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Timestamp: 2017-08-21 12:04:38+00:00
Document Index: 101082480

Matched Legal Cases: ['art. 572', 'art.9', 'art.9', 'art. 572', 'art.9', 'art.9']

Permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo – no alla revoca se c’è una misura cautelare di non avvicinamento all’ex moglie (revocata) | Studio Legale Avv. Michele Spadaro - Il Blog
michelespadaro / 21 febbraio 2016
T.A.R. Veneto, sezione terza, sent. n. 243/2015 del 18/02/2015
Il ricorso può essere accolto, in quanto la dedotta pericolosità sociale, ostativa al rilascio e alla persistenza del titolo di soggiorno posseduto, discenderebbe dall’assoggettamento del ricorrente a misura cautelare di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla moglie, nonchè dall’iscrizione nel registro degli indagati per i delitti di cui all’art. 572 e 612 bis cpp, laddove l’art.9 del d.Lgs. n. 286/98 individua specifiche categorie di soggetti o condanne per particolari reati.
Condizioni escluse nei confronti del ricorrente, il quale, oltre a essersi visto cessare la misura cautelare nel settembre 2013, ha oggi affidamento condiviso del figlio, che risiede prevalentemente presso il padre cui è assegnato l’alloggio ATER di residenza, sicchè il provvedimento risulta carente anche sotto il profilo dell’omessa valutazione dell’inserimento sociale e familiare, secondo quanto previsto dall’art.9, comma 4 citato.
sul ricorso numero di registro generale 129 del 2015, proposto da:
Petrit Shehu, rappresentato e difeso dall’avv. Nicola Bardino, con domicilio eletto presso Nicola Bardino in Venezia-Mestre, Via Rosa, 29;
del provvedimento n. 362/2014 imm., adottato in data 29 ottobre 2014 dal Questore di Venezia, di revoca del permesso di soggiorno n. I000609193.
Relatore nella camera di consiglio del giorno 18 febbraio 2015 il dott. Riccardo Savoia e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Considerato che il ricorso può essere accolto, in quanto la dedotta pericolosità sociale, ostativa al rilascio e alla persistenza del titolo di soggiorno posseduto, discenderebbe dall’assoggettamento del ricorrente a misura cautelare di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla moglie, nonchè dall’iscrizione nel registro degli indagati per i delitti di cui all’art. 572 e 612 bis cpp, laddove l’art.9 del d.Lgs. n. 286/98 individua specifiche categorie di soggetti o condanne per particolari reati, condizioni escluse nei confronti del ricorrente, il quale, oltre a essersi visto cessare la misura cautelare nel settembre 2013, ha oggi affidamento condiviso del figlio, che risiede prevalentemente presso il padre cui è assegnato l’alloggio ATER di residenza, sicchè il provvedimento risulta carente anche sotto il profilo dell’omessa valutazione dell’inserimento sociale e familiare, secondo quanto previsto dall’art.9, comma 4 citato;
che le spese seguono la soccombenza e sono liquidate come in dispositivo;
Condanna l’amministrazione al pagamento delle spese di giudizio, liquidate in euro 800,00-ottocento/00 più oneri di legge.
Così deciso in Venezia nella camera di consiglio del giorno 18 febbraio 2015 con l’intervento dei magistrati:
21 febbraio 2016 in Sentenze. Tag:avvicinamento, michele spadaro avvocato, misura cautelare, moglie, permesso di soggiorno, revoca, soggiornanti di lungo periodo
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