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Timestamp: 2020-08-08 08:34:34+00:00
Document Index: 34762894

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art. 52', 'art 20', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1815']

L'articolo più odiato da Equitalia ! Controllate le cartelle Equitalia ecco come
Inoltre Sanatoria 2015: a distanza di oltre due anni dalla Legge n. 228/2012, che ai commi 527 e 528 dell'art.1 stabiliva la rottamazione (annullamento) delle cartelle Equitalia di importo non superiore a 2 mila euro, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 142 del 23.06.15, il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze attuativo delle modalità con cui sarà eseguito il discarico dei ruoli resi esecutivi fino al 31/12/1999. L'articolo sopracitato disponeva la rottamazione dei ruoli di importo fino a 2 mila euro, ma anche il discarico dei ruoli resi esecutivi entro il 31 dicembre 1999 anche di importo superiore a due mila euro (rottamazione e discarico non solo per le cartelle esattoriali emesse da Equitalia, ma anche quelle di altri agenti della riscossione).
che, i ruoli di importo maggiore a 2 mila euro, resi esecutivi entro la medesima data del 31/12/99, saranno discaricati da Equitalia e qualsiasi altro agente della riscossione: in tal modo, tali crediti ritorneranno agli enti titolari dei diritti vantati sul credito risultante dalle cartelle di pagamento, e per il quale non è stata azionata nessuna procedura esecutiva o non pendono giudizi dinanzi all'autorità giudiziaria (ad es. cartelle impugnate per eventuali multe illegittime, come dichiarate di recente dalla Corte Costituzionale) oppure che non vi siano col contribuente accordi di ristrutturazioni o transazioni, oppure ancora, procedure concorsuali o rateizzazioni di pagamento in corso.
Quindi, se le cartelle superiori a duemila euro, non sono state già riscosse, siano oggetto di rateizzazioni, oppure ad esse non siano seguite procedure esecutive (ad esempio pignoramento ex art. 52 del Dpr 633/1972), Equitalia o l'agente della riscossione in generale, deve formare degli elenchi contenenti i dati identificativi dei debitori e delle relative cartelle di pagamento, per poi trasmetterlo all'ente creditore. Diversamente, tutte le cartelle esattoriali oggetto di una delle azioni sopra elencate, restano in gestione dell'agente della riscossione. Anche se, in caso di accertata impossibilità di riscossione dei crediti, Equitalia trasmetterà all'ente creditore le suddette cartelle entro due mesi dal termine dell'attività di recupero del credito.
Cosa potrebbe accadere in Italia se tutti i cittadini riuscissero a farsi restituire integralmente dalla propria banca gli interessi versati, o farsi risarcire per la vendita all’asta della propria casa o del capannone aziendale oppure per il pignoramento dei propri beni? La risposta è semplice: accadrebbe una vera e propria rivoluzione, che cambierebbe la faccia di questo paese.
Deciba è la prima associazione italiana costituita da avvocati, periti, manager ad aver raggiunto importanti traguardi nella lotta contro gli illeciti bancari. Un vero e proprio gruppo di professionisti che si è posto un importante e ambizioso obiettivo: creare dei precedenti nella giurisprudenza italiana, così da poter delineare in modo chiaro e comprensibile tutti i “limiti di legge” superati dagli istituti di credito durante gli ultimi decenni. I risultati raggiunti da questa associazione “fuori dal comune” sono decisamente importanti e, dal quadro complessivo, ne emerge che la stragrande maggioranza delle banche sono delle vere e proprie “fuori legge”.
DECIBA è riuscita ad accumulare una gran quantità di vittorie, alcune di queste sentenze costituiscono dei veri e propri “primati” nella letteratura giuridica italiana. Si tratta di un dato di fondamentale importanza perché, recentemente, stanno proliferando associazioni, studi legali di pseudo professionisti o sedicenti tali che promettono di vincere cause semplicemente utilizzando perizie econometriche fatte da altri esperti consultati appositamente. Il più delle volte purtroppo nemmeno i legali capiscono le perizie e, di conseguenza, come potrebbero convincere il giudice chiamato ad emetter sentenza?
Oltre a questo importantissimo aspetto c’è da segnalare che le denunce contro gli illeciti bancari (art 20/688) hanno una percentuale bassissima di accoglimento: solo il 5%. Sono quindi pochi i pm che decidono di assumersi la responsabilità di aprire un’indagine nei confronti di una banca, il più delle volte perché la materia è ardua e sconosciuta.
Ci sono anche casi in cui, rinomati avvocati, armati di perizie fatte da altrettanti esperti di diritto bancario, riescono a perdere una causa per dei semplici “errori matematico-giuridici”. Questo causa un danno economico al cliente. Si tratta di errori anche banali a volte, che però vengono commessi da chi si improvvisa esperto in un settore che è vasto e complesso.
Parliamoci chiaro, di professionisti in gamba ce ne sono tanti, ma come fare a stabilire se il professionista a cui stiamo per affidare il nostro caso è competente? Innanzi tutto “bisogna diffidare da coloro che promettono “vittorie gratis”, o che chiedono una percentuale del 25-30% a risarcimento ottenuto”. E’ invece IMPORTANTISSIMO chiedere al professionista uno storico di cause vinte. Sono queste infatti a dirci quanto il legale sia davvero consapevole del complesso meccanismo degli illeciti bancari e delle valutazioni econometriche al punto da riuscire con semplicità a comunicarle al giudice e convincerlo della sua tesi. Deciba ha inoltre diffuso moltissimi video recanti le “istruzioni” per valutare i propri conti correnti in modo da capire se è giusto fare causa alla banca. Questi video sono stati di aiuto sia alle vittime di usura che agli stessi professionisti (avvocati o periti).
Vediamo però quali sono i traguardi principali raggiunti dal Dipartimento europeo di controllo sugli illeciti bancari. L’associazione ha adottato una politica di assoluta chiarezza pubblicando in rete tutte le sentenze favorevoli ottenute dai professionisti con cui collaborano.
1) Sospensione di ASTE GIUDIZIARIE per Usura Bancaria. Si tratta della prima sentenza in Italia per casi di questo tipo ed è quella del tribunale di Padova che ha riconosciuto, dopo un primo respingimento, in seconda battuta i giudici hanno invece riconosciuto che non c’era alcun errore nella perizia.
La seconda sentenza che possiamo definire “storica” è stata emessa dal Tribunale di Asti il 9 ottobre 2014 e immediatamente resa pubblica. L’avvocato Rosa Chiericati, uno dei legali di DECIBA è riuscita a far valere le ragioni del suo cliente, dimostrando che l’asta giudiziaria provocata dalla morosità del cliente, non era altro che l’effetto dei tassi da usura applicati dalla banca.
Altre sospensioni di aste giudiziarie sono state rese possibili grazie alle sentenze dei Tribunali di Reggio Emilia e Cremona. Il giudice è Matteo Marini del Tribunale di Reggio Emilia che scrive testualmente: “Sospende l’esecuzione ricorrendo gravi motivi costituito dall’esistenza di elaborato peritale attestante il superamento del tasso soglia”.
2) Il caso della sospensione del pignoramento per LEASING in usura.
3) Il caso della revoca di FALLIMENTI proposte da Banche è stato ottenuto invece presso il Tribunale di Venezia il 29 aprile 2015. Si tratta di un’altra sentenza storica in quanto, gli avvocati di Deciba, per la prima volta in Italia, sono riusciti a dimostrare che l’usura bancaria ha influito anche sul fallimento aziendale, che non è da intendersi come “fallimento” vero e proprio, ma come conseguenza del delitto di usura.
4) Sospensione di un mutuo con clausole di salvaguardia ed estinzione anticipata. Così come riportato da deciba.it
Marito e moglie avevano stipulato un mutuo nel 2006, per la realizzazione del loro sogno: un’azienda agrituristica, acquistando una vecchia proprietà agricola e ristrutturandola. Quanto all’applicazione di tassi particolarmente elevati la banca faceva la parte del leone, ma loro, stipulavano ugualmente il mutuo, sicuri di poter pagare con il loro lavoro queste cifre esose. Dopo circa 6 anni, hanno avuto qualche difficoltà a rispettare la rata, pagavano quello che potevano, ma vista la pressione della banca, hanno richiesto il controllo del mutuo a DECIBA. Il mutuo è risultato usurario nell’applicazione contrattuale dell’estinzione anticipata e nel tasso effettivo di mora, ed è risultato nullo il tasso corrispettivo perché effettivamente superiore a quello dichiarato in contratto. Nel frattempo la banca aveva notificato il precetto, ragion per cui è stata svolta opposizione che in prima battuta era stata rigettata a causa della clausola di salvaguardia che in caso di superamento della soglia avrebbe fatto salvo il tasso almeno al pari della soglia. E’ stato proposto il reclamo e il Tribunale di Asti, riunito in Collegio, con Ordinanza in data 1/7/15, non si è lasciato ingannare, ed ha accolto l’eccezione di inefficacia della clausola, così statuendo: “Ritenere riferibile la clausola di salvaguardia anche a pattuizioni in ipotesi geneticamente contrarie alla legge, si risolverebbe in una inammissibile disapplicazione dell’art. 1815 co 2 c.c.” In sostanza, ciò che afferma il tribunale, accogliendo totalmente la tesi difensiva dell’avv. Rosa Chiericati, è che la clausola di salvaguardia è valida per la fase esecutiva del contratto, non nella sua fase genetica, corrispondente con il momento della stipula, poiché se il tasso è usurario alla stipula è la legge a dire cosa succede: non sono dovuti interessi. Nessuna clausola di contratto può eludere o bypassare questo precetto legislativo. Il Tribunale ha inoltre riconosciuto valore e validità alla perizia DECIBA, così dichiarando: “Del pari, non possono ritenersi, prima facie e alla luce della dettagliata e approfondita perizia di parte prodotta dalla reclamante, totalmente destituiti di fondamento anche gli altri motivi di opposizione formulati “.
Tasse sulla casa, rispetto al 2013 aumento del 10%....Cambiamenti?!?!?
Secondo l'Agenzia delle Entrate è l'introduzione della Tasi ad aver determinato, nel 2014, il forte incremento. Confedilizia: intervenire
Il gettito derivante dalle principali imposte sul possesso, sulla locazione e sulla compravendita di immobili è stato nel 2014 di 42,1 miliardi di euro. Come risulta dal report dell'Agenzia delle Entrate, l'aumento rispetto al 2013 (38,4 miliardi di euro) è dovuto principalmente all'introduzione della Tasi che ha determinato un incremento delle entrate di 4,6 miliardi di euro.
A pochi giorni dall'allarme, il governo promette di intervenire sulla tassazione già a settembre, arriva a fotografare la situazione il Rapporto Immobili Italia 2015, redatto dell'Agenzia delle Entrate stessa. Dal documento emerge un aumento, tra il 2012 e il 2014, delle imposte di natura reddituale, che passano da 6,4 miliardi a 7,2 miliardi di euro. "Il gettito Irpef è aumentato anche perché sono stati reintrodotti nella base imponibile i redditi degli immobili non locati ad uso abitativo ubicati nello stesso Comune di residenza, nella misura del 50%", si legge nel testo.
Tra le imposte patrimoniali, l'Imu, di natura ricorrente, nel 2014 ha generato un gettito pari a 19,3 miliardi; mentre la Tasi sui servizi indivisibili ha prodotto un gettito di 4,6 miliardi. Si osserva, pertanto, che il gettito complessivo Imu-Tasi del 2014, pari a 23,9 miliardi di euro.
Sono in costante calo, invece, le entrate derivanti dalla tassazione immobiliare sulle locazioni: il gettito relativo, pari a circa 2,1 miliardi di euro nel 2014.
Confedilizia: "Tassazione spropositata" - "In Italia vi è un livello di tassazione patrimoniale sugli immobili ormai spropositato, pari ad oltre il 60% dei tributi su questi beni". Lo denuncia Confedilizia ricordando che "ai 25 miliardi di Imu e Tasi, si aggiunge un altro miliardo dall'imposizione sostanzialmente patrimoniale dell'Irpef applicata sulle case che i proprietari non riescono ad affittare situate nella città di residenza (soggette ad altre 5 imposte: Imu, Tasi, Tari, addizionale comunale e regionale Irpef). E' urgente intervenire per cambiare direzione".
Da tre anni i contenziosi tra imprenditori e istituti si moltiplicano, e mettono alla prova una normativa ambigua, interpretabile dai giudici e soggetta alle pressioni ambientali delle banche, per difendersi da un nuovo avversario: il cliente. Tutto avviene in punta di diritto, con due giurisprudenze contrapposte: la prima richiama le fonti normative, che dalla legge 108/96 conteggiano, nell’usura, tutti gli interessi applicati a un prestito; la seconda sfronda alcuni costi e ne estrae dal calcolo altri, in base alle circolari di Banca d’Italia, e si rivela più clemente con gli istituti. Forse non è un caso che la seconda linea sia prevalente al foro di Milano, dove molte banche italiane hanno sede. I tassi soglia di usura sono vari: attualmente vanno dall’8,00% annuo dei mutui ipotecari variabili al 25% del credito rotativo