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Timestamp: 2020-02-23 05:02:54+00:00
Document Index: 92777505

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 2087', 'art. 18', 'art. 39', 'art. 2']

newsletter diario prevenzione – 25 febbraio 2015 – vol.n° 102 – diario prevenzione news
newsletter diario prevenzione – 25 febbraio 2015 – vol.n° 102
25 febbraio 2015 – vol.n° 102
JOBS ACT : COSA CAMBIA NELLA GESTIONE SALUTE E SICUREZZA NEL LAVORO
Cosa cambiano le nuove norme in materia di diritto del lavoro per quanto riguarda la qualità della gestione dei rischi per la salute e la sicurezza nel lavoro? Dal punto di vista formale, per il momento, al di là della complessa vicenda dell’istituzione dell’Agenzia unica delle ispezioni sembrerebbe non cambiare nulla.
Ma non è vero. Jobs Act nei fatti ridisegnerà nei prossimi mesi e più in profondità nei prossimi anni i sistemi di relazione e potere tra lavoratori e impresa, tra lavoratori e lavoratori e tra lavoratori e rappresentanza sindacale (Rsu e Rsa) e di scopo (Rls). Cercheremo di prefigurare in questo primo breve articolo e successivamente in profondità quali sono gli scenari attesi dell’impatto che avrà Jobs Act sulla gestione della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro.
La storia della crescita della partecipazione dei lavoratori nei luoghi di lavoro, dagli anni ’70 in poi, ha coinciso con un feed back continuo tra lavoratori e impresa che è servito in molte imprese per migliorare le modalità di gestione della sicurezza e delle condizioni di lavoro. La partecipazione dei lavoratori nelle imprese più illuminate è stata favorita dalla continuità dei rapporti di lavoro, dalla consapevolezza dei lavoratori che con il loro contributo di conoscenza sul campo aiutavano l’impresa a migliorare il lavoro e le condizioni di lavoro.
Immaginiamo il vissuto non detto che passa per la testa di tante persone in queste ore. Sei un lavoratore anziano con esperienza e con qualità nel lavoro ma sei fuori “moda” in tempi della “rottamazione”, non sei più un target sul quale l’azienda investirà. Eccoti pronto, se rompi le scatole, una bella procedura legale di autentico mobbing: il demansionamento con relativa riduzione del salario…
Il demansionamento è una delle esperienze più devastanti l’identità e l’autostima della persona.
Se poi si vuole andare oltre c’è sempre il licenziamento per ragioni economiche ….
Questo potrebbe essere, purtroppo, il Jobs Act per voi, cari ragazzi e ragazze nati negli anni ’50 …
Sei un lavoratore giovane o una ragazza new entry, assunta con l’incentivo degli sgravi fiscali, ti faranno assaggiare per un pò un lavoro a tempo indeterminato … in alcuni casi soltanto fino all’esaurimento del beneficio fiscale… Il rinnovo del contratto, il passaggio concreto alle “tutele crescenti” sarà collegato alla sottomissione e adattamento passivo a ogni richiesta della gerarchia di prossimità, il team leader, il caporeparto. Sfortunati coloro che capiteranno sotto un team leader o caporeparto cattivello e un pò sadico.
La speranza per ciascuno di questi giovani e ragazze è quella di capitare in un’azienda eticamente corretta che non intenda abusare dell’eccesso di potere che il Jobs Act ha attribuito all’impresa togliendo molti paletti rispetto agli abusi possibili da parte delle gerarchie intermedie e di prossimità.
Tutto questo rende molto più complessa la gestione dei rischi per la salute e la sicurezza: la partecipazione dei lavoratori in molte realtà sarà debole o totalmente subalterna. I rischi “psico-sociali” verosimilmente non saranno visualizzati e affrontati. Le nuove patologie da lavoro attese, oltre a quelle tradizionali saranno quelle “psicosociali”. [Vedi Rapporto Eisener 2 in questa stessa newsletter]
Ci sarà un clima diverso nelle aziende, con più silenzio, il non detto da parte dei lavoratori sarà la “comunicazione” prevalente, la prevenzione e la tutela della salute saranno più difficili in mancanza della partecipazione attiva dei oggetti interessati.
Questo scenario che prospetto è anche un’ipotesi di ricerca : sarei felice di essere smentito, tra qualche tempo, come incorreggibile pessimista. In ogni caso i sindacati dei lavoratori si trovano di fronte ad una formidabile sfida su come, con la ricerca, riapprendere ad essere animatori di partecipazione in un contesto ancora sconosciuto come lo fu per qualche tempo il sistema produttivo dopo la ristrutturazione degli anni ’60. Allora le OO.SS riuscirono a individuare il nuovo soggetto trainante la partecipazione che animò straordinarie lotte per il miglioramento della salute e della sicurezza e delle condizioni di lavoro, l’operaio della linea di montaggio. Ora quel soggetto non è più trainante e le nuove serialità innovative sono tutte da scoprire. Senza ricerca per una adeguata conoscenza del lavoro di oggi non c’è la speranza d’innovare il modo di lavorare del sindacato e il sindacato e migliorare le condizioni di lavoro , in salute e sicurezza.
Primi risultati della seconda indagine Osha Eu su scala europea sulle imprese
È attualmente disponibile una selezione dei principali risultati di ESENER-2, la seconda edizione dell’indagine europea faro sulle imprese sui rischi nuovi ed emergenti condotta dall’EU-OSHA.
L’indagine ha studiato gli aspetti della salutre e sicurezza sul lavoro (SSL) presso circa 50 000 imprese in tutta l’Europa, incentrandosi sui rischi psicosociali e sulla gestione della SSL.
https://osha.europa.eu/en/publications/reports/esener-ii-first-findings-4p.pdf/view
https://osha.europa.eu/it/teaser/first-findings-from-our-second-europe-wide-survey-of-enterprises
24/02/2015 – Diseguaglianze sociali nella mortalità in Italia
http://www.saluteinternazionale.info/2015/02/diseguaglianze-sociali-nella-mortalita-in-italia/
L’obiettivo di questa Convention è un confronto serrato sullo stato della Prevenzione in Italia analizzando i risultati del precedente Piano Nazionale della Prevenzione e alla luce del nuovo Piano Nazionale della Prevenzione 2014-18.
In un momento di profonda crisi del sistema sanitario è fondamentale pertanto che la “comunità degli artefici della prevenzione” nel Paese si consolidi e faccia rete.
Infatti in una particolare situazione di carenza di risorse, la prevenzione può rappresentare “un vaso di terracotta costretto a viaggiare in compagnia di vasi di ferro”.
Oltre ai proclami, il nuovo Piano Nazionale della Prevenzione 2014-18 riuscirà a rilanciare concretamente la prevenzione e la sanità pubblica in Italia?
Quale ruolo dei Dipartimenti di Prevenzione in questa delicata fase del Paese?
Quali rapporti di collaborazione tra la Sanità Pubblica Umana e la Sanità Pubblica Veterinaria?
Come implementare la sicurezza alimentare nel Paese?
Infine, l’Osservatorio Italiano della Prevenzione come possibile strumento di conoscenza per oppor-tune scelte di salute preventive?
A tutti questi interrogativi cercheremo di offrire alcune risposte concrete e propositive.
http://www.diario-prevenzione.it/interim/Verona%2010%20aprile%20Convention%20Dipartimenti%20di%20Prevenzione.pdf
A PROPOSITO DEL DECRETO SULL’AGENZIA UNICA PER LE ISPEZIONI DEL LAVORO
In queste ore al Consiglio dei Ministri arriverà un Testo sulla Agenzia per le Ispezioni, di fonte interna al Ministero del Lavoro e quindi il livello di attenzione è tornato alto. Dopo avere ottenuto non senza fatica una formulazione corretta nella delega del Jobs Act come sempre la sarabanda riprende.
Per favorire una puntuale conoscenza di ciò che si sta prefigurando nel campo della Prevenzione pubblichiamo il Testo sulla Agenzia delle ispezioni, il Comunicato della Società Nazionale degli Operatori della Prevenzione, un Report di dati sulle attività svolte dai Servizi di Prevenzione delle Regioni. editor
1) Il Testo del Decreto sulla Agenzia delle ispezioni
http://www.diario-prevenzione.it/agenzia/AgenziaUnica_testoDecreto.pdf
2) Il Comunicato della Società Nazionale degli Operatori della Prevenzione. SNOP
http://www.diario-prevenzione.it/agenzia/AGENZIA_18_02_15.pdf
3) Report di dati sulle attività svolte dai Servizi di Prevenzione delle Regioni
http://www.diario-prevenzione.it/agenzia/Agenzia%20qualche%20numero.pptx
Numero della Newsletter Medico Legale Inca Cgil 6°/2015
Sul Giornale Italiano di Medicina del lavoro ed Igiene Industriale sono stati pubblicati i risultati delle indagini ambientali condotte nel territorio delle aziende USL 11 di Empoli e 3 di Pistoia in alcune aziende che utilizzano questi nuovi materiali rilevando valori di esposizione a silice libera tra gli addetti molto elevati. Nella USL 11 di Empoli è stata condotta anche un’indagine sanitaria tra i lavoratori addetti che ha permesso di riscontrare n. 7 casi di silicosi di cui due gravi in un gruppo di 29 lavoratori.
L’esposizione a silice libera cristallina è un rischio noto per il comparto lavorazione lapidei. Nell’ultimo decennio si sono diffusi nuovi materiali sintetici, creati all’inizio degli anni 80 in Israele ed in Spagna, costituiti da un agglomerato di quarzo e resina, con un contenuto in silice libera cristallina molto elevato (oltre il 90%). Sono commercializzati in lastre del tutto simili a quelle dei materiali naturali e lavorati nello stesso modo. Esteticamente sono quasi indistinguibili dai materiali naturali; possono anche essere variamente colorati e decorati. Hanno ottime qualità merceologiche che li fanno preferire alla pietra naturale: resistono ai graffi agl’urti e non si macchiano. Vengono utilizzati soprattutto per la costruzione di piani di cucina, bagni, banconi per negozi ecc.
L’indagine. Nel territorio delle Aziende USL 11 di Empoli e 3 di Pistoia sono state condotte indagini tese ad approfondire i rischi legati alla lavorazione dei conglomerati in quarzo. Il ciclo lavorativo prevede il taglio della lastra con seghe (a ponte e a bandiera), una prima lucidatura della superficie con la macchina lucidatrice, il taglio e l’incisione della lastra con il pantografo a controllo numerico e la finitura del bordo (lucidatura e sagomatura) con lucida coste. Tutte queste operazioni sono eseguite con abbattimento ad umido delle polveri prodotte, ottenuto con un getto d’acqua nel punto di lavorazione.
L’acqua ha anche una funzione di raffreddamento della lama nelle operazioni di taglio. Ci sono poi alcune lavorazioni di rifinitura che devono essere eseguite a secco con utensili manuali (smerigliatrici angolari): sono tutte le rifiniture in punti di difficile accesso, quali angoli, bordi ecc…Le lavorazioni a secco sono effettuate posizionando le lastre su banchi dotati di aspirazione perimetrale e dal basso o in prossimità di pareti aspiranti. In ogni caso l’abbattimento delle polveri è ad acqua. Il lavoratore appoggia il pezzo da rifinire direttamente sul banco, ma spesso la dimensione delle lastre in lavorazione è tale che i punti di aspirazione, presenti sul piano di appoggio, sono occlusi. Ciò unito all’elevata velocità di formazione delle polveri determina una scarsa efficacia di cattura. Pertanto il rischio per la salute dei lavoratori esposti a quarzo è particolarmente elevato nelle operazioni di rifinitura a secco. Inoltre, essendo alto il contenuto di silice libera presente nei conglomerati di quarzo, la polvere prodotta è estremamente pericolosa. Nel periodo 2011-2013 nel territorio dell’Azienda USL 11 di Empoli sono state controllate tutte le aziende del comparto lapideo (22 aziende), tra queste 8 avevano utilizzato negli anni conglomerati di quarzo (29 lavoratori). Tre aziende ne facevano un uso continuo sebbene non esclusivo. Nelle 3 aziende che maggiormente utilizzavano conglomerati sono stati eseguiti campionamenti personali, utilizzando la testa di campionamento CIP 10 con flusso 10 l/m e filtri in poliuretano. La determinazione analitica delle polveri respirabili è stata effettuata mediante metodo gravimetrico con bilancia elettronica Sartorius mod.ME363-OCE. La determinazione della silice libera cristallina (quarzo-alfa) viene eseguita mediante diffrattometria a raggi x (diffrattometro Bruker D8 ADVANCE).
Gli esami sono stati effettuati presso il Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Azienda ASL 7 di Siena.
I 60 lavoratori del comparto sono stati sottoposti a controllo sanitario con effettuazione o rilettura di Rx torace secondo il metodo ILO-BIT. Allo stesso modo è stata condotta un’indagine che ha comportato l’effettuazione di campionamenti personali, nel territorio dell’Azienda USL 3 di Pistoia, dove nel periodo 2013-2014 sono state controllate n. 5 aziende.
LA NEWSLETTER INCA CGIL N° 6/2015
http://www.diario-prevenzione.it/newsletter/inca_cgil_06_2015.doc
Gli italiani consumano sempre più farmaci ma in molti casi li utilizzano male, con un grande spreco in termini di risorse per il Sistema sanitario nazionale. E’ ciò che emerge dal Rapporto Osmed dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), relativo all’uso dei farmaci nei primi mesi nove mesi del 2014.
Dal rapporto dell’Aifa, emerge che nei primi nove mesi del 2014 la spesa farmaceutica nazionale totale (che comprende i farmaci distribuiti attraverso le farmacie pubbliche e private e quelli acquistati e dispensati dalle strutture sanitarie pubbliche) è stata pari a 19,9 miliardi di euro, il 75,6% dei quali rimborsato dal Servizio sanitario nazionale. La spesa farmaceutica territoriale a carico del Ssn, che comprende i farmaci distribuiti attraverso le farmacie pubbliche e private e la distribuzione diretta e per conto, è stata pari a 8.769 milioni di euro (144 euro pro capite circa), con una riduzione dell’1,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
La spesa sostenuta dai cittadini per ogni compartecipazione a loro carico (ticket regionali e differenza tra il prezzo del farmaco acquistato dal cittadino e il prezzo di riferimento dei medicinali a brevetto scaduto) ha fatto registrare un’ulteriore crescita, risultando complessivamente pari a 1.121 milioni di euro, con un incremento, rispetto al 2013, del 4,4%. La spesa privata, comprendente tutte le voci di spesa sostenute dal cittadino, ha registrato una riduzione dell’0,1% rispetto allo stesso periodo del 2013. Nei primi nove mesi del 2013 la spesa per i medicinali acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche è stata pari 108,8 euro pro capite, in crescita del 5,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In media sono state somministrate ogni giorno 159,4 dosi ogni mille abitanti, in aumento del 4,3% rispetto all’anno precedente.
L’impatto negativo dello stress lavoro-correlato sui lavoratori e sulla produttività e la prevenzione e gestione del malessere lavorativo attraverso la pratica della Mindfulness. A cura di Massimo Servadio.
>>>> segue su fonte puntosicuro.it >>>
http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/tipologie-di-rischio-C-5/rischio-psicosociale-stress-C-35/difendersi-dallo-stress-lavoro-correlato-la-pratica-della-mindfulness-AR-14592/
“Sulla Concordia errori a catena, violate procedure e norme di prevenzione”
Per l’avvocato Giuseppe Quartararo, che ha rappresentato l’Inail nel processo per il naufragio del 13 gennaio 2012, Francesco Schettino, condannato a 16 anni di reclusione, non è l’unico responsabile del disastro: “Confidiamo nelle motivazioni perché si faccia chiarezza su quanto è realmente accaduto quella sera”
GROSSETO – “Una condanna a 16 anni, a fronte di una veemente richiesta dalla procura di Grosseto, è una conferma che le violazioni delle procedure e delle norme di prevenzione degli infortuni sono state il frutto di una catena di gravissimi errori, in cui Schettino è solo uno di coloro che rivestivano una posizione di garanzia, anche se molto rilevante”. Lo ha detto l’avvocato Giuseppe Quartararo, che ha rappresentato l’Inail nel processo per il naufragio della Costa Concordia avvenuto all’Isola del Giglio il 13 gennaio di tre anni fa.
L’accusa aveva chiesto 26 anni e tre mesi di carcere. Mercoledì scorso il tribunale di Grosseto ha giudicato l’ex comandante della Concordia colpevole di tutti i reati che gli erano contestati: omicidio plurimo colposo e lesioni colpose per i 32 morti e i 157 feriti del disastro (10 anni), naufragio colposo (cinque anni) e abbandono della nave (un anno di condanna compreso l’abbandono di incapaci). In tutto 16 anni di reclusione – cui si somma un mese di arresto per aver dato informazioni non corrette alla capitaneria di porto – dieci in meno rispetto ai 26 anni e tre mesi chiesti dall’accusa.
L’ex comandante e la Costa dovranno risarcire 12,3 milioni. Dopo quasi otto ore di camera di consiglio, i giudici hanno anche stabilito che Francesco Schettino e la Costa, responsabile civile in solido con l’ex comandante, dovranno risarcire complessivamente 12,3 milioni di euro a naufraghi ed equipaggio della nave, oltre ad alcuni enti e associazioni che si sono costituiti parte civile nel processo. Dal dispositivo della sentenza letta dal presidente del collegio giudicante, Giovanni Puliatti, emerge che i passeggeri e l’equipaggio dovranno essere risarciti con quattro milioni di provvisionali e quasi 2,8 milioni di danni definitivi. Sarà risarcita anche l’unica vittima dei 32 deceduti sulla nave per cui qualcuno si è costituito nel processo: una cittadina tedesca senza eredi che è stata rappresentata dal suo governo. I parenti delle altre vittime, infatti, avevano già trattato i risarcimenti fuori dal procedimento.
All’Istituto una provvisionale di 360mila euro. Agli enti – tra cui figurano la Regione Toscana, la Provincia di Grosseto, il Comune di Isola del Giglio, i Ministeri dell’Ambiente, dell’Interno, delle Infrastrutture e della Difesa, il Dipartimento della Protezione Civile, la Presidenza del Consiglio e l’Inail – Schettino e la Costa dovranno invece versare cinque milioni e 510mila euro. All’Istituto, in particolare, il tribunale di Grosseto ha riconosciuto un risarcimento di 360mila euro da liquidarsi a titolo provvisionale. “Confidiamo molto nelle future motivazioni della sentenza – ha spiegato l’avvocato Quartararo – auspicando che il collegio, come la parte civile Inail ha più volte richiesto, faccia davvero chiarezza su quanto realmente quella sera doveva essere fatto e non è stato fatto, non solo da Schettino”.
http://www.inail.it/internet/salastampa/SalastampaContent/PeriGiornalisti/news/p/dettaglioNews/index.html?wlpT38004188511402998251274_contentDataFile=UCM_170110&_windowLabel=T38004188511402998251274
LE NOTIZIE DELL’ASSOCIAZIONE AMBIENTE LAVORO
UNI: Norma UNI 11570, progettazione di un sistema di ascensori
INAIL: Pubblicato volume sui carrelli semoventi a braccio telescopico
INAIL: Termine per il pagamento dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali
INAIL: Due software per la sicurezza del macchinario
G.U. Reg. FVG: Modifiche in materia di operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci
G.U. Reg. Toscana: Nuove disposizioni in materia di requisiti igienico-sanitari delle piscine
G.U. Reg. Toscana: Norme in materia di tutela e difesa dei consumatori
Sociale: “Lasciati guidare” un vademecum on line per il turismo accessibile
Sociale: Il Carnevale dei bambini con disabilità
CGIL Lombardia: Progetto teatrale “Buon Lavoro”
Iniziative: M’illumino di meno 2015
Iniziative: Safer Internet Day 2015
Confartigianato: Varato il “Testo Unico dell’Artigianato” dal Consiglio Regionale del Lazio
>>>SENTENZE
http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4558&Itemid=2
I tagli del personale negli ospedali dell’Irlanda del Nord hanno incrementato gli attacchi violenti a infermieri e medici da parte di pazienti e loro parenti
Nell’ultimo anno sono stati registrati oltre 6.200 attacchi contro gli operatori sanitari. Tuttavia, il personale ed i sindacati hanno detto che la cifra reale sia molto più alta perché molti altri non vengono denunciati.
Patricia McKeown dal sindacato dei lavoratori sanitari Unison ha avvertito che la situazione stava peggiorando.
Ha descritto alcuni reparti ove il personale sanitario è lasciato ad affrontare il peso della rabbia dei pazienti.
L’assalto ha portato a richieste di pene detentive automatici di delinquenti che attaccano gli operatori sanitari.
Alcuni degli esempi più scioccanti di violenza sono:
Un infermiere ausiliario subito un occhio danneggiato dopo essere stato preso a calci in faccia da un paziente violento;
Un assistente sociale è stato morso e accoltellato nel braccio, il viso e la testa con una penna;
Un lavoratore è stato lasciato debole e senza fiato dopo essere stato preso a calci nel petto;
Una lavoratrice ha avuto una parte dei suoi capelli strappati fuori e stato morso, graffiato e calci;
Un’infermiera ha subito un naso fratturato dopo essere stato un pugno in faccia.
Ieri un paramedico ha subito un labbro tagliato dopo essere stato attaccato da un paziente violento a Londonderry. Un maschio di 23 anni è stato successivamente arrestato con l’accusa di aggressione.
Nei 12 mesi fino lo scorso aprile sono stati segnalati un totale di 6.091 attacchi fisici per il personale attraverso i cinque Aziende sanitarie.
Un ulteriore 116 assalti hanno avuto luogo contro paramedici del Servizio Ambulanza.
2.092 episodi di violenza sono stati segnalati dal Belfast Trust.
L’ex ministro della sanità Edwin Poots, ora membro della Commissione Giustizia dell’Assemblea, ha detto pene detentive dovrebbero essere considerati per i trasgressori violenti.
“Condanna Obbligatorio per gli attacchi contro il personale ospedaliero è una cosa che penso che potremmo prendere in considerazione”, ha detto.
Mr Poots ha detto che non vi era alcuna giustificazione per la violenza.
“Le persone che stanno cercando di aiutare non meritano di essere colpiti, morsi, presi a calci, graffiato o chiamati nomi vili”, ha aggiunto.
“Sono stato testimone, come qualcuno che era in ospedale con un parente e, come ministro della Salute, dove le persone si comportavano spaventosamente.
“Trovo tutto ciò è assolutamente abominevole e inaccettabile, e ci deve essere un atteggiamento di tolleranza zero.”
L’articolo prosegue alla fonte Belfasttelegraph.co.uk
http://www.belfasttelegraph.co.uk/news/northern-ireland/seventeen-attacks-every-day-on-frontline-medics-in-northern-ireland-30997710.html
DECALOGO PER LA PREVENZIONE – CASACLIMA – BALCONI PERICOLOSI
Oltre 20 anni fa, girando per fiere e mercati soprattutto all’estero alla disperata ricerca di prodotti, soluzioni, materiali informativi, insomma strumenti che potessero aiutare chi si occupava di sicurezza sul lavoro, mi sono imbattuto in un segnalibro realizzato da un’associazione giovanile austriaca per l’apprendistato.
Il segnalibro, o meglio i segnalibri che io ho riunito, riportano in maniera schematica 7 principi, ripresi dalla direttiva 89/391 e che noi avremmo poi trascritto nell’art. 3 del D.Lgs. 626/94 (Misure generali di tutela).
La traduzione fatta allora non è del tutto puntuale ma le vignette sono esaustive: (1) Riconoscere il pericolo (2) Valutare il pericolo (3) Eliminare il pericolo (4) Trovare un’alternativa (5) Trovare un dispositivo di sicurezza (6) Protezione individuale (7) Darsela a gambe.
l’articolo segue sul Blog di Franco Mugliari
http://muglialafuria.blogspot.it/2015/02/decalogo-per-la-prevenzione-casaclima.html
LA RIVISTA RLS 2087 CHIUDE L’EDIZIONE CARTACEA E VA SUL WEB ….
“..Quello che state leggendo è l’ultimo numero di 2087. La testata passa sul web, cambiando direzione, all’interno del portale Rassegna.it. Dopo sedici anni di pubblicazioni finisce dunque il giornale con il quale abbiamo cercato di contribuire a far vivere il più importante principio tra quelli che condizionano le possibilità di successo della prevenzione: la partecipazione dei lavoratori….. ”
Questo è l’inizio dell’editoriale con il quale l’attuale gerenza di 2087 si congeda dai lettori di questa importante Rivista su salute e sicurezza. Dopo 16 anni di lavoro questa piccola e molto importante rivista cartacea dedicata alla salute e alla sicurezza nel lavoro si trasferisce sul web.
Dispiace e per certi versi preoccupa la scomparsa di una Rivista cartacea di valore che negli anni ha svolto un ruolo di divulgazione attenta e sensibile alla partecipazione dei soggetti portatori del bene salute.
Preoccupa che questo avvenga in un momento nel quale i lavoratori sono sotto un attacco brutale per togliere loro il diritto fondamentale: la possibilità di partecipare con il proprio punto di vista autonomo al miglioramento della qualità del lavoro e delle loro condizioni di vita nel lavoro.
Il nostro augurio rivolto alla nuova gerenza è quello di continuare il lavoro svolto da 2087 trasferendo sul web il meglio di questa importante esperienza editoriale.
Il web è un altro mondo, un altro ambiente, un altro linguaggio, un altro modo di fare e ricevere informazioni. Il web è rapido ma non sempre è portatore di contenuti frutto di riflessione e di approfondimenti… Il web.2 può offrire spazio alla partecipazione dei Rls ma al contempo può divenire una potente “macchina” riproduttrice di luoghi comuni…
Speriamo che il progetto editoriale via web sia stato progettato con cura e abbia successo: fare un buon portale web che funzioni e sia efficace nella comunicazione per certi versi è più difficile e complicato che fare una rivista cartacea… Lo diciamo con l’esperienza di quasi 20 anni di progettazione e gestione di Diario per la Prevenzione on line.
Un caro saluto, un ringraziamento di cuore ed un abbraccio a Diego Alhaique e a tutta la redazione di 2087 che per 16 anni hanno tenuto aperto un importante spazio d’informazione e produzione di conoscenza che è stato utile per sostenere la partecipazione dei lavoratori nelle iniziative di tutela della propria salute.
L’ULTIMO NUMERO DI 2087
http://www.diario-prevenzione.it/riviste/2087-12-2014-completo.pdf
L’OBBLIGO DATORIALE DI ASSEGNARE IL LAVORATORE A MANSIONI COMPATIBILI COL SUO STATO DI SALUTE
Una recente sentenza della Corte di Cassazione (Cass.Pen.,Sez. 4, 9 ottobre 2014, n. 42235) bene illustra il significato dell’obbligo generale configurato nell’art. 2087 c.c. e di quello speciale definito nell’art. 18, comma 1, lett. c) del D.Lgs. 81/08.
http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4553&Itemid=53
Making occupational illness visible: a call for a coalition between scientists and workers S
Sul sito del Centro di studi in tema di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (ETUI) del Sindacato europeo sono disponibili le presentazioni del seminario tenutosi il 30 gennaio us dal tema “emersione delle malattie legate al lavoro – per una coalizione fra mondo scientifico e lavoratori”
Multi-expositions aux cancérogènes dans les métiers portuaires, Véronique Daubas-Letourneux, Université d’Angers, France (pdf – 1.86 Mb)
Enfermedades Profesionales; los problemas de reconocimiento desde la experiencia de CCOO, Maria José Lopez Jacob, Istas-CCOO (pdf – 644.48 Kb)
Stratégies communes pour rendre visible la maladie professionnelle, José Antonio Iglesias Vázquez, CCOO Asturias, Espagne (pdf – 607.31 Kb)
Enquête sur les conditions de travail.De la recherche active des maladies d’origine professionnelle à l’initiative syndicale pour améliorer la prévention, Marco Bottazzi, Inca, Italie (pdf – 935.33 Kb)
Mobilisation syndicale autour de la problématique des TMS dans le secteur du nettoyage, Maxime Coopmans, C-DAST, Belgique (pdf – 107.62 Kb)
Connecting compensation and prevention of occupational diseases, Marian Schaapman, Bureau Beroepziekten, The Netherlands (pdf – 457.89 Kb)
Lessons of prevention from victims of occupational accidents and occupational diseases, Wim Eshuis, De Burcht, The Netherlands (pdf – 188.65 Kb)
Saint-Nazaire dockers battle for health, Hesamag 10, 2014 (pdf – 340.13 Kb)
Dutch FNV union makes employers pay up for work-related diseases, HesaMag 7, 2013 (pdf – 582.81 Kb)
MSDs – action-oriented research helps unions to break the silence, HesaMag 2, 2010 (pdf – 124.13 Kb)
http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4552&Itemid=2
Questi sono primi effetti del Jobs Act: lettere minacciose a lavoratori e lavoratrici che si sono assentati/e a causa di patologie gravi. Una platea vasta di uomini e donne, in particolare persone che si sono ammalate anche a causa del lavoro stanno ricevendo in questi giorni lettere intimidatorie di questo tipo. Alcuni di questi lavoratori sono ancora sotto chemioterapia o in convalescenza dopo interventi chirurgici … Questa è la nuova civiltà del lavoro permessa dal Jobs Act ? editor
Dalle verifiche effettuate, a fronte di un tasso di assenteismo complessivo rilevato nel sito di ***** significativamente più elevato rispetto a quello riscontrabile presso gli altri siti produttivi del Gruppo **** e, in generale, tra le aziende del settore, e’ emersa un sua presenza al lavoro del tutto discontinua, caratterizzata da ripetute assenze di breve periodo, imputate a titoli diversi, potenzialmente tali da determinare un oggettivo impedimento alla possibilità di un utile impiego della sua prestazione lavorativa.
segue firma del responsabile “risorse umane”
http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4551&Itemid=53
Il medico competente: tra conflitti di interessi e autonomia
In risposta alla Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurgi e Odontoiatri, la Commissione per gli Interpelli istituita presso il Ministero del lavoro con gli Interpelli n. 27/2014 e 28/2014 del 31 dicembre 2014 (in Bollettino ordinario ADAPT, n. 1/2015) ribadisce, rispettivamente, il divieto per i medici assegnati ad uffici che svolgono attività di vigilanza di svolgere l’attività di medico competente, anche nel caso in cui l’Asl sia convenzionata con un datore di lavoro per l’esecuzione della sorveglianza sanitaria ai sensi dell’art. 39, comma 2, lettera a e l’obbligo da parte del datore di lavoro di garantire al medico competente le condizioni necessarie per svolgere i suoi compiti in autonomia.
La Federazione torna a interpellare la Commissione a distanza di qualche mese (Interpello n. 5/2014 del 27 marzo 2014) sul ruolo delmedico competente, figura definita all’art. 2 del Testo Unico sulla Sicurezza e Sicurezza sul Lavoro a cui è attribuito un ruolo, anche in termini operativi, di grandissima importanza e rilevanza nello svolgimento di accertamenti e di attività di prevenzione primaria, affiancando da esperto sanitario e collaborando con il datore di lavoro all’interno della struttura aziendale.
http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4550&Itemid=2
Autore dprev12Scritto il 25 febbraio 2015 25 febbraio 2015 Categorie condizioni di lavoro,equità sociale,norme e sanzioni,salute e giustizia sociale,salute sicurezza lavoro
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