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Timestamp: 2018-04-22 01:00:42+00:00
Document Index: 90973234

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 35', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 52', 'art. 52', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 54', 'art. 76', 'art. 75', 'art. 26']

ISTITUTO COMPRENSIVO DI SCUOLA ELEMENTARE E MEDIA FONDO | Docsford
ISTITUTO COMPRENSIVO DI SCUOLA ELEMENTARE E MEDIA FONDO
By Amy Freeman,2014-04-16 17:51
che costituisce i TITOLI successivi, da II a X, del presente contratto La parte pubblica, dopo la firma dell' eventuale verbale e/o di accordo ne cura precedenti alla fruizione se concede le ferie o i motivi del diniego.
CONTRATTO DI ISTITUTO PER I DOCENTI DELL’IC FONDO
Il giorno 4 novembre 2005 presso la sede dell’Istituto Comprensivo Fondo in via Garibaldi, 24 a Fondo
tra il Dirigente Scolastico pro tempore Elio Covi ed i rappresentanti sindacali Bruno Paganini (CISL) e
Edoardo Nicolussi Paolaz (CGIL), Vincenzo Bonmassar (UIL)
visti gli articoli 5 e 6 del CCPL 2002 - 2005,
si conviene e stipula l’accordo sindacale di seguito riportato.
TITOLO I – FINALITA’ GENERALI
Art. 1 – Scopo del contratto.
1. In sintonia con il Progetto d’Istituto (PI) attualmente vigente nell’IC Fondo, il contratto ha lo scopo di
esplicitare modi e contenuti delle relazioni sindacali a livello di istituto, assicurando la massima trasparenza
nelle procedure di gestione delle risorse umane e strumentali, nei limiti previsti dalla contrattazione
decentrata provinciale.
2. I contenuti del presente accordo sono coerenti con quanto previsto dai CCPL vigenti.
3. Il presente contratto di istituto si applica al personale docente, assunto con contratto a tempo
indeterminato e determinato, in servizio presso l’IC Fondo.
Art. 2 - Ambito della contrattazione di istituto.
1. La contrattazione di istituto ha espressamente per oggetto quanto previsto dall’articolo 5 del CCPL 2002 - 2005, che costituisce i TITOLI successivi, da II a X, del presente contratto d’istituto, nonché altre
materie contrattuali contenute nel medesimo contratto provinciale e richiamate in successivi articoli:
a. modalità di utilizzazione del personale in rapporto al progetto di istituto;
b. criteri riguardanti le assegnazioni del personale docente ai plessi, ricadute sull’organizzazione del
lavoro e del servizio derivanti dall’intensificazione delle prestazioni legate all’unità didattica, ritorni
c. criteri inerenti alle prestazioni in regime di flessibilità;
d. criteri e modalità di applicazione dei diritti sindacali;
e. attuazione della normativa in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro;
f. criteri generali per la ripartizione delle risorse del fondo d’istituto e per l’attribuzione di compensi
accessori, eccetto quelli a destinazione vincolata;
g. criteri e modalità relativi all’organizzazione del lavoro, nonché criteri inerenti all’articolazione
dell’orario e l’individuazione del personale da utilizzare nelle attività retribuite con il fondo d’istituto e per le
attività comunque finanziate.
TITOLO II – MODALITA’ DI UTILIZZAZIONE DEL PERSONALE IN RAPPORTO AL
Art. 3 - Informazione sulla formazione delle classi e determinazione dell’organico.
1. Il Dirigente Scolastico informa le RSA e le Organizzazioni Sindacali preventivamente alla
presentazione della richiesta di organico, sul numero, la tipologia di classi e sull’organico previsti per l’anno
scolastico successivo e sulle eventuali variazioni necessarie verificatesi in tempi successivi.
2. La richiesta di organico è predisposta per attuare in forma graduale e coordinata il PI che ha valenza pluriennale, con particolare attenzione non solo ad effettuare l’ offerta formativa base, ma anche il
potenziamento e l’ arricchimento del curricolo di base previste dal PI.
Art. 4 – Individuazione delle funzioni strumentali. 1. Nella predisposizione del Piano Annuale dell’ Attività Scolastica (PADAS), predisposto in base all’ attuazione graduale del PI e di volta in volta anche in base agli elementi di autoanalisi raccolti e valutati alla
fine dell’ anno scolastico precedente, il dirigente individua le funzioni strumentali da attivare per l’ anno in
corso e presenta la proposta al Collegio dei Docenti che può essere integrata o modificata, entro settembre.
2. Il Collegio dei Docenti approva le proposte contestualmente al Piano; da quel momento gli interessati possono effettuare domanda di essere incaricati di tali funzioni.
3. Il Collegio dei Docenti nella riunione successiva approva le assegnazioni di incarico di funzione strumentale. In caso di richieste plurime sulla stessa funzione il Collegio di Docenti, su proposta del
dirigente, gradua tali richieste in base ai seguenti criteri: competenza specifica, rotazione annuale, rinuncia
Art. 5 - Assegnazione della funzione di tutoraggio per docenti in anno di prova.
1. In relazione alle necessità, sono incaricati della funzione di tutoraggio per i docenti in anno di prova i docenti appartenenti allo stesso plesso di Scuola Primaria (SP) o alla stessa classe di concorso o classi affini,
per la Scuola Secondaria di Primo Grado (SSDPG), in servizio di ruolo; in caso di concorrenza, i docenti
sono graduati secondo la tabella utilizzata per i trasferimenti; la funzione è comunque assegnata secondo il
criterio della rotazione annuale.
2. In caso di indisponibilità, la funzione sarà assegnata al docente di ruolo del plesso con maggiore punteggio, secondo il criterio della rotazione annuale.
3. Nell’ individuazione dell’ insegnante tutor possono essere valutate proposte effettuate degli stessi insegnanti in prova, che rispecchino i criteri sopra precisati.
Art. 6 - Assegnazione della funzione di tutoraggio per docenti tirocinanti.
1. In relazione alle necessità, sono incaricati della funzione di tutoraggio per i docenti tirocinanti i docenti disponibili appartenenti allo stesso plesso di SP, di classe e di ambito affine o alla stessa classe di concorso
per la SSDPG, in servizio di ruolo; in caso di concorrenza, i docenti sono graduati secondo la tabella
utilizzata per i trasferimenti; la funzione è assegnata secondo il criterio della rotazione annuale.
Art. 7 - Assegnazione della funzione di coordinatore di classe-figura di sistema.
1. Di norma i coordinatori di classe-figure di sistema sono individuati secondo i criteri e le modalità previste dal PI e dal PADAS, con delibere degli Organi Collegiali assunte nei termini di legge e nel rispetto
del CCPL. Si prevede, in particolare per la SP, la possibilità di proposte coordinate provenienti dai vari
2. I coordinatori di classe-figure di sistema svolgono il loro compito secondo i criteri precisati nel PADAS.
3. In ogni caso compito prioritario del coordinatore di classe-figura di sistema è quello di creare il massimo coinvolgimento del team o del Consiglio di Classe nella progettazione educativa e didattica, nel
realizzare i rapporti con gli alunni e con le famiglie.
4. Come per tutti gli incarichi retribuiti con il Fondo d’Istituto, la funzione di coordinatore di classe-
figura di sistema è sottoposta a verifica in itinere e, se necessario, revocata con motivato provvedimento del
5. Il Collegio dei Docenti può procedere a deliberare idonei strumenti valutativi.
TITOLO III – CRITERI RIGUARDANTI LE ASSEGNAZIONI DEL PERSONALE DOCENTE
AI PLESSI, RICADUTE SULL’ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO E DEL SERVIZIO
DERIVANTI DALL’INTENSIFICAZIONE DELLE PRESTAZIONI LEGATE ALLA
DEFINIZIONE DELL’UNITA’ DIDATTICA
Art. 8 - Mobilità a livello di istituto.
1. Le domande di trasferimento interno da un plesso all’altro di SP vanno presentate alla segreteria
dell’IC Fondo entro il mese di giugno dell’anno scolastico precedente a quello della richiesta di assegnazione.
2. Le domande di assegnazione ai plessi di SP da parte dei docenti nuovi trasferiti, in assegnazione
provvisoria e utilizzazione, vanno presentate alla segreteria dell’IC Fondo non appena possibile e in tempo
utile per la formulazione degli orari, vale a dire entro il 25 agosto di ogni anno.
3. Le distinte graduatorie per docenti in servizio nell’IC Fondo sono esposte all’albo dell’IC entro il 31
4. Entro il 5 settembre di ogni anno sono presentati i reclami in merito alla compilazione delle graduatorie,
che verranno esposte all’albo in via definitiva entro il 6 settembre, con risposta motivata del dirigente entro 2
5. In caso di esubero di docenti in un plesso, si procede all’individuazione del perdente posto in relazione
alla posizione occupata nella graduatoria di istituto, costituita con le stesse procedure previste dal CCPL
decentrato sulla mobilità del personale della scuola.
Art. 9 - Criterio per l’assegnazione ai plessi della SP o alle classi di SSDPG.
1. Tenuto conto del PI, i criteri per la SSDPG sono i seguenti in ordine di priorità: continuità didattica,
rotazione, suddivisione equilibrata dei carichi di lavoro.
2. Tenuto conto del PI i criteri per la SP sono i seguenti in ordine di priorità: conferma nei plessi di
insegnanti titolari nell’ Istituto; assegnazione al plesso dei docenti in entrata per assegnazione
provvisoria o utilizzo a full time, che possano garantire continuità didattica sullo stesso tipo di
insegnamento, se le operazioni sono effettuate entro il 31 agosto; trasferimenti interni ai docenti di
ruolo che desiderano cambiare plesso o tipo di insegnamento, in ordine di punteggio; assegnazione
al plesso dei docenti a t. i. in entrata nell’ istituto, secondo il punteggio di trasferimento;
assegnazione al plesso ai docenti nuovi in entrata tramite utilizzo assegnazione provvisoria o
nomina annuale, in ordine di graduatoria e di punteggio.
TITOLO IV: CRITERI INERENTI ALLE PRESTAZIONI IN REGIME DI FLESSIBILITÀ
Art. 10 - Utilizzo delle risorse: ore a disposizione SSDPG e compresenze SP e criteri per la
flessibilità organizzativa secondo l’ art. 28 del CCPL e dell’ art. 29.
1. Tutte le ore non frontali sono calendarizzate in orario secondo quanto previsto dal PI e dal PADAS.
2. Il loro utilizzo è rivolto in ordine di priorità ai seguenti bisogni:
- SP: effettuazione gruppi opzionali, compresenze per seguire alunni in difficoltà, suddivisione della classe in
gruppi, sorveglianza ed eventuali attività integrative per alunni che non effettuano IRC;
- SSDSG: laboratori opzionali, compresenze previste dal PI e dal PADAS, sorveglianza ed eventuali attività
alternative per alunni che non effettuano IRC, progetti con la scuola primaria, eventuali altri progetti
specifici anche temporanei decisi dai Consigli di Classe.
3. La calendarizzazione ti tali prestazioni in orario può essere modificata in forma concordata in corso d’ anno secondo bisogni evidenziati dal team o dal Consiglio di Classe.
4. Alla SSDSG qualora sia prevista progettualmente, con apposite delibere degli OO. CC. la riduzione
dell’ ora di lezione a 50 o 55 minuti, si procederà come di seguito indicato.
5. Stabilito l’ orario individuale definitivo di ciascun docente, viene effettuato il calcolo dei minuti
settimanali effettivamente prestati, compreso il tempo di sorveglianza alla ricreazione e di conseguenza l’
eventuale calcolo dei minuti settimanali da restituire come servizio e quindi viene effettuato il calcolo delle
ore su base annua.
6. Sulla base di tale calcolo ciascun docente progetta l’ utilizzo di tali risorse secondo i seguenti criteri di
priorità per effettuare prestazioni previste dal PI e dal PADAS: recupero in orario extra-scolastico, progetti
per recupero in orario scolastico, disponibilità per supplenze, visite guidate fino a 4 ore ciascuna in
sostituzione del compenso forfetario, altre attività con gli alunni previste per casi particolari.
7. Nel caso di ore di recupero di qualche docente siano superiori a 15, il docente può prevedere di
effettuare ore funzionali in analogia a quanto previsto dall’ art.- 29 del CPL nella misura non superiore al
8. Qualora sorgessero le condizioni di riduzione dell’ orario delle lezioni per cause esterne, si attiveranno
le procedure previste dall’ art. 29 del CCPL.
Art. 11 - Criteri per l’ effettuazione delle attività alternative all’ IRC.
1. Fatta salva l’ opzione delle famiglie di posticipare l’ ingresso a scuola degli alunni, richiedere l’ uscita
nelle ore intermedie o anticipare l’ uscita in relazione alla collocazione dell’ IRC nel quadro orario delle
lezioni, i docenti assicurano, mediante l’utilizzo di ore disponibili di contemporaneità, la possibilità di
organizzare attività individuali di potenziamento/recupero sul curricolo disciplinare per ogni alunno non
avvalentesi, ovvero la possibilità di organizzare le attività alternative.
2. Se nel plesso non risultano eccezionalmente disponibili ore di contemporaneità, l’alunno non
avvalentesi e non richiedente le attività alternative, è inserito in classe parallela o contigua.
Art. 12 - Calendarizzazione ore art. 26 comma 4.
1. Lettera “a” CCPL 2002 – 2005 per la realizzazione del Progetto d’Istituto: le priorità riguardanti l’ utilizzo delle ore dell’ art. 26 c. 4a sono previste annualmente dal PADAS e approvate dal Collegio dei
Docenti; tali priorità privilegeranno l’ utilizzo collegiale di tali ore con modalità unitarie, non escludendo, in
subordine, un parziale utilizzo di tali ore per piccoli gruppi anche con attività differenziate.
2. Lettera “b” CCPL 2002 – 2005 per la sostituzione di docenti per assenze brevi. Le priorità di utilizzo sono così individuate:
a) prime ore inserite a domanda in un quadro calendarizzato, che si considerano assolte anche in assenza
di prestazione, ma con obbligo della presenza nel plesso; le ore possono non essere calendarizzate con il
consenso del docente;
b) altre ore, diverse dalla prima ora, possibilmente aderenti ad altre ore fisse previste in orario, distribuite
nell’anno scolastico e prestate a richiesta avuto riguardo alla presenza dei docenti nel plesso che, al termine
dell’attività didattica, si considerano comunque assolte anche in assenza di prestazione per mancata necessità di supplenze.
3. In caso di calendarizzazione volontaria delle ore per progetti o bisogni particolari l’ effettuazione di ore
di sostituzione richiesta ai docenti sarà retribuita come ore eccedenti.
TITOLO V: CRITERI E MODALITÀ DI APPLICAZIONE DEI DIRITTI SINDACALI
Art. 13 – Primo livello di risoluzione controversie sindacali.
1. Le parti concordano di sperimentare, prima di accedere alle normali procedure di risoluzione di
controversie, tentativi di risoluzione bonaria di eventuali controversie collettive.
Art. 14 - Svolgimento degli incontri di contrattazione– Individuazione delle procedure.
1. Gli incontri sono convocati dal Dirigente Scolastico o su richiesta di una RSA o Organizzazione
Sindacale rappresentativa.
2. Al termine di ogni incontro le parti possono redigere un processo verbale, sottoscritto dalle parti
medesime, che riporterà le eventuali diverse posizioni emerse. La parte pubblica, dopo la firma dell’
eventuale verbale e/o di accordo ne cura la diffusione portandolo a conoscenza di tutti i docenti dell’istituto.
I contratti saranno affissi agli albi dei plessi e pubblicati sul sito della scuola e inviati all’ APRAN e alla PAT
– Servizio per la Gestione delle Risorse Umane della Scuola e F. P.
3. Le disposizioni contrattuali, qualora non sia indicata espressamente una scadenza, rimangono in vigore
fino a quando non siano state sostituite da successivo contratto che le modifichi.
Art. 15 - Agibilità sindacale all’interno dell’istituto.
1. Alle organizzazioni Sindacali e alle RSA è garantito l’utilizzo di apposita bacheca. La bacheca è
allestita in via permanente in luogo accessibile e visibile nei plessi dell’IC Fondo. Nella bacheca le OO. SS. e
le RSA hanno diritto di affiggere materiale di interesse sindacale e del lavoro. I rappresentanti sindacali
accreditati esercitano il diritto di affissione assumendosene la relativa responsabilità, non essendo prevista
l’autorizzazione del Dirigente Scolastico. 2. L’IC Fondo si impegna ad affiggere all’albo sindacale gli avvisi e la corrispondenza proveniente dalle
Segreterie Provinciali delle OO. SS.
3. Alle RSA e alle OO. SS. è consentito, per finalità inerenti alle funzioni attribuite comunicare con il
personale della scuola libero da impegni di servizio, ottenere in utilizzo un locale per le riunioni, usare
telefono, fax, fotocopiatrice e posta elettronica, per gli scopi inerenti alla funzione.
Art. 16 - Assemblee sindacali di istituto.
1. Le RSA e le OO. SS. possono indire assemblee in orario di lavoro e fuori orario di lavoro, nei limiti e
secondo le procedure stabilite dall’art. 16 CCPL 2002 - 2005.
Art. 17 - Informazione preventiva alle RSA e alle OO. SS.
1. Entro il mese di settembre il Dirigente Scolastico provvede, mediante nota scritta, all’informazione
preventiva sull’utilizzazione dei servizi sociali e sui criteri per la fruizione di permessi per l’aggiornamento.
2. Entro il mese di marzo, compatibilmente con i tempi tecnici necessari per espletare l’adempimento, con
le stesse modalità, è inviata proposta di formazione delle classi e di determinazione degli organici della
scuola, predisposti in base all’ art. 3.
3. All’informazione preventiva di cui sopra segue, su richiesta, l’incontro fra le parti.
Art. 18 - Informazione successiva alle RSA e alle OO SS.
1. Entro il mese di settembre saranno comunicati i nominativi e i compensi del personale utilizzato nelle
attività e nei progetti retribuiti con il Fondo d’Istituto. 2. Entro il mese di settembre saranno comunicati i criteri di individuazione e modalità di utilizzazione del
personale in progetti derivanti da specifiche disposizioni legislative, nonché da convenzioni, intese o accordi
di programma stipulati dalla singola istituzione scolastica o dall’Amministrazione scolastica periferica.
TITOLO VI: ATTUAZIONE DELLA NORMATIVA IN MATERIA DI SICUREZZA NEI
Art. 19 - Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
1. In occasione delle seconda riunione del Collegio Docenti, e comunque entro dicembre, è eletto o
riconfermato il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, con assemblea allargata a tutto il personale,
provinciale e comunale, in servizio nell’IC Fondo all’ interno della rosa di candidati segnalati dalle OO SS.
In caso di mancata segnalazione si procede sulla base di eventuali disponibilità.
Art. 20 – Accesso alla documentazione.
1. Tutta la documentazione inerente alla sicurezza è messa a disposizione dei docenti in orario d’ufficio.
TITOLO VII: CRITERI GENERALI PER LA RIPARTIZIONE DELLE RISORSE DEL FONDO
D’ISTITUTO E PER L’ATTRIBUZIONE DI COMPENSI ACCESSORI, ECCETTO QUELLI A
Art. 21 - Criteri generali di utilizzo.
1. Le risorse del Fondo di Istituto sono annualmente distribuite ai docenti, con piano predisposto dal
Dirigente Scolastico, sulla base del PADAS, secondo i criteri stabiliti nel presente contratto e deliberato dal
Collegio Docenti entro il mese di dicembre prevedendo possibilmente anche una quota di risorse da destinare
successivamente per eventuali ulteriori necessità scaturite in corso d’ anno.
2. Il piano iniziale, fatte salve le prestazioni già autorizzate ed effettuate, potrà essere rivisto e modificato
dal Collegio Docenti sulla base delle esigenze intervenute e per la distribuzione di eventuali economie
realizzate in corso anno; qualora fossero modificati i criteri generali di suddivisione, potrà essere richiesta la
ricontrattazione.
3. Il Dirigente Scolastico provvederà ad inviare ai docenti destinatari una determinazione di incarico
personalizzata o cumulativa con l’indicazione della natura dell’incarico assegnato, la durata dell’impegno e il
compenso (espresso in ore) a carico del Fondo di Istituto.
4. A fine anno scolastico previa rendicontazione individuale di ciascun docente, il Dirigente Scolastico
provvederà inoltre ad assumere la determinazione di consuntivo con l’indicazione delle ore effettivamente
svolte e gli importi lordi spettanti, nonché i relativi codici di cedolino.
5. L’ordine di priorità di impiego del Fondo d’Istituto viene deliberato dal Collegio dei Docenti
sulla base dei criteri generali stabiliti dal contratto collettivo d’ istituto.
6. E’ stabilito il limite massimo annuale di n. 9 giornate per docente per l’accompagnamento di attività
extrascolastiche, comprese le settimane formative, salvo particolari situazioni motivate.
7. Gli accompagnatori sono individuati tra gli insegnanti della classe che hanno dichiarato la propria
La suddivisione del Fondo d’Istituto per gli impegni relativi alle attività di insegnamento aggiuntivo e
funzionali all’insegnamento è rimessa al PADAS concordato e deliberato dal Collegio dei Docenti avuto
riguardo al coinvolgimento del maggior numero possibile di docenti.
Art. 22 - Tempi e modalità di pagamento.
1. I compensi forfetari possono essere ridotti in relazione all’eventuale assenza del personale incaricato
qualora l’ assenza impedisca lo svolgimento della funzione.
2. Il conferimento dell’incarico costituisce obbligazione da parte del Dirigente Scolastico limitatamente
agli importi previsti nel conferimento dell’incarico medesimo. Le eventuali attività o prestazioni effettuate e non autorizzate saranno considerate utili per la liquidazione del compenso solo in base a disponibilità di
fondi residui.
3. I dati per i compensi del Fondo di Istituto saranno segnalati al competente Servizio della PAT,
responsabile della liquidazione degli stessi, entro e non oltre il 31 agosto di ogni anno scolastico.
Art. 23 – Compiti delle figure incentivate.
1. Il dirigente convoca le RSA e/o le OO. SS. prima della riunione del Collegio dei Docenti per definire
criteri e compensi relativi alle figure di cui all’ art. 35 del CCPL.
2. Il PADAS prevede annualmente figure da incentivare, commissioni da attivare e compiti e compensi
relativi approvati in due fasi: compiti e funzioni ad inizio d’ anno e compensi deliberati entro il 31 dicembre.
Art. 24 – Attività escluse dall’incentivazione.
1. L’accompagnamento ad escursioni brevi in orario di lezione non dà accesso al Fondo d’Istituto, ma al
recupero delle ore eventualmente prestate prioritariamente tramite l’ istituto della flessibilità per la SSDPG e altre forme per la SP entro il termine delle lezioni.
Art. 25 – Utilizzo avanzi del Fondo d’Istituto. 1. Eventuali avanzi del Fondo d’Istituto dell’ anno precedente vanno a costituire aumento del budget per
l’ anno in corso.
2. Di norma si cerca di utilizzare tutto il budget a disposizione annualmente.
Art. 26 - Criteri per l'istituzione d'insegnamento aggiuntivo.
1. L’inserimento di alunni in programmi di recupero retribuiti con il Fondo d’Istituto è condizionato
all’impiego documentato delle normali compresenze per il recupero e all’autorizzazione da parte del
3. L'insegnamento aggiuntivo per singoli o piccoli gruppi, curato da docenti interni, è riservato a casi di
alunni che necessitano di recupero, di mediazione linguistica o potenziamento.
4. Per la retribuzione di attività di insegnamento aggiuntivo, si fa riferimento prioritariamente al “Fondo
Progetti” ricavato dal 5% del Fondo Qualità.
TITOLO VIII: CRITERI E MODALITÀ RELATIVI ALL’ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO,
NONCHÉ CRITERI INERENTI ALL’ARTICOLAZIONE DELL’ORARIO E L’INDIVIDUAZIONE
DEL PERSONALE DA UTILIZZARE NELLE ATTIVITÀ RETRIBUITE CON IL FONDO
D’ISTITUTO E PER LE ATTIVITÀ COMUNQUE FINANZIATE
Art. 27 - Orario di lavoro.
1. L’orario di lavoro giornaliero è la somma delle ore di insegnamento, compresa la sorveglianza mensa e
di attività funzionali all’insegnamento.
2. L’orario di lavoro massimo giornaliero di ogni docente, con esclusione degli scrutini e degli esami, è
di otto ore effettive, tale limite può eccezionalmente essere superato fino a tre volte all’ anno.
3. L’orario delle attività funzionali collegiali è stabilito nel calendario delle attività funzionali che viene
portato all’approvazione del Collegio Docenti; esso è riportato nella lettera di convocazione.
Art. 28 – Orario delle lezioni, rientri pomeridiani e giorno libero.
1. I criteri per la formazione dell’ orario delle lezioni sono quelli previsti dal PI. 2. Tali criteri possono essere derogati per circostanze motivate anche dipendenti da esigenze individuali
3. L’orario stabilito all’inizio dell’anno può essere modificato per sopravvenute esigenze didattiche o
organizzative con modalità previste dal Collegio dei Docenti.
4. Una delle ore buche potrà essere impiegata per le udienze individuali.
5. Il numero massimo di ore buche è di norma 3, salvo consenso individuale per un numero superiore;
non è considerata ora buca l’ interruzione per la mensa.
Art. 29 – Numero e orario delle riunioni collegiali.
1. Il Dirigente Scolastico predispone il piano annuale delle attività secondo le quantità orarie previste dai
CCPL vigenti.
2. Le riunioni collegiali vengono convocate con almeno cinque giorni lavorativi di preavviso e la loro
durata massima è di n. 3 ore.
4. Nel periodo intercorrente tra l’inizio dell’anno scolastico e l’inizio delle lezioni, nei periodi di
interruzione delle lezioni e tra la fine delle stesse e la conclusione dell’anno scolastico, i docenti non hanno
obblighi che rientrano nell’orario di insegnamento e, pertanto, l’orario di servizio si assolve con la
partecipazione alle attività funzionali all’insegnamento programmate nel piano delle attività. 5. A Conclusione dell’ anno scolastico i docenti non facenti parte della commissione di esame possono
essere impegnati per il riordino dei materiali didattici nei plessi o per la stesura della documentazione finale
dell’ attività secondo un calendario ed un orario previsto dal PADAS. 5. I docenti della SSDPG non impegnati in commissione d’esame sono reperibili per tutto il periodo di esami, per sostituire i colleghi eventualmente assenti. Saranno chiamati prioritariamente in ordine di
punteggio partendo dal docente a t. i. con minore punteggio.
6. Tutte le riunioni, eccetto eventualmente quelle legate a scrutini ed esami, si svolgono in giorni non
Art. 30 - Criteri per la compilazione del calendario delle attività funzionali all'insegnamento e
orario prima settimana di lezione.
1. Le ore di programmazione settimanale nella SP sono di norma effettuate il venerdì pomeriggio in coda
2. Tale cadenza può essere modificata in accordo con tutti i docenti del plesso per esigenze particolari e
comunicata preventivamente al dirigente.
3. Le riunioni collegiali di istituto hanno luogo prioritariamente nella giornata di mercoledì in coda alle
lezioni e, se non è possibile, in subordine nei pomeriggi di martedì o giovedì.
4. Le riunioni per la SSDSG vengono di norma effettuate di martedì, salvo prescrutini, scrutini o consigli
di classe urgenti o non troppo dilazionabili, che possono svolgersi anche di lunedì o di giovedì. In casi
eccezionali possono svolgersi anche di mercoledì o venerdì in coda alle lezioni.
5. Nel caso in cui, nella prima settimana di lezione, le classi dell’IC funzionino con il solo orario
antimeridiano, le ore della mensa e del pomeriggio per la SP servono per programmazione aggiuntiva
mentre per la SSDPG sono recuperate dai docenti in sostituzioni o attività funzionali all’insegnamento, fino
all’ entrata in vigore dell’ orario definitivo.
Art. 31 - Rapporti con le famiglie.
1. Gli incontri con le famiglie previsti dall’articolo 26 del CCPL 2002 - 2005 comma 5, su proposta del Collegio dei Docenti e deliberati dal Consiglio d’ Istituto si svolgono come segue.
Tipologia Quantità Riferimento contrattuale
UDIENZE GENERALI 6 ore, fra novembre e marzo-aprile art. 26 c. 4a UDIENZE COLLEGIALI 4 ore, fra febbraio e giugno art. 26 c. 3a UDIENZE INDIVIDUALI almeno 11 ore durante l’ anno, art. 26 c. 2c
calendarizzate in settimane
E’ previsto di attivare in via sperimentale qualche forma di prenotazione in particolare per la SSDPG.
Art. 32 - Banca delle ore.
1. Quando una classe è impegnata in attività extrascolastiche o altre attività che comportano una
modifica dell’orario di lezione, o durante le finestre sportive i docenti che avrebbero lezione e non sono impegnati in quelle attività, sono a disposizione e sono utilizzati in attività di compresenza e/o supplenze
brevi secondo il loro orario settimanale. Su loro richiesta e con l’assenso del Dirigente, essi possono non
venire a scuola; le loro ore sono recuperate su richiesta del Dirigente per supplenze brevi, attuazione di
progetti specifici a scuola in giorni successivi, con esclusione dei giorni liberi.
Art. 33 - Flessibilità oraria per esigenze personali.
1. Per venire incontro a particolari e urgenti necessità dei docenti, il Dirigente Scolastico autorizza lo
scambio temporaneo di ore tra docenti della stessa classe, a condizione che le ore siano recuperate entro n.
30 giorni successivi allo scambio.
2. Questo scambio non riduce l’orario di insegnamento svolto da ogni docente e non incide sui sei
giorni di ferie di cui all’art. 52 del CCPL 2002 - 2005. 3. Per le finalità di cui al comma 1, per i docenti, previo accordo fra gli interessati e autorizzazione del
Dirigente Scolastico, è possibile scambiare il giorno libero.
Art. 34 – Fruizione delle ferie durante l’attività didattica.
1. Il docente, con contratto a tempo indeterminato, che intende usufruire dei giorni di ferie previsti
dall’art. 52 del CCPL 2002 - 2005, presenta la richiesta al Dirigente Scolastico almeno sette giorni prima del periodo richiesto.
2. Il Dirigente Scolastico verifica le esigenze di servizio e, se la verifica è positiva, comunica entro due
giorni precedenti alla fruizione se concede le ferie o i motivi del diniego.
3. Per salvaguardare il diritto allo studio e la normale scansione didattica, di norma non sono concesse
ferie durante l’attività didattica nei giorni immediatamente precedenti o immediatamente successivi a periodi
di sospensione delle lezioni, come da calendario scolastico. Il dirigente può autorizzare eventuali scambi di
orario concordati.
Art. 35 - Sostituzione docenti assenti.
1. Per la sostituzione dei docenti assenti temporaneamente si utilizzano i docenti secondo questo ordine:
a) docenti in ore/cattedra a disposizione
b) docenti tenuti al recupero di permessi brevi
c) docenti non impiegati per vari motivi (es. classi in attività extrascolastica)
d) docenti disponibili ex art. 26 comma 4 lettera b) CCPL 2002 – 2005
e) docenti in compresenza impegnati in progetti che possono comportare la temporanea sospensione del
progetto stesso, previa verifica con i docenti interessati
f) docenti disponibili a pagamento.
Art. 36 – Fruizione di permessi brevi.
1. In attuazione dell’articolo 55 del CCPL 2002 - 2005, il Dirigente Scolastico concede, a domanda per particolari esigenze personali e presentata di norma almeno tre giorni prima, permessi orari per le attività di
insegnamento, fermo restando il limite massimo stabilito dal contratto vigente. La risposta avverrà entro 24
ore prima della fruizione.
2. Le ore di permesso sono recuperate, entro il mese successivo, in attività di insegnamento possibilmente
secondo la proposta del docente inserita nella domanda stessa; eccezionalmente il recupero può essere
effettuato “al bisogno”, su richiesta del dirigente; in tale caso il recupero richiesto in ore contigue ad ore di
servizio non può essere rifiutato se preventivamente richiesto.
3. La richiesta di permesso per le visite specialistiche deve essere documentata.
4. La concessione del permesso è subordinata, in ogni modo, alla possibilità di sostituzione con personale
5. Salvo situazioni di oggettiva gravità, non sono concessi permessi brevi durante le attività funzionali di
cui all’art. 26 comma 3 lettere a) e b) e comma 4 lettera a).
Art. 37 – Fruizione di permessi retribuiti per motivi personali ai sensi dell’ art. 54 c. 2.
1. Di norma, il permesso retribuito per motivi personali va richiesto con congruo anticipo per poter
permettere in modo ottimale la sostituzione; in casi di oggettiva urgenza, esso può essere concordato
telefonicamente con il Dirigente Scolastico, con il Collaboratore o con il Segretario dell’IC. L’ eventuale
diniego sarà comunicato entro 48 ore dalla decorrenza della fruizione.
2. Le motivazioni delle richieste vanno documentate o autocertificate per iscritto al rientro in servizio.
Art. 38 - Criteri per la frequenza di corsi di aggiornamento.
1. La frequenza di corsi di formazione organizzati dall’IC è libera, salvo l’impegno che ogni docente si
assume nei confronti dell’IC per far istituire i corsi. 2. Gli esoneri dal servizio di cui all’art. 76 comma 4 del CCPL 2002 - 2005 sono concessi per iniziative
che rientrano nel piano annuale di aggiornamento adottato dal Collegio Docenti nei limiti delle possibilità di
sostituzione dei colleghi assenti; sono eccezionalmente previsti esoneri per attività non previste dal piano,
successivamente conosciute od attivate, che abbiano particolare attinenza con il PI e comportino ricaduta
significativa nell’ Istituto.
3. Per “corsi di formazione e aggiornamento organizzati dall’Amministrazione” si intendono i corsi
organizzati dai soggetti di cui all’ art. 75 del CCPL e da quelli accreditati dal Ministero.
4. Per completare percorsi di formazione iniziati altrove, per i docenti neo entrati nell’IC Fondo, sono ritenuti validi, ai fini del conteggio di cui all’art. 26 comma 4 lettera c), i corsi di aggiornamento organizzati
e frequentati a settembre negli istituti di provenienza, cui si erano eventualmente iscritti prima del
Art. 39 – Durata e validità del contratto.
1. L’accordo ha validità un anno, 1 settembre 2005 – 31 agosto 2006, e si intende tacitamente rinnovato se nessuna delle parti comunica all’altra la disdetta entro un mese dalla scadenza. In caso di disdetta, le disposizioni contrattuali rimangono in vigore fino a quando non siano sostituite dal successivo contratto
2. Copia del contratto è distribuita, a cura del Dirigente Scolastico, a tutti i plessi, affissa all’ albo della
sede centrale e pubblicata sul sito della scuola.
Data, 4 novembre 2005
IL DIRIGENTE SCOLASTICO (Elio Covi)
CGIL (Edoardo Nicolussi Paolaz)
CISL (Bruno Paganini)
UIL (Vincenzo Bonmassar)