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Timestamp: 2018-12-11 00:34:32+00:00
Document Index: 67728308

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 3']

Osservatorio Regionale sul credito a famiglie e imprese. Protocollo d intesa per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno criminale dell usura - PDF
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1 Osservatorio Regionale sul credito a famiglie e imprese Protocollo d intesa per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno criminale dell usura Cagliari 19 maggio 2010
2 PROTOCOLLO D INTESA PER LA PREVENZIONE ED IL CONTRASTO DEL FENOMENO CRIMINALE DELL USURA TRA - PREFETTURA-U.T.G. DI CAGLIARI - PREFETTURA-U.T.G. DI NUORO - PREFETTURA-U.T.G. DI ORISTANO - PREFETTURA-U.T.G. DI SASSARI - UFFICIO TERRITORIALE MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE - BANCA D ITALIA SEDE PROVINCIALE DI CAGLIARI - ABI COMMISSIONE REGIONALE SARDEGNA - BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI CAGLIARI - BANCA DI CREDITO SARDO - BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA - BANCA NAZIONALE DEL LAVORO - BANCO DI SARDEGNA - BANCA DI SASSARI - UGF BANCA - UNICREDIT BANCA DI ROMA - BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI ARBOREA - COFIMER S.C.R.L. - CONFIDI COOP. ART. FIDI S.C.R.L. - CONFIDI SARDEGNA SOCIETA COOPERATIVA A R.L. - CRESFIDI S.C.R.L. - FIN SARDEGNA S.C.R.L. - SARDA FIDI - COFICOMSE - FIDICOOPSARDEGNA - AGRIFIDI - TERFIDI S.C.A R.L. - ASCOM FIDI SOCIETA COOPERATIVA A R.L. - CONFIDI COMMERCIO SOCIETA COOPERATIVA A R.L. - CONSORZIO FIDI FINART - COOPERATIVA GARANZIA DEGLI ARTIGIANI E PICCOLE IMPRESE - FONDAZIONE ANTIUSURA S. IGNAZIO DA LACONI ONLUS Pag. 1
3 VISTO l Accordo Quadro sottoscritto in data 31 luglio 2007 dal Ministero dell Interno, dalla Banca d Italia, dall Associazione Bancaria Italiana e da diversi soggetti, istituzionali e non, per la prevenzione dell usura e il sostegno alle vittime del racket, dell estorsione e dell usura; ATTESO che l Accordo ha la finalità, tra l altro, di rendere più proficuo il rapporto fra Banche, Associazioni Imprenditoriali e di Categoria, nonché i Confidi, le Fondazioni e le Associazioni Antiusura destinatari, in diversa misura, dei fondi speciali antiusura, di cui all art. 15 della Legge 108/96, nella prospettiva di una sempre più efficace opera di prevenzione dei fenomeni criminali dell'usura e dell'estorsione, senza alcuna distinzione fra i beneficiari, ovvero anche a favore delle famiglie e di altri soggetti non esercenti un'attività economica in proprio; CONSIDERATO che il contrasto a tutte le forme di criminalità che, come nello specifico caso dell'usura e dell'estorsione, impediscono la crescita dell'economia nazionale e quindi anche lo sviluppo sociale del Paese, costituisce una priorità assoluta per il Ministero dell Interno che, d intesa col Ministero dell'economia e delle Finanze, ha intensificato l'operatività del Fondo di Prevenzione; RILEVATO che esiste un ampio margine di prevenzione del fenomeno usurario, perseguibile anche attraverso l'incremento degli strumenti di sostegno alle famiglie, alle microimprese o più in generale alle PMI in momentanea difficoltà, sul quale concordano i sottoscrittori del presente Protocollo, e che tale opera di prevenzione può contenere la diffusione dei fenomeni criminali, costituenti una grave minaccia alla libertà degli operatori economici, agli equilibri di mercato ed al rispetto ed alla permanenza delle normali regole sulla concorrenza; RILEVATO che il contingente periodo di crisi economica costituisce un rilevante fattore di rischio per un possibile espandersi del fenomeno criminale dell usura; RITENUTA la necessità di dotarsi di uno strumento operativo a livello regionale per precisare e definire concordemente percorsi che facilitino l'accesso al credito legale, alla luce dell'applicazione, da parte del sistema bancario, delle normative sul capitale di vigilanza delle Banche (Basilea 2), nonché l'attività di prevenzione basata sull'informazione, l'educazione all'uso responsabile del denaro, ed il recupero dei protestati al sistema del credito legale; Pag. 2
4 CONSIDERATA la già efficace azione di prevenzione svolta dalle banche in collaborazione con i Confidi e le Associazioni e Fondazioni anti-usura che, a livello nazionale, ha portato soddisfacenti risultati in termini di volumi erogati e tassi di sofferenza dei prestiti concessi; PRESO ATTO dell esistenza di un Tavolo di dialogo nazionale tra ABI e i soggetti rappresentanti dei Confidi e delle Associazioni e Fondazioni anti-usura, la cui finalità è proprio l efficace ed efficiente gestione dei fondi di prevenzione ex art. 15 della legge 108/1996; CONSIDERATO che gli Istituti bancari operanti nella Sardegna, sottoscrittori del presente Accordo, hanno valutato positivamente le proposte volte a migliorare l iter per la concessione di finanziamenti, in particolare per ciò che riguarda l individuazione di regole uniformi per la valutazione delle richieste da parte delle banche e per ridurre il più possibile i tempi istruttori, con l assicurazione di tempi rapidi per l erogazione delle relative somme; PRESO ATTO della disponibilità degli stessi Istituti di credito ad abbreviare i tempi di risposta sulle richieste di finanziamenti avanzate da soggetti garantiti in base all art. 15 della legge n. 108/96 da Consorzi di Garanzia Fidi della Regione, nonché a migliorare l importo del moltiplicatore applicato al rapporto garanzia prestata / prestito erogato; SI CONVIENE QUANTO SEGUE: Art. 1 (Compiti delle Prefetture e costituzione degli Osservatori Provinciali) Le Prefetture di Cagliari, Nuoro, Oristano e Sassari, con l'apporto dei soggetti sottoscrittori del presente atto, si impegnano a: 1) costituire a livello provinciale un Osservatorio che avrà fra i suoi compiti: a) promuovere iniziative d'informazione sull'utilizzazione dei Fondi di prevenzione dell usura, mantenendosi in stretto contatto con i Confidi, le Fondazioni ed Associazioni che in regione hanno costituito fondi speciali ex art. 15 della Legge 108/96 e con le Associazioni di categoria; Pag. 3
5 b) vigilare sull'applicazione del presente protocollo riferendo tempestivamente su criticità o novità di rilievo al Comitato ristretto dell'osservatorio Nazionale previsto dall'art. 3 dell' "Accordo Quadro" del 31 luglio 2007; c) attuare forme di coordinamento e promozione di iniziative volte a contrastare la pubblicità ingannevole; d) promuovere iniziative per incrementare, diffondendo un'informazione corretta sulle sue caratteristiche, l'attività di microcredito finalizzata all inclusione finanziaria delle fasce vulnerabili della popolazione; e) diffondere ed applicare il presente Protocollo sul territorio provinciale; f) sostenere e promuovere iniziative di prevenzione al fenomeno dell'usura, inteso anche nelle sue forme meno incidenti, quali il sovraindebitamento e la mancanza di oculatezza nella gestione del denaro (educazione finanziaria). 2) Le Prefetture si impegnano altresì a mantenere in stretto collegamento con quella degli Osservatori provinciali l'attività del Nucleo di Valutazione e quella del Minipool antiracket ed antiusura, organizzando, ogni qual volta se ne ravvisi la necessità, iniziative comuni. 3) Gli Osservatori in sede provinciale avranno sede presso le Prefetture, e saranno presieduti dai Prefetti. Componenti di diritto dell'osservatorio sono i soggetti sottoscrittori del presente Protocollo, con possibilità di allargare la partecipazione ai componenti degli altri organismi aventi sede presso la Prefettura e che svolgono compiti di contrasto dei fenomeni usura ed estorsione, in particolare il Nucleo di Valutazione ed il Minipool anti racket ed anti usura, nonché tutti gli altri soggetti, pubblici e privati, di cui sorgesse la necessita di avvalersi nel corso dei lavori. Gli Osservatori articolano la attività organizzando dei gruppi di lavoro, che verranno individuati nel corso della prima seduta, così come la cadenza delle riunioni e le regole base per il suo funzionamento. Gli Osservatori si riuniscono almeno una volta l'anno, su convocazione dei Prefetti. Art. 2 (Compiti dell'abi) L'ABI regionale si impegna a: 1) promuovere l'ulteriore adesione delle banche al presente Protocollo, dandone notizia con apposita lettera alla competente Prefettura; Pag. 4
6 2) assicurare un continuo e diretto confronto con i Confidi, le associazioni e le Fondazioni, con l'obiettivo di un miglioramento graduale della gestione dei problemi che possono interessare, di volta in volta, nuove e vecchie convenzioni antiusura; 3) individuare, per ciascuna provincia, un proprio referente per i rapporti con le Associazioni, Fondazioni e Confidi, nonché con i referenti individuati a norma del successivo art. 3 dalle Banche sottoscrittrici del protocollo; 4) monitorare, in forma aggregata, il volume dei prestiti e dei fidi erogati ai sensi delle convenzioni per la prevenzione dell usura, nonché le sofferenze che da tali crediti si ingenerano, e riferire periodicamente gli esiti del monitoraggio agli Osservatori provinciali; 5) mantenere presso i propri uffici e presso il proprio sito web ( gli elenchi aggiornati dei referenti delle Associazioni di solidarietà, delle Fondazioni Antiusura, delle Associazioni di categoria, dei Confidi che sottoscrivono il presente protocollo o risultano comunque destinatari di Fondi antiusura. Art. 3 (Referenti per i finanziamenti) Le Banche aderenti al protocollo si impegnano ad individuare, all'interno delle proprie organizzazioni, le figure dei referenti. I referenti avranno il compito di seguire l'iter istruttorio delle pratiche di fido relative all'utilizzazione dei fondi di prevenzione dell'usura e di interloquire con i Confidi, le Fondazioni e le Associazioni anti-racket ed anti-usura. Come previsto dal punto n. 3) dell'art. 2 del presente protocollo sarà cura dell'abi individuare, a livello regionale, un referente che si interfacci con i referenti per i finanziamenti delle varie Banche, e che curi il funzionamento dei tavoli di dialogo permanente con i Confidi, le Fondazioni e le Associazioni presenti sul territorio. Le nomine dei referenti delle Banche e dell'abi dovranno avvenire tempestivamente ed essere comunicate agli Osservatori provinciali presso le Prefetture. L elenco dei referenti dell'abi e delle Banche sarà consultabile sul sito Internet e su quello delle Prefetture. Pag. 5
7 Art. 4 (Rapidità di risposte e decisioni) I Confidi si impegnano a svolgere nel tempo più rapido possibile, l'iter susseguente alla richiesta di affidamento per l'accesso ai fondi, quale "esame da parte del Comitato Tecnico e la delibera del C.d.a. Le banche aderenti al presente Protocollo si impegnano, tenendo nella massima considerazione le relazioni dei Confidi, per quanto riguarda, in particolare, il rapporto garanzia/credito erogato, ad assumere le decisioni sulle proposte di finanziamento in tempi rapidi e comunque non superiori a 30 giorni, dal momento dell acquisizione della necessaria documentazione. Si impegnano altresì ad erogare con sollecitudine le relative somme. Art. 5 (Moltiplicatore) Le Banche e i Confidi aderenti al presente Protocollo si impegnano a prevedere, all interno delle singole convenzioni già stipulate, i moltiplicatori da applicare, con riferimento ai fondi antiusura, nella misura minima di 2 per i prestiti a privati e nella misura minima di 2 per i prestiti ad imprese (ivi comprese le ditte individuali e le imprese familiari), salvo specifiche situazioni che potranno essere aggiornate soltanto in misura crescente. Art. 6 (Valutazione del merito creditizio) Da parte delle Banche aderenti al Protocollo non può essere considerata pregiudizievole la condizione di protestato, tenuto conto che, ai sensi dell'art. 7, comma 2, del D.P.R. n. 315/1997, la garanzia del fondo speciale antiusura può essere deliberata dal Confidi se vi è, per lo stesso finanziamento, una garanzia del Confidi stesso a valere sul proprio fondo rischio ordinario, rilasciata in base ai criteri fissati nello Statuto del Confidi. A tal fine le Banche aderenti al Protocollo, si impegnano ad assicurare la possibilità di "ribancarizzare" i soggetti protestati, anche attraverso una iniziale sperimentazione, legata alla casistica, filtrata, monitorata e gestita insieme con i Confidi, le Fondazioni e le Associazioni Antiusura. In questo contesto le Banche aderenti al presente protocollo fanno ricorso al "servizio bancario di base, o Pag. 6
8 prodotto analogo, a favore dei protestati che consenta una serie di operazioni, prive di rischio di credito, ma capaci di reinserire i protestati nel sistema di credito legale. A tal fine le Banche sottoscrittrici del protocollo si impegnano a porre la massima attenzione alle vittime che abbiano denunciato fatti estorsivi e di usura ed abbiano chiesto l'accesso al Fondo di Solidarietà, ai fini della valutazione dei fidi in essere e di eventuali nuove richieste di fido. Le Banche sopra indicate si impegnano altresì a valutare con particolare cura la sospensione delle azioni revocatorie od esecutive nei confronti di questi ultimi soggetti, le cui istanze siano pendenti presso il Comitato di Solidarietà. Nel caso di decisione di diniego, totale o parziale, da parte delle Banche, aderenti al presente protocollo, i soggetti interessati potranno rivolgersi, per la ricerca di soluzioni alternative, anche avvalendosi delle Organizzazioni anti-racket ed anti-usura, delle Associazioni di difesa diritti dei Consumatori ed Utenti o, infine, degli Ordini Professionali sottoscrittori del Protocollo, agli Osservatori provinciali presso le Prefetture, che a loro volta interesseranno del problema il Comitato ristretto dell'osservatorio Nazionale previsto dall' art. 3 dell' "Accordo-Quadro". Art. 7 (Microcredito) I sottoscrittori del presente Protocollo d Intesa si impegnano a promuovere e ad incrementare l attività di microcredito attraverso: a) la definizione di iniziative comuni finalizzate a facilitare l inclusione finanziaria di soggetti vulnerabili; b) programmi sperimentali per l accesso al credito per lo start-up o il consolidamento di microimprese; c) l attuazione e lo sviluppo, a livello provinciale, degli interventi già promossi dall industria bancaria. Art. 8 (Educazione finanziaria e formazione) Con il presente Protocollo d Intesa i sottoscrittori si impegnano a definire interventi congiunti, a livello locale, affinché tutti i soggetti, in particolare famiglie e microimprese, attraverso iniziative e programmi di educazione finanziaria, da realizzarsi anche nelle scuole superiori del territorio, possano acquisire strumenti di gestione corretta e responsabile del denaro e indirizzare al meglio le proprie scelte di risparmio e investimento. Pag. 7
9 Art. 9 (Iniziative d'informazione sull utilizzazione dei fondi antiusura) I sottoscrittori del protocollo si impegnano alla diffusione sul territorio provinciale di particolari strumenti comunicativi, come i vademecum, anche in formato elettronico, per l'attuazione di campagne informative sull'utilizzo dei fondi di prevenzione antiusura, con la collaborazione di tutti i soggetti interessati ed in collegamento con il mondo dei Confidi, del Commercio, dell'industria e dell'artigianato, nonché dell'associazionismo. Art. 10 (Diffusione ed applicazione del Protocollo) I sottoscrittori del presente protocollo si impegnano nell'immediato a promuovere proprie iniziative idonee a far conoscere le opportunità di utilizzazione dei fondi di prevenzione antiusura e quelle derivanti dal presente protocollo. L'Osservatorio provinciale presso le Prefetture andrà sempre informato delle iniziative di divulgazione intraprese autonomamente dai singoli aderenti al protocollo. Le Prefetture si impegnano a realizzare una sezione del proprio sito-internet dedicata a divulgare tutte le iniziative di sostegno all'impresa e di prevenzione antiusura, con la collaborazione e d'intesa con le istituzioni coinvolte, il mondo del credito, del commercio, dell'industria e dell'artigianato. Art. 11 (Adesione) Il protocollo è aperto all'adesione di tutti i soggetti, pubblici e privati, che ne abbiano interesse. Gli Osservatori provinciali curano la diffusione periodica (almeno una volta l'anno) dell'elenco dei sottoscrittori. Ogni richiesta di adesione successiva all'originaria sottoscrizione del protocollo sarà comunque sottoposta, a cura delle Prefetture, al parere obbligatorio e vincolante del Comitato ristretto dell'osservatorio Nazionale, previsto dall'art. 3 dell' Accordo Quadro a livello nazionale. Pag. 8
10 Art. 12 (Verifica) Ad un anno di distanza dalla sottoscrizione del protocollo, verrà effettuata collegialmente la verifica dei risultati raggiunti, anche al fine di apportare le eventuali modifiche allo stesso, nell'intento di renderlo sempre più incisivo per il conseguimento delle finalità in premessa indicate. Gli Osservatori provinciali costituiti presso le Prefetture comunicheranno i risultati della verifica e le eventuali proposte di modifica al Comitato ristretto dell'osservatorio Nazionale. Art. 13 (Modifiche, integrazioni, nuove adesioni) Eventuali modifiche e/o integrazioni al presente testo saranno concordate all atto dell insorgenza di nuove problematiche degne di rilievo. Cagliari, 19 maggio 2010 Pag. 9
Protocollo di intesa tra la Provincia di Milano, Assessorato Lotta. all Usura, in persona dell Assessore Alberto Grancini e CGIL -
Atti n. 250009/20.1/2007/9264 Protocollo di intesa tra la Provincia di Milano, Assessorato Lotta all Usura, in persona dell Assessore Alberto Grancini e CGIL - CISL - UIL e Banca Popolare di Milano e Consum.it