Source: http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/html/2013/09/18/06/comunic.htm
Timestamp: 2019-03-23 15:17:48+00:00
Document Index: 139274624

Matched Legal Cases: ['e contrario', 'e contrario', 'sentenza ', 'e contrario', 'e contrario', 'sentenza ', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario']

﻿VI Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - mercoledì 18 settembre 2013
Mercoledì 18 settembre 2013. — Presidenza del presidente Daniele CAPEZZONE. — Interviene il sottosegretario per l'economia e le finanze Pier Paolo Baretta.
5-00977 Cancelleri: Attribuzione dell'incarico di docente ordinario presso la Scuola Superiore dell'economia e delle finanze all'ex deputato Marco Milanese.
Sebastiano BARBANTI (M5S) illustra l'interrogazione, di cui è cofirmatario, evidenziando come alcune fonti di stampa abbiano recentemente riportato la notizia Pag. 80secondo la quale l'ex deputato del PdL e consigliere dell'allora Ministro dell'economia Giulio Tremonti, Marco Milanese, ha preso servizio alla Scuola superiore dell'economia e delle finanze (SSEF), in qualità di docente, con uno stipendio lordo annuo pari a 194.332 euro.
In tale contesto l'atto di sindacato ispettivo evidenzia come tale incarico nella prestigiosa scuola per la formazione del personale dell'amministrazione economica e finanziaria, lautamente retribuito, sia stato conferito nonostante una condanna in primo grado, un rinvio a giudizio ed un'inchiesta della magistratura che vede coinvolto il predetto Marco Milanese insieme all’ex Ministro Tremonti e chiede al Governo sulla base di quali criteri sia stata effettuata tale nomina e se ritenga necessario provvedere urgentemente alla sua revoca.
Sebastiano BARBANTI (M5S) replicando, si dichiara abbastanza soddisfatto della risposta, senza peraltro entrare nel merito delle indagini avviate dalla magistratura nei confronti di Marco Milanese.
Sotto un profilo di merito, rileva come lo slittamento, richiesto dal Governo, dello svolgimento dell'atto di sindacato ispettivo, che avrebbe dovuto aver luogo nella seduta di mercoledì scorso, abbia, di fatto, impedito al gruppo del Movimento 5 Stelle di presentare per la seduta odierna una nuova interrogazione a risposta immediata: chiede, pertanto, se, seguendo un criterio di buon senso, sia possibile, per il futuro, evitare tali inconvenienti.
5-01017 Causi: Iniziative per il contenimento dei costi sostenuti dalle banche per acquisire liquidità e dei costi sostenuti dalle imprese per l'accesso al credito.
Marco CAUSI (PD) illustra la propria interrogazione, evidenziando come la modifica di un regolamento della legislazione inglese, intervenuta nel mese di agosto 2013, abbia previsto che, nel caso di transazioni nel mercato italiano del reddito fisso, la London Clearing House Clearnet non interverrà più a garantire le banche globali impegnate nei prestiti a breve termine qualora la Cassa compensazioni e garanzia dovesse fallire.
A tale riguardo fa presente come sia la Cassa compensazione e garanzia, sia la London Clearing House Clearnet siano parte del London Stock Exchange.
In tale contesto, circa un anno fa, quando lo spread tra i titoli obbligazionari decennali tedeschi e gli equivalenti titoli italiani era di circa 500 punti base, la London Clearing House Clearnet impose una svalutazione del valore dei titoli italiani portati in garanzia, in considerazione del maggiore rischio di fallimento dell'Italia; da allora, nonostante lo spread sia sceso a circa 250 punti base, il valore dei buoni italiani in garanzia richiesti dalla London Clearing House Clearnet è rimasto inalterato.
Nell'evidenziare come, nonostante la possibilità, per il sistema bancario italiano, di rivolgersi ai prestiti concessi a tassi agevolati dalla Banca centrale europea, l'operazione messa in atto dalla Lch Clearnet abbia significativamente indebolito la posizione di finanziamento di molte banche, creando potenzialmente pressione al rialzo sugli spread sovrani, sottolinea la assoluta necessità di intervenire in difesa del sistema finanziario.
L'atto di sindacato ispettivo chiede pertanto al Governo come intenda intervenire al fine di garantire in tutte le sedi europee e internazionali gli interessi nazionali dell'Italia, con particolare riferimento al contenimento dei costi di accesso, per le banche, alla liquidità ed ai costi di accesso al credito da parte delle imprese.
Marco CAUSI (PD) rileva come, con la risposta fornita, il Governo tranquillizzi Pag. 81l'opinione pubblica rispetto a recenti articoli di stampa pubblicati sulla questione oggetto dell'interrogazione. Accoglie con favore il messaggio di tranquillizzazione lanciato dal Governo, invitando tuttavia l'Esecutivo, nonché le autorità di vigilanza competenti in materia, a riflettere attentamente su tale tematica, ricordando come, anni fa, la piattaforma di negoziazione sia stata costituita in base ad un'iniziativa italiana e come, a seguito di successivi passaggi di proprietà, la stessa sia stata acquisita da London Stock Exchange. Ritiene quindi doveroso verificare attentamente le garanzie che gli attuali proprietari della piattaforma possano assicurare relativamente alla funzionalità di una infrastruttura finanziaria strategica per gli interessi generali del Paese, segnatamente per quanto riguarda la circolazione e negoziazione dei titoli pubblici italiani. In tale contesto considera necessario valutare l'opportunità di riportare in mano nazionale tale piattaforma, al fine di tutelare con forza gli interessi di dell'Italia. Sottolinea, quindi, come il gruppo del PD richiederà sempre la massima trasparenza su tale, delicatissima problematica.
5-01018 Paglia: Acquisizione di una partecipazione azionaria in una società operante nel settore finanziario da parte del Fondo strategico italiano.
Giovanni PAGLIA (SEL) illustra la propria interrogazione, rilevando come, da notizie di stampa, abbia appreso di un possibile interessamento del Fondo strategico italiano (FSI) spa all'acquisizione di quote significative del capitale di SIA spa, attualmente partecipata da un pool di banche nazionali, fra cui Intesa San Paolo, con il 30,6 per cento, e Unicredit, con il 24,1 per cento, la quale gestisce servizi fondamentali per il sistema finanziario, come le piattaforme tecnologiche dei mercati finanziari, le banche dati, fra cui la centrale d'allarme interbancaria, i sistemi di pagamento elettronico, fra cui FastPay, ovvero il più diffuso circuito bancomat nazionale, Cartasi, circuito di pagamento con carte di credito, nonché la rete di transito delle informazioni.
In tale contesto sottolinea come la riduzione o, peggio, l'abbandono della propria partecipazione da parte di tali istituti bancari potrebbe mettere a rischio il carattere nazionale degli assetti proprietari della predetta società, come dimostrerebbe l'interesse di alcuni grandi player esteri, quali Mastercard, ritenendo pertanto auspicabile l'intervento di FSI spa o di strumenti analoghi, al fine di garantire la permanenza della proprietà in ambito nazionale.
A tale riguardo l'atto di sindacato ispettivo chiede al Governo se le notizie richiamate abbiano fondamento e, in caso affermativo, con quali modalità FSI spa intenda intervenire e quali eventuali alternative siano allo studio per tutelare la connotazione tutta italiana e strategica, in una società come SIA spa.
Giovanni PAGLIA (SEL), replicando, si dichiara insoddisfatto per la risposta fornita per ragioni di ordine politico. A tale riguardo evidenzia come, quando siano coinvolti asset strategici per l'economia del Paese, e si operi in settori di rilevante interesse nazionale, come nel caso del Fondo strategico italiano (FSI), il Governo non possa opporre la natura privatistica del soggetto controllato per giustificare il mancato azionamento di strumenti giuridici di controllo che l'ordinamento gli riconosce e che sarebbe, al contrario, auspicabile e doveroso mettesse in atto. Ritiene, infatti, che la politica non possa esimersi dalle proprie responsabilità, soprattutto in tali ipotesi.
5-01019 Zanetti: Ammontare del giro d'affari concernente il settore dei giochi pubblici e relativo gettito erariale.
Enrico ZANETTI rinuncia ad illustrare la propria interrogazione.
Enrico ZANETTI (SCpI), replicando, si dichiara soddisfatto della risposta, riservandosi di approfondire nel dettaglio le informazioni fornite dal Governo.
Mercoledì 18 settembre 2013. — Presidenza del presidente Daniele CAPEZZONE. — Interviene il viceministro dell'economia e delle finanze Luigi Casero.
C. 282 Causi, C. 950 Zanetti, C. 1122 Capezzone e C. 1339 Migliore.
La Commissione prosegue l'esame dei provvedimenti, rinviato, da ultimo, nella seduta del 17 settembre scorso.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, avverte che la Commissione riprenderà l'esame del provvedimento dagli emendamenti, accantonati nella seduta di ieri, riferiti all'articolo 2.
In tale contesto, avverte innanzitutto che il presentatore ha ritirato l'emendamento Laffranco 2.6.
Propone quindi di riformulare gli emendamenti Ruocco 2.4, Bernardo 2.5 e Ruocco 2.8, i quali affrontano tutti il problema degli immobili abusivi, nei seguenti termini:
«Al comma 1, sostituire la lettera b) con la seguente:
b) prevedere strumenti, da porre a disposizione dei comuni e dell'Agenzia delle entrate, atti a facilitare l'individuazione e il corretto classamento degli immobili non censiti o che non rispettano la reale consistenza di fatto, la relativa destinazione d'uso ovvero la categoria catastale attribuita, dei terreni edificabili accatastati come agricoli e degli immobili abusivi, individuando a tal fine specifici incentivi e forme di trasparenza e valorizzazione delle attività di accertamento svolte dai comuni in quest'ambito, nonché definendo moduli organizzativi che facilitino la condivisione in via telematica, tra l'Agenzia delle entrate e i competenti uffici dei comuni, dei dati e dei documenti ai fini dell'accatastamento delle unità immobiliari;».
Giovanni PAGLIA (SEL), con riferimento alla proposta di riformulazione avanzata dal relatore, sottolinea come il concetto di corretto classamento non possa riferirsi agli immobili abusivi cui la medesima proposta fa riferimento.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, in merito all'osservazione del deputato Paglia, rileva come la proposta di riformulazione, che sostituisce l'intera lettera b) del comma 1 dell'articolo 2, si riferisca a diverse tipologie di immobili, ritenendo peraltro possibile specificare che il classamento abbia natura eventuale, non potendo evidentemente riguardare gli immobili abusivi.
Filippo BUSIN (LNA) ribadisce l'esigenza, già segnalata dal suo emendamento 2.7, di espungere, dalla lettera b) del comma 1, il richiamo ai terreni edificabili accatastati come agricoli.
Daniele PESCO (M5S) ritiene che il riferimento al classamento dei terreni edificabili risponda ad un'esigenza di integrazione della normativa evidenziata dagli uffici catastali.
Il viceministro Luigi CASERO concorda con la considerazione del deputato Pesco.
Daniele PESCO (M5S), in merito alla proposta di riformulazione avanzata dal relatore, evidenzia come l'emendamento 2.8 facesse anche riferimento all'esigenza di assicurare la corrispondenza tra documenti progettuali depositati, elaborati catastali ed elaborati di fatto degli immobili, che non viene invece considerata dalla riformulazione.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, ritiene che l'aspetto richiamato dal deputato Pesco risulti eccessivamente di dettaglio, e non sia stato, per questo, inserito nella proposta di riformulazione.
Girolamo PISANO (M5S) propone di integrare la proposta di riformulazione inserendovi anche il riferimento alla coerenza dei dati e documenti catastali.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, concorda con il suggerimento avanzato dal deputato Pisano.
Giovanni PAGLIA (SEL) suggerisce l'opportunità di inserire nel testo della proposta di riformulazione anche il contenuto dell'emendamento 2.25 Lavagno, il quale è volto a prevedere che la regolarizzazione catastale sia applicabile ai soli immobili realizzati in conformità con la normativa urbanistica ed edilizia.
Pietro LAFFRANCO (PdL) concorda in linea generale con la riformulazione proposta ma ritiene opportuno specificare che la condivisione dei dati tra l'Agenzia delle entrate e gli uffici comunali deve avvenire senza maggiori oneri per la finanza pubblica, ricordando il precedente nel quale l'unificazione dei sistemi informativi di INPS ed INPDAP ha comportato maggiori oneri per circa 500 milioni di euro. Sottolinea, infatti, il rischio che eventuali esigenze di copertura siano realizzate aggravando l'imposizione sui contribuenti.
Marco CAUSI (PD), con riferimento alle considerazioni espresse dal deputato Laffranco, ricorda che il provvedimento già prevede una clausola di salvaguardia relativa all'invarianza del gettito derivante da imposte il cui presupposto è influenzato da valori patrimoniali e rendite, sottolineando altresì come gli schemi dei decreti legislativi dovranno essere corredati di relazione tecnica che specifichi eventuali effetti onerosi, al fine di individuarne adeguata copertura.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, alla luce dell'andamento del dibattito, modifica la sua proposta di riformulazione degli emendamenti 2.4, 2.5 e 2.8. In tale contesto non ritiene opportuno ricomprendere il contenuto dell'emendamento 2.25.
Carla RUOCCO (M5S) accoglie la proposta di riformulazione dei suoi emendamenti 2.4 e 2.8.
Maurizio BERNARDO (PdL) accoglie la proposta di riformulazione del proprio emendamento 2.5.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, avverte che gli emendamenti 2.4, 2.5 e 2.8, essendo stati riformulati in termini identici, saranno posti in votazione congiuntamente.
La Commissione approva gli identici emendamenti Ruocco 2.4, Bernardo 2.5 e Ruocco 2.8, come riformulati (vedi allegato 5).
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, avverte che si procederà ora all'esame degli emendamenti riferiti agli articoli da 6 a 9. Propone altresì di prevedere, al termine delle votazioni pomeridiane dell'Assemblea, un'ulteriore seduta in sede referente, nel corso della quale si procederà all'esame delle proposte emendative riferite agli articoli 10, 11, 12, 13, 15 e 16, mentre nella seduta già convocata alle ore 13.30 di domani, si procederà Pag. 84all'esame delle proposte emendative riferite agli articoli 5 e 14.
Maurizio BERNARDO (PdL) chiede di conoscere in che modo la Commissione articolerà i suoi lavori nella serata odierna, al termine dei lavori di Assemblea.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, ritiene che la seduta serale potrebbe avere una durata di circa un'ora e mezza, al fine di consentire la conclusione dell'esame di tutte le proposte emendative, ad esclusione di quelle riferite agli articoli 5 e 14.
Marco CAUSI (PD) ritiene che una seduta al termine delle votazioni pomeridiane dell'Assemblea sarebbe utile solo nel caso in cui si riuscisse a compiere un lavoro effettivamente proficuo.
Il viceministro Luigi CASERO suggerisce di stabilire preventivamente un termine di conclusione della seduta da convocare al termine delle odierne votazioni pomeridiane.
Marco CAUSI (PD), passando ad una questione di merito, invita caldamente il Governo a prestare grande attenzione all'esigenza di integrare la clausola di salvaguardia delle competenze spettanti alle regioni a statuto speciale, integrandola con un riferimento all'articolo 27 della legge n. 42 del 2009, che specificando le procedure per il coordinamento della finanza di tali enti, costituisce lo strumento indicato dalla Corte costituzionale per evitare problemi di costituzionalità sotto tale profilo.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, ritiene che le misure previste dall'emendamento Ruocco 6.1, pure auspicabili in astratto, avrebbero significativi effetti di costo.
Il viceministro Luigi CASERO ritiene che l'emendamento Ruocco 6.1 potrebbe determinare oneri, soprattutto se si considera l'altissimo numero di lavoratori dipendenti che potrebbe essere interessato dalle misure premiali previste dall'emendamento. Ritiene tuttavia che il tema sollevato, relativo alla istituzione di un sistema premiale in favore dei contribuenti fedeli, dovrebbe essere oggetto di approfondimento, invitando pertanto i presentatori a ritirarlo per trasfonderne il contenuto in un apposito ordine del giorno.
Carla RUOCCO (M5S) ritiene possibile limitare la portata dell'intervento ai soli lavoratori autonomi, in quanto esso potrebbe costituire un incentivo all'emersione di basi imponibili.
Daniele PESCO (M5S) ritiene parimenti che la norma potrebbe essere limitata ai soli lavoratori autonomi.
Giovanni PAGLIA (SEL) rileva come tutti i contribuenti, fino a quando non siano oggetto di accertamento che abbia esito positivo, dovrebbero essere considerati in regola con i propri obblighi tributari.
Francesco RIBAUDO (PD) ritiene che occorrerebbe premiare tutti i contribuenti che rispettano le regole.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, osserva come la previsione dell'emendamento Ruocco 6.1 configgerebbe con il principio costituzionale di uguaglianza.
Invita quindi presentatori a ritirare gli emendamenti Ruocco 6.1, nonché Pesco 6.2.
Daniele PESCO (M5S), al fine di compiere un ulteriore approfondimento in vista della loro riproposizione in Assemblea, ritira l'emendamento Ruocco 6.1, di cui è cofirmatario, e il proprio emendamento 6.2.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, invita al ritiro dell'emendamento Pesco 6.3. ritenendo che la previsione in Pag. 85esso contenuta risulti già compresa nel testo.
Il viceministro Luigi CASERO concorda con il parere espresso dal relatore.
Daniele PESCO (M5S) ritira il proprio emendamento 6.3.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Pagano 6.4: si intende vi abbia rinunciato. Esprime quindi parere favorevole sull'emendamento Moretti 6.5, a condizione che sia riformulato nel senso di aggiungere, alla lettera c) del comma 5, dopo le parole: «a tal fine» le parole: «anche», e di aggiungere, alla medesima lettera c), dopo le parole «a tal fine riducendo il divario», le parole: «, comunque a favore del contribuente,».
Marco CAUSI (PD) accetta la proposta di riformulazione dell'emendamento Moretti 6.5, di cui è cofirmatario, proponendo altresì di sopprimere, alle medesime lettere c) e d), le parole da «nonché» fino alla fine delle lettere.
Il viceministro Luigi CASERO concorda con le proposte di riformulazione.
Marco CAUSI (PD) riformula l'emendamento Moretti 6.5 nel senso indicato.
La Commissione approva l'emendamento Moretti 6.5, come riformulato.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, esprime parere contrario sull'emendamento Busin 6.6.
Filippo BUSIN (LNA) osserva che non sembra sussistere un nesso tra la lotta all'evasione e la rateizzazione dei debiti tributari.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, ritiene che il nesso logico esista e pertanto invita il presentatore a ritirare il suo emendamento 6.6.
Filippo BUSIN (LNA) ritira il proprio emendamento 6.6.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, esprime parere contrario sull'emendamento Busin 6.7.
Filippo BUSIN (LNA) ritiene non comprensibile la previsione di semplificare gli adempimenti patrimoniale a carico dei contribuenti che decidano di avvalersi della rateizzazione e pertanto insiste perché il suo emendamento sia posto in votazione.
La Commissione respinge l'emendamento Busin 6.7.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, constata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Palmizio 6.8 e Pagano 6.9: si intende vi abbiano rinunciato.
Ritiene inoltre che l'emendamento Busin 6.10 debba considerarsi assorbito dall'approvazione dell'emendamento 6.5.
Il viceministro Luigi CASERO concorda sul fatto che con l'approvazione dell'emendamento Moretti 6.5 si sono risolte le problematiche complessive riferite alla rateizzazione dei debiti tributari.
Filippo BUSIN (LNA) osserva che il suo emendamento 6.10 fa riferimento alla commisurazione al saggio legale, non previsto in altre proposte già approvate e quindi chiede che esso sia posto in votazione, trattandosi anche di un emendamento di buon senso. Si dichiara quindi disponibile ad entrare nel merito dei singoli punti della sua proposta emendativa, al fine di fornire ogni utile chiarimento.
La Commissione respinge l'emendamento Busin 6.10.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Palmizio 6.11: si intende vi abbia rinunciato.
Invita quindi i presentatori dell'emendamento Paglia 6.12 a ritirarlo, essendo la questione già stata affrontata e risolta dall'articolo 52 del cosiddetto «decreto fare», prevedendo che il Governo, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, riferisca alle Camere, con apposita relazione, sugli effetti delle misure di rateazione, ai fini di una puntuale valutazione della loro efficacia.
Il viceministro Luigi CASERO ritiene che la vigente procedura di verifica non necessiti di una nuova previsione normativa da inserire nella delega.
Giovanni PAGLIA (SEL) ritiene invece che le verifiche servano sempre, anche alla luce di un panorama disomogeneo relativamente alle rateizzazioni, su cui invece un'opera di armonizzazione apparirebbe necessaria, visti gli attuali criteri utilizzati, a volte completamente diversi da caso a caso.
Il viceministro Luigi CASERO ritiene che il quadro relativo alle rateazioni sia stato chiarito e così anche il periodo previsto di nove mesi per le verifiche appare un tempo congruo per verificare gli effetti della normativa. La proposta emendativa è pertanto non necessaria.
Giovanni PAGLIA (SEL) si dichiara disponibile ad una riformulazione della proposta emendativa, ai fini della discussione in Assemblea. Accogliendo la richiesta del relatore, ritira il proprio emendamento 6.12.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, invita i presentatori dell'emendamento Zanetti 6.13 a ritirarlo e a trasfonderne il contenuto in un apposito ordine del giorno.
Il Viceministro Luigi CASERO si associa al parere del relatore, ricordando che tale problema è già stato oggetto di discussione e deve certamente trovare soluzione: rileva tuttavia come l'emendamento possa determinare un minor gettito e debba comunque trovare spazio in altro provvedimento.
Enrico ZANETTI (SCpI) ricorda di aver già avuto modo di chiarire che si tratta di sospendere l'esecuzione della riscossione in pendenza di giudizio, fino alla sentenza di primo grado e che, in ogni caso, le somme eventualmente riscosse e non dovute, dovendo poi essere restituite, dovranno essere restituite successivamente al contribuente che risulti vittorioso nel contenzioso con l'erario, senza dunque alcun beneficio per quest'ultimo. Ritiene pertanto non si possano porre problemi di copertura. Ricorda inoltre che la questione è già stata oggetto di una risoluzione approvata all'unanimità dalla Commissione con il parere favorevole del Governo. Ritiene quindi che questa sia la sede propria per affrontare tale tematica.
Daniele CAPEZZONE (PdL), presidente e relatore, pone in votazione l'emendamento Zanetti 6.13, il quale risulta respinto.
Enrico ZANETTI (SCpI) chiede di conoscere il risultato del voto.
Daniele CAPEZZONE (PdL), presidente e relatore, ricorda che per le votazioni in sede referente non è prevista alcuna registrazione dei voti. Ritiene peraltro opportuno ripetere la votazione.
La Commissione respinge l'emendamento Zanetti 6.13
Il viceministro Luigi CASERO esprime parere favorevole sull'emendamento 6.14 del relatore.
La Commissione approva l'emendamento 6.14 del relatore.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, con riferimento all'articolo aggiuntivo Lavagno 6.01, osserva come forse le norme in esso contenute dovrebbero trovare una collocazione più idonea in atto amministrativo piuttosto che in una norma di rango primario.
Il viceministro Luigi CASERO invita i presentatori dell'articolo aggiuntivo Lavagno 6.01 a ritirarlo, poiché il problema della sospensione dell'attività di riscossione in caso di presentazione di istanza di autotutela del debitore o per invalidità del titolo esecutivo potrebbe risolversi attraverso l'utilizzo dello strumento amministrativo della circolare. Suggerisce quindi di trasfonderlo in un ordine del giorno.
Giovanni PAGLIA (SEL), accogliendo la disponibilità espressa da rappresentante del Governo, ritira l'articolo aggiuntivo Lavagno 6.01.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, passando all'esame degli emendamenti presentati all'articolo 7, invita al ritiro dell'emendamento Schullian 7.1.
Il viceministro Luigi CASERO si associa al parere del relatore e rileva come il riferimento, contenuto nell'emendamento agli adempimenti meramente formali avrebbe carattere anomalo e generico, mentre dovrebbero più opportunamente essere identificate le diverse tipologie di adempimenti sanzionati.
Renate GEBHARD (Misto-Min.Ling.) ritira il proprio emendamento 7.1 e ne preannuncia la ripresentazione in Assemblea.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, in merito all'emendamento Ribaudo 7.2, dichiara di condividerne il contenuto ma di ritenerlo eccessivamente dettagliato per essere inserito in una norma di delega.
Francesco RIBAUDO (PD) ravvisa l'esigenza che i centri di assistenza fiscale dispongano di personale maggiormente qualificato e risorse più adeguate. Rileva infatti come sovente si riscontrino, sulla base di apposite indagini statistiche sull'operato dei CAF, numerose inesattezze ed errori nelle dichiarazione dei redditi ivi compilati, a causa della carenza di professionalità ed efficienza, che riguarda soprattutto i CAF di piccole dimensioni. Reputa necessario assicurare uno standard adeguato sulle modalità di formazione e sull'attività del personale nei centri di assistenza fiscale.
Il viceministro Luigi CASERO evidenzia come l'emendamento Ribaudo 7.2 risulti eccessivamente dettagliato rispetto ai contenuti di un provvedimento di delega e potrebbe più agevolmente essere inserito tra i contenuti della nuova legge di stabilità. Si associa quindi al relatore e invita al ritiro dell'emendamento, ai fini di una sua riformulato per la discussione in Assemblea.
Marco CAUSI (PD) propone che l'emendamento in oggetto sia puntualmente riformulato nel senso di prevedere che i centri di assistenza fiscale e gli altri enti richiamati debbano fornire più adeguate garanzie tecnico organizzative.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, condivide la proposta del deputato Causi ed invita il presentatore dell'emendamento 7.2. a riformularlo in tali termini.
Il viceministro Luigi CASERO concorda con il relatore.
Francesco RIBAUDO (PD) aderisce alla proposta di riformulazione del proprio emendamento 7.2.
La Commissione approva l'emendamento Ribaudo 7.2, come riformulato.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, invita al ritiro dell'emendamento Schullian 7.3 e dell'articolo aggiuntivo Pag. 88Schullian 7.01, suggerendo di trasformarli in ordine del giorno.
Il viceministro Luigi CASERO esprime parere conferme a quello del relatore.
Renate GEBHARD (Misto-Min.Ling.) ritira l'emendamento 7.3 e l'articolo aggiuntivo 7.01, di cui è cofirmataria, preannunciandone la ripresentazione in Assemblea.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, passando all'esame degli emendamenti presentati all'articolo 8, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Pagano 8.2: si intende vi abbia rinunciato.
Invita quindi al ritiro dell'emendamento Zanetti 8.3, prospettando al presentatore la possibilità di presentare in Assemblea un ordine del giorno che ne recepisca i contenuti, che reputa in parte apprezzabili.
Enrico ZANETTI (SCpI) ritira il proprio emendamento 8.3, rilevando in tale contesto come l'emendamento riprenda parte del contenuto di una risoluzione recentemente approvata dalla Commissione. L'atteggiamento tenuto nei confronti della sua proposta emendativa lo induce quindi a ritenere inutile l'attività di indirizzo svolta in seno alla Commissione stessa.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, con riferimento alle considerazioni espresse dal deputato Zanetti non ritiene in alcun caso inutile il lavoro svolto dalla Commissione.
Enrico ZANETTI (SCpI) rileva come oggi, per la prima volta, sia giunto a tale amara considerazione.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Pagano 8.4: si intende vi abbia rinunciato. Esprime quindi parere contrario sull'emendamento Zanetti 8.5.
Enrico ZANETTI (SCpI) fa notare come la proposta emendativa intenda eliminare esclusivamente la specifica fattispecie che colpisce con sanzione penale la mera omissione del versamento IVA, situazione sovente connessa alle momentanee difficoltà della mancanza di liquidità da parte degli imprenditori tenuti ad assolvere tale onere. Rammenta che, nel corso di una recente audizione presso la Commissione Finanze, il Comandante generale della Guardia di finanza Saverio Capolupo ha richiamato l'attenzione della Commissione sulla opportunità di rivedere la disciplina in oggetto, eventualmente anche sopprimendo tale fattispecie.
Il viceministro Luigi CASERO evidenzia come i soggetti passivi IVA siano tenuti a riversare allo Stato la quota del prezzo dei beni e servizi venduti costituita dall'imposta: in ciò si giustifica la previsione di una sanzione penale per la mancata effettuazione dei versamenti IVA, i quali sono considerati come una indebita sottrazione di una somma di spettanza dell'Erario.
Girolamo PISANO (M5S) sottolinea come tale condizione caratterizzi anche il regime tributario della ritenuta d'acconto.
Enrico ZANETTI (SCpI) ritiene che la considerazione espressa dal Viceministro sarebbe fondata solo qualora vigesse un sistema di IVA per cassa. Ritiene opportuno evitare misure dirigiste in campo fiscale che possano risultare non appropriate nell'attuale contesto economico di elevata criticità finanziaria.
Marco CAUSI (PD), nel rilevare come l'articolo 8 del testo stabilisca la possibilità di depenalizzare e prevedere sanzioni amministrative per reati meno gravi, osserva come il contenuto sostanziale dell'emendamento Pag. 89sia già compreso dalle previsioni dell'articolo 8.
Enrico ZANETTI (SCpI) considera corretta la considerazione del deputato Causi, ma ritiene opportuno specificare espressamente che la fattispecie in oggetto debba essere esplicitamente regolata, affinché il Governo operi nel senso della sua depenalizzazione.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, pur manifestando il proprio orientamento contrario a penalizzare condotte di minore gravità, sottolinea come introdurre specifiche previsioni di depenalizzazione relative a determinate fattispecie determinerebbe una disparità di trattamento rispetto ad altre ipotesi.
Girolamo PISANO (M5S) ricorda che la disciplina vigente già prevede una soglia di 50.000 euro ai fini della rilevanza penale degli illeciti tributari in materia di ritenuta d'acconto.
Filippo BUSIN (LNA) fa notare come vi siano sentenze, anche recenti, che suffragano la fondatezza dei contenuti della proposta emendativa in oggetto.
La Commissione respinge l'emendamento Zanetti 8.5.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, esprime parere contrario sull'emendamento Zanetti 8.1. Invita al ritiro dell'emendamento Schullian 8.6, evidenziando come una sentenza della Corte Costituzionale abbia ritenuto opportuno lasciare un margine per il termine correlato al termine ordinario di decadenza, invitando altresì al ritiro dell'emendamento De Menech 8.7.
Enrico ZANETTI (SCpI) ritira il proprio emendamento 8.1.
Renate GEBHARD (Misto-Min.Ling.) ritira l'emendamento 8.6, di cui è cofirmataria.
Roger DE MENECH (PD) ritira il proprio emendamento 8.7, il quale affronta il tema, ampiamente condiviso, della necessità di distinguere tra comportamenti in buona fede e comportamenti in mala fede, relativamente alle sanzioni penali in materia di imposte dirette: preannuncia quindi la presentazione in Assemblea di un ordine del giorno che ne recepisca i contenuti.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, constata l'assenza del presentatore degli emendamenti Pagano 9.1, 9.2 e 9.3: si intende vi abbia rinunciato.
Esprime quindi una valutazione sostanzialmente favorevole sull'emendamento Causi 9.4, rimettendosi tuttavia alla valutazione del Governo.
Il viceministro Luigi CASERO invita al ritiro dell'emendamento 9.4.
Marco CAUSI (PD) ritiene che la riformulazione della lettera d) proposta dal proprio emendamento 9.4 risulti più chiara di quella contenuta nel testo base, rimettendosi comunque alla valutazione del Governo.
Il viceministro Luigi CASERO ribadisce l'invito al ritiro dell'emendamento 9.4., rilevando come l'obiettivo del Governo sia comunque quello di giungere all'applicazione della fatturazione elettronica.
Marco CAUSI (PD) ritira il proprio emendamento 9.4.
Daniele CAPEZZONE (PdL) presidente e relatore, esprime parere favorevole sull'emendamento Coppola 9.5, il quale è stato sottoscritto anche dal deputato Causi.
La Commissione approva l'emendamento Coppola 9.5.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, esprime parere contrario sull'emendamento Paglia 9.6, ricordando come il testo unificato sia già stato modificato sul punto relativo alla tracciabilità dei pagamenti, anche accogliendo proposte avanzate dallo stesso deputato Paglia.
Il viceministro Luigi CASERO concorda con il relatore, rilevando come sul punto si sia già raggiunto un equilibrio in sede di comitato ristretto.
Giovanni PAGLIA (SEL) insiste per la votazione del proprio emendamento 9.6.
La Commissione respinge l'emendamento Paglia 9.6.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Coppola 9.7: si intende vi abbia rinunciato.
Esprime quindi parere contrario sull'emendamento Marguerettaz 9.8, non ritenendo opportuno inserire nel provvedimento in esame una norma specifica relativa alla deroga ai limiti di utilizzo del contante nelle case da gioco autorizzate.
Rudi Franco MARGUERETTAZ (LNA) illustra il proprio emendamento 9.8, rilevando come la questione della deroga ai limiti di utilizzo del contante presso le case da gioco si trascini ormai da molto tempo, costituendo una problematica molto sentita presso le quattro case da gioco autorizzate in Italia, le quali sono coinvolte da una situazione di grave crisi, testimoniata, ad esempio, dalla decisione del Casinò di Saint Vincent di dichiarare l'esubero di una parte del personale. Ricorda inoltre che una proposta emendativa analoga era stata concordata con il precedente Governo, ma che essa non aveva potuto essere approvata a seguito della posizione della questione di fiducia sul provvedimento cui essa si riferiva.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, comprende la problematica evidenziata, sulla quale esprime la sua personale disponibilità, ma sottolinea come non sia questa la sede adeguata a trattarla.
Il viceministro Luigi CASERO ribadisce come sussista soprattutto un problema di merito ad inserire nell'articolo 9 del provvedimento in esame una norma tanto specifica.
Rudi Franco MARGUERETTAZ (LNA) chiede se il relatore ed il Governo siano disponibili a trattare tale tematica nel quadro delle disposizioni in tema di giochi, di cui all'articolo 14.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, ricorda che il termine per la presentazione degli emendamenti parlamentari sia già scaduto, sottolineando, inoltre, come la norma proposta risulti in ogni caso eccessivamente specifica per essere inserita in un provvedimento di delega.
Rudi Franco MARGUERETTAZ (LNA) chiede al Governo in quale sede ritenga possibile affrontare tale tematica.
Il viceministro Luigi CASERO ribadisce come il provvedimento in esame non costituisca lo strumento adatto per risolvere la problematica evidenziata.
Rudi Franco MARGUERETTAZ (LNA) ritira il proprio emendamento 9.8.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, invita al ritiro dell'emendamento Lodolini 9.9, il quale affronta, in termini eccessivamente dettagliati, il tema della disciplina degli apparecchi di distribuzione automatica.
Il viceministro Luigi CASERO concorda con il parere espresso dal relatore, rilevando come il tema avrebbe dovuto essere più opportunamente affrontato nell'ambito Pag. 91dell'esame del decreto-legge n. 76 del 2013, che affrontava, tra l'altro, anche la problematica della tassazione dei beni venduti attraverso distributori automatici.
Emanuele LODOLINI (PD) ritira il proprio emendamento 9.9, riservandosi di trasformarlo in ordine del giorno ai fini della discussione in Assemblea.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, esprime perplessità sull'emendamento Carbone 9.10, segnalando come l'introduzione dell'obbligo, per chiunque venda campagne pubblicitarie on line in Italia, di munirsi di partita IVA nel nostro Paese rischi di violare il principio di libertà di stabilimento stabilito a livello comunitario.
Il viceministro Luigi CASERO esprime parere contrario sull'emendamento Carbone 9.10, concordando con le considerazioni del relatore, ed invita altresì al ritiro dell'emendamento Carbone 9.11, in quanto ritiene che il problema dell'introduzione di sistemi di tassazione in Italia delle imprese multinazionali debba essere risolto in maniera uniforme a livello europeo. Sottolinea, del resto, come tale problematica costituisca uno degli aspetti fondamentali dell'agenda politica del Governo, sulla quale sono in corso discussioni sia in sede comunitaria sia in sede di G20. Evidenzia, quindi, la necessità di individuare una soluzione efficace in accordo con gli altri Paesi, onde escludere il rischio di distorsioni a livello economico e di infrazioni comunitarie. Rileva, comunque, come la questione possa essere ulteriormente approfondita nel corso della discussione in Assemblea, dando modo al Governo di formulare una compiuta proposta in materia.
Ernesto CARBONE (PD) ritiene che le argomentazioni addotte dal relatore e dal rappresentante del Governo debbano essere ribaltate, in quanto la distorsione della concorrenza sta avvenendo a danno delle imprese italiane, che operano nel settore della pubblicità; non ritiene, invece, che sussistano rischi di infrazioni comunitarie, atteso che l'obbligo di munirsi di partita IVA nazionale per l'erogazione di campagne pubblicitarie on line è già previsto in altri Paesi dell'Unione europea.
Sottolinea, inoltre, come la proposta emendativa potrebbe determinare un maggior gettito erariale pari a 900 milioni di euro. Insiste quindi per la votazione dei propri emendamenti 9.10 e 9.11.
Il viceministro Luigi CASERO ribadisce come le soluzioni individuate negli emendamenti 9.10 e 9.11 non appaiono adeguate a risolvere la problematica evidenziata e, in particolare per quanto riguarda l'emendamento 9.10, rischino di determinare l'avvio di procedure di infrazione.
Daniele PESCO (M5S) dichiara che il suo gruppo intende sottoscrivere gli emendamenti 9.10 e 9.11.
Giovanni PAGLIA (SEL) ritiene che il rischio di infrazione comunitaria paventata dal relatore e dal Viceministro non sussista qualora l'obbligo di dotarsi di partita IVA si riferisca a soggetti extra UE, rilevando come la maggior parte dei soggetti operanti nel settore della pubblicità on line non siano comunitari.
Il viceministro Luigi CASERO, con riferimento al rilievo del deputato Paglia, ricorda come spesso i soggetti extra UE operanti nel settore della pubblicità on line abbiano costituito società residenti nei Paesi UE.
Giovanni PAGLIA (SEL) in tal caso concorda con i rilievi del Viceministro, suggerendo di integrare il testo dell'emendamento 9.10 con una clausola di compatibilità con l'ordinamento comunitario.
Ernesto CARBONE (PD) chiede di accantonare i propri emendamenti 9.10 e 9.11.
Marco CAUSI (PD) sottolinea come il gruppo del PD abbia sollevato, con la Pag. 92presentazione degli emendamenti 9.10 e 9.11, un tema molto rilevante, che il Governo deve certamente affrontare sia in sede europea, sia in sede internazionale, al fine di individuare una situazione in merito. In tale contesto ritiene che le odierne affermazioni del Viceministro risultino molto importanti e costituiscano di per sé un primo, risultato positivo per il PD, segnalando come sia in corso una verifica specifica per la definizione di una norma di dettaglio in materia che, eventualmente, potrebbe essere approvata anche molto prima dell'attuazione delle deleghe previste dal provvedimento in esame, ad esempio nell'ambito della legge di stabilità 2014. Considera altresì significativo che l'Esecutivo abbia espresso la disponibilità ad approvare, già nel provvedimento in esame, una norma di principio, sulla quale sono comunque necessarie alcune valutazioni tecniche. Esprime quindi la disponibilità del suo gruppo ad accordare al Governo il tempo necessario per compiere le predette valutazioni, invitando i presentatori delle proposte emendative a tener conto di tale esigenza temporale, al fine di realizzare l'obiettivo, che considera imprescindibile, di definire una norma adeguata.
Ernesto CARBONE (PD) ribadisce la richiesta di accantonare i propri emendamenti 9.10 e 9.11.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, considera significative le considerazioni espresse dal deputato Causi, il quale non intende certo difendere l'attuale formulazione delle proposte emendative ma ha, al contrario, evidenziato l'esigenza di riscrivere tali norme.
Marco CAUSI (PD) desidera dichiarare con la massima chiarezza che il gruppo del PD non intende porre in votazione proposte emendative che non siano redatte in termini adeguati all'ottimo lavoro di approfondimento che si sta realizzando su questi temi.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, accantona gli emendamenti 9.10 e 9.11.
Invita quindi al ritiro dell'emendamento Zanetti 9.12, che suggerisce di trasformare in ordine del giorno.
Enrico ZANETTI (SCpI) ritira il proprio emendamento 9.12.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, rinvia il seguito dell'esame ad una seduta da convocare al termine delle votazioni pomeridiane dell'Assemblea.
C. 282 Causi, C. 950 Zanetti, C. 1122 Capezzone e C. 1339 Migliore.
La Commissione prosegue l'esame dei provvedimenti, rinviato, da ultimo, nell'odierna seduta antimeridiana.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, informa in primo luogo che il Governo ha presentato talune ulteriori proposte emendative riferite agli articoli 9, 10, 11, 13, 14, 15 e 16 (vedi allegato 6), dei quali, peraltro, sarà esaminato, nella seduta odierna, solo l'emendamento 9.13.
Avverte quindi che l'esame riprenderà a partire da talune proposte emendative riferite all'articolo 9 non ancora esaminate. Al riguardo fa presente che, alla luce di una più approfondita valutazione dell'emendamento 9.4, il relatore ed il Governo Pag. 93concordano circa il fatto che esso rechi una migliore formulazione del comma 1, lettera d), dell'articolo 9. Rivedendo pertanto l'invito al ritiro espresso in precedenza su di esso ed accolto dal presentatore, esprime parere favorevole sull'emendamento Causi 9.4.
Carla RUOCCO (M5S) manifesta contrarietà sulla proposta emendativa in oggetto, che considera un passo indietro rispetto al testo del provvedimento.
Il viceministro Luigi CASERO fa notare che l'estensione totale del meccanismo della fatturazione elettronica appare non praticabile finché non sarà attuerà la direttiva europea in materia.
Giovanni PAGLIA (SEL) avanza al Governo una richiesta di chiarimento in ordine alla questione dei vincoli comunitari che precluderebbero l'ampliamento del sistema della fatturazione elettronica, dichiarandosi favorevole ad estendere tale sistema a tutti i soggetti interessati.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, accantona l'emendamento Causi 9.4. Avverte che l'emendamento Carbone 9.10 è stato ritirato dal presentatore, esprimendo quindi parere favorevole sull'emendamento Carbone 9.11, a condizione che sia riformulato nei seguenti termini:
«Al comma 1, dopo la lettera h), aggiungere la seguente:
h-bis) prevedere l'introduzione, in linea con le raccomandazioni degli organismi internazionali e con le eventuali decisioni in sede europea, tenendo conto anche delle esperienze internazionali, di sistemi di tassazione delle attività transnazionali, ivi comprese quelle connesse alla raccolta pubblicitaria, basati su adeguati sistemi di stima delle quote di attività imputabili alla competenza fiscale nazionale.»
Il viceministro Luigi CASERO esprime parere conforme a quello del relatore sull'emendamento Carbone 9.11.
La Commissione approva l'emendamento Carbone 9.11, come riformulato.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, esprime parere favorevole sull'emendamento 9.13 del Governo.
La Commissione approva l'emendamento 9.13 del Governo.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, passando all'esame degli emendamenti presentati all'articolo 10, esprime una valutazione sostanzialmente favorevole sull'emendamento Pelillo 10.1, rimettendosi tuttavia alla valutazione del Governo.
Il viceministro Luigi CASERO esprime parere contrario sull'emendamento Pelillo 10.1, rilevando che le funzioni della Corte di cassazione sono regolate da specifiche norme e la proposta emendativa in esame ne amplierebbe le competenze in merito alla conciliazione giudiziale.
Michele PELILLO (PD) precisa che la proposta emendativa intende fornire un contributo di chiarezza rispetto ad una imprecisa formulazione della lettera a) del comma 1 dell'articolo 10, in particolare relativamente all'istituto della conciliazione nel processo tributario. Al riguardo segnala come la conciliazione giudiziale riguardi solo i primi due gradi di giudizio, mentre la conciliazione extragiudiziale sia possibile in ogni grado di giudizio. Peraltro, preso atto dell'orientamento negativo del Governo, ritira il proprio emendamento 10.1.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, esprime parere contrario sull'emendamento Ruocco 10.2, in quanto esso pone un principio che già si desume dal testo e che, se venisse esplicitato, rischierebbe di produrre un effetto contrario agli obiettivi perseguiti e di comportare conseguenze negative per l'erario.
Girolamo PISANO (M5S) ritiene utile che possano essere forniti alla Commissione dati ed elementi informativi in ordine ai profili cui si riferisce l'emendamento in oggetto.
La Commissione respinge l'emendamento Ruocco 10.2.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Milanato 10.3, si intende vi abbia rinunciato.
Esprime quindi parere contrario sull'emendamento Pesco 10.4, paventando il rischio che la norma prospettata rappresenti un passo indietro rispetto all'utilizzo degli strumenti telematici nel processo tributario.
Il viceministro Luigi CASERO esprimere parere conforme a quello del relatore.
Daniele PESCO (M5S) sostiene che l'impiego delle notifiche cartacee rappresenta una indubbia garanzia per il contribuente.
Michele PELILLO (PD) precisa che la norma richiamata dalla proposta emendativa riguardi più direttamente il professionista che difende il contribuente.
Daniele PESCO (M5S) ritira il proprio emendamento 10.4.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, invita al ritiro dell'emendamento Sandra Savino 10.5, in quanto reca previsioni per le quali sarebbe invece necessario un intervento normativo di rango costituzionale.
Sandra SAVINO (PdL) ritira il proprio emendamento 10.5.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, condivide lo spirito sotteso all'emendamento Pesco 10.6, ma suggerisce di trasformarlo in un ordine del giorno da presentare in Assemblea, rilevando come il contrasto ad eventuali fenomeni di corruzione in seno alle Commissioni tributarie debba essere realizzato attraverso le previsioni penali già previste in materia.
Il viceministro Luigi CASERO concorda con il parere espresso dal relatore, in quanto la previsione di un controllo sull'attività delle Commissioni tributarie acuirebbe i dubbi circa la natura o meno giurisdizionale delle predette Commissioni. Inoltre, qualora si ribadisse la natura giurisdizionale di tali organi, una siffatta previsione comporterebbe, per analogia, l'esigenza di individuare analoghe forme di controllo anche per altri organi giurisdizionali.
Carla RUOCCO (M5S) considera del tutto accettabile prevedere forme di monitoraggio sull'attività delle Commissioni tributarie.
Il viceministro Luigi CASERO ritiene che, sotto questo profilo, l'emendamento risulti pleonastico, in quanto è già effettuato un monitoraggio dell'attività delle Commissioni, i cui risultati sono trasmessi alle Camere.
Carla RUOCCO (M5S) ritira l'emendamento Pesco 10.6, di cui è cofirmataria.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, diversamente da quanto affermato in precedenza, ritiene opportuno esaminare già in questa fase l'emendamento 10.14 del Governo, il quale apporta una serie di modifiche all'articolo 10 che potrebbero risolvere diverse questioni affrontate da singoli emendamenti parlamentari: esprime pertanto parere favorevole sulla proposta emendativa del Governo.
Daniele PESCO (M5S) rileva come l'emendamento 10.14 rechi una serie molto articolata di modifiche all'articolo che dovrebbero essere esaminate con grande attenzione.
Girolamo PISANO (M5S), con riferimento alla lettera d) della proposta emendativa, rileva come essa si ponga in contraddizione con la normativa vigente, la quale prevede il superamento della possibilità, per i comuni, di avvalersi di Equitalia per la riscossione delle proprie entrate: ritiene pertanto che, sotto questo profilo, l'emendamento contrasti con l'orientamento del Movimento 5 Stelle, il quale è favorevole ad escludere Equitalia da tali attività di riscossione.
Giovanni PAGLIA (SEL) considera corrette le modifiche apportate dall'emendamento 10.14, il quale va nella giusta direzione, sostenuta dal suo gruppo. Ritiene, infatti, che ferma restando la libertà dei comuni in merito alle scelte relative alla riscossione delle loro entrate, non si possa, al contrario, imporre a tali enti locali di gestire direttamente questa attività, impedendo loro di avvalersi di Equitalia. Rileva, peraltro, come l'esclusione di Equitalia comporterebbe, in tutti i casi in cui i comuni non abbiano la possibilità di optare per la gestione diretta, la necessità di avvalersi di soggetti privati.
Marco CAUSI (PD) ritiene che il punto cruciale della questione non attenga a quale sia il soggetto che esercita le funzioni di riscossione, ma a come essa sia svolta. A tale proposito ricorda che la normativa vigente in materia contempla due strumenti: il ruolo e l'ingiunzione di pagamento; la riscossione mediante il ruolo, che consente l'utilizzo di incisivi mezzi di coazione nei confronti del debitore, costituisce, giustamente, un monopolio statale, e può essere utilizzata da Equitalia e non da altri agenti della riscossione di natura privatistica. Pertanto, qualora il comune non intenda avvalersi del predetto strumento del ruolo, potrà comunque decidere di non fruire dei servizi di Equitalia. A tale riguardo evidenzia, peraltro, come le modifiche apportate dall'emendamento 10.14 estendano, opportunamente, la possibilità di ricorrere al ruolo anche nel caso in cui il comune operi l'attività di riscossione attraverso società interamente partecipate. Segnala, inoltre, in tale contesto, l'esigenza di procedere con urgenza alla riforma della disciplina dell'ingiunzione di pagamento.
Girolamo PISANO (M5S) condivide il fatto che lo strumento del ruolo debba essere riservato solo a soggetti pubblici, ma evidenzia come il suo gruppo intenda appunto superare l'utilizzo del ruolo, ritenendo invece preferibile avvalersi dell'ingiunzione di pagamento.
Chiede quindi di votare l'emendamento 10.14 per parti separate, in quanto il suo gruppo intende esprimere la propria contrarietà solo sulla lettera d) dell'emendamento, mentre è favorevole alle restanti parti dello stesso.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, accogliendo la richiesta avanzata dal deputato Pisano, avverte che l'emendamento 10.14 sarà posto in votazione per parti separate.
Pone quindi in votazione le lettere a), b), c), ed e) dell'emendamento 10.14 del Governo.
La Commissione approva le lettere a), b), c), ed e) dell'emendamento 10.14 del Governo, risultando pertanto assorbiti gli emendamenti Paglia 10.9 e Pesco 10.13.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, pone in votazione la lettera d) dell'emendamento 10.14 del Governo.
La Commissione approva la lettera d) dell'emendamento 10.14 del Governo.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, esprime parere contrario sull'emendamento Pesco 10.7.
La Commissione respinge l'emendamento Pesco 10.7.
Il Viceministro Luigi CASERO propone di riformulare l'emendamento De Menech 10.8 nei seguenti termini:
«Al comma 1, lettera c), numero 3), sostituire le parole da: “ nella misura massima ” fino alla fine con le seguenti: “ in una misura massima stabilita con riferimento all'articolo 17 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, e successive modificazioni, o con riferimento ad altro congruo parametro ”».
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, esprime parere favorevole sulla riformulazione proposta dal Viceministro.
Girolamo PISANO (M5S) ritiene che l'emendamento rechi previsioni di dettaglio, evidenziando la contraddittorietà dell'atteggiamento tenuto in questo caso dal relatore e dal rappresentante del Governo, i quali hanno, in molti casi, motivato la loro contrarietà su altre proposte emendative affermando che esse fossero eccessivamente dettagliate.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, pur condividendo l'obiezione del deputato Pisano circa l'opportunità di non prevedere norme di eccessivo dettaglio, fa presente che le norme in materia di disciplina della riscossione sono già contenute all'interno del testo base.
Roger DE MENECH (PD) accetta la proposta di riformulazione del proprio emendamento 10.8.
La Commissione approva l'emendamento De Menech 10.8, come riformulato.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, esprime perplessità sull'emendamento Petrini 10.10, il quale sembra potersi interpretare come una compressione delle competenze dei comuni in materia di riscossione.
Il viceministro Luigi CASERO invita al ritiro dell'emendamento Petrini 10.10
Paolo PETRINI (PD) sottolinea come il proprio emendamento 10.10 si ponga nella logica, già contemplata dall'ordinamento, di valorizzare le funzioni di coordinamento delle regioni. Accetta comunque l'invito al ritiro del proprio emendamento.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, invita al ritiro dell'emendamento Pesco 10.11, che potrebbe essere trasformato in ordine del giorno, non ritenendo opportuno prevedere forme di pubblicazione nominativa delle attività di riscossione svolte nei confronti di singoli contribuenti.
Giovanni PAGLIA (SEL) ritiene che i dati relativi alle attività di riscossione possano essere resi pubblici in termini statistici.
Il viceministro Luigi CASERO rileva come i dati relativi all'attività di riscossione siano già pubblicati e forniti alle Camere, sottolineando come il problema sia costituito dal livello di specificazione dei dati che si intende rendere pubblici.
Carla RUOCCO (M5S) ritira l'emendamento Pesco 10.11, di cui è cofirmataria, ai fini di una sua riformulazione per la discussione in Assemblea.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, esprime parere contrario sull'emendamento Pesco 10.12.
Daniele PESCO (M5S) ritira il proprio emendamento 10.12.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, condivide l'obiettivo sotteso dall'articolo aggiuntivo 10.01 Sandra Savino, ma ritiene che sia difficile, in questa sede, procedere ad una completa riscrittura della disciplina del processo tributario.
Il viceministro Luigi CASERO invita al ritiro dell'articolo aggiuntivo 10.01.
Sandra SAVINO (PdL) ritira il proprio articolo aggiuntivo 10.01, riservandosi di trasformarlo in ordine del giorno.
Girolamo PISANO (M5S) dichiara di voler aggiungere la propria firma alle seguenti proposte emendative: 14.5, 14.20, 14.23, 14.24, 14.25, 14.26, 14.27, 14.28, 14.29, 14.30, 14.38, 14.46, 14.48, 14.57, 14.58, 14.65, 14.71 e 14.72.
Daniele CAPEZZONE, presidente e relatore, rinvia il seguito dell'esame alla giornata di domani, nel corso della quale saranno previste due sedute di esame del provvedimento: nella prima, che avrà luogo al termine della discussione, in congiunta con la Commissione Ambiente, della risoluzione n. 7-00090, saranno esaminate le proposte emendative riferite agli articoli 11, 12, 13, 15 e 16, mentre nella seduta convocata alle 13,30 si procederà all'esame degli emendamenti riferiti agli articoli 5 e 14 al fine di concludere l'esame degli articoli entro le ore 16 e trasmettere, quindi il testo, come risultante dagli emendamenti approvati, alle Commissione competenti in sede consultiva.