Source: https://www.neldiritto.it/appgiurisprudenza.asp?id=17239&id=17239
Timestamp: 2020-07-04 21:40:48+00:00
Document Index: 129154375

Matched Legal Cases: ['art. 88', 'art. 110', 'art. 50', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'sentenza ', 'sentenza ']

CONSIGLIO DI STATO, SEZ. III - SENTENZA 1 luglio 2019, n.4509
| Catalogo libri | Rivista | Distribuzione | Formazione | SABATO 4 LUGLIO AGGIORNATO ALLE 23:40
È legittima la prescrizione che limita ll'orario di apertura nelle sale da giochi
CONSIGLIO DI STATO, SEZ. III - SENTENZA 1 luglio 2019, n.4509MASSIMA
Il contenimento dell’orario di apertura di una sala giochi entro il limite di 8 ore giornaliere, disposto dalla Questura al momento del conferimento della licenza, è rispettoso del principio di proporzionalità, in funzione del quale i diritti e le libertà dei cittadini possono essere limitati solo nella misura in cui ciò risulti indispensabile per proteggere gli interessi pubblici, e per il tempo necessario e commisurato al raggiungimento dello scopo prefissato dalla legge. In particolare, la prescrizione è legittima in quanto esiste un vero e proprio obbligo a porre in essere, da parte dell'amministrazione comunale, interventi limitativi nella regolamentazione delle attività di gioco, ispirati per un verso alla tutela della salute, che rischia di essere gravemente compromessa per i cittadini che siano giocatori e quindi clienti delle sale gioco, per altro verso al principio di precauzione.
CONSIGLIO DI STATO, SEZ. III - SENTENZA 1 luglio 2019, n.4509 -
sul ricorso numero di registro generale 5809 del 2018, proposto da� Flamingo S.r.l., in persona del legale rappresentante�pro tempore, rappresentata e difesa dall'avvocato Cino Benelli, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso lo studio Federico Mazzella in Roma, Lungotevere Sanzio n.1;�
Ministero dell'Interno e Questura di Verona non costituiti in giudizio;� Comune di Castelnuovo del Garda, in persona del legale rappresentante�pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Attilio R. Gastaldello e Stefano Gattamelata, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso lo studio Stefano Gattamelata in Roma, via di Monte Fiore 22;�
Azienda Ulss 9 Scaligera, non costituita in giudizio;�
- la licenza per l’esercizio di attività di gioco lecito, rilasciata dalla Questura di Verona il 17 maggio 2017 ai sensi dell'art. 88 T.U.L.P.S., nella parte in cui prescrive che “devono essere rispettati gli orari imposti dal Sindaco in materia di apertura degli esercizi pubblici localizzati nel territorio. Il cartello dell'orario dell'attività deve essere esposto ben visibile al pubblico, all'ingresso del locale”, deducendone l’illegittimità per incompetenza, violazione di legge ed eccesso di potere;�
* in rito, che il�dies a quo�coinciderebbe con il giorno (3 novembre 2017) nel quale l’Agenzia dei Monopoli ha rilasciato l’ulteriore autorizzazione all’installazione degli apparecchi da gioco lecito�ex�art. 110, comma 6 T.U.L.P.S., cui anche la licenza questorile fa rinvio�per relationem�quale propria condizione di efficacia;
* nel merito, che sarebbe stata omessa ogni pronuncia sul secondo e terzo motivo di ricorso e che la statuizione del Tar sarebbe censurabile sia nella parte in cui ha “di fatto ritenuto insindacabile (...) un provvedimento che limiti a otto ore giornaliere l’esercizio del gioco lecito”, sia nella parte in cui “ha ritenuto di inquadrare la gravata ordinanza sindacale” nel novero dei provvedimenti previsti dall’art. 50, comma 7 T.U.E.L..
4. Nella propria memoria conclusiva (21.12.2018), il Comune sostiene l’inammissibilità del suddetto rinvio generico ai motivi del ricorso di primo grado, ne ribadisce la tardività e infondatezza in quanto:�
6. Si può prescindere dall’esaminare le questioni in rito sollevate dal Comune, in quanto l'appello è infondato nel merito alla stregua della costante giurisprudenza di questo Consiglio (cfr. Sez V, nn. 1933, 3998, 4145, 4147, 4224, 4438, 4439 e 4867 del 2018).�
Inoltre, la Commissione europea è intervenuta sul tema con la raccomandazione 14 luglio 2014 sul gioco d'azzardo�on line, stabilendo i principi che gli Stati membri sono invitati a osservare al fine di tutelare i consumatori, con particolare attenzione ai minori e ai soggetti più deboli.
Per contenere i messaggi pubblicitari si vieta l'inserimento di messaggi pubblicitari di giochi con vincite in denaro nelle trasmissioni televisive e radiofoniche, nonché durante le rappresentazioni teatrali o cinematografiche non vietate ai minori; sui vari�media�e durante tali eventi sono anche proibiti i messaggi pubblicitari di giochi con vincite in denaro, che incitano al gioco ovvero ne esaltano la sua pratica, ovvero che hanno al loro interno dei minori, o che non avvertono del rischio di dipendenza dalla pratica del gioco: per i trasgressori (sia il committente del messaggio pubblicitario sia il proprietario del mezzo di comunicazione interessato) è prevista una sanzione amministrativa da 100.000 a 500.000 euro (art. 7, commi 4 e 4-bis).
Avvertimenti sul rischio di dipendenza dalla pratica di giochi con vincite in denaro e sulle relative probabilità di vincita devono essere riportati su schedine e tagliandi dei giochi; su apparecchi di gioco (c.d. AWP - Amusement with prizes), cioè quegli apparecchi che si attivano con l'introduzione di monete o con strumenti di pagamento elettronico; nelle sale con videoterminali (c.d. VLT - Video lottery terminal); nei punti di vendita di scommesse su eventi sportivi e non; nei siti�internet�destinati all'offerta di giochi con vincite in denaro: in caso di inosservanza di tali disposizioni è prevista la sanzione amministrativa di 50.000 euro (art. 7, commi 5 e 6).
È stata ancora prevista l'intensificazione dei controlli sul rispetto della normativa (art. 7, comma 9) e una 'progressiva ricollocazione' dei punti della rete fisica di raccolta dei punti gioco per tener conto della presenza nel territorio di scuole, strutture sanitarie e ospedaliere, luoghi di culto, centri socio-ricreativi e sportivi (art. 7, comma 10).
6.5. Infine, le sentenze “gemelle” nn. 4438 e 4439 del 2018 (sopracitate sub 6 e concernenti la medesima ordinanza del Sindaco di Torino) hanno già ritenuto che il contenimento dell’orario di apertura di una sala giochi entro il limite di 8 ore giornaliere, come nel caso di specie, sia “rispettoso in concreto del principio di proporzionalità, in funzione del quale i diritti e le libertà dei cittadini possono essere limitati solo nella misura in cui ciò risulti indispensabile per proteggere gli interessi pubblici, e per il tempo necessario e commisurato al raggiungimento dello scopo prefissato dalla legge (cfr.,�ex multis, Consiglio di Stato, sez. IV, 26 febbraio 2015, n. 964)”.�
Ugualmente proporzionata è stata ritenuta dalla sentenza 5/06/2018, n. 3382 la limitazione di apertura a 8 ore giornaliere per le sale giochi, stabilita dal Comune di Domodossola, perché (punto 8.2.) e in quanto in tal senso si sono già espressi altri precedenti, ivi citati, a proposito di misure analoghe.
Le spese del grado possono, tuttavia, essere compensate, tenuto conto che il definitivo consolidamento della giurisprudenza di questo Consiglio in�subiecta materia�è avvenuto in epoca (anno 2018) successiva alla pubblicazione (dicembre 2017) della sentenza gravata che va, dunque, confermata seppur con diversa motivazione (infondatezza nel merito, anziché irricevibilità, del ricorso di primo grado).