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Timestamp: 2020-07-05 14:57:41+00:00
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Dm Ambiente 1° luglio 2016, n. 148 > ReteAmbiente
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Dm Ambiente 1° luglio 2016, n. 148
Criteri e procedure valutazione pericoli di incidente rilevante di particolari sostanze pericolose per comunicazione ad Ue - Attuativo dell'articolo 4, Dlgs 105/2015 - Seveso III
Parole chiave: Rischio incidenti rilevanti (Seveso) | Sicurezza sul lavoro | Emergenze | Sostanze pericolose | Impianti | Urbanistica | Oli | Controlli | Comunicazione | Sanzioni | Petrolio
Dlgs 26 giugno 2015, n. 105 (03/08/2016)
Recepimento direttiva Seveso III, avanza iter (08/05/2015)
Seveso III, il Dlgs 105/2015 di recepimento della direttiva 2012/18/Ue (08/01/2020)
Pericolo incidenti rilevanti, dal 29 luglio 2015 in vigore la "Seveso III" (15/07/2015)
Seveso III, in arrivo Dm Ambiente su deroghe (20/05/2016)
Recepimento direttiva "Seveso III", testo al Parlamento per parere (09/04/2015)
Determinazione dirigenziale Puglia 9 marzo 2020, n. 92 (03/04/2020)
Puglia, nuovo Piano Ispezioni per stabilimenti Seveso (03/04/2020)
Decreto 1° luglio 2016, n. 148
(Gu 2 agosto 2016 n. 179)
Regolamento recante criteri e procedure per la valutazione dei pericoli di incidente rilevante di una particolare sostanza pericolosa, ai fini della comunicazione alla Commissione europea, di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105
a) "numero Cas": identificativo numerico, attribuito a livello globale dal Chemical Abstracts Service;
b) "modellizzazione": processo cognitivo che porta alla costruzione di un modello, ovvero di una rappresentazione teorica, della struttura e del comportamento di un oggetto o di un evento osservati;
c) "distanza di danno": la distanza che intercorre dalla sorgente di un incidente al punto in cui il danno è riscontrato.
Parte 1 — Procedura per l'istruttoria delle proposte di valutazione dei pericoli di incidente rilevante per una particolare sostanza pericolosa
1.1 Valutazione preliminare dell'ammissibilità della proposta.
Parte 2 — Criteri di valutazione dell'ammissibilità della proposta
Parte 3 — Criteri per la valutazione istruttoria della proposta
Appendice 1 — Formato e contenuti tecnici minimi della proposta di esclusione della particolare sostanza pericolosa dall'ambito di applicazione della direttiva 2012/18/Ue
Procedura per l'istruttoria delle proposte di valutazione dei pericoli di incidente rilevante per una particolare sostanza pericolosa
1. valutazione preliminare dell'ammissibilità della proposta;
2. valutazione istruttoria dei contenuti tecnici della proposta
1.1 Valutazione preliminare dell'ammissibilità della proposta
1. L'Ispra, valuta, sulla base dei criteri di cui alla successiva parte 2, l'ammissibilità della proposta e ne comunica l'esito al Mattm, entro 30 giorni dal ricevimento. Il Mattm, sulla base delle valutazioni espresse dall'Ispra, comunica al proponente, entro 15 giorni dal ricevimento della risposta da parte dell'Ispra, l'esito della valutazione preliminare dell'ammissibilità della proposta.
Il Mattm, in base ai pareri ricevuti dagli organi tecnici nazionali, si esprime in merito alla proponibilità dell'esclusione della particolare sostanza dall'ambito di applicazione della direttiva 2012/18/Ue, ai fini della comunicazione alla Commissione europea di cui all'articolo 4, comma 6, del decreto legislativo n. 105 del 2015, e comunica, entro 15 giorni, l'esito dell'istruttoria al proponente e per conoscenza agli organi tecnici interessati.
Criteri per l'ammissibilità della proposta
La proposta deve essere redatta dal proponente in modo da fornire tutte le caratteristiche e le informazioni tecniche ritenute necessarie al fine di formulare una valutazione della sostanza pericolosa per la quale si richiede alla Commissione europea di presentare una proposta legislativa per l'esclusione dall'ambito di applicazione della direttiva 2012/18/Ue, quando, come specificato all'articolo 4, comma 1, del decreto legislativo n. 105 del 2015:
"... è impossibile in pratica che una sostanza pericolosa di cui alla parte 1 o elencata nella parte 2 dell'allegato 1 provochi un rilascio di materia o energia che possa dar luogo ad un incidente rilevante, sia in condizioni normali che anormali, ragionevolmente prevedibili."
L'ammissibilità o meno della proposta viene valutata sulla base dei seguenti criteri:
La proposta viene ammessa alla valutazione istruttoria solo nel caso in cui l'impossibilità di dar luogo a un incidente rilevante si basi su una o più delle seguenti caratteristiche:
Criteri per la valutazione istruttoria da parte degli organi tecnici nazionali
Formato e contenuti tecnici minimi della proposta di esclusione della particolare sostanza pericolosa dall'ambito di applicazione della direttiva 2012/18/Ue
Sezione 1 — Identificazione della sostanza pericolosa
Sezione 2 — Individuazione della sostanza relativamente all'allegato 1 della direttiva 2012/18/Ue
Sezione 3 — Motivazione della proposta
Sezione 4 — Proprietà della sostanza pericolosa
Sezione 5 — Rapporto di verifica che la sostanza non determina un incidente rilevante sulla base dei criteri della direttiva 2012/18/Ue e di quelli in uso nei Paesi dell'Unione europea
A — Screening iniziali
A.1 — Raccolta e presentazione delle proprietà di base della sostanza: nome chimico e generico, numero Cas, forma fisica negli impieghi nei Paesi dell'Unione europea;
A.2 — Verifica dell'appartenenza della sostanza a una classificazione armonizzata o a una autoclassificazione notificata ai sensi del regolamento (Ce) n. 1272/2008;
A.3 — Identificazione delle categorie di pericolo della sostanza ai sensi del regolamento (Ce) n. 1272/2008;
A.4 — Identificazione della parte, della categoria e della voce dell'allegato 1 in cui la sostanza rientra;
A.5 — In caso di miscele, indicazione della concentrazione di ogni componente, considerando le eventuali differenti concentrazioni riscontrabili sulla base degli impieghi nei Paesi dell'Unione europea;
A.6 — Raccolta e presentazione delle proprietà intrinseche della sostanza: massa molecolare, densità, viscosità, tensione di vapore, tossicità intrinseca, punto di ebollizione, reattività, solubilità e altre proprietà pertinenti (anche tra quelle riportate alla tabella di cui al punto A.10);
A.7 — Descrizione delle condizioni operative di temperatura e pressione, volume e altre condizioni e tipologie di stoccaggio, trasferimento e processo riscontrabili negli impieghi nei Paesi dell'Unione europea;
A.8 — Specificazione delle eventuali incompatibilità con altre sostanze;
A.9 — Presentazione delle risultanze della ricognizione effettuata dal proponente riguardo l'esperienza storica di incidenti e quasi-incidenti coinvolgenti la sostanza in questione, i contenuti dei rapporti di sicurezza e di studi reperiti nella letteratura scientifica effettuati secondo i criteri in uso nei Paesi dell'Unione europea;
A.10 — Indicazione per ogni pertinente fenomeno pericoloso del valore dei seguenti parametri rilevanti;
Fenomeno pericoloso Parametri rilevanti della sostanza
LFL (Lower Flammability Limit — Limite inferiore di infiammabilità)
UFL (Upper Flammability Limit — Limite superiore di infiammabilità)
LEL (Lower explosion pressure — Limite inferiore di esplosività)
UeL (Upper Explosion Limit — Limite superiore di esplosività)
Kst (Maximum rate of explosion pressure rise for dust clouds — Tasso massimo di sviluppo di pressione di esplosione per polveri)
Kg (Maximum rate of explosion pressure rise for gas — Tasso massimo di sviluppo di pressione di esplosione per gas)
LOC (Limiting Oxygen Concentration — Concentrazione limite di ossigeno)
MIE (Minimum Ignition Energy — Energia minima di ignizione)
MTSR (Maximum Temperature of Reaction Syntesis — Temperatura massima della reazione)
TMRad (Time to Maximum Rate in adiabatic condition — Tempo di raggiungimento della massima velocità di autoriscaldamento in condizioni adiabatiche)
LD50 (Median Lethal Dose — Dose letale media)
LC50 (Median Lethal Concentration — Concentrazione letale media)
ERPG (Emergency Response Planning Guidelines — Indice di riferimento per la pianificazione della risposta di emergenza)
IDLH (Immediately Dangerous to Life and Health — Indice di pericolosità immediata per la vita e la salute)
AEGL (Acute Exposure Guidelines Levels — Livelli di riferimento per l'esposizione acuta)
EC50 (Median Effective Concentration — Concentrazione media di effetto) o LC50 (Median Lethal Concentration — Concentrazione letale media)
NOEC (No Observed Effect Concentration — Concentrazione di non effetto)
BCF (BioConcentration Factor — Fattore di bioconcentrazione)
Solubilità Tensione di Vapore
Coefficiente di ripartizione n-ottanolo/ acqua (LogKow )
Coefficiente di ripartizione nel carbonio organico (LogKoc )
A.11 — Presentazione dei risultati dell'applicazione alla sostanza di uno o più metodi indicizzati impiegati nei Paesi dell'Unione europea per la valutazione speditiva dei pericoli tossici, fisici e ambientali ad essa associati e confronto dei risultati ottenuti con quelli derivanti dall'applicazione ad una sostanza, di interesse per la direttiva 2012/18/Ue, similare per proprietà chimico-fisiche e categoria di pericolo.
B — Definizione degli scenari incidentali di riferimento
B.1 — Individuazione documentata di uno o più scenari incidentali di riferimento caratterizzati dalla totale perdita di contenimento per la sostanza nelle fasi di carico/scarico, stoccaggio, trasferimento e processo, prendendo in considerazione le differenti tipologie di contenimento e imballaggio in uso nei Paesi dell'Unione europea;
B.2 — Individuazione documentata di eventuali scenari incidentali meritevoli di ulteriori approfondimenti, ma per i quali non è possibile realizzare un'efficace modellizzazione (ad es. a causa delle proprietà fisico-chimiche della sostanza o di altre specifiche caratteristiche);
B.3 — Individuazione documentata dei parametri più conservativi da utilizzare per la stima del termine di sorgente (massima quantità, pressione di rilascio, portata di rilascio) e della dispersione nell'ambiente (condizioni meteo, rugosità del terreno, presenza di ostacoli) con riferimento alle condizioni riscontrabili nei Paesi dell'Unione europea.
C — Stima degli effetti per la salute umana
C.1 — Verificare se sulla base delle sole proprietà chimiche e fisiche della sostanza pericolosa è dimostrato che essa non può provocare un incidente rilevante;
C.2 — Presentazione, a meno dei casi in cui non sia possibile realizzare un'efficace modellizzazione (vedi punto B.2), del pertinente modello di simulazione utilizzato per la stima delle distanze di danno, per ogni fenomeno pericoloso associato agli scenari di riferimento, motivatamente selezionato tra quelli impiegati nei Paesi dell'Unione europea;
C.3 — Presentazione dei valori di soglia utilizzati per la stima delle distanze di danno, selezionati tra quelli più conservativi impiegati nei Paesi dell'Unione europea;
C.4 — Stima delle distanze di danno;
C.5 — Effettuazione e documentazione della stima delle incertezze dei risultati ottenuti e dell'analisi di sensibilità del modello utilizzato, basata sulla variazione dei valori dei parametri richiesti in ingresso dal modello.
D — Stima degli effetti sull'ambiente
D.1 — Verificare se sulla base delle sole proprietà chimiche e fisiche della sostanza pericolosa è dimostrato che essa non può provocare un incidente rilevante;
D.2 — Presentazione, a meno dei casi in cui non sia possibile realizzare un'efficace modellizzazione (vedi punto B.2), del pertinente modello di simulazione utilizzato per la stima dell'estensione e durata dei danni associati agli scenari di riferimento, motivatamente selezionato tra quelli impiegati nei Paesi dell'Unione europea;
D.3 — Individuazione dei parametri più conservativi da utilizzare per la stima del termine di sorgente (portata massima di deflusso nel recettore ambientale) e della dispersione nell'ambiente (portate o altre pertinenti caratteristiche dei corpi idrici e altri recettori considerati, ecc.) con riferimenti alle condizioni riscontrabili nei Paesi dell'Unione europea;
D.4 — Presentazione dei valori di soglia utilizzati, selezionati tra quelli più conservativi impiegati nei Paesi dell'Unione europea;
D.5 — Stima dell'estensione e della durata del danno per i recettori ambientali considerati;
D.6 — Effettuazione e documentazione della stima delle incertezze dei risultati ottenuti e dell'analisi di sensibilità del modello utilizzato, basata sulla variazione dei valori dei parametri richiesti in ingresso dal modello.
E — Interpretazione dei risultati