Source: http://www.sanzioniamministrative.it/collegamenti/RicercaGiuridica/altra_Normativa/Leggi/Notifiche/L_20Novembre1982_n_890.html
Timestamp: 2019-01-23 07:44:47+00:00
Document Index: 3447197

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 149', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 10', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 169']

Legge 20 Novembre 1982 n. 890
” Notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari “
(G.U. del 04 dicembre 1982 n. 334)
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Gli ufficiali giudiziari, per la notificazione degli atti a mezzo del servizio postale e per le comunicazioni a mezzo di lettera raccomandata connesse con la notificazione di atti giudiziari, fanno uso di speciali buste e moduli, per avvisi di ricevimento, entrambi di colore verde, di cui debbono fornirsi a propria cura e spese, (1) conformi al modello prestabilito dalla amministrazione postale.
Sulle buste non sono apposti segni o indicazioni dai quali possa desumersi il contenuto dell'atto.(2)
(1) 1 L'Accordo Quadro del 15/07/2004 che ha generato la Convenzione con le Poste, ha stabilito che le Poste devono fornire agli Ufficiali Giudiziari gratuitamente i modelli 22R e 23L (cartoline verdi).a far data dal 01/01/2005 –Circolare del Ministero della Giustizia Ufficio 11" Prot. 7853 del 22/02/2005 - Tale diritto è stato ribadito dal Ministero con la nota del 30/4/2005 n. VI/778/03-1 Ufficio VI -La relativa richiesta deve essere inoltrata al Polo Corrispondenza delle Poste S.p.A. in Piazza Dante n. 25 Roma, ovvero al Polo Logistico Territoriale Regionale anche per il tramite del locale Ufficio Postale.
(2) Comma aggiunto, con decorrenza dal 1° gennaio 2004, dall'articolo 174, dal Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196, Codice in materia di protezione dei dati personali
Nei casi in cui l'ufficiale giudiziario si avvalga per la notificazione di sistemi telematici, la sottoscrizione è sostituita dall'indicazione a stampa sul documento prodotto al sistema informatizzato del nominativo dell'ufficiale giudiziario stesso (3).
(3) Il periodo è stato aggiunto dal decreto legge 35/2005 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 80/2005
L'avviso di ricevimento può essere trasmesso per telegrafo o in via telematica, (4) quando l'autorità giudiziaria o la parte interessata alla notificazione dell'atto ne faccia richiesta, purchè il mittente anticipi la spesa, oltre il pagamento della tassa normale. Il telegramma deve essere spedito a cura dell'agente postale e contenere le generalità del destinatario o della persona abilitata che ha ricevuto il piego con l'indicazione della relativa qualifica, i quali, all'atto della consegna del piego, debbono firmare il relativo registro.
L’avviso di ricevimento costituisce prova dell'eseguita notificazione. (5)
(4) Le parole “o in via telematica”, sono state aggiunte dal decreto legge 35/2005 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 80/2005
(5) I1 combinato disposto dell'art. 4 e dell'art. 149 C.P.C. è costituzionalmente illegittimo, nella parte in cui prevede che la notificazione alla data di ricezione dell'atto da parte del destinatario anziché a quella, antecedente, di consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario (C. Cost. 26 novembre 2002 n. 477).
La ricevuta di spedizione della raccomandata è conservata dall'ufficiale giudiziario ed annotata nel registro cronologico dove pure è annotato l'avviso di ricevimento nelle ipotesi di cui all'ultima parte del quarto comma dell' articolo 3 . In questi casi l'avviso di ricevimento è poi consegnato al funzionario addetto all'autorità giudiziaria o alla parte richiedente insieme con l'originale dell'atto, al quale deve rimanere allegato.
In ogni caso, la parte può, anche prima del ritorno dell'avviso di ricevimento, farsi consegnare dall'ufficiale giudiziario l'originale dell'atto per ottenere l'iscrizione della causa a ruolo o per eseguire il deposito del ricorso o controricorso nei giudizi di cassazione; peraltro, la causa non potrà essere messa in decisione se non sia allegato agli atti l'avviso di ricevimento, salvo che il convenuto si costituisca.(6)
(6) La Corte costituzionale, con sentenza n. 140 del 30 marzo 1992, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di questo comma, - nella parte in cui non prevede la sua applicabilità ai giudizi dinanzi ai giudici amministrativi, ivi compresi i giudizi elettorali
Nel caso, invece, che durante la permanenza del piego presso l'ufficio postale o una sua dipendenza(7) il destinatario o un suo incaricato ne curi il ritiro, l'impiegato postale lo dichiara sull'avviso di ricevimento che, datato e firmato dal destinatario o dal suo incaricato, è subito spedito al mittente, in raccomandazione.
I costi derivanti dalla spedizione della raccomandata e del relativo avviso di ricevimento di cui al secondo comma dell'articolo 8 della legge 20 novembre 1982, n. 890, e successive modificazioni, sono posti a carico del mittente indicato nell'avviso di ricevimento stesso, secondo le previsioni tariffarie vigenti, fatti salvi i casi di esenzione8 dalle spese di notifica previsti dalle leggi vigenti (8).
Qualora la data delle eseguite formalità manchi sull'avviso di ricevimento o sia, comunque, incerta, la notificazione si ha per eseguita alla data risultante dal bollo di spedizione dell'avviso stesso. (9)
(7) Le modificazioni al secondo, terzo e quarto cornma sono state apportate dal decreto legge 35/2005 convertito, con modificazione, dalla legge n. 80/2005.
(8) I1 coma 4-bis è stato inserito dalla legge n. 80/2005 di conversione del decreto legge 35/2005.
(9) La Corte Costituzionale, con sentenza n. 346 del 23 settembre 1998, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della parte in cui non prevedeva che, in caso di rifiuto di ricevere il piego o di firmare il registro di consegna da parte delle persone abilitate alla ricezione ovvero in caso di mancato recapito per temporanea assenza del destinatario o per mancanza, inidoneità o assenza delle persone sopra menzionate, del compimento delle formalità descritte e del deposito del piego sia data notizia al destinatario medesimo con raccomandata con avviso di ricevimento. Nonché nella parte in cui prevedeva che il piego sia restituito al mittente, in caso di mancato ritiro da parte del destinatario, dopo dieci giorni dal deposito presso l'ufficio postale.
Salvo quanto disposto dall' articolo 171 del codice di procedura penale , nel caso di cambiamento di residenza o di dimora o di domicilio del destinatario nello stesso comune, l'agente postale, qualora sia venuto a conoscenza del nuovo indirizzo, provvede, nei modi indicati dal primo, secondo e terzo comma dell' articolo 7 , alla immediata consegna direttamente o, se ciò non sia possibile, a mezzo dell'agente incaricato del servizio nel settore ove è la nuova residenza o la nuova dimora o il nuovo domicilio del destinatario.
Le disposizioni che precedono si applicano, in quanto compatibili, alle comunicazioni a mezzo di lettera raccomandata effettuate da ufficiale giudiziario e connesse con la notificazione di atti giudiziari. (10)
(10) Tali comunicazioni, non sono state investite dalle risoluzioni apportate dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 346198, né dalla nuova regolamentazione legislativa D.L. n. 35/2005 convertito, con modificazione, dalla legge n. 80/2005), pertanto, al fine di non ingenerare confusione, le comunicazioni a mezzo lettera raccomandata effettuate dall'ufficiale giudiziario, in caso di notificazione avvenuta ai sensi degli artt. 139, comma IV, 140 C.P.C. e 157 C.P.P., devono recare sulla busta verde un timbro con la dicitura "AVVISO o "NOTIFICA AI SENSI degli artt. 139,140 C.P.C. e 157 C.P.P., di guisa che l'agente postale sarà in grado di riconoscere tali notifiche e pertanto dovrà astenersi dall'invio della seconda raccomandata.
Trascorsi dieci giorni dalla data in cui il piego è stato depositato senza che il destinatario ne abbia curato il ritiro, il piego stesso datato e sottoscritto è subito restituito in raccomandazione, unitamente all'avviso di ricevimento, al mittente con l'indicazione "non ritirato" (cfr. Circolare delle poste italiane S.p.A del 22/06/1999 prot. n. 16780).
Le norme sulla notificazione degli atti giudiziari a mezzo della posta sono applicabili alla notificazione degli atti adottati dalle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 19 1993, n. 29, e successive modificazioni (11), da parte dell'ufficio che adotta l'atto stesso (12).
(11) Vedi D.L.vo 30 marzo 2001, n. 165.
(12) Questo comma è stato così sostituito dall'art 10, c o m a 5, della L. 3 agosto 1999, n. 265.
La notificazione con l'impiego di nonché, ove ciò degli avvisi e de li atti che per legge devono essere notificati al contribuente deve avvenire plico sigillato (13).e 18 può eseguirsi a mezzo della posta direttamente dagli uffici finanziari, risulti impossibile, (14). a cura degli ufficiali giudiziari, dei messi comunali ovvero dei messi speciali autorizzati dall'Amministrazione finanziaria, secondo le modalità previste dalla presente legge.
Sono fatti salvi i disposti di cui agli articoli 26, 45 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e 60 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, nonché le altre modalità di notifica previste dalle norme relative alle singole leggi di imposta.
(13) Le parole: “deve avvenire con l'impiego di plico sigillato e” sono state inserite dall'art. 20 della L. 8 maggio 1998, n. 146.
(14) Le parole: “direttamente dagli uffici finanziari, nonché, ove ciò risulti impossibile”, sono state inserite dall'art. 20 della L. 8 maggio 1998, n. 146.
Art. 15 .(15)
(15) Articolo non più valido, in quanto aggiornava l’art. 169 del vecchio C.P.P. ormai abrogato.