fino alla loro definitiva scomparsa e il conseguente aumento della mobilità delle persone, dei traffici e così pure della criminalità hanno evidenziato la crescente possibilità di pronunce provenienti da organi giurisdizionali di diversi Stati: tutte situazioni in e il nuovo giudizio assume unico caso si risolve in un dispendio di risorse economiche per ciascuno Stato le nfine, la poiché i testimoni potrebbero essere citati a comparire davanti a giudici appartenenti ai diversi ordinamenti procedenti. Il divieto di doppio giudizio in ambito europeo compare per la prima volta nella Convenzione tra gli Stati membri delle Comunità europee relativa ne bis in idem, firmata a Bruxelles nel Le disposizioni della Convenzione del 1987 sono state riprodotte nel Capitolo III del ne bis in idem». sopprimere i controlli alle frontiere conferma la fondamentale correlazione tra ne bis in idem e libertà di circolazione. Invero, la stessa Corte di Giustizia, in XII
13 Schengen, ha affermato che il ne bis in idem nel contesto europeo altro non è che un corollario della libertà di circolazione, considerata nella sua componente negativa: essa ha lo scopo di uenze negative, rappresentate nella specie dalla sottoposizione a procedimento penale per i medesimi fatti sul territorio di più Stati membri 2. d 82, 1, lett. b del Trattato sul conflitti di giurisdizione tra gli Stati membri». Tuttavia, salvo alcune normative settoriali di limitato impatto pratico, per lungo tempo è mancata una disciplina generale per la prevenzione e la risoluzione dei conflitti di giurisdizione. Le implicazioni tra prevenzione dei casi di litispendenza e principio del ne bis in idem, istituti che si collocano agli estremi opposti nella scansione cronologica del processo, sono stati oggetto di analisi congiunta da parte della Commissione europea: con un apposito Libro Verde, presentato il 23 dicembre 2005, è stata avviata una procedura di consultazione in tema di conflitti di giurisdizione e ne bis in idem. Secondo il Libro Verde, in mancanza di un sistema di assegnazione delle regiudicande tra gli Stati, il solo ne bis in idem può portare ad alcune distorsioni: dando la precedenza alla giurisdizione che per prima ha deciso definitivamente sul caso, si alimenta innanzitutto la regola first come, first served mieux placé alla tecnica del forum shopping, attraverso la quale la scelta del foro che deciderà giurisdizione essere processato, ma dalle medesime autorità procedenti, ad esempio nel corso del coordinamento di indagini che coinvolgono più Stati membri. Infine, il fatto che il ne bis in idem europeo operi in base al criterio della 2 Cfr. Cause riunite C-187/01 e C-385/01, Raccolta, 2003, p. I-1345 ss. XIII
14 priorità cronologica spiega anche la persistenza di deroghe che gli Stati o aspetto sul quale il Libro Verde si focalizza, perché rimuovere o perlomeno ridurre le eccezioni al ne bis in idem significa al contempo assicurare una più compiuta operatività del principio del mutuo riconoscimento delle decisioni giudiziarie tra gli Stati membri. Il Libro Verde è quindi sfociato nella decisione quadro 2009/948/GAI sulla nei procedimenti penali che ha però lasciato del tutto invariati gli artt della dalla Corte di giustizia nelle decisioni fino ad oggi pronunciate in seguito a rinvio pregiudiziale da parte dei giudici nazionali. Sulla scorta di queste osservazioni introduttive, si ritiene opportuno trattare congiuntamente il tema del ne bis in idem e della risoluzione dei conflitti di giurisdizione nello Spazio europeo, seguendo il percorso che ha caratterizzato le scelte delle Istituzioni europee, le quali, in modo diacronico rispetto a quanto previsto nei sistemi processualpenalistici dei singoli Stati membri, hanno introdotto il principio del ne bis in idem prima di affrontare il tema dei conflitti di giurisdizione. ne bis in idem, che, nello Spazio giudiziario europeo, rappresenta la prima applicazione del mutuo riconoscimento delle decisioni giudiziarie e garanzia della libertà di circolazione (Capitolo I), si affronteranno le questioni oggetto di interpretazione da parte della Corte di Gi idem factum (Capitolo II) e il grado di stabilità richiesto affinché una decisione abbia efficacia preclusiva di un secondo giudizio (Capitolo III). Successivamente saranno analizzate le tematiche oggetto del Libro Verde, con riferimenti ai primi strumenti di giurisdizione concordata e di risoluzione dei 2009/948/GAI e dei problemi di compatibilità con il nostro ordinamento che essa solleverà in occasione della trasposizione interna, che dovrà avvenire entro il 15 giugno 2012 (Capitolo IV). XIV
15 CAPITOLO I IL NE BIS IN IDEM COME PRINCIPIO MULTILIVELLO ne bis in idem. 2. I fondamenti del ne bis in idem interno e internazionale. 3. La rilevanza del giudicato straniero negli ordinamenti nazionali. 4. Il ne bis in idem nello Spazio europeo di Libertà, Sicurezza e Giustizia. 1. Le varie distinzioni configurabil ne bis in idem. 1 bis de eadem re ne sit actio affonda le proprie radici nel diritto romano ed è stata tralatiziamente trasmessa nei sistemi penali occidentali: il divieto di doppio giudizio sopra il medesimo fatto commesso dalla stessa persona è infatti positivamente riconosciuto dalle codificazioni nazionali e ha valore di principio generale per la giurisprudenza delle corti domestiche 2. 1 Così M. PISANI, Il ne bis in idem internazionale e il processo penale italiano, in Studi di diritto processuale civile in onore di Giuseppe Tarzia, tomo I, Giuffrè, Milano, 2005, p Nel sistema procedurale regolato dalle legis actiones, il diritto romano ricavava il di verificava al momento della litis contestatio fase in iure, le parti esprimevano davanti al giudice l nella quale erano fissati i termini della controversia nonché i poteri del giudice designato. Tuttavia, per evitare che tale principio venisse invocato anche quando una domanda era proposta contro la medesima parte pur non avendo, in fatto, nulla in comune con la prima se non la identità delle parti exceptio rei iudicatae. consumazione riconducibile alla litis contestatio, ma anche per la decisione intervenuta su quella causa, cioè a dire la res iudicata condizione: un precedente giudizio e una valutazione circa il contenuto del giudizio stesso, per exceptio rei iudicatae svolgeva una duplice funzione: negativa, in quanto espressa nella massima res iudicata pro veritate habetur, ovvero la presunzione legale secondo la quale cioè ciò che è stato deciso dal giudice ha forza di verità. Nel periodo del processo extraordinem della cosa giudicata trovò quindi il suo esclusivo fondamento nella presunzione di verità. Il primo riferimento alla massima ne bis in idem è attribuito a M.T. Cicerone, Laelius, de amicitia, cap. 22, 5: «praeposteris enim utimur consiliis et acta agimus, quod vetamur vetere proverbio», laddove il erorare una causa a Institutio oratoria actorem an actionem. Haec ex iure obscure». Cfr., altresì, ULPIANO, Digesto, Libro 48, Titolo 2, (de accusationibus), Legge 7, 2: «Iisdem criminibus quibus quis liberatus est, non debet praeses pati eundem accusari» nonché la Costituzione degli Imperatori Diocleziano e Massimiliano al Codice di Giustiniano, Libro 9, Titolo 1
16 Il divieto di doppio giudizio può essere analizzato da molteplici autorità negativa del giudicato penale 3. Così, il ne bis in idem può essere declinato da un punto di vista Nella prima accezione, la produrre effetti giuridici in base a più norme: infatti, benché il fatto sia astrattamente sussumibile in due o più fattispecie incriminatrici, la legge sostanziale, correttamente intesa, esige che esso sia imputato al suo autore una volta sola (è il caso del concorso apparente di norme) 4. Il secondo profilo, invece, attiene al divieto di riprocedere nei confronti di chi sia già stato processato per i medesimi fatti con decisione passata in giudicato. ne bis in idem processuale anche al caso di concorso apparente di norme: tuttavia, la seconda accezione della regola non si riduce a una mera traduzione in chiave processuale di quella material-penalistica, nel senso che i due profili non combaciano perfettamente. Si può allora notare come manchi una corrispondenza biunivoca tra prima e seconda accezione. Mentre il ne bis in idem sostanziale implica il ne bis in idem processuale, non è corretto dire che sia vietato riprocedere soltanto in questi casi: «i testi non limitano il ne bis in idem a chi rischi un indebito sdoppiamento della 2, legge 9: «Qui de crimine publico in accusationem deductus est, ab alio super eodem crimine -dogmatica, si rinvia a V. ANDRIOLI, Il principio del ne bis in idem e la dottrina del processo (1941), in ID., Scritti giuridici, vol. I, Teoria generale del Processo. Procedura civile, Giuffrè, 2007, p. 42 ss.; G. CORNIL, maxime bis de eadem re ne sit actio, in Studi in onore di Pietro Bonfante nel XL anno, vol. III, Treves, Milano, 1930, p. 35 ss.; E. HIRTZ, (en general en droit romain; en matière pénale en droit française), These, Strasbourg, 1870, p. 21 ss. Particolarmente ricco anche il recente contributo di L. CORDÌ, Il principio del ne bis in idem nella dimensione internazionale: profili generali e prospettive di valorizzazione nello spazio europeo di sicurezza, libertà e giustizia, in Ind. pen., 2007, p. 761 ss. 3 Cfr. N. GALANTINI, Il principio del ne bis in idem, Giuffrè, Milano, 1984, p quello della progressione criminosa: nella serie percosse, lezioni, omicidio, sarà contestato il solo omicidio; in quella molestie, ingiuria, la sola ingiuria. Cfr. F. CAPRIOLI-D. VICOLI, Procedura, Giappichelli, Torino, 2009, p
17 pena» 5. Il divieto di procedere in idem, infatti, si applica anche nel caso in cui 6, ma due processi: ciò in ragione del fatto che il divieto di doppio giudizio risponde ad esigenze garantistiche più ampie rispetto a quelle che fondano il divieto di punire più volte un soggetto rimproverabile per una condotta riconducibile a due fattispecie diverse che siano però espressione dello stesso disvalore penale. Ecco allora che, condotta siano violate diverse disposizioni di legge ovvero siano commesse più violazioni della medesima disposizione di legge, sarà vietato procedere per uno dei reati in concorso dopo il passaggio in giudicato della sentenza che ha accertato e. A ciò porta anche la ratio vietare la reiterazione della persecuzione penale a carico del medesimo soggetto 7. Con la locuzione ne bis in idem in executivis si fa riferimento alla regola che nel nostro ordinamento trova es che si concretizzino in una mera riproposizione di istanze già rigettate e si fondino sui medesimi elementi già considerat 8. Con la locuzione ne bis in idem cautelare si intende, invece, una figura di creazione giurisprudenziale che ha come scopo quello di assicurare una forma di iudicato cautelare è quello di impedire al giudice, adito successivamente, di valutare 5 Così F. CORDERO, Procedura penale, 7 a ed., Giuffrè, Milano, 1983, p Testualmente, F. CORDERO, Procedura penale, 8 a ed., Giuffrè, Milano, 2006, p reati, cfr. F. CORDERO, Procedura penale, 8 a ed., cit., p. 1226, secondo cui «identico essendo F. CAPRIOLI-D. VICOLI, Procedura pen, cit, p. 81 ss. e M. CERESA-GASTALDO, Esecuzione, in G. CONSO-V. GREVI, Compendio di procedura penale, Cedam, Padova, 2008, p In senso contrario, invece, si è sostenuto che le ragioni di equità, cui si ispira il ne bis in idem sostanziale, non contrastano con le esigenze di economia e certezza alla base del ne bis in idem processuale, certezza in senso soggettivo impedisce una reiterata prosecuzione penale in ordine alla stessa fattispecie giudiziale e non in ordine a fattispecie giudiziali diverse»: così G. LOZZI, Profili di una indagine sui rapporti tra «ne bis in idem» e concorso formale di reati, Giuffrè, Milano, 1974, p. 67 ss., che si conferma in ID., Lezioni di procedura penale, Giappichelli, Torino, 2008, 7 a ed., p Cfr. F. CAPRIOLI-D. VICOLI,, cit., p. 104 ss. 3
18 questioni già esaminate in una precedente impugnazione cautelare. Tuttavia, in questo caso la forza preclusiva non è la stessa della res iudicata: in presenza di elementi nuovi rispetto alla situazione di fatto o di diritto che aveva fondato la precedente decisione, il giudice potrà valutare nuovamente le questioni già esaminate in una anteriore impugnazione cautelare 9. Il ne bis in idem può essere altresì classificato con riferimento preclusivo di un successivo accertamento. Si parlerà di ne bis in idem ne bis in idem vieta che uno Stato proceda in idem quando un magistrato di uno Stato diverso si sia già pronunciato sul medesimo concorrenza tra decisioni di tribunali nazionali e tribunali internazionali (ad - Jugoslavia e il Tribunale per i crimini commessi nei territori del Ruanda). Infine, rapporti tra corti internazionali (ad esempio, tra Tribunali speciali e tra questi e la Corte penale internazionale) Cfr. Cass., sez. un., 12 ottobre 1993, n. 20, Durante, in Cass. pen., 1994, p. 283 ss.; Cass., sez. un., 28 luglio 1994, Buffa, ivi, 1994, p ss.; Cass., sez. un., 25 giugno 1997, Gibilras, ivi, 1998, p. 782 ss.; Cass., sez., IV, 4 giugno 2009, Mariani, in C.E.D. Cass., n ; Cass., sez. V, 13 ottobre 2009, Bosi, ivi, n ; Cass., sez. VI, 3 dicembre 2009, Di Martino, ivi ivi, n In dottrina, v. M. BARGIS, Procedimento de libertate e giudicato cautelare, in AA.VV. Presunzione di non colpevolezza e disciplina delle impugnazioni. Atti del convegno (Foggia-Mattinata, settembre 1998), Giuffrè, Milano, 2000, p. 164 ss.; R. VANNI, Alle soglie del giudicato cautelare, in Dir. pen. e proc., 1997, p. 852 ss. 10 Cfr. J.L. DE LA CUESTA, Cuncurrent national and international criminal jurisdiction and the principle. General report, in Rev. int. de droit pénal, 2002, p. 707 ss.; S. CAMPANELLA, Il ne bis in idem nella giustizia internazionale penale: riflessioni su un principio in itinere, in A. Cassese-M. Chiavario-G. De Francesco (cur.), Problemi attuali della giustizia penale internazionale, Giappichelli, Torino, 2005, p. 253 ss.; M. EL ZEIDY, The Doctrine of Double Jeopardy in International Criminal and Human Rights Law, in Mediterranean Journal of Human Rights, 2002, p. 183 ss.; O. OLUSANYA, Double Jeopardy Without Parameters. Recharacterisation in International Criminal Law, Intersentia, Antwerp, 2004, p. 73 ss.; M. PISANI, Il ne bis in idem internazionale e il processo penale italiano, cit., p. 570 ss.; T. URLAN, Principle ne bis in idem in the Rome Statute, in Nauka, bezbednost, policija, 2004 (1), p. 93 ss. 4
19 Infine, per evitare che gli strumenti della cooperazione giudiziaria possano portare alla violazione del ne bis in idem di estradizione è spesso inserita una disposizione che consente allo Stato nel quale si trovi una persona ricercata (il c.d. Stato di rifugio) di negare la consegna della persona qualora nel medesimo Stato sia stata pronunciata una sentenza irrevocabile sul fatto posto alla base della richiesta. Tale regola opera anche nella europeo. Tuttavia, pur immunizzando il ricercato da forme di coercizione personale, questa garanzia, che viene definita ne bis in idem pone al riparo la persona ricercata dalla procedibilità per lo stesso fatto da parte dello Stato richiedente I fondamenti del ne bis in idem interno e internazionale. Sono almeno tre i fondamenti del ne bis in idem analizzato nel contesto nazionale. Innanzitutto, si ritiene pacificamente che la tutela della certezza del diritto rappresenti la più 11 irrevocabile, ma facoltativo «se le autorità competenti della Parte richiesta hanno deciso di non aprire un perseguimento penale o di chiuderne uno già avviato per gli stessi fatti». Più articolata la obbligatorio la situazione in cui la persona ricercata sia stata giudicata con sentenza definitiva per gli stessi fatti da uno Stato membro a condizione che, in caso di condanna, la sanzione sia stata applicata o sia in fase di esecuzione o non possa più essere eseguita in forza delle leggi dello Stato facoltativo rispettivamente per fine, o se la persona ricercata ha formato oggetto in uno Stato e L. ACHILUZZI, Estradizione, in M.G. Aimonetto (cur.), Rapporti intergiurisdizionali, nella Collana diretta da M. Chiavario-E. Marzaduri, Giurisprudenza sistematica di diritto processuale penale, Utet, Torino, 2002, p. 176 ss.; G. DEAN, ne bis in idem estradizionale, in Riv. dir. proc., 1998, p. 53 ss.; G. IUZZOLINO, uropeo, Incontro di studio sul tema - 21 settembre 2005), in N. LETTIERI, Ne bis in idem e principio di specialità come limiti essenziali in -9 maggio 2007), in J. VOGEL-A.B. NOROUZI, The European arrest warrant, ne bis in idem and the problem of multiple jurisdictions, in G. Giudicelli-Delage-S. Manacorda (sous la diréction), pénale indirecte. Interactions entre droit pénal et, Société de législation comparée, Paris, 2005, p. 155 ss. 5
20 profonda ratio del divieto di un secondo giudizio. Sotto questo profilo, prevale in dottrina la posizione di chi ritiene che tale divieto assicuri in maniera prevalente la certezza in senso soggettivo, svolgendo quindi una funzione di garanzia individuale 12. Oltre al costo economico della ripetizione, la duplicazione (o moltiplicazione) di un processo ne registra uno più pesante sul piano umano: la a anche per la vittima del reato. La funzione di tutela della libertà è stata particolarmente enfatizzata dai sistemi di common law, laddove la violazione della double jeopardy rule consente di ricorrere al c.d. power to stay the proceeding si di interruzione fair trial. Nella common law, infatti, proprio la duplicazione dei procedimenti, una volta che il primo giudizio si sia concluso con una sentenza passata in giudicato, è una figura s scopo o manifestazione di contrarietà a correttezza 13. Tuttavia, la constatazione che la regola vieta di procedere anche a condanna è la spia che 14. Infatti, anche nel caso in cui la condanna sia stata frutto di una valutazione errata degli atti del processo, oppure sa per il in un nuovo processo privo di fini persecutori e portatore invece di conseguenze favorevoli. Si comprende allora che la ragione giustificatrice del principio sotto q 12 Cfr. F. CORDERO, Procedura penale, 7 a ed., cit., p. 1038; G. DE LUCA, I limiti soggettivi della cosa giudicata penale, cit., p. 90; G. LOZZI, Lezioni di procedura penale, cit., p. 768; P.P. RIVELLO, Analisi in tema di ne bis in idem, in Riv. it. dir. e proc. pen., 1991, p Cfr. E.M. CATALANO,, Giuffrè, Milano, 2004, p. 124 ss.; A.L.-T. CHOO, Abuse of process and judicial stays in criminal proceedings, Clarendon Press, Oxford, 1993, p. 16 ss.; D. CORKER-D. YOUNG-M. SUMMERS, Abuse of Process in Criminal Proceedings, Butterworths, London, 2003, p. 183 ss.; C. WELLS, Abuse of process, a practical approach, LAG, London, 2006, p. 204 ss. 14 In riferimento al processo italiano, sono fatte salve le ipotesi tassative in cui è possibile procedere alla revisione del giudicato penale (art. 630 c.p.p.) e i casi in cui è possibile la rimozione del giudicato per morte del reo erroneamente dichiarata (69 c.p.p.), per sopravvenienza della 6
21 fissazione di un termine convenzionale (il giudicato, appunto), oltre il quale il caso non può più essere rimesso in discussione. Il secondo fondamento del ne bis in idem Erledigungsprinzip 15. È di tutta evidenza che la certezza alla quale mira il ne bis in idem ha dunque una portata soggettiva, laddove impedisce un peggioramento della situazione, e oggettiva, allorché non consente un ipotetico miglioramento della predetta situazione per perseguire «una finalità di contenimento e razionalizzazione delle risorse processuali» 16. giudiziarie: la pronuncia irrevocabile di un giudice deve essere rispettata da tutti i iudiziario, al fine di prevenire conflitti di giudicati. Il rispetto per il sistema giudiziario e la fiducia nella sua efficacia potesse essere ripetutamente messo in discussione. La locuzione latina res judicata pro veritate habetur esprimeva, nel sistema romanistico, proprio questo concetto: poiché la cosa giudicata era portatrice di verità, una nuova azione non poteva essere nemmeno iniziata, perché la sola proposizione avrebbe provato potuto essere in contraddizione con la precedente statuizione 17. È ora da chiedersi se questi fondamenti valgono anche nel caso in cui internazionale. Per quanto riguarda la prima accezione del ne bis in idem tutela individuale astrattamente prescinde dal fatto che la pronuncia in grado di condizione di procedibilità (345, comma 1, c.p.p.), per revoca della sentenza di non luogo a procedere (art. 434 c.p.p.). 15 Cfr. J.L. DE LA CUESTA-A. ESER, Concurrent National and International Criminal Jurisdic, in Rev. int. de droit pénal, 2001, p Cfr. F. CAPRIOLI-D. VICOLI,, cit., p Cfr. V. ANDRIOLI, Il principio del ne bis in idem e la dottrina del processo, loc. cit.; E. HIRTZ,, cit., p. 52; J. LELIEUR-FISCHER, La règle ne bis in idem. Du Etude à la lumière des droits français, allemand et européen, Thesis, Paris I, 2005, p. 55 ss. 7