Source: http://www.anolf.it/archivio/circolari/minint_circolare_16_03_00.htm
Timestamp: 2019-09-18 22:03:13+00:00
Document Index: 87153499

Matched Legal Cases: ['art 3', 'art. 1', 'art.2', 'art.3', 'art.4', 'art.23', 'art. 34', 'art.34', 'art.29', 'art.31', 'art.34', 'art.31', 'art.34', 'art. 16', 'art.23', 'art. 34', 'art.34', 'art. 54', 'art.53', 'art. 34', 'art.53', 'art. 53', 'art. 16', 'art.34', 'art.31', 'art.34', 'art.35', 'art.23', 'art. 34', 'art. 4', 'art.23', 'art.21', 'art. 14', 'art.14', 'art. 38']

n. 300.C/2000/156/P/12.214.3.4/1^ Div.
Ai Sigg. Dirigenti dei settori di Polizia di frontiera Loro Sedi
Ai Sigg. Dirigenti gli Uffici di Polizia di frontiera presso gli scali marittimi ed aerei Loro Sedi
E' stato pubblicato sulla G.U. n.62 del 15 marzo u.s, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, recante la programmazione dei flussi d'ingresso dei lavoratori[ extracomunitari nel territorio dello stato per l'anno 2000.
Il decreto in esame, che si compone di cinque articoli, è il primo emanato ai sensi dell'art 3, comma 4 del D.L.vo 25 luglio 1998, n.286 e consente l'ingresso per lavoro subordinato, anche a carattere stagionale, e per lavoro autonomo a cittadini extracomunitari residenti all'estero entro la quota massima di n. 63.000 persone (art. 1).
Nell'ambito della quota massima predetta il decreto in questione prevede l'ingresso di 30.000 lavoratori provenienti da qualunque Paese non comunitario (28.000 per lavoro subordinato e 2000 per lavoro autonomo) (art.2), nonché una quota riservata per un totale di 18.000 persone a favore di cittadini stranieri appartenenti a Stati specificatamente individuati (6000 albanesi, 3000 tunisini, 3000 marocchini, 6000 di altri Paesi che sottoscrivano intese di cooperazione) che potranno entrare in Italia per svolgere attività di lavoro subordinato o autonomo o per l'inserimento nel mercato del lavoro (art.3).
Particolare rilevanza riveste l'art.4 che, nello stabilire una quota di ingresso per ricerca di lavoro a favore di 15.000 persone, sempre nell'ambito della quota massima di 63.000 unità, rende esecutivi i principi stabiliti dall'art.23 del t.u. Sull'immigrazione, conformemente alle modalità individuate dal regolamento di attuazione (artt.34, 35, 36).
Ciò premesso, nel richiamare le disposizioni impartite con circolare N.300/C/227729/12/207/I^Div. del 23.12.1999, con particolare riguardo a quanto previsto nel capo V del regolamento di attuazione concernente la disciplina del lavoro, si forniscono ulteriori precisazioni circa le modalità applicative del decreto in esame.
Innanzitutto, per ciò che concerne la procedura e i requisiti necessari per la prestazione delta garanzia ai fini del rilascio dell'autorizzazione all'ingresso per inserimento nel mercato del lavoro, deve chiarirsi, così come indicato all'art. 34 reg. Att., che può prestare garanzia il cittadino italiano e lo straniero con permesso di soggiorno di durata residua non inferiore ad un anno.
Il garante dovrà dimostrare una capacità economica adeguata alla prestazione della garanzia (art.34, comma 1 reg. att.) ovvero la disponibilità di un reddito personale o familiare che tenga conto del numero di familiari a carico, sulla scorta dei criteri stabiliti, in materia di ricongiungimento familiare, dall'art.29 co.3 lett. b) del t.u. sull'immigrazione (l'importo annuo dell'assegno sociale cui applicare il moltiplicatore previsto dalla citata norma è attualmente pari a £. 8.005.400).
Il garante non dovrà inoltre, così come indicato nell'art.31 comma 3 reg. att., richiamato dall'art.34 comma 1 reg. att., risultare denunciato per uno dei reati previsti dal t.u. sull'immigrazione ovvero dei reati previsti dagli artt. 380 e 381 c.p.p., oppure risultare colpito da una misura di prevenzione, salvi i casi di esclusione previsti dal citato art.31 comma 3 reg. att..
- dei mezzi di sussistenza dello straniero, per una misura non inferiore all'importo annuo dell'assegno sociale (£.8.005.400);
Inoltre, dovrà dimostrare, ai sensi dell'art.34 comma 2 lett. b) reg. att., la disponibilità, attestata mediante specifico impegno, di un alloggio, la cui idoneità dovrà essere certificata dal comune o dall'azienda unità sanitaria locale (art. 16, comma 4 lett. b) reg. att., in tema di rilascio della carta di soggiorno).
Il titolo attestante la garanzia dovrà essere restituito, oltre che nel caso in cui l'autorizzazione all'ingresso non sia stata utilizzata entro il termine di sei mesi dalla presentazione della domanda (art.23 comma 1 reg. att.) immediatamente, se l'autorizzazione non è concessa, oppure a seguito della comunicazione della rappresentanza diplomatica o consolare che il visto d'ingresso non è stato concesso, ovvero qualora venga rilasciato il permesso dì soggiorno per motivi di lavoro (art. 34 comma 3 reg. att.).
La garanzia potrà essere prestata, ai sensi dell'art.34 comma 5 reg. att., anche dalle associazioni professionali e sindacali, dagli enti ed associazioni del volontariato che risultino iscritte nel registro delle associazioni e degli enti che svolgono attività a favore degli immigrati, sezione seconda, tenuto presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento per gli Affari Sociali, Ufficio immigrazione.
L'iscrizione dovrà essere attestata mediante esibizione di copia del decreto, previsto dall'art. 54 comma 1 reg. att., del Ministro per la solidarietà sociale, con cui si dispone l'iscrizione nel citato registro e si indica, inoltre, ai sensi dell'art.53 comma 4 reg. att., il numero massimo di garanzie annuali che possono essere presentate dai cennati organismi.
La domanda di autorizzazione all'ingresso dovrà inoltre essere corredata, ai sensi dell'art. 34 comma 7 reg. att., di copia autentica della deliberazione, degli organismi in questione, circa la prestazione delle garanzie e della documentazione attestante la disponibilità delle risorse occorrenti ad assicurare il sostentamento, l'assistenza sanitaria - per la durata del permesso di soggiorno - e le spese di eventuale rimpatrio. Tale disponibilità economica non dovrà essere inferiore all'importo annuo dell1assegno sociale (£.8.005.400) aumentato progressivamente, in caso di richiesta per più stranieri, in base ai criteri di cui all'art.53 comma 4 reg. att..
Dovrà, ancora, essere indicato, ai sensi del medesimo art. 53 comma 4 reg. att., il luogo ove tali organismi intendono ospitare lo straniero e le relative caratteristiche strutturali e sanitarie, certificate a norma del citato art. 16, comma 4 lett. b) reg. att..
Infine, ai sensi dell'art.34 comma 5 lett. b) reg. att. nei confronti dei legali rappresentanti e dei componenti degli organi di amministrazione e di controllo, ovvero dei soci, se si tratta di società in nome collettivo, non dovranno sussistere i pregiudizi di cui al già citato art.31 comma 3 reg. att..
La richiesta di autorizzazione all'ingresso potrà essere presentata anche dalle regioni e dagli enti locali comprese le comunità montane e i loro consorzi od associazioni, ai sensi dell'art.34 comma 6 reg. att., che potranno prestare garanzia nei limiti delle risorse finanziarie, patrimoniali ed organizzative appositamente deliberate a norma dei rispettivi ordinamenti; ai fini della verifica ditali presupposti l'istanza dovrà essere corredata di copia autentica della deliberazione.
Per essi l'indicazione nominativa degli stranieri da garantire è fatta, a mente dell'art.35 comma 1 reg. att., sulla base dell'ordine di priorità stabilito nelle liste di cui all'art.23 comma 1 del t.u. sull'immigrazione.
Dovendosi assicurare il rispetto delle disposizioni del decreto (artt. 3 e 4) che prevedono il contingentamento del numero complessivo di ingressi per ricerca di lavoro e della disposizione del regolamento di attuazione (art. 34 comma 2) che consente la prestazione della garanzia per non più di due stranieri per ciascun anno, si ritiene necessario prevedere un coordinamento a livello centrale mediante la predisposizione di un programma di inserimento, nella Banca dati interforze, delle informazioni concernenti i procedimenti di rilascio delle autorizzazioni all'ingresso.
Essendo, inoltre, il controllo del rispetto della quota assegnata effettuato, a livello centrale, sulla base del numero di autorizzazioni effettivamente rilasciate, sarà particolare cura delle SS.LL. assicurare un tempestivo inserimento dei dati, che consenta una quantificazione in tempo reale ditali rilasci e permetta di comunicare in tempo utile l'eventuale raggiungimento del limite massimo di autorizzazioni previsto.
Deve inoltre segnalarsi che, nel caso di mancato esaurimento della quota riservata all'accesso al lavoro mediante prestazione di garanzia, ai sensi dell'art. 4 commi 2 e 3 del decreto in esame, sarà data comunicazione, a cura di questo Dipartimento, Servizio Immigrazione e Polizia di Frontiera, al Ministero degli Affari Esteri, del numero di posti rimasti disponibili.
Di conseguenza, in assenza di una preventiva autorizzazione all'ingresso mediante prestazione di garanzia, potranno presentarsi per il. rilascio di permessi di soggiorno titolari di visti d'ingresso per inserimento nel mercato del lavoro, iscritti nelle liste di cui all'art.23 comma 4 del t.u. sull'immigrazione o, in fase di prima applicazione, iscritti nelle liste presso le rappresentanze diplomatiche e consolari italiane dei Paesi con i quali siano state concluse le intese previste dall'art.21 comma 5 del citato t.u.
In particolare, si fa riferimento alle disposizioni contenute nell'art. 14 reg. att. che prevedono la possibilità di convertire, prima della scadenza e nell'ambito delle quote previste dal decreto in esame, il permesso di soggiorno per motivi di studio o formazione in permesso di soggiorno per lavoro, dopo aver ottenuto l'autorizzazione al lavoro dalla competente direzione provinciale del lavoro; oppure in permesso per lavoro autonomo previa presentazione della prevista documentazione (art.14 comma 5 reg. att).
Il titolare, inoltre, di un permesso di soggiorno per lavoro stagionale potrà chiedere, sempre nei limiti delle quote di cui al citato decreto, un permesso di soggiorno per lavoro subordinato, purché abbia ottenuto l'anno precedente un permesso di soggiorno per motivi di lavoro stagionale e, alla scadenza abbia fatto rientro nello Stato di provenienza (art. 38 comma 7 reg. att.).
Resta ferma la possibilità per i titolari di permesso di soggiorno per lavoro subordinato non stagionale, per lavoro autonomo e per motivi di famiglia di svolgere altro tipo di attività consentita anche al di fuori delle quote previste nel ripetuto decreto.
Tale attività diversa da quella riportata sul permesso di soggiorno darà luogo, eventualmente in sede di rinnovo del permesso, al rilascio di un diverso titolo relativo all'attività effettivamente svolta e non ad un'immediata conversione del permesso di soggiorno.
Infine, si informa che, al fine di fornire agli utenti, sia stranieri che italiani, singoli cittadini, enti o associazioni utili informazioni sugli iter procedurali che devono essere percorsi, è stato predisposto una sorta di vademecum contenente utili indicazioni e che, non appena sarà stampato, verrà distribuito a codesti Uffici.
Confidando nella puntuale applicazione da parte delle SS.LL., si fa riserva di ulteriori comunicazioni.