Source: http://legislazionetecnica.it/55690/fonte/l-27-12-1997-n-449?parts=1530217
Timestamp: 2018-03-23 01:22:21+00:00
Document Index: 109807780

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 1117', 'art. 1117', 'art. 17', 'art. 1']

Disposizioni acquisto prima casa per lavoratori dipendenti.
Documentazione da conservare ed esibire a richiesta degli Uffici dell’Agenzia delle Entrate, ai sensi dell’art. 1, comma 1, lett. a), del Decreto Interministeriale 18 febbraio 1998, n. 41 come sostituito dall’art. 7 , comma 2, lett. q) del Decreto Legge 13 maggio 2011, n. 70.
L'Agenzia delle Entrate elenca la documentazione che sono tenuti a conservare, ed eventualmente esibire a richiesta degli Uffici fiscali, i contribuenti che intendono usufruire dello sgravio Irpef del 36% delle spese sostenute per interventi di ristrutturazione.
Si ricorda in proposito che il D.L. 70/2011 (Decreto Sviluppo), modificando l’art. 1, comma 1, del D.M. 18/12/1998, n. 41, che reca norme di attuazione e procedure di controllo in materia di detrazioni per le spese di ristrutturazione, ha previsto, in luogo dell’adempimento precedentemente previsto della comunicazione da inviare al COP di Pescara con la relativa documentazione allegata, che i contribuenti debbano «indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti ai fini del controllo della detrazione e a conservare ed esibire a richiesta degli uffici i documenti che saranno indicati in apposito Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate».
Alla luce delle modifiche normative sopra esposte, il Provvedimento dell'Agenzia fornisce l'elenco completo della documentazione che i contribuenti devono conservare ed esibire a richiesta.
Regolamento recante norme di attuazione e procedure di controllo di cui all’articolo 1 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, in materia di detrazioni per le spese di ristrutturazione edilizia.
Istanza di interpello - Art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212 - Trasferimento del diritto di detrazione residua in ipotesi di cessione della quota di proprietà dell’immobile interessato da lavori di recupero del patrimonio edilizio. Art. 1, comma 7, della legge n. 449 del 1997.
L'Agenzia delle Entrate chiarisce, in caso di vendita totale o parziale di immobile interessato da lavori di ristrutturazione che godono della detrazione fiscale sulle spese, chi possa usufruire delle residue rate non godute in relazione alle agevolazioni in parola.
Nella fattispecie presa in esame dalla risoluzione in oggetto, una delle due persone fisiche comproprietarie dell'immobile, sul quale sono stati effettuati interventi agevolati, intende cedere il proprio 50% all'altra, che diviene in questo modo proprietaria esclusiva dell'immobile.
Interpello ai sensi dell’articolo 11 della legge n. 212 del 2000 - Interpretazione dell’art. 9 comma 2 della Legge n. 448 del 2001 - Spese di ristrutturazione edilizia - Vendita immobile ristrutturato acquistato da persona fisica da società di ristrutturazioni.
La mancata fruizione della detrazione fiscale del 36% delle spese per interventi di ristrutturazione da parte del venditore di un immobile non comporta la decadenza del beneficio in capo all'acquirente, anche nel caso di immobile originariamente venduto dall'impresa edile. Lo chiarisce l'Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 457/E del 1.12.2008, con la quale è stato esaminato il caso di un immobile ristrutturato e successivamente venduto dall'impresa ad una persona fisica, la quale, senza usufruire del diritto alla detrazione, ha in seguito rivenduto l'immobile.
L'Agenzia ha prima di tutto riportato la cronologia delle disposizioni istitutive delle detrazioni in oggetto e delle successive proroghe, ultima quella prevista dalla L. 244/2007 che ha prolungato l'applicazione dell'agevolazione per gli immobili ristrutturati nel periodo compreso tra l'1.1.2008 ed il 31.12.20010, ovvero acquistati entro il 30.6.2011 in caso di interventi eseguiti da imprese edili e riguardanti interi fabbricati.
Per tale ultima casistica in caso di vendita o assegnazione dell'immobile, all'acquirente o assegnatario spetta la detrazione del 36% calcolata su un importo forfetario di spesa pari al 25% del costo dell'unità immobiliare risultante dall'atto di compravendita, sempre entro il limite massimo stabilito dalle norme di 48.000 Euro.
L'Agenzia ricorda come:
l'art. 1, comma 7, della L. 449/1997 dispone che «In caso di vendita dell'unità immobiliare sulla quale sono stati realizzati gli interventi di cui al comma 1 le detrazioni previste dai precedenti commi non utilizzate in tutto o in parte dal venditore spettano per i rimanenti periodi di imposta di cui al comma 2 all'acquirente persona fisica dell'unità immobiliare.»;
la circolare n. 95/E del 12.5.2000 ha altresì chiarito che il contribuente che non abbia portato in detrazione le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi di un dato anno, può farlo nella dichiarazione dell'anno successivo, non perdendo così il diritto al beneficio.
Pur in assenza di una espressa previsione normativa in tal senso l'Agenzia ritiene che quanto appena illustrato si applichi anche nel caso di acquisto di immobile ristrutturato dall'impresa edile, casistica che si innesta nella matrice fondamentale rappresentata dalla detrazione per spese di recupero edilizio, di cui costituisce una fattispecie particolare.
Inoltre la circostanza che il venditore non abbia affatto usufruito del diritto alla detrazione non osta a che l'acquirente possa farlo, assimilando il caso a quanto previsto dalla citata circolare 95/E del 2000.
Resta inteso che l'acquirente deve essere in possesso della documentazione attestante la situazione sopra descritta, consistente in particolare nella copia della concessione edilizia, della dichiarazione di ultimazione dei lavori e dell'atto di compravendita dal quale risulti il corrispettivo su cui calcolare l'importo della detrazione.
Istanza di Interpello ai sensi dell’articolo 11 della legge n. 212 del 2000 - Condominio ALFA - Detrazione spese di ristrutturazione edilizia - articolo 1 Legge 449/1997.
L'Agenzia delle Entrate fornisce importanti chiarimenti in relazione alla necessità di indicare chiaramente i dati richiesti nel bonifico di pagamento delle spese relative ad interventi di recupero edilizio per le quali si richiede l'accesso alla previste agevolazioni fiscali.
A proposito di tale formalità si chiarisce che l'esattezza e completezza dei dati è motivata dalla necessità dell'amministrazione di verificare l'effettivo sostenimento delle spese da parte del soggetto richiedente, perciò, qualora le indicazioni fornite con il bonifico fossero anche non coincidenti con quelle richieste dalla normativa vigente (art. 1, D.M. 18/02/1998, n. 41), ma sufficienti, unitamente alla restante documentazione prodotta dal contribuente, a verificare il requisito sopra illustrato, l'Agenzia ritiene ammissibili al beneficio fiscale le relative spese.
Nella fattispecie l'Agenzia ha ritenuto ammissibili spese documentate con bonifico postale (assimilabile al bonifico bancario secondo quanto riportato nella Circolare n. 24/E del 10/06/2004) nel quale l'incompletezza dei dati esposti consentiva ugualmente, unitamente alla restante documentazione prodotta, di effettuare le necessarie verifiche.
Istanza d’interpello - Art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212; interpretazione dell’art. 35 comma 35-quater del D.L. n. 223 del 2006; tetto massimo di spesa per ristrutturazione edilizia riferito all’abitazione.
L'Agenzia delle Entrate ha chiarito che in caso di interventi di ristrutturazione effettuati su parti comuni di un edificio nel quale una stessa persona è proprietaria di più unità immobiliari, costui può portare in detrazione un importo complessivo pari alla somma delle quote spettanti per ciascuna unità immobiliare, fermo restando il limite massimo di spesa su cui calcolare il beneficio, pari ad € 48.000 per abitazione.
L'Agenzia fa riferimento alla novità, introdotta dall'art. 35, comma 35-quater, della L. 248/2006 (di conversione del cosiddetto «decreto Bersani»), ai sensi del quale, a far data dall'1.10.2007, il tetto massimo della spesa cui è possibile applicare la detrazione del 36%, pari a € 48.000, si riferisce alle singole unità immobiliari sulle quali sono stati effettuati gli interventi di recupero e non più, come prima, al singolo contribuente. Quanto sopra è stato precisato anche con la circolare n. 28/E del 4.8.2006, la quale ha affermato che il limite sul quale calcolare la detrazione è ora fissato espressamente nella sua misura massima e complessiva in relazione all'immobile e va suddiviso tra i soggetti che hanno diritto alla detrazione. Inoltre, come chiarito dalla risoluzione n. 206/E del 3.8.2007, le spese sostenute per i lavori condominiali sono oggetto di un'autonoma previsione agevolativa e devono quindi essere considerate in modo autonomo.
Ciò stante il contribuente può quindi usufruire di un tetto massimo per le spese relative a ogni singolo appartamento ed uno per ciascuna quota spettante per la manutenzione delle parti comuni, ordinaria e straordinaria (ovviamente ogni quota da portare in detrazione per ciascun immobile va rapportata alla percentuale di possesso di ogni proprietario fino al raggiungimento del limite imposto dalla norma).
Quesito. Agevolazione - detrazione 36%.
L'Agenzia delle Entrate ha chiarito alcuni aspetti concernenti gli adempimenti da porre in essere al fine di fruire della detrazione del 36% delle spese sostenute per l’esecuzione di interventi di ristrutturazione edilizia. In particolare l'Agenzia si è soffermata sulla possibilità, per gli interventi non sottoposti alla DIA, di sostituire la stessa con un'autocertificazione. Nel caso particolare preso in esame la legge regionale (Umbria) non prevede l’obbligo della DIA per gli interventi di manutenzione straordinaria, consistenti essenzialmente nella realizzazione e integrazione di servizi igienico-sanitari e tecnologici.
L'Agenzia ricorda prima di tutto che per poter fruire della detrazione del 36%, è necessario inviare con raccomandata prima dell’avvio dei lavori apposita comunicazione di inizio lavori al Centro operativo di Pescara, contenente anche la copia del titolo abilitativo edilizio, se richiesto dalla normativa vigente. Dunque il predetto obbligo di allegazione non opera nelle ipotesi in cui la normativa locale non preveda alcun titolo abilitativo per la realizzazione di determinati interventi, come nel caso in esame.
L'Agenzia ricorda peraltro che l’Amministrazione può effettuare controlli finalizzati a verificare la spettanza delle detrazioni, ed in particolare la consistenza degli interventi realizzati per accertare che i medesimi rientrino tra quelli agevolabili. In tal senso il contribuente può redigere una dichiarazione sostitutiva nella quale evidenziare la data di inizio dei lavori ed attestare la circostanza che gli interventi di ristrutturazione edilizia posti in essere rientrano tra quelli agevolati dalla normativa fiscale, pur se i medesimi non necessitano di alcun titolo abilitativo, ai sensi della normativa edilizia vigente.
Interpello art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Interpretazione dell’art. 1 della Legge n. 449 del 1997: coesistenza lavori di ristrutturazione su appartamento e su parti comuni.
Con la risoluzione n. 206/E del 3.8.2007 l’Agenzia delle Entrate chiarisce alcune questioni riguardanti le agevolazioni fiscali sugli interventi di ristrutturazione su parti comuni di edifici ad uso di abitazione, alla luce delle regole introdotte dalla L. 248/2006 (di conversione del D.L. 223/2006, cosiddetto «decreto Bersani»).
In particolare l’Agenzia ha chiarito che il limite massimo di spesa su cui calcolare la detrazione spettante in relazione ad interventi di ristrutturazione su parti comuni di edifici abitativi va calcolato in modo autonomo, essendo oggetto di un’autonoma previsione agevolativa, e non è quindi influenzato dagli eventuali interventi realizzati nell’appartamento di proprietà esclusiva del richiedente.
Si ricorda che il comma 35-quater dell’art. 35 della citata L. 248/2006 prevede che, a far data dall’1.10.2006, il limite di € 48.000, tetto massimo di spesa su cui è consentito calcolare la detrazione del 36%, deve essere riferito alla singola abitazione, ed eventualmente suddiviso tra tutti gli aventi diritto secondo la rispettiva quota di proprietà.
Secondo l’interpretazione fornita dall’Agenzia con il documento in esame un soggetto che abbia sostenuto spese per interventi di ristrutturazione del proprio appartamento, sulle quali calcolare la detrazione entro il limite di spesa di € 48.000, può usufruire di ulteriori agevolazioni entro il tetto massimo di spesa di altri
€ 48.000 su cui calcolare la detrazione per i lavori effettuati sulle parti comuni dell’edificio, a condizione ovviamente che in relazione agli specifici lavori sia stato attivato il relativo iter burocratico ai sensi del D.M. 41/1998.
Istanza di interpello. ALFA S.p.A. Acquisto di box pertinenziali. Indicazione del costo della manodopera in fattura. Art. 35, comma 19, del D.L. n. 223 del 2006.
L'Agenzia delle entrate ha fornito indicazioni in merito all'obbligo di indicazione in fattura del costo della manodopera, ai sensi dell'art. 35, comma 19, della L. 248/2006 (di conversione del cosiddetto «decreto Bersani»), per poter usufruire delle detrazioni fiscali del 36% sulle spese sostenute per lavori di ristrutturazione.
In particolare l'Agenzia ha ribadito che anche il subappalto rientra tra le tipologie contrattuali interessate dall’obbligo di evidenziazione in fattura del costo della manodopera. L'Agenzia infatti, con circolare 16 febbraio 2007, n. 11, punto n. 3.2, aveva già precisato che qualora la ditta incaricata dei
lavori si avvalga, in tutto o in parte, delle prestazioni lavorative rese da un soggetto non dipendente che operi in forza di un contratto di opera o di un
subappaltato, nella fattura dovrà essere fatta menzione di tale circostanza, evidenziando sia il costo della manodopera impiegata direttamente, sia quello della manodopera impiegata da eventuali appaltatori o subappaltatori, secondo l’ammontare da questi ultimi comunicato.
Dal punto di vista temporale invece, tale obbligo, ai sensi dell’art. 35, comma 20 del D.L. 223/2006 (poi convertito nella L. 248/2006),
sorge, però, in relazione alle spese sostenute successivamente alla data di entrata in vigore dello stesso decreto (4 luglio 2006) e, per tale motivo, viene richiesto solo per le fatture emesse a decorrere da tale data.
Sono escluse dalla possibilità di usufruire della detrazione dall’Irpef del 36% le spese sostenute per l’esecuzione di lavori di collettamento della rete fognaria e di sistemazione della rete idrica. Inoltre i Consorzi tra proprietari di unità abitative che non presentano le caratteristiche proprie dei condomìni non possono usufruire delle detrazioni Irpef (per nessun tipo di intervento). In questo modo si è espressa l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 84/E del 7.5.2007.
— sotto il profilo oggettivo gli interventi riferiti alle parti comuni degli edifici residenziali elencate al comma 1, nn. 2 e 3 dell’art. 1117 del Codice Civile, tra cui rientrano le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere che servono all’uso e al godimento comune come gli acquedotti, le fognature, i canali di scarico, gli impianti per l’acqua, ecc., fino al punto di diramazione degli impianti ai locali di proprietà esclusiva dei singoli condomini. La L. 449/1997 infatti, con riferimento alla detrazione per interventi su parti comuni di edifici residenziali, richiama esclusivamente il n. 1 del comma 1 del citato art. 1117, ammettendo, di conseguenza, il beneficio solo per il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni d’ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili e in genere tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune;
— sotto il profilo soggettivo i consorzi tra proprietari di abitazioni, qualora nella disciplina contrattuale non vi sia rinvio alle disposizioni che regolano i condomìni. Tali consorzi costituiscono infatti figure atipiche, che presentano i caratteri delle associazioni non riconosciute, ed in mancanza di diverse pattuizioni contrattuali rinviano alla disciplina di queste ultime.
Si fa infine presente che l’intervento di collettamento della rete fognaria e idrica usufruisce dell’aliquota Iva agevolata del 10% prevista alla voce n. 127-quinquies della Tab A, parte II, allegata al DPR 633/1972, per gli appalti relativi alle opere di urbanizzazione primaria.
Il documento chiarisce che sono escluse dalla possibilità di usufruire della detrazione dall'Irpef del 36% le spese sostenute per l'esecuzione di lavori di collettamento della rete fognaria e di sistemazione della rete idrica. Inoltre i Consorzi tra proprietari di unità abitative che non presentano le caratteristiche proprie dei condomìni non possono usufruire delle detrazioni Irpef (per nessun tipo di intervento).
Circ.Ass.R. Sicilia 09/03/2005, n. 1
Applicazione dell'art. 17, commi 5 e 8, della L.R. 16.4.2003, n. 4.
Interpello - Art. 11, legge 27/07/2000, n. 212. Articolo 1, L. n. 449/1997.
La risoluzione fornisce chiarimenti in merito alla corretta applicazione della detrazioni Irpef del 36% sulle ristrutturazioni edilizie, ai sensi dell'art. 1 della L. 449/1997, con particolare riferimento alle fattispecie di familiare convivente, limiti di spesa e cumulabilità.
Legge 15 dicembre 1998, n. 441 - Norme per la diffusione e la valorizzazione dell'imprenditoria giovanile in agricoltura - Agevolazioni concernenti le imposte sulle successioni, donazioni e di registro.