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Timestamp: 2019-02-17 04:08:43+00:00
Document Index: 59883029

Matched Legal Cases: ['art. 117', 'art. 1', 'art. 117', 'art. 16', 'art.  117', 'art. 11', 'art.  117', 'art. 11', 'art. 4']

DECRETO LEGISLATIVO 7 luglio 2011, n. 126 - Attuazione della direttiva 2008/119/CE che stabilisce le norme minime per la protezione dei vitelli. (11G0166) - (GU n. 180 del 4-8-2011 | Architetto.info
<DECRETO LEGISLATIVO 30 giugno 2011, n. 123 – Riforma dei controlli di regolarita’ amministrativa e contabile e potenziamento dell’attivita’ di analisi e valutazione della spesa, a norma dell’articolo 49 della legge 31 dicembre 2009, n. 196. (11G0165) – (GU n. 179 del 3-8-2011
DECRETO-LEGGE 13 agosto 2011, n. 138 – Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo. (11G0185) (GU n. 188 del 13-8-2011>
DECRETO LEGISLATIVO 7 luglio 2011, n. 126 – Attuazione della direttiva 2008/119/CE che stabilisce le norme minime per la protezione dei vitelli. (11G0166) – (GU n. 180 del 4-8-2011
DECRETO LEGISLATIVO 7 luglio 2011, n. 126 - Attuazione della direttiva 2008/119/CE che stabilisce le norme minime per la protezione dei vitelli. (11G0166) - (GU n. 180 del 4-8-2011 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 05/08/2011
Attuazione della direttiva 2008/119/CE che stabilisce le norme minime
per la protezione dei vitelli. (11G0166)
Visti gli articoli 76 e 87 e 117 della Costituzione;
Vista la direttiva 2008/119/CE del Consiglio, del 18 dicembre 2009,
che stabilisce le norme minime per la protezione dei vitelli;
Vista la legge 4 giugno 2010, n. 96 – legge comunitaria 2009, ed in
particolare gli articoli 1 e 3 e l’Allegato A;
Visto il decreto legislativo 30  dicembre  1992,  n.  533,  recante
attuazione della direttiva 91/629/CEE che stabilisce le norme  minime
per  la  protezione  dei  vitelli,  come   modificato   dal   decreto
legislativo 1° settembre  1998,  n.  331,  recante  attuazione  della
direttiva 97/2/CE relativa alle norme minime per  la  protezione  dei
vitelli;
Visto il  decreto  legislativo  26  marzo  2001,  n.  146,  recante
l’attuazione della direttiva 98/58/CE relativa alla protezione  degli
animali negli allevamenti;
Viste le raccomandazioni del Consiglio d’Europa e  le  disposizioni
della legge 14 ottobre 1985, n. 623;
Vista la decisione 2006/778/CE della Commissione, del  14  novembre
2006, n. 778, relativa ai requisiti minimi applicabili alla  raccolta
di  informazioni  durante  le  ispezioni  effettuate  nei  luoghi  di
produzione in cui sono allevate alcune specie di animali;
adottata nella riunione del 30 giugno 2011;
riunione del 7 luglio 2011;
Ministro della salute,  di  concerto  con  i  Ministri  degli  affari
esteri,  della  giustizia,  dell’economia  e  delle  finanze,   delle
politiche agricole alimentari e forestali e per  i  rapporti  con  le
regioni e per la coesione territoriale;
1. Il presente decreto stabilisce i  requisiti  minimi  che  devono
essere previsti negli  allevamenti  per  la  protezione  dei  vitelli
confinati per l’allevamento e l’ingrasso.
– L’art. 117 della Costituzione conferisce la  potesta’
legislativa dello Stato alle  Regioni  nel  rispetto  della
Costituzione,     nonche’     dei     vincoli     derivanti
– La  direttiva  n.  2008/119/CE  e’  pubblicata  nella
G.U.U.E. 15 gennaio 2009, n. L 10.
– Il testo degli articoli 1 e 3 e dell’allegato A della
legge  4  giugno  2010  n.96,  pubblicata  nella   Gazzetta
“Art.  1  (Delega  al  Governo  per   l’attuazione   di
“Art.  3  (Delega  al   Governo   per   la   disciplina
nei termini previsti dai commi 3 e 8 dell’art. 1.”
“Allegato A (Art. 1, commi 1 e 3)
direttiva 69/465/CE;
sementi (Versione codificata);
formazione per la gente di mare (rifusione);
(Versione codificata);
“sementi certificate” (Versione codificata);
attivita’ delle amministrazioni marittime (rifusione);
geneticamente modificati (rifusione);
delega dei compiti di analisi di laboratorio;
varieta’.”.
– Il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.  553,  e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 11 gennaio 1993, n.  7,
– La direttiva 91/629/CEE e’ pubblicata nella  G.U.C.E.
11 dicembre 1991, n. L 340.
– Il decreto legislativo 1° settembre 1998, n. 331,  e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 25 settembre  1998,  n.
– La direttiva 97/2/CE e’ pubblicata nella G.U.C.E.  28
gennaio 1997, n. L 25.
– Il decreto legislativo 26  marzo  2001,  n.  146,  e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 24 aprile 2001, n. 95.
– La direttiva 98/58/CE e’ pubblicata nella G.U.C.E.  8
agosto 1998, n. L 221.
– La  legge  14  ottobre  1985,  n.  623  (Ratifica  ed
esecuzione delle convenzioni sulla protezione degli animali
negli allevamenti  e  sulla  protezione  degli  animali  da
macello, adottate a Strasburgo rispettivamente il 10  marzo
1976 e il 10 maggio 1979),  e’  pubblicata  nella  Gazzetta
Ufficiale 12 novembre 1985, n. 266, S.O.
– La decisione 2006/778/CE  della  Commissione  del  14
novembre 2006,  n.778,  e’  pubblicata  nella  G.U.U.E.  15
novembre 2006, n. L 314.
a) vitello: un animale della specie bovina di  eta’  inferiore  a
sei mesi;
b) azienda: qualsiasi luogo, anche all’aria aperta,  in  cui  gli
animali sono allevati o detenuti anche temporaneamente.
Requisiti minimi di allevamento di vitelli
1. Le aziende devono rispettare le seguenti prescrizioni:
a) nessun vitello di eta’  superiore  alle  otto  settimane  deve
essere rinchiuso in un recinto individuale,  a  meno  che  il  medico
veterinario abbia certificato che il suo stato di  salute  o  il  suo
comportamento  richiedano  l’isolamento  dal  gruppo,  al  fine   del
trattamento diagnostico  e  terapeutico.  La  larghezza  del  recinto
individuale deve  essere  almeno  pari  all’altezza  al  garrese  del
vitello, misurata quando l’animale  e’  in  posizione  eretta,  e  la
lunghezza  deve  essere  almeno  pari  alla  lunghezza  del  vitello,
misurata  dalla  punta  del   naso   all’estremita’   caudale   della
tuberosita’  ischiatica  e  moltiplicata  per   1,1.   Ogni   recinto
individuale per  vitelli,  salvo  quelli  destinati  ad  isolare  gli
animali malati, non deve avere  muri  compatti  ma  pareti  divisorie
traforate che consentano un contatto diretto, visivo e tattile tra  i
b) per i vitelli allevati in gruppo, lo spazio libero disponibile
per ciascun vitello deve essere pari ad almeno 1,5 metri quadrati per
ogni vitello di peso vivo inferiore a 150 chilogrammi, ad almeno  1,7
metri quadrati per ogni vitello di peso vivo pari o superiore  a  150
chilogrammi, ma inferiore a 220 chilogrammi e  ad  almeno  1,8  metri
quadrati per ogni vitello  di  peso  vivo  pari  o  superiore  a  220
chilogrammi.
2. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano alle  aziende
con meno di sei vitelli e ai vitelli mantenuti  presso  la  madre  ai
fini dell’allattamento.
Condizioni relative all’allevamento di vitelli
1. Le condizioni relative all’allevamento dei vitelli devono essere
conformi alle disposizioni generali stabilite nell’Allegato I.
2.  Le  prescrizioni  contenute  nell’Allegato  I  possono   essere
modificate, ove sia necessario al fine di tenere conto dei  progressi
scientifici in materia, secondo  le  procedure  comunitarie  e  fatta
salva l’adozione di misure piu’ severe.
1. Il Ministero della salute, le regioni e le Province  autonome  e
le aziende sanitarie locali effettuano  ispezioni  nell’ambito  delle
rispettive competenze per accertare l’osservanza  delle  disposizioni
del presente decreto e del suo Allegato I. Tali ispezioni  riguardano
ogni  anno  un  campione  statisticamente  rappresentativo  dei  vari
sistemi di allevamento nel  territorio  nazionale  e  possono  essere
effettuate in concomitanza di controlli attuati per altri fini.
2. Con cadenza annuale e  comunque  non  oltre  il  30  giugno,  il
Ministero della salute presenta alla  Commissione  una  relazione  su
supporto elettronico contenente le informazioni raccolte e registrate
nel corso delle  ispezioni  effettuate  durante  il  precedente  anno
solare conformemente alla decisione 2006/778/CE.
– Per la decisione 2006/778/CE della Commissione del 14
novembre 2006, n. 778, si vedano le note alle premesse.
Ispezioni della Commissione europea
1. Il Ministero della salute presta tutta la necessaria  assistenza
agli esperti veterinari inviati dalla Commissione europea al fine  di
verificare  il  rispetto  e  l’applicazione  uniforme  su  tutto   il
territorio nazionale dei criteri minimi comuni per la protezione  dei
vitelli di allevamento.
2. Gli esperti di cui al comma 1 osservano  particolari  misure  di
igiene al fine di escludere  qualsiasi  rischio  di  trasmissione  di
3. Il  Ministero  della  salute  adotta  i  provvedimenti  ritenuti
necessari in conseguenza della notifica dei risultati  del  controllo
degli esperti di cui al comma 1.
Condizioni per l’importazione dei vitelli
1. Gli animali in importazione, provenienti da Paesi terzi,  devono
essere accompagnati da un  certificato  rilasciato  dalla  competente
autorita’ del Paese di provenienza in cui si attesti che  i  medesimi
hanno ricevuto un trattamento almeno equivalente a  quello  accordato
agli animali  di  origine  comunitaria,  quale  quello  previsto  dal
1. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque  non  osserva  le
disposizioni di cui all’articolo 3, comma 1, e di cui all’Allegato I,
e’ soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di  una  somma
da 1.550 euro a 9.296 euro.
2. Nel caso di ripetizione delle violazioni di cui al comma  1,  la
sanzione amministrativa pecuniaria e’ aumentata fino alla meta’.
3. Ai fini  dell’accertamento  e  dell’irrogazione  delle  sanzioni
amministrative  di  cui  al  presente  articolo,  si   applicano   le
disposizioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive
– La legge 24  novembre  1981,  n.  689  (Modifiche  al
interessate  provvedono   all’adempimento   dei   compiti   derivanti
dall’attuazione  del  presente  decreto   con   le   risorse   umane,
1. In relazione  a  quanto  prescritto  dall’articolo  117,  quinto
comma, della Costituzione e dall’articolo 16, comma 3, della legge  4
febbraio  2005,  n.  11,  le  disposizioni   del   presente   decreto
riguardanti ambiti di competenza legislativa delle  regioni  e  delle
province autonome si applicano, nell’esercizio del potere sostitutivo
dello Stato  e  con  carattere  di  cedevolezza,  a  decorrere  dalla
scadenza del  termine  stabilito  per  l’attuazione  della  direttiva
oggetto del presente  decreto  legislativo,  nelle  regioni  e  nelle
province autonome nelle  quali  non  sia  ancora  stata  adottata  la
normativa di attuazione regionale o provinciale  e  perdono  comunque
efficacia dalla data di entrata  in  vigore  di  quest’ultima,  fermi
restando i principi fondamentali ai sensi  dell’articolo  117,  terzo
comma, della Costituzione.
– Il testo dell’art. 117 della Costituzione, pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 27 dicembre 1947, n. 298, edizione
straordinario, cosi’ recita:
“Art. 117. La potesta’ legislativa e’ esercitata  dallo
Stato e dalle  Regioni  nel  rispetto  della  Costituzione,
nonche’ dei vincoli derivanti dall’ordinamento  comunitario
e dagli obblighi internazionali.
a) politica estera e  rapporti  internazionali  dello
c)  rapporti  tra  la  Repubblica  e  le  confessioni
d) difesa e  Forze  armate;  sicurezza  dello  Stato;
armi, munizioni ed esplosivi;
e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari;
f) organi dello Stato e  relative  leggi  elettorali;
g) ordinamento e organizzazione amministrativa  dello
h) ordine pubblico e sicurezza, ad  esclusione  della
l) giurisdizione  e  norme  processuali;  ordinamento
m)  determinazione  dei  livelli   essenziali   delle
p)  legislazione  elettorale,  organi  di  governo  e
q)  dogane,  protezione  dei  confini   nazionali   e
r)  pesi,  misure   e   determinazione   del   tempo;
s) tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e  dei  beni
disciplinati da leggi dello Stato”.
– Il testo del comma 3, art. 16, della 4 febbraio 2005,
n.11 (Norme generali sulla  partecipazione  dell’Italia  al
processo normativo dell’Unione europea e sulle procedure di
esecuzione degli  obblighi  comunitari),  pubblicata  nella
Gazzetta Ufficiale 15 febbraio 2005, n. 37, cosi’ recita:
“Art. 16 (Attuazione  delle  direttive  comunitarie  da
parte delle regioni e delle  province  autonome).  – 1.  Le
regioni e le province autonome, nelle  materie  di  propria
competenza,  possono   dare   immediata   attuazione   alle
direttive  comunitarie.   Nelle   materie   di   competenza
concorrente  la  legge  comunitaria   indica   i   principi
fondamentali  non  derogabili  dalla  legge   regionale   o
provinciale  sopravvenuta  e  prevalenti  sulle   contrarie
disposizioni eventualmente gia’  emanate  dalle  regioni  e
dalle province autonome.
2. I  provvedimenti  adottati  dalle  regioni  e  dalle
province  autonome  per  dare  attuazione  alle   direttive
comunitarie,   nelle   materie   di   propria    competenza
legislativa,   devono   recare   nel   titolo   il   numero
identificativo della  direttiva  attuata  e  devono  essere
immediatamente trasmessi in copia conforme alla  Presidenza
del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le  politiche
3. Ai fini di cui all’art.  117,  quinto  comma,  della
Costituzione, le disposizioni  legislative  adottate  dallo
Stato per l’adempimento degli  obblighi  comunitari,  nelle
province autonome,  si  applicano,  per  le  regioni  e  le
province autonome, alle condizioni e secondo  la  procedura
di cui all’art. 11, comma 8, secondo periodo.
4. Nelle materie di cui all’art.  117,  secondo  comma,
della Costituzione, cui hanno  riguardo  le  direttive,  il
Governo indica i criteri e formula le direttive ai quali si
devono attenere le regioni e le province autonome  ai  fini
del soddisfacimento di esigenze di carattere unitario,  del
perseguimento   degli   obiettivi   della    programmazione
economica e del  rispetto  degli  impegni  derivanti  dagli
obblighi internazionali. Detta funzione, fuori dai casi  in
cui sia esercitata con legge o con  atto  avente  forza  di
legge  o,  sulla  base  della  legge  comunitaria,  con   i
regolamenti previsti dall’art. 11, e’  esercitata  mediante
Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro per le
politiche comunitarie, d’intesa con i  Ministri  competenti
secondo le modalita’ di cui all’articolo 8 della  legge  15
marzo 1997, n. 59.”.
1. L’Allegato I  e’  modificato  con  decreto  del  Ministro  della
salute, per adeguarlo alle modifiche strettamente  tecniche  adottate
in sede comunitaria.
2.  Il  Ministero  della  salute  comunica  alla   Commissione   le
disposizioni  piu’  severe  adottate  anche  in  applicazione   delle
raccomandazioni del Consiglio d’Europa  e  delle  disposizioni  della
legge 14 ottobre 1985, n. 623.
3. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto e’ abrogato
il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 533, di attuazione  della
direttiva 91/629/CEE che stabilisce le norme minime per la protezione
dei vitelli, come modificato dal  decreto  legislativo  1°  settembre
1998, n. 331, di attuazione della  direttiva  97/2/CE  relativa  alle
norme minime per la protezione dei vitelli.
4. Il presente decreto entra  in  vigore  il  giorno  successivo  a
Dato a Roma, addi’ 7 luglio 2011
Romano,  Ministro   delle   politiche
– Per la legge 14 ottobre 1985, n. 623,  si  vedano  le
– Per il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.  553,
si vedano le note alle premesse.
– Per la direttiva 91/629/CEE, si vedano le  note  alle
– Per il decreto legislativo 1° settembre 1998, n. 331,
– Per la direttiva 97/2/CE,  si  vedano  le  note  alle
(previsto all’art. 4, comma 1)
1.  I  materiali  utilizzati  per  la  costruzione  dei  locali  di
stabulazione e, in particolare, dei recinti e delle attrezzature  con
i quali i vitelli possono venire a contatto non devono essere  nocivi
per  i  vitelli  e  devono  poter  essere  accuratamente   puliti   e
disinfettati.
2.  Fino  all’istituzione  di  regole   comunitarie   in   materia,
l’installazione delle apparecchiature e dei circuiti  elettrici  deve
essere conforme alla regolamentazione nazionale in  vigore  volta  ad
evitare qualsiasi scossa elettrica.
3. L’isolamento termico, il riscaldamento e la ventilazione  devono
consentire di mantenere entro limiti non dannosi  per  i  vitelli  la
circolazione dell’aria, la  quantita’  di  polvere,  la  temperatura,
l’umidita’ relativa dell’aria e le concentrazioni di gas.
4. Ogni impianto  automatico  o  meccanico  indispensabile  per  la
salute ed il benessere dei vitelli deve essere ispezionato almeno una
volta al giorno. Gli  eventuali  difetti  riscontrati  devono  essere
eliminati  immediatamente;  se  cio’  non  fosse  possibile,  occorre
prendere le  misure  adeguate  per  salvaguardare  la  salute  ed  il
benessere dei vitelli fino a che non sia effettuata  la  riparazione,
ricorrendo  in  particolare  a  metodi  alternativi  disponibili   di
alimentazione e  provvedendo  a   mantenere   condizioni   ambientali
Se si utilizza un impianto  di  ventilazione  artificiale,  occorre
prevedere un opportuno sistema sostitutivo che permetta  un  ricambio
di aria sufficiente per preservare  la  salute  e  il  benessere  dei
vitelli in caso di guasti all’impianto, nonche’ un sistema di allarme
che segnali i guasti  all’allevatore.  Il  sistema  di  allarme  deve
essere verificato regolarmente.
5. I vitelli non devono restare continuamente al buio. A tale fine,
onde soddisfare le loro esigenze comportamentali e  fisiologiche,  e’
opportuno prevedere, date  le  diverse  condizioni  climatiche  degli
Stati membri, una illuminazione adeguata naturale o artificiale  che,
in quest’ultimo caso, dovra’ essere almeno equivalente alla durata di
illuminazione naturale normalmente disponibile tra le ore 9.00  e  le
ore  17.00.  Dovra’  inoltre  essere   disponibile   un’illuminazione
adeguata (fissa o mobile) di intensita’ sufficiente per consentire di
controllare i vitelli in qualsiasi momento.
6. Tutti i vitelli allevati in locali di stabulazione devono essere
controllati dal proprietario e dalla persona responsabile almeno  due
volte al giorno e quelli allevati all’esterno  almeno  una  volta  al
giorno. I vitelli che presentano sintomi di malattie o ferite debbono
ricevere immediatamente le opportune cure e, qualora un  vitello  non
reagisca al trattamento dell’allevatore, deve  essere  consultato  al
piu’ presto un veterinario. Se necessario, i vitelli malati o  feriti
debbono essere isolati in locali appropriati con lettiera asciutta  e
7. I locali di stabulazione devono  essere  costruiti  in  modo  da
consentire ad ogni vitello di coricarsi, giacere, alzarsi ed accudire
a se stesso senza difficolta’.
8. I vitelli non debbono essere  legati,  ad  eccezione  di  quelli
stabulati in gruppo che possono essere legati per un periodo  massimo
di un’ora al momento della somministrazione di latte e succedanei del
latte. Se si utilizzano attacchi, questi non devono provocare lesioni
al vitello e debbono essere regolarmente esaminati  ed  eventualmente
aggiustati in modo da  assicurare  una  posizione  confortevole  agli
animali. Ogni attacco deve essere concepito in modo tale  da  evitare
il rischio di strangolamento o ferimento e da consentire  ai  vitelli
di muoversi secondo quanto disposto al punto 7.
9. La stalla, i recinti, le  attrezzature  e  gli  utensili  devono
essere  puliti  e  disinfetti  regolarmente  in  modo  da   prevenire
infezioni incrociate  o  lo  sviluppo  di  organismi  infettivi.  Gli
escrementi, l’urina e i foraggi che non sono  stati  mangiati  o  che
sono caduti  sul  pavimento  devono  essere  rimossi  con  la  dovuta
regolarita’ per ridurre al minimo gli odori e la presenza di mosche o
10. I pavimenti devono essere non sdrucciolevoli e senza  asperita’
per evitare lesioni ai vitelli e devono essere costruiti in  modo  da
non causare lesioni o sofferenza ai vitelli in piedi o coricati. Essi
devono essere adeguati alle dimensioni  ed  al  peso  dei  vitelli  e
costituire una superficie rigida, piana e stabile. La zona in cui  si
coricano i vitelli deve essere  confortevole,  pulita,  adeguatamente
prosciugata e non dannosa per i vitelli. Per tutti i vitelli di  eta’
inferiore a due settimane deve essere prevista una lettiera adeguata.
11. Ai vitelli deve essere somministrata un’alimentazione  adeguata
alla loro  eta’  e  al  loro  peso  e  conforme  alle  loro  esigenze
comportamentali e fisiologiche, onde  favorire  buone  condizioni  di
salute e di benessere. A tal fine gli alimenti devono avere un tenore
di ferro sufficiente per raggiungere un tasso di emoglobina di almeno
4,5 mm/litro: una dose giornaliera di alimenti  fibrosi  deve  essere
somministrata ad ogni vitello dopo la seconda settimana di eta’ e  il
quantitativo deve essere portato da 50 a 250 grammi al giorno  per  i
vitelli di eta’ compresa fra le 8 e le 20 settimane. Ai  vitelli  non
deve essere messa la museruola.
12. Tutti i vitelli devono  essere  nutriti  almeno  due  volte  al
giorno. Se i vitelli sono stabulati in gruppo e non  sono  alimentati
ad  libitum  o  mediante  un  sistema  automatico  di  alimentazione,
ciascuno vitello deve avere accesso agli alimenti  contemporaneamente
agli altri vitelli del gruppo.
13. A partire dalla seconda settimana di eta’,  ogni  vitello  deve
poter disporre di acqua  fresca  adeguata  in  quantita’  sufficiente
oppure poter soddisfare il  proprio  fabbisogno  in  liquidi  bevendo
altre bevande, tuttavia, i vitelli malati e sottoposti  a  condizioni
atmosferiche di grande calore devono poter disporre di  acqua  fresca
14. Le attrezzature per la somministrazione di mangimi e  di  acqua
devono essere concepite, costruite, installate e mantenute in modo da
ridurre al minimo le possibilita’ di contaminazione degli alimenti  o
dell’acqua destinati ai vitelli.
15.  Ogni  vitello  deve  ricevere  colostro  bovino  quanto  prima
possibile dopo la nascita e comunque entro le prime sei ore di vita.
DECRETO LEGISLATIVO 7 luglio 2011, n. 126 – Attuazione della direttiva 2008/119/CE che stabilisce le norme minime per la protezione dei vitelli. (11G0166) – (GU n. 180 del 4-8-2011 redazione redazione 2015-05-05T22:14:00+00:00