Source: http://docplayer.it/116191119-Comune-di-montopoli-in-val-d-arno-provincia-di-pisa-settore-iii-assetto-e-utilizzazione-del-territorio-e-ambiente.html
Timestamp: 2019-02-17 10:18:01+00:00
Document Index: 83208939

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 22', 'art. 33', 'art.79', 'art. 22']

Aurora Olimpia Casali
1 COMUNE DI MONTOPOLI IN VAL D'ARNO Provincia di Pisa SETTORE III Assetto e utilizzazione del territorio e ambiente P.S. E AL R.U. PER LA VARIANTE AL DOCUMENTO PRELIMINARE EX ART. 22 L.R. N. 10/2010 VARIANTE SEMPLIFICATA EX ART. 30 DELLA L.R. N. 65/2014 AL PIANO STRUTTURALE E AL REGOLAMENTO URBANISTICO PER ADEGUAMENTO LIMITE U.T.O.E. N. 5 MONTOPOLI IN FREGIO EX COMPARTO VIA FALCHI/VIA DONATI il Responsabile del Settore III Assetto e utilizzazione del territorio e ambiente arch. Fausto CONDELLO 1- Relazione illustrativa
3 INDICE GENERALE PARTE PRIMA OBIETTIVI, PREMESSA E GENERALITÀ Obiettivi del documento preliminare Quadro operativo generale PARTE SECONDA QUADRO DI RIFERIMENTO E CONTESTO AMBIENTALE MORFOLOGICO U.T.O.E. n. 5 Montopoli secondo il P.S. vigente Caratteristiche del comparto Area di via Falchi-Cimitero Montopoli in Val d'arno Attività pregressa Caratteristiche del comparto area di via Falchi-Cimitero Montopoli in Val d'arno Corografia e morfologia Natura della variante Ricognizione del contesto urbanistico e paesaggistico Verifica della coerenza esterna ed interna PARTE TERZA CARATTERISTICHE DEGLI IMPATTI POSSIBILI Durata, reversibilità, carattere cumulativo degli impatti Carattere cumulativo degli impatti Natura transfrontaliera degli impatti Rischi per la salute umana e per l'ambiente Valore e vulnerabilità dell'area Impatti su aree o paesaggi riconosciuti come protetti PARTE QUARTA SOGGETTI ISTITUZIONALMENTE COINVOLTI NEL PROCEDIMENTO E CONCLUSIONI Soggetti competenti coinvolti Programma dell'attività d'informazione e di partecipazione Conclusioni 3- Relazione illustrativa
5 PARTE PRIMA OBIETTIVI, PREMESSA E GENERALITÀ Obiettivi del documento preliminare La presente relazione costituisce il documento preliminare redatto ai sensi dell art. 22 della L.R. n.10/2010 e ss. mm. ed ii. nell ambito del procedimento di verifica di assoggettabilità alla Valutazione ambientale strategica VAS. Il documento è redatto dal Settore III Assetto e utilizzazione del territorio e ambiente quale proponente e comprende una descrizione della variante in oggetto, le informazioni e i dati necessari alla verifica degli impatti significativi sull ambiente indotti dall attuazione della variante stessa, facendo riferimento ai criteri dell Allegato 2 della Direttiva 2001/42/CE del Parlamento Europeo e all allegato 1 della L.R. n. 10/2010 e ss. mm. ed ii. nonché le analisi di coerenza interna ed esterna e le valutazioni degli effetti attesi. Questa relazione è messa a disposizione dell Autorità competente ai fini dell espressione del provvedimento di verifica di assoggettabilità a VAS, pronunciandosi in merito alla necessità o meno di sottoporre la variante al procedimento di valutazione ambientale strategica Quadro conoscitivo generale Con l'approvazione del piano strutturale, avvenuta con deliberazione consiliare n. 21 del 5 marzo 2009 venivano tra l'altro indicati come si era giunti all'individuazione de i limiti di ciascuna delle unita territoriali organiche elementari (U.T.O.E.) che caratterizzano la strategia dello sviluppo nei subsistemi della pianura e della collina (cfr Relazione di progetto ). Le U.T.O.E. venivano, e sono, chiaramente identificate anche quale limite urbano - oggi meglio indicato come limite del territorio urbanizzato ai sensi dell'art. 4 della L.R. n. 65/2014 e come sia atte a (...) determinare un più chiaro controllo delle trasformazioni, collegando un dato astratto di tipo dimensionale ad un determinato spazio fisico, sia pure stabilito con una certa genericità (...) e aggiungendo - in maniera forse sin troppo velleitaria - come questa impostazione potesse garantire (...) che gli interventi programmati non andranno in contrasto con elementi dello statuto del territorio. Nell'analisi dei concetti espressi in tema - bypassando in questa sede considerazioni sula tendenza ad una eccessiva retorica redazionale in cui è caduto il progettista e i suoi collaboratori- la relazione del progetto del P.S. elencava gli obiettivi della qualità insediativa da perseguire nella progettazione, quali, tra l'altro: una struttura urbanistica che determini un elevata qualità residenziale, utilizzando forme e tipi edilizi semplici e codificati, con appartamenti nei quali sia garantita la circolazione dell aria, la buona illuminazione, la quiete in rapporto con i vicini, la facilità di accesso ad adeguate attrezzature e sistemazioni a verde, una mobilità interna che separi i percorsi pedonali da quelli veicolari, la piena autosufficienza delle dotazioni per il parcheggio dei veicoli; un disegno urbano armonico con l intorno paesaggistico e il contesto edificato, che segua gli elementi strutturali del territorio (corsi d acqua, sistemazioni idrauliche, percorsi, linee del terreno) e la sua morfologia; un contributo alla riqualificazione urbana delle aree limitrofe, sia sotto il profilo della dotazione di spazi pubblici, sia attraverso gli interventi infrastrutturali, con interventi compatibili con le 5- Relazione illustrativa
6 opere di urbanizzazione primaria e secondaria già esistenti o con i programmi di adeguamento delle stesse; che non sempre hanno trovato la corretta traduzione negli elaborati dello stesso piano strategico e nel successivo strumento operativo. Oltre che non una corretta prospettiva sulle potenziali nuove progettazioni, è risultato insufficiente l'analisi dello stato di attuazione dello strumento urbanistico generale previgente, con particolare riguardo a quelle di nuovo impianto che, come asserito dallo stesso documento, rappresentano anche le trasformazioni di maggiore impatto territoriale e dunque di più specifico interesse per il livello strategico (...). Se in via generale il compito di procedere ai necessari correttivi è lasciato il procedimento ex artt. 93 e 222 della L.R. n. 65/2014 che sarà attivato entro l'ottobre 2018, in questa sede l'attenzione è fissata sulla necessità di procedere con premura nella modifica di minima entità del perimetro dell'u.t.o.e. n. 5 del capoluogo, al fine di dare seguito, nello specifico, agli obiettivi sopra elencato per il comparto edificatoria già oggetto di piano di lottizzazione approvato nel 2002 sul comparto indicato e denominato Area di via Falchi-Parcheggio cimitero Montopoli in Val d'arno. Per una tale esigenza, in analogia a quelle varianti al P.S. definite e definibili semplificate dalla L.R. n. 65/2014, in quanto non comportano incremento al suo dimensionamento complessivo per singole destinazioni d'uso e non comportano diminuzione degli standard, costituiscono comunque modifiche minori agli atti della pianificazione territoriale e, come tali, regolati anche dal comma 3 dell'art. 5 della L.R. n. 10/2010, per il quale questa relazione è il documento preliminare di verifica di assoggettabilità a Valutazione Ambientale Strategica (VAS) che viene sottoposto all'autorità competente del comune come individuata con deliberazione di G.M. n. 127/2016. In ordine alla disciplina sottesa dai commi 4 e 5 dell'art. 8 della stessa L.R. n. 10/2010, onde evitare duplicazioni delle procedure di deposito, pubblicità e partecipazione queste sono coordinate con quelle della variante e, in particolare, la verifica di assoggettabilità viene svolta preliminarmente alla sua adozione consiliare. Per l'economia del procedimento si propone di concludere gli adempimenti relativi entro il termine massimo di 60 giorni, comprensivi del periodo per le consultazioni di cui al comma 3 dell'art. 22. Per gli scopi appena ricordati e precisando che il quadro conoscitivo sopra delineato è parte integrante della verifica di assoggettabilità, il presente documento si articola nei come di seguito: 1. IL QUADRO DI RIFERIMENTO E CONTESTO AMBIENTALE E MORFOLOGICO U.T.O.E. n. 5 Montopoli secondo il P.S. vigente Quadro di riferimento e contesto ambientale e morfologico; Natura della variante; 2. LA COERENZA ESTERNA ED INTERNA Ricognizione del contesto urbanistico e paesaggistico del progetto rispetto agli strumenti della pianificazione territoriale e agli atti di governo del territorio: PIT con Valenza di Piano Paesaggistico (PIT_PP) Il PRGA Piano Rischio Grandi Alluvioni Il piano comunale di classificazione acustica. Verifica della coerenza interna ed esterna, 6- Variante al PS e al RU per adeguamento limite UTOE n. 5 Montopoli in fregio comparto vie Falchi e Donati
7 3. LA VERIFICA PREVENTIVA DEGLI EFFETTI SIGNIFICATIVI SULL AMBIENTE Caratteristiche della variante preventiva degli effetti significativi sull ambiente (cfr. Punto 1Allegato 1 della L.R. 10/2010) Caratteristiche degli impatti e delle aree che possono essere interessate (cfr. Punto 1 Allegato 1 della L.R. 10/2010) 4. LA SINTESI DI COMPATIBILITÀ E FATTIBILITÀ DELL INTERVENTO PARTE SECONDA IL QUADRI DI RIFERIMENTO E CONTESTO AMBIENTALE E MORFOLOGICO U.T.O.E. n. 5 Montopoli secondo il P.S. vigente Il P.S. indica come il capoluogo comunale sia caratterizzato dall'insediamento di crinale del borgo storico di Montopoli, con l'area urbana allungata in direzione Ovest Nord-Ovest verso la frazione di Capanne con aree urbanizzate di recente formazione, distinte da quelle di impianto remoto. La crescita si è organizzata prima lungo l asse viario rettilineo di accesso al borgo con edifici isolati mono o plurifamiliari, che di fatto è meramente distinta da quella della frazione solo dal tracciato della S.G.C. Fi-Pi-Li. In tale quadro, per questa unità territoriale, tra gli obiettivi di qualità del territorio e degli insediamenti veniva elencato anche (...) la ri-fondazione urbana tramite il disegno di un limite che contenga il contesto edificato recente, riaffermi l identità urbana e preservi il rapporto con la campagna e la cura del disegno per gli interventi già programmati e da programmare, con la verifica e la realizzazione degli spazi pubblici e l integrazione corretta fra aree verdi, parcheggi, residenze, attrezzature, parti storiche e quelle boscate e di pregio ambientale e paesaggistico (...). Di seguito, questo obiettivo doveva essere tradotto dal regolamento urbanistico mediante la (...) classificazione del tessuto recente secondo i propri caratteri tipo-morfologici, e in rapporto alla saturazione dei lotti e alla loro permeabilità, ( ), prevedere interventi di manutenzione, ristrutturazione edilizia, ampliamenti funzionali per rispondere ad esigenze elementari delle famiglie. In questo quadro possono essere individuati gli eventuali lotti liberi residui per i quali è possibile indicare una edificabilità ( ), mentre per la dotazione di spazi pubblici, si poneva l'accento sul loro stato di attuazione per verificare che il quantitativo fosse coerente con i minimi fissati dal D.M. n. 1444/1968, adeguandone la dotazione anche con nuove previsioni per (...) raccordare con percorsi, spazi attrezzati a verde e di coordinare le diverse funzioni di un complesso di aree che partono da San Sebastiano e comprendono il complesso scolastico, le aree e le attrezzature sportive, ( ) vari spazi a verde per il riposo e lo svago, riunendo in un unico disegno organico e funzionale i singoli elementi già presenti sul territorio. Le indicazioni di progetto venivano trasposte nell'ambito normativo (cfr. art. 33 N.T.A.), esattamente con le stesse descrizioni e finalità, aggiungendo anche la necessità di (...) Verificare le previsioni già vigenti e confermate, relative alle aree di nuovo impianto, in corso di attuazione o in itinere, analizzando gli obiettivi, i caratteri insediativi e il disegno, le modalità attuative, gli spazi pubblici a verde, parcheggi e l esito sul contesto edificato, proponendo eventuali aggiustamenti per il migliore inserimento (...) Da una lettura sistematica della relazione di progetto come delle norme, risulta evidente come 7- Relazione illustrativa
8 sia l'analisi che gli obiettivi generali e particolari per l'u.t.o.e. n. 5 siano viziati da un eccessivo riferimento ad aspetti edilizi e solo in minor misura a quelli più prettamente urbanistici. Come vedremo nel prosieguo, questa impostazione ha finito per sottovalutare o, addirittura, omettere una più approfondita indagine sullo stato di attuazione degli interventi in corso liquidati appunto e frettolosamente in corso di esecuzione ovvero in corso di validità - significativamente per quale che concerne lo stato di attuazione di tutte le infrastrutture, servizi e sottoservizi, previsti e/o necessari per gli stessi scopi della qualità dell'abitare indicati dallo strumento strategico! Peraltro, la pur enfatizzata visione edilizia e paesaggistica ha impedito di sottolineare come l'intero capoluogo così ben descritto nei documenti di piano fosse anche e più significativamente ricompreso nell'area sottoposta a vincolo paesaggistico con decreto del 19 maggio 1960 del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT) a vincolo paesaggistico ai sensi dalla legge n. 1497/1942 e oggi disciplinato dal D.Lgs. n. 42/2004 (Codice dei beni culturali) Caratteristiche del comparto Area di via Falchi-Parcheggio cimitero Montopoli in Val d'arno - Attività pregressa La strumentazione urbanistica generale previgente ( ), all'interno dell'area vincolata sopra descritta aveva individuato un comparto di espansione residenziale (tipo C ai sensi del D.M. n. 1444/1968), soggetto pertanto a piano di lottizzazione, poi denominato brevemente Area di via FalchiParcheggio cimitero Montopoli in Val d'arno per il quale le proprietarie dei terreni, dopo una domanda preventiva al comune in data 12 aprile 2000 (p.g /2000) e poi idonea istanza in data 21 dicembre 2000 (p.g ), chiesero l'approvazione di un piano di lottizzazione. Nella domanda così come negli elaborati grafici e documentali che la corredavano i proponenti e i progettisti, non facevano riferimento alla sussistenza del vincolo paesaggistico e questa deficienza si è trascinata per tutto l'iter di adozione e approvazione e finanche nel rilascio dei titoli edilizi successivi fino al 2008, circostanza che ha determinato la necessità di attivare un procedimento ex-post di verifica di compatibilità che è stata risolta di concerto alla competente Soprintendenza con rilascio di Autorizzazione paesaggistica in sanatoria con determinazione dirigenziale n. 206/2018. Detto dell'iter istruttorio carente per l'aspetto legato alla necessità della preventiva autorizzazione paesaggistica, il progetto venne comunque adottato con deliberazione consiliare n. 31 del 2 maggio 2002 e approvato con deliberazione consiliare n. 77 del 11 novembre Ne seguiva la firma della convenzione in data 23 maggio 2003, a rogito notaio De Crescenzo, e il rilascio del permesso di costruire n. 46/2003 del 22 settembre 2003 per la realizzazione delle opere di urbanizzazione. Per gli scopi della presente relazione e le stesse finalità della variante, sono queste ultime sulle quali è ora fissata l'attenzione. Nella documentazione facente parte dell'istanza tesa all'ottenimento del titolo edilizio (cfr. P.E. 195/2003 p.g /2003) l'elaborato di progetto degli impianti della lottizzazione riportava chiaramente come gli stessi fossero previsti nelle sedi stradali delle vie Isidoro Falchi e Ignazio Donati e, per quanto concerne la fognatura nera, fossero previste all'interno della superficie territoriale, significativamente a margine dell'area fondiaria opposto alle strade. Infatti, come indicato nella relazione tecnica accompagnatoria, dando atto della presenza di idonea rete separata nella zona, la fognatura nera sarebbe stata collegata al collettore principale sulla 8- Variante al PS e al RU per adeguamento limite UTOE n. 5 Montopoli in fregio comparto vie Falchi e Donati
9 via di Capanne (oggi via dell'unità d'italia) (...) mediante una fognatura in pressione e stazione di sollevamento, poiché l'area da urbanizzare è posta a quota inferiore (...) rispetto al predetto collettore. Figura 1 Aerofotogrammetria CTR originale dell area con indicazione del comparto Tale previsione rifletteva, il parere rilasciato dal Gestore Acque S.p.a. con nota del 9 settembre 2003 dove era indicato chiaramente che Lo schema fognario della lottizzazione prevede l'utilizzo di due stazioni di sollevamento, una a gestione pubblica ed una a gestione privata, con relative condotte in pressione per convogliare le acque nere in pubblica fognatura; per ciò che riguarda gli impianti che saranno acquisiti dall'amministrazione Comunale e successivamente gestiti da Acque spa, le caratteristiche costruttive ed i materiali da utilizzare nei suddetti impianti dovranno essere concordati con il Responsabile Servizio Depurazione (...) 9- Relazione illustrativa
11 Figura 3 Stralcio corografico della Tav. 7 del progetto di lottizzazione con indicazione tracciato originale fognatura Sulla modifica, non vi furono riscontri di sorta da parte degli uffici comunali che dovettero però prendere atto della diversa configurazione quando, poco dopo la conclusione dei lavori di urbanizzazione (28 settembre 2007), la predetta fognatura e, in particolare, la stazione di sollevamento, ebbero a manifestare disfunzioni e criticità con sversamento di liquami nei terreni circostanti, con conseguenti problemi di carattere igienico-sanitario. Da rilevare che, in luogo di attivare una procedura di accertamento delle opere realizzate, provvedendo a far richiedere opportuna sanatoria e di concerto operare la corretta nuova delimitazione planimetrica della lottizzazione cogliendo l'occasione della coeva redazione del nuovo strumento urbanistico generale, l'a.c. coi Settori III e IV ritennero di avviare procedure di verifica e sanzionatorie sul solo impianto, peraltro 11- Relazione illustrativa
12 senza darne alcun seguito concreto. Figura 4 Stralcio corografico indicante il nuovo tracciato della fognatura realizzato fuori comparto Oltre alle mancate osservazioni sulle opere realizzate in difformità del titolo edilizio e in area non edificabile, va inoltre rilevato come gli uffici mancarono di rilevare come la stessa fognatura non fosse dotata di idoneo accesso per condurre, nel tempo, le necessarie attività di manutenzione, aspetto correttamente fatto rilevare dal gestore Acque S.p.a. al momento della richiesta dei necessari pareri per procedere col collaudo dei lavori e delle opere eseguite al fine della loro presa in carico da parte del comune. Ad oggi (2018) il comparto risulta completato, la convenzione sottoscritta scaduta, con le opere non ancora collaudate e acquisite al patrimonio comunale in forza di legge. Di quest'ultima circostanza e del mancato adempimento dell'obbligo assunto con l'a.c., è stata avviata regolare procedura contro gli inadempienti. L'area destinata a parcheggio pubblico, inserita nella più ampia area a verde pubblico posta 12- Variante al PS e al RU per adeguamento limite UTOE n. 5 Montopoli in fregio comparto vie Falchi e Donati
25 Articolo 31 - Il verde privato e gli orti - Definizione. Sono le aree con giardini o a parchi privati, da conservare o quelle, collegate ad abitazioni, nelle quali si coltivano orti o si svolgono piccole attività per lo svago e l autoconsumo. Interventi ammessi. In tali aree non è consentita la costruzione di nuovi edifici. Nei giardini e parchi privati è ammessa la realizzazione di rampe, accessi e vialetti di servizio agli edifici esistenti, fontane, piscine, pergolati, gazebi e attrezzature per giardini e la manutenzione e la sostituzione, se necessaria, del verde e degli alberi esistenti, secondo le modalità previste nel Regolamento edilizio con il catalogo di modelli allegato. Figura 17 Stralcio della cartografia di PS e RU come proposto in variante La variante, inoltre, consentirà di razionalizzare secondo un disegno più organico e consono alla sua possibilità di attuazione l'ampia superficie destinata a standard pubblico posto in fregio alla via Unità d'italia (Sud-Ovest del comparto indicato al par. 2.2.). Qui, la maggior estensione dell'area destinata a verde pubblico (che passa da circa m 2 a circa m2) in luogo di quella a parcheggio (che passa da circa m 2 a circa 884 m2), consente una migliore articolazione per future iniziative ricolte a servizio della collettività, vista la dotazione dello standard a parcheggio della zona. Per la destinazione d'uso attuale e futura e le prerogative delle modalità d'intervento di possibile integrazione delle opere di urbanizzazione, non si ravvisano contrasti col PCCA. Rappresentazione grafica - Come visibile nelle figure 16, 17 e 18, per una migliore rappresentazione della variante si è scelto la raffigurazione congiunta sia del piano strutturale che del regolamento 25- Relazione illustrativa
26 urbanistico, sia nella loro situazione attuale (fig. 16) che di quella variante (fig. 17) e in sovrapposizione (fig. 18). Sotto questo aspetto va inoltre segnalato come la grafica originale che contraddistingue i due strumenti della pianificazione generale non sia più proponibile per il concorso di un'infelice scelta progettuale sia per la mancata consegna degli elaborati in formato digitale da parte dei progettisti. Alla lettura diretta degli stralci corografici riportati nelle figure 16 e 17, si è ritenuto opportuno aggiungere la rappresentazione della figura 18 con le poche note esplicative necessaire e sufficienti per il miglior inquadramento dell'oggetto della variante. Si sottolinea come non si prevedano diverse o maggiori superficie edificatorie e non si prevedano diverse destinazioni d'uso per le aree interessate, fatta eccezione per una razionalizzazione degli standard pubblici con aumento dell'area a verde pubblico in luogo di quella di parcheggio; quest'ultimo viene ricondotto ad una superficie più consona alla sua realizzazione, senza decremento o depauperamento delle risorse e la morfologia del luogo. Figura 18 Stralcio della cartografia di PS e RU con note basilari esplicative 26- Variante al PS e al RU per adeguamento limite UTOE n. 5 Montopoli in fregio comparto vie Falchi e Donati
27 PARTE TERZA CARATTERISTICHE DEGLI IMPATTI POSSIBILI Durata, reversibilità, carattere cumulativo degli impatti L attuazione della previsione urbanistica non comporta alcun aumento di carico urbanistico, sia dovuto a nuove volumetrie che a cambi di destinazione d'uso, e non comporta alcuna diminuzione di standard che, anzi vengono aumentati. L impatto sulle risorse insediative, tra cui patrimonio culturale e paesaggistico e l occupazione di suolo, risulta a bilancio zero. La maggior superficie destinata a verde privato consente la migliore attuazione delle prerogative di conservazione della vallecola a contorno dell'insediamento edilizio operato negli anni scorsi e il suo miglior inserimento paesaggistico e ambientale, fino ad oggi trascurato da un insufficiente analisi della situazione operata dagli estensori del piano strutturale del regolamento urbanistico attualmente vigenti. Come già affermato, la maggior estensione dell'area destinata a verde pubblico in luogo di quella a parcheggio, consente una migliore articolazione per future iniziative ricolte a servizio della collettività, vista la dotazione dello standard a parcheggio della zona Carattere cumulativo degli impatti La variante allo strumento urbanistico vigente è limitata alla sola modifica del perimetro dell'u.t.o.e. n. 5 con destinazione a verde privato delle aree che vi vengono ricomprese la categoria d intervento concessa sull immobile schedato dal R.U. alla scheda 96A (come da allegato alla seguente documentazione), passando da un intervento di ristrutturazione edilizia ricostruttiva (R2) a un intervento di sostituzione edilizia, così come normato dalle L.R. n. 65/2014 all art.79 comma 2 lett. h. Non si ravvisano caratteri cumulativi degli impatti con altre previsioni urbanistiche al R.U. approvato nel 2013, o con altri piani o programmi Natura trasfrontaliera degli impatti La variante in oggetto riveste carattere puramente locale e ritrova riscontro territoriale nel solo margine all'u.t.o.e. n. 5 senza interessare territori contermini di altre amministrazioni Rischi per la salute umana e per l ambiente Stante la natura dell'intervento non si hanno rischi per la salute umana direttamente riconducibili all'intervento di modifica della strumentazione urbanistica che, anzi, concorre ad evitare possibili nocumenti futuri in quanto capace di eliminare alla radice gli inconvenienti igienico-sanitari rappresentati da una fognatura non completata o malfunzionante. Le stesse operazioni di adeguamento dell'urbanizzazione, rivestono aspetti secondari, seppure importanti, necessari per la perfetta funzionalità e integrazione con l'ambiente circostante dell'intervento edificatorio operato dal 2003 al Le opere a sussidio delle reti di scarico fognario, non presuppongono alcuna conseguenza sull'ambiente naturale e antropico circostante, fermo restando la necessità di governare gli interventi con apposito titolo rilasciato a cura del Settore III dietro istanza degli interessati, che conterrà apposite prescrizioni tese ad abbattere o ridurre ai minimi termini sia le pressioni temporanee in termini di emissioni in atmosfera, sul suolo e nel sottosuolo di inquinanti dovute ai lavori, sia quelle 27- Relazione illustrativa
28 relative alla situazione di fatto. Alla fine degli interventi di adeguamento delle reti fognarie e di quanto occorra per la loro manutenzione nel tempo, le aree impegnate dai lavori (cantiere) saranno oggetto di riqualificazione ambientale secondo le indicazioni date dalla competente Soprintendenza, riassumibili nella riprofilatura con terreno vegetale e ripristino e/o collocazione di vegetazione d'alto fusto, nonché ricostruzione del reticolo idraulico minore Valore e vulnerabilità dell'area In ordine alle caratteristiche naturali, culturali e superamento delle qualità e/o valori limite ambientali, per l'area in oggetto valgono le considerazioni espress enlla prima parte della relazione e, peraltro, ricomprese nell'autorizzazione paesaggistica in sanatoria n. 206/2018 del Settore III Impatti su aree o paesaggi riconosciuti come protetti La proposta di variante non interviene su aree riconosciute come protette a livello nazionale, comunitario o internazionale. PARTE QUARTA SOGGETTI ISTITUZIONALI COINVOLTI NEL PROCEDIMENTO E CONCLUSIONI Soggetti competenti coinvolti Il documento viene trasmesso all'autorità competente e ai Soggetti competenti in materia ambientale, agli enti territoriali interessati come individuati in relazione alle caratteristiche evidenziate nel documento. Di seguito vengono anche ricapitolati, a maggior beneficio della lettura, i soggetti interessati nel procedimento: Proponente: Settore III Assetto e utilizzazione del territorio e ambiente ; Autorità competente: Giunta Comunale; Autorità procedente: Consiglio Comunale. In relazione al tema e ai contenuti, si propone di individuare i seguenti Enti/Uffici competenti in materia ambientale con il compito di esprimere pareri e fornire contributi proposti ai sensi dell art. 22 della L.R. n.10/2010: Regione Toscana, Settore valutazione impatto ambientale e e Pianificazione del territorio della Direzione ambientale ed energia Azienda Regionale per la protezione Ambientale della Toscana (ARPAT) Azienda U.S.L. Toscana Centro Dipartimento per la prevenzione Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropolgici per le province di Pisa e Livorno Ufficio Regionale del Genio Civile 28- Variante al PS e al RU per adeguamento limite UTOE n. 5 Montopoli in fregio comparto vie Falchi e Donati
29 4.2 Programma delle attività d'informazione e di partecipazione Per gli scopi e i contenuti della variante in oggetto, l'attività d'informazione è svolta in forma coerente all'ambito territoriale di riferimento, fermo restando l'esposizione, già in questa fase, alla Commissione consiliare affari del territorio. E' pertanto previsto: 1. Esposizione della proposta di variante alla Commissione consiliare affari del territorio alla prima seduta utile successiva all'approvazione dell'avvio del procedimento da parte della Giunta Municipale; 2. Esposizione della proposta di variante agli attuali proprietari e/o utilizzatori degli immobili realizzati nel comparto descritto ai paragrafi 1.2 e 2.2, nel rispetto dei tempi massimi fissati nel procedimento (60 giorni dall'inoltro del presente documento alla Giunta Municipale) Conclusioni Secondo quanto evidenziato nel presente documento, la variante al piano strutturale e al regolamento urbanistico, viene resa possibile la realizzazione degli interventi di adeguamento funzionale di alcune delle opere di urbanizzazione (fognatura) non completate o non realizzate a regola d'arte, con il necessario rispetto delle prerogative della miglior salvaguardia ambientale in coerenza e con la normativa urbanistico-edilizia Pur lasciando all'autorità competente ogni valutazione di merito, gli elementi esaminati e relazionati non sono tali da concludere il procedimento per l'assoggettabilità a VAS, anche in relazione alla ridotta estensione dall'area di variante e, per quanto riguarda gli aspetti più prettamente paesaggistici, in considerazione che la variante, otre ad essere redatta e disciplinata in coerenza ai contenuti del PIT-PP, è prossima ad un comparto edificatorio già valutato nell'ambito dell'azione risanatrice intrapresa dall'a.c. come esplicitato enlla prima parte della relazione. Il Settore scrivente rimane a disposizione per le procedure di consultazione per le quali e l'argomento in oggetto. il Responsabile del Settore III Assetto e utilizzazione del territorio e ambiente arch. Fausto CONDELLO 29- Relazione illustrativa