Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2011&numero=94
Timestamp: 2020-02-25 15:59:43+00:00
Document Index: 88607740

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 117', 'art. 7', 'art. 13', 'art. 117', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 13', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 8', 'art. 117', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 8']

Sentenza 94/2011 (ECLI:IT:COST:2011:94)
Norme impugnate: Artt. 7, c. 1°, 8, c. 2°, e 13, c. 3°, della legge della Regione Liguria 10/11/2009, n. 52.
Massime: 35504 35505 35506
Atti decisi: ric. 3/2010
Massima n. 35504 Massima successiva
Personalità (diritti della) - Norme della Regione Liguria - Accesso ai servizi pubblici e privati - Norme contro le discriminazioni - Divieto per gli operatori economici privati di rifiutare la loro prestazione o di erogarla a condizioni deteriori rispetto a quelle ordinarie, per motivi riconducibili all'orientamento sessuale o all'identità di genere - Ricorso del Governo - Lamentata introduzione di una ipotesi di obbligo legale a contrarre, incidente sull'autonomia negoziale dei privati, con conseguente invasione della competenza esclusiva statale in materia di ordinamento civile - Esclusione - Non fondatezza della questione.
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 7, comma 1, della legge della Regione Liguria 10 novembre 2009, n. 52, impugnato, in riferimento all'art. 117, secondo comma, lett. l), Cost., in quanto, introducendo il divieto, per gli operatori economici privati, di rifiutare la loro prestazione o di erogarla a condizioni deteriori rispetto a quelle ordinarie, per motivi riconducibili all'orientamento sessuale o all'identità di genere, prevederebbe un obbligo legale a contrarre. La censurata disposizione regionale non lede la competenza esclusiva statale in materia di ordinamento civile poiché non pone alcun obbligo a contrarre a carico degli erogatori di servizi pubblici e privati ma contiene una norma programmatica che impegna la Regione, nell'ambito delle proprie competenze, a dare attuazione ai principi costituzionali di eguaglianza e di non discriminazione in ordine all'erogazione di servizi pubblici e privati.
legge della Regione Liguria 10/11/2009 n. 52 art. 7 co. 1
Massima n. 35505 Massima successiva Massima precedente
Personalità (diritti della) - Norme della Regione Liguria - Accesso ai servizi pubblici e privati - Norme contro le discriminazioni - Possibilità per gli organi regionali di prevedere apposite sanzioni amministrative per violazione dell'obbligo legale a contrarre - Ricorso del Governo - Denunciata violazione della competenza legislativa esclusiva statale in materia di ordinamento civile - Esclusione - Non fondatezza della questione.
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 13, comma 3, della legge della Regione Liguria 10 novembre 2009, n. 52, impugnato, in riferimento all'art. 117, secondo comma, lett. l), Cost., in quanto, imponendo agli organi regionali di conformarsi ai principi prefissati dalla medesima legge, contempla la possibilità di prevedere sanzioni per i comportamenti discriminatori, come quelli delineati dal precedente art. 7, comma 1 (il rifiuto degli operatori economici privati di erogare le loro prestazioni e l'erogazione a condizioni deteriori rispetto a quelle ordinarie per motivi riconducibili all'orientamento sessuale o all'identità di genere). Una volta stabilito che il citato art. 7, comma 1, non invade la competenza legislativa statale, l'asserito rapporto di connessione con tale norma non può di per sé determinare l'illegittimità del censurato art. 13, comma 3, il quale, peraltro, non dispone sanzioni ma si limita a prefigurarne l'introduzione, che deve rispettare i principi di legalità, tipicità e nominatività degli atti amministrativi.
Sul principio di parallelismo tra potere di determinazione della fattispecie da sanzionare e potere di determinare la sanzione, v. la citata sentenza n. 253/2006, dichiarativa dell'incostituzionalità di una norma regionale introduttiva di un obbligo legale a contrarre presidiato da apposita sanzione amministrativa.
legge della Regione Liguria 10/11/2009 n. 52 art. 13 co. 3
Massima n. 35506 Massima precedente
Salute (tutela della) - Personalità (diritti della) - Norme della Regione Liguria - Prestazioni sanitarie e politiche sociali - Possibilità per ogni soggetto maggiorenne di designare una persona che abbia accesso alle strutture di ricovero e cura per ogni esigenza assistenziale e psicologica del designante e a cui gli operatori delle strutture pubbliche e private socio-assistenziali devono riferirsi per tutte le comunicazioni relative al suo stato di salute - Ricorso del Governo - Ritenuta incidenza sull'istituto della rappresentanza, con conseguente violazione della competenza legislativa esclusiva statale in materia di ordinamento civile - Esclusione - Non fondatezza della questione.
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 8, comma 2, della legge della Regione Liguria 10 novembre 2009, n. 52, impugnato, in riferimento all'art. 117, secondo comma, lett. l), Cost., in quanto, attribuendo a chiunque abbia raggiunto la maggiore età la facoltà di designare una persona che abbia accesso alle strutture di ricovero e cura per ogni esigenza assistenziale e psicologica del designante e a cui gli operatori delle strutture pubbliche e private socio-assistenziali devono riferirsi per tutte le comunicazioni relative al suo stato di salute, inciderebbe sull'istituto della rappresentanza. Invero, la censurata disposizione, consentendo di individuare una persona che si limita a ricevere comunicazioni, non disciplina l'istituto della rappresentanza, ma riconosce la possibilità di utilizzarlo al fine di comunicare ai pazienti le informazioni relative al loro stato di salute. D'altro canto, la possibilità di designare un soggetto e di conferirgli il potere di ricevere le informazioni relative allo stato di salute del designante è già prevista, in via generale, dall'art. 9 del d.lgs. n. 196 del 2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali), che, in combinato disposto con l'art. 7 del medesimo decreto, ammette la possibilità che l'interessato conferisca, per iscritto, delega o procura ad un incaricato per esercitare il diritto di accesso ai dati personali.
legge della Regione Liguria 10/11/2009 n. 52 art. 8 co. 2