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Timestamp: 2019-08-19 03:41:52+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 71', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 24', 'sentenza ', 'art. 52', 'art. 71', 'art. 51', 'art. 97']

Incarichi dirigenziali solo per concorso: cosÃ¬ si pronuncia il Consiglio di (...) - Legali.com
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lunedì 19 ottobre 2015, di Iolanda Pansardi, Maurizio Villani
â€œEâ€™ senza dubbio vero che lâ€™art. 71 d. lgs. n. 300/1999 prevede che il regolamento di amministrazione Ã¨ emanato â€œin conformitÃ ai principiâ€ di cui al d.lgs. n. 29/1993, ma Ã¨, innanzi tutto, altrettanto vero che, nel caso di specie, relativo alla costituzione del rapporto di lavoro dirigenziale, ciÃ² che risulta violato non sono (solo) pur importanti disposizioni del d.lgs. n. 29/1993 (ora d. lgs. n. 165/2001), ma i principi e le norme costituzionali cui tale normativa primaria si conforma.â€ .
Eâ€™ quanto ha affermato il Consiglio di Stato, sez. IV, nella pronuncia n. 4641 del 6 ottobre 2015, la quale in linea con quanto stabilito dalla ormai nota sentenza della Corte Costituzionale n. 37/2015 secondo cui â€œle reiterate delibere di proroga del termine finale hanno di fatto consentito, negli anni, di utilizzare uno strumento pensato per situazioni peculiari quale metodo ordinario per la copertura di posizioni dirigenziali vacantiâ€ , ha ritenuto che la reiterata applicazione della norma regolamentare illegittima ha, di fatto, determinato una grave situazione di illegittimitÃ in cui ha versato per anni lâ€™organizzazione dellâ€™Agenzia delle Entrate, determinandosi uno scostamento di proporzioni notevoli tra situazione concreta e legittimitÃ dellâ€™organizzazione amministrativa. In sostanza, lâ€™amministrazione finanziaria nel suo complesso Ã¨ stata oggetto di una conformazione che lâ€˜ha posta, nelle proprie strutture di vertice, e per anni, al di fuori del quadro delineato dai principi costituzionali. CiÃ² che, dunque, Ã¨ sicuramente mancato (in modo grave, ampio e reiterato nel tempo) Ã¨ proprio la conformitÃ ai principi sanciti dalla legge e dalla Costituzione, da parte del Regolamento dellâ€™Agenzia, oggetto di annullamento â€œin parte quaâ€ ad opera della sentenza impugnata.
In particolare la decisione della Consulta origina proprio dalla â€œsollecitazioneâ€ dei giudici amministrativi che avevano rimesso alla Corte costituzionale la questione sulla legittimitÃ dellâ€™articolo 8, comma 24, del Dl 16/2012, che aveva consentito sul piano legislativo alle agenzie fiscali di ricorrere a situazioni-tampone in attesa dello svolgimento dei concorsi. E proprio alla luce dello stop a quella norma arrivato in primavera ora il Consiglio di Stato riconsidera la vicenda del concorso bandito per 175 posti da dirigente alle Entrate su cui il sindacato Dirpubblica aveva giÃ vinto il primo round al Tar del Lazio.
Giova ricordare, che la Corte Costituzionale aveva disposto che â€œnessun dubbio puÃ² nutrirsi in ordine al fatto che il conferimento di incarichi dirigenziali nellâ€™ambito di unâ€™amministrazione pubblica debba avvenire previo esperimento di un pubblico concorso, e che il concorso sia necessario anche nei casi di nuovo inquadramento di dipendenti giÃ in servizio. Anche il passaggio ad una fascia funzionale superiore comporta "lâ€™accesso ad un nuovo posto di lavoro corrispondente a funzioni piÃ¹ elevate ed Ã¨ soggetto, pertanto, quale figura di reclutamento, alla regola del pubblico concorso" (sentenza n. 194 del 2002; ex plurimis, inoltre, sentenze n. 217 del 2012, n. 7 del 2011, n. 150 del 2010, n. 293 del 2009)â€ . A fronte di ciÃ², la delibera del Comitato di gestione dellâ€™Agenzia delle entrate 22 dicembre 2009 n. 55, con la quale Ã¨ stato modificato lâ€™art. 24 del regolamento di amministrazione della Agenzia, il quale regola la "copertura provvisoria di posizioni dirigenziali", consente la stipulazione di contratti a termine con i funzionari interni, fino allâ€™attuazione delle procedure di accesso alla dirigenza e comunque non oltre una scadenza, da ultimo fissata al 31 dicembre 2010.
Orbene, come ha giÃ condivisibilmente osservato il giudice di I grado nella sentenza n. 6884/2011, la delibera impugnata â€œha perpetuato fino al 31 dicembre 2010 la prassi del conferimento di incarichi dirigenziali, asseritamente in provvisoria reggenza, a copertura di posizioni dirigenziali vacantiâ€ .
Incarichi conferiti a funzionari non dirigenti, per un verso quale â€œassegnazione di mansioni superiori al di fuori delle ipotesi tassativamente previste dalla leggeâ€ (art. 52, co. 5, d. lgs. n. 165/2001); per altro verso, non riconducibili alla diversa ipotesi della â€œtemporanea reggenzaâ€ degli uffici.
A fronte di ciÃ², non puÃ² trovare considerazione lâ€™argomento di una sostenuta â€œsfera di autonomiaâ€ , che lâ€™art. 71, co. 3, d. lgs. n. 300/1999 avrebbe attribuito, tra le altre, alla Agenzia delle Entrate, nÃ© lâ€™ulteriore argomento secondo il quale essa non sarebbe tenuta alla pedissequa applicazione delle norme di cui al d.lgs. n. 29/1993 (ora d. lgs. n. 165/2001).
Ecco che, il Consiglio di Stato nel rigettare lâ€™appello delle Entrate, stabilisce che il regolamento dellâ€™Agenzia delle Entrate ha violato sia il principio di eguaglianza dei cittadini nellâ€™accesso ai pubblici uffici (nella specie, dirigenziali), espresso dallâ€™art. 51 Cost., sia il principio secondo il quale ai pubblici uffici si accede mediante concorso (ex art. 97 Cost.).
Si tratta di una violazione di normativa primaria (d. lgs. n. 165/2001, appunto), e di principi costituzionali (di cui agli artt. 3, 51, 97 Cost.) di estrema gravitÃ , in base alla quale si Ã¨ proceduto al conferimento di diverse centinaia di incarichi dirigenziali, con ripercussioni evidenti non solo sul principio di buon andamento amministrativo, ma anche sulla stessa immagine della Pubblica amministrazione e sulla sua â€œaffidabilitÃ â€ , per di piÃ¹ nel delicato settore tributario, dove massima dovrebbe essere la legittimitÃ e la trasparenza dellâ€™agire amministrativo
Di tali principi giuridici il Consiglio di Stato nella pronuncia in oggetto ha fatto buon governo poichÃ©, nel ribadirli ha affermato che nessun incarico dirigenziale va attribuito a chi non ha sostenuto e vinto un concorso ovvero viene bollata la procedura di affidare a tempo, e reiterarli, incarichi dirigenziali a semplici funzionari incaricati.
Concludono, pertanto, i giudici che il bando di â€œselezione-concorso per il reclutamento di 175 dirigenti di seconda fascia, in attuazione ed ai sensi del D.M. Economia e Finanze 10 settembre 2010â€ , Ã¨ stato annullato nella parte in cui esso puÃ² costituire una deroga volta a â€œsanareâ€ lâ€™illegittima situazione in cui hanno versato una pluralitÃ di soggetti destinatari di incarichi illegittimamente conferiti.