Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-penale/art-140-codice-penale
Timestamp: 2018-11-22 11:49:52+00:00
Document Index: 7444891

Matched Legal Cases: ['art. 217', 'art. 288', 'art. 289', 'art. 290', 'art. 43', 'art. 140', 'art. 140', 'art. 206', 'art. 43', 'art. 140', 'art. 17', 'art. 140', 'art. 19', 'art. 118', 'art. 139', 'art. 140', 'art. 140']

Articolo abrogato dall’art. 217 delle disposizioni di coordinamento del codice di procedura penale.
La disposizione prevedeva, nella sua formulazione originaria, la possibilità di un’applicazione anticipata e in via provvisoria, delle pene accessorie, quando ricorressero «inderogabili esigenze istruttorie», o la necessità di «impedire che il reato venisse portato a conseguenze ulteriori».
Gli artt. 287-290 del c.p.p. ammettono l’adottabilità da parte del giudice, nel corso del procedimento, di misure interdittive, per le quali risultano applicabili (con i dovuti adattamenti) i presupposti comuni a tutte le misure cautelari [v. 137], e in particolare i gravi indizi di reità e almeno una delle tre esigenze cautelari (artt. 273 e 274 c.p.p.). Lo spettro di operatività delle attuali misure interdittive ricomprende alcune soltanto delle figure riconducibili alla categoria delle pene accessorie: sospensione dall’esercizio della responsabilità genitoriale (art. 288 c.p.p.); sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio (art. 289 c.p.p.); divieto temporaneo di esercitare determinate attività professionali o imprenditoriali (art. 290 c.p.p.).
Applicazione provvisoria di pene
Deve essere dichiarata nulla la deliberazione del C.d.O. di sospensione cautelare ai sensi dell'art. 43, lett. b), r.d.l. 1578/33 in mancanza delle condizioni della stessa norma prevista. (La norma prevede la sospensione cautelare nei casi di applicazione provvisoria di una pena accessoria o di una misura di sicurezza, ordinata dal giudice a norma degli art. 140 e 206 c.p. Nella specie, abrogato espressamente l'art. 140 e non trovandosi l'incolpato in una delle condizioni di cui all'art. 206, il C.d.O. non poteva pronunciare la sospensione cautelare in forza dell'art. 43 lett. b), r.d.l. 1578/33).
Cons. Naz.le Forense 15 dicembre 2000 n. 263
È valida la notifica al debitore dell'udienza prefallimentare effettuata ai sensi dell'art. 140 c.p.c. anche qualora non sia stata prodotta la cartolina di ritorno, purché nella relata di notifica sia stata fatta menzione della avvenuta esecuzione delle formalità di legge. Pertanto la mancata comparizione del debitore non è motivo di nullità della successiva dichiarazione di fallimento.
Tribunale Roma 10 aprile 1995
La variazione di residenza dichiarata all'ufficio anagrafe del comune ha effetto dal sessantesimo giorno successivo a quello in cui si è verificata la variazione stessa, a norma dell'art. 17 del d.P.R. 29 settembre 1973 n. 600. Conseguentemente è nulla la notifica dell'avviso di accertamento eseguita a norma dell'art. 140 c.p. dopo l'anzidetto termine al precedente indirizzo a variazione ed è, altresì, illegittima la successiva iscrizione a ruolo non preceduta da regolare notificazione dell'accertamento.
Comm. trib. centr. sez. XIV 03 agosto 1994 n. 2882
La presentazione del certificato generale del casellario giudiziale e del certificato dei carichi pendenti senza che da essi risulti, come prescritto da un bando di gara, la dichiarazione di non soggezione in via provvisoria alle pene accessorie di cui agli art. 19 e 140 c.p. come sostituiti dagli art. 118 e 124 l. 24 novembre 1981 n. 689, costituisce valido motivo di esclusione dalla medesima gara.
T.A.R. (Umbria) 18 dicembre 1990 n. 512
Le conseguenze ulteriori del reato, ad impedire le quali è consentita l'applicazione provvisoria di pene accessorie, sono solo quelle che derivano dalla medesima situazione di fatto che ha dato luogo al reato o ai reati contestati e a quelli che sono a questi ultimi ricollegabili, eventualmente sotto il profilo della continuazione; non già quelle consistenti in futuri ed analoghi reati rispetto a quelli contestati, che l'imputato potrebbe commettere valendosi della sua posizione.
Cassazione penale sez. V 22 giugno 1989
Giusta il disposto degli art. 139 e 140 c.p. l'espiazione della pena principale di un reato non può coincidere con quella della pena accessoria, con l'unica eccezione dell'applicazione provvisoria della pena accessoria.
T.A.R. (Lazio) sez. I 17 dicembre 1987 n. 1995
Il concetto di specificità ed inderogabilità delle esigenze istruttorie cui ha fatto riferimento il legislatore nel nuovo testo dell'art. 140 c.p. ai fini dell'applicazione provvisoria di pene accessorie va inteso come senso della concretezza e della gravità di una situazione di pericolo che attualizzi, rendendola indifferibile per la salvaguardia della istruttoria, l'adozione di una misura capace di contrastare la situazione stessa. Questa deve essere desunta da specifici elementi acquisiti al processo siccome attinenti al caso di specie ed idonei per la sintomaticità del loro contenuto a legittimare un giudizio di probabilità in ordine a future attività istruttorie, così svincolandosi la prognosi da ogni astratta considerazione adattabile a una indistinta generalità di casi, senza però indicazione specifica dell'attività istruttoria da compiere eventualmente esposta al pericolo di turbamento o di inquinamento.
Cassazione penale sez. II 14 marzo 1986
Lo scopo cautelare che l'art. 140 c.p. persegue, mediante l'applicazione provvisoria delle pene accessorie, è costituito dall'esigenza di impedire che il reato, per il quale si procede, venga portato a conseguenze ulteriori, non anche dalla generica finalità di prevenire la commissione di futuri reati.
Corte appello Bologna 30 gennaio 1986