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Timestamp: 2018-04-22 12:07:57+00:00
Document Index: 162393962

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 7', 'art.95', 'art.18', 'art.18', 'art.18']

Cittadinanza italiana jure sanguinis - Pagina 11 - Forum Enti.it
wizard1971
Iscritto il: 08/03/2016, 12:53
Messaggioda wizard1971 » 29/09/2017, 09:09
cyber ha scritto:
wizard1971 ha scritto:
COCO ha scritto: Grazie Wizard. Nel fare le varie comunicazione che mi hai descritto posso usare la formula 140-bis del formulario o ne adatto una io?
Con la presente si comunica, che con provvedimento del Sindaco in data XXXXX – Prot. XXXX, è stato riconosciuto il possesso della cittadinanza italiana per nascita quale discendente di cittadino italiano, ai sensi dell’art. 1 della legge 5 febbraio 1992, n. 91 e della circolare del Ministero dell’Interno n. K.28.1 dell’ 8 aprile 1991 a XXXX xxx nata in XXXXXX (Brasile) il XXXXX – residente in XXXX – Via XXXXXXXXXXXXX
So che molti comuni fanno a margine dell'atto di nascita l'annotazione di riconoscimento della cittadinanza,
io come detto reputo piu' opportuna mettere queste informazioni nell'introduzione dell'atto
trattandosi di cittadino italiano dalla nascita
Buongiorno, non ho capito come formuli l'introduzione dell'atto di nascita che si trascrive e chiedo anche conferma che l'attestazione non vada trascritta nei registri di cittadinanza e se il comune competente a trascrive l'atto di nascita sia quello che ha proceduto al riconoscimento e cioè quello di residenza . Grazie anticipate per la risposta
- mi limito ad indicare nel preambolo dell'atto che si tratta di cittadino italiano jure sanguinis come da atto del Sindaco...prot...
- nessuna annotazione
- si il Comune che trascrive l'atto e' quello che ha proceduto al riconoscimento (residenza)
Messaggioda LIGA » 02/10/2017, 13:29
Io, per esempio, lateralmente dopo il num. di atto , nome e cognome ed il sesso: trascrizione atto di nascita cittadino italiano iure sanguinis
Messaggioda cyber » 09/10/2017, 08:58
Buongiorno, ringrazio tutti per la collaborazione e le dritte..ma ho altri dubbi e vi chiedo ancora di mettere a mia disposizione ed a quella di altri colleghi che come me hanno poca esperienza in materia:
1) gli accertamenti sulla non rinuncia alla cittadinanza da parte dei discendenti fino al richiedente il riconoscimento si fanno presso tutti i consolati dello stato di residenza/provenienza o solo presso quelli nella cui circoscrizione ricadono gli stati ove gli stessi sono o sono stati residenti?
2) l'attestazione di cittadinanza la emette il sindaco o può farla anche l'ufficiale dello stato civile delegato?
3) la documentazione presentata ed utilizzata per un riconoscimento (atti di nascita, morte, matrimonio attestato di non naturalizzazione) possono essere utilizzati per un riconoscimento successivo relativo ad altro discendente della stessa stirpe?
4) la residenza a questi fini, relativamente al possesso del titolo di occupazione dell'alloggio (anti abusivismo), si può può richiedere anche solo con la dichiarazione di cessione fabbricato del proprietario ai sensi dell'art. 7 decreto legislativo 286/98 e quindi senza alcun contratto registrato?
Messaggioda cyber » 09/10/2017, 09:00
Dimenticavo, grazie infinite per tutte le risposte che vorrete gentilmente darmi. Buona giornata e buon lavoro
Messaggioda Tiziana5838 » 10/10/2017, 10:57
Buongiorno colleghi, ho bisogno di confronto urgente su jure sanguinis e attribuzione di cognome:
cittadina italiana jure sanguinis nata in Brasile e alla nascita ha il solo cognome paterno, poi si sposa in Brasile ed assume anche il cognome del marito (informazione presente sull'atto di matrimonio). Infatti nella residenza da noi come cittadina brasiliana ha esibito passaporto brasiliano riportante anche il cognome del marito.
In questo caso essendo riconosciuta italiana DALLA NASCITA il suo cognome è solo il paterno o può mantenere anche per il ns ordinamento il cognome del marito (per i principi delle sentenze europee e circolare ministeriale che aveva ampliato anche alle generalità di extra U.E tali principi)??
Messaggioda onda_blu » 11/10/2017, 17:51
La Nota del Ministero dell'Interno n.397 del 15/05/2008 (quella di cui parli tu), parla di "cognome attribuito alla nascita", non di cognome portato al momento del riconoscimento della cittadinanza italiana.
Cioè tu dovrai trascrivere l'atto di nascita della cittadina brasiliana alla quale viene riconosciuta la cittadinanza italiana jure sanguinis e attribuirle il cognome indicato nell'atto di nascita.
Per l'Italia infatti non ha alcun effetto che al momento del matrimonio abbia deciso di aggiungere il cognome del marito secondo la legislazione brasiliana.
Se poi vorrà, potrà fare richiesta di mantenere il cognome attribuito con il matrimonio ai sensi dell'art.95, comma 3, del DPR 396/2000, come fanno le cittadine ad es.rumene sposate e che hanno cambiato il proprio cognome adottando quello del marito, che quando acquistano la cittadinanza italiana si vedono riattribuire il cognome avuto alla nascita.
Se fai caso, quando i Consolati italiani in Brasile trasmettono gli atti di cittadine italiane che al momento del matrimonio hanno acquistato il cognome del marito, in automatico nel modello CONS/01 le indicano con il cognome attribuito alla nascita.
Io nell'atto con il quale il Sindaco riconosce la cittadinanza jure sanguinis, inserisco anche la dicitura che "alla stessa compete il cognome attribuito alla nascita XXXXX"
Messaggioda catone » 11/10/2017, 23:29
Tiziana, l'identità che contraddistingue una persona è ormai pacifico che non può essere modificata. Anche il Ministero nelle ultime direttive finalmente ha recepito che la giurisprudenza è univoca in tal senso. tra l'altro ha anche la doppia cittadinanza.
Messaggioda l'auxelugatu » 12/10/2017, 08:53
Attualmente tutto ciò è in contrasto con le sentenze della Corte di Giustizia Europea. Se diventa italiana la sig.ra Rumena MARTA LUPESCU e le attribuisci il cognome alla nascita MARIANESCU, tu violi l'art.18 del trattato, in quanto limiti la sua libertà di circolazione all'interno della Comunità, perché la signora avrà generalità diverse in diversi stati dell'Unione: MARTA LUPESCU per la Romania e MARTA MARIANESCU per l'Italia, con probabili e possibili problemi di identificazione...
Tu puoi attribuirle il cognome originale solo se è lei a chiederlo esplicitamente (in teoria lei dovrebbe poi chiedere alle autorità rumene di modificare il cognome LUPESCU in MARIANESCU per evitare lo stesso problema).
Messaggioda Tiziana5838 » 12/10/2017, 12:20
Ringrazio tutti dei pareri e confesso che fino a poco tempo fa operavo come sostiene Onda Blu senza particolari dubbi, ma in caso di acquisto cittadinanza di donne di cittadinanza comunitaria (anche extra U.E) ormai sono convinta che l'operato della Prefettura di Roma stia violando le sentenze della Corte di Giustizia europea e quindi sto pensando di revisionare il ns modus operandi....
catone ha scritto: Tiziana, l'identità che contraddistingue una persona è ormai pacifico che non può essere modificata. Anche il Ministero nelle ultime direttive finalmente ha recepito che la giurisprudenza è univoca in tal senso. tra l'altro ha anche la doppia cittadinanza.
... MA in questo caso di RICONOSCIMENTO JURE SANGUINIS non sono ancora convinta che sia la stessa situazione caro Catone.
In caso di acquisto fino ad una certa data le donne erano straniere POI diventano italiane con le generalità al momento dell'acquisto,
in caso di jure sanguinis sono italiane DALLA NASCITA e la loro identità, a mio parere, è quella di nascita, NON esiste un prima e un dopo ... (non so se è chiaro cosa voglio dire). Se i suoi familiari fossero stati diligenti all'epoca e fossero iscritti in AIRE il suo atto di nascita sarebbe stato registrato quando lei era piccola, iscritta in AIRE con il cognome paterno. Se fosse poi arrivato l'atto di matrimonio con il cognome del marito NON avremmo proceduto al cambio generalità perché per il ns ordinamento NON è previsto. Quindi anche oggi ci troviamo con donne trattate in modo diverso tra quelle che hanno l'atto di nascita registrato dalla nascita e quelle che ce l'hanno dopo il matrimonio?
Messaggioda l'auxelugatu » 12/10/2017, 13:54
Cara Tiziana, quello che probabilmente intendeva dire Catone è che la signora è ormai conosciuta con quelle generalità (possibilità ammessa dalla legge brasiliana perché lei ha doppia cittadinanza) e ha acquisito il diritto di portarle.
Messaggioda catone » 12/10/2017, 16:25
l'auxelugatu ha scritto: Cara Tiziana, quello che probabilmente intendeva dire Catone è che la signora è ormai conosciuta con quelle generalità (possibilità ammessa dalla legge brasiliana perché lei ha doppia cittadinanza) e ha acquisito il diritto di portarle.
Messaggioda onda_blu » 18/10/2017, 10:37
L'art.18 del Trattato dell'Unione Europea si può violare se l'altra cittadinanza dell'interessato è europea (secondo me).
Inoltre specifico che il cognome viene cambiato alle cittadine comunitarie che acquistano la cittadinanza italiana, in base a quanto indicato nel decreto di cittadinanza che arriva (dal Ministero o dal Presidente della Repubblica). Io non mi permetterò mai di disattendere quanto indicato da un Ente a me gerarchicamente superiore.
Per quanto vi siano delle sentenze della Corte di Giustizia Europea, se l'Ente a me gerarchicamente superiore mi dice di applicare una determinata variazione, lo faccio.
Inoltre qui si parlava di extra-comunitario, e di cittadina italiana jure sanguinis (cioè appunto dalla nascita).
Potrei anche dichiararmi d'accordo con voi, ma finché non ho delle norme/circolari specifiche, ma solo sentenze, continuo come ho operato finora.
Messaggioda l'auxelugatu » 18/10/2017, 11:43
onda_blu ha scritto: L'art.18 del Trattato dell'Unione Europea si può violare se l'altra cittadinanza dell'interessato è europea (secondo me).
Onda blu, ti ricordo che le sentenze della CDGE sono valide erga omnes, sono immeditamente applicabili e qualunque funzionario anche amministrativo è tenuto ad applicarle. Pertanto se l'organo gerarchicamente superiore viola le sentenze della Corte Europea, tu DEVI disattenderle. Proprio in virtù di questo, potresti essere chiamata a rispondere di eventuali danni in prima persona; un tempo se c'era una circolare del ministero, era l'ancora di salvezza, ma adesso le cose sono cambiate.
Messaggioda onda_blu » 18/10/2017, 11:52
Ammetto purtroppo di avere zero tempo per leggermi anche le sentenze europee, men che meno di cercarmele
Mi potresti mettere il link, che vorrei vedere cosa dicono effettivamente?
Messaggioda l'auxelugatu » 19/10/2017, 10:25
Sentenza GARCIA AVELLO
http://curia.europa.eu/juris/showPdf.js ... doclang=IT
Sentenza GRUNKIN PAUL
http://curia.europa.eu/juris/document/d ... doclang=IT
Commento alle sentenze
http://www.anusca.it/flex/cm/pages/Serv ... 2666/E/pdf.
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