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Timestamp: 2017-10-17 02:19:01+00:00
Document Index: 148108544

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 51', 'art. 1', 'art. 37', 'art. 1', 'art. 26', 'art. 24', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 51', 'art. 7', 'art. 37', 'art. 1', 'art. 32', 'art. 51', 'art. 106', 'art. 107', 'art. 106', 'art. 113', 'art. 155', 'art. 155', 'art. 155', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 114', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 199', 'art. 20', 'art. 32', 'art. 1', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 17', 'art. 3', 'art. 17', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 60', 'art. 199', 'art. 32', 'art. 18', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 51', 'art. 32', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 32', 'art. 51', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 107', 'art. 106', 'art. 32', 'art. 51', 'art. 7', 'art. 37', 'art. 32', 'art. 4', 'art. 22', 'art. 32', 'art. 51', 'art. 4', 'art. 32', 'art. 32']

ACCERTAMENTO - INDAGINI FINANZIARIE E CONTROLLI - POTERI DEGLI UFFICI - PDF
ACCERTAMENTO - INDAGINI FINANZIARIE E CONTROLLI - POTERI DEGLI UFFICI
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Virginio Cara
1 Agenzia delle Entrate Circolare 19 ottobre 2006, n.32/e Indagini finanziarie - Poteri degli uffici: art. 32, primo comma, numeri 2), 5) e 7) del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 e art. 51, secondo comma, numeri 2), 5) e 7), del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, come modificati dai commi 402 e 403 dell'art. 1 della legge 30 dicembre 2004, n ACCERTAMENTO - INDAGINI FINANZIARIE E CONTROLLI - POTERI DEGLI UFFICI Sommario INTRODUZIONE Generalità Definizioni CAPITOLO PRIMO - Ambito soggettivo Premessa 1.1. Destinatari delle richieste 1.2. Evoluzione della procedura di indagine nella normativa fiduciaria 1.3. Responsabile della struttura accentrata CAPITOLO SECONDO - Ambito oggettivo Premessa 2.1. Rapporti, operazioni e servizi oggetto delle richieste 2.2. Le cosiddette operazioni extra-conto 2.3. Prodotti bancoposta 2.4. Tabella delle operazioni 2.5. La tabella dei rapporti 2.6. La tabella dei collegamenti 2.7. Casi di esclusione oggettiva Informazioni già in possesso dell'amministrazione finanziaria Operazioni non significative per i controlli Il leasing operativo 2.8. Archivio Unico Informatico (A.U.I.) CAPITOLO TERZO - Procedure di acquisizione 3.1. Iter amministrativo del procedimento Semplificazione dei flussi delle richieste Accelerazione della tempistica
2 Snellimento dell'attività di acquisizione ed eliminazione del questionario Potere autorizzatorio Precisazioni sulla prassi precedente di cui alla circolare 116/E del Organi legittimati a formulare la richiesta Modalità di notifica della richiesta di indagine agli intermediari Documento di riconoscimento funzionale per gli accessi e qualifica dei soggetti abilitati 3.2. Procedure telematiche delle richieste e delle risposte 3.3. Impatto delle modifiche della legge sui numeri 6 bis degli artt. 32/600 e 51/633 e sul regolamento di cui al decreto n. 269/ Nuove comunicazioni all'anagrafe tributaria da parte degli operatori finanziari, ai sensi dell'art. 37 del decreto legge n. 223 del 4 luglio 2006 CAPITOLO QUARTO - Garanzie a tutela del soggetto sottoposto a indagini 4.1. Soggetti destinatari sostanziali delle indagini 4.2. Autorizzazione Superamento dell'obbligo di allegare l'autorizzazione alle richieste 4.3. Informativa degli intermediari al contribuente 4.4. Contraddittorio preventivo 4.5. Atti istruttori: effetti ed eventuale tutela 4.6. Riservatezza dei dati e delle informazioni CAPITOLO QUINTO - Utilizzo dei dati e notizie acquisiti nel corso delle indagini Premessa 5.1. Gestione delle risultanze emerse dalle indagini 5.2. Utilizzo degli elementi risultanti dalle indagini esperite nei confronti di terzi 5.3. Utilizzo degli esiti delle indagini effettuate nell'esercizio dei poteri di polizia giudiziaria 5.4. Nuova valenza probatoria dei prelevamenti nei confronti dei professionisti Nuovi obblighi contabili per gli esercenti arti e professioni 5.5. Incidenza dei costi occulti CAPITOLO SESTO - Sanzioni nei confronti degli operatori finanziari CAPITOLO SETTIMO - Il potere di richiesta previsto dal numero 5) degli artt. 32 del D.P.R. n. 600 del 1973 e 51 del D.P.R. n. 633 del Rapporti del punto 5 con il numero 7 degli artt. 32/600 e 51/ Ambito soggettivo 7.3. Ambito oggettivo 7.4. Procedure 7.5. Sanzioni CAPITOLO OTTAVO - Modifiche al D.P.R. 29 settembre 1973, n. 605 relative agli adempimenti degli intermediari finanziari INTRODUZIONE Generalità Tra le novità introdotte dalla legge 30 dicembre 2004, n. 311 Finanziaria 2005, nell'ottica del rafforzamento dei poteri di controllo, particolarmente significative, per gli effetti diretti nei confronti degli Uffici e della Guardia di finanza, ma immediati anche nei confronti dell'aumentato numero degli intermediari, risultano le regole concernenti l'attività istruttoria che nel lessico comune, sotto la previgente disciplina, si è consolidata come quella delle "indagini bancarie" e, talvolta, ancor più impropriamente, degli "accertamenti" bancari.
3 Definizione che ora, per un doveroso adeguamento al nuovo dato normativo, deve invece registrare, quantomeno, anche l'aggettivazione di "finanziarie", in aderenza alla dimensione e alla destinazione assunte dal più incisivo e penetrante degli strumenti d'indagine, su richiesta e non, in quanto deputato ad operare ben oltre il ristretto piano dei conti correnti bancari e postali, per intercettare, invece, anche il più vasto e articolato ambito generale del mercato finanziario. In sostanza, al predetto settore d'indagini i commi 402 e 403 dell'art. 1 della legge, nell'ambito dei rispettivi comparti impositivi delle imposte sui redditi e dell'imposta sul valore aggiunto, hanno apportato un forte e importante potenziamento attraverso interventi di varia natura che attengono, da un lato, al problema della chiarezza e della leggibilità dei testi legislativi e, dall'altro lato, rimuovendo anche le non poche "scorie" di segretezza opponibili all'amministrazione, hanno reso possibile l'accesso a una molteplicità di nuovi rapporti: di natura soggettiva, nei confronti di qualsiasi operatore creditizio o finanziario (comprese, con rinnovata attenzione, le società fiduciarie, comunque denominate), e oggettiva, rispetto a ogni tipologia di rapporto, operazione (intesa in senso omnicomprensivo) anche isolata o servizio, indipendentemente da qualsivoglia collegamento funzionale, anche solamente "connesso", ad un "conto" la cui nozione, peraltro, si identifica pur'essa in un rapporto, sia pure di natura del tutto speciale, tra intermediario e cliente. Si tratta di un naturale approdo della lunga evoluzione che si è mossa nel solco dell'indirizzo segnato dalla stessa Corte Costituzionale (Sentenza n. 51 del 18 febbraio1992), in cui gli interventi operati, a più riprese, dal legislatore hanno condotto a un totale superamento del c.d. segreto bancario e a un rafforzamento dei poteri conoscitivi dell'amministrazione finanziaria, anche nel caso di inottemperanza o di reticenza in fatto di informazioni irrinunciabili per l'attività di controllo e di accertamento. E ciò, anche in armonia con la posizione assunta dall'ocse - nel quadro degli strumenti concernenti lo scambio di informazioni recentemente approvati o aggiornati - il cui Modello di Convenzione contro le doppie imposizioni (versione 2005), all'art. 26, paragrafo 5, stabilisce ora il principio che uno Stato richiesto non può rifiutarsi di fornire dette informazioni adducendo la previsione del "segreto bancario" all'interno del proprio ordinamento. In ogni caso, il risultato complessivo è quello di un equo contemperamento tra l'interesse privato alla riservatezza, derivante dal predetto riserbo "bancario", e quello pubblico al conseguimento del gettito erariale e alla repressione dell'evasione. E ciò nel ragionevole apprezzamento, da parte del legislatore, dei fini di utilità e di giustizia sociale di cui agli articoli 41, secondo comma, e 42, secondo comma, della stessa Costituzione, nella considerazione che il legislatore non potrebbe spingersi fino a fare di tale riserbo un ostacolo all'adempimento di doveri inderogabili di solidarietà, primo fra tutti quello di concorrere alle spese pubbliche in ragione della individuale capacità contributiva. In particolare, per quanto riguarda l'eventuale "censura di violazione dell'art. 24 della Costituzione, essa non ha fondamento, essendo il contribuente tempestivamente informato delle richieste di acquisizione delle copie dei conti, e potendo egli esercitare pienamente, già in sede amministrativa, e quindi in sede giurisdizionale, il suo diritto a fornire documenti, dati, notizie e chiarimenti idonei a dimostrare che le risultanze dei conti non sono in contrasto con le dichiarazioni presentate o che esse non riguardano operazioni imponibili" (Ordinanza della Corte Costituzionale n. 260 del 7 luglio 2000). Di analogo tenore - circa i parametri costituzionali riaffermati in ordine all'utilizzo delle risultanze bancarie acquisite in sede di indagini penali - l'ordinanza n. 33 del 26 marzo In sostanza, conformemente ai suddetti parametri si è consolidata la ratio che - a far data dalla legge n. 413 del ha ispirato l'intera procedura in predicato, ma che, pur revocando l'obbligo della preventiva dimostrazione di una evasione rilevante per giustificare una ricostruzione, su base presuntiva, di ricavi e compensi, non era finora riuscita a esprimere un forte e chiaro dato giuridico. Posto che gli esiti delle indagini in questione costituiscono, per espressa volontà di legge, una componente essenziale delle varie forme di accertamento, il legislatore si è dato cura di rivitalizzarne la metodologia acquisitiva, recependo anche l'intento di espandere la tendenza a capovolgerne l'onere della prova, atteso che anche il giudice delle leggi ha statuito che la ricostruzione della capacità contributiva attraverso lo strumento presuntivo non viola l'articolo 53 della Costituzione. Come dire che in materia di indagini creditizie e finanziarie il legislatore della Finanziaria 2005 ha sbloccato non solo la politica di efficienza ma anche quella dell'equità e della neutralità del "rischio indagini" - rispetto alle diverse forme di investimento e di diversificazione degli impieghi -, cancellando anche ogni residuo di complicanza interpretativa delle norme relative e di sperequazione soggettiva e oggettiva di riferimento. In tale contesto, infatti, la legge ha anche ovviato a una palese disparità di trattamento in materia di imposte dirette, fra imprenditori e lavoratori autonomi, stabilendo che ai fini della valenza presuntiva i prelevamenti e gli importi riscossi nell'ambito dei rapporti od operazioni, intrattenuti o effettuate con gli enti creditizi e intermediari finanziari, in assenza dell'indicazione del beneficiario, sono posti a base delle rettifiche e degli accertamenti - ricorrendone i presupposti - sia come ricavi che come compensi. Fermo restando che, seppure in base alla vigente disciplina il valore probatorio di dati, notizie e documenti, regolarmente acquisiti, non è rigorosamente condizionato dal preventivo esperimento del c.d. contraddittorio, la stessa Corte di Cassazione ha ripetutamente asserito che tale esperimento, pur non rappresentando un obbligo ma una mera facoltà, si raccomanda per principio di economicità amministrativa. In ogni caso, l'essenza innovativa della legge ha significato l'affinamento delle regole per tutti, non solo per quanti sono destinati a misurarne le conseguenze, ma anche per i soggetti tenuti, in maggior numero, ad applicare tali regole, compresi gli organi chiamati a interpretarle e a darvi esecuzione. Per l'intento, l'ottica del legislatore è stata quella di contenere all'essenziale le modificazioni, sia formali che sostanziali, preferendo ampliare i poteri e le operatività già esistenti e numeralmente tuttora individuati ai numeri 2), 5) e 7) dell'art. 32 primo comma, del D.P.R. n. 600 del 1973 e 51, secondo comma, del D.P.R. n. 633 del 1972 (numeri che, successivamente, saranno citati anche senza i riferimenti normativi) senza indulgere alle sollecitazioni di crearne di nuovi.
4 In sintesi, le modificazioni apportate dalla legge hanno inteso porre rimedio a effettivi scoordinamenti dell'impianto legislativo esistente non agevolmente risolvibili sul piano interpretativo, neppure giurisprudenziale. Tali scoordinamenti, infatti, erano venuti inevitabilmente a determinarsi a seguito della profonda evoluzione della normativa di settore, della insorgenza di nuove funzioni o di nuove figure di intermediari e delle conseguenti opzioni consentite agli utenti. Si è trattato, pertanto, di correzioni assolutamente indispensabili e comunque di significato meramente strumentale, nel contenuto espansivo e nelle modalità e nei termini di operatività delle norme già abbondantemente in vigore ma i cui poteri non avevano potuto essere adeguatamente esercitati. In sostanza, si è dato corso a un nuovo modello di gestione dei poteri preesistenti, sviluppato nel modo più corretto ed equilibrato, poiché chiaramente improntato al rispetto dei canoni amministrativi, come quello autorizzatorio, e dei diritti, come quello dell'informazione del contribuente ai fini e per gli effetti della sua tutela, soprattutto nell'ambito di un libero confronto, in sede di contraddittorio, con l'ufficio competente all'accertamento. Tale modello, oltre a consentire - grazie ai suaccennati ampliamenti di natura soggettiva e oggettiva - una più incisiva azione di contrasto all'evasione, specialmente in quei settori che presentano maggiori difficoltà di controllo, si adegua al generale processo di semplificazione dei procedimenti amministrativi e di accelerazione degli stessi anche in chiave tecnologica, come - nel presente iter procedimentale - la prevista obbligatorietà dei flussi "esclusivamente in via telematica". Sotto quest'ultimo profilo, è appena il caso di precisare che per il combinato disposto del comma 404 della legge e dei numeri 7) - come novellati, rispettivamente, dai precedenti commi 402 e 403 ai commi terzo dell' art. 32 del D.P.R. n. 600 del 1973 e quarto dell'art. 51 del D.P.R. n. 633 del resta chiaramente stabilito che la decorrenza operativa della procedura telematica dei flussi di richieste e relative risposte, per ovvie ragioni di ordine tecnico, non poteva essere anteriore ad una certa data (originariamente del 1 luglio 2005, successivamente prorogata al 1 gennaio 2006 dal provvedimento del Direttore dell'agenzia delle entrate del 1 luglio 2005) essendo essa condizionata alla emanazione dell'apposito provvedimento che ha fissato le specifiche modalità; laddove la operatività della nuova disciplina è quella stessa della generale entrata in vigore della legge, ma pur essa successivamente prorogata, per taluni aspetti, alla predetta ultima data, ad opera del decreto legge 30 settembre 2005, n. 203 come convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n Sotto altro profilo, va altresì precisato che per ambedue le procedure, cartacea e telematica in successione di tempo (quest'ultima solo a partire dal 1 settembre 2006, come stabilito dal provvedimento del Direttore dell'agenzia delle entrate del 28 aprile 2006), la decorrenza di taluni degli effetti delle modifiche strutturali, nei confronti sia degli intermediari richiesti che dei contribuenti controllati, non può non interessare anche i periodi d'imposta ancora accertabili alla data di entrata in vigore delle nuove disposizioni (1 gennaio 2005). E ciò, per l'indubbia natura procedimentale delle stesse, che non hanno mutato né il profilo sostanziale dei singoli ambiti impositivi né, tanto meno, quello sanzionatorio, laddove l'espansione della valenza probatoria degli esiti acquisiti trova una naturale e concreta sterilizzazione nelle prerogative che la stessa legge conferma per quanto riguarda la effettiva tutela e garanzia del contribuente (autorizzazione, informazione). Sarebbe pertanto improprio invocare l'irretroattività delle nuove disposizioni sol perché sul piano della tecnica legislativa non è stata espressa, almeno immediatamente, un'esplicita volontà in senso contrario, considerato che siffatto opposto principio si è abbondantemente consolidato nel nostro sistema, avendo trovato applicazione ripetuta in analoghe occasioni, remote e anche recenti. Principio, peraltro, non contraddetto dallo Statuto dei diritti del contribuente, in quanto non disgiunto da quello della certezza del diritto e anzi correlato in senso assoluto a quello dell'affidamento per il contribuente a non vedersi ribaltare le regole "in corsa" ma solo quando è venuto a mutare, anche in via interpretativa, il profilo sostanziale del rapporto giuridico d'imposta. Peraltro, le recenti disposizioni correttive di cui alla citata legge di conversione n. 248 del 2005 hanno - anche sotto l'aspetto più strettamente operativo e per tutte le categorie di contribuenti - risolto le eventuali e obiettive difficoltà organizzative accusate dagli intermediari, al momento dell'introduzione del nuovo assetto istruttorio, a causa del riversamento all'indietro nel tempo - in cui le proprie procedure difettavano di sistematicità - della nuova disciplina oggettiva, tenuto conto che questa risulta ora assolutamente compatibile con le disponibilità pregresse e attuali degli intermediari stessi. Infatti, questi ultimi erano e sono in possesso della strumentazione di cui all'archivio unico informatico (AUI), imposto dal 1993 con la legge n. 197 del 1991 per prevenire l'attività di riciclaggio di denaro avente provenienza illecita, con il limite delle operazioni superiori, da ultimo, all'importo di euro ; sulla predetta strumentazione si fondano le richiamate disposizioni correttive al fine di circoscrivere la base informativa - consistente in una gran mole di transazioni, oltre quelle annotate nei conti - sulla quale, per i periodi di imposta anteriori al 1 gennaio 2006, potranno fare affidamento gli uffici procedenti nella formulazione delle richieste allo scopo di acquisire tutte quelle operazioni non transitate in un conto. A maggior ragione, per i periodi di imposta dal 2006 in poi, i medesimi intermediari potranno operare, ai fini delle risposte, basandosi sulle rilevazioni ed evidenziazioni imposte dalle integrazioni apportate, con effetto dal 1 gennaio 2006, dal nuovo assetto informativo di cui al sesto comma dell'art. 7 del D.P.R. n. 605 del 1973, come modificato dalla citata legge di conversione n. 248 del La base informativa delle indagini finanziarie si è ulteriormente arricchita con l'implementazione del sistema dell'anagrafe tributaria, concernente gli adempimenti degli intermediari finanziari. Infatti, l' art. 37 comma 4, del decreto legge del 4 luglio 2006, n. 223 convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248 ha previsto - nella stessa logica dell'anagrafe dei conti e dei depositi di cui al decreto interministeriale 4 agosto 2000, n. 269, per cui ora la stessa risulta rivisitata e rivitalizzata, non avendo tuttora trovato concreta attuazione - l'istituzione della "anagrafe dei rapporti" tra intermediari finanziari e contribuenti. Quest'ultima sarà archiviata in apposita sezione dell'anagrafe tributaria e alimentata da comunicazioni aventi a oggetto la sola esistenza dei rapporti, nonché la natura degli stessi, con indicazione dei dati anagrafici dei titolari, compreso il codice fiscale. La banca dati, la cui operatività è demandata a un provvedimento del Direttore dell'agenzia delle entrate, sarà aggiornata a partire dai rapporti intrattenuti con gli intermediari ancora in essere al 1 gennaio 2005 e non cessati prima della predetta data.
5 Resta a dire, sempre in via anticipatoria, che lo specifico assetto delle sanzioni amministrative in materia, salvo l'ampliamento degli ambiti soggettivo e oggettivo di applicazione a opera della legge, non ha minimamente risentito di alcun inasprimento con riguardo alle nuove condotte, rispetto alle previsioni punitive formulate dal D.lgs. n. 471 del 1997 che aveva peraltro già eliminato il sovradimensionamento delle precedenti fattispecie punitive rispetto non solo all'effetto deterrenza ma anche alla stessa gravità degli inadempimenti. Premesso tutto quanto sopra, si precisa che l'intento delle presenti istruzioni non è quello soltanto di aggiornare operativamente la precedente prassi in materia e, in particolare, il contenuto della circolare n. 116/E del 1996, ma anche quello di dare soluzione a problematiche venutesi a determinare alla luce della esperienza successivamente maturata. Definizioni Sotto un profilo squisitamente formale, tra le "definizioni" che saranno successivamente utilizzate, si segnala che non pochi termini risultano aggiornati e altri ne sono stati coniati, in funzione della evoluzione della legislazione di riferimento sia tributaria che settoriale, e in particolare: - "legge" oppure "novella" in luogo di legge 30 dicembre 2004, n. 311; - "indagini creditizie e finanziarie" in luogo di indagini bancarie e postali; - "conto", non più inteso come rapporto speciale, condizionante l'acquisizione degli elementi bancari e postali, ma includente anche rapporti diversi, operazioni e servizi; - nuove denominazioni delle autorità sovraordinate in funzione autorizzatoria come il Direttore regionale, il Comandante regionale della Guardia di finanza e il Direttore centrale dell'accertamento, in luogo - rispettivamente dei primi due organi - dell'ispettore compartimentale delle imposte dirette e quello delle imposte indirette e del Comandante di zona della Guardia di finanza; - "banche" in luogo delle aziende e istituti di credito; - "Poste italiane spa", o anche semplicemente "poste", in luogo di Amministrazione postale; - "intermediario finanziario" od "operatore finanziario", per intendere comprensivamente "le banche, la società Poste italiane spa, gli intermediari finanziari, le imprese di investimento, gli organismi di investimento collettivo del risparmio, le società di gestione del risparmio, le società fiduciarie"; di cui alla elencazione contenuta nei novellati numeri 6 bis e 7) degli artt. 32 del D.P.R , n. 600 e 51 del D.P.R , n. 633 (vedi Capitolo Primo); - "responsabile della struttura accentrata" per intendere una ulteriore categoria di possibili destinatari delle richieste delle indagini oltre i tradizionali responsabili delle strutture locali e delle rispettive direzioni generali dei soggetti terzi, effettivi detentori - normalmente essi soltanto - delle informazioni sul contribuente; tale implementazione estende a tutti gli intermediari finanziari la prassi già consentita dalla circolare 116/E - all'epoca limitata a banche e poste - in materia di adempimenti procedurali intesi a superare la competenza territoriale delle singole dipendenze, a prescindere da quelle in cui il cliente-contribuente intrattiene i propri rapporti o abbia effettuato singole operazioni (vedi paragrafo del Capitolo Terzo); - "contribuente", quale soggetto destinatario sostanziale delle indagini (vedi paragrafo 4.1 del Capitolo Quarto); - "cliente", soggetto - di solito coincidente con il contribuente - che intrattiene un rapporto negoziale continuativo e/o effettua singole operazioni occasionali presso l'intermediario finanziario; - "soggetti terzi", quali soggetti nei cui confronti vengono estese le indagini attivate nei confronti del cliente o contribuente nelle ipotesi di rapporti cointestati e/o in disponibilità per delega e/o per interposizione fittizia (vedi paragrafo 5.2 del Capitolo Quinto); - "Anagrafe" in luogo di Anagrafe dei conti e dei depositi di cui al D.I. n. 269 del 4 agosto 2000; - "Tuir", in luogo di Testo unico delle imposte sui redditi di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917 come modificato dall' art. 1 del D.lgs. 12 dicembre 2003, n CAPITOLO PRIMO - Ambito soggettivo Premessa Come anticipato nelle Generalità, la legge ha ampliato, sia sotto il profilo soggettivo che sotto quello oggettivo, l'ambito di operatività della procedura istruttoria in questione attraverso la riformulazione dei numeri 7) degli artt. 32 del D.P.R. n. 600 del 1973 e 51 del D.P.R. n. 633 del 1972 sia pure con contestuale ridimensionamento dell'ambito procedurale dei rispettivi numeri 5). Tale ampliamento rappresenta un necessario adeguamento alla profonda mutazione intervenuta nel mondo finanziario e creditizio, iniziata sin dai primi anni '90, che ha cambiato il volto e il numero degli intermediari finanziari istituzionali abilitati a compiere operazioni di impiego, gestione e movimentazione delle disponibilità economiche e finanziarie.
6 Nel settore sono entrati Assicurazioni, Broker, Società finanziarie, Gruppi telefonici, Società di intermediazione e altri soggetti privati, prima dediti solo a svolgere la loro attività tipica. Infatti, attraverso la costituzione di società create allo scopo e con la veste tipica delle attività esercitabili nei diversi ambiti, tutti "fanno banca" o attività finanziaria. Così, accanto alle banche e alle poste hanno trovato ingresso le società appartenenti al cosiddetto settore parabancario (leasing, factoring, credito al consumo), le società finanziarie, le società di intermediazione mobiliare, le società fiduciarie, le società di gestione del risparmio, nonché le varie forme di gestione e partecipazione in organismi di investimento collettivo del risparmio. Sotto il profilo espositivo, l'ambito soggettivo della procedura istruttoria in questione sarà separatamente illustrato con riguardo all'esercizio delle diverse potestà di cui ai numeri 5) e ai numeri 7) sia dell'art. 32 D.P.R. n. 600 del 1973 che dell'art. 51 D.P.R. n. 633 del In particolare, con riferimento ai numeri 7), vengono distintamente trattati: - Organi legittimati a formulare la richiesta di indagine (Capitolo Terzo, paragrafo ); - Organi legittimati a esercitare il potere autorizzatorio (Capitolo Terzo, paragrafo 3.1.4); - Soggetti destinatari sostanziali delle indagini (Capitolo Quarto, paragrafo 4.1); - Soggetti destinatari delle richieste autorizzate, in quanto aventi la disponibilità dei dati e degli elementi oggetto della richiesta stessa; soggetti ai quali si aggiunge ora, per esplicita volontà di legge, la ulteriore categoria dei responsabili di una "struttura accentrata", le cui disponibilità documentali derivano da quelle effettive dei soggetti aderenti alla stessa struttura accentrata (Capitolo Primo, paragrafo 1.3) Destinatari delle richieste Oltre le scansioni soggettive avanti enunciate, si sottolinea che quella di cui all'ultimo alinea costituisce lo snodo essenziale per il decollo della procedura in commento, attesa la notevole dilatazione che tale aspetto ha ricevuto dalla legge, rispetto al più ristretto ambito consentito dalla previgente normativa, in quanto limitato a banche e poste. Con il provvedimento direttoriale del 22 dicembre 2005 sono state individuate le categorie di intermediari destinatari delle richieste, dei quali si fornisce di seguito l'elenco. A) - Banche Imprese che svolgono congiuntamente l'attività di raccolta del risparmio tra il pubblico e di esercizio del credito o, come meglio esplicitato dal decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (in seguito TUB), imprese la cui attività consiste nel ricevere depositi o altri fondi rimborsabili dal pubblico e nel concedere crediti per proprio conto e, in particolare, riconoscendo allo stesso organismo la possibilità di svolgere tutte le attività elencate nell'allegato alla Direttiva n. 89/646/CEE (seconda direttiva di coordinamento, che introduce anche in Italia il modello di Banca Universale) poi recepita nel predetto TUB. B) - Poste Italiane SpA Società per azioni costituita il 28 dicembre 1998 per trasformazione dell'ente Poste Italiane. Esercita il servizio universale postale e dei pagamenti su tutto il territorio nazionale ed è ripartita in cinque Divisioni tra cui quella, autonoma, di bancoposta che in particolare interessa la procedura istruttoria in commento, trattandosi della struttura competente per i servizi finanziari della Società. Affiancano la predetta Divisione due società controllate, che esercitano rispettivamente l'attività assicurativa ramo-vita e la produzione e la gestione di fondi di investimento mobiliare. Bancoposta colloca inoltre prodotti di soggetti terzi come i titoli di stato, obbligazioni, ecc., esercitando anche l'attività di gestione del credito tramite la concessione di prestiti personali fino a sessanta mesi e di mutui ipotecari. Offre, infine, carte di credito, carte di debito, servizio di trasferimento elettronico fondi Moneygram. I controlli su Bancoposta sono esercitati, come per le Banche e gli altri Intermediari finanziari, da Banca d'italia e da Consob. C) - Altri intermediari finanziari C1) - Soggetti iscritti nell'elenco generale di cui all'art. 106 comma 1 del TUB Sono soggetti che esercitano l'attività di concessione finanziamenti, locazione finanziaria, assunzione di partecipazioni, servizi di pagamento (tra cui emissione e gestione di carte di credito, trasferimento fondi sotto qualsiasi forma), intermediazione in cambi. C2) - Soggetti iscritti nell'elenco speciale tenuto da Banca d'italia ex art. 107 del TUB Sono gli stessi soggetti già compresi nell'elenco generale di cui al predetto art. 106 del TUB ed esercenti naturalmente le medesime attività. Essi si caratterizzano sia per la maggiore dimensione che per la possibilità di esercitare, debitamente autorizzati dalla Banca d'italia e sentita la CONSOB, l'attività di servizi di investimento o ad acquisire fondi con l'obbligo di rimborso.
7 C3) - Soggetti che svolgono attività finanziaria non nei confronti del pubblico Si tratta delle Holding di partecipazione, iscritte in una apposita sezione dell'elenco generale di cui all'art. 113 del citato TUB. C4) - Soggetti che rilasciano garanzie a favore di Banche nell'interesse degli appartenenti ai soggetti stessi Rientrano in tale categoria i consorzi e le cooperative di garanzia collettiva fidi, iscritte alla sezione dell'elenco di cui all'art. 155, comma 4, del TUB, che esercitano in via esclusiva solo la predetta attività. C5) - Soggetti che esercitano l'attività di cambiavalute Sono iscritti nell'apposita sezione di cui all'art. 155, comma 5, del TUB. Si ricorda che tra questi soggetti sono comprese anche le Associazioni Turistiche Pro Loco. C6) - Soggetti detti "casse peota" Esercitano la raccolta in ambito locale di modesti importi, nonché l'erogazione di prestiti senza fini di lucro. Sono iscritti nell'apposita sezione dell'elenco di cui all'art. 155, comma 6, del TUB. C7) - Agenti in attività finanziaria Si tratta della categoria definita dall'art. 1 comma 1, lettera n), del D.lgs 25 settembre 1999, n. 374 e dal successivo art. 3 dello stesso decreto. I soggetti appartenenti a questa categoria svolgono attività di varia natura come, ad esempio, custodia, trasporto valori, commercio in oro, gestione case da gioco, oltre ad attività come quella immobiliare, dell'esercizio di case d'asta, del recupero crediti, ecc.. C8) - Operatori professionali in oro La categoria è disciplinata dagli artt. 1 e 2 della legge 17 gennaio 2000, n. 7. Si tratta di soggettività che interessano pur esse l'attività istruttoria in commento, in quanto il loro operato può dare origine a operazioni finanziarie vere e proprie, come quelle esercitate dalle banche situate nelle zone di Arezzo e Valenza Po (prestiti in oro, creazioni di garanzie, ecc.). C9) - Istituti di moneta elettronica (IMEL) L'art. 114 bis del TUB ha riservato l'emissione di moneta elettronica alle banche e agli IMEL, prevedendo per questi ultimi una specifica disciplina esplicitata nella circolare della Banca d'italia n. 253 del 26 marzo I predetti istituti esercitano in via esclusiva l'attività di emissione della moneta elettronica, intendendosi per tale "il valore monetario rappresentato da un credito nei confronti dell'emittente, memorizzato su un dispositivo elettronico, emesso dietro ricezione di fondi il cui valore non sia inferiore al valore monetario emesso, accettato come mezzo di pagamento da imprese diverse dall'emittente". Pertanto, le somme in contanti ricevute dagli Imel sono tempestivamente trasformate in moneta elettronica e non costituiscono depositi della clientela; su di esse non sono conseguentemente corrisposti interessi e non sono coperte dalle garanzie dei depositi. Gli IMEL, pur non potendo esercitare la concessione del credito, possono però svolgere attività a esso connesse e strumentali, nonché offrire servizi di pagamento in relazione alla emissione di moneta elettronica. C10) - Imprese di investimento Trattasi, normalmente, delle imprese di investimento mobiliare (SIM), diverse dalle banche, tuttavia autorizzate, insieme a queste ultime, a svolgere servizi di investimento nei confronti del pubblico. Questa categoria è stata introdotta dal D.lgs. 23 luglio 1996, n. 415 (c.d. decreto Eurosim). Sono definite -ai sensi dell'art. 1 del D.lgs. del 24 febbraio 1998, n. 58 (in seguito solo TUF) - quali imprese di investimento soltanto le SIM e le altre imprese di investimento aventi sede legale e direzione generale in uno Stato sia comunitario che extra-comunitario. La loro attività principale è quella dell'intermediazione titoli e di collocamento per le nuove quotazioni di imprese. Gestiscono, inoltre, patrimoni e raccolgono risparmio; in particolare possono negoziare azioni, obbligazioni, quote di fondi comuni, prodotti derivati, collocare e distribuire strumenti finanziari. C11) - Organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) Il TUF all'art. 1, lett. m), individua tali organismi nei Fondi comuni di investimento e nelle SICAV. Queste ultime sono società per azioni aventi per oggetto esclusivo l'investimento collettivo del patrimonio raccolto mediante l'opa (offerta al pubblico di proprie azioni). Giova rammentare che la differenza nell'investimento con una SICAV rispetto a un fondo comune, si traduce in un acquisto di azioni invece che di quote; il sottoscrittore SICAV può infatti partecipare all'assemblea degli azionisti, esercitare il diritto di voto e confrontarsi con l'operato dei gestori. Il fondo comune, naturalmente, è da intendersi in senso ampio e quindi riferibile ai fondi mobiliari aperti, chiusi e immobiliari.
8 Si ricorda altresì che fondi e SICAV possono essere di diritto italiano o armonizzati UE e non armonizzati UE; questi ultimi sono liberi da vincoli e limitazioni previste dalla legge comunitaria e quindi considerati nettamente speculativi. C12) - Società di gestione del risparmio (SGR) Come stabilito dagli artt. 1, 18, 33 e 36 del TUF, le SGR sono società per azioni con sede legale e direzione generale in Italia e sono autorizzate a prestare il servizio di gestione collettiva del risparmio che si realizza attraverso la promozione, istituzione, organizzazione e gestione dei fondi comuni di investimento, sia propri che istituiti da altri soggetti. Le predette società possono gestire anche il patrimonio delle SICAV e i fondi pensione; tale gestione si realizza, a sua volta, mediante l'investimento avente per oggetto strumenti finanziari, crediti, o altri beni mobili o immobili. In pratica, le SGR rappresentano lo strumento destinato alla gestione per conto terzi di portafogli mobiliari. La creazione di una siffatta società all'interno di un Gruppo finanziario consente di accentrare tutte le attività di asset management, in precedenza svolte da diversi soggetti, all'interno dello stesso Gruppo (banche, sim, fondi comuni, ecc.). Le SGR oltre che gestire fondi aperti, chiusi mobiliari e immobiliari, possono gestire anche fondi speculativi (quote di hedge fund esteri per le quali non è prevista l'emissione dei relativi certificati). C13) - Società fiduciarie Come accennato nella Introduzione, per quanto riguarda questa categoria la legge ha mostrato una particolare e innovativa attenzione, trasferendola espressamente dall'ambito di operatività dei numeri 5) ai numeri 7) dei rispettivi artt. 32 del D.P.R. n. 600 del 1973 e 51 del D.P.R. n. 633 del Nel rinviare per una dettagliata trattazione del tema al paragrafo successivo, è solo il caso di anticipare in questa sede che trattasi di società che si propongono di assumere l'amministrazione e la gestione di beni mobili, immobili e partecipazioni per conto terzi, l'organizzazione di aziende e la rappresentanza dei portatori di titoli e quote societarie. Questo tipo di società è regolamentato ancora dalla legge del 23 novembre 1939, n richiamata dall'art. 199 del TUF. La nuova regolamentazione introdotta dai citati numeri 7) specifica che la stessa vale anche per l'elenco delle società fiduciarie iscritte nella sezione speciale dell'albo di cui all'art. 20 dello stesso TUF. Torna utile precisare che i rapporti gestiti da una società fiduciaria sono da considerare tutti continuativi in quanto ogni cliente deve sottoscrivere un contratto con la società, anche se il rapporto dura soltanto per un breve periodo. Conseguentemente non è dato riscontrare, con questi intermediari, il verificarsi di operazioni fuori contratto o (per fare un paragone con le operazioni per cassa in banca) operazioni extra-conto. E' noto che la contabilità delle operazioni effettuate per conto della clientela viene registrata in un apposito conto intestato alla fiduciaria e aperto presso la banca di riferimento; si tratta in pratica di un conto globale dove vengono registrati tutti i movimenti di entrata e di uscita dei clienti della fiduciaria, ovviamente tenuti distinti per singolo cliente tramite opportune codificazioni Evoluzione della procedura di indagine nella normativa fiduciaria Il nuovo numero 7) del primo comma dell'art. 32 del D.P.R. n. 600 del 1973, come modificato dal comma 402 dell'art. 1 della legge, riconosce all'amministrazione finanziaria la facoltà di richiedere, previa autorizzazione del direttore centrale dell'accertamento dell'agenzia delle entrate o del direttore regionale della stessa, ovvero, per il corpo della Guardia di finanza, del comandante regionale, alle banche, alla società Poste italiane SpA, agli intermediari finanziari, alle imprese di investimento, agli organismi di investimento collettivo del risparmio, alle società di gestione del risparmio e alle società fiduciarie, dati, notizie e documenti relativi a qualsiasi rapporto intrattenuto od operazione effettuata, ivi compresi i servizi prestati, con i loro clienti, nonché alle garanzie prestate da terzi. La stessa disposizione prevede, inoltre, che alle società fiduciarie di cui alla legge 23 novembre 1939, n e a quelle iscritte nella sezione speciale dell'albo di cui all'articolo 20 del TUF, può essere richiesto, fra l'altro, specificando i periodi temporali di interesse, di comunicare le generalità dei soggetti per conto dei quali esse hanno detenuto o amministrato o gestito beni, strumenti finanziari e partecipazioni in imprese, inequivocabilmente individuati. In sintesi, dunque, la legge finanziaria 2005 ha: - proceduto a omogeneizzare i poteri istruttori esercitabili nei confronti delle società fiduciarie e quelli contemplati per le banche (e per gli altri intermediari finanziari); - stabilito la possibilità di formulare, nei confronti delle sole società fiduciarie, richieste mirate, finalizzate alla individuazione dei titolari di beni, strumenti finanziari e partecipazioni in imprese. Lo stesso comma 402 ha inoltre anche modificato il numero 5) dell'art. 32 del D.P.R. n. 600 del 1973, in virtù del quale l'amministrazione finanziaria può acquisire informazioni circa le operazioni poste in essere dagli organi e dalle Amministrazioni dello Stato, dagli enti pubblici non economici, dalle
9 società ed enti di assicurazione e dalle società ed enti che effettuano istituzionalmente riscossioni e pagamenti per conto di terzi a favore di soggetti indicati singolarmente o per categorie. Proprio per effetto della riforma, tale modalità di accertamento non si applica alle banche, alla società Poste italiane s.p.a., per le attività finanziarie e creditizie, agli intermediari finanziari, alle imprese di investimento, agli organismi di investimento collettivo del risparmio, alle società di gestione del risparmio e alle società fiduciarie, soggetti tutti che rimangono, invece, compresi nel successivo numero 7) del medesimo art. 32. Con specifico riferimento al comparto delle società fiduciarie, deve dunque rilevarsi che le modifiche previste ai numeri 5) e 7) dell' art. 32 del D.P.R. n. 600 del 1973 determinano, innanzitutto, l'allineamento delle società fiduciarie agli altri operatori finanziari (banche, poste, ecc.). In particolare, importante risulta l'espressa esclusione anche delle società fiduciarie dal metodo di indagine "a campione" (per categorie) di cui al numero 5) dell'art. 32 e l'inclusione delle predette società esclusivamente nel numero 7), con conseguente estensione nei loro confronti delle procedure e garanzie proprie delle procedure di controllo finalizzate all'acquisizione dei dati in possesso delle banche. Sotto tale profilo, dunque, può ritenersi definitivamente superata la querelle, recentemente ripropostasi all'attenzione a seguito del parere del Consiglio di Stato n del 1 luglio 2003, se nei confronti delle società fiduciarie di amministrazione, di cui alla legge 23 novembre 1939, n siano o meno esercitabili i poteri di indagine di cui al medesimo numero 5) dell'art. 32. Allo scopo di meglio comprendere le ragioni che stanno all'origine dell'intervento normativo relativo ai poteri istruttori esercitabili nei confronti delle fiduciarie, e dunque anche i motivi del nuovo assetto conferito in via normativa allo specifico comparto, occorre rammentare che, sotto la previgente disciplina l'art. 32, primo comma, n. 5), del D.P.R. n. 600 del 1973 stabiliva che, per l'adempimento dei loro compiti, gli uffici delle imposte potessero, tra l'altro, richiedere alle società ed enti che effettuano istituzionalmente riscossioni e pagamenti per conto di terzi, ovvero attività di gestione e intermediazione finanziaria, anche in forma fiduciaria, la comunicazione, anche in deroga a contrarie disposizioni legislative, statuarie o regolamentari, di dati e notizie relativi a soggetti indicati singolarmente o per categorie. L'esercizio del surriferito potere nei confronti delle società fiduciarie, non sottoposto peraltro ad alcun preventivo provvedimento autorizzatorio, è sempre stato tuttavia problematico, soprattutto in considerazione del fatto che la richiamata formulazione normativa non avrebbe offerto adeguata copertura giuridica per la formulazione di richieste della specie nei confronti delle società fiduciarie c.d. "statiche". La distinzione tra fiduciarie di "amministrazione" o "statiche" e fiduciarie di "gestione" o "dinamiche" trova radice nel disposto di cui all' art. 17 della legge 2 gennaio 1991, n. 1 che ha introdotto la possibilità per le fiduciarie di esercitare l'attività di gestione dei patrimoni mediante operazioni aventi ad oggetto valori mobiliari, previa iscrizione nell'albo CONSOB di cui all'art. 3 della medesima legge. Una parte delle società fiduciarie costituite e operanti in conformità alla legge 23 novembre 1939, n avvalendosi del dettato normativo testé richiamato, ha chiesto e ottenuto l'iscrizione al summenzionato albo, mentre la parte restante ha continuato a operare in via ordinaria, precludendosi, a norma di quanto disposto dal comma 5 del citato art. 17, la possibilità di effettuare operazioni di gestione sui valori mobiliari a esse fiduciariamente intestati. Ne è sorta la summa divisio tra fiduciarie "dinamiche" (iscritte nell'albo di cui all' art. 3 della legge n. 1 del 1991) e fiduciarie "statiche" (che, non essendo iscritte nell'albo di cui al citato art. 3, si sono limitate a proseguire l'attività di mera custodia e amministrazione dei titoli). La normativa richiamata è stata poi confermata sostanzialmente dall'art. 60 comma 4, del D.lgs. 23 luglio 1996, n. 415 (c.d. "decreto Eurosim") che, nel recepire la direttiva 93/22/CEE, ha di fatto sostituito la disciplina della legge n. 1 del 1991 e dall'art. 199 del TUF, a sua volta sostitutivo del decreto Eurosim. Medio tempore è intervenuta la novella legislativa dell'art. 32, primo comma, numero 5), del D.P.R. n. 600 del 1973 recata dall'art. 18 della legge 30 dicembre 1991, n In precedenza, il dettato normativo infatti prevedeva solo la facoltà di "richiedere alle pubbliche amministrazioni, agli enti pubblici, alle società ed enti di assicurazione ed agli enti e società che effettuano istituzionalmente riscossioni e pagamenti per conto di terzi, la comunicazione, anche in deroga a contrarie disposizioni legislative, statutarie e regolamentari, di dati e notizie relativi a soggetti indicati singolarmente e per categorie". La novella del 1991 ha esteso il potere di chiedere dati e notizie anche a soggetti che effettuano "attività di gestione e intermediazione finanziaria, anche in forma fiduciaria". La successione delle innovazioni nell'ordinamento ha dunque offerto a parte della dottrina e della giurisprudenza il destro per sostenere che, nel riferirsi ai soggetti che esercitano attività di gestione in forma fiduciaria, il legislatore tributario del 1991 ha inteso riferirsi esclusivamente alle fiduciarie c.d. "dinamiche" e non anche a quelle "statiche". Oltre al controverso tema della applicabilità alle fiduciarie statiche del potere di cui all'art. 32, numero 5), del D.P.R. n. 600 del 1973 ulteriori elementi hanno contribuito a rendere critica, se non impossibile, l'attivazione del potere in narrazione. Tra questi, in particolare, l'opinione secondo la quale la norma non avrebbe contemplato la possibilità di chiedere, partendo dall'identificazione di un bene, le generalità del soggetto fiduciante, essendo essa strutturata e materialmente formulata solo per rispondere all'esigenza inversa (dalle generalità del fiduciante, alla identificazione dell'oggetto del rapporto o dei rapporti dallo stesso intrattenuti con la società fiduciaria). Le modifiche normative introdotte dalla legge finanziaria 2005 a proposito dei poteri esercitabili nei confronti delle società fiduciarie si pongono dunque, sotto questo particolare profilo, come momento di superamento definitivo delle problematiche occorse in vigenza del numero 5) dell'art. 32 nella sua precedente formulazione. L'inserimento delle società fiduciarie nel numero 7) dell'art. 32 comporta in primo luogo che gli uffici dell'agenzia delle entrate e i comandi della Guardia di finanza potranno richiedere alle società fiduciarie, così come a tutti gli altri operatori finanziari, informazioni circa le operazioni da loro
10 concluse fornendo nominativa indicazione dei contribuenti sottoposti ad accertamento: agli uffici e ai comandi suddetti è così permesso - derogando alla riservatezza fiduciaria - di risalire, muovendo dall'indicazione della persona sottoposta ad accertamento (elemento noto) alle operazioni - anche fiduciarie - da questo poste in essere (elemento ignoto). Come accennato, il nuovo numero 7) dell'art. 32 prevede, inoltre, che alle società fiduciarie di cui alla legge n del 1939 e a quelle iscritte nella sezione speciale dell'albo di cui all'articolo 20 del TUF, può essere richiesto, fra l'altro, specificando i periodi temporali di interesse, di comunicare le generalità dei soggetti per conto dei quali esse hanno detenuto o amministrato o gestito beni, strumenti finanziari e partecipazioni in imprese, inequivocabilmente individuati. Come risulta sia dalla sua collocazione sistematica che dall'utilizzo dell'intercalare "fra l'altro", tale seconda parte della norma, esclusivamente riferita alle società fiduciarie sia di amministrazione che di gestione, si pone come complementare rispetto alla prima parte della stessa avente carattere generale nei confronti di tutti gli operatori finanziari, ivi comprese le medesime società fiduciarie: essa prende specificamente in considerazione il fenomeno dell'intestazione fiduciaria di beni, consentendo all'amministrazione finanziaria di derogare alla riservatezza fiduciaria, in presenza peraltro non solo delle medesime garanzie procedurali di cui alla prima parte della norma, ma anche delle particolari condizioni poste dalla medesima disposizione speciale per consentire tale deroga. In particolare, i poteri di indagine consentiti all'amministrazione finanziaria nei confronti dell'intestazione fiduciaria di beni, strumenti finanziari e partecipazioni possono essere esercitati a condizione, da un lato, che l'oggetto dell'indagine sia precisamente (inequivocabilmente) individuato con specifica indicazione sia del bene fiduciariamente intestato che del periodo temporale di interesse per l'indagine e, dall'altro, che sia precisato il collegamento fra l'intestazione fiduciaria e l'attività di indagine svolta nei confronti dei soggetti sottoposti o sottoponibili ad accertamento. Non solo la particolare condizione dell'inequivoca indicazione ma, soprattutto, la natura speciale e complementare della disposizione in tema di intestazione fiduciaria rispetto alla prima parte della norma, impongono tale relazione fra l'oggetto della specifica indagine (il bene fiduciariamente intestato) e l'oggetto dell'attività di accertamento (il soggetto o i soggetti cui essa è rivolta). Come la prima parte della norma consente, muovendo dall'indicazione della persona sottoposta ad accertamento (elemento noto), di risalire alle operazioni - anche fiduciarie - da questo poste in essere (elemento ignoto), così la seconda parte della norma consente, muovendo dall'indicazione specifica dell'oggetto della intestazione fiduciaria (elemento noto), di risalire al soggetto (elemento ignoto) la cui identità è elemento informativo indispensabile al fine dello sviluppo delle attività istruttorie in corso di svolgimento. Proprio con riferimento a tale seconda parte della norma, in sede di primi commenti della nuova disciplina, sono state avanzate interpretazioni non condivisibili sulle quali si ritiene pertanto necessario indugiare sia pure brevemente. Affermare, in particolare, che per svolgere un'indagine nei confronti dell'intestazione fiduciaria di beni è necessario che l'ufficio individui "inequivocabilmente" il soggetto nei cui confronti sta svolgendo accertamento è statuizione palesemente priva di fondamento logico: significherebbe infatti che la norma speciale ha voluto solo ribadire ciò che già è detto nella prima parte della norma, anch'essa pacificamente applicabile alle società fiduciarie. L'indagine nominativa, e cioè partendo dall'indicazione - che non può che essere precisa e inequivoca - del soggetto nei cui confronti si sta svolgendo accertamento, è già prevista dalla prima parte generale della norma, dove si fa espresso riferimento ai "clienti" che intrattengono rapporti o hanno effettuato operazioni (anche fiduciarie) con tutti gli operatori finanziari. Allo scopo di meglio dunque chiarire le ragioni sottese al rinnovato potere istruttorio attivabile nei confronti delle società fiduciarie, si propone la seguente esemplificazione. Si supponga che sia in corso di svolgimento un'attività di controllo nei confronti della ALFA s.p.a. soggetto residente, il cui intero capitale sociale è rappresentato da azioni detenute da un soggetto ignoto che le ha intestate fiduciariamente a una società costituita ai sensi della legge n del Si supponga ora che nel corso delle attività di controllo i funzionari preposti individuino vendite di beni effettuati dalla ALFA s.p.a. nei confronti di una società belga BETA S.A. a prezzi mediamente inferiori a quelli di mercato. In virtù delle disposizioni recate dal Tuir, agli artt. 110 e 9, i prezzi di dette transazioni possono essere rettificati dall'amministrazione finanziaria, dando quindi luogo all'accertamento di un maggior reddito imponibile in capo a ALFA s.p.a., quando però sia dimostrato che la controparte nelle operazioni appartenga al medesimo gruppo di imprese cui fa capo la società suscettibile di accertamento. Tale circostanza, essenziale, nella fattispecie, ai fini dell'esame, non è appurabile se non risalendo nella catena di controllo della ALFA s.p.a. Ne consegue la necessità di interpellare la società fiduciaria intestataria del pacchetto azionario della verificata allo scopo di acquisire l'informazione rilevante. Va peraltro osservato che qualora l'informazione sia altrimenti desumibile (perché, ad esempio, fornita direttamente dalla società in sede di verifica o ricavabile dai bilanci della stessa società o dal suo sito internet), la formulazione della richiesta alla società fiduciaria non trova ragion d'essere se non nella remota (ma pur sempre possibile) ipotesi che l'informazione aliunde desunta risulti poi non veritiera o solo in parte veritiera. Mentre non è dunque previsto che, nel formulare la richiesta di autorizzazione, i funzionari procedenti diano indicazione in via presuntiva di uno o più soggetti individuati quali potenziali titolari effettivi delle azioni o dei beni, è invece richiesto che sia data chiara e puntuale indicazione delle ragioni per via delle quali la richiesta nei confronti della società fiduciaria costituisce momento significativo delle attività di indagine in corso. Nell'ambito dell'esame di merito di sua competenza, l'autorità deputata a rilasciare la specifica autorizzazione dovrà pertanto sincerarsi del ricorrere della surriferita circostanza, valutando, in particolare, sulla base degli elementi prospettati dall'ufficio o dal comando richiedente, quale pregiudizio possa derivare all'indagine in corso qualora l'informazione non venisse acquisita e l'eventuale esistenza di fonti alternative e affidabili da cui attingere la medesima informazione.
11 Va conclusivamente rimarcato che le indicazioni operative appena fornite in particolare con riguardo allo specifico potere attivabile solo nei confronti delle società fiduciarie hanno il precipuo scopo di evitare l'affiorare di prassi collocabili nell'alveo delle c.d. fishing expeditions ossia di richieste che non trovano radice in obiettive esigenze istruttorie connesse ad attività di indagine in corso. Tali richieste, in quanto non rispondenti alla ratio legis che ha ispirato la novella introdotta dalla legge, devono considerarsi non adeguatamente motivate e, come tali, devono essere respinte dalle autorità competenti al rilascio dell'autorizzazione Responsabile della struttura accentrata Come già accennato in precedenza, e reso evidente dal citato provvedimento telematico, vista l'evoluzione dell'organizzazione del sistema creditizio e finanziario e la nuova struttura che, attualmente, i grandi gruppi bancari e finanziari si sono dati - e si stanno ancora dando -, con riguardo ai destinatari delle richieste degli uffici occorre tener presente che: - il processo di concentrazione bancaria ha creato numerosi Gruppi bancari, di diverse dimensioni, da cui sono scaturite grandi Banche spa che hanno inglobato numerosi Istituti di credito; - queste concentrazioni di banche sono avvenute sia tramite fusioni per incorporazione che per raggruppamenti a modello federativo; - molte banche sono scomparse, altre, pur mantenendo la loro denominazione, sono diventate soggetti completamente diversi. Conseguentemente, continuare a indirizzare le richieste a ogni singolo soggetto bancario o finanziario, come fatto sinora, si è rilevato poco aderente alla realtà attuale oltre che scarsamente produttivo. Preso atto della descritta situazione, il legislatore ha inserito in entrambi i numeri 7), sia dell'art. 32 del D.P.R. n. 600 del 1973 che dell'art. 51 del D.P.R. n. 633 del 1972, un'ulteriore categoria di destinatari delle richieste, individuandola nei responsabili della "struttura accentrata" degli intermediari. In proposito, giova ricordare che in precedenza già la circolare 116/E (Capitolo II, paragrafo 4) aveva introdotto il concetto di sede accentrata, sia per le richieste che per le relative risposte, suggerendo agli uffici di privilegiare, quando possibile, l'inoltro diretto alle direzioni generali delle banche, anziché alle singole dipendenze. A seguito della predetta integrazione normativa, la ricordata nozione amministrativa di sede accentrata è stata estesa oltre l'ambito dello stesso istituto di credito nominativamente e singolarmente individuato, per rapportarsi alla nuova configurazione di raggruppamento bancario, qualora il rappresentante dello stesso raggruppamento sia stato formalmente delegato non solo alle funzioni di semplice collettore delle richieste, ma anche a quelle di incaricato per le relative risposte, con ciò assumendo nella procedura istruttoria in questione la veste di "responsabile della struttura accentrata", sia ai fini della veridicità e dei tempi di corrispondenza, sia agli effetti sanzionatori (per quest'ultimo aspetto, vedi in particolare Capitolo Sesto). Si tratta, naturalmente, per quanto già precisato, di una categoria di destinatari diversa da tutte le altre, in quanto sprovvista in proprio della effettiva disponibilità degli elementi oggetto di indagine, considerato che i rapporti sottostanti intercorrono tra le singole società che si sono accentrate e il contribuente oggetto dell'indagine. Concludendo, si ritiene che il percorso operativo degli uffici richiedenti possa riassumersi nei termini seguenti: 1) con riguardo al settore bancario occorre propedeuticamente distinguere le banche interessate da un processo di incorporazione, per le quali la richiesta va diretta alla direzione generale del soggetto incorporante, da quelle aggregate con modello federativo, per le quali la richiesta va inoltrata a ogni singolo soggetto giuridico; 2) per i gruppi bancari che hanno costituito apposite strutture accentrate, anche ai fini delle indagini bancarie, la richiesta va indirizzata al responsabile della stessa struttura; 3) per tutte le altre banche, va intesa come destinataria delle richieste la rispettiva direzione generale o centrale, ovvero le singole loro dipendenze; 4) per tutti gli altri intermediari finanziari trovano applicazione gli stessi criteri sopra descritti, ove ne ricorrono i presupposti. In particolare si sottolinea, sia pure sotto il profilo essenzialmente funzionale, che, con riguardo alle poste, le relative richieste possono essere indirizzate all'apposito ufficio accentrato della Direzione Generale di Roma, oppure, in caso di indagini localmente mirate, all'ufficio provinciale o regionale competente. CAPITOLO II - Ambito oggettivo Premessa Come sommariamente anticipato nel paragrafo dedicato alle Generalità riguardante il complesso innovativo realizzato dalla legge, i novellati numeri 7) dell'art. 32 del D.P.R. n. 600 del 1973 e 51 del D.P.R. n. 633 del 1972 hanno notevolmente ampliato anche il numero e la qualità degli elementi informativi accessibili da parte degli uffici e degli altri organi legittimati all'esercizio dell'attività istruttoria in commento.
12 Quanto sopra è stato realizzato attraverso l'adozione di una formulazione più ampia dei predetti numeri 7), la quale comprende dati e informazioni relativi non solo ai rapporti di conto e a quelle operazioni che vi transitano, come stabilito dalla normativa in essere fino al dicembre 2004, ma anche "... a qualsiasi rapporto intrattenuto od operazione effettuata, ivi compresi i servizi prestati, con i loro clienti, nonché alle garanzie prestate da terzi.". Ribadendo, in particolare, che tale formulazione non riguarda più soltanto banche e poste, ma anche tutti gli altri intermediari finanziari come descritti nel Capitolo Primo. Come è evidente, la novella formulazione risulta talmente omnicomprensiva da raccogliere dentro di sé l'operatività di tutti gli intermediari, non solo finanziaria, ma anche quella relativa ai servizi accessori e ai mezzi di pagamento. Risultano in tal modo eliminati anche tutti gli equivoci interpretativi derivanti dalla formulazione della normativa previgente, causa non ultima anche delle frequenti sovrapposizioni dei ripetuti numeri 7) rispetto ai numeri 5) degli stessi articoli 32 del D.P.R. n. 600 del 1973 e 51 del D.P.R. n. 633 del 1972 con particolare riguardo sia alla fase procedurale, autorizzata ovvero libera, sia alla qualità dei dati e delle notizie passibili di acquisizione. Deve comunque ascriversi al nuovo impianto normativo il definitivo superamento della pregressa distinzione, in tema di acquisizione degli elementi informativi, tra operazioni di conto e operazioni extra-conto, le quali ultime sono ora legalmente transitate nel vocabolo "operazioni". In altri termini gli uffici, dalla data di entrata in vigore della legge (1 gennaio 2005) e con efficacia riferita anche ai pregressi periodi di imposta, possono correlare le loro richieste a tutti i rapporti, continuativi e non, vale a dire aperture, variazioni e chiusure di conti, libretti, depositi e altro, operazioni singole, contratti relativi a cassette di sicurezza, mutui, finanziamenti di qualsiasi natura e tutte le altre operazioni di qualsiasi specie, sia finanziarie che relative a servizi accessori e ai mezzi di pagamento, sempreché rilevanti agli effetti di indagine fiscale. Naturalmente, sia per quanto già precisato nella Introduzione sia per quanto meglio specificato in questo stesso paragrafo, le disposizioni correttive di cui alla legge di conversione n. 248 del 2005, per i periodi di imposta anteriori al 1 gennaio 2006, stabiliscono che la base informativa delle operazioni extra conto resta circoscritta a quella alimentante l'archivio unico informatico (AUI), con il limite delle operazioni superiori, da ultimo, all'importo di euro Giova inoltre ricordare, sotto il profilo acquisitivo, che tra i rapporti e le operazioni connesse o inerenti agli stessi rientrano, per espressa disposizione legale, rimasta immutata rispetto alla precedente previsione - descritta nella citata circolare n. 116/E -, le "garanzie prestate da terzi". Trattasi dei casi in cui un soggetto terzo rilascia, volontariamente, delle garanzie all'intermediario a favore del contribuente sul quale è in corso l'indagine, con la sola differenza, rispetto al passato, che l'intermediario deve ora fornirne gli elementi in un unico contesto come dati anch'essi tempestivamente accessibili, in quanto afferenti la sfera del contribuente oggetto dell'indagine. A maggior ragione, si configurano come acquisibili le garanzie prestate dallo stesso contribuente sui crediti o affidamenti ricevuti dall'intermediario finanziario, in linea con quanto già riconosciuto pacificamente dalla medesima circolare sopra citata. Quanto alle eventuali e diverse competenze rivestite dagli intermediari, al di fuori delle specifiche attività finanziarie e creditizie, avanti delineate, si rinvia a quanto esplicitato riguardo ai numeri 5), come meglio precisato nel successivo Capitolo Settimo, paragrafo 7.2, con riguardo ad esempio alla vendita di gadget, di biglietti per manifestazioni varie, ecc. Precisato tutto quanto sopra, occorre ribadire in particolare che, per i periodi di imposta anteriori al 1 gennaio 2006, le disposizioni correttive innanzi citate hanno limitato l'ambito della base informativa sulla quale gli uffici procedenti possono legittimamente fare affidamento per l'acquisizione delle operazioni non transitate in un conto, rinviando alla sola strumentazione di cui all'archivio unico informatico (AUI) e, quindi, con possibilità acquisitiva riferita esclusivamente alle operazioni di importo superiore a euro ; limite questo non operante per le operazioni annotate, invece, in un conto. Al riguardo, non può sottacersi la circostanza che, durante il periodo intercorrente dall'entrata in vigore della legge finanziaria (1 gennaio 2005) sino al 2 dicembre 2005, data precedente quella di entrata in vigore delle disposizioni correttive di cui all'art. 2, comma 14 ter, della citata legge n. 248 del 2005 potrebbero aver operato, ratione temporis, le regole originarie che non prevedevano limiti di acquisizione con riferimento alle predette operazioni "fuori conto", a prescindere dalla loro ricomprensione, di ordine quantitativo e qualitativo, nell'anzidetta strumentazione AUI. Ovviamente, le richieste e relative risposte già esitate, così come i successivi, eventuali utilizzi, in mancanza di una espressa norma di diritto transitorio, spiegheranno ogni possibile effetto in coerenza con i generali principi di efficacia temporale delle norme e di conservazione degli atti eseguiti, in quanto le introdotte disposizioni correttive hanno valenza applicativa solo dalla data della loro entrata in vigore Rapporti, operazioni e servizi oggetto delle richieste Da quanto enunciato riassuntivamente sia nelle Generalità della presente circolare, sia nel precedente paragrafo, la portata innovativa della manovra 2005 in tema di "indagini bancarie" si riscontra, oltre che nell'aumentato numero degli intermediari destinatari delle richieste, nel significativo ampliamento del numero e della qualità delle operazioni intercettabili dall'amministrazione. In particolare, sotto l'aspetto oggettivo, la nuova strategia perseguita dalla legge è stata quella di superare l'angusta nozione di "copia dei conti intrattenuti" - ancorché in precedenza allargata ai rapporti inerenti e connessi - per approdare alla più ampia area di indagine relativa a "qualsiasi rapporto intrattenuto od operazione effettuata, ivi compresi i servizi prestati" con la clientela di cui ai riformulati numeri 7) degli artt. 32 del D.P.R. n. 600 del 1973 e 51 del D.P.R. n. 633 del Da tale nuova formulazione onnicomprensiva deriva anzitutto la possibilità di acquisire dati, notizie e documenti prescindendo dalla natura della
13 singola operazione, sia essa collegata o meno a qualsivoglia tipologia di rapporto con i diversi intermediari finanziari. In altri termini, con specifico riferimento alle suddette categorie legali (rapporti, operazioni, inclusi i servizi prestati) il legislatore ha sostanzialmente individuato tutte le operazioni relative all'attività esercitabile dagli intermediari, siano esse operazioni relative a rapporti continuativi o servizi offerti continuativamente, ovvero operazioni riferibili a servizi singolarmente prestati. Pertanto, tutte le suddette operazioni - di qualsiasi specie esse siano, finanziarie o di diversa natura - sono oggi intercettabili ai fini dell'esercizio del potere istruttorio come novellato dalla legge. Tuttavia, ai fini di un'esplicativa esposizione della materia in commento, si passa qui di seguito a sussumere nelle categorie legali di cui sopra i principali insiemi di atti concretamente realizzabili con gli intermediari finanziari attraverso la costituzione o meno di un rapporto, servizi inclusi. La prima fattispecie operativa individuata è data dalla locuzione "rapporti"; alla luce di quanto argomentato, questa categoria è relativa a tutte le attività aventi carattere continuativo - con ciò intendendo un riferimento temporale congruo - esercitabili dagli intermediari finanziari, ovvero ai servizi offerti continuativamente al cliente, instaurando con quest'ultimo un "complesso di scambio" all'interno di una forma contrattuale specifica e durevole nel tempo. Ove mancassero questi due ultimi requisiti essenziali, la fattispecie operativa non potrebbe più essere definita "rapporto" in senso compiuto. Per altro verso, la oggettiva mancanza del suddetto "complesso di scambio" definisce comunque altre fattispecie: l'operazione isolata e l'offerta del singolo servizio. Appare evidente che in ogni caso si tratta di "operazioni", in quanto il singolo servizio offerto dà comunque luogo a una singola operazione di rilevanza contabile; in mancanza di quest'ultimo connotato contabile, non si configura un fenomeno finanziario analizzabile relativamente alle indagini in questione. Quanto ora precisato sulle predette categorie legali rende evidente che le operazioni da analizzare sono riconducibili a un rapporto, ovvero ne restano fuori in maniera isolata, in quanto nascono e si esauriscono istantaneamente. Tra le operazioni poste più frequentemente in essere dagli intermediari con i loro clienti, rientrano: - operazioni di natura finanziaria, ovvero tutte le transazioni caratterizzate, in via generale, da movimentazioni di titoli e denaro. E' evidente che, pur nella generalità del significato, tali operazioni risultano interessanti soltanto se qualificate dal punto di vista fiscale, in quanto strumentali e utili all'indagine finanziaria; - operazioni relative, in particolare, a mezzi di pagamento, ovvero operazioni mirate, rintracciabili anch'esse all'interno di un rapporto o anche come isolate, che riguardano gli incassi, i pagamenti, i trasferimenti in denaro contante, gli assegni (in tutte le loro accezioni), i vaglia postali, i bonifici e l'emissione e la gestione di carte di credito. Tali operazioni per la loro peculiarità, che è evidente, risultano disciplinate specificamente dalla normativa antiriciclaggio; - operazioni relative a servizi accessori, in quanto connessi a un rapporto e quindi da considerarsi operazioni aggiuntive del rapporto principale, per quanto non possa escludersi la loro effettuazione anche come operazioni isolate o rapporti a sé stanti. Esse riguardano la custodia e l'amministrazione di strumenti finanziari, la locazione di cassette di sicurezza, consulenza alla clientela in materia, tra l'altro, di strategia d'impresa e di emissione e di collocamento di strumenti finanziari, domiciliazione di bollette, utenze, intermediazione in cambi, concessione di finanziamenti agli investitori per consentire loro di effettuare una operazione relativa a strumenti finanziari. Occorre a questo punto rammentare quanto già accennato sempre nelle Generalità, e meglio viene precisato nel Capitolo Ottavo, e cioè che per tutte le operazioni, salvo che esse siano collegate a un rapporto o servizio già evidenziato, le determinazioni previste dal nuovo assetto informativo - come modificato dalla citata legge di conversione n. 248 del esigono che dal 1 gennaio 2006 gli intermediari finanziari (in primis banche e poste, che forniscono prodotti specifici) devono uniformarsi e ottemperare, anche attraverso la rilevazione ed evidenziazione del codice fiscale, al disposto del sesto comma dell' art. 7 del D.P.R. n. 605 del 1973 già novellato dalla legge. Giova comunque precisare che l'art. 2, comma 14 ter, della citata legge di conversione, per i periodi d'imposta anteriori al 1 gennaio 2006, ha limitato l'acquisizione degli elementi relativi ad un'operazione non riconducibile ad un rapporto continuativo soltanto a quelli che hanno alimentato, per qualità e quantità, la base informativa della procedura antiriciclaggio (AUI). Ciò equivale ad escludere dall'ambito di acquisibilità tutte le operazioni che tipologicamente non sono ricomprese nella procedura di rilevazione ai fini del riciclaggio o che pur essendovi ricomprese, ne fuoriescono perché di importo, anche frazionato, inferiore al limite complessivo di euro Le cosiddette operazioni extra-conto Prima di entrare nel merito dello specifico argomento, giova sottolineare quanto anticipato al precedente paragrafo circa il generale ambito applicativo della procedura di indagine che, nella sua onnicomprensività, si estende ora oltre l'angusto limite della nozione di "conto", così abbracciando qualsiasi rapporto intrattenuto od operazione effettuata dalle banche, poste o altro operatore finanziario, con la rispettiva clientela. Nel precedente contesto normativo, ruotante quindi intorno alla suddetta nozione, qualsiasi operazione che contabilmente ne fosse scollegata, automaticamente fuoriusciva dalla potestà acquisitiva degli organi di indagine fiscale. Si fa riferimento, appunto, a tutte quelle operazioni che avvenivano, e tutt'ora avvengono, comunemente "allo sportello", prevalentemente bancario e postale, ma anche di altri intermediari finanziari, contro presentazione di contante o assegni, senza transito nello speciale rapporto di conto.
14 In tal senso, costituiscono tipiche operazioni di sportello la richiesta di assegni circolari, il bonifico per cassa, il cambio assegni, l'acquisto di valuta estera, la sottoscrizione e la negoziazione di titoli e certificati di deposito. La stessa circolare 116/E del maggio 1996, come già precisato fondata sul limitato concetto di conto mutuato dal decreto del Ministero del Tesoro del 19 dicembre 1991, escludeva coerentemente tutte le anzidette operazioni in quanto non riconducibili, né inerenti, al predetto concetto. Allo stesso modo, sono operazioni allo sportello anche quelle effettuate con delega per la richiesta di assegni circolari o di bonifici per cassa. Per tutte le anzidette operazioni occorre pertanto analizzare eventuali annotazioni autografe, del tipo "dipendente dello Studio X" oppure "segretaria del Dott. Y", le quali necessitano al cassiere per memorizzare il soggetto che fisicamente ha compiuto l'operazione, come persona conosciuta, affidabile e in ogni caso individuabile. Quantunque sotto il profilo della espansiva potestà acquisitiva operata dalla legge le ripetute operazioni non facciano più eccezione, va bene ricordare che sono fruibili come informazioni, oltre alle operazioni sopra citate come esempio, anche alcuni rapporti specifici quali i conti transitori, le cassette di sicurezza, il patto compensativo, e tutti gli altri rapporti elencati alla tabella 3 allegata al Provvedimento del Direttore dell'agenzia del 22 dicembre In particolare, per quanto riguarda i conti transitori si rammenta che in precedenza erano esclusi dalla potestà acquisitiva degli organi procedenti, sempreché utilizzati da banche e poste come conti "meramente interni" per loro esigenze organizzative. Infatti nell'ambito di tali conti venivano regolarmente registrate tutte le operazioni che in un secondo momento, contestualmente alla estinzione del conto transitorio stesso, erano definitivamente scritturate contabilmente nel proprio ambito naturale costituito dal rapporto speciale di conto. In tal senso, si era espressa la predetta circolare 116/E, nel presupposto che in effetti i conti in questione rispondessero, senza eccezioni, alla predetta finalità e procedura. Fermo restando che i conti transitori anche in precedenza potessero e dovessero essere invece ricompresi nell'ambito operativo delle indagini in questione qualora fossero stati impiegati per scopi diversi e distorti da quelli propri dell'istituto, occorre subito rilevare che, pure a prescindere da tali scopi particolari, alla stregua della novella legislativa essi costituiscono ora oggetto di intercettazione, in quanto sicuramente riconducibili alla innovativa categoria delle "operazioni" Prodotti bancoposta Meritevoli di apposita disamina sono anche i prodotti bancoposta, ricompresi nella tabella delle operazioni di cui al successivo paragrafo 2.4; questi prodotti, disciplinati dal D.P.R. 14 marzo 2001, n. 144 e successive modificazioni, costituiscono, come innanzi più volte precisato, oggetto delle richieste di indagine. Al riguardo, si rammenta che determinati servizi postali - conti correnti postali (oggi conti bancoposta), libretti di deposito (oggi libretti di risparmio postale) e buoni postali fruttiferi - erano già acquisibili in vigenza della disciplina risultante dalla precedente formulazione di entrambi i numeri 7), rispettivamente dell' art. 32 del D.P.R. n. 600 del 1973 e dell'art. 51 del D.P.R. n. 633 del 1972, per i quali pertanto non si rendono necessari particolari chiarimenti. Per tutti gli altri prodotti che, a seguito dei novellati numeri 7), sono pur essi acquisibili, si ritiene opportuno evidenziare soprattutto quelli che, non rivestendo carattere continuativo, erano finora sprovvisti dei dati e delle informazioni di interesse fiscale e che si caratterizzano in modo significativo rispetto alle tradizionali operazioni effettuate dalle banche e dagli altri intermediari. - Bollettini di conto corrente postale. Le informazioni che si possono rilevare sui bollettini, oltre l'importo e il numero di conto corrente del beneficiario con i relativi dati identificativi, sono quelle riguardanti l'ufficio di pagamento, la data del versamento, i dati del versante e il suo codice fiscale soltanto se trattasi di bollettino premarcato. Naturalmente, a partire dal 1 gennaio 2006 (vedi art. 2, comma 14, lettera c), del D.L. 29 settembre 2005, n. 203), le predette informazioni non riguardano i versamenti in conto corrente postale effettuati per un importo unitario inferiore alla soglia di euro - Vaglia postale. A questo prodotto si applicano le disposizioni dell'assegno circolare ( D.P.R. n. 144 del 2001), dal quale il vaglia postale si differenzia per la sola ragione che, mentre nell'assegno circolare il trasferimento dei fondi avviene con l'emissione del titolo da parte di una banca, nel vaglia postale la trasmissione del titolo e il trasferimento dei fondi è curato sempre dalla posta, in ogni parte del territorio nazionale. Le informazioni rilevabili sui vaglia sono: la data di emissione, l'importo, il mittente e il beneficiario con i relativi indirizzi, data e agenzia di pagamento. Se il mittente o anche il beneficiario sono titolari di conto corrente postale, si possono ottenere, per ciascuno di essi, ulteriori dati (codice fiscale e data di nascita). - Assegno vidimato.
15 L'assegno postale vidimato è un titolo a copertura garantita, addebitato al momento della vidimazione sul conto corrente del cliente titolare di contobancoposta; a questo prodotto si applicano le disposizioni dell'assegno bancario ( D.P.R. n. 144 del 2001). Infatti è ammessa la girata e la clausola di non trasferibilità, è presentabile all'incasso nei due mesi successivi dalla data di vidimazione e non subisce limite d'importo. Di questo prodotto esistono due tipologie: assegno vidimato emesso preso l'ufficio postale ove è ubicato il conto e assegno vidimato emesso centralmente. I predetti assegni possono essere versati o presentati all'incasso presso qualsiasi ufficio postale o negoziati in banca. Le informazioni rilevabili da tale prodotto comprendono: i dati dell'assegno, i dati dell'emittente in quanto titolare di conto, l'agenzia di pagamento e la data di estinzione, nome o ragione sociale del beneficiario. Nel caso in cui il titolo venga versato su un conto corrente postale, ovviamente si rendono disponibili anche tutti i dati del beneficiario. - Servizio Eurogiro. Si tratta di un sistema di pagamento internazionale. Consente la trasmissione e la ricezione di fondi in via telematica tra Stati autorizzati a utilizzare la rete dedicata. Il servizio offerto da tale sistema è fruibile anche da parte di soggetti che non hanno attivato un conto corrente postale. Eurogiro assolve la funzione di mezzo di pagamento anche a fronte di invii in contrassegno (pacchi/raccomandate). Sotto l'aspetto informativo, da tale servizio sono rilevabili dati analitici sia in entrata che in uscita (dall'estero), riguardanti tanto il mittente che il beneficiario. Il sistema è regolato dalla disciplina Eurogiro, dalle norme UPU (Unione Postale Universale), nonché da specifici accordi bilaterali. - Servizio MoneyGram. Tale servizio consente di inviare denaro contante in ogni parte del mondo in tempo reale, tramite una estesa rete di agenti MoneyGram, collegati tra loro telematicamente. Nel nostro Paese, a seguito di un accordo con la società MoneyGram, opera come agente della stessa Poste Italiane spa. Sotto il profilo operativo il limite per ogni singolo invio è pari ad euro 2.582,28; per più invii, complessivamente superiori a euro ,00, necessita apposita autorizzazione da parte della società MoneyGram. Le informazioni che possono essere rilevate dall'operazione, riguardano i dati del mittente, l'ufficio di emissione, i dati del beneficiario, il paese di destinazione; nonché i dati sulla transazione (importo, cambio, valuta, ecc.) Tabella delle operazioni Per facilitare l'individuazione dei movimenti oggetto di richiesta, siano essi riferibili o meno a operazioni, servizi, o rapporti continuativi, gli organi procedenti fanno riferimento alla tabella generale delle operazioni, unita al provvedimento del Direttore dell'agenzia delle entrate del 22 dicembre 2005, come allegato 1. Tale tabella riporta nella prima colonna i codici che consentono a ciascun operatore finanziario un'agevole ricerca nel proprio archivio delle informazioni richieste, in quanto da esso già utilizzati nell'attività istituzionale per classificare tutte le operazioni, riconducibili o meno ad un rapporto. Nella seconda colonna viene fornita una descrizione analitica di ogni operazione. La stessa tabella costituisce naturalmente parte integrante del tracciato XML utilizzato, per le richieste e le relative risposte, in termini di linguaggio comune e condiviso per comunicare le informazioni relative alle singole movimentazioni. A proposito di tale tracciato, nel rinviare ad ulteriori istruzioni operative per la compilazione dello stesso, si sottolinea che esso è fondamentalmente strutturato nel seguente modo: Anagrafica soggetto freccia Rapporti freccia Saldi freccia Operazioni o movimenti nel caso di operazioni o movimenti relativi a rapporti, oppure: Anagrafica soggetto freccia Operazioni o movimenti nel caso di operazioni o movimenti non connessi a rapporti. Ciò comporta che, nel tracciato relativo, le risposte vengono organizzate secondo una struttura gerarchica che, a partire dal soggetto sottoposto a indagine, nel caso di presenza di rapporti, riporta i tipi di rapporto sottostanti, i saldi iniziale e finale e l'elenco delle operazioni relative; nel caso di assenza di rapporti, nel tracciato viene indicato unicamente l'elenco delle operazioni cosiddette extra conto. Infine, nel caso in cui emergano collegamenti con altri soggetti, vengono rilevati i dati anagrafici dei soggetti collegati, mentre, nel caso di operazioni
16 effettuate a nome o per conto di terzi, sono rilevati altresì i dati anagrafici dei soggetti autori materiali delle operazioni stesse. 2.5 La tabella dei rapporti Come già anticipato, nel sistema delle indagini finanziarie per rapporto deve intendersi ogni attività avente carattere continuativo esercitabile dagli intermediari finanziari ovvero i servizi offerti continuativamente al cliente, instaurando con quest'ultimo un "complesso di scambio" all'interno di una forma contrattuale specifica e durevole nel tempo. Nella tabella dei rapporti, allegato 2 al citato provvedimento direttoriale del 22 dicembre 2005, sono stati pertanto elencati tutti quei rapporti significativi ai fini fiscali. Sono stati inseriti, ad esempio, i rapporti che implicano un deposito (compresi i certificati di deposito e altri titoli acquistati allo sportello), i rapporti di portafoglio, i rapporti creditizi sia per cassa che non (crediti di firma), i tipi di finanziamento, i contratti di cassetta di sicurezza, i conti transitori, etc. In generale, in aggiunta a quanto già specificato in materia di rilevazione dei dati anagrafici dei soggetti, si precisa che per qualsiasi rapporto in disponibilità del soggetto sottoposto a controllo, vanno indicati i dati del rapporto (codice rapporto, identificativo rapporto), i dati dei collegamenti e dei soggetti collegati, nonché tutte le operazioni in esso contenute. Nel caso in cui il soggetto sottoposto a controllo abbia agito come autore materiale, oltre ai dati del rapporto, vanno indicate solo le operazioni a lui riferibili. La tabella dei rapporti in parola costituisce uno degli elementi principali della procedura telematica, perché consente di ricevere dagli operatori finanziari un'informazione completamente strutturata secondo la logica rapporti/ operazioni all'interno dei rapporti (ad esempio i movimenti di un conto corrente) La tabella dei collegamenti La tabella, allegato 6, punto 5.4, al citato provvedimento, riporta i codici da 1 a 7 per identificare i tipi di collegamento che si possono instaurare tra soggetti diversi, comunque connessi fattivamente ad un rapporto, consentendo l'acquisizione di altre informazioni che potrebbe essere utile conoscere ai fini dell'indagine. Il codice 1 identifica che il rapporto è cointestato. Il codice 2 identifica il collegamento del soggetto controllato con società terze, dove lo stesso soggetto ha una carica sociale o è socio con poteri di firma, limitati o illimitati. I codici 3 e 4 identificano i collegamenti per deleghe, procure e mandati ricevuti o rilasciati da/a terzi. I codici 5 e 6 identificano i collegamenti dell'indagato per garanzie personali ricevute o prestate da/a terzi. Il codice 7 svolge funzioni puramente residuali. I codici di collegamento sono indispensabili per ricostruire la relazione complessa fra soggetti all'interno di un rapporto al fine di consentire agli organi procedenti una visione complessiva dell'architettura di un rapporto. Ad esempio i codici 2, 4 e 6 forniscono un quadro d'insieme degli intrecci societari. E' indispensabile, quindi, che i codici di questa tabella siano incrociati con i codici della tabella rapporti Casi di esclusione oggettiva Alcune operazioni, rilevate dagli operatori finanziari, sono state escluse dalla comunicazione mediante la procedura telematica sulla base di due principi: il primo è rappresentato dall'esigenza di evitare che le informazioni, già in possesso dell'amministrazione finanziaria, perché comunicate con altre modalità, siano oggetto di richiesta; il secondo è costituito dalla non significatività, ai fini dei controlli fiscali, di alcune informazioni relative alle operazioni (es. vendita di biglietti) Informazioni già in possesso dell'amministrazione finanziaria Nel provvedimento stesso, tra le operazioni elencate nell'allegato 1, si trovano, con l'esplicita raccomandazione di non procedere a rilevazione, qualora eseguite extra-conto: - pagamento di pensioni; - pagamento di utenze; - pagamento di imposte, tasse e canoni radiotelevisivi;
17 - pagamento di contributi assicurativi e previdenziali. In particolare, sono da comprendere nel novero delle utenze i servizi di somministrazione dell'energia, dell'acqua e del gas, dei servizi di telecomunicazione, questi ultimi relativi all'utenza business. Si tratta di informazioni già costituenti oggetto di comunicazione all'anagrafe tributaria sulla base di specifiche disposizioni normative. Per operazioni relative ai pagamenti di imposte e tasse escluse dalla rilevazione, si intendono i pagamenti di tributi e contributi eseguiti a favore dell'amministrazione finanziaria o degli enti locali, anche tramite organismi preposti alla riscossione, con le relative sanzioni e interessi. Tali informazioni sono già disponibili, per la consultazione, nel sistema informativo dell'anagrafe tributaria nell'area relativa alla riscossione Operazioni non significative per i controlli Nella tabella allegato 1 al provvedimento in esame, sono presenti le operazioni significative ai fini dei controlli. Fra quelle non significative si segnalano in primo luogo quelle relative al pagamento e al collocamento di prodotti assicurativi, nonché le operazioni effettuate tra intermediari finanziari (bancabanca / fondi propri). Successivamente alla pubblicazione del provvedimento, in risposta ad ulteriori richieste di chiarimenti pervenute dalle associazioni di categoria degli operatori finanziari, sono state individuate talune operazioni da non rilevare, se effettuate per cassa. In particolare sono escluse: - pagamento di ticket sanitari; - pagamento di canoni cimiteriali per lampade votive; - pagamenti relativi a titoli di trasporto pubblico e privati; - acquisti e/o prenotazione di biglietti relativi a manifestazioni sportive, fieristiche, artistiche e spettacoli di vario genere; - pagamenti o incassi effettuati nell'ambito del servizio di tesoreria svolto per conto dello Stato o di enti pubblici non economici. Tali pagamenti, anche se effettuati tramite RID, MAV, RAV, sono da escludere. Infine sono da escludere operazioni eseguite da particolari soggetti come le operazioni effettuate dagli addetti alla custodia e trasporto valori, dai pubblici ufficiali e dai coadiutori di giustizia. Analogamente, i corpi di polizia e gli appartenenti alle forze armate sono talvolta comandati, sia per conto dell'amministrazione di appartenenza sia in base ad appositi incarichi, di eseguire la "scorta" valori fino a destinazione. Le operazioni eseguite dagli addetti alla sicurezza, non possono essere ricondotte, ai fini fiscali, a tali soggetti e, quindi, non devono essere rilevate. Peraltro, le società di vigilanza e trasporto valori sono agenti in attività finanziaria e, quindi, espressamente inclusi nella Tabella degli operatori finanziari e, come tali, possibili destinatari in proprio di analoghe richieste di dati. In relazione alla operazioni eseguite dai pubblici ufficiali e dai coadiutori di giustizia, si rileva che viene effettuato dagli intermediari finanziari un elevato numero di operazioni di invio, ai pubblici ufficiali incaricati (notai, segretari e messi comunali), di titoli cambiari ed assegni insoluti, affinché i predetti soggetti possano procedere alla levata del protesto. I pubblici ufficiali, nonché i loro incaricati, sono soliti riscuotere le somme dovute e procedere al riversamento delle stesse in banca in forma cumulativa e, quindi, senza indicare i dati del soggetto che esegue il pagamento. Analogamente sono da escludere le operazioni dei coadiutori di giustizia, come, ad esempio, il curatore fallimentare, che nell'esercizio delle sue mansioni procede a incassare somme dovute alla massa fallimentare, nonché a eseguire i pagamenti dovuti e quelle dei pubblici ufficiali incaricati di riversare le somme incassate a titolo di penalità (multe, ammende, ecc.), che procedono a versare il relativo ammontare in unica soluzione sui conti dell'amministrazione di appartenenza Il leasing operativo Fra le operazioni escluse dalla rilevazione particolare attenzione meritano quelle relative al leasing operativo, il quale non comporta la realizzazione di un'operazione di finanziamento, giusto l'orientamento confermato con la risoluzione n. 175/E del 12 agosto Infatti, il rapporto giuridico che si attua tra il produttore del bene che lo concede in locazione e il locatore che utilizza il bene nella propria attività di impresa o professionale, non è da ritenersi un rapporto di finanziamento e come tale è da escludere dall'ambito di applicazione della normativa sulle indagini finanziarie. Nella prassi commerciale può accadere, peraltro, che un medesimo soggetto (ad es. un intermediario finanziario) eserciti, accanto al leasing operativo anche il leasing finanziario che, come si deduce dalla definizione contenuta nell'art. 17 comma 2 della legge 2 maggio 1976 n. 183, presenta, a differenza
18 del primo, le caratteristiche proprie di un rapporto di finanziamento ed è quindi da inserire tra le operazioni da rilevare Archivio Unico Informatico (A.U.I.) Tale archivio, istituito con la legge del 5 luglio 1991, n. 197 come misura intesa a prevenire l'attività di riciclaggio di denaro di provenienza illecita e finalizzato anche alla eventuale segnalazione di operazioni sospette, consiste in un sistema informatico di acquisizione e di archiviazione, per dieci anni, delle transazioni di importo superiore ai delle vecchie lire (pari a euro ,14); detto limite è stato rideterminato in euro dal Decreto del Ministero dell'economia e delle Finanze del 17 ottobre 2002, con effetto dal 12 dicembre Soggetti obbligati alla tenuta di tale sistema, in base all'elenco contenuto nell'art. 2 della citata legge, come aggiornato dall'art. 2 del D.lgs. del 20 febbraio 2004, n. 56, sono attualmente i seguenti: - Banche - Società di intermediazione mobiliare (SIM) - Imprese assicurative - Società fiduciarie - Società di gestione del risparmio (SGR) - Società di investimento a capitale variabile (SICAV) - Poste Italiane S.p.a. - Agenti di cambio - Società che svolgono servizio di riscossione tributi - Intermediari finanziari iscritti nell'elenco speciale previsto dall'art. 107 del Testo Unico Bancario presso la Banca d'italia - Intermediari finanziari iscritti nell'elenco generale previsto dall'art. 106 del Testo Unico Bancario presso l'ufficio Italiano Cambi - Soggetti operanti nel settore finanziario iscritti nelle sezioni dell'elenco generale previsto dagli artt. 113 e 115, commi 4 e 5, del TUB presso l'ufficio Italiano Cambi Sotto l'aspetto soggettivo resta a dire che il citato D.lgs. n. 56 del 2004 ha ulteriormente ampliato le categorie dei soggetti obbligati alla tenuta dell'a.u.i., quale quelle dei professionisti e dei notai che, tuttavia, non risultano interessati dalla procedura di acquisizione prevista dai numeri 7) sia dell'art. 32 del D.P.R. n. 600 che dell'art. 51 del D.P.R. n. 633 del Sotto l'aspetto oggettivo il sistema in parola è inteso a raccogliere tutte le operazioni che comportano trasmissione o movimentazione di mezzi di pagamento di qualsiasi genere, di importo superiore - come già detto - a euro o frazioni di 3.098,74 euro che concorrono a raggiungere il predetto limite complessivo nell'arco dei sette giorni lavorativi consecutivi. L'archivio contiene altresì tutte le aperture, variazioni e chiusure di qualsiasi rapporto continuativo in essere con l'intermediario, indipendentemente dall'importo utilizzato. Ferma restando l'assenza, voluta dalla legge, di una precisa elencazione delle operazioni soggette alla rilevazione ai fini A.U.I., restano sicuramente escluse dall'obbligo della relativa registrazione le garanzie, sia reali che personali, nonché i conti reciproci tra banche. In altri termini, ciò che assume rilevanza ai fini di una tempestiva e proficua attività istruttoria da parte degli organi procedenti, è la loro percezione e consapevolezza che, attraverso il suddetto archivio, si rende possibile e agevole l'effettuazione di richieste di ricerche articolate e mirate alla conoscenza sia di tutte le coordinate identificative (ordinante, controparte, intermediario, importo se superiore al predetto limite) sia degli altri connotati oggettivi dell'operazione (di conto, per cassa, su Italia o su l'estero). CAPITOLO TERZO - Procedure di acquisizione Come anticipato nelle Generalità, tra i settori interessati dalle modifiche apportate dalla legge e dai successivi interventi normativi risulta quello concernente gli aspetti procedurali di acquisizione dei dati, notizie e documenti di natura finanziaria. Sotto il profilo delle innovazioni occorre in particolare distinguere quattro aspetti che diversamente caratterizzano l'ambito procedurale: 1) iter amministrativo del procedimento istruttorio; 2) procedure telematiche delle richieste e delle risposte; 3) impatto delle modifiche sulla richiesta preventiva al contribuente, di cui ai numeri 6 bis) degli artt. 32 del D.P.R. n. 600 del 1973 e 51 del D.P.R. n. 633 del 1972 (numeri, anch'essi successivamente citati senza i riferimenti normativi), e sulla operatività della Anagrafe prevista dal regolamento n. 269
19 del 2000; 4) istituzione dell'anagrafe dei rapporti in un'apposita sezione dell'a.t. di cui all' art. 7 sesto comma, del D.P.R. 29 settembre 1973, n Iter amministrativo del procedimento Al riguardo va anzitutto precisato che i connotati normativi della sequenza procedimentale necessaria all'esercizio del potere istruttorio in parola non hanno subito modifiche di rilievo, bensì aggiustamenti preordinati alla: - semplificazione dei flussi delle richieste, tenuto conto dell'estensione soggettiva e oggettiva dell'ambito applicativo dell'attività istruttoria; - accelerazione della tempistica necessaria all'acquisizione delle informazioni; - eliminazione della obbligatoria suddivisione in due fasi delle richieste e conseguente soppressione del questionario per l'eventuale successiva acquisizione di ulteriori dati, notizie e documenti; - formalizzazione del potere autorizzatorio e di proroga in capo al Direttore centrale accertamento, quale autorità sovraordinata agli uffici centrali procedenti, e del potere di proroga del termine per la risposta in capo al Comandante regionale della Guardia di finanza, già competente per l'autorizzazione Semplificazione dei flussi delle richieste La disciplina in materia, risalente nella sua struttura essenziale a epoca lontana nel tempo e allo stato della tecnologia allora esistente, non aveva potuto recepire i progressi verificatisi in tale campo che consentono oggi, da parte degli intermediari, una gestione informatizzata e integrata per reti telematiche di gruppo; infatti, i grandi Gruppi bancari, grazie alle innovazioni procedurali, si sono diffusamente attrezzati con appositi Centri autonomi i quali fanno da collettori delle richieste di informazioni per tutti i soggetti appartenenti al gruppo stesso, provvedendo anche a fornire le rispettive risposte. Tenuto conto di tale situazione, i commi 402 e 403, integrando sul punto i numeri 7), hanno individuato quale possibile destinatario delle richieste, oltre che i tradizionali responsabili delle strutture locali o delle rispettive direzioni generali (come peraltro già espressamente ammesso dalla ripetuta circolare 116/E), anche il "responsabile della struttura accentrata" al quale, pertanto, può ora essere indirizzata la richiesta di informazioni Accelerazione della tempistica Le medesime ragioni che hanno ispirato la modifica di cui al punto precedente stanno alla base della riduzione dei termini minimi e massimi previsti per le risposte, apportata dalla legge, con i commi 402 e 403, ai numeri. 7), attraverso il dimezzamento a "trenta" giorni del termine minimo di sessanta per la risposta, e della contrazione a "venti" giorni del termine massimo di trenta per la relativa proroga. Un ulteriore effetto acceleratorio è indotto dall'eliminazione della obbligatoria suddivisione in due fasi delle richieste e conseguente soppressione del questionario per l'eventuale successiva acquisizione di ulteriori dati, notizie e documenti di cui al successivo paragrafo. Residue possibilità istruttorie attraverso questionari sono recentemente offerte dalle modifiche introdotte dall'art. 37 comma 32, del decreto legge n. 223 del 2006 all'art. 32 del D.P.R. n. 600 del 1973, primo comma, numero 4), in un ambito diverso dalle indagini finanziarie sia pure connesso per l'oggetto degli elementi singolarmente acquisibili, con il coinvolgimento diretto del contribuente al quale richiedere elementi relativi a documentazione finanziaria già acquisita. Si pensi al caso di un libretto di assegni o di un singolo assegno di terzi rinvenuto presso il contribuente in sede di accesso; l'invio del questionario al contribuente sottoposto a controllo consentirà di richiedere i dati del terzo titolare del libretto o traente/giratario dell'assegno Snellimento dell'attività di acquisizione ed eliminazione del questionario Secondo la precedente normativa e la conseguente prassi amministrativa, chiarita nella circolare 116/E, la procedura si articolava obbligatoriamente in una prima o unica richiesta della copia dei conti, eventualmente seguita dalla richiesta di ulteriori dati, notizie e documenti, a chiarimento delle movimentazioni recate dalla predetta copia, attraverso l'invio di un questionario redatto in conformità del modello approvato con il decreto interdirettoriale del 9 dicembre I ripetuti commi 402 e 403, nel rivisitare le modalità di esercizio del potere istruttorio, hanno soppresso il predetto questionario, superando la obbligatorietà di percorrere in ogni caso le predette fasi e configurando ora la possibilità di acquisire immediatamente, secondo concrete necessità istruttorie, singoli e specifici elementi senza il preventivo condizionamento della prima fase consistente nell'acquisizione della copia dei conti. E ciò anche in conseguenza dell'ampliamento degli elementi acquisibili, oltre quelli relativi ai conti di banche e poste, i soli ottenibili secondo la previgente disciplina.
20 Gli organi procedenti dimensioneranno l'attività istruttoria, pertanto, procedendo a un'unica richiesta ovvero a richieste frazionate, con l'ovvio riconoscimento di un autonomo termine di risposta per ognuna di esse, non inferiore a trenta giorni, ancorché tutte fondate sulla originaria onnicomprensiva autorizzazione. La suesposta modifica procedurale ha altresì comportato che, oltre l'immediata acquisizione dei conti cointestati secondo quanto consentito dalla precedente disciplina, viene legittimata ora, altrettanto immediatamente, anche quella relativa ai conti in disponibilità dei quali, invece, in prima battuta si poteva solo ottenere la segnalazione per poi acquisirne la copia nella successiva fase del questionario. Tale effetto di concentrazione degli elementi acquisibili ha come ulteriore conseguenza la possibilità di ottenere contestualmente ai conti - sia essi cointestati ovvero in disponibilità - i nominativi, rispettivamente, dei soggetti cointestatari e dei titolari dei conti sui quali il contribuente ha, a vario titolo, la disponibilità di operare secondo quanto risulta agli atti presso l'intermediario. Le descritte conseguenze, valevoli oggi per tutti gli intermediari per analoghi rapporti continuativi, confermano sostanzialmente, sia pure con riguardo ai rapporti intrattenuti con banche e poste, quanto precisato dalla circolare n. 116/E in ordine agli elementi acquisibili ai sensi dei precedenti numeri 7) e ora ottenibili anche a seguito di un'unica richiesta in base ai medesimi numeri dei novellati artt. 32 del D.P.R. n. 600 del 1973 e 51 del D.P.R. n. 633 del Vedi in proposito anche quanto accennato sulla Tabella dei collegamenti, allegata al provvedimento attuativo della procedura telematica delle richieste e delle risposte, al Capitolo Secondo, paragrafo Potere autorizzatorio Le modifiche intervenute circa il potere autorizzatorio hanno comportato meri aggiustamenti in ordine alla titolarità di tale potere, alla luce della nuova configurazione organizzativa dell'amministrazione finanziaria intervenuta nel tempo e di quanto parzialmente già recepito in tal senso dal regolamento n. 269 del 2000 istitutivo della Anagrafe, sia pure non ancora operativa. Tale ultimo provvedimento, infatti, all'art. 4, comma 2, lett. d), prevede che le richieste all'anagrafe possono essere avanzate dai "... funzionari del Dipartimento delle entrate o dagli ufficiali della Guardia di finanza, su autorizzazione, rispettivamente... del direttore centrale per l'accertamento e la programmazione o dei direttori regionali delle entrate, dei comandanti regionali della Guardia di finanza". Per ovvie ragioni temporali, tale disposizione non aveva potuto prendere atto delle modifiche introdotte dall'art. 22 del regolamento di organizzazione dell'allora Ministero delle finanze, recato dal D.P.R. 26 marzo 2001 n. 107 che, avendo soppresso il potere di sindacato ispettivo del Servizio centrale degli ispettori tributari, ne aveva espunto il potere autorizzatorio in capo al suo Direttore, parallelamente a quello di richiesta delle indagini da parte dei singoli ispettori. La medesima disposizione già conteneva, invece, l'indicazione del potere di autorizzazione in capo al Direttore centrale dell'accertamento e pertanto la legge adegua ora l' art. 32 del D.P.R. n. 600 del 1973 e l' art. 51 del D.P.R. n. 633 del 1972 all'evoluzione organizzativa dell'amministrazione finanziaria, peraltro già recepita legittimamente dalla prassi operativa in base al decreto legislativo n. 300 del 1999 istitutivo dell'agenzia delle entrate, e dalla normativa di funzionamento di quest'ultima. In particolare, si precisa che tale estensione si è resa indispensabile per l'esercizio autonomo di rilevanti funzioni attribuite direttamente al predetto organo centrale; si pensi, ad esempio, alle verifiche di particolare rilevanza nei confronti di soggetti di grandi dimensioni - eseguite, anche a livello nazionale, da un Settore appositamente istituito - e all'assolvimento di specifici adempimenti di natura comunitaria o pattizia, nell'ambito dell'assistenza e della cooperazione amministrativa con gli altri Stati membri dell'unione europea, oppure di Paesi convenzionati con il nostro per prevenire e reprimere l'evasione e le doppie imposizioni Precisazioni sulla prassi precedente di cui alla circolare 116/E del 1996 Sotto altra angolazione, pur in mancanza di specifiche modifiche normative, si rende opportuno fornire maggiori precisazioni in ordine a problematiche sorte nella prassi applicativa delle disposizioni tuttora vigenti, con riguardo a quanto affermato nella circolare n. 116/E del 1996: - organi legittimati a formulare la richiesta di informazioni in materia di indagini creditizie e finanziarie; - informativa degli intermediari al contribuente; - modalità di notifica della richiesta di indagine agli intermediari; - tessera di riconoscimento funzionale per gli accessi Organi legittimati a formulare la richiesta di informazioni Nella complessa procedura istruttoria delle indagini relative alle imposte sui redditi, all'iva e all'irap, il primo atto, anche in ordine temporale, coincide con la richiesta rivolta dall'organo procedente alla rispettiva autorità sovraordinata. Sotto la previgente normativa, dapprima la circolare 116/E e successivamente i numeri 6 bis), nonché l'art. 4, lettera d), del decreto interministeriale n. 269 del 2000 istitutivo dell'anagrafe, sulla scorta e nei limiti delle rispettive fonti di legittimazione, avevano puntualmente indicato i soggetti autorizzati a procedere alla richiesta medesima. Con riferimento al testo della circolare 116/E, sotto tale profilo riassuntiva della citata normativa, i soggetti legittimati a presentare la richiesta - all'epoca limitata alle banche e alle poste per quanto riguarda la copia dei conti e al contribuente con riguardo alla dichiarazione relativa ai "rapporti"
Circolare n. 32/E. Roma, 19 ottobre 2006
Circolare n. 32/E Direzione Centrale Accertamento Roma, 19 ottobre 2006 Oggetto: Indagini finanziarie Poteri degli uffici: art. 32, primo comma, numeri 2), 5) e 7) del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600
Agenzia delle Entrate DIREZIONE CENTRALE ACCERTAMENTO Circolare del 19/10/2006 n. 32 Oggetto: Indagini finanziarie - Poteri degli uffici: art. 32, primo comma, numeri 2), 5) e 7) del D.P.R. 29 settembre