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Timestamp: 2018-10-20 01:50:37+00:00
Document Index: 103178646

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 97', 'art.11', 'art.11']

﻿ PENALE TRIBUTARIO BOLOGNA RAVENNA IMOLA FORLI La riforma dei reati tributari: al d.lgs. 158/2015 Il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte
da Armaroli | Mag 6, 2018 | AVVOCATO PENALISTA AVVOCATO PENALE | 0 commenti
diritto penale tributario, con particolare riguardo alla attività di assistenza e difesa avente ad oggetto le ipotesi di reato correlate alla realizzazione di condotte tributarie penalmente rilevanti (reati di omesso versamento, evasione fiscale, altri reati previsti da specifiche disposizioni di legge)
La nuova fattispecie di reato di cui all’art. 10-ter d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, come modificata dall’art. 8 d.lgs. 24 settembre 2015, n. 158, che ha elevato a euro 250.000 la soglia di punibilità, ha determinato l’abolizione parziale del reato commesso in epoca antecedente che aveva ad oggetto somme pari o inferiori a detto importo, e in considerazione dell’abrogazione parziale trovano applicazione gli artt. 2, comma 2, c.p. (e non il comma 4 dell’art. 2 c.p.) e 673, comma 1, c.p.p.
La modifica dell’art. 10-bis d.lgs. n. 74 del 2000 ad opera dell’art. 7, comma 1, lett. b), d.lgs. n. 158 del 2015, che ha escluso la rilevanza penale dell’omesso versamento di ritenute dovute o certificate sino all’ammontare di Euro 150.000,00, ha determinato una abolitio criminis parziale con riferimento alle condotte aventi ad oggetto somme pari o inferiori a detto importo, commesse in epoca antecedente” (Sez. 3, n. 34362 del 11/05/2017 – dep. 13/07/2017, Sbrolla, Rv. 27096101; vedi anche, per l’art. 10 ter, d.lgs. 74/2000, Sez. 3, n. 10810/2018 non massimata: “La mutata soglia di punibilità dei reati di omesso versamento di ritenute certificate (art. 10-bis del d.lgs. n. 74 del 2000) e di omesso versamento dell’imposta sul valore aggiunto (art. 10-ter, del d.lgs. n. 74 del 2000), al di sotto della quale operano soltanto a misure sanzionatorie di tipo amministrativo, introdotta dal d.lgs. 158/2015 rientra pertanto nell’abrogazione parziale dei due reati, nei quali il mutato giudizio di offensività della condotta omissiva si è tradotto nel restringimento dell’area della loro penale rilevanza, con assegnazione a quella amministrativa delle condotte che si collocano al di sotto della nuova soglia. Configurando la soglia di punibilità un elemento costitutivo di entrambe le fattispecie legali astratte delle suddette disposizioni, è evidente che la sua modifica rende la nuova fattispecie speciale rispetto alla precedente poiché ne restringe l’ambito applicativo, rimanendo l’area della punibilità circoscritta alle sole condotte che si collochino al di sopra della nuova soglia”).
L’avvocato diritto penale tributario Bologna assiste il proprio Cliente sin dalla fase delle indagini preliminari, tramite la redazione di apposite memorie difensive e l’instaurazione di un canale di interlocuzione con l’Autorità inquirente,
Difesa del contribuente nei procedimenti penali inerenti le principali violazioni tributarie:
dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o di altri documenti per operazioni inesistenti ovvero mediante altri artifici; dichiarazione infedele; omessa dichiarazione; emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti; occultamento o distruzione di documenti contabili; omesso versamento di ritenute certificate; omesso versamento di Iva; indebita compensazione. Il delitto di frode nell’esecuzione esattoriale, rappresenta l’antecedente logico-giuridico della norma prevista all’art. 11 d.lgs. n. 74 del 2000.
Nonostante tale norma sia stata ispirata a scelte di politica criminale in linea con i principi di offensivita, l’art. 97 non e stato in grado di adempiere alla sua funzione di tutela degli interessi dello Stato nella fase di riscossione dei tributi.
È punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, al fine di sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi o sul valore aggiunto ovvero di interessi o sanzioni amministrative relativi a dette imposte di ammontare complessivo superiore ad Euro cinquantamila, aliena simulatamente o compie altri atti fraudolenti sui propri o su altrui beni idonei a rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva. Se l’ammontare delle imposte, sanzioni ed interessi è superiore ad Euro duecentomila si applica la reclusione da un anno a sei anni”.
Tutela legale in caso di smarrimento delle scritture contabili, bancarotta fraudolenta, costituzione di un fondo patrimoniale o di altri strumenti di tutela del patrimonio al fine di occultare i propri beni al Fisco e altri casi di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte
Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte (art.11): reclusione da 6 mesi fino a 6 anni).
Uno dei tratti salienti della riforma del 2015 si concretizza nel diminuire il carico sanzionatorio per le vio- lazioni relative ad adempimenti (ad esempio, dichiarazioni) che, sebbene siano stati assolti tar- divamente, sono contenuti entro limiti temporali più o meno esigui.
Del pari, si assiste ad un generale ridimensionamento delle sanzioni previste per le ipotesi “base” delle violazioni più comuni, basti pensare, come si illustrerà, alla dichiarazione infedele e alla fatturazione delle operazioni.
A seguito dell’entrata in vigore del d. lgs. 74/2000 numerose novità sono state introdotte nel sistema penale-tributarioed, in particolare, si è eliminato il principio della «pregiudiziale tributaria», per cui il processo penale poteva prima iniziale solo in caso il procedimento amministrativo fosse stato già definito.
Ecco perché, nella scelta del proprio difensore, è bene farsi assistere da un avvocato penalistache conosca bene i meccanismi di funzionamento di entrambi i sistemi, e si sappia rapportare verso entrambe le giurisdizioni senza creare danni ad una od all’altra posizione processuale.
Che il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte di cui all’art.11 del d.lgs. n. 74 del 2000 presenta natura di reato di pericolo: ai fini della configurabilità del reato è infatti sufficiente la realizzazione di condotte, che la norma individua in alienazioni simulate o in altri atti fraudolenti, semplicemente idonee a pregiudicare l’attività recuperatoria dell’amministrazione finanziaria (cfr., da ultimo, Sez. 3, n. 3011 del 05/07/2016, dep. 20/01/2017; Sez. 3, n. 13233 del 24/02/2016) ovvero a mettere a repentaglio la realizzazione della pretesa tributaria, anche solo rendendo più difficile una eventuale procedura esecutiva, senza che, quindi, sia necessario che la stessa venga resa non più possibile.
In definitiva, la condotta penalmente rilevante può essere costituita da qualsiasi atto o fatto fraudolento intenzionalmente teso a ridurre la capacità patrimoniale del contribuente stesso, riduzione da ritenersi, con un giudizio ex ante, idonea sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, a vanificare in tutto od in parte, o comunque rendere più difficile una eventuale procedura esecutiva (Sez. 3, n.39079 del 09/04/2013, dep. 23/09/2013). Secondo tale prospettiva, le deduzioni del ricorrente circa l’impossibilità di includere, tra le condotte illecite, la cessione di quote sociali e il conferimento di ramo d’azienda non possono trovare accoglimento.
Altri reati societari sono l’indebita restituzione dei conferimenti ai soci; l’illegale ripartizione degli utili e delle riserve; le illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante; le riduzioni di capitale sociale o le fusioni o scissioni in violazione delle disposizioni di legge a tutela dei creditori (operazioni in pregiudizio dei creditori); l’infedeltà patrimoniale; l’illecita influenza sull’assemblea.