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Timestamp: 2018-11-19 23:19:13+00:00
Document Index: 72795888

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 37', 'art. 68', 'art. 67', 'art. 19']

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ESTRATTO DELLO STUDIO DEL Consiglio Nazionale del notariato n /T, approvato dalla Commissione studi Tributari del 23 settembre 2011
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Cecilia Guidi
1 ESTRATTO DELLO STUDIO DEL Consiglio Nazionale del notariato n /T, approvato dalla Commissione studi Tributari del 23 settembre Cessione di immobile acquisito dal coniuge in sede di accordi separazione personale o divorzio E stato appurato che i trasferimenti che i coniugi pongono in essere in sede di separazione personale o divorzio, laddove rappresentino lo strumento per definire un nuovo assetto economico-patrimoniale della famiglia, costituiscono fattispecie negoziali che rinvengono la loro causa nella stessa separazione personale o nel divorzio (44); tali atti, dotati pertanto di un profilo causale autonomo, non vanno confusi con quei trasferimenti che, seppur concomitanti alla separazione personale tra i coniugi, non traggono dalla stessa il loro profilo funzionale, rimanendo, 1 / 8
2 al contrario, fattispecie negoziali caratterizzate da causa tipica (compravendite, permute, donazioni etc.). La causa sui generis degli atti di cui trattasi ha indotto a qualificare gli stessi come traslativi a titolo gratuito, dal momento che in essi il trasferimento avviene in assenza di un corrispettivo quantitativamente identificabile. Atteso che detti atti beneficiano dell esenzione da ogni genere di imposizione ai sensi dell art. 19 della Legge n. 74/1987, ci si è chiesti se la cessione onerosa, intervenuta nei cinque anni dall acquisto, di immobili - terreni agricoli e fabbricati non adibiti ad abitazione principale per la maggior parte del quinquennio acquisiti proprio mediante 16 atti di trasferimento che rivengono nella separazione personale tra i coniugi la loro causa siano idonei o meno a determinare plusvalenze immobiliari ai sensi dell art. 67, comma 1, lett. b), prima parte del Tuir (45). Laddove si intendesse prescindere da un interpretazione meramente letterale 2 / 8
3 della disposizione di cui trattasi, si ritiene possibile risolvere la fattispecie che ci occupa alla luce della ratio della norma che, come rilevato in più occasioni dalla Amministrazione finanziaria (46), seguita ad essere connotata, sia pure nel modo implicito di cui si è detto nel paragrafo primo, dalla riconducibilità degli atti ad un programma speculativo. Anche dall attuale formulazione della norma è infatti evidente che intenzione del legislatore non sia quella di assoggettare a tassazione tutti gli incrementi di ricchezza prodotti da cessioni onerose di immobili, quanto piuttosto considerare reddito le rivalutazioni dei capitali che derivano da operazioni di investimento nella compravendita di cespiti immobiliari. Nonostante il riassetto operato in seno alla disciplina dei redditi diversi con il D.P.R. n. 917/1986, rimane dunque preferibile una lettura sistematica che riconosca la genesi di una plusvalenza tassabile solo sul presupposto che l acquisizione del bene immobile sia 3 / 8
4 inquadrabile in un contesto negoziale che evidenzi le caratteristiche di un operazione di investimento, in cui la produzione di reddito per effetto di successiva alienazione onerosa è a pieno titolo prevista o prevedibile come naturale alternativa economica conclusiva della vicenda. Il collegamento funzionale dell acquisto ad una situazione di crisi matrimoniale non prevista né prevedibile indurrebbe invece ad escludere, in una lettura costituzionalmente orientata in funzione adeguatrice, qualsiasi nesso strategico che giustifichi la tassazione della plusvalenza maturata alla stregua della ratio impositiva in precedenza individuata; fermo restando, ovviamente, che l Amministrazione finanziaria avrà tutte le possibilità, ove ricorrano le condizioni, di comprovare l autonomia dell atto di acquisto rispetto alla crisi matrimoniale e quindi la sua piena ricomprensione nella fattispecie tassabile. E appena il caso di accennare che proprio l intento di continuare a colpire attraverso la tassazione solo operazioni possibilmente concepite all origine 4 / 8
5 con intento speculativo sia alla base dell estensione dell ambito applicativo della norma di cui all art. 67, comma 1, lettera b) prima parte del Tuir, che - per effetto dell art. 37, comma 38 del D.L. n. 223/2006, convertito in Legge n. 248/2006 attualmente contempla anche la tassabilità delle plusvalenze infraquinquennali originate dalla cessione di beni immobili (fabbricati e terreni agricoli) pervenuti per donazione. La norma introdotta dal D.L. Bersani, nel rendere tassabili le plusvalenze derivanti da cessioni di beni pervenuti per donazioni e nello stabilire un criterio di determinazione delle stesse che rende la donazione trasparente - poiché pone a confronto il corrispettivo della cessione ed il costo o prezzo sopportato dal donante - rivela una caratterizzazione antielusiva, consistente nell intento di neutralizzare quei comportamenti orientati ad eludere il prelievo attraverso atti intermedi operati da parte di chi - effettivo alienante - non avesse ancora maturato il quinquennio rilevante ai fini dell esclusione 5 / 8
6 17 dall imposizione. E evidente pertanto che la finalità di tale norma ben si concilia con l intenzione di escludere dalla tassazione soltanto quegli incrementi di ricchezza derivanti da operazioni nelle quali sarebbe oggettivamente inverosimile rinvenire una preordinazione allo scopo di investimento. Tornando alla fattispecie che ci occupa bisogna rilevare, peraltro, che laddove si ritenesse invece che la stessa dia origine a plusvalenze tassabili, si porrebbe un evidente problema in ordine alle modalità di determinazione della base imponibile. Si ricorda, infatti, che l art. 68, comma 1, prima parte del Tuir, disponendo che le plusvalenze di cui all art. 67, comma 1, lettera b), prima parte sono date dalla..differenza tra i corrispettivi percepiti nel periodo di imposta ed il prezzo di acquisto o costo di costruzione del bene ceduto aumentato di ogni altro costo inerente al bene 6 / 8
7 medesimo, esprime un criterio di calcolo che non può essere utilizzato per quantificare la plusvalenza nell ipotesi in cui il bene immobile (fabbricato o terreno agricolo) sia stato acquisito per atto a titolo gratuito, quindi in assenza di un prezzo o costo originariamente sostenuto dal cedente. Ad ogni modo, seppur non si ritenesse condivisibile la teoria suesposta, poiché la stessa, come premesso, prescindendo dalla lettera della norma, si fonda esclusivamente su argomentazioni relative alla ratio della norma medesima, appare comunque ragionevole ipotizzare che il trattamento fiscale, ai fini delle plusvalenze immobiliari, delle cessioni di beni acquisiti a seguito di accordi di separazione personale o divorzio non possa essere quello ordinario, atteso che, ai sensi dell art. 19, Legge n. 74/1987, tutti gli atti, i documenti ed i provvedimenti relativi al procedimento di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili del matrimonio ( ) 7 / 8
8 sono esenti dall imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa. Alla luce di ciò, si potrebbe quindi ritenere che le assegnazioni di beni causalmente connesse alla crisi del matrimonio siano qualificabili come atti fiscalmente neutri e che, di conseguenza, nell ipotesi di rivendita infraquinquennale di beni acquisiti in sede di separazione o divorzio, tali assegnazioni possano essere considerate non rilevanti ai fini del computo del quinquennio. Sulla base di tali considerazioni, sarebbe pertanto possibile supporre che le assegnazioni in sede di separazione personale o divorzio, al pari delle donazioni a seguito dei menzionati interventi a mezzo del D.L. Bersani, siano fiscalmente trasparenti e che, conseguentemente, per la determinazione del quinquennio rilevante agli effetti della plusvalenza, occorra risalire all acquisto originario del bene ad opera del coniuge (o, congiuntamente, dei coniugi). La fattispecie riguarda esclusivamente i fabbricati ed i terreni agricoli. Tag: delle, della, parte, norma, plusvalenze, dalla, alla, atti 8 / 8
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