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Timestamp: 2020-01-20 20:34:04+00:00
Document Index: 99789003

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 19', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 54', 'art. 111', 'art. 111', 'art. 384', 'sentenza ', 'sentenza ']

Spese legali per la difesa dell'amministratore della società: indeducibilità e indetraibilità dell'IVA | Redazione Jd
Spese legali per la difesa dell’amministratore della società: indeducibilità e indetraibilità dell’IVA Cass. Civ., Sez. V, 06/08/2019, n. 20945
By RedazioneJD | 04/11/2019
CASS. CIV., SEZ. V, 06/08/2019, N. 20945
«La spesa per la difesa del Presidente o dell’Amministratore di una società non è qualificabile in termini di costo di operazioni sociali legittime ovvero rientranti nell’oggetto sociale della società medesima. Dunque, la relativa IVA è indetraibile ed il relativo costo è, parimenti, indeducibile» (Massima non ufficiale)
1. La [Omissis] s.p.a. propone ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della [Omissis], depositata il 26 novembre 2012, di reiezione dell’appello dalla medesima proposto avverso la sentenza di primo grado che aveva respinto il suo ricorso per l’annullamento di un avviso di accertamento con cui era stata recuperata l’i.v.a. asseritamente indebitamente detratta per l’anno 2004, e irrogata la relativa sanzione.
2. Dall’esame della sentenza impugnata si evince che l’atto impositivo trae origine dalla contestazione operata dall’Ufficio in ordine alla detraibilità dell’i.v.a. assolta su spese, rappresentate da compensi per prestazioni legali rese per l’assistenza resa nell’interesse di persona fisica – Presidente e Amministratore delegato pro tempore della società – coinvolta in procedimenti penali e civili, riaddebitate, poi, alla [Omissis] s.p.a. in esecuzione di pattuizioni intervenute tra le società.
1. Con il primo motivo di ricorso la [Omissis] s.p.a. denuncia la violazione dell’art. 19, d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, per aver la sentenza impugnata ritenuto indetraibile l’i.v.a. assolta sulle spese legali sostenute per la difesa del suo Presidente e Amministratore pro tempore in procedimenti penali in cui il medesimo era stato coinvolto, evidenziando che tali procedimenti avevano avuto per oggetto fatti asseritamente da questi commessi nell’espletamento della propria funzione istituzionale.
1.2. Con riferimento al requisito dell’inerenza del costo, questa Sezione ha riallineato la nozione fiscale al fenomeno economico peculiare all’esercizio dell’attività d’impresa, affermando che «il principio dell’inerenza dei costi deducibili si ricava dalla nozione di reddito d’impresa ed esprime la necessità di riferire i costi sostenuti all’esercizio dell’attività imprenditoriale», esclusa ogni valutazione in termini di utilità (anche solo potenziale o indiretta) o congruità «perché il giudizio sull’inerenza è di carattere qualitativo e non quantitativo» (cfr. Cass. 11 gennaio 2018, n. 450; Cass. 7 luglio 2018, n. 19804).
É stato, inoltre, evidenziato che, ai fini della detraibilità del tributo assolto sulle operazioni passive, le previsioni statutarie non presentano un valore vincolante, ma solo meramente indiziario circa l’inerenza dei relativi costi all’effettivo esercizio dell’impresa, essendo, altresì, necessario che la prestazione non sia isolata e che sia inserita in una specifica attività imprenditoriale (cfr. Cass. 18 febbraio 2015, n. 3205).
Infatti, ai sensi dell’art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c. – nella formulazione risultante a seguito della modifica apportata dall’art. 54, d.l. 22 giugno 2012, n. 83, conv., con modif., nella I. 7 agosto 2012, n. 134, applicabile ratione temporis al caso in esame – non è più deducibile quale vizio di legittimità il semplice difetto di sufficienza della motivazione, in quanto il sindacato di legittimità sulla motivazione è circoscritto alla sola verifica della violazione del cd. minimo costituzionale richiesto dall’art. 111, sesto comma, Cost., e dell’omesso esame di un fatto storico, che abbia formato oggetto di discussione e che appaia decisivo ai fini di una diversa soluzione della controversia. (cfr., ex multis, Cass., ord., 25 settembre 2018, n. 22598; Cass. 12 ottobre 2017, n. 23940).
3. Con il terzo motivo la [Omissis] s.p.a. si duole dell’omesso esame di un fatto controverso e decisivo per il giudizio, rappresentato dall’esistenza di un «collegamento» tra l’attività esercitata dalla società e i fatti dedotti nei procedimenti civili, in relazione ai quali sono state sostenute spese legali.
3.1. Il motivo è infondato
In proposito, si rammenta che la Corte di cassazione, in ragione della funzione nomofilattica ad essa affidata dall’ordinamento, nonché dei principi di economia processuale e di ragionevole durata del processo, di cui all’art. 111, comma 2, Cost., ha il potere, in una lettura costituzionalmente orientata dell’art. 384 c.p.c., di correggere la motivazione anche a fronte di un error in procedendo, quale la motivazione omessa, mediante l’enunciazione delle ragioni che giustificano in diritto la decisione assunta, qualora, come nel caso in esame, si tratti di questione che non richieda ulteriori accertamenti in fatto (cfr. Cass., ord., 1° marzo 2019, n. 6145; Cass., sez. un., 2 febbraio 2017, n. 2731).
Orbene, la società ricorrente allega, sul punto, che «le spese sostenute presentassero, sul piano fattuale, le caratteristiche idonee a qualificarle come inerenti all’attività dalla stessa svolta», tali da indurla a ritenere incolpevolmente «che le somme dalla stessa pagate per le spese legali sostenute a favore dei propri dirigenti avessero la natura di costi inerenti e seppure riaddebitati a [Omissis], di oneri propri, e che…sussistesse il diritto a detrazione della relativa Iva…».
Sarà compito del giudice del rinvio provvedere all’applicazione del trattamento sanzionatorio più favorevole derivante dall’entrata in vigore, in pendenza del giudizio, del d.lgs. n. 158 del 2016. 7.
Il ricorso va, nei limiti riferiti, accolto e la sentenza cassata, con rinvio alla Commissione tributaria regionale della [Omissis], in diversa composizione, che provvederà anche al regolamento delle spese.
la Corte, pronunciando sul ricorso, cassa la sentenza impugnata nei limiti di cui in motivazione e rinvia, anche per le spese, alla Commissione tributaria regionale della [Omissis], in diversa composizione.
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