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Timestamp: 2020-08-08 02:53:46+00:00
Document Index: 59101564

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 13']

Reati in materia triburaria
Soglia di punibilità - Causa di non punibilità
Art. 5 Decreto legislativo del 10.03.2000 - n. 74 – omessa dichiarazione -
La nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto è stata introdotta con il D.lgs. n. 74/2000. In particolare, con l’art. 5, modificato dal d.lgs. 24 settembre 2015, n. 158, si punisce con la reclusione da due a cinque anni “chiunque al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, non presenta, essendovi obbligato, una delle dichiarazioni relative a dette imposte, quando l`imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte ad euro cinquantamila.”
Risulta, pertanto, che l’omessa dichiarazione, sia costitutiva di reato solamente, se commessa con dolo specifico del fine di evadere le imposte sul reddito o sul valore aggiunto.
Al comma 1-bis è invece “punito con la reclusione da due a cinque anni chiunque non presenta, essendovi obbligato, la dichiarazione di sostituto d`imposta, quando l`ammontare delle ritenute non versate è superiore ad euro cinquantamila.” Tale norma ha esteso la punibilità all’omessa presentazione della dichiarazione da parte del sostituto d’imposta. Per quest’ultimo delitto non è richiesto il dolo specifico.
A tal proposito la Suprema Corte di Cassazione penale, sez. III ha osservato, con sentenza del 14.01.2020, n. 9417 che “L`aver affidato ad un commercialista l`incarico di compilare la dichiarazione non esonera il contribuente stesso dalla responsabilità per il delitto di omessa dichiarazione.” E pare che difficilmente possa essere diversamente, in quanto la legge tributaria considera personale per il contribuente il dovere di presentare la dichiarazione fiscale. Per contro, sempre in questa ipotesi, il contribuente dovrebbe, comunque, rimanere esente di pena per mancanza del dolo specifico.
Al comma secondo, viene poi chiarito che “Ai fini della disposizione prevista dai commi 1 e 1-bis non si considera omessa la dichiarazione presentata entro novanta giorni dalla scadenza del termine o non sottoscritta o non redatta su uno stampato conforme al modello prescritto.”
Obbligo di presentazione di società estere
Tale questione è stata esaminata dalla Cassazione Sezione Penale, sez. III, la quale ha statuito con sentenza del 27.11.2019, n. 10098, che: “L`obbligo di presentazione della dichiarazione annuale dei redditi da parte di società avente residenza fiscale all`estero, la cui omissione integra il reato previsto dall`art. 5 d.lgs. n. 74/2000, sussiste se l`impresa abbia stabile organizzazione in Italia, che si verifica quando si svolgano nel territorio nazionale la gestione amministrativa, le decisioni strategiche, industriali e finanziarie, nonché la programmazione di tutti gli atti necessari affinché sia raggiunto il fine sociale, non rilevando il luogo di adempimento degli obblighi contrattuali e dell`espletamento dei servizi.”
È opportuno segnalare che l’omissione non integra una condotta rilevante se l’imposta evasa non supera i 50.000 euro.
A tal riguardo osserva la Cassazione Penale sez. III, con sentenza del 20.11.2019, n. 10389: ”Ai fini della configurabilità dei reati in materia di Iva, la determinazione della base imponibile, e della relativa imposta evasa, deve avvenire solo sulla base dei costi effettivamente documentati, non rilevando l`eventuale sussistenza di costi non documentati, mentre è possibile tenere conto di questi ultimi nelle ipotesi di reati concernenti le imposte dirette (l`Iva è invero collocata in un sistema chiuso di rilevanza sovranazionale, che prevede la tracciabilità di tutte le fatture, attive e passive, emesse nei traffici commerciali, a nulla rilevando l`eventuale sussistenza di costi effettivi non registrati che, invece, possono essere considerati con riferimento alle imposte dirette, non vincolate al rispetto di stringenti oneri documentali).”
Art. 13 – Causa di non punibilità
In merito si osserva che, ai sensi dell’art. 13, comma 2, modificato dall`articolo 39, comma 1, lettera q-bis), del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla Legge 19 dicembre 2019, n. 157: “I reati di cui agli articoli 2, 3, 4 e 5 non sono punibili se i debiti tributari, comprese sanzioni e interessi, sono stati estinti mediante integrale pagamento degli importi dovuti, a seguito del ravvedimento operoso o della presentazione della dichiarazione omessa entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d`imposta successivo, sempreché il ravvedimento o la presentazione siano intervenuti prima che l`autore del reato abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell`inizio di qualunque attività di accertamento amministrativo o di procedimenti penali.”