Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2011&numero=244
Timestamp: 2020-02-25 16:36:59+00:00
Document Index: 3134390

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'art. 9', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 117', 'art. 41', 'art. 1', 'art. 182', 'art. 182']

Sentenza 244/2011 (ECLI:IT:COST:2011:244)
Massima n. 35810 Massima successiva
Ambiente - Rifiuti - Norme della Regione Veneto - Smaltimento dei rifiuti speciali non pericolosi - Ius superveniens - Presupposti per la restituzione degli atti al giudice a quo per il riesame della questione sotto i profili della non manifesta infondatezza e della rilevanza della questione prospettata - Insussistenza.
In relazione alla questione di legittimità costituzionale dell'art. 33, comma 2, e del combinato disposto dei commi 2 e 3, della legge della Regione Veneto 21 gennaio 2000, n. 3, nonostante l'intervenuto ius superveniens non sussistono i presupposti per la restituzione degli atti al rimettente. Infatti, se è ben vero che, per effetto del comma 1 dell'art. 9 del d.lgs. n. 205 del 2010, è stato introdotto nel d.lgs. n. 152 del 2006 l'art. 182-bis, il quale prevede che l'attività di smaltimento dei rifiuti debba svolgersi «in uno degli impianti idonei più vicini ai luoghi di produzione o di raccolta, al fine di ridurre i movimenti dei rifiuti stessi», è altrettanto vero che ab origine identico principio era contenuto nel previgente art. 182, comma 3, lettera b), del d.lgs. n. 152 del 2006; sicché può certamente escludersi che, al riguardo, sia intervenuto un mutamento del quadro normativo che possa giustificare un riesame da parte del giudice a quo della non manifesta infondatezza e rilevanza della prospettata questione di legittimità costituzionale.
legge della Regione Veneto 21/01/2000 n. 3 art. 33 co. 2
legge della Regione Veneto 21/01/2000 art. 33 co. 3
Massima n. 35811 Massima successiva Massima precedente
Ambiente - Rifiuti - Norme della Regione Veneto - Smaltimento dei rifiuti speciali non pericolosi - Limitazione ad una quota non superiore al 25% della capacità ricettiva dell'impianto per i rifiuti conferiti da soggetti terzi rispetto al titolare dell'impianto stesso - Ritenuta violazione dei principi di uguaglianza sotto il profilo dell'irrazionalità, di libertà d'iniziativa economica privata e di libera circolazione delle cose tra le Regioni, con lesione della sfera di competenza statale in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema - Aberrazione interpretativa e contraddittorietà delle argomentazioni assunte dal rimettente - Inammissibilità della questione.
E' inammissibile, stante l'erroneità interpretativa sul contenuto delle disposizioni censurate e la contraddittorietà delle argomentazioni sviluppate dal rimettente, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 33. Appare, infatti, uno sviluppo non contraddittorio con l'argomentazione del rimettente l'interpretazione che, invece, assegna al comma 2 portata generale, riguardando pertanto esso i rifiuti speciali non pericolosi ovunque prodotti, ed al successivo comma 3 portata limitata ai soli rifiuti extraregionali ma esclusivamente al fine di dettare per questi ultimi una condizione aggiuntiva (rispetto a quella già fissata per ogni rifiuto speciale non pericoloso dal comma 2) alla possibilità del loro smaltimento all'interno della Regione Veneto.
legge della Regione Veneto 21/01/2000 n. 3 art. 33 co. 3
Massima n. 35812 Massima precedente
Ambiente - Rifiuti - Norme della Regione Veneto - Smaltimento dei rifiuti speciali non pericolosi - Limitazione ad una quota non superiore al 25% della capacità ricettiva dell'impianto per i rifiuti conferiti da soggetti terzi rispetto al titolare dell'impianto stesso - Contrasto con la normativa statale espressione della competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema - Violazione del principio di libertà d'iniziativa economica privata - Illegittimità costituzionale parziale - Assorbimento degli altri profili di censura.
E' costituzionalmente illegittimo l'art. 33, comma 2, della legge della Regione Veneto 21 gennaio 2000, n. 3, limitatamente alle parole «non superiore al venticinque per cento della capacità ricettiva» dell'impianto per i rifiuti conferiti da soggetti terzi rispetto al titolare dell'impianto stesso. Infatti, la disciplina dei rifiuti si colloca nell'ambito della tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, di competenza esclusiva statale ai sensi dell'art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione, anche se interferisce con altri interessi e competenze, di modo che deve intendersi riservato allo Stato il potere di fissare livelli di tutela uniforme sull'intero territorio nazionale, restando ferma la competenza delle Regioni alla cura di interessi funzionalmente collegati con quelli propriamente ambientali. Sussiste inoltre il contrasto della disposizione censurata anche con l'art. 41 della Costituzione,poiché attraverso la fissazione, operata dalla disposizione censurata, di un limite, rapportato alla complessiva capacità dell'impianto e alla possibilità di ricevere rifiuti speciali non pericolosi prodotti da soggetti diversi dal gestore della discarica si determina, in assenza di ragioni di utilità sociale ovvero senza che ciò valga a prevenire danni alla sicurezza, alla libertà ed alla dignità dell'uomo, un ingiustificato vincolo, a carico del gestore medesimo, alla sua libera facoltà di svolgere un'iniziativa economica.
Sulla riconducibilità della disciplina dei rifiuti nell'ambito della materia della tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, v. citate sentenze n. 249/2009 e n. 62/2008.
In tema di rifiuti speciali anche non pericolosi, v. citate sentenze n. 335/2001 e n. 10/2009.
decreto legislativo 03/12/2010 n. false art. 1 co. 9
decreto legislativo 03/03/2006 n. false art. 182 bis
decreto legislativo 03/03/2006 n. false art. 182