Source: http://www.aics.it/?p=59368
Timestamp: 2019-03-22 05:51:15+00:00
Document Index: 48982629

Matched Legal Cases: ['art.34', 'art.31', 'art.32', 'art.17', 'art.36', 'art.34', 'art.35']

RIFORMA TERZO SETTORE, DAL SERVIZIO CIVILE ALL’IMPRESA SOCIALE: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI – AICS
RIFORMA TERZO SETTORE, DAL SERVIZIO CIVILE ALL’IMPRESA SOCIALE: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
Riforma del Terzo Settore, aggiornamenti
Viene inoltre precisato che ai fini della presentazione di progetti di servizio civile, l’iscrizione ai previgenti albi di servizio civile nazionale cessa di avere efficacia decorsi dodici mesi dall’entrata in vigore del decreto. Entro tale termine, pertanto, se si vorrà continuare a presentare progetti di servizio civile nazionale, ci si dovrà iscrivere al nuovo albo del servizio civile universale.
Molto importante infine la modifica apportata all’articolo 3, comma 1, lettera e), del decreto legislativo 40/2017, in quanto si specifica che, nell’ambito del settore “educazione e promozione culturale e dello sport”, rientra anche l’educazione e promozione paesaggistica, ambientale e del turismo sostenibile e sociale, materie di grande interesse per la nostra Associazione e per le quali, dunque, si potranno presentare in futuro progetti di servizio civile universale.
Impresa Sociale e Codice del Terzo settore
I decreti correttivi sull’Impresa Sociale (DLGS 112/2017) e sul Codice del Terzo Settore (DLGS 112/2017), di cui vi avevamo parlato nel numero precedente, hanno fatto un passo avanti nell’iter di approvazione.
Il decreto sull’Impresa Sociale è all’esame delle nuove commissioni speciali appene costituite alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica, che ne dovranno concludere l’esame entro il 12 maggio.
Il decreto sul Codice del Terzo Settore è all’esame della Conferenza Unificata Stato-Regioni, e successivamente approderà alla Camera.
Continueremo ad aggiornarvi sul loro iter, vista l’importanza delle modifiche che si preannunciano.
Lo scorso 6 febbraio è entrato definitivamente in vigore il Nuovo Codice della Protezione Civile (Decreto legislativo 2 gennaio 2018, n.1, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.17 del 22 gennaio 2018). Il codice ridisegna tutto il sistema della Protezione Civile, e riserva particolare attenzione anche al volontariato di protezione civile, sia in forma singola sia in forma associata.
Il servizio nazionale di protezione civile, di cui il volontariato organizzato di protezione civile, se iscritto nello specifico elenco nazionale di cui all’art.34 del decreto, è considerato una struttura operativa (Art.13), deve infatti promuovere iniziative per favorire la partecipazione dei cittadini, singoli e associati, alla pianificazione di protezione civile, nonché la diffusione della conoscenza e della cultura di protezione civile.
Così come già previsto per i volontari del terzo settore, i cittadini possono concorrere allo svolgimento delle attività di protezione civile, sia aderendo al volontariato organizzato operante nel settore, sia in forma occasionale, in caso di situazioni di emergenza, agendo a titolo personale per l’esecuzione di primi interventi immediati direttamente riferiti al proprio ambito personale, familiare o di prossimità (art.31).
La definizione del volontario di protezione civile che dà il nuovo codice (art.32) è analoga a quella che dà l’art.17 del codice del terzo settore, mentre le organizzazioni di volontariato di protezione civile a cui egli può aderire, possono essere enti del terzo settore che svolgono l’attività di protezione civile di cui all’articolo 5, comma 1, lettera y) del codice del terzo settore nonché altre forme di volontariato organizzato appositamente costituite, che possono essere riconosciute quali enti del terzo settore costituiti in forma specifica (art.36).
Il codice della protezione civile introduce nell’ordinamento un nuovo registro: l’Elenco nazionale del volontariato di protezione civile, che costituisce lo strumento operativo mediante il quale viene assicurata la partecipazione del volontariato organizzato alle attività di protezione civile (art.34). Per operare nel settore della protezione civile, infatti, le organizzazioni di volontariato, le reti associative e gli altri enti del Terzo settore iscritti nel Registro Unico del Terzo settore e che annoverano la protezione civile tra le attività di interesse generale in cui operano, nonché le altre forme di volontariato organizzato di protezione civile, sono soggette all’obbligo di iscrizione in tale elenco (articolo 32). Dunque per esse vi è l’obbligo di essere iscritte in due elenchi.
Il codice della protezione civile introduce poi un ente del terzo settore nuovo di zecca: il Gruppo comunale di protezione civile (art.35).
I Gruppi comunali, composti da volontari che decidono di impegnarsi nella tutela della sicurezza e dell’ambiente sono promossi dai comuni, che ne approvano la costituzione con una delibera di Consiglio comunale, dopo aver consultato il Ministero del Lavoro ed acquisito il parere del Comitato nazionale del volontariato di protezione civile.
Così come per il regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali, anche per il nuovo codice di protezione civile la Direzione Nazionale, insieme AICS Solidarietà, stà dedicando particolare attenzione alle misure da adottare per essere iscritti nel nuovo Elenco nazionale.
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