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Timestamp: 2019-02-20 01:33:41+00:00
Document Index: 31540354

Matched Legal Cases: ['art. 150', 'art.   149', 'art. 17', 'art. 150', 'art.  1', 'art.\n1', 'art.\n2006', 'art. 2', 'art. 2', 'art.  2', 'art. 303', 'art. 285', 'art. 2', 'art.   123', 'art. 2', 'art.\n2351', 'art.  6', 'art. 2', 'art. 72', 'art.\n1', 'art. 150', 'art. 141', 'art.  140', 'art. 148', 'art. 145', 'art. 150', 'art.  142', 'art.  142', 'art. 11', 'art. 148', 'art. 148', 'art. 149', 'art. 145', 'art. 143', 'art.  142', 'art. 1913', 'sentenza ', 'sentenza ', 'arti\n1', 'art. 13', 'art. 4']

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 18 luglio 2006, n.254 - Regolamento recante disciplina del risarcimento diretto dei danni derivanti dalla circolazione stradale, a norma dell'articolo 150 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 | Edilone.it
<MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – COMUNICATO
DIRETTIVA 2006/74/CE DELLA COMMISSIONE del 21 agosto 2006>
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 18 luglio 2006, n.254 – Regolamento recante disciplina del risarcimento diretto dei danni derivanti dalla circolazione stradale, a norma dell’articolo 150 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 18 luglio 2006, n.254 - Regolamento recante disciplina del risarcimento diretto dei danni derivanti dalla circolazione stradale, a norma dell'articolo 150 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 - Codice delle assicurazioni private. (GU n. 199 del 28-8-2006)
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 18 luglio 2006, n.254
Regolamento  recante  disciplina  del  risarcimento diretto dei danni
derivanti  dalla circolazione stradale, a norma dell’articolo 150 del
decreto   legislativo   7 settembre  2005,  n.  209  –  Codice  delle
assicurazioni private.
Visto  l’articolo 150  del decreto legislativo 7 settembre 2005, n.
Visto il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, recante disposizioni
urgenti  in  materia  di riordino delle attribuzioni della Presidenza
del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri;
consultiva per gli atti normativi nelle Adunanze del 19 dicembre 2005
e del 27 febbraio 2006;
riunione del 30 giugno 2006;
a) «codice»:  il  codice  delle  assicurazioni  private di cui al
b) «Isvap»:  l’Istituto  per  la  vigilanza  sulle  assicurazioni
private e di interesse collettivo;
c) «impresa»:   la   societa’   autorizzata   ad  esercitare  nel
territorio  della  Repubblica  l’assicurazione  obbligatoria  per  la
responsabilita’ civile autoveicoli;
d) «sinistro»:   la  collisione  avvenuta  nel  territorio  della
Repubblica  tra due veicoli a motore identificati e assicurati per la
responsabilita’  civile obbligatoria dalla quale siano derivati danni
ai  veicoli  o  lesioni  di  lieve  entita’ ai loro conducenti, senza
coinvolgimento di altri veicoli responsabili;
e) «danneggiato»: il proprietario o il conducente del veicolo che
abbia subito danni a seguito del sinistro;
f) «lesioni»:    le    lesioni    di   lieve   entita’   definite
all’articolo 139 del codice.
2. Restano ferme, inoltre, le definizioni contenute nell’articolo 1
Le    note    qui   pubblicate   sono   state   redatte
–  L’art. 150 del decreto legislativo 7 settembre 2005,
n.  209,  concernente «Codice delle assicurazioni private»,
239, S.O., e’ il seguente:
«Art.   150 (Disciplina  del  sistema  di  risarcimento
diretto). – 1. Con decreto del Presidente della Repubblica,
su  proposta  del  Ministro  delle attivita’ produttive, da
emanarsi  entro  novanta  giorni  dalla  data di entrata in
vigore del presente codice sono stabiliti:
a) i   criteri   di   determinazione   del  grado  di
responsabilita’  delle  parti  anche per la definizione dei
rapporti interni tra le imprese di assicurazione;
b) il contenuto e le modalita’ di presentazione della
denuncia  di  sinistro  e  gli adempimenti necessari per il
risarcimento del danno;
c) le  modalita’,  le  condizioni  e  gli adempimenti
dell’impresa  di  assicurazione  per  il  risarcimento  del
d) i  limiti  e  le  condizioni di risarcibilita’ dei
danni accessori;
e) i  principi  per la cooperazione tra le imprese di
assicurazione,  ivi  compresi  i  benefici  derivanti  agli
assicurati dal sistema di risarcimento diretto.
2.  Le  disposizioni  relative  alla procedura prevista
dall’art.   149   non   si   applicano   alle   imprese  di
assicurazione  con  sede  legale  in altri Stati membri che
operano  nel  territorio  della  Repubblica  ai sensi degli
articoli 23  e 24, salvo che le medesime abbiano aderito al
sistema di risarcimento diretto.
3. L’ISVAP vigila sul sistema di risarcimento diretto e
sui  principi  adottati  dalle  imprese  per  assicurare la
tutela  dei  danneggiati,  il  corretto  svolgimento  delle
operazioni di liquidazione e la stabilita’ delle imprese.».
leggi  ed  emanare  i  decreti  aventi  valore di legge e i
–  Il  comma 2 dell’art. 17 della legge 23 agosto 1988,
n.  400 «Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento
della  Presidenza  del  Consiglio dei Ministri», pubblicata
nella  Gazzetta  Ufficiale 12 settembre 1988, n. 214, S.O.,
norme regolamentari.».
–  Per  il  testo dell’art. 150 del decreto legislativo
7 settembre 2005, n. 209, si veda la nota al titolo;
«Disposizioni   urgenti   in   materia  di  riordino  delle
dei   Ministeri»   (pubblicato   nella  Gazzetta  Ufficiale
18 maggio  2006, n. 114), e’ stato convertito in legge, con
modificazioni,  dall’art.  1 della legge 17 luglio 2006, n.
233, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 17 luglio 2006, n.
– Si riporta il testo degli articoli 139 e 1 del citato
decreto legislativo n. 209 del 2005:
«Art.   139  (Danno  biologico  per  lesioni  di  lieve
entita).  –  1.  Il  risarcimento  del  danno biologico per
lesioni di lieve entita’, derivanti da sinistri conseguenti
alla  circolazione  dei  veicoli a motore e dei natanti, e’
effettuato secondo i criteri e le misure seguenti:
a) a   titolo   di  danno  biologico  permanente,  e’
liquidato per i postumi da lesioni pari o inferiori al nove
per   cento   un  importo  crescente  in  misura  piu’  che
proporzionale  in  relazione  ad  ogni punto percentuale di
invalidita’;    tale   importo   e’   calcolato   in   base
all’applicazione a ciascun punto percentuale di invalidita’
del  relativo  coefficiente secondo la correlazione esposta
nel  comma 6.  L’importo cosi’ determinato si riduce con il
crescere  dell’eta’  del  soggetto  in  ragione  dello zero
virgola  cinque  per  cento per ogni anno di eta’ a partire
dall’undicesimo  anno di eta’. Il valore del primo punto e’
pari  ad  euro  seicentosettantaquattro virgola settantotto
(l’originario importo di euro 674,78 e’ stato modificato in
euro 688,28, a decorrere dal mese di aprile 2006, dall’art.
1  del  decreto  del  Ministero  per  lo sviluppo economico
31 maggio  2006,  pubblicato in Gazzetta Ufficiale 6 giugno
2006, n. 129);
b) a   titolo   di  danno  biologico  temporaneo,  e’
liquidato un importo di euro trentanove virgola trentasette
(l’originario  importo di euro 39,37 e’ stato modificato in
euro  40,16, a decorrere dal mese di aprile 2006, dall’art.
2006,  n.  129)  per ogni giorno di inabilita’ assoluta; in
caso di inabilita’ temporanea inferiore al cento per cento,
la  liquidazione  avviene  in  misura  corrispondente  alla
percentuale di inabilita’ riconosciuta per ciascun giorno.
2.  Agli  effetti di cui al comma 1 per danno biologico
si    intende    la   lesione   temporanea   o   permanente
all’integrita’  psico-fisica  della persona suscettibile di
accertamento   medico-legale   che   esplica   un’incidenza
negativa   sulle   attivita’  quotidiane  e  sugli  aspetti
dinamico-relazionali    della    vita    del   danneggiato,
indipendentemente  da  eventuali  ripercussioni  sulla  sua
capacita’ di produrre reddito.
3.  L’ammontare  del danno biologico liquidato ai sensi
del comma 1 puo’ essere aumentato dal giudice in misura non
superiore  ad  un quinto, con equo e motivato apprezzamento
delle condizioni soggettive del danneggiato.
4.  Con decreto del Presidente della Repubblica, previa
deliberazione  del  Consiglio dei Ministri, su proposta del
Ministro  della  salute,  di  concerto  con il Ministro del
lavoro  e  delle  politiche  sociali, con il Ministro della
giustizia  e con il Ministro delle attivita’ produttive, si
provvede  alla  predisposizione  di  una  specifica tabella
delle  menomazioni alla integrita’ psicofisica comprese tra
uno e nove punti di invalidita’.
5.  Gli  importi  indicati  nel comma 1 sono aggiornati
annualmente   con  decreto  del  Ministro  delle  attivita’
produttive,   in   misura  corrispondente  alla  variazione
dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie
di     operai    ed    impiegati    accertata    dall’ISTAT
(all’aggiornamento annuale degli importi di cui al comma 1,
si  e’ provveduto con decreto del Ministero per lo sviluppo
economico  31 maggio 2006, pubblicato in Gazzetta Ufficiale
6 giugno 2006, n. 129).
6. Ai  fini del calcolo dell’importo di cui al comma 1,
lettera a),  per un punto percentuale di invalidita’ pari a
1 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 1,0, per
un  punto percentuale di invalidita’ pari a 2 si applica un
coefficiente  moltiplicatore  pari  a  1,1,  per  un  punto
percentuale   di   invalidita’  pari  a  3  si  applica  un
coefficiente  moltiplicatore  pari  a  1,2,  per  un  punto
percentuale   di   invalidita’  pari  a  4  si  applica  un
coefficiente  moltiplicatore  pari  a  1,3,  per  un  punto
percentuale   di   invalidita’  pari  a  5  si  applica  un
coefficiente  moltiplicatore  pari  a  1,5,  per  un  punto
percentuale   di   invalidita’  pari  a  6  si  applica  un
coefficiente  moltiplicatore  pari  a  1,7,  per  un  punto
percentuale   di   invalidita’  pari  a  7  si  applica  un
coefficiente  moltiplicatore  pari  a  1,9,  per  un  punto
percentuale   di   invalidita’  pari  a  8  si  applica  un
coefficiente  moltiplicatore  pari  a  2,1,  per  un  punto
percentuale   di   invalidita’  pari  a  9  si  applica  un
coefficiente moltiplicatore pari a 2,3.».
«Art.  1  (Definizioni).  –  1. Agli effetti del codice
delle assicurazioni private si intendono per:
a) assicurazione  contro  i  danni:  le assicurazioni
indicate all’art. 2, comma 3;
b) assicurazione  sulla  vita:  le assicurazioni e le
operazioni indicate all’art. 2, comma 1;
c) attivita’ assicurativa: l’assunzione e la gestione
dei rischi effettuata da un’impresa di assicurazione;
d) attivita’   riassicurativa:   l’assunzione   e  la
gestione dei rischi ceduti da un’impresa di assicurazione o
la  retrocessione  dei  rischi  effettuata da un’impresa di
riassicurazione;
e) attivita’  in regime di liberta’ di prestazione di
servizi   o  rischio  assunto  in  regime  di  liberta’  di
prestazione di servizi: l’attivita’ che un’impresa esercita
da  uno  stabilimento  situato  nel territorio di uno Stato
membro  assumendo  obbligazioni  con  contraenti  aventi il
domicilio,  ovvero,  se  persone  giuridiche, la sede in un
altro  Stato  membro  o il rischio che un’impresa assume da
uno stabilimento situato nel territorio di uno Stato membro
diverso da quello in cui e’ ubicato il rischio;
f) attivita’  in  regime  di  stabilimento  o rischio
assunto   in   regime   di  stabilimento:  l’attivita’  che
un’impresa   esercita   da  uno  stabilimento  situato  nel
territorio  di  uno Stato membro assumendo obbligazioni con
contraenti   aventi   il   domicilio,  ovvero,  se  persone
giuridiche,  la  sede  nello  stesso Stato o il rischio che
un’impresa   assume   da   uno   stabilimento  situato  nel
territorio dello Stato membro in cui e’ ubicato il rischio;
g) autorita’   di  vigilanza:  l’autorita’  nazionale
incaricata   della   vigilanza   sulle   imprese   e  sugli
intermediari    e   gli   altri   operatori   del   settore
assicurativo;
h) carta   verde:   certificato   internazionale   di
assicurazione  emesso  da  un  ufficio nazionale secondo la
raccomandazione  n.  5  adottata  il  25 gennaio  1949  dal
sottocomitato  dei  trasporti  stradali  del  comitato  dei
trasporti  interni della Commissione economica per l’Europa
dell’Organizzazione delle Nazioni Unite;
i) codice   della   strada:  il  decreto  legislativo
l) codice   in   materia   di   protezione  dei  dati
personali: il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196;
m) CONSAP:  la  Concessionaria  servizi  assicurativi
pubblici S.p.a.;
n) credito  di  assicurazione: ogni importo dovuto da
un’impresa  di  assicurazione  ad  assicurati,  contraenti,
beneficiari  o  altre  parti  lese  aventi diritto ad agire
direttamente  contro l’impresa di assicurazione e derivante
da  un  contratto  di  assicurazione o da operazioni di cui
all’art.  2,  commi 1  e  3,  nell’ambito  di  attivita’ di
assicurazione  diretta,  compresi  gli  importi detenuti in
riserva  per  la  copertura  a  favore  dei medesimi aventi
diritto  allorquando  alcuni  elementi  del debito non sono
ancora  conosciuti.  Sono  parimenti considerati crediti di
assicurazione   i   premi   detenuti   da   un’impresa   di
assicurazione,   prima   dell’avvio   delle   procedure  di
liquidazione  dell’impresa  stessa, in seguito alla mancata
stipulazione  o  alla risoluzione dei medesimi contratti ed
operazioni,  in  virtu’  della  legge  applicabile  a  tali
contratti e operazioni;
o) fondo  di  garanzia:  un  organismo  creato da uno
Stato  membro che ha almeno il compito di rimborsare, entro
i limiti dell’obbligo di assicurazione, i danni alle cose o
alle  persone  causati da un veicolo non identificato o per
il  quale  non  vi  e’  stato  adempimento  dell’obbligo di
p) fondo  di  garanzia delle vittime della caccia: il
fondo costituito presso la CONSAP e previsto dall’art. 303;
q) fondo  di  garanzia delle vittime della strada: il
fondo costituito presso la CONSAP e previsto dall’art. 285;
r) grandi  rischi:  si  intendono  per  grandi rischi
quelli  rientranti nei rami di cui all’art. 2, comma 3, qui
1)  4  (corpi  di’  veicoli  ferroviari), 5 (corpi di
veicoli  aerei),  6 (corpi di veicoli marittimi, lacustri e
fluviali), 7 (merci trasportate), 11 (r.c. aeromobili) e 12
(r.c.  veicoli marittimi, lacustri e fluviali) salvo quanto
previsto al numero 3);
2) 14 (credito) e 15 (cauzione), qualora l’assicurato
eserciti    professionalmente   un’attivita’   industriale,
commerciale  o  intellettuale  e il rischio riguardi questa
3)  3  (corpi  di  veicoli  terrestri, esclusi quelli
ferroviari),  8  (incendio  ed elementi naturali), 9 (altri
danni  ai  beni), 10 (r.c. autoveicoli terrestri), 12 (r.c.
veicoli marittimi, lacustri e fluviali) per quanto riguarda
i  natanti soggetti all’assicurazione obbligatoria ai sensi
dell’art.   123,   13   (r.c.   generale)   e  16  (perdite
pecuniarie), purche’ l’assicurato superi i limiti di almeno
due  dei  tre  criteri  seguenti:  1) il totale dell’attivo
dello    stato    patrimoniale    risulti    superiore   ai
seimilionieduecentomila   euro;  2)  l’importo  del  volume
d’affari  risulti  superiore ai dodicimilionieottocentomila
euro; 3) il numero dei dipendenti occupati in media durante
l’esercizio   risulti   superiore   alle  duecentocinquanta
unita’.  Qualora  l’assicurato sia un’impresa facente parte
di  un gruppo tenuto a redigere un bilancio consolidato, le
condizioni   di   cui  sopra  si  riferiscono  al  bilancio
consolidato del gruppo;
s) impresa:   la   societa’  di  assicurazione  o  di
riassicurazione autorizzata;
t) impresa  di assicurazione: la societa’ autorizzata
secondo   quanto   previsto   nelle  direttive  comunitarie
sull’assicurazione diretta;
u) impresa  di  assicurazione  autorizzata  in Italia
ovvero  impresa  di  assicurazione  italiana:  la  societa’
avente sede legale in Italia e la sede secondaria in Italia
di impresa di assicurazione avente sede legale in uno Stato
terzo,  autorizzata  all’esercizio  delle  assicurazioni  o
delle operazioni di cui all’art. 2;
v) impresa  di assicurazione comunitaria: la societa’
avente  sede legale e amministrazione centrale in uno Stato
membro  dell’Unione  europea  diverso  dall’Italia o in uno
Stato  aderente  allo Spazio economico europeo, autorizzata
z) impresa   di  assicurazione  extracomunitaria:  la
societa’    di   assicurazione   avente   sede   legale   e
amministrazione  centrale  in  uno  Stato  non appartenente
all’Unione  europea  o  non  aderente allo Spazio economico
europeo,  autorizzata per l’esercizio delle assicurazioni o
aa)   impresa  di  partecipazione  assicurativa:  una
societa’  controllante  il  cui  unico o principale oggetto
consiste  nell’assunzione  di  partecipazioni di controllo,
nonche’   nella   gestione   e   valorizzazione   di   tali
partecipazioni,    se    le    imprese   controllate   sono
esclusivamente  o  principalmente imprese di assicurazione,
imprese   di  assicurazione  extracomunitarie,  imprese  di
riassicurazione,   sempre   che  almeno  una  di  esse  sia
un’impresa   di   assicurazione   avente  sede  legale  nel
territorio  della  Repubblica e che non sia una societa’ di
partecipazione   finanziaria  mista  secondo  le  rilevanti
disposizioni  dell’ordinamento  comunitario sulla vigilanza
supplementare delle imprese appartenenti ad un conglomerato
bb) impresa di partecipazione assicurativa mista: una
societa’    controllante    diversa    da   un’impresa   di
assicurazione,     da     un’impresa    di    assicurazione
extracomunitaria,  da  un’impresa  di  riassicurazione o da
un’impresa   di  partecipazione  assicurativa,  sempre  che
almeno  una delle sue imprese controllate sia un’impresa di
assicurazione  avente  sede  legale  nel  territorio  della
Repubblica  e  che  non  sia una societa’ di partecipazione
finanziaria   mista   secondo   le  rilevanti  disposizioni
dell’ordinamento  comunitario sulla vigilanza supplementare
delle imprese appartenenti ad un conglomerato finanziario;
cc)   impresa   di   riassicurazione:   la   societa’
autorizzata   all’esercizio   della  sola  riassicurazione,
diversa da una impresa di assicurazione o da una impresa di
assicurazione extracomunitaria, la cui attivita’ principale
consiste  nell’accettare  rischi  ceduti  da una impresa di
assicurazione,  da una impresa di assicurazione avente sede
legale   in   uno  Stato  terzo,  o  da  altre  imprese  di
dd)   ISVAP:   l’Istituto   per  la  vigilanza  sulle
assicurazioni private e di interesse collettivo;
ee)  legge  fallimentare:  il  regio decreto 16 marzo
1942, n. 267, e successive modificazioni;
ff)   localizzazione:   la   presenza   di  attivita’
mobiliari  ed  immobiliari all’interno del territorio di un
determinato   Stato.   I   crediti  sono  considerati  come
localizzati   nello   Stato   nel  quale  gli  stessi  sono
esigibili;
gg)   margine   di   solvibilita’   disponibile:   il
patrimonio   dell’impresa,   libero  da  qualsiasi  impegno
prevedibile ed al netto degli elementi immateriali;
hh)  margine  di  solvibilita’  richiesto:  ammontare
minimo  del  patrimonio  netto  del quale l’impresa dispone
costantemente,  secondo  quanto  previsto  nelle  direttive
comunitarie sull’assicurazione diretta;
ii)  mercato  regolamentato:  un  mercato finanziario
autorizzato o riconosciuto ai sensi della parte III, titolo
I,   del   testo  unico  dell’intermediazione  finanziaria,
nonche’  i  mercati di Stati appartenenti all’OCSE che sono
istituiti,   organizzati  e  disciplinati  da  disposizioni
adottate o approvate dalle competenti autorita’ nazionali e
che  soddisfano  requisiti  analoghi  a  quelli dei mercati
regolamentati  di  cui  al testo unico dell’intermediazione
ll)  natante:  qualsiasi unita’ che e’ destinata alla
navigazione   marittima,  fluviale  o  lacustre  e  che  e’
azionata da propulsione meccanica;
mm)  organismo  di  indennizzo  italiano: l’organismo
istituito presso la CONSAP e previsto dall’articolo 296;
nn)  partecipazioni:  le azioni, le quote e gli altri
strumenti     finanziari    che    attribuiscono    diritti
amministrativi  o  comunque  i  diritti  previsti dall’art.
2351, ultimo comma, del codice civile;
oo)  partecipazioni  rilevanti: le partecipazioni che
comportano  il controllo della societa’ e le partecipazioni
individuate   dall’ISVAP,   in   conformita’   ai  principi
stabiliti  nel  regolamento  adottato  dal  Ministro  delle
attivita’ produttive, con riguardo alle diverse fattispecie
disciplinate,  tenendo  conto  dei  diritti di voto e degli
altri diritti che consentono di influire sulla societa’;
pp)  portafoglio del lavoro diretto italiano: tutti i
contratti  stipulati  da imprese di assicurazione italiane,
ad  eccezione  di  quelli stipulati da loro sedi secondarie
situate in Stati terzi;
qq)  portafoglio  del  lavoro  indiretto  italiano: i
contratti,  ovunque  stipulati,  da  imprese  italiane o da
stabilimenti  in Italia di imprese aventi la sede legale in
altro  Stato,  se  l’impresa cedente e’ essa stessa impresa
italiana o stabilimento in Italia di imprese aventi la sede
legale  in  altro  Stato.  Si considerano facenti parte del
portafoglio estero i contratti, ovunque stipulati, nel caso
in  cui  l’impresa  cedente  sia  un’impresa avente la sede
legale  in  altro  Stato.  I contratti stipulati da imprese
italiane  attraverso  uno  stabilimento costituito in altro
Stato si considerano facenti parte del portafoglio estero;
rr)  principi  contabili  internazionali:  i principi
contabili  internazionali  e  le  relative  interpretazioni
adottati  secondo  la  procedura  di  cui  all’art.  6  del
regolamento  (CE)  n.  1606/2002  del  19 luglio  2002  del
ss)  prodotti  assicurativi: tutti i contratti emessi
da  imprese di assicurazione nell’esercizio delle attivita’
rientranti  nei  rami  vita  o nei rami danni come definiti
all’art. 2;
tt) ramo di assicurazione: la classificazione secondo
un  insieme  omogeneo  di rischi od operazioni che descrive
l’attivita’  che  l’impresa  puo’  esercitare  al  rilascio
dell’autorizzazione;
uu)  retrocessione:  cessione  dei  rischi assunti in
vv)  sede  secondaria  o  succursale:  una  sede  che
costituisce parte, sprovvista di personalita’ giuridica, di
un’impresa  di  assicurazione  o  di  riassicurazione e che
effettua  direttamente,  in  tutto  o in parte, l’attivita’
assicurativa o riassicurativa;
zz)   stabilimento:   la  sede  legale  od  una  sede
secondaria    di   un’impresa   di   assicurazione   o   di
aaa)  Stato  aderente  allo Spazio economico europeo;
uno   Stato   aderente   all’accordo  di  estensione  della
normativa  dell’Unione  europea in materia, fra l’altro, di
circolazione  delle  merci, dei servizi e dei capitali agli
Stati   appartenenti  all’Associazione  europea  di  libero
scambio,  firmato  ad  Oporto il 2 maggio 1992 e ratificato
con legge 28 luglio 1993, n. 300;
bbb)  Stato  membro:  uno  Stato  membro  dell’Unione
europea o uno Stato aderente allo Spazio economico europeo,
come tale equiparato allo Stato membro dell’Unione europea;
ccc)  Stato membro dell’obbligazione: lo Stato di cui
alla  lettera bbb) nel quale il contraente ha il domicilio,
ovvero, se il contraente e’ una persona giuridica, lo Stato
di cui alla lettera bbb) sede della stessa cui si riferisce
ddd) Stato membro di prestazione di servizi: lo Stato
di  cui  alla  lettera  bbb)  dell’obbligazione o in cui e’
ubicato  il  rischio, quando l’obbligazione o il rischio e’
assunto  da  uno  stabilimento situato in un altro Stato di
cui alla lettera bbb);
eee)  Stato  membro  di stabilimento: lo Stato di cui
alla  lettera bbb)  in  cui  e’ situato lo stabilimento dal
quale l’impresa opera;
1)  lo  Stato  di  cui  alla  lettera  bbb) in cui si
trovano   i  beni,  quando  l’assicurazione  riguardi  beni
immobili,  ovvero  beni  immobili  e  beni  mobili  in essi
contenuti,  sempre  che entrambi siano coperti dallo stesso
contratto di assicurazione;
2)   lo   Stato   di   cui   alla   lettera  bbb)  di
immatricolazione,  quando  l’assicurazione riguardi veicoli
di ogni tipo soggetti ad immatricolazione;
3)   lo  Stato  di  cui  alla  lettera  bbb)  in  cui
l’assicurato  ha  sottoscritto  il  contratto, quando abbia
durata  inferiore  o  pari  a quattro mesi e sia relativo a
rischi inerenti ad un viaggio o ad una vacanza;
4)   lo  Stato  di  cui  alla  lettera  bbb)  in  cui
l’assicurato  ha  il  domicilio, ovvero, se l’assicurato e’
una  persona  giuridica,  lo  Stato della sede della stessa
alla  quale  si riferisce il contratto, in tutti i casi non
esplicitamente previsti dai numeri da 1 a 3;
ggg)   Stato   membro   d’origine:  lo  Stato  membro
dell’Unione   europea  o  lo  Stato  aderente  allo  Spazio
economico   europeo  in  cui  e’  situata  la  sede  legale
dell’impresa che assume l’obbligazione o il rischio;
hhh)  Stato  terzo:  uno  Stato  che  non  e’  membro
dell’Unione europea o non e’ aderente allo Spazio economico
iii)  stretti  legami:  il  rapporto  fra  due o piu’
persone fisiche o giuridiche nei casi in cui sussiste:
1) un legame di controllo ai sensi dell’art. 72;
2) una partecipazione, detenuta direttamente o per il
tramite  di societa’ controllate, societa’ fiduciarie o per
interposta  persona,  almeno  pari  al  dieci per cento del
capitale  o  dei diritti di voto, ovvero una partecipazione
che,  pur  restando  al di sotto del limite sopra indicato,
da’  comunque  la  possibilita’  di esercitare un’influenza
notevole ancorche’ non dominante;
3)  un legame in base al quale le stesse persone sono
sottoposte  al  controllo del medesimo soggetto, o comunque
sono  sottoposte  a  direzione  unitaria  in  virtu’  di un
contratto  o  di una clausola statutaria, oppure quando gli
organi  di  amministrazione  sono  composti  in maggioranza
dalle  medesime  persone,  oppure  quando  esistono  legami
importanti e durevoli di riassicurazione;
4)  un  rapporto di carattere tecnico, organizzativo,
finanziario,  giuridico  e  familiare che possa influire in
misura  rilevante sulla gestione dell’impresa. L’ISVAP, con
regolamento,  puo’ ulteriormente qualificare la definizione
di stretti legami, alfine di evitare situazioni di ostacolo
all’effettivo esercizio delle funzioni di vigilanza;
lll)  testo  unico  bancario:  il decreto legislativo
1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni;
mmm) testo unico dell’intermediazione finanziaria: il
decreto  legislativo  24 febbraio 1998, n. 58, e successive
nnn)  testo  unico  in materia di assicurazioni sugli
infortuni  sul  lavoro  e  le  malattie  professionali:  il
decreto  legislativo  23 febbraio 2000, n. 38, e successive
ooo)  Ufficio  centrale  italiano:  l’ente costituito
dalle imprese di assicurazione autorizzate ad esercitare il
ramo   responsabilita’  civile  autoveicoli  che  e’  stato
abilitato all’esercizio delle funzioni di Ufficio nazionale
di  assicurazione  nel  territorio della Repubblica ed allo
svolgimento  degli  altri compiti previsti dall’ordinamento
comunitario e italiano;
ppp)     Ufficio    nazionale    di    assicurazione:
l’organizzazione    professionale    che   e’   costituita,
conformemente   alla   raccomandazione  n.  5  adottata  il
25 gennaio  1949  dal  sottocomitato dei trasporti stradali
del   comitato  dei  trasporti  interni  della  Commissione
economica  per  l’Europa  dell’Organizzazione delle Nazioni
Unite,  e  che raggruppa imprese di assicurazione che hanno
ottenuto  in  uno  Stato  l’autorizzazione ad esercitare il
ramo responsabilita’ civile autoveicoli;
qqq)  unita’ da diporto: il natante definito all’art.
1, comma 3, del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171,
recante il codice della nautica da diporto;
rrr)   veicolo:  qualsiasi  autoveicolo  destinato  a
circolare sul suolo e che puo’ essere azionato da una forza
meccanica,  senza  essere  vincolato ad una strada ferrata,
nonche’   i  rimorchi,  anche  se  non  agganciati  ad  una
motrice.».
1.  Il  presente  regolamento disciplina le modalita’ attuative del
sistema  del  risarcimento  diretto,  nell’ambito  dell’assicurazione
obbligatoria della responsabilita’ civile per i danni derivanti dalla
circolazione stradale, in attuazione dell’articolo 150 del codice.
–  Per il testo dell’art. 150 del decreto legislativo 7
settembre 2005, n. 209, si veda la nota al titolo:
1.  La  disciplina  del risarcimento diretto si applica in tutte le
ipotesi  di  danni  al  veicolo  e  di  lesioni  di  lieve entita’ al
conducente,   anche   quando   nel  sinistro  siano  coinvolti  terzi
trasportati.
2.  Qualora  i  terzi  trasportati  subiscano  lesioni, la relativa
richiesta  del  risarcimento  del danno resta soggetta alla specifica
procedura prevista dall’articolo 141 del codice.
–  L’art. 141 del citato decreto legislativo n. 209 del
2005, e’ il seguente:
«Art.  141  (Risarcimento  del terzo trasportato). – 1.
Salva  l’ipotesi di sinistro cagionato da caso fortuito, il
danno   subito   dal   terzo   trasportato   e’   risarcito
dall’impresa  di  assicurazione del veicolo sul quale era a
bordo  al momento del sinistro entro il massimale minimo di
legge,  fermo  restando  quanto  previsto  all’art.  140, a
prescindere  dall’accertamento  della  responsabilita’  dei
conducenti  dei  veicoli  coinvolti  nel sinistro, fermo il
diritto  al  risarcimento  dell’eventuale maggior danno nei
confronti  dell’impresa  di  assicurazione del responsabile
civile,  se  il  veicolo  di quest’ultimo e’ coperto per un
massimale superiore a quello minimo.
2.  Per  ottenere  il risarcimento il terzo trasportato
promuove  nei  confronti  dell’impresa di assicurazione del
veicolo  sul  quale  era a bordo al momento del sinistro la
procedura di risarcimento prevista dall’art. 148.
3.  L’azione  diretta avente ad oggetto il risarcimento
e’  esercitata  nei confronti dell’impresa di assicurazione
del veicolo sul quale il danneggiato era a bordo al momento
del  sinistro nei termini di cui all’art. 145. L’impresa di
assicurazione  del responsabile civile puo’ intervenire nel
giudizio e puo’ estromettere l’impresa di assicurazione del
veicolo,   riconoscendo   la  responsabilita’  del  proprio
assicurato.   Si   applicano,  in  quanto  compatibili,  le
disposizioni del capo IV.
4.  L’impresa  di  assicurazione  che  ha effettuato il
pagamento  ha diritto di rivalsa nei confronti dell’impresa
di assicurazione del responsabile civile nei limiti ed alle
condizioni previste dall’art. 150.».
1.  La  disciplina  del risarcimento diretto si applica ai sinistri
che coinvolgono:
a) veicoli immatricolati in Italia;
b) veicoli  immatricolati  nella Repubblica di San Marino e nello
Stato  Citta’ del Vaticano, se assicurati con imprese con sede legale
nello  Stato  italiano  o  con imprese che esercitino l’assicurazione
obbligatoria responsabilita’ civile auto ai sensi degli articoli 23 e
24  del  codice  e  che  abbiano  aderito al sistema del risarcimento
–  Gli  articoli 23 e 24 del citato decreto legislativo
n. 209 del 2005, sono i seguenti:
«Art.  23  (Attivita’  in regime di stabilimento). – 1.
L’accesso  all’attivita’  dei rami vita o dei rami danni in
regime  di stabilimento nel territorio della Repubblica, da
parte di un’impresa avente la sede legale in un altro Stato
membro,  e’  subordinato  alla  comunicazione all’ISVAP, da
parte  dell’autorita’  di  vigilanza  di  tale Stato, delle
informazioni    e    degli   adempimenti   previsti   dalle
disposizioni  dell’ordinamento comunitario. Se l’impresa si
propone  di  assumere  rischi  concernenti  l’assicurazione
obbligatoria  della  responsabilita’ civile derivante dalla
circolazione  dei  veicoli  a  motore  e  dei  natanti,  la
comunicazione  include  la  dichiarazione  che l’impresa e’
divenuta  membro  dell’Ufficio centrale italiano e aderente
al Fondo di garanzia per le vittime della strada.
2.  Il  rappresentante  generale  della sede secondaria
deve essere munito di un mandato comprendente espressamente
anche  i  poteri  di  rappresentare l’impresa in giudizio e
davanti  a  tutte  le  autorita’  della Repubblica, nonche’
quello  di  concludere  e  sottoscrivere  i contratti e gli
altri   atti   relativi   alle   attivita’  esercitate  nel
territorio  della  Repubblica.  Il  rappresentante generale
deve  avere  domicilio all’indirizzo della sede secondaria.
Qualora  la  rappresentanza  sia  conferita  ad una persona
giuridica,  questa deve avere la sede legale nel territorio
della  Repubblica e deve a sua volta designare come proprio
rappresentante  una  persona  fisica che abbia domicilio in
Italia  e  che  sia  munita  di  un  mandato comprendente i
medesimi poteri.
3.   Nel   termine  di  trenta  giorni  dalla  data  di
ricevimento     della    comunicazione    l’ISVAP    indica
all’autorita’ di vigilanza dello Stato membro di origine la
normativa, giustificata da motivi d’interesse generale, che
l’impresa deve osservare nell’esercizio dell’attivita’.
4.  L’impresa  puo’ insediare la sede secondaria e dare
inizio  all’attivita’  nel  territorio della Repubblica dal
momento  in  cui  riceve  dall’autorita’ di vigilanza dello
Stato  di  origine  la  comunicazione dell’ISVAP ovvero, in
caso  di  silenzio,  dalla  scadenza  del termine di cui al
5.    L’impresa,    qualora   intenda   modificare   la
comunicazione  effettuata, ne informa l’ISVAP almeno trenta
giorni  prima di mettere in atto quanto comunicato. L’ISVAP
valuta   la   rilevanza   delle  informazioni  ricevute  in
relazione   alla   permanenza  dei  presupposti  che  hanno
giustificato  la  comunicazione di cui al comma 4 e, se del
caso,  informa  l’autorita’  competente  dello Stato membro
interessato.».
«Art.   24  (Attivita’  in  regime  di  prestazione  di
servizi).  – 1. L’accesso all’attivita’ dei rami vita o dei
rami danni, in regime di liberta’ di prestazione di servizi
nel  territorio  della  Repubblica, da parte di una impresa
avente   la  sede  legale  in  un  altro  Stato  membro,  e
subordinato   alla   comunicazione   all’ISVAP,   da  parte
dell’autorita’   di   vigilanza   di   tale   Stato,  delle
comunicazione   include   l’indicazione  del  nominativo  e
l’indirizzo del rappresentante per la gestione dei sinistri
e  una  dichiarazione  che  l’impresa  e’  divenuta  membro
dell’Ufficio  centrale  italiano  e  aderente  al  Fondo di
garanzia per le vittime della strada.
2.  L’impresa  puo’ iniziare l’attivita’ dal momento in
cui  l’ISVAP  attesta  di  aver  ricevuto  la comunicazione
dell’autorita’  di  vigilanza dello Stato di origine di cui
3. L’impresa comunica all’ISVAP, attraverso l’autorita’
di  vigilanza  dello  Stato membro d’origine, ogni modifica
che  intende apportare alla comunicazione per l’accesso nel
territorio  della  Repubblica  in  regime  di  liberta’  di
prestazione di servizi.
4.  Ai fini dell’esercizio dell’attivita’, in regime di
liberta’  di  prestazione  di  servizi nel territorio della
Repubblica,   l’impresa   non   puo’   avvalersi   di  sedi
secondarie,  di  agenzie  o  di  qualsiasi  altra  presenza
permanente   nel   territorio  italiano,  neppure  se  tale
presenza   consista  in  un  semplice  ufficio  gestito  da
personale  dipendente,  o tramite una persona indipendente,
ma incaricata di agire in permanenza per conto dell’impresa
stessa.».
Modalita’ della richiesta di risarcimento
1.  Il  danneggiato  che si ritiene non responsabile, in tutto o in
parte,  del sinistro rivolge la richiesta di risarcimento all’impresa
che ha stipulato il contratto relativo al veicolo utilizzato.
2.  La  richiesta  e’  presentata mediante lettera raccomandata con
avviso  di  ricevimento  o con consegna a mano o a mezzo telegramma o
telefax   o   in   via   telematica,  salvo  che  nel  contratto  sia
esplicitamente  esclusa  tale  ultima  forma  di  presentazione della
richiesta di risarcimento.
3.  L’impresa  che  ha  ricevuto  la  richiesta  ne  da’  immediata
comunicazione  all’impresa  dell’assicurato  ritenuto  in  tutto o in
parte  responsabile  del  sinistro,  fornendo  le  sole  informazioni
necessarie  per  la  verifica  della  copertura  assicurativa  e  per
l’accertamento delle modalita’ di accadimento del sinistro.
1.  Nell’ipotesi  di  danni al veicolo e alle cose, la richiesta di
risarcimento contiene i seguenti elementi:
a) i nomi degli assicurati;
b) le targhe dei due veicoli coinvolti;
c) la denominazione delle rispettive imprese;
d) la   descrizione  delle  circostanze  e  delle  modalita’  del
e) le generalita’ di eventuali testimoni;
f) l’indicazione   dell’eventuale   intervento  degli  Organi  di
polizia;
g) il  luogo,  i  giorni e le ore in cui le cose danneggiate sono
disponibili per la perizia diretta ad accertare l’entita’ del danno.
2.  Nell’ipotesi  di  lesioni  subite  dai conducenti, la richiesta
indica, inoltre:
a) l’eta’, l’attivita’ e il reddito del danneggiato;
b) l’entita’ delle lesioni subite;
c) la  dichiarazione  di cui all’articolo 142 del codice circa la
spettanza  o  meno di prestazioni da parte di istituti che gestiscono
assicurazioni sociali obbligatorie;
d) l’attestazione medica comprovante l’avvenuta guarigione, con o
senza postumi permanenti;
e) l’eventuale   consulenza  medico-legale  di  parte,  corredata
dall’indicazione del compenso spettante al professionista.
– L’art.  142 del citato decreto legislativo n. 209 del
«Art.   142   (Diritto   di  surroga  dell’assicuratore
sociale).  –  1.  Qualora  il  danneggiato sia assistito da
assicurazione  sociale,  l’ente  gestore dell’assicurazione
sociale ha diritto di ottenere direttamente dall’impresa di
assicurazione  il  rimborso  delle  spese  sostenute per le
prestazioni  erogate  al danneggiato ai sensi delle leggi e
dei   regolamenti  che  disciplinano  detta  assicurazione,
sempreche’  non  sia  gia’  stato pagato il risarcimento al
danneggiato,  con l’osservanza degli adempimenti prescritti
nei commi 2 e 3.
2.  Prima  di  provvedere  alla liquidazione del danno,
l’impresa  di  assicurazione  e’  tenuta  a  richiedere  al
danneggiato  una dichiarazione attestante che lo stesso non
ha  diritto  ad alcuna prestazione da parte di istituti che
gestiscono   assicurazioni  sociali  obbligatorie.  Ove  il
danneggiato  dichiari  di avere diritto a tali prestazioni,
l’impresa  di assicurazione e’ tenuta a darne comunicazione
al  competente  ente  di  assicurazione  sociale  e  potra’
procedere   alla   liquidazione   del   danno  solo  previo
accantonamento  di  una  somma  idonea a coprire il credito
dell’ente per le prestazioni erogate o da erogare.
3.  Trascorsi quarantacinque giorni dalla comunicazione
di cui al comma 2 senza che l’ente di assicurazione sociale
abbia  dichiarato  di  volersi  surrogare  nei  diritti del
danneggiato,  l’impresa  di assicurazione potra disporre la
liquidazione  definitiva  in favore del danneggiato. L’ente
di   assicurazione  sociale  ha  diritto  di  ripetere  dal
danneggiato le somme corrispondenti agli oneri sostenuti se
il   comportamento   del   danneggiato  abbia  pregiudicato
l’azione di surrogazione.
4.  In  ogni  caso  l’ente  gestore  dell’assicurazione
sociale  non  puo’  esercitare  l’azione  surrogatoria  con
pregiudizio  del diritto dell’assistito al risarcimento dei
danni alla persona non altrimenti risarciti.».
1.  In caso di richiesta incompleta, l’impresa, entro trenta giorni
dalla ricezione, offrendo l’assistenza tecnica e informativa prevista
dall’articolo 9,  invita il danneggiato a fornire le integrazioni e i
chiarimenti necessari per la regolarizzazione della richiesta.
2.  Nell’ipotesi  di  cui al comma 1, i termini per la formulazione
dell’offerta  o  per  la  comunicazione  della  mancata  offerta sono
sospesi  fino  alla  data  di  ricezione  delle  integrazioni  e  dei
chiarimenti richiesti.
Determinazioni dell’impresa
1.  Con  apposita  comunicazione  inviata al danneggiato, l’impresa
indica, alternativamente:
a) una  congrua  offerta di risarcimento del danno, eventualmente
in forma specifica, se previsto dal contratto;
b) gli specifici motivi che impediscono di formulare l’offerta di
2.  La  comunicazione di cui al comma 1 e’ inviata entro i seguenti
a) novanta giorni, nel caso di lesioni;
b) sessanta  giorni, nel caso di danni riguardanti solo i veicoli
o le cose;
c) trenta  giorni,  nel  caso  di  danni  ai veicoli o alle cose,
qualora  il  modulo  di  denuncia  del  sinistro  sia sottoscritto da
entrambi i conducenti coinvolti nel sinistro.
Assistenza tecnica e informativa ai danneggiati
1.  L’impresa,  nell’adempimento  degli  obblighi  contrattuali  di
correttezza  e  buona  fede,  fornisce al danneggiato ogni assistenza
informativa  e  tecnica  utile per consentire la migliore prestazione
del servizio e la piena realizzazione del diritto al risarcimento del
danno.  Tali  obblighi  comprendono,  in  particolare, oltre a quanto
stabilito  espressamente  dal  contratto,  il  supporto tecnico nella
compilazione  della  richiesta  di  risarcimento, anche ai fini della
quantificazione  dei danni alle cose e ai veicoli, il suo controllo e
l’eventuale  integrazione,  l’illustrazione  e  la  precisazione  dei
criteri di responsabilita’ di cui all’allegato A.
2.  Nel  caso in cui la somma offerta dall’impresa di assicurazione
sia  accettata  dal  danneggiato,  sugli importi corrisposti non sono
dovuti  compensi  per la consulenza o assistenza professionale di cui
si  sia  avvalso il danneggiato diversa da quella medico-legale per i
danni alla persona.
1.  Ai  fini  della  liquidazione dei danni derivanti dal sinistro,
l’impresa  ha  diritto  di  accedere  in  via telematica agli archivi
previsti  dall’articolo 132, comma 3, del codice, per la verifica dei
dati tecnici e del proprietario dell’altro veicolo.
– Il   comma   3   dell’art.  142  del  citato  decreto
legislativo n. 209 del 2005, e’ il seguente:
«3.  Al  fine  di facilitare le verifiche propedeutiche
all’osservanza  dell’obbligo a contrarre di cui al comma 1,
le  imprese  di  assicurazione hanno diritto di accedere in
via  telematica  al  pubblico  registro  automobilistico ed
all’archivio  nazionale  dei  veicoli  previsto  dal codice
della  strada  secondo  condizioni  economiche  e  tecniche
strettamente  correlate  ai  costi  del servizio erogato in
ragione  dell’esigenza  di consultazioni anche sistematiche
nell’ambito  delle  attivita’  di  prevenzione  e contrasto
delle  frodi  nell’assicurazione  obbligatoria. Con decreto
del Ministro delle attivita’ produttive, di concerto con il
Ministro   delle   infrastrutture  e  dei  trasporti,  sono
adottate le disposizioni di attuazione.».
1.  Nel  caso  in  cui  il  sinistro  non  rientra  nell’ambito  di
applicazione   previsto  dall’articolo 3,  l’impresa  ne  informa  il
danneggiato  a  mezzo  raccomandata  con avviso di ricevimento, entro
trenta   giorni   decorrenti   dalla  ricezione  della  richiesta  di
2.  Entro  il  termine  di  cui  al  comma 1, l’impresa e’ tenuta a
trasmettere  la  richiesta,  corredata della documentazione acquisita
per  ogni ulteriore valutazione, all’impresa del responsabile qualora
quest’ultima sia nota in base agli elementi in suo possesso.
3.  I termini previsti dagli articoli 145 e 148 del codice iniziano
a  decorrere  dal  momento  in  cui  l’impresa  del  responsabile del
sinistro riceve la comunicazione di cui al comma 2.
Nota all’art. 11:
– Gli articoli 145 e 148 del citato decreto legislativo
«Art. 145 (Proponibilita’ dell’azione di risarcimento).
– 1. Nel caso si applichi la procedura di cui all’art. 148,
l’azione  per  il  risarcimento  dei  danni  causati  dalla
circolazione  dei  veicoli e dei natanti, per i quali vi e’
obbligo  di  assicurazione,  puo’ essere proposta solo dopo
che  siano  decorsi sessanta giorni, ovvero novanta in caso
di  danno  alla  persona,  decorrenti  da  quello in cui il
danneggiato  abbia  chiesto all’impresa di assicurazione il
risarcimento  del  danno,  a mezzo lettera raccomandata con
avviso  di  ricevimento,  anche  se inviata per conoscenza,
avendo  osservato  le  modalita’  ed  i  contenuti previsti
all’art. 148.
2.  Nel  caso  in  cui  si applichi la procedura di cui
all’art. 149 l’azione per il risarcimento dei danni causati
dalla  circolazione  dei veicoli e dei natanti, per i quali
vi  e’  obbligo di assicurazione, puo’ essere proposta solo
dopo  che  siano decorsi sessanta giorni, ovvero novanta in
caso  di danno alla persona, decorrenti da quello in cui il
danneggiato   abbia   chiesto   alla   propria  impresa  di
assicurazione  il  risarcimento  del danno, a mezzo lettera
raccomandata   con   avviso  di  ricevimento,  inviata  per
conoscenza  all’impresa di assicurazione dell’altro veicolo
coinvolto,  avendo  osservato  le  modalita’ ed i contenuti
previsti dagli articoli 149 e 150.».
«Art.  148  (Procedura  di  risarcimento).  –  1. Per i
sinistri   con   soli   danni   a  cose,  la  richiesta  di
risarcimento,  presentata  secondo  le  modalita’  indicate
nell’art. 145, deve essere corredata dalla denuncia secondo
il  modulo  di  cui all’art. 143 e recare l’indicazione del
codice  fiscale  degli aventi diritto al risarcimento e del
luogo,  dei  giorni  e delle ore in cui le cose danneggiate
sono  disponibili  per  l’ispezione  diretta  ad  accertare
l’entita’  del danno. Entro sessanta giorni dalla ricezione
di  tale documentazione, l’impresa di assicurazione formula
al  danneggiato  congrua offerta per il risarcimento ovvero
comunica  specificatamente i motivi per i quali non ritiene
di fare offerta. Il termine di sessanta giorni e’ ridotto a
trenta  quando il modulo di denuncia sia stato sottoscritto
dai conducenti coinvolti nel sinistro.
2. L’obbligo di proporre al danneggiato congrua offerta
per  il  risarcimento  del  danno,  ovvero  di comunicare i
motivi  per  cui  non  si ritiene di fare offerta, sussiste
anche  per i sinistri che abbiano causato lesioni personali
o  il  decesso.  La  richiesta  di risarcimento deve essere
presentata  dal  danneggiato  o dagli aventi diritto con le
modalita’  indicate al comma 1. La richiesta deve contenere
l’indicazione  del  codice  fiscale degli aventi diritto al
risarcimento e la descrizione delle circostanze nelle quali
si  e’  verificato  il  sinistro ed essere accompagnata, ai
fini  dell’accertamento  e  della  valutazione del danno da
parte    dell’impresa,    dai   dati   relativi   all’eta’,
all’attivita’  del danneggiato, al suo reddito, all’entita’
delle  lesioni  subite,  da attestazione medica comprovante
l’avvenuta  guarigione  con  o  senza  postumi  permanenti,
nonche’   dalla   dichiarazione  ai  sensi  dell’art.  142,
comma 2,  o,  in  caso  di decesso, dallo stato di famiglia
della  vittima.  L’impresa  di  assicurazione  e’  tenuta a
provvedere   all’adempimento  del  predetto  obbligo  entro
novanta giorni dalla ricezione ditale documentazione.
3. Il danneggiato, pendenti i termini di cui al comma 2
e  fatto  salvo  quanto  stabilito  al  comma 5,  non  puo’
rifiutare  gli  accertamenti  strettamente  necessari  alla
valutazione  del  danno alla persona da parte dell’impresa.
Qualora  cio’  accada,  i  termini  di  cui al comma 2 sono
4.   L’impresa  di  assicurazione  puo’  richiedere  ai
competenti  organi  di  polizia  le  informazioni acquisite
relativamente alle modalita’ dell’incidente, alla residenza
e al domicilio delle parti e alla targa di immatricolazione
o  altro analogo segno distintivo, ma e’ tenuta al rispetto
dei  termini  stabiliti  dai  commi 1  e 2 anche in caso di
sinistro che abbia determinato sia danni a cose che lesioni
personali o il decesso.
5.   In  caso  di  richiesta  incompleta  l’impresa  di
assicurazione  richiede  al danneggiato entro trenta giorni
dalla ricezione della stessa le necessarie integrazioni; in
tal  caso  i  termini  di  cui  ai  commi 1  e  2 decorrono
nuovamente dalla data di ricezione dei dati o dei documenti
6.  Se  il  danneggiato  dichiara di accettare la somma
offertagli,  l’impresa provvede al pagamento entro quindici
giorni dalla ricezione della comunicazione.
7.  Entro  ugual termine l’impresa corrisponde la somma
offerta   al   danneggiato  che  abbia  comunicato  di  non
accettare  l’offerta.  La  somma in tal modo corrisposta e’
imputata nella liquidazione definitiva del danno.
8.  Decorsi trenta giorni dalla comunicazione senza che
l’interessato   abbia   fatto  pervenire  alcuna  risposta,
l’impresa  corrisponde  al danneggiato la somma offerta con
le stesse modalita’, tempi ed effetti di cui al comma 7.
9. Agli effetti dell’applicazione delle disposizioni di
cui  al  presente  articolo, l’impresa di assicurazione non
puo’  opporre  al  danneggiato l’eventuale inadempimento da
parte  dell’assicurato  dell’obbligo di avviso del sinistro
di cui all’art. 1913 del codice civile.
10.  In  caso  di  sentenza  a  favore del danneggiato,
quando  la  somma  offerta  ai  sensi  dei  commi 1 o 2 sia
inferiore  alla  meta’  di  quella  liquidata,  al netto di
eventuale rivalutazione ed interessi, il giudice trasmette,
contestualmente  al  deposito  in  cancelleria, copia della
sentenza    all’ISVAP   per   gli   accertamenti   relativi
all’osservanza delle disposizioni del presente capo.
11.     L’impresa,    quando    corrisponde    compensi
professionali   per   l’eventuale  assistenza  prestata  da
professionisti,  e’  tenuta  a richiedere la documentazione
probatoria  relativa alla prestazione stessa e ad indicarne
il  corrispettivo separatamente rispetto alle voci di danno
nella  quietanza  di  liquidazione.  L’impresa,  che  abbia
provveduto direttamente al pagamento dei compensi dovuti al
professionista,   ne   da’  comunicazione  al  danneggiato,
indicando l’importo corrisposto.».
Criteri di determinazione del grado di responsabilita’ delle parti
1.  L’impresa  adotta  le  proprie  determinazioni  in  ordine alla
richiesta del danneggiato, applicando i criteri di accertamento della
responsabilita’   dei   sinistri   stabiliti  nella  tabella  di  cui
all’allegato   A,   in  conformita’  alla  disciplina  legislativa  e
regolamentare in materia di circolazione stradale.
2. Qualora il sinistro non rientri in alcuna delle ipotesi previste
dalla tabella di cui al comma 1, l’accertamento della responsabilita’
e’  compiuto  con riferimento alla fattispecie concreta, nel rispetto
dei  principi  generali  in  tema  di responsabilita’ derivante dalla
circolazione dei veicoli.
Organizzazione e gestione del sistema di risarcimento diretto
1.  Le  imprese di assicurazione stipulano fra loro una convenzione
ai fini della regolazione dei rapporti organizzativi ed economici per
la gestione del risarcimento diretto.
2.   Per  la  regolazione  contabile  dei  rapporti  economici,  la
convenzione   deve   prevedere   una   stanza  di  compensazione  dei
risarcimenti   effettuati.  Per  i  danni  a  cose  le  compensazioni
avvengono  sulla  base di costi medi che possono essere differenziati
per  macroaree  territorialmente  omogenee  in numero non superiore a
tre.  Per  i  danni  alla  persona, le compensazioni possono avvenire
anche  sulla  base  di  meccanismi  che  prevedano  l’applicazione di
franchigie  a  carico dell’impresa che ha risarcito il danno, secondo
le regole definite dalla convenzione.
3.  L’attivita’  della  stanza  di  compensazione deve svolgersi in
regime  di  completa autonomia rispetto alle imprese di assicurazione
ed ai loro organismi associativi.
4.  I  valori dei costi medi e delle eventuali franchigie di cui al
comma 2  vengono  calcolati  annualmente  sulla base dei risarcimenti
effettivamente  corrisposti  nell’esercizio precedente per i sinistri
rientranti  nell’ambito  di  applicazione del sistema di risarcimento
diretto.  Per il calcolo annuale dei valori da assumere ai fini delle
compensazioni,   sulla   base   dei  dati  forniti  dalla  stanza  di
compensazione  di  cui  al  comma 2, e’ istituito presso il Ministero
dello  sviluppo  economico  un Comitato tecnico composto dai seguenti
componenti: a)   un   rappresentante  del  Ministero  dello  sviluppo
economico,   con   funzioni   di   Presidente; b)  un  rappresentante
dell’ISVAP; c)  un  rappresentante dell’Associazione nazionale fra le
imprese  assicuratrici; d)  un  esperto  in  scienze  statistiche  ed
attuariali; e)   due   rappresentanti  del  Consiglio  nazionale  dei
consumatori e degli utenti. L’esperto di cui alla lettera d) non deve
avere  svolto,  nei  due  anni precedenti la nomina, incarichi presso
5.  Per  il  primo anno di applicazione del sistema di risarcimento
diretto, il Comitato tecnico calcola i valori di cui al comma 4 sulla
base di statistiche di mercato.
6.  I componenti il Comitato sono nominati con decreto del Ministro
dello  sviluppo  economico  per  la  durata  di un triennio e possono
essere   riconfermati   una   sola  volta.  Il  Comitato  delibera  a
maggioranza e, in caso di parita’, prevale il voto del Presidente.
7.  Il costo relativo al funzionamento della convenzione e’ posto a
carico  delle  imprese  che  aderiscono  al  sistema  di risarcimento
8.  Le  imprese  con  sede legale in altri Stati membri dell’Unione
europea  che  operano nel territorio della Repubblica, ai sensi degli
articoli 23  e 24 del codice, hanno facolta’ di aderire al sistema di
risarcimento diretto mediante sottoscrizione della convenzione di cui
9.  Non  costituiscono  prestazioni di servizi ai fini dell’imposta
sul   valore   aggiunto  le  regolazioni  dei  rapporti  tra  imprese
nell’ambito della procedura di risarcimento diretto.
10.   Le   informazioni,   acquisite   nell’ambito   dei   rapporti
organizzativi  ed economici per la gestione del risarcimento diretto,
possono  essere  utilizzati,  esclusivamente,  per le finalita’ della
stessa stanza di compensazione.
Nota all’art. 13:
–  Per  i  testi  degli  articoli 23  e  24 del decreto
legislativo  7 settembre  2005,  n. 209, si veda nella nota
all’art. 4.
Benefici derivanti agli assicurati
1.  Il sistema del risarcimento diretto dovra’ consentire effettivi
benefici   per  gli  assicurati,  attraverso  l’ottimizzazione  della
gestione,  il  controllo  dei costi e l’innovazione dei contratti che
potranno   contemplare   l’impiego   di  clausole  che  prevedano  il
risarcimento  del  danno in forma specifica con contestuale riduzione
del premio per l’assicurato.
2.  In presenza di clausole che prevedono il risarcimento del danno
in  forma specifica, nel contratto deve essere espressamente indicata
la percentuale di sconto applicata.
1.  Il presente regolamento entra in vigore il 1° gennaio 2007 e si
applica ai sinistri verificatisi a partire dal 1° febbraio 2007.
2.   Per  i  sinistri  che  coinvolgono  ciclomotori,  il  presente
regolamento  si  applica  a condizione che i ciclomotori stessi siano
muniti  di targa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica
6 marzo 2006, n. 153.
Dato a Roma, addi’ 18 luglio 2006
Registrato alla Corte dei conti l’11 agosto 2006
Ufficio  di  controllo  atti  Ministeri delle attivita’ produttive,
registro     n. 4, foglio n. 62
–  Il  decreto  del Presidente della Repubblica 6 marzo
2006,  n.  153,  recante «Modifiche agli articoli 248, 249,
250,  251,  252  nonche’  agli  allegati  al titolo III del
n.  495  (Regolamento  di  esecuzione  e  di attuazione del
codice   della   strada),   e’  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale n. 89 del 15 aprile 2006.
—->   Vedere Allegato da pag. 8 a pag. 12  in formato zip/pdf
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 18 luglio 2006, n.254 – Regolamento recante disciplina del risarcimento diretto dei danni derivanti dalla circolazione stradale, a norma dell’articolo 150 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 redazione redazione 2015-05-20T13:49:15+00:00