Source: http://www.seri-fgb.eu/contrattazione-decentrata/
Timestamp: 2017-11-21 04:38:53+00:00
Document Index: 57942812

Matched Legal Cases: ['art. 1372', 'art. 5', 'art. 19', 'art. 346', 'art. 25', 'art. 36', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 28', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 28', 'art. 39', 'art. 28', 'art. 19', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 19', 'art. 39', 'sentenza ', 'art. 39', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 39', 'art. 19', 'art. 8', 'art. 8', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 39', 'art. 19', 'art. 39', 'art. 19', 'art. 8', 'art. 19', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 19', 'art. 19', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 28', 'art. 1']

Contrattazione Decentrata | Scuola Europea di Relazioni Industriali
Committente: Eurofound
Il progetto di ricerca “Accordi Win-Win: Misure innovative attraverso il dialogo sociale a livello aziendale” propone un’analisi di casi studio di accordi aziendali finalizzati alla salvaguardia della competitività e dell’occupazione in risposta alle sfide poste dalla recente crisi economica. Il rapporto è stato curato da Eurofound con il contributo di esperti e centri di ricerca in un gruppo di paesi EU. Per l’Italia, la ricerca è stata condotta dalla Fondazione Giacomo Brodolini.
INLACRIS (Independent Network for Labour Law and Crisis Studies)
Committente: Commissione europea – DG Occupazione
Il progetto INLACRIS affronta il tema della crisi della contrattazione collettiva in Europa e della relativa capacità di bilanciare la flessibilità per le imprese con una adeguata protezione dei lavoratori. Il progetto confronta le esperienze di 15 paesi EU descrivendo i mutamenti politici, economici e sociali che hanno destrutturato i meccanismi di rappresentanza collettiva per proporre alcune possibili soluzioni politiche. A tal fine una conferenza internazionale si è tenuta a Lione il 15 e il 16 settembre, presentando i risultati preliminari della ricerca.
Contrattazione collettiva decentrata in Francia, Germania e Italia: interazioni fra relazioni industriali e PMI in ottica di crescita economica.
www.collective-bargaining.eu
Il progetto ha inteso approfondire la situazione attuale e i futuri sviluppi della contrattazione collettiva decentrata in tre Paesi dell’UE: Francia, Germania e Italia. La conferenza, organizzato da FGB, si svolgerà presso la sala del Parlamentino dell’INAIL. È prevista la partecipazione di tutti i partner di progetto: Istituto Italiano di Studi germanici; IISG – Scuola Europea di Relazioni Industriali, CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa); UIL (Unione Italiana del Lavoro); IRES (Institut de recherches économiques et sociales); Vereinte Dienstleistungsgewerkschaf, nonché di rappresentanze istituzionali e delle parti sociali italiane ed europee.
Trib. Roma, Decreto 23 settembre 2014
In assenza di un obbligo a trattare in capo al datore di lavoro, la partecipazione alle trattative per la sottoscrizione del contratto collettivo applicato nell’unità produttiva non è azionabile quale diritto positivo del sindacato. Quale criterio di misurazione della rappresentatività – utile anche ai fini della costituzione di una RSA – rileverà, pertanto, esclusivamente l’effettivo consenso da parte dei lavoratori potendo solo quest’ultimo consentire ed al tempo stesso rendendo ineludibile la partecipazione alle trattative
Trib. Torino, Ordinanza 28 agosto 2014
Nell’individuazione delle norme che regolano la costituzione delle RSU dovrà farsi riferimento non più all’Accordo Interconfederale del 20 dicembre 1993 bensì al Testo Unico sulla Rappresentanza del 10 gennaio 2014 essendo quest’ultimo intervenuto a modificare la disciplina in materia. Ne consegue che – avendo aderito solo in parte a tale ultimo accordo e non, invece, ‘espressamente, formalmente ed integralmente’ come richiesto dal T.U. stesso – USB Lavoro Privato non è legittimata alla partecipazione alle elezioni della RSU. Né in senso contrario potrà invocarsi il rinvio all’Accordo Interconfederale del 1993 contenuto nel CCNL Industria Metalmeccanica Privata del 5 dicembre 2012. Tale rinvio deve essere, infatti, inteso quale richiamo generico alla disciplina contrattuale vigente e non, invece, come specifico richiamo all’A.I. 1993 (sulla medesima vicenda si v. anche Trib. Torino, Ordinanza 16 luglio 2014)
Trib. Torino, Ordinanza 16 luglio 2014
L'organizzazione che non aderisce al Testo Unico sulla Rappresentanza del 10 gennaio 2014 non è legittimata a partecipare alle elezioni della RSU. Il rinvio contenuto nel CCNL Industria Metalmeccanica Privata del 5 dicembre 2012 alla disciplina di cui all’Accordo Interconfederale del 1993 non può, infatti, legittimare alla partecipazione alle elezioni una organizzazione sindacale non firmataria del medesimo CCNL avendo lo stesso forza di legge esclusivamente tra le parti ai sensi dell’art. 1372 cod. civ.
Cass. 14 luglio 2014, n. 16089
La regola secondo cui i contratti o gli accordi collettivi aziendali sono applicabili a tutti i lavoratori dell'azienda, ancorché non iscritti alle organizzazioni sindacali stipulanti (con l'eccezione di coloro che, aderendo ad una diversa organizzazione sindacale, ne condividono l'esplicito dissenso e potrebbero addirittura essere vincolati da un accordo separato e diverso) non vale nell'ipotesi di trasformazione del rapporto di lavoro subordinato a tempo pieno in rapporto a tempo parziale ai sensi dell'art. 5 del d.lgs. n. 61 del 2000, in quanto tale trasformazione (seppure prevista da un contratto aziendale come alternativa alla mobilità) non può avvenire per determinazione unilaterale del datore, ma necessita del consenso scritto del lavoratore, il cui rifiuto non costituisce giustificato motivo di licenziamento. Nell'anzidetta ipotesi non può, pertanto, applicarsi il principio secondo cui l'adesione degli interessati - iscritti o non iscritti alle associazioni stipulanti - ad un contratto o accordo collettivo può essere non solo esplicita, ma anche implicita e desumibile da fatti concludenti, generalmente ravvisabili nella applicazione delle relative clausole
Trib. Ivrea, Ordinanza 28 aprile 2014
E’ illegittimità l’esclusione della lista presentata alle elezioni delle RSU dalla Confederazione dei Comitati di base in quanto la riserva di agire in giudizio per far accertare e dichiarare eventuali vizi di nullità, per contrarietà a norme di legge o di rango Costituzionale, delle disposizioni e previsioni contenute nel Testo Unico del 2014 apposta alla dichiarazione di adesione formulata da questi ultimi non è tale da inficiare l’adesione agli accordi, risolvendosi, invece, in una mera clausola di stile
Trib. Brescia, Decreto 4 febbraio 2014
Deve considerarsi antisindacale il rifiuto di riconoscere le prerogative di cui al Titolo III dello Statuto dei lavoratori ad una organizzazione sindacale che - seppur non abbia sottoscritto il contratto collettivo applicabile nell'unità produttiva - possa considerarsi maggiormente rappresentativa avendo attivamente partecipato alle trattative per la stipulazione del contratto stesso, vantando un notevole numero di iscritti (nel caso specifico superiore il 20%) ed essendo continuativamente presente nel conflitto per la definizione del trattamento economico e giuridico applicabile ai lavoratori anche se solo a livello aziendale.
È incostituzionale l'art. 19 comma 1 lett. b), l. 20 maggio 1970 n. 300 nella parte in cui non prevede che le rappresentanze sindacali aziendali possano essere costituite anche nell'ambito di organizzazioni sindacali che, pur non essendo firmatarie di contratti collettivi applicati nell'unità produttiva, abbiano comunque partecipato alla negoziazione degli stessi quali rappresentanti dei lavoratori dell'azienda
Cass. 10 giugno 2013, n. 14511
Non costituisce condotta antisindacale il comportamento del datore di lavoro che sottoscriva un nuovo contratto collettivo - sostituendo il trattamento applicato in precedenza - solo con alcune organizzazioni sindacali e che imponga tale nuovo trattamento agli iscritti al sindacato non stipulante nonostante l'esplicito diniego espresso. Non sussiste, nel nostro ordinamento, un obbligo a carico del datore di lavoro di trattare e stipulare contratti collettivi con tutte le organizzazioni sindacali potendo il datore di lavoro sottoscrivere un nuovo contratto collettivo con organizzazioni sindacali anche diverse da quelle che hanno trattato e sottoscritto il precedente
Trib. Torino 2 maggio 2011
Non è antisindacale il comportamento di un'impresa metalmeccanica che, a fronte della legittima rinegoziazione del c.c.n.l. per l'industria metalmeccanica del 20 gennaio 2008, e della conseguente stipulazione del c.c.n.l. "separato" del 15 ottobre 2009, e fermo restando il regime di efficacia soggettiva di ciascuno dei detti c.c.n.l., abbia di fatto continuato ad applicare ai lavoratori iscritti al sindacato Fiom la parte normativa del c.c.n.l. del 2008
Trib. Torino 26 aprile 2011
È antisindacale la condotta del datore di lavoro che applichi il nuovo contratto collettivo nazionale, sottoscritto solo da alcuni dei sindacati stipulanti il precedente non ancora scaduto, agli iscritti del sindacato dissenziente e ai non iscritti che non abbiano espressamente richiesto l’applicazione del nuovo contratto, i cui aumenti salariali spettano comunque a tutto il personale a pena di discriminazione collettiva sindacale
Trib. Torino 13 aprile 2011
Trib. Modena 10 aprile 2011
Trib. Milano 8 giugno 2010
È antisindacale la condotta dell'impresa, subentrata in un appalto del servizio di ristorazione, la quale eluda l'obbligo sostanziale e non formale disciplinato dagli art. 346 e ss. c.c.n.l. turismo e pubblici esercizi di dare alle organizzazioni sindacali le informazioni utili a consentire l'assunzione di tutti i lavoratori in forza presso la gestione precedente, di partecipare all'esame dei problemi e di collaborare nella ricerca delle relative soluzioni finalizzate a mantenere inalterati i livelli occupazionali
App. Brescia 7 marzo 2009
L'accordo fra un'azienda in crisi con avvio di procedura di mobilità - volto al ritiro di questa, alla decadenza di tutti gli accordi sindacali in essere con conseguente estinzione di vari premi e indennità, nonché ad un nuovo inquadramento in perdita - e organizzazioni sindacali non rappresentanti tutti i laboratori, non può qualificarsi come "contratto gestionale" e non può pertanto avere efficacia anche nei confronti di lavoratori iscritti a sindacato diverso da quelli stipulanti, rimanendo dunque applicabile il precedente contratto aziendale con tutte le relative conseguenze economiche
Trib. Milano 17 febbraio 2009
È inidonea a raggiungere il suo scopo la disdetta della contrattazione integrativa aziendale indirizzata alle sole organizzazioni sindacali nazionali e non alle rappresentanze sindacali aziendali, allorché i contratti collettivi di secondo livello siano stati sottoscritti solo dalle organizzazioni sindacali nazionali; trattandosi infatti di contratti di diritto privato, essi possono essere disdettati solo dalle parti che li hanno sottoscritti
Trib. Milano 14 novembre 2008
È inefficace, perché inidonea a raggiungere lo scopo, la disdetta della contrattazione integrativa aziendale indirizzata alle sole organizzazioni sindacali nazionali e non alle rappresentanze sindacali aziendali, poiché le r.s.u., ai sensi dell'accordo interconfederale 23/7/93 e dell'art. 25 c.c.n.l. commercio, sono titolari di una soggettività distinta da quella delle organizzazioni sindacali e detengono - pur congiuntamente con le organizzazioni stesse - il potere di stipulare contratti collettivi di secondo livello
Cass. 18 settembre 2007, n. 19351
II contratto collettivo a tempo indeterminato non può rappresentare un vincolo perpetuo per le parti contraenti, perché in tal modo si vanificherebbe la causa e la funzione sociale della contrattazione collettiva, la cui disciplina deve parametrarsi su una realtà socio-economica in continua evoluzione
Cass. 28 maggio 2004, n. 10353
I contratti collettivi aziendali devono ritenersi applicabili a tutti i lavoratori dell'azienda, ancorché non iscritti alle organizzazioni sindacali stipulanti, con l'unica eccezione di quei lavoratori che, aderendo ad una organizzazione sindacale diversa, ne condividono l'esplicito dissenso dall'accordo medesimo e potrebbero addirittura essere vincolati ad un accordo sindacale separato e diverso
Cass. 18 giugno 2003, n. 9784
Atteso il carattere paritetico del contratto collettivo nazionale e del contratto aziendale, l'eventuale divieto, contenuto nell'uno e rivolto all'altro, di occuparsi di determinate materie, non può automaticamente comportare la inefficacia di una diversa regolamentazione successivamente adottata dal contratto collettivo "incompetente", per essergli la materia stata sottratta in forza della previsione contenuta nel contratto precedente
App. Milano 4 marzo 2003
Per la validità del contratto stipulato dalla rappresentanza sindacale aziendale non è necessaria la sottoscrizione del o dei sindacati ma solo quella della RSU
Trib. Milano 23 dicembre 2002
Il sindacato ha diritto di sostituire un componente della r.s.u. eletto nelle proprie liste nel caso in cui questi abbia revocato l'iscrizione al sindacato medesimo e tale sostituzione sia espressamente prevista dal regolamento aziendale che disciplina l'elezione della r.s.u.
Cass. 9 marzo 1999, n. 2022
Il contratto collettivo aziendale non consiste nella somma di più contratti individuali, ma in atto di autonomia negoziale generalizzato che, riguardando una collettività di lavoratori considerati indistintamente e non identificati soggettivamente con il contratto stesso (se non attraverso il loro inserimento nell'organizzazione aziendale), realizza, mediante la stipulazione per il tramite delle organizzazioni sindacali dei lavoratori, una disciplina uniforme nell'interesse collettivo dei lavoratori stessi. Pertanto, ha natura non di contratto collettivo aziendale ma di contratto individuale di lavoro, ancorché plurisoggettivo o plurilaterale, l'accordo stipulato dal datore di lavoro con la totalità dei propri dipendenti, impegnatisi singolarmente - e senza la partecipazione di alcun rappresentante sindacale - in conformità della volontà emersa in una loro precedente assemblea. Tale contratto, per la parte economica, deve rispettare l'art. 36 Cost., la cui violazione, per principio consolidato, deve essere accertata assumendo come parametro il contratto collettivo applicabile al settore lavorativo considerato
C. Cost. 18 ottobre 1996, n. 344
Non è fondata - in riferimento agli art. 3, 39 e 40 cost. - la q.l.c. degli art. 1 comma 2, 2 commi 2 e 3, 8 comma 2 l. 12 giugno 1990 n. 146, nella parte in cui, in caso di sciopero nei servizi pubblici essenziali, impongono le prestazioni indispensabili individuate dai contratti e dagli accordi collettivi a tutti i lavoratori indipendentemente dall'appartenenza alle organizzazioni sindacali stipulanti
Pret. Napoli 1 giugno 1996
Il comportamento antisindacale cui si richiama l'art. 28 l. n. 300 del 1970 deve essere caratterizzato dalla sola coscienza e volontà della condotta, non essendo necessaria l'intenzionalità degli affetti pregiudizievoli per l'organizzazione sindacale
Pret. Milano 30 marzo 1995
Nel trasferimento d'azienda tramite fusione per incorporazione, l'accordo stipulato dal nuovo imprenditore con uno soltanto degli organismi rappresentativi dei dipendenti occupati nell'azienda incorporata, allo scopo di armonizzare i precedenti trattamenti con il nuovo contesto organizzativo, ha efficacia esclusivamente nei confronti degli iscritti al sindacato stipulante e la sua applicazione anche ai dipendenti iscritti ad una organizzazione dissenziente costituisce condotta antisindacale
Trib. Milano 17 settembre 1994
L'impossibilità di addivenire ad un accordo aziendale sottoscritto da tutte le organizzazioni sindacali non vanifica gli accordi presi con alcune di esse e in relazione ai quali vi è stata libertà di trattativa da parte degli altri (Fattispecie relativa alla nomina di rappresentanti del personale in seno ad una commissione prevista dalla disciplina collettiva esistente presso la Cariplo)
C. Cost. 30 giugno 1994, n. 268
È infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 5 comma 1 della legge n. 223 del 1991, per contrasto con gli art. 3, 39 e 41 cost., nella parte in cui prevede che un accordo sindacale possa stabilire criteri di scelta dei lavoratori da licenziare per riduzione di personale diversi da quelli previsti alle lett. a), b) e c) della stessa norma
Trib. Milano 4 giugno 1994
Poiché non esiste, nell'attuale ordinamento giuridico, un generale principio di parità di trattamento applicabile nelle relazioni tra imprenditore e sindacati, l'eventuale esclusione, operata dal primo, nei confronti di un sindacato, nell'ambito di trattative sindacali, non può essere considerata come antisindacale, ai sensi dell'art. 28 l. 20 maggio 1970 n. 300, se attuata nel rispetto delle regole generali di correttezza e nell'osservanza delle altrui posizioni giuridiche
Cass. 4 maggio 1994, n. 4295
In difetto di espressa previsione legale o contrattuale, il principio maggioritario non è applicabile ai fini della efficacia vincolante degli accordi sindacali stipulati dall'imprenditore con gli organismi sindacali o con strutture rappresentative dei lavoratori dell'impresa (assemblea, consiglio di fabbrica) nei confronti dei dipendenti non partecipanti o dissenzienti relativamente a diritti individuali
Pret. Pinerolo 6 dicembre 1993
Il contratto aziendale è atto di autonomia generale concernente una collettività di lavoratori identificati dal loro inserimento nell’organizzazione aziendale, ed è volto a realizzare una disciplina unitaria con efficacia generalizzata tipica della contrattazione collettiva
Cass. 5 febbraio 1993, n. 1438
L'accordo sindacale aziendale è efficace anche nei riguardi dei lavoratori non aderenti alle associazioni sindacali che l'hanno stipulato, purché non contenga solo disposizioni peggiorative (per i lavoratori) della precedente disciplina collettiva, ossia disposizioni (peggiorative) che non trovino compensazione anche parziale in altri vantaggi attribuiti dallo stesso accordo, in quanto in tal caso l'estensione della sua efficacia ai lavoratori non aderenti ai sindacati stipulanti confliggerebbe con i principi di libertà e di associazione sindacale senza trovare bilanciamento in valori almeno pari ordinati
Pret. Milano 2 giugno 1992
Il principio di libertà sindacale - di cui all'art. 39 comma 1 cost. - esclude che possa configurarsi sia un obbligo a carico dell'azienda di trattare con qualsivoglia sindacato, sia un correlativo diritto del sindacato di trattare
Pret. Bologna 5 maggio 1992
Cass. 9 aprile 1992, n. 4319
Cass. 26 febbraio 1992, n. 2410
Cass. 10 febbraio 1992, n. 1504
Cass. 13 gennaio 1992, n. 289
Pret. Roma 9 ottobre 1991
Pret. Napoli 4 luglio 1991
Trib. Pavia 21 dicembre 1990
Cass. 2 maggio 1990, n. 3607
Cass. 3 marzo 1990, n. 1667
Cass. 24 febbraio 1990, n. 1403
Trib. Roma 21 febbraio 1990
Pret. Milano 3 agosto 1989
Trib. Parma 13 luglio 1989
Trib. Bergamo 3 aprile 1989
Cass. 9 dicembre 1988, n. 6695
Pret. Rieti 14 ottobre 1988
Pret. Parma 27 giugno 1988
Pret. Torino 14 maggio 1988
Cass. 22 marzo 1988, n. 2228
Pret. Bergamo 24 novembre 1987
Trib. Genova 21 ottobre 1987
Cass. 15 maggio 1987, n. 4487
Pret. Sestri Ponente 18 dicembre 1986
Cass. 18 novembre 1985, n. 5673
Pret. Milano 12 giugno 1985
Pret. Torino 21 dicembre 1984
Trib. Torino 16 novembre 1984
Cass. 26 luglio 1984, n. 4423
Cass. 26 luglio 1984, n. 4390
Pret. Milano 30 giugno 1984
Cass. 8 maggio 1984, n. 2808
Trib. Milano 27 gennaio 1984
Cass. 29 marzo 1982, n. 1965
Cass. 24 aprile 1981, n. 2481
Cass. 15 gennaio 1981, n. 349
Cass. 13 gennaio 1981, n. 300
Pret. Borgo a Mozzano 10 gennaio 1981
Cass. 16 aprile 1980, n. 2489
Pret. Napoli 18 ottobre 1979
Cass. 28 giugno 1978, n. 3235
Cass. 28 aprile 1978, n. 2018
Cass. 18 gennaio 1978, n. 233
Pret. Milano 10 gennaio 1977
Cass. 25 ottobre 1976, n. 3836
Cass. 16 aprile 1976, n. 1366
Pret. Bologna 24 maggio 1975
Cass. 19 ottobre 1973, n. 2654
Cass. 19 ottobre 1973, n. 2653
Cass. 19 ottobre 1973, n. 2645
Cass. 19 ottobre 1973, n. 2644
Cass. 19 ottobre 1973, n. 2643
Il Testo Unico sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014 stipulato tra Confindustria e Cgil Cisl e Uil. Una riflessione critica.
L’angolo visuale in cui si pone la presente riflessione è limitato all’esame di eventuali profili critici contenuti nell’Accordo interconfederale stipulato il 10 gennaio 2014 tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, denominato ‘Testo Unico sulla rappresentanza’, con riferimento alla loro compatibilità con le regole associative e statutarie, con particolare attenzione alle Carte della Cgil e delle federazioni che a essa aderiscono.
Rivista giuridica del lavoro, fasc. 3 2014
Laforgia S.
L’Accordo interconfederale del 10 gennaio 2014 e le ‘nuove’ Rsu
Falsone M.
Sul criterio di legittimazione attiva ex art. 28 St. lav. e sull’esigenza di aggiornarne l’interpretazione alla luce della Corte costituzionale n. 231/2013
L’autore mette in luce come – oltre al criterio di legittimazione di cui all’art. 19 St. lav. – debba essere rivisto anche quello di cui all’art. 28 della medesima legge, essendo il requisito della nazionalità non più rispondente ad un sistema di relazioni industriali basato sempre meno sul livello nazionale e sempre più su quello aziendale.
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 637 - 646 2014
A parere dell’A. il criterio della nazionalità della associazione sindacale previsto dall'art. 28 St. Lav. è divenuto incostituzionale a seguito della riformulazione dell’art. 19 St. lav. operata dal referendum del 1995 prima e da C. cost. n. 231/13 poi.
Il lavoro nella giurisprudenza, fasc. 3, pp. 221 - 226 2014
Note sparse sul Testo Unico sulla rappresentanza
L’A., dopo aver sottolineato come la prospettiva di un intervento legislativo sia ancora attuale, nonostante i problemi che esso solleverebbe (in particolare in relazione all’art. 39, commi 2-4 Cost.), analizza gli aspetti ritenuti più sensibili del Testo Unico sulla rappresentanza firmato da Confindustria, Cgil, Cisl, e Uil il 10 gennaio 2014. In particolare, l’indagine critica muove dal ‘pilastro portante’ dell’assetto regolativo disegnato dal TU, ossia il sistema di misurazione e certificazione della ‘rappresentatività’, presupposto per una completa riorganizzazione della disciplina del CCNL. Disciplina che è oggi imperniata su una valorizzazione del principio della maggioranza (semplice), funzionale sia all’esigibilità sia al regime di efficacia soggettiva del contratto collettivo. L’A. si sofferma, quindi, sull’analisi del nuovo assetto delle rappresentanze aziendali dei lavoratori, ponendo anche in evidenza il tentativo, contenuto nel TU, di dare un’attuazione sindacalmente condivisa alla sentenza n. 231/2013 della Corte costituzionale, specificando quali sono le organizzazioni sindacali ‘partecipanti alla negoziazione’. Dopo aver effettuato qualche breve riflessione sulla contrattazione aziendale, a cui il TU non apporta novità di rilievo rispetto alla regolamentazione già introdotta dall’accordo del 28 giugno 2011, il saggio si chiude affrontando il tema delle tecniche di governo del conflitto contenuto nel TU.
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 673 - 686 2014
Il Testo Unico sulla rappresentanza tra relazioni industriali e diritto
Le regole in materia di rappresentanza e contrattazione scaturite dalla firma degli accordi interconfederali unitari dell’ultimo triennio e, come noto, recentemente racchiuse nel c.d. Testo Unico datato 10 gennaio 2014 si prestano ad essere analizzate in due diverse ottiche: quella propria delle relazioni industriali e quella propria dell’ordinamento giuridico. L’A. avverte quindi la necessità, non sempre colta nelle valutazioni degli interpreti, di tenere presente questa diversità di piani, onde poter assegnare un corretto significato agli stessi termini utilizzati dalle parti firmatarie delle intese. Fatte queste premesse, l’A. esamina alcuni aspetti del Testo Unico del 10 gennaio 2014, muovendo dalla questione relativa alla misurazione e certificazione della rappresentanza. A questo riguardo l’A. affronta, anzitutto, il tema della definizione dell’ambito della misurazione della rappresentanza affermando come, nell’ottica delle relazioni industriali e, quindi, diversamente che dalle logiche del giurista positivo, la determinazione delle ‘categorie’ di riferimento non rappresenti un vero problema, essendo infatti tale ambito coincidente con l’area di applicazione dei contratti collettivi sinora stipulati. Per l’A. è semmai discutibile se nell’ambito di misurazione della rappresentanza debbano rientrare i soli lavoratori addetti alle imprese associate alla federazione datoriale di categoria, come probabilmente voluto da Confindustria, ovvero anche i lavoratori addetti alle imprese non associate, come per l’A. sembrerebbe più coerente con lo spirito dell’accordo. L’A. svolge poi alcune osservazioni sul tema della contrattazione collettiva, analizzando, in primo luogo, la disciplina delle clausole di apertura ai soggetti sindacali non firmatari del TU. Secondo l’A. non può condividersi la tesi per cui ai sindacati terzi che aderiscano al sistema delineato dall’intesa sia comunque precluso di partecipare alla contrattazione collettiva nazionale, come potrebbe desumersi dalle ambigue clausole dell’intesa unitaria. In secondo luogo l’A. affronta la questione dell’efficacia dei contratti stipulati in conformità alle disposizioni dell’accordo, avvertendo che simile questione, risolta dal TU ricorrendo a regole ispirate al principio maggioritario, non possa essere correttamente vagliata sulla scorta delle regole dell’ordinamento giuridico e, in particolare, dell’art. 39 Cost. E ciò perché trattasi di regole di fonte convenzionale, inidonee in quanto tali ad attribuire efficacia erga omnes a dei contratti collettivi. Infine l’A. esamina la clausola del TU intervenuta a fornire un criterio di interpretativo dell’art. 19 Stat. lav., sottolineando come, anche su tale questione, l’analisi dell’interprete debba distinguere tra il piano dell’autonomia sindacale e le valutazioni di diritto positivo. Mentre infatti sul piano dell’ordinamento intersindacale la clausola ha il merito, a giudizio dell’A., di interpretare il criterio selettivo dell’art. 19 Stat. lav. secondo una logica promozionale, sul piano dell’ordinamento giuridico statuale la clausola non può impedire l’accesso ai diritti sindacali sulla base di criteri diversi da quello concordato dalle parti e fondati direttamente sull’art. 19.
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 687 - 708 2014
Sul rinnovato ‘sistema’ di relazioni industriali
Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 549 ss. 2014
Dalla ‘autoregolamentazione’ alla ‘legge sindacale’? La questione dell’ambito di misurazione della rappresentatività sindacale
Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 608 ss. 2014
Il testo unico del 10 gennaio 2014. Misura e certificazione della rappresentanza sindacale tra Costituzione e autonomia collettiva
Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 629 ss. 2014
Lambertucci P.
La rappresentanza sindacale e gli assetti della contrattazione collettiva dopo il Testo Unico sulla rappresentanza 2014: spunti di riflessione
Il saggio ricostruisce i nuovi profili della 'misurazione' della rappresentanza sindacale e dell'articolazione dei livelli contrattuali alla luce della disciplina introdotta dalle parti sociali con il Testo Unico sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014. Sotto il primo versante, individuati gli snodi fondamentali che pone la 'certificazione' della rappresentatività sindacale, il saggio si intrattiene, in particolare, sulle innovative previsioni in materia di processo negoziale per la stipula del contratto collettivo nazionale di categoria, del quale caldeggia un'efficacia erga omnes, secondo la vocazione 'tipica' dell'ordinamento intersindacale, non interdetta dall'art. 39 della Costituzione. Sotto il secondo versante, individuato il nuovo scenario dei soggetti collettivi stipulanti a livello aziendale e nell'auspicio di una 'generalizzazione' del modello di rappresentanza nei luoghi di lavoro costituito dalle rappresentanza sindacali unitarie, pone l'accento sui nuovi scenari delle relazioni industriali, che consentono al contratto aziendale di 'derogare' al contratto nazionale di categoria. si auspica, infine, che il 'modello' disegnato dalle parti possa essere sostenuto dal legislatore, come momento di 'ricezione', da parte dell'ordinamento statuale, delle fonti di produzione normativa della disciplina del lavoro introdotte dall'ordinamento intersindacale
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 2, pp. 237 - 272 2014
Biase M.
Il saggio trae spunto dalle attuali istanze di solidarietà e cooperazione tra capitale e lavoro e della contestuale ricerca, da parte delle imprese, di nuove soluzioni per incrementare la produttività del lavoro. Nel tracciare un collegamento tra decentramento contrattuale, produttività e partecipazione, l'A. esamina innanzitutto il processo di spostamento della contrattazione verso il basso realizzato 'spontaneamente' in Germania, risultando decisivo ai fini della tenuta del sistema tedesco nei momenti di crisi. L'attenzione si sposta poi sul fronte interno, ed in particolare sul progressivo decentramento della contrattazione a favore del livello aziendale, insieme al sempre più diffuso ricorso alla tecnica normativa di rinvio alla contrattazione collettiva. Affrontando il nodo dei limiti per un decentramento 'ordinato' e rispettoso dei limiti imposti da fondamentali disposizioni di rango costituzionale, il saggio esplora le potenzialità di una 'retribuzione di produttività' legata, non solo e non tanto ai risultati economici, quanto all'implementazione di misure di flessibilità interna, possibile prologo per l'eventuale sviluppo, in futuro, di forme partecipative anche in ambito gestionale
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 2, pp. 337 - 372 2014
Dopo una breve analisi della crisi del sistema di relazioni industriali, mettendo in luce la genesi delle nuove regole sulla rappresentanza a livello di impresa, il contributo analizza le principali modifiche apportate alla regolamentazione delle RSU dagli accordi sottoscritti tra il 2011 ed il 2014. A parere dell’A. le nuove RSU risultano maggiormente caratterizzate quali organismi istituzionali rappresentativi di tutti i lavoratori e fondati su base democratica. Al tempo stesso, l’A. evidenzia come le regole contenute negli accordi mostrino forti limiti di coerenza e di efficacia superabili solo con una nuova legge di riforma dell'art. 19 dello Statuto dei Lavoratori
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 2, pp. 65 - 81 2014
Dissenso collettivo e razionalità individuali nelle relazioni industriali italiane. Il decentramento contrattuale nella prospettiva degli accordi interconfederali del 2011-14
I protocolli/accordi interconfederali 2011-14 stanno gradualmente configurando le regole per la gestione del dissenso nell’ambito delle relazioni industriali italiane. Il dissenso, in questa prospettiva, è colto nelle dinamiche nazionali e in quelle aziendali/territoriali. A quest’ultimo riguardo si osserva la gestione della complessa dinamica che caratterizza le vicende giuridiche della contrattazione articolata, con gli effetti diretti sul modello di decentramento contrattuale che viene a determinarsi in azienda o in territori, geograficamente definiti, in relazione a (ulteriori) flessibilità da applicare ai contratti individuali di lavoro
Economia & Lavoro, fasc. 1, pp. 7 - 22 2014
Hege A., Dufour C.
Decentralized collective bargaining in France
Come sono cambiati i rapporti di lavoro negli ultimi decenni in Francia? Come si sono adattati al nuovo contesto socio-economico? Come hanno fatto fronte le piccole imprese e i loro dipendenti ai cambiamenti in termini di inclusione nella contrattazione collettiva? Nelle pagine seguenti cerchiamo di spiegare la moltitudine dei fatti che segnano questi sviluppi. L’ipotesi di questo articolo è che, nonostante la moltiplicazione delle istituzioni, i rapporti di lavoro in Francia abbiano perso il loro impatto nella vita delle imprese e dei lavoratori. Le aziende dimostrano la loro autonomia verso il sistema di contrattazione collettiva pur rispettando formalmente la fitta rete di vincoli normativi che lo Stato ha creato. Le imprese più piccole e i lavoratori precari non sono inclusi in queste fitte reti. L’esistenza di un salario minimo relativamente elevato nella comparazione internazionale è l’ultima barriera di una rottura del mercato del lavoro
Economia & Lavoro, fasc. 1, pp. 23 - 44 2014
Haipeter T., Lehndorff S.
Dagli anni Novanta, la contrattazione decentrata è diventata un elemento importante nelle relazioni industriali tedesche. Nell’insieme, le caratteristiche di base dell’architettura istituzionale della contrattazione collettiva sono rimaste invariate. Le procedure e i contenuti, tuttavia, sono in continuo mutamento. L’aspetto generale di questi cambiamenti può essere descritto come una tendenza più ampia di indebolimento e frammentazione. Mentre, in generale, il win-win non è stato obiettivo di cambiamenti nel sistema, questi potrebbero implicare un processo di rafforzamento delle capacità di contrattazione locale. Ciò che si può osservare in particolare è che, in alcuni casi, il decentramento ha innescato iniziative per un maggiore coinvolgimento dei sindacati. Nel report forniamo una panoramica su questi cambiamenti e le loro, a volte, contradditorie implicazioni. Dopo un ampio quadro sulla loro situazione economica e politica negli anni Novanta e nei primi anni Duemila, includiamo i contributi più importanti della contrattazione collettiva a vari livelli per la stabilizzazione del mercato del lavoro tedesco nella crisi attuale (par. 2). Nei parr. 3 e 4 ci concentriamo sulla contrattazione collettiva decentrata nel settore metalmeccanico e nel settore ospedaliero. Ciascuno dei settori rappresenta una variante specifica di decentramento: il primo è un caso di decentramento coordinato o organizzato e il secondo un caso di decentramento frammentato. Analizzeremo come i sindacati affrontano le sfide che accompagnano il decentramento. In entrambi i settori, i sindacati hanno sviluppato nuove forme di coordinamento e di contrattazione collettiva che si sono dimostrate essere un presupposto necessario per impedire che il decentramento diventi uno strumento di erosione della contrattazione collettiva
Economia & Lavoro, fasc. 1, pp. 45 - 64 2014
Dell’Atti P., Caponetti B.
Caso studio sul contratto di prossimità ex art. 8, legge 14 settembre 2001, n. 148
Il saggio esamina il contratto aziendale stipulato, ai sensi dell’art. 8 della legge 14 settembre 2011, n. 148, nell’azienda Tessitura del Salento srl con particolare attenzione alle finalità dell’accordo e agli aspetti positivi e critici afferenti alla contrattazione di prossimità in generale e con riferimento al caso in esame
Economia & Lavoro, fasc. 1, pp. 65 - 74 2014
Ghigiarelli D., Cerusa L.
Flessibilità oraria e premio di produttività. Contratto collettivo regionale di lavoro 24 ottobre 2012
Il saggio analizza le disposizioni di cui al contratto collettivo per i dipendenti delle aziende artigiane lombarde dell’area chimica-ceramica, sottoscritto il 24 ottobre 2012, evidenziandone, alla luce del contesto di riferimento, benefici e criticità
Economia & Lavoro, fasc. 1, pp. 75 - 81 2014
Caponetti B.
Il saggio esamina, quale modello di contrattazione decentrata indotta dalle agevolazioni contributive previste dall’attuale normativa, il contratto Unionmeccanica Vicenza e Fim-Cisl e Uilm-Uil della provincia di Vicenza, mettendone in evidenza obiettivi, finalità e caratteristiche nonché gli aspetti critici e le possibili difficoltà di attuazione
Economia & Lavoro, fasc. 1, pp. 82 - 89 2014
Gli accordi aziendali di produttività: una dimensione provinciale?
Questo articolo presenta, in sintesi, i risultati di una indagine sugli accordi di produttività, condotta su un campione di 350 contratti integrativi aziendali sottoscritti nell’industria metalmeccanica lombarda nel periodo 2008-13. Il dato sulla dimensione quantitativa degli accordi di produttività mostra l’incapacità del sistema di contrattazione articolata di garantire l’equazione per cui il ccnl sta alla tutela del potere d’acquisto come la contrattazione aziendale sta alla produttività
Economia & Lavoro, fasc. 1, pp. 90 - 96 2014
Capelli S., Marino S.
Il saggio descrive il ruolo della contrattazione collettiva decentrata nel cercare di rafforzare la competitività delle imprese sul mercato globale. A tal fine, viene postulata come necessaria un’azione preventiva coordinata della legge, insieme agli attori politici e sociali. Negli accordi riportati di aziende e province della Lombardia, appare un allargamento dei temi contrattati anche a tematiche più qualitative (flessibilità di orari di lavoro, welfare aziendale, formazione), in modo da mantenere alta la motivazione dei lavoratori e supportare l’azienda a raggiungere gli obiettivi strategici. Viene verificato il livello di ‘democrazia industriale’ osservata e vengono identificate, nello stesso tempo, possibili linee guida per lo sviluppo futuro della contrattazione collettiva decentrata in Italia
Economia & Lavoro, fasc. 1, pp. 97 - 107 2014
Retribuzione di produttività e contrattazione collettiva decentrata
Il saggio prende in esame le tecniche elaborate dall’Accordo interconfederale del 21 novembre 2012 e dal d.p.c.m. del 22 gennaio 2013 per legare gli incrementi della retribuzione alla misurazione della produttività, facendo emergere due modelli, distinti per struttura e funzione, da poter adottare nell’ambito della contrattazione collettiva di secondo livello
Economia & Lavoro, fasc. 1, pp. 108 - 116 2014
Contrattazione aziendale e produttività (a proposito di un’indagine casistica)
L’articolo sviluppa uno studio empirico sulla contrattazione aziendale svolto su oltre 700 contratti. Dall’analisi dei contenuti dei contratti aziendali emerge una diffusa tendenza a contrattare il salario variabile di risultato secondo le indicazioni provenienti dalla struttura contrattuale risalente al Protocollo del 1993. Questa analisi viene, però, inquadrata nel contesto della recente riformulazione della struttura contrattuale mettendo in evidenza il connotato peculiare delle esigenze di specializzazione organizzativa insita nella maggiore agibilità della contrattazione aziendale e di come, però, essa possa essere declinata differentemente a seconda di come viene inteso il significato di ‘produttività’
Economia & Lavoro, fasc. 1, pp. 117 - 130 2014
Reciproco riconoscimento e rappresentatività sindacale (spunti ricostruttivi della sentenza della Corte costituzionale n. 231 del 2013)
Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 1, pp. 19 - 31 2014
Gli effetti della violazione degli accordi interconfederali tra libertà sindacale e autonomia del contratto collettivo di categoria
Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 1, pp. 255 - 269 2014
Art. 19 dello Statuto dei lavoratori, democrazia sindacale e realismo della Consulta nella sentenza n. 231/2013
Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 2, pp. 333 – 351 2014
Selezione o esclusione, in tema di parità di trattamento: è il datore di lavoro a scegliere con quale sigla sindacale trattare il rinnovo contrattuale?
Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 2, pp. 425 - 441 2014
Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 1, pp. 1 - 18 2014
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 1, pp. 45 - 51 2014
Guarriello F.
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 1, pp. 25 - 43 2014
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 1, pp. 7 - 24 2014
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 1, pp. 3 - 5 2014
Rappresentanze aziendali, diritti di coinvolgimento e negoziazione collettiva nelle imprese 'globali'
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 1, pp. 53 - 68 2014
Viscomi A.
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 1, pp. 69 - 87 2014
L’articolo analizza le politiche di sostegno alla produttività e, dopo aver ricostruito la disciplina legale e messo in luce come manchino meccanismi volti ad un reale incremento della produttività, suggerisce di superare le attuali politiche volte esclusivamente a ridurre il carico contributivo e fiscale sul lavoro con la costruzioni di differenti e più efficaci sistemi incentivanti
PRISMA Economia - Società - Lavoro, fasc. 1, pp. 53 - 78 2014
Il situazionismo contrattuale: note sul caso Pometon
Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 141, pp. 175 - 182 2014
Come promuovere la rappresentanza sindacale
Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 141, pp. 151 - 165 2014
Dal Protocollo d’intesa del 31 maggio 2013 alla rilettura dell’art. 39 Cost.
Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 141, pp. 143 - 149 2014
Nota sul protocollo d’intesa del 31 maggio 2013
Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 141, pp. 137 - 141 2014
Liso F., Magnani M., Salomone R.
Opinioni sul ‘nuovo’ art. 19 dello statuto dei lavoratori
Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 141, pp. 105 - 136 2014
Ordinamento statuale e ordinamento intersindacale: promozione o regolazione?
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc.1, pp. 3 - 16 2014
Il saggio analizza l'efficacia nel tempo del contratto collettivo criticando la visione della dottrina prevalente e gli argomenti addotti da quest’ultima. L’Autore propone di superare l'applicazione rigorosa delle categorie del diritto comune dei contratti al contratto collettivo nonché il richiamo alla libertà contrattuale valorizzando la funzione dell'ultrattività nei rapporti collettivi e nelle relazioni industriali e concludendo per la vigenza del contratto collettivo anche oltre il termine di scadenza
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 1, pp. 51 - 82 2014
Rappresentanza sindacale: l’accordo tra le parti sociali
Diritto e pratica del lavoro, fasc. 8, pp. 454 - 463 2014
Quali relazioni industriali nell’epoca della globalizzazione?
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 2, pp. 431 - 451 2014
D’Arcangelo L.
Ruolo e funzioni della contrattazione territoriale nelle tutele per il lavoro
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 2, pp. 401 - 430 2014
Il conflitto collettivo nel Testo Unico sulla rappresentanza: prime note
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1, pp. 3 – 18 2014
Il modello del sindacato comparativamente più rappresentativo nell’evoluzione delle relazioni sindacali
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 2, pp. 378 - 399 2014
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1, pp. 19 – 33 2014
La democrazia sindacale tra legge ed autonomia collettiva
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 2, pp. 368 - 377 2014
Il saggio ricostruisce - partendo dall’art. 39 Cost. per arrivare alla Sentenza n. 231/13 della Corte Costituzionale - il contesto legislativo e contrattuale che ha portato alla sottoscrizione del Testo Unico sulla Rappresentanza del 10 gennaio 2014
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 2, pp. 309 - 367 2014
Gamberini G., Venturi D.
La facoltà derogatoria della contrattazione collettiva nella responsabilità solidale negli appalti
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1, pp. 182 - 218 2014
La deludente dinamica della produttività del lavoro che caratterizza l’economia italiana trova la propria ragion d’essere nella mancanza di innovazioni organizzative da parte delle imprese. Al fine di recuperare il divario di competitività creatosi risulta, quindi, necessario spingere le imprese di dimensione piccola e medio - piccola in quella direzione e lo strumento per farlo non può che essere la cosiddetta produttività programmata
Quaderni di rassegna sindacale - Lavori, fasc. 2, pp. 95 - 107 2013
Alvino I.
L’introduzione di regole sulla rappresentatività e gli effetti sulla dinamica dei rapporti collettivi: esperienze a confronto
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1, pp. 68 - 99 2013
Adelante Pedro, con juicio: dall’accordo interconfederale del 28 giugno 2011 al Protocollo d’intesa 31 maggio 2013 (passando per la riformulazione ‘costituzionale’ dell’articolo 19, lettera b, St.)
L’articolo analizza il “Protocollo d’intesa” firmato dalle parti sociali il 31 Maggio 2013 mettendolo a confronto con la disciplina prevista per il pubblico impiego privatizzato ed evidenziandone somiglianze e differenze
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 598 - 617 2013
Del Conte M.
Lavoro, relazioni sindacali e politica industriale dopo l’accordo sulla rappresentanza
Il saggio analizza l’impatto dell'accordo sulla rappresentanza sindacale sottoscritto tra CGIL, CISL, UIL e Confindustria il 31 maggio 2013 sui rapporti di lavoro, sulle relazioni industriali e sulla politica industriale del nostro Paese
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 618 - 621 2013
Il Protocollo d’intesa 31 maggio 2013 c’è, ma la volontà delle parti?
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 621 - 633 2013
Potestio M. P.
Rappresentatività e contrattazione: l’approdo del protocollo del 31 maggio 2013
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 633 - 637 2013
Il Protocollo Confindustria, CGIL, CISL, UIL del 31 maggio 2013
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 638 - 641 2013
L’Accordo del 31 maggio su rappresentanza e rappresentatività per la stipula del CCNL: appunti in tema di rappresentatività, legittimazione negoziale, efficacia soggettiva e contrasto agli ‘accordi separati’
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 642 - 649 2013
Rappresentanza: prime osservazioni sul protocollo d’intesa del 31 maggio 2013 tra Confindustria e CIGL, CISL, UIL
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 649 - 650 2013
Massagli E.
Inflazione, contrattazione salariale: inquadramento storico e prospettive evolutive dell’indice IPCA
L’accordo interconfederale del 22 gennaio 2009 ha introdotto l’indice IPCA come valore di riferimento per la contrattazione collettiva nazionale. Nelle Linee programmatiche del 21 novembre 2012 le parti sociali firmatarie hanno individuato nell’IPCA una soglia massima ma lo studio dei rinnovi dei contratti collettivi di lavoro privato maggiormente diffusi ha dimostrato la pattuizione di incrementi economici più alti del costo della vita e la scarsa importanza del secondo livello di contrattazione. Occorrerebbe, invece, alleggerire il contratto collettivo nazionale e responsabilizzare la contrattazione economica aziendale e territoriale
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 717 - 750 2013
Tuttobene M.
Decontribuzione dei salari di produttività 2012: perplessità circa i termini per il deposito dei contratti di secondo livello. Valutazioni giuridiche e gestionali
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 815 - 821 2013
Il buio oltre la siepe: Corte costituzionale 23 luglio 2013, n. 231
Il saggio analizza l’evoluzione della giurisprudenza della Corte Costituzionale sull’art. 19, l. 20 maggio 1970, n. 300 (c.d. Statuto dei Lavoratori) dagli anni ’70 ad oggi
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 4, pp. 899 - 949 2013
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 4, pp. 950 - 957 2013
L’articolo 8 della legge n. 148/2011 nel prisma dei rapporti tra legge e autonomia collettiva
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 4, pp. 958 - 979 2013
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 4, pp. 980 - 1003 2013
Santoro-Passarelli G.
La partecipazione alle trattative come criterio di misurazione della rappresentatività sindacale e l’applicazione dell’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 4, pp. 1143 - 1150 2013
L’articolo 8, decreto legge n. 138/2011, supera il vaglio di costituzionalità ex articolo 117 della Costituzione in tema di riparto di competenze tra Stato e Regioni
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1, pp. 164 - 172 2013
Crevatin M.
Contrattazione collettiva separata nel settore metalmeccanico ed esercizio dei diritti sindacali: il caso del diritto di assemblea
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1, pp. 145 - 152 2013
Casotti A., Gheido M. R.
Detassazione, premi di produttività e imposte sui redditi
Diritto e pratica del lavoro, fasc. 30, pp. 250 - 253 2013
Il volume analizza le criticità del modello tradizionale di relazioni industriali alla luce della crisi economica e della globalizzazione suggerendo di spostarne i confini verso l’ambito sovranazionale potenziando, però, al contempo le attività contrattuali e di rappresentanza più vicine ai luoghi di lavoro ed alla dimensione locale
Monterossi L.
Le prime ipotesi applicative della clausola 7 dell'Accordo interconfederale 28 giugno 2011 e dell'art. 8 della legge n. 148/2011
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 1, pp. 211 – 221 2013
Mastinu E.
La regolamentazione contrattuale del conflitto sindacale. Vecchi problemi e nuove tendenze
Il saggio studia la disciplina negoziale del conflitto sindacale alla luce degli accordi interconfederali del 2009 e del 2011
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 2, pp. 371 - 406 2013
Giasanti L.
L'interpretazione adeguatrice dell'art. 19 St. Lav. tra giudice ordinario e giudice costituzionale
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 1, pp. 100 - 110 2013
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 4, pp. 837 - 848 2013
Il saggio analizza l’art. 8 l. n. 148/11 mettendone in luce l’incostituzionalità: a parere dell’A. la possibilità concessa alla contrattazione collettiva aziendale e territoriale di derogare la legge stravolge il sistema delle fonti e si pone in contrasto con l’art. 3 Cost. e con il principio di legalità dell’ordinamento
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 3, pp. 617 - 653 2013
Sindacato 'firmatario' e 'trattante', purché 'rappresentativo'
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 4, pp. 517 - 533 2013
La retribuzione collegata alla produttività aziendale: quadro normativo di riferimento e impatto dell’accordo sui livelli retributivi
Il saggio prende in considerazione la recente evoluzione, sia normativa che contrattuale, in tema di retribuzione di produttività come parte del più ampio sistema di relazioni industriali analizzandone l’impatto sul sistema della rappresentanza sia dei lavoratori che delle imprese
Diritti Lavori Mercati, fasc. 1, pp. 33 - 51 2013
'Caso Fiat', affiliazione sindacale e tutela anti-discriminatoria: una lettura fondata sulle fonti internazionali ed europee
Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 363 - 383 2013
Gli assetti contrattuali fra tradizione e innovazione
Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 506 - 549 2013
La Corte Costituzionale e l'art. 19 dello Statuto dei lavoratori: molto più che un semplice aggiornamento
Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 6, pp. 1396 - 1425 2013
Costituzione della RSA e sindacati legittimati
Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 6, pp. 1298-1330 2013
De Stefano V., Liebman S.
Le clausole che regolano la trattativa sindacale nel protocollo d'intesa del 31 maggio 2013: l'occasione per una ricostruzione diacronica
Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 4-5, pp. 737 - 751 2013
Lassandari A.
Divisione sindacale e ‘crescita di produttività e competitività’
Il saggio analizza i contenuti dell’accordo sulla produttività del 21 novembre 2012 mettendo in luce come le misure introdotte non possano da sole incrementare la produttività e la competitività delle aziende. Vengono, inoltre, messi in luce il crescente disaccordo tra le parti sociali e la frammentazione del sistema di contrattazione collettiva seguito alla conclusione dell’accordo
Lavoro e diritto, fasc. 2, pp. 243 - 267 2013
L’art. 19 dello Statuto dei lavoratori dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 231 del 2013: brevi riflessioni
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 4, pp. 992 - 1003 2013
La Corte costituzionale tra Don Abbondio e Il passero solitario: il sistema di rappresentanza sindacale dopo la sent. n. 231/13
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 4, pp. 901 - 917 2013
La contrattazione di ‘prossimità’: teoria, comparazione e prassi
Il saggio analizza la disciplina introdotta dall'art. 8, l. n. 148/11 mettendo in luce come la stesso potrà dar luogo ad un fenomeno di aziendalizzazione della regolazione che si pone come unicum nel panorama europeo – caratterizzato, invece, da un modello organizzato di decentramento contrattuale – e che lascia spazio a possibili abusi del potere di deroga attribuito alla contrattazione di prossimità
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 4, pp. 919 - 960 2013
Prime note sul Protocollo 31 maggio 2013
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 749 - 776. 2013
Il contratto collettivo nazionale di categoria dopo il Protocollo d’intesa 31 maggio 2013
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 707- 748 2013
Malandrini S.
Contrattazione di prossimità e welfare aziendale
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 141 - 150 2013
Il rappresentante sindacale «transfugo» nel Protocollo d’intesa del 31 maggio 2013
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 129 - 140 2013
La retribuzione di risultato nel lavoro privato e pubblico: regolazione ed esigibilità
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 2, pp. 451 ss. 2013
Gargiulo U.
Tensioni e distorsioni nella crisi del modello «statutario» di rappresentanza sindacale in azienda
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 1, pp. 171 - 198 2013
Contrattazione collettiva e principio di maggioranza
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 1, pp. 75 - 101 2013
Il volume analizza le tecniche elaborate dalla contrattazione collettiva di secondo livello per legare gli incrementi della retribuzione alla misurazione della produttività individuando, alla luce dell'evoluzione degli assetti contrattuali e degli strumenti di incentivazione, due differenti modelli legati rispettivamente al raggiungimento di un risultato individuato dalla contrattazione collettiva e ad una più efficiente organizzazione del lavoro
ESI, Napoli 2013
A proposito della legge n. 148/2011: le deroghe si fanno ma non si dicono
Il saggio mette in luce come, nonostante la dichiarata indisponibilità dalle principali organizzazioni sindacali, siano stati stipulati accordi decentrati in deroga alla legge ed alla contrattazione collettiva nazionale ai sensi dell'art. 8 della l. n. 148/2011
Giornale di diritto del lavoro e delle relazioni industriali, fasc. 138, pp. 255 - 272 2013
L’articolo 19 dello statuto, una norma da cambiare?
Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 138, pp. 185 - 195 2013
Un accordo senza respiro
Il saggio analizza l'accordo sulla produttività del lavoro stipulato il 21 novembre 2012 mettendo in luce la spinta verso una aziendalizzazione del sistema di relazioni industriali e dei meccanismi di rappresentanza
Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 138, pp. 273 - 284 2013
Produttività e relazioni industriali
Il saggio analizza i rapporti tra il sistema delle relazioni industriali e la produttività sia dal punto di vista teorico che pratico ponendo, in particolare, l’attenzione sull'accordo sulla produttività sottoscritto nel 2012
Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 138, pp. 285 - 292 2013
Dell’Aringa C.
L’accordo sulla produttività: quali prospettive per competitività e salari?
Dopo aver messo in luce la perdita di competitività e la stasi dei salari reali e la caduta del ‘trend’ della produttività, l’A. analizza i meccanismi di determinazione dei salari e gli effetti dell'accordo anche ponendo in relazione produttività e qualità dell'occupazione
Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 138, pp. 293-302 2013
Dopo l’ennesimo accordo inutile. Un nuovo scambio politico
Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 138, pp. 303 - 314 2013
L’articolo 8 del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138: una prima attuazione dello ‘Statuto dei lavori’ di Marco Biagi
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1, pp. 78-92. 2012
‘Apocalittici’ e ‘integrati’ alle prese con l’art. 8 della legge n. 148 del 2011: il problema della disponibilità del tipo
Lavoro e diritto, fasc. 1, pp. 19 -29 2012
Diritti lavori mercati, fasc. 1, pp. 31 - 57 2012
Finalizzazione e oggetto degli accordi di prossimità
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 3, pp. 485 - 492 2012
Cacucci, Bari 2012
WP CSDLE Massimo D’Antona.IT’, n. 139 2012
Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 133, pp. 21-66 2012
Leccese V.
Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 136 pag. 479 - 525 2012
La contrattazione collettiva aziendale dopo l’articolo 8 del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1 pag. 16 - 23 2012
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1, pp. 24 - 30 2012
Crisi economica e relazioni industriali: alcune osservazioni sull’articolo 8 della legge n. 148/2011
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1, pp. 11 - 15 2012
Il rapporto tra l’art. 8 e l’accordo interconfederale del 28 giugno 2011
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 3, pp. 461 - 470 2012
Osservazioni sull’accordo interconfederale del 28 giugno 2011 e sulla legge in materia di ‘contrattazione collettiva di prossimità’
WP CSDLE Massimo D’Antona.IT, n. 157 2012
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 3, pp. 493 - 501 2012
Occhino A.
Il contratto collettivo dopo l’art. 8 d.l. 138/2011: nuove soluzioni al conflitto tra fonti, in Napoli M., Ferrante V., Corti M., Occhino A. Nuove tendenze nelle fonti del Diritto del lavoro. Dagli accordi del 2009 e 2011 al decreto legge 138, pp. 61 – 100
Vita e Pensiero, Milano 2012
Oltre la continuità. La contrattazione collettiva decentrata
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 481 - 519 2012
La lunga estate calda del diritto del lavoro: dall’accordo interconfederale del 28 giugno 2011 all’art. 8, d.l. n. 138/2011, in Napoli M., Ferrante V., Corti M., Occhino A. Nuove tendenze nelle fonti del Diritto del lavoro. Dagli accordi del 2009 e 2011 al decreto legge 138, pp. 23 – 60
La contrattazione in deroga. Accordo interconfederale del 28 giugno 2001 e art. 8 d.l. n. 138/2011
Ipsoa, Milano 2012
I profili di incostituzionalità dell’art. 8 con riferimento all’efficacia erga omnes dei contratti collettivi da esso previsti
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 3, pp. 539 - 560 2012
L’articolo 8 della legge n. 148/2011: la complessità di una norma sovrabbondante
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1, pp. 1 - 10 2012
Ancora sull’articolo 8 della seconda manovra estiva. Quali spazi per la contrattazione di prossimità?
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1, pp. 57 - 66 2012
Art. 8 della legge n. 148/2011 e questioni giurisprudenziali sull’aziendalizzazione
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 3, pp. 579 - 589 2012
Alleva P. G.
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 3, pp. 481 - 484 2012
Dopo l’accordo del 28 giugno 2011 (e l’articolo 8 della legge 148): incertezze, contraddizioni, fragilità
Lavoro e diritto, fasc. 1, pp. 55 - 79 2012
Il contratto collettivo dopo l’art. 8 del decreto n. 138/2011
WP CSDLE Massimo D’Antona.IT’, n. 129 2011
L’accordo interconfederale del 28 giugno 2011
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 3, pp. 659 – 670. 2011
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 4, pp. 739 - 777 2011
Le relazioni sindacali dopo gli Accordi di Pomigliano e Mirafiori
Il Lavoro nella giurisprudenza, fasc. 4, pp. 337 - 349 2011
Regole certe su rappresentanze sindacali e contrattazione collettiva con l’Accordo interconfederale 28 giugno 2011
Il Lavoro nella giurisprudenza, fasc. 7, pp. 653 - 658 2011
Al capezzale del sistema contrattuale: il giudice, il sindacato e il legislatore
WP CSDLE Massimo D’Antona.IT, n. 133 2011
Contrattazione di prossimità e poteri di deroga nella manovra di Ferragosto (art. 8 D.L. n. 138/2011)
Il Lavoro nella giurisprudenza, fasc. 10, pp. 977 - 985 2011
Un primo commento ai decreti ex articolo 28 st. lav. sull’applicazione del ccnl separato dei metalmeccanici del 2009
Rivista italiana di diritto del lavoro , fasc. 2, pp. 700 - 708 2011
Ipsoa, Milano 2011
Perulli A, Speziale V.
L’art. 8 della legge 14 settembre 2011, n. 148 e la ‘rivoluzione di Agosto’ del diritto del lavoro
WP CSDLE Massimo D’Antona.IT, n. 132 2011
Rappresentatività e contrattazione tra l’accordo unitario di giugno e le possibili ingerenze del legislatore
WP CSDLE Massimo D’Antona.IT, n. 127 2011
L’accordo interconfederale 28 giugno 2011: verso una (nuova) autoricomposizione del sistema contrattuale
Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 6, pp. 1212 - 1222. 2011
Gli accordi ‘separati’ sono antisindacali? Il sistema sindacale ‘di fatto’ nell’era della disunità sindacale
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 2, pp. 690 - 699 2011
Pluralità di contratti collettivi nazionali, condotta antisindacale e trattamenti discriminatori
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 2, pp. 709 - 716 2011
Back to the future: il caso Fiat tra anticipazione del futuro e ritorno al passato
Lavoro e diritto, fasc. 2, p.239 - 267 2011
Sistema sindacale ‘di fatto’, efficacia del contratto collettivo (aziendale) e principio di effettività
Argomenti di diritto del Lavoro, fasc. 6, pp. 1281 - 1295 2011
La Fiat, una multinazionale all’assalto delle regole del proprio Paese
Lavoro e diritto, pp. 381 -390 2011
Riforme (im)possibili nel diritto sindacale
Diritti lavori mercati, fasc. 1, pp. 1 - 5 2011
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 3, pp. 627 - 637. 2011
Detassazione dei premi di produttività e accordo sindacale
Diritto e pratica del lavoro, pp. 765 - 768 2011
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 3, p. 297 - 313 2011
L’accordo interconfederale del 28 giugno 2011: spunti per una riflessione
Massimario di giurisprudenza del lavoro, fasc. 8-9, pp. 574-579 2011
Contrattazione collettiva tra rappresentanza e flessibilità
Diritto e pratica del lavoro, fasc. 46, pp. 2740 - 2743 2011
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 4, pp. 1061 - 1091 2011
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 642 - 672 2011
L’accordo 28 aprile 2011 e oltre
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 613 - 641 2011
L’efficacia derogatoria dei contratti aziendali o territoriali: si sgretola l’idolo dell’uniformità oppressiva
QFMB/Saggi 2011
Quaderni di rassegna sindacale - Lavori, fasc. 1, pp. 53 ss. 2011
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 371 - 377 2011
Detassazione degli straordinari e dei premi di produttività: l’impatto della legge finanziaria per l’anno 2011 e i primi problemi interpretativi ed applicativi
Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 599 - 605 2011
Attualità e dibattito in tema di costo del lavoro, retribuzione e politiche dei redditi
Rivista di diritto della sicurezza sociale, fasc. 3, pp. 663 - 707 2011
L’accordo fra Confindustria, CGIL, CISL e UIL sull’applicazione della detassazione
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 2, pp. 539 - 545 2011
Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 457 - 480 2011
Osservazioni estemporanee sull’accordo interconfederale del 2011
Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 451 - 456 2011
Le deroghe contrattuali nel modello tedesco
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 2, pp. 328 - 332 2011
Santoro - Passarelli G.
Accordo interconfederale 28 giugno 2011 e art. 8 d.l. 138/2011 conv. con modifiche l. 148/2011: molte divergenze e poche convergenze
Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 6, pp. 1224 - 1248 2011
Giasanti L.,
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 1, pp. 77 - 108 2010
Il premio di produttività nel lavoro
Il Lavoro nella giurisprudenza, fasc. 6, pp. 537 - 543 2010
Santoro Passarelli G.
Efficacia soggettiva del contratto collettivo: accordi separati, dissenso individuale e clausola di rinvio
L'A. mette in evidenza come l'unità di azione sindacale e il principio di effettività dell'attività sindacale abbiano favorito la generalizzazione in fatto della disciplina collettiva ma non abbiano risolto il problema del dissenso sindacale. L'A. esamina analiticamente l'ipotesi del contratto collettivo nazionale separato e, nel rapporto tra contratti collettivi di diverso livello, l'efficacia soggettiva del contratto aziendale separato
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 487 - 522 2010
Modelli partecipativi e tecniche di regolazione dei rapporti di lavoro. La partecipazione dei lavoratori: il caso italiano nel contesto europeo
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1, pp. 19 - 36 2010
L’Accordo quadro e la sua applicazione nel settore privato: un modello contrattuale «comune»?, in Andreoni A. (a cura di), Nuove regole per la rappresentanza sindacale. Ricordando Massimo D’Antona, pp. 79 - 128
Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 581 - 602 2010
Voza R.
Effettività e competenze della contrattazione decentrata nel lavoro privato alla luce degli accordi del 2009
Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 126, pp. 361 - 377 2010
Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 126, pp. 387 - 399 2010
Retribuzione e assetto della contrattazione collettiva
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 4, pp. 693 - 718 2010
Una riflessione a più voci sul diritto sindacale ai tempi della contrattazione separata
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 1, pp. 3 - 18 2010
Accordo di Pomigliano e criticità del sistema di relazioni industriali italiane
Il saggio analizza l'Accordo di Pomigliano, alla luce delle criticità del sistema italiano di relazioni industriali, con particolare riferimento alle incertezze in tema di derogabilità del CCNL ad opera del contratto aziendale, all'efficacia soggettiva limitata dei contratti collettivi "separati" e alle difficoltà di garantire l'effettività degli impegni contrattualmente assunti
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 4, pp. 797 - 814 2010
Le forme retributive incentivanti
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 4, pp. 637 ss. 2010
Accordi collettivi separati: tra libertà contrattuale e democrazia sindacale
Il problema dell'efficacia soggettiva degli accordi separati viene posto in correlazione con le clausole individuali di rinvio dinamico alla contrattazione collettiva che consentono di affermare l'applicabilità di tali accordi, anche prescindendo dall'iscrizione del lavoratore alle organizzazioni sindacali stipulanti
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 1, pp. 29 - 62 2010
Le nuove regole sulla contrattazione collettiva: problemi giuridici ed efficacia
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 1, pp. 45 - 76 2010
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 2, pp. 177 - 200 2009
Pacchiana Parravicini G.
L’efficacia temporale del contratto collettivo
Giappichelli, Torino 2009
Glossario dell’economista per il giurista
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 2, pp. 175 - 212 2009
D’Onghia M.
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 2, pp. 257 - 298 2009
Contrattazione collettiva e produttività: cronaca di evocazione (ripetute) e incontri (mancanti)
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 2, pp. 299 - 333 2009
Putaturo Donati F. M.
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 2, pp. 335 - 351 2009
Competitività e flessibilità del rapporto di lavoro
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 2, pp. 201 - 219 2009
Esposito M., Gentile G.
Costo del lavoro, competitività delle imprese e nuova struttura della contrattazione collettiva
Diritti Lavori Mercati, fasc. 2, pp. 273 – 303 2009
Concertazione e contrattazione dal Protocollo Giugni agli accordi separati del 2009
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 3, pp. 447-481 2009
Jus, fasc. 3, pp. 443 - 456 2009
Gli sgravi contributivi sulla contrattazione di secondo livello, in Cinelli M., Ferraro G., Lavoro, competitività, welfare. Dal d.l. n. 112/2008 alla riforma del lavoro pubblico, tomo 2, pp. 439 ss.
Utet, Torino 2009
L’inderogabilità nel diritto del lavoro. Norme imperative e autonomia individuale
Giuffrè, Milano 2009
Lavoro e previdenza oggi, fasc. 12, pp. 1757 - 1763 2008
Caragnano R.
Sgravi contributivi per la contrattazione di secondo livello, in M. Tiraboschi (a cura di), La riforma del lavoro pubblico e privato e il nuovo welfare, pp. 248 ss.
Giuffrè, Milano 2008
Contrattazione collettiva di secondo livello: incentivazioni contributive e fiscali, in Carinci F., Miscione M. (a cura di), Il collegato lavoro 2008, pp. 351 – 364
Ipsoa, Milano 2008
La norma inderogabile: fondamento e problema del diritto del lavoro
Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 119, pp. 341 - 422 2008
Obiettivi, discipline e buone pratiche dei contratti di secondo livello: una breve rassegna
Diritti lavori mercati, fasc. 1, pp. 187-204 2008
Canniotto A., Maccarone G.
Al via lo sgravio contributivo sui premi di risultato
Guida al lavoro, fasc. 34, pp. 88 ss. 2008
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 407 - 420 2008
Sgravi per incentivare la produttività, in Cinelli M., Ferraro G., Lavoro, competitività, welfare. Commentario alla legge 24 dicembre 2007, n. 247 e riforme correlate, tomo 1, pp. 245 – 252
Indisponibilità dei diritti dei lavoratori: dalla tecnica al principio e ritorno
Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 119, pp.423 - 498 2008
Contratto aziendale, premio di produzione e limiti alla disponibilità collettiva dei diritti individuali
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1, pp. 185 ss. 2007
Unità sindacale e autonomia collettiva
Giappichelli, Torino 2007
Norme sulla competitività, Commento all’art. 1 commi 67-71 in diretto da Persiani M., Proia G., La nuova disciplina del welfare, Commentario alla Legge 24 dicembre 2007, n. 247, pp. 184 – 190
Padova, Cedam 2007
La rappresentanza degli attori sindacali serve una legge? Spunti di riflessione
WP CSDLE Massimo D’Antona.IT, n. 42 2006
L’attività sindacale e la derogabilità assistita
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 1, pp. 83-112 2005
Le rappresentanze sindacali unitarie e i contratti aziendali
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 4, pp. 799 - 821 2003
L’inderogabilità nel diritto del lavoro tra crisi e nuove prospettive
Il Lavoro nella giurisprudenza, fasc. 10, pp. 921 - 930 2002
Il contratto collettivo aziendale e decentrato
Giuffrè, Milano 2001
Contratti collettivi normativi e contratti collettivi gestionali
Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 1, pp. 1 - 21 1999
Sbrocca A.
Contratto collettivo aziendale e contratto individuale plurisoggettivo
Massimario di giurisprudenza del lavoro, fasc. 4, pp. 360 ss. 1999
Efficacia soggettiva del contratto collettivo e democrazia sindacale
Giappichelli, Torino 1999
Contratto collettivo e fonti del diritto del lavoro
Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 757 - 765 1998
Autonomia contrattuale e contratto collettivo nel tempo
Giappichelli, Torino 1998
Morone A.
Contrattazione collettiva di secondo livello e retribuzione incentivante
Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 4, pp. 291 ss. 1997
Retribuzione variabile e fattispecie lavoro subordinato
Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 6, pp. 49 ss. 1997
Manganiello E.
Le rappresentanze sindacali unitarie nell’accordo di luglio 1993 e negli accordi istitutivi
Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 4, pp. 195 ss. 1997
Autonomia collettiva e occupazione: l’efficacia soggettiva del contratto collettivo
Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 75, pp. 381 ss. 1997
Maresca A., De Luca Tamajo R.
Il dibattito continua: rappresentanza sindacale e contrattazione collettiva al livello aziendale
Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 4, pp. 157 ss. 1997
Gli assetti contrattuali derivanti dal Protocollo del Luglio del 1993 ed i rapporti tra contratti collettivi di diverso livello
Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 4, pp. 265 ss. 1997
L’esito referendario e i suoi effetti sulle relazioni industriali in azienda
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1, pp. 43 - 46 1996
L’efficacia del contratto collettivo prescinde dall’atto di autonomia individuale
Rivista italiana di diritto del lavoro, pp. 100 ss. 1996
Le rappresentanze sindacali in azienda dopo il referendum. Problemi di applicazione della nuova norma e dibattito sulla riforma
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 2, pp. 113 - 154 1996
Agenti sindacali, protocollo di luglio 1993 ed esiti referendari del giugno 1995 in tema di Rsa e contributi sindacali
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1, p. 47 - 60. 1996
Assetti contrattuali e RSU: il Protocollo del 23 luglio 1993 e la sua applicazione nel Ccnl dell’industria
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 4, pp. 323 - 346 1995
Ghezzi G.
Considerazioni sull’accordo tra Governo e parti sociali del 1993
Politica del diritto, fasc. 1, pp. 3 - 21 1994
Interessi collettivi indivisibili ed efficacia erga omnes del contratto aziendale
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 1, pp. 61 - 66 1994
L’accordo del 23 luglio 1993: una analisi critica
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale,fasc. 2, pp. 243 - 261 1993
Il Protocollo del 23 luglio 1993 sul costo del lavoro: verso l’istituzionalizzazione delle relazioni industriali?
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 2, pp. 279 - 310 1993
Giungi G.
Un’intesa densa di novità
Lavoro informazione, fasc. 13, pp. 5 ss. 1993
L’accordo del 23 luglio 1993: assetto contrattuale e struttura della retribuzione
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 2, pp. 215 - 242 1993
L’efficacia del contratto aziendale ed il dissenso: la Cassazione 'naviga a vista'
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 1, pp. 82 – 93 1993
Grandi M., Rusciano M.
Accordo del 31/07/1992 e contratto aziendale
Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 57, pp. 213 ss. 1993
Una nuova frontiera dell’antisindacalità: il contratto aziendale erga omnes
Giustizia civile, fasc. 2, pp. 535 - 544 1993
D’Antona M.
Il Protocollo sul costo del lavoro e l’autunno freddo dell’occupazione
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 4, pp. 411 - 428 1993
Norme inderogabili e certezza del diritto: prospettive per la volontà assistita
Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 75, pp. 381 ss. 1992
Ancora in tema di discriminazione nelle trattative: efficacia soggettiva degli accordi stipulati solo con alcune organizzazioni sindacali e procedimento ex art. 28 St. lav.
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 4, pp. 848 - 853 1992
I rinvii all’autonomia collettiva: mercato del lavoro e trasferimento d’azienda
Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 55, pp. 515 ss. 1992
Protocollo di luglio: premessa per la riforma delle relazioni industriali
Lavoro informazione, fasc. 15 - 16, pp. 5 ss. 1992
Sulla successione nel tempo di diverse fonti collettive, anche di diverso livello
Rivista italiana di diritto del lavoro , fasc. 1, pp. 30 - 34 1992
Accordo aziendale senza il sindacato maggioritario, abuso del diritto e condotta antisindacale
Giurisprudenza italiana, fasc. 10, pp. 528 - 537 1992
Sistemi partecipativi e incentivanti di retribuzione: l’evoluzione storica in Italia
Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1, pp. 13 - 28 1991
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc.3, pp. 518 - 528 1991
Spunti critici in tema di rapporti fra contratti collettivi di diverso livello
Diritto del lavoro, fasc. 5, p. 358 - 392 1989
Il contratto aziendale nella dottrina italiana
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 248 - 298 1989
Ballestrero M. V.
Riflessioni in tema di inderogabilità
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 4, pp. 357 - 400 1989
Rapporti tra contratti collettivi di diverso livello: una svolta tra continuità e rottura col passato
Il Foro italiano, fasc. 2, pp. 512 - 517 1987
Il problema del contratto collettivo: il dissenso
Giurisprudenza italiana, fasc. 3, pp. 65 - 90 1987
L’evoluzione dei contenuti e delle tipologie della contrattazione collettiva
Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 1, pp. 16 - 57 1985
Franco Angeli, Milano 1985
L’efficacia del contratto aziendale
Politica del diritto, fasc. 3, pp. 439 - 447 1985
La contrattazione collettiva per i contratti di solidarietà
Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, pp. 639 ss. 1984
Rapporti fra contratti collettivi di diverso livello
Milano, Giuffrè 1982
Derogabilità del contratto collettivo e livelli di contrattazione
Giornale di diritto del lavoro e dei relazioni industriali, pp. 617 ss. 1980
Accordi aziendali e lavoratori dissenzienti. Il sindacato tra crisi aziendali e crisi della rappresentanza
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 1 - 2, pp. 157 - 194 1980
Autonomia sindacale ed efficacia del contratto collettivo di lavoro
Rivista di diritto civile, fasc. 2 , pp. 140 - 166 1971
L’evoluzione della contrattazione collettiva nelle industrie siderurgica e mineraia (1953- 1963)
Risposta ad interpello 1 luglio 2013, n. 21
La riorganizzazione del lavoro attraverso l’applicazione delle misure di efficientazione aziendale può realizzarsi o attraverso l’introduzione di misure del tutto nuove ovvero attraverso una diversa modulazione della flessibilità prevista dal contratto nazionale. E’ possibile applicare il regime fiscale agevolativo anche sulla base di contratti aziendali e territoriali previgenti ed ancora in vigore a condizione che tutte o alcune delle misure contenute in tali contratti rispondano alle previsioni del d.p.c.m. 22 gennaio 2013. La modifica dell’orario di lavoro può essere identificata quale indicatore quantitativo del miglioramento della produttività
Circolare 3 maggio 2013, n. 73
La circolare rende note le modalità operative per la richiesta degli sgravi disciplinati dalle l. 28 giugno 2012, n. 92/2012 e 24 dicembre 2007, n. 247 relativi alle erogazioni previste dai contratti collettivi di secondo livello corrisposte nel corso dell’anno 2012
Circolare 30 aprile 2013, n. 11/E
La circolare fornisce indicazioni in merito all’imposta sostitutiva sulla retribuzione di produttività prevista dall’art. 1 comma 481, l. 24 dicembre 2012, n. 228 (c.d. legge di stabilità 2013) e dal d.p.c.m. 22 gennaio 2013
Circolare 3 aprile 2013, n. 15
La circolare fornisce indicazioni in merito alla proroga delle misure sperimentali per l’incremento della produttività disposta dalla l. 24 dicembre 2012, n. 228 (c.d. legge di stabilità 2013) nonché in merito alle modalità di attuazione delle agevolazioni prevista dal d.p.c.m. 22 gennaio 2013