Source: http://www.inps.it/portale/default.aspx?itemdir=6150
Timestamp: 2013-05-19 12:56:05+00:00
Document Index: 51565088

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 2', 'art. 72', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 59']

Indennizzo per attività commerciale Home > Informazioni> Approfondimenti > Pensioni > Pensioni da contributi > Indennizzo per attività commerciale Salta il menu di navigazione del canale
L'art. 19 ter, comma 1, della Legge 28 gennaio 2009, n. 2 ha stabilito che l'indennizzo per la cessazione definitiva dell'attività commerciale può essere concesso per il periodo dal 1.1.2009 al 31.12.2011 a coloro che sono in possesso dei requisiti previsti dal Decreto Legislativo 28 marzo 1996, n. 207 (Circ. 50 del 3 aprile 2009).
Il diritto all'indennizzo era già stato riconosciuto per i periodi:
dal 1.1.1996 al 31.12.1998 in applicazione del disposto di cui all'art. 2, comma 1, del Decreto Legislativo 28 marzo 1996, n. 207 (Circ. 111 del 25 maggio 1996); dal 1.1.2002 al 31.12.2004 secondo quanto previsto dall'art. 72, comma 1, della legge 28 dicembre 2001, n. 448 (Circ. 20 del 21 gennaio 2002); dal 1.1.2005 al 31.12.2007 dall'art. 1, comma 272, della Legge 30 dicembre 2004, n. 311 (Circ. 35 del 24 febbario 2005). L'indennizzo è:
incompatibile con qualsiasi attività di lavoro sia dipendente sia autonoma; compatibile con altri trattamenti pensionistici di cui il richiedete è titolare, sia diretti sia indiretti (Circ. 20 del 21 gennaio 2002). Il periodo di godimento dell’indennizzo, da computare nella gestione commercianti, è utile ai soli fini del conseguimento dei requisiti di assicurazione e di contribuzione per il diritto a pensione sia diretto (pensione di vecchiaia, anzianità, inabilità, assegno ordinario di invalidità) sia indiretto (pensione ai superstiti) (Circ. 20 del 21 gennaio 2002).
i titolari o coadiutori di attività commerciale al minuto in sede fissa, anche abbinata ad attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande; i titolari o coadiutori di attività commerciale su aree pubbliche; gli esercenti attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande; gli agenti e rappresentanti di commercio (Circ. 39 del 18 febbraio 1998). N.B.: I soggetti destinari della normativa sono individuati dall'art. 1 del Decreto Legislativo 28 marzo 1996, n. 207 e, succevamente, dall'art. 59, comma 58, della Legge 27 dicembre 1997, n. 449 (Circ. 35 del 24 febbraio 2005).
ha compiuto 62 anni di età, se uomo, o 57 anni di età, se donna; è iscritto, al momento della cessazione dell’attività, per almeno 5 anni, come titolare o coadiutore, nella Gestione speciale commercianti. CONDIZIONI
Per poter ottenere l'indennizzo, nel periodo dal 1.1.2009 al 31.12.2011, l'assicurato deve:
cessare definitivamente l’attività commerciale; riconsegnare al Comune l’autorizzazione per l’esercizio dell’attività commerciale al minuto ovvero quella per l’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande ovvero entrambe nel caso di attività abbinata.Se l'attività commerciale è stata avviata con la legge di riforma (D.Lgs 114/1998) devono comunicare al Comune la cessazione dell’attività con l'apposito mod. COM 1. Inoltre il titolare dell'attività deve aver effettuato la cancellazione:
dal registro delle imprese presso la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura; dal registro degli esercenti il commercio presso la Camera di commercio, industria, artiginato e agricoltura per l’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande; dal ruolo provinciale istituito presso la Camera di commercio,industria, artigianato e agricoltura per gli agenti e rappresentanti di commercio. N.B.: Coloro che esercitano attività di commercio al minuto non devono più iscriversi obbligatoriamente al registro degli esercenti il commercio (REC) dal 24 aprile 1999 e, pertanto, da tale data viene anche a decadere l'obbligo della cancellazione.
Deve essere presentata, entro il 31.1.2012, presso la sede Inps territorialmente competente per residenza, utilizzando il modulo appositamente predisposto (Mod. IND COM/207-448).
La domanda può essere presentata direttamente ovvero inviata per posta, possibilmente a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento.
Il richiedente può, inoltre, rivolgersi ad un qualsiasi Ente di Patronato che lo assisterà gratuitamente per la compilazione e la presentazione della domanda.
Devono essere ritenute valide, comunque, anche le domande che non sono state presentate con il modulo predisposto.
la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà; autocertificazione rilasciata ai sensi del DPR n. 445/2000, sostitutiva dello stato di famiglia; il modello di richiesta di pagamento della pensione tramite Istituto di credito ovvero Poste Italiane; il modello concernente il diritto alle detrazioni d'imposta. Deve essere inoltre allegata la documentazione comprovante:
la cessazione definitiva dell'attività commerciale; l'avvenuta riconsegna dell'autorizzazione per l'esercizio dell'attività commerciale al minuto ovvero dell'autorizzazione per l'attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande ovvero di entrambe in caso di attività abbinata; la cancellazione del titolare dell'attività dal registro degli esercenti attività di commercio (REC) se l'attività si riferiva alla somministrazione al pubblico di alimenti e bevande; la cancellazione del titolare dell'attività dal ruolo degli agenti e rappresentanti di commerico. N.B.: I lavoratori che hanno avviato l'attività commerciale dopo la legge di riforma (D. Lgvo 114/1998) devono presentare la dichiarazione rilasciata dal Comune dalla quale si può rilevare la data di avvenuta cessazione dell'attività.
Le sedi Inps, competenti per residenza, devono effettuare gli adempimenti di istruttoria e definizione della domanda.
In caso di accoglimento procedono alla liquidazione dell'indennizzo e lo mettono in pagamento con le modalità richieste dall'assicurato.
In caso di reiezione della domanda, e solo in questo caso, sono tenute a trasmettere al Comitato amministratore dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attività commerciale una apposita scheda istruttoria (circ. 159 del 16 dicembre 2004) .
N.B.: Le Direzioni Regionale devono trasmettere alla Direzione Centrale Pensioni, per l'inoltro al Comitato Amministratore, il prospetto delle domande accolte e respinte.
Il prospetto deve essere compilato a cura delle Sede con scadenza bimestrale.
In caso di ricorso presentato a seguito di reiezione, la competenza a decidere, in via definitiva, spetta al predetto Comitato amministratore.
dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda, se risultano perfezionati tutti i requisiti richiesti (compresa la cancellazione definitiva dell'attività commerciale); fino alla decorrenza (cosiddetta finestra) della pensione di vecchiaia (circ. n. 50 del 3 aprile 2009). N.B.: L'indennizzo concesso in applicazione della previgente normativa è riconosciuto:
fino al mese di compimento dei 65 anni di età, per gli uomini, e di 60 anni di età, per le donne, se già scaduto alla data del 29 gennaio 2009 (data di entrata in vigore del Decreto Legge 29 novembre 2008, n. 185); fino alla decorrenza della pensione di vecchiaia se ancora in essere alla data del 31 gennaio 2009 (circ. n. 50 del 3 aprile 2009). Cessa dal primo giorno del mese successivo alla ripresa dell'attività lavorativa, subordinata o autonoma.
N.B.: Il titolare di indennizzo è tenuto a comunicare entro 30 giorni la ripresa dell'attività lavorativa.
Con le stessa modalità previste per la generalità dei trattamenti pensionistici, l'indennizzo è:
assoggettato a tassazione (Circ. 8 del 14.gennaio 1999); pagato all'avente diritto. PARTICOLARITÀ
Sulla liquidazione dell'indennizzo non è prevista:
la concessione di interessi legale nè rivalutazione monetaria; l'applicazione di trattenute sindacali; l'erogazione di trattamenti di famiglia. Leggi questo articolo in formato PDFTorna su all'inizio del contenuto. Contenuti correlati