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Timestamp: 2018-08-18 14:26:28+00:00
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Galleano | Art. 32 Tribunale di Velletri 21 dicembre 2012
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Art. 32 Tribunale di Velletri 21 dicembre 2012
13 06 2013	in Varie
– Nuova questione di costituzionalità –
Tempi duri per il collegato lavoro (legge 183/2010) e, in particolare, per l’art. 32 che ha ridotto pesantemente il risarcimento del danno conseguente all’illegittima apposizione di un termine al contratto di lavoro, addossando al lavoratore le conseguenze del tempo necessario ad ottenere la sentenza di ricostituzione del rapporto, prevedendo la corresponsione di un’indennità da 2,5 a 12 mensilità, indennità che ricomprende i danni dalla data di cessazione del rapporto sino alla sentenza del giudice , e ciò anche se la sentenza interviene dopo vari anni (si pensi alla non rara ipotesi in cui il lavoratore sia risultato soccombente nei gradi di merito e vincente in Cassazione, con conseguente rimessione al giudice di rinvio: in tal caso la sentenza di ricostituzione del rapporto è più volte intervenuta anche dopo oltre dieci anni).
Come ben si sa, infatti, prima dell’intervento del legislatore del 2010, il danno liquidato al lavoratore, per ormai consolidata giurisprudenza, era costituito dalle retribuzioni maturate dalla data di costituzione in mora sino al ripristino del rapporto, con facoltà del giudice di detrarre dall’importo riconosciuto quanto percepito da eventuali altri rapporti di lavoro nel frattempo intercorsi (il c.d. aliunde perceptum).
La norma, un vero obbrobrio sotto ogni profilo[1], è stata fatta salva dalla Corte costituzionale, cui la stessa Corte di Cassazione aveva rimesso la questione di costituzionalità, con la criticatissima sentenza 303/2011[2] e ulteriormente peggiorata dall’art. 1, comma 13 della legge Fornero (L.92/2012) che precisa come la disposizione di cui al comma 5 dell’articolo 32 della legge 4 novembre 2010, n. 183, si interpreta nel senso che l’indennità ivi prevista ristora per intero il pregiudizio subito dal lavoratore, comprese le conseguenze retributive e contributive relative al periodo compreso fra la scadenza del termine e la pronuncia del provvedimento con il quale il giudice abbia ordinato la ricostituzione del rapporto di lavoro , così chiudendo anche la possibilità di vedersi riconosciuta la copertura contributiva ed ogni altro e possibile danno.
La pronuncia della Corte costituzionale ed il successivo intervento del legislatore non hanno però convinto la Magistratura che ha rimesso la questione alla Corte europea [3] e, nuovamente e sotto altro profilo, alla Corte costituzionale [4].
A completare il quadro giunge ora un’altra ordinanza, del Tribunale di Velletri, che, ancora, investe la Corte costituzionale di una possibile violazione della Clausola 8 della Direttiva UE (clausola di non regresso), in quanto peggiora in modo sensibile (non può che convenirsi su questo, come ben sanno i molti lavoratori di Poste che si sono visti costretti a restituire gran parte del risarcimento – legittimamente – percepito prema della approvazione della legge) i livelli di tutela dei lavoratori a tempo determinato.
Anche di questo procedimento si darà notizia sul sito, visto che la questione sarà, probabilmente, dibattuta in Corte unitamente a quella sollevata dal Tribunale di Roma, sulla base anche di quanto verrà stabilito dalla Corte europea entro la fine dell’anno in corso.
[1] Non lo diciamo solo noi: si veda in proposito, in questo settore, la relazione del Massimario della Cassazione: • De profundis collegato lavoro – art. 32, commi 6 e 7 – il parere del Massimario della Cassazione
[2] Sempre in questo settore: • La sentenza 303 del 11.11.11 della Corte costituzionale sul collegato lavoro e la risposta del Tribunale di Napoli del 16.11.11
[3] Si veda il Tribunale di Napoli, di cui alla nota 1: in altro intervento si parlerà dell’udienza tenutasi il 5 giugno scorso a Lussemburgo.
[4] Sempre in questo settore: • Art. 32 collegato lavoro – previsione del termine di impugnazione già previsto per i licenziamenti ad altre fattispecie (contratto a termine, trasferimento, contratti interinali, a progetto, ecc.) – previsione di applicazione dell’onere di impugnazione ai rapporti già conclusi alla sola fattispecie dei contratti a termine – rimessione alla Corte costituzionale – Ordinanza del Tribunale di Roma del 24.10.12. Sempre in tema si vada anche la posizione della Commissione europea: • Art. 32 – procedimento avanti alla Corte europea a seguito di questione di pregiudizialità del Tribunale di Napoli – la memoria della Commissione Europea: • Art. 32 – procedimento avanti alla Corte europea a seguito di questione di pregiudizialità del Tribunale di Napoli – la memoria della Commissione Europea