Source: https://laboratoriopoliziademocratica.blogspot.com/2011_06_28_archive.html
Timestamp: 2019-11-15 16:59:16+00:00
Document Index: 44169590

Matched Legal Cases: ['art.         12', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 2', 'art.       12', 'art.       7', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 28', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 74', 'art. 75', 'art. 34', 'art. 32', 'art. 42', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2087', 'art. 378', 'sentenza ', 'art. 1367', 'art. 2087', 'art. 2087', 'art. 1367', 'art. 2113', 'art. 2087', 'art. 2113', 'art. 2087', 'sentenza ', 'art. 1418', 'art. 1346', 'sentenza ', 'sentenza ']

lpd: 06/28/11
ANSA-SCHEDA/ MANOVRA: DA TRAVET A TICKET, TUTTE LE MISURE
NELLA BOZZA ANCHE TAV, CROCE ROSSA PRIVATA, LIBERALIZZAZIONI
(ANSA) - ROMA, 28 GIU - Blocco degli stipendi per gli statali
per un anno in piu', donne in pensione a 61 gia' dal 2012 per
progressivamente arrivare a 65, ticket da 10 euro sulle
prestazioni specialistiche e da 25 euro sul pronto soccorso a
partire dal prossimo anno. Sono alcune delle misure contenute
nella 'bozza' della manovra, un provvedimento al momento lungo
82 pagine che poi si intersechera' con la riforma del fisco che
riguarda Irpef, Iva, Irap e tasse sulle rendite finanziarie. Tra
le novita' della bozza anche la privatizzazione della Croce
Rossa Italiana e il rifinanziamento delle missioni
internazionali per tutto il 2011.
Ecco la bozza della manovra in 'pillole'.
- TICKET 10 EURO. Scattera' dal primo gennaio 2012 per le
prestazioni specialistiche ambulatoriali. Pagheranno invece 25
euro i 'codici bianchi' del pronto soccorso. Al momento infatti
e' stato stanziato un finanziamento da 486,5 milioni di euro
solo per il 2011.
- PENSIONI, PARTE IN 2014 AGGANCIO ETA' A SPERANZA VITA. Era
previsto al 2015.
- PENSIONI D'ORO. Stop alla rivalutazione se sono cinque
volte superiori al minimo. Per quelle pari atre volte il minimo
la rivalutazione sara' al 45%.
- PENSIONI, DONNE A 65 ANNI. La bozza e' stringente: dal 2012
servirebbero 61 anni per andare in pensione, e poi si aumenta di
un anno fino a raggiungere i 65 anni. Ma l'ipotesi sarebbe gia'
superata da una che prevede un adeguamento diluito: si parte dal
2015 con un mese l'anno, per accelerare dal 2020 di sei mesi
l'anno, fino a raggiungere l'eta' pensionabile di 65 anni. Ma
tutto sarebbe ancora aperto.
- P.A., STIPENDI CONGELATI. Stop agli aumenti di retribuzione,
anche accessori, per il personale delle pubbliche
amministrazioni, fino alla fine del 2014.
- P.A., BLOCCO TURN-OVER. Proroga del turn-over nel pubblico
impiego ancora per un anno. Esclusi dalla stretta i Corpi di
Polizia, i Vigili del Fuoco e le agenzie fiscali.
- MISSIONI INTERNAZIONALI. La dotazione del fondo e'
incrementata di 700 milioni di euro per il 2011.
- LIBERALIZZAZIONE PROFESSIONI. Piu' facile l'accesso; fuori
dalle nuove norme notai, architetti, farmacisti e avvocati.
- SPENDING REVIEW. Addio tagli lineari: parte dal 2012 il
processo di 'spending review' ''mirata alla definizione dei
fabbisogni standard propri dei programmi di spesa delle
amministrazioni centrali dello Stato''.
- CROCE ROSSA. Sara' privatizzata. Il personale non militare
rischia di essere posto in mobilita'.
- BADANTI E PENSIONI. Dal primo gennaio del prossimo anno, la
pensione di reversibilita' ''e' ridotta, nei casi in cui il
matrimonio con il dante causa sia stato contratto ad eta' del
medesimo superiori a 70 anni e la differenza di eta' tra i
coniugi sia superiore a 20 anni, del 10% per ogni anno di
matrimonio mancante rispetto al numero di 10''.
- CATTEDRE BLOCCATE. A decorrere dall'anno scolastico
2012/2013 le dotazioni organiche del personale docente,
educativo ed Ata della scuola non devono superare la consistenza
delle relative dotazioni organiche dello stesso personale
determinata nell'anno scolastico 2011/2012.
- INSEGNANTI DI SOSTEGNO. L'organico degli insegnati di
sostegno, attribuito alle singole scuole o a 'reti di scuole',
dovra' prevedere in media un docente ogni due alunni disabili.
- ALTA VELOCITA'. Arriva sovrapprezzo canone, servira' ad
assicurare la copertura degli oneri del servizio universale.
- PROTEZIONE CIVILE. Arrivano 64 milioni di euro nel 2011 per
la gestione dei mezzi della flotta aerea del Dipartimento della
protezione civile. Al relativo onere si provvede con una
riduzione della quota destinata allo Stato dell'8 per 1000.
- FONDI RESIDUI. Sono abrogate, a decorrere dal 2012, tutte
le norme che dispongono la conservazione nel conto dei residui,
cioe' le somme stanziate ma non spese dalla Pubblica
Amministrazione, per essere utilizzate nell'esercizio
successivo, di somme iscritte negli stati di previsione dei
Ministeri. La Corte dei Conti ha quantificato in 108 miliardi
l'ammontare dei residui passivi dell'intera amministrazione
- IMMOBILI PUBBLICI. Arrivano ''fondi d'investimento
immobiliari chiusi promossi da Regioni, Provincie, Comuni anche
in forma consorziata ovvero da societa' interamente partecipate
dai predetti enti, al fine di valorizzare o dismettere il
proprio patrimonio immobiliare disponibile''.
- CONTI DORMIENTI. Una piccola parte della manovra (100
milioni) sara' coperta dal fondo in favore delle vittime dei
- ANAS. Sara' divisa in Holding e Spa e arriva anche un
commissario.(ANSA).
28-GIU-11 19:56 NNNN
MANOVRA. DAL 2012 TORNA TICKET SANITARIO DA 10 EURO
(DIRE) Roma, 28 giu. - Dal 1 gennaio 2012 torna il ticket
sanitario da 10 euro per le visite specialistiche ambulatoriali.
E' quanto emerge dalla bozza della manovra economica allo studio
Per gli ultimi sette mesi del 2011, invece, vengono stanziati
486,5 milioni di euro che servono proprio a evitare ai cittadini
il pagamento sia del ticket sulla specialistica che quello di 25
euro per il codice bianco del pronto soccorso.
18:05 28-06-11
MANOVRA: BOZZA, DAL 2012 TICKET SU PRONTO SOCCORSO E SPECIALISTICA (2) =
DAL 2014 ULTERIORI MISURE COMPARTECIPAZIONE
(Adnkronos/Adnkronos Salute) - Dal primo gennaio 2012, in attesa
del "perfezionamento della determinazione annuale" di costi standard,
spetta all'Osservatorio dei contratti pubblici relativi a lavori,
servizi e forniture mettere a disposizione delle Regioni
"un'elaborazione di prezzi di riferimento alle condizioni di maggiore
efficienza dei beni, ivi compresi i dispositivi medici ed i farmaci
per uso ospedaliero, delle prestazioni e dei servizi sanitari e non
sanitari individuati dall'Agenzia per i servizi sanitari regionali".
Le Regioni "adottano tutte le misure necessarie a garantire il
conseguimento degli obiettivi di risparmio programmati, intervenendo
anche sul livello di spesa per gli acquisti delle prestazioni
sanitarie presso gli operatori privati accreditati". Dal primo gennaio
2013 viene fissato un tetto di spesa per l'acquisto dei dispositivi,
protesi comprese, "a livello nazionale e di ogni singola regione".
(Mad/Ct/Adnkronos)
28-GIU-11 18:21
MANOVRA: BOZZA, DAL 2012 TICKET SU PRONTO SOCCORSO E SPECIALISTICA (3) =
(Adnkronos/Adnkronos Salute) - A fissarlo e' annualmente il
ministero della Salute di concerto con quello dell'Economia, le
Regioni che sforano sono tenute a ripianare "attraverso misure di
contenimento della spesa sanitaria regionale o con misure di copertura
a carico di altre voci del bilancio regionale". Il tetto e' fissato,
al momento, al 5,2%.
Dal 2014 sono introdotte "misure di compartecipazione
sull'assistenza farmaceutica e sulle altre prestazioni erogate dal
servizio sanitario nazionale, aggiuntive rispetto a quelle
eventualmente gia' disposte dalle Regioni". La bozza della Manovra
prevede poi una serie di misure per le Regioni alle prese con i piani
di rientro dai disavanzi sanitari e conferma per un anno il blocco del
turn over per il personale dipendente del Ssn e quello convenzionato.
28-GIU-11 18:23
MANOVRA: BOZZA, TAGLIO TETTO SPESA TERRITORIALE FARMACI E TICKET DAL 2014 =
Roma, 28 giu. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Un taglio del
tetto previsto per la spesa territoriale per i medicinali dal 13,3% al
12,5% e dal 2014 misure di compartecipazione da parte del cittadino.
E' quanto prevede, per il settore della farmaceutica, la bozza della
manovra da 43 miliardi di euro.
"A decorrere dall'anno 2014 - si legge nel testo - sono
introdotte misure di compartecipazione sull'assistenza farmaceutica e
sulle altre prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale. Le
misure di compartecipazione sono aggiuntive rispetto a quelle
eventualmente gia' disposte dalle Regioni e sono finalizzate ad
assicurare, nel rispetto del principio di equilibrio finanziario,
l'appropriatezza, l'efficacia e l'economicita' delle prestazioni. La
predetta quota di compartecipazione non concorre alla determinazione
del tetto per l'assistenza farmaceutica territoriale".
Inoltre, con riferimento alle disposizioni della manovra 2010,
che determinava la messa a punto di tabelle di raffronto tra la spesa
farmaceutica territoriale delle singole Regioni, con la conseguente
definizione delle migliori soglie prescrittive dei farmaci generici da
parte dei medici del Ssn, ossia le Regioni che prescrivono piu'
equivalenti a basso costo, "a decorrere dal 2013, l'Agenzia italiana
del farmaco aggiorna le tabelle di raffronto ivi previste, al fine di
consentire alle Regioni di garantire il conseguimento degli obiettivi
di risparmio programmati. Conseguentemente, a decorrere dal 2013 il
tetto di spesa per l'assistenza farmaceutica territoriale e'
corrispondentemente rideterminato" al 12,5%. (segue)
28-GIU-11 18:00
NNNNMANOVRA: BOZZA, TAGLIO TETTO SPESA TERRITORIALE FARMACI E TICKET DAL 2014 (2) =
(Adnkronos/Adnkronos Salute) - Ancora, nella manovra e' prevista
"un'elaborazione dei prezzi di riferimento alle condizioni di maggiore
efficienza dei beni, compresi i dispositivi medici e i farmaci per uso
ospedaliero, delle prestazioni e dei servizi sanitari e non sanitari
individuati dall'Agenzia per i servizi sanitari regionali, tra quelli
di maggiore impatto in termini di costo a carico del Servizio
sanitario nazionale. Cio', al fine di mettere a disposizione delle
regioni ulteriori strumenti operativi di controllo e razionalizzazione
della spesa".
Inoltre, "ai fini di controllo e razionalizzazione della spesa
sostenuta direttamente dal Ssn per l'acquisto di dispositivi medici,
in attesa della determinazione dei costi standardizzati sulla base dei
livelli essenziali delle prestazioni che tengano conto della qualita'
e dell'innovazione tecnologica, dal 1° gennaio 2013 la spesa sostenuta
dal Ssn per l'acquisto di detti dispositivi e' fissata entro un tetto
a livello nazionale" del 5,2% "e a livello di ogni singola Regione,
riferito rispettivamente al fabbisogno sanitario nazionale standard e
al fabbisogno sanitario regionale standard (...). Cio' al fine di
garantire il conseguimento degli obiettivi di risparmio programmati".
28-GIU-11 18:02
Prot. 333-G/1/CN 03/2011 e Prot. 557/RS del 27 giugno 2011
&amp;amp;lt;div class=&amp;amp;quot;divVersioneStampabileSX&amp;amp;quot;&amp;amp;gt;&amp;amp;lt;span class=&amp;amp;quot;imgVS&amp;amp;quot;&amp;amp;gt;&amp;amp;lt;img alt=&amp;amp;quot;&amp;amp;quot; src=&amp;amp;quot;/export/system/modules/it.eng.rgs/resources/stampadoc.gif&amp;amp;quot; /&amp;amp;gt;&amp;amp;lt;/span&amp;amp;gt;&amp;amp;lt;a class=&amp;amp;quot;linkVersioneStampabile&amp;amp;quot; href=&amp;amp;quot;/VERSIONE-I/CIRCOLARI/2011/Circolaredel15aprile2011n12.html?output=print&amp;amp;quot;&amp;amp;gt;Versione Stampabile&amp;amp;lt;/a&amp;amp;gt;&amp;amp;lt;/div&amp;amp;gt;
Articolo 12, comma 5, del D.L.         31 maggio 2010, n. 78 convertito con modificazioni dalla L. 30 luglio 2010, n.         122 e integrato dall'articolo 1, comma 37, della L. 13 dicembre 2010, n. 220.         Deroga al nuovo regime delle decorrenze di pensione per alcune tipologie di         lavoratori (cd diecimila).
Con Circ. 24 settembre 2010, n. 126 sono state         fornite le prime istruzioni per l'applicazione della deroga prevista dall'art.         12, comma 5 della L. n. 122 del 2010 (allegato 1).
L'articolo 1, comma 37, della L. 13 dicembre         2010, n. 220 (allegato 2), che ha integrato il comma 5, della legge in oggetto,         ha esteso la deroga anche ai lavoratori collocati in mobilità ordinaria ai         sensi dell'articolo 7, comma 1, della L. 23 luglio 1991, n. 223, e successive         modificazioni e integrazioni.
La norma in oggetto prevede che le disposizioni         in materia di decorrenza dei trattamenti pensionistici vigenti prima della data         di entrata in vigore del D.L. n. 78/2010 continuano ad applicarsi, nel limite         di 10.000 soggetti che maturano i requisiti per l'accesso al pensionamento a         decorrere dal 1° gennaio 2011, alle seguenti categorie di lavoratori:
a) lavoratori posti in mobilità ordinaria sulla         base di accordi stipulati entro il 30 aprile 2010;
b) lavoratori posti in mobilità lunga sulla base         di accordi stipulati entro il 30 aprile 2010;
c) titolari di prestazione straordinaria a carico         dei fondi di solidarietà al 31 maggio 2010.
La deroga in questione riguarda le sole finestre         di accesso al pensionamento e afferisce perciò sia alla pensione di vecchiaia,         sia alla pensione di anzianità.
Conseguentemente, una volta perfezionati i         requisiti di età anagrafica e di contribuzione richiesti alla generalità degli         assicurati, i lavoratori collocati in posizione utile nella graduatoria dei         potenziali beneficiari potranno accedere al pensionamento di anzianità o         vecchiaia sulla scorta delle disposizioni previgenti in materia di decorrenza         della pensione.
Con la presente circolare, che tiene conto del         parere espresso in materia dal Ministero del Lavoro con nota 23 giugno 2011, n.         04/UL/0009089/L, si forniscono le prime indicazioni per l'individuazione della         platea dei potenziali beneficiari della disposizione.
1. Lavoratori in mobilità ordinaria
La deroga è concessa a tutti i lavoratori         collocati in mobilità ordinaria. Il beneficio è applicabile ai lavoratori alle         seguenti condizioni:
- che siano collocati in mobilità ordinaria sulla         base di accordi stipulati entro il 30 aprile 2010;
- che, entro il periodo di fruizione della         mobilità ordinaria, perfezionino i requisiti previsti per la generalità dei         lavoratori per l'accesso al pensionamento di vecchiaia o di anzianità.
Riguardo alla modalità di definizione della data         fine mobilità ordinaria, si precisa che per tali lavoratori il presupposto         della maturazione dei requisiti per il pensionamento, entro il periodo di         fruizione dell'indennità di mobilità ordinaria, deve essere verificato al 31         maggio 2010, data di entrata in vigore del D.L. n. 78/2010. Pertanto, eventuali         periodi di sospensione della percezione dell'indennità di mobilità successive         al 31 maggio 2010 non possono essere considerate rilevanti ai fini del         prolungamento del periodo di fruizione entro il quale devono essere maturati i         requisiti per il pensionamento (Circ. 24 settembre 2010, n. 126, punto         1.3).
2. Lavoratori in mobilità lunga
La deroga è concessa a tutti i lavoratori         collocati in mobilità lunga ai sensi della L. n. 176/1998, della L. n. 81/2003 e della L.         n. 296/2006.
Il beneficio è applicabile ai lavoratori alle         seguenti condizioni:
- che siano collocati in mobilità lunga sulla         base di accordi stipulati entro il 30 aprile 2010;
- che raggiungano i requisiti per la vecchiaia e         per l'anzianità (57/58 anni di età e 35 anni di contribuzione) previsti dalle         citate norme successivamente al 31 dicembre 2010.
3. Lavoratori in esodo
La deroga al nuovo regime delle decorrenza è         riservata anche ai lavoratori che al 31 maggio 2010, data di entrata in vigore         del D.L. n. 78/2010, erano titolari di prestazione straordinaria a carico dei         fondi di solidarietà di settore di cui all'art. 2, comma 28, della L. 23         dicembre 1996, n. 662.
Si precisa che i lavoratori in esodo che         perfezionano i requisiti di età e contribuzione entro il 31 dicembre 2010,         continuano ad usufruire, oltre tale data, dell'assegno straordinario fino         all'apertura della finestra e accedono al pensionamento alla scadenza della         prestazione straordinaria, previa presentazione della relativa domanda.
4. Formazione della graduatoria dei potenziali         beneficiari
Il comma 6 dell'art. 12 della L. n. 122/2010 ha,         tra l'altro, previsto che la graduatoria venga redatta sulla base della data di         cessazione dell'attività lavorativa.
La cessazione si riferisce ovviamente         all'attività di lavoro svolto presso l'azienda che ha provveduto al         collocamento in mobilità ovvero in esodo.
Si sottolinea che la graduatoria è unica per         tutte e tre le tipologie di lavoratori interessati.
Per i lavoratori di cui al punto 1 e 2,         l'inserimento in graduatoria sarà effettuato previo accertamento da parte delle         sedi del perfezionamento, all'interno dei periodi di mobilità ordinaria e         lunga, dei requisiti di età e contribuzione per il diritto a pensione previsti         per le due tipologie di lavoratori.
Per i lavoratori di cui al punto 3, l'inserimento         in graduatoria sarà effettuato senza alcun accertamento da parte delle sedi in         quanto il diritto alla pensione in uscita dall'esodo è stato verificato         all'atto della liquidazione della prestazione straordinaria.
Gli elenchi relativi a tutte e tre le tipologie         di lavoratori saranno comunque inviati alle sedi per la determinazione della         finestra con e senza la salvaguardia della decorrenza.
5. Domanda di avvalimento della deroga da parte dei soggetti         potenzialmente beneficiari
Il comma 6 dell'art. 12 della citata L. n.         122/2010 stabilisce che l'INPS provvede al monitoraggio delle domande di         pensionamento presentate dai lavoratori di cui al comma 5 che intendono         avvalersi, a decorrere dal 1° gennaio 2011, del regime delle decorrenze vigente         prima della data di entrata in vigore del D.L. 31 maggio 2010, n. 78.
Di conseguenza, la volontà di avvalersi della         deroga in argomento deve essere manifestata all'atto della presentazione della         domanda di pensione.
Al solo scopo di agevolare gli assicurati, ai         potenziali beneficiari collocati in posizione utile verrà inviata la         comunicazione della possibilità di accedere alla salvaguardia immediatamente         prima dell'apertura della finestra di accesso al pensionamento.
Resta inteso che la certificazione non esonera         l'interessato dalla presentazione, in tempo utile, della domanda di pensione,         corredata dalla richiesta di avvalimento del beneficio in oggetto.
Si sottolinea, nuovamente, che i soggetti che         hanno perfezionato il diritto alla pensione entro il 31 dicembre 2010         continuano ad accedere al pensionamento con il previgente regime delle         decorrenze.
6. Certificazione del diritto a pensione utile ai fini della         salvaguardia della decorrenza
Con successivo messaggio sarà illustrata la         modalità di trattazione da parte delle sedi delle liste dei potenziali         beneficiari della salvaguardia, che sono in corso di predisposizione.
7. Prolungamento dell'intervento di tutela del reddito
Il comma 5-bis (introdotto dall'articolo 1, comma         37, della L. 13 dicembre 2010, n. 220) prevede "in alternativa a quanto previsto         dal comma 5 la concessione del prolungamento dell'intervento di tutela del         reddito per il periodo di tempo necessario al raggiungimento della decorrenza         del trattamento pensionistico sulla base di quanto stabilito dal presente         articolo e in ogni caso per una durata non superiore al periodo di tempo         intercorrente tra la data computata con riferimento alle disposizioni in         materia di decorrenza dei trattamenti pensionistici vigenti prima della data di         entrata in vigore del presente decreto e la data della decorrenza del         trattamento pensionistico computata sulla base di quanto stabilito dal presente         articolo".
Tale intervento non determina ope legis un         diritto al suddetto prolungamento ma deve essere assunto da un apposito decreto         del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro         dell'economia e delle finanze.
8. Definizione delle domande di pensione giacenti
Nelle more della formazione della graduatoria dei         potenziali beneficiari l'esame delle domande di pensione presentate con         richiesta di avvalimento della deroga di cui all'articolo 12, comma 6, L. n.         122/2010 deve essere sospeso in attesa dell'accertamento del diritto alla         deroga in questione.
Le Sedi avranno cura di costituire apposita         evidenza delle suddette casistiche e le riesamineranno d'ufficio all'esito del         procedimento di cui al precedente punto 4.
Di tali circostanze devono essere resi edotti gli         interessati.
Resta fermo che l'esito positivo del procedimento         di riesame resta subordinato alla sussistenza degli ulteriori requisiti di         legge previsti per l'accesso alla pensione di vecchiaia e di anzianità (es.         cessazione del rapporto di lavoro dipendente).
Per la trattazione delle fattispecie di cui sopra         sotto il profilo informatico si rinvia al messaggio tecnico operativo di         imminente pubblicazione.
Conversione in legge, con         modificazioni, del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti in         materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica (pubblicata         sulla G.U. del 30 luglio 2010, n. 176)
Interventi in materia         previdenziale.
5. Le disposizioni in materia di decorrenza dei         trattamenti pensionistici vigenti prima della data di entrata in vigore del         presente decreto continuano ad applicarsi, nei limiti del numero di 10.000         lavoratori beneficiari, ancorché maturino i requisiti per l'accesso al         pensionamento a decorrere dal 1° gennaio 2011, di cui al comma 6:
a) ai lavoratori collocati in mobilità ai sensi         degli articoli 4 e 24 della L. 23 luglio 1991, n. 223, e successive         modificazioni, sulla base di accordi sindacali stipulati anteriormente al 30         aprile 2010 e che maturano i requisiti per il pensionamento entro il periodo di         fruizione dell'indennità di mobilità di cui all'articolo 7, comma 2, della L.         23 luglio 1991, n. 223;
b) ai lavoratori collocati in mobilità lunga ai         sensi dell'articolo 7, commi 6 e 7, della L. 23 luglio 1991, n. 223, e         successive modificazioni e integrazioni, per effetto di accordi collettivi         stipulati entro il 30 aprile 2010;
c) ai lavoratori che, all'entrata in vigore del         presente decreto, sono titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi         di solidarietà di settore di cui all'art. 2, comma 28, della L. 23 dicembre         1996, n. 662.
6. L'Istituto nazionale della previdenza sociale         (INPS) provvede al monitoraggio, sulla base della data di cessazione del         rapporto di lavoro, delle domande di pensionamento presentate dai lavoratori di         cui al comma 5 che intendono avvalersi, a decorrere dal 1° gennaio 2011, del         regime delle decorrenze dalla normativa vigente prima della data di entrata in         vigore del presente decreto. Qualora dal predetto monitoraggio risulti il         raggiungimento del numero di 10.000 domande di pensione, il predetto Istituto         non prenderà in esame ulteriori domande di pensionamento finalizzate ad         usufruire dei benefici previsti dalla disposizione di cui al comma 5.
L. 13 dicembre 2010, n.         220.
Disposizioni per la formazione         del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità        2011)
(pubblicata nella Gazz. Uff. 21         dicembre 2010, n. 297, S.O).
37. All’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio         2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 luglio 2010, n. 122,         sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 5, lettera a), le parole: «comma 2»         sono sostituite dalle seguenti: «commi 1 e 2»;
b) dopo il comma 5 è inserito il seguente:         «5-bis. Con riferimento ai lavoratori di cui alle lettere da a) a c) del comma         5, ancorché maturino i requisiti per l’accesso al pensionamento a decorrere dal         1° gennaio 2011 e comunque entro il periodo di fruizione delle prestazioni di         tutela del reddito di cui alle medesime lettere, il Ministro del lavoro e delle         politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,         nei limiti delle risorse disponibili del Fondo sociale per occupazione e         formazione, di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), del D.L. 29 novembre         2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla L. 28 gennaio 2009, n. 2,         può disporre, in deroga alla normativa vigente, in via alternativa a quanto         previsto dal citato comma 5, la concessione del prolungamento
dell’intervento         di tutela del reddito per il periodo di tempo necessario al raggiungimento         della decorrenza del trattamento pensionistico sulla base di quanto stabilito         dal presente articolo e in ogni caso per una durata non superiore al periodo di         tempo intercorrente tra la data computata con riferimento alle disposizioni in         materia di decorrenza dei trattamenti pensionistici vigenti prima della data di         entrata in vigore del presente decreto e la data della decorrenza del         trattamento pensionistico computata sulla base di quanto stabilito dal presente         articolo».
D.L. 31 maggio 2010, n. 78, art.       12
L. 23 luglio 1991, n. 223, art.       7
Circ. 20-4-2011  n. 69
Prestazioni economiche di malattia, di maternità e di tubercolosi. Salari medi e convenzionali e altre retribuzioni o importi.  Anno 2011.
Emanata dall'Istituto nazionale della  previdenza sociale, Direzione centrale prestazioni a sostegno del reddito, Direzione centrale entrate, Direzione centrale pensioni.
(1) Emanata dall'Istituto nazionale della previdenza sociale, Direzione centrale prestazioni a sostegno del reddito, Direzione centrale entrate,  Direzione centrale pensioni.
A) Retribuzioni di riferimento.
Come è noto, a decorrere dal 1° gennaio 2007, la retribuzione imponibile ai fini contributivi (v. Circ. 6 febbraio 2007, n. 34)  ed utile ai fini della liquidazione delle prestazioni economiche di malattia, maternità e tubercolosi deve essere determinata secondo le norme previste per la generalità dei lavoratori (art. 6, D.Lgs. n. 314/1997 e art. 1, comma 1, del D.L. n. 338/1989, convertito in legge n. 389/1989).
Pertanto, anche per i lavoratori in epigrafe, i  trattamenti economici previdenziali in oggetto relativi ad eventi indennizzabili sulla scorta di periodi di paga cadenti nell’anno 2011 - e, cioè, quelli insorti a partire dal 1° febbraio 2011, salvo che l’evento, pur iniziato nel mese di gennaio 2011, debba essere indennizzato con la retribuzione del medesimo mese in quanto il rapporto  di lavoro è sorto nel mese di gennaio 2011 [1] - sono da liquidare sulla base di una retribuzione comunque non inferiore al minimale giornaliero di legge, che è pari, per il 2011, ad euro 44,49 (v. Circ. 1 febbraio 2011, n. 24).
L’art. 1, comma 5, della legge n. 81/2006, di conversione del D.L. n. 2/2006,  ha disposto che, a decorrere dal 1° gennaio 2006, la retribuzione da prendere a base “ai fini del calcolo delle prestazioni temporanee in favore degli operai agricoli a tempo determinato e assimilati” è quella indicata all’art. 1, comma 1, del D.L. n. 338/1989, convertito nella legge n. 389/1989,  e cioè la retribuzione stabilita “dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative su base nazionale, ovvero da accordi collettivi o contratti individuali, qualora ne derivi una retribuzione di importo superiore a quello previsto dal contratto collettivo”. È venuta meno quindi la possibilità, prevista dall’art. 4 del D.Lgs. n. 146/1997, di far riferimento, ai fini erogativi di interesse, ai salari convenzionali.
Con riguardo alla determinazione della retribuzione di riferimento ed alla individuazione dei dati salariali utili per la liquidazione delle prestazioni di malattia e maternità, si rinvia a quanto già chiarito nel messaggio n. 29676 del 7 dicembre 2007.  Si ricorda, ad ogni modo, che la retribuzione di base per la liquidazione delle prestazioni non può essere inferiore al minimale di legge indicato, per il 2011, nella  Circ. 1 febbraio 2011, n. 24 (Allegato 1, Tabella A, anno 2011, operaio agricoltura), pari a euro 39,58.
Per quanto si riferisce ai riflessi sull’erogazione delle prestazioni economiche di malattia e di tubercolosi (per i primi 180 giorni di assistenza), si ricorda che dette  retribuzioni sono utilizzabili soltanto nei confronti dei lavoratori in  questione (compartecipanti familiari e piccoli coloni), limitatamente ai quali, nell’ambito del settore agricolo, continuano a trovare applicazione i salari medi convenzionali determinati anno per anno per ciascuna provincia con i decreti previsti dall’art. 28 del D.P.R. n. 488/1968 (v. circolare 2 marzo 2000, n. 56, paragrafo 2, e messaggio 19 dicembre 2001, n. 955).
Con D.M. 3 dicembre 2010 il Ministero del lavoro e delle politiche sociali (G.U. n. 300 del 24 dicembre 2010), di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha determinato le retribuzioni convenzionali da prendere a base  per il calcolo dei contributi dovuti per l’anno 2011 a favore dei lavoratori italiani operanti all’estero, in Paesi extracomunitari, per le assicurazioni obbligatorie non contemplate da accordi in materia di sicurezza sociale.
Le predette retribuzioni, utilizzabili anche per la liquidazione delle prestazioni economiche di malattia, maternità e  tbc per le quali sono da prendere a riferimento le retribuzioni relative all’anno 2011, sono riportate nella Circ. 9 febbraio 2011, n. 31.
L’indennità per i due mesi precedenti la data del parto e per i tre mesi successivi alla stessa data, l’indennità per congedo parentale nonché quella per interruzione della gravidanza devono  essere calcolate utilizzando i seguenti importi:
- coltivatrici dirette, colone, mezzadre, imprenditrici agricole professionali: euro 38,96, corrispondenti al limite minimo di retribuzione giornaliera fissata per l’anno 2010 per la  qualifica di operaio dell'agricoltura (tab. A allegata alla Circ. 2 febbraio 2010, n. 16), con riferimento alle nascite avvenute nel 2011 (anche quando il periodo indennizzabile abbia avuto inizio nel 2010);
- artigiane: euro 44,49, corrispondenti al limite minimo di retribuzione giornaliera fissata per l’anno 2011 per la  qualifica di impiegato dell’artigianato (tab. A allegata alla Circ. 1 febbraio 2011, n. 24), con riferimento agli eventi per i quali il periodo indennizzabile abbia inizio nel 2011;
- commercianti: euro 44,49, corrispondenti al limite minimo di retribuzione giornaliera fissata per l’anno 2011 per la  qualifica di impiegato del commercio (tab. A allegata alla Circ. 1 febbraio 2011, n. 24), con riferimento agli eventi per i quali il periodo indennizzabile abbia inizio nel 2011.
B) Importi di riferimento per altre prestazioni.
degenza ospedaliera (prima stabilita nella misura dello 0,50%) è pari, a far data dal 7/11/2007, allo 0,72% (v. Msg. 9 novembre  2007, n. 27090).
Il contributo mensile utile ai fini dell’accertamento del requisito richiesto si ottiene, quindi, per l’anno  2011, applicando l’aliquota del 26,72% sul minimale di reddito di cui all’art. 1, comma 3, della L. n. 233/1990 che è pari, per il suddetto anno, a euro 14.552,00. Conseguentemente, il contributo mensile utile è pari ad euro 324,02.
Per  gli eventi insorti nel 2011, il limite di reddito previsto ai fini dell’erogazione dell’indennità per degenza ospedaliera e dell’indennità di malattia corrisponde ad euro 64.502,9 (= 70% del massimale 2010, pari  ad euro 92.147,00 - Circ. 2 febbraio 2010, n. 13).
La misura della prestazione è pari al 50% dell’importo corrisposto a titolo di indennità per degenza ospedaliera a  favore dei lavoratori iscritti alla Gestione Separata. Pertanto, l’indennità di malattia andrà calcolata - applicando la percentuale del 4%, del 6% o dell’8% a seconda delle mensilità di contribuzione accreditate nei 12 mesi precedenti l’evento - assumendo a riferimento l’importo che si ottiene dividendo per 365 il massimale contributivo di cui all’art. 2, comma 18, della legge n. 335/1995, valido per l’anno di inizio della malattia.
Come è noto, secondo i criteri vigenti (v. Circ. 23 luglio 2001, n. 147),  l’indennità in questione va calcolata - con percentuali diverse (8%, 12%, 16%) a seconda della contribuzione attribuita nei dodici mesi precedenti il ricovero - sull’importo che si ottiene dividendo per 365 il massimale contributivo di cui all’art. 2, comma 18, della citata legge 8 agosto 1995, n. 335, valido per l’anno nel quale ha avuto inizio l’evento.
Come reso noto con Circ. 23 marzo 2011, n. 56,  la variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, da applicarsi per l’anno 2011, è pari allo 1,6%.  Pertanto, gli importi dell’assegno di maternità del Comune e dei requisiti reddituali, di cui all’art. 74 del D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 validi per le  nascite avvenute nel 2011, nonchè per gli  affidamenti e  le adozioni il cui ingresso in famiglia sia avvenuto nel 2011, sono i seguenti:
L’importo dell’assegno di maternità dello Stato, di cui all’art. 75 del D.Lgs. n. 151/2001,  validi per le nascite avvenute nel 2011, nonchè per gli  affidamenti preadottivi e le adozioni dei minori il cui ingresso in famiglia sia avvenuto nel 2011, è pari a euro 1.946,88 (misura intera), tenuto conto che la variazione dell’indice ISTAT da applicarsi per il 2011 è, come detto al paragrafo precedente, pari all'1,6 per cento [2].
In base al D.M. 19 novembre 2010 (G.U. n. 279 del 29 novembre  2010), che stabilisce nella misura dell'1,4% la percentuale di variazione per il calcolo della perequazione  automatica delle pensioni da attribuire in via previsionale per l’anno 2011, il valore provvisorio dell’importo annuo del trattamento minimo pensionistico per il 2011 è pari a euro 6.076,59 (v. tabella B della Circ. 30 dicembre 2010, n. 167).
Tale  importo, come è noto, è da prendere a riferimento ai fini dell’indennità per congedo parentale nei casi previsti dal comma 3 dell’art. 34 del D.Lgs. n. 151/2001 (v. Circ. 6 giugno 2000, n. 109, Circ. 17 gennaio 2003, n. 8 e Circ. 4 febbraio 2008, n. 16),  nel senso che il genitore che nel 2011 chiede periodi di congedo parentale ulteriori rispetto a quelli di cui ai commi 1 e 2 dell’art. 32  del citato decreto, ha diritto alla indennità nella misura del 30% se il proprio reddito individuale è inferiore a due volte e mezzo l’importo  annuo del trattamento minimo di pensione: per il 2011 il valore provvisorio di tale importo risulta, pertanto, pari a euro 15.191,47 (= 6.076,59 x 2,5).
Come è noto (v. Circ. 15 gennaio 2007, n. 14),  l’importo di 70 milioni di lire (pari a euro 36.151,98) per il 2001, da  rivalutarsi annualmente, a partire dal 2002, sulla base delle variazioni dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, deve rappresentare il tetto massimo complessivo annuo dell’onere relativo al beneficio di cui all’art. 42, comma 5, del D.Lgs. n. 151/2001 e deve essere ripartito fra indennità economica ed accredito figurativo.
La differenza fra l’importo complessivo annuo e  il valore ottenuto dalla predetta operazione costituirà il costo massimo della copertura figurativa annua.
In attuazione di quanto precede, vengono riportati, per l’anno 2011, sulla base della variazione dell’indice Istat dell'1,6%, il tetto massimo complessivo dell’indennità per congedo  straordinario e del relativo accredito figurativo, i valori massimi dell’indennità economica, annuale e giornaliera (tabella 1), calcolati tenendo conto dell’aliquota contributiva del 33% (FPLD), nonché gli importi massimi di retribuzione figurativa (tabella 2) accreditabili a copertura dei periodi di congedo fruiti nell’anno in corso.
Fondi alle scuole per la retribuzione dello straordinario Il 31 maggio scorso è stato siglato l'accordo sui fondi alle scuole per retribuire gli incarichi connessi alla realizzazione del piano dell'offerta formativa delle istituzioni scolastiche. I finanziamenti dovrebbero essere versati nelle casse delle scuole già a partire dal 1 settembre e serviranno per retribuire gli incarichi dei docenti e del personale Ata, oltre che per le sostituzioni e per le indennità di lavoro notturno, festivo, di bilinguismo e trilinguismo.
Gli addetti del settore sanitario sono tra i lavoratori a rischio di punture di ago e di ferite da taglio. Tali infortuni sono potenzialmente pericolosi perché la persona può essere infettata da agenti patogeni presenti nel sangue (ossia virus, batteri, micosi e altri microrganismi). (Link diretto al sito dell'autore)
Cassazione "...Nocività dell'ambiente di lavoro e malattia professionale..."
sul ricorso 10450-2007 proposto da:
#################, elettivamente domiciliato in --
avverso la sentenza n. 37/2006 della SEZ. DIST. CORTE D'APPELLO di TARANTO, depositata il 31/03/2006 R.G.N. 4/05;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 30/03/2011 dal Consigliere Dott. ANTONIO IANNIELLO;
udito l'Avvocato ALIBBRTI BENIAMINO;
udito l'Avvocato GIANNI GAETANO per delega BOCCIA FRANCO RAIMONDO e SCHIAVONE ENRICO CLAUDIO;
Con ricorso notificato il 30 marzo 2007, ################# chiede, con quattro motivi, la cassazione della sentenza depositata il 31 marzo 2006, con la quale la Corte d'appello di Lecce ha confermato la decisione di primo grado, di rigetto della domanda da lui svolta nei confronti della I. s.p.a. - sua datrice di lavoro dal 6 luglio 1970 al 31 gennaio 1996 - di risarcimento del danno biologico per una malattia contratta in ragione della nocività dell'ambiente lavorativo, senza che la società avesse operato, in violazione dell'art. 2087 c.c., i necessari interventi a tutela della salute dei dipendenti.
Il ricorso è stato notificato anche a -- chiamate in garanzia dalla --. già nel giudizio di primo grado.
--. hanno resistito alle domande con separati, rituali controricorsi.
L'intimata ---. non si è viceversa costituita in questa sede di legittimità.
La I. s.p.a. ha infine depositato una memoria ai sensi dell'art. 378 c.p.c..
Con i quattro motivi di ricorso ################# lamenta il vizio di motivazione della sentenza nonchè la violazione degli artt. 2113, 1362 e ss., in particolare art. 1367 c.c., per avere i giudici di merito ritenuto che la domanda fosse preclusa dalla rinuncia, effettuata dal ricorrente nella quietanza a saldo sottoscritta al termine del rapporto, anche a "diritti derivanti dall'art. 2087 c.c.".
E ciò nonostante che al momento di tale sottoscrizione il ricorrente, pur essendo stata inoltrata il 30 gennaio precedente all'INAIL la denuncia di malattia di origine professionale, non fosse ancora a conoscenza dell'eventuale riconoscimento della stessa, avvenuto solo nel 1997 - e quindi non avesse la consapevolezza del diritto che ne poteva conseguire.
In ogni caso poi, la formula contenente il generico richiamo, nella quietanza, al danno di cui all'art. 2087 c.c., per di più indicato in aggiunta a quello derivante dalla norme di cui agli artt. 1224 e 2116 c.c. e ad un elenco di altri diritti, in un testo predisposto dalla società e al quale era stata aggiunta dal ricorrente la dicitura "con riserva", non avrebbe potuto essere interpretato, alla luce delle norme legali sulla interpretazione dei contratti e dei negozi giuridici unilaterali recettizi nonchè della regola di cui all'art. 1367 c.c., come una vera rinuncia a diritti relativamente indisponibili ex art. 2113 c.c., ma mera formula di stile, essendo la comune intenzione delle parti quella di definire unicamente le questioni concernenti la liquidazione del t.f.r., avvenuta contestualmente alla sottoscrizione della quietanza a saldo in parola.
Va peraltro preliminarmente affermato che, essendo stata inoltrata all'INAIL, su segnalazione del ricorrente, la denuncia di malattia professionale, deve ritenersi che il M., anche prima del relativo riconoscimento da parte dell'INAIL, avesse piena consapevolezza quantomeno della possibilità che la malattia fosse effettivamente di origine professionale e che la responsabilità di essa potesse farsi risalire al datore di lavoro ai sensi dell'art. 2087 c.c..
Contrariamente a quanto affermato dal ricorrente, egli era pertanto in grado di disporre consapevolmente del diritto al risarcimento dei danni che ne poteva derivare, nel quadro della quietanza a saldo sottopostagli dal datore di lavoro.
In proposito, peraltro, secondo la giurisprudenza di questa Corte (cfr. Cass. 11 luglio 2001 n. 9407, 17 maggio 2006 n. 11536 e successive), "affinchè una quietanza a saldo rilasciata dal lavoratore al datore di lavoro e accompagnata dalla rinuncia a maggiori somme possa essere sussulta sotto l'art. 2113 cod. civ. è necessario che essa si riferisca non a crediti solo in astratto ipotizzati bensì a diritti determinati o determinabili, con il cosciente intento di abdicarvi o di transigere".
Enunciazioni del genere suddetto sono infatti normalmente assimilabili alle clausole di stile e non sono di per sè sufficienti a comprovare l'effettiva sussistenza di una volontà dispositiva dell'interessato.
Una tale indagine deve essere inoltre particolarmente rigorosa nel caso in cui la dichiarazione sottoposta alla sottoscrizione del lavoratore si esprima in termini di mera rinuncia a diritti dello stesso, senza alcuna contropartita diretta o indiretta.
Applicando le regole suddette al caso in esame, si rileva che la dichiarazione di rinuncia del M. era stata predisposta dal datore di lavoro come inserita nel contesto di una quietanza a saldo da sottoscrivere contestualmente alla corresponsione del t.f.r. al lavoratore, riguardava genericamente una serie di possibili diritti in astratto nascenti dal rapporto, tra i quali anche quelli al risarcimento dei danni derivati dall'art. 2087 c.c. e non comportava alcuna contropartita per il dipendente.
I dati così rilevati, svalutati in maniera apodittica dalla sentenza impugnata, danno ragione alla difesa del M. quando afferma che essi, valutati secondo le regole ermeneutiche legali, inducono, già di per sè, ad una notevole cautela nell'avallare il possibile valore negoziale della dichiarazione sottoscritta dal ricorrente.
Inoltre e soprattutto appare decisiva per escludere tale valore negoziale di rinuncia l'aggiunta, di pugno del ricorrente, in calce alla dichiarazione predisposta dalla società della dicitura "con riserva", che contrariamente a quanto apoditticamente affermato dalla Corte territoriale, assume, nel contesto indicato e alla luce delle prassi correnti nel mondo sindacale e del lavoro, valore decisivo per escludere ogni significato negoziale alla dichiarazione che precede.
In proposito, va infatti affermato il principio per cui non è ravvisabile una volontà negoziale nella dichiarazione, sottoscritta dal lavoratore ma predisposta dal datore di lavoro in occasione della corresponsione del trattamento di fine rapporto, di rinuncia a diritti, quando essa sia accompagnata dall'espressione "con riserva":
infatti l'indeterminazione del contenuto rende nulla la complessiva dichiarazione ai sensi degli art. 1418 c.c., comma 2 e art. 1346 cod. civ..
La Corte territoriale non si è attenuta nel caso esaminato a tale regola, per cui il ricorso va accolto e la sentenza impugnata va corrispondentemente cassata, con rinvio, anche per il regolamento delle spese di questo giudizio di cassazione, alla Corte d'appello di Lecce, in diversa composizione, la quale si atterrà al principio enunciato da questa Corte.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese di questo giudizio, alla Corte d'appello di Lecce, in diversa composizione.
Ciò che si deve sapere sulla spirometria - Sorveglianza sanitaria dei lavoratori e dei fumatori
- Vademecum di spirometria - aggiornamento 2011 - Franco Roscelli, Augusto Quercia, Andrea Innocenti
- Appunti di spirometria- seconda edizione - aggiornamento 2011 - Franco Roscelli, Augusto Quercia, Andrea Innocenti
- Linee guida European Respiratory Society
- Programma per il calcolo dei valori teorici per lavoratori europei - CECA 1971 - A cura di Andrea Innocenti e Franco Roscelli
- Programma per il calcolo dei valori teorici per lavoratori extracomunitari maschi - A cura di Andrea Innocenti e Franco Roscelli
- Programma per il calcolo dei valori teorici per lavoratrici extracomunitarie femmine - A cura di Andrea Innocenti e Franco Roscelli
- Programma per il calcolo del decremento longitudinale di FEV1 e VC - A cura di Andrea Innocenti
“ L’obbligo di valutazione dei rischi: dalla Direttiva 391/89/CEE al DLgs 81/08”, a cura di Mario Marchio (Ispettore Sicurezza Lavoro ASLTO 3), intervento al convegno «La centralità della Valutazione dei rischi nella prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali»