Source: https://fiscomania.com/esterometro-operazioni-transfrontaliere/?amp
Timestamp: 2020-02-22 23:17:45+00:00
Document Index: 102883156

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 35', 'art. 15', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 16', 'art. 17']

Esterometro 2020 per le operazioni tranfrontaliere: procedura- Fiscomania
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Esterometro: la comunicazione delle fatture attive e passive con controparti estere, procedura, soggetti obbligati ed esonerati, dati e sanzioni con ravvedimento.
Invio telematico delle operazioni con controparti estere a cadenza trimestrale, l’Esterometro. Comunicazione che riguarda tutte le operazioni transfrontaliere. La comunicazione telematica dei dati delle operazioni transfrontaliere, Esterometro con tutte le istruzioni per la compilazione. Articolo aggiornato al 26 gennaio 2020.
A partire dal 1º gennaio 2019 è in vigore l’obbligo di emissione della Fattura Elettronica per tutte le operazioni tra privati (B2B e B2C). Questo secondo quanto previsto dall’articolo 1, comma 909, lettera a) n) 4 Legge n 205/17.
Accanto a questo adempimento, in ottica di semplificazione è stato eliminato l’adempimento legato alla comunicazione delle fatture emesse e ricevute. Mi riferisco al c.d. Spesometro.
Per questo motivo si è reso necessario introdurre un nuovo adempimento legato alla comunicazione di questo tipo di fatture, l’Esterometro. Questo adempimento è stato poi oggetto di modifica dal parte del comma 1-bis dell’art. 16 del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124. Questa disposizione ha modificato la periodicità di presentazione dell’Esterometro, portandola a cadenza trimestrale.
Vediamo, quindi, tutte le informazioni relative alla nuova comunicazione periodica delle operazioni effettuate con controparti aventi sede in un Paese estero.
CHE COS’È L’ESTEROMETRO? LA COMUNICAZIONE TRIMESTRALE DELLE OPERAZIONI TRANSFRONTALIERE
ESTEROMETRO SOGGETTI OBBLIGATI ED ESCLUSI
I DATI DA TRASMETTERE NELL’ESTEROMETRO
CODICI NATURA OPERAZIONE ESTEROMETRO
TERMINE PER TRASMETTERE LA COMUNICAZIONE TELEMATICA
TRASMISSIONE TELEMATICA DELL’ESTEROMETRO E CONSULTAZIONE
RETTIFICA ED ANNULLAMENTO DELL’ESTEROMETRO
ESTEROMETRO LE SANZIONI PER GLI OPERATORI
ESTEROMETRO PER OPERAZIONI CON CONTROPARTI ESTERE: CONCLUSIONI
ESTEROMETRO FAQ
ESTEROMETRO: LE OPERAZIONI ED I SOGGETTI INTERESSATI
Il fatto che l’obbligo di fatturazione elettronica delle operazioni attive e passive riguardi soltanto le operazioni concluse con controparti residenti comporta alcune conseguenze.
Prima tra tutte l’impossibilità per l’amministrazione finanziaria di tracciare tutte le operazioni effettuate dalle imprese o dai professionisti italiani con controparti estere (sia UE che Extra-UE).
Per questo è stato introdotta una comunicazione periodica volta a monitorare le operazioni estere.
Come detto, tali operazioni rimangono escluse dall’obbligo della fatturazione elettronica e spesso le frodi fiscali sono perpetrate con l’ausilio di operatori esteri.
Per questo motivo si è resa necessaria questa nuova comunicazione.
L’Esterometro, infatti fa riferimento alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso soggetti esteri.
Soggetti che non sono tenuti a doversi identificare in Italia per operare.
La comunicazione c.d. Esterometro è una comunicazione telematica dei dati delle operazioni transfrontaliere da inviare con cadenza trimestrale all’Agenzia delle Entrate.
Sono obbligati alla trasmissione dell’Esterometro gli operatori IVA obbligati all’emissione della fatturazione elettronica.
Questo con particolare riferimento alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato.
La norma prevede quindi l’assoggettamento a fatturazione elettronica per i soggetti identificati, escludendoli, di conseguenza, dall’Esterometro.
Sono esclusi dall’obbligo di fatturazione elettronica i contribuenti che applicano un regime fiscale di vantaggio o un Regime Forfettario ovvero il regime speciale degli agricoltori.
Sono esclusi, inoltre, i soggetti non residenti e non stabiliti in Italia.
Il comma 3-bis dell’articolo 1, del DLgs n 127/2015 prevede che:
“I soggetti passivi di cui al comma 3 trasmettono telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, salvo quelle per le quali è stata emessa una bolletta doganale e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche secondo le modalità indicate nel comma 3. La trasmissione telematica è effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso ovvero a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione“
Comma 3-bis articolo 1 Dlgs n 127/15
I soggetti obbligati dovrebbero essere quelli residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato direttamente ex art. 35-ter del DPR n 633/1972 o per mezzo di rappresentante fiscale.
La Circolare n 13/E/2018 ha invece escluso i soggetti non residenti identificati ai fini IVA specificando:
“Ne consegue che, a sensi della normativa comunitaria, tra i soggetti ‘‘stabiliti’’ non possono essere inclusi i soggetti non residenti meramente identificati. Questo, a meno
che non possa essere dimostrata l’esistenza di una stabile organizzazione”
Circolare n 13/E/2018 Agenzia delle Entrate
DETTAGLIO DEI SOGGETTI OBBLIGATI ED ESCLUSI
Per approfondire i soggetti obbligati ed esclusi ti lascio a questo articolo dedicato:
“Soggetti obbligati ed esclusi dall’esterometro“
I dati che devono essere indicati nella Comunicazione riguardano le operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato.
Si fa riferimento al tracciato ed alle regole di compilazione previste dalle specifiche tecniche allegate al Provvedimento 30 aprile 2018:
L’aliquota IVA applicata e l’imposta ovvero, ove l’operazione non comporti l’annotazione dell’imposta nel documento, la tipologia dell’operazione (codice natura).
Nella tabella che segue riepilogo i principali codici relativi alla natura dell’operazione per l’esterometro.
N1 Escluse ex art. 15 Operazioni con esclusione dal computo della base imponibile Iva
N2 Non soggette Prestazioni di servizio “fuori campo”Iva in assenza del requisito della territorialità (es. servizi extra-UE ex art. 7-ter DPR 633/72)
N3 Non imponibili Cessioni Intra-UECessioni all’esportazione (incluse quelle in regime del margine) Acquisti Intra-UE non imponibili
N4 Esenti Cessioni e prestazioni in regime di esenzione Iva ex art. 10 DPR 633/72 Acquisti Intra-UE esenti
N5 Regime del margine/iva non esposta in fattura Regime del margine per i beni usati
N6 Inversione contabile/reverse charge Prestazioni di servizi nei confronti di soggetti passivi debitori d’imposta in altro stato UE
Acquisti di servizi extra-UE (autofatture)Acquisti intracomunitari di beni e servizi
N7 Iva assolta in altro Stato UE Vendite a distanzaPrestazioni di servizi in regime MOSS
Per le operazioni attive, il dato “Natura” dell’operazione deve essere valorizzato solamente nel caso in cui il cedente o prestatore non abbia indicato l’Iva in fattura, avendo inserito in luogo dell’imposta una specifica annotazione sul documento.
Per gli acquisti in reverse charge, oltre alla valorizzazione del campo “Natura dell’operazione“, devono essere compilati anche i dati riferiti all’aliquota e all’imposta.
La struttura dell’Esterometro è sostanzialmente quella dello Spesometro.
L’unica differenza riguarda il fatto che i dati da trasmettere sono limitati a quelli che si riferiscono a rapporti con l’estero. Infatti, tutte le altre operazioni “nazionali” sono già conosciute all’Amministrazione Finanziaria attraverso il Sistema di Interscambio. Si tratta dell’hub da cui transitano tutte le Fatture Elettroniche.
OPERAZIONI EFFETTUATE MEDIANTE EMISSIONE O RICEZIONE DI BOLLETTA DOGANALE
La predisposizione e l’invio dell’Esterometro rimane facoltativa per tutte le operazioni per le quali è stata emessa una Bolletta Doganale.
Questo in quanto si tratta di operazioni già note all’Erario, e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche per mezzo del sistema di interscambio (SDI).
Come specificato dall’Agenzia delle Entrate, verranno mantenute le semplificazioni dei modelli INTRA acquisti in vigore dal 1º gennaio 2018.
La trasmissione telematica della Comunicazione deve essere effettuata entro l’ultimo giorno del trimestre successivo a quello della data del documento emesso. Ovvero entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione.
Questo è quanto modificato a cura del comma 1-bis dell’art. 16 del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, con effetto a partire da gennaio 2020.
Facciamo un semplice esempio. Caso di una fattura di un fornitore tedesco datata 31 gennaio 2020 registrata il 20 febbraio 2020. Il termine per effettuare l’invio della comunicazione in oggetto è il 31 aprile 2020.
EMISSIONE DELLA FATTURA ELETTRONICA PER OPERAZIONI TRANSFRONTALIERE
Per le sole fatture emesse, la comunicazione Esterometro non è dovuta se viene predisposta la fatturazione elettronica.
In tal caso si trasmette al sistema dell’Agenzia delle Entrate l’intera fattura emessa, con apposito formato XML e compilando solo il campo
“CodiceDestinatario” con un codice convenzionale composto da sette ‘‘ics’’ (‘‘XXXXXXX’’). Così come indicato nelle specifiche tecniche allegate al citato provvedimento.
L’Agenzia delle Entrate, nel corso di un Incontro con la stampa specializzata del 24 maggio 2018 ha, infatti, così risposto alla seguente domanda:
Si possono trasformare le fatture emesse e ricevute dall’estero in fatture elettroniche inviandole attraverso lo SDI in modo da adempiere all’obbligo trimestrale di comunicazione?
La risposta è affermativa con riferimento solo alle fatture emesse verso soggetti esteri.
Infatti, il punto 9.4 del provvedimento del 30 aprile 2018 stabilisce che:
“Per le sole fatture emesse, le comunicazioni relative a ‘‘operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate verso soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato’’ possono essere eseguite trasmettendo al sistema dell’Agenzia delle Entrate l’intera fattura emessa. L’invio avviene in un file nel formato stabilito al punto 1.3 e compilando solo il campo ‘‘Codice Destinatario’’ con un codice convenzionale indicato nelle specifiche tecniche allegate al presente provvedimento
Punto 9.4 Provvedimento 30 Aprile 2018 Agenzia delle Entrate
Sarebbe una grande semplificazione dal punto di vista operativo l’introduzione dell’invio al sistema SDI anche delle fatture da operatori non residenti, attualmente non contemplata dalla norma.
I dati delle fatture relativi ad operazioni verso o da soggetti non residenti, non stabiliti, non identificati in Italia, da trasmettere all’Agenzia delle Entrate devono essere rappresentati in formato XML (eXtensible Markup Language).
Questo, secondo lo schema e le regole riportate nell’allegato del provvedimento 30 aprile 2018.
Affinché il file XML sia accettato dal sistema dell’Agenzia delle Entrate predisposto per la ricezione dei file (di seguito Sistema Ricevente), il responsabile della trasmissione (il soggetto obbligato o un suo delegato) deve apporvi una firma elettronica (qualificata o basata su certificati Entrate). Oppure, solo in caso di invio del file tramite upload sull’interfaccia web del servizio ‘‘Fatture e Corrispettivi’’, il sigillo elettronico dell’Agenzia delle Entrate.
La consultazione e l’acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici messi a disposizione nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate dei singoli operatori è consentita anche agli intermediari.
Soggetti individuati dall’articolo 3, comma 3, del DPR 22 luglio 1998, n. 322 appositamente delegati dal cedente/prestatore o dal cessionario/ committente.
La delega può essere conferita e revocata dal cedente/prestatore o dal cessionario/committente direttamente attraverso le funzionalità rese disponibili nel sito web dell’Agenzia o presentando l’apposito modulo presso un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia stessa.
L’intermediario delegato al predetto servizio è abilitato anche alla consultazione dei dati delle fatture transfrontaliere.
Che cosa fare nel caso in cui ci si accorga di aver commesso un errore nell’Esterometro?
Vediamo insieme i possibili rimedi.
Per le comunicazioni dei dati delle fatture inviate entro il termine di scadenza ed eventualmente scartate, è possibile effettuare un nuovo invio entro i 5 giorni successivi dalla ricezione dell’esito.
In questo caso non vi è applicazione di sanzioni.
Nel diverso caso in cui la comunicazione dei dati delle fatture inviata entro il termine sia formalmente corretta (dunque non scartata), ma presenti delle irregolarità rispetto ad alcuni dei dati oggetto di invio, sono previste due possibilità:
In caso di rettifica, invece, i dati originari sono sostituiti da quelli corretti. Si precisa, a tal proposito, che anche nell’ipotesi di più rettifiche, la comunicazione da modificare è quella originaria.
La comunicazione delle operazioni intercorse con controparti estere in vigore dal 1° gennaio 2019 è un’ulteriore adempimento per i contribuenti.
Tutti i soggetti coinvolti dalla Fattura Elettronica dovranno adempiere a questo ulteriore onere. Vediamo, tuttavia, come è possibile affrontarlo al meglio con qualche accorgimento.
In particolare, vediamo, come è possibile ridurre al minimo l’impatto dell’esterometro.
Fatture Attive tramite SDI
Un primo elemento da prendere in considerazione può essere quello di far transitare per il sistema di interscambio la fatturazione attiva.
E’ vero che la fattura elettronica non arriva al destinatario (soggetto estero), e che per questo deve essere inviata fattura cartacea. Tuttavia, emettere comunque la fattura elettronica fa si che il sistema di interscambio riceva la fattura.
La ricezione della fattura da parte dello SDI comporta l’esonero per la stessa fattura dalla comunicazione esterometro. Infatti, tale fattura è già stata presa in carico dall’Amministrazione Finanziaria.
Operare in questo modo con tutte le fatture estere fa si che non vi sia obbligo di inserire gli stessi documenti nell’esterometro.
Fatture Passive registrate una volta a trimestre
Per le fatture passive le cose si complicano. Non è possibile, infatti, che un soggetto estero invii la fattura a SDI. Per questo motivo tutta la fatturazione passiva dovrà passare obbligatoriamente per l’esterometro.
Come è possibile, tuttavia, semplificare la situazione?
Quello che si può fare è sfruttare il fatto che le fatture nella comunicazione seguono la data di registrazione contabile e non quella di ricezione della fattura.
Per questo motivo, è possibile registrare le fatture passive una sola volta a trimestre. In questo modo non si perde la normale detrazione dell’IVA ed è possibile inviare per un solo mese nel trimestre la comunicazione.
Una bella semplificazione. Cosa ne pensate?
Operatore sanitario italiano emette fattura verso non residente, va in Esterometro?
Il medico italiano che emette una fattura ad un soggetto privato estero deve inserire la fattura (emessa con modalità cartacea) nell’esterometro.
Le prestazioni di servizi generiche ex articolo 7-ter non rilevanti in Italia vanno in Esterometro?
L’operazione non è rilevante ai fini IVA in Italia, ma deve essere inserita in Esterometro. Questo a meno che l’operazione non transiti da Fattura Elettronica che transita da SDI.
Impresa che ha comprato da un privato francese un impiant o che si trova in Italia. Ho fatto autofattura, va in Esterometro?
Un soggetto passivo italiano che acquista un bene che si trova in Italia, non deve fare autofattura. Non si deve compilare l’Esterometro.
Soggetto Statunitense che vende all’impresa italiana un bene che si trova in Italia.
Articolo 17, comma 2, l’impresa italiana fa autofattura per adempiere agli obblighi IVA. L’operazione va in Esterometro.
Impresa italiana che fa ristrutturazione ad immobile in Francia. Va in Esterometro?
Operazione valida ai fini dell’articolo 7-quater, non rilevante ai fini IVA in Italia. L’operazione per il prestatore italiano va in Esterometro.
L’Esterometro lo deve presentare anche il soggetto che opera in Regime Forfettario?
Articolo 1, commi 3 e 3-bis Dlgs n 123/15. L’esterometro è dovuto dai soggetti indicati dal comma 3, ovvero tutti i soggetti passivi IVA ad esclusione di minimi e Forfettari.
Quali sono le informazioni da comunicare con lo Spesometro Fatture Elettroniche?
Le informazioni da inserire nello Spesometro Fatture Elettroniche sono le seguenti:
– Tutte le fatture emesse. Questo a prescindere dalla loro registrazione o annotazione nel registro corrispettivi;
– Fatture ricevute + bollette doganali + fatture ricevute da contribuenti in regime forfettario;
– Note di variazione delle Fatture Elettroniche
Come si inviano i dati dello Spesometro?
I contribuenti per procedere all’invio devono indicare tutte le informazioni in un file chiamato Dati Fattura, in formato Xml. Circolare n 1/E/2017 delle Entrate.
Quali sono i codici Spesometro da utilizzare?
Operazioni Escluse –> N1 – Operazioni escluse IVA ex articolo 15;
Operazioni non soggette –> N2 – Operazioni non soggette IVA;
Operazioni non imponibili –> N3 – Non imponibile;
Operazioni esenti –> N4 – Esente;
Operazioni in Regime del Margine –> Regime del Margine IVA non esposta in fattura;
Reverse charge –> Inversione contabile IVA, Reverse charge;
IVA assolta in altro Stato –> IVA assolta in altro Stato.
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ALESSANDRO 20 Novembre, 2019 at 11:59
Prestazioni di servizio ricevute da San Marino ( fattura senza iva ), devo fare autofattura ma, nell’esterometro entrano solo i dati dell’acquisto art. 17 comma 2 oppure anche quelli dell’autofattura emessa ?
Oppure l’autofattura emessa dev’essere inviata allo SDI ?
Federico Migliorini 20 Novembre, 2019 at 14:32
L’autofattura non è obbligatorio che sia inviata allo SdI. La prestazione da inviare in esterometro è quella ricevuta con la fattura estera.