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Timestamp: 2020-06-06 02:12:08+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2043', 'art. 2059', 'art. 2043', 'art. 13']

da armaroli | Apr 9, 2016 | avvocati Bologna News, incidenti mortali risarcimento danni, NEWS AVVOCATI BOLOGNA
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Purtroppo non troppo di rado gli incidenti stradali possono essere anche mortali.
In questi momenti terribili , i parenti e i conviventi possono chiedere un risarcimento danni, che viene calcolato prendendo in considerazione le diverse tipologie di danno che la morte di una persona può causare.
In specifici casi previsti dalla legge vigente, la morte di una persona può portare a dei danni morali.
C’è poi il danno da morte iure hereditatis, che consiste nel danno subìto dalla vittima e che, dal momento che la vittima non è più in vita, può essere ereditato dai familiari o dagli aventi diritto.
C’è infine anche il danno esistenziale, che non deve essere trascurato quando si giunge a dover stabilire il risarcimento per l’incidente stradale che è risultato mortale.
DA COSA DIPENDE LA QUANTIFICAZIONE DEL RISARCIMENTO?
uno dei quali è l’età della persona che viene a mancare. Ci sono, però, anche altri elementi che incidono, ad esempio la morte di un figlio unico e la morte del figlio di una coppia che non può averne altri.
INCIDENTE MORTALE LE TIPOLOGIE DEL DANNO:
danno da morte per il danno biologico e morale subito dal defunto e trasmissibile agli eredi per tutta la durata del tempo che va dall’incidente dalla morte.
Tale danno comprende le spese mediche ospedaliere, il trasporto, gli esami specialistici etc…
danno da perdita della vita quale bene supremo dell’individuo e diritto assoluto e inviolabile
Ed infatti le Sezioni Unite di questa Corte, con sentenza n. 15350 del 2015 emessa in sede istituzionale di risoluzione di contrasto, dopo aver esaminato tutte le questioni rappresentate in ricorso, hanno affermato il seguente principio di diritto: “In materia di danno non patrimoniale, in caso di morte cagionata da un illecito, il pregiudizio conseguente costituito dalla perdita della vita, bene giuridico autonomo rispetto alla salute, fruibile solo in natura dal titolare e insuscettibile di essere reintegrato per equivalente, sicche’, ove il decesso si verifichi immediatamente o dopo brevissimo tempo dalle lesioni personali, deve escludersi la risarcibilita’ “iure hereditatis” di tale pregiudizio, in ragione – nel primo caso – dell’assenza del soggetto al quale sia collegabile la perdita del bene e nel cui patrimonio possa essere acquisito il relativo credito risarcitorio, ovvero – nel secondo – della mancanza di utilita’ di uno spazio di vita brevissimo”.
A questo principio, risalente a costante orientamento di legittimita’ – ribadito anche nella sentenza a Sezioni Unite del 2008 n. 26972 – non in contrasto con la Costituzione (Corte Costit. n. 372 del 1994), si e’ conformata la sentenza impugnata, e pertanto il ricorso va rigettato.
La legge italiana prevede degli specifici risarcimenti del danno per la venuta meno di un parente a causa di un incidente. Come più volte notato dalla Corte di Cassazione italiana, ogni persona ha diritto a una vita privata e familiare, alla cura e al supporto dei genitori. Anche la Costituzione italiana garantisce la piena tutela dei diritti fondamentali di cui agli articoli 2, 29, 30 e 31, segnatamente l’integrità morale, il matrimonio, la solidarietà e le relazioni familiari.
Se danno biologico della vittima (la perdita della vita) sarà riconosciuto ai membri della famiglia solo a determinate condizioni e in base al diritto ereditario, il danno alla perdita della relazione familiare è un diritto personale di ogni prossimo congiunto.
Nelle tabelle del Tribunale di Milano, tabelle alle quali solitamente si fa riferimento in tutta Italia. Sono dunque previsti dei risarcimenti in base al grado di parentela e all’età della vittima e dei parenti.
Secondo la giurisprudenza viene riconosciuto a titolo di danno morale agli eredi il risarcimento del c.d. danno “catastrofale” – ossia del danno conseguente alla sofferenza patita dalla persona che lucidamente assiste allo spegnersi della propria vita. Per vedere riconosciuto anche questo danno, è necessario la prova della sussistenza di uno stato di coscienza della persona nel breve intervallo tra il sinistro e la morte.
Avvocato per vittime della strada a Bologna Ravenna Imola Forli Cesena Rimini I nostri avvocati e consulenti, specializzati nella infortunistica stradale e nella cura dei relativi risarcimenti, con particolare riferimento agli incidenti stradali con esiti mortali e dai quali siano esitate lesioni gravi, assistono i familiari e le vittime della strada su tutto il territorio italiano, garantendo un intervento tempestivo
La materia del risarcimento danni è in continua evoluzione e le compagnie assicurative, oggigiorno tendono ad effettuare una stima inferiore ai danni subiti, con lo scopo di liquidare il minimo al danneggiato.
Visti i numerosi cambiamenti della legislazione in caso di danni a seguito di incidenti, al giorno d’oggi diventa sempre più indispensabile affidarsi ad un avvocato esperto in risarcimento danni ed infortunistica.
Garantisce altresì l’assistenza in giudizio, in sede civile e penale, in tal caso attraverso le costituzioni di parte civile nei procedimenti penali per i reati di omicidio stradale, lesioni stradali,.
La responsabilità civile è regolata da una complessa serie di norme, il cui cardine è quanto sancito dall’art. 2043 c.c. “Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno.”
Complesso è stabilire l’entità del danno e di conseguenza il risarcimento a cui si ha diritto.
I danni si suddividono in due macro-categorie:
– DANNI PATRIMONIALI ( spese sostenute e perdite economiche, mancato guadagno )
– DANNI NON PATRIMONIALI (danno biologico, danno morale, ricadute esistenziali, danni riflessi ai parenti del macro leso o del defunto)
La materia del risarcimento danni è in continua evoluzione e necessita di un continuo aggiornamento professionale essendo la materia continuamente innovata da riforme giurisdizionali e sentenze di legittimità e di merito.
1 Risarcimento per morte o altra grave conseguenza
2 Risarcimento morte fratello incidente stradale
3 Risarcimento ai nipoti per la morte del nonno o della nonna
4 Risarcimento al fidanzato o partner anche se non convivente
5 Risarcimento morte zio in un incidente stradale
6 Come dimostrare il danno
DANNI RISARCIBILI IN CASO DI INCIDENTE MORTALE :
i danni patrimoniali, vale a dire quelli economici sofferti dai congiuntiche a loro volta devono considerare sia quelli emergenti (cioè quelli realmente sostenuti, si pensi ad esempio alle spese funerarie) sia quelli da lucro cessante (ad esempio il mancato sostegno finanziario che il defunto garantiva col suo lavoro al bilancio familiare);
–responsabilità per illecito endofamiliare;;
––responsabilità della banca e dell’intermediario finanziario (c.d. consulente finanziario o private banker);
MASSIME GIURISPRUDENZA DANNO TERMINALE
Danno tanatologico – Sinistro stradale – Unitarietà del danno non patrimoniale – Risarcimento del danno iure hereditatis – Esclusione se la morte è immediata – Ratio
Il danno da perdita della vita, per rappresentare danno risarcibile, è necessario che sia rapportato a un soggetto idoneo a far valere il relativo credito risarcitorio. Nel caso di morte verificatasi dopo pochissimo tempo dalle avvenute lesioni personali, l’irrisarcibilità e la conseguente ereditabilità del diritto di credito deriva dalla assenza stessa di un soggetto al quale, nel momento in cui si verifica, sia collegabile la perdita, e nel cui patrimonio possa essere acquisito il relativo diritto.
Tribunale|Aosta|Civile|Sentenza|6 settembre 2014| n. 325
Incidente stradale e risarcimento dei danni – Lettura costituzionalmente orientata del disposto normativo ex art. 2059 c.c. – Baluardo storico invalicabile per un compiuto ed esauriente ristoro del danno civile nelle sue componenti non incidenti nella sfera patrimoniale del soggetto leso – Dannonon patrimoniale – Danno inteso nella sua accezione più ampia di danno determinato dalla lesione di interessi inerenti la persona – Interessi non connotati da rilevanza economica – Sistema della responsabilità aquiliana – Riconducibilità nell’ambito della bipolarità prevista dal vigente codice civile tra danno patrimoniale e danno non patrimoniale – Artt. 2043 e 2059 c.c. – Struttura dell’illecito – Condotta, nesso causale tra questa e l’evento lesivo e danno che da quello consegue – Differenziazione tra le due ipotesi risarcitorie – Differenza nell’evento dannoso – Risarcimento del danno patrimoniale da fatto illecito – Danno connotato da atipicità – Ingiustizia del danno di cui all’art. 2043 c.c. – Lesione di qualsiasi interesse giuridicamente rilevante – Danno non patrimoniale connotato da tipicità – Danno risarcibile solo nei casi determinati dalla legge e nei casi in cui esso sia cagionato da un evento di danno – Lesione di specifici diritti inviolabili della persona – Singole categorie concettuali di danno non patrimoniale – Categorie aventi valenza meramente descrittiva di componenti di danno – Componenti risarcibili in quanto sfaccettature riconducibili a significative lesioni di valori – Valori non direttamente attinenti la sfera patrimoniale del soggetto – Danni previsti dal legislatore ovvero qualificabili quali lesioni di interessi costituzionalmente rilevanti o comunque inviolabili del soggetto – Risarcimento del danno non patrimoniale integrale – Compito del giudice – Accertare l’effettiva consistenza del pregiudizio allegato – Irrilevanza del nome attribuitogli – Individuazione di quali ripercussioni negative sul valore uomo si siano verificate – Integrale riparazione – Adeguata personalizzazione della liquidazione del danno biologico – Valutazione nella loro effettiva consistenza delle sofferenze fisiche e psichiche patite dal soggetto leso – Valutazione di ogni componente del danno in quanto lesivo di un interesse inviolabile del soggetto – Caso di specie – Richiesta degli attori di risarcimento dei danni patiti a seguito della morte di un loro congiunto – Soggetto coinvolto in un sinistro stradale – Risarcimento del danno non patrimoniale da perdita del diritto alla vita, o danno tanatologico – Danno richiesto dagli attori iure hereditatis – Richiesta non accolta – Ratio – Lesione dell’integrità fisica con il verificarsi dell’evento letale immediatamente o a breve distanza di tempo dall’evento lesivo – Impossibilità di configurare il danno tanatologico – Perdita del bene giuridico della vita in capo al soggetto – Impossibilità che essa di traduca nel contestuale acquisto al patrimonio della vittima di un corrispondente diritto al risarcimento – Diritto trasferibile agli eredi – Funzione non sanzionatoria ma di reintegrazione e riparazione degli effettivi pregiudizi svolta dal risarcimento del danno – Impossibilità che tale risarcimento operi quando la persona abbia cessato di esistere – Insussistenza di un risarcimento per equivalente che operi allorché la persona non esiste più – Morte causata della lesioni – Unico danno biologico risarcibile – Danno correlato dall’inabilità temporanea – Danno riconosciuto agli attori iure hereditatis
Corte di Cassazione|Sezione L|Civile|Sentenza|7 giugno 2010| n. 13672
Risarcimento del danno – Patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) – Morte non immediata della vittima – Danno tanatologico – Riconducibilità al danno morale – Diritto al risarcimento – Trasmissibilità agli eredi – Fattispecie.
In caso di morte che segua le lesioni fisiche dopo breve tempo, il danno c.d. tanatologico, consistente nella sofferenza patita dalla vittima che sia rimasta lucida durante l’agonia, in consapevole attesa della fine, dev’essere ricondotto nella dimensione del danno morale, inteso nella sua più ampia accezione, ed il diritto al relativo risarcimento è trasmissibile agli eredi. (Nella specie, avente ad oggetto il decesso conseguente ad un infortunio sul lavoro causato dal crollo di un muro, la S.C. ha cassato la pronuncia della corte di merito che aveva ritenuto che l’ambito temporale estremamente circoscritto dei fatti rendesse irrilevante l’accertamento sull’esistenza in vita del lavoratore al momento dell’estrazione dalle macerie e sulla sua richiesta di aiuto).
Corte di Cassazione|Sezione L|Civile|Sentenza|27 maggio 2009| n. 12326
Risarcimento del danno – Morte di congiunti (parenti della vittima) – Assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali – Danno cosiddetto “tanatologico” a seguito di infortunio “in itinere” – Danno biologico – Configurabilità – Esclusione – Fondamento – Art. 13 del d.lgs. 23 febbraio 2000, n. 38 – Limiti dell’assicurazione sociale del danno biologico – Conseguenza – Azione “iure hereditatis” contro l’inail per il risarcimento del danno da perdita del diritto alla vita – Configurabilità – Esclusione.
In materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, il danno cosiddetto “tanatologico”, nel caso che la morte (nella specie, in esito ad un infortunio “in itinere”) segua le lesioni dopo breve tempo, riguardando il bene giuridico della vita, diverso da quello della salute (in quanto la perdita della vita non costituisce la massima lesione possibile del diritto alla salute), non rientra nella nozione di dannobiologico recepita dall’art. 13 del d.lgs. 23 febbraio 2000, n. 38, che fa riferimento alla “lesione dell’integrità psicofisica”, suscettibile di valutazione medico-legale e causativa di una menomazione valutabile secondo le tabelle di cui al d.m. 12 luglio 2000 del Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale, operando entro detti limiti l’assicurazione sociale del danno biologico. Ne consegue che non è risarcibile la domanda proposta “iure hereditatis” dagli eredi del “de cuius” nei confronti dell’INAIL per il risarcimento del danno da “perdita del diritto alla vita”.
Motivi della decisionCHIAMA E PARLA CON L’ AVVOCATO ESPERTO 0516447838 URGENZE 3358174816