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Timestamp: 2016-07-01 04:41:23+00:00
Document Index: 49468239

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art.22', 'art.73', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 199', 'art. 180']

Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto Ambientale INDICESEZIONE I - INTRODUZIONE 71 PREMESSA 82 STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE 103 DEFINIZIONE DEL PROGETTO 133.1 Area di Studio 13SEZIONE II - QUADRO DI RIFERIMENTO PROGRAMMATICO 204 RIFERIMENTI NORMATIVI 214.1 Atmosfera - Quadro Normativo di Riferimento 214.2 Ambiente Idrico - Quadro Normativo di Riferimento 224.3 Suolo e Sottosuolo - Quadro Normativo di Riferimento 244.4 Rumore e Vibrazioni - Quadro Normativo di Riferimento 244.5 Aree Protette e Bellezze Naturali 274.6 Sicurezza e Prevenzione Incendi 274.7 Rifiuti 284.7.1 D. Lgs. 36/2003 291 LA STRUTTURA DELLA PIANIFICAZIONE NEL LAZIO 391.1 Piano Regionale di Gestione Rifiuti 391.2 Piano Territoriale Paesaggistico Regionale e Vincoli 541.2.1 Zone SIC e ZPS 641.3 Piano di Tutela delle Acque 661.4 Piano di Assetto Idrogeologico 701.5 Piano di risanamento della qualità dell’aria 721.6 Piano stralcio delle attività estrattive del Rio Galeria Magliana 76Prof. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 1
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Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto Ambientale7.1 Uso pregresso del sito 2107.2 Caratterizzazione delle acque di falda 2127.2.1 Ulteriori analisi delle acque di falda 2167.2.2 Modalità operative di campionamento acque 2177.3 Caratterizzazione dei terreni 2227.3.1 Analisi chimiche sui terreni 2247.3.2 Abaco dei campionamenti 2418 FLORA, FAUNA ED ECOSISTEMI 2468.1 Vegetazione e flora 2468.2 Caratteristiche vegetazionali 2488.2.1 Aree Boschive 2488.2.2 Vegetazione Ripariale 2498.2.3 Imboschimenti 2498.2.4 Filari 2498.2.5 Aree Agricole ed Incolti 2508.2.6 Risultati dei rilievi 2508.3 Fauna 2519 SALUTE PUBBLICA 2539.1 Analisi della popolazione 2539.2 La popolazione ai censimenti 2539.3 L’occupazione 2569.4 Insediamenti abitativi 2609.4.1 Le infrastrutture viabilistiche e la mobilità 2639.5 I potenziali effetti sulla popolazione 26410 RUMORE E VIBRAZIONI 26811 RADIAZIONI IONIZZANTI E NON IONIZZANTI 27112 PAESAGGIO (BENI AMBIENTALI) 272Prof. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 4
Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto Ambientale13 INTERAZIONE PROGETTO-AMBIENTE 27513.1 Premessa 27513.2 Atmosfera 27713.3 Ambiente Idrico superficiale 27813.4 Analisi dei malfunzionamenti e degli incidenti e relative misure di contenimento previste 28013.4.1 Eventuali rotture del sistema di impermeabilizzazione 28113.4.2 Malfunzionamento al sistema di raccolta del percolato ed eventuali fuoriuscite dello stesso 28313.4.3 Cedimenti e franamenti del materiale smaltito 28313.4.4 Non adeguata captazione e trattamento del biogas 28413.4.5 Interventi in condizioni straordinarie 28513.5 Suolo, Sottosuolo e acque sotterranee 28613.6 Flora, fauna ed ecosistemi 28813.7 Salute pubblica 28913.8 Rumore e Vibrazioni 29113.9 Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti 29213.10 Paesaggio 29214 VALUTAZIONI ANALITICHE E CONCLUSIVE DEL SIA 296Prof. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 5
Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto Ambientale TAVOLE ALLEGATE SEZIONE I - INTRODUZIONE  TAV S-01: Inquadramento satellitare SEZIONE II - QUADRO DI RIFERIMENTO PROGRAMMATICO  TAV. S-02 P.T.P.R. – Tavola A  TAV. S-03 P.T.P.R. – Tavola B  TAV. S-04 P.T.P.R. – Tavola C  TAV. S-05 P.T.A. - Tavola A  TAV. S-06 P.T.A. Tavola E1 Aree vulnerabili e ad elevata infiltrazione,  TAV.S-07 P.T.A. Tavola E2 Classe di qualità del Bacino  TAV. S-08 Carta di sintesi del Piano di assetto idrogeologico  TAV. S-09 Piano stralcio delle attività estrattive del Bacino Rio Galeria – Magliana– carta delle aree suscettibili di attività estrattiva  TAV. S-10: Zonizzazione acustica  TAV. S-11 PRG SEZIONE III - QUADRO DI RIFERIMENTO PROGETTUALE  TAV. S-12 Planimetria generale  TAV. S-13 Naturalizzazione SEZIONE IV - QUADRO DI RIFERIMENTO AMBIENTALE  TAV. S-14 FotoinserimentiProf. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 6
Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto Ambientale SEZIONE I - INTRODUZIONEProf. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 7
Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto Ambientale1 PREMESSAIl presente Studio di Impatto Ambientale si riferisce all‘aggiornamento presentato dalCO.LA.RI, in ottemperanza allOrdinanza Commissariale n. 145 del 23 agosto 2012,del progetto della discarica di Monti dellOrtaccio (destinata a ricevere i rifiuti specialinon pericolosi) adeguandolo anche alla normativa relativa al Piano di Monitoraggio eControllo (PMeC) intervenuta (Giunta Regionale 21 gennaio 2010 n. 35)successivamente alla presentazione del progetto (12 ottobre 2009).Per garantire la massima sicurezza ambientale concepibile, lo stesso progetto(ancorché la conformazione dei luoghi ne rendesse superflua la realizzazione) è statointegrato con la previsione di un diaframma plastico (polder) a protezionedell‘invaso.Si è inoltre tenuto presente che con la chiusura di Malagrotta il progetto della discaricadi Monti dellOrtaccio deve prevedere nel periodo transitorio lo smaltimento a normadei rifiuti urbani, vale a dire deve consentire il conferimento solo di rifiuti trattati.Di conseguenza, poiché gli attuali impianti TMB, pur lavorando a pieno ritmo, ed anchese sostenuti da una raccolta differenziata sempre più in continuo incremento, non sonoin grado di assicurare il totale trattamento dei rifiuti urbani prodotti, al fine di garantireil totale trattamento dei rifiuti cittadini e quindi di consentire alla discarica di riceveresolo i rifiuti trattati, è stato anche predisposto un bacino di ossidazione, contenuto inuna struttura provvisoria (TMB) quale pertinenza della discarica per stabilizzare laparte umida derivata dalle Stazioni di trasferenza prima di essere abbancata in discarica.Il complesso così descritto è destinato ad operare allinterno di un preciso ambitotemporale (3 anni, 2013-2015), periodo, questo, che consentirà a Roma di dare pienaattuazione al programma per la lavorazione industriale dei rifiuti già previsto dal PianoRegionale proposto dalla Giunta Polverini nel novembre 2010 e approvatodefinitivamente da Consiglio Regionale nel gennaio 2012 (Delibera n. 14/2012)nonché al Patto per Roma firmato il mese scorso da tutte le Istituzioni che, tra laltro, siProf. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 8
Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto Ambientalepone come obiettivo di portare la raccolta differenziata entro il 2015 oltre il 55% e comeobiettivo finale al 65% entro il 2016.Va da sé che conseguiti questi risultati, gli impianti industriali presenti e realizzandisecondo il Piano Rifiuti Polverini saranno più che sufficienti a trattare nel rispetto dellanormativa europea tutti i rifiuti della Città. A quella data (2015) la DiscaricaProvvisoria di Monti dellOrtaccio avrà adempiuto alla sua funzione e a quel punto laDiscarica Definitiva sarà una dependance degli impianti di trattamento industriale deirifiuti idonea ad accogliere i residui di lavorazione e quindi rappresenterà ben poca cosanella chiusura del ciclo dei rifiuti e per di più senza creare problemi ambientali equindi più semplice da realizzarsi.Prof. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 9
Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto Ambientale2 STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALEIl presente Studio dell’Impatto Ambientale è stato effettuato in conformità a quantorichiesto dal Decreto Legislativo 3 Aprile 2006, n. 152 – Norme in MateriaAmbientale e s.m.i.In particolare secondo l‘Art. 4 (finalità) punto 4, comma b)…. la valutazioneambientale dei progetti ha la finalità di proteggere la salute umana, contribuire con unmigliore ambiente alla qualità della vita, provvedere al mantenimento delle specie econservare la capacità di riproduzione dellecosistema in quanto risorsa essenziale perla vita. A questo scopo, essa individua, descrive e valuta, in modo appropriato, perciascun caso particolare e secondo le disposizioni del presente decreto, gli impattidiretti e indiretti di un progetto sui seguenti fattori:1) luomo, la fauna e la flora;2) il suolo, lacqua, laria e il clima;3) i beni materiali ed il patrimonio culturale;4) linterazione tra i fattori di cui sopra.L‘art. 22 del medesimo Decreto definisce le modalità con le quali deve essere redatto loStudio di Impatto Ambientale; secondo quanto indicato al punto 2 “Lo studio di impattoambientale, è predisposto, secondo le indicazioni di cui allallegato VII del presentedecreto e nel rispetto degli esiti della fase di consultazione definizione dei contenuti dicui allarticolo 21, qualora attivata.Lo studio di impatto ambientale contiene almeno le seguenti informazioni:a) una descrizione del progetto con informazioni relative alle sue caratteristiche, allasua localizzazione ed alle sue dimensioni;b) una descrizione delle misure previste per evitare, ridurre e possibilmentecompensare gli impatti negativi rilevanti;Prof. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 10
Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto Ambientalec) i dati necessari per individuare e valutare i principali impatti sullambiente e sulpatrimonio culturale che il progetto può produrre, sia in fase di realizzazione che infase di esercizio;d) una descrizione sommaria delle principali alternative prese in esame dal proponente,ivi compresa la cosiddetta opzione zero, con indicazione delle principali ragioni dellascelta, sotto il profilo dellimpatto ambientale;e) una descrizione delle misure previste per il monitoraggio.4. Ai fini della predisposizione dello studio di impatto ambientale e degli altri elaboratinecessari per lespletamento della fase di valutazione, il proponente ha facoltà diaccedere ai dati ed alle informazioni disponibili presso la pubblica amministrazione,secondo quanto disposto dalla normativa vigente in materia.5. Allo studio di impatto ambientale deve essere allegata una sintesi non tecnica dellecaratteristiche dimensionali e funzionali del progetto e dei dati ed informazionicontenuti nello studio stesso inclusi elaborati grafici. La documentazione dovrà esserepredisposta al fine consentirne unagevole comprensione da parte del pubblico edunagevole riproduzione.L‘allegato VII alla Parte Quarta del Decreto Legislativo 152/06 e s.m.i., definisce,infine, i Contenuti dello Studio di Impatto Ambientale di cui all‘art.22.Il presente Studio di Impatto Ambientale si articola secondo i tre Quadri diriferimento: Programmatico, Progettuale e Ambientale.La metodologia di redazione di ciascun quadro è analoga e prevede la descrizione deidiversi fattori costituenti il Quadro di Riferimento allo stato attuale nonché l‘analisidelle influenze esercitate dall‘opera sulle componenti esaminate.Il Quadro di Riferimento Programmatico esamina i rapporti tra il progetto e glistrumenti di pianificazione e programmazione territoriale e settoriale.Prof. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 11
Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto AmbientaleIl Quadro di Riferimento Progettuale effettua una sintetica descrizione dellecaratteristiche tecniche dell‘impianto, definisce quali ne siano i presupposti e lemotivazioni, infine illustra i vantaggi o gli impatti derivanti da tale proposta nonché leeventuali misure per la mitigazione e il contenimento di questi ultimi.Il Quadro di Riferimento Ambientale analizza le caratteristiche attuali del territorioed il suo rapporto con il progetto.L‘analisi è stata sviluppata esaminando i potenziali impatti indotti dall‘impianto sianella fase di realizzazione che in quella di esercizio nonché indicando gli accorgimentinecessari ad eliminare, attenuare o minimizzare l‘impatto stesso.Tali disturbi sono stati analizzati in funzione delle loro caratteristiche e dello specificoambito di influenza rispetto a tutte le componenti ambientali previste dalla normativa,ovvero:  Atmosfera;  ambiente idrico;  suolo e sottosuolo;  flora, fauna ed ecosistemi;  salute pubblica;  rumore e vibrazioni;  radiazioni ionizzanti e non ionizzanti;  paesaggio e beni ambientali.Al fine pertanto di poter individuare, per ognuna di queste componenti, i possibiliricettori dei disturbi indotti dall‘opera e le possibili relazioni che intercorrono tra lestesse, si è proceduto ad esaminare e a descrivere le caratteristiche peculiaridell‘ambiente nella parte di territorio interessata.Prof. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 12
Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto Ambientale3 DEFINIZIONE DEL PROGETTOIl nuovo invaso accetterà i rifiuti prodotti dagli impianti dei rifiuti della città di Roma.Il progetto al quale il presente SIA si riferisce, è stato redatto in linea con la vigentenormativa sugli impianti di discarica.Da un punto di vista metodologico la progettazione ha seguito le seguenti fasi logiche:  inquadramento del progetto  definizione dei criteri di progettazione  descrizione dell‘intervento3.1 Area di StudioIl sito ricade nei limiti amministrativi del Comune di Roma, in località Montidell’Ortaccio.L‘area è rappresentata nella CTR della Regione Lazio 1:10.000 nella sezione 373160, inun lotto di terreno identificabile dalle coordinate geografiche: 41°50‘0.02‖ latitudineNord e 12°19‘29,92‘‘ longitudine Est.L‘area nella disponibilità del CO.LA.RI. è individuata dalle particelle: 1, 2, 3, 4, 5, 6,7, 11 (parte), 13 (parte), 128, 129 (parte), 162, 163 (parte), 165, 168, 169, 170 e 171,foglio 749 del Comune di Roma.Il sito è facilmente raggiungibile da Via Di Castel Malnome, a cui si accede da via diMalagrotta.L‘area è ubicata ad Ovest della città di Roma ad una quota variabile tra i 25 ed i 60 ms.l.m.. Questa zona è limitata ad ovest dai confini comunali, ad est ed a sud dalla Pianadel Tevere, mentre il limite con quella settentrionale è molto sfumato passando, grossomodo, tra l‘Aurelia e la Boccea.Prof. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 13
Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto AmbientaleL‘area si presenta a morfologia collinare con rilievi non molto elevati e versanti,mediamente, non molto acclivi incisi da un reticolo idrografico abbastanza accentuatoavente una direzione generale N-S.I corsi d‘acqua maggiori sono il Fosso di Galeria ad est affluente in destra idrograficadel Tevere.L‘area limitrofa non é interessata da attività agricola di rilievo, mentre numerosi sonogli insediamenti artigiano-industriali presenti nelle vicinanze, tra cui il più vasto è laraffineria di Pantano del Grano, ubicata nel fondovalle del Rio Galeria, il ComplessoImpiantistico di Malagrotta e poi l‘impianto di trattamento dei Rifiuti di Ponte Malnome,gestito dall‘Azienda Municipale Ambiente di Roma. Altri insediamenti secondari sonosituati attorno alla confluenza con il fosso di S. Maria Nuova.La Tavola S01 evidenza la ubicazione dell‘area di intervento.Il sito, come mostra l‘immagine seguente, si colloca ad una distanza minima di 625 mcirca dal centro abitato più vicino, che risulta essere Piana del Sole.Prof. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 14
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Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Pr ovincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto Ambientale 19Prof. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012
Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto Ambientale SEZIONE II - QUADRO DI RIFERIMENTO PROGRAMMATICONella seguente sezione vengono riportati gli elementi di carattere programmatico checontribuiscono a caratterizzare il sito in relazione all‘intervento citato.Prof. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 20
Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto Ambientale4 RIFERIMENTI NORMATIVINel seguente paragrafo viene elencata la normativa di riferimento attinente il presentestudio dell‘Impatto Ambientale4.1 Atmosfera - Quadro Normativo di RiferimentoLe norme che regolano le emissioni dagli impianti fissi, sono state stabilite da:D.Lgs. 3 Aprile 2006 n. 152 e s.m.i. – Norme in Materia Ambientale - Parte Quinta,Norme in materia di tutela dell‘aria e di riduzione delle emissioni in atmosfera.Nell‘Allegato VI alla parte quinta sono stabiliti i criteri per la valutazione dellaconformità dei valori misurati ai valori limite di emissione.D. Lgs. 13 agosto 2010 n. 155 - Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa allaqualità dellaria ambiente e per unaria più pulita in Europa.D.C.R. 10 dicembre 2009 n. 66 – Piano di risanamento della Qualità dell‘Aria dellaRegione LazioD.G.R. 5 settembre 1996 n. 7104 - Direttiva alle amministrazioni provinciali inmateria di prevenzione e controllo dellinquinamento atmosferico ai sensi della Leggeregionale 48/89 (S.O. No .2 al B.U.R.L. No. 36 del 30/12/96).D.P.R. 15 Aprile 1971, n. 322 - Decreto del Presidente della Repubblica Regolamentoper lEsecuzione della Legge 31 Luglio 1966, No. 615, Recante Provvedimenti controlInquinamento Atmosferico, Limitatamente al Settore delle Industrie (S.O. alla G.U. No.145 del 916/71).D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 351 - "Attuazione della Direttiva Europea 96/62/CE del 27settembre 1996 sulla valutazione e gestione della qualità dell‘aria ambiente".Con questa direttiva sono state ridefinite le sostanze inquinanti da monitorare e dacontrollare in base a metodi di analisi e valutazione standardizzati, nonché definite lelinee generali, alle quali gli stati membri devono attenersi, per l‘attivazione di piani dirisanamento nelle aree in cui la qualità dell‘aria non risulti conforme ai valori limite,Prof. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 21
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Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto Ambientalel’inquinamento dell’ambiente marino, allo scopo di arrestare o eliminare gradualmentegli scarichi, le emissioni e le perdite di sostanze pericolose prioritarie al fine ultimo dipervenire a concentrazioni, nell’ambiente marino, vicine ai valori del fondo naturaleper le sostanze presenti in natura e vicine allo zero per le sostanze sinteticheantropogeniche;f) impedire un ulteriore deterioramento, proteggere e migliorare lo stato degliecosistemi acquatici, degli ecosistemi terrestri e delle zone umide direttamentedipendenti dagli ecosistemi acquatici sotto il profilo del fabbisogno idrico. …”.Il raggiungimento degli obiettivi indicati si realizza attraverso i seguenti strumenti:“… a) l’individuazione di obiettivi di qualità ambientale e per specifica destinazionedei corpi idrici;b) la tutela integrata degli aspetti qualitativi e quantitativi nell’ambito di ciascundistretto idrografico ed un adeguato sistema di controlli e di sanzioni;c) il rispetto dei valori limite agli scarichi fissati dallo Stato, nonché la definizione divalori limite in relazione agli obiettivi di qualità del corpo recettore;d) l’adeguamento dei sistemi di fognatura, collettamento e depurazione degli scarichiidrici, nell’ambito del servizio idrico integrato;e) l’individuazione di misure per la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento nellezone vulnerabili e nelle aree sensibili;f) l’individuazione di misure tese alla conservazione, al risparmio, al riutilizzo ed alriciclo delle risorse idriche;g) l’adozione di misure per la graduale riduzione degli scarichi, delle emissioni e diogni altra fonte di inquinamento diffuso contenente sostanze pericolose o per lagraduale eliminazione degli stessi allorché contenenti sostanze pericolose prioritarie,contribuendo a raggiungere nell’ambiente marino concentrazioni vicine ai valori delfondo naturale per le sostanze presenti in natura e vicine allo zero per le sostanzesintetiche antropogeniche;Prof. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 23
Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto Ambientaleh) l’adozione delle misure volte al controllo degli scarichi e delle emissioni nelle acquesuperficiali secondo un approccio combinato. …”.Fatto salvo quanto disposto dalla parte terza del D.Lgs. 152/06 e s.m.i., esistono anchealcuni criteri di valutazione della contaminazione del suolo e delle acque sotterraneeriportati nel Titolo V alla Parte quarta dello stesso decreto, in cui vengono stabiliti ilimiti di accettabilità della contaminazione dei suoli, delle acque superficiali e delleacque sotterranee in relazione alla specifica destinazione duso dei siti e lecorrispondenti procedure di riferimento per il prelievo e lanalisi dei campioni.4.3 Suolo e Sottosuolo - Quadro Normativo di RiferimentoD.Lgs. 3 Aprile 2006 n. 152e s.m.i.– Norme in Materia Ambientale - Parte Terza,Sezione I (Norme in materia di difesa del suolo e lotta alla desertificazione).Le disposizioni di cui alla presente sezione sono volte ad assicurare la tutela ed ilrisanamento del suolo e del sottosuolo, il risanamento idrogeologico del territoriotramite la prevenzione dei fenomeni di dissesto, la messa in sicurezza delle situazioni arischio e la lotta alla desertificazione.Fatto salvo quanto disposto dalla parte terza del D.Lgs. 152/06 e s.m.i., esistono anchealcuni criteri di valutazione della contaminazione del suolo e delle acque sotterraneeriportati nel Titolo V alla Parte quarta dello stesso decreto, in cui vengono stabiliti ilimiti di accettabilità della contaminazione dei suoli, delle acque superficiali e delleacque sotterranee in relazione alla specifica destinazione duso dei siti e lecorrispondenti procedure di riferimento per il prelievo e lanalisi dei campioni.4.4 Rumore e Vibrazioni - Quadro Normativo di RiferimentoD.P.C.M. 31 Marzo 1998 - Atto di Indirizzo e Coordinamento Recante CriteriGenerali per lEsercizio Dell‘Attività del Tecnico Competente in Acustica, ai SensidellArt. 3, Comma 1 Lett. b), e dell‘Art. 2, Commi 6, 7 e 8 della Legge 26 Ottobre 1995No. 447 Legge Quadro sullInquinamento Acustico (G.U. No. 120 del 26/5/98).Prof. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 24
Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto AmbientaleD.M. 16 Marzo 1998 - Tecniche di Rilevamento e di Misurazione dellInquinamentoAcustico (G.U. No. 76 del 1/4/98).D.P.C.M. 14 novembre 1997 (G.U. No. 280 del 1/12/97) recante ―Determinazione deivalori limite delle sorgenti sonore‖.Legge 26 ottobre 1995, n. 447 e s.m.i. - "Legge quadro sullinquinamento acustico" (inparticolare l‘art. 8 - Disposizioni in materia di impatto acustico). (G.U. No. 254 del30/10/95).D.P.C.M. 1 Marzo 1991 e s.m.i. - Limiti Massimi di Esposizione al Rumore negliAmbienti Abitativi e nellAmbiente Esterno (G.U. No. 57 del 8/3/91).L.R. Lazio n°18 del 3/8/2001 e s.m.i. - Disposizioni in materia di inquinamentoacustico per la pianificazione ed il risanamento del territorio - modifiche alla leggeregionale 6/8/1999, n. 14.La disciplina relativa all’inquinamento acustico in Italia è normata principalmentedalla legge 26 ottobre 1995, n. 447 (nella fattispecie l‘art. 8 - Disposizioni in materiadi impatto acustico) ed ai successivi decreti, tra cui assume particolare rilevanza ilD.P.C.M. 14 novembre 1997. Tale provvedimento specifica, infatti, i valori limite diemissione, i valori limite di immissione, i valori di attenzione ed i valori di qualità aiquali fa riferimento l‘art. 2 della L. 447/95 e ai quali i livelli di inquinamento acusticoassociati al funzionamento dell‘impianto in esame debbono essere posti in relazione.I valori limite assoluti di immissione (art. 3) corrispondono a quelli già indicati dalD.P.C.M. 1 marzo 1991. Ad essi vengono, tuttavia, affiancati i valori limite differenzialidi immissione (art. 4), posti uguali a 5 dB per il periodo diurno ed a 3 dB per il periodonotturno, all‘interno degli ambienti abitativi (tali valori hanno un campo d‘applicazionelimitato, in quanto non possono essere fatti valere all‘interno delle aree di classe VI enei casi in cui il livello di inquinamento acustico sia nullo o trascurabile1).1 Cioè quando i livelli equivalenti di pressione sonora negli ambienti abitativi risultano inferiori, nei periodi diurni, a 50 dB (A) a finestre aperte e 35 dB (A) a finestre chiuse, e nei periodi notturni a 40 dB (A) a finestre aperte e 25 dB (A) a finestre chiuse.Prof. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 25
Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto AmbientaleI valori limite di emissione (art. 2) sono fissati, fino all‘emanazione della relativanorma UNI, 5 dB al di sotto dei valori limite assoluti di immissione. Non vi sono limitidi applicabilità, in quanto tali limiti sono riferiti sia alle sorgenti mobili sia a quelle fisse,e ―si applicano a tutte le aree del territorio, secondo la rispettiva classificazione inzone‖2.I valori di qualità (art. 7) sono posti 3 dB al di sotto dei valori limite assoluti diimmissione, con l‘eccezione delle zone VI, per le quali lo scarto si annulla.I valori di attenzione (art. 6) sono invece posti 10 dB al di sopra dei valori limiteassoluti di immissione per i periodi diurni. Tale scarto si riduce a 5 dB per i periodinotturni3.Tabella 4.1- Valori limite assoluti di immissione e Valori limite di emissione relativi alle classi didestinazione d’uso del territorio (D.P.C.M. 14.11.97) Classi di destinazione duso del territorio Valori limite assoluti di immissione Valori limite di emissione dB(A) dB(A) Diurni Notturni Diurni Notturni 6÷22 22÷6 6÷22 22÷6I aree particolarmente protette 50 40 45 35II aree prevalentemente residenziali 55 45 50 40III aree di tipo misto 60 50 55 45IV aree di intensa attività umana 65 55 60 50V aree prevalentemente industriali 70 60 65 55VI aree esclusivamente industriali 70 70 65 65Tabella 4.2 - Valori di qualità e di attenzione relativi alle classi di destinazione d’uso del territorio(D.P.C.M. 14.11.97)Classi di destinazione duso del territorio Valori di qualità Valori di attenzione (orari) dB(A) dB(A) Diurni notturni diurni notturni2 Il decreto tuttavia specifica che ―i rilevamenti e le verifiche sono effettuati in corrispondenza degli spazi utilizzati da persone e comunità‖.3 I valori di attenzione si ritengono riferiti a singoli intervalli orari. Il decreto definisce anche valori di attenzione riferiti al tempo a lungo termine (TL), ovvero al tempo “...all’interno del quale si vuole avere la caratterizzazione del territorio dal punto di vista della rumorosità ambientale...‖, definito in relazione alle variazioni dei fattori che influenzano la rumorosità nel lungo termine.Prof. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 26
Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto Ambientale 6÷22 22÷6 6÷22 22÷6I aree particolarmente protette 47 37 57 42II aree prevalentemente residenziali 52 42 62 47III aree di tipo misto 57 47 67 52IV aree di intensa attività umana 62 52 72 57V aree prevalentemente industriali 67 57 77 62VI aree esclusivamente industriali 70 70 80 754.5 Aree Protette e Bellezze NaturaliD.Lgs. 22 Gennaio 2004, n. 42 – Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensidell‘articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137D.P.R 8 Settembre 1997, n. 357 - Regolamento Recante Attuazione della Direttiva92/43/CEE relativa alla Conservazione degli Habitat Naturali e Seminaturali, nonchédella Flora e della Fauna Selvatiche (G.U. 23/10/1997, No. 248)Legge 6 Dicembre 1991, n. 394 - Legge Quadro sulle Aree Protette (S.O. alla G.U. No.292 del 13/12/91)Legge 8 Agosto 1985, n. 431 legge Galasso - Conversione in Legge, con Modificazioni,del Decreto-Legge 27 Luglio 1985, No. 312, Recante Disposizioni Urgenti per la Tuteladelle Zone di Particolare Interesse Ambientale e successive norme di applicazione (G.U.No. 197 del 22/8/85)4.6 Sicurezza e Prevenzione IncendiD.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 Attuazione dellarticolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123,in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.D.P.R. 1 Agosto 2011, n. 151 - Regolamento recante semplificazione della disciplinadei procedimenti relativi alla prevenzione degli incendi, a norma dellarticolo 49,comma 4-quater, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, conmodificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122Prof. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 27
Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto AmbientaleDecreto Legislativo 4 Agosto 1999, n. 359 - Attuazione della Direttiva 95/63/CE cheModifica la Direttiva 89/655/CE Relativa ai Requisiti Minimi di Sicurezza e Salute perlUso di Attrezzature di Lavoro da Parte dei Lavoratori (G.U. No. 246 19/10/99).D.M. 4 Maggio 1998 - Disposizioni Relative alle Modalità di Presentazione ed alContenuto delle Domande per lAvvio dei Procedimenti di Prevenzione Incendi, NonchéallUniformità dei Connessi Servizi Resi dai Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco(G.U. No. 104 del 7/5/98).Decreto 10 Marzo 1998 - Criteri Generali di Sicurezza Antincendio e per la GestionedellEmergenza nei Luoghi di Lavoro (S.O. No. 64 alla G.U. del 7/4/98).Legge 5 Marzo 1990, n. 46 e s.m.i. - Norme per la Sicurezza degli Impianti (G.U. No.59 del 12/3/90).4.7 RifiutiD.Lgs. 3 Aprile 2006 n. 152 e s.m.i. – Norme in Materia Ambientale - Parte Quarta,Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati.D.Lgs. 13 Gennaio 2003 n. 36 – Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa allediscariche di rifiuti.D.M. Ambiente 27 Settembre 2010 – Definizione dei criteri di ammissibilità dei rifiutiin discarica, in sostituzione di quelli contenuti nel D.M. Ambiente 3 Agosto 2005.Decisione della Comunità Europea 3 Maggio 2000, No. 2000/532/CE; 16 Gennaio2001, No. 2001/118/CE; 22 Gennaio 2001, No. 2001/119/CE e 23 Luglio 2001, No.2001/573/CE - Istituzione del nuovo catalogo europeo dei rifiutiLegge 9 Dicembre 1998, n. 426 e s.m.i. - Nuovi Interventi in Campo Ambientale (S.O.alla G.U. No. 11 del 15/1/99)D.M. 4 Agosto 1998, n. 372 - Regolamento Recante Norme sulla Riorganizzazione delCatasto Rifiuti (S.O. alla G.U. No. 252 del 28/10/98)Legge Regione Lazio 9 luglio 1998, n. 27 – Disciplina regionale della gestione deirifiutiProf. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 28
Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto AmbientaleD.M. Ambiente 1 Aprile 1998, n. 148 e s.m.i. - Regolamento Recante Approvazionedel Modello dei Registri di Carico e Scarico dei Rifiuti ai Sensi degli Artt. 12, 18,Comma 2, Lett. m) e 18, Comma 4 del D. Lgs. 22/97 (G.U. No. 110 del 14/5/98)D.M. Ambiente 1 Aprile 1998, n. 145 e s.m.i. - Regolamento Recante la Definizionedel Modello e dei Contenuti del Formulario di Accompagnamento dei Rifiuti ai Sensidegli Artt. 15, 18 Comma 2, lett. e) e Comma 4 del D. Lgs. 22/97 (G.U. No. 109 del13/5/98)D.M. Ambiente 5 Febbraio 1998 e s.m.i. - Individuazione dei Rifiuti non PericolosiSottoposti alle Procedure Semplificate di Recupero ai Sensi degli Artt. 31 e 33 delDecreto Legislativo 5 Febbraio 1997 No. 22 (S.O. No. 72 alla G.U. No. 88 del 16/4/98)Decreto Interministeriale 31 Luglio 1997 Istituzione e ComposizionedellOsservatorio Nazionale dei Rifiuti (G.U. No. 233 del 6/10/97). 4.7.1 D. Lgs. 36/2003Il Decreto Legislativo 13/01/2003, n. 36, pubblicato sulla G.U. n. 59 del 13/3/2003recepisce la Direttiva 1999/31/CE del Consiglio del 26 Aprile 1999 relativa allemodalità realizzative e gestionali degli stoccaggi definitivi.Il Decreto è suddiviso in 17 articoli e 2 allegati, e stabilisce (art. 1) i requisiti operativie tecnici per i rifiuti e le discariche, misure, procedure e orientamenti tesi a prevenire o aridurre il più possibile le ripercussioni negative sull‘ambiente, in particolarel‘inquinamento delle acque superficiali, delle acque sotterranee, del suolo edell‘atmosfera, e sull‘ambiente globale, compreso l‘effetto serra, nonché i rischi per lasalute umana risultanti dall‘intero ciclo di vita della discarica.Viene introdotta una nuova classificazione delle discariche in tre categorie (art. 4):  per rifiuti inerti;  per rifiuti non pericolosi;  per rifiuti pericolosi.Prof. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 29
Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto AmbientaleNell‘allegato 1 vengono riportati i criteri costruttivi e gestionali degli impianti didiscarica; relativamente alle discariche per rifiuti non pericolosi sono riportati i seguenticriteri di progettazione:  Criteri di localizzazione Di norma gli impianti di discarica per rifiuti pericolosi non devono ricadere in  aree individuate ai sensi dellarticolo 17, comma 3, lettera m), della legge 18 maggio 1989, n. 183;  aree individuate dagli articoli 2 e 3 del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357;  territori sottoposti a tutela ai sensi del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490;  aree naturali protette sottoposte a misure di salvaguardia ai sensi dellarticolo 6, comma 3, della legge 6 dicembre 1991, n. 394;  aree collocate nelle zone di rispetto di cui allarticolo 21, comma 1, del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152. Gli impianti non vanno ubicati di norma:  in aree interessate da fenomeni quali faglie attive, aree a rischio sismico di 1^ categoria così come classificate dalla legge 2 febbraio 1974, n. 64, e provvedimenti attuativi, e aree interessate da attività vulcanica, ivi compresi i campi solfatarici, che per frequenza ed intensità potrebbero pregiudicare lisolamento dei rifiuti;  in corrispondenza di doline, inghiottitoi o altre forme di carsismo superficiale;  in aree dove i processi geologici superficiali quali lerosione accelerata, le frane, linstabilità dei pendii, le migrazioni degli alvei fluviali potrebbero compromettere lintegrità della discarica e delle opere ad essa connesse;  in aree soggette ad attività di tipo idrotermale;  in aree esondabili, instabili e alluvionabili; deve, al riguardo, essere presa come riferimento la piena con tempo di ritorno minimo pari a 200 anni. Le Regioni definiscono eventuali modifiche al valore da adottare per il tempo diProf. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 30
Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto Ambientale ritorno in accordo con lAutorità di bacino laddove costituita.  Protezione delle matrici ambientali Al fine di garantire lisolamento del corpo dei rifiuti dalle matrici ambientali, la discarica deve soddisfare i seguenti requisiti tecnici:  sistema di regimazione e convogliamento delle acque superficiali;  impermeabilizzazione del fondo e delle sponde della discarica;  impianto di raccolta e gestione del percolato;  impianto di captazione e gestione del gas di discarica (solo per discariche dove sono smaltiti rifiuti biodegradabili);  sistema di copertura superficiale finale della discarica. Deve essere garantito il controllo dellefficienza e dellintegrità dei presidi ambientali (sistemi di impermeabilizzazione, di raccolta del percolato, di captazione gas, etc.), e il mantenimento di opportune pendenze per garantire il ruscellamento delle acque superficiali.  Controllo delle acque e gestione del percolato Devono essere adottate tecniche di coltivazione e gestionali atte a minimizzare linfiltrazione dellacqua meteorica nella massa dei rifiuti. Per quanto consentito dalla tecnologia, tali acque meteoriche devono essere allontanate dal perimetro dellimpianto per gravità, anche a mezzo di idonee canalizzazioni dimensionate sulla base delle piogge più intense con tempo di ritorno di 10 anni. Il percolato e le acque di discarica devono essere captati, raccolti e smaltiti per tutto il tempo di vita della discarica, secondo quanto stabilito nellautorizzazione, e comunque per un tempo non inferiore a 30 anni dalla data di chiusura definitiva dellimpianto. Il sistema di raccolta del percolato deve essere progettato e gestito in modo da:  minimizzare il battente idraulico di percolato sul fondo della discarica al minimo compatibile con i sistemi di sollevamento e di estrazione;  prevenire intasamenti ed occlusioni per tutto il periodo di funzionamentoProf. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 31
Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto Ambientale previsto;  resistere allattacco chimico dellambiente della discarica;  sopportare i carichi previsti. Il percolato e le acque raccolte devono essere trattate in impianto tecnicamente idoneo di trattamento al fine di garantirne lo scarico nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa vigente in materia. La concentrazione del percolato può essere autorizzata solo nel caso in cui contribuisca allabbassamento del relativo battente idraulico; il concentrato puo rimanere confinato allinterno della discarica.  Protezione del terreno e delle acque Lubicazione e la progettazione di una discarica devono soddisfare le condizioni necessarie per impedire linquinamento del terreno, delle acque sotterranee o delle acque superficiali e per assicurare unefficiente raccolta del percolato. La protezione del suolo, delle acque sotterranee e di superficie deve essere realizzata, durante la fase operativa, mediante la combinazione della barriera geologica, del rivestimento impermeabile del fondo e delle sponde della discarica e del sistema di drenaggio del percolato, e durante la fase post- operativa anche mediante copertura della parte superiore.  Barriera geologica Il substrato della base e dei fianchi della discarica deve consistere in una formazione geologica naturale che risponda a requisiti di permeabilità e spessore almeno equivalente a quello risultante dai seguenti criteri:  discarica per rifiuti non pericolosi: k ≤ 10-9 m/s e spessore ≥ 1 m La continuità e le caratteristiche di permeabilità della barriera geologica, su tutta larea interessata dalla discarica, devono essere opportunamente accertate mediante indagini e perforazioni geognostiche. La barriera geologica, qualora non soddisfi naturalmente le condizioni di cui sopra, può essere completata artificialmente attraverso un sistema barriera diProf. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 32
Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto Ambientale confinamento opportunamente realizzato che fornisca una protezione equivalente. Per tutti gli impianti deve essere prevista l‘impermeabilizzazione del fondo e delle pareti con un rivestimento di materiale artificiale posto al di sopra della barriera geologica, su uno strato di materiale minerale compattato. Tale rivestimento deve avere caratteristiche idonee a resistere alle sollecitazioni chimiche e meccaniche presenti nella discarica. Il piano di imposta dello strato inferiore della barriera di confinamento deve essere posto al di sopra del tetto dell‘acquifero confinato con un franco di almeno 1,5 m, nel caso di acquifero non confinato, al di sopra della quota di massima escursione della falda con un franco di almeno 2 m. Le caratteristiche del sistema barriera di confinamento artificiale sono garantite normalmente dallaccoppiamento di materiale minerale compattato (caratterizzato da uno spessore di almeno 100 cm con una conducibilità idraulica k ≤ 10-7 cm/s, depositato preferibilmente in strati uniformi compattati dello spessore massimo di 20 cm) con una geomembrana. Lutilizzo della sola geomembrana non costituisce in nessun caso un sistema di impermeabilizzazione idoneo; la stessa deve essere posta a diretto contatto con lo strato minerale compattato, senza interposizione di materiale drenante. Particolari soluzioni progettuali nella realizzazione del sistema barriera di confinamento delle sponde, che garantiscano comunque una protezione equivalente, potranno eccezionalmente essere adottate e realizzate anche con spessori inferiori a 0,5 m, a condizione che vengano approvate dallEnte territoriale competente; in tal caso dovranno essere previste specifiche analisi di stabilità del sistema barriera di confinamento. Lo strato di materiale artificiale e/o il sistema barriera di confinamento deve essere inoltre adeguatamente protetto dagli agenti atmosferici e da pericoli di danneggiamento in fase di realizzazione e di esercizio della discarica.Prof. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 33
Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto Ambientale Sul fondo della discarica, al di sopra del rivestimento impermeabile, deve essere previsto uno strato di materiale drenante con spessore ≥ 0,5 m. Il fondo della discarica, tenuto conto degli assestamenti previsti, deve conservare unadeguata pendenza tale da favorire il deflusso del percolato ai sistemi di raccolta.  Copertura superficiale finale La copertura superficiale finale della discarica deve rispondere ai seguenti criteri:  isolamento dei rifiuti dallambiente esterno  minimizzazione delle infiltrazioni dacqua  riduzione al minimo della necessità di manutenzione  minimizzazione dei fenomeni di erosione  resistenza agli assestamenti ed a fenomeni di subsidenza localizzata La copertura deve essere realizzata mediante una struttura multistrato costituita, dallalto verso il basso, almeno dai seguenti strati:  strato superficiale di copertura con spessore ≥ 1 m che favorisca lo sviluppo delle specie vegetali di copertura ai fini del piano di ripristino ambientale e fornisca una protezione adeguata contro lerosione e di proteggere le barriere sottostanti dalle escursioni termiche  strato drenante protetto da eventuali intasamenti con spessore ≥ 0,5 m in grado di impedire la formazione di un battente idraulico sopra le barriere di cui ai punti successivi  strato minerale compattato di spessore ≥ 0,5 m e di conducibilità idraulica ≤ 10-8 m/s o di caratteristiche equivalenti  strato di drenaggio del gas e di rottura capillare, protetto da eventuali intasamenti, con spessore ≥ 0,5 m;  strato di regolarizzazione con la funzione di permettere la corretta messa in opera degli strati sovrastanti Poiché la degradazione dei rifiuti biodegradabili, incluse le componenti cellulosiche, comporta la trasformazione in biogas di circa un terzo della massa dei rifiuti, la valutazione degli assestamenti dovrà tenere conto di taliProf. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 34
Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto Ambientale variazioni, soprattutto in funzione alla morfologia della copertura finale. La copertura superficiale finale descritta deve garantire lisolamento della discarica, anche tenendo conto degli assestamenti previsti, e a tal fine non deve essere direttamente collegata al sistema barriera di confinamento. La copertura superficiale finale della discarica nella fase di post esercizio può essere preceduta da una copertura provvisoria, la cui struttura può essere più semplice di quella sopra indicata, finalizzata ad isolare la massa di rifiuti in corso di assestamento. La copertura provvisoria deve essere oggetto di manutenzione continua, per consentire il regolare deflusso delle acque superficiali e minimizzarne linfiltrazione nella discarica. La copertura superficiale finale deve essere realizzata in modo da consentire un carico compatibile con la destinazione duso prevista.  Controllo dei gas Le discariche che accettano rifiuti biodegradabili devono essere dotate di impianti per lestrazione dei gas che garantiscano la massima efficienza di captazione e il conseguente utilizzo energetico. La gestione del biogas deve essere condotta in modo tale da ridurre al minimo il rischio per lambiente e per la salute umana; lobiettivo è quello di non far percepire la presenza della discarica al di fuori di una ristretta fascia di rispetto. E‘ indispensabile un piano di mantenimento del sistema di estrazione del biogas, che preveda anche leventuale sostituzione dei sistemi di captazione, qualora deformati in modo irreparabile dall‘uso. È inoltre indispensabile mantenere al minimo il livello del percolato allinterno dei pozzi di captazione del biogas, per consentirne la continua funzionalità, anche con sistemi di estrazione del percolato eventualmente formatosi; tali sistemi devono essere compatibili con la natura di gas esplosivo, e rimanere efficienti anche nella fase post - operativa.Prof. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 35
Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto Ambientale Il sistema di estrazione del biogas deve essere dotato di sistemi per leliminazione della condensa; lacqua di condensa può essere eccezionalmente reimmessa nel corpo della discarica. Il gas deve essere di norma utilizzato per la produzione di energia, anche a seguito di un eventuale trattamento, senza che questo pregiudichi le condizioni di sicurezza per la salute delluomo e per lambiente. Nel caso di impraticabilità del recupero energetico la termodistruzione del gas di discarica deve avvenire in idonea camera di combustione a temperatura T > 850°, concentrazione di ossigeno ≥ 3% in volume e tempo di ritenzione ≥ 0,3 s. Il sistema di estrazione e trattamento del gas deve essere mantenuto in esercizio per tutto il tempo in cui nella discarica è presente la formazione del gas e comunque per il periodo ritenuto necessario dall‘ente territorialmente competente.  Disturbi e rischi Il gestore degli impianti di discarica per rifiuti non pericolosi e pericolosi deve adottare misure idonee a ridurre al minimo i disturbi ed i rischi causati da:  emissione di odori, essenzialmente dovuti al gas di discarica  produzione di polvere  materiali trasportati dal vento  rumore e traffico  uccelli, parassiti ed insetti  formazione di aerosol  incendi  Stabilità Nella fase di caratterizzazione del sito è necessario accertarsi con specifiche indagini e prove geotecniche che il substrato geologico, in considerazione della morfologia della discarica e dei carichi previsti nonché delle condizioni operative, non vada soggetto a cedimenti tali da danneggiare i sistemi di protezione ambientale della discarica.Prof. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 36
Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto Ambientale Inoltre deve essere verificata in corso dopera la stabilità del fronte dei rifiuti scaricati, secondo quanto descritto nel seguito, e la stabilità dellinsieme terreno di fondazione dell‘impianto, con particolare riferimento alla stabilità dei pendii ai sensi del D.M. 11 marzo 1988, tenendo conto dei normali assestamenti dovuti alla degradazione dei rifiuti.  Protezione fisica degli impianti La discarica deve essere dotata di recinzione per impedire il libero accesso al sito di persone ed animali. Il sistema di controllo e di accesso agli impianti deve prevedere un programma di misure volte ad impedire lo scarico illegale. Il sito di discarica deve essere individuato a mezzo di idonea segnaletica. La copertura giornaliera della discarica, descritta nel seguito, deve contribuire al controllo di volatili e piccoli animali.  Dotazione di attrezzature e personale Gli impianti di discarica di rifiuti non pericolosi devono essere dotati, direttamente o tramite apposita convenzione, di laboratori idonei per le specifiche determinazioni previste per la gestione dellimpianto. La gestione della discarica deve essere affidata a persona competente a gestire il sito, e deve essere assicurata la formazione professionale e tecnica del personale addetto allimpianto, anche in relazione ai rischi da esposizione agli agenti specifici in funzione del tipo di rifiuti smaltiti. In ogni caso, il personale dovrà utilizzare idonei dispositivi di protezione individuale in funzione del rischio valutato. Il personale al quale vengono affidati gli interventi di emergenza deve essere preliminarmente istruito ed informato sulle tecniche di intervento di emergenza ed aver partecipato ad uno specifico programma di addestramento alluso dei dispositivi di protezione individuale.  Modalità e criteri di coltivazioneProf. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 37
Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto Ambientale È vietato lo scarico di rifiuti polverulenti o finemente suddivisi soggetti a dispersione eolica, in assenza di specifici sistemi di contenimento e/o di modalità di conduzione della discarica atti ad impedire tale dispersione. Lo scarico dei rifiuti deve essere effettuato in modo da garantire la stabilità della massa di rifiuti e delle strutture collegate. I rifiuti vanno deposti in strati compattati e sistemati in modo da evitare, lungo il fronte di avanzamento, pendenze superiori al 30%. La coltivazione deve procedere per strati sovrapposti e compattati, di limitata ampiezza, in modo da favorire il recupero immediato e progressivo dellarea della discarica. Laccumulo dei rifiuti deve essere attuato con criteri di elevata compattazione, onde limitare successivi fenomeni di instabilità. Occorre limitare la superficie dei rifiuti esposta allazione degli agenti atmosferici, e mantenere, per quanto consentito dalla tecnologia e dalla morfologia dellimpianto, pendenze tali da garantire il naturale deflusso delle acque meteoriche al di fuori dellarea destinata al conferimento dei rifiuti. I rifiuti che possono dar luogo a dispersione di polveri o ad emanazioni moleste e nocive devono essere al più presto ricoperti con strati di materiali adeguati; è richiesta una copertura giornaliera dei rifiuti con uno strato di materiale protettivo di idoneo spessore e caratteristiche. La copertura giornaliera può essere effettuata anche con sistemi sintetici che limitino la dispersione eolica, laccesso dei volatili e lemissione di odori. Qualora le tecniche precedentemente esposte si rivelassero insufficienti ai fini del controllo di insetti, larve, roditori ed altri animali, è posto lobbligo di effettuare adeguate operazioni di disinfestazione e derattizzazione. Lo stoccaggio di rifiuti tra loro incompatibili deve avvenire in distinte aree della discarica, tra loro opportunamente separate e distanziate.Prof. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 38
Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto Ambientale1 LA STRUTTURA DELLA PIANIFICAZIONE NEL LAZIO1.1 Piano Regionale di Gestione RifiutiIl Piano di Gestione dei Rifiuti della Regione Lazio, approvato con Deliberazione delConsiglio Regionale n. 14/2012, pubblicata sul BURL n.10 del 14/03/2012 S.O.15,risulta articolato in due sezioni. 1. la prima sezione è dedicata ai rifiuti urbani; 2. la seconda sezione è dedicata ai rifiuti speciali.Il nuovo piano è orientato verso le politiche dello “sviluppo sostenibile. Sono quindipreviste su tutto il territorio regionale: - metodologie volte alla diminuzione della quantità di rifiuti complessivamente prodotti; - incrementi del livello di raccolta differenziata, coerentemente con le norme nazionali e la sostenibilità economica e sociale.Nel Piano si afferma che tali risultati possono essere conseguiti solo attraverso lasensibilizzazione e il coinvolgimento della comunità regionale in tutto il ciclo dei rifiuti(produzione, raccolta, riciclaggio, riutilizzo), mediante opportune campagne informativecapillarmente radicate sul territorio.Quanto sopra è rivolto al perseguimento di obiettivi di efficienza, efficacia edeconomicità nelle fasi iniziali ed intermedie del ciclo dei rifiuti (produzione e raccolta),senza sottovalutare alcuni aspetti significativi concernenti le fasi terminali di tale ciclo,ovvero il riutilizzo e lo smaltimento.Relativamente al riutilizzo, la soluzione più consona è procedere ―al più efficientepossibile recupero della frazione organica umida, sia per separarla dalla restanteparte dei rifiuti (riducendo pertanto significativamente l’impatto ambientale deglistessi), sia per recuperare da essa materia ed energia‖.Mentre lo smaltimento in discarica viene considerato come fase ―residuale del ciclodei rifiuti mediante:Prof. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 39
Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto Ambientale - il perseguimento di politiche volte a destinare allo smaltimento quanto non fattivamente riutilizzabile in processi secondari o nel recupero energetico; - la ricerca della massima efficienza nell’utilizzo dell’impiantistica esistente previa esecuzione di una verifica tecnica‖.L‘orizzonte temporale del Piano si estende fino all‘anno 2017.In conformità con quanto stabilito dall‘art. 199 del D.Lgs. 152/06 così come modificatodal D. Lgs 205/2010, il Piano di Gestione della Regione Lazio detta normerelativamente a: a. tipo, quantità e fonte dei rifiuti prodotti all‘interno del territorio, suddivisi per ambito territoriale ottimale per quanto riguarda i rifiuti urbani, rifiuti che saranno prevedibilmente spediti da o verso il territorio nazionale e valutazione dell‘evoluzione futura dei flussi di rifiuti, nonché la fissazione degli obiettivi di raccolta differenziata da raggiungere a livello regionale, fermo restando quanto disposto dall‘articolo 205; b. i sistemi di raccolta dei rifiuti e impianti di smaltimento e recupero esistenti, inclusi eventuali sistemi speciali per oli usati, rifiuti pericolosi o flussi di rifiuti disciplinati da una normativa comunitaria specifica; c. una valutazione della necessità di nuovi sistemi di raccolta, della chiusura degli impianti esistenti per i rifiuti, di ulteriori infrastrutture per gli impianti per i rifiuti in conformità del principio di autosufficienza e prossimità di cui agli articoli 181, 182 e 182-bis e se necessario degli investimenti correlati; d. informazioni sui criteri di riferimento per l‘individuazione dei siti e la capacità dei futuri impianti di smaltimento o dei grandi impianti di recupero, se necessario; e. politiche generali di gestione dei rifiuti, incluse tecnologie e metodi di gestione pianificata dei rifiuti, o altre politiche per i rifiuti che pongono problemi particolari di gestione;Prof. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 40
Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto Ambientale f. la delimitazione di ogni singolo ambito territoriale ottimale sul territorio regionale, nel rispetto delle linee guida di cui allarticolo 195, comma 1, lettera m); g. il complesso delle attività e dei fabbisogni degli impianti necessari a garantire la gestione dei rifiuti urbani secondo criteri di trasparenza, efficacia, efficienza, economicità e autosufficienza della gestione dei rifiuti urbani non pericolosi allinterno di ciascuno degli ambiti territoriali ottimali di cui allarticolo 200, nonché ad assicurare lo smaltimento e il recupero dei rifiuti speciali in luoghi prossimi a quelli di produzione al fine di favorire la riduzione della movimentazione di rifiuti; h. la promozione della gestione dei rifiuti per ambiti territoriali ottimali, attraverso strumenti quali una adeguata disciplina delle incentivazioni, prevedendo per gli ambiti più meritevoli, tenuto conto delle risorse disponibili a legislazione vigente, una maggiorazione di contributi; a tal fine le regioni possono costituire nei propri bilanci un apposito fondo; i. la stima dei costi delle operazioni di recupero e di smaltimento dei rifiuti urbani; j. i criteri per lindividuazione, da parte delle province, delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti nonché per lindividuazione dei luoghi o impianti adatti allo smaltimento dei rifiuti, nel rispetto dei criteri generali di cui allarticolo 195, comma 1, lettera p); k. le iniziative volte a favorire, il riutilizzo, il riciclaggio ed il recupero dai rifiuti di materiale ed energia, ivi incluso il recupero e lo smaltimento dei rifiuti che ne derivino; l. le misure atte a promuovere la regionalizzazione della raccolta, della cernita e dello smaltimento dei rifiuti urbani;Prof. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 41
Regione Lazio – Provincia di Roma – Roma Capitale Ordinanza n. 145 del 23/08/2012 del Commissario Delegato per il Superamento dell‘Emergenza Ambientale nel Territorio della Provincia di Roma Aggiornamento del progetto presenta to il 10 Agosto 2012, prot. n°157 della Discarica sita in località Monti dell‘Ortaccio Studio di Impatto Ambientale m. la determinazione, nel rispetto delle norme tecniche di cui allarticolo 195, comma 2, lettera a), di disposizioni speciali per specifiche tipologie di rifiuto; n. le prescrizioni in materia di prevenzione e gestione degli imballaggi e rifiuti di imballaggio di cui allarticolo 225, comma 6; o. il programma per la riduzione dei rifiuti biodegradabili da collocare in discarica di cui all‘articolo 5 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36; p. un programma di prevenzione della produzione dei rifiuti, elaborato sulla base del programma nazionale di prevenzione dei rifiuti di cui all‘art. 180, che descriva le misure di prevenzione esistenti e fissi ulteriori misure adeguate. Il programma fissa anche gli obiettivi di prevenzione. Le misure e gli obiettivi sono finalizzati a dissociare la crescita economica dagli impatti ambientali connessi alla produzione dei rifiuti. Il programma deve contenere specifici parametri qualitativi e quantitativi per le misure di prevenzione al fine di monitorare e valutare i progressi realizzati, anche mediante la fissazione di indicatori.Il Piano fornisce una rappresentazione dell‘intero ciclo dei rifiuti urbani, dallaproduzione alla reimmissione come materiali sul mercato o allo smaltimento finale.Vengono, pertanto, pianificate tutte le fasi relative alla gestione dei rifiuti, quali: - la produzione e la raccolta dei rifiuti urbani; - il trattamento meccanico biologico dei rifiuti urbani indifferenziati; - lo smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi e dei rifiuti provenienti dal loro trattamento.Relativamente alle discariche ove vengono conferiti gli scarti da trattamento meccanico-biologico e da termovalorizzazione, il Piano descrive la situazione attuale dellaproduzione di rifiuti e il relativo fabbisogno di impianti. Criteri di localizzazione degli impiantiProf. Ing. G.M. Baruchello CO.LA.RI. Settembre 2012 42
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