Source: http://firenze.sentenze.ilcaso.it/articolo_ragionato/fallimentare/161/R161*31
Timestamp: 2020-07-09 11:34:31+00:00
Document Index: 82919528

Matched Legal Cases: ['art. 161', 'art. 167', 'art. 186', 'art. 161', 'art. 163', 'art. 163']

Trasferimento di beni immobili
Concordato Preventivo – Controversia giudiziale – Costituzione in giudizio del debitore in concordato – Atto soggetto ad autorizzazione ex articolo 161, comma 7, L.F. – Carenza di autorizzazione – Inammissibilità della domanda giudiziale – Esclusione
L'imprenditore che abbia presentato istanza di ammissione al concordato non perde la capacità di stare in giudizio, come non la perde l'imprenditore che sia stato ammesso al concordato; pertanto, la mancata autorizzazione del tribunale alla proposizione di una domanda giudiziale da parte di un imprenditore che abbia chiesto di essere ammesso al concordato preventivo non incide sull'ammissibilità della domanda stessa.
La mancanza della previa autorizzazione del tribunale al compimento di un atto per cui tale autorizzazione sarebbe stata necessaria ai sensi del settimo comma dell' art. 161 l.f. spiega effetti sul piano dei rapporti sostanziali, a partire dalla non prededucibilità dei crediti di terzi che da tale atto derivino (come si evince, a contrariis, dalla disposizione del suddetto comma alla cui stregua «i crediti di terzi eventualmente sorti per effetto degli atti legalmente compiuti dal debitore sono prededucibili ai sensi dell'articolo 111»); ma la suddetta mancanza - pur quando tale autorizzazione possa ritenersi in concreto necessaria per la proposizione di una determinata domanda giudiziale, in ragione degli oneri e dei rischi connessi all'introduzione di una specifica lite - non spiega alcun effetto sul piano processuale. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 28 Maggio 2020, n. 10080. Segue...
Concordato preventivo - Continuità aziendale - Patti paraconcordatari - Contenuto - Fattispecie
Non è soggetto alla autorizzazione del giudice delegato di cui all'art. 167, comma 2, legge fall. - in quanto costituente un fatto giuridico presupposto del piano che precede, logicamente e cronologicamente l'ammissione alla procedura, laddove il giudice delegato esercita il proprio controllo su atti di gestione dell’impresa che intervengono successivamente all’apertura della procedura medesima - il patto paraconcordatario, soggetto alla sola condizione sospensiva dell'omologazione del concordato preventivo, che:
a) preveda il riscadenziamento dei piani di ammortamento dei mutui in essere, anche per le rate già scadute al momento del deposito del ricorso, consentendo in tal modo di escludere la violazione del limite annuale di moratoria per il pagamento dei creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca, previsto dall’art. 186-bis, comma 2 lett. c), legge fall.;
b) non contenga novazione di mutui, né riconoscimenti di diritti di terzi;
c) non preveda l'apporto di nuova finanza da collocarsi in prededuzione;
d) conferisca mandato irrevocabile per la vendita di un bene immobile con efficacia che decorra successivamente alla data di termine del piano, così che l’esecuzione del mandato a vendere sia collocata non solo al di là delle fasi di ammissione alla procedura e di omologa, ma anche al di fuori dell’orizzonte temporale del piano, cosicché tale dispositivo (nella fattispecie di garanzia in un concordato di sola continuità) non incide sulla struttura del patrimonio del ricorrente in quel periodo di osservazione che la disciplina concordataria sottopone al controllo autorizzativo del tribunale o del giudice delegato, né interferisce con la fase esecutiva del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 07 Giugno 2018. Segue...
Concordato preventivo – Opposizione a decreto ingiuntivo di rilevante importo – Conferimento incarico professionale – Atto di ordinaria amministrazione – Sussistenza – Necessità di autorizzazione ex articolo 161, comma 7, L.F. – Esclusione
Il conferimento da parte della società concordataria di incarico professionale per l’opposizione a decreto ingiuntivo rientra tra gli atti di ordinaria amministrazione che non richiedono l’autorizzazione ex art. 161 settimo comma l. fall., a prescindere dal valore della causa. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 16 Giugno 2017. Segue...
Concordato preventivo – Atti di straordinaria amministrazione – Trasferimento di beni immobili – Stipula di compravendita immobiliare
Così come sono certamente di straordinaria amministrazione gli atti di trasferimento di beni immobili, stante l’incidenza che hanno sulla composizione dell’attivo patrimoniale dell’imprenditore in concordato e la modifica del patrimonio dell’impresa posto a garanzia dei creditori (Cass., 12 gennaio 2007, n. 578, Cass., 20 ottobre 2005, n. 20291; Cass., 11 agosto 2004, n. 15484; Cass., 18 febbraio 1999, n. 1357, Cass., 8 agosto 1997, n. 7390; Cass., 13 dicembre 1996, n. 11144; App. Venezia, 29 maggio 2014; Trib. Forlì, 5 marzo 2014; Trib. Monza, 6 giugno 2013; Trib. Milano, 11 dicembre 2012), altrettanto deve ritenersi per quegli atti che costituiscono per l’imprenditore concordante un obbligo a stipulare un contratto di compravendita immobiliare che sia esso stesso atto di straordinaria amministrazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 23 Marzo 2017. Segue...
Concordato preventivo – Concordato con riserva – Atti di straordinaria amministrazione – Alienazione di bene immobile – Stima e procedura competitiva ex art. 163-bis l.f. – Necessità
Durante il concordato preventivo c.d. “con riserva” la alienazione di un bene immobile, ovvero la costituzione di un vincolo contrattuale per l’alienazione di un bene immobile a un determinato valore può ritenersi profittevole per la massa solo se tale valore sia stato fissato in base a stime attendibili e previo esperimento di un procedimento competitivo, senza i quali non è possibile verificare se il valore di scambio è ottimale per la massa dei creditori, nel cui interesse viene svolta l’attività gestoria dell’impresa. La necessità del preventivo esperimento della procedura competitiva è, del resto, prevista espressamente dal disposto dell’ultimo comma dell’art. 163-bis legge fall. (“la disciplina del presente articolo si applica, in quanto compatibile, anche agli atti da autorizzare ai sensi dell'articolo 161, settimo comma, nonché all'affitto di azienda o di uno o più rami di azienda”), applicabile agli atti di straordinaria amministrazione del concordato con riserva (Trib. Monza, 17 maggio 2016; Trib. Alessandria, 22 marzo 2016).
L’esperimento di una procedura competitiva potrebbe astrattamente portare l’imprenditore a stipulare il contratto definitivo con terzi a valori diversi e più convenienti rispetto a quelli espressi dal contratto precedentemente stipulato e, in questo caso, il valore espresso dalla procedura competitiva potrebbe essere persino conveniente, anche in considerazione del costo derivante per la massa dall’onere contrattuale conseguente alla responsabilità contrattuale assunta nei confronti dell’originario promissario acquirente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 23 Marzo 2017. Segue...