Source: https://www.it-civitas.net/IL-PROCESSO-CIVILE-TELEMATICO.htm
Timestamp: 2020-08-13 02:20:03+00:00
Document Index: 182032025

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 44', 'art. 16', 'art. 18', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 44', 'art. 3', 'art. 46', 'art. 34', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 35', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 16', 'art. 13', 'art. 155']

Il "Processo Civile Telematico", inteso come il sistema di servizi informatici che, gradualmente, sostituirà la maggior parte delle operazioni di cancelleria, di deposito e notifica degli atti giudiziari, è diventato realtà dal 30 giugno 2014.
A far data dal 30 giugno scorso, secondo il disposto dell’art. 16-bis del d.l. n. 179/2012 (per come stabilito dall’art. 44 del d.l. n. 90/2014) il deposito degli atti processuali e dei documenti da parte dei difensori delle parti precedentemente costituite, nei procedimenti civili, contenziosi e di volontaria giurisdizione, innanzi al tribunale, deve obbligatoriamente ed esclusivamente avvenire con modalità telematiche.
Fino al 30 dicembre 2014, l’obbligo era riferito soltanto ai procedimenti iscritti a ruolo dal 30 giugno, mentre per quelli già pendenti, il deposito telematico era facoltativo.
A partire dal 31 dicembre 2014, invece, anche per le cause cominciate prima del 30 giugno 2014, tutti gli atti endoprocessuali (nati cioè durante il processo) indicati dall’art. 16-bis, 4° comma, d.l. n. 179/2012, oltre ai ricorsi per decreto ingiuntivo, qualunque sia la data di
avvio del giudizio vanno depositati esclusivamente per via telematica.
La data del 31 dicembre 2014 non rappresenta l’ultimo step per l’applicazione del PCT, essendo previste due ulteriori e vicine scadenze.
La prima, per l’effetto della novella apportata dall’art. 18, comma 4, del d.l. n. 132/2014 (c.d. “decreto giustizia”) al 2 comma dell’art. 16-bis del d.l. n. 179/2012, prevede che a decorrere dal 31 marzo 2015, il deposito della nota di iscrizione a ruolo e le copie conformi degli atti indicati negli artt. 518, 6° comma, 543, quarto comma e 557 secondo comma c.p.c. (atto di citazione, titolo esecutivo, precetto) nei procedimenti di espropriazione forzata avvenga esclusivamente con modalità telematiche.
La seconda fissa, invece, a partire dal 30 giugno 2015, come disposto dal comma 9-ter dell’art. 16-bis del d.l. n. 179/2012 (introdotto dall’art. 44 del d.l. 90/2014), l’obbligatorietà del deposito telematico per tutti gli atti processuali e i documenti dei difensori delle parti precedentemente costituite, nei procedimenti civili, contenziosi o di volontaria giurisdizione innanzi alla Corte d’Appello. Allo stesso modo si procede per il deposito degli atti e dei documenti da parte dei soggetti nominati o delegati dall'autorità giudiziaria.
» Redattore atti È un software che consente la creazione della c.d. "busta telematica" per il deposito degli atti e dei documenti del procedimento.
Un elenco dei redattori atti disponibili gratuitamente e censiti dal Ministero della Giustizia è disponibile sul portale pst.giustizia.it (vai all’elenco dei redattori atti);
Per iscriversi ad un PDA è possibile rivolgersi a qualunque fornitore, pubblico o privato, accreditato presso il Ministero (l'elenco è reperibile sul sito pst.giustizia.it, vai all’elenco dei PDA).
Il Pct consente la consultazione telematica delle informazioni concernenti i procedimenti civili presso un ufficio giudiziario, permettendo di conoscere, in tempo reale, lo stato e l’iter del procedimento (consultazione dei registri di cancelleria) e il contenuto documentale del fascicolo processuale in formato elettronico.
L’accesso è soggetto ai vincoli definiti dalla normativa attraverso la definizione di stringenti regole per la visibilità delle informazioni in funzione del ruolo svolto dall’utente nell’ambito del procedimento.
» L’area riservata
Gli utenti c.d. “qualificati” (avvocati, praticanti, magistrati, cancellieri, ecc.), previa identificazione c.d. “forte” tramite token crittografico (chiavetta usb, smart card, ecc.), rilasciato da una P.A. centrale o locale, ovvero da un certificatore accreditato al rilascio della firma digitale, possono accedere ai servizi riservati.
» L’area pubblica
Per i cittadini e gli utenti è prevista altresì un'area pubblica, accessibile senza necessità di autenticazione, che consente modalità di consultazione anonima e parziale, inerente cioè i soli dati di gestione dell’iter processuale e le informazioni contenute nei registri di cancelleria, mostrando però in formato oscurato tutte le informazioni relative ai dati anagrafici delle parti processuali e dei loro difensori e i dettagli del fascicolo dai quali è possibile risalire alle informazioni di carattere personale e riservato.
La consultazione può essere effettuata individuando l’ufficio giudiziario, tramite la scelta guidata per area geografica e la tipologia del procedimento cui si è interessati (civile, lavoro, esecuzioni, procedure concorsuali, ecc.).
Per poter ricevere le comunicazioni o notificazioni via pec il destinatario (soggetto abilitato esterno) dovrà essere censito nel registro generale dei indirizzi elettronici (RegindE), avere indirizzo pec e certificato di autenticazione per accedere all’area riservata del portale dei servizi telematici.
Il destinatario abilitato riceverà, all’indirizzo registrato, una pec contenente il testo della comunicazione, l’oggetto e i file con i dati strutturati (in formato xml) contenuti nella comunicazione stessa.
A conferma della consegna, l’ufficio giudiziario mittente dovrà ricevere dopo l’invio della pec di comunicazione, l’apposita “ricevuta di avvenuta consegna”, con data e ora che definiscono il momento in cui la comunicazione è perfezionata, attestando, quindi, che il contenuto è stato portato a conoscenza del destinatario. La ricevuta viene conservata nel fascicolo informatico.
Analogamente alle comunicazioni, anche le notificazioni degli atti civili, amministrativi e stragiudiziali da parte degli avvocati e dei procuratori legali, consentite dall’art. 3-bis della l. n. 53/1994, si effettuano a mezzo pec,senza bisogno della richiesta di autorizzazione al proprio Consiglio dell’ordine (eliminata dall’art. 46 d.l. 90/2014).
Secondo le specifiche tecniche di cui all’art. 34 del d.m. n. 44/2011, contenute nel provvedimento 16 aprile 2014, la pec di notifica deve contenere nell’oggetto la dizione “notificazione ai sensi della l. n. 53/1994” e in allegato: l’atto da notificare in formato pdf, eventuale procura alle liti in formato pdf, la relazione di notifica, predisposta su documento informatico separato e sottoscritta con firma digitale.
Prima dell’invio della notifica a mezzo pec è bene richiedere la “ricevuta di avvenuta consegna di tipo completa” (cfr. art. 18, 6° comma, d.m. n. 44/2011) che consente al notificante la dimostrazione immediata di quanto inviato, con l’apertura della ricevuta (la quale riporterà, infatti, tutti i file notificati).
La notifica si intende perfezionata nel momento in cui il sistema genera la ricevuta di accettazione (Rac) e al destinatario viene inviata l’apposita ricevuta di avvenuta consegna (RdAC).
L’atto notificato, unitamente alla Rac e alla RdAC vanno inserite a cura del notificante nella busta telematica contenente il deposito da inviare alla cancelleria (ex art. 19-bis, comma 5, provvedimento 16.4.2014).
La RT così ottenuta può essere consegnata materialmente o per via telematica all’ufficio giudiziario (a norma del d.m. n. 44/2011) quale attestazione dell’avvenuto pagamento.
Nell’ipotesi in cui il pagamento telematico, di diritti, contributi o spese, venga effettuato attraverso versamenti multipli, occorre inoltrare, in maniera tradizionale o mediante flusso telematico, tutte le ricevute telematiche relative ai pagamenti.
In caso di somme erroneamente versate, è possibile ottenere il rimborso presentando apposita istanza in cancelleria per la necessaria istruzione della procedura e per l’emissione e l’invio del decreto di liquidazione all’Agenzia delle Entrate competente.
A partire dal 31 dicembre scorso, la forma telematica è diventata l’unica possibile, indipendentemente dalla data di avvio dei procedimenti, per il deposito di tutti gli atti processuali (e dei documenti da parte dei difensori delle parti precedentemente costituite) indicati dall’art. 16-bis del d.l. n. 179/2012, oltre ai ricorsi per decreto ingiuntivo, e non saranno più accettati quelli cartacei.
Secondo il dettato normativo restano tutt’oggi esclusi gli “atti introduttivi” e quelli di costituzione del processo civile (atto di citazione, ricorso, comparse, memorie), giacchè l’art. 16-bis dispone espressamente che il deposito riguarda gli atti e i documenti da parte dei difensori delle parti precedentemente costituiti.
Tuttavia, ai sensi dell’art. 16-bis, comma 5, d.l. n. 179/2012 e dell’art. 35 del d.m. n. 44/2011, diversi tribunali sono stati autorizzati, con appositi decreti DGSIA, una volta accertate le funzionalità dei servizi di comunicazione, a ricevere per via telematica anche altri atti, tra cui, spesso, anche le comparse di costituzione.
Inoltre, indipendentemente dal DGSIA, sono diverse ormai le pronunce della giurisprudenza (di merito) che ritengono ammissibile il deposito telematico anche degli atti introduttivi e di qualsiasi altra tipologia, ancorché non compresa tra quelli indicati come obbligatori o facoltativi dalla legge, sull’assunto che non essendo previste forme determinate né espresse sanzioni di nullità, possa essere scelta quella più idonea al raggiungimento dello scopo e, una volta che lo stesso è stato raggiunto, è da ritenersi sanato ogni eventuale profilo di irregolarità (cfr. Trib. Genova 1.12.2014; Trib. Milano 7.10.2014; Trib. Brescia n. 918/2014; Trib. Bologna 16.7.2014; Trib. Vercelli 4.8.2014).
Previo possesso degli strumenti informatici sopraindicati, il deposito degli atti deve avvenire secondo le modalità tecniche previste attraverso l'apposito confezionamento della "busta" informatica, da inviare, come allegato, all’indirizzo pec dell’ufficio giudiziario destinatario.
La busta dovrà contenere, oltre all’atto vero e proprio in formato pdf, anche gli allegati nei formati ammessi e una struttura “dati” (file XML) contenente le informazioni fondamentali riferite all’atto (esistono diversi software appositi per la creazione di tale struttura). Tutti i documenti inseriti nella busta informatica (atto, allegati e struttura) devono essere sottoscritti con firma digitale dal soggetto che procede al deposito.
Una volta inviata la pec, il mittente dovrà ricevere dal dominio giustizia la “ricevuta di avvenuta consegna”, la cui data e ora determinano il momento della ricezione ai fini dei termini processuali. Ove riceva, invece, “avviso mancata consegna” significa che la pec non è stata consegnata all’ufficio giudiziario e, dunque, il deposito non è perfezionato. Occorrerà a questo punto ritentare e, in caso di esito ulteriormente negativo, rivolgersi al proprio gestore di pec o al Pda.
» L’invio di più “buste”
L’art. 51 del d.l. n. 90/2014 stabilisce che nel caso in cui la busta da depositare telematicamente ecceda la dimensione massima stabilita nelle specifiche tecniche (il limite di capacità è di 30 MB), si dovrà procedere al successivo invio di ulteriori buste (quindi di più messaggi di posta elettronica certificata) entro i termini.
Si intende che per essere considerato “tempestivo” il deposito di tutte le buste deve essere eseguito entro la fine (ore 23:59) del giorno di scadenza.
L’art. 51 del decreto legge n. 90/2014, modificando l’art. 16-bis del d.l. n. 179/2012, ha previsto che il momento del perfezionamento del deposito telematico è quello indicato dalla ricevuta di avvenuta consegna generata dal gestore pec del Ministero della Giustizia.
A differenza della regola precedente (di cui all’art. 13 del d.m. n. 44/2011) che prevedeva che quando la ricevuta era rilasciata dopo le ore 14:00 il deposito era da considerarsi effettuato il giorno feriale immediatamente successivo, ora è espressamente indicato che il deposito si considera “tempestivamente eseguito quando la ricevuta di avvenuta consegna è generata entro la fine del giorno di scadenza e si applicano le disposizioni di cui all'art. 155, quarto e quinto comma, del codice di procedura civile”.