Source: http://legislazionetecnica.it/53340/fonte/l-28-02-1986-n-41?parts=1994963
Timestamp: 2018-06-22 07:46:34+00:00
Document Index: 157457283

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 133', 'art. 42', 'art. 40', 'art. 15', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 33', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 11', 'art. 20', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 3']

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1. La misura contributiva di cui all'articolo 4, comma primo, della legge 16 febbraio 1977, n. 37, è elevata al 6 per cento a decorrere dal 1° gennaio 1986, al 7 per cento dal 1° gennaio 1987 e all'8 per cento dal 1° gennaio 1988. Per i lavoratori autonomi ed i concedenti di terreni a mezzadria e a colonia, la quota capitaria annua, di cui all'articolo 4, comma secondo, della legge 16 febbraio 1977, n. 37, come modificata dal decreto-legge 29 luglio 1981, n. 402, convertito, con modificazioni, nella legge 26 settembre 1981, n. 537, e dall'articolo 13 della legge 10 maggio 1982, n. 251, è elevata a lire 100.000 a decorrere dal 1° gennaio 1986, a lire 150.000 dal 1° gennaio 1987 e a
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1. Ai fini della corresponsione delle quote di aggiunta di famiglia e di ogni altro trattamento di famiglia comunque denominato e della maggiorazione di cui all'articolo 5 del decreto-legge 29 gennaio 1983, n. 17, convertito, con modificazioni, nella legge 25 marzo 1983, n. 79, i limiti di reddito familiare per i nuclei familiari composti di uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette o più componenti sono pari, rispettivamente, a lire 5.060.000, a lire 8.400.000, a lire 10.800.000, a lire 12.900.000, a lire 15.000.000, a lire 17.000.000 ed a lire 19.000.000. I suddetti limiti di reddito sono rivalutati annualmente dalla legge finanziaria in ragione del tasso d'inflazione programmato. Ai fini delle disposizioni del presente articolo il reddito familiare è formato dal reddito del soggetto interessato, del coniuge non legalmente ed effettivamente separato, dei figli ed equiparati ai sensi dell'articolo 38 del decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1957, n. 818, minori di età e dei soggetti a c
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2. Tali aumenti sono calcolati applicando all'importo della pensione spettante alla fine di ciascun periodo la percentuale di variazione che si determina rapportando il valore medio del
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TITOLO XI - Omissis
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Le disposizioni di cui all'articolo 2 del decreto-legge 7 febbraio 1985, n. 12
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(Avviso di rettifica pubblicato sulla G.U. del 18/02/1985, n. 42)
Interventi urgenti in materia di finanza pubblica.
Istanza di interpello - articoli 13 e 15 del D.P.R. 26.10.1972, n. 633 - Contratto di appalto - Trattamento ai fini IVA delle somme dovute per il prezzo chiuso.
Con questo documento l’Agenzia delle entrate fornisce chiarimenti in merito al trattamento tributario ai fini IVA delle somme dovute da una stazione appaltante ad un’impresa per i lavori compensati a “prezzo chiuso” secondo quanto disposto dall’art. 26, comma 4, della L. 109/1994 (disposizione trasposta nell'art. 133, comma 3, del D. Leg.vo 163/2006).
Detta disposizione definisce il "prezzo chiuso" come consistente nel prezzo dei lavori al netto del ribasso d’asta, aumentato di una percentuale da applicarsi, nel caso in cui la differenza tra il tasso di inflazione reale e di inflazione programmato nell’anno precedente sia superiore al 2%, all’importo dei lavori ancora da eseguire per ogni anno intero previsto per l’ultimazione dei lavori stessi. Detta percentuale è fissata con decreto del Ministro delle infrastrutture e trasporti. Il successivo regolamento di attuazione approvato con D.P.R. 554/1999, all’art. 42, comma 1 (disposizione trasposta nell'art. 40, comma 1, del D.P.R. 207/2010), prevede che il progetto esecutivo è corredato dal cronoprogramma delle lavorazioni, redatto al fine di stabilire in via convenzionale, nel caso di lavori compensati a prezzo chiuso, l’importo degli stessi da eseguire per ogni anno intero decorrente dalla data della consegna.
Al fine di stabilire il corretto trattamento ai fini IVA delle somme dovute dalla stazione appaltante per il prezzo chiuso l’Agenzia parte dalla individuazione della natura giuridica delle medesime, ossia se trattasi di un vero e proprio corrispettivo per l’esecuzione di un’opera o di un servizio (ed in quanto tali rilevanti ai fini dell’applicazione dell’imposta), ovvero di un indennizzo o risarcimento (e quindi escluse dal computo della base imponibile ai sensi dell’art. 15 del D.P.R. 633/1972).
Circ. Ass.R. Piemonte 04/08/1989
Schede guida per la compilazione del piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche (ex Legge 41/86).
Circ. R. Piemonte 09/05/1989
Oggetto: Barriere architettoniche e Piano per la loro eliminazione.
Appalti e contratti pubblici - Revisione prezzi - Aggiudicazione provvisoria - Irrilevanza - Aggiudicazione definitiva - Operatività.
Ai fini della revisione prezzi di un appalto di opera pubblica, nel quadro di applicazione dell'articolo 33 della L. 28 febbraio 1986, n. 41, nessun rilievo riveste l'aggiudicazione provvisoria ed il tempo eventualmente intercorrente tra essa e l'aggiudicazione definitiva e/o la stipulazione del contratto. L'aggiudicazione provvisoria ha natura di atto endoprocedimentale, che, quantunque generi tra le parti situazioni giuridiche preliminari tutelabili in sede giurisdizionale, non può mai determinare l'instaurazione del rapporto contrattuale finale tra la stazione appaltante e l'aggiudicatario, potendo tale risultato raggiungersi solo con l'aggiudicazione definitiva, che non è atto meramente confermativo o esecutivo ma è un provvedimento affatto autonomo e diverso rispetto all'aggiudicazione provvisoria anche quando ne recepisca interamente i contenuti. Dal momento che la revisione prezzi tende a ristabilire il rapporto sinallagmatico tra la prestazione dell'appaltatore e la controprestazione dell'Amministrazione, adeguando il corrispettivo alle variazioni dei prezzi di mercato qualora questi superino la soglia prevista dall'alea contrattuale come determinata dalla legge, essa può operare soltanto dopo che il rapporto contrattuale sia sorto, e cioè non prima dell'aggiudicazione definitiva.
Appalti ll.pp. - Revisione prezzi - Decorrenza - Portata - Conseguenze - Computo revisionale - Modalità di calcolo.
In tema di appalti di opere pubbliche, ai sensi dell’art. 33, comma 3, legge 28 febbraio 1986 n. 41, la facoltà di procedere alla revisione prezzi è ammessa, a decorrere dal secondo anno successivo alla aggiudicazione e con esclusione dei lavori già eseguiti nel primo anno e dell’intera anticipazione ricevuta. Pertanto, ai fini del computo revisionale, vanno esclusi i lavori eseguiti nel primo anno e l’intera anticipazione ricevuta ed i relativi importi non vanno sommati, ma sovrapposti, così che l’anticipazione resta assorbita se l’importo dei lavori eseguiti in detto arco temporale è superiore al suo ammontare, mentre, se è inferiore, resta assorbita per la quantità concorrente e per il residuo va aggiunta all’importo dei lavori eseguiti, così restando sottratta alla revisione.
1. Appalti ll.pp. - Revisione dei prezzi - Giurisdizione
1. La possibilità di fruire della revisione prezzi, in base alle norme vigenti all’atto dell’instaurarsi del rapporto tra Amministrazione (per tale dovendosi intendere anche il concessionario, pubblico o privato che sia, la cui attività sia qualificabile come pubblica) e Società appaltatrice, è subordinata ad una valutazione discrezionale dell’Amministrazione committente ed è quindi oggetto di un interesse legittimo, tutelabile davanti al Giudice amministrativo, fino a quando detta Amministrazione non abbia riconosciuto, sia pure implicitamente, la spettanza del compenso revisionale. La posizione dell’appaltatore di opere pubbliche assume invece natura di diritto soggettivo, tutelabile davanti al Giudice ordinario, quando il committente abbia positivamente esercitato il potere di accordare la revisione e, dunque, abbia riconosciuto che all’appaltatore spetti la revisione dei prezzi contrattuali e, perciò, un compenso ulteriore rispetto a quello convenuto.
1. Appalti ll.pp. - Prezzo chiuso - Distinzione dalla revisione prezzi - Rispettive esigenze e finalità. 2. Appalti ll.pp. - Prezzo chiuso - Corrispettivo aumentato del 5% per l'intera durata contrattuale compreso il primo anno.
1. In tema di appalti di opere pubbliche, l'istituto generale della «revisione dei prezzi» e quello del cd. «prezzo chiuso», così come disciplinato dall'art. 33, L. n. 41 del 1986 (nella specie, applicabile ratione temporis), rispondono ad esigenze e finalità diverse, in quanto il primo mira a ristabilire il rapporto sinallagmatico tra prestazioni mediante l'adeguamento del corrispettivo alle variazioni dei prezzi di mercato, qualora questi superino la soglia della normale alea contrattuale, mentre il secondo soddisfa l'esigenza di predeterminazione dell'impegno finanziario assunto dalla p.a., garantita grazie al criterio dell'alea convenzionale, forfetizzata per entrambi i contraenti, in virtù di un sistema di computo automatico degli aumenti, sganciato dal collegamento con l'inflazione reale e caratterizzato dalla predeterminazione ex ante degli incrementi di costo; conseguentemente, qualora il contratto di appalto preveda l'applicabilità del cd. «prezzo chiuso», allo stesso non è applicabile la disciplina in materia di revisione dei prezzi. 2. In tema di appalti pubblici, qualora sia stata prevista l'applicabilità del cd. «prezzo chiuso», previsto dall'art. 33, c. 4, L. n. 41 del 1986 (nella specie, applicabile ratione temporis), il corrispettivo dovuto all'appaltatore viene determinato ex ante sulla base del duplice abbinamento dell'importo netto dei lavori e della durata contrattualmente prevista, cosicchè lo stesso risulta composto dal prezzo base d'asta aumentato tante volte del 5% per quanti sono gli anni contrattualmente previsti per l'esecuzione dei lavori, dovendo la maggiorazione del 5% applicarsi includendo nel calcolo l'intera durata contrattualmente prevista per l'esecuzione dei lavori, ivi compreso il primo anno, senza quindi applicare il cd. metodo a scalare (consistente nel calcolare l'aumento del 5% per il primo anno, sul valore complessivo del contratto, e, per gli anni successivi, sul valore residuo dei lavori da eseguire e senza computare le somme già corrisposte all'appaltatore per i lavori effettuati).
1. Appalti ll.pp. - Revisione prezzi - Riconoscimento della P.A. - Controversia già sorta - Giurisdizione A.G.O..
1. In tema di revisione dei prezzi relativi ad appalto di opera pubblica, la controversia avente ad oggetto l'individuazione del termine iniziale per il calcolo del compenso revisionale, una volta intervenuto da parte della Pubblica amministrazione il riconoscimento della spettanza di esso con riguardo all'intera opera, appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario, atteso che l'oggetto del contendere, riguardando unicamente il criterio di quantificazione del compenso, attiene ad un diritto soggettivo dell'appaltatore, il potere discrezionale della Pubblica amministrazione essendosi ormai esaurito con detto riconoscimento.
1. Appalti ll.pp. - Revisione prezzi - Art. 2 L. 81/741 - Riferimento ad opere eseguite e ultimate (e non ancora collaudate) ante L. 81/741. 2. Appalti ll.pp. - Collaudo - Mancata esecuzione nel termine stabilito dall'art. 5 L. 81/741 - Conseguenze - Limiti temporali.
1. In tema di appalto di opere pubbliche, l'art. 2 della L. 10 dicembre 1981 n. 741 - là dove prevede la facoltà per l'impresa di prestare le garanzie ivi indicate allo scopo di ottenere, anche in relazione ad opere eseguite ed ultimate prima dell'entrata in vigore della legge, la restituzione degli importi residui trattenuti sugli acconti di revisione dei prezzi - deve essere interpretato nel senso di riferirsi alle opere non ancora collaudate al momento della entrata in vigore della legge. 2. La norma di cui all'art. 5 della L. 10 dicembre 1981 n. 741, secondo cui la mancata esecuzione del collaudo entro il termine ivi previsto determina la liberazione delle trattenute e l'estinzione delle eventuali garanzie fideiussorie, non si applica agli appalti di opere pubbliche nei quali l'ultimazione dei lavori è avvenuta anteriormente all'entrata in vigore della legge stessa.
1. Appalti oo.pp. - Revisione prezzi - Patto contrario o in deroga - Divieto ex art. 2 L. 1973 n. 37 - Applicabilità ad aziende municipalizzate. 2. Appalti oo.pp. - Revisione prezzi - Patto contrario o in deroga - Divieto ex art. 2 L. 1973 n. 37 - Non abrogato da art. 33 L. 1986 n. 41.
1. L'art. 2 della L. 2 febbraio 1973 n. 37 il quale ammette la facoltà per tutti i lavori appaltati o affidati dalle amministrazioni o aziende di Stato, anche con ordinamento autonomo, dagli enti locali e dagli altri enti pubblici, di procedere alla revisione dei prezzi e vieta qualsiasi patto in contrario o in deroga alla suddetta regola - è applicabile anche ai lavori appaltati da aziende municipalizzate. 2. Il divieto di deroga alla normativa dell'art. 2 della L. 2 febbraio 1973 n. 37 in materia di revisione prezzi è rimasto immutato anche dopo la L. 26 febbraio 1986 n. 41, il cui art. 33 ha disposto nuove modalità di riconoscimento della revisione prezzi dei lavori appaltati dallo Stato e dagli Enti pubblici.
1. Appalti oo.pp. - Revisione prezzi - Controversie - Giurisdizione - Ripartita fra A.G.O. e A.G.A. 2. Appalti oo.pp. - Revisione prezzi - Decadenza - Da aggiudicazione ex art. 33 L. 1986 n. 41.
1. Riguardo alle controversie in materia di revisione dei prezzi negli appalti di opere pubbliche è competente l'Autorità giudiziaria ordinaria su quelle relative al criterio di liquidazione ed alla conseguente misura del compenso revisionale mentre è competente l'Autorità giudiziaria amministrativa sulle impugnazioni dei provvedimenti che negano la revisione. 2. La pretesa dell'appaltatore di far decorrere la revisione dei prezzi dei contratti d'appalto di opere pubbliche dalla data dell'offerta e la pretesa dell'Amministrazione appaltante di farla decorrere da un giorno successivo all'aggiudicazione sono entrambe infondate giacché l'art. 33 della L. 26 febbraio 1986 n. 41 fa decorrere quel termine dalla data dell'aggiudicazione.
1. Appalti oo.pp. - Prezzo chiuso - Differenza rispetto ad appalto con revisione prezzi - Conseguenze.
1. In tema di appalti di opere pubbliche, l'istituto generale della “revisione dei prezzi” e quello del cd. “prezzo chiuso” (di cui al quarto comma dell'art. 33 Legge 41/86) rispondono a finalità ed esigenze del tutto diverse, tendendo la revisione dei prezzi a ristabilire il rapporto sinallagmatico tra prestazioni mediante l'adeguamento del corrispettivo alle variazioni dei prezzi di mercato qualora questi superino la soglia della normale alea contrattuale, rispondendo la formula del “prezzo chiuso”, per converso, al criterio di una “forfettizzazione” convenzionale, per entrambe le parti, dell'alea contrattuale medesima. La convenzione “a prezzo chiuso” si pone, pertanto, come del tutto alternativa rispetto a quella con revisione dei prezzi, così che, ad essa, non sono applicabili le disposizioni di cui all'art. 33, comma secondo e terzo (riferibili, pertanto, alla sola fattispecie della revisione dei prezzi), della ricordata Legge 41/86.
1. Appalti oo.pp. - Revisione prezzi - Divieto - Riferimento ad obbligazioni già perfezionate - Esclusione. 2. Appalti oo.pp. - Concessione - Progetto di massima - Approvazione - Assunzione obbligazioni della P.A. - Inconfigurabilità - Approvazione progetto esecutivo - Necessità.
1. L'espressione normativa secondo la quale non è ammessa la facoltà dell'Amministrazione di procedere alla revisione dei prezzi per i lavori relativi ad opere pubbliche da appaltarsi, da concedersi o da affidarsi (contenuta ad esempio negli artt. 3 1° c. D.L. 11 luglio 1992 n. 333 e 33 2° comma L. 28 febbraio 1986 n. 41) indica in maniera non equivoca che il divieto della facoltà di procedere alla revisione prezzi, dovendo riguardare lavori ed opere da affidarsi, non può che riferirsi ai contratti che saranno stipulati a partire dalla entrata in vigore della relativa normativa; pertanto, detta facoltà deve ritenersi fatta salva per le prestazioni relative ad obbligazioni contrattuali sorte anteriormente. 2. Nei procedimenti per l'affidamento di lavori in regime di concessione, gli elementi essenziali del contratto (prestazione-prezzo), stabiliti in via presuntiva nelle convenzioni di massima, vengono puntualmente definiti nelle convenzioni definitive, dopo l'approvazione del progetto esecutivo (che rappresenta il momento in cui si perfeziona il rapporto obbligatorio); pertanto, prima di ciò, detti elementi non possono assurgere alla qualificazione di oggetto del contratto, in quanto privi di quei requisiti di certezza e di determinatezza che solo il progetto definitivo è in grado di definire.
1. Appalti - Licitazione privata - Per la realizzazione centro commerciale all'ingrosso - Provvedimento di esclusione di un partecipante - Impugnazione - Giurisdizione A.G.O. - Cointeressenze pubbliche - Irrilevanza.
1. Spetta alla giurisdizione del giudice ordinario la cognizione dell'impugnazione del provvedimento di esclusione dalla licitazione privata per l'appalto dei lavori di realizzazione di una struttura immobiliare da destinare a centro commerciale all'ingrosso di interesse nazionale, regionale o provinciale, la cui titolarità spetti, ai sensi dell'art. 11 L. 28 febbraio 1986 n. 41, ad Enti di diritto privato, come un Consorzio fra diverse società, dovendosi - pur in presenza di erogazione di contributi pubblici o di partecipazione maggioritaria di capitale pubblico in tali società o, infine, dell'imposizione di particolari requisiti in capo ai partecipanti alle gare di appalto (come quelli di capacità economica e finanziaria, di cui all'art. 20 lett. a) D.L.vo 19 dicembre 1991 n. 406) - escludere, sia in ragione di tale qualità dei titolari sia per il difetto assoluto di ogni possibile configurazione di un qualsiasi diritto di uso pubblico del bene da realizzare, la possibilità di ascrivere quest'ultimo nel novero delle opere pubbliche, la cui realizzazione possa costituire oggetto di concessione o di altro atto di conferimento di poteri pubblicistici.
1. Appalti oo.pp. - Revisione prezzi - Disciplina normativa - Vincolatività. 2. Appalti oo.pp. - Revisione prezzi - Amministrazione e Aziende di Stato - Tabelle Ministero lavori pubblici - Applicazione - Obbligatorietà.
1. La materia della revisione dei prezzi contrattuali è assoggettata a regime legale, non derogabile dalle parti, trattandosi di norme di ordine pubblico. 2. La L. 21 giugno 1964 n. 463 fa obbligo alle Amministrazioni e Aziende dello Stato di applicare, nel procedere alla revisione dei prezzi, le tabelle che il Ministro dei lavori pubblici stabilisce su parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici.
1. Appalti oo.pp. - Revisione prezzi - Art. 33 L. 1986 n. 41 - Inapplicabile ad appalti anteriori.
1. L'art. 33 L. 28 febbraio 1986 n. 41, in materia di revisione dei prezzi, non è applicabile ai lavori di opere pubbliche che, all'entrata in vigore della legge, erano già appaltati, concessi o affìdati dalle Pubbliche amministrazioni.
1. Appalti oo.pp. - Revisione prezzi - Disciplina anteriore alla L. 1978 n. 1 - Pluralità di tabelle di rilevazione dei prezzi successive - Criterio di applicazione.
1. In sede di revisione prezzi degli appalti di opere pubbliche, e con riferimento alla normativa precedente all'entrata in vigore della L. 3 gennaio 1978 n. 1, le tabelle di rilevazione dei prezzi - la cui fonte istitutiva è rappresentata da una circolare del Ministero per i lavori pubblici (28 febbraio 1948 n. 663), non prevedendo il D.L.vo 6 dicembre 1947 n. 1501 alcun sistema di rilevazione dei prezzi e delle relative variazioni - non hanno valore costitutivo, con effetto erga omnes, ma assumono rilevanza nei limiti della veridicità degli elementi acquisiti; pertanto, nel caso di più tabelle succedutesi nel tempo, ai fini della revisione deve farsi riferimento, non già alla tabella applicabile al momento dell'offerta (attualmente dell'aggiudicazione, ai sensi dell'art. 33 L. 28 febbraio 1986 n. 41), bensì a quella che riproduca i prezzi relativi al momento in cui l'offerta (ora l'aggiudicazione) è stata effettuata, ancorché la tabella sia stata successivamente compilata e pubblicata.
1. Appalti oo.pp. - Revisione prezzi - Controversia - Giurisdizione amministrativa o dell'A.G.O. - Criterio di ripartizione. 2. Appalti oo.pp. - Revisione prezzi - Computo in presenza di anticipazione all'appaltatore - Criterio.
1. Rientrano nella giurisdizione del giudice amministrativo le controversie in materia di revisione dei prezzi di appalto nelle quali si contesta l'atto revisionale nella parte in cui esso definisce - sulla base dell'esercizio di potere discrezionale - la sussistenza del diritto e la sua entità, mentre attengono a diritti soggettivi e rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario le controversie che traggono origine dallo stesso atto revisionale, ma che tendono alla soddisfazione del credito così come determinato dall'Amministrazione o mirano a correggere errori estranei all'esercizio del potere tecnico-discrezionale, quali ad esempio gli errori materiali di computo, emergenti dallo stesso provvedimento di revisione e non involgenti il metodo di calcolo. 2. Ai sensi dell'art. 3 L. 10 dicembre 1981 n. 741, una volta erogata l'anticipazione all'aggiudicatario dell'appalto, la revisione dei prezzi non opera per quella quota di lavori che vengono realizzati dalla data di inizio dell'opera, fino al raggiungimento di un ammontare pari alla somma anticipata.