Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/sezioni/Tributario/legittimita
Timestamp: 2019-10-17 16:24:32+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 20', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 56', 'art. 74', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 10', 'sentenza ', 'art. 10']

Applicazione dell’imposta di registro e collegamento negoziale: la Cassazione solleva la questione di costituzionalità.
Imposta di registro – Inclusione nell'art. 10 bis, co. 2^ lett. a) l. 212/00 della fattispecie di collegamento negoziale – Questione di legittimità costituzionale – Non manifesta infondatezza.
-non esclude che il collegamento negoziale continui purtuttavia a rilevare, ex art. 20 d.P.R.131/86, anche al di fuori del contesto elusivo e sanzionatorio, e dunque anche quando esso emerga sul piano obiettivo della mera qualificazione giuridica e come opzione negoziale effettivamente rispondente ad esigenze pratiche sostanziali, nel senso di non deviate né strumentali né unicamente orientate al risparmio d'imposta. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 23 September 2019, n. .
Detrazione per l'abitazione principale e disgregazione del nucleo familiare per separazione di fatto dei coniugi.
Detrazione per l'abitazione principale ex art. 8 del d.lgs. n. 504 del 1992 - Requisiti - Dimora abituale del contribuente e dei familiari - Necessità - Disgregazione del nucleo familiare per separazione di fatto dei coniugi - Conseguenze - Convivenza del residuo nucleo familiare nell’abitazione - Spettanza del beneficio - Fattispecie.
In tema di ICI, ai fini della detrazione prevista per l'abitazione principale dall'art. 8 del d.lgs. n. 504 del 1992 (come modif. dall'art. 1, comma 173, lett. b, della l. n. 296 del 2006, con decorrenza dal 1° gennaio 2007), il contribuente, il quale dimori in un immobile di cui sia proprietario (o titolare di altro diritto reale), deve provare che esso costituisce dimora abituale non solo propria, ma anche dei suoi familiari; pertanto, ove intervenga separazione personale di fatto dei coniugi, il diritto al beneficio permane solo in favore del residuo nucleo familiare convivente nell'abitazione, non più identificabile con la casa coniugale. (Fattispecie in cui, a fronte di avvenuto trasferimento in altro Comune del coniuge della ricorrente, la S.C. ha confermato la gravata sentenza che, venuta meno la convivenza tra i coniugi, aveva ritenuto ammissibile la detrazione per l'immobile soggetto a tassazione limitatamente al residuo nucleo familiare ivi abitualmente dimorante). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 07 June 2019, n. 15439.
E' ammissibile la compensazione del credito IVA chiesto a rimborso dal fallito con i debiti erariali sorti anteriormente alla dichiarazione di fallimento.
In materia tributaria è ammissibile la compensazione, ex art. 56 della l. fall., del credito IVA chiesto a rimborso dal fallito con i debiti erariali, sorti anteriormente alla dichiarazione di fallimento, anche quando il controcredito del fallito divenga liquido od esigibile successivamente, non determinandosi violazione del principio di neutralità dell'imposta poiché la posizione IVA maturata in epoca precedente la dichiarazione di fallimento è differente da quella successiva, ponendosi la coincidenza della partita IVA per le operazioni prefallimentari e postfallimentari come circostanza meramente occasionale, che non muta l'autonomia giuridica delle operazioni facenti capo al fallito, di cui il curatore è avente causa e amministratore del patrimonio, e quelle riferibili alla massa dei creditori, nel cui interesse opera il curatore stesso, quale gestore del patrimonio altrui, con conseguente necessità di redazione, ai sensi dell'art. 74-bis del d.P.R. n. 633 del 1972, di due distinte dichiarazioni IVA, aventi ad oggetto le operazioni effettuate dal fallito anteriormente e successivamente al fallimento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 29 May 2019, n. 14620.
Reato di falsa fatturazione e soglie di punibilità: la pronuncia della Corte Costituzionale.
IVA - Reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto - questione di legittimità costituzionale - Infondatezza.
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale (sollevata dal Tribunale ordinario di Palermo con ordinanza del 13 luglio 2017) in riferimento all’art. 3 della Costituzione dell’art. 2 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74 (Nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, a norma dell’articolo 9 della legge 25 giugno 1999, n. 205), «nella parte in cui non prevede che la condotta delittuosa ivi descritta sia punibile quando, congiuntamente: a) l’imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte, ad euro trentamila; b) l’ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all’imposizione, anche mediante indicazione di elementi passivi fittizi, è superiore al cinque per cento dell’ammontare complessivo degli elementi attivi indicati in dichiarazione, o comunque, superiore ad euro un milione cinquecentomila, ovvero qualora l’ammontare complessivo dei crediti e delle ritenute fittizie in diminuzione dell’imposta, è superiore al cinque per cento dell’ammontare dell’imposta medesima o comunque a euro trentamila». (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Corte Costituzionale, 18 April 2019, n. 95.
ICI e Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi.
ICI - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - Agevolazione ex art. 10, comma 6, d.lgs. n. 504 del 1992 - Applicabilità - Esclusione - Fondamento.
In tema di ICI, la procedura di amministrazione straordinaria per le grandi imprese in crisi, disciplinata dal d.lgs. n. 270 del 1999, non beneficia del regime agevolativo di cui all'art. 10, comma 6, del d.lgs. n. 504 del 1999, riferito esclusivamente agli immobili compresi nel fallimento e nella liquidazione coatta amministrativa, trattandosi di deroga al regime impositivo generale, da ritenersi di stretta interpretazione e quindi insuscettibile di interpretazione analogica. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 15 March 2019, n. 7397.
Le presunzioni legali previste dalle norme tributarie non possono costituire fonti di prova della commissione di reati.
Prelievi di cassa – Presunzioni di ricavi – Inapplicabilità all’accertamento penale dei reati.
Le presunzioni legali previste dalle norme tributarie non possono costituire di per sé fonti di prova della commissione dei reati previsti dal D. Lgs. n. 74 del 2000, potendo solamente essere fondamento di elementi indiziari atti a giustificare l’adozione di misure cautelari reali a carico del soggetto interessato. (Domenico Di Pasquale) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 30 October 2018, n. 7242.
Effetti della sentenza C 546/14 UE sul reato di omesso versamento dell’IVA.
Omesso versamento IVA – Concordato preventivo – Pagamento parziale di un debito IVA – Diversa valutazione dell'elemento soggettivo del reato – Pagamento dilazionato dell’imposta.
In presenza di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, non è configurabile il “fumus” del reato di cui all’art. 10 ter, D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74 (omesso versamento IVA), a carico del debitore ammesso al concordato preventivo con pagamento dilazionato o parziale dell’imposta. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 04 September 2018, n. 39696.