Source: http://apito.it/NewsView.aspx?lng=IT&azn=V&cod=030.003&cnw=13949
Timestamp: 2019-08-23 23:22:43+00:00
Document Index: 135491413

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 1241', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 13']

Legale > Archivio News martedì 9 luglio 2019
Una sentenza del Consiglio di Stato ha delineato il perimetro del cosiddetto DURC in compensazione e la sua efficacia.
La recente sentenza n. 4188 del Consiglio di Stato dello scorso 19 giugno ha chiarito che il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) prodotto da una impresa alla Stazione Appaltante in sede di gara d’appalto - nel caso in cui l’impresa abbia debiti previdenziali e crediti nei confronti di altre amministrazioni -, può condurre alla possibilità di ottenere il cosiddetto “DURC in compensazione” valido ai fini della regolare partecipazione alla procedura.
In particolare, è stato chiarito che la certificazione dell’esistenza di un credito (prevista dall’art. 9, comma 3-bis, D.L. n. 185 del 2008) richiesta dall’impresa ed emessa dall’ente debitore, accerta definitivamente la presenza del credito, la sua liquidità ed esigibilità, e, dunque, in ultima analisi, la compensabilità dello stesso con effetti dal momento in cui v'è stata coesistenza delle rispettive posizioni creditorie e debitorie. Ne segue che l'impresa che abbia ottenuto la certificazione del proprio credito dalla pubblica amministrazione non è debitrice dell'ente previdenziale sin da quando il credito nei confronti di detta amministrazione ha acquisito i caratteri che ne consentono la compensabilità.
Quanto stabilito dal Consiglio di Stato è il portato della puntuale analisi del contesto normativo svolta dai giudici amministrativi i quali hanno rilevato che:
a) è onere dell'impresa attivarsi per ottenere la certificazione dell'esistenza di un credito certo, liquido ed esigibile nei confronti di un soggetto pubblico (tra quelli elencati nell'art. 1, comma 2, D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165);
b) tale certificazione deve essere rilasciata nel termine di trenta giorni dalla ricezione dell'istanza;
c) ottenuta la certificazione può essere richiesto il rilascio del DURC cosiddetto in compensazione;
d) il DURC deve attestare la regolarità contributiva dell'imprenditore.
Non è stabilito, né dalle norme primarie e secondarie, né dagli atti prassi, un termine entro il quale va richiesta la certificazione dell'esistenza del credito. Gli unici elementi che possono essere rilevati riguardano l’applicazione delle norme codicistiche in materia di compensazione (art. 1241 e succ. c.c. ) e quindi la compensazione del debito previdenziale con i crediti vantati dall'impresa nei confronti di altra pubblica amministrazione (diversa dall'ente previdenziale) opera purché vi sia la coesistenza dei rispettivi crediti e debiti e sempre che gli stessi siano liquidi ed esigibili. L'unico profilo derogatorio rispetto alla disciplina generale è rappresentato dalla mancanza della condizione di reciprocità perché i rapporti di credito/debito non intercorrono tra i medesimi soggetti ma fra l’ente previdenziale (debito dell’impresa) e altra pubblica amministrazione tra quelle elencate dall'art. 1, comma 2, D.Lgs. n. 165 del 2001 (credito dell’impresa).
Di seguito, invece, l’iter legislativo che ha condotto la Corte alla pronuncia in commento.
Con l'art. 13-bis, comma 5, D.L. 7 maggio 2012, n. 52 conv. in L. 6 luglio 2012, n. 94 (Disposizioni urgenti per la razionalizzazione della spesa) si è stabilito che: "Il documento unico di regolarità contributiva è rilasciato anche in presenza di una certificazione che attesti la sussistenza e l'importo di crediti certi, liquidi ed esigibili vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni di importo almeno pari agli oneri contributivi accertati e non ancora versati da parte di un medesimo soggetto".
Il precedente articolo 9, comma 3-bis, D.L. 29 novembre 2008, n. 185, conv. in L. 28 gennaio 2009, n. 2, in relazione alla certificazione dei crediti nei confronti di pubbliche amministrazioni, prevedeva già che: "Su istanza del creditore di somme dovute per somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali, le pubbliche amministrazioni, di cui all'articolo 1, comma 2, del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165 certificano, nel rispetto delle disposizioni normative vigenti in materia di patto di stabilità interno, entro il termine di trenta giorni dalla data di ricezione dell'istanza, se il relativo credito sia certo, liquido ed esigibile, anche al fine di consentire al creditore la cessione pro soluto o pro solvendo a favore di banche o intermediari finanziari riconosciuti dalla legislazione vigente. Scaduto il predetto termine, su nuova istanza del creditore, è nominato un Commissario ad acta, con oneri a carico dell'ente debitore."
Nel 2013 il Ministero dell'economia e delle finanze con decreto del 13 marzo ha specificato, all'art. 2 (Modalità di rilascio del DURC) che: "Gli enti tenuti al rilascio del DURC, su richiesta del soggetto titolare dei crediti certificati di cui al comma 1 dell'art. 1 che non abbia provveduto al versamento dei contributi previdenziali, assistenziali ed assicurativi nei termini previsti, emettono il predetto documento con l'indicazione che il rilascio è avvenuto ai sensi del comma 5 dell'art. 13-bis del D.L. 7 maggio 2012, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 luglio 2012, n. 94, precisando l'importo del relativo debito contributivo e gli estremi della certificazione esibita per il rilascio del DURC medesimo.".
Con circolare 30 gennaio 2014, n. 16, la Direzione centrale dell'Inps ha chiarito (all'articolo 1) che: "In presenza di una certificazione di uno o più crediti resa dalle amministrazioni statali, dagli enti pubblici nazionali, dalle Regioni, dagli enti locali e dagli enti del Servizio Sanitario Nazionale, che attesti la sussistenza e l'importo di crediti certi, liquidi ed esigibili almeno pari agli oneri contributivi accertati e non ancora versati, gli Istituti previdenziali e le Casse edili sono tenuti ad attestare la regolarità contributiva."