Source: http://www.studiominoccheri.com/2012/03/
Timestamp: 2020-02-21 18:03:22+00:00
Document Index: 52191798

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'sentenza ', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 29', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 36', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 49', 'art. 12', 'art. 49', 'art. 12', 'art. 51', 'art. 49', 'art. 58', 'art. 60', 'art. 30', 'art. 148', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 14', 'art. 110', 'art. 14', 'art. 74', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 14', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 23', 'arto 5', 'art. 2', 'art. 11', 'art.36', 'art.54', 'art.36', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 36', 'art. 3', 'art. 9']

STUDIO MINOCCHERI: marzo 2012
Comunicazioni «black list»: entro il 2 aprile 2012 l’invio con la nuova soglia dei 500 euro
Scade lunedì 2 aprile (il 31 marzo è sabato) il termine per l’invio della comunicazione mensile dei dati relativi alle transazioni con operatori economici residenti in Paesi “black list”.
Quella del 2 aprile è anche la prima scadenza in cui potrebbe trovare applicazione la novità introdotta dal DL 16/2012 (Decreto semplificazioni), entrato in vigore il 2 marzo scorso.
Il Decreto modifica l’ambito oggettivo dell’adempimento, prevedendo la comunicazione di tutte le cessioni e di tutte le prestazioni di servizi “di importo superiore a 500 euro”. La norma è chiaramente diretta a ridurre gli adempimenti delle imprese che, per alcune spese di importo minimale, erano comunque tenute ad adempiere. Il problema non è tanto riferito alle spese di trasferta dei dipendenti, già escluse in via interpretativa dalla circolare n. 2 del 28 gennaio 2011, quanto piuttosto agli acquisti di software e di cancelleria, laddove il cessionario, ovviamente, sia residente in un Paese black list e alle spese di trasferta dell’imprenditore o del professionista.
Dal punto di vista applicativo, la norma presenta alcuni profili problematici.
Tanto la norma quanto la relazione governativa lasciano intendere che il limite di 500 euro debba essere riferito alla singola operazione. Ciò nondimeno, esiste anche per le comunicazioni black list il problema dei contratti a corrispettivi periodici e dei contratti collegati, rispetto ai quali, nel caso dello “spesometro”, l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto dovuta la trasmissione nell’ipotesi in cui, su base annua, venisse superata la soglia dei 3.000 euro.
Analogo ragionamento potrebbe essere prospettato nel caso in esame, restringendo il periodo di osservazione al mese ovvero al trimestre di riferimento della comunicazione.
Sempre guardando al dibattito sullo spesometro, anche per l’adempimento black list sorge il problema dei soggetti che inviano comunque le operazioni sotto soglia.
Nel caso dello spesometro, l’orientamento prevalente ritiene non applicabili le sanzioni nel caso in cui il valore non superi la soglia di 3.000 euro (per le operazioni con obbligo di fattura), non mancando peraltro opinioni di segno contrario. Proprio per superare tale impasse, il DL 16/2012 ha eliminato la soglia in questione per le operazioni per le quali è previsto l’obbligo di fatturazione.
Con la nuova soglia black list si ripropone lo stesso problema, con l’aggravante, però, che nel caso di specie le sanzioni per la trasmissione di dati incompleti o non veritieri sono raddoppiate e vanno da 516 a 4.131 euro, tra l’altro con l’impossibilità di applicare gli istituti del concorso di violazioni e della continuazione.
Se così fosse, la norma rischierebbe di complicare il lavoro delle imprese e dei professionisti, anziché semplificarlo.
Un’ultima notazione riguarda l’entrata in vigore del provvedimento.
Come evidenziato, il DL 16/2012 è entrato in vigore il 2 marzo 2012; la modifica al DL 25 marzo 2010 n. 40 in esame non prevede una decorrenza specifica, per cui la soglia potrebbe applicarsi già dalla prossima comunicazione del 2 aprile relativa al mese di febbraio, tanto più che stiamo parlando di norma avente chiaramente valenza procedurale.
Si tratta di una conclusione che potrebbe essere criticata, in considerazione del fatto che la norma primaria modificata ha trovato attuazione con un apposito Decreto ministeriale e un successivo provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, che ha approvato il modello.
Subordinare l’entrata in vigore della soglia a modifiche delle norme attuative dirette a disciplinare alcuni aspetti specifici della soglia (ad esempio, contratti collegati) potrebbe essere anche plausibile.
Come potrebbe essere plausibile ritenere applicabile la soglia alle operazioni registrate o soggette a registrazione a partire dal 2 marzo 2012, da comunicare entro il 30 aprile 2012, tanto per i mensili quanto per i trimestrali.
Per queste ragioni, quantomeno da un punto di vista pratico, sembra consigliabile continuare a includere nella prossima comunicazione anche le operazioni pari o inferiori a 500 euro, nell’attesa che vengano definiti i punti ancora aperti.
In ogni caso, si ritiene applicabile l’esimente delle obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull’ambito di applicazione della norma prevista dallo Statuto dei diritti del contribuente, che esclude l’applicazione di sanzioni.
Detrazione 55% per risparmio energetico 2012: entro il 30 marzo 2012 la comunicazione per lavori non terminati nel 2011
I contribuenti che intendono fruire delle detrazioni IRPEF/IRES del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti, di cui all’art. 1, commi 344-347, della Finanziaria 2007 (L. n. 296/2006), devono comunicare entro il 30 marzo 2012 le spese sostenute nel 2011 se i lavori non sono terminati entro il 31 dicembre 2011.
La comunicazione deve essere inviata in via telematica all’Agenzia delle Entrate entro 90 giorni dalla fine del periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese, termine che per i soggetti IRPEF e per i cosiddetti “solari” coincide con il 30 marzo 2012.
Non è invece necessario inviare alcuna comunicazione se, nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2011, non sono state sostenute spese e se, nello stesso periodo d’imposta, i lavori sono stati iniziati e conclusi.
Nella comunicazione, devono essere indicate le sole spese sostenute nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2011 (vale a dire nel 2011, per i soggetti “solari”), ancorché l’intervento fosse già avviato nei periodi d’imposta precedenti (ad esempio, nel 2009 e/o nel 2010, per i soggetti “solari”) e, nel corso di questi ultimi, si fossero già effettuati uno o più pagamenti delle spese agevolate.
L’invio della comunicazione deve avvenire esclusivamente con modalità telematiche, direttamente dai soggetti interessati, ovvero tramite intermediario abilitato (dottori commercialisti, esperti contabili, associazioni di categoria, CAF, consulenti del lavoro, ecc.).
Per la redazione guidata della comunicazione e per la predisposizione del file da inviare telematicamente, sul sito dell’Agenzia delle Entrate è disponibile l’applicativo “Comunicazione per interventi di riqualificazione energetica”.
Sanatoria liti fiscali pendenti: ultimi chiarimenti con la circolare 15 marzo 2012, n. 7/E per il versamento e la domanda entro il 2 aprile 2012
C'è tempo fino al 2 aprile 2012 per presentare la domanda e versare gli importi relativi alla definizione delle liti fiscali di valore non superiore a 20.000 euro, pendenti al 31 dicembre 2011; nella proroga disposta in sede di conversione in legge del D.L. n. 216/2011 (c.d. Milleproroghe 2012) rientrano sia le controversie già pendenti alla data del 1° maggio 2011 sia quelle instaurate tra il 2 maggio e il 31 dicembre 2011.
Con Circolare 15 marzo 2012, n. 7/E, l'Agenzia delle Entrate, in vista del prossimo temine del 2 aprile, ha fornito chiarimenti sulla definizione delle controversie pendenti di valore non superiore a 20.000 euro (cfr. SeacInfo 24.11.2011). Tra le affermazioni di maggior interesse si segnalano:
- le liti definibili sono quelle che risultavano instaurate tra il 2 maggio ed il 31 dicembre 2011 e per le quali non è intervenuta pronuncia definitiva;
- la sospensione dei procedimenti sino al 30 giugno 2012, giova alle liti definibili esclusivamente per gli atti/attività compiuti dopo il 28 febbraio e deve essere espressamente richiesta dal contribuente (non opera d'ufficio);
- il termine per effettuare il versamento e per presentare la domanda di definizione è quello del 2 aprile 2012 sia per le controversie già pendenti alla data del 1° maggio 2011, sia per quelle oggetto del Decreto Milleproroghe (D.L. n. 216/2011) sempreché alla data di entrata in vigore della norma non sia intervenuta una pronuncia giurisdizionale definitiva;
- se interviene una sentenza della Corte di Cassazione che dispone il rinvio, si applica l'aliquota del 30% del valore della controversia.
Con la circolare n. 7/E del 15 marzo, l’Agenzia ricorda pertanto che è possibile definire le liti fiscali di valore non superiore a 20.000 euro in cui è parte l’Agenzia delle Entrate, pendenti alla data del 31 dicembre 2011 dinanzi alle commissioni tributarie o al giudice ordinario in ogni grado del giudizio e anche a seguito di rinvio.
Il perfezionamento avviene a domanda del soggetto che ha proposto l’atto introduttivo del giudizio, con il pagamento delle somme determinate con le precedenti regole, il tutto entro il prossimo 2 aprile (il termine originario è stato fissato al 31 marzo ma slitta in quanto cade di sabato).
I nuovi chiarimenti, che si aggiungono ai precedenti emanati in occasione della sanatoria dello scorso anno prevista dall’art. 39, comma 12, D.L. n. 98/2011 (circolare 24 ottobre 2011, n. 48/E e risoluzione 23 novembre 2011, n. 107/E, entrambe confermate), si occupano, in particolare, degli effetti della modifica normativa e di altri aspetti della definizione delle liti minori non affrontati dai precedenti documenti di prassi.
Innanzitutto viene precisato che - per effetto della modifica - risulta ampliato l’ambito delle liti definibili, ricomprendendovi anche le controversie introdotte con ricorsi alla Commissione tributaria provinciale, notificati nel periodo 2 maggio-31 dicembre 2011, a parità delle altre condizioni già richieste dall’art. 39, comma 12, D.L. n. 98/2011.
Però, la modifica in commento non estende la definizione alle controversie interessate da giudicato né, comunque, alle controversie concluse con una decisione che risulti definitiva alla data di entrata in vigore della legge di conversione.
Viene poi ricordato che il differimento del termine di pendenza comporta che anche per tutte le nuove liti definibili operi la sospensione dei giudizi fino al 30 giugno 2012.
Per quanto concerne il versamento, viene precisato che il nuovo termine del 2 aprile 2012 riguarda sia le controversie entrate nella definizione per effetto della modifica normativa, sia quelle già pendenti alla data del 1° maggio 2011 per le quali (alla data di entrata in vigore dell’art. 29, comma 16-bis, D.L. n. 216/2011,) non sia intervenuta una decisione definitiva.
Entro la stessa data dovranno essere versate eventuali integrazioni dovute nell’ipotesi in cui successivamente al pagamento e prima della presentazione della domanda sia intervenuta una decisione che abbia reso necessario un versamento integrativo.
La circolare contiene anche le seguenti ulteriori precisazioni:
• le cause pendenti innanzi alla Corte di Cassazione possono essere oggetto di definizione soltanto se alla data di presentazione della domanda non sia stata depositata la sentenza o l’ordinanza decisoria di cassazione;
• la definizione si perfeziona con il versamento dell’intera somma dovuta nonché con la presentazione della relativa domanda di definizione entro il 2 aprile 2012; a tale proposito valgono le precedenti istruzioni in merito alla modulistica e agli aspetti procedurali (provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 13 settembre 2011);
• per il versamento viene confermato il codice tributo 8082, istituito con risoluzione del 5 agosto 2011, n. 82/E;
• non è consentito il versamento in forma rateale degli importi dovuti, che devono essere, pertanto, integralmente effettuati entro il 2 aprile 2012;
• se la data di trattazione della lite era stata già fissata nel periodo compreso tra la data del 28 febbraio 2012 (di entrata in vigore della legge n. 14 del 2012, di conversione del D.L. Milleproroghe) e il 15 luglio 2012, il contribuente può chiederne la sospensione, rappresentando la volontà di avvalersi della definizione ovvero di essersene avvalso;
• è necessario, ai fini della definibilità della controversia, che questa sia stata instaurata per tutelare un obiettivo interesse ad agire, diverso dalla mera aspettativa della definizione (a tale proposito, viene richiamata la sentenza 27 settembre 2011, n. 19693 della Cassazione);
• non è possibile la definizione di una lite “minore” concernente un ruolo emesso per la tassazione separata dei redditi: l’ufficio, in tal caso, provvederà a notificare al ricorrente e a depositare presso l’organo giurisdizionale il diniego della domanda di definizione della lite fiscale pendente dopo che saranno rese disponibili le funzionalità informatiche di controllo delle domande presentate. Diversamente, nei casi in cui il contribuente con il ricorso, tramite l’impugnazione del ruolo, abbia contestato l’eventuale rettifica dei dati indicati in dichiarazione operata in attuazione dell’art. 36-bis, D.P.R. n. 600/1973 assume rilievo la natura impositiva dell’atto sicché la lite rientrerebbe nel novero di quelle definibili;
• l’avviso di liquidazione emesso ai sensi dell’art. 12, D.L. n. 70/1988, con il quale l’Agenzia delle Entrate recupera le maggiori imposte sui trasferimenti degli immobili non censiti, senza applicazione di sanzioni, nel caso in cui il valore presuntivamente dichiarato in sede di registrazione dell’atto sia inferiore a quello risultante dall’applicazione della rendita catastale determinata dall’Ufficio dell’Agenzia del territorio, ha natura di atto impositivo ed è, quindi, definibile a condizione che contestualmente e/o separatamente sia stato impugnato anche l’atto “presupposto” di attribuzione della rendita catastale;
• nell’ipotesi in cui l’atto di attribuzione della rendita catastale non sia stato notificato dall’Ufficio dell’Agenzia del Territorio e avverso l’avviso di liquidazione di cui all’art. 12, D.L. n. 70/1988 sia stato presentato ricorso per far valere anche le contestazioni relative alla rendita catastale, la legittimazione passiva spetta sia all’Agenzia del Territorio che all’Agenzia delle Entrate: in tale ipotesi è definibile la controversia relativa alla determinazione della maggiore imposta (di competenza dell’Agenzia delle Entrate), ma non quella instaurata attraverso l’impugnazione dell’atto di classamento (di competenza dell’Agenzia del Territorio);
• in caso di cassazione con rinvio, per la definizione deve essere applicata l’aliquota del 30%.
Libretti al portatore con saldo da 1000 euro: entro il 31 marzo 2012 obbligatoria l’estinzione
Scadrà il 31 marzo prossimo il termine entro il quale i libretti di deposito bancari o postali al portatore con saldo pari o superiore a 1.000 euro devono essere estinti (ovvero entro il quale il loro saldo deve essere ridotto nel suddetto limite).
L’art. 49, comma 12 del DLgs. 231/2007, come modificato dall’art. 12, comma 1 del DL 201/2011 convertito, stabilisce che il saldo dei libretti al portatore non può essere pari o superiore a 1.000 euro (e non più a 2.500 euro).
Quindi, si applica la sanzione dal 20% al 40% del saldo ove questo sia compreso tra 1.000 e 50.000 euro, con un minimo di 3.000 euro, e la sanzione dal 30% al 60% del saldo ove questo sia superiore a 50.000 euro.
L’art. 49, comma 13 del DLgs. 231/2007, come modificato dall’art. 12, comma 1 del DL 201/2011 convertito, inoltre, ha precisato che i libretti al portatore con saldo pari o superiore a 1.000 euro devono essere estinti (ovvero il loro saldo deve essere ridotto nel suddetto limite) entro il 31 marzo 2012. Sembra, peraltro, possibile ovviare a tali adempimenti tramite la trasformazione dei libretti in questione in nominativi.
Il tutto con obbligo, per l’intermediario finanziario che accerti l’infrazione, di comunicarla (ex art. 51, commi 1 e 2 del DLgs. 231/2007) alla competente Ragioneria territoriale dello Stato. Sul tema, la circolare 4 novembre 2011 del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha precisato che la comunicazione in questione deve essere effettuata non oltre trenta giorni dal momento in cui l’intermediario ha notizia della violazione. Tale momento è individuato nell’atto di presentazione, in banca o presso Poste italiane S.p.A., del libretto al portatore; escludendosi, quindi, un obbligo, per l’intermediario, di accertare l’esistenza di libretti al portatore “irregolari” attraverso il ricorso, ad esempio, ad estrazioni informatiche.
Le sanzioni di cui sopra trovano applicazione anche quando, ex art. 49, comma 14 del DLgs. 231/2007, in caso di trasferimento di libretti di deposito bancari o postali al portatore, il cedente non comunichi, entro 30 giorni, alla banca o a Poste Italiane S.p.A., i dati identificativi del cessionario, l’accettazione di questi e la data del trasferimento (cfr. i commi 3 e 7-bis penultimo ed ultimo periodo dell’art. 58 del DLgs. 231/2007).
Si ricorda, ancora, che la circolare 5 agosto 2010 n. 281178 del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha precisato, in relazione alle novità apportate in materia dal DL 78/2010, che i libretti al portatore con saldo pari o superiore alla soglia di 5.000 euro, da estinguere o ricondurre sotto la soglia entro il 30 giugno 2011, avrebbero potuto essere trasferiti prima di tale data a condizione di essere stati riportati ad un saldo inferiore a 5.000 euro. Analogamente si dovrebbe ragionare per i libretti al portatore aventi un saldo pari o superiore alla soglia di 1.000 euro, da estinguere o ricondurre sotto la soglia entro il 31 marzo 2012.
Si tenga presente, infine, che le violazioni della ricordata disciplina non sono suscettibili di oblazione (cfr. l’art. 60 comma 2 del DLgs. 231/2007).
Modello 730-4/2012: entro il 31marzo 2012 l’invio da parte dei sostituti d’imposta
Entro il termine del 31 marzo 2012 i sostituti d’imposta devono comunicare in via telematica all’Agenzia delle Entrate, direttamente o tramite un intermediario incaricato, l’apposita “sede telematica” (propria, di un intermediario o di una società del gruppo) al fine di ricevere dalla stessa Agenzia il flusso telematico contenente i modelli 730-4, relativi alla liquidazione dei modelli 730/2012.
Da quest’anno, le suddette procedure di invio telematico dei modelli 730-4 riguardano obbligatoriamente tutti i sostituti d’imposta (ad eccezione dell’INPS e del Ministero dell’Economia e delle Finanze).
Non devono effettuare la comunicazione in esame i sostituti d’imposta che nel 2011 hanno già ricevuto i modelli 730-4 in via telematica dall’Agenzia delle Entrate, salvo che debbano essere comunicate variazioni dei dati già forniti.
EAS 2012: entro il 31 marzo 2012 invio del modello EAS delle associazioni
Al fine di beneficiare della non imponibilità dei corrispettivi, delle quote e dei contributi, entro il 31 marzo 2012 gli enti associativi privati e le società sportive dilettantistiche devono inviare il modello di comunicazione dei dati e delle notizie fiscalmente rilevanti (cosiddetto modello “EAS”).
In particolare, il modello deve essere presentato, in via telematica, all’Agenzia delle Entrate, direttamente o tramite un intermediario abilitato, se nel 2011 si sono verificate variazioni “rilevanti” rispetto al modello “EAS” preceden-temente presentato.
Il modello “EAS”, si ricorda, è stato istituito con il provv. Agenzia delle Entrate 2 settembre 2009, in attuazione dell’art. 30 del DL n. 185/2008 (conv. L. n. 2/2009), al fine di “monitorare” gli enti non commerciali associativi e le società sportive dilettantistiche che beneficiano della non imponibilità dei corrispettivi, delle quote e dei contributi ai fini IRES (ai sensi dell’art. 148 del TUIR) e IVA (ai sensi dell’art. 4 del DPR n. 633/72).
Tali soggetti devono infatti possedere i requisiti qualificanti previsti dalla normativa tributaria e devono trasmettere in via telematica all’Agenzia delle Entrate i dati e le notizie fiscalmente rilevanti (salvo alcune esclusioni, quali le ONLUS e le associazioni sportive dilettantistiche che non svolgono attività commerciale), al fine di consentire gli opportuni controlli.
La mancata presentazione del modello “EAS” nei termini stabiliti comporta la perdita delle suddette agevolazioni fiscali.
In caso di variazioni “rilevanti” dei dati già trasmessi il modello “EAS” deve essere nuovamente presentato entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione.
Decreto flussi 2012: in arrivo il nuovo decreto per i lavoratori extracomunitari stagionali
Il Ministero del Lavoro, con la Circolare n. 1960 del 20 marzo 2012, rende noto che è in corso di registrazione presso la Corte dei Conti il DPCM del 13 marzo 2012, concernente la programmazione dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari stagionali per l'anno 2012.
Tale decreto prevede una quota massima di ingressi pari a 35.000 cittadini stranieri residenti all'estero, da ripartire tra le Regioni e le Provincie autonome a cura del Ministero del Lavoro.
L'invio telematico delle domande potrà avvenire dalle ore 8.00 del giorno successivo alla pubblicazione del decreto e sino alle ore 24.00 del 31 dicembre 2012.
5 per mille 2012: dal 21 marzo 2012 la procedura di iscrizione
Le iscrizioni al 5 per mille 2012 si aprono il 21/03/2012 ed alla vigilia della partenza ufficiale, l’Agenzia delle Entrate ha diffuso la circolare n. 10/2012, che riassume i dettagli delle procedure e le principali novità.
Dal 21 marzo 2012 quindi, sarà, infatti possibile iscriversi fra i possibili beneficiari del contributo e scadranno nei termini previsti dal DPCM 23 aprile 2010, ovviamente aggiornati al 2012. Primo fra gli adempimenti richiesti ai soggetti interessati per fruire della quota di Irpef per l’esercizio finanziario 2012, dei quali fa un riepilogo molto dettagliato la circolare n. 10/E del 20 marzo.
In particolare, su quest’ultimo punto, la circolare ha precisato che la regolarizzazione - che passa comunque per il possesso dei requisiti per l’ammissione al beneficio alla data originaria di scadenza per la presentazione della domanda di iscrizione per ciascuna tipologia di enti (7 maggio per gli enti del volontariato e le associazioni sportive dilettantistiche, 30 aprile gli enti della ricerca scientifica e quelli della ricerca sanitaria) - interessa sia quanti non rispettino i termini “ordinari” per la presentazione della domanda di iscrizione o della dichiarazione sostitutiva, sia i soggetti che pur avendo presentato in tempo la dichiarazione sostitutiva, hanno omesso di allegare la copia del documento di identità.
Mediazione tributaria: al via dal 1 aprile 2012 il reclamo e la mediazione tributaria per le liti fino a 20mila euro
L’istanza va presentata ogni qual volta si intenda impugnare uno degli atti elencati dall’articolo 19 del Dlgs 546/1992, di valore non superiore a 20mila euro, emesso dall’Agenzia delle Entrate. Tra tali atti deve intendersi compreso anche il rifiuto tacito alla restituzione di tributi, sanzioni, interessi o altri accessori; in particolare, per le controversie riguardanti i rifiuti taciti, il nuovo procedimento si applica se, alla data del 1° aprile 2012, non sono ancora decorsi 90 giorni dalla data di presentazione dell’istanza di rimborso.
• a quello di compimento dei 90 giorni dal ricevimento dell’istanza da parte della Direzione provinciale o regionale, quando non sia stato emesso il provvedimento di accoglimento ovvero non sia stato concluso l’accordo di mediazione
• a quello di notificazione del provvedimento con il quale viene respinta l’istanza prima del decorso dei predetti 90 giorni
• a quello di notificazione del provvedimento con il quale l’ufficio, prima del decorso dei 90 giorni, accoglie parzialmente l’istanza.
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Compensazione credito IVA 2012: soglia a 5.000 euro dal 1° aprile 2012
Il documento, che anticipa un provvedimento in fase di emanazione, si è reso necessario in vista della prossima scadenza del 16 marzo per la quale, pertanto, il limite per la compensazione "orizzontale" dei crediti IVA rimane quello di 10.000 euro
Il comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate, in cui si preannuncia l’emanazione di un provvedimento direttoriale ad hoc (previsto, sia pure come facoltà, dal comma 20 dello stesso art. 8 del citato DL).
Scatterà dal 1° aprile la nuova disciplina sulle compensazioni Iva introdotta dal decreto “semplificazioni tributarie” (articolo 8, commi 18 e 19, Dl 16/2012). È questa, come anticipato dal comunicato dell'Agenzia delle Entrate, una delle principali precisazioni contenute nell’emanando provvedimento direttoriale, con il quale, come previsto dal comma 20 dello stesso articolo 8, saranno indicate le modalità di applicazione della norma.
ISI ed Iva Forfettaria 2012 sugli apparecchi da intrattenimento: pagamento entro il 16 marzo 2012
Con la comunicazione del 09/03/2012 Aams ha confermato che, per quanto concerne l'imposta sugli intrattenimenti connessa agli apparecchi meccanici ed elettromeccanici da divertimento ed intrattenimento di cui all’articolo 14 bis, comma 5, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n.640, per l’anno 2012, le categorie di appartenenza ed i relativi imponibili forfetari , sono quelle contenute nel Decreto Direttoriale 10 marzo 2010 n. 398/CGV.
L'imposta è determinata in via forfettaria sulla base di “imponibili medi” il valore dei versamenti IVA e ISI va pertanto effettuata considerando gli imponibili medi forfetari che sono stati fissati a decorrere dal 2010 con il Decreto Direttoriale 10 marzo 2010 n. 398/CGV.
La tassazione di tali congegni avviene attraverso varie modalità, principalmente sulla base delle caratteristiche e delle peculiarità che caratterizzano le apparecchiature meccaniche ed elettromeccaniche in oggetto.
Sono obbligati al versamento dell’ISI e dell’IVA inerenti a tali apparecchiature i seguenti soggetti:
• i gestori, ossia coloro che esercitano un'attività organizzata diretta alla distribuzione, installazione e gestione economica di apparecchi meccanici o elettromeccanici da divertimento ed intrattenimento, posseduti a qualsiasi titolo, collocati in luoghi pubblici o aperti al pubblico o in circoli o associazioni di qualunque specie;
• gli esercenti, se non sono proprietari, del locale in cui gli apparecchi sono installati.
Sono oggetto della tassazione :
1) Apparecchi e congegni individuati dall’articolo 110 comma 7 lettera a e c del TULPS.
Gli apparecchi indicati dalle lettere a e c del citato articolo sono gli apparecchi e i congegni elettromeccanici con vincite di piccola oggettistica (lettera a) e apparecchi e congegni senza premi (lettera c). Per tali apparecchiature, l’ISI e l’IVA si devono determinate sulla base degli imponibili medi forfetari ex art. 14-bis, comma 3-bis, DPR n. 640/72. Pertanto, l’imponibile ai fini ISI ed IVA per le apparecchiature alla lettera a e c dell’articolo 110 comma 7 del TULPS sarà di 1.800 euro, su cui, ai fini IVA viene riconosciuta una detrazione forfettaria pari al 50%.
Imponibile € 1.800,00 ISI = € 144,00 IVA = € 189,00 (forfettaria)
2) Apparecchi meccanici ed elettromeccanici diversi da quelli di cui all'art. 110, comma 7, lett. a), TULPS.
Per tale categoria residuale, corrispondente, a esemplificativi biliardi, biliardini e flipper, l’ISI e l’IVA devono essere determinati sulla base degli imponibili medi forfetari ex art. 14-bis, comma 5, DPR n. 640/72.
Il tributo è dovuti per tutti gli apparecchi per il quale non è stato restituito all’Ufficio Aams competente per territorio il nulla osta di messa in esercizio entro il 31 dicembre 2011
Gli imponibili forfettari, che, a differenza della categoria precedente, sono diversificati per ogni tipo di macchinari:
• biliardo e apparecchi similari attivabili a moneta o gettone, ovvero affittati a tempo: 3.800 euro;
• Elettrogrammofono e apparecchi similari attivabili a moneta o gettone: 540 euro;
• Apparecchi meccanici attivabili a moneta o gettone, ovvero affittati a tempo (calcio balilla – biliardini): 510 euro;
• Apparecchi elettromeccanici attivabili a moneta o gettone, ovvero affittati a tempo (flipper, gioco elettromeccanico dei dardi): 1.090 euro;
• Apparecchi meccanici e/o elettromeccanici per bambini attivabili a moneta o gettone, ovvero affittati a tempo (congegno a vibrazione tipo "Kiddie rides"): 520 euro;
• Apparecchi elettromeccanici attivabili a moneta o gettone, ovvero affittati a tempo (gioco a gettone azionato da ruspe e apparecchi similari): 1.630 euro.
Riportiamo a tal proposito la tabella delle basi imponibili e delle imposte:
Tutti gli imponibili forfettari sopra indicati sono da ridurre di 2/3 qualora gli apparecchi siano installati stabilmente in sale ricreative delle Amministrazioni militari o dei Corpi di polizia e dei Vigili del fuoco, mentre sono ridotti solamente del 50% qualora siano installati stabilmente in locali che restano chiusi per almeno 6 mesi l'anno.
AM1 - Biliardo e apparecchi similari attivabili a moneta o gettone, ovvero affittati a tempo
imponibile forfetario € 3.800,00
Isi 8% delI’imponibile € 304,00
Iva forfettaria10,5% (=21%/2) dell’imponibile € 399,00
AM2 - Elettrogrammofono e apparecchi similari attivabili a moneta o gettone
imponibile forfetario € 540,00
Isi 8% delI’imponibile € 43,20
Iva forfettaria10,5% (=21%/2) dell’imponibile € 56,70
AM3 - Apparecchi meccanici attivabili a moneta o gettone, ovvero affittati a tempo: calcio balilla – bigliardini e apparecchi similari
imponibile forfetario € 510,00
Isi 8% delI’imponibile € 40,80
Iva forfettaria10,5% (=21%/2) dell’imponibile € 53,55
AM4 - Apparecchi elettromeccanici attivabili a moneta o gettone, ovvero affittati a tempo: flipper – gioco elettromeccanico dei dardi e apparecchi similari
imponibile forfetario € 1.090,00
Isi 8% delI’imponibile € 87,20
Iva forfettaria10,5% (=21%/2) dell’imponibile € 114,45
AM5 - Apparecchi meccanici e/o elettromeccanici per bambini attivabili a moneta o gettone, ovvero affittati a tempo: congegno a vibrazione tipo “Kiddie rides” e apparecchi similari
imponibile forfetario € 520,00
Isi 8% delI’imponibile € 41,60
Iva forfettaria10,5% (=21%/2) dell’imponibile € 54,60
AM6 - Apparecchi elettromeccanici attivabili a moneta o gettone, ovvero affittati a tempo: gioco a gettone azionato da ruspe e apparecchi similari
imponibile forfetario € 1.630,00
Isi 8% delI’imponibile € 130,40
Iva forfettaria10,5% (=21%/2) dell’imponibile € 171,15
Iva regime ordinario
Si ricorda, inoltre, ai fini della determinazione dell’IVA dovuta, che è possibile optare per il regime ordinario (art. 74, comma 6, DPR n. 633/72) dandone apposita comunicazione:
• all’Ufficio SIAE competente prima dell'1.1 o all'inizio dell'attività;
• all’Agenzia delle Entrate, compilando il quadro VO della dichiarazione IVA relativa all’anno dell’opzione (la scelta è vincolante per 5 anni).
I soggetti che hanno optato dal 2011 per la determinazione della base imponibile IVA nei modi ordinari, inoltre, devono barrare l’apposita casella posta a rigo VO7 del mod. IVA 2012.
Si ricorda, infine, che per effettuare i versamenti delle quote ISI e IVA va utilizzato il modello F24 Accise nel quale devono essere indicati i codici tributo “5123” per l’ISI, “6279” per l’IVA. Nella casella relativa all’ente va riportata la lettera ”M” e nell’anno di riferimento il “2012”.
Riportiamo a seguito tutti i codici tributo utili:
Per pagamenti nei termini
IMPOSTA SUGLI INTRATTENIMENTI CONNESSA AGLI APPARECCHI DA DIVERTIMENTO ED INTRATTENIMENTO - ART. 22, C. 4, L. N. 289/2002 – 5123
IVA - IMPOSTA SUGLI INTRATTENIMENTI – 6728
IVA FORFETTARIA CONNESSA ALL'IMPOSTA SUGLI INTRATTENIMENTI – 6729
Per pagamenti tardivi e ravvedimento operoso
IMPOSTA SUGLI INTRATTENIMENTI CONNESSA AGLI APPARECCHI DA DIVERTIMENTO ED INTRATTENIMENTO - INTERESSI - ART.22, C. 4, L. N. 289/2002 - 5125
SANZIONE PECUNIARIA IMPOSTA SUGLI INTRATTENIMENTI – 5144
AMMINISTRAZIONE AUTONOMA MONOPOLI DI STATO - SPESE DI NOTIFICA – 5179
SANZIONI PECUNIARIE PER ALTRE VIOLAZIONI TRIBUTARIE RELATIVE ALLE IMPOSTE SUI REDDITI ALLE IMPOSTE SOSTITUTIVE ALL'IRAP E ALL'IVA - 8911
Comunicazione dei beni ai soci 2012: prorogata al 15 ottobre 2012
E’ prorogato dal 31 marzo 2012 al prossimo 15 ottobre 2012 il termine di scadenza per la prima comunicazione all’Anagrafe tributaria dei dati relativi ai beni dell’impresa concessi in godimento a soci o a familiari dell’imprenditore.
Il rinvio è previsto dal provvedimento direttoriale del 13 marzo, che ha concesso un più ampio intervallo temporale per la trasmissione dei dati (la scadenza originaria era fissata al 31 marzo 2012).
Il provvedimento del 16 novembre 2011, emesso in attuazione della disposizione della “manovra di ferragosto” volta a rafforzare le misure per il recupero della base imponibile non dichiarata attraverso l’individuazione degli effettivi intestatari di determinati beni (articolo 2, comma 36-sexiesdecies, Dl 138/2011), aveva infatti stabilito modalità e termini di comunicazione dei dati relativi ai beni dell’impresa concessi in godimento a soci o familiari (autovetture, altri veicoli, unità da diporto, aeromobili e immobili), nonché ogni finanziamento e capitalizzazione effettuato a favore della società concedente, stabilendo come termine ultimo per l’adempimento il 31 marzo dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta in cui il bene è stato a disposizione del socio o del familiare oppure ne è terminato il godimento.
In considerazione delle particolari difficoltà attuative e della assoluta novità della norma, il provvedimento odierno ha spostato quel termine al 15 ottobre 2012.
Resta, invece, confermata la scadenza ordinaria del 31 marzo dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta in cui i beni sono concessi in godimento.
Quindi, la comunicazione relativa al 2012 dovrà essere trasmessa entro il 1° aprile 2013, cadendo il 31 di domenica.
La prima comunicazione da fare entro il 15/10/2012 riguarda:
- i beni concessi in godimento nei periodi d’imposta precedenti al 2012 per i quali il godimento permane nel periodo d’imposta il corso al 17 settembre 2011;
- i finanziamenti e i versamenti realizzati in periodi d’imposta precedenti al 2012 che risultano ancora in essere nel periodo d’imposta in corso al 17 settembre
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Il D.L. n. 16/2012 in vigore dal 2 marzo 2012: le novità in materia di gioco
Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 52 del 2 marzo scorso, il D.L. n. 16/2012 - in vigore dalla stessa data - contiene importanti disposizioni sulla semplificazione di alcuni adempimenti tributari. Il fine del DL è stato quello di procedere verso una migliore semplificazione dei rapporti tra Stato e cittadini in linea con quanto finora intrapreso dal governo Monti.
In materia di gioco gli aspetti trattati dal DL sono stati i seguenti:
Provvedimenti Direttore AAMS (art. 3, comma 16)
Così come già previsto per le Agenzie fiscali, anche i provvedimenti del direttore generale di AAMS devono essere pubblicati solo sul sito internet (e non più anche in G.U.)
Parere Consiglio di Stato per i giochi pubblici (art. 7)
E’ prevista l’acquisizione del parere del Consiglio di Stato per i profili di legittimità relativi agli oggetti:
Operazioni di gioco a fini di controllo (art. 10, comma 1)
Ai fini di controllo di particolari forme di gioco pubblico (slots), i dipendenti di AAMS possono “camuffarsi” da giocatori e, utilizzando denaro attinto da un apposito fondo, costituito con le risorse AAMS, effettuare operazioni di gioco presso locali in cui si effettuano scommesse o sono installati apparecchi da intrattenimento. Analoga possibilità viene prevista anche per il personale della polizia di Stato, per i Carabinieri, per la Guardia di Finanza.
Giochi pubblici (art. 10, commi 2-8)
In materia di giochi pubblici viene previsto che:
Decreto semplificazioni: nuovo tributo comunale sui rifiuti (TARES)
Con il D.L. 16/2012 (art. 6, comma 2) viene disciplinato il nuovo tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (TARES) di cui all’art. 14, D.L. n. 201/2011, che è corrisposto, per le unità immobiliari a destinazione ordinaria, sulla base dell’80% della superficie catastale. A tal proposito considerato che si possono verificare tempi lunghi per poter acquisire dai soggetti interessati, su richiesta del Comune, le dichiarazioni di aggiornamento catastale, viene stabilito - in sede di prima applicazione - che sia determinata una superficie convenzionale, dall’Agenzia del Territorio, derivata dagli elementi di consistenza in proprio possesso. Al fine di rendere disponibile ai Comuni la superficie catastale sulla quale determinare la nuova imposta, si applicano le stesse modalità di determinazione di una superficie convenzionale, sempre in sede di prima applicazione, anche per le unità immobiliari a destinazione ordinaria alle quali è stata attribuita la rendita presunta.
Tassa sui libri sociali 2012: guida al ravvedimento operoso per pagamenti tardivi
L’omesso, insufficiente o tardivo versamento della tassa annuale può essere regolarizzato con il ravvedimento operoso (art. 13, D.Lgs. 18.12.1997, n. 472).
In tal caso devono essere versati:
? con il Mod. F24, la tassa annuale maggiorata degli interessi legali (con maturazione giornaliera) pari al 2,5% (dall’1.1.2012; era l’1,5% fino al 31.12.2011), utilizzando il codice tributo 7085;
? con il Mod. F23, la sanzione ridotta utilizzando il codice tributo 678T (campo 11), il codice ufficio RCC (campo 6) e la causale SZ (campo 9). In particolare, a seconda che ci si avvalga del ravvedimento breve o del ravvedimento lungo, la misura della sanzione ridotta cambia come segue:
–– se la regolarizzazione avviene entro il 15.4.2012 (30 giorni dalla scadenza) la sanzione è pari al 10% (1/10 del 100%, quale misura minima della sanzione);
–– se la regolarizzazione avviene dal 16.4.2012 al 16.3.2013 (dopo 30 giorni ed entro 1 anno dalla scadenza) la sanzione è pari al 12,5% (1/8 del 100%, quale misura minima della sanzione).
Si ricorda che entro il 16.3.2012 è possibile regolarizzare, avvalendosi del ravvedimento lungo, l’omesso, insufficiente o tardivo versamento della tassa annuale dovuta per il 2011 il cui termine di versamento era fissato al 16.3.2011.
Va sottolineato che per regolarizzare l’omesso, insufficiente o tardivo versamento della tassa annuale non è possibile usufruire del cd. ravvedimento «sprint» o «mini» (art. 13, co. 1, D.Lgs. 18.12.1997, n. 471 – regolarizzazione entro 15 giorni dalla scadenza con un’ulteriore riduzione della sanzione): infatti, tale istituto, introdotto dall’art. 23, co. 31, D.L. 6.7.2011, n. 98, conv. con modif. dalla L. 15.7.2011, n. 111 (cd. Manovra 2011) con effetto dal 6.7.2011, è previsto solo se la sanzione amministrativa da irrogare è pari al 30% dell’importo non versato.
Decreto semplificazioni: sanatoria iscrizione elenchi riparto 5 per mille per le ONLUS
Con il D.L. 16/2012 (art. 2, comma 2)sono salve le domande tardive di iscrizione negli elenchi dei soggetti che partecipano al riparto del 5 per mille dell’IRPEF, nonché le tardive integrazioni documentali (ferma ovviamente la verifica degli ulteriori presupposti per partecipare al riparto).
documentali entro il 30 settembre;
• versino contestualmente la sanzione minima pari a 258 euro (art. 11, comma 1, D.Lgs. n. 471/1997).
Avvisi bonari 2012: guida alle novità per la rateizzazione
Con la manovra Monti (D.L. 201/2011, convertito in L. 214/2011), dal 28 dicembre 2011 sono entrate in vigore le nuove norme relative alla rateazione degli avvisi bonari, di cui si era parlato nel precedente articolo “Rateazione degli avvisi bonari: ecco le nuove regole” del 22 settembre 2011.
Gli avvisi bonari interessati dalle novità sono le comunicazioni di irregolarità emesse dall’Agenzia delle Entrate a seguito di:
• controlli automatici, di cui all’art.36-bis del DPR 600/73 e all’art.54-bis del DPR 633/72, eseguiti dagli Uffici a seguito del controllo formale delle dichiarazioni;
• controlli formali, di cui all’art.36-ter del DPR 600/73, che evidenzino delle irregolarità tra i dati in possesso dall’Agenzia e quelli dichiarati dal contribuente.
Una volta verificata l’esattezza degli importi richiesti, il contribuente può usufruire di uno sconto sulle sanzioni se paga l’importo dovuto entro 30 giorni.
In tal caso la sanzione sarà ridotta dal 30% al 10%, qualora l’avviso sia scaturito da controlli automatici, e dal 30% al 20% qualora esso derivi da controlli formali.
• fino a 20 rate trimestrali, se supera i 5.000 euro.
Prima dell’entrata in vigore della manovra Monti, in base al D.Lgs. n. 472/97 il contribuente era tenuto a presentare una garanzia fideiussoria commisurata all’importo delle somme dovute qualora il valore complessivo delle rate successive alla prima superasse i 50.000 euro.
Le nuove disposizioni, invece, prevedono che a prescindere dall’entità dell’importo tale garanzia non sia più necessaria.
Il beneficio della rateizzazione viene meno qualora non si rispettino i termini di pagamento delle rate.
Nello specifico, ciò avviene se non viene pagata la prima rata entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, e se non viene pagata una delle rate successive alla prima entro il termine di pagamento della rata seguente.
La manovra Monti introduce un’ulteriore novità, il beneficio della dilazione rimane infatti fermo se il contribuente sana il mancato pagamento di una rata diversa dalla prima entro il termine per il versamento della rata successiva, definendo la sanzione con l’istituto del ravvedimento operoso, pagando la sanzione ridotta:
• di 1/10 del 30%, se il pagamento avviene entro 30 giorni;
• di 1/8 del 30%, se il pagamento avviene successivamente ai 30 giorni ma entro il termine di pagamento della rata successiva.
Ovviamente la conseguenza del tardivo pagamento di una rata diversa dalla prima se da un lato non comporta la decadenza dalla rateazione dall’altro comporta l’applicazione della sanzione prevista dall’art. 13 del D.Lgs. n. 471 del 1997 iscrivibile a ruolo con la maggiorazione dei relativi interessi.
La normativa in esame consente, però, di usufruire dell’istituto del ravvedimento operoso (art. 13 del D.Lgs. n. 472/97) e quindi sarà possibile evitare l’iscrizione a ruolo a condizione che entro il termine del pagamento della scadenza della rata successiva a quella omessa venga pagata la rata scaduta oltre alla sanzione ridotta ed agli interessi legali.
Da notare che la modifica normativa interviene anche nell’ipotesi di rateazioni in corso all’entrata in vigore della legge ossia dal 28 dicembre 2011.
Per poter utilizzare lo strumento del ravvedimento operoso l’Agenzia delle Entrate ha approvato, con la Risoluzione n. 132 del 29.12.2011, tutti i nuovi codici tributo da adoperare e che di seguito vengono riportati:
“8929”, denominato “Ravvedimento su importi rateizzati a seguito dei controlli automatizzati effettuati ai sensi degli artt. 36-bis DPR n. 600/73 e 54-bis DPR n. 633/72- art. 3-bis,c. 4bis, D.lgs. n. 462/97 – SANZIONE ”;
“8931”, denominato “Ravvedimento su importi rateizzati a seguito della liquidazione delle imposte sui redditi soggetti a tassazione separata relativi ad indennità di fine rapporto di lavoro dipendente e alle prestazioni in forma di capitale- art. 3-bis,c. 4bis, D.lgs. n. 462/97 – SANZIONE”;
“1981”, denominato “Ravvedimento su importi rateizzati a seguito della liquidazione delle imposte sui redditi soggetti a tassazione separata relativi ad indennità di fine rapporto di lavoro dipendente e alle prestazioni in forma di capitale – art. 3-bis,c. 4bis, D.lgs. n. 462/97 -INTERESSI”;
“8932”, denominato “Ravvedimento su importi rateizzati a seguito della liquidazione delle imposte sui redditi relative ad arretrati e simili – art. 3-bis,c. 4bis, D.lgs. n. 462/97 – SANZIONE”;
“1982”, denominato “. “Ravvedimento su importi rateizzati a seguito della liquidazione delle imposte sui redditi relative ad arretrati e simili – art. 3-bis,c. 4bis, D.lgs. n. 462/97 – INTERESSI”;
“8933”, denominato “Ravvedimento su importi rateizzati a seguito dei controlli formali effettuati ai sensi dell’art. 36-ter DPR n. 600/73 – art. 3-bis,c. 4bis, D.lgs. n. 462/97 – SANZIONE”;
Le nuove disposizioni sono in vigore dal 28 dicembre 2011, data di entrata in vigore della L. 214/2011, e si applicano alle rateazioni in corso a tale data.
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Registro Imprese: riduzione delle sanzioni per omessi o tardivi depositi e comunicazioni alla CCIAA
Il Ministero dello Sviluppo Economico, nella Circolare n. 3647/C del 2011 ha fornito importanti chiarimenti in ordine alle omesse esecuzioni di denunce, comunicazioni e depositi al Registro delle imprese poste in essere in prossimità dell’entrata in vigore delle modifiche apportate dall’art. 9 comma 5 della L. 11 novembre 2011 n. 180 in vigore dal 15 novembre u.s..Deve ritenersi inderogabile il principio del “tempus regit actum”, e il principio dell’irretroattività in base al quale l’eventuale retroattività di una legge deve risultare da un’espressa dichiarazione del legislatore o comunque da una formulazione non equivoca della norma, in mancanza della quale la legge dispone solo per l’avvenire e non ha, quindi, un effetto retroattivo.
Infatti, al fine di rendere più equo il sistema delle sanzioni a cui sono sottoposte le imprese relativamente alle denunce, alle comunicazioni ed ai depositi effettuati presso il Registro delle Imprese tenuto presso le CCIAA, la nuova formulazione dell’articolo 2630 del codice civile prevede che chiunque, essendovi tenuto per legge a causa delle funzioni rivestite in una società o in un consorzio, omette di eseguire, nei termini prescritti, denunce, comunicazioni o depositi presso il registro delle imprese, ovvero ometta di fornire negli atti, nella corrispondenza e nella rete telematica le informazioni prescritte dall’articolo 2250, primo, secondo, terzo e quarto comma, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 103,00 ad € 1.032.
In altri termini, il legislatore ha disposto la riduzione della metà delle sanzioni rispetto alle misure originarie.
Dal momento che della predetta disposizione non sono state previste norme di carattere transitorio, le CCIAA si sono trovate nella difficoltà di optare per il vecchio o al contrario per il nuovo regime sanzionatorio per quegli adempimenti la cui scadenza era prevista in prossimità del 15 novembre 2011 e che di conseguenza sono sanzionate nel periodo di vigenza del nuovo regime.
Pertanto, è stato chiesto al Ministero di Sviluppo Economico di dare indicazioni in merito al legittimo comportamento della CCIAA che si trovino nella fattispecie descritta e che debbano, quindi, optare per un regime più o meno favorevole per l’obbligato.
Nella Circolare n. 3647/C del 2011, il Ministero ha proposto le seguenti alternative:
i) ai fini dell’irrogare della sanzione si può ritenere decisivo il momento nel quale viene compiuta la violazione della norma che impone l’obbligo di denuncia, comunicazione o deposito, e pertanto occorre considerare il regime sanzionatorio all’epoca vigente;
ii) ai fini dell’irrogazione della sanzione è decisivo il momento di irrogazione della stessa, indipendentemente dal fatto che la violazione sia stata commessa in data anteriore o posteriore al 15 novembre 2011, data di entrata in vigore della Legge n. 180/2011.
Di conseguenza, anche per violazioni commesse ante 15 novembre 2011, ma contestate dopo, si potrebbe applicare il regime sanzionatorio più favorevole.
Secondo il Ministero dello Sviluppo Economico deve ritenersi inderogabile il principio del “tempus regit actum”, e il principio dell’irretroattività di cui all’articolo 11 delle preleggi, in base al quale l’eventuale retroattività di una legge deve risultare da un’espressa dichiarazione del legislatore o comunque da una formulazione non equivoca della norma, in mancanza della quale la legge dispone solo per l’avvenire e non ha, quindi, un effetto retroattivo.
A sostegno di tale tesi, si pone anche la Suprema Corte che ha più volte confermato che in tema di illeciti amministrativi, l’adozione del principio di irretroattività comporta l’assoggettamento delle condotta considerata alla legge del tempo del suo verificarsi, con conseguente inapplicabilità della disciplina posteriore, anche se eventualmente più favorevole.
(Circolare Ministero dello Sviluppo Economico 27/12/2011, n. 3647/C)
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