Source: https://www.studiocataldi.it/allegati/news/allegato_5891_1.html
Timestamp: 2020-03-29 03:12:12+00:00
Document Index: 57155732

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 21', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 34', 'art. 20', 'art. 176', 'art. 41', 'art. 38', 'art.3']

(Circolare 22 Luglio 2008 Numero 80)
2.	Accesso al progetto di telelavoro
3.	Attività telelavorabili
4.	Progetto sperimentale di telelavoro
5.	Progetto individuale di struttura
6.	Strumenti di telelavoro
7.	Modalità di svolgimento della prestazione di telelavoro
8.	Rientri periodici e riunioni
9.	Obbligo di riservatezza sui dati trattati dal telelavoratore
10.	Standards qualitativi e quantitativi della prestazione di telelavoro
11.	Misure di prevenzione e protezione – Informazioni generali sui rischi
12.	Diritti sindacali
13.	Formazione
14.	Copertura assicurativa
15.	Risorse finanziarie
16.	Iter procedurale
Le parti si danno atto del carattere sperimentale dell’Accordo e, a tal fine, concordano sulla volontarietà e reversibilità dei progetti sperimentali di telelavoro disciplinati dalle seguenti disposizioni attuative. In questa prima fase la sperimentazione sarà attuata esclusivamente presso le Sedi provinciali e subprovinciali e le Agenzie.
Nelle presenti disposizioni attuative l’espressione:
a. “prestazione di telelavoro” indica il trattamento o l’elaborazione di dati svolta con strumenti di telelavoro presso il domicilio del telelavoratore oppure in altro luogo espressamente indicato dallo stesso, ubicato al di fuori delle strutture dell’Istituto;
c.	“progetto individuale di struttura” individua I compiti da assegnare al telelavoratore, le modalità di svolgimento dell’attività lavorativa a distanza, I tempi, I costi, gli obiettivi da raggiungere, le necessarie verifiche e viene redatto dal dirigente responsabile della struttura territoriale di appartenenza del telelavoratore (art. 17 dell’Accordo nazionale);
d.	”contratto individuale di telelavoro” indica l’accordo concluso tra il telelavoratore e l’Amministrazione con cui si stabiliscono il contenuto, la durata, il luogo di svolgimento della prestazione lavorativa, I diritti e I doveri del telelavoratore, la collocazione temporale delle fasce di reperibilità, I rientri nella sede di servizio, la compensazione delle spese connesse al funzionamento della postazione e ogni altro elemento relativo al rapporto di telelavoro;
e. “telelavoratore” indica il dipendente dell’Istituto che svolge una prestazione di telelavoro;
f. “strumenti di telelavoro” indica le apparecchiature informatiche, comprensive sia dell’hardware che del software, nonchè quelle telematiche necessarie per svolgere la prestazione di telelavoro;
g. “postazione di telelavoro” indica il complesso degli strumenti di telelavoro specificati al precedente punto f), I relativi supporti, la sedia, il piano di lavoro necessari allo svolgimento della prestazione lavorativa a distanza nonché, eventualmente, gli accessori opzionali e le apparecchiature necessarie per lo svolgimento delle videoconferenze.
• attività on line
• attività off line
• studi, relazioni ed elaborazione di progetti professionali.
L’Istituto fornisce al lavoratore gli strumenti di telelavoro, che dovranno essere restituiti alla scadenza del contratto di telelavoro. La postazione di telelavoro comprende l’insieme delle attrezzature informatiche, I relativi supporti, la sedia e il piano di lavoro necessari allo svolgimento della prestazione in telelavoro. L’Istituto verificherà prima dell’installazione della postazione di telelavoro la situazione logistica/ergonomica ottimale ai sensi dell’art. 21 dell’Accordo nazionale. L’Istituto si farà carico dell’installazione della linea telefonica dedicata e della relativa presa e dei costi connessi. Il costo per il consumo dell’energia elettrica sarà rimborsato in via forfetaria.
Le modalità di svolgimento della prestazione di telelavoro, individuata nel progetto di struttura redatto ai sensi dell’art. 17 dell’Accordo nazionale, vengono concordate nel contratto individuale di telelavoro. Il telelavoratore è libero di auto-organizzare, nel contesto del limite massimo delle 36 ore settimanali o di quello inferiore se il suo rapporto è a tempo parziale, I tempi e I modi di realizzazione del risultato previsto nel progetto individuale di struttura. A tal fine, le parti concordano che la presente disposizione è da intendersi quale parte integrante della disciplina dell’articolazione dell’orario di lavoro prevista dall’art. 17 del Contratto Collettivo nazionale di Comparto del 6/7/1995 e dell’art. 34 del Contratto Collettivo nazionale del 14.2.2001.
11.	Misure di prevenzione e protezione
In ogni caso, ai sensi dell’art. 20 del D. Lgs. n. 81/2008, ciascun lavoratore deve prendersi cura della propria sicurezza e della propria salute e di quella delle altre persone in prossimità del suo spazio lavorativo, conformemente alla sua formazione e alle istruzioni relative ai mezzi ed agli strumenti di lavoro utilizzati.
· ottimizzare l’interazione con gli altri abitanti dell’appartamento per non creare disagi e situazioni potenzialmente stressanti per il telelavoratore stesso.
E’ fatto espresso divieto di collocare computer, fax, stampante e altre apparecchiature elettriche in locali che per destinazione d’uso o tipologia non sono adatti ad ospitarli, sia in termini strutturali e impiantistici che in termini di svolgimento delle normali attività domestiche.
Disposizioni per l’utilizzo del videoterminale
Prima di accedere ad un lavoro su video- terminale, il lavoratore sarà sottoposto a visita medica e a un esame degli occhi e della vista che ne certifichi l’idoneità, e a visite periodiche di controllo (art. 176 D. Lgs. n. 81/2008).
Sono inoltre previsti, a carico del datore di lavoro, accertamenti periodici di controllo sullo stato psico-fisico del lavoratore (art. 41 D. Lgs. n. 81/2008) al fine di prevenire l’insorgere di malattie croniche.
La normativa vigente prevede, per il personale che svolga attività con l’uso di videoterminali, una visita preventiva a cura del medico competente, cioè del medico del lavoro in possesso dei titoli elencati nell’art. 38 del D. Lgs. n. 81/2008. Tale visita è finalizzata ad accertare l’idoneità o meno del lavoratore, anche attraverso visite ergoftalmologiche, posturali, ecc..
Dall’esito di tali visite è possibile prevedere l’idoneità alla mansione, con prescrizione, ove necessario, di lenti speciali (DPI) o controlli successivi.
E’ opportuno che il telelavoratore dipendente sottoscriva, pur nella più ampia autonomia di distribuzione del proprio orario di lavoro, l’impegno formale all’uso corretto delle attrezzature e al rispetto categorico della “quantità oraria globale massima” di lavoro al video terminale e delle relative pause, previsti dall’organizzazione aziendale.
Riferendosi al possibile fenomeno della “colonizzazione della notte”, cioè dello spostamento dell’orario di lavoro in ore notturne, va posta particolare attenzione alle disposizioni legislative (D. Lgs. n.66/2003) che hanno regolamentato il lavoro notturno.
Il decreto si riferisce esclusivamente al lavoro notturno “abituale” richiesto da esigenze di produzione o organizzative, ma alcune indicazioni (come l’informativa sui rischi possibili) sicuramente interessano in caso di auto-determinazione dell’orario di lavoro da parte di telelavoratori, infatti la variabilità temporale della collocazione delle ore di lavoro nell’arco della giornata è una caratteristica del telelavoro.
· Si deve evitare l’illuminazione diretta del monitor da parte della sorgenti luminose;
· per integrare l’illuminazione naturale occorre utilizzare lampade (a incandescenza o a fluorescenza) dotate di diffusori;
· l’ambiente condiziona la diffusione della luce, pertanto bisogna evitare riflessi dalle superfici presenti (mobili, pareti, piani di lavoro, ecc.) privilegiando ad esempio arredi con superfici opache chiare che non comportano abbagliamento indiretto per riflessione elevata della luce;
· La temperatura dell’ambiente è in funzione di molti parametri , per cui non si può definire una temperatura ottimale;
· in generale si può indicare per l’inverno una temperatura di circa 20-21° C e per l’estate una temperatura di 23-25° C per persone con abbigliamenti medi tipici delle stagioni;
· considerato che le apparecchiature elettriche generano calore, è necessario predisporre una adeguata ventilazione dell’ambiente.
Particolare attenzione va posta all’ergonomia del posto di lavoro per evitare o ridurre malesseri o controindicazioni quali stanchezza, indolenzimento degli arti, bruciore agli occhi, astenopia, segni di nervosismo. Il videoterminale di per sé non provoca queste alterazioni: tali malesseri insorgono spesso a causa di un uso non ottimale dell’apparecchio, ad un suo errato posizionamento ed a una postura dell’operatore non sempre corretta. Il posto di lavoro deve essere composto di tavoli e sedie ergonomici, I quali devono rispettare alcuni requisiti specifici in termini di dimensioni minime.
· altezza regolabile (regolare l’altezza in modo da permettere alle gambe di mantenere una angolazione uguale o maggiore di 90°, e ai piedi di poggiare sul pavimento);
· schienale inclinabile e regolabile (si consiglia una regolazione tra 90° e 110° consentendo alla schiena una inclinazione all’indietro);
Lo schermo deve essere posto di fronte al telelavoratore, a una distanza dagli occhi di cm 50-70 e la tastiera ad una distanza tale che il braccio sia in posizione verticale e l’avambraccio lievemente inclinato verso il basso.
Gli eventuali documenti da consultare dovrebbero essere collocati su un leggio per evitare ripetuti accomodamenti visivi. La disposizione delle apparecchiature rispetto alle fonti luminose dell’ambiente è particolarmente importante:
L’utilizzo di personal computer richiede la disponibilità di un maggior numero di prese elettriche rispetto all’uso domestico.
Pertanto, è opportuno che prima dell’inizio dell’attività lavorativa venga verificata, da parte di un tecnico qualificato, la rispondenza dell’impianto esistente alle norme in vigore e la sua adeguatezza al fabbisogno di energia supplementare.
Una revisione e un adeguamento dell’impianto elettrico, realizzabile anche a basso costo, mette al riparo da spiacevoli incidenti.
· non eliminare la protezione costituita dalla messa a terra di cavi e spine tagliando il conduttore giallo – verde o eliminando lo spinotto centrale delle spine;
· le uniche apparecchiature che non prevedono la presenza del conduttore di terra giallo-verde e dell’apposito spinotto sono quelle a doppio isolamento;
· in caso di necessità utilizzare una ‘presa mobile multipla’ detta comunemente ‘ciabatta’ o ‘scarpetta’, evitare però che il cavo di collegamento possa costituire pericolo d’inciampo o che possa deteriorarsi e ricondurre ai casi precedenti;
Con l’introduzione dell’art.3, comma 10, del recente D. Lgs. n. 81 del 9 aprile 2008 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, a tutti I lavoratori subordinati che effettuano una prestazione continuativa di lavoro a distanza, mediante collegamento informatico e telematico, compresi quelli di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 70, e di cui all’accordo-quadro europeo sul telelavoro concluso il 16 luglio 2002, si applicano le disposizioni di cui al titolo III e VII del citato decreto, indipendentemente dall’ambito in cui si svolge la prestazione stessa.
Il lavoratore a distanza può chiedere ispezioni. Il datore di lavoro garantisce l’adozione di misure dirette a prevenire l’isolamento del lavoratore a distanza rispetto agli altri lavoratori interni all’azienda, permettendogli di incontrarsi con I colleghi e di accedere alle informazioni dell’azienda, nel rispetto di regolamenti o accordi aziendali.
Al termine della sperimentazione l’Istituto effettuerà una verifica, anche economica, sulle risultanze della stessa al fine di concordare l’opportunità del rinnovo dell’Accordo con le modifiche e gli aggiustamenti evidenziati come necessari dalla sperimentazione.
Note: allegati sul sito Inps