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Timestamp: 2020-03-30 22:40:32+00:00
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Norme di applicazione estesa nel settore delle porte resisiteni al fuoco
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Le norme di applicazione estesa sono elaborate dal comitato tecnico CEN/TC 127, sulla base del Mandato M1171 risalente all’introduzione della Direttiva 89/106 EC meglio nota come Direttiva Prodotti da Costruzione.
Il Mandato M117 prevedeva principalmente la pubblicazione di:
Norme per l’ applicazione estesa dei risultati di prova.
Questo tipo di norme sono tuttora una novità per il contesto nazionale abituato a determinare la Resistenza al Fuoco dei prodotti, od elementi costruttivi, solo attraverso prove sperimentali.
Che tali norme siano strettamente legate alla marcatura CE dei prodotti, è confermato anche dalla norma generale UNI EN 157252 , che cita la necessità di consultare Raccomandazioni oggi – Position Papers – pubblicate nell’ambito del Gruppo di Organismi Notificati, oltre che le Decisioni della Commissione che riguardano sostanzialmente solo la Classificazione di Reazione al Fuoco dei prodotti.
Lo sviluppo di queste norme, nel caso delle porte con caratteristiche di resistenza al fuoco, ha comportato un importante sforzo normativo: le norme coprono un’ampia casistica di modifiche per un complesso di circa 600 pagine solo per quanto riguarda le norme principali. Allo stato attuale è disponibile una norma generale, la UNI EN 15269-1, e 7 norme specifiche.
Applicazione estesa dei risultati di prove di resistenza al fuoco e/o controllo della dispersione del fumo per porte, sistemi di chiusura e finestre apribili e loro componenti costruttivi – Parte 1: Requisiti generali.
EN 15269-2:2012
Applicazione estesa dei risultati di prove di resistenza al fuoco e/o controllo della dispersione del fumo per porte, sistemi di chiusura e finestre apribili e loro componenti costruttivi – Parte 2: Resistenza al fuoco di porte in acciaio su cerniere o su perni.
Applicazione estesa dei risultati di prove di resistenza al fuoco e/o controllo della dispersione del fumo per porte, sistemi di chiusura e finestre apribili e loro componenti costruttivi – Parte 3: Resistenza al fuoco di porte e finestre apribili in legno su cerniere o su perni.
Applicazione estesa dei risultati di prove di resistenza al fuoco e/o controllo della dispersione del fumo per porte, sistemi di chiusura e finestre apribili e loro componenti costruttivi – Parte 5: Resistenza al fuoco di porte vetrate intelaiate, incernierate e su perni e finestre apribili.
EN 15269-7:2009
Applicazione estesa dei risultati di prove di resistenza al fuoco e/o controllo della dispersione del fumo per porte, sistemi di chiusura e finestre apribili e loro componenti costruttivi – Parte 7: Resistenza al fuoco di porte scorrevoli in acciaio.
EN 15269-10:2011
Applicazione estesa dei risultati di prove di resistenza al fuoco e/o controllo della dispersione del fumo per porte, sistemi di chiusura e finestre apribili e loro componenti costruttivi – Parte 10: Resistenza al fuoco di chiusure avvolgibili in acciaio.
EN 15269-11:2018 + AC:2019
Questo sistema introduce importanti novità per le aziende del settore in quanto consente di:
Ampliare la gamma dei prodotti per rispondere alle esigenze di mercato (p.e. aggiunta di serrature elettriche, finiture, …);
Limitare il ricorso alla sperimentazione con innegabili vantaggi nel time to market (tempi della prototipazione ed esecuzione di prove iniziali di tipo abbattuti);
Gestire diversamente gli approvvigionamenti, ampliando la rosa dei fornitori che propongono materie prime o prodotti alternativi (p.e. cambio del fornitore di materiali isolanti, guarnizioni, accessori per serramenti …).
Ma il risultato delle analisi, a posteriori, può avere anche un impatto nella fase di progetto e sviluppo poiché cogliere il comportamento al fuoco del prodotto, attraverso valutazioni tecniche, può avere utili ricadute sulla fase di progettazione.
Il principio di base è che sia stata determinata sperimentalmente la Classe di resistenza al fuoco della porta applicando il metodo di prova UNI EN 1634-1.
È esclusa la possibilità di estrapolare una Classe di resistenza al fuoco superiore: vale a dire che se un prodotto è stato classificato sperimentalmente, per esempio EI1 30, non si può, attraverso un’analisi di applicazione estesa, supportata da modifiche apportate al prodotto, estrapolare, per esempio, una Classe EI1 45.
Non sempre le modifiche al prodotto possono essere approvate attraverso un’analisi tecnica ma, a volte, è necessario ricorrere alla sperimentazione.
L’approccio alla sperimentazione costituisce anche esso una novità per le aziende del settore, abituate alle prove per l’omologa nazionale.
Infatti, si introduce la possibilità di approvare le modifiche solo attraverso una prova integrativa (condotta su un solo lato), oppure è addirittura ipotizzata l’analisi dei risultati di prova che consente, ad alcune condizioni, di utilizzare una sperimentazione fallita.
In ogni caso il fabbricante deve sottoporre la modifica che intende apportare al prodotto all’ente, che, sulla base di valutazioni tecniche o prove integrative, le approverà o meno.
Questo aspetto rappresenta un elemento peculiare di questo nuovo approccio, nel senso che l’approvazione della modifica richiede, comunque, una valutazione, al contrario delle cosiddette regole di applicazione diretta, riportate nel Rapporto di prova e nel Rapporto di Classificazione, emesso dal laboratorio, o le “Variazioni consentite aggiuntive” previste dall’Allegato C del DM 21 Giugno 2004, a cui i fabbricanti sono abituati nel contesto della omologa nazionale.
La logica conseguenza è che la modifica può o non può essere approvata dall’ente.
Non meno interessante è l’aspetto che le norme di applicazione estesa prevedano espressamente che si possa studiare un servizio di piano prove ad hoc per il fabbricante.
Il principio è che si possa ridurre i costi della certificazione, se sono note le varianti che l’azienda intende commercializzare poiché, in questo caso, si possono ipotizzare prove integrative mirate a studiare il solo effetto delle modifiche, così come le norme di applicazione estesa, prevedono.
In questo caso l’azienda deve avere un approccio allo sviluppo del prodotto più strutturato, partendo da una chiara visione del prodotto base, e delle sue principali varianti che intende immettere sul mercato.
Un caso a parte, da evidenziare, è quello specifico dell’intercambiabilità degli accessori per serramenti.
Per potere valutare se si possa o meno sostituire un accessorio, su una porta resistente al fuoco (p.e. cerniera, serratura …), è previsto che il fabbricante sottoponga all’ente la Scheda tecnica delle prestazioni dell’accessorio – HPS – (Hardware Performance Sheet)3.
Questo strumento rappresenta una carta d’identità tecnica del prodotto attraverso la quale si
hanno informazioni, sulla natura della porta resistente al fuoco provata, su cui l’accessorio è stato montato, utile alla valutazione tecnica dell’ente.
Qualora la modifica non sia contemplata dalle norme di applicazione estesa si può rilasciare un
giudizio esperto – expert judgment – che seppure è un documento di carattere volontario, rappresenta pur sempre un documento che giustifica una modifica apportata al prodotto rilasciata da un ente terzo.
1HORIZONTAL COMPLEMENT TO THE MANDATES TO CEN/CENELEC CONCERNING THE EXECUTION OF STANDARDISATION WORK FOR THE EVALUATION OF CONSTRUCTION PRODUCTS AND ELEMENTS IN RESPECT OF THEIR RESISTANCE TO FIRE.
2Rapporti di applicazione estesa delle prestazioni al fuoco dei prodotti e degli elementi.
3 UNI EN 16035:2013 Scheda tecnica delle prestazioni degli accessori -Identificazione e sommario dell’evidenza sperimentale per agevolare l’intercambiabilità degli accessori per porte e/o finestre apribili per applicazioni resistenti al fuoco e/o a controllo della dispersione del fumo.
Ing. Paolo Mele