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Timestamp: 2020-07-07 15:12:45+00:00
Document Index: 164848376

Matched Legal Cases: ['art. 1227', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1']

Guida senza patente: chi affida il mezzo non è responsabile dell’incidente
Home Il parere degli esperti Guida senza patente: chi affida il mezzo non è corresponsabile dell’incidente
L’affidamento del veicolo a soggetto privo di idonea abilitazione alla guida non esclude il diritto del proprietario, nonché terzo trasportato al momento dell’incidente, ad ottenere il risarcimento del danno
La vicenda aveva avuto origine dall’azione risarcitoria promossa, dinanzi al Tribunale di Napoli, dalla vittima di incidente stradale verificatosi mentre si trovava a bordo, quale terzo trasportato, della moto, di sua proprietà, ma condotto da un terzo, poi dimostratosi privo di idonea patente di guida.
L’incidente – secondo quanto riferito dall’attore – era stato provocato da un’autovettura, rimasta sconosciuta, che aveva sfiorato la moto, mentre procedeva al centro della strada a velocità sostenuta e in “impennata” su di una sola ruota.
Nel giudizio di primo grado, egli aveva, pertanto, chiesto l’accertamento della responsabilità sia del conducente della moto che aveva adottato una manovra impropria, sia del veicolo rimasto sconosciuto.
Il Tribunale, tuttavia, rigettava la domanda di risarcimento di danni nei confronti dell’impresa designata per la gestione del fondo vittime della strada e la domanda rivolta alla propria assicurazione, rilevando che il conducente della moto (rimasto contumace) non fosse abilitato alla guida del mezzo di quella cilindrata e che il proprietario della moto non avesse impedito a questi di condurla; il giudice riconosceva, dunque, un concorso di colpa tra le parti.
La Corte d’Appello di Napoli confermava la decisione ritenendo che la manovra pericolosa posta in essere dal conducente della moto avesse avuto efficacia assorbente nella determinazione del sinistro ed inoltre, che il comportamento assunto dall’appellante, proprietario della moto, nell’affidare a un terzo la conduzione del veicolo senza verificare se quest’ultimo fosse abilitato a condurlo rilevasse sia da un punto di vista di inoperatività della garanzia assicurativa, risultando egli coautore della condotta lesiva, sia sotto l’aspetto del concorso di colpa ai sensi dell’art. 1227 c.c., comma 1, nella determinazione dell’evento dannoso, per essersi fatto trasportare sul proprio potente motoveicolo da un terzo non provvisto di patente. Il comportamento colposo del danneggiato, pertanto, avrebbe eliso il nesso causale tra danno ed evento, riconducibile, dunque, esclusivamente all’imprudenza del proprietario per aver affidato il proprio veicolo a chi non era abilitato alla guida.
La vicenda è così giunta in Cassazione. Ad avviso del ricorrente la Corte d’Appello non avrebbe dovuto escludere l’operatività della garanzia assicurativa per il trasportato anche nel caso in cui l’assicurazione non fosse operante in simili casi in forza di espressa disposizione di legge o di polizza.
Il motivo è stato accolto (Corte di Cassazione, Terza Sezione Civile, sentenza n. 25391/2018).
La Terza Sezione Civile della Cassazione, con la sentenza n. 14699/2016, ha sancito che “in materia di responsabilità da sinistri stradali, colui che, in possesso di patente di guida, affidi una vettura nella propria disponibilità a un soggetto dotato solo del cd. foglio rosa, salendo contestualmente a bordo della stessa, non assume un ruolo diverso da quello del trasportato, sicchè l’affidamento del veicolo, di per sè, non lo grava di cooperazione colposa nel sinistro stradale verificatosi per l’imperita condotta del guidatore affidatario e nel quale egli abbia riportato danni”.
Di tali principi di diritto non aveva fatto corretta applicazione la Corte di merito laddove aveva affermato che il proprietario della moto avesse contribuito alla determinazione di un danno a sé, solo per il fatto di avere consentito il trasporto da parte di chi non era abilitato alla guida della moto.
La Corte di Giustizia, nel procedimento C-537/03, Candolin e a., con sentenza del 30/06/2005 ha sancito che “l’art. 2, n. 1, della seconda direttiva del Consiglio 30 dicembre 1983, 84/5/CEE, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli, e l’art. 1 della terza direttiva del Consiglio 14 maggio 1990, 90/232/CEE, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli, ostano ad una normativa nazionale che consenta di negare ovvero di limitare in misura sproporzionata, in considerazione della corresponsabilità del passeggero nella determinazione del danno subito, il risarcimento a carico dell’assicurazione obbligatoria degli autoveicoli. Il fatto che il passeggero interessato sia il proprietario del veicolo, il conducente del quale ha causato l’incidente, è irrilevante”. Tale principio di diritto è stato ribadito nel procedimento Churchill Insurance ltd, C-442/10, deciso il 1/12/2011, in un’ipotesi in cui la legge nazionale prevedeva l’esclusione della copertura assicurativa per il proprietario-trasportato che ha dato il permesso di guidare a un conducente non assicurato.
In quest’ottica è dunque irrilevante il fatto che il passeggero interessato sia il proprietario del veicolo, il conducente del quale abbia causato l’incidente. Infatti, nel prevedere che l’assicurazione della responsabilità civile relativa alla circolazione degli autoveicoli copra la responsabilità per i danni alla persona di tutti i passeggeri, ad eccezione del conducente, l’art. 1, della terza direttiva si limita a fissare una distinzione tra il detto conducente e gli altri passeggeri. Inoltre, gli obiettivi di tutela impongono che la posizione giuridica del proprietario del veicolo che si trovava a bordo del medesimo al momento del sinistro, non come conducente, bensì come passeggero, sia assimilata a quella di qualsiasi altro passeggero vittima dell’incidente. Il proprietario dell’autoveicolo, pertanto, in quanto passeggero, non è escluso dal beneficio del risarcimento.
Per queste ragioni, la Corte ha ritenuto non conforme agli enunciati principi di diritto, la decisione assunta dai giudici dell’appello. Il ricorso è stato, pertanto, accolto e la causa rinviata alla Corte d’Appello di Napoli.
SINISTRO STRADALE TRA VEICOLI NON ASSICURATI: RESPONSABILI AL 50%
corte di cassazione n. 25391/2018
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