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News su Dichiarazione infedele
25 Giugno 2019 | di Fabrizio Pacchiarotti
Ai fini delle soglie di punibilità e in generale per l’individuazione della base imponibile anche ai fini dell’integrazione delle fattispecie penali in materia di IVA, si possono tenere in considerazione ai costi che siano tuttavia effettivamente documentati.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 41260/2018, rende definitiva la condanna nei confronti di un imprenditore. Il principio del ne bis in idem non può essere invocato.
Frode fiscale, legittima la pena e il pagamento delle sanzioni
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23272/2018, condanna un imprenditore: secondo la Corte, il fatto che contribuente fosse già stato giudicato e condannato per lo stesso fatto non è rilevante.
Con l’ordinanza n. 946/2018, la Suprema Corte ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate avverso una società: anche se il debito è stato azzerato con dei crediti, le sanzioni restano “a prescindere”.
Infedeltà dichiarativa sanata in autonomia dopo l’accertamento della violazione
Agenzia delle Entrate. Risoluzione 23 ottobre 2017, n. 131_E.pdf
L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione 131/E pubblicata ieri, ha fornito un chiarimento in merito all’attività istruttoria nei confronti di una società, che aveva applicato in autonomia la circostanza attenuante per le infedeltà dichiarative.
Dichiarazione integrativa senza ricavi in nero: assolto l’imprenditore
Cass. pen., sez. III, 6 giugno 2017, n. 27967
I Giudici della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27967/2017, hanno respinto il ricorso del PM avverso il rappresentante legale di una società e confermato la posizione già espressa dal Giudice di merito.
Non inserisce nelle poste attive la ritenuta non versata, commercialista condannato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2256/2017, condanna un commercialista che non aveva inserito nelle poste attive la ritenuta non versata dal cliente.
Dichiarazione infedele, reato integrato anche dai comportamenti elusivi
Il contribuente che omette di indicare operazioni imponibili a fini IVA per trarre indebiti vantaggi viene condannato per dichiarazione infedele. La sentenza è la n. 26436/2016 della Cassazione.
Entra in gioco il “Favor Rei”: liberi tutti (se sotto le nuove soglie)
I giudici della Cassazione, con la sentenza 891/2016, hanno assolto un contribuente condannato per dichiarazione infedele in quanto, in virtù del nuovo regime penale tributario, “il fatto non sussiste”.
Riforma del sistema sanzionatorio, al via le norme penali
Le nuove disposizioni a carattere penale del decreto attuativo della Delega fiscale n. 158/2015 entreranno in vigore il prossimo 22 ottobre, mentre le nuove sanzioni amministrative si applicheranno a decorrere dal 1° gennaio 2017.