Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-28327-del-05-11-2019
Timestamp: 2020-08-15 20:57:23+00:00
Document Index: 96144718

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 380', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 295', 'art. 39', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 61', 'art. 360', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 28327 del 05/11/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28327 del 05/11/2019
Cassazione civile sez. VI, 05/11/2019, (ud. 09/07/2019, dep. 05/11/2019), n.28327
sul ricorso iscritto al n. 22915/2018 R.G. proposto da:
SPATO, presso la quale è domiciliata in Roma, alla via dei
avverso la sentenza n. 262/22/2018 della Commissione tributaria
data 26/01/2018;
partecipata del 09/07/2019 dal Consigliere Lucio LUCIOTTI.
costituito il contraddittorio camerale ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., come integralmente sostituito dal D.L. n. 168 del 2016, art. 1 – bis comma 1, lett. e), convertito, con modificazioni, dalla L. n. 197 del 2016, osserva quanto segue;
Con la sentenza in epigrafe indicata la CTR della Puglia sezione staccata di Lecce – rigettò l’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate nei confronti di P.O., avverso la sentenza della CTP di Lecce, che aveva accolto il ricorso proposto dalla contribuente avverso avviso di accertamento, con il quale l’allora Agenzia del Territorio, all’esito del procedimento sulla revisione del classamento delle unità immobiliari site in microzone comunali per le quali si era rilevato un significativo scostamento tra il rapporto: valore medio di mercato/valore medio catastale della singola microzona e l’analogo rapporto relativo all’insieme delle microzone comunali, in applicazione della L. 30 dicembre 2004, n. 311, art. 1, comma 335, aveva notificato all’intestataria catastale indicata in epigrafe la rideterminazione della classe di merito e della rendita catastale.
Con il primo motivo l’Agenzia delle Entrate denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. 295 c.p.c., e del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 39 (in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4), avendo la sentenza impugnata erroneamente omesso di disporre la sospensione del processo, in considerazione della pendenza di altro giudizio dinanzi al Consiglio di Stato, riguardante la revisione di classamento di unità immobiliari ubicate nelle microzone (OMISSIS) del territorio comunale di Lecce, per le quali era stato rilevato lo scostamento significativo.
Con il terzo motivo la ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione della L. n. 311 del 2004, artt. 1, comma 335, e del D.P.R. n. 1142 del 1949, art. 61 (in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3), assumendo che la CTR avrebbe omesso di considerare che la norma in questione sarebbe stata volta a rendere uniforme il mancato aggiornamento delle rendite catastali, attenuando le sperequazioni fiscali all’interno di uno stesso Comune, così consentendo la revisione massiva dei classamenti degli immobili ivi ubicati; sarebbe dunque incorsa in errore di diritto la sentenza impugnata nella parte in cui, ai fini del soddisfacimento dell’obbligo motivazionale degli avvisi di accertamento impugnati, aveva ritenuto necessario che l’atto dovesse pur sempre tener conto dei fattori edilizio – posizionali propri dell’unità immobiliare oggetto di accertamento.
Orbene, così come hanno chiarito le sezioni unite (Cass., sez. un., 18 aprile 2016, n. 7665, par. 11), quando si procede all’attribuzione di ufficio di un nuovo classamento ad un’unità immobiliare a destinazione ordinaria, l’Agenzia competente deve specificare se il mutamento è dovuto ad una risistemazione dei parametri relativi alla microzona in cui si colloca l’unità immobiliare e, nel caso, indicare l’atto con cui si è provveduto alla revisione dei parametri relativi alla microzona, a seguito di significativi e concreti miglioramenti del contesto urbano (…), trattandosi di uno dei possibili presupposti del riclassamento (…).
Sul punto la Corte delle Leggi, nel convalidare la legittimità del peculiare strumento introdotto con la legge finanziaria 2005, (C. Cost., primo dicembre 2017, n. 249), afferma che la scelta fatta dal legislatore con il censurato comma 335 non presenta profili d’irragionevolezza. La decisione di operare una revisione del classamento per microzone si basa sul dato che la qualità del contesto di appartenenza dell’unità immobiliare rappresenta una componente fisiologicamente idonea ad incidere sul valore del bene, tanto che il fattore posizionale già costituisce una delle voci prese in considerazione dal sistema catastale in generale. Può quindi ritenersi non irragionevole che l’accertamento di una modifica del valore degli immobili presenti in una determinata microzona abbia una ricaduta sulla rendita catastale. Il conseguente adeguamento, proprio in quanto espressione di un’accresciuta capacità contributiva, è volto in sostanza ad eliminare una sperequazione esistente a livello impositivo (par. 7.2). Peraltro la natura e le modalità dell’operazione enfatizzano l’obbligo di motivazione in merito agli elementi che hanno, in concreto, interessato una determinata microzona, così incidendo sul diverso classamento della singola unità immobiliare; obbligo che, proprio in considerazione del carattere “diffuso” dell’operazione, deve essere assolto in maniera rigorosa in modo tale da porre il contribuente in condizione di conoscere le concrete ragioni che giustificano il provvedimento (par. 7.3).
Quanto sopra, essendo addirittura l’atto impugnato carente dei requisiti primari, consente di pervenire alla medesima conclusione di rigetto del ricorso erariale cui questa Corte è giunta in analoghe controversie relative alla revisione del classamento delle unità immobiliari ubicate nelle microzone (OMISSIS) del Comune di Lecce (cfr. Cass. sez. 6-5, ord. nn. 16629 e 16631, depositate il 25 giugno 2018; Cass. sez. 6-5, ord. nn. 17408, 17409, 17410, 17411, 17412 e 17413, depositate il 3 luglio 2018; Cass. sez. 65, ord. nn. 17203, 17204, 17205, 17206, 17207 e 17221, depositate il 2 luglio 2018); ciò senza che occorra approfondire la diversa prospettiva ermeneutica ivi seguita, cui ha fatto riferimento la stessa sentenza impugnata, secondo diverse pronunce di questa Corte (v. Cass., sez. 6-5, ord. 3 marzo 2018, n. 17413; conf. Cass. sez. 5, 29 settembre 2017, n. 22900; Cass. sez. 6-5, 9 marzo 2015, n. 4712), sulla necessità di riscontri estimativi individualizzanti quando si procede all’attribuzione d’ufficio di un nuovo classamento ad un’unità immobiliare: riscontri, questi ultimi, ovviamente e pacificamente mancanti nell’atto impugnato.
Così deciso in Roma, il 09 luglio 2019.