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Timestamp: 2018-05-21 01:11:25+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 141', 'art. 141', 'art. 141', 'art. 141', 'art. 141', 'art. 141', 'art. 141', 'sentenza ']

Le nuove liti tra consumatori si gestiscono fuori dai tribunali e senza avvocati (Decreto legislativo, 06.08.2015, n. 130). – Noi Radiomobile™
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Le nuove liti tra consumatori si gestiscono fuori dai tribunali e senza avvocati (Decreto legislativo, 06.08.2015, n. 130).
Posted on 13 settembre 2015 AuthorNoi RadiomobileLeave a comment
In vigore dal 3 sett. 2015 il d.lgs. n. 130 del 6 agosto 2015, pubblicato in Gazzetta Ufficiale 19 agosto 2015, n. 191 che attua la direttiva 2013/11/UE sulla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori, nazionali e transfrontaliere, nello specifico ambito delle obbligazioni derivanti da contratti di vendita, ovvero di servizi, tra professionisti stabiliti nell’Unione Europea ed i consumatori ivi residenti.
Il provvedimento istituisce un apposito organismo di ADR (acronimo per Alternative Dispute Resolution) e detta i relativi principi di procedura.
Si evidenzia che, nonostante l’ordinamento disciplini svariati strumenti alternativi, il consumatore non perde il diritto di agire in giudizio, a prescindere dall’esito della procedura stragiudiziale di composizione della contesa (nuovo art. 141, comma 10, cod. cons.).
Più in particolare, la direttiva è ispirata dalla finalità di garantire ai soggetti consumatori l’opportunità, a livello transfrontaliero, di avanzare reclami innanzi ad organismi indipendenti, imparziali, trasparenti ed efficaci, per la risoluzione delle controversie fuori dalle aule di giustizia, attenuando le linee di confine tra gli stati anche in tale ambito.
Il decreto in commento sostituisce l’art. 141 del d.lgs. n. 206 del 6 settembre 2005 (cd. codice del consumo), ed inserisce gli articoli dal 141-bis al 141-decies.
Nel dettaglio, la nuova formulazione dell’art. 141 cod. cons. disciplina la risoluzione, in via stragiudiziale, delle controversie in materia di consumo, anche in via telematica, nei rapporti intercorrenti tra il soggetto consumatore ed il professionista, ribadendo le definizioni soggettive (consumatore, professionista) ed oggettive (contratto di vendita, contratto di sevizi, controversia nazionale, controversia transfrontaliera e via dicendo), già consolidate nei provvedimenti normativi di derivazione comunitaria.
Il comma 4 del nuovo art. 141 cod. cons. definisce i confini di operatività delle nuove disposizioni, limitandole ”[…] alle procedure volontarie di composizione extragiudiziale per la risoluzione, anche in via telematica, delle controversie nazionali e transfrontaliere, tra consumatori e professionisti residenti e stabiliti nell’Unione europea” e circoscrivendo il compito dell’organismo ADR che quindi “propone una soluzione o riunisce le parti al fine di agevolare una soluzione amichevole”.
Ai nuovi organismi di composizione alternativa delle controversie è quindi assegnato il compito di gestire la procedura, avanzando una proposta di composizione della contesa. Il decreto obbliga l’organismo all’iscrizione in particolari elenchi istituiti presso le autorità competenti, in conformità alle rispettive aree di competenza istituzionale: il Ministero della Giustizia e quello dello Sviluppo economico (mediazione in materia di consumo), la Consob (controversie tra investitori e intermediari in ambito di violazione degli obblighi di informazione, correttezza e trasparenza), l’Autorità per l’energia elettrica, il gas, il sistema idrico (Aeegsi), l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), la Banca d’Italia.
Al comma 7 dell’art. 141 viene specificato che le procedure svolte nei settori di competenza dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico, della Banca d’Italia, della Commissione nazionale per la società e la borsa e dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, comprese quelle che prevedono la partecipazione obbligatoria del professionista, si considerano procedure ADR ai sensi del Codice del consumo, a condizione che rispettino i principi, le procedure e i requisiti delle disposizioni dettate al nuovo titolo del codice stesso, inserito dal d.lgs. n. 130.
Le procedure, gestite dagli organismi Adr, saranno gratuite, o comunque potranno prevedere dei costi definiti come “minimi” a carico dei consumatori (art. 141-quater, comma 3, lettera c, cod. cons.), dovranno uniformarsi ai principi fondamentali di indipendenza, imparzialità, trasparenza, efficacia, rapidità, equità. La durata massima del procedimento è fissata in novanta giorni decorrenti dalla data di ricevimento, da parte dell’organismo ADR, del fascicolo completo della domanda.
Solo in ipotesi di controversie particolarmente complesse, l’organismo ADR è legittimato a prorogare il termine fino a un massimo di novanta giorni, ed in tal caso le parti devono essere informate della proroga e del nuovo termine di conclusione della procedura.
La novella, nel contesto di riferimento, scardina il generale obbligo di difesa tecnica vigente nel nostro ordinamento giuridico: le parti potranno partecipare alle procedure in questione senza obbligo di assistenza legale (art. 141-quater “Trasparenza, efficacia, equità e libertà”, comma 3, lettera b). Analogo principio vige nell’ambito della mediazione nella medesima materia del consumo.
All’uopo, il decreto prevede uno specifico dovere di informazione, a tutela delle parti in contesa, in merito alla non obbligatorietà della difesa tecnica, nel contempo legittimandole a richiedere un parere indipendente, ovvero ad essere rappresentate o assistite da terzi in ogni fase della procedura.
Le parti, prima di accettare o meno o di dare seguito alla soluzione proposta dall’organismo ADR, devono essere informate sulle seguenti circostanze:
2) la partecipazione alla procedura non preclude la possibilità di chiedere un risarcimento attraverso un ordinario procedimento giudiziario;
3) la soluzione proposta potrebbe essere differente rispetto al risultato che potrebbe essere ottenuto con la decisione di un organo giurisdizionale che applichi norme giuridiche.
Infine, le parti, prima di accettare o meno o di dare seguito a una soluzione proposta, devono essere informate dell’effetto giuridico che da ciò consegue, disponendo di un periodo di riflessione ragionevole.
Attuazione della direttiva 2013/11/UE sulla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori, che modifica il regolamento (CE)
n. 2006/2004 e la direttiva 2009/22/CE (direttiva sull’ADR per i consumatori). (15G00147)
(GU n. 191 del 19-8-2015)
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