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Timestamp: 2018-10-20 14:02:05+00:00
Document Index: 138497193

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art.4', 'art.5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8']

Piano Casa Regione Lazio - PDF
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Evangelista Cappelletti
1 Legge Regionale 11 agosto 2009, n. 21 Piano Casa Regione Lazio Misure straordinarie per il settore edilizio ed interventi per l edilizia residenziale sociale 1
2 PRINCIPALI CONTENUTI: Interventi di ampliamento degli edifici residenziali e non residenziali; Interventi di sostituzione edilizia con demolizione e ricostruzione degli edifici; Programmi integrati per il ripristino ambientale; Programmi integrati per il riordino urbano e delle periferie. 2
3 Ricadute economiche per il Lazio (previsioni CRESME per ampliamenti e demolizioni/ricostruzioni) Settore residenziale: 7 milioni di mc per 2,8 miliardi di euro di Investimenti Settore non residenziale: mq per 42 milioni di euro di Investimenti 3
4 Entrata in vigore della Legge Tempistica 5 settembre 2009 Presentazione delle domande A partire dal 4 dicembre
5 I Comuni, entro 90 giorni dalla entrata in vigore della Legge possono individuare ambiti del proprio strumento urbanistico nei quali limitare o escludere gli interventi (il termine è il 4 dicembre 2009). Via Ostiense, 131/L-tel.(06) fax (06) Roma 5
6 DIA e domande di concessione del permesso di costruire devono essere presentate entro il termine di 24 mesi dal 4 dicembre
7 Aree escluse dall applicazione della legge I centri storici comunali; Le aree naturali protette; Le zone a rischio di esondazione; Le zone sottoposte a vincolo di inedificabilità assoluta; Le fasce di rispetto dei territori costieri, dei fiumi e dei laghi. 7
8 Edifici ammessi Edifici per cui è stata presentata la dichiarazione di fine lavori o che risultino ultimati al 5 settembre 2009; Edifici per cui è stato rilasciato il titolo edilizio abilitativo in sanatoria entro il 4 dicembre 2011; 8
9 INTERVENTI DI AMPLIAMENTO DEGLI EDIFICI RESIDENZIALI E NON RESIDENZIALI (art. 3) Sono ammessi gli edifici a destinazione residenziale, uni-plurifamiliari: Di volumetria non superiore a mc; Sono ammessi gli edifici a destinazione non residenziale: Di volumetria non superiore a mq; 9
10 Limiti dimensionali dell ampliamento: Nel caso di edifici residenziali, in deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici ed edilizi comunali vigenti, sono consentiti interventi di ampliamento nei limiti massimi del 20% della volumetria esistente o della superficie utile. Incremento complessivo massimo, per l intero edificio: 200 mc ovvero 62,5 mq 10
11 Non Residenziale Nel caso di edifici non residenziali, in deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici ed edilizi comunali vigenti, sono consentiti interventi di ampliamento nei limiti massimi del 10% della volumetria esistente o della superficie utile. Sono ammessi gli edifici a destinazione non residenziale per l artigianato, la piccola industria e gli esercizi di vicinato (superficie di vendita max 150 mq nei comuni fino a abitanti e max 250 mq negli altri comuni). 11
12 Gli ampliamenti sono consentiti soltanto: In adiacenza al corpo di fabbrica dell edificio, con esclusione della sopraelevazione; Nel rispetto delle distanze e delle altezze previste dalla norma vigente; In edifici dotati di classificazione antisismica, nei casi di zone classificate a rischio sismico 1 e 2 (in caso di edifici realizzati successivamente a tale classificazione). 12
14 Gli ampliamenti sono consentiti a condizione che: L intero edificio sia adeguato alla normativa antisismica; Siano realizzati nel rispetto della normativa statale e regionale in materia di sostenibilità energetico-ambientale e bioedilizia; Sia predisposto il fascicolo del fabbricato; NON PIU VALIDO! Non siano realizzati su edifici abusivi. 14
15 Opere di urbanizzazione primaria e secondaria: La realizzazione degli ampliamenti è subordinata: All esistenza delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, ovvero al loro adeguamento, in relazione al maggior carico urbanistico, nonché dei parcheggi pertinenziali; Per le opere di urbanizzazione secondaria, qualora venga comprovata l impossibilità del loro adeguamento, i titoli edilizi abilitativi sono subordinati al pagamento, oltre che degli oneri concessori, di un contributo straordinario proporzionale al valore delle opere stesse, pari al 50% del valore degli oneri corrispondenti, secondo quanto stabilito con apposita deliberazione del Comune. 15
16 NOTE per il caso di edifici non residenziali: L intervento è subordinato all installazione e al miglioramento dei sistemi di abbattimento degli inquinanti, al monitoraggio delle emissioni, al risparmio energetico e allo studio di materiali e procedure innovative che possano ridurre l impatto ambientale. 16
17 NOTA: I premi di cubatura sono aumentati nelle zone a più alto rischio sismico (1 e 2), per favorire gli interventi di messa a norma: Ampliamenti estesi fino al 35% per il residenziale; Ampliamenti estesi fino al 20% per il non residenziale. 17
18 ADEMPIMENTI DEI COMUNI: In caso di impossibilità di adeguamento delle opere di urbanizzazione secondaria, determinazione di un contributo straordinario pari al 50% dell importo degli oneri concessori; Individuazione di nuove aree per l adeguamento degli standard urbanistici (prevalentemente contermini alle zone dove ricadono gli interventi); Facoltà di ridurre fino al 30% gli oneri derivanti dal costo di costruzione; PRIMA CASA: facoltà di riduzione fino al 30% del contributo degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria. 18
19 SOTTOTETTI: E esclusa la possibilità di sopraelevazione, con due eccezioni: Interventi previsti dall art. 3, comma 1, lettera f, l.r. 13/2009 sul recupero a fini abitativi dei sottotetti esistenti, la quale consente modificazioni delle altezze di colmo e di gronda, nonché delle linee di pendenza delle falde, unicamente al fine di assicurare i parametri fissati dalla stessa legge. Realizzazione del tetto con pendenza massima delle falde pari al 35%, con contestuale utilizzo del relativo sottotetto. 19
20 INTERVENTI DI SOSTITUZIONE EDILIZIA CON DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE (art.4) In deroga agli strumenti urbanistici ed edilizi comunali vigenti sono consentiti interventi di sostituzione edilizia con demolizione e ricostruzione degli edifici a destinazione residenziale per almeno Il 75%. L ampliamento è consentito entro il limite del 35% della volumetria o della superficie utile esistente; 20
21 NOTA: Se la demolizione sarà realizzata tramite un concorso di progettazione il premio di cubatura sale al 40%, a patto che l intervento sia realizzato sulla base Del progetto vincitore del concorso. 21
22 La realizzazione degli interventi di demolizione/ricostruzione è subordinata: All esistenza delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria ovvero al loro adeguamento in relazione al maggior carico urbanistico, e dei parcheggi pertinenziali; Alla realizzazione di interventi di piantumazione di essenze arboree e vegetazionali che interessino almeno il 25% dell area di pertinenza dell intervento; Alla predisposizione del fascicolo del fabbricato. NON PIU! 22
23 Condizione per gli interventi di demolizione e ricostruzione degli edifici L altezza degli edifici non può superare l altezza massima degli edifici contermini; Deve essere mantenuto il rispetto delle distanze previste dalla normativa vigente; Gli edifici devono essere ricostruiti in conformità alla normativa antisismica; Rispetto della normativa statale e regionale in materia di sostenibilità energetico-ambientale e di bioedilizia. 23
24 ADEMPIMENTI DEI COMUNI: PRIMA CASA: facoltà di riduzione fino al 30% del contributo degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria. 24
25 INTERVENTI DI RECUPERO DEGLI EDIFICI ESISTENTI (art.5) In deroga agli strumenti urbanistici ed edilizi comunali vigenti sono consentiti: Interventi di recupero per fini residenziali dei volumi accessori degli edifici ammessi, a destinazione residenziale per almeno il 75%, con volumetria non superiore a 1.000mc, limitatamente al 20%, fino a max 200mcovvero 62,5mq; Interventi di recupero di parti accessorie degli edifici ammessi, a destinazione prevalentemente residenziale, ubicati in zone urbanisticamente destinate all agricoltura, a favore del coltivatore diretto e dell imprenditore agricolo e/o loro eredi. 25
26 La realizzazione degli interventi di recupero degli edifici esistenti è subordinata: All esistenza delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria ovvero al loro adeguamento in relazione al maggior carico urbanistico; Al rispetto della normativa statale e regionale in materia di sostenibilità energetico-ambientale e bioedilizia. 26
27 SEMPLIFICAZIONE DELLE PROCEDURE (art. 6) Per avviare i lavori è sufficiente una dichiarazione di inizio attività (DIA). Nel caso di interventi straordinari di sostituzione edilizia con demolizione e ricostruzione che interessino un immobile con volume superiore a mc si dovrà richiedere il permesso di costruire. ONERI CONCESSORI: è facoltà dei Comuni ridurre fino al 30% gli oneri derivanti dal costo di costruzione. 27
28 PROGRAMMI INTEGRATI PER IL RIPRISTINO AMBIENTALE (art. 7) FINALITA : riqualificare e recuperare i territori ad elevata valenza naturalistica, ambientale e culturale. STRUMENTO: programmi integrati finalizzati al ripristino ambientale ed all incremento della dotazione di standard urbanistici, mediante la demolizione di porzioni di tessuti edilizi o di singoli edifici legittimamente realizzati in aree sottoposte a vincoli ambientali, paesaggistici e in aree naturali protette. 28
29 SOGGETTI ATTUATORI DEI PROGRAMMI I Comuni, sulla base di iniziative pubbliche o private, anche su proposta di consorzi, imprese e cooperative con documentata capacità tecnico organizzativa ed economica adeguata all importo dei lavori oggetto della proposta. 29
30 Contenuti dei Programmi Integrati (1) Lademolizione, a carico dei proprietari, delle porzioni di tessuti edilizi o dei singoli edifici e la cessione a titolo gratuito al Comune dell area oggetto del ripristino ambientale e della riqualificazione stessa. 30
31 Contenuti dei Programmi Integrati (2) La traslazione, previa localizzazione, delle volumetrie degli edifici demoliti in altre aree esterne, facendo ricorso anche al cambio di destinazione d uso rispetto agli edifici demoliti, alla modifica delle destinazioni urbanistiche vigenti ed all aumento della capacità edificatoria. 31
32 Contenuti dei Programmi Integrati (3) Incremento premiale fino al 50% del volume degli edifici demoliti. NOTA: l incremento premiale è esteso fino al 60% per i soli comuni del litorale marittimo, a condizione che la nuova destinazione sia turistico-ricettiva. 32
33 Contenuti dei Programmi Integrati (4) Gli interventi previsti dal programma integrato devono essere realizzati nel rispetto di quanto previsto dalla normativa statale e regionale in materia di sostenibilità energetico-ambientale e di bioedilizia. 33
34 Contenuti dei Programmi Integrati (5) I Comuni individuano, con deliberazione del Consiglio Comunale, gli ambiti destinati al ripristino ambientale e quelli destinati ad accogliere gli interventi di ricostruzione con riferimento allo strumento urbanistico vigente, con esclusione dei centri storici e delle zone a destinazione agricola. 34
35 PROGRAMMI INTEGRATI PER IL RIORDINO URBANO E DELLE PERIFERIE (art. 8) FINALITA : riqualificare gli ambiti urbani e le periferie con presenza di funzioni eterogenee e di tessuti edilizi disorganici o incompiuti, nonché di edifici isolati a destinazione industriale dismessi, parzialmente inutilizzati o degradati. STRUMENTO: programmi integrati finalizzati all incremento degli standard urbanistici ed al riordino del tessuto urbano. 35
36 Contenuti dei Programmi Integrati (1) Interventi di sostituzione edilizia; Modifiche di destinazione d uso di aree e di immobili; Incremento fino al 40% della volumetria o superficie demolita. 36
37 Contenuti dei Programmi Integrati (2) La ristrutturazione urbanistica deve prevedere: Dotazione straordinaria degli standard urbanistici e delle opere di urbanizzazione primaria; Una quota destinata ad edilizia residenziale sociale. 37
38 NOTA: Gli interventi sugli edifici a destinazione industriale devono essere dimensionati esclusivamente sulla base della superficie esistente demolita. 38
39 Contenuti dei Programmi Integrati (3) Gli interventi previsti dal programma integrato devono essere realizzati nel rispetto di quanto previsto dalla normativa statale e regionale in materia di sostenibilità energetico-ambientale e di bioedilizia. 39
40 Contenuti dei Programmi Integrati (4) I Comuni, con deliberazione del Consiglio Comunale, individuano, con riferimento alle destinazioni dello strumento urbanistico vigente, gli ambiti territoriali nei quali realizzare gli interventi previsti. 40
Guida al PIANO CASA della Regione LAZIO (aggiornata a luglio 2017) Il Piano Casa della Regione Lazio è scaduto il 31 maggio 2017. Al suo posto sono state adottate le misure strutturali e a tempo indeterminato
1 di 20 30/10/2014 10:26 L.R. 11 Agosto 2009, n. 21 Misure straordinarie per il settore edilizio ed interventi per l'edilizia residenziale sociale (1) CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 (Oggetto e finalità)
Legge Regionale 11 Agosto 2009, n. 21. Misure straordinarie per il settore edilizio ed interventi per l'edilizia residenziale sociale.
Legge Regionale 11 Agosto 2009, n. 21. Misure straordinarie per il settore edilizio ed interventi per l'edilizia residenziale sociale. (BUR N. 31 del 21 agosto 2009) CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Art.1
L.R. 11 Agosto 2009, n. 21 Misure straordinarie per il settore edilizio ed interventi per l'edilizia residenziale sociale (1) CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 (Oggetto e finalità) 1. La presente legge,
OGGETTO: DETERMINAZIONE AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16/07/2009 N. 13 - "AZIONI STRAORDINARIE PER LO SVILUPPO E LA RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO EDILIZIO ED URBANISTICO DELLA LOMBARDIA". IL CONSIGLIO