Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-20349-del-10-10-2016
Timestamp: 2020-04-10 13:36:49+00:00
Document Index: 155210410

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 41', 'art. 55', 'art. 39', 'art. 348', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 20349 del 10/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20349 del 10/10/2016
Cassazione civile sez. VI, 10/10/2016, (ud. 16/06/2016, dep. 10/10/2016), n.20349
sul ricorso 16276-2015 proposto da:
MAURIZIO MAIELLO giusta procura a margine del ricorso;
avverso la sentenza n. 10486/47/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di NAPOLI del 21/11/2014, depositata il 28/11/2014;
Il contribuente G.P. ricorre, con due motivi, nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, che resiste con controricorso, per la cassazione della sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Campania n. 10486/47/14, depositata il 28 novembre 2014, che, confermando la sentenza di primo grado, ha respinto il ricorso avverso l’avviso di accertamento D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 41 e D.P.R. n. 603 del 1972, art. 55 relativo ad Irpef ed Iva per l’anno (OMISSIS), fondato su un pvc della Guardia di finanza all’esito di una verifica fiscale nei confronti del contribuente.
Orbene nel caso di specie risultano chiaramente esposte le ragioni in forza delle quali giudice di appello ha ritenuto sussistenti i presupposti dell’accertamento induttivo D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 39, comma 2 e la conseguente legittimità dell’avviso di accertamento, evidenziando come dal pvc risultassero elementi gravi, precisi e concordanti dell’esercizio di un’attività imprenditoriale “in nero”, desumibili dalle stesse dichiarazioni rese dal contribuente agli agenti della Guardia di finanza, che avevano trovato ulteriore riscontro nelle dichiarazioni di terzi (quali conduttori di immobili locati dal contribuente), nelle movimentazioni, per rilevanti importi, di un c/c nella disponibilità di questi, nonchè in assegni e cambiali riconducibili all’attività imprenditoriale del contribuente medesimo.
Deve poi rilevarsi, in forza della c.d. “doppia conforme” ex art. 348 ter c.p.c., applicabile ratione temporis al caso di specie, l’inammissibilità di ogni censura sull’adeguatezza della motivazione a supporto della menzionata statuizione di congruità della determinazione (in via sintetica) del reddito del contribuente da parte dell’Ufficio.
Considerato che il contribuente risulta ammesso al gratuito patrocinio con decreto del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli del 19.5.2015 non appaiono sussistenti i presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso norma del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater.
Condanna il contribuente alla refusione delle spese del presente giudizio, che liquida in 7.000,00 Euro per compensi oltre a rimborso spese prenotate a debito.
Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater dà atto che, in conseguenza dell’ammissione al gratuito patrocinio, non sussistono i presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.