Source: https://parlamento.aduc.it/proposta/referendum+abrogativo+riforma+legge+attuativa_15862.php
Timestamp: 2019-02-19 13:18:09+00:00
Document Index: 58668601

Matched Legal Cases: ['art.7', 'art. 4', 'art.32', 'art.33', 'art.34', 'sentenza ']

ADUC - Parlamento - Proposta - Referendum abrogativo. Riforma legge attuativa. Disegno di legge
Disegno di legge della senatrice Donatella Poretti, Radicali - Pd
il Parlamento ha più volte disatteso i risultati referendari tornando a legiferare su temi già abrogati e in direzione opposta a quella espressa dalla maggioranza degli elettori.
Molto spesso è stato detto, più dai politici che dai cittadini, che al giorno d'oggi il referendum è uno strumento obsoleto, o di cui si è abusato, o comunque non adatto a decidere questioni, come quelle cosiddette "di coscienza", che dovrebbero essere affrontate e risolte dall'organo legislativo per eccellenza, il Parlamento.
L'intento del legislatore, inutile dirlo, era quello di lasciare il più ampio spazio ai cittadini italiani affinchè esprimessero il loro parere sulle questioni di importanza diffusa. La propaganda all'astensione invece, contrariamente all'indicazione di un chiaro "sì" o di un chiaro "no", va nella direzione contraria a quella auspicata dal legislatore. In via diretta non incide altro che sul numero dei voti contrari al quesito, sommandosi ad essi. Indirettamente, invece, è proprio l'invito all'astensione che sminuisce l'importanza della chiamata alle urne, contribuendo a convincere i dubbiosi non sul quesito in se' ma sullo strumento, nonostante che per volere della Costituente rappresenta una precisa e preziosa modalità di esercizio della sovranità popolare.
molti sono gli interventi che il Parlamento dovrebbe porre in essere. Con un disegno di legge costituzionale, ad hoc, abbiamo proposto l'abolizione del quorum previsto nella medesima Costituzione, mentre con questo disegno di legge -non necessariamente congiunto a quello costituzionale- proponiamo che il giudizio di ammissibilità della Corte Costituzionale sia dato prima dell'avvio delle firme necessarie all'indizione della consultazione elettorale.
Cinquecentomila firme di elettori da raccogliere in tre mesi, o la richiesta da parte di almeno cinque consigli regionali, nonché la verifica sulla correttezza e completezza delle firme raccolte da parte della Cassazione, ci sembrano più che sufficienti da non doverli sottoporre al giudizio successivo di ammissibilita' da parte della Corte Costituzionale, giudizio che se espresso in anticipo costituirebbe un notevole risparmio economico e politico. Il pericolo che la Corte pero' debba perdere il proprio tempo ad ammettere quesiti che poi non vedano la mobilitazione per la raccolta di firme, si puo' scongiurare con un paletto: la presentazione del quesito al giudizio della Corte da parte di almeno 5.000 elettori (l'1% dei 500.000 per cui scatta il ricorso automatico alle urne).
Riteniamo anche che attraverso questa modifica si possa raggiungere l'obbiettivo di restituire ai cittadini il compito di vigilare sul lavoro delle istituzioni, ed in alcuni casi di correggerne gli effetti eliminando leggi talvolta inutili e dannose. Chi vede nella sua sopravvivenza una barriera utile e necessaria, dimostra di avere poca fiducia nello strumento referendario, scoraggiando una raccolta firme che potrebbe essere vanificata dall'intervento dell'Alta Corte.
Alla legge 25 maggio 1970, n. 352 (Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo) sono apportate le seguenti modifiche:
a) il primo capoverso dell'art.7 é cosi interamente riformulato:
Al fine di raccogliere le firme necessarie a promuovere da almeno 500.000 elettori la richiesta prevista dall'art. 4, i promotori della raccolta, in numero non inferiore a dieci, devono presentarsi, muniti di certificati comprovanti la loro iscrizione nelle liste elettorali di un comune della Repubblica, nonche' di almeno 5.000 firme di elettori, autenticate e munite di certificato comprovante la loro iscrizione alle liste elettorali di un Comune della Repubblica, alla cancelleria della Corte di cassazione, che ne dà atto con verbale, copia del quale viene rilasciata ai promotori.
b) dopo il Titolo II - Referendum previsto dall'articolo 75 della Costituzione, inserire:
Per la raccolta delle 500.000 firme necessarie alla richiesta di referendum, o perché almeno cinque consigli regionali che intendano promuovere richiesta di referendum possano procedere all'approvazione, e' necessaria un'ordinanza della Corte Costituzionale che stabilisca la legittimità delle richieste. A tal fine l'Ufficio Centrale dei referendum presso la Corte di Cassazione trasmette le richieste alla Corte Costituzionale, il giorno stesso della pubblicazione delle medesime in Gazzetta Ufficiale.
La Corte Costituzionale, entro tre mesi si deve pronunciare e trasmettere non oltre gli stessi tre mesi la relativa ordinanza al Presidente della Repubblica, ai Presidenti delle Camere, al Presidente del Consiglio dei Ministri. Essa deve essere notificata a mezzo ufficiale giudiziario, entro il medesimo tempo, ai promotori della raccolta delle firme, oppure ai delegati dei cinque consigli regionali.
c) all'art.32, secondo capoverso, é soppresso il seguente testo: "esclusa la cognizione dell'ammissibilità, ai sensi del secondo comma dell'articolo 75 della Costituzione, la cui decisione è demandata dall'articolo 33 della presente legge alla Corte costituzionale".
d) l'art.33 é soppresso.
e) all'art.34, il testo al primo capoverso "Ricevuta comunicazione della sentenza della Corte costituzionale" é sostituito dal seguente "Ricevuta comunicazione dell'ordinanza dell'Ufficio centrale per il referendum costituito presso la Corte di Cassazione".