Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-penale/art-12-codice-penale-riconoscimento-delle-sentenze-penali-straniere
Timestamp: 2019-05-21 11:59:55+00:00
Document Index: 87798787

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 133', 'art. 85', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 12', 'sentenza ', 'art. 157', 'sentenza ', 'art. 12', 'sentenza ', 'art.12', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 12', 'sentenza ', 'art. 12', 'sentenza ', 'art. 12', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 12']

Art. 12 codice penale: Riconoscimento delle sentenze penali straniere | La Legge per tutti
Art. 12 codice penale: Riconoscimento delle sentenze penali straniere
Alla sentenza penale straniera pronunciata per un delitto può essere dato riconoscimento [c.p.p. 730-741]: 1) per stabilire la recidiva [99-101] o un altro effetto penale della condanna, ovvero per dichiarare l’abitualità [102-104] o la professionalità nel reato [105] o la tendenza a delinquere [108]; 2) quando la condanna importerebbe, secondo la legge italiana, una pena accessoria [28-37] (1); 3) quando, secondo la legge italiana, si dovrebbe sottoporre la persona condannata o prosciolta, che si trova nel territorio dello Stato, a misure di sicurezza personali [215]; 4) quando la sentenza straniera porta condanna alle restituzioni o al risarcimento del danno [185], ovvero deve, comunque, esser fatta valere in giudizio nel territorio dello Stato, agli effetti delle restituzioni o del risarcimento del danno, o ad altri effetti civili [185-198; c.p.p. 741].
Per farsi luogo al riconoscimento, la sentenza deve essere stata pronunciata dall’autorità giudiziaria di uno Stato estero col quale esiste trattato di estradizione. Se questo non esiste, la sentenza estera può essere egualmente ammessa a riconoscimento nello Stato, qualora il Ministro della giustizia ne faccia richiesta. Tale richiesta non occorre se viene fatta istanza per il riconoscimento agli effetti indicati nel numero 4 (2) (3).
Recidiva: rientra tra circostanze inerenti alla persona del colpevole, e comporta la possibilità di infliggere un aumento di pena a chi, dopo essere stato condannato per un delitto non colposo, ne commette un altro. È uno degli effetti penali della condanna.
Abitualità nel reato: è la condizione personale di chi con la sua persistente attività criminosa dimostra di aver acquistato una materiale attitudine a commettere reati. Si tratta di una forma specifica di pericolosità sociale.
Professionalità nel reato: è una forma specifica di pericolosità sociale. Per l’esistenza della (—) la legge richiede che il reo riporti una condanna, trovandosi già nelle condizioni richieste per la dichiarazione di abitualità [v. 106]; che avuto riguardo alla natura dei reati, alla condotta del reo e delle altre circostanze previste dal capoverso dell’art. 133, si debba ritenere che il reo viva abitualmente anche in parte, soltanto dei proventi del reato, cd. sistema di vita. Tale requisito deve essere accertato, di volta in volta, non esistendo (—) presunta.
Sentenza: è il provvedimento con il quale il giudice assolve alla sua funzione giurisdizionale decisoria.
Autorità giudiziaria: è l’autorità preposta all’esercizio della funzione giurisdizionale ossia all’applicazione della legge.
Tendenza a delinquere: è uno dei tre aspetti, assieme all’abitualità [v. 12] e professionalità nel reato, [v. 12] della pericolosità sociale.
Risarcimento del danno: rappresenta la riparazione del pregiudizio arrecato dal reato per equivalente, cioè mediante la corresponsione di una somma di denaro; esso opera nei casi in cui non sia più possibile o non sia soddisfacente la restituzione.
(1) Cfr. art. 85, c. 2, d.P.R. 309/1990 in materia di stupefacenti.
(2) Quanto ai rapporti tra riconoscimento e amnistia [v. 151] è da sottolineare che il riconoscimento è ammissibile solo in relazione ad una sentenza di condanna per un delitto sottoposto
nel nostro Stato o in quello estero ad amnistia che lasci sussistere gli effetti penali (cd. amnistia impropria). Inoltre, il riconoscimento di una sentenza penale straniera non richiede il prodursi di effetti concreti e prescinde dall’attuale pendenza di un procedimento (in tal senso, Cass. 17-12-2010, n. 44476).
(3) Oltre che nella norma in esame le condizioni e i presupposti del riconoscimento sono previsti negli artt. 730 e 732 c.p.p.
Regola generale dell’ordinamento penale italiano è quella dell’ineseguibilità delle sentenze penali straniere nel nostro Stato. A tale regola è, tuttavia, possibile derogare per uno dei fini secondari previsti tassativamente nella norma in esame e rispondenti per lo più (salva l’ipotesi di cui al n. 4) all’esigenza di meglio adeguare il diritto penale italiano alla personalità etico-criminologica del delinquente.
Riconoscimento delle sentenze
Il riconoscimento di una sentenza penale straniera è funzionale soltanto ai fini espressamente e tassativamente previsti dall'art. 12, comma primo, c.p., tra i quali non possono farsi rientrare quelli volti ad ottenere l'applicazione dei benefici della legge penitenziaria italiana e l'applicazione dell'indulto.
Cassazione penale sez. fer. 28 agosto 2014 n. 38568
Ai fini delle notificazioni nel procedimento per il riconoscimento di una sentenza penale straniera, è irrilevante l'elezione di domicilio effettuata nel giudizio svolto dinanzi all'autorità giudiziaria estera, trovando invece applicazione le generali prescrizioni previste dall'art. 157 c.p.p., che individuano la località dove effettuare la comunicazione nel luogo ove l'imputato ha dimora. Rigetta, App. Bologna, 02/12/2012
Cassazione penale sez. VI 23 ottobre 2013 n. 45207
È inapplicabile "in executivis" la continuazione tra il reato giudicato in Italia e il reato giudicato con sentenza straniera riconosciuta nell'ordinamento italiano, in quanto il vincolo della continuazione non rientra tra le condizioni cui può essere finalizzato il riconoscimento delle sentenze penali straniere, ex art. 12 comma 1 c.p. (Rigetta, App. Torino, 16/11/2011 )
Cassazione penale sez. V 26 settembre 2013 n. 8365
La pronuncia con cui si provvede al riconoscimento di una sentenza penale straniera deve enunciare espressamente gli effetti che ne conseguono e non può limitarsi a richiamare l'art.12 del codice penale. Annulla con rinvio, App. Torino, 23/10/2012
Cassazione penale sez. VI 27 giugno 2013 n. 30831
Non può pronunciarsi il riconoscimento della sentenza penale straniera se nel relativo procedimento non siano state espletate le formalità necessarie per portare effettivamente a conoscenza dell'imputato l'atto di citazione a giudizio dinanzi all'autorità estera. (In motivazione la Corte ha specificato che all'indagine sugli eventuali, infruttuosi tentativi esperiti nel procedimento straniero per portare l'atto a conoscenza dell'imputato non può provvedersi nel giudizio di cassazione, non essendo attribuiti in materia al giudice di legittimità poteri di accertamento di merito). Annulla con rinvio, App. Torino, 23/10/2012
È legittimo il riconoscimento di una sentenza penale straniera anche nella parte relativa a pene accessorie i cui effetti si siano già esauriti. (Fattispecie relativa a riconoscimento di sentenza straniera contenente condanna alla interdizione legale ed alla sospensione della potestà dei genitori "per tutta la durata della pena). Rigetta, App. Napoli, 08/11/2012
Cassazione penale sez. VI 11 giugno 2013 n. 27738
La sentenza straniera che sia priva di motivazione per effetto dell'espressa rinuncia dell'imputato al diritto di ottenere l'esposizione scritta delle ragioni della decisione può essere riconosciuta, agli effetti di cui all'art. 12 comma 1 n. 1 e 4 c.p., non essendo contraria ai principi fondamentali dell'ordinamento giuridico italiano. (Nella specie, la sentenza era stata emessa dalla Corte di assise correzionale di Lugano). Annulla con rinvio, App. Trieste, 09/02/2012
Cassazione penale sez. II 19 dicembre 2012 n. 14440
Non può essere accolta la richiesta del procuratore generale di dare riconoscimento, per gli effetti previsti dall'art. 12 c.p., al decreto di accusa emesso dal procuratore pubblica cantonale svizzero, trattandosi di un provvedimento che non può essere assimilato ad una sentenza.
Corte appello Milano sez. V 23 aprile 2012
In tema di riconoscimento di sentenze penali straniere, possono riconoscersi in Italia le sentenze o i provvedimenti ad esse analoghi; tra questi possono comprendersi soltanto quei provvedimenti che rispondono al requisito di essere stati emanati in sede giurisdizionale a seguito di un procedimento che con la citazione abbia consentito all'imputato di far valere le proprie ragioni; ne consegue che non può essere riconosciuto in Italia il decreto di accusa previsto dal diritto cantonale svizzero, trattandosi non di una decisione giurisdizionale e quindi di un'affermazione di colpevolezza ma di una mera proposta di pena non preceduta peraltro da una vocatio in iudicium.
Corte appello Milano sez. V 28 marzo 2012 n. 27
Il riconoscimento di una sentenza penale straniera è funzionale soltanto ai fini espressamente e tassativamente previsti dall'art. 12, comma primo, cod. pen. e, pertanto, non può giovare all'applicazione della continuazione con altri reati giudicati dall'Autorità giudiziaria interna che presuppone un giudizio di merito e, quindi, il riferimento a categorie di diritto sostanziale (quali reato e pene) che si qualificano solo in ragione del diritto interno. Annulla in parte con rinvio, App. Catania, 02/07/2010
Cassazione penale sez. I 07 luglio 2011 n. 30463
Il riconoscimento di una sentenza penale straniera non richiede il prodursi di effetti concreti e prescinde dall'attuale pendenza di un procedimento. (In motivazione la Corte, in una fattispecie relativa ad una sentenza emessa dall'autorità giudiziaria elvetica il cui riconoscimento era stato richiesto ai sensi dell'art. 12, comma 1, c.p., ha escluso la necessità della richiesta del Ministro della giustizia, attesa l'esistenza della Convenzione di estradizione italo-svizzera).
Cassazione penale sez. III 25 novembre 2010 n. 44476