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Timestamp: 2020-04-05 20:13:05+00:00
Document Index: 99585024

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 8', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 10', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 17', 'art. 16', 'art. 10']

Per la verifica del programma di interventi viene nominato un Comitato tecnico di controllo come previsto nella Convenzione stipulata con il Concessionario - con D
Seduta del 16.01.98
Voto n.601
Art. 13 della legge 68/1988. - Programma di interventi sperimentali di recupero relativi a zone degradate dall’abusivismo.- Convenzione SUBURBIA.-
VISTA la nota n.. 3492 del 01.12.97 con la quale la Direzione Generale del Coordinamento Territoriale ha trasmesso, per esame e parere, l’argomento in oggetto;
UDITA la Commissione relatrice (Mauro, Rinaldi, Carlea, D’Antonio, Tatò, Criscuoli, Docci, Fantini, Parvopassu, Piroddi, Sanpaolesi)
Con la nota n. 3492 dell’1.12.1987 la Direzione Generale del Coordinamento Territoriale ha chiesto il parere del Consiglio Superiore in ordine ai criteri da seguire per la determinazione del compenso di alcune prestazioni iniziali effettuate per conto dell’Amministrazione dal Consorzio "Suburbia" nell’ambito di una rapporto di concessione di servizi, nonché in ordine alla classificazione ai sensi della legge 109/94 di alcuni elaborati progettuali redatti a cura dello stesso Consorzio sempre nell’ambito della medesima concessione, regolata dalla Convenzione stipulata in data 27.12.1990 tra il Ministero dei Lavori Pubblici – Segretariato Generale del CER ed il Consorzio "Suburbia" nella persona dell’Ing. Filippo Del Favero in qualità di Presidente.
Tale Convenzione, secondo quanto risulta dall’allegato alla nota citata, è stata approvata con D.M. 27.12.1990, registrata alla Corte dei Conti in data 13.8.1991 e quindi modificata con Atto Aggiuntivo in data 25.7.1991, approvato con D.M. 1.8.1991 e registrato anch’esso in data 13.8.1991.
La Convenzione ha per oggetto l’affidamento al Consorzio Suburbia di una concessione di servizi per la progettazione, realizzazione e monitoraggio di un programma di interventi sperimentali di recupero urbano relativi a zone degradate dall’abusivismo.
L’art. 13 comma 2, del decreto legge 12 gennaio 1988, n. 2, convertito, con modificazioni, nella legge 13 marzo 1988, n. 68, prevede l’attività da parte di questo Ministero, anche di carattere sperimentale, volta ad individuare gli indirizzi per il recupero edilizio, urbanistico ed ambientale e per il risanamento delle aree interessate da fenomeni di abusivismo.
Secondo quanto riferito dalla Direzione Generale, in data 16 novembre 1990 è stato esperito un "confronto pubblico concorrenziale" per l’affidamento di una concessione di servizi per la progettazione, realizzazione e il monitoraggio degli interventi sperimentali di recupero in attuazione della legge sopra citata per un importo complessivo di 48 miliardi e 603 milioni.
E’ risultato aggiudicatario il Consorzio Suburbia, con il quale è stata stipulata la suddetta Convenzione per l’affidamento della concessione di servizi.
Secondo quanto si evince dalla nota della Direzione Generale, oggetto di tale concessione sono le seguenti prestazioni:
progettazione tecnica ed economica degli interventi;
analisi dettagliata dei contenuti sperimentali degli interventi;
realizzazione, esclusivamente tramite gara di appalto, degli interventi progettati;
monitoraggio sulla realizzazione delle soluzioni sperimentali;
assistenza al collaudo;
redazione di un rapporto finale di ricerca sui risultati tecnici, economici e sociali ottenuti dalla sperimentazione condotta;
redazione di un documento di comunicazione destinato a trasferire le conoscenze maturate agli operatori del settore."
Tali prestazioni peraltro non sono indicate in modo esplicito nella Convenzione, che fa riferimento soltanto alle seguenti funzioni: "redazione dei piani di fattibilità, fase di ricerca e sperimentazione in cantiere, fase di predisposizione degli strumenti tecnici di comunicazione (art. 8); predisposizione di progetti tecnici di intervento nella forma idonea per l’espletamento delle funzioni di stazione appaltante (art. 11); direzione lavori; monitoraggio tecnico, economico e procedurale dell’andamento dei lavori (art. 13)".
Per quanto concerne gli aspetti economici e procedurali della Convenzione, va inoltre evidenziato che, all’art. 3, l’Amministrazione si riserva il diritto di risolvere a sua discrezione la presente Convenzione anche per semplici ragioni di opportunità ed anche per tale motivo il Concessionario non possa pretendere alcun compenso o indennizzo, oltre il pagamento delle spese effettivamente sostenute.
L’art. 4 stabilisce l’importo complessivo destinato alla realizzazione dei tre programmi di intervento sperimentale che è fissato in L. 49.000.000.000.=, comprensive dei compensi dovuti alla commissione di aggiudicazione, al Comitato tecnico per il controllo dell’attuazione del programma di interventi e alla Commissione di collaudo.
L’art. 6 individua in forma dettagliata i contenuti del "progetto di piano di fattibilità", al quale peraltro nei successivi articoli si fa riferimento con la dizione "piano di fattibilità" anche in relazione alle modalità di pagamento.
Le operazioni relative a questa specifica fase preliminare del programma (elaborazione dei piani di fattibilità) sono così articolati:
perimetrazione delle aree di intervento e individuazione dei manufatti;
rilievo su campo delle aree perimetrale;
indagine catastale e ricostruzione della condizione amministrativa dell’area ivi compresa quella derivante dagli strumenti di piano vigenti o in corso di elaborazione;
analisi dei bisogni definiti in termini di carenza di servizi, infrastrutture, qualità edilizia ed ogni altro elemento che configuri degrado;
analisi delle condizioni socio-economiche della popolazione insediata;
analisi delle funzioni presenti nella zona insediata;
criteri per la progettazione di massima ed esecutiva degli interventi di recupero;
definizione dei contenuti di sperimentazione o di innovazione tecnica che saranno realizzati e verificati negli interventi;
definizione dei contenuti di sperimentazione o di innovazione riguardanti gli aspetti economici e procedurali che saranno realizzati e verificati negli interventi;
definizione a livello di massima dei contenuti e delle modalità di comunicazione dei risultati con seguiti nella fase di sperimentazione su campo.
I progetti dei piani di fattibilità devono altresì contenere tempi e costi per la redazione di ciascun piano di fattibilità.
L’art. 17, così come modificato dall’art. 17 dell’Atto aggiuntivo, stabilisce che "per l’espletamento delle funzioni oggetto della Convenzione il Concessionario riceverà un compenso, comprensivo di ogni onere e spesa, pari al 15% dell’importo stabilito per ciascuno dei tre programmi di intervento.
Tale compenso sarà corrisposto con le seguenti modalità:
il 20% (venti per cento) alla registrazione della presente convenzione presso la Corte dei Conti;
il 10% (dieci per cento) alla approvazione di ciascuno dei tre progetti esecutivi di cui al precedente art. 10;
il 3% (tre per cento) sulla base del primo stato di avanzamento dei lavori di ciascuno dei tre programmi di intervento;
il 3% (tre per cento) sulla base del secondo stato di avanzamento dei lavori di ciascuno dei tre programmi di intervento;
il 3% (tre per cento) sulla base del terzo stato di avanzamento dei lavori di ciascuno dei tre programmi di intervento;
il 5% (cinque per cento) al collaudo positivo di ciascuno dei tre interventi realizzati;
il saldo pari all’8% (otto per cento) alla consegna degli elaborati finali contenenti i risultati sperimentali conseguiti unitamente alla consegna del documento di comunicazione e diffusione dei risultati medesimi.
Ai sensi dell’art. 18, su ciascuno degli importi dovuti dovrà essere fornita dal Concessionario idonea fidejussione.
In base all’art. 19, "ciascun pagamento deve essere richiesto tramite presentazione di regolare fattura accompagnata da una dettagliata e documentata rendicontazione dei costi effettivamente sostenuti dal Concessionario ivi compresi i certificati di pagamento delle Imprese esecutrici dei lavori, resta comunque facoltà del Comitato Tecnico richiedere in qualsiasi momento e senza fornire motivazione, rendicontazione dei costi sostenuti dal Concessionario e chiarimenti sugli stessi".
In merito all’attuazione de programma e alle relative problematiche, si riporta di seguito il testo della già citata nota della Direzione Generale del Coordinamento Territoriale:
"Con decreto del Ministro del 3 ottobre 1991, e con successivi decreti di modifica, sono stati individuati nei comuni di Roma, Priolo Gargallo (SR) e Olbia (SS) i comuni nei quali eseguire gli interventi ripartendo il finanziamento in quote del 60% per il comune di Roma e del 20% per ciascuno dei rimanenti comuni.
Alla data di scadenza della convenzione suddetta i programmi per le ragioni meglio descritte nella relazione allegata alla nota inviata all’On.le Ministro in data 24.12.1996, non sono stati completati (all. 1). Con successive note, vista la situazione di differente attuazione dei programmi, questa Direzione Generale ha prospettato una serie di possibilità alternative al Gabinetto del Ministro chiedendo quale, tra le soluzioni proposte, poteva essere considerata maggiormente rispondente alle esigenze dell’Amministrazione.
Con nota del 16 luglio c.a. (all. 2), previo parere dell’Avvocatura Generale dello Stato, in considerazione dell’avvenuto espletamento della gara d’appalto per le opere localizzate nel comune di Olbia, e in ragione della presenza della sola progettazione nel caso dei rimanenti Comuni, il Gabinetto del Ministro ha dato indicazioni di proseguire il programma di Olbia, mentre, nel caso dei comuni di Roma e Priolo Gargallo ha proposto di procedere alla liquidazione di quanto dovuto al Concessionario, sulla base del lavoro svolto fino alla scadenza della concessione in argomento.
Questa Direzione Generale, anche alla luce delle controdeduzioni già svolte al Consiglio di Stato, in sede di predisposizione dello schema di convenzione, circa il metodo di calcolo per la determinazione dell’onere di concessione ritiene, in linea generale, di dover applicare, per la liquidazione al concessionario del corrispettivo dovuto per l’attività progettuale, il T.U. della tariffa professionale, per quanto ivi applicabile.
Alla luce di quanto sopra esposto, al fine di procedere alla quantificazione globale delle spettanze dovuto al concessionario, si richiede a codesto Consiglio Superiore, un parere, circa i seguenti aspetti:
la metodologia di calcolo per il pagamento del progetto di piano di fattibilità e dei piani di fattibilità, non essendo compresa tale prestazione nel T:U: della tariffa professionale e se sia da ritenersi corretta l’applicazione analogica della tariffa professionale;
la congruità degli elaborati redatti dal concessionario, che si allegano, rispetto alle definizioni di "progetto definitivo" e "progetto esecutivo" ai sensi della legge 109/94 e successive modifiche ed integrazioni, al fine della validazione delle percentuali da applicare per le categorie di intervento (Tab. A, T.U. della tariffa professionale)".
Alla richiesta di parere sono allegati, oltre alla documentazione amministrativa, i progetti "definitivi" ed "esecutivi" rispettivamente riferiti ai Comuni di Roma e Priolo (non di Olbia) mentre non sono allegati i tre "piani di fattibilità" né il progetto di piano di fattibilità citato nella nota della Direzione.
I quesiti formulati dalla Direzione Generale del Coordinamento Territoriale con la nota riportata nelle premesse concernono la individuazione di una metodologia di calcolo per i compensi spettanti alla Concessionaria per la predisposizione dei piani di fattibilità di che trattasi (p.to 1) e la determinazione del livello di elaborazione dei progetti trasmessi (p.to 2) sulla base dei criteri classificatori definiti dalla legge 109/94.
Con riferimento al primo quesito posto, relativo alla "metodologia di calcolo per il pagamento del progetto di piano di fattibilità e dei piani di fattibilità, non essendo compresa tale prestazione nel T.U. della tariffa professionale e se sia da ritenersi corretta l’applicazione analogica della tariffa professionale", si osserva quanto segue.
Preliminarmente va rilevato che il "progetto di piano di fattibilità" citato nella nota della Direzione Generale, non trova riscontro nelle prestazioni previste nella convenzione né tantomeno appare definito in altra sede sotto il profilo tecnico ed economico, e pertanto non può essere preso in considerazione quale distinta ed autonoma prestazione professionale, e non può quindi dar luogo ad un compenso specifico distinto da quello dei piani di fattibilità.
Per quanto attiene al compenso per la elaborazione dei piani di fattibilità, sembra possibile, in linea generale utilizzare, in via analogica, i criteri della tariffa professionale, pur non essendovi precisa corrispondenza tra le singole prestazioni in essa contenute e le prestazioni richieste all’art. 6 della Convenzione per la definizione di detti "piani di fattibilità", il cui titolo non trova riscontro nel tariffario né tantomeno, almeno nei contenuti tecnici previsti in convenzione per tali "piani", nell’ambito dei livelli di progettazione definiti dalla legge n. 109/94, così come modificata dalla legge n. 216/95.
Ciò posto e sempre che la Direzione Generale abbia verificato l’effettiva rispondenza sia formale che sostanziale degli elaborati concernenti i "piani di fattibilità" in suo possesso (non trasmessi a questo Consesso) rispetto a quanto stabilito all’art. 6 della Convenzione e che pertanto siano state puntualmente e compiutamente eseguite tutte le prestazioni richieste dallo stesso art. 6, si ritiene che complessivamente il compenso concernente la prestazione connessa all’elaborazione di ciascun piano possa essere quantificato con riferimento a quello relativo ad un progetto di massima. Resta ovvio che, al fine di evitare duplicazioni di compenso, l’Amministrazione dovrà verificare nel concreto che non emergano zone di sovrapposizione tra alcune delle prestazioni relative ai piani di fattibilità e le prestazioni relative alle successive fasi progettuali; in caso positivo i compensi dovrebbero essere congruamente ridotti.
In conseguenza di quanto sopra, può ritenersi che il piano di fattibilità possa essere compensato entro il limite massimo dell’aliquota dello 0,10 di cui alla tabella B della tariffa professionale prevista per il progetto di massima, applicato alla percentuale di cui alla tabella A, con specifico riferimento all’importo dei lavori ed alle singole categorie degli stessi per ciascun progetto; tutto ciò sempre che ne ricorrano tutti i presupposti e le condizioni previste dalla convenzione e dalla legge sulla base della quale è stata stipulata la convenzione stessa e tenendo comunque conto delle anticipazioni a suo tempo corrisposte a norma dell’art. 17 della Convenzione e del tempo trascorso da tali erogazioni.
Per quanto concerne il secondo quesito, relativo alla "congruità degli elaborati redatti dal Concessionario rispetto alle definizioni di "progetto definitivo" e "progetto esecutivo" ai sensi della legge n. 109/94", si pone in evidenza innanzi tutto che le considerazioni che seguono prescindono dall’esame del merito tecnico e qualitativo delle soluzioni progettuali prescelte anche perché, come successivamente esplicitato, non ricorrono i presupposti per esprimere un parere di merito, che peraltro non viene neanche richiesto.
Vengono quindi di seguito formulate soltanto alcune osservazioni riferite al quesito posto:
va innanzi tutto osservato che la legge n. 109/94 all’art. 16 prevede tre livelli di progettazione: il progetto preliminare, il progetto definitivo ed il progetto esecutivo; si tratta di tre fasi o livelli di progettazione direttamente interrelati e rigidamente consequenziali: infatti sia il progetto definitivo che l’esecutivo trovano nel preliminare le loro premesse ideative e la loro impostazione concettuale sulla base delle esigenze da soddisfare attraverso l’opera che si intende realizzare;
nella fattispecie non è stata prevista l’elaborazione del progetto preliminare e pertanto l’iter progettuale manca di una fase determinante per valutarne la compiutezza e la coerenza di "percorso", secondo la filosofia introdotta dalla legge n. 109/94;
inoltre, nello specifico, non è dato esplicito riscontro se la progettazione sia stata effettuata "sulla base delle indicazioni contenute nei piani di fattibilità"; così come espressamente previsto all’art. 10 dell’atto aggiuntivo alla Convenzione.
Per le ragioni esposte ai punti precedenti, non può essere espresso alcun parere sul merito dei progetti presentati, mentre può procedersi ad una verifica, sul piano estrinseco, della rispondenza degli elaborati trasmessi alla documentazione prevista dalla legge 109/94 per il progetto definitivo ed il progetto esecutivo.
si tratta, secondo quanto previsto in Convenzione, di un progetto unico, articolato in diverse parti, non omogenee tra loro, e che nel complesso appare comunque non adeguato né corrispondente ad un progetto definitivo: al riguardo va rilevato che il progetto strutturale è dichiarato esecutivo, mentre il progetto architettonico e quello dell’impianto di condizionamento sono dichiarati definitivi;
gli elaborati strutturali comprendono disegni di carpenteria e disegni di armatura, la relazione di calcolo e relativi tabulati; nel complesso gli elaborati strutturali, pur avvicinandosi a quelli richiesti per il progetto definitivo presentano tecnicamente carenze sia per la parte grafica che per quella analitica; ad esempio, le armature sono disegnate senza rispetto delle regole di aderenza ed ancoraggio ed i calcoli statici sono, di fatto, la semplice presentazione della stampa dei programmi di calcolo.
Sempre sotto il profilo strutturale si evidenzia la mancanza della relazione geotecnica, dei rilievi e dei sondaggi.
Per quanto riguarda gli impianti, si rileva che è stato presentato il solo progetto dell’impianto di condizionamento del centro civico, peraltro mancante dei calcoli anche preliminari di dimensionamento delle reti di distribuzione dell’acqua e dell’aria; si rileva inoltre la completa mancanza della progettazione degli impianti elettrici, di illuminazione e di sicurezza, nonché degli impianti idrico-sanitari.
Per gli altri comparti non esiste, nella documentazione pervenuta, alcun elaborato riguardante gli impianti:
In conclusione, il progetto nel suo complesso non può essere considerato "definitivo":
Comune di Priolo Gargallo:
va rilevato innanzi tutto che il progetto viene dichiarato esecutivo;
il progetto strutturale concerne strutture correnti e ripetitive di non grande impegno e comprende disegni di carpenteria, disegni di armatura, calcoli statici, tabulati e relazione geotecnica;
dal punto di vista impiantistico risultano mancanti i calcoli di dimensionamento delle linee elettriche e gli schemi dei quadri ed i calcoli di dimensionamento delle reti idriche.
Per tali aspetti il progetto esecutivo risulta incompleto.
nei considerato che precedono
dell’Assemblea, all’unanimità.