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Timestamp: 2020-07-08 05:10:04+00:00
Document Index: 145807717

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.17', 'art. 17', 'art. 1026', 'art. 1340', 'art. 1394', 'art. 1338', 'art.3', '§6', 'art. 23', '§ 2', 'art. 3', 'art.3', 'art.21', 'sentenza ', 'art.21', 'art.19', 'art.18', 'art.17', 'sentenza ', 'art.17']

Newsletter - Pillole di Diritto belga 2016/2
Dopo la lunga pausa estiva, siamo giunti a settembre.
A differenza nostra, il diritto e le sue evoluzioni, legislative e giurisprudenziali, non è andato affatto in vacanza!!! Durante questo periodo il mondo giudiziario ha continuato a perseguire i suoi obiettivi in tutti i settori (commerciali, giudiziari o penali).
La seconda pillola di diritto belga del 2016 si concentra sulle criticità apportate dalla nuova riforma del codice di procedura civile “Pot-Pourri 1” – che ha destato non poche preoccupazioni tra noi Avvocati…
Interessante è anche la sentenza della Corte di cassazione belga riguardo la risoluzione anticipata del contratto di locazione.
A seguire, La invito a leggere l’articolo che permette di conoscere gli elementi presi in considerazione dalla Giurisprudenza Belga per l’individuazione del “Center of main interest” di una società.
E per concludere, Le offriamo una breve focus sulle principali novità giurisprudenziali e sui recenti contributi dottrinali che hanno chiarito alcuni aspetti concernenti il contratto di agenzia.
Il Recupero dei crediti non contestati: la nuova procedura
La legge chiamata "Pot-pourri I" del 19 ottobre 2015 istituisce agli articoli 1394/20 e seguenti una nuova procedura di recupero dei crediti non contestati in ambito commerciale. Vediamo le implicazioni che questa legge comporta nell’amministrazione della giustizia.
Recesso anticipato del contratto di locazione: l’ultima parola della Cassazione
Le parti hanno il diritto di inserire nel loro contratto di locazione di breve durata una clausola che autorizza il recesso unilaterale anticipato?
Nonostante non sia espressamente prevista dalla legge, questa possibilità non è neanche esclusa. La questione è stata spesso oggetto di discussione, ma la Corte di Cassazione, con la sentenza del 18 dicembre 2015, ha messo la parola “fine” alla vexata questio.
L’individuazione del “Center of main interest”
La possibilità che i terzi accertino la sede dove si trova il “centro degli interessi principali” è necessaria per garantire la certezza giuridica e la previsione di quale sarà il tribunale competente in caso di apertura di una procedura d’insolvenza. I terzi, infatti, devono avere la possibilità di sapere in anticipo quale sarà lo Stato membro competente per la procedura e quale diritto sarà applicato.
Il regime giuridico dell’agente commerciale: una nuova sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea
La sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea, C-388/14 del 3 dicembre 2015, ha ad oggetto l’art.17, paragrafo 2, della direttiva 86/653/CEE del Consiglio del 18 dicembre 1986 che regola l’armonizzazione delle discipline nazionali concernenti il contratto di agenzia. In questa occasione, la Corte sottolinea che l’articolo deve essere interpretato come non contrastante con la possibilità per l’agente commerciale di aver diritto, in caso di cessazione del contratto di agenzia, ad un’indennità limitata nel massimo a un anno di remunerazione. E anche se questa non copre l’integrità dei danni che l’agente ha realmente subito, una tale regolamentazione non comporta un doppio indennizzo per la perdita della clientela a seguito della risoluzione del contratto.
Inoltre, l’art. 17, paragrafo 2, punto c, della direttiva 86/653/CEE deve essere interpretato nel senso che il risarcimento dei danni e degli interessi, non è subordinato alla prova dell’esistenza di colpa imputabile al committente in relazione causale con il pregiudizio subito, ma esige che il pregiudizio sia indipendente da quello ad oggetto dell’indennità suppletiva di clientela.
​Il decreto regio del 16 giugno 2016 entrato in vigore il 2 luglio 2016 ha sorpreso i protagonisti del mondo giuridico, i quali attendevano l’introduzione della riforma al più tardi entro settembre 2017. Le novità hanno destato anche qualche preoccupazione sul ruolo che, da quel momento in poi, avrebbero avuto gli ufficiali giudiziari, in seguito ad una centralizzazione della nuova disciplina nei poteri ad essi attribuiti.
Con l’introduzione della nuova legge, il legislatore ha voluto semplificare e accelerare la procedura di recupero dei crediti tra le imprese e sorti nell’esercizio dell’attività commerciale, al fine di perseguire lo scopo pratico di diminuire il carico di lavoro del Tribunale del commercio. La particolarità del procedimento consiste nell’assenza di controllo da parte del giudice e nel monopolio esclusivo dell’ufficiale giudiziario competente, egli stesso, al rilascio del titolo esecutivo.
Il nuovo articolo 1394/20 del Codice Giudiziario autorizza, infatti, l'ufficiale giudiziario a recuperare "in nome e per conto del creditore, tutti i debiti non contestati aventi ad oggetto una somma di denaro, qualunque sia l'importo, aumentati delle maggiorazioni previste dalla legge e dei costi procedurali e, fino a concorrenza del 10% rispetto l’importo principale, di tutti gli interessi e le penali ".
Nonostante la procedura sia caratterizzata da una totale autonomia dell’ufficiale giudiziale, questa è attivabile solamente previa domanda dell’avvocato del creditore, l’unico competente a valutare la non-contestazione del credito, oltreché al debitore e all’avvocato di quest’ultimo. Né l’ufficiale giudiziario né il creditore potranno condurre un’analisi in tal senso. In analogia con la procedura attivabile con ricorso unilaterale (art. 1026, 5°, C.Jud.) e la procedura sommaria d’ingiunzione (art. 1340, 4°, C.Jud.), l’avvocato si configura come “primo giudice”, provvedendo a verificare il possesso dei requisiti e la regolarità degli interessi richiesti e della penale.
Per l’accesso alla procedura è indispensabile il rispetto di alcuni requisiti tra i quali l’iscrizione alla Banque Carrefour des Enterprises (BCE). L’art. 1394/20, 2°, infatti, esclude dal campo di applicazione della procedura, i creditori e i debitori non iscritti alla Banque Carrefour des Entreprises. Ciò limita fortemente la possibilità di applicazione della procedura in ambito internazionale. La lacuna però va ad essere facilmente colmata dalla sempre presente possibilità di ricorrere al procedimento d’ingiunzione europeo per il recupero dei crediti transfrontalieri e alla procedura d’ingiunzione classica disciplinata dagli art. 1338 e seguenti del Codice giudiziario belga, le quali non vengono ad essere sostituite dalla nuova disciplina bensì, semplicemente, affiancate.
Due signori affittano assieme un immobile, senza essere né sposati né conviventi legali. Prima della scadenza del contratto di locazione, i conviventi si separano: mentre la signora continua il suo soggiorno, il signore lascia l’immobile, inviando un congedo alla locatrice. Questa possibilità è a lui permessa grazie una clausola inserita nel contratto che autorizza il conduttore a porre fine anticipatamente all’accordo (senza indennità), essendo sufficiente invocare un “motivo personale serio” e “presentare al locatario un nuovo conduttore che accetti di affittare il bene alle stesse condizioni”.
Tuttavia, la rinuncia unilaterale è contestata sia dalla coinquilina che non intende corrispondere il canone d’affitto per intero, sia dalla locatrice, preoccupata della perdita di un potenziale debitore e cosciente del fatto che la permanenza della signora all’interno dell’immobile rende di fatto impossibile la locazione da parte di un altro soggetto.
Il giudice di pace dà torto al signore, ma il tribunale civile di Namur, in grado di appello, riforma questa decisione costringendo l’inquilina a ricorrere in Cassazione.
La Corte però, a sorpresa, rigetta il ricorso!
La possibilità di rescindere anticipatamente il contratto di locazione di nove anni è espressamente prevista sia per il locatore (nei casi in cui egli stesso intenda abitare l’immobile, lavorare o senza alcuna giustificazione, salvo indennità) sia per il conduttore (senza motivo e, in alcuni casi, previa indennità). È possibile, quindi, applicare la stessa disciplina al contratto di locazione di breve durata?
Il 18 dicembre 2015, la Corte di Cassazione risponde affermativamente alla domanda e risolve una questione che ha diviso i magistrati fin dall’entrata in vigore della legge sulla locazione ad uso abitativo, avvenuta il 20 febbraio 1991. Infatti, “Non risulta né dal testo dell’art.3, §6, della legge sulla locazione ad uso abitativo, né dal suo carattere imperativo, l’inammissibilità di una clausola in tal senso”. La decisione ben si accorda con l’articolo 1134 del codice civile, il quale ci ricorda che, in virtù della libertà contrattuale delle parti, tutto ciò che non è contrario alla legge deve essere permesso.
L'individuazione del “Center of main interest”
Una società holding lussemburghese, attiva nella ricerca di investimenti per un progetto immobiliare da realizzare in Honduras, deposita una richiesta di avvio di una procedura di riorganizzazione giudiziaria (disciplinata dalla legge del 31 gennaio 2009 relativa alla continuità delle imprese) dinanzi al tribunale del commercio di Bruxelles. Essa dichiara che il centro di interessi principali, chiamato comunemente “center of main interest” (d’ora in avanti COMI), è situato in Belgio. Inoltre, la società dichiara che il suo progetto immobiliare non ha potuto essere realizzato a causa di frodi di cui è stata vittima, indicando che, quindi, la sua continuità d’impresa è minacciata ai sensi dell’art. 23, § 2 della legge del 31 gennaio 2009, nella misura in cui ha perduto il 75% del suo capitale sociale. Il tribunale di Bruxelles si dichiara incompetente a conoscere la domanda; la società fa ricorso in appello. La Corte riceve il ricorso ma lo dichiara infondato.
Il ragionamento della Corte d’appello
Secondo il regolamento 1346/2006: “Il centro di interessi principali dovrebbe corrispondere al luogo dove il debitore gestisce abitualmente i suoi interessi, verificabile dai terzi”. All’art. 3.1, il regolamento prevede che: “Le giurisdizioni dello Stato membro del territorio nel quale è situato il centro degli interessi principale del debitore sono competenti per l’apertura delle procedure d’insolvenza. Per le società e le persone giuridiche, il centro degli interessi principali si presume essere, fino a prova contraria, il luogo ove si trova la sede legale”. La presunzione prevista dal regolamento– suscettibile di prova contraria, e che inverte la normale ripartizione dell'onere della prova – permette di diminuire il rischio che una società ricorra al forum shopping. Il fatto che si faccia riferimento al “luogo dove il debitore gestisce abitualmente i suoi affari” e non semplicemente alla “sede sociale”, indica che i terzi abbiano conoscenza del luogo dove i contratti vengono eseguiti, le decisioni prese o dove l’attività si svolge realmente.
Nel caso di specie, al fine di verificare se il COMI della società è situato in Belgio, la Corte d’appello fa riferimento alla giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, stabilendo che gli organi di gestione e di controllo hanno sede a Lussemburgo dove si trova la sede legale della società.
La presunzione dell’art.3.1 del Regolamento (CE) n°1346/2000 non viene invertita e non viene considerato il fatto che la società invoca, a sostegno della propria domanda, il fatto che le sue attività economiche siano esercitate in Belgio.
Il Sign. Quenon, è un agente commerciale di Citibank e agente assicurativo di Citilife. Citibank, nel 2004, recede dal contratto senza giusta causa, versando all’agente un’indennità di fine rapporto. A partire da questa data, Quenon non ha più accesso al programma informatico che gli permette di gestire il portafoglio di polizze assicurative di Citilife. Questa impossibilità gli impedisce de facto la continuazione del contratto di agenzia assicurativa. Quenon cita Citibank e Citilife ma, dopo il rigetto in prima istanza, l’appellante rivendica l’insufficienza dell’indennità versata da Citibank e, in applicazione dell’art.21 della legge belga del 1995, chiede le indennità compensative di mancato preavviso e di recesso anticipato dal contratto della società assicurativa e il risarcimento dei danni subiti. La Corte d’appello, tramite rinvio pregiudiziale, chiede alla Corte di Giustizia di statuire sulla questione.
La sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea del 3 dicembre 2015 s’interroga sull’interpretazione dell’art.21 della legge del 13 aprile 1995, ora art.19 del Codice del diritto economico belga, relativa al contratto di agenzia commerciale. L’articolo dispone: “A condizione che l’agente commerciale abbia diritto all’indennità di fine rapporto prevista dall’art.18, il cui importo non copre integralmente il pregiudizio subito, l’agente commerciale può chiedere il risarcimento dei danni e degli interessi, salvo prova dell’entità del danno subito, fino a concorrenza della differenza tra l’importo del pregiudizio e l’importo dell’indennizzo”.
Questa regola è propria del diritto belga. La direttiva del Consiglio del 18 dicembre 1986, trasposta nell’ordinamento belga con la legge del 13 aprile 1995, prescrive che il pagamento dell’indennità suppletiva di clientela “non priva l’agente commerciale del diritto di chiedere il risarcimento dei danni” (art.17, paragrafo 2, C). La direttiva, quindi, lascia agli Stati membri un margine di apprezzamento per la determinazione delle condizioni in base alle quali l’agente può pretendere il risarcimento dei danni subiti. Questo non significa aver diritto ad un “doppio risarcimento”, ma il pregiudizio subito deve avere un oggetto differente da quello riguardante la perdita della clientela e, quindi, degli affari che l’agente avrebbe potuto realizzare. A titolo di esempio, è possibile chiedere il risarcimento, previa prova dell’entità del danno subito, in caso di:
Mancato preavviso in caso di risoluzione anticipata del contratto;
Mancato ammortizzamento delle spese sostenute per l’esecuzione del contratto.
La Corte di giustizia conclude che la direttiva “non subordina il risarcimento dei danni e degli interessi alla prova dell’esistenza di una colpa imputabile al committente in relazione causale con il pregiudizio presunto né, pertanto, alla natura o alla gravità della colpa. Come nella direttiva, la legge belga non esige l’elemento della colpa del committente. L’agente deve solamente rispondere alle condizioni per la concessione dell’indennità suppletiva di clientela e dimostrare che il pregiudizio non è stato integralmente riparato dall’ammontare di questa indennità.
Segue: ancora sulle indennità spettanti all’agente…
La sentenza della Corte di Giustizia, C-315/14 del 7 aprile 2016, Marchon Germany GmbH c. Karaszkiewicz, ha dato la giusta interpretazione dell’art.17, 2., punto a) della direttiva n°86/653 che accorda all’agente commerciale il diritto all’indennità se e nella misura in cui egli abbia procurato nuovi clienti al preponente o ab­bia sensibilmente sviluppato gli affari con i clienti esi­stenti e il preponente riceva ancora sostanziali vantaggi derivanti dagli affari con tali clienti.
Se l’agente è incaricato di vendere solo una parte della gamma dei prodotti del committente, il semplice fatto che un terzo intrattenga di già relazioni commerciali riguardanti beni diversi con il committente, non esclude che questi possa essere considerato come un nuovo cliente procurato dall’agente.
A seconda dei casi specifici, sarà necessario valutare se i beni promossi dall’agente necessitano di strategie commerciali e particolari dinamiche di vendita, tali da creare relazioni di affari che creano vantaggi sostanziali al committente nella commercializzazione di tutti gli altri beni della gamma.
Guida contendo informazioni giuridiche ed economiche per fare affari in Belgio
L’Italian Desk ha messo molto energia nell’elaborazione di una guida contendo informazioni giuridiche ed economiche per fare affari in Belgio. Questa guida è suddivisa in quattro parti:
i motivi per i quali preferire il Belgio per i propri investimenti e quindi i differenti aspetti da valutare prima di intraprendere qualsiasi attività economica;
le fondamentali caratteristiche delle società belghe seguite dalle fasi di costituzione e dai loro rispettivi costi;
il diritto del lavoro e le caratteristiche principali dei contratti di lavoro;
i contratti commerciali comunemente utilizzati e la disciplina legale di riferimento.
Se ha interesse a leggerla o trasmetterla ai suoi clienti o sue conoscenze, è a disposizione su richiesta.
Convegno ed Assemblea annuale AIGLI - settembre 2016
Tenendo fede a quella che è la finalità dell’AIGLI, certamente condivisa dallo studio legale Kocks & Partners, ovverossia promuovere ed intensificare i rapporti tra giuristi di lingua italiana, il nostro Italian Desk ha partecipato al 29° Convegno annuale degli Associati che si è tenuto dal 22 al 25 settembre 2016 a Perugia la cui tematica principale è stata il “Trasferimento d’azienda”.
Nella splendida cornice di Perugia, il convegno è stata l’occasione per incontrare i colleghi Avvocati venuti da ogni parte del mondo. Le energie e la professionalità dei partecipanti e dei relatori hanno permesso l’ampliazione e l’approfondimento delle conoscenze sul tema. La condivisione delle esperienze di cui ognuno è stato portatore concretizza quelli che sono gli obiettivi dell’Associazione: il confronto delle soluzioni adottate sull’argomento nei diversi ordinamenti giuridici, lo scambio di idee e l’influenza reciproca. Crediamo che questa sia la giusta chiave che permette al diritto di evolvere e di rispondere in maniera sempre più efficiente alle dinamiche reali.
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