Source: http://www.larisaccamensiletrapanese.it/wp/?p=4759
Timestamp: 2017-12-16 22:40:25+00:00
Document Index: 17346739

Matched Legal Cases: ['art.580', 'art. 3', 'art. 32', 'sentenza ', 'art. 575', 'art. 579', 'art. 580']

Il “suicidio assistito” di Fabiano Antoniani, in arte Dj FABO, verificatosi il 27 febbraio 2017 in una clinica poco lontana da Zurigo, denominata “Dignitas”, ha sollevato una miriade di polemiche.- Sulla stampa, tra i politici, tra gli intellettuali e gli specialisti medici, tra i credenti cattolici e laici, tra i non credenti.-
Fabiano Antoniani, italiano di 39 anni, era cieco e tetraplegico, paralizzato a tutti e quattro gli arti e al tronco, divenuto tale dopo un incidente stradale verificatosi il 13 giugno del 2014.-
Viveva, da allora, a casa della madre a Milano con una badante e con la fidanzata, immobile su un letto.- Poteva comunicare solo con movimenti delle labbra e, come aveva fatto scrivere nel suo testamento, “le sue giornate erano intrise di sofferenza e disperazione, non trovando più il senso della sua vita ora.- Fermamente deciso, trovava più dignitoso e coerente, per la persona che era, terminare questa sua agonia e uscire dall’inferno”.-
Fabiano, 1-3-2017 avrebbe dovuto essere cremato a Zurigo, da dove le sue ceneri sarebbero state trasferite in India.-
Colui che lo ha accompagnato in Svizzera, il radicale Marco Cappato, si è autodenunciato ai carabinieri, perché nel suo comportamento potrebbe essere ravvisato il “reato di aiuto o istigazione al suicidio”, punito dal codice penale italiano con la reclusione da 5 a 12 anni (art.580).-
Il Procuratore della repubblica di Milano ha sottolineato la complessità del caso, precisando che esso sarà valutato sotto tutti i profili giuridici, compresa la giurisprudenza della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo (CEDU) in materia di diritti civili, il diritto alla vita e quello alla morte.-
Nella stessa struttura, che ha assistito Dj Fabo, il 28-2-2017 si è suicidato un pensionato ammalato di tumore e molti altri soggetti sono in attesa di poterlo fare.-
Parte della stampa, ma anche qualche professore della materia, ha qualificato il “suicidio assistito” di Dj Fabo un caso di “eutanasia”, che in Svizzera sarebbe consentita.-
Si tratta di affermazione formalmente e tecnicamente errata perché, se, di fatto, il suicidio assistito porta al risultato di “una dolce morte”, come viene intesa l’eutanasia, questa, dal punto di vista tecnico e giuridico, differisce totalmente dal primo.-
Sulle “pratiche di fine vita” esiste poca chiarezza e molta confusione.-
Determinate, probabilmente, dalla esistenza in materia di “due posizioni contrapposte”.-
“La posizione della chiesa cattolica”, dei credenti cattolici e laici, dei credenti politici”, secondo cui “la vita umana è un dono divino, come tale indisponibile”.- “Non esiste, quindi, un diritto alla morte”, ad una dolce morte, ad un fine vita senza dolori e sofferenze.- Per gli osservanti (definiti dalle sacre scritture “poveri di spirito, dei quali è il regno dei cieli”) è prevista, in premio, la vita eterna in un mondo paradisiaco.-
Del resto, anche “l’islamismo prevede per gli eroi terreni il premio di 13 vergini in paradiso”.-
Ogni fede religiosa ha i suoi dogmi, i suoi tabù di varia natura, i suoi pregiudizi.-
“La posizione dei non credenti o degli agnostici”, secondo cui si ha un “diritto alla vita e un diritto alla morte, alla dolce morte, senza dolori, senza sofferenze, che vanno evitate con gli appositi rimedi.- Perché non esiste una vita ultraterrena, che l’uomo ha inventato per la difficoltà di accettare che tutto finisca nel nulla” ( Umberto Galimberti, filosofo).-
“La prima posizione”, soprattutto per la presenza nel territorio italiano di una potente Chiesa Cattolica, e della sua ingerenza eccessiva negli affari e nella vita politica e giuridica del Paese, è incompatibile con “la seconda posizione” e contrasta da sempre il riconoscimento di quasi “tutti i diritti civili dell’uomo”, ormai tutelati da moltissime legislazioni: diritto al divorzio, all’aborto terapeutico (reso difficile con l’abuso del diritto all’obiezione di coscienza), al testamento biologico, alla eutanasia, all’uso generalizzato dei metodi contraccettivi.-
Per queste ragioni, l’Italia vive in un “clima di diritti civili denegati” e di “divieti e di tabù medievali e anacronistici”, cancellati da tempo da popoli, che non possono vantare la cultura giuridica e la storia di questo Paese.-
“Via da quest’inferno. Ce l’ho fatta senza l’aiuto del mio Stato”. Queste le ultime frasi biascicate da Dj Fabo, appena arrivato nella clinica Svizzera.- Poi, prima di perdere conoscenza, ha scherzato con gli amici, raccomandando di “mettere sempre le cinture”.-
Queste le condizioni per accedere al suicidio assistito in Svizzera:
1- è necessario che la malattia sia dichiarata incurabile e che la persona soffra di dolori insopportabili o sia affetta da handicap che le rendono la vita intollerabile;
2- i gravi disturbi mentali sono equiparati a quelli fisici, secondo una decisione del 2011 della Corte Suprema svizzera;
3- alla struttura “Dignitas” possono rivolgersi tutti i soggetti maggiorenni, compresi gli stranieri, purchè capaci di discernimento;
4- le operazioni del suicidio assistito possono svolgersi solo sul territorio svizzero;
5- la morte viene provocata con un farmaco, il pentobarbital di sodio, sciolto nell’acqua, che il paziente deve ingerire autonomamente dopo le debite istruzioni mediche; il narcotico causa il coma profondo in 2-3 minuti, e in 10-15 secondi segue il decesso;
6- il farmaco, che non è in vendita nelle farmacie svizzere, deve essere prescritto da un medico svizzero;
7- per legge va chiesto al paziente se vuole desistere e rimandare ad altro momento le operazioni.-
Nel 2011, in un referendum l’85% dei votanti si è dichiarato contrario all’abolizione del suicidio assistito.-
Molte le persone che hanno chiesto già informazioni sul “suicidio assistito in Svizzera” e sull’eutanasia.-
Il costo complessivo delle operazioni relative in una struttura elvetica ammonta a 11 mila euro.- Ma l’eutanasia non è consentita.-
La struttura “Dignitas” ha fornito le seguenti cifre: in un anno hanno effettuato il suicidio assistito
195 persone, di cui 73 tedeschi, 47 inglesi, 30 francesi, 9 americani, 5 canadesi, 5 israeliani, 5 austriaci.- Gli italiani pronti a servirsi della struttura sono 392.-
In Toscana, però, esistono 1.600 malati terminali nei cui confronti vengono praticate “cure palliative”, ma nel caso in cui sopraggiungessero sintomi refrattari, incontrollabili, si agirebbe sullo stato di coscienza con gli anestetici, fino al coma farmacologico (“la Repubblica”, p. 4 del 282-2017).-
Dj Fabo, prima di andare in Svizzera, chiedeva, rivolgendosi al Presidente della Repubblica, l’approvazione da parte del Parlamento italiano della legge sul “Testamento biologico”.-
Ma tale legge non avrebbe risolto il suo problema, perché non prevede l’eutanasia o il suicidio assistito.-
Il disegno di legge Lenzi su “Disposizioni in materia di consenso informato, di disposizioni anticipate di trattamento (DAT) e di testamento biologico”, che dovrebbe essere discusso in Parlamento il 13 marzo prossimo, è composto da 5 articoli.- Neri primi due articoli si definiscono il “consenso informato e la posizione dei minori e incapaci”, per i quali si prevede un rappresentante legale o un amministratore di sostegno.- L’art. 3 stabilisce che “Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di una propria futura incapacità di autodeterminarsi può, attraverso disposizioni anticipate di trattamento, esprimere il consenso o il rifiuto rispetto a scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari, ivi comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali”.-
Il disegno di legge prevede il rispetto della volontà del paziente e la nomina di un “fiduciario”.-
I punti fondamentali di esso sono il rispetto della volontà del paziente e la possibilità per costui di rifiutare idratazione e nutrizione.- Su tali punti esiste contrasto e si svolgerà il dibattito tra i politici.-
L’approvazione di tale disegno di legge costituisce per il Vaticano e per il presidente della pontificia accademia “una sconfitta per la società”.- Costituisce, invece, un passo avanti in materia, anche se piccolo.-
Appare necessario chiarire tutte le pratiche concernenti il fine vita, quali: Eutanasia, rifiuto delle cure, sedazione profonda, terapia del dolore, rifiuto di accanimento terapeutico, libertà di cura e di terapia, cessazione di cure dopo diagnosi di morte cerebrale, suicidio assistito.-
Il termine “eutanasia” (dal greco “eu-tanatos”) significa letteralmente “buona morte” e individuazione delle modalità per una “dolce morte”, al fine di evitare sofferenze dovute a malattie.- Si parla di “eutanasia attiva” se la morte viene provocata tramite la somministrazione di farmaci che inducono la morte (utilizzo di sostanze tossiche, ad esempio); di “eutanasia passiva” se la morte viene provocata mediante l’interruzione o l’omissione di un trattamento medico necessario alla sopravvivenza del paziente; di “eutanasia volontaria” se provocata dietro richiesta del paziente; di “eutanasia non volontaria” se è decisa e richiesta da soggetto espressamente designato per conto del paziente incapace.-
E’ vietata in Italia e in tutta Europa, tranne che in Belgio, nei Paesi Bassi, in Olanda, dove è stata ammessa anche per minorenni, in Grecia.-.-
Da ricordare “l’eutanasia eugenetica”, usata dal Nazismo per fini di purificazione della razza.-
In parlamento, sono pendenti parecchie proposte di legge per la legalizzazione dell’eutanasia, che è richiesta da una notevole percentuale di cittadini.- Ma che difficilmente verrà ammessa alla discussione a causa dei pregiudizi e divieti cattolici.-
I cattolici definiscono erroneamente “eutanasia passiva” il rifiuto delle cure da parte del paziente e la sospensione di queste da parte del medico.- Tali pratiche, tuttavia, sono considerate diverse in bioetica.-
Il “Rifiuto delle cure” ovvero la “libertà di cura e di terapia” in Italia è una pratica legittima e non va confusa con l’eutanasia passiva.- Essa è prevista dall’art. 32 della Costituzione, per cui, in qualsiasi momento, il paziente può ottenere la sospensione dei trattamenti medici.- Oggi il problema sorge perché, non essendo stato ancora approvato il “testamento biologico”, il paziente, che non sia più autonomo, non è in grado di far valere le sue volontà.-
Fu il caso di “Eluana Englaro” a cui furono sospese la nutrizione e l’idratazione artificiali (mangiare e bere attraverso un sondino) dopo l’intervento della magistratura.-
Anche oggi, tuttavia, si discute se nutrizione e idratazione artificiali siano “cure mediche”, di cui è lecita l’interruzione, ovvero “sostegni vitali” e, quindi, impossibili da sospendere.-
La “Sedazione profonda”, o “terapia del dolore” è una pratica della “medicina palliativa”, prevista da sua legge del 2010.- Consiste nel somministrare al paziente, che lo chiede, farmaci che ne annullino progressivamente la coscienza, al fine di alleviare i sintomi fisici e psichici, nelle condizioni di una morte imminente.- Tale pratica viene spesso usata per i “malati terminali”.- La ottenne Piergiorgio Welby, dopo che si fece togliere il respiratore.-
Di recente è stata usata a Treviso per Dino Bettamin, affetto da sclerosi laterale amiotrofica.-
Le terapie palliative vengono praticate, ad esempio, a Firenze, Asl Toscana centro, dal medico Piero Morino, il quale dichiara di usare farmaci per il dolore e, in caso di sintomi refrattari, anche anestetici fino al “coma farmaceutico”.-
Il “Rifiuto di accanimento terapeutico” è una pratica lecita in Italia, la quale rientra nel concetto di “rifiuto delle cure”, da cui si differenzia solo perché l’iniziativa spetta anche al medico, che, nel caso in cui la morte sia imminente o appaia inevitabile, è legittimato ad interrompere o rifiutare trattamenti gravosi per il paziente o sproporzionati, rispetto ai risultati che è lecito attendersi.-
La “Cessazione di cure dopo la diagnosi di morte cerebrale” viene decisa dal medico e non è considerata una forma di eutanasia.-
Il “Suicidio assistito” è una pratica che consiste nel fornire al paziente i mezzi e le competenze necessarie a porre fine alla vita.- E’ la pratica scelta dal Dj Fabo.- Il paziente beve autonomamente il cocktail di farmaci preparatogli.- E’ un atto volontario del malato, per cui questa pratica non può essere confusa con l’eutanasia, anche se il risultato è identico.-
Negli Stati Uniti d’America, è consentita l’eutanasia attiva in Oregon, Vermont, Stato di Washington, mediante somministrazione di farmaci.-
In Cina, l’eutanasia attiva è consentita per i malati terminali con farmaci che provocano la morte.-
In Svizzera è consentito il suicidio assistito.- In Germania, Svezia, Portogallo sono consentiti il suicidio assistito e la rinuncia alle cure.-
Nei Paesi Bassi è consentita l’eutanasia anche ai ragazzi di 12 anni.- In Belgio è consentita l’eutanasia dal 2002, mentre dal 2014 è legale anche l’eutanasia per i minori.-
L’Olanda ha legalizzato l’eutanasia nel 2000.- L’Austria l’ha abolita nel 1977.-
Nei paesi Scandinavi è vietata l’eutanasia attiva; è tollerato il suicidio assistito; è legalizzata l’eutanasia passiva.-
In Francia è regolata l’eutanasia passiva.- La Grecia ha legalizzato l’eutanasia attiva.-
In Inghilterra è ammessa l’eutanasia passiva.-
In Colombia è consentita l’eutanasia passiva a seguito di sentenza della Corte Costituzionale.-
In Italia, l’eutanasia attiva è assimilabile all’omicidio volontario (art. 575 C.P.).- Con il consenso del paziente diviene Omicidio del Consenziente (art. 579 C.P.).- Sono puniti l’aiuto o istigazione al suicidio (art. 580 C.P.).-
L’eutanasia passiva viene consentita nel reparto di rianimazione solo nel caso di “morte cerebrale”, ma è richiesto il consenso scritto del primario, del medico curante e di un medico legale. In caso di parere discordante, deciderà il giudice.-