Source: https://www.laleggepertutti.it/95517_se-rifiuti-di-firmare-il-verbale-per-violazione-stradale
Timestamp: 2018-12-16 14:07:48+00:00
Document Index: 65733121

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 141', 'art. 615', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 615', 'art. 276', 'art. 205', 'art. 205', 'art. 384', 'sentenza ']

Se rifiuti di firmare il verbale per violazione stradale
Codice della strada: la consegna della multa al trasgressore, anche se questi si è rifiutato di firmarla, equivale a notifica.
Inutili le prese di posizione: con o senza la firma dell’automobilista, il verbale con la contestazione della contravvenzione, elevatagli dalla pattuglia della polizia per violazione del codice della strada, si considera ugualmente notificato con la consegna alle mani del conducente. E se questi dovesse anche rifiutare di riceverlo, la multa gli verrebbe notificata a casa (con le spese di spedizione). Risultato: non cambia nulla e la contravvenzione si considera ugualmente conosciuta.
Pertanto, se il trasgressore non abbia proposto opposizione contro il verbale di contestazione nei termini di legge (entro cioè 30 giorni dalla comunicazione, ossia dalla consegna materiale della multa, da parte delle autorità al conducente, al momento dell’infrazione o, in mancanza, dalla notifica a casa con il postino) lo stesso deve ritenersi oramai inoppugnabile e definitivo.
È questo il principio uscito fuori dalle aule della Cassazione [1]. In questi casi, quindi, l’automobilista non potrebbe opporsi contro la cartella esattoriale di Equitalia, originata dal verbale non firmato dal trasgressore. Infatti, come detto, indipendentemente dalla firma sul verbale, la consegna a mani dello stesso o la notifica a casa sono elementi sufficienti a far considerare il procedimento di contestazione regolare e valido.
Non è corretto ritenere la notifica della multa come mai avvenuta nei casi in cui il trasgressore si rifiuti di firmare il verbale di contestazione, pur avendolo materialmente ritirato. A tale proposito, la Suprema Corte, aderendo ad un proprio precedente [2], qualificava la consegna immediata della copia del verbale al trasgressore, rifiutatosi di sottoscriverla, come atto equipollente alla notifica del verbale e, come tale, pienamente valido ed efficace. Pertanto, diligentemente il contravventore dal momento della consegna del verbale non deve far decorrere i 30 giorni, previsti dal vigente Codice della Strada, per presentare opposizione alla sanzione amministrativa contestatagli.
[1] Cass. sent. n. 195/2014.
[2] Cass. sent. n. 19025/2005.
Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 6 novembre 2013 – 9 gennaio 2014, n. 195
1. Il 23 maggio del 2002 una pattuglia di Carabinieri della stazione di Misano Adriatico (RN) irrogò al sig. C.G. una sanzione amministrativa per eccesso di velocità, ai sensi dell’art. 141 del codice della strada (d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285).
2. Poiché la sanzione non venne pagata, l’agente per la riscossione (nella specie, la “E.TR. – Esazione Tributi” s.p.a.) notificò al sig. C.G. la cartella esattoriale n. 014-2007-00171389-58-000, avverso la quale l’intimato propose opposizione dinanzi al Giudice di pace di Bari, luogo di sua residenza.
3. Il Giudice di pace di Bari, qualificata la domanda come opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c., l’ha accolta con sentenza n. 100.754 del 27 dicembre 2007, ritenendo inesistente il titolo esecutivo posto a base dell’esecuzione.
1.1. Risulta dalla sentenza impugnata che il sig. C.G. propose la propria domanda (qualificata dal giudice di pace come “opposizione all’esecuzione” ex art. 615 c.p.c.) nei confronti della Prefettura di Rimini e del concessionario del servizio di esazione, la E.TR. Esazione Tributi s.p.a..
1.2. Non è purtroppo pacifico, nella giurisprudenza di legittimità, se al giudizio di opposizione a cartella esattoriale debba partecipare soltanto l’amministrazione per conto della quale venne irrogata la sanzione, oppure anche l’ente esattore che ha emesso la cartella oggetto del giudizio: talune decisioni, infatti, ritengono che l’esattore sia un litisconsorte necessario, in quanto l’eventuale annullamento della cartella inciderebbe sui rapporti tra l’ente impositore e quello che riscuote il tributo (Sez. 6-2, Ordinanza n. 12385 del 21/05/2013, Rv. 626230); altre decisioni, all’opposto, ritengono che l’ente incaricato della riscossione non sia un litisconsorte necessario, in quanto mero adiectus solutionis causa [ex aliis, Sez. 1, Sentenza n. 22617 del 20/10/2006 (Rv. 593140].
Nel presente giudizio, tuttavia, non è necessario prendere posizione su tale controversia: infatti, poiché per quanto si dirà più oltre il ricorso è manifestamente fondato, l’integrazione del contraddittorio nei confronti della ETR s.p.a. sarebbe del tutto inutile, dal momento che tale società nessun pregiudizio potrebbe mai subire per effetto della mancata partecipazione al giudizio di legittimità. E ciò in applicazione del principio, ormai consacrato dall’intervento delle Sezioni Unite, secondo cui il principio della ragionevole durata del processo rende superflua l’integrazione del contraddittorio nelle fasi di gravame, se l’impugnazione appaia prima facieinfondata (così Sez. U, Sentenza n. 21670 del 23/09/2013, Rv. 627449).
2.1. Deve essere esaminato per primo, ai sensi dell’art. 276, comma secondo, c.p.c., il terzo dei motivi di ricorso proposti dalla Prefettura di Rimini, perché idoneo a definire il giudizio, in virtù del c.d. principio della “ragione più liquida” (già ripetutamente condiviso da questa Corte: tra le altre, da Sez. 3, Sentenza n. 11356 del 16/05/2006, Rv. 591349).
Espone che il Giudice di pace, ritenendo che al sig. C.G. non fosse mai stato regolarmente notificato alcun titolo esecutivo prima della notifica della cartella esattoriale, non ha considerato che nel caso di specie l’infrazione venne contestata al trasgressore immediatamente, ed immediatamente gli fu consegnata copia del relativo verbale, che il sig. C.G. ritirò, rifiutandosi però di firmare.
2.3. Risulta dal verbale, allegato agli atti del giudizio di merito e direttamente esaminabile in questa sede in considerazione della natura del vizio denunciato dall’amministrazione, che il 23 maggio 2002, dopo la contestazione dell’infrazione, il sig. C.G. ritirò una copia del verbale, ma rifiutò di sottoscriverla.
Il ritiro immediato di una copia del verbale da parte del trasgressore equivale a notifica dello stesso, a nulla rilevando che chi ritira l’atto rifiuti di sottoscriverlo (Sez. 1, Sentenza n. 19025 del 29/09/2005, Rv. 585416). Dal 23 maggio 2002, pertanto, iniziò a decorrere per il sig. C.G. il termine di 30 giorni per il ricorso giurisdizionale, previsto dall’art. 205 d.lgs. 30.4.1992 n. 285, nel testo vigente ratione temporis. Ne consegue che il Giudice di pace, ritenendo che la notifica della cartella esattoriale non fosse mai stata preceduta da alcuna valida notifica del verbale, è effettivamente incorso nella violazione dell’art. 205 cit..
Le spese del giudizio di legittimità vanno poste a carico dell’intimato, ai sensi del combinato disposto degli artt. 384, comma secondo, e 385, comma secondo, c.p.c..
la Corte di cassazione, visto l’art. 384, comma secondo, c.p.c: -) cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta l’opposizione proposta dal sig. C.G. nei confronti della Prefettura di Rimini;
27/09/2017 alle 11:45
Non ho firmato e non ho neppure ritirato il verbale, ma nonostante ciò non ho ricevuto nessuna notifica a casa. Dopo due anni ricevo un avviso di mancata riscossione in cui si intima il saldo del doppio della sanzione. Quindi devo concludere che, anche se non viene inviata la notifica a casa del verbale non ritirato, questo ha comunque validità? Grazie.