Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-34285-del-23-12-2019
Timestamp: 2020-08-03 12:58:33+00:00
Document Index: 10954230

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 238', 'art. 264', 'art. 264', 'art. 11', 'art. 49', 'art. 11', 'art. 49', 'art. 238', 'art. 264', 'art. 49', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 34285 del 23/12/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 34285 del 23/12/2019
Cassazione civile sez. trib., 23/12/2019, (ud. 05/11/2019, dep. 23/12/2019), n.34285
Dott. RUSSOP Rita – Consigliere –
ricorso 22808-2014 proposto da:
SOCIETA’ LATINA AMBIENTE SPA, in persona d Direttore
legale ra presenta te pro tempor elettivamente domiciliata ROMA VIA
rappresentata e a dall’avvocato GIUSEPPE IBELLO, giusta procura a
D.L., difensore di se stesso, elettivamente domiciliata
in ROMA VIA RIBOTY 2, presso lo studio dell’avvocato SALVATORE
avverso la sentenza n. 3486/2014 della COMM.TRIB.REG.SEZ.DIST. di
LATINA, depositata il 26/05/2014;
udita la relazione della causa svolga nella pubblica udienza del
05/11/2019 dal Consigliere Dott. LIBERATO PAOLITTO;
udito per il contoricorrente D.L. che ha chiesto il
rigetto d ricorso.
1. – Con sentenza n. 3486/40/14, depositata il 26 maggio 2014, la Commissione tributaria regionale del Lazio ha accolto l’appello proposto da D.L. avverso la decisione di prime cure che, a sua volta, aveva rigettato il ricorso del contribuente avverso avviso di accertamento emesso da Latina Ambiente S.p.a. per il pagamento della TIA dovuta relativamente all’anno 2008.
Ha rilevato, in sintesi, il giudice del gravame, – in adesione a pronuncia resa dal G.A. (Cons. di Stato, sez. V, 26 settembre 2013, n. 4756), – che la “Delibera comunale n. 44/06, istitutiva della TIA nel Comune di Latina” doveva ritenersi illegittima in quanto “adottata in data 30/05/06, ossia dopo il 29/04/06, data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 152 del 2006 (Codice dell’Ambiente)” e, così, “fondata su una normativa soppressa”.
Col secondo motivo, formulato ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 158 del 27 aprile 1999, e del D.Lgs. n. 152 del 2006, deducendo, in sintesi, che l’entrata in vigore del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, – ed avuto riguardo alla disciplina intertemporale posta dal relativo articolato normativo (art. 238, commi 1 e 11; art. 264, comma 1, lett. i)), – non aveva comportato l’immediata abrogazione dei “provvedimenti attuativi del… D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22” (art. 264 cit., comma 1, lett. i)) e, tra questi, del regime transitorio posto dal D.P.R. n. 158 del 1999, art. 11, che, a sua volta, consentiva ai Comuni l’istituzione della Tia (qual prevista dal D.Lgs. n. 22 del 1997 cit., art. 49) almeno a tutto l’anno 2006.
2. – Prima di esaminare i suesposti motivi, la Corte deve farsi carico dell’eccezione di inammissibilità del ricorso che parte controricorrente correla alla cessazione del rapporto concessorio (medio tempore conseguente alla delibera n. 658/2013, del 3 dicembre 2013, con la quale il Comune di Latina ha riassunto in proprio la gestione delle attività inerenti la Tia, e con riferimento alle annualità 2006-2009) qual posto a fondamento dell’esercizio dei poteri di accertamento e dello stesso potere di azione in giudizio (e di impugnazione).
Ritiene, quindi, il collegio di dare continuità alla soluzione interpretativa in discorso che, – contrariamente alla diversa opzione interpretativa (pur) emersa (minoritariamente) nella giurisprudenza della Corte (v. Cass., 24 gennaio 2019, n. 1999; Cass., 27 dicembre 2018, n. 33424), – condivisibilmente correla, alla data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 152 del 2006 (29 aprile 2006), la cessazione dello stesso regime transitorio delineato dal D.P.R. n. 158 del 1999, art. 11, posto che, con la soppressione della tariffa di cui al D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22, art. 49, le clausole di salvaguardia avevano ad oggetto (solo) le discipline regolamentari “vigenti” (art. 238 cit., comma 11), ed i “provvedimenti attuativi del D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22” (art. 264 cit., comma 1, lett. i)); laddove, allora, – ed in difetto di una chiara voluntas legis di segno contrario (id est nel segno della ultrattività), – alcun regime transitorio (qual correlato all’istituzione della TIA 1; D.Lgs. n. 22 del 1997, art. 49) poteva residuare (oltre, dunque i regolamenti già “vigenti” ed i “provvedimenti attuativi” già adottati) all’indomani della soppressione di quella stessa tassa (la TIA 1).
ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dall’art. 1, comma 17 della L. n. 228 del 2012, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.