Source: http://www.penalecontemporaneo.it/d/711
Timestamp: 2017-05-23 03:03:54+00:00
Document Index: 90344617

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 129', 'art. 530', 'art. 2', 'art. 14']

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12 lug ‘11Per la Cassazione non è più prevista dalla legge come reato l'inottemperanza â€˜reiterata' all'ordine di allontanamento (dopo la sentenza El Dridi della Corte di Giustizia UE)
7 lug ‘11 |
Luca Pistorelli, Gastone Andreazza, Ancora sul d.l. 23 giugno 2011, n. 89 (modifiche al t.u. immigrazione)
Andrea Natale, La direttiva 2008/115/CE e il decreto legge di attuazione n. 89/2011. Prime riflessioni a caldo
17 giu ‘11 |
Gian Luigi Gatta, Immigrazione: approvato un decreto legge per sanare il contrasto con la direttiva rimpatri
7 giu ‘11 |
Guglielmo Leo, Cass., Sez. I, 28.4. 2011 (dep. 1.6.2011), n. 22105, Pres. Di Tomassi, Rel. Caprioglio, ric. P.m. in proc. Tourghi (non è più prevista dalla legge come reato l'inottemperanza â€˜reiterata' all'ordine di allontanamento)
10 mag ‘11Tribunale di Bari, Sez. distaccata di Altamura, 10 maggio 2011, Giud. Galesi (inottemperanza dello straniero all'ordine di allontanamento: revoca del giudicato)
21 giugno 2011 | Marco Gambardella, Le conseguenze di diritto intertemporale prodotte dalla pronuncia della Corte di giustizia El Dridi (direttiva "rimpatri") nell'ordinamento italiano
Questa soluzione ha già trovato ingresso sostanzialmente nella giurisprudenza della Cassazione, la quale ha ritenuto che il principio di diritto stabilito dal Giudice dell’Unione implica la disapplicazione della norma incriminatrice e per l’effetto impone l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata con la formula più favorevole “perché il fatto non è previsto dalla legge come reato”. Si tratta, ad avviso della suprema Corte, della formula che si adatta meglio al caso della inapplicabilità della norma penale per effetto della incompatibilità con la normativa comunitaria stabilita dalla Corte di giustizia [41]. (ii) Se l’inosservanza dell’ordine del questore è cominciata ad avvenire successivamente al termine finale di adeguamento del 24 dicembre 2010, il giudice deve pronunciare immediata sentenza di assoluzione, ai sensi dell’art. 129 c.p.p., “perché il fatto non sussiste”; oppure con la stessa formula assolvere l’imputato ex art. 530 comma 1 c.p.p.[42].
Inoltre, secondo le Sezioni unite "Giordano" del 2003, siffatta evenienza “non può essere esclusa, ma nell'ambito della disciplina della successione di leggi penali non costituisce certo la regola”. E' possibile, infatti, che nella legge successiva vi siano elementi indicativi della volontà legislativa di far venir meno la punibilità dei reati commessi in precedenza, benché esistano le condizioni per l'applicabilità della regola dell'art. 2 comma 4 c.p. [60]. In definitiva, pur avendo il legislatore riformulato l’art. 14 comma 5-ter (e 5-quater), trasformando unicamente la sanzione da detentiva in pecuniaria, la nuova versione della figura di reato non può che valere per il futuro: deve essere considerata a tutti gli effetti una nuova incriminazione, che si applica soltanto ai fatti verificatisi dopo la sua entrata in vigore.