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Timestamp: 2018-11-19 00:54:23+00:00
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Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 2 ottobre 2012, n.16767. Le pattuizioni intervenute tra i coniugi anteriormente o contemporaneamente al decreto di omologazione della separazione consensuale - Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 2 ottobre 2012, n.16767. Le pattuizioni intervenute tra i coniugi anteriormente o contemporaneamente al decreto di omologazione della separazione consensuale
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Le pattuizioni intervenute tra i coniugi anteriormente o contemporaneamente al decreto di omologazione della separazione consensuale, e non trasfuse nell’accordo omologato, sono operanti soltanto se si collocano, rispetto a quest’ultimo, in posizione di “non interferenza” oppure in posizione di conclamata e incontestabile maggiore o uguale rispondenza all’interesse tutelato attraverso il controllo di cui all’art. 158 c.c.
SENTENZA 2 ottobre 2012, n.16767
Con sentenza in data 30 novembre 2005 il Tribunale di Firenze pronunciava la separazione personale, con addebito al marito, dei coniugi F.E. e M.T., in favore della quale veniva assegnata la casa coniugale e disposto un assegno mensile di mantenimento pari ad Euro 3.800,00, da rivalutarsi secondo gli indici ISTAT. 1.1 – Avverso tale decisione proponeva appello il F., il quale in primo luogo deduceva l’insussistenza dell’addebito, in quanto l’infedeltà coniugale a lui attribuita non aveva rilevanza causale rispetto alla intollerabilità della prosecuzione della convivenza, da individuarsi, al contrario, nella disaffezione reciproca della coppia; denunciava l’incongruità per eccesso dell’assegno di mantenimento, richiamando un accordo, per la separazione consensuale, poi non attuato, in base al quale la M. aveva accettato un importo di gran lunga inferiore; contestava, infine, il regolamento delle spese processuali.
1.2 – Proponeva appello incidentale la M., chiedendo una determinazione in misura maggiore del contributo disposto per il proprio mantenimento e avanzando richieste specifiche in merito alle spese di manutenzione e conduzione della casa coniugale, di cui paventava la perdita, per essere di proprietà del cognato.
1.3 – La corte d’appello di Firenze, con la sentenza indicata in epigrafe, premesse alcune osservazioni di carattere generale sull’addebito della separazione sotto il profilo dogmatico e nella prassi giurisprudenziale, riteneva che il fatto posto alla base della pronuncia di addebito, vale a dire la violazione dell’obbligo di fedeltà, culminata, ancor prima della cessazione della convivenza coniugale, nella creazione di un nucleo familiare con altra donna e con il figlio avuta dalla stessa, non potesse essere valutato disgiuntamente dall’esame della condotta della M., ragion per cui detta circostanza, sfuggendo a una visione complessiva, non consentiva una pronuncia di addebito.
Quanto agli aspetti di natura patrimoniale, veniva evidenziato, da un lato, l’elevato tenore di vita tenuto dalla coppia durante la convivenza e, dall’altro, l’inadeguatezza dei mezzi di cui disponeva la donna (il cui patrimonio immobiliare am-montava ad Euro 365.400) rispetto all’ingente capacità economica del F., titolare di beni immobili per 10 milioni di Euro, oltre che di titoli mobiliari e partecipazioni societarie.
Per tale ragione, in parziale accoglimento dell’appello incidentale, il contributo posto a carico del marito veniva elevato fino a 4.000,00 Euro mensili, rilevandosi, quanto alla casa coniugale, che l’eventuale cessazione dell’assegnazione avrebbe potuto costituire l’oggetto di una revisione delle condizioni. Venivano, infine, compensate le spese di lite relative a entrambi i gradi del giudizio.
1.4 – Per la cassazione di tale decisione il F. propone ricorso, affidato a tredici motivi. Resiste con controricorso la M., che propone ricorso incidentale, sorretto da tre motivi, illustrati da memoria, cui controparte resiste con controricorso.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2012-12-13T12:15:57+00:0013 dicembre 2012|Cassazione civile 2012, Delle persone e della Famiglia, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti