Source: http://wemapp.eu/privacy/regole-deontologiche-per-trattamenti-a-fini-statistici-o-di-ricerca-scientifica-pubblicate-ai-sensi-dellart-20-comma-4-del-d-lgs-10-agosto-2018-n-101-19-dicembre-2018-9069637/
Timestamp: 2020-08-06 16:44:29+00:00
Document Index: 186144772

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 4', '§ 1', 'art. 6', 'art. 14', '§ 5', '§ 1']

Regole deontologiche per trattamenti a fini statistici o di ricerca scientifica pubblicate ai sensi dell’art. 20, comma 4, del d.lgs. 10 agosto 2018, n. 101 – 19 dicembre 2018 [9069637] – Progetto Privacy
Resta, invece valida la definizione di “istituto o ente di ricerca”, di cui alla lettera e), dell’articolo in esame, che deve esser interpretata alla luce del nuovo quadro normativo di settore di cui all’art. 5-ter del d.lgs. 33 del 2013, che ha demandato al Comstat l’individuazione, sentito il Garante, dei criteri per il riconoscimento degli enti di ricerca e delle strutture di ricerca di istituzioni pubbliche e private, avuto riguardo agli scopi istituzionali perseguiti, all’attività svolta e all’organizzazione interna in relazione all’attività di ricerca, nonché alle misure adottate per garantire la sicurezza dei dati. Tali criteri sono stati di recente individuati nelle linee guida per l’accesso a fini scientifici ai dati elementari del Sistema statistico nazionale (G.U. n.287 del 11-12-2018).
All’art. 4, “Identificabilità dell’interessato”, è stato ritenuto necessario, in primo luogo, sostituire la parola “identificativi”, al comma 1, lett. a), con la seguente locuzione “dati che … identificano” l’unità statistica in quanto la definizione di “dati identificativi” di cui all’art. 4, comma 1, lett. c), del Codice è stata abrogata dal d.lgs. n. 101 del 2018, e non è più prevista dal Regolamento; in secondo luogo, il comma 1, lett. c), è stato ritenuto incompatibile nella misura in cui introduceva, per la valutazione del rischio di identificabilità degli interessati, dei parametri predefiniti che non sono in linea con il quadro giuridico introdotto dal Regolamento. Rispetto alle indicazioni fornite dal considerando 26, che per l’identificabilità di una persona indica, in particolare, che si tengano in considerazione “tutti i mezzi” di cui il titolare può ragionevolmente avvalersi, la disposizione in esame poneva come parametri predefiniti la tipologia di dati comunicati o diffusi, la proporzione tra i mezzi per l’identificazione e la lesione o il pericolo di lesione dei diritti degli interessati, ciò anche alla luce del vantaggio che ne poteva trarre il titolare. Tale disposizione, quindi, nel fornire ai titolari delle coordinate per valutare l’identificabilità dell’interessato attualmente superate, manifestava anche un approccio alla definizione e valutazione del rischio più circoscritte rispetto a quella del Regolamento in cui tale valutazione deve tener conto delle nuove tecnologie utilizzate, della natura, dell’oggetto, del contesto e delle finalità di ogni tipo di trattamento, (cfr. anche cons. 84, 89, 93 e 95 e artt. 5, § 1, lett. e), 24, 35 e 36 del Regolamento).
E’ stato altresì ritenuto incompatibile l’art. 6, comma 4, che individuava alcuni casi di deroga all’obbligo di fornire, informazioni agli interessati quando i dati sono raccolti presso terzi, disponendo che il titolare dovesse dare preventiva informazione al Garante delle modalità prescelte, tra quelle indicate a titolo esemplificativo dalla norma. Parimenti, è stato considerato incompatibile il comma 5 dell’articolo in esame, nella parte in cui, qualora il titolare avesse ritenuto di non utilizzare le forme di pubblicità indicate al comma 4, poteva individuare idonee forme di pubblicità da comunicare preventivamente al Garante, che poteva prescrivere eventuali misure e accorgimenti. L’art. 14, § 5, lett. b), del Regolamento ora prevede, infatti, che le informazioni in caso di raccolta di dati presso terzi possano essere omesse nel caso in cui la comunicazione di tali informazioni risultasse impossibile o implicasse uno sforzo sproporzionato. Con particolare riferimento ai trattamenti a fini di ricerca scientifica o a fini statistici, fatte salve le condizioni e le garanzie di cui all’articolo 89, § 1, non vi è, inoltre, l’obbligo di informare l’interessato nella misura in cui ciò rischi di rendere impossibile o di pregiudicare gravemente il conseguimento delle finalità di tale trattamento. In tali casi, il titolare del trattamento è tenuto comunque ad adottare misure appropriate per tutelare i diritti, le libertà e i legittimi interessi dell’interessato, anche rendendo pubbliche le informazioni.
a) “risultato statistico”, l´informazione ottenuta con il trattamento di dati personali per quantificare aspetti di un fenomeno collettivo;
b) “unità statistica”, l´entità alla quale sono riferiti o riferibili i dati trattati;
d) “istituto o ente di ricerca”, un organismo pubblico o privato per il quale la finalità di statistica o di ricerca scientifica risulta dagli scopi dell´istituzione e la cui attività scientifica è documentabile;
e) “società scientifica”, un´associazione che raccoglie gli studiosi di un ambito disciplinare, ivi comprese le relative associazioni professionali.
b) il consenso è manifestato per iscritto. Quando la raccolta delle categorie particolari di dati personali è effettuata con modalità –quali interviste telefoniche o assistite da elaboratore o simili– che rendono particolarmente gravoso per l´indagine acquisirlo per iscritto, il consenso, purché esplicito, può essere documentato per iscritto. In tal caso, la documentazione dell´informativa resa all´interessato e dell’acquisizione del relativo consenso è conservata dal titolare del trattamento per tre anni.
2. La ricerca di cui al comma 1 si svolge nel rispetto degli orientamenti e delle disposizioni internazionali e comunitarie in materia, quali la Convenzione sui diritti dell´uomo e sulla biomedicina del 4 aprile 1997, ratificata con legge 28 marzo 2001, n. 145, la Raccomandazione del Consiglio d´Europa R(97)5 adottata il 13 febbraio 1997 relativa alla protezione dei dati sanitari e la dichiarazione di Helsinki dell’Associazione medica mondiale sui princìpi per la ricerca che coinvolge soggetti umani.
4. Nel manifestare il proprio consenso ad un´indagine medica o epidemiologica, l´interessato è richiesto di dichiarare se vuole conoscere o meno eventuali scoperte inattese che emergano a suo carico durante la ricerca. In caso positivo, i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute possono essere resi noti all’interessato -o, in caso di impossibilità fisica, incapacità di agire o incapacità di intendere o di volere dell’interessato, a chi ne esercita legalmente la rappresentanza, ovvero a un prossimo congiunto, a un familiare, a un convivente o unito civilmente ovvero a un fiduciario ai sensi dell’articolo 4 della legge 22 dicembre 2017, n. 219 o, in loro assenza, al responsabile della struttura presso cui dimora l’interessato-, da parte di esercenti le professioni sanitarie ed organismi sanitari, solo per il tramite di un medico designato dall’interessato o dal titolare, fatta eccezione per i dati personali forniti in precedenza dal medesimo interessato. Il titolare, il responsabile o le persone designate possono autorizzare per iscritto esercenti le professioni sanitarie diversi dai medici, che nell’esercizio dei propri compiti intrattengono rapporti diretti con i pazienti e sono deputati a trattare dati personali idonei a rivelare lo stato di salute, a rendere noti i medesimi dati all’interessato o ai predetti soggetti. L’atto di designazione individua appropriate modalità e cautele rapportate al contesto nel quale è effettuato il trattamento di dati. Quando, il consenso non può essere richiesto, tali eventi sono comunque comunicati all´interessato nel rispetto di quanto sopra qualora rivestano un´importanza rilevante per la tutela della salute dello stesso.