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Timestamp: 2018-10-24 02:43:44+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 148', 'art. 86', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 477', 'art. 3', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2364', 'art. 2428']

IVA - Operazioni non imponibili
Operazioni assimilate alle cessioni all'esportazione - Locazione e noleggio di unità da diporto per fini commerciali - Presupposti
L'art. 8-bis co. 1 lett. a) ed e) del DPR 633/72, nel considerare non imponibili IVA le cessioni, il noleggio e la locazione delle navi destinate all'esercizio di attività commerciali o della pesca, con esclusione delle unità da diporto, non è conforme all'art. 148 par. 1 lett. a) e c) della Direttiva n. 2006/112/CE, che prevede l'ulteriore presupposto della "navigazione in alto mare", così come definita dall'art. 86 della Convenzione di Montego Bay, ratificata con la L. 689/94; tale difformità è alla base della procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea nei confronti dello Stato italiano.
Anche le unità da diporto beneficiano dell'esenzione se, oltre ad essere destinate alla navigazione d'alto mare, sono impiegate nell'esercizio dell'attività economica svolta dall'utilizzatore e, quindi, non per fini di diporto, cioè per scopi sportivi o ricreativi e senza fini di lucro (Corte di Giustizia, causa C-116/10).
Dall'interpretazione fornita dai giudici comunitari si evince, inoltre, che l'utilizzazione commerciale delle unità da diporto dovrebbe essere detassata a prescindere dal contratto da cui discende l'uso (noleggio o locazione), sicché andrebbe rivista la posizione dell'Agenzia delle Entrate, che limita la detassazione al solo noleggio (cfr. risoluzioni nn. 94/E/2002 e 95/E/2008). Allo stesso modo, è dubbia la condizione - imposta dalle citate risoluzioni - riguardante la menzione dell'utilizzo commerciale nei registri di iscrizione e nella licenza di navigazione.
Ottenimento da parte del creditore sociale di una sentenza di condanna della società - Potere di agire in via esecutiva contro il socio illimitatamente responsabile - Sussistenza (Cass. 23.5.2011 n. 11311)
La Corte di Cassazione, con la sentenza 23.5.2011 n. 11311, richiamando principi consolidati nella giurisprudenza di legittimità, ha ricordato che:
- in mancanza di espressa limitazione, il mandato conferito ad un avvocato per il giudizio di cognizione si estende normalmente anche alla fase esecutiva, nonché agli indispensabili atti preliminari o prodromici di quest'ultima, quali l'intimazione del precetto;
- la sentenza di condanna pronunciata in un processo tra il creditore di una società di persone e la società costituisce titolo esecutivo anche contro il socio illimitatamente responsabile, in quanto "dall'obbligazione sociale deriva necessariamente [salvo il beneficio della preventiva escussione del patrimonio sociale] la responsabilità del socio" e, dunque, ricorre una situazione non diversa da quella che, secondo l'art. 477 c.p.c. ("Efficacia del titolo esecutivo contro gli eredi"), consente di porre in esecuzione il titolo nei confronti di soggetti diversi dalla persona contro cui è stato formato.
Da qui la conclusione secondo cui, poiché il titolo esecutivo conseguito nei confronti di una società di persone abilita il creditore ad agire direttamente in via esecutiva anche contro i soci illimitatamente responsabili, il mandato ad litem dallo stesso conferito al proprio avvocato per il giudizio di cognizione contro la società si estende anche al precetto intimato ad uno dei predetti soci.
Reti di imprese - Presentazione del modello RETI - Termine del 23.5.2011
Scade oggi, 23.5.2011, il termine per la presentazione all'Agenzia delle Entrate del Modello RETI. Sono tenute all'adempimento le imprese che fanno parte di una rete ai sensi dell'art. 3 co. 4-ter del DL 5/2009 e che intendono beneficiare dell'agevolazione introdotta dall'art. 42 co. 2-quater del DL 78/2010, che si sostanzia in un regime di sospensione d'imposta per gli utili dell'esercizio accantonati a un'apposita riserva di patrimonio netto.
Nel modello deve essere indicato l'ammontare di tali utili e il risparmio d'imposta che consegue dalla fruizione dell'agevolazione.
Il termine del 23.5.2011 deve essere osservato da tutte le imprese che hanno accantonato a tale riserva parte dell'utile dell'esercizio in corso al 31.12.2010, comprese le società con esercizio sociale non coincidente con l'anno solare.
art. 42 DL 31.5.2010 n. 78 (S.O. n. 114 G.U. 31.5.2010 n. 125)
art. 3 DL 10.2.2009 n. 5 (G.U. 11.2.2009 n. 34)
Circolare Agenzia Entrate 14.4.2011 n. 15
Il Quotidiano del Commercialista del 23.5.2011 - ''In scadenza oggi la presentazione del modello RETI'' - Odetto
Agevolazioni | Agevolazioni fiscali | Credito d'imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo
Finanziamenti dei progetti di università ed enti pubblici del settore - Novità del DL sviluppo
Il meccanismo di calcolo del bonus ricerca, disciplinato dall'art. 1 del DL 70/2011, risulta piuttosto complesso con l'introduzione dell'approccio incrementale per la sua determinazione. In particolare, il credito d'imposta compete in misura pari al 90% dell'eccedenza degli investimenti in ricerca realizzati nel periodo d'imposta agevolato rispetto alla media degli stessi investimenti effettuati nel triennio 2008-2010; l'agevolazione sarà poi riconosciuta in tre quote annuali, a decorrere da ciascuno degli anni 2011 e 2012. Non è chiaro se, ai fini del calcolo della media, debbano essere considerati i soli costi relativi ad investimenti in ricerca e sviluppo commissionati all'Università e agli enti pubblici di ricerca.
art. 1 DL 13.5.2011 n. 70 (G.U. 13.5.2011 n. 110)
Il Sole - 24 Ore Norme e Tributi del 23.5.2011, p. 2 - ''Bonus ricerca per i progetti con atenei ed enti pubblici'' - Sacrestano
Il Quotidiano del Commercialista del 10.5.2011 - ''Dal DL Sviluppo nuovo bonus ricerca'' - Alberti
Agevolazioni | Agevolazioni fiscali | Credito d'imposta per l'incremento dell'occupazione
Detassazione per l'incremento della base occupazionale a tempo indeterminato nel Mezzogiorno - Novità del DL sviluppo
Il credito d'imposta per le assunzioni introdotto dall'art. 2 del DL 70/2011 presenta maggiore convenienza rispetto allo stesso beneficio applicato in precedenza. L'agevolazione è, infatti, pari al 50% dei costi salariali che saranno sostenuti per le assunzioni di lavoratori svantaggiati o molto svantaggiati. Nella precedente versione del bonus assunzioni (art. 2 co. 539-548 della L. 244/2007), invece, la misura del beneficio era, per ciascun nuovo lavoratore, fissata a 333,00 euro al mese (importo incrementato a 416,00 euro per lavoratrici donne rientranti nella definizione di lavoratore svantaggiato).
art. 2 DL 13.5.2011 n. 70 (G.U. 13.5.2011 n. 110)
Il Sole - 24 Ore Norme e Tributi del 23.5.2011, p. 2 - ''Assunzioni al Sud: credito d'imposta sul 50% dei costi'' - Leo
Il Quotidiano del Commercialista del 16.5.2011 - ''Nel DL Sviluppo, bonus assunzioni al Sud'' - Alberti
Termine di approvazione del bilancio - Rinvio del termine di approvazione a 180 giorni - Cause ed effetti del rinvio
Ai sensi dell'art. 2364 co. 2 c.c., l'assemblea ordinaria deve essere convocata almeno una volta l'anno, entro il termine stabilito dallo statuto e comunque non superiore a 120 giorni dalla chiusura dell'esercizio sociale. Lo statuto può prevedere un maggior termine, comunque non superiore a 180 giorni, nel caso di società tenute alla redazione del bilancio consolidato ovvero quando lo richiedono particolari esigenze relative alla struttura ed all'oggetto della società; in questi casi gli amministratori segnalano nella relazione prevista dall'art. 2428 c.c. le ragioni della dilazione.
Gli Autori, partendo dalla centralità che il principio contabile OIC 11 attribuisce al concetto di attendibilità del bilancio, ritengono possibile fornire una lettura meno legata a fatti specifici e concreti della possibilità di approvazione nel maggior termine di 180 giorni.
In particolare, si ritiene di potere legare tale opzione ad un confronto tra il termine rigido imposto dal codice civile e la possibilità di fornire, entro tale termine, una rappresentazione attendibile della situazione societaria. E quindi, ove il rispetto del termine di 120 giorni si scontri con tale esigenza, la proroga dei termini potrebbe configurarsi come una conseguenza naturale e lecita.
Diritto commerciale - Enti non commerciali
Agevolazioni - Agevolazioni finanziarie