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Timestamp: 2020-08-09 11:33:08+00:00
Document Index: 127914222

Matched Legal Cases: ['art. 674', 'art. 674', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 75', 'sentenza ']

CORTE DI CASSAZIONE PENALE Sez. 3^ 26/10/2016 Sentenza n. – AmbienteDiritto.it
Giurisprudenza: Giurisprudenza Sentenze per esteso massime | Categoria: Inquinamento atmosferico Numero: 45225 | Data di udienza: 31 Maggio 2016
Data di udienza: 31 Maggio 2016
CORTE DI CASSAZIONE PENALE Sez. 3^ 26/10/2016 (Ud. 31/05/2016) Sentenza n.45225
INQUINAMENTO ATMOSFERICO – Molestie olfattive (provenienti da una pizzeria) – Sussistenza del superamento del limite delle normale tollerabilità – Criteri di legittimità delle emissioni ai sensi della seconda parte dell’art. 674 cod. pen. – Risarcimento del danno alla parte civile – Fattispecie.
In tema di immissioni, l’avere cagionato, quale titolare di una pizzeria, molestia e disturbo agli inquilini residenti negli appartamenti posti al di sopra del locale, a causa degli odori derivanti dalla cottura, configura il reato di cui all’art. 674 cod. pen.. Nella specie, le prove testimoniali risultavano sostanzialmente convergenti nell’affermare che i cattivi odori derivanti dalla cottura delle pizze dell’esercizio si avvertivano anche a finestre chiuse e comunque sul vano scala e nella zona del garage e, in alcuni orari, invadevano le stanze dei vari appartamenti. Tali odori erano stati percepiti anche dal funzionario della ASL che aveva proceduto all’accertamento dei fatti e, seppure in misura minore dal tecnico dell’Agenzia regionale per l’ambiente. Infine, la richiesta di risarcimento del danno alla parte civile veniva riconosciuta ma da liquidarsi in separato giudizio.
(conferma sentenza del TRIBUNALE DI VICENZA del 22/10/2015) Pres. ROSI, Rel. ANDRONIO, Ric. Baldisserotto
sul ricorso proposto da Baldisserotto Monica, nata ad Arzignano il 30 aprile 1962;
avverso la sentenza del Tribunale di Vicenza del 22 ottobre 2015;
udito l’avv. Daniele Peppe, in sostituzione dell’avv. Pietro Donadoni, per l’imputata.
4.2. – Infondato è anche è il terzo motivo di ricorso, con cui si deduce la violazione degli artt. 75 e 80 cod. proc. pen., in relazione alla mancata estromissione della parte civile del giudizio. Dalla lettura dell’atto di citazione nel giudizio civile notificato il 25 luglio 2014 emerge che lo stesso ha per oggetto l’inibitoria delle immissioni ritenute intollerabili nonché il risarcimento del danno, ovvero un oggetto sovrapponibile a quello della costituzione di parte civile nel presente giudizio. Nondimeno, deve rilevarsi che, a norma dell’art. 75, comma 3, cod. proc. pen., se l’azione è proposta in sede civile nei confronti dell’imputato dopo la costituzione di parte civile nel processo penale – come avvenuto nel caso di specie – il processo civile è sospeso fino alla pronuncia della sentenza penale non più soggetta a impugnazione; con la conseguenza che l’introduzione del giudizio civile non provoca l’estromissione della parte civile nel presente giudizio penale. Del tutto generiche, perché basate su indimostrate asserzioni, risultano, infine, le deduzioni difensive con le quali si chiede l’annullamento delle statuizioni civili della sentenza.
Così deciso in Roma, il 31 maggio 2016.