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Timestamp: 2017-12-11 04:51:07+00:00
Document Index: 59409999

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 2', 'art.3', 'art. 35', 'art. 54', 'art. 18', 'sentenza ', 'art.2', 'art. 18', 'art. 1', 'art.5', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 18', 'art. 1', 'art.5', 'art. 3', 'art. 18', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 18', 'art. 3', 'art. 4']

Le tutele per il lavoratore in caso di licenziamento illegittimo - PDF
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1 LA N ORMATIVA IN MATERIA DI LICENZIAMENTI INTRODOTTA DALLA LEGGE N. 183/2014 E DAL DECRETO LEGISLATIVO N. 23/2015
2 Le tutele per il lavoratore in caso di licenziamento illegittimo previste dalla legge n. 92/2012, dalla legge n. 183/2014 e dal decreto legislativo n. 23/2015: PROSPETTO RIASSUNTIVO A) Tutela reale : reintegro e risarcimento pieno del danno (legge n. 300/1970 nuovo art. 18 commi 1, 2 e 3 per i vecchi assunti decreto legislativo n. 23/2015 art. 2 per i nuovi assunti). Si applica anche alle aziende che non raggiungono i limiti dimensionali minimi ed anche ai dirigenti (come già previsto dalla legge n. 108/1990 per i licenziamenti discriminatori). Si verifica nei casi in cui il licenziamento è : discriminatorio (legge n. 108/1990 art.3) e quindi in via esemplificativa, intimato da motivi politici, sindacali, razziali, religiosi, di orientamento sessuale ecc.; intimato in concomitanza di matrimonio (d.lgs. n. 198/2006 art. 35); intimato in violazione delle leggi a tutela della maternità e paternità (d.lgs. n. 151/2001 art. 54); riconducibile ad altri casi di nullità previsti dalla legge (ma l elencazione contenuta nel nuovo art. 18 sembra esaustiva); determinato da motivo illecito determinante (art codice civile), l'esempio più immediato è il licenziamento per ritorsione; intimato in forma orale. La sentenza che dichiara la nullità del licenziamento comporta: il reintegro sul posto di lavoro; il risarcimento del danno per un importo pari ad un minimo di 5 mensilità di stipendio, senza che vi sia un limite massimo (dedotto quanto percepito per lo svolgimento di altri lavori durante il periodo di estromissione); il versamento dei contributi per il periodo di estromissione. Il alternativa al reintegro, il lavoratore può scegliere: un'indennità monetaria pari a 15 mensilità di stipendio; all indennità si aggiunge il risarcimento del danno, come sopra quantificato. Il decreto n. 23/2015 (art.2) ha ripreso telle quelle la normativa introdotta nel 2012, che quindi è confermata anche per le assunzioni successive al 7 marzo 2015, con una sola aggiunta. Si tratta della norma contenuta nel comma 4, che estende le tutele per i licenziamenti discriminatori e nulli al caso di licenziamenti privi di giustificazione legata alla disabilità fisica o psichica del lavoratore. La norma riprende quella introdotta nel 2012 fra i casi di tutela reale con risarcimento del danno in misura ridotta. Sostanzialmente, si tratta dei casi di licenziamento intimati per inidoneità fisica o psichica; se il giudice accerta che il lavoratore è ancora idoneo al lavoro, ne dispone il reintegro. Peraltro, la nuova norma non prevede il caso di mancato superamento del periodo di comporto per malattia, previsto invece dalla legge del 2012.
3 B 1) Tutela reale : reintegro e risarcimento del danno in misura ridotta (legge n. 300/1970 nuovo art. 18 commi 4 e 7 per i vecchi assunti). Si verifica nei casi di seguito descritti. - Il licenziamento per giustificato motivo soggettivo o per giusta causa sia privo degli estremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa addotta dal datore di lavoro; in particolare, la mancanza della giusta causa o del giustificato motivo si verifica nel caso in cui: * il fatto contestato non sussiste; * il fatto contestato rientra fra quelli per cui i contratti collettivi o i codici disciplinari prevedono una sanzione conservativa. - Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo difetta di giustificazione nei casi intimati per inidoneità fisica o psichica del lavoratore o di superamento del periodo di comporto per malattia (vale a dire nei casi in cui il comporto non è stato superato oppure il lavoratore è ancora idoneo al lavoro). - Il fatto posto alla base del giustificato motivo oggettivo è manifestamente insussistente. - I licenziamenti collettivi ai sensi della legge n. 223/1991 presentano una violazione dei criteri di scelta dei lavoratori stabiliti dalla legge stessa (caso previsto dalla legge n. 92/2012 art. 1 comma 46, che ha modificato la legge n. 223/1991 art.5). La sentenza che dichiara la nullità del licenziamento comporta: il reintegro sul posto di lavoro; tuttavia, nel caso in cui il giustificato motivo oggettivo è manifestamente insussistente la scelta se reintegrare o meno il lavoratore spetta al giudice (il giudice può applicare la disciplina del comma 4); il risarcimento del danno per un importo pari ad un massimo di 12 mensilità di stipendio, senza che vi sia un limite minimo (dedotto quanto percepito per lo svolgimento di altri lavori durante il periodo di estromissione oppure quanto avrebbe potuto percepire dedicandosi con diligenza alla ricerca di un altro lavoro); il versamento dei contributi per il periodo di estromissione. In alternativa al reintegro, il lavoratore può scegliere: un'indennità monetaria pari a 15 mensilità di stipendio; all indennità si aggiunge il risarcimento del danno, come sopra quantificato.
4 B 2) Tutela reale : reintegro e risarcimento del danno in misura ridotta (decreto legislativo n. 23/2015 art. 3 comma 2 per i nuovi assunti). Si verifica esclusivamente nel caso in cui il licenziamento per giustificato motivo soggettivo o per giusta causa sia privo degli estremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa addotta dal datore di lavoro; ciò può avvenire solo nel caso in cui il fatto materiale contestato non sussiste. Il decreto precisa espressamente che l accertamento del giudice deve riguardare il fatto materiale e che ciò sia direttamente dimostrato ; precisa altresì che il giudice non può effettuare alcuna valutazione riguardo la proporzione fra il fatto contestato ed il licenziamento. La sentenza che dichiara la nullità del licenziamento comporta: il reintegro sul posto di lavoro; il risarcimento del danno per un importo pari ad un massimo di 12 mensilità di stipendio, senza che vi sia un limite minimo (dedotto quanto percepito per lo svolgimento di altri lavori durante il periodo di estromissione oppure quanto avrebbe potuto percepire dedicandosi con diligenza alla ricerca di un altro lavoro); il versamento dei contributi per il periodo di estromissione. In alternativa al reintegro, il lavoratore può scegliere: un'indennità monetaria pari a 15 mensilità di stipendio; all indennità si aggiunge il risarcimento del danno, come sopra quantificato.
5 C1) Tutela monetaria : indennità onnicomprensiva (legge n. 300/1970 nuovo art. 18 comma 5 per i vecchi assunti). Si verifica nei casi in cui il licenziamento è : privo degli estremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa addotta dal datore di lavoro, per casi diversi da quelli previsti dal comma 4; privo degli estremi del giustificato motivo oggettivo, per casi diversi da quelli previsti dal comma 7; in violazione delle procedure stabilite per i licenziamenti collettivi dalla legge n. 223/1991 (caso previsto dalla legge n. 92/2012 art. 1 comma 46, che ha modificato la legge n. 223/1991 art.5). la risoluzione del rapporto di lavoro; il pagamento di un'indennità risarcitoria onnicomprensiva per un importo pari ad un minimo di 12 ed un massimo di 24 mensilità di stipendio. C2) Tutela monetaria : indennità onnicomprensiva (decreto legislativo n. 23/2015 art. 3 comma 1 per i nuovi assunti). Si verifica nei casi in cui il licenziamento è privo degli estremi del giustificato motivo oggettivo o del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa addotta dal datore di lavoro, in tutti i casi diversi da quelli previsti dal comma 2. la risoluzione del rapporto di lavoro; - il pagamento di un'indennità risarcitoria onnicomprensiva per un importo pari a 2 mensilità di stipendio per ogni anno di servizio, con un minimo di 4 ed un massimo di 24 mensilità; tale indennità è esente da contribuzione previdenziale.
6 D1) Tutela monetaria : indennità onnicomprensiva ridotta (legge n. 300/1970 nuovo art. 18 comma 6 per i vecchi assunti). Si verifica nei casi in cui il licenziamento è inefficace per mancanza di motivazione (legge n. 604/1966 art. 2) oppure per vizi di procedura (legge n. 604/1966 art. 7, nuova procedura avanti la DTL - legge n. 300/1970 art. 7, procedura per le sanzioni disciplinari). la risoluzione del rapporto di lavoro; il pagamento di un'indennità risarcitoria onnicomprensiva per un importo pari ad un minimo di 6 ed un massimo di 12 mensilità di stipendio. D2) Tutela monetaria : indennità onnicomprensiva ridotta (decreto legislativo n. 23/2015 art. 4 per i nuovi assunti). Si verifica nei casi in cui il licenziamento è inefficace per mancanza di motivazione oppure per vizi di procedura. la risoluzione del rapporto di lavoro; il pagamento di un'indennità risarcitoria onnicomprensiva per un importo pari a 1 mensilità di stipendio per ogni anno di servizio, con un minimo di 2 ed un massimo di 12 mensilità; tale indennità è esente da contribuzione previdenziale. *********
7 Dopo aver esaminato le diverse forme di tutela del lavoratore licenziato illegittimamente, introdotte dalle leggi del 2012 e del , è necessario un corollario in ordine ai limiti dimensionali dell'impresa in relazione all'applicazione delle tutele medesime. Legge n. 92/2012, per i vecchi assunti. I limiti dimensionali dell impresa sono inseriti nel nuovo art. 18 commi 8 e 9, che peraltro mantengono l impianto normativo precedente. La tutela reale con risarcimento pieno del danno (nuovo art. 18 commi 1-3) si applica a prescindere dalle dimensioni dell'impresa. Invece, le altre tutele (nuovo art. 18, commi 4-7) si applicano ai datori di lavoro che occupano: in ciascuna sede, stabilimento, filiale, ufficio, reparto nel quale si è verificato il licenziamento almeno 15 lavoratori (5 se trattasi d'imprenditore agricolo); nello stesso comune almeno 15 lavoratori (5 se trattasi d'imprenditore agricolo) anche se le singole unità produttive non raggiungono tale limite; in ogni caso più di 60 dipendenti. I limiti dimensionali si computano tenendo conto dei lavoratori a tempo parziale, per la quota di orario svolto. Non si computano invece il coniuge e i parenti del datore di lavoro entro il 2 grado in linea diretta e collaterale. Decreto legislativo n. 23/2015, per i nuovi assunti. La tutela reale nei soli casi di licenziamento discriminatorio o nullo (art. 2) continua ad applicarsi a prescindere dalle dimensioni dell'impresa. Invece, la tutela reale con risarcimento del danno in misura ridotta (gli sparuti casi previsti dall art. 3 comma 2) si applica soltanto nel caso in cui l impresa raggiunga i requisiti dimensioni dell art. 18 della legge n. 300/1970 sopra riportati. Le tutele indennitarie per la generalità dei casi di licenziamento illegittimo (art. 3 comma 1 e art. 4) si applicano a prescindere dalle dimensioni dell'impresa; tuttavia, per le piccole imprese che sono al di sotto dei requisiti dimensionali, le indennità sono dimezzate e possono arrivare al massimo ad appena 6 mensilità. 25 marzo 2015 Alberto Massaia