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Timestamp: 2017-10-18 16:47:58+00:00
Document Index: 173047221

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'sentenza ']

figli | voci dalla famiglia allargata
Articoli con tag ‘figli’
I bambini trasparenti
Sembra che per una ricerca di non ricordo più quale organismo statunitense l’atteggiamento da tenere di fronte ai bambini che fanno capricci è quello di fare finta di niente: con il tempo il bimbo cambierà rotta.
Quindi, se ho capito bene, occorre fare finta che i bambini non ci siano, li si può attraversare con lo sguardo …
Si dimentica che spesso se il bambino fa i capricci esprime un disagio la cui causa è da approfondire. I bambini hanno bisogno anche di “no” che aiutano a crescere, a orientarsi nella vita, a essere consapevoli dei propri limiti e avere uno sguardo obiettivo della realtà (nè “paperini”, nè “paperinik”). Dire no motivati, e anche sì, è un modo per dire ai figli che contano per noi. Non dire nulla significa dire loro: “sei nulla”. Ci si dimentica anche che un bimbo ignorato imparerà ad ignorare i propri bisogni e ad essere incapace di riconoscere ed esprimere le proprie emozioni: un analfabeta emotivo.
Ma forse non ho capito bene …
Progetto di legge sulla mediazione familiare
E’ stato presentato prima dell’estate il progetto di legge nazionale Pezzotta (firmato da una cinquantina di deputati sia della maggioranza che dell’opposizione e assegnato alla II Commissione Giustizia il 14 settembre 2009) che prevede l’obbligatorietà di un’informativa da parte di un mediatore della possibilità della mediazione familiare, anche per chiarire la sua specificità rispetto alla mera conciliazione. Infatti (art. 1):
I mediatori familiari operano per ristabilire le comunicazioni fra i coniugi o conviventi al fine di pervenire a un accordo tra le parti avente per contenuto un progetto condiviso, equilibrato, concretamente realizzabile e duraturo, di organizzazione delle relazioni personali, genitoriali, nel caso di presenza di figli, e materiali, dopo la chiusura del rapporto di coniugio o di convivenza. Nella realizzazione dell’accordo di mediazione, i mediatori
familiari sono tenuti a prestare particolare attenzione e a dare priorità agli interessi e ai bisogni degli eventuali figli., essendo “il tentativo di ripresa di un dialogo interrotto fra le parti, al fine di conseguire una riorganizzazione della loro vita e di quella dei figli minori, mediante il conseguimento di un accordo, volontario, condiviso (e per questo duraturo) sugli aspetti personali (principalmente la gestione concreta della bigenitorialità) e su quelli patrimoniali.
Nell’art. 1 del progetto si offre quindi una definizione di mediazione familiare.
L’art. 2 prevede l’assoluta riservatezza del percorso di mediazione.
L’art. 3 tratta il tema della professionalità dei mediatori e stabilisce i requisiti per l’esercizio della professione.
L’art. 4 tratta dell’obbligatorietà del ricorso alla mediazione ai fini della prosecuzione del processo.
L’art. 5 infine stabilisce in maniera più netta l’obbligo di ascoltare i figli minori e le modalità di audizione (ascolto protetto e audiovideoregistrato).
Clicca qui per leggere il testo integrale del progetto di legge.
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Una difficile relazione tra padre e figlia
Una sentenza della Corte di Appello di Lecce ha stabilito che «le esigenze di un bambino possono non coincidere con quelle dei suoi genitori», a proposito del fatto che una ragazzina di 12 anni, abitante con la madre in Salento, rifiuti di vedere il padre abitante a Modena. E’ dal 2006 che il papà non può vedere la figlia. Sembra che il rifiuto della ragazzina sia motivato da una denuncia fatta dall’uomo contro la madre.
Non è da escludere che una ragazzina possa esprimere la volontà di non vedere il padre ma sicuramente occorre chiarire alcuni punti:
a) qual era la qualità della relazione con il padre prima della separazione?
b) la madre si è astenuta dal mettere in atto comportamenti pregiudizievoli a danno dell’ex-coniuge?
c) si è la madre attivamente impegnata a favorire il rapporto della figlia con il padre?
d) ha avuto il padre la concreta possibilità di costruire (o ricostruire) il rapporto con la figlia?
Occorre comprendere i motivi per cui la ragazzina non vuole vedere il padre; magari può essere opportuna una terapia famigliare …
Credo sia da rigettare l’assunto: dato che la figlia vuole così, sia per sempre così!
Non solo il papà ha il diritto (salvo situazioni gravi) di vedere la figlia, ma anche la figlia ha il diritto di avere un rapporto significativo con il padre. L’esercizio di tale diritto deve essere agevolato da parte di tutti gli adulti coinvolti.
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