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Timestamp: 2017-11-23 00:00:02+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 29', 'art. 50', 'art. 15', 'art. 18', 'art. 50', 'art. 50', 'art.18', 'art.50', 'art.20', 'art. 37', 'art. 45', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 25', 'art. 41', 'art. 28', 'art. 11', 'art.50']

Corso di Formazione sulla sicurezza - ppt scaricare
PubblicatoBertrando Andreoli Modificato 3 anni fa
Presentazione sul tema: "Corso di Formazione sulla sicurezza"— Transcript della presentazione:
1 Corso di Formazione sulla sicurezza
Normativa e organizzazione della sicurezza a scuola 5 Aprile 2013 Istituto Comprensivo di Ronco Scrivia a.s. 2012/13
2 Norme di riferimento DPR 547/55 (prevenzione infortuni) DPR 303/56 (igiene del lavoro) “prevenzione oggettiva”, affidata essenzialmente ad interventi di tipo tecnico. D. Lgs. 277/91 (sui rischi derivanti dal piombo, dall’amianto, dal rumore). D. Lgs. 626/94-81/08 (sicurezza sul lavoro) «prevenzione soggettiva», attraverso strumenti nuovi ed obbligatori
3 D.Lgs 81/2008 Attuazione dell’articolo1 della Legge 123/2007,in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro E’ composto da 306 articoli, 13 titoli, 51 allegati Titolo I – Disposizioni Generali Titoli dal II al XI – Disposizioni Speciali Titolo XII – Disposizioni in materia penale e procedura penale Titolo XIII – Norme transitorie e finali
4 Abroga e sostituisce gran parte della precedente disciplina in materia di sicurezza sul lavoro
E’ entrato in vigore il 15 maggio 2008 Tuttavia: Le disposizioni relative ai rischi da stress lavoro-correlato sono slittate all’1 agosto 2010 Le disposizioni relative ai rischi da radiazioni ottiche artificiali sono slittate al 26aprile 2010 Le disposizione relative ai rischi da campi elettromagnetici al 30 aprile 2012
5 Le scuole Art. 3: Campo di applicazione: a tutti i Settori, pubblici e privati Scuole e Università Campo di applicazione: a tutti i lavoratori anche gli studenti ( in questo caso diverse opinioni tra i formatori; qualcuno afferma che gli studenti siano equiparati a lavoratori solo in laboratorio; altri sostengono anche in palestra; altri ancora dicono che, in particolare nel nostro caso «non lo siano mai»)
6 Strumenti valutazione dei rischi nella specifica attività e situazione, che deve poi tradursi in un piano di miglioramento e mantenimento informazione e formazione dei lavoratori per assicurare la loro effettiva partecipazione e collaborazione; organizzazione di una struttura per la gestione della sicurezza (il Servizio di prevenzione e protezione) e definizione di compiti e responsabilità delle varie figure interne ed esterne.
7 Valutazione dei rischi
Norma UNI 292: PERICOLO: fonte di possibili lesioni o danni alla salute; RISCHIO: combinazione di probabilità e di gravità di possibili lesioni o danni alla salute. Approccio psicologico: Pericolo Rischio Rischiosità Accettabilità
8 Pericolo La normativa prevede le macrotipologie del pericolo (ambientale, biologico, chimico, fisico). E’ quindi un aspetto oggettivo e può essere definito individuando e descrivendo le aree di pericolo all’interno delle quali si svolge l’attività lavorativa
9 Rischio E’ un aspetto oggettivo che viene valutato.
Si tratta di individuare in termini probabilistici le situazioni che, in rapporto con le aree di pericolo, si trovano in situazione di rischio per l’oggettività del pericolo e per i comportamenti dei soggetti che ci operano.
10 Rischiosità E’ la percezione SOGGETTIVA del rapporto esistente fra una situazione di pericolo e il rischio probabile o conseguente che questa situazione possa produrre come effetto un infortunio. E’ una dimensione affettiva che dipende anche dalla cultura
11 Accettabilità La percezione SOGGETTIVA della rischiosità produce il meccanismo della sua accettabilità o del suo rifiuto. E’ una rappresentazione cognitiva delle opzioni possibili che si presentano davanti ad un evento rischioso.
12 I nuovi rischi Stress lavoro-correlato, secondo accordo europeo 8 ottobre 2004 Rischi riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo il D.Lgs. 151/2001 Rischi connessi alle differenze di genere Rischi connessi alle differenze di età Rischi connessi alle differenze di provenienza da altri Paesi
13 Obiettivi dell’organizzazione
eliminare il rischio sostituire prodotti pericolosi con altri ridurre il rischio alla fonte ridurre il numero di esposti a particolari rischi informare e formare i lavoratori migliorare le condizioni di sicurezza e di igiene Si chiede a ognuno per il proprio ruolo di assumere questi punti quali parte integrante della propria attività.
14 La gestione integrale La prima azione da attuare è quella della designazione delle varie figure ovvero di organizzare la struttura. La seconda azione è la valutazione dei rischi con la relativa stesura di un Documento che ne contenga gli esiti, le misure di prevenzione e protezione attuate e da attuare, il programma di intervento, ecc. La terza azione è di informare i lavoratori dei rischi inerenti la loro mansione e del programma aziendale di miglioramento;
15 Gestione integrale La quarta azione è quella del programma di controllo e manutenzione di impianti, locali, macchinari, attrezzature, ecc. affinché sia garantito nel tempo il mantenerli pienamente efficienti e, quindi, sicuri; annualmente, nelle organizzazioni con più di 15 dipendenti, il datore di lavoro indice una riunione nella quale viene discussa la problematica e a cui partecipano il Responsabile del servizio prevenzione, il Medico (se previsto per legge) ed il Rappresentante dei lavoratori.
16 Il ruolo del lavoratore
Nella precedente legislazione, i lavoratori erano considerati soggetti passivi destinati ad essere preservati dai rischi lavorativi attraverso l'attività di prevenzione e protezione attuata dal datore di lavoro. Adesso si chiede loro di collaborare nella gestione delle iniziative di prevenzione e protezione, ricoprendo cosi una posizione di primo piano e maggiormente partecipativa.
17 Allo scopo di esercitare il diritto-dovere di partecipare all’attività di prevenzione e protezione, per i lavoratori è prevista la designazione di un proprio Rappresentante per la sicurezza. II Rappresentante non ha responsabilità civili o penali ed ha il compito di favorire la partecipazione e l’intervento dei lavoratori.
18 Maternità Una donna in gravidanza può risultare più esposta della media a certi fattori di rischio e perché può venirne coinvolto lo stesso nascituro. Una specifica attenzione va rivolta alle condizioni di lavoro delle lavoratrici in età fertile per attuare misure di prevenzione e protezione volte alla tutela, con riguardo all'eventuale caso dello stato di gravidanza.
19 L'obiettivo è di eliminare il rischio per la donna e, comunque, di ridurlo, in modo che si possa immediatamente intervenire quando la lavoratrice dovesse informare il Datore di lavoro del suo nuovo stato. "E' vietato adibire al trasporto e al sollevamento di pesi nonché ai lavori pericolosi faticosi ed insalubri le lavoratrici durante il periodo di gestazione e fino a sette mesi dopo il parto".
20 L'errore da evitare è quello di limitarsi a valutare la mansione specifica e non anche la condizione dell'ambiente di lavoro in cui si opera; potrebbe, infatti, risultare che la mansione in quanto tale non esponga a rischi, ma che le condizioni ambientali siano tali per cui fattori di rischio derivanti da altre attività aziendali coinvolgano, seppur magari in misura ridotta, l'interessata. II principale dovere della lavoratrice è di informare immediatamente il Datore di lavoro del suo nuovo stato in modo che possano essere assunti, con tempestività, tutti i provvedimenti di tutela per la salute della madre e del nascituro.
21 Rischio movimentazione carichi
il carico pesa più di 30 Kg (20 per le donne, mentre è vietato per la donna in gravidanza); è ingombrante o difficile da afferrare; è in equilibrio instabile; è collocato in una posizione che costringe chi lo deve maneggiare ad effettuare una torsione del busto o un’inclinazione del tronco;
22 lo sforzo fisico richiesto è effettuato solo mediante una torsione del busto o può comportare un movimento brusco del carico oppure, ancora, è compiuto con il corpo in posizione instabile; lo sforzo è ripetuto, il periodo di riposo fisiologico o di recupero è insufficiente. Anche l’ambiente di lavoro può costituire un rischio nella movimentazione: spazi insufficienti di movimento, necessità di spostare vari materiali per prelevare ciò che serve, pavimento irregolare, presenza di dislivelli, ecc.
23 Movimentazione del carico spostamento del carico
verificarlo preventivamente assicurarsi che il corpo sia in posizione stabile; utilizzare i dispositivi di protezione; evitare collane, bracciali, ecc.
24 Le posture Le posture incongrue, cioè la non idonea posizione
mantenuta durante la attività lavorativa interessano soprattutto il personale che svolge gran parte dell’attività seduto. Le patologie che possono insorgere a causa del mantenimento di posture incongrue sono lombalgie, dolori alla base cervicale ed alle spalle (direttamente dovute alla posizione sollevata degli arti rispetto al piano di lavoro e/o a sedili inadeguati), nonché effetti sulla circolazione (gonfiore alle caviglie ed alle gambe).
25 Importante, pur nei limiti oggettivi dell’attività, è evitare di mantenere le persone a lungo impegnate su lavori ripetitivi per posizione e movimento. Le postazioni di lavoro sedute devono consentire l’appoggio delle braccia ed avere il piano sufficientemente largo e profondo da permettere una corretta collocazione delle gambe.
26 Valutazione dei rischi
La valutazione dei rischi è un processo continuo, che deve riguardare tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell’istituto, (art. 28 c. 1). Richiede la collaborazione del SPP e dell’eventuale MC, e la realizzazione delle attività connesse alla valutazione deve avvenire previa consultazione del RLS (art. 29, art. 50 c. 1).
27 Tabella rischi docenti
sforzo vocale stress danni da posture scorrette allergie di tipo respiratorio scivolamento e cadute accidentali contatto con materiale organico traumi da utilizzo apparecchi / attrezzature elettrocuzione da attrezzature
28 Precauzioni favorire l’alternanza delle attività
sensibilizzazione a impostazione voce frequente pulizia dei locali favorire atteggiamento di attenzione e prevenzione sensibilizzazione e obbligo di utilizzo di materiale in buono stato di conservazione ed a norma sensibilizzazione a segnalare anomalie attrezzature in uso
29 Ai rischi individuati devono seguire azioni correttive di tipo
tecnico, procedurale e organizzativo, informativo e formativo, come indicato dall’art. 15. Per le soluzioni strutturali e di manutenzione, il DS dovrà inoltrare richiesta formale di adempimento all’ente proprietario dell’edificio scolastico (art. 18 c. 3). Il RLS dovrà essere consultato preventivamente all’individuazione e programmazione delle misure (art. 50 c. 1lett. b) e potrà inoltrare proposte in merito (art. 50 c. 1 lett. h)
30 Tabella rischi collaboratori scolastici
movimentazione dei carichi utilizzo attrezzi per pulizia contatto accidentale con sostanze chimiche scivolamento e cadute accidentali contatto con materiale organico elettrocuzione da attrezzature
31 Precauzioni limitare movimentazione manuale dei carichi a pesi inferiori a 30/20 Kg e sensibilizzazione all’utilizzo dei mezzi di ausilio presenti utilizzo di adeguati mezzi di protezione individuale (mascherine e guanti) e tempestiva segnalazione al medico di ogni eventuale stato irritativo acquisizione e valutazione delle schede di sicurezza dei prodotti utilizzati favorire il ricambio dell’aria nei locali
32 favorire atteggiamento di attenzione e prevenzione
fornire guanti in lattice e formazione specifica al primo intervento sensibilizzazione e obbligo di utilizzo di materiale in buono stato di conservazione ed a norma
33 Tabella rischi personale amministrativo
manipolazione sostanze chimiche (toner) affaticamento visivo disturbi muscolo scheletrici per posizioni prolungate disturbi da stress inquinamento dell’aria scivolamento e cadute accidentali
34 Precauzioni acquisizione e valutazione delle schede di sicurezza dei prodotti utilizzati favorire l’alternanza delle attività verifica organizzativa divieto di fumo e pulizia frequente favorire atteggiamento di attenzione e prevenzione
35 Rischi di attività in appalto/terzi
assistenza alunni portatori di handicap nessun rischio identificato da valutare caso per caso pulizia mantenimento verde uso attrezzature rumorose uso sostanze chimiche servizio pulizia locali interni contatto accidentale con sostanze chimiche servizio raccolta rifiuti trauma da contatto con veicolo caduta accidentale materiale
36 servizio trasporto trauma da traffico veicolare servizio trasporto per uscite e visite guidate servizio manutenzione impianti incidenti da scoppio/deflagrazione gas elettrocuzione
37 Accesso del pubblico Altre attività che prevedono accesso del pubblico che pur non costituendo rischio specifico identificabile possono essere causa di eventi particolari lesivi della sicurezza dei dipendenti: · incontri con i genitori · attività di aggiornamento · riunioni a vario livello · utilizzo da parte di terzi degli ambienti della scuola
38 Errori quotidiani raccogliere, con le mani nude, frammenti di vetro;
gettare frammenti di vetro nel cestino dei rifiuti; chiodi e viti sporgenti dal muro, dalle porte, dalle sedie,ecc; appendi abiti sporgenti ad altezza viso; forbici e tagliacarte con punte non arrotondate o mancanti di apposita custodia; oggetti in vetro collocati in posizione pericolosa taglierina sprovvista del dispositivo coprilama; armadi non ancorati al muro o quadri non fissati saldamente alle pareti; prolunghe o filo del telefono/elettrico sporgenti dalla scrivania (occasioni d’inciampo); lamine di alluminio poste sulla soglie delle porte non perfettamente aderenti al pavimento; moquette sfilata, strappata, staccata dal pavimento, con gobbe, ecc.; oggetti fissati al pavimento (colonnine per l’allacciamento elettrico e telefonico); oggetti abbandonati sul pavimento (zaini, cartelle, borse, scatole, ecc.); oggetti scivolosi caduti sul pavimento (fogli di acetato, ecc.); pavimento bagnato dall’acqua ; sedie e banchi rotti; porte a vetri e finestre non di sicurezza o non segnalate; mobili metallici con spigoli vivi e taglienti o cassetti aperti;
39 taglierina sprovvista del dispositivo coprilama;
armadi non ancorati al muro o quadri non fissati saldamente alle pareti; prolunghe o filo del telefono/elettrico sporgenti dalla scrivania (occasioni d’inciampo); lamine di alluminio poste sulla soglie delle porte non perfettamente aderenti al pavimento; moquette sfilata, strappata, staccata dal pavimento, con gobbe, ecc.; oggetti fissati al pavimento (colonnine per l’allacciamento elettrico e telefonico); oggetti abbandonati sul pavimento (zaini, cartelle, borse, scatole, ecc.); oggetti scivolosi caduti sul pavimento (fogli di acetato, ecc.); pavimento bagnato dall’acqua ; sedie e banchi rotti; porte a vetri e finestre non di sicurezza o non segnalate; mobili metallici con spigoli vivi e taglienti o cassetti aperti;
40 oggetti scivolosi caduti sul pavimento (fogli di acetato, ecc
oggetti scivolosi caduti sul pavimento (fogli di acetato, ecc.); pavimento bagnato dall’acqua; sedie e banchi rotti; porte a vetri e finestre non di sicurezza o non segnalate; mobili metallici con spigoli vivi e taglienti o cassetti aperti;
41 - aprire e chiudere le finestre a scorrimento verticale esercitando pressione sul telaio;
- contrastare la chiusura automatica di cancelli o porte di ascensori infilando le mani; - spostare mobili od oggetti voluminosi mantenendo le mani all’esterno; - spostare attrezzature afferrandole in modo errato; - aprire più cassetti di un classificatore provocandone il ribaltamento; - spostarsi a spinta sulle sedie munite di ruote;
42 scendere o salire le scale mantenendosi lontano dal corrimano; salire in piedi sulle sedie;
lasciare le chiavi infilate nei cassetti della scrivania o nelle ante degli armadi; sollevare oggetti piegando la schiena; sollevare oggetti ruotando il busto; prolunghe e cavi disposte e fissate in modo da facilitare deterioramenti o taglio; prolunghe e cavi fatte passare sotto le porte;
43 Gli infortuni Rispetto agli infortuni che accadono a scuola, il DS ha l’obbligo di (art.18 c. 1 lett. r): ai fini statistici e informativi, comunicare all’INAIL provinciale gli infortuni con assenza di almeno 1 giorno, escluso quello dell’evento(attendere nota INAIL sull’attivazione della via telematica) ai fini assicurativi, comunicare all’INAIL provinciale gli infortuni con assenza di almeno 3 giorni, escluso quello dell’evento (idem c.s.)
44 Formazione e informazione
Il RLS deve essere consultato in merito all’organizzazione della formazione (art.50 lett. d). I lavoratori devono partecipare ai programmi di formazione e addestramento (art.20 c. 2 lett. h). Le attività di formazione devono essere registrate nel “libretto formativo del cittadino” (in corso di definizione) (art. 37 c. 14). L’informazione e la formazione devono riguardare anche gli studenti quando equiparati a lavoratori. Opportuno comunque garantire l’informazione di tutti gli allievi e Famiglie, riferita a regole e procedure di sicurezza e di emergenza adottate dalla
45 Compiti del Dirigente Scolastico
Formulazione del Piano d’Emergenza, che contiene almeno il Piano della lotta antincendio, il Piano di evacuazione (D.M. 26/8/92 e 10/3/98) e il Piano di primo soccorso (art. 45) ll DS dovrebbe assicurare la somministrazione di farmaci “salvavita” agli allievi, previa richiesta dei genitori (Linee guida Ministeri Salute e Istruzione 25/11/05): è opportuno definire procedure, documentazione, competenze e modalità di formazione e addestramento di chi si assume l’incarico.
46 Sorveglianza sanitaria
La sorveglianza sanitaria è obbligatoria nei casi in cui la valutazione dei rischi abbia evidenziato rischi di malattia professionale per i quali la normativa e le direttive europee prevedano il controllo medico degli esposti (es. uso di VDT per oltre 20 ore/settimana)(art. 41 c. 1). La visita medica deve essere effettuata preventivamente, periodicamente (con cadenza definita dal medico ovvero normata) oltre che su richiesta del lavoratore(art. 41 c. 2).
48 Visite mediche Le visite ed eventuali accertamenti integrativi sono a carico dell’Istituto (art. 41 c. 4), devono essere registrate sulla “cartella sanitaria e di rischio” (art. 41 c. 5, allegato 3A), che devono essere custodite in luogo concordato con il DS (prevista la possibilità che siano tenute dallo stesso MC) (art. 25 c. 1 lett. c). La visita medica si conclude con il giudizio di idoneità (totale, parziale, temporanea/permanente, con prescrizioni, inidoneità temporanea/permanente) alla mansione specifica (art. 41 c. 6).
49 Gli ambiti della sicurezza
Definizione degli aspetti organizzativi e procedurali relativi alla sicurezza (art. 28, c. 2 lett. d). Alcuni ambiti sono i seguenti: gestione della documentazione gestione delle informazioni riferite a infortuni e incidenti gestione della manutenzione gestione dei Dispositivi di Protezione Individuale(DPI) gestione degli appalti gestione delle lavoratrici madri gestione della riunione periodica gestione degli allievi diversamente abili
50 Cultura della sicurezza
Nella scuola di ogni ordine e grado è fortemente auspicabile la realizzazione di percorsi formativi interdisciplinari alle diverse materie sulle tematiche della salute e sicurezza (art. 11.
52 RLS compiti (art.50) Promuove l’elaborazione, l’individuazione e l’attuazione delle misure di prevenzione e protezione Formula osservazioni in occasione delle visite ispettive degli organi di vigilanza Partecipa alla riunione periodica Fa proposte per le misure di prevenzione Avverte il RSPP dei rischi individuati Può fare ricorso alla autorità quando ritiene che le misure adottate non siano idonee a garantire la salute e la sicurezza
53 Responsabilità RLS Nessuna responsabilità penale per quanto riguarda l’ottemperanza alle norme di sicurezza sul lavoro Ha responsabilità morali nei confronti dei colleghi che l’hanno eletto Ha l’obbligo del rispetto della privacy in relazione ai dati di cui viene in possesso. Non fa parte del Servizio di Prevenzione e Protezione
54 RLS Accede ai luoghi di lavoro È consultato:
preventivamente e tempestivamente nella valutazione dei rischi e nelle programmazione degli interventi di prevenzione nella designazione di R-ASPP, delle figure sensibili (PS, antincendio, evacuazione) e per la definizione dei programmi di informazione e formazione Riceve informazioni su: valutazione dei rischi e misure di prevenzione relative sostanze pericolose, macchine e Impianti, organizzazione e ambienti di lavoro Infortuni e malattie professionali Indicazioni (verbali di ispezione) dei servizi di vigilanza e viene sentito durante le loro ispezioni Riceve documentazione: copia del DVR e dei DUVRI (su richiesta)
55 RLS Deve disporre di tempo, mezzi e spazi Non può subire pregiudizio
Si applicano le stesse tutele previste per il rappresentante sindacale
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LA MOVIMENTAZIONE MANUALE DI CARICHI
LA SICUREZZA E LA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO