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Timestamp: 2020-02-25 06:38:22+00:00
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Novità giurisprudenza amministrativa - Avv. Giuseppe Martelli
Tar Lazio, sez. I, sentenza 7 gennaio 2020, n. 70.
Con questa pronuncia, il TAR Lazio chiarisce quali siano i poteri dell’ANAC nell’ipotesi di presentazione di falsa dichiarazione o documentazione nelle procedure di gara per l’affidamento di appalti pubblici. Ebbene, il TAR Lazio chiarisce come non vi sia un automatismo nell’esercizio dei poteri dell’ANAC previsti dall’art. 80 comma 12 D.Lgs. n. 50/2016, tale da imporle di dover sempre e comunque irrogare una sanzione. Al contrario, l’ANAC è sempre tenuta a compiere una sua autonoma valutazione che, seppur connotata da discrezionalità tecnica, deve essere motivata, al fine di far comprendere se la falsità oggetto di analisi debba comportare verso ogni p.a. appaltante l’inaffidabilità morale dell’impresa sotto esame.
Consiglio di Stato, sez. II, sentenza 18 novembre 2019, n. 7858. Con questa pronuncia, il Consiglio di Stato si è espresso in merito ai presupposti del fermo amministrativo ex art. 69 comma 6 del RD 2440/1923, che consente ad una amministrazione dello Stato che abbia una ragione di credito verso aventi diritto a somme dovute da altre amministrazioni, di chiedere ed ottenere la sospensione del pagamento in attesa del provvedimento definitivo. Ebbene, si sottolinea come, nell’ambito di tale sentenza, sia stato chiarito come il fermo sia possibile anche in presenza di un credito dell’amministrazione contestato, ma di cui sia ragionevole ritenerne l’esistenza.
Il TAR Lazio, sezione terza quater, con la sentenza n. 09597/2019 del 19 luglio 2019, affronta il problema del’ammissibilità, da parte della stazione appaltante, di un’attività interpretativa della volontà dell’impresa partecipante ad una gara per l’affidamento di un appalto pubblico, nel caso di ambiguità nella formulazione dell’offerta. Secondo il predetto Tribunale, che richiama anche precedenti del Consiglio di Stato, tale attività è consentita, laddove non si faccia riferimento a fonti di conoscenza estranee all’offerta.
Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza 6 febbraio 2019, n. 904.
Con questa sentenza il Consiglio di Stato ha evidenziato come un’opera non possa essere considerata una mera pertinenza edilizia nel caso in cui abbia dimensioni oggettivamente rilevanti, tali da comportare una trasformazione del territorio e del suolo e un’alterazione dei luoghi, in modo tale da necessitare di un permesso di costruire ex artt. 3 e 10 DPR n. 380/2001.
T.A.R. Lazio Roma Sez. III quater, Sent., (ud. 16-10-2018) 06-12-2018, n. 11828
Con questa pronuncia, il TAR Lazio chiarisce quali siano i casi in cui sia ammissibile un ricorso avverso una procedura ad evidenza pubblica alla quale il ricorrente non abbia partecipatoVisualizza il testo integrale
Consiglio di Stato sez. V, sentenza 23 luglio 2018 n. 4427
Il Consiglio di Stato specifica che l’omissione della dichiarazione di condanne penali se, da un lato, non possa che comportare l’esclusione dalla gara, dall’altro da ciò non deve automaticamente conseguire l’iscrizione nel casellario informatico ANAC. iscrizione che, invero, deve derivare da una autonoma e motivata attività valutativa.
Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 12 marzo 2018, n. 1555.
Con questa pronuncia il Consiglio di Stato si occupa della questione relativa alla possibilità o meno del ricorso al soccorso istruttorio in caso di errori nella compilazione dell’offerta economica, escluso nella fattispecie in quanto l’utilizzo di tale istituto avrebbe inciso sulla par condicio tra i concorrenti.Visualizza il testo integrale
T.A.R. Campania Napoli, sez. VII, 12 giugno 2017, n. 3201Con questa pronuncia si chiarisce come non sia nullo il ricorso firmato analogicamente e notificato in forma cartacea, secondo le disposizioni ancora vigenti in materia di notifica e non abrogate o incise dall’entrata in vigore del PAT, anche se sottoscritto digitalmente solo nella fase di deposito.Visualizza il testo integrale
Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza 15 maggio 2017, n. 2275
Con questa pronuncia il Consiglio di Stato si sofferma sulla questione relativa ai rapporti tra ricorso principale e incidentale, affermando l’inammissibilità del ricorso principale allorquando dal suo accoglimento, in considerazione dell’accoglimento del ricorso incidentale, il ricorrente principale non ritrarrebbe alcun vantaggio, neanche strumentale alla eventuale riedizione della procedura.Visualizza il testo integrale
Consiglio di Stato, sez. III, ordinanza 13 marzo 2017, n. 1152
Con questa Ordinanza, la sez. III rimette all’Adunanzia Plenaria la risoluzione del quesito riguardante l’affermazione o meno del principio in base al quale, in mancanza dell’attivazione del procedimento di nuova richiesta di attestazione SOA, la cessione del ramo d’azienda comporti sempre, in virtù dell’effetto
traslativo, il venir meno della qualificazione.Visualizza il testo integrale
Cons. Stato Sez. VI, Sent., 13-02-2017, n. 623 Il Consiglio di Stato, con tale pronuncia, dichiara il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, a favore di quella del giudice ordinario, in merito all’atto con cui il MIUR non aveva autorizzato la permanenza in servizio dell’appellante per l’anno scolastico 2016/2017.Visualizza il testo integrale
Tar Campania, sez. VIII, sentenza 21 ottobre 2016, n. 4808
Con questa sentenza, il TAR Campania ha ribadito come la notifica dell’ordine di demolizione al proprietario, oltreché all’autore dell’abuso edilizio, sia il presupposto necessario per il successivo provvedimento di acquisizione al patrimonio comunale, in quanto questo secondo atto costituisce una sanzione per l’inottemperanza alla demolizione, che non può essere pronunciata nei confronti di chi non sia stato destinatario dell’ordine di demolizione, per cui la mancata notifica al proprietario dell’ordine di demolizione non inficia la legittimità dello stesso, ma preclude l’emanazione del provvedimento di acquisizione gratuita al patrimonio comunale ex art. 31, comma 3, D.P.R. n. 380/2001Visualizza il testo integrale
C.G.A. Sicilia, sez. giurisdizionale 26 settembre 2016, n. 329
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana rileva l’illegittimità del giudizio di mancato superamento della prova orale dell’esame di abilitazione alla professione di avvocato nel caso in cui la commissione giudicatrice, in violazione di quanto previsto dall’art. 12, D.P.R. n. 487/1994, non abbia proceduto preventivamente al sorteggio delle domande da sottoporre al candidato.Visualizza il testo integrale
Cons. Stato Sez. IV, Sent., 09-09-2016, n. 3837. Con questa pronuncia il Consiglio di Stato, richiamandosi ad un consolidato orientamento giurisprudenziale del medesimo Consesso, ribadisce che per accedere ai benefici del condono straordinario di cui alla legge n. 47/85 è necessario che il manufatto abusivo abbia raggiunto la funzionalità propria della destinazione d’uso per la quale è stato richiesto il condono.Visualizza il testo integrale
TAR Lazio Roma Sez. I, Sent., 11-07-2016, n. 7897. Con questa pronuncia il TAR Lazio ritiene legittima l’esclusione di un’impresa da una gara d’appalto, in conseguenza della mancata dichiarazione della sussistenza di una sentenza di condanna riguardante il direttore tecnico della predetta impresa, ma, allo stesso tempo, censura l’escussione della cauzione da parte della Stazione appaltante in assenza del presupposto del dolo o della colpa del concorrente escluso.Visualizza il testo integrale
Consiglio di Stato Sez. V, Sent.13-06-2016, n. 2518. Con questa pronuncia, il Consiglio di Stato affronta la problematica degli atti regolamentari e dei provvedimenti amministrativi a carattere generale, specificando che la necessità di una loro immediata impugnazione dipende dalla loro immediata lesività, da escludersi quando la lesione effettiva derivi solo dai successivi atti esecutivi, nel caso in cui contenuti di tali atti non siano già preordinati e vincolati dalla fonte regolamentare. Visualizza il testo integrale
Consiglio di Stato sez. IV 13 aprile 2016 n. 1466. Con questa decisione, il Consiglio di Stato ha ribadito il principio secondo il quale, in caso di occupazione originariamente senza titolo o divenuta successivamente tale, l’intervenuta realizzazione dell’opera pubblica non fa venire meno l’obbligo dell’amministrazione di restituire al privato il bene illegittimamente appreso, a prescindere dalle modalità di acquisizione del terreno.Visualizza il testo integrale
T.A.R. Campania Napoli Sez. VIII, Sent., 24-03-2016, n. 1579. Con questa pronuncia il TAR Campania, richiamando un precedente del TAR Sardegna, chiarisce come non sia sufficiente a fondare la legittimazione attiva a ricorrere la qualità di consigliere comunale dissenziente rispetto all’adozione dell’atto impugnato, in quanto, secondo la giurisprudenza richiamata da tale sentenza, “la legittimazione dei consiglieri comunali a impugnare gli atti degli organi di cui fanno parte è limitata ai casi in cui vengono in rilievo determinazioni direttamente incidenti sul diritto all’ufficio ovvero violazioni procedurali lesive in via diretta del munus di componente dell’organo (T.A.R. Sardegna Cagliari Sez. II, 15-10-2014, n. 815)” Visualizza il testo integrale
Consiglio di Stato, sez. VI, 3 marzo 2016, n. 882. Con tale sentenza il Consiglio di Stato si pronuncia in merito agli effetti dell’invalidità parziale sull’intero provvedimento amministrativo. In particolare, con la predetta decisione si specifica che nel diritto amministrativo l’invalidità parziale non travolge, di regola, l’intero provvedimento, specie quando la clausola illegittimità è diretta a limitare l’operatività di atti legittimi ampliativi.Visualizza il testo integrale
Consiglio di Stato, sez. VI, 29 gennaio 2016, n. 365. Con tale pronuncia il Consiglio di Stato afferma la giurisdizione amministrativa nell’ambito di una controversia in tema di graduatorie scolastiche provinciali e, in particolare, su un ricorso riguardante il D.M. 1 aprile 2014, n. 235 nella parte in cui non prevede, nel disporre l’integrazione e l’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento del personale docente ed educativo, la facoltà di reinserimento nella rispettiva fascia e graduatoria di appartenenza anche di coloro che, in occasione di precedenti aggiornamenti, non avessero prodotto la domanda di permanenza e fossero stati cancellati dalla graduatoria. Visualizza il testo integrale
Consiglio di Stato, sez. III, 22 gennaio 2016, n. 211. Con tale sentenza il Consiglio di Stato chiarisce che nelle gare pubbliche la valutazione di anomalia dell’offerta debba essere fatta valutando tutte le circostanze del caso concreto, poiché anche un utile all’apparenza modesto potrebbe comportare un vantaggio significativo sia per la prosecuzione in sé dell’attività lavorativa (il mancato utilizzo dei propri fattori produttivi viene considerato comunque un costo), sia per la qualificazione, la pubblicità, il curriculum derivanti per l’impresa dall’essere aggiudicataria e dall’aver portato a termine un appalto pubblico. Ciò significa che, in base a tale orientamento giurisprudenziale, nelle gare pubbliche non è possibile stabilire una soglia minima di utile al di sotto della quale l’offerta deve essere considerata anomala, al di fuori dei casi in cui il margine positivo risulti pari a zero. Visualizza testo integrale
TAR Campania – Napoli. Sez. V, Sent., 16-12-2015, n. 5754. Tale sentenza, evidenzia, ai fini del riparto di giurisdizione nelle controversie in materia di pubblico impiego, la distinzione tra atti di macro-organizzazione e atti di micro-organizzazione. I primi sono atti a regime pubblicistico emanati dalla pubblica amministrazione ai sensi dell’art. 2, comma 1, del D.Lgs. 165/2001, diretti alla definizione delle linee fondamentali di organizzazione dei pubblici uffici, all’individuazione degli uffici di maggiore rilevanza e dei modi di conferimento della titolarità degli stessi e alla determinazione delle dotazioni organiche complessive. I secondi sono atti a regime privatistico emanati dalla pubblica amministrazione in veste di datrice di lavoro, relativi alla organizzazione minore degli uffici ed alla gestione diretta del rapporto di lavoro, aventi natura paritetica, espressione di capacità e di poteri analoghi a quelli di qualsiasi datore di lavoro privato. E, secondo il consolidato orientamento giurisprudenziale formatosi al riguardo, appartengono alla giurisdizione del giudice amministrativo le controversie concernenti i soli atti di macro-organizzazione. Nel caso di specie, di conseguenza, i provvedimenti disposti dal datore di lavoro in materia di comando vengono fatti rientrare tra gli atti di micro-organizzazione e, pertanto, nella giurisdizione del giudice ordinario. Visualizza il testo integrale
TAR Campania – Napoli. N. 5528/2015 depositata in data 1/12/2015. Tale sentenza affronta la tematica della possibilità, per le imprese che concorrono nelle gare d’appalto pubbliche, di proporre variazioni migliorative, indispensabili o semplicemente utili sotto l’aspetto tecnico. Ebbene, il predetto Tribunale chiarisce che, nelle gare pubbliche aggiudicate con il sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa, sono sempre ammissibili variazioni migliorative non essenziali del progetto posto a base di gara, ossia tutte quelle variazioni migliorative che non si traducano in uno stravolgimento dell’oggetto del contratto, attraverso una sua diversa ideazione che si ponga come del tutto alternativa rispetto al disegno progettuale originario.
Consiglio di Stato Sez. VI, n. 4374 del 21 settembre 2015. Con tale ordinanza la sez. sesta ha rimesso all’Adunanza Plenaria la questione relativa alla giurisdizione del giudice amministrativo in materia di assistenza scolastica per gli alunni disabili, con particolare riferimento a quali fasi del piano educativo individualizzato, debbano essere di competenza del giudice amministrativo e quali del giudice ordinario.
Consiglio di Stato sez. IV, Sent. n. 2835 del 9 giugno 2015. Con tale sentenza il Consiglio di Stato ha chiarito che gli atti adottati dal Commissario ad acta nominato a seguito del giudizio di ottemperanza devono essere impugnati, in caso di contestazione, entro il termine di 60 giorni dalla data della loro comunicazione alla parte destinataria che li ritenga illegittimi.
TAR Veneto Venezia, sez. II, n. 615 del 3 giugno 2015. Secondo tale sentenza, la Pubblica Amministrazione risponde dei danni che costituiscono conseguenza immediata e diretta del proprio ritardo, ma nel rispetto del principio secondo il quale è risarcibile non qualsiasi evento dannoso, ma solo quello che viene fatto rientrare tra le conseguenze normali o almeno probabili dell’azione, mentre devono essere escluse quelle conseguenze dannose determinate da circostanze concomitanti e sopravvenute non imputabili all’Amministrazione che abbiano inciso autonomamente ed indipendentemente quali concause nella determinazione del danno.
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