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Timestamp: 2018-10-16 13:05:50+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 43', 'art. 96', 'sentenza ']

7 Dicembre 2007 | Commercialista Telematico
Per i pagamenti l’F24 moltiplica i modelli<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
Dopo quasi dieci anni dal debutto, il modello f24 che doveva semplificare e unificare le modalità di pagamento di imposte, contributi e premi si è moltiplicato per cinque. E potrà crescere ancora. Così anche il numero dei codici che accompagnano i versamenti. Attualmente vi sono 5 modelli F24: Ordinario, Accise, Iva immatricolazione auto Ue, Enti pubblici e Predeterminato. Dal 29 ottobre 2007 nel modello ordinario e in quello per le accise è previsto un campo destinato all’indicazione del codice fiscale del coobbligato, erede/tutore o curatore fallimentare. Tra breve, poi, dovrà essere indicato anche il mese di riferimento accanto ad alcuni codici tributo che verranno individuati. Non appena sarà varato il decreto interministeriale attuativo dell’articolo 35, commi da 28 a 33, legge 248/06, inoltre, il subappaltatore dovrà effettuare i versamenti di ritenute fiscali, previdenziali e premi assicurativi utilizzando un modello F24 per ciascun appalto e indicando il codice fiscale dell’appaltatore. Intanto, dal 3 dicembre scorso, per documentare il pagamento dell’Iva relativa alla prima cessione interna di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi provenienti dalla Comunità europea è necessario presentare, contestualmente all’immatricolazione del veicolo, una copia dell’F24 Iva immatricolazione auto Ue.
Luca De Stefani, Pagamenti, l’F24 moltiplica i modelli, in Il Sole 24 Ore, 7/12/07, pag. 28
Esenti da Iva le carte prepagate
E’ esente da Iva l’intera attività di distribuzione e utilizzo di carte prepagate, perché riconducibile all’intermediazione finanziaria. Pertanto, sia le commissioni che spettano ai distributori per la loro attività di distribuzione, attivazione, e ricarica delle carte, sia l’aggio corrisposto dall’esercizio commerciale presso il quale le carte vengono usate, sono prestazioni che rientrano tra le operazioni finanziarie regolate dall’articolo 10 del Dpr 633/72. Lo precisa l’agenzia delle Entrate con la risoluzione 354/E di ieri, in risposta a un’istanza di interpello relativa alle attività di distribuzione sul mercato (issuing) delle carte prepagate e di utilizzo delle stesse quale acquisto di beni o servizi (acquiring) presso esercizi commerciali dei quali è messa a disposizione la struttura telematica, mediante la quale essi ricevono il pagamento elettronico delle vendite effettuate a favore dei titolari delle carte.
Renato Portale, Carte prepagate fuori dall’Iva, in Il Sole 24 Ore, 7/12/07, pag. 29
Cessione libera per le eccedenze Ires
Per le eccedenze di Ires, è consentita la cessione nel gruppo anche a favore di società controllate neocostituite. Lo chiarisce la risoluzione 355/E diffusa ieri dall’agenzia delle Entrate, che ritiene applicabili, nel caso, i medesimi criteri interpretativi già adottati per la liquidazione Iva di gruppo. La risoluzione ricorda, preliminarmente che, anche nel consolidato fiscale, le società possono avvalersi della cessione di eccedenze effettuate in base all’articolo 43-ter del Dpr 602/73; in questo caso occorre comunque rispettare la condizione posta dal quarto comma dell’articolo, che richiede il controllo di diritto dall’inizio del periodo d’imposta precedente a quello di emersione delle eccedenze Ires. La condizione, più gravosa di quella prevista per aderire al consolidato, è finalizzata a evitare che vengano trasferiti crediti a società detenute solo in via occasionale.
Luca Gaiani, Cessioni libere nel gruppo, in Il Sole 24 Ore, 7/12/07, pag. 29
Ici, errori bipartisan
Ici nella stretta tra avvisi di accertamento e richieste di rimborso. Ambedue sbagliati. Molti comuni stanno notificando in questi giorni avvisi di accertamento Ici scaturenti dall’attività di liquidazione, relativamente ad annualità per le quali gli uffici tributi non possono più esercitare l’attività di recupero degli omessi o insufficienti versamenti. Per converso, non pochi contribuenti hanno presentato istanze di rimborso oltre i termini prescrizionali. Entrambe le azioni sono frutto di un’errata interpretazione della disposizione di diritto transitorio, contenuta nel comma 171 dell’art. 1 della legge n. 296 del 2006.
Maurizio Bonazzi, Ici, raffica di errori. Bipartizan, in Italia Oggi, 7/12/07, pag. 17
Per gli assegni salta l’imposta di bollo
Salta l’imposta di bollo di 1,50 euro su assegni bancari, postali o circolari e sui vaglia se rilasciati in forma libera. Anche se, in realtà, resta nel provvedimento sull’antiriciclaggio. Dopo le contestazioni dell’opposizione e le perplessità espresse anche da parte dell’Unione il governo ha deciso ieri di ritirare l’emendamento all’articolo 9 della legge finanziaria 2008, sulla quale in serata sono proseguite in commissione bilancio della camera. Il sottosegretario all’economia, Alfiero grandi ha deciso di ritirare l’emendamento sul nuovo bollo per assegni e vaglia in seguito alle contestazioni che sono arrivate non solo dall’opposizione ma anche da parte di alcuni esponenti di maggioranza che hanno polemizzato per la nuova imposta di bollo considerata a tutti gli effetti una nuova tassa.
Giovanni Galli, Salta il bollo sugli assegni, in Italia Oggi, 7/12/07, pag. 36
Pesca, sulla concessione Iva piena
La concessione, in base a un contratto di locazione, del diritto di pesca non esclusivo non è assimilabile all’affitto o locazione di beni immobili e non può, pertanto, beneficiare dell’esenzione Iva. E’ quanto ha stabilito la Corte di Giustizia con la sentenza C-451/06 del 6 dicembre 2007. la questione era stata sollevata con riferimento al caso di un contribuente austriaco che gestisce un’azienda agricola, che aveva stipulato con un’associazione di pesca sportiva un contratto do durata decennale che attribuiva all’associazione, il diritto di praticare la pesca in alcuni stagni di proprietà o nella disponibilità giuridica del contribuente. L’amministrazione finanziaria riteneva, contrariamente al contribuente, che l’operazione fosse soggetta all’Iva ordinaria, in quanto non inquadrabile tra le locazioni di diritti reali immobiliari esenti dall’imposta, per cui notificava l’accertamento.
Roberto Rosati, Pesca, Iva piena sulla concessione, in Italia Oggi, 7/12/07, pag. 37
Flussi, possibile il cumulo dei redditi per i datori
Chi vuole assumere una colf o una badante può sommare il proprio reddito a quello dei parenti di primo grado o di chi per legge è tenuto all’assistenza del futuro datore di lavoro. Si può così raggiungere il reddito sufficiente richiesto dal decreto flussi 2007 per l’assunzione di lavoratori extracomunitari: quello che la legge definisce il reddito annuo, al netto dell’imposta, di importo almeno doppio rispetto all’ammontare della retribuzione annuale dovuta al lavoratore da assumere, aumentata dei relativi contributi. Fanno eccezione gli invalidi al cento per cento, che non hanno l’obbligo di dimostrare alcun reddito. La precisazione arriva dal ministero dell’Interno e risponde ad alcuni dubbi più frequenti tra le famiglie che vogliono usare il decreto flussi per assumere un extracomunitario.
Angela Manganaro, Cumulo di redditi per i datori, in Il Sole 24 Ore, 7/12/07, pag. 34
Corte Ue, part time da tutelare
La Corte di giustizia europea ha emesso una sentenza che sarà valutata con favore dalle lavoratrici part time tedesche. Esprimendosi sul procedimento che ha contrapposto una insegnante al Land di Berlino, i giudici comunitari hanno stabilito che la differenza nella retribuzione delle ore straordinarie pagate a chi lavora part-time, rispetto agli occupati a tempo pieno, può costituire una discriminazione fondata sul sesso, se danneggia una percentuale notevolmente più alta di donne. La vicenda è nata dalla contestazione dell’insegnante Voss, insegnate a tempo parziale, che svolgeva un orario di 23 ore alla settimana, rispetto alle 26,5 ore del tempo pieno. L’insegnante ogni mese aveva però svolto un certo numero di ore di straordinario che le erano state retribuite circa il 50% in meno rispetto alle ore straordinarie pagate a un insegnante a tempo pieno.
Enrico Brivio, Tutele al part-time, in Il Sole 24 Ore, 7/12/07, pag. 34
Apprendistato per regolarizzarsi
Per poter rientrare nella regolarizzazione dei rapporti di lavoro, prevista dalla Finanziaria 2007, il rapporto deve essere completamente “sconosciuto”, oppure essere oggetto di accertamento ispettivo non regolarizzato. Pertanto, l’emersione non può interessare la regolarizzazione di un periodo precedente a quello già noto. Lo precisa l’Inps nel messaggio n. 29513/2007, con il quale l’ente interviene ancora una volta sull’argomento, dopo la circolare applicativa n. 116 del settembre scorso, per fornire ulteriori chiarimenti circa la portata delle disposizioni contenute nell’articolo 1, commi da 1192 a 1201, della legge n. 296/2006.
Gigi Leonardi, Apprendistato per uscire dal nero, in Italia Oggi, 7/12/07, pag. 42
Addio agli avvisi bonari
Con messaggio Inps n.28558 del 28 novembre 2007 l’Istituto dispone con immediatezza che tutte le strutture periferiche sono invitate a provvedere con immediatezza all’iscrizione a ruolo di tutti i crediti accertati, compresi quelli relativi all’anno 2007, anche nel caso in cui non siano stati oggetto di avviso bonario. Sostanzialmente si passa all’autonomo accertamento del credito eliminando ogni contraddittorio con il contribuente, iscrivendo i crediti direttamente a ruolo.
F.Longobardi, Avviso bonario il soffitta, atteso il boom di ricorsi, in Italia Oggi, 7/12/07, pag. 42
Società controllate neocostituite: consentite le cessioni libere nel gruppo
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 355 del 6 dicembre 2007, chiarisce che per le eccedenze di Ires, è consentita la cessione nel gruppo anche a favore di società controllate neocostituite. Inoltre, l’Agenzia ritiene applicabili, nel caso, i medesimi criteri interpretativi già adottati per la liquidazione Iva di gruppo. La risoluzione 355/E ricorda preliminarmente che anche nel consolidato fiscale le società possono avvalersi della cessione di eccedenze effettuata in base all’art. 43-ter del Dpr n. 602/73. In questo caso, bisogna rispettare la condizione posta dal quarto comma dell’articolo, che richiede il controllo di diritto dall’inizio del periodo d’imposta precedente a quello di emersione delle eccedenze Ires.
Luca Gaiani, Cessioni libere nel gruppo, in Il Sole 24 Ore, 7/12/2007, pag. 29.
Finanziaria 2008: sospese le correzioni fiscali
La riscrittura dell’art. 96 del Tuir sterilizza la limitazione sul riporto in avanti (per cinque esercizi) della eccedenza di interessi ritenuti indeducibili.
La domanda disapplicativa di tale limitazione poggia sulla dimostrazione, da parte del contribuente, del verificarsi di alcuni eventi di non facile identificazione.
Occorrerà provare, infatti, che l’indebitamento dipende:
1. da piani di riorganizzazione aziendali avviati o da avviare;
2. dalla acquisizione di aziende prevalentemente con capitale di debito;
3. dall’avvio di nuove iniziative economiche;
4. da altri elementi che renderebbero particolarmente oneroso procedere ad una ristrutturazione o negoziazione dei finanziamenti contratti.
Giuseppe Ripa, Test sul bilancio per l’acconto, in Italia Oggi, 05/12/2007, pag. 34.
Questionario per l’istruttoria prefallimentare
È stato approvato dai giudici milanesi un modello di questionario per l’istruttoria prefallimentare che vede come compilatore proprio il soggetto contro cui è stata presentata istanza di fallimento. Con tale questionario il titolare dell’azienda dovrà fornire i propri dati anagrafici e quelli dell’impresa. A cominciare dalle sedi, amministrativa e operativa, specificando poi l’attività, il settore merceologico e le informazioni sul personale dipendente (numero assunti, apprendisti, licenziamenti, ed eventuali cause in corso). Inoltre, vengono inseriti anche dei giudizi personali: per esempio, la stima degli incassi attesi e dei costi da sostenere per l’evasione degli ordini in corso.
Valerio Stroppa, Fallimenti col questionario, in Italia Oggi, 06/12/2007, pag. 33.
Liquidazione coatta amministrativa: niente indennizzo per eccessiva durata dei processi
Le norme sull’indennizzo per eccessiva durata dei processi non si applicano alle liquidazioni coatte amministrative. La Cassazione, con la sentenza n. 17048/2007, sbarra le porte alla principale e indiretta tutela apprestata dallo stato italiano per rimediare al male storico della giustizia domestica, la lunghezza dei suoi giudizi: la legge n. 89 del 2001 indennizza, infatti, solo i cittadini e le imprese danneggiati da durata irragionevole delle procedure giurisdizionali. In Italia, unico caso europeo, sopravvive invece un sistema concorsuale che, per le crisi delle imprese cooperative e di altri settori speciali, come le assicurazioni e il credito, resta gestito dall’autorità amministrativa. I giudici, cioè, sono competenti solo con riguardo al contenzioso e per aspetti collaterali. Dunque, se sono gli uffici ministeriali o altre autorità amministrative a occuparsene, e non i giudici, afferma la Corte di cassazione, a rigore non sussiste la possibilità di neutralizzare, sia pur in modo monetario e à forfait, la lentezza di un processo che non è un processo.
Massimo Ferro, Liquidazioni senza ristoro, in Italia Oggi, 07/12/2007, pag. 34.