Source: https://www.jamma.tv/attualitasx/santena-to-mozione-m5s-adozione-misure-finalizzate-alla-prevenzione-contrasto-del-gioco-dazzardo-88876
Timestamp: 2018-10-20 09:50:23+00:00
Document Index: 7049892

Matched Legal Cases: ['art.5', 'art.5', 'art.6', 'art.7', 'art. 10', 'art. 11']

Santena (TO), mozione M5S su “Adozione di misure finalizzate alla prevenzione e contrasto del gioco d’azzardo” - JAMMA
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Santena (TO), mozione M5S su “Adozione di misure finalizzate alla prevenzione e contrasto del gioco d’azzardo”
(Jamma) – In vista del consiglio comunale di Santena (TO), che si terrà questa sera, i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Gianpaolo Caruso e Daniele Franco hanno presentato una mozione che ha per oggetto: “Adozione di misure finalizzate alla prevenzione e contrasto del gioco d’azzardo”.
“Premesso che l’O.M.S. considera il GAP (Gioco d’azzardo patologico) una dipendenza comportamentale patologica in grado di compromettere la salute e la condizione sociale del singolo e della sua famiglia; secondo le statistiche dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli (ex AAMS) il fatturato del gioco in Italia nell’anno 2011 è stato di 79,9 miliardi, di 84,7miliardi nel 2012 e 88,5 miliardi nel 2013, mentre l’impatto sul PIL è passato dall’1,6% del 2001 al 6,5% del 2013, raggiungendo quasi l’equivalente del costo complessivo del Servizio sanitario nazionale. Ma se il giro d’affari cresce, con un fatturato aumentato negli ultimi anni del 400%, le entrate per lo Stato – in percentuale – scendono incessantemente: passando dal 29,4% del 2004 all’8,4% del 2012. Mentre i consumi e i risparmi delle famiglie italiane decrescono, dunque, le spese per i giochi non conoscono crisi: siamo il primo paese al mondo per il Gratta e vinci, abbiamo un numero pro capite di macchine da gioco di ultima generazione – le VLT – triplo rispetto agli Stati Uniti, deteniamo il 23% del mercato mondiale del gioco on-line. A fine 2013, come si legge sul “libro blu” dell’Agenzia delle Dogane, su tutto il territorio nazionale si trovavano ben 410.668 slot machine (new slot), distribuite in 96.245 esercizi commerciali, con una media di 4 slot machine per ogni esercizio; la spesa pro capite annua per ogni italiano maggiorenne va, a seconda delle stime, da 1.703 a 1.890 euro. La stima di persone con problemi di gioco d’azzardo patologico (GAP) è estremamente difficile, a causa della variabilità dei criteri diagnostici e del non riconoscimento del problema da parte dei soggetti coinvolti. Tuttavia, da alcuni studi si può stimare la presenza, nella fascia di popolazione compresa tra i 15 e i 64 anni di età, del 2,2% di giocatori problematici o a rischio moderato.
Mentre le persone che hanno problemi di dipendenza sono circa 800mila, quelle a rischio superano i due milioni. Insomma, l’Italia con 15 milioni di giocatori abituali è tra i primi paesi al mondo per consumi di gioco d’azzardo. Il disturbo da gioco d’azzardo patologico rientra nella categoria diagnostica dei disturbi del controllo degli impulsi, descritta nella classificazione internazionale delle malattie dell’Organizzazione mondiale della sanità.
E’ importante sfatare il mito dell’interesse erariale sul gioco d’azzardo poichè il suo crescente proliferare ha determinato negli ultimi anni il paritetico aumento delle malattie da gioco, come ribadito dall’ex Ministro Renato Balduzzi il 28 aprile del 2014 in una intervista rilasciata a RAI News che cosi’ recitava “Le ludopatie avanzano e impongono costi umani, sanitari e sociali di gran lunga superiori alle entrate pur così utili. Aggiungendo inoltre, secondo un’indagine pubblicata sulla stampa che il 20% degli under 18 giocano d’azzardo, anche se sarebbe vietato per legge.
Secondo i dati riportati nel “Manifesto dei Sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo” su 100 miliardi circa di fatturato si pagano 8 miliardi di tasse con un costo relativo alle cure per i dipendenti dal gioco patologico di circa 6 miliardi.
Per quanto riguarda la situazione in Piemonte, si evidenzia che la raccolta (esclusa quella per via telematica che non può essere distinta per regione) ha raggiunto i 5,1 miliardi nel 2012, per stabilizzarsi a 5 miliardi nel 2013. Si stima inoltre che nel 2014 ogni piemontese, neonati compresi, abbia speso nel gioco d’azzardo ben 1122 euro. Nella nostra regione sono presenti oltre 37 mila slot machines, una ogni 120 abitanti.
Da recenti studi del Ministero della Salute, la stima dei giocatori d’azzardo patologici in Piemonte presi in carico dai servizi dell’Asl e dell’Aso che si occupano delle dipendenze, risulta essere uno tra i più alti in Italia: nel 2013 sono stati trattati, presso i dipartimenti di patologia delle dipendenze del Piemonte, 1.234 soggetti per gioco d’azzardo patologico. Il numero di soggetti trattati a partire dal 2005 (anno della prima rilevazione specifica) è costantemente aumentato, con un incremento per il periodo 2005/2013 del 643%, da 166 a 1.234 utenti. Mediamente un paziente in carico ai dipartimenti di patologia delle dipendenza costa più di duemila euro l’anno, si tratta comunque di una cifra stimata forfetaria che non tiene conto di eventuali costi aggiuntivi per ricoveri in strutture residenziali specialistiche; Preoccupa anche in Piemonte il coinvolgimento giovanile: oltre il 40% dei giovani tra i 14 e i 19 anni dichiara di dichiara di avere provato a giocare almeno una volta; inoltre, come riportato dall’Osservatorio regionale del Piemonte sul fenomeno dell’usura, il 74% delle persone, che attraverso alcuni sportelli per il giogo patologico vengono a raccontare volontariamente le loro storie, sono arrivate a chiedere un prestito per il vizio e in molti casi sono diventate vittime di usura.
Visto che la compulsività è il problema più evidente che spinge il giocatore a non effettuare giocate sporadiche, ma di stazionare ore e ore davanti alle macchinette, vi è un crescente aumento dell’uso degli apparecchi anche da parte dei minori nonostante la normativa lo vieti espressamente, anche tramite il ricorso alle cosiddette “ticket redemption” cioè macchinette che non rilasciano vincite in denaro ma buoni per ottenere giochi; le difficoltà economiche attuali che stanno colpendo il nostro territorio, spingono un numero sempre più crescente di persone a cercare una via d’uscita tentando la fortuna con il gioco d’azzardo e nella specificità con l’uso sempre più frequente delle macchinette “slot machines”,i peggiorando la loro situazione economica e di benessere psico-fisico; l’obiettivo di un’Amministrazione comunale dovrebbe poter essere quello di ridurre i problemi dei cittadini e se è possibile di prevenirli disincentivando ed evitando l’abuso di qualsiasi attività che generi dipendenza come le forme di gioco d’azzardo; è possibile contrastare questo fenomeno a livello comunale attuando gli strumenti oggi consentiti dalla legge come è avvenuto in altri comuni.
Considerato che il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato la legge “Norme per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico”, L.R. 2 maggio 2016, n. 9, frutto di sintesi tra un disegno di legge della Giunta e di proposte dei gruppi consiliari di opposizione, che inserisce: il “distanziometro”, ossia il divieto ad aprire o mantenere in esercizio nuove sale gioco, centri scommesse, o spazi per il gioco (come definiti dal regio decreto 773/1931 articolo 110, commi 6 e 7) a distanza pedonale inferiore a 500 metri (per i comuni sopra i 5000 abitanti) da luoghi sensibili come scuole e centri di formazione, luoghi di culto; impianti sportivi; ospedali e strutture socio-sanitario; luoghi di aggregazione giovanile; istituti di credito e sportelli bancomat; esercizi di compravendita di oggetti preziosi ed oro usati; movicentro e stazioni ferroviarie; (art.5); le vetrine dei locali in cui sono installati apparecchi per il gioco di cui all’articolo 110, commi 6 e 7 del r.d. 773/1931 non devono essere oscurate con pellicole, tende, manifesti o altro oggetto utile a limitare la visibilità dall’esterno. (art.5); una chiusura di almeno 3 ore al giorno negli orari di apertura dell’esercizio (art.6); il divieto di qualsiasi attività pubblicitaria relativa all’apertura o all’esercizio delle sale da gioco e delle sale scommesse o all’installazione degli apparecchi per il gioco; (art.7); il divieto per i minori ad utilizzare le slot machine il cui premio non è in denaro ma in oggettistica o ticket (cosiddette “ticket redemption”).
Impegna sindaco e giunta a recepire ed attuare la nuova normativa regionale tramite apposita ordinanza, inserendo i seguenti obblighi; regolamentare l’accensione e spegnimento delle macchinette slot machines di tutti i giorni, compresi i festivi , possibilmente confrontandosi con gli stessi orari dei comuni limitrofi; divieto di utilizzo di slot machine per minori; divieto di oscurare le vetrine dei locali in cui sono installati apparecchi per il gioco di cui all’articolo 110, commi 6 e 7 del r.d. 773/1931,con pellicole, tende, manifesti o altro oggetto utile a limitare la visibilità dall’esterno; divieto ad aprire o mantenere in esercizio nuove sale gioco, centri scommesse, o spazi per il gioco a 500 metri da luoghi sensibili come scuole e centri di formazione, luoghi di culto; impianti sportivi; ospedali e strutture socio-sanitario; luoghi di aggregazione giovanile; istituti di credito e sportelli bancomat; esercizi di compravendita di oggetti preziosi ed oro usati; movicentro e stazioni ferroviarie, con individuazione degli stessi e delle sale e slot da chiudersi; il divieto qualsiasi attività pubblicitaria relativa all’apertura o all’esercizio delle sale da gioco e delle sale scommesse o all’installazione degli apparecchi per il gioco; trasmettere alla Giunta regionale, come da art. 10 della L.R. n. 9/2016, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della legge, gli atti adottati in attuazione della stessa; ad intraprendere tutte le azioni atte a far partire l’attività di vigilanza e controllo sull’osservanza delle disposizioni della nuova normativa regionale, con adozione delle relative sanzioni ai sensi dell’art. 11 della l.r. 9/2016; ed impegna il consiglio comunale nella commissione consigliare pertinente ad erige un regolamento comunale sull’argomento che recepisca la legge regionale”.
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