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Timestamp: 2018-12-10 07:20:45+00:00
Document Index: 180201997

Matched Legal Cases: ['art. 2409', 'art. 161', 'art. 1', 'art. 2409', 'art. 9', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 25', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 34', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 49']

Novità fiscali del 30 luglio 2008: compiti della revisione contabile; esercizio del diritto alla detrazione dell’IVA; feste di paese ed altri intrattenimenti: adempimenti degli organizzatori; prestazioni di servizi rese nei porti | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 30 luglio 2008: compiti della revisione contabile; esercizio del diritto alla detrazione dell’IVA; feste di paese ed altri intrattenimenti: adempimenti degli organizzatori; prestazioni di servizi rese nei porti
1) Festa di paese ed altri intrattenimenti: Obblighi degli organizzatori
2) La revisione contabile non garantisce la capacità contributiva del soggetto passivo d’imposta
3) Ipoteca frazionata: le istruzioni del Territorio per la pubblicità della surrogazione
4) Comune: Esercizio del diritto alla detrazione dell’IVA
5) Prestazioni di servizi rese nei porti – Movimentazione di persone
Ai sensi dell’art. 2409 ter c.c., il controllo contabile richiede la:
– Certificazione, nel corso dell’esercizio e con periodicità almeno trimestrale, della regolare tenuta della contabilità sociale e della corretta rilevazione nelle scritture contabili dei fatti di gestione;
– verifica se il bilancio di esercizio e, ove redatto, il bilancio consolidato corrispondono alle risultanze delle scritture contabili e degli accertamenti eseguiti e se sono conformi alle norme che li disciplinano;
– possibilità di chiedere agli amministratori documenti e notizie utili al controllo e procedere ad ispezioni.
L’incaricato del controllo contabile deve esprimere, nell’apposita relazione sulla revisione, un giudizio senza rilievi se il bilancio d’esercizio o consolidato sono conformi alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione o un giudizio con rilievi, negativo o una dichiarazione di impossibilità ad esprimere un giudizio.
L’attività del revisore, in sostanza, si ha nella verifica dell’idoneità e correttezza del sistema e delle procedure di rilevazione dei fatti aziendali nelle scritture contabili, oltre che della corrispondenza del bilancio a queste ultime.
La revisione, quindi, costituisce una tipologia di controllo che, pur accurata e posta in essere in armonia con le disposizioni vigenti in materia, non è idonea, per caratteristiche intrinseche, ad assicurare, ai fini fiscali, l’esatta quantificazione della capacità contributiva del soggetto passivo d’imposta.
Infatti, come si evince dall’analisi di quanto contenuto nella Comunicazione CONSOB n. DAC/99088450 del 01/12/1999, inviata alle società di revisione iscritte nell’albo speciale ai sensi dell’art. 161 del D.Lgs. n. 58/1998 e concernente le modalità di redazione della redazione sulla revisione, il responsabile del controllo contabile deve assicurare che la revisione sia stata pianificata e svolta al fine di acquisire ogni elemento necessario ad accertare se il bilancio sia viziato da errori significativi e se risulti, nel suo complesso, attendibile.
Le disposizioni introdotte dalla Legge Finanziaria per il 2008
Il legislatore della manovra finanziaria per il 2008 ha modificato il comma 5 dell’art. 1 del D.P.R. n. 322/1998 che, nell’attuale formulazione, prevede che: La dichiarazione delle società e degli enti soggetti all’imposta sul reddito delle società sottoposti al controllo contabile ai sensi del codice civile o di leggi speciali è sottoscritta anche dai soggetti che sottoscrivono la relazione di revisione.
La dichiarazione priva di sottoscrizione è valida salva l’applicazione delle sanzioni.
Pertanto, per quanto concerne l’obbligo di sottoscrizione, così come in riferimento agli aspetti sanzionatori conseguenti alle relative violazioni, l’adempimento viene richiesto non solo al Presidente dell’organo collegiale deputato del controllo, come nella precedente versione del testo normativo.
E’ stata introdotta una nuova fattispecie illecita di natura amministrativa a carico dei responsabili della revisione che omettono di esprimere nelle relazioni di revisione, in presenza di irregolarità nel bilancio, i giudizi di cui all’art. 2409 ter c.c., comma 3, e da tali omissioni derivi una infedele dichiarazione ai fini Ires o Irap.
Il nuovo art. 9, comma 5 del D.Lgs. n. 471/1997 prevede, nella sua attuale formulazione, che: “ I soggetti tenuti alla sottoscrizione della dichiarazione dei redditi e ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), che nella relazione di revisione omettono, ricorrendone i presupposti, di esprimere i giudizi prescritti dall’articolo 2409-ter, terzo comma, del codice civile, sono puniti, qualora da tali omissioni derivino infedeltà nella dichiarazione dei redditi o ai fini dell’IRAP, con la sanzione amministrativa fino al 30 per cento del compenso contrattuale relativo all’attività di redazione della relazione di revisione e, comunque, non superiore all’imposta effettivamente accertata a carico del contribuente. In caso di mancata sottoscrizione della dichiarazione dei redditi o ai fini dell’IRAP si applica, oltre alla disposizione del precedente periodo, la sanzione amministrativa da euro 258 a euro 2.065”
Pertanto, in presenza di irregolarità nel bilancio alle quali consegue un’infedele dichiarazione ai fini Ires o Irap, si configura, in capo ai responsabili del controllo contabile, la fattispecie in analisi se nella inerente relazione sulla revisione è stato espresso un giudizio positivo senza rilievi.
(“La nuova sanzione a carico dei responsabili della revisione contabile” di Nicola Monfreda, in Rivista del Ministero dell’Economia e Finanze, luglio/settembre 2008)
3) Portabilità dei mutui – Ipoteca frazionata: le istruzioni del Territorio per la pubblicità della surrogazione
Secondo l’Agenzia del Territorio è ammissibile la successione nei diritti del creditore relativi ad una quota del credito frazionato, ma è necessario osservare alcune prescrizioni in materia di pubblicità immobiliare.
Nell’annotazione della surrogazione nell’ipoteca deve essere indicata espressamente la formula “Surrogazione in quota di mutuo frazionato”, e utilizzato in via provvisoria il codice atto generico “800”.
Istruzioni operative per l’annotazione
Nel quadro “B” della domanda di annotazione andranno indicati gli immobili cui la quota si riferisce e, nel quadro “D”, gli elementi atti alla corretta individuazione della quota stessa, desunti dall’atto di frazionamento.
In particolare, vanno precisati l’importo della quota di capitale e quello della relativa quota di ipoteca.
La domanda di annotazione di surrogazione di quota deve riportare, nel quadro “C” della nota, i soggetti presenti nell’originaria formalità ipotecaria.
Le generalità del debitore accollante vanno riportate nel quadro “D” della domanda di annotazione.
Riguardo, in particolare, alle ipotesi previste dalla specifica disciplina in materia di portabilità dei mutui introdotta dal Decreto Bersani – bis, ai sensi del secondo periodo dell’art. 8, comma 2, del D.L. 7/2007, l’annotazione di surrogazione può essere richiesto al conservatore, “…senza formalità, allegando copia autentica dell’atto di surrogazione stipulato per atto pubblico o scrittura privata.”.
In tale fattispecie, anche l’annotazione di surrogazione in quota di mutuo frazionato, deve essere eseguita d’ufficio dal conservatore sulla base della presentazione, da parte del soggetto interessato, del titolo e di una semplice richiesta scritta, come chiarito nella citata circolare n. 9 del 2007, con la specifica indicazione, nel quadro “A” della domanda di annotazione, del nomen iuris: “Surrogazione in quota di mutuo frazionato ai sensi dell’art. 8, comma 2, del D.L. 7/2007”.
(Circolare Agenzia Territorio 28/07/2008, n. 5/T, in Ipsoa del 29/07/2008)
Ai sensi del secondo comma del citato art. 19 del DPR n. 633/1972, la detrazione non spetta per l’IVA assolta in relazione agli acquisti di beni e servizi afferenti operazioni esenti o comunque non soggette ad imposta.
Nel caso di specie, ai fini dell’esercizio del diritto alla detrazione dell’IVA assolta per la costruzione della rete di distribuzione del gas metano iniziata nel 2005, il Comune deve verificare il momento in cui il diritto alla detrazione è sorto e, indi, potrà operare la detrazione dell’imposta secondo le condizioni, le modalità e i termini previsti dal citato art. 19 del DPR n. 633/72, annotando in apposito registro le fatture di acquisto di beni e servizi ai sensi dell’art. 25, primo comma, del DPR n. 633/72.
Riguardo l’utilizzo in compensazione del credito complessivo risultante dalle liquidazioni annuali IVA relative agli anni 2006 e 2007, con le ritenute sui redditi da lavoro autonomo, con le ritenute sui redditi da lavoro dipendente, con l’IRAP e con le addizionali comunali e regionali: La norma consente di compensare tra loro gli importi a debito ed a credito relativi ad imposte, contributi e altre somme dovute a favore dello Stato.
Le imposte, i contributi e le altre somme dovute a favore dello Stato ammesse alla compensazione sono espressamente elencate dal comma 2 del citato art. 17 del D.Lgs. n. 241/1997.
In particolare, tra le somme compensabili ai sensi del citato art. 17 rientrano le ritenute alla fonte operate per l’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), le ritenute alla fonte operate per le addizionali comunale e regionale all’IRPEF e l’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP).
I crediti risultanti dalle dichiarazioni annuali possono essere utilizzati in compensazione a partire dal primo giorno del periodo d’imposta successivo a quello in cui i crediti stessi sono maturati.
Il termine entro il quale è possibile compensare i crediti risultanti dalle dichiarazioni coincide con il termine di presentazione della dichiarazione successiva.
La compensazione è consentita, come previsto dall’art. 34, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, fino all’importo massimo di euro 516.456,90 per ciascun anno solare.
Nel caso di specie, il credito IVA relativo alle liquidazioni degli anni 2006 e 2007 può essere compensato, da parte del Comune istante con le ritenute sui redditi da lavoro autonomo e dipendente, con le ritenute operate per le addizionali comunale e regionale all’IRPEF e con l’IRAP, nel rispetto delle condizioni, dei termini e dei limiti sopra richiamati.
Detta compensazione potrà essere operata dal Comune istante mediante l’utilizzo del modello F24.
Qualora dalla compensazione residuino debiti relativi alle ritenute alla fonte operate per l’IRPEF, alle ritenute alla fonte operate per le addizionali comunale e regionale all’IRPEF e all’IRAP dette somme dovranno essere versate dal Comune istante:
– mediante l’utilizzo dell’apposito modello F24 Enti Pubblici (F24 EP) approvato con Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate datato 8 novembre 2007 se il Comune istante rientra tra gli enti pubblici di cui alla Tabella A allegata alla legge 29 ottobre 1984, n. 720, titolari di conti presso le tesorerie provinciali dello Stato;
– mediante l’utilizzo del modello F24 se il Comune istante non rientra tra gli enti pubblici di cui alla Tabella A allegata alla legge 29 ottobre 1984, n. 720, titolari di conti presso le tesorerie provinciali dello Stato.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 29/07/2008, n. 321)
Il regime di non imponibilità si applica alle prestazioni di servizi dirette ad assicurare, da parte della Società “terminal portuale” (titolare di una concessione marittima relativa ad un impianto portuale ricadente all’interno del porto), lo sbarco e il reimbarco dei croceristi in transito nell’ambito portuale, nonché i servizi di “security”, considerati obbligatori per legge in connessione a tali operazioni.
Ciò in quanto dette prestazioni, essendo direttamente riferibili al “movimento di persone”, rientrano nella previsione normativa di cui al n. 6) del comma 1 dell’art. 9, alla luce dell’interpretazione autentica contenuta nel D.L. n. 90/1990.
Tuttavia, come ha precisato la risoluzione dell’11 marzo 2002, n. 82, la non imponibilità ad IVA va correlata alla circostanza che il “porto di …” – all’interno del quale la società gestisce in concessione demaniale il pontile galleggiante – rientri nel novero dei porti in cui si svolgono attività commerciali internazionali e, quindi, che lo stesso funzioni non come semplice porto turistico.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 29/07/2008, n. 322)
TARSU – Alberghi e civili abitazioni: identica la misura tariffaria
In tema di TARSU, è illegittimo che il Comune applichi agli esercizi alberghieri una tariffa diversa rispetto a quella determinata per le civili abitazioni.
(Commissione tributaria provinciale Lecce, Sentenza, Sez. IV, 30/05/2008, n. 252, in Ipsoa del 29/07/2008)
Antiriciclaggio: ripartizione tra le direzioni territoriali dell’economia e delle finanze
E’ stato pubblicato in G.U. 28 luglio 2008, n. 175, il Decreto 22 luglio 2008 che ridefinisce le deleghe di competenza spettanti alle direzioni territoriali dell’economia e delle finanze, in materia di antiriciclaggio.
L’esercizio delle funzioni in materia di procedimenti amministrativi, sanzionatori e antiriciclaggio, limitatamente alle violazioni delle disposizioni dell’art. 1, commi 1 e 2, Legge n. 197/1991 e art. 49, commi 1, 5, 6, 7, Decreto Legge n. 231/2007, il cui importo non sia superiore a Euro 250.000 é, infatti, delegato alle direzioni territoriali.
Dal 1° settembre 2008, la Direzione di Bolzano sostituisce quella di Verona, diventando competente per le violazioni in Trentino Alto Adige.
(D.M. Ministero economia e finanze 22/07/2008, G.U. 29/07/2008, n. 17, in Seac del 29/07/2008)
Contenzioso tributario: E’ ammesso l’appello all’ufficio delle imposte prima del trasferimento di funzioni agli uffici delle entrate
E’ da ritenersi ammissibile l’atto di appello intestato ad un ufficio delle imposte figurante nella struttura dell’Amministrazione finanziaria al momento dell’adozione dell’atto ma soppresso alla data della relativa notifica, con attribuzione delle relative mansioni all’ufficio delle entrate.
(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 16/07/2008, n. 19542, in Ipsoa del 29/07/2008)
Straordinari detassati: Dubbi applicativi
Dal 1° luglio fino al 31 dicembre è stata introdotta una parziale detassazione (applicazione di un’imposta sostitutiva, Irpef e addizionali, del 10%) delle voci retributive collegate agli straordinari e ai premi incentivanti, entro il limite di 3mila euro lordi.
Sui compensi interessati dalla parziale detassazione deve essere applicata l’imposta sostitutiva, entro i 3mila euro lordi.
La circolare agenzia Entrate-ministero del Lavoro 49/2008 ha precisato che il limite deve intendersi al lordo della ritenuta fiscale del 10 per cento.
Ora tra gli operatori si discute se:
– per determinare il limite di reddito di 3mila euro, utile al calcolo dell’imposta sostitutiva, occorra rilevare la retribuzione lorda corrispondente alle voci che concorrono a formare l’imponibile sottraendo la contribuzione obbligatoria a carico del lavoratore;
– per determinare il limite di reddito da assoggettare a imposta sostitutiva, occorra semplicemente contabilizzare la retribuzione lorda corrispondete alla voci retributive mantenendo deducibile dall’imponibile Irpef, a norma dell’articolo 51 del Tuir, i corrispondenti contributi obbligatori.
In attesa di chiarimenti ufficiali, la seconda ipotesi potrebbe essere preferibile poiché sembra trovare riscontro nella circolare 49/2008 («al lordo dell’imposta sostitutiva») e nel testo legislativo («euro 3mila lordi»).
Calcolare il limite al netto dei contributi obbligatori vorrebbe dire prendere in considerazione, complicando gli adempimenti, anche altri eventuali oneri deducibili che potrebbero incidere sugli emolumenti interessati dalla parziale detassazione (per esempio una ritenuta sullo stipendio da corrispondere al coniuge separato). Risulterebbe difficile utilizzare il criterio «al netto dei contributi obbligatori» in presenza di basi imponibili contributive convenzionali.
La parziale detassazione può trovare applicazione e verifica sia in sede di conguaglio di fine anno 2008 o di fine rapporto (se antecedente) sia in sede di dichiarazione dei redditi. Per tale motivo, nella certificazione Cud 2009 (redditi 2008), occorrerà indicare, in ogni caso, l’imponibile a prescindere che sia stato utilizzato o meno per la determinazione dell’imposta sostitutiva.
(Di Gabriele Bonati, in Il Sole 24 Ore del 29/07/2008)
Surrogazione: Annotazioni del creditore nelle ipoteche
L’Agenzia del territorio, con la circolare n. 5 del 28 luglio 2008, ha dato il via libera alle annotazioni di surrogazione del creditore nelle ipoteche già oggetto di annotazioni di frazionamento.
La circolare ha analizzato l’istituto della surrogazione ed il frazionamento dell’ipoteca, ed ha chiarito le modalità di attuazione della pubblicità immobiliare.
(Agenzia del Territorio, circolare 28/07/2008, n. 5)
Società in nome collettivo – Responsabilità solidale ed illimitata del socio anche per i rapporti tributari
A seguito di iscrizione a ruolo a carico di una società in nome collettivo, è legittimo che il socio sia chiamato a rispondere del debito della stessa alla sola condizione della preventiva ma inutile escussione del patrimonio sociale, senza che a tal fine risulti necessaria la notificazione dell’avviso di accertamento nè quella della cartella di pagamento, rimasta inadempiuta, bastando la notificazione del solo avviso di mora.
(Cassazione civile Sentenza, Sez. Trib., 08/07/2008, n. 18649, in Ipsoa del 28/07/2008)