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Timestamp: 2016-10-22 05:26:17+00:00
Document Index: 72965969

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 34', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 36', 'art. 7', 'art. 36', 'art. 36', 'art.7', 'art. 1', 'art. 7']

Circolare INPS n. 33 del 20.03.2014 REGISTRAZIONE GRATUITA
Circolare INPS n. 33 del 20.03.2014 Art. 36, c. 7, D.Lgs. 10/9/2003, n. 276 - versamenti volontari integrativi della contribuzione obbligatoria dovuta in corrispondenza di periodi regolati da contratto di lavoro intermittente.
Premessa - 1. Anzianit� contributiva del lavoro intermittente - 2. Retribuzione convenzionale - 3. Requisiti per l�esercizio della facolt� prevista dall�art. 36, c. 7, del D.Lgs. n. 276/2003 - 4. Termini di presentazione della domanda - 5. Importo del contributo integrativo dovuto - 6. Modalit� e termini di versamento - 7. Lavoratori intermittenti gi� autorizzati alla prosecuzione volontaria.
Come illustrato con circolare n.17 dell�8 febbraio 2006, il contratto di lavoro intermittente � una fattispecie contrattuale caratterizzata dalla flessibilit� del rapporto di lavoro ed in cui il lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro, che ne pu� utilizzare la prestazione lavorativa secondo le modalit� ed i limiti fissati dagli articoli da 33 a 40 del D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276 (s.m.i.).
Peraltro, come precisato con msg. n.3981 del 16 febbraio 2011, sono interessati dalla forma contrattuale di lavoro intermittente anche i soci, lavoratori subordinati, di cooperativa esercente attivit� di cui al DPR n. 602/1970, sempre che ricorrano le condizioni previste dall�art. 34 del D.Lgs. n.276/2003.
La prestazione lavorativa pu� essere resa a tempo indeterminato o determinato e pu� coesistere con altri rapporti di lavoro intermittente e/o con altre tipologie contrattuali, purché compatibili.
I periodi di lavoro intermittente svolto da lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato o determinato sono rispettivamente identificati dai codici "tipo contribuzione� G0 e H0.
Le prestazioni lavorative rese dai sopra indicati lavoratori subordinati, soci di cooperativa, con contratto di lavoro intermittente a tempo indeterminato o determinato sono, rispettivamente identificate dai codici "tipo contribuzione� G1 e H1.
Lo schema negoziale del lavoro intermittente prevede sia l�espresso obbligo di disponibilit�, sia l�assenza di tale obbligo:
- nella prima ipotesi il lavoratore si impegna ad accettare la chiamata del datore di lavoro ad effettuare prestazioni lavorative ed ha diritto ad un�indennit� per tutto il periodo di disponibilit� nei casi in cui la prestazione di lavoro non venga richiesta;
- nella seconda ipotesi il lavoratore non ha l�obbligo contrattuale di accettare la chiamata del datore di lavoro ed ha diritto alla sola retribuzione per l�attivit� effettivamente prestata.
Come indicato nella circolare ministeriale n. 4 del 3 febbraio 2005 (in G.U. Serie Generale n. 33 del 10.2.2005), ai periodi lavorativi svolti dal lavoratore intermittente si applica il principio di non discriminazione rispetto a quelli prestati dal lavoratore ordinario. Consegue che, limitatamente ai periodi di effettiva prestazione lavorativa ed a parit� di orario di lavoro svolto, si applicano al lavoro intermittente anche le disposizioni in materia di minimale contrattuale e giornaliero di cui all�art. 7, comma 1, primo periodo del D.L. 12.9.1983, n. 463, convertito nella legge 11.11.1983, n. 638, come modificato dall�art. 1, comma 2, primo periodo, del D.L. 9.10.1989, n. 338, convertito nella legge 7.12.1989, n. 389, e successive modificazioni.
Al contrario, l�indennit� di disponibilit�, che pure ha natura di reddito da lavoro dipendente, � soggetta all�obbligo contributivo con riferimento all�importo effettivamente corrisposto, senza il rispetto delle ordinarie disposizioni in materia di minimale di retribuzione imponibile ai fini previdenziali.
1. Anzianit� contributiva del lavoro intermittente
Nelle ipotesi in cui il lavoratore intermittente presti attivit� lavorativa per un numero di ore inferiore a quello contrattualmente previsto per i soggetti occupati a tempo pieno presso la stessa azienda, il numero delle settimane da considerare coperte da contribuzione deve essere determinato in proporzione alla durata effettiva della prestazione lavorativa, con un procedimento analogo a quello previsto per i periodi di lavoro a tempo parziale, ferma l�esclusione dalla disciplina prevista per tale forma di prestazione lavorativa.
In corrispondenza dei periodi di lavoro intermittente contrassegnati dai codici "tipo contribuzione� G0 e H0 vengono perci� indicate le "settimane utili� ai fini del calcolo della pensione, in numero pari al rapporto ottenuto dividendo il totale delle ore retribuite nel periodo lavorato per l�orario contrattuale settimanale del tempo pieno.
Laddove il lavoratore sia interessato dall�obbligo della disponibilit�, il numero delle "settimane utili� ai fini del calcolo della pensione sar� presente anche in corrispondenza dei relativi periodi. 2. Retribuzione convenzionale
L�articolo 36, comma 7, del D.Lgs. n. 276 del 2003 ha demandato ad un decreto ministeriale la definizione di una retribuzione convenzionale da prendere a riferimento per determinare l�eventuale differenza contributiva da versare nei casi in cui la retribuzione percepita per i periodi di lavoro prestato o l�indennit� fruita per i periodi di disponibilit� sia di importo inferiore a detto valore convenzionale.
Il D.M. 30 dicembre 2004 (cfr. G.U. Serie Generale del 18.2.2005, n. 40), emanato in attuazione dell�art. 36, comma 7, del sopraccitato D.Lgs. n.276/2003, ha definito il parametro retributivo di riferimento, identificandolo con quello disciplinato dall�art. 7, comma 1, primo periodo della legge n. 638/1983 (limite minimo settimanale per l�accredito dei contributi obbligatori e figurativi), richiamato nella premessa. 3. Requisiti per l�esercizio della facolt� prevista dall�art. 36, c. 7, del D.Lgs. n. 276/2003
I lavoratori intermittenti che nei periodi coperti da contribuzione obbligatoria abbiano percepito una retribuzione e/o fruito di un�indennit� di disponibilit� di ammontare inferiore al valore della retribuzione convenzionale fissata dal DM 30 dicembre 2004, possono avvalersi dell�art. 36, comma 7, del D.Lgs. n. 276/2003 per integrare la contribuzione obbligatoria versata in loro favore.
Tale facolt�, esercitabile a domanda, consente agli interessati di versare, in forma volontaria, una contribuzione calcolata sulla differenza fra la retribuzione convenzionale ed il valore degli emolumenti percepiti, fino a concorrenza del predetto parametro minimo.
Per l�autorizzazione al versamento integrativo non � richiesto alcun requisito contributivo. La facolt� in esame � perci� riconosciuta a tutti i soggetti che abbiano prestato lavoro intermittente, fermo restando che tale possibilit� riguarda esclusivamente i periodi interessati da un valore imponibile inferiore a quello della retribuzione convenzionale individuata ai sensi del D.M. 30.12.2004.
Posto che il decreto ministeriale sopra richiamato ha rimesso all�Ente impositore la determinazione delle regole del versamento integrativo, tale facolt� potr� essere esercitata mediante versamento di contribuzione volontaria, secondo i criteri di seguito specificati.
Il lavoratore intermittente potr� chiedere l�autorizzazione ai versamenti volontari integrativi in tutti i casi in cui i valori retributivi dei periodi di attivit� prestata e/o dei periodi di disponibilit� fruita risultino inferiori a quello del minimale introdotto dall'art.7 della legge n. 638/1983, modificato dall'art. 1, della legge n. 389/1989, che garantisce di considerare utile ai fini pensionistici la relativa anzianit� contributiva.
Per consentire agli interessati di valutare se e per quali periodi non sia stato raggiunto il valore retributivo minimo necessario all�accredito dell�intera anzianit� contributiva, l�autorizzazione di cui sopra dovr� essere richiesta annualmente, pena la decadenza, entro il 31 luglio dell�anno successivo a quello in cui si collocano i periodi per i quali sono consentiti i versamenti delle differenze contributive in esame. Tale autorizzazione, infatti, ha un�efficacia circoscritta alla sola integrazione di periodi pregressi e dovr� essere richiesta, come precisato con circ. 111/2011, avvalendosi esclusivamente dei seguenti canali:
- per via telematica, accedendo direttamente, tramite PIN, ai Servizi telematici disponibili sul sito INTERNET dell�Istituto (www.inps.it), nella sezione "Servizi Online � Per tipologia di utente � Cittadino � Versamenti Volontari�;
- mediante comunicazione telefonica al Contact Center Multicanale, identificandosi tramite PIN e codice fiscale.
Le istanze confluiscono direttamente nella procedura automatizzata dei versamenti volontari e possono essere richiamate dagli operatori di sede abilitati attivando l�opzione "gestione domanda� e selezionando il "tipo ricezione�:
- "Cittadino OnLine�;
- "Contact Center�;
- "Patronato�.
Nella domanda dovranno essere espressamente indicati i periodi di lavoro e/o di disponibilit� per i quali l�interessato intende effettuare il versamento integrativo.
Le richieste finalizzate alla copertura volontaria dei periodi di lavoro intermittente e di disponibilit�, relativi agli anni per i quali sia gi� decorso il predetto termine, dovranno essere presentate entro sei mesi dalla data di pubblicazione della presente circolare, a pena di decadenza.
Come detto, il D.M. 30.12.2004 ha stabilito che il parametro retributivo convenzionale da prendere a riferimento ai fini del calcolo della differenza contributiva integrativa corrisponde al limite minimo di retribuzione settimanale previsto per l�accredito dei contributi obbligatori e figurativi, aggiornato annualmente in applicazione dell�art. 7, comma 1, della legge n.638/1983 e successive modifiche.
L�ammontare del contributo volontario deve essere determinato distintamente per i periodi di lavoro intermittente e di disponibilit�, come rilevabili dagli estratti conto.
Per ciascun periodo da integrare si dovr� prioritariamente quantificare la retribuzione convenzionale di riferimento moltiplicando l�importo del minimale settimanale vigente nell�anno interessato dal versamento per il numero delle settimane utili per il diritto, relative al periodo di attivit� lavorativa e/o di disponibilit� considerato.
Dal predetto valore retributivo dovr� essere poi sottratto l�ammontare della retribuzione da lavoro intermittente ovvero l�indennit� di disponibilit� percepita.
Il risultato cos� ottenuto rappresenter� la base di calcolo del contributo volontario integrativo. L�aliquota contributiva IVS da applicare � quella vigente nell�anno oggetto dell�integrazione.
Nella tabella sotto riportata sono riepilogati - per anno solare dal 2014 al 2003 - i minimali di retribuzione settimanale, gli importi minimi di retribuzione annua e le aliquote contributive IVS in vigore nel FPLD nei rispettivi anni.
Minimale di
€ 10.418,20
€ 10.304,84
€ 10.004,80
€ 9.741,68
€ 9.588,28
€ 9.521,20
€ 9.225,84
€ 8.893,56
€ 8.744,84
€ 8.573,24
6. Modalit� e termini di versamento
Il versamento autorizzato dovr� essere eseguito dall�interessato per l�intero ammontare, entro la fine del trimestre successivo a quello di notifica della relativa autorizzazione, pena la decadenza.
7. Lavoratori intermittenti gi� autorizzati alla prosecuzione volontaria
Il lavoratore intermittente che sia stato gi� autorizzato alla prosecuzione volontaria potr� utilizzare tale autorizzazione solo per la copertura degli eventuali periodi intercorrenti fra un periodo lavorativo e l�altro, non interessato dall�obbligo della disponibilit�.
Come detto, per i periodi di disponibilit� indennizzati � dovuta la contribuzione obbligatoria e per gli stessi � possibile unicamente l�eventuale integrazione del relativo valore retributivo, qualora inferiore all�importo della retribuzione convenzionale.
Nell�ipotesi in cui la precedente autorizzazione sia stata utilizzata per la copertura di periodi di lavoro intermittente e/o di disponibilit�, la contribuzione volontaria versata dovr� essere annullata ed utilizzata per l�integrazione di detti periodi. L�eventuale somma eccedente dovr� essere restituita all�interessato.
� appena il caso di ricordare che i versamenti volontari eseguiti sulla base della precedente autorizzazione, a copertura di periodi completamente privi di contribuzione obbligatoria, dovranno avvenire nel rispetto dei termini trimestrali normalmente previsti per la prosecuzione volontaria (31 marzo, 30 giugno, 30 settembre e 31 dicembre).