Source: http://www.sardopoli.com/Sardi/culturasarda.htm
Timestamp: 2020-02-21 22:14:34+00:00
Document Index: 170170047

Matched Legal Cases: ['artt 1', 'artt 3', 'art. 78', 'art. 55', 'art. 80', 'art.3', 'art.60', 'art. 81', 'art. 83', 'art. 5', 'art. 47', 'art. 40', 'art. 3', 'art. 32', 'art. 35', 'art.16', 'art 77', 'art. 35', 'art. 39', 'art. 123', 'artt 7', 'artt 8', 'art.24', 'artt 9', 'artt 11', 'artt 13', 'art. 15', 'art.19', 'art. 20', 'art. 25']

culturasarda
1. La Regione Autonoma della Sardegna assume l’identità culturale del popolo sardo come bene primario da valorizzare e promuovere e individua nella sua evoluzione e nella sua crescita il presupposto fondamentale di ogni intervento volto ad attivare il progresso personale e sociale, i processi di sviluppo economico e di integrazione interna, l’edificazione di un’Europa fondata sulla diversità nelle culture regionali.
l. Ai sensi della presente legge la Regione assume come beni fondamentali da valorizzare la lingua sarda - riconoscendole pari dignità rispetto alla lingua italiana - la storia, le tradizioni di vita e di lavoro, la produzione letteraria scritta e orale, l’espressione artistica e musicale, la ricerca tecnica e scientifica, il patrimonio culturale del popolo sardo nella sua specificità e originalità, nei suoi aspetti materiali e spirituali.
2. La Regione considera tale impegno parte integrante della sua azione politica e lo conforma ai principi della pari dignità e del pluralismo linguistico sanciti dalla Costituzione e a quelli che sono alla base degli atti internazionali in materia, e in particolare nella Carta europea delle lingue regionali e minoritarie del 5 novembre 1992, e nella Convenzione quadro europea per la protezione delle minoranze nazionali del 1 febbraio 1995.
3. Pertanto la Regione considera la cultura della Sardegna, la lingua sarda e la valorizzazione delle sue articolazioni e persistenze, come caratteri e strumenti necessari per l’esercizio delle proprie competenze statutarie in materia di beni culturali - quali musei, biblioteche, antichità e belle arti - di pubblici spettacoli, ordinamento degli studi, architettura e urbanistica, nonché di tutte le altre attribuzioni proprie o delegate che attengono alla piena realizzazione dell’autonomia della Sardegna.
1. Per il perseguimento delle finalità e degli obiettivi enunciati agli articoli 1 e 2, la Regione Autonoma della Sardegna predispone e realizza, anche in raccordo con le istituzioni pubbliche ed eventualmente con soggetti privati, le adeguate strumentazioni conoscitive ed operative e garantisce ai cittadini singoli, o comunque organizzati nelle forme di legge, i mezzi e le condizioni reali per l’esplicazione dei rispettivi linguaggi di origine.
1) dall’insieme delle biblioteche, degli archivi, dei centri di documentazione, pubblici e privati che, oltre ai compiti ad essi connaturati, garantiscano la raccolta organica della produzione editoriale sarda e sulla Sardegna, la sua conservazione, valorizzazione e fruizione, anche con l’ausilio delle nuove tecnologie;
2) dalla raccolta, catalogazione e archiviazione, in fotografia, diapositive o microfilm, della documentazione storica relativa alla Sardegna, custodita negli archivi sardi, delle altre regioni italiane e dei Paesi esteri, in particolare dell'area mediterranea;
3) dalla raccolta catalogazione e conservazione della documentazione audiovisiva e di quanto prodotto con linguaggi mass-mediali sulla Sardegna;
4) dalla libreria della Regione Autonoma della Sardegna, che cura la diffusione, tramite vendita, delle iniziative editoriali promosse dall'Amministrazione regionale, concernenti l'attività legislativa ed amministrativa della Regione ed i relativi atti di programmazione, nonché le problematiche di generale interesse per la Sardegna, comprese quelle formanti oggetto della presente legge;
1) cura la valorizzazione, la crescita e la fruizione, diffuse e coordinate, dei musei e delle pinacoteche, nonché dei beni storici, archeologici, antropologici, artistici architettonici, paesaggistici ed ambientali, meritevoli di tutela e di memoria collettiva esistenti in Sardegna, anche favorendo la nascita di nuove raccolte espositive;
1. Per il conseguimento delle finalità di cui alla presente legge, è costituito presso l’Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, l’Osservatorio regionale per la cultura e le lingua sarda, di seguito denominato Osservatorio.
3. Esprime inoltre il parere sul Piano di interventi previsto dall'articolo 12, comma 1, nonché, annualmente, proprie valutazioni sull'attività svolta per il perseguimento dei su indicati obiettivi.
4. L’osservatorio è presieduto dall’Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport ed è composto da:
a) cinque studiosi delle discipline indicate all’articolo17, di riconosciuto e comprovato prestigio nella vita culturale sarda, eletti dal Consiglio regionale con voto limitato a tre;
c) il Capo Ufficio fra quelli che, preposti agli organi del Ministero per i beni culturali ed ambientali aventi sede in Sardegna (Soprintendenti archeologici, Soprintendenti per i beni ambientali, architettonici, artistici e storici, Soprintendente archivistico) presiede la Conferenza dei Capi Ufficio ai sensi dell'articolo 32del DPR 3 dicembre 1975, n. 805;
e) uno studioso delle discipline indicate all'articolo17, di riconosciuto e comprovato prestigio nella vita culturale sarda, eletto da ciascun Consiglio provinciale;
g) il Presidente dell’Istituto Regionale di Ricerca, Sperimentazione e Aggiornamento Educativo (IRRSAE);
h) il Coordinatore generale dell'Istituto Superiore Regionale Etnografico (ISRE).
5. Le funzioni di segretario dell'Osservatorio sono svolte da un funzionario dell’Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, di qualifica non inferiore all’ottava.
1. L’Osservatorio è nominato con decreto dell’Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, previa delibera della Giunta regionale.
5. Qualora i rappresentanti di cui alle lett. b) ed f) dell’articolo 5 non vengano designati entro sessanta giorni dalla richiesta, l’Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport procede comunque alla nomina dell’Osservatorio e ne stabilisce l’insediamento.
6. Ai membri dell’Osservatorio, per la partecipazione alle sedute, spetta un gettone di presenza nella misura prevista dall’articolo 1, comma 2, lett. a) della legge regionale 22 giugno 1987, n. 27.
7. In sede di prima applicazione della presente legge, l’Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport provvede alla nomina dell’Osservatorio entro novanta giorni dall'entrata in vigore della legge stessa.
1. L’Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport garantisce costantemente la coerenza tra le attività dell’Amministrazione regionale e quelle svolte in Sardegna dalle Amministrazioni statali nei rispettivi ambiti di competenza, anche attraverso la promozione di apposite conferenze miste.
1. I Comuni, anche associandosi, possono costituire Consulte locali per la cultura e la lingua dei Sardi, formate da persone competenti in materia, con il compito di assumere iniziative tese a favorire la conoscenza e la valorizzazione della cultura e della lingua sarda, anche nelle sue varianti locali, nonché di formulare osservazioni e proposte all’Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e presentare appositi programmi di attività.
1. L’Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport provvede ad istituire il Catalogo generale del patrimonio culturale della Sardegna, che raccoglie e documenta il complesso della produzione artistico - culturale della regione, organizzato secondo modalità che ne favoriscano la consultazione e l’utilizzazione decentrata.
2. A tal fine il predetto Assessorato propone, avvalendosi dell'Osservatorio - entro un anno dall’entrata in vigore della presente legge - un progetto per la raccolta ed il coordinamento dei cataloghi e degli archivi, presenti nei sistemi e negli organismi di cui all’articolo 4 e negli istituti, enti o soggetti comunque autonomamente operanti nei diversi ambiti di riferimento della presente legge.
Censimento del repertorio linguistico dei Sardi1.
L'Amministrazione regionale realizza il censimento del repertorio linguistico dei Sardi, secondo un progetto che dovrà prevedere:
b) l’informatizzazione;
c) la pubblicazione dei risultati dalla ricerca, con particolare attenzione all’elaborazione dei dizionari generali della lingua sarda, nonché dell'atlante linguistico della Sardegna.
4. Il Piano tende a realizzare un’equilibrata diffusione nel territorio regionale delle iniziative a favore della cultura e della lingua dei Sardi; stimola l'elaborazione e l'attuazione di progetti e programmi di sperimentazione, finalizzati agli obiettivi della presente legge; persegue l’armonizzazione degli interventi di politica culturale previsti dalla vigente legislazione.
5. Il Piano individua le diverse aree d'intervento e articola in progetti - obiettivo le iniziative per l'attuazione di quanto disposto dall’articolo 3della presente legge. Esso contiene:
a) gli indirizzi programmatici generali delle aree d’intervento e i progetti - obiettivo in cui queste si articolano;
b) la tipologia, le modalità d’attuazione e gli strumenti di verifica di ogni progetto - obiettivo;
d) i criteri e le modalità di coordinamento degli interventi programmati con le altre attività regionali in materia d’iniziative culturali, beni culturali, pubblica istruzione, spettacolo, editoria, nonché con altre iniziative promosse dai diversi Assessorati regionali che abbiano attinenza con le finalità della presente legge;
f) le modalità d’erogazione dei contributi, dei finanziamenti e degli incentivi previsti dai successivi articoli 13 e 14;
c) per gli enti locali singoli, gli enti pubblici e morali e l'Università fino alla concorrenza dell’80 per cento delle spese previste, ammesse e documentate;
a) la raccolta, l'ordinamento e l'analisi dei varia spetti della realtà culturale della Sardegna;
c) la conservazione e l'acquisizione di oggetti ed elaborati riguardanti la cultura sarda ed in particolare quella materiale, quali: reperti naturalistici, beni bibliografici, raccolte di oggetti d'arte e di artigianato, raccolte di strumenti inerenti alle tradizioni di vita e di lavoro del popolo sardo. Per poter beneficiare dei contributi di cui al presente capoverso deve essere garantita la pubblica fruibilità delle raccolte;
d) l'organizzazione di concorsi e premi per elaborati in prosa, poesia e per canti in lingua sarda, per la musica, la saggistica e la ricerca scientifica in Sardegna, specificamente indirizzati all’approfondimento dei valori culturali del popolo sardo;
f) la pubblicazione di testi audiovisivi in lingua sarda, o comunque relativi alla cultura dell'Isola, preordinati all’integrazione dei programmi ministeriali d’insegnamento, compresi libri di lettura e di consultazione utili a fini didattici;
i) l'ideazione e l’attuazione di progetti di ricerca e di sperimentazione nei settori della musica, del teatro e delle arti visive finalizzati al raccordo e al dialogo tra cultura sarda e altre culture;
4. Il cumulo fra i contributi regionali e quelli eventualmente concessi da altri soggetti per la medesima iniziativa non può superare il limite massimo di finanziamento fissato, per le diverse categorie di intervento, al comma 1;
6. A partire dal secondo anno di attività, la liquidazione dei contributi assegnati è subordinata alla presentazione di regolare rendiconto delle spese ammesse, relativo all’annualità precedente.
1. La Regione, nell'ambito di apposita legge di settore, contribuisce finanziariamente, anche attraverso convenzioni e partecipazioni societarie, alla produzione e alla diffusione di programmi radiofonici e televisivi, nonché a pubblicazioni su testate giornalistiche in lingua sarda.
4. Sino all’entrata in vigore della legge di cui al comma 1, l'Amministrazione regionale, con deliberazione della Giunta, su proposta dell’Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, sentito l'Osservatorio e previo parere della competente Commissione consiliare, potrà finanziare progetti concernenti programmi e pubblicazioni indicati al comma 1 che rientrino nelle finalità della presente legge.
1. In relazione alle finalità previste dall'articolo1, l'Amministrazione regionale, su proposta dell'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, bandisce borse di studio nelle materie oggetto della presente legge.
2. Le aree di ricerca, oggetto delle borse di studio sono proposte dall'Osservatorio.
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata, per le finalità della presente legge, a stipulare con istituzioni universitarie, con soggetti pubblici e privati e con esperti di comprovata competenza ed esperienza in materia di attività culturali, convenzioni aventi ad oggetto forme di collaborazione ed i consulenza tecnico-scientifica.
2. In sede di aggiornamento e verifica annuale del Piano triennale di cui all’articolo 12, dovrà darsi atto, con apposito allegato, delle convenzioni stipulate nell’anno precedente e di quelle previste per gli anni successivi.
NELL' AMBITO DELL' AUTONOMIA DIDATTICA
1. L'Amministrazione regionale interviene con risorse proprie per sostenere la formazione scolastica degli allievi e l'aggiornamento del personale docente e direttivo nelle scuole di ogni ordine e grado, integrando i corrispondenti interventi dello Stato, a favore delle scuole che, nell'esercizio dell'autonomia didattica di cui all’articolo 4, comma 6, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e dell’articolo 21, commi 9 e 10, della legge 15 marzo 1997, n.59, svolgano attività volte a perseguire le finalità previste dall’articolo 1 della presente legge.
2. In modo specifico vengono finanziate le iniziative che abbiano lo scopo di favorire la maturazione culturale, l'esercizio del diritto allo studio, l’integrazione degli alunni nella comunità scolastica, di arricchire il livello delle competenze linguistiche e della formazione culturale dei cittadini, nel quadro degli indirizzi generali fissati ai sensi dell’articolo 18 ed in relazione ad obiettivi connessi alle esigenze locali e negli ambiti di flessibilità curriculare, attraverso progetti formativi finalizzati alla conoscenza della cultura e della lingua della Sardegna nelle seguenti aree disciplinari:
1. L'Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, entro un anno dalla entrata in vigore della presente legge, per il perseguimento dei fini di cui all'articolo 17, predispone, su proposta elaborata dall’Osservatorio, indirizzi generali per le attività tese a valorizzare lo studio e la diffusione della cultura e della lingua della Sardegna nelle scuole di ogni ordine e grado.
3. Gli indirizzi generali ed i conseguenti progetti formativi, sono finalizzati ad attivare le fasi di sperimentazione previste dall'articolo 20 e possono essere progressivamente ridefiniti sulla base dei risultati della sperimentazione stessa.
1. L'Amministrazione regionale ha facoltà di finanziare, presso le Università della Sardegna, cattedre universitarie e corsi integrativi, destinati alla formazione del personale docente, da realizzare mediante contratti di diritto privato, volti all'approfondimento scientifico delle conoscenze relative alla Sardegna prioritariamente nelle aree di cui al comma 2 dell’articolo 17. Tali cattedre e corsi saranno finanziati secondo le modalità di cui alla legge regionale 8 luglio 1996, n. 28.
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a finanziare le spese sostenute nelle scuole di ogni ordine e grado che, attraverso i progetti formativi di cui all'articolo 17, attuino fasi di sperimentazione fondate sui seguenti principi:
2. In funzione degli obiettivi previsti al comma1, l'Amministrazione regionale è altresì autorizzata ad erogare finanziamenti diretti alla produzione e alla pubblicazione di testi scolastici o altri strumenti finalizzati all'insegnamento della cultura e della lingua sarda, nonché all'acquisto di materiale didattico di uso individuale e collettivo.
2. I risultati delle citate attività di sperimentazione vengono catalogati e conservati presso l'Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Gli elaborati di sintesi, corredati dei materiali più significativi prodotti nelle attività di sperimentazione, vengono resi noti, a cura dello stesso Assessorato, alle scuole di ogni ordine e grado, che peraltro possono accedere all'intera documentazione prodotta, al fine di svolgere ulteriori, analoghe, attività
1. L'Amministrazione regionale, nel perseguimento della finalità della presente legge ed in particolare per favorire l'attività di educazione degli adulti finalizzata alla promozione e allo sviluppo delle conoscenze, con particolare riferimento alla lingua, alla cultura e alla storia della Sardegna, si avvale prioritariamente delle strutture e del personale dei Centri di servizi culturali di cui alla legge regionale 15 giugno 1978, n. 37, integrata dall’articolo 58 della legge regionale 22 gennaio1990, n. 1.
3. Nella corrispondenza e nelle comunicazioni orali dei cittadini dirette all'Amministrazione regionale e a quelle locali è possibile usare la lingua sarda.
4. Entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge tali amministrazioni adeguano alle esigenze pratiche poste dalle su indicate finalità le relative strutture, utilizzando, a tal fine, i corsi di aggiornamento e qualificazione del personale regionale e locale che l'Amministrazione regionale predisporrà entro tre mesi dalla stessa data.
1. L’Amministrazione regionale agevola, attraverso contributi agli enti locali, le ricerche sui toponimi in lingua sarda e il ripristino degli stessi, anche mediante l’installazione di cartelli stradali che contengano i nomi originari delle località, delle vie, degli edifici e di tutto quanto è significativo nella memoria storica dei Comuni. In tali casi le suddette indicazioni andranno ad aggiungersi a quelle esistenti in lingua italiana.
2. In particolare, nel programma di cui all'articolo12, dovranno trovare specifica previsione i seguenti interventi:
b) organizzazione, a cura dell'Amministrazione regionale, di iniziative socio - culturali nelle aree in cui si registra una forte presenza di emigrati sardi;
Cap. 11024 - Spese per l'effettuazione di interventi integrativi per esigenze impreviste (artt 1, 14 e 16, LR 25 giugno 1984, n. 31, e artt 3, comma 3, e 33, comma2, LR 8 marzo 1997, n. 8)
1997 ---------------------
Cap.11090/01 - Spese per la partecipazione della Regione alle fiere annuali del libro e per iniziative di informazione sull'attività regionale (LR 7 maggio 1953, n. 11, art. 78, comma 1, LR 30 maggio 1989, n. 18, art. 55, LR 22 gennaio 1990, n. 1, art. 80, LR 30 aprile 1991, n. 13 e art.3, comma 3, LR 8 marzo 1997, n. 8)
Cap. 11099 - Finanziamento per l’attività istituzionale di Enti ed organismi con finalità didattiche e socio - culturali (art.60, LR 22 gennaio 1990, n. 1, art. 81, LR 30 aprile 1991, n. 13, art. 83, comma 1, LR 28 aprile1992, n. 6 art. 5, LR 8 luglio 1993, n. 30, art. 47, comma 3, LR 7 aprile 1995, n. 6, art. 40, LR 10 novembre 1995, n. 28 e art. 3, comma 3, art. 32, comma 7 e art. 35, LR 8 marzo 1997, n. 8
Cap. 11115 -Contributi a favore del pubblico spettacolo (LR 21giugno 1950, n. 17, art., LR 28 maggio 1985, n.12, art.16, LR 26 gennaio 1989, n. 5, art 77, LR30 maggio 1989, n. 18 e art. 35, LR 8 marzo 1997, n. 8)
Cap 02093 - Spese per la qualificazione, l’aggiornamento, la specializzazione e la formazione professionale del personale dell’Amministrazione regionale, spese per favorire la partecipazione ai corsi di qualificazione di aggiornamento, di specializzazione e di formazione professionale da parte del personale degli enti locali, anche non territoriali e degli enti pararegionali (art. 39, LR 17 agosto 1978, n. 51); nonché da parte del personale del ruolo speciale provvisorio di cui alle leggi regionali 8 maggio 1984, n. 18 e 17 gennaio 1986, n. 12 (art. 123, LR 27 giugno1986, n. 44)
1997 ------------------
Cap. 02102 - Medaglie fisse di presenza, indennità di trasferta, rimborsi di spese di viaggio e indennità per uso di auto propria o di mezzi gratuiti ai componenti e ai segretari di commissioni, comitati e altri consessi, istituiti dagli organi dell'Amministrazione regionale (artt 7 e 17 bis, LR 11 giugno 1974, n. 15, LR 19 maggio 1983, n.14, LR 27 aprile 1984, n. 13 e LR 22 giugno 1987, n. 27)
Cap. 11061 - (NI) 2.1.1.5.2.2.06.06 (05.04) Finanziamento ai comuni per l'istituzione delle Consulte locali per la cultura e la lingua dei Sardi e per la qualificazione e aggiornamento del personale e contributi per le ricerche e il ripristino dei toponimi (artt 8, 23, comma 4, e art.24 della presente legge)
Cap. 11061/ 01 - (NI) 1.1.1.4.1.1.06.06 (05.04) Spese per l'istituzione del Catalogo generale della cultura sarda e per l'effettuazione del censimento del repertorio linguistico dei Sardi; per progetti finalizzati alla valorizzazione e alla diffusione della cultura e lingua sarda nell'ambito della formazione scolastica degli allievi e per l'aggiornamento del personale docente e direttivo e per la realizzazione nella scuola di progetti regionali e locali e integrativi degli interventi statali finalizzati alla tutela e alla valorizzazione della cultura e della lingua sarda (artt 9, 10, 17 e 18 della presente legge)
Cap. 11061/ 02 - (NI) 2.1.1.4.2.2.06.06 (05.04) Spese per l'effettuazione delle Conferenze annuali sulla cultura e lingua sarda e per la stipula di convenzioni con istituzioni universitarie, enti e associazioni pubbliche e private e con esterni, operanti nell'ambito della cultura e lingua sarda (artt 11 e 16 della presente legge)
Cap. 11061/ 03 - (NI) 2.1.1.5.8.2.06.06 (05.04) Contributi a Università, istituzioni scolastiche, enti locali, imprese, società e soggetti privati operanti nel settore culturale per l'attuazione di interventi a tutela della cultura e della lingua sarde; contributi nel settore dei mass-media che trattino argomenti in lingua sarda (artt 13 e 14 della presente legge)
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Cap. 11061/ 04 - (NI) 2.1.1.6.3.2.06.06 (05.04) Borse di studio sulla lingua e cultura sarde (art. 15 della presente legge)
Cap. 11061/ 05 - (NI) 2.1.1.5.8.2.06.06.( 05.04) Finanziamenti per corsi universitari integrativi per l'approfondimento scientifico delle conoscenze relative alla cultura e alla lingua sarde (art.19 della presente legge)
Cap. 11061/ 06 - (NI) 2.1.1.6.2.2.06.06 (05.04) Finanziamenti per la sperimentazione nel sistema scolastico regionale di programmi scolastici a tutela della cultura e della lingua della Sardegna e per la produzione e la pubblicazione di testi scolastici o altri strumenti per l'insegnamento della cultura e della lingua sarde, nonché per l'acquisto di materiale didattico (art. 20 della presente legge)
Cap. 11061/ 07 - (NI) 2.1.1.4.1.2.06.06 (05.04) Interventi per la tutela e la valorizzazione dell'identità culturale del popolo sardo, anche all'estero, e conferimento di borse di studio a giovani stranieri appartenenti a paesi con maggiore presenza di emigrati sardi (art. 25 della presente legge)
3. Le spese per l'attuazione della presente legge fanno carico ai sopra indicati capitoli del bilancio della Regione per il 1998 ed ai corrispondenti capitoli dei bilanci per gli anni successivi.