Source: http://www.cortedicassazione.it/corte-di-cassazione/it/eventi_convegni_seminari.page?frame4_item=33
Timestamp: 2019-07-20 22:48:05+00:00
Document Index: 89832296

Matched Legal Cases: ['art. 465', 'art. 391', 'art. 384', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 295']

27/06/2006 15:30
Convegno - La nozione giuridica del consumatore. Dalla mistica del contraente debole alla codificazione delle tutele Maggiori dettagli
Inserito il: 27/06/2006
Il sempre più solido radicamento legislativo della nozione giuridica di consumatore, assurta com’è noto a formula pressoché standard delle “definizioni” introduttive, tanto nelle direttive quanto nelle relative leggi di attuazione, si è svolto, quasi paradossalmente, in parallelo con un fervido dibattito sull’ambito di applicazione della nozione stessa. Promossa dalla dottrina sostanzialmente a ridosso della “generalizzazione” della tutela avvenuta con il recepimento della direttiva sulle clausole abusive nel tessuto del codice civile, ma immediatamente recepita e sviluppata anche in giurisprudenza, la disputa sul significato giuridico della nozione di consumatore sembrerebbe rimontare idealmente alla controversia sulla tutela del contraente debole tout court, che ha visto impegnata soprattutto la dottrina, con ricadute tuttavia significative anche in giurisprudenza, dalla fine degli anni sessanta in poi. Alla luce di tale risalente ed articolato dibattito, che ha condotto ad ipotizzare la rilevanza giuridica di una sorta di status di consumatore, così come delle nuove disposizioni protettive del soggetto contraente più debole (benché imprenditore), era inevitabile che il conferimento della veste formale legislativa alla tutela del consumatore, avvenuto con l’attuazione di direttive comunitarie in un certo senso cristallizzate su una nozione apparsa a molti riduttiva (almeno rispetto alle esigenze sostanziali di tutela del contraente operante in condizioni di debolezza dal punto di vista socio-economico). Conducesse alla questione ermeneutica relativa alla portata normativa da riconoscere alla definizione soggettiva offerta dal legislatore. L’obiettivo dell’incontro è quello di mettere a fuoco la delicata quaestio iuris che ha già coinvolto, in un sorta di ideale dialogo fra le Corti, tanto la giurisprudenza nazionale, di merito e di legittimità, quanto quella comunitaria della Corte di giustizia, transitando anche per il vaglio di costituzionalità della Consulta, non potendosi affatto escludere la sua riproposizione anche (e forse ancor più frequentemente) dopo la strutturazione della disciplina di tutela, contrattuale e non, del consumatore realizzata con il recente Codice del consumo.
Data inizio: 27/06/2006
Data fine: 27/06/2006
Programma (23 Kb)
Convegno - Il giudizio in contumacia e la restituzione nel termine dopo la legge n. 60 del 2005 Maggiori dettagli
Inserito il: 13/06/2006
Il giudizio in contumacia e la restituzione nel termine dopo la legge n. 60 del 2005
Data inizio: 13/06/2006
Data fine: 13/06/2006
Relazione n. 50 del 13/06/2006 (246 Kb)
07/06/2006 15:30
Convegno - La legge n. 46 del 2006: Un primo bilancio dei suoi effetti sul sistema delle impugnazioni e sulle regole di giudizio Maggiori dettagli
Inserito il: 07/06/2006
Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad una produzione legislativa che ha introdotto modifiche strutturali profonde dell’ordinamento giudiziario e del diritto penale sostanziale e processuale. In questo ambito assume grande rilievo la legge n. 46 del 2006, che ha previsto l’eliminazione, in maniera quasi generalizzata, di un grado di giudizio di merito per una delle parti del processo (quella pubblica), ha ridefinito i criteri di valutazione del materiale probatorio ed ha modificato le caratteristiche del giudizio di legittimità.Sono note le fortissime perplessità avanzate da una larga parte dell’accademia e dalla magistratura nei confronti di questi interventi e la travagliata vicenda parlamentare della legge n. 46, che è stata anche rinviata alle Camere da parte del Presidente della Repubblica.Dopo la sua approvazione, nella versione emendata, numerose ordinanze hanno sottoposto la legge allo scrutinio della Corte costituzionale sotto vari profili.Al di là della fondatezza o meno delle questioni sollevate, si pone il problema se le soluzioni adottate dal legislatore costituiscano un approdo coerente con la riforma costituzionale del 1999 sul “giusto processo” impostata sulla promozione della “parità di condizioni” tra le parti e sul metodo del contraddittorio.La legge n. 46 contiene radicali innovazioni: limita la facoltà per il pubblico ministero di accedere al giudizio di appello; riscrive la norma sul controllo da parte della cassazione del vizio di motivazione; modifica la formulazione della regola di giudizio per la condanna mediante il richiamo alla formula “al di là di ogni ragionevole dubbio”; istituisce una inedita correlazione tra l’insussistenza di gravi indizi di colpevolezza, rilevata nel giudizio di legittimità e l’obbligo del pubblico ministero di richiedere l’archiviazione.Sicuramente questo intervento legislativo ha coinvolto l’intero “fenomeno processuale”, con una ampiezza e profondità di effetti che impongono un immediato e serrato confronto di opinioni tra gli operatori del diritto, volto ad una analisi articolata dei contenuti normativi, della loro coerenza sistematica, dei loro effettivi o apparenti contenuti di novità.Scopo dell’incontro è dunque quello di rendere possibile una riflessione su tutti i profili coinvolti, in rapporto alle questioni di legittimità costituzionale sollevate, alle complesse questioni derivanti dalla disciplina transitoria, già oggetto di alcune interpretazioni di notevole interesse, ed alle prime applicazioni delle nuove regole del giudizio di legittimità.
Data inizio: 07/06/2006
Data fine: 07/06/2006
Programma (25 Kb)
31/05/2006 15:30
Convegno - Cassazione. Rinvio o decisione del merito Maggiori dettagli
Inserito il: 31/05/2006
Alla magistratura di cassazione viene affidata in origine una funzione non giurisdizionale ma soltanto ausiliare del potere legislativo (auprès du corps législatif) contro le temute ribellioni dei giudici alla legge (“meccanismo di segno antigiurisprudenziale”: da ult. MECCARELLI; Le Corti di cassazione nell’Italia unita, Milano 2005, 10 e 127-135). Ancora nel nostro codice di procedura del 1865 il ricorso per cassazione segue la conclusione del processo ed è definito quale impugnazione straordinaria (art. 465). L’itinerario di inserimento del sindacato di legittimità all’interno del processo è però lento ma sicuro, così nella Terra d’origine come in Italia: istituzione del giudizio di rinvio vincolato al dictum della Corte, controllo sulla coerenza della motivazione, sostituzione dei motivi in diritto e infine possibilità di decidere nel merito. Il legislatore vuole che la Corte cassi “le moin possibile” ossia è ispirato dal fine di “sauver la décision attaquée” oppure “faire l’economie d’un renvoi” (PRIEUR, La substitution des motifs par la Cour de cassation, Parigi 1986, 215-216). Da tutto ciò la progressiva attenuazione della differenza fra Corte di legittimità e organo di terza istanza. Attenuazione ultimamente confermata, da noi, dalle disposizioni su revocazione e opposizione di terzo contro la decisione nel merito (art. 391 ter c.p.c.) e, forse, dal nuovo testo dell’art. 384. Rimangono alcuni problemi. La decisione nel merito è esclusa quando, dopo la cassazione ex art. 360 n. 5, occorra un nuovo accertamento dei fatti o anche quando occorra valutare nuovamente fatti già accertati? Nel secondo senso la dottrina che trova “irritante” il rinvio per insufficiente motivazione, forse non sempre necessario e comunque produttivo di una maggior durata del processo. Il cosiddetto soccombente teorico in appello ha l’onere di proporre ricorso incidentale sulle questioni assorbite, data l’eventualità di definizione del processo in cassazione? Sono poi frequenti le incertezze dei giudici di rinvio di fronte a sentenze di cassazione non enunciative del principio di diritto e sono noti i casi di doppia o addirittura tripla cassazione con rinvio. Ultimo (non in ordine di importanza) è il problema della formazione progressiva della cosa giudicata. Nell’attuale fase di riorganizzazione della Corte anche su questa materia pare opportuno rimeditare.
Data inizio: 31/05/2006
Data fine: 31/05/2006
Programma (24 Kb)
Convegno - Affido condiviso: verso una prassi condivisibile Maggiori dettagli
Inserito il: 29/05/2006
Data inizio: 29/05/2006
Data fine: 29/05/2006
20060529_Programma (37 Kb)
25/05/2006 15:30
Convegno - La condizione giuridica dello straniero nella giurisprudenza della Corte di cassazione Maggiori dettagli
Inserito il: 25/05/2006
Il fenomeno migratorio è stato oggetto di una serie di provvedimenti legislativi che hanno cercato di disciplinare la condizione dello straniero: La disciplina introdotta ha fatto riferimento all’ipotesi in cui lo straniero rivesta la qualifica di testimone o vittima del reato e alla prospettiva dell’azione di contrasto alla grande criminalità transnazionale impegnata nelle forme di reclutamento e trasporto di persone mediante l’uso della forza o dell’inganno a fini di lavoro forzato o di sfruttamento sessuale con l’obiettivo di ricavare un profitto attraverso l’introduzione di un individuo nel territorio di uno Stato a cui quest’ultimo non appartiene. I principali provvedimenti legislativi a partire dalla legge 30 luglio 2002 n. 189 sino alla legge 12 novembre 2004 n. 271, sono stati oggetti di numerose pronunce da parte della Corte costituzionale e della Corte di cassazione.Per l’operatore del diritto è importante verificare quale sia stato l’impatto sulle prassi giurisprudenziali delle direttrici di politica criminale adottate dal legislatore, tenendo anche conto dei due protocolli addizionali alla Convenzione delle Nazioni Unite sottoscritti a Palermo nel dicembre del 2000. In questa prospettiva il tema dell’effettività degli strumenti di tutela previsti per lo straniero, anche in considerazione di quanto stabilito dalla decisione quadro della Presidenza del Consiglio europeo dei ministri, datata 15 marzo 2001, deve necessariamente verificare se il sistema normativo, sostanziale e processuale, previsto per lo straniero (testimone o vittima del reato) sulla base delle fonti sopranazionali, abbia una effettiva operatività nel “diritto vivente”, quanto meno sul versante dell’interpretazione adeguatrice. A questo fine sarà necessario rivisitare lo statuto costituzionale dello straniero, anche alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 222 del 2004, come pure la conformità delle fattispecie incriminatici previste dalla legislazione in materia di immigrazione e la loro coerenza con il principio di tipicità della fattispecie penale; sotto il profilo dell’effettività dei diritti e delle garanzie, insieme alla coerenza con la difesa dei valori sottostanti, dovrà essere affrontato il tema del controllo di legittimità sui provvedimenti amministrativi di espulsione, di intimazione a lasciare il territorio nazionale e di accompagnamento alla frontiera; sotto il profilo processuale le modalità di svolgimento dell’udienza di convalida e il provvedimento conclusivo, il ricorso contro il decreto di espulsione e la decisione del giudice di pace. Non potrà mancare dunque anche una riflessione sulla tipologia del processo penale che vede protagonista lo straniero a partire dalle possibilità dell’arresto in flagranza e dello svolgimento del giudizio direttissimo, alla tutela del diritto alla comprensione dell’accusa e alla piena partecipazione al processo, al ruolo dell’interprete, alle modalità di espletamento del diritto di difesa ed alla fruibilità del gratuito patrocinio, all’applicabilità delle misure alternative alla detenzione in carcere nei confronti dello straniero, con l’importante decisione delle Sezioni Unite del 26.3.2006, il nulla osta all’espulsione sulla competenza del Giudice di Pace, e sui criteri del controllo di legittimità nell’ipotesi del ricorso per cassazione.
Data inizio: 25/05/2006
Data fine: 25/05/2006
11/05/2006 15:00
Convegno - Il giudizio di cassazione dopo il d.lgs. 40/2006 Maggiori dettagli
Inserito il: 11/05/2006
La consueta, breve illustrazione delle ragioni che inducono l'Ufficio per la formazione decentrata ad organizzare l'incontro di studio può essere, in questo caso, omessa, data la novità e l'evidente importanza del tema. Che è anche vasto e renderà probabilmente opportuni altri incontri.Alcuni interrogativi, tra i molti. L'art. 1 d.lgs. n. 40/2006 ha attribuito al giudice d'appello il controllo di legittimità sulle sentenze equitative del giudice di pace. Il giudice d'appello, in base agli artt. 3, capoverso, e 111, sesto comma, Cost., controlla anche la motivazione resa dal giudice di pace? Esso in altre parole, esercita grosso modo le stesse funzioni già spettanti alla Cassazione?Vale nell'interpretazione dei contratti collettivi, considerati come norme di diritto nell'art. 2 d.lgs., l'interpretazione analogica?Esistono principi generali della materia?In breve, può parlarsi di un sistema dei contratti coll.?La decisione nel merito (art. 12 d.lgs.) è possibile anche in caso di cassazione per difetto di motivazione?In tal caso la Corte può integrare e/o correggere la motivazione difettosa o contraddittoria?Anche quando trattisi di interpretazione del contratto?
Data inizio: 11/05/2006
Data fine: 11/05/2006
Evento - Elezioni politiche 2006 Maggiori dettagli
Inserito il: 19/04/2006
Data inizio: 19/04/2006
Data fine: 19/04/2006
Comunicato stampa (31 Kb)
Cifre elettorali nazionali delle liste (764 Kb)
Seminario - Prontuario della giurisprudenza europea Maggiori dettagli
Inserito il: 12/04/2006
Data inizio: 12/04/2006
Data fine: 12/04/2006
20060412_Prontuario_giur_europea (648 Kb)
29/03/2006 15:00
Convegno - Nuove prospettive nella <br>giurisprudenza in materia tributaria Maggiori dettagli
Inserito il: 29/03/2006
Raccogliendo una felice suggestione del Pres. Michele Cantillo, indimenticato “fondatore” della Sezione Tributaria della Corte di Cassazione, la Sezione ha voluto dare un seguito all’attività di sensibilizzazione per le problematiche connesse al contenzioso tributario, organizzando – nel quadro dei seminari dedicati alla formazione permanente che periodicamente coinvolgono i magistrati della Corte e con la efficace collaborazione della Rivista “Il Fisco”, sempre sollecita nel favorire queste iniziative – una nuova occasione di incontro per dibattere alcune delle più impegnative questioni che si prospettano all’attenzione della giurisprudenza La recente riforma apportata alla disciplina del processo tributario dal decreto legge n. 203 del 30 settembre 2005, convertito con modificazioni con legge n. 248 del 2 dicembre 2005, impone certamente una riflessione soprattutto sul nuovo disegno dei confini della giurisdizione tributaria, che prospetta forse ulteriori ampliamenti del campo degli interessi sui quali è chiamata a decidere. Altrettanto può dirsi con riferimento alla necessità di approfondire l’analisi dei rapporti tra diritto interno e diritto comunitario e di delicate tematiche di diritto sostanziale – quale è quella della rilevanza degli strumenti urbanistici nel quadro dell’imposizione tributaria – e di diritto processuale – quale è quella relativa alle ipotesi di litisconsorzio necessario e di applicazione dell’art. 295 c.p.c. nel processo tributario – per il non marginale numero di controversie coinvolte. Sono certamente temi capaci di animare un vivace dibattito di idee che potrà costituire, allo stesso tempo, uno dei punti di riferimento per i futuri sviluppi della giurisprudenza ed una solida base per continuare il confronto con l’elaborazione della dottrina.
Data inizio: 29/03/2006
Data fine: 29/03/2006