Source: http://www.gdf.gov.it/chi-siamo/storia-del-corpo/polizia-tributaria-investigativa/listruzione-riservata-sul-servizio-di-pti-1926
Timestamp: 2018-03-21 02:56:40+00:00
Document Index: 184070258

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 13', 'art. 7', 'art. 8']

L'istruzione riservata sul servizio di pti (1926) — gdf.gov.it
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L'istruzione riservata sul servizio di pti (1926)
In applicazione delle norme di legge e dei decreti ministeriali più volte citati nei precedenti paragrafi, dal 1° gennaio 1926, entrò in vigore la "istruzione riservata sull'ordinamento e sul servizio della Pti", che il Comando Generale, dopo il compiacimento espresso in proposito dal Ministero, ebbe cura di diramare alle autorità centrali e periferiche di governo, finanziarie, giudiziarie, di polizia, oltre che a tutti gli organi del Corpo. La diramazione agli organi esterni alla Guardia rispose anche al compito ad esso affidato (vds. par. 2) di promuovere il razionale coordinamento di ogni organo statale al fine della repressione delle violazioni tributarie.
La citata istruzione costituì il perfezionamento di una precedente pubblicata in bozza nel 1924; tenne conto della "esperienza pratica di oltre un anno"; raccolse i princìpi fondamentali di questo nuovo organo del Corpo e così pure le prescrizioni, le norme e le avvertenze, che ne dovevano regolare "la funzione nel campo applicativo"; fissò "anche i doveri di reciproca collaborazione tra reparti ordinari e nuclei".
Fu stabilito, che la Pti doveva:
combattere la frode fiscale, l'evasione dei tributi e le trasgressioni finanziarie mediante la investigazione segreta razionale e sistematica sulla produzione, sulla circolazione e sul consumo della ricchezza nonché sulle persone esercenti illeciti commerci a danno dell'erario o comunque esplicanti attività e speculazioni danneggianti l'economia pubblica e il regolare corso dei fondi dello Stato e della valuta;
effettuare "una sana propaganda istruttiva ed educativa" anche col mezzo della stampa, "rivolta alla divulgazione e illustrazione delle leggi tributarie e allo sviluppo della coscienza tributaria dei cittadini"; attività questa che sarà pure, da ultimo, svolta nel 1973, in occasione dell'entrata in vigore delle leggi di riforma tributaria, con la gratuita consulenza ai contribuenti che la richiedevano, da parte di appartenenti alla PT, specificamente incaricati;
mirare "alla raccolta sagace, laboriosa e occulta di dati", indici comparativi, rilevatori della frode, tali da poter servire come punto di partenza e come guida per approfondire le successive più particolari indagini e per estenderle convenientemente sino a risalire alle fonti principali da cui la frode prende origine, identificandola perché fosse colpita;
non essere "un duplicativo o una sostituzione delle volanti, ma (...) un organo nuovo", in aggiunta "ai preesistenti con funzioni nuove" dirette ad allargare "molto il campo d'azione del Corpo", che lasciava "integra la funzione delle brigate volanti e degli altri reparti ordinari".
L'istruzione riservata del 1926 ordinò la Pti come segue.
Al centro (artt. 3 e 4) un "ufficio tecnico per la Pti (UT-Pti), alla dipendenza del Comandante Generale (allora Gen.C.A. Giovanni Ghersi), il quale continuò ad affidarne "la direzione all'ufficiale generale a disposizione" (Gen. B. del R. Esercito Attilio Zincone, suo apprezzato collaboratore in guerra), nonostante l'art. 2 del R.D. 18 gennaio 1923, n. 95 avesse disposto che la "polizia tributaria fosse diretta da un generale del Corpo della R. Guardia di Finanza, alla dipendenza del Comando Generale" e nonostante la norma, per essere specifica, non potesse essere contraddetta dalla generica dizione dell'art. 2 del R.D.L. 14 giugno 1923, n. 1281, che aveva posto a disposizione del Comandante Generale "un generale in servizio attivo permanente del R. Esercito, per coadiuvarlo nei vari servizi e specialmente nell'organizzazione e preparazione militare del Corpo". L'espressione "vari servizi" peraltro, doveva intendersi in senso tecnico e cioè riferita ad attività, pur necessarie, ma sussidiarie rispetto a quelle delle "operazioni" (di qualsiasi natura), che sono nell'obiettivo essenziale, per il quale ciascuna organizzazione è costituita;
l'espressione si riferiva a "servizi", quali, a esempi, sanità, commissariato, armi e munizioni (il quale ultimo, per più anni, fu erroneamente gestito dal commissariato) e non certo alle operazioni d'istituto, le quali, ancora oggi, sono le sole a essere oggetto del "regolamento" che, per antonomasia, è denominato "di servizio", ma che più propriamente dovrebbe essere chiamato "delle operazioni", perché solo di esse tratta e non anche di ogni altra prestazione dei finanzieri.
Dell'ufficio tecnico per la Pti, tra gli altri, facevano parte, alla dipendenza del citato generale:
"un ufficiale superiore del Corpo (...), anche come comandante della scuola di applicazione per la Pti";
"un ufficiale superiore segretario";
"i funzionari superiori, rappresentanti delle amministrazioni finanziarie interessate".
Capo dell'ufficio fu, dal maggio 1927, il colonnello dello speciale contingente (posto fuori organico con l'art. 7 del R.D.L. 6 maggio 1926, n. 844), allorquando Zincone lasciò l'incarico di "generale dell'esercito a disposizione", dopo averlo tenuto, pure da divisionario, per un anno.
L'ufficio prese, poi, la denominazione di "ufficio servizio e di Pti (nel dicembre 1927), di "ufficio servizio" (nel 1937), di "ufficio operazioni" (nel 1953: FO n. 16), ripartito nelle sezioni segreteria e affari generali, studi, coordinamento e segnalazioni di servizio, ordinamento. Il citato ufficio, con i diversi nomi, fu sempre retto da un colonnello sino a quando, nel 1959, con a capo un tenente colonnello, non fu denominato "III reparto (operazioni)", ordinato come risulta dall'organigramma inserito nella pagina che segue.
Compiti dell'organo centrale furono quelli stessi già accennati nei DD.MM. 10553 e 58605 del 1923, con le opportune specificazioni, tra le quali:
ricevere "semestralmente dai comandi di legione una relazione sull'andamento di servizio di Pti, contenente dati e segnalazioni valevoli a rappresentare (oltre a quelle inviate, all'occorrenza, di volta in volta) determinate situazioni e a provocare utili e tempestivi interventi";
pubblicare, di massima mensilmente, un "bollettino riservato", contenente ordini, istruzioni, norme operative, notizie sommarie di leggi tributarie, sistemi di frodi fiscali, contenzioso (...). La pubblicazione, iniziata nel 1924, fu, nel 1927, sostituita dal "foglio d'ordini riservato" (FOR).
Organo intermedio (artt. 3 e 5) un "ufficio di Pti" (la sua denominazione varierà, nel tempo, in modo analogo a quella dell'organo centrale) presso ciascun Comando di legione, tenuto da un ufficiale superiore o capitano, capo della Pti nel territorio legionale ("ufficiale C" e cioè "coordinatore"), dipendente "direttamente dal comandante di legione" e "dirigente il servizio Pti legionale, rispondendone personalmente". Suoi compiti furono:
tenere "la direzione e la coordinazione del servizio dei nuclei", il collegamento delle legioni tra di loro, con i comandi di gruppo di legioni e con il Comando Generale (...) e con tutti gli altri organi dello Stato;
esercitare, nei riguardi degli "ufficiali DN" (dirigenti di nucleo) e dei loro dipendenti, le funzioni disciplinari proprie dei comandanti di circolo;
svolgere, senza essere legato da orari o da gravami di carattere burocratico, le sue funzioni "sotto la guida e secondo gli ordini del comandante di legione (...) primo autorevole e competente direttore dell'azione dei dipendenti nuclei e coordinatore di tutti i servizi";
essere il tramite necessario tra il comandante di legione e gli "ufficiali DN" per la trasmissione di ordini, di direttive e di ogni altra comunicazione, a nome di lui "firmando o comunicando verbalmente d'ordine";
"assumere personalmente incarichi di particolare investigazione, in massima d'iniziativa e tutte le volte che il comandante di legione" avesse creduto di affidargli;
"prendere con frequenza la direzione dei servizi d'investigazione con l'intervento degli ufficiali DN e dei militari dei nuclei".
Organi elementari dei nuclei di Pti, costituiti da militari specializzati, i "nuclei" furono ubicati in numero diverso nel territorio di ciascuna legione, nelle sedi e con la circoscrizione stabilita dal Comando Generale, "diretti da un ufficiale subalterno o capitano", ma "comandati da un sottufficiale" con le funzioni, rispetto all'ufficiale, di "comandante di brigata". Questa disposizione, per cui l'ufficiale dirigeva, ma un sottufficiale comandava, costituisce la manifestazione dell'attrazione magnetica, che ogni innovazione normalmente subisce dalla tradizione, da cui difficilmente riesce a distaccarsi del tutto. La disposizione, però, rimase soltanto un'affermazione formale, salvo per i compiti amministrativi del sottufficiale (tra i quali, principalmente, la corresponsione delle competenze) propri del comandante di brigata. E, infatti, il "servizio prestato nella Pti" fu considerato come di comando "equipollente a tutti gli effetti di avanzamento e di carriera a quello prestato nei reparti ordinari del Corpo".
L'ufficiale "DN" rispondeva verso l'ufficiale "C" (...) anche dell'impiego e dell'istruzione dei militari dipendenti e aveva nel proprio territorio compiti analoghi a quest'ultimo, oltre alle funzioni della direzione esecutiva della propria unità.
L'istruzione riservata del 1926, tra l'altro:
sottolineò i caratteri dell'azione di Pti (adattabilità, segretezza, capacità di penetrazione, solidarietà e affiatamento tra i suoi membri; extraterritorialità rispetto alla normale competenza circoscrizionale);
si soffermò sulle fonti di informazioni (osservazione, studio, statistiche, contatti, in ogni sede, con comandi e con uffici finanziari, di polizia e giudiziari, risultati operativi, segnalazioni tra reparti del Corpo, segreti rilevatori, lettere anonime);
trattò del metodo d'azione (efficienza e iniziativa, comunicazioni con gli organi di livello superiore, pari e inferiore, conoscenza del personale e distribuzione di compiti, scopo e condotta dell'osservazione, eccezionalità, in caso di flagranza, dell'intervento palese, registrazioni, schedari, scritture);
stabilì norme particolari per ciascun settore operativo (diritti doganali e altre imposte indirette, privative o monopoli di Stato, demanio e tasse, imposte dirette, tesoro, difesa del patrimonio artistico nazionale);
determinò, per la scuola di applicazione per la Pti:
scopo: perfezionamento professionale e preparazione pratica alle operazioni di Pti di ogni categoria di personale con corsi di lezioni della durata di tre mesi e con conferenze;
ordinamento: comando retto da un ufficiale superiore del Corpo, sotto la guida del colonnello a capo dell'ufficio tecnico Pti (con la funzione di "direttore superiore della scuola"), avente quale "direttore degli studi" uno dei funzionari distaccati dalle direzioni generali del Ministero delle Finanze e quali "insegnanti" ufficiali e funzionari anche di altri ministeri.
Non è da escludere che nell'impostazione generale della "istruzione riservata" una qualche influenza possa avere avuto l'esperienza del generale dell'Esercito Zincone, che era a capo dell'ufficio tecnico di Pti; infatti, la specificazione, contenuta nell'istruzione, dei caratteri dell'azione, delle fonti d'informazione, del metodo d'azione presenta una certa analogia con la sistematicità della raccolta, in tempo di guerra, degli elementi informativi sul nemico; ma a sostanziare di concreto contenuto l'organizzazione e il funzionamento (tradotti nell'istruzione) della polizia tributaria furono gli ufficiali del Corpo addetti all'ufficio tecnico per la Pti, dei quali si avvalse il menzionato ufficiale generale.
Fervore di studi e di attività sui piani dell'organizzazione, dell'investigazione e dei relativi risultati sono ben illustrati e documentati nella "relazione" per l'anno finanziario 1925-26 (vds. Boll. Ris. della Pti n. 11 del 1° novembre 1926), che il capo dell'ufficio tecnico di Pti (Attilio Zincone, divenuto nel frattempo divisionario) presentò al Comandante Generale e che questi inviò al Ministro.
Nel citato documento, tra l'altro:
si accenna alla pubblicazione "del bollettino riservato per la Pti" (che rimase in vita per tre anni, dal 1924), il quale riportava disposizioni legislative, commentandole e volgarizzandole e segnalava casi e modalità di frodi scoperte dai reparti;
si indica la ripartizione del personale dei nuclei in drappelli;
si stabilisce che gli "agenti riferiscono l'esito delle loro indagini giorno per giorno, o a periodi più lunghi, secondo i casi, ai loro ufficiali di nucleo: questi, a loro volta, periodicamente fanno rapporto delle cose più importanti all'ufficiale della Pti legionale, il quale presenta al colonnello comandante della legione e costui al Comando Generale, semestralmente, una relazione sulla attività della Pti dipendente".
Il personale della Pti, secondo il R.D. istitutivo, non avrebbe dovuto superare il decimo dell'organico del Corpo, quello riportato, prima, dal T.U. 26 novembre 1914, n. 1440 e, poi, dal R.D.L. 14 giugno 1923, n. 1281, e cioè, rispettivamente, 1427 e 2866 unità. Ma tali aliquote furono ben lontane dell'essere raggiunte, anche perché il decimo fu ridotto nello stesso 1923 (art. 13, R.D.L. 3170 del 31 dicembre) a un cinquantesimo e cioè a 573 uomini. Successivamente, nel 1926 (art. 7, R.D.L. 844 del 6 maggio) il contingente di Pti fu posto fuori quadro e fu costituito da: 1 Colonnello, con il compito anche della direzione delle scuole, 3 ufficiali superiori, 7 capitani, 44 tenenti o sottotenenti, 350 marescialli dei tre gradi (ridotti a 330 con l'art. 8 del R.D.L. n. 26 del 19 gennaio 1928), 300 brigadieri o sottobrigadieri, 100 appuntati.
Nel numero uno dell'anno Primo del bollettino ufficiale della Pti, in data 1° dicembre 1924, è pubblicato, senza indicazioni di organici, il "quadro del nuclei di personale specializzato per la Pti", di seguito riportato.
"Mezzi di locomozione per il personale specializzato della Pti" furono le biciclette di proprietà dell'amministrazione o dei militari (30 biciclette), ai quali era corrisposta un'indennità di manutenzione.
Altri nuclei (Varese e Biella) e "posti di osservazione (quali ad esempio Ravenna e Bressanone, inquadrati rispettivamente nei nuclei di Bologna e di Bolzano) furono istituiti o soppressi, sino a quando non si raggiunse nel marzo 1926 l'ordinamento, che, con la relativa forza risulta nella pagina successiva.
Origine ed evoluzione della Polizia Tributaria Investigativa
Istituzione della polizia tributaria come organizzazione informativa (1923)
Scopi e compiti determinati dai provvedimenti iniziali (1923)
Ordinamento iniziale al centro e alla periferia
Prime statistiche dei risultati operativi (1925-26)
D.M. 30 novembre 1928
Altre principali regole stabilite dall'istruzione riservata del 1930