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Timestamp: 2020-07-07 06:23:08+00:00
Document Index: 24071792

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 1', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 13']

Gestione dipendenti pubblici: riduzione dei limiti retributivi - La Previdenza - Quotidiano di informazione giuridica
Gestione dipendenti pubblici: riduzione dei limiti retributivi
Inps, Circolare 24.8.2015 n. 153
Roma, 24/08/2015
Circolare n. 153 e, per conoscenza,
OGGETTO: Riduzione dei limiti retributivi di cui agli articoli 23 bis e 23 ter del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 operata ai sensi dell'art. 13 del decreto legge 24 aprile 2014, n. 66 convertito con modificazioni dalla legge 23 luglio 2014, n. 89 ­ effetti sul calcolo dei trattamenti di quiescenza e di fine servizio e fine rapporto degli iscritti alla gestione dipendenti pubblici dell'Inps.
SOMMARIO: 1. Introduzione 2. La normativa vigente sul livello remunerativo massimo onnicomprensivo annuo di chi riceve emolumenti o retribuzioni a carico delle finanze pubbliche 3. Gli effetti del limite ai fini previdenziali 4. Liquidazione delle prestazioni nelle more dell'adeguamento delle procedure gestionali
- amministratori delle società non quotate, direttamente o indirettamente controllate da pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165/2001, a partire dal 2012 (ai sensi dell'art. 23 bis del decreto legge n. 201/2011); - amministratori delle società non quotate, direttamente o indirettamente controllate dal ministero dell'economia e delle finanze, a partire dal 1° aprile 2014 (ai sensi dell'art. 23 bis del decreto legge n. 201/2011 e del decreto del ministro dell'economia e delle finanze del 24 dicembre 2013, n. 166); - titolari di rapporti di lavoro dipendente o autonomo con società controllate da pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165/2001, a partire dal 2014 (ai sensi dell'art. 1, comma 473, della legge 147/2013, come modificato dall'art. 13, comma 2, del decreto n. 66/2011 convertito dalla legge n. 89/2014); - titolari di rapporti lavoro dipendente o autonomo con pubbliche amministrazioni statali ovvero con amministrazioni la cui disciplina organizzativa è attratta dall'ambito statale[1], di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ivi incluso il personale in regime di diritto pubblico di cui all'art. 3 del decreto stesso[2], a partire dal 17 aprile 2012 (giorno di entrata in vigore del d.P.C.m. 23 marzo 2012); - componenti e presidenti delle autorità amministrative indipendenti, a partire dal 17 aprile 2012 (giorno di entrata in vigore del d.P.C.m. 23 marzo 2012); - titolari di rapporti di lavoro dipendente o autonomo con pubbliche amministrazioni diverse da quelle statali come, per esempio quelle locali, a partire dal 1° gennaio 2014 (ai sensi dell'articolo 1, comma 471, della legge n. 147/2013); - titolari di rapporti di lavoro dipendente o autonomo con autorità amministrative indipendenti e con enti pubblici economici, a partire dal 1° gennaio 2014 (ai sensi dell'articolo 1, comma 471, della legge n. 147/2013, come modificato dall'art. 13, comma 2, del decreto legge 66/2014 convertito dalla legge n. 89/2014); - componenti di organi di amministrazione, direzione e controllo delle amministrazioni pubbliche di cui all'art. 1, comma 2, del d.lgs. 165/2001, a partire dal 1° gennaio 2014 (ai sensi dell'articolo 1, comma 472, della legge n. 147/2013).
A questo proposito si rammenta che il limite valevole per il 2014, prima dell'entrata in vigore del decreto legge n. 66/2014 convertito dalla legge n. 89/2014 ammontava a 311.658,53 (trattamento economico annuale del primo presidente della Corte di cassazione, comprensivo di tutti gli emolumenti spettanti in virtù della carica ricoperta, per il 2013).
Per singola fascia, il limite retributivo per i compensi degli amministratori è il seguente: - 100% del trattamento economico del primo presidente della Corte di cassazione, per gli amministratori delle società della prima fascia (ANAS, INVIMIT, RAI);
Cessazione dal servizio in data 31/10/2014 con 43 anni di anzianità contributiva pari a 516 mesi; Anzianità contributiva al 30/04/2014: 42 anni e 6 mesi pari a 510 mesi Anzianità contributiva dal 01/05/2014 al 31/10/2014: 6 mesi [(. 311.658,53*510)+(.240.000,00*6)]/516 = .310.825,29 Retribuzione da utilizzare per la quota A di pensione.
Gli effetti della disposizione di cui al comma 4 dell'art. 13 del decreto legge n. 66/2014 convertito con modificazioni dalla legge n. 89/2014 variano a seconda del tipo di prestazione. Con riferimento ai Tfr si rileva che la salvaguardia introdotta non modifica i meccanismi di computo in quanto già insita nelle regole di calcolo della prestazione. La riduzione della retribuzione utile che interviene dal 1° maggio 2014 determina, infatti, una proporzionale riduzione solo degli accantonamenti di Tfr maturati a partire dalla stessa data i quali si aggiungono a quelli maturati precedentemente e commisurati alla retribuzione utile prima della riduzione stessa.
- il primo importo, calcolato tenendo conto delle anzianità utili e della retribuzione contributiva utile (in ogni caso non superiore al precedente limite di 311.658,53) alla data del 30 aprile 2014;
- il secondo importo, calcolato tenendo conto della retribuzione contributiva utile alla cessazione del rapporto di lavoro (in ogni caso non superiore al limite di 240.000 annui) e delle anzianità utili maturate a partire dal 1° maggio 2014.
Tenuto conto che è in corso l'adeguamento delle procedure informatiche e delle modalità di esposizione (modello PA04) della retribuzione contributiva utile, le Sedi provvederanno a liquidare i Tfs in via provvisoria, limitando il calcolo della prestazione alle anzianità ed alla retribuzione contributiva (entro il precedente limite di 311.658,53) maturate al 30 aprile 2014.
Si fa riserva di comunicare l'avvenuto aggiornamento delle procedure e di fornire le relative istruzioni; successivamente, sarà possibile riliquidare la prestazione tenendo conto delle anzianità utili successive al 30 aprile 2014 e della base retributiva ridotta entro il limite di 240.000 euro. Il Dirigente Generale Vicario Crudo
Allegato - legge 24 dicembre 2007, n. 244, articolo 3, commi 44 e seguenti; - decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 216, articoli 23bis e 23ter; - decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 23 marzo 2012; - decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 24 dicembre 2013, n. 166 - legge 27 dicembre 2013, n. 147, articolo 1, commi 471 e seguenti; - decreto legge 24 aprile 2014, n. 66 convertito dalla legge n. 89/2014; - circolare del Dipartimento della Funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri n. 8 del 3 agosto 2012; - circolare del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato n. 30 del 22 ottobre 2012; - circolare del Dipartimento della Funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri n. 3 del 18 marzo 2014.
[1] Come precisato nella circolare del Dipartimento della Funzione pubblica n. 8 del 3 agosto 2012, rientrano in quest'ambito: la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Consiglio di Stato, la Corte dei conti, l'Avvocatura dello Stato, il Cnel, i Ministeri, l'Amministrazione autonoma dei monopoli, le agenzie di cui al d.lgs. n. 300/1999, gli enti pubblici non economici nazionali, gli enti parco, gli enti di ricerca nazionali, le scuole. [2] Si tratta delle seguenti categorie: magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari; avvocati e procuratori dello Stato; personale militare e delle forze di Polizia; personale delle carriere diplomatica e prefettizia; personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco (escluso quello volontario); dipendenti degli enti che svolgono la loro attività nelle materie contemplate dall'articolo 1 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 17 luglio 1947, n.691, e dalle leggi 4 giugno 1985, n.281, e successive modificazioni ed integrazioni, e 10 ottobre 1990, n.287; personale della carriera dirigenziale penitenziaria; docenti e ricercatori universitari. [3] I trattamenti di fine servizio sono: l'indennità di buonuscita, per i dipendenti civili e militari delle amministrazioni statali; l' indennità premio di servizio, per i dipendenti delle regioni, della autonomie locali e del Servizio sanitario nazionale; l'indennità di anzianità per i dipendenti degli enti pubblici non economici, degli enti di ricerca e degli altri enti pubblici non iscritti all'Inps ai fini del trattamento di fine servizio.
Allegato: Circolare numero 153 del 24-08-2015.pdf