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Timestamp: 2018-01-17 12:56:17+00:00
Document Index: 107258841

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 17', 'art. 1', 'art.3', 'art.6', 'art. 6', 'art. 6']

Ristrutturazione bagno e detrazioni fiscali | immobilio - Forum Immobiliare
Discussione in 'Fisco Tasse e Agevolazioni per la Casa' iniziata da Montanari, 30 Settembre 2014.
Montanari Nuovo Iscritto
Devo ristrutturare un bagno nella sua totalità (Demolizione rivestimento-pavimento-impianto idraulico-sostituzione sanitari-sosituzione finestra) rifacimento del tutto. Contattando il tecnico mi informa che si puo fare il recupero fiscale del 50%.e il C:A.F. sindacale stessa risposta.Telefonando in comune in ufficio che segue le ristrutturaziooni mi informa che non ce' il recupero fiscale perché rientra nei lavori ordinari perché non serve nessuna comunicazione e se l'ufficio entrate chiede permessi non ci sono perché sono lavori ordinari. Domanda -Legge sulle ristrutturazini in questo caso quale quella giusta? Ordinaria o straordinaria.
Montanari, 30 Settembre 2014
Luca1967 Nuovo Iscritto
Hanno ragione in comune, lavori ordinari e quindi nessun permesso in comune da citare quindi no recupero fiscale.
Luca1967, 1 Ottobre 2014
Veramente mi risulta che il rifacimento completo di un bagno rientri nella manutenzione strairdinaria! Nella Guida alle Ristrutturazioni ediilzie dell'AdE si ritrovano, nella lista dei lavori che detraibili:
Sanitari: Sostituzione di impianti e apparecchiature
Direi che la presenza di un titolo abilitativo (comunicazione, DIA, SCIA ecc) non è necessario, altrimenti come si configurerebbe la possibilità di avere le detrazione per la sostituzione i finestre o serrature?
debboa, 1 Ottobre 2014
Montanari ha scritto: ↑
@debboa: non trovo nella Guida ciò che scrivi; a che pagina è?.
Non è facile la differenza tra l'ordinaria e la straordinaria, comunque la prima è agevolabile solo sulle parti condominiali e serve per mantenere in efficienza l'immobile (sostituzione pavimenti, sanitari, parte dell'intonaco esterno, riparazioni ecc.), mentre l'altra richiede interventi maggiori e può comprendere anche modifiche strutturali (aperture, spostamento murature, rifacimento del tetto ecc.). Ovviamente l'intervento maggiore si porta dietro anche quello minore, nel senso che puoi anche scaricare le altre opere; ad es. se cambi destinazione d'uso ad un fienile per portarlo a residenziale (ristrutturazione edilizia) poi scarichi anche le spese per il pavimento, impianti tinteggiatura ecc.. all'interno ed occorre SEMPRE (per la straordinaria) una pratica edilizia (CIL o SCIA), come previsto dal DPR 380/2001 e succe. modifiche.
mata, 1 Ottobre 2014
E' nella tabella con gli interventi agevolabili in ordine alfabetico alle pagg 26-30, edizione Maggio 2014. La discriminante è se si rifà l'impianto o meno, apportando modifiche (spostare o aggiungere sanitari) o migliorie (la stessa sostituzione di tubi in materiale vecchio con altri più "moderni" è una miglioria); chiaramenti se cambi i sanitari o le piastrelle perché non ti piacciono più è un altro discorso.
Quello che invece per me è scorretto è quello che hanno detto in comune all'amico Montanari: se ti scorri l'elenco dei lavori detraibili della guida, vedrai che ce ne sono tantissimi che sicuramente non richiedono un titolo abilitativo!
Naturalmente parlo da persona non del mestiere, ma da privato cittdino (che ne viene da varie ristrutturazioni negli ultimi anni....)
Se è manutenzione straordinaria necessita, se non lo è, non necessita: lo dice il testo Unico sull'edilizia, non io.
Peraltro a pag. 10 descrive diversamente e, nella tabella che tu citi, si premette che è "un elenco esemplificativo" e che "in ogni caso, deve essere verificata la conformità alle normative edilizie locali". Qui da me, nel Valdarno, rifare un bagno senza spostare le tramezzature, sostituendo solo i sanitari e le condutture deteriorate è manutenzione ordinaria. Le cose all'italiana ...
sosituzione finestra)
In ogni caso la sostituzione degli infissi ricade nelle detrazioni.
Quindi la sostituzione delle tubature di un bagno con tubature nuove e di diverso materiale puo farsi ricadere nei lavori di ristrutturazione?
La detrazione ammesso che si possa chiedere spetta anche a chi su quell'immobile conservi il diritto di nuda proprietà?
Mi spiego meglio, mia mamma vive nell'appartamento io come figlio sono divenuto nudo proprietario per le quote dell'immobile di mio papa decuius posso usufruire della detrazione o per forza ne può usufruire la mamma?
La sostituzione delle tubature non è manutenzione straordinaria, non ci sono agevolazioni
Rifare l'impianto idraulico non è cambiare i tubi del bagno
cafelab, 31 Gennaio 2015
Io la metterei così: e mi scuso con calefab ed i tecnici se non uso termini correttissimi.
il confine posto dalla legge edilizia 380 seguita dal comune, sembra essere diverso dal confine che l'AdE ha inteso circa le opere detraibili.
Il rifacimento integrale del bagno, meglio degli impianti in genere, è visto sotto il profilo urbanistico come una opera interna che non necessita di autorizzazione, semmai solo di una CIL.
Dal punto di vista della AdE invece, rientra tra le opere atte a "migliorare" il patrimonio edilizio, migliorare la sicurezza o l'efficienza energetica ecc.
Per tali motivi è da sempre indicata nella suddetta guida, tra le opere agevolabili.
Unico requisito richiesto da AdE è la data certa dei lavori. Per questo motivo ci stà la trasmissione di una comunicazione di inizio lavori interni al comune, preliminare alla esecuzione.
Non sono a conoscenza che AdE abbia mai contestato questa impostazione.
Intanto la Guida dell'AdE descrive anche opere di manutenzione ordinaria, in quanto detraibili sulle parti condominiali. Inoltre, se fai opere di manutenzione straordinaria (ad es. spostare una finestra od un muro), scarichi anche le altre correlate, anche se da sole sarebbero solo ordinarie. La ristrutturazione è invece di livello più alto ed implica il pagamento degli oneri di urbanizzazione.
Più o meno è così: ma non mettere troppa carne al fuoco....
Se introduci anche gli oneri ... i comuni trovano sempre qualche ragione per introdurli e farti pagare qualcosa....
Tutti gli interventi descritti da Montanari, ad avviso di chi scrive, rientrano tra quelli per cui si rende applicabile la detrazione del 50% (fino al 31/12/2015), ai sensi dell’art. 3, co. 1, lett. b) del DPR n°380/2001 (lettera modificata dall’art. 17, co. 1, lett. a) della legge n°164/2014), che definisce “"interventi di manutenzione straordinaria", le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso”. Come indicato dalla Guida fiscale alle ristrutturazioni edilizie (aggiornata a gennaio 2015) dell’Agenzia delle Entrate, tra le opere di manutenzione straordinaria che danno diritto alla detrazione IRPEF del 50% rientra la “realizzazione e miglioramento dei servizi igienici” (pag. 10): la mera sostituzione di sanitari e piastrelle è esclusa dai benefici fiscali (non comporta nessun miglioramento), viceversa il rifacimento completo del servizio igienico (comprensivo di massetto e nuove tubature, nuovo impianto idrico ed elettrico, nuovi sanitari e finestre), è da considerarsi intervento di manutenzione straordinaria e, in quanto tale, agevolato (comporta il miglioramento richiesto per l’applicazione della detrazione).
Permessi: in genere, nessuno.
IVA: sanitari, radiatori, finestre sono beni significativi, e l’IVA sulle fatture deve seguirne le regole.
Bonifico: bancario o postale, ove risulti la causale del versamento “Art. 16-bis, TUIR 917/1986”, il codice fiscale del beneficiario dell’agevolazione, la partita IVA ovvero il codice fiscale dell’impresa beneficiaria del bonifico.
Ritenuta d’acconto sul bonifico per spese detraibili: dal 1° gennaio di quest’anno viene elevata dal 4 all’8% (Legge n°190/2014, art. 1, co. 657).
Peccato che la manutenzione straordinaria necessiti sempre di una pratica edilizia e, nel caso di almeno due ditte, anche il piano di sicurezza con le notifiche.
La guida del' ADE continua ad essere scritta con i piedi e a generare confusione.
non è che i lavori sono manutenzione straordinaria solo quando fa comodo, se è manutenzione straordinaria ci vuole la pratica asseverata, il pagamento della reversale in comune, il progettista, il DL, il PSC
Eh certo hai visto mai che qualche ditta è rimasta in attività, facciamola chiudere
@Calefab: comprensibili le tue obiezioni, che meritano un approfondimento.
Ma da profano avrei qualcosa da ridire sui termini.
Che la guida della AdE sia scritta coi piedi e genei confusione potrà anche essere: ma una guida è una guida, e non una legge; credo non abbia valore giuridico, salvo impegnare moralmente la AdE per quanto scrive.
Se dobbiamo fare le pulci a qualcosa , ci dovremmo rivolgere al legislatore e chiederci se la 380/2001 è così chiara da non far sorgere incertezze.
Cito la 380/2001 art.3 c. 1b
servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino ((la
volumetria complessiva degli edifici)) e non comportino modifiche
delle destinazioni di uso. ((Nell'ambito degli interventi di
manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti
nel frazionamento o accorpamento delle unita' immobiliari con
esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle
superfici delle singole unita' immobiliari nonche' del carico
urbanistico purche' non sia modificata la volumetria complessiva
degli edifici e si mantenga l'originaria destinazione d' uso
Cito la 380/2001 art.6 c. 2
2. Nel rispetto dei medesimi presupposti di cui al comma 1, previa
le parti strutturali dell'edificio((...));
c) le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni,
d) i pannelli solari, fotovoltaici, a servizio degli edifici, da
realizzare al di fuori della zona A) di cui al decreto del Ministro
per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444;
e) le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo
e-bis) le modifiche interne di carattere edilizio sulla
superficie coperta dei fabbricati adibiti ad esercizio d'impresa,
((sempre che non riguardino le parti strutturali,)) ovvero le
modifiche della destinazione d'uso dei locali adibiti ad esercizio
Da questa lettura, propenderei nel ritenere non richiesta una pratica asseverata ecc. ecc.
p.s.: ho corretto i riferimenti alla citazione
Neanch'io ho la formazione sufficiente per districarmi fra le sottigliezze della nostra logorroica burocrazia, però c'è un'errore nella tua interpretazione
CILA, SCIA e DIA non sono titoli abilitativi in senso stretto, sono autocertificazioni
Tu committente non chiedi il permesso al comune, lo informi soltanto, compili i loro moduli assicurando che stai facendo determinati lavori che seconda la legge si classificano come man str e li fai nel rispetto della legge come testimonia la relazione del tecnico (esiste e ce sta')
Tu committente non chiedi il permesso al comune, lo informi soltanto, compili i loro moduli assicurando che stai facendo determinati lavori che seconda la legge si classificano come man str e li fai nel rispetto della legge come testimonia la relazione del tecnico
Non dubito che nella pratica avvenga ciò che dici tu: ma l'art. 6 ha come titolo "Edilizia Libera" e richiede solo la preventiva CIL da parte dell'interessato.
Dove viene prescritta, in aggiunta, la relazione (asseverata) del tecnico?
Viene prescritta allo stesso art. 6 da te citato, ma al comma 4:
Il fatto che l'amministrazione non rilasci il titolo abilitativo non significa che non si debbano redigere gli adempimenti tramite CIL/SCIA
grazie della precisazione. Se permetti devo però farti notare che la citazione da te riportata è obsoleta ....
Il comma 3 è stato abrogato
il comma 5 è stato modificato, portando ad un sorprendente esito, anche pubblicizzato in TV: sarà compito della amministrazione comunale procedere alla comunicazione atta a modificare la situazione catastale. (con Docfa avevano scaricato sul professionista gli adempimenti, che ora rientrano dalla finestra...., con grande coerenza)
Ecco il testo in vigore:
3. COMMA ABROGATO DAL D.L. 22 GIUGNO 2012, N. 83, CONVERTITO, CON
MODIFICAZIONI, DALLA L. 7 AGOSTO 2012, N. 134.
((4. Limitatamente agli interventi di cui al comma 2, lettere a) ed
e-bis), l'interessato trasmette all'amministrazione comunale
l'elaborato progettuale e la comunicazione di inizio dei lavori
asseverata da un tecnico abilitato, il quale attesta, sotto la
propria responsabilita', che i lavori sono conformi agli strumenti
affidare la realizzazione dei lavori.))
((5. Riguardo agli interventi di cui al comma 2, la comunicazione
di inizio dei lavori, laddove integrata con la comunicazione di fine
dei lavori, e' valida anche ai fini di cui all'articolo 17, primo
ed e' tempestivamente inoltrata da parte dell'amministrazione
comunale ai competenti uffici dell'Agenzia delle entrate.))
Sempre per valutare se le "leggi" e le "norme" sono scritte con la testa o con i piedi, farei ulteriori domande:
1) poichè il rifacimento di un impianto di riscaldamento individuale al di sotto di 34 kW non richiede la progettazione di un termotecnico, ma è sufficiente la certificazione dell'impresa esecutrice (es. l'idraulico abilitato),
- l'elaborato progettuale si ritiene necessario o no?
2) per la sostituzione dei serramenti con nuovi a bassa trasmittanza, è sufficiente la certificazione del fornitore, sufficiente per il fisco oppure dal comune è richiesta
- la certificazone energetica dell'u.i. e del beneficio energetico indotto, redatta da un tecnico abilitato? . Notare che il modulo F per l'Enea può eseere compilato e trasmesso dall'interessato.
Tralascio la installazione di apparecchiature di antifurto, acqustabili in kit.