Source: http://www.studiolegaletrigari.it/it/software.html
Timestamp: 2020-08-07 20:49:04+00:00
Document Index: 33748694

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 64', 'art. 64', 'art. 12', 'art. 2947', 'art. 45']

LINEE GUIDA IN MATERIA DI SOFTWARE
LA TUTELA DI DIRITTO D’AUTORE
Il software può anzitutto essere tutelato dal diritto d’autore, se presenta i requisiti della creatività e della novità. L’art. 2, n. 8, comma 1 della l. n. 633/1941 prevede infatti esplicitamente che sono compresi nella protezione “i programmi per elaboratore, in qualsiasi forma espressi purché originali quale risultato di creazione intellettuale dell'autore.”.
L’oggetto della protezione
L’art. 2, n. 8, l. n. 633/1941 specifica che: “Restano esclusi dalla tutela accordata dalla presente legge le idee e i principi che stanno alla base di qualsiasi elemento di un programma, compresi quelli alla base delle sue interfacce. Il termine programma comprende anche il materiale preparatorio per la progettazione del programma stesso.”
Si discute se siano oggetto di tutela solo il codice sorgente/oggetto e i materiali preparatori o anche gli elementi strutturali interni del programma.
In ogni caso, secondo interpretazione unanime, esulano dall’oggetto della tutela lo scopo generale del programma, come anche le funzioni eseguite dalle sue diverse parti; nonché i principi, i metodi matematici, le scoperte o le teorie scientifiche impiegate nella progettazione del programma, i metodi commerciali, contabili, didattici o di gioco eseguiti dallo stesso. Secondo la tesi dominante,
la tutela autorale non si estenderebbe nemmeno agli algoritmi matematici del programma.
La portata della tutela
Per quanto riguarda i diritti di utilizzazione economica, la portata della tutela viene definita dagli artt. 64 bis, 64 ter e 64 quater, l. n. 633/1941:
1. Fatte salve le disposizioni dei successivi articoli 64-ter e 64-quater, i diritti esclusivi conferiti
dalla presente legge sui programmi per elaboratore comprendono il diritto di effettuare o
la riproduzione, permanente o temporanea, totale o parziale, del programma per elaboratore con qualsiasi mezzo o in qualsiasi forma. Nella misura in cui operazioni quali il caricamento, la visualizzazione, l'esecuzione, la trasmissione o la memorizzazione del programma per elaboratore richiedano una riproduzione, anche tali operazioni sono soggette all'autorizzazione del titolare dei diritti;
la traduzione, l'adattamento, la trasformazione e ogni altra modificazione del programma per elaboratore, nonché la riproduzione dell'opera che ne risulti, senza pregiudizio dei diritti di chi modifica il programma;
qualsiasi forma di distribuzione al pubblico, compresa la locazione, del programma per elaboratore originale o di copie dello stesso. La prima vendita di una copia del programma nella Comunità Economica Europea da parte del titolare dei diritti, o con il suo consenso, esaurisce il diritto di distribuzione di detta copia all'interno della Comunità, ad eccezione del diritto di controllare l'ulteriore locazione del programma o di una copia dello stesso. La durata della tutela è per tutta la vita dell’autore e sino al settantesimo anno dalla sua morte.
Salvo patto contrario, non sono soggette all'autorizzazione del titolare dei diritti le attività indicate nell'art. 64-bis, lettere a) e b), allorché tali attività sono necessarie per l'uso del programma per elaboratore conformemente alla sua destinazione da parte del legittimo acquirente, inclusa la correzione degli errori.
Non può essere impedito per contratto, a chi ha il diritto di usare una copia del programma per elaboratore di effettuare una copia di riserva del programma, qualora tale copia sia necessaria per l'uso.
Chi ha il diritto di usare una copia del programma per elaboratore può, senza l'autorizzazione del titolare dei diritti, osservare, studiare o sottoporre a prova il funzionamento del programma, allo scopo di determinare le idee ed i principi su cui è basato ogni elemento del programma stesso, qualora egli compia tali atti durante operazioni di caricamento, visualizzazione, esecuzione, trasmissione o memorizzazione del programma che egli ha il diritto di eseguire. Le clausole contrattuali pattuite in violazione del presente comma e del comma 2 sono nulle.
L'autorizzazione del titolare dei diritti non è richiesta qualora la riproduzione del codice del programma di elaboratore e la traduzione della sua forma ai sensi dell'art. 64-bis, lettere a) e b), compiute al fine di modificare la forma del codice, siano indispensabili per ottenere le informazioni necessarie per conseguire l'interoperabilità, con altri programmi, di un programma per elaboratore creato autonomamente purché siano soddisfatte le seguenti condizioni:
le predette attività siano eseguite dal licenziatario o da altri che abbia il diritto di usare una copia del programma oppure, per loro conto, da chi è autorizzato a tal fine;
le informazioni necessarie per conseguire l'interoperabilità non siano già facilmente e rapidamente accessibili ai soggetti indicati alla lettera a.;
le predette attività siano limitate alle parti del programma originale necessarie per conseguire l'interoperabilità.
Le disposizioni di cui al comma 1 non consentono che le informazioni ottenute in virtù della loro applicazione:Le clausole contrattuali pattuite in violazione dei commi 1 e 2 sono nulle.
siano utilizzate a fini diversi dal conseguimento dell'interoperabilità del programma creato autonomamente;
siano utilizzate per lo sviluppo, la produzione o la commercializzazione di un programma per elaboratore sostanzialmente simile nella sua forma espressiva, o per ogni altra attività che violi il diritto di autore.
Conformemente alla convenzione di Berna sulla tutela delle opere letterarie ed artistiche ratificata e resa esecutiva con legge 20 giugno 1978, n. 399, le disposizioni del presente articolo non possono essere interpretate in modo da consentire che la loro applicazione arrechi indebitamente pregiudizio agli interessi legittimi del titolare dei diritti o sia in conflitto con il normale sfruttamento del programma.
Nel caso in cui il programma per elaboratore sia stato creato dal lavoratore dipendente nell'esecuzione delle sue mansioni o su istruzioni impartite dal datore di lavoro, i diritti di utilizzazione economica spettano al datore di lavoro (art. 12 bis, l. n. 633/1941). Secondo dottrina e giurisprudenza, tale norma si applica anche in caso di rapporti di commissione d’opera (lavoro autonomo).
L’autore è anche titolare di una serie di diritti, i cosiddetti diritti morali, a tutela della propria personalità (artt. dal n. 20 al n. 24 della l. n. 633/1941): trattasi in particolare del diritto di rivendicare la paternità dell’opera; di opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione od altra modificazione, ed a ogni atto a danno dell'opera stessa, che possano essere di pregiudizio al suo onore o alla sua reputazione; di disconoscere un’opera falsamente attribuitagli; nonché il diritto di rivelarsi, in caso di opera anonima o pseudonima.
Per quanto riguarda i diritti di utilizzazione economica, la loro durata è di tutta la vita dell’autore, sino al settantesimo anno dalla sua morte (il termine finale è da computarsi a decorrere dal 1 gennaio dell’anno successivo a quello della morte dell’autore).
I diritti morali, invece, sono imprescrittibili (anche se l’azione volta ad ottenere il risarcimento del danno per violazione dei diritti morali è soggetta comunque al termine di prescrizione di cui all’art. 2947 c.c., di cinque anni dal giorno in cui si è verificato il fatto illecito).
È necessario il deposito in S.I.A.E.?
Per ottenere la tutela di diritto di autore non è necessario depositare l’opera in S.I.A.E., basta essere l’autore dell’opera: il titolo costitutivo dei diritti di autore è infatti la creazione dell’opera. Resta poi aperto il problema di come provare la paternità dell’opera. Qui entra in gioco il deposito in S.I.A.E. che serve infatti a fornirsi una prova di esistenza dell’opera ad una determinata data. Si tratta indubbiamente di una prova “forte”, in quanto la data che appare sul timbro di deposito viene considerata data certa, ma rimane un mero mezzo probatorio, non il titolo costitutivo dei diritti.
DIRITTO D’AUTORE A PARTE, È POSSIBILE BREVETTARE IL SOFTWARE?
Si ritiene in dottrina che il software possa anche essere oggetto di tutela brevettuale, se sussistono i requisiti del carattere inventivo, della novità e dell’industrialità. Ciò sebbene la normativa italiana escluda la brevettabilità del software, almeno in quanto tale (art. 45, D. lgs. n. 30 del 10 febbraio 2005). Si tratta in effetti di un divieto criticato da anni e da più parti, soprattutto per i programmi il risultato del cui uso sia un’applicazione industriale. Il che è testimoniato anche dalla normativa internazionale degli ultimi decenni: basti citare la Convenzione di Strasburgo, gli accordi TRIPS e le diverse proposte presentate in ambito comunitario con riguardo alla brevettabilità del software, negli anni 2002, 2003 e 2004 (tutte però respinte). In
ambito comunitario la questione sembra per ora essersi chiusa con la bocciatura da parte del Parlamento UE della Proposta di Direttiva formulata dal Consiglio.
La dottrina ammette comunque tale forma di tutela, anche alla luce della giurisprudenza dell’EPO (European Patent Office), che ha ammesso la brevettazione di software in moltissimi casi. Ciò quantomeno con riferimento non al programma in sé, ma al risultato del suo utilizzo, laddove l’uso
del software comporti un effetto tecnico industriale. Si può dire che pertanto il risultato dell’uso del software può essere oggetto di brevettazione, se
applicabile industrialmente. Per maggiori dettagli sulla tutela brevettuale, si vedano le linee guida in materia di brevetto.
QUALE TUTELA SCEGLIERE, TRA DIRITTO D’AUTORE E BREVETTO?
La tutela autorale e la tutela brevettuale sono profondamente diverse, in particolare con riguardo all’oggetto della tutela (codice sorgente/codice oggetto e materiali preparatori per il diritto di autore, il risultato dell’uso del software per il brevetto) e alla durata dei diritti di utilizzazione economica (per il diritto di autore, tutta la vita dell’autore e sino al settantesimo anno dalla sua morte; per i brevetti, soltanto 20 anni dalla data di deposito della domanda).
Ciò premesso, per scegliere il tipo di strumento per proteggere il software occorre decidere a seconda del caso specifico, avvalendosi di un consulente specializzato, che possa suggerire la soluzione di volta in volta migliore.
UNA TERZA POSSIBILITÀ: LA TUTELA COME MARCHIO
Vale la pena di ricordare che un ulteriore (anche se non apposito) strumento per la tutela del software può comunque essere quello del marchio di impresa.
Il marchio di impresa è infatti un segno distintivo atto a distingue i prodotti/servizi di un’impresa da quelli di altre imprese. Nulla vieta che il prodotto distinto dal marchio sia proprio il software. Si tratta peraltro di un espediente utilizzato anche da grandissime imprese del settore.
Per maggiori dettagli, si vedano le linee guida in materia di marchio.