Source: http://novaldasticonord.blogspot.com/2013/06/
Timestamp: 2018-12-17 10:11:02+00:00
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NO Valdastico NOrd: giugno 2013
30 giugno 2013: scade la concessione dell'autostrada A4 Brescia-Padova e A31 “Basta proroghe: è tempo di far rispettare la legge”
30 giugno 2013: scade la concessione
dell'autostrada A4 Brescia-Padova e A31
“Basta proroghe: è tempo di far rispettare la legge”
Valle dell’Astico, 30 giugno 2013
Oggi, domenica 30 giugno 2013, scade la concessione per i tratti autostradali A4 Brescia-Padova e A31, come previsto dall’articolo 4 della convenzione tra Anas e Società Autostrada. La convenzione, firmata il 30 luglio 2010 ed emendata dal Cipe il 18 novembre 2010, stabilisce infatti che “in caso di mancata approvazione del progetto definitivo relativo alla realizzazione della Valdastico Nord entro il 30.06.2013, verrà conseguentemente definito dalle Parti, entro la medesima data, il valore di subentro, ferma restando la scadenza della concessione al 30 giugno 2013”.
“Dopo infinite proroghe, rinvii, procedure d'infrazione Ue, una multa e un parere dell'Avvocatura dello Stato – dichiara Giuliano Zuccollo del Gruppo sportivo e ricreativo Casale, che insieme al Comitato No Valdastico Nord si oppone al prolungamento verso Trento dell’A31 -, ci aspettiamo ora che finalmente le istituzioni facciano rispettare la legge: ci attendiamo che una concessione autostradale che ha origine nel lontano 1956 decada e venga finalmente rimessa in gara, come più volte ha chiesto l'Europa e come ha ribadito perentoriamente, da ultimo, il commissario europeo per il mercato interno ed i servizi, Michel Barnier, lo scorso 26 novembre”.
“Auspichiamo – aggiunge Zuccollo - che le dichiarazioni pubbliche dei giorni scorsi miranti a nuove deroghe, proroghe, eccezioni e favori, siano soltanto opinioni: la convenzione tra Anas e società Autostrada, del resto, è stata firmata solo 35 mesi fa, e tutti gli attori coinvolti erano consapevoli dei patti sottoscritti e dei tempi a disposizione”.
“Che il progetto del prolungamento verso nord dell’A31 fosse mal fatto – osserva ancora Zuccollo - era già evidente quando la proposta di tracciato ha dovuto essere modificata ancor prima della scadenza dei termini per le osservazioni. Così come è chiaro che voler procedere a testa bassa contro l’opposizione all’opera da parte della Provincia di Trento e dei cittadini che chiedono il rispetto delle regole sia un atto di arroganza senza costrutto”.
“Ora il tempo è scaduto – conclude Zuccollo -: da cittadini europei chiediamo che finalmente anche in Italia vengano rispettate leggi e patti. Solo così lo Stato potrà passare a incassare quello che garantisce una libera offerta di mercato: senz’altro molto più di quello che, di proroga in proroga, ha ottenuto dall'attuale concessionaria”.
Giornale di Vicenza - 27-06-13 - Bs-Pd, si punta a due anni di proroga - Il commento del comitato No Valdastico Nord: “Rischiamo l'ennesima multa dall'UE e ulteriori aumenti di tasse”
Bs-Pd, si punta a due anni di proroga
LE PROSPETTIVE. Positiva la ricaduta sul territorio berico. Zigliotto e Bonotto ora spingono per lo sbocco a nord
L'ad Burchi: «Il Governo chiederà all'Ue la proroga della concessione. Noi attendiamo la risposta»
Qui termina la Valdastico: il futuro è ancora incerto a Nord
«Entro l'estate attendiamo una risposta dal ministro alle Infrastrutture, Maurizio Lupi. Il Governo chiederà all'Europa la proroga di due anni della concessione della Brescia-Padova. Un tempo adeguato per riuscire a sciogliere tutti i nodi che riguardano il futuro del progetto della Valdastico Nord fino a Trento». È quanto ha dichiarato Giulio Burchi, amministratore delegato della Brescia-Padova e di A4 Holding, ieri all'inaugurazione del secondo casello della Valdastico Sud. La vita della concessionaria dipende infatti dal progetto dell'A31 Nord. Il tratto veneto è già stato approvato, «nonostante i 55 mesi di ritardo non imputabili alla società», osservano alla Bs-Pd. Resta l'incognita del tracciato successivo, cioè da Lastebasse al territorio della Provincia autonoma. Su questo, il presidente della concessionaria, Flavio Tosi, ricorda come a «Trento si andrà ad elezioni ad ottobre. Sarebbe quantomeno indelicato che l'amministrazione si esprimesse proprio ora su un tema così delicato». Tosi ha aggiunto poi di credere «in un polo delle concessionarie del Nord per creare vantaggi di bancabilità e investimento. Il ministro Lupi - dichiara - sarebbe il regista ideale per questa operazione». Sulla Valdastico Nord, il presidente dell'associazione Industriali di Vicenza, Giuseppe Zigliotto, ieri all'inaugurazione, torna sul ruolo di Trento e fa capire come, in realtà, la politica trentina e le richieste del territorio, in particolare da parte delle categorie economiche, siano state fino ad ora distanti. «Per la realizzazione dell'A31 Sud - spiega - c'è stata una forte convergenza da parte di tutto il territorio. Per la Valdastico Nord non sta capitando lo stesso, vista la netta opposizione della Provincia autonoma. Almeno per il momento. Ma sono ottimista, anche perché le ricadute positive ci saranno. E la Valdastico Sud ne è la prova». Lo conferma anche il presidente di Confartigianato Vicenza, Agostino Bonomo: «Con l'apertura del primo tratto della Valdastico Sud i vantaggi di tempi e costi si sono visti subito: cinque minuti in autostrada invece delle mezz'ore lungo la Riviera Berica. Un sollievo». Un beneficio anche in termini di vivibilità. Lo assicura Gaetano Fontana, sindaco di Longare, che da ex assessore regionale alla viabilità, ricorda i primi passi del progetto Valdastico Sud: «La inserimmo come opera prioritaria durante il mio mandato in Regione, a metà degli Anni Novanta, in risposta alle richieste del territorio. La Riviera Berica era già allora intasata. Longare è diventato un Comune diverso da quando è stata aperta l'autostrada ed è stata realizzata la variante». Sulla bontà dell'A31 a Nord ne è convinto da sempre il presidente dell'A4 Holding, Attilio Schneck, alla guida della Provincia di Vicenza, ieri cautamente ottimista: «Ho intuito come il ministro Lupi intenda realizzare ciò che è stato programmato. Cioè la Valdastico Nord che rappresenta una priorità rispetto anche alla Verona-Modena».CRI.GIA.
Concessione autostrada Brescia-Padova:
la A4 Holding chiede una proroga di due anni.
Il commento del comitato No Valdastico Nord:
“Rischiamo l'ennesima multa dall'UE e ulteriori aumenti di tasse”
Valle dell’Astico, 27 giugno 2013
“La concessione autostradale della Brescia-Padova è stata prorogata infinite volte dal 1956 e lo Stato ha già pagato una multa all'Unione Europea e subìto due procedimenti di infrazione che si sono fermati solo perché bisognava lasciare il tempo alla Società Autostrade di finire i lavori, 'purché il progetto definitivo fosse approvato entro il 30 giugno 2013'”. E' il commento di Renzo Priante del Comitato No Valdastico Nord alla notizia della richiesta di una proroga di due anni della concessione all'A4 Holding del tratto Brescia-Padova, al fine di trovare l'intesa politica con Trento che permetta di sbloccare il nodo della Valdastico Nord.
“Non si tratta dunque di una proroga di due anni – avverte Priante -, ma di una proroga dal 2013 al 2028: 15 anni che si sommano ai 57 precedenti, con inizio ai tempi di papa Pio XII. Ora, questi politici che sono capaci di concepire solo condoni e proroghe per gli amici, e tolleranza zero per i nemici, son disposti a tutto, anche ad un'ulteriore multa dalla UE, pur di favorire la A4 Holding e i politici di periferia che la sostengono. Di questo passo e con questa classe politica, l'Iva salirà al 30% e l'Imu raddoppierà: è evidente infatti che mettendo a gara la concessione autostradale con una gara europea lo Stato incasserebbe molto più che dall'attuale concessione; e che un'autostrada con 60 chilometri di gallerie costerà talmente tanto che dovremo pagare tasse spropositate solo per tenerla aperta. Si riuscirà mai a far rispettare le regole in questo paese?”.
Comunicato stampa - Ufficio Stampa On. Zanoni - Zanoni si rivolge alla Corte dei Conti perché indaghi sul possibile danno erariale nell’approvazione del progetto della A31 Nord
L'Eurodeputato Andrea Zanoni il 3 giugno scorso ha eseguito un sopralluogo in Val d'Astico accompagnato da esponenti del Comitato No Valdastico Nord, del Gruppo Sportivo Ricreativo di Casale, di Legambiente, dal Sindaco e Vicesindaco di Besenello (Cristian Comperini e Roberta Rosi) e dall'assistente del prof. Zampieri che ha eseguito i rilievi alla Gioia, presso la cava Marogna.
Dopo il sopralluogo, il gruppo si è riunito a Casale per discutere dell'argomento Valdastico. E' stato illustrato all'europarlamentare l'esposto alla Corte dei Conti presentato da Giuliano dall'Osto per conto del Gruppo Sportivo Ricreativo di Casale. Condividendo le argomentazioni riportate, Zanoni si è fatto carico di rivolgersi personalmente alla Corte dei Conti perchè indaghi sul possibile danno erariale nell'approvazione del progetto del prolungamento A31 Nord.
Comunicato stampa del 21 giugno 2013
Zanoni si rivolge alla Corte dei Conti perché indaghi sul possibile danno erariale nell’approvazione del progetto della A31 Nord
L’eurodeputato Andrea Zanoni ha scritto alla Corte dei Conti per segnalare il possibile rilevante danno erariale nell’ambito delle procedure per l’approvazione del progetto di prosecuzione dell’autostrada A31 Nord Piovene-Besenello, appoggiando l’esposto del “Gruppo Sportivo ricreativo Casale” con sede a Casale di Cogollo del Cengio (VI): «Ho chiesto informazioni in merito ai provvedimenti eventualmente adottati in seguito all’esposto».
Giovedì 20 giugno 2013, l’eurodeputato Andrea Zanoni del gruppo ALDE (Alleanza dei Liberali e Democratici Europei) si è rivolto alla Corte dei Conti per chiedere informazioni in merito all’esposto che evidenzia il rilevante danno erariale nell’ambito delle procedure per l’approvazione del progetto di prosecuzione dell’autostrada A31 Nord Piovene Rocchette (VI) - Besenello (TN) finalizzate al rinnovo automatico sino al 2026 della concessione tra ANAS e Società Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova.
L’europarlamentare Zanoni, membro della Commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare sostiene l’esposto presentato da Giuliano Dall’Osto per conto del “Gruppo Sportivo ricreativo Casale” con sede in Casale di Cogollo del Cengio (VI): «Condivido la segnalazione effettuata dall’associazione, ritenendo che contenga analisi e affermazioni veritiere e meritevoli di approfondimento. Ho chiesto se l’esposto ha portato a delle indagini. Con la segnalazione presentata alla Corte dei Conti è stata avanzata anche di conseguenza la richiesta di non procedere a registrazione della Delibera CIPE n. 21 del 18 marzo 2013».
Nell’esposto presentato, il “Gruppo Sportivo ricreativo Casale” ha denunciato un “rilevante danno erariale a carico dello Stato Italiano in conseguenza dell’approvazione del progetto di prosecuzione a Nord dell’Autostrada Valdastico A31, consistente nella perdita, in conseguenza della rinuncia a porre in gara il rinnovo della concessione di sfruttamento dell’autostrada Brescia – Padova dal 2016 al 2026, equivalente a un danno d 85.998.899,68 euro. A cui si aggiunge la svalutazione, in conseguenza dell’autorizzazione alla costruzione del proseguimento a Nord dell’Autostrada A31, del valore della concessione sull’intera tratta Brescia Padova, pari al mancato ammortamento del tratto Piovene Rocchette - Besenello allo scadere della concessione al 2026, con un danno di 1.923.386.000 euro.
«Il possibile danno erariale si aggiunge all’elenco di motivi che già da soli basterebbero a bloccare l’opera - ha concluso Zanoni - Dalla mancata considerazione in sede di Valutazione dell’Impatto Ambientale (VIA) della relazione geologica sulla frana della Marogna, alla variante al progetto che, da un giorno all’altro, ha spostato il tracciato da un Comune all’altro senza dar modo alla comunità locale di presentare osservazioni. Senza tralasciare lo stato di avanzamento del regolamento europeo in cui il Governo Monti aveva chiesto di inserire come prioritario il completamento dell’A31 Nord, in modo da bypassare il diniego di Trento e il rinnovo, senza gara pubblica, della concessione autostradale alla società Brescia - Padova con possibile danno erariale per lo Stato. In tema di strade e di tutela del paesaggio, l’Ue sta andando esattamente nella direzione opposta rispetto a progetti come il prolungamento della A31».
A maggio scorso, il Parlamento europeo ha approvato la relazione Gerbrandy, con la quale ha dato chiare indicazioni alla Commissione europea per arrivare gradualmente entro il 2050 allo stop definitivo dell’edificazione e dell’asfaltatura di territorio agricolo e naturale.
Anche sull’utilità dell’opera Zanoni ha già espresso forti dubbi, sottolineando che «con il calo dei flussi di traffico ed i costi necessari per mantenere infrastrutture come quella progettata è evidente che si tratta di soldi dei cittadini buttati al vento».
La Società Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.P.A, ha provveduto, ai sensi del Decreto legislativo n. 163 del 2006 e del decreto legislativo n. 152 del 2006, ad attivare la procedura della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) relativa al progetto di un’autostrada italiana denominata “Autostrada Valdastico A31 Nord”, pubblicando a mezzo stampa l’avviso della richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, nonché di avvenuto deposito del progetto e del SIA (Studio di Impatto Ambientale) con il relativo riassunto non tecnico, presso gli enti interessati.
Il progetto riguarda la realizzazione di un’autostrada che collega Vicenza a Trento, sviluppandosi esattamente tra i comuni di Piovene Rocchette (VI) e Besenello (TN), completando un ramo autostradale già esistente denominato Valdastico Nord – A31.
I documenti di progetto sostengono che la costruzione autostradale si inserirebbe nella rete di trasporto europea TEN-T e precisamente nel Corridoio 1 Berlino - Palermo (che tuttavia risulta essere un corridoio ferroviario e non autostradale). Questo si afferma in alcuni articoli pubblicati sulla stampa locale, come il Giornale di Vicenza, che in un’intervista con l’assessore regionale Chisso (20-06-2012) titola “La Valdastico Nord è priorità per l'Ue” e afferma “A fine dello scorso anno la Commissione europea, presieduta da Josè Manuel Barroso, ha approvato il documento”. Questo è il tracciato del Corridoio 1 previsto dalle reti TEN-T: http://tentea.ec.europa.eu/en/ten-t_projects/30_priority_projects/priority_project_1/priority_project_1.htm
A novembre 2012, Zanoni era già intervenuto sulla questione presentando un’interrogazione parlamentare alla Commissione Europea per denunciare l’ennesima colata di cemento che si abbatterebbe tra Piovene Rocchette e Besenello.
Il 31 gennaio 2013, il Commissario Ue ai Trasporti Siim Kallas ha risposto che “Il progetto dell’autostrada Valdastico A31 Nord non fa parte né dell’attuale rete transeuropea dei trasporti né del progetto prioritario n. 1 relativo all'asse ferroviario Berlino - Palermo”, sottolineando che a Bruxelles risulta che è stato solo “proposto di inserire il progetto nella rete globale TEN-T come arteria stradale pianificata”, ovvero come strada complementare (comprehensive) e non facente parte dell'arteria principale (core) prevista dall’Ue.
A fine dicembre 2012, sul tavolo del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) era arrivato il parere negativo all’opera della Provincia di Trento, che ha raccolto la contrarietà anche dei Comuni trentini di Calliano, Besenello, Nomi e Folgaria sui cui territori dovrebbe passare secondo il progetto la nuova autostrada. Il leghista Schneck, Presidente dell’A4 Holding Brescia Padova, ovvero l’Autostrada Serenissima, ha annunciato una causa milionaria contro chi si opporrà alla realizzazione della nuova arteria stradale. Il prolungamento della A31, al momento, ha ricevuto il via libera tecnico dal Ministero dell’Ambiente e da quello dei Beni Culturali.
Dopo l’approvazione da parte del CIPE dei 24 km di tracciato che da Piovene Rocchette (VI) a Lastebasse (VI) costituiscono il primo tratto della Valdastico, rimane ancora da approvare l’accordo tra la Concessionaria dell’opera e la Provincia Autonoma di Trento per il passaggio sul suo territorio, i 15 km mancanti, e il raccordo con l’A22.
Il 3 giugno scorso, Zanoni ha effettuato un sopralluogo nella Valle del fiume Astico (FOTO e VIDEO), dove è previsto il completamento dell’A31 Valdastico Nord. Nella visita è stato accompagnato da Renzo Priante del Comitato “No Valdastico Nord”, Giuliano Zuccollo del “Gruppo sportivo e ricreativo di Casale”, dal sindaco e dal vicesindaco di Besenello, Christian Comperini e Roberta Rosi, da Daniele Romare di Legambiente Alto Vicentino e da Silvano Adami, che ha collaborato con il professor Dario Zampieri dell’Istituto di Geoscienze dell’Università di Padova allo studio sulla frana della Marogna.
Il sopralluogo ha avuto inizio da Casotto di Pedemonte (VI), dove il progetto prevede lo sbocco di una galleria, per arrivare alla millenaria chiesetta di S. Agata, passando per il borgo di Casale, a Cogollo del Cengio (VI). Proprio a Casale l’eurodeputato Zanoni ha incontrato nella sede del locale Circolo ricreativo una cinquantina di abitanti e il capogruppo di maggioranza del Comune di Cogollo, Gianni Dal Cason.
Pubblichiamo con un pò di ritardo un articolo apparso sul Giornale di Vicenza la settimana scorsa.
I 6 mesi sono necessari perché Trento, prima delle elezioni del prossimo ottobre, difficilmente farà scelte che possano costare voti o creare malumore.
Dopo ottobre, magari con l'aiuto di Lupi, qualcuno nella valle dell'Adige potrebbe ammorbidirsi.
Ora il Veneto ha coinvolto anche Vernizzi, che, dopo la magnifica gestione della SPV, comincerà ad occuparsi di autostrada.
Il fatto che l'approvazione del tratto fino a Lastebasse sia sufficiente per la proroga della concessione è tutto da dimostrare, ma per gli amici degli amici qualunque contratto può essere interpretato.
Da qui a fine mese ne vedremo delle belle.......
Valdastico Nord, Lupi in campo Sei mesi per trattare con Trento
L'INCONTRO A ROMA. Alle Infrastrutture con la Regione Veneto e le due Province autonome
Il ministro spinge il tavolo tecnico Vernizzi: «Cerchiamo un'intesa»
Prosegue il confronto sul prolungamento della Valdastico Nord
Sei mesi per smussare il più possibile gli spigoli e trovare margini d'intesa. È il tempo che si sono dati la Regione Veneto e la Provincia autonoma di Trento sull'intricata vicenda del prolungamento a Nord dell'autostrada Valdastico. Opera voluta dai primi, osteggiata da sempre dai secondi. Ecco perché la discussione non poteva che essere intavolata in “campo neutro”: è successo ieri, a Roma, nella sede del ministero delle Infrastrutture. E proprio il ministro, Maurizio Lupi, è pronto a fare da mediatore tra interessi diversi. Porta chiusa da trentini e altoatesini, invece, alla “scorciatoia” della fusione tra A22 e A4: le Province autonome, contrarie alla gara per la concessione dell'A22, lo sono ancora di più per la condivisione della governance con i veneti. L'incontro era stato richiesto congiuntamente dalla Regione Veneto e dalle Province autonome di Trento e Bolzano: si è discusso di tunnel del Brennero, della gara per la concessione dell'A22 e, come detto, di Valdastico Nord. Ieri mattina al ministero delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, ha incontrato Alberto Pacher, presidente della Provincia autonoma di Trento, Luis Durnwalder, presidente della Provincia autonoma di Bolzano e - su delega del presidente del Veneto, Luca Zaia - il segretario generale delle Infrastrutture Silvano Vernizzi. Il capitolo Valdastico Nord è quello che sta più a cuore ai veneti e al territorio vicentino. «I prossimi sei mesi - spiega Vernizzi - saranno dedicati ai lavori del tavolo tecnico misto Ministero-Trento-Regione Veneto per cercare di trovare una soluzione congiunta» riguardo all'opera. Non che Trento abbia cambiato opinione, solo che, con l'esortazione del ministero, ha accettato di «impegnarsi a lavorare al tavolo tecnico», aggiunge Vernizzi. Se sarà un impegno reale o soltanto formale, di facciata, solo il tempo potrà dirlo. «Vedremo - sospira Vernizzi -. Per ora non siamo entrati nel dettaglio del tracciato». Tuttavia, per capire l'approccio dei trentini alla questione Valdastico, basta leggere il comunicato ufficiale della Provincia autonoma: le parole “Valdastico” o “A31” nemmeno compaiono. Rimosse. A Pacher e ai suoi interessa la discussione su tunnel del Brennero e A22. Il presidente trentino si dice «soddisfatto per quanto il ministro Lupi ha confermato riguardo ai lavori per la realizzazione della galleria di base del Brennero. La decisione di inserire le tratte di accesso per lo sblocco del Fondo sancisce l'unitarietà di un'opera della quale anche il tratto trentino è parte integrante». Durante l'incontro si sono «affrontati anche i temi dei collegamenti viari con il Veneto»: l'autostrada Brescia-Padova, ottenuto l'ok dal Cipe sul progetto di mini-Valdastico Nord, si sente già prorogata, ma la questione dovrà essere definita: il ministero ha ribadito che il 30 giugno è la data a partire dalla quale inizierà una verifica del piano finanziario della Brescia-Padova per valutare la conferma della concessione fino al 2026. Quanto all'A22, «il ministro Lupi ha ribadito che va avanti la procedura di gara con proroga amministrativa», spiega la Provincia di Trento.M.SC.
Link_GdV_20062013
Non solo relazioni, approfondimenti, denunce, incontri/dibattito, confronti con i politici, slow mob, passeggiate fantastiche...... I contrari alla realizzazione della Valdastico Nord se ne inventano di tutti i colori per tener alta l'attenzione e ribadire l'assurdità di ciò che viene detto e pensato "qualche gradino più in alto" della gente comune.
A chi ancora non ha avuto l'occasione di farsi una bella risata, pubblichiamo il link di un video tutto da vedere e divulgare (Quando i tormentoni della rete possono servire ad una buona causa...).
http://www.youtube.com/watch?v=hdhwc5kscrY&feature=share
Qui sotto: L'immancabile articolo di Thiene On Line, che, sempre e puntualmente, dedica grande spazio alle iniziative del Comitato e del Gruppo di Casale.
No Valdastico Nord: ora c'è un video con Schneck e Colman che ballano l'Harlem Shake
Da qualche ora, circola sulla rete un video davvero esilarante che vede protagonisti il presidente della Provincia Attilio Schneck ed il sindaco di Piovene Rocchette Maurizio Colman. A realizzarlo, un gruppo di ragazzi che hanno inscenato una parodia davvero singolare prendendo ispirazione dal tanto dibattuto tema A-31.
Il video ha divertito il primo cittadino Colman, che si è sempre dichiarato a favore dell'opera pubblica e che reclama solo la scelta di un ballerino più 'sciolto'. 'Quello che interpreta il presidente della Provincia si muove meglio - ha detto - avrei voluto che quello con il mio volto fosse più 'molleggiato'.
Ha reagito quindi con ironia Colman al video, ma suggerisce una parodia che potrebbe dare origine ad un balletto ben più creativo.
'Ora dovrebbero mettere in scena la performance di qualche collega sindaco che di balletti ne ha fatti veramente, prendendo posizioni diverse sulla Valdastico nord, secondo il contesto in cui si trovava. Io in fondo, sono rimasto sempre fermo nella mia posizione'.
Link ThieneOnLine_15062013
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Giornale di Vicenza - 08/06/2013 e Lettera di Francesco Vettori 10/06/2013
Pubblichiamo un articolo apparso sul Giornale di Vicenza sabato 8 giugno e, di seguito, un interessante commento all'articolo di Francesco Vettori apparso nella sezione Lettere del G.d.V. oggi 10/06/2013.
La Consulta spinge la Valdastico Nord «Decide lo Stato»
INFRASTRUTTURE. La Corte costituzionale boccia il ricorso trentino
La sentenza: spetta a Roma inserire l'A31 nelle reti europee. Schneck: «Stop alle pretese di Trento» Pacher replica: «Ma è ribadito che serve l'intesa»
Prosegue il braccio di ferro tra Vicenza e Trento sul prolungamento dell'autostrada Valdastico
«Spettava allo Stato proporre l'inserimento del tratto autostradale Valdastico Nord nella rete transeuropea dei trasporti, in quanto tale inserimento non pregiudica la necessaria acquisizione dell'intesa con la Provincia autonoma di Trento». È quanto ha stabilito la Corte Costituzionale in una sentenza depositata mercoledì e resa pubblica ieri. Il verdetto respinge il ricorso sollevati dalla Provincia di Trento sul completamento dell'autostrada A31 Valdastico Nord e in particolare sul suo inserimento nelle reti di comunicazione internazionale “Ten-T”. LA SENTENZA. La sentenza della Consulta dichiara «inammissibile il conflitto di attribuzione» promosso da Trento in relazione «alla nota del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti» del 19 giugno 2012. nella quale l'Italia «ha espresso parere favorevole riguardo alla proposta di regolamento Com 650»: lì si inseriva la Valdastico Nord tra le reti d'importanza europea. Secondo Trento, quell'inserimento andava a ledere le prerogative costituzionali della Provincia autonoma. Lo Stato contestava questa interpretazione, sottolineando che un conto è inserire un'infrastruttura negli scenari di importanza europea, un altro è l'intesa con la Provincia di Trento in caso di eventuale realizzazione dell'opera. La Corte Costituzionale ha respinto il ricorso dei trentini ribadendo proprio questo concetto: spetta allo Stato delineare gli scenari nazionali di importanza europea in fatto di infrastrutture. Alta cosa - dice la sentenza - è l'eventuale realizzazione dell'opera pubblica, che dovrà essere preceduta dall'intesa tra lo Stato e la Provincia autonoma. ESULTA SCHNECK. Soddisfatto della sentenza è Attilio Schneck, commissario straordinario della Provincia di Vicenza e presidente dell'Autostrada Serenissima. «Mi sono sempre battuto - dice in una nota - perché la Valdastico fosse completata anche nel suo tratto Nord e la sentenza della Corte Costituzionale mette la parola fine alle pretese della Provincia di Trento di volere essere solo lei a decidere in materia arrogandosi il diritto di contestare quanto deciso dallo Stato. La sentenza nel dare torto su tutta la linea al ricorso del Trentino, riafferma che è compito dello Stato decidere quali siano le infrastrutture strategiche da realizzare e la Valdastico Nord rientra tra queste». «E una sentenza che rimette le cose nel loro giusto posto», commenta il vicecapogruppo al Senato della Lega Nord, il trentino Sergio Divina, secondo il quale «la Corte pone definitivamente fine alle assurde limitazioni poste dell'attuale maggioranza che governa il Trentino tesa ad ostacolare il completamento di un'infrastruttura indispensabile per tutto il NordEst. Il presidente della Provincia di Trento Pacher ora dovrebbe aprire ad una seria trattativa con la Regione Veneto e arrivare ad una soluzione condivisa per la realizzazione della Valdastico Nord. Scenario che potrebbe avere anche interessanti ripercussioni per il futuro della concessione A22». TRENTO FA BUON VISO. In realtà proprio Alberto Pacher, presidente della Provincia autonoma, vede - pure lui - il bicchiere mezzo pieno. «La sentenza ci trova in realtà molto soddisfatti», dice in una nota lapidaria, spiegando come «la Corte Costituzionale abbia ribadito per l'ennesima volta la necessità dell'intesa con la Provincia autonoma per la realizzazione del progetto».
Marco Scorzato
Link Giornale di Vicenza - 08/06/2013
«Valdastico, l'intesa con Trento resta necessaria»
Leggo sabato 8 sul Giornale, che non manco mai di leggere con interesse, che la Corte Costituzionale avrebbe dato torto all'uno, piuttosto che all'altro, dei due contendenti, in merito alla questione del prolungamento a nord - sino in Trentino - dell'autostrada Valdastico.
La lettura della sentenza n.122/2013 della Consulta certamente non conforta tale interpretazione.
Il conflitto di attribuzioni proposto dalla Provincia Autonoma di Trento, e non accolto dalla Corte, in merito alla nota del Ministero Infrastrutture e Trasporti, che esprime il definitivo parere favorevole dell'Italia riguardo alla proposta di regolamento COM (2011) 650 - con inserimento nella Rete europea dell'autostrada in questione - non muta di una virgola il problema fondamentale.
La Corte Costituzionale aveva già chiarito in precedenza, e ha ora confermato, che l'autostrada Valdastico non può essere realizzata in territorio trentino senza previa intesa con la Provincia Autonoma, sia in quanto l'opera è inserita nel Programma Infrastrutture Strategiche, per il quale l'intesa è prescitta della stessa Legge, sia più in generale per il rispetto dovuto alla Statuto Speciale della Regione Trentino Alto Adige/Sudtirol, ed alle sue norme di attuazione.
Già la Corte aveva precisato che il bando di concorso per la progettazione, provvisoria e definitiva, dell'opera, non possiede alcuna lesività alle attribuzioni della Provincia Autonoma, presente solo con la realizzazione dell'opera; ma che per la realizzazione dell'opera è indispensabile l'intesa con Trento; e che la mancanza di intesa ha il pacifico effetto di arrestare il procedimento. Il recente ricorso, di cui si discute, non ha trovato accoglimento poichè, chiarisce la Corte, dall'inserimento dell'autostrada Valdastico nella rete nazionale cosiddetta comprehensive TEN-T non discende alcun obbligo, come temeva Trento, di realizzare l'opera, ma mira solo alla possibilità da parte dello Stato, come ha sostenuto la stessa Avvocatura dello Stato in giudizio, di accedere, eventualmente, ai contributi europei per il periodo 2014-2020, nel caso in cui si decidesse di realizzare l'opera.
Quanto dichiarato da Attilio Schneck al Giornale di Vicenza pertanto non ha alcun fondamento, nè logico, nè giuridico, poichè non siamo in presenza di alcun passo avanti nella realizzazione dell'opera: serve infatti cercare un'intesa con la Provincia di Trento. I cittadini di Vicenza credo debbano essere ben informati di questo, al fine di non creare aspettative, allo stato, premature.
Link - Giornale di Vicenza - Lettere 10/06/2013
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(05-06-2013) Comunicato - Zanoni vuole far chiarezza sulla Valdastico Nord e si rivolgerà all’Europa
Pubblichiamo di seguito il Comunicato diramato dall'Ufficio Stampa dell'Eurodeputato Andrea Zanoni, dopo il sopralluogo nella Valle dell'Astico di lunedi 3 giugno.
E' doveroso ringraziare in questa sede l'Onorevole Zanoni per la sua disponibilità e il suo interessamento alla vicenda A31 Nord.
Comunicato stampa del 5 giugno 2013
Zanoni vuole far chiarezza sulla Valdastico Nord e si rivolgerà all’Europa
Dopo il sopralluogo di lunedì 3 giugno nella valle dell’Astico, dove è previsto il completamento della A31 Nord, l’eurodeputato Andrea Zanoni, che ha incontrato i rappresentanti del “Comitato no Valdastico Nord”, ha affermato: «Lo scempio ambientale che si sta progettando presenta aspetti normativi poco chiari. Porterò la questione in Europa: quest’opera inutile e dannosa deve essere fermata»
Lunedì 3 giugno, l’europarlamentare Andrea Zanoni, membro della Commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo ha effettuato un sopralluogo nella Valle del fiume Astico (FOTO e VIDEO), dove è previsto il completamento dell’A31 Valdastico Nord. Nella visita è stato accompagnato da Renzo Priante del Comitato No Valdastico Nord, Giuliano Zuccollo del Gruppo sportivo e ricreativo di Casale, dal sindaco e dal vicesindaco di Besenello, Christian Comperini e Roberta Rosi, da Daniele Romare di Legambiente Alto Vicentino e da Silvano Adami, che ha collaborato con il professor Dario Zampieri dell’Istituto di Geoscienze dell’Università di Padova allo studio sulla frana della Marogna.
«Sono stati molti gli aspetti che il comitato e gli stessi cittadini presenti hanno sollevato e che meritano di essere portati all’attenzione dell’Europa - ha affermato Zanoni - Dalla mancata considerazione in sede di Valutazione dell’Impatto Ambientale (VIA) della relazione geologica sulla frana della Marogna, alla variante al progetto che, da un giorno all’altro, ha spostato il tracciato da un Comune all’altro senza dar modo alla comunità locale di presentare osservazioni. Senza tralasciare lo stato di avanzamento del regolamento europeo in cui il Governo Monti aveva chiesto di inserire come prioritario il completamento dell’A31 Nord, in modo da bypassare il diniego di Trento e il rinnovo, senza gara pubblica, della concessione autostradale alla società Brescia - Padova con possibile danno erariale per lo Stato».
Sono aspetti che l’eurodeputato vuole chiarire e che è pronto a sottoporre all’attenzione dell’Europa. «In tema di strade e di tutela del paesaggio, l’Ue sta andando esattamente nella direzione opposta rispetto a progetti come il prolungamento della A31 - ha proseguito Zanoni - A maggio scorso, il Parlamento europeo ha approvato la relazione Gerbrandy, con la quale ha dato chiare indicazioni alla Commissione europea per arrivare gradualmente entro il 2050 allo stop definitivo dell’edificazione e dell’asfaltatura di territorio agricolo e naturale. Anche sull’utilità dell’opera ho forti dubbi: con il calo dei flussi di traffico ed i costi necessari per mantenere infrastrutture come quella progettata è evidente che si tratta di soldi dei cittadini buttati al vento».
Zanoni ha sollevato anche il problema del rispetto della Direttiva comunitaria Aria 2008/50/CE e ha ricordato che la Commissione europea ha stimato in 500 mila le morti premature annue dovute all’inquinamento atmosferico. «Il trasferimento del traffico mercantile dalle vie d’acqua alla strada comporta spreco di risorse, di energia e di suolo, con un aumento esponenziale dell'inquinamento acustico, atmosferico e acquifero».
I documenti di progetto sostengono che la costruzione autostradale si inserirebbe nella rete di trasporto europea TEN-T e precisamente nel Corridoio 1 Berlino - Palermo che risulta essere un corridoio ferroviario e non autostradale. Questo si afferma in alcuni articoli pubblicati sulla stampa locale, come il Giornale di Vicenza, che in un’intervista con l’assessore regionale Chisso (20-06-2012) titola “La Valdastico Nord è priorità per l'Ue” e afferma “A fine dello scorso anno la Commissione europea, presieduta da Josè Manuel Barroso, ha approvato il documento”.
Questo è il tracciato del Corridoio 1 previsto dalle reti TEN-T: http://tentea.ec.europa.eu/en/ten-t_projects/30_priority_projects/priority_project_1/priority_project_1.htm
Questione traffico a Piovene e Cogollo: davvero l'autostrada risolverebbe il problema?
Su uno dei nostri canali di informazione, Facebook, ieri sera è stato postato questo commento:
Scusate una costatazione ma il tratto piovene-casello di cogollo per me è la tratta più importante di tutto il tracciato del a31 nord. Cosi come finisce adesso l'autostrada drena il traffico in centro a Piovene e cogollo. Con un prolungamento anche solo fino al casello d c. si avrebbe un bypass che risolverebbe questo problema e il casello servirebbe tutto il comprensorio della val d'astico- val Posina.
Da qui è sorta una riflessione che ci pregiamo condividere con voi.
La questione del traffico che interessa Piovene e Cogollo è una questione di viabilità ordinaria: l'autostrada, nonostante le promesse messianiche della società proponente infatti, non potrà risolvere tutti i problemi.
Il progetto dell'autostrada Valdastico Nord prevede che per Piovene passeranno 20.000 veicoli/giorno e da Lastebasse a Trento 17.000. E' quindi chiaro che questi 17.000 non sono veicoli tolti al traffico che passa per Piovene, ma sono veicoli aggiunti che prima a Piovene neanche venivano (a 500 m in linea d'aria dall'attuale semaforo). Stendiamo un velo sulla qualità dell'aria e proseguiamo col ragionamento.
Nell'ipotesi più favorevole, l'autostrada sottrarrà circa 3.000 veicoli al giorno al traffico di Piovene (quelli che, si calcola, passano per Piovene per uscire a Velo o Valdastico). In realtà anche i documenti di progetto parlano di una quota di traffico indotto che si crea solo per la presenza dell'autostrada e quindi si tratta in parte di veicoli "nuovi". Inoltre, è noto il fenomeno per cui, tra una strada a pagamento seppur veloce e una strada gratuita, una buona quota di camion-bus preferisce la strada meno costosa. Quindi, nell'ipotesi più probabile, l'autostrada toglierebbe 1.500 veicoli giorno dalle strade di Piovene.
Attualmente per le strade di Piovene (escluse le domeniche estive) passano circa 15-17.000 veicoli/giorno. Ciò significa che con l'autostrada si spenderebbero 2 miliardi di euro per abbassare del 10% il traffico che passa per Piovene-Cogollo. Una diminuzione irrisoria, che però farà più che raddoppiare l'inquinamento per tutti e due i comuni, e non solo).
LA SOLUZIONE C'E': una bretella, il cui progetto però è stato imboscato
La soluzione al traffico di attraversamento da/verso la Valle dell'Astico non è dunque l'autostrada (che viene costruita per ben altri scopi!), ma può essere:
- ridurre il traffico privato: ma in assenza di risorse e senza una politica nazionale, questa soluzione è un'utopia; tuttavia non dimentichiamo che E' uno dei modi per risolvere il problema;
- ridurre il traffico automobilistico: piste ciclabili e politiche per viabilità alternativa (vedi le considerazioni sopra);
- trovare alternative viabilistiche (bretelle, circonvallazioni, ecc.).
Nel 2005-2006 i Sindaci di Piovene, Caltrano, Cogollo, Velo, Arsiero avevano firmato un progetto condiviso con Vi.Abilità per una bretella fino a Velo. Questa bretella è stata imboscata, nascosta, dimenticata, perché avrebbe reso inutile l'autostrada. Quindi qualcuno nelle stanze della politica ha nascosto quella soluzione e rimandato il problema per favorire l'interesse di privati (Società A4 Holding interessata alla costruzione dell'autostrada).
Il problema del traffico a Piovene-Cogollo prima o poi si riproporrà, ma comunque ora abbiamo acquisito una nuova sensibilità: qualsiasi nuova strada/bretella di circonvallazione dovrebbe nascere dalla riqualificazione della viabilità esistente (o riutilizzare terreni inutilizzabili ad altri scopi), perché:
- asfaltando suolo permeabile raccogliamo quelle gocce in più che mandano sott'acqua Vicenza;
- sottraendo spazio all'agricoltura perdiamo reddito e posti di lavoro, oltre che qualità della vita.
COMUNICATO STAMPA - L'eurodeputato Zanoni in Val d'Astico - risultanze
A31 Valdastico Nord: l’eurodeputato Zanoni
punterà l’attenzione della Commissione Europea
sulle irregolarità del progetto
Ieri il sopralluogo nella Valle dell’Astico
Presenti anche sindaco e vicesindaco di Besenello
Valle dell’Astico, 4 giugno 2013
La mancata considerazione in sede di Valutazione dell’impatto ambientale (Via) della relazione geologica sulla frana della Marogna; la variante al progetto che da un giorno all’altro ha spostato il tracciato da un Comune a un altro senza dar modo alla comunità locale di presentare osservazioni; lo stato di avanzamento del regolamento europeo in cui il Governo Monti aveva chiesto di inserire come prioritario il completamento dell’A31 Nord, in modo da bypassare il “niet” di Trento; e infine il rinnovo senza gara pubblica da 56 anni della concessione autostradale alla Società Brescia-Padova con danno erariale per lo Stato.
Sono gli aspetti della questione A31 Valdastico Nord sui quali l’europarlamentare Andrea Zanoni si è impegnato a vederci chiaro in seguito al sopralluogo di ieri pomeriggio nella Valle dell’Astico per rendersi conto di persona, non solo dello scempio ambientale e paesaggistico cui il territorio andrebbe incontro con la realizzazione dell’opera, ma anche di tutti gli aspetti normativi e giuridici che la progettazione del prolungamento non sta rispettando, al solo scopo di far ottenere all’A4 Holding, entro il prossimo 30 giugno, il rinnovo della concessione autostradale del redditizio tratto Brescia-Padova.
Con partenza da Casotto (Pedemonte), dove il progetto prevede lo sbocco di una galleria, e arrivo a valle alla millenaria chiesetta di S. Agata, passando per il borgo di Casale (Cogollo), l’eurodeputato è stato accompagnato durante il sopralluogo da Renzo Priante del Comitato No Valdastico Nord, da Giuliano Zuccollo del Gruppo sportivo e ricreativo di Casale, dal sindaco e dal vicesindaco di Besenello, Cristian Comperini e Roberta Rosi, da Daniele Romare di Legambiente Alto Vicentino e da Silvano Adami, che ha collaborato con il professor Dario Zampieri dell'istituto di Geoscienze dell’Università di Padova allo studio sulla frana della Marogna.
A Casale in particolare, dove Zanoni ha incontrato nella sede del locale Circolo ricreativo una cinquantina di abitanti della zona e il capogruppo di maggioranza del Comune di Cogollo, Gianni Dal Cason, l’eurodeputato ha spiegato che, in fatto di strade e tutela del paesaggio, l’Europa sta andando in direzione opposta rispetto al Veneto. “E poi – si è chiesto Zanoni - serve veramente quest’opera? Se si guarda al calo dei flussi di traffico e ai costi necessari per mantenere infrastrutture come queste, ci si rende conto che si tratta di soldi buttati, soldi che arrivano dalle tasche dei cittadini attraverso le tasse. La tutela dell’ambiente, inoltre – ha evidenziato -, è strettamente correlata alla qualità della vita: cosa vorrebbe dire portare un tale biscione d’asfalto in una valle come questa? Tanto più che il Nordest è in constante infrazione in merito alla direttiva europea sull’aria: siamo infatti una delle aree d’Europa con l’aria più avvelenata, che ogni anno è causa di morte prematura per migliaia di persone”.
“L’incontro con l’eurodeputato Zanoni è stato molto soddisfacente – hanno dichiarato Priante e Zuccollo al termine dell’incontro -. Speriamo ora che il suo interessamento ci aiuti a bloccare quest’opera assurda quanto dannosa”.
L’incontro di ieri è servito anche per rafforzare l’asse veneto-trentino nella battaglia contro il prolungamento dell’A31 Nord. “L’approvazione del progetto solo fino a Lastebasse – ha infatti precisato la vicensindaco di Besenello, Roberta Rosi -, comunque non ci fa dormire sonni tranquilli. Noi non ci arrenderemo finchè non stracceranno questo sciagurato progetto, perché abbiamo un’altra visione di società rispetto all’irreversibile cementificazione del territorio”.
“A Trento in autunno ci saranno le elezioni provinciali – ha aggiunto il sindaco Comperini -, per cui non vanno enfatizzate, come è già accaduto, le esternazioni personali di potenziali candidati che sembrerebbero assumere posizioni più morbide rispetto al prolungamento dell’opera sul versante trentino: non si tratta di precisi impegni politici, e in ogni caso noi vigileremo e non abbasseremo la guardia”.
In allegato alcune foto del sopralluogo scattate a Casotto (Pedemonte) e a S. Agata (Cogollo del Cengio).
Link al video dell'intervento di Zanoni durante l'incontro a Casale (Cogollo) con un gruppo di residenti nella Valle dell'Astico:
Giro "FantAstico" - raccolta rassegna stampa e foto
Riassumiamo di seguito il risalto dato dalle testate giornalistiche al Giro FantAstico che si è svolto domenica 02 giugno, nelle campagne di Cogollo e che ha visto la partecipazione di 350 persone, unite dall'amore per la terra, per l'arte (storica e musicale), per il gusto di stare insieme e apprezzare le bellezze che spesso vengono sacrificate per quello che alcuni chiamano "progresso"..
Link Thiene On Line
Link Nuova Vicenza
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Da Il Giornale di Vicenza, 03/06/2013 pag. 14
Giornale Di Vicenza 03062013 by novaldasticonord
Comunicato Stampa - Lunedi 3 giugno l'europarlamentare Zanoni in sopralluogo nella Valle dell'Astico
l'europarlamentare Zanoni in sopralluogo nella Valle dell'Astico
lungo il tracciato dell'A31 Nord
Valle dell’Astico, 1 giugno 2013
Lunedì 3 giugno alle 16 l'europarlamentare Andrea Zanoni sarà nella Valle dell'Astico per un sopralluogo nell'area compresa tra Cogollo del Cengio e Lastebasse, dove è previsto il prolungamento dell'autostrada A31 Nord.
Zanoni verrà accompagnato da Renzo Priante del Comitato No Valdastico Nord, da Giuliano Zuccollo del Gruppo sportivo e ricreativo di Casale (che assieme al Comitato si oppone alla realizzazione dell'opera), dal sindaco e dal vicesindaco di Besenello, Christian Comperini e Roberta Rosi, e da Daniele Romare di Legambiente Alto Vicentino.
Parteciperà al sopralluogo anche Silvano Adami, che ha collaborato con il professor Dario Zampieri dell'istituto di Geoscienze dell’Università di Padova allo studio sulla frana della Marogna che insiste sul territorio di Pedemonte e di Valdastico, proprio dove il progetto della A4 Holding prevede lo sbocco di una galleria: una frana peraltro censita dalla Regione Veneto, ma ignorata dalla commissione tecnica di Verifica dell'impatto ambientale (Via e Vas).
A distanza di pochi mesi dall’interrogazione presentata alla Commissione Europea con la quale ha sbugiardato la concessionaria autostradale A4 Holding e l'assessore regionale ai Trasporti Renato Chisso, i quali hanno sempre sostenuto che la realizzazione del prolungamento dell'A31 Nord è una priorità per l'Ue e che fa parte del completamento del Corridoio 1 della rete di trasporto europea Ten-T, l’eurodeputato Zanoni verrà dunque di persona al confine tra le province di Vicenza e Trento per rendersi conto di persona dell'impatto che l'infrastruttura avrebbe nella stretta valle che si trova ai piedi dell'altopiano di Asiago: un’opera devastante, costosissima, destinata ad alimentare il debito pubblico, ma che la società A4 Holding intende realizzare a tutti i costi al solo scopo di assicurarsi il rinnovo della concessione del redditizio tratto autostradale Brescia-Padova, in scadenza a fine giugno.
Al termine del sopralluogo, un gruppo di cittadini attenderà Zanoni nella sede del Circolo di Casale.
La stampa è invitata al sopralluogo.
Appuntamento al ponte di Pedemonte in località Casotto (all'altezza della cava della Marogna), lunedì 3 giugno alle 16.
Il rientro a Cogollo del Cengio, nella sede del Gruppo sportivo e ricreativo di Casale, è previsto per le 17.15 circa.
Ampio spazio su Salviamo il Paesaggio dedicato alla questione A31.
La pagina ripropone anche la lettera di Irma Lovato al Presidente Luca Zaia che avevamo già pubblicato precedentemente.
Ringraziamo la redazione di Salviamo il Paesaggio per l'approfondimento.
Proseguimento della A31 Valdastico Nord: perché?
by redazione5 on mag 30, 2013 • 22:48 1 commento
Il progetto, presentato nel 2012, ha avuto una procedura perlomeno particolare che riassumiamo di seguito.
Dopo la pubblicazione sui giornali vi è stata una presentazione del progetto al pubblico il 4 maggio 2012. Con grande spiegamento di mezzi hanno parlato ingegneri, geologi, ancora ingegneri e, naturalmente, il presidente della società proponente (società autostrade Bs-Pd) nonché presidente (poi commissario dopo “l’abolizione” dell’ente) della provincia. Terminato di illustrare il progetto, la gente è stata letteralmente mandata via spegnendo le luci e impedendo a chiunque di porre anche solo una domanda.
Successivamente il progetto è stato sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale presso le strutture tecniche della regione Veneto; peccato che la procedura non sia stata pubblicizzata e nessun cittadino/sindaco/amministratore sia stato avvisato; nessuno tranne gli amici del proponente dott. Schneck Presidente della Società privata, commissario della Provincia e potente boss della Lega in provincia. Così qualche amico ha potuto far sentire la sua voce, qualcun altro no.
Il progetto conteneva una serie di difetti e così è stato cambiato e presentato alla commissione regionale VIA.
E’ stato protocollato il 6 luglio 2012. Però la scadenza per presentare le osservazioni presso le strutture statali a a Roma era il 12 luglio 2012 e quindi mentre i cittadini studiavano un progetto per dire la loro, il presidente della società privata e della Provincia cambiava in corsa il progetto.
La modifica è sostanziale, sposta l’autostrada da una parte all’altra della valle, salva il territorio di un sindaco amico e colpisce il territorio di un sindaco “meno amico”. A tutt’oggi la modifica non è mai stata ufficialmente presentata e circolano varie copie, nessuna ufficiale.
Il progetto e la variante sono stati mandati alla commissione VIA presso il Ministero dell’Ambiente e la conclusione dell’esame è che il progetto era meritevole di approvazione seguendo la variante proposta anche se le analisi presentate riguardavano il tracciato originario e nessuna nuova analisi sia stata fatta sul progetto variato.
Quindi ora sappiamo che si può approvare un progetto che contiene l’analisi di un impatto ambientale qualsiasi, anche svolto su un tracciato a due km di distanza da dove verrà effettuata l’opera.
Una volta ottimamente approvato il progetto sul lato tecnico occorreva superare un piccolo scoglio procedurale: la provincia di Trento è contraria all’autostrada e gode di un’autonomia tale che lo stato non può imporre la realizzazione di un’opera senza il suo consenso.
Che fare? Ci prova il Consiglio Superiore dei LLPP, come previsto dalla norma. Vengono convocate le parti a Roma. Qui avviene il coup de theatre, la provincia di Trento offre il ramoscello di ulivo: di qui l’autostrada non passerà mai, ma se volete costruirla solo in provincia di Vicenza fate pure (quando mai serve il consenso di un’altra provincia se l’opera non la tocca?).
Qui però si ribella il buonsenso e anche i Membri tecnici del Consiglio Superiore dei LLPP: che senso ha tutto questo? Tutte le analisi, i documenti, gli studi di fattibilità, gli impatti sono stati studiati sull’intero tracciato non su un tracciato che si ferma su un bosco, quindi se la società autostrade vuole costruire una strada solo a metà deve presentare un nuovo progetto.
A questo punto due sono le strade indicate: o la provincia di Vicenza si mette d’accordo con la provincia di Trento per un tracciato che sia funzionale a entrambi e allora il procedimento può proseguire, OPPURE occorre presentare un nuovo progetto sul solo tratto veneto che però assolve a funzioni completamente diverse dal collegamento col trentino.
Entra in scena il CIPE che deve dare l’ultima parola e, davanti a questa scelta chiara e poco equivocabile, riesce a equivocare facendo la scelta più vantaggiosa per la società Autostrade Bs-Pd e la più svantaggiosa per la Provincia: viene approvato uno stralcio “funzionale” che unisce Piovene Rocchette a Casotto, 17,5 km da percorrere a 130 km/ora prima di finire in un bosco, 13 km di gallerie e 4,5 di viadotti e tratti fuori terra. Insomma tutto l’impatto dell’autostrada completa (il tratto trentino progettato si sviluppa tutto in galleria – la seconda galleria per lunghezza al mondo) per un’opera che verrà utilizzata da un centinaio di veicoli al giorno. Un terzo della aziende agricole danneggiate/chiuse, costi di gestione stratosferici (a causa della sicurezza delle gallerie) e nessuno che passa.
Perché questo? Perché la società autostrade Bs-Pd posseduta da A4 Holding e per 2/3 privata intende ottenere la proroga della concessione sulla tratta Brescia Padova che rende molto, quindi tanto vale spendere 900 milioni di euro (tanto costa il tratto vicentino dell’autostrada) pur di avere il rinnovo automatico della concessione, se si mettesse a gara la concessione (come vuole l’Europa) la società privata dovrebbe spendere molto di più.
Che cosa ci guadagni la A4 Holding è chiaro, che cosa ci guadagni l’ANAS molto meno, che cosa ci guadagni la provincia è lampante: una vallata rovinata per un’opera inutile.
Comitato NoValdasticoNord
Pubblichiamo inoltre una lettera indirizzata al governatore del Veneto, Luca Zaia, in riferimento al progetto per il proseguimento dell’autostrada A31 a nord nel tratto da Piovene Rocchette a Trento.
Gentile Presidente della Regione Veneto Signor Luca Zaia,
le scrivo a riguardo della vicenda-scandalo della Mantovani SPA, vicenda che sfiora anche alcune società vicine alla Regione Veneto. Desidero soffermarmi su alcune sue affermazioni riportate dai giornali locali; lei dice “Se l’impianto accusatorio fosse confermato, non basterebbe l’indignazione di fronte allo sperpero dei soldi pubblici ma ci vorrebbe il lanciafiamme”. Mi trova pienamente d’accordo con lei che l’indignazione di fronte a questi possibili intrallazzi tra società private e pubbliche da sola non basta ma dissento con fermezza le sue parole “ci vorrebbe il lanciafiamme”.
Le parole ed il linguaggio se portati all’eccesso raramente danno prova, sia nel presente che nel futuro, di credibilità: esse funzionano più come variopinti fuochi d’artificio che quando appaiono illuminano la notte ( e il nostro sconcerto) e poi in pochi secondi si ritorna nel buio più completo.
Preferisco le parole sobrie, più aderenti alla realtà e proprio per questo più vicine nel poter realizzare ciò che dicono.
So che lei ha istituito un Nucleo Investigativo Interno Temporaneo e mi aspetto, visto che son passati più di 10 giorni, che vengano rese note le eventuali informazioni a cui tale Nucleo è giunto e come intende proseguire.
Ha perfettamente ragione ed e impossibile dissentire con lei quando dice, in un’altra intervista “Nessuno pensi di salvarsi dicendo non c’ero, non sapevo o guardavo da un’ altra parte; tutti saranno inchiodati alle loro responsabilità ed a ciascuno verrà chiesto conto di quel che ha fatto o non ha fatto”; del resto è pur vero che quei fatti si riferiscono al periodo, riporto parole sue, ”dell’era Galan”.
E’ considerando tutto questo Signor Presidente che desidero porle alcune domande:
-Lei è certo di essere bene informato sul possibile proseguimento dell’autostrada A31?
-Sull’iter procedurale messo in atto da chi, pubblico o privato che sia, la vuole realizzare?
-Lei è a conoscenza delle modalità con cui, solo finora, sono stati calpestati la dignità e i diritti dei suoi cittadini per ottenere, quantomeno, l’approvazione da parte del CIPE?
-La sua Giunta, grazie all’interessamento del vicepresidente della Regione Veneto, il Sig Marino Zorzato, ha varato una legge che intende tagliare il consumo di suolo nella nostra regione (GdV 26 febbraio 2013): lei sa quanti metri quadrati di suolo verranno sottratti alla popolazione e alla coltivazione? E quanti ne verranno vincolati?
Le dico questo Signor Presidente, perchè tra 10-15 anni, non abbia a dire ” non c’ero, non sapevo o guardavo da un’altra parte”. Perchè questa è “l’era Zaia”.
I cittadini conoscono e sanno l’uso delle parole e anche l’uso del voto e nelle ultime elezioni han dato prova che il lanciafiamme non è un’attrezzo utile per far intendere le loro ragioni, e tantomeno che intendono usare: è molto più forte ed incisivo il segno che lascia la matita all’interno delle cabine elettorali.
Naturalmente per chi ha desiderio e volontà di comprendere.
Irma Lovato (Posina -VI)
Link Salviamo il Paesaggio - 30/05/2013