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Timestamp: 2019-01-19 12:51:19+00:00
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Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 1 settembre 2014, n. 18486. Il conduttore che si trovi nella detenzione dell'immobile dopo la cessazione di efficacia del contratto di locazione mantiene la veste e la qualità di conduttore, peraltro inadempiente all'obbligo di restituzione dell'immobile. Il conduttore, dunque, rimane detentore qualificato dell'immobile di cui continua a mantenere la disponibilità, pur dopo la scadenza del contratto, come tale è legittimato a ricorrere alla tutela possessoria, ex art. 1168, secondo comma, cod. civ. - Renato D'Isa
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Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 1 settembre 2014, n. 18486. Il conduttore che si trovi nella detenzione dell'immobile dopo la cessazione di efficacia del contratto di locazione mantiene la veste e la qualità di conduttore, peraltro inadempiente all'obbligo di restituzione dell'immobile. Il conduttore, dunque, rimane detentore qualificato dell'immobile di cui continua a mantenere la disponibilità, pur dopo la scadenza del contratto, come tale è legittimato a ricorrere alla tutela possessoria, ex art. 1168, secondo comma, cod. civ.
SENTENZA 1 settembre 2014, n. 18486
È impugnata la sentenza della Corte d’appello di Brescia, depositata il 14 settembre 2007, di conferma della sentenza del Tribunale di Brescia che aveva respinto la domanda proposta da T.A. nei confronti dell’INA s.p.a. (ora CONSAP s.p.a.).
1.1. – Nel 1997 il sig. T. aveva agito dinanzi alla Pretura di Brescia esponendo di essere conduttore di un immobile di proprietà dell’INA, sito in Brescia, alla via Creta n. 78, locato con contratto 1 giugno 1990-31 maggio 1994; che, in data 12 aprile 1994, era stata convalidata l’intimazione di rilascio dell’immobile, con termine fino al 31 maggio 1995; che, nonostante il regolare pagamento del canone, la proprietà non aveva provveduto ad eliminare le infiltrazioni provenienti dal tetto, che rendevano l’immobile inutilizzabile, al punto che il conduttore si era trasferito altrove. Era poi accaduto che, nel mese di settembre 1997, la proprietà aveva sostituito le chiavi alle porte del terrazzo e della cantina, dove erano riposti beni dell’attore, impedendogli in tal modo di accedere ai predetti locali, ed aveva chiuso l’erogazione dell’acqua calda.
Tanto premesso, e ritenendo che il comportamento della proprietà concretasse spoglio, il sig. T. aveva chiesto di essere reintegrato nel possesso degli immobili e di ottenere l’erogazione dell’acqua calda.
Si era costituita l’INA s.p.a. ed aveva contestato la sussistenza dei presupposti per l’esercizio dell’azione di reintegra, concludendo per il rigetto della domanda.
1.2. – Con ordinanza in data 22 aprile 1998, il Pretore di Brescia aveva rigettato il ricorso del sig. T. e disposto la prosecuzione del giudizio di merito.
Con sentenza in data 24 gennaio 2001, il Tribunale di Brescia aveva rigettato la domanda e condannato l’attore alle spese di lite.
1.3. – Avverso la decisione di primo grado, proponeva appello il sig. T. ; l’INA si costituiva per chiedere il rigetto del gravame.
2. – Con la sentenza oggetto dell’odierno ricorso, la Corte d’appello di Brescia confermava il rigettp della domanda proposta dal sig. T. sulla base delle seguenti considerazioni.
Emergeva, dagli atti, che alla data del deposito del ricorso per reintegra il sig. T. era detentore senza titolo dell’immobile, poiché il contratto di locazione era scaduto e la scadenza era stata convalidata il 12 aprile 1994, con ciò escludendosi il tacito rinnovo del contratto.
Al momento dell’asserito spoglio, dunque, il sig. T. non era più detentore qualificato dell’immobile, e neppure poteva considerarsi possessore, posto che non aveva dimostrato l’interversione del possesso, che presuppone, accanto alla disponibilità del bene, la manifestazione dell’animas possidenti. Come aveva confermato lo stesso appellante, l’interversione del possesso si era verificata nel mese di ottobre 1998, con la stipula del preliminare di acquisto dell’immobile e delle sue pertinenze. Non poteva pertanto riconoscersi in capo al sig. T. la legittimazione ad agire ai sensi dell’art. 1168 cod. civ..
3. – Per la cassazione della sentenza d’appello ha proposto ricorso T.A. , sulla base di un motivo.
Resiste con controricorso la CONSAP s.p.a. (già INA s.p.a.).
La parte ricorrente ha depositato memoria ex art. 378 cod. proc. civ. e, in esito all’udienza, note di replica all’intervento del Procuratore generale.
– Il ricorso è fondato e va accolto.
– La doglianza è fondata.
– All’accoglimento del ricorso segue la cassazione senza rinvio della sentenza impugnata, e la decisione nel merito, in applicazione dell’art. 384, secondo comma, cod. proc. civ., non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto.
– La particolarità della questione controversa giustifica la compensazione tra le parti delle spese dell’intero procedimento.