Source: http://sentenze.altervista.org/violazione-termine-conclusione-procedimento-danno-ritardo-mero-irrisarcibile/
Timestamp: 2020-08-14 21:28:53+00:00
Document Index: 7242715

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 81']

Violazione termine di conclusione procedimento: danno da ritardo mero irrisarcibile | Sentenze
Violazione termine di conclusione procedimento: danno da ritardo mero irrisarcibile
Scritto il Settembre 22, 2016 Ottobre 8, 2016 da sentenze
In tema di danno da ritardo da lesione di interessi legittimi pretensivi e sulla corretta applicazione dell’art. 2-bis della legge sul procedimento amministrativo, recante la disciplina delle conseguenze per il ritardo dell’amministrazione nella conclusione del procedimento, si è recentemente pronunciato il Consiglio di Stato con sentenza n. 3920 del 22 settembre 2016
L’art. 2-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241 [«Le pubbliche amministrazioni e i soggetti di cui all’articolo 1, comma 1-ter, sono tenuti al risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell’inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento»] va interpretata nel senso che il riconoscimento del danno da ritardo – relativo ad un interesse legittimo di ordine pretensivo – non possa restare avulso da una valutazione di merito sulla spettanza del bene sostanziale della vita e che vada, quindi, subordinato, tra l’altro, anche alla dimostrazione che l’aspirazione al provvedimento sia probabilmente destinata ad un esito favorevole e, dunque, alla prova della spettanza definitiva del bene sostanziale della vita collegato a un tale interesse.
L’art. 2-bis, introdotto dall’art. 7, comma 1, lett. c) l. 18 giugno 2009, n. 69, non ha infatti elevato a distinto bene della vita suscettibile di un’autonoma protezione mediante il risarcimento del danno, l’interesse procedimentale al rispetto dei termini dell’azione amministrativa, scisso dal riferimento alla spettanza del bene sostanziale al cui conseguimento il procedimento è finalizzato.
Consiglio di Stato sentenza n. 3920 22 settembre 2016
Con istanze pervenute alla Regione Molise in data 23 e 24 dicembre 2010, la Omissis s.r.l. ha chiesto, rispettivamente:
Il successivo 30 dicembre la Omissis ha, poi, inoltrato alla Regione la dichiarazione di corrispondenza del progetto alla normativa applicabile al procedimento con allegata attestazione giurata del progettista.
Il giorno successivo la Omissis ha, quindi, presentato una nuova planimetria dell’impianto modificandolo e riducendolo da 1.669,80 Kwp a 798,10 Kwp, secondo le prescrizioni date dal menzionato organo ministeriale.
Ritenendo che a causa del tempo trascorso per la conclusione del procedimento non fosse più possibile realizzare l’impianto progettato nei termini prescritti dalla normativa per poter beneficiare dei previsti incentivi statali e che il tempo impiegato per il rilascio dell’autorizzazione unica superasse quello a tal fine indicato dal comma 4 del citato art. 12, la Omissis ha chiesto al Tribunale amministrativo per il Molise la condanna della Regione Molise e del Ministero per i beni e le attività culturali e del turismo al risarcimento dei danni da ritardo, quantificati in € 5.211.179,84.
Per resistere all’impugnazione si sono costituiti in giudizio sia il Ministero per i beni e le attività culturali e del turismo, sia la Omissis s.r.l..
La stessa Omissis s.r.l., infatti, il successivo giorno 11 novembre ha presentato un nuovo progetto per un impianto rimodulato e ridotto nella potenza da 1.669,80 Kwp a 798,10 Kwp, secondo le prescrizioni impartite dal menzionato organo ministeriale.
Non è dubbio peraltro che in tale contesto dove, con la proposizione del nuovo progetto, Omissis s.r.l. ha sostanzialmente modificato l’oggetto della precedente richiesta di autorizzazione unica, i termini per la conclusione del procedimento vadano calcolati a decorrere dal giorno di presentazione dello stesso, ovvero dal 11 novembre 2011.
Nella fattispecie manca, dunque, il primo dei presupposti essenziali per la configurabilità della responsabilità di cui all’art. 2-bis della legge n. 241 del 1990, ovvero il ritardo nella conclusione del procedimento.
Esclusa, a seguito dell’accoglimento dell’appello principale, la sussistenza dell’invocata responsabilità da ritardo, viene meno l’interesse di Omissis s.r.l. alla decisione dell’appello incidentale.
definitivamente pronunciando sull’appello principale, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto, in riforma dell’impugnata sentenza, dichiara infondata la domanda risarcitoria proposta in primo grado dalla Omissis.
Condanna la Omissis al pagamento delle spese processuali in favore dell’appellante principale e del Ministero appellato, liquidandole forfettariamente in complessivi € 5.000/00 (cinquemila), pro parte, oltre accessori di legge.
sentenza n. 3920 22 settembre 2016
Precedente Ingiunzione di demolizione opere illegittimamente eseguite: provvedimento valido anche senza comunicazione di avvio del procedimento Successivo Aspettativa non retribuita amministratori enti locali, art. 81 tuel