Source: https://iusletter.com/archivio/piani-riparto-covid-19-lappello-dello-studio-la-scala-alla-sezione-terza-del-tribunale-milano/
Timestamp: 2020-07-12 14:50:50+00:00
Document Index: 182342405

Matched Legal Cases: ['art. 597', 'art. 596', 'art. 512', 'art. 492', 'art. 596', 'art 596']

Piani di riparto e Covid-19: l'"appello" dello studio La Scala alla Sezione Terza del Tribunale di Milano
Piani di riparto e Covid-19: l'”appello” dello studio La Scala alla Sezione Terza del Tribunale di Milano
torniamo a parlare di esecuzioni immobiliari ed in particolare dell’incidenza delle misure d’urgenza prese dal governo per contrastare l’emergenza epidemiologica ed il diffondersi del COVID-19 sulla distribuzione delle somme ricavate dalle vendite immobiliari realizzate prima della sospensione delle attività giudiziarie.
Ci eravamo lasciati qualche settimana fa con le prime considerazioni alla luce dell’entrata in vigore del DL 11/20 e l’analisi dei primi orientamenti assunti dagli uffici giudiziari in questo particolare settore.
Da allora, come noto, è seguita l’emanazione e la pubblicazione del c.d. Decreto Cura Italia con il quale, tra gli altri provvedimenti, è stato esteso il periodo di rinvio delle udienze e di sospensione sino al 15 aprile 2020, termine successivamente ulteriormente prorogato sino all’11 maggio 2020.
Analogamente a quanto accaduto con il DL 11/20, anche i successivi provvedimenti non hanno introdotto alcuna specifica misura per il settore delle esecuzioni immobiliari.
I vari uffici giudiziari hanno quindi proseguito l’opera di interpretazione ed adattamento delle disposizioni generali, emanando circolari e protocolli organizzativi specifici per le procedure esecutive immobiliari.
Le indispensabili misure adottate, al fine di impedire il diffondersi del contagio da COVID-19, si sostanziano tutt’ora nella limitazione di tutte quelle attività che necessariamente implicano incontri o contatti ravvicinati, e così l’accesso agli immobili di esperti stimatori e di potenziali acquirenti, la sospensione delle attività di liberazione, le revoche/differimenti degli esperimenti di vendita già fissati.
In questo quadro generale, un’attenzione particolare va però riservata alle attività di riparto finalizzate alla distribuzione delle somme ed è per tale ragione che, nelle ultime settimane e, comunque a seguito del prolungarsi della situazione di emergenza sanitaria, sta emergendo in maniera sempre più incalzante l’esigenza di adottare misure specifiche e rivedere, in alcuni casi, le posizioni originariamente assunte.
La fase di distribuzione della procedura esecutiva, infatti, oltre a non richiedere la necessaria presenza delle parti, potrebbe rivestire un ruolo cruciale nell’attuale situazione di crisi finanziaria in quanto consentirebbe di favorire i flussi di liquidità senza immettere nuova finanza ma andando a movimentare le risorse già incassate e giacenti sui conti delle procedure.
Il Fondo Monetario Internazionale, nel suo World Economic Outlook trimestrale di aprile 2020, ha cercato di tracciare i contorni della crisi che, in pochi mesi, stravolgerà l’economia di tutto il mondo. La pandemia nel 2020 determinerà, infatti, un calo del Pil globale pari al 3% e provocherà perdite economiche per circa 9.000 miliardi di dollari.
Per far fronte a tale situazione, il nostro Paese, insieme ad interventi di carattere sanitario, sta assumendo una serie di provvedimenti volti ad assicurare, con il supporto delle banche, un sostegno economico ai cittadini e alle imprese che affrontano problemi di liquidità finanziaria.
Il presupposto delle misure in questione, chiaramente, è che anche le Banche siano munite, a propria volta, della provvista necessaria per far fronte alle richieste della propria clientela.
L’attuale quadro economico impone, quindi, la necessità di adottare, in un’ottica di cooperazione, misure e politiche indispensabili ed efficaci per contribuire, laddove possibile, alla riduzione degli inevitabili effetti della crisi.
Per quanto concerne il sistema giudiziario in generale e le procedure esecutive in particolare se la sospensione ovvero il differimento della maggior parte delle attività è opportuno e in alcuni casi doveroso, e dunque inevitabile nella misura in cui determinano l’assembramento di persone, pensiamo che l’attività distributiva debba essere favorita e snellita, pur nel rispetto del dettato normativo.
Attualmente risultano giacenti presso i Tribunali italiani tra gli 8 e i 10 miliardi di euro ricavati dalle vendite giudiziarie, che sarebbero pronti per essere distribuiti, grazie alla collaborazione dei professionisti delegati.
Il blocco delle esecuzioni colpisce infatti il ceto creditorio, oltre che l’intera filiera degli NPL e le finanze dello Stato, che dal febbraio 2016, hanno dato impulso ad operazioni di cartolarizzazione tramite la concessione di garanzie cd. GACS, rilasciate dal Ministero dell’Economia e delle Finanza.
E’ evidente, quindi, la necessità di mettere in circolo le somme di denaro presenti sui conti delle procedure esecutive a beneficio di tutta l’economia nazionale.
Appare, quindi, di fondamentale importanza procedere con la celere distribuzione delle somme ricavate dalle vendite disposte prima della sospensione dei termini processuali, contribuendo così a ridurre, almeno in parte, il danno economico che, altrimenti, sarebbe enorme e spropositato per un settore cruciale dell’economia italiana.
In quest’ottica numerosi Tribunali italiani, comprendendo l’emergenza e ritenendo l’attività volta alla distribuzione delle somme ricavate dalla vendita come urgente, già all’indomani dell’entrata in vigore del DL 11/20, si sono mostrati favorevoli alla fissazione delle udienze di approvazione dei progetti di distribuzione con invito delle parti a non comparire all’udienza nella ipotesi in cui non vi fossero contestazioni al progetto depositato, agevolando così l’approvazione del progetto ex art. 597 c.p.c.
Tale misura è stata confermata anche a seguito dei successivi interventi del governo ed anzi in alcuni più recenti provvedimenti si è evidenziato come “preso atto che l’emergenza epidemiologica sta provocando un’emergenza economico/sociale e che per tale motivo appaia di fondamentale importanza procedere con la distribuzione delle somme già ricavate dalle vendite disposte prima della sospensione dei termini processuali” (Tribunale di La Spezia del 26 marzo 2020).
Ma ancora “la necessità di temperare gli effetti economici oltremodo negativi innescati dall’emergenza sanitaria sulle procedure concorsuali ed esecutive la cui stasi pregiudica una platea estesa di professionisti, imprese e privati … dispone che i professionisti delegati alle vendite nelle procedure esecutive immobiliari, predispongano a mente dell’art. 596 cpc, non più tardi del termine di 30 giorni da versamento del saldo prezzo, i progetti di distribuzione anche parziale delle somme ricavate dalle vendite.” (circolare 2 aprile 2020 Tribunale di Bergamo).
Sulla scorta di tali principi lo studio La Scala si sta attivando mediante il deposito di apposite istanze per far si che anche quegli uffici giudiziari che ad oggi non hanno condiviso tale modalità o non si sono ancora espressi in merito, si uniformino contemplando la medesima operatività all’interno dei propri uffici.
Tale prassi consentirebbe di raggiungere numerosi risultati positivi per il sistema, producendo proprio l’effetto contenitivo voluto dalla decretazione d’urgenza sia in materia di giustizia che di economia. In particolare:
– verrebbero a ridursi le procedure pendenti, con la conseguenza che ad emergenza cessata vi sarebbero meno udienze da calendarizzare nuovamente con minori problemi di congestionamento dei ruoli di udienza;
– la dilatazione dei tempi di pagamento che deriverà dall’esigenza di rifissare l’udienza di approvazione del riparto una volta terminata l’emergenza, con tutte le prevedibili problematiche di congestionamento dei ruoli, costituirebbe un danno economico per il debitore per il quale, a fronte della perdita del bene pignorato, continuano a maturare interessi sull’intera sorte capitale;
– in presenza di contestazioni scritte, sarà possibile per il Giudice dell’Esecuzione decidere a norma dell’art. 512 c.p.c. senza la comparizione delle parti, ma con ordinanza impugnabile procedendo ad un’ulteriore scrematura delle udienze che dovranno essere tenute una volta cessata l’emergenza.
Il Tribunale di Cuneo, con la circolare del 10 aprile 2020, ha precisato che “ritenuto che, nell’attuale situazione di emergenza sanitaria e conseguente generale difficoltà per il sistema economico, sia necessario accelerare il più possibile le operazioni di distribuzione delle somme ricavate dalla vendita forzata dei beni nelle esecuzioni immobiliari … se almeno un lotto non inferiore a 30.000,00 quindi riparto parziale…” e, facendo un’ulteriore considerazione, ha espressamente stabilito che il deposito del progetto di riparto ai sensi dell’ art. 492, comma 2, c.p.c., vale anche quale comunicazione/notificazione in cancelleria al debitore esecutato che non ha eletto domicilio, risolvendo così anche quello che, ad oggi, rimane processualmente l’ostacolo principale rispetto alla piena attuazione di questa modalità, ovvero la notifica del progetto di distribuzione e del provvedimento di fissazione dell’udienza ex art. 596 cpc al debitore e quindi la salvaguardia del contraddittorio tra le parti.
Sulla scorta di tali ultime considerazioni si muovono infatti gli uffici giudiziari che si continuano a mostrare restii all’adozione di queste iniziative e che, oltre a sostenere che in queste attività non ricorrono i presupposti di urgenza previsti dalla legge, affermano che, in ogni caso, non è consentito approvare il progetto di distribuzione in assenza dell’udienza nel contraddittorio delle parti alla quale potrebbe sempre comparire il debitore.
In tale filone si inserisce anche il Tribunale di Milano che, nelle recenti istruzioni ai professionisti delegati diramate il 14 aprile 2020, pur riconoscendo in linea generale la modalità di trattazione dell’udienza senza la necessaria comparizione delle parti, ha previsto tuttavia, ai fini della approvazione dei piani di riparto, la necessari presenza del debitore
Più precisamente il Tribunale di Milano ha disposto il rinvio d’ufficio a cura del professionista delegato delle udienze ex art 596 cpc fissate fino all’11 maggio 2020 prevedendo l’approvazione dei piani di riparto solo nel caso in cui tutte le parti, compreso il debitore, abbiano formulato dichiarazione espressa di approvazione e rinuncia all’opposizione.
Per le udienze di approvazione fissate dopo l’11 maggio 2020 è stata disposta la trattazione in via cartolare solo nelle procedure in cui anche il debitore sia costituito.
Quindi: no debitore no riparto.
Tali condizioni, previste fondamentalmente per il rispetto del principio del contraddittorio, riducono però in modo considerevole, praticamente azzerandole, le ipotesi in cui si può procedere in concreto con le approvazioni dei riparti in via cartolare, impattando così sui flussi di liquidità delle Banche.
E’ per tale ragione che lo studio La Scala, nell’ambito di una serie di iniziative poste in essere per sensibilizzare professionisti e giudici a procedere con la celere distribuzione delle somme ricavate dalle vendite disposte prima della sospensione dei termini processuali, si è fatto promotore di un’stanza presso la Terza Sezione del Tribunale di Milano finalizzata a rivedere le linee guida adottate nella prospettiva di procedere velocemente al riparto delle somme ricavate dalle vendite in sede giudiziale.
Naturalmente terremo aggiornati i nostri Lettori sull’esito della stessa.
Alla luce di quanto sopra, si auspica comunque un intervento anche a livello normativo mirato all’adozione di provvedimenti che possano favorire una rapida immissione sul mercato delle somme giacenti sui conti delle procedure addivenendo il prima possibile all’approvazione dei piani di riparto, limitando così l’impatto negativo dell’attuale situazione di emergenza sanitaria.