Source: http://mentesociale.it/articoli/articoli-di-criminologia/114-la-capacita-di-intendere-e-di-volere-la-pericolosita-sociale.html
Timestamp: 2017-07-23 08:55:29+00:00
Document Index: 141250475

Matched Legal Cases: ['art. 220', 'art. 85', 'art. 85', 'art. 203', 'art. 133', 'art. 202', 'art. 207']

La capacità di intendere e di volere. La pericolosità sociale	Newsletter Iscriviti
Aiuto psicologico online	Psicoterapia per l'individuo, la coppia, la famiglia	tariffa agevolata	La capacità di intendere e di volere. La pericolosità sociale	Dettagli	Scritto da Dr.ssa Francesca Dimopoli	Categoria principale: Articoli	Categoria: Criminologia	Pubblicato: 27 Settembre 2009	Visite: 15131	Il principale strumento di valutazione della capacità di intendere e di volere nel processo penale è la perizia psichiatrica. Essa rappresenta una fonte di prova ed è richiesta quando "occorre svolgere indagini o acquisire dati e valutazioni che richiedono specifiche competenze tecniche, scientifiche o aristiche " (art. 220 c.p.p.).
La perizia psichiatrica è condizionata dalla modalità e dalla circostanza di un reato commesso: tanto più esso appare "assurdo" e "mostruoso", tanto più è facile che il Magistrato, il Pubblico Ministero o l'Avvocato la richiedano.Al Consulente Tecnico d'Ufficio o al Perito, generalmente, verrà chiesto di pronunciarsi su tre quesiti: 1. "Dica il perito, esaminati gli atti di causa, visitato (nome e cognome), eseguiti tutti gli accertamenti clinici e di laboratorio che ritiene necessari ed opportuni, quali fossero le condizioni di mente (di nome e cognome) al momento del fatto per cui si procede; in specie se la capacità di intendere o di volere fosse per infermità, esclusa o scemata". 2. "In caso di accertato vizio di mente dica altresì il perito se (nome e cognome) sia socialmente pericoloso". 3. "Dica il perito, esaminati gli atti, visitato (nome e cognome), eseguiti tutti i rilievi clinici e di laboratorio che ritiene opportuni e necessari quali siano le attuali condizioni di mente di (nome e cognome) e, in particolare, se sia o meno in grado di partecipare coscientemente al processo".L'imputabilità è definita come la capacità di intendere e di volere al momento del fatto.La capacità di intendere può essere definita come la capacità del soggetto di saper distinguere le proprie azioni e di saper valutare, prima di agire, i motivi e le conseguenze che il proprio comportamento produrrà nella realtà circostante. La capacità di volere, invece, è l'attitudine del soggetto di 'volere' ciò che ha deciso doversi fare e di comportarsi in modo coerente con questa scelta.L'art. 85 del c.p. afferma: " Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se, al momento in cui lo ha commesso, non era imputabile. è imputabile chi ha la capacità di intendere e di volere".Se solo una di queste due capacità viene a mancare, il soggetto non potrà essere imputabile.Il codice penale tiene conto di alcuni fattori per i quali la capacità di libera scelta dell'individuo può essere diminuita o esclusa:
Rispetto a questi ultimi due punti, il disturbo mentale deve essere di tale intensità e gravità da disconnettere unitarietà d'azione ed intento che costituisce il presupposto di ogni crimine. Esistono una serie di disturbi che possono, qualora sussista un nesso di causalità adeguato e dimostrabile, dare luogo ad un giudizio di proscioglimento per vizio di mente. La schizofrenia, la psicosi maniaco-depressiva, la depressione maggiore, la paranoia, le demenze, i ritardi mentali, sono tutti disturbi che compromettono le "funzioni dell'Io" e tali da creare dei presupposti per una riduzione o assenza d'imputabilità.Qualora il perito ritenga questa capacità compromessa, formula il giudizio sul vizio di mente e mette in evidenza il disturbo mentale del periziato.Il Magistrato che condividerà la Perizia psichiatrica e quindi la non imputabilità del soggetto reo, in quanto non era al momento del fatto in grado di intendere e volere, secondo il parametro normativo indicato dall'art. 85 c.p., emetterà una Sentenza di Proscioglimento dal reato. Per la legge, è come se quel reato non fosse mai stato commesso. Dopo aver risposto al primo quesito, la non imputabilità del soggetto porterà il perito a pronunciarsi in merito al secondo quesito riguardante la sua presunta pericolosità.La pericolosità sociale prevista dall'art. 203 del c.p. non riguarda la probabilità che il reo possa mettere in pericolo la vita e la salute propria e altrui, ma concerne la probabilità che il reo possa commettere nuovamente un fatto reato."Agli effetti della legge penale, è socialmente pericolosa la persona, anche se non imputabile o non punibile, la quale ha commesso taluno dei fatti indicati nell'articolo precedente, quando è probabile che commetta nuovi fatti preveduti dalla legge come reati. La qualità di persona socialmente pericolosa si presume alle circostanze indicate nell'art. 133".Al soggetto ritenuto socialmente pericoloso verrà applicata una Misura di Sicurezza in base alla gravità del reato commesso.L' art. 202 così afferma:" Le misure di sicurezza possono essere applicate soltanto alle persone socialmente pericolose, che abbiano commesso un fatto preveduto dalla legge come reato. La legge penale determina i casi nei quali a persone socialmente pericolose possono essere applicate misure di sicurezza per un fatto non preveduto dalla legge come reato".Inoltre, secondo l'art. 207:"Le misure di sicurezza non possono essere revocate se le persone ad esse sottoposte non hanno cessato di essere socialmente pericolose. La revoca non può essere ordinata se non è decorso un tempo corrispondente alla durata minima stabilita dalla legge per ciascuna misura di sicurezza."Le misure di sicurezza personali detentive prevedono:
BIBLIOGRAFIA- Codice penale, codice di procedura penale, 2008- G. Scardaccione - Il minore autore e vittima di reato. Competenze professionali, principi di tutela e nuovi spazi operativi, 2003
{rt}	Le fantasie violente	Abuso sessuale: studi sulla testimonianza del minore abusato Studio di Psicoterapia MenteSociale