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Timestamp: 2018-03-18 21:52:28+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 2424', 'art. 2425', 'art. 2425', 'art.2428', 'art.2808', 'art.1813', 'art.2808', 'art.6', 'art. 38', 'sentenza ', 'art. 67']

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L’articolazione e le caratteristiche
PubblicatoAlvise Martina Modificato 3 anni fa
Presentazione sul tema: "L’articolazione e le caratteristiche"— Transcript della presentazione:
1 L’articolazione e le caratteristiche
dell’istruttoria A cura di Dr.FRANCESCO CODAZZI
2 L’articolazione dell’istruttoria
individuazione corretta del soggetto richiedente il credito utilizzo di fonti informative per la valutazione del merito di credito ai fini della concessione del credito
3 Le caratteristiche dell’istruttoria
L’istruttoria deve caratterizzarsi per la completezza dei documenti e delle informazioni e per la chiarezza di analisi e di giudizio a supporto dell’affidamento, ovverosia: deve esplicitare la presenza di tutti gli elementi per definire con accuratezza il merito di credito del cliente, deve riportare la precisa illustrazione delle anomalie e delle eventuali carenze emergenti dalla lettura delle informazioni e la indicazione delle opportunità per la banca della operazione proposta. La banca a tale scopo deve acquisire tutta la necessaria documentazione per effettuare una adeguata valutazione del merito creditizio del prenditore sotto il profilo patrimoniale e reddituale anche al fine di determinare una corretta remunerazione del rischio assunto.
4 Le caratteristiche dell’istruttoria
In particolare le Istruzioni di vigilanza prevedono che, "in relazione alla particolare importanza che lo scrutinio del merito del credito riveste ai fini di una corretta gestione aziendale", sia dedicata particolare cura allo svolgimento dell'istruttoria per la concessione degli affidamenti e alla revisione successiva delle informazioni acquisite. Inoltre, "considerata (...) la necessità che tutti gli affidamenti (...) vengano concessi su espressa richiesta, si dispone che tale circostanza risulti da formale documentazione, debitamente sottoscritta dagli interessati" che indichi l'importo richiesto, la durata, le garanzie offerte. La banca dovrà acquisire la documentazione necessaria alla valutazione, che quanto meno dovrà essere costituita dall'ultimo bilancio approvato. Per le imprese facenti parte di gruppi, è altresì richiesta una dichiarazione sui collegamenti patrimoniali o contrattuali. Oltre alla documentazione suddetta, cui si attribuisce "carattere minimale", le banche sono tenute ad acquisire ogni ulteriore elemento atto "a rendere il livello di approfondimento della istruttoria dei fidi adeguato all'entità e al grado di rischio dei finanziamenti da concedere".
5 Le caratteristiche dell’istruttoria
A tale fine la banca acquisisce  documentazione giuridica  documentazione contabile,  documentazione integrativa e svolge  accertamenti ed indagini informative
6 A B Le caratteristiche dell’istruttoria
Identificazione del cliente ed accertamento delle relative capacità negoziali, secondo i principi giuridici generali. A Esame tecnico delle risultanze contabili per verifica della solidità patrimoniale e degli equilibri finanziari ed economici accertamento della capacità di merito creditizio B
7 Le modalità di valutazione
8 Le modalità di valutazione
Le modalità di valutazione sono ovviamente differenziate innanzitutto in funzione della tipologia della clientela, soggetto privato o impresa, essendo, in questo ultimo caso, il processo molto più articolato e strutturato.
9 La banca, perciò, esamina
Le modalità di valutazione Il soggetto privato nella generalità dei casi manifesta una esigenza finanziaria di dimensioni non rilevanti, in quanto per lo più finalizzata a sostenere investimenti ed acquisti ben definiti, e, soltanto in taluni casi ( ad esempio, acquisto immobili) di importi più significativi. In ogni caso l’istruttoria bancaria è abbastanza semplificata (salvo gli specifici accertamenti tecnici e legali propri del credito fondiario), in quanto l’indagine bancaria mira ad individuare la capacità di reddito e di rimborso del richiedente sulla scorta della documentazione acquisita e delle informazioni assunte. La banca, perciò, esamina la consistenza del reddito percepito la continuità nel tempo del reddito stesso l’esistenza di eventuali ulteriori fonti continuative di reddito la verifica di qualsiasi onere a decurtazione del reddito
10 Le modalità di valutazione
Per il soggetto impresa vengono in rilievo: Analisi qualitative :  la struttura e l'andamento del settore in cui opera l'impresa,  le caratteristiche generali e le politiche di gestione della impresa stessa  la fondatezza dei suoi programmi futuri Analisi quantitative:  analisi di bilancio  tecniche dei quozienti e dei flussi finanziari
11 Analisi della impresa (alcune domande)
Tipo di organizzazione aziendale Qualità del management / titolari Andamento attuale e prospettico del settore di appartenenza Inserimento dell’azienda nel settore Principali concorrenti Grado di dipendenza verso clienti e fornitori … Analisi della impresa (alcune domande) Equilibrio della struttura patrimoniale e finanziaria Adeguato livello di redditività Costanza nel tempo della redditività Redditività aziendale in linea con l’andamento del settore …
12 Le analisi qualitative
Le decisioni di affidamento devono attivare percorsi estimativi capaci di cogliere il grado di connessione che si determina tra dinamiche macro ambientali, evoluzione del mercato settoriale, scenario competitivo ed attitudine dell'impresa a generare risorse in misura adeguata agli impegni di rimborso. Ai fini di un’adeguata conoscenza del soggetto- impresa, il gestore deve acquisire le opportune informazioni anche su tutti gli aspetti concernenti la struttura, l’organizzazione, il settore ed i mercati dell’impresa .. . ad esempio,
13 Le analisi qualitative
ASSETTO PROPRIETARIO per conoscere il profilo storico dell’azienda e le principali vicende che l’hanno caratterizzata per valutare possibili problemi di continuità, soprattutto nei casi nei quali significativa parte del valore aziendale è rappresentata dalla presenza e dalla esperienza di una o più figure (soci o titolari) con scarse o nulle possibilità e prospettive di successione in ambito familiare.
14 Le analisi qualitative
GESTIONE per capire chi ha il potere in azienda, chi può decidere il futuro aziendale Nelle imprese minori, generalmente, proprietà dell’impresa e potere decisionale coincidono. Con l’aumentare delle dimensioni aziendali, si va verso una divaricazione tra proprietà e l’effettivo potere decisionale e di gestione Quando in un’impresa non è chiaro chi ha il potere di decidere o quando il potere è molto frazionato, si è in presenza di un’azienda che può presentare un potenziale grado di rischio, in quanto questa situazione non permette la necessaria velocità decisionale che invece il mercato richiede.
15 Le analisi qualitative
ORGANIZZAZIONE AZIENDALE per Conoscere: l’organizzazione tecnica ( elementi fisici e materiali connessi all’attività aziendale -lay-out di impianti, macchinari ed attrezzature, organizzazione dei magazzini e dei processi logistici, ecc.-); l’organizzazione umana (sistemi relazionali che operano in azienda e i sistemi di comunicazione e di circolazione delle informazioni -ad esempio, organizzazione per funzioni o per divisioni -)
16 Le analisi qualitative
ATTIVITA’ AZIENDALE per verificarne la funzionalità in relazione alla localizzazione dell’impresa La scelta del luogo ove far sorgere un’impresa è, in taluni casi, vincolata da esigenze tecniche: si pensi, per esempio, alle industrie minerarie, alle cave, ecc., nel caso delle piccole imprese a carattere artigianale le considerazioni personali o familiari influenzano l’ubicazione dell’azienda,nel caso delle imprese di media e grande dimensione, viene, infine, data particolare attenzione ai fattori che rendono la localizzazione della impresa in una data zona più conveniente rispetto ad un’altra. Sono perciò prese in considerazione la vicinanza dei mercati di approvvigionamento delle materie prime, la vicinanza dei mercati di sbocco, la presenza di manodopera qualificata, la presenza di infrastrutture adeguate ecc.
17 Le analisi qualitative
ATTIVITA’ AZIENDALE per comprenderne anche l’ impatto sulle strutture formali del bilancio. E’ abbastanza evidente che le singole poste di bilancio, ancor prima della struttura complessiva dello stesso, non possono che essere diverse a seconda che ci si trovi in presenza di un’impresa di tipo manifatturiero piuttosto che di tipo finanziario
18 Le analisi qualitative
MERCATO AZIENDALE per conoscere la struttura dell’offerta dell’impresa, la stagionalità dell’offerta, la tipologia di clientela, le caratteristiche della produzione, ecc. Le informazioni hanno risvolti a livello di bilancio. Basti pensare, ad esempio, ad un’impresa con produzioni stagionali: in tali casi, infatti, se il bilancio chiude al 31 dicembre, lo stato dei conti in tale epoca potrebbe non rappresentare nel modo più trasparente possibile la situazione aziendale, in quanto la data di chiusura del bilancio potrebbe “impattare” in pieno con il periodo di bassa stagione, in cui le vendite stanno languendo, e l’impresa è occupata nella gestione del proprio portafoglio clienti e quindi l’equilibrio delle poste di bilancio potrebbe non essere quella ottimale.
19 Le analisi qualitative
SETTORE per inquadrare l’ impresa nel settore specifico di riferimento E’ ovvio che le ripercussioni del settore sull’azienda possono essere più o meno forti a seconda del grado di sensibilità che l’impresa ha nei confronti del suo scenario esterno. Ogni settore ha caratteristiche particolari che debbono essere attentamente considerate nel processo di analisi per meglio approfondire il significato delle evidenze di bilancio
20 Le analisi qualitative
SETTORE per stimare le prospettive di crescita del settore ovvero la qualificazione del ciclo di vita del prodotto nelle fasi di introduzione, sviluppo, maturità e declino per i riflessi in ordine al fabbisogno e/o generazione di fondi, apprezzare sia l’intensità della tensione concorrenziale, attraverso il grado di concentrazione e di differenziazione, sia la forza dei settori contigui (prodotti sostitutivi, clienti, fornitori, potenziali entranti), individuare la strategia scelta dall’azienda (bassi costi di produzione, differenziazione dei prodotti, etc.) esaminare la posizione dell’azienda nel settore, ovvero se sia su livelli di dominio o di marginalità
21 Le analisi quantitative
Il coacervo di informazioni di carattere qualitativo sussidia l’esame dell’assetto economico, finanziario e patrimoniale condotto attraverso l’esame storico e prospettico dei dati di bilancio, ovvero attraverso l’analisi quantitativa. L’analisi quantitativa mira a completare il profilo globale della impresa per evidenziare l’attuazione delle scelte aziendali in ordine al fabbisogno ed alle misure di copertura finanziaria tramite: l’analisi dell’equilibrio finanziario, l’osservazione della solidità patrimoniale, l’analisi della dinamica della redditività, l’analisi della dinamica dei flussi. analisi di bilancio
22 strumento di informazione
Il bilancio: strumento di informazione
23 Il bilancio: strumento di informazione
L’amministrazione di una impresa si realizza attraverso una complessa attività che si sostanzia nei momenti essenziali della: gestione organizzazione rilevazione
24 Il bilancio: strumento di informazione
L’organizzazione mira a creare le basi strutturali per rendere possibile lo svolgimento della gestione, a modificarle in relazione ai mutamenti di mercato, a predisporre gli organi operativi e le loro funzioni. La gestione consiste nell’insieme delle scelte aziendali dirette al perseguimento del fine per il quale l’impresa è condotta La rilevazione consegue la traduzione in termini quantitativi e qualitativi dei vari fenomeni aziendali (con scopo di controllo, attraverso le scritture elementari che consistono in annotazioni di fatti aziendali sulla scorta di documenti -ad esempio, le fatture- che sono a corredo delle varie operazioni e, non ultimo, di determinare il risultato economico di esercizio attraverso annotazioni sistematiche che consentono di pervenire alla formazione del bilancio )
25 Che nei suoi dati monetari di sintesi
trova riflesso Gestione Le operazioni di gestione sono rilevate nella loro espressione qualitativo - monetaria Bilancio Contabilità generale porta alla formazione Che nei suoi dati monetari di sintesi
26 Il Bilancio è volto ad esprimere i risultati economici e reddituali, finanziari e patrimoniali della gestione trascorsa fornisce informazioni di supporto al processo decisionale interno é un documento obbligatorio per legge che fornisce informazioni elaborate da coloro che dall’esterno evidenziano esigenze conoscitive
27 Il Bilancio si esplicita, dunque, come un modello quantitativo della gestione e della struttura aziendale In definitiva, il bilancio, quale modello della gestione, è uno strumento di apprezzamento tanto più efficace quanto più è in grado di esprimere i diversi aspetti e le dimensioni della gestione stessa, quanto più il suo contenuto è significativo delle operazioni svolte, del loro comporsi in processi, della loro derivazione da strategie e, in generale, della realtà aziendale.
28 Il Bilancio nello Stato Patrimoniale fissa la situazione, alla data di bilancio, delle componenti attive e passive del patrimonio della società e ne indica il loro saldo (patrimonio netto) nel Conto economico indica i ricavi realizzati e i costi sostenuti nel corso dell’esercizio e, come differenza tra i ricavi e i costi, l’utile conseguito o la perdita subita. nella Nota Integrativa fornisce le informazioni, i chiarimenti ed i dettagli necessari per la corretta e migliore comprensione dei primi due documenti del bilancio.
29 LO STATO PATRIMONIALE art. 2424 c.c.
PASSIVO A) Patrimonio netto I. Capitale II. Riserva da sovrapprezzo delle azioni III. Riserva di rivalutazione IV. Riserva legale V. Riserve statutarie VI. Riserve per azioni proprie in portafoglio VII. Altre riserve. Distintamente indicate VIII. Utili (perdite) portati a nuovo IX. Utili (perdite) dell’esercizio B) Fondi per rischi e oneri Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato Debiti, con separata indicazione, per ciascuna voce, degli importi esigibili oltre l’esercizio successivo Ratei e risconti, con separata indicazione dell’aggio su prestiti ATTIVO: Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti, con separata indicazione della parte già richiamata Immobilizzi, con separata indicazione di quelle concesse in locazione finanziaria: I. Immobilizzazioni immateriali II. Immobilizzazioni materiali III. Immobilizzazioni finanziarie, con separata indicazione, per ciascuna voce dei crediti, degli importi esigibili entro l’esercizio successivo Attivo circolante I. Rimanenze II. Crediti, con separata indicazione, per ciascuna voce,degli importi esigibili oltre l’esercizio successivo III. Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni IV. Disponibilità liquide D) Ratei e risconti, con separata indicazione del disaggio su prestiti
30 IL CONTO ECONOMICO art. 2425 c.c.
A) Valore della produzione: 1) ricavi delle vendite e delle prestazioni; 2) variazione delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti; 3) variazione dei lavori in corso su ordinazione; 4) incrementi di immobilizzazioni per lavori interni; 5) altri ricavi e proventi con separata indicazione dei contributi in conto esercizio. B) Costi della produzione: 6) per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci; 7) per servizi; 8) per godimento di beni di terzi; 9) per il personale: a) salari e stipendi, b) oneri sociali, c) trattamento di fine rapporto, d) trattamento di quiescenza e simili, e) altri costi; 10) ammortamenti e svalutazioni: a) ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali, b) ammortamenti delle immobilizzazioni materiali, c) altre svalutazioni delle immobilizzazioni, d) svalutazione dei crediti compresi nell’attivo circolante e delle disponibilità liquide; 11) variazione delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci; 12) accantonamenti per rischi; 13) altri accantonamenti; 14) oneri diversi di gestione. Differenza tra valore e costi della produzione (A-B) C) Proventi ed oneri finanziari D) Rettifiche di valore di attività finanziarie E) Proventi e oneri straordinari Risultato prima delle imposte (A- B+-C+-D+-E); imposte sul reddito dell’esercizio, correnti, differite e anticipate UTILE (PERDITE) DELL’ESERCIZIO.
31 LA NOTA INTEGRATIVA Il D.Lgs. n. 6/2003 ha attribuito un peso crescente al ruolo informativo della nota integrativa, quale documento esplicativo, nonché integrativo specifico dei dati di bilancio. La nota integrativa deve indicare, ad esempio: i movimenti delle immobilizzazioni, specificando per ciascuna voce il costo; le precedenti rivalutazioni, ammortamenti e svalutazioni; l’elenco delle partecipazioni, possedute direttamente o indirettamente; il numero e le caratteristiche degli altri strumenti finanziari emessi dalla società, con l’indicazione dei diritti patrimoniali e partecipativi che conferiscono e delle principali caratteristiche delle operazioni relative; i finanziamenti effettuati dai soci alla società, con la separata indicazione di quelli con clausola di postergazione rispetto agli creditori; i dati relativi ai patrimoni destinati ad uno specifico affare; …
32 GLI ALLEGATI AL BILANCIO D’ ESERCIZIO
Relazione del collegio sindacale Relazione sulla gestione Relazione del soggetto incaricato del controllo contabile Copie dei bilanci delle società controllate Prospetto riepilogativo dei dati essenziali dell’ultimo bilancio delle società collegate Copia del verbale di approvazione del bilancio Elenco dei soci o azionisti Informazioni e prospetti richiesti dalle norme tributarie
33 ! Il Bilancio in forma abbreviata
Le imprese (che non hanno emesso titoli negoziati in mercati regolamentati ) possono redigere il bilancio in forma abbreviata quando, nel primo esercizio o, successivamente per due esercizi consecutivi, non abbiano superato due dei seguenti limiti: a)totale attivo netto di stato patrimoniale € ,00; b) ricavi vendite e prestazioni € ,00; c)dipendenti occupati in media durante l’esercizio n. 50 I limiti indicati ai punti sub a) e b), gia innalzati dalla direttiva 2003/38/CE (in corso di recepimento nel nostro ordinamento giuridico) rispettivamente a euro ed a euro , sono stati nuovamente aumentati dalla direttiva 46/2006/CE, a euro (totale dello stato patrimoniale) ed a euro (importo netto del volume d’affari). !
34 Il Bilancio in forma abbreviata
Bilancio impresa X al 31 dicembre 2004 • Totale attivo: € • Fatturato: € • Numero medio dipendenti: 42 Bilancio impresa X al 31 dicembre 2005 • Totale attivo: € • Fatturato: € In entrambi gli esercizi non sono superati due dei tre limiti previsti dall’art bis cod. civ. per cui l’impresa X può redigere il bilancio in forma abbreviata per l’esercizio 2005.
35 Il Bilancio consolidato
Il bilancio consolidato espone la situazione patrimoniale e finanziaria ed il risultato economico di un gruppo di imprese, viste come "un'unica impresa". Il bilancio consolidato costituisce quindi lo strumento per poter comprendere la realtà reddituale, patrimoniale e finanziaria del gruppo inteso come entità diversa dalle singole società che lo compongono: le imprese legate da vincoli partecipativi, in quanto operanti nell'ambito di un gruppo economico, conservano la loro autonomia giuridica, ma subiscono una più o meno rilevante influenza nella gestione economica.
36 Imprese obbligate a redigere il bilancio consolidato
• SOCIETA’ PER AZIONI • SOCIETA’ IN ACCOMANDITA PER AZIONI • SOCIETA’ A RESPONSABILITA’ LIMITATA (che controllano imprese ) • GLI ENTI PUBBLICI ECONOMICI • LE SOCIETA’ COOPERATIVE • LE SOCIETA’ DI MUTUA ASSICURAZIONE (che controllano spa, sapa o srl) Soggetti esclusi dall’obbligo SOCIETA’DI PERSONE • ASSOCIAZIONI E FONDAZIONI • IMPRENDITORI INDIVIDUALI
37 Il Bilancio consolidato
ESCLUSIONE DALL’OBBLIGO DI REDAZIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO: limiti quantitativi a) euro totale degli attivi; b) euro totale dei ricavi di vendita; c) 250 dipendenti. Esonero se per 2 esercizi consecutivi due dei tre limiti non sono superati. Motivazione dell’esonero in nota integrativa del bilancio d’esercizio. Esonero non consentito se la controllante o una delle controllate sono quotate.
38 Il Bilancio consolidato
AREA DI CONSOLIDAMENTO: IMPRESE CONTROLLATE • art n.1: maggioranza dei voti esercitabili in assemblea ordinaria • art n. 2: voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante nella assemblea ordinaria AREA DI CONSOLIDAMENTO: CASI DI ESCLUSIONE imprese controllate con attività eterogenea rispetto a quella del gruppo ( si tratta di attività marcatamente dissimili, tali che le voci di bilancio assumerebbero significato diverso, ad esempio, debiti di finanziamento di imprese industriali e debiti verso i depositanti di una banca) partecipata detenuta esclusivamente allo scopo delle successiva alienazione: scopo immediato e non eventuale( normalmente la partecipazione è iscritta nell’attivo circolante)
39 Il Bilancio consolidato
Nel bilancio consolidato le singole imprese vengono assimilate a filiali di un'unica grande società. Da ciò derivano due importanti caratteristiche: (a) le singole attività e passività ed i singoli componenti del conto economico dell'impresa capogruppo o controllante vanno sommati alle corrispondenti attività e passività ed ai corrispondenti componenti del conto economico delle controllate. (b) gli elementi patrimoniali ed economici che hanno natura di reciprocità, e che quindi non hanno rilevanza, ossia non hanno alcun significato, quando le società vengono considerate come un'unica impresa, vanno eliminati dal bilancio consolidato, con lo scopo di evidenziare solo i saldi e le operazioni tra il gruppo ed i terzi.
40 Il Bilancio consolidato
La redazione del bilancio consolidato di Gruppo comporta, fra le altre scelte, quella del metodo di consolidamento e la necessità di individuare il trattamento delle interessenze di terzi al patrimonio netto ed al risultato d'esercizio, tanto in termini di valore quanto in termini di rappresentazione. Il metodo di consolidamento integrale è quello a cui fa riferimento la normativa italiana ed è quello più in uso. Con questo concetto la metodologia di consolidamento (detta "consolidamento integrale") prevede che il valore delle partecipazioni di controllate viene sostituito ai valori integrali dell'attività e passività costi e ricavi della controllata. Gli interessi degli azionisti di minoranza vengono evidenziati su una sola linea di bilancio nel patrimonio netto (capitale sociale e riserve di terzi) e utili/perdite degli azionisti di minoranza. Gli utili intersocietari se realizzati dalla controllante verso la controllata sono eliminati integralmente. Se realizzati dalla controllata nei confronti della sua controllante vengono eliminati solo per la parte di competenza della controllata.
41 Un esempio di consolidamento integrale
Bilancio società controllante Alfa Crediti Capitale sociale Partecipazione (100%) Debiti Totale Totale Bilancio società Beta controllata al 100% da Alfa Crediti Capitale sociale Magazzino Debiti Totale Totale Bilancio consolidato Crediti Capitale sociale Magazzino Debiti Totale Totale Nota: Nel consolidamento con il metodo integrale per la formazione del consolidato si aggiungono i valori per il loro intero importo eliminando il valore della partecipazione e la corrispondente quota del capitale sociale della controllata.
42 Il Bilancio consolidato
Ai fini della valutazione di un gruppo di imprese, senza dubbio un primo esame dell’andamento complessivo del gruppo deve essere effettuato attraverso la lettura e la interpretazione del bilancio consolidato, che, però, costituisce un bilancio complementare, sia nei confronti di quello della società capogruppo, sia nei confronti dei bilanci delle società controllate. Va, invero, sottolineato che i valori del bilancio consolidato non riflettono le peculiari condizioni delle singole società del gruppo, ma forniscono dati la cui utilità informativa va interpretata con queste limitazioni, in quanto può accadere che la cattiva situazione finanziaria di una o più società del gruppo sia compensata, nel bilancio consolidato, dalla buona situazione finanziaria di altre società del gruppo stesso.
43 Il Bilancio consolidato
Il bilancio consolidato non può che dare un’indicazione di massima, ma non esaustiva, sullo effettivo andamento del gruppo. E' ovvio come le condizioni caratterizzanti il rischio economico e finanziario di gruppo condizionano in senso positivo o negativo l'area di intensità di rischio riferibile alle singole unità subordinate. Risulta evidente l'impatto sul rischio riferibile alle unità periferiche dei vari fattori di natura quantitativa propri del gruppo, quali la politica di autofinanziamento attuata, l'andamento delle vendite, la azione di economie o diseconomie di scala, l'evoluzione della produttività, l'elasticità della struttura economica e finanziaria e degli elementi di ordine qualitativo, quali la potenzialità finanziaria della proprietà, la rilevanza di depositi a collaterale degli esponenti del gruppo, la qualità del management o il livello tecnologico degli impianti e così via. Il che conferma la necessità di un giudizio combinato sia sulla singola unità che sull'intero gruppo . . .
44 Il Bilancio consolidato
Ad esempio L'analisi evidenzia un giudizio favorevole sull'azienda e sfavorevole sul gruppo. Ora, pur potendo godere di autonomia finanziaria, l'unità subordinata può rischiare di vedere erodere il proprio equilibrio per decisione della capogruppo, che impone di prestare il suo sostegno finanziario ad altre unità del gruppo ed in tal caso appare arduo stimare per la azienda affidata le possibilità di mantenersi solvibile ed il tempo oltre il quale l'accentuarsi del rischio può diventare insostenibile per la banca. Il giudizio per quanto favorevole espresso sull'assetto economico e finanziario della singola azienda appare caratterizzato da una situazione di precarietà. La cautela è d'obbligo nella valutazione delle eventuali circostanze che potrebbero rappresentare condizioni favorevoli alla conservazione dello equilibrio da parte dell'unità in esame in un contesto di vulnerabilità del gruppo.
45 Il Bilancio consolidato
Ad esempio L'analisi esprime un giudizio sfavorevole sull'azienda e favorevole sul gruppo. Il rischio della banca si fonda sulla sola appartenenza al gruppo, che può anche abbandonare l'unità insolvente. In tale circostanza l'importanza strategica della partecipata (grado di coesione), l'esperienza circa la correttezza di comportamento della casa-madre, l'entità complessiva dei fidi concessi al gruppo possono attutire un giudizio negativo, a maggior ragione se a fronte della assunzione di un impegno (fidejussione o lettera di patronage vincolante) da parte della capogruppo (di cui, ovviamente, andrà vagliata la posizione nella mappatura del gruppo per determinare la consistenza dell'area del gruppo da questa ultima controllata).
46 Il Bilancio consolidato
Quindi la valutazione del credito all'entità gruppo nel suo complesso o a livello di affiliata deve essere condotta con una visione unitaria ed integrata dell'intero agglomerato mediante un'analisi che tragga dal consolidamento delle informazioni relative alle singole unità utili indicazioni sulle interdipendenze finanziarie ed operative fra le componenti del gruppo. Non a caso la Vigilanza evidenzia la opportunità di “procedere con particolare cautela nella concessione di finanziamenti di importo rilevante, valutando con rigore il merito creditizio e l'evoluzione della situazione economico - finanziaria, in modo tale da pervenire alla conoscenza globale della clientela (individuazione costante del perimetro di gruppo), della sua capacità di rimborso, della qualità economica dei progetti intrapresi, dei fattori anche congiunturali che possono interferire sull’ andamento dei rischi”.
47 L’analisi di bilancio
48 L’analisi di bilancio: finalità
Comprendere l’andamento della gestione globale dell’impresa Diagnosticare lo stato di salute dell’impresa Migliorare la visibilità sul futuro destino dell’impresa
49 L’analisi di bilancio: finalità
IL NOSTRO SCOPO E’ LEGGERE LA GESTIONE ATTRAVERSO IL BILANCIO Negli aspetti della : • Solidità = attitudine a mantenere una posizione di equilibrio strutturale, necessaria al mantenimento in vita dell’impresa nel lungo periodo • Liquidità = attitudine a fronteggiare gli impegni a breve con le risorse disponibili nel breve • Redditività = capacità di generare nel tempo una remunerazione soddisfacente del capitale investito
50 Bilancio Gestione Lettura Aspetti gestionali Metodologia
trova riflesso nel necessità di una valida lettura per “farlo parlare” Aspetti gestionali Redditività Gestione corrente Gestione finanziaria informazioni su per questa lettura occorre una Metodologia
51 L’analisi di bilancio: metodologia
Riclassificazione dello Stato patrimoniale e del conto economico Analisi strutturale Determinazione degli indici Analisi dei flussi finanziari Analisi prospettica
52 Cosa significa: processo di riordine dei dati di bilancio
L’analisi di bilancio: riclassificazione Cosa significa: processo di riordine dei dati di bilancio Perché si riclassifica: per evidenziare aggregati di valori significativi
53 L’analisi di bilancio: riclassificazione
Stato patrimoniale Criterio finanziario: le Attività e le Passività vengono analizzate secondo il profilo monetario in funzione della loro liquidità o esigibilità Attività Future entrate Passività Future uscite
54 L’analisi di bilancio: riclassificazione
Stato patrimoniale I M P I E G H I F O N T I I Capitale immobilizzato II Attivo realizzabile III Attivo disponibile IV Attivo liquido V Patrimonio Netto VI Passività consolidate VII Passività correnti M E Z I di S R C O M E Z I di T R
55 Qualche prima osservazione
L’esame dell’operatore bancario sull’aggregato del capitale immobilizzato tenderà ad accertare la proprietà degli immobilizzi tecnici in capo all’impresa, l’adeguatezza alle necessità della gestione, l’eventuale obsolescenza od il grado di sfruttamento degli stessi; ed ancora la congruità e la finalità degli investimenti finanziari nel contesto aziendale ed infine i riflessi sulla gestione degli immobilizzi commerciali. Tale esame può naturalmente offrire elementi per la definizione di interventi di credito di medio-lungo termine o per operazioni di leasing.
56 Qualche prima osservazione
L’esame dell’operatore bancario sull’aggregato del capitale circolante tenderà ad accertare, ad esempio: quanto al magazzino, la congruità rispetto al fatturato, all’ammontare degli acquisti e ai debiti verso fornitori ed ancora la sua rotazione espressa in giorni e la composizione qualitativa delle giacenze; quanto ai crediti, la relativa composizione qualitativa e quantitativa o le caratteristiche della clientela (ripartizione geografica; mercato diretto di consumo o indiretto dei dettaglianti o grossisti), la congruità rispetto alle vendite e l’andamento nel tempo. L’osservazione di tale aggregato sarà utile ai fini, anche, della determinazione di forme tecniche del credito da concedere per acquisto di merci ovvero per mobilizzare i crediti
57 Qualche prima osservazione
Anche l’osservazione del fondo per trattamento di fine rapporto può offrire dati interessanti in ordine alla verifica della congruità degli accantonamenti ed i suoi eventuali utilizzi se fisiologici od eccessivi (vi sono stati licenziamenti ?)
58 Qualche prima osservazione
In merito alle voci dei debiti l’addetto bancario esaminerà la relativa congruità ed economicità in relazione all'attività dell’impresa ed al rigiro finanziario con termini di raffronto sul fatturato o sull'ammontare degli acquisti e verificherà i dati dello indebitamento bancario con le rilevazioni delle Centrali dei Rischi. Non si dovrà trascurare l’analisi della voce relativa ai finanziamenti dei soci.
59 L’analisi strutturale di bilancio
Stato patrimoniale La riclassificazione dell’attivo e del passivo permette già di esprimere considerazioni di primo interesse per l’analisi di bilancio quanto alla armonizzazione ed alla coerenza qualitativa e quantitativa della struttura delle fonti con quella degli impieghi.
60 L’analisi strutturale di bilancio
Attività fisse Passività consolidate Mezzi propri Attività correnti Passività esigibili Si evincono chiaramente i fattori che permettono di esplicitare un giudizio di positività della salute aziendale: a fronte dei mezzi correnti di esercizio (capitale circolante) le necessarie risorse possono essere raccolte a breve (passivo corrente ) e, allo stesso modo, a fronte di investimenti fissi la correlata provvista deve presentare una compatibilità di scadenza
61 L’analisi strutturale di bilancio
Ogni diversa configurazione di assetto deve essere valutata con attenzione giacché può determinare effetti di rilievo sui profili patrimoniali e sulle conseguenti perfomance economiche Nell’ipotesi in cui l’azienda abbia finanziato con debiti a breve una massa di investimenti a medio e lungo termine, la rischiosità dello squilibrio può essere colta immaginando le negative conseguenze di una richiesta di immediato rientro delle esposizioni bancarie o di un mutamento dei tassi Nell’ipotesi in cui l’impresa abbia finanziato non solo l’attivo fisso ma anche parte di quello corrente con finanziamenti a lungo, pur potendosi intravedere una posizione di cautela con la acquisizione di una provvista anticipata, tenuto conto che tali forme di finanziamento prevedono procedure complesse e vincoli di garanzie, la configurazione non appare quale naturale evoluzione dei profili gestionali ed operativi.
62 L’analisi di bilancio: riclassificazione
Conto economico Sulla base della distinzione di diverse aree di gestione, i ricavi ed i costi vengono raggruppati in categorie omogenee per ottenere la conoscenza dei redditi di area. I ricavi e i costi vengono scritti in forma “scalare” per ottenere la conoscenza di margini parziali. In questo modo è possibile comprendere il processo formativo del reddito, che, partendo dai risultati parziali delle diverse aree gestionali, permette di arrivare a conoscere il reddito netto generato dall’attività aziendale.
63 IL CONTO ECONOMICO art. 2425 c.c.
A. Valore della produzione - B. Costi della produzione Risultato della gestione caratteristica +/- Risultato della gestione finanziaria: C. Proventi e oneri finanziari D. Rettifiche di valore di attività finanziarie = Risultato della gestione ordinaria +/- Risultato della gestione straordinaria E. Proventi e oneri straordinari = Utile prima delle imposte Gestione tributaria imposte sul reddito dell’esercizio = Utile netto di esercizio
64 L’analisi di bilancio: riclassificazione
Conto economico Gestione caratteristica Risultato operativo Gestione finanziaria Risultato della gestione finanziaria Gestione straordinaria Risultato ante imposte ( o corrente) Gestione fiscale Reddito (perdita) d’esercizio Viene quindi virtualmente segmentato in aree specifiche con connessi indicatori sintetici di reddito particolare per maturare un giudizio sulle modalità di formazione del valore economico della impresa. La strutturazione a valore aggiunto individua il valore della produzione abbinandovi tutte le voci di costo pertinenti, di modo che sia rappresentato l’effettivo incremento di valore economico prodotto dalla gestione caratteristica.
65 L’analisi strutturale di bilancio
Conto economico Un’area riguarda la gestione caratteristica d’impresa, con ciò intendendo il complesso dei ricavi e dei costi attinenti alla attività economica tipica d’impresa attraverso l’approvvigionamento dei diversi fattori produttivi, lo svolgimento del processo di trasformazione ed il naturale collocamento dei prodotti sul mercato. Un’area riflette i contenuti della gestione finanziaria ed accoglie gli effetti economici delle decisioni di copertura dei fabbisogni e degli impieghi finanziari, riguarda cioè in particolar modo l’attività di approvvigionamento di fonti finanziarie a titolo di credito. Un’area riguarda la gestione straordinaria e recepisce le manifestazioni di costo o di ricavo, che hanno natura non saltuaria, ma comunque carattere accessorio rispetto all’attività principale e tipica d’impresa. Un’area sintetizza le risultanze della gestione fiscale, che viene di norma alimentata dalle sole componenti di natura tributaria
66 Qualche prima osservazione
Una prima attenzione dovrà essere dedicata al valore aggiunto che viene determinato dalla somma di tutte le entrate monetarie contabilizzate a fronte dell’uscita fisica di prodotti cui è rivolta l’attività d’impresa, diminuita di tutte le componenti di uscita monetaria conseguenti alla immissione nel processo produttivo dei beni e/o servizi reali acquisiti da terze economie. Non è difficile, perciò, riconoscere nel valore aggiunto un risultato economico intermedio atto alla rappresentazione della sistematica capacità d’impresa di remunerare in senso lato i fattori immessi nei processi produttivi e, nella fattispecie, quelli connessi al capitale investito (attraverso gli ammortamenti), al lavoro prestato da dipendenti, al capitale raccolto a titolo di credito (attraverso gli interessi) o a titolo di rischio (attraverso i dividendi), ed ai servizi sociali ottenuti (attraverso le imposte).
67 il valore segnaletico degli indici
L’analisi di Bilancio: gli indici L’interpretazione del bilancio si esprime attraverso una serie di indici ( o ratios), ognuno dei quali è in grado di fornire la lettura puntuale di un segmento specifico della situazione aziendale deriva dal confronto dei valori assunti nel tempo dalla stessa e nello spazio (confronti con altre imprese appartenenti allo stesso settore) il valore segnaletico degli indici
68 3 1 2 4 CLASSIFICAZIONE DEGLI INDICI
Indici per l’analisi della gestione corrente e della liquidità 3 1 Indicatori di struttura - Durata media dei crediti - Durata media dei debiti - Giacenza media delle scorte - Indice di disponibilità - Indice di liquidità - Capitale circolante netto Indici per l’analisi della situazione finanziaria 2 4 Indici per l’analisi della redditività - Indice di indebitamento - Indice di copertura delle immob. - Redditività del capitale netto - - Redditività del capitale investito - Redditività delle vendite
69 PRINCIPALI INDICATORI
Gli indici per l’analisi dell’equilibrio patrimoniale e finanziario DOMANDE DA PORSI: PRINCIPALI INDICATORI INDICATORI DI STRUTTURA INDICI PER L’ANALISI DELLA STRUTTURA FINANZIARIA INDICI PER L’ANALISI DELLA GESTIONE CORRENTE E DELLA LIQUIDITA’ L’AZIENDA E’ SOLIDA PATRIMONIALMENTE? ESISTONO LE CONDIZIONI DI EQUILIBRIO FINANZIARIO?
70 INDICATORI DI STRUTTURA
Gli indici per l’analisi dell’equilibrio patrimoniale e finanziario CALCOLO INDICATORI DI STRUTTURA Capitale circolante netto (CCN) Attività correnti - passività correnti INTERPRETAZIONE La Situazione Patrimoniale e Finanziaria è EQUILIBRATA SE IL CCN è > 0 La Situazione Patrimoniale e Finanziaria non è EQUILIBRATA SE IL CCN è < 0
71 Indice di disponibilità
Gli indici per l’analisi dell’equilibrio patrimoniale e finanziario INDICI DI LIQUIDITA’ CALCOLO Attività correnti/passività correnti Indice di disponibilità (Attività correnti -magazzino)/passività correnti Indice di liquidità Gli indici di liquidità misurano la capacità della impresa di fronteggiare i debiti a breve termine attraverso le attività correnti
72 Indice di disponibilità
Gli indici per l’analisi dell’equilibrio patrimoniale e finanziario INTERPRETAZIONE INDICI DI LIQUIDITA’ Se = > 2 rileva un’azienda solvibile Se < 1 rileva una situazione negativa Indice di disponibilità Se = > 1 rileva una equivalenza tra debiti a breve e risorse disponibili per soddisfarli Se < 0,5 rileva un segnale di squilibrio finanziario Indice di liquidità
73 Gli indici per l’analisi dell’equilibrio patrimoniale e finanziario
INDICI DI SOLIDITA’ CALCOLO Indice di indebitamento (leverage ) Totale passività/mezzi propri Indice di copertura delle immobilizzazioni Mezzi propri + Debiti mlt/ immobilizzi Gli indici di solidità misurano tanto la capacità dell’impresa di fare fronte agli impegni di più lunga scadenza quanto l’adeguatezza della struttura finanziaria ed il livello di indebitamento raggiunto
74 Indice di indebitamento Indice di copertura delle immobilizzazioni
Gli indici per l’analisi dell’equilibrio patrimoniale e finanziario INTERPRETAZIONE INDICI DI SOLIDITA’ Se tende a 1 rileva una adeguata patrimonializzazione. Se compreso tra 1 e 3 la combinazione tra mezzi propri e mezzi di terzi è ancora sufficiente Se superiore a 3 rileva una struttura finanziaria sbilanciata sull’esterno Indice di indebitamento Se = > 1 rileva una corretta struttura finanziaria Se < 0,5 l’impresa evidenzia un segnale di scompenso finanziario Indice di copertura delle immobilizzazioni
75 Gli indici per l’analisi della gestione corrente
CALCOLO Durata media dei crediti Crediti v. clienti /ricavi netti x365 Debiti v. fornitori/Acquisti netti+spese per prest. di servizi x 365 Durata media dei debiti v. fornitori Durata media delle scorte Scorte nette/ricavi netti x 365 INTERPRETAZIONE Tali rapporti esprimono l’efficienza dell’azienda nella gestione del circolante
76 Gli indici per l’analisi della gestione corrente
Gli indici di rotazione e di durata hanno la funzione di quantificare i tempi ed i tassi di rinnovamento relativi alle principali voci che costituiscono il capitale circolante e che contraddistinguono l’intero processo operativo dell’azienda. Durata crediti + Durata scorte Ciclo operativo - Durata debiti Tanto più basso sarà il valore, espresso in giorni, del ciclo operativo, tanto maggiore risulterà la capacità dell’azienda di governare la propria attività operativa e di conseguenza il processo del capitale circolante. Il contenimento del ciclo operativo permette di controllare l’incremento del capitale circolante richiesto dall’attività e presumibilmente di limitare la necessità di dover ricorrere a nuove coperture finanziarie
77 PRINCIPALI INDICATORI
Gli indici per l’analisi della redditività DOMANDE DA PORSI: PRINCIPALI INDICATORI REDITIVITA’ DEL CAPITALE NETTO REDDITIVITA’ DEL CAPITALE INVESTITO REDDITIVITA’ DELLE VENDITE L’AZIENDA E’ IN GRADO DI GENERARE UN REDDITO SODDISFACENTE E DURATURO ?
78 Gli indici per l’analisi della redditività
CALCOLO -Redditività del capitale netto (ROE) (Reddito netto/Capitale netto)x100 Redditivita’ del capitale investito (ROI) (Reddito operativo/Capitale investito)x100 Costo dei mezzi dei terzi (ROD) (Oneri finanziari/mezzi di terzi)x100 Questi indici rivestono una fondamentale importanza ai fini della valutazione della capacità aziendale di produrre reddito e della convenienza ad investire nell’impresa
79 ROI Gli indici per l’analisi della redditività x x ROS
Il ROI esprime il risultato della gestione caratteristica e rappresenta la vera misura della capacità dell’impresa di produrre reddito. E’ il risultato che si ottiene dal prodotto dei seguenti indici: ROI ROS (return on sales ) Rotazione Capitale investito x Risultato operativo Vendite Vendite Capitale investito x
80 Gli indici per l’analisi della redditività
Le poste che compongono i due indici che confluiscono nel ROI evidenziano come l’indice principale possa derivare tanto dalla componente economica rappresentata dal risultato operativo quanto da quella finanziaria rappresentata dal capitale investito. Il ROS esprime la redditività delle vendite, mentre l’indice di rotazione del capitale investito raffigura la velocità di rotazione delle risorse aziendali utilizzate nel conseguimento dei ricavi. Ad una lenta rotazione del capitale investito deve corrispondere un’alta redditività delle vendite Ad un basso livello di ROS deve corrispondere un’alta rotazione del capitale investito Sono queste le condizioni minime che consentono il raggiungimento di un ROI soddisfacente
81 INDICI DI REDDITIVITA’
Gli indici per l’analisi della redditività INTERPRETAZIONE INDICI DI REDDITIVITA’ Se la Redditività del capitale netto(ROE) > del tasso di interesse di investimenti a basso rischio Redditività soddisfacente La redditivita’ del capitale investito (ROI)si confronta con il costo medio dei mezzi dei terzi (ROD) Quanto più il ROI supera il ROD tanto più l’azienda è economicamente sana ed efficiente
82 Una esemplificazione: Società Alfa
200X	200Y	200Z 0,71	0,66	0,70 0, ,82 4,27	4,02	3,66 0,60	0, ,69 5,65%	6,49% ,53% 4,00%	5,17% ,33% 5,36%	5,84% ,45% Quoziente di liquidità Quoziente di disponibilità Quoziente di indebitamento Copertura di immobilizzi ROI ROE ROD Durata media crediti Durata media debiti Durata media scorte Ciclo operativo
83 L’analisi di bilancio per flussi
Questa indagine rivela l’aspetto dinamico dell’analisi, in quanto tende ad evidenziare l’evoluzione dei flussi di natura finanziaria espressi dall’azienda nel periodo considerato. Tale tecnica dettaglia e specifica la natura e la quantità delle informazioni già ottenute con gli indici. Ad esempio, se l’analisi per indici segnala, attraverso la diminuzione dell’indice di indipendenza finanziaria, un maggior indebitamento globale dell’azienda, l’analisi per flussi è in grado di specificare come hanno influito su questa modifica l’aumento dei debiti a breve o di quelli a lungo ovvero gli eccessivi investimenti, etc. È, cosi ,ancora, se l’indice di liquidità è in aumento, l’analisi per flussi dettaglia se questa nuova liquidità trae origine dalla gestione corrente (incassi da clienti superiori ai pagamenti ai fornitori) o da operazioni straordinarie (erogazione di finanziamenti a medio-lungo termine, versamenti di capitale, etc.).
84 L’analisi di bilancio per flussi
Quale è l’origine e l’entità delle nuove fonti di periodo ? Quale è la destinazione e l’entità dei nuovi impieghi ? A tale scopo i flussi vengono suddivisi a seconda dei loro effetti sulla situazione finanziaria d’azienda in: FONTI, ovvero, flussi finanziari che incrementano la disponibilità di risorse; IMPIEGHI, ovvero, flussi finanziari che assorbono risorse preesistenti.
85 L’analisi di bilancio per flussi
L’individuazione dell’uno o dell’altro movimento finanziario è effettuata esaminando le variazioni intervenute nelle voci di bilancio secondo il seguente schema concettuale: Gli impieghi sono segnalati, quindi, da: Aumento di attività immobilizzate Aumento delle attività correnti Riduzione di passività a medio e/o a breve termine Diminuzione del capitale proprio Le fonti, invece, sono evidenziate da: Diminuzione dell’attivo fisso Diminuzione dell’attivo corrente Aumento delle passività a breve e/o a medio termine Aumento del capitale proprio
86 L’analisi di bilancio per flussi
I M P I E G H I V.A % Aumento attività correnti: crediti verso clienti attività finanziarie a breve termine rimanenze Investimenti fissi lordi: finanziari immobilizzi tecnici Rimborso prestiti: verso banche a breve termine per finanziamenti per prestiti obbligazionari Diminuzione passività e Netto: passività verso fornitori fondo liquidazione personale riduzione capitale sociale utilizzo fondi rivalutazioni perdite d’esercizio TOTALE IMPIEGHI ___________ _________
87 L’analisi di bilancio per flussi
F O N T I V.A % Aumento passività correnti: banche fornitori altre passività finanziarie a breve Aumento prestiti a m.l.termine: finanziamenti prestiti obbligazionari Fonti generate all’interno: fondo svalutazione crediti fondo ammortamento fondo indennità licenziamento altre riserve utile d’esercizio Liquidazione di attività : attività finanziarie immobilizzi tecnici crediti correnti altre attività a breve termine Altri aumenti del Netto: capitale sociale fondo rivalutazioni monetarie altre passività finanziarie a m.l.termine TOTALE FONTI ________ ________
88 L’analisi di bilancio per flussi
Nella struttura degli impieghi si può rilevare ad esempio: 1) una predominanza di investimenti E' la condizione tipica di aziende in sviluppo che destinano le loro fonti ad incremento del capitale investito. Tuttavia occorre distinguere se si tratta di investimenti in immobilizzi (produttivi nel lungo termine) o in capitale circolante e se è rilevante questo secondo tipo di investimento ciò potrebbe denotare carenze di gestione (eccesso di scorte, difficoltà di incassare crediti, ecc.). L’indagine, in tal caso, sarà supportata dall’esame dello andamento degli indici di rotazione. 2) una predominanza di rimborso di fonti. Sarà necessario indagare se si rimborsano fonti di rischio (ai soci) o di debito (finanziamenti esterni). Nel primo caso la situazione finanziaria risentirà sia della minore disponibilità di fonti sia del maggior peso delle fonti esterne residue; nel secondo caso, pur risentendo di minore disponibilità di fonti, l’azienda contribuirà alla sua ricapitalizzazione comprimendo la incidenza degli oneri finanziari. In parallelo si potranno così osservare l’indice di indipendenza finanziaria o quello della incidenza degli oneri finanziari a seconda dei casi.
89 L’analisi di bilancio per flussi
Nella struttura delle fonti si può, ad esempio, rilevare: 1) una predominanza di fonti esterne In tal caso andrà distinto il peso delle fonti da soci o da altri finanziatori: nel primo caso ci si muove verso una positiva ricapitalizzazione della azienda; nel secondo caso verso l'indebitamento. 2) una predominanza di fonti da disinvestimento Non vi è reale aumento di fonti finanziarie immesse nell’azienda, ma semplicemente un recupero di fonti già precedentemente ottenute. Se i disinvestimenti avvengono soprattutto sul capitale fisso, ciò può segnalare un processo di rinnovamento o di contrazione del capitale investito; con interesse possono essere valutate le riduzioni del capitale circolante nel caso in cui segnano una maggiore efficienza gestionale e rotazione dei mezzi investiti purché con benefici sul reddito d’impresa.
90 L’analisi prospettica di Bilancio
L’analisi di bilancio, anche se svolta su dati passati, ha sempre lo scopo di valutare le prospettive dell’impresa. Ed invero con l’analisi prospettica ci si propone di costruire dei documenti in cui si sintetizza la probabile evoluzione economica, finanziaria e patrimoniale dell’impresa nel prossimo esercizio.
91 L’analisi prospettica di Bilancio
I supporti più usati per tale tipo di analisi sono: il piano di previsione o piano di cassa che consente di individuare i flussi finanziari previsti e determinare il fabbisogno periodico di copertura di tesoreria, il colloquio con l’azienda per approfondire gli aspetti in ordine alla politica del circolante (struttura della concorrenza e mercati di sbocco, condizioni di approvvigionamento, tempi di produzione; condizioni di vendita), alla politica degli investimenti (progetti di ampliamento, effetti sul fatturato e sui costi di produzione, etc.), la redazione di stati patrimoniali ed economici "pro forma".
92 IL BILANCIO DI ESERCIZIO
SECONDO I PRINCIPI CONTABILI NAZIONALI E INTERNAZIONALI
93 Il sistema delle regole contabili
Il sistema delle regole contabili per la redazione del bilancio d’esercizio è centrato sulle norme del Codice Civile, da ultimo modificate dalla riforma del diritto societario. Tale normativa, tuttavia, risulta generica e sintetica. Infatti, le norme di legge fissano la disciplina generale e necessitano di integrazioni e interpretazioni di tipo tecnico, fornite dai Principi Contabili.
94 I principi contabili I modelli dei bilanci sono costruiti sulla base di regole (PRINCIPI CONTABILI) che rappresentano convenzioni adottate in un dato contesto storico, sociale ed economico. Dalla loro applicazione deriva quindi la rappresentazione di una realtà,ossia di un ammontare di reddito e capitale che si può ritenere corretto in relazione al rispetto delle norme convenzionalmente adottate per la costruzione del modello.
95 I principi contabili I principi contabili hanno dunque:
I Principi Contabili sono le buone regole della Ragioneria e dell’Economia Aziendale sulla corretta tenuta della contabilità e sulla formazione dei bilanci. I Principi Contabili Italiani si applicano a tutte le imprese, a prescindere dalle loro dimensioni. Nella gerarchia delle fonti, i Principi Contabili sono subordinati sia alle leggi che ai regolamenti e non possono, dunque, essere in contrasto con essi. I principi contabili hanno dunque: una funzione integrativa, laddove le norme di legge risultino “insufficienti” una funzione interpretativa delle norme di legge in chiave tecnica. La legge, infatti, fissa i principi generali e rinvia implicitamente a regole tecniche per l’applicazione pratica
96 I principi contabili internazionali
Con la progressiva globalizzazione dei mercati, è emersa la esigenza che la informazione economico-finanziaria deve poter essere fruita in ambiti che trascendono quelli dei singoli Stati: occorre cioè che gli operatori economici siano in grado di interpretare e comparare i bilanci delle diverse imprese e ciò sta portando ad una progressiva armonizzazione degli standard contabili. I principi contabili internazionali rappresentano una sorta di linguaggio comune volto a consentire alle imprese di tutto il mondo di confrontarsi fra loro in modo agevole e chiaro a prescindere dai rispettivi Paesi di provenienza.
97 I principi contabili internazionali
Dalla normativa comunitaria alla normativa nazionale Direttiva Ce n. 65/2001 Regolamento Ce n. 1606/2002 Direttiva Ce n. 51/2003 D. lgs. n. 394 / 2003 D. lgs. n. 38 / 2005
98 I principi contabili internazionali
Bilancio consolidato Bilancio d’esercizio a) le società quotate, ossia società emittenti strumenti finanziari ammessi alla negoziazione in mercati regolamentati di qualsiasi stato membro dell’unione europea, diverse dalle imprese di assicurazione; b) le società aventi strumenti finanziari diffusi tra il pubblico, diverse dalle imprese di assicurazione; c) le banche, le società finanziarie capogruppo dei gruppi bancari iscritti nell’albo, le società di intermediazione mobiliare (sim), le società di gestione del risparmio (sgr), le società finanziarie iscritte nell’albo, gli istituti di moneta elettronica (imel); Facoltà dal 2005 Obbligo dal 2006 Obbligo dal 2005
99 I principi contabili internazionali
Bilancio consolidato Bilancio d’esercizio d) le imprese di assicurazione; e) le società controllate, ossia le società incluse nel bilancio consolidato redatto dalle società precedenti, diverse da quelle che possono redigere il bilancio in forma abbreviata ex art bis c.c. e diverse da quelle indicate alle lettere precedenti; f) le società che redigono il bilancio consolidato, diverse da quelle indicate alle lettere precedenti e diverse da quelle che possono redigere il bilancio in forma abbreviata ex art bis c.c.; g) le società rimanenti, diverse da quelle che possono redigere il bilancio in forma abbreviata ex art bis c.c. Obbligo dal 2005 Obbligo dal solo se quotate Facoltà dal 2005 Facoltà dal 2005 Facoltà dal 2005 se controllate dalle società di cui alla lettera f) ===========
100 Il modello di bilancio civilistico
Il legislatore italiano ha stabilito con esattezza e in modo uniforme contenuto e struttura del bilancio per tutte le imprese costituite nella forma giuridica di società di capitali Fanno eccezione le imprese che svolgono determinate attività per le quali sono previsti contenuti e strutture specifici che meglio si adattano alle loro particolari realtà aziendali
101 Il modello di bilancio civilistico
STATO PATRIMONIALE CONTO ECONOMICO OBIETTIVO REDDITO REALIZZATO TUTELA CREDITORI PRUDENZA
102 Il modello di bilancio civilistico
I postulati di bilancio sono principi fondamentali di carattere generale, linee guida che gli amministratori devono assumere come riferimento nella redazione del bilancio d’esercizio con lo scopo di fornire informazioni corrette sulla situazione patrimoniale, finanziaria ed economica della azienda clausola generale postulati di bilancio principi di redazione
103 Il modello di bilancio civilistico
CLAUSOLA GENERALE (ART. 2423) CHIAREZZA VERITA’ CORRETTEZZA “Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dell’esercizio (art c. c.)”
104 COSTANZA NEI CRITERI DI
Il modello di bilancio civilistico PRUDENZA CONSIDERAZIONE RISCHI E PERDITE CONOSCIUTE DOPO LA CHIUSURA DELL’ ESERCIZIO COMPETENZA PRINCIPI REDAZIONE PREVALENZA SOSTANZA CONTINUITA’ COSTANZA NEI CRITERI DI VALUTAZIONE
105 Il modello di bilancio civilistico
Analizzando le regole di costruzione emergono le caratteristiche fondamentali, quali in particolare: rilevanza del principio della prudenza; inderogabilità del costo quale criterio base delle valutazioni di bilancio; focalizzazione dell’ informazione sul reddito di esercizio.
106 RENDICONTO FINANZIARIO
Il modello di bilancio IAS STATO PATRIMONIALE BILANCIO CONTO ECONOMICO RENDICONTO FINANZIARIO PREVISIONE DEI FLUSSI DI CASSA INFORMAZIONE PER GLI INVESTITORI OBIETTIVO
107 IMPRESA IN FUNZIONAMENTO
Il modello di bilancio IAS IMPRESA IN FUNZIONAMENTO COMPETENZA ASSUNTI PRINCIPI DI REDAZIONE COMPRENSIBILITA’ CARATTERISTICHE SIGNIFICATIVITA’ COMPARABILITA’ PREVALENZA SOSTANZA ATTENDIBILITA’ RAPPRESENTAZIONE FEDELE
108 Il modello di bilancio IAS
I principi internazionali delineano, innanzitutto, un modello di bilancio tendenzialmente a “valori correnti”, caratterizzato: da un inferiore livello di prudenza, poiché le valutazioni al valore corrente eliminano “riserve di valore” presenti nel modello a costi storici; dalla possibilità di distribuire utili non ancora realizzati,ma rilevati in bilancio sulla base del valore corrente di attività di pronto realizzo; da una maggiore variabilità dei risultati di bilancio e dell’ ammontare di patrimonio netto.
109 La struttura del bilancio civilistico
A norma dell’ art C.C. il bilancio di esercizio si compone di tre documenti: Stato Patrimoniale; Conto Economico; Nota Integrativa. La relazione sulla gestione degli amministratori, richiesta dall’ art.2428 C.C. non fa invece parte del bilancio, ma ne rappresenta un semplice allegato,al pari della eventuale relazione del collegio sindacale e del soggetto incaricato del controllo contabile.
110 La struttura del bilancio IAS
Il modello di bilancio IAS è invece composto da: Stato Patrimoniale; Conto Economico; Prospetto delle variazioni di patrimonio netto; Rendiconto finanziario; Note esplicative. Lo IAS incoraggia inoltre le imprese a presentare una relazione degli amministratori sull‘ andamento economico e finanziario dell’ impresa.
111 Lo stato patrimoniale Secondo i principi contabili nazionali, é il prospetto contabile deputato a esporre il patrimonio aziendale alla data di riferimento,cioè, la situazione patrimoniale dell’ azienda e la sua situazione finanziaria”: lo schema previsto dall’ art c. c. è idoneo a fornire un’ informativa completa per ciò che concerne il profilo patrimoniale,ovvero delle attività(esposte secondo il criterio di destinazione) e delle passività (raggruppate in base alla natura delle fonti di finanziamento). I principi contabili internazionali, a differenza della disciplina civilistica e dei principi contabili nazionali, che si limitano a descrivere lo schema dello S.P. senza definire le caratteristiche dei relativi elementi, propongono una definizione dei concetti di attivo, passivo e patrimonio netto. Le attività vengono considerate come risorse controllate dall’impresa, dalle quali sono attesi benefici futuri. Le passività vengono definite come obbligazioni attuali dell’ impresa nascenti da operazioni svolte in passato il cui regolamento porterà alla fuoriuscita di risorse. Il patrimoni netto viene definito, residualmente, come la differenza tra elementi attivi e elementi passivi
112 Il conto economico Secondo i principi contabili nazionali, é il prospetto contabile deputato a fornire un’ espressiva rappresentazione e dimostrazione delle operazioni di gestione, mediante una sintesi dei componenti positivi e negativi di reddito che hanno contribuito a determinare il risultato economico conseguito, raggruppati in modo da fornire significativi risultati intermedi” . I principi contabili internazionali propongono una precisa definizione dei concetti di “costo” e “ricavo”. I costi rappresentano decrementi di benefici economici ascrivibili all’ esercizio, che si concretizzano nel deflusso, nella svalutazione di attività o nell’ incremento di passività. Per contro, i ricavi rappresentano incrementi di benefici economici ascrivibili allo esercizio,che trovano manifestazione nella forma di afflusso, rivalutazione di attività o di decremento di passività.
113 Il prospetto delle variazioni del patrimonio netto
Lo IAS prevede che faccia parte integrante del bilancio di esercizio anche un documento che evidenzi le variazioni intervenute nelle poste di patrimonio netto nel periodo amministrativo a cui si riferisce il bilancio, mentre il legislatore italiano impone l’ evidenziazione di informazioni equivalenti nell’ ambito della Nota Integrativa. Lo IAS richiede che tale prospetto sia costituito di due parti. La prima deve evidenziare l’ utile o la perdita dell’ esercizio, le voci relative ad oneri o proventi di cui altri principi contabili richiedono l’ imputazione a patrimonio netto La seconda deve illustrare le operazioni sul capitale con i soci ed eventuali distribuzioni di capitale agli azionisti ed il saldo degli utili o delle perdite accumulati all’ inizio dell’ esercizio ed i movimenti intervenuti nell’esercizio.
114 La nota integrativa Secondo i principi contabili nazionali, è il documento deputato a illustrare e supportare i dati esposti nello stato patrimoniale e nel conto economico, per la loro natura sintetici e quantitativi, attraverso informazioni esplicative, supplementari e complementari. Nei principi contabili internazionali, la nota integrativa viene sostituita dalle “note di bilancio” , le cui funzioni coincidono con quelle assegnate al documento descrittivo nel modello nazionale.
115 La relazione sulla gestione
Nella disciplina civilistica la relazione sulla gestione deve informare “sulla situazione della società e sull’ andamento della gestione, nel suo complesso e nei vari settori in cui essa ha operato, anche attraverso imprese controllate,con particolare riguardo ai costi, ai ricavi, agli investimenti” . I principi contabili internazionali, pur non imponendone la redazione, incoraggiano le imprese a presentare, oltre al bilancio, un documento denominato relazione degli amministratori, allo scopo di illustrare quei profili della realtà aziendale che non possono trovare adeguata rappresentazione nei prospetti contabili e nelle note integrative.
116 Il rendiconto finanziario
Secondo i principi contabili nazionali, pur non essendo esplicitamente menzionato dalla nostra disciplina civilistica, il rendiconto finanziario rappresenterebbe, nei rapporti di comunicazione aziendale col mondo eterno, un documento informativo di fondamentale importanza. I principi contabili internazionali riconoscono al rendiconto finanziario il ruolo di elemento costitutivo del bilancio e ne prescrivono la redazione obbligatoria. Per ciò che concerne la struttura la disciplina IAS individua tre sezioni: la sezione operativa che corrisponde all’ area della gestione reddituale, la sezione degli investimenti, e la sezione delle fonti, che somma in sé i flussi derivanti dai movimenti sia delle passività in senso stretto,sia delle voci di patrimonio.
117 Il raffronto Il bilancio civilistico prevede una illustrazione dello Stato patrimoniale rigida e di tipo misto: Attività (sono classificate in base alla destinazione economica): un’attività è rilevata tra le immobilizzazioni se la durata di utilizzo o di scadenza riguarda un periodo non breve o tra l’attivo circolante se l’attivo è destinato a realizzarsi entro un breve periodo Passività (sono classificate in base alla natura): Fondi per rischi ed oneri che rappresentano le passività indeterminate nell’importo o nella data di sopravvenienza e debiti che sono le passività certe o determinate nella data di sopravvenienza Il bilancio IAS non prevede una illustrazione rigida: Un’attività corrente deve essere classificata nell’attivo corrente quando rientra nel ciclo operativo dell’impresa o nel periodo amministrativo annuale. Una passività corrente deve essere classificata nel passivo corrente quando Dovrebbe essere estinta nel normale corso del ciclo operativo dell’impresa oppure l’estinzione è dovuta entro dodici mesi dalla data di bilancio
118 Il raffronto Il conto economico nel bilancio civilistico si articola in uno schema che si presenta nella forma espositiva scalare che meglio si presta ad evidenziare i risultati parziali della gestione. I principi IAS richiedono sempre ed obbligatoriamente un’analisi dei ricavi e costi sia per destinazione che per natura.
119 OPERAZIONI A MEDIO-LUNGO TERMINE
I MUTUI Definizione:Art.1813 del c.c. “Il mutuo è il contratto col quale una parte consegna all’altra una determinata quantità di denaro o di altre cose fungibili, e l’altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità”
120 I mutui possono essere:
Chirografari (non assistiti da garanzia reale o assistiti da garanzie personali, es. fidejussione) Ipotecari: se assistiti da ipoteca su beni immobili o mobili iscritti in pubblici registri)
121 Ipoteca: definizione: art.2808 c.c.
“L’ipoteca attribuisce al creditore il potere di espropriare, anche in confronto del terzo acquirente, i beni vincolati a garanzia del suo credito e di essere soddisfatto, con preferenza, sul prezzo dall’espropriazione”
122 Sono capaci di ipoteca:
Beni immobili che sono in commercio con le loro pertinenze L’usufrutto dei beni stessi Il diritto di superficie Il diritto del concedente e dell’enfiteuta e quello del concedente sul fondo enfiteutico
123 Grado dell’ipoteca: La priorità della data (il grado) risulta dall’ordine di presentazione. E’ ammesso il pari grado
124 L’ipoteca diventa inefficace con l’estinguersi del debito sottostante
La cancellazione è l’atto formale che decreta l’estinzione del credito garantito L’ipoteca si prescrive decorsi 20 anni dalla sua iscrizione (salvo proroga)
125 Le immobilizzazioni materiali
I principi contabili nazionali illustrano le caratteristiche proprie delle immobilizzazioni materiali evidenziandone la natura contabile , ossia il fatto che si tratta di costi anticipati o sospesi comuni a più periodi amministrativi, la natura fisica, consistente nella caratteristica della materialità e la natura economica, consistente nella strumentalità . Nei principi contabili internazionali (IAS 16 ) la definizione dei beni della specie non si differenzia, da quella dei principi contabili nazionali, in quanto essi identificano “immobili, impianti e macchinari sono attività materiali che sono possedute dall’ impresa per essere utilizzate nella produzione o nella fornitura di beni e servizi e ci si attende siano utilizzate per più di un esercizio.” Secondo le norme ed i principi nazionali, tali immobilizzazioni devono essere iscritte al costo di acquisto,se acquisite esternamente, o di produzione, se realizzate internamente.Nel costo di acquisto si computano i costi accessori. Anche ai sensi dello IAS 16, devono essere inizialmente valutate al costo ( nel quale sono però incluse anche le spese stimate per lo smantellamento, per la rimozione dell’ attività e la bonifica del luogo)
126 Il leasing Secondo le norme ( d. lgs 6/2003) ed i principi contabili nazionali, il leasing viene configurato nello stato patrimoniale del locatore nella voce Immobilizzazioni e nella Nota Integrativa del bilancio del locatario si devono riportare tutte le informazioni necessarie per poter riesporrre l’ operazione con il metodo finanziario . Secondo il metodo finanziario (previsto dall’IAS 17) la contabilizzazione del leasing finanziario avviene riportando nello stato patrimoniale tra le Immobilizzazioni il valore del bene al costo sostenuto, e riportando il debito verso la società di leasing; mentre nel conto economico viene riportato l’ammortamento del costo ed i relativi oneri finanziari.
127 Le rivalutazioni La normativa civilistica è fortemente ancorata al criterio del costo storico che rappresenta il limite massimo di iscrizione delle immobilizzazioni, che possono essere oggetto di rivalutazione solo nei casi in cui specifiche disposizioni legislative lo prevedano. I principi contabili internazionali, pur indicando quale trattamento contabile di riferimento quello del costo, accetta , quale criterio alternativo la possibilità di procedere alla rivalutazione del costo storico sino al loro fair value,al netto degli ammortamenti. L’ applicazione di tale opzione determina il passaggio ad un sistema fondato sui valori correnti che deve essere costantemente aggiornato con rivalutazioni periodiche dei cespiti. La frequenza dell’ aggiornamento del valore dipende dalle oscillazioni dei relativi valori correnti. I parametri di stima del fair value sono: a) per terreni e fabbricati, il prezzo di mercato; b) lo stesso vale per impianti e macchinari dove esista un valore di mercato o in caso contrario, il costo di sostituzione ammortizzato.
128 Le rimanenze di magazzino
Il codice civile enuncia il fondamentale principio di valutazione al “minore fra costo e valore di realizzazione” : le rimanenze devono essere valutate al costo di acquisto o produzione interna,senza possibilità di operare maggiori valutazioni, ma con l’ obbligo di procedere alla loro svalutazione nel caso in cui il valore di realizzazione desumibile dall’ andamento del mercato sia inferiore. Quanto al costo di acquisto, costituito dal prezzo di acquisto maggiorato degli oneri accessori di diretta imputazione, le indicazioni dei principi contabili nazionali ed internazionali sono sostanzialmente identici. Ed allo stesso modo può dirsi per il valore di realizzo che deve essere desunto dall’ andamento del mercato.
129 Le rimanenze di magazzino
I principi contabili nazionali precisano che l’ applicazione del criterio del costo è agevole quando i beni sono chiaramente individuabili, mentre se le rimanenze sono costituite da beni fungibili per i quali risulti impossibile seguire contabilmente la formazione del costo,occorre individuare metodi convenzionali di imputazione dei costi: a) media ponderata; b) Fifo (first in first out); c) Lifo (last in first out). Si ammette un ulteriore metodo, il “lifo a scatti”, che rappresenta lo standard di riferimento per le valutazioni delle rimanenze ai fini fiscali I principi contabili internazionali (IAS 2 ) indicano quali trattamenti contabili di riferimento,il fifo e la media ponderata,ammettendo il lifo solo quale criterio alternativo.
130 I crediti Secondo il codice civile ed i principi contabili nazionali, i crediti devono essere iscritti in bilancio al presumibile valore di realizzo. Nei principi contabili internazionali non esiste un apposito principio che tratti dei crediti, che devono essere considerati “attività finanziarie” e in quanto tali valutati al fair value.
131 Il patrimonio netto Il Patrimonio netto è trattato nei principi contabili nazionali, che ne effettuano un esame circa la funzione e le modalità di formazione delle singole voci. Nei principi contabili internazionali, non esiste alcun principio che si occupi specificamente del patrimonio netto.
132 Il conto economico Ai fini della distinzione fra i componenti ordinari ed i componenti straordinari del reddito di esercizio, secondo il codice civile e i principi contabili nazionali, per qualificare straordinario un componente reddituale,è necessaria l’ estraneità della fonte del provento o dell’ onere rispetto alla gestione ordinaria. Il principio contabile individua le cause di estraneità alla gestione ordinaria nella estraneità all’ attività ordinaria dell’ impresa, allo esercizio di riferimento e negli aspetti tecnico-contabili I principi contabili internazionali prevedono che ai fini della distinzione fra componenti ordinari e straordinari rilevi solo la estraneità alla gestione ordinaria dell’ impresa e non anche la estraneità del componente all’ esercizio di riferimento o la sua derivazione da aspetti tecnico-contabili. Tali due ultime circostanze danno luogo all’ adozione di modalità di contabilizzazione,non ammissibili nel nostro ordinamento, che hanno l’ effetto di non far concorrere il componente reddituale alla formazione del risultato dell’ esercizio corrente.
133 FINANZIAMENTI A MEDIO-LUNGO TERMINE
MUTUI Definizione: art.1813 c.c “Il mutuo è il contratto col quale una parte consegna all’altra una determinta quantità di denaro o di altre cose fungibili, e l’altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità”
134 MUTUI: Chirografari (quelli non assistiti da garanzie reali) Ipotecari se assistiti da garanzia ipotecaria
135 IPOTECA. Definizione: art.2808 c.c
136 L’ipoteca può avere per oggetto sia i beni del debitore, sia i beni di un terzo (terzo datore di ipoteca. La garanzia si può costituire: Su beni immobili Su beni mobili registrati I beni restano nella sfera giuridica patrimoniale del proprietario
137 Sono capaci di ipoteca immobiliare:
138 GRADO DELL’IPOTECA Ordine di presentazione quale appare nel “registro generale d’ordine” E’ possibile l’iscrizione di ipoteche con pari grado
139 L’ipoteca si estingue per estinzione del credito garantito
Cancellazione atto formale che ne attesta l’estinzione Prescrizione decorsi 20 anni dalla data di iscrizione
140 DECRETO BERSANI BIS D.L.2/4/2007n.7,art.6
Le legge prevede la estinzione automatica dell’ipoteca a garanzia di un mutuo dopo 30 giorni dalla sua estinzione, senza che sia necessaria l’autentica notarile dell’assenso alla cancellazione. E’ sufficiente la comunicazione della Banca alla Conservatoria e al debitore.
141 CREDITO FONDIARIO Definizione: art. 38 T.U.B. “Il Credito fondiario ha per oggetto la concessione, da parte di banche, di finanziamenti a medio e lungo termine garantiti da ipoteca di primo grado su immobili” “ nonché l’ipotesi in cui la presenza di precedenti iscrizioni ipotecarie non impedisce la concessione dei finanziamenti
142 “Le ipoteche a garanzia dei finanziamenti non sono soggette a revocatoria fallimentare quando siano state iscritte dieci giorni prima della pubblicazione della sentenza dichiarativa di fallimento”
143 Legge fallimentare art. 67 lettera c):
“Non sono soggetti all’azione revocatoria ……. le vendite a giusto prezzo d’immobili ad uso abitativo, destinati a costituire l’abitazione principale dell’acquirente o di suoi parenti e affini entro il terzo grado”
144 Art.40 T.U.B. “I debitori hanno facoltà di estinguere anticipatamente, in tutto o in parte, il proprio debito” Art.7 D.L 7/2007 (Legge Bassanini) E’ fatto divieto di prevedere penali in caso di estinzione, totale o parziale, del mutuo richiesto per l’acquisto della prima casa
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