Source: http://mobile.ilcaso.it/articolo_ragionato/fallimentare/111-ter/tutte
Timestamp: 2020-02-25 04:00:37+00:00
Document Index: 24621688

Matched Legal Cases: ['art. 111', 'art. 2770', 'art. 8', 'art. 2770', 'art. 111', 'art. 111', 'art. 111']

Fallimento – Riparto – Prededuzioni – Imputazione delle spese di carattere generale – Criterio della proporzionalità
Fallimento – Riparto – Prededuzioni – Imputazione delle spese di carattere generale – Criterio della proporzionalità – Crediti dei professionisti sorti in occasione della procedura di concordato preventivo
In sede di riparto del ricavato della liquidazione, l’imputazione delle spese di carattere generale ai creditori garantiti da pegno o ipoteca deve essere effettuata in base al criterio della proporzionalità e non a quello della utilità.
Vanno considerate come prededuzioni di carattere generale, da imputarsi dunque in via proporzionale anche al creditore ipotecario, i crediti dei professionisti sorti in occasione della procedura di concordato preventivo che ha preceduto il fallimento, non potendosi ricondurre la loro attività in via specifica all’interesse di taluno soltanto dei creditori ammessi al passivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Trapani, 27 Dicembre 2019. Segue...
Fallimento – Riparto delle somme ricavate dalla vendita di beni oggetto di ipoteca – Conti speciali – Conflitto tra crediti prededucibili e crediti assistiti da cause di prelazione
Anche nel sistema normativo vigente (art. 111-ter l.f.), in sede di ripartizione fallimentare delle somme ricavate dalla vendita di beni oggetto di ipoteca, i crediti ipotecari prevalgono sui crediti prededucibili, salvo che questi ultimi si ricolleghino ad attività direttamente e specificamente rivolte ad incrementare, o ad amministrare, o a liquidare i beni ipotecati o rechino, comunque, ai titolari specifiche utilità, e salvo il limite di un'aliquota delle spese generali, che deve, in ogni caso, gravare sui beni assoggettati a garanzia reale. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 01 Aprile 2017. Segue...
Fallimento – Riparto delle somme ricavate dalla vendita di beni oggetto di ipoteca – Conti speciali – Quota di spese generali addebitabili al creditore ipotecario – Criterio della proporzionalità
Il legislatore della riforma fallimentare ha disciplinato la questione dell’imputabilità di una parte delle spese generali anche ai crediti assistiti da prelazione, senza recepire il criterio giurisprudenziale dell’accertata utilità della spesa per il creditore garantito, e prescrivendo invece il criterio proporzionale: sicché il riparto deve essere effettuato, con riferimento alle spese generali, in conformità a tale criterio di proporzionalità, e non al criterio dell’utilità. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 01 Aprile 2017. Segue...
Espropriazione forzata - Oneri e spese della procedura - Spese necessarie alla conservazione dell’immobile pignorato - Mantenimento in esistenza del bene - Spese necessarie ad evitare la chiusura anticipata della procedura - Anticipazione a carico del creditore procedente - Rimborso ex art. 2770 c.c.
Le spese necessarie alla conservazione dell'immobile pignorato indissolubilmente finalizzate al mantenimento in fisica e giuridica esistenza del bene (con esclusione, quindi, delle spese che non abbiano un'immediata funzione conservativa dell'integrità dello stesso, quali quelle dirette alla manutenzione ordinaria o straordinaria o gli oneri di gestione condominiale) in quanto strumentali al perseguimento del risultato fisiologico della procedura di espropriazione forzata (in quanto volte ad evitarne la chiusura anticipata) sono qualificabili quali spese «per gli atti necessari al processo» che, ai sensi dell'art. 8 del d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115, il giudice dell'esecuzione può porre in via di anticipazione a carico del creditore procedente. Tali spese dovranno essere rimborsate come spese privilegiate ex art. 2770 cod. civ. al creditore che le abbia corrisposte in via di anticipazione, ottemperando al provvedimento del giudice dell'esecuzione che ne abbia disposto l'onere a suo carico.
Nella specie si trattava di spese necessarie ad evitare pericoli nella struttura del compendio immobiliare e, quindi, indispensabili per evitare il crollo o il definitivo perimento del bene pignorato, con conseguente chiusura anticipata della procedura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 22 Giugno 2016, n. 12877. Segue...
Espropriazione forzata - Fallimento - Creditore titolare di ipoteca - Spese gravanti sul bene.
Il creditore titolare di ipoteca su un bene facente parte dell’attivo fallimentare è tenuto a sopportare le spese della procedura che si riferiscano al bene gravato, avendosi riguardo sia a quelle specificamente sostenute per la sua gestione e liquidazione, sia a quelle generali riconducibili all’interesse e all’utilità anche potenziale del creditore garantito (Cass 4626/1999). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 11 Gennaio 2013. Segue...
Fallimento - Accertamento del passivo - Costi della procedura suscettibili di prededuzione - Beni gravati da garanzia reale - Prededucibilità delle spese sostenute - Oneri di amministrazione e liquidazione dei beni.
In ordine al problema dell’incidenza dei costi della procedura fallimentare, suscettibili di prededuzione ai sensi dell’art. 111 l.f., sulle somme provenienti dalla vendita di beni gravati da garanzia reale e destinate ad essere attribuite in sede di distribuzione ai creditori assistiti da tale garanzia, a prededucibilità delle spese sostenute per la procedura fallimentare è limitata ai beni oggetto di garanzie reali speciali, agli oneri correlati all’amministrazione e alla liquidazione di tali beni, ovvero attinenti ad attività di amministrazione direttamente rivolte alla conservazione o all’incremento dei beni stessi o comunque destinate a realizzare una specifica utilità ai creditori garantiti (Cass 4626/1999; Cass. 5104/1997). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 11 Gennaio 2013. Segue...
Fallimento - Accertamento del passivo - Costi della procedura gravanti sul ricavato dalla vendita di beni ipotecati - Compenso del curatore - Amministrazione e liquidazione dei beni - Attività di ammissione al passivo del credito garantito.
Il creditore ipotecario deve sopportare una parte del costo della procedura fallimentare che è rappresentato dal compenso dovuto al curatore, in considerazione delle attività da lui compiute, di amministrazione e di liquidazione dei beni ipotecati e volte a consentire il soddisfacimento delle ragioni del medesimo creditore, nonché dell’attività svolta dal curatore stesso nella fase della verifica e dell’ammissione al passivo del credito garantito, del pari indispensabile affinché il creditore possa partecipare al concorso (Cas. 5104/1997). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 11 Gennaio 2013. Segue...
Fallimento - Ripartizione dell'attivo - Ordine di distribuzione - Prededucibilità ex art. 111, primo comma, n. 1 legge fall. - Portata - Limiti - Nel caso di beni oggetto di garanzie reali speciali
La prededucibilità, ex art. 111, primo comma, n. 1, R.D. 16 Marzo 1942, n. 267, delle spese relative alla procedura fallimentare, non incide nella stessa misura sulla totalità dell'attivo, dovendo il suo effetto essere limitato, per i beni oggetto di garanzie reali speciali, ai soli oneri correlati all'amministrazione ed alla liquidazione di detti beni, ovvero attinenti ad attività di amministrazione direttamente rivolte alla conservazione o all'incremento dei beni stessi o comunque destinate a realizzare una specifica utilità per i creditori garantiti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Maggio 1999. Segue...
Cause di prelazione - Ipoteca - Oggetto dell'ipoteca - Ipoteca iscritta su stabilimento industriale - Estensione ai macchinari - Condizioni - Fallimento del debitore - Disintegrazione del complesso industriale - Conseguenze