Source: http://www.controsensobasilicata.com/attualita/1399-regione-via-libera-della-prima-commissione-a-referendum-sul-petrolio.html
Timestamp: 2019-01-22 00:02:09+00:00
Document Index: 27870688

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 38', 'art.38', 'art.57', 'art. 1', 'art.35', 'art.38', 'art.38']

ControSenso Basilicata - Regione: via libera della prima Commissione a referendum sul petrolio
Regione: via libera della prima Commissione a referendum sul petrolio
Giovedì, 17 Settembre 2015 11:26
Regione Basilicata	, petrolio	,
Si tratta dei quesiti referendari relativi all'art. 35 del decreto sviluppo e all'art. 38 della legge Sblocca Italia proposti da Lacorazza e fatti propri dalle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province Autonome
La prima Commissione (Affari istituzionali), presieduta da Vito Santarsiero (Pd), nella foto, ha espresso ieri parere favorevole a maggioranza (hanno votato si Santarsiero, Cifarelli, Robortella e Spada – Pd, Bradascio – Pp, Pietrantuono - Psi, Galante- Ri, si sono astenuti Pace e Romaniello- Gm, ha dichiarato di non partecipare al voto Perrino- M5s) sui quesiti referendari relativi rispettivamente all’art.38 del d.l. n.133/ 2014, all’art.57 del d.l. n.5/2012 e all’art. 1 della Legge n. 239/2014, all’art.35 del d.l. n.83/2013, fatti propri dalle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome nella seduta dell'11 settembre scorso su proposta del presidente dell'Assemblea lucana, Piero Lacorazza.
I quesiti referendari devono essere depositati all’Ufficio centrale presso la Corte di Cassazione entro il 30 settembre prossimo in base a quanto disposto dalla legge che disciplina le modalità attuative dei referendum previsti dalla Costituzione. La proposta referendaria si articola in sei quesiti aventi ad oggetto alcune disposizioni del decreto legge 12 settembre 2014, n.133 (Sblocca Italia), del decreto legge 9 febbraio 2012 n.5 (sulle semplificazioni), della legge 23 agosto 2004 n.239 (riordino del settore energetico) e del d.l. 22 giugno 2012, n.83 (norme in materia ambientale).
Il primo quesito è relativo all’art.38, comma 1, del decreto Sblocca Italia e concerne anzitutto la dichiarazione di strategicità, indifferibilità ed urgenza delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione degli idrocarburi liquidi e gassosi.
Il secondo quesito investe l’art.38, comma 1-bis dello Sblocca Italia, in relazione al così detto piano delle aree, previsto al fine di pervenire, per la prima volta, ad una razionalizzazione delle attività di ricerca ed estrazione degli idrocarburi. Scopo dell’abrogazione referendaria è per un verso quello di lasciar esprimere la conferenza unificata sul piano nella sua interezza, terraferma e mare e, per l’altro verso, di evitare che, in caso di mancato raggiungimento dell’intesa, si ricorra all’esercizio del potere sostitutivo.
Il terzo quesito ha ad oggetto la durata delle attività previste sulla base del nuovo titolo concessorio unico, ma non anche la previsione del nuovo titolo in sé, destinato a sostituire i permessi di ricerca e le concessioni di coltivazione.
Il quarto quesito è relativo all’articolo 57 del d.l. n.5 del 2012 sulle semplificazioni, che reca disposizioni per le infrastrutture strategiche. La proposta referendaria mira ad abrogare la possibilità che si possa esercitare il potere sostitutivo secondo la procedura semplificata disciplinata dalla legge n.239 del 2004.
Il quinto quesito completa logicamente il secondo ed il quarto, dal punto di vista della partecipazione degli enti territoriali. Mentre infatti il secondo ed il quarto quesito si propongono di porre rimedio al depotenziamento del ruolo delle Regioni e degli enti locali in sede di approvazione del piano delle aree per le attività di ricerca e di estrazione degli idrocarburi e di far fronte alla scarsa incidenza che le Regioni avrebbero in relazione alle opere strumentali a dette attività, il quinto quesito mira a far sì che l’intesa sul rilascio dei titoli minerari torni ad essere un atto a struttura necessariamente bilaterale e cioè superabile dallo Stato solo a seguito di effettiva trattativa con le Regioni interessate.
Il sesto quesito stabilisce che “ai fini di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, all’interno del perimetro delle aree marine e costiere a qualsiasi titolo protette per scopi di tutela ambientale, in virtù delle leggi nazionali, regionali o in attuazione di atti e convenzioni dell’Unione europea e internazionali, sono vietate le attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi, gassosi in mare. Il divieto è altresì stabilito nelle zone di mare poste entro dodici miglia dalle linee di costa lungo l’intero perimetro costiero nazionale e dal perimetro esterno delle suddette aree marine e costiere protette”.
La Commissione ha ritenuto inoltre di rinviare al presidente Lacorazza la valutazione, in sede di Conferenza delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province Autonome, della proposta del quesito referendario proposto dal consigliere Perrino del M5s, relativo alla abrogazione dell’articolo 35 dello Sblocca Italia.
“Un dibattito serio e responsabile – ha detto il presidente della commissione, Vito Santarsiero - con il significativo contributo delle opposizioni, ci ha portato a condividere ed approvare in Commissione i quesiti referendari proposti dal presidente del Consiglio Lacorazza in sede di conferenza dei presidenti. Si rafforza il ruolo delle Regioni nella procedura di definizione ed approvazione del piano delle aree sia in terra ferma che a mare, come pure si rafforza il ruolo di Regioni ed enti locali in tutte le fasi delle attività petrolifere. Piano delle aree e condivisione delle Regioni rappresentano due punti di grande rilevanza in tutta la vicenda che riguarda il futuro delle attività petrolifere nel nostro Paese. Più tutela anche a mare nella fascia delle 12 miglia marine dalla costa”.
“I quesiti referendari laddove, come auspichiamo, avranno un esito favorevole – ha concluso - ci consentiranno di alzare di molto nell’intero Paese la soglia di tutela dei nostri territori. Un significativo contributo che viene dalla nostra Regione e dalla sensibilità maturata sul campo nel settore delle stazioni petrolifere, e dove, al di là di ogni norma di tutela, occorre comunque fermarsi a quanto già autorizzato e non andare oltre”.
Oltre al presidente dell'organismo, Vito Santarsiero (Pd), hanno partecipato alla riunione i consiglieri Achille Spada, Roberto Cifarelli e Vincenzo Robortella (Pd), Francesco Pietrantuono (Psi), Paolo Galante (Ri), Luigi Bradascio (Pp), Michele Napoli (PdL-Fi), Giovanni Perrino (M5s), Giannino Romaniello ed Aurelio Pace (Gm).