Source: https://www.assicurativo.it/dannobiologico/tabellamicro.asp
Timestamp: 2019-08-19 08:43:23+00:00
Document Index: 72368311

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 138', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5']

Calcolo danno biologico da lesioni lievi
Calcolo danno biologico da lesioni di lieve entita' (fino a 9 punti)
Se 10 o piu' punti segui il calcolo secondo la tabella di Milano.
aggiornato al 2018:
Punti <10:
Giorni Inv. temp. al 100%:
Giorni Inv. temp. al 75%:
Giorni Inv. temp. al 50%:
Giorni Inv. temp. al 25%:
cerca punti di menomazione indicando la parte del corpo:
Tabella delle menomazioni integrità psicofisica da micropermanenti ex DM della Salute, 3 luglio 2003 ex legge 5 marzo 2001, n. 57, art. 5 comma 5 ed ora ex art. 138, 2 comma lett. a del D.lgs. 209/2005
d.= dominante
n.d. = non dominante
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Tabella delle menomazioni alla integrita' psicofisica comprese tra 1 e 9 punti di invalidita'.
Vista la legge 5 marzo 2001, n. 57, ed in particolare l'art. 5,
comma 5, che prevede la predisposizione di una specifica tabella
delle menomazioni alla integrita' psicofisica comprese tra 1 e 9
punti di invalidita';
Esaminati i lavori conclusivi della commissione incaricata di
predisporre una specifica tabella delle menomazioni alla integrita'
psicofisica comprese tra 1 e 9 punti di invalidita', istituita con
decreto del Ministro della salute del 9 luglio 2002 ed integrata
nella composizione con decreti del Ministro della salute del 6 agosto
2002 e del 16 maggio 2003;
Ravvisata l'opportunita' di procedere alla approvazione della
tabella delle menomazioni alla integrita' psicofisica comprese tra 1
e 9 punti di invalidita';
1. Ai sensi dell'art. 5, comma 5, della legge 5 marzo 2001, n. 57,
sono approvate la tabella delle menomazioni alla integrita'
psicofisica comprese tra 1 e 9 punti di invalidita' e le relative
note introduttive, concernenti i criteri applicativi della stessa. I
criteri applicativi sono riportati nell'allegato I al presente
decreto, del quale fa parte integrante; la tabella delle menomazioni
alla integrita' psicofisica comprese tra 1 e 9 punti di invalidita'
e' riportata nell'allegato II al presente decreto, del quale fa parte
Registrato alla Corte dei conti il 6 agosto 2003
persona e dei beni culturali, registro n. 4, foglio n. 279
La legge 5 marzo 2001, n. 57, al comma 3 dell'art. 5, definisce
il «danno biologico», come «la lesione alla integrita' psicofisica
della persona, suscettibile di accertamento medico-legale»,
precisando che «il danno biologico e' risarcibile indipendentemente
dalla sua incidenza sulla capacita' di produzione di reddito del
danneggiato».
Inoltre, al comma 5 dello stesso articolo, la legge stabilisce
che debba essere predisposta una «specifica tabella delle menomazioni
alla integrita' psicofisica comprese tra 1 e 9 punti di invalidita».
Scopo dunque della tabella e' quello di indicare parametri
numerici da utilizzare ogni volta che, nell'ambito del risarcimento
del danno alla persona in responsabilita' civile auto, vi sia la
necessita' di effettuare un accertamento medico-legale per stabilire
in che misura debba essere quantificata una menomazione permanente
alla integrita' psicofisica, nel caso questa menomazione rientri in
un tasso compreso tra l'1% ed il 9%.
Prima di illustrare le modalita' con cui la tabella e' stata
predisposta e, soprattutto, in che modo essa debba essere utilizzata
nella pratica valutativa, va ricordato che il danno alla persona in
ambito responsabilita' civile, per come esso e' stato delineato negli
ultimi venti anni dalla giurisprudenza e dalla dottrina e, da ultimo,
da due provvedimenti legislativi (decreto legislativo 23 febbraio
2000, n. 38, che regola l'attivita' indennitaria dell'INAIL, e,
appunto, la legge 5 marzo 2001, n. 57) si fonda sul concetto di danno
biologico, che consiste nella menomazione temporanea e/o permanente
all'integrita' psico-fisica della persona, la quale esplica una
incidenza negativa sulle attivita' quotidiane e sugli aspetti
personali dinamico-relazionali della vita del danneggiato,
indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacita' di
La tabella, da utilizzare ai fini del risarcimento del danno alla
persona nello spirito dell'art. 5 della legge n. 57/2001, indica le
lesioni/menomazioni che danno luogo ad un danno biologico permanente
valutabile tra l'1 ed il 9%; l'assenza di una voce in tabella non
esclude la sua considerabilita' valutativa, con riferimento al danno
Ove la menomazione accertata incida in maniera apprezzabile su
particolari aspetti dinamico-relazionali personali, lo specialista
medico legale dovra' fornire motivate indicazioni aggiuntive che
definiscano l'eventuale maggiore danno tenuto conto delle condizioni
soggettive del danneggiato, richiamate dal comma 4 dell'art. 5 della
legge n. 57/2001 come modificato dalla legge n. 273/2002.
La tabella comprende, per ogni distretto anatomico, fattispecie
diverse che vanno dalla elaborazione di voci relative alla
compromissione dei parametri indicativi della piena funzionalita' (ad
esempio, per un arto: motilita', stabilita', asse, potenza, velocita'
e abilita' motoria), alla descrizione di alterazioni anatomiche ed
alla illustrazione di specifiche condizioni cliniche.
Premesso che anche le lesioni da cui possono originare
menomazioni previste in tabella possono talora guarire senza postumi
permanenti, i valori indicati nella tabella sono riportati con tre
diverse dizioni: in alcuni casi si e' indicato un numero unico, in
altri un intervallo di valori, in altri ancora l'espressione uguale o
Il numero unico e' stato adottato per quelle voci indicative di
una lesione anatomica o di una condizione funzionale ben precisa;
detto parametro numerico previsto e' riferito al danno base teorico,
fermo restando che lo stesso valore deve essere modificato laddove
quella menomazione sia correlata ad un quadro clinico-funzionale
Ad altre voci corrispondono fasce valutative in rapporto alle
possibili varianti anatomofunzionali proprie di quella particolare
a) le indicazioni date con un range si riferiscono a
menomazioni che comunque sono responsabili di per se' di un danno
permanente suscettibile di valutazione, che puo' oscillare a seconda
del quadro clinico cui si correla;
b) la dizione uguale o inferiore indica il numero abitualmente
espressivo del valore menomativo dell'esito della lesione che,
tuttavia, puo' essere inferiore in relazione a livelli di minore
Non di rado gli esiti permanenti di una lesione possono essere
rappresentati da piu' voci tabellate. In questi casi la valutazione
del danno non deriva dalla sommatoria delle diverse percentuali
attribuite alle singole componenti menomative, ma deve fare
riferimento alla riduzione globale della integrita' di quel
determinato distretto anatomo-funzionale, fermo restando che se il
In caso di danno permanente da lesioni plurime monocrone,
interessanti cioe' piu' organi ed apparati, non si dovra' procedere
alla valutazione con il criterio della semplice sommatoria delle
percentuali previste per il singolo organo od apparato, bensi' alla
valutazione complessiva che avra' come riferimento le valutazioni
tabellari dei singoli danni e la globale incidenza sulla integrita'
psico-fisica del soggetto. Nella valutazione medico-legale si terra'
conto, di volta in volta, della maggiore o minore incidenza di danni
fra loro concorrenti o coesistenti.
Nel caso in cui la menomazione interessi organi od apparati gia'
sede di patologie od esiti di patologie, le indicazioni date dalla
tabella andranno modificate a seconda della effettiva incidenza delle
preesistenze rispetto ai valori medi.
Nei casi in cui le voci previste dalla tabella non corrispondano
pienamente alla condizione menomativa che il medico legale deve
valutare, il giudizio va espresso con il criterio della analogia,
tenendo conto cioe' dei valori indicati per le alterazioni anatomiche
o minorazioni funzionali che, per distretto interessato o per tipo di
pregiudizio che determinano o per grado di disfiunzionalita', piu' si
avvicinano alla specifica situazione che si sta esaminando.
In caso di perdita di singoli elementi, i valori proposti dalla
tabella devono comunque essere adattati al risultato funzionale
(compreso il danno estetico) conseguito o conseguibile mediante
terapia odontoiatrica, compreso il trattamento protesico attuato o
attuabile. In linea di massima, anche in caso di protesi efficace
funzionalmente ed esteticamente, ovvero in caso di devitalizzazione
del singolo elemento o di sua trasformazione in pilastro, si dovra'
riconoscere almeno 1/3 del valore previsto per ogni elemento fino al
valore massimo tabellato per la perdita del dente ove si tratti di
elemento in precedenza integro.
In caso di perdite dentarie multiple, la valutazione
medico-legale del danno permanente biologico deve essere effettuata
considerando la residua riduzione della sua efficienza globalmente
intesa, anche sulla base della riabilitazione protesica o del suo
attendibile risultato.
Menomazioni dell'apparato visivo.
In caso di menomazione dell'acuita' visiva, la valutazione del
danno biologico permanente e' calcolata in riferimento ai parametri
indicati dalla tabella, sulla base della acutezza visiva ottenuta
dopo adeguata correzione.
Menomazioni dell'apparato uditivo.
In caso di menomazioni della capacita' uditiva, si fara'
riferimento alla tabella gia' presa a riferimento dalla principali
Guide alla valutazione del danno permanente biologico e riportata
anche dalla tabella (allegato 1) di cui al citato decreto legislativo
23 febbraio 2000, n. 38.
Le voci previste dalla tabella fanno riferimento a condizioni
psicopatologiche con consolidata connotazione diagnostica.
L'accertamento medico-legale della loro esistenza e del loro rapporto
causale con l'evento a cui e' attribuito il danno da valutare si basa
sulla verifica della analisi di compatibilita' fra le manifestazioni
cliniche accertate e i contenuti psico-traumatizzanti dell'evento a
cui le stesse manifestazioni si possono far risalire.
L'anormalita' e' limitata ad esiti rilevabili ad un'osservazione
generica, ma che non mutano in assoluto l'espressivita' del soggetto.
Si tratta cioe' di esiti di minime alterazioni delle strutture di
supporto del volto e/o alterazioni cutanee limitate. Rientrano in
quest'ambito: piccole cicatrici visibili e/o pigmentazione anomala al
volto, modeste dismorfie in esito a fratture del massiccio facciale,
perdita parziale di un padiglione auricolare, strabismo lieve (a
parte il pregiudizio disfunzionale), lievi esiti di lesione del nervo
facciale, cicatrici lineari al collo bene evidenti, cicatrici lineari
anche di grandi dimensioni al tronco o agli arti.
Il pregiudizio estetico complessivo e' piu' rilevante e si
accompagna ad una coscienza della menomazione resa obiettiva dal
giudizio negativo di chi osserva il soggetto. Si tratta cioe' di
esiti di perdite circoscritte di strutture di supporto al volto e/o
alterazioni cutanee poco importanti. Rientrano in quest'ambito:
cicatrici lineari piane di piccole dimensioni al volto, depressioni
circoscritte della fronte o della guancia, modeste asimmetrie
facciali, marcata deformazione della piramide nasale, perdita di un
padiglione auricolare, strabismo evidente (a parte il pregiudizio
disfunzionale), evidenti esiti cicatriziali al collo, estese aree
cicatriziali al tronco o agli arti.
Se nella voce tabellare non e' segnalata alcuna specificazione
aggiuntiva inerente il danno estetico, quest'ultimo si ritiene non
compreso nella valutazione percentuale indicata.
Le voci tabellate indicative di perdite anatomiche sono gia'
comprensive del pregiudizio estetico salvo i casi di anomalo processo
di cicatrizzazione.
Saranno disposte eventuali revisioni della tabella in caso di
nuove e documentate acquisizioni scientifiche e della dottrina.
TABELLA DELLE MENOMAZIONI ALLA INTEGRITA' PSICOFISICA COMPRESE
TRA 1 E 9 PUNTI DI INVALIDITA'
COMPRESE TRA 1 E 9 PUNTI DI INVALIDITÀ
CAPO Menomazioni
Esiti di fratture del condilo mandibolare con modeste alterazioni funzionali dellarticolazione temporo mandibolare 3-8
Riduzione dellolfatto fino alla perdita totale =8
Riduzione isolata del gusto fino alla perdita totale =5
Disturbo somatoforme indifferenziato lieve o disturbo delladattamento cronico lieve =5
Riduzione monolaterale del visus per lontano, con acuità visiva dellaltro occhio pari a 10/10:
Blefarospasmo, Lagoftalmo, Epifora, Ectropion, Entropion, obliterazione monolaterale delle vie lacrimali =5
Necessità di fare uso di lenti correttive=3
Esiti dolorosi di frattura di unapofisi o dello spigolo antero-superiore o antero-inferiore di una vertebra senza schiacciamento del corpo; a seconda della alterazione anatomica e/o della limitazione dei movimenti del capo 2-6
Esiti dolorosi di frattura di unapofisi o dello spigolo antero-superiore o antero-inferiore di una vertebra senza schiacciamento del corpo; a seconda della alterazione anatomica e/o della limitazione del movimenti del tronco 2-6
Escursione articolare della scapolo-omerale limitata globalmente di 1/3 (ad esempio: elevazione possibile per 110^, abduzione per 90^ e rotazioni per due terzi) 9d-7nd
Esiti dolorosi di lesioni anatomiche articolari documentate, in assenza di deficit della scursione articolare =4d-=3nd
Esiti di documentata lussazione di spalla con sfumate ripercussioni funzionali =4d-=3nd
Flessione limitata, possibile per 90^ (da 180^ a 90^) con prono-supinazione libera 8d-7nd
Riduzione del movimento di prono-supinazione fino alla metà =5d-=4nd
Rigidità con riduzione di 2/3 della flesso estensione 9d-8nd
Rigidità con riduzione della metà della flesso estensione 6d-5nd
Instabilità della radio-carpica di grado medio da lesione legamentosa accertata trumentalmente 3-6d-2-5nd
Instabilità della radio-ulnare distale =5d-=4nd
Esiti di frattura di scafoide con dolore e modica limitazione dei movimenti =5d-=4nd
Perdita del medio 7d-6nd
Perdita dellanulare 6d-5nd
Perdita del mignolo 8d-7nd
Perdita della falange ungueale dellindice 5d-4nd
Perdita della falange ungueale del medio 3d-2nd
Perdita della falange ungueale dellanulare 3d-2nd
Perdita della falange ungueale del mignolo 4d-3nd
Perdita delle ultime due falangi dellindice 8d-7nd
Perdita delle ultime due falangi del medio 5d-4nd
Perdita delle ultime due falangi dellanulare 4d-3nd
Perdita delle ultime due falangi del mignolo 6d-5nd
Anchilosi dellarticolazione interfalangea del pollice in estensione 5d-4nd
Anchilosi rettilinea delle tre articolazioni dellindice 9d-6nd
Anchilosi rettilinea delle tre articolazioni del medio 6d-5nd
Anchilosi rettilinea delle tre articolazioni dellanulare 5d-4nd
Anchilosi rettilinea delle tre articolazioni del mignolo 7d-6nd
Esiti di frattura del primo osso metacarpale, apprezzabili strumentalmente, in assenza o con sfumata ripercussione funzionale =4d-=3nd
Esiti di frattura di ogni altro metacarpo, apprezzabili strumentalmente, in assenza o con sfumata ripercussione funzionale =3d-=2nd
Esiti dolorosi di lesioni anatomiche articolari documentate , in assenza di deficit della escursione articolare =4
Flessione possibile fino a 90^ (da 180^ a 90^) =9
Deficit dellestensione tra 10^ e 20^ 3-8
Esiti dolorosi di lesioni anatomiche articolari documentate, in assenza di deficit della escursione articolare =3
Anchilosi isolata della sottoastragalica in posizionefavorevole 6
Anchilosi dellinterfalangea del I dito in posizione favorevole 3
Perdita dellalluce 6
Perdita delle altre dita del piede a seconda del numero =7
Esiti dolorosi di frattura dello scafoide tarsale o del cuboide o di un cuneiforme, con sfumate ripercussioni funzionali =4
Esiti di frattura del I e del V metatarso =3
Esiti dl frattura del II o III o IV metatarso =2
ALTRI ESITI ANATOMICI DELLARTO INFERIORE
Esiti dolorosi di frattura diafisaria di femore o di tibia ben consolidata, con persistenza di mezzi di sintesi, ma in assenza o con sfumata ipercussione funzionale 5-7
Esiti dolorosi di frattura diafisaria isolata di tibia o femore ben consolidata in assenza o con sfumata ripercussione funzionale =4
Esiti dolorosi di frattura diafisaria isolata di perone ben consolidata in assenza o con sfumata ripercussione funzionale =2
Flebo-linfopatie arti inferiori - lieve edema regredibile mediante adeguata lastocompressione e sfumata discromia cutanea =5
Frattura di clavicola evoluta in pseudoartrosi 6d-5nd
Esiti di lussazione sterno-claveare =3
Persistente lussazione completa acromion-claveare 5d-4nd
Perdita di un testicolo in età post-puberale con funzionalità normale del testicolo superstite, a seconda delletà 5-8
Perdita anatomica e/o funzionale di un ovaio in età fertile con funzionalità normale dellovaio superstite, a seconda delletà 5-8
Il pregiudizio estetico complessivo è lieve =5