Source: http://www.assoamianto.it/dpr_459_del_24luglio1996.htm
Timestamp: 2019-04-20 07:25:28+00:00
Document Index: 101495090

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 17', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 47', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 1']

D.P.R. 459 del 24.luglio.1996
Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 459
Regolamento per l'attuazione delle Direttive89/392/CEE,91/368/CEE, 93/44/CEE e 93/68/CEE concernenti il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle macchine.
Viste le Direttive 89/392/CEE del Consiglio del 14 giugno 1989, 91/368/CEE del Consiglio del
20 giugno 1991, 93/44/CEE del Consiglio del 14 giugno 1993 e 93/68/CEE del Consigli del
22 luglio 1993 - art. 6 -concernenti il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative alle macchine;
Visto l'art. 17 della legge 23 agosto 1988 n. 400;
20 giugno 1995;
Acquisito il parere delle competenti commissioni della Camera dei Deputati e del Senato
ALLEGATO I da punto 1 a punto 2
ALLEGATO I da punto 3 a punto 6
ALLEGATI II, III, IV, V, VI e VII
Campo di applicazione e definizione
1) un insieme di pezzi e di organi, di cui uno almeno mobile, collegati tra loro, anche mediante attuatori, con circuiti di comando e di potenza o altri sistemi di collegamento,
connessi solidamente per una applicazione ben determinata, segnatamente per la trasformazione, il trattamento, lo spostamento o il condizionamento di materiali;
3) un'attrezzature intercambiabile che modifica la funzione di una macchina, commercializzata per essere montata su una macchina o su una serie di macchine diverse o su un trattore dall'operatore stesso, nei limiti in cui tale attrezzatura non sia un pezzo di ricambio o un utensile,
Un componente, purchè non sia un'attrezzatura intercambiabile, che il costruttore o il suo mandatario stabilito nell'Unione Europea immette sul mercato allo scopo di assicurare, con la sua utilizzazione, una funzione di sicurezza e il cui guasto o cattivo funzionamento pregiudica la sicurezza o la salute delle persone esposte.
3. Si intende per immissione sul mercato la prima messa a disposizione sul mercato dell'Unione Europea, a titolo oneroso o gratuito, di una macchina o di un componente in sicurezza per la sua distribuzione o impiego. Si considerano altresì immessi sul mercato la macchina o il componente di sicurezza messi a disposizione dopo aver subito modifiche costruttive non rientanti nella ordinaria e straordinaria manutenzione.
4. Si intende per messa in esercizio:
b) l'utilizzazione della macchina o del componente di sicurezza costruiti sulla base della legislazione precedente e già in servizio alla data di entrata in vigore del presente regolamento, qualora siano stati assogettati a variazioni di modalità di utilizzo non previste direttamente dal costruttore.
e)le macchine specificatamente progettate o destinate ad uso nucleare che, se difettose, possono provocare emissioni di radioattività;
h)i serbatoi di immagazzinamento e le condutture per il trasporto di benzina, gasolio per autotrazione, liquidi infiammabili e sostanze pericolose;
i) i mezzi di trasporto aerei, stradali,ferroviari o per vie d'acqua destinati unicamente al trasporto di persone e quelli destinati al trasporto delle merci per la sola parte inerente la funzione del trasporto. Non sono esclusi dal campo di applicazione del presente regolamento i veicoli destinati all'industria estrattiva;
m) gli impianti a fune, comprese le funicolari,per il trasporto pubblico o non pubblico di persone;
n) i trattori agricoli e forestali quali definiti al paragrafo 1 della Direttiva 74/150/CEE, concernente il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative all'omologazione dei trattori agricoli e forestali a ruote, modificata da ultimo dalla Direttiva 86/297/CEE;
o) le macchine appositamente progettate e costruite ai fini militari o di mantenimento dell'ordine;
p) gli ascensori che collegano in modo permanente piani definiti di edifici e costruzione mediante una cabina che si sposta lungo guide rigide la cui inclinazione sull'orizzontale è superiore a 15 gradi, destinata al trasporto:
3) soltanto di cose se la cabina è accessibile, ossia se una persona può penetrarvi senza difficoltà, e attrezzata con elementi di comando situati al suo interno o alla portata di una persona che si trovi nel suo interno;
6) ai sensi dell'articolo 20 della legge 20 aprile 1987 n. 183, con decreto del Ministro dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato,di concerto con il Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale,sono adottate le modifiche del presente regolamento concernenti modalità esecutive e caratteristiche di ordine tecnico.
Conformità ai requisiti essenziali di sicurezza
1. Possonoessere immessi sul mercato o messi in servizio le macchine e i componenti di sicurezza conformi alle disposizioni del presente regolamento ed i requisiti essenziali di cui all'allegato I, purchè, debitamente installati, mantenuti in efficienza ed utilizzati conformemente alla loro destinazione, non pregiudichino la sicurezza e la salute.
2. Prima dell'immissione sul mercato o della messa in servizio, il costruttore e il suo mandatario residente nell'Unione Europea deve attestare la conformità ai requisiti essenziali di cui al comma 1:
a) per le macchine, mediante la dichiarazione CE di conformità di cui all'allegato II, punto A, e l'opposizione della marcatura di conformità CE di cui all'art. 5;
3. Si presumono rispondenti ai requisiti essenziali di cui al comma 1 le macchine e i componenti di sicurezza costruiti in conformità alle norme armonizzate di cui all'art. 3 che li riguardano.
4. Le macchine per dichiarazione del costruttore o di un suo mandatario residente nell'Unione Europea, sono destinate ad essere incorporate od assemblate con altre macchine per costruire una macchina ai sensi del presente regolamento possono circolare sul mercato prive della marcatura di conformità CE, purchè corredate della dichiarazione del fabbricante di cui al punto B dell'allegato II, salvo il caso in cui esse possano funzionare in modo indipendente.
5. Le macchine per le quali i rischi sono principalmente di natura elettrica devono rispondere in via prioritaria alle disposizioni di cui alla legge 18 ottobre 1977, n. 791, di attuazione della Direttiva 73/23/CEE, ed alle successive modifiche.
Norme armonizzate e disposizioni di carattere equivalente
1. Ai sensi del presente regolamento si intendono per norme armonizzate le disposizioni di carattere tecnico adottate dagli organismi di normazione europeia su mandato della Commissione dell'Unione Europea e da quest'ultima aprrovate, i cui riferimenti sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della stessa e trasposte in una norma nazionale.
2. I riferimenti delle norme nazionali che traspongono le norme armonizzate sono pubblicati, con decreto del Ministro dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
3. In assenza di norme armonizzate, con decreto del Ministro dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato son pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana i riferimenti delle norme nazionali che soddisfano a tutti o parte dei requisiti essenziali di sicurezza di cui all'allegato I.
4. Gli enti normatori italiani di cui alla legge 21 giugno 1986 n. 317, adottano le procedure necessarie per consentire alle parti sociali la partecipazione nel processo di elaborazione delle norme armonizzate in materia di macchina.
1) Prima di redigere la dichiarazione di conformità di cui all'art. 2, comma 2, lettera a), il costruttore o un suo mandatario residente nell'Unione Europea deve:
b) se la macchina è compresa tra quelle elencate nell'allegato IV ed è fabbricata senza rispettare o rispettando solo parzialmente le norme di cui all'art. 3, comma 2, o in mancanza d i queste, sottoporre il modello della macchina all'esame per la certificazione CE secondo le procedure previste dall'allegato VI;
c) se la macchina è compresa fra quelle elencate nell'allegat IV ed è fabbricata conformemente alle norme di cui all'art. 3, comma 2, il costruttore o il suo mandatario residente nell'Unione Europea deve effettuare, a sua scelta, uno dei seguenti adempimenti:
3) sottoporre il modello dellla macchina all'esame per la certificazione CE prevista dall'allegato VI.
4. Nei casi previsti dal comma 1, lettera a), e lettera c), punti 1) e 2), la dichiarazione CE di conformità deve attestare unicamente la conformità ai requisiti essenziali di cui all'allegato I.
6. Prima di redigere la dichiarazione di conformità di cui all'art. 2, comma 2, lettera b), il costruttore o il suo mandatario residente nell'Unione Europea deve sottoporre i componenti di sicurezza alle procedure di certificazione di cui i commi 1, 3, 4 e 5. Inoltre, qualore si procede ad un esame per la certificazione CE, l'organismo di certificazione di cui all'art. 8 verifica l'idoneità del componente di sicurezza a svolgere le funzioni di sicurezza dichiarate dal costruttore.
7. Nei casi in cui nè il costruttore nè alcun mandatario residente nell'Unione Europea abbiano ottemperato agli obblighi di cui ai commi 1, 2, 3, 4 e 5, tali obblighi incombono su chiunque immetta la macchina o il componente di sicurezza sul mercato o assembli macchine o parti di macchine o componenti di sicurezza di origine diverse per la successiva immissione sul mercato o costruisca la macchina o il componente di sicurezza per uso proprio.
8. Non è soggetto agli obblighi di cui al comma 7 colui che installa su di una macchina o su un trattore attrezzature intercambiabili, a conduzione che gli elementi siano compatibili e che ciascuna parte costituente l a macchina montata sia munita della marcatura CE e corredata della dichiarazione CE di conformità.
9. Le revoche degli attestati di certificazione CE da parte degli organismi che li hanno rilasciati devono essere motivate e comunicate immediatamente agli interessati e ai Ministeri dell'Industria, del Commercio e del l'Artigianato e del Lavoro e della Previdenza Sociale. Il Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato per tramite del Ministero degli Affari Esteri, informa gli altri Stati membri e la Commissione dell'Unione Europea delle revoche stesse.
11. Qualora le macchine siano disciplinate da altre norme relative ad aspetti diversi che prevedono l'opposizione della marcatura CE, quest'ultima indica che le macchine si presumono conformi a tali norme; tuttavia, nel caso in cui sia lasciata al fabbricante la facoltà di scegliere il regime da applicare durante il regime transitorio, la marcatura CE indica che gli apparecchi soddisfano soltanto le norme applicate dal fabbricante; in questo caso, nei documenti, nelle avvertenze o nei fogli di istruzione, che devono accompagnare le macchine, sono riportati i riferimenti normativi applicati.
Marcatura <<CE>>
1. La marcatura CE, il cui modello è riportato nell'allegato III, è costituito dalla sigla <<CE>>.
3. Fino alla data del 1 gennaio 1997 è consentita la commercializzazione di macchine che riportano di seguito alla sigla <<CE>> le ultime due cifre dell'anno di apposizione dellla marcatura di cui al presente articolo.
4. E' vietato apporre <lla macchina delle marcature che possano indurre in errore circa il significato ed il simbolo grafico della marcatura CE; possono essere apposti altri tipi di marchi, purchè non limitano la visibilità e la leggibilita della marcatura CE.
Rappresentanza nel comitato permanente
1. La rappresentanza italiana in seno al Comitato permanete previsto dall'art. 6, paragrafo 2, della Direttiva 89/392/CEE, è composta da un rappresentante del Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato e da un rappresentante del Ministero del Lavoro e dellla Previdenza Sociale.
Ritiro dal mercato e clausola di salvaguardia
1. Per le macchine o componenti di sicurezza già immessi sul mercato muniti della marcatura CE, il controllo della conformità ai requisiti essenziali di sicurezza di cui all'allegato I è opera del Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato e del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, attraverso i propri organi ispettivi in coordinamento permanente tra loro al fine di evitatr duplicazioni dei controlli.
2. Le amministrazioni di cui al comma 1, possono avvalersi, in conformità alla legislazione vigente, per gli accertamenti di carattere tecnico, dell'Istituto Superiore di Prevenzione e Sicurezza del Lavoro (ISPESL) e degli altri uffici tecni dello stato.
3. Qualora gli organismi di vigilanza competenti per la prevenzione e la sicurezza accertino la non conformità di una macchina o di un componente di sicurezza ai requisiti essenziali di sicurezza di cui all'allegato I, ne danno immediata comunicazione al Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato e al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.
4. Qualora sia constatato che una macchina o un componente di sicurezza, pur accompagnati dalla dichiarazione di conformità ed utilizzati conformemente alla loro destinazione, rischiano di pregiudicare la sicurezza delle persone, oeventualmente degli animali domestici o dei beni, il Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato, previa verifica dell'esistenza dei rischi segnalati, ne ordina il ritiro temporaneo dal mercato ed il divieto di utilizzazione, con provvedimento motivato e notificato all'interessato, con l'indicazione dei mezzi di ricorso e del termine entro cui è possibile ricorrere.
6. A seguito delle coclusione delle consultazioni avviate dalla Commissione dell'Unione Europea in seno al Comitato permanente di cui all'art. 6, i provvedimenti di cui al comma 4, possono essere definitivamente confermati, modificati o revocati.
7. Il Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato comunica i provvedimenti di cui ai commi 4 e 6 al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e agli organi di vigilanza.
8. In occasione di fiere , di esposizioni, di dimostrazioni o analoghe manifestazioni pubbliche, è consentita la presentazione di macchine o di componenti di sicurezza che non sono conformi alle disposizioni del presente regolamento, purchè un apposito cartelloindichi chiaramente la non conformità di dette macchine e di detti componenti di sicurezza e la impossibilità di acquistarli prima che siano resi conformi dal fabbricante o dal suo mandatario stabilito nel territirio comunitario. Al momento delle dimostrazioni devono essere prese le misure di sicurezza a deguate per assicurare la protezione delle persone.
9. Gli oneri relativi al ritiro dal mercato delle macchine o dei componenti di sicurezza si sensi del presente articolo sono a carco del costruttore o del suo mandatario residente nell'Unione Europea.
1. Le attività di certificazione di cui all'art. 4, relativo a macchine o a componenti di sicurezza di cui all'allegato IV, sono effettuati da organismi autorizzati e notificati ai sensi del presente articolo.
2. Possonoessere autorizzati organismi in possesso di requisiti minimi di cui all'allegato VII e degli altri requisiti stabiliti dal decreto ministeriale 22 marzo 1993, pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n, 78 del 3 aprile 1993, di attuazzione del decreto legislativo 4 dicembre 1992, n 475. La domanda di autorizzazioe deve essere presentata nelle forme del citato decreto ministeriale 22 marzo 1993, all'ispettorato tecnico del Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato.
3. L'autorizzazione è rilasciata entro 90 giorni con decreto del Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato, di concerto con il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana,agli organismi di cui al comma 2 con organizzazione conforme alle norme UNI-EN 45011; trascorsi novanta giorni l'autorizzazione si intende negata.
4:Le spese relative alla certificazione sono a totale carico del costruttore o del suo mandatario stabilito nell'Unione Europea. Le spese relative ai controlli preliminari connessi alla procedura di autorizzazione degli organismi sono a totale carico del richiedente.
5. Le amministrazioni che hanno rilasciato l'autorizzazione determinano gli indirizzi volti ad assicurare la necessaria omogeneità dell'attività di certificazione, vigilano sull'attività degli organismi autorizzati e hanno la facoltà di procedere, attraverso tecnici dei propri uffici centrali e periferici, ad ispezioni e verifiche per accertare la permanenza dei requisiti e il regolare svolgimento delle procedure previste dal presente regolamento, operando in coordinamento permanente fra loro.
6. Il Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato, tramite il Ministero degli Affari Esteri, notifica tempestivamente alla Commissione dell'Unione Europea e agli Stati membri l'elenco degli organismi autorizzati ed ogni successiva modificazione, anche ai fini della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea. Il Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato cura periodicamente la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana degli elenchi aggiornati degli organismi autorizzati di cui al presente articolo.
7. Nei casi di certificazione previsti dall'art. 4, comma 1, lettera b) e lettera c), punto 3, l'organismo autorizzato ha la responsabilità della corretta valutazione dell'adeguatezza del fascicolo tecnico.
8. Nei casi di certificazione previsti dall'art. 4, comma 1, lettera c) punto 2), l'organismo autorizzato ha la responsabilità della corretta valutazione della conformità del modello di macchina o di componente di sicurezza esaminato ai requisiti essenziali di sicurezza di cu all'allegato I.
Conferma degli organismi di certificazione
1. Gli organismi già autorizzati in via provvisoria ai sensi della Circolare del Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato 25 febbraio 1993, n. 159258, possono richiedere all'Ispettorato tencico del Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato la relativa riconferma, nel termine di sessanta giorni dell'entrata in vigore del presente regolamento. Decorso tale termine in mancanza della domanda di riconferma le autorizzazioni si ritengono decadute.
2. L'istanza di cui al comma 1, in regola con il bollo, deve indicare le eventuali modificazioni intervenute ed ogni elemento utile a completare la documentazione presentata in sede di istanza provvisoria, secondo lr prescrizioni del presente regolamento.
1. Alle procedure relative all'attività di certificazione di conformità delle macchine e dei componenti di sicurezza e a quelle finalizzate alla autorizzazione degli organismi di certificazione, alla vigilanza sugli organismi stessi, nonchè all'effettuazione dei controlli sui prodotti, si applicano le disposizioni dell'art. 47 della legge 6 febbroio 1996, n. 52.
1. Fatto salvo l'art. 1, comma 3, in caso di modifiche costruttive, chiunque venda, noleggi o conceda in uso o locazione finanziaria macchine o componenti di sicurezza già immessi sul mercato o già in servizio alla data di entrata in vigore del presente regolamento e privi di marcature CE, deve attestare, sotto la prppria responsabilità, che gli stessi sono conformi, al momento della consegna a chi acquisti, riceva in uso , noleggio o locazione finanziaria, alla legislazione previgente alla data di entrata in vigore del presente regolamento.
2. Le macchine o i componenti di sicurezza già immessi sul mercato o messi in servizio, per i quali, nel periodo compreso fra il 1 gennaio 1993 e la data di entrata in vigore del presente regolamento, è stata presentata all'ISPELS domanda di omologazione non ancora respinta, si intendono legittimamente immessi sul mercato o messi in servizio se:
a) l'ISPELS conclude positivamente il processo di omologazione;
b) l'interessato trasmette la dichiarazione di conformità ed il fascicolo tecnico di cui al presente regolamento, nel termine di sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del regolamento stesso, all'ISPELS che procede alla archiviazione della istanza di omologazione, previa verifica della completezza della documentazione e, nel caso di macchine o di componenti di sicurezza indicati nell'allegato IV, previa verifica della sussistenza dei requisiti di cui all'allegato I o della relativa certificazione rilasciata da uno degli organismi di cui all'art. 9. La trasmissione all'ISPELS della documentazione produce gli effetti di cui al comma 3.
3. Chiunque utilizzi macchine già soggette alla disciplina di cui al Decreto Ministeriale 12 settembre 1959, messe in servizio successivamente all'entrata in vigore del presente regolamento, ha l'obbligo do denuncia al dipartimento periferico competente per territorio dell'ISPELS dell'avvenuta installazione della macchina.
4. Le macchine di sollevamento o di spostamento di persone e i componenti di sicurezza costruiti in conformità alla legislazione previgente alla data di entrata in vigore del presente regolamento possono essere immessi sul mercato e messi in servizio fino al 31 dicembre 1996.
Dato a Roma addì 24 luglio 1996
REQUISITI ESSENZIALI DI SICUREZZA E DI SALUTE RELATIVI
ALLA PROGETTAZIOE E ALLA COSTRUZIONE DELLE MACCHINE
E DEI COMPONENTI DI SICUREZZA
Ai fini del presente allegato il termine "macchina" designa sia la macchina, quale definita all'art. 1, lettera a), sia il componente di sicurezza quale definito allo stesso comma lettera b).
1. Gli obblighi previsti dai requisiti essenziali di sicurezza e di salute si applicano soltanto se sussiste il rischio corrispondente per la macchina in questione allorchè viene utilizzata alle condizioni previste dal fabbricante. In ogni caso i requisiti 1.1.2, 1.7.3 e 1.7.4 si applicano all'insieme della macchina oggetto del presente allegato.
2. I requisiti essenziali di sicurezza e di salute elencati nel presente allegato sono inderogabili. Tuttavia, tenuto conto della stato della tecnica, gli obbiettivi da loro prefissi possono essere raggiunti. In questo caso e nella misura del possibile la macchina deve essere progettata e costruita per tendere verso tali obbiettivi.
ai sensi del presente allegato, si intendono per:
1. "Zona Pericolosa", qualsiasi zona all'interno e/o in prossimità della macchina in cui la presenza di una persona esposta costituisca un rischio per la sicurezza e la salute di detta persona;
2. "Persona Esposta", qualsiasi persona che so trovi interamente o in parte in una zona pericolosa;
3. "Operatore", la o le persone incaricate di installare, di far funzionare, di regolare, di eseguire la manutenzione, di pulire, di riparare e trasportare una macchina.
1.1.2. Principi di integrazione della sicurezza
a) Per costruzione, le macchine devono essere atte a funzionare, ad essere regolate e a subire la manutenzione, senza che tali operazioni nelle condizioni previste dal fabbricante, espongano a rischi le persone.
Le misure adottate devono avere lo scopo di eliminare il rischio di infortuni durante l'esistenza prevedibile della macchina, comprese le fasi di montaggio o smontaggio anche se tale rischio fosse la conseguenza di una situazione anormale prevedibile.
- eliminare o ridurre i rischi nel miglior modo possibile (integrazione della sicurezza nella progettazionee nella costruzione della macchina);
- informare gli utilizzatori dei rischi residui dovuti all'incompleta efficacia delle misure do protezione adottate, indicare se è richiesta una formazione particolare e segnalare se è necessario prevedere un dispositivo di protezione individuale.
c) In sede di progettazione e di costruzione della macchina, nonchè all'atto della redazione delle istruzioni per l'uso, il fabbricantedeve considerare non soltanto l'uso normale della macchina, ma anche l'uso della macchina ragionevolmente prevedibile.
La macchina deve essere progettata in modo da evitare che sia utilizzata normalmente, se ciò può comportare un rischio. Negli altri casi le istruzioni per l'uso devono richiamare l'attenzione dell'utilizzatore sulle controindicazioni nell'uso della macchina che potrebbero, in base all'esperienza, presentarsi.
d) Nelle condizioni di uso previste devono essere ridotti al minimo possibile il disagio, la fatica e le tensioni Psichiche (stress) dell'operatore, tenuto conto dei principi dell'ergonomia.
In particolare, se vengono usati dei fluidi, la macchina deve essere progettata e costruita in modo da poter essere utilizzata senza rischi dovuti al riempimento, all'utilizzazione, al recupero e alla evacuazione.
Il fabbricante fornisce una illuminazione incorporata adeguata alle operazioni dove, malgrado un'illuminazione ambiente avente un valore normale, la mancanza di tale dispositivo, potrebbe determinare rischi.
Il fabbricante deve avere cura che non vi siano zone d'ombra, abbaglianti fastidiosi, nè effetti strboscopici pericolosi dovuti all'illuminazione fornita dal fabbricante.
Gli organi interni che devono essere ispezionati frequentemente devono essere muniti di opportuni dispositivi di illuminazione; la stesso dicasi per le zone di regolazione e di manutenzione.
- essere imballata e progettata per essere immagazzinata in modo sicuro e senza deterioramenti (per esempio: sufficiente stabilità, supporti speciali, ecc.).
Se la massa, le dimensioni e la forma della macchina o dei suoi vari elementi non ne consentano lo spostamento a mano, la macchina o ciascuno dei suoi vari elementi deve essere:
- munita di accessori che consentano di afferrarla con un mezzo di sollevamento ;
- facilmente spostabile;
-Munita di dispositivi di presa (ad esempio : maniglie, ecc.) che ne consentano il trasporto in tutta sicurezza.
1.2.1 Sicurezza e affidabilità dei sistemi di comando
I sistemi di comando devono essere progettati e costruiti in modo da essere tanto sicuri e affidabili da evitare qualsiasi situazione pericolosa. Essi devono in particolare essere progettati e costruiti in modo:
- che resistano alle sollecitazioni normali di servizio e agli agenti esterni;
- chiaramente visibili, individuabili ed eventuamlmente contrassegnati da una marcatura adatta;
- disposti in modo da garantire una manovra sicura, univoca e rapida;
- progettati in modo tale che il movimento del dispositivo di comando sia coerente con l'azione di comando;
- situati fuori dalle zone pericolose tranne il caso, all'occorrenza, di taluni organi, come arresto di emergenza, una console di apprendimento per i robot;
- sistemati in modo che la loro manovra non causi rischi supplementari;
- progettati e protetti in modo che l'azione comandata, se comporta un rischio, non possa aver luogo senza una manovra intenzionale;
La posizione e la corsa dei dispositivi di comando , nonchè lo sforzo richiesto devono essere compatibili con l'azione comandata, tenedo conto dei principi ergonomici. Si deve tener conto degli obblighi dovuti all'uso necessario e prevedibile di dispositivi di protezione individuali (ad esempio: calzature, guanti, ecc.).
Dal posto di comando principale l'operatore deve poter essere in grado di assicurarsi dell'assenza di persone esposte nella zona di rischio.
Se ciò fosse possibile, il sistema di comando deve essere progettato e costruito in modo che ogni messa in marcia sia preceduta da un segnale di avvertimento sonoro e/o visivo. La persona esposta deve avere il tempo e i mezzi per impedire rapidamente l'avviamento della macchina.
- per la rimessa in marcia dopo un arresto, indipendentemente dall'origine;
- per il comando di una modifica rilevante dalle condizioni di funzionamento (ad esempio: velocità, pressione, ecc.);
Se una macchina dispone di più dispositivi di comando dell'avviamento e se, di conseguenza, gli operatori possono mettersi reciprocamente in pericolo, devono essere previsti dispositivi complementari per escludere questo rischio (ad esempio dispositivi di convalida o selettori che consentano il funzionamento di un solo dispositivo di avviamento per volta).
1.2.4. Dispositivi di arresto
Ogni posto di lavorodeve essere munito di dispositivo di comando che consenta di arrestare, in funzione dei rischi esistenti, tutti gli elementi mobili della macchina o unicamente parti di essi, in modo che la macchina sia in situazione di sicurezza. L'ordine di arresto della macchina deve essere prioritario rispetto agli ordini di avviamento.
Ogni macchina deve essere munita di uno o più dispositivi di arresto di emergenza che consentano di evitare situazioni di pericolo che rischino di prodursi imminentemente o che si stiano producendo. Sono escluse da questo obbligo:
- le macchine per le quali il dispositivo di arresto di emergenza non può ridurre il rischio perchè non riduce il tempo per ottenere l'arresto normale oppure perchè non permette le misure specifiche che il rischio richiede.
- comprendere dispositivi di comando chiaramente individuabili, ben visibili e rapidamente accessibili;
- provocare l'arresto del processo pericoloso nel tempo più breve possibile, senza creare rischi supplementari;
Nel caso di macchine o di elementi di macchine progettate per lavorare assemblati, il fabbricante deve progettare e conrollare la macchina in modo tale che i dispositivi di arresto, compreso l'arresto di emergenza, possono bloccare non soltanto la macchina ma anche tutte le attrezzature a valle e/o a monte qualora il loro mantenimento in funzione costituisca un pericolo.
Se la macchina è stata progettata e costruita per consentire il funzionamento o il comando multi modale e presenta diversi livelli di sicurezza /ad esempio: per consentire la regolazione, la manutenzione, l'ispezione, ecc.), essa deve essere equipaggiata da un selettore modale che possa essere bloccato in ciascuna posizione di funzionamento. A ciascuna posizione del selettore corrisponderà un solo modo di comando o di funzionamento.
- escludere il comando automatico;
- autorizzare i movimenti soltanto mediante dispositivi di comando che necessitano una azione continuata;
- autorizzare il funzionamento degli elementi mobili pericolosi soltanto in condizioni di sicurezza migliorate (ad esempio: velocità ridotta, sforzo ridotto, a intermittenza o altre disposizioni adeguate) evitando i rischi derivanti dalle sequenze collegate.
L'interruzione, il ripristino dopo l'interruzione o la variazione, indipendentemente dal senso . dell'alimentazione di energia della macchina non deve creare situazioni pericolose.
- l'avviamento intempestivo;
- l'impedimento dell'arresto della macchina se l'ordine è già stato dato;
- la caduta o l'espulsione di un elemento mobile della macchina o di un pezzo della macchina;
- l'impedimento dell'arresto automatico o manuale degli elementi mobili di qualsiasi tipo;
1.2.7. Avarie del circuito di comando
Una anomalia della logica del circuito di comando, una avaria o un deterioramento del circuito di comando non devono creare situazioni pericolose.
La macchina, elementi di attrezzature compresi, deve essere progettata e costruita in modo che, nelle condizioni di funzionamento previste (eventualmente tenendo conto delle condizioni climatiche), la sua stabilità sia tale da consentire l'utilizzazione senza rischio di rovesciamento, di caduta o di spostamento intempestivo.
Il fabbricante indicherà nelle istruzioni per l'uso i tipi e le frequenze per le ispezioni e manutenzioni necessarie per motivi di sicurezza. Egli indicherà eventualmente i pezzi soggetti ad usura, nonchè i criteri di sostituzione.
Se, nonostante le precauzioni prese (ad esempio nel caso delle mole), sussistono rischi di esplosione e rottura, gli elementi mobili in questione devono essere montati e protetti in modo che i loro eventuali frammenti vengano trattenuti.
Le tubazioni rigide o elastiche contenenti fluidi, in particolare ad alta pressione, dovranno poter sopportare le sollecitazioni interne ed esterne previste e saranno solidamente fissate e/o protette da qualsiasi tipo di danneggiamento esterno; opportune precauzioni saranno prese affinchè, in caso di rottura, esse non presentino rischi (movimenti bruschi, getti ad alta pressione, ecc.).
In caso di alimentazione automatica del materiale da lavorare verso l'utensile, devono essere soddisfatte le seguenti condizioni per evitare rischi per le persone esposte (ad esempio:rottura dell'utensile).
- al momento del contatto utensile/pezzo, l'utensile deve avere raggiunto le sue normali condizioni di lavoro,
- al momento dell'avviamento e/ dell'arresto dell'utensile (volontario o accidentale) , il movmento di alimentazione e il movimento dell'utensile debbono essere coordinati.
Devono esser prese precauzioni per evitare la cadute e/o la proiezione di oggetti (pezzi lavorati, utensili, trucioli, frammenti residui , ecc.) che possono presentare rischio.
A tale fine gli elementi che non siano protetti devono poter essere messi in moto o arrestati individualmente.
Quando la macchina è progettata per effettuare operazioni in condizioni di impiego diverse (ad esempio: in materia di velocità ed alimentazione), deve essere progettata e costruita in modo che la scelta e la regolazione di tali condizioni possano essere effettuate in modo sicuro ed affidabile.
Gli elementi mobili della macchina devono essere progettati, costruiti e disposti per evitare i rischi oppure, se sussistono rischi, essere muniti di protezione in modo tale da prevenire qualsiasi rischio di contatto che possa provocare infortuni.
Devono essere prese tutte le precauzioni necessarie per impedire un bloccaggio improvviso degli elementi mobili di lavoro. Nei casi in cui, malgrado le precauzioni prese, può verificarsi un bloccaggio, mezzi di protezione specifici, utensili specifici, le istruzioni per l'uso ed, eventualmente, una indicazione sulla macchina stessa dovranno essere forniti dal fabbricante per permettere di sbloccare la macchina senza rischi.
Le protezioni o i dispositivi di protezione usati contro i rischi dovuti agli elementi mobili devono essere scelti in funzione del rischio effettivo. Per la scelta si deve ricorrereale seguenti indicazioni:
Le protezioni progettate per proteggere le persone esposte ai rischi dovuti agli elementi mobili di trasmissione (ad esempio: pulegge, cinghie, ingranaggi, cremagliere, alberi di trasmissione, ecc.), devono essere:
- sia delle protezioni fisse, conformi ai requisiti 1.4.1. e 1.4.2.1.;
- sia delle protezioni mobili, conformi ai requisiti 1.4.1. e 1.4.2.2. .
Le protezioni o i dispositivi di protezione progettati per proteggere le persone esposte ai rischi provocati dagli elementi mobili che concorrono al lavoro (quali, ad esempio,utensili di taglio, elementi mobili delle presse, cilindri, pezzi in corso di lavorazione, ecc.) devono essere:
- possibilmente delle protezioni fisse conformi ai requisiti 1.4.1. e 1.4.2.1. .
- oppure protezioni mobili conformi ai requisiti 1.4.1. e 1.4.2.3. o dispositivi di protezioni quali i dispositivi sensibili ( ad esempio: relè immateriali, commutatori a tappeto), i dispositivi di protezione che mantengono l'operatore a distanza (ad esempio: comandi a due mani), i dispositivi di protezione destinati a impedire automaticamente l'accesso di tutto o parte del corpo dell'operatore alla zona pericolosa, conformemente ai requisiti 1.4.1. e 1.4.3. .
Tuttavia, se taluni elementi mobili che partecipano alla lavorazione non possono essere resi inaccessibili, interamente o in parte, durante il loro funzionamento a causa delle operazioni che richiedono l'intervento dell'operatore in loro prossimità, detti elementi, per quanto tecnicamente possibili, devono essere muniti:
- protezioni fisse conformi ai requisiti 1.4.1. 1.4.2.1. che impediscano l'accesso alle parti degli elementi non utilizzate per la lavorazione;
- e di protezioni regolabili, conformi ai requisiti 1.4.1. e 1.4.2.3. che limitano l'accesso alle parti degli elementi mobili indispensabili alla lavorazione.
1.4. Caratteristiche richieste per le protezioni e i dispositivi di protezione
- devono essere di costruzione robusta;
- non devono provocare rischi supplementari;
- non devono essere facilmente elusi o resi inefficienti;
- devono essere situati ad una distanza sufficiente dalla zono pericolosa;
- non devono limitare più del necessario l'osservazione del ciclo di lavoro;
- devono permettere gli interventi indispensabili per l'installazione e/o la manutenzione degli attrezzi nonchè per i lavoro di manutenzione, limitando però l'accesso soltanto al settore in cui deve essere effettuato il lavoro e se è possibile, senza smontare la protezione o il dispositvo do protezione.
Le protezioni fisse devono essere fissate saldamente.
A: Le protezioni mobili di tipo A devono:
- essere munite di un dispositivo di bloccaggio che impedisca l'avviamento degli elementi mobili sino a quando essa consentono l'accesso a detti elementi e inserisca l'arresto non appena esse non sono più in posizione di chiusura.
B. Le protezioni mobili di tipo B devono essere progettate ed inserite nel sistema di comando in modo che:
- la messa in moto degli elementi mobili non sia possibile fintanto che l'operatore può raggiungerli;
- la persona esposta non possa accedere agli elementi mobili in movimento;
- la loro regolazione richieda un intervento volontario, per esmpio, l'uso di un attrzzo, di una chiave,ecc.;
- la mancanza o il mancato funzionamento di uno dei loro elementi impedisca l'avviamento o provochi l'arresto degli elementi mobili;
- un ostacolo di natura adeguata garantisca una protezione in caso di rischi di proiezione.
- potersi regolare facilmente senza l'uso di attrezzo;
- la messa in moto degli elementi mobili non sia possibile fintantochè l'operatore può raggiungerli;
- la loro regolazione richieda un intervento volontario, ad esempio l'uso di un attrezzo, di una chiave, ecc.;
Se la macchina è alimentata con energia elettrica, essa deve essere progettata, costruita ed equipaggiata in modo da prevenire tutti i rischi dovuti all'energia elettrica.
La macchina deve essere progettata e costruita in modo da evetira o da ridurre la formazione di cariche elettrostatiche pericolose e/o deve essere munita di mezzi che consentano di scaricarla.
1.5.3. Rischi dovuti ad energie diverse dall'energia elettrica
Se la macchina è alimentata con energia diversa da quella elettrica (ad esempio: idraulica, pneumatica o termica, ecc.), essa deveessere progettata, costruita ed equipaggiata in modo da prevenire tutti i rischi che possono derivare da questi tipi di energia.
1.5.4. Rischi dovuti ad errori di montaggio
Gli errori commessi al montaggio o al rimontaggio di alcuni pezzi, che potrebbero essere all'origine di rischi, devono essere resi impossibili dalla progettazione degli stessi oppure mediante indicazioni figuranti sui pezzi e/o sui carter. Le stesse indicazioni devono figurare sui pezzi mobili e/o sul loro carter qualora occorra conoscere il senso del moto per evitare rischi. Raccomandazioni supplementari devono eventualmente figurare nelle istruzioni per l'uso.
Devono essere prese opportune disposizioni per evitare qualsiasi tipo di lesioni, per contatto o a distanza, dovuti a pezzi o a materiali a temperatura elevata o molto bassa.
Devono essere studiati i rischi di proiezioni di materiali caldi o molto freddi. Qualora sussista tale possibilità si devono prendere le misure necessarie per impedirle e, se tecnicamente non fattibile, per renderli meno pericolosi.
1.5.6. Rischi di incendio
La macchina deve essere progettata e costruita in modo da evitare qualsiasi rischio di incendio o surriscaldamento provocato dalla macchina stessa o da gas, liquidi, polveri, vapori ed altre sostanze,prodotti o utilizzati dalla macchina.
1.5.7. Rischi di esplosioni
La macchina deve essere progettata e costruita in modo da evitare qualsiasi rischio di esplosione provocato dalla macchina stessa o da gas, liquidi, polveri, vapori od altre sostanze prodotti , utilizzati dalla macchina.
A tal fine il fabbricante prenderà le misure necessarie per :
- evotare una concentrazione pericolosa dei prodotti;
- impedire l'infiammazione dell'atmosfera esplosiva;
Se il fabbricante prevede l'utilizzazione della macchina in una atmosfera esplosiva, saranno prese le stesse precauzioni.
La macchina deve essere progettata e costruita in modo tale che i rischi dovuti alla emissione di rumore aereo siano ridotti al livello minimo, tenuto conto del progresso tecnico e delle possibilità di disporre di mezzi atti a ridurre il rumore, in particolare alla fonte.
La macchina deve essere progettata e costruita in modo tale che qualsiasi emissione di radiazione da parte della macchina sia limitata a quanto necessario al suo funzionamento e i suoi effetti sulle persone esposte siano nulli o ridotti a proporzioni non pericolose.
- i dispositivi laser montati su macchine devono esser progettati e costruiti in modo da evitare qualsiasi radiazioni involontarie;
i dispositivi laser montati su macchine debbono essere protetti in modo tale che nè le radiazioni utili, nè la radiazione prodotta da riflessione o da diffusione e la radiazione secondaria possano nuocere alla salute;
- i dispositivi ottici per la osservazione o la regplozione di dispositivi laser montati su macchine devono eseere tali che i raggi laser non creino alcun rischio per la salute.
1.5.13. Rischi dovuti alla emissione di polvere, gas, ecc.
Se il tischio esiste, la macchina deve essere equipaggiata in modo tale da poter captare e/o aspirare i suddetti prodotti.
Se la macchina non è chiusa durante il normale funzionamento i dispositivi di captazione e/o aspirazione di cui al comma precedente devono essere situati il più vicino possibile al luogo di emissione.
1.5.14. Rischio di restare imprigionato in una macchina
Le macchine devono essere progettate, costruite o dotati di mezzi che consentano di evitare ad una persona esposta di restarvi chiuso dentro o, in caso di impossibilità, di chiedere aiuto.
Le parti della macchina sulle quali è previsto lo spostamento o lo stazionamento delle persone devono essere progettate o costruite in modo da evitare che esse scivolino, imciampino o cadano su tali parti o fuori di esse.
I punti di regolazione, lubricaficazione e di manutenzione devono essere situati fuori dalle zone pericolose. Gli interventi di regolazione, di manutenzione, di riparazione e di pulitura della macchina devono poter essere eseguiti sulla macchina ferma.
Se per motivi tecnici non è possibile soddisfare una delle precedenti condizioni, dette operazioni, devono poter essere eseguite senza rischi (vedi in particolare il punto 1.2.5.).
Gli elementi delle macchine automatizzate che devono essere sostituiti frequentemente, soprattutto in seguito ad un cambiamento della fabbricazione o quando sono sensibili agli effetti dell'usura o soggetti a deterioramento in seguito ad un incidente, devono essere facilmente smontabili o rimontabili in condizioni di sicurezza. L'accesso a questi elementi deve consentire di svolgere questi compiti con mezzi tecnici necessari (attrezzi, strumenti di misura, ecc.) secondo il metodo operativo definito dal costruttore.
1.6.2. Mezzi di accesso al posto di lavoro o ai punti di intervento
Il fabbricante deve prevedere mezzi di accesso (scale, passerelle,ecc.) che consentano di raggiungere in completa sicurezza tutti i punti in cui devono avvenire le operazioni di produzione, di regolazione e di manutenzione.
Le parti della macchina sulle quali è previsto lo spostamento e lo stazionamento delle persone deve essere progettata e costruita in modo da evitare cadute.
Ogni macchina deve essere munita di dispositivi che consentano di isolarla da ciascuna delle sue fonti di alimentazione di energia. Questi dispositivi debbono essere chiaramente individuati e potersi bloccare qualora il collegamento rischi di presentare un pericolo per la persona esposta. Nel caso di macchine alimentate a energia elettrica mediante una spina di innesto, è sufficiente la separazione della spina.
Il dispositivo deve essere parimenti bloccato nel caso in cui l'operatore non possa verificare l'effettivo costante isolamento di tutte le posizioni che deve occupare.
In deroga al requisito precedente, taluni circuiti possono non essere separati dalla loro fonte di energia onde consentire, ad esempio, il supporto di pezzi, la tutela di informazioni, l'illuminazione delle parti interne, ecc.. In questo caso devono essere prese disposizioni particolari per garantire la sicurezza degli operatori.
Le macchine devono essere progettate, costruite ed equipaggiate in modo tale da limitare le cause di intervento degli operatori.
Quando la sicurezza e la salute delle persone esposte possono essere messe in pericolo da un funzionamento difettoso di una macchina che funziona senza sorveglianza, la macchina deve essere attrezzata in modo da emettere un segnale luminoso o sonoro adeguato.
Se la macchina è munita di dispositivi di allarme (ad esempio mezzi di segnalazione, ecc.) essi devono poter essere compresi senza ambiguità o facilmente percepiti.
Devono esser applicate le disposizioni delle direttive specifiche concerneti i colori ed i segnali di sicurezza.
Nel caso in cui permangono dei rischi malgrado tutte le disposizioni adottate oppure quando si tratta di rischi potenziali non evidenti (ad esempio: armadio elettrico, sorgenti radioattive, spurgo di circuito idraulico, rischio di una parte non visibile, ecc.), il fabbricante deve prevedere delle avvertenze.
1.7.3. Marcature
Ogni macchina deve recare, in modo leggibile ed indelebile, almeno le seguenti indicazioni:
- designazione della serie e del tipo;
Se il fabbricante costruisce una macchina destinata alla utilizzazione in atmosfera esplosiva, essa deve recare anche l'apposita indicazione.
In funzione della sua caratteristica, la macchina deve anche recare tutte le indicazioni indispensabili alla sicurezza d'esercizio (ad esempio: frequenza massima di rotazione di taluni organi, diametro massimo degli utensili che possono essere montati, massa, ecc.).
1.7.4. Istruzioni d'uso
a) Ogni macchina deve essere accompagnata da una istruzione per l'uso che fornisca almeno le seguenti informazioni:
- riepilogo delle informazioni previste per la marcatura, escluso il numero di serie (vdi punto 1.7.3.), eventualmente completate dalle indicazioni atte a facilitare la manutenzione (ad esempio: indirizzo dell'importatore, dei riparatori, ecc.);
- le condizioni di utilizzazione previste ai sensi del punto 1.1.2.c);
- il o i posti di lavoro che possono esser occupati dagli operatori;
- l'utilizzazione;
- il trasporto, indicando la massa della macchina e dei suoi vari elementi allorchè devono essere regolarmente trasportati separatamente;
- l'installazione;
- il montaggio e lo smontaggio;
- la regolazione;
- la manutenzione e la riparazione;
- se necessario le istruzioni per l'addestramento;
- senecessario le caratteristiche essenziali degli utensili che possono essere montati sulla macchina.
b) le istruzioni per l'uso sono redatte in una delle lingue comunitarie dal fabbricante o dal suo mandatario stabilito nella Comunità. All'atto della messa in servizio, ogni macchina deve essere accompagnata da una traduzione delle istruzioni nella o nelle lingue del paese di utilizzazione o dalle istruzioni originali. La traduzione è fatta dal fabbricante o dal suo mandatario stabilito nella Comunità, oppure da chi introduce la macchina nella zona linguistica in questione. In deroga a quanto sopra, le istruzioni per la manutenzione destinate ad esser applicate da un personale specializzato che dipende dal fabbricante o dal suo mandatario stabilito nella Comunità, possono essere redatte in una sola lingua comunitaria compresa da detto personale.
c) Alle istruzioni per l'uso saranno allegati gli schemi della macchina necessari per la messa in funzione, la manutenzione , l'ispezione, il controllo del buon funzionamento e, all'occorrenza, la riparazione della macchina ed ogni altra avvertenza utile soprattutto in materia di sicurezza.
d) Qualsiasi documentazione che presenta la macchina non deve contenere elementi di contrasto con quanto specificato nelle istruzioni per l'uso per quanto concerne gli aspetti della sicurezza.
La documentazione tecnica che descrive la macchina deve fornire le informazioni concernenti l'emissione di rumore di cui alla lettera f) e, per le macchine portatili e/o a conduzione manuale, le informazioni concernenti le vibrazioni di cui al punto 2.2..
e) Se necessario, nelle istruzioni per l'uso devono essere indicate le prescrizioni di montaggio volte a ridurre il rumore e le vibrazioni prodotte (ad esempio: impiego di ammortizzatori, natura o massa del basamento, ecc.).
- il livello di pressione acustica continuo equivalente ponderato A nei posti di lavoro se supera 70 dB (A); se tale livello è inferiore o pari a 70 dB (A) deve essere indicato;
- il livello di potenza acustica emesso dalla macchina se il livello di pressione acustica continuo equivalente ponderato A nei posti di lavoro supera 85 dB(A).
Se il posto o i posti di lavoro non sono o non possono essere definiti, la misurazione del livello di pressione acustica deve essere eseguita a i m dalla superficie della macchina o a 1,50 m di altezza del suolo o dalla piattaforma di accesso. Devono essere indicati la posizione e il valore della presione acustica massima.
g) Se il fabbricante prevede la utilizzazione della machina in atmosfera esplosiva, le istruzioni per l'uso devono fornire tutte le indicazioni necessarie.
h) In caso di macchine che non possono essere destinate all'utilizzazione da parte di utilizzatori non professionali, la redazione e la presentazione delle istruzioni per l'uso,nel rispetto delle altre esigenze essenziali di cui sopra, devono tenere conto del livello di formazione generale e della perspicacia che ci si può ragionevolmente aspettare da questi utilizzatori.
Se la macchina è destinata alla preparazione o al trattamento di prodotti alimentari (ad esempio: cottura, raffreddamento, riporto a temperatura, lavaggio, manipolazione, condizionamento, stoccaggio, trasporto, distribuzione) deve essere progettata e cistruita in modo da evitare rischi di infezione, di malattia e di contagio e vanno osservate le seguenti norme di igiene:
a) I materiali a contatto o che possono venire a contatto con prodotti alimentari devono essere conformi alle direttive in materia. La macchina deve essere progettate e costruita in modo tale che detti materiali possano essere puliti prima di ogni utilizzazione.
c) I gruppi costituiti da più unità devono essere progettati in modo di ridurre al minimo le sporgenze, i bordi e gli angoli. Essi sono preferibilmente realizzati mediante saldatura o incollatura continua.
d) Tutte le superfici a contatto con i prodotti alimentari devono poter essere facilmente pulite e disinfettate eventualmente dopo aver tolto le parti facilmente smontabili. Gli angoli internidevono essere raccordati con raggi tali da consentire una pulizia completa.
e) I liquidi provenienti da prodotti alimentari o i prodotti di pulizia, di disinfezione o di risciacquatura devono poter defluire verso l'esterno della macchina senza incontrare ostacoli (eventualmente in una posizione "pulizia").
f) La macchina deve essere progettata e costruita in modo tale da evitare ogni infiltrazione di liquidi, ogni accumulazione di materie organiche o penetrazione di esseri vivi, segnatamente insetti, nelle zone impossibili da pulire (ad esempio: per una macchina non montata su piedi o rotelle, installazione di una guarnizione a tenuta stagna tra la macchina e lo zoccolo, uso di collegamenti stagni, ecc.).
g) La macchina deve essere progettata e costruita in modo che i prodotti ausiliari (ad esempio lubrificanti, ecc.) non possono entrare in contatto con i prodotti alimentari. All'occorenza, la macchina deve essere progettata o costruita per permettere di verificare regolarmente il rispetto di questo requisito.
Oltre alle indicazioni di cui al punto 1, le istruzioni per l'uso devono devono menzionare i prodotti e i metodi di pulizia, di disinfezione e di risciacquatura raccomandati non soltanto per le parti facilmente accessibili ma anche nel caso in cui sia necessaria una pulizia sul posto per le parti il cui accesso è impossibile o sconsigliato, ad esempio le tubazioni).
- a seconda del tipo di macchina, avere una superficie di appoggio sufficiente e disporre in numero sufficiente di mezzi di presa e di mantenimento correttamente dimensionati e disposti in modo da garantire la stabilità della macchina nelle condizini di funzionamento previste dal fabbricante;
- Tranne il caso in cui sia tecnicamente impossibile o quando esista un comando indipendente, se le impugnature non possono essere abbandonate in tutta sicurezza, le macchine devono essere munite di organi di comando di avviamento e/o di arresto disposti in modo tale che l'operatore non debba abbandonare i mezzi di presa per azionarli.
- Essere progettate, costruite e equipaggiate in modo tale da sopprimere i rischi dovuti al loro avviamento intempestivo e/o al loro mantenimento in funzione dopo che l'operatore ha abbandonato i mezzi di presa. Se questo requisito non è tecnicamente realizzabile occorre prendere disposizioni compensative.
- La macchina portatile tenuta a mano deve essere progettata o costruita in modo tale da consentire all'occorrenza, il controllo a vista della penetrazione dell'utensile nel materiale lavorato.
Le istruzioni per l'uso devono fornire la seguente indicazione relativa alle vibrazioni emesse dalle macchine tenute o condotte manualmente:
- Il valore medio quadratico ponderato, in frequenza, dell'accelerazione cui sono esposte le membra superiori quando superi i 2,5 m/sec2., definito secondo le norme di collaudo appropriate. Se l'accelerazione non supera i 2,5 m/sec2, occorre segnalarlo.
Le macchine per la lavorazione del legno e le macchine che lavorano materiali aventi caratteristiche fisiche e tecnologiche simili a quelle del legno, come il sughero, l'osso, la gomma indurita, le materie plastiche dure ed altre materie dure simili, devono rispondere ai seguenti requisiti essenziali per la sicurezza e la salute.
a) La macchina deve essere progettata e costruita o attrezzata in modo che il pezzo da lavorare possa essere presentato e guidato in condizioni di sicurezza; quando il pezzo è mantenuto manualmente su un banco di lavoro quest'ultimo deve garantire una stabilità sufficiente durante la lavorazione e non deve ostacolare lo spostamento del pezzo.
b) Se la macchina può essere utilizzata in condizioni che comportino un rischio di proiezione dei pezzi di legno, essa deve essere progettata, costruita o attrezzata in modo da evitare tale proiezione o quanto meno in modo che la proiezione non produca danni per l'operatore e/o per le persone esposte.
c) La macchina deve essere equipaggiata di freno automatico che arresti l'utensile in tempo sufficientemente breve in caso di rischio di contatto con l'utensile in fase di rallentamento.
d) Quando l'utensile è integrato in una macchina non completamente automatizzata, questa deve essere progettata e costruita in modo tale da eliminare o ridurre la gravità degli infortuni alle persone, ad esempio utilizzando portautensili a sezione circolare limitando la profondità di passata, ecc..
3. REQUISTI ESSENZIALI DI SICUREZZA E DI TUTELA DELLA SALUTE PER OVVIARE
AI RISCHI PARTICOLARI DOVUTI ALLA MOBILITA' DELLE MACCHINE
I rischi dovuti alla mobilità esistono sempre per le macchine semoventi, trainate, spinte o portate da un'altra macchina o da un trattore in cui lavoro è effettuato in aree di lavoro e richiede la mobilità durante il lavoro oppure uno spostamento continuo o semicontinuo secondo una successioni di stazioni di lavoro fisse.
Inoltre, i rischi dovuti alla mobilità possono esistere nel caso di macchine il cui lavoro si effettua senza spostamenti ma che possono essere muniti di mezzi che consentono di spostarle più facilmente da un luogo all'altro /macchine munite di ruote, rotelle, pattini, ecc., o collocate su supporti, carrelli,ecc.).
Al fine di verificare che i motocoltivatori o le moto zappatrici non presentino rischi inaccetabili per le persone esposte, il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità deve effettuare o far effettuare le prove appropriate per ogni tipo di macchina.
Per "conducente" si intende unoperatore competente incaricato dello spostamento di una macchina. Il conducente può essere trasportato dalla macchina oppure accompagnarla a piedi, o azionarla mediante telecomando (cavi, radio; ecc.).
Durante lo spostamento della macchina e/o dei suoi elementi, non devono potersi verificare spostamenti intempestivi ne rischi dovuti all'instabilità se la macchina e/o i suoi elementi son sottoposti a movimentazione secondo le istruzioni del fabbricante.
Il posto di guida deve esser progettato tenendo conto dei principi dell'ergonomia. Possono essere previsti più posti di manovra e, in questo caso ciascun posto deve disporre di tutti gli organi di comando necessari. Quando vi sono vari posti di manovra la macchina deve essere progettata in modo che l'imppiego di uno di essi renda impossibile l'uso degli altri, ad eccezione degli arresti di emergenza. La visibilità dal posto di guida deve essere tale da consentire al conducente di far muovere la macchina e i suoi utensili nelle condizioni di impiego previste, in tutta sicurezza per se stesso e per le persone esposte. In caso di necessità, adeguati dispositivi devono rimediare ai rischi dovuti alla deficienza di visibilità diretta.
La macchina deve essere progettata e costruita affinchè al posto di manovra non possano presentarsi rischi dovuti al contatto improvviso con le ruote o i cingoli per il conducente e per gli operatori a bordo. Il posto di manovra deve essere progettato e costruito in modo da evitare rischi per la salute derivanti dai gas di scarico e/o dalla mancanza di ossigeno.
Se la macchina è dotata di cabina, quest'ultima deve essere progettata e costruita e/o attrezzata in modo da asicurare che il conducente lavori in buone condizioni e sia protetto dagli eventuali rischi (ad esempio: riscaldamento ed aereazioni inadeguati, visibilità insufficiente, eccesso di rumore e vibrazioni, caduta di oggetti, penetrazioni di oggetti, ribaltamento,ecc.). l'uscita deve consentire un rapido abbandono della macchina. Si deve inoltre prevedere un'uscita di sicurezza in una direzione diversa dall'uscita normale.
Il sedile del conducente di qualsiasi macchina deve garantire la stabilità de conducente ed essere progettato tenendo conto dei principi dell'ergonomia.
Il sedile deve essere progettato in modo da resistere a tutte le sollecitazioni che può subire, soprattutto in caso di ribaltamento. Se sotto i piedi del conducente non esiste alcun piano di appoggio, egli dovrà disporre di un poggiapiedi antisdrucciolevole.
Se le condizioni di utilizzazione prevedono che oltre al conducente siano saltuariamente o regolarmente trasportati sulla macchina o vi lavorino altri operatori, devono essere previsti posti adeguati affinchè il loro trasporto o lavoro avvenga senza rischi, in particolare di caduta.
Se le condizioni di lavoro lo consentono, questi posti di lavoro devono esser muniti di sedili.
Dal posto di guida il conducente deve poter azionare tutti i dispositivi di comando necessari al funzionamento della macchina tranne per quanto riguarda le funzioni che possono essere esercitate in condizioni di sicurezza solo mediante dispositivi di comando collocati al di fuori del posto di guida. Si tratta in particolare di posti di lavoro diversi dal posto di guida di cui sono responsabili operatori diversi dal conducente e per i quali è necessario che il conducente lasci il posto di guida per svolgere la manovra in condizioni di sicurezza.
Quando il loro azionamento può comportare rischi, in particolare movimenti pericolosi, i dispositivi di comando della macchina, ad esclusione di quelli a posizioni predeterminate, devono ritornare in posizione neutra non appena l'operatore li lasci liberi.
L'ultima frase del punto 1.2.2. non si applica alla funzione della mobilità
Uno spostamento della macchina non deve essere posibile all'atto dell'avviamento del motore.
Fatte salve le prescrizioni da rispettare per la circolazione stradale, le macchine semoventi e i loro rimorchi devono rispettare i requisiti in materia di rallentamento, di arresto, di frenatura e di immobilizzazione che garantiscono la sicurezza in tutte le condizioni di funzionamento, di carico, di velocità, di caratteristiche del suolo e di pendenza previste dal fabbricante e corrispondenti o situazioni normalmente incontrate.
Il rallentamento e l'arresto della macchina semovente devono poter essere ottenuti dal conducente attrverso un dispositivo principale. Se la sicurezza lo esige, in caso di guasto del dispositivo principale o in mancanza di energia per azionare tale dispositivo, un dispositivo di emergenza con comandi interamenti indipendenti e facilmente accessibili deve consentire il rallentamento e l'arresto.
3.3.4. Spostamento della macchina con conducente a piedi
Ogni spostamento di una macchina semovente con conducente a piedi deve essere possibile solo se quest'ultimo esercita un'azione continua sull'organo di comando corrispondente. In particolare, nessun spostamento deve essere possibile all'atto del'avviamento del motore.
Il sistema di comando della macchina con conducente a piedi deve essere progettato in modo da ridurre al minimo i rischi connessi allo spostamento opinato della macchina verso il conducente, in particolare i rischi di:
Quando un elemento di una macchina è stato arrestato, la sua deriva dalla posizione di arresto, per qualsiasi causa che non sial'azionamento degli organi di comando, deve essere tale da non creare rischi per le persone esposte.
La macchina deve essere progettata, costruita ed eventualmente montata sul suo supporto mobile in modo che al momento dello spostamento le oscillazioni incontrollate del suo baricentro non ne pregiudichino la stabilità, ne comportino sforzi eccessivi per la sua struttura.
Gli elementi di macchine rotanti ad alta velocità, per le quali, nonostante le precauzioni prese, rimane il rischio di rottura o di disintegrazione, devono essere montati e protetti in modo che i loro eventuali frammenti vengano trattenuti o, quando ciò non è possibile, non possano essere proiettati verso il posto di manovra e/o i posti di lavoro.
3.4.3. Rischi connessi al ribaltamento
Detta struttura deve essere tale che in caso di ribaltamento garantisca al conducente trasportato, ed eventualmente agli operatori trasportati, un adeguato volume limite di deformazione (DLV):
Inoltre le seguenti macchine per movimento terra di potenza superiore a 15 Kw devono essere munite di struttura di protezione in caso di ribaltamento:
- pale caricatrici su cingoli o su ruote;
- caricatrici meccaniche;
- (trattori) apripista su cingoli o su ruote;
- ruspe autocaricanti o meno;
- livellatrici;
Quando per una macchina con conducente o eventualmente operatori trasportati esistono rischi connessi con cadute di oggetti e di materiali, essa deve essere progettata e munita, se le sue dimensioni lo consentono, di punti di ancoraggio atti a ricevere una struttura di protezione contro tale rischio (FOPS):
Detta struttura deve essere tale che in caso di caduta di oggetti o di materiale garantisca agli operatori trasportati un adeguato volume limite di deformazione (DLV).
Mezzi di sostegno o di appoggio devono essere progettati, costruiti e disposti in modo che gli operatori li utilizzino istintivamente e non ricorrano a tal fine agli organi di comando.
Ogni macchina utilizzata per trainare o destinata ad essere trainata deve essere munita di dispositivi di rimorchio o di traino progettati, costruiti e disposti in modo da garantire che il collegamento o lo sganciamento possano essere effettuati facilmente ed in modo sicuro e da impedire lo sganciamento accidentale durante l'utilizzazione.
3.4.7. Rischi connessi con la trasmissione di potenza tra la macchina semovente (o il trattore)
e la macchina azionata
Gli alberi di trasmissione cardanici che collegano una macchina semovente (o trattore) al primo supporto fisso di una macchina azionata devono essere protetti sul lato della macchina semovente e sul lato della macchina azionata per tutta la lunghezza dell'albero e dei giunti cardanici.
Sul lato della macchina semovente o del trattore, la presa di forza alla quale è collegato l'albero di trasmissione deve essere protetto da uno schermo fissato sulla macchina semovente (o sul trattore) oppure da qualsiasi altro dispositivo che garantisca una protezione equivalente.
Sul lato della macchina trainata, l'albero comandato deve essere chiuso in un carter di protezione fissato alla macchina.
Ogni macchina trainata, il cui funzionamento implica la presenza di un albero di trasmissione che la colleghi ad una macchina semovente o ad un trattore, deve possedere un sistema di aggancio dell'albero di trasmissione tale che, quando la macchina è staccata, l'albero di trasmissione e il suo dispositivo di protezione non vengono danneggiati dal contatto con il suolo o un elemnto della macchina.
Se son previsti accessi ai posti di lavoro in prossimità dell'albero di trasmissione al cardano, il costruttore deve evitare che i dispositivi di protezione degli alberi di trasmissione descritti al sesto comma possano servire da predellini, a meno che non siano progettati e costruiti a tal fine.
In deroga al punto 1.3.8. A, nel caso dei motori a combustione interna, le protezioni mobili che impediscono l'accesso alle parti mobili del compartimento motore possono essere provviste di dispositivi di blocco a condizione che la loro apertura sia possibile soltanto con l'impiego di un utensile o di una chiave, oppure dopo avere azionato un comando situato sul posto di guida, se quest'ultimo si trova in una cabina completamente chiusa con una serratura bloccabile.
3.5.1. Rischi dovuti alla batteria di accumulatori
L'alloggiamento della batteria deve essere costruito e situato e la batteria deve essere installata in modo da evitare al massimo la possibilità di proiezione dell'elettrolita sull'operatore anche in caso di ribaltamento e/o evitare l'accumulo di vapori vicino ai posti occupati dagli operatori.
3.5.3. Rischi dovuti alla emissione di polveri, gas, ecc.
Quando esiste tale rischio, la captazione di cui al punto 1.5.13. può essere sostituita con altri mezzi, come ad esempio l'eliminazione con getti di acqua polverizzata.
Il punto 1.5.13. secondo e terzo comma si applica soltanto quando la funzione principale della macchina è la polverizzazione dei prodotti.
Le macchine devono essere provviste di mezzi di segnalazione e/o di targhe con le istruzioni concernenti l'impiego, la regolazione e la manutenzione necessaria per garantire la sicurezza e la tutela della salute delle persone esposte. Tali mezzi devono esser scelti, progettati e realizzati in modo da esser chiaramente visibili e indelebili.
Fermo restando le condizioni da rispettare per la circolazionr stradale, le macchine con conducente trasportato devono essere dotate della seguente attrezzatura:
Le macchine telecomandate, le cui condizioni di impiego normali espongono le persone a rischi di urto o di schiacciamento, devono essere munite di mezzi adeguati per segnalare i loro spostamenti o di mezzi per proteggere le persone esposte contro tali rischi. Lo stesso applicasi alle macchine la cui utilizzazione implica la ripetizione sistematica di avanzamento o di arretramento lungo uno stesso asse e il cui conducente non ha visibilità posteriore diretta.
Il disinserimento involontario di tutti i dispositivi di avvertimento e di segnalazione deve essere reso impossibile in sede di fabbricazione.
Ogni qualvolta che ciò sia indispensabile alla sicurezza, questi dispositivi devono essere muniti di mezzi di controllo del buon funzionamento e un loro guasto deve essere reso apparente all'operatore.
Quando le macchine spostandosi o spostando i loro utensili possono creare un rischio particolare, dovrà essere prevista un'iscrizione sulla macchina stessa che vieti di avvicinarsi alla macchina durante illavoro; tale iscrizione deve essere leggibile a sufficiente distanza per garantire la sicurezza delle persone che devono operare nei pressi della macchina.
- La massa in Kg, nella cofigurazione più usuale ed eventualmente:
a) Per quanto riguarda le vibrazioni della macchina, il valore effettivo o un valore stabilito in base a misurazioni effetuate su una macchina identica:
- Il valore quadratico medio ponderato, in frequenza, dell'accelerazione cui sono esposte le menbra superiori quando superi 2,5 m/sec2; se tale livello è inferiore o pari a 2,5 m/sec2, occorre indicarlo;
- Il valore quadratico medio ponderato, in frequenza, dell'accelerazione cui è esposto il corpo (piede o parte seduta) quando superi 0,5 m/sec2; se tale livello è inferiore o pari a 0,5 m/sec2, occorre indicarlo.
Allorchè non son applicate le norme armonizzate, i dati sulle vibrazioni devono essere misurati usando il codice di misurazione più appropriato adeguato alla macchina.
Il fabbricante deve indicare le condizioni di funzionamento della macchina durante le misurazioni ed i metodi usati per le misurazioni;
b) Nel caso di macchine che consentono vari usi a seconda dell'attrezzatura usata, il fabbricante della macchina di base su cui possono essere fissate attrezzature intercambiabili e il fabbricante di queste ultime devono dare le informazioni necessarie per consentirne il montaggio e l'uso in condizioni di sicurezza.
4. REQUISITI ESSENZIALI DI SICUREZZA E DI TUTELA DELLA SALUTE PER PREVENIRE
I RISCHI PARTICOLARI DOVUTI AD UN'OPERAZIONE DI SOLLEVAMENTO
Le macchine che presentano rischi dovuti alle operazioni di sollevamento, essenzialmente rischi di caduta del carico, di urti del carico e di rovesciamento a causa della movimentazione del carico, devono essere progettate e costruite in modo da conformarsi ai requisiti che seguono.
Detti rischi si presentano con le macchine la cui funzione consiste nello spostare un carico unitario nel cambiamento di livello durante lo spostamento. Il carico può essere costituito da oggetti, da materiali o da merci.
componenti o attrezzature non collegate alle macchine e disposte tra la macchina e il carico oppure sul carico per consentirne la presa:
rapporto aritmetico tra il carico garantito dal fabbricante, fino al quale una attrezzatura, un accessorio o una macchina è in grado di trattenere tale carico, ed il carico massomo di esercizio marcato sulla attrezzatura, sull'accessorio o sulla macchina rispettivamente;
rapporto aritmetico tra il carico utilizzato per effettuare le prove statiche o dinamiche di una attrezzatura, un'accessorio o una macchina, ed il carico massimo di esercizio marcato sulla attrezzatura, sull'accessorio o sulla macchina rispettivamente;
verifica che consiste nel controllare l'apparecchio o l'accessorio di sollevamento e nell'applicargli successivamente una forza corrispondente al carico massimo di esercizio moltiplicato per un coefficiente di prova statico appropriato, quindi, dopo avere soppresso il carico, nell'eseguire di nuovo un'ispezione della macchina di sollevamento o dell'accessorio per controllare che non si sia verificato alcun danno;
A tal fine, il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità, deve utilizzare i mezzi di verifica appropriati; in particolare, per i carrelli di movimentazione automotori di levata superiore a 1.80 m, il fabbricante o il suo mandatario stabilito per la Comunità deve effettuare o far effettuare, per ciascun tipo di carrello, una prova di stabilità su piattaforma o prova analoga.
Le macchine devono essere munite di dispositivi che agiscono sulle guide o vie di scorrimento in modo da evitare deragliamenti.
Le macchine, gli accessori di sollevamento e gli elementi amovibili, devono poter resistere alle sollecitazioni cui sono soggette durante il funzionamento e, se del caso, anche quando sono fuori servizio, nelle condizioni di installazione e di esercizio previste dal fabbricante e in tutte le relative configurazioni, tenendo conto eventualmente degli effetti degli agenti atmosferici e degli sforzi esercitati dalle persone anche durante il trasporto, il montaggio e lo smontaggio.
Le macchine e gli accessori di sollevamento devono essere progettati e costruiti per sopportare i sovraccarichi applicati nelle prove statiche senza presentare deformazioni permanenti ne disfunzioni manifeste. Il calcolo deve tener conto dei valori del coefficiente di prova statica che è scelto in modo tale da garantire un livello adeguato di sicurezza; in generalw questo coefficiente ha i seguenti valori:
a) macchine mosse dalla forza umana e accessori di sollevamento 1,5;
b) altre macchine 1,25.
Le macchine devono essere progettate e costruite per sopportare perfettamente le prove dinamiche effettuate con il carico massimo di utilizzazione moltiplicato dal coefficiente di prova dinamica. Tale coefficiente di prova dinamica è scelto in modo tale da garantire un adeguato livello di sicureza e, in generale è pari a 1,1.
Le prove dinamiche devono essere effettuate sulla macchina pronta ad essere messa in servizio in mormali condizioni di utilizzazione e sono generalmente eseguite alle velocità nomonali definite dal fabbricante.
Qualora il circuito di comando autorizzi più movimenti simultanei (per esempio, rotazione e spostamento del carico), le prove devono essere effettuate nelle condizioni più sfavorevoli ossia, in generale, combinando i movimenti.
4.1.2.4. Pulegge,tamburi, catene e funi
I diametri delle pulegge, dei tamburi e dei rulli devono essere compatibili con le dimensioni delle funi o delle catene di cui possono essere munite.
I tamburi ed i rulli devono essere progettati, costruiti ed installati in modo che le funi e le catene di cui sono muniti possano avvolgersi senza lasciare lateralmente l'alloggiamento previsto.
Le funi utilizzate direttamente per il sollevamento o il supporto del carico non devono comportare alcuna impiombatura a parte quelle alle loro estremità (le impiombature sono tollerate negli impianti destinati, sin dalla loro progettazione, ad essere modificati regolarmente in funzione delle esigenze di utilizzazione). Il coefficiente di utilizzazione dell'insieme fune e terminale è scelto in modo tale da garantire un livello adeguato di sicurezza; questo coefficienteè, in generale, pari a 5.
Al fine di verificare che sia stato raggiunto il coefficiente di utilizzazione adeguato, il fabbricante o il suo mandatari stabilito nella Comunità deve effettuare o far effettuare le prove appropriate per ciascun tipo di catena o di cavo utilizzato direttamente per il sollevamento del carico e per ciascun tipo di terminale di cavo.
a) Il coefficiente di utilizzazione dell'insieme cavo metallico e terminale è scelto in modo tale da garantire un livello adeguato di sicurezza; questo coefficiente è, in generale, pari a 5. I cavi non devono comportare nessun intreccio o anello diverso da quello delle estremità.
b) Allorchè sono utilizzate catene a maglia saldata, devono essere del tipo a maglia corta. Il coefficiente di utilizzazione della catena , a prescindere dal tipo, è scelto in modo tale da garantire un livello adeguato di sicurezza; questo coefficiente è, in generale, pari a 4.
c) Il coefficiente di utilizzazione delle funi o cinghie di fibre tessili dipende dal materiale, dal processo di fabbricazione dalle dimensione e dalla utilizzazione. Questo coefficiente è scelto in modo tale da garantire un livello adeguato di sicurezza; esso è in generale pari a 7. a condizione che i materiali utilizzati siano di ottima qualità controllata e che il processo di fabbricazione sia adeguato alle condizioni di utilizzazione previste. In caso contrario, è in generale più elevato per garantire un livello di sicurezza equivalente.
Le funi o cinghie di fibre tessili non devono presentare alcun nodo, impiombatura o collegamento, a parte quelli delle estremità dell'imbracatura o della chiusura di imbracatura alle estremità.
d) Il coefficiente di utilizzazione di tutti i componenti metallici di una braca o utilizzati con una braca è scelto in modo da garantire un livello adeguato di sicurezza; questo coefficienteè, in generale, pari a 4;
e) La portata massima di utilizzazione di una braca a trafoli è atabilita tenendo conto della portata massima di utilizzazione del trefolo più debole, del numero dei trefoli e di un fattore di riduzione che dipende dal tipo di imbracatura;
f) Al fine di verificare che sia stato raggiunto il coefficiente di utilizzazione adeguato, il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità deve effettuare o far effettuare le prove appropriate per ciascun tipo di componente di cui alle lettere a), b), c) e d).
a) Le macchine devono essere progettate ed attrezzate con dispositivi che mantengano l'ampiezza dei movimenti dei loro elementi entro i limiti previsti. L'attività di questi dispositivi deve essere preceduta eventualmente da un segnale.
b) Se più macchine fisse o traslanti su rotaie possono compiere evoluzioni simultanee con rischi di urti, dette macchine devono essere progettate e costruite per poter essere equipaggiate di sistemi che consentano di evitare tali rischi.
c) I meccanismi delle macchine devono essere progettati e costruiti in modo che i carichi non possano derivare pericolosamente o cadere improvvisamente in caduta libera anche in caso di interruzione parziale o totale di energio oppure quando cessa l'azione dell'operatore.
d) Tranne che per le macchine il cui lavoro richiede una siffatta applicazione, nelle normali condizioni di esercizio non deve essere possibile abbassare il carico soltanto sotto il controllo di un freno a frizione.
e) Gli organi di presa devono essere progettati e costruiti in modo da evitare la caduta improvvisa di carichi.
4.1.2.7. Rischi dovuti a carichi manipolati
La posizione del posto di guida delle macchine deve consentire di sorvegliare perfettamente la traettoria degli elementi in movimento per evitare la possibilità di urtare persone o materiali o altre macchine che possono funzionare simultaneamente e presentare quindi un pericolo.
I requisiti di cui al punto 3.2.2. primo e secondo comma e al punto 3.2.3. si applicano anche alle macchine non mobili.
Gli organi di comando dei movimenti della macchina o delle sue attrezzature devono ritornare in posizione neutra non appena cessa l'azionanamento da parte dell'operatore. Per i movimenti parziali o totali, per i quali non si corre il rischio di urto da parte del carico o della macchina, si possono sostituire detti organi con organi di comando che consentono movimenti con arresti automatici a livelli preselezionati senza dover mantenere l'azionanamento da parte dell'operatore.
Le macchine con carico massimo di utilizzazione pari ad almeno 1000 Kg o il cui momento di rovesciamento è pari ad almeno 40000 Nw, devono essere dotate di dispositivi che avvertano il conducente e impediscano i movimenti pericolosi del carico in caso:
- Sovraccarico delle macchine:
- sia per accesso di carico massimo di utilizzazione;
- di superamento dei momenti che tendono al rovesciamento dovuti in particolare al carico
Le funi portanti, traenti o portanti traenti devono essere tese da contrappesi o da un dispositivo che consente di controllare in permanenza la tensione.
4.2.3. Rischi dovuti alla caduta degli operatori. Mezzi di accesso al posto di lavoro o ai punti
Le macchine che collegano i livelli definiti e in cui gli operatori possono penetrare sul piano di carico per posare o stivare quest'ultimo devono essere progettate e costruite in modo da evitare uno spostamento non controllato del piano di carico, in particolare al momento del caricamento o dello scaricamento.
Il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità si accerta, all'atto dell'immissione sul mercato o della prima messa in servizio, con adeguate misure che egli prende o fa prendere, che gli accessori di sollevamento ele macchine pronte ad essere utilizate, a operazione manuale o a operazione motorizzata, possano compiere le funzioni previste in tutta sicurezza. Le misure suddette debbono tener conto delle caratteristiche statiche e dinamiche della macchina.
Se le macchine non possono essere montate nei locali del fabbricante, o del suo mandatario stabilito nella Comunità, le misure adeguate debbono essere prese sul luogo dell'utilizzazione.In caso contrario, esse possono essere prese tanto nei locali del fabbricante quanto sul luogo dell'utilizzazione.
Ogni lunghezza di catena , fune o cinghia di sollevamento che non faccia parte di un insieme deve recare un marchio oppure, se la marcatura è materialmente impossibile, una targa o un anello inamovibile con i riferimenti del fabbricante o del suo mandatario stabilito nella Comunità e l'identificazione della relativa attestazione.
- Il nome del fabbricante o del suo mandatario nella Comunità;
- le sue dimensioni nominali;
- la sua costruzione;
- il materiale di fabbricazione;
- il carico massimo durante il funzionamento, che deve essere sopportato dalla catena o dalla
fune. Una forcella di valori può essere indicata in funzione delle applicazioni previste.
Ogni accessori di sollevamento deve recare i seguenti marchi:
- Marcature CE.
Per gli accessori di imbracatura che comprendono componenti quali funi e cordami sui quali la marcatura è materialmente impossibile, le indicazioni di cui al primo comma devono essere apposte su targa o con altri mezzi solidamente fissati all'accessorio.
Ogni macchina deve recare, in modo leggibile ed indelebile, oltre alle indicazioni minime di cui al punto 1.7.3., le condizioni concerneti il carico nominale:
ii) se il carico nominale dipende dalla configurazione della macchina, ogni posto di guida sarà munito di una targa dei carichi che indichi sottoforma di tabelle o di diagrammi i carichi nominali per ogni singola configurazione.
Le macchine munite di un piano di carico le cui dimensioni consentono l'accesso alle persone e la cui corsa origina un rischio di caduta devono recare una indicazione chiara ed indelebile che vieti il sollevamento di persone. Detta indicazione deve essere visibile da ciascun posto che consente l'accesso.
4.4.1. Accessori per il sollevamento
- Il limite di utilizzazione, in particolare per gli accessori che non possono soddisfare la disposizione del punto 4.1.2.6. e).
- le reazioni sugli appoggi e sugli incastri e le caratteristiche delle guide;
- eventualmente la definizione e i mezzi di installazione delle zavorre;
d) alle istruzioni necessarie per effettuare la prova prima della prima messa in funzione di macchine che non sono montate, presso il fabbricante, nella loro configurazione di utilizzazione.
5. REQUISITI ESSENZIALI DI SICUREZZA E DI SALUTE PER LE MACCHINE DESTINATE
Le armature semoventi devono essere progettate e costruite in modo da permettere un adeguato orientamento, quando vengono spostate, e non devono ribaltarsi prima e durante la messa sotto pressione e dopo la decompressione. Devono disporre di ancoraggi per la piastra di testa dai raccordi idraulici individuali.
I requisiti di cui al terzo comma del punto 1.1., non sono applicabili.
I dispositivi di comando dell'acceleratore e dei freni che consentono di spostare le macchine che scorrono su rotaie devono essere azionate a mano. Tuttavia il dispositivo di uomo-morto può essere a pedale.I dispositivi di comando delle armature semoventi devono essere progettati e disposti in modo da permettere che, durante l'operazione di avanzamento, gli operatori siano protetti da una armatura fissa. Gli organi di comando devono essere protetti da qualsiasi azionamento involontario.
Le locomotive destinate ad essere impiegate nei lavoro sotterranei devono essere munite di dispositivo uomo-morto che agisca sul circuito di comando dello spostamento della macchina.
5.7. Rischi dovuti alla emissione di polveri, gas, ecc.
6. REQUISITI ESSENZIALI DI SICUREZZA E DI SALUTE PER EVITARE I RISCHI PARTICOLARI
CONNESSI AL SOLLEVAMENTO E ALLO SPOSTAMENTO DI PERSONE
Le macchine che presentano rischi dovuti al sollevamento o allo spostamento delle persone devono esser progettate e costruite in modo da rispondere ai requisiti che seguono.
6.1.1. Definizioni
Ai fini del presente capitolo, si intende per "abitacolo" l'area sul quale prendono posto le persone che debbono essere sollevate, abbassate o spstate in virtù del suo movimento.
6.1.2. I coefficienti di utilizzazione definiti nel punto 4 non sono sufficienti per le macchine destinate al sollevamento e allo spostamento delle persone e devono, come regola generale, essere raddoppiati.
Il pavimento dell'abitacolo deve essere progettato e costruito in modo da offrire lo spazio e la resistenza corrispondento al numero massimo di persone e al carico massimo di esercizio stabiliti dal costruttore.
6.1.3. Controllo delle sollecitazioni per gli apparecchi mossi da una energia
diversa dalla forza umana
I requisiti del punto 4.2.1.4. si applicano indipendentemente dal valore del carico massimo di esercizio. Questo requisito non si applica alle macchine per il quale il fabbricante può dimostrare che non esistono rischi di sovraccarico e/o capovolgimento.
Qualora i requisiti di sicurezza non impongono altre situazioni:
6.2.1. L'abitacolo, deve come regola generale, essere progettato e costruito in modo che le persone che vi si trovano dispongano di dispositivi di comando dai movimenti relativi di salita e discesa e, se è il caso, di spostamento dell'abitacolo rispetto alla macchina.
Tali dispositivi di comando devono avere la precedenza sugli altri dispositivi di comando dello stesso movimento, salvo sui dispositi di arresto di emergenza.
6.2.2. Se uma macchina per il sollevamento o per lo spostamento di persone è spostabile con l'abitacolo in posizione diversa da quella di riposo, la macchina deve essere progettata e costruita in modo che la o le persone situate nell'abitacolo dispongano di mezzi che consentano di evitare rischi eventualmente provocati dagli spostamneti della macchina.
6.2.3. Le macchine per il sollevamento o per lo spostamento di persone devono essere progettate, costruite e attrzzate in modo che una eccessiva velocità del movimento dell'abitacolo non crei rischi.
6.3.1. Se le misure previste al punto2.5.15. non sono sufficienti, gli abitacoli devono essere muniti di punti di ancoraggio in numero adeguato al numero di persone che possono trovarsi nell'abitacolo e sufficientemente resistenti per appendervi le attrezzature per la protezione individuale contro le cadute.
6.3.2. Se esiste una botola nel pavimento o nel soffito o un portello laterale, l'apertura deve avvenire in senso contrario al rischio di caduta in caso di apertura opinata.
6.3.3. La macchina di sollevamento o do spostamento deve essere progettata e costruita in modo che il pavimento dell'abitacolo non si inclini tanto da comportare un rischio di caduta per i suoi occupanti, anche durante i movimenti.
6.4.2. Le accelerazioni e le frenate dell'abitacolo o del veicolo portante, azionate dagli operatori o da un dispositivo di sicurezza, nelle condizioni di carico e di velocità massima prevista dal fabbricante non devono causare rischi per le persone esposte.
Allorchè ciò sia necessario per garantire la sicurezza, nell'abitacolo devono figurare le indicazioni pertinenti indispensabili.
A. Contenuto della dichiarazione "CE" di conformità delle macchine
- nome ed indirizzo del fabbricante o del suo mandatario stabilito nella comunità;
- tutte le disposizione pertinenti alle quali la macchina è conforme;
- eventualmente, nome ed indirizzo dell'organismo notificato e il numero dell'attestato di certificazione CE;
- eventualmente nome e indirizzo dell'organismo notificato cui è stato trasmesso il fascicolo;
- eventualmente nome e indirizzo dell'organismo notificato che ha effettuato la verifica;
- eventualmente il riferimento alle norme armonizzate;
- eventualmente norme e specificazioni tecniche nazionali applicate;
- identificazione del firmatario che ha la delega del fabbricante o del suo mandatario stabilito
- nome ed indirizzo del fabbricante o del mandatario stabilito nella Comunità;
- descrizione della macchina o delle parti di macchine;
- descrizione della macchina o delle parti della macchina;
- all'occorrenza, nome ed indirizzo dell'organismo notificato e numero dell'attestato di
- all'occorrenza, nome ed indirizzo dell'organismo notificato al quale è stato notificato il
fascicolo;
- all'occorrenza, il riferimento alle norme armonizzate;
- menzione del divieto di messa in servizio prima che la macchina in cui sarà incorporata
sia stata dichiarata conforme alle disposizioni della direttiva;
C. Contenuto della dichiarazione "CE" di conformità dei componenti di sicurezza immessi
sul mercato separatamente
- nome ed indirizzo del fabbricante o del suo mandatario nella Comunità;
- descrizione del componente di sicurezza;
- funzione di sicurezza svolta dal componente di sicurezza, se non è desumibile in modo
evidente dalla descrizione;
- eventualmente, nome ed indirizzo dell'organismo notificato e numero dell'attestato di
certificazione "CE" del tipo;
- eventualmente, nome ed indirizzo dell'organismo notificato cui è stato trasmesso il fascicolo;
- eventualmente, nome ed indirizzo dell'organismo notificato che ha effettuato la verifica;
- eventualmente, il riferimento alle norme armonizzate;
- eventualmente, il riferimento delle norme e specifiche tecniche nazionali applicate;
- identificazione del firmatario che ha ricevuto la delega del fabbricante o del suo mandatario
stabilito nella Comunità.
lA MARCATURA "CE" DI CONFORMITA'
La marcatura CE di conformita è costituita dalle iniziali "CE" secondo il simbolo grafico che segue:
- In caso di riduzione o di ingrandimento della marcatura CE, devono essere rispettate le
proporzioni indicate per il simbolo di cui sopra;
TIPI DI MACCHINE E DI COMPONENTI DI SICUREZZA PER I QUALIOCCORRE APPLICARE
LA PROCEDURA DI CUI ALL'ART. 4 COMMA 1, LETTERE b) E c)
1. Seghe circolari (monolama o multilama) per la lavorazione del legno e di materie assimilate o per la lavorazione della carne e di materie assimilate.
1.1. Seghe ad utensile in posizione fissa nel corso della lavorazione, a tavola fissa con avanzamento manuale del pezzo o con dispositivo di trascinamento amovibile.
1.2. Seghe ad utensile a posizione fissa nel corso della lavorazione, a tavola-cavalletto o carrello a movimento alternato, a spostamento manuale.
1.3. Seghe ad utensile in posizione fissa nel corso della lavorazione, dotate di un dispositivo di trascinamento meccanico dei pezzi da segare a carico e/o scarico manuale.
1.4. Seghe ad utensile mobile nel corso della lavorazione, a spostamento meccanico a carico e/o a scarico manuale.
4. Seghe a nastro, a tavola fissa e mobile, e seghe a nastro a carrello mobile, a carico e/o scarico manuale, per la lavorazione del legno e di materie assimilate o per la lavorazione della carne e di materie assimilate.
7. Fresatrici ad asse verticale, ad avanzamento manuale, per la lavorazione del legno e di materie assimilate.
9. Presse, comprese le piegatrici, per la lavorazione a freddo dei metalli, a carico e/o scarico manuale, i cui elementi mobili di lavoro possono avere una corsa superiore a 6 mm e una velocità superiore a 30 mm/sec.
10. Formatrici delle materie plastiche per iniezione a compressione a carico o scarico manuale.
11. Macchine per lavori sotterranei dei seguenti tipi:
- Macchine mobili su rotaia; locomotive e benne di frenatura;
- Armatura semovente idraulica;
14. Dispositivi di protezione a alberi cardanici di trasmissione amovibili descritti al punto 3.4.7..
3. Componenti di sicurezza:
3. Prima di poter redigere la dichiarazione CE di conformità, il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità, deve essersi accertato o poter garantire che la documentazione definita in appresso è e resterà disponibile nei suoi locali ai fini di un eventuale controllo:
a) Un fascicolo tecnico della costruzione composta:
- dai disegni dettagliati e completi, eventualmente accompagnati da note di calcolo, risultati di prove, ecc., che consentono la verifica della conformità della macchina ai requisiti essenziali di sicurezza e sanitari;
- dall'elenco;
- dei requisiti essenziali del presente allegato;
- delle norme e;
- delle altre specifiche tecniche applicate alla progettazione delle macchine;
- se lo desidera qualsiasi soluzione tecnica o certificato ottenuti da un organismo o laboratorio (°) competente;
- se dichiara la conformità ad una norma armonizzata che lo prevede, qualsiasi relazione tecnica che fornisca i risultati delle prove svolte, a sua scelta, da lui stesso o da un organismo o laboratorio (°) competente;
- da un esemplare delle istruzioni.
b) Nel caso di fabbricazione in serie, le disposizioni interne che saranno applicate per mantenerer la conformità delle macchine alle disposizioni delle direttive.
Il fabbricante deve effettuare le ricerche e le prove necessarie sui componenti e sugli accessori o sull'intera macchina per stabilire se essa, in conseguenza alla sua progettazione e costruzione, possa essere montata e messa in servizio in condizioni di sicurezza.
a) Non è necessario che la documentazione di cui al punto 3. esista materialmente in permanenza; tuttavia essa deve essere riunita e resa disponibile entro periodo di tempo compatibile con la sua importanza; essa non deve comprendere i progetti dettagliati ed altre informazioni precise concernenti i sottoinsiemi utilizzati per la fabbricazione delle macchine salvo se la loro conoscenza è indispensabile o necessaria alla verifica della conformità ai requisiti essenziali di sicurezza;
b) La documentazione di cui al punto 3 è conservata e tenuta a disposizione delle autorità nazionali competenti per almeno 10 anni a decorrere dalla data di fabbricazione della macchina o dell'ultimo esemplare della macchina se si tratta di fabbricazione in serie;
c) La documentazione di cui al punto 3. deve essere redatta in una lingua ufficiale della Comunità, fatta eccezione per le istruzioni per l'uso della macchina.
ALLEGAT VI
aI fine del presente allegato, il termine "macchina" designa sia la "macchina", sia il "componente di sicurezza", quali definiti nell'articolo 1.
1. L'esame per la certificazione CE è la procedura medainte la quale un orgonanismo notificato stabilisce e certifica che il modello della macchina soddisfa ai requisiti della direttiva che la riguardano.
2. La domanda di esame per la certificazione CE è presentata dal fabbricante, o dal suo mandatario stabilito nella Comunità per un modello di macchina, ad un solo organismo notificato.
- Il nome e l'indirizzo del fabbricante o del suo mandatario stabilito nella Comunità nonchè il luogo di fabbricazione delle macchine;
- disegni dettagliati e completi, eventualmente accompagnati da note di calcolo, risultati di prove, ecc., che consentano la verifica della conformità della macchina ai requisiti essenziali di sicureza e sanitari;
- nel caso di fabbricazione in serie, le disposizioni interne che saranno applicate per mantenere la conformità delle macchine alle disposizioni delle direttive.
Questa documentazione non deve comprendere i disegni dettagliati ed altre informazioni precise concernenti i sottoinsiemi utilizzati per la fabbricazione delle macchine, salvo se la loro conoscenza è indispensabile o necessaria alla verifica delle conformità ai requisiti essenziali di sicurezza.
- effettua l'esame del fascicolo tecnico della costruzione,per verificarne l'adeguatezza, o l'esame della macchina presentata o messa a disposizione;
a) si accerta che essa sia stata fabbricata conformemente al fascicolo tecnico di costruzione e possa essere utilizzata in sicurezza nelle condizioni di servizio previsto;
b) verifica che le norme eventualmente utilizzate siano state applicate correttamente.
- per i soli componenti di sicurezza, l'organismo notificato ne verifica l'idoneità a svolgere le funzioni di sicurezza dichiarate dal costruttore.
5. Il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità deve informare l'organismo notificato di tutte le modifiche, sia pure di scarsa importanza, che ha apportato o che intende apportare alla macchina che forma oggetto del modello. L'organismo notificato esmina tali modifiche e informa il fabbricante o i l suo mandatario stabilito nella Comunità se la certificazione CE rimane valida.
6. L'organismo che rifiuta di rilasciare una certificazione CE ne informa gli organismi notificati. L'organismo che revoca una certificazione CE ne informa lo Stato membro che lo ha notificato. Quest'ultimo unforma gli Stati membri e la Commissione, illustrando i motivi di tale decisione.
CRITERI MINIMI CHE DEVONO ESSERE OSSERVATI
DAGLI STATI MEMBRI PER LA NOTIFICA DEGLI ORGANISMI
1. L'organismo, il suo direttore e il personale incaricato dello svolgimento delle operazioni di verifica non possono essere ne il progettista, ne il costruttore, ne il fornitore, ne l'installatore delle macchine oggetto del controllo, ne il mandatari o di una di queste persone. Essi non possono intervenire ne direttamente ne in veste di mandatari nella progettazione, costruzione, commercializzazione o manutenzione di tali macchine. Ciò non esclude la possibilità di uno scambio di informazioni tecniche fra il costruttore e l'organismo di controllo.
2. L'organismo e il personale incaricato del controllo devono eseguire le operazioni di verifica con la massima integrità professionale e la massima competenza tecnica e devono essere liberi da qualsiasi pressione e incitamento, soprattutto di natura finanziaria, che possono influenzare il loro giudizio o i risultati del controllo, in particolare se provenienti da persona o gruppi di persone interessati ai risultati delle verifiche.
- la capacità necessaria per redigere le certificazioni, i verbali e le relazioni nei quali si concretizzano i controlli effettuati.
5. L'indipendenza del personale incaricato del controllo deve essere garantita. La retribuzione di ciascun addetto non deve essere commisurata ne al numero dei controlli effettuati, ne ai risultati di tali controlli.
6. L'organismo deve stipulare una assicurazione di responsabilità civile salvo quando tale responsabilità sia direttamente coperta dallo Stato in base alle leggi nazionali o quando i controlli siano effettuat direttamente dallo Stato membro.