Source: http://www.atma-o-jibon.org/italiano12/rit_francesco1685.htm
Timestamp: 2020-07-09 21:12:32+00:00
Document Index: 44030140

Matched Legal Cases: ['§ 2', '§ 2', '§ 1', '§ 2', '§ 3', '§ 1']

"IMPARARE A CONGEDARSI",
CON CUI SI REGOLA LA RINUNCIA, A MOTIVO DELL’ETÀ,
DEI TITOLARI DI ALCUNI UFFICI DI NOMINA PONTIFICIA
"Imparare a congedarsi", è quello che ho chiesto, commentando una lettura degli "Atti degli Apostoli" (cfr. At 20,17-27), in una preghiera per i Pastori (cfr. "Omelia nella Messa a S. Marta", 30 Maggio 2017). La conclusione di un ufficio ecclesiale deve essere considerata parte integrante del servizio stesso, in quanto richiede una nuova forma di disponibilità.
Questo atteggiamento interiore è necessario sia quando, per ragioni di età, ci si deve preparare a lasciare il proprio incarico, sia quando venga chiesto di continuare quel servizio per un periodo più lungo, pur essendo stata raggiunta l’età di settantacinque anni (cfr. "Discorso ai Rettori e agli Alunni dei Pontifici Collegi e Convitti di Roma", 12 Maggio 2014).
Cito solo come esempio alcune delle possibili ragioni: l’importanza di completare adeguatamente un progetto molto proficuo per la Chiesa; la convenienza di assicurare la continuità di opere importanti; alcune difficoltà legate alla composizione del Dicastero in un periodo di transizione; l’importanza del contributo che tale persona può apportare all’applicazione di direttive recentemente emesse dalla Santa Sede oppure alla recezione di nuovi orientamenti "magisteriali".
Con le disposizioni sulla rinuncia dei Vescovi Diocesani e dei titolari degli uffici di nomina pontificia, contenute nel "Rescriptum ex audientia" del 3 Novembre 2014, concesso al Segretario di Stato, Cardinale Pietro Parolin, ho voluto integrare la legislazione canonica e predisporre alcune modifiche, che confermo integralmente, ad eccezione delle parti che sono esplicitamente riformate dalle seguenti disposizioni.
Dato il generoso impegno dimostrato e la preziosa esperienza accumulata da coloro che hanno esercitato per diversi anni alcuni incarichi di particolare responsabilità, sia nelle Chiese particolari che nella "Curia Romana" o nelle Rappresentanze Pontificie, mi sono reso conto della necessità di un’attualizzazione delle norme circa i tempi e le modalità di rinuncia all’ufficio per raggiunti limiti d’età. Dopo aver effettuato le necessarie consultazioni, ritengo necessario procedere in questo senso:
a. stabilire qualche chiarificazione dell’"Art. 2" del citato "Rescriptum", relativo ai Vescovi Diocesani, ai Vescovi Coadiutori e Ausiliari (cfr. C. 401-402 e 411 "CIC" e 210-211, 218, 213 "CCEO");
b. modificare le norme canoniche riguardanti la rinuncia all’ufficio per motivi di età, da parte dei Capi Dicastero non Cardinali e dei Prelati Superiori della "Curia Romana" (cfr. Costituzione Apostolica "Pastor Bonus", 28 Giugno 1980, Art. 5 § 2: AAS 80 [1988], 860; "Regolamento Generale della Curia Romana", 1999, Art. 3; "Rescriptum ex audientia", 3 Novembre 2014, Art. 7), dei Vescovi che svolgono altri uffici di nomina Pontificia (cfr. "Rescriptum ex audientia", 3 Novembre 2014, Art. 7) e dei Rappresentanti Pontifici (cfr. C. 367 "CIC"; "Regolamento Generale della Curia Romana", 1999, Art. 8, § 2.; Regolamento per le Rappresentanze Pontificie, 2003, Art. 20, § 1).
Con il presente "Motu Proprio" stabilisco:
Art. 1. Al compimento dei settantacinque anni di età, i Vescovi Diocesani ed Eparchiali, e quanti sono loro equiparati dai Canoni 381 § 2 "CIC" e 313 "CCEO", come pure i Vescovi coadiutori e ausiliari o titolari con speciali incarichi pastorali, sono invitati a presentare al Sommo Pontefice la rinuncia al loro ufficio pastorale.
Art. 2. Compiuti i settantacinque anni, i Capi Dicastero della "Curia Romana" non Cardinali, i Prelati Superiori della Curia Romana e i Vescovi che svolgono altri uffici alle dipendenze della Santa Sede, non cessano "ipso facto" dal loro ufficio, ma devono presentare la rinuncia al Sommo Pontefice.
Art. 3. Allo stesso modo, i Rappresentanti Pontifici non cessano "ipso facto" dal loro ufficio al compimento dei settantacinque anni di età, ma in tale circostanza devono presentare la rinuncia al Sommo Pontefice.
Art. 5. Una volta presentata la rinuncia, l’ufficio di cui agli Articoli 1-3 è considerato prorogato fino a quando non sia comunicata all’interessato l’accettazione della rinuncia o la proroga, per un tempo determinato o indeterminato, contrariamente a quanto in termini generali stabiliscono i Canoni 189 § 3 "CIC" e 970 § 1 "CCEO".
Tutto ciò che ho deliberato con questa Lettera Apostolica in forma di "Motu Proprio", ordino che sia osservato in tutte le sue parti, nonostante qualsiasi cosa contraria, anche se degna di particolare menzione, e stabilisco che venga promulgato mediante la pubblicazione sul quotidiano "L’Osservatore Romano", entrando in vigore il giorno stesso della promulgazione e che, successivamente, sia pubblicata nel Commentario Ufficiale "Acta Apostolicae Sedis".
Dato a Roma, presso San Pietro, il 12 Febbraio 2018,
quinto del mio Pontificato.