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Timestamp: 2016-10-26 05:55:18+00:00
Document Index: 34146842

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 4', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 108', 'sentenza ', 'art. 97', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 104', 'art. 15', 'art. 104', 'art. 4', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 20', 'art. 4', 'art. 547', 'art. 736', 'art. 4', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 44', 'art. 15', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 15', 'art. 10', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 4', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 55', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 12']

106 Ib 37557. Estratto della sentenza 19 dicembre 1980 della II Corte di diritto pubblico nella causa A. contro Amministrazione federale delle contribuzioni (ricorso di diritto amministrativo)
Art. 15 LIA; responsabilit� solidaire du liquidateur pour le paiement de l'imp�t anticip� d� par une personne morale dissoute sur l'exc�dent de liquidation. 1. Qualit� du liquidateur pour former un recours de droit administratif. Contr�le de l'opportunit� (consid. 1)? 2. Notion d'exc�dent de liquidation imposable au sens des art. 4 al. 1 let. b LIA et 20 al. 1 OIA (consid. 2a). 3. Caract�ristiques de la responsabilit� solidaire du liquidateur et conditions auxquelles elle s'�teint en application de l'art. 15 al. 2 LIA (consid. 2b). Faits � partir de page 375
In data 25 aprile 1977, l'assemblea generale straordinaria degli azionisti decideva lo scioglimento formale della X. S.A.: l'avv. A., BGE 106 Ib 375 S. 376gi� amministratore unico della societ�, veniva nominato liquidatore. Nel frattempo, tuttavia, la detta societ� aveva gi� ceduto agli azionisti le proprie partecipazioni, registrando una perdita di Fr. 46'712.20 ed addebitando a questi ultimi la differenza del valore contabile pari a Fr. 7'431.50. Sempre agli azionisti, la X. S.A. aveva poi ceduto gratuitamente i propri immobili situati in Italia che, secondo gli atti di cessione, avevano un valore complessivo di L.it. 150'000'000.--.
Con decisione del 14 novembre 1978 l'AFC - a cui erano stati trasmessi il bilancio di liquidazione ed il conto perdite e profitti al 14 giugno 1977 - invitava la societ� a pagare un'imposta preventiva di Fr. 92'041.60 su di un'eccedenza di liquidazione di Fr. 262'976.--, chiamando inoltre l'avv. A. - come amministratore unico e liquidatore - a rispondere in solido con la societ� medesima del pagamento dell'imposta e dell'interesse di mora, giusta l'art. 15 cpv. 1 lett. a LIP. Questa decisione veniva impugnata sia dall'avv. A. che dalla X. S.A.: con risoluzione dell'8 aprile 1980, l'AFC accoglieva parzialmente i reclami, fissava l'imposta preventiva a Fr. 82'379.50 (per un'eccedenza di liquidazione di Fr. 235'370.--) e confermava infine la responsabilit� solidale del liquidatore che non aveva saputo fornire la prova liberatoria prevista dall'art. 15 cpv. 2 LIP.
Con tempestivo ricorso di diritto amministrativo l'avv. A. � insorto contro la decisione dell'AFC, chiedendo al Tribunale federale di annullarla nella misura in cui egli era stato ritenuto responsabile in solido per il pagamento dell'imposta e degli interessi moratori dovuti dalla societ� (dispositivo n. 3).
La decisione su reclamo dell'AFC � stata impugnata con ricorso di diritto amministrativo anche dalla X. S.A. in liquidazione. Questo gravame � stato dichiarato inammissibile per mancanza di conclusioni (art. 108 cpv. 2 OG) con sentenza pronunciata anch'essa il 19 dicembre 1980.
1. La pronunzia impugnata, emanata su reclamo dall'AFC, � suscettibile di ricorso di diritto amministrativo in virt� degli art. 97, 98 lett. c OG e 43 LIP. Con questo rimedio il ricorrente - che a norma dell'art. 15 cpv. 3 LIP aveva gli stessi diritti procedurali della societ� contribuente (ROBERT PFUND, Die eidgen�ssische Verrechnungssteuer, n. 22 all'art. 15 cpv. 3) - poteva contestare anche il calcolo dell'imponibile BGE 106 Ib 375 S. 377eseguito dall'autorit� fiscale, facendo persino valere su tal punto l'inadeguatezza della decisione impugnata, giusta l'art. 104 lett. c n. 1 OG (cfr. FF 1965 II pag. 1091; ANDR� GRISEL, Droit administratif suisse, pag. 506; AUGUSTIN MACHERET, La recevabilit� du recours de droit administratif au Tribunal f�d�ral, RDAF 1974, pag. 94 e nota 60). Come risulta dall'atto ricorsuale, l'avv. A. non s'� tuttavia prevalso di questa possibilit�, ma s'� limitato in realt� ad impugnare il dispositivo n. 3 con cui l'AFC l'ha reso responsabile in solido, come liquidatore, per il pagamento dell'imposta e degli interessi di mora dovuti dalla societ�. Ai fini del giudizio, il Tribunale federale non deve quindi controllare n� il valore di stima dei terreni assunto dall'AFC n� la valutazione delle partecipazioni cedute dalla X. S.A. ai suoi azionisti, ma pu� occuparsi invece e soltanto dell'asserita estinzione della responsabilit� solidale (art. 15 cpv. 2 LIP) nonch� dell'esistenza d'un credito d'imposta da cui tale responsabilit� ovviamente dipende. Ora, su questi punti, non v'� manifestamente spazio per un controllo dell'adeguatezza, cosicch� il ricorrente pu� censurare la decisione impugnata soltanto per violazione del diritto federale e per accertamento inesatto o incompleto dei fatti rilevanti (art. 104 lett. a e b OG).
2. a) Secondo l'art. 4 cpv. 1 lett. b LIP, l'imposta preventiva del 35% (art. 13 lett. a LIP) sui redditi di capitali mobili ha per oggetto gli interessi, le rendite, le parti di utile e tutti gli altri redditi provenienti da azioni emesse da una societ� anonima svizzera, e l'obbligazione fiscale spetta a codesta societ�, in quanto debitrice della prestazione imponibile, giusta l'art. 10 cpv. 1 LIP (PFUND, n. 2.3 all'art. 10 cpv. 1). L'art. 20 OIP considera poi reddito imponibile di azioni ogni prestazione valutabile in denaro corrisposta dalla societ� ai titolari di diritti di partecipazione, o a terze persone loro vicine, che non abbia il carattere di rimborso delle quote di capitale sociale versato esistenti all'atto della prestazione, come ad es. i buoni, le azioni gratuite e le eccedenze di liquidazione. Queste ultime sono costituite dalle prestazioni valutabili in denaro che vengono concesse ai titolari dei diritti di partecipazione (o a persone a loro vicine) in seguito allo scioglimento della societ�, a condizione tuttavia che esse non rappresentino il rimborso di parti del capitale sociale statutario esistenti al momento della dissoluzione (ASA 31.158; PFUND, n. 3.42 all'art. 4 cpv. 1 lett. b; JEAN-MARC RIVIER, Droit fiscal suisse, pag. 241). Dal profilo contabile, l'eccedenza di liquidazione rappresenta quindi la differenza fra BGE 106 Ib 375 S. 378l'ammontare proveniente dall'alienazione degli attivi e l'importo dei debiti della societ�, ivi compreso il capitale sociale; tuttavia, se l'azionista riprende egli stesso e in natura i beni della societ�, il ricavato di liquidazione non verr� necessariamente calcolato in base al prezzo d'attribuzione del bene ceduto, bens� sulla scorta del suo valore reale, ovvero del prezzo che potrebbe esser soluto da terzi in una normale contrattazione di compravendita (JACQUES B�GUELIN, La responsabilit� fiscale des liquidateurs de soci�t�s anonymes, soci�t�s � responsabilit� limit�e et soci�t�s coop�ratives, M�langes Henri Zwahlen, pag. 535 segg., in part. 547). Per costante prassi, l'imposta preventiva sull'eccedenza di liquidazione � poi ugualmente dovuta allorch� la societ� non � disciolta formalmente in ossequio ai disposti del CO (art. 736, 820, 911), ma � liquidata tacitamente ("liquidation en douce") oppure di fatto con l'abbandono dei propri attivi (ASA 47.547 e 550, 44.314; PFUND, n. 3.48 e 3.49 all'art. 4 cpv. 1 lett. b, n. 4 all'art. 15 cpv. 1 lett. a; B�GUELIN, op.cit., pag. 544; RIVIER, op.cit., pagg. 353 e 238/39).
b) Giusta l'art. 15 LIP le persone incaricate della liquidazione sono solidalmente responsabili con il contribuente per l'imposta preventiva dovuta da una persona giuridica che viene sciolta, sino a concorrenza del ricavato di liquidazione (cpv. 1 lett. a). Queste persone - che hanno gli stessi diritti e doveri procedurali del contribuente (cpv. 3) - rispondono tuttavia soltanto dei crediti d'imposta, degli interessi (art. 16 cpv. 2 LIP) e delle spese (art. 44 cpv. 2 LIP) che sorgono, sono fatti valere dall'autorit� o scadono sotto la loro gestione; la responsabilit� di queste persone si estingue per� se esse provano di aver fatto tutto quanto era in loro potere per giungere all'accertamento e all'adempimento del credito fiscale (cpv. 2).
aa) La disciplina prevista dall'art. 15 LIP, che il legislatore ha adottato fondandosi - nella misura utile a quest'imposta - sulla normativa del decreto concernente l'imposta sulla difesa nazionale (art. 12 e 121) e del decreto che istituisce un'imposta sulla cifra d'affari (art. 12), ha come principale scopo quello di indurre gli organi di una persona giuridica in liquidazione a soddisfare tempestivamente le obbligazioni fiscali (FF 1963, pagg. 1566/67; ASA 47.552; PFUND, n. 1 all'art. 15). Questo disposto non istituisce tuttavia un'obbligazione fiscale solidale ("Steuersolidarit�t"), ma crea invece una semplice responsabilit� solidale ("solidarische Mithaftung"): il liquidatore, che non � ovviamente un contribuente ai sensi dell'art. 10 LIP, non � infatti partecipe del rapporto BGE 106 Ib 375 S. 379giuridico che vincola la societ� allo Stato dal profilo fiscale, ma diviene invece responsabile del pagamento dell'imposta, accanto alla societ� contribuente, quando i presupposti dell'art. 15 LIP sono adempiuti (B�GUELIN, op.cit., pag. 541; PFUND, n. 14 all'art. 15 cpv. 1 lett. a e b). La responsabilit� del liquidatore � tuttavia accessoria poich� dipende dall'esistenza di un credito d'imposta preventiva nei confronti della societ�, ed � altres� sussidiaria poich� interviene soltanto se la societ� non ha gi� completamente assolto il suo debito fiscale (B�GUELIN, op.cit., pag. 542). Come risulta dal testo stesso della norma, tale responsabilit� nasce con la dissoluzione (formale o meno) della societ�, si estende a tutto il periodo di gestione del liquidatore, copre tutti i crediti d'imposta, interessi e spese che sorgono, son fatti valere o scadono sotto la detta gestione ed � limitata infine al ricavato, ovvero al beneficio, della liquidazione (B�GUELIN, op.cit., pag. 543 segg.; PFUND, n. 7 all'art. 15 cpv. 1 lett. a, n. 17/19 all'art. 15 cpv. 2). Quando il credito d'imposta risulta tuttavia dalla distribuzione di un'eccedenza di liquidazione ai sensi degli art. 4 cpv. 1 lett. b LIP e 20 cpv. 1 OIP, il liquidatore sar� nondimeno responsabile per la totalit� dell'imposta poich� codesta eccedenza � colpita dall'imposta preventiva in ragione del 35% e rimane quindi ancora un margine del 65% "sino a concorrenza del ricavato di liquidazione" (B�GUELIN, op.cit., pag. 547).
bb) Come gi� s'� visto, la responsabilit� solidale prevista dall'art. 15 cpv. 1 lett. a LIP si estingue tuttavia se il liquidatore comprova d'aver fatto tutto quanto era in suo potere per giungere all'accertamento e all'adempimento del credito fiscale (art. 15 cpv. 2 LIP). Su questo punto la legge istituisce quindi un'eccezione e conferisce al liquidatore la possibilit� di fornire a suo discarico una prova liberatoria. Secondo dottrina e giurisprudenza, questa prova sottost� tuttavia ad esigenze e condizioni pi� severe di quelle che sono stabilite invece dal diritto civile ed in particolare dagli art. 55 cpv. 1 e 56 cpv. 1 CO: il liquidatore non pu� limitarsi infatti ad adoperare tutta la diligenza richiesta dalle circostanze (cfr. PIERRE ENGEL, Trait� des obligations en droit suisse, n. 130 e 135; ANDREAS VON TUHR/HANS PETER, Allgemeiner Teil des Schweiz. Obligationenrechts, vol. I, pagg. 447/48, 452/53), ma deve fare invece tutto quanto ci si pu� attendere da lui non solo per poter stabilire l'estensione dell'obbligo fiscale, ma anche per giungere al suo adempimento, ovverosia in pratica per pagare l'imposta (ASA BGE 106 Ib 375 S. 38047.554 consid. 11; B�GUELIN, op.cit., pagg. 549/50; PFUND, n. 20.1 all'art. 15 cpv. 2; RIVIER, op.cit., pag. 353). Ci� non significa tuttavia che, in casi di questa indole, si debba totalmente prescindere dalle particolarit� del caso specifico. In effetti, se l'art. 15 cpv. 2 LIP pone indubbiamente l'accento sulle possibilit� soggettive del liquidatore, non si pu� comunque pretendere ch'egli intraprenda pi� di quanto le circostanze concrete obiettivamente esigono: per addurre con successo la prova liberatoria, il liquidatore deve pertanto dimostrare d'aver agito con scienza, coscienza e determinazione, facendo tutto quello che si poteva ragionevolmente esigere nel caso specifico per giungere all'accertamento e all'adempimento del credito d'imposta e per salvaguardare in tal modo i diritti del fisco. Conformemente al senso e allo spirito della norma, l'autorit� fiscale si mostrer� tuttavia tanto pi� esigente e rigorosa quanto pi� elevate saranno le qualifiche professionali del liquidatore, in particolare allorch� quest'ultimo risulta essere un professionista (avvocato, notaio, economista, perito contabile ecc.) che conosce i rapporti d'affari (B�GUELIN, op.cit., pag. 550).
Art. 15 LIA,
art. 15 al. 2 LIA,
art. 12 e 121