Source: https://www.aeranticorallo.it/teleradiofax-n-22015-23-gennaio-2015/
Timestamp: 2020-01-29 06:51:45+00:00
Document Index: 86936181

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 35', 'art. 34', 'art. 35', 'art. 1', 'art. 6']

TeleRadiofax n. 2/2015 - 23 gennaio 2015 - Aeranti-Corallo l’associazione delle radio e tv locali italiane
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TeleRadiofax n. 2/2015 – 23 gennaio 2015
Contributi e diritti amministrativi per l’uso delle frequenze televisive di diffusione e di collegamento: la situazione
La banda L non verrà più utilizzata per le trasmissioni radiofoniche digitali, ma sarà assegnata agli operatori telefonici
Importante sentenza del Tar Sardegna sulle interferenze radiofoniche con i Paesi Esteri confinanti
Il DDL Milleproroghe in Commissione alla Camera
Rapporto Lamy sull’impiego futuro della banda Uhf: la Commissione Europea avvia consultazione pubblica
La FNSI rinnova i propri organi
La Dg Connect della Commissione europea incontra gli operatori italiani
Le immagini delle riunioni di Ancona, Bologna, Roma e Torino con le imprese radiofoniche e televisive associate sono pubblicati sui canali Twitter (@aeranticorallo) e Facebook (www.facebook.com/aeranti.corallo) di Aeranti-Corallo
L’Agcom si riorganizza
Le domande per le provvidenze editoria radio e tv devono pervenire entro il 31 gennaio 2015
La scadenza per il pagamento della tassa di concessione governativa radiofonica 2015 è il 31 gennaio
A Napoli incontro su informazione e innovazione tecnologica
■ E’ pubblicato in Gazzetta ufficiale n. 14 del 19 gennaio u.s. il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 29 dicembre 2014 concernente: “Contribuzione 2014 per utilizzo frequenze televisive terrestri in tecnica digitale”.
Tale decreto (che riguarda i contributi per la concessione dell’uso delle frequenze di trasmissione di cui all’art. 35 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche, dovuto dagli operatori di rete per la tv digitale terrestre) prevede, tra l’altro, il pagamento entro il 31 gennaio 2015, a titolo di acconto del contributo dovuto per l’anno 2014, di una somma pari al 40 per cento di quanto versato (secondo la vecchia regolamentazione) nell’anno 2013, e l’invio alla Dgscerp – divisione IV del Ministero dello Sviluppo Economico, entro dieci giorni dal pagamento, di copia dell’attestazione del pagamento stesso.
Non è ancora stata, tuttavia, risolta la questione dei diritti amministrativi (che generano importi assolutamente insostenibili per tutto il comparto televisivo locale) previsti dall’art. 34 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche, dovuti dagli operatori di rete e che devono essere corrisposti entro il 31 gennaio. Inoltre l’Agcom, nella propria delibera n. 494/14/CONS (con la quale ha stabilito i criteri per la determinazione, da parte del Ministero, dei contributi per la concessione dell’uso delle frequenze di cui all’art. 35 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche) ha interpretato la normativa affermando che oltre ai contributi per la concessione dell’uso delle frequenze, devono essere corrisposti anche i contributi per l’uso dei collegamenti di telecomunicazione. Il Governo, nell’ambito della discussione relativa alla predisposizione del disegno di legge “Europea 2014” sta, altresì, ipotizzando, una modifica dei diritti amministrativi con tariffe perlopiù peggiorative.
Su tali problematiche (diritti amministrativi e contributi per l’uso dei collegamenti di telecomunicazione scissi dai contributi per la concessione dell’uso delle frequenze), molte tv locali hanno, peraltro, proposto ricorso al Tar Lazio che dovrà, quindi, pronunciarsi al riguardo. Sulla questione dei diritti amministrativi, AERANTI-CORALLO, nel corso di un lungo incontro con il Sottosegretario Giacomelli il 20 gennaio u.s., ha chiesto l’avvio, al più presto, delle procedure per la revisione delle attuali tariffe per gli operatori di rete televisivi locali, nell’ottica di una minimizzazione delle stesse, in considerazione della evidente mancanza di ragionevolezza e di proporzionalità di tali tariffe, in relazione alle dimensioni economiche e patrimoniali delle tv locali.
AERANTI-CORALLO ha, inoltre, chiesto che nell’ambito del Ddl di conversione del decreto-legge “Milleproroghe”, (attualmente all’esame delle Commissioni I e V della Camera dei Deputati), il termine di pagamento dei diritti amministrativi, scadente il 31 gennaio 2015, venga differito al 31 ottobre 2015, affinché vi sia il tempo per effettuare tale revisione (si veda al riguardo l’articolo sui lavori alla Camera relativi a tale ddl a pag. 2 della presente edizione del TeleRadioFax).
AERANTI-CORALLO ha, inoltre, chiesto che l’uso dei collegamenti di telecomunicazione sia compreso nella contribuzione per la concessione dell’uso delle frequenze di trasmissione. Occorre, infine, evidenziare che la legge n. 9/2014 ha previsto una forte riduzione dei diritti amministrativi per gli operatori delle comunicazioni elettroniche diversi da quelli televisivi e il Tar Lazio si è recentemente pronunciato (sebbene solo in sede cautelare) nel senso di un riesame della problematica da parte dello stesso Ministero, con riferimento alla mancata proporzionalità dei diritti amministrativi imposti e di penalizzazione delle piccole e medie imprese del settore rispetto agli operatori nazionali. AERANTI-CORALLO ritiene che il Governo e il Ministero dello Sviluppo economico debbano fare al più presto chiarezza su tutta la problematica. In mancanza di una forte riduzione delle tariffe si rischia, infatti, l’azzeramento del comparto televisivo locale.
Il testo del DM 29 dicembre 2014 del Ministero dello Sviluppo economico è pubblicato nel sito www.aeranticorallo.it, sezione “Normativa”; sottosezione “Norme attuative in materia di disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato”.
LA BANDA L NON VERRA’ PIU’ UTILIZZATA PER LE TRASMISSIONI RADIOFONICHE DIGITALI, MA SARA’ ASSEGNATA AGLI OPERATORI TELEFONICI
■ La delibera n. 664/09/CONS dell’Agcom ha previsto l’uso della banda Vhf-III per le trasmissioni radiofoniche digitali Dab+.
La stessa delibera ha, inoltre, previsto l’impiego di blocchi di diffusione su frequenze della banda Uhf-L (1452-1492 Mhz) per integrare o ottimizzare la copertura delle reti nazionali e locali realizzate in banda Vhf-III. La legge di stabilità 2015 ha previsto che, invece, la banda Uhf-L venga destinata agli operatori di telefonia per servizi di comunicazione elettronica mobili a banda larga e ultralarga con tecnologia 4G. Conseguentemente, per quanto riguarda la radiofonia digitale, non verrà più utilizzata la banda Uhf-L, ma verrà utilizzata esclusivamente la banda Vhf-III, come peraltro pianificato, da ultimo, dalla delibera n. 602/14/CONS, recante il piano provvisorio di assegnazione delle frequenze per il servizio radiofonico digitale nelle regioni Valle D’Aosta e Umbria e nelle province di Torino e Cuneo.
Le frequenze della banda Uhf-L, in base all’art. 1, comma 144 della legge n. 190/2014 (legge di stabilità 2015) verranno poste all’asta e l’Agcom ha reso noto, nei giorni scorsi, di aver predisposto le procedure per la gara relativa.
■ Con una recente sentenza, il Tar Sardegna, sezione Prima, si è pronunciato sulla questione delle interferenze tra impianti radiofonici italiani con quelli di un paese estero confinante. Una emittente radiofonica era, infatti, stata oggetto di un provvedimento dell’Ispettorato territoriale Sardegna, con il quale veniva imposta la modifica del sistema radiante ai fini di proteggere l’emissione estera (francese).
L’emittente aveva contestato in vari punti le presunte interferenze con l’emittente estera, evidenziando, tra l’altro, che il Ministero non aveva accertato autonomamente i disturbi tra frequenze, ma si fosse semplicemente affidato alle segnalazioni provenienti dall’Amministrazione estera. Il Tar Sardegna, accogliendo il ricorso, ha rilevato che “l’Amministrazione non ha proceduto a un autonomo accertamento tecnico circa la sussistenza dei disturbi e interferenze lamentate dalla stazione francese, limitandosi a far propri i dati tecnici trasmessi dall’Amministrazione francese. Il che comporta la compromissione del principio di adeguatezza e completezza dell’istruttoria procedimentale, codificato nell’art. 6 della legge n. 241 del 1990, alla luce del quale l’amministrazione è tenuta ad accertare d’ufficio i fatti e gli atti posti a base delle sue decisioni, potendo anche esperire verifiche tecniche ed ispezioni necessarie per il corretto esercizio della funzione amministrativa. (…).
I principi espressi dal Tar Sardegna costituiscono un importante precedente non solo per il comparto radiofonico, ma anche per il comparto tv. Infatti, le circa 144 tv locali, le cui frequenze sono state escluse dalla pianificazione, per asserite interferenze con i Paesi esteri confinanti, lamentano il mancato accertamento delle interferenze stesse in contraddittorio con l’Amministrazione estera.
■ Sono oltre mille gli emendamenti presentati alla Camera relativi al disegno di legge di conversione del dl “Milleproroghe”. Il provvedimento è attualmente in discussione alle Commissioni I e V della Camera dei Deputati. Tra gli emendamenti riguardanti il nostro settore, si segnalano quelli che hanno recepito le proposte di AERANTI-CORALLO di prorogare dal 31 gennaio al 31 ottobre il termine di pagamento dei diritti amministrativi da parte degli operatori di rete televisiva locali (si veda sul punto l’art a pag. 1 “Contributi e diritti amministrativi per l’uso delle frequenze). Tali emendamenti sono stati presentati dagli on.li Caparini, Guidesi, Invernizzi, Matteo Bragantini (Lega Nord), dagli on.li Fauttilli e Gigli (Per l’Italia-Centro democratico), dagli on.li Nicoletti, Bonaccorsi e Tullo (PD). Sono stati presentati, inoltre, alcuni emendamenti finalizzati a un incremento delle misure di sostegno per l’emittenza locale di cui alla legge n. 448/98, come da tempo richiesto da AERANTI-CORALLO. Sono stati, infine, presentati emendamenti relativi a una modifica della norma (prevista dalla legge 44/2012) relativa all’introduzione dello standard Dvbt-2 in Italia (dove si tende a non limitare tale standard alla codifica Mpeg-4, ma a ricomprendere tutte le codifiche approvate nell’ambito dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni).
■ Lo scorso 12 gennaio, la Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica sul cosiddetto “Rapporto Lamy, pubblicato a settembre dello scorso anno, che analizza l’impiego futuro, delle frequenze della banda Uhf. Il documento prevede, in particolare, la cosiddetta formula “2020-2030-2025”, finalizzata a consentire all’Europa di realizzare gli obiettivi dell’agenda digitale a banda larga in tre fasi, e garantendo ai broadcaster un percorso chiaro per gli investimenti futuri. Per Lamy, la banda dei 700 Mhz (corrispondente ai canali 49-60, attualmente in uso al broadcast televisivo terrestre in tutta Europa) dovrebbe rimanere destinata a tale impiego almeno sino al 2020 (con un margine di due anni); inoltre, l’uso esclusivo delle frequenze Uhf inferiori a 700 Mhz (canali 21-48) dovrebbe essere salvaguardato (per l’impiego televisivo digitale terrestre) almeno sino al 2030, con una revisione da farsi in sede europea nel 2025 per valutare gli sviluppi della tecnologia e del mercato. La consultazione sul Rapporto Lamy si concluderà il 12 aprile p.v. AERANTI-CORALLO sta predisponendo le proprie osservazioni sul documento di consultazione.
■ Si terrà a Chianciano (SI), dal 27 al 30 gennaio p.v., il XXVII congresso della Fnsi – Federazione nazionale della stampa italiana, sindacato unitario dei giornalisti, che ha stipulato nell’ottobre 2000 con AERANTI-CORALLO, il contratto collettivo per il lavoro giornalistico nelle imprese radiofoniche e televisive locali, rinnovato, da ultimo, nel 2010.
Nel corso del congresso verranno rinnovati gli organi della stessa Federazione. Il calendario dei lavori prevede per mercoledì 28, alle ore 10.00, la relazione del Segretario generale uscente, Franco Siddi, cui seguiranno gli interventi dei rappresentanti di Inpgi, Casagit, Ordine dei Giornalisti e Fondo di pensione complementare. Per AERANTI-CORALLO interverrà al congresso, lo stesso mercoledì 28, Marco Rossignoli.
■ Ai fini della predisposizione del rapporto annuale sull’attuazione del quadro regolatorio sulle comunicazioni elettroniche (che viene redatto in ambito europeo), la Dg Connect della Commissione europea incontrerà il prossimo 23 febbraio, a Roma, gli stakeholder e le associazioni di categoria del settore televisivo.
AERANTI-CORALLO rappresenterà in tale sede la gravità della situazione del comparto televisivo locale italiano, causata dalle recenti scelte legislative e regolamentari.
DELLE RIUNIONI DI ANCONA, BOLOGNA, ROMA E TORINO CON LE IMPRESE
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■ Recentemente l’Agcom ha approvato, con una serie di delibere, la riorganizzazione delle direzioni e degli uffici. In particolare, con la delibera n. 569/14/CONS del 28 novembre 2014, sono state introdotte modifiche e integrazioni al Regolamento concernente l’organizzazione e il funzionamento dell’Autorità. A fianco della figura del Segretario generale (avv. Francesco Sclafani) e dei due Vicesegretari generali (d.ssa Laura Aria e dott. Antonio Perrucci), sono previsti due consiglieri (del Consiglio), uno per l’Innovazione Tecnologica (ing. Vincenzo Lobianco) e uno per le Politiche dei Consumatori e Rapporti con i Consumatori (dott. Federico Flaviano). Il nuovo regolamento prevede sei direzioni (Direzione reti e servizi di comunicazioni elettroniche; Direzione infrastrutture e servizi di media; Direzione contenuti audiovisivi; Direzione sviluppo dei servizi digitali e della Rete; Direzione tutela dei consumatori; Direzione servizi postali). In particolare, quelle di interesse per il nostro settore sono due: la Direzione infrastrutture e servizi di media (retta dall’avv. Antonio Provenzano), e la Direzione contenuti audiovisivi (retta dall’avv. Benedetta Alessia Liberatore). Nella Direzione infrastrutture e servizi di media sono confluite, tra l’altro, le competenze relative allo svolgimento delle attività preparatorie e istruttorie per le funzioni di regolamentazione, di vigilanza e sanzionatorie relative alla tutela del pluralismo esterno, alla concorrenza nei media e alla gestione delle frequenze radiotelevisive e dei titoli abilitativi nel settore audiovisivo; posizioni dominanti e limiti anticoncentrativi nei servizi di media, inclusa l’editoria; pianificazione, assegnazione e gestione delle frequenze radiotelevisive; attività in materia di radiospettro nel settore della radiodiffusione, in coordinamento con la Direzione sviluppo dei servizi digitali e della Rete; pareri al Mise in merito ai trasferimenti dei diritti d’uso delle frequenze televisive; pareri all’Autorità antitrust per i mercati dell’audiovisivo; istruttoria relativa ai pareri sugli aiuti di Stato nelle materie di competenza della Direzione.
Nella Direzione contenuti audiovisivi vengono svolte, invece, le attività preparatorie e istruttorie per le funzioni di regolamentazione, di vigilanza e sanzionatorie con riferimento ai profili attinenti al pluralismo interno, al servizio pubblico radiotelevisivo e ai diritti digitali, ivi compresi gli obblighi di programmazione e la tutela dei minori, con particolare riferimento a: par condicio in periodi elettorali e non elettorali e sondaggi demoscopici e politico-elettorali; conflitti di interessi ai sensi della legge 20 luglio 2004, n. 215; obblighi della concessionaria del servizio pubblico generale radiotelevisivo; diritti audiovisivi sportivi, diritto d’autore e diritto di rettifica; quote europee, diritti secondari e produttori indipendenti; indici di ascolto sui mezzi di comunicazione di massa e sondaggi; tutela dei minori, della dignità umana e delle minoranze e rapporti con le rappresentanze degli utenti; monitoraggio radiotelevisivo e disciplina della pubblicità e dell’inserimento di prodotti; istruttoria relativa ai pareri sugli aiuti di Stato nelle materie di competenza della Direzione. I servizi dell’Agcom, come definiti dal nuovo regolamento, sono sette, di cui per il nostro settore è di interesse, in particolare, quello denominato Servizio ispettivo, Registro e Co.re.com. (a capo del quale è stato confermato l’avv. Nicola Sansalone). Tale servizio si occupa, tra l’altro, di pianificazione annuale del programma ispettivo e di vigilanza e relativa attuazione; organizzazione e gestione dell’attività ispettiva; attività ispettiva inerente alla pubblicità degli enti pubblici; attività di registrazione, archiviazione e classificazione delle immagini ai fini del monitoraggio delle trasmissioni radiotelevisive; gestione dei rapporti con il Nucleo della Guardia di Finanza e della Polizia postale e delle telecomunicazioni; tenuta del ROC e cura dei relativi adempimenti, anche di natura sanzionatoria; gestione del Catasto nazionale delle frequenze radiotelevisive; cura dei rapporti con i Corecom e monitoraggio dell’esercizio delle funzioni ad essi delegate.
■ Il 31 gennaio, scade il termine per la presentazione delle domande per le provvidenze editoria (radio e tv) relative all’anno 2014.
Tali domande dovranno pervenire al Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri tra il 1° e il 31 gennaio 2015 per via telematica, con firma digitale, così come previsto dal DPR n. 223/2010.
LA SCADENZA PER IL PAGAMENTO DELLA TASSA DI CONCESSIONE GOVERNATIVA RADIOFONICA 2015 E’ IL 31 GENNAIO
■ Ricordiamo che entro il 31 gennaio le imprese di radiodiffusione sonora (sia commerciali, sia comunitarie) debbono corrispondere la tassa di concessione governativa annuale per l’anno 2015. L’importo dovuto dalle imprese radiofoniche locali ammonta ad € 337,00. Le modalità di pagamento sono identiche a quelle previste negli scorsi anni.
■ Si è svolto lo scorso 14 gennaio, presso la sede dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, a Napoli, un incontro, organizzato da “Nuove socialità”, sul tema “L’infor-mazione e l’innovazione tecnologica per la crescita culturale e sociale del territorio”, introdotto da Gabriella Peluso (giornalista e promotrice dell’Associazione Nuove Socialità). Tale incontro ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Commissario Agcom Antonio Martusciello, del Presidente del Corecom Campania Lino Zaccaria e del Presidente dell’OdG Campania Ottavio Lucarelli.
Per AERANTI-CORALLO ha partecipato all’incontro Fabrizio Berrini che, nel proprio intervento, ha, tra l’altro, espresso il giudizio critico del comparto televisivo in ordine alle recenti scelte legislative e regolamentari che penalizzano fortemente il comparto stesso.