Source: http://ilprocessocivile.it/rubriche/contrasti-giurisprudenziali?page=2
Timestamp: 2019-10-16 01:50:56+00:00
Document Index: 64000383

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 702', 'art. 437', 'art. 291', 'art. 1182', 'art. 341', 'art. 50', 'sentenza ', 'art. 360']

﻿ Contrasti giurisprudenziali | ilprocessocivile.it
12 Dicembre 2016 | di Cristina Asprella
Le Sezioni Unite, allineandosi all'orientamento sinora espresso sulla questione all'interno della sola giurisprudenza amministrativa, sanciscono il principio in forza del quale l'attore che abbia incardinato la causa dinanzi ad un giudice e sia rimasto soccombente nel merito non è legittimato ad interporre appello contro la sentenza per denunciare il difetto di giurisdizione del giudice da lui prescelto.
01 Dicembre 2016 | di Mauro Di Marzio
Quando una prova, ed in particolare un documento è indispensabile? La nozione di indispensabilità è rilevante nell'appello disciplinato dall'art. 702 quater c.p.c., concernente il cosiddetto rito sommario di cognizione, nonché nell'appello secondo il rito del lavoro, ai sensi dell'art. 437 c.p.c.. Ebbene, nozione di indispensabilità è stata oggetto di ampio dibattito dottrinale e di divaricate interpretazioni giurisprudenziali, collocate secondo due principali e contrapposte direttrici.
09 Novembre 2016 | di Francesco Bartolini
Le Sezioni Unite si sono pronunciate sul contrasto interpretativo riguardante il momento in cui deve intendersi avvenuta la pubblicazione della sentenza, anche agli effetti della decorrenza del termine “lungo” per l'impugnazione, quando sull'atto il cancelliere annota due date, l'una di deposito e l'altra di pubblicazione.
26 Ottobre 2016 | di Vincenza Di Cristofano
Con una recente pronuncia, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno risolto il contrasto di giurisprudenza formatosi in ordine alle conseguenze della notifica di una copia dell’atto di impugnazione mancante di alcune pagine. In particolare, era controverso se il vizio incidesse sull’atto di impugnazione determinandone l’inammissibilità ovvero sul solo procedimento di notifica consentendo un rinnovo della stessa ex art. 291 c.p.c. con effetto sanante ex tunc.
05 Ottobre 2016 | di Cristina Asprella
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno risolto il contrasto di giurisprudenza in ordine all'individuazione del giudice territorialmente competente in tema di obbligazioni pecuniarie da adempiersi al domicilio del creditore. La problematica atteneva all'operatività, di conseguenza, del foro del creditore, ai sensi dell'art. 1182, comma 3, c.c. anche nell'ipotesi in cui l'entità della somma di denaro richiesto non fosse determinata tra le parti.
20 Settembre 2016 | di Mauro Di Marzio
Le Sezioni Unite risolvono il contrasto sorto con riferimento agli effetti dell'incompetenza del giudice d'appello. In particolare, con riferimento alla proposizione dell’appello ad un giudice individuato in violazione dell’art. 341 c.p.c. si sono alternati orientamenti che riconoscevano un effetto «conservativo», al pari della domanda proposta in primo grado a giudice incompetente, con la conseguente fissazione del termine per la riassunzione dinanzi al giudice dichiarato competente ai sensi dell’art. 50 c.p.c., e altri che, al contrario, ritenevano l’appello inammissibile, con passaggio in giudicato della sentenza di primo grado.
01 Settembre 2016 | di Rosaria Giordano
Nella giurisprudenza di legittimità si era formato un contrasto – con rilevanti effetti pratici – in ordine alla configurazione, in termini di mera nullità o di radicale inesistenza, del vizio della notifica del ricorso per cassazione effettuata presso il procuratore costituito della parte rimasta contumace in grado d’appello o che, in sede di gravame, aveva revocato quel difensore, nominandone un altro. Nel risolvere il contrasto le Sezioni Unite adottano con riguardo ad entrambe le ipotesi un criterio unitario, che tiene conto delle regole generali in tema di nullità degli atti processuali.
08 Giugno 2016 | di Francesco Bartolini
03 Giugno 2016 | di Roberta Nardone
Nella giurisprudenza di legittimità si era formato un contrasto di non trascurabile importanza pratica in ordine alla natura della contestazione afferente la titolarità del diritto sostanziale fatto valere in giudizio, con conseguenze importanti in ordine alla deducibilità ed al rilievo della stessa. In particolare era controverso se la contestazione da parte del convenuto sulla titolarità del rapporto integrasse un’eccezione in senso stretto, come voleva l’orientamento prevalente, ovvero una mera difesa, proponibile in ogni stato e grado del giudizio.
03 Giugno 2016 | di Rosaria Giordano
La riforma realizzata dal d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, intervenendo sull’art. 360 c.p.c., ha previsto, al fine di favorire l’esercizio della funzione nomofilattica della S.C. riducendone il carico di lavoro, la non immediata impugnabilità mediante ricorso per cassazione delle sentenze non definitive emesse in grado d’appello. A seguito di tale novella, la giurisprudenza di legittimità prevalente, talvolta espressasi anche a Sezioni Unite, ha ritenuto applicabile detta regola anche alle decisioni di rinvio al giudice di primo grado emanate nelle ipotesi di cui agli artt. 353 e 354 c.p.c. Tuttavia, l’esistenza di un contrasto, sebbene inconsapevole della giurisprudenza della medesima Corte di legittimità sulla questione, e talune considerazioni di carattere logico e sistematico, inducono la I sezione civile a richiedere, con ordinanza interlocutoria, alle Sezioni Unite una rimeditazione sulla questione.