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Timestamp: 2016-10-24 00:07:49+00:00
Document Index: 45020028

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 27', 'in casu', 'art. 25', 'art. 36', 'DTF ', 'art. 3', 'DTF ', 'sentenza ', 'DTF ']

9C_503/2010 (26.08.2011)
9C_503/2010 {T 0/2}
Comune X.________,
rappresentato dal Municipio Y.________, patrocinato dall'avv. Michela Ferrari-Testa,
Con decisione del 16 maggio 2008 la Cassa di compensazione AVS/AI/IPG del Cantone Ticino ha chiesto al Comune X.________ la restituzione delle indennit� versate a torto negli anni 2004 e 2005 (per un totale di fr. 4'392.35) per i giorni di servizio effettuati dal seguente suo milite - al tempo stesso dipendente dell'organizzazione - ed erroneamente conteggiati a carico dell'ordinamento sulle indennit� di perdita di guadagno per chi presta servizio e in caso di maternit� (LIPG):
- A.________ (30 giorni di servizio [2004: 17; 2005: 13] chiesti in restituzione a fronte di 58 giorni attestati e indennizzati).
Per pronuncia del 5 maggio 2010 il Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino ha accolto il ricorso del Comune X.________ e ha annullato la decisione amministrativa, dichiarando perenta la richiesta di restituzione.
Il Comune X.________ ha proposto la reiezione del gravame, mentre l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) ne ha chiesto l'accoglimento.
4.1 Il Tribunale cantonale delle assicurazioni ha accertato che dalle liste elaborate - su richiesta dell'UFAS - dall'UFPP sulla base dei questionari IPG per gli anni 2004/2005 e trasmesse per verifica all'Ufficio cantonale responsabile della protezione civile il 2 febbraio 2007 si evinceva che - rispetto al totale - gran parte dei giorni di servizio poi parzialmente oggetto di restituzione dovevano necessariamente essere - una volta dedotta la durata annua massima indennizzabile per corsi di ripetizione di 14 giorni (art. 36 LPPC) - degli interventi ai sensi dell'art. 27 LPPC, segnatamente a favore della collettivit�. Richiamandosi a principi giurisprudenziali recentemente sviluppati in materia dal Tribunale federale (sentenze 9C_1057/2008, citata, e 9C_534/2009 del 4 febbraio 2010), i primi giudici ne hanno dedotto che l'entit� del numero di giorni di intervento a questo titolo (in casu: 30 sui 58 giorni complessivi attestati e indennizzati) era tale che la Cassa cantonale di compensazione - prestando l'attenzione ragionevolmente esigibile ed accresciuta in ragione del rischio di abuso insito al sistema - avrebbe dovuto insospettirsi e avviare quanto meno delle indagini tese ad accertare l'eventuale esistenza di una pretesa di restituzione. La Corte cantonale ha quindi concluso che qualora la Cassa avesse reagito con la tempestivit� comandata dalle circostanze, gli accertamenti necessari a verificare l'esistenza di un obbligo alla restituzione per gli anni 2004 e 2005 sarebbero terminati ben prima del 2 febbraio 2007, data dalla quale � stato fatto decorrere, al pi� tardi, il termine annuo di perenzione dell'art. 25 cpv. 2 LPGA. Ma anche qualora si fosse voluto fare decorrere l'inizio del termine di perenzione da un periodo successivo al 2 febbraio 2007, la Sezione del militare e della protezione della popolazione (SMPP), in qualit� di organo esecutivo responsabile della protezione civile, avrebbe dovuto, a mente dei primi giudici, essere in grado di determinare la somma delle IPG (eventualmente) pagate in eccesso entro due mesi dalla richiesta di collaborazione formulatale a inizio febbraio 2007. Termine di due mesi che agli occhi degli stessi giudici appariva adeguato anche perch� i dati contenuti nelle liste elaborate dall'UFPP rappresentavano ben pi� di semplici indizi e poich� dai timbri apposti dal capo del Servizio di protezione civile N._________ a conferma dell'esattezza dei dati risultava che il lavoro di verifica compiuto dalla SMPP era gi� terminato il 20 aprile 2007. In ogni caso, dunque, al momento della decisione del 16 maggio 2008 il diritto alla restituzione sarebbe gi� stato perento.
La ricorrente ricorda inoltre il complesso contesto in cui si inserisce la presente causa, caratterizzato dall'avvio, verso la fine del 2006, di un accertamento a livello nazionale denominato "operazione Argus" che ha visto il controllo, da parte dell'UFAS e dell'UFPP, di oltre 50'000 formulari IPG attestanti pi� di 130'000 giorni di servizio nella protezione civile con un riscontro, fino al 2006, di circa 32'000 giorni di servizio indebitamente forniti e oltre 5 milioni di franchi indebitamente versati sotto forma di IPG. Con riferimento alle liste trasmesse il 2 febbraio 2007 dall'UFPP alla SMPP, la Cassa osserva che esse costituivano solamente un punto di partenza per procedere con i necessari accertamenti, ritenuto che a quella data non sarebbe stato possibile determinare n� il principio n� tanto meno la misura della pretesa di restituzione. Rimprovera ai giudici cantonali di non avere tenuto in debito conto la comunicazione 25 maggio 2007 con cui il caposervizio della protezione civile N._________, rilevando le difficolt� incontrate, aveva trasmesso all'UFPP il risultato delle sue indagini, n� tanto meno lo scritto 28 maggio 2009 con cui l'UFPP aveva confermato all'UFAS di avere concluso i propri accertamenti il 25 settembre 2007. Basandosi sul contenuto di queste dichiarazioni ritiene dunque che con l'emanazione della decisione di restituzione del 16 maggio 2008 il termine di perenzione di un anno sarebbe stato in ogni caso rispettato.
Le medesime considerazioni sopra espresse si attagliano alla fattispecie per valutare la richiesta di restituzione degli indennizzi versati a torto al Comune opponente in relazione ai giorni di servizio prestati negli anni 2004 e 2005 dal suo milite nonch� dipendente A.________. Anzi, a ben vedere, le liste elaborate dall'UFPP sulla base dei dati delle domande IPG - i quali erano quindi necessariamente in possesso anche della Cassa di compensazione - mettono in risalto un numero di giorni di corsi di ripetizione (di molto) superiore al limite massimo annuo indennizzabile di 14 giorni (art. 36 LPPC), sicch� l'irregolarit� della corresponsione delle prestazioni risultava in realt� (almeno per questo genere di servizio) direttamente dagli atti.
5.4 Per il resto non sono dati (e nemmeno invocati) gli estremi per procedere a una modifica della peraltro recente prassi di questa Corte (sul tema cfr. DTF 136 III 6 consid. 3 pag. 8: 135 I 79 consid. 3 pag. 82; 134 V 72 consid. 3.3 pag. 76). Pertanto, la decisione del Tribunale cantonale che in applicazione dei suddetti principi ha concluso che qualora la Cassa avesse reagito con la tempestivit� comandata dalle circostanze, gli accertamenti necessari a verificare l'esistenza di un obbligo alla restituzione per gli anni 2004 e 2005 sarebbero terminati ben prima del 2 febbraio 2007 e che ha quindi fatto decorrere, al pi� tardi, da tale data l'inizio del termine annuo di perenzione, non risulta n� da un accertamento manifestamente inesatto dei fatti determinanti n� da una violazione del diritto federale. Non avendo fatto prova dell'attenzione richiesta dalle circostanze, la Cassa non pu� prevalersi di una ipotetica protezione della buona fede (cfr. per analogia art. 3 cpv. 2 CC).
5.5 Senza arbitrio la Corte cantonale poteva inoltre, in via abbondanziale, pure ritenere che il giudizio non sarebbe stato diverso nemmeno se avesse fatto decorrere l'inizio del termine di perenzione da un periodo successivo al 2 febbraio 2007 poich� la SMPP, in qualit� di organo esecutivo responsabile della protezione civile, avrebbe dovuto essere in grado, entro due mesi dalla richiesta di collaborazione formulatale dall'UFPP, di determinare la somma delle IPG (eventualmente) pagate in eccesso. Questo apprezzamento cos� come l'accertamento secondo il quale la SMPP avrebbe concluso il proprio lavoro di verifica il 20 aprile 2007, bench� opinabile, � sostenibile poich� trova riscontro nei timbri apposti dal capo servizio protezione civile N._________ a conferma dell'esattezza dei dati indicati. Il fatto di essersi fondato ai fini della propria valutazione su questa data anzich� su quella del 25 maggio 2007, alla quale la SMPP trasmise all'UFPP il risultato delle proprie indagini, o su quella del 25 settembre 2007, per la quale l'UFPP afferm� di avere concluso i propri accertamenti, non rende manifestamente inesatto (sul significato di tale presupposto cfr. DTF 134 V 53 consid. 4.3 pag. 62) o contrario al diritto l'accertamento dei primi giudici. L'eccezione per cui in una procedura federale - quale era l'operazione Argus - scadenzata dall'UFPP non poteva essere decisivo il parere espresso dalla SMPP � inconsistente non fosse altro perch� non tiene conto della giurisprudenza in materia che considera sufficiente, per l'inizio del termine annuo di perenzione, la conoscenza dei fatti essenziali anche da parte di una sola delle unit� amministrative incaricate (direttamente o indirettamente: cfr. sentenza citata 9C_534/2009 consid. 3.2.2) dell'attuazione dell'assicurazione.
5.7 Non merita per il resto di essere approfondita oltre la questione di sapere se la Cassa non sarebbe in ogni caso (stata) in grado di svolgere un controllo sui giorni di servizio attestati dai contabili della protezione civile dal momento che i militi potrebbero comunque cambiare la propria cassa di affiliazione nel corso di un anno. Tale considerazione � irrilevante per la risoluzione della presente causa non fosse altro perch� la Cassa ricorrente non ha sostenuto n� tanto meno comprovato un simile cambiamento con riferimento al milite (nonch� dipendente del Comune opponente) oggetto della presente procedura di restituzione.
5.8 Senza arbitrio infine la Corte cantonale poteva (implicitamente) procedere a un apprezzamento anticipato delle prove e prescindere dall'audizione - proposta dalla ricorrente - del responsabile della "operazione Argus" K.________, del funzionario dell'UFPP P.________ e dei funzionari SMPP O.________ e N._________, i quali difficilmente avrebbero potuto fornire nuove indicazioni di rilievo che non fossero gi� desumibili dagli atti (DTF 131 I 153 consid. 3 pag. 157; 124 I 208 consid. 4a pag. 211).