Source: http://assodipro.altervista.org/DirittiFondamentali/dirittipolitici.html
Timestamp: 2019-05-26 18:38:06+00:00
Document Index: 24236292

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 29', 'art.49', 'art. 52', 'art. 98', 'art. 6', 'art. 29', 'art. 5', 'art. 5', 'art, 6']

Articolo 10 comma 2 del RDM Doveri attinenti al grado.
art. 10. 2-Egli deve astenersi, anche fuori servizio, da comportamenti che possano comunque condizionare l'esercizio delle sue funzioni, ledere il prestigio dell'istituzione cui appartiene e pregiudicare l'estraneità delle Forze armate come tali alle competizioni politiche, fatto salvo quanto stabilito dal successivo
art. 29. che recita testualmente: “L’esercizio dei diritti politici spetta ai militari nei limiti e con le modalità previste dalla legge di principio sulla disciplina militare, nonché dalle altre disposizioni di legge vigenti”.
La Costituzione ha riconosciuto ai militari i seguenti diritti politici:
a. art.49, "Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale";
b. art. 52, “L’adempimento del servizio militare non pregiudica l’esercizio dei diritti politici…l’ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica”;
c. art. 98, “si possono con legge stabilire limitazioni al diritto di iscriversi ai partiti politici per…i militari in carriera in servizio attivo…”. (non è stata mai esercitata dal Parlamento nei confronti dei militari di carriera in servizio attivo)
La legge 382 del 1978 stabilisce:
a. all’art. 6, cui rinvia l’art. 29 del RDM, che “le Forze armate debbono in ogni circostanza mantenersi al di fuori delle competizioni politiche. Ai militari che si trovano nelle condizioni previste dal 3° comma dell’art. 5 è fatto divieto di partecipare a riunioni e manifestazioni di partiti, associazioni e organizzazioni politiche, nonché di svolgere propaganda a favore o contro partiti, associazioni, organizzazioni politiche o candidati ad elezioni politiche ed amministrative;
b. all’art. 5, comma 3, richiamato dall’art, 6 suddetto, che il regolamento di disciplina militare si applica ai militari che si trovino in una delle seguenti condizioni:
1) svolgono attività di servizio;
2) sono in luoghi militari o comunque destinati al servizio;
3) indossano l’uniforme;
4) si qualificano, in relazione a compiti di servizio, come militari o si rivolgono ad altri militari in divisa o che si qualificano come tali.
Il decreto legge 3 maggio 1991, nr. 141, che doveva stabilire limitazioni al diritto di iscriversi ai partiti ai militari e poliziotti, non è stato convertito in legge.
La legge 382 del 1978 superata dal Decreto Legislativo 24 febbraio 2012, n. 20 (Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, recante codice dell'ordinamento militare)
Art.1350, comma 2
Condizioni per la applicazione delle disposizioni in materia di disciplina
Esercizio delle libertà in ambito politico
04786 Iscrizione a Partiti Politici Ai militari la legge 11 luglio 1978, n. 382 recante « Norme di principio sulla disciplina militare », attribuisce i diritti che la Costituzione della Repubblica riconosce a tutti i cittadini. Tuttavia, per garantire l’assolvimento dei compiti propri delle Forze Armate, la stessa legge impone ai militari limitazioni nell’esercizio di alcuni di tali diritti, nonche´ l’osservanza di particolari doveri nell’ambito dei principi costituzionali. Infatti, la disciplina del personale sottende alla indispensabile salvaguardia della compagine militare, struttura organizzativa dotata di intrinseci e peculiari valori, deputata a prioritari compiti istituzionali con la precipua finalita` di garantire l’efficenza e l’imparzialita`. Cio` detto, con riferimento all’iscrizione del personale delle Forze Armate a partiti politici, l’articolo 6 della citata legge n. 382 del 1978 prevede espressamente che: « le Forze Armate debbono in ogni circostanza mantenersi al di fuori delle competizioni politiche »; ai militari che si trovino nelle specifiche condizioni di cui all’articolo 5 di tale legge « e` fatto divieto di partecipare a riunioni e manifestazioni di partiti, associazioni ed organizzazioni politiche, nonche´ di svolgere propaganda a favore o contro partiti, associazioni, organizzazioni politiche o candidati ad elezioni politiche ed amministrative ». Seppure non risulti esistere, allo stato, una disposizione di legge che dia espressa e diretta applicazione all’ipotesi di divieto di iscrizione ai partiti politici, di cui all’articolo 98 della Costituzione, nondimeno in perfetta linea con il valore espresso da tale indicazione dalla Carta Costituzionale, a tutela della imparzialita` dei comportamenti dell’apparato militare, la precitata legge pone evidenti limitazioni inerenti la condizione di iscritto a partiti politici, come appare evidente sin dalla sua lettura. Non pare, pertanto, dubitabile la piena coerenza di tali limitazioni con il valore consacrato dalla Carta Costituzionale. In conclusione, l’azione dell’Amministrazione, lungi dal voler negare e/o limitare ai militari i diritti costituzionali, e` sempre indirizzata a perseguire il prevalente interesse pubblico e a preservare i caratteri tipici e specifici della compagine militare.
Interrogazioen a risposta immediata ISCRIZIONE AI PARTITI POLITICI DEI MILITARI 05/04/2011