Source: http://www.professionisti.it/enciclopedia/voce/824/Responsabilita-degli-enti-confisca
Timestamp: 2018-03-20 23:07:15+00:00
Document Index: 113408160

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art.15', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.19']

Responsabilità degli enti confisca: definizione
La confisca prevista dalla legge della responsabilità degli enti in ambito amministrativo è un atto obbligatorio in una misura pari a quella del codice penale. Nei casi di fallimento dunque la confisca può essere eseguita a prescindere dalle ragioni dei creditori.
A stabilirlo è stata la Corte di Cassazione tramite la sentenza 19051, in cui l'organo giudiziario ha respinto il ricorso da parte del curatore fallimentare che si stava occupando della società Tecno Hospital, in cui lo stesso chiedeva la restituzione dei beni poiché estraneo ai reati di truffa aggravata e di corruzione commessi per avvantaggiare la Srl.
Attraverso questo ricorso sempre il curatore fallimentare sosteneva anche la natura non obbligatoria ma facoltativa del provvedimento di confisca effettuato sulla base del Dlgs 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche.
La Cassazione ha tuttavia sgombrato il campo da qualsiasi equivoco, stabilendo che l'atto di confisca fosse pertinente in quanto i proventi derivanti dalle azioni illecite non erano più reperibili.
Nel caso specifico in questione il profitto sequestrato era costituito dai ricavi della fornitura di 4 tavoli operatori e del relativo maggior prezzo, pagato da un ospedale in maniera sospetta a causa di un importo di denaro decisamente maggiore rispetto a quello che era stato impiegato da una medesima spesa affrontata da una Asl di Bari.
Con questa sentenza la Cassazione ha quindi praticamente negato la necessità di pesare gli interessi dei creditori in maniera preventiva e, per questo, l'unica valutazione che deve essere effettuata nel caso della Tecno Hospital è quella relativa alla confiscabilità del bene.
Per stabilire con certezza i dettagli riguardo alla disciplina di confisca, ad esempio quella per reati tributari, il legislatore ha apportato un sistema punitivo apposito per le singole realtà coinvolte.
Da una parte vengono quindi immessi meccanismi che premiano ed incentivano l'ente nel compiere gli accorgimenti e le misure idonee a prevenire illeciti, dall'altra parte sono invece predisposti strumenti strettamente punitivi come sanzioni interdittive e pecuniarie.
Si deve comunque rilevare che si tratta in entrambi i casi di interventi in via cautelativa.
Nel quadro sanzionatorio riguardante i reati tributari e stabilito nel d.lgs. 231/01 è prevista anche la confisca in diverse tipologie. Sono stabilite pene di carattere afflittivo ma anche ablazioni che mirano a ripristinare un ottimale equilibrio economico dopo che lo stesso è stato danneggiato dall'atto illecito. Nel primo caso in particolare viene prescritta la confisca del profitto generato dall'ente in maniera illecita: la condotta scorretta non viene tuttavia connessa in alcun modo all'attività della società, ma contemplata in una disposizione che chiarisce le situazioni in cui il soggetto giuridico non risponde per il reato commesso da un altro soggetto posto in una posizione apicale.
Si può dunque intendere che la confisca non assume un aspetto sanzionatorio o afflittivo, bensì è tesa a impedire che la collettività possa usufruire dei benefici economici derivanti da un atto illecito.
Un aspetto compensativo e riparatore viene coperto dalla confisca prevista dall'art.15, comma 4, del suddetto decreto. Il legislatore prevede che il profitto derivante dalla prosecuzione dell'attività venga confiscato, impedendo così all'ente di lucrare ulteriormente sulle decisioni riguardanti l'organo straordinario.
Il provvedimento di confisca può essere emanato dal giudice riguardo a beni utili per l'attuazione del reato o che ne costituiscono il profitto.
Ad eseguire la confisca possono essere autorità come i carabinieri, la polizia o la Guardi di Finanza.
1. Può essere effettuata la confisca anche in caso di mancanza di indizi gravi?
Il sequestro dei beni e la loro relativa confisca vengono ritenuti legittimi anche in caso di insussistenza di indizi gravi a carico dell'ente ed in assenza di beni specifici da vincolare. Questo è ciò che emerge dalla sentenza n.41435 del 6 ottobre 2014, emessa dalla Corte di Cassazione (Seconda Sezione Penale). Non è necessario infatti che il decreto collegato al sequestro contenga al suo interno una specifica indicazione dei beni da vincolare, dal momento che viene ritenuto che questo accertamento possa essere effettuato anche successivamente dalla polizia giudiziaria quando avviene l'effettiva esecuzione del provvedimento. Da questo punto di vista può essere utile anche vedere la sentenza n.9829 della Cassazione, Seconda Sezione, del 16 febbraio 2006: in questa viene infatti previsto un sequestro preventivo dei beni da confiscare obbligatoriamente quando la responsabilità del reato è da attribuire ad un ente o ad una persona giuridica.
2. La confisca di beni che non rappresentano il profitto ed il prezzo relativi al reato necessita di prove?
Seguendo le indicazioni fornite dall'art.19 del D.Lgs. n.231/2001 i beni che rappresentano in toto il profitto ed il prezzo relativi al reato non necessitano di alcuna prova relativa alla presenza effettiva degli indizi di colpevolezza, né il ''periculum'' relativo al sequestro preventivo e nemmeno la gravità degli indizi stessi. L'orientamento interpretativo differente si fonda su un dettato normativo interpretato in una modalità estensiva, addebitando al legislatore la responsabilità del mutamento di alcuni criteri del sistema processuale in riferimento al sequestro preventivo.