Source: https://www.talentilucani.it/lotta-al-caporalato/
Timestamp: 2020-07-14 20:45:02+00:00
Document Index: 69994952

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 5', 'art. 5', 'art.4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 4', 'art.6']

LOTTA AL CAPORALATO articolo da Redazione Talenti Lucani
LOTTA AL CAPORALATO, IL TESTO DELL’ACCORDO QUADRO
Di Redazione il	 27/07/2016 PRIMO PIANO
Una grande iniziativa della Basilicata, promossa dal coordinamento per le politiche dell’immigrazione, e fatta propria dal Governatore Pittella, è arrivata in porto nel migliore dei modi. E’ alla firma delle parti l’accordo quadro che lega i Ministeri degli affari sociali, dell’interno e dell’agricoltura, alle Regioni Basilicata, Puglia, Calabria , Campania e Sicilia, gli ispettorati del lavoro delle stesse regioni e una serie di associazioni di volontariato che hanno fatto della lotta alla mafia e del soccorso agli immigrati la loro mission operativa. Anima di questa azione, che è partita da Venosa e dalla situazione di sfruttamento ivi esistente,è stato l’ex consigliere Simonetti, senza la cui determinazione ad andare contro le proteste e le speculazioni polemiche che pure si erano create intorno alla storia di Boreano, non si sarebbe arrivati a questo punto. resta il fatto che la Basilicata ha portato una inziativa a livello nazionale i cui frutti si vedranno con la regolamentazione del lavoro, la lotta al nero e l’integrazione sociale. Il testo integrale della bozza di accordo quadro:
Accordo quadro Basilicata attuativo del Protocollo sperimentale nazionale
per il contrasto al caporalato ed allo sfruttamento lavorativo in agricoltura
In data 27 maggio 2016 è stato sottoscritto da Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Ministero dell’Interno, Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Regione Basilicata, Regione Calabria, Regione Campania, Regione Puglia, Regione Sicilia, Ispettorato nazionale del lavoro, ACLI Terra, Caritas italiana, Croce Rossa Italiana, Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, Alleanza delle cooperative italiane, Coldiretti, Confagricoltura, CIA, COPAGRI, FLAI CGIL, FAI CISL, UILA Uil il “Protocollo sperimentale contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura Cura-legalità-uscita dal ghetto” ( in avanti Protocollo) ;
Il protocollo ha le seguenti finalità :
la piena integrazione dei lavoratori stranieri stagionali e la repressione dei fenomeni di illegalità nell’intermediazione della manodopera e nella gestione del rapporto di lavoro, attraverso una serie di azioni di sistema a favore dei lavoratori agricoli volte a prevenire l’insorgenza di problematiche sanitarie e di ordine pubblico;
promuovere la legalità e la sicurezza nei rapporti di lavoro nel settore agricolo anche attraverso la conclusione di appositi accordi;
individuare e diffondere pratiche per la valorizzazione delle aziende impegnate nelle attività di contrasto al caporalato;
si prevede l’attivazione di un Tavolo permanente di coordinamento, presieduto dai Prefetti delle province interessate, finalizzato all’individuazione delle azioni da svolgere in base alle singole realtà territoriali nell’ambito di quelle individuate dall’art. 4 del citato Protocollo per la realizzazione delle quali è prevista la stipula, di apposite convenzioni ;
il citato Protocollo, per il perseguimento degli obiettivi di lotta al caporalato ed allo sfruttamento del lavoro agricolo, prevede all’art. 5, comma 2, che “per gli interventi di più urgente natura e dotati del requisito dell’improrogabilità si procederà ad interventi immediati, previa intesa tra Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Ministero dell’Interno, Ministero delle Politiche agricole, prefetture e regioni interessate, mediante risorse ordinarie”;
la BASILICATA è interessata da insediamenti abusivi nell’area del Bradano e sebbene in misura minore nell’area Metapontina. Detti insediamenti si sono trasformati in alcuni casi, come a Boreano e le Mattinelle, in agro di Venosa, in veri e propri ghetti caratterizzati dalla assenza di adeguati servizi igienico-sanitari e dalle infiltrazioni criminali che alimentano il fenomeno del caporalato attraverso la gestione di traffici illeciti compresa la tratta della prostituzione e la riduzione in schiavitù di gruppi di migranti;
che per far fronte a tali situazioni dal 2014, nonostante le azioni di contrasto dei caporali che, interessati alla gestione delle baracche , guardano agli interventi di accoglienza come una minaccia per gli affari (solo nel 2015 si parla di circa 1,7 milioni di Euro) sono operativi nei soli periodi di raccolta dei pomodoro i centri dormitori di Venosa e Palazzo San Gervasio organizzati dalla Regione Basilicata e gestiti dalla Croce Rossa Italiana, che negli ultimi due anni hanno ospitato complessivamente oltre 700 migranti
che comunque permangono vaste sacche di illegalità nella offerta di servizi, soprattutto durante il periodo di maggiore attività lavorativa nelle campagne , ai migranti costretti a vivere in situazione di degrado sociale con conseguenti problematiche di carattere igienico sanitario e di ordine pubblico;
-Si rendono, pertanto , necessari al riguardo immediati interventi al fine di ovviare a dette situazioni di marcata illegalità, che mettono a rischio la salute e l’incolumità dei lavoratori , controllati a vista dai caporali, nonché l’ordine e la sicurezza pubblica dei cittadini residenti;
alla luce del citato art. 5, comma 2 del Protocollo nazionale è opportuno definire interventi che prevedano l’allestimento di aree di ospitalità temporanea dei lavoratori stagionali in agricoltura nei sopraindicati territori contrastando la nascita di ulteriori strutture abitative spontanee, degradate ed insalubri, e sperimentando ogni altra misura che, migliorando le condizioni di vita e di sicurezza dei migranti, riconduca il lavoro agricolo nel circuito della legalità;
di sottoporre al Ministero dell’Interno, per le gravi problematiche sociali sopra segnalate, una ipotesi di accordo che preveda il superamento degli insediamenti abusivi di cui sopra attraverso la installazione di strutture fisse dotate degli standard necessari ;
-che per la realizzazione di quanto sopra opportuno sottoscrivere apposito accordo con i soggetti firmatari del protocollo nazionale per la realizzazione di interventi di accoglienza e di integrazione nell’ottica della legalità e del contrasto al fenomeno del caporalato, mettendo in campo le azioni previste dall’art.4 del protocollo;
Art. 1 – Accoglienza
La Regione si impegna a verificare la possibilità di utilizzo di aree o immobili di proprietà pubblica da destinare all’accoglienza dei lavoratori immigrati. Le aree o gli immobili potranno essere acquisiti altresì attraverso procedure ad evidenza pubblica attivate dalle amministrazioni locali interessate interessati all’accoglienza, anche per eventuali locazioni di abitazioni private . E’ previsto infine l’utilizzo di immobili messi a disposizione dal privato sociale o trasferiti dal demanio dello stato. Previa indicazione delle risorse economiche messe a disposizione dai Ministeri firmatari del protocollo nazionale, si impegna ad allestire apposite strutture, in provincia di Potenza e di Matera, per garantire l’ospitalità dei lavoratori stagionali migranti e per il superamento e il definitivo smantellamento degli insediamenti abusivi in premessa. Le strutture saranno utilizzate nel periodo di raccolta dei prodotti ortofrutticoli.
Le struttura di ospitalità da allestire nella provincia di Potenza potranno contenere fino a 500 persone; quella in Provincia di Matera potrà contenere fino a 100 persone.
La realizzazione delle strutture seguirà uno specifico crono-programma elaborato dalle parti interessate nell’ambito del Tavolo di coordinamento permanente presso la Prefettura di Potenza.
La progettazione esecutiva delle strutture è di competenza del Dipartimento Infrastrutture della Regione Basilicata e dovrà prevedere moduli abitativi o immobili con spazi comuni (area cucina, area preghiera, area socializzazione, etc.) per garantire condizioni di vita dignitose.
La Regione Basilicata individua i soggetti responsabili della sicurezza logistica dei luoghi, affidando i relativi compiti alla Protezione Civile e alle altre parti firmatarie del protocollo anche attraverso specifiche convenzioni.
La Regione, in collaborazione con le parti sociali e gli altri enti del terzo settore firmatari del presente accordo, stabilisce le regole di accesso alle strutture sia con riferimento ai lavoratori sia con riferimento ai soggetti coinvolti nelle attività previste.
La Regione Basilicata d’intesa con le Istituzioni competenti e le Associazioni di Categoria adotta le misure di incentivazione alle imprese agricole aderenti alla “Rete del lavoro agricolo di qualità” o in possesso del bollino etico o che attingano il personale da reclutare dalle liste di prenotazione istituite dalla Regione Basilicata, che offrano ospitalità ai lavoratori e che siano in possesso della documentazione che attesti la regolarità contributiva e contrattuale.
Art. 2 – Assistenza sanitaria
La Regione Basilicata, in collaborazione con le Aziende Sanitarie Locali, si impegna ad attivare in ciascuna struttura di ospitalità un presidio medico-sanitario al fine di assicurare interventi di prevenzione e di primo soccorso. In particolare, ciascuna struttura sarà dotata di almeno un modulo abitativo adibito a questo scopo.
I lavoratori migranti ospitati nelle strutture, iscritti al SSN o in possesso del Tesserino Sanitario temporaneo, potranno fruire delle prestazioni spettanti presso questi presidi . La ASL – Distretto S.S. competente per territorio provvederà alla assegnazione del medico di base al lavoratore immigrato.
Le consulenze specialistiche, gli esami di diagnostica strumentale e di laboratorio e tutte le prestazioni non incluse nei servizi di primo soccorso, saranno erogate dai Servizi specialistici dei Distretti Socio-sanitari e/o dei presidi ospedalieri territorialmente competenti tramite accesso coordinato. Per i casi gravi si farà riferimento al Servizio del 118.
La ASL competente per territorio fornirà i ricettari, lo strumentario, i farmaci e il materiale di consumo allestendo nel presidio medico-sanitario presente all’interno delle strutture un apposito armadio farmaci. Potrà fornire altresì un servizio di mediazione linguistico-culturale. La Regione Basilicata potrà altresì attiva forme di collaborazione volontaria con enti del terzo settore firmatarie del presente protocollo al fine di consentire l’integrazione delle attività del medico di continuità assistenziale con altre figure (medici specialisti, infermieri, OSS, mediatrici culturali, etc.). I volontari si rapporteranno e coordineranno con il personale selezionato dalle ASL. Ove necessario, il Dipartimento Salute della Regione Basilicata può concedere in uso gratuito una unità mobili per agevolare i servizi descritti nei precedenti paragrafi, da effettuare anche sui luoghi di lavoro.
Art. 3 – Lavoro
Gli Enti firmatari si impegnano a promuovere le azioni indicate nell’art. 4 del protocollo sperimentale nazionale relative all’emersione delle condizioni di illegalità lavorativa mediante forme di ascolto dei lavoratori, di condivisione dei dati disponibili con le stesse Istituzioni aderenti al protocollo e di informazione dei lavoratori stessi sui loro diritti e sulle attività messe in campo dalle Istituzioni.
Le organizzazioni sindacali e datoriali si impegnano a fornire ai lavoratori il supporto per la gestione delle pratiche connesse all’inserimento nel mercato del lavoro, nonché, d’intesa con i servizi competenti del lavoro, a rafforzare , attraverso intese e patti di responsabilità tra i soggetti coinvolti nella filiera, i flussi di comunicazione relativi all’impiego dei lavoratori agricoli stagionali, anche attraverso il potenziamento dell’utilizzo delle liste di prenotazione e il rafforzamento di precedenti intese concernenti detto strumento. A tal riguardo si prevede l’apertura di uno sportello dei centri per l’impiego nelle strutture di accoglienza, anche per favorire l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro ed agevolare le assunzioni regolari dei lavoratori.
Fermo restando quanto previsto dall’art. 4 co. 1 lett. a) e l) del protocollo, ovvero la conclusione di specifiche convezioni, anche per il tramite della contrattazione collettiva esercitata dalle organizzazioni firmatarie dei contratti collettivi in essere, la Regione promuove progetti, anche in raccordo con le Regioni Puglia e Calabra, finalizzati a predisporre, da parte dei comuni, delle società dei trasporti locali, delle associazioni di volontariato e di cittadinanza attiva, in collaborazione con le parti sociali firmatarie del presente accordo , servizi di trasporto gratuito per i lavoratori agricoli stagionali, previa dimostrazione del contratto di lavoro.
Art. 5 – Integrazione
Il Tavolo di Coordinamento permanente assume ogni utile iniziativa volta ad incentivare l’integrazione degli immigrati regolari presenti , in sinergia con le altre Regioni, e favorisce la massima cooperazione per perseguire politiche di promozione e sostegno socio-abitativo, anche con l’utilizzo di nuovi strumenti legislativi/finanziari messi a disposizione dalla Regione Basilicata, attraverso le attività dell’organismo di Coordinamento regionale per le politiche dell’immigrazione di cui alla L.R.n.13/2016. Tali iniziative, con riferimento specifico, alle strutture di ospitalità per lavoratori migranti, saranno organizzate attraverso un presidio fisso utilizzando spazi dedicati ed allestiti per il perseguimento delle finalità generali o con strutture proprie dei soggetti firmatari del presente Accordo quadro.
La Prefettura di Potenza, nell’ambito del Tavolo permanente , coordina le attività con l’apporto delle forze di polizia, predisponendo, d’intesa con la Direzione Territoriale del Lavoro, appositi piani mirati di controllo contro l’illegalità ed il lavoro sommerso, in raccordo con l’intesa in corso di definizione presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, al fine di evitare sovrapposizioni ed aggravi per le aziende. I controlli possono essere effettuati anche nelle ore pomeridiane.
La Prefettura, in attuazione del Protocollo Sperimentale Nazionale in premessa, provvede alla stipula di appositi accordi per la messa in pratica delle azioni da svolgere in base alla singola realtà territoriale e in particolare, d’intesa con le associazioni datoriali, le organizzazioni sindacali e l’ordine dei consulenti del lavoro, promuove gli impegni finalizzati al rafforzamento dei flussi di comunicazione verso la Direzione territoriale del lavoro gli altri organi di vigilanza, dei dati utili al controllo quali l’indicazione dei lavoratori e dei siti dove questi prestano attività lavorativa.
La Regione Basilicata al fine di rendere più efficaci le attività di controllo, si impegna a:
mettere a disposizione il sistema Basil per l’incrocio dei dati necessari ad ottimizzare le verifiche predisposte dalle autorità preposte sulla congruità delle giornate retribuite e assicurate e sul rispetto dei contratti di lavoro;
mettere a disposizione della Prefettura strumenti tecnologici avanzati utilizzabili per i controlli.
Art. 7- Strumenti innovativi in materia di rete del
La Regione Basilicata , per la valorizzazione e la salvaguardia dell’immagine delle imprese agroalimentari che operano nella legalità, individua le iniziative di rafforzamento della rete del lavoro agricolo di qualità e di sostegno alle imprese che vi aderiscono e promuove l’impegno di tutta la filiera nella sottoscrizione di un patto di responsabilità su salute e sicurezza sul lavoro da parte dei produttori e delle loro associazioni d’impresa, nonché delle organizzazioni sindacali . Predispone, in collaborazione con le parti sociali, anche programmi specifici di accompagnamento ed assistenza legale per sostenere i lavoratori che denuncino i propri caporali e le aziende inadempienti in materia di sicurezza e di tutela del lavoro.
Detti strumenti potranno essere parte di un Accordo Territoriale di Sicurezza integrata per lo sviluppo di cui al DL 14 agosto 2013 n. 93 che preveda mirate e sinergiche attività di controllo nel comparto agricolo per debellare i fenomeni del sommerso, rendendo sistematica la collaborazione tra le Forze di polizia, le Istituzioni competenti nell’attività ispettiva e le realtà associative territoriali.
Nell’ambito delle attività di cui al presente articolo la Regione si impegna a inserire nei bandi relativi ai finanziamenti pubblici la revoca di detti finanziamenti alle aziende che non rispettino le leggi in materia di sicurezza e di tutela del lavoro.
Il Ministeri firmatari del Protocollo nazionale si impegnano a finanziare anche con proprie risorse ordinarie gli interventi urgenti ed immediati per la realizzazione delle strutture di ospitalità, nelle province di Potenza e Matera, nella misura di almeno 2.000.000,00 di € calcolati sulla base del quadro economico degli interventi predisposto dalla Regione Basilicata
La Regione in qualità di proprietaria delle aree su cui eventualmente saranno allestite le predetti strutture o avendone acquisito la disponibilità dall’Ente locale interessato, si impegna a finanziare con proprie risorse e per un importo massimo di € 300.000,00 a valere sulla legge regionale n.13 del 2016:
i costi di gestione delle strutture di ospitalità per i lavoratori migranti stagiona
i costi relativi alle attività di assistenza sanitaria nelle strutture di ospitalità;
i costi relativi alla campagna di informazione sui diritti dei migranti in ambito lavorativo;
la erogazione di contributi per promuovere progetti che con la partecipazione dei comuni, delle società di trasporti locali, delle associazioni di volontariato e di cittadinanza attiva, prevedano la erogazione del servizio di trasporto a favore dei lavoratori agricoli stagionali;
l’erogazione di contributi per le aziende agricole aderenti alla Rete del lavoro agricolo di qualità o che reclutino il personale attraverso le liste di prenotazione istituite dalla Regione Basilicata, che si dotino di proprie strutture di accoglienza e forniscano servizi essenziali , gratuitamente, ai lavoratori occupati.
Art. 9 Azioni di sistema
Le azioni di sistema previste dall’art. 4 del Protocollo Sperimentale nazionale saranno definite per i due territori individuati nella regione Basilicata attraverso gli strumenti e le risorse previsti dagli art. 3 e 5, comma 1 dello stesso Protocollo Sperimentale nazionale, favorendo frequenti scambi di esperienze e di metodologie realizzabili attraverso riunioni congiunte di cadenza almeno semestrale o a richiesta della Prefettura interessata e/o della Regione Basilicata.
Art. 10 – Gruppo di coordinamento e controllo
Per quanto concerne le attività di coordinamento e controllo delle azioni previste dal presente accordo, si farà riferimento al tavolo permanente di coordinamenti attivato, così come disposto dall’art. 4 co. 1 del Protocollo, che riferirà periodicamente al Ministero dell’Interno al fine della verifica da parte del Gruppo di Coordinamento e di Controllo, di cui all’art.6 in fase di costituzione presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
L’accordo sarà valido ed efficace dalla data di sottoscrizione sino al 31 dicembre 2017, e potrà essere prorogato sulla base di apposito accordo tra le parti firmatarie e previa verifica dei risultati raggiunti .
Per la Regione Basilicata Per i Firmatari del Protocollo Nazionale
PITTELLA regione calabria regione campania regione puglia regione sicilia SIMONETTI
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