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Timestamp: 2019-04-25 14:31:19+00:00
Document Index: 95667692

Matched Legal Cases: ['art. 51', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 51', 'art.3', 'art.51', 'art. 2', 'art. 24', 'art. 24']

Nel momento in cui si intendono realizzare una nuova opera ed un nuovo volume su un fabbricato preesistente, deve tenersi conto della strumentazione urbanistica vigente alla data del rilascio del nuovo titolo e non anche di quella, ormai superata, applicabile al momento della edificazione del fabbricato.
A differenza del Piano adottato ai sensi della legge n. 167 del 1962, la localizzazione di un intervento costruttivo, da realizzarsi in attuazione del predetto Piano, ai sensi dell’art. 51 della legge 22 ottobre 1971 n. 865 non ha una connotazione pianificatioria, ma ha un carattere immediatamente operativo, in quanto più limitatamente inteso ad assicurare la realizzazione di un programma costruttivo già finanziato e definito in tutte le sue parti essenziali.
Gli strumenti volti a disciplinare l’assetto delle aree costituenti un consorzio destinato a gestire l’utilizzo ad uso industriale delle aree coincidono solitamente con i piani regolatori delle aree di sviluppo industriale, che spesso hanno una valenza sovracomunale e che programmano tra l’altro le strutture e le attrezzature di cui tali aree devono essere dotate.
La presentazione da parte del presidente di una società della domanda di approvazione di un piano particolareggiato in assenza dell'autorizzazione dell'assemblea dei soci può ben essere ratificata e fatta propria dalla società con delibera successiva della stessa assemblea.
In assenza di una diversa previsione della normativa legislativa e locale, la necessità dello strumento urbanistico attuativo non può essere desunta dalle caratteristiche dell’intervento.
Il programma costruttivo di edilizia residenziale pubblica (art. 51 Legge 865/1971)
Motivazione, natura e presupposti di un E.R.P.
Il ricorso allo strumento accelerato e semplificato della localizzazione del programma costruttivo ex art. 51 L. 865/1971, in alternativa al PEEP, presuppone che la zona in cui viene localizzato l’intervento abbia avuto destinazione urbanistica residenziale. Gli effetti di variante al PRG riconosciuti dal secondo comma dell’art. 51 al piano costruttivo riguardano esclusivamente i limiti di densità, altezza, distanza dei fabbricati, nonché i rapporti massimi fra spazi abitativi e spazi pubblici
Rapporto tra localizzazione di un piano di E.R.P. ed il piano P.E.E.P.
La disposizione contenuta nell'art.3 D.L.115/1974 va interpretata nel senso che un Comune che disponga di un piano per l'edilizia economica e popolare vigente non può ricorrere alla procedura prevista dall'art.51 L.865/71, ma è obbligato al reperimento delle aree all'interno del PEEP vigente, sino al suo esaurimento. Il che non esclude la possibilità di far ricorso allo strumento della localizzazione in tutti i casi in cui, non esiste un piano per l'ERP ma solo uno adottato e non approvato
Normativa della Regione Sicilia relativa alla localizzazione di programmi costruttivi E.R.P.
Per i programmi costruttivi previsti dall'art. 2 L.R. Sicilia 86/1981 non opera il fabbisogno biennale o decennale, come se si trattasse di strumenti ordinari, ma, ai fini del loro dimensionamento, occorre solo tener conto del finanziamento assegnato, fermo restando, comunque, l’obbligo di rispettare il limite massimo del 70% del fabbisogno complessivo di edilizia abitativa.
L'adozione di un programma di riqualificazione urbana ed i contratti di quartiere
I piani di riqualificazione urbana sono stati introdotti nella nostra legislazione come strumenti di programmazione urbanistica, ad iniziativa pubblica o privata, che riguardano ampi ambiti urbani compromessi dal dispiegarsi disomogeneo dell’attività edilizia e specificamente rivolti, attraverso un insieme sistematico e coordinato di interventi, alla riqualificazione degli ambiti di intervento nel loro complesso.
L'intervento consistente nella riqualificazione di un'area con deolizione di un edificio dismesso e realizzazione di un nuovo immobile con pluralità di destinazioni, di un parcheggio ad uso pubblico e di nuova viabilità, con esecuzione di interventi di bonifica da amianto è compatibile con le finalità di recupero e valorizzazione degli ambienti urbani, proprie dei programmi integrati di intervento.
Il programma pluriennale di attuazione si qualifica come strumento di programmazione, mediante il quale il Comune temporalizza l'attuazione delle previsioni contenute negli strumenti urbanistici generali, delineando le zone nelle quali, nei successivi anni, si dovrà procedere a costruire ed assolve l'esigenza di graduare nel tempo gli interventi di edificazione e di urbanizzazione in un sistema in cui il piano regolatore ha per sua stessa natura durata a tempo indeterminato.
Non è possibile che aree che hanno già espresso la volumetria nell’ambito di una lottizzazione siano nuovamente utilizzate a fini edificatori sol perché non utilizzate quali aree di sedime di fabbricati ma destinate a standards.
Derogabilità e termini prescrizionali dell'efficacia dei piani urbanistici attuativi
Nella Regione Campania, la l.r. 14/1982 riconnette l'esecutività - e quindi la decorrenza del termine di efficacia - dello strumento urbanistico esecutivo alla pubblicazione dell'avviso di deposito dell'approvazione del piano sul bollettino ufficiale della Regione Campania.
Reiterazione dei vincoli espropriativi decaduti in caso di nuova zonizzazione dell'area
Il reperimento di standard urbanistici non può essere perseguito mediante assoggettamento della zona a disciplina urbanistica attuativa al solo scopo di perseguire la cessione gratuita dell'area a standard a servizio solo apparente del comparto, ma, ricorrendone i presupposti, utilizzando gli strumenti pubblicistici mediante apposizione del vincolo preordinato all'esproprio e previsione del corrispondente indennizzo, fino a giungere all'esproprio del bene
Finalità dei piani urbanistici attuativi
Il piano di lottizzazione convenzionato consente a tutte le aree in esso comprese di esprimere la propria volumetria che di regola viene concentrata su alcuni lotti, in modo da utilizzare quelli liberi a standards, così realizzando il contemperamento tra aree edificate e libere di cui al decreto ministeriale n. 1444 del 1968.
Necessità del piano urbanistico attuativo anche quale presupposto per il rilascio del permesso di costruire
Invio degli strumenti urbanistici attuativi comunali alla Regione (art. 24 Legge 47/1985)
L'art. 24 legge 47/1985 non è derogabile dalle leggi regionali, in quanto disposizione di principio nella materia di «governo del territorio», che da una parte istituzionalizza il disegno di semplificazione delle procedure in materia urbanistica, eliminando l’approvazione regionale degli strumenti attuativi, e che dall’altra accentua le forme di pubblicità e di partecipazione dei soggetti pubblici e privati, prevedendo che i comuni debbano trasmettere copia de ...
Le misure di salvaguardia in relazione agli strumenti urbanistici attuativi
La misura di salvaguardia va vista in relazione alla fase di approvazione dello strumento urbanistico e non necessariamente con riferimento al piano adottato, con la conseguenza che l’eventuale misura di salvaguardia deve essere ragguagliata alle definitive previsioni del piano urbanistico impresse con la seconda delibera di approvazione a seguito dell'accoglimento totale o parziale di osservazioni e non può essere ragguagliata alle previsioni contenute nella delibera di adozione, ormai superate
Cessata efficacia dei piani urbanistici attuativi: applicabilità delle misure di salvaguardia e della zonizzazione
Mentre in mancanza totale o parziale di una programmazione urbanistica, devono trovare applicazione le restrittive limitazioni costruttive fissate per le c.d. zone bianche, nell’ipotesi in cui si verifichi la decadenza di un piano di zona, permane invece la disciplina d'uso del territorio disposta a livello di P.R.G., con sopravvivenza – o meno – della sola necessità di ulteriore pianificazione attuativa.
Effetti derivanti dalla cessata efficacia della convenzione urbanistica in caso di attuazione parziale e mancata attuazione dei piani
Se il piano particolareggiato non è stato attuato – e cioè non sono state chieste concessioni edilizie, ovvero se richieste e ottenute sono decadute causa la mancata esecuzione dei lavori – con la scadenza del piano vengono meno le inerenti aspettative dei proprietari, nonché le loro obbligazioni.
La redazione di un nuovo piano urbanistico attuativo al decadere del termine d'efficacia decennale
Il Comune può disciplinare la parte di piano che non ha avuto attuazione mediante un nuovo piano e dovrà, quindi, agire nel rispetto delle procedure previste dalla legge per l'approvazione dei piani attuativi.
Sorte degli indici, delle prescrizioni di piano e dei vincoli di inedificabilità alla decadenza del piano urbanistico attuativo
In ipotesi di decadenza del piano di zona se permane l’obbligo di osservare, per la parte non attuata, le previsioni dello strumento esecutivo scaduto, decadono, però, gli effetti della pubblica utilità delle opere previste e cioè sia i vincoli di natura espropriativa che le destinazioni urbanistiche complementari, le quali hanno l’esclusiva finalità di delineare la consistenza dell’opera pubblica prevista comprensive dei relativi indici e parametri urbanistici
Uno strumento urbanistico esecutivo «unico» per l’intero comparto edificatorio
E' legittimo il diniego della proposta di piano di lottizzazione che si estende ad aree poste al di fuori del perimetro del comparto, con una diversa allocazione degli standard urbanistici costituiti da un diverso impianto viario e dei relativi parcheggi, il tutto in contrasto con le previsioni di Piano regolatore che quel comparto ha recepito.