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Timestamp: 2018-06-22 01:16:50+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 59', 'art. 57', 'art. 88', 'art. 55', 'art. 57', 'art. 55']

Riforma costituzionale III - art. 59, 60, 63 della Costituizione
questi tre articoli li vediamo assieme. Per una volta che sono brevi (ma comunque contorti, come vedremo), possiamo fare una carrellata.
Iniziamo dall'articolo 3 della riforma Boschi, Renzi, Verdini. Questo va a toccare l'articolo 59 della Costituzione, che attualmente recita
"E` senatore di diritto e a vita, salvo rinunzia, chi è stato Presidente della Repubblica.
Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario."
che diventa, nella riforma
«Il Presidente della Repubblica può nominare senatori cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario. Tali senatori durano in carica sette anni e non possono essere nuovamente nominati»
Notate che nel restyling dell'articolo, sparisce il riferimento al numero di senatori eleggibili dal presidente. Questo perché è stato già indicato nell'art. 57 e su questo avrei una riflessione. Nella formula attuale, il PDR nomina 5 senatori su 315, cioè circa 1.6% e sono "a vita", cioè una volta messi lì occupano il posto teoricamente fino alla propria morte. E' un semplice riconoscimento a chi ha svolto un servizio per il paese, dandogli lustro e onore: sono stati senatori a vita Rita Levi Montalcini, Amintore Fanfani, Giovanni Spadolini, per citarne alcuni.
Nella riforma, i senatori diventano 100, ma quelli a nomina presidenziale restano 5. Ovvero il 5%, quanto un piccolo partito: per dire SEL, NCD, UDC valgono meno! Quindi di fatto si aumenta, nel nuovo senato, il potere del PDR, anche perché cambieranno ogni 7 anni. Quindi ognuno potrà, per così dire, mettere i suoi di volta in volta.
Articolo 4 della famigerata riforma: l'articolo 60 della costituzione, cioè il seguente
"La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sono eletti per cinque anni [cfr. art. 88].
semplice semplice diventa
La durata della Camera dei deputati non può essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di guerra»
Anche qui... avrei qualcosina da ridire. La camera può essere sciolta, ma il Senato no? Entri in senato, et voilà, basta con questa folle paura che il governo possa cadere. Fino alla prossima elezione della tua regione o del tuo comune, sei a posto, con immunità, rimborsi e via discorrendo.
Articolo 5 della riforma. Questo è un po' più contorto... il vecchio articolo 63 recita così
"Ciascuna Camera elegge fra i suoi componenti il Presidente e l'Ufficio di presidenza.
Quando il Parlamento si riunisce in seduta comune [cfr. art. 55 c. 2], il Presidente e l'Ufficio di presidenza sono quelli della Camera dei deputati."
Cristallino. La camera elegge il presidente della camera e i vicepresidenti della camera; il senato elegge il presidente del senato e i vicepresidenti del senato; quando sono in seduta comune, a presiedere ci sono presidente e vice della camera dei deputati.
Nella proposta di riforma... qualcosa cambia
«Il regolamento stabilisce in quali casi l'elezione o la nomina alle cariche negli organi del Senato della Repubblica possono essere limitate in ragione dell'esercizio di funzioni di governo regionali o locali»
Balza subito agli occhi che non c'entra nulla con l'attuale: dice, in pratica, che il senato può varare regole, che possono rigettare, invalidare l'elezione alle cariche interne. Presidente, vice, ecc. Che ne so, se un consiglio regionale nomina senatore il sindaco di... Roma (si fa per dire) e il regolamento dice, boh, la qualunque, non possono essere presidenti (o vice) i sindaci di città con più di 1.000.000 di abitanti... ecco che il sindaco di Roma non può fare il presidente del senato. E' un esempio, prendetelo come tale. La Costituzione demanda al regolamento interno del senato, che può essere scritto e riscritto dai senatori, una cosa così importante? E' effetto della non eleggibilità del senatore: mentre ora il senatore fa solo il senatore, nel futuro senato il consigliere-senatore, o sindaco-senatore, avrà un bel da fare! Mica potrà occuparsi di quisquiglie! Quali saranno le condizioni per fare bene il senatore... beh, preferisco non scoprirlo votando no alla riforma.
Pubblicato da Manuel Voulaz a 8/30/2016 10:51:00 PM Nessun commento:
Etichette: Costituzione, Democrazia, Futuro
Riforma costituzionale II - art. 57 della Costituizione
prosegue l'analisi della riforma costituzionale Renzi, Boschi, Verdini.
Oggi vorrei parlarvi dell'articolo 2, quello che va a sostituire l'articolo 57 della Costituzione.
Ora, bisogna dire che questo articolo è già stato toccato dal 48 ad oggi. Infatti, la versione del 48 recitava così:
Chiarissimo: un senatore ogni 200.000 abitanti, più uno se il resto è superiore a 100.000. All'epoca Abruzzo e Molise erano una regione unica, che poi furono divise nel 1963, quindi l'unica regione ad aver bisogno di una legge "speciale" era la Valle d'Aosta.
L'articolo è stato modificato ben 3 volte: il 9 febbraio del 1963, in cui venne agguinto un comma:
"La ripartizione dei seggi tra le Regioni, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall'ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti."
poi il 27 dicembre del 63, in cui venne istituita la regione Molise appunto, e l'ultima volta nel 2001, in cui vennero introdotti i senatori eletti all'estero.
Il testo attualmente vigente è il seguente
"Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero.
La ripartizione dei seggi tra le Regioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall'ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti"
Lo hanno già pasticciato, rispetto all'originale, ma è molto chiaro. Ora analizziamo la proposta di modifica della nuova costituzione. Passiamo dalle 43 parole dell'orginale, alle 93 attuali, per arrivare alle 231 della riforma. La famosa "semplificazione" appunto...
"Il Senato della Repubblica e' composto da novantacinque senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali e da cinque senatori che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica.
I Consigli regionali e i Consigli delle Province autonome di Trento e di Bolzano eleggono, con metodo proporzionale, i senatori tra i propri componenti e, nella misura di uno per ciascuno, tra i sindaci dei Comuni dei rispettivi territori." (Non eleggiamo più noi i senatori. Li sceglieranno i consigli regionali. Cosa andranno a fare lo abbiamo visto nel capitolo precedente... si autocontrolleranno le spese e decideranno sulle norme europee, ovvero il 70% delle nostre leggi)
Nessuna Regione puo' avere un numero di senatori inferiore a due; ciascuna delle Province autonome di Trento e di Bolzano ne ha due. La ripartizione dei seggi tra le Regioni si effettua, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, in proporzione alla loro popolazione, quale risulta dall'ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei piu' alti resti. (Il numero di senatori passa da 315 a 100, ma quelli a cui ha diritto la valle passano da 1 a 2. Dovremmo essere contenti? No, perché quei 2 senatori non li sceglieremo noi, ma la classe politica che attualmente comanda in regione. Aiuto!!)
La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali dai quali sono stati eletti, in conformita' alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi, secondo le modalita' stabilite dalla legge di cui al sesto comma. (Questo punto è interessante. Le elezioni nazionali sono sfasate rispetto a quelle regionali: questo significa che è molto probabile avere una composizione politica del senato, molto diversa da quella della camera: ovvero maggioranze diverse nelle due camere. Queste maggioranze diverse si faranno ostruzionismo continuo. Se pensiamo che il senato continuerà ad avere competenza per l'emissione del 70% delle nostre leggi... altro che leggi più veloci! Ri-Aiuto!)
Con legge approvata da entrambe le Camere sono regolate le modalita' di attribuzione dei seggi e di elezione dei membri del Senato della Repubblica tra i consiglieri e i sindaci, nonche' quelle per la loro sostituzione, in caso di cessazione dalla carica elettiva regionale o locale. I seggi sono attribuiti in ragione dei voti espressi e della composizione di ciascun Consiglio" (ça va sans dire)
Se avete resistito fino alla fine (è stata dura lo so), ditemi voi se un tale casino vale la pena di essere votato. Non era più semplice abolire il senato tout court? Con un risparmio di un miliardo di euro, anziché di una manciata di milioni, spicciolini?
poi fate voi, se #bastaunsi per farci fregare...
Pubblicato da Manuel Voulaz a 8/26/2016 12:44:00 PM Nessun commento:
Riforma costituzionale I - art. 55 della Costituizione
con questo post, inizia una serie di riflessioni sulla riforma costituzionale, quella targata Renzi, Boschi, Verdini, che tanto fa discutere.
Partiamo proprio dal primo articolo della riforma, quello che va a cambiare l'articolo 55 della Costituzione. Vedremo quindi com'è l'articolo attualmente in vigore e come lo vogliono modificare.
"Il Parlamento si compone della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica."
Direi che no n c'è nulla da analizzare, lo capisce anche un bambino. Quindi hanno deciso di "semplificarla" così
Riforma R, B, V
"Il Parlamento si compone della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. (Come sopra)
Le leggi che stabiliscono le modalità di elezione delle Camere promuovono l'equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza. (Quote rosa in costituzione. Care donne, non varrete mai abbastanza da poter sperare di essere elette perché brave. Inoltre esiste una direttiva europea che chiede le quote rosa, tutte le leggi elettorali già la contengono. Ma sì, mettiamola pure in costituzione)
Ciascun membro della Camera dei deputati rappresenta la Nazione. (E cosa diamine dovrebbero rappresentare? Attenzione poi alle parole: rappresentano non i cittadini, ma "la nazione".)
La Camera dei deputati è titolare del rapporto di fiducia con il Governo ed esercita la funzione di indirizzo politico, la funzione legislativa e quella di controllo dell'operato del Governo. (Tradotto: solo la camera da la fiducia al governo.)
Il Senato della Repubblica rappresenta le istituzioni territoriali ed esercita funzioni di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica. (Che vuol dire? Qui dentro c'è tutto e il suo contrario. Significa che le regioni potranno portare leggi in parlamento e farle approvare? O che si potranno lamentare tramite i senatori? La frase è chiara ma la sua applicazione mi pare piuttosto nebulosa)
Concorre all'esercizio della funzione legislativa nei casi e secondo le modalità stabiliti dalla Costituzione, nonché all'esercizio delle funzioni di raccordo tra lo Stato, gli altri enti costitutivi della Repubblica e l'Unione europea. (Ehi, aspetta. È uguale a quello di prima. Hanno aggiunto l'unione europea. Qual'è quello buono, quello sopra o quello sotto? Il senato potrà o non potrà fare da raccordo co l'UE? Cosa tra l'altro semplicemente ridicola, in quanto l'UE ha dei suoi meccanismi. Esiste un parlamento europeo e una commissione europea ecc. Non è che possiamo mandarci i senatori. Boh, io non capisco che voglia dire)
Partecipa alle decisioni dirette alla formazione e all'attuazione degli atti normativi e delle politiche dell'Unione europea. (Ah, fantastico. Praticamente il 70% delle leggi che vengono emesse sono di origine europea. Quindi questo senato non eletto da nessuno, composto dalla classe politica più corrotta del paese, concorrerà alla scrittura del 70% delle nostre leggi. Evviva, sono proprio felice)
Valuta le politiche pubbliche e l'attività delle pubbliche amministrazioni e verifica l'impatto delle politiche dell'Unione europea sui territori. (No, fatemi capire. Sindaci e consiglieri regionali dovranno valutare l'utilizzo dei fondi europei... di comuni e regioni? Finora si sono limitati a spenderli male, ora potranno anche dirsi che sono stati bravi)
Concorre ad esprimere pareri sulle nomine di competenza del Governo nei casi previsti dalla legge e a verificare l'attuazione delle leggi dello Stato. (Esprime pareri, verifica e... basta)
Il Parlamento si riunisce in seduta comune dei membri delle due Camere nei soli casi stabiliti dalla Costituzione" (questo è chiaro, ora andatevi a cercare gli articoli che lo prevedono)
Finito. Siete esausti? Pure io... ed è solo il primo articolo della riforma. Io voglio una costituzione chiara, non una schifezza dove tutto sarà interpretato a piacere.
#bastaunsì per creare un casino di prorporzioni bibliche
Pubblicato da Manuel Voulaz a 8/26/2016 12:36:00 PM Nessun commento:
Pubblicato da Manuel Voulaz a 8/08/2016 05:16:00 PM Nessun commento:
Pubblicato da Manuel Voulaz a 5/20/2016 01:38:00 PM Nessun commento:
Il teorema della crescita infinita: PIL reale, inflazione e PIL nominale
dopo un po' di assenza oggi mi sento ispirato a dibattere un po' con voi, nuovamente, di temi economici. Scriverò diversi capitoli, sul tema della ricchezza prodotta e sulla crescita, che alcuni pretendono possa essere infinita.
Per parlare di ricchezza e crescita, non si può non parlare di PIL (Prodotto Interno Lordo).
Vi suggerisco a riguardo questo articolo, secondo me molto semplice ed esplicativo.
Vediamo in particolare che esistono più tipologie di PIL (interno, destagionalizzato, ecc...). In questo mio post vorrei parlare in particolare di PIL reale e PIL nominale.
Il PIL reale, come si evince, è la ricchezza prodotta, in termini di beni, ore di lavoro, servizi erogati ecc. La quantità di quello che viene costruito, venduto, prodotto, supponendo di vivere in un mondo dove i prezzi restano sempre invariati.
Immaginiamo semplicemente una fabbrica di auto e le auto che produce: produce, attenzione! Non vende, perché quella è un'altra cosa.
Anno - Auto prodotte
2011 - 1010 (+1.00%)
2012 - 1020 (+0.99%)
2013 - 1020 (0%)
2014 - 1010 (-0.98%)
2015 - 1005 (-0.49%)
Vediamo chiaramente un periodo di crescita, seguito da un periodo di recessione. Poco importa che comunque nel 2015 ho prodotto più auto che ne 2010. Per l'economia del capitale attuale, è importante che il numero di auto prodotte continui a crescere.
Ora però aggiungiamo un dato. Il numero di auto vendute e a quale prezzo.
Anno - Auto prodotte - Auto vendute - Prezzo - Totale incassato - Valore Auto totale
2010 - 1000 1000 10 - 10.000 1000 x 10 = 10.000
2011 - 1010 (+1.00%) - 1010 11 - 11.110 1010 x 11 = 11.110 (+11,1%)
2012 - 1020 (+0.99%) - 1015 12 - 12.180 1020 x 12 = 12.240 (+10,17%)
2013 - 1020 (0%) - 1000 11 - 11.000 1020 x 11 = 11.220 (-8,33%)
2014 - 1010 (-1.01%) - 1000 10 -10.000 1010 x 10 = 10.100 (-9,98%)
2015 - 1005 (-1.00%) - 1000 9 - 9.000 1005 x 9 = 9.045 (-10.45%)
E' uno scenario ipotetico, ovviamente, ma realistico.
Nel primo e secondo anno, la fabbrica vende tutte le sue automobili. Ne produce di più, ma lo stesso riesce a venderle. Il mercato è in espansione e quando c'è molta domanda, rispetto all'offerta, anche i prezzi salgono. E' l'inflazione. Ad esempio, tra il 2010 e il 2011 vediamo che l'inflazione è salita dell'10%! (da 10 a 11).
L'inflazione va a sommarsi al PIL reale (al numero di auto prodotte, nel nostro esempio), tanto che la crescita acquisita finale, il PIL nominale, risulta più alto. Ben 11.1%! Una crescita da far paura alla Cina dei tempi migliori. Anche nel 2012, ho una crescita importante, ben il 9... %!
Però nel 2012 accade qualcosa: ho prodotto e venduto più auto che nel 2011, le ho vendute ad un prezzo più alto, ma non le ho vendute tutte. Ho quindi un avanzo di 5 auto non vendute.
Per porre rimedio, la fabbrica opta per l'opzione più semplice: abbassa il prezzo. Introduco una "deflazione".
Ora, in una situazione di mercato in crescita, questo può essere vincente: la fabbrica venderebbe molte più auto, e quindi la crescita si mantiene. Supponiamo però che ci sia la crisi. Le banche non prestano soldi, le tasse sono alte ecc. Ecco che, nonostante il prezzo sia più basso, il numero di auto vendute scende ancora. A 1000. Il PIL reale (auto prodotte) non è sceso. Ma siccome le auto valgono meno, a causa della deflazione, il PIL nominale (reale + inflazione), crolla a -8,...%!!
E così via, in recessione. L'anno successivo produco meno pezzi, perché non riesco a venderli: lascio a casa degli operai, cassa integrazione, ecc, proseguendo quindi la spirale negativa.l
Questo fa vedere quanto l'inflazione influisca sul PIL nominale. Se ad esempio, grazie a degli incentivi statali, riesco a mantenere aperta la fabbrica e riesco a produrre comunque tante auto, se il mercato non è in grado di acquistarle, potrei avere per assurdo una crescita del PIL reale (produco più auto), ma siccome queste non vengono vendute, il prezzo crolla e quindi avrei una deflazione.
Il PIL nominale potrebbe quindi essere comunque negativo.
E' proprio quello che sta accadendo in questi giorni. Particolari condizioni hanno permesso al PIL di aumentare, dello 0.3%... ma l'inflazione è negativa (deflazione), a -0.5%. Il PIL nominale è quindi negativo. Produco più beni, ma valgono di meno, perché non riesco a venderli.
Ora, siccome la nostra economia è basata su due paradigmi, crescita e debito, se una viene a mancare resta solo l'altra. Se manca la crescita, resta solo il debito: guarda un po', quello che accade proprio in questo periodo.
E sono state pensate molte ricette, per far vendere di più, per far comprare di più e far salire i prezzi. Ma di questo parleremo in un altro capitolo...
Attendo le vostre domande e considerazioni, correzioni e suggerimenti.
Pubblicato da Manuel Voulaz a 5/17/2016 01:11:00 PM Nessun commento:
Etichette: Filosofia economica, Teorema della crescita infinita
Pubblicato da Manuel Voulaz a 3/03/2016 03:28:00 PM Nessun commento:
Etichette: Filosofia economica, Futuro