Source: https://studiolegaleberto.net/consiglio-di-stato-sezione-quarta-sentenza-n-3330-del-2020-pubbl-il-26-05-2020/
Timestamp: 2020-07-16 14:19:36+00:00
Document Index: 136759662

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 18', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 84', 'art. 84', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 18', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 31', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 38']

Consiglio di Stato, Sezione Quarta, Sentenza n. 3330 del 2020, pubbl. il 26/05/2020 – Studio Legale Berto
Consiglio di Stato, Sezione Quarta, Sentenza n. 3330 del 2020, pubbl. il 26/05/2020
1. Con sentenza n. 997 del 2013 il Tar di Catanzaro ha respinto il ricorso presentato dalla […] contro il provvedimento n. … del …2012 con il quale il Responsabile del Settore Urbanistica del Comune […] aveva annullato il permesso di costruire n. … del … 2009, rilasciato alla stessa …, per la costruzione di un fabbricato in località … ad uso attività commerciale e magazzini.
2. In particolare, nell’ambito dello stesso compendio, con concessione edilizia n. … del … 1999, rilasciata ad istanza dei signori …, il Comune […] aveva assentito la costruzione di … villette, sulla base di una convenzione di lottizzazione che tra l’altro prevedeva la realizzazione delle opere di urbanizzazione a scomputo. Con atto del … 2001, i signori …. vendevano poi alla … parte dell’appezzamento di terreno interessato dalla stessa concessione edilizia.
2.1. Il contratto di compravendita consentiva alla … la presentazione di un progetto in variante ai fini della realizzazione, al posto di … villette ricadenti nell’appezzamento acquistato, di un unico corpo di fabbrica, con volumetria complessiva invariata, ferma restando la realizzazione delle rimanenti … villette da parte dei signori … sulla porzione di terreno residua risultante dal frazionamento conseguente alla compravendita.
2.2. Il … 2005 veniva quindi rilasciato alla […] il permesso di costruire in variante n. … per la costruzione di un unico corpo di fabbrica, in sostituzione delle … villette previste dalla concessione edilizia n. … del 1999.
2.3. Tuttavia, con provvedimento del … 2006 n. …, l’Amministrazione comunale … annullava il menzionato permesso di costruire in variante n. … del 2005, a causa della mancata realizzazione delle opere di urbanizzazione previste e del posizionamento del fabbricato su parte della viabilità interna, da realizzare nel quadro delle opere di urbanizzazione.
2.4. La […] richiedeva quindi un nuovo permesso in variante, che il Comune rilasciava il … 2009 (n. …). Anche questo titolo edilizio, con provvedimento n. … dell’… 2010 veniva annullato d’ufficio in quanto “… il progetto non descrive correttamente la realtà perché negli elaborati planimetrici non è stato indicato il vero confine di proprietà tra il suolo della […] ed il suolo limitrofo della ditta ricorrente nel tratto della corte sul lato nord del fabbricato di quest’ultimo, quindi, il fabbricato in progetto della […], risulta per una parte da edificarsi sul confine di proprietà e non posizionato correttamente alla distanza dai confini di mt 5,00 per come prescritto dalle NTA del vigente PRG, ed inoltre la strada e la rampa di accesso al piano seminterrato del fabbricato da costruire non possono essere previsti ricadenti nel cortile del fabbricato di proprietà del ricorrente invece che nella proprietà della […] ..”.
2.5. La […] impugnava l’annullamento dinanzi al Tar per la Calabria, sede di Catanzaro, che, anche all’esito di una verificazione, con sentenza n. … del 31 dicembre 2011 accoglieva il ricorso, rilevando il difetto di motivazione del provvedimento impugnato.
2.6. Con provvedimento n. … del … 2012 il Responsabile del Settore Urbanistica del Comune …i, a seguito di un sopralluogo effettuato in data … 2012, disponeva un nuovo annullamento d’ufficio del permesso di costruire in variante n. … del … 2009, sulla base delle seguenti motivazioni:
– Rilevato, inoltre, che l’iniziativa edilizia di cui al detto permesso di costruire andrebbe ad occupare una striscia di suolo sottoposta a vincolo di inedificabilità poiché destinata a viabilità (per come statuito nell’atto di impegno per l’assunzione dei vincoli per la densità edilizia e per l’esecuzione delle opere di urbanizzazione ex art. 11 L. n. 10/77, rogato in data …1999 rep. … e registrato in … il …1999 n. …), si precisa che la […] è sempre stata a conoscenza del suddetto vincolo di inedificabilità, per come risulta, anche, dall’atto di compravendita del … con allegata planimetria allega.
– Constatato altresì che in base al rilievo, effettuato, misurando dalle fondamenta coi richiami dei pilastri, (realizzati dalla […] in base a precedente permesso di costruire n. … del … 2005, poi annullato con provvedimento prot. … del ….), è emerso che non vengono rispettate le distanze di distacco tra i fabbricati, posti sul lato sud est, poiché inferiori a mt. 10,00 ed in contrasto con le prescrizioni dell’art. 18 delle N.T.A. del PRG secondo cui nelle zone di completamento b2 deve essere rispettato – nella costruzione di un nuovo fabbricato – un distacco dai fabbricati contermini di mt. 10,00…”.
2.7. Quest’ultimo provvedimento è stato oggetto della sentenza del Tar di Catanzaro n. … del 2013. Nella stessa decisione il Tribunale ha ritenuto infondate le censure relative alla correttezza del sopralluogo effettuato e al potere dell’Amministrazione di pronunciarsi nuovamente sulla vicenda mediate l’esercizio ripetuto del potere di autotutela. Ha poi rilevato fondate le giustificazioni poste alla base del provvedimento di annullamento della variante con riferimento alla circostanza che il corpo di fabbrica finiva per occupare una striscia di suolo sottoposta a vincolo di in edificabilità poiché destinata a viabilità dalla convenzione di lottizzazione a suo tempo stipulata. Ha invece ritenuto di condividere la censura della […] ricorrente relativa all’asserita violazione della distanza della costruzione della […] dal confine.
3. Con la sentenza n. … del 2015 il Tar di Catanzaro ha poi respinto il ricorso avverso l’ordinanza di demolizione del …2014, con cui il Comune […] ha imposto il ripristino dello stato dei luoghi in relazione ad opere edili realizzate in conseguenza del permesso di costruire annullato.
3.1. Il Tar ha rigettato il gravame, considerando la sua precedente pronuncia n. … del 2013 (non sospesa in sede cautelare dal Consiglio di Stato con ordinanza n. … del 2014).
4. Contro le predette pronunce del Tar di Catanzaro, la […] ha proposto due distinti appelli.
4.1. Con il primo, n.r.g. 4612 del 2014, ha impugnato la sentenza del Tar n. … del 2013, relativa al provvedimento di annullamento in autotutela del permesso di costruire in variante, sulla base di otto autonomi motivi di gravame (lettere da A a H, pagine da 15 a 38) che ripropongono, nella sostanza, le sette censure mosse con il ricorso di primo grado, di seguito indicate e che delimitano il thema decidendum del presente giudizio.
4.1.2. Il provvedimento, emesso a seguito di pronuncia del giudice amministrativo che aveva riconosciuto l’illegittimità di un precedente atto di annullamento (sentenza n. 1697/2011), si sarebbe basato su una motivazione contraddittoria, ispirata dalla volontà di impedire la realizzazione del progetto della […]. Il comportamento dell’Amministrazione comunale sarebbe stato quindi contrario al principio di imparzialità e frutto di ostilità, tanto più grave in presenza di un giudicato di annullamento del precedente provvedimento.
4.1.5. Non vi sarebbe alcuna occupazione di suolo destinato a viabilità, in quanto […] avrebbe concordato con l’assessore all’Urbanistica in carica nel 2009 di cedere solo una parte del terreno destinato a strada dall’originaria convenzione urbanistica. Nel progetto della […] la strada sarebbe spostata a monte. Quanto al distacco tra fabbricati, inferiore a dieci metri, al più esso avrebbe potuto rilevare come abuso edilizio e non già quale motivo di annullamento del permesso di costruire in variante.
4.2. Con un secondo ricorso, n.r.g. 7749 del 2015, la […] ha poi impugnato (articolando un unico complesso motivo) la sentenza del Tar n. 142 del 2015, relativa alla conseguente ordinanza di demolizione, lamentando che essa sarebbe erronea nella parte in cui ha ritenuto che il provvedimento impugnato avesse natura di atto meramente confermativo e come tale fosse sostanzialmente inoppugnabile, mentre avrebbe dovuto considerare la possibilità di applicare misure sanzionatorie ai sensi dell’art. 38 TU edilizia.
5. In entrambi i ricorsi in appello si è costituito il Comune […], chiedendo il rigetto degli stessi.
7. Con ordinanza collegiale n. 2912 del 7 maggio 2019, resa in entrambi i giudizi chiamati all’udienza pubblica del 30 aprile 2019, la Sezione dopo avere disposto la riunione dei due appelli (n. 4612/2914 e n. 7794/2015), ha chiesto al Comune il deposito in giudizio della copia conforme del permesso di costruire n. … del … 2006 e della connessa convenzione.
8. L’Amministrazione comunale ha adempiuto il suddetto incombente istruttorio il … 2020, giustificando, senza opposizione sul punto, la tardività del deposito rispetto al termine assegnato (… 2019).
9. Sia il Comune che la […] appellante hanno depositato ulteriori documenti e memorie in entrambi i giudizi, rassegnando brevi note ex art. 84, comma 5, del decreto legge n. 18 del 2020.
10. I due ricorsi sono stati, infine, trattenuti in decisione – alla luce della istanza presentata da tutte le parti costituite, ex art. 84, comma 2, primo periodo, del decreto legge n. 18 del 2020 – nell’udienza pubblica … .
12. Il primo ricorso in appello (n.r.g. 4612/2014) è infondato.
13. Oggetto del giudizio, come sopra indicato, è la determinazione n. … del … 2012 del Comune […] recante l’annullamento in autotutela del permesso di costruire n. … del … 2009 rilasciato in favore della […] per la costruzione di un edificio destinato a uso commerciale e magazzino.
a) nella violazione delle distanze dai fabbricati limitrofi e dal confine con la proprietà dei …;
b) nel mantenimento, nell’interesse pubblico generale, della regolare disciplina della viabilità quale risultante dalla convenzione in data … 1999 (stipulata fra il Comune […] e i […], danti causa della […], proprietari del lotto unico da cui è stato scorporato, per atto di compravendita notaio … del … 2001, quello nella titolarità della […]) e dalla concessione edilizia in data …1999.
12.2. Il provvedimento di annullamento del permesso di costruire è stato impugnato dalla […] dinanzi al Tar per la Calabria, sede di Catanzaro.
13.1. Innanzitutto, non può essere condivisa la tesi di parte appellante in ordine alla violazione delle garanzie procedimentali di cui agli artt. 7 e ss. della legge n. 241/1990 (la comunicazione di avvio del procedimento sarebbe stata inviata successivamente all’effettuazione del sopralluogo del … 2012 senza specificare che il procedimento riguardava l’annullamento in autotutela del permesso di costruire). Il sopralluogo, come correttamente rilevato dal Tar, ha infatti una funzione ricognitiva e non presuppone necessariamente l’instaurazione di un contraddittorio. L’Amministrazione ne ha comunque comunicato l’effettuazione mettendo in condizione l’interessata di accedere agli atti relativi ed eventualmente contestarli.
13.2. Non può poi ritenersi fondata l’ipotesi mossa da parte della […] appellante relativamente ad una volontà costante del Comune di individuare profili di illegittimità del titolo edilizio. La sentenza del Tar di Catanzaro n. 1697/2011, cui fa riferimento la ricorrente per dimostrare la predeterminazione delle intenzioni dell’Amministrazione, ha riguardato l’annullamento d’ufficio di un precedente titolo edilizio fondato sul rilievo di un suo difetto di motivazione. Il Comune ha dunque conservato il potere di intervenire nuovamente, fermo restando l’obbligo di conformarsi alla sentenza sul piano dell’adeguatezza della motivazione. Peraltro, come evidenziato, dal giudice di primo grado, l’eventuale sviamento nell’esercizio del potere di autotutela avrebbe dovuto essere provato dalla ricorrente sulla base di indizi idonei e comunque l’Amministrazione, contrariamente a quanto dedotto, ha individuato ulteriori profili di illegittimità (posizionamento su un area destinata a viabilità pubblica).
Evidenziata, in particolare, l’esistenza del superiore interesse pubblico al mantenimento di viabilità di lottizzazione nonché al rispetto della normativa urbanistica sopra evidenziata posto che l’esecuzione di un edificio a distanza dal confine e tra i fabbricati inferiore a quella prescritta configura una illiceità per contrasto con una norma inderogabile posta a tutela dell’interesse pubblico a un prefigurato modello urbanistico…”. In questo quadro, come ha rilevato il Tar “le doglianze della ricorrente sarebbero condivisibili in relazione a quella parte della motivazione in cui si fa astratto riferimento al rispetto della disciplina urbanistica e della legalità, nonché al rispetto delle norme sulle distanze”. Ma ciò non è sufficiente. La stessa motivazione richiama infatti anche un aspetto di maggiore rilevanza connesso alla contrarietà dell’intervento alle previsioni della lottizzazione in particolare sulla viabilità. Sotto questo profilo, sussiste dunque l’attualità e la concretezza dell’interesse relativo al rispetto delle previsioni della stessa lottizzazione nella quale si colloca l’intervento assentito alla […] appellante.
13.6. Anche i profili di censura relativi alla giustificazione su cui si basa il provvedimento impugnato non sono condivisibili. Come correttamente ha rilevato il Tar, la questione relativa alla distanza della costruzione della […], posta sul confine ad una distanza inferiore a cinque metri in violazione dell’art. 18 delle N.T.A., non è stata acclarata dalla citata sentenza dello stesso Tribunale n. 1697/2011 (in cui sono riportate le risultanze di una verificazione che non sono poi poste a base della stessa decisione), essendo invece conseguente al frazionamento derivante dalla compravendita di parte di un appezzamento originariamente appartenente ad un unico proprietario.
13.7. Sono congrue le ulteriori motivazioni poste a base del provvedimento di annullamento. Queste ultime riguardano, in particolare, la circostanza che il corpo di fabbrica unico progettato dalla […] andava ad occupare una striscia di suolo sottoposta a vincolo di inedificabilità perché destinata a viabilità (cfr. prima parte della motivazione del provvedimento n. … del … 2012, sopra riportata). L’originaria concessione edilizia rilasciata ai proprietari danti causa della ricorrente ha avuto come premessa la stipula di un atto convenzionale con il Comune (depositato in giudizio a seguito dell’incombente istruttorio disposto con ordinanza di questa Sezione n. 2912 del 7 maggio 2019) nel quale era contenuto l’impegno degli stessi di realizzare direttamente le opere di urbanizzazione a scomputo totale dei contributi sugli oneri di urbanizzazione.
13.8. Su questo obbligo nessun rilievo può avere quanto affermato da parte dell’appellante sulla sua esclusiva proprietà della strada in conseguenza di un accordo che sarebbe intercorso con un assessore del Comune. Rimasto indimostrato tale accordo, come correttamente rilevato dal Tar invece: “ne consegue che l’intervento proposto dalla […], che implica l’esclusiva proprietà di essa del tratto di strada su cui verrebbe a sorgere l’edificio e, quindi, l’esclusione della cessione al Comune, presuppone necessariamente la modifica della convezione”.
14. Il secondo ricorso in appello (n.r.g. 7749/2015), con il quale la […] ha impugnato l’ordine di demolizione conseguente al provvedimento di annullamento del permesso di costruire, è certamente fondato nella parte in cui contrasta la statuizione del Tar che ha ritenuto non impugnabile il provvedimento di demolizione perché meramente confermativo di un inesistente precedente atto comunale.
14.1. Giova evidenziare sin da ora che sono infondati i motivi di censura diversi dalla lamentata omessa applicazione dell’art. 38 del TU edilizia (motivi 3°, 4°, 5°, 6°, 7° e 8° del ricorso introduttivo del giudizio).
15.3. L’individuazione dell’area da acquisirsi non deve infatti essere necessariamente contenuta nel provvedimento di ingiunzione di demolizione, a pena di illegittimità dello stesso, ben potendo essere riportata nel momento in cui si procede all’acquisizione del bene. L’omessa indicazione nell’ordinanza di demolizione dell’area che viene acquisita di diritto e gratuitamente al patrimonio del Comune ai sensi dell’art. 31, comma 3, del TU edilizia per il caso di inottemperanza all’ordine di demolizione non costituisce ragione di illegittimità dell’ordinanza stessa giacché la posizione del destinatario dell’ingiunzione è tutelata dalla previsione di un successivo e distinto procedimento di acquisizione dell’area, rispetto al quale, tra l’altro, assume un ruolo imprescindibile l’atto di accertamento dell’inottemperanza nel quale va indicata con precisione l’area da acquisire al patrimonio comunale (cfr. Cons. Stato, sez. VI, n.755/2018).
17. Per le ragioni sopra esposte, va quindi respinto il ricorso n.r.g. 4612/2014 e, per l’effetto, va confermata la sentenza impugnata.
17.1. Quanto al ricorso n. 7749/2015 – accolto il primo mezzo di gravame che ha assodato l’erroneità della statuizione di inammissibilità della sentenza del Tar – nel merito, vanno respinti tutti i motivi articolati in prime cure e riproposti in questa sede, ad eccezione di quelli relativi all’applicazione dell’art. 38 TU edilizia (motivi 1° e 2° del ricorso di primo grado) in relazione ai quali il giudizio è sospeso nei termini sopra indicati. […]