Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-13087-del-24-05-2017
Timestamp: 2020-04-04 22:09:36+00:00
Document Index: 77689682

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 617', 'art. 7', 'art. 145', 'art. 366', 'art. 145']

Sentenza Cassazione Civile n. 13087 del 24/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13087 del 24/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 24/05/2017, (ud. 06/04/2017, dep.24/05/2017), n. 13087
sul ricorso 9211/2016 proposto da:
AMBIENTAE SRL, in persona del legale rappresentante pro tempore,
elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE DI VILLA MASSIMO 39, presso
lo studio dell’avvocato ADRIANO SCREPONI, che la rappresenta e
difende unitamente all’avvocato FEDERICA BIZZONI;
COMUNE FORMELLO, EQUITALIA SUD SPA;
avverso la sentenza n. 25267/2015 del TRIBUNALE di ROMA, depositata
la società Ambientae s.r.l. ha impugnato per cassazione la sentenza del Tribunale di Roma che ha confermato quella di primo grado, con cui era stata rigettata l’opposizione dall’odierna ricorrente avverso un sollecito di pagamento intimatole da Equitalia Sud s.p.a per il pagamento di sanzioni relative a violazioni del C.d.S.;
il Tribunale ha ritenuto infondata la contestazione relativa alla mancata notificazione del verbale di accertamento, rilevando che la notifica era stata effettuata al legale rappresentante della società, a mani della moglie; in relazione alle doglianze relative alla notifica della cartella di pagamento e all’indebita applicazione di maggiorazioni, il Tribunale ha ritenuto inammissibile la relativa domanda in quanto non proposta “ex art. 617 c.p.c. nei 20 gg dal ricevimento della cartella”;
la ricorrente ha articolato due motivi, denunciando “violazione e falsa applicazione della L. n. 890 del 1982, art. 7 e art. 145 c.p.c.; nullità della notifica del VAV; decadenza della P.A. ed assenza del diritto di agire esecutivamente” (primo motivo), nonchè “violazione e falsa applicazione degli artt. 615 e 617 c.p.c.; contraddittorietà assoluta tra decisione e motivazione” (secondo motivo).
il primo motivo è inammissibile ex art. 366 c.p.c., n. 6, in quanto è incentrato sul contenuto della relata di notifica, ma non ottempera all’onere di trascrivere tale atto (nella misura necessaria per accertare l’effettivo iter della notificazione e la sua conformità alle previsioni dell’art. 145 c.p.c.) e di fornire indicazioni per il reperimento dello stesso nell’ambito dei fascicoli processuali;
il secondo motivo è parimenti inammissibile in quanto le censure sono eccentriche, e comunque carenti di specificità, rispetto alla ratio della decisione, non essendo deducibile sotto il profilo della violazione di norme di diritto (e tantomeno della “contraddittorietà assoluta”) l’errore in cui sarebbe incorso il Tribunale per avere ritenuto notificata una cartella che (secondo l’assunto della ricorrente) non era mai stata notificata;
in difetto di attività difensiva da parte degli intimati, non deve provvedersi sulle spese di lite.