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Timestamp: 2019-07-21 23:03:32+00:00
Document Index: 45288709

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 16', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 5', 'art. 143', 'art. 117', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 9']

CORTE COSTITUZIONALE – 10 maggio 2012, n. 114 | AmbienteDiritto.it
DIRITTO DEMANIALE – Rinnovo delle concessioni – Principi di temporaneità e di apertura alla concorrenza.
E’ inibito al legislatore regionale di disciplinare il rinnovo delle concessioni in violazione dei principi di temporaneità e di apertura alla concorrenza, impedendo «l’accesso di altri potenziali operatori economici al mercato, ponendo barriere all’ingresso tali da alterare la concorrenza tra imprenditori» (sentenze n. 340, n. 233 e n. 180 del 2010).
Pres. Quaranta, Est. Tesauro – Presidente del Consiglio dei Ministri c. Provincia Autonoma di Bolzano
DIRITTO DEMANIALE – VIA – Art. 2, c. 10 l.p. Bolzano n. 4/2011 – Rinnovo automatico trentennale di tutte le concessioni – Espletamento delle procedure di VIA – Impedimento – Illegittimità costituzionale.
L’art. 2, comma 10, della legge della Provincia autonoma di Bolzano n. 4 del 2011, nella parte in cui, modificando il c.1 dell’art. 16 l.p. n. 7/2005, prevede il rinnovo automatico trentennale di tutte le concessioni alla loro scadenza, ad eccezione di quelle a scopo idroelettrico, contrasta con la normativa statale vigente in materia di ambiente, con riferimento, in particolare, ai punti nn. 13, 16 e 18 dell’Allegato II e con le lettere b), t), af) e ag) dell’Allegato III, nonché con i punti nn. 1, lettera d), 7, lettere d), m) ed o), e 8, lettere t), dell’Allegato IV del d.lgs n. 152 del 2006. La proroga stabilita dalla disposizione finisce con l’impedire, infatti, l’espletamento delle procedure di valutazione di impatto ambientale, inserendo nella relativa disciplina una regola difforme dalle previsioni vigenti, poste nell’esercizio della competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela dell’ambiente.
DIRITTO DEMANIALE – DIRITTO DELL’ENERGIA – Concessioni di derivazione a scopo idroelettrico – Art. 3, cc. 1 e 3 l.p. Bolzano n. 4/2011 – Contrasto con l’art. 12, c. 1 d.lgs. n. 79/99 – Necessità della gara ad evidenza pubblica.
La disciplina di cui all’articolo 3, commi 1 e 3, della legge della Provincia autonoma di Bolzano n. 4 del 2011 è suscettibile di determinare in modo automatico la proroga di una o più delle concessioni di derivazione a scopo idroelettrico accorpate, con il risultato di porsi in aperta violazione, per le concessioni più brevi, con l’art. 12, comma 1, del d.lgs. n. 79 del 1999, il quale, in conformità ai principi di tutela della concorrenza e di apertura al mercato, di libertà di stabilimento, trasparenza e non discriminazione, prevede espressamente la necessità di una gara ad evidenza pubblica.
ACQUA E INQUINAMENTO IDRICO – Infrastrutture idriche – Proprietà – Regime – Art. 143 d.lgs. n. 152/2006 – Materia ascrivibile all’ordinamento civile – Art. 5, c. 1 l.p. Bolzano n. 4/2011 – Illegittimità costituzionale.
L’art. 5, comma 1, della legge della Provincia autonoma di Bolzano n. 4 del 2011, attraverso la prevista possibilità di cessione delle infrastrutture idriche, incide sul regime della proprietà di tali beni, che, a prescindere dalla titolarità, rientrano nella disciplina demaniale. È pur vero che il d.P.R. 20 gennaio 1973, n. 115 ha disposto il trasferimento ad essa del demanio idrico statale, così che tutte le acque, superficiali e sotterranee, rientrano nel demanio provinciale e sono, conseguentemente, assoggettate all’esercizio da parte della Provincia di tutte le attribuzioni proprie inerenti a tale demanio. Tuttavia, si deve ritenere che il settore resti disciplinato dall’art. 143 del d.lgs. n. 152 del 2006, il quale prevede il regime demaniale delle infrastrutture idriche e, quindi, la loro «inalienabilità se non nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge» e dalle norme del codice civile. Siffatta disciplina statale impedisce, quindi, di modificare «il regime della proprietà di beni del demanio accidentale degli enti pubblici territoriali, trattandosi di materia ascrivibile all’ordinamento civile, riservata dall’art. 117, secondo comma, lettera l)» (in particolare, sentenza n. 320 del 2011), alla quale non può sottrarsi neppure la Provincia autonoma di Bolzano, non essendo rinvenibile alcun titolo competenziale specifico al riguardo.
DIRITTO URBANISTICO – DIRITTO DELL’ENERGIA – Norme in materia di distanze tra edifici – Principi inderogabili – Art. 9, c. 4, alinea 6 e 7 l.p. Bolzano n. 4/2011 – Possibilità di derogare alle distanze ai fini dell’isolamento termico degli edifici o dell’utilizzo dell’energia solare – Illegittimità costituzionale.
Le norme in materia di distanze fra edifici costituiscono principio inderogabile che integra la disciplina privatistica delle distanze. In particolare, data la connessione e le interferenze tra interessi privati e interessi pubblici in tema di distanze tra costruzioni, l’assetto costituzionale delle competenze in materia di governo del territorio interferisce con la competenza esclusiva dello Stato a fissare le distanze minime, sicché le Regioni devono esercitare le loro funzioni nel rispetto dei principi della legislazione statale, potendo, nei limiti della ragionevolezza, fissare limiti maggiori. Le deroghe alle distanze minime, poi, devono essere inserite in strumenti urbanistici funzionali ad un assetto complessivo ed unitario di determinate zone del territorio, poiché la loro legittimità è strettamente connessa agli assetti urbanistici generali e quindi al governo del territorio, non, invece, ai rapporti tra edifici confinanti isolatamente considerati (sentenza n. 232 del 2005). L’art. 9, comma 4, alinea 6 e 7, della legge della Provincia autonoma di Bolzano 21 giugno 2011, n. 4, nella parte in cui prevede, ai fini dell’isolamento termico degli edifici e dell’utilizzo dell’energia solare, la possibilità di derogare alle distanze tra edifici, alle altezze degli edifici ed alle distanze dai confini previsti nel piano urbanistico comunale o nel piano di attuazione, nel rispetto delle distanze prescritte dal codice civile, è suscettibile di consentire l’introduzione di deroghe particolari in grado di discostarsi dalle distanze di cui all’art. 9 del d.m. 2 aprile 1968, n. 1444,, avente un’efficacia precettiva e inderogabile. In quanto tali deroghe non attengono all’assetto urbanistico complessivo delle zone di cui si verte, il mancato richiamo alle norme statali vincolanti per la Provincia, determina l’illegittimità costituzionale delle relative norme.
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