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Timestamp: 2018-04-25 03:09:21+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 445', 'art. 42', 'art. 42', 'sentenza ', 'art. 182', 'sentenza ', 'art. 40', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 256', 'sentenza ', 'art. 464', 'sentenza ', 'sentenza ']

Newsletter - maggio 2015
Mutuo ipotecario - Mutuo fondiario - Mutuo di scopo –Tribunale di Pescara, sentenza 06.05.2015 – est. Fortieri.
1. L’erogazione di un mutuo ipotecario non destinato a creare un’effettiva disponibilità nel mutuatario, già debitore in virtù di un rapporto obbligatorio non assistito da garanzia reale, non integra necessariamente la fattispecie della simulazione del mutuo (con dissimulazione della concessione di una garanzia con debito preesistente) o della novazione (con la sostituzione del preesistente debito chirografario con un debito garantito) potendo anche integrare una fattispecie di “procedimento negoziale indiretto” nel cui ambito il mutuo ipotecario viene erogato realmente e viene utilizzato per l’estinzione di un precedente debito chirografario.
2. Il contratto di mutuo fondiario non è un mutuo di scopo, con la conseguenza che nel contratto di mutuo fondiario il finanziamento dietro garanzia ipotecaria ben può essere finalizzato allo scopo soggettivo che le parti si prefiggono che può essere anche quello di utilizzo della somma per sanare debiti pregressi verso la banca, e non per ciò solo può predicarsene l’illiceità.
ATP Previdenziale – Interruzione Decadenza – Tribunale di Vasto, sentenza 14.05.2015 – est. Radoccia.
Il ricorso per ATP previdenziale (art. 445 bis c.p.c.), in quanto atto introduttivo di un procedimento giudiziario, interrompe la decadenza semestrale di cui all’art. 42, comma 3, del D.L. n. 269/2003. Ed infatti, l’istanza per ATP previdenziale deve ricomprendersi nella locuzione “domanda giudiziale” di cui all’art. 42 cit., trattandosi di un procedimento giurisdizionale sommario, modellato su quelli d’istruzione preventiva, a carattere contenzioso, avente ad oggetto la verifica delle condizioni sanitarie legittimanti la pretesa vantata, cui fa seguito un eventuale giudizio di merito a cognizione piena.
Omologa accordo di ristrutturazione dei debiti – Tassazione della registrazione – Commissione Tributaria Regionale de L’Aquila, sentenza 08.05.2015 – est. Venta.
Il provvedimento di omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis L.F., laddove contenga, oltre alle disposizioni tipiche della ristrutturazione dei debiti (soggette alla registrazione con applicazione dell’imposta in misura fissa), contenga anche disposizioni a contenuto patrimoniale, comportanti la costituzione di una garanzia personale (fideiussione) e una reale (pegno) ad opera di soggetti diversi dalla società richiedente la ristrutturazione dei debiti, deve essere assoggettato a registrazione con aliquota proporzionale.
Separazione giudiziale – Addebito – Risarcimento danno – Testimonianze de relato - Tribunale di Pescara - sentenza 21.04.2015 – est. Bozza.
1. Nel giudizio di separazione giudiziale, va riconosciuto l’addebito al coniuge che, nel corso del matrimonio, assuma atteggiamenti e comportamenti autoritari ed offensivi nei confronti dell’altro coniuge, estromettendolo, ad esempio, dalla camera coniugale, ed apostrofandolo con epiteti ingiuriosi anche alla presenza di persone estranee.
2. Nel giudizio di separazione giudiziale con addebito è inammissibile l’azione di risarcimento danni quale conseguenza dell’addebito medesimo, in quanto la diversità di rito tra l’una e l’altra domanda non le rende cumulabili in assenza di ipotesi di connessione ex art. 40 c.p.c., in difetto, cioè, di connessione “per subordinazione” o “forte”.
3. Nel giudizio di separazione giudiziale con addebito, possono assumere rilievo probatorio ex parte actoris anche le testimonianze de relato, ove valutate in relazione a circostanze obiettive e soggettive o ad altre risultanze probatorie che ne suffraghino il contenuto, specie quando la testimonianza attenga a comportamenti intimi e riservati delle parti insuscettibili di percezione diretta da parte dei testimoni.
Assegno di mantenimento – Autocertificazione dei redditi – Tribunale di Chieti - ordinanza 13.04.2015 – est. Spiniello.
Il diritto al riconoscimento dell’assegno di mantenimento da parte dell’altro coniuge sorge esclusivamente allorquando quello sfavorito non abbia adeguati redditi propri, così da consentirgli di mantenere un tenore di vita tendenzialmente analogo a quello goduto in costanza di matrimonio. Pertanto, anche nella fase presidenziale, la mancata produzione delle autocertificazioni relative al proprio reddito, da parte del coniuge che rivendica l’assegno, non consente di ritenere provato il presupposto e di riconoscere la debenza dell’assegno di mantenimento medesimo.
Pubblico impiego privatizzato - Giurisdizione – Corte d’Appello de L’Aquila, sez. lavoro – sentenza 07.05.2015 – est. Ciangola.
In materia di riparto di giurisdizione nelle controversie relative a procedure concorsuali nell’ambito del pubblico impiego privatizzato, quando si invochi lo scorrimento di una graduatoria disatteso dalla p.a., il discrimen per radicare la giurisdizione dinanzi al g.o., “naturalmente” competente per le controversie in tema di assunzione al lavoro, è dato dal concomitante esercizio del potere di bandire un nuovo concorso, perché laddove ciò si verifichi, la controversia dovrà essere conosciuta dal g.a. che, in primo luogo, dovrà delibare la legittimità dell’esercizio di tale potere. All’anzidetto fine, è sufficiente la semplice allegazione dell’esistenza della nuova procedura concorsuale, indipendentemente dalla esistenza del petitum di annullamento di questa, dovendosi avere riguardo, come criterio dirimente, a quello della causa petendi che impone il radicarsi della giurisdizione sulla scorta della consistenza (di diritto soggettivo o di interesse legittimo) della posizione fatta valere.
Rapporto di lavoro subordinato del socio di maggioranza della società – Corte d’Appello de L’Aquila, sez. lavoro – sentenza 30.04.2015 – est. Ciangola.
La qualità di socio di maggioranza che rivesta la carica di Amministratore di una società di capitali è compatibile con il rapporto d lavoro subordinato alle dipendenze della società. Nell’azione di accertamento negativo, l’onere di allegazione e di prova dei fatti costitutivi del diritto negato grava sul convenuto titolare dell’asserito diritto ed aggressore in via sostanziale (n.d.r. Nella specie, era stato impugnato un verbale di accertamento ispettivo che aveva annullato la posizione assicurativa di un dirigente di una società, in quanto socio di maggioranza e Presidente del Consiglio di Amministrazione, per incompatibilità con la subordinazione).
Ambiente – Discarica abusiva – Direttore dei lavori e gestione dei rifiuti – Tribunale di Teramo - sentenza 30.03.2015 – Est. Pignotti.
1. Ai fini della integrazione della fattispecie di cui all’art. 256, comma 3, D. L.vo n. 152/06, occorre che sussistano: l’allestimento di un’area con effettuazione di opere; una condotta di accumulo di rifiuti ripetuta nel tempo; la destinazione dell’area a centro di raccolta di rifiuti; il degrado, anche solo tendenziale, dell’area stessa.
2. Il direttore dei lavori non ha alcun obbligo giuridico di intervenire in materia di gestione dei rifiuti prodotti dalla ditta appaltatrice.
Sospensione del processo e messa alla prova – Regime transitorio - Richiesta formulata al giudice d’appello – Corte d’Appello de L’Aquila - sentenza 18.12.2014 – Pres. est. Francabandera.
La sospensione del procedimento con messa alla prova dell’imputato, disciplinato dagli artt. 3 e 4 della legge n. 67 del 2014, in mancanza di norma transitoria, non può essere richiesta dall’imputato in seno al giudizio d’appello, ancorché quello sia il primo momento processuale utile, successivo all’entrata in vigore della novella, atteso che l’estinzione del reato, quale beneficio conseguente all’esito positivo della messa alla prova, presuppone lo svolgimento di un iter procedurale alternativo alla celebrazione giudizio, frutto delle innovazioni legislative, relativamente alle quali, in mancanza di norme transitorie, opera il più generale principio di diritto “tempus regit actum” [n.d.r. Il Tribunale di Brindisi in composizione monocratica, con ordinanza in data 17.12.2014, ha sollevato la questione di legittimità costituzionale dell’art. 464 bis, comma 2, c.p.p. con riferimento agli artt. 117, 1° comma, Cost. e 7 Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, come interpretata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, nella parte in cui prevede che la richiesta di sospensione del processo e di messa alla prova dell’imputato possa essere proposta fino alla dichiarazione di apertura del dibattimento].
Urbanistica – Remand – Tar Abruzzo, sez. Pescara - sentenza 21.04.2015, n. 221 – Pres. Eliantonio – est. Balloriani.
In materia di c.d. “remand”, all’esito di un primo giudizio di annullamento, può residuare in capo all’Amministrazione, un certo margine di discrezionalità, ma si frustrerebbe l’effettività della tutela giurisdizionale che deve culminare con un giudizio sulla pretesa, se la sentenza del Giudice fosse un continuo ed infinito “remand” all’Amministrazione, una parentesi nella sua azione, limitata ai vizi dell’atto di volta in volta adottato e senza pervenire mai ad un definitivo e satisfattivo giudizio sul rapporto. Pertanto, al fine delle suddette esigenze, l’Amministrazione non può beneficiare di un secondo ulteriore “remand”, con la conseguenza che l’instaurazione di un secondo giudizio di annullamento debba esaurire ogni ulteriore discrezionalità dell’Amministrazione.
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