Source: https://ordineavvocatisr.com/web/area-praticanti/2530-tirocini-alternativi
Timestamp: 2020-04-05 12:20:53+00:00
Document Index: 54458594

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 17', 'art. 37', 'art. 73', 'art. 50', 'art. 37', 'art. 3']

Tirocini Alternativi - Ordine Avvocati Siracusa
Con il d.m. 17 marzo 2016, n. 70 il Ministro della giustizia ha adottato il Regolamento recante la «disciplina per lo svolgimento del tirocinio per l’accesso alla professione forense». Durante i diciotto mesi, la vera e propria pratica forense, tradizionalmente intesa come la frequentazione da parte del neolaureato dello studio di un avvocato, potrebbe ridursi sino ad un solo singolo semestre. Il restante periodo potrà, infatti, essere svolto con modalità alternative.
In particolare, un periodo di massimo dodici mesi potrà essere svolto presso l’Avvocatura dello Stato o presso l’Ufficio legale di un ente pubblico o presso un Ufficio giudiziario.
Ancora, un periodo di non più di sei mesi potrà essere svolto in un altro Paese dell’Unione europea, presso professionisti legali muniti di titolo equivalente a quello di avvocato, abilitati all’esercizio della professione, oppure, un egual periodo di sei mesi potrà, addirittura, essere svolto in concomitanza con il corso di studio per il conseguimento della laurea, dagli studenti regolarmente iscritti all’ultimo anno del corso di studio per il conseguimento del diploma di laurea in giurisprudenza( previa convenzione tra gli organi competenti e la presenza di taluni requisiti previsti dal legislatore).
In merito ai tirocini alternati, si precisa quanto segue
In relazione allo svolgimento di un semestre di tirocinio all’estero:
In ossequio a quanto previsto dall’art. 41, comma 6, lett. c), l. prof., l’art. 6, comma 1, del Regolamento n. 70 ha stabilito che qualora il praticante intenda svolgere un semestre di tiro-cinio in altro Paese dell’Unione europea, debba semplicemente darne comunicazione al Consiglio dell’ordine, indicando il nominativo e i recapiti del professionista (che dovrà avere prestato, per iscritto, il proprio consenso) presso cui svolgerà il tirocinio, la qualifica di quest’ultimo e la sua equivalenza al titolo di avvocato ai sensi della normativa vigente in tema di riconoscimento dei titoli professionali.
Il comma 2 del medesimo art. 6 ha previsto, poi, che una volta completato il semestre, il pratican-te debba consegnare al Consiglio dell’ordine una documentazione (redatta, nell’originale, nella lingua del Paese straniero in cui si è svolto il tirocinio, e accompagnata da traduzione asseverata) idonea a certificare l’effettività del tirocinio svolto all’estero, secondo le norme del Paese ospitan-te, compresa, in ogni caso, una dichiarazione del professionista straniero che attesti lo svolgimen-to con profitto del periodo di tirocinio.
Sulla base della documentazione prodotta, il Consiglio dell’ordine potrà riconoscere il periodo svolto all’estero ai fini della convalida di un semestre di tirocinio, ovvero potrà rifiutare il ricono-scimento, con delibera motivata. In ossequio a quanto previsto dall’art. 17, comma 7, l. prof., espressamente richiamato dal Regolamento, la decisione di rigetto potrà essere deliberata solo do-po aver sentito il richiedente. La deliberazione dovrà essere motivata e dovrà essere notificata in copia integrale entro quindici giorni all’interessato, il quale potrà presentare entro venti giorni dalla notificazione ricorso al CNF.
In relazione alla pratica presso gli uffici giudiziari è necessario distinguere:
- Tirocini ex art. 37 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 (così come convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111), ad oggi regolamentato dal D.M n.58/16 che consentono lo svolgimento della pratica forense presso gli uffici giudiziari indicati dallo stesso Decreto.
- Tirocini ex art. 73 del decreto-legge 21 giugno 2013 n. 69 (convertito nella legge 9 agosto 2013 n. 98), modificato dall'art. 50 del D.L. 90/2014 (convertito nella legge 11.08.2014 n. 114), con possibilità di svolgimento di tirocini formativi da parte di laureati in giurisprudenza presso gli uffici giudiziari in affiancamento a magistrati con compiti di studio, ricerche e redazioni di bozze senza richiedere necessariamente la stipula di Convenzioni, in quanto il laureato può rivolgere direttamente la domanda al Capo dell'ufficio giudiziario e non richiede che l'interessato sia iscritto alla pratica forense o alla scuola di specializzazione delle professioni legali.
Tirocinio ex art. 37(D.M n.58/16)
a) essere iscritto nel registro dei praticanti avvocati;
b) essere in possesso dei requisiti di onorabilità, ovvero non aver riportato condanne per delitti non colposi o a pena detentiva per contravvenzioni e non essere stato sottoposto a misure di prevenzione o sicurezza
c) aver già svolto un periodo di tirocinio di almeno sei mesi presso un avvocato iscritto all'ordine o presso l'Avvocatura dello Stato.
Dove si svolge il tirocinio
L'attività di praticantato può essere svolta presso la Corte di cassazione, la procura generale presso la Corte di cassazione, le Corti di appello, le procure generali presso le Corti di appello, tribunali ordinari, gli uffici e i tribunali di sorveglianza, i tribunali per i minorenni, le procure della Repubblica presso i tribunali ordinari e presso il tribunale per i minorenni, la Corte dei conti, la procura generale presso la Corte dei conti, le sezioni giurisdizionali regionali della Corte dei conti, le procure regionali della Corte dei conti, le Commissioni tributarie nonchè il Consiglio
di Stato e i tribunali amministrativi regionali.
La domanda, redatta su supporto analogico o digitale, è indirizzata al capo dell'ufficio e consegnata alla segreteria dell'ufficio giudiziario o trasmessa a mezzo posta elettronica certificata, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici. Nella domanda può essere espressa una preferenza in ordine ad una o più materie ai fini dello svolgimento dell'attività di praticantato.
Nella domanda devono essere attestati,
a) il possesso dei requisiti di cui sopra;
d) i dati relativi all'avvocato presso il quale il praticante ha già svolto il periodo di tirocinio e quelli relativi allo studio legale di cui l'avvocato fa parte;
Quando la domanda di cui al presente articolo e' accolta, il capo dell'ufficio comunica al consiglio dell'ordine degli avvocati presso il quale il praticante avvocato e' iscritto la data in cui il
tirocinio deve avere inizio.
L'attività di praticantato presso gli uffici giudiziari può essere svolta per non più di dodici mesi.
Il praticante avvocato può proseguire l'attività di praticantato anche presso uffici diversi da quelli in cui l'ha iniziata, purchè presso ciascun ufficio essa abbia una durata di
Il praticante avvocato che abbia svolto l'intero periodo di tirocinio presso uno o piu' degli uffici di cui all'articolo 73, comma 1, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, e che sia in possesso dei requisiti previsti dal medesimo comma, al termine dei dodici mesi può presentare domanda a norma del comma 3 del predetto articolo per svolgere lo stage formativo per ulteriori sei mesi.
Quando non e' possibile ammettere al tirocinio presso l'ufficio giudiziario tutti i praticanti avvocati che hanno proposto domanda, si riconosce preferenza, nell'ordine, alla media degli esami di diritto costituzionale, diritto privato, diritto processuale civile, diritto commerciale, diritto penale, diritto processuale penale, diritto del lavoro e diritto amministrativo; al punteggio di laurea e alla minore età anagrafica. A parità dei requisiti previsti dal primo periodo si attribuisce preferenza ai corsi di perfezionamento in materie giuridiche successivi alla laurea.
Attività del praticante avvocato
Il praticante avvocato assiste e coadiuva il magistrato affidatario; sotto la sua guida controllo provvede con diligenza allo studio dei fascicoli, all'approfondimento giurisprudenziale e dottrinale ed alla predisposizione delle minute dei provvedimenti; assiste all'udienza e alle camere di consiglio, salvo che il magistrato ritenga di non ammetterlo. Il magistrato affidatario cura che il praticante avvocato possa apprendere anche le modalità di svolgimento dei servizi amministrativi da parte del personale di cancelleria, al fine di garantire la completezza del percorso formativo.
Il tirocinio può essere svolto contestualmente ad attività di lavoro subordinato pubblico e privato, purché con modalità e orari idonei a consentirne l'effettivo e puntuale svolgimento e in assenza di specifiche ragioni di conflitto di interesse. Fermo quanto previsto dall'articolo 41, comma 7, della legge 31 dicembre 2012, n. 247, durante lo svolgimento del tirocinio di cui al presente decreto, il praticante avvocato può continuare a frequentare lo studio professionale di un avvocato iscritto all'ordine o l'Avvocatura dello Stato o l'ufficio legale di un ente pubblico.
Lo svolgimento del tirocinio di cui al presente decreto non da' diritto ad alcun compenso e non determina il sorgere di alcun rapporto di lavoro subordinato o autonomo ne' di obblighi
Il praticante avvocato ha accesso ai fascicoli, nei limiti e con le modalità stabilite dal magistrato affidatario.
Il praticante avvocato non può avere accesso ai fascicoli relativi ai procedimenti rispetto ai quali versa in conflitto di interessi per conto proprio o di terzi o di cui sia parte un soggetto che
negli ultimi tre anni è stato assistito da un avvocato che compone lo studio legale che il praticante avvocato continua a frequentare o presso il quale ha svolto il tirocinio. Durante lo
svolgimento del tirocinio il praticante avvocato non può rappresentare o difendere, anche nelle fasi o nei gradi successivi della causa, le parti dei procedimenti che si sono svolti dinanzi al
magistrato affidatario ne' assumere dalle medesime parti un qualsiasi incarico professionale.
L'attività del praticante avvocato si svolge nel rispetto degli obblighi di riservatezza e di riserbo riguardo ai dati, alle informazioni e alle notizie acquisite durante il periodo di pratica, con obbligo di mantenere il segreto su quanto appreso in ragione della sua attività.
L'attività di praticantato non può essere svolta presso l'ufficio giudiziario innanzi al quale il praticante avvocato esercita attività professionale.
Quando sono organizzati i corsi di formazione decentrata a norma dell'articolo 73, comma 5, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, il praticante e' ammesso a frequentarli.
Il tirocinio può essere interrotto in ogni momento dal capo dell'ufficio, anche su proposta del magistrato affidatario, per sopravvenute ragioni organizzative o per il venir meno del rapporto
fiduciario, anche in relazione ai possibili rischi per l'indipendenza e l'imparzialità dell'ufficio o la credibilità della funzione giudiziaria, nonché per l'immagine e il prestigio dell'ordine
Quando termina il periodo di tirocinio presso un magistrato affidatario, il praticante avvocato redige una relazione contenente l'analitica indicazione delle attività svolte, con particolare
riguardo alle udienze a cui ha assistito, ai fascicoli che ha esaminato, alle questioni di fatto e di diritto trattate, alle minute dei provvedimenti che ha predisposto, alle attività di cancelleria
cui ha assistito e ad ogni altra informazione ritenuta utile e rilevante.
Il magistrato affidatario sottoscrive la relazione di cui al paragrafo precedente attestando la veridicità dei dati contenuti all’interno della relazione e la sua conformità al progetto formativo previsto dall’art. 3 dello stesso decreto.
Il consiglio dell'ordine, al termine del periodo di tirocinio, rilascia sulla base della relazione di cui sopra sottoscritta dal magistrato affidatario( il al termine del periodo di praticantato, il certificato di compiuto tirocinio, che contiene l'indicazione che l'attività di praticantato si è svolta a norma del presente regolamento e dell'ufficio o degli uffici giudiziari presso cui ha avuto luogo.
- D.L. 69/2013
(convertito con legge 9 agosto 2013, n. 98), modificato dagli articoli 50 e 50-bis del D.L. 24 giugno 2014, n. 90 (convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114)
- D.M n.58/16