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Timestamp: 2017-11-18 14:07:08+00:00
Document Index: 87286961

Matched Legal Cases: ['art. 2409', 'art. 10', 'art. 15', 'art. 109', 'art. 570', 'art. 560', 'art. 560', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 54', 'sentenza ', 'art. 15']

Novità fiscali del 3 luglio 2009: norme fiscali e di lavoro: pubblicato in Gazzetta il D.L. n. 78/2009; compensazioni: le nuove regole scattano dal 2010; fisco: spese di vitto e alloggio sostenute direttamente dal professionista; rimborsi IVA: precluso il fermo amministrativo; possibile la detrazione fiscale sul test di ingresso all’università
1) Norme fiscali e di lavoro: Pubblicato in Gazzetta il D.L. n. 78/2009: Compensazioni, le nuove regole scattano dal 2010
2) Contributo di vigilanza ISVAP 2009
3) Determinati i compensi spettanti ai custodi dei beni pignorati
4) Fisco: Spese di vitto e alloggio sostenute direttamente dal professionista
5) Rimborsi IVA: Precluso il fermo amministrativo
6) Possibile la detrazione fiscale sul test di ingresso all’università
1) Norme fiscali e di lavoro: Pubblicato in Gazzetta il D.L. n. 78/2009
E’ stato pubblicato nella G.U. n. 150 del 01.07.2009, il Decreto Legge n. 78/2009, contenente, tra altri argomenti, varie misure di carattere fiscale.
In tale Decreto si ricorda che sono comprese le seguenti novità:
– La revisione dei coefficienti d’ammortamento;
– modalità operative per le compensazioni di crediti IVA per importi superiori a 10 mila euro annui;
– regole antiriciclaggio relative alle operazioni effettuate nei paradisi fiscali.
La “detassazione degli utili reinvestiti in macchinari” merita particolare attenzione:
Viene escluso dall’imposizione sul reddito di impresa il 50% degli investimenti in macchinari e apparecchiature, fatti dall’entrata in vigore del decreto al 30 giugno 2010.
L’esclusione decorre dal periodo di imposta 2010.
E’, quindi, tornato, sia pure con modifiche, il meccanismo agevolativo previsto, dalla legge 383/2001 (il beneficio era allora concesso anche ai titolari di reddito di lavoro autonomo e si concretizzava nell’abbattimento del reddito di un importo pari al 50% del volume degli investimenti in beni strumentali che eccedeva la media di quelli realizzati nei cinque periodi di imposta precedenti).
Il bonus è collegato agli investimenti fatti in macchinari e apparecchiature, comprese le rispettive parti meccaniche, che intervengono meccanicamente o termicamente sui materiali o sui processi di lavorazione.
Le compensazioni per i crediti IVA di importo superiore a 10.000 euro
Queste le nuove regole illustrate in Dottrina:
– credito IVA annuale: la compensazione è ammessa solo con decorrenza dal giorno 16 del mese successivo rispetto a quello in cui è stata effettivamente presentata la dichiarazione IVA annuale;
– credito IVA infrannuale: la compensazione è ammessa solo con decorrenza dal giorno 16 dal mese successivo a quello di presentazione dell’istanza (modello TR);
– è necessaria l’apposizione sulla dichiarazione dalla quale emerge il credito del visto di conformità da parte degli iscritti agli Ordini dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e dei Consulenti del Lavoro;
– in alternativa, la dichiarazione dovrà essere sottoscritta dai soggetti che firmano la relazione di revisione, relativamente ai contribuenti per i quali è esercitato il controllo contabile disciplinato dall’art. 2409–bis del codice civile;
– la compensazione per importi superiori a 10.000 euro dovrà essere effettuata utilizzando esclusivamente, in relazione al modello F24, i servizi telematici messi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate;
– al fine di mitigare gli effetti della limitazione alla compensazione viene prevista la facoltà di presentare la dichiarazione annuale IVA in forma autonoma;
– le sanzioni relative all’utilizzo in compensazione di crediti di imposta inesistenti non possono essere definite nella misura di un quarto;
– l’infedele attestazione dell’esecuzione dei controlli per il visto dovrebbe comportare l’applicazione della sanzione da 258 a 2.582 euro;
– in caso di violazioni particolarmente gravi e ripetute, sarà effettuata un’ulteriore segnalazione agli organi competenti per l’adozione di ulteriori provvedimenti.
Compensazioni, le nuove regole scattano dal 2010
Dal canto suo, l’Agenzia delle Entrate, con il comunicato stampa del 02.07.2009 ha precisato che le nuove regole sulle compensazioni non interesseranno i versamenti in scadenza a luglio a carico dei contribuenti, persone fisiche e società.
Le nuove disposizioni introdotte dalla manovra anticrisi (art. 10 del D.L. n. 78 del 2009, pubblicato in G.U. n. 150 del 1 luglio 2009), il cui obiettivo è di rendere più rigorosi i controlli al fine di contrastare il fenomeno legato alle compensazioni di crediti inesistenti, avranno effetto a decorrere dal 1 gennaio del 2010, anche per evitare disparità di trattamento per i contribuenti che hanno già effettuato i versamenti di Unico, tramite compensazione, entro il 16 giugno scorso.
Compensazioni a maglie strette, appuntamento al 2010
La tempistica sull’entrata in vigore delle nuove regole restrittive in materia di compensazioni deriva dal dettato normativo del decreto anticrisi che prevede, espressamente, una soglia d’importo minimo annuo per la sua applicazione (10.000 euro) e l’introduzione di specifiche modalità di trasmissione all’Agenzia delle informazioni relative agli importi da compensare, attraverso la presentazione della dichiarazione annuale prima di utilizzare il credito IVA in compensazione.
Misure queste il cui effetto è conseguentemente legato all’intero anno solare di utilizzo del credito.
Le stesse conclusioni, data la sistematicità del quadro normativo, valgono anche per le compensazioni degli importi derivanti dalle istanze di rimborso trimestrali.
Le nuove modalità di fruizione dei crediti Iva in compensazione, inoltre, richiedono la realizzazione di specifiche applicazioni informatiche di monitoraggio, nell’ambito dei sistemi telematici dell’Agenzia delle Entrate per la presentazione dei modelli F24, che comportano necessariamente tempi tecnici di sviluppo.
Pertanto, fino al 31 dicembre 2009 le attuali modalità di esercizio delle compensazioni non saranno soggette a modifiche.
L’Agenzia delle Entrate, con un secondo comunicato stampa del 02.07.2009, ha informato i contribuenti che è già rateizzabile il versamento Iva in scadenza il 6 luglio.
Il decreto anticrisi del 1 luglio 2009 (art. 15, comma 6 del D.L. n. 78 del 2009,
pubblicato in G.U. n. 150 del 1 luglio 2009) ha previsto che, anche per il versamento dell’Iva da adeguamento agli studi di settore, possa essere utilizzata la modalità di pagamento rateale.
I contribuenti che esercitano attività economiche alle quali sono applicati gli studi di settore potranno pertanto eseguire ratealmente i versamenti dell’imposta già a partire dalla scadenza del 6 luglio prossimo.
In questo caso, in sede di compilazione del modello F24, non dovranno essere fornite indicazioni circa l’eventuale rateazione.
Misure lavoro
Inoltre, il medesimo D.L. contiene una serie di interventi per incentivare i consumi e rilanciare l’economia, nonché per aiutare i lavoratori in difficoltà:
– la possibilità per le imprese di impiegare i loro lavoratori in cassa integrazione in progetti di formazione o riqualificazione, con eventuale attività produttiva connessa all’apprendimento;
– i lavoratori che rientrano in attività continuano a percepire il trattamento di cassa integrazione e a questo si aggiunge a carico dell’impresa la differenza rispetto alla retribuzione intera;
– l’erogazione anticipata in un’unica soluzione dei sussidi per finalità di auto-impiego;
– l’aumento dal 60% all’80% del trattamento di integrazione salariale in caso di ricorso a contratti di solidarietà difensivi da parte di imprese rientranti nell’ambito della CIGS;
– l’assunzione agevolata dei percettori di forme di sostegno al reddito, per cui le imprese che assumono tali lavoratori hanno diritto a ottenere incentivi pari all’ammontare del sussidio non goduto del lavoratore assunto;
– la possibilità per i lavoratori cassintegrati di lavori brevi pagati attraverso i voucher.
(D.L. n. 78 del 01.07.2009, in G.U. n. 150 del 01.07.2009)
Il contributo di vigilanza dovuto per l’anno 2009 all’ISVAP dalle imprese di assicurazione e di riassicurazione é stato stabilito nella misura unica dello 0,47 per mille dei premi incassati nell’esercizio 2008 delle assicurazioni nei rami vita e nei rami danni.
I premi incassati nell’esercizio 2008 dalle imprese di assicurazione e riassicurazione, vanno depurati degli oneri di gestione, quantificati in misura pari al 5,17% dei predetti premi.
Il contributo di vigilanza per l’anno 2009 andrà versato entro il 31.07.2009 sulla base di apposita comunicazione inviata dall’ISVAP contenente l’importo dovuto, le modalità di versamento e la banca incaricata della riscossione.
Misura e modalità di versamento all’Istituto di vigilanza delle assicurazioni private del contributo dovuto per l’anno 2009 dalle imprese esercenti attività di assicurazione e riassicurazione
Un altro Decreto sempre del 18.06.2009, pubblicato nella medesima G.U., ha fissato la misura e modalità di versamento del contributo dovuto per il 2009.
Il contributo di vigilanza dovuto all’ISVAP dagli intermediari di assicurazione e riassicurazione iscritti al registro unico (art. 109 del Decreto n. 209/2005), va determinato, per l’anno 2009, nella misura di:
– € 63,00 per le persone fisiche ed € 292,00 per le persone giuridiche iscritte nelle sezioni A e B del registro;
– € 18,00 per i produttori diretti iscritti nella sezione C del registro.
Per le persone giuridiche iscritte nella sezione D del registro, il contributo di vigilanza va determinato nella misura di:
– € 10.000,00 per le Banche con raccolta premi superiore a un miliardo di euro e per la società Poste Italiane S.p.a;
– € 9.200,00 per le Banche con raccolta premi da cento milioni di euro a un miliardo di euro;
– € 6.900,00 per le Banche con raccolta premi da dieci milioni di euro a novantanove milioni di euro;
– 5.750,00 per le Banche con raccolta premi da un milione di euro a nove milioni di euro;
€ 2.300,00 per le Banche con raccolta premi inferiore a un milione di euro, per le società di intermediazione mobiliare (SIM) e per gli intermediari finanziari.
Sono tenuti al pagamento del contributo di vigilanza i soggetti che risultano iscritti nel registro alla data del 30.05.2009.
(Decreto Ministero dell’Economia e delle Finanze del 18.06.2009, in G.U. n. 149 del 30.06.2009)
Un apposito regolamento ha determinato i compensi spettanti nei processi di espropriazione forzata ai custodi dei beni pignorati, nominati in sostituzione del debitore, nonché agli addetti all’asporto ed al trasporto di tali beni.
Per tali attività spetta al custode, se diverso dal debitore, un compenso a percentuale calcolato per scaglioni sul valore di aggiudicazione o di
assegnazione di ciascun lotto immobiliare:
– fino a euro 25.000,00: 3%;
– da euro 25.000,01 e fino a euro 100.000,00: 1%;
– da euro 100.000,01 e fino a euro 200.000,00: 0,8%;
– da euro 200.000,01 e fino a euro 300.000,00: 0,7%;
– da euro 300.000,01 e fino a euro 500.000,00: 0,5%;
– da euro 500.000,01 e oltre: 0,3%.
E’ comunque dovuto un compenso non inferiore ad euro 250,00.
Detto compenso é dovuto unitariamente per lo svolgimento delle seguenti attività:
a) accessi presso l’ufficio giudiziario per il conferimento dell’incarico e la consultazione del fascicolo, nonché presso altri pubblici uffici;
e) quantificazione delle spese condominiali relative all’ultimo biennio, nonché di quelle future già deliberate;
g) informazioni relative all’immobile pignorato e alla procedura di vendita, rese agli interessati mediante l’utenza telefonica indicata nell’avviso di vendita di cui all’art. 570 c.p.c.;
n) attività di liberazione dell’immobile ai sensi dell’art. 560, terzo comma, del codice di procedura civile;
o) redazione e deposito del rendiconto di cui all’art. 560, comma 1 c.p.c..
Per le attività di riscossione dei canoni di locazione ovvero di altre somme dovute per l’occupazione dell’immobile, nonché di rinnovo, disdetta e stipula dei contratti di godimento del bene, spetta al custode un compenso aggiuntivo calcolato per scaglioni, nella misura di seguito indicata, sull’ammontare delle somme incassate:
– fino a euro 5.000,00: 4%;
– oltre euro 5.000,00: 3%.
Infine, il citato neo decreto contiene anche misure relative a:
– compensi per l’attività di custodia dei beni mobili;
– compensi per l’attività di custodia presso i locali del debitore;
– compensi per le attività di asporto e trasferimento,
(Decreto del 15.05.2009, n. 80 in G.U. n. 150 del 01.7.2009)
Le spese di vitto e alloggio sostenute direttamente dal professionista, in relazione all’ufficio svolto di amministratore o di componente di collegio o commissione, sono deducibili dal reddito di lavoro autonomo nella misura del 75% e, comunque, per un importo fino al 2% dei compensi percepiti nel periodo di imposta.
Le stesse spese, se anticipate dal committente per conto del professionista e da questi addebitate in fattura, sono invece integralmente deducibili per il professionista.
È quanto ha precisato, il 01.07.2009, l’Agenzia delle Entrate, in risposta al question time sul trattamento fiscale delle spese di viaggio, vitto e alloggio dei professionisti.
Il chiarimento è stato sollecitato dal trattamento fiscale riservato da Inarcassa (cassa di previdenza degli ingegneri e architetti) alle citate spese per il funzionamento del comitato nazionale dei delegati (Cnd), organo gestionale aggiuntivo al consiglio di amministrazione (Cda).
La risposta, tuttavia, ha interesse generale.
Inarcassa provvede al pagamento diretto delle spese di viaggio, vitto e alloggio ai delegati Cnd, intendendo applicare l’art. 54 del Tuir per cui “le spese sono integralmente deducibili se sostenute dal committente per conto del professionista e da questi addebitate in fattura”.
In questo modo, i servizi erogati da Inarcassa (cioè le spese di viaggio, vitto e alloggio) configurano elementi positivi del reddito del professionista componente del Cnd (sotto forma di compensi in natura) e contestualmente elementi negativi (quali costi integralmente deducibili).
Oltre la complessità procedurale che simile soluzione imporrebbe ai professionisti, viene lamentata la disparità di trattamento fiscale tra i componenti del Cnd e quelli del Cda: l’Inarcassa infatti, agli amministratori (Cda) non applica il trattamento fiscale dell’art. 54 del Tuir, nel presupposto che tali spese sono sostenute nell’esclusivo interesse dell’ente previdenziale (ma solo se sostenute nei riguardi dei membri del Cda) e, quindi, non concorrono alla formazione del reddito di lavoro autonomo del professionista.
L’Agenzia delle Entrate, si è avvalsa del principio per cui i redditi percepiti in relazione agli uffici di amministrazione, sindaco, revisore di società ovvero dalla partecipazione a collegi o commissioni (come nel caso di specie), costituiscono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente ai sensi dell’articolo 50 del Tuir.
Ciò salvo nel caso in cui gli uffici o le collaborazioni rientrino nell’oggetto dell’arte o della professione del lavoratore: in tale ipotesi, qualora cioè vi sia connessione tra l’ufficio di amministratore (o le altre attività) e la professione esercitata, i compensi percepiti in relazione al predetto ufficio (o alle altre attività che, ordinariamente, sono da qualificare come co.co.co. e, pertanto, come redditi assimilati al lavoro dipendente) vengono attratti dal reddito professionale e soggetti a tassazione in base all’art. 54 del Tuir.
Tale principio comporta che anche i compensi percepiti dai componenti del Cnd, al pari di quelli dei membri del Cda, rientrano nel reddito professionale degli ingegneri ed architetti iscritti a Inarcassa.
Per conseguenza si rende sempre applicabile l’art. 54 del Tuir, sia per le spese dei componenti del Cnd sia per quelle dei membri del Cda.
(Camera dei deputati, Commissione Finanze, interrogazione n. 5-01567 del 01.07.2009)
Secondo la Corte di Cassazione, ordinanza n. 15424 del 01.07.2009, “Non si può adottare il fermo amministrativo sui beni del contribuente nei cui confronti è in corso la procedura di rimborso.
Ciò anche se dal PVC della Guardia di Finanza scaturisce un credito erariale superiore allo stesso rimborso richiesto”.
Definizione liti fiscali pendenti: Cartella di pagamento condonabile
Inoltre, precedentemente la medesima Cassazione, con la sentenza n. 13204 del 09.06.2009 ha stabilito che la lite che riguarda la cartella esattoriale è suscettibile di definizione agevolata.
Come è stato rilevato dall’Agenzia delle Entrate nel documento pubblicato il 02.07.2009: “Il contributo versato per poter partecipare alla prova di selezione, eventualmente prevista dalla facoltà alla quale lo studente intende iscriversi, è detraibile ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. e), nella misura del 19% dall’imposta lorda in quanto, laddove richiesto dall’ordinamento universitario, lo svolgimento della prova di preselezione, costituisce una condizione indispensabile per l’accesso ai corsi di istruzione universitaria”.