Source: http://www.democrazialegalita.it/index.php/politica/item/1057-2016-12-01-01-46-41
Timestamp: 2017-03-24 06:09:46+00:00
Document Index: 153205496

Matched Legal Cases: ['art. 58', 'art. 58', 'art. 57', 'art. 66', 'art.57', 'art. 67', 'art. 70', 'art, 71']

<p><strong>Perché voto NO</strong></p>
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Giovedì, 01 Dicembre 2016 01:07	Perché voto NO
VOTO NO perchè1. L'Art. 114 proposto prevede l'abolizione delle province. In effetti esse saranno sostituite dalle aree Metropolitane e dalle Aree Vaste. La conseguenza è l'abolzione dei consigli provinciali e l'abolizione del diritto di voto per l'elezione dei nostri rappresentati nella gestione politica degli Enti locali. Si dice che i sindaci sono già eletti e possono ben partecipare nelle Città Metropolitane e nelle Aree Vaste. Non è la stessa cosa perché il Sindaco è eletto per il comune e spesso si troverà in conflitto con altri suoi colleghi che agiranno nell'interesse dei propri comuni. Se le finalità delle Aree Metropolitane e delle Aree Vaste (ex province) fossero le stesse dei comuni esse non avrebbero motivo di esistere.
VOTO NO perchè2. È proposta l'abrogazione dell'art. 58 che attualmente prevede l'elezione del Senato a suffragio Universale. L'abrogazione dell'art. 58 equivale all'abrogazione del diritto di voto del cittadino ad eleggere i propri rappresentanti. I fautori del SI affermano che i senatori sarebbero eletti dai cittadini con un'apposita scheda. Questo è assolutamente falso. Primo perché l'art. 57 proposto prevede che "I consigli regionali e i Consigli delle Province autonome di Trento e di Bolzano eleggono, con metodo proporzionale, i senatori fra i propri componenti...". Secondo perché una legge ordinaria non potrebbe modificare la Costituzione eventualmente riformata.
VOTO NO perchè3. Il tanto decantato abbassamento dei costi della politica si ferma a soli 42 milioni di euro togliendoci il diritto di eleggere i senatori. Meglio sarebbe stato abolire del tutto il Senato della Repubblica. Un risultato miglore si sarebbe potuto raggiungere con una semplice legge ordinaria, abbassando le indennità di tutti i parlamentari allineandoli agli stipendi della media dei parlamenti europei. Si sarebbe potuto mantenere il Senato della Repubblica con funzioni diverse da quelli della Camera dei Deputati. Tenuto conto di un calcolo del Sole 24, la media degli stipendi dei parlamentari nei paesi UE si aggirerebbe intorno alle 6.700,00 alPer assurdo nella logica del risparmio si potrebbe ridurre il numero dei Deputati anche alla Camera portandoli a 100 membri. Risparmieremmo un bel pò di euro ma non sarebbe un'operazione democratica; secondo me. Soprattutto in considerazione che le lobby nazionali ed intenazionali, organizzate dalle multinazionali, sono sempre più forti e pressanti e richiedono, come contrappeso parlamenti più numerosi e più forti e non il contrario. Il Governo non si preoccupa di mettere tetti agli stipendi faraonici di coduttori televisivi ed altri dirigenti di nomina governativa che arrivano a guadagnare oltre 150 mila -200 mila euro al mese in seria contraddizione con la volontà di ottenere risparmi di cassa. Ci sarebbe ben altro da tagliare. Avevano dato incarico a Cottarelli per i tagli alla spesa Pubblica ma l'hanno licenziato subito. Questo rivela che il vero obiettivo non è la diminuzione della Spesa pubblica ma altro.VOTO NO perchè4. L'art. 66 proposto prevede la decadenzza dalla carica dei senatori in dipendenza di elezioni regionali. Questo genera la instabilità politica del Senato della Republica che sarebbe esposto a una maggioranza in continua probabile ondivaga mutazione.
VOTO NO perchè5. L'Art. 55 propostola parità di genere ma resa impossibile da applicare a causa della stessa riforma. E' difficile, infatti, stabilire come questo possa conciliarsi con la nomina da parte delle Regioni di 21 sindaci, uno per ogni regione e province autonome di Trento e di Bolzano (art.57). Idem dicasi per le regioni che esprimono un sonlo senatore in quota proporzionale (o eleggono un uomo o una donna; la parità di genere?).VOTO NO perchè6. .E' stato rinconfermato l'art. 67 secondo cui i memebri del parlamento eserciatno le loro funzioni senza vicolomandato con conseguenze ignobili in termini di transumanze e trasformismi.VOTO NO perchè7. .L'art. 70 proposto, oltre alla lettura poco agevole, è un grande pasticcio che genererà continui conflitti e rinvii alla Corte Costituzionale.VOTO NO perchè8. L'art, 71 modificato, per le proposte di legge di iniziativa popolare aumentano le firme da 50.000, a 150.000. Questa proposta mira ad ostacolare la partecipazione popolare. La triplicazione delle firme è sintomatica di legge liberticida e freno all'attività democratica.VOTO NO perchè9. I fautori del Si asseriscono che i servizi sanitari saranno migliori per le aree del sud Italia. L'Affermazione appare presuntuosa e mistificatoria. La logica ci suggerisce che proprio l'attuale Costituzione ha consentito di avere regioni virtuose in cui la sanità funziona. Non è quindi la forma costituzionale che frena ed ostacola il funzionamento della sanità ma gli uomini che la governano e la classe politica inadeguata che nessuna legge potrà mai migliorare. Investire in strutture e uomini potrebbe garantire una migliore sanità. E' ovvio che la penalizzazione dei politici e degli amminitratori delle strutture mal funzionanti dovrebbe essere severa ed efficace. Accentrare il potere nelle mani del governo dando mandato ad un commissario che spesso è lo stesso presidente di Regione, come nel caso De Luca, non risolve il problema ma lo aggrava.
VOTO NO perchè10. La Costituzione è di tutti. Non si può modificarla a forza di propoganda, di manipolazioni e mistificazioni varie. L'Unica riforma che deve essere fatta, dicono in molti, è quella di applicarla, ovviamente con leggi ordinarie. Se non sono d'accordo tutti a modificarla vuol dire che non si modifica. Inoltre i numerosi articoli che si vogliono modificare obbligano a prendere tutto o lasciare tutto. L'errore che è stato commesso porta con se un virus che (qualora passasse il SI) porterà a modifiche ulteriori in futuro. Sarebbe l'inizio di uno stillicidio di modifiche che porterebbe alla definitiva mutazione genetica della nostra CARTA che è BELLA e che molti altri paesi da tutto il mondo ci invidiano. Così com'è ci ha garantito oltre 60 anni di libertà e di equilibrio fra i vari poteri dello Stato che, non dimentichiamolo, come in tutte le democrazie moderne sono, il Potere Legislativo, il potere Esecutivo e quello Giudiziario. Se questi poteri si sbilanciano per cui uno dovesse prendere il sopravvento sull'altro sarebbe la fine e il rischio si intravede in questa riforma.
Per finire chiudo con una citazione di Henry Patrick che fu un protagonista della Rivoluzione Americana e che ho già utilizzato su un social network,"La Costituzione non è uno strumento del governo per contenere il popolo: essa è uno strumento del popolo per contenere il governo.".
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« De Luca è i nuovo Gava, ormai è certo.	Vincono i No. Viva la Costituzione nata dalla Resistenza. »