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Timestamp: 2017-10-24 04:23:40+00:00
Document Index: 9506125

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 416', 'sentenza ', 'art. 346', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 35', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

E’ corretto affermare che l’informativa antimafia atipica posta a fondamento del provvedimento di esclusione della procedura deve essere assistita da congrua motivazione ed adeguata istruttoria in relazione all’esito dei procedimenti penali indicati come
L’informativa atipica trova applicazione nelle ipotesi in cui gli indizi non assumono caratteri di gravità, precisione e concordanza tali da giustificare un effetto interdittivo automatico e può essere legittimamente emessa in base ad elementi specifici, mancando una rigida e tassativa previsione normativa delle fattispecie costitutive (la maggiore elasticità del potere riconosciuto in sede di informativa atipica trova quale contrappeso un potere valutativo dell’Amministrazione circa l’instaurazione o la prosecuzione del rapporto con l’impresa pregiudicata)._ Non è in discussione che l’esito assolutorio può non neutralizzare gli elementi di segno negativo emersi nell’indagine di polizia e veicolati in sede di informativa atipica, ma ciò solo al termine di una valutazione complessiva, che ne tenga conto e motivi il giudizio sfavorevole sull’impresa interessata, pur a fronte del proscioglimento da parte del giudice penale._ se ciò non avviene,sicché l’informativa prefettizia è illegittima e, per conseguenza, è illegittimo il provvedimento di esclusione dalla gara adottato sulla sua base, peraltro attinto da vizi propri per aver recepito acriticamente l’informativa prefettizia, pur non essendone vincolata.
Merita di essere segnalata la decisione numero 2014 del 6 maggio 2008 emessa dal Consiglio di Stato( a totale riforma della sentenza di primo grado del TAr Napoli Sez. I, n. 1279 del 28 febbraio 2007)
Questa la sintesi della sentenza di primo grado
– l’informazione prefettizia (sia essa tipica o atipica) costituisce una misura cautelare di polizia, preventiva e interdittiva, che si aggiunge alle misure di prevenzione antimafia di natura giurisdizionale, che prescinde dall’accertamento, in sede penale, di uno o più reati connessi all’associazione di tipo mafioso;
– l’ampia discrezionalità di apprezzamento lasciata al Prefetto comporta, come immediata conseguenza, che la valutazione prefettizia è sindacabile in sede giurisdizionale solo in caso di manifesti vizi di eccesso di potere per illogicità, irragionevolezza e travisamento dei fatti.>
Il Supremo Giudice Amministrativo è di diversa opinione
Il Collegio ritiene che, anche sulla base di un modello epistemologico così indicato (non immune da imperfezioni, specie sul penultimo punto), la sentenza appellata sia erronea e il ricorso di primo grado risulti fondato
In quanto…
La distinzione tra giurisdizione ed amministrazione non può, infatti, condurre ad ignorare ciò che il giudice penale – signore del fatto – ha delibato sui fatti oggetto della decisione prefettizia.
D’altronde il circuito va chiuso: posto che detta informativa scaturisce da indagini ed accertamenti di polizia giudiziaria (nella specie pedissequamente trasposti) sarebbe assurdo non considerare come le ha valutate l’Autorità cui quelle indagini sono rivolte.
Inoltre nella particolare fattispecie
In concreto il Collegio rileva come il procedimento per il più grave reato (associazione a delinquere e turbata libertà degli incanti) non sia neppure approdato a dibattimento (essendo intervenuta archiviazione).
L’unica denuncia giunta a condanna – peraltro a seguito di patteggiamento – ha riguardato il direttore tecnico della ALFA TER, non già per tutti i delitti oggetto di segnalazione (concussione, millantato credito e turbata libertà degli incanti) ma per il solo e meno grave reato di millantato credito.
< Non è in discussione che l’esito assolutorio può non neutralizzare gli elementi di segno negativo emersi nell’indagine di polizia e veicolati in sede di informativa atipica, ma ciò solo al termine di una valutazione complessiva, che ne tenga conto e motivi il giudizio sfavorevole sull’impresa interessata, pur a fronte del proscioglimento da parte del giudice penale.
…Di conseguenza…
Ciò nella specie non è avvenuto, sicché l’informativa prefettizia è illegittima e, per conseguenza, è illegittimo il provvedimento di esclusione dalla gara adottato sulla sua base, peraltro attinto da vizi propri per aver recepito acriticamente l’informativa prefettizia, pur non essendone vincolata.>
N.2014/2008
N. 4401 Reg.Ric.
Disp.vo 111/2008
sul ricorso in appello n. 4401/2007, proposto da ALFA S.R.L., ALFA BIS COSTRUZIONI S.R.L. e ALFA TER S.P.A. in persona dei rispettivi legali rappresentanti p.t., rappresentate e difese dall’avv. Roberto Miniero, elettivamente domiciliato in Roma, presso la Signora Antonia De Angelis via Portuense n. 104;
– il Ministero dell’Interno in persona del Ministro in carica e l’Ufficio Territoriale del Governo di Napoli, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso per legge dall’Avvocatura generale dello Stato, elettivamente domiciliato in via dei Portoghesi n. 12, Roma;
– SOCIETA’ AUTOSTRADE MERIDIONALI, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall’avv. Giuseppe Abbamonte, con domicilio eletto in Roma, via Lisbona 9, presso lo studio Zimatore;
– S.P.A. TORNO INTERNAZIONALE, in persona del legale rappresentante p.t., non costituita in giudizio;
della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, sede di Napoli Sez. I, n. 1279 del 28 febbraio 2007.
Visto l’atto di costituzione in giudizio del Ministero dell’Interno e dell’Ufficio Territoriale del Governo di Napoli;
Visto l’atto di costituzione in giudizio di Societa’ Autostrade Meridionali;
Relatore all’udienza del 12 febbraio 2008 il Consigliere Francesco Bellomo e uditi per le parti l’avv. Miniero, l’avv. Orazio Abbamonte per delega dell’avv. Giuseppe Abbamonte e l’avv. dello Stato Saulino;
1. Con ricorso proposto dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale della Campania e triplici motivi aggiunti aggiunti ALFA Srl, ALFA BIS Costruzioni Srl, ALFA TER Spa domandavano l’annullamento:
A) della determinazione con la quale Autostrade Meridionale s.p.a. ha escluso la costituenda a.t.i. da esse formata dalla gara per l’ampliamento alla corsia III del tratto tra la prog. Km 12 + 900 e la prog. 17 + 085 dell’autostrada Napoli-Pompei-Salerno; verbale di gara 21.2.2006, relativo al bando indetto dal Comune di Napoli per l’appalto dei lavori di “realizzazione di riqualificazione ed arredo urbano di via Piave – Nostra Signora di Fatima”;
B) della nota dell’Ufficio Territoriale del Governo di Napoli n. 2571706 prot. 548PL, con la quale si sono rese informazioni a carico delle società ricorrenti ex art. 4 del D.lgs. 8.8.1994 n. 490 e 10 del D.P.R. n. 252/98 (primi motivi aggiunti);
C) del provvedimento del 4.4.2006 del c.d.a della s.p.a Autostrade Meridionali con il quale ha dato mandato all’amministratore delegato di aggiudicare provvisoriamente la gara in favore di Torno Internazionale s.p.a. e del relativo provvedimento di aggiudicazioni provvisoria (secondi motivi aggiunti);
D) del giudizio di congruità dell’offerta presentata dalla Torno Internazionale e della determinazione con la quale Autostrade Meridionali ha definitivamente aggiudicato alla stessa la gara (terzii motivi aggiunti).
A fondamento del ricorso e dei motivi aggiunti deducevano plurime censure di violazione di legge ed eccesso di potere.
Si costituivano in giudizio per resistere al ricorso il Ministero dell’Interno e l’Ufficio Territoriale del Governo di Napoli, la Societa’ Autostrade Meridionali, la controinteressata Torno Internazionale s.p.a. .
Con sentenza n. 1279 del 21 marzo 2007 il TAR rigettava il ricorso ed i primi motivi aggiunti, dichiarava inammissibili gli ulteriori motivi aggiunti.
2. La sentenza è stata appellata dalle società ALFA, ALFA BIS Costruzioni, ALFA TER, che contrastano le argomentazioni del giudice di primo grado.
Si sono costituiti per resistere all’appello il Ministero dell’Interno e l’Ufficio Territoriale del Governo di Napoli, nonché la Societa’ Autostrade Meridionali
La causa è passata in decisione alla pubblica udienza del 12 febbraio 2008.
1. Con il ricorso principale ed i primi motivi aggiunti di primo grado ALFA s.r.l., ALFA TER s.p.a. e ALFA BIS Costruzioni s.r.l. impugnavano l’atto di esclusione del loro raggruppamento dalla gara di appalto sopra indicata e la presupposta informativa antimafia dell’Ufficio Territoriale del Governo di Napoli prot. n. 548PL, del 21 ottobre 2005, del 7 dicembre 2005 e del 25 gennaio 2006, in cui si rappresentava che a carico delle stesse sussisteva il pericolo di condizionamento da parte della criminalità organizzata.
Deducevano le censure di violazione delle norme sul procedimento amministrativo, violazione degli art. 4 d.lgs. 490/94 e 10, commi 7 e 8, d.P.R. 252/98, eccesso di potere e carenza di motivazione degli atti impugnati, poichè gli elementi di fatto sono inconsistenti e comunque manca il procedimento logico a seguito del quale cui era stata ritenuta sussistente una condizione di contiguità mafiosa.
In particolare lamentavano non essere stato indicato alcun elemento a sostegno del giudizio sfavorevole, non ricorrendo nella fattispecie alcuna delle ipotesi tipiche di interdizione, né essendovi elementi tali da poter sostenere l’ipotesi di tentativi di infiltrazione mafiosa.
In sede cautelare il TAR (ord. 1642/2006) ammetteva con riserva alla gara le interessate, ma la commissione di gara, avendo esse presentato l’offerta migliore, le sottoponeva a valutazione di anomalia, conclusasi in modo sfavorevole. Per contro veniva ritenuta congrua l’offerta della seconda classificata (Torno Internazionale Spa), cui veniva aggiudicato, provvisoriamente e in via definitiva, l’appalto.
Proposto ricorso autonomo avverso il giudizio sfavorevole reso all’esito della valutazione dell’anomalia della propria offerta, le ricorrenti hanno formulato secondi e terzi motivi aggiunti avverso la valutazione di congruità dell’offerta della Torno Internazionale Spa e il provvedimento di aggiudicazione alla stessa.
Nel merito il TAR ha rigettato il ricorso ed i primi motivi aggiunti (rilevando il difetto di interesse sugli altri), ravvisando la legittimità della informativa prefettizia, in cui si evidenziavano una serie di notizie di reato a carico degli amministratore e di altri soggetti appartenenti alle società della costituenda a.t.i. concorrente all’appalto.
Insorgono le appellanti lamentando che detto giudizio svaluta le prove che acclarano la falsità o l’irrilevanza penale delle accuse loro mosse ed interpreta erroneamente la portata della informativa prefettizia, che – ove posta a fondamento di una misura interdittiva atipica – non può essere acriticamente recepita, occorrendo adeguata istruttoria e motivazione da parte dell’Autorità competente a disporre l’esclusione dalla gara.
Società autostrade eccepisce l’inammissibilità dell’appello per difetto di interesse sotto due profili:
a) in ragione del mancato gravame delle statuizioni relative all’anomalia dell’offerta dell’appellante;
b) in ragione della mancata impugnazione del protocollo di legalità stipulato con l’Ufficio territoriale del Governo e della lettera di invito, che prevedevano la possibilità di escludere l’impresa in presenza di informative atipiche.
2. Le eccezioni in rito sono infondate.
Quanto alla prima è agevole rilevare che la valutazione relativa all’anomalia dell’offerta delle appellanti non è oggetto di giudizio (sicché su di essa non può essersi formato alcun giudicato interno), ma di distinto ricorso pendente dinanzi al TAR di Napoli. Con i motivi aggiunti proposti nel giudizio di primo grado sono stati, invece, impugnati il giudizio di congruità dell’offerta della Torno Internazionale e il provvedimento di aggiudicazione alla stessa.
Quanto alla seconda il Collegio rileva che è la stessa sentenza appellata a ritenere che il provvedimento di esclusione è fondato sul richiamo ai contenuti dell’informativa prefettizia, in guisa da integrare una misura interdittiva atipica ai sensi dell’art. 1 septies del D.L. n. 629/82. D’altronde il tenore della comunicazione dell’esclusione, trasmessa via fax in data 6 febbraio 2006, è univoco in tal senso, pur facendo riferimento al punto 1.10 della lettera di invito alla gara, che però non ha alcuna rilevanza in proposito, tanto da poter essere ritenuto un errore materiale. Ne consegue che il protocollo di legalità e l’invito alla gara non sono atti presupposti di quelli impugnati e non occorreva esperire impugnazione avverso gli stessi.
L’informativa atipica trova applicazione nelle ipotesi in cui gli indizi non assumono caratteri di gravità, precisione e concordanza tali da giustificare un effetto interdittivo automatico e può essere legittimamente emessa in base ad elementi specifici, mancando una rigida e tassativa previsione normativa delle fattispecie costitutive (la maggiore elasticità del potere riconosciuto in sede di informativa atipica trova quale contrappeso un potere valutativo dell’Amministrazione circa l’instaurazione o la prosecuzione del rapporto con l’impresa pregiudicata).
Dunque, il baricentro dell’indagine deve spostarsi su detta informativa e sull’impiego che Società Autostrade ne ha fatto, con la precisazione che la stessa non concludeva esplicitamente nel senso di un condizionamento mafioso delle imprese appellanti (mancando, peraltro, contestazioni direttamente affluenti al reato di cui all’art. 416-bis Cp).
A carico degli amministratori e consiglieri della ALFA s.r.l. sono evidenziate segnalazioni di polizia in relazione ai reati di associazione a delinquere e turbata libertà degli incanti, dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti, ed inosservanza delle disposizioni in materia di misure di prevenzione.
Nei confronti della ALFA TER s.r.l. emergono segnalazioni in capo al direttore tecnico ed all’amministratore unico per i reati di associazione a delinquere e turbata libertà degli incanti, nonchè per inosservanza delle disposizioni in materia di misure di prevenzione.
Già il TAR dava atto che dalla documentazione depositata dalle interessate si evincono gli esiti penali assolutori dei procedimenti insorti a seguito delle predette segnalazioni.
In particolare in relazione alla violazione delle disposizione in materia di misure di prevenzione a carico dell’amministratore della ALFA s.r.l. vi è stato un provvedimento di archiviazione da parte del g.i.p. presso il Tribunale di Verbania; parimenti archiviato è il procedimento innanzi al g.i.p. presso il Tribunale di Bergamo per associazione a delinquere e turbata libertà degli incanti.
In relazione alla società ALFA TER s.p.a. la segnalazione per violazione delle disposizioni in tema di misure di prevenzione ha condotto ad un processo in cui il reato, diversamente riqualificato, è stato dichiarato estinto; in relazione all’arresto del direttore tecnico per concussione, millantato credito e turbata libertà degli incanti, risulta una sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti limitatamente al reato di cui all’art. 346 del codice penale.
Ciò nondimeno la sentenza appellata ritiene che ciò non scalfisca l’impianto motivazionale dell’informativa, muovendo dalla distinzione tra valutazione giurisdizionale e valutazione amministrativa di fatti sintomatici della contiguità con organizzazioni criminali.
Più precisamente il TAR fissa il quadro ermeneutico in materia nei seguenti punti:
– l’ampia discrezionalità di apprezzamento lasciata al Prefetto comporta, come immediata conseguenza, che la valutazione prefettizia è sindacabile in sede giurisdizionale solo in caso di manifesti vizi di eccesso di potere per illogicità, irragionevolezza e travisamento dei fatti.
Il Collegio ritiene che, anche sulla base di un modello epistemologico così indicato (non immune da imperfezioni, specie sul penultimo punto), la sentenza appellata sia erronea e il ricorso di primo grado risulti fondato.
Come già osservato in sede cautelare l’informativa posta a fondamento del provvedimento di esclusione della procedura deve essere assistita da congrua motivazione ed adeguata istruttoria in relazione all’esito dei procedimenti penali indicati come sintomatici di un rischio di implicazione mafiosa.
In concreto il Collegio rileva come il procedimento per il più grave reato (associazione a delinquere e turbata libertà degli incanti) non sia neppure approdato a dibattimento (essendo intervenuta archiviazione). L’unica denuncia giunta a condanna – peraltro a seguito di patteggiamento – ha riguardato il direttore tecnico della ALFA TER, non già per tutti i delitti oggetto di segnalazione (concussione, millantato credito e turbata libertà degli incanti) ma per il solo e meno grave reato di millantato credito.
Non è in discussione che l’esito assolutorio può non neutralizzare gli elementi di segno negativo emersi nell’indagine di polizia e veicolati in sede di informativa atipica, ma ciò solo al termine di una valutazione complessiva, che ne tenga conto e motivi il giudizio sfavorevole sull’impresa interessata, pur a fronte del proscioglimento da parte del giudice penale.
Ciò nella specie non è avvenuto, sicché l’informativa prefettizia è illegittima e, per conseguenza, è illegittimo il provvedimento di esclusione dalla gara adottato sulla sua base, peraltro attinto da vizi propri per aver recepito acriticamente l’informativa prefettizia, pur non essendone vincolata.
Quanto agli atti consequenziali della gara oggetto della presente controversia (segnatamente la valutazione di congruità dell’offerta presentata dalla Torno Internazionale e il provvedimento di aggiudicazione a quest’ultima), non versandosi in un’ipotesi di annullamento con rinvio ai sensi dell’art. 35, comma 1 l. 1034/71, occorre sospendere il giudizio in attesa dell’esito della impugnazione – avente chiara natura pregiudiziale – del giudizio di anomalia formulato con riguardo all’offerta delle odierne appellanti (che era risultata la migliore), pendente in primo grado presso il TAR Campania, sede di Napoli (ricorso n. 6606/06).
3. L’appello deve essere in parte accolto e, in riforma della sentenza gravata, deve essere accolto il ricorso di primo grado e i primi motivi aggiunti. Il processo va, invece, sospeso nella restante parte.
Spese riservate al definitivo.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Sesta, non definitivamente pronunciando sull’appello in epigrafe, lo accoglie in parte e, in riforma della sentenza appellata, accoglie il ricorso ed i primi motivi aggiunti, proposti in primo grado annullando i provvedimenti ivi impugnati. Sospende il processo nella restante parte.
Così deciso in Roma, palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato, nella camera di consiglio del 12 febbraio 2008
Giovanni Ruppolo Presidente
il…..06/05/2008
Questa è la sentenza di primo grado: Tar Campania, Napoli con la sentenza numero 1279 dell’ 1 marzo 2007.
E’ molto ridotta l’ampiezza del potere discrezionale riconosciuto alla stazione appaltante in presenza di informative antimafia
E’ molto ridotta l’ampiezza del potere discrezionale riconosciuto alla stazione appaltante in presenza di informative antimafia poichè trattandosi di un potere esercitatile solo in presenza di situazioni che, pur sussistendo controindicazioni antimafia, inducano comunque ad instaurare o proseguire il rapporto contrattuale o concessorio:le ragioni di tale orientamento muovono proprio dalla natura dell’accertamento antimafia e dall’esigenza di tutelare in via preferenziale, anche tramite l’operatività di meccanismi di tipo indiziario, la trasparenza e l’immunità del settore dei pubblici appalti da fenomeni invasivi, anche interposti, da parte della criminalità organizzata.