Source: http://www.lucianouras.it/pagine/articoli_dettaglio.asp?ID=63
Timestamp: 2013-06-20 09:42:39+00:00
Document Index: 161713683

Matched Legal Cases: ['art. 43', 'art. 64', 'art. 9', 'art. 65', 'art. 20', 'art. 2', 'art. 28', 'art. 30']

Approvata in Commissione consiliare IV^ la legge in materia di risorse idriche e bacini idrografici. Relatore - Luciano Uras � Consigliere PRC Si tratta di una legge attesa da tempo che garantisce la programmazione degli interventi finalizzati alla gestione esclusivamente pubblica dell�acqua, come bene comune essenziale, degli interventi di tutela e difesa del suolo, della salubrit� della risorsa idrica, della distribuzione a tutto il territorio regionale per usi agricoli, produttivi, anche industriali, e per uso civile.
Il testo nella sua attuale configurazione rappresenta una elaborazione avanzata che consentir� il governo unitario e pubblico della risorsa idrica, il superamento della miriade confusa di societ� ed enti gestori, una politica attenta al risparmio e alla equa distribuzione della risorsa a garanzia dei diritti delle persone e dell�intera comunit� sarda. Di seguito il testo approvato dalla commissione.
1. La Regione riconosce l'acqua quale patrimonio da tutelare in quanto risorsa limitata di alto valore ambientale, culturale ed economico; considera altres� l'accesso all'acqua quale diritto umano, individuale e collettivo e ne regolamenta � in attuazione dell�art. 43 della Costituzione - l'uso al fine di salvaguardare i diritti e le aspettative delle generazioni future.
a)	l'uso responsabile e sostenibile della risorsa idrica, in quanto bene pubblico primario e fattore fondamentale di civilt� e di sviluppo, secondo criteri di solidariet� ed in funzione di obiettivi di salvaguardia dei diritti delle future generazioni e dell'integrit� del patrimonio ambientale;
b)	le azioni necessarie per tutelare le acque destinate prioritariamente al consumo umano, quindi all'uso agricolo ed infine agli altri usi, garantendo, quale esigenza fondamentale, nei bacini idrografici di competenza, il deflusso necessario alla vita negli alvei a salvaguardia permanente gli ecosistemi interessati;
c)	la gestione dei beni del demanio idrico e la determinazione dei relativi canoni di concessione; d)	l'approvvigionamento primario delle risorse idriche per l'uso civile, irriguo, agricolo ed industriale;
e)	l'organizzazione ed il funzionamento del servizio idrico multisettoriale regionale per la gestione e la manutenzione delle infrastrutture, degli impianti e delle opere e per la conservazione dei beni preposti all'uso ed alla tutela delle acque, secondo principi industriali e criteri di efficienza, di efficacia e di economicit�;
f)	il miglioramento della qualit� delle acque, anche sotto il profilo igienico-sanitario, attraverso la prevenzione e la riduzione dell'inquinamento;
g)	il raggiungimento degli obiettivi di qualit�, sulla base di un approccio combinato della gestione delle fonti puntuali e diffuse di inquinamento e degli usi delle acque;
h)	la salvaguardia dell'approvvigionamento idrico dei soggetti socialmente ed economicamente svantaggiati o residenti in zone territorialmente svantaggiate;
i)	la definizione di politiche per il recupero dei costi dei servizi idrici per un uso sostenibile delle risorse ed il recupero del costo della risorsa, del costo ambientale dell'utilizzo e dei costi, industriali e finanziari dei relativi servizi, sulla base dei principi stabiliti dall'articolo 9 della direttiva n. 2000/60/CE del 23 ottobre 2000. Il livello e le modalit� del recupero dei costi a carico delle utenze devono tener conto delle conseguenze sociali, ambientali ed economiche del recupero stesso, come pure delle specifiche condizioni geografiche e climatiche della Sardegna.
3. La presente legge disciplina inoltre funzioni e compiti primari per il conseguimento dell'equilibrio idrogeologico del suolo, promuovendo:
a)	la prevenzione del rischio idraulico e di frana garantendo, prioritariamente, la sicurezza delle popolazioni e delle infrastrutture;
b)	la difesa e la regolazione dei corsi d'acqua, delle aree limitrofe, delle zone umide e lacustri;
c)	la difesa e il consolidamento dei versanti delle aree instabili e dei litorali;
d)	la realizzazione, la manutenzione e la gestione delle infrastrutture idrauliche e degli impianti.
1. L'intero territorio regionale � delimitato quale unico bacino idrografico di competenza della Regione e costituisce, ai sensi dell�art. 64 comma 1, lettera g) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, il distretto idrografico della Sardegna.
a) per �bacino idrografico� si intende il territorio nel quale scorrono tutte le acque superficiali;
b) per �distretto idrografico� si intende l�area di terra e di mare, costituita da uno o pi� bacini idrografici limitrofri e dalle rispettive acque sotterranee e costiere che viene assunto come principale unit� di gestione dei bacini idrografici;
c) per �sistema idrico multisettoriale regionale� si intende l'insieme delle opere di approvvigionamento idrico e di adduzione che, singolarmente o perch� parti di un sistema complesso, siano suscettibili di alimentare, direttamente o indirettamente, pi� aree territoriali o pi� categorie differenti di utenti, contribuendo ad una perequazione delle quantit� e dei costi di approvvigionamento;
d) per �sistema regionale di opere idrauliche� si intende l'insieme di opere che concernono le sistemazioni dell'alveo, il contenimento delle acque di fiumi, torrenti ed altri corsi d'acqua naturali e i manufatti per la regolazione dei corsi d'acqua;
e) per �le restanti infrastrutture� si intendono quelle ricomprese nei distinti sistemi idrici, volti agli usi singoli delle diverse categorie di utenza;
f) per �categorie di utenza� si intendono le macro categorie in cui si ripartiscono gli usi dei corpi idrici; essi sono:
1) usi civili: sono quelli relativi al consumo umano e ai servizi d�igiene, collettivi e privati;
2) usi agricoli: sono quelli relativi all�utilizzo della risorsa idrica finalizzata alla produzione di prodotti agricoli;
3) usi industriali: sono quelli relativi all�utilizzo della risorsa idrica per scopi industriali;
4) usi ambientali: sono quelli che assicurano una quota dei deflussi minimi vitali necessaria a garantire la salvaguardia naturale dei corsi d�acqua.
1. Competono alla Regione, oltre ai compiti e funzioni assegnate dalla legge regionale 12 giugno 2006, n. 9 (Conferimento di funzioni e compiti agli enti locali),:
c) il coordinamento delle attivit� attuate ai fini del perseguimento degli obiettivi fissati dalla pianificazione regionale in materia di risorse idriche, tutela delle acque e difesa del suolo, nel rispetto dei principi generali stabiliti per l'erogazione dei servizi;
d) il potere di vigilanza e di sostituzione nei confronti dei soggetti responsabili della redazione e dell'attuazione della pianificazione regionale in materia di risorse idriche, tutela delle acque e difesa del suolo.
Autorit� di bacino regionale
1. E� istituita un'unica Autorit� di bacino per l'insieme dei bacini regionali.
2. L' Autorit� di bacino regionale, al fine di perseguire l'unitario governo dei bacini idrografici, indirizza, coordina e controlla le attivit� conoscitive, di pianificazione, di programmazione e di attuazione, aventi per finalit�:
a)	la conservazione e la difesa del suolo da tutti i fattori negativi di natura fisica e antropica;
b)	il mantenimento e la restituzione ai corpi idrici delle caratteristiche qualitative richieste per gli usi programmati;
c)	la tutela delle risorse idriche e la loro razionale utilizzazione;
d)	la tutela degli ecosistemi, con particolare riferimento alle zone d'interesse naturale, forestale e paesaggistico e alla promozione di parchi fluviali, ai fini della valorizzazione e del riequilibrio ambientale.
3. L'Autorit� di bacino regionale opera in collaborazione con gli enti locali territoriali e gli altri enti pubblici e di diritto pubblico operanti nel bacino idrografico.
Organi dell'Autorit� di Bacino
1. Sono organi dell' Autorit� di Bacino:
a)	il Comitato istituzionale;
b)	l'Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna.
1. Il Comitato Istituzionale dell�Autorit� di Bacino, presieduto dal Presidente della Regione, � composto:
a) da quattro Assessori regionali competenti in materia di lavori pubblici, difesa dell�ambiente, agricoltura e sviluppo produttivo;
b) da tre amministratori locali indicati, con voto limitato a due, del Consiglio delle Autonomie locali tra soggetti non facenti parte del medesimo Consiglio, individuati in modo da assicurare la rappresentanza rispettivamente delle Province, dei Comuni con popolazione superiore ai 5.000 abitanti e dei Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti.
2. Le adunanze del comitato istituzionale sono valide con la presenza della met� pi� uno dei componenti. Le decisioni sono adottate a maggioranza dei presenti; a parit� di voti prevale quello del Presidente. 3. Il Comitato istituzionale:
a)	definisce i criteri, metodi, tempi e modalit� per l'elaborazione del Piano di bacino distrettuale e lo adotta;
b)	approva i programmi d'intervento attuativi del Piano di bacino, degli schemi previsionali e programmatici e ne controlla l�attuazione;
c) adotta il Piano per il recupero dei costi relativi ai servizi idrici,
d)	adotta il Piano di gestione del distretto idrografico della Sardegna, da svilupparsi con le modalit� e i contenuti previsti dall'articolo 13 della direttiva n. 2000/60/CE; e)	propone e adotta normative omogenee relative a standard, limiti e divieti, inerenti alle finalit� di cui all' articolo 1;
f)	predispone indirizzi, direttive e criteri per la valutazione degli effetti sull'ambiente degli interventi e delle attivit� con particolare riferimento alle tecnologie agricole, zootecniche ed industriali;
1. Il Piano di bacino � lo strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo mediante il quale sono pianificate e programmate le azioni e le norme d�uso finalizzate alla conservazione, alla difesa, alla valorizzazione e alla corretta utilizzazione del suolo e delle acque, sulla base delle caratteristiche fisiche e ambientali dei territori interessati. Esso rappresenta il quadro di riferimento a cui devono adeguarsi e riferirsi tutti i provvedimenti autorizzativi e concessori inerenti agli interventi comunque riguardanti il bacino e ha valore di piano territoriale di settore. 2. Il Piano di bacino ha i contenuti e l�efficacia di cui all�articolo 65 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
3. Il Piano di bacino � redatto, adottato e approvato per sottobacini o per stralci relativi a settori funzionali, interessanti anche pi� bacini idrografici e costituenti, in ogni caso, fasi sequenziali e interrelate rispetto ai suoi contenuti. Art. 9
Piano di bacino distrettuale � procedure
1. Il Presidente del Comitato istituzionale, al fine di definire i criteri, metodi, tempi e modalit� per l'elaborazione del Piano di bacino entro sessanta giorni dalla sua prima adunanza, convoca una conferenza programmatica articolata per sezioni provinciali alle quali partecipano le province ed i comuni interessati.
2. Lo schema preliminare di Piano, predisposto dall'Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna tenendo conto della pianificazione territoriale della Regione, � adottato dal Comitato istituzionale e pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione, con l'indicazione delle modalit� di accesso e di consultazione degli elaborati relativi e contestualmente inviato alle Province e ai comuni interessati.
3. Entro 60 giorni dall�ultima pubblicazione, le Autonomie locali, le organizzazioni e associazioni economiche e sociali e tutti i soggetti interessati possono presentare al Comitato istituzionale osservazioni. Trascorso tale termine, il Presidente del Comitato istituzionale provvede ad indire, ai sensi dell'articolo 18 della legge regionale 22 agosto 1990, n. 40, l'istruttoria pubblica articolata per Province.
4. Il Comitato istituzionale, entro i successivi 60 giorni, decorrenti dall'ultima istruttoria pubblica, adotta la proposta definitiva di Piano e la trasmette al Consiglio regionale per la sua approvazione finale che deve avvenire entro i successivi novanta giorni, previa acquisizione � ai sensi dell�art. 9 della legge regionale n. 1/2005 - del parere del Consiglio delle Autonomie locali.
5. Entro un anno dall'approvazione del Piano di bacino la Regione e gli enti locali provvedono ad adeguare i rispettivi strumenti di piano e programmatici alle sue prescrizioni. Art. 10
1. Dal momento dell�adozione e fino all'approvazione del Piano di bacino distrettuale o suo stralcio si applica l�art. 65, comma 7 del decreto legislativo 152 del 2006.
Disposizioni concernenti l'utilizzazione
1. La Regione subentra nella sola titolarit� di tutte le concessioni di acqua pubblica, o dei titoli a derivare comunque denominati, in corso, ovvero di tutte le domande di concessione in istruttoria, in capo ad enti pubblici o a partecipazione pubblica, che utilizzino o prevedano l'utilizzo delle infrastrutture, degli impianti ad essa trasferiti ai sensi dell'articolo 6 della legge 2 maggio 1976, n. 183 e quelli realizzati con finanziamenti regionali, nazionali e comunitari, purch� inseriti nel sistema idrico multisettoriale regionale.
2. Agli attuali utilizzatori � assicurata la possibilit� di prelevare, per gli utilizzi settoriali della risorsa, in qualit� di utenti del soggetto gestore del sistema multisettoriale regionale, un quantitativo d'acqua pari a quello utilizzato in conformit� al preesistente titolo di derivazione rilasciato o in fase di istruttoria, a condizione che ci� risulti compatibile con le risultanze della procedura di revisione dei titoli di utilizzazione delle acque pubbliche. 3. L'Agenzia regionale per le risorse idriche, con l'obiettivo di assicurare l'equilibrio del bilancio idrico nel rispetto delle priorit� di cui al decreto legislativo n. 152 del 2006 e tenendo conto delle idroesigenze, delle disponibilit� della risorsa, del minimo deflusso vitale, della salvaguardia delle falde e delle destinazioni d'uso compatibili con le relative caratteristiche qualitative e quantitative, propone alla Regione prescrizioni o limitazioni temporali o quantitative di tutti i titoli di utilizzazione di acque pubbliche, senza che ci� possa dar luogo alla corresponsione di indennizzi, fatta salva la relativa riduzione del canone demaniale di concessione.
4. La Giunta regionale, entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge, emana � su proposta dall'Assessorato regionale competente in materia di lavori pubblici - direttive per la disciplina del procedimento di concessione per l'approvvigionamento di acqua pubblica da corpo idrico superficiale naturale o artificiale, o da acque sotterranee e sorgenti sulla base dei criteri e principi di cui all�art. 20, comma 8 della legge 15 marzo 1997, n. 59.
Agenzia regionale del distretto
idrografico della Sardegna
Istituzione, finalit� e natura giuridica dell'Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna
1. Al fine di garantire l'unitariet� della gestione delle attivit� di pianificazione, programmazione, regolazione nei bacini idrografici della regione � istituita, quale direzione generale della Presidenza della Giunta l' "Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna" di seguito denominata Agenzia. 2. L'Agenzia ha la funzione di segreteria tecnico-operativa, di struttura di supporto logistico-funzionale dell'Autorit� di bacino e di struttura tecnica per l'applicazione delle norme previste dalla direttiva n. 2000/60/CE. A tal fine svolge compiti istruttori, di supporto tecnico, operativo e progettuale alle funzioni di regolazione e controllo proprie della Regione e realizza una attivit� di ricerca e sviluppo. 3. L'attivit� dell'Agenzia � finalizzata a:
a)	proteggere e migliorare lo stato degli ecosistemi acquatici e degli ecosistemi terrestri e delle zone umide direttamente dipendenti dagli ecosistemi acquatici per il fabbisogno idrico;
b)	agevolare un utilizzo idrico sostenibile fondato sulla protezione a lungo termine delle risorse idriche sostenibili;
c)	mirare alla protezione rafforzata e al miglioramento dell'ambiente acquatico;
d)	assicurare la graduale riduzione dell'inquinamento delle acque sotterranee;
e)	contribuire a mitigare gli effetti delle inondazioni e delle siccit�;
f)	contribuire a garantire una fornitura sufficiente di acque superficiali e sotterranee di buona qualit� per un utilizzo idrico sostenibile, equilibrato ed equo.
Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna � Funzioni
1. L'Agenzia cura gli adempimenti dell'Autorit� di bacino fornendo il supporto tecnico e organizzativo per il suo funzionamento e predispone, per l'adozione dei successivi provvedimenti di competenza,:
a)	i progetti di Piano di bacino, dei relativi Piani stralcio e il progetto del Piano di gestione del distretto idrografico; b)	un'analisi delle caratteristiche del distretto idrografico della Sardegna, con le modalit� e i contenuti previsti dall'articolo 5 della direttiva n. 2000/60/CE, per procedere ad un esame dell'impatto delle attivit� umane sullo stato delle acque superficiali e sotterranee e per definire un'analisi economica dell'utilizzo idrico;
c)	gli elaborati per istituire e aggiornare i registri delle aree protette, con le modalit� e i contenuti previsti dall'articolo 6 della direttiva n. 2000/60/CE;
d)	l'aggiornamento del Piano regolatore generale degli acquedotti;
e)	gli indirizzi e gli obiettivi per l'elaborazione � da parte del soggetto gestore del sistema idrico multisettoriale - dei programmi di interventi ed il piano finanziario, relativi al servizio di approvvigionamento idrico; f)	la carta dei servizi inerente al servizio idrico multisettoriale regionale, esercitando inoltre le attivit� di verifica e controllo riguardante il raggiungimento dei requisiti e degli standard in essa fissati;
g)	il sistema regionale dei corrispettivi economici per la fornitura dell'acqua grezza all'ingrosso per gli usi multisettoriali;
h)	le attivit� operative ed istruttorie relative alle funzioni della Regione in materia di servizio idrico integrato a termini decreto legislativo n. 152/2006 e della legge regionale 17 ottobre 1997, n. 29 (Istituzione del servizio idrico integrato, individuazione e organizzazione degli ambiti territoriali ottimali in attuazione della legge 5 gennaio 1994, n. 36) e successive modifiche ed integrazioni;
i)	i programmi di monitoraggio dello stato di qualit� delle acque, con le modalit� e i contenuti previsti dall'articolo 8 della direttiva n. 2000/60/CE anche ai fini della determinazione continua del bilancio idrico e della salvaguardia della sicurezza dei cittadini in condizioni di crisi e successiva emergenza idrica, concordandone l'attuazione con l'ARPAS;
l)	i pareri sulle domande di concessione idrica di particolare rilevanza, i criteri e gli obblighi per l'installazione e manutenzione dei dispositivi per la misurazione delle portate e dei volumi d'acqua pubblica derivata o restituita e norme sul risparmio idrico con particolare riferimento al settore agricolo.
4. L'Agenzia inoltre, assicura: a) l'integrazione e la raccolta unitaria delle informazioni relative al sistema delle acque interne, compresi gli ambiti fluviali e lacustri;
b)	la condivisione delle informazioni da parte di tutti gli enti competenti in materia, al fine di favorire una gestione coerente e integrata delle risorse idriche;
c)	la raccolta omogenea delle informazioni necessarie per l'alimentazione delle banche dati nazionali ed europee;
d)	la realizzazione di strumenti informatici di supporto alle decisioni e di monitoraggio in ordine all'impatto degli interventi;
e)	la realizzazione di servizi informativi per la diffusione di dati ed elementi conoscitivi del territorio;
f) il raccordo e l'integrazione dei dati e delle informazioni con il Sistema informativo regionale per il monitoraggio ambientale gestito dall'ARPAS.
Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna - Direttore generale
1. Il direttore generale � scelto tra i dirigenti dell'Amministrazione o degli enti regionali di cui al comma 2 dell'articolo 28, della legge regionale n. 31 del 1998, o tra soggetti esterni di cui all'articolo 29 della medesima legge, in possesso di comprovata professionalit� ed esperienza acquisita nella direzione di sistemi organizzativi complessi di medie e grandi dimensioni nei cinque anni precedenti, il cui rapporto di lavoro non sia stato risolto per demerito o altro fatto imputabile al medesimo soggetto.
2. Il direttore generale redige, in particolare, una relazione annuale sulle attivit� svolte, i risultati conseguiti e le criticit� emerse nell'anno precedente e un rapporto annuale sullo stato dei servizi idrici, sulle caratteristiche quantitative e qualitative dei corpi idrici e sull'assetto idrogeologico del territorio in Sardegna per la presentazione al Comitato istituzionale; tale relazione dovr� essere redatta in collaborazione, per le materie di competenza, con l'ARPAS.
1. Per l�esercizio delle sue funzioni sono assegnati all'Agenzia, con decreto del Presidente della Regione, i beni mobili ed immobili, le attrezzature, le strutture della Regione, degli enti regionali e di altri enti, organismi pubblici e societ� di capitali se tali beni sono di propriet� della Regione.
1. Il Piano di gestione del distretto idrografico, di seguito Piano di gestione, da sviluppare con le modalit� e i contenuti previsti dall'articolo 13 della direttiva n. 2000/60/CE, � lo strumento regionale per la pianificazione della tutela e dell'uso delle acque. Esso, in coerenza con la pianificazione generale della Regione, assunta anche in qualit� di Autorit� di bacino: a) individua le misure e gli interventi necessari ad assicurare la tutela qualitativa e quantitativa dei corpi idrici e il perseguimento delle finalit� di cui all'articolo 1, secondo il modello della programmazione integrata e nel rispetto del principio di sussidiariet�;
b) contiene il programma di tutela e uso delle acque con il quale sono individuate le azioni per il raggiungimento degli obiettivi contenuti nell'atto di indirizzo;
c) contiene l�integrazione della valutazione ambientale condotta secondo i contenuti e le procedure di cui agli articoli 4, 5, 6, 7, 8 e 9 della direttiva n. 2001/42/CE.
2. Il Piano di gestione costituisce un Piano stralcio di bacino con le caratteristiche e le procedure di approvazione e attuazione di cui all�articolo 9.
1. Il Comitato istituzionale stabilisce annualmente i criteri per l'attuazione del sistema di definizione dei contributi al recupero dei costi dei servizi idrici a carico dei vari settori di impiego dell'acqua all'ingrosso, sulla base di quanto previsto dall'articolo 9 della direttiva n. 2000/60/CE, tenendo conto:
a)	dell'esigenza di incentivare la conservazione ed il risparmio della risorsa idrica per conseguire l'obiettivo di una gestione sostenibile;
b)	degli investimenti infrastrutturali effettuati e da effettuare, che contribuiscono al miglioramento della produttivit�, della qualit� e dell'organizzazione del servizio idrico di gestione del sistema idrico multisettoriale regionale;
c)	dell'obiettivo di unificare i criteri di determinazione dei corrispettivi economici relativi al servizio di approvvigionamento idrico del sistema idrico multisettoriale regionale sull'intero territorio per categorie di utenze omogenee;
d)	delle conseguenze sociali, ambientali ed economiche del recupero dei costi per le diverse categorie di utenza;
e)	dell'esigenza di graduare nel tempo le eventuali variazioni dei contributi territorialmente vigenti al recupero dei costi.
2. L'Agenzia elabora il Piano per il recupero dei costi relativi ai servizi idrici per l'acqua all'ingrosso, sulla base dei criteri di cui al comma 1 e lo propone all'adozione del Comitato istituzionale, che lo trasmette, successivamente, alla Giunta regionale per la sua approvazione. Il piano ripartisce i costi tra i diversi settori di utilizzazione suddivisi almeno nelle categorie di utenza di cui al comma 1, lett.f) dell'articolo 3.
3. I corrispettivi economici per la fornitura dell'acqua all'ingrosso sono riscossi dal soggetto gestore del sistema idrico multisettoriale.
1. L'Ente Autonomo del Flumendosa, dalla data di entrata in vigore della presente legge, � trasformato in �Ente delle Risorse Idriche della Sardegna�, di seguito denominato �E.R.I.S.� quale ente strumentale della Regione per la gestione del sistema idrico multisettoriale regionale. 2. L'ente provvede alla realizzazione, alla gestione e alla manutenzione delle infrastrutture, degli impianti e delle opere del sistema idrico multisettoriale regionale affidati in concessione dalla Regione e, a tal fine, utilizza le risorse ed i beni della Regione per lo svolgimento delle attivit� di cui all'oggetto sociale, e quelli gi� di competenza dell'Ente autonomo del Flumendosa.
3. La titolarit� delle reti e delle infrastrutture e la titolarit� delle concessioni ad esse inerenti rimane in capo alla Regione, mentre la relativa gestione � attribuita all'E.R.I.S.
1. L'attivit� di E.R.I.S. ha per oggetto:
a)	la gestione unitaria del sistema idrico multisettoriale regionale sia in modo diretto che indiretto; b) la progettazione, la realizzazione, la gestione dei relativi impianti ed opere e la manutenzione ordinaria e straordinaria e la valorizzazione delle infrastrutture, degli impianti e delle opere, del sistema idrico multisettoriale regionale;
c)	la predisposizione dei programmi di interventi ed il relativo piano finanziario inerenti al servizio di approvvigionamento idrico multisettoriale regionale. Essi sono approvati dalla Giunta regionale; d)	la riscossione dei corrispettivi per il recupero dei costi del servizio idrico, per il sistema di approvvigionamento multisettoriale dell'acqua all'ingrosso, dalle utenze idriche settoriali sulla base del Piano di recupero dei costi;
e)	l'espletamento di ulteriori compiti, funzioni ed attivit� conferiti dalla Regione, dagli enti locali e da altri soggetti pubblici e privati coerenti con la sua attivit� e con riferimento alle attivit� di realizzazione delle opere pubbliche.
2. Le norme statutarie di E.R.I.S. sono approvate, entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente della Regione, previa conforme deliberazione della Giunta regionale, da adottarsi su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di lavori pubblici previo parere della competente Commissione consiliare.
3. Fino all�approvazione delle norme statutarie e regolamentari, E.R.I.S. conserva lo Statuto, il regolamento organico, i regolamenti interni e gli atti di contrattazione decentrata vigenti per E.A.F. Sono confermate, fino all�approvazione delle deliberazioni del consiglio di amministrazione di E.R.I.S., le strutture organizzative, le sotto articolazioni e gli incarichi vigenti all�E.A.F. alla data di entrata in vigore della presente legge.
1. Nella tabella A allegata alla legge regionale n. 14 del 1995, la parte denominata:
m) "Ente autonomo del Flumendosa (EAF);"
m) "Ente delle risorse idriche della Sardegna (E.R.I.S.);".
2. Nel comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale 23 agosto 1995, n. 20, la parte denominata:
7) "Ente autonomo del Flumendosa (EAF)"
7) "Ente delle risorse idriche della Sardegna (E.R.I.S.)".
3. L'articolo 24 della legge regionale n. 20 del 1995 � cos� sostituito:
1. Il Consiglio di amministrazione del Ente delle risorse idriche della Sardegna (E.R.I.S) � composto da tre esperti di elevato livello scientifico in possesso di comprovata professionalit� ed esperienza acquisita in materia di sistemi ed infrastrutture idrauliche, gestione di servizi pubblici e di sistemi organizzativi complessi. Essi sono nominati con decreto del Presidente della Regione su conforma deliberazione della Giunta regionale, secondo le forme e le procedure di cui all�articolo 3.�
4. Nella tabella A allegata alla legge regionale n. 20 del 1995, la parte denominata:
"- Ente autonomo del Flumendosa (EAF)"
"- Ente delle risorse idriche della Sardegna (E.R.I.S)".
5. La lettera l) del comma 1 dell'articolo 69 della legge n. 31 del 1998 � cos� sostituita:
"l) Ente delle risorse idriche della Sardegna (E.R.I.S);".
a)	il corrispettivo economico per la fornitura dell'acqua all'ingrosso;
b)	i finanziamenti per la realizzazione di attivit� e progetti specifici commissionati al soggetto gestore;
c)	gli introiti derivanti dall'effettuazione di prestazioni erogate a favore di altri enti e organismi pubblici;
d)	i finanziamenti statali e comunitari;
e)	ogni altro finanziamento acquisito in conformit� alle norme che ne disciplinano l'attivit�.
2. La Regione, sulla base delle risultanze dei Piani di bacino, del Piano di gestione o di documenti pianificatori preliminari predisposti dall'Agenzia e in conformit� alle previsioni del bilancio pluriennale, pu� concedere incentivi e contributi al soggetto gestore, a parziale copertura dei costi del servizio idrico multisettoriale, al fine di tener conto delle conseguenze sociali, ambientali ed economiche del recupero dei costi a carico dei soggetti utilizzatori delle risorse idriche, come pure delle specifiche condizioni geografiche e climatiche della Sardegna.
3. La Regione, sulla base degli obiettivi strategici fissati nel piano regionale di sviluppo e dei programmi operativi elaborati dall'Agenzia e in conformit� alle previsioni del bilancio pluriennale, pu� concedere incentivi e contributi a favore dell'ente per l'attivit� di progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva e di realizzazione di opere infrastrutturali, nonch� per ricerche e studi, attinenti alla gestione delle risorse idriche multisettoriali del distretto idrografico della Sardegna.
4. Il rilascio della concessione degli incentivi avviene secondo le seguenti priorit�:
a)	programmi di investimento e adeguamento degli impianti e delle reti multisettoriali;
b)	attivazione di risorse pubbliche con strumenti e tecniche che comportino minori costi per la pubblica amministrazione;
c)	attivazione di progetti che tendano al risparmio ed al recupero della qualit� idrica; d)	adozione di tecnologie a elevato contenuto innovativo, finalizzate al risparmio idrico.
Norme per la trasparenza dei costi sostenuti dai soggetti che operano nella gestione delle risorse idriche
1. Le presenti norme perseguono la trasparenza dei costi sostenuti dai soggetti gestori dei sistemi di approvvigionamento idrico per le diverse categorie di utenza mediante un appropriato sistema di individuazione e di separazioni, amministrativa e contabile, degli oneri afferenti alle attivit� svolte per garantire il servizio idrico. Gli oneri del servizio idrico devono essere totalmente distinti dagli oneri afferenti ad altre attivit� ed altri servizi svolti dai soggetti gestori, comprese le attivit� connesse alla difesa idraulica del territorio.
2. La separazione amministrativa e contabile persegue l'obiettivo di rendere trasparenti e omogenei i bilanci dei soggetti operanti nel settore della gestione dei sistemi idrici e di consentire la verifica dei costi delle singole prestazioni assicurando, in particolare, la loro corretta disaggregazione ed imputazione per attivit� svolta per area geografica e per categoria di utenza.
3. Le presenti norme dettano altres� le regole della corretta imputazione dei costi che i soggetti che operano nel settore della gestione dei sistemi idrici devono applicare anche al fine della promozione dell'efficienza nell'erogazione dei servizi di pubblica utilit� e per garantire adeguati livelli di qualit� dei servizi in condizioni di economicit� ed efficacia.
1. Le presenti norme si applicano ad ogni soggetto, indipendentemente dalla sua forma giuridica, che operi in favore di una pluralit� di categorie di utenza di risorse idriche, ovvero che operi nel campo della gestione delle risorse idriche ed in altre e diverse attivit�. Esse non si applicano a soggetti affidatari della gestione del servizio idrico integrato da parte dell'Autorit� d'ambito.
Attivit� e comparti di separazione contabile
1. Con riferimento alle attivit� nel campo della gestione delle risorse idriche, costituiscono attivit� e comparti di separazione contabile:
a)	l'attivit� di produzione delle risorse idriche, con i seguenti comparti:
1)	opere di presa e derivazione ad acqua fluente; 2)	dighe e relativi serbatoi di accumulo;
3)	pozzi e sorgenti;
4)	impianti non convenzionali;
b)	l'attivit� di adduzione delle risorse idriche, con i seguenti comparti:
1)	adduzioni a pelo libero; 2)	adduzioni in pressione;
3)	impianti di sollevamento.
c)	l'attivit� di trattamento delle risorse idriche, con i seguenti comparti:
1) trattamento delle acque per l'utilizzo;
d)	l'attivit� di distribuzione delle risorse idriche, con i seguenti comparti:
1)	trasporto, accumulo e consegna;
2)	impianti di sollevamento.
e)	l'attivit� di misura delle risorse idriche, con i seguenti comparti: 1)	installazione e manutenzione dei misuratori; 2)	rilevazione e registrazione dei flussi e dei consumi;
f)	l'attivit� di controllo della qualit� delle risorse idriche, con i seguenti comparti: 1)	installazione e manutenzione delle apparecchiature di monitoraggio;
2)	campionamento;
3)	analisi chimico-fisiche e biologiche.
2. Tali attivit� comprendono le operazioni di gestione, esercizio, manutenzione e sviluppo delle opere e degli impianti.
1. Le componenti non attribuibili dal soggetto in modo diretto alle attivit� di cui all'articolo 24, sono imputate ai servizi comuni.
a)	la pianificazione e controllo di gestione, contabilit� generale e di gestione, revisione contabile interna ed esterna; b)	la gestione finanziaria;
c)	il funzionamento degli organi legali e societari, inclusi presidenza, direzione generale, segreteria generale e protocollo, servizi legale e fiscale, studi economici, marketing e relazioni esterne; d)	i servizi del personale e delle risorse umane; e)	gli approvvigionamenti, acquisti, trasporti e logistica; f)	la ricerca e sviluppo; g)	i servizi di ingegneria e di costruzione; h)	i servizi immobiliari; i)	i servizi informatici; l)	i servizi di telecomunicazione; m)	eventuali altri servizi non compresi nel presente elenco. 3. Quando i costi di una funzione svolta da un servizio comune sono attribuibili in modo diretto e quantificabile alle attivit�, il soggetto gestore assegna detti costi direttamente alle attivit� a cui si riferiscono.
4. Quando i costi di una funzione svolta da un servizio comune non sono attribuibili in modo diretto alle attivit�, il soggetto gestore assegna detti costi alle attivit� cui si riferiscono in modo proporzionale ai costi diretti imputati alle diverse attivit�.
1. Quando il costo complessivo di una attivit� svolta, distinto per comparti e gravato dei costi dei servizi comuni, � attribuibile in modo diretto a una categoria di utenza, il soggetto gestore assegna detto costo direttamente alla categoria a cui si riferisce. 2. Quando il costo di una attivit� svolta, distinto per comparti e gravato dei costi dei servizi comuni, non � attribuibile in modo diretto a una categoria di utenza, il soggetto gestore ripartisce detto costo fra le categorie di utenze interessate in modo proporzionale al volume annuo di acqua movimentato per ciascuna categoria di utenza.
Separazione amministrativa. Gestione delle attivit�
1. Ai fini delle norme del presente capo, il soggetto gestore organizza le attivit� di cui all'articolo 24, come se le stesse attivit� fossero svolte da imprese separate.
Personale Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna
1. L'Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna si avvale per le proprie funzioni prioritariamente del personale di cui all�art. 2, comma 3 della legge regionale 12 luglio 2005, n. 10. L�Agenzia pu�, inoltre, avvalersi di personale dell'Amministrazione e degli enti regionali. 2. In sede di prima applicazione, il direttore generale dell� Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna � nominato entro quarantacinque giorni dall�entrata in vigore della presente legge.
3. Entro due mesi dalla data di tale nomina, il direttore generale provvede:
a) alla ricognizione del personale necessario per lo svolgimento � a regime- delle attivit� inerenti le competenze dell�Agenzia e dei relativi beni ed attrezzature;
b) alla presentazione alla Giunta regionale, che l�approva entro quindici giorni, di una relazione sui risultati della ricognizione contenente la definizione della dotazione organica e dei beni e delle attrezzature necessarie per il funzionamento.
4. Entro i successivi due mesi la Giunta regionale, su proposta dell�Assessore competente in materia di personale, procede alla valutazione delle domande di assegnazione pervenute e alla contestuale attivazione delle procedure di mobilit�.
5. I posti di organico, non coperti dopo l'attivazione dei provvedimenti di mobilit�, saranno assegnati mediante concorsi pubblici. Al personale dell'Agenzia � conservata la retribuzione individuale di anzianit� in godimento nell'ente di provenienza.
Personale dell�Ente delle risorse idriche della Sardegna
1. Il personale di ruolo dell'Ente Autonomo del Flumendosa, alla data di entrata in vigore della presente legge, � assegnato all�Ente delle risorse idriche della Sardegna ed incluso nei suoi ruoli organici, mantenendo l�inquadramento, lo status giuridico, economico, previdenziale in godimento e l�anzianit� di servizio maturata che viene interamente riconosciuta nel ruolo di E.R.I.S.. Alle eventuali carenze di organico, in sede di prima applicazione, si fa fronte con il personale e secondo le modalit� di cui all�art. 28, comma 1. 2. In sede di prima applicazione, il Consiglio di amministrazione dell� Ente delle risorse idriche della Sardegna, � nominato entro quarantacinque giorni dall�entrata in vigore della presente legge.
3. Entro due mesi dalla data di tale nomina, il Consiglio di amministrazione, provvede:
a) alla ricognizione del personale necessario per lo svolgimento � a regime- delle attivit� inerenti le competenze dell�Ente;
b) alla presentazione alla Giunta regionale, che l�approva entro quindici giorni, di una relazione sui risultati della ricognizione contenente la definizione della dotazione organica necessaria per il funzionamento.
5. I posti di organico, non coperti dopo l'attivazione dei provvedimenti di mobilit�, saranno assegnati mediante concorsi pubblici. Al personale di E.R.I.S. � conservata la retribuzione individuale di anzianit� in godimento nell'ente di provenienza.
6. Ai soggetti che partecipino a concorsi pubblici banditi dall�Amministrazione regionale per le finalit� di cui al comma 5, impiegati presso l�E.A.F. , a qualunque titolo, alla data del 1/11/2006, per profili professionali corrispondenti alle mansioni da essi effettivamente svolte, � attribuito, qualora conseguano l�idoneit� nelle prove d�esame, un punteggio aggiuntivo in sede di valutazione dei titoli non superiore al 25 per cento del punteggio complessivo finale conseguito da ciascun candidato, in relazione alla durata del servizio prestato.
Gestione del sistema idrico multisettoriale
1. I soggetti che alla data di entrata in vigore della presente legge gestiscono singoli impianti del sistema idrico multisettoriale regionale cessano nell�attivit� di gestione a decorrere dall�effettiva operativit� del nuovo soggetto gestore delle opere rientranti nel sistema idrico multisettoriale regionale.
2. L'E.R.I.S. proseguir� nella gestione di tutte le opere e tutti gli impianti ad uso multisettoriale di competenza dell'Ente autonomo del Flumendosa. 3. In sede di prima applicazione l�Assessorato regionale competente in materia di Lavori pubblici procede, entro un mese dall�entrata in vigore della presente legge, alla ricognizione e identificazione delle opere del sistema idrico multisettoriale regionale di competenza della Regione da affidare al soggetto gestore e del personale adibito alla gestione delle opere, individuato sulla base delle certificazioni dei rappresentanti legali dei soggetti gestori di cui al comma 1. 4. Le opere cos� identificate sono dichiarate di competenza regionale con appositi decreti del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale. 5. Tali decreti, nell�individuare e disciplinare le procedure attraverso cui realizzare in concreto il trasferimento delle opere dall�attuale gestore al nuovo gestore unico regionale, dovranno prevedere:
a) l�individuazione cartografica delle opere e le caratteristiche tecniche principali;
b) l�individuazione della tipologia gestionale in atto, con riferimento alla natura giuridica e alle caratteristiche del servizio esercitato;
c) l�illustrazione dei costi di gestione e delle strutture gestionali in atto;
d) l�individuazione del personale necessario per la gestione dell�opera da trasferire ad E.R.I.S..
6. Il Presidente della Regione, entro trenta giorni dalla costituzione dell�Autorit� di bacino trasmette al Comitato istituzionale i risultati di tale ricognizione.
7. Il personale trasferito � inquadrato da E.R.I.S. con le garanzie dell�articolo 2112 del Codice civile, facendo esclusivo riferimento alla posizione giuridica ricoperta nell�ente di provenienza; in ogni caso a tale personale � garantito un trattamento economico non inferiore a quello corrisposto all�ente di provenienza all�atto del trasferimento.
8. L�ente di provenienza provvede alla liquidazione di tutti i crediti esigibili che il prestatore di lavoro ha maturato all�atto del trasferimento.
9. Il personale trasferito ha facolt� di esercitare l�opzione di cui all�articolo 5, comma 1, lett.b) della legge 8 agosto 1991, n. 274 e successive modificazioni, per il mantenimento del trattamento previdenziale goduto presso l�ente di appartenenza.
1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono determinati in euro 300.000 per l'anno2006; alla determinazione degli oneri per gli anni successivi si provvede con legge finanziaria; gli stessi oneri fanno carico alla unit� previsionale S01.014 di nuova istituzione del bilancio regionale per l'anno 2006 e alla unit� previsionale di base corrispondente dei bilanci per gli anni successivi.
2. Nel bilancio della Regione per l'anno 2006 sono introdotte le seguenti variazioni:
in diminuzione 03 � PROGRAMMAZIONE
UPB S03.006 - Fondo speciale per nuovi oneri legislativi di parte corrente
(Cap. 03030) (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11) - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 3) della Tabella A allegata alla legge finanziaria (comma 7 dell'articolo 1 della legge regionale 21 aprile 2005, n. 7)
2006	euro	300.000
01- PRESIDENZA
Direzione 01 - Servizio 01
UPB S01.014 - NI Titolo I (01.01) - Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna