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Timestamp: 2014-08-29 10:17:19+00:00
Document Index: 82651210

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 12', 'art. 1']

Venerdi, 29 agosto 2014 ore 12:17
231 Abuso informazioni vigilate Accertamento Accesso abusivo ad un sistema informatico... Adempimenti conseguenti ad una violazione... Adr Advertising on line Amministratore di sistema Attivit� particolarmente rischiose Autenticazione informatica Autorit� di certificazione Banca Dati BBS Beta Biometria Blocco Cache CAD Carta d'identit� elettronica Cessazione del trattamento Cloud computing Codice etico Commercio Elettronico Comunicazione Comunicazioni Telematiche Concorrenza sleale on line Conservatore accreditato Conservazione Conservazione sostitutiva di documenti analogici Contratti Controllo a distanza lavoratori Cookies Copyright Corruzione in atti giudiziari Credenziale autenticazione Cyberconsumatore Danneggiamento di sistemi informatici o telematici Danneggiamento sistemi informatici di pubblica utilit� Danno Informatico Dati di ubicazione Dati giudiziari Dati identificativi Dati relativi al traffico Dati sensibili Dato anonimo Dato personale Detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso Diffamazione on line Diffusione Diritto all�oblio Diritto della telefonia Diritto di accesso Diritto d�autore Diritto penale informatico Documento informatico Documento programmatico Documento programmatico sulla sicurezza Domain name Firma digitale Firma elettronica qualificata Frode Informatica ai danni dello Stato o altro ente Garante Illeciti penali Impronta digitale del documento Incaricati privacy Informativa Informativa "minima" Installazione apparecchiature atte a ... Intercettazioni, impedimento o ... Interessato Intermediazione tel.ca Manuale della conservazione sostitutiva Marca temporale Misspelling Misure minime Moneta elettronica Mousetrapping Normativa antinfortunistica Notificazione ODR ODV Outsourcing Pagamento elettronico Parola chiave Port scan Posizionamento Posta Elettronica Principio di necessit� Privacy Provider Pubblica amministrazione Reati ambientali Reclamo Registrazione Registro delle opposizioni Regolamento informatico Responsabile della Conservazione Responsabile privacy Responsabilit� content provider Responsabilit� forum Responsabilit� mailing list Responsabilit� newsletter Rete pubblica Reti di comunicazione elettronica Ricorso Riferimento temporale Rilevazione Risoluzione Riversamento diretto Riversamento sostitutivo Safe Harbor Scopi scientifici Scopi statistici Scopi storici Screening sito web Segnalazione Separazione logica delle immagini registrate Sistema autorizzazione Sistemi integrati Sistemi intelligenti Software Sottoscrizione elettronica Spamming Spionaggio industriale Statuto dei Lavoratori Telelavoro Telemarketing Titolare privacy Trasferimento Trasferimento dati all�estero Trattamento Verifica preliminare Videosorveglianza Violazione dati personali Violazioni Amministrative Webmaster	L'incredibile proposta 'ammazza privacy' per gli avvocatiAndrea Lisi - www.scint.itGli avvocati vogliono sottrarsi del tutto dall’applicazione della normativa sul corretto trattamento dei dati personali? A quanto pare s�! Sembra inverosimile, ma � in questi giorni in Commissione giustizia della Camera dei Deputati una proposta di legge (d’iniziativa dei deputati Fanfani, Rosato, Acquarone, Annunziata, Biondi, Colasio, Delbono, Fastarol, Iannuzzi, Molinari, Formino, Piattelli, Ruggieri, Vitali) che prevede la non applicabilit� del D.Lgs. 196/2003 per la categoria degli avvocati!Qualche anno fa circolava una divertente barzelletta nei corridoi dei tribunali italiani: gli avvocati non sono tenuti ad osservare la normativa sulla protezione dei dati personali, perch� per dovere deontologico gi� rispettano la riservatezza dei loro clienti!Ebbene dopo sonore risate e prese in giro relative al paradosso contenuto in questa furba pretesa dell’azzeccagarbugli di evitare l’applicazione nei suoi uffici della normativa contenuta nel D. Lgs. 196/2003 – normativa criticabile per alcuni suoi aspetti, ma pur regolamentazione necessaria e generale – si � appresa l’incredibile notizia che qualcuno aveva preso sul serio quella “voce di corridoio”: l’Organismo Unitario dell’Avvocatura (l’OUA - www.oua.it) nel 2004 ha effettivamente formulato una richiesta di questo tipo (si veda la proposta di emendamento sulla privacy approvato dall´Assemblea dell’OUA il 9/11 luglio 2004 alla pagina http://www.oua.it/convegni/giustizia%20crisi%20perenne/009.htm)! Infatti, con motivate e articolate argomentazioni, si � chiesto ufficialmente all’organo legislativo di inserire un nuovo articolo nel corposo testo normativo dedicato alla protezione dei dati personali, l’art. 3 bis che cos� avrebbe dovuto recitare:Il D. Lgs. 196/03 non si applica ai professionisti iscritti negli albi degli avvocati e nei registri dei praticanti abilitati per i fatti o i dati conosciuti e trattati in ragione della loro attivit� professionale, comunque espletata, anche in via conciliativa o stragiudiziale.� riconosciuta all´avvocato e al praticante abilitato la potest� di accedere ai dati necessari all´esercizio dell´attivit� difensiva ai fini del suo corretto espletamento.Entro due anni dalla pubblicazione del presente testo normativo il CNF � delegato ad elaborare un codice di comportamento attuativo dei principi di tutela dei dati personali, coordinato con l´esigenza primaria di garantire l´esercizio del diritto di difesa, contenente anche le relative sanzioni. Tale codice verr� quindi trasmesso al Ministro di Giustizia il quale, udito il Consiglio di Stato per il parere di conformit� ai detti principi, lo recepir� nell´ordinamento con proprio decreto.In tale contesto, i compiti di vigilanza e quelli relativi alle comunicazioni in generale attribuiti all´Autorit� Garante dei dati personali, saranno attribuiti ad apposita sezione del CNF.Le ragioni della necessaria, indispensabile disapplicazione della normativa per gli avvocati sarebbero tutte riassumibili nel dovere deontologico di riservatezza nei confronti del cliente, gi� da tempo cuore pulsante del rapporto professionale intercorrente tra l’avvocato e il proprio cliente. Infatti, secondo l’art. 9 - dovere di segretezza e riservatezza - del Codice Deontologico Forense (approvato dal Consiglio Nazionale Forense nella seduta del 17 aprile 1997 con le modifiche introdotte il 16 ottobre 1999 e il 26 ottobre 2002) � dovere, oltrech� diritto, primario e fondamentale dell’avvocato mantenere il segreto sull’attivit� prestata e su tutte le informazioni che siano a lui fornite dalla parte assistita o di cui sia venuto a conoscenza in dipendenza del mandato.I - L’avvocato � tenuto al dovere di segretezza e riservatezza anche nei confronti degli ex clienti, sia per l’attivit� giudiziale che per l’attivit� stragiudiziale.II - La segretezza deve essere rispettata anche nei confronti di colui che si rivolga all’avvocato per chiedere assistenza senza che il mandato sia accettato.III - L’avvocato � tenuto a richiedere il rispetto del segreto professionale anche ai propri collaboratori e dipendenti e a tutte le persone che cooperano nello svolgimento dell’attivit� professionale.IV - Costituiscono eccezione alla regola generale i casi in cui la divulgazione di alcune informazioni relative alla parte assistita sia necessaria:a) per lo svolgimento delle attivit� di difesa;b) al fine di impedire la commissione da parte dello stesso assistito di un reato di particolare gravit�;c) al fine di allegare circostanze di fatto in una controversia tra avvocato e assistito;d) in un procedimento concernente le modalit� della difesa degli interessi dell’assistito.In ogni caso la divulgazione dovr� essere limitata a quanto strettamente necessario per il fine tutelato.In poche parole, secondo l’OUA, l´attivit� professionale dell´avvocatogi� da tempo presuppone il trattamento dei dati personali dei clienti, delle controparti, dei terzi, finalizzato alla difesa dei diritti del proprio assistito in ogni sede e la disciplina legislativa e regolamentare gi� vigente, e quindi prevede per l´Avvocato l´obbligo di rispetto del segreto professionale e del correlativo diritto alla riservatezza del cittadino.Prosegue l’OUA, d´altro canto il diritto di difesa costituzionalmente garantito al cittadino, che si esercita attraverso l´attivit� dell´avvocato, deve prevalere, in ipotesi di conflitto, anche sul diritto alla riservatezza. L´Avvocatura non ritiene quindi legittima n� opportuna, la vigilanza o il controllo su di s� di organi terzi, estranei alla propria giurisdizione interna, ritenendo pertanto che qualsiasi controllo o verifica non possa avvenire se non nell´ambito dei meccanismi di autogoverno della professione legale. Infine, il testo unico in materia di protezione dei dati personali approvato con d.lvo 30/06/2003 n� 196 contiene una disciplina estremamente complessa, articolata, composta da norme di difficile coordinamento ed interpretazione (…) e grava il professionista di incombenze ed adempimenti formali, spesso illogici, incompatibili con l´organizzazione degli studi e, soprattutto, del tutto inutili rispetto al fine concreto della protezione.Per tali motivi, l’OUA ha chiesto per i professionisti iscritti negli albi degli avvocati e nei registri dei praticanti abilitati l’eliminazione totale di tale “inutile” normativa, pur con l’impegno entro due anni di autogovernarsi attraverso un emanando Codice di autodisciplina!Appare a tutti evidente la distorsione nella lettura della normativa operata dall’OUA, pur di eliminare dagli uffici degli avvocati gli “inutili, gravosi impegni-privacy”! In verit�, l’adempimento di necessarie misure di sicurezza minime e idonee per proteggere dati delicatissimi come quelli sensibili e giudiziari si rende assolutamente necessario per un professionista come l’avvocato, perch� altrimenti l’importante impegno contenuto nell’art. 9 del Codice deontologico rischierebbe di diventare un vuoto richiamo nell’evoluzione tecnologica della Societ� dell’Informazione.Il “Codice Privacy”, pur con le sue innegabili difficolt� applicative (ben chiare a tutti, non solo agli avvocati), deve essere visto ovviamente come un indispensabile completamento del Codice deontologico, non certo come un inutile orpello alla propria attivit� professionale.Chi usa pc, archivi elettronici, Internet per la propria professione oggi deve fare i conti con concetti nuovi, come virus informatici, accessi non autorizzati ai propri archivi, politiche di disaster recovery, trojan, sicurezza informatica, necessario back-up dei dati, etc. altrimenti i rischi nel trattamento elettronico dei dati personali favoriranno una inevitabile elusione di principi, certamente propri della professione di avvocato, ma che verrebbero anche involontariamente violati! Non basta pi� la buona volont� nel trattare i dati del cliente ad assicurare la riservatezza nella Societ� dell’Informazione!In ogni caso, quella pomposa, per certi aspetti incredibile, indicazione dell’OUA, se pur criticabilissima, conteneva dei giusti richiami a tenere in considerazione la peculiarit� di alcune professioni, come quella forense e, quindi, a sviluppare in seno al Consiglio Nazionale Forense un codice di autodisciplina; tale presa d’atto potrebbe anche condividersi, purch� quel Codice di autodisciplina sia teso, non a completare i principi dell’art. 9 del Codice deontologico forense in assoluta assenza di una disciplina legislativa che si intenderebbe abrogare totalmente per la professione dell’avvocato, ma a meglio integrare e “interpretare” il D. Lgs. 196/03 per quella specifica categoria di professionisti. E tutto questo �, infatti, gi� previsto nello stesso “Codice Privacy”, dove all’art. 12 si promuove proprio il necessario sviluppo di codici di deontologia e buona condotta per le varie categorie interessate!In fin dei conti, se � vero come � vero che l’avvocato � da sempre intrinsecamente tenuto a rispettare in maniera sostanziale la privacy del proprio cliente, allora quale paura dovrebbe avere di controlli da parte di autorit� indipendenti tesi a far rispettare proprio questi principi?Oggi, invece, ci tocca leggere una inquietante notizia: � arrivata in Commissione giustizia una proposta di legge che tende ad escludere in toto l´applicabilit� del Codice della Privacy agli avvocati (http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/stampati/pdf/14PDL0065710.pdf). Secondo l’art. 1 di questa Proposta di Legge le disposizioni di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, non siapplicano agli avvocati regolarmente iscritti ai relativi albi professionali. In questa Proposta di legge � stato anche eliminato il riferimento, pi� che opportuno, alla necessaria implementazione di un Codice di comportamento attuativo dei principi di tutela dei dati personali, come da precedente proposta dell’OUA!Insomma, la barzelletta potrebbe diventare triste, pericolosa realt� dall’alto di una strana, innegabile voglia di liberarsi una volta per tutte di questa nuova, faticosa normativa ([1])! E perch� poi non dovrebbero fare altrettanto i medici o notai? O i gestori di alberghi, da sempre attenti alla riservatezza dei loro clienti e delle loro compagnie nelle stanze occupate? E cos� via?…Una legge del genere - che si spera non possa mai entrare in vigore (e a prescindere dal fatto che essa possa avere seri problemi a passare il vaglio di legittimit� costituzionale e che essa rischierebbe comunque la disapplicazione per contrasto con la normativa comunitaria sul trattamento dei dati personali) - darebbe il via alla lenta inesorabile cancellazione di una normativa comunque utile, anche se opportunamente modificabile e integrabile con successivi codici deontologici.Insomma, evitiamo scorciatoie e cerchiamo di capire veramente come proteggere con efficacia i dati personali nostri e dei nostri clienti, soprattutto quelli sensibili e giudiziali, all’interno del vorticoso processo di trasparenza dell’individuo che caratterizza l’ultima evoluzione tecnologica della nostra societ�: perch� soltanto questo � lo scopo della normativa sul corretto trattamento dei dati personali in Italia e in Europa. Normativa, certamente migliorabile, ma non per questo del tutto inutile! ([1]) Per quanto attiene agli altri adempimenti "fastidiosi" della normativa in questione, come l’informativa e il consenso al trattamento, appare utile ricordare che il testo di legge e le interpretazioni “agevolative” fornite dal CNF e dal Garante, gi� hanno operato una doverosa semplificazione per chi esercita la professione forense, con particolare riferimento anche ai terzi (controparte, testimoni, etc.) necessariamente coinvolti nell´espletamento del dovere di difesa e delle garanzie comunque accordate alle esigenze di giustizia (si vedano, in proposito, le autorizzazioni generali nn. 4 e 7 e il vademecum del CNF reperibile alla pagina http://www.consiglionazionaleforense.it/visualizzazioni/vedi_dettagli.php?areanumber=6&action=view&idmessaggio=2686).