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Timestamp: 2020-08-03 09:40:06+00:00
Document Index: 95843875

Matched Legal Cases: ['art. 40', 'art. 41', 'art. 6', 'art. 16', 'art. 47', 'art. 30', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 40', 'art. 8', 'art. 41', 'art. 12', 'art. 7', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 17', 'art. 20', 'art. 16', 'art. 33', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 9', 'art. 15', 'art. 22', 'art. 29', 'art. 12', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 8', 'art. 31', 'art. 16', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 16', 'art. 33', 'art. 47']

814.610
Art. 2 Elenchi dei rifiuti e dei metodi di smaltimento
Capitolo 2: Traffico di rifiuti in Svizzera
Sezione 1: Consegna di rifiuti
Art. 4 Obblighi dei detentori
Art. 5 Miscelazione e diluizione di rifiuti
Art. 6 Obbligo di modulo di accompagnamento
Art. 7 Etichettatura dei rifiuti speciali
Sezione 2: Ricezione di rifiuti
Art. 8 Obbligo d’autorizzazione
Art. 9 Domanda d’autorizzazione
Art. 10 Rilascio dell’autorizzazione
Art. 11 Controllo al momento della ricezione di rifiuti con ...
Art. 12 Obblighi di notifica
Sezione 3: Trasporto di rifiuti con obbligo di modulo di acc...
Capitolo 3: Traffico transfrontaliero di rifiuti
Sezione 1: Limitazioni all’esportazione e all’importazione
Sezione 2: Esportazione
Art. 15 Obbligo d’autorizzazione
Art. 16 Domanda
Art. 17 Condizioni per l’autorizzazione all’esportazione
Art. 18 Limitazione della durata delle autorizzazioni
Art. 19 Termini di disbrigo e informazione del Cantone inter...
Art. 20 Garanzia finanziaria
Art. 21 Obbligo di informazione
Sezione 3: Importazione
Art. 22 Obbligo del consenso
Art. 23 Condizioni per il rilascio del consenso
Art. 24 Limitazione della durata del consenso
Art. 25 Termini di disbrigo e informazione
Art. 26 Notifica da parte dell’impresa di smaltimento con se...
Art. 27 Obbligo di informazione
Sezione 4: Transito
Art. 29 Controllo al momento del transito
Sezione 5: Moduli di notifica e di accompagnamento, etichett...
Art. 31 Moduli di notifica e di accompagnamento
Art. 32 Etichettatura dei rifiuti speciali
Sezione 6: Ripresa
Art. 33 In caso di traffico lecito
Art. 34 In caso di traffico illecito
Art. 35 Segnalazione
Sezione 7: Traffico di rifiuti speciali all’estero
Art. 37 Esecuzione da parte dei Cantoni e della Confederazio...
Art. 38 Coordinamento tra le autorità federali
Art. 39 Aiuti all’esecuzione
Art. 40 Compiti speciali dei Cantoni
Art. 41 Banca dati elettronica e accesso ai dati
Art. 42 Statistica ed elenco delle aziende fornitrici e dell...
Art. 43 Compiti dell’Amministrazione delle dogane
Art. 44 Abrogazione e modifica del diritto previgente
Art. 46 Entrata in vigore
Moduli di accompagnamento per il traffico di rifiuti in Sviz...
1 Contenuto, utilizzazione e forma
2 Deroghe
3 Modulo di accompagnamento elettronico
Contratto di smaltimento relativo al traffico transfrontalie...
1 Contratto per l’esportazione di rifiuti
2 Contratto per l’importazione di rifiuti
(OTRif)
del 22 giugno 2005 (Stato 1° gennaio 2020)
visti gli articoli 30b capoverso 1, 30f capoversi 1–3, 30g capoverso 1, 39 capoverso 1 e 46 capoverso 2 della legge del 7 ottobre 19831 sulla protezione dell’ambiente (LPAmb); in esecuzione della Convenzione di Basilea del 22 marzo 19892 sul controllo dei movimenti oltre frontiera di rifiuti pericolosi e sulla loro eliminazione (Convenzione di Basilea); in esecuzione della decisione del Consiglio dell’OCSE C(2001)107/FINAL del 14 giugno 20013 relativa alla modifica della decisione del Consiglio C(92)39/FINAL del 30 marzo 1992 sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti destinati a operazioni di recupero (decisione del Consiglio dell’OCSE),4
1 La presente ordinanza ha lo scopo di garantire che i rifiuti vengano consegnati unicamente a imprese di smaltimento idonee.
il traffico in Svizzera di rifiuti speciali e di altri rifiuti soggetti a controllo;
il traffico transfrontaliero di tutti i rifiuti;
il traffico di rifiuti speciali tra Stati terzi se è organizzato da imprese con sede in Svizzera o con la loro partecipazione.
3 Non si applica:
per il traffico di rifiuti speciali tra formazioni dell’esercito o costruzioni e impianti che servono alla difesa nazionale;
per le acque di scarico che possono essere rilasciate nella canalizzazione;
per i rifiuti radioattivi che sottostanno alla legislazione sulla radioprotezione o a quella sull’energia nucleare;
per i sottoprodotti di origine animale secondo l’ordinanza del 23 giugno 20042 concernente l’eliminazione dei sottoprodotti di origine animale.
4 Sono fatte salve:
a. le prescrizioni della Confederazione nonché gli accordi e le decisioni di diritto internazionale relativi al trasporto di merci pericolose su strada, per ferrovia, per via navigabile e aerea;
b. le prescrizioni della legislazione sugli esplosivi relative al commercio di esplosivi.
1 Introdotta dal n. I dell’O del 11 nov. 2009, in vigore dal 1° gen. 2010 (RU 2009 6259).
2 [RU 2004 3079, 2005 4199 all. 3 n. II 9, 2006 5217 all. n. 6, 2007 2711 n. II 2, 2008 1189 n. II. RU 2011 2699 all. 8 n. I]. Vedi ora l’O del 25 mag. 2011 (RS 916.441.22).
3 Abrogata dal n. I dell’O del 11 nov. 2009, con effetto dal 1° gen. 2010 (RU 2009 6259).
Art. 2 Elenchi dei rifiuti e dei metodi di smaltimento1
1 Il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) emana un’ordinanza comprendente un elenco dei rifiuti e un elenco dei metodi di smaltimento. A tal fine, tiene conto degli elenchi dei rifiuti e dei metodi di smaltimento dell’Unione europea2 e della Convenzione di Basilea.3
2 Nell’elenco dei rifiuti designa quali:
rifiuti speciali: i rifiuti il cui smaltimento rispettoso dell’ambiente richiede, a causa della loro composizione o delle loro proprietà fisico-chimiche o biologiche, un insieme di specifiche misure tecnico-organizzative, anche per quanto riguarda il traffico in Svizzera;
altri rifiuti soggetti a controllo con obbligo di modulo di accompagnamento: i rifiuti il cui smaltimento rispettoso dell’ambiente richiede, a causa della loro composizione o delle loro proprietà fisico-chimiche o biologiche, un numero limitato di specifiche misure tecnico-organizzative, anche per quanto riguarda il traffico in Svizzera;
altri rifiuti soggetti a controllo senza obbligo di modulo di accompagnamento: i rifiuti il cui smaltimento rispettoso dell’ambiente richiede, a causa della loro composizione o delle loro proprietà fisico-chimiche o biologiche, un numero limitato di specifiche misure tecnico-organizzative, anche per quanto riguarda il traffico in Svizzera.
1 Nuovo testo giusta il n. I dell’O dell’11 nov. 2009, in vigore dal 1° gen. 2010 (RU 2009 6259).
2 Decisione 2000/532/CE della Commissione, del 3 maggio 2000, che sostituisce la decisione 94/3/CE che istituisce un elenco di rifiuti conformemente all’articolo 1, lettera a), della direttiva 75/442/CEE del Consiglio relativa ai rifiuti e la decisione 94/904/CE del Consiglio che istituisce un elenco di rifiuti pericolosi ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 4, della direttiva 91/689/CEE del Consiglio relativa ai rifiuti pericolosi (GU L 226 del 6.9.2000, pag. 3); modificata da ultimo dalla decisione 2014/955/UE (GU L 370 del 30.12.2014, pag. 44).
3 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 23 mar. 2016, in vigore dal 1° lug. 2016 (RU 2016 1117).
4 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 23 mar. 2016, in vigore dal 1° lug. 2016 (RU 2016 1117).
5 Introdotta dal n. I dell’O del 23 mar. 2016, in vigore dal 1° lug. 2016 (RU 2016 1117).
1 Sono considerate aziende fornitrici le imprese e i servizi di autorità che consegnano i loro rifiuti ad altre unità locali o a terzi. Le imprese di smaltimento che trasferiscono i rifiuti ad altre unità locali o a terzi ai fini dello smaltimento sono considerate anch’esse aziende fornitrici. Non sono considerate aziende fornitrici le aziende e i relativi servizi di autorità che si limitano a trasportare rifiuti per conto di terzi.
2 Sono considerate imprese di smaltimento le imprese che prendono in consegna i rifiuti ai fini dello smaltimento nonché i posti di raccolta gestiti dai Cantoni o dai Comuni, o, su loro incarico, da privati. Non sono considerate imprese di smaltimento le imprese che si limitano a trasportare rifiuti per conto di terzi.
3 È considerato transfrontaliero il traffico di rifiuti che attraversa la linea doganale svizzera.
1 Prima di consegnare i rifiuti, i loro detentori devono verificare se si tratta di rifiuti speciali o di altri rifiuti soggetti a controllo.
2 Possono consegnare rifiuti speciali e altri rifiuti soggetti a controllo e all’obbligo di ripresa soltanto ai posti di raccolta autorizzati a riprenderli.
3 Le aziende fornitrici possono consegnare tutti gli altri rifiuti soggetti a controllo soltanto ai centri autorizzati a ricevere tali rifiuti.
1 Le aziende fornitrici non possono miscelare o diluire rifiuti speciali ai fini della consegna.
2 Possono aggiungere additivi ai rifiuti speciali, previo consenso dell’impresa di smaltimento, se in questo modo:
vengono ridotti i rischi connessi con il trasporto; e
lo smaltimento non è reso più difficile.
3 L’autorità cantonale può autorizzare le aziende fornitrici che consegnano regolarmente ingenti quantità di rifiuti speciali a miscelare o diluire rifiuti speciali se questa operazione:
non avviene allo scopo di assoggettare i rifiuti a prescrizioni meno severe riducendo il tenore di sostanze nocive;
è opportuna per motivi aziendali; e
non aumenta il carico ambientale.
4 Le imprese di smaltimento possono miscelare o diluire rifiuti speciali ai fini della consegna se ciò non avviene allo scopo di assoggettare i rifiuti a prescrizioni meno severe riducendo il tenore di sostanze nocive.
5 Per la miscelazione e la diluizione di altri rifiuti soggetti a controllo si applicano le prescrizioni dell’ordinanza del 4 dicembre 20151 sui rifiuti.2
1 RS 814.600
2 Nuovo testo giusta l’all. 6 n. 8 dell’O del 4 dic. 2015 sui rifiuti, in vigore dal 1° gen. 2016 (RU 2015 5699).
Art. 6 Obbligo di modulo di accompagnamento1
1 Per la consegna di rifiuti speciali e di altri rifiuti soggetti a controllo con obbligo di modulo di accompagnamento, le aziende fornitrici devono utilizzare i moduli di accompagnamento secondo l’allegato 1 e compilarli con le indicazioni richieste.2
2 Non sono necessari moduli di accompagnamento per i rifiuti speciali:
consegnati in quantità fino a 50 kg, compreso il contenitore, per codice di rifiuto e quantità conferita (piccole quantità); per la consegna di rifiuti speciali legati al particolare tipo di attività dell’azienda fornitrice, questa deve indicare all’impresa di smaltimento il proprio nome e il proprio indirizzo o il proprio numero d’esercizio (art. 40 cpv. 1) e conservare per almeno cinque anni un documento dal quale risulti l’avvenuta consegna; fa eccezione la consegna di rifiuti secondo le lettere da b a e;
consegnati al commerciante che ha fornito il prodotto, al fabbricante o all’importatore del prodotto senza modificarne la composizione e nell’imballaggio originale (restituzione merci);
destinati al deposito intermedio presso un’altra unità locale della stessa impresa se si tratta di prodotti che l’impresa fornisce nella vendita al minuto e riprende come rifiuti dalle economie domestiche;
raccolti presso aziende fornitrici e avviati allo smaltimento su incarico del Cantone se si tratta di prodotti che le imprese forniscono nella vendita al minuto e riprendono come rifiuti dalle economie domestiche;
destinati al deposito intermedio presso imprese che non necessitano di un’autorizzazione secondo l’articolo 8.
3 Le aziende fornitrici devono fornire al trasportatore e all’impresa di smaltimento altre indicazioni sulla provenienza, sulla composizione e sulle caratteristiche dei rifiuti se tali indicazioni sono necessarie per la protezione dell’ambiente, del personale o degli impianti dell’impresa di smaltimento o per smaltire i rifiuti in modo rispettoso dell’ambiente.
1 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 23 mar. 2016, in vigore dal 1° lug. 2016 (RU 2016 1117).
2 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 23 mar. 2016, in vigore dal 1° lug. 2016 (RU 2016 1117).
3 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 18 dic. 2013, in vigore dal 1° mag. 2014 (RU 2014 193).
1 Le aziende fornitrici devono apporre sugli imballaggi adibiti al trasporto di rifiuti speciali le seguenti indicazioni:
il codice o la designazione dei rifiuti secondo l’elenco dei rifiuti;
2 L’etichettatura non è necessaria se i rifiuti speciali possono essere consegnati senza moduli di accompagnamento.
1 Le imprese di smaltimento che ricevono rifiuti speciali o altri rifiuti soggetti a controllo necessitano di un’autorizzazione dell’autorità cantonale per ogni unità locale.
2 Sono esentate dall’obbligo d’autorizzazione:
le imprese che si limitano a raccogliere o a trasportare rifiuti speciali o altri rifiuti soggetti a controllo;
le imprese che ricevono esclusivamente pile o accumulatori che sono tenute a riprendere secondo l’allegato 2.15 dell’ordinanza del 18 maggio 20051 sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici e che si limitano a depositare in modo provvisorio tali pile o accumulatori;
le imprese che si limitano a depositare in modo provvisorio altri rifiuti soggetti a controllo che sono tenute a riprendere in virtù di altre prescrizioni o che li riprendono nell’ambito di un accordo settoriale riconosciuto dall’autorità cantonale;
le imprese che riprendono come rifiuti dalle economie domestiche i prodotti che forniscono nella vendita al minuto e che si limitano a depositarli in modo provvisorio;
i posti di raccolta designati dalle autorità, che ricevono esclusivamente e si limitano a depositare in modo provvisorio oli per motori, oli commestibili, tubi fluorescenti o pile (esclusi gli accumulatori al piombo) oppure altri rifiuti soggetti a controllo.
La domanda d’autorizzazione deve comprendere indicazioni:
sui rifiuti che si prevede di ricevere ai fini dello smaltimento;
sul controllo previsto al momento della ricezione dei rifiuti;
sul tipo di smaltimento previsto;
sugli impianti, le infrastrutture e il personale specializzato di cui dispone l’impresa di smaltimento per smaltire i rifiuti in modo rispettoso dell’ambiente.
1 L’autorità cantonale rilascia l’autorizzazione se dalla domanda risulta che l’impresa di smaltimento è in grado di smaltire i rifiuti in modo rispettoso dell’ambiente.
2 Nell’autorizzazione l’autorità cantonale definisce in particolare:
quali rifiuti possono essere ricevuti;
la modalità di smaltimento dei rifiuti;
le condizioni da osservare per smaltire i rifiuti in modo rispettoso dell’ambiente, in particolare per quanto riguarda le limitazioni delle quantità, l’impiego di determinati impianti e infrastrutture nonché il ricorso a personale specializzato.
3 L’autorità cantonale rilascia l’autorizzazione per un periodo massimo di cinque anni.
4 L’autorità cantonale inserisce le indicazioni di cui al capoverso 2 lettere a e b nella banca dati dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) (art. 41 cpv. 1).1
Art. 11 Controllo al momento della ricezione di rifiuti con obbligo di modulo di accompagnamento1
1 A ogni ricezione di rifiuti speciali e di altri rifiuti soggetti a controllo con obbligo di modulo di accompagnamento, prima di apporre la loro firma sui moduli di accompagnamento a conferma dell’avvenuta ricezione di tali rifiuti, le imprese di smaltimento verificano se:
sono autorizzate a ricevere i rifiuti;
i rifiuti corrispondono alle indicazioni riportate sui moduli di accompagnamento.2
2 Le imprese di smaltimento devono compilare i moduli di accompagnamento con le indicazioni richieste secondo l’allegato 1; d’intesa con l’azienda fornitrice, correggono le indicazioni palesemente erronee.
3 La ricezione avviene presso la sede dell’impresa di smaltimento. L’impresa di smaltimento può ricevere i rifiuti anche presso la sede dell’azienda fornitrice se si tratta di rifiuti di produzione di composizione nota e invariata, generati regolarmente preso detta sede.3
4 Se constata che non è autorizzata a ricevere i rifiuti speciali e gli altri rifiuti soggetti a controllo con obbligo di modulo di accompagnamento o che i rifiuti non corrispondono alle indicazioni riportate sui moduli di accompagnamento, l’impresa di smaltimento rispedisce i rifiuti all’azienda fornitrice o, d’intesa con tale azienda, si occupa della loro consegna a un terzo autorizzato. In caso di pericolo per l’ambiente, informa l’autorità cantonale.4
4 Introdotto dal n. I dell’O del 18 dic. 2013 (RU 2014 193). Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 23 mar. 2016, in vigore dal 1° lug. 2016 (RU 2016 1117).
Art. 121Obblighi di notifica
1 Le imprese di smaltimento che ricevono rifiuti speciali o altri rifiuti soggetti a controllo con obbligo di modulo di accompagnamento per i quali è richiesta un’autorizzazione devono notificare all’UFAM e all’autorità cantonale ogni ricezione di rifiuti muniti di moduli di accompagnamento o per i quali l’azienda fornitrice deve conservare un documento giustificativo, fornendo le seguenti indicazioni:2
il proprio numero d’esercizio e quello dell’azienda fornitrice;
la data di consegna;
le quantità e i codici dei rifiuti ricevuti;
i codici dei metodi di smaltimento utilizzati;
2 Le imprese di smaltimento che ricevono altri rifiuti soggetti a controllo senza obbligo di modulo di accompagnamento per i quali è richiesta un’autorizzazione devono notificarli all’UFAM e all’autorità cantonale fornendo le seguenti indicazioni:3
il proprio numero d’esercizio;
i codici e le quantità annue di rifiuti ricevuti nonché i codici dei metodi di smaltimento a cui sono stati sottoposti;
la quantità annua dei rifiuti trasferiti e il numero d’esercizio dell’impresa di smaltimento a cui sono stati trasferiti.
3 La notifica va effettuata entro 30 giorni lavorativi dalla fine di ogni trimestre per i rifiuti speciali e gli altri rifiuti soggetti a controllo con obbligo di modulo di accompagnamento ed entro 30 giorni lavorativi dalla fine di ogni anno civile per gli altri rifiuti soggetti a controllo senza obbligo di modulo di accompagnamento, mediante la registrazione on line nella banca dati elettronica messa a disposizione dall’UFAM.4
Sezione 3: Trasporto di rifiuti con obbligo di modulo di accompagnamento5
1 I trasportatori possono trasportare rifiuti di cui conoscono o devono supporre la natura di rifiuti che devono essere consegnati con moduli di accompagnamento soltanto se:1
i moduli di accompagnamento richiesti secondo l’allegato 1 sono acclusi;
il nome dell’impresa di smaltimento è riportato sui moduli di accompagnamento;
i rifiuti sono etichettati secondo le prescrizioni dell’articolo 7.
2 Devono compilare i moduli di accompagnamento con le indicazioni richieste secondo l’allegato 1.
3 Possono consegnare i rifiuti speciali soltanto alle imprese di smaltimento il cui nome è riportato sui moduli di accompagnamento.
4 Se non possono consegnare i rifiuti alle imprese di smaltimento, i trasportatori devono restituirli all’azienda fornitrice o, d’accordo con tale azienda, consegnarli a terzi autorizzati. Se la restituzione all’azienda fornitrice o la consegna a terzi non sono possibili o non possono essere pretese dai trasportatori, questi devono informare senza indugio l’autorità cantonale.
1 L’esportazione di rifiuti secondo la Convenzione di Basilea è consentita soltanto verso Stati che:
sono membri dell’OCSE o dell’UE; e
sono Parti alla Convenzione di Basilea o con i quali è stato concluso un accordo secondo l’articolo 11 della Convenzione di Basilea.
2 L’importazione di rifiuti secondo la Convenzione di Basilea è consentita soltanto da Stati che sono Parti alla Convenzione stessa o con i quali è stato concluso un accordo secondo l’articolo 11 della Convenzione di Basilea.
3 Sono considerati rifiuti secondo la Convenzione di Basilea:
i rifiuti speciali;
gli altri rifiuti soggetti a controllo;
altri rifiuti che soddisfano una delle seguenti condizioni:
appartengono a una categoria secondo l’allegato I della Convenzione di Basilea e presentano una proprietà pericolosa secondo l’allegato III di tale Convenzione,
sono rifiuti secondo l’allegato II o l’allegato VIII della Convenzione di Basilea,
sono rifiuti secondo la lista ambra dei rifiuti della decisione del Consiglio dell’OCSE.
1 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 18 dic. 2013, in vigore dal 1° mag. 2014 (RU 2014 193).
2 Nuovo testo giusta il n. I dell’O dell’11 nov. 2009, in vigore dal 1° gen. 2010 (RU 2009 6259).
1 Chi esporta rifiuti necessita di un’autorizzazione dell’UFAM.1
2 Non necessita di un’autorizzazione chi esporta rifiuti:
ai fini del riciclaggio:
in uno Stato membro dell’OCSE o dell’UE se sono rifiuti secondo la lista verde dei rifiuti della decisione del Consiglio dell’OCSE e non rifiuti secondo l’articolo 14 capoverso 3, o
in uno Stato che non è membro dell’OCSE o dell’UE se sono rifiuti secondo l’allegato IX della Convenzione di Basilea e non rifiuti secondo l’articolo 14 capoverso 3;
in uno Stato membro dell’OCSE o dell’UE se si tratta di campioni di rifiuti esportati per verificare le possibilità tecniche di smaltimento; è consentita soltanto l’esportazione della quantità di campioni necessaria e i singoli campioni non possono superare 25 kg.2
3 Il DATEC stabilisce in un’ordinanza i metodi di smaltimento che vengono considerati come riciclaggio; a tal fine si basa sulla Convenzione di Basilea.
4 L’esportatore può effettuare un’esportazione non soggetta ad autorizzazione secondo il capoverso 2 soltanto se si è previamente procurato i documenti dai quali risulta che il riciclaggio previsto è rispettoso dell’ambiente. L’esportatore deve conservare i documenti per almeno un anno a decorrere dalla data d’esportazione.
2 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 18 dic. 2013, in vigore dal 1° mag. 2014 (RU 2014 193).
Art. 161Domanda
1 La domanda di autorizzazione all’esportazione deve includere la documentazione seguente:
la prova che sono soddisfatte le condizioni per l’autorizzazione all’esportazione di cui all’articolo 17 lettere a–f;
una copia del contratto concluso tra l’esportatore e l’impresa di smaltimento con sede all’estero secondo l’allegato 2 nonché, nel caso di trasferimento dei rifiuti ad altre imprese di smaltimento, una copia dei relativi contratti;
un modulo di notifica compilato nella banca dati elettronica dell’UFAM.
2 L’esportatore inoltra all’UFAM la domanda e una copia per ciascuno dei documenti per lo Stato importatore e gli Stati di transito.
3 L’UFAM verifica la completezza della domanda e prima di autorizzare l’esportazione chiede l’approvazione delle autorità competenti dello Stato importatore e degli Stati di transito.
4 L’UFAM informa della ricezione della domanda il Cantone in cui si trovano i rifiuti notificati per l’esportazione.
Art. 171Condizioni per l’autorizzazione all’esportazione
L’UFAM autorizza l’esportazione se:
la via di smaltimento dei rifiuti da esportare è nota;
lo smaltimento è rispettoso dell’ambiente e corrisponde allo stato della tecnica;
lo smaltimento dei rifiuti indicati qui di seguito non è possibile in Svizzera oppure ne è prevista l’esportazione nell’ambito di una collaborazione regionale transfrontaliera disciplinata contrattualmente:
rifiuti urbani e rifiuti di composizione analoga provenienti da imprese,
scorie provenienti da impianti in cui vengono inceneriti rifiuti urbani o rifiuti di composizione analoga,
rifiuti provenienti dalla manutenzione pubblica delle strade e dagli impianti pubblici di depurazione delle acque di scarico,
rifiuti edili combustibili non selezionati;
i rifiuti non sono esportati per essere conferiti in discarica; è eccettuata l’esportazione di:
rifiuti nell’ambito di una collaborazione regionale transfrontaliera disciplinata contrattualmente,
scorie dell’incenerimento dei rifiuti provenienti da rifiuti urbani importati la cui ripresa è stata richiesta nella domanda di importazione,
rifiuti destinati a una discarica sotterranea,
materiale di scavo e di sgombero non inquinato destinato a una discarica nella regione di confine;
sono stati rilasciati i consensi dello Stato importatore e degli Stati di transito necessari secondo la Convenzione di Basilea e la decisione OCSE;
è fornita una sufficiente garanzia finanziaria secondo l’articolo 20.
3 Introdotta dal n. I dell’O del 18 dic. 2013, in vigore dal 1° mag. 2014 (RU 2014 193).
1 L’UFAM1 rilascia l’autorizzazione per un periodo massimo di un anno.
2 Se l’impresa di smaltimento con sede nello Stato importatore dispone di un consenso preliminare di importazione secondo il capitolo II D cifra 2 caso 2 della decisione del Consiglio dell’OCSE, l’UFAM può rilasciare l’autorizzazione per un periodo massimo di tre anni.2
Art. 19 Termini di disbrigo e informazione del Cantone interessato
1 L’UFAM decide in merito alla domanda entro 30 giorni dalla conferma dell’avvenuta ricezione del modulo di notifica da parte dell’autorità competente dello Stato importatore.
2 Se il diritto dello Stato importatore o di uno Stato di transito prevede tempi più lunghi per il rilascio del consenso all’importazione o al transito, l’UFAM emana una decisione al più tardi entro cinque giorni dalla ricezione del parere dello Stato interessato.
3 L’UFAM invia una copia della decisione al Cantone in cui si trovano i rifiuti notificati per l’esportazione.
Art. 201Garanzia finanziaria
1 Chi esporta rifiuti soggetti ad autorizzazione deve fornire una garanzia finanziaria sotto forma di garanzia bancaria o assicurativa a favore dell’UFAM.
2 La garanzia finanziaria serve a coprire tutti i costi generati quando l’esportatore non adempie agli obblighi secondo gli articoli 33 e 34.
3 L’UFAM stabilisce l’importo e la durata della garanzia finanziaria.
4 L’importo della garanzia finanziaria è determinato dai costi:
del deposito per 180 giorni;
dello smaltimento (incluse le analisi).
5 La garanzia finanziaria deve essere fornita almeno per il periodo di validità dell’autorizzazione e per i successivi 360 giorni. L’UFAM svincola la garanzia finanziaria su richiesta dell’esportatore se quest’ultimo, attraverso la prova dello smaltimento secondo l’allegato 2 numero 1 lettera e, dimostra che lo smaltimento dei rifiuti all’estero ha avuto luogo.
Se un esportatore viene a conoscenza che lo smaltimento dei rifiuti da lui esportati non può essere eseguito conformemente all’autorizzazione rilasciatagli o che detto smaltimento subirà un ritardo importante, deve informare senza indugio l’UFAM di tale fatto.
1 I rifiuti possono essere importati soltanto con il consenso dell’UFAM. È considerato importazione anche lo stoccaggio in un deposito doganale aperto, in un deposito di merci di gran consumo o in un deposito franco doganale.1
2 Non è necessario un consenso per l’importazione di rifiuti:
destinati al riciclaggio:
da uno Stato membro dell’OCSE o dell’UE se sono rifiuti secondo la lista verde dei rifiuti della decisione del Consiglio dell’OCSE e non rifiuti secondo l’articolo 14 capoverso 3, o
da uno Stato che non è membro dell’OCSE o dell’UE se sono rifiuti secondo l’allegato IX della Convenzione di Basilea e non rifiuti secondo l’articolo 14 capoverso 3;
da uno Stato membro dell’OCSE o dell’UE se si tratta di campioni di rifiuti importati per verificare le possibilità tecniche di smaltimento; è consentita soltanto l’importazione della quantità di campioni necessaria e i singoli campioni non possono superare 25 kg.2
1 Nuovo testo giusta il n. II 2 dell’O del 25 ott. 2017, in vigore dal 1° gen. 2018 (RU 2017 5963).
Art. 231Condizioni per il rilascio del consenso
1 L’UFAM rilascia il consenso all’importazione se:
lo smaltimento previsto è rispettoso dell’ambiente e corrisponde allo stato della tecnica;
i rifiuti non sono importati per essere conferiti in discarica; è eccettuata l’importazione di rifiuti nell’ambito di una collaborazione regionale trans-frontaliera disciplinata contrattualmente nonché di scorie dell’incenerimento dei rifiuti provenienti da rifiuti urbani esportati la cui ripresa è stata richiesta nella domanda di esportazione;
esistono capacità sufficienti per lo smaltimento dei rifiuti;
l’importazione dei rifiuti non è contraria alla pianificazione cantonale dei rifiuti;
l’impresa di smaltimento dispone delle autorizzazioni corrispondenti;
esiste un modulo di notifica debitamente compilato;
esiste un contratto scritto concluso tra l’esportatore con sede all’estero e l’impresa di smaltimento secondo l’allegato 2.
2 L’UFAM chiede preliminarmente il parere dei Cantoni interessati.
Art. 241Limitazione della durata del consenso
1 L’UFAM rilascia il consenso per un periodo massimo di un anno.
2 Può rilasciare il consenso per un periodo massimo di tre anni alle imprese di smaltimento titolari di un consenso preliminare di importazione secondo il capitolo II D cifra 2 caso 2 della decisione del Consiglio dell’OCSE.
1 L’UFAM conferma, entro tre giorni lavorativi, all’esportatore con sede all’estero e alle autorità competenti dello Stato esportatore e degli Stati di transito l’avvenuta ricezione del modulo di notifica.
2 Decide, entro 30 giorni dall’invio di tale conferma, se rilasciare il consenso all’importazione prevista in Svizzera e comunica la sua decisione all’esportatore, alle autorità competenti dello Stato esportatore e degli Stati di transito nonché ai Cantoni interessati.
Art. 26 Notifica da parte dell’impresa di smaltimento con sede in Svizzera
Se l’importazione di rifiuti è soggetta a un controllo soltanto secondo il diritto svizzero, l’impresa di smaltimento con sede in Svizzera deve provvedere a far notificare tale importazione all’UFAM.
1 Se il trasportatore non può consegnare i rifiuti all’impresa di smaltimento prevista dalla notifica, deve informare senza indugio l’UFAM e l’autorità cantonale competente.
2 Se lo smaltimento di rifiuti importati non può essere eseguito conformemente alla notifica o se subisce un ritardo notevole, l’impresa di smaltimento deve informare senza indugio l’UFAM e l’autorità cantonale competente.
1 Abrogato dal n. I dell’O del 23 mar. 2016, con effetto dal 1° lug. 2017 (RU 2016 1117).
1 I rifiuti possono transitare dalla Svizzera soltanto se il transito è stato notificato all’UFAM e se questi non lo ha vietato entro 30 giorni dalla conferma dell’avvenuta ricezione del modulo di notifica da parte dell’autorità competente dello Stato importatore.1
1bis Non è necessaria nessuna notifica per il transito:
di rifiuti destinati al riciclaggio secondo la lista verde dei rifiuti della decisione del Consiglio dell’OCSE o secondo l’allegato IX della Convenzione di Basilea;
di campioni di rifiuti che vengono fatti transitare per verificare le possibilità tecniche di smaltimento; è consentita soltanto il transito della quantità di campioni necessaria e i singoli campioni non possono superare 25 kg.2
2 L’UFAM conferma all’esportatore e alle autorità competenti all’estero, entro tre giorni lavorativi, l’avvenuta ricezione del modulo di notifica.
3 Vieta il transito dei rifiuti se vi sono motivi per ritenere che:
il previsto smaltimento dei rifiuti può rappresentare un pericolo per l’ambiente; o
si tratta di un traffico illecito secondo l’articolo 9 paragrafo 1 della Convenzione di Basilea.
2 Introdotto dal n. I dell’O del 11 nov. 2009 (RU 2009 6259). Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 23 mar. 2016, in vigore dal 1° lug. 2016 (RU 2016 1117).
1 Abrogato dal n. I dell’O del 23 mar. 2016, con effetto dal 1° lug. 2016 (RU 2016 1117).
Sezione 5: Moduli di notifica e di accompagnamento, etichettatura6
1 Per l’esportazione, l’importazione e il transito di rifiuti, fatto salvo il capoverso 7, devono essere utilizzati i relativi moduli di notifica e di accompagnamento internazionali previsti dai seguenti atti normativi:1
Convenzione di Basilea;
allegato 8 della decisione del Consiglio dell’OCSE; o
allegato I A e I B del regolamento (CE) n. 1013/20064.
2 L’UFAM mette a disposizione in una banca dati elettronica i moduli di notifica e di accompagnamento della Convenzione di Basilea e della decisione del Consiglio dell’OCSE.5
3 Chi esporta rifiuti deve:
compilare nella banca dati dell’UFAM, almeno tre giorni lavorativi prima dell’inizio del trasporto, il modulo di accompagnamento con le indicazioni richieste;
provvedere affinché al passaggio della dogana i rifiuti siano dichiarati come tali all’Amministrazione delle dogane e che siano portati con sé il modulo di accompagnamento stampato e firmato e una copia dell’autorizzazione all’esportazione;
conservare per almeno cinque anni il modulo di accompagnamento rispedito dall’impresa di smaltimento con sede all’estero, compresa la dichiarazione attestante lo smaltimento.6
4 Chi importa rifiuti deve provvedere affinché:
al passaggio della dogana i rifiuti siano dichiarati come tali all’Amministrazione delle dogane;
siano portati con sé il modulo di accompagnamento firmato e una copia del consenso dell’UFAM.7
4bis Chi fa transitare rifiuti deve dichiararli come tali nei documenti doganali di transito e portare con sé il modulo di accompagnamento firmato.8
5 Chi riceve rifiuti importati ai fini dello smaltimento deve:
confermare nel modulo di accompagnamento destinato all’esportatore, alle autorità competenti dello Stato esportatore e degli Stati di transito nonché all’UFAM, entro tre giorni lavorativi dal conferimento, la ricezione dei rifiuti;
confermare nel modulo di accompagnamento destinato all’esportatore, alle autorità competenti dello Stato esportatore e degli Stati di transito nonché all’UFAM entro 30 giorni dalla fine dello smaltimento, ma al più tardi entro un anno dal conferimento dei rifiuti, che lo smaltimento è avvenuto in modo rispettoso dell’ambiente;
inserire le indicazioni di cui alle lettere a e b nella banca dati dell’UFAM e, per quanto possibile e ammissibile, trasmetterle per via elettronica alle autorità competenti dello Stato esportatore e degli Stati di transito, nonché all’esportatore;
conservare il modulo di accompagnamento, compresa la dichiarazione attestante lo smaltimento, per almeno cinque anni.9
6 Chi trasporta rifiuti destinati all’esportazione o all’importazione deve portare con sé i moduli di accompagnamento necessari. Deve compilare il modulo di accompagnamento con le indicazioni richieste.10
7 I moduli di accompagnamento non sono necessari per:
l’esportazione di rifiuti secondo l’articolo 15 capoverso 2 senza autorizzazione;
l’importazione di rifiuti secondo l’articolo 22 capoverso 2 senza consenso;
il transito di rifiuti secondo l’articolo 29 capoverso 1bis senza notifica.11
8 Deve portare con sé il modulo debitamente compilato di cui all’allegato VII del regolamento (CE) n. 1013/2006 chi esporta, importa o fa transitare campioni di rifiuti secondo il capoverso 7 od oltre 20 kg di rifiuti.12
5 Nuovo testo giusta il n. I dell’O dell’11 nov. 2009, in vigore dal 1° gen. 2010 (RU 2009 6259).
6 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 23 mar. 2016, in vigore dal 1° lug. 2017 (RU 2016 1117).
7 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 23 mar. 2016, in vigore dal 1° lug. 2017 (RU 2016 1117).
8 Introdotto dal n. I dell’O del 23 mar. 2016, in vigore dal 1° lug. 2017 (RU 2016 1117).
9 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 23 mar. 2016, in vigore dal 1° lug. 2017 (RU 2016 1117).
10 Nuovo testo giusta l’all. 3 n. 4 dell’O del 16 gen. 2019 concernente le multe disciplinari, in vigore dal 1° gen. 2020 (RU 2019 529).
11 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 23 mar. 2016, in vigore dal 1° lug. 2016 (RU 2016 1117).
12 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 23 mar. 2016, in vigore dal 1° lug. 2016 (RU 2016 1117).
1 I rifiuti speciali che vengono importati devono essere etichettati per il trasporto in territorio svizzero secondo l’articolo 7 oppure con una corrispondente dicitura in uso nel Paese d’origine, in lingua italiana, francese, tedesca o inglese.
2 I rifiuti speciali che vengono esportati devono essere etichettati secondo l’articolo 7 per il trasporto in territorio svizzero.
3 La responsabilità dell’etichettatura incombe:
per l’esportazione: all’esportatore;
per l’importazione: all’impresa di smaltimento con sede in Svizzera.
4 Prima del trasporto in territorio svizzero, il trasportatore deve accertarsi che i rifiuti speciali siano etichettati.
1 Su segnalazione dell’autorità competente dello Stato importatore, l’UFAM obbliga l’esportatore il cui comportamento al momento dell’esportazione dei rifiuti non è considerato un traffico illecito secondo l’articolo 9 paragrafo 1 della Convenzione di Basilea a riprendere i rifiuti se:
lo smaltimento dei rifiuti non può essere portato a termine secondo il contratto concluso tra l’esportatore e l’impresa di smaltimento con sede all’estero;
non è possibile smaltire tali rifiuti in un altro modo rispettoso dell’ambiente entro 90 giorni dalla ricezione della segnalazione o entro un termine più lungo concordato tra l’autorità estera e l’UFAM; e
è certo che, al momento dell’importazione dei rifiuti, il comportamento dell’importatore o dell’impresa di smaltimento con sede all’estero non è considerato un traffico illecito secondo l’articolo 9 paragrafo 1 della Convenzione di Basilea.
2 L’UFAM esige la ripresa dei rifiuti soltanto se la segnalazione è avvenuta al più tardi due anni dopo l’esportazione o se l’autorità dello Stato importatore dimostra l’impossibilità di effettuare tale segnalazione in modo più tempestivo.
1 Su segnalazione dell’autorità competente dello Stato importatore, l’UFAM obbliga l’esportatore il cui comportamento al momento dell’esportazione dei rifiuti è considerato un traffico illecito secondo l’articolo 9 paragrafo 1 della Convenzione di Basilea a riprendere i rifiuti.
2 L’UFAM dispone la ripresa dei rifiuti al più tardi 30 giorni dopo la ricezione della segnalazione completa o entro un termine più lungo concordato tra le autorità interessate.
3 Se in Svizzera non è possibile smaltire i rifiuti in modo rispettoso dell’ambiente, l’UFAM obbliga l’esportatore a provvedere affinché i rifiuti vengano smaltiti all’estero in modo rispettoso dell’ambiente.
4 L’UFAM esige la ripresa soltanto se la segnalazione è stata effettuata al più tardi un anno dopo che è venuto a conoscenza dell’esportazione contraria alle prescrizioni e non più di dieci anni dopo tale esportazione.
1 La segnalazione relativa alla ripresa dei rifiuti deve essere effettuata per iscritto.
2 Essa deve contemplare:
una motivazione;
indicazioni il più possibile precise concernenti il tipo e la quantità dei rifiuti nonché il luogo e le condizioni del deposito intermedio;
documenti relativi all’esportazione.
1 Chi, dalla Svizzera, organizza il traffico di rifiuti speciali tra Stati terzi o vi partecipa deve inviare all’UFAM:
una notifica annuale di detta attività;
una copia del modulo di notifica per ogni traffico previsto che attraversa un confine nazionale.
2 L’UFAM informa le autorità competenti all’estero e il segretariato della Convenzione di Basilea se accerta che un traffico previsto che attraversa un confine nazionale è un traffico illecito secondo l’articolo 9 paragrafo 1 della Convenzione di Basilea.
Art. 37 Esecuzione da parte dei Cantoni e della Confederazione
L’esecuzione della presente ordinanza compete ai Cantoni, salvo che detta ordinanza non la deleghi alla Confederazione.
1 Nel caso in cui l’esportazione o l’importazione di rifiuti richieda l’autorizzazione o il consenso di diverse autorità federali, queste ultime coordinano le loro procedure.
2 In questi casi l’UFAM può rilasciare un’autorizzazione o un consenso secondo la presente ordinanza soltanto previa autorizzazione o consenso dell’altra autorità federale.
Art. 391Aiuti all’esecuzione
L’UFAM elabora gli aiuti all’esecuzione della presente ordinanza in stretta collaborazione con altri servizi della Confederazione interessati, i Cantoni e le organizzazioni dell’economia interessate.
1 I Cantoni inseriscono nella banca dati dell’UFAM, con il rispettivo numero d’esercizio, le aziende fornitrici di rifiuti speciali e di altri rifiuti soggetti a controllo con obbligo di modulo di accompagnamento, nonché le imprese di smaltimento che necessitano di un’autorizzazione secondo l’articolo 8.1
2 Provvedono affinché le imprese di smaltimento che gestiscono unità locali nella loro regione adempiano ai loro obblighi di notifica.
3 Forniscono sostegno all’Amministrazione delle dogane nell’ambito del prelievo e dell’analisi di campioni di rifiuti.2
4 Se è prevista la ripresa dei rifiuti secondo la presente ordinanza, i Cantoni competenti secondo il capoverso 5 provvedono allo smaltimento dei rifiuti rispettoso dell’ambiente.3
5 La competenza per lo smaltimento dei rifiuti spetta:
al Cantone da cui provengono i rifiuti;
al Cantone in cui ha sede il detentore dei rifiuti se l’origine dei rifiuti è sconosciuta o se i rifiuti provengono da più Cantoni, oppure al Cantone di confine se il detentore ha sede all’estero.4
3 Nuovo testo giusta il n. I dell’O dell’11 nov. 2009, in vigore dal 1° gen. 2010 (RU 2009 6259).
4 Introdotto dal n. I dell’O del 11 nov. 2009, in vigore dal 1° gen. 2010 (RU 2009 6259).
1 L’UFAM gestisce una banca dati per i dati che, ai sensi della presente ordinanza sul traffico di rifiuti, devono essere rilevati per via elettronica.1
3 I Cantoni e l’Amministrazione delle dogane hanno accesso ai dati che li riguardano.3
2 Abrogato dal n. I dell’O del 23 mar. 2016, con effetto dal 1° lug. 2016 (RU 2016 1117).
Art. 42 Statistica ed elenco delle aziende fornitrici e delle imprese di smaltimento
1 L’UFAM pubblica una volta all’anno una statistica dei rifiuti speciali con dati riguardanti:
il tipo e la quantità dei rifiuti speciali smaltiti;
i metodi utilizzati per lo smaltimento dei rifiuti speciali;
il tipo e la quantità dei rifiuti speciali esportati e importati.
2 Pubblica periodicamente una statistica con dati sul tipo e la quantità degli altri rifiuti smaltiti soggetti a controllo.
3 Pubblica su Internet un elenco:
delle aziende fornitrici in Svizzera che consegnano rifiuti speciali;
delle imprese di smaltimento in Svizzera che smaltiscono rifiuti speciali o altri rifiuti soggetti a controllo, con indicazione del tipo dei rifiuti che smaltiscono e dei metodi di smaltimento utilizzati.
Art. 43 Compiti dell’Amministrazione delle dogane1
1 L’Amministrazione delle dogane esamina a ogni esportazione, importazione o transito di rifiuti i moduli di accompagnamento e il modulo secondo l’articolo 31 capoverso 8 mediante controlli a campione.2
2 Si oppone:3
all’esportazione, all’importazione o al transito di rifiuti in assenza dei moduli di accompagnamento richiesti oppure se tali moduli non riportano indicazioni importanti;
all’esportazione o all’importazione di rifiuti in assenza dell’autorizzazione o del consenso dell’UFAM necessari secondo la presente ordinanza.
3 Se si oppone all’esportazione, all’importazione o al transito di rifiuti, l’Amministrazione delle dogane informa l’UFAM. Questi decide in merito alla ripresa o al respingimento dei rifiuti.4
5 Abrogato dal n. I dell’O del 11 nov. 2009, con effetto dal 1° gen. 2010 (RU 2009 6259).
L’abrogazione e la modifica del diritto previgente sono disciplinate nell’allegato 3.
1 Le seguenti autorizzazioni rilasciate prima dell’entrata in vigore della presente ordinanza rimangono valide fino alla loro scadenza:
le autorizzazioni secondo l’articolo 16 dell’ordinanza del 12 novembre 19861 sul traffico dei rifiuti speciali;
le autorizzazioni secondo l’articolo 7 dell’ordinanza del 14 gennaio 19982 concernente la restituzione, la ripresa e lo smaltimento degli apparecchi elettrici ed elettronici.
2 Le autorizzazioni per l’esportazione di rifiuti rilasciate dall’UFAM prima dell’entrata in vigore della presente ordinanza rimangono valide fino alla loro scadenza, tuttavia non oltre il 31 dicembre 2006.
3 Le imprese di smaltimento esistenti al momento dell’entrata in vigore della presente ordinanza che ricevono ai fini dello smaltimento altri rifiuti soggetti a controllo devono inoltrare al più tardi entro il 30 giugno 2006 una domanda d’autorizzazione secondo l’articolo 8; è fatto salvo il capoverso 1 lettera b. Possono continuare a ricevere tali rifiuti senza autorizzazione al più tardi fino al 31 dicembre 2006.
1 [RU 1987 55, 2005 2695 n. II 12]
2 RS 814.620
(art. 6 cpv. 1, 11 cpv. 2, 13 cpv. 1 e 2)
Moduli di accompagnamento per il traffico di rifiuti in Svizzera
Per il traffico di rifiuti speciali e di altri rifiuti soggetti a controllo con obbligo di modulo di accompagnamento che avviene esclusivamente in Svizzera devono essere utilizzati moduli di accompagnamento svizzeri.
Sui moduli di accompagnamento vanno riportate le seguenti indicazioni:
da parte dell’azienda fornitrice, prima dell’inizio del trasporto:
il suo nome e il suo indirizzo,
il codice e la designazione dei rifiuti in base all’elenco dei rifiuti nonché la quantità dei rifiuti,
il numero degli imballaggi e dei contenitori,
la data di spedizione,
il nome e l’indirizzo dell’impresa di smaltimento,
la sua firma;
da parte del trasportatore, prima dell’inizio del trasporto:
la data della consegna dei rifiuti all’impresa di smaltimento o la data del loro conferimento presso un altro trasportatore; se i rifiuti sono trasbordati presso una zona di trasbordo: il nome e l’indirizzo della zona di trasbordo come pure la data del conferimento dei rifiuti presso tale zona e la data del loro trasferimento,
il tipo di trasporto,
il numero di targa del veicolo stradale,
da parte dell’impresa di smaltimento, al momento della ricezione dei rifiuti:
il proprio numero d’esercizio e il numero d’esercizio dell’azienda fornitrice,
il codice del metodo di smaltimento utilizzato e la quantità dei rifiuti,
la data del conferimento dei rifiuti,
la data di ricezione dei rifiuti,
Per ogni consegna e per ogni codice dei rifiuti deve essere utilizzato un modulo di accompagnamento in triplice copia.
Le imprese di smaltimento devono rispedire all’azienda fornitrice un modulo di accompagnamento entro 25 giorni lavorativi dal conferimento dei rifiuti e conservare l’altro modulo di accompagnamento per almeno cinque anni.
Le aziende fornitrici devono conservare per almeno cinque anni il modulo di accompagnamento compilato prima dell’inizio del trasporto e il modulo di accompagnamento rispedito dall’impresa di smaltimento.
Se la protezione delle persone, dell’ambiente o delle cose richiede una procedura urgente, i moduli di accompagnamento possono essere emessi successivamente.
L’UFAM stabilisce la forma dei moduli di accompagnamento2.
Si applicano le seguenti deroghe al numero 1:
per i rifiuti speciali raccolti lo stesso giorno presso diverse aziende fornitrici in quantità fino a 200 kg per codice di rifiuto e per azienda fornitrice si applica quanto segue:
possono essere utilizzati moduli di accompagnamento collettivi in semplice copia,
le aziende fornitrici devono conservare per almeno cinque anni un documento dal quale risulti l’avvenuta consegna;
per il trasporto di un’ingente quantità di rifiuti speciali e di altri rifiuti soggetti a controllo con obbligo di modulo di accompagnamento provenienti da un sito inquinato, di fanghi dei pozzetti stradali su incarico di un Comune o di oli esausti consegnati alla stessa impresa di smaltimento si applica quanto segue:
può essere utilizzato il medesimo modulo di accompagnamento per lo stesso veicolo per un periodo massimo di 30 giorni,
le singole corse devono essere previamente registrate in un allegato al modulo di accompagnamento; devono essere indicati data, ora e quantità dei rifiuti trasportati;
se durante il trasporto i rifiuti speciali vengono trasbordati senza che gli imballaggi e i contenitori siano aperti e se il trasporto non dura complessivamente più di dieci giorni lavorativi, per tutto il trasporto è possibile utilizzare lo stesso modulo di accompagnamento.
L’UFAM stabilisce la forma dei moduli di accompagnamento collettivi di cui al numero 2.1 lettera a.
Sui moduli di accompagnamento collettivi vanno riportate le seguenti indicazioni prima dell’inizio del trasporto:
il nome e il numero d’esercizio dell’azienda fornitrice,
il codice dei rifiuti in base all’elenco dei rifiuti e la quantità dei rifiuti,
la data del trasporto,
il nome e l’indirizzo del trasportatore,
le firme dell’azienda fornitrice e del trasportatore.
L’impresa di smaltimento attesta con la propria firma l’avvenuta ricezione dei rifiuti; deve conservare il modulo di accompagnamento collettivo per almeno cinque anni.
Nei casi in cui i moduli di accompagnamento di cui ai numeri 1 e 2.1 non siano idonei, su domanda degli interessati e previa consultazione dei Cantoni l’UFAM può autorizzare l’utilizzazione di altri moduli di accompagnamento, di cui stabilisce il contenuto e la forma.
L’UFAM mette a disposizione i documenti di accompagnamento in una banca dati elettronica.
L’azienda fornitrice e l’impresa di smaltimento possono registrare le indicazioni di cui al numero 1.2 in tale banca dati.
L’azienda fornitrice consegna al trasportatore una copia stampata e firmata del modulo di accompagnamento.
Il trasportatore riporta le sue indicazioni su detta copia stampata e la firma.
L’impresa di smaltimento deve firmare la copia stampata consegnatali dal trasportatore e conservarla per almeno cinque anni.
1 Aggiornato dal n. II dell’O del 23 mar. 2016, in vigore dal 1° lug. 2016 (RU 2016 1117).
2 Moduli prestampati possono essere richiesti presso l’Ufficio federale delle costruzioni e della logistica, Vendita di pubblicazioni federali, 3003 Berna.
(art. 16 cpv. 1 lett. b, 23 cpv. 1 lett. g)
Contratto di smaltimento relativo al traffico transfrontaliero di rifiuti
Il contratto concluso tra l’esportatore con sede in Svizzera e l’impresa di smaltimento con sede all’estero deve riportare quanto segue:
indicazioni sul tipo, la quantità e la provenienza dei rifiuti;
un attestato dell’impresa di smaltimento certificante che in base al diritto del proprio Stato è autorizzata a ricevere i rifiuti ai fini dello smaltimento e che li smaltirà entro un anno in modo rispettoso dell’ambiente;
una dichiarazione in cui l’esportatore s’impegna a riprendere i rifiuti o a smaltirli altrove se l’UFAM lo richiede secondo l’articolo 33 o 34;
una dichiarazione in cui l’impresa di smaltimento si impegna a far pervenire all’esportatore e all’UFAM una copia del modulo di accompagnamento entro tre giorni lavorativi dal conferimento dei rifiuti;
una dichiarazione in cui l’impresa di smaltimento si impegna ad attestare all’esportatore e all’UFAM, entro 30 giorni dalla fine dello smaltimento ma al più tardi un anno dopo il conferimento dei rifiuti, che tali rifiuti sono stati smaltiti in modo rispettoso dell’ambiente.
Il contratto concluso tra l’impresa di smaltimento con sede in Svizzera e l’esportatore con sede all’estero deve riportare quanto segue:
un attestato dell’impresa di smaltimento certificante che è autorizzata a ricevere tali rifiuti ai fini dello smaltimento e che li smaltirà in modo rispettoso dell’ambiente;
una dichiarazione in cui l’esportatore con sede all’estero si impegna a riprendere i rifiuti qualora l’importazione non possa avvenire nel modo previsto oppure sia contraria alle prescrizioni vigenti.
L’ordinanza del 12 novembre 19861 sul traffico dei rifiuti speciali (OTRS) è abrogata.
1 [RU 1987 55, 1991 196 art. 47 n. 1 1981 n. II 1, 1992 1749 n. II 5, 1995 5505 n. II 1, 1996 903, 2005 2695 n. II 12]
2 Le mod. possono essere consultate alla RU 2005 4199.
RU 2005 4199
1 RS 814.012 RS 0.814.053 RS 0.814.0524 Nuovo testo giusta il n. I dell’O dell’11 nov. 2009, in vigore dal 1° gen. 2010 (RU 2009 6259).5 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 23 mar. 2016, in vigore dal 1° lug. 2016 (RU 2016 1117).6 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 23 mar. 2016, in vigore dal 1° lug. 2016 (RU 2016 1117).
(VeVA)
vom 22. Juni 2005 (Stand am 1. Januar 2020)
gestützt auf die Artikel 30b Absatz 1, 30f Absätze 1–3, 30g Absatz 1, 39 Absatz 1 und 46 Absatz 2 des Umweltschutzgesetzes vom 7. Oktober 19831 (USG), in Ausführung des Basler Übereinkommens vom 22. März 19892 über die Kontrolle der grenzüberschreitenden Verbringung gefährlicher Abfälle und ihrer Entsorgung (Basler Übereinkommen) und des OECD-Ratsbeschlusses C(2001)107/FINAL vom 14. Juni 20013 betreffend die Änderung des Ratsbeschlusses C(92)39/FINAL vom 30. März 1992 über die Kontrolle grenzüberschreitender Verbringungen von Abfällen, die zur Verwertung bestimmt sind (OECD-Ratsbeschluss),4
1 Diese Verordnung soll sicherstellen, dass Abfälle nur an geeignete Entsorgungsunternehmen übergeben werden.
den Inlandverkehr mit Sonderabfällen und anderen kontrollpflichtigen Abfällen;
den grenzüberschreitenden Verkehr mit allen Abfällen;
den Verkehr mit Sonderabfällen zwischen Drittstaaten, sofern er von Unternehmen in der Schweiz organisiert ist oder solche daran beteiligt sind.
3 Sie gilt nicht:
für den Verkehr mit Sonderabfällen zwischen Formationen der Armee oder Bauten und Anlagen, die der Landesverteidigung dienen;
für Abwasser, das in die Kanalisation eingeleitet werden darf;
für radioaktive Abfälle, welche der Strahlenschutz- oder der Kernenergiegesetzgebung unterstehen;
für tierische Nebenprodukte nach der Verordnung vom 23. Juni 20042 über die Entsorgung von tierischen Nebenprodukten.
4 Vorbehalten bleiben:
Vorschriften des Bundes sowie völkerrechtliche Vereinbarungen und Beschlüsse über den Transport gefährlicher Güter auf der Strasse, der Schiene, dem Wasser und in der Luft;
Vorschriften der Sprengstoffgesetzgebung über den Verkehr mit Sprengstoffen.
1 Eingefügt durch Ziff. I der V vom 11. Nov. 2009, in Kraft seit 1. Jan. 2010 (AS 2009 6259).
3 Aufgehoben durch Ziff. I der V vom 11. Nov. 2009, mit Wirkung seit 1. Jan. 2010 (AS 2009 6259).
Art. 2 Verzeichnisse der Abfälle und der Entsorgungsverfahren1
1 Das Eidgenössische Departement für Umwelt, Verkehr, Energie und Kommunikation (UVEK) erlässt eine Verordnung mit einem Abfallverzeichnis und einem Verzeichnis der Entsorgungsverfahren. Es berücksichtigt dabei die Verzeichnisse der Abfälle und der Entsorgungsverfahren der EU2 und des Basler Übereinkommens.3
2 Es bezeichnet im Abfallverzeichnis als:
Sonderabfälle: Abfälle, deren umweltverträgliche Entsorgung auf Grund ihrer Zusammensetzung, ihrer chemisch-physikalischen oder ihrer biologischen Eigenschaften auch im Inlandverkehr umfassende besondere technische und organisatorische Massnahmen erfordert;
andere kontrollpflichtige Abfälle mit Begleitscheinpflicht: Abfälle, deren umweltverträgliche Entsorgung auf Grund ihrer Zusammensetzung, ihrer chemisch-physikalischen oder ihrer biologischen Eigenschaften auch im Inlandverkehr beschränkte besondere technische und umfassende organisatorische Massnahmen erfordert;
andere kontrollpflichtige Abfälle ohne Begleitscheinpflicht: Abfälle, deren umweltverträgliche Entsorgung auf Grund ihrer Zusammensetzung, ihrer chemisch-physikalischen oder ihrer biologischen Eigenschaften auch im Inlandverkehr beschränkte besondere technische und organisatorische Massnahmen erfordert.
1 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 11. Nov. 2009, in Kraft seit 1. Jan. 2010 (AS 2009 6259).
2 Entscheidung 2000/532/EG der Kommission vom 3. Mai 2000 zur Ersetzung der Entscheidung 94/3/EG über ein Abfallverzeichnis gemäss Art. 1 Bst. a) der Richtlinie 75/442/EWG des Rates über Abfälle und der Entscheidung 94/904/EG des Rates über ein Verzeichnis gefährlicher Abfälle im Sinne von Artikel 1 Absatz 4 der Richtlinie 91/689/EWG über gefährliche Abfälle, ABl. L 226 vom 6.9.2000, S. 3; zuletzt geändert durch Beschluss 2014/955/EU, ABl. L 370 vom 30.12.2014, S. 44.
3 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 23. März 2016, in Kraft seit 1. Juli 2016 (AS 2016 1117).
4 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 23. März 2016, in Kraft seit 1. Juli 2016 (AS 2016 1117).
5 Eingefügt durch Ziff. I der V vom 23. März 2016, in Kraft seit 1. Juli 2016 (AS 2016 1117).
1 Als Abgeberbetriebe gelten Unternehmen und Dienststellen von Behörden, die ihre Abfälle an örtlich getrennte Betriebsstätten oder an Dritte übergeben. Entsorgungsunternehmen, die Abfälle zur Entsorgung an örtlich getrennte Betriebsstätten oder an Dritte weiterleiten, gelten ebenfalls als Abgeberbetriebe. Nicht als Abgeberbetriebe gelten Unternehmen und Dienststellen von Behörden, die Abfälle Dritter lediglich transportieren.
2 Als Entsorgungsunternehmen gelten Unternehmen, die Abfälle zur Entsorgung entgegennehmen, sowie Sammelstellen, die von Kantonen oder Gemeinden oder in deren Auftrag von Privaten betrieben werden. Nicht als Entsorgungsunternehmen gelten Unternehmen, die Abfälle Dritter lediglich transportieren.
3 Als grenzüberschreitend gilt der Verkehr mit Abfällen, wenn diese über die schweizerische Zollgrenze verbracht werden.
2. Kapitel: Verkehr mit Abfällen im Inland
1. Abschnitt: Übergabe von Abfällen
Art. 4 Pflichten der Inhaberinnen und Inhaber
1 Inhaberinnen und Inhaber von Abfällen müssen vor der Übergabe von Abfällen abklären, ob es sich dabei um Sonderabfälle oder andere kontrollpflichtige Abfälle handelt.
2 Sie dürfen Sonderabfälle sowie rückgabepflichtige andere kontrollpflichtige Abfälle nur solchen Stellen übergeben, die zur Entgegennahme dieser Abfälle berechtigt sind.
3 Abgeberbetriebe dürfen sämtliche anderen kontrollpflichtigen Abfälle nur solchen Stellen übergeben, die zur Entgegennahme dieser Abfälle berechtigt sind.
Art. 5 Vermischen und Verdünnen von Abfällen
1 Abgeberbetriebe dürfen Sonderabfälle für die Übergabe weder vermischen noch verdünnen.
2 Sie dürfen Sonderabfällen mit Zustimmung des Entsorgungsunternehmens Zuschlagstoffe beifügen, wenn damit:
die Gefahren beim Transport vermindert werden; und
die Entsorgung nicht erschwert wird.
3 Die kantonale Behörde kann Abgeberbetrieben für die regelmässige Übergabe grosser Mengen von Sonderabfällen das Vermischen oder Verdünnen erlauben, wenn:
dies nicht zu dem Zweck geschieht, dass die Abfälle durch die Herabsetzung des Schadstoffgehalts unter weniger strenge Vorschriften fallen;
dies aus betrieblichen Gründen sinnvoll ist; und
dadurch die Umwelt nicht stärker belastet wird.
4 Entsorgungsunternehmen dürfen Sonderabfälle für die Übergabe vermischen oder verdünnen, wenn dies nicht zu dem Zweck geschieht, dass die Abfälle durch die Herabsetzung des Schadstoffgehalts unter weniger strenge Vorschriften fallen.
5 Für das Vermischen und Verdünnen von anderen kontrollpflichtigen Abfällen gelten die Vorschriften der Abfallverordnung vom 4. Dezember 20151.2
2 Fassung gemäss Anhang 6 Ziff. 8 der Abfallverordnung vom 4. Dez. 2015, in Kraft seit 1. Jan. 2016 (AS 2015 5699).
Art. 6 Begleitscheinpflicht1
1 Abgeberbetriebe müssen bei der Übergabe von Sonderabfällen und anderen kontrollpflichtigen Abfällen mit Begleitscheinpflicht Begleitscheine nach Anhang 1 verwenden und die erforderlichen Angaben eintragen.2
2 Keine Begleitscheine sind nötig für die Übergabe von Sonderabfällen:
in Mengen bis 50 kg einschliesslich Gebinde pro Abfallcode und Lieferung (Kleinmengen); für die Übergabe betriebsspezifischer Sonderabfälle muss der Abgeberbetrieb dem Entsorgungsunternehmen seinen Namen und seine Adresse oder seine Betriebsnummer (Art. 40 Abs. 1) angeben und während mindestens 5 Jahren einen Beleg über die Übergabe aufbewahren; ausgenommen ist die Übergabe von Abfällen nach den Buchstaben b–e;
in unveränderter Zusammensetzung und in der Originalverpackung an den Händler, von dem das Produkt stammt, oder an den Hersteller oder Importeur des Produktes (Warenretouren);
zur Zwischenlagerung an eine andere Betriebsstätte des gleichen Unternehmens, soweit es sich um Produkte handelt, welche das Unternehmen im Kleinverkauf abgibt und von Haushalten als Abfälle zurücknimmt;
die im Auftrag des Kantons bei Abgeberbetrieben eingesammelt und der Entsorgung zugeführt werden, soweit es sich um Produkte handelt, die die Unternehmen im Kleinverkauf abgeben und von Haushalten als Abfälle zurücknehmen;
zur Zwischenlagerung an Unternehmen, die keine Bewilligung nach Artikel 8 benötigen.
3 Abgeberbetriebe müssen dem Transporteur und dem Entsorgungsunternehmen zusätzliche Angaben über die Herkunft, die Zusammensetzung und die Eigenschaften der Abfälle machen, wenn diese Angaben für den Schutz der Umwelt, des Personals oder der Anlagen des Entsorgungsunternehmens oder für die umweltverträgliche Entsorgung der Abfälle nötig sind.
1 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 23. März 2016, in Kraft seit 1. Juli 2016 (AS 2016 1117).
2 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 23. März 2016, in Kraft seit 1. Juli 2016 (AS 2016 1117).
Art. 7 Kennzeichnung von Sonderabfällen
1 Abgeberbetriebe müssen Verpackungen für den Transport von Sonderabfällen mit folgenden Angaben kennzeichnen:
mit den Aufschriften «Sonderabfälle», «déchets spéciaux» und «rifiuti speciali»;
mit dem Abfallcode oder der Bezeichnung der Abfälle nach dem Abfallverzeichnis;
mit der Nummer des Begleitscheins.
2 Die Kennzeichnung ist nicht erforderlich, wenn die Sonderabfälle ohne Begleitscheine übergeben werden dürfen.
2. Abschnitt: Entgegennahme von Abfällen
Art. 8 Bewilligungspflicht
1 Entsorgungsunternehmen, die Sonderabfälle oder andere kontrollpflichtige Abfälle entgegennehmen, benötigen für jede Betriebsstätte eine Bewilligung der kantonalen Behörde.
2 Von der Bewilligungspflicht ausgenommen sind:
Unternehmen, die Sonderabfälle oder andere kontrollpflichtige Abfälle lediglich einsammeln;
Unternehmen, die ausschliesslich Batterien oder Akkumulatoren entgegennehmen, zu deren Rücknahme sie nach Anhang 2.15 der Chemikalien-Risikoreduktions-Verordnung vom 18. Mai 20051 verpflichtet sind und die diese Batterien oder Akkumulatoren lediglich zwischenlagern;
Unternehmen, die andere kontrollpflichtige Abfälle, die sie auf Grund anderer Vorschriften zurücknehmen müssen oder im Rahmen einer von der kantonalen Behörde anerkannten Branchenvereinbarung zurücknehmen, lediglich zwischenlagern;
Unternehmen, die Produkte, die sie im Kleinverkauf abgeben, von Haushalten als Abfälle zurücknehmen und lediglich zwischenlagern;
von Behörden bezeichnete Sammelstellen, die ausschliesslich Motorenöl, Speiseöl, Leuchtstoffröhren oder Batterien (mit Ausnahme von Bleiakkumulatoren) oder andere kontrollpflichtige Abfälle entgegennehmen und lediglich zwischenlagern.
Art. 9 Bewilligungsgesuch
Das Bewilligungsgesuch muss Angaben darüber enthalten:
welche Abfälle zur Entsorgung entgegengenommen werden sollen;
wie die Abfälle bei der Entgegennahme kontrolliert werden sollen;
wie die Abfälle entsorgt werden sollen;
über welche Anlagen, Einrichtungen und Fachleute das Entsorgungsunternehmen verfügt, damit die Abfälle umweltverträglich entsorgt werden können.
Art. 10 Erteilung der Bewilligung
1 Die kantonale Behörde erteilt die Bewilligung, wenn aus dem Gesuch hervorgeht, dass das Entsorgungsunternehmen in der Lage ist, die Abfälle umweltverträglich zu entsorgen.
2 Sie legt in der Bewilligung insbesondere fest:
welche Abfälle entgegengenommen werden dürfen;
wie die Abfälle entsorgt werden;
welche Auflagen für die umweltverträgliche Entsorgung der Abfälle einzuhalten sind, insbesondere Mengenbeschränkungen, Einsatz bestimmter Anlagen und Einrichtungen, Beizug von Fachleuten.
3 Sie erteilt die Bewilligung für höchstens 5 Jahre.
4 Sie trägt die Angaben nach Absatz 2 Buchstaben a und b in die Datenbank des Bundesamts für Umwelt (BAFU) (Art. 41 Abs. 1) ein.1
Art. 11 Kontrolle bei der Entgegennahme von Abfällen mit Begleitscheinpflicht1
1 Die Entsorgungsunternehmen prüfen bei jeder Entgegennahme von Sonderabfällen und anderen kontrollpflichtigen Abfällen mit Begleitscheinpflicht, bevor sie auf den Begleitscheinen mit ihrer Unterschrift die Entgegennahme bestätigen:
ob sie zur Entgegennahme berechtigt sind;
ob die Abfälle mit den Angaben auf den Begleitscheinen übereinstimmen.2
2 Sie müssen auf den Begleitscheinen die nach Anhang 1 erforderlichen Angaben eintragen; offensichtlich fehlerhafte Angaben korrigieren sie in Absprache mit dem Abgeberbetrieb.
3 Die Entgegennahme erfolgt am Standort des Entsorgungsunternehmens. Das Entsorgungsunternehmen kann die Entgegennahme auch am Standort des Abgeberbetriebs durchführen, sofern es sich um regelmässig an diesem Standort anfallende Produktionsabfälle mit bekannter und gleich bleibender Zusammensetzung handelt.3
4 Stellt ein Entsorgungsunternehmen fest, dass es nicht berechtigt ist, Sonderabfälle und andere kontrollpflichtige Abfälle mit Begleitscheinpflicht entgegenzunehmen oder dass die Abfälle nicht den Angaben auf den Begleitscheinen entsprechen, so weist es die Abfälle an den Abgeberbetrieb zurück oder sorgt in Absprache mit diesem für die Übergabe der Abfälle an einen berechtigten Dritten. Bei einer Umweltgefährdung informiert es die kantonale Behörde.4
3 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 18. Dez. 2013, in Kraft seit 1. Mai 2014 (AS 2014 193).
4 Eingefügt durch Ziff. I der V vom 18. Dez. 2013 (AS 2014 193). Fassung gemäss Ziff. I der V vom 23. März 2016, in Kraft seit 1. Juli 2016 (AS 2016 1117).
Art. 121Meldepflichten
1 Entsorgungsunternehmen, die Sonderabfälle oder andere kontrollpflichtige Abfälle mit Begleitscheinpflicht entgegennehmen und dafür eine Bewilligung benötigen, müssen jede Entgegennahme von Abfällen, bei denen Begleitscheine verwendet werden oder der Abgabebetrieb einen Beleg aufbewahren muss, dem BAFU und der kantonalen Behörde mit folgenden Angaben melden:2
eigene Betriebsnummer und jene des Abgabebetriebs;
Datum der Anlieferung;
Mengen und Codes der entgegengenommenen Abfälle;
Codes der angewendeten Entsorgungsverfahren;
Nummer des Begleitscheins.
2 Entsorgungsunternehmen, die andere kontrollpflichtige Abfälle ohne Begleitscheinpflicht entgegennehmen und dafür eine Bewilligung benötigen, müssen dem BAFU und der kantonalen Behörde über diese Abfälle folgende Angaben melden:3
eigene Betriebsnummer;
Codes und Jahresmengen der entgegengenommenen Abfälle und die Codes der auf sie angewendeten Entsorgungsverfahren;
Jahresmenge der weitergeleiteten Abfälle und Betriebsnummer des Entsorgungsunternehmens, an das die Abfälle weitergeleitet wurden.
3 Die Meldung muss für Sonderabfälle und andere kontrollpflichtige Abfälle mit Begleitscheinpflicht innert 30 Arbeitstagen nach Ende jedes Quartals und für andere kontrollpflichtige Abfälle ohne Begleitscheinpflicht innert 30 Arbeitstagen nach Ende jedes Kalenderjahres durch eine Online-Eingabe in die vom BAFU zur Verfügung gestellte elektronische Datenbank erfolgen.4
3. Abschnitt: Transport von Abfällen mit Begleitscheinpflicht5
1 Transporteure dürfen Abfälle, von denen sie wissen oder annehmen müssen, dass es sich um Abfälle handelt, die mit Begleitscheinen übergeben werden müssen, nur transportieren, wenn:1
die erforderlichen Begleitscheine nach Anhang 1 mitgeführt werden;
das Entsorgungsunternehmen auf den Begleitscheinen eingetragen ist;
die Abfälle nach den Vorschriften von Artikel 7 gekennzeichnet sind.
2 Sie müssen auf den Begleitscheinen die nach Anhang 1 erforderlichen Angaben eintragen.
3 Sie dürfen die Abfälle nur den auf den Begleitscheinen eingetragenen Entsorgungsunternehmen übergeben.
4 Können sie die Abfälle den Entsorgungsunternehmen nicht übergeben, so müssen sie die Abfälle dem Abgeberbetrieb zurückgeben oder in Absprache mit diesem an berechtigte Dritte übergeben. Ist ihnen die Rückgabe an den Abgeberbetrieb oder die Übergabe an Dritte nicht möglich oder nicht zuzumuten, so müssen sie umgehend die kantonale Behörde informieren.
3. Kapitel: Grenzüberschreitender Verkehr mit Abfällen
1. Abschnitt: Aus- und Einfuhrbeschränkungen
Mitglied der OECD oder der EU sind; und
Vertragsparteien des Basler Übereinkommens sind oder mit denen eine Übereinkunft nach Artikel 11 des Basler Übereinkommens besteht.
Sonderabfälle;
andere kontrollpflichtige Abfälle;
weitere Abfälle, die eine der folgenden Voraussetzungen erfüllen:
Sie gehören einer Gruppe nach Anlage I des Basler Übereinkommens an und weisen eine gefährliche Eigenschaft nach Anlage III des Übereinkommens auf.
Sie sind Abfälle nach Anlage II oder VIII des Basler Übereinkommens.
Sie sind Abfälle nach der gelben Abfallliste des OECD-Ratsbeschlusses.
1 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 18. Dez. 2013, in Kraft seit 1. Mai 2014 (AS 2014 193).
2 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 11. Nov. 2009, in Kraft seit 1. Jan. 2010 (AS 2009 6259).
2. Abschnitt: Ausfuhr
Art. 15 Bewilligungspflicht
1 Wer Abfälle ausführt, benötigt eine Bewilligung des BAFU.1
2 Keine Bewilligung benötigt, wer Abfälle ausführt:
zur Verwertung:
in einen Mitgliedstaat der OECD oder der EU, wenn es Abfälle nach der grünen Abfallliste des OECD-Ratsbeschlusses und nicht Abfälle nach Artikel 14 Absatz 3 sind, oder
in einen Staat, der nicht Mitglied der OECD oder der EU ist, wenn es Abfälle nach Anlage IX des Basler Übereinkommens und nicht Abfälle nach Artikel 14 Absatz 3 sind;
in einen Mitgliedstaat der OECD oder der EU, wenn es sich um Proben von Abfällen handelt und diese ausgeführt werden, um die technische Möglichkeit ihrer Entsorgung abzuklären; es dürfen nur so viele Abfallproben wie nötig ausgeführt werden und eine Probe darf höchstens 25 kg wiegen.2
3 Das UVEK legt in einer Verordnung fest, welche Entsorgungsverfahren als Verwertung gelten; es orientiert sich dabei am Basler Übereinkommen.
4 Der Exporteur darf einen bewilligungsfreien Export nach Absatz 2 nur dann durchführen, wenn er sich vorgängig Unterlagen beschafft hat, aus denen hervorgeht, dass die geplante Verwertung umweltverträglich ist. Der Exporteur muss die Unterlagen mindestens ein Jahr über das Datum der Ausfuhr hinaus aufbewahren.
2 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 18. Dez. 2013, in Kraft seit 1. Mai 2014 (AS 2014 193).
Art. 161Gesuch
den Nachweis, dass die Voraussetzungen für die Ausfuhrbewilligung gemäss Artikel 17 Buchstaben a–f erfüllt sind;
eine Kopie des Vertrages des Exporteurs mit dem Entsorgungsunternehmen im Ausland nach Anhang 2 sowie bei einer Weitergabe der Abfälle an andere Entsorgungsunternehmen eine Kopie der entsprechenden Verträge;
einen auf der elektronischen Datenbank des BAFU ausgefüllten Notifizierungsbogen.
Art. 171Voraussetzungen für die Ausfuhrbewilligung
Das BAFU bewilligt die Ausfuhr, wenn:
der Entsorgungsweg der auszuführenden Abfälle bekannt ist;
die Entsorgung umweltverträglich ist und dem Stand der Technik entspricht;
für die folgenden Abfälle die Entsorgung in der Schweiz nicht möglich ist oder die Ausfuhr im Rahmen einer vertraglich vereinbarten regionalen grenzüberschreitenden Zusammenarbeit vorgesehen ist:
Siedlungsabfälle und Abfälle vergleichbarer Zusammensetzung aus Unternehmen,
Schlacke aus Anlagen, in denen Siedlungsabfälle oder Abfälle vergleichbarer Zusammensetzung verbrannt werden,
Abfälle aus dem öffentlichen Strassenunterhalt und der öffentlichen Abwasserreinigung,
brennbare, vermischte Bauabfälle;
die Abfälle nicht zum Zweck der Ablagerung auf einer Deponie ausgeführt werden; ausgenommen ist die Ausfuhr von:
Abfällen im Rahmen einer vertraglich vereinbarten regionalen grenzüberschreitenden Zusammenarbeit,
Kehrichtschlacke aus importierten Siedlungsabfällen, für welche die Rücknahme im Gesuch zur Einfuhr beantragt wurde,
Abfällen zur Ablagerung in einer Untertagedeponie,
unverschmutztem Aushub-, Abraum- und Ausbruchmaterial zur Ablagerung auf Deponien im grenznahen Ausland;
die Zustimmungen des Einfuhrstaates und der Durchfuhrstaaten vorliegen, die nach dem Basler Übereinkommen und dem OECD-Ratsbeschluss erforderlich sind;
eine ausreichende Sicherheitsleistung nach Artikel 20 erbracht ist.
3 Eingefügt durch Ziff. I der V vom 18. Dez. 2013, in Kraft seit 1. Mai 2014 (AS 2014 193).
Art. 18 Befristung der Bewilligungen
1 Das BAFU1 befristet die Bewilligung auf höchstens ein Jahr.
2 Verfügt das Entsorgungsunternehmen im Einfuhrstaat über eine vorherige Zustimmung nach Kapitel II D Ziffer 2 Fall 2 des OECD-Ratsbeschlusses, so kann das BAFU die Bewilligung auf höchstens 3 Jahre befristen.2
1 Die Bezeichnung der Verwaltungseinheit wurde in Anwendung von Art. 16 Abs. 3 der Publikationsverordnung vom 17. Nov. 2004 (AS 2004 4937) angepasst. Die Anpassung wurde im ganzen Erlass berücksichtigt.
Art. 19 Behandlungsfristen und Information des betroffenen Kantons
1 Das BAFU entscheidet über das Gesuch innert 30 Tagen, nachdem die zuständige Behörde des Einfuhrstaates den Empfang des Notifizierungsbogens bestätigt hat.
2 Sieht das Recht des Einfuhr- oder eines Durchfuhrstaates für die Zustimmung zur Ein- oder Durchfuhr längere Fristen vor, so entscheidet das BAFU spätestens 5 Tage, nachdem die Stellungnahme dieses Staates vorliegt.
3 Das BAFU sendet demjenigen Kanton, in dem sich die zur Ausfuhr angemeldeten Abfälle befinden, eine Kopie der Verfügung.
Art. 201Sicherheitsleistung
1 Wer bewilligungspflichtige Abfälle ausführt, muss eine Sicherheitsleistung in Form einer Bankgarantie oder einer Versicherung zugunsten des BAFU erbringen.
2 Die Sicherheitsleistung dient zur Deckung sämtlicher Kosten, die anfallen, wenn der Exporteur den Pflichten gemäss Artikel 33 und 34 nicht nachkommt.
3 Das BAFU legt fest, in welcher Höhe und für welchen Zeitraum die Sicherheitsleistung erbracht werden muss.
4 Die Höhe der Sicherheitsleistung richtet sich nach den Kosten für:
die Lagerung für 180 Tage;
die Entsorgung (einschliesslich der Analysen).
5 Die Sicherheitsleistung muss mindestens für die Gültigkeitsdauer der Bewilligung sowie für die darauffolgenden 360 Tage erbracht werden. Das BAFU gibt die Sicherheitsleistung auf Verlangen des Exporteurs frei, wenn dieser mittels Entsorgungsnachweis nach Anhang 2 Ziffer 1 Buchstabe e belegt, dass die Entsorgung der Abfälle im Ausland erfolgt ist.
Art. 21 Mitteilungspflicht
Erhält ein Exporteur Kenntnis, dass die Entsorgung seiner ausgeführten Abfälle nicht gemäss der ihm erteilten Bewilligung durchgeführt werden kann oder dass sie sich wesentlich verzögert, so muss er dies dem BAFU umgehend mitteilen.
3. Abschnitt: Einfuhr
Art. 22 Zustimmungserfordernis
1 Abfälle dürfen nur mit Zustimmung des BAFU eingeführt werden. Als Einfuhr gilt auch die Einlagerung in ein offenes Zollager, in ein Lager für Massengüter oder in ein Zollfreilager.1
2 Keine Zustimmung ist erforderlich, wenn Abfälle eingeführt werden sollen:
aus einem Mitgliedstaat der OECD oder der EU, wenn es Abfälle nach der grünen Abfallliste des OECD-Ratsbeschlusses und nicht Abfälle nach Artikel 14 Absatz 3 sind, oder
aus einem Staat, der nicht Mitglied der OECD oder der EU ist, wenn es Abfälle nach Anlage IX des Basler Übereinkommens und nicht Abfälle nach Artikel 14 Absatz 3 sind;
aus einem Mitgliedstaat der OECD oder der EU, wenn es sich um Proben von Abfällen handelt und diese eingeführt werden, um die technische Möglichkeit ihrer Entsorgung abzuklären; es dürfen nur so viele Abfallproben wie nötig eingeführt werden und eine Probe darf höchstens 25 kg wiegen.2
1 Fassung gemäss Ziff. II 2 der V vom 25. Okt. 2017, in Kraft seit 1. Jan. 2018 (AS 2017 5963).
Art. 231Voraussetzungen für die Zustimmung
1 Das BAFU stimmt der Einfuhr zu, wenn:
die geplante Entsorgung umweltverträglich ist und dem Stand der Technik entspricht;
die Abfälle nicht zum Zweck der Ablagerung auf einer Deponie eingeführt werden; ausgenommen ist die Einfuhr von Abfällen im Rahmen einer vertraglich vereinbarten regionalen grenzüberschreitenden Zusammenarbeit sowie von Kehrichtschlacke aus exportierten Siedlungsabfällen, für welche die Rücknahme im Gesuch zur Ausfuhr beantragt wurde;
genügend Kapazitäten für die Entsorgung der Abfälle bestehen;
die Einfuhr der Abfälle der kantonalen Abfallplanung nicht widerspricht;
das Entsorgungsunternehmen über die entsprechenden Bewilligungen verfügt;
ein vollständig ausgefüllter Notifizierungsbogen vorliegt;
ein schriftlicher Vertrag nach Anhang 2 zwischen dem Exporteur im Ausland und dem Entsorgungsunternehmen vorliegt.
2 Das BAFU holt vorgängig eine Stellungnahme der betroffenen Kantone ein.
Art. 241Befristung der Zustimmung
1 Das BAFU befristet die Zustimmung auf höchstens ein Jahr.
2 Es kann die Zustimmung auf höchstens 3 Jahre befristen für Entsorgungsunternehmen, denen es eine vorherige Zustimmung nach Kapitel II D Ziffer 2 Fall 2 des OECD-Ratsbeschlusses erteilt hat.
Art. 25 Behandlungsfristen und Information
1 Das BAFU bestätigt dem Exporteur im Ausland sowie den zuständigen Behörden des Ausfuhrstaates und der Durchfuhrstaaten innert 3 Arbeitstagen den Empfang des Notifizierungsbogens.
2 Es entscheidet innert 30 Tagen nach Versand dieser Bestätigung, ob es der geplanten Einfuhr in die Schweiz zustimmt, und teilt dies dem Exporteur, den zuständigen Behörden des Ausfuhrstaates und der Durchfuhrstaaten sowie den betroffenen Kantonen mit.
Art. 26 Notifizierung durch das Entsorgungsunternehmen in der Schweiz
Unterliegt die Einfuhr von Abfällen nur nach schweizerischem Recht einer Kontrolle, so sorgt das Entsorgungsunternehmen in der Schweiz dafür, dass die Einfuhr dem BAFU notifiziert wird.
Art. 27 Mitteilungspflicht
1 Kann der Transporteur die eingeführten Abfälle nicht dem nach der Notifizierung vorgesehenen Entsorgungsunternehmen übergeben, so muss er dies dem BAFU und der zuständigen kantonalen Behörde umgehend mitteilen.
2 Kann die Entsorgung von eingeführten Abfällen nicht gemäss der Notifizierung durchgeführt werden oder verzögert sich die Entsorgung wesentlich, so muss das Entsorgungsunternehmen dies dem BAFU und der zuständigen kantonalen Behörde umgehend mitteilen.
1 Aufgehoben durch Ziff. I der V vom 23. März 2016, mit Wirkung seit 1. Juli 2017 (AS 2016 1117).
Art. 29 Kontrolle bei der Durchfuhr
1 Abfälle dürfen nur durch die Schweiz durchgeführt werden, wenn die Durchfuhr dem BAFU notifiziert worden ist und dieses die Durchfuhr nicht innert 30 Tagen, nachdem die zuständige Behörde des Einfuhrstaates den Empfang des Notifizierungsbogens bestätigt hat, verboten hat.1
1bis Keine Notifizierung ist notwendig für die Durchfuhr:
zur Verwertung von Abfällen nach der grünen Abfallliste des OECD-Ratsbeschlusses oder nach Anlage IX des Basler Übereinkommens;
von Proben von Abfällen, die durchgeführt werden, um die technische Möglichkeit ihrer Entsorgung abzuklären; es dürfen nur so viele Abfallproben wie nötig durchgeführt werden und eine Probe darf höchstens 25 kg wiegen.2
2 Das BAFU bestätigt dem Exporteur sowie den zuständigen Behörden im Ausland innert 3 Arbeitstagen den Empfang des Notifizierungsbogens.
3 Es verbietet die Durchfuhr, wenn Anhaltspunkte dafür bestehen, dass:
die vorgesehene Entsorgung der Abfälle die Umwelt gefährden kann; oder
ein unerlaubter Verkehr nach Artikel 9 Absatz 1 des Basler Übereinkommens vorliegt.
2 Eingefügt durch Ziff. I der V vom 11. Nov. 2009, in Kraft seit 1. Jan. 2010 (AS 2009 6259). Fassung gemäss Ziff. I der V vom 23. März 2016, in Kraft seit 1. Juli 2016 (AS 2016 1117).
1 Aufgehoben durch Ziff. I der V vom 23. März 2016, mit Wirkung seit 1. Juli 2016 (AS 2016 1117).
5. Abschnitt: Notifizierungsbögen, Begleitscheine und Kennzeichnung6
Art. 31 Notifizierungsbogen und Begleitscheine
1 Für die Aus-, Ein- und Durchfuhr von Abfällen sind unter Vorbehalt von Absatz 7 die internationalen Notifizierungsbögen und Begleitscheine gemäss den folgenden Erlassen zu verwenden:1
Basler Übereinkommen;
Anhang 8 des OECD-Ratsbeschlusses; oder
Anhang IA und IB der Verordnung (EG) Nr. 1013/20064.
2 Das BAFU stellt die Notifizierungsbögen und Begleitscheine des Basler Übereinkommens und des OECD-Ratsbeschlusses auf einer elektronischen Datenbank zur Verfügung.5
3 Wer Abfälle ausführt, muss:
mindestens 3 Arbeitstage vor dem Transportbeginn auf einem Begleitschein in der Datenbank des BAFU die erforderlichen Angaben eintragen;
dafür sorgen, dass beim Grenzübertritt der Zollverwaltung die Abfälle als solche deklariert werden sowie der ausgedruckte und unterschriebene Begleitschein und eine Kopie der Ausfuhrbewilligung mitgeführt werden;
den vom Entsorgungsunternehmen im Ausland zurückerhaltenen Begleitschein einschliesslich der Entsorgungsbestätigung während mindestens 5 Jahren aufbewahren.6
4 Wer Abfälle einführt, muss dafür sorgen, dass:
der Zollverwaltung beim Grenzübertritt die Abfälle als solche deklariert werden;
der unterschriebene Begleitschein und eine Kopie der Zustimmung des BAFU mitgeführt werden.7
4bis Wer Abfälle durchführt, muss diese auf den Durchfuhrzolldokumenten als solche deklarieren und den unterschriebenen Begleitschein mitführen.8
5 Wer eingeführte Abfälle zur Entsorgung entgegennimmt, muss:
dem Exporteur, den zuständigen Behörden des Ausfuhrstaates und der Durchfuhrstaaten sowie dem BAFU jeweils innert 3 Arbeitstagen nach Anlieferung den Eingang der Abfälle auf dem Begleitschein bestätigen;
dem Exporteur, den zuständigen Behörden des Ausfuhrstaates und der Durchfuhrstaaten sowie dem BAFU innert 30 Tagen nach Abschluss der Entsorgung, spätestens aber ein Jahr nach Anlieferung der Abfälle, die umweltverträgliche Entsorgung der Abfälle auf dem Begleitschein bestätigen;
die Angaben nach den Buchstaben a und b in die Datenbank des BAFU eintragen und den zuständigen Behörden des Ausfuhrstaates und der Durchfuhrstaaten sowie dem Exporteur elektronisch übermitteln, sofern dies zulässig und möglich ist;
den Begleitschein einschliesslich der Entsorgungsbestätigung während mindestens 5 Jahren aufbewahren.9
6 Wer Abfälle, die aus- oder eingeführt werden, transportiert, muss die notwendigen Begleitscheine mitführen.10 Er muss auf dem Begleitschein die erforderlichen Angaben machen.
7 Keine Begleitscheine sind notwendig für:
die Ausfuhr von Abfällen nach Artikel 15 Absatz 2 ohne Bewilligung;
die Einfuhr von Abfällen nach Artikel 22 Absatz 2 ohne Zustimmung;
die Durchfuhr von Abfällen nach Artikel 29 Absatz 1bis ohne Notifizierung.11
8 Das ausgefüllte Formular nach Anhang VII der Verordnung EG Nr. 1013/2006 hat mitzuführen, wer nach Absatz 7 Proben von Abfällen oder mehr als 20 kg Abfälle aus-, ein- oder durchführt. 12
5 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 23. März 2016, in Kraft seit 1. Juli 2016 (AS 2016 1117).
6 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 23. März 2016, in Kraft seit 1. Juli 2017 (AS 2016 1117).
7 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 23. März 2016, in Kraft seit 1. Juli 2017 (AS 2016 1117).
8 Eingefügt durch Ziff. I der V vom 23. März 2016, in Kraft seit 1. Juli 2017 (AS 2016 1117).
9 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 23. März 2016, in Kraft seit 1. Juli 2017 (AS 2016 1117).
10 Fassung gemäss Anhang Ziff. 4 der Ordnungsbussenverordnung vom 16.Jan. 2019, in Kraft seit 1. Jan. 2020 (AS 2019 529).
11 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 23. März 2016, in Kraft seit 1. Juli 2016 (AS 2016 1117).
12 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 23. März 2016, in Kraft seit 1. Juli 2016 (AS 2016 1117).
Art. 32 Kennzeichnung von Sonderabfällen
1 Sonderabfälle, die eingeführt werden, müssen für den Transport auf schweizerischem Gebiet nach Artikel 7 oder mit einer im Herkunftsland gebräuchlichen entsprechenden Bezeichnung in deutscher, französischer, italienischer oder englischer Sprache gekennzeichnet sein.
2 Sonderabfälle, die ausgeführt werden, müssen für den Transport auf schweizerischem Gebiet nach Artikel 7 gekennzeichnet sein.
3 Für die Kennzeichnung muss sorgen:
bei der Ausfuhr: der Exporteur;
bei der Einfuhr: das Entsorgungsunternehmen in der Schweiz.
4 Der Transporteur muss sich für den Transport auf schweizerischem Gebiet vergewissern, dass die Sonderabfälle gekennzeichnet sind.
6. Abschnitt: Rücknahme
Art. 33 Bei erlaubtem Verkehr
1 Auf Anzeige der zuständigen Behörde des Einfuhrstaates verpflichtet das BAFU den Exporteur, dessen Verhalten bei der Ausfuhr nicht als unerlaubter Verkehr nach Artikel 9 Absatz 1 des Basler Übereinkommen gilt, zur Rücknahme der Abfälle, wenn:
die Entsorgung der Abfälle nicht gemäss dem Vertrag des Exporteurs mit dem Entsorgungsunternehmen im Ausland zu Ende geführt werden kann;
eine andere umweltverträgliche Entsorgung im Ausland innerhalb von 90 Tagen nach Eingang der Anzeige oder nach einer zwischen der zuständigen ausländischen Behörde und dem BAFU vereinbarten längeren Frist nicht möglich ist; und
feststeht, dass das Verhalten des Importeurs oder des Entsorgungsunternehmens im Ausland bei der Einfuhr der Abfälle nicht als unerlaubter Verkehr nach Artikel 9 Absatz 1 des Basler Übereinkommens gilt.
2 Das BAFU verlangt die Rücknahme nur, wenn die Anzeige nicht später als 2 Jahre nach der Ausfuhr erfolgt ist oder die Behörde des Einfuhrstaates nachweist, dass eine frühere Anzeige nicht möglich war.
Art. 34 Bei unerlaubtem Verkehr
1 Auf Anzeige der zuständigen Behörde des Einfuhrstaates verpflichtet das BAFU den Exporteur, dessen Verhalten bei der Ausfuhr als unerlaubter Verkehr nach Artikel 9 Absatz 1 des Basler Übereinkommens gilt, zur Rücknahme der Abfälle.
2 Es verfügt die Rücknahme spätestens 30 Tage nach Eingang der vollständigen Anzeige oder innerhalb einer längeren zwischen den betroffenen Behörden vereinbarten Frist.
3 Ist die umweltverträgliche Entsorgung der Abfälle in der Schweiz nicht möglich, so verpflichtet das BAFU den Exporteur, dafür zu sorgen, dass die Abfälle im Ausland umweltverträglich entsorgt werden.
4 Das BAFU verlangt die Rücknahme nur, wenn die Anzeige nicht später als ein Jahr nach Kenntnis der vorschriftswidrigen Ausfuhr und nicht später als 10 Jahre nach der Ausfuhr erfolgt ist.
Art. 35 Anzeige
1 Die Anzeige zur Rücknahme von Abfällen muss schriftlich erfolgen.
2 Sie muss enthalten:
eine Begründung;
möglichst genaue Angaben über die Art und Menge der Abfälle sowie über den Ort und die Verhältnisse der Zwischenlagerung;
Unterlagen über die Ausfuhr.
7. Abschnitt: Verkehr mit Sonderabfällen im Ausland
1 Wer von der Schweiz aus den Verkehr mit Sonderabfällen zwischen Drittstaaten organisiert oder daran beteiligt ist, muss dem BAFU:
diese Tätigkeit jährlich melden;
für jeden geplanten eine Landesgrenze überschreitenden Verkehr eine Kopie des Notifizierungsbogens senden.
2 Das BAFU informiert die zuständigen Behörden im Ausland und das Sekretariat des Basler Übereinkommens, wenn es feststellt, dass es sich bei einem geplanten eine Landesgrenze überschreitenden Verkehr um einen unerlaubten Verkehr nach Artikel 9 Absatz 1 des Basler Übereinkommens handelt.
Art. 37 Vollzug durch die Kantone und den Bund
Die Kantone vollziehen diese Verordnung, soweit diese den Vollzug nicht dem Bund überträgt.
Art. 38 Koordination zwischen den Bundesbehörden
1 Erfordert die Aus- oder Einfuhr von Abfällen eine Bewilligung oder Zustimmung mehrerer Bundesbehörden, so koordinieren diese ihre Verfahren.
2 Das BAFU darf in diesen Fällen eine Bewilligung oder Zustimmung nach dieser Verordnung nur erteilen, wenn die Bewilligung oder Zustimmung der anderen Bundesbehörde vorliegt.
Art. 391Vollzugshilfen
1 Das BAFU erarbeitet die Vollzugshilfen zur Anwendung dieser Verordnung. Es arbeitet dabei eng mit anderen betroffenen Stellen des Bundes, den Kantonen und den betroffenen Organisationen der Wirtschaft zusammen.
Art. 40 Besondere Aufgaben der Kantone
1 Die Kantone tragen die Abgeberbetriebe von Sonderabfällen und anderen kontrollpflichtigen Abfällen mit Begleitscheinpflicht sowie die Entsorgungsunternehmen, welche eine Bewilligung nach Art. 8 benötigen, mit der Betriebsnummer in die Datenbank des BAFU ein.1
2 Sie sorgen dafür, dass die Entsorgungsunternehmen, die in ihrem Gebiet Betriebsstätten unterhalten, ihre Meldepflichten erfüllen.
3 Sie unterstützen die Zollverwaltung bei der Entnahme und Untersuchung von Abfallproben.2
4 Ist nach dieser Verordnung die Rücknahme von Abfällen erforderlich, so sorgen die nach Absatz 5 zuständigen Kantone für die umweltverträgliche Entsorgung der Abfälle.3
5 Für die Entsorgung der Abfälle zuständig ist:
der Kanton, aus dem die Abfälle stammen;
falls die Herkunft der Abfälle unbekannt ist oder die Abfälle aus mehreren Kantonen stammen, der Kanton, in dem der Inhaber der Abfälle seinen Sitz hat oder, falls der Inhaber seinen Sitz im Ausland hat, der Grenzkanton.4
3 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 11. Nov. 2009, in Kraft seit 1. Jan. 2010 (AS 2009 6259).
4 Eingefügt durch Ziff. I der V vom 11. Nov. 2009, in Kraft seit 1. Jan. 2010 (AS 2009 6259).
Art. 41 Elektronische Datenbank und Datenzugriff
1 Das BAFU betreibt für die Daten, welche gemäss dieser Verordnung für den Verkehr mit Abfällen elektronisch erfasst werden müssen, eine Datenbank.1
3 Die Kantone und die Zollverwaltung haben Zugriff auf die sie betreffenden Daten.3
2 Aufgehoben durch Ziff. I der V vom 23. März 2016, mit Wirkung seit 1. Juli 2016 (AS 2016 1117).
Art. 42 Statistik und Liste der Abgeberbetriebe und Entsorgungsunternehmen
1 Das BAFU veröffentlicht einmal jährlich eine Statistik der Sonderabfälle mit Angaben über:
Art und Menge der entsorgten Sonderabfälle;
die für Sonderabfälle angewendeten Entsorgungsverfahren;
Art und Menge der aus- und der eingeführten Sonderabfälle.
2 Es veröffentlicht periodisch eine Statistik mit Angaben über die Art und die Menge der entsorgten anderen kontrollpflichtigen Abfälle.
3 Es veröffentlicht auf dem Internet eine Liste:
der Abgeberbetriebe in der Schweiz, die Sonderabfälle übergeben;
der Entsorgungsunternehmen in der Schweiz, die Sonderabfälle oder andere kontrollpflichtige Abfälle entsorgen, mit Angabe der Art der Abfälle, die sie entsorgen, und der Art der Entsorgungsverfahren.
Art. 43 Aufgaben der Zollverwaltung1
1 Die Zollverwaltung überprüft bei der Aus-, Ein- und Durchfuhr von Abfällen stichprobenweise die Begleitscheine sowie das Formular nach Artikel 31 Absatz 8.2
2 Sie verweigert:3
die Aus-, Ein- oder Durchfuhr von Abfällen, wenn die notwendigen Begleitscheine nicht vorliegen oder darin wichtige Angaben fehlen;
die Aus- oder Einfuhr von Abfällen, wenn die nach dieser Verordnung notwendige Bewilligung oder Zustimmung des BAFU nicht vorliegt.
3 Verweigert die Zollverwaltung die Aus-, Ein- oder Durchfuhr von Abfällen, so informiert sie das BAFU. Dieses entscheidet über die Rücknahme oder Rückweisung der Abfälle.4
5 Aufgehoben durch Ziff. I der V vom 11. Nov. 2009, mit Wirkung seit 1. Jan. 2010 (AS 2009 6259).
Die Aufhebung und die Änderung bisherigen Rechts werden im Anhang 3 geregelt.
1 Folgende Bewilligungen, die vor Inkrafttreten dieser Verordnung erteilt worden sind, bleiben bis zu ihrem Ablauf gültig:
Bewilligungen nach Artikel 16 der Verordnung vom 12. November 19861 über den Verkehr mit Sonderabfällen;
Bewilligungen nach Artikel 7 der Verordnung vom 14. Januar 19982 über die Rückgabe, die Rücknahme und die Entsorgung elektrischer und elektronischer Geräte.
2 Bewilligungen des BAFU zur Ausfuhr von Abfällen, die vor Inkrafttreten dieser Verordnung erteilt worden sind, bleiben bis zu ihrem Ablauf, längstens aber bis zum 31. Dezember 2006 gültig.
3 Entsorgungsunternehmen, die beim Inkrafttreten dieser Verordnung bestehen und andere kontrollpflichtige Abfälle zur Entsorgung entgegennehmen, müssen spätestens bis zum 30. Juni 2006 ein Gesuch für eine Bewilligung nach Artikel 8 einreichen; vorbehalten bleibt Absatz 1 Buchstabe b. Sie dürfen die Abfälle noch spätestens bis zum 31. Dezember 2006 ohne Bewilligung entgegennehmen.
1 [AS 1987 55, 2005 2695 Ziff. II 12]
2 SR 814.620
(Art. 6 Abs. 1, 11 Abs. 2, 13 Abs. 1 und 2)
Begleitscheine für den Verkehr mit Abfällen im Inland
1 Inhalt, Verwendung und Form
Für den Verkehr mit Sonderabfällen und anderen kontrollpflichtigen Abfällen mit Begleitscheinpflicht, der ausschliesslich in der Schweiz stattfindet, müssen schweizerische Begleitscheine verwendet werden.
Auf den Begleitscheinen sind einzutragen:
vom Abgeberbetrieb vor Transportbeginn:
sein Name und seine Adresse,
Abfallcode und Bezeichnung der Abfälle nach dem Abfallverzeichnis sowie Menge der Abfälle,
Anzahl Verpackungen und Gebinde,
Versanddatum,
Name und Adresse des Entsorgungsunternehmens,
seine Unterschrift;
vom Transporteur vor Transportbeginn:
Datum der Übergabe an das Entsorgungsunternehmen oder Datum der Ablieferung bei einem weiteren Transporteur; soweit die Abfälle bei einem Umschlagplatz umgeladen werden: Name und Adresse des Umschlagplatzes sowie Datum der Ablieferung beim Umschlagplatz und Datum der Weiterleitung,
Transportart,
amtliches Kennzeichen des Strassenfahrzeuges,
vom Entsorgungsunternehmen bei Entgegennahme der Abfälle:
eigene Betriebsnummer sowie Betriebsnummer des Abgeberbetriebs,
Code des Entsorgungsverfahrens und Menge der Abfälle,
Datum der Anlieferung,
Datum der Entgegennahme,
seine Unterschrift.
Für jede Übergabe muss pro Abfallcode ein Begleitschein in dreifacher Ausfertigung verwendet werden.
Die Entsorgungsunternehmen müssen innert 25 Arbeitstagen nach Anlieferung der Abfälle dem Abgeberbetrieb einen Begleitschein zurücksenden und den anderen Begleitschein während mindestens 5 Jahren aufbewahren.
Die Abgeberbetriebe müssen den vor Transportbeginn ausgefüllten Begleitschein und den vom Entsorgungsunternehmen zurückerhaltenen Begleitschein während mindestens 5 Jahren aufbewahren.
Wenn zum Schutz von Personen, der Umwelt oder von Sachen Dringlichkeit besteht, können die Begleitscheine nachträglich erstellt werden.
Das BAFU bestimmt die Form der Begleitscheine.2
Es gelten folgende Ausnahmen von Ziffer 1:
Für das Einsammeln von Sonderabfällen bei mehreren Abgeberbetrieben am gleichen Tag in Mengen bis zu 200 kg pro Abfallcode und Abgeberbetrieb gilt:
Es können Sammelbegleitscheine in einfacher Ausfertigung verwendet werden.
Die Abgeberbetriebe müssen während mindestens 5 Jahren einen Beleg über die Übergabe aufbewahren.
Für Transporte einer grossen Menge von Sonderabfällen und anderen kontrollpflichtigen Abfällen mit Begleitscheinpflicht eines belasteten Standorts, von Strassensammlerschlämmen im Auftrag einer Gemeinde oder von Altöl jeweils zum gleichen Entsorgungsunternehmen gilt:
Es kann für das gleiche Fahrzeug während längstens 30 Tagen der gleiche Begleitschein verwendet werden.
Die einzelnen Fahrten müssen jeweils vorgängig in einem Anhang zum Begleitschein eingetragen werden; anzugeben sind Datum, Zeit und Menge der jeweils transportierten Abfälle.
Werden Sonderabfälle beim Transport umgeladen, ohne dass die Verpackungen oder Gebinde geöffnet werden, und dauert der Transport insgesamt nicht länger als 10 Arbeitstage, so kann für den ganzen Transport derselbe Begleitschein verwendet werden.
Das BAFU legt die Form der Sammelbegleitscheine nach Ziffer 2.1 Buchstabe a fest.
Auf den Sammelbegleitscheinen sind vor Transportbeginn einzutragen:
Name und Betriebsnummer des Abgeberbetriebs,
Abfallcode nach dem Abfallverzeichnis sowie Menge der Abfälle,
Name und Adresse des Transporteurs,
Unterschriften des Abgeberbetriebs und des Transporteurs.
Das Entsorgungsunternehmen bestätigt die Entgegennahme der Abfälle mit seiner Unterschrift; es muss den Sammelbegleitschein während mindestens 5 Jahren aufbewahren.
In Fällen, in denen sich Begleitscheine nach den Ziffern 1 und 2.1 nicht eignen, kann das BAFU auf Gesuch der Betroffenen und nach Anhörung der Kantone die Verwendung anderer Begleitscheine gestatten. Es legt Inhalt und Form dieser Begleitscheine fest.
3 Elektronischer Begleitschein
Das BAFU stellt die Begleitscheine auf einer elektronischen Datenbank zur Verfügung.
Der Abgeberbetrieb und das Entsorgungsunternehmen können die Angaben nach Ziffer 1.2 in diese elektronische Datenbank eingeben.
Der Abgeberbetrieb übergibt dem Transporteur einen unterschriebenen Ausdruck des Begleitscheins.
Der Transporteur macht seine Angaben auf diesem Ausdruck und unterschreibt ihn.
Das Entsorgungsunternehmen muss den Ausdruck, den ihm der Transporteur übergibt, unterschreiben und während mindestens 5 Jahren aufbewahren.
1 Bereinigt gemäss Ziff. II der V vom 23. März 2016, in Kraft seit 1. Juli 2016 (AS 2016 1117).
2 Vorgedruckte Formulare können beim Bundesamt für Bauten und Logistik, Verkauf Bundespublikationen, 3003 Bern, bezogen werden.
(Art. 16 Abs. 1 Bst. b und 23 Abs. 1 Bst. g)
Vertrag über die Entsorgung beim grenzüberschreitenden Verkehr mit Abfällen
1 Vertrag für die Ausfuhr von Abfällen
Der Vertrag zwischen dem Exporteur in der Schweiz und dem Entsorgungsunternehmen im Ausland muss Folgendes enthalten:
Angaben über Art, Menge und Herkunft der Abfälle;
eine Bestätigung des Entsorgungsunternehmens, dass es nach dem Recht seines Staates berechtigt ist, die Abfälle zur Entsorgung entgegenzunehmen, und dass es sie innerhalb eines Jahres umweltverträglich entsorgen wird;
eine Zusicherung des Exporteurs, die Abfälle zurückzunehmen oder anderswo zu entsorgen, wenn das BAFU dies nach Artikel 33 oder 34 verlangt;
eine Zusicherung des Entsorgungsunternehmens, dem Exporteur und dem BAFU innert 3 Arbeitstagen nach Anlieferung der Abfälle eine Kopie des Begleitscheins zukommen zu lassen;
eine Zusicherung des Entsorgungsunternehmens, dem Exporteur und dem BAFU innert 30 Tagen nach Abschluss der Entsorgung, spätestens aber ein Jahr nach Anlieferung der Abfälle, die umweltverträgliche Entsorgung der Abfälle zu bestätigen.
2 Vertrag für die Einfuhr von Abfällen
Der Vertrag zwischen dem Entsorgungsunternehmen in der Schweiz und dem Exporteur im Ausland muss Folgendes enthalten:
eine Bestätigung des Entsorgungsunternehmens, dass es berechtigt ist, die Abfälle zur Entsorgung entgegenzunehmen, und dass es sie innerhalb eines Jahres umweltverträglich entsorgen wird;
eine Zusicherung des Exporteurs im Ausland, die Abfälle zurückzunehmen, falls die Einfuhr nicht in der vorgesehenen Weise durchgeführt werden kann oder sie sich als vorschriftswidrig erweist.
Die Verordnung vom 12. November 19861 über den Verkehr mit Sonderabfällen (VVS) wird aufgehoben.
1 [AS 1987 55, 1991 169 Art. 47 Ziff. 1 1981 Ziff. II 1, 1992 1749 Ziff. II 5, 1995 5505 Ziff. II 1, 1996 903, 2005 2695 Ziff. II 12]
2 Die Änderungen können unter AS 2005 4199 konsultiert werden.
AS 2005 4199
1 SR 814.012 SR 0.814.053 SR 0.814.0524 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 11. Nov. 2009, in Kraft seit 1. Jan. 2010 (AS 2009 6259).5 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 23. März 2016, in Kraft seit 1. Juli 2016 (AS 2016 1117).6 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 23. März 2016, in Kraft seit 1. Juli 2016 (AS 2016 1117).
(OMoD1)
du 22 juin 2005 (Etat le 1er janvier 2020)
vu les art. 30b, al. 1, 30f, al. 1 à 3, 30g, al. 1, 39, al. 1, et 46, al. 2, de la loi du 7 octobre 1983 sur la protection de l’environnement (LPE)2, vu la Convention de Bâle du 22 mars 1989 sur le contrôle des mouvements transfrontières de déchets dangereux et de leur élimination (Convention de Bâle)3, vu la Décision C(2001)107/FINAL du Conseil de l’OCDE du 14 juin 2001 concernant la révision de la Décision C(92)39/FINAL du Conseil de l’OCDE du 30 mars 1992 sur le contrôle des mouvements transfrontières de déchets destinés à des opérations de valorisation (Décision du Conseil de l’OCDE)4,5
1 La présente ordonnance a pour but de garantir que les déchets ne seront remis qu’à des entreprises d’élimination appropriées.
2 Elle régit:
les mouvements de déchets spéciaux et d’autres déchets soumis à contrôle, à l’intérieur de la Suisse;
les mouvements transfrontières de tous les types de déchets;
les mouvements de déchets spéciaux entre pays tiers, dans la mesure où une entreprise suisse organise ces mouvements ou y participe.
3 Elle ne s’applique pas:
aux mouvements de déchets spéciaux entre des formations de l’armée ou entre des bâtiments et installations servant à la défense nationale;
aux eaux usées dont le déversement dans les égouts est autorisé;
aux déchets radioactifs soumis à la législation sur la radioprotection ou à la législation sur l’énergie nucléaire;
aux sous-produits animaux selon l’ordonnance du 23 juin 2004 concernant l’élimination des sous-produits animaux2.
4 Sont réservées:
les prescriptions fédérales ainsi que les conventions et les décisions internationales concernant les transports routiers, ferroviaires, fluviaux ou maritimes et aériens de marchandises dangereuses;
les dispositions de la législation sur les explosifs concernant le commerce d’explosifs.
1 Introduite par le ch. I de l’O du 11 nov. 2009, en vigueur depuis le 1er janv. 2010 (RO 2009 6259).
3 Abrogée par le ch. I de l’O du 11 nov. 2009, avec effet au 1er janv. 2010 (RO 2009 6259).
Art. 2 Listes des déchets et des procédés d’élimination1
1 Le Département fédéral de l’environnement, des transports, de l’énergie et de la communication (DETEC) édicte une ordonnance comprenant une liste des déchets ainsi qu’une liste des procédés d’élimination. À cet effet, il tient compte des listes des déchets et des procédés d’élimination établies par l’UE2 et la Convention de Bâle.3
2 Il désigne dans la liste des déchets comme:
déchets spéciaux: les déchets qui, pour être éliminés de manière respectueuse de l’environnement, requièrent, en raison de leur composition ou de leurs propriétés physico-chimiques ou biologiques, un ensemble de mesures techniques et organisationnelles particulières même en cas de mouvements à l’intérieur de la Suisse;
autres déchets soumis à contrôle nécessitant un document de suivi: les déchets qui, pour être éliminés de manière respectueuse de l’environnement, requièrent, en raison de leur composition ou de leurs propriétés physico-chimiques ou biologiques, un nombre restreint de mesures techniques particulières et un ensemble de mesures organisationnelles même en cas de mouvements à l’intérieur de la Suisse;
autres déchets soumis à contrôle ne nécessitant aucun document de suivi: les déchets qui, pour être éliminés de manière respectueuse de l’environnement, requièrent, en raison de leur composition ou de leurs propriétés physico-chimiques ou biologiques, un nombre restreint de mesures techniques et organisationnelles particulières même en cas de mouvements à l’intérieur de la Suisse.
1 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 11 nov. 2009, en vigueur depuis le 1er janv. 2010 (RO 2009 6259).
2 Décision 2000/532/CE de la Commission du 3 mai 2000 remplaçant la décision 94/3/CE établissant une liste de déchets en application de l’art. 1er, point a), de la directive 75/442/CEE du Conseil relative aux déchets et la décision 94/904/CE du Conseil établissant une liste de déchets dangereux en application de l’art. 1er, par. 4, de la directive 91/689/CEE du Conseil relative aux déchets dangereux (JO L 226 du 6.9.2000, p. 3); modifiée en dernier lieu par la décision 2014/955/UE de la Commission (JO L 370 du 30.12.2014, p. 44).
3 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 23 mars 2016, en vigueur depuis le 1er juil. 2016 (RO 2016 1117).
4 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 23 mars 2016, en vigueur depuis le 1er juil. 2016 (RO 2016 1117).
5 Introduite par le ch. I de l’O du 23 mars 2016, en vigueur depuis le 1er juil. 2016 (RO 2016 1117).
1 Par entreprise remettante, on entend toute entreprise et tout service public qui remet ses déchets à un autre site d’exploitation ou à un tiers. Sont également considérées comme des entreprises remettantes les entreprises d’élimination qui transmettent des déchets à d’autres sites d’exploitation ou à des tiers pour les éliminer. Les entreprises et les services publics qui se bornent à transporter les déchets de tiers ne sont pas considérés comme des entreprises remettantes.
2 Par entreprise d’élimination, on entend toute entreprise qui réceptionne des déchets pour les éliminer ainsi que tout poste de collecte géré par le canton, par la commune ou par un particulier qu’ils ont mandaté. Les entreprises qui se bornent à transporter les déchets de tiers ne sont pas considérées comme des entreprises d’élimination.
3 Par mouvement transfrontière, on entend tout mouvement de déchets franchissant la ligne des douanes suisses.
Chapitre 2 Mouvements de déchets à l’intérieur de la Suisse
Section 1 Remise de déchets
Art. 4 Obligations du détenteur
1 Avant de remettre des déchets, leur détenteur est tenu de vérifier s’il s’agit de déchets spéciaux ou d’autres déchets soumis à contrôle.
2 Il n’est autorisé à remettre les déchets spéciaux, ou les autres déchets soumis à contrôle qu’il est tenu de rapporter, qu’à un centre habilité à les réceptionner.
3 L’entreprise remettante n’est autorisée à remettre les autres déchets soumis à contrôle qu’à un centre habilité à les réceptionner.
Art. 5 Mélange et dilution de déchets
1 L’entreprise remettante n’est autorisée ni à mélanger, ni à diluer des déchets spéciaux avant de les remettre.
2 Elle est autorisée à joindre des adjuvants aux déchets spéciaux avec l’accord de l’entreprise d’élimination si cet ajout:
réduit les dangers du transport, et
ne complique pas l’élimination.
3 L’autorité cantonale peut autoriser une entreprise remettante à mélanger ou à diluer des déchets spéciaux qu’elle remet régulièrement en grandes quantités si cette opération:
n’a pas pour but de soumettre les déchets à des prescriptions moins sévères en réduisant leur teneur en polluants;
est judicieuse pour des raisons d’exploitation, et
n’aggrave pas les atteintes à l’environnement.
4 L’entreprise d’élimination est autorisée à mélanger ou à diluer des déchets spéciaux avant de les remettre si cette opération n’a pas pour but de soumettre les déchets à des prescriptions moins sévères en réduisant leur teneur en polluants.
5 Le mélange et la dilution d’autres déchets soumis à contrôle sont régis par les prescriptions de l’ordonnance du 4 décembre 2015 sur les déchets1.2
2 Nouvelle teneur selon l’annexe 6 ch. 8 de l’O du 4 déc. 2015 sur les déchets, en vigueur depuis le 1er janv. 2016 (RO 2015 5699).
Art. 6 Obligation d’établir un document de suivi1
1 Pour remettre des déchets spéciaux et d’autres déchets soumis à contrôle nécessitant un document de suivi, l’entreprise remettante est tenue d’utiliser des documents de suivi au sens de l’annexe 1 et d’y noter les indications requises.2
2 Aucun document de suivi n’est nécessaire pour des déchets spéciaux:
remis en des quantités allant jusqu’à 50 kg, récipient inclus, par code de déchets et par livraison (petites quantités); lorsqu’il s’agit de déchets spéciaux liés au type d’exploitation de l’entreprise remettante, celle-ci est tenue d’indiquer à l’entreprise d’élimination son nom et son adresse ou son numéro d’identification (art. 40, al. 1) et de conserver durant cinq ans au moins une pièce justificative de la remise effectuée; ces prescriptions ne s’appliquent pas à la remise de déchets au sens des let. b à e;
rapportés au commerçant qui a fourni un produit, au fabricant ou à l’importateur, sans modification de la composition du produit et dans son emballage original (retour de marchandise);
destinés au stockage provisoire sur un autre site d’exploitation de la même entreprise, dans la mesure où il s’agit de produits que l’entreprise vend au détail et reprend des ménages en tant que déchets;
collectés sur mandat du canton auprès des entreprises remettantes pour être éliminés, dans la mesure où il s’agit de produits que les entreprises vendent au détail et reprennent des ménages en tant que déchets;
destinés au stockage provisoire dans une entreprise qui ne doit pas disposer d’une autorisation au sens de l’art. 8.
3 L’entreprise remettante est tenue de fournir au transporteur et à l’entreprise d’élimination des précisions sur la provenance, la composition et les propriétés des déchets si ces précisions sont nécessaires pour protéger l’environnement, le personnel ou les installations de l’entreprise d’élimination, ou pour éliminer les déchets de manière respectueuse de l’environnement.
1 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 23 mars 2016, en vigueur depuis le 1er juil. 2016 (RO 2016 1117).
2 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 23 mars 2016, en vigueur depuis le 1er juil. 2016 (RO 2016 1117).
Art. 7 Étiquetage des déchets spéciaux
1 L’entreprise remettante est tenue d’apporter les indications suivantes sur les emballages servant au transport de déchets spéciaux:
la mention «déchets spéciaux», «Sonderabfälle», «rifiuti speciali»;
le code des déchets ou leur désignation selon la liste des déchets;
le numéro du document de suivi.
2 Aucun étiquetage n’est requis si les déchets spéciaux peuvent être remis sans document de suivi.
Section 2 Réception de déchets
Art. 8 Autorisation obligatoire
1 Toute entreprise d’élimination qui réceptionne des déchets spéciaux ou d’autres déchets soumis à contrôle doit disposer, pour chacun de ses sites d’exploitation, d’une autorisation de l’autorité cantonale concernée.
2 Sont exemptés de cette obligation:
les entreprises qui se bornent à collecter des déchets spéciaux ou d’autres déchets soumis à contrôle;
les entreprises qui réceptionnent uniquement des piles ou des accumulateurs qu’elles sont tenues de reprendre aux termes de l’annexe 2.15 de l’ordonnance du 18 mai 2005 sur la réduction des risques liés aux produits chimiques1 et qui se bornent à les stocker provisoirement;
les entreprises qui se bornent à stocker provisoirement d’autres déchets soumis à contrôle qu’elles sont tenues de reprendre en vertu d’autres prescriptions ou qu’elles reprennent dans le cadre d’un accord sectoriel reconnu par l’autorité cantonale;
les entreprises qui reprennent des ménages, en tant que déchets, les produits qu’elles vendent au détail, et qui se bornent à les stocker provisoirement;
les postes de collecte désignés par les autorités, qui réceptionnent uniquement des huiles moteur, des huiles alimentaires, des tubes fluorescents ou des piles (à l’exception des accumulateurs au plomb) ou d’autres déchets soumis à contrôle et qui se bornent à les stocker provisoirement.
Art. 9 Demande d’autorisation
La demande d’autorisation doit fournir des indications sur:
les déchets qu’il est prévu de réceptionner pour les éliminer;
le contrôle prévu à la réception des déchets;
le procédé d’élimination prévu;
les installations, les équipements et les spécialistes dont l’entreprise d’élimination dispose pour éliminer les déchets de manière respectueuse de l’environnement.
Art. 10 Octroi de l’autorisation
1 L’autorité cantonale octroie l’autorisation s’il ressort de la demande que l’entreprise d’élimination est en mesure d’éliminer les déchets de manière respectueuse de l’environnement.
2 Dans cette autorisation, elle définit notamment:
les déchets qui peuvent être réceptionnés;
le procédé d’élimination;
les conditions, portant notamment sur les quantités maximales de déchets, l’utilisation d’installations et d’équipements spécifiés et le recours à des spécialistes, qui doivent être respectées pour que les déchets soient éliminés de manière respectueuse de l’environnement.
3 Elle octroie l’autorisation pour cinq ans au plus.
4 Elle saisit les données requises conformément à l’al. 2, let. a et b, dans la banque de données de l’Office fédéral de l’environnement (OFEV) (art. 41, al. 1).1
Art. 11 Contrôle à la réception de déchets nécessitant un document de suivi1
1 L’entreprise d’élimination vérifie pour toute réception de déchets spéciaux et d’autres déchets soumis à contrôle nécessitant un document de suivi, avant de confirmer cette réception en signant les documents de suivi:
si elle est autorisée à réceptionner les déchets;
si les déchets correspondent aux indications figurant dans le document de suivi.2
2 Elle note dans les documents de suivi les indications requises au sens de l’annexe 1; elle corrige les indications manifestement erronées d’entente avec l’entreprise remettante.
3 La réception se fait auprès de l’entreprise d’élimination. Cette dernière peut aussi procéder à la réception auprès de l’entreprise remettante, à condition qu’il s’agisse de déchets de production générés régulièrement à cet endroit, dont la composition est connue et stable.3
4 Si une entreprise d’élimination constate qu’elle n’est pas habilitée à réceptionner les déchets spéciaux et autres déchets soumis à contrôle nécessitant un document de suivi ou que ceux-ci ne correspondent pas aux indications figurant dans le document de suivi, elle les renvoie à l’entreprise remettante ou se charge, d’entente avec cette entreprise, de les remettre à un tiers habilité. Si les déchets présentent un danger pour l’environnement, elle en informe l’autorité cantonale.4
3 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 18 déc. 2013, en vigueur depuis le 1er mai 2014 (RO 2014 193).
4 Introduit par le ch. I de l’O du 18 déc. 2013 (RO 2014 193). Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 23 mars 2016, en vigueur depuis le 1er juil. 2016 (RO 2016 1117).
Art. 121Obligation de déclarer
1 Toute entreprise d’élimination qui réceptionne des déchets spéciaux ou d’autres déchets soumis à contrôle nécessitant un document de suivi et doit disposer pour cela d’une autorisation est tenue de déclarer à l’OFEV et à l’autorité cantonale la réception de déchets accompagnés de documents de suivi ou pour lesquels l’entreprise remettante doit conserver une pièce justificative, en fournissant les indications suivantes:2
son propre numéro d’identification et celui de l’entreprise remettante;
la date de livraison des déchets;
la quantité de déchets réceptionnés et leurs codes;
les codes des procédés d’élimination utilisés;
le numéro du document de suivi3.
2 Toute entreprise d’élimination qui réceptionne d’autres déchets soumis à contrôle ne nécessitant aucun document de suivi et doit disposer pour cela d’une autorisation est tenue de déclarer ces déchets à l’OFEV et à l’autorité cantonale, en fournissant les indications suivantes:4
son propre numéro d’identification;
les codes et les quantités totales des déchets réceptionnés dans l’année, ainsi que les codes des procédés d’élimination appliqués;
la quantité totale des déchets transmis dans l’année, ainsi que le numéro d’identification de l’entreprise d’élimination à qui les déchets ont été remis.
3 La déclaration doit être saisie en ligne dans la banque de données électronique mise à disposition par l’OFEV, pour les déchets spéciaux et autres déchets soumis à contrôle nécessitant un document de suivi, dans les 30 jours ouvrables suivant la fin de chaque trimestre; pour les autres déchets soumis à contrôle ne nécessitant aucun document de suivi, dans les 30 jours suivant la fin de chaque année civile.5
3 Traduction adaptée en application de l’art. 12 al. 1 de la loi du 18 juin 2004 sur les publications officielles (RS 170.512).
5 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 23 mars 2016, en vigueur depuis le 1er juil. 2016 (RO 2016 1117).
Section 3 Transport de déchets nécessitant un document de suivi6
1 Tout transporteur n’est autorisé à transporter des déchets dont il sait ou doit supposer qu’il s’agit de déchets à remettre avec des documents de suivi que si:1
les documents de suivi requis au sens de l’annexe 1 sont joints;
le nom de l’entreprise d’élimination figure dans les documents de suivi;
les déchets sont étiquetés conformément aux prescriptions de l’art. 7.
2 Il note dans les documents de suivi les indications requises au sens de l’annexe 1.
3 Il n’est autorisé à remettre les déchets qu’aux entreprises d’élimination dont le nom figure dans les documents de suivi.
4 S’il ne peut pas remettre les déchets à l’entreprise d’élimination prévue, il est tenu de les rapporter à l’entreprise remettante ou de les remettre, d’entente avec elle, à un tiers habilité. S’il est impossible au transporteur de rapporter les déchets à l’entreprise remettante ou de les remettre à un tiers, ou si on ne peut raisonnablement pas exiger de lui qu’il s’en charge, il est tenu d’informer aussitôt l’autorité cantonale.
Chapitre 3 Mouvements transfrontières de déchets
Section 1 Restrictions à l’exportation et à l’importation
1 L’exportation de déchets au sens de la Convention de Bâle n’est autorisée que vers des pays:
qui sont membres de l’OCDE ou de l’UE, et
qui sont signataires de la Convention de Bâle ou avec lesquels il a été passé un accord au sens de l’art. 11 de la Convention de Bâle.
2 L’importation de déchets au sens de la Convention de Bâle n’est autorisée qu’à partir de pays qui sont signataires de la Convention de Bâle ou avec lesquels il a été passé un accord au sens de l’art. 11 de la Convention de Bâle.
3 Sont considérés comme des déchets au sens de la Convention de Bâle:
les déchets spéciaux;
les autres déchets soumis à contrôle;
d’autres déchets qui remplissent une des conditions suivantes:
ils appartiennent à une catégorie figurant à l’annexe I de la Convention de Bâle et présentent une caractéristique de danger au sens de l’annexe III de cette convention,
ils figurent à l’annexe II ou à l’annexe VIII de la Convention de Bâle,
ils figurent sur la liste orange de la Décision du Conseil de l’OCDE.
1 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 18 déc. 2013, en vigueur depuis le 1er mai 2014 (RO 2014 193).
2 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 11 nov. 2009, en vigueur depuis le 1er janv. 2010 (RO 2009 6259).
Section 2 Exportation
Art. 15 Autorisation obligatoire
1 Quiconque exporte des déchets doit disposer d’une autorisation de l’OFEV.1
2 Aucune autorisation n’est requise pour exporter des déchets:
en vue de les valoriser:
dans un pays membre de l’OCDE ou de l’UE, si ces déchets figurent sur la liste verte de la Décision du Conseil de l’OCDE et ne sont pas des déchets au sens de l’art. 14, al. 3, ou
dans un pays non membre de l’OCDE ou de l’UE, si ces déchets figurent dans l’annexe IX de la Convention de Bâle et ne sont pas des déchets au sens de l’art. 14, al. 3;
dans un pays membre de l’OCDE ou de l’UE, s’il s’agit d’échantillons de déchets exportés pour vérifier les possibilités techniques de leur élimination; il n’est permis d’exporter que le nombre d’échantillons nécessaire et aucun ne doit peser plus de 25 kg.2
3 Le DETEC définit dans une ordonnance les procédés d’élimination considérés comme une valorisation; il se fonde sur la Convention de Bâle.
4 L’exportateur ne peut effectuer une exportation de déchets non soumise à autorisation au sens de l’al. 2 que s’il s’est procuré au préalable des documents attestant que la valorisation prévue est respectueuse de l’environnement. Il est tenu de conserver les documents pendant un an au moins à compter de la date d’exportation.
2 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 18 déc. 2013, en vigueur depuis le 1er mai 2014 (RO 2014 193).
Art. 161Demande
1 La demande d’autorisation d’exporter doit comprendre les documents suivants:
la preuve que les conditions régissant l’autorisation d’exporter mentionnées à l’art. 17, let. a à f, sont remplies;
une copie du contrat au sens de l’annexe 2 passé entre l’exportateur et l’entreprise d’élimination située à l’étranger et, en cas de transmission des déchets à d’autres entreprises d’élimination, une copie des contrats conclus à cet effet;
un formulaire de notification dûment rempli dans la banque de données électronique de l’OFEV.
2 L’exportateur soumet la demande à l’OFEV, accompagnée d’une copie des documents pour l’état d’importation et des copies supplémentaires pour chacun des états de transit.
3 L’OFEV vérifie que la demande est complète; avant d’autoriser l’exportation, il consulte les autorités compétentes de l’état d’importation et des états de transit afin d’obtenir leur accord.
4 L’OFEV informe le canton où les déchets à exporter se situent de la réception de la demande.
Art. 171Conditions régissant l’autorisation d’exporter
L’OFEV autorise l’exportation:
si la filière d’élimination des déchets à exporter est connue;
si l’élimination est respectueuse de l’environnement et correspond à l’état de la technique;
si les déchets ci-après ne peuvent pas être éliminés en Suisse ou si leur exportation est régie par un accord passé dans le cadre d’une collaboration régionale transfrontière:
les déchets urbains et les déchets de composition analogue provenant des entreprises,
les mâchefers provenant d’installations où sont incinérés des déchets urbains ou des déchets de composition analogue,
les déchets de la voirie et des stations publiques d’épuration des eaux usées,
les déchets de chantier combustibles non triés;
si les déchets ne sont pas exportés en vue d’être stockés définitivement dans une décharge; font exception à cette disposition:
les déchets exportés dans le cadre d’une collaboration régionale transfrontière régie par un contrat,
les mâchefers d’incinération de déchets urbains importés dont la reprise a été requise dans la demande d’importation,
les déchets destinés à être mis en décharge souterraine,
les matériaux d’excavation et déblais de découverte et de percement non pollués destinés à être stockés dans des décharges des zones frontalières;
s’il a reçu l’accord du pays d’importation et des pays de transit requis par la Convention de Bâle et la Décision du Conseil de l’OCDE;
si une garantie financière suffisante au sens de l’art. 20 a été fournie.
4 Introduite par le ch. I de l’O du 18 déc. 2013, en vigueur depuis le 1er mai 2014 (RO 2014 193).
Art. 18 Limitation de la validité de l’autorisation
1 L’OFEV1 limite la validité de l’autorisation à un an au plus.
2 Si l’entreprise d’élimination située dans le pays d’importation dispose d’un consentement préalable d’importation au sens du chapitre II D, ch. 2, cas 2, de la Décision du Conseil de l’OCDE, l’OFEV peut limiter la validité de l’autorisation à trois ans au plus.
1 Nouvelle abréviation selon l’art. 16 al. 3 de l’O du 17 nov. 2004 sur les publications officielles (RO 2004 4937). Il a été tenu compte de cette modification dans tout le texte.
Art. 19 Délais de traitement et information du canton concerné
1 L’OFEV rend sa décision au sujet de la demande dans les 30 jours suivant l’envoi, par l’autorité compétente du pays d’importation, d’un accusé de réception de la notification.
2 Si la législation du pays d’importation ou d’un pays de transit prévoit des délais prolongés pour envoyer l’accord à l’importation ou au transit, l’OFEV rend sa décision au plus tard cinq jours après avoir reçu l’avis de ce pays.1
3 L’OFEV envoie une copie de la décision au canton dans lequel se trouvent les déchets qu’il est prévu d’exporter.
Art. 201Garantie financière
1 Quiconque exporte des déchets soumis à autorisation doit souscrire une garantie financière en faveur de l’OFEV, sous forme d’une garantie bancaire ou d’une assurance.
2 Cette garantie financière sert à couvrir tous les coûts induits par le manquement de l’exportateur aux obligations prévues aux art. 33 et 34.
3 L’OFEV détermine le montant et la durée de la garantie financière.
4 Le montant de la garantie financière est déterminé en fonction des coûts générés par:
l’entreposage des déchets pendant 180 jours;
leur transport;
leur élimination (y compris les analyses).
5 La garantie financière doit être souscrite pour une durée couvrant au moins la période de validité de l’autorisation et les 360 jours suivants. L’OFEV lève la garantie à la demande de l’exportateur dès que celui-ci prouve, au moyen de la confirmation d’élimination visée à l’annexe 2, ch. 1, let. e, que l’élimination des déchets à l’étranger a bien eu lieu.
Art. 21 Obligation d’informer
Si un exportateur apprend que les déchets qu’il a exportés ne peuvent pas être éliminés conformément à l’autorisation délivrée ou que leur élimination est notablement retardée, il doit aussitôt en informer l’OFEV.
Section 3 Importation
Art. 22 Nécessité d’un accord à l’importation
1 Toute importation de déchets suppose l’accord préalable de l’OFEV. La mise en entrepôt douanier ouvert, en entrepôt de marchandises de grande consommation ou en dépôt franc sous douane est également considérée comme une importation.1
2 Aucun accord n’est nécessaire pour importer des déchets:
si ces déchets proviennent d’un pays membre de l’OCDE ou de l’UE, qu’ils figurent sur la liste verte de la Décision du Conseil de l’OCDE et qu’ils ne sont pas des déchets au sens de l’art. 14, al. 3, ou
si ces déchets proviennent d’un pays non membre de l’OCDE ou de l’UE, qu’ils figurent dans l’annexe IX de la Convention de Bâle et ne sont pas des déchets au sens de l’art. 14, al. 3;
si ceux-ci proviennent d’un pays membre de l’OCDE ou de l’UE, s’il s’agit d’échantillons de déchets importés pour vérifier les possibilités techniques de leur élimination; il n’est permis d’importer que le nombre d’échantillons nécessaire et aucun ne doit peser plus de 25 kg.2
1 Nouvelle teneur selon le ch. II 2 de l’O du 25 oct. 2017, en vigueur depuis le 1er janv. 2018 (RO 2017 5963).
Art. 231Conditions régissant l’accord
1 L’OFEV donne son accord à l’importation:
si l’élimination prévue est respectueuse de l’environnement et correspond à l’état de la technique;
si les déchets ne sont pas importés en vue d’être stockés définitivement dans une décharge; font exception les importations prévues par un accord passé dans le cadre de la collaboration régionale transfrontière ainsi que les importations de mâchefers d’incinération de déchets urbains exportés dont la reprise a été requise dans la demande d’exportation;
si les capacités pour éliminer les déchets sont suffisantes;
si celle-ci ne contredit pas les plans cantonaux de gestion des déchets;
si l’entreprise d’élimination concernée dispose des autorisations nécessaires;
s’il a reçu un formulaire de notification dûment rempli;
s’il a reçu un contrat écrit, au sens de l’annexe 2, passé entre l’exportateur situé à l’étranger et l’entreprise d’élimination.
2 L’OFEV consulte au préalable les cantons concernés.
Art. 241Limitation de la validité de l’accord
1 L’OFEV limite la validité de son accord à un an au plus.
2 Si l’entreprise d’élimination dispose d’un consentement préalable d’importation au sens du chapitre II D, ch. 2, cas 2, de la Décision du Conseil de l’OCDE, l’OFEV peut donner son accord pour une période de trois ans au plus.
Art. 25 Délais de traitement et information
1 L’OFEV accuse réception du formulaire de notification, dans un délai de trois jours ouvrables, auprès de l’exportateur situé à l’étranger ainsi que des autorités compétentes du pays d’exportation et des pays de transit.
2 Il décide dans les 30 jours suivant l’envoi de l’accusé de réception s’il donne son accord à l’importation prévue vers la Suisse et informe de sa décision l’exportateur, les autorités compétentes du pays d’exportation et des pays de transit ainsi que les cantons concernés.
Art. 26 Notification par l’entreprise d’élimination située en Suisse
Si l’importation de déchets prévue n’est soumise à contrôle que selon le droit suisse, l’entreprise d’élimination située en Suisse veille à ce que cette importation soit notifiée à l’OFEV.
Art. 27 Obligation d’informer
1 Si le transporteur ne peut pas remettre les déchets importés à l’entreprise d’élimination prévue dans la notification, il doit aussitôt en informer l’OFEV et l’autorité cantonale compétente.
2 Si des déchets importés ne peuvent pas être éliminés conformément à la notification ou que leur élimination est notablement retardée, l’entreprise d’élimination doit aussitôt en informer l’OFEV et l’autorité cantonale compétente.
1 Abrogé par le ch. I de l’O du 23 mars 2016, avec effet au 1er juil. 2017 (RO 2016 1117).
Section 4 Transit
Art. 29 Contrôle lors du transit
1 Le transit de déchets par la Suisse n’est admis que si ce transit a été notifié à l’OFEV et que celui-ci ne l’a pas interdit dans les 30 jours après que l’autorité compétente du pays d’importation a accusé réception du formulaire de notification.1
1bis Aucune notification n’est nécessaire pour le transit:
de déchets destinés à être valorisés et qui figurent dans la liste verte de la Décision du Conseil de l’OCDE ou à l’annexe IX de la Convention de Bâle;
d’échantillons de déchets en transit pour vérifier les possibilités techniques de leur élimination; il n’est permis de faire transiter que le nombre d’échantillons nécessaire et aucun ne doit peser plus de 25 kg.2
2 L’OFEV accuse réception du formulaire de notification, dans un délai de trois jours ouvrables, auprès de l’exportateur et des autorités étrangères compétentes.
3 Il interdit le transit des déchets lorsque des indices donnent à penser:
que l’élimination prévue peut présenter un danger pour l’environnement, ou
qu’il s’agit d’un trafic illicite au sens de l’art. 9, al. 1, de la Convention de Bâle.
2 Introduit par le ch. I de l’O du 11 nov. 2009 (RO 2009 6259). Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 23 mars 2016, en vigueur depuis le 1er juil. 2016 (RO 2016 1117).
1 Abrogé par le ch. I de l’O du 23 mars 2016, avec effet au 1er juil. 2016 (RO 2016 1117).
Section 5 Formulaires de notification, documents de suivi et étiquetage7
Art. 31 Formulaires de notification et documents de suivi
1 L’exportation, l’importation et le transit de déchets requièrent, sous réserve des dispositions de l’al. 7, l’utilisation des formulaires de notification et des documents de suivi internationaux établis en vertu des actes législatifs suivants:1
la Convention de Bâle;
l'appendice 8 de la Décision du Conseil de l’OCDE, ou
annexes IA et IB du règlement (CE) no 1013/20064.
2 L’OFEV met à disposition les formulaires de notification et les documents de suivi5 de la Convention de Bâle et de la Décision du Conseil de l’OCDE dans une banque de données électronique.6
3 Quiconque exporte des déchets doit:
noter les indications requises dans un document de suivi, au minimum trois jours ouvrables avant le début du transport, en utilisant la banque de données de l’OFEV;
veiller, au passage de la frontière, à ce que les déchets soient déclarés comme tels à l’Administration des douanes et qu’un exemplaire imprimé et signé du document de suivi ainsi qu’une copie de l’autorisation d’exporter soient joints;
conserver, durant cinq ans au moins, le document de suivi renvoyé par l’entreprise d’élimination située à l’étranger, avec la confirmation de l’élimination.7
4 Quiconque importe des déchets doit:
veiller à ce que les déchets soient déclarés comme tels à l’Administration des douanes au passage de la frontière, et
veiller à ce que le document de suivi signé ainsi qu’une copie de l’accord de l’OFEV soient joints.8
4bis Quiconque fait transiter des déchets doit les déclarer comme tels dans les documents douaniers de transit et veiller à ce que les déchets soient accompagnés du document de suivi signé.9
5 Quiconque reprend des déchets importés en vue de les éliminer doit:
confirmer la réception des déchets sur le document de suivi à l’intention de l’exportateur, des autorités compétentes du pays d’exportation et des pays de transit ainsi que de l’OFEV, dans les trois jours ouvrables qui suivent la livraison des déchets;
confirmer sur le document de suivi que les déchets ont été éliminés de manière respectueuse de l’environnement, à l’intention de l’exportateur, des autorités compétentes du pays d’exportation et des pays de transit ainsi que de l’OFEV, dans les 30 jours suivant l’achèvement de l’élimination, mais au plus tard un an après la livraison des déchets;
saisir les indications requises conformément aux let. a et b dans la banque de données de l’OFEV et les transmettre par voie électronique aux autorités compétentes du pays d’exportation et des pays de transit ainsi qu’à l’exportateur, pour peu que cela soit admis et possible;
conserver le document de suivi et la confirmation de l’élimination durant cinq ans au moins.10
6 Quiconque transporte des déchets destinés à être exportés ou importés doit être muni des documents de suivi nécessaires.11 Il doit noter dans le document de suivi les indications requises.
7 Aucun document de suivi n’est nécessaire pour:
exporter des déchets sans autorisation au sens de l’art. 15, al. 2;
importer des déchets sans accord au sens de l’art. 22, al. 2;
faire transiter des déchets sans notification au sens de l’art. 29, al. 1bis.12
8 Quiconque exporte, importe ou fait transiter, conformément à al. 7, des échantillons de déchets ou des déchets pour autant que les déchets pèsent plus de 20 kg doit veiller à ce que les déchets soient accompagnés du formulaire figurant à l’annexe VII du règlement (CE) no 1013/2006 dûment rempli.13
4 Règlement (CE) no 1013/2006 du Parlement européen et du Conseil du 14 juin 2006 concernant les transferts de déchets, JO L 190 du 12.7.2006, p. 1; modifié en dernier lieu par le règlement (UE) no 255/2013 , JO L 79 du 21.03.2013, p. 19.
5 Traduction adaptée en application de l’art. 12 al. 1 de la loi du 18 juin 2004 sur les publications officielles (RS 170.512).
6 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 11 nov. 2009, en vigueur depuis le 1er janv. 2010 (RO 2009 6259).
7 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 23 mars 2016, en vigueur depuis le 1er juil. 2017 (RO 2016 1117).
8 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 23 mars 2016, en vigueur depuis le 1er juil. 2017 (RO 2016 1117).
9 Introduit par le ch. I de l’O du 23 mars 2016, en vigueur depuis le 1er juil. 2017 (RO 2016 1117).
10 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 23 mars 2016, en vigueur depuis le 1er juil. 2017 (RO 2016 1117).
11 Nouvelle teneur selon l’annexe 3 ch. 4 de l’O du 16 janv. 2019 sur les amendes d’ordre, en vigueur depuis le 1er janv. 2020 (RO 2019 529).
12 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 23 mars 2016, en vigueur depuis le 1er juil. 2016 (RO 2016 1117).
13 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 23 mars 2016, en vigueur depuis le 1er juil. 2016 (RO 2016 1117).
Art. 32 Étiquetage des déchets spéciaux
1 Les déchets spéciaux destinés à être importés doivent, pour leur transport en Suisse, être étiquetés au sens de l’art. 7 ou porter une mention équivalente en usage dans le pays d’origine, en langue française, allemande, italienne ou anglaise.
2 Les déchets spéciaux destinés à être exportés doivent, pour leur transport en Suisse, être étiquetés au sens de l’art. 7.
3 La responsabilité de l’étiquetage incombe:
a. pour l’exportation: à l’exportateur;
b. pour l’importation: à l’entreprise d’élimination située en Suisse.
4 Avant de transporter des déchets spéciaux en Suisse, le transporteur doit s’assurer que ces déchets sont dûment étiquetés.
Section 6 Reprise
Art. 33 En cas de trafic licite
1 Sur avis de l’autorité compétente du pays d’importation, l’OFEV oblige l’exportateur dont le comportement n’est pas de nature à faire considérer le mouvement transfrontière effectué comme un trafic illicite au sens de l’art. 9, al. 1, de la Convention de Bâle à reprendre les déchets exportés:
si l’élimination des déchets ne peut pas être menée à terme conformément au contrat passé entre l’exportateur et l’entreprise d’élimination située à l’étranger;
s’il est impossible d’éliminer ces déchets à l’étranger d’une autre manière respectueuse de l’environnement dans les 90 jours suivant la réception de l’avis ou dans un délai plus long convenu entre l’autorité étrangère compétente et l’OFEV, et
s’il est établi que le comportement de l’importateur ou de l’entreprise d’élimination située à l’étranger n’est pas de nature à faire considérer le mouvement transfrontière effectué comme un trafic illicite au sens de l’art. 9, al. 1, de la Convention de Bâle.
2 L’OFEV n’exige la reprise des déchets que si l’avis a été formulé deux ans au plus tard après l’exportation des déchets ou que l’autorité du pays d’importation prouve qu’il était impossible de formuler cet avis plus tôt.
Art. 34 En cas de trafic illicite
1 Sur avis de l’autorité compétente du pays d’importation, l’OFEV oblige l’exportateur dont le comportement est de nature à faire considérer le mouvement transfrontière effectué comme un trafic illicite au sens de l’art. 9, al. 1, de la Convention de Bâle à reprendre les déchets exportés.
2 Il ordonne la reprise des déchets au plus tard 30 jours après réception de l’avis complet ou dans un délai plus long convenu entre les autorités concernées.
3 S’il est impossible d’éliminer les déchets en Suisse de manière respectueuse de l’environnement, l’OFEV oblige l’exportateur à faire en sorte qu’ils soient éliminés de manière respectueuse de l’environnement à l’étranger.
4 L’OFEV n’exige la reprise des déchets que si l’avis a été formulé un an au plus tard après que l’exportation contraire aux prescriptions a été découverte, et dix ans au plus tard après cette exportation.
Art. 35 Avis
1 L’avis exigeant la reprise des déchets doit être formulé par écrit.
2 Il doit comporter:
un exposé des motifs;
des indications aussi précises que possible sur le type et la quantité des déchets, ainsi que sur le site et les conditions de leur stockage provisoire;
des documents relatifs à l’exportation.
Section 7 Mouvements de déchets spéciaux à l’étranger
1 Quiconque organise, à partir de la Suisse, des mouvements de déchets spéciaux entre pays tiers ou y participe, doit faire parvenir à l’OFEV:
une déclaration annuelle de cette activité;
pour chaque mouvement devant franchir une frontière nationale, une copie du formulaire de notification.
2 L’OFEV informe les autorités compétentes des pays concernés et le Secrétariat de la Convention de Bâle s’il constate qu’un mouvement devant franchir une frontière nationale est un trafic illicite au sens de l’art. 9, al. 1, de la Convention de Bâle.
Art. 37 Exécution par les cantons et par la Confédération
Les cantons exécutent la présente ordonnance, à moins que celle-ci ne confie l’exécution à la Confédération.
Art. 38 Coordination entre les autorités fédérales
1 Lorsqu’une exportation ou une importation de déchets requiert l’autorisation ou l’accord de plusieurs autorités fédérales, celles-ci coordonnent leurs procédures.
2 Dans ce cas, l’OFEV ne peut octroyer une autorisation ou donner son accord en vertu de la présente ordonnance que s’il a reçu l’autorisation ou l’accord de l’autre autorité fédérale.
Art. 391Aides à l’exécution
L’OFEV élabore les aides à l’exécution nécessaires pour l’application de la présente ordonnance. À cet effet, il travaille en étroite collaboration avec d’autres services de la Confédération concernés, avec les cantons et avec les organisations économiques intéressées.
Art. 40 Tâches spécifiques des cantons
1 Les cantons enregistrent dans la banque de données de l’OFEV, avec leur numéro d’identification, les entreprises qui remettent des déchets spéciaux et d’autres déchets soumis à contrôle nécessitant un document de suivi ainsi que les entreprises d’élimination qui requièrent une autorisation au sens de l’art. 8.1
2 Ils veillent à ce que les entreprises d’élimination qui entretiennent des sites d’exploitation sur leur territoire respectent l’obligation de déclarer.
3 Ils apportent leur concours à l’Administration des douanes pour le prélèvement et l’analyse d’échantillons de déchets.2
4 Si une reprise des déchets est requise en vertu de la présente ordonnance, les cantons compétents au sens de l’al. 5 veillent à ce que les déchets soient éliminés dans le respect de l’environnement.3
5 Est compétent en matière d’élimination des déchets:
le canton d’où les déchets proviennent;
le canton où le détenteur de ces déchets a son siège, lorsque leur origine n’est pas connue ou qu’ils proviennent de plusieurs cantons, ou le canton frontalier concerné, lorsque le siège du détenteur des déchets est situé à l’étranger.4
3 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 11 nov. 2009, en vigueur depuis le 1er janv. 2010 (RO 2009 6259).
4 Introduit par le ch. I de l’O du 11 nov. 2009, en vigueur depuis le 1er janv. 2010 (RO 2009 6259).
Art. 41 Banque de données électronique et accès aux données
1 L’OFEV exploite une banque de données pour gérer les informations relatives aux mouvements de déchets qui doivent être saisies de manière électronique en vertu de la présente ordonnance.1
3 Les cantons et l’Administration des douanes ont accès aux données qui les concernent.3
2 Abrogé par le ch. I de l’O du 23 mars 2016, avec effet au 1er juil. 2016 (RO 2016 1117).
Art. 42 Statistiques et liste des entreprises remettantes et des entreprises d’élimination
1 L’OFEV publie une fois par an une statistique des déchets spéciaux qui comporte des indications sur:
le type et la quantité des déchets spéciaux éliminés;
les procédés d’élimination appliqués aux déchets spéciaux;
le type et la quantité des déchets spéciaux exportés et importés.
2 Il publie périodiquement une statistique comportant des indications sur le type et la quantité des autres déchets soumis à contrôle éliminés.
3 Il publie sur Internet une liste où figurent:
les entreprises remettantes de Suisse qui remettent des déchets spéciaux;
les entreprises d’élimination de Suisse qui éliminent des déchets spéciaux ou d’autres déchets soumis à contrôle, avec indication du type des déchets éliminés et des procédés d’élimination appliqués.
Art. 43 Tâches de l’Administration des douanes1
1 L’Administration des douanes contrôle par sondages les documents de suivi ainsi que le formulaire au sens de l’art. 31, al. 8, à chaque exportation, importation et transit de déchets.2
2 Elle s’oppose:3
à l’exportation, à l’importation ou au transit de déchets qui ne sont pas accompagnés des documents de suivi nécessaires ou dont les documents ne donnent pas certaines indications importantes;
à l’exportation ou à l’importation de déchets qui ne sont pas accompagnés de l’autorisation ou de l’accord de l’OFEV requis au sens de la présente ordonnance.
3 Si elle s’oppose à l’exportation, à l’importation ou au transit de déchets, elle en informe l’OFEV. Ce dernier prend alors une décision concernant la reprise ou le refoulement des déchets.4
5 Abrogé par le ch. I de l’O du 11 nov. 2009, avec effet au 1er janv. 2010 (RO 2009 6259).
L’abrogation et la modification du droit en vigueur sont réglées à l’annexe 3.
1 Les autorisations suivantes délivrées avant l’entrée en vigueur de la présente ordonnance restent valables dans les délais indiqués:
les autorisations délivrées en vertu de l’art. 16 de l’ordonnance du 12 novembre 1986 sur les mouvements de déchets spéciaux1;
les autorisations délivrées en vertu de l’art. 7 de l’ordonnance du 14 janvier 1998 sur la restitution, la reprise et l’élimination des appareils électriques et électroniques2.
2 Les autorisations d’exporter délivrées par l’OFEV avant l’entrée en vigueur de la présente ordonnance restent valables dans les délais indiqués, mais au plus tard jusqu’au 31 décembre 2006.
3 Les entreprises d’élimination déjà établies lors de l’entrée en vigueur de la présente ordonnance, qui réceptionnent d’autres déchets soumis à contrôle pour les éliminer, ont jusqu’au 30 juin 2006 pour déposer une demande portant sur une autorisation au sens de l’art. 8; l’al. 1, let. b, est réservé. Elles peuvent continuer à réceptionner ces déchets sans autorisation jusqu’au 31 décembre 2006 au plus tard.
1 [RO 1987 55, 2005 2695 ch. II 12]
(art. 6, al. 1, 11, al. 2, 13, al. 1 et 2)
Documents de suivi pour les mouvements de déchets à l’intérieur de la Suisse
1 Contenu, utilisation et forme
Pour les mouvements de déchets spéciaux et d’autres déchets soumis à contrôle nécessitant un document de suivi qui ont lieu en Suisse uniquement, il faut utiliser le document de suivi suisse.
Les indications suivantes seront notées dans le document de suivi:
par l’entreprise remettante, avant le début du transport:
le code des déchets et leur désignation selon la liste des déchets, ainsi que leur quantité,
la quantité d’emballages et de récipients,
le nom et l’adresse de l’entreprise d’élimination,
par le transporteur, avant le début du transport:
la date de la remise des déchets à l’entreprise d’élimination ou la date de leur livraison à un autre transporteur. Dans la mesure où les déchets sont transbordés, le nom et l’adresse de la place de transbordement ainsi que la date de livraison des déchets sur cette place et la date de leur réacheminement,
le type de transport,
la plaque minéralogique du véhicule routier,
par l’entreprise d’élimination, à la réception des déchets:
son numéro d’identification ainsi que le numéro d’identification de l’entreprise remettante,
le code du procédé d’élimination appliqué et la quantité de déchets concernés,
la date de livraison des déchets,
la date de réception des déchets,
Pour chaque remise, il faut utiliser un document de suivi par code de déchet, en trois exemplaires.
L’entreprise d’élimination doit renvoyer un document de suivi à l’entreprise remettante dans les 25 jours ouvrables suivant la livraison des déchets et conserver l’autre document durant cinq ans au moins.
L’entreprise remettante doit conserver durant cinq ans au moins le document de suivi rempli avant le début du transport et celui qui a été renvoyé par l’entreprise d’élimination.
Lorsque la protection des personnes, de l’environnement ou des choses demande une procédure urgente, les documents de suivi peuvent être établis ultérieurement.
L’OFEV définit la forme des documents de suivi2.
Les dispositions du ch. 1 ne s’appliquent pas dans les cas suivants:
Lorsque des déchets spéciaux sont collectés le même jour auprès de plusieurs entreprises remettantes et que leur quantité ne dépasse pas 200 kg par code de déchet et par entreprise remettante:
il est possible d’utiliser des documents de suivi collectifs en un seul exemplaire;
les entreprises remettantes doivent conserver une pièce justificative de la remise durant 5 ans au moins.
Lorsque de grandes quantités de déchets spéciaux ou d’autres déchets soumis à contrôle nécessitant un document de suivi provenant d’un site pollué, de boues de dépotoirs de route, sur mandat d’une commune, ou d’huiles usagées sont transportées vers une seule et même entreprise d’élimination:
un seul et même document de suivi peut être utilisé pour un véhicule donné, durant 30 jours au plus;
les différents voyages doivent être notés au préalable dans une annexe au document de suivi; il faut indiquer la date et l’heure du transport ainsi que la quantité de déchets transportés.
Lorsque des déchets spéciaux sont transbordés durant le transport sans que les emballages ou les récipients soient ouverts, et que l’ensemble du transport ne dure pas plus de dix jours ouvrables, un seul et même document de suivi peut être utilisé pour tout le transport.
L’OFEV fixe la forme des documents de suivi collectifs aux termes du ch. 2.1, let. a.
Les indications suivantes seront notées dans le document de suivi collectif avant le début du transport:
le nom et le numéro d’identification de l’entreprise remettante,
le code des déchets selon la liste des déchets, ainsi que leur quantité,
la date du transport,
le nom et l’adresse du transporteur,
la signature de l’entreprise remettante et celle du transporteur.
L’entreprise d’élimination confirme la réception des déchets par sa signature; elle doit conserver le document de suivi collectif durant cinq ans au moins.
Dans les cas où les documents de suivi selon les ch. 1 et 2.1 sont mal adaptés, l’OFEV peut, à la demande des intéressés et après avoir consulté les cantons, autoriser l’utilisation d’autres documents de suivi. Il fixe le contenu et la forme de ces documents.
3 Document de suivi sur support électronique
L’OFEV met les documents de suivi à disposition dans une banque de données électronique.
L’entreprise remettante et l’entreprise d’élimination peuvent saisir dans cette banque de données les indications mentionnées au ch. 1.2.
L’entreprise remettante remet au transporteur une copie papier signée du document de suivi.
Le transporteur note les indications requises sur cette copie papier et la signe.
L’entreprise d’élimination doit signer la copie papier que lui remet le transporteur et la conserver durant cinq ans au moins.
1 Mise à jour selon le ch. II de l’O du 23 mars 2016, en vigueur depuis le 1er juil. 2016 (RO 2016 1117).
2 Les formulaires imprimés peuvent être retirés auprès de l’Office fédéral des constructions et de la logistique, Vente des publications fédérales, 3003 Berne.
(art. 16, al. 1, let. b, 23, al. 1, let. g)
Contrat relatif à l’élimination des déchets faisant l’objet de mouvements transfrontières
1 Contrat pour exporter des déchets
Le contrat passé entre l’exportateur situé en Suisse et l’entreprise d’élimination située à l’étranger doit comporter les éléments suivants:
des indications sur le type, la quantité et l’origine des déchets;
une confirmation de l’entreprise d’élimination garantissant qu’elle est habilitée, aux termes du droit de son pays, à réceptionner ces déchets pour les éliminer et qu’elle les éliminera de manière respectueuse de l’environnement dans un délai d’un an après leur réception;
un engagement de l’exportateur à reprendre les déchets ou à les faire éliminer ailleurs si l’OFEV l’exige en vertu de l’art. 33 ou 34;
un engagement de l’entreprise d’élimination à faire parvenir une copie du document de suivi à l’exportateur et à l’OFEV dans les trois jours ouvrables suivant la livraison des déchets;
un engagement de l’entreprise d’élimination à confirmer à l’exportateur et à l’OFEV, dans les 30 jours suivant l’achèvement de l’élimination, mais au plus tard un an après la livraison des déchets, que ces déchets ont été éliminés de manière respectueuse de l’environnement.
2 Contrat pour importer des déchets
Le contrat passé entre l’entreprise d’élimination située en Suisse et l’exportateur situé à l’étranger doit comporter les éléments suivants:
une confirmation de l’entreprise d’élimination garantissant qu’elle est habilitée à réceptionner ces déchets pour les éliminer et qu’elle les éliminera de manière respectueuse de l’environnement dans un délai d’un an après leur réception;
un engagement de l’exportateur situé à l’étranger à reprendre les déchets s’ils ne peuvent être importés comme prévu ou si leur importation s’avère contraire aux prescriptions.
L’ordonnance du 12 novembre 1986 sur les mouvements de déchets spéciaux (ODS)1 est abrogée.
1 [RO 1987 55, 1991 169 art. 47 ch. 1 1981 ch. II 1, 1992 1749 ch. II 5, 1995 5505 ch. II 1, 1996 903, 2005 2695 ch. II 12]
2 Les mod. peuvent être consultées au RO 2005 4199.
RO 2005 4199
1RO 2005 44232 RS 814.013 RS 0.814.054 RS 0.814.0525 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 11 nov. 2009, en vigueur depuis le 1er janv. 2010 (RO 2009 6259).6 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 23 mars 2016, en vigueur depuis le 1er juil. 2016 (RO 2016 1117).7 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 23 mars 2016, en vigueur depuis le 1er juil. 2016 (RO 2016 1117).