Source: http://www.studiomultiservizi.biz/lampliamento-delledilizia-libera-modifica-la-detraibilita-degli-interventi/
Timestamp: 2019-11-13 22:24:09+00:00
Document Index: 162921185

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 47', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 16', 'art. 47']

L’ampliamento dell’edilizia libera non modifica la detraibilità degli interventi -
News // Dott. Matteo Mignardi // 4 settembre 2019 // no comments
La risposta n. 287 dell’Agenzia delle Entrate di ieri effettua un interessante approfondimento sulla separazione, ai fini dell’ottenimento della detrazione per le spese di ristrutturazione, tra la tipologia di intervento effettuato (nella fattispecie ristrutturazione ordinaria piuttosto che straordinaria) e obblighi di comunicazione o autorizzazione dell’intervento stesso dal punto di vista urbanistico.
Occorre innanzitutto premettere che l’art. 16-bis del TUIR, in tema di detrazione delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio, gradua la possibilità di fruire dell’agevolazione in base al tipo di intervento posto in essere. Infatti, nel caso di spese sostenute sulle singole unità immobiliari residenziali, indipendentemente dalla categoria catastale, la detrazione spetta se gli interventi sono riconducibili alle lettere b), c) e d) dell’art. 3 del DPR n. 380/2001 (Testo unico dell’edilizia) ovvero agli interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo nonché di ristrutturazione edilizia.
Viceversa, per le spese sostenute sulle parti comuni degli edifici residenziali, la detrazione spetta anche con riferimento agli interventi di manutenzione ordinaria di cui alla lettera a) dell’art. 3 del DPR n. 380/2001.
L’Agenzia delle Entrate, già con la C.M. n. 57/98 aveva individuato le differenze tra manutenzione ordinaria e straordinaria. Nel primo caso infatti si tratta di opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e di quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti. Pertanto la caratteristica della manutenzione ordinaria è il mantenimento degli elementi di finitura e degli impianti tecnologici esistenti attraverso la loro riparazione.
La manutenzione straordinaria, invece, riguarda interventi finalizzati a mantenere in efficienza ed adeguare all’uso corrente l’edificio e le singole unità immobiliari apportando pertanto innovazioni finalizzate alla miglior fruizione dell’immobile senza però alterare la situazione planimetrica e tipologica preesistente rispettando inoltre la superficie, la volumetria e la destinazione d’uso. Pertanto la manutenzione ordinaria si concretizza nella mera riparazione di ciò che esiste già mentre quella straordinaria si caratterizza per un contenuto innovativo quale potrebbe essere, ad esempio, la realizzazione ed integrazione dei servizi igienico-sanitari.
Il provvedimento n. 41/1998, recante il regolamento di attuazione e le procedure di controllo degli interventi agevolati, ed il successivo provvedimento 2 novembre 2011 n. 149646, prevedono che il contribuente debba essere in possesso delle abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare, la cui regolarità costituisce una delle condizioni per fruire della detrazione stessa.
Solo nel caso in cui la normativa edilizia non preveda, per la tipologia di lavori di cui si richiede l’agevolazione, alcun titolo abilitativo, il contribuente che ha sostenuto le spese dovrà produrre una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, ex art. 47 DPR n. 445/2000, recante la data di inizio dei lavori e l’attestazione che gli interventi non necessitano di alcun titolo abilitativo.
In questo impianto normativo si innesta il DLgs. n. 222/2016, in riforma dei titoli legittimanti gli interventi edilizi, che ha ampliato la categoria degli interventi soggetti ad attività libera, ovvero per la quale non occorre effettuare alcuna comunicazione o segnalazione in Comune. In attuazione di tale provvedimento il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha emanato il DM 2 marzo 2018 al quale è allegato il glossario unico delle principali opere realizzabili in attività di edilizia libera.
L’Agenzia delle Entrate, con la risposta in premessa, precisa correttamente che l’ampliamento degli interventi di “edilizia libera” non ha modificato le definizioni degli interventi edilizi di cui all’art. 3 del DLgs. n. 380/2001 i quali rimangono alla base del discriminante per le detrazioni spettanti alle singole unità immobiliari residenziali.
Pertanto l’Agenzia, rispondendo al quesito dell’istante, ritiene che gli interventi di realizzazione e di miglioramento dei servizi igienici, pur non necessitando di alcuna comunicazione dal punto di vista urbanistico in quanto rientrano tra quelli di edilizia libera di cui al DM 2 marzo 2018, sono considerati dal punto di vista urbanistico come interventi di manutenzione straordinaria ex lettera b) art. 3 DPR 380/2001 e come tali ammessi alla detrazione ai sensi dell’art. 16-bis comma 1 lett. b) del TUIR.
In tale situazione il contribuente sarà tenuto a produrre una dichiarazione sostitutiva di atto notorio ex art. 47 DPR n. 445/2000 attestante la data di inizio dei lavori e la circostanza che gli interventi rientrano tra quelli agevolabili pur non necessitando di alcun titolo abilitativo ai sensi della normativa vigente.