Source: http://www.rivistagiuridica.aci.it/documento/smart-road-e-guida-connessa-e-automatica.html?cHash=eb8b5e44b4670bac0e6ac8aaa7f58859&tx_rgdocuments_rgsh%5Bcontroller%5D=Document
Timestamp: 2020-04-03 17:25:11+00:00
Document Index: 122736611

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 98', 'art. 98', 'art. 78', 'art. 19', 'art. 180', 'art. 18', 'art. 13', 'art. 196']

Smart Road e guida connessa e automatica
Circolare Prot. n. 300/A/3935/18/129/8/4 del 15 maggio 2018
Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 70 del 28.02.2018 - Modalità attuative e strumenti operativi della sperimentazione su strada delle soluzioni di Smart Road e di guida connessa e automatica.
Prot. n. 300/A/3935/18/129/8/4
OGGETTO:Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 70 del 28.02.2018 - Modalità attuative e strumenti operativi della sperimentazione su strada delle soluzioni di Smart Road e di guida connessa e automatica.
Nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, Serie Generale, n. 90 del 18 aprile 2018, è stato pubblicato il decreto ministeriale in oggetto recante "Modalità attuative e strumenti operativi della sperimentazione su strada delle soluzioni di Smart Road e di guida connessa e automatica" che ha dato attuazione all'art. 1, comma 72, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020), con il quale lo Stato italiano autorizza e finanzia la sperimentazione su strada delle soluzioni di Smart Road e di guida connessa e automatica.
Il decreto, in piena sintonia con i processi di governo e gestione dell'innovazione del settore, in atto in Europa, con lo sviluppo della Piattaforma C-ITS e dell'iniziativa GEAR 2030, e in considerazione della rapidità del progresso tecnologico che interessa le sperimentazioni internazionali sui veicoli automatizzati, detta un complesso di regole volte a disciplinare il processo di trasformazione digitale delle infrastrutture stradali e la sperimentazione dei veicoli a guida connessa ed automatica.
La finalità è duplice: da un lato, promuovere la valorizzazione del patrimonio infrastrutturale esistente attraverso l'adeguamento tecnologico della rete viaria nazionale ai canoni funzionali delle Smart Road, e la realizzazione di infrastrutture dotate dei canoni funzionali in coerenza con il quadro comunitario ed internazionale di digitalizzazione; dall'altro, garantire e promuovere la sperimentazione delle auto a guida automatica (dotate di tecnologie capaci di adottare e attuare comportamenti di guida senza l'intervento attivo del conducente) e della guida connessa (condizione di guida in cui il veicolo adotta sistemi cooperativi e interattivi con altri veicoli e con l'infrastruttura), in considerazione della possibilità che i veicoli automatizzati vengano immessi a breve nel mercato.
Il decreto, stante l'inapplicabilità delle regole del Codice della Strada che non consentono l'omologazione e la circolazione su strada delle auto a guida automatica, costituisce la base di riferimento normativa per la circolazione sperimentale dei veicoli a guida automatica sulle strade ed aree pubbliche del nostro Paese che può avvenire solo in presenza dei presupposti e delle cautele in esso previsti.
Secondo quanto chiarito in ambito definitorio, le norme dettate dal decreto non trovano applicazione per i veicoli a guida assistita, già da diverso tempo presenti sul mercato, che, differentemente da quelli a guida autonoma, sono dotati di uno o più sistemi di assistenza che vengono attivati dal conducente e che non escludono una continua partecipazione attiva di quest'ultimo.
Ciò premesso, si ritiene opportuno soffermare l'attenzione su alcuni aspetti connessi alla sperimentazione delle auto a guida autonoma, di maggior interesse per gli operatori di polizia stradale, mentre per la parte relativa alle caratteristiche delle Smart Road si rimanda alla lettura del decreto e dell'allegato, contenente le specifiche funzionali delle infrastrutture stradali e delle piattaforme tecnologiche.
1. Definizioni. Il Supervisore.
La definizione sulla quale è opportuno soffermare l'attenzione è quella contenuta nella lettera j) dell'art. 1, laddove è prevista la figura del "supervisore". Il decreto, infatti, in considerazione della circostanza per cui l'auto a guida autonoma, almeno nei livelli di automazione più elevati [1], è capace di circolare senza l'intervento attivo del guidatore, ha preferito utilizzare il concetto di "supervisore" a quello di conducente, in quanto tale ultima parola postula che a guidare il veicolo sia sempre un essere umano.
Il supervisore è colui che deve essere sempre presente a bordo del veicolo e che, a prescindere dal grado di automazione esistente, deve essere sempre in grado di assumere il controllo del veicolo, agendo sui comandi dello stesso, ogni qual volta se ne presenti la necessità. Da ciò deriva che egli è il responsabile della circolazione del veicolo in qualsiasi modalità operativa, ovvero anche nel caso in cui le tecnologie di guida automatiche siano inserite e assumano il pieno controllo del veicolo. Diversamente, quando tali tecnologie vengono disinserite ed il supervisore assume la guida effettiva del veicolo, riveste a tutti gli effetti il ruolo di conducente. In ogni caso, egli deve garantire che il veicolo rispetti le norme di comportamento di cui al Titolo V del Codice della Strada anche quando le tecnologie di cui è dotato, seppur inserite, non siano in grado di farlo in maniera automatica, commutando tempestivamente la modalità del veicolo in modo manuale.
Il ruolo di supervisore può essere rivestito solo dal titolare di una patente idonea per la classe del veicolo da condurre che si deve possedere da almeno cinque anni [2].
La verifica del possesso dei requisiti di ciascun supervisore ammesso alla guida del veicolo automatico è di competenza del soggetto autorizzante all'atto del rilascio dell'autorizzazione.
L'elenco dei supervisori che possono prendere parte alle prove è contenuto nel titolo autorizzativo.
2. Autorizzazione alla sperimentazione.
La circolazione su strada dei veicoli a guida automatica può avvenire solo nel contesto di una sperimentazione che è soggetta ad autorizzazione da parte della Direzione Generale per la Motorizzazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
L'autorizzazione, che può essere richiesta solo dal costruttore del veicolo o dagli istituti universitari ed enti pubblici e privati di ricerca che conducono sperimentazioni sui veicoli, è rilasciata, per uno o più ambiti stradali [3], per veicoli già omologati nella versione base e che sono stati successivamente dotati di tecnologie di guida automatica.
Attraverso il titolo autorizzativo, di durata annuale, rinnovabile, il titolare può condurre sperimentazioni con i veicoli da esso indicati nella richiesta e sulle infrastrutture già oggetto di nulla osta da parte dell'ente proprietario delle strade, assicurando, al contempo, l'adempimento di una serie di obblighi indicati dall'art. 16 del decreto [4].
I veicoli autorizzati circolano durante l'attività sperimentale muniti di targa prova, rilasciata ai sensi del d.P.R. n. 474 del 2001, esponendo sul lato anteriore e posteriore il contrassegno speciale di autorizzazione, le cui caratteristiche sono fissate nell'allegato B del decreto.
Il supervisore (i.e. conducente), inserito nominativamente nell'autorizzazione alla sperimentazione, deve considerarsi quale delegato dal proprietario ai sensi e per gli effetti dell'art. 98, comma 3 CdS. La conduzione del veicolo da parte di un soggetto non inserito nominativamente nell'autorizzazione, costituisce un'inadempienza da segnalare all'organo autorizzante, integrando altresì la violazione di cui all'art. 98 (4), comma 3 CdS.
La mancanza di targa prova comporta l'applicazione delle sanzioni previste per le specifiche violazioni previste dal codice, in quanto il veicolo a guida autonoma, sebbene già immatricolato nella versione priva di tecnologie, non possiede più le caratteristiche per la circolazione su strada [5]. Parimenti, la circolazione con l'autorizzazione alla sperimentazione scaduta di validità, nell'ipotesi in cui si circoli con l'autorizzazione alla circolazione di prova ancora valida, configura una violazione dell'art. 78 codice della strada.
L'art. 19 del decreto prevede, inoltre, la sottoscrizione di un contratto di assicurazione per la responsabilità civile specifica per ogni veicolo a guida automatica, con indicazione espressa delle modalità d'uso del veicolo e dell'utilizzo dello stesso in modalità automatica sulle strade pubbliche. La documentazione deve essere allegata alla richiesta di autorizzazione e, pertanto, non deve essere esibita agli organi di polizia stradale in sede di controllo su strada.
A bordo del veicolo deve essere sempre conservata una copia del titolo autorizzativo che deve essere esibita a richiesta degli organi di polizia stradale in sede di controllo.
L'autorizzazione può essere sospesa o revocata dal soggetto autorizzante per inadempienze del soggetto autorizzato o se ravvisa che dal proseguimento della sperimentazione possa derivare un rischio per la sicurezza della circolazione.
3. Controllo dei veicoli che effettuano prove su strada.
I veicoli a guida automatica autorizzati ad effettuare prove su strade pubbliche, nonostante circolino secondo le regole dettate dal decreto, sono comunque soggetti alle norme di comportamento previste dal Titolo V del Codice della Strada e possono essere soggetti ai normali controlli da parte degli organi di polizia stradale.
In sede di controllo, alla consueta verifica documentale si aggiunge la verifica del possesso di ulteriori due documenti:
•copia dell'autorizzazione riportante l'elenco dei supervisori e dei veicoli autorizzati alla prova, l'indicazione delle condizioni esterne meteorologiche e di visibilità, degli ambiti stradali e delle condizioni di traffico in cui possono essere effettuate le prove;
•contrassegno speciale di autorizzazione alla sperimentazione esposto sul lato anteriore e posteriore del veicolo.
In caso di mancanza, laddove la sussistenza dell'autorizzazione per quello specifico veicolo non possa essere desunta da altra documentazione (ad esempio dalla presenza sui vetri anteriore e posteriore del contrassegno speciale di autorizzazione), l'organo accertatore ne intimerà l'esibizione ai sensi dell'art. 180, comma 8, CdS, senza tuttavia sanzionarne la mancanza. Inoltre, l'ufficio da cui dipende l'organo accertatore dovrà effettuare una segnalazione alla Direzione Generale per la Motorizzazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che potrebbe valutare di sospendere o revocare l'autorizzazione, ai sensi dell'art. 18 del decreto [6].
La medesima segnalazione deve essere inoltrata in ogni caso di violazione di norme di comportamento previste dal Titolo V del codice che sia stata commessa durante la prova e che, in ragione della particolare gravità o modalità della stessa, possa far ritenere che la prosecuzione della sperimentazione costituisca un rischio per la sicurezza stradale.
Quanto alla titolarità della responsabilità amministrativa, stante la difficoltà di poter considerare autore della violazione un soggetto che non riveste sempre il ruolo di conducente del veicolo, l'argomento è oggetto di ulteriori approfondimenti il cui esito sarà reso noto successivamente.
La segnalazione deve essere, infine, inviata, a prescindere dalla responsabilità dell'evento, in ogni caso di incidente stradale che veda coinvolto un veicolo a guida automatica, comprensiva di dettagliato rapporto sulle dinamiche del sinistro.
Il supervisore è responsabile civilmente e penalmente dei danni arrecati dalla circolazione del veicolo in presenza di un nesso di causalità tra l'azione posta in essere e l'evento, e secondo il principio di colpevolezza.
[1] Una delle classificazioni più condivise (SAE Society of Automobile Engineers - un ente di normazione operante nel campo dell'industria aerospaziale, automobilistica e veicolistica) propone cinque livelli di automazione, crescente, in cui i sistemi prendono il controllo dell'auto, sostituendo progressivamente il conducente alla guida. Solo nel quinto livello, tuttavia, l'automazione è totale ed e escluso l'intervento umano. A tale livello i sistemi di guida automatica devono essere idonei a gestire il veicolo in tutti gli scenari di traffico, anche imprevisti. Posto che e impossibile prevedere e programmare a priori tutte le situazioni, il veicolo autonomo a livello 5 deve essere in grado di muoversi nel traffico non solo in base alle informazioni precedentemente codificate nei propri software, ma anche raccogliere le informazioni dall'ambiente circostante (l'infrastruttura stradale, gli altri veicoli, ecc.) ed assumere le conseguenti decisioni, in modo indipendente.
[2]Il decreto prevede che, oltre alla titolarità di un titolo abilitativo, il supervisore abbia:
• superato con successo un corso di guida sicura o un corso specifico per sperimentatori di veicoli a guida automatica presso un ente accreditato in uno dei Paesi dell'UE;
•condotto prove su veicoli a guida automatica, per una percorrenza di almeno 1000 km, in sede protetta, o su strada pubblica in uno Stato in cui la sperimentazione di tali veicoli sia regolamentata;
•conoscenze necessarie, adeguatamente documentate, per effettuare la sperimentazione come supervisore.
[3]Secondo l'art. 13 del decreto, l'autorizzazione alle prove su strada può essere richiesta con riferimento ad uno o pin ambiti stradali (autostrade, strade extraurbane principali, secondarie e ambiente urbano), ognuno dei quali aventi le caratteristiche ivi espressamente indicate.
[4]Oltre agli specifici obblighi per il titolare dell'autorizzazione, il decreto prevede una serie di indicazioni e attestazioni, che il richiedente deve produrre con la domanda, volte a fornire all'ente autorizzante gli elementi idonei a consentirgli una valutazione globale sulla fattibilità e sulla sicurezza della sperimentazione, per il rilascio dell'autorizzazione. Tra le tante, si annoverano:
•la stipula di contratto di assicurazione per la responsabilità civile specifica per il veicolo a guida automatica, con espressa indicazione che l'assicuratore e a conoscenza delle modalità d'uso del veicolo e che lo stesso è utilizzato in modalità automatica su strade pubbliche;
•l'idoneità tecnica del veicolo al rispetto delle norme di comportamento dettate dal titolo V del Codice della Strada e a gestire le situazioni prevedibili, adottando reazioni adeguate, negli scenari di guida tipici;
•le maturità delle tecnologie e dei sistemi di guida automatica oggetto di sperimentazione, che devono essere già state testate in laboratorio, con simulatori di guida o in sede protetta, per una percorrenza di almeno tremila chilometri;
•l'indicazione del proprietario del veicolo o di altro obbligato in solido ai sensi dell'art. 196 CdS;
•l'elenco dei conducenti (i.e. supervisori) che possono prendere parte alle prove e la documentazione attestante la formazione effettuata e la capacità tecnica degli stessi;
•l'elenco dei veicoli autorizzati ad effettuare le prove;
•l'indicazione delle condizioni esterne meteorologiche e di visibilità, degli ambiti stradali e delle condizioni di traffico in cui possono essere effettuate le prove.
In particolare, gli ultimi tre elementi devono essere oggetto di specifica indicazione nella copia dell'autorizzazione che deve essere custodita a bordo del veicolo ed esibita agli organi di controllo.
[5]Potrebbero, ad esempio, ravvisarsi le violazioni previste dagli articoli 78 CdS, per le modifiche alle caratteristiche nel certificato di omologazione o approvazione e nella carta di circolazione, 93 CdS qualora il veicolo sia privo di immatricolazione, 193 CdS per la mancanza di copertura assicurativa.
[6]Per consentire al soggetto autorizzante di effettuare una compiuta valutazione delle circostanze oggetto di segnalazione, e opportuno che la stessa sia quanta più dettagliata possibile, con indicazione specifica della tipologia di strada in cui è effettuato il controllo, della modalità operativa inserita, delle condizioni meteorologiche ecc.
Circolare_3935.pdf 4 MB