Source: http://territorio.regione.emilia-romagna.it/riqualificazione-urbana/Rigenerazione-urbana/faq
Timestamp: 2019-07-21 00:09:15+00:00
Document Index: 86864477

Matched Legal Cases: ['art.10', 'art. 10', 'art.10', 'art. 23', 'art.10', 'art. 14', 'art. 4', 'art. 3', 'art.10', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 23', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 6', 'art. 10', 'art. 10', 'art.23', 'art. 23', 'art. 10', 'art. 4', 'art.6', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 14', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 156', 'art. 10', 'art. 23', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 5', 'art. 15', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 3', 'art.3', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 3']

Rifiuta FAQ — Territorio
FAQ Risposte alle domande sul bando http://territorio.regione.emilia-romagna.it/riqualificazione-urbana/Rigenerazione-urbana/faq http://territorio.regione.emilia-romagna.it/@@site-logo/logo_rer_quadrato.png
Risposte alle domande sul bando
Per ulteriori quesiti scrivere a BandoRU@regione.emilia-romagna.it
Aggiornamento - 11 settembre 2018
Gli atti di approvazione del progetto di fattibilità e del progetto definitivo sono originali in formato .p7m, e comprendono, in allegato, gli elaborati di progetto in formato .p7m; quindi si chiede: possiamo trasmettere tutti i documenti che compongono l'atto in formato .p7m oppure occorre estrarre delibera e allegati in formato .pdf?
Sempre con riferimenti agli atti di approvazione e relativi allegati, considerata l'inevitabile spedizione con più pec, affinché gli allegati siano chiaramente riconducibili all'atto, è possibile inviare un file compresso .zip per ogni atto e relativi allegati?
Solo per la domanda di partecipazione è necessario trasmettere un documento firmato digitalmente (in formato .p7m o .pdf, come da FAQ precedenti). Per tutti gli altri elaborati non è necessaria la consegna di documenti firmati digitalmente, trattandosi di documenti comunque adottati con atti dell’Amministrazione; per questi il formato richiesto è il formato PDF/A.
Si, è possibile inviare via PEC un file compresso .zip per ogni atto e relativi allegati.
C'è un limite per la dimensione massima complessiva degli allegati da inviare alla pec pru@postacert.regione.emilia-romagna.it?
E' possibile spacchettare il lavoro ed inviare più pec?
C’è un limite di invio alla dimensione complessiva di ogni singola PEC di 50 Mb.
L’uso multiplo di pec è consentito qualora necessario.
Si suggerisce di inviare almeno in una unica pec tutta la documentazione relativa al Bando (domanda di partecipazione, strategia e relativo atto di approvazione, scheda di sintesi della proposta), e di inviare eventualmente con altra/e pec gli elaborati del/i progetto/i di fattibilità tecnica ed economica degli interventi per i quali si richiede il contributo a valere sulle risorse FSC, con i relativi atti di approvazione di tali Progetti.
Considerato che per poter trasmettere tutto tramite PEC occorrerà ridurre la dimensione degli elaborati che compongono la strategia compromettendo la risoluzione dei file, si chiede se è possibile trasmettere il tutto anche tramite we-trasfer all'indirizzo che riterrete più opportuno in una risoluzione maggiore per agevolare la lettura e non perdere la resa grafica?
In caso di problemi relativi alle dimensioni dei file, in fase di creazione dei file .pdf si consiglia di scalare la risoluzione a 200 dpi, più che sufficienti per stampe nei formati previsti (A4 o A3), per una visione a schermo o proiettore, nonché per una più semplice gestione operativa dei materiali pervenuti.
Il bando prevede di inviare la documentazione prevista dall’art.10 solo via PEC. Nel caso in cui detta documentazione da allegare (ad esempio, i diversi progetti di fattibilità tecnica ed economica formanti parte la strategia) fossero numerosi e “pesanti” (come megapixel dei file), al punto da
non risultare agevole o possibile l’invio come allegati diretti alla PEC, si chiede:
- Se sia ammissibile inviare la documentazione dei file anche attraverso dei link tipo dropbox oppure wetransfer: link che potrebbero ad esempio corrispondere ai diversi interventi rimandando dunque a file o a “cartelle” firmate digitalmente ma non fisicamente allegati alla PEC;
- Se tutta la documentazione possa ad esempio essere inviata attraverso un link dropbox oppure wetransfer che rimanda ad un’unica cartella firmata digitalmente dal Comune capofila;
In caso in cui quanto ipotizzato con le domante di cui sopra non fosse ammissibile si chiede di indicare una soluzione tecnica considerata ammissibile per inviare file pesanti.
No, il Bando prevede che la domanda di partecipazione e la relativa documentazione allegata vengano inviate esclusivamente via pec, con le modalità indicate nel bando e tenendo conto dei suggerimenti di cui alle FAQ pubblicate.
In merito al bando in oggetto avrei bisogno del seguente chiarimento:
E corretto allegare alla domanda tutti i documenti in formato PDF/A tranne l'allegato 1 Modulo di partecipazione? In tal caso le tavole progettuali redatte dallo studio tecnico che le ha prodotte e che sono firmate digitalmente non risulteranno più in formato p7m e saranno in PDF/A.
Solo la domanda di partecipazione necessita di firma digitale. I file firmati digitalmente potranno essere presentati in formato .pdf ovvero .p7m.
Tutti gli altri documenti devono essere presentati in formato PDF; si suggerisce in particolare l’utilizzo del formato pdf/A in quanto questo è lo standard per l'archiviazione nel lungo periodo di documenti elettronici.
Con riferimento alle modalità di presentazione indicate nell'art. 10 del Bando, si chiede se, successivamente all'invio della documentazione tramite PEC all'indirizzo pru@postacert.regione.emilia-romagna.it, è possibile trasmettere con WeTransfer (servizio di scambio di file di grandi dimensioni) gli allegati alla domanda di maggior dimensioni, inviandoVi una e-mail tradizionale nella quale Vi sarà fornito il link per scaricare la documentazione ed il riferimento alla PEC ufficiale inviata seguendo le modalità di cui sopra, in modo da fornirVi tutta la documentazione mantenendo qualità e definizione.
No, v. FAQ precedenti.
Si chiede conferma, così come riportato nella domanda di partecipazione e all’art.10 dell’allegato A del Bando, se per gli interventi per i quali si chiede il contributo a valere sulle risorse CDP si può omettere di allegare il relativo progetto di fattibilità tecnica ed economica.
Per quanto attiene la richiesta di contributo a valere sulle risorse CDP, non è obbligatoria la consegna del progetto di fattibilità tecnica ed economica elaborato ai sensi dell’art. 23 del Dlgs. 50/2016 e ss.mm.ii., come invece previsto per gli interventi candidati sulle risorse FSC.
E’ tuttavia indispensabile che, nella strategia, vi siano sufficienti elementi per la valutazione del progetto. Naturalmente, quanto più la proposta CDP risulterà definita, tanto maggiori saranno i punteggi sulla fattibilità che ne potranno conseguire.
Nell’Allegato A al Bando all’art.10 è specificato che la Strategia di Rigenerazione Urbana debba essere contenuta in non più di 20 pagine in formato A4 o A3. nelle 20 pagine sono compresi anche eventuali copertine e/o indici?
Con riferimento all’Allegato 3 – SCHEDA DI SINTESI DELLA PROPOSTA, si richiede se la Sezione 3 Dettagli di intervento sia da compilare per tutti gli interventi che compongono la Strategia anche qualora non siano oggetto della richiesta di contributo a valere sul presente bando.
2. Sì, per tutti gli interventi o le azioni di cui si dispone di un livello di approfondimento sufficiente alla compilazione dei relativi campi richiesti. La tabella relativa agli step temporali e a quella “Alloggi di proprietà pubblica” è invece da compilare solo nel caso di intervento per il quale si richiede il contributo, come espressamente indicato nella scheda.
Ottenuto eventualmente il finanziamento, è prevista la possibilità di presentare entro i termini dell'art. 14 del Bando la proposta di Contratto di Rigenerazione Urbana e uno stato di avanzamento concordato del progetto ma non necessariamente il progetto esecutivo per gli interventi a valere sulle risorse FSC, tenuto conto che nel passaggio da progetto di fattibilità a progetto definitivo è necessario acquisire i pareri di enti terzi secondo iter che prevedono a loro volta tempi di legge non compatibili con le date indicate nel bando?
1. Attualmente non è possibile ipotizzare modalità e tempi diversi da quelli previsti nel bando. Per gli interventi candidati a valere sulle risorse CDP il livello di progettazione richiesto e quello “definitivo”.
Eventuali costi di acquisizione di proprietà terze (terreni e/o immobili) possono essere comprese nel quadro economico fra le somme a disposizione dell’amministrazione (in aggiunta alle spese generali)?
In riferimento all'importo delle spese generali ammissibili, su quale valore il 10% deve essere calcolato?
Come deve essere compilato il quadro economico degli interventi?
1. E’ possibile destinare la quota di cofinanziamento locale (risorse pubbliche e/o private) all’acquisizione al patrimonio pubblico di immobili/aree su cui si realizza l’intervento oggetto di finanziamento, che deve comunque rispettare quanto previsto all’art. 4 del Bando. A seguito dei recenti chiarimenti avuti dal MIT, le risorse FSC possono essere utilizzate per eventuali espropri o a copertura di quote marginali di spese di acquisizione al patrimonio pubblico di immobili/aree su cui si realizza l’intervento per cui si richiede il finanziamento.
2. L’importo delle spese generali non può eccedere il 10% del costo dell’intervento come indicato nel Quadro economico. L’eventuale parte eccedente non sarà valutata ai fini dell’assegnazione del contributo FSC.
3. I quadri economici sono costruiti in conformità a quanto previsto dall’articolo 16 del DPR 207/2010. I quadri economici evidenziano:
- costi per lavori e sicurezza;
- somme a disposizione che coprono tutti gli oneri per completare l’intervento (lavori in economia, imprevisti, allacciamenti, acquisizioni ed espropri, rilievi accertamenti e verifiche tecniche, pubblicità, opere artistiche, ____);
- spese generali (progettazione, direzione lavori, sicurezza, contabilità, verifica e validazione, collaudo, partecipazione, concorsi, __);
- IVA, imposte, contributi.
La delibera della Giunta comunale di approvazione dell'allegato 2 "Strategia per la rigenerazione urbana" può contenere anche l'approvazione contestuale dello studio di fattibilità, al fine di poter predisporre un unico atto?
1. Con la medesima delibera è possibile approvare la strategia e i progetti di fattibilità. Per ognuno andranno allegati gli atti tecnici e amministrativi che ne definiscono i contenuti.
E’ possibile approvare con un’unica delibera la strategia e i progetti di fattibilità tecnica ed economica degli interventi previsti?
Nella presentazione della domanda di partecipazione al bando, la strategia e i progetti di fattibilità tecnico economica devono sempre essere corredati da un piano economico e finanziario che definisce la copertura della quota di contributo locale?
1. Si. Con la medesima delibera è possibile approvare la strategia e i progetti di fattibilità. Per ognuno andranno allegati gli atti tecnici e amministrativi che ne definiscono i contenuti, richiesti dal bando e dalla normativa di settore;
2. Si. Per ogni intervento/azione che compone la strategia, è richiesto un piano economico e finanziario che individua la spesa presunta e le coperture ipotizzate individuando gli importi, i finanziatori, e le fonti di finanziamento (compreso il contributo FSC). Tali elementi saranno contenuti nel contratto di rigenerazione che sarà sottoscritto tra la regione, i comuni e gli enti pubblici e privati che saranno selezionati e completeranno la documentazione nei termini previsti dal bando. Negli atti che approvano la strategia e i progetti di fattibilità è contenuto l’impegno ad acquisire le risorse necessarie per la parte eccedente il contributo FSC, nei modi previsti dagli stessi PEF. La disponibilità di risorse certe (presenti a bilancio, garantire da fideiussioni, atti unilaterali, convenzioni, accordi, deliberate dai CdA, , da concessioni di credito, ___), è importante elemento di valutazione nell’assegnazione dei punteggi.
La quota di cofinanziamento minima obbligatoria a carico dell'Ente prevista all'art. 3 del Bando, nel caso di opere finanziate con contributi a valere sulle risorse FSC, può essere in parte costituita da finanziamenti provenienti dalla LR 41/97 art.10? In questo caso sarebbe ammesso cumulare vari tipi di finanziamento?
1. Fermo restando il rispetto della percentuale del contributo regionale prevista dall’art. 3 del Bando in base alla dimensione dei Comuni (nella fattispecie inferiore ai 50.000 abitanti), la quota di cofinanziamento può derivare da fonti e/o risorse plurime (pubbliche e/o private), non essendoci incompatibilità fra le diverse fonti di finanziamento per il Bando in oggetto.
Ciò premesso, va sempre verificata la compatibilità anche rispetto alle altre fonti individuate, nel caso citato occorre cioè verificare la compatibilità per il finanziamento del medesimo intervento rispetto alla LR 41/97.
Le somme del quadro economico a disposizione dell’amministrazione per lavori in economia, imprevisti, allacciamenti, acquisizioni ed espropri, rilievi accertamenti e verifiche tecniche, pubblicità, opere artistiche, ___, sono finanziate per intero o per una quota massima come le spese generali?
A quali costi del quadro economico come proposto dall’articolo 16 del DPR 207/2010 possono ricondursi le spese generali?
1. Le voci del quadro economico contribuiscono a definire il costo complessivo dell’intervento, e sono finanziate per l’intero importo nei limiti previsti dall’articolo 3 del bando.
2. Sono riconducibili alle spese di cui al primo comma lett. b, nn. 7, 8, 9, 11 con riferimento ai collaudi.
Nell'Allegato 3 - Scheda di sintesi della proposta, Sezione 2, nella tabella "Interventi e Azioni" e in quelle seguenti, vanno inseriti solo interventi quantificati negli importi di massima e di cui sia già individuata con certezza la fonte di finanziamento o anche quelli che compongono la strategia nel medio-lungo periodo di cui si debbano ancora individuare le fonti certe di finanziamento (ad es.: a carico del Comune oltre la pianificazione finanziaria triennale perchè suddivisi in lotti)?
1. Nell’Allegato 3 alla Sezione 2 vanno inserite tutte le azioni e gli interventi che compongono la Strategia per la rigenerazione urbana. Si tratta di una sorta di tabella di sintesi degli interventi e delle azioni previste. Alla Sezione 3 andranno riportate tutte quelle voci per cui è già possibile identificare ulteriori elementi di dettaglio, in particolare con riferimento alla fattibilità ed ai costi.
Si chiarisce anche, nella medesima sezione, che alla voce “Altri elementi” con la spunta della voce “NO” si vuole significare che non è necessario prevedere interventi relativi al tema specifico (bonifiche, ovvero ottenimento di pareri per vincoli) in quanto o non sono richiesti o si è già provveduto in senso positivo, mentre indicando “SI” si segnala la presenza di una criticità relativa (ad esempio bonifiche da effettuare o pareri mancanti o negativi).
In riferimento all'art. 10 del Bando, la documentazione è da consegnare in formato PDF/A. Si chiede se gli elaborati del progetto di fattibilità tecnico ed economica da allegare devono essere firmati digitalmente dal progettista e quindi trasmessi in formato p7m oppure si possono inviare scansioni del cartaceo firmato dal progettista?
1. Come riportato all’art. 10’ del bando, i materiali vanno prodotti in formato PDF/A. Solo i documenti che richiedono la firma digitale (Modulo di adesione … ) possono essere prodotti in formato p7m, fermo restando che anche il formato PDF può essere comunque firmato digitalmente . Nel caso si producano file da scansione, si raccomanda di verificare la dimensione dei file stessi. Essenziale è l’invio dell’atto comunale di approvazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica elaborato ai sensi dell’art. 23 del Dlgs. 50/2016 e ss.mm.ii.
È ammissibile conteggiare nel quadro economico, quale parte del co-finanziamento della quota comunale del 30/50%, il costo orario/uomo o giorno/uomo dei dipendenti del Comune che lavoreranno concretamente sulla strategia, a fronte di una rendicontazione analitica? La domanda è riferita sia alla progettazione delle opere sia al lavoro di gestione amministrativa della strategia ad esempio il ruolo di Responsabile del Procedimento (RdP). Nel caso di associazione di Comuni, inoltre, il lavoro di gestione sarà più articolato con maggiori impegni per il RdP del Comune capofila. Si chiede inoltre se sia corretto intendere i costi di gestione della strategia del RdP di cui sopra (che, soprattutto per il Comune capofila, è cosa diversa dalla progettazione delle opere) esclusi dal limite del 10% previsto come tetto massimo per le spese generali.
L’articolo 3 del bando considera ammissibile cumulare le risorse FSC e quelle CDP all’interno della stessa strategia ma su interventi distinti e autonomi, cioè con progetti di fattibilità tecnico ed economica distinti, finalizzati a ottenere finanziamenti FSC e CDP, ma ubicati all’interno dello stesso immobile. A titolo di esempio di esempio di espone il seguente caso ipotetico: piano terra per finanziamenti FSC e piano primo per finanziamenti CDP.
Il bando, all’articolo 10, specifica che nel caso di una associazione di Comuni, la Strategia per la rigenerazione urbana debba essere approvata con una deliberazione di ogni singolo Comune in associazione. Tutti i Comuni associati dovranno dunque approvare, con proprio atto, la Strategia generale. È corretta tale interpretazione? Si chiede inoltre se anche ogni singolo progetto di fattibilità tecnico ed economica realizzato da ogni singolo Comune debba essere approvato anche dagli altri Comuni oppure se sia sufficiente l’approvazione da parte del singolo Comune proponente. Si chiede in altre parole se, in una ipotetica associazione di un Comune A più un Comune B, il comune A oltre ad approvare la Strategia generale dell’Associazione debba anche approvare il progetto di fattibilità tecnica ed economica del Comune B.
È corretto considerare ammissibile includere tra i progetti oggetto di co-finanziamento anche le azioni immateriali (ad esempio, percorsi di partecipazione o progetti di comunicazione/marketing o concorsi di progettazione) strettamente connesse alla realizzazione/gestione degli interventi e delle opere pubbliche?
È corretto intendere che i costi di eventuali progetti definitivi/esecutivi già sviluppati (dunque già liquidati e rendicontabili) possano essere ricompresi nella quota del Co-finanziamento del Comune?
È corretto intendere che, in caso di Associazione di Comuni risultata vincitrice del bando in oggetto, il finanziamento venga versato al Comune capofila il quale poi lo girerà agli altri Comuni formati parte dell’Associazione in proporzione agli importi previsti dal Quadro Economico? Quale tipo di rendicontazione verrà chiesta al Comune capofila per la partita di giro di cui alla domanda precedente? Come il comune capofila deve mettere a bilancio l’importo complessivo della strategia?
Il bando, all’art. 3, specifica le risorse disponibili, gli importi dei contributi e le quote di cofinanziamento sia per la quota FSC che per la quota CDP. Nel caso di Comuni inferiori a 50.000 abitanti risulta corretto il seguente calcolo massimo ammissibile teorico, per quanto riguarda le risorse regionali (dunque al netto di eventuali altre risorse private aggiuntive), della strategia considerando sia la quota FSC che la quota CDP?
Risorse comune 30%
Risorse Bando RU 70%
Quadri economici compreso IVA, ecc
Intervento FSC
(opere pubbliche o di pubblica utilità)
428.571,43
1.428.571,43
Intervento CDP
2.428.571,43
8. L’art. 9 del Bando stabilisce uno specifico punteggio aggiuntivo in caso di progetti di fattibilità tecnica ed economica per intervento/interventi risultati di procedure concorsuali. Si chiede di specificare se anche detti costi di organizzazione/gestione della procedura concorsuale debbano risultare compresi nel limite del 10% previsto come tetto massimo per le spese generali come da art. 6 del bando.
Per quanto riguarda eventuali “costi di gestione” per l’attuazione della Strategia, questi sono esclusi dal 10%, e vanno coperti con risorse terze. Una proposta in ordine alla gestione del processo di rigenerazione nel tempo potrà essere valutata positivamente nell’ambito della attribuzione dei punteggi.
2. È possibile cumulare le risorse FSC e CDP se la proposta riguarda 2 stralci autonomi e funzionali, ossia 2 interventi con appalti distinti e contabilità separate.
3. Si, la Strategia, che è unica per tutta l’Associazione, deve essere approvata con proprio atto da ogni singolo comune associato. Il progetto di fattibilità tecnica ed economica sarà approvato solo dal Comune che realizzerà l’intervento.
4. Si, ma limitatamente all’intervento oggetto di contributo e compresi nel limite del 10%, altrimenti devono essere coperti con risorse proprie.
5. No. I costi di eventuali progetti esecutivi/definitivi già sviluppati e liquidati non possono essere ricompresi nel cofinanziamento locale del 30%.
6. No: in caso di Associazione di comuni, il Comune capofila sarà referente solo per la Strategia, il finanziamento sarà erogato direttamente al Comune in cui si realizza l’intervento.
7. Il calcolo è corretto.
8. Si, le spese concorsuali devono essere comprese entro il 10% del costo di realizzazione dell’intervento.
1. Quali sono le “Spese generali” indicate nell’articolo 6 del Bando?
2. Il progetto di fattibilità tecnica ed economica può contenere solamente gli elaborati elencati all'art. 10 del bando?
3. Il piano economico e finanziario di massima può limitarsi ad individuare le quote e gli enti finanziatori?
1. Nell’accezione utilizzata per il Bando, alle “Spese generali” possono essere ricondotti i costi per quelle attività prevalentemente professionali che ricomprendono la progettazione, direzione lavori e collaudo degli interventi, comprese le attività preliminari volte al miglioramento della qualità progettuale, e le attività di coordinamento, di assistenza, di verifica e validazione necessarie alla fase di progettazione, gestione dei lavori e verifica delle opere da realizzare, comprensive delle imposte e degli oneri previdenziali. Le spese generali del QTE che eccedono il 10% non verranno conteggiate al fine dell’erogazione del contributo.
2. Per partecipare al bando il Comune deve allegare alla domanda gli estremi dell’approvazione e la documentazione di sintesi di cui all’art. 10, fermo restando che il progetto di fattibilità tecnica ed economica deve essere comunque redatto e approvato nei modi previsti dall'art.23 del D.lgs. n. 50/2016.
3. Il piano economico e finanziario deve contenere, per ogni opera compresa nella strategia, l’indicazione del costo (sulla base del QTE del progetto allegato alla domanda), dei soggetti finanziatori, delle quote imputabili ad ogni soggetto, degli atti assunti a garanzia della disponibilità economica (previsioni di bilancio, convenzioni, garanzie reali, delibere societarie, bancabilità degli interventi…). Le garanzie a copertura degli impegni finanziari costituiscono, se acquisite in sede di presentazione delle domande, elemento di valutazione nell’assegnazione dei punteggi per la formazione della graduatoria; in ogni caso, devono essere certificate al momento dell’approvazione del Contratto di rigenerazione.
Nel Bando si legge che saranno considerate ammissibili le spese sostenute a partire dal 01/01/2014 e che gli interventi candidabili non devono essere già iniziati alla data di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale Telematico della Regione Emilia-Romagna (BURERT) del Bando. Ciò significa che di fatto non vi è retroattività rispetto all'ammissibilità delle spese di interventi i cui lavori sono stati avviati prima del 23/04/2018, data in cui il bando è stato pubblicato nel BURERT? Sono invece ammissibili le spese di progettazione a vari livelli a partire dal 01/01/2014 di interventi i cui lavori non sono ancora iniziati, oppure che sono iniziati dopo il 23/04/2018? Oppure non vi è alcun tipo di retroattività delle spese (neppure di progettazione) se non alla data del 23/04/2018, da intendersi quale data in cui inizia il periodo di validità dell'intervento?
Nell’atto di approvazione del Progetto di fattibilità tecnico – economica devono essere indicate le fonti di finanziamento che si prevede di impiegare per la realizzazione dell’opera. Va espressamente citata la fonte dei fondi FSC anche in assenza di certezze circa l’approvazione della domanda di ammissione a finanziamento?
Devono essere modificati gli atti di approvazione dei progetti definitivi ed esecutivi già assunti, ammessi al finanziamento pubblico, che non recano espresso riferimento ai fondi FSC?
Per quanto riguarda gli interventi finanziabili non vi è retroattività: sono candidabili solo gli interventi i cui lavori siano iniziati successivamente al 23/04/2018. Come invece è stato già evidenziato nelle precedenti FAQ si conferma invece l’ammissibilità di spese sostenute a partire dal 01/01/2014 – ma comunque relative a interventi che sono iniziati dopo il 23/04/2018 - riferibili al progetto candidato, e strettamente connesse all’incremento della qualità complessiva dell’opera, che devono essere comprese nel QTE e nel limite del 10% del costo dell’intervento.
Si, è possibile indicare i fondi FSC quale fonte finanziaria, per la quota massima di finanziamento, nell’atto comunale di approvazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica. Nell’atto di approvazione è opportuno condizionare la fattibilità dell’opera all’ottenimento del finanziamento pubblico, ovvero indicare, nei successivi livelli della progettazione, la copertura della quota imputata al finanziamento a valere sui fondi FSC
Si, andranno integrati gli atti di approvazione dei progetti indicando la quota coperta dai fondi FSC e adeguando le previsioni del bilancio triennale qualora necessario. Il reimpiego di risorse comunali originariamente corrispondenti alla quota FSC in eventuali altri interventi/azioni all’interno della Strategia per rafforzarne la coerenza, sarà valutato come elemento premiante nell’attribuzione dei punteggi.
In luogo del Progetto di fattibilità tecnica ed economica elaborato ai sensi dell’art. 23 del decreto legislativo n. 50 del 2016 e ss.mm.ii, è possibile allegare alla domanda il progetto definitivo dell'opera pubblica da candidare al co-finanziamento?
Il livello di progettazione richiesto per gli elaborati, in sede di presentazione della domanda di partecipazione al bando, è almeno quello relativo al progetto di fattibilità tecnica ed economica.
Naturalmente, una maggiore definizione del progetto costituisce elemento di valutazione positiva per la valutazione relativa all’area della fattibilità.
Per i Comuni che dovessero avere già sviluppato le successive fasi progettuali, è possibile allegare insieme all’ atto comunale di approvazione del Progetto di fattibilità tecnica ed economica anche l’atto di approvazione del Progetto definitivo e/o esecutivo.
Occorre comunque allegare gli elaborati di cui all’art. 10, eventualmente riferiti a fasi progettuali successive, per consentire al Nucleo di Valutazione eventuali approfondimenti in ordine agli interventi di cui è richiesto il contributo.
Si chiede conferma del punto 6 del bando "spese ammissibili" dove si legge che "saranno considerate ammissibili le spese sostenute a partire dal 01/01/2014".
Il Bando specifica che sono ammissibili le spese “assunte nel periodo di validità dell’intervento”, anche in coerenza con quanto disciplinato nella Convenzione con il MIT, e all’art. 4 chiarisce che gli interventi di opere pubbliche o di interesse pubblico finanziabili sono quelli i cui lavori siano iniziati successivamente al 23/04/2018, ossia a partire dalla pubblicazione del Bando sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna (v. FAQ precedenti); è possibile pertanto finanziare, per gli interventi le cui opere non siano iniziate alla data del 23/04/2018, le spese sostenute successivamente al 01/01/2014 riferibili alla formazione del progetto e strettamente connesse all’incremento della qualità complessiva dell’opera, se comprese nel QTE e nel limite del 10% del costo dell’intervento.
Si chiede, visti i tempi ristretti, se è prevista la possibilità di posticipare i termini per la presentazione delle richieste o in alternativa se si può integrare la documentazione (es. Delibera Comunale di approvazione ecc.) a data successiva alla scadenza del Bando stesso.
No. Non è possibile né posticipare il termine né integrare la documentazione successivamente alla scadenza.
Con riferimento all’Art. 4 – Interventi ammissibili a finanziamento, al fine di garantire una maggiore condivisione degli interventi e una maggiore rispondenza dell’opera pubblica ai bisogni della comunità e ai criteri di innovazione sociale e ambientale, attraverso le forme previste dalla nuova Legge Urbanistica, è possibile utilizzare le risorse FSC oltre che per un intervento (hardware) anche per le azioni (software) individuate per quello specifico intervento, volte al coinvolgimento della comunità? In particolare è possibile richiedere un contributo a valere sulle risorse FSC per:
- sviluppare, verificare e monitorare con imprese e associazioni locali le condizioni per la riattivazione e il riuso di spazi dismessi pubblici o in disponibilità dell’Ente?
- sviluppare, verificare e monitorare con i cittadini la qualità degli interventi sugli spazi pubblici?
- sviluppare accordi e forme di concessione/co-gestione di spazi aperti di proprietà pubblica o privata?
Con riferimento all’Art. 6 - Spese ammissibili: rientrano tra le spese ammissibili di cui all’art.6, a valere sulle risorse FSC, le spese sostenute dal Comune tra la Fase 1 e la Fase 2 del presente Bando (corrispondente al periodo di definizione della progettazione esecutiva)? In caso affermativo, nelle “spese generali” sono ammesse le spese sostenute per svolgere le azioni volte al coinvolgimento della comunità (meglio esplicitate nella domanda 1)?
Con riferimento all’Art. 9 - Criteri per la valutazione e punteggi: Per procedure concorsuali si intendono anche procedure tecnico-amministrative sperimentali, nello specifico un avviso esplorativo per la formazione di una short list di professionisti finalizzata all’affidamento di servizi di supporto al RUP attinenti la progettazione di uno studio di fattibilità tecnico-economica di RIGENERAZIONE URBANA?
Si, purché tali spese rientrino nel quadro economico dell’intervento in oggetto come “spese generali” e siano pertanto contenute quindi entro il 10% del costo dell’intervento medesimo, ai sensi dell’art. 6 del Bando. Le medesime devono essere chiaramente individuabili come spese strettamente connesse all’incremento della qualità complessiva dell’opera, rendicontabili dunque all’interno del quadro tecnico economico.
Si, con i limiti sopra richiamati.
No, il punteggio aggiuntivo di 7 punti indicato all’art. 9 può essere acquisito solo se il progetto è l’esito di una procedura concorsuale. Al processo descritto potrà essere però attribuita una valutazione favorevole nell’ambito della valutazione complessiva della qualità della strategia.
Con riferimento all’articolo 4. “Interventi ammissibili a finanziamento”, in relazione agli interventi con contributi a valere sulle risorse CDP, insistendo su un immobile ad oggi privato in stato di degrado, è possibile richiedere il finanziamento a fronte dell’inclusione del costo e dell’attivazione della procedura di esproprio? Per la partecipazione al bando, è necessario dimostrare la proprietà pubblica delle aree e/o degli immobili oggetto del contributo delle risorse CDP o si può acquisirne la proprietà successivamente mediante la procedura di esproprio?
In riferimento al processo di valutazione esplicitato all’ Art. 12. “Ammissibilità, valutazione, formazione della graduatoria delle domande”, a fronte di una valutazione positiva della Strategia che include, su interventi separati, i contributi CDP e FSC, l’assegnazione dei contribuiti avviene automaticamente per entrambi gli ambiti o è possibile che sia approvato il finanziamento di uno solo dei due interventi?
In riferimento agli importi finanziati, si intendono comprensivi di IVA?
La disponibilità economica del comune rispetto ai fondi del Cofinanziamento deve riguardare risorse possibili, da vincolare a valle della valutazione positiva della strategia o devono già essere individuate e vincolate alla data di presentazione della domanda?
Sì, a condizione che siano rispettate le tempistiche previste nel Bando per la presentazione del progetto definitivo (art. 14).
La Strategia viene valutata nella sua interezza, tuttavia può avvenire, in relazione alle risorse disponibili, che solo uno dei due interventi venga ammesso a contributo.
La effettiva disponibilità della quota di cofinanziamento può essere anche successiva rispetto alla data di presentazione della domanda, da confermarsi con variazione di bilancio, se trattasi di risorse del Comune, o con idoneo atto, quale a titolo meramente esemplificativo una convenzione, in caso di risorse private. Naturalmente, in sede di sottoscrizione del modulo di partecipazione, Allegato 1 al Bando, il soggetto che presenta domanda di ammissione a contributo pubblico (Comune, in forma singola o associata), si impegna formalmente a garantire la quota di cofinanziamento locale prevista dall’art. 3 del Bando.
La Delibera di approvazione della Strategia per la rigenerazione urbana deve essere approvata dalla Giunta Comunale oppure dal Consiglio Comunale?
Entrambe le soluzioni sono ammesse. La scelta è demandata per competenza, al Comune (in forma singola o associata) che presenta domanda di ammissione a contributo pubblico.
Può un Comune considerare un immobile dismesso/inagibile o da ristrutturare come quota per arrivare al 30%-50% quale contributo economico da parte del Comune, tramite una perizia di stima dell'immobile?
In alternativa può il Comune considerare un immobile di sua proprietà come permuta economica per il raggiungimento della quota pari al 30% o 50% del finanziamento del bando, per il corrispettivo in opere di rigenerazione urbana, da appaltare all'impresa che beneficerà della permuta dell'immobile?
No, nella fattispecie non ci sarebbe impegno finanziario da parte del Comune.
Sì, se la quota di cofinanziamento è garantita dal soggetto attuatore (rispettando le percentuali di cofinanziamento locale previste dall’art. 3 del Bando) e le spese sono conformi a quanto previsto dal Bando all’art. 6.
È possibile inserire nel costo totale del progetto gli oneri economici dell'acquisizione di due immobili da recuperare e inseriti nella strategia di rigenerazione?
È possibile inserire i costi di progettazione relativi all’affidamento di incarico ad una società esterna?
In attesa di chiarimenti in merito da parte del MIT sulla utilizzabilità anche delle risorse FSC, l’indicazione di riferimento è che sia possibile destinare la quota di cofinanziamento locale (derivante dal bilancio comunale o da risorse di soggetti privati) all’acquisizione al patrimonio pubblico di immobili/aree su cui si realizza l’intervento oggetto di finanziamento, che deve comunque rispettare quanto previsto all’art. 4 del Bando.
L’affidamento deve avvenire nel rispetto di quanto previsto dal D.lgs. 18 aprile 2016 n. 50 e ss.mm. e ii. Nel QTE le spese generali, che comprendono gli oneri per la progettazione, non saranno prese in considerazione per la quota eccedente il 10% del costo complessivo dell’intervento.
La progettazione deve essere fatta attraverso un incarico esterno ad un tecnico o può essere fatta e firmata dall'ufficio tecnico del Comune?
Il progetto unico può riguardare più aree o deve essere un'area unica e contigua?
Il Comune dovrebbe iniziare parte dei lavori questo autunno per essere pronto in primavera 2019 (è necessario per le tempistiche d'uso), quindi si chiede: il progetto generale può essere spacchettato in più appalti secondo i lavori da eseguire ed i tempi in cui devono essere eseguiti?
Nel bando si parla di progetto di fattibilità tecnica ed economica per ogni singolo intervento per il quale si richiede il contributo; questo vuol dire che entro un progetto generale di richiesta contributo si possono inserire vari interventi con appalti differenziati per ogni singolo intervento? Inoltre, se si ha già il progetto esecutivo, si deve inviare quello?
La Proposta può essere predisposta dall’Ufficio tecnico. Deve essere approvata secondo quanto previsto all’art. 10.
La Strategia per la rigenerazione urbana, unica, può riguardare e svilupparsi su più aree, non necessariamente contigue, ma riferibili ad un processo unitario ed organico (spaziale e tematico).
È possibile richiedere copertura finanziaria per uno o più stralci (autonomi e funzionali) di un progetto più generale, nel rispetto delle modalità previste all’art. 6 del Bando (Spese ammissibili). La quota di cofinanziamento deve essere garantita pro-quota per ciascuno stralcio, così come il progetto di fattibilità tecnica ed economica.
Per il progetto esecutivo i tempi indicati dal bando sono quelli massimi, una sua eventuale definizione già in sede di presentazione della domanda di partecipazione al bando (ove comunque va allegato lo studio di fattibilità) costituisce elemento premiale per la valutazione relativa all’area della fattibilità.
Può essere fatto in più stralci, ma la copertura finanziaria deve garantire la somma complessiva per la realizzazione dell’intera opera (v. FAQ già pubblicate).
Una S.p.A. a partecipazione integralmente pubblica può essere considerata quale rappresentazione giuridica di Comuni associati?
Dovrebbe essere in ogni caso il Comune a presentare la domanda come capofila e deve essere titolare della proprietà dell'area e/o avere un preliminare?
La domanda di partecipazione deve essere presentata dal Comune, in forma singola o associata. Una S.p.A. a partecipazione pubblica, nei limiti e nel rispetto di quanto previsto dal D.lgs 50/2016 e ss.mm., può fungere da stazione appaltante ovvero essere soggetto attuatore dell’intervento.
L’intervento proposto a finanziamento deve rispettare quanto previsto dall’art. 4 del Bando, ed in particolare deve essere finalizzato alla realizzazione di un’opera pubblica o di pubblica utilità.
Nel cronoprogramma generale della strategia il termine di inizio previsto è il primo quadrimestre del 2019. È possibile ampliare il cronoprogramma al III° trimestre 2018? È possibile inserire in tale periodo temporale anche interventi già avviati ma non ancora conclusi in quanto programmati a partire dal 1° giugno 2018 (che di fatto rappresenta per il nostro Comune la data di inizio delle azioni/interventi compresi nella strategia?)
Sì. In base a quanto disposto dall’art. 4 del Bando: “gli interventi ammissibili al contributo pubblico non devono essere già iniziati alla data di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale Telematico della Regione Emilia-Romagna (BURERT) del presente bando”. Tenuto conto che la data di pubblicazione del Bando sul BURERT è il 23/04/2018, possono essere candidati interventi ricompresi nella Strategia per la rigenerazione urbana avviati successivamente a tale data.
All’art. 4 del Bando vengono identificati gli interventi ammissibili a finanziamento indicando: realizzazione e riqualificazioni di immobili, di dotazioni territoriali e di dotazioni ecologiche ambientali; rientra tra queste categorie la riqualificazione di piazze, parcheggi o aree esterne direttamente connesse all’ambiente urbano? Cosa si intende per dotazioni territoriali?
Premesso che non è rinvenibile una definizione in un qualche modo codificata di dotazioni territoriali, il suo richiamo è legato a una evoluzione più “strutturata” del concetto di standard, introdotta dall’art. A-22 dell’Allegato A alla L.R. n. 20/2000.
Dentro alle dotazioni territoriali sono quindi comprese le opere di urbanizzazione primaria (strade residenziali, spazi di sosta e di parcheggio, fognature, rete idrica, gas, energia elettrica, cablaggio e infrastrutture di comunicazione, pubblica illuminazione, verde pubblico attrezzato) e le opere di urbanizzazione secondaria (asili nido, scuole materne, scuole dell’obbligo, mercati di quartiere, chiese e impianti sportivi, centri sociali e culturali, impianti tecnologici, cimiteri, istituti superiori di istruzione, caserme e presidi di polizia).
Il contributo previsto dal bando è perciò finalizzato a queste opere, dunque anche: piazze, parcheggi, verde ecc. di proprietà pubblica.
Si chiedono chiarimenti in merito alla candidabilità degli interventi ed ai tempi di esecuzione.
In particolare si richiede se è possibile presentare una strategia di Progetto di Rigenerazione Urbana nella quale alcuni lavori saranno approvati ed appaltati prima dei tempi previsti dal bando (17/09/18 e 31/05/18), ovvero:
la quota di co-finanziamento a carico del Comune sarà rappresentata da uno stralcio di Progetto il cui esecutivo verrà approvato entro luglio 2018 ed appaltato entro gennaio 2019;
il progetto complessivo comprendente il secondo stralcio di progetto (quota di finanziamento Regionale) seguirà la tempistica prevista dal bando: Domanda di ammissione entro 17/09/2018, presentazione del progetto entro 31/03/19 ed aggiudicazione (del secondo stralcio lavori) entro il 31/12/19.
Sono finanziabili gli interventi di opere pubbliche o di interesse pubblico i cui lavori siano iniziati successivamente al 23/04/2018.
Il progetto di fattibilità tecnico – economica, descrive l’opera nel suo complesso, con i contenuti e le modalità previste dall’articolo 23 del Codice dei contratti pubblici, compresa la scelta in merito alla possibile suddivisione in lotti funzionali. In questo caso è possibile procedere attraverso la redazione di progetti esecutivi per ognuno dei lotti funzionali individuati. Il contributo regionale può essere destinato a uno o più dei lotti funzionali individuati, senza eccedere il 50% dell’importo complessivo dell’opera, e una volta verificata la disponibilità delle risorse (pubbliche o private) per finanziarie la quota non coperta dal contributo regionale.
L'Ente intende bandire il concorso di idee per uno degli interventi sul quale verterà la strategia di rigenerazione urbana.
Visto che il codice degli appalti all'art. 156 comma 3 prevede che il concorso di idee non può richiedere "elaborati di livello pari o superiore a quelli richiesti per il progetto di fattibilità tecnica ed economica" e non c'è la tempistica per procedere con eventuale affidamento di incarico per perfezionare il livello progettuale entro la scadenza prevista del 17/09/2018, qual è il livello minimo di dettaglio richiesto in riferimento agli "elaborati grafici del progetto di fattibilità tecnica ed economica limitatamente a quelli atti a descrivere l’intervento in maniera compiuta" (art. 10 Bando rigenerazione)?
Possono essere sufficienti tavole grafiche contenenti l'idea progettuale, mediante planimetria, profilo longitudinale e/o trasversale, particolari costruttivi, render o foto inserimento nel contesto?
No, è necessario un progetto di fattibilità tecnica ed economica elaborato ai sensi dell’art. 23 del D.lgs. n. 50/2016, debitamente approvato dal Comune.
Si richiedono chiarimenti in merito a quanto indicato all'art. 3: "I contributi a valere sulle risorse FSC e quelli a valere sulle risorse CDP possono essere cumulabili, su interventi distinti, nei limiti delle risorse disponibili.". Qualora si intendesse proporre la riqualificazione di un fabbricato di proprietà pubblica, con lo scopo di ricavare degli alloggi ERP e qualora la riqualificazione del medesimo fabbricato comunque determinasse la rigenerazione e il riuso dello spazio urbano ad esso connesso, è possibile cumulare i contributi FSC e CDP in modo tale che gli stessi coprano il 100% del costo dell'opera? Nel caso ciò non fosse possibile come è possibile cumulare le due tipologie di contributo?
No, non è possibile. I contributi a valere sulle risorse FSC e quelli a valere sulle risorse CDP possono essere cumulabili, nell’ambito della Strategia per la rigenerazione urbana, solo su interventi distinti.
Si richiedono le seguenti precisazioni, in applicazione dei principi di contabilità armonizzata:
1) Nella procedura di ammissibilità di cui all'art. 12 del bando viene precisato che sulla base dei risultati delle valutazioni del nucleo verrà predisposto l'elenco delle domande ammesse a contributo successivamente alla procedura della valutazione di merito che deve concludersi entro il 31 ottobre 2018; è quindi presumibile che la Regione possa concludere tutta la procedura fino all'approvazione dell'elenco delle domande ammesse a contributo entro il 2018?
2) E' corretto pensare che a livello di copertura finanziaria si tratti dell'esercizio 2019?
3) L'opera deve essere già iscritta sul bilancio di tale esercizio quando si farà domanda a settembre?
4) Cosa s'intende per copertura finanziaria certa di cui all'art. 5 del bando per quanto attiene in particolare la quota obbligatoria di cofinanziamento trattandosi non dell'esercizio 2018 ma del 2019? E' sufficiente precisare che la quota di cofinanziamento verrà finanziata con mezzi propri (avanzo di amministrazione o alienazione aree, vendita titoli etc.)?
5) Considerato che l'Ente intende accedere ad altri fondi (trattandosi di un'opera pubblica molto costosa) sia contributi che richieste di spazi finanziari etc., la richiesta di cui trattasi non contrasta con altri cofinanziamenti oppure sì?
6) Nel caso si verificassero condizioni tali per cui l'Ente non necessiti più del finanziamento, è previsto il caso della rinuncia e in quale delle diverse fasi previste nel bando?
2) A partire dal 2019, sulla base del cronoprogramma di spesa.
3) Non è condizione obbligatoria, ma è evidente che tale ulteriore garanzia di fattibilità, ove presente, sarà positivamente considerata in fase di valutazione.
4) Sì, tuttavia dovrà essere necessariamente iscritta a bilancio all’atto di sottoscrizione del Contratto di Rigenerazione Urbana. Ovviamente in sede di presentazione della domanda, tutti gli elementi idonei a garantire un più alto e certo grado di fattibilità degli interventi, saranno positivamente considerati in fase di valutazione.
5) No, non contrasta.
6) La rinuncia al contributo è prevista all’art. 15 del Bando. Qualora la rinuncia da parte del Comune beneficiario di contributo dovesse intervenire successivamente alla sottoscrizione del Contratto di Rigenerazione Urbana, troverà applicazione quanto in esso previsto e comunque il mancato rispetto del termine di cui all’art. 5 del Bando per gli interventi a valere sulle risorse FSC, comporterà per il Comune rinunciatario l’impossibilità di partecipare al successivo bando della Regione Emilia-Romagna per la promozione della rigenerazione urbana.
Nel caso in cui sia una Unione di Comuni a partecipare al Bando, è possibile presentare domanda per solo alcuni dei suoi Comuni?
Sì, purché si tratti di un’unica strategia che coinvolge i Comuni interessati. Considerato che in base all’art. 2 del Bando “Può essere presentata una sola domanda da parte di ciascun Comune o forma associativa”, nel caso prospettato l’Unione non potrà presentare ulteriore domanda di partecipazione per i restanti Comuni che la costituiscono.
Il Comune ha ottenuto finanziamenti dal Piano Periferie per un progetto di riqualificazione urbana. Vorrei sapere se è causa di esclusione dal presente bando l’aver ricevuto finanziamenti da altri bandi in passato.
Non è causa di esclusione.
Volendo presentare la propria candidatura per il recupero di un fabbricato storico, ed essendo la proprietà dello stesso della parrocchia, si chiede se ed in che modo è possibile partecipare (acquisto, diritto di superficie, ...);
Si chiede inoltre se la quota percentuale di compartecipazione (variabile dal 30 al 50 %) deve essere messa a disposizione dal comune o può essere messa a disposizione da uno o più soggetti privati (ad esempio la parrocchia stessa piuttosto che altri soggetti sostenitori dell'iniziativa).
Nell’ambito della strategia per la rigenerazione urbana, è possibile candidare a finanziamento a valere sulle risorse FSC un intervento finalizzato alla realizzazione di un intervento di pubblica utilità anche immobili non di proprietà del Comune, a condizione che sussistano idonee forme di garanzia a tutela del pieno utilizzo dell’opera per finalità di pubblica utilità per un congruo numero di anni.
Per quanto attiene, invece, i contributi a valere sulle risorse CDP, sono ammissibili a finanziamento gli interventi finalizzati a politiche di social housing volti al recupero o alla realizzazione di alloggi di proprietà esclusivamente pubblica e delle relative dotazioni territoriali.
L’art. 3 del Bando prevede che il cofinanziamento locale richiesto possa essere garantito attraverso risorse pubbliche e/o private.
I comuni che appartengono ad un'unione, possono presentare un solo/unico intervento collocato in un comune, ai sensi delle lettere 1.a) o 2.a) dell'art.3 del bando, oppure sulla base di un'unica strategia per la rigenerazione urbana si possono presentare diversi interventi collocati in più comuni dell'Unione, che si riferiscano alla strategia unica dell'Unione?
I medesimi comuni, hanno la possibilità di presentare due interventi, uno ai sensi della lettera 1.a) o 2.a) e un altro intervento ai sensi delle lettere 1.b) o 2.b), ovvero un intervento di rigenerazione di uno spazio pubblico urbano e un progetto di rigenerazione di un immobile di proprietà pubblica destinandolo ad ERS?
Per un intervento ai sensi delle lettere 1.a) o 2.a) è possibile presentare domanda di finanziamento entro il 17/09/2018, se l'appalto dei lavori è già stato aggiudicato ma dopo al 23/04/2018, data pubblicazione del Bando?
In riferimento all'ultimo capoverso dell'art. 4, per "gli interventi di cui sopra non devono essere già iniziati alla data di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale Telematico della Regione...." s'intende unicamente l'inizio dei lavori o anche solo inizio dell'attività di progettazione, con conferimento di incarico al progettista o indicazione del gruppo progettazione?
La strategia per la rigenerazione urbana può naturalmente essere composta da una pluralità di interventi a valenza intercomunale, collocati in più Comuni dell’Unione. Nell’ambito di questa pluralità di interventi, se ne possono candidare a finanziamento più di uno, ma il contributo complessivamente richiesto nella Strategia non potrà comunque superare gli importi massimi di cui alle lettere:
1.a) e 1.b) se la somma della popolazione dei Comuni facenti parte dell’Unione supera i 50.000 abitanti (cofinanziamento richiesto 30% del costo complessivo degli interventi per i quali sia richiesto il contributo pubblico);
2.a) e 2.b) se la somma della popolazione dei Comuni facenti parte dell’Unione non supera i 50.000 abitanti (quota di cofinanziamento richiesto 30% del costo complessivo degli interventi per i quali sia richiesto il contributo pubblico).
Ai sensi, infatti, dell’art. 3 del Bando: “Le Unioni di comuni o le forme associative composte da Comuni singolarmente con popolazione inferiore ai 50.000 abitanti che presentino un’unica Strategia per la rigenerazione urbana a valenza intercomunale, nel caso in cui la somma della popolazione dei Comuni facenti parte dell’Unione o della associazione superi i 50.000 abitanti, possono candidarsi per i contributi di cui ai punti 1a) e 1b) mantenendo la quota di cofinanziamento del 30%”.
L’Unione può candidare a contributo uno o più interventi sia valere sulle risorse FSC che su quelle CDP, ma sempre nei limiti degli importi indicati all’art. 3 del Bando. Gli interventi a valere sulle risorse FSC e quelli a valere sulle risorse CDP devono ovviamente essere interventi distinti.
E’ possibile presentare domanda di contributo con riferimento a interventi per i quali si sia già addivenuti alla aggiudicazione di appalto dei lavori, purché i lavori non siano iniziati.
pubblicato il 2018/05/02 15:45:00 GMT+2 — ultima modifica 2018-09-11T19:34:00+02:00
Esiti del Bando 2018
Seminari di accompagnamento al Bando