Source: https://www.ambientediritto.it/sentenze/2009/TAR/Tar_Calabria_RC_2009_n.19.htm
Timestamp: 2019-10-20 11:46:43+00:00
Document Index: 81271295

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 22']

INFORMAZIONE AMBIENTALE - ACQUA - Analisi dell’acqua potabile - Istanza di accesso - Artt. 2 e 3 d.lgs. n. 195/2005 - Comune - Obbligo di ostensione. T.A.R. CALABRIA, Reggio Calabria, Sez. I - 14 gennaio 2009, n. 19
T.A.R. CALABRIA, Reggio Calabria, Sez. I - 14 Gennaio 2009, n. 19
INFORMAZIONE AMBIENTALE - ACQUA - Analisi dell’acqua potabile - Istanza di accesso - Artt. 2 e 3 d.lgs. n. 195/2005 - Comune - Obbligo di ostensione. L’art. 3, primo comma, del decreto legislativo n. 195/2005, precisa che l’informazione in materia ambientale prescinde dall’individuazione di uno specifico interesse in capo al richiedente. A sua volta, l’art. 2 dispone che per “informazione ambientale” si intende “qualsiasi informazione disponibile in forma scritta, visiva, sonora, elettronica od in qualunque altra forma materiale concernente, tra l’altro, lo stato degli elementi dell'ambiente, quali l'aria, l'atmosfera, l'acqua, il suolo, il territorio, etc.”. Ne consegue l’obbligo, per il Comune, di esibire le informazioni e i documenti relativi alle analisi dell’acqua destinata al consumo umano, dei quali sia stata avanzata richiesta d’accesso. Pres. f.f. Caruso, Est. Burzichelli - C.C. (avv. Nucara) c. Comune di Reggio Calabria (n.c.) - T.A.R. CALABRIA, Reggio Calabria, Sez. I - 14 gennaio 2009, n. 19
N. 00019/2009 REG.SEN.
N. 00511/2008 REG.RIC.
Consolato Campolo, rappresentato e difeso dall’avv. Francesco Nucara, con domicilio eletto presso Francesco Nucara, Avv. in Reggio Calabria, corso Garibaldi, 468/A;
Poiché l’art. 5, secondo comma, del decreto legislativo n. 31/2001 impone al Comune di svolgere appositi controlli per verificare se le acque destinate al consumo umano siano salubri e pulite fino al punto di consegna individuato dal contatore, il ricorrente ha effettuato richiesta di accesso agli atti relativi all’analisi dell’acqua potabile nel periodo 2002-2007 con specifico riferimento alla propria utenza idrica.
Ad avviso del Collegio il ricorso è fondato (anche) ai sensi dell’art. 3, primo comma, del decreto legislativo n. 195/2005, il quale precisa che l’informazione in materia ambientale prescinde dall’individuazione di uno specifico interesse in capo al richiedente.
Al riguardo va precisato che il precedente art. 2 (“Definizioni”) del decreto legislativo n. 195/2005 dispone che per “informazione ambientale” si intende “qualsiasi informazione disponibile in forma scritta, visiva, sonora, elettronica od in qualunque altra forma materiale concernente, tra l’altro, lo stato degli elementi dell'ambiente, quali l'aria, l'atmosfera, l'acqua, il suolo, il territorio, etc.”.
Ne consegue che il presente ricorso deve dichiararsi fondato ai sensi della più favorevole disciplina di cui all’art. 3 del decreto legislativo n. 195/2005 (rispetto alla generale normativa di cui all’art. 22 della legge n. 241/1990).
Così deciso in Reggio Calabria nella camera di consiglio del giorno 04/12/2008 con l'intervento dei Magistrati: