Source: http://www.lexgenda.it/contribuenti-e-fisco-giunge-la-prima-sentenza-che-annulla-gli-accertamenti-dei-dirigenti-senza-poteri/
Timestamp: 2019-10-23 00:42:03+00:00
Document Index: 164791354

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 29', 'sentenza ', 'art. 20', 'art. 8']

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Eccola! La (prima!) pronuncia che i contribuenti attendevano! Pubblicata lo scorso 15 aprile la sentenza della CTP di Milano n. 3222/25/15 che annulla gli atti firmati dai “falsi” dirigenti delle Agenzie delle Entrate.
Dopo che lo scandalo dei “ Dirigenti senza poteri” nominati presso le Agenzie delle Entrate e firmatari di avvisi di accertamento ha fatto il giro d’Italia arriva – non da un Tribunale qualunque, bensì dalla CTP di Milano, già nota per i propri illuminanti precedenti – il primo provvedimento, dopo l’ormai nota sentenza n. 37/2015 della Consulta, che contiene una pronuncia sulla sorte degli accertamenti firmati dai 767 Dirigenti delle Entrate dichiarati decaduti dalla Corte Costituzionale.
La Sez. 25 della CTP di Milano ha accolto le ragioni del contribuente – dando così seguito concreto, nel merito, a quanto dichiarato dalla Ecc.ma Corte – annullando l’atto impositivo perché invalidamente sottoscritto.
Più precisamente, oggetto del gravame era un avviso di accertamento esecutivo emesso ai sensi dell’art. 29 del D.L. n. 78/2010 di cui era richiesto l’annullamento, tra gli altri motivi, per irregolarità della firma.
Il Giudice Tributario, in via assorbente, ha ritenuto la fondatezza del contestato ed eccepito vizio di sottoscrizione. Nella sentenza si legge che il Dirigente firmatario “… non era munito del potere di sottoscrivere gli atti in reggenza, così come stabilito dal D.P.R. 266/1987, art. 20, comma 1, lett.a) e b)”.
Nell’ipotesi specifica il firmatario dell’atto rientrava proprio tra quelli di cui all’elenco dei soggetti rispetto ai quali era stata sollevata – dalla Sez. IV del Consiglio di Stato – l’incostituzionalità dell’art. 8, comma 4 del D.L. 02 marzo 2012, n.16 e convertito nella Legge 26 aprile 2012, n. 144 che consentiva anche a chi non avesse la qualifica ad hoc di rivestire incarichi dirigenziali (addirittura senza il superamento di idoneo concorso) di sottoscrivere gli avvisi di accertamento.
Secca e chiara, quindi, la motivazione del Giudice meneghino che conclude per “…la nullità dell’atto di accertamento sottoscritto da soggetto non dotato di una qualifica funzionale” con la conseguenza che detta nullità coinvolge e travolge anche la successiva cartella di pagamento.
SETN-CTP-MI – 3222-2015
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