Source: https://www.soldioggi.it/curatore-fallimentare-18060.html
Timestamp: 2020-02-21 15:02:29+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 38', 'art. 1176', 'art. 116', 'art. 72', 'sentenza ']

Curatore fallimentare 2020: come diventare, compenso, formulario | Soldioggi
Quando il giudice dichiara fallita un’impresa, provvede subito alla nomina di un curatore fallimentare, ossia una persona dotata di determinati requisiti professionali che si occuperà di tutta la procedura del fallimento, dall’inizio fino alla liquidazione dei creditori.
In questa guida completa sul curatore fallimentare ti spiego chi e cosa fa, come diventare, quanto guadagna, qual è il suo compenso in base alle tariffe professionali, chi lo paga, come chiedere il risarcimento danni a carico del curatore, fare una proposta di acquisto casa dal curatore ed infine come inviare la notifica di opposizione.
Risarcimento danni contro
Il curatore fallimentare è il professionista che il tribunale nomina durante una procedura di fallimento, affinché si occupi di tutte le operazioni necessarie: la verifica di beni e crediti dell’azienda, i creditori che ancora non hanno ricevuto quanto loro spetta, la vendita dei beni all’asta e il successivo pagamento dei creditori. Essendo nominato dal giudice, egli riveste il ruolo di pubblico ufficiale.
Compiti, obblighi e poteri
Quali compiti svolge. Il curatore ha il compito di:
Entro due mesi dalla sentenza del giudice, consegnargli un resoconto in cui descrive le motivazioni che hanno portato alla crisi senza uscita e segnala la presenza di atti o fatti perseguibili civilmente o penalmente;
Esercitare tutti i diritti utili al soddisfacimento dei creditori (su autorizzazione del giudice);
Formare lo stato passivo dell’azienda, ossia stabilire quali sono tutti i debiti dell’impresa fallita;
Predisporre il piano di liquidazione, ossia il metodo analitico con cui dovrà pagare tutti i creditori del fallito;
Comunicare ai creditori le loro spettanze;
Inviare comunicazioni agli eventuali titolari di diritti sui beni del fallito.
Su autorizzazione del giudice, il curatore può esercitare tutti i diritti utili al soddisfacimento dei creditori.
Adempimenti fiscali. L’impresa fallita, così come ha dei creditori privati probabilmente deve del denaro anche al fisco. È compito del curatore comunicare all’Agenzia delle Entrate la dichiarazione di fallimento, aprire il cassetto fiscale del fallito e provvedere a tutti i pagamenti tributari secondo le scadenze.
Il compenso del curatore va calcolato sull’attivo e sul passivo dell’impresa fallita. Quindi non solo in base ai crediti e il patrimonio della società, ma anche in base ai debiti. Considera infatti che maggiori sono i debiti del fallito, maggiore sarà la complessità del caso e il lavoro del curatore! I criteri di calcolo del compenso sono stabiliti dal Decreto n. 30/2012 del Ministero della Giustizia, secondo queste regole:
1. Al curatore spetta un compenso in base al valore dell’attivo. Tale compenso ha delle percentuali minime e delle percentuali massime:
Compenso sull’attivo
Percentuale minima e massima
Attivo accertato
Dal 12 al 14% del valore dell’attivo Per un attivo fino a 16.227,08 euro
Dal 10 al 12% Da 16.227,08 a 24.340,62 euro
Dall’8,50 al 9,50% Da 24.340,62 a 40.567,68 euro
Dal 7 all’8% Da 40.567,68 a 81.135,38 euro
Dal 5,5 al 6,5% Da 81.135,38 a 405.676,89 euro
Dal 4 al 5% Da 405.676,89 a 811.353,79 euro
Dal 0,90% al 1,80% Da 811.353,79 a 2.434.061,37 euro
Dallo 0,45 allo 0,90% Oltre 2.434.061,37 euro
2. Compenso sul passivo:
Compenso sul passivo
Provvigione minima e massima
Passivo accertato
Dallo 0,19 allo 0,94% del valore del passivo Fino a € 81.131,38 euro
Dallo 0,06 allo 0,46% Oltre 81.131,38 euro
3. Compenso per esercizio temporaneo di impresa:
Il compenso minimo per tale funzione è pari ad almeno 811,35 euro + rimborso forfettario sulle spese (tale rimborso è pari al 5% del compenso).
Quanto guadagna. La somma di questi elementi (1+ 2+ 3) porta al compenso del curatore fallimentare, che è pagato dal Tribunale.
Requisiti. Puoi diventare curatore fallimentare se sei:
Professionisti fiscali come (commercialista o ragioniere iscritto all’albo);
Oppure hai già avuto ruoli amministrativi e direzionali presso una s.p.a. e non sei mai stato dichiarato fallito.
Incompatibilità. Anche se in possesso dei requisiti, non puoi essere curatore fallimentare di un’impresa se sei coniuge o familiare del fallito o dei creditori; oppure se responsabile del fallimento di quell’impresa.
Non può essere curatore neanche il commissario del concordato preventivo dello stesso debitore.
Se possiedi i suddetti requisiti, devi presentare presso la cancelleria del tribunale, richiesta di iscrizione nell’elenco dei curatori fallimentari. Una volta iscritto nell’elenco, il tribunale può chiamarti non appena sorge la necessità e nominarti curatore fallimentare con apposito decreto. A partire dal decreto di nomina hai due giorni di tempo per accettare. Trascorsi due giorni il tribunale può nominare qualcun altro inserito nell’elenco.
Acquisto casa da curatore fallimentare. Hai individuato un immobile di tuoi interesse. L’impresa edile che l’ha realizzato è fallita e in corso c’è una procedura concorsuale con vendita dell’immobile tramite curatore fallimentare. Ecco alcune informazioni utili per questi casi:
Come avviene la vendita. Quest’informazione può dartela solo il curatore che la gestisce.
I costi. In caso di acquisto di questo tipo non c’è rogito notarile. Quindi gli unici costi da considerare sono: tasse (come per tutte le compravendite di immobili, che variano in base a prima o seconda casa); spese di cancelleria contenute; costo del mutuo.
Possibilità di accendere un mutuo. Puoi anche chiedere un mutuo per acquistare la casa dal tribunale, però devi stare attento a un aspetto: se il tribunale non ammette clausole sospensive del mutuo, allora devi essere sicuro di ottenerlo altrimenti perderai la caparra.
Acquisto tramite agenzia. Le case che sono sottoposte a procedura fallimentare a volte sono vendute direttamente dal tribunale, a volte anche tramite agenzia immobiliare che fa da intermediario. Non c’è nessun problema su questo.
Sicurezza dell’acquisto. Per quanto riguarda l’acquisto puoi stare sicuro perché garantisce il tribunale, il quale si occupa di cancellare anche tutte le eventuali ipoteche presenti sull’immobile. Quindi nessuno potrà pretendere nulla da te: la casa sarà libera da ogni vincolo.
Il curatore fallimentare deve adempiere i propri compiti con la diligenza del professionista (art. 38 L.F., art. 1176, co. 2 c.c.). Deve curare un registro vidimato da almeno un membro del comitato dei curatori, su cui annotare giorno per giorno tutte le sue azioni.
Se il giudice ne dispone la revoca e nomina un nuovo curatore, quest’ultimo può anche proporre azione di responsabilità verso il predecessore, ma dopo avere ottenuto autorizzazione del giudice (o del comitato dei creditori). Ogni curatore infatti deve rendere conto della propria gestione (art. 116 L.F.).
La tesi della più recente giurisprudenza attribuisce responsabilità al curatore anche quando compie azioni per cui ha ottenuto autorizzazione dal giudice o dal comitato dei creditori. Il curatore infatti ha sempre la possibilità di decidere in autonomia e l’autorizzazione non lo obbliga a compiere un atto, né tanto meno lo libera dalla sua responsabilità. L’autorizzazione quindi non lo scrimina da danni causati per sua negligenza.
Mala gestio, negligenza del curatore fallimentare
Il curatore, è responsabile dei danni che sue condotte hanno provocato a:
L’insieme dei creditori;
Un solo creditore;
Un gruppo di creditori;
Se un’azienda fallisce, il curatore è tenuto a verificare la presenza di dipendenti ancora in forza all’organico dell’azienda. Se ci sono ancora dipendenti (anche se di fatto non lavorano), è opportuno che li ascolti in riunione o singolarmente in modo da capire meglio la situazione. Soprattutto, pur nell’ottica del fallimento, nell’interesse dei dipendenti deve rispettare la normativa speciale in tema di mobilità (Cass. n. 5032/2009) e quindi capire se esiste la possibilità di accedere alla Cassa Integrazione o alla mobilità. Se non sussistono i requisiti, allora può procedere con il licenziamento.
Siccome con il licenziamento il curatore chiude un contratto pendente, per licenziare occorre l’autorizzazione del comitato dei creditori (art. 72 L.F.). Se il comitato ancora non ha preso vita, il curatore deve chiedere autorizzazione al giudice.
Può accadere che un creditore dell’impresa fallita decida di fare opposizione al fallimento, perché per esempio ritiene che il curatore lo abbia ingiustamente escluso dallo stato passivo. Presenta quindi ricorso in tribunale. Di questo ricorso deve inviare al curatore la notifica: può inviarla tramite posta A/R oppure PEC.
Succede spesso che, al posto di inviarla alla specifica PEC per la procedura fallimentare (che di solito si può reperire sul Registro delle Imprese), il creditore la invii alla PEC personale del curatore. La notifica è comunque valida (Tribunale di Napoli, Sez. Fall., sentenza n. 13712/2015).