Source: http://www.federfarmacaserta.it/index.php/circolari-2020/516-2020-05-08-protocollo-d-intesa-tra-federfarma-e-il-commissario-straordinario-di-governo
Timestamp: 2020-06-02 01:49:41+00:00
Document Index: 54011131

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 15', 'art.3', 'art. 15', 'art.15', 'art. 16']

2020-05-08 - Protocollo d' Intesa tra Federfarma e il Commissario straordinario di Governo
Prot. AA/LC/AC/BF/PB/6936/288/F7/PE - Federfarma Nazionale - Emergenza Covid-19
Oggetto: Emergenza Covid 2019: Protocollo d’intesa tra Federfarma e il Commissario straordinario di Governo. Precisazioni e suggerimenti operativi
PRECEDENTI: Circolare Federfarma prot. n. 6658/268 del 1 maggio 2020.
Facendo seguito alla circolare citata tra i precedenti con la quale è stata data informazione dell’avvenuta sottoscrizione del Protocollo d’intesa tra FEDERFARMA e il Commissario Straordinario di Governo per l’emergenza epidemiologica da COVID-19, che disciplina il rimborso e la liquidazione delle mascherine chirurgiche a favore delle farmacie, questa Federazione ritiene opportuno fornire talune precisazioni.
Mascherine di cui codice EN 149:2001+A1:2009
Successivamente all’invio della Circolare 268/2020, le molteplici richieste di chiarimenti provenienti dal territorio circa l’ammissibilità al rimborso di tali mascherine, nell’ambito di quelle di cui alla lettera b) delle premesse al Protocollo (in quanto “prodotti monouso aventi analoghe capacità protettive”), hanno indotto Federfarma ad attivare urgenti interlocuzioni al fine di comprendere la validità di tale interpretazione ai fini del possibile ristoro.
In esito a tali attività , è stato possibile appurare che tale tipologia di mascherine non risulterebbe integralmente coerente con le previsioni del Protocollo d’intesa che prevedono il riferimento allo standard UNI EN 14683 oppure alla documentazione di cui all’art. 15 del dl 18/2020 (autocertificazione accompagnata dalla rispondenza dell’Istituto Superiore di Sanità); ne consegue che non è possibile chiedere il rimborso per mascherine la cui documentazione fa riferimento allo standard 149:2001+A1:2009 perché ritenuto corrispondente ai soli DPI, e che pertanto risultano vendibili a prezzo libero.
Con l’occasione, si ribadisce che, in base all’Ordinanza del Commissario Straordinario n. 11 del 26 aprile 2020 il prezzo finale di vendita al consumo di euro 0,50 più Iva, si applica:
1) alle mascherine chirurgiche facciali - standard Uni En 14683 del Tipo I, II, IIR;
2) alle mascherine chirurgiche facciali parificate ai sensi dell’art. 15, comma 2, del d.l. 18/2020, e quindi munite di autocertificazione da parte del produttore, importatore e da colui che le immette in commercio, accompagnata dalla rispondenza dell’Istituto Superiore di Sanità.
Aspetti amministrativi e fatturazione
Per quanto riguarda la dichiarazione resa dal legale rappresentante della farmacia circa il diritto al rimborso, in aderenza con il testo del Protocollo, che prevede una “asseverazione degli importi indicati”, tale dichiarazione sarà accompagnata da una dichiarazione asseverata da parte del commercialista iscritto all’albo di cui al D.Lgs. 139/2005 o del revisore legale iscritto nel registro di cui al D.Lgs. 39/2010. Tale asseverazione, per la quale non è richiesto il giuramento, comporta da parte del professionista che assiste la farmacia la attestazione, sotto la propria responsabilità, di aver verificato che le fatture indicate dalla farmacia come base di calcolo del costo delle mascherine siano effettivamente esistenti e risultino regolarmente registrate in contabilità e che il relativo costo sia stato correttamente contabilizzato tra gli acquisti di merce.
L’asseverazione del professionista, pertanto, è circoscritta ai suddetti aspetti contabili legati ai costi, giacché la consistenza e la corretta inventariazione e movimentazione delle giacenze non è oggetto di registrazione contabile per la quasi totalità delle farmacie, che non sono obbligate alla tenuta delle scritture ausiliarie di magazzino di cui all’articolo 14 del DPR 600/1973.
In ordine agli aspetti legati alla fatturazione, si ribadisce che il Protocollo in oggetto fa riferimento a “fattura intestata a Promofarma”. Si rammenta, al riguardo, che, essendo vigente l’obbligo di fatturazione elettronica, veicolata attraverso il SdI, tale fattura dovrà essere indirizzata e trasmessa telematicamente attraverso tale mezzo al destinatario, vale a dire a Promofarma. Con separata circolare verrà inoltrato un modello di fatturazione, in corso di elaborazione da parte degli Uffici di Promofarma. Alle Associazioni Provinciali perverrà copia della fattura, indifferentemente a mezzo posta elettronica o cartacea, con allegata la documentazione, per consentire ad esse di riscontrarne la completezza.
Per agevolare operativamente tali attività, si suggerisce alle Organizzazioni in indirizzo, nelle realtà territoriali in cui operano società di servizi di loro emanazione, di valutare con la doverosa attenzione, l’opportunità che le farmacie possano emettere fattura, ovviamente elettronica, direttamente a tali società di servizi, secondo le modalità indicate nella richiamata circolare prot. n. 6658/268. Alle società in questione potrà essere indirizzata anche la documentazione amministrativa a corredo, da parte delle farmacie. Esse provvederanno all’iter successivo, con l’emissione di un’unica fattura a Promofarma, che, a sua volta, emetterà una sola fattura nei confronti del Commissario Straordinario; quest’ultimo, a sua volta, liquiderà la stessa nel termine di 60 giorni. Le società di servizi operanti territorialmente, ricevuto l’ammontare spettante da Promofarma, provvederanno poi a liquidare le farmacie, in base alle fatture ricevute.
Negli altri contesti territoriali dove non ci sono società di servizi riconducibili alle articolazioni organizzative della categoria a livello locale, potrà essere opportunamente seguita la procedura descritta nella più volte citata circolare prot. n. 6658/268 del 1° maggio scorso, lasciando alle Organizzazioni in indirizzo il compito di supporto amministrativo che consentirà a Promofarma
di fatturare nei confronti del Commissario Straordinario. A tale riguardo si precisa che il compito chiesto alle Organizzazioni territoriali, con riferimento alla documentazione inviata dalle farmacie, si riferisce unicamente alla verifica di completezza della medesima, esulando dalle loro competenze la verifica di merito della documentazione, la cui veridicità rimane in capo alla singola farmacia che ha emesso la fattura.
Per quanto riguarda i tempi cui fare riferimento per il rimborso, si ritiene necessario chiarire che i casi di mascherine fatturate a marzo 2020 non sono ammessi al rimborso, tenendo conto di quanto stabilito dall’art.3 del Protocollo d’intesa.
Verifica delle tipologie di mascherine vendibili
Federfarma coglie l’occasione per comunicare alcuni link utili per verificare se una determinata tipologia di mascherina possa essere venduta dalle farmacie.
• Per i dispositivi di protezione individuale (DPI) Reg. CE 425/2016 (CE EN 149:2001+A1:2009) che, oltre al marchio CE, richiedono il certificato di conformità da parte di un organismo notificato, si può effettuare un controllo al link https://ec.europa.eu/growth/tools-databases/nando/index.cfm?fuseaction=directive.notifiedbody&dir_id=155501, che riporta l’elenco degli organismi notificati in Europa per il Regolamento UE 425/2016 e quindi verificare se il certificato sia stato emesso da un organismo notificato abilitato alla tipologia di DPI in questione.
• Per i dispositivi di protezione individuale (DPI) senza marcatura CE che devono essere validati dall’INAIL ai sensi dell’ art. 15, comma 3, D.L. 18/2020 (procedure in deroga) è possibile verificare se tali dispositivi siano stati validati sul sito internet dell’INAIL al link https://www.inail.it/cs/internet/attivita/ricerca-e-tecnologia/certificazione-verifica-e-innovazione/validazione-in-deroga-dpi-covid19.html.
• Per le mascherine ad uso medico (Mascherine chirurgiche) - Dir.93/42 - D. Lgs. 46/1997 (CE – UNI EN 14682) con marcatura CE, è possibile consultare la banca dati del Ministero della salute al link http://www.salute.gov.it/interrogazioneDispositivi/RicercaDispositiviServlet?action=ACTION_MASCHERA dove sono pubblicati i dispositivi medici messi in commercio in Italia.
• Per le mascherine ad uso medico senza marcatura CE che devono essere validate dall’ISS mediante la procedura in deroga (art.15 D.L. 18/2020) è possibile controllare se le mascherine abbiano ottenuto il parere favorevole per la produzione, commercializzazione ed utilizzo da parte dell’ISS a questo indirizzo https://www.iss.it/procedure-per-richiesta-produzione-mascherine
• Per le mascherine prive del marchio CE per la collettività comunemente conosciute come “mascherine di comunità” (art. 16 comma 2 del D.L. 17 marzo 2020, n. 18) non sussiste alcun tipo di controllo attraverso banche dati in quanto prodotte in deroga alle vigenti norme sull’immissione in commercio.