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Timestamp: 2018-03-21 21:46:01+00:00
Document Index: 68457197

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 30', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 16', 'art. 2', 'art. 17']

deleghe di responsabilità Roberto Frigerio Presidente Comitato Affari Legali Federchimica - PDF
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1 D.Leg. 231/01 e Testo Unico sulla Sicurezza; deleghe di responsabilità Roberto Frigerio Presidente Comitato Affari Legali Federchimica
2 Schema della Presentazione 1) Il Comitato Affari Legali di Federchimica 2) D. Leg. 231/01 e sicurezza sul lavoro 3) Modelli Organizzativi e Organismi di Vigilanza 4) Requisiti di validità delle deleghe di responsabilità 1
3 D.Leg. 231/01 e sicurezza sul lavoro Responsabilità amministrativa di natura penale Riguarda le aziende (enti) Si aggiunge alla responsabilità penale personale E riferita a reati commessi nell interesse o a vantaggio dell ente da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, amministrazione o direzione o da persone che, anche di fatto, esercitano la gestione ed il controllo dell ente E riferita a reati commessi nell interesse o a vantaggio dell ente da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza dei soggetti in posizione apicale Art. 25 come contenitore dei reati ai quali si applica la responsabilità ex D.Leg. 231/01 (e la lista si allungherà) 2
4 D.Leg. 231/01 e sicurezza sul lavoro Dal 2001 in avanti, nel D.Lgs. 231/01 sono stati aggiunti per stratificazioni successive vari reati Legge 123/2007 Omicidio colposo e lesioni gravi o gravissime con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell igiene e della salute sul lavoro D.Lgs. 81/08 T.U. Sicurezza e Salute sui Luoghi di Lavoro 3
5 D.Leg. 231/01 e sicurezza sul lavoro ART. 9, L. 3 AGOSTO 2007, L. 123 Nuovo art. 25 septies in D.Leg. 231/01: cambio di ritmo e di interesse, volontarietà della condotta Sanzioni pecuniarie inizialmente non inferiori a 1000 quote, variabili solo in relazione all entità delle singole quote (da 258 a ); 1000 quote da 1549 = ! Sanzioni interdittive da 3 mesi ad 1 anno (interdizione esercizio attività quale maggiore rischio) La funzione di prevenzione e garantita più dalla presenza della sanzione nei confronti dell ente che dalla promessa d impunità in presenza di adeguati modelli organizzativi 4
6 D.Leg. 231/01 e sicurezza sul lavoro T.U. SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO Art. 30 T.U. definisce in termini generali le caratteristiche del modello organizzativo In sede di prima applicazione, si presumono conformi ai requisiti dell art. 30 del T.U. i modelli definiti conformemente alle Linee Guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) del o al British Standard OHSAS 18001:2007 Gradazione sanzioni pecuniarie Materia in evoluzione; la prevenzione e la formazione sono la miglior arma di tutela 5
7 Modelli Organizzativi e O.d.V. MODELLI ORGANIZZATIVI Se il reato è stato commesso nell interesse o a vantaggio dell ente da persone che rivestono funzioni apicali, l ente non risponde del reato se prova che (art. 6): L organo dirigente ha adottato ed efficacemente attuato modelli di organizzazione e gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi Il compito di vigilare sull osservanza dei modelli e di curare il loro aggiornamento sia stato affidato ad un organismo dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo Le persone hanno commesso il reato eludendo fraudolentemente i modelli e non vi sia stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell OdV 6
8 Modelli Organizzativi e O.d.V. GIURISPRUDENZA MODELLI ORGANIZZATIVI Concretamente efficaci e dinamici, idonei a prevenire, considerazione della storia dell ente e dei segnali di rischio Mappatura esaustiva dei rischi, protocolli specifici e concreti, procedure di ricerca dei rischi OdV con capacità specifiche, ineleggibilità OdV se sentenza anche non definitiva di condanna o patteggiamento Differenziazione fra destinatari formazione, previsione contenuto formazione con attestazione frequenza, sanzioni disciplinari con indicazione illeciti, controlli di routine e a sorpresa, obbligo riferire all OdV violazioni del Modello 7
9 Modelli Organizzativi e O.d.V. GIURISPRUDENZA MODELLI ORGANIZZATIVI Fino ad oggi Ordinanze in sede cautelare, solo valutazioni su modelli adottati ex post, primissime Sentenze L adozione dei modelli organizzativi non è obbligatoria! Solo modelli molto ben predisposti hanno la possibilità di svolgere la loro funzione scriminante: altrimenti essi si risolvono in un sensibile aggravio di costi e di burocratizzazione interna senza dare reali vantaggi processuali 8
10 Delega di Responsabilità Penale Responsabilità Penale Personale Delega nel settore della sicurezza ed igiene del lavoro Origine giurisprudenziale della delega Riconoscimento normativo della delega di funzioni (art. 16 T.U.) Nozione di datore di lavoro (art. 2 T.U.) Inapplicabilità della delega (art. 17 T.U.) 9
11 Delega di Responsabilità Penale: Criteri CRITERI OGGETTIVI DELLA DELEGA complessità dell organizzazione aziendale atto scritto recante data certa adeguata e tempestiva pubblicita specificità dei poteri accettazione volontaria della delega autonomia di organizzazione, gestione e controllo autonomia di spesa 10
12 Delega di Responsabilità Penale: Criteri CRITERI SOGGETTIVI DELLA DELEGA competenza ed idoneità tecnica del delegato divieto d ingerenza del delegante insussistenza di una richiesta di intervento del delegato mancata conoscenza della negligenza o della sopravvenuta inidoneità del delegato vigilanza in ordine al corretto espletamento delle funzioni trasferite 11
ROBERTO DE LORENZIS E GIUSEPPE VIBRACCI Premessa Sicurezza Lavoro I modelli organizzativi La responsabilità amministrativa degli Enti, introdotta nel nostro ordinamento dal D. Lgs. n. 231/2001, costituisce