Source: http://tuttoprof.blogspot.com/2010_12_12_archive.html
Timestamp: 2019-08-23 07:21:35+00:00
Document Index: 101880487

Matched Legal Cases: ['art 1', 'art 64', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 1']

TUTTOPROF.: 12/12/10
La L 27.12.06, n. 296, art 1 c 622 ha innalzato l'obbligo di istruzione a dieci anni. Nel documento tecnico, allegato al DM della Pubblica Istruzione del 22.08.07, n 139, sono indicate le competenze chiave di cittadinanza attese al termine dell'istruzione obbligatoria.
La L 06.08.08 n. 133, art 64, c 4bis, consente di assolvere l'obbligo di istruzione, oltre che nei percorsi scolastici, anche nei percorsi di istruzione e formazione professionale di cui al Capo III del D lgs 17.10.05, n 226, e - fino alla completa messa a regime delle disposizioni dello stesso Decreto - nei percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale di cui all'Accordo del 19.06.2003, realizzati da strutture formative accreditate ai sensi del DM 29.11.07.
Conosco 5 ragazzi diversamente abili (tra i 13 e i 15 anni) che fino a giugno hanno frequentato una scuola Primaria Speciale, sempre con i loro PEI.
Si sono presentati presso una Scuola Media Statale locale come privatisti a sostenere gli esami di terza media. Previ accordi con Dirigente e membri interni, è stato accordato un programma "facilitato" sulla base delle competenze raggiunte, come da documentazione fornita.
Il Presidente di Commissione, però, ha preteso che i ragazzi affrontassero ANCHE lo scritto di inglese (materia che loro NON hanno MAI studiato) e la prova Invalsi, esponendoli ad un grande carico emotivo, con rischio di frustrazione a causa dell'insuccesso. Inoltre verranno interrogati all'orale, non tenendo in considerazione solo la loro tesina (frutto di grande impegno ed enormi sforzi da parte loro, degli operatori scolastici e delle loro famiglie), ma rischiano anche che sia loro posta qualche domanda in inglese. Infine, cosa a mio avviso gravissima, non intende concedere ai ragazzi l'attestato, bensì solo i crediti formativi. Dalle numerose leggi lette, non mi pare stia agendo nella legalità (un discorso a parte andrebbe fatto per l'umanità), ma vorrei una gentile conferma ed un aiuto per aggrapparmi a tutto, pur di premiare meritatamente questi ragazzi, dando loro semplicemente ciò che mi sembra dovuto.
il Decreto Ministeriale 10 dicembre 1984 (Esami Licenza Media) stabilisce che "La possibilità di svolgimento delle prove differenziate riguarda gli alunni interni nonché candidati privatisti che abbiano presentato al preside nella scuola media presso la quale chiederanno di sostenere l'esame di licenza un piano di studio individualizzato elaborato, per quanto possibile, secondo i criteri di cui alla Circolare ministeriale n. 258 del 22 settembre 1983 relativa alle intese fra scuola, enti locali e UU.SS.LL. in materia di integrazione scolastica degli alunni portatori di handicaps".
La Circolare 20 maggio 2010, n. 49 sulla valutazione degli alunni ed esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione (anno scolastico 2009-2010) afferma che per gli alunni con disabilità sono predisposte, utilizzando le risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente, prove di esame differenziate, comprensive della prova a carattere nazionale INVALSI, corrispondenti agli insegnamenti impartiti, idonee a valutare il progresso dell'alunno in rapporto alle sue potenzialità e ai livelli di apprendimento iniziali. Le prove sono adattate, ove necessario in relazione al Piano Educativo Individualizzato, a cura dei docenti componenti la Commissione.
Nel diploma di licenza degli alunni con disabilità e degli alunni con disturbi specifici di apprendimento è riportato il voto finale in decimi, senza menzione alle modalità di svolgimento e di differenziazione delle prove secondo gli art. 9 comma 3 - art. 10 comma 2 Decreto Presidente Repubblica 22 giugno 2009, n. 122.
Agli alunni con disabilità che non conseguono la licenza è rilasciato un attestato di credito formativo. Tale attestato è titolo per l'iscrizione e per la frequenza delle classi successive, ai soli fini del riconoscimento di crediti formativi, validi anche per l'accesso ai percorsi integrati di istruzione e formazione secondo l'art. 9 commi 4 e 6 Decreto Presidente Repubblica 22 giugno 2009, n. 122
Inoltre, con la Circolare 7 giugno 2010, n. 50, vengono stabiliti gli adempimenti da seguire per la prova nazionale dell'esame di Stato al terzo anno della Scuola Secondaria di primo grado.
Vorrei avere il vostro aiuto per sapere se una scuola paritaria ha gli stessi diritti di una statale nel richiede il sostegno per grave disabilita. Sto parlando di una scuola primaria. Se sì, posso avere i riferimenti di legge, così da contestare il "no" degli assistenti sociali del nostro municipio di appartenenza?
In base alla Legge 10 marzo 2000, n. 62 e al Decreto Ministero Pubblica Istruzione 29 novembre 2007, n. 267, si definiscono Scuole paritarie, a tutti gli effetti degli ordinamenti vigenti (in particolare per quanto riguarda l'abilitazione a rilasciare titoli di studio aventi valore legale), le Istituzioni scolastiche non statali, comprese quelle degli Enti locali, che, a partire dalla Scuola per l'infanzia, corrispondono agli ordinamenti generali dell'istruzione, sono coerenti con la domanda formativa delle famiglie e sono caratterizzate da requisiti di qualità ed efficacia di cui all'art. 1 commi 2, 3, 4, 5 e 6 Legge n. 62/2000.
Alle Scuole paritarie private è assicurata piena libertà per quanto concerne l'orientamento culturale e l'indirizzo pedagogico-didattico. Tenuto conto del progetto educativo della Scuola, l'insegnamento è improntato ai principi di libertà stabiliti dalla Costituzione repubblicana. Le Scuole paritarie, svolgendo un servizio pubblico, accolgono chiunque (accettandone il progetto educativo) richieda di iscriversi, compresi gli alunni e gli studenti con handicap. Il progetto educativo indica l'eventuale ispirazione di carattere culturale e religioso. Non sono comunque obbligatorie per gli alunni le attività extra-curricolari, che presuppongono o esigono l'adesione ad una determinata ideologia o confessione religiosa.
Le Scuole private, se ottengono la parità scolastica ai sensi della Legge n. 62/2000, sono obbligate a realizzare l'integrazione scolastica, come espressamente previsto nell'art. 1 comma 3, comma 4 lettera "e" e comma 14.
Un completo ed aggiornato eserciziario per testare la preparazione individuale a tutti i concorsi pubblici che danno accesso al ruolo di insegnante nella scuola dell'infanzia. La normativa di settore chiarisce che la professionalità docente richiesta per questo tipo di scuola deve "promuovere lo sviluppo dell'identità, dell'autonomia, della competenza, della cittadinanza" (Indicazioni per il curricolo per la scuola dell'infanzia e per il primo ciclo di istruzione, 2007), così da "favorire l'apprendimento di comportamenti fondamentali e di conoscenze iniziali utili per acquisire le competenze successive e per rapportarsi con la società (Atto di indirizzo, 2009). Tali indicazioni trovano riscontro anche nelle materie previste dai bandi di concorso, punto di riferimento essenziale per i questionari presentati nel volume.
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Il tema della competenza digitale è destinato a rimanere a lungo presente nella discussione educativa, nel quadro della riflessione sulle competenze che dovranno caratterizzare i cittadini del XXI secolo, in quanto chiama in causa la stessa scuola e la sua identità per le scelte significative che questa deve compiere riguardo a problemi fondamentali come quello della natura della/e alfabetizzazione/i su cui deve fondarsi. In contrasto con la concezione diffusa che identifica questa nozione con semplici conoscenze o abilità tecniche (ECDL, Patente Europea) e in linea con gli orientamenti internazionali recenti (OECD-PISA), il volume propone un modello di competenza digitale fondato su basi educative, per valutare (e anche favorire) la competenza digitale ai vari livelli scolastici, in un'ottica che integra la dimensione tecnologica con quella cognitiva ed etica. L'obiettivo è fornire a insegnanti e educatori lo spunto per poter realizzare autonomamente iniziative mirate a migliorare la competenza digitale dei loro studenti, e per avviare efficaci comunità di pratiche in questo settore.
L'origine delle pratiche di mentoring: radici teoriche e pratiche relazionali - Le funzioni del mentoring - Il mentoring a scuola - Quali dimensioni indagare - La verifica dell'intervento. Bibliografia.
Maria D'Alessio, preside della Facoltà di Psicologia 1 dell'Università La Sapienza di Roma e professore ordinario di Psicologia dello sviluppo, è autrice di numerose pubblicazioni scientifiche.
Fiorenzo Laghi, ricercatore in Psicologia dello sviluppo e dell'educazione, è docente di Teorie e tecniche di intervento nell'arco di vita presso la Facoltà di Psicologia 1 dell'Università La Sapienza di Roma e autore di numerose pubblicazioni scientifiche.
Vito Giacalone, psicologo e psicoterapeuta, insegna Psicologia educativa presso l'Università Tor Vergata di Roma e Modelli psicologici ed educativi per la scuola presso l'Università Europea di Roma. Docente dal 2002 al 2009 presso la Facoltà di Psicologia 1 dell'Università La Sapienza, è direttore generale dei programmi Mentoring USA/Italia Onlus.
Questo libro propone un originale programma di educazione alla spazialità rivolto ai bambini della scuola dell'infanzia e primaria. Attraverso numerose proposte didattiche, l'autrice analizza 5 diverse concezioni di spazio: lo spazio psicologico, lo spazio fisico, lo spazio sociologico, lo spazio filosofico e lo spazio biologico, per permettere ai bambini di sviluppare una specifica competenza spaziale, trasversale a tutte le discipline, costruendo a livello rappresentativo ciò che prima viene vissuto da loro sul piano pratico a livello esperienziale. II testo contiene inoltre tre questionari di indagine sulla percezione dello spazio (per la scuola dell'infanzia e per le diverse classi della scuola primaria) che si pongono come strumento preliminare di riflessione per sondare le ipotesi dei bambini relative allo spazio e poter avviare, di conseguenza, i percorsi didattici che l'insegnante ritiene più opportuni per la propria classe al fine di promuovere una vera educazione alla spazialità.
Questo volume propone una scelta di test di italiano, matematica e geometria, storia, geografia, scienze, inglese pensati per il ripasso e l'approfondimento delle linee fondamentali di queste discipline, sia per tenersi in esercizio durante l'estate, sia per potenziare le conoscenze e le competenze durante l'anno scolastico. I quiz si diversificano in varie tipologie che ne rendono lo svolgimento divertente e di stimolo per la curiosità e la voglia di sapere dei ragazzi. In appendice si trova il testo integrale delle prove ministeriali INVALSI 2010 per la quinta classe della scuola primaria, somministrate nelle scuole italiane alla fine dell'anno scolastico 2009-2010. Tali test, che dal 2010 costituiscono parte fondamentale della valutazione nell'esame di terza media e che dal 2012 lo diventeranno anche in quello di maturità, sono un apparato indispensabile per allenare gli studenti alle future prove che li attendono.
Il mondo della scuola è incontro di culture, esperienze, emozioni, tensioni e confronti: insegnanti, genitori, allievi condividono un vissuto vario e complesso. Imparare a capirsi e a costruire insieme non è facile, perché aspettative e aspirazioni non sempre si incontrano, e i cambiamenti della società sembrano sempre più rapidi e imprevedibili. Quale psicologia può diventare una vera risorsa per la scuola? E in che modo può esserlo? Al di là delle enunciazioni teoriche, come può rispondere, con i propri strumenti, alla domanda di concretezza che così spesso i docenti pongono (e che non sempre sentono accolta)? Come favorire la costruzione di reti di scuole e di psicologi, per attrezzarsi al meglio di fronte alla complessità? Per rispondere a queste domande trentatré scuole milanesi si sono messe per la prima volta "in rete", ottenendo un finanziamento del Comune di Milano - piano infanzia L. 285/97 - e con diciotto psicologi consulenti, in collaborazione con l'Asl Milano, hanno realizzato in due anni una decisiva esperienza di psicologia scolastica. Nel testo, destinato a tutti coloro che operano nella scuola, si raccontano le strategie messe in atto e i risultati conseguiti, anche alla luce del dibattito che, a conclusione della sperimentazione, si è svolto nella giornata di studio del 22 aprile 2010.