Source: https://www.brocardi.it/codice-civile/libro-quinto/titolo-ii/capo-i/sezione-iii/art2117.html
Timestamp: 2018-06-20 21:01:31+00:00
Document Index: 18837135

Matched Legal Cases: ['art. 2117', 'art. 2117', 'art. 2117', 'art. 2099', 'art. 2117', 'art. 1419', 'art. 11', 'art. 2125']

Art. 2117 codice civile - Fondi speciali per la previdenza e l'assistenza - Brocardi.it
Tu sei qui: Fonti > Codice civile > LIBRO QUINTO - Del lavoro > Titolo II - Del lavoro nell'impresa > Capo I - Dell'impresa in generale > Sezione III - Del rapporto di lavoro > Articolo 2117
Articolo 2117 Codice civile
Dispositivo dell'art. 2117 Codice civile
I fondi speciali per la previdenza e l'assistenza che l'imprenditore abbia costituiti, anche senza contribuzione dei prestatori di lavoro, non possono essere distratti dal fine al quale sono destinati e non possono formare oggetto di esecuzione da parte dei creditori dell'imprenditore o del prestatore di lavoro [2123, 2740; 545 c.p.c.] (1).
(1) Il vincolo di destinazione previsto sui fondi speciali spiega effetti anche nei confronti del datore di lavoro, al quale è vietato distrarre i fondi dalla finalità alla quale sono destinati.
Massime relative all'art. 2117 Codice civile
Cass. n. 17178/2012
Cass. n. 16176/2004
Cass. n. 3630/2002
Cass. n. 11015/2000
I fondi speciali per l'assistenza e la previdenza costituiti nell'ambito della previsione dell'art. 2117 c.c. con la contribuzione sia del datore di lavoro che dei lavoratori, ove non abbiano ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica, sono assoggettati alla disciplina comune dettata per le associazioni non riconosciute; sono quindi soggetti giuridici, ancorché privi di personalità, che costituiscono centri di imputazione di rapporti giuridici con altri soggetti dell'ordinamento, compreso tra di essi il datore di lavoro che assume l'obbligo di contribuzione; e sono retti da statuti, aventi natura negoziale, la cui interpretazione è riservata al giudice del merito ed è censurabile in sede di legittimità unicamente per violazione delle norme di ermeneutica negoziale o per vizio di motivazione. (Nella specie la Suprema Corte ha confermato la pronuncia del giudice del merito che, interpretando lo statuto di una Cassa aziendale aderente all'Intercassa, aveva ritenuto che la prestazione, a carattere perequativo e complementare, prevista in favore del dipendente in caso di cessazione del rapporto di lavoro senza l'accumulo contributivo di almeno 15 anni di versamenti, spettante anche nel caso di cessazione, prima del raggiungimento di tale anzianità contributiva, dell'iscrizione dalla Cassa di appartenenza non seguita da iscrizione ad altra Cassa aziendale dello stesso sistema dell'Intercassa delle aziende del gruppo IRI).
Cass. n. 5611/1991
Il carattere dell'intangibilità della retribuzione, inderogabilmente sancito dall'art. 2099 c.c. ed accentuato, con riguardo alla retribuzione corrisposta sotto forma di contributi a fondi aziendali, dall'art. 2117 dello stesso codice, il quale esclude che tali fondi possano essere distratti dal fine cui sono destinati o formare oggetto di esecuzione forzata da parte dei creditori del datore di lavoro o dei lavoratori, comporta nell'ipotesi di costituzione di un fondo aziendale di previdenza integrativa, alimentato, oltre che dai contributi del datore di lavoro, dall'accantonamento (mediante esborso diretto dei lavoratori o accollo della loro quota da parte del datore di lavoro) di una frazione della retribuzione dovuta ai lavoratori medesimi la nullità, ai sensi dell'art. 1419, secondo comma, c.c., della clausola del regolamento del fondo che, sia pure entro determinati limiti temporali ed in relazione ad un determinato comportamento del pensionato, preveda l'esclusione della corresponsione della pensione integrativa. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto la nullità indipendentemente dalla sua qualificabilità o non come patto di non concorrenza e dalla verifica della sussistenza o no della situazione di fatto da essa prevista della clausola dell'art. 11, n. 5, del regolamento del fondo aziendale della Cassa di Risparmio di Cesena, secondo cui «non compete pensione integrativa, nei limiti indicati nell'art. 2125 c.c., qualora il pensionato presti servizio presso altre aziende di credito operanti nella zona di attività della Cassa»).