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Timestamp: 2020-02-27 20:48:49+00:00
Document Index: 3902385

Matched Legal Cases: ['art.17', 'art. 13', 'art. 27', 'art. 13', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 16', 'art. 13', 'art. 27', 'art. 13', 'art. 16', 'art. 13', 'art.27', 'art. 16', 'art.11', 'art.27', 'art.16', 'art.27', 'art.11', 'art. 16', 'art. 16', 'art.17', 'art. 16', 'art. 15', 'art. 27']

Impianti eolici (produzione di energia elettrica) - PDF Download gratuito
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1 Autorizzazioni BOZZA Le procedure autorizzative da seguire per richiedere l installazione di un impianto, anche se semplificate al massimo, variano in base alla tipologia, alla sua grandezza e alla sua potenza. In questa sezione puoi consultare una guida dettagliata. Per le fonti rinnovabili in particolare sono state emanate recentemente nuove norme: a) le Linee Guida nazionali sulle fonti rinnovabili (DM 10 settembre 2010) applicate direttamente anche in Toscana a partire dal 2 gennaio 2011 b) la Legge regionale 21 marzo 2011, n. 11 Disposizioni in materia di installazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili di energia. Modifiche alla legge regionale 24 febbraio 2005, n.39 (Disposizioni in materia di energia) e alla legge regionale 3 gennaio 2005, n.1 (Norme per il governo del territorio), entrata in vigore il 24/03/2011 c) Il Decreto Legislativo 3 marzo 2011, n. 28 Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE, entrato in vigore il 29/03/2011. Tali disposizioni si aggiungono e sovrappongono alla normativa regionale preesistente (legge regionale. In attesa di un aggiornamento del testo della legge regionale 39/2005 si ricostruiscono qui i titoli abilitativi necessari in Toscana dal 29 marzo Di seguito quindi, divisi per fonti energetica, sono riportate le autorizzazioni previste per realizzare gli impianti, e i casi in cui queste sono sostituite con una DIA (dichiarazione di inizio attività ai sensi della LR 1/2005 e LR, con una PAS (Procedura Abilitativa Semplificata ai sensi del Dlgs o con una semplice comunicazione preventiva (cosiddetta attività libera ) al. La PAS (dichiarazione accompagnata da relazione progettuale) è quella procedura abilitativa che, nel caso di impianti da fonti rinnovabili e ai sensi del Dlgs 28/2001, sostituisce la presentazione di una DIA. La DIA, la PAS e la comunicazione preventiva (laddove permesse) tengono luogo delle autorizzazioni energetiche ed edilizie. Se la zona è sottoposta a particolari vincoli (un vincolo paesaggistico o idrogeologico o altro) dovranno comunque essere acquisiti i nullaosta specifici. Per esempio, in caso di impianto sottoposto a DIA da realizzarsi in area con un vincolo paesaggistico, a norma del Dlgs 42/2004, dovrà comunque essere acquisita la relativa paesaggistica. Impianti eolici (produzione di energia elettrica) Impianti fotovoltaici (produzione di energia elettrica) Impianti a biomasse (produzione di energia elettrica) Impianti di cogenerazione a biomassa (produzione combinata di calore e di energia elettrica) Impianti di cogenerazione a fonti fossili (produz. combinata di calore e di energia elettrica) Impianti idroelettrici (produzione di energia elettrica) Solare termico (solo produzione di calore) Biomassa termica (solo produzione di calore) Impianto geotermico senza prelievo di fluido o con ridotta potenza Impianti eolici (produzione di energia elettrica) Esistono vari tipi di impianti che cambiano in base alla potenza e all altezza del mozzo (a cui vengono fissati i rotori, cioè le pale). Per il cosiddetto microelico il legislatore ha cercato di snellire al massimo le procedure burocratiche. Infatti per impianti con altezza fino a 1,5 metri e diametro fino a 1 metro
2 (praticamente impianti domestici, da installare sui tetti delle case o nei giardini), si parla di attività libera e non c è una specifica: si presenta una comunicazione preventiva al. La stessa procedura vale anche (vedi art.17 L.R. per impianti di potenza fino a 5 kw se realizzati con le modalità indicate dal Piano di Indirizzo Energetico Regionale (PIER Deliberazione di Consiglio regionale n. 47/2008). Per quanto riguarda gli impianti eolici di potenza compresa fra 5 e 60 kw è sufficiente presentare al comune la PAS, mentre per impianti industriali di potenza superiore è necessario fare istanza specifica per ottenere l unica: per impianti fino a 1MW alla Provincia; per impianti oltre 1 MW alla Regione, in questo ultimo caso esperendo anche le procedure di VIA (Valutazione di impatto ambientale). Singoli generatori eolici con altezza complessiva non superiore a 1,5 metri e diametro non superiore a 1 metro Impianti di potenza fino a 5 kw se realizzati secondo le condizioni fissate dal Pier (1) libera) di potenza inferiore a 60 kw Impianti di potenza da 60 kw fino a 1 MW Impianti di potenza superiore a 1 MW L.R.39/2005 e Dlgs 115/2008) L.R. Procedura Abilitativa Semplificata - PAS (Art. 16 L.R. 39/2005, Dlgs 387/2003 e Dlgs (art. 13 L.R. della Provincia, di norma senza VIA (art. 27 L. 99/2009) (art. 13 L.R. della Regione, con adempimenti Valutazione Impatto Ambientale, almeno venti giorni prima dell inizio dei lavori, almeno venti giorni prima dell inizio dei lavori Istanza alla Regione Toscana (1) per questi casi il PIER richiede che non sia obbligatoria l acquisizione di altre autorizzazioni, di carattere ambientale, paesaggistico, di tutela del patrimonio storico-artistico, della salute e della pubblica incolumità. Altrimenti si procede con la presentazione di una PAS al. Impianti fotovoltaici (produzione di energia elettrica) La realizzazione di impianti fotovoltaici è semplificata al massimo dalla legislazione vigente: è infatti sufficiente una comunicazione preventiva al per installare determinati impianti di potenza nominale fino a 5 kw (cosiddetta attività libera ai sensi dell art. 17 LR, e per realizzare impianti completamente integrati o aderenti per tutto lo sviluppo del tetto, indipendentemente dalla potenza ( attività libera ai sensi dell art. 17 LR 39/2005 e del Dlgs 115/2008). Gli altri impianti realizzati sugli edifici avranno di norma bisogno di una PAS.
3 Per impianti fotovoltaici a terra, se sono di potenza nominale da 5 a 20 kw è necessario presentare la PAS al, mentre per quelli di potenza nominale superiore a 20 kw bisogna fare istanza alla Provincia ed attendere la relativa unica provinciale. Completamente integrati o aderenti per tutto lo sviluppo del tetto, indipendentemente dalla potenza Impianti di potenza nominale fino a 5 kw se realizzati secondo le condizioni fissate dal Pier (2) Impianti aventi tutte le i. realizzati su edifici esistenti o sulle loro pertinenze; ii. aventi una capacità di generazione fino a 200 kwe; iii. realizzati al di fuori della zona A) di cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n libera) aventi tutte le i. moduli fotovoltaici sono collocati sugli edifici; ii. la superficie complessiva dei moduli fotovoltaici dell'impianto non sia superiore a quella del tetto dell'edificio sul quale i moduli sono collocati libera) di potenza nominale inferiore a 20 kw libera o con PAS) di potenza nominale fino a 1 MW 39/2005 e Dlgs 115/2008) dell'articolo 6, comma 1, lettera d) del D.P.R. PAS (ai sensi dell'articolo 21, comma 1, del DM 6 agosto 2010 e del Dlgs PAS (art. 16 LR 39/2005, Dlgs. 387/2003 e Dlgs provinciale (art. 13 L.R. di norma senza VIA (art. 27 L.99/2009) Procedure da seguire prima dell inizio
4 libera o con PAS) di potenza nominale superiore a 1 MW provinciale (art. 13 L.R. previa verifica di VIA per l, e istanza per la verifica di VIA (2) Per questi casi il PIER richiede due condizioni, entrambe necessarie: - che i moduli siano integrati o parzialmente integrati sul tetto o ubicati al suolo; esclude quindi i moduli su tetto senza alcuna integrazione; - che non sia obbligatoria l acquisizione di altre autorizzazioni, di carattere ambientale, paesaggistico, di tutela del patrimonio storico-artistico, della salute e della pubblica incolumità. In assenza di tali condizioni si applicano le altre casistiche indicate dalla tabella. Attenzione: per effetto della L. 99/2009 il richiedente l deve dimostrare, nel corso del procedimento e comunque prima del rilascio dell, la disponibilità del suolo su cui realizza l impianto. Impianti a biomasse (produzione di energia elettrica) Le biomasse sono una fonte rinnovabile che si può presentare sotto forma solida, liquida o gassosa. Anche in questo caso in base alla potenza, alle caratteristiche del combustibile e dell impianto, variano le procedure amministrative che sono riassunte nello schema qui sotto. Fino a 0,5 MW termici laddove realizzati secondo le condizioni fissate dal Pier (3) Impianti aventi entrambe le i. realizzati in edifici esistenti, sempre che non alterino i volumi e le superfici, non comportino modifiche delle destinazioni di uso, non riguardino le parti strutturali dell'edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici; ii. aventi una capacità di generazione fino a 200 kwe libera) di potenza nominale inferiore a 200 kw elettrici (se si tratta di biomassa gassosa, inferiore a 250 kw L.R. dell'articolo 123, comma 1, secondo periodo e dell'articolo 6, comma 1, lettera a) del D.P.R. PAS (art. 16 LR 39/2005, Dlgs. 387/2003 e Dlgs prima dell inizio
5 elettrici) Altri impianti (4) provinciale (art. 13 L.R. (3) Per questi casi il PIER richiede due condizioni, entrambe necessarie: che non ci sia attività edilizia soggetta a permesso di costruzione e contemporaneamente non sia obbligatoria l acquisizione di altre autorizzazioni, di carattere ambientale, paesaggistico, di tutela del patrimonio storico-artistico, della salute e della pubblica incolumità. Altrimenti si applicano le altre casistiche indicate dalla tabella. (4) Per gli impianti a biomasse che producono sia elettricità che calore sono disponibili ulteriori forme di semplificazione indicate al paragrafo seguente impianti di cogenerazione da biomassa. Attenzione: per effetto della L. 99/2009 il richiedente l deve dimostrare, nel corso del procedimento e comunque prima del rilascio dell, la disponibilità del suolo su cui realizza l impianto. Impianti di cogenerazione da biomassa (produzione combinata di calore e di energia elettrica) Per cogenerazione si intende la produzione combinata di energia elettrica e calore. La cogenerazione offre la possibilità di produrre energia elettrica ad alta efficienza (oltre 80%) riducendo in modo sensibile le emissioni di CO2. Permette la produzione di calore ed elettricità a livello di condominio o di appartamento. Anche in questo caso in base alla potenza e alle caratteristiche dell impianto variano le procedure amministrative, che sono riassunte nello schema qui sotto. Con capacità di generazione massima inferiore a 50 kw elettrici libera) con capacità di generazione massima inferiore a 1 MW elettrico, ovvero a 3 MW termici Altri impianti (5) L.R.39/2005 e art.27 L.99/2009) PAS (art. 16 LR 39/2005, Dlgs. 387/2003 e Dlgs provinciale (art.11 e 13 LR (5) Per gli impianti di cogenerazione da biomasse sono disponibili ulteriori forme di semplificazione indicate al paragrafo Impianti a biomasse (produzione di energia elettrica). Impianti di cogenerazione da fonti fossili (produzione combinata di calore e di energia elettrica)
6 Anche in questo caso in base alla potenza e alle caratteristiche dell impianto variano le procedure amministrative, che sono riassunte nello schema qui sotto. Fino a 50 kw elettrici Fino a 3 MW termici se alimentati a gas naturale e realizzati secondo le condizioni fissate dal Pier (6) libera) di potenza fino a 1 MW elettrico Altri impianti L.R.39/2005 e art.27 L.99/2009) L.R. DIA (art.16 L.R.39/2005 e art.27 L.99/2009) provinciale (art.11 L.R. DIA, ai sensi della LR 39/2005 e della LR 1/2005, al (6) In questo caso il PIER richiede che l intervento non comporti una trasformazione urbanistica o edilizia tale da essere già soggetta, ai sensi dell articolo 78 della LR 1/2005, a permesso di costruzione. In assenza di tale condizione si applicano le altre casistiche indicate dalla tabella. Impianti idroelettrici (produzione di energia elettrica) Per realizzare impianti idroelettrici fino a 100 KW è obbligatoria la presentazione della PAS al competente, secondo quanto disposto dalla legge finanziaria Per impianti di taglia più grande, ovvero superiori ai 100 KW, deve essere la Provincia su apposita istanza del proponente - a rilasciare l provinciale, eventualmente inserita all interno dell atto di concessione di derivazione, se anche questo deve essere acquisito. Impianti aventi entrambe le i. realizzati in edifici esistenti, sempre che non alterino i volumi e le superfici, non comportino modifiche delle destinazioni di uso, non riguardino le parti strutturali dell'edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici; ii. aventi una capacità di dell'articolo 123, comma 1, secondo periodo e dell'articolo 6, comma 1, lettera a) del D.P.R. prima dell inizio
7 generazione fino a 200 kwe libera) di potenza inferiore a 100 KW elettrici Altri impianti PAS (art. 16 LR 39/2005, Dlgs. 387/2003 e Dlgs provinciale, eventualmente data all interno dell atto di concessione di derivazione acqua, se anche questo deve essere acquisito Solare termico (solo produzione di calore) E considerata attività libera per la quale è sufficiente una comunicazione preventiva al l installazione di pannelli solari termici completamente integrati o aderenti fino a tutto lo sviluppo del tetto. E ugualmente realizzabile con la comunicazione l installazione a terra di pannelli solari termici fino a 20 metri quadrati; fino a 200 metri quadrati nel settore florovivaistico. Per gli impianti solari termici a terra da 20 a 100 metri quadrati è sufficiente presentare la denuncia di inizio attività (Dia) al. Completamente integrati o aderenti, fino a tutto lo sviluppo del tetto indipendentemente dalla potenza Impianti aventi tutte le i. realizzati su edifici esistenti o sulle loro pertinenze; ii. funzionali alle esigenze energetiche dell edificio; iii. realizzati al di fuori della zona A) di cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n Impianti con sviluppo fino a 20 metri quadrati nei casi specificati dal PIER (7) Nel settore florovivaistico, impianti con sviluppo fino 200 metri quadrati, nei casi specificati dal Pier (7) 39/2005 e Dlgs 115/2008) dell'articolo 6 del D.P.R. n. prima dell inizio Impianti (non rientranti DIA (art. 16 L.R. Presentazione della DIA, ai
8 nell attività libera) con sviluppo da 20 a 100 metri quadrati nei casi specificati dal Pier (7) Altri Permesso di costruzione, salvo ulteriori semplificazioni decise dal sensi della LR 39/2005 e della LR 1/2005, al Richiesta del Permesso al (7) Per questi casi il Pier richiede che i moduli siano integrati o parzialmente integrati sul tetto o ubicati al suolo; esclude quindi i moduli su tetto senza alcuna integrazione. In assenza di tale condizione si applicano le altre casistiche indicate dalla tabella. Biomassa termica (solo produzione di calore) La produzione di calore da biomassa fino a 0,5 MW termici è considerata attività libera ai sensi dell art.17 L.R.39/2005; negli altri casi invece è necessario, per l aspetto edilizio, l atto prescritto dalla normativa edilizia comunale. Per impianti di grossa taglia è necessario anche ottenere l alle emissioni in atmosfera, secondo quanto previsto dal Dlgs 152/2006. Impianti aventi tutte le i. realizzati negli edifici esistenti e negli spazi liberi privati annessi; ii. funzionali alle esigenze dell edificio di acqua calda o aria; Fino a 0,5 MW termici laddove realizzati secondo le condizioni fissate dal Pier (8) Altri dell'articolo 6 del D.P.R. n. L.R. Per l aspetto edilizio l atto prescritto dalla normativa edilizia comunale. Per impianti più grossi anche alle emissioni ai sensi del Dlgs 152/2006 prima dell inizio L aspetto edilizio è di competenza del. L eventuale alle emissione è di competenza della Provincia (8) Per questo caso il Pier richiede che l intervento non comporti attività edilizia già soggetta a permesso di costruzione. Altrimenti si applicano le altre casistiche indicate dalla tabella. Impianto geotermico senza prelievo di fluido o con ridotta potenza
9 L installazione di impianti di produzione di calore da risorsa geotermica, senza prelievo di fluido geotermico, destinati al riscaldamento e alla climatizzazione di edifici è soggetta a DIA comunale. Quando invece si tratta di un piccolo impianto di produzione di calore geotermico con prelievo di fluido geotermico è necessario presentare una istanza alla Provincia. Impianti di produzione di calore da risorsa geotermica, senza prelievo di fluido, per climatizzazione edifici Impianto geotermico con prelievo di fluido se la profondità è inferiore ai 400 m e la potenza termica è inferiore a 2 MW termici DIA (art. 16 L.R. Autorizzazione provinciale (art. 15 LR 39/2005 e L. 99/2009 art. 27) Presentazione della DIA, ai sensi della LR 39/2005 e della LR 1/2005, al che promuoverà una procedura unica per tutti gli atti necessari alla realizzazione dell opera Novità interessanti per la geotermia a bassa entalpia sono contenute nella L. 99/2009. Si riportano i commi più importanti dell articolo 27: 39. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, emana un decreto volto a definire le prescrizioni relative alla posa in opera degli impianti di produzione di calore da risorsa geotermica, ovvero sonde geotermiche, destinati al riscaldamento e alla climatizzazione di edifici, per cui è necessaria la sola dichiarazione di inizio attività. 40. Il comma 1 dell'articolo 9 della legge 9 dicembre 1986, n. 896, è sostituito dal seguente: «1. L'esecuzione dei pozzi di profondità fino a 400 metri per ricerca, estrazione e utilizzazione di acque calde, comprese quelle sgorganti da sorgenti, per potenza termica complessiva non superiore a chilowatt termici, anche per eventuale produzione di energia elettrica con impianti a ciclo binario ad emissione nulla, è autorizzata dalla regione territorialmente competente con le modalità previste dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici, di cui al regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775». 41. All'articolo 1 della legge 9 dicembre 1986, n. 896, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 4, le parole: «25 gradi centigradi» sono sostituite dalle seguenti: «15 gradi centigradi»; b) al comma 5, le parole: «25 gradi centigradi» sono sostituite dalle seguenti: «15 gradi centigradi».
Legge regionale 24 febbraio 2005, n. 39 Disposizioni in materia di energia. (Bollettino Ufficiale n. 19, parte prima, del 07.03.2005) Capo I - Ambito e finalità della disciplina...1 Art. 01 - Oggetto...1