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Timestamp: 2020-02-23 07:57:18+00:00
Document Index: 154685683

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 59', 'art. 59']

Introduzione al congresso
approvate dal
(7-8-9 aprile 2000)
I. Mozioni
Verifica delle
mozioni e risoluzioni approvate dal Congresso 2000 e proposte
(ottobre 2001 - segreteria nazionale)
1. Congresso Straordinario dopo le prossime elezioni politiche.
Il Congresso Nazionale dell'Unione Inquilini, riunito a Chianciano, ritiene necessario impegnare fin da ora la segreteria nazionale a convocare un congresso straordinario, successivo alle elezioni politiche, a fronte del nuovo quadro politico che si verrà comunque a determinare successivamente alle elezioni politiche, allo scopo di ridefinire le linee strategiche, le iniziative di lotta per l'affermazione del diritto alla casa e l'adeguamento dei nostri livelli organizzativi per la nuova fase. Tale congresso deve essere tenuto entro il 2001.
1. Congresso Straordinario: perché?
Il mutamento del quadro politico c’è stato e radicale, insieme ad una svolta internazionale determinata dalla vittoria di Bush su Gore. Da allora stiamo assistendo alla accelerazione di processi che supponevamo graduati nel tempo. Indico di seguito:
- La crescita esponenziale dei movimenti contro la globalizzazione neoliberista a partire dal summit di Porto Alegre (gennaio-febbraio 2001) con impatti sempre più massivi nei confronti dei vertici ( Biarritz-Davos-Napoli-Genova…);
- La spaccatura nei DS e nel sindacalismo confederale con delle componenti orientate ad un dialogo positivo con i movimenti;
- L’attacco terroristico agli USA con mandanti non accertati e immediata scelta di guerra da parte degli USA;
- Il tentativo di annichilire l’alternativa democratica al neo-liberismo con un mixing di coinvolgimento nell’”unione sacra contro il terrorismo” e di epurazioni delle dirigenze;
- Ed infine – questo va ben compreso – un parziale rallentamento e ammorbidimento delle politiche neoliberiste più spinte (keynesismo sporco) per non perdere il consenso o la neutralità di vasti settori popolari nell’Occidente: è questo mi pare (salvo le cose che ci riguardano!) anche il senso della Finanziaria 2002 all’esame del parlamento italiano.
L’attacco alle Torri Gemelle di Manhattan e al Pentagono costituisce uno spartiacque: da allora l’iniziativa sta passando a quelli che continuo a definire “nemici della Terra e dei Popoli”. Certo è ancora forte il movimento alternativo e cerca di reagire – ma è soggetto a pesanti provocazioni ed è in forte imbarazzo negli Stati Uniti.
Rischio per il nostro congresso: che questo scenario ci schiacci impedendo a noi tutti di far bene il nostro lavoro. Per questo è necessario arrivarci con uno schema nel quale l’agire localmente (o nel settore) sia potenziato (esaltato) dal “pensare globalmente”. Questo è possibile ma non vanno banalizzate le difficoltà, perché a parole e con le formule tutto torna; le cose si complicano con la prassi. Vi propongo un metodo per accostarci a tale obiettivo: la “verifica” degli obiettivi stabiliti nel precedente congresso congiunta con i problemi che non potevano essere pienamente intravisti nello scorso congresso.
2. Elezioni, referendum, CUB
L'Unione Inquilini
Invita gli inquilini, i senza casa, gli sfrattati, i piccoli proprietari, gli assegnatari a partecipare al voto per le prossime elezioni regionali e a sostenere i candidati che, nella loro esperienza politica e sociale, hanno mostrato con atti concreti di difendere il diritto alla casa;
assume una posizione decisamente negativa sull'insieme dei referendum dando indicazione di boicottaggio e non voto;
si impegna a rafforzare i rapporti con la CUB realizzando una iniziativa unitaria nazionale contro la privatizzazione dell'ERP;
propone a tutte le organizzazioni di base, indipendenti e auto-organizzate, un sistematico collegamento in rete, per una reciproca informazione e come dibattito sulle questione di fase prioritaria: un anno di contestazione sistematica e di lotte con impatti nazionali contro le Privatizzazioni e la Precarizzzione dei rapporti sociali e di lavoro;
si impegna a sperimentare a livello di zona e quartiere, in accordo con le forme di organizzazione sociale che si renderanno disponibili, momenti di opposizione agli aspetti più acuti della condizione di oppressione economica, sociale ed ambientale;
è disponibile a partecipare alla Consulta della Sinistra plurale come ambito unitario di lavoro politico e di sociale in opposizione alla demolizione dello Stato Sociale;
concorre alla promozione delle manifestazioni del Primo Maggio insieme a numerosi sindacati indipendenti, centri sociali, associazioni del volontariato, contro gli attacchi al diritto di sciopero e alla dignità del lavoro sancita dalla Costituzione Italiana, per la difesa e lo sviluppo dello Stato sociale;
aderisce alla proposta della CUB di sciopero generale in una data precedente all'indizione dei Referendum antisociali promossi dai Radicali.
2. Riflessioni sulle scelte generali.
Elezioni regionali e referendum (2000):
l’esito incrociato fortemente negativo per l’Ulivo ma non esaltante per il PRC aveva convinto la nostra Segreteria Nazionale a sostenere l’iniziativa di Pintor – condivisa da Bertinotti - per una Convenzione Alternativa (vedi lettera di Simoni integralmente pubblicata su Liberazione, contenente la proposta di un meeting europeo con Bertinotti, Pintor, Livingtone, La Fontainte e … Salvi). E’ noto che , al contrario, dopo alcune riunioni la Consulta della Sinistra Alternativa si estinse; ognuno fece i suoi conti perdendo l’occasione di costituire un “fronte ampio della sinistra plurale” mentre più acuta era la crisi dei dalemiani e non emergeva ancora il progetto Margherita. Poi siamo arrivati alla demenziale conduzione delle trattative preelettorali dell’Ulivo con il PRC ma anche con Di Pietro (mancato accordo al Senato) con le conseguenze a tutti note. Il nostro Congresso si svolge una settimana dopo quello dei DS. Noi, organizzazione parziale, con pochi mezzi e con grande passione, non potremmo evitare attualizzare la nostra riflessione sul futuro della sinistra. Sarà oggetto della relazione introduttiva.
La risoluzione congressuale impegnava l’U.I. a rafforzare i rapporti con la CUB, a proporre azioni e forme di organizzazione comune ad uno schieramento vasto contro le privatizzazioni e la precarizzazione delle condizioni abitativa. Francamente devo dichiarare che questa rimane una esigenza non tradotta da iniziative congiunte. Come ci rapportiamo con la CUB, di cui pure facciamo parte? Siamo amici.
Rapporti con il resto dei movimenti: è vero che qualche nostra bandiera è stata presente ad eventi locali, nazionali ed internazionali; è vero che qualche dirigente dell’Unione Inquilini partecipa a degli incontri dei Social Forum ed è vero altresì che in tali riunioni emerge la necessità di passare all’azione sul territorio in difesa dei diritti civili e sociali.
Ma tutto questo è ancora embrionale e fortemente condizionato da scadenze sempre più drammatiche che assorbano le energie dei partecipanti, ma anche da altri due fattori: 1) la specificità di ogni impegno sindacale – si fa massa comune solo quando l’attacco è visibilmente contro tutti e questo avviene di rado (per fortuna).
2) e per una carenza non solo politica dei quadri dirigenti che non riescono a selezionare tempestivamente nella quotidianità dell'impegno gli eventi con forte significato simbolico e su questi attaccare.
Oppressi da un ritmo fatto di consulenze assorbenti, riunioni istituzionali, bandi e schede da riempire, lettere di avvocati, istanze ai comuni rischiamo di considerare ordinaria oppressione lo sfratto che colpisce il diritto alla vita, il risarcimento danni con richieste aberranti, la sentenza di un tribunale o di una corte superiore, il saccheggio dei patrimoni sociali.
Rischiamo di subire e di ripiegarci invece di reagire ai soprusi e alle violenze con atti pubblici eclatanti.
E questo vale anche per gli altri sindacati e movimenti sociali: un esempio per tutti, così ci intendiamo.
Firenze – Nuovo Pignone-General Elettric: licenziamento di un dipendente; causa di lavoro, riassunzione disposta dal magistrato; risposta dell'azienda, messa in mobilità del dipendente; ordini del giorno della Regione, riunioni sindacali; durezza della multinazionale americana. Cose di questi giorni.
Contro tale prepotenza dovrebbe mobilitarsi tutto il Social Forum di Firenze in modo totale e radicale, investendo del fatto le 22 università americane operanti in città, volantinando ai turisti, facendo leva sulla natura internazionale di Firenze per colpire duramente l'immagine di questo colosso. Questo metodo - se ci si attrezza mentalmente - può applicarsi a molti altri eventi .
Sintesi per il congresso e per il dopo.
Un attento e competente lavoro sindacale lo stiamo facendo: dobbiamo supportarlo con inchieste puntuali e rafforzarlo con un potenziamento delle nostre risorse umane.
Ma quando si verificano momenti di conflitto acuto tra le parti nelle quali una ha un potere legale quasi assoluto (che si traduce in capacità di utilizzare la sanzione sorretta dai mezzi repressivi più ampi) il livello sindacale non solo non è più sufficiente ma ci porta a certa sconfitta o a mediazioni sempre più basse.
Si deve passare ad un livello etico. Scelgo questo termine e non quello “politico” con molta convinzione. Etico, come morale, una moralità che sta dentro lo stesso senso comune, che è maggioritario, che può esprimere una forza immensa, che è “scelta di civiltà” in ogni luogo e per ogni persona… e che fa venire a noi altre energie.
3. Questioni internazionali
L'Unione Inquilini è fortemente impegnata sulle questioni internazionali che, sempre più, riguardano le condizioni abitative e di vita dei singoli paesi.
Durante gli scorsi anni ha perciò sviluppato positivamente i rapporti con altre associazioni di inquilini e di abitanti, a livello europeo e dei paesi del sud del mondo, ricavandone strumenti di scambio di esperienze, di analisi e di iniziativa.
Tale ruolo è stato apprezzato e riconosciuto a livello nazionale ed internazionale, portando il presidente dell'Unione Inquilini ad essere eletto quale coordinare del punto focale europeo di HIC, la rete mondiale dei movimenti e delle associazioni per il diritto alla casa, riconosciuta dalle Nazioni Unite.
Di fronte alle sfide della globalizzazione e, in particolare, della variante assunta dalla costituzione dell'Unione Europea, l'Unione Inquilini ritiene indispensabile rilanciare le iniziative internazionali, con un maggiore coinvolgimento dell'intera struttura, nei confronti di altre associazioni, forze sindacali e politiche nel nostro paese e a livello internazionale.
A questo scopo l'Unione Inquilini realizzerà specifichi studi e ricerche, in particolare sui sistemi locativi e sulle modalità di finanziamento e di gestione dell'edilizia sociale a livello europeo, per avere strumenti di conoscenza e di iniziativa volti a rivendicare il rispetto di veri e propri criteri di convergenza sociale nell'Unione Europea.
In tale direzione, il Congresso dell'Unione Inquilini aderisce e fa propria la proposta di HIC di realizzare il prossimo ottobre 2000 l'Assemblea Globale degli Abitanti a Città del Messico. Tale Assemblea sarà preparata da Local Heroes 21, controsummit di Urban 21 (Berlino, 2-6 luglio 2000) e dall'Assemblea Europea degli Abitanti (Parigi, settembre 2000) in occasione del prossimo incontro dei ministri europei dell'alloggio sul ruolo pubblico nelle politiche abitative, a cui l'Unione Inquilini decide di partecipare attivamente.
· Dobbiamo in questo caso rovesciare i termini della questione e cioè verificare se e in quale misura l’impegno internazionale di alcuni membri della segreteria nazionale e di alcuni dirigenti di sezione ("il pensare globalmente") abbia avuto una ricaduta sull’agire localmente. Ritengo che la partecipazione a eventi forti da parte di alcuni esponenti delle sezioni faccia un gran bene. Le sensazioni e le emozioni sono importanti, qualche colloquio con altra gente ti rafforza, torni a casa con altri racconti, sei qualcosa di più che il consulente. La ricaduta sull’agire locale c’è, nel dialogo con gli aderenti, con le controparti e – per stare in quello che ho dichiarato in precedenza – aumenta la capacità di scelta dell’impegno: la qualità della prassi. Deve farci riflettere che solo l’Unione Inquilini – in modo costante in questo anno e mezzo – si è fatta vedere e conoscere (anche se con i limiti che conosciamo) negli incontri internazionali, non solo europei, nelle manifestazioni – da Parigi a Nizza, a Napoli, a Genova, nella marcia Perugia - Assisi, nei rapporti con il Genoa Social Forum e oltre. Il resto del sindacalismo degli inquilini è fuori – fuori del tutto.
· Insufficiente è stata finora l’altra possibile ricaduta, quella delle informazioni sui processi globali o di altri paesi. Ancora oggi non disponiamo di documentazioni sui sistemi locativi in Europa, sulle modalità di finanziamento e di gestione dell’edilizia sociale in Europa; ci arrivano notizie su appetiti dei “fondi pensione” dei sindacati USA sui patrimoni residenziali pubblici europei… ma altro non sappiamo. La stessa nostra scelta fatta a Parigi nel settembre dell’anno scorso di realizzare un punto di inchiesta sulle privatizzazioni di settore è rimasta sulla carta ed invece di questo abbiamo un bisogno urgente. Da che dipende? In buona parte dalla nostre costituzionali difficoltà. Non basta l’impegno del presidente e tanto meno del segretario nazionale assorbito quotidianamente dalle questioni locali e nazionali. Credo che in una certa misura la carenza di informazioni derivi dalla mancanza di direttive obbliganti che impongano scelte e scadenze. Insomma se certe informazioni sono essenziali queste vanno trovate e utilizzate in tempi utili. Alcuni rimedi: suggerisco alle sedi dell’UI si stabilire un rapporto con i Social Forum e con la rete di Lilliput. A Firenze stiamo tentando di farlo con ATTAC che ha sede presso di noi. La questione “privatizzazioni” è nell’agenda dei Social Forum. Sarebbe auspicabile che persone che viaggiano, anche su Internet e molto bene, lavorassero anche per i nostri bisogni. Suggerirei ad alcune sedi ben attrezzate di mettere a disposizione di questi gruppi ora molto informali le loro risorse.
4. Boicottiamo la Goodyear
Seicento lavoratori della sede di Latina della Goodyear sono stati licenziati.
Questo nonostante che il mercato italiano assorba ben oltre la quantità di pneumatici prodotti a Latina.E' l'effetto reale della globalizzazione.
Le multinazionali prima ricevono sovvenzioni per centinaia di miliardi, poi occupano fette di territorio nazionale, infine ci impongono di diventare semplici consumatori.
A questo dobbiamo dire NO.
Il Congresso dell'Unione Inquilini invita i propri iscritti e le sedi a sostenere con forza il boicottaggio della Goodyear e di tutte le multinazionali che hanno operato o opereranno le stesse scelte.
II. RISOLUZIONI
1. Legge 431/98
Ad oggi, nei Comuni il contratto libero è il modello contrattuale della 431\98 più praticato, mentre il Contratto Concordato trova difficoltà ad attuarsi e in molte situazioni, ove sono stati anche depositati gli accordi sindacali, questi non vengono riconosciuti nella contrattazione reale.
In particolare è il fronte della piccola proprietà che risulta indisponibile ad attuarlo.
L'Unione Inquilini deve dispiegare una forte iniziativa per rendere diffuso e praticabile il Contratto Concordato, anche al fine di ridurre l'evasione fiscale nella locazione. E' essenziale aggravare fiscalmente il Contratto Libero ed eliminare tutte le attuali agevolazioni fiscali di cui gode; parallelamente aprire vertenze con i Comuni sul pieno utilizzo dell'ICI per incentivare la locazione concordata ed disincentivare la locazione libera.
In particolare il Congresso Nazionale da mandato alla Segreteria Nazionale di operare una verifica dello stato di applicazione e di avanzamento del Canone Concordato in corrispondenza all'erogazione del Contributo all'Affitto e verificare l'efficacia di calmierazione dei canoni.
Dobbiamo ottenere l'estensione della detrazioni fiscali per gli inquilini a tutti i contratti e a tutti i Comuni e una loro maggiore coper -
tura finanziaria.
Il nostro obbiettivo è cercare di ottenere e fare applicare una normativa sul mercato locativo in linea con le maggiori tutele riscontrabili all'interno dei paesi dell'Unione Europea.
Esprime una forte e motivata opposizione all'ipotesi di patti territoriali contenuti nella legge delega in discussione al Parlamento, che di fatto tende a demolire lo stesso impianto già ampiamente liberista della 431/98, con deroghe alla durata dei contratti, maggiorazioni dei canoni concertati e sgravi fiscali per i locatori al di fuori di tali limiti; né queste deroghe sono motivate dalla protezione degli inquilini sfrattati a basso reddito dal momenti che con tali contratti "atipici" essi perderebbero ogni punteggio nelle graduatorie per l'accesso all'ERP.
Sul fondo sociale a sostegno dell'affitto vi sono delle improrogabili esigenze.
- Estendere tutti i benefici della 431\98 a tutti i Comuni.
- Evitare che il fondo all'affitto diventi sostitutivo dell'ERP.
- Spingere in tutte le realtà per una rapida attribuzione del Fondo dalle Regioni ai Comuni.
- Aprire vertenze con i Comuni sui bandi, affinché vengano formulati in maniera semplice e chiara per poter erogare in tempi rapidi il finanziamento agli inquilini.
- Contrastare ogni tipo di bando che tenti di inserire criteri di valutazioni del reddito diversi da quelli previsti per l'ERP, escludendo il RICCOMETRO e qualunque clausola discriminatoria.
-Assumere l'obbiettivo del pieno utilizzo del finanziamento stanziato, battersi affinché Regioni e Comuni inseriscano propri fondi.
-Prevedere una voce del bilancio dello stato che finanzi il Fondo Sociale.
-Attrezzare tutte le nostre sedi per istruire il maggior numero di domande, anche per far emergere la contraddizione tra fabbisogno abitativo e risorse dello stato.
II. SULLE RISOLUZIONI
Il congresso dello scorso anno su questa risoluzione lavorò moltissimo e conobbe dei momenti di tensione perché era ed è cosa importante. Cerco di dire qualcosa sulla base delle informazioni pervenute dalle sedi UI e da altre fonti ma prima faccio alcune considerazioni.
Avevamo ancora a disposizione un anno di centro sinistra e il momento fondamentale era la Finanziaria 2001, dove si poteva ottenere qualcosa che modificasse la 431 rafforzando il canale concordato. Abbiamo registrato la indisponibilità del centro sinistra a togliere i benefici fiscali – o a ridurli significativamente – per il canale libero, rafforzando i benefici fiscali per quello concordato.
Questo ha portato le compagnie assicurative a far fallire tutti gli incontri con i sindacati inquilini. Qualche impegno maggiore è venuto dai Comuni sulla modulazione dell’ICI.
Altri fatti si sono invece prodotti in netta controtendenza. Mi riferisco a due sentenze della Corte Costituzionale: la n. 482 del 2000 sul massimo richiedibile al conduttore come risarcimento del danno per mancato rilascio nei termini e la n. 33 del 2001 che scinde il diritto del locatore a sfrattare all'adempimento degli obblighi fiscali connessi all'immobile locato.
Le due sentenza si sono così collegate ad altre due, la n. 309/1996 che cancellava il comma 2 dell’art. 11 della L. 359/92 ( connessione organica tra l’assistenza sindacale obbligatoria e la stipula di contratti a patti in deroga), e la n. 321/1998 che dichiarava illegittima nell'art. 1-bis del decreto-legge 19 giugno 1997 n. 172 la parte in cui si prevede che il prefetto possa determinare il differimento della singola esecuzione forzosa.
Il tutto può essere riassunto nei termini seguenti: vengono prima demoliti degli istituti di controllo e di protezione nelle fasi essenziali della vita dei contratti di locazione e successivamente prevista una indeterminata e potenzialmente enorme sanzione economica nei confronti del conduttore riottoso allo sfratto per il quale non è richiesta al locatore alcun rispetto delle norme fiscali.
Cosa resta dell’impianto della 421/98?
La facoltà del locatore a scegliersi il tipo di contratto o di proseguire con poco rischio con l’illegalità fiscale; per il alcune fasce sociali di conduttori la possibilità di ottenere un contributo statale come integrazione all'affitto.
Salvo nella contrattazione con gli Enti Previdenziali e con qualche altra grande proprietà (non ancora gli assicurativi), il corpo principale della 431 non è neppure più il canale concordato (cuore della proposta di legge di iniziativa popolare del Sunia) ma l’integrazione all’affitto e anche questo con enormi distorsioni e limitazioni.
Si sta realizzando quello che negli incontri nel corso del 1998 al ministero dei LL.PP. qualche esponente della proprietà già auspicava: il liberismo totale del mercato accompagnato da un sostegno assistenziale al conduttore.
Richiesta ai delegati:
cercate di riferirvi nelle vostre considerazioni a dati veri e non supposti sull’entità dei canoni concordati. Se non li avete non inventatevi delle tesi ad hoc per supportare l’una o l’altra posizione.
Domanda: è vero e in quale misura l’affermazione nel documento dell’altro Congresso che la “piccola proprietà è indisponibile al contratto concordato”?
Bisognerebbe disporre dei dati degli Uffici del Registro. Dovrebbero esserne in possesso perché dalla registrazione di tale tipo di contratto derivano le possibilità di ulteriore detassazione del canone.
Sul fondo sociale - sostegno all'affitto qualche anticipazione. Da questa finanziaria il fondo non è più alimentato dai residui contributi Gescal ma da una voce del Bilancio dello Stato.
La Segreteria Nazionale non dispone di notizie circostanziate - se non per alcune città - su come sta funzionando il meccanismo di erogazione.
Sarebbe opportuno - direi indispensabile - che almeno Milano, Venezia, Padova, Bologna, Firenze, Ancona, Roma, Napoli, Palermo (ma se lo fanno tutti è meglio) presentassero uno schema nei seguenti termini:
- Anno di bando:………..
- Entità del finanziamento
- N. domande presentate
- N. domande ammesse
- N. di erogazioni
Due esempi su Firenze e Sesto F.no estratti da atto della Regione Toscana:
Stanziamento 1999 - erogazione 2000
- Risorse assegnate 6.680.096.406 542.750.502
- Contributi erogati 4.925.369.086 542.750.502
o in via di erogazione
- Risorse risultanti 1.754.727.319
- Contributi non erogati per 305.459.882
insufficienza di risorse
Questi dati ci permettono di ragionare su - tipo di bando - severità nei criteri di esclusione - rapporto con il mercato delle locazioni ed altro ancora.
Le sedi dovrebbero nella scheda inserire notizie sul contenuto dei bandi - in particolare sull'esistenza o meno del redditometro e sulle sue conseguenze.
Ritengo che sulla 431/98 dovrà lavorare il congresso in sede di commissione e farlo con molta serietà.
Domande da porci:
- In quale misura lo strumento fondo sociale è utilizzato per il rinnovo di contratti scaduti?
- Quale è la situazione di chi invece è sfrattato e cerca un'altra casa e di chi la cerca per la prima volta?
- Quale valutazione date sugli sfratti per morosità e sulle espropriazioni immobiliari?
- Sono generalizzate le condizioni vessatorie per stipulare un contratto di locazione?
- Le situazioni di crisi sono generalizzate o localizzate in alcune particolari aree urbane e quali?
2. Sfratti con forza pubblica
La drammaticità della fine dei blocchi degli sfratti, impone all'Unione Inquilini di porre con forza al centro della sua battaglia sindacale l'insostenibilità sociale e l'immoralità degli sfratti.
"NESSUNO SFRATTO SENZA PASSAGGIO DA CASA A CASA" è la nostra parola d'ordine
Tornare a chiedere che la sospensione limitata degli sfratti del Decreto Bordon venga estesa a tutti destinatari di esecuzione di rilascio.
Aprire un confronto con il governo e il Ministro dell'Interno, coinvolgendo l'ANCI, per arrivare a disposizioni che consentano ai Prefetti, sentiti i Comuni, di programmare l'utilizzo della forza pubblica, secondo l'effettiva
Disponibilità alloggiativa.
Nelle situazioni più drammatiche spingere affinché Sindaco e Prefetto, adottino ordinanze urgenti, di blocco temporaneo delle esecuzioni per tutelare la salute dei cittadini.
Il Congresso impegna la Segreteria Nazionale ad aprire una vertenza nazionale sul problema degli sfratti, anche con una manifestazione nazionale.
Ci stiamo avvicinando al 31 dicembre 2001, in cui scade la cosiddetta proroghina che qualche respiro ci ha dato anche se nel frattempo si sono eseguiti a raffica non solo sfratti per finita locazione non prorogati ma un numero abnorme di sfratti per morosità o per espropriazione immobiliare. La resistenza agli sfratti è da praticare con molta convinzione non solo perché è giusto proteggere la dignità delle persone da un evento traumatico ma perché è più facile l' adesione militante su questa resistenza che su altre lotte, importanti per le questioni economiche ma meno "emozionanti".
L'ordine del giorno che fiancheggia queste righe è del tutto valido ma va reso più caldo… Insomma, è certo auspicabile coinvolgere l'ANCI (per quello che rappresentano le Amministrazione Comunali… spesso cose molto losche) ma è soprattutto indispensabile che altri - associazioni giovanili, di studenti, scout, altri pensionati, i social forum che cercano di agire sul territorio – facciano massa con noi in eventi particolari..
Senza una diversa massa critica non vi sono molte possibilità – soprattutto con questo quadro politico – di ottenere provvedimenti d'emergenza e tanto meno di determinare una svolta alle non politiche sul diritto alla casa in termini di incremento dell'edilizia sociale.
3. Edilizia Sociale
Indica la necessità che il nostro paese si doti di un patrimonio di edilizia sociale ai livelli più avanzati presenti nei paesi dell'Unione Europea;
riafferma la centralità del rilancio dell'Edilizia Sociale e della sua indispensabile funzione sociale e la contrarietà a qualsiasi ipotesi di privatizzazione comunque attuata;
esprime forte preoccupazione per la tendenza di affidare all'esterno la gestione delle case popolari, prodromica alla trasformazione degli IACP o loro derivati in SpA;
ribadisce la necessità che l'edilizia sociale venga gestita dagli Enti Territoriali e che alle rappresentanze elettive degli assegnatari sia garantito un forte peso nel controllo e nella programmazione della gestione di tale patrimonio anche in riferimento alle riqualificazione urbana e alla qualità degli alloggi.
chiede che lo Stato e le Regioni stabiliscano precise fonti di finanziamento dell'Edilizia Sociale attraverso il completo utilizzo per l'Edilizia Pubblica Sovvenzionata dei fondo ex Gescal non ancora utilizzati ed un limite minimo di stanziamento in percentuale rispetto al proprio Bilancio annuale;
chiede inoltre che si verifichi la possibilità di avviare una vertenza specifica nei confronti dell'Unione Europea affinché siano stanziati e usati fondi comunitari per l'edilizia sociale;
ribadisce l'assoluta contrarietà a qualsiasi vendita dell'edilizia sociale e chiede invece che gli Enti territoriali aumentino la dotazione di case per l'edilizia sociale e che comunque i proventi delle vendite siano reinvestiti nella realizzazione di nuovi alloggi sociali..
nel grave e contraddittorio contesto di vendite e di ventilate privatizzazioni, per contenere al massimo le conseguenze negative del processo di vendita del patrimonio pubblico,
impegna l'Unione Inquilini in una pressante azione nei confronti del Parlamento e dei Consigli Regionali tesa ad ottenere una normativa che impedisca in ogni caso e per chiunque la rivendita sul mercato privato degli alloggi pubblici individuati nei piani di vendita, stabilendo l'obbligo all'esercizio della prelazione da parte dei Comuni o degli Enti Pubblici di pertinenza degli alloggi medesimi;
ribadisce che lo sviluppo quantitativo dell'Edilizia Sociale e di altre forme di intervento pubblico è tanto più essenziale in questa fase di emergenza abitativa per rendere effettivo il passaggio da casa a casa per gli sfrattati e per tutelare tutte le situazioni di disagio abitativo;
ritiene essenziale una revisione delle Legislazioni Regionali, riprendendo le 'esperienze più avanzate, come quella della Regione Lazio, per quanto riguarda i regimi dei canoni e degli oneri accessori, il recupero sociale della morosità, la sanatoria delle occupazioni abusive e senza titolo, i diritti degli assegnatari e i tetti di accesso all'edilizia sociale.
esprime la necessità di un incontro nazionale per il confronto delle normative regionali vigenti e in fase di approvazione alla luce della Legge Bassanini e della sua eventuale modifica, per la definizione di una più articolata e puntuale piattaforma nazionale;
ritiene prioritaria l'apertura di una campagna nazionale contro la privatizzazione dell'edilizia sociale a partire dal caso Toscana ed affida alla Segreteria nazionale il compito di organizzare ogni forma di mobilitazione degli assegnatari.
Giustamente questa era la mozione più corposa. Ma vi sono in essa delle parti molto enfatizzate (come quelle sulla vendita e i suoi rischi), altre giustamente centrate (la necessità di forti investimenti nell'ERP, la contrarietà ai processi di privatizzazione delle gestioni), altre sottovalutate (come la necessità di un accertamento sull'efficacia dei finanziamenti pregressi e in atto) o assenti (sui pericoli di un completo stravolgimento dei sistemi dei canoni sociali).
- Sulle vendite: è in atto un blocco o un rallentamento la cui natura andrà ben discussa al congresso (certo non per fini sociali!);
- Sui processi di privatizzazione della gestione: gli impegni assunti sono stati pienamente rispettati; la campagna di opposizione è dispiegata e il caso Toscana è davvero assunto come caso nazionale;
- Ma oggi nessuno, nemmeno il CER è in grado di accertare per il quinquennio 1995-2000 l'efficacia degli stanziamenti per l’ERP derivati dalle delibere CIPE 1991 e 1993, dai reinvestimenti in ERP previsti con la legge 560/93, e dai residui ex Gescal successivi al 1995.
Cinque anni fa il CER nell'allegato alla relazione sullo stato di attuazione dei programmi in ERP (min. LLPP, 31 dicembre 1996) riferiva sullo scarto tra fondi assegnati ed erogazioni (che si effettuano a fronte di progetti in esecuzione):
1.Finanziamenti del 7° biennio (L..457/78): 1990-91.
Assegnati 5208 miliardi di lire
Erogati 2332 "
per nuove costruzioni recupero ed acquisti
2. Finanziamenti quadriennio 1992-1996
Assegnati 10.499 miliardi di lire
Erogati 688 "
Pari al 6,5%
E' pensabile che la situazione non sia cambiata gran che in meglio nel quadriennio successivo. Ora dovremmo sommare l'assegnato alle Regioni non speso al residuo dei fondi ex Gescal - consistente il oltre 9000 miliardi di lire - giacente nella Cassa Depositi e Prestiti e trasmesso alle Regioni con provvedimento del CER prima della fine della legislatura (aprile 2001)
L'altra questione riguarda il mal speso; si tratta della dispersione dei fondi in molti rivoli, spesso per interventi non collegati all'ERP, come diversi PRU e contratti di quartiere, ma anche di piani di recupero che una volta avviati si dimostrano estremamente redditizi per progettisti, architetti, costruttori con effetti ridicoli in termini di alloggi ricavati.
Comunque il dato grezzo è impressionante:
Fondi disponibili derivati dalla Gescal dal 1992 al 2001: oltre 24.000 miliardi.
Stima alloggi ricavabili se spesi con efficienza: 200.000! Infatti il costo medio/alloggio ponderato tra diverse regioni si aggira sui 120 milioni per pezzatura media (70-80 mq).
Esaminiamo ancora la nostra risoluzione congressuale. Chiedevamo che "lo Stato e le Regioni stabilissero…" ecc. ecc. mentre non si contestava il concreto comportamento degli Enti Locali, comuni in primo luogo, sui quali era più facile il nostro controllo.
A mio avviso invece se è indispensabile il rifinanziamento dell'ERP questo va accompagnato a una durissima contestazione di quanto è successo e sta succedendo sui fondi ancora disponibili.
Attenzione: il CER ci comunicava che con questi si può ancora operare per un quinquennio.
Mi soffermo su questo aspetto reiterando l'esigenza dell’inchiesta, indicazione che come vedete percorre ogni pagina.
Che cosa acquisire e dove?
Ogni nostra sede, non solo quelle che operano nelle grandi aree metropolitane, dovrebbero incrociare:
- le suddivisioni dei finanziamenti disposti dalla loro Regione, per comune e tipologia di intervento;
- gli atti di natura urbanistica e le deliberazioni esecutive dei Comuni.
La verifica sul campo è però essenziale: bisogna andare a verificare se dei cantieri sono in funzione, e da quanto tempo; o se nulla esiste; accertare quanto si sta realizzando e assegnando; acquisire i dati sugli acquisti del già costruito e così via.
Se non lo facciamo noi, nessuno lo fa, perché è intuibile che si scoprirebbe che la maggior parte dei programmi sono restati sulla carta, e che comunque c'è una sproporzione scandalosa tra somme spese e alloggi ricavati, e che in molti casi s'è fatto un uso improprio dei finanziamenti con connivenze vergognose nei confronti di altre aspettative…
Il congresso sarà una assise molto severa per noi tutti. Ripeto: dobbiamo uscire dalle sedi, girare, accertare, indagare, e poi produrre denuncia, contro informazione e controproposta.
E infine passiamo all’ERP che esiste.
In una recente circolare le sedi dell'UI sono state invitate ad acquisire delle notizie sulla realtà sociale nell’ERP:
- reddito degli assegnatari e canoni corrisposti per fasce,
- utilizzazione degli alloggi per numero di componenti i nuclei familiari,
- bilanci degli IACP,
- investimenti,
- problematiche di maggior rilievo relative a sanatorie non fatte, manutenzioni carenti, rapporti con enti gestori e così via.
I dati in nostro possesso (Ricerca Federcasa - 1998) sono riferiti alla situazione del 1995/96 cioè prima dell'entrata in vigore di gran parte delle Leggi Regionali sui Canoni e senza dati aggiornati sul processo di vendita. Stiamo cercando di recuperare dati aggiornati dalla Federcasa, ma non è certo che li avremo prima del Congresso.
Da Federcasa, da settori ANCI, da alcune Regioni come l'Emilia Romagna emerge una sostanziale convergenza sulla volontà di andare ad una completa modifica dell'impianto sui canoni derivato dalla del. CIPE del dicembre1996 (una nostra vittoria).
Schema presentato nella ricerca Federcasa:
- A. fascia sociale un po' più ampia di quella compresa tra 0 reddito e 2 pensioni sociali: protezione derivata da un canone minimo ( in Toscana si dice 300.000 lire/mese con integrazione al canone da un "fondo sociale" esterno ai bilanci degli Enti; canoni mensili attorno alle 60.000 lire.
- B1.fascia intermedia fino ai limiti di reddito per l'accesso: canone mensili tra le 190.000 e le 460.000
- B2. Per la conservazione dell'assegnazione: canoni rapportati ai "concordati" con modulazioni per fasce: canoni mensili tra 460.000 e 750.000;
- C. fascia oltre i limiti per l'assegnazione: canone libero di mercato : intorno alle 800.000.
Sintesi: la ricerca accertava che la media dei canoni era con dati 1996 era di lire 110.000 lire/mese.
Dato 2000 registrato da Federcasa: media dei canoni a livello nazionale si aggira sulle 200.000 lire/mese: l'aggiornamento 2001 corrisponde al raddoppio rispetto al 1996.
Per la ricerca Federcasa l'obbiettivo raggiungibile con la rimodulazione dei canoni era di 353.000 lire/mese ma se il riferimento dovesse essere quello dei canoni concordati il valore medio a livello nazionale supererebbe ampiamente le 400.000 lire/mese!
In sintesi sii sta prefigurando un colossale attacco ai canoni in atto, contemporaneamente alla modifica della natura e agli obiettivi degli Istituti di Gestione.
Suggeriamo ai delegati di esaminare con attenzione un testo illuminante: è quello rappresentato dalla Deliberazione Legislativa n. 37 del 12 luglio 2001 della regione Emilia Romagna. Si tratta di una legge quadro surrogatoria dello stesso disposto dell'art. 59 del D.Leg. 112/98 di cui parliamo in seguito.
L'Unione Inquilini e più in generale tutto il sindacalismo di opposizione dovrebbe realizzare una articolata e puntuale piattaforma nazionale sull'ERP come indicato nel testo a fronte.
Alcuni di noi, della Segreteria Nazionale UI, stanno lavorando ad un testo per la "determinazione dei principi e delle finalità di carattere generale ed unitario in materia di edilizia residenziale pubblica, anche nel quadro degli obiettivi generali delle politiche sociali" (estratto dall'art. 59 del D.Leg. 112/98 - Bassanini).
Vorremmo proporre il seguente impianto:
- Definizione generale del diritto alla casa e dei soggetti titolari del diritto;
- i mezzi per realizzarlo;
- i principi guida per l'accesso, il sistema dei canoni, le dismissioni;
- gli organi di programmazione, loro composizione ed ambiti di autonomia;
principi guida per la gestione definendo la natura degli enti di gestione e formazione degli organismi, la formazione del bilancio e la destinazione delle risorse.
4. Alloggi degli Enti Previdenziali
Il Congresso sottolinea l'impegno a salvaguardare il valore d'uso degli alloggi degli Enti impedendone l'entrata nel circuito della speculazione.
- I. Determinazione dei canoni.
1.Devono essere conclusi accordi locali sulla base del Protocollo di Intesa Nazionale da effettuare entro il 14 giugno 2000.
2. Vanno mantenuti i canoni ai livelli minimi dei valori di riferimento inserendo coefficienti di abbattimento collegati ai livelli di manutenzione dell'immobile.
3. Va sviluppato il massimo impegno per bloccare le iniziative giudiziarie degli Enti, proponendo la soluzione delle vertenze pregresse, ricorrendo anche alle transazioni, e per la regolarizzazione delle occupazioni abusive.
- II. Vendita alloggi.
1.Vanno verificate e contestate le valutazioni effettuate dagli Enti con particolare attenzione alle categorie catastali e alle superfici degli immobili nonché alle carenze di manutenzione.
2. Vanno aiutati gli inquilini ad organizzarsi per l'acquisto in forma collettiva, evitando le formule speculative proposte dalle centrali cooperative e da alcuni sindacati inquilini, proponendo, invece, forme di acquisto che salvaguardino i diritti degli inquilini.
3. Vanno esercitate forme di pressione sugli Enti Previdenziali per la predisposizione dei mutui convenzionati previsti dalla legge.
4. Gli Enti devono provvedere a tutte le regolarizzazioni catastali degli immobili ed a realizzare le opere manutentive e di messa a norma.
Conferma la contrarietà all'intervento degli intermediari immobiliari nelle procedure di vendita. Esaurita la fase di dismissione in favore degli inquilini acquirenti del proprio alloggio si rende necessario che gli Enti Locali intervengano nella gestione del patrimonio residuo al fine di calmierare il mercato locativo.
A tale proposito il Congresso aderisce alla proposta di legge presentata dall'On. Walter De Cesaris ed si impegna ad effettuare una mobilitazione degli inquilini per una rapida discussione della proposta stessa. In questa direzione il Congresso da mandato alla Segreteria Nazionale di organizzare nel prossimo autunno un FORUM nazionale dei Comitati Inquilini degli Enti Previdenziali.
A supporto di questa iniziativa verrà preparato un LIBRO BIANCO sugli Enti Previdenziali mettendo, a tale scopo, a disposizione il sito web dell'Unione Inquilini
In questi 18 mesi l'Unione Inquilini ha lavorato molto, con un ruolo nazionale della sede di Roma, derivato dalla concentrazione nella capitale di gran parte degli alloggi degli Enti - e in costante rapporto con le altre sedi interessate al comparto.
Gli accordi sono stati conclusi in tutte le città dove è presente patrimonio immobiliare degli enti previdenziali.
A Roma, dove insistono circa 60.000 alloggi degli enti su un totale di circa 90.000 a livello nazionale, l'accordo è stato siglato lo scorso 21 giugno 2001. E' un accordo molto buono che di fatto applica quanto stabilito dal congresso scorso.
Siamo rimasti all'interno delle sub fasce minime e c'è una buona clausola di salvaguardia per coloro con reddito di 30 milioni più 6 milioni per ogni ulteriore componente.
E' da sottolineare come gli accordi locali sono il frutto anche della nostra cocciutaggine ne garantire i rinnovi contrattuali, anche in vista delle alienazioni, mentre altri erano affaccendati nel promuovere cooperative che ad oggi sono fallite anche perché si sono fatte avanti cooperative poco trasparenti e dedite solo al perseguimento dell'affare.
Visti gli sviluppi della cartolarizzazione degli immobili avere garantito a tutti il rinnovo contrattuale con canoni sostenibili è un fatto di indubbia valenza.
Per quanto riguarda le valutazioni relative alla vendite si sono avute importanti esperienze a Roma e a Firenze laddove con una rigorosa verifica delle situazioni siamo stati capaci di far rivedere valutazioni che sembravano inamovibili.
Ma il Governo Berlusconi, utilizzando un input proveniente dalla precedente finanziari approvata dal centro sinistra ha con la cartolarizzazione avviato un nuovo processo di alienazioni che ha creato notevole sconcerto e preoccupazione tra gli inquilini degli enti previdenziali.
A parte la scelta di campo sul mandato collettivo, oggi unica forma di acquisto, da noi perorata in tempi non sospetti e che vede oggi tutte le organizzazioni sindacali favorevoli a questa modalità di acquisto, il decreto legge 351/2001 è un vero e proprio regalo alle immobiliari e alle banche che avranno modo e tempi, senza rischi e senza imposte da pagare di "scegliere" tra gli immobili liberi e quelli di pregio l'affare più proficuo. L'Unione Inquilini ha risposto con forza al decreto legge 351/2001 organizzando due manifestazioni molto partecipate davanti alla Camera e davanti al Senato. A fronte di un decreto blindato la mobilitazione ha colto due importanti successi. Il primo è quello relativo all'innalzamento a 19.000 euro calcolati ai sensi della legge 457/78, l'altro emendamento è quello relativo al fatto che coloro che hanno espresso entro il 31 ottobre 2001 la volontà di acquisto, procederanno nelle alienazioni con le modalità e i criteri precedenti al decreto legge.
Anche su questo aspetto l'Unione Inquilini si è mossa con tempestività ed ha permesso a migliaia di famiglie di poter procedere all'acquisto avendo a che fare con l'ente e non con la società veicolo.
Tali parziali successi però non fanno modificare la nostra posizione di assoluta contrarietà alla cartolarizzazione imposta dal governo delle destre. Anche tenendo conto che con questo decreto si impedisce ai comuni sia di acquistare immobili che di vedersi assegnati alloggi per garantire il passaggio da casa a casa per famiglie con sfratto esecutivo. Ciò è per noi in assoluto la cosa più grave prevista dal decreto legge 351/2001.
L'Unione Inquilini promuove e sostiene la cooperazione tra l'inquilinato affinchè il problema casa trovi soluzioni collettive dignitose e consone all'ideale del valore d'uso dell'alloggio.
L'Unione Inquilini promuove e sostiene forme di sperimentazione cooperativa tra l'inquilinato che siano rispettose dell'ambiente e dell'ecologia umana, promovendo cooperative di abitazione che intervengono nel territorio senza deturparne i tratti peculiari e ponendo riguardo all'utilizzo di tecnologie appropriate (bioedilizia, ecotecnologie, autorecupero).
L'Unione Inquilini promuove e sostiene il movimento cooperativo tra l'inquilinato in special modo nelle forme cooperative di abitazione a proprietà indivisibile, procurando in tale direzione di fornire adeguata consulenza in sede locale e nazionale.
L'Unione Inquilini si impegna a sostenere tutte le azioni che si rendessero necessarie affinché si possa addivenire ad un quadro legislativo favorevole alla cooperazione tra l'inquilinato che non preveda la sola forma della proprietà divisa anche e soprattutto nel processo di vendita del patrimonio abitativo pubblico.
Per la realizzazione dei Villaggi dell'Utopia, per il riconoscimento dei diritto ad abitare e alla cittadinanza dei lavoratori extracomunitari.
L'Unione Inquilini si impegna, unitamente alle associazioni di volontariato e sindacali, a rendere possibile e praticabile la realizzazione dei Villaggi dell'Utopia.
A tal fine si intende utilizzare tutti i fondi comunitari e/o statali disponibili e immediatamente spendibili per recuperare e/o ristrutturare immobili di proprietà pubblica attualmente in stato di abbandono.
Questa parte è ancora tutta da attuare.