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Timestamp: 2013-05-23 21:25:00+00:00
Document Index: 114467259

Matched Legal Cases: ['art. 572', 'art. 572', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2087', 'sentenza ', 'art. 2087']

Mobbing | Sentenze | Rivista giuridica del lavoro
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Licenziamento individuale sciopero trasferimento di ramo d'azienda termine nullità precedente contratto sicurezza sul lavoro demansionamento appalto Danno non patrimoniale contratto a termine licenziamento collettivo previdenza contratto sicurezza sociale risarcimento scuola indennizzo Invalidità civile risarcimento del danno discriminazione Controversie di lavoro e previdenza disabilità licenziamento condotta antisindacale Retribuzione dissenso lavoro subordinato diritti controlli del datore di lavoro poste italiane lavoro pubblico lavoro dimissioni contratto collettivo Mobbing Tribunale Roma, Sez. IV pen., N.10418-5 Marzo 2008
(Tribunale Roma, Sez. IV pen.
N:10418 - 5 Marzo 2008)
Est. S. Iulia – A. Sciarretta, O. Fanella e M. Raponi imputati; Nina Lopez parte civile
Diff. Trib. Roma 4 maggio 2005.
Note: La condotta di mobbing in ambito lavorativo può configurare il delitto di maltrattamentiParole chiave: Mobbing :: comportamento vessatorio :: luogo di lavoro :: maltrattamento di persone sottoposte all’autorità :: Mobbing – Comportamento vessatorio sul luogo di lavoro – Mancata
reintegrazione nelle mansioni – Costituisce anche reato –
Maltrattamento di persone sottoposte all’autorità
Il reato di maltrattamento in famiglia o verso i fanciulli si applica anche nel
rapporto di lavoro subordinato, in quanto, ai fini dell’art. 572 cod. pen., il prestatore
di lavoro è soggetto rientrante nella qualifica di «persona sottoposta alla
sua autorità». In particolare è configurabile il reato di cui all’art. 572 cod. pen.
per «maltrattamenti» nel comportamento degli imputati che, in violazione della
statuizione del giudice in favore della lavoratrice, non reintegrino
la medesima nelle mansioni precedentemente svolte ma anzi attuino nei suoi
confronti condotte «mobizzanti» Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Corte di Cassazione, N.40891-7 Novembre 2007
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Cassazione, N.4774-6 Marzo 2006
N:4774 - 6 Marzo 2006)
Sez. lav. – Pres. Mercurio, Est. Miani Canevari, P.M. Funzio (Conf.) – M. M. (avv.ti Salemi e D’Angelo) c. Unicredito S.p.a. (avv. Wongher e Melchiorri).
Note: Mobbing: quando il lavoratore vorrebbe licenziare il datore di lavoro!Parole chiave: Mobbing :: Mobbing – Fattispecie – Obblighi di sicurezza ex art. 2087 cod. civ. – Violazione – Estremi.
Costituisce mobbing l’insieme delle condotte datoriali protratte nel tempo e con le caratteristiche della persecuzione finalizzata all’emarginazione del dipendente con comportamenti datoriali, materiali o provvedimentali, indipendentemente dall’inadempimento di specifici obblighi contrattuali o dalla violazione di specifiche norme attinenti alla tutela del lavoratore subordinato. Sicché, la sussistenza della lesione del bene protetto e delle sue conseguenze deve essere verificata – procedendosi alla valutazione complessiva degli episodi dedotti in giudizio come lesivi – considerando l’idoneità offensiva della condotta, che può essere dimo-
strata, per la sistematicità e durata dell’azione nel tempo, dalle sue caratteristiche oggettive...
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Tribunale Modena, N.583-18 Gennaio 2010
Est. Ponterio – XX
(avv.ti Giuliano, Sammartino) c. Università degli Studi di Modena e
Reggio Emilia (Avvocatura dello Stato).
Note: La discrezionalità nell'esercizio dei poteri datoriali e il sindacato giudizialeParole chiave: Mobbing :: mansioni e qualifica :: danno biologico :: Mansioni e qualifiche – Dequalificazione – Mobbing – Danno biologico
– Danno non patrimoniale – Esercizio dei poteri datoriali.
La condotta del datore di lavoro, materialmente posta in essere dai superiori gerarchici
della lavoratrice, che dalle prove raccolte dimostri in modo in equivoco
una condizione di forte sofferenza in ambito lavorativo non legata solo a una
qualifica inferiore rispetto ai titoli posseduti oppure ad aspettative non realizzate,
bensì a comportamenti vessatori, ingiusti e mortificanti, è illegittimo in quanto
contrario agli obblighi di cui all’art. 2087 cod. civ. e, in particolare, al dovere
di fare tutto quanto necessario al fine di tutelare la salute, la personalità morale
del lavoratore e la sua dignità sul luogo di lavoro. Tale dovere viene disatteso
quando nelle modalità di esercizio dei poteri del datore non si ravvisa un’adeguata