Source: http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_2_3_8_3.wp
Timestamp: 2014-04-23 22:56:12+00:00
Document Index: 112071591

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 71', 'art.20', 'art. 76', 'art. 77', 'art. 20', 'art. 72', 'art. 73', 'art. 22', 'art.47']

Ministero della Giustizia. Lavoro in carcere
Home » Itinerari a tema » Carcere e alternative » Attività rieducativa » Lavoro in carcere
Lavoro in carcere aggiornamento: 12 febbraio 2014
L'art. 20 dell’ordinamento penitenziario definisce le principali caratteristiche del lavoro negli istituti penitenziari.
E’ obbligatorio per i detenuti condannati e per i sottoposti alla misura di sicurezza della colonia agricola e della casa di lavoro.Negli istituti penitenziari deve essere favorita la destinazione dei detenuti e degli internati al lavoro e la loro partecipazione a corsi di formazione professionale. In questo senso, possono essere stipulati rapporti con aziende pubbliche o con aziende private convenzionate e con l'ente Regione al fine di istituire all'interno degli istituti lavorazioni organizzate o corsi di formazione professionale.
L'organizzazione di attività lavorative rappresenta, quindi, un obbligo di fare per l'Amministrazione penitenziaria.
Non ha carattere afflittivo. Non rappresenta pertanto un inasprimento della pena ma è considerato come una forma di organizzazione necessaria alla vita della comunità carceraria. Carattere che ricalca i contenuti dell'art. 71 delle regole minime Onu ed è confermato dell’articolo 26,1 delle regole penitenziarie europee - adottate con la raccomandazione R 2006 2 del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa - che considerano il lavoro elemento positivo del trattamento.
E’ remunerato. Il compenso è calcolato in base alla quantità e alla qualità di lavoro prestato, in misura non inferiore ai 2/3 del trattamento economico previsto dai contratti collettivi nazionali. Sono riconosciute, inoltre, le medesime garanzie assicurative, contributive e previdenziali di quelle previste in un rapporto di lavoro subordinato (art.20, co. 2 ord. penit. art. 76 reg.min.Onu e art. 77 reg. penit. eur.).
L’organizzazione e i metodi devono riflettere quelli della società libera. Questo per preparare i detenuti alle normali condizioni del lavoro libero e favorirne il reinserimento sociale (art. 20 ord. penit., art. 72 reg.min. Onu e dall’art. 73 reg. penit. eur.).
La retribuzione del detenuto lavoratore è definita dalla legge come mercede: l’art. 22 dell’ordinamento penitenziario stabilisce che “Le mercedi per ciascuna categoria di lavoranti sono equitativamente stabilite in relazione alla quantità e qualità del lavoro effettivamente prestato, alla organizzazione e al tipo del lavoro del detenuto in misura non inferiore ai due terzi del trattamento economico previsto dai contratti collettivi".
Tipi di lavoro penitenziario intramurario
L’organizzazione e la gestione è riservata dall’ art.47 regolamento di esecuzione ( D.P.R.30 giugno 2000 n.230) alle direzioni degli istituti che devono uniformarsi alle linee programmatiche dei provveditorati.
Sono alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria
Le lavorazioni per commesse dell’amministrazione stessa, vale a dire forniture di vestiario e corredo, di arredi e quant’altro destinato al fabbisogno di tutti gli istituti del territorio nazionale.
I lavori domestici consistenti nelle attività necessarie al funzionamento della vita interna dell’istituto come barbieri, scrivani, cuochi, imbianchini, idraulici, addetti alla lavanderia, porta vitto, magazzinieri. I detenuti vengono assegnati a tali mansioni in genere a rotazione.
Misure alternative o di comunità » Lavoro di pubblica utilità