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Timestamp: 2019-01-18 18:04:02+00:00
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Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 4 novembre 2014, n. 5437. La giurisdizione sui provvedimenti disciplinari (atti del consiglio di disciplina od organi aziendali) adottati nei confronti degli "autoferrotramvieri" deve ritenersi spettare al giudice ordinario - Renato D'Isa
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Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 4 novembre 2014, n. 5437. La giurisdizione sui provvedimenti disciplinari (atti del consiglio di disciplina od organi aziendali) adottati nei confronti degli "autoferrotramvieri" deve ritenersi spettare al giudice ordinario
sentenza 4 novembre 2014, n. 5437
sul ricorso numero di registro generale 5931 del 2004, proposto dal signor Fe.Ca., rappresentato e difeso dagli avv. Fr.Be., An.Sc. e Ca.Pu., con domicilio eletto presso An.Sc. in Roma, via (…);
Act – Azienda Consorziale Trasporti di Trieste, in persona del legale rappresentante ed altri (…);
della sentenza del T.A.R. FRIULI-VENEZIA-GIULIA – TRIESTE n. 00137/2003, resa tra le parti, concernente destituzione dal servizio per assenza ingiustificata
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 14 ottobre 2014 il Consigliere Carlo Schilardi e uditi per le parti gli avvocati Ca.Pu. e Lu.Ma.;
1. Con lettera in data 22.2.2000 l’Azienda consorziale trasporti di Trieste contestava al sig. Fe.Ca., dipendente dell’azienda dal 1987 con la qualifica di conducente di linea (6 livello), di essere rimasto assente dal servizio dal 9.2.2000 senza regolare autorizzazione dei superiori e senza aver dato comunicazione di ciò, in nessuna forma.
Con lettera del 2.3.2000 il ricorrente veniva quindi sospeso dal servizio e dalla retribuzione sino all’esito del procedimento disciplinare.
Detto procedimento, nel corso del quale il Fe. si è difeso assumendo di essersi considerato in ferie dal 9.2.2000, si concludeva con l’irrogazione della sanzione della destituzione in applicazione del combinato disposto degli artt. 21, primo comma, e 45/16 dell’allegato A al R. D. 148/1931.
2. Il Fe. ha ricorso avverso il provvedimento di destituzione sia innanzi al TAR del Friuli Venezia Giulia che innanzi alla Magistratura ordinaria (l’allora Pretura di Trieste), la quale, però dichiarava il proprio difetto di giurisdizione.
3. Il T.A.R. con sentenza 137 del 19.3.2003 respingeva, quindi, il ricorso del Fe. ritenendo legittimo il provvedimento di destituzione adottato dall’amministrazione sul dato obiettivo dell’assenza dal servizio del signor Fe., protrattasi oltre cinque giorni e non preceduta da regolare autorizzazione dei superiori.
4. Avverso la sentenza del T.A.R. il signor Carmine Fe. ha proposto appello.
Il ricorrente chiede, preliminarmente, l’accoglimento dell’eccezione di difetto di giurisdizione del giudice amministrativo e, nel merito, partendo dalla considerazione che l’assenza dal servizio era giustificata dall’aver presunto, in buona fede, di essere in ferie, censura la sentenza del T.A.R., eccependo eccesso di potere per omessa e/o insufficiente motivazione, nonché per difetto di istruttoria, erronea valutazione dei presupposti e travisamento dei fatti, violazione e/o falsa applicazione degli artt. 21, 45 n. 16, 55, 56 e 57 dell’allegato A al R.D. 148/1931, nonché dell’art. 102 D.Lgs. 112/1998.
5. Si è costituita in giudizio l’Azienda consorziale trasporti di Trieste, chiedendo di rigettare l’appello con conseguente conferma della sentenza del T.A.R..
Con successiva memoria l’appellante, nel ribadire e specificare i motivi di ricorso, ha richiamato la più recente giurisprudenza in materia di giurisdizione, precisando che il giudizio instaurato dallo stesso ricorrente innanzi all’ A.G.O., pende avanti la Corte di Cassazione.
L’A.C.T. di Trieste, con l’ultimo atto defensionale, chiede di aderire alle conclusioni formulate in via preliminare dal ricorrente e che venga dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo.
All’udienzapubblica del 14 ottobre 2014 la causa è stata trattenuta per la decisione.
Il signor Fe. ha, quindi, impugnato sia la sentenza del T.A.R., dando origine al contenzioso qui in trattazione, che la decisione del giudice ordinario, con giudizio attualmente pendente innanzi alla Corte di Cassazione. Nelle more la Corte di Cassazione – Sezioni Unite, con sentenza n. 460 del 13.1.2005, ha statuito che l’art. 58 del R.D. 8.1.1931 deve ritenersi abrogato implicitamente, a motivo della contrattualizzazione del pubblico impiego, nella parte in cui devolveva al giudice amministrativo la giurisdizione sulle controversie relative alla irrogazione delle sanzioni disciplinari a carico degli addetti al servizio pubblico di trasporto in concessione.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale – Sezione Quinta – definitivamente pronunciando, dichiara il difetto di giurisdizione sul ricorso in appello indicato in epigrafe, spettando la controversia alla cognizione del giudice ordinario, annullando senza rinvio la sentenza impugnata.