Source: http://www.massacomune.it/category/dirigenti/
Timestamp: 2019-06-25 00:19:59+00:00
Document Index: 31063279

Matched Legal Cases: ['art.107', 'art.50', 'art.109', 'art.60', 'art.60', 'art.60', 'art.107', 'art.60', 'art.110', 'art.61', 'art.110', 'art.61', 'art.61', 'art. 27', 'art. 19', 'art. 21', 'art. 107', 'art. 109', 'art. 1', 'art.40', 'art.19', 'art 109', 'art 1110', 'art.110', 'art.11', 'art. 6', 'art. 48', 'art.110', 'art.107', 'art.50', 'art.109']

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Comune e Dirigenti
14 marzo 2017 | Autore: gabriele galeotti
Nella pianta organica del Comune di Massa Marittima non sono previsti Dirigenti con qualifica espressa in servizio a tempo indeterminato.
Le funzioni attribuite a tali figure dall’art.107 del TUEL, pertanto, vengono svolte dai Responsabili degli Uffici o dei Servizi [nel caso specifico, i 5 Settori in cui si articola la struttura organizzativa dell’Ente].
La nomina dei Responsabili di Settore e il contestuale conferimento dell’incarico dirigenziale avvengono annualmente, mediante DECRETO SINDACALE, ai sensi dell’art.50, comma 10 del TUEL e in attuazione dell’art.109, comma 2 del medesimo [art.60, comma 4 dello Statuto Comunale].
I funzionari sono direttamente responsabili dell’attuazione dei fini e dei programmi fissati dall’Amministrazione, del buon andamento degli uffici e dei servizi cui sono preposti, del rendimento e della disciplina del personale assegnato alle loro dipendenze, della buona conservazione del materiale in dotazione [art.60, comma 1 dello Statuto Comunale].
I funzionari, nell’organizzazione ed utilizzazione delle risorse assegnate, agiscono in piena autonomia tecnica, di decisione e di direzione [art.60, comma 2 dello Statuto Comunale].
Spettano ai funzionari tutti i compiti che la legge e lo statuto espressamente non riservino agli organi di governo dell’Ente e ad essi sono attribuiti tutti i compiti di attuazione degli obiettivi e dei programmi definiti con gli atti di indirizzo adottati dagli organi politici; essi, in particolare, svolgono tutte le attivitą previste dall’art.107, co.3, del D.Lgs.267/2000 [art.60, comma 3 dello Statuto Comunale].
Il D.lgs n.39 del 08.04.2013, fermo restando il disposto di cui al Testo Unico sul Pubblico Impiego [D.lgs 165/2001], regola l’accesso agli “incarichi amministrativi di vertice” (incarichi di livello apicale, come quello di Segretario generale o posizioni assimilate) e agli “incarichi dirigenziali interni” (incarichi di funzione dirigenziale, comunque denominati, che comportano l’esercizio in via esclusiva delle competenze di amministrazione e gestione).
In particolare, reca disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi dirigenziali presso le pubbliche amministrazioni, gli enti pubblici e gli enti di diritto privato in controllo pubblico.
La Legge n.114 del 11.08.2014 [di conversione, con modificazioni, del DL n.90 del 24.06.2014] ha modificato l’art.110 del TUEL, promuovendo una diversa disciplina circa l’attribuzione degli incarichi dirigenziali a tempo determinato.
Essa, superando le normative regionali (spesso contrastanti e non sempre in linea coi suoi principi), accoglie l’interpretazione già sostenuta dalla maggiore giurisprudenza e introduce l’obbligo di una selezione pubblica, con l’evidente necessità di predisporre avvisi per singole posizioni dirigenziali, anche di livello generale [per dirigenti e funzioni dirigenziali di ogni livello, ivi comprese quelle degli enti strumentali].
La copertura dei posti di responsabili dei servizi e degli uffici di alta specializzazione può avvenire mediante contratto a tempo determinato di diritto pubblico o, eccezionalmente, di diritto privato, fermi restando i requisiti richiesti dalla qualifica da ricoprire [art.61, comma 3 dello Statuto Comunale].
Il Comune puė stipulare, al di fuori della dotazione organica e solo in assenza di professionalità analoghe presenti all’interno dell’ente, contratti a tempo determinato di dirigenti, alte specializzazioni o funzionari dell’area direttiva, fermi restando i requisiti richiesti per la qualifica da ricoprire; per tali contratti, la percentuale ammessa, la durata, i casi di revoca ed il trattamento economico sono stabiliti dal regolamento, dall’art.110, co.2, del D.lgs. 267/2000 e dalle leggi successive [art.61, comma 2 dello Statuto Comunale].
Il Comune può prevedere, per obiettivi determinati e con convenzioni a termine, collaborazioni esterne ad alto contenuto di professionalità secondo le modalità stabilite dal Regolamento [art.61, comma 3 dello Statuto Comunale].
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Riflessioni sugli incarichi dirigenziali
in materia di funzioni dirigenziali dispone il Capo II (articoli da 13 a 27) del D.lgs 165/2001, che riguarda specificamente le amministrazioni statali ma il cui art. 27 comma 1 prescrive alle altre amministrazioni pubbliche di “adeguarsi”, nell’esercizio della propria potestà statutaria e regolamentare, ai principi dell’articolo 4 e del suddetto Capo.
tra le disposizioni citate (articoli da 13 a 27) c’è ad esempio l’art. 19, che al comma 1 prevede l’ esplicita correlazione degli incarichi ad obiettivi predeterminati e risultati oggettivabili e ad una serie di requisiti che dovrebbero comunque essere dimostrabili se non altro in ossequio alla trasparenza e all’ obbligo di dimostrazione di perseguire il pubblico interesse; il comma 2 è ancora più preciso sulle modalità del provvedimento di incarico, sulla correlazione tra durata e obiettivi, sulla durata stessa (prevista tra tre e cinque anni). Anche l’art. 21 è piuttosto stringente sulla correlazione tra mantenimento dell’incarico e valutazione dei risultati raggiunti.
La valutazione dell’ operato dei dirigenti è già stabilita dagli artt. 147 e 107 del D.lgs 267/2000 (Testo unico enti locali).
Sugli obblighi di adozione, pubblicazione e valutazione del raggiungimento degli obiettivi da parte delle amministrazioni dispone il D.lgs 150/2009 (normativa “Brunetta” che ha sostituito quella richiamata nell’art. 107 ultimo comma del 267/2000)
L’art. 109, comma 2, del 267/2000 statuisce che “nei Comuni privi di personale di qualifica dirigenziale” le funzioni dirigenziali possono essere attribuite, con provvedimento “motivato” del Sindaco, ai responsabili degli uffici o dei servizi… “anche in deroga a ogni diversa disposizione“.
E’ chiaro che questo inciso significhi “anche in deroga a norme che eventualmente disciplinino diversamente circa CHI possa essere incaricato, CHI lo incarichi e CON QUALE TIPO DI PROVVEDIMENTO”.
Ciò non solo perché, altrimenti, l’articolo doveva essere formulato diversamente ma anche perché i citati articoli da 13 a 27 del D.lgs 163/2001 sono stati riformati nel 2009, quindi successivamente alla stesura di questa norma (2000), pertanto implicitamente abrogata laddove regolasse la stessa materia (cioè laddove fosse interpretata nel senso che nei Comuni privi di dirigenza gli incarichi possano essere conferiti senza rispettare il Capo II del D.lgs 165/2001).
Certamente, comunque, non si può parlare di deroga dei citati artt. 147, 107 dello stesso D.lgs 267/2000.
In base a quanto sopra occorre esaminare come e se ciascun Comune abbia adeguato sul punto i propri ordinamenti (in altri termini, Statuto e Regolamento di organizzazione) al Capo II del D.lgs 165/2001 e raffrontare gli atti di conferimento incarichi con tali norme e con quelle del D.lgs 267/2000 citate.
La legge di stabilità 2016 (208/2015) vieta, di fatto, nuove assunzioni in qualifiche dirigenziali, sia a tempo indeterminato che determinato (art. 1, commi 219 e 228) finchè non saranno emanati i decreti attuativi della “legge Madia” di riforma della pubblica amministrazione.
Ciò, tuttavia, non riguarda i Comuni senza figure dirigenziali in dotazione organica che, quindi, possono conferirne gli incarichi in base al D.lgs 267/2000.
Ipotesi dirigenziali…
L’art.40 del D.lgs 150/2009 (c.d. Decreto Brunetta), dopo l’emanazione della Legge delega 15/2009, modificando l’art.19, commi 6 e seguenti, del D.lgs 165/2001, ha rivisto le disposizioni in materia di conferimento degli incarichi dirigenziali a tempo determinato degli enti locali.
Tra le altre cose, ha stabilito che il ricorso agli incarichi esterni sia possibile nelle sole ipotesi in cui non vi siano, all’interno delle singole amministrazioni, persone dotate della qualifica professionale richiesta.
Ipotizziamo che un Comune abbia affidato, per anni, un incarico dirigenziale a un proprio dipendente in possesso della qualifica professionale richiesta [art 109 D.lgs 267/2001].
Bene, come potrebbe togliergli tale incarico, pur continuando il medesimo a prestare servizio per l’Ente stesso, per affidarlo all’esterno [art 1110 D.lgs 267/2001]?
Ciò significherebbe censurarne pesantemente l’operato ed equivarrebbe a ritenerlo NON PIU’ dotato della qualifica professionale richiesta…
IMPORTANTI NOVITA’ PER MOLTI…
NEL 2016 SI ANNUNCIANO IMPORTANTI NOVITA’
PER QUANTO RIGUARDA GLI ASSESSORI
IL SEGRETARIO E I RESPONSABILI DI SETTORE
I Dirigenti a tempo determinato negli enti locali
Annotazioni a margine della Sentenza della Corte di Cassazione
Sezione Lavoro – 26.01.2015, n.849
Ancora una volta è sub iudice l’art.110, comma 1, del d.lgs. 18.8.2000, n.267 in tema di dirigenti a tempo determinato. Come è noto, esso è stato di recente oggetto di maquillage normativo dall’art.11, comma 1, lett. a), del d.l. 24.6.2014, n.90, convertito nella legge 11.8.2014, n.114: “lo statuto può prevedere che la copertura dei posti di responsabili dei servizi o degli uffici, di qualifiche dirigenziali o di alta specializzazione, possa avvenire mediante contratto a tempo determinato. Per i posti di qualifica dirigenziale, il regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi definisce la quota degli stessi attribuibile mediante contratti a tempo determinato, comunque in misura non superiore al 30 per cento dei posti istituiti nella dotazione organica della medesima qualifica e, comunque, per almeno una unità. Fermi restando i requisiti richiesti per la qualifica da ricoprire, gli incarichi a contratto di cui al presente comma sono conferiti previa selezione pubblica volta ad accertare, in capo ai soggetti interessati, il possesso di comprovata esperienza pluriennale e specifica professionalità nelle materie oggetto dell’incarico”. Ad esso si aggiunge il comma 2, prima proposizione della medesima fonte di regolazione, che con la prima deve essere letto in combinato disposto: “il regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, negli enti in cui è prevista la dirigenza, stabilisce i limiti, i criteri e le modalità con cui possono essere stipulati, al di fuori della dotazione organica, contratti a tempo determinato per i dirigenti e le alte specializzazioni, fermi restando i requisiti richiesti per la qualifica da ricoprire”.
Le due disposizioni normative rilevano in modo non semplice, ma duplice: in primo luogo, evidenziano due distinte tipologie di contratti di lavoro subordinato a tempo determinato, il cui discrimine sta nella collocazione del relativo pósto in dotazione organica piuttosto che al di fuori di essa; in secondo luogo, esse demandano a due differenti atti normativi dell’ente locale le modalità della regolamentazione delle fattispecie, ripartendola fra lo statuto ed il regolamento per la disciplina degli ufficî e dei servizî, previsti il primo dall’art. 6 del d.lgs. 18.8.2000, n.267, il secondo dal suo art. 48, comma 3.
Sulla materia è di recente intervenuto il giudice delle leggi con la Sentenza della Corte di Cassazione, Sezione Lavoro 26.1.2015, n.849, il cui dictum è particolarmente eloquente: “L’art.110 del d.lgs. 18 agosto 2000, n.267, in materia di «incarichi a contratto» a tempo determinato conferiti negli enti locali, disciplina, al primo comma, la possibilità che il contratto sia stipulato per la copertura di posti previsti nella pianta organica, mentre al secondo comma, la previsione riguarda la stipulazione di contratti “al di fuori della dotazione organica”, con la conseguenza che la copertura dei posti di responsabili dei servizi o degli uffici, di qualifiche dirigenziali o di alta specializzazione di cui al primo comma deve essere prevista dallo statuto dell’ente, non essendo all’uopo sufficiente una previsione regolamentare”.
Il Giuntini decreterà…
Il Comune di Massa Marittima non è dotato di Dirigenti con qualifica espressa e, pertanto, le funzioni attribuite a questi dall’art.107 del TUEL vengono svolte dai Responsabili degli Uffici o dei Servizi [ovvero i 5 Settori in cui si articola la struttura organizzativa dell’Ente].
La nomina dei Responsabili di Settore e il contestuale conferimento dell’incarico dirigenziale avviene annualmente, mediante DECRETO SINDACALE, ai sensi dell’art.50, comma 10 del TUEL (Testo Unico Enti Locali – D.lgs 267/2000), in attuazione dell’art.109, comma 2, del medesimo .
Nomine: dal 9 al 31 Dicembre !!!
16 dicembre 2014 | Autore: admin