Source: http://www.reggioemilia.confcooperative.it/LINFORMAZIONE/NEWS-TECNICHE/ArtMID/505/ArticleID/6598/ELEZIONI-EUROPEE-ED-AMMINISTRATIVE-26-MAGGIO-2019
Timestamp: 2019-10-19 11:10:27+00:00
Document Index: 93800601

Matched Legal Cases: ['art. 119', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 95', 'art. 2222']

Disciplina dei permessi elettorali
Tags: elezioni, permesso
Domenica 26 maggio p.v. si sono svolte le consultazioni per il rinnovo del Parlamento europeo e, in contemporanea, in una Regione ed in oltre 3.800 comuni italiani, sono stati scelti, rispettivamente, il Presidente ed i Consiglieri regionali ed i Sindaci ed i Consiglieri comunali.
In prossimità delle predette consultazioni elettorali riteniamo utile rammentare – seppur rimasta immutata - la disciplina normativa che regola il meccanismo dei permessi spettanti ai lavoratori impiegati nelle operazioni di scrutinio elettorale.
Le operazioni di votazione per dette elezioni del 26 maggio 2019 si sono svolte:
· Sabato 25 maggio, nel pomeriggio, dalle ore 16,00 con l’insediamento dei seggi per provvedere alle operazioni preliminari
· Domenica 26 maggio, dalle ore 7,00 alle ore 23,00 i seggi erano aperti per le votazioni
· Domenica 26 maggio, dalle ore 23,00 si è proceduto all’accertamento del numero dei votanti e, subito dopo, allo spoglio delle schede per le Elezioni europee. Con ogni probabilità, le operazioni si sono concluse oltre le ore 24,00 della stessa domenica, proseguendo nelle prime ore di lunedì 27 maggio.
· Lunedì 27 maggio, dalle ore 14,00 – in quei Comuni in cui vi siano le elezioni amministrative – dalle ore 14,00 si è proceduto alle operazioni di spoglio delle schede per eleggere i Sindaci e i relativi Consigli comunali.
Coordinando tale calendarizzazione con le disposizioni - immutate - sui permessi spettanti ai lavoratori dipendenti nominati per svolgere attività ai seggi elettorali, in qualità di presidenti di seggio, segretari o scrutatori, rappresentanti di lista, gruppo, di partiti, (regolamentati dall’art. 119 del DPR 30/03/1957 n. 361 così come modificato dall’art. 3 d.lgs. 534/93 e dall’art. 11 L. 53/90, e dalla norma di interpretazione autentica di cui all’ art. 1 della legge n. 69/92) il trattamento normativo ed economico risultante è il seguente:
1) Per i giorni lavorativi trascorsi al seggio (25 maggio e 27 maggio, quando il sabato è lavorativo), spetta la normale retribuzione come se il dipendente avesse lavorato. Il dipendente, in caso di settimana lavorativa articolata su sei giorni, con prestazione lavorativa nella sola mattinata del sabato, ha comunque diritto ad assentarsi dal lavoro, anche se l’attività ai seggi è prevista per il solo pomeriggio ed analogamente per il lunedì: in tal senso si è pronunciata la Corte di Cassazione, con Sentenza n. 11830 – 19 settembre 2001, dichiarando che, anche se l’attività prestata per lo svolgimento delle operazioni elettorali copre una sola parte della giornata, l’assenza è legittima per tutto il giorno lavorativo che, quindi, deve essere retribuito interamente giacché il periodo considerato a tal fine dalla legge non può essere frazionato a mezza giornata o a ore.
2) Per i giorni festivi (domenica 26 maggio) e per quelli non lavorativi (sabato 25 maggio in caso di orario di lavoro articolato dal lunedì al venerdì) spetta in alternativa o una retribuzione aggiuntiva (1/26 o altro divisore contrattuale) rispetto a quella normale oppure il diritto ad un riposo compensativo retribuito la cui fruizione dovrà essere concordata tra le parti tenendo conto delle esigenze organizzative aziendali e senza però procrastinare troppo oltre il giorno stesso. La legge non precisa le modalità di scelta tra riposo compensativo e retribuzione, né specifica se la retribuzione dei giorni festivi debba o meno comprendere le maggiorazioni per lavoro straordinario festivo. La rinuncia al riposo compensativo e la sostituzione con la relativa indennità deve comunque essere accettata dal lavoratore. Rammentiamo che la disciplina dell’orario di lavoro prevede che il riposo settimanale (eventualmente cumulato nell’arco di 14 giorni) non sia derogabile per cui, nei limiti del possibile, è consigliabile fare fruire il riposo di cui trattasi piuttosto che monetizzarlo (in questo modo si evitano anche i problemi relativi al pagamento di eventuali maggiorazioni). Rammentiamo, tra l’altro, che sulla materia è intervenuta la Corte Costituzionale (Sentenza 13 dicembre 1991 n. 452) affermando la necessità che i suddetti giorni di recupero avvengano nel periodo immediatamente successivo alle giornate destinate alle operazioni elettorali.
Problematiche particolari potrebbero in concreto porsi nel caso in cui, ad esempio per i turnisti, il giorno di riposo del lavoratore non sia la domenica ma altra giornata: in tali ipotesi si applicherà la medesima disciplina sopra indicata con riferimento alla distribuzione dell’orario di lavoro individuale (se, ad esempio, il giorno di riposo settimanale è il lunedì, per tale giornata va riconosciuto il riposo compensativo, mentre nelle altre il dipendente avrà diritto ad assentarsi dal lavoro ed a percepire la normale retribuzione; se il giorno di riposo fosse il giovedì il lavoratore avrebbe diritto al pagamento della normale retribuzione per i giorni trascorsi al seggio, ma non al riposo compensativo).
Documentazione – Si tratta di un aspetto non disciplinato dalla legge: in assenza di una regolamentazione contrattuale il lavoratore nominato Presidente, scrutatore o rappresentante di lista, deve assolvere in ogni caso ad una serie di adempimenti in base ai principi di correttezza e buona fede che ispirano il rapporto di lavoro:
1) preavvertire con adeguato anticipo il proprio datore di lavoro della sua assenza, consegnandogli copia della convocazione inviatagli dal competente ufficio elettorale;
2) consegnare, successivamente allo svolgimento delle operazioni elettorali, la documentazione attestante quanto segue:
Scrutatori e segretari = nomina del comune o del presidente di seggio se trattasi di provvedimento di urgenza e dichiarazione successiva a cura del presidente che attesta la presenza al seggio (corredata da orario iniziale e finale delle operazioni).
Presidenti di seggio = decreto di nomina e dichiarazione (vistata dal vicepresidente) che comprovi giorno e ora di inizio delle operazioni presso i seggi.
Rappresentanti di lista = Certificato redatto dal presidente di seggio che attesta l’esecuzione dell’incarico ricevuto dalla lista e recante l’orario di presentazione al seggio e quello conclusivo delle operazioni di spoglio dell’ultimo giorno. Particolare attenzione va posta dai rappresentanti di lista per i documenti giustificativi da presentare al rientro dal seggio elettorale. Esiste infatti la facoltà per il rappresentante di lista di presentarsi la domenica mattina, invece che al sabato, perciò il certificato deve portare menzione specifica dell’accreditamento nella giornata di sabato, altrimenti il sabato non viene considerato.
Il costo delle retribuzioni erogate dal datore di lavoro per l'espletamento delle funzioni elettorali è deducibile nella determinazione del reddito di impresa quale spesa per prestazione di lavoro (art. 95 TUIR DPR 917/86).
Gli onorari spettanti ai componenti gli uffici elettorali, per espressa previsione del comma 2 dell’Art. 9 della Legge 21 marzo 1990 n. 53, non costituiscono reddito imponibile ai fini fiscali in quanto vengono equiparati ai rimborsi spese non tassabili; pertanto, l’importo di tali compensi non sarà da comunicare al datore di lavoro per l’inserimento nel conguaglio di fine anno.
Il trattamento economico erogato dal datore di lavoro al lavoratore per i giorni in cui partecipa ai seggi, così come l’eventuale indennizzo dei riposi non fruiti in via compensativa è ovviamente imponibile sia ai fini previdenziali che fiscali.
E’ appena il caso di segnalare che la disposizione sui compensi per i componenti dei seggi riguarda tutti i lavoratori subordinati, a prescindere dalla tipologia contrattuale in essere, compresi i soci lavoratori subordinati, mentre non trova applicazione nei confronti dei lavoratori autonomi che hanno in essere una prestazione d’opera ex art. 2222 c.c., per gli associati in partecipazione, per i lavoratori parasubordinati che hanno stipulato ad esempio, contratti di collaborazione coordinate e continuative.
Dipendenti elettori – salvo diverse previsioni contrattuali, i dipendenti non residenti che devono recarsi a votare hanno diritto ad assentarsi concedendo permessi non retribuiti per il tempo strettamente necessario a raggiungere il luogo di residenza. È ovviamente in facoltà delle parti concordare sulla concessione di ferie o permessi retribuiti.
Dipendenti candidati - non esistono norme di legge che prevedano la concessione di permessi a favore di dipendenti che si presentano per le elezioni amministrative; i dipendenti che siano candidati per le elezioni al Parlamento Europeo, i quali possono essere collocati in aspettativa non retribuita (legge 18/79).
Tag: elezionipermesso