Source: https://www.padigitale.it/cdan/
Timestamp: 2018-11-13 02:51:28+00:00
Document Index: 39472890

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 1', 'art. 71', 'art 2020', 'art 2020', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 21', 'art 43', 'art 71', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 5', 'art. 44']

PA Digitale S.p.A. - Conservazione Digitale A Norma CDAN
PA Digitale: conservatore di documenti informatici accreditato dall'AgID
Efficienza gestionale, riduzione dei costi, servizio unico per tutte le esigenze di conservazione legale
Caratteristiche Servizio Conservazione
Conservatore Documenti Informatici
Conservazione per la PA
PA Digitale S.p.A. è la prima software house per la Pubblica Amministrazione in Italia ad essere iscritta nell’elenco dei Conservatori di documenti informatici (iscritti nell'elenco di cui all'art. 29, co. 6 del CAD) dell’Agenzia per l’Italia Digitale (di cui all’art. 1 della Circolare AgID n. 65 del 10 aprile 2014; www.agid.gov.it).
Viene riconosciuto, così, il possesso dei requisiti di livello più elevato, in termini di qualità e di sicurezza, del sistema di conservazione digitale CDAN di PA Digitale.
PA Digitale S.p.A. infatti è in grado di affiancare imprese, professionisti e pubbliche amministrazioni nei processi di conservazione digitale dei loro documenti informatici con un sistema di conservazione a norma, molto qualificato, governato e gestito da figure professionali capaci di garantire il costante aggiornamento e la conformità dei sistemi e dei processi all’evoluzione normativa e tecnologica.
Il sistema Conservazione Digitale a Norma CDAN di PA Digitale S.p.A. preposto alla conservazione dei documenti informatici dei Clienti, è stato realizzato con le tecnologie più innovative ed in conformità alle regole tecniche di cui all’art. 71 del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), la cui rispondenza è requisito indispensabile ed essenziale per la corretta conservazione a norma dei documenti informatici.
Il servizio CDAN assicura, sin dalla presa in carico, la conservazione digitale secondo le vigenti disposizioni di legge dei documenti informatici, garantendone le caratteristiche di autenticità, integrità, affidabilità, leggibilità e reperibilità, mantenendo così inalterato, nel tempo, il valore legale dei documenti conservati.
CLIENTI URBI SMART 2020
La profonda sinergia del sistema CDAN con la gestione documentale di URBI Smart 2020 consente di ottenere i massimi benefici dalla generazione del documento informatico fino alla sua conservazione.
L’importanza della stretta cooperazione tra i due sistemi, si declina in una serie di controlli volti ad assicurare che il documento, sin dalla sua acquisizione dal sistema fino all’invio in conservazione:
• sia conforme a tutte le caratteristiche necessarie alla corretta conservazionedei documenti nel rispetto di formato, immodificabilità (di forma e contenuto) e presenza dei metadati minimi richiesti dalle norme e dalle Regole Tecniche definite dal D.P.C.M. 03/12/2013 (le cui specifiche tecniche sono aggiornate dall’Agenzia per l’Italia Digitale) e richiamate dal D.M. del 17/06/2014 (con particolare riferimento alla conservazione dei documenti fiscali);
• mantenga la validità delle firme apposte sul documento, fino alla chiusura dell’intero processo di conservazione.
Non ultimo, l’integrazione tra i due sistemi, consente in modo ottimale di salvaguardare gli operatori dai pericoli nascosti e insiti in una gestione manuale dei documenti informatici. Basti pensare, ad esempio, alla scadenza della firma digitale che provoca l’invalidità legale di tutti i documenti precedentemente sottoscritti se non sono stati opportunamente conservati in un sistema di conservazione a norma.
Con il sistema di conservazione CDAN di PA Digitale S.p.A., l’ente può gestire in tutta sicurezza e nel rispetto della normativa vigente l’intero processo di conservazione digitale di documenti informatici, documenti amministrativi informatici, documenti informatici rilevanti ai fini delle disposizioni tributarie.
Dalla fattura elettronica (Fattura PA), alla PEC, al mandato informatico, al registro giornaliero di protocollo fino a tutti quegli atti amministrativi, contratti o documenti sottoscritti digitalmente, la Pubblica Amministrazione, infatti, si trova a dover fare i conti con l’obbligo di conservazione secondo le modalità definite dalla normativa che appare sempre più stringente e con le responsabilità che ne derivano e che gravano in particolare sulla figura del Responsabile della Conservazione.
PA Digitale S.p.A., quale Conservatore Accreditato AgID, con il servizio di conservazione digitale con il sistema CDAN, assume il ruolo di responsabile esterno della conservazione, preservando il Responsabile interno all’ente dai pericoli derivanti dalla mole di nuove competenze informatiche, legali e archivistiche che sono ora richieste a questo ruolo.
Mediante percorsi automatici, agevolati da funzionalità immediate e grafica intuitiva, in cui l’unica operazione in carico all’utente è l’invio dei documenti al sistema, CDAN è in grado di acquisire dal sistema di gestione documentale già in uso presso l’ente, secondo formati predefiniti, il cosiddetto “pacchetto di versamento”, ovvero il contenitore che racchiude uno o più oggetti da conservare (documenti informatici, fascicoli informatici…) e procedere alla relativa conservazione.
Viene così garantita la massima semplicità di gestione dell’intero processo che, pertanto, assicura:
• la salvaguardia dell’integrità e paternità dei documenti informatici conservati nonché il prolungamento della loro validità legale nel tempo mediante apposizione della firma digitale e della marca temporale al pacchetto di archiviazione;
• l’accesso diretto via web ai documenti informatici conservati nel sistema di Conservazione Digitale a Norma, sia per consultazioni successive, che per download via web.
• Velocizzare i processi gestionali
• Ottimizzare le risorse disponibili
Accedere al sistema 24x365: tecnologia e internet
Le tecnologie più innovative e le particolari metodologie utilizzate per la realizzazione del sistema permettono di svolgere attività di manutenzione, aggiornamento software ecc. senza interrompere il servizio.
Tutti i processi di gestione in carico al conservatore sono svolti in modo automatico con sofisticati controlli, senza l’intervento di alcun operatore.
Tali caratteristiche, insieme alla modalità di accesso via web, permettono di garantire la possibilità di utilizzo del sistema in qualsiasi luogo, 24 ore al giorno, per 365 giorni all’anno.
CDAN e gestione documentale
L’importante sinergia ottenuta dalla profonda integrazione dei due sistemi, gestione documentale di URBI Smart 2020 e CDAN, si declina in una serie di controlli volti ad assicurare che il documento, sin dalla sua acquisizione dal sistema fino all’invio in conservazione:
• sia conforme a tutte le caratteristiche necessarie alla corretta conservazione dei documenti nel rispetto di formato, immodificabilità (di forma e contenuto) e presenza dei metadati minimi richiesti dalle norme e dalle Regole Tecniche definite dal D.P.C.M. 03/12/2013 (le cui specifiche tecniche sono aggiornate dall’Agenzia per l’Italia Digitale) e richiamate dal D.M. del 17/06/2014 (con particolare riferimento alla conservazione dei documenti fiscali);
L’integrazione tra i due sistemi, inoltre, consente in modo ottimale di salvaguardare gli operatori dai pericoli nascosti e insiti in una gestione manuale dei documenti informatici. Basti pensare, ad esempio, alla scadenza della firma digitale che provoca l’invalidità legale di tutti i documenti precedentemente sottoscritti se non sono stati opportunamente conservati in un sistema di conservazione a norma.
Particolare attenzione è riservata alla sicurezza dei dati: l’intero sistema CDAN è stato progettato e realizzato per attuare, applicare, controllare, riesaminare e migliorare costantemente il sistema di gestione della sicurezza. PA Digitale S.p.A. ha ottenuto la certificazione ISO/IEC 27001/2013.
Il sistema informatico preposto alla conservazione dei documenti è realizzato con le tecnologie più innovative secondo i requisiti tecnici definiti dal D.P.C.M. 03/12/2013 la cui rispondenza è indispensabile per la corretta e legale conservazione dei documenti informatici a far data dal 11/04/2014.
La messa in sicurezza dei documenti conservati per tutto il periodo di tempo previsto dalla legge, è garantita grazie anche all’Internet Data Center in cui risiede il sistema CDAN progettato e realizzato adottando le più moderne tecnologie.
Le architetture hardware e software preposte all’erogazione del servizio CDAN sono poste in condizioni di massima sicurezza applicativa e fisica (sistemi anticendio con rilevazione fumi e spegnimento incendi, sistemi antiallagamento, condizionamento, telecamere a circuito chiuso, controllo accessi ecc.), informatica e logica (sistemi antintrusione, impianto di distribuzione elettrica ridondato, gruppi di continuità statici…).
L’IDC dispone inoltre di una connessione Internet attraverso linee multiple ridondate ad elevata capacità, in grado di assicurare la massima disponibilità ed affidabilità.
Caratteristiche che consentono di garantire i più elevati livelli di servizio, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, 365 giorni all’anno.
Politica Aziendale della Sicurezza delle Informazioni
Le Pubbliche Amministrazioni hanno l’obbligo di produrre e gestire i documenti con mezzi informatici (art. 40 D. Lgs. 82/2005 CAD, D.P.C.M. 13/11/2014).
Nell’attesa delle nuove Regole Tecniche, resta in vigore il D.P.C.M. 13/11/2014 che prevede l’adeguamento dei sistemi di gestione informatica dei documenti per il completamento del processo di dematerializzazione delle Pubbliche Amministrazioni. Il D. Lgs. 179 del 26/08/2016 (GU 13/09/2016), nel sospendere il termine di adeguamento, infatti, ha lasciato invariato il principio normativo definito dal CAD all’art. 40.
Pertanto, permane la necessità di adeguare i sistemi di gestione informatica dei documenti al fine di:
• formare documenti, fascicoli, repertori e registri secondo modalità esclusivamente informatiche
• adottare criteri definiti per evitare la creazione di nuovi documenti cartacei e procedere con una gestione esclusivamente dematerializzata, per realizzare un archivio unico informatico
• di conseguenza, avvalersi di un sistema di conservazione digitale a norma per garantire, nel tempo, il valore legale dei documenti amministrativi informatici e, dunque, i requisiti di immodificabilità, staticità, integrità, autenticità, leggibilità.
Come ogni documento appartenente alla Pubblica Amministrazione che deve essere classificato, fascicolato e inviato in un archivio di deposito, anche il documento informatico – rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti – è considerato bene culturale e, quindi, deve essere conservato, secondo modalità stabilite dalla legge al fine di tutelarne la validità legale.
ESEMPI DI DOCUMENTI INFORMATICI DA CONSERVARE DIGITALMENTE A NORMA
• Registro giornaliero di protocollo: dal 11 ottobre 2015 obbligatoriamente generato informaticamente e trasmesso entro la giornata lavorativa successiva al sistema di conservazione (D.P.C.M. del 03/12/2013 Regole Tecniche sul Protocollo Informatico);
• Fattura elettronica: dal 31/03/2015, FatturaPA è la sola tipologia di fattura accettata dalle PA che devono avvalersi del Sistema di Interscambio, art. 21, c. 1 D.P.R. 633/72);
• PEC: dal 1/07/2013 le PA non possono più accettare o effettuare comunicazioni in forma cartacea nei rapporti con le imprese. Lo scambio di dati, informazioni e documenti, deve avvenire attraverso la posta elettronica certificata (tranne i casi in cui non è prevista una diversa modalità di comunicazione telematica). La PEC deve essere conservata per 10 anni ma i provider PEC non memorizzano il contenuto del messaggio e tengono traccia solo della transazione per un periodo di 30 mesi. Resta, pertanto, il problema della conservazione a lungo termine.
• Ordinativo Informatico per le tesorerie OPI (prima Ordinativo Informatico Locale OIL): dal 1 gennaio 2015 non è più possibile fare gli ordinativi in modalità cartacea; il colloquio con le banche tesoriere deve avvenire nel formato standard (circolare AgID 64/2014)
• Atti amministrativi, contratti o qualsiasi documento sottoscritto mediante firma digitale.
A partire dal prossimo 1° gennaio 2019, per tutti gli scambi commerciali B2B, ossia fra imprese e professionisti, dovranno essere emesse fatture elettroniche B2B. La vigente normativa prevede inoltre un anticipo dell’obbligo al 1° luglio 2018 per le operazioni di cessione di benzina o gasolio per veicoli a motore e per le prestazioni di subappaltatori nel quadro di un contratto di appalti pubblici.
Il servizio FatturaPADigitaleB2B permette a tutte le aziende e a tutti i professionisti di adempiere all’obbligo di fatturazione elettronica B2B e di gestire la ricezione delle fatture nel nuovo formato.
1 - Predisposizione della fattura e Creazione del file XML secondo quanto previsto dalle specifiche tecniche pubblicate dall’Agenzia delle Entrate integrate con le informazioni aggiuntive previste dallo standard Assosoftware; è anche possibile fare un caricamento manuale di file XML di fatture elettroniche B2B create da altri software gestionali;
2 - Emissione della fattura: sottoscrizione, mediante firma digitale di un incaricato di PA Digitale, dei file fattura-XML da trasmettere al Sistema di Interscambio;
3 - Trasmissione fatture al Sistema di Interscambio (SDI): PA Digitale trasmette la fattura-XML al Sistema di Interscambio per il successivo inoltro ai clienti destinatari con gestione delle notifiche e/o dei messaggi veicolati dal Sistema di Interscambio stesso;
4- Pannello per la gestione fatture elettroniche B2B ricevute: permette la visualizzazione semplificata e la gestione totale di tutti i documenti ricevuti dai fornitori; è inoltre previsto il trattamento dei messaggi ricevuti/inviati da/a SDI;
5 - Conservazione digitale a norma delle fatture emesse e ricevute: file fatture-XML e relative ricevute/notifiche sono memorizzate nel sistema certificato CDAN di PA Digitale.
La conservazione digitale può esser definita come quel procedimento che permette di assicurare la validità legale nel tempo a un documento informatico o a un documento analogico digitalizzato.
Il CAD (D.Lgs. 82/2005) stabilisce precise procedure per la formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici.
L’art 43, comma 1 stabilisce che i documenti degli archivi, le scritture contabili, la corrispondenza e tutti gli atti, dati o documenti di cui è prescritta la conservazione per legge o regolamento, ove riprodotti su supporti informatici, sono validi e rilevanti a tutti gli effetti di legge se la riproduzione e la conservazione nel tempo sono effettuate in modo da garantire la conformità dei documenti agli originali, nel rispetto delle regole tecniche stabilite ai sensi dell’art 71.
Il successivo art. 44 individua i requisiti minimi che un sistema di conservazione digitale di documenti deve rispettare. Tale sistema, infatti, dovrà quanto meno assicurare l’identificazione del soggetto che ha formato il documento, l’integrità, la leggibilità e agevole reperibilità di quest’ultimo, e il rispetto delle misure di sicurezza previste dagli articoli 31 e 36 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n 196.
Inoltre, con le successive modifiche al CAD da parte del D.Lgs. 30 dicembre 2010 n. 235:
l’art. 44, comma 1-ter recita: “Il responsabile della conservazione può chiedere la conservazione dei documenti informatici o la certificazione della conformità del relativo processo di conservazione […] ad altri soggetti, pubblici o privati, che offrono idonee garanzie organizzative e tecnologiche”; e l’art. 44 bis, comma 1dice “I soggetti pubblici e privati che svolgono attività di conservazione dei documenti informatici e di certificazione dei relativi processi anche per conto di terzi ed intendono conseguire il riconoscimento del possesso dei requisiti del livello più elevato, in termini di qualità e di sicurezza, chiedono l’accreditamento presso DigitPA”.
Ma, soprattutto, con l’art. 5, comma 3 delle Regole Tecniche in materia di conservazione, D.P.C.M. 03/12/2013, “Le pubbliche amministrazioni realizzano i processi di conservazione all’interno della propria struttura organizzativa o affidandoli a conservatori accreditati, pubblici o privati di cui all’art. 44-bis del CAD”.
La scelta di un Conservatore Accreditato, quindi, è l’unica strada percorribile per l’Ente che voglia affidare a soggetti esterni la conservazione.
Allegati Contrattuali PA