Source: https://www.blogazienda.it/pec/
Timestamp: 2019-06-19 12:50:18+00:00
Document Index: 30179246

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 1', 'art. 2194', 'art. 16', 'art. 37', 'art. 5']

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Posta Elettronica Certificata: tutto quello che c'è da sapere
Sono obbligate a comunicare la propria casella di Posta Elettronica Certificata, per la sua iscrizione nel Registro Imprese, tutte le “imprese costituite in forma societaria” (art. 16, comma 6 del D.L. n. 185/2008, convertito nella L. 2/2009), quindi tutte le società con qualsiasi natura giuridica.Sono pertanto tenute alla comunicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata le società di persone e le società di capitali comprese anche:- le società in liquidazione
– ​le società semplici
– le cooperative in qualsiasi forma costituite
– le società consortili
– le sedi secondarie di società straniere
Eventuali imprese individuali già iscritte al Registro Imprese alla data del 20/10/2012 (data di entrata in vigore del decreto legge che ha introdotto l’obbligo), attive ma soggette a procedure concorsuali non sono invece obbligate ad iscrivere la P.E.C.
Dal 1° gennaio 2013 è stato infine introdotto l’obbligo anche per il curatore fallimentare di comunicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata, entro dieci giorni dalla prorpia nomina. Lo stesso obbligo è previsto anche per il commissario giudiziale del concordato preventivo, il commissario liquidatore ed il commissario giudiziale dell’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi (art. 1, comma 19 della legge n. 228/2012).Il ritardo nella comunicazione comporta l’applicazione della sanzione amministrativa di cui all’art. 2194 c.c.ATTENZIONE: la PEC del curatore/commissario giudiziale/commissario liquidatore, si riferisce alla procedura concorsuale in atto e non all’impresa e pertanto non può essere comunicata in sostituzione della PEC dell’impresa, ma solo in aggiunta alla stessa.
La comunicazione della PEC da parte del commissario giudiziale e del commissario liquidatore è soggetta al pagamento del diritto di segreteria da 30,00 Euro e dell’imposta di bollo (Euro 65,00 per società di capitali, Euro 59,00 per società di persone, Euro 17,50 per imprese individuali).
Per richiedere una Casella di Posta Elettronica Certificata è necessario rivolgersi a un gestore abilitato iscritto nell’elenco pubblicato sul sito dell’Agenzia per l’Italia Digitale.
Esistenza e validità dell’indirizzo P.E.C.
L’indirizzo P.E.C. comunicato al Registro Imprese deve essere esistente, valido e attivo al momentro della comunicazione.
Per le imprese individuali e per le società è necessario che l’indirizzo PEC di cui si chiede l’iscrizione sia riconducibile esclusivamente ed univocamente all’impresa/società stessa, senza possibilità di domiciliazione presso soggetti terzi (Lettera–Circolare del Ministero dello Sviluppo Economico del 2 aprile 2013, Prot. 005368 e Circolare del Ministero dello Sviluppo Economico n. 3670/C del 23 giugno 2014).
P.E.C. con dominio “@postacertificata.gov.it”
Non è possibile comunicare come Casella PEC dell’impresa quella con il dominio ‘@postacertificata.gov.it’ (PEC del cittadino), in quanto la casella PEC @postacertificata.gov.it , è stata introdotta con la finalità di attribuire senza oneri una casella di PEC ai cittadini che ne facciano richiesta, ed è destinata esclusivamente alle comunicazioni tra Pubblica Amministrazione e Cittadino, e viceversa (articolo 16 bis, comma 5 della legge 2/2009).
COME COMUNICARE/VARIARE L’INDIRIZZO P.E.C. AL REGISTRO IMPRESE
– Comunica Starweb
– ComunicaFedra (utilizzabile per tutte le imprese ad esclusione delle imprese individuali)
– modalità semplificata on-line (Pratica semplice – Iscrizione PEC)
– altri software compatibili.
COSA DEVE FARE L’IMPRESA SE L’INDIRIZZO P.E.C. COMUNICATO AL REGISTRO IMPRESE RISULTA SCADUTO, NON ATTIVO, REVOCATO O CANCELLATO D’UFFICIO
occorre comunicare al Registro delle Imprese un nuovo indirizzo PEC valido e attivo, dopo averlo richiesto ad uno dei gestori abilitati iscritti nell’elenco pubblicato sul sito dell’Agenzia per l’Italia Digitale
Se invece la PEC, risultante iscritta al Registro Imprese, è scaduta/non attiva, ma viene rinnovata/riattivata dal gestore del servizio, anche successivamente alla scadenza, non è necessario effettuare alcuna comunicazione aggiuntiva al Registro Imprese; in questo caso infatti l’indirizzo PEC rinnovato corrisponde a quello che risulta già iscritto al Registro Imprese.
L’ufficio del Registro delle Imprese che riceve una domanda di iscrizione/denuncia da parte di un’impresa costituita in forma societaria che non ha iscritto il proprio indirizzo di posta elettronica certificata, anche a seguito di cancellazione d’ufficio dell’indirizzo, in luogo dell’irrogazione della sanzione prevista dall’articolo 2630 del codice civile, sospende la domanda/denuncia per tre mesi, in attesa che essa sia integrata con l’indirizzo di Posta Elettronica Certificata. Trascorso tale periodo ed in continua assenza della P.E.C., la domanda/denuncia viene rifiutata/rigettata (comma 6bis all’art. 16 del d.l. n. 185/2008 aggiunto dall’art. 37 del d.l. n. 5/2012, convertito con modificazioni dalla legge n. 35/2012 e Parere del Consiglio di Stato diffuso dal Ministero dello Sviluppo Economico con propria circolare n. 3660/C del 24/04/2013).
L’ufficio del Registro delle Imprese che riceve una domanda di iscrizione/denuncia da parte di un’impresa individuale che non ha iscritto il proprio indirizzo di posta elettronica certificata, anche a seguito di cancellazione d’ufficio dell’indirizzo, in luogo dell’irrogazione della sanzione prevista, sospende la domanda/denuncia fino ad integrazione della stessa con l’indirizzo di posta elettronica certificata e comunque per 45 giorni; trascorso tale periodo ed in continua assenza della P.E.C., la domanda/denuncia si intende non presentata e di conseguenza rifiutata/rigettata (art. 5, comma 2 del decreto legge n. 179/2012, convertito con modificazioni nella legge n. 221/2012).
La comunicazione/variazione della PEC da parte del commissario giudiziale e del commissario liquidatore è soggetta al pagamento del diritto di segreteria da 30,00 Euro e dell’imposta di bollo (Euro 65,00 per società di capitali, Euro 59,00 per società di persone, Euro 17,50 per imprese individuali).
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