Source: http://www.polizialocale.com/2020/01/13/compensi-del-settimo-giorno-lavorativo-specifiche-disposizioni-legge-titolari-po-allesame-dellaran/
Timestamp: 2020-01-26 03:39:15+00:00
Document Index: 135055799

Matched Legal Cases: ['art.70', 'art.36', 'art.52', 'art.10', 'art.10', 'art.24', 'sentenza ', 'art.61', 'art.5', 'art.61']

Compensi del settimo giorno lavorativo, da specifiche disposizioni di legge e per i titolari di PO all’esame dell’ARAN - Polizialocale
L’ARAN ha pubblicato in data 20 dicembre 2019 diversi orientamenti applicativi su specifiche domande poste da alcuni enti del comparto delle Funzioni Locali, riguardanti problematiche riferite ai compensi aggiuntivi definiti da specifiche disposizioni di legge, per i titolari di posizione organizzativa e in caso di prestazioni di lavoro del dipendente nel settimo giorno lavorativo.
Con l’orientamento applicativo CFC 54 l’ARAN è stata chiamata a fornire parere a un’amministrazione locale per il riconoscimento dell’indennità prevista per i messi notificatori che svolgono attività di ufficiale giudiziario.
Precisa l’ARAN che l’importo dell’indennità aggiuntiva prevista dall’art.70 quinquies del CCNL 21/05/2018, per un importo annuale non superiore a 350 euro annui, è prevista per i messi notificatori nominati con funzioni di ufficiali giudiziari. La normativa inserita precisano i tecnici dell’ARAN non è dissimile da quella del precedente contratto (art.36, comma 2, del CCNL del 22.1.2004), ossia che tale remunerazione aggiuntiva è dovuta solo in presenza delle specifiche responsabilità formalmente conferite dall’ente per le funzioni aggiuntive di ufficiale giudiziario. In altri termini, se manca tale specifico conferimento di funzioni aggiuntive l’indennità non potrà essere riconosciuta.
Con altro orientamento applicativo CFL 56 l’ARAN risponde al quesito posto da una amministrazione locale riguardante la remunerazione aggiuntiva al personale connessa a indagini statistiche e censimenti, ovvero se tali compensi spettino anche in presenza di attività svolte durante il normale orario di servizio.
Con orientamento applicativo CFL 64, l’ARAN è stata chiamata a chiarire la possibilità, per un dipendente chiamato a svolgere il proprio lavoro nel settimo giorno lavorativo, considerato il suo orario lavorativo distribuito su sei giorni a settimana, a monetizzare la prestazione invece di recuperare la giornata lavorativa e se nella retribuzione dovuta possa rientrare anche l’indennità di condizioni di lavoro.
L’ARAN evidenzia l’impossibilità per un dipendente di lavorare sette giorni senza possibilità di recupero del settimo giorno lavorato, non essendo possibile remunerare anche il mancato riposo se non fruito. Si tratta di un riposo volto a consentire al lavoratore di godere di quello settimanale, espressamente garantito dalla legge come diritto soggettivo, dallo stesso precedentemente non fruito per ragioni di servizio. Proprio, per tale aspetto, si esclude che il riposo o anche solo parte di esso possa essere oggetto di rinunzia da parte del lavoratore e, quindi, anche che lo stesso possa essere sostituito con forme di monetizzazione.
Infatti, al lavoratore che presta lavoro nel giorno del riposo settimanale spetta solo un compenso aggiuntivo pari ad una maggiorazione del 50% della retribuzione oraria di cui all’art.52, comma 2, lett. b) del CCNL del 14.9.2000, come sostituito dall’art.10 del CCNL del 9.5.2006, commisurato alle ore di lavoro effettivamente prestate (pertanto, ad esempio, fatto 100 il valore della retribuzione oraria di cui all’art.10, comma 2, lett. b), del CCNL del 9.5.2006, l’importo del compenso dovuto al lavoratore sarà pari a 50 – e non a 150 per ogni ora di lavoro prestato). Inoltre, se l’attività è svolta nel giorno obbligatorio del suo riposo settimanale (ossia se ha prestato lavoro nel settimo giorno settimanale), al lavoratore spetta anche il riposo compensativo di durata esattamente corrispondente a quella della prestazione lavorativa effettivamente resa (dichiarazione congiunta n. 13 allegata al CCNL del 5.10.2001).
Avuto riguardo alla possibilità di fruire di un compenso per le condizioni di lavoro, precisa l’ARAN che l’art.24, comma 4, del CCNL del 14.9.2000 prevede espressamente che lo specifico compenso previsto per il lavoro reso nel giorno del riposo settimanale è pienamente cumulabile con ogni altro trattamento accessorio collegato alla prestazione, con la conseguenza che anche l’indennità per condizioni di lavoro potrà essere erogata.
Con orientamento applicativo CFL68 i tecnici dell’ARAN affrontano il problema relativo ad un dipendente assolto in un procedimento penale che era stato sospeso dal servizio il cui provvedimento era stato poi revocato, ed in particolare se la retribuzione di posizione all’epoca allo stesso attribuita debba essere o meno corrisposta, non avendo nel periodo di sospensione esercitato le relative attività.
I tecnici dell’ARAN evidenziano che le disposizioni contrattuali prevedono che “Nel caso di sentenza penale definitiva di assoluzione o di proscioglimento, pronunciata con la formula “il fatto non sussiste” o “l’imputato non lo ha commesso” oppure “non costituisce illecito penale” o altra formulazione analoga, quanto corrisposto, durante il periodo di sospensione cautelare, a titolo di indennità, verrà conguagliato con quanto dovuto al dipendente se fosse rimasto in servizio, escluse le indennità o i compensi connessi alla presenza in servizio, o a prestazioni di carattere straordinario …” (art.61, comma 8, del CCNL delle Funzioni Locali del 21.5.20189). Si nota come rispetto alla precedente disposizione contrattuale “… ai compensi comunque collegati … agli incarichi …” (art.5, comma 9, del CCNL del Comparto delle Regioni e delle Autonomie Locali dell’11.4.2008) mancherebbe ora un espresso rinvio alla disposizione contrattuale che consentiva di escludere dal conguaglio la retribuzione di posizione dei titolari di posizione organizzativa. Di conseguenza, non si ritiene più possibile non riconoscere al dipendente la retribuzione di posizione. Infatti, la retribuzione di posizione in esame, in considerazione della sua natura e delle sue caratteristiche legittimanti non può essere ricondotta tra le indennità connesse alla presenza in servizio che, ai sensi dell’art.61, comma 8, del CCNL delle Funzioni Locali del 21.5.2018, sono escluse dal conguaglio ivi previsto.
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