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Timestamp: 2018-10-19 18:52:11+00:00
Document Index: 61293733

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'art. 29', 'art. 6', 'art. 26', 'art. 30', 'art. 30']

Le problematiche riguardanti le tutele di salute e sicurezza sul lavoro | SQ+ (Sicurezza e Qualità)
18 febbraio 2010 D.Lgs. 81/08, Medicina 0 Comments
Nei giorni 20 e 21 gennaio 2010, si è svolto a Firenze, il Seminario Formativo “DLGS 9 Aprile 2008 n. 81 modificato con DLGS 5 agosto 2009 n. 106: Aspetti giuridici, tecnici e organizzativi”.
Il Seminario è stato aperto dal Direttore Generale di ARPAT Sonia Cantoni, che ha sottolineato come il Decreto Legislativo 81/08 abbia posto, in termini normativi, le condizioni per un atteso ed importante salto di qualità nella gestione della salute e della sicurezza sul lavoro nel nostro paese e come il Decreto Legislativo 106/09 abbia sostanzialmente mantenuto l’impostazione originaria, limitandosi ad introdurre alcune, seppur significative e complesse modifiche, che hanno bisogno di essere approfondite e sviluppate per essere adeguatamente comprese e coerentemente attuate.
L’intervento del Responsabile del Coordinamento Tecnico delle Regioni Marco Masi, ha evidenziato il ruolo fondamentale delle Regioni nel dare attuazione alla legislazione concorrente e lo sviluppo di leali politiche di collaborazione con i Ministeri competenti ai fini dell’individuazione di linee guida e buone prassi, che già si stanno sperimentando sul territorio toscano e nazionale (per esempio sull’alta velocità), per l’attuazione degli obblighi previsti dalla norma. In particolare, Masi ha sottolineato la necessità di procedere celermente con l’approvazione dei decreti attuativi che prevedono il concerto con la Conferenza Stato – Regioni, con particolare riferimento all’art. 27 del DLGS. 81/08.
Con la relazione di Rino Ravanello, Presidente di Ambiente Lavoro, il seminario è entrato nel dettaglio delle modifiche introdotte al Testo Unico dal Decreto Legislativo 106/09, evidenziando la sostanziale utilità delle correzioni apportate al testo originario e gli aspetti positivi delle nuove disposizioni introdotte non tralasciando, comunque, le criticità ancora presenti nel testo che non danno certezze agli operatori e alle imprese.
L’ultimo intervento della sessione mattutina è stato svolto dal Responsabile del Tavolo di Lavoro sulla Formazione, Informazione e Addestramento di ISPRA, Giuseppe Acquafresca, che ha richiamato la funzione che il Centro Interagenziale ha svolto per dotare il Sistema delle Agenzie di Protezione Ambientale di Linee Guida e buone prassi per la gestione dei rischi nelle principali attività svolte e ha sollecitato una maggiore integrazione fra le Pubbliche Amministrazioni, valorizzando un modello a rete, in parte già esistente, con l’obiettivo di qualificare le prestazioni e i servizi in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro ottimizzandone i costi.
Nel pomeriggio si è svolta la seconda sessione dedicata al Titolo IV del Decreto Legislativo 81/08 e alla gestione degli appalti di lavori e forniture di beni e servizi. Dopo il “correttivo”.
Ha aperto il Direttore Ufficio TAV Grandi Opere della Regione Toscana Alessandro Matteucci, che ha illustrato le numerose modifiche apportate dal DLGS. 106/09 al Titolo IV del Testo Unico entrando nel merito dei principali disposti della norma, con particolare riferimento ai profili di responsabilità, alle documentazioni di cantiere e a quelle sulla sicurezza, alla regolarità del lavoro e della qualificazione dei prestatori d’opera. In questo ambito si è introdotto il tema della qualità dei fornitori, della cooperazione e del coordinamento fra committente e appaltatore, della gestione dei rischi interferenti.
Questi disposti sono stati approfonditi dagli interventi del RSPP di ARPAT Stefano Gini e dalla Responsabile Area Sicurezza e Strumenti Innovativi di ARPA Emilia Romagna Maria Grazia Marchesiello.
In particolare, Gini, ha trattato gli aspetti inerenti il coordinamento e la cooperazione in sede di appalto sottolineando come da una rigorosa verifica dei requisiti tecnico professionali, inizi la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori in un qualsiasi scenario soggetto a interferenze. Nell’intervento sono, però, anche chiaramente emerse, alla luce del disposto integrato fra DLGS 81/08 e L.R. 38/07, le difficoltà di un addetto ai lavori a districarsi nei meandri dei mancati disposti di attuazione di norme cogenti o di specifiche amnesie del legislatore. Segnatamente è stato fatto riferimento ad appaltatori e sub appaltatori che rientrano nell’ambito dell’art. 29 comma 5, autocertificazione dell’effettuazione della valutazione dei rischi, la cui verifica risulta estremamente difficoltosa ed il procedimento può dar luogo a facili incomprensioni con il verificato in mancanza delle procedure standardizzate previste dall’art. 6 comma 8 lettera f) del DLGS. 81/08.
Marchesiello, invece, ha approfondito gli aspetti più critici della gestione dei rischi interferenti e della redazione del DUVRI soprattutto dopo l’introduzione del comma 3 – bis all’art. 26 che deroga, tra l’altro, alla redazione del DUVRI in presenza di appalti di lavori o fornitura di beni e servizi inferiori ai due giorni fatto salve le fattispecie di rischi da atmosfere esplosive, agenti cancerogeni o quant’altro previsto dall’allegato XI. L’intervento ha peraltro sottolineato alcuni fondamentali contenuti del DUVRI, in rapporto all’obbligo del committente di informare dettagliatamente l’appaltatore dei rischi specifici presenti sui propri luoghi di lavoro.
La sessione pomeridiana è stata chiusa dall’intervento di Daniela Cappelli della Segreteria CGIL Toscana, che ha introdotto nel seminario, una chiave di lettura molto più critica rispetto agli altri relatori in merito ai contenuti, alla gestione della concertazione e alla pratica delle tutele dei lavoratori. In particolare è stato richiamato come il DLGS 106/09 sia nato con diverse modalità di coinvolgimento delle parti sociali e datoriali e che solo la costante attenzione del Presidente della Repubblica ha impedito fughe in avanti e “semplificazioni” estremamente pericolose.
Questo limite, anche e soprattutto in relazione alla gestione degli appalti, rivela una grande debolezza della norma e coinvolge, purtroppo negativamente, anche quei territori, come la Toscana, in cui, al contrario, si è lavorato e formalizzato dei protocolli costruiti in modo condiviso dalle parti sociali e quelle datoriali.
La terza sessione ha invece approfondito gli aspetti applicativi e procedurali dei Modelli Organizzativi e Gestionali (art. 30 DLGS 81/08)
Maria Grazia Marchesiello (ARPA Emilia Romagna) ha aperto i lavori facendosi portavoce di una relazione appositamente predisposta per il Seminario dal Direttore Sistemi di gestione integrati Sicurezza, Qualità, Ecomanagement di ARPA Emilia Romagna Raffaella Raffaelli, nella qualesi è sottolineato la necessità che il Sistema delle Agenzie di Protezione Ambientale adotti un modello organizzativo e gestionale flessibile nella sua declinazione, stante le specificità di ogni organizzazione, ma unitario nella definizione delle azioni da adempiere. Partendo dal modello di ARPA Emilia Romagna ha, infine, sottolineato la necessità di costruire un sistema integrato che tenga conto, in un unico documento di riferimento, di tutti gli aspetti relativi alla gestione della qualità, dell’ambiente e della sicurezza sul lavoro.
Il Coordinatore Prevenzione CONTARP INAIL Fabrizio Benedetti ha brillantemente approfondito i nuovi disposti introdotti dall’art. 30 del DLGS 81/08 evidenziando la sfida che il legislatore ha voluto lanciare al sistema delle imprese pubbliche e private mettendo in campo opportunità inedite per chi con i modelli Organizzativi e Gestionali si misura, sia dal punto di vista giurisprudenziale (forza esimente delle responsabilità amministrative delle persone giuridiche ai sensi del Decreto Legislativo 8 giugno 2001 n. 231) che di riduzione dei costi di gestione, tra l’altro attraverso la riduzione del premio annuale.
Cinzia Frascheri della CISL Nazionale, ha centrato il suo intervento sui profili di responsabilità, individuando quest’ultimi come la vera novità sistemica del DLGS. 81/08. Infatti nessun modello organizzativo e gestionale può prescindere da una rigorosa individuazione dei compiti e funzioni dei dirigenti e dei preposti in materia di tutela della salute e della sicurezza, indipendentemente dalla “delega”, individuando, la norma, nell’incarico conferito dal datore di lavoro, la forma quasi esclusiva di pubblicità delle responsabilità affidate. Non solo: il modello non può prescindere dal rispetto delle attribuzioni dell’RLS e delle sue funzioni in materia di controllo e rappresentanza delle istanze dei lavoratori.
Marco Pristerà, PISLL AUSL 10 di Firenze, ha, invece, approfondito i temi della sorveglianza sanitaria e il ruolo del Medico Competente in un sistema di gestione. L’intervento è stato molto efficace perché, al di là della trattazione normativa, Pristerà,ha fornito una testimonianza concreta e coinvolgente rispetto alla realtà quotidiana della gestione del rischio sui luoghi di lavoro, e, da addetto ai lavori, ha saputo connettere gli aspetti formali con quelli sostanziali suscitando non poche emozioni nella platea.