Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2014/09/turn-over-del-personale-e-cumulabilita-delle-risorse.html
Timestamp: 2017-11-20 04:02:55+00:00
Document Index: 17801596

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 7', 'art. 50', 'art. 17', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 1']

Turn-over del personale e cumulabilità delle risorse
Nell’adunanza del 23 luglio 2014, composta da:
Dott. Claudio IAFOLLA Presidente
Dott.ssa Elena BRANDOLINI Consigliere
Dott. Giampiero PIZZICONI Primo Referendario
Dott.ssa Francesca DIMITA Referendario
VISTI gli indirizzi e criteri generali per l’esercizio dell’attività consultiva, approvati dalla Sezione delle Autonomie nell’adunanza del 27 aprile 2004, come modificati e integrati dalla delibera n.9/SEZAUT/2009/INPR del 3 luglio 2009 e, da ultimo, dalla deliberazione delle Sezioni Riunite in sede di controllo n.54/CONTR del 17 novembre 2010;
VISTA la richiesta di parere del Sindaco del Comune di Cavarzere, prot. n10723 del 4 luglio 2014, acquisita al prot. CdC n. 5487 del 7 luglio 2014;
VISTA l’ordinanza n. 56/2014 con la quale il Presidente ha convocato la Sezione per l’odierna adunanza;
Il Sindaco del Comune di Cavarzere, formula a questa Sezione una richiesta di parere, in merito alla modalità di calcolo dei nuovi limiti alle spese per assunzioni, introdotto dall’art. 3, comma 5, del decreto legge 24 giugno 2014, n. 90 che riformula la disciplina inerente i limiti di spesa per le assunzioni a tempo indeterminato da parte degli enti locali disponendo che: “Negli anni 2014 e 2015 le regioni e gli enti locali sottoposti al patto di stabilità interno procedono ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 60 per cento di quella relativa alpersonaledi ruolo cessato nell’anno precedente. Resta fermo quanto disposto dall’articolo 16, comma 9, del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135. La predetta facoltà ad assumere è fissata nella misura dell’80 per cento negli anni 2016 e 2017 e del 100 per cento a decorrere dall’anno 2018. Restano ferme le disposizioni previste dall’articolo 1, commi 557, 557-bis e 557-ter, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. A decorrere dall’anno 2014 è consentito il cumulo delle risorse destinate alle assunzioni per un arco temporale non superiore a tre anni, nel rispetto della programmazione del fabbisogno e di quella finanziaria e contabile”. Nel caso di specie, dovendo l’ente procedere ad una assunzione a tempo indeterminato nel corso del 2014, il Sindaco chiede se “alla luce della novella sopra riportata, questo ente possa assumere nei limiti di spesa cumulando le quote delle cessazioni dal servizio non utilizzate negli anni precedenti (2011, 2012, 2013), cosi calcolate: anno 2011 limite 20%, anno 2012 limite 40%, anno 2013 limite 60% della spesa relativa al personale di ruolo cessato”.
1. Occorre valutare, in via preliminare, secondo gli ormai consolidati orientamenti assunti dalla Corte dei conti in tema di pareri da esprimere ai sensi dell’art. 7, comma 8, della legge n. 131 del 2003, la sussistenza dei presupposti soggettivi ed oggettivi per la resa dei pareri, indicati dalla Sezione delle Autonomie della Corte dei conti con atto di indirizzo del 27 aprile 2004 e con deliberazione n. 5/AUT/2006 del 10 marzo 2006.
In relazione alle condizioni soggettive la richiesta, formulata ai sensi dell’art. 50 del T.U.E.L. dall’organo politico di vertice e rappresentante legale del Comune di Cavarzere, è da ritenersi ammissibile.
In ordine, poi, al requisito oggettivo, occorre accertare se la richiesta di parere sia attinente alla materia della contabilità pubblica, se sussistano i caratteri della generalità ed astrattezza, se la medesima non implichi valutazione di comportamenti amministrativi, in particolare se connessi ad atti già adottati o comportamenti espletati, se l’ambito sia oggetto di indagini della Procura regionale o di giudizio dinnanzi alla Sezione Giurisdizionale regionale della Corte dei conti o di contenzioso penale, amministrativo o civile.
Per quanto riguarda l’attinenza alla materia della contabilità pubblica, si richiama la delibera n. 54/2010 con la quale le Sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei conti, in sede di coordinamento della finanza pubblica, ai sensi dell’art. 17, comma 31, del decreto legge n. 78/2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 102/2009, hanno ulteriormente delineato un concetto unitario della nozione di contabilità pubblica, riferito al “sistema di principi e norme che regolano l’attività finanziaria e patrimoniale dello Stato e degli Enti pubblici”; la predetta nozione è, comunque, da intendersi “in continua evoluzione in relazione alle materie che incidono direttamente sulla sana gestione finanziaria dell’Ente e sui pertinenti equilibri di bilancio”.
Ulteriori ed importanti precisazioni sono state fatte di recente dalla Sezione delle autonomie con la deliberazione n. 3/2014/SEZAUT. E’ stato, infatti, rilevato come, pur costituendo la materia della contabilità pubblica una categoria concettuale estremamente ampia, i criteri utilizzabili per valutare l’ammissibilità oggettiva delle richieste di parere possono essere, oltre “all’eventuale riflesso finanziario di un atto sul bilancio dell’ente” (criterio in sé e per sé riduttivo ed insufficiente), anche l’attinenza del quesito proposto ad “una competenza tipica della Corte dei conti in sede di controllo sulle autonomie territoriali”. Al contrario, la presenza di pronunce di organi giurisdizionali di diversi ordini, la possibile interferenza con funzioni requirenti e giurisdizionali delle Sezioni giurisdizionali della Corte dei conti, nonché il rischio di inserirsi nei processi decisionali degli enti territoriali precludono alle Sezioni regionali di pronunciarsi nel merito. Pertanto, quanto al carattere generale ed astratto del quesito prospettato, questa Sezione ritiene di dover richiamare unicamente i principi normativi che vengono in considerazione nel caso in esame, ai quali gli organi dell’Ente, al fine di assumere specifiche decisioni in relazione a particolari situazioni, possono riferirsi, rientrando la scelta delle modalità concrete con le quali applicare la normativa in materia, nell’ambito dell’esercizio della discrezionalità amministrativa dell’amministrazione comunale. E di conseguenza, come precisato nel documento d’indirizzo sopra richiamato, possono rientrare nella funzione consultiva della Corte dei Conti le sole “questioni volte ad ottenere un esame da un punto di vista astratto e su temi di carattere generale”, dovendo quindi ritenersi inammissibili le richieste concernenti valutazioni su casi o atti gestionali specifici o mediante indicazioni puntuali sul versante gestionale.
Alla luce delle dette premesse, il parere in oggetto va considerato ammissibile atteso che la richiesta involge l’applicazione di disposizioni normative che regolano le procedure assunzionali degli enti locali.
3. Il quesito proposto involge in particolare la possibilità di utilizzare i “resti, ovverosia di riportare nell’anno successivo eventuali margini di spesa originati da cessazione di personale, non utilizzati nell’anno precedente” (Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per la Lombardia, deliberazione n. 167/2011/PAR). La facoltà era contemplata in via normativa dall’art. 9, comma 11, del D.L. 78/2010, il quale prevedeva espressamente che “qualora per ciascun ente, le assunzioni effettuabili in riferimento alle cessazioni intervenute nell’anno precedente, riferite a ciascun anno, siano inferiori all’unità, le quote non utilizzate possono essere cumulate con quelle derivanti dalle cessazioni relative agli anni successivi, fino al raggiungimento dell’unità”, nonché dalla costante interpretazione fornita dalle Sezioni regionali di controllo della Corte dei Conti.
4. La norma introdotta dall’art. 3, comma 5, del decreto legge 24 giugno 2014, n. 90 prevede espressamente che a decorrere dall’anno 2014 è consentito il cumulo delle risorse destinate alle assunzioni per un arco temporale non superiore a tre anni, nel rispetto della programmazione del fabbisogno e di quella finanziaria e contabile.
Di talché, la Sezione non può esimersi dal confermare – nel solco dell’insegnamento nomofilattico delle SSRR – l’orientamento già espresso in precedenza sulla disposizione abrogata, posto infatti che la lettura sistematica della disposizione vincolistica e gli stessi “principi vigenti in materia non escludono tale possibilità” (Corte dei Conti, sezione Regionale Marche, delibera n. 29/2012/PAR del 14/06/2012): e ciò proprio in ragione dellaidentità di ratio, che indiscutibilmente permane, tra le nuove norme che regolano il c.d. turn over negli enti soggetti al patto e negli enti non soggetti al rispetto dello stesso (art. 1, comma 562, L.296/2006). Del resto, anche ora, non diversamente dal recente passato, in entrambe le discipline vincolistichel’intento del legislatore è di limitare la spesa del personale incidendo sulla dinamica occupazionale contenendola, in un caso, o riducendola, nell’altro (in termini, cfr. Sez. Veneto, 534/2012 cit.).
Copia del parere sarà trasmessa, a cura del Direttore della Segreteria, al Sindaco del Comune di Cavarzere (VE).
Così deliberato in Venezia, nella Camera di consiglio del 23 luglio 2014.
F.to Dott. Tiziano Tessaro F.to Dott. Claudio Iafolla
Depositato in Segreteria il 24/07/2014
(F.to Dott.ssa Raffaella Brandolese)