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Timestamp: 2019-10-21 09:53:51+00:00
Document Index: 27485768

Matched Legal Cases: ['art. 148', 'art. 17', 'art. 174', 'art. 54', 'art. 174', 'art. 9', 'art. 17', 'art. 148', 'sentenza ', 'art. 16', 'art. 20', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 148', 'sentenza ', 'art. 148', 'sentenza ', 'art. 148', 'art. 151', 'sentenza ', 'art. 148', 'sentenza ', 'art. 148', 'sentenza ', 'art. 148', 'art. 34', 'art. 171', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 247', 'sentenza ', 'art. 46', 'art. 148', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 148', 'art. 424', 'sentenza ', 'art. 543', 'art. 309', 'art. 309', 'art. 148', 'art. 171', 'sentenza ', 'art. 309', 'art. 171', 'sentenza ']

Art. 148 codice di procedura penale - Organi e forme delle notificazioni - Brocardi.it
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Articolo 148 Codice di procedura penale
Dispositivo dell'art. 148 Codice di procedura penale
1. Le notificazioni degli atti, salvo che la legge disponga altrimenti, sono eseguite dall'ufficiale giudiziario o da chi ne esercita le funzioni (1).
2. Nei procedimenti con detenuti ed in quelli davanti al tribunale del riesame il giudice può disporre che, in caso di urgenza, le notificazioni siano eseguite dalla polizia giudiziaria, con l'osservanza delle norme del presente titolo (2).
2-bis. L'autorità giudiziaria può disporre che le notificazioni o gli avvisi ai difensori siano eseguiti con mezzi idonei. L'ufficio che invia l'atto attesta in calce ad esso di avere trasmesso il testo originale (3).
2-ter. [Nei procedimenti avanti al tribunale per il riesame il giudice può disporre che, in caso di urgenza, le notificazioni siano eseguite dalle sezioni della polizia giudiziaria presso le procure della Repubblica con le medesime modalità di cui al comma 2.] (6)
3. L'atto è notificato per intero [171], salvo che la legge disponga altrimenti, di regola mediante consegna di copia al destinatario oppure, se ciò non è possibile, alle persone indicate nel presente titolo. Quando la notifica non può essere eseguita in mani proprie del destinatario, l'ufficiale giudiziario o la polizia giudiziaria consegnano la copia dell'atto da notificare, fatta eccezione per il caso di notificazione al difensore o al domiciliatario, dopo averla inserita in busta che provvedono a sigillare trascrivendovi il numero cronologico della notificazione e dandone atto nella relazione in calce all'originale e alla copia dell'atto (4).
4. La consegna di copia dell'atto all'interessato da parte della cancelleria ha valore di notificazione [151 2]. Il pubblico ufficiale addetto annota sull'originale dell'atto la eseguita consegna e la data in cui questa è avvenuta.
5-bis. Le comunicazioni, gli avvisi ed ogni altro biglietto o invito consegnati non in busta chiusa a persona diversa dal destinatario recano le indicazioni strettamente necessarie (5).
(1) La formula "chi ne esercita le funzioni" ha un campo di applicazione esteso e ricomprende al suo interno, accanto agli aiutanti ufficiali giudiziari, i messi conciliatori e la polizia penitenziaria.
(2) Tale comma è stato così sostituito dall’art. 17, comma 1, lett. a) del D.L. 27 luglio 2005, n. 144, convertito con modificazioni nella l. 31 luglio 2005, n. 155.
(3) Il comma in esame è stato inserito dall’art. 174, comma 13, lett. a) del D.L.vo 30 giugno 2003, n. 196.
(4) Quando l'atto da notificare viene trasmesso all'ufficiale giudiziario, questi deve formarne un numero di copie uguale a quello dei destinatari della notificazione, se invece la notificazione viene eseguita a mezzo della polizia giudiziaria, l'atto è trasmesso all'ufficio di polizia competente per territorio con numero di copie uguale a quello dei destinatari della notificazione, ex art. 54 disp. att. del presente codice.
(5) Tale comma è stato aggiunto dall'art. 174, comma 13, lett. b) del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196.
(6) Comma aggiunto dall'art. 9, D.L. 18/10/2001, n. 374 e abrogato dall'art. 17, D.L. 27/07/2005, n. 144, con decorrenza dal 28/07/2005.
Nel processo penale gli atti riverberano la loro importanza solo in quanto, con l'osservanza di determinate forme prefissate ed entro certi termini, siano portati a conoscenza dei soggetti coinvolti, diversi dal loro autore, scopo cui è orientato l'istituto delle notificazioni.
Massime relative all'art. 148 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 56280/2017
In tema di notificazione tramite posta elettronica certificata (c.d. pec), la specifica procedura del "Sistema di Notificazioni Telematiche" (SNT) per gli atti processuali, che permette di allegare un documento previamente scansionato - non più soggetto a modifiche dopo l'invio - ed il controllo sulla corretta indicazione dell'indirizzo del destinatario, offre adeguate garanzie di affidabilità che non possono essere superate dalla mera, generica, deduzione della incompletezza o non corrispondenza dell'atto ricevuto all'originale scansionato. (Fattispecie in cui uno dei difensori dell'imputato aveva dedotto l'omessa notifica del decreto di citazione a giudizio per l'appello, allegando una stampa dell'archivio della propria posta elettronica e dell'avviso di udienza ad esso allegato, che riportava una data di udienza successiva a quella fissata).
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 56280 del 18 dicembre 2017)
Cass. pen. n. 54141/2017
In tema di notificazione al difensore mediante invio dell'atto tramite posta elettronica certificata (c.d. pec), deve considerarsi regolarmente perfezionata la comunicazione o la notificazione mediante deposito in cancelleria, ai sensi dell'art. 16, comma 6, d.l. 16 ottobre 2012, n. 179 nel caso in cui la mancata consegna del messaggio di PEC sia imputabile al destinatario. (Nella fattispecie il destinatario dell'atto non aveva ricevuto la notifica via PEC per saturazione dello spazio disco non avendo ottemperato a quanto stabilito nel comma 5 dell'art. 20 del d.m. 21 febbraio 2011, n. 44 che prevede l'obbligo per il soggetto abilitato esterno di dotarsi di un servizio automatico di avviso dell'imminente saturazione della propria casella di posta elettronica certificata e di verificare l'effettiva disponibilità dello spazio disco a disposizione).
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 54141 del 1 dicembre 2017)
Cass. pen. n. 2431/2017
In tema di notificazione al difensore mediante invio dell'atto, tramite posta elettronica certificata (c.d. pec), la semplice verifica dell'accettazione dal sistema e della ricezione del messaggio di consegna, ad una determinata data e ora, dell'allegato notificato è sufficiente a far ritenere perfezionata e pienamente valida la notifica, senza alcuna necessità di ulteriori verifiche in ordine alla sua effettiva visualizzazione da parte del destinatario
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 2431 del 18 gennaio 2017)
Cass. pen. n. 18235/2015
Nel processo penale, alle parti private non è consentito effettuare comunicazioni e notificazioni mediante l'utilizzo della posta elettronica certificata. (Fattispecie relativa ad istanza di rimessione in termini avanzata a mezzo PEC dal difensore di fiducia dell'imputato).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 18235 del 30 aprile 2015)
Cass. pen. n. 7058/2014
Alle parti private non è consentito effettuare comunicazioni e notificazioni nel processo penale mediante l'utilizzo della posta elettronica certificata.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 7058 del 13 febbraio 2014)
Cass. pen. n. 28451/2011
La notificazione di un atto all'imputato o ad altra parte privata, in ogni caso in cui possa o debba effettuarsi mediante consegna al difensore, può essere eseguita con telefax o altri mezzi idonei a norma dell'art. 148, comma secondo bis, c.p.p..
(Cassazione penale, Sez. Unite, sentenza n. 28451 del 19 luglio 2011)
Cass. pen. n. 11472/2011
La procedura di notificazione degli atti nei confronti dei difensori da eseguirsi con mezzi tecnici idonei di cui all'art. 148, comma secondo bis, c.p.p. non è condizionata a ragioni di urgenza.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 11472 del 22 marzo 2011)
Cass. pen. n. 8324/2006
La modifica legislativa dell'art. 148 c.p.p., introdotta dalla L. 31 luglio 2005 n. 155, ha limitato la sfera di competenza della polizia giudiziaria in tema di notifiche all'ipotesi prevista dall'art. 151 c.p.p., ma la violazione di tale limite costituisce una mera irregolarità e non determina l'inesistenza nè la nullità dell'atto, restando comunque la polizia giudiziaria un organo di notificazione e non essendo la nullità prevista dalla legge, avendo peraltro la notifica conseguito il suo effetto di conoscenza.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 8324 del 9 marzo 2006)
Cass. pen. n. 217/2003
Nel caso di notificazioni o avvisi a difensori di cui sia stata disposta l'effettuazione «con mezzi tecnici idonei» (nella specie, telefax) ai sensi del comma 2 bis dell'art. 148 c.p.p., la mancata attestazione, da parte dell'ufficio, di aver trasmesso il testo originale, come prescritto dall'ultima parte della suindicata disposizione normativa, comporta una mera irregolarità, insuscettibile, come tale, di dar luogo a giuridica inesistenza o a nullità dell'atto.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 217 del 8 gennaio 2003)
Cass. pen. n. 138/2000
In tema di forme delle notifiche dei provvedimenti, la disposizione di cui al quinto comma dell'art. 148 c.p.p. detta una disciplina generale che si applica anche alle ordinanze impositive di misura cautelare. (Fattispecie relativa ad ordinanza impositiva di misura cautelare emessa al termine della fase dibattimentale dalla Corte di Assise, alla presenza dell'imputato).
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 138 del 28 febbraio 2000)
Cass. pen. n. 10495/1996
È valida la notificazione del decreto di citazione per il giudizio di appello eseguita dal messo di conciliazione in assenza di autorizzazione da parte del presidente della Corte d'appello; infatti l'art. 148, primo comma, c.p.p., a norma del quale «le notificazioni degli atti ... sono eseguite dall'ufficiale giudiziario o da chi ne esercita le funzioni», si riferisce, con quest'ultima locuzione, all'aiutante ufficiale giudiziario ed al messo di conciliazione, secondo l'equiparazione funzionale contenuta nell'art. 34 del D.P.R. 15 dicembre 1959, n. 1229. Pertanto la legittimazione ad eseguire la notifica del messo di conciliazione del luogo dove l'atto deve essere notificato discende direttamente dalla normativa e l'autorizzazione prevista dal predetto D.P.R. n. 1229 del 1959 ha uno scopo meramente organizzativo dell'ufficio ed un'efficacia di carattere interno, con la conseguenza che la sua mancanza od irregolarità non comporta nullità alcuna, non essendo essa contemplata tra le cause di nullità tassativamente indicate nell'art. 171 c.p.p.
(Cassazione penale, Sez. Unite, sentenza n. 10495 del 6 dicembre 1996)
Il rinvio in prosecuzione del processo ad altra udienza non comporta l'obbligo di notificare all'imputato ritualmente citato e non comparso il relativo avviso essendo egli rappresentato in giudizio dal suo difensore. Tale principio desumibile dagli artt. 148 comma 5 e 477 comma 3 c.p.p. è fissato per il dibattimento dagli artt. 487 e 488 comma 2, ma è di portata generale e si applica anche al giudizio di impugnazione avverso una sentenza pronunciata in primo grado con rito abbreviato ai sensi dell'art. 247 delle disposizioni transitorie.
Cass. pen. n. 2693/1996
La notificazione eseguita da un aiutante ufficiale giudiziario è legittima, posto che tale soggetto ai fini di detto servizio è equiparato all'ufficiale giudiziario.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 2693 del 13 marzo 1996)
Cass. pen. n. 5652/1995
La notificazione dell'istanza di rimessione del processo non ammette equipollenti, sia per il tenore letterale dell'art. 46 c.p.p., contenente un implicito rinvio alle forme previste dall'art. 148 dello stesso codice, sia per la rilevanza dell'atto che, potendo comportare lo spostamento del processo in deroga al principio del giudice naturale precostituito per legge, deve essere ben conosciuto dagli altri interessati, perché abbiano la possibilità di interloquire al riguardo. Ne consegue che non può assimilarsi alla notificazione della richiesta il deposito della stessa nelle mani dell'assistente giudiziario in udienza.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 5652 del 11 dicembre 1995)
Cass. pen. n. 9231/1994
In tema di notifica, non è ravvisabile alcuna irregolarità, qualora nella relata l'ufficiale giudiziario non specifichi il luogo, nel quale è acceduto, dovendo ritenersi essere quello evidenziato nella intestazione dell'atto.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 9231 del 26 agosto 1994)
Cass. pen. n. 4152/1993
In tema di forme della notificazione la disposizione dell'art. 148 comma quinto c.p.p. riguarda soltanto i provvedimenti per i quali la lettura è espressamente prevista, come la decisione del giudice dell'udienza preliminare (art. 424 comma 2), la sentenza dibattimentale (art. 543 comma 3 c.p.p.), nonché gli avvisi dati verbalmente dal giudice. In ogni caso della lettura o dell'avviso dev'esser fatta menzione nel processo verbale. La lettura dei provvedimenti cautelari non è invece compresa in tale previsione. Pertanto la notificazione del provvedimento cautelare (art. 309 comma 1 c.p.p.) o dell'avviso di deposito di esso (art. 309 comma 3 c.p.p.) non ha nella legge alcun equipollente, tanto meno agli effetti del decorso del termine per impugnare.
(Cassazione penale, Sez. I, ordinanza n. 4152 del 24 novembre 1993)
Cass. pen. n. 3273/1993
Mentre l'art. 148, terzo comma, c.p.p. dispone che gli atti siano notificati «per intero», la sanzione di nullità è, poi, comminata dal successivo art. 171, lettera a) solo per il caso in cui l'atto sia notificato «in modo incompleto» (e fuori dei casi in cui è consentita la notifica per estratto). Ne consegue - stante la non piena corrispondenza delle due norme - che deve considerarsi atto completo e quindi utilmente notificabile, quello che, per quanto non «intero», contenga tuttavia gli elementi essenziali di conoscenza per il pieno esercizio del diritto di difesa. (Fatto relativo a notificazione di provvedimento di diniego della liberazione anticipata, non contenente, nella copia notificata, la specificazione dei semestri per i quali il beneficio non era stato accordato).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 3273 del 5 agosto 1993)
Cass. pen. n. 1247/1992
Per la validità della notificazione al difensore dell'avviso della fissazione dell'udienza, prescritto dal comma ottavo dell'art. 309 c.p.p., per il riesame delle ordinanze che dispongono una misura coercitiva, è sufficiente, avendo la legge prescritto la «completezza» dell'atto e non anche la sua «interezza» (art. 171, lett. a, c.p.p.), che l'atto consegnato riproduca in tutte le parti essenziali l'originale in modo da consentire al destinatario di prendere cognizione del contenuto complessivo di esso. (Nella fattispecie la copia dell'atto consegnata al difensore riportava con precisione il numero di ruolo del procedimento, il nome degli indagati, l'autorità procedente e il giorno dell'udienza).
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 1247 del 31 marzo 1992)