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Timestamp: 2020-06-02 15:07:03+00:00
Document Index: 95894696

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 6', 'art. 727', 'sentenza ', 'art. 216', 'art. 727', 'sentenza ']

Nov 24 Animali nei circhi: come difenderli, come denunciare i reati dei "circensi"
L'arrivo di un circo con animali è un evento tutt'altro che gradevole e questa scheda nasce con l'intento di informare il più possibile i cittadini su cosa e quanto è possibile fare per impedire che i circhi che sfruttano animali possano violare le leggi fissate a livello internazionale e statale sia per il benessere degli animali, sia riguardo ad aspetti come la sicurezza pubblica, il rispetto del Codice della Strada ed altri fattori ancora.
E i cittadino informato può iniziare a pretendere il rispetto della legge persino prima che un circo inizia gli spettacoli!
1) AFFISSIONI ABUSIVE E VIOLAZIONI DELLE NORME PER LA SICUREZZA PUBBLICA
La pubblicità che ogni circo mette in atto in città, per lo più è contraddistinta dalla cattiva abitudine ad infischiarsene del decoro e della sicurezza urbani, cioè ad invadere il territorio cittadino con affissioni abusive (manifesti pubblicitari e locandine di ogni dimensioni) prive della vidimazione dell'Ufficio affissioni del Comune (il timbro comunale è la prova del pagamento della tassa di affissione), oppure collocate in luoghi non consentiti (bidoni della spazzatura, cabine telefoniche, centraline di distribuzione dell'energia elettrica, lampioni..).
Il cittadino può documentare il tutto con foto/video recanti l'indicazione di data e luogo e poi fornire tale documentazione alla Polizia Municipale, facendo un esposto per denunciare lo stato di degrado.
L'esposto chiederà di accertare le violazioni documentate, applicare le sanzioni previste (recuperando l'evasione contributiva di tali affissioni abusive, attribuire le spese sostenute per rimuovere tali affissioni agli stesi circensi ed ovviamente rimuovere le affissioni, nel rispetto del decoro cittadino. Un esposto può essere fatto da un singoli cittadini, ma l'ideale è che sia messo in atto da più persone e magari anche da una o più associazioni locali. Le affissioni abusive ad opera degli spettacoli circensi sono una pratica frequente, quindi si può anche chiedere al proprio comune di vietare l'attendamento di circhi che si siano già resi colpevoli di atti simili. Utile anche rendere partecipi del tutto i giornali locali.
Un'altra "bella" abitudine dei gestori di circhi è collocare, qua e là per le strade cittadine, indicazioni segnaletiche (per es. frecce) su cartelli stradali, o relativi pali e paletti di sostegni, per meglio suggerire ai cittadini come per raggiungere il circo. Peccato che questa abitudine costituisca una violazione del Codice della Strada (art. 38, comma 8) e quindi: documentare e denunciare.
Un altro elemento da poter controllare, verificando al Catasto, è che il terreno di attendamento non sia privato: se lo è, si chieda perché al Comune; se invece il terreno fosse comunale, è necessario che esso sia a norma per ospitare uno zoo, che ci sia una corretta gestione degli scarichi dei liquami degli animali etc. (trovate maggiori informazioni al punto 4 di questa scheda).
Non è concesso organizzare sfilate di animali in giro per la città e questo a prescindere che esista apposita norma nei regolamenti comunali: è un'attività illegale anche per evidenti questioni di sicurezza pubblica.
2) I CIRCHI ED IL (MAL)TRATTAMENTO DEGLI ANIMALI
I circhi con animali operano mediante l'utilizzo di fauna per la maggior parte esotica e le leggi internazionali e statali presentano normative specifiche riguardo alla tutela delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione, tutela che laddove non rispettata configura il reato di maltrattamento di animale, quindi è importante sollecitare controlli da parte delle autorità preposte (Vigili ed ASL, Corpo Forestale dello Stato) per chiedere di verificare l'applicazione delle leggi.
Ma quali sono le leggi da considerare? Per capire è necessario spiegare cosa è il "CITES".
Che cos'è "CITES"? Si tratta della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione (CITES, sigla di "Convention on International Trade of Endangered Species"), attualmente applicata in 175 Stati. La convenzione CITES è uno degli strumenti internazionali per garantire la conservazione della biodiversità del nostro pianeta ed è nata allo scopo di controllare il commercio degli animali e delle piante (vivi, morti o parti e prodotti derivati) per contrastare l'estinzione di numerose specie.
I circhi possiedono ed lavorano con animali esotici, rientrando in quella parte della Convenzione che si occupa di mammiferi, uccelli e rettili viventi riprodotti in cattività.
In Italia la legge di attuazione della Convenzione di Washington è la Legge n. 150/1992 e succ. mod., che (in base all'ex Decreto Interministeriale 19.4.1996) consente ai circhi di detenere animali pericolosi solo solo se "dichiarati idonei dalle autorità competenti in materia di salute e incolumità pubblica, sulla base dei criteri fissati previamente dalla Commissione Scientifica..."). E' in base a quanto previsto dall'art. 6 di tale legge che la commissione scientifica CITES ha stilato un documento recante le "Linee guida per i CRITERI PER IL MANTENIMENTO DEGLI ANIMALI NEI CIRCHI E NELLE MOSTRE VIAGGIANTI" del CITES per stabilire le regole per il mantenimento degli animali nei circhi e nelle mostre viaggianti (tra le altre cose: detenzione degli animali, scarico delle deiezioni, documenti di accompagno degli animali etc.).
In Italia l'attuazione della Convenzione CITES è affidata a diversi Ministeri, in particolare al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e al Ministero dell'Ambiente.
Il primo, attraverso il "Servizio CITES del Corpo forestale dello Stato", si occupa delle certificazioni e dei controlli tecnico-specialistico per il rispetto della Convenzione stessa.
Il secondo, il 10 maggio 2000 + succ. agg., tramite la "Commissione Scientifica CITES" ha emanato il già citato documento sui "Criteri", stabilendo che il mancato rispetto di tali criteri contempla anche situazioni sanzionabili ai sensi dell’art. 727 CP "maltrattamento ed uccisione di animali" (da notare: la Corte di Cassazione ha emesso la sentenza n. 11606/2012, secondo cui il reato di maltrattamento su animali è applicabile anche a circhi, caccia e sperimentazione). Tali criteri non solo forniscono parametri minimi per la corretta sopravvivenza degli animali cui si riferiscono, ma anche le indicazioni di carattere sanitario ed amministrativo che devono essere osservate dalle strutture che vogliono detenere animali da utilizzare negli spettacoli. Tali criteri non entrano nel merito degli aspetti etici connessi con la detenzione degli animali nei circhi, ma sono particolarmente utili alle autorità sanitarie perché possono avvalersene nei sopralluoghi effettuati in occasione di rilascio di autorizzazioni all’attendamento dell’attività circense presso i Comuni Italiani, nonché ai professionisti chiamati ad esprimere pareri in qualità di periti, su richiesta della Magistratura e/o di privati.
COSA FARE E CHI CHIAMARE? Sapere cosa stabiliscono la Legge n. 150/1992 ed il documento delle Linee-guida CITES è fondamentale per imparare a contrastare i circhi che sfruttano gli animali: leggetele ed imparatele!
Servizio CITES del Corpo forestale dello Stato - tutti gli uffici del Servizio CITES
Ha un ufficio centrale presso l'Ispettorato Generale di Roma. Gli uffici periferici del Servizio CITES sono suddivisi in 28 Servizi CITES Territoriali (SCT), distribuiti su tutto il territorio nazionale con la funzione di rilascio certificati e controllo territoriale per accertare eventuali infrazioni o violazioni delle norme CITES nonché attività di indagine e 23 Nuclei Operativi CITES (NOC) che operano presso le Dogane, con la funzione di verifica merceologica, controllo documentale e movimentazione commerciale nonché accertamento di illeciti.
Corpo forestale - tutti i riferimenti
3) LA NORMATIVA CHE I COMUNI DOVREBBERO CONOSCERE!
(tratto da "CIRCHI con ANIMALI: possibile soluzione per evitarli" di Feder F.I.D.A.)
Legge n. 150/92 - con il Decreto del Ministero dell’Ambiente del 3 maggio 2001 "Istituzione del registro di detenzione degli esemplari di specie di animali e vegetali", prevede per i circhi l’obbligo di compilazione del registro di detenzione delle specie animali contemplate dalla Convenzione di Washington.
Gli scarichi dei reflui (sia quelli civili, sia quelli correlati a stalle e similari) devono rispettare quanto previsto dal Decreto Legislativo n. 152 dell’11 maggio 1999 e successive modifiche ed integrazioni mentre i rifiuti solidi devono essere eliminati secondo le disposizioni del Decreto Legislativo n. 22 del 5 febbraio 1997 e successive modifiche ed integrazioni.
I circhi, in quanto impianti speciali adibiti al concentramento di animali che possono costituire pericolo per la diffusione di malattie infettive e diffusive, devono rispettare quanto previsto del D.P.R. n. 320 dell'8 febbraio 1954 sull’obbligo di vigilanza veterinaria (Capo IV Vigilanza sulle stalle di sosta, sui mercati, sulle fiere ed esposizioni di animali e sui pubblici abbeveratoi).
Gli allevamenti di animali sono compresi nell’elenco delle industrie insalubri di prima classe (di cui al Decreto del 5 settembre 1994) e come tali “debbono essere isolati nelle campagne e tenute lontane dalle abitazioni”, così come stabilito dall’art. 216 del Testo Unico delle Leggi sanitarie (TITOLO VII - Dei regolamenti locali di igiene e sanità e di polizia veterinaria, Artt. 344 - 346), lo allego alla presente e ti riporto a fine email gli articoli che ci interessano.
I Circhi sono tenuti anche a rispettare le norme di sicurezza relative agli impianti elettrici, così come disciplinato dal D.P.R. n. 547/55.
Il trasporto degli animali a fini commerciali deve essere autorizzato dall’Ausl di competenza in base al già citato D.P.R. n. 320 dell'8 febbraio 1954 (Artt da 36 a 40) e per trasposti superiori ai 50 Km vale anche il Decreto Legislativo 532/92 e successive modifiche ed integrazioni.
4) E LE FAMOSE ORDINANZE "ANTI-CIRCO"?
La prima cosa da chiarire per evitare confusione è che, per quanto ci piacerebbe molto il contrario, attualmente in base alla "legge dei circhi" (Legge n. 337/1968 “Disposizioni in materia di circhi equestri e spettacolo viaggiante”) nessun comune può impedire a priori "l'attendamento di un circo con animali", essendo obbligato a concedere aree del proprio territorio al circo di turno (che, anzi, riceve addirittura sussidi dallo Stato!). Tentativi di divieto questo tipo hanno permesso e permetterebbero a qualunque circo di fare ricorso al TAR (il tribunale regionale) e vincere.
Per questo motivo alcuni comuni (Modena ed Alessandria sono forse i più noti, in questo senso) invece di vietare l'attendamento hanno emesso un'Ordinanza specifica e contenente regole riguardo al trattamento degli animali selvatici basate sulle raccomandazioni CITES: regole inoppugnabili perché stabilite dalla Convenzione e che, in virtù dell'essere state poste nero su bianco dall'amministrazione comunale, i circensi sono OBBLIGATI a rispettare, invece di considerarle solo "linee guida" come accade normalmente. Si tratta di regole ben lontane dall'assicurare benessere e libertà agli animali, lo sappiamo, MA possiedono il pregio di essere materialmente impossibili da rispettare, soprattutto nei comuni minori, privi di ampie aree comunali adatte all'attendamento.
E così un circo, non essendo in grado di rispettare tali norme, non può attendarsi e nemmeno fare ricorso al TAR perché perderebbe, dato che l'ordinanza è in regola: ogni Comune ha facoltà di chiedere che nel proprio territorio ci sia il pieno rispetto delle "linee guida CITES", approvate a livello nazionale ed internazionale e se i circhi rispettassero quelle regole potrebbero attendarsi senza problemi, ma… semplicemente essi non possono, a riprova dello stato di malessere e noncuranza con cui gli animali sono detenuti e trattati nei circhi.
(Per capire cosa significhi "vietare il vietabile", consigliamo di leggere le ordinanze citate reperendole a fine pagina, tra i riferimenti normativi).
Uno dei criteri di limitazione per l'attendamento riguarda per esempio gli spazi da destinare alla detenzione degli animali (misure minime richieste, strutture conformi alle disposizioni di legge), criterio che rende di fatto impossibile l'attendamento stesso nei comuni dove non c'è un terreno abbastanza ampio. C'è poi il divieto di utilizzare determinate specie di animali (quali primati, delfini, lupi, orsi, grandi felini, foche, elefanti, rinoceronti, ippopotami, giraffe, rapaci) e concedere la presenza di zebre, camelidi, bovidi, struzzi SE nel rispetto di norme strutturali precise. I circhi sono tra l'altro vincolati all'obbligo di assicurare che i ricoveri degli animali siano collocati entro un'area ben recintata per impedire l'entrata di persone non autorizzate, oltre a ridurre il rischio di fuga per gli animali.
Inoltre si pretende dai circensi di assicurare l'assistenza veterinaria, di non mantenere vicine specie fra loro incompatibili, di non utilizzare il fuoco negli spettacoli con animali e nemmeno utilizzare animali catturati allo stato selvatico.
Oltre a questioni legate al CITES, le ordinanze anti-circo possono stabilire che il circo debba presentare domanda di attendamento presso il Comune entro una data limite ben definita, altrimenti la domanda sarà respinta.
Il circo che dovesse violare le regole stabilite nell'ordinanza, non avrà diritto a richiedere di attendarsi se non dopo N. anni dalla data di accertamento delle violazioni stesse.
Alessandria è un caso particolare perché, oltre all'ordinanza, nel suo regolamento comunale ha stabilito che il terreno destinato agli spettacoli viaggianti è "concesso in via prioritaria al complesso che non utilizza animali nei propri spettacoli", per cui alla fine emerge come ci possa essere UN SOLO circo attendato all'anno e quindi, laddove ci fosse un circo senza animali, esso avrà la priorità sull'attendamento rispetto ad uno con animali.
(Fonti: Agireora.org - Corpo Forestale dello Stato - Cites)
Modena - Ordinanza del 24/05/2011
Alessandria - Ordinanza del 24/05/2011
Legge n. 150/1992 e succ. modif.
Decreto del Ministero dell’Ambiente 19 aprile 1996 (recante l'elenco delle specie animali che possono costituire pericolo per la salute e l'incolumità pubblica e di cui è proibita la detenzione).
Linee-guida CITES recanti i CRITERI PER IL MANTENIMENTO DEGLI ANIMALI NEI CIRCHI E NELLE MOSTRE VIAGGIANTI (con la promulgazione dell'articolo 6 della Legge n. 150 del febbraio 1992 e successive modificazioni, il legislatore ha inteso regolamentare la detenzione, commercializzazione, scambio e cessione di tutti quegli esemplari delle specie di cui all'allegato A del decreto interministeriale 19 aprile 1996. Ha inoltre inteso rilasciare una idoneità, e quindi derogare da tali divieti, per quei giardini zoologici, aree protette, parchi nazionali, acquari, delfinari, circhi, mostre faunistiche permanenti o viaggianti giudicati idonei della Commissione Scientifica Cites).
Legge 18 marzo 1968, n. 337 "Disposizioni in materia di circhi equestri e spettacolo viaggiante" (disciplina la presenza dei circhi equestri e spettacoli viaggianti sul territorio comunale, obbligando i comuni a concedere aree per l'attendamento).
Regolamento (CE) n. 01/2005 sulla protezione degli animali durante il trasporto e le operazioni correlate, così come attuato dal DDL n. 151/2007 (sanzioni per violazione disposizioni del Reg. CEE n. 1/2005 per il benessere degli animali durante il trasporto).
Art. 727 CP così come modificato dalla L. n° 189/2004 "Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impegno degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate" (che punisce chiunque maltratti gli animali contravvenendo alle loro caratteristiche etologiche).
D.P.R. n° 320/1954 "Regolamento di Polizia Veterinaria".
Cassazione n. 43504/2012 ("Rigettato ricorso del Circo Victor. Confermato il sequestro per reato sancito da art. 727 c.p. - maltrattamento di animali")
sentenza n. 11606/2012 ("reato di maltrattamento su animali applicabile anche a circhi, caccia e sperimentazione")