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Timestamp: 2018-03-17 19:52:12+00:00
Document Index: 58769770

Matched Legal Cases: ['art. 547', 'art. 547', 'art. 617', 'art. 617', 'sentenza ', 'art. 547', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 547', 'art. 617', 'art. 547', 'art. 617', 'sentenza ', 'art. 547', 'art 617']

PPT: revocabile la dichiarazione ex art. 547 c.p.c. fino alla pronuncia dell'ordinanza di assegnazione - Expartecreditoris
Nell’espropriazione presso terzi il terzo pignorato il quale, dopo avere reso una dichiarazione positiva ai sensi dell’art. 547 c.p.c., si avveda di essere incorso in un errore incolpevole, può revocare la propria dichiarazione sino a quando non sia stata pronunciata l’ordinanza di assegnazione; mentre se l’errore incolpevole emerga dopo tale momento, ha l’onere di proporre contro l’ordinanza di assegnazione l’opposizione all’esecuzione ex art. 617 c.p.c..
Non è possibile privare di efficacia il titolo esecutivo posto a fondamento dell’esecuzione contro il terzo pignorato senza che questo presenti alcun vizio formale, e senza che nessuno ne abbia denunciato l’illegittimità nelle forme prescritte dall’art. 617 c.p.c..
Questi i principi espressi dalla Suprema Corte di Cassazione, terza sezione civile, Pres. Roberta Vivaldi – Rel. Marco Rossetti, con la sentenza n. 10912 del 05.05.2017.
Una creditrice conveniva in giudizio una società terza pignorata, e sul presupposto dei crediti vantati verso alcuni suoi debitori esecutati, a loro volta, creditori della stessa pignorata, le notificava due atti di precetto, al fine di ottenere il pagamento dell’importo assegnatole dal G.E. mediante due ordinanze.
Si costituiva tempestivamente in giudizio la terza pignorata, e nonostante la dichiarazione positiva resa dalla stessa ai sensi dell’art. 547 c.p.c. successivamente al pignoramento, proponeva opposizione all’esecuzione, eccependo la nullità, l’inesistenza nonché l’inefficacia del pignoramento e rispettiva ordinanza di assegnazione, ed asserendo che il Giudice avesse inibito la creditrice di mettere in esecuzione le suddette ordinanze di assegnazione.
Nel merito, tanto il Tribunale quanto la Corte d’Appello, accoglievano l’opposizione formulata dalla società terza pignorata, dichiarando inesistente il diritto della creditrice, e ritenendo che dal momento in cui viene eseguito un pignoramento immobiliare, i canoni di locazione divengono indisponibili a favore del primo creditore pignorante, sicché il successivo provvedimento di assegnazione del credito, pronunciato nell’ambito della diversa procedura di pignoramento presso terzi, non sviluppa effetti sino a quando non si concluda l’espropriazione immobiliare, considerando, infine, irrilevante la circostanza che l’ordinanza di assegnazione delle somme sia stata o meno impugnata.
Promuoveva ricorso per cassazione la creditrice denunciando l’erroneità della sentenza per violazione di legge, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3.
La Suprema Corte, discostandosi dalla pronuncia della Corte d’Appello, ha considerato che nell’ambito della procedura di espropriazione presso terzi introdotta dal creditore era stata pronunciata una ordinanza di assegnazione conforme alla dichiarazione positiva resa dal terzo pignorato ai sensi dell’art. 547 c.p.c., e avverso cui, peraltro, non era stata proposta opposizione, ragion per cui, ha specificato che non è possibile privare di efficacia il titolo esecutivo posto a fondamento dell’esecuzione contro il terzo pignorato senza che questo presenti alcun vizio formale, e senza che nessuno ne abbia denunciato l’illegittimità nelle forme prescritte dall’art. 617 c.p.c..
Nel merito, ha disposto che nell’espropriazione presso terzi il terzo pignorato il quale, dopo avere reso una dichiarazione positiva ai sensi dell’art. 547 c.p.c., si avveda di essere incorso in un errore incolpevole, può revocare la propria dichiarazione sino a quando non sia stata pronunciata l’ordinanza di assegnazione; mentre se l’errore incolpevole emerga dopo tale momento, ha l’onere di proporre contro l’ordinanza di assegnazione l’opposizione all’esecuzione ex art. 617 c.p.c., ed inoltre, che in assenza di revoca od impugnativa, l’ordinanza di assegnazione è un provvedimento irretrattabile, e nell’esecuzione forzata iniziata sulla base di essa contro il terzo pignorato, a questi non è consentito (ormai assunta la veste di debitore esecutato) nessuna ulteriore contestazione, salvo che concerna fatti sopravvenuti.
Alla luce delle ragioni suesposte cassava la sentenza della Corte d’Appello.
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SI CONFIGUREREBBE, DIVERSAMENTE, UN ABUSO DELLO STRUMENTO ESECUTIVO NEI CONFRONTI DEL TERZO
Sentenza | Cassazione civile, sez. terza, Pres. – Rel. De Stefano | 02.02.2017 | n.2724
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Tags : art. 547 c.p.c. ordinanza assegnazione, opposizione x art 617 c.p.c., Pignoramento presso terzi