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Timestamp: 2019-02-21 14:25:34+00:00
Document Index: 88182541

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 3', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 2222']

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Informativa Ambiente & Sicurezza giugno 2016
DENUNCIA INFORTUNIO - AGENTI CANCEROGENI E MUTAGENI - DATA CERTA - PRESTATORI DI LAVORO ACCESORIO
1. DENUNCIA DI INFORTUNIO O MALATTIA PROFESSIONALE
A partire dal 22/03/2016 in caso di Infortunio sul lavoro o Malattia professionale, i medici sono obbligati a redigere certificato telematico e trasmetterlo all’Istituto Assicuratore (INAIL); devono inoltre fornire al lavoratore assistito il certificato medico con l’indicazione del numero identificativo, della data di emissione e dei giorni di prognosi.
Per i datori di lavoro nulla cambia circa al fatto che lo stesso debba inoltrare la denuncia di infortunioTelematica all’Istituto entro due giorni, o cinque in caso di malattia professionale, da quello in cui ne ha avuto notizia.
L’obbligo della denuncia vige per gli infortuni con prognosi superiore ai tre giorni.
I termini decorrono dalla data in cui il datore di lavoro ha ricevuto i riferimenti del certificato medico dal lavoratore.
2. AGENTI CANCEROGENI E MUTAGENI
Il Decreto Legislativo 15 febbraio 2016, n. 39 va ad integrare/modificare la normativa esistente incorporando i disposti del Regolamento dell’Unione Europea 1272/2008 relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele.
Quindi, negli articoli 20, 36, 37, 50, 222 e negli allegati XV, XXIV e XXVI del D.Lgs 81/08 e successive modifiche ed integrazioni non vi saranno più i riferimenti ai preparati pericolosi ma bensì alle miscele pericolose.
Vengono modificate le definizioni di agente cancerogeno e mutageno presenti nell’articolo 234 del D.Lgs. 81/2008:
•	una sostanza o miscela che corrisponde ai criteri di classificazione come sostanza cancerogena di categoria 1 A o 1 B di cui all’allegato I del regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio;
•	una sostanza, miscela o procedimento menzionati all’allegato XLII del presente decreto, nonché sostanza o miscela liberate nel corso di un processo e menzionate nello stesso allegato;
•	una sostanza o miscela corrispondente ai criteri di classificazione come agente mutageno di cellule germinali di categoria 1 A o 1 B di cui all’allegato I del regolamento (CE) n. 1272/2008.
Per quanto concerne le lavoratrici gestanti e puerpere vengono sostituite le frasi R con le H ed in particolare:
•	mutagenicità sulle cellule germinali, categorie 1 A, 1 B o 2 (H340, H341),
•	cancerogenicità, categorie 1 A, 1 B o 2 (H350, H350i, H351),
•	tossicità per la riproduzione, categorie 1 A, 1 B o 2 o la categoria aggiuntiva per gli effetti sull’allattamento o attraverso di essa (H360, H360D, H360FD, H360Fd, H360Df, H361, H361d, H361fd, H362),
•	tossicità specifica per organi bersaglio dopo esposizione singola, categorie 1 o 2 (H370, H371)”.
3. DATA CERTA
A partire dal 1 aprile 2016, Poste Italiane non effettua più il servizio “Data Certa” in seguito all’applicazione di una circolare della società italiana addetta al servizio postale.
A questo punto, uno dei metodi più semplici per certificare la data certa, può essere quello di ricorrere alla posta elettronica certificata.
Per apporre la data certa al documento potete spedirlo via PEC ad un altro account di posta elettronica certificata (da PEC a PEC).
Il consiglio è quello di apporre nel corpo dell’email certificata il testo del documento e di non limitarvi a spedire solo l’allegato.
Una volta effettuato l’invio, dovete conservare le due mail certificate inviatevi dal gestore, con cui si certifica l’avvenuta presa in consegna del messaggio e il suo recapito: sono queste che infatti certificano la data certa del documento spedito.
4. PRESTATORI DI LAVORO ACCESSORIO
L’art. 20, comma 1, lett a), n. 1 del D.lgs. 151/15, modifica il comma 8 dell’art. 3 del D.lgs. 81/08, disponendo che “nei confronti dei lavoratori che effettuano prestazioni di lavoro accessorio, le disposizioni di cui al presente decreto e le altre norme speciali vigenti in materia di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori si applicano nei casi in cui la prestazione sia svolta a favore di un committente imprenditore o professionista. Negli altri casi si applicano esclusivamente le disposizioni di cui all’articolo 21”.
Viene quindi sancito che, se colui che richiede la prestazione è un imprenditore o un professionista, il lavoratore accessorio viene sostanzialmente equiparato a un lavoratore dipendente, tant’ è che l’art. 49, comma 3 del D.lgs. n. 81/08 limita a tali categorie di committenti l’obbligo della comunicazione preventiva prevista per l’attivazione del voucher.
Diversamente, ove il beneficiario della prestazione non sia classificabile nelle due tipologie sopra descritte, in quanto ad esempio il committente è un’associazione non lucrativa ovvero un soggetto privato, l’art. 49, comma 1 del D.lgs. n. 81 cit. non contiene alcuna menzione sull’obbligo della comunicazione preventiva, ma si limita a stabilire che sudetti committenti “possono acquistare i buoni anche presso le rivendite autorizzate”.
Correlativamente, l’art. 3, comma 8 del D.lgs. n. 81 cit., come modificato dall’art. 20, comma 1, lett a), n. 1 del D.lgs. 151/15, prevede che a tali prestatori di lavoro accessori dovranno essere applicate le disposizioni di cui all’art. 21 del D.lgs. 81/08, dedicate, tra gli altri, ai componenti dell’impresa familiare e ai lavoratori autonomi ex art. 2222 c.c..