Source: https://www.dl.camcom.it/sonoimpresa/sono-impresa-inoltre/sei-iscritta-albo-gestori-ambientali/albo-gestori-ambientali/Categoria-2-Bis-raccolta-e-trasporto-di-rifiuti-propri
Timestamp: 2020-04-08 03:07:45+00:00
Document Index: 2233983

Matched Legal Cases: ['art. 212', 'art. 67', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 20', 'art. 24']

Menu rapido / Ambiente / Albo gestori ambientali / Categoria 2 Bis - raccolta e trasporto di rifiuti propri
Nella categoria 2bis (ex art. 212, comma 8 del Dlgs. 152/06 - trasporto dei propri rifiuti) si devono iscrivere:
- i produttori iniziali di rifiuti non pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti;
- i produttori iniziali di rifiuti pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti in quantità non eccedenti 30 chilogrammi o 30 litri al giorno,
a condizione che tali operazioni costituiscano parte integrante ed accessoria dell’organizzazione dell’impresa dalla quale i rifiuti sono stati prodotti.
Per produttore iniziale si intende l’impresa la cui attività ha prodotto il rifiuto in origine e non l’impresa che ha prodotto i rifiuti da attività di pretrattamento, miscuglio o altre operazioni che hanno mutato la natura o la composizione dei rifiuti stessi.
L’impresa può iniziare l’attività di trasporto dei rifiuti autoprodotti solo dal momento dell’emissione del provvedimento di iscrizione.
L’iscrizione ha validità di 10 anni a decorrere dalla data di efficacia dell’iscrizione. Efficacia e validità decorrono dalla data nella quale il relativo provvedimento è formalizzato e notificato all’interessato:
- per le iscrizioni effettuate entro il 14/04/2008, la data di decorrenza dei dieci anni parte dalla data della delibera di aggiornamento dell’iscrizione (nel provvedimento è indicato la data di inizio e di fine validità);
- per le iscrizioni effettuate dal 15/04/2008 al 25/12/2010, la decorrenza dei dieci anni deve intendersi riferito alla data di entrata in vigore al D.Lgs. 205/2010 (quindi fino al 25/12/2020); nel provvedimento non si evince, ma viene indicata nell’area riservata del sito dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali, dov’è indicato la data di inizio e di fine validità.
- per le iscrizioni effettuate dopo il 25/12/2010, la data di decorrenza dei dieci anni parte dalla data della delibera di iscrizione (nel provvedimento è indicato la data di inizio e di fine validità).
L’iscrizione è rinnovabile, tramite apposita domanda, da presentarsi 5 mesi prima della scadenza, come da Circolare del CN n. 413 del 06/04/2017.
la sede dell’impresa, l’attività o le attività dai quali sono prodotti i rifiuti. L’attività, o le attività, sono verificabili in base alla certificazione camerale. Si precisa che il codice ATECO non ha valore legale ma semplicemente statistico. E’ una classificazione per le rilevazioni di carattere economico, quindi non può essere preso in considerazione per valutare l’effettiva attività economica di un’impresa;
gli estremi identificativi e l’idoneità tecnica dei mezzi utilizzati per il trasporto dei rifiuti. Si ricorda che i veicoli devono essere in regola con la vigente disciplina in materia di autotrasporto di cose e devono essere tecnicamente idonei al trasporto dei rifiuti, anche in relazione alle modalità di trasporto indicate.
le caratteristiche e la natura dei rifiuti autoprodotti attraverso l’indicazione dei codici dell’EER corrispondenti.
ATTRIBUZIONE CODICI DELL’EER
La classificazione dei rifiuti è effettuata dal produttore assegnando ad essi il competente codice dell’EER prima che il rifiuto sia allontanato dal luogo di produzione. La procedura deve essere sempre applicata con molta attenzione, rispettando la sequenza operativa prevista.
Tutti i rifiuti inclusi nell’elenco sono definiti mediante un codice a sei cifre e da una descrizione. Le sei cifre si devono intendere composte da tre copie di cifre ciascuna XX YY ZZ.
Ogni coppia identifica nell’ordine:
XX: capitolo – identifica la fonte, ovvero l’attività che ha generato il rifiuto. I capitoli per identificare l’origine del rifiuto sono 20. I capitoli che vanno da 01 a 12 e da 17 a 20 individuano ciascuno un settore o un processo produttivo di provenienza del rifiuto. Questi capitoli individuano tutti quei rifiuti che sono il risultato di specifici processi o attività. I capitoli 13, 14 e 15 rappresentano la fonte di tutti quei rifiuti che non sono il prodotto di uno specifico processo produttivo, ma che sono trasversali ad ogni attività. Il capitolo 16 identifica rifiuti non specificati altrimenti nell’elenco.
YY: sottocapitolo – meglio specifica la fonte, individua il processo produttivo di provenienza del rifiuto ovvero lo specifico processo produttivo che ha originato il rifiuto in questione.
ZZ: rifiuto
Un rifiuto è così univocamente determinato.
La Legge n. 116 del 11 agosto 2014, di conversione del D.L. n. 91 del 24/06/2014, ha previsto l’inserimento di una nuova disposizione per la classificazione dei rifiuti, che integra quelle già contenute nell’allegato D del D. Lgs. n. 152 del 3/04/2006.
Sinteticamente, per individuare il codice corretto rispetto ad un determinato rifiuto si deve:
- identificare la fonte che genera il rifiuto consultando i titoli dei capitoli da 01 a 12 o da 17 a 20 per risalire al codice a sei cifre riferito al rifiuto in questione, ad eccezione dei codici dei suddetti capitoli che terminano con le cifre 99.
In ogni caso, già dal primo step dell’indagine sul codice da attribuire, per lo più non ci si può limitare a “identificare la fonte che genera il rifiuto” consultando solamente i capitoli, ovvero le titolazioni sintetiche descrittive delle venti sezioni in cui è suddiviso il catalogo. Di norma i vari capitoli sono suddivisi in un numero variabile di sottocapitoli.
- se nessuno dei codici dei capitoli da 01 a 12 o da 17 a 20 si presta per la classificazione di un determinato rifiuto, occorre esaminare i capitoli 13, 14 e 15 per identificare il codice corretto;
- se nessuno di questi codici risulta adeguato, occorre definire il rifiuto utilizzando i codici di cui al capitolo 16;
Realmente residuali sono i sottocapitoli 16.03, 16.09 e 16.10: per questi rifiuti il ricorso a questi sottocapitoli può essere giustificato solo se non si sia trovato nulla di più adeguato in tutto il resto del catalogo.
- se un determinato rifiuto non è classificabile neppure mediante i codici del capitolo 16, occorre utilizzare il codice 99 preceduto dalle cifre del capitolo che corrisponde all’attività identificata in precedenza.
un rifiuto è classificato con codici CER speculari (uno pericoloso e uno non pericoloso), per stabilire se lo stesso è pericoloso o meno vanno determinate le proprietà di pericolo che lo stesso possiede. Le indagini da svolgere per determinare le proprietà di pericolo che un rifiuto classificato con codice CER speculare sono indicate dalla Legge n. 116 del 11/08/2014.
SOLO IN CASO DI RINNOVO
Si consiglia di verificare la permanenza dei requisiti minimi ed eventualmente presentare prima eventuali variazioni, in quanto con la domanda di rinnovo non è possibile effettuare variazioni.
DOCUMENTAZIONE DA PRESENTARE PER RINNOVO E ISCRIZIONE
I documenti/autodichiarazioni trasmessi attraverso una istanza telematica devono corrispondere agli originali e pertanto non possono essere allegati documenti/autodichiarazioni dai quali si rileva che la firma del sottoscrittore, posta in calce, sia stata “aggiunta” sugli stessi in formato pdf o altro sistema con la conseguenza di non essere il prodotto di una scansione del corrispondente documento/autodichiarazione sottoscritta in originale.
L’iscrizione deve’essere inviata telematicamente allegando i seguenti documenti:
1. Modulo di domanda generato in automatico dal sistema telematico compilato in ogni sua parte al fine di ottenere le autocertificazioni necessarie. Tale modulo, prima di essere allegato all'istanza, dovrà essere firmato dal Legale rappresentante olograficamente o digitalmente.
Si ricorda che il Modulo di domanda e il Foglio riepilogativo sono legati tra loro in maniera sicura e permanente da un codice numerico riportati su entrambi.
3. Dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante la non sussistenza delle cause di divieto, di decadenza o di sospensione di cui all’art. 67 del D.Lgs. 159/2011 (normativa antimafia). L’allegato B dev’essere compilato in ogni sua parte a cura del Legale Rappresentante e dal Responsabile Tecnico.
Se l’impresa risulta iscritta nell’elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti ad infiltrazione mafiosa (c.d. white list) dev’essere inviata autodichiarazione da cui si evincano gli estremi di tale iscrizione.
4. dimostrazione della piena disponibilità dei veicoli qualora gli stessi non siano di proprietà dell’impresa o tenuti in usufrutto, in leasing o con patto di riservato dominio. Quindi si dovranno allegare copia dei contratti di:
locazione senza conducente;
comodato senza conducente.
Si fa presente che il contratto di leasing è diverso dalla locazione senza conducente.
I contratti di locazione e di comodato devono essere stipulati secondo quanto disposto dalle circolari del CN n. 995 del 09/09/2013 e n. 345 del 30/04/2015.
Si ricorda che le imprese con veicoli in disponibilità temporanea devono aggiornare la loro posizione ai sensi delle circolari del CN n. 7 e 8 del 24/07/2019.
Nel caso i documenti fossero firmati olograficamente si dovrà allegare copia del documento di identità in corso di validità del sottoscrittore.
NOTA Richiesta status cooperativa sociale, onlus e comuni: al fine del pagamento ridotto degli importi le imprese interessate richiedono alla competente Sezione tramite Agest telematico il riconoscimento dello status cooperativa sociale, onlus o comune.
Le domande di iscrizione, variazione o cancellazione dall’Albo sono assoggettate all’assolvimento di un diritto di segreteria la cui entità è fissata nella misura prevista per le denunce del Registro delle Camere di Commercio.
La sezione regionale del Veneto prevede le seguenti modalità di pagamento:
Carta di credito su circuito Visa o MasterCard con 3-D Secure senza commissioni aggiuntive. Nel caso in cui il sistema non dovesse accettare la Vostra carta, è necessario rivolgersi all'istituto che l'ha rilasciata e verificarne l'abilitazione ai pagamenti elettronici.
TelemacoPay su circuito InfoCamere: consiste nel sistema per i servizi telematici realizzato da InfoCamere per le Camere di Commercio Italiane. Per saperne di più: http://telemaco.infocamere.it oppure http://www.registroimprese.it.
IConto via Telemaco: InfoCamere ha realizzato il conto unico per i pagamenti verso la PA, integrabile in TelemacoPay. Per conoscere i servizi offerti dall'Istituto di Pagamento IConto visitare il link seguente: http://www.iconto.infocamere.it.
La Sezione regionale del Veneto accetta in via eccezionale versamenti effettuati sul c/c postale (n. 17033309 intestato a CCIAA di Venezia Rovigo – Sezione regionale del Veneto o bonifico nel conto stesso – IBAN IT65K0760102000000017033309) solo nel caso in cui l’impresa intenda effettuare le seguenti variazioni:
adeguamento capacità finanziaria;
riduzione degli importi delle garanzie finanziarie per presentazione certificazione ambientali.
SOCIETA’ DI CAPITALI (spa, srl, sapa)
CONSORZI (escluse le coop. Sociali)
SOCIETA’ DI PERSONE (snc, sas)
IMPRESE INDIVIDUALI E SOGGETTI R.E.A.
COOPERATIVE SOCIALI E ONLUS
ISCRIZIONE CATEGORIE 2BIS, 2TER, 3BIS E 4TER
E’ possibile la richiesta di copie conformi di provvedimenti già emessi inoltrando richiesta tramite PEC alla Segreteria dell’Albo, indicando il nome dell’impresa, il numero di iscrizione nonché il numero di protocollo comprensivo dell’anno di emissione del provvedimento stesso (o la tipologia del provvedimento comprensivo dell’anno di emissione, ad esempio “provvedimento di iscrizione anno 2017) pagando un diritti di segreteria di € 5,00 tramite bonifico o bollettino postale.
È possibile ottenere il rimborso di diritti pagati con modalità errata. Per ottenerlo è necessario presentare richiesta tramite apposito modello in carta semplice cui dovranno essere allegati:
• copia del documento di identità in corso di validità del legale rappresentante;
• originale dell'attestazione di versamento se pagato tramite bollettino postale oppure copia del bonifico bancario.
Il modello, unitamente agli allegati richiesti, deve essere presentato in originale alla CCIAA di Venezia Rovigo Ufficio protocollo che provvederà a trasmettere l'intera documentazione all'Ufficio competente che eseguirà il rimborso.
Per agevolare e accelerare le procedure del rimborso è necessario compilare il modulo in tutte le sue parti, prestando particolare attenzione alla parte relativa alla cifra da rimborsare, al conto corrente su cui è stato effettuato il versamento e a quella sulle modalità di rimborso scelte.
La Legge n. 147 del 27/12/2013 prevede un’imposta di bolle forfettaria di € 16,00 sulle istanze trasmesse in via telematica agli uffici e agli organi della Pubblica Amministrazione per il rilascio di certificati, estratti o copie. Lo stesso importo di bollo si applica in modo forfettario anche su tutti gli atti, provvedimenti, autorizzazioni, permessi rilasciati dalle Pubbliche Amministrazioni in via telematica.
Si dovrà, quindi, versare il pagamento dell’imposta di bollo di importo pari a € 16,00:
per tutte le istanze (iscrizione/rinnovo, modifica e cancellazione) inoltrate all'Albo Gestori Ambientali;
per tutti i provvedimenti emessi a conclusione del procedimento.
Carta di credito su circuito Visa o MasterCard con 3-D Secure senza commissioni aggiuntive. Nel caso in cui il sistema non dovesse accettare la Vs. carta, è necessario rivolgersi all'istituto che l'ha rilasciata e verificarne l'abilitazione ai pagamenti elettronici.
Non sono accettati versamenti effettuati sul c/c postale in nessun caso.
Il DPR 641/1972 prescrive che le istanza che conducono ad un provvedimento di iscrizione/autorizzazione a seguito di un procedimento di istruttoria (da intendersi come attività di certificazione e di controllo, accertamento ed esame), sono soggette al pagamento della Tassa di Concessione governativa.
Al momento del download del provvedimento, ad eccezione delle variazione che non comportino modifiche alla categoria e classe autorizzata, verrà richiesto il pagamento della Tassa di concessione governativa per l’importo di € 168,00 da versare sul c.c.p. n. 8003 intestato a Agenzia delle entrate - Centro operativo di Pescara. Non sono ammesse altre forme di pagamento.
Le imprese e gli enti iscritti all'Albo Gestori sono tenuti alla corresponsione di un diritto annuale d'iscrizione per ciascuna categoria di appartenenza (art. 24, comma 3 del DM 120/2014).
Il diritto annuale deve essere pagato nell'anno d'iscrizione all'Albo e successivamente ogni anno entro il 30 aprile.
In caso di prima iscrizione o di variazione di classe il pagamento del diritto corrisponde al rateo riferito al 31 dicembre relativamente ai mesi ricompresi dalla delibera d'iscrizione o di variazione di classe (art. 24, comma 4, del DM 120/2014).
Il pagamento del diritto annuale deve essere effettuato con modalità telematica: l'impresa dovrà accedere alla propria area riservatanel sito dell'Albo Nazionale Gestori Ambientali alla pagina http://www.albonazionalegestoriambientali.it/Impresa/Login.aspx, sezione DIRITTI, dove sono riportati il dettaglio degli importi dovuti e le modalità di pagamento previste.
TelemacoPay su circuito InfoCamere (solo se nello stesso pagamento sono anche contenuti versamenti per bolli e/o diritti di segreteria): consiste nel sistema per i servizi telematici realizzato da InfoCamere per le Camere di Commercio Italiane. Per saperne di più: http://telemaco.infocamere.it oppure http://www.registroimprese.it.
MAV Elettronico Bancario pagabile senza alcuna commissione aggiuntiva mediante qualsiasi istituto bancario sia on-line, sia presso qualsiasi sportello bancario (Poste Italiane e Banco Posta Esclusi) (non è possibile effettuare il pagamento tramite MAV in fase di iscrizione o modifica di classe dimensionale).
Si accettano in via eccezionale versamenti effettuati su c/c postale (n. 17033309 intestato a CCIAA di Venezia Rovigo – Sezione regionale del Veneto o bonifico nel conto stesso – IBAN IT65K0760102000000017033309) solo nei seguenti casi:
- iscrizione di nuova categoria ai sensi della Delibera del CN n. 7 del 25/11/2014 (solo nel caso in cui l’impresa che cessa non abbia già provveduto al versamento dell’annualità);
- reiscrizione di impresa precedentemente cancellata ai sensi art. 20, comma 1, lettera f) DM 120/2014: la Sezione regionale del Veneto ha deliberato di richiedere, al fine del rilascio del provvedimento di reiscrizione, eventuali versamenti pregressi dovuti e non versati.
L'omissione del pagamento del diritto annuale comporta la sospensione d'ufficio dall'Albo per la categoria interessata che permane fino a quando non venga data prova alla Sezione dell'effettuazione del pagamento (art. 24, comma 7, del DM 120/2014).
Il modello, unitamente agli allegati richiesti, deve essere presentata in originale alla CCIAA di Venezia Rovigo Ufficio protocollo che provvederà a trasmettere l'intera documentazione all'ufficio competente che eseguirà il rimborso.
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