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Timestamp: 2020-07-07 09:09:04+00:00
Document Index: 159396740

Matched Legal Cases: ['art. 644', 'art. 2', 'art. 644', 'art. 1815', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 104']

Indicazioni anche ai fini operativi diffuse alle banche dall'A.B.I. in merito al d.l. 394 del 29.12.00, recante disposizioni in materia di usura | Studio Legale Tidona e Associati | Diritto Bancario e Finanziario
20 Gennaio 2001 In Diritto bancario
Indicazioni anche ai fini operativi diffuse alle banche dall’A.B.I. in merito al d.l. 394 del 29.12.00, recante disposizioni in materia di usura
Testo diffuso dall’Associazione Bancaria Italiana:
“Nella Gazzetta Ufficiale, Serie generale, n. 303 del 30 dicembre 2000 è stato pubblicato il decreto-legge 29 dicembre 2000, n. 394, in tema di “Interpretazione autentica della legge 7 marzo 1996, n. 108, recante disposizioni in materia di usura”. Il provvedimento è entrato in vigore il 31 dicembre 2000.
Il comma 1 dell’articolo 1, del decreto-legge n. 394/2000 precisa, con norma di interpretazione autentica, che l’usurarietà del tasso degli interessi che derivi dal superamento del limite previsto dall’art. 644, comma 3, del codice penale – così come stabilito ai sensi dell’art. 2, comma 4 , della legge n. 108/96 (tasso medio aumentato della metà: cosiddetto tasso soglia) – va determinata con riferimento esclusivo al momento della pattuizione degli interessi. Conseguentemente è del tutto irrilevante la circostanza che detto tasso superi il limite di cui al tasso soglia al momento in cui gli interessi sono corrisposti.
Trattandosi di norma di interpretazione autentica, che rileva – come precisato – sia ai fini penali (art. 644 c.p.) sia ai fini civilistici (interessi usurari di cui all’art. 1815, comma 2, c.c.), non v’è dubbio che la stessa si applichi da quando la legge n. 108/96 è entrata in vigore. La disposizione del primo comma concerne quindi sia i finanziamenti già stipulati prima dell’entrata in vigore del decreto-legge (ante o post legge n. 108/96) sia quelli che saranno stipulati in futuro fornendo un quadro di certezze all’operatività degli intermediari sia passata sia prospettica.
Il comma 2 dell’articolo 1, dispone che il tasso degli interessi dei finanziamenti a tasso fisso in essere al 31 dicembre 2000, che rientrano nella categoria dei mutui, quale individuata – con decreto del Ministro del tesoro – ai sensi dell’art. 2, comma 2, della legge n. 108/96, sia sostituito dai tassi di cui al comma 3, dell’articolo 1 del decreto-legge, qualora superiore a tali tassi.
Considerato che la maggiorazione di mezzo punto percentuale non si applica alle “… persone fisiche che agiscono per scopi estranei all’ attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta…”, per i mutui a tasso fisso stipulati da tali soggetti la misura del 12,71% è ridotta al 12,21%.
La maggiorazione di mezzo punto percentuale – come precisato nella relazione al disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 394/2000 – è finalizzata a “…coprire i maggiori costi della raccolta e le spese di revisione dei contratti”. Ancorchè non espressamente specificato nel testo del decreto-legge si deve ritenere che il legislatore abbia voluto comunque garantire la gratuità per il mutuatario della sostituzione del tasso contrattuale, sia esso consumatore o meno.
Il decreto-legge al secondo comma sottolinea la possibilità per ciascuna banca di convenire (“…salvo diversa pattuizione più favorevole per il debitore…”) l’applicazione di condizioni più vantaggiose per il mutuatario. Tali condizioni dovranno quindi essere concordate al fine di assicurarne la maggiore vantaggiosità, in raffronto con i tassi di sostituzione.
In base all’art. 2 del Protocollo “Nell’ art. 104 C (ora 104) del Trattato … per pubblico si intende la Pubblica Amministrazione, vale a dire l’ amministrazione statale, regionale o locale e i fondi di previdenza sociale, ad esclusione delle operazioni commerciali, quali definiti nel Sistema europeo di conti economici integrati”.