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Timestamp: 2020-05-26 07:22:43+00:00
Document Index: 68367856

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 281', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 366', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 360']

Sentenza Cassazione Civile n. 24078 del 13/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24078 del 13/10/2017
Cassazione civile, sez. III, 13/10/2017, (ud. 03/02/2017, dep.13/10/2017), n. 24078
sul ricorso 14249-2015 proposto da:
T.S., P.N., elettivamente domiciliati in ROMA,
LARGO DEI COLLI ALBANI 14, presso lo studio dell’avvocato
P.N. che rappresenta e difende T.S. ed è rappresentato
da sè medesimo;
ZURITEL SPA, in persona del suo procuratore speciale dott. CALLARI
GIULIO, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA ANASTASIA KIRCHER 7,
presso lo studio dell’avvocato GIANLUCA FONSI, che la rappresenta e
avverso la sentenza n. 9752/2015 del TRIBUNALE di ROMA, depositata il
Con sentenza ex art. 281 sexies c.p.c. del 6/5/2015 il Tribunale di Roma, estromesso dal giudizio l’avv. P.N. in proprio, in parziale accoglimento del gravame interposto dalla società Zuritel s.p.a. e in conseguente parziale riforma della pronunzia G. di P. Roma n. 3999/2011, ha rideterminato in diminuzione l’ammontare liquidato dal giudice di primo grado in favore del signor Silvano T. a titolo di risarcimento dei danni dal medesimo subiti in conseguenza di sinistro stradale avvenuto il 14/11/2006 e posto solidalmente a carico dell’Associazione Sala Orfeo e della società assicuratrice della r.c.a. Zuritel s.p.a..
Avverso la suindicata pronunzia della corte di merito il T. e il P. propongono ora ricorso per cassazione, affidato a 3 motivi.
Resiste con controricorso la società Zuritel s.p.a., che ha presentato anche memoria.
Con il 1 motivo i ricorrenti denunziano “”difetto di motivazione”” su punto decisivo della controversia, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.
Con il 2 motivo denunziano “violazione e falsa applicazione” degli artt. 91 e 92 c.p.c., in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3; nonchè “difetto di motivazione”, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.
Con il 3 motivo denunziano “violazione e falsa applicazione” degli artt. 115 e 116 c.p.c., in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Va anzitutto osservato che esso risulta formulato in violazione dell’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6, atteso che i ricorrenti fanno riferimento ad atti e documenti del giudizio di merito (in particolare, all'”atto di citazione notificato in data 06.02.2008″, alla comparsa di costituzione e risposta della società Zuritel s.p.a., alla sentenza del giudice di prime cure, all’atto di appello, alla CTU, alla estromissione dal giudizio dell’avv. P.N.) limitandosi a meramente richiamarli, senza invero debitamente (per la parte strettamente d’interesse in questa sede) riprodurli nel ricorso ovvero, laddove riprodotti, senza fornire puntuali indicazioni necessarie ai fini della relativa individuazione con riferimento alla sequenza dello svolgimento del processo inerente alla documentazione, come pervenuta presso la Corte di Cassazione, al fine di renderne possibile l’esame (v., da ultimo, Cass., 16/3/2012, n. 4220), con precisazione (anche) dell’esatta collocazione nel fascicolo d’ufficio o in quello di parte, e se essi siano stati rispettivamente acquisiti o prodotti (anche) in sede di giudizio di legittimità (v. Cass., 23/3/2010, n. 6937; Cass., 12/6/2008, n. 15808; Cass., 25/5/2007, n. 12239, e, da ultimo, Cass., 6/11/2012, n. 19157), la mancanza anche di una sola di tali indicazioni rendendo il ricorso inammissibile (cfr., da ultimo, Cass., Sez. Un., 19/4/2016, n. 7701).
Deve altresì porsi in rilievo, con particolare riferimento al 1 motivo, che il vizio di motivazione risulta inammissibilmente dedotto al di là dei limiti consentiti dalla vigente formulazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, (v. Cass., Sez. Un., 7/4/2014, n. 8053), giacchè alla stregua della vigente formulazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, nel caso ratione temporis applicabile, il vizio di motivazione denunciabile con ricorso per cassazione si sostanzia solamente nell’omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti, dovendo riguardare un fatto inteso nella sua accezione storico-fenomenica, e non anche – giusta quanto viceversa adombrato dall’odierno ricorrente – l’illogicità e la contraddittorietà della motivazione ovvero l’omesso esame di determinati elementi probatori (cfr. Cass., Sez. Un., 7/4/2014, n. 8053, e, da ultimo, Cass., 29/9/2016, n. 19312), e a fortiori l’erronea valutazione dei medesimi.
Non può infine sottacersi, avuto in particolare riguardo al 3 motivo, da un canto, che giusta principio consolidato in giurisprudenza di legittimità la violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. è apprezzabile, in sede di ricorso per cassazione, nei limiti del vizio di motivazione di cui all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, – e non anche come nella specie dal ricorrente prospettato in termini di violazione di legge -, dovendo emergere direttamente dalla lettura della sentenza, non già dal riesame degli atti di causa, inammissibile in sede di legittimità. E, per altro verso, che alla stregua della vigente formulazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, nel caso ratione temporis applicabile, il vizio di motivazione denunciabile con ricorso per cassazione nei già più sopra indicati limiti.
Le spese del giudizio di cassazione, liquidate come in dispositivo in favore della controricorrente società Zuritel s.p.a., seguono la soccombenza.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Condanna i ricorrenti al pagamento, in solido, delle spese del giudizio di cassazione, che liquida in complessivi Euro 3.200,00, di cui Euro 3.000,00 per onorari, oltre spese a generali ed accessori come per legge, in favore della controricorrente società Zuritel s.p.a.