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Timestamp: 2018-09-19 04:27:53+00:00
Document Index: 61150458

Matched Legal Cases: ['art.32', 'art. 21', 'art.17', 'art 8', 'art. 8', 'art 21']

Lo stato della ricerca e dell Università: alcuni dati - PDF
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1 Lo stato della ricerca e dell Università: alcuni dati
2 L'Italia spende in ricerca l'1,1% del PIL; siamo lontani dai primi della classe (la Finlandia, che investe in ricerca e innovazione il 3,5% della ricchezza nazionale), e più indietro non solo rispetto a paesi come la Francia, la Germania o la Gran Bretagna (che spendono tra l'1,9 e il 2,6% del PIL), ma anche nei confronti di Austria, Belgio e Norvegia. [ ] Finanziamenti alla ricerca Il numero dei ricercatori in Italia rappresenta lo 0,3% della forza lavorativa a fronte, ad esempio, del 2,4% della Francia (media OCSE 0,7%) da "Lo stato della ricerca in Italia, Ufficio stampa MIUR, 30 giugno 2009
3 Da Nature : la preoccupazione per una situazione in peggioramento Nature, Vol July 2010, NEWS
4 Compiti istituzionali del Personale universitario Professore Ordinario: didattica frontale (120 ore), esami, ricevimento studenti,tesi, attività gestionalemanageriale, commissioni, ricerca Professore Associato: didattica frontale (120 ore), esami, ricevimento studenti,tesi, commissioni, ricerca Ricercatore: supporto alla didattica (NO attività didattica frontale), esami, ricevimento studenti, ricerca
5 DPR 382/80 Art. 32. Compiti dei ricercatori universitari 1. I ricercatori universitari contribuiscono allo sviluppo della ricerca scientifica universitaria e assolvono a compiti didattici integrativi dei corsi di insegnamento ufficiali. Tra tali compiti sono comprese le esercitazioni, la collaborazione con gli studenti nelle ricerche attinenti alle tesi di laurea e la partecipazione alla sperimentazione di nuove modalita' di insegnamento ed alle connesse attivita' tutoriali. 2. I ricercatori confermati possono accedere direttamente ai fondi per la ricerca scientifica, sia a livello nazionale sia a livello locale. Essi adempiono a compiti di ricerca scientifica su temi di loro scelta e possono partecipare ai programmi di ricerca delle strutture universitarie in cui sono inseriti. Possono altresi' svolgere, oltre ai compiti didattici, di cui al precedente comma, cicli di lezioni interne ai corsi attivati e attivita' di seminario secondo modalita' definite dal consiglio del corso di laurea e d'intesa con i professori titolari degli insegnamenti ufficiali. Possono altresi' partecipare alle commissioni d'esame di profitto come cultori della materia.
6 Compiti extra svolti dai ricercatori Responsabilità di corsi e moduli didattici Management di progetti di ricerca; La scelta della forma di protesta : toccare un punto nevralgico senza che la protesta si configuri come uno sciopero
7 Mozione CUN del 15 settembre 2010 Oggetto: attività didattica Ricercatori. Sottolinea che secondo la legislazione vigente non è possibile costringere esplicitamente o implicitamente i ricercatori universitari a tempo indeterminato a compiti didattici che esulino da quelli definiti dalle norme come integrativi dei corsi di insegnamento ufficiali (art.32 DPR 382/80) Ribadisce con forza la necessità, per l'attribuzione di corsi e moduli didattici, della esplicita manifestazione in forma scritta del consenso del ricercatore, consenso che non può essere sostituito da forme di silenzio/assenso.
8 Dal documento dei ricercatori di Scienze: I motivi di dissenso sono molteplici e che riguardano non solo il DDL, ma in generale la politica principalmente economica portata avanti negli ultimi anni sull istruzione universitaria e la ricerca in Italia, con particolare riferimento a: la carenza cronica di finanziamenti per la ricerca, che nel nostro paese è principalmente pubblica e svolta prevalentemente nelle Università. i tagli progressivi ed indiscriminati al finanziamento ordinario degli Atenei, che diventeranno insostenibili nei prossimi anni. A questo si aggiunge la concreta previsione di un massiccio pensionamento del personale docente per il futuro prossimo in concomitanza con il quasi totale blocco delle assunzioni dovuto sia la vincolo del riutilizzo minimale del budget che si renderà disponibile, sia al taglio dell FFO stesso; una manovra finanziaria che introduce il blocco degli scatti stipendiali penalizzando fortemente il personale docente universitario, unica categoria del sistema pubblico, sia nel presente che nel futuro poiché avrà ricadute sul livello pensionistico penalizzando, in maniera totalmente iniqua, proprio i colleghi assunti da meno tempo.
9 Perché si ritiene che il Disegno di legge 1905 Gelmini non riesca a far fronte alla situazione: Dal documento dei ricercatori di Scienze, non si ritiene accettabile che: sia totalmente senza oneri aggiuntivi a carico dello stato metta ad esaurimento la figura del ricercatore a tempo indeterminato senza chiarirne lo stato giuridico e senza alcun riconoscimento dell attività didattica svolta. introduca la figura del ricercatore a tempo determinato senza né eliminare, né razionalizzare le forme di precariato già esistenti, precarizzando ulteriormente la figura del ricercatore, senza prevedere garanzie di una vera tenure track nè finanziamenti per la ricerca che ne sostengano l attività. preveda che il parere sul reclutamento dei ricercatori a TD venga espresso da professori ordinari ed associati non contemplando quello dei ricercatori a TI (art. 21, comma 2, lettera d) e analogamente nel reclutamento dei professori associati consideri solo il parere dei professori ordinari (art.17, comma1, lettera d).
10 Il Senato Accademico dell Alma Mater Studiorum Università di Bologna, riunito in seduta straordinaria il giorno 24 settembre 2010, considerati: - gli interventi del Presidente della Repubblica in data 13/7/10, 5/8/10 e 21/9/10 in cui si ribadisce la centralità dell Università e della ricerca per il futuro del paese, auspicando per questo che ogni intervento di riforma sia accompagnato da un adeguato sostegno economico-finanziario; - le mozioni della CRUI del 25/3/10, 29/4/10, 3/8/2010 e in particolare del 23/9/2010 nella quale si riafferma il ruolo essenziale dei ricercatori, la preoccupazione per le risorse e si avanzano proposte concrete relative alle progressioni di carriera; - il testo del ddl approvato dal Senato della Repubblica in data 29/7/10 e trasmesso alla Camera per i successivi passaggi parlamentari; - il blocco stipendiale contenuto nella legge 122 del 30/7/10 senza eguali nella pubblica amministrazione, che colpisce l intera comunità accademica, ma soprattutto la fascia dei ricercatori più giovani, nonché il personale tecnico-amministrativo già duramente colpito dal taglio del trattamento accessorio; - la grave crisi economico-finanziaria e i severi e persistenti tagli preannunciati anche nel finanziamento delle Università per il 2011; - la protesta locale e nazionale dei Ricercatori universitari che richiedono legittimamente il riconoscimento del loro ruolo, fondamentale per il buon funzionamento e la qualità del sistema universitario; - [ ]
11 Una protesta scatenata dai ricercatori, ma appoggiata agli organi accademici perché: Non corporativa; Finalizzata ad accendere i riflettori sulla difficile situazione dell università italiana e sulla fatica che si sta compiendo per mantenere qualità nella formazione e nella ricerca; Indirizzata essenzialmente AL FUTURO, perché gli studenti di oggi possano avere ANCHE dall università italiana non soltanto una qualità della formazione ma anche un futuro di ricerca
12 Un esempio di mal trattamento della ricerca in Italia: IL PRIN Decreto Ministeriale 20 gennaio 2010 prot. n. 3 /Ric./ Approvazione dei programmi di ricerca cofinanziati 2008 (PRIN 2008). V. sito del MIUR ed allegati al sito: Atti_M/8208Approv_cf3.htm Risorse previste all atto del bando: 180 milioni di euro Finanziamento: 95 milioni di euro per due anni.
13 Data questa premessa, i ricercatori della Facoltà di Scienze richiedono che, relativamente al DDL 1905 approvato dal Senato: - si fermi l iter parlamentare e si apra un confronto che veda il coinvolgimento dei ricercatori - si ponga fine alle riforme a costo zero - si riconosca la professionalità degli attuali ricercatori a tempo indeterminato, non solo nell ambito della ricerca ma anche in quello della didattica, prevedendo misure alternative alla messa ad esaurimento del ruolo - si eliminino gli ingiusti tagli stipendiali riportati nell art 8 comma 1 lettera a) (trasformazione della progressione biennale per classi e scatti di stipendio in progressione triennale) e nell art. 8, comma 2, lettera b) (eliminazione delle procedure di ricostruzione di carriera) - si preveda con chiarezza l istituzione di una vera tenure track per i ricercatori a tempo determinato, stanziando preventivamente i punti di budget necessari a un suo eventuale futuro inserimento come docente universitario, una volta terminato il periodo di precariato e ottenuta l idoneità (art 21, comma 5)