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Timestamp: 2018-12-15 18:22:49+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 2', 'art. 2697', 'art. 2', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 250', 'art. 250', 'art. 253', 'art. 2', 'art. 35', 'art. 253', 'art. 249']

Riconoscimento figlio naturale - Pagina 2 - Forum Enti.it
Messaggioda diego » 22/09/2009, 14:23
art. 35 legge 218/1995:
le condizioni per il riconoscimento del minore sono regolare dalla legge nazionale del minore stesso all'atto della nascita.
La capacità al riconoscimento del genitore è parimenti regolata dalla norma nazionale del genitore.
il diritto al nome, trattandosi di cittadino non italiano, sarà disciplinato dalla norma (o dalle norme) nazionali del minore stesso (non trova applicazione l'articolo 262 CC, che è norma interna, ma l'articolo 24 della legge 218/1995)
per il tutto, insomma, non potranno che aversi, prodotte a cura degli interessati, idonee attestazioni rilasciate dall'autorità estera (dalle autorità estere).
Messaggioda DANIELA USC » 25/09/2009, 08:45
Messaggioda diego » 25/09/2009, 08:49
ehm... credevo di averti risposto io... ma forse...
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 26/09/2009, 16:21
Infatti, era stato risposto.
Per le "condizioni" al riconoscimento si fa riferimento all'art. 35, 1 L. 31/5/1995, n. 218.
Per la capacita' al riconoscimento, all'art. 35, 2 stessa L. 218/1995.
La prova della legge applicabile, sia nell'uno che nell'altro caso, non puo' che avere che la forma dell'art. 2 dPR 31/8/1999, n. 394.
L'onere della prova spetta alle parti interessate 8art. 2697 CC).
Analogamento, sia per la forma della prova che per l'onere della prova, per quanto riguarda gli effetti del riconoscimento (cognome, cittadinazna e quando consegua al riconoscimento).
LUCIAMEZ
Messaggioda LUCIAMEZ » 06/09/2011, 09:45
ragazza russa partorisce bimbo in russia. Ora il padre cittadino italiano qui residente vuole riconoscere il bimbo, dato che madre e figlio verranno in italia fra un mese. chiedo: il bimbo è russo, riconosciuto da sola madre, quindi la legge applicabile per il riconoscimento è quella russa. Operativamente cosa comporta questo per me usc?
Di solito richiedo atti di nascita dei genitori per verificare i vincoli di parentela (ed eventuali interdizioni, cittadinanza ecc. del padre italiano), oltre naturalmente a quello del bambino. Serve altro secondo voi?
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 06/09/2011, 16:46
Fermo restando che l'USC italiano e' competente se il figlio naturale da riconoscere sia nato o sia residente in Italia, e' necessario che sia prodotta documentazione, rilasciata dalle autorita' competenti dello Stato di appartenenza del riconoscendo (avente i requisiti di cui all'art. 2 dPR 31/8/1999, n. 394), da cui risultino quali siano le condizioni per il riconmoscimento di filiazione natrurale, previste dalla legge nazionale del figlio alla nascita (si aggiunge che non guasterebbe come sarebbe utile che venissero indicati anche gli effetti del riconoscimento per quella legge).
Sempre che' sussista la competenza dell'USC italiano a ricevere un tale riconoscimento, puo applicarsi, limitatamente alla forma, quanto previsto dall'art. 35, 3 L. 31/5/1995, n. 218.
Per quanto riguarda la capacita' al riconoscimento (art. 35, 2 L. 218/1995 citata) da aprted el genitore che vi procede, si ricorda che la legge ityaliana, stabilisce 2 sole condizioni: a) leta' 8agevolmente accertabile), b) la capacita' di agire (che risulta, pacificamente, da un estratot per riassunto dell'atto di nascita).
Si ricorda inoltre come, nel caso, non trovino applciazione le disposizioni dell'art. 250, 2 o 3 (a seconda dell'eta') CC, attendnedo queste alle condizioni per il riconoscimento di filiazione naturale, quando, in ragione della cittadinanza, alla nascita, del riconoscendo si applcihi la legge italiana.
brunologlio
Iscritto il: 11/09/2011, 07:04
Far nascere mio figlio in italia
Messaggioda brunologlio » 11/09/2011, 07:21
Egr Dott Scolaro,
mi chiamo bruno ho 27 anni e vivo in cambogia da circa tre anni, pochi giorni fa, la mia ragazza cambogiana ha scoperto di essere incinta e di comune accordo avremmo deciso di far nascere nostro figlio in italia vicino alla mia famiglia.
Ho giá spedito parecchie mail all ambasciata di bangkok per avere informazioni circa la documentazione necessaria per far partorire la mia ragazza all ospedale di Bergamo, ma non ho ancora ricevuto nessuna risposta.
Se cortesemente mi potesse informare circa le procedure da seguire per far nascere mio figlio in Italia, le sarei davvero riconoscente.
Bruno Loglio
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 12/09/2011, 13:16
La questione va affrontata in termini di condizioni per il rilascio di un visto d'ingresso in Italia.
In linea di massima, le condizioni per il rilascio di un visto d'ingresso dovrebbero essere quelle che un datore di lavoro in Italia abbia richiesto uil relativo nulla-osta (all'ingresso) per la stuipula di un contratto di soggiorno, all'interno delle c.d. quote annuali (e, purtroppo, sono ancora in via di utilizzo le graduatorie di anni precedenti).
assy1980
Messaggioda assy1980 » 10/11/2011, 07:29
Innanzitutto buongiorno e complimenti per il forum.
Allora, madre Moldava riconosce al momento della nascita il figlio nato in Italia.
Il padre, moldavo ma con cittadinanza italiana da circa 5 anni, vuole adesso riconoscere il bambino.
La madre non ha residenza italiana, è semplicemente ospitata da una sua connazionale.
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 10/11/2011, 08:54
Vedi, anche: viewtopic.php?t=105678
Basta 1 volta ....
Messaggioda Ospite » 02/08/2012, 17:50
Vediamo se potete aiutarmi. Forse il quesito è molto semplice e mi sto facendo problemi per nulla.
Il caso che è stato sottoposto alla mia attenzione è il seguente.
Si tratta di una coppia ghanese, sposata e residente in Italia da molti anni.
Nel 2004 la moglie ha avuto un figlio negli Stati Uniti, durante una visita, mentre il marito (e padre) si trovava in Italia. Sul certificato di nascita, laggiù, è stato scritto solo il nome della madre e non quello del padre.
Oggi vivono di nuovo tutti insieme in Italia, e lui vorrebbe riconoscere formalmente il figlio (che pure, se si applicasse la legge italiana, sarebbe un figlio legittimo, visto che i genitori all'epoca della nascita erano già sposati).
Può farlo in Italia, semplicemente con una dichiarazione all'ufficiale di stato civile, o c'è qualche problema visto che il figlio è nato all'estero?
Messaggioda diego » 02/08/2012, 17:57
pur ricordando l'articolo 35 (ma anche 33) legge 218/1995, se mai un riconoscimento tale possa essere effettuato in italia (e, personalmente, in linea di principio, non avrei preclusione alcuna limitatamente alla competenza non foss'altro che sono tutti residenti qui; richiamo, anche, art. 250 cc), mi porrei la domanda se l'articolo 253 cc (italiano) sia norma di ordine pubblico e pertanto operi l'articolo 16 legge 218/1995, con ciò che consegua...
ma forse straparlo!
Messaggioda Ospite » 02/08/2012, 18:25
Curiosamente, non mi era venuto in mente di scomodare il diritto internazionale privato, anche se in effetti avrei dovuto farlo
Quindi, il punto è la legge dello Stato di cui padre e/o figlio hanno la cittadinanza...
Non ho capito tuttavia il riferimento all'art. 253 c.c.: in questo caso non si tratterebbe di un riconoscimento in contrasto con lo stato di figlio legittimo, ma eventualmente conforme ad esso, quindi da questo punto di vista mi pare che non dovrebbero esserci problemi.
Messaggioda diego » 02/08/2012, 18:33
ripeto: non so se rilevi nel caso.
come discorso in generale, tuttavia, delle due l'una: un figlio O è legittimo O e' naturale.
non si può riconoscere un figlio che sarebbe (già) legittimo! se al momento della nascita i suoi genitori sono sposati (tra loro) un figlio è legittimo; invece si possono riconoscere solo figli che sono nati "naturali".
LEGITTIMITA', insomma, esclude "NATURALITA'" e viceversa
comunque, ripeto: pourparler; lascio a Sereno!
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 02/08/2012, 18:44
La questione sulla ricevibilita' o meno di un tale atto e', per altro, sel tutto secondaria, essendovi aspetti di ben maggiore rilevanza sostanziale.
Infatti, poiche' va fatto riferiomento alla legge nazionale del figlio (virgola) al momento della nascita, occorrerebbe che le parti interessate verifichino quali siano, in materia, le previsioni della legge dello State USA di nascita, nonche' della legge ghanese (salvo non provare, documentalmente, che i figlio abbia una sola cittadinanza), sull'ammissibilita' o meno di un tale ipotizzato riconoscimento da parte del (per il momento) sedicente padre, acquisendo documentazione, avente i requisiti di cui all'art. 2, 2 e 2-bis dPR 31/8/1999, n. 394), rilasciata da ciascuna delle autorita' a cio' competenti dei 2 Stati di cui il figlio ha la cittadinanza (salvo, come detto, non sia data prova, documentale, che uil figlio abbia una sola cittadinanza) da cui risulti le condizionid i ammissibilita',d i procedura e di forma che un tale atto debba avere, nonche', dalle autorita' competenti dello Stato di appartenenza del padre la sua capacita' a ricionoscere il figlio naturale (forse).
In tal caso, potrebbe farsi riferimento, per la forma, all'art. 35, 3 L. 31/5/1995, n. 218, se non fosse che tale ipotesi viene esclusa dall'art. 253 CC (italiano), che in quanto norma avente rilevanza di ordine pubblico, renderebbe, anche in tali ipotesi, irricevibile un atto di riconoscimento, nella fattispecie.
Salvo non verificare, con riferimento ad entrambe le legislazioni in gioco, se prevedano, in qualche modo, unistituto "avvicinabile" a quello considerato dall'art. 249 CC (italiano).
E' da sugegrire che gli interessati si rivolgano alle autorita' diplomatiche/consolari dei 2 Stati interessati, tenendo oltretutto presenta l'ipotesi che le due legislazioni possano anche non essere omogenee, il che' porterebbe ad una situazione di "a-simmetria", nei 2 ordinamenti giuridici.
In ogni caso. gli interessati dovranno affrontare la situazione alla luce delle legislazioni di cui il figlio ha la cittadinanza.
Oggi è 15/12/2018, 19:22