Source: http://www.ibotridighiaccioforte.com/news.asp
Timestamp: 2018-03-20 03:37:03+00:00
Document Index: 109840951

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 3', 'art. 4', 'art.6', 'art. 22', 'art. 19']

>> Moonlight Wine Co
>> La Giunta Comunale di Scansano delibera la Denominazione Comunale del vino DE.CO.
>> Pesticidi colposi
>> Uva: i risultati della indagine sui pesticidi
>> Si alle sperimentazioni ma solo con regole certe
>> Nuovo prodotto di origine naturale come alternativa alla SO2
>> Presentato il progetto Orwine per la regolamentazione del vino bio in Europa
>> Un premio Nimby alla provincia di Siena
>> Pagamento Agroambientale a chi usa pesticidi
>> La follia del pomodoro viola
>> Nanotecnologia nella alimentazione e in agricoltura
>> Ogm all assalto della agricoltura biologica
>> Greenpeace: OGM possono compromettere la capacità riproduttiva
>> Orwine, organic viticulture and wine making
>> Perchè no agli Ogm
>> Vino biologico, in vino veritas.
>> Perché sì all’agricoltura sostenibile?
>> Orwine verso vinificazione biologica
>> Gordon Brown e altri leader UE pro ogm
>> Il vino contiene pesticidi
>> Viticoltura Biologica in Toscana
>> Cibi vivi,naturali, biologici, fitonutrienti
>> Progetto Archeovino
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Bioarchitettura in Ghiaccioforte
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Ombelico della Maremma
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La Giunta Comunale ha approvato i criteri per la creazione di un marchio collettivo a Denominazione Comunale ( DE.CO.ibotri.blogspot.com/2009/11/vino-denominazione-comunale-nero-di.html) leggi la delibera n.108/2009 www.comune.scansano.gr.it/deco/deco_del.pdf - leggi l'allegato del Vino a Denominazione comunale Bianco di Scansano www.comune.scansano.gr.it/deco/deco_all_a.pdf - leggi l'allegato del Vino a Denominazione Comunale Nero di Scansano www.comune.scansano.gr.it/deco/deco_all_b.pdf .
Che cosa è la Denominazione Comunale? La DE.CO. è un censimento, realizzato dal Comune, delle produzioni artigianali ( agricole o di altra natura) presenti sul proprio territorio. Il censimento è voluto dal comune che dà mandato alla giunta di realizzarlo. Alla fine degli anni Cinquanta Luigi Veronelli inizia a valutare l'opportunità che certi prodotti siano denominati attraverso la dizione del Comune dove vengono alla luce, nel luglio 1999 egli lancia, in sede A.n.c.i. l' idea che i Comuni posasano valorizzare il proprio territorio attraverso le produzioni agricole e artigianali. nell'ottobre 2001 il parlamento italiano approva la legge costituzionale 3 che rende possibile legiferare agli Enti locali per materia di pertinenza locale. Nel giugno 2002 viene approvata nel bresciano, su proposta di Riccardo Lagorio, la prima Denominazione comunale. Nel maggio 2005 il ministro Giovanni Alemanno dichiara che ciascun Comune può dotarsi della DE.CO.
Si tratta di un censimento utile a fotografare un territorio, la De.CO. quindi non tutela il manufatto nei confronti di Paesi Terzi, (del resto neache per i prodotti a denominazione europea vi è questa tutela).La De.Co.non è incompatibile con le Denominazione europee ( DOP, IGP), è uno strumento per valorizzare le ricchezze di un territorio, in particolare i giacimenti enogastronomici ( vino in questo caso). La De.CO. precisa come un prodotto viene elaborato e può valorizzare metodi tradizionali al fine di accrescere il senso di appartenenza di una comunità. Attraverso le DE.CO si certifica la provenienza di ogni prodotto della terra, si contrasta il tentavivo comunitario di annullare i giacimenti gastronomici a favore dei prodotti industriali, si consente ai comuni la facoltà di valorizzare le proprie risorse nel campo dei prodotti dell'agricoltura e dei suoi trasformati, si restituisce agli abitanti le ricchezze del territorio.
Il minimo comune denomitare delle DE.CO. è la tracciabilità-origine del prodotto, la preservazione della biodiversità, il conseguente contrasto agli alimenti OGM, la valorizzazione per i prodotti alimentari della pratica contadina-artigianale dell'interamente ottenuto contro quella industriale dell'ultima trasformazione, una proposta che ha un indirizzo libertario.
Vino bianco di Scansano a Denominazione Comunale
Il parlamento europeo, con 624 voti a favore, 13 contro e 10 astenuti, ieri ha vietato l'uso di 22 pesticidi tossici (erbicidi, fungicidi e insetticidi) considerati a tutti gli effetti cancerogeni o «perturbatori» del sistema endocrino e riproduttivo. Un passo in avanti, se si considera che si è arrivati a votare il testo e a stilare la lista nera delle sostanze proibite dopo una lunga battaglia contro giganti dell'agrochimica come Bayer e Basf.«Gli ambientalisti hanno saputo resistere collettivamente a pressioni enormi», spiega Monica Frassoni, copresidente dei Verdi al parlamento europeo. Ma ancora insufficiente, poiché si tratta di appena 22 sostanze su 500 (meno del 5%), mentre gli industriali del settore fitosanitario avevano promesso la sospensione del 40% delle sostanze ritenute tossiche ..www.ilmanifesto.it/archivi/terra-terra/pezzo/496e127946407/
Le analisi effettuate sui campioni prelevati in Italia tornano a confermare i risultati denunciati da Legambiente ogni anno con l'indagine "Pesticidi nel Piatto": nonostante i passi avanti realizzati dalla nostra agricoltura negli ultimi anni sono ancora troppi i prodotti chimici utilizzati e quindi numerosi i campioni contaminati che, seppur quasi sempre al di sotto dei limiti di legge, destano preoccupazione perché con presenza contemporanea di diversi pesticidi sullo stesso campione.Da un articolo tratto dawww.legambienteonline.it/news2008/uva.htm
Pomodoro, mais, barbabietola da zucchero, tutti prodotti made in Italy. E tutti rigorosamente Ogm. Sembrerà strano ma la presenza di piante geneticamente modificate nel nostro paese non è una novità, visto che campi sperimentali di Ogm si sono alternati in tutta la penisola per anni, almeno dal 1992, da quando l'azienda Ciba-Geigy inoltrò la prima richiesta di autorizzazione. Da allora sono state ben 279 le notifiche di colture transgeniche e 16 quelle di microrganismi Ogm, benché non tutte si siano poi effettivamente materializzate in campi.www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20090102/pagina/10/pezzo/238508/
Nuovo prodotto di origine naturale come alternativa alla SO2
Ricercatori del NAGREF di Atene (Istituto Nazionale d’Investigazioni Agrarie) hanno studiato un estratto di rafano nero (Raphanus niger) per le sue potenzialità come alternativa naturale all’anidride solforosa utilizzata in enologiawww.infowine.com/default.asp
Presentato il progetto Orwine per la regolamentazione del vino bio in Europa
Presentato il progetto Orwine per la regolamentazione del vino bio in Europa Orwine è cofinanziato dalla Comunità europea e ha come obiettivo lo sviluppo della normativa europea sulla vinificazione biologica. È stato presentato a Bruxelles, presso il Comitato Permanente Agricoltura Biologica della Commissione Europea (Scof) il progetto Orwine, relativo alla regolamentazione del vino biologico nella Ue. La presentazione è stata condotta da Cristina Micheloni, coordinatrice scientifica dell’Associazione Italiana Agricoltura Biologica, e coordinatrice europea del progetto. www.infowine.com/default.asp.
Un premio Nimby alla provincia di Siena
L’inceneritore di Poggibonsi, inaugurato il 25 settembre scorso, è valso alla provincia di Siena il premio Pimby, neo acronimo supplichevole per “Please in my Backyard!” che detto in italiano suona: “per favore favoriscano dietro a casa!”, in contrasto con l’inospitale, ma oh quanto più diffusa, sindrome Nimby: “non nel mio cortile!”. Nimby è l’acronimo che i sostenitori del “fare” affibbiano a chiunque abbia una qualche velleità di criticare i loro piani di espansione – e deturpazione - territoriali, con una figura retorica che consiste nel negare un aspetto (il dove - “non qui ma altrove”), per sottintendere un soggetto (l’opera) come se fosse già fatto reale, ineluttabile e imminente, invece che una delle tante ipotesi future. Come se il fatto di cui trattasi – nella fattispecie l’inceneritore - fosse (stato) l’unico possibile e che non volerlo dietro a casa fosse (stato) miope e irresponsabile. Come se i cittadini non fossero ansiosi di proporre alternative valide, praticabili e sostenibili per la collettività. Come se dette alternative valide non esistessero (
).Da un articolo di N.Forchieri tratto da www.comedonchisciotte.org/site/modules.php
Pagamento Agroambientale a chi usa pesticidi
I nostri bambini muoiono di cancro il doppio che in Europa, insieme alle Api... e con il Pagamento Agroambientale erogato a chi impiega pesticidi chimici scientificamente Inutili !!! Pubblichiamo un commento di Giuseppe Altieri, agronomo fitopatologo sul tema.
La limitazione del rame in agricoltura biologica ha un senso, in quanto è accompagnata dal divieto di utilizzo di prodotti chimici di sintesi... ed è necessario mantenere il limite attuale di utilizzo medio di 6 kg/ha, che corrisponde praticamente alla quantità di rame che viene asportata dai terreni con il raccolto dei prodotti, o poco più.
In particolare, I disciplinari di Produzione Integrata devono essere basati sulla applicazione prioritaria dei mezzi di "sostituzione" degli inputs chimici, al fine di erogare il Pagamento Agroambientale corrispondente ai maggiori costi, come previsto dalle norme comunitarie e dalla sentenza n. 3 / 2005 della Corte dei Conti UE, che dichiara impossibili i controlli basati su semplici "limitazioni di trattamenti chimici" in quanto non verificabili. Alcune Decine di Migliaia di Milioni di € sono stati sperperati dalle Regioni Europee per fittizie riduzioni di Concimi e antiparassitarie e diserbanti chimici, a partire dal Reg. 2078 del 1992, limitando a delle elemosine i Pagamenti Agroambientali per gli agricoltori biologici, ovvero non sufficienti a compensare le riduzioni di raccolto e maggiori costi più il 20% di costi di transazione,così come previsto dai regolamenti comunitari per il beneficio sociale dell?Agricoltura Biologica. Sono stati presentati in tal senso ricorsi degli agricoltori sui Piani di Sviluppo rurale delle regioni Marche, Toscana, Umbria e Campania 2007-2013, che prevedono enormi risorse Agroambientali (circa 50.000 milioni di € a livello europeo).
L'autorizzazione all'impiego dei pesticidi chimici dev'essere data da un tecnico indipendente, nell'ambito dell'Assistenza prevista dai PSR Regionali e con l'introduzione della Ricetta per la vendita di tali prodotti. La proposta di legge dorme in parlamento, dai tempi del referendum del 1992... nel silenzio generale degli ecologisti. Mentre i Consorzi Agrari di cui la Coldiretti è proprietaria di una bella percentuale, continuano a fare affari sulla pelle degli agricoltori e dei consumatori.
La follia del pomodoro viola
Pubblichiamo un articolo del dottor Paolo Girotto, autore di "Dna ed eugenetica"www.disinformazione.it/pomodoro_viola.htm
Nanotecnologia nella alimentazione e in agricoltura
Nanotecnologia nel nostro piatto, pubblichiamo un articolo tratto da www.comedonchisciotte.org/site/modules.php
Ogm all assalto della agricoltura biologica
Pubblichiamo un articolo di Carlo Petrini www.ilnuovomondo.it/artogmbiologicopetrini.htm
Greenpeace: OGM possono compromettere la capacità riproduttiva
Un'alimentazione a base di organismi geneticamente modificati potrebbe compromettere la capacità riproduttiva.
E' quanto sostiene uno studio pubblicato dal governo austriaco, di una delle pochissime analisi
di lungo termine mai condotte sul tema.
tratto da http://www.greenplanet.net del 12 novembre 2008
Orwine, organic viticulture and wine making
Orwine, organic viticulture and wine making www.orwine.org/default.asp
Rapporto dell''ISP (Independent Science Panel - no unito le loro forze per costituire un gruppo di ricerca indipendente sugli OGM, presentato ufficialmente nel corso di un incontro pubblico tenutosi a Londra il 10 maggio 2003, incontro a cui hanno partecipato il ministro britannico dell'ambiente Michael Meacher e altre 200 persone.
on @)
Vino biologico, in vino veritas.
Un contributo per chiarire i vantaggi del vino biologico e la sua bontà
http: //www.toscanabiologico.it/index2.php?option=com_content&do_pdf=1&id=107
Perché sì all’agricoltura sostenibile?
1. Produttività e rese maggiori, soprattutto nel terzo mondo
- 8,98 milioni di agricoltori hanno adottato pratiche agricole sostenibili, per un totale di 28,92 milioni di ettari così coltivati in Asia, America latina e Africa; i dati, scientificamente affidabili, raccolti da 89 progetti dimostrano che queste pratiche portano a un aumento della produttività e delle rese del 50-100% per le colture non irrigate e del 5-10% per le irrigue.
I maggiori successi si sono avuti in Burkina Faso, dove si è passati da un deficit di cereali di 644 chili all’anno a un’eccedenza annuale di 153 chili, in Etiopia, dove 12.500 famiglie di agricoltori hanno goduto di un aumento del 60% nelle rese dei raccolti e in Honduras e Guatemala, dove 45 000 famiglie hanno visto aumentare le rese da 400-600 kg/ha a 2.000-2.500 kg/ha;
- studi a lungo termine condotti in paesi industrializzati dimostrano che le rese dell’agricoltura biologica sono equiparabili a quelle dell’agricoltura convenzionale e spesso sono superiori.
- Le pratiche agricole sostenibili riducono l’erosione del suolo, migliorano la struttura fisica del terreno e la sua capacità di ritenzione dell’acqua, tutti fattori di cruciale importanza per evitare la perdita dei raccolti durante i periodi di siccità;
- La fertilità del suolo è mantenuta e aumentata dalle pratiche agricole sostenibili;
- I suoli coltivati con le pratiche sostenibili mostrano una maggiore attività biologica: un più alto numero di lombrichi, artropodi, micorrize ed altri funghi, e di microorganismi, tutti organismi utili per il riciclo dei nutrienti e per l’eliminazione naturale delle malattie.
- Nell’agricoltura sostenibile è scarso o del tutto assente l’uso di prodotti chimici inquinanti;
- Minori quantità di nitrati e fosforo raggiungono la falda freatica;
- La filtrazione dell’acqua è migliore nei sistemi ad agricoltura biologica, che quindi sono meno esposti all’erosione e contribuiscono meno all’inquinamento delle acque per dilavazione delle superfici;
- La lotta integrata ai parassiti ha ridotto il numero delle irrorazioni con antiparassitari da 3,4 a una per stagione in Vietnam, da 2,9 a 0,5 in Sri Lanka e da 2,9 a 1,1 in Indonesia;
- nella produzione californiana di pomodori, la scelta di non usare insetticidi di sintesi non ha comportato alcun incremento delle perdite di raccolto per danni da parassiti;
- Il controllo dei parassiti si può realizzare senza ricorrere a antiparassitari e senza che ciò comporti perdite del raccolto, usando ad esempio colture ‘trappola’ per attirare la piralide, come si è visto nell’Africa orientale dove la piralide è un parassita importante;
5. Mantenimento e utilizzo della biodiversità
- L’agricoltura sostenibile promuove la biodiversità in agricoltura, cruciale per la sicurezza alimentare; l’agricoltura biologica può sostenere un livello molto maggiore di biodiversità, con grande vantaggio per le specie che hanno subito significative riduzioni;
- a Cuba i sistemi agricoli integrati sono da 1,45 a 2,82 volte più produttivi delle monocolture;ed economica; al secondo posto si piazza il sistema della lotta integrata e all’ultimo quello dell’agricoltura convenzionale; le mele biologiche si sono rivelate le più redditizie per il loro più alto prezzo di mercato, per il più rapido ritorno degli investimenti e un più veloce recupero dei costi;
- uno studio condotto su tutta l’Europa ha indicato che l’agricoltura biologica dà risultati migliori di quella convenzionale, rispetto alla grande maggioranza degli indicatori ambientali;
- un’indagine condotta dall’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura delle Nazioni Unite (la FAO) ha concluso che le pratiche di agricoltura biologica opportunamente applicate portano a un miglioramento delle condizioni ambientali, a tutti i livelli.
7. Effetti positivi sui cambiamenti climatici, tramite la riduzione del consumo diretto e indiretto di energia
- L’agricoltura biologica usa l’energia in modo molto più efficiente, e riduce notevolmente le emissioni di CO2, rispetto all’agricoltura convenzionale sia per quanto riguarda il consumo diretto di energia sotto forma di combustibili fossili, sia riguardo al consumo indiretto connesso con l’uso di fertilizzanti e antiparassitari chimici di sintesi;
- L’agricoltura sostenibile ristabilisce la materia organica del suolo, aumentando la quantità di carbonio sequestrato nel terreno, quindi sottraendo significative quantità di carbonio dall’atmosfera;
- l’agricoltura biologica probabilmente emette meno biossido di azoto (N2O), un altro importante gas serra e una delle cause della distruzione dello strato di ozono.
7 Produzione efficiente, ad alto profitto
- nell’agricoltura biologica qualunque eventuale riduzione delle rese è più che compensata dai miglioramenti ecologici e dagli aumenti di efficienza;
- le aziende biologiche, più piccole, producono molto di più per unità di superficie che non i ben più grandi appezzamenti di terreno caratteristici dell’agricoltura convenzionale;
- nell’agricoltura biologica i costi di produzione sono spesso più bassi che nell’agricoltura convenzionale, portando a ritorni netti equivalenti o più alti anche senza il premio sui prezzi dei prodotti biologici; quando si tiene conto dei prezzi più alti per i prodotti biologici, i profitti di questo sistema di agricoltura sono quasi sempre superiori.
8. Aumento della sicurezza alimentare e dei vantaggi alle comunità locali
- Un’indagine sui risultati dei progetti di agricoltura sostenibile ha dimostrato che la produzione media alimentare per famiglia è aumentata di 1,71 tonnellate all’anno (fino al 73%) per 4,42 milioni di coltivatori che lavorano 3,58 milioni di ettari, portando alle comunità locali grandi benefici in termini di sicurezza alimentare e di salute;
- L’aumento della produttività fa aumentare la quantità di cibo disponibile e i redditi, quindi riduce la povertà aumentando l’accesso al cibo, riducendo la malnutrizione e migliorando le condizioni di salute e di vita;
- i metodi dell’agricoltura sostenibile attingono intensamente dalle conoscenze tradizionali indigene e danno importanza all’esperienza dei coltivatori e alle loro innovazioni, quindi ne migliorano la condizione sociale e l’autonomia, rafforzando le relazioni sociali e culturali all’interno delle comunità locali;
- per ogni sterlina spesa per acquistare prodotti dell’agricoltura biologica (in uno studio condotto nel Regno Unito), vengono generate 2.59 sterline per l’economia locale; per ogni sterlina spesa in un supermercato, vengono generate soltanto 1,40 sterline per l’economia locale.
9. Prodotti alimentari migliori per la salute
- Il cibo biologico è più sicuro, poiché nell’agricoltura biologica è vietato l’uso di antiparassitari; è perciò raro trovare in questi alimenti residui chimici nocivi;
- nella produzione biologica è vietato l’uso di additivi artificiali, come i grassi idrogenati, l’acido fosforico, l’aspartame e il glutammato monosodico, che sono stati messi in relazione con patologie molto diverse quali le cardiopatie, l’osteoporosi, l’emicrania e l’iperattività;
- vari studi hanno dimostrato che, in media, i cibi biologici hanno un contenuto più alto di vitamina C, di minerali e di fenoli – composti vegetali che possono combattere le cardiopatie e il cancro e alleviano le disfunzioni neurologiche correlate con l’età - e un contenuto significativamente più basso di nitrati, che sono sostanze tossiche.
- in Cina migliaia di coltivatori di riso hanno raddoppiato i raccolti e quasi eliminato una delle malattie del riso più devastanti, semplicemente piantando una mescolanza di due diverse varietà;
- l’agricoltura biologica fa crescere la biodiversità, portando effetti benefici quali il recupero di terreni degradati, il miglioramento della struttura del suolo e della sua capacità di filtrazione dell’acqua.
6. L’agricoltura biologica è sostenibile sia dal punto di vista dell’ambiente che dell’economia
- Una ricerca sulla produzione delle mele con sistemi agricoli diversi ha rivelato che l’agricoltura biologica si colloca al primo posto per quanto riguarda la sostenibilità ambientale
Orwine verso vinificazione biologica
Cristina Micheloni, AIAB, Roma
Qui di seguito presentiamo le affermazioni/posizioni che si sono profilate durante il primo
anno di attività del progetto ORWINE e tengono conto delle evidenze scientifiche e
sperimentali nonché delle opinioni espresse dai diversi portatori di interesse (consumatori,
produttori, operatori di mercato) e dall'analisi dei regolamenti esistenti sulla vinificazione
biologica (soprattutto delle associazioni).
Ovviamente si è tentato di coniugare le richieste, le aspettative e le necessità dei diversi
gruppi, cosa non semplice visto la diversità di visione circa il “vino bio” che i produttori di
diversi paesi hanno ma soprattutto le percezioni diverse dei consumatori. Il tentativo è
quello di convogliare tutte le opinione verso una proposta normativa che possa godere di
ampio e trasversale supporto.
Gli autori del presente documento hanno cercato di dare risposta ai seguenti quesiti:
1. Dove deve essere regolata la vinificazione biologica?
2. Quali aspetti debbono essere regolati?
3. Come si può tenere in considerazione le differenze regionali all'interno di un
regolamento europeo?
La vinificazione biologica, comunque la si voglia definire, deve svolgersi nel rispetto dei
principi di base della produzione e trasformazione degli alimenti biologici. Nello specifico si
dovranno rispettare le segenti norme:
1. il vino biologico può essere prodotto esclusivamente con uve biologiche certificate,
così come tutti gli ingredienti di origine agricola (zucchero, alcol, mosto concentrato,
mosto concentrato rettificato);
2. le materie di partenza (uva), gli additivi, i coadiuvanti di processo e le pratiche di
vinificazione devono rispettare le regole Comunitarie generali sulla vinificazione
definite da OCM 1493/1999;
3. L'uso di organismi OGM e sostanze da essi derivati è proibito.
Il gruppo di lavoro che ha predisposto il presente decalogo propone le seguenti 10 regole
come base per lo sviluppo del regolamento europeo sulla vinificazione biologica:
1. la vinificazione biologica deve essere regolamentata a livello Comunitario e
non è sufficiente regolamentare solamente la produzione dell'uva, come
accade attualmente con il Reg. CE 2092/91;
2. la vinificazione biologica deve essere regolamentata all'interno del nuovo
regolamento Comunitario sulle produzioni biologiche (quello adottato nel
giugno 2007, Reg. CE 8620/1/2007) e non all'interno della OCM vino
(1493/1999), anche se quest'ultimo regolamento definisce tutte le tipologie
di vino prodotte nella UE;
3. il regolamento comunitario sulla vinificazione biologica non dovrà limitare
solamente l'utilizzo degli additivi e coadiuvanti di processo ma dovrà
prendere in considerazione anche le tecniche e i processi;
4. le regole della vinificazione biologica dovranno essere facilmente
comprensibili per il consumatore finale ed utilizzabili come strumento di
5. le regole della vinificazione biologica dovranno rispettare gli obiettivi ed i
principi della produzione biologica (come definiti dagli art. 3 e art. 4 del
nuovo regolamento EC 8620/1/2007) ed i principi specifici della
trasformazione biologica (come definiti dall'art.6 del regolamento sopra
menzionato).
6. le regole della vinificazione biologica dovranno basarsi su norne comuni,
condivise da tutti gli Stati Membri, ma dovranno anche lasciare spazio ad un
certo grado di adattabilità nazionale/regionale che permetta di tener conto
di fattori climatici e di tradizione locale (mettendo in pratica il concetto di
flessibilità riportato all'art. 22 del nuovo regolamento) in modo da consentire
di produrre vino di qualità ogni anno, in ogni regione e tipologia di cantina.
Disciplinari privati più restrittivi potranno essere ammessi.
7. L'utilizzo degli additivi e dei coadiuvanti di processo di origine sintetica può
essere autorizzato solo dimostrandone l'estrema necessità ed in quantità
chiaramente limitata, nel rispetto degli art. 19 e 21 del nuovo regolamento.
8. Gli additivi potenzialmente dannosi o la cui sicurezza per i produttori, i
consumatori e l'ambiente sia dubbia devono essere, in linea di principio,
proibiti. Quelli, tra essi, tuttavia necessari per garantire la qualità del vino
(come la solforosa o il solfato di rame) debbono essere utilizzati nel vino
biologico in quantità inferiore rispetto al limite ammesso nei vini
convenzionali ma tale da consentire l'ottenimento di vini di qualità ogni anno,
in ogni regione e in qualunque tipologia di azienda.
9. L'utilizzo della solforosa (SO2) deve essere limitato a livelli
significativamente inferiori rispetto a quelli ammessi nel vino convenzionale.
Specifici limiti nazionali potranno essere definiti a livello di Stato Membro
all'interno del limite massimo definito dalla Comunità.
10. Le pratiche e le tecniche enologiche che possono agire sull'autenticità e
l'originalità del vino devono essere limitate nel vino biologico.
Gordon Brown e altri leader UE pro ogm
Le bottiglie di vino che si possono tranquillamente acquistare contengono quantità di pesticidi dannose per la salute umana.
(PAN), un ong inglese, ha "scoperto sostanziali elementi di prova"dopo aver analizzato 40 bottiglie campione ( 10 francesi, 10 tedesche, 7 austriache, 3 italiane, 1 portoghese, sudafricano, australiano e cileno. Tra queste, 6 etichette di vino biologico, 3 vini biologici erano francesi e 3 austriaci. Dei 6 vini bio analizzati solo uno conteneva tracce di pesticidi, con livelli bassi, dovute molto probabilmente ad una forma di contaminazione dovuto all'utilizzo di sostanze ch Il riscontro di queste analisi segue la diffusione di uno studio, pubblicato dal ministero dell'Agricoltura francese, in cui si evidenziano come ben 15 sostanze tossiche utilizzate come pesticidi siano sistematicamente trasferite dall'uva al vino durante il processo di vinificazione. L'uva rappresenta il prodotto alimentare in commercio tra i più contaminati e riceve un altissimo dosaggio di pesticidi sintetici, superiore a qualsiasi altra coltivazione. "La presenza di pesticidi nei vini europei è un problema sempre più diffuso," ha dichiarato Elliott Cannel di Pan. "Molti viticoltori stanno abbandonando metodi tradizionali di controllo a favore di pericolosi pesticidi sintetici. Questa tendenza ha un impatto diretto sulla qualità dei vini europei. imiche in appezzamenti limitrofi. Circa la metà della frutta e della verdura venduta in Europa è contaminata da pesticidi e un prodotto ogni venti contiene concentrazioni di sostanze tossiche superiore ai limiti legali. La maggioranza dei vini analizzati appartiene ad una fascia di prodotto a prezzo medio/basso, mentre tre etichette rappresentano il top della produzione ( e costano oltre €200). I vini sono stati acquistati in Europa, in Germania ( da Greenpeace), in Austria (da Friends of the Earth Austria) e in Francia ( da MDRGF, Mouvement pour le Droit et le Respect des Générations Futures). Le bottiglie hanno offerto una gamma di 148 residui di pesticidi. Le 34 bottiglie di vino convenzionale contenevano almeno 1 pesticida, con un media superiore ai 4. In un caso addirittura 10. Ne sono stati individuati 24 differenti, cinque classificati come carcinogenic, mutagenic, reprotoxic or endocrine disrupting dalla Ue.
Viticoltura Biologica in Toscana
La viticoltura biologica in Toscana con 5.764 ettari rappresenta il 9% della superficie vitata regionale e conta ben 907 aziende, con Firenze (1465 ettari e 181 aziende) e Siena (1428 ha. e 231 aziende) come province leader.
In Toscana ben il 77% della superficie vitata è destinata al vitigno autoctono (per quanto riguarda le denominazione di origine), mentre il restante 23 % è suddiviso fra ben 67 vitigni internazionali, toscani e di altre regioni. Chiaramente è il Sangiovese il vitigno principe della Toscana che rappresenta i due terzi del vigneto regionale, seguito dal Trebbiano toscano con il 7%, dal Canaiolo e dalla Vernaccia di San Gimignano.
Cibi vivi,naturali, biologici, fitonutrienti
Ad eccezione di pochissimi additivi (un esempio per tutti l’acido ascorbico o vitamina C, la cui sigla è E300), è vivamente sconsigliato, soprattutto per i bambini, utilizzare cibi o bevande contenenti additivi, aromi e altre porcherie chimiche Al contrario, se crediamo che “siamo fatti di ciò che mangiamo”, allora è ovvia l’importanza di una dieta sana, composta da cibi vivi, naturali e pieni di sostanze utili all’organismo (fitonutrienti). Se cambiamo gli acquisti prediligendo cibi sani a spazzatura industriale, vedrete sempre meno chimica negli scaffali, questo perché le multinazionali (tranne in alcune rare eccezioni) sono costrette, pena il fallimento, a seguire le scelte dei consumatori. I coloranti (sigle da E100 a E199), sono sostanze chimiche che servono per rendere il cibo esteticamente più bello allo sguardo.
I conservanti (sigle da E200 a E299) servono, lo dice il nome stesso, a rendere duraturo nel tempo (da qualche giorno a qualche anno!) un alimento. Gli antiossidanti e regolatori di acidità (sigle da E300 a E399) servono a impedire l’ossidazione. Gli addensanti, emulsionanti, gelificanti e stabilizzanti (sigle da E400 a E499) migliorano anch’essi le caratteristiche del cibo. Infine gli esaltatori di sapidità (sigle da E600 a E699), tra cui il pericolosissimo glutammato monosodico (E620) rendono un cibo morto e privo di gusto, buono e appetitoso. Con l’eccitotossina chiamata glutammato monosodico, per esempio (fungendo da recettore neurale), è possibile mangiare con estremo piacere una suola di scarpe! Negli additivi vari, cioè quelli che vanno da E900 a E999, rientrano gli edulcoranti di sintesi, cioè i dolcificanti, tra cui la sostanza più pericolosa in commercio: l’aspartame (E951).Quello che si può notare dal numero spropositato di queste sigle, per noi incomprensibili, è che siamo totalmente circondati da alimenti pregni di composti chimici di sintesi - cioè di derivazione petrolifera - di cui non si conoscono gli effetti collaterali sulla salute pubblica nel medio e lungo periodo! Ma neppure nel breve.
Progetto Archeovino
Progetto" Archeovino" mira a realizzare un parco della vitivinicoltura nel territorio di Scansano,alla riscoperta delle nostre radici,per dare impulso al turismo che si muove sulle tracce della archeologia
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