Source: http://raccoltanormativa.consiglio.regione.toscana.it/articolo?urndoc=urn:nir:regione.toscana:legge:2009;1&dl_t=text/xml&dl_a=y&dl_id=&pr=idx,0;artic,0;articparziale,1&anc=cap5
Timestamp: 2019-11-14 07:27:38+00:00
Document Index: 52951659

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 16', 'art. 151', 'art. 152', 'art. 34', 'art. 153']

- Azioni positive per le dipendenti regionali
- Pari opportunità, valorizzazione del benessere del personale e assenza di discriminazioni (212)
Rubrica così sostituita con l.r. 2 novembre 2017, n. 64, art. 16.
1. La Regione persegue una politica di pari opportunità e parità di genere (213)
Parole così sostituite con l.r. 2 novembre 2017, n. 64, art. 16.
nell'accesso all’impiego e durante il rapporto di lavoro mediante azioni positive, volte alla rimozione degli ostacoli che di fatto impediscono un pieno inserimento delle dipendenti nell'attività lavorativa ed una loro concreta partecipazione ad occasioni di avanzamento professionale.
- Azioni positive
1. La Giunta regionale approva azioni positive dirette specificamente a:
a) promuovere l'inserimento delle donne nelle attività e nelle posizioni lavorative ove sussiste un divario di genere;
b) favorire un'organizzazione flessibile dell'orario di lavoro per meglio conciliare la vita familiare con la vita lavorativa;
c) agevolare il reinserimento delle lavoratrici al rientro dal congedo per maternità, anche attraverso il mantenimento delle proprie mansioni o di mansioni equivalenti e l'accesso alla formazione;
d) attivare, nella gestione delle risorse umane, comportamenti coerenti con i principi di pari opportunità e di valorizzazione delle differenze di genere;
e) prevenire situazioni di discriminazione diretta e indiretta e molestie sessuali.
2. Le azioni di cui al comma 1 si applicano ai dipendenti della Giunta regionale e, di norma, sentito l’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, ai dipendenti del Consiglio stesso.
- Soggetti proponenti
1. Le azioni positive sono individuate sulla base delle proposte formulate dal Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni, costituito ai sensi dell’articolo 57 del d. lgs. 165/2001, in raccordo con il Consigliere regionale di parità di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198 (Codice delle pari opportunità), con la Commissione regionale per le pari opportunità di cui alla legge regionale 15 dicembre 2009, n. 76 (Commissione regionale per le pari opportunità) e con le strutture regionali competenti in materia. (55)
Comma così sostituito con l.r. 18 giugno 2012, n. 29, art. 151.
- Informazioni sulle azioni positive e rapporto sulla situazione del personale
1. Gli atti con cui sono approvate le azioni positive sono trasmessi al Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni, alla Commissione regionale per le pari opportunità, al Consigliere regionale di parità e portati a conoscenza delle dipendenti e dei dipendenti regionali. (56)
Comma così sostituito con l.r. 18 giugno 2012, n. 29, art. 152.
2. La direzione (119)
Parola soppressa con l.r. 30 dicembre 2014, n. 90, art. 34, comma 1.
competente in materia di personale e di pari opportunità predispone un rapporto annuale sulla situazione e sulle dinamiche del personale maschile e femminile della Regione e sullo stato di attuazione delle azioni positive.
3. Il rapporto di cui al comma 2 è trasmesso alla Giunta regionale, al Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni, alla Commissione regionale per le pari opportunità, al Consigliere regionale di parità ed alle organizzazioni sindacali.(56)
1. Il bilancio regionale finanzia le attività di studio, ricerca e promozione sui principi di parità proposti dal Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni (57)
Parole così sostituite con l.r. 18 giugno 2012, n. 29, art. 153.
e le azioni positive non riconducibili a attività regionali già finanziate da appositi stanziamenti regionali. La Regione ricerca i collegamenti a livello europeo e nazionale al fine di utilizzare i fondi delle rispettive programmazioni.