Source: http://www.comune.san-miniato.pi.it/pianificazione-urbanistica/piani-di-settore.html
Timestamp: 2018-10-17 15:44:54+00:00
Document Index: 159730399

Matched Legal Cases: ['art.89', 'art.98', 'art. 69', 'art.111', 'art 36', 'art. 22', 'art. 12', 'art. 2']

Comune di San Miniato - Piani di settore
Il Comune di San Miniato è dotato dei seguenti piani di settore:
Piano per il Centro Storico di San Miniato
Piano per i Centri Storici minori
Piano della distribuzione e localizzazione delle Funzioni (PDLF)
Piano urbano della mobilità e del traffico (PUMET)
Programma di intervento per l’abbattimento delle barriere architettoniche e urbanistiche (PABA)
Piano di indirizzo e regolazione degli orari (PIRO)
Piano per la localizzazione di impianti per la telefonia mobile (PLTM)
Regolamento degli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, sezione impianti fotovoltaici, non integrati e non destinati ad autoconsumo, di potenza superiore a 5 kWp
Nei centri storici, individuati come insediamenti di rilevante valore storico, architettonico, sociale, testimoniale, ambientale e definiti nei loro perimetri nella tav. 2 del RU2, continuano ad essere applicate le specifiche norme vigenti, di cui alle varianti urbanistiche relative a:
Variante al PRG per il Centro Storico di S. Miniato approvata con Deliberazione di C.C. n°37 del 05/06/2001. Tale variante si applica alle aree del centro storico individuate nell'ambito territoriale dell'UTOE3 con l’eccezione della realizzazione della strada di gronda, dell’area scoperta di pertinenza del settore 2 limitrofa all’ampliamento del liceo pedagogico G. Carducci realizzato in aderenza al conservatorio di Santa Chiara con la realizzazione di un ulteriore ampliamento, della possibilità della fedele ricostruzione dell’edificio o porzioni di esso demolito da eventi bellici identificato all’unità edilizia n.2 del settore urbano n.45 ed infine dell’ampliamento dell’auditorium da realizzare nel settore 40 unità edilizia n. 3 nell’area scoperta di pertinenza a valle in aderenza all’attuale auditorium per la realizzazione del palcoscenico e di messa a norma dell’intera struttura. In tali aree sono ammessi gli interventi previa valutazione del progetto da parte della Commissione Qualità (C.d.Q.), della Commissione Comunale per il Paesaggio (CCP) di cui all’art.89 L.R.T. 1/2005 e succ. mod. e int. e della soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico per le Province di Pisa e Livorno;
Variante al PRG per i Centri Storici minori approvata con Deliberazione di C.C. N°42 del 19/05/2003 con l’eccezione della modifica del perimetro del centro storico minore di Stibbio che viene ampliato nei pressi del settore n. 3. Tale variante si applica alle aree dei centri storici, alcuni dei quali individuati negli ambiti territoriali dell'UTOE 5, e riguarda i borghi di Cigoli, Stibbio, Balconevisi ed anche i nuclei di Bucciano, Castellonchio, Castelvecchio, Moriolo, Montebicchieri, Palagio, Pieve di San Giovanni a Corazzano.
Con DCC n. 60 del 07.08.2015 è stato approvato il Secondo Regolamento Urbanistico con contestuale variante al Piano Strutturale, che prevede la modifica del Piano del Centro storico di San Miniato, vigente dalla data di pubblicazione sul BURT dell'avviso di approvazione (BURT n.39 del 30.09.2015). Per consultare i nuovi elaborati clicca qui
Attraverso i PUT di iniziativa pubblica potranno essere individuati specifici interventi finalizzati alla riqualificazione dei centri storici ed in particolare delle facciate con possibili variazioni di modesta entità relative alle superfici e ai volumi degli edifici esistenti.
ELENCO ELABORATI PIANO CENTRO STORICO SAN MINIATO
Relazione piano centro storico San Miniato (4.9 MB)
Norme Tecniche Attuazione piano San Miniato (199.01 kB)
Schede rilevamento Vol.I (settori 1-7 82,3 Mb)
Schede Rilevamento-Volume I (settori 8-14) 92,1 Mb
Schede Rilevamento-Volume I (settori 15-20) 73,8 Mb
Schede Rilevamento-Volume II (settori 21-30) 126 Mb
Schede Rilevamento-Volume II (settori 31-40) 116 Mb
Schede Rilevamento-Volume III (settori 41-45) 61,4 Mb
Schede Rilevamento-Volume III (settori 46-50) 65 Mb
Schede Rilevamento-Volume III (settori 51-60) 117 Mb
Progetti Direttori 39 Mb
Relazione e Norme Tecniche Attuazione (758.71 kB)
Scheda Rilevamento-Volume I (57,7 Mb)
Scheda Rilevamento-Volume II (19,1 Mb)
Scheda Rilevamento-Volume III (10,2 Mb)
Il Piano (PDLF) costituisce un'apposita disciplina della distribuzione e localizzazione delle funzioni, tenendo conto degli obiettivi definiti dal piano strutturale per le diverse UTOE e definendo i mutamenti di destinazione d'uso degli immobili presenti all'interno dei centri abitati (art.98 L.R. 65/2014).
Obiettivo del Piano della distribuzione e localizzazione delle funzioni è la definizione delle condizioni per una equilibrata distribuzione delle diverse funzioni che consenta di elevare il livello di qualità della vita attraverso un'appropriata dotazione di servizi, nonché la salvaguardia ed il miglioramento delle condizioni afferenti la residenza favorendo il mantenimento e lo sviluppo delle attività compatibili con la stessa.
PRIMO PDLF
Il primo PDLF di cui si è dotato il Comune di San Miniato, redatto ai sensi dell'art. 69 della L.R. 01/2005 e ss.mm.ii., è stato adottato con DCC n.37 del 21.04.2008, poi soggetto a tre viarianti di cui alle DCC n.107 del 27.10.2009 e DCC n.47 del 31.05.2012. E' decaduto con l'entrata in vigore del secondo PDLF con DCC n.61 del 07.08.2015 efficace dalla data di pubblicazione sul BURT n.39 del 30.09.2015.
SECONDO PDLF
Con DCC n.61 del 07.08.2015 è stato approvato il secondo PIANO DELLA DISTRIBUZIONE E LOCALIZZAZIONE DELLE FUNZIONI (2PDLF), vigente dalla data di pubblicazione dell'avviso di approvazione sul BURT n.39 del 30.09.2015.
Si rende noto che il Consiglio Comunale del 16.04.2018 ha adottato la variante n.1 al PDLF2 ai sensi dell'art.111 della L.R. n.65/2014 e ss.mm.ii. mediante Del.C.C. n.22/2018 come pubblicata sul B.U.R.T. n.19 del 06.05.2018. Di seguito gli elaborati adottati:
. Del.C.C. adozione n.22 del 16.04.2018 (196.72 kB)
. All.1 - Relazione (1.7 MB)
. All.2 - Norme Tecniche di Attuazione VAR1 (236.46 kB)
. All.3 - Tav1, Suddivisione delle UTOE in unità minime di intervento: San Miniato - Nord-Ovest (3.53 MB)
. All.A - regolarità tecnica
. All.B - Relazione responsabile del procedimento (113.58 kB)
. All.C - Relazione garante dell'informazione e partecipazione (104.33 kB)
Per ulteriori informazioni si rimanda alla pagina del Garante dell'informazione e della partecipazione
Delibera di approvazione DCC n.61 del 07/08/2015 (230.21 kB)
Relazione illustrativa (82.45 kB)
Relazione del Responsabile del procedimento (102.75 kB)
Determinazioni sulle osservazioni (106.67 kB)
Norme Tecniche di Attuazione (191.02 kB)
Tavola 1 - suddivisione delle UTOE in u.m.i. - NW (2.02 MB)
Tavola 2 - suddivisione delle UTOE in u.m.i. - NE (2.95 MB)
Tavola 3 - suddivisione delle UTOE in u.m.i. - S (1.82 MB)
Il quadro normativo esistente in materia di traffico e mobilità presenta alcune contraddizioni:
- Il PUT (Piano Urbano del Traffico)
È uno strumento di breve periodo (2 anni) orientato agli interventi di miglioramento delle condizioni di circolazione ed inteso come piano di immediata realizzabilità e quindi essenzialmente di carattere gestionale
È completamente e dettagliatamente regolamentato ai sensi dell’art 36 del codice della strada e dalle direttive ministeraili del 24.6.1995
- Il PUM (Piano Urbano della Mobilità)
È uno strumento di medio-lungo periodo ( fino a 10 anni) orientato alle scelte infrastrutturali strategiche
È carente di una normativa di attuazione essendo solo citato dall’art. 22 della L.340/2000 , legge che prevede un rinvio ad un regolamento ancora da emanare
Si evidenzia peraltro che
– Il PUM è pure previsto come strumento prioritario di attuazione del Piano Regionale della Mobilità e della Logistica della Regione
– Nella legge regionale 1/2005 si prevede la disciplina delle trasformazioni non materiali del territorio individuandone i contenuti in termini di mobilità e di accessibilità senza specificarne gli strumenti (peraltro non esistenti per quanto riguarda il Pum)
Da questi dati di fatto si è individuato il PUMET (Piano Urbano Mobilità e Traffico) come strumento
– che tende ad unificare la visione strategica con quella gestionale
– che si coordina con il Regolamento Urbanistico e con gli altri piani di settore previsti dalla legge 1/2005
– che definisce contenuti in grado di supportare i vari livelli decisionali coinvolti in una materia dinamica e variabile come quella della mobilità.
Elaborato di Piano - PUMET (2.15 MB)
Con D.C.C. n. 60 del 07.08.2015 è stato approvato il Secondo Regolamento Urbanistico con contestuale variante al Piano Strutturale, che prevede l'aggiornamento del P.A.B.A., vigente dalla data di pubblicazione sul BURT dell'avviso di approvazione (BURT n.39 del 30.09.2015). Per consultare i nuovi elaborati clicca qui
Relazione (207.68 kB)
TP 1a: Quadro conoscitivo Ponte a Egola, La Catena, Cigoli (2.69 MB)
TP 1b: Quadro conoscitivo San Miniato Basso, La Scala (3.46 MB)
TP 1c: Quadro conoscitivo San Miniato, Borghi interni (4.72 MB)
TP 1d: Quadro conoscitivo Borghi della Piana (2.51 MB)
TP 2a: Accessibilita' Ponte a Egola, La Catena, Cigoli (2.7 MB)
TP 2b: Accessibilita' San Miniato Basso, La Scala (3.56 MB)
TP 2c: Accessibilita' San Miniato, Borghi interni (2.59 MB)
TP 2d: Accessibilita' Borghi della Piana (4.73 MB)
Il Piano di indirizzo e di regolazione degli orari, in raccordo con il Piano delle Funzioni e il Piano della Mobilità, contiene indicazioni e direttive per il raggiungimento degli obiettivi di:
a) valorizzazione della soggettività dei bambini e delle bambine, come misura di qualificazione della città, riconoscendo loro il diritto a vivere, giocare e socializzare in sicurezza e serenità.
b)organizzazione dell’accessibilità ai servizi socio-sanitari, scolastici, per il tempo libero, garantendone il raggiungimento con i mezzi di trasporto pubblico, al fine di rendere congruenti tempi, orari e localizzazioni delle singole strutture, in relazione alla vita e al funzionamento delle diverse aree territoriali;
c) armonizzazione graduale con le attività lavorative degli orari dei servizi, intesi secondo il criterio della pluralità di offerta, con schemi di orario e con tipologie differenziate, in modo da favorire l’autodeterminazione del tempo, l’adozione di modalità di lavoro attente a conciliare gli orari con gli impegni di cura, e insieme a generalizzare la riduzione dell’orario di lavoro, consentendo così una più ricca qualità della vita, prevedendo:
la flessibilità e ampliamento degli orari di accesso ai servizi socio-educativi, assistenziali e sanitari, per la durata media e per articolazione giornaliera,
la revisione degli orari di biblioteche, musei ed enti culturali, con l’aumento della durata giornaliera di apertura, con estensione alle fasce serali e della durata settimanale, in modo da consentirne un’ampia fruizione.
la programmazione degli orari delle attività commerciali in modo da garantirne la fruizione nelle diverse zone della città, anche non facendo coincidere gli orari di apertura, di chiusura e i turni di riposo per gli esercizi dello stesso ramo di attività
d) attivazione di coordinamenti sovracomunale per piani - orari di servizi con vasti bacini di utenza, in particolare quelli della mobilità e del traffico, anche attraverso un collegamento con le Province per il loro ruolo di programmazione territoriale, ovvero con l’Area Metropolitana
e) finalizzazione, in ottemperanza alla legge 7 agosto 1990, n. 241 , "Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi", delle operazioni burocratiche dei servizi pubblici all’efficienza e al risparmio di tempo per l’utenza, con la tempestiva attuazione della legge 15 maggio 1997, n. 127 "Misure urgenti per lo snellimento dell’attività amministrativa e dei procedimenti di decisione e controllo" prevedendo:
la semplificazione delle modalità di accesso, la piena applicazione delle disposizioni in materia di autocertificazione;
la valorizzazione degli Uffici di relazioni con il pubblico, previsti dall’art. 12 del D.Lgs. 3 febbraio 1993, n. 29, "Razionalizzazione dell’organizzazione delle amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego, a norma dell’ art. 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 241 ";
l’introduzione di procedure informatizzate e connesse in rete.
ELABORATI: TEMPI E ORARI (1.55 MB)
La competenza in materia di localizzazione degli impianti per la telefonia mobile è assegnata al servizio Ambiente del Settore Tecnico.
- Per accedere alla pagina web dedicata alla telefonia mobile clicca qui
- Per visualizzare l'elaborato di piano, ovvero "Procedure autorizzative, pianificazione e modalità di installazione di impianti per la telefonia cellulare - Appendice al Regolamento Edilizio per la localizzazione di impianti per la telefonia cellulare adeguamento delibera CRT n. 12 del 16.1.2002.
ALLEGATO B1 D.C. n. 37 del 27.03.2002" cliccare qui: ELABORATO DI PIANO (39.64 kB)
Il Piano Comunale di Classificazione Acustica è stato approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 16 in data 21.03.05.
Con Deliberazione consiliare n. 35 del 21.04.2008 è stata approvata la variante al piano comunale di classificazione acustica (P.C.C.A.)
Cos'è il PCCA
Il Piano Comunale di Classificazione Acustica (più brevemente PCCA) è lo strumento previsto dalla Legge quadro in materia di inquinamento acustico (Legge 26 ottobre 1995 n° 447), con il quale i Comuni provvedono alla riduzione dell’inquinamento acustico suddividendo il territorio in zone con caratteristiche acustiche omogenee, sulla base dei criteri stabiliti dalle regioni ed in ottemperanza con quanto stabilito dal DPCM 14/11/97 “Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore”, che provvede a definire le classi acustiche e i relativi limiti di rumorosità.
La Regione Toscana ha provveduto a disciplinare la materia con la Legge quadro con la LR n° 89/98 “Norme in materia di inquinamento acustico” e con la Delibera di Consiglio n. 77 del 22.02.00, con la quale ha indicato i criteri cui i Comuni devono attenersi per la redazione del PCCA.
Il Piano ha comportato anche alla valutazione degli strumenti urbanistici vigenti ed adottati affinché sia adeguato al futuro sviluppo del territorio.
In data 21.02.00 il Comune di San Miniato ha sottoscritto una convenzione con l’ARPAT (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana), per l’effettuazione di una campagna di misura del rumore ambientale, al fine di definire il clima acustico del territorio comunale, e la predisposizione di una bozza di PCCA.
Il PCCA, la cui approvazione costituisce atto di politica, programmazione e governo del territorio, attraverso la zonizzazione del territorio comunale e la corrispondente attribuzione dei limiti di immissioni sonore e di qualità, ha come obiettivo il contenimento delle emissioni sonore derivanti dallo svolgimento delle attività umane in genere e dalla presenza delle infrastrutture (strade, ferrovia, ecc…) e di conseguenza il miglioramento delle condizione di benessere e di salute dei cittadini.
Formazione PCCA
L’ARPAT ha provveduto a svolgere, tra l’aprile 2002 e il febbraio 2003, la campagna di misurazione del rumore ambientale in 15 siti scelti in accordo con l’Amministrazione Comunale, rappresentativi di varie situazioni (strade, zone densamente abitate) e/o di punti particolarmente critici (scuole, ospedali, case di cura); questo ha consentito di valutare i livelli generali del rumore prodotto sul territorio comunale e quindi ha permesso un’adeguata caratterizzazione acustica del territorio propedeutica alla redazione del PCCA. (per i risultati vedi tabella 3.2 della Relazione).
Da parte dell’ARPAT si è inoltre provveduto, in collaborazione con gli uffici comunali, alla raccolta delle informazioni in merito: alle destinazioni d’uso del territorio, alla distribuzione delle abitazioni e delle attività, alla tipologia delle strade e del traffico e alle destinazioni previste dal PRG, con particolare riferimento all’analisi dei recettori sensibili presenti sul territorio comunale.
A questa fase di conoscenza del territorio e di prima classificazione, è seguita un’ulteriore fase di rielaborazione del piano che ha tenuto conto delle indicazioni contenute nella normativa regionale in merito all’eccessiva frammentazione delle aree, al rispetto del divieto di contatto tra aree di classe non contigua, alle infrastrutture presenti e alla zonizzazione dei comuni confinanti.
Nella formazione del Piano si è poi tenuto conto anche della redazione del Piano Strutturale, adottato in data 14.04.04 con delibera n. 26 del cui Quadro Conoscitivo, peraltro, le indagini acustiche svolte fanno parte, al fine di rendere lo strumento di Pianificazione acustica aggiornato e compatibile con le previsioni urbanistiche adottate.
Descrizione e criticità
Nella suddivisione per classi acustiche , da I a VI previste dal DPCM 14.11.97, si è tenuto conto sia delle prescrizioni ed indicazioni contenute nella normativa nazionale e regionale in materia, sia dei dati derivanti dal lavoro descritto in precedenza.
In classe V (Aree prevalentemente industriali) sono state inserite le attuali zone industriali conciarie (Romaiano, Pruneta, Via Gramsci), la zona del previsto interporto, la zona del depuratore, le zone artigianali a S. Miniato Basso di Castellonchio e Cascina Lari;
In classe IV (Aree ad intensa attività umana) sono stati inseriti il corridoio infrastrutturale (costituito da Ferrovia e SGC FI-PI-LI) e le principali strade di comunicazione quali ad esempio la Tosco Romagnola, le strade provinciali di Giuncheto, di Via L. da Vinci, di Via Trento, di Via Zara, la SRT 436, nonché i principali centri abitati;
In genere le aree residenziali sono state inserite in classe III (Aree di tipo misto);
In classe II (aree destinate ad uso prevalentemente residenziale) sono comprese quasi tutte le aree agricole e collinari;
In classe I (aree particolarmente protette) sono state inserite le aree collinari boscate, nelle quali le attività antropiche sono praticamente nulle.
Dai rilievi fonometrici svolti per la stesura del PCCA, sono emerse situazioni di criticità per alcuni cosiddetti “recettori sensibili” (scuole, luoghi di cura e di degenza) che dovranno essere oggetto di ulteriori approfondimenti al fine di valutare gli interventi da adottare per garantire il rispetto dei limiti di legge attraverso la redazione di un Piano di Risanamento acustico comunale, nel quale saranno altresì indicati i modi e i tempi per riportare nella norma le situazioni di criticità e che terrà conto, inoltre, dei contenuti dei singoli piani di risanamento acustico presentati con le modalità previste dalle legge, dalle imprese esercenti attività produttive o commerciali che non rientrano nei limiti di emissione previsti dal PCCA.
Relazione illustrativa (658.92 kB)
Integrazione (49.51 kB)
Relazione variante (17.66 kB)
Elenco siti sensibili (14.08 kB)
Tavola 1 scala 1:10:000 (3.22 MB)
Tavola 2 scala 1:10.000 (2.38 MB)
Tavola 3 scala 1:10.000 (3.23 MB)
Tavola 4 scala 1:10.000 (2.64 MB)
Tavola 5 scala 1:5.000 (1.65 MB)
Tavola 6 scala 1:5.000 (1.11 MB)
Tavola 7 scala 1:5.000 (1.86 MB)
Tavola 8 scala 1:5.000 (1.66 MB)
Relazione clima acustico (530.08 kB)
. Piano Intercomunale di Protezione Civile
. Piano Neve comunale
REGOLAMENTO DEGLI IMPIANTI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI, SEZIONE IMPIANTI FOTOVOLTAICI, NON INTEGRATI E NON DESTINATI AD AUTOCONSUMO, DI POTENZA SUPERIORE A 5 KWP (STRALCIO DEL REGOLAMENTO DELLA “CARTA DELLA QUALITÀ URBANA”)
Scarica il testo (436.59 kB)