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Timestamp: 2019-03-26 01:54:59+00:00
Document Index: 75744453

Matched Legal Cases: ['art. 44', 'art. 22', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 44', 'art. 22', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 22', 'art. 44', 'art. 44']

Convenzione concernente le leggi e gli usi della guerra per terra
Approvata dall’Assemblea federale il 4 aprile 1910
il Presidente della Repubblica Argentina;
Sua Maestà l’Imperatore d’Austria, Re di Boemia, ecc., e Re Apostolico d’Ungheria;
il Presidente della Repubblica di Bolivia;
il Presidente della Repubblica degli Stati Uniti del Brasile;
Sua Altezza Reale il Principe di Bulgaria;
il Presidente della Repubblica del Chili;
il Presidente della Repubblica di Colombia;
il Governatore Provvisorio della Repubblica di Cuba;
il Presidente della Repubblica Dominicana;
il Presidente della Repubblica dell’Equatore;
Sua Maestà il Re del Regno Unito di Gran Bretagna e d’Irlanda e dei Territori Britannici al di là dei Mari, Imperatore delle Indie;
il Presidente della Repubblica di Guatemala;
il Presidente della Repubblica d’Haïti;
Sua Altezza Reale il Principe di Montenegro;
Sua Maestà il Re di Norvegia;
il Presidente della Repubblica di Panama;
il Presidente della Repubblica del Paraguay;
il Presidente della Repubblica del Perù;
Sua Maestà il Re di Portogallo e degli Algarvi, ecc.;
il Presidente della Repubblica del Salvador;
Sua Maestà il Re di Svezia;
Sua Maestà l’Imperatore degli Otto-mani;
il Presidente della Repubblica Orientale dell’Uruguay;
il Presidente degli Stati Uniti del Venezuela,
animati dal desiderio di servire, anche in questa estrema ipotesi, agli interessi dell’umanità e alle esigenze ognora crescenti della civiltà; stimando che importa, a tal fine, rivedere le leggi e gli usi generali della guerra, sia allo scopo di definirli con maggior precisione, sia per tracciare certi limiti destinati a restringerne, quanto è possibile, i rigori;
Secondo le vedute delle Alte Parti contraenti, queste disposizioni, la cui redazione è stata ispirata dal desiderio di diminuire i mali della guerra, per quanto lo permettono le necessità militari, sono destinate a servire di regola generale di condotta ai belli-geranti, nei loro rapporti fra essi e con le popolazioni.
Non è stato tuttavia possibile di stabilire già fin d’ora delle stipulazioni che si esten-dano a tutte le circostanze che si presentano nella pratica.
Nell’attesa che un Codice più completo delle leggi della guerra possa essere promulgato, le Alte Parti contraenti giudicano opportuno di stabilire che, nei casi non compresi nelle disposizioni regolamentari adottate da esse, le popolazioni e i belli-geranti restano sotto la tutela e sotto l’impero dei principi del diritto delle genti, quali risultano dagli usi stabiliti tra le nazioni civili, dalle leggi di umanità e dalle esigenze della coscienza pubblica.
Le Potenze contraenti daranno alle loro forze armate di terra delle istruzioni che sa-ranno conformi al Regolamento concernente le leggi e gli usi della guerra per terra, allegato alla presente Convenzione.
La Parte belligerante che violasse le disposizioni di detto Regolamento sarà tenuta, se vi ha luogo, al rifacimento del danno. Essa sarà responsabile di tutti gli atti com-messi da persone che fanno parte della sua forza armata.
La presente Convenzione debitamente ratificata sostituirà, nei rapporti fra le Potenze contraenti, la Convenzione del 29 luglio 1899 4 concernente le leggi e gli usi della guerra per terra.
Copia, certificata conforme, del processo verbale concernente il primo deposito di ratificazioni, delle notificazioni mentovate nel capoverso precedente e degli istru-menti di ratificazione, sarà subito rimessa, per cura del Governo dei Paesi Bassi e in via diplomatica, alle Potenze invitate alla Seconda Conferenza per la Pace, come pure alle altre Potenze che avranno aderito alla Convenzione. Nei casi previsti dal capoverso precedente, il detto Governo farà loro conoscere in pari tempo il giorno in cui ha ricevuto la notificazione.
Quando accada che una delle Potenze contraenti voglia denunziare la presente Con-venzione, la denunzia sarà notificata per iscritto al Governo dei Paesi Bassi, che comunicherà subito copia certificata conforme della notificazione a tutte le altre Potenze, indicando loro il giorno in cui l’ha ricevuta.
Ciascuna Potenza contraente è ammessa a prender notizia di tale registro e a doman-darne estratti certificati conformi.
Fatto all’Aja, il diciotto ottobre millenovecentosette, in un solo esemplare che rimarrà depositato nell’archivio del Governo dei Paesi Bassi, e di cui copie certi-ficate conformi saranno rimesse in via diplomatica alle Potenze che sono state invitate alla Seconda Conferenza per la Pace.
La popolazione di un territorio non occupato che, all’avvicinarsi del nemico, prende spontaneamente le armi per combattere le truppe d’invasione senza aver avuto il tempo di organizzarsi in conformità dell’articolo 1, sarà considerata come bellige-rante se essa porta le armi apertamente e se rispetta le leggi e gli usi della guerra.
I prigionieri di guerra possono essere internati in una città, fortezza, campo o luogo qualunque, con l’obbligo di non allontanarsene oltre certi limiti determinati; ma non possono essere rinchiusi che per misura di sicurezza indispensabile, e soltanto finché durano le circostanze che hanno necessitato tale misura.
I prigionieri possono essere autorizzati a lavorare per conto di pubbliche ammini-strazioni o di privati, o per loro proprio conto.
I prigionieri di guerra saranno sottomessi alle leggi, ai regolamenti e agli ordini in vigore nell’esercito dello Stato in potere del quale essi si trovano. Ogni atto di in-subordinazione autorizza contro essi le misure di rigore necessarie.
Gli individui che seguono un esercito senza farne direttamente parte, come i corrispondenti e i reporters dei giornali, i vivandieri, i fornitori, che cadono in potere del nemico e che questo giudichi utile di detenere, hanno diritto al trattamento dei pri-gionieri di guerra, purché siano provvisti di una legittimazione dell’autorità militare dell’esercito che accompagnavano.
È costituito, fin dal principio delle ostilità, in ciascuno degli Stati belligeranti, e, occorrendo, nei paesi neutrali che avranno raccolto dei belligeranti nel loro territorio, un ufficio d’informazioni sui prigionieri di guerra. Tale ufficio, incaricato di rispondere a tutte le domande che li concernono, riceve dai vari servizi compe-tenti tutte le indicazioni relative agli internamenti e alle mutazioni, alle liberazioni su parola, agli scambi, alle evasioni, all’entrata negli ospedali, alla morte, come pure tutte le notizie necessarie per stabilire e tenere in giorno una nota individuale per ciascun prigioniero di guerra. L’ufficio registrerà in tale nota il numero di matricola, il cognome e nome, l’età, il luogo di origine, il grado, il corpo di truppa, le ferite, la data e il luogo di cattura, dell’internamento, delle ferite e della morte, come pure tutte le osservazioni particolari. La nota individuale sarà rimessa al Governo dell’altro belligerante dopo la conclusione della pace.
Le società di soccorso per i prigionieri di guerra, regolarmente costituite secondo la legge del loro paese, che abbiano lo scopo di essere le intermediarie dell’opera cari-tatevole, riceveranno dai belligeranti, per esse e per i loro agenti debitamente accre-ditati, ogni agevolezza, nei limiti tracciati dalle necessità militari e dalle regole am-ministrative, per compiere efficacemente la loro missione umanitaria. I delegati di tali società potranno essere ammessi a distribuire soccorsi tanto nei depositi d’internamento, quanto nei luoghi di tappa dei prigionieri rimpatriati, mediante un permesso personale rilasciato dall’autorità militare, ed obbligandosi per iscritto a sottomettersi a tutte le misure d’ordine e di polizia che la detta autorità prescrivesse.
Gli uffici d’informazioni godono della franchigia postale. Le lettere, i vaglia, gli invii di denaro, nonché i pacchi postali destinati ai prigionieri di guerra o spediti da essi, saranno esenti da tutte le tasse postali, così nei paesi di origine e di destina-zione come nei paesi intermedi.
I doni e soccorsi in natura destinati ai prigionieri di guerra saranno ammessi in fran-chigia di qualsiasi diritto di entrata o d’altro genere, come pure delle tasse di tra-sporto sulle strade ferrate esercitate dallo Stato.
Sarà lasciata ai prigionieri di guerra la più ampia libertà per l’esercizio della loro religione, compresa la partecipazione agli uffici del loro culto, con la sola condi-zione di conformarsi alle misure d’ordine e di polizia dell’autorità militare.
I testamenti dei prigionieri saranno ricevuti e redatti alle stesse condizioni che quelli dei militari dell’esercito nazionale. Si osserveranno parimente le stesse regole per quanto concerne gli atti di morte e per l’inumazione dei prigionieri di guerra, tenendo conto del loro grado e della loro condizione.
g) di distruggere o confiscare le proprietà nemiche, salvo il caso che le distru-zioni e le confische siano imperiosamente imposte dalle necessità della guerra;
Il dovere degli assediati è di designare questi edifici o luoghi con segni visibili spe-ciali che devono essere previamente notificati all’assediante.
Non può essere considerato come spia che l’individuo il quale, agendo clandestina-mente o sotto falsi pretesti, raccolga o cerchi di raccogliere informazioni nella zona d’operazioni di un belligerante, con l’intenzione di comunicarle alla Parte contraria.
Non sono altresì considerati come spie i militari e i non militari che compiono aper-tamente la loro missione di trasmettere i dispacci destinati sia al proprio esercito, sia all’esercito nemico. A tale categoria appartengono pure gli individui mandati in pallone per trasmettere i dispacci e, in generale, per mantenere le comunicazioni tra le varie parti d’un esercito o di un territorio.
La spia che, avendo raggiunto l’esercito a cui apparteneva, sia fatta più tardi prigio-niera del nemico, è trattata come prigioniero di guerra e non incorre in alcuna re-sponsabilità per i suoi atti di spionaggio anteriori.
Il parlamentario perde il suo diritto all’inviolabilità se sia provato in modo positivo e inoppugnabile che egli ha profittato della sua posizione privilegiata per provocare o commettere un atto di tradimento..Diritto e consuetudini della guerra 12 0.515.112
L’armistizio deve essere notificato ufficialmente e in tempo utile alle autorità com-petenti e alle truppe. Le ostilità sono sospese immediatamente dopo la notificazione o al termine fissato.
Sezione III: Dell’autorità militare sul territorio dello Stato nemico
L’autorità del potere legale essendo passata di fatto nelle mani dell’occupante, questi prenderà tutte le misure che dipendano da lui per ristabilire ed assicurare, quanto è possibile, l’ordine pubblico e la vita pubblica, rispettando, salvo impedimento asso-luto, le leggi vigenti nel paese.
È vietato di costringere la popolazione di un territorio occupato a prestare giura-mento alla Potenza nemica.
L’onore e i diritti della famiglia, la vita degli individui e la proprietà privata, come pure le convinzioni religiose e l’esercizio dei culti, devono essere rispettati. La proprietà privata non può essere confiscata.
Se, oltre le imposte di cui all’articolo precedente, l’occupante preleva altre contribu-zioni in denaro nel territorio occupato, non potrà farlo che per i bisogni delle truppe e dell’amministrazione di esso territorio.
Non saranno chieste requisizioni in natura e servizi dai comuni o dagli abitanti, che per i bisogni dell’esercito di occupazione. Essi saranno proporzionati alle risorse del paese e tali da non implicare per le popolazioni l’obbligo di prender parte alle ope-razioni della guerra contro la loro patria.
L’esercito che occupa un territorio non potrà sequestrare che il numerario, i fondi e i valori esigibili appartenenti allo Stato, i depositi di armi, mezzi di trasporto, magaz-zini e approvvigionamenti, e, in generale, qualsiasi proprietà mobile dello Stato che possa servire alle operazioni della guerra.
Tutti i mezzi che servono in terra, sul mare e per aria alla trasmissione delle notizie, al trasporto delle persone o delle cose, fuori dei casi regolati dal diritto marittimo, i depositi d’armi, e, in generale, ogni specie di munizione di guerra, possono essere sequestrati, anche se appartengono a privati, ma dovranno essere restituiti e le in-dennità saranno regolate alla conclusione della pace.
I cavi sottomarini, che congiungono un territorio occupato ad un territorio neutrale non saranno sequestrati o distrutti che nel caso di assoluta necessità. Anch’essi do-vranno essere restituiti, e le indennità saranno regolate alla conclusione della pace.
Ogni sequestro, distruzione o danneggiamento intenzionale di tali istituti, di monu-menti storici, di opere d’arte e di scienza, è proibito e dev’essere punito.
o adesione
5 gennaio 1914
5 agosto 1935
26 gennaio 1973 (S)
7 ottobre 1910
1° marzo 1912
10 marzo 1978 (S)
6 marzo 1914
12 giugno 1911
30 aprile 1912
Riserve ( * )
Con la seguente riserva all’art. 44 del Regolamento:
«Poichè la Delegazione d’Austria-Ungheria ha accettato il nuovo art. 22a8 alla condizione che non fosse modificato l’art. 44 della Convenzione attualmente in vigore9 , essa non può approvare l’art. 44a10 proposto dalla Seconda Commissione.» (Traduzione dal testo originale francese).
«La Delegazione germanica non può accettare l’art. 44a11 , e io mi permetto giustifi-care con alcune spiegazioni il nostro voto negativo. L’art. 22a12 , inserito su proposta germanica, è del seguente tenore:
«È vietato costringere i nazionali della Parte avversaria a prendere parte alle operazioni di guerra dirette contro il loro paese, qualora anche essi fossero stati assunti in servizio prima dell’inizio della guerra».
Bisogna riconoscere che le parole «prendere parte alle operazioni di guerra» possono essere interpretate in modo diverso. Una precisazione del senso ci sembra tuttavia impossibile. Specificando quali siano gli atti illeciti in virtù dell’art. 22a13, come è fatto nell’art. 44a14, si corre il pericolo sia di limitare eccessivamente la libertà delle azioni militari, sia di giungere a un’interpretazione nel senso che, conformemente all’adagio «qui dicit de uno, negat de altero» dovrebbero essere considerati permessi tutti gli atti non vietati dalla Convenzione espressamente. Ora, noi non vogliamo nè l’una nè l’altra conseguenza. In nessun caso noi possiamo accettare un’inter-pretazione che possa in pratica notevolmente nuocere all’idea umana e civile che è stata determinante per noi quando abbiamo proposto l’art. 22a15. Per questi motivi voteremo contro l’art. 44a16.» (Traduzione dal testo originale francese).
Con riserva dell’art. 44 del Regolamento.
Con la seguente riserva all’art. 44 del Regolamento: «La Delegazione di Russia ha l’onore di dichiarare che, avendo accettato il nuovo art. 22a17 proposto dalla Dele-gazione di Germania in sostituzione dell’attuale art. 44 del Regolamento del 189918 essa fa riserve circa la nuova redazione di detto art. 44a19 .» (Traduzione dal testo originale francese).
Medesima riserva dell’Austria.