Source: https://www.laleggepertutti.it/dizionario-giuridico/accessione
Timestamp: 2019-01-17 18:21:58+00:00
Document Index: 83924288

Matched Legal Cases: ['art. 935', 'art. 935', 'art. 937', 'art. 939', 'art. 938', 'art. 43', 'sentenza ', 'art. 43', 'art. 42']

Accessione – La Legge per tutti
Accessione (d. civ.) (d. amm.): È un modo di acquisto [vedi] della proprietà a titolo originario, in base al quale appartiene al proprietario del fondo qualunque piantagione, costruzione od opera esistente sotto o sopra di esso. Ciò avviene automaticamente e senza la necessità di una manifestazione di volontà del soggetto acquirente.
Requisito necessario per l’acquisto della proprietà è la definitiva incorporazione dell’opera al suolo, così che il materiale adoperato venga a perdere la propria individualità. Tale acquisto si verifica, in omaggio al principio della prevalenza, sempre a favore del proprietario della cosa principale (accessorium sequitur principale [vedi]).
— opere fatte dal proprietario del suolo con materiali altrui (art. 935 c.c.). In questo caso l’acquisto si verifica se la separazione non è chiesta, entro 6 mesi dalla notizia dell’incorporazione, dal proprietario dei materiali o se essa non può farsi senza grave danno. Il proprietario del suolo, in caso di acquisto, è tenuto al pagamento del valore dei materiali nonché, in ogni caso, al risarcimento dei danni derivanti da colpa grave;
— opere fatte da un terzo con materiali propri (art. 935 c.c.). In questo caso il proprietario del suolo può decidere di ritenere le opere eseguite, restando obbligato al pagamento, a sua scelta, del valore dei materiali e del prezzo della mano d’opera ovvero dell’aumento di valore recato al fondo. Il proprietario del suolo, entro 6 mesi dal giorno della notizia dell’incorporazione, può chiedere la rimozione delle opere, a spese dell’autore, a meno che esse siano state fatte a sua scienza e senza opposizione ovvero siano state realizzate dal terzo in buona fede;
— opere fatte da un terzo con materiali altrui (art. 937 c.c.). In questo caso l’acquisto per (—) opera se il proprietario dei materiali non li rivendica, entro 5 mesi dal giorno della notizia dell’incorporazione, o se la separazione comporterebbe un grave danno. In caso di acquisto, il terzo che ha fatto uso dei materiali e il proprietario del suolo in malafede sono tenuti al pagamento di un’indennità pari al valore dei materiali.
Si distinguono, inoltre, le seguenti ipotesi di Accessione:
Accessione di mobile a immobile (artt. 935-938 c.c.);
Accessione di immobile a immobile, che ricorre nelle ipotesi di alluvione [vedi] e avulsione [vedi] (artt. 941-947 c.c.);
Accessione di mobile a mobile, ad esempio nella ipotesi di unione [vedi] e commistione (art. 939 c.c.).
Si tratta di un modo di acquisto della proprietà a titolo originario che opera in modo inverso a quello dell’accessione comune, e dunque in deroga alla regola generale secondo cui qualunque costruzione esistente sopra o sotto il suolo appartiene al proprietario di questo (quod inaedificatur solo cedit).
Si verifica l’(—) invertita quando nella costruzione di un edificio si occupa in buona fede una porzione del fondo attiguo ed il proprietario di questo non fa opposizione entro tre mesi dal giorno in cui ebbe inizio la costruzione (art. 938 c.c.). In tal caso, l’autorità giudiziaria, tenuto conto delle circostanze, può attribuire al costruttore la proprietà dell’edificio e del suolo occupato. Il costruttore è, però, tenuto a pagare al proprietario del suolo il doppio del valore della superficie occupata, oltre al risarcimento dei danni.
Accessione invertita della Pubblica Amministrazione
La giurisprudenza ha elaborato tale figura di accessione invertita (o occupazione appropriativa), che ricorre quando la pubblica amministrazione occupa sine titulo (per difetto originario del provvedimento di occupazione o per sua scadenza) un suolo di proprietà di un privato realizzandovi un’opera di pubblico interesse (scuole, impianti sportivi etc.).
L’acquisto della proprietà da parte della P.A. si realizza nel momento in cui si ha l’irreversibile trasformazione del suolo. Si parla di accessione invertita perché non è l’edificio che accede al suolo, ma il suolo che accede all’edificio (ossia, che diventa di proprietà della pubblica amministrazione proprietaria dell’opera pubblica).
La Corte europea dei diritti dell’uomo, nel 2000, ha ritenuto l’(—) invertita in contrasto con il principio di legalità, poiché un comportamento illecito o illegittimo non può fondare l’acquisto di un diritto, aggiungendo che anche la realizzazione dell’opera pubblica non impedisce la restituzione, al proprietario, dell’area illegittimamente espropriata.
La tesi della Corte europea è stata accolta dal D.P.R. 327/2001 (Testo unico sulle espropriazioni), che, all’art. 43, riconosceva all’autorità amministrativa il potere di acquisire un bene occupato senza titolo sulla base di un formale atto amministrativo e con il riconoscimento al privato del risarcimento del danno.
Con sentenza n. 293 dell’8 ottobre 2010, la Corte costituzionale ha, tuttavia, dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 43 citato per «eccesso di delega».
In ragione di ciò il legislatore (art. 42bis del T.U. del 2001) ha previsto che il bene, modificato in assenza di un valido ed efficace provvedimento di esproprio o dichiarativo della pubblica utilità, può essere acquisito, non retroattivamente, al patrimonio indisponibile dell’autorità che lo utilizza, previa valutazione degli interessi in conflitto e dietro corresponsione al proprietario di un indennizzo (forfettariamente determinato) per il pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale subìto.
L’istituto si applica quando sia stato annullato il precedente atto da cui era sorto il vincolo preordinato all’esproprio ovvero l’atto che aveva dichiarato la pubblica utilità di un’opera o il decreto di esproprio, nonché durante la pendenza di un giudizio per l’annullamento dei menzionati atti, ma a condizione che l’amministrazione, che ha adottato il precedente atto impugnato, lo ritiri.
Considerato che il provvedimento di acquisizione comporta il passaggio del diritto di proprietà del bene, il legislatore ha espressamente richiesto che lo stesso:
— rechi l’indicazione delle circostanze che hanno condotto alla indebita utilizzazione dell’area e se possibile la data dalla quale essa ha avuto inizio;
— sia specificamente motivato in riferimento alle attuali ed eccezionali ragioni di interesse pubblico che ne giustificano l’emanazione, valutate comparativamente con i contrapposti interessi privati;
— evidenzi l’assenza di ragionevoli alternative alla sua adozione.