Source: http://www.camerapenaleligure.it/?cat=14
Timestamp: 2017-04-30 10:49:24+00:00
Document Index: 48262020

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 407', 'art. 99', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'sentenza ']

Camera Penale Regionale Ligure "Ernesto Monteverde" » Archive for Giurisprudenza
Sezioni Unite, appello e ricorso inammissibili per difetto di specificità dei motivi
«L’appello – al pari del ricorso per cassazione – è inammissibile per difetto di specificità dei motivi, quando non risultano esplicitamente enunciati e argomentati i rilievi critici rispetto alle ragioni di fatto o di diritto poste a fondamento della sentenza impugnata». Le Sezioni Unite, con la sen. 26 ottobre 2016, n. 8825, hanno sciolto il nodo sull’ammissibilità delle impugnazioni “estrinsecamente prive di specificità”, ridimensionando l’approccio del favor impugnationis. Il 23 febbraio sono state depositate le motivazioni.
Incostituzionale la recidiva obbligatoria
L’istituto della recidiva obbligatoria, previsto per i delitti elencati all’art. 407, comma 2, lett. a c.p.p., ha subìto la censura dal giudice costituzionale (Corte cost., 23 luglio 2015, n. 185) per violazione degli artt. 3 e 27 C. Tale istituto era disciplinato dall’art. 99, comma quinto, c.p., attraverso le parole “è obbligatorio e,”, ora espunte, così che per i delitti sopra richiamati non vale più la presunzione assoluta di pericolosità sociale. In breve, viene generalizzato il meccanismo della recidiva facoltativa e, pertanto, l’accertamento dei requisiti di maggiore colpevolezza e pericolosità sociale verrà svolto caso per caso dal giudice, senza alcun tipo di automatismo.
Fine del danno tanatologico: le Sezione Unite tornano all’orientamento storico
L’apertura della terza sezione civile della Corte di cassazione (sentenza n. 2014/1361) al risarcimento del danno non patrimoniale da perdita della vita (detto anche “danno tanatologico”), e alla relativa trasmissibilità iure successionis, non è stata confermata dalle Sezioni Unite. Nella sentenza 22 luglio 2015, n. 15350, viene ripristinato l’orientamento secondo il quale è risarcibile solo il danno da lesione, quale offesa al bene salute, e non anche un’ulteriore e indipendente voce di danno legata alla perdita del bene vita.
Astensione: per le S.U. l’avvocato ha diritto di astenersi anche nelle udienze camerali nelle quali la partecipazione del difensore non è obbligatoria
Sentenza-sezioni-unite-301014-astensione Leggi il resto di questo articolo »
Notifiche e nuovo processo in assenza dell’imputato, adeguamento dell’ordinamento alle decisioni CEDU
Le-notifiche-in-asenza-dellimputato Leggi il resto di questo articolo »
Sezioni Unite, pene più basse per il piccolo spaccio anche in caso di giudicato
La Cassazione a Sezioni Unite si è espressa a proposito della tangibilità del giudicato a seguito di declaratoria di incostituzionalità di una norma penale incisiva sul trattamento sanzionatorio. Nella pronuncia in questione, ai giudici di legittimità è stato sottoposto il ricorso della procura di Napoli contro una sentenza del tribunale, che aveva negato la rideterminazione della pena ad un condannato con recidiva per piccolo spaccio.
La Consulta boccia il divieto di prevalenza dell’attenuante speciale sulla recidiva reiterata
Corte-costituzionale-sentenza-106-del-22-aprile-2014
E’ incostituzionale l’art. 10-ter del d.lgs. n. 74 del 2000 nella parte in cui punisce l’omesso versamento dell’IVA per importi non superiori ad euro 103.291,38
Sen. corte cost. 7-8 aprile 2014, n. 80
La Consulta boccia la Fini-Giovanardi. Ritorna la distinzione tra droghe pesanti e leggere
Comunicato stampa della Corte costitizionale, 12 febbraio 2014.
Comunicato UCPI.
La decisione della Corte costituzionale avrà senz’altro un enorme impatto sul ridimensionamento della popolazione carceraria. L’incostituzionalità di alcune norme del d.l. 272/2005 (c.d. decreto Fini-Giovanardi), convertito con legge nel 2006, riporta in vigore la Jervolino-Vassalli del 1990, che prevedeva limiti edittali da 2 a 6 anni per lo spaccio di droghe leggere ed altre attività collegate; la Fini-Giovanardi sanzionava le stesse attività, senza alcuna distinzione tra droghe pesanti e leggere, con pene dai 6 ai 20 anni.
Astensione del difensore: legittimo il rinvio anche quando la partecipazione è facoltativa
La sesta sezione penale della Corte di cassazione (Cass. pen., Sez. VI, n. 1826 del 2014) ha da poco ribaltato il proprio orientamento a proposito della libertà di astensione del difensore. Annullando una sentenza della Corte d’appello di Bologna del 2008, i giudici di legittimità hanno sostanzialmente ritenuto legittimo il rinvio dell’udienza camerale per astensione del difensore, anche quando la sua partecipazione non sia obbligatoria; in questo modo, viene superato il precedente orientamento che gli stessi giudici bolognesi avevano presentato per giustificare il non accoglimento dell’istanza di rinvio. Leggi il resto di questo articolo »