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Timestamp: 2020-05-31 18:08:32+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 33799 del 19/12/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 33799 del 19/12/2019
Cassazione civile sez. VI, 19/12/2019, (ud. 12/11/2019, dep. 19/12/2019), n.33799
sul ricorso 14826-2018 proposto da:
N.C., nella qualità di erede della sig.ra
T.C.V., elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE G. MAZZINI 55,
presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE ANTONIO SINESIO,
rappresentato e difeso dall’avvocato VINCENZO CAPONNETTO;
avverso la sentenza n. 4168/3/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di PALERMO, depositata il 23/10/2017;
La Commissione tributaria provinciale di Agrigento, con sentenza n. 2754/15, sez 1, emessa sul ricorso proposto da N.C., dichiarava cessata la materia del contendere tra le parti in giudizio con condanna alle spese per il comune di Agrigento.
Avverso detta decisione il Comune proponeva appello innanzi alla CTR Sicilia che, con sentenza 4168/3/2017, accoglieva l’impugnazione compensando le spese di giudizio sia per il primo che per il secondo grado.
Il Comune di Agrigento non ha resistito con controricorso.
Con il primo motivo di ricorso il contribuente lamenta l’omesso esame di un fatto decisivo afferente l’inammissibilità dell’appello per tardività.
Con il secondo motivo lamenta la violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 51, che stabilisce il termine di 60 giorni per la proposizione dell’appello.
Con il terzo motivo contesta l’avvenuta compensazione delle spese di giudizio.
Riveste carattere pregiudiziale l’esame del secondo motivo che si rivela manifestamente fondato.
Dalla documentazione in atti, cui la Corte può avere accesso trattandosi di questione processuale, si evince effettivamente la correttezza delle deduzioni del ricorrente in quanto risulta sia la notifica della sentenza di primo grado in data 6.7.15 che la tardiva impugnazione in data 30.11.16.
Non è pertanto dubbio che il termine breve di sessanta giorni per l’impugnazione decorreva dalla predetta data del 6.7.15 a nulla rilevando che la contribuente avesse successivamente notificata al Comune di Agrigento, in data 10.11.15,un seconda copia della) sentenza di primo grado ai fini del pagamento delle spese.
Il motivo va pertanto accolto restando assorbiti il primo ed il terzo.
La sentenza impugnata va quindi cassata e, sussistendo le condizioni per la pronuncia nel merito, va dichiarata l’inammissibilità dell’appello.
Segue alla soccombenza la condanna del comune di Agrigento al pagamento delle spese del primo e del secondo grado di giudizio nonchè del presente giudizio liquidate come da dispositivo.
Accoglie il secondo motivo di ricorso, assorbiti il primo ed il terzo, cassa la sentenza impugnata e dichiara inammissibile l’appello.
Condanna il Comune di Agrigento al pagamento delle spese dei giudizi di primo e di secondo grado liquidate in Euro 800,00 ciascuno oltre accessori nonchè del presente giudizio liquidate in Euro 1.000,00 oltre spese forfettarie 15% ed accessori.