Source: https://www.studiocataldi.it/articoli/35875-sospensione-della-patente-la-sanzione-accessoria.asp
Timestamp: 2019-11-12 01:47:57+00:00
Document Index: 170822835

Matched Legal Cases: ['art. 186', 'art. 223', 'art. 186', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 223', 'art. 14', 'art. 186']

Sospensione della patente: la sanzione accessoria
I casi di cui all'art. 186 C.d.S. e la differenza rispetto ai casi di cui all'art. 223 secondo la giurisprudenza di merito e di legittimità
Avv. Filippo Antonelli - Il caso che ci occupa trae origine da un accertamento alcolimetrico rispetto al quale emergevano tassi pari a 0,64 g/l al primo controllo e 0,59 g/l al secondo.
Le forze dell'ordine provvedevano ad elevare verbale di contestazione con una sanzione pecuniaria pari ad Euro 544,00 nonché sanzione accessoria del ritiro della patente e la decurtazione di dieci punti.
La Prefettura notificava pertanto ordinanza che disponeva la sospensione della patente per giorni 90, in relazione alla contestazione della violazione dell'art. 186 co. II lett. a) C.d.S.
Concentriamo l'attenzione unicamente sull'ordinanza prefettizia che comminava la sospensione della patente, in relazione alla norma sopra indicata che, per comodità, si riporta integralmente:
Guida sotto l'influenza dell'alcool (1) (2)
1. è vietato guidare in stato di ebbrezza in conseguenza dell'uso di bevande alcoliche.
a) con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 532 (3) a euro 2.127 (3), qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,5 e non superiore a 0,8 grammi per litro (g/l). All'accertamento della violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da tre a sei mesi;
c) con l'ammenda da euro 1.500 a euro 6.000, l'arresto da sei mesi ad un anno, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l). All'accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni. Se il veicolo appartiene a persona estranea al reato, la durata della sospensione della patente di guida è raddoppiata. La patente di guida è sempre revocata, ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI, in caso di recidiva nel biennio. Con la sentenza di condanna ovvero di applicazione della pena su richiesta delle parti, anche se è stata applicata la sospensione condizionale della pena, è sempre disposta la confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato, salvo che il veicolo stesso appartenga a persona estranea al reato. Ai fini del sequestro si applicano le disposizioni di cui all'articolo 224-ter.
2-bis. Se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale, le sanzioni di cui al comma 2 del presente articolo e al comma 3 dell'articolo 186-bis sono raddoppiate ed è disposto il fermo amministrativo del veicolo per centottanta giorni, salvo che il veicolo appartenga a persona estranea all'illecito. Qualora per il conducente che provochi un incidente stradale sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l), fatto salvo quanto previsto dal quinto e sesto periodo della lettera c) del comma 2 del presente articolo, la patente di guida è sempre revocata ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI. E' fatta salva in ogni caso l'applicazione dell'articolo 222.
2-octies. Una quota pari al venti per cento dell'ammenda irrogata con la sentenza di condanna che ha ritenuto sussistente l'aggravante di cui al comma 2-sexies è destinata ad alimentare il Fondo contro l'incidentalità notturna di cui all'articolo 6-bis del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 ottobre 2007, n. 160, e successive modificazioni.
3. Al fine di acquisire elementi utili per motivare l'obbligo di sottoposizione agli accertamenti di cui al comma 4, gli organi di Polizia stradale di cui all'articolo 12, commi l e 2, secondo le direttive fornite dal Ministero dell'interno, nel rispetto della riservatezza personale e senza pregiudizio per l'integrità fisica, possono sottoporre i conducenti ad accertamenti qualitativi non invasivi o a prove, anche attraverso apparecchi portatili.
6. Qualora dall'accertamento di cui ai commi 4 o 5 risulti un valore corrispondente ad un tasso alcoolemico superiore a 0,5 grammi per litro (g/l), l'interessato è considerato in stato di ebbrezza ai fini dell'applicazione delle sanzioni di cui al comma 2.
7. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, in caso di rifiuto dell'accertamento di cui ai commi 3, 4 o 5, il conducente e' punito con le pene di cui al comma 2, lettera c). La condanna per il reato di cui al periodo che precede comporta la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo da sei mesi a due anni e della confisca del veicolo con le stesse modalità e procedure previste dal comma 2, lettera c), salvo che il veicolo appartenga a persona estranea alla violazione. Con l'ordinanza con la quale e' disposta la sospensione della patente, il prefetto ordina che il conducente si sottoponga a visita medica secondo le disposizioni del comma 8. Se il fatto è commesso da soggetto già condannato nei due anni precedenti per il medesimo reato, è sempre disposta la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente di guida ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI.
8. Con l'ordinanza con la quale viene disposta la sospensione della patente ai sensi dei commi 2 e 2-bis, il prefetto ordina che il conducente si sottoponga a visita medica ai sensi dell'articolo 119, comma 4, che deve avvenire nel termine di sessanta giorni. Qualora il conducente non vi si sottoponga entro il termine fissato, il prefetto puo' disporre, in via cautelare, la sospensione della patente di guida fino all'esito della visita medica.
9-bis. Al di fuori dei casi previsti dal comma 2-bis del presente articolo, la pena detentiva e pecuniaria può essere sostituita, anche con il decreto penale di condanna, se non vi è opposizione da parte dell'imputato, con quella del lavoro di pubblica utilità di cui all'articolo 54 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, secondo le modalità ivi previste e consistente nella prestazione di un'attività non retribuita a favore della collettività da svolgere, in via prioritaria, nel campo della sicurezza e dell'educazione stradale presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato, o presso i centri specializzati di lotta alle dipendenze. Con il decreto penale o con la sentenza il giudice incarica l'ufficio locale di esecuzione penale ovvero gli organi di cui all'articolo 59 del decreto legislativo n. 274 del 2000 di verificare l'effettivo svolgimento del lavoro di pubblica utilità. In deroga a quanto previsto dall'articolo 54 del decreto legislativo n. 274 del 2000, il lavoro di pubblica utilità ha una durata corrispondente a quella della sanzione detentiva irrogata e della conversione della pena pecuniaria ragguagliando 250 euro ad un giorno di lavoro di pubblica utilità. In caso di svolgimento positivo del lavoro di pubblica utilità, il giudice fissa una nuova udienza e dichiara estinto il reato, dispone la riduzione alla metà della sanzione della sospensione della patente e revoca la confisca del veicolo sequestrato. La decisione è ricorribile in cassazione. Il ricorso non sospende l'esecuzione a meno che il giudice che ha emesso la decisione disponga diversamente. In caso di violazione degli obblighi connessi allo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, il giudice che procede o il giudice dell'esecuzione, a richiesta del pubblico ministero o di ufficio, con le formalità di cui all'articolo 666 del codice di procedura penale, tenuto conto dei motivi, della entità e delle circostanze della violazione, dispone la revoca della pena sostitutiva con ripristino di quella sostituita e della sanzione amministrativa della sospensione della patente e della misura di sicurezza della confisca. Il lavoro di pubblica utilità può sostituire la pena per non più di una volta.
Il ricorso avverso il provvedimento contestato travolgeva naturalmente anche l'ordinanza prefettizia, stante la piena sussistenza di fumus boni iuris e periculum in mora, evidenziando anche la illegittimità della sanzione accessoria della sospensione della patente di guida alla luce di importante giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione (sez. II, 18.04.2018, n. 9539) sul punto.
In particolare la Suprema Corte indaga la guida sotto l'influenza di alcool secondo la disciplina dell'art. 186 C.d.S., il quale prevede una classica applicazione di punibilità a soglie/scaglioni.
La Corte aveva già ritenuto (sez. II, 19.10.2010, n. 21447) che in tema di sanzioni amministrative connesse alla guida in stato di ebbrezza la sospensione della patente di cui all'art. 186 si fonda su presupposti diversi da quelli dell'art. 223 C.d.S.
La differenza consiste nel fatto che la sospensione può conseguire a seguito dell'accertamento del reato, come sanzione accessoria, ma anche come misura cautelare che trova la propria giustificazione nella necessità di impedire che, prima ancora che sia accertata una responsabilità (penale), il conducente del veicolo, nei cui confronti sussistano fondati motivi di un'evidente responsabilità in ordine a eventi lesivi dell'incolumità altrui, continui a tenere una condotta che arrechi pericolo ad altri soggetti.
La conclusione che ne possiamo trarre consiste nel principio di necessaria corrispondenza tra fatto contestato e fatto assunto a base della sanzione irrogata, di cui all'art. 14 L. 689/1981, ove sia stata accertata a carico del conducente la contravvenzione di cui all'art. 186 C.d.S., la sospensione della patente di guida con contestuale obbligo di sottoporsi a visita medica, può essere irrogata, senza automatismo, solo nella ricorrenza di cui al co. IX del predetto articolo, ossia previo accertamento di un valore alcolemico superiore a 1,5 g/l.
Nel caso di specie il valore accertato era estremamente inferiore, dall'analisi della documentazione non era dato ravvisare elementi che facessero ritenere che il conducente avrebbe nuovamente commesso il medesimo fatto, anche per il basso valore accertato.
Pertanto il Giudice di Pace di Ravenna con ordinanza del 24.07.2019 disponeva la sospensione dell'ordinanza prefettizia in via cautelare, vista la documentazione e la giurisprudenza prodotta, ordinando così alla Prefettura il rilascio della patente nelle more del giudizio.
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(25/09/2019 - Avv.Filippo Antonelli)