Source: http://www.diritto-civile.it/Proprieta-e-Condominio/invenzioni-lavoratore.html
Timestamp: 2019-10-21 23:24:57+00:00
Document Index: 49049955

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 2946']

le invenzioni del lavoratore: invenzioni di servizio e d'azienda
Il D.Lgs. del 10/02/2005 , n. 30 ha abrogato il r.d. n. 1127 del 1939 e, con riferimento alle invenzioni del lavoratore, ne ha riprodotto le disposizioni di cui all'art. 23, negli artt. 64 e 65. Ai fini del conseguimento del premio da parte del alvoratore, in caso di invenzione realizzata nell'espletamento delle proprie mansioni, è necessario che l'invenzione sia qualificabile come invenzione d'azienda e, cioè, in concreto, che non sia prevista alcuna specifica forma di compenso per l'invenzione realizzata. A fini discretivi non assume, invece, alcun rilievo l'oggetto dell'attività che, sia per le invenzioni di servizio che per quelle d'azienda, è espressamente finalizzata alla realizzazione di invenzioni. In ogni caso la giurisprudenza ha chiarito che, ai fini del conseguimento del premio, è condizione necessaria che l'invenzione del alvoratore sia stata in concreto brevettata
Cassazione civile sez. lav. 06 novembre 2000 n. 14439
L'elemento distintivo fra l'ipotesi prevista dall'art. 23 comma 1 r.d. n. 1127/1939 (invenzione di servizio) e quella di cui al comma 2 (invenzione d'azienda) deve essere ricercata nella previsione, o meno, di una specifica retribuzione che trovi la sua causa nell'obbligo del lavoratore a svolgere l'attività inventiva, dovendo la previsione contrattuale del risultato inventivo risultare pattiziamente correlata ad una specifica situazione retributiva. Nessun rilievo può invece accordarsi nè all'oggetto del contratto - essendo l'obbligo di inventare comune ad entrambe previste dall'art. 23 - nè all'adibizione del lavoratore a compiti di ricerca, essendo la nozione stessa di attività di ricerca del tutto estranea alla normativa da interpretare. Nell'ipotesi prevista dal comma 2 dell'art. 23 il vantaggio per il lavoratore è costituito dall'equo premio, che spetta al giudice determinare in via equitativa, eventualmente anche avvalendosi della c.d. "formula tedesca".
Cassazione civile sez. lav. 19 luglio 2003 n. 11305
In caso di invenzione di azienda, ex art. 23, comma 2, r.d. 26 giugno 1939 n. 1127, il diritto del lavoratore all'equo premio ed il correlativo obbligo del datore di lavoro di corrisponderlo sorgono solo con il conseguimento del brevetto, non essendo sufficiente che si tratti di innovazioni suscettibili di brevettazione ma non ancora brevettate; a tale diritto, trattandosi di una controprestazione straordinaria a carattere indennitario corrisposta una tantum per una prestazione altrettanto straordinaria, costituita dal risultato inventivo non rientrante nell'attività dovuta dal lavoratore , si applica la prescrizione decennale prevista dall'art. 2946 c.c. ed il termine di prescrizione inizia a decorrere dal momento in cui il diritto è esigibile, ovvero dalla data di concessione del brevetto.
2. Se non è prevista e stabilita una retribuzione, in compenso dell'attività inventiva, e l'invenzione è fatta nell'esecuzione o nell'adempimento di un contratto o di un rapporto di lavoro o di impiego, i diritti derivanti dall'invenzione appartengono al datore di lavoro, ma all'inventore, salvo sempre il diritto di essere riconosciuto autore, spetta, qualora il datore di lavoro ottenga il brevetto, un equo premio per la determinazione del quale si terrà conto dell'importanza della protezione conferita all'invenzione dal brevetto, delle mansioni svolte e della retribuzione percepita dall'inventore, nonché del contributo che questi ha ricevuto dall'orginizzazione del datore di lavoro.
3. Qualora non ricorrano le condizioni previste nei commi 1 e 2 e si tratti di invenzione industriale che rientri nel campo di attività del datore di lavoro, quest'ultimo ha il diritto di opzione per l'uso, esclusivo o non esclusivo dell'invenzione o per l'acquisto del brevetto, nonché per la facoltà di chiedere od acquistare, per la medesima invenzione, brevetti all'estero verso corresponsione del canone del prezzo, da fissarsi con deduzione di una somma corrispondente agli aiuti che l'inventore abbia comunque ricevuti dal datore di lavoro per pervenire all'invenzione. Il datore di lavoro potrà esercitare il diritto di opzione entro tre mesi dalla data di ricevimento della comunicazione dell'avvenuto deposito della domanda di brevetto. I rapporti costituiti con l'esercizio dell'opzione si risolvono di diritto, ove non venga integralmente pagato alla scadenza il corrispettivo dovuto.
4. Ferma la competenza del giudice ordinario relativa all'accertamento della sussistenza del diritto all'equo premio, al canone o al prezzo, se non si raggiunga l'accordo circa l'ammontare degli stessi, anche se l'inventore è un dipendente di amminisirazione statale, alla determinazione dell'ammontare provvede un collegio di arbitratori, composto di tre membri, nominati uno da ciascuna delle parti ed il terzo nominato dai primi due, o, in caso di disaccordo, dal Presidente della sezione specializzata del Tribunale competente dove il prestatore d'opera esercita abitualmente le sue mansioni. Si applicano in quanto compatibili le norme degli articoli 806, e seguenti, del codice di procedura civile.