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Timestamp: 2017-06-27 05:33:00+00:00
Document Index: 70352542

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 2087', 'art. 26', 'art.26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26']

I.N.T. Fondazione G. Pascale Via M. Semmola NAPOLI INFORMATIVA SUI RISCHI SPECIFICI E MISURE DI PREVENZIONE ED EMERGENZA - PDF
I.N.T. Fondazione G. Pascale Via M. Semmola NAPOLI INFORMATIVA SUI RISCHI SPECIFICI E MISURE DI PREVENZIONE ED EMERGENZA
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1 Servizio di I.N.T. Fondazione G. Pascale Pag 1 DOCUMENTO UNICO di VALUTAZIONE dei RISCHI da INTERFERENZE Informativa sui rischi lavorativi specifici e misure di prevenzione ed emergenza presso gli ambienti e le strutture dell Istituto Tumori di Napoli Fondazione G. Pascale (rivolta alle imprese appaltatrici ed ai lavoratori autonomi per lavori affidati all interno dell Istituto ai sensi dell art. 26 co. 1 lett. b) D.Lgs. 81/08 s.m.i.) Redazione Emissione Approvazione Presa visione Funzione Nome Firma Responsabile del Servizio di Dr. P. Di Cintio Responsabile del Servizio di Dr. P. Di Cintio Datore di Lavoro Dr T. Pedicini (Direttore Generale) Medico Competente Dr. P. Di Cintio Coordinatore Rappresentante dei Dr. A. Marfella Lavoratori per la sicurezza Rappresentante dei Dr. P. Maiolino Lavoratori per la sicurezza Rappresentante dei TSRM M. Correra Lavoratori per la sicurezza Rappresentante dei Sig.ra C. Cavaliere Lavoratori per la sicurezza STORIA DELLE REVISIONI Numero revisione Data revisione Descrizione delle modifiche 0 Prima emissione2 Servizio di I.N.T. Fondazione G. Pascale Pag 2 SOMMARIO 1 PROCEDURA GENERALE DI COORDINAMENTO FIGURE RESPONSABILI DEL COORDINAMENTO TIPOLOGIE DI RAPPORTO RICORRENTI TRA COMMITTENTE INT E DITTE APPALTATRICI Ditte esterne con presenza saltuaria di propri operatori Ditte esterne con presenza continuativa di propri operatori Cantieri Temporanei Professionisti esterni operanti presso la struttura INFORMAZIONE SUI RISCHI LAVORATIVI SPECIFICI DEFINIZIONI E APPLICABILITÀ ESPOSIZIONE AD AGENTI BIOLOGICI Attività a potenziale rischio biologico Segnaletica di pericolo sul rischio biologico Misure di prevenzione del rischio biologico Precauzioni universali Lavaggio delle mani Cura delle mani Norme comportamentali in caso di contaminazione Misure barriera Rischi connessi all'uso di strumentazione sanitaria Aghi e taglienti Manovra di pulizia di strumenti e attrezzature Rischi particolari Rischio di infezione tubercolare Precauzioni contro il rischio biologico nelle operazioni di pulizia e sanificazione Precauzioni contro il rischio biologico nella movimentazione e stoccaggio dei rifiuti ospedalieri Rischio biologico connesso al servizio di lavanolo Rischio biologico connesso ai servizi di manutenzione e tecnologici SOSTANZE PERICOLOSE Generalità Segnalazione del rischio chimico Gas Anestetici Chemioterapici Antiblastici Lattice e rischi correlati Gas e liquidi criogenici Gas compressi, bombole Misure di prevenzione del rischio chimico Valutazione del rischio chimico IMPIANTI ED APPARECCHIATURE ELETTRICHE Impianti Apparecchiature elettriche Disposizioni per la prevenzione dei rischi di interferenza AGENTI FISICI Radiazioni Ionizzanti Generalità Aree di impiego delle radiazioni ionizzanti Segnaletica del rischio da radiazioni ionizzanti Norme per la riduzione del rischio da radiazioni ionizzanti Radiazioni ottiche artificiali Segnaletica per le radiazioni ottiche Campi elettromagnetici Segnaletica per i campi elettromagnetici... 293 I.N.T. Fondazione G. Pascale Servizio di Pag Norme di comportamento Microclima e ventilazione Rumore Vibrazioni Eliminazione delle interferenze da rumore e vibrazioni ATMOSFERE ESPLOSIVE MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI Movimentazione dei carichi Movimentazione dei pazienti ATTREZZATURE MUNITE DI VIDEOTERMINALE CANTIERI TEMPORANEI Lavori in quota VIABILITA 33 3 PREVENZIONE INCENDI DISPOSIZIONI GENERALI DI SICUREZZA ELENCO ALLEGATI... Allegato I: Nominativi e recapiti di tutte le figure professionali abilitate a fornire indicazioni in materia di sicurezza Allegato II: 1) Regolamento per l accesso alle Zone Controllate; 39 2) Regolamento per l accesso alla Medicina Nucleare;. 41 3) Procedura di radioprotezione per i lavoratori delle ditte appaltatrici operanti in zone controllate o sorvegliate per attività manutentive e/o di calibrazione; ) Procedura di radioprotezione per i lavoratori della ditta di pulizie operanti in zone controllate o sorvegliate dell area funzionale di medicina nucleare ai sensi del d.lgs 230/95 e smi. 45 Allegato III: Misure di emergenza per Imprese e Lavoratori Autonomi 47 Incendio / Evacuazione.. 47 Rischio biologico: contatto accidentale con materiale contaminato.. 48 Rischio chimico: spandimento accidentale. 48 Rischio radiologico: spandimento accidentale 484 Servizio di INTRODUZIONE I.N.T. Fondazione G. Pascale Pag 4 Obiettivo del presente opuscolo è quello di fornire le informazioni sui rischi specifici presenti negli ambienti dell IRCCS Istituto Tumori di Napoli - Fondazione G. Pascale (nel seguito indicato con INT) e sulla loro incidenza rispetto al personale addetto ad attività non sanitarie (es. attività di manutenzione, di pulizia, ecc.), attività che sono affidate in appalto o contratto d opera all interno dell INT. Esso raccoglie quindi le principali indicazioni di sicurezza predisposte dall INT in applicazione dell art. 26 del Decreto Legislativo 81/08. Appare chiaro che per il perseguimento delle migliori condizioni di sicurezza nei lavori affidati a personale non sanitario all interno dell INT, risulta di primaria importanza l attivazione di un flusso informativo fra i diversi soggetti implicati: Datore di lavoro committente, Datore di lavoro della Ditta Appaltatrice, Responsabile/i delle strutture interessate dai lavori/appalto, Struttura preposta alla gestione dell appalto, Direzione Sanitaria, Servizio di. Il presente opuscolo si configura quale supporto operativo nel contesto di questo flusso di informazioni e costituisce adempimento, da parte del Datore di lavoro committente, dell obbligo di fornire alle imprese appaltatrici/lavoratori autonomi, dettagliate informazioni sui rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvolte nell'esecuzione dell'opera complessiva. Il presente opuscolo costituisce, inoltre, parte integrante del processo di cooperazione e coordinamento degli interventi di prevenzione e protezione in caso di compresenza di più ditte in uno stesso luogo di lavoro (D.Lvo 81/08, art. 26 c.2 lett. b), processo la cui promozione è in capo al Datore di lavoro committente (D.Lvo 81/08, art. 26 c.3). Il suddetto obbligo non si estende ai rischi specifici propri dell attività delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi, come stabilito al c. 3 dell art. 26 del D. Lvo 81/08. Si è tuttavia ritenuto utile riportare anche alcune indicazioni relative a rischi specifici propri di attività tipicamente affidate a ditte appaltatrici all interno dell INT: queste indicazioni, frutto dell esperienza maturata sull argomento nell ambito dell Azienda Ospedaliera, sono da intendersi esclusivamente quali suggerimenti - non esaustivi di tutti i possibili rischi propri di queste attività rivolti ai datori di lavoro delle imprese appaltatrici o lavoratori autonomi.5 Servizio di I.N.T. Fondazione G. Pascale Pag 5 1 PROCEDURA GENERALE DI COORDINAMENTO Il presente documento, redatto dal Servizio (SPP), viene consegnato dall INT al Rappresentante Legale della Ditta Appaltatrice (ovvero ai lavoratori autonomi), ai sensi dell art. 26 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i., al fine di promuovere la cooperazione ed il coordinamento tra le parti in materia di tutela della sicurezza e della salute sui luoghi di lavoro, e di indicare le misure adottate per l eliminazione delle interferenze. Le strutture organizzative incaricate dell ottemperanza agli adempimenti normativi oggetto del presente documento sono le seguenti: Strutture Tecniche: SC Progettazione e Manutenzione Edile; SC Progettazione e Manutenzione Impianti; SS Tecnologie Sanitarie (nel seguito indicate con ST) per tutti gli interventi manutentivi sia su impianti e strutture sia su apparecchiature; la SC Gestione Beni e Servizi (nel seguito indicata GBS) per la fornitura di servizi quali Lavanolo, Vigilanza, Pulizie e Mensa e la SC Amministrativa della Ricerca per le forniture per la Ricerca; la Direzione Sanitaria per le attività cliniche. Si raccomanda pertanto, per ogni riferimento, dubbio o necessità sull argomento in oggetto, di fare sempre riferimento alle figure indicate. In Allegato I sono riportati i nominativi e i recapiti dell RSPP, dell Esperto Qualificato e di tutti gli altri consulenti e/o figure professionali interne abilitate a fornire indicazioni in materia di sicurezza. Dove non fosse risultato possibile eliminare le interferenze mediante provvedimenti organizzativi, o altre misure a carico dell INT, sono valutati a parte i costi a carico dell appaltatore. 1.1 FIGURE RESPONSABILI DEL COORDINAMENTO Le figure operative cui spetta attuare il coordinamento delle attività al fine di evitare le interferenze sono: L operatore della ditta esterna. Il Referente interno dell INT per la determinata attività. Il Responsabile della Struttura dell INT nella quale l attività si svolge. Ai fini del presente documento per Responsabile della Struttura si intende, salvo dove diversamente specificato: Aree di Degenza: il Direttore della Struttura o, in caso di assenza / indisponibilità, il Coordinatore Infermieristico ovvero il personale infermieristico in turno in caso di assenza Blocco Operatorio: il Direttore della Struttura o, in caso di assenza / indisponibilità, il Coordinatore Infermieristico ovvero il personale infermieristico in turno in caso di assenza6 I.N.T. Fondazione G. Pascale Servizio di Pag 6 Laboratori della Ricerca: Direttore della Struttura ovvero il Responsabile del Laboratorio in caso di assenza / indisponibilità di questo Radiologia, Radioterapia, Medicina Nucleare e Aree Diagnostiche e dei Servizi: Direttore della Struttura ovvero il Tecnico Coordinatore in caso di assenza Ambulatori: Dirigente Medico di Presidio ovvero l Infermiere Coordinatore in caso di assenza Locali Tecnici: Direttore ST Cortili esterni: SC Gestione Beni e Servizi Aree amministrative: Direttore di Struttura o personale da lui delegato La figura del Responsabile come sopra individuata coincide, nella maggior parte dei casi, con quella del Dirigente o Preposto; ai soli fini del coordinamento delle attività del personale esterno, la funzione di Responsabile può, per quanto sopra, essere svolta anche da altre figure professionali, in quanto tale responsabilità si limita alla segnalazione al personale esterno della presenza di fattori di rischio che ciascun lavoratore è tenuto a conoscere. Per referente interno si intende l addetto di una Struttura dell INT incaricato dal Responsabile a seguire una determinata attività che preveda la presenza di personale esterno. Per le attività di manutenzione, Referente interno è sempre un addetto delle ST. L Operatore della ditta esterna deve essere sempre riconoscibile mediante cartellino identificativo e deve attenersi alle istruzioni e disposizioni del Referente. 1.2 TIPOLOGIE DI RAPPORTO RICORRENTI TRA INT COMMITTENTE E DITTE APPALTATRICI ditte esterne con presenza saltuaria di operatori ditte esterne con presenza continuativa di operatori professionisti, sanitari o non ditte esterne per apertura di cantieri temporanei In tutti i casi sopracitati e sempre contestualmente all inizio del lavoro da svolgere, gli Operatori della ditta appaltatrice devono avvisare il Responsabile della Struttura dove si effettua l intervento, direttamente o tramite il Referente, circa la presenza di operatori esterni e dell attività da effettuare, anche per acquisire eventuali informazioni aggiuntive specifiche utili al corretto e sicuro svolgimento del lavoro assegnato.7 Servizio di I.N.T. Fondazione G. Pascale Pag Ditte esterne con presenza saltuaria di propri operatori Nel caso di aziende che svolgono la loro attività presso l Istituto una tantum : l operatore si presenta in Istituto e richiede la presenza del Referente che lo ha contattato; il Referente, preliminarmente all inizio dei lavori, effettua un sopralluogo congiunto nell area di lavoro e illustra eventuali procedure o problematiche connesse alla sicurezza nell area di interesse, nonché le procedure da osservare per eliminare i rischi di interferenze con operatori di altre ditte; durante l esecuzione dei lavori il Referente, per quanto di competenza, verifica il rispetto delle norme di sicurezza generiche o specifiche in relazione alla loro applicabilità nel caso in oggetto; a conclusione dell intervento viene eseguito un controllo congiunto per la verifica del corretto ed esaustivo svolgimento dei lavori, dell avvenuto ripristino delle condizioni preesistenti e dell assenza di elementi tali da costituire pericolo per operatori e degenti Ditte esterne con presenza continuativa di propri operatori Nel caso di ditte con presenza continuativa di proprio personale in servizio presso la struttura (es. impresa di pulizie, ristorazione, etc.) occorre riferirsi, oltre che al presente Documento, anche al capitolato di appalto, che include necessariamente la descrizione delle tipologie lavorative svolte. Tra gli operatori dell impresa appaltatrice è di norma individuato un Coordinatore responsabile del coordinamento con il committente (INT), ovvero con altre ditte appaltatrici al fine di eliminare eventuali interferenze. I suddetti Coordinatori, il cui nominativo va formalizzato alle Strutture di cui al paragrafo 1.1 e al Servizio di, devono: verificare che tutti gli operatori di loro pertinenza indossino il cartellino di riconoscimento; fare riferimento, per le problematiche di salute e sicurezza al SPP; per particolari lavori (es. modifiche strutturali o impiantistiche, etc.), a conclusione dell intervento, effettuare, congiuntamente ad un referente delle ST, un sopralluogo per la verifica del corretto ed esaustivo svolgimento dei lavori e del ripristino completo delle condizioni iniziali, ovvero che non siano stati introdotti elementi tali da costituire pericolo per lavoratori e degenti. Eventuali situazioni anomale riscontrate devono essere formalmente segnalate alle figure competenti (Direttore della Struttura, ST, SPP); provvedere a stilare e consegnare alle Strutture di cui al paragrafo 1.1 eventuale documentazione degli interventi svolti Cantieri Temporanei Per lavori che comportano l apertura di cantieri temporanei o mobili, rientranti nel campo di applicazione del Titolo IV del D.Lgs 81/08, si fa riferimento a quanto previsto dal medesimo Decreto, compresi quindi lo studio preventivo degli aspetti legati alla sicurezza in fase di progettazione, a carico delle figure previste, ed il rispetto della stessa normativa in fase di esecuzione.8 I.N.T. Fondazione G. Pascale Servizio di Pag 8 Il SPP deve essere tempestivamente informato in merito all apertura di cantieri, al fine di poter provvedere alla valutazione di eventuali aspetti critici per la sicurezza (es. interferenze ), con particolare riferimento alle aree di interfaccia fra cantiere e normali attività della struttura. Allo scopo lo stesso Servizio deve quindi disporre di copia della documentazione prevista dal citato titolo IV (POS e PSC, ove previsto) Professionisti esterni operanti presso la struttura Per il personale non strutturato e impiegato in attività sanitarie si applicano le valutazioni del rischio e le procedure già in atto per il personale strutturato dell INT, fatte salve procedure particolari previste dalla eventuale ditta esterna fornitrice di tale personale. La dimostrazione di funzionamento e l assistenza post vendita connessa alla fornitura di presidi e/o di apparecchiature, a parte i casi assimilabili a mera prestazione intellettuale, devono avvenire secondo le modalità stabilite dal presente documento.9 Servizio di I.N.T. Fondazione G. Pascale Pag 9 2. INFORMAZIONE SUI RISCHI LAVORATIVI SPECIFICI 2.1 DEFINIZIONI E APPLICABILITÀ Si parla di interferenza nella circostanza in cui si verifica un contatto rischioso tra il personale del committente e quello dell appaltatore ovvero tra il personale di imprese diverse che operano nella stessa sede aziendale con contratti differenti. In questo senso, risulta di primaria importanza il flusso informativo fra i diversi soggetti implicati: Datore di Lavoro committente, Datore di Lavoro della ditta appaltatrice, Responsabile/i dei Reparti e/o Servizi e/o Strutture interessate, uffici amministrativi preposti alla gestione dell'appalto. Le informazioni e indicazioni contenute nel presente Documento costituiscono adempimento, da parte del Datore di Lavoro committente (INT), dell'obbligo di cooperazione e coordinamento degli interventi di prevenzione e protezione in caso di compresenza di più ditte in uno stesso luogo di lavoro. Il suddetto obbligo non si estende ai rischi specifici propri dell'attività delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi; tuttavia si è ritenuto utile riportare nel presente Documento anche alcune indicazioni relative a rischi specifici propri di attività tipicamente affidate a ditte appaltatrici all'interno dell'istituto: queste indicazioni, frutto dell'esperienza maturata sull'argomento, sono da intendersi esclusivamente quali suggerimenti - non esaustivi di tutti i possibili rischi propri di queste attività - rivolti ai Datori di Lavoro delle imprese appaltatrici o lavoratori autonomi. Ai sensi della Determinazione n. 3 del 5 Marzo 2008 (G.U. n. 64 del ) emanata dalla Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture - Sicurezza nell'esecuzione degli appalti relativi a servizi e forniture. Predisposizione del documento unico di valutazione dei rischi () e determinazione dei costi della sicurezza e del DLgs 106/2009 il presente Documento esclude, nella valutazione delle interferenze: la mera fornitura senza installazione o lavori e servizi la cui durata non sia superiore a due giorni, salvo i casi in cui siano necessarie attività o procedure suscettibili di generare interferenza con la fornitura stessa, come per esempio la consegna di materiali e prodotti nei luoghi di lavoro o nei cantieri (con l'esclusione di quelli ove i rischi interferenti sono stati valutati nel piano di sicurezza e coordinamento, come precisato nel seguito); i servizi per i quali non è prevista l'esecuzione all'interno della Stazione appaltante, intendendo per «interno» tutti i locali / luoghi messi a disposizione dalla stessa per l'espletamento del servizio, anche non sede dei propri uffici; i servizi di natura intellettuale, anche se effettuati presso la stazione appaltante; nei contratti rientranti nel campo di applicazione del Titolo IV del D.Lgs. 81/08 s.m.i., per i quali occorre redigere il Piano di Sicurezza e Coordinamento, l'analisi dei rischi interferenti e la stima dei relativi costi sono contenuti nel Piano di Sicurezza e Coordinamento e, quindi, in tale evenienza non appare necessaria la redazione del. Le imprese appaltatrici o i singoli lavoratori autonomi, nella comunicazione del rischi specifici connessi alla propria attività, devono presentare tempestivamente e formalmente (al Datore di Lavoro e al SPP) eventuali proposte di integrazione al, ove ritengano di poter meglio garantire la sicurezza del lavoro, sulla base della propria esperienza. In nessun caso le eventuali integrazioni possono giustificare modifiche o adeguamento dei costi della sicurezza.10 I.N.T. Fondazione G. Pascale Servizio di Pag 10 Viene di seguito presentata la rassegna dei fattori di rischio presenti nell ambiente di lavoro per effetto delle attività dell INT; dove applicabili sono indicate le disposizioni di coordinamento delle diverse attività. 2.2 ESPOSIZIONE AD AGENTI BIOLOGICI Il rischio da agenti biologici correlato all'assistenza sanitaria, per il progressivo allargamento e differenziazione dei luoghi di cura, associato alla elevata invasività delle pratiche assistenziali effettuabili anche in ambienti non di degenza, è da presumere rischio ubiquitaria in ambito sanitario. Il rischio di infezione da patogeni è un fenomeno comunque ben conosciuto e riconducibile essenzialmente a tre modalità: 1. nosocomiale propriamente detta (dall'ambiente ai pazienti oppure crociata tra pazienti); 2. occupazionale (da paziente infetti ad operatore); 3. da operatore infetto a paziente Attività a potenziale rischio biologico Gli aspetti pericolosi delle attività dell INT che, se non vengono seguite le procedure previste e quanto riportato nel presente documento, possono comportare un particolare rischio biologico sono i seguenti: prestazioni sanitarie, compreso gli interventi chirurgici, che possono richiedere l effettuazione di manovre invasive sui pazienti anche al di fuori della sala operatoria, tra cui: iniezioni, inserimento di cateteri, medicazioni, somministrazione di terapie, clisteri, trattamenti e pulizie a tutte le parti del corpo del paziente; manipolazione di effetti letterecci, a volte imbrattati di materiale organico, nonché alimenti e resti dei pasti che il paziente ha consumato; presenza in quasi tutti gli ambienti di rifiuti ospedalieri potenzialmente infetti, che sono opportunamente raccolti in appositi contenitori; possibilità, seppure non voluta e quindi occasionale, della presenza a terra o nei cestini di siringhe potenzialmente infette, o di risultanze di medicazione (cotone, garze, materiali analoghi) o presidi sanitari utilizzati, o tracce di materiale organico potenzialmente infetto che le operazioni di diagnosi, terapia, trattamento dei pazienti o le condizioni dei pazienti stessi ovvero i pazienti stessi possono avere involontariamente disperso negli ambienti, sulle superfici, sugli arredi. Per quanto trattasi di eventi estremamente rari - e il controllo degli operatori dell INT in merito è continuo - si ritiene opportuno che qualsiasi utente / operatore esterno / ospite ne sia consapevole; anche negli ambienti destinati a Laboratorio ed Ambulatorio Prelievi vengono maneggiati materiali organici potenzialmente infetti, campioni di tessuto, sangue, urine, feci, liquidi prelevati da pazienti o da animali da laboratorio, etc.. Tutti questi materiali possono trovarsi accidentalmente in tracce, sui banchi, sui pavimenti, sulle apparecchiature, nonché su arredi ed oggetti presenti nel laboratorio. Per quanto trattasi di eventi estremamente rari - e il controllo degli operatori dell INT in merito è continuo - si ritiene opportuno che qualsiasi utente / operatore esterno / ospite ne sia consapevole; in alcuni laboratori si utilizzano terreni di coltura sui quali possono essere proliferati virus e batteri.11 I.N.T. Fondazione G. Pascale Servizio di Pag Segnaletica di pericolo sul rischio biologico Le aree ed i contenitori al cui interno si possono trovare materiali nei quali la presenza di agenti patogeni è accertata o molto probabile sono identificate da una cartellonistica specifica. L accesso a queste aree e/o la manipolazione dei contenitori è riservato al personale specificamente addestrato ed autorizzato. Il simbolo di rischio biologico che può essere o meno accompagnato da scritte indicative è il seguente Misure di prevenzione del rischio biologico Il presente Documento, intende definire brevi raccomandazioni utili per contenere le infezioni sulla base delle informazioni scientifiche disponibili Precauzioni universali Prima di tutto è necessario operare costantemente e correttamente il lavaggio delle mani. Devono essere adottate misure barriera per prevenire l'esposizione a contatti accidentali con sangue e altri liquidi biologici: uso di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) quali guanti, camici, sovracamici, mascherine, occhiali o visiere; utilizzo e smaltimento corretto di aghi e taglienti; decontaminazione delle superfici sporcate da materiali biologici potenzialmente infetti. Le misure barriera, sopra esaminate: devono essere adottate da tutti gli operatori la cui attività comporti contatto con utenti all'interno della struttura sanitaria; devono essere applicate a tutte le persone che accedono alla struttura (ricovero) in quanto l'anamnesi e gli accertamenti diagnostici non permettono di identificare con certezza la presenza o l'assenza di patogeni trasmissibili negli ospiti e quindi tutti devono essere considerati potenzialmente infetti; devono essere applicate di routine quando si eseguono attività assistenziali e terapeutiche e quando si manipolano presidi, strumenti o attrezzature che possono provocare un contatto accidentale con sangue o altro materiale biologico Lavaggio delle mani Le mani degli operatori sanitari sono il veicolo principale di trasferimento di patogeni da un paziente all'altro e dal paziente a sé stessi. Il lavaggio delle mani è il sistema più efficace per limitare questa trasmissione e deve avvenire: prima dell'inizio dell'attività lavorativa; prima di indossare i guanti e dopo averli tolti; prima e dopo le procedure assistenziali;12 I.N.T. Fondazione G. Pascale Servizio di Pag 12 tra un assistito e l'altro; in caso di contaminazione biologica o chimica anche solo sospettata. (negli ultimi due casi è consigliabile un sapone antisettico). Per ulteriori dettagli si rinvia a quanto disposto nella Procedura Igiene delle mani Cura delle mani le unghie devono essere curate, corte, pulite e senza smalto; la cute delle mani deve essere mantenuta integra, ricorrendo anche ad uso di creme barriera; durante l'attività lavorativa non si devono portare anelli, bracciali, orologi. Per ulteriori dettagli si rinvia a quanto disposto nella Procedura Igiene delle mani Norme comportamentali in caso di contaminazione lavaggio con acqua e sapone liquido in dispenser per 30 secondi, seguito da antisepsi delle mani con idonei prodotti disinfettanti; lavaggio con antisettico in soluzione saponosa detergente per 2 minuti. Per ulteriori dettagli si rinvia a quanto disposto nella Procedura Igiene delle mani Misure barriera Guanti devono essere sempre indossati in caso di possibile contatto con materiale biologico, nelle operazioni di pulizia, di raccolta rifiuti, di rifacimento dei letti e di raccolta della biancheria sporca; prima e dopo l'utilizzo dei guanti l'operatore deve lavarsi le mani con acqua e sapone; nel passaggio da un assistito all'altro i guanti devono essere cambiati e l'operatore deve lavarsi le mani prima di indossarne un nuovo paio; gli operatori non devono toccare occhi, cute e mucose, oggetti circostanti o altre persone (escluso l'assistito) con mani guantate; affinché l'utilizzo dei guanti non diventi esso stesso veicolo di disseminazione di patogeni è necessario adoperarli esclusivamente nelle operazioni in cui il loro uso è richiesto, quali quelle di assistenza igienica ed infermieristica al paziente. I guanti in questione devono essere gettati dopo l'uso. Indumenti di protezione l'indumento deve essere integro, pulito e di taglia adeguata; devono esser elaborate apposite procedure che stabiliscano modalità e tempi di utilizzo e la gestione dell'indumento dopo l'uso (sanificazione); l'utilizzatore dovrà verificare personalmente integrità e pulizia dell'indumento e adeguatezza delle taglie; dovrà chiedere il cambio dell'indumento qualora questo risulti imbrattato; devono essere utilizzati indumenti monouso (sovracamici in tessuto non tessuto) da utilizzarsi in situazioni operative che presuppongano una maggiore esposizione a rischio biologico. Protezione del volto e delle vie respiratorie occhiali, visiere o schermi sono raccomandati quando le operazioni possono esporre occhi, bocca e vie aeree a schizzi di materiale biologico; in casi specifici può essere necessario proteggere anche le vie respiratorie con idonei dispositivi di protezione delle vie respiratorie. L utilizzo di mascherine di tipo chirurgico (che non sono un DPI) è subordinato a specifica valutazione da parte del Responsabile di Struttura (il quale, in caso di dubbi o necessità, potrà consultare il Medico Competente ed il SPP). Per ulteriori dettagli si rinvia a quanto disposto nel Prontuario dei DPI.13 Servizio di I.N.T. Fondazione G. Pascale Rischi connessi all'uso di strumentazione sanitaria Pag Aghi e taglienti strumenti appuntiti, affilati e taglienti devono essere considerati pericolosi, quindi devono essere maneggiati con cura per evitare ferite accidentali; tutti gli operatori devono adottare le misure necessarie al fine di prevenire incidenti provocati dai taglienti (es. lame da bisturi, pinze, forbici, rasoi, vetreria ecc.) e aghi; molti infortuni si verificano a causa della scorretta eliminazione di aghi: si ricorda a tale proposito che è VIETATO reincappucciare gli aghi e che per sraccordare l ago dal corpo siringa sono previste apposite pinze sui coperchi dei contenitori rigidi per smaltimento ( halibox ) ; aghi e taglienti dopo l'uso devono essere eliminati SOLO ed ESCLUSIVAMENTE negli appositi contenitori ( halibox ) resistenti, rigidi, impermeabili, con chiusura finale ermetica e smaltiti all interno dei contenitori per rifiuti sanitari pericolosi ( halipack ); i contenitori di smaltimento devono essere tenuti a portata di mano durante le operazioni di lavoro per non differire lo smaltimento di aghi o taglienti e smaltirli contestualmente all'utilizzo Manovra di pulizia di strumenti e attrezzature Le manovre di lavaggio dello strumentario risultano essere particolarmente a rischio e salvo casi estremi in cui non è possibile evitare la manipolazione è opportuno effettuare il lavaggio con mezzi meccanici. In nessun caso gli operatori delle Ditte devono eseguire sanificazione o decontaminazione delle apparecchiature di laboratorio per l esecuzione degli esami, delle cabine di sicurezza, dello strumentario di laboratorio, dei piani di lavoro o di altra superficie su cui vi siano campioni biologici, se non esplicitamente autorizzate dal Responsabile di Laboratorio Rischi particolari Rischio di infezione tubercolare I pazienti di strutture sanitarie, in particolare di lunga degenza, fanno parte dei gruppi a rischio per infezione tubercolare (Linee Guida per il controllo della malattia tubercolare emanate dalla conferenza Stato-Regioni su proposta del Ministero della Sanità - Provv. 17/12/98 - suppl. G.U. 18/02/99 n. 40 ). Presso l INT non vengono trattati pazienti con diagnosi di TBC, eventuali casi accertati dopo il ricovero vengono immediatamente trasferiti in altre strutture. Per quanto sopra, l Istituto è classificato a rischio basso per la TBC Precauzioni contro il rischio biologico nelle operazioni di pulizia e sanificazione Quale valutazione generale sul rischio biologico nelle attività non sanitarie di servizio e supporto in ambiente ospedaliero si può dire che, durante l'attività di pulizia degli ambienti (o le attività di manutenzione in genere), la possibilità di contaminazione biologica risulta, di norma, molto bassa. Infatti innanzitutto un contagio, in linea generale, si può verificare quando c'è un contatto diretto con il paziente e nell'esecuzione di procedure assistenziali che sono di competenza esclusiva del personale addetto all assistenza. Inoltre, la garanzia di adeguate condizioni di sicurezza per il personale di ditte esterne operante all'interno dei luoghi di assistenza è assicurata dall'applicazione delle precauzioni essenziali di Vedere altro
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