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Timestamp: 2019-09-16 22:26:28+00:00
Document Index: 101068209

Matched Legal Cases: ['art. 1393', 'sentenza ', 'art. 1393', 'art. 1392', 'art. 1398', 'art. 1392', 'art. 1398', 'sentenza ']

Studio Legale Marro - Diritto Amministrativo Penale Civile e Militare - Coesistenza del procedimento penale e di quello disciplinare: la novella dell'art. 1393 D. Lgs. 66 del 2010
Per le infrazioni disciplinari di maggiore gravità, punibili con la consegna di rigore di cui all'articolo 1362 o con le sanzioni disciplinari di stato di cui all'articolo 1357, l'autorità competente, solo nei casi di particolare complessità dell'accertamento del fatto addebitato al militare ovvero qualora, all'esito di accertamenti preliminari, non disponga di elementi conoscitivi sufficienti ai fini della valutazione disciplinare, promuove il procedimento disciplinare al termine di quello penale. Il procedimento disciplinare non è comunque promosso e se già iniziato è sospeso fino alla data in cui l'Amministrazione ha avuto conoscenza integrale della sentenza o del decreto penale irrevocabili, che concludono il procedimento penale, ovvero del provvedimento di archiviazione, nel caso in cui riguardi atti e comportamenti del militare nello svolgimento delle proprie funzioni, in adempimento di obblighi e doveri di servizio. Rimane salva la possibilità di adottare la sospensione precauzionale dall'impiego di cui all'articolo 916, in caso di sospensione o mancato avvio del procedimento disciplinare.
INIZIO/PROSECUZIONE
L’articolo citato prevede come regola generale che il procedimento disciplinare sia iniziato/proseguito anche in pendenza di procedimento penale.
NON INIZIO/SOSPENSIONE
Lo stesso articolo 1393 c.o.m. prevede poi due ipotesi derogatorie del principio generale, nelle quali il procedimento disciplinare non può essere iniziato o se è iniziato deve essere sospeso quando è già stato iniziato il processo penale. Ovvero:
Eccezione 1: per le infrazioni di maggior gravità per le quali vi è particolare difficoltà nell’accertamento dei fatti e per il quali l'autorità procedente non abbia sufficienti elementi ai fini della valutazione, il procedimento disciplinare può essere rinviato al termine di quello penale;
Eccezione 2: fino a quando l’Amministrazione non ha avuto integrale conoscenza del provvedimento conclusivo del procedimento penale riguardante atti compiuti dal soggetto nello svolgimento delle proprie funzioni, in adempimento di obblighi e doveri di servizio. In questa seconda ipotesi, nel precisare quali siano le funzioni, in adempimento di obblighi e doveri di servizio, vi deve essere un nesso di strumentalità diretto tra l'adempimento del dovere ed il compimento dell'atto rimproverato al militare.
In buona sostanza, ai sensi della novella dell'art. 1393, il procedimento disciplinare può essere avviato trattandosi di fatti :
– di lieve entità e facile accertamento istruttorio, nel qual caso si avvierà e concluderà un procedimento disciplinare di corpo;
– di maggiore gravità e di non complesso accertamento istruttorio, nel qual caso si avvierà e concluderà un procedimento disciplinare di corpo finalizzato all’irrogazione di una consegna di rigore o un procedimento disciplinare di stato;
– di maggiore gravità e di complesso accertamento istruttorio ovvero di accertamento istruttorio dai risultati insufficienti, nel qual caso non si promuoverà alcun procedimento disciplinare fino alla conclusione definitiva di quello penale.
Secondo l'art. 1392 del C.o.m. la contestazione degli addebiti dovrà avvenire:
– nel caso delle infrazioni di minore gravità, senza ritardo dalla conoscenza dell’infrazione (art. 1398, comma 1, lett. a), c.o.m.);
– nel caso delle infrazioni di maggiore gravità:
entro 60 giorni dalla conclusione degli accertamenti preliminari, se si intende irrogare una sanzione di stato (art. 1392, comma 2, c.o.m.);
senza ritardo “dal rinvio degli atti al comandante di corpo all'esito della valutazione operata dall'autorità competente ai sensi dell'articolo 1393 di non avviare il procedimento disciplinare di stato” (art. 1398, comma 1, lett. d), c.o.m.).
Laddove divenga impossibile la prosecuzione o l'avvio del procedimento, ovvero non vi siano sufficienti elementi viene disposto il rinvio dell'esame disciplinare.
La giurisprudenza ha pienamente accolto questo nuovo principio generale rigettando i ricorsi di coloro che si sono visti impegnati sia sul fronte disciplinare che sul fronte penale contemporaneamente ritenendo, erroneamente, che l’Amministrazione avesse errato nell’iniziare il procedimento disciplinare.
Il TAR Lazio ha però precisato che “l’amministrazione non può punire in sede disciplinare un dipendente, qualificando giuridicamente i fatti in un modo che è stato escluso dall’Autorità Giudiziaria, ma può valutare i fatti storici acclarati nel suo materiale” (TAR Lazio, sez. I bis, n. 4793/2017).
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