Source: https://www.confetra.com/it/primopiano/doc_html/Circolari%202012/circ138.htm
Timestamp: 2019-10-20 02:51:39+00:00
Document Index: 14166532

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art.\xa0 2', 'art. 17', 'art. 107', 'art.\xa0 4', 'art.\xa0 7', 'art. 1', 'art. 2']

Circolare n.138/2012
Circolare n. 138/2012
Oggetto: Tributi – Credito d’imposta per nuove assunzioni al Sud – D.M. 24.5.2012 su G.U. n. 127 dell’1.6.2012.
Con il decreto indicato in oggetto è stato disciplinato il credito d’imposta istituito dal D.L. 70/2011 a favore delle imprese del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna) che aumentano la base occupazionale nel periodo dal 14 maggio 2011 al 13 maggio 2013.
I lavoratori assunti devono rientrare nelle categorie dei lavoratori svantaggiati o molto svantaggiati, così come definite dall’articolo 3 comma 1 del decreto in esame (es. disoccupati, ultracinquantenni, soggetti aventi solo la licenza elementare, ecc). L’assunzione deve essere a tempo indeterminato e deve protrarsi per almeno due anni nel caso delle piccole e medie imprese e tre anni per le altre imprese. L’incremento della base occupazionale va calcolato rispetto alla media dei lavoratori dipendenti occupati nei dodici mesi precedenti all’assunzione.
Per ottenere il credito d’imposta le imprese interessate devono inoltrare apposita istanza alle Regioni di appartenenza secondo le modalità stabilite da ciascuna Regione con proprio provvedimento da emanarsi entro l’1 luglio. L’accettazione delle istanze avverrà sulla base dell’ordine cronologico di arrivo, nei limiti dei fondi disponibili.
Il credito d’imposta è pari al 50% dei costi salariali sostenuti dall’impresa nei dodici mesi successivi all’assunzione (retribuzione lorda ante imposte e contributi obbligatori). Esso è utilizzabile esclusivamente in compensazione dei pagamenti effettuati col modello F24.
Si invitano le imprese interessate a rivolgersi alle associazioni territoriali per l’informazione circa i provvedimenti regionali di apertura dei termini per la presentazione delle domande.
Per riferimenti confronta circ.re conf.le n.92/2011
G.U. n. 127 dell’01.06.2012 (fonte Guritel)
Disposizioni di  attuazione  dell'articolo  2  del  decreto-legge  13
luglio 2011, n. 106, che prevede la  concessione  di  un  credito  di
imposta per la creazione di nuovo  lavoro  stabile  nel  Mezzogiorno.
1.  Il  presente  decreto  contiene  le  modalita'  di   attuazione
dell'art. 2 del decreto-legge del 13 maggio 2011, n. 70,  convertito,
con modificazioni, dalla legge  12  luglio  2011,  n.  106,  relativo
all'istituzione di un contributo, sotto forma di  credito  d'imposta,
per nuovo  lavoro  stabile  nel  Mezzogiorno  per  l'assunzione,  nei
ventiquattro mesi successivi alla data di  entrata  in  vigore  dello
stesso  decreto  legge,  di  lavoratori  definiti  dalla  Commissione
Europea «svantaggiati» o «molto svantaggiati» nelle Regioni  Abruzzo,
Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia  e  Sardegna,
nel rispetto dei limiti e delle condizioni previste  dal  Regolamento
(CE) n. 800/2008 della Commissione del 6 agosto  2008,  che  dichiara
alcune categorie di  aiuti  compatibili  con  il  mercato  comune  in
applicazione degli articoli 87 e  88  del  Trattato  CE  (regolamento
generale di  esenzione  per  categoria),  pubblicato  nella  Gazzetta
periodo compreso tra il 14 maggio  2011  e  il  13  maggio  2013,  in
qualita' di datori di lavoro, in  base  alla  vigente  normativa  sul
lavoro, incrementano il numero di lavoratori  a  tempo  indeterminato
2. Sono esclusi  dall'applicazione  della  disciplina  del  credito
dicembre 1986, n. 917,  nonche'  le  persone  fisiche  non  esercenti
1. Danno  diritto  al  credito  d'imposta  le  assunzioni  a  tempo
indeterminato  di  lavoratori,  definiti  dalla  Commissione  europea
«svantaggiati» o «molto svantaggiati», che  costituiscono  incremento
del numero di lavoratori dipendenti a tempo indeterminato  mediamente
occupati nelle Regioni di cui all'art. 1 nei dodici  mesi  precedenti
alla data dell'assunzione. Per  numero  di  lavoratori  dipendenti  a
tempo indeterminato, si intende il numero di unita'  di  lavoro-annuo
ai sensi dell'art. 2 punto 13 del Regolamento (CE) n.  800  del  2008
2. L'art. 2, punti 18, 19, del Regolamento (CE)  n.  800  del  2008
1)  lavoratori  svantaggiati,  ossia  rientranti  in  una   delle
a) chi non ha un impiego regolarmente retribuito da almeno  sei
b) chi non possiede un diploma  di  scuola  media  superiore  o
e) lavoratori occupati in professioni o settori  caratterizzati
da un tasso di disparita' uomo-donna che supera almeno del  25  %  la
disparita' media uomo-donna in tutti i settori economici dello  Stato
membro interessato se il lavoratore interessato appartiene al  genere
f) membri di una minoranza nazionale all'interno di  uno  Stato
membro che hanno necessita' di consolidare le proprie  esperienze  in
termini di conoscenze linguistiche, di formazione professionale o  di
lavoro, per migliorare le prospettive di  accesso  ad  un'occupazione
2) lavoratore molto  svantaggiato:  lavoratore  senza  lavoro  da
3. L'incremento  del  numero  dei  lavoratori  dipendenti  a  tempo
indeterminato, rispetto alla media citata nel precedente comma 1,  va
verificato sia rispetto al numero dei lavoratori dipendenti  a  tempo
presso cui il nuovo lavoratore e' impiegato, sia rispetto  al  numero
dei lavoratori a tempo indeterminato complessivamente  impiegati  dal
delle diminuzioni occupazionali verificatisi in societa'  controllate
rilevano  per  il  calcolo  della  base   occupazionale   in   misura
proporzionale alle ore  prestate  rispetto  a  quelle  del  contratto
6. Agli  effetti  del  credito  d'imposta,  i  soci  lavoratori  di
1. Nel rispetto dei massimali di intensita' di aiuto  previsti  dal
Regolamento (CE) n. 800/2008, il credito d'imposta, e' concesso,  per
ciascun lavoratore «svantaggiato» assunto nel periodo richiamato  dal
comma 1 dell'art.  2,  nella  misura  del  50%  dei  costi  salariali
sostenuti  nei  dodici  mesi   successivi   all'assunzione.   Qualora
l'aumento del numero dei lavoratori dipendenti a tempo  indeterminato
riguardi lavoratori «molto svantaggiati»,  il  credito  d'imposta  e'
concesso nella misura del  50%  dei  costi  salariali  sostenuti  nei
2  del  Regolamento  (CE)  n.   800/2008.   Tali   costi,   pertanto,
3.  Il  credito  d'imposta  spetta  per  ogni   unita'   lavorativa
risultante dalla differenza tra il  numero  dei  lavoratori  a  tempo
indeterminato rilevato in ciascun mese e il numero dei  lavoratori  a
4. Per le  assunzioni  di  lavoratori  a  tempo  indeterminato  con
contratto di lavoro a tempo parziale, il credito d'imposta spetta  in
misura  proporzionale  alle  ore  prestate  rispetto  a  quelle   del
1.  Per  fruire  del  credito  d'imposta,  i  soggetti  interessati
2. Ciascuna Regione adotta, nel rispetto delle  proprie  procedure,
entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto,  il
pertinente  provvedimento  con  cui  stabilisce  le  modalita'  e  le
procedure per la concessione del credito d'imposta nel  rispetto  dei
a) la Regione fissa un primo termine per la  presentazione  delle
istanze  relative  alle  assunzioni  effettuate  fino  alla  data  di
pubblicazione  del  presente  decreto  da  esaminare  ai  fini  della
formazione della graduatoria in base al criterio di cui alla  lettera
b) l'istanza e' presentata alla Regione  nel  cui  territorio  e'
svolta  l'attivita'  per  la  quale  si  e'  verificato  l'incremento
c) l'istanza elenca  i  dati  richiesti  dalle  disposizioni  del
presente decreto nonche' gli altri  elementi  utili  alla  formazione
d) la Regione esamina le istanze in  modo  da  verificare,  sulla
base dei  dati  in  esse  indicati,  l'ammissibilita'  in  ordine  al
e) entro trenta giorni dal termine di cui  alla  lettera  a),  la
Regione formula la  graduatoria  definita  sulla  base  del  criterio
cronologico  da  individuarsi  in  ordine  alla  presentazione  delle
istanze e  comunica  l'accoglimento  dell'istanza  nei  limiti  dello
3. Con lo stesso provvedimento di cui al comma 2, ciascuna  Regione
individua le ulteriori modalita'  da  attivare  per  la  ripartizione
delle risorse residue, previa fissazione  di  nuovi  termini  per  la
presentazione delle istanze, nel rispetto dei criteri  indicati  alle
lettere da b) a e) del medesimo comma 2, tenendo conto  della  durata
complessiva del periodo oggetto di agevolazione di  cui  al  comma  2
4.  La  comunicazione  dell'accoglimento  dell'istanza  costituisce
5.  Il  credito  d'imposta  e'   utilizzabile   esclusivamente   in
compensazione ai sensi dell'art. 17 del decreto legislativo 9  luglio
dell'istanza di cui al comma 4  ed  entro  due  anni  dalla  data  di
6. Il credito d'imposta non concorre alla formazione  del  reddito,
ai fini delle imposte sui redditi, ne' del valore  della  produzione,
ai fini dell'imposta regionale  delle  attivita'  produttive,  e  non
rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109,  comma  5,
a) se il numero complessivo dei dipendenti a tempo  indeterminato
e' inferiore o pari a quello  rilevato  mediamente  nei  dodici  mesi
minimo di due anni nel caso delle piccole e medie imprese, ovvero  di
c) in caso di accertamento definitivo di violazioni  non  formali
sia alla normativa fiscale che a quella contributiva  in  materia  di
lavoro dipendente, per le  quali  sono  state  irrogate  sanzioni  di
importo non inferiore a euro 5.000, oppure violazioni alla  normativa
sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori previste dalle  vigenti
disposizioni, commesse nel periodo tra il 14  maggio  2011  e  il  13
maggio 2015, nonche' nei casi  in  cui  siano  emanati  provvedimenti
2. Nei casi di cui alla lettera a) del comma 1, la decadenza  opera
a partire dallo stesso mese in cui si rileva  quanto  statuito  dalla
3. Nei casi di cui alle lettere b) e c) del comma  1  i  datori  di
lavoro sono tenuti alla restituzione del  credito  d'imposta  di  cui
hanno gia' usufruito. Nel caso ricorra la  fattispecie  di  cui  alla
citata lettera c) e' dovuta la restituzione del  credito  maturato  e
usufruito dal momento in cui e'  stata  commessa  la  violazione.  Il
sia sottoposto a una procedura concorsuale,  e'  considerato  credito
prededucibile.  Dalla  data   del   definitivo   accertamento   delle
procedere al recupero delle  minori  somme  versate  o  del  maggiore
credito riportato, comprensivi degli  interessi  calcolati  al  tasso
1 Il credito d'imposta non e' cumulabile con altri aiuti  di  stato
ai sensi dell'art. 107, paragrafo 1, del Trattato  sul  Funzionamento
dell'Unione Europea, ne' con altre misure di sostegno comunitario  in
relazione  agli  stessi  costi  salariali   afferenti   alle   unita'
lavorative che danno diritto alla  fruizione  dell'agevolazione,  nei
casi in cui tale cumulo  darebbe  luogo  ad  un'intensita'  di  aiuto
superiore al livello consentito, di cui al comma 1  dell'art.  4.  Si
applicano in ogni caso le disposizioni dell'art.  7  del  Regolamento
2. L'eventuale cumulo illegittimo determina il recupero  dell'aiuto
fruito con applicazione  degli  interessi  e  sanzioni  previste  per
1.  Qualora  sia  stata  accertata  l'indebita   fruizione,   anche
parziale,  del  contributo,  per  il  verificarsi  delle   cause   di
decadenza,  del  mancato  rispetto  delle   condizioni   previste   o
dell'utilizzo in misura superiore all'ammontare concesso, la  Regione
procede, ai sensi dell'art. 1, comma 6, del  decreto-legge  25  marzo
2010, n. 40, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  22  maggio
2010,  n.  73,  al  recupero  del  relativo  importo,  maggiorato  di
2. Qualora l'indebita fruizione sia  accertata  dall'Agenzia  delle
relativi dati sono trasmessi tempestivamente in via  telematica  alla
3. Le eventuali  somme  recuperate  dalle  Regioni  a  causa  della
decadenza del diritto al credito d'imposta da parte dei  beneficiari,
sono restituite dalle Regioni stesse  al  Ministero  dell'economia  e
delle finanze - Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato  -
1. Le risorse  finanziarie  destinate,  nell'ambito  dei  Programmi
Operativi Regionali FSE 2007-2013, al credito di imposta  di  cui  al
2.  L'eventuale  ulteriore   fabbisogno   di   risorse   necessarie
all'attuazione del  credito  d'imposta,  attualmente  assicurato  nel
Piano di Azione  Coesione  definito  di  intesa  con  la  Commissione
europea, dal cofinanziamento a carico del Fondo sociale  europeo  per
un importo di 142  milioni  di  euro,  potra'  essere  coperto  dalle
eventuali risorse  derivanti  dalle  riprogrammazioni  effettuate  in
applicazione delle «Iniziative di  accelerazione  e  riprogrammazione
dei Programmi comunitari 2007-2013» approvate dal Comitato  nazionale
per il coordinamento  e  la  sorveglianza  della  politica  regionale
3. Al fine di assicurare  il  reintegro  all'Erario  delle  risorse
riguardanti  il  riconoscimento  del  credito  d'imposta  di  cui  al
presente decreto, l'Agenzia delle  Entrate  comunica  tempestivamente
alle  Regioni  interessate  gli   importi   del   credito   d'imposta
4. Le Regioni, sulla base delle informazioni ricevute  dall'Agenzia
delle entrate, che  costituiscono  attestazione  delle  compensazioni
effettuate,   provvedono   alla   tempestiva   certificazione    alla
Commissione europea degli  importi  fruiti  dagli  aventi  diritto  a
titolo di credito d'imposta, nell'ambito dei programmi  operativi  di
cui  al   comma   1.   Contestualmente,   comunicano   al   Ministero
Generale dello Stato - IGRUE gli importi  rendicontati  a  titolo  di
credito d'imposta, distintamente per la quota comunitaria, statale  e
5. Sulla base delle comunicazioni ricevute dalle  Regioni  e  degli
accrediti  comunitari  pervenuti  a  valere   sulle   rendicontazioni
presentate dalle  Regioni  alla  Commissione  europea,  il  Ministero
Generale dello Stato - IGRUE provvede al versamento  all'entrata  del
bilancio dello Stato degli importi riconosciuti a titolo  di  credito
d'imposta, ai sensi dell'art. 2, commi 8 e 9,  del  decreto-legge  n.
6. Le risorse versate dall'IGRUE  all'entrata  del  bilancio  dello
Stato  sono  riassegnate  ad  apposito  programma  dello   stato   di
previsione della spesa del Ministero dell'Economia e  delle  Finanze,
per essere destinate alla  contabilita'  speciale  n.  1778  «Agenzia
delle entrate - Fondi di  Bilancio»,  allo  scopo  di  permettere  la
regolazione contabile delle compensazioni esercitate in relazione  al
credito d'imposta di  cui  al  presente  decreto.  Nelle  more  della
conclusione  della   procedura   finalizzata   all'individuazione   e
riassegnazione  delle  risorse,  la   regolazione   contabile   delle
compensazioni esercitate in relazione al credito d'imposta di cui  al
presente decreto,  avviene  utilizzando  i  fondi  disponibili  sulla
predetta contabilita' speciale n.  1778,  senza  incidere  sul  saldo
d'imposta  dei  programmi  operativi   regionali   viene   assicurato
nell'ambito del sistema unitario  di  monitoraggio  degli  interventi