Source: https://issuu.com/ermannocattaneo/docs/colognoalserio
Timestamp: 2017-11-20 06:37:40+00:00
Document Index: 47124342

Matched Legal Cases: ['art. 60', 'art. 61', 'art. 98', 'art. 49', 'art. 60', 'art. 61', 'art. 54', 'art. 60', 'art. 65', 'art. 66', 'art. 62', 'art. 61', 'art. 98']

Un piano per il paesaggio agrario e urbano di Cologno al Serio by Ermanno Cattaneo - issuu
Ai miei genitori che tanto mi hanno sostenuto e spronato per raggiungere questo traguardo. A Thomas, la mia nuova famiglia. Ermanno
Ai miei genitori e a Matteo che mi sono stati vicini in questo percorso e che non hanno mai perso la speranza... A Sara che con amore ha sempre creduto in me. Marzio
Un piano per il paesaggio agrario e urbano di Cologno al Serio: un possibile scenario di sviluppo orientato alla salvaguardia e alla valorizzazione
Tabella 1 SCHEMA METODOLOGICO DELL’ITER PROGETTUALE
INDIVIDUAZIONE DELLE STRATEGIE OPERATIVE
ATTIVAZIONE DELLE OPERATIVITÀ PROGETTUALI
RICERCA DEGLI STRUMENTI ATTUATIVI DI FINANZIAMENTO 4
OSSERVAZIONE CARTOGRAFICA
OSSERVAZIONE BIBLIOGRAFICA
RINNOVAMENTO DELLE LOGICHE DI SVILUPPO DELLA CITTÀ
VERIFICA CRITICA DEGLI STRUMENTI URBANISTICI VIGENTI
ATTIVAZIONE DI POLITICHE DI SVILUPPO INTEGRATE E SOSTENIBILI ATTUATE NEL RISPETTO DEL PAESAGGIO CHE DIVENTA RISORSA ATTIVA
STRUTTURAZIONE RETE DI FRUIZIONE
RICONFIGURAZIONE DI AMBITI CRITICI
INDIVIDUAZIONE ASPETTI CARATTERIZZANTI DEL TERRITORIO
vicinanza del PLIS del Rio Morla e delle Rogge a cui Cologno ha già pianificato di aderire. A questi valori si affiancano delle critività riconoscibili in:
e per le potenzialità di cui sono portatori potranno segnare il passo per un nuovo modello di sviluppo:
La progettazione della restituzione alla fruizione dello spazio in oggetto muove da un approccio di tipo paesaggistico, intendendo per paesaggio
le nuove infrastrutture lineari; l’espansione delle aree urbane e di quelle industriali per le quali è necessaria un’attività di controllo e riqualificazione •	la mancanza di un sistema organizzato per la fruizione dei beni culturali e paesistici presenti sul territorio. Da questi presupposti prende spunto la nostra idea progettuale in cui il piccolo intervento (la realizzazione di un nuovo parco urbano) si innesta in un progetto globale di rinnovamento delle logiche di sviluppo della città nella direzione dell’integrazione per la sostenibilità.
“un’entità fisica, percepibile dalla collettività e scientificamente analizzabile dagli specialisti; prodotto dell’interazione tra fattori naturali e azioni umane, permeata da segni, tracce e culture delle molteplici stratificazioni storiche; un sistema in continua evoluzione, sottoposto a eventi spontanei e mutazioni indotte dall’uomo, che contiene in sé le premesse per le mutazioni future.”1 Un’analisi attenta alla storia ed alla situazione attuale ci permette di concepire una visione per la città. Questo percorso conoscitivo svolto principalmente su tre binari - quello dell’analisi della cartografia, quello bibliografico, quello dell’osservazione diretta - ha prodotto un quadro che rileva come il territorio di studio possieda diverse peculiarità. Tra queste: •
l’alto livello di conservazione del paesaggio agrario di pianura irrigua costellato di fontanili ancora esistenti e valorizzabili; il centro storico fortificato situato in un territorio che a scala vasta è punteggiato di fortificazioni; la presenza importante di un’area tutelata come il Parco Regionale del Serio e la Annalisa CALCAGNO MANIGLIO, La questione paesistica, in Franco ZAGARI, Questo è Paesaggio, Mancosu Editore, Roma, 2006
Integrazione tra le potenzialità ed i bisogni, per trovare nella combinazione di questi la chiave che arricchisca l’uomo con la valorizzazione e non solo con lo sfruttamento del territorio. La sostenibilità sarà l’effetto di politiche di sviluppo integrate, tese al miglioramento della qualità della vita dei cittadini ed attuate nel rispetto del paesaggio che, da sfondo dell’attività umana, può diventarne risorsa attiva. Ecco che partendo dalle previsioni degli strumenti urbanistici, in primis il PGT recentemente approvato, e dai progetti infrastrutturali contenuti nel PTCP della provincia, proponiamo in questa tesi uno scenario in cui la città decide di orientare il suo sviluppo alla valorizzazione del suo patrimonio culturale, storico ed ambientale. Questa svolta si concretizza in particolari approcci a degli ambiti che per la loro criticità
la conversione dell’area di un allevamento avicolo in dismissione in area commerciale; l’inserimento delle nuove infrastrutture nel paesaggio; il controllo dello sviluppo di un’area industriale; la riqualificazione del centro storico per valorizzare il suo potenziale turistico e culturale.
La presente tesi nasce dalla volontà di dare una risposta possibile al problema della riqualificazione di uno spazio aperto inutilizzato all’interno del centro storico del comune di Cologno al Serio, in provincia di Bergamo.
Questi nodi sono collegati da una nuova rete verde che si dirama dal centro storico raccordando, valorizzando e rendendo fruibili le risorse paesistiche di cui quest’area è ricca. La rete verde ha nelle aree tutelate del PLIS e del Parco regionale le sue terminazioni e attraverso il sistema viabilistico dolce delle aree protette collega Cologno al Serio alla costellazione di borghi medievali, rocche e castelli disseminati nella bassa bergamasca. É una rete che racconta sviluppo economico ed ecologico, turistico e ricreativo; favorendo la parziale riconversione di aziende agricole in strutture ricettive, fornendo una nuova infrastruttura dolce per i residenti e per i turisti. La città antica sarà il cuore di questa rete di percorsi che si attesteranno sull’anello ciclabile attorno al fossato che circonda il centro storico. All’interno di questo, grazie alla riqualificazione di aree ed edifici dismessi, troveranno posto un nuovo parco urbano ed un Centro Visitatori con funzioni di accoglienza turistica, di punto informazioni e didattico per la promozione del territorio e della città. 5
1. Inquadramento a scala territoriale
3. Evoluzione della semiologia antropica e naturale
Localizzazione di Cologno al Serio nel sistema infrastrutturale della pianura bergamasca
Dipendenza di Cologno dai centri maggiori
Lettura delle modificazioni infrastrutturali nella cartografia storica
Beni ambientali: Cologno, tra parco regionale e PLIS	Parco del Serio
Beni culturali: il sistema delle fortificazioni della bassa bergamasca La rocca di Urgnano
2. Cologno nel paesaggio della bassa pianura bergamasca Inquadramento nell’unità tipologica di paesaggio
4. Analisi paesaggistica del territorio di Cologno al Serio Lettura degli elementi che compongono il paesaggio Uso del suolo
Elementi detrattori della qualità del paesaggio
Elementi di attrazione per la fruizione di tipo turistico
I fontanili ed il reticolo idrografico
Analisi del paesaggio: valori, disvalori, potenzialità Valori da tutelare
I margini della città costruita
Il completamento dell’area industriale a sud
Tutela e riqualificazione delle aree verdi
Un nuovo sistema di percorsi ciclabili per la fruizione
Connessioni per la fruizione
La rete dei fontanili
Siepi, filari, fasce arboree ed arbustive
Ambito 1: l’area industriale a sud lungo la SS591 “Cremasca”
Parcheggi esterni sotto utilizzati
Strade antiche e modi d’uso contemporanei
Non-piazze
Il nodo della città storica, fulcro della nuova rete verde
Un nuovo parco per la città storica
6. Strumenti di finanziamento: il P.O.R. della Regione Lombardia, Asse IV
Le previsioni del PGT
Una proposta di inserimento nel paesaggio
Localizzazione degli interventi ammissibili
Ambito 2: l’insediamento avicolo in dismissione La situazione attuale
5. Una proposta per la salvaguardia e la valorizzazione del paesaggio agricolo
Ambito 3: la città storica patrimonio da rivalutare Cologno terra murata
Il centro storico: paradigma esistente del castrum medievale
Nel centro storico un “giardino segreto”
Analisi del centro storico tra persistenze e sostituzioni
Automobili e negozi: binomio indispensabile?
Tavola 1 Analisi delle evoluzioni storiche scala 1:50.000
Tavola 2 Cologno ed il sistema delle aree tutelate scala 1:50.000
Tavola 4 Evoluzione storica del territorio e della città. scala 1:25.000	Tavola 5 Lettura degli elementi che compongono il paesaggio. scala 1:10.000
Tavola 13 Ambito 3: un nuovo parco per la città storica. schemi metaprogettuali | scale varie
Tavola 14 Ambito 3: un nuovo parco per la città storica. planimetria | scala 1:200
Tavola 15 Ambito 3: un nuovo parco per la città storica. sezioni | scala 1:200 - 1:100
Tavola 3 Cologno nel paesaggio della bassa pianura bergamasca. scala 1:750.000 - 1:50.000
Tavola 6 Analisi paesaggistica: valori, disvalori, potenzialità. scala 1:20.000
Tavola 7 Masterplan degli interventi e nuova rete ciclabile. scala 1:10.000
Tavola 8 Il sistema del verde: stato di fatto e progetto. scala 1:20.000
Tavola 9 Ambito 1: l’area industriale lungo la SS 591 “Cremasca”. scala 1:10.000
Tavola 10 Ambito 2: l’allevamento avicolo. Proposta per la riqualificazione dell’area. scala 1:10.000
Tavola 11 Ambito 3: la città storica patrimonio da rivalutare. scale varie
Tavola 12 Ambito 3: il nodo della città storica fulcro della nuova rete verde. stato di fatto | scala 1:2.000 - progetto | scala 1:1.000
Figura 1 Analisi delle evoluzioni storiche...................................................................................22 Figura 2 Cologno ed il sistema delle aree tutelate.....................................................................24 Figura 3 Parco Regionale del Serio. Istituito nel 1985, ha una superﬁcie di 7.750 ettari e dispone di un fitto sistema di percorsi ciclabili per la fruizione..............................25 Figura 4 Il fontanile del Campino. Recentemente riqualificato è attualmente un’oasi naturalistica.......................................................................................................................25 Figura 5 La rocca di Urgnano........................................................................................................27 Figura 6 Il castello di Cavernago...................................................................................................27 Figura 7 Il castello di Malpaga.......................................................................................................28 Figura 8 Il castello di Liteggio........................................................................................................28 Figura 9 La rocca di Cologno al Serio..........................................................................................29 Figura 10 Il castello di Martinengo.................................................................................................29 Figura 11 La rocca di Romano di Lombardia...............................................................................30 Figura 12 Il castello di Pagazzano....................................................................................................30 Figura 13 Ambiti geografici e unità tipologiche di paesaggio. Estratto da PTCP Provincia di Bergamo, E2 Paesaggio e Ambiente, Tavola 2.1....................................................32 12
Figura 14 Unità di paesaggio 26: della bassa pianura irrigua tra Adda e Serio. Estratto da PTCP Provincia di Bergamo, A. Appendice 1...........................................................32 Figura 15 Un esempio di quelli che il PTCP definisce contesti a vocazione agricola caratterizzati dalla presenza del reticolo irriguo, dalla frequenza di presenze arboree e dalla presenza di elementi e strutture edilizie di preminente valore storico culturale (art. 60).............................................................................................................32 Figura 16 Nell’area a sud di Cologno al serio, in comune di Morengo è ben visibile il risultato del processo di banalizzazione del paesaggio agricolo. Il PTCP della provincia di Bergamo identifica quest’area tra le aree di colture agrarie con modeste connotazioni (art. 61)....................................................................................33 Figura 17 Tutela, riqualificazione e valorizzazione ambientale e paesistica del territorio. Estratto da PTCP Provincia di Bergamo, E2 PAESAGGIO E AMBIENTE, Tavv. E.2.2.l, E.2.2.m, E.2.2.n, E.2.2.o....................................................................................34 Figura 18 Ortofoto. Questa immagine satellitare mette molto bene in evidenza le caratteristiche morfologiche delle diverse categorie identificate nella tavola del PTCP. Google Maps, 2009 (immagini Digital Globe, Cnes/Spot Image, GeoEye).......35 Figura 19 Carta d’Italia, Istituto Geografico Militare, 1889 Foglio 33 tavv. IIISE, IISO; Foglio 46, tavv. INO, ISO...............................................................................................38 Figura 20 Evoluzione storica del territorio e della città, 1889...................................................39 Figura 21 Carta d’Italia, Istituto Geografico Militare, 1955 Foglio 33 tavv. IIISE, IISO; Foglio 46, tavv. INO, ISO...............................................................................................40 Figura 22 Evoluzione storica del territorio e della città, 1954...................................................41
Figura 24 Evoluzione storica del territorio e della città, 1974...................................................43 Figura 25 Ortofoto Bianconero, Min. Ambiente e Tutela Territorio, 1994 Portale Cartografico Nazionale www.pcn.minambiente.it...............................................................44 Figura 26 CTR Regione Lombardia, 1994 Tavv. C5B5, C5C5, C6B1, C6C1......................44 Figura 27 Evoluzione storica del territorio e della città, 1994...................................................45 Figura 28 Analisi paesaggistica del territorio di Cologno al Serio. La localizzazione sulla cartografia di elementi salienti, aree di valore o degradate, stati di fatto e previsioni, segni antropici e naturali permette di avere una istantanea complessiva del paesaggio che circonda Cologno al Serio....................................................................48 Figura 29 La siepe arborea che costeggiando un piccolo canale di irrigazione definisce il confine tra due appezzamenti agricoli è anche deposito di biodiversità soprattutto a confronto con i grandi appezzamenti monocolturali che la fiancheggiano..49 Figura 30 La chiesetta di S. Anna a Fornasette. Principalmente cascine ed edifici religiosi sono gli elementi catalogati come di interesse paesistico...........................................................................................................50
Figura 33 Valori, disvalori, potenzialità. In questa mappa strategica sono rappresentati schematicamente gli elementi raccolti nella fase di lettura del paesaggio che si contrappongono dividendosi tra elementi di valore e di non-valore, ognuno con il suo portato di potenzialità inespresse.......................................................................62 Figura 34 Il Molino Campagna. Fermo da anni il mulino con la ruota ed i suoi ingranaggi è ancora lì, bisognoso di manutenzione ma ricco di potenziale. Un suo utlizzo anche solo dimostrativo e didattico potrebbe portare all’azianda agricola che occupa la cascina attigua la possibilità di nuovi sviluppi imprenditoriali.............63
Figura 23 Carta d’Italia, Istituto Geografico Militare, 1974 Foglio 33 tavv. IIISE, IISO; Foglio 46, tavv. INO, ISO...............................................................................................42
Figura 35 Estratto dalla Mappa delle previsioni del Piano delle Regole del PGT del Comune di Colgono al Serio approvato nel 2008. Questo stralcio mostra come le previsioni per il margine urbano consistano in un taglio netto che non instaura dialogo con la maglia del parcellario agricolo.............................................................63 Figura 36 Caso studio 1 del progetto “Una proposta per la tangenziale sud di Bergamo” realizzato da WWF Bergamo Natura 2000 e Comune di Stezzano. Mitigare non è solo nascondere alla vista ma ovviare alla frattura con cociture e connessioni........................................................................................................................64 Figura 37 Masterplan degli interventi e nuova rete ciclabile. Da questo estratto emerge con forza il progetto di una rete ciclabile che connetta gli elementi identificati nelle precedenti fasi di analisi per favorirne la promozione e la fruibilità......................66 Figura 38 Ciclabili su strade bianche esistenti. Esempio di ciclabile realizzata in territorio del Parco Regionale del Serio in territorio del Comune di Romano di Lombardia limitando l’accesso veicolare e sistemando il fondo di una strada bianca esistente....................................................69
Figura 31 Un esempio di attività di vendita al dettaglio di prodotti agricoli all’interno di un antico cascinale. Cascina Raseda (E16) ospita l’azienda agricola Quattro Portoni (T7)....................................................................................................................................52 Figura 39 Ciclabili in sede propria. Esempio di ciclabile realizzata in territorio del Parco Figura 32 Regionale del Serio in territorio del Comune di Romano di Lombardia. ProSchema della “fascia dei fontanili”.................................................................................53 poniamo una soluzione di questo tipo lungo strade asfaltate per le quali non sia proponibile una limitazione del transito veicolare....................................................69 13
Figura 40 Ciclabili in abito urbano. Esempio di ciclabile realizzata mediante il posizionamento di un manufatto in cls a dividerla dalla sede stradale. Questa soluzione è da preferirsi alla semplice identificazione della ciclabile mediante segnaletica orizzontale in quanto con un investimento economico minimo garantisce indubbiamente un più alto livello di sicurezza......................................................................69 Figura 41 Il sistema del verde: stato di fatto..................................................................................70 Figura 42 Il sistema del verde: progetto.........................................................................................71 Figura 43 La struttura in archi di mattoni della testa del fontanile Frera................................72
Figura 50 Schema per la piantumazione di siepi arboree arbustive a struttura mediamente complessa...........................................................................................................................76 Figura 51 Veduta aerea dell’area industriale allo stato di fatto. Fonte: maps.google.com....78
Figura 44 La struttura in pali di robinia del fontanile Vittoria..................................................72
Figura 52 Fotosimulazione della veduta aerea dell’area industriale dopo gli interventi proposti in questo piano. Base fotografia tratta da: maps.google.com..................79
Figura 45 Un fontanile senza manutenzione può diventare un problema per le attività agricole. In questa foto un fontanile tracimato che allaga le coltivazioni adiacenti............73
Figura 53 Fasi della realizzazione di coperture verdi su edifici industriali esistenti. Immagini tratte da: www.daku.it.................................................................................................80
Figura 46 A Cologno al Serio la manutenzione dei fontanili viene effettuata dai volontari del Gruppo Ecologico di Cologno. In questa foto lo si vede all’opera nella ristrutturazione del fontanile Fornasetta.....................................................................73 Figura 47 Una siepe che costeggia un canale di irrigazione nell’area agricola a nord ovest di Cologno..............................................................................................................................74 Figura 48 Influenza di una siepe frangivento sull’evapotraspirazione. Tratto da S. Malcevschi, L. Bisogni, A. Gariboldi, Reti ecologiche ed interventi di miglioramento ambientale, Il Verde Editoriale, 1996 , p. 116............................75
Figura 49 La localizzazione e l’impianto di siepi e filari, per meglio assolvere questa funzione protettiva ed evitare ombreggiamenti indesiderati, dovrà possibilmente tener conto anche dell’orientamento rispetto al sole e della direzione dei venti dominanti. Tratto da S. Malcevschi, L. Bisogni, A. Gariboldi, Reti ecologiche ed interventi di miglioramento ambientale, Il Verde Editoriale, 1996 , p. 116............................75
Figura 54 Manufatto per l’attraversamento di infrastrutture stradali. Tratto da S. Malcevschi, L. Bisogni, A. Gariboldi, Reti ecologiche ed interventi di miglioramento ambientale, Il Verde Editoriale, 1996 , p. 128.............................................................80 Figura 55 Planimetria dell’area industriale: stato di fatto...........................................................81 Figura 56 Planimetria dell’area industriale: progetto..................................................................81 Figura 57 Veduta aerea dell’area dell’insediamento avicolo allo stato di fatto. Fonte: maps. google.com........................................................................................................................82
Figura 59 Giovanni Vaccarini, Progetto per un Centro Commerciale Auchan. L’edificio commerciale non interrompe la fruibilità del paesaggio..........................................84 Figura 60 Faershid Moussavi-Alejandro Zaera Polo, Centro vendita Metro Group - Istambul - Turchia. Piazze commerciali tra edifici ipogei...................................................84 Figura 61 Elena Balsari Berrone, Centro Cavagnari, Parma. Quinte arborre di fondo e cannocchiali visivi inseriscono l’intervento nel paesaggio agricolo circostante.......................................................................................84
Figura 68 Vista prospettica dell’area commerciale nei pressi del grande specchio d’acqua. Fasce boscate e filari giungono dal paesaggio circostante fino nel cuore del nuovo intervento..............................................................................................................87 Figura 69 Planimetria catastale di Cologno, 1853. Bergamo, Archivio di Stato, Catasto lombardo-veneto, cart. 98, f. 24.....................................................................................88 Figura 70 Fotografia aerea del centro storico, 1997. Comune di Cologno al Serio, Ufficio Tecnico...............................................................................................................................89 Figura 71 Localizzazione dell’area verde libera nel centro storico...........................................91 Figura 72 Vista dall’esterno del fossato con la Rocca sullo sfondo...........................................91
Figura 62 MADA s.p.a.m., Complesso di servizio a Qingpu, Shanghai Coperture verdi praticabili ed il loro rapporto con l’acqua.....................................84
Figura 73 Il faggeto sulla scapata esterna che chiude l’area verde scendendo ripida fino al livello dell’acqua...............................................................................................................91
Figura 63 Gill Clement, Giardini del museo di Quai Branly, Parigi, 2005-2006. L’area umida per la raccolta e la fitodepurazione delle acque.............................................84
Figura 74 Particolare del muro privo della scarpata vicino alla Rocca....................................91
Figura 64 Esempio di getto d’acqua artificiale. Una di queste “colonne d’acqua” sarà il landmark per il nuovo insediamento commerciale ed allo stesso tempo segnalerà, citando la polla di un fontanile, l’ingresso nella fascia delle risorgive..............84 Figura 65 Planimetria dell’area: stato di fatto...............................................................................85 Figura 66 Planimetria dell’area: progetto......................................................................................85 Figura 67 Prospetto laterale di uno dei nuovi edifici con copertura verde praticabile.........86
Figura 58 Fotosimulazione della veduta aerea dell’area dopo la creazione della nuova arteria stradale e la mitigazione ambientale della stessa, l’aliminazione delle strutture dell’allevamento avicolo e la trasformazione dell’area in parco commerciale ed oasi naturalistica. Base fotografia tratta da: maps.google.com................................83
Figura 75 Vista panoramica dell’area abbandonata verso nord.................................................91 Figura 76 Persistenze e sostituzioni nelle tessiture murarie degli edifici del centro storico..............................................92 Figura 77 Le persistenze...................................................................................................................92 Figura 78 Le altezze............................................................................................................................93 Figura 79 Le altezze di edifici storici ed edifici recenti a confronto.........................................93 15
Figura 80 Un’automobile parcheggiata lungo una via del centro storico di fronte alla serranda abbassata di un’attività commerciale cessata. I parcheggi in centro sono davvero vantaggiosi per le attività commerciali?.......................................................94 Figura 81 Le funzioni........................................................................................................................94 Figura 82 Reti, viabilità, parcheggi e tempi per il raggiungimento di Piazza V. Emanuele II a piedi dai parcheggi esterni...........................................................................................95 Figura 83 Il parcheggio a sud del centro storico, presso la filanda molto spesso completamente vuoto......................................................................................................................95 Figura 84 Questo schema della sezione tipo del fossato mette in evidenza il rapporto tra le aree parcheggio, la ciclabile e, ove ancora presente, la scarpata oltre il fossato....96 Figura 85 Il fossato a nord di porta Moringhello.........................................................................96 Figura 86 Accessi all’acqua dalle abitazioni private.....................................................................96 Figura 87 Una delle aree sosta attrezzate lungo l’anello ciclabile..............................................96 Figura 88 L’anello ciclabile meta di passeggio domenicale per i residenti..............................96 Figura 89 La grande macchia boscata visibile oltre il fossato nel tratto nord della ciclabile vicino a Porta Rocca........................................................................................................96
Figura 92 ...attraversata dalle automobili.......................................................................................97 Figura 93 Porta Rocca, attualmente sede del Municipio............................................................98 Figura 94 Porta Gnano......................................................................................................................98 Figura 95 Porta Cassatica.................................................................................................................98 Figura 96 Porta Moringhello............................................................................................................98 Figura 97 Porta Rocca: schemi che illustrano come la conformazione del manufatto poco si adatti all’uso di accesso misto per automobili e pedoni alla città storica..........99 Figura 98 Porta Rocca e la difficile convinvenza tra pedoni ed automobili............................99 Figura 99 Piazza Agliardi su cui prospetta la chiesa parrocchiale.......................................... 100 Figura 100 Particolare dei materiali della pavimentazione di Piazza Agliardi e della segnaletica di parcheggio sovrapposta................................................................................... 100 Figura 101 Riflessioni su Piazza Agliardi . Lo stato attuale, ipotesi di ribassamento del parcheggio per restituire quantomeno unitarietà visiva alla piazza, costruzione di parcheggio interrato e restituzione di una completa fruibilità della piazza....... 100
Figura 90 Via Vittorio Emanuele - Via Rocca: la strada cuore del centro storico e la sua vocazione a piazza............................................................................................................97
Figura 102 Piazza Garibaldi. Scelta coerente di adibilre la piazza a parcheggio con una sua strutturazione mirata al mascheramento dei veicoli e realizzata con materiali adeguati: pietra e acciottolato per i pedoni, autobloccanti per l’area a parcheggio.......................... 101
Figura 91 Via Ospedale: una strada a misura d’uomo................................................................97
Figura 103 Piazza Agliardi. Veduta d’insieme.............................................................................. 101
Figura 115 Dall’anfiteatro vista verso sud. Sullo sfondo il pergolato....................................... 109
Figura 105 Planimetria generale degli interventi sul centro storico........................................ 102
Figura 116 Vista d’insieme a volo d’uccello verso nord............................................................ 109
Figura 106 Via Rocca / piazza Vittorio Emanuele. Una strada con vocazione a piazza che proponiamo di pedonalizzare parzialmente per limitare il transito di veicoli e destinare maggiore spazio alla fruizione ciclopedonale........................................ 103
Figura 104 Piazza Cavour................................................................................................................. 101
Figura 107 Il futuro Museo della Memoria Contadina nel cuore della città storica............ 103 Figura 108 Schema metaprogettuale per la sistemazione del centro storico e l’inserimento di un nuovo parco urbano............................................................................................ 104 Figura 109 Foto panoramica. La parte nord del centro storico................................................ 105 Figura 110 Planimetria del nuovo Parco della Rocca................................................................. 106 Figura 111 L’anfiteatro naturale nel parco della Universität Irchel di Zurigo. Blocchi di pietra sono passi perduti e sedute immersi in una ricca vegetazione erbacea.............. 107 Figura 112 Elementi compositivi principali e suddivisione del nuovo parco in aree funzionali: l’antico fossato e la presenza della Rocca, il terrapieno gradonato / anfiteatro naturale, l’edificio rurale destinato a Museo della Memoria Contadina ed il relativo spazio all’aperto...................................................................................... 107 Figura 113 Vista del primo tratto di percorso dall’accesso da Via Rocca.............................. 108 Figura 114 Vista della seconda area del parco. L’anfiteatro e la piattaforma in cls per le manifestazioni................................................................................................................ 108 17
Tabella 2 Edifici di interesse paesistico.........................................................................................51 Tabella 3 Elementi di attrazione per la fruizione di tipo turistico...........................................52
Tabella 1 Schema metodologico dellâ&#x20AC;&#x2122;iter progettuale.................................................................. 4
Tabella 4 Impianti ricreativi e sportivi esistenti..........................................................................52 Tabella 5 Censimento dei fontanili esistenti nellâ&#x20AC;&#x2122;area di intervento.................................54-61 Tabella 6 Elenco delle tappe suddivise nei 7 percorsi ciclopedonali......................................67
Aerop orto in terna zi Orio al Seri onale o
A4 T orino
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Alt aV elo c
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Fer rov iar ia
Figura 1 Analisi delle evoluzioni storiche. Vedi tavola 1.
Dipendenza di Cologno dai centri maggiori Attualmente Cologno al Serio è un comune di poco più di diecimila abitanti situato nella pianura centrale bergamasca. Dista circa 10 chilometri sia dal capoluogo orobico sia da Treviglio (secondo centro urbano della provincia, dopo Bergamo, per dimensioni) sui quali gravita per servizi primari, quali ad esempio quelli scolastici ed ospedalieri. La progressiva urbanizzazione che negli ultimi 50 anni ha avuto uno sviluppo esponenziale ha prodotto un sistema di centri abitati molto estesi e tra loro, molto spesso, quasi saldati. Lettura delle modificazioni infrastrutturali nella cartografia storica Una delle più antiche arterie di comunicazione presenti in quest’area è sicuramente la “Strada Francesca” il cui tracciato attuale, a nord di Cologno, ricalca solo a grandi linee quello della strada citata per la prima volta in un documento scritto nell‘875.1 Questa via di comunicazione che collegava Brescia a Milano e quindi ai valichi alpini guadava il fiume Serio, poco sopra Cologno, per percorrere il tragitto più breve evitando di salire verso Bergamo ma stando comunque al limite della pianura asciutta.2 Cologno al Serio si trova in un’area che attual-
Mons. Dott. Giacomo DRAGO, La Storia di Cologno al Serio, 1963 Progetto di verifica degli aspetti naturalistici, paesaggistici ed idrologici dei fontanili della pianura bergamasca, Centro Studi sul Territorio, Università degli studi di Bergamo, 2008
mente sta vivendo grandi cambiamenti dal punto di vista viabilistico ed infrastrutturale. Se la situazione è rimasta pressoché immutata dalla fine dell’Ottocento alla metà del secolo scorso - in questi 70 anni infatti viene introdotta solo l’autostrada A4 - non si può dire lo stesso per il periodo che va dagli anni ’50 del Novecento ad oggi. Le arterie stradali interurbane si sono moltiplicate, l’aeroporto nato nel 1937 per scopi esclusivamente militari viene convertito in aeroporto civile nel 1972. Situato in posizione baricentrica in una regione di più di 9 milioni di abitanti l’aeroporto di Orio al Serio diventa nel 2008 il 5° scalo italiano per numero di passeggeri.3 Le prospettive per l’assetto infrastrutturale dell’area nei prossimi anni presentano una ulteriore densificazione dei tracciati viari sia automobilistici sia ferroviari. Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale della Provincia di Bergamo4 ci mostra il progetto di costituzione della Tangenziale Sud di Bergamo mediante il collegamento di tratti stradali già esistenti, l’introduzione dell’autostrada BreBeMi e del parallelo tracciato ferroviario dell’Alta Velocità. Per quanto riguarda l’area più prossima a Cologno al Serio si intende realizzare una nuova arteria che colleghi Bergamo a Crema senza attraversare i nuclei urbani come ora fa la vecchia SS 591 detta appunto “La Cremasca” che corre in direzione nord-sud. Ma soprattutto la Provincia prevede di istituire una linea tramviaria che 3	4
Dati tratti dalla voce: “Aeroporto di Bergamo-Orio al Serio”, it.wikipedia.org PTCP Provincia di Bergamo, tavola E3 “Infrastrutture per la mobilità”, 28 luglio 2004
collegherà Romano di Lombardia al capoluogo di Provincia passando per Cologno al Serio e per l’aeroporto internazionale di Orio al Serio. Osservando quanto si sta realizzando per la linea T1 Bergamo - Albino possiamo ipotizzare che anche in questo caso si tratterà di un servizio di tipo metropolitano con passaggi frequenti ed attraversamenti stradali a raso nei centri urbani.5 Flussi turistici Dal quadro che si è delineato emerge la potenzialità di quest’area in termini di costituzione di un circuito turistico per il quale l’accessibilità è una delle necessità primarie.
Le infrastrutture che finora vengono utilizzate in uscita verso i centri maggiori potrebbero infatti funzionare anche in entrata. Soprattutto la futura linea tramviaria dall’aeroporto porterebbe Cologno e tutta l’area a sud di Bergamo in una posizione privilegiata per l’aggancio dei flussi turistici che già gravitano sullo scalo orobico.
TEB Tramvie Elettriche Bergamasche www.teb.bergamo.it
PLIS del Monte Canto e Bedesco
(d.g.p. 437, 1 settembre 2003, sup. 2.969 Ha)
Beni ambientali: Cologno, tra parco regionale e PLIS
Parco Regionale del Colli di Bergamo
(d.g.p. 391, 31 agosto 2006, sup. 157 Ha)
(l.r. 36, 18 agosto 1977, sup. 4.672 Ha)
Parco Agricolo Bergamo Sud
PLIS del basso corso del fiume Brembo (d.g.p. 85, 24 febbraio 2005, sup. 978 Ha)
2. Cavernago PLIS del Rio Morla e delle rogge (d.g.p. 238, 23 aprile 2004, sup. 1.671 Ha)
3. Malpaga
1. Urgnano
Parco Regionale dellâ&#x20AC;&#x2122;Adda Nord (l.r. 80, 13 settembre 1983, sup. 6.909 Ha)
5. Cologno al Serio
(d.g.p. 5/32305, 5 febbraio 1993, sup. 150 Ha)
6. Martinengo
4. Liteggio
(l.r. 70, 1 giungo 1975, sup. 7.518 Ha)
Parco Regionale dellâ&#x20AC;&#x2122;Oglio Nord
7. Pagazzano
(l.r. 18, 16 aprile 1988, sup. 15.055 Ha)
8. Romano di Lombardia
Figura 2 Cologno ed il sistema delle aree tutelate.
Vedi tavola 2.
Parco del Serio Il Parco del Serio, istituito con la Legge Regionale n.70 del 1.6.19851, con una superficie di 7.750 ha interessa le province di Bergamo e Cremona. E’ un parco fluviale, si snoda in direzione nordsud lungo il fiume con un solco vallivo variamente inciso nel livello fondamentale della pianura che rappresenta l’asse del parco. La morfologia fluviale varia nettamente da Nord a Sud. Nella zona Nord, alta pianura, tra Seriate e Mozzanica, il fiume presenta un alveo “braided”, dilatato con vari rami deliminati da banchi alluvionali allungati nel senso della corrente; la permeabilità di questi depositi provoca talora l’infiltrazione totale delle acque nel sottosuolo. Qui si sviluppa la fascia centrale dei fontanili; fra i quali spicca per qualità e livello di conservazione la Fontana del Campino. Nella parte Sud da Mozzanica in poi, per la minore permeabilità dei depositi (argilla e limo), il fiume si ricompone in un unico alveo ad andamento meandriforme con un solco stretto ed inciso tipico della “valle a cassetta”. Sopravvivono in quest’area interessanti ambienti umidi: le lanche e le morte. Di particolare interesse la zona di Ghisalba e
Malpaga, ricca di prati aridi, una vera e propria “steppa” in lombardia. Qui nidificano specie tipicamente mediterranee, quali la calandrella, l’assiolo, il succiacapre.2
di nuove e qualificate opportunità di fruizione, conservando e ricostruendo la rete dei percorsi ciclopedonali e campestri; sostegno ed incentivo alle attività agricole.
La copertura arborea è caratterizzata da un’esigua vegetazione boschiva dominata dalla robinia e da altre specie esotiche che hanno preso il sopravvento sulla flora autoctona, stravolgendo il paesaggio botanico del fiume. Sono presenti circa 100 specie tra alberi, arbusti e lianose, di cui almeno 30 autoctone. Tra queste salici, pioppi, aceri e le più rare querce, sanguinello, sambuco, biancospino e rosa selvatica.
La parte di territorio comunale di Cologno al Serio che è già previsto diventi parco è quella ad est, maggiormente caratterizzata da un fitto sistema irriguo di canalizzazione delle acque, da stanze agricole delimitate da fascie boscate, da presenze architettoniche lungo i percorsi campestri. Degno di nota il Fosso Bergamasco, fossato difensivo realizzato a partire dal 200 collegando canali e fontanili preesistenti, che nel corso del 400 segnava il confine tra la Repubblica di Venezia ed il Ducato di Milano.
L’ittiofauna (circa 30 specie) si differenzia in relazione al regime idrologico: a Nord è tipica di acque correnti poco profonde a fondo ciottoloso, mentre nel tratto centrale, all’altezza di Cologno, e a Sud di acque più profonde e a corrente più lenta. A forte rischio di scomparsa tutte le specie di anfibi ed i rettili. L’avifauna conta circa 140 specie rilevate. I mammiferi sono poco conosciuti e rilevati: diffusi riccio, talpa, lepre e coniglio, in forte aumento la volpe, mentre donnola, tasso, faina e puzzola sono più rare, come pure ghiro e moscardino.3 Il Parco del Serio oltre che di aspetti più strettamente legati all’ecologia si occupa di favorire la fuizione del territorio mediante la continua implementazione di un fitto sistema di percorsi ciclopedonali. 2	3
Parchi e aree protette in Italia, Touring Editore, 2003, pag. 186 Parco Regionale del Serio www.parcodelserio.it
Figura 3 Parco Regionale del Serio. Istituito nel 1985, ha una superﬁcie di 7.750 ettari e dispone di un fitto sistema di percorsi ciclabili per la fruizione.
PLIS del Rio Morla e delle rogge Con la costituzione nel 2004 del PLIS del Rio Morla e delle Rogge4 comprendente i comuni di Zanica, Stezzano, Levate e Comun Nuovo, con l’attuale adesione del comune di Spirano ed il futuro ampliamento a Cologno previsto dal PGT approvato ad ottobre del 2008 si viene a strutturare un ampio sistema di stanze e corridoi ecologici tutelati e fruibili al centro del quale, in una sorta di enclave, si troveranno i centri abitati di Urgnano e Cologno al Serio.
Il comune di Cologno al Serio si trova in parte compreso, verso est, nel territorio del Parco Regionale del Serio. Prevede inoltre nel PGT approvato nel 2008 di aderire al Parco Locale di Interesse Sovracomunale del Rio Morla e delle rogge.
Gli antichi fontanili del Conzacolo e della Frera con le loro macchia boscate si presentano ancora oggi come un elemento di grande risalto ecologico e paesistico nel sistema agricolo dell’area.
Promosso verso la fine degli anni novanta, il Parco agricolo nasce a tutti gli effetti nel 2004, quando la Provincia di Bergamo lo riconosce ufficialmente. I comuni di Spirano e di Cologno al Serio condivideranno con gli altri 4 comuni gli obbiettivi di: promozione della conoscenza degli elementi naturali, paesaggistici, culturali e delle realtà agricole ancora presenti sul territorio; offerta Figura 4
Sistema Parchi, Regione Lombardia www.parchi. regione.lombardia.it
Il fontanile del Campino.
PLIS del Rio Morla e delle Rogge www.plisdelmorla.it
Recentemente riqualificato è attualmente un’oasi naturalistica.
Beni culturali: il sistema delle fortificazioni della bassa bergamasca
Il territorio della bassa pianura bergamasca presenta numerosi beni culturali disseminati nel paesaggio: fortificazioni, cascinali, edifici religiosi. Nello studio della realtà di Cologno al Serio ad una prima scala di livello territoriale gli elementi che abbiamo voluto mettere in risalto sono proprio le fortificazioni medievali. La ricerca di questi elementi piuttosto che altri è stata dettata dal fatto che il centro storico di Cologno al serio altro non è che una fortificazione medievale. Un borgo difeso da un fossato come tanti ce n’erano in queste zone ma come nessun’altro si è conservato sino ai giorni nostri. Ecco che in un raggio di meno di dieci chilometri sono molti i beni che presentano affinità con il centro storico di Cologno e la sua Rocca. Sono oggetti architettonici diversi, di maggiore o minor pregio ma tutti rappresentano importantissime testimonianze del patrimonio culturale di questo territorio. Versano nelle condizioni più disparate legate anche al fatto che alcuni di questi sono proprietà private. Nel territorio comunale di Cologno sono due le fortificazioni presenti: il centro storico con la sua rocca e il suo fossato ed il castello di Liteggio, nell’omonimo borgo nella campagna ad ovest del capoluogo. Una visione sistemica di questi elementi, che alcune amministrazioni stanno iniziando a strutturare1, è fondamentale per una loro valorizzazione in chiave turistica e quindi economica. 1
Dall’Isola alla Bassa 10 progetti per il turismo, in L’Eco di Bergamo, 12 Agosto 2008, pagina 9
Proprio in nell’ottica di questa valorizzazione sistemica delle potenzialità la legge regionale 8/2004, recependo quanto previsto dalla legge quadro 135/2001 introduce per la prima volta in Regione il concetto di sistema turistico quale strumento attraverso il quale sostenere e promuovere il turismo regionale. La l.r. 8/2004 prevede che il Sistema turistico operi per conseguire le seguenti finalità: a) sviluppo di nuove potenzialità turistiche; b) qualità dei prodotti turistici e offerta di nuovi prodotti; c) integrazione tra differenti tipologie di turismo, anche al fine della sua destagionalizzazione; d) realizzazione di interventi infrastrutturali e di riqualificazione urbana e del territorio; e) sostegno all’innovazione tecnologica; f) crescita della professionalità degli operatori e sviluppo delle competenze manageriali; g) promozione e attività di marketing. Cologno al Serio e la sua rocca potrebbero ad esempio fare sistema con i comuni che ancora posseggono fortificazioni medievali per proporsi come Sistema Turistico dei Castelli della Pianura ed ottenere appoggi finanziari per realizzare le finalità di cui sopra.
1. Inquadramento a scala territoriale Figura 5
La rocca di Urgnano.
Il castello di Cavernago.
1. La rocca di Urgnano
Proprietà : Comunale
2. Il castello di Cavernago
La costruzione del castello di Urgnano, fu iniziata nel febbraio del 1354, divenne di proprietà di Venezia nel 1428, quando Bergamo con tutta la provincia passò spontaneamente sotto il dominio della Repubblica della Serenissima. Nel 1454 la val Camonica ed il bergamasco furono conquistate da Bartolomeo Colleoni che in disaccordo con Venezia era passato temporaneamente sotto la bandiera di Francesco Sforza.
Il Castello Martinengo Colleoni a Cavernago è stato costruito a fine Cinquecento, sopra un preesistente caseggiato, per volere di Francesco Martinengo Colleoni. Ed è grazie alla raffinatezza ed al senso del gusto di quest’ultimo che il maniero ci appare tuttora suggestivo, bello, elegante e con uno splendido cortile disegnato allora dal Sansovino. Gli anni di splendore il castello li vide nel Seicento. Nel 1608 infatti Francesco vi ospitò il duca di Mantova,e a questo periodo risalgono gli affreschi del Barbelo di Lodi e dell’Azzola. Il castello di Martinengo vide un periodo buio nel XIX secolo, per poi essere restaurato completamente grazie alla nuova proprietà: i Gonzaga di Vescovato, gli attuali proprietari
Alla morte di Bartolomeo Colleoni, il castello passò alla famiglia degli Albani che nel ‘500 lo trasformano in sontuoso palazzo. Nel secolo scorso viene acquisito dall’Amministrazione Comunale.
Visitabile: Si Funzione attuale: Spazi comunali, sede associazioni.
Visitabile: Si (solo in alcune occasioni) Funzione attuale: Residenza, organizzazione ricevimenti, convegni, visite turistiche.
Il castello di Malpaga.
Il castello di Liteggio.
3. Il castello di Malpaga
Proprietà : Privata
4. Il castello di Liteggio
Il Castello di Malpaga sorge per opera di un ghibellino verso la metà del ‘300, sicuramente prima della scoperta della polvere da sparo.
Visitabile: Si, aperto alle visite guidate tutte le domeniche, esclusi i mesi di dicembre e gennaio, e a gruppi su appuntamento.
Fatto costruire dai Visconti nel XV secolo il castello presenta ancora molte caratteristiche originarie come il fossato e le murature merlate. Nei secoli successivi venne trasformato in palazzo residenziale.
Funzione attuale: Sede di convegni ed eventi privati.
Attualmente versa in un vergognoso stato di totale incuria ed abbandono.
Nei primi decenni del Quattrocento, dopo una scorribanda, venne abbandonato ed andò in rovina. Nel 1456 Bartolomeo Colleoni comprò il castello e sulle rovine del vecchio fortilizio fece costruire la sua residenza che fu finita nel 1458. Dopo vari passaggi di proprietà, restaurato durante il secolo scorso, oggi è di proprietà di Malpaga Spa.
Visitabile: No Funzione attuale: Nessuna
1. Inquadramento a scala territoriale Figura 9
La rocca di Cologno al Serio.
Il castello di Martinengo.
5. La rocca di Cologno al Serio
6. Il castello di Martinengo
Edificata a partire dal 300 come elemento del sistema difensivo fossato - cinta muraria - porte torri, si presenta oggi nella forma che assunse nel XVI secolo quando le nuove tecniche belliche resero necessari nuovi criteri difensivi.
Viene denominato Castello il nucleo centrale e più antico del paese. Qui tra il XII e il XIII secolo, per opera dei Colleoni di Martinengo, fu eretta una imponente casaforte che si sviluppa fino a ventotto metri di altezza; dal suo spigolo sudoccidentale si innalza una torre a pianta quadrata, una sopraelevazione quattrocentesca (che la tradizione attribuisce a Bartolomeo Colleoni) che subì nei secoli successivi ulteriori modifiche anche per opera dello stesso Colleoni.
E’ stato recentemente oggetto di un intervento di restauro conservativo che lo ha adattato alla sua attuale funzione di sede municipale.
Visitabile: Si Funzione attuale: Sede comunale
Nel XV secolo la torre era di proprietà comunale ed era utilizzata come torre di vedetta. Attualmente è in fase di restauro. 29
Il castello di Pagazzano.
7. La rocca di Romano di Lombardia
8. Il castello di Pagazzano
La torre più antica fu edificata nel secolo XIII° in epoca comunale, le altre si sono aggiunte nei secoli successivi. Verso il fossato esterno, sono visibili le merlature del primitivo castello inglobate nel soprastante loggiato quattrocentesco. La quarta torre, architettonicamente più modesta, fu edificata nel secolo XVII° sopra un precedente torrione.
La costruzione del castello, nella forma e nei particolari giunti fino a noi, è stata realizzata tra il 1450 e il 1475.
Nel 1509, dopo la definitiva sconfitta dei veneziani, questo castello divenne residenza civile ed è rimasto praticamente immutato fino ai giorni nostri, mantenendo una struttura tipicamente quattrocentesca.
Funzione attuale: Realizzazione di eventi e convegni privati e pubblici, visite guidate
Bartolomeo Colleoni alla metà del quattrocento diede mano ad abbellimenti al fine di rendere la residenza degna di accogliere provvisoriamente la sua famiglia.
L’ultimo intervento di restauro, ad opera dell’amministrzaione comunale, risale agli anni settanta del secolo scorso.
Visitabile: Si Funzione attuale: Sede del Parco Regionale del Serio e di associazioni locali.
2. Cologno nel paesaggio della bassa pianura bergamasca
26 BASSA PIANURA IRRIGUA TRA ADDA E SERIO
Legenda Cologno al Serio Unità tipologiche di paesaggio (art. 49) 1. Fascia alpina 2. Fascia prealpina 3. Fascia collinare 4. Fascia dell’alta pianura 5. Fascia della bassa pianura Paesaggi dei ripiani diluviali dell’alta pianura asciutta Paesaggi della pianura cerealicola e delle aree dei fontanili Paesaggi delle fasce fluviali
Figura 13 Ambiti geografici e unità tipologiche di paesaggio. Estratto da PTCP Provincia di Bergamo, E2 Paesaggio e Ambiente, Tavola 2.1
Figura 14 Unità di paesaggio 26: della bassa pianura irrigua tra Adda e La porzione di pianura Serio.meridionale risulta compresa da est ad ovest tra il confine di Provincia ed il corso del fiume Serio, e da nord a sud tra il Estratto da PTCP Provincia di Bergamo, A. Appendice 1 tracciato della strada Francesca e parte del Fosso Bergamasco ed il confine di Provincia. L’ambito poggia sul livello fondamentale della pianura, e risulta percorso in senso nord-sud dai fiumi principali (Adda-Serio) e da una fitta rete di rogge e canali artificiali immissari ed emissari dei primi che, unitamente alla presenza di una ricca maglia di risorgive ed equipaggiamenti arborei che disegnano l’articolato sistema ambientale, determinano una significativa matrice connotativa paesistico ambientale di chiaro valore che detta le linee strutturali di questo paesaggio, il quale, seppure compromesso da uno sviluppo urbano e infrastrutturale slegato dagli originari storici principi ordinatori, ancora presenta situazioni di fatto e potenziali di notevole interesse per l’identità del territorio. L’ampia pianura presenta sub-ambiti con diverse connotazioni paesistico-ambientali. La pianura gravitante intorno al centro urbano di Treviglio, considerato il secondo centro dopo Bergamo per dimensioni, è compresa tra il terrazzo fluviale dell’Adda ed il Serio, ed è costituita dal vasto insediamento di Treviglio e dai minori abitati sorti su impianto radiale con presenze monumentali di alta qualificazione, da una residua maglia di superfici Figura 15 agricole interessate da una attività di tipo intensivo e da aree a più Un esempio di quelli che il PTCP definisce contesti a vocazio-fluviale densa connotazione irrigua ed arborea, a valle del terrazzo ne agricola presenza del reticolo irriguo, dell’Adda, intorno a Spirano e caratterizzati Pognano edalla a sud ed est di Pagazzano fino dalla frequenza di presenze arboree e dalla presenza di dovuti al Serio, ove si rilevano particolari elementi connotativi elementi e estrutture di preminente valore storico all’impianto arboreo ed irriguo, legatiedilizie alla appartenenza alla fascia dei culturale (art. 60). fontanili. Data l’elevata concentrazione di fontanili attivi e potenziali, oggi in disuso per effetto di scorrette politiche agricole e gestionali delle risorse idriche, questa parte di territorio appartiene quasi interamente, tranne la fascia agricola a nord nord-est ed ovest di Treviglio, alla fascia dei
La porzione di pianura meridionale compresa da est ad ovest tra il confine di Provincia ed il corso del fiume Serio, e da nord a sud tra il tracciato della strada Francesca e parte del Fosso Bergamasco ed il confine di Provincia è definità dal PTCP “unità di paesaggio 26: bassa pianura irrigua tra Adda e Serio”. “L’ambito poggia sul livello fondamentale della pianura, e risulta percorso in senso nord-sud dai fiumi principali (Adda-Serio) e da una fitta rete di rogge e canali artificiali immissari ed emissari dei primi che, unitamente alla presenza di una ricca maglia di risorgive ed equipaggiamenti arborei che disegnano l’articolato sistema ambientale, determinano una significativa matrice connotativa paesistico ambientale di chiaro valore che detta le linee strutturali di questo pa-
esaggio, il quale, seppure compromesso da uno sviluppo urbano e infrastrutturale slegato dagli originari storici principi ordinatori, ancora presenta situazioni di fatto e potenziali di notevole interesse per l’identità del territorio”1. In particolare la parte di pianura compresa tra Adda e Serio risulta connotata da caratteri appartenenti al paesaggio della campagna irrigata, con grossi centri urbani distanti l’uno dall’altro e di antica caratterizzazione. La zona mantiene una forte impronta agricola, con una rete di cascinali anche di notevoli dimensioni e con pregi architettonici. L’emergenza rappresentata dai fontanili costituisce un elemento connotativo dei luoghi, di straordinaria significatività2.
Inquadramento nell’unità tipologica di paesaggio
PTCP Provincia di Bergamo, elaborato A. appendice 1, Unità di paesaggio, 28 luglio 2004, pag. 82 PTCP Provincia di Bergamo, elaborato A. appendice 1, Unità di paesaggio, 28 luglio 2004, pag. 83
Figura 16 Nell’area a sud di Cologno al serio, in comune di Morengo è ben visibile il risultato del processo di banalizzazione del paesaggio agricolo. Il PTCP della provincia di Bergamo identifica quest’area tra le aree di colture agrarie con modeste connotazioni (art. 61).
Figura 17 Tutela, riqualificazione e valorizzazione ambientale e paesistica del territorio. Estratto da PTCP Provincia di Bergamo, E2 PAESAGGIO E AMBIENTE, Tavv. E.2.2.l, E.2.2.m, E.2.2.n, E.2.2.o
Legenda Cologno al Serio
Contesti di elevato valore naturalistico e paesistico (art. 54)
Parco fluviale Contesti a vocazione agricola caratterizzati dalla presenza del reticolo irriguo, dalla frequenza di presenze arboree e dalla presenza di elementi e strutture edilizie di preminente valore storico culturale (art. 60) Aree agricole con finalitĂ di protezione e conservazione (art. 65)
Ambiti di valorizzazione, riqualificazione e/o progettazione paesistica (art. 66) Aree con fenomeni urbanizzativi in atto o previste o prevalentemente inedificate, di immediato rapporto con i contesti urbani (art. 62)
Aree di colture agrarie con modeste connotazioni (art. 61)
2. Cologno nel paesaggio della bassa pianura bergamasca Figura 18 Ortofoto. Questa immagine satellitare mette molto bene in evidenza le caratteristiche morfologiche delle diverse categorie identificate nella tavola del PTCP. Google Maps, 2009 (immagini Digital Globe, Cnes/Spot Image, GeoEye).
Figura 19 Carta dâ&#x20AC;&#x2122;Italia, Istituto Geografico Militare, 1889
Foglio 33 tavv. IIISE, IISO; Foglio 46, tavv. INO, ISO
Sul finire dell’Ottocento Cologno al Serio si presenta ancora completamente contenuta dal fossato medievale. La strada “Cremasca” che collega Bergamo a Crema e che ha assicurato per secoli la fortuna economica della città la attraversa in direzione nord sud. Il territorio che circonda il nucleo urbano presenta ampi boschi, la campagna presenta una rete fittissima di frange boscate, il reticolo idrografico si dirama collegando i numerosi fontanili. I segni dell’antropizzazione sono forti e raccontano di una pianura irrigua in cui l’attività agricola determina con molta forza la forma del paesaggio plasmandolo alle necessità produttive pur conservando un alto livello di qualità ecologica.
3. Evoluzione storica del territorio e della città
Figura 20 Evoluzione storica del territorio e della città, 1889. Vedi tavola 4.
Figura 21 Carta dâ&#x20AC;&#x2122;Italia, Istituto Geografico Militare, 1955
La modificazione più notevole nell’assetto della città che si riscontra nella tavoletta IGM datata 1955 consiste nella creazione del tratto tangenziale della strada “Cremasca” che ora lambisce ad ovest la cerchia del fossato. Una prima espansione edilizia si sviluppa a raggiera lungo le vie di collegamento ai centri limitrofi. Nella campagna assisitamo ad una progressiva riduzione delle aree boscate.
Figura 22 Evoluzione storica del territorio e della città, 1954. Vedi tavola 4.
Figura 23 Carta dâ&#x20AC;&#x2122;Italia, Istituto Geografico Militare, 1974
Negli anni 70 del Novecento l’edificazione si fa più intensa. I raggi della prima espansione si saldano. Resistono ampie enclave di terreni liberi. Lungo l’asse della Cremasca, verso sud inizia a prendere forma quella che sarà l’area industriale della città. Compare a nord l’asse della strada “Francesca” che giunge da ovest e si dirige ad est, verso Brescia, attraversando il Serio mediante un ponte. Contestualmente continua la progressiva riduzione delle presenze arboree ad intervallare e disegnare le stanze agricole. In particolar modo nella fascia di territorio a sud del confine comunale, in territorio di Morengo, le tessere di questo paesaggio agricolo, si fanno via via più ampie.
Figura 24 Evoluzione storica del territorio e della città, 1974. Vedi tavola 4.
Figura 25 Ortofoto Bianconero, Min. Ambiente e Tutela Territorio, 1994 Portale Cartografico Nazionale www.pcn.minambiente.it
Figura 26 CTR Regione Lombardia, 1994
Tavv. C5B5, C5C5, C6B1, C6C1
Nella cartografia regionale più recente, risalente al 1994, Cologno al Serio presenta un’edificazione abbastanza omogenea estesa in direzione nord-sud. Il reticolo idrografico risulta ben conservato nonostante molte opere idrauliche siano andate perse. Il territorio agricolo a sud del nucleo urbano nonostante la profonda ferita inferta dall’area industriale sorta e compattatasi lungo la strada Cremasca, presenta ancora numerosi caratteri morfologici della sua struttura originaria.
Figura 27 Evoluzione storica del territorio e della città, 1994. Vedi tavola 4.
4. Analisi paesaggistica del territorio di Cologno al Serio
Figura 28 Analisi paesaggistica del territorio di Cologno al Serio. La localizzazione sulla cartografia di elementi salienti, aree di valore o degradate, stati di fatto e previsioni, segni antropici e naturali permette di avere una istantanea complessiva del paesaggio che circonda Cologno al Serio.
Vedi tavola 5.
te, i margini di queste tessere che compongono il paesaggio, spesso disegnati dall’esteso sistema di irrigazione, sono dotati di siepi arbustive che strutturano lo spazio in un susseguirsi di stanze agricole dalle dimensioni contenute. Basta passare il confine comunale verso sud ed entrare in territorio di Morengo per avere un confronto diretto con un territorio agricolo che invece ha perso queste caratteristiche morfologiche. Le siepi sono state eliminate, le tessere si sono ingigantite, il paesaggio ha perso parte delle sue qualità e si presenta monotono ed impoverito. Siepi e fasce alberate L’apparato arboreo di un territorio non è chiaramente solo un valore dal punto di vista estetico ma soprattutto ecologico oltre che funzionale.
Uso del suolo Attualmente Il comune di Cologno si estende su un’area di 18 kmq ed è interessato dal corso del fiume Serio e dalla relativa area tutelata del Parco Regionale del Serio. La carta dell’uso del suolo del PTCP della provincia di Bergamo ci da l’immagine di un territorio agricolo prevalentemente seminativo. Rari sono i boschi di latifoglie mentre lungo il corso del fiume sono presenti prati stabili e cespuglieti. Il territorio ad uso seminativo mantiene molte caratteristiche di qualità che, come abbiamo visto precedentemente gli derivano da secoli di attività umana. Le parcelle agricole sono minu-
Ecologico perché la biodiversità è favorita dalla compresenza di specie diverse, perché i sistemi di siepi, fasce arboree ed arbustive assolvono alla funzione di corridoio ecologico tra le aree naturali presenti sulla matrice prevalentemente agricola, Parco del Serio in primis. Funzionale perché le siepi che circondano un appezzamento agricolo pur causando un visibile decremento della produttività nelle fasce più esterne del campo su cui proiettano la loro ombra hanno un effetto positivo sull’area ben più ampia che proteggono dal vento e quindi dall’evaporazione dell’acqua1.
Elementi detrattori della qualità del paesaggio Il territorio di Cologno presenta ambiti ed elementi di criticità dal punto di vista paesistico. Prima di passare ad esporre le qualità di quest’area vogliamo brevemente illustrarne i principali elementi negativi. L’area detta “dei laghetti” in cui si svolge attività estrattiva con le conseguenze che ogni attività di questo tipo ha sul territorio, il vasto allevamento avicolo (fortunatamente in dismissione) sviluppatosi attorno alla Cascina Palazzo in un’area confinante con il territorio del Parco del Serio e l’area industriale a sud del centro abitato che sta per saldarsi in una grande piastra continua sono tra i nodi più problematici e in un certo senso puntuali. Le infrastrutture provinciali che solcheranno quest’area provocheranno sicuramente un forte impatto sul territorio.
3. Analisi paesaggistica del territorio di Cologno al Serio
Lettura degli elementi che compongono il paesaggio
Infine tra questi brevi cenni alle criticità dobbiamo citare anche alcune delle scelte del Piano di Governo del Territorio comunale approvato solo lo scorso anno, presentando a nostro avviso alcune carenze dal punto di vista paesaggistico. Su questi elementi torneremo in seguito dopo aver analizzato gli elementi che caratterizzano in positivo il territorio di Cologno al Serio.
S. MALCEVSCHI, L. BISOGNI, A. GARIBOLDI, Reti ecologiche ed interventi di miglioramento ambientale, Il Verde Editoriale, 1996 , p. 116
La siepe arborea che costeggiando un piccolo canale di irrigazione definisce il confine tra due appezzamenti agricoli è anche deposito di biodiversità soprattutto a confronto con i grandi appezzamenti monocolturali che la fiancheggiano.
Elementi di attrazione per la fruizione di tipo turistico Cologno al Serio presenta numerosi elementi che lo rendono interessante per un possibile sviluppo di tipo turistico del territorio. •
Il centro storico con il fossato medievale e le quattro porte di accesso
Il territorio agrario che abbiamo appena descritto possiede numerose presenze architettoniche di interesse paesistico che meriterebbero sicuramente una adeguata valorizzazione. Spiccano i borghi di Muratella, Fornasette e Liteggio. Quest’ultimo, purtroppo, segnato dallo stato di avanzato degrado del castello.
PERMANENZA STORICA
I Insufficiente: manufatto in gran parte snaturato S Sufficiente: manufatto con modifiche all’impianto originario D Discreta: manufatto con impianto originario ancora leggibile
Le cascine che punteggiano la campagna offrono interessanti spunti per un progetto di fruibilità di tipo turistico dell’area. Questo grazie alla qualità architettonica e paesistica degli edifici o per le attività di vendita al dettaglio di prodotti agricoli o di tipo agrituristico che già svolgono. Il sistema dei più di venti fontanili superstiti. Alcuni tuttora ben mantenuti grazie al lodevole lavoro dei volontari locali che ciclicamente se ne occupano. Altri in uno stato di degrado più avanzato che meriterebbero interventi di riqualificazione piu radicali.
B Buona: manufatto in cui l’impianto originario si è mantenuto inalterato DEGRADO DELLE STRUTTURE
D 0 Rudere D 1 Grave stato di degrado con compromissione statica delle strutture D 2 Degrado diffuso con strutture parzialmente compromesse Figura 30
D 3 Degrado superficiale diffuso che non intacca le strutture portanti
La chiesetta di S. Anna a Fornasette. Principalmente cascine ed edifici religiosi sono gli elementi catalogati come di interesse paesistico.
D 4 Degrado superficiale localizzato D 5 Assenza totale di degrado
EDIFICI DI INTERESSE PAESISTICO
DATAZIONE < 1889
MANUTENZIONE ATTUALE
Centro Storico Cologno al Serio
Perodica
Parrocchia di Cologno al Serio
Ex Filatoio Sala
Azinda Agricola
Fornazette
dei Morti del Campino
CORRISPONDENZA NELLA TABELLA 2
ACCESIBILITA'
CODICE (v. tav. 5)
Dati tratti da PTCP provinciale, PTC del Psrco del Serio e sopralluoghi effettuati
Castello di Litggio
dei Morti dell'Arca
San occo
Parrocchia di Spirano
Ristorante Albergo Congressi
Area pic-nic, servizi igienici, campetto da calcio
Lisarabis
Azienda agricola (allevamento bufale)
Vendita al dettaglio di formaggi di bufala
Azienda agricola (allevamento bovini)
Vendita al dettaglio di formaggi di latte vaccino
Azienda agricola (apicoltura)
Vendita al dettaglio di miele
San Rocco di Spirano
Area pic-nic, servizi igienici, attrezzature gioco, campetto da calcio
Figura 31 Un esempio di attività di vendita al dettaglio di prodotti agricoli all’interno di un antico cascinale. Cascina Raseda (E16) ospita l’azienda agricola Quattro Portoni (T7).
IMPIANTI RICREATIVI E SPORTIVI
Fornazette Le Fornazette
I fontanili ed il reticolo idrografico. Cologno al Serio è situato nell’estremità superiore della cosiddetta fascia dei fontanili. L’esistenza della “fascia dei fontanili” è da attribuirsi alla particolare tipologia del sottosuolo tra l’alta e la bassa pianura, composto da sedimenti prevalentemente fini, dove le acque di falda s’innalzano per effetto del rigurgito provocato dalla progressiva diminuzione della permeabilità del terreno e le acque sgorgano naturalmente in superficie. Pur non essendo dotato della densità di numero di sorgive di Fontanella1, Cologno possiede sul suo territorio 23 fontanili sui 208 rilevati nell’intera Provincia di Bergamo.2 A seguire proponiamo una schedatura dei fontanili presenti sul territorio della nostra analisi che travalica i confini comunali per comprendere due presenze importanti in territorio di Spirano: il Conzacolo, sul confine con la Frazione Liteggio di Cologno, per la sua importanza sia in termini dimensionali che qualitativi, e San Rocco, perchè attorno a questo e all’omonima chiesetta è situata un’area ricreativa attrezzata.
Figura 32 Schema della “fascia dei fontanili”.
Roberta GATTI, Terra di fontane: il paesaggio agrario storico di Fontanella, Tesi di Laurea in Architettura, rel. Maurizio Boriani ; correl. Stefano Coloru, Milano, Politecnico, 1999/00 Progetto di verifica degli aspetti naturalistici, paesaggistici ed idrologici dei fontanili della pianura bergamasca, Centro Studi sul Territorio, Università degli studi di Bergamo, 2008
Tabella 5 CENSIMENTO DEI FONTANILI ESISTENTI NELL’AREA DI INTERVENTO dati tratti da:
Progetto di verifica degli aspetti naturalistici, paesaggistici ed idrologici dei fontanili della pianura bergamasca, Centro Studi sul Territorio, Università degli Studi di Bergamo, 2008
Fontana dell’ Orbo
Fontana della Tina
Fossato di Cologno al Serio
Nord di Cologno
Centro storico di Cologno
VALENZA FAUNISTICA
VALENZA PAESAGGISTICA ED ARCHITETTONICA
SPECIE ARBOREE ED ARBUSTIVE PRESENTI
Robinia pseudoacacia, Sambucus nigra, Platanus hybrida, Prunus avium, Ligustrum volgare, Cornus sanguinea
Robinia pseudoacacia, Platanus hybrida, Acer campestre, Fraxinus ornus,Crtaegus monogyna, Corylus avellana, Cornus sanguinea, Sambucus nigra.
Aesculus hppocastanus, Tilia platiphyllos, Laurus nobilis, Prunus laurocerasus, Robinia pseudoacacia, Acer campestre, Ulmus minor, Celtis australis, Cornus sanguinea, Sambucus nigra.
Fontana Mormorola
Fontana Fornazette
Est di Cologno
Presso C.na Palazzo
Est della C.na Palazzo
Fraxinus excelsior, acer campestre, Ulmus minor, Platanus ibryda, Celtis australis, Crtategus monogyna, Euonymus europaeus, Corylus avellana, Cornus sanguinea, Sambuca nigra, Robinia pseudoacacia.
Quercus robur, Ulmus minor, Platanus ibryda, Fraxinus ornus, Fraxinus excelsior, Acer campestre, Celtis australis, Sambuca nigra, Corylus avellana, Ligustrum vulgare, Cornus sanguinea, Crataegus monogyna, Eunomynus europaeus, Prinus spinosa, Robinia pseudoacacia.
Quercus robur, Ulmus minor, Salix alba, Platanus ibryda, Fraxinus ornus, Fraxinus excelsior, Acer campestre, Sambuca nigra, Corylus avellana, Ligustrum vulgare, Cornus sanguinea, Crtataegus monogyna, Euonimus europaeus, Robinia pseudoacacia,
Fontana Campina
Fontana S.Luigi
Fontana della Chiesetta del Campino
Nord-Ovest della Chiesetta del Campino
Nord della Chiesetta del Campino
Est della Chiesetta del Campino
Quercus robur, Fraxinus excelsior, Acer campeste, Fraxinus ornus, Ulmus minor, Platanus hybrida, Populus nigra, Celtis australis, Robinia pseudoacacia. Sambucus nigra, Cornus sanguinea, Corylus avellana, Euonymus europaeus, Ligustrum vulgare, Viburnum lontana, Prunus spinosa.
Robinia pseudoacacia, Prinus avium, Alnus glutinosa, Acer pseudoplatanus, Sambuca nigra, Corylus avellana.
VALENZA PAESAGGISTICA ED ARCHITETTONICA SPECIE ARBOREE ED ARBUSTIVE PRESENTI
Robinia pseudoacacia, Ailanthus altissima, Quercus robur, Ulmus minor, Platanus hybrida, Acer campestre, Celtis australis, Sambucus nigra, Corylus avellana, Ligustrum vulgare, Cornus sanguinea, Crataegus monogyna, Euonymus auropaeus, Viburnum lontana, Prunus spinosa.
Fontana del Campino
Fontana Cascina Presca
Fontana Brenta
Presso la Chiesetta del Campino
Est della C.na Presca
Nord-Ovest Cascina Telamonte
Quercus robur, Fraxinus excelsior, Acer campeste, Fraxinus ornus, Ulmus minor, Platanus hybrida, Populus nigra, Celtis australis, Robinia pseudoacacia. Sambucus nigra, Cornus sanguinea, Corylus avellana, Euonymus europaeus, Ligustrum vulgare, Prunus spinosa
Parthenicissus quinquefolia, Robinia pseudoacacia, Rubus spinosa, Sambuca nigra Hedera helix.
Quercus robur, Ulmus minor, Platanus hybrida, Celtis australis, Prunus spinosa, Sambuca nigra, Corylus avellana, Cornus sanguinea, Rubus spinosa, Robinia pseudoacacia.
Fontana Groplona
Fontana Pascoli
Presso la C.na Vittoria
Nord della C.na Isolana
Platanus Hhybrida, Robinia pseudoacacia, Sambucus nigra, Hedera helix, Clematis vitalba, Rubus spinosa.
Robinia pseudoacacia, Salix alba, Rubus spinosa, Sambuca nigra.
Robinia pseudoacacia, Ailanthus altissima, Quercus robur, Ulmus minor, Platanus hybrida, Fraxinus excelsior, Acer campestre, Celtis australis, Sambucus nigra, Corylus avellana, Ligustrum vulgare, Cornus sanguinea, Crataegus monogyna, Euonymus auropaeus, Prunus spinosa.
Fontana Briccone
Fontana Moèc
Fontana Ogì
Nord C.na Contarana
Sud-Est C.na Trinità
Strada per Castel Liteggio
Robinia pseudoacacia,Sambucus nigra, Quercus robur, Celtis australis, Acer campestre, Ulmus minor, Paltanus hybrida, Corylus avellana, Cornus sanguinea, Rubus spinosa, Crategus monogyna, Sambucus nigra.
Robinia pseudoacacia, Sambucus nigra, Quercus robur, Celtis australis, Acer campestre, Ulmus minor, Paltanus hybrida, Corylus avellana, Cornus sanguinea, Rubus spinosa.
Platanus hybrida, Robinia pseudoacacia, Rubus spinosa, Samuca nigra, Hedera helix, Clematis vitalba.
Fontana della Frera
Fontana Oselanda
Fontana del Duretto
Sud-Ovest di Cologno
Ovest di Cologno
Quercus robur, Fraxinus excelsior, Acer campeste, Fraxinus ornus, Ulmus minor, Platanus hybrida, Populus nigra, Celtis australis, Robinia pseudoacacia. Sambucus nigra, Cornus sanguinea, Corylus avellana, Euonymus europaeus, Ligustrum vulgare, Coronilla emerus, Prunus spinosa.
Robinia pseudoacacia, Rubus sp., Platanu ibryda, Ulmus minor, Crategus monogyna, Euonymus eurpaeus, Cornus sanguinea, Sambucus nigra, Phitolacca americana, Allanthus altissima.
Platanus ibryda, Robinia Pseudoacacia, Ulmus minor, Crategus monogyna, Euonymus eurpaeus, Corylus avellana, Sambuca nigra , Cornus sanguinea.
Fontana Ogì dei Morti dell’Arca
Fontana del Conzacolo
Strada provinciale per Spirano
Nord-Ovest di Cologno
Quercus robur, Acer campeste, Fraxinus ornus, Ulmus minor, Sambuca nigra , Cornus sanguinea, Corylus avellana, Prunus spinosa, Platanus ibryda, Robinia Pseudoacacia.
Quercus robur, Acer campeste, Sambuca nigra , Cornus sanguinea, Corylus avellana, Prunus spinosa, Robinia Pseudoacacia.
Figura 33 Valori, disvalori, potenzialitĂ . In questa mappa strategica sono rappresentati schematicamente gli elementi raccolti nella fase di lettura del paesaggio che si contrappongono dividendosi tra elementi di valore e di non-valore, ognuno con il suo portato di potenzialitĂ inespresse.
Vedi tavola 6.
L’analisi che abbiamo raccontato e documentato sino a qui si sintetizza e diventa visione in uno schema in cui i valori, i disvalori, e le potenzialità del territorio si intrecciano a cercare espressione, soluzioni ed equilibrio. Valori da tutelare Nella categoria dei valori possiamo elencare il centro storico, l’area protetta del parco regionale e la previsione di istituzione di PLIS nella campagna ad ovest verso Spirano, la presenza del fitto reticolo idrografico e dei numerosi fontanili, la morfologia del paesaggio agrario ancora ben conservato e le presenze architettoniche rurali.
Secondo Romani questa qualità non si può ottenere con la conquista dello spazio agrario da parte del verde urbano ma con l’importazione di trame e i contenuti degli ambienti seminaturali nelle aree urbane per ritrovare delle continuità interrotte.1 Questo è l’approccio che proponiamo per la soluzione dei margini di Cologno al Serio. Siano le fasce boscate ed i filari di gelsi delle strade campestri a penetrare la pelle della città per ricucirla al territorio che le appartiene. Siano orti urbani e spazi verdi di tipo seminaturalistico a garantire continuità tra la città e la campagna.
I margini della città costruita Cologno al Serio presenta, come molti centri urbani, un problema di definizione del margine. La città si è sviluppata nella campagna senza un disegno unitario per cui si presenta sfrangiata verso lo spazio aperto.
Valerio ROMANI, Appunti per un’approssimazione consapevole in Rapporti fra agricoltura e urbanizzazione nello spazio periurbano, Atti del Seminario, CEDAM, Padova, 1983, p.129
Analisi del paesaggio: valori, disvalori, potenzialità
Il PGT vigente, purtroppo propone un disegno molto netto dei margini urbani. Negando il dialogo con la morfologia del territorio agricolo lo colonizza con tratti rettilinei che finiscono con rendere ancora più “alieno” l’oggetto città nei confronti del terreno su cui poggia, salvo poi “mitigare” l’impatto di questo rettifilo con dei filari alberati che appartengono dichiaratamente al verde urbano e faticano ad assumersi tutto il carico di responsabilità che costruire un margine significa. Figura 34 Il Molino Campagna. Fermo da anni il mulino con la ruota ed i suoi ingranaggi è ancora lì, bisognoso di manutenzione ma ricco di potenziale. Un suo utlizzo anche solo dimostrativo e didattico potrebbe portare all’azianda agricola che occupa la cascina attigua la possibilità di nuovi sviluppi imprenditoriali.
Il professor Valerio Romani in un seminario tenutosi a Padova espresse molto bene un’idea di qualità e coerenza ambientale che ci sentiamo di condividere.
Figura 35 Estratto dalla Mappa delle previsioni del Piano delle Regole del PGT del Comune di Colgono al Serio approvato nel 2008. Questo stralcio mostra come le previsioni per il margine urbano consistano in un taglio netto che non instaura dialogo con la maglia del parcellario agricolo.
Abbiamo già più volte accennato alle infrastrutture previste per quest’area. Questi nuovi tracciati viari, possono essere progettati non solo per ridurre al minimo il loro impatto paesaggistico sul territorio ma potrebbero diventare anche occasione per il ridisegno dell’area periurbana ad est della città. Da questo lato scorreranno paralleli una strada provinciale ed il tram. A titolo esemplificativo di come una infrastruttura può disegnare un paesaggio citiamo il progetto redatto dalla sezione WWF di Bergamo e dal comune di Stezzano per la mitigazione della tangenziale sud di Bergamo che è stato finanziato in parte grazie al bando “10.000 ettari di nuovi boschi e sistemi verdi multifunzionali” della Regione Lombardia.1
Anche l’area industriale a sud presenta interessanti potenzialità. Le previsioni di PGT per quest’area prevedono il completamento degli spazi superstiti interclusi e la mitigazione del complesso con una fascia verde che lo circondi verso ovest, verso il futuro territorio PLIS.
Figura 36 Caso studio 1 del progetto “Una proposta per la tangenziale sud di Bergamo” realizzato da WWF Bergamo Natura 2000 e Comune di Stezzano. Mitigare non è solo nascondere alla vista ma ovviare alla frattura con cociture e connessioni.
Proprio per il fatto di non essere ancora completato ci consentirebbe di evitare di saldare questa grande isola di cemento ma pittosto di spezzarla e ricucirla con gli spazi naturali che le stanno ad est e ad ovest. Degli interventi di miglioramento dei filari stradali esistenti oltre alla realizzazione di fasce boscate di attraversamento ed al posizionamento di coperture inerbite sugli edifici esistenti potrebbero mirare a mitigare l’impatto di questo complesso non solo nascondendolo alla vista ma dotandolo di elementi di connessione ecologica.
stamenti della fauna1, alla mititgazione dell’area industriale cui si è accennato sopra sarebbe auspicabile accompagnare il riequipaggiamento di un’ampia fascia di campagna che connetta il territorio del PLIS del Rio Morla all’area del Parco Regionale del Serio. Un nuovo sistema di percorsi ciclabili per la fruizione Il territorio analizzato, vista la ricchezza di elementi di attrazione di tipo naturalistico, paesaggistico ed agrituristico necessita oltre che di connessioni ecologiche anche di connessioni per la fruizione. La potenzialità della ciclabile che già esiste attorno al fossato medievale è quella di diventare perno di un sistema di percorsi che connetta tra di loro questi elementi e colleghi la città alle 2 grandi aree verdi che la costeggiano.
Tutela e riqualificazione delle aree verdi Le aree agricole immediatamente a sud del centro abitato di Cologno non presentano particolari problemi di impoverimento dell’apparato arboreo ma, come abbiamo visto sono solcati dall’area industriale. Più a sud, in territorio di Morengo, dove l’edificazione non è ancora giunta, il sistema di siepi e filari risulta invece compromesso.
Una “colata” di verde lungo la Tangenziale sud, in Il Bergamo, 13 marzo 2009, pag. 27
Tendendo all’obbiettivo di ridurre al minimo le fratture tra aree protette e volendo favorirne le connessioni importanti ad esempio per gli spo-
S. MALCEVSCHI, L. BISOGNI, A. GARIBOLDI, Reti ecologiche ed interventi di miglioramento ambientale, Il Verde Editoriale, 1996 , p. 15
Figura 37 Masterplan degli interventi e nuova rete ciclabile. Da questo estratto emerge con forza il progetto di una rete ciclabile che connetta gli elementi identificati nelle precedenti fasi di analisi per favorirne la promozione e la fruibilitĂ .
Vedi tavola 7.
Nello stendere un possibile scenario abbiamo inteso la tutela del paesaggio agrario non come cristallizzazione dell’esistente ma come valorizzazione attiva del paesaggio che non preclude la possibilità di sviluppi e trasformazioni della città ma li orienta e li dota di una visione ampia e sistemica. La cura e la conservazione del paesaggio sono intese come presupposti per lo sviluppo di aspetti produttivi che caratterizzino l’attività agricola, per la valorizzazione ed il riuso con finalità turistiche e ricreative di strutture legati all’attività agricola ma non più utilizzabili per la loro funzione primaria; si pensi ad esempio al Molino Campagna fermo da anni. Allo stesso tempo la diffusione della cultura del paesaggio tra gli operatori che in questo territorio operano potrebbe portare a sviluppare nelle aziende aspetti di sperimentazione scientifica ed agronomica qualificando l’attività delle numerose aziende. La costituzione di una rete di fruizione può far gravitare sul territorio anche dei “consumatori” di attività formativa e didattica. Anche questa richiesta potrebbe trovare una risposta nella differenziazione delle attività più prettamente produttive e nel loro affiancamento con attività educative realizzando in strutture attualmente poco utilizzate delle “fattorie didattiche”. In questo modo il paesaggio non diventa fardello oneroso da conservare per obbligo ma volano di sviluppo anche economico. Il nostro progetto di connettere strettamente il territorio agricolo al centro storico di Cologno vuole fare in modo che questo sviluppo legato
I fontanili Tina e Orbo
+ 2,2 km
Chiesetta SS. Trinità
Azienda agricola Raffaini
Fontanile Ogì dei Morti dell’Arca
Cappelletta dei Morti dell’Arca
Chiesetta, fontanile, area ricreativa attrezzata
Fontanile Frera
Azienda agricola “Le Campagnole”
Fontanili diel Conzacolo
Borgo di Liteggio
+4,6 km
Fermata Tram e stazione noleggio biciclette
Area naturalistica “Palazzo”
Borgo di Fornazette
Sede del Parco Regionale del Serio chiesetta, agriturismo, area pic-nic
0 km Borgo della Muratella
+ 4,6 km
+ 4,8 km
+ 5,7 km
Azienda agricola “Quattro Portoni” vendita al dettaglio di formaggi di latte di bufala
Fontanile Briccone
+ 8,8 km
4. Una proposta per la salvaguardia e la valorizzazione del paesaggio agricolo
Cappelletta dell’Annunziata
circolo ippico, ristorante, albergo
Molino Campagna
Oasi naturalistica “I laghetti” Rocca di Romano di Lombardia
Tabella 6 ELENCO DELLE TAPPE SUDDIVISE NEI 7 PERCORSI CICLOPEDONALI.
+7 km
Le distanze sono calcolate a partire dall’anello attorno al fossato. vedi tavola 7
alla fruizione turistica dell’area possa giovare anche alla città storica ed alle sue attività commerciali. Il nostro approccio non vuole proporre vincoli ma piuttosto fornire suggerimenti per una gestione del territorio dalla quale tutti gli attori possano trarre vantaggi a fronte di un uso del territorio che non sia puro sfruttamento. Abbiamo visto, con l’analisi di cui sopra, quanto il territorio di Cologno sia ricco di elementi di valore, abbiamo sottolineato i progetti già attivati o previsti (tra tutti l’adesione al Parco Locale di Interesse Sovracomunale del Rio Morla e delle Rogge) e proprio da queste basi partiamo per questo progetto che vuole essere riflessione critica dello stato attuale e delle previsioni.
Connessioni per la fruizione L’aspetto portante del piano per il paesaggio che proponiamo è sicuramente la rete di percorsi ciclopedonali che si dipana dal centro storico e raggiunge con le sue terminazioni i punti di maggiore interesse paesistico, turistico e ricreativo dislocati sul territorio. Andando oltre Cologno questa rete si aggancia al sistema di viabilità ciclabile provinciale, alla rete di percorsi di cui è dotato il Parco del Serio e, in territorio di Spirano, al futuro sistema di percorsi del PLIS del Rio Morla e delle rogge per raggiungere altre importanti presenze paesistiche e più prettamente storico architettoniche a scala sovralocale: il sistema delle rocche e dei castelli (vedi tav. 2). Proprio il fatto che la rete che proponiamo non finisca in se stessa ma si connetta alla rete del Parco del Serio favorirà una sua promozione attraverso i canali che il Parco ha strutturato nei suoi oltre 20 anni di vita. Nei percorsi proposti per la fruizione del Parco Regionale quella su Cologno potrebbe essere proposta come una digressione tematica. Inoltre con la futura adesione del comune di Spirano al PLIS del rio Morla, e l’adesione di Cologno stessa, la rete di percorsi che a raggera si espande attorno al centro storico sarà perno di collegamento tra il PLIS ed il Parco Regionale.
La rete ciclopedonale proposta è da intendersi come proposta di itinerari per una conoscenza ed una divulgazione delle qualità di questo territorio, pensiamo ad esempio alla pubblicazione di materiale promozionale, mappe e guide turistiche, ma anche come linea guida per
l’Amministrazione Comunale nella definizione delle priorità per gli interventi di riqualificazione dei percorsi campestri. Nella tavola 7 “Masterplan degli interventi e nuova rete ciclabile” si può notare ad esempio che per le strade scelte come “percorsi principali” è proposta la piantumazione di siepi arboree che, incrementando il valore ecologico ed ambientale dell’area, doteranno anche il percorso di ombra. Per altri tratti dei percorsi si propone la realizzazione della ciclovia in sede propria, ad esempio lungo il confine comunale nel bosco del Conzacolo verso Liteggio. In questo caso si potrebbe prendere spunto dalla realizzazione della Greenway della Battaglia a Pavia che corre lungo la roggia Vernavola per collegare la Certosa di Pavia al Ticino. Le fasi principali per la realizzazione di un percorso di questo tipo consistono in: •
apertura del corridoio di passaggio lungo il corso d’acqua con rimozione selettiva della vegetazione
costruzione, se necessario, di attraversamenti del corso d’acqua con realizzazione di terrapieni, trincee, ponticelli in legno
piantumazione della vegetazione per ripristinare le sponde e l’area umida, per la mitigazione climatica e la sistemazione paesaggistica
collocazione di aree di sosta fornite di arredo e di punti interpretativi redatti di segnaletica informativa e direzionale
La pista ciclabile potrebbe avere una larghezza di due metri più un metro di fascia marginale ai
lati. La scelta dei materiali costruttivi e vegetali ha lo scopo di minimizzare l’impatto visivo, di massimizzare l’inserimento degli elementi nuovi e di migliorare gli ambienti del percorso sia dal punto di vista ambientale che funzionale ed estetico: •
percorso principale previsto in terra naturale stabilizzata
ponti di attraversamento in legno lamellare
panche, tavoli, elementi di segnaletica, parapetti in legno trattato
rastrelliere bici, cestini in tubolare di acciaio zincato e verniciato
rimozione di piante secche e infestanti, taglio selettivo di piante in eccedenza
ricostruzione della vegetazione potenziale mediante impianti misti e densi (macchia seriale di Sartori) con ampia varietà di specie arbustive ed arboree secondo le caratteristiche di ogni sito
ombreggiamento del sentiero mediante l’impianto di una fascia verde, con l’alternarsi di piante di prima e seconda grandezza, con piante di lenta e veloce capacità di crescita scelte tra le speci autoctone che già popolano quest’area.
ricostruzione di una vegetazione spondale partendo dal livello dell’acqua con erbacee, arbusti, alberelli, alberi. In questo modo dal sentiero è possibile la vista sull’acqua.1
Sul masterplan sono segnalati i punti sul percorso dove è proposta la sistemazione di apposita segnaletica che per ogni “evento” connesso presenti le caratteristiche ed i servizi offerti.
Il proposito è che in futuro anche altre aziende decidano di connettersi a questa rete per dare vita ad un sistema commerciale che avrebbe nella strutturazione dei percorsi e nella loro promozione una importante vetrina. Ovviamente gli aspetti legati al turismo gastonomico non avrebbero la stessa forza se non disponessero di un sistema di elementi naturali come i fontanili e tra pochi anni l’Oasi Naturalistica “I Laghetti” che il Parco del Serio sta progettando, ricreativi come le belle aree attrezzate realizzate a San Rocco di Spirano e alla Chiesetta del Campino a Cologno, storico architettonici come la Rocca, il castello di Liteggio e i borghi di Muratella e Fornasette. Questi elementi e le esperienze di riqualificazione e dotazione di servizi che abbiamo citato sono sicuramente positivi. Perché siano valorizzati al massimo è necessario che si operi verso una loro strutturazione sistemica che promuova le peculiarità e ne incentivi la fruizione e le possibilità didattiche oltre che ricreative.
Figura 38 Ciclabili su strade bianche esistenti. Esempio di ciclabile realizzata in territorio del Parco Regionale del Serio in territorio del Comune di Romano di Lombardia limitando l’accesso veicolare e sistemando il fondo di una strada bianca esistente.
Figura 39 Ciclabili in sede propria. Esempio di ciclabile realizzata in territorio del Parco Regionale del Serio in territorio del Comune di Romano di Lombardia. Proponiamo una soluzione di questo tipo lungo strade asfaltate per le quali non sia proponibile una limitazione del transito veicolare.
Figura 40 Ciclabili in abito urbano. Esempio di ciclabile realizzata mediante il posizionamento di un manufatto in cls a dividerla dalla sede stradale. Questa soluzione è da preferirsi alla semplice identificazione della ciclabile mediante segnaletica orizzontale in quanto con un investimento economico minimo garantisce indubbiamente un più alto livello di sicurezza.
Realizzazione delle opere a verde:
Come si nota nella tavola si è prestata particolare attenzione a connettere tutte le aziende agricole che già offrono servizi di vendita al dettaglio di prodotti locali, di ristorazione o di ospitalità alberghiera. Spesso peraltro queste attività sono svolte in edifici di interesse paesistico e possono pertanto offrire un’esperienza che vada oltre la semplice compravendita di prodotti.
Katherina Ziman Scudo, Greenway della Battaglia, in Acer n°5/06
Connessioni ecologiche Il nostro piano per Cologno al Serio prevede non solo delle connessioni che favoriscano la fruizione ma anche delle connessioni ecologiche che garantiscano il mantenimento di un alto livello qualitativo alle aree che già lo posseggono ed un miglioramento della condizione delle aree che dal punto di vista ecologico sono più compromesse. L’estrema vicinanza a cui si verrebbero a trovare il PLIS del Rio Morla ed il Parco Regionale del Serio ci ha portato a proporre una loro connessione mediante l’estensione della tutela garantita dal PLIS a tutto il territorio a sud di Cologno e oltre il confine comunale alla fascia più settentrionale del comune di Morengo. In questo modo, cingendo su quattro lati l’area industriale si potrebbe avere un maggiore controllo sulla sua espansione in termini qualitativi più che quantitativi. Nella nostra proposta abbiamo infatti illustrato una sistemazione dell’area produttiva a nostro avviso più consona di quella proposta dal PGT ma senza alcuna riduzione delle aree edificabili. La proposta per l’area industriale sarà oggetto di uno specifico capitolo. La connessione ecologica di due grandi habitat come il PLIS, in particolare la grande area boscata del Conzacolo, ed il parco fluviale del Serio avviene mediante quelli che sono elementi base per la costruzione di collegamenti:
Il sistema del verde: stato di fatto.
I primi consistono fondamentalmente, nei territori agricoli come quello in cui ci troviamo ad operare, nei sistemi di siepi e fasce arboree ed arbustive e nei sistemi ripari a vegetazione arborea come quelli che tuttora si riscontrano numerosi lungo i canali di irrigazione in quest’area. I secondi, i cosiddetti “stepping stones”, consistono in aree naturali di dimensione variabile geograficamente posti in maniera tale da costituire dei punti di appoggio per il trasferimento di organismi tra bacini di naturalità più grandi. In questa categoria rientrano sicuramente le macchie boscate che spesso caratterizzano le teste dei fontanili. I nostri obiettivi di connessione ecologica saranno quindi raggiunti fondamentalmente mediante una corretta manutenzione dei fontanili presenti nell’area e la costruzione di macchie boscate presso le relative teste ove queste se ne trovino sprovviste, la realizzazione di fasce alberate lungo i percorsi e boscate lungo i corsi d’acqua.
corridoi ecologici e “stepping stones”1.
S. MALCEVSCHI, L. BISOGNI, A. GARIBOLDI, Reti ecologiche ed interventi di miglioramento ambientale, Il Verde Editoriale, 1996 , p. 35
Figura 42 Il sistema del verde: progetto.
Figura 43 La struttura in archi di mattoni della testa del fontanile Frera.
paludosi coltivabili.1
L’alta pianura, posta allo sbocco delle valli alpine, è molto permeabile perché formata da ciottoli e ghiaie grossolani, le cui dimensioni diminuiscono mano a mano che si procede verso sud. Le acque meteoriche, quelle assorbite dai letti dei fiumi e quelle derivate dall’irrigazione dei terreni coltivati si infiltrano nel sottosuolo fino a che non incontrano uno strato impermeabile. Impedite nella discesa verso il basso:le acque percolate si accumulano occupando tutti gli interstizi vuoti fra una particella di ghiaia e l’altra formando uno strato saturo d’acqua: la falda freatica delimitata superiormente dalla superficie freatica. Quest’ultima è la linea di confine fra la zona satura e quella insatura, che si alza o si abbassa in funzione dell’abbondanza delle piogge, dell’irrigazione e degli prelievi d’acqua a scopo industriale, civile o agricolo. Procedendo verso sud nella media e bassa pianura prevalgono le ghiaie fini, sabbie ed argille; le acque della falda freatica si alzano avvicinandosi alla superficie topografica e affiorano spontaneamente negli avvallamenti naturali. Ci troviamo nella fascia detta delle risorgive, che nella provincia di Bergamo è larga fino a 30 Km. I nostri avi osservando la risorgenza naturale dell’acqua scavarono canali più o meno profondi e ampi e vi infissero tini in legno privi di fondo, o in tempi più recenti tubi forati, in ferro o cemento, per favorire la risalita dell’acqua: nacquero cosi i fontanili.
Come tutte le opere dell’uomo i fontanili, per mantenersi attivi, devono essere sottoposti periodicamente ad opere di manutenzione.
La struttura in pali di robinia del fontanile Vittoria.
La regimazione idraulica della pianura ebbe un forte impulso nei primi secoli del millennio e i protagonisti furono le schiere di piccoli e grandi proprietari terrieri, gli ordini monastici, i Comuni e le Signorie, i servi e i salariati, che, giorno dopo giorno, scavando fontanili, aprendo fossi e canali di deflusso, resero i terreni 72
“Di tempo in tempo devesi espurgare l’interno dei tini dove le sorgenti conducono della sabbia minuta o del limo. Queste sorgenti durano continuamente e non si ha che a cambiare questi tini quando sono logori; ma se essi sono immersi, durano moltissimo tempo. Qualche volta per altro alcune di queste sorgenti si disseccano, ma il caso è assai raro, e quasi sempre un buon espurgo basta a farle risorgere”.2 A proposito di manutenzione dei fontanili già Leonardo scrIveva: “A li fontanili si debbe segare spesse volte le sue erbe, acciò che l’acqua sia veduta chiara colli lor fondi ghiaiosi, e sol si lasci erbe atte al nutrimento dé pesci, come crescioni e simile altre erbe. Li pesci debbono essere di quelli che non intorbidino le acque, cioè non vi si metta anguille, né tinche, né ancora lucci, perché distruggan li altri pesci”.3 Fino a qualche anno fa la manutenzione veniva effettuata a mano con pale e badili e per trasportare al di fuori dall’alveo il materiale scavato si usavano delle gerle. 1	2
GEV Provincia di Bergamo, I fontanili, Provincia di Bergamo Settore Sicurezza e protezione civile, 2003 Raffaele Pareto, Irrigazione e bonificazione dei terreni. Trattato dell’impiego delle acque in agricoltura, Saladini, Milano, 1855-57 GEV Provincia di Bergamo, I fontanili, Provincia di Bergamo Settore Sicurezza e protezione civile, 2003, p. 24
Nel caso di fontanili profondi qualche metro, uomini posizionati su banchine intermedie si passavano le gerle piene. Oggi le operazioni di pulizia sono eseguite con mezzi dotati di bracci meccanici. Le operazioni principali sono lo spurgo, che consiste nell’asportazione fino a raggiungere lo strato di sabbia e ghiaia, del materiale terroso e dei detriti vegetali trasportati poco a poco sul fondo della testa e dell’asta del fontanile e il taglio erbe che prevede l’asportazione della vegetazione acquatica e ripariale che ostacola il deflusso delle acque. Se queste semplici ma essenziali operazioni non vengono svolte con regolarità la testa e l’asta vanno incontro a lento impaludamento e spesso alla conseguente scomparsa del fenomeno della risorgenza delle acque. La manutenzione di questi preziosi manufatti richiede anche interventi regolari di cura della vegetazione presente per evitare che detriti ed alberi caduti causino la tracimazione dell’acqua ed i relativi danni alle attività agricole limitrofe. La selezione degli esemplari arborei e la cura del sottobosco garantirà all’area sufficiente sicurezza per una sua fruizione. Staccionate di legno potranno essere posizionate nei punti più pericolosi, apposita segnaletica informerà circa la denominazione del fontanile, le sue caratteristiche principali, la fauna e la flora presenti. In alcune risorgive o ‘’fontane’’, come vengono comunemente chiamate, sono presenti particolari strutture ad archi costruite in laterizi che hanno come compito principale quello di
A sud-est di Cologno, presso la cascina Vittoria è invece visibile un altro tipo di struttura muraria di contenimento costituita da un muro di sassi recuperati dall’alveo del fiume Serio, che scorre a pochi metri dal fontanile. Il muro è sostenuto da pali che in origine erano probabilmente in rovere e che ora sono stati sostituiti con pali di robinia. Oltre ai manufatti di carattere più architettonico che sono stati recentemente oggetto di un grande lavoro di recupero effettuato dei volontari del Gruppo Ecologico di Cologno, anche le scarpate naturali ove necessario potrebbero essere consolidate mediante interventi di ingegneria naturalistica con la realizzazione di palificate ed il posizionamento di talee che garantiranno in una maniera completamente naturale la scarpata dalla possibilità di rovinare.
Figura 45 Un fontanile senza manutenzione può diventare un problema per le attività agricole. In questa foto un fontanile tracimato che allaga le coltivazioni adiacenti.
sostenere gli argini della testa, ma che servono anche per facilitare il recapito di altra acqua che filtra dalle pareti. A Cologno al Serio queste strutture di particolare pregio si ritrovano in alcuni fontanili, tra i quali i più importanti sono; la fontana Frera, la fontana Mormorola, la fontana Fornazette e la fontana del Duretto detta anche la Morengasca.
Figura 46 A Cologno al Serio la manutenzione dei fontanili viene effettuata dai volontari del Gruppo Ecologico di Cologno. In questa foto lo si vede all’opera nella ristrutturazione del fontanile Fornasetta.
Siepi, filari, fasce arboree ed arbustive La nostra proposta di piano prevede di inserire numerose siepi e fasce boscate. Anche le nuove infrastrutture vengono proposte nel nostro masterplan come elementi lineari equipaggiati di verde sia per migliorare la qualità dell’infrastruttura stessa, sia per mitigarne l’impatto sul paesaggio cucendo le nuove linee alle trame esistenti, sia e soprattutto per tentare di trasformarli da elementi di frattura ad elementi di connessione. Una particolare attenzione dovrà essere prestata alla scelta delle speci da utilizzare perchè si possano inserire coerentemente nell’ecosistema e nel paesaggio. Sarà preferibile pertanto utilizzare speci autoctone o comunque storicizzate e quindi facenti parte dell’ecosistema attuale, ci riferiamo in questo caso alla Robinia pseudoacacia. La realizzazione di queste fasce boscate non tende solamente ad obiettivi di carattere paesaggistico nell’accezione limitativa di qualità visiva del territorio. I vantaggi di queste piantumazioni sono anche di carattere ecologico ed economico. Innanzitutto è necessario sfatare il mito per cui la produttività di un appezzamento agricolo aumenta all’eliminazione delle siepi che costeggiano le porzioni più marginali del campo. E’ vero che una fascia di campo larga da 0,5 a 1 volta l’altezza della siepe soffrirà di una minore resa delle piante dovuta alle maggiori tempe-
rature causate dalla riflessione dei raggi solari sulla siepe. Ma è altrettanto vero che gli effetti positivi della siepe in termini di riduzione di evapotraspirazione dal 10 al 50% si estendono su un’area molto maggiore. Infatti una fascia fino a 20 volte l’altezza della siepe si rivelerà maggiormente produttiva.
notevolmente in funzione delle specie presenti nella siepe e della combinazione tra queste.
Visivamente sarà più notevole la perdita di produttività della fascia radente la siepe ma l’incremento di produttività del resto dell’appezzamento per quanto distribuito e quindi meno visibile ad occhio nudo la compenserà pienamente.
Le FTB possono rappresentare siti interessanti anche in quello che si delinea come un vero e proprio mercato di compravendita delle emissioni di CO2 tra le imprese europee, nell’ambito dell’interscambio dei diritti di emissione secondo i meccanismi (p.e. investimenti compensativi) previsti dal Protocollo di Kyoto.
I vantaggi come dicevamo sono ecologici ma non solo per le motivazioni di favorimento della biodiversità del luogo e di costituzione di corridoi ecologici citate prima. Come dimostrano i risultati del progetto “Woody buffer Strips” promosse da Veneto Agricoltura1 grazie a finanziamenti comunitari LIFE, molti altri sono i vantaggi delle FTB (fasce tampone boscate) realizzate seguendo accorgimenti circa la dimensione e le specie impiantate. FTB larghe 5 mt di recente impianto sono in grado di ridurre del 50% i carichi di azoto totale disciolto che le attraversano per via subsuperficiale. La capacità di ritenzione di una FTB lunga 100 m e larga 5 m è risultata di 6,3 kg anno di azoto totale disciolto. Il dato di immobilizzazione di CO2 al km varia
1	Figura 47
Una siepe che costeggia un canale di irrigazione nell’area agricola a nord ovest di Cologno.
Tratto da: Brochure del Progetto Illustrativo “Woody buffer Strips” (LIFE99 ENV/IT 00083), Veneto Agricoltura, Azienda Regionale per i settori Agricolo, Forestale e Agro-Alimentare, 2002 www.venetoagricoltura.org
Le emissioni sono nettamente inferiori al valore delle immobilizzazioni e il loro contributo negativo al bilancio del carbonio tende a diminuire con la durata dell’investimento.
Lo stesso progetto dimostra quelli che sono i vantaggi di tipo economico che dimostrano la fattibilità concreta di un riequipaggiamento arboreo del territorio come quello proposto nel nostro piano. Nei casi in cui la siepe sia prevalentemente orientata alla produzione di legna su cicli brevi, la convenienza all’investimento è evidente, anche senza interventi pubblici. L’imprenditore privato deve considerare la vcomposizione specifica della siepe, privilegiando le specie a rapido accrescimento governate a ceduo per la produzione di legna da ardere. Vi è una generale convenienza all’impiego delle FTB, se si considera la quantificazione economica della “funzione di depurazione” che si espleta a partire dai primi anni d’impianto. Esiste un certo margine di convenienza sia della coltivazione della FTB, sia della filiera siepe-energia per le aziende agricole.
2. Svantaggio della protezione = temperature più elevate vicino alla siepe
Figura 48 Influenza di una siepe frangivento sull’evapotraspirazione. Tratto da S. MALCEVSCHI, L. BISOGNI, A. GARIBOLDI, Reti ecologiche ed interventi di miglioramento ambientale, Il Verde Editoriale, 1996 , p. 116
1. Minor vento = evapotraspirazione ridotta dal 10 al 50 % rispetto al campo non riparato
Figura 49 La localizzazione e l’impianto di siepi e filari, per meglio assolvere questa funzione protettiva ed evitare ombreggiamenti indesiderati, dovrà possibilmente tener conto anche dell’orientamento rispetto al sole e della direzione dei venti dominanti. Tratto da S. MALCEVSCHI, L. BISOGNI, A. GARIBOLDI, Reti ecologiche ed interventi di miglioramento ambientale, Il Verde Editoriale, 1996 , p. 116
Figura 50 Schema per la piantumazione di siepi arboree arbustive a struttura mediamente complessa. La dimensione del modulo è di 10x50 m (500 mq) con messa a dimora di 75 piante di cui orientativamente il 30% di alberi ed il 70% di arbusti. Più moduli di questo tipo in sequenza lungo direttrici di collegamento tra isole naturali realizzano un “effetto corridoio”. Le speci da impiegare sono quelle autoctone già presenti in quest’area che includono, ad esempio: Quercus robur, Fraxinus excelsior, Acer campeste, Fraxinus ornus, Ulmus minor, Platanus hybrida, Populus nigra, Celtis australis, Robinia pseudoacacia, Sambucus nigra, Cornus sanguinea, Corylus avellana, Euonymus europaeus, Ligustrum vulgare, Coronilla emerus, Prunus spinosa, Crategus monogyna.
Tratto da S. MALCEVSCHI, L. BISOGNI, A. GARIBOLDI, Reti ecologiche ed interventi di miglioramento ambientale, Il Verde Editoriale, 1996
All’interno del progetto paesaggistico alla scala territoriale sono individuati tre ambiti che possono costituirsi come vere e proprie emergenze che attualmente presentano un’alta capacità trasformativa all’interno dell’assetto generale individuato. Pertanto si ritiene importante approfondirne il livello di analisi. Questi ambiti - l’area industriale, l’area dell’allevamento avicolo in dismissione ed il centro storico - saranno esposti nei successivi capitoli.
Ambito 1: L’area industriale a sud
Ambito 2: L’area dell’allevamento avicolo
Ambito 3: Il centro storico
La situazione attuale Lungo la strada statale che collega Cologno al Serio verso sud con Morengo si è sviluppato il nucleo industriale del comune. É composto da insediamenti medio-piccoli che si sono addensati lungo il lato ovest della statale arrivando a costituire un composto pressoché omogeneo che in forma allungata dal limite dell’abitato si spinge a sud fino al confine comunale. Le fabbriche industriali sono costituite da ordinari prefabbricati in cls privi di qualsiasi qualità architettonica. L’insediamento nel suo complesso si configura come un elemento detrattore del paesaggio non solo ponendosi sull’orizzonte verso est
Figura 51 Veduta aerea dell’area industriale allo stato di fatto.
dell’area agricola del futuro PLIS ma anche e soprattutto per come si pone nei confronti della strada statale “Cremasca”. Anche nei tratti in cui l’edificato è sorto più distante dal ciglio stradale a questo non si è accompagnata la realizzazione di barriere visive di mitigazione ma oltretutto le fabbriche industriali, spesso suddivise tra più attività, si affacciano sulla statale con insegne pubblicitarie disordinate ed incoerenti. Le previsioni del PGT Il Piano di governo del Territorio, approvato il 30 ottobre 2008, prevede per quest’area il completamento delle aree attualmente libere. Questa previsione avrà l’effetto di rafforzare
l’immagine di piastra omogenea e di intensificare l’effetto di barriera che l’insediamento causa sul territorio. Va notato che il PGT inserisce anche indicazioni circa la mitigazione dell’intero comparto; si limita però a tracciare una linea continua che lo cinge sul lato ovest, verso il futuro PLIS. Analogamente per il nucleo residenziale il Piano propone delle aree di “città da consolidare” che tendono a riempire gli interstizi vuoti facendo attestare la città costruita in linea retta sul nuovo tracciato stradale che correrà tra il nucleo residenziale e l’area produttiva in direzione est ovest.
Partendo da queste premesse abbiamo formulato una proposta che mentre tiene conto delle previsioni di espansione dal punto di vista quantitativo vuole darne una espressione che meglio interagisca nei confronti del paesaggio nel suo insieme. Ad esempio per quanto riguarda il margine sud della città e il suo attestarsi sulla nuova viabilità proponiamo che siano conservati e valorizzati i canali irrigui e le frange boscate che oggi si insinuano nelle sfrangiature del costruito e che anzi questa tendenza venga amplificata strutturando lungo la nuova strada un sistema verde a doppio pettine che considerando metaforicamente la strada come un taglio si propongano di esserne i punti di sutura.
Una particolare attenzione andrà prestata alla destinazione ed alla progettazione dell’area attorno alla rotatoria di incrocio tra il nuovo asse est ovest e la strada storica “Cremasca” che corre in direzione nord sud. In questo punto si propone una limitazione dell’edificazione per destinare la maggior parte possibile di superficie alla costituzione di un bosco che possa configurarsi come una porta verde di accesso alla città da sud. Per quanto riguarda più nel dettaglio l’area produttiva la proposta consiste principalmente nello sfruttare la presenza di aree libere all’interno del comparto per spezzare la piastra compatta con un sistema di fasce boscate che attraversando le fabbriche possa connettere con un corri-
doio ecologico i due fontanili Moèc e Briccone che si trovano rispettivamente ad ovest e ad est del comparto. Oltre che per motivazioni di carattere ecologico anche per considerazioni di carattere paesaggistico. Riteniamo infatti che, per quanto si tratti di edifici industriali, sia più rispettoso ed armonico nei confronti del contesto l’inserimento di una maglia a pezzature piccole ed irregolari, che seguano le presenze storiche delle siepi e del reticolo idrografico per inserirsi nella texture di questo paesaggio senza stravolgerla. Più in generale è necessario un approccio che investa le caratteristiche dei nuovi interventi progettati più che comprendere una mitigazione a posteriori.
Ad esempio anche i parcheggi più recenti sono realizzati in asfalto. Sarebbe opportuno invece che la fascia di mitigazione penetrasse la piastra costruita colonizzando queste aree libere. I parcheggi per le automobili potrebbero essere alberati e pavimentati con prato armato e le fasce di rispetto verdi tra gli edifici piantumate con siepi multispecie. Oltre alla costituzione del bosco a cui si è accennato si ipotizza in quest’area di collegamento nel cuore del comparto produttivo la realizzazione di un’area umida di raccolta e fitodepurazione delle acque meteoriche e di scarico dell’intero comparto. La fitodepurazione è un sistema naturale di depurazione delle acque di scarico costituito da un bacino impermeabilizzato riempito con materiale ghiaioso e vegetato da piante macrofite. La depurazione avviene mediante l’azione combinata tra substrato ghiaioso, piante, refluo e microrganismi presenti. Il sistema funziona in assenza di energia aggiunta e quindi di parti elettromeccaniche. Ciò permette di definire l’impianto “ecocompatibile”.
I due fontanili e l’area umida di fitodepurazione si configurerebbero come degli “stepping stones”1 all’interno di questo piccolo corridoio ecologico tra le grandi aree protette del Parco Regionale e del futuro PLIS favorendo gli spostamenti faunistici, la ricolonizzazione di aree scarsamente popolate ed evitando l’estinzione di ecosistemi isolati. 1
Daniel Franco, Paesaggio, reti ecologiche ed agroforestazione, il Verde Editoriale, 2000 p. 116
Figura 52 Fotosimulazione della veduta aerea dell’area industriale dopo gli interventi proposti in questo piano. Base fotografia tratta da: maps.google.com
Questo corridoio si troverà a dover attraversare la strada statale “Cremasca” e potrà farlo grazie all’inserimento di manufatti prefabbricati che consentano di dirottare la fauna in punti di attraversamento specifici dove si troveranno degli scatolari il cls interrati che attraversano la sede stradale. Per allargare il più possibile questa fascia verde di attraversamento si propone l’installazione sugli edifici industriali esistenti più prossimi all’area attualmente libera di coperture verdi. Sfruttando dei prodotti edilizi attualmente sul mercato è possibile in maniera relativamente economica installare sulle coperture esistenti degli strati che oltretutto favoriranno anche l’isolamento termico dell’edificio. La scelta delle specie erbacee ed arbustive da impiantare dovrà tenere conto dello spessore di terriccio applicabile alla struttura. Dai soli 8 cm di terra per la piantumazione di talee di Sedum si potrebbe, in corrispondenza di pilastri e travi, inspessire lo strato di terra per potervi alloggiare ad esempio arbusti che producano bacche. In questo modo il tetto fornirà non solo uno spazio per la sosta ma anche nutrimento per la fauna volatile.
All’interno di questo piano si propone che queste fasce di rispetto siano il più possibile sfruttate per tendere alla mitigazione dell’impatto visivo sul visitatore che percorra la strada cremasca. Questo lo si può ottenere con la piantumazione di siepi arboree fitte più che di filari. La segnaletica promozionale delle attività produttive insediate potrebbe essere coordinata e razionalmente distribuita agli accessi alla viabilità interna al comparto anziché diffusa sui singoli edifici. 1. posa dei pannelli in polistirolo e del geotessile
A questo proposito va fatto notare come un esempio simile di trattamento di queste fasce di rispetto sia presente a Cologno al Serio tra l’area artigianale a Nord e la Strada Francesca. In questo caso la fascia presenta numerosi alberi. Purtroppo spesso l’impalcatura alta di questi esemplari ne vanifica la funzione di mascheramento. Sarebbe auspicabile che anche li un impianto arbustivo si accoppiasse a quello arboreo esistente per completare l’ottimo lavoro di mitigazione effettuato.
Figura 53 Fasi della realizzazione di coperture verdi su edifici industriali esistenti. Immagini tratte da: www.daku.it
Un’altra criticità di questo insediamento industriale è il suo rapporto con la strada storica “Cremasca” che lo lambisce ad est in direzione nord-sud. L’impatto visivo del complesso è molto forte e non sono presenti elementi di mitigazione di questo impatto.
Benché in diversi punti siano state predisposte delle fasce di rispetto tra le fabbriche e la strada queste presentano una vegetazione inadeguata allo scopo ove non siano semplicemente tenute a prato.
Figura 54 Manufatto per l’attraversamento di infrastrutture stradali. Tratto da S. MALCEVSCHI, L. BISOGNI, A. GARIBOLDI, Reti ecologiche ed interventi di miglioramento ambientale, Il Verde Editoriale, 1996 , p. 128
2. realizzazione di fascia di rispetto in ghiaia lungo il bordo perimetrale della copertura e posa di cordolo in elementi di tufo per il contenimento del terriccio
4. piantumazione mediante spaglio di talee di sedum
5.a vegetazione di sedum su copertura estensiva a distanza di un anno dallâ&#x20AC;&#x2122;impianto
5.b vegetazione a sedum in periodo di fioritura
3. stesura del terriccio
A sinistra: Figura 55 Planimetria dellâ&#x20AC;&#x2122;area industriale: stato di fatto. Vedi tavola 9.
Figura 56 Planimetria dellâ&#x20AC;&#x2122;area industriale: progetto. Vedi tavola 9.
Ambito 2: l’insediamento avicolo in dismissione
L’area scelta come secondo caso studio è quella attualmente interesata da un allevamento avicolo in dismissione.
Il Piano di Governo del Territorio del Comune di Cologno al Serio prevederebbe la trasformazione dell’area in una nuova grande area produttiva e artigianale, anche a destinazione commerciale di media struttura, ricettiva, terziaria e direzionale.
L’area di 624.000 metri quadrati è caratterizzata dalla presenza della Cascina Palazzo oltre che di tre fontanili parzialmente compromessi dalla presenza dell’attività di allevamento. Negli anni infatti sono stati costruiti numerosi capannoni in cls prefabbricato disposti senza logica apparente alcuni dei quali hanno deviato i corpi idrici preesistenti. L’area confina su tre lati con il Parco Regionale del Serio configurandosi come una sorta di insenatura dell’area tutelata.
Figura 57 Veduta aerea dell’area dell’insediamento avicolo allo stato di fatto.
In realtà in fase di approvazione dal PGT è stata stralciata quest’area in quanto la Provincia di Bergamo1 ha subordinato il suo parere di conformità dello strumento urbanistico comunale ad una nuova destinazione per l’area attorno a Cascina Palazzo.
Provincia di Bergamo, Giunta Provinciale, delibera numero 510, 3 ottobre 2008
Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Bergamo infatti prevede per quest’area «una forte limitazione di occupazione dei suoli al fine di garantire un’ampia riserva di suoli liberi e la loro continuità»2. Per cui tra le prescrizioni dettate dalla provincia si chiedeva di limitare al massimo l’occupazione del suolo e di prestare attenzione ad un corretto inserimento paesistico ambientale delle opere previste. Per uno specifico ambito si escludeva inoltre la previsione di attività industriali e di produzione di stoccaggio con la possibilità di ammettere solo ed esclusivamente attività ricettive per il tempo libero.
Provincia di Bergamo, PTCP approvato con deliberazione consiliare n. 40 del 22 aprile 2004
La situazione di non corrispondenza degli strumenti urbanistici comunale e provinciale ha portato la Provincia a ricorrere al Tar di Brescia il quale ha accolto il ricorso ed ha sospeso l’esecuzione del provvedimento impugnato.
Una proposta di mediazione La nostra proposta prevede la destinazione di circa il 50% della superficie ad area naturalistica facendola rientrare nel perimetro del Parco Regionale del Serio. Il Parco potrebbe insediare all’interno di Cascina palazzo alcune delle sue attività amministrative ma anche e soprattutto attività didattiche e ricreative. Il posizionamento di una sede del parco nella cascina secondo noi è strategico in quanto la cascina Palazzo: •
è all’interno del parco (prevediamo di ampliare il confine e comprendere parte
dell’attuale allevamento avicolo in dismissione) •
è vicina alla nuova strada Cremasca prevista dalla provincia
sarà servita da una fermata del tram che scenderà da bergamo-orio (sempre secondo previsioni provinciali)
sarà vicina ad un polo commerciale (che sorgerebbe nell’altra metà dell’alevamento avicolo, verso Cologno, progettato secondo i più alti standard bioarchitettonici e di inserimento paesistico) che farebbe gravitare anche sulla sede del parco, sulle esposizioni e le manifestazioni organizzate un alto numero di visitatori
ha a disposizione moltissimi spazi per poter ospitare oltre a direzione sale conferenze, mediateche ed uffici nella vecchia residenza del padrone, anche (secondo la nostra proposta) spazi per laboratori didattici, foresteria per studenti in inverno / ostello in estate, una piccola azienda agricola sociale per l’inserimento lavorativo di persone socialmente fragili, botteghe-vetrina per i prodotti tipici prodotti nel parco... nelle vecchie residenze dei contadini e nelle antiche stalle.1
Per quanto riguarda il restante 50% circa dell’area la nostra proposta prevede l’insedimento di un centro polifunzionale misto, da noi denominato per praticità “parco commerciale” costituito da 6 grandi corpi di fabbrica con copertura verde praticabile destinata a parco pubblico. L’area nel suo complesso sarebbe servita dalla nuova strada che collegherà Bergamo a Crema correndo in direzione nord sud e dalla fermata della futura linea tramviaria Bergamo - Romano di Lombardia.
Il vecchio PRG di Cologno del 2004, più in linea con il PTCP, prevedeva per quest’area la trasformazione urbanisticsa ed ambientale del complesso esistente destinando le zone ad accogliere spazi e strutture ricreative (spazi sportivi coperti e scoperti, sale di soggiorno e di convegno, strutture per il maneggio) e di ristoro (bar, ristorante).
si veda a proposito delle possibilità di riqualificazione di Cascina palazzo la tesi di laurea “Cologno al Serio, Bergamo, frazione Palazzo : progetto di conservazione e riuso” di Maria Teresa Caglioni ; rel. Amedeo Bellini. Milano, Politecnico, 2006/07.
Figura 58 Fotosimulazione della veduta aerea dell’area dopo la creazione della nuova arteria stradale e la mitigazione ambientale della stessa, l’aliminazione delle strutture dell’allevamento avicolo e la trasformazione dell’area in parco commerciale ed oasi naturalistica. Base fotografia tratta da: maps.google.com
Verde lineare
Giovanni Vaccarini, Progetto per un Centro Commerciale Auchan
Faershid Moussavi-Alejandro Zaera Polo Centro vendita Metro Group - Istambul - Turchia
Elena Balsari Berrone, Centro Cavagnari, Parma
L’edificio commerciale non interrompe la fruibilità del paesaggio.
Piazze commerciali tra edifici ipogei.
Quinte arborre di fondo e cannocchiali visivi inseriscono l’intervento nel paesaggio agricolo circostante.
MADA s.p.a.m., Complesso di servizio a Qingpu, Shanghai
Gill Clement, Giardini del museo di Quai Branly, Parigi, 2005-2006
Esempio di getto d’acqua artificiale. Una di queste “colonne d’acqua” sarà il landmark per il nuovo insediamento commerciale ed allo stesso tempo segnalerà, citando la polla di un fontanile, l’ingresso nella fascia delle risorgive.
Coperture verdi praticabili ed il loro rapporto con l’acqua.
L’area umida per la raccolta e la fitodepurazione delle acque.
Uno dei percorsi ciclabili del nostro progetto unirebbe il centro storico al parco del Serio passando proprio per l’area di Cascina Palazzo superando con un ponte la nuova strada e la tramvia. La sistemazione dell’area ha come regola ordinatrice la ricomposizione della tessitura paesistica che l’insediamento avicolo in dismissione
ha in parte cancellato. Anche i nuovi grandi corpi di fabbrica si inseriranno nel contesto riprendendo partiture e geometrie derivate dal paesaggio agricolo circostante. Sistemi lineari di filari e siepi ed areali di macchie boscate scandiranno i corpi di fabbrica e struttureranno percorsi ed aree di sosta. Una grande area umida con funzioni di raccolta acque e fitodepurazione sarà grazie al getto di una colonna d’acqua elemento landmark che renderà identificabile il complesso a chi percorrerà la nuova strada. Anche la mitigazione dell’impatto della nuova
infrastruttura sarà tuttuno con la progettazione dell’area “Palazzo”. Le fasce alberate continue lungo la strada si apriranno creando visuali sull’antica cascina e sul grande specchio d’acqua, altrove si faranno più fitte a diventare fasce boscate e si accompagneranno a movimenti di terra per proteggere le abitazioni di Cologno più prossime all’arteria stradale dall’impatto acustico del traffico veicolare. Tutti questi elementi saranno “cuciti” al territorio mediante elementi verdi lineari trasversali con la finalità di evitare che le fasce verdi longitudinali di mitigazione finiscano in realtà con il rafforzare il segno alieno del nuovo tracciato viario. L’area ad est della Cascina Palazzo sarà interessata da una riqualificazione naturalistica che prevede la ricostituzione delle stanze agricole perdute e la riqualificazione, o la ricostruzione, di un fontanile attualmente coperto dall’insediamento avicolo. Il posizionamento di questo nuovo polo nella rete di fruizione progettata è strategico in quanto favorirà la possibilità di aggancio dei visitatori della grande struttura commerciale con l’obbiettivo di portarli a fruire del centro storico di Cologno e del suo territorio da una parte, del Parco del Serio passando da Cascina Palazzo dall’altra.
I parcheggi saranno il più possibile ospitati sotto le coperture verdi in modo da frammentare al minimo la fruibilità ciclopedonale della superficie che mediante ponti e passerelle potrà addirittura attraversare il complesso passando dalla copertura di un edificio all’altra.
A sinistra: Figura 65 Planimetria dell’area: stato di fatto. Vedi tavola 10. Figura 66 Planimetria dell’area: progetto. Vedi tavola 10.
In questa pagina: Figura 67 Prospetto laterale di uno dei nuovi edifici con copertura verde praticabile. Pagina successiva: Figura 68 Vista prospettica dellâ&#x20AC;&#x2122;area commerciale nei pressi del grande specchio dâ&#x20AC;&#x2122;acqua. Fasce boscate e filari giungono dal paesaggio circostante fino nel cuore del nuovo intervento.
Ambito 3: la cittĂ storica patrimonio da rivalutare
Figura 69 Planimetria catastale di Cologno, 1853
Bergamo, Archivio di Stato, Catasto lombardo-veneto, cart. 98, f. 24
«... La magior parte delle ville, le quali loro chiamano terre, sono murate, et nella campagna vi sono pochissime case, contrario a quello che è nel Padoan, Trevisan et Vesentin, et questo è che per rispetto delle guerre che li lavoratori della campagna stano uniti et serati con li cittadini in questi lochi, accioché alli tempi di sospetto on patiscano danno di corarie...». Questa descrizione dell’area bergamasca compresa tra Brembo, Serio, città e Fosso Bergamasco tratteggiata dal capitano della Serenissima Francesco Bernardo nel 1533 ben illustra la forma assunta dal popolamento in quello che in epoca di dominazione veneziana era identificata come “Quadra di Mezzo” rispetto al tradizionale tipo di insediamento dell’entroterra veneziano.
Cologno terra murata
Figura 70 Fotografia aerea del centro storico, 1997. Comune di Cologno al Serio, Ufficio Tecnico.
In questo territorio, costellato da centri abitati che si sviluppavano o scomparivano secondo leggi dettate dal loro grado di fortificazione che ne favoriva lo sviluppo economico e quindi demografico, si colloca la vicenda di Cologno al Serio. Ricerche archeologiche effettuate a Cologno fanno risalire i primi insediamenti umani a circa quattromila anni fa, in piena età del bronzo. Queste ricerche rendono Cologno uno dei siti archeologici più datati di tutta la provincia bergamasca. In epoche successive Liguri, Galli Cenomani, Longobardi si succedettero ed è in epoca feudale che Cologno inizia il suo processo di fortificazione la cui prima prova documentaria risale al 1032. L’ampiezza del primo castrum fortificato la si può presumere dalla planimetria catastale del 1853 in cui è chiara l’esistenza di un nucleo centrale corrispondente all’antico nucleo abitato, parzialmente delimitato da un canale acqueo e comprendente la chiesa parrocchiale e la torre già trasformata in campanile nel mezzo.
Durante la dominazione Viscontea, o forse precedentemente ad opera del comune di Bergamo, la Porta Rocca fu dotata di un ulteriore fossato semicircolare verso l’interno e di una seconda porta con relativo ponte levatoio. La situazione di continui scontri e attacchi cambiò con l’arrivo della Repubblica di Venezia che, a partire dal 1428, permise alla popolazione di vivere un’esistenza più tranquilla grazie ad una lungimirante politica in ambito sociale ed economico. Il termine della dominazione veneta avvenne nel 1797 con l’avvento della Repubblica Cisalpina, alla quale subentrarono, nel 1815, gli austriaci che instaurarono il Regno LombardoVeneto. L’ultimo cambiamento si verificò nel 1859 quando Cologno al Serio, unitamente al resto della provincia bergamasca, entrò a fare parte del Regno d’Italia.1
La cinta difensiva raffigurata nel catasto lombardo-veneto è invece quella fatta edificare nel 1293 dal comune di Bergamo all’apice della sua potenza, circa trent’anni dopo lo scavo del Fosso Bergamasco con cui aveva unilateralmente determinato i suoi confini verso Cremona.
Il centro storico: paradigma esistente del castrum medievale Dal confronto tra le soglie storiche che abbiamo analizzato emerge una storia che se per certi versi ricalca quella di molti altri centri urbani ha anche alcune caratteristiche che rendono Cologno unica ed interessante. Il fossato, le quattro porte-torri e la rocca e la fascia inedificata esterna al fossato, il pomoerium, sono stati preservati a differenza di ciò che è avvenuto in molte altre realtà della zona. Per questo motivo il borgo murato di Cologno, tutt’ora cinto dal fossato adacquato, si presenta pressoché immutato nel suo assetto planimetrico di impianto medievale meritandosi la definizione di “paradigma esistente del castrum medievale”1. Un altro elemento molto interessante che compare come previsione nelle cartografie più recenti è il futuro collegamento della linea tramviaria che dopo modifiche mai sostanziali nell’assetto infrastrutturale della città sarà certamente un elemento di novità e di revisione dell’attuale rete viaria interna.
Il sistema difensivo consisteva in un fossato largo 5 metri e profondo meno di tre e una cinta muraria impostata direttamente sulla ripa interna.
L’accesso avveniva mediante le quattro porte dotate di ponte levatoio.
Mons. Dott. Giacomo DRAGO, La Storia di Cologno al Serio, 1963
Vanni ZANELLA, Sull’eccezionalità storicourbanistica di Cologno, 1963, pp.18-26
Infine da questo raffronto emerge la permanenza di un grande spazio inedificato nel cuore della città storica. Questo spazio si trova nell’area più a nord del centro storico. É delimitato in gran parte dal fossato medievale. Lungo il fossato corre un muro in borlanti a cui è addossato un terrapieno a balze alto circa 5 metri.
Figura 75 Vista panoramica dell’area abbandonata verso nord.
Oltre il muro una scarpata boscata scende ripida verso l’acqua. Fino a pochi decenni fa questo terreno veniva coltivato a cereali nella parte centrale pianeggiante, ospitava un frutteto sulle balze interne ed un faggeto sulla scarpata esterna al muro. Di proprietà privata, l’area si trova ora in stato di abbandono, le balze sono state parzialmente cancellate dal tempo, la natura ha infittito il bosco e numerosi arbusti stanno colonizzando il prato scendendo dai gradoni.
Localizzazione dell’area verde libera nel centro storico.
Vista dall’esterno del fossato con la Rocca sullo sfondo.
Il faggeto sulla scapata esterna che chiude l’area verde scendendo ripida fino al livello dell’acqua.
Particolare del muro privo della scarpata vicino alla Rocca.
Un’altro percorso ciclopedonale, questa volta in stabilizzato, cinge dall’esterno il fossato.
Gli edifici che costituiscono il centro storico, all’interno del fossato medievale, sono stati in parte sostituiti.
La rete viaria interna alle quattro porte si presenta sostanzialmente con un impianto di tipo medievale. Le strade sono strette e, tranne gli assi principali, non rettilinee.
E’ da sottolineare la presenza a tutt’oggi delle quattro porte di accesso, del fossato nella sua totalità e di una cospicua porzione di muro terrapienato a nord, vicino alla Rocca. Per quanto riguarda il tessuto edilizio spesso le sostituzioni hanno riproposto assetti tipologici tradizionali consolidati: le corti ed i loro portoni di accesso, le cortine edilizie continue su strada.
Alcune vie sono transitabili a senso unico ma solo pochissimi tratti sono completamente pedonalizzati. Tutte le strade e le piazze sono state pavimentate in pietra, ciottoli di fiume e autobloccanti nel contesto di un progetto di pedonalizzazione mai completamente realizzato e in parte proprio per questo attualmente in fase di revisione1.
La città storica soffre dell’intenso traffico veicolare della strada Cremasca che la sfiora ad ovest. Lungo questa arteria una pista ciclabile asfaltata, distinta dalla carreggiata automobilistica, garantisce la praticabilità in sicurezza a ciclisti e pedoni.
Basta buche, in centro si cambia, in L’Eco di Bergamo, 12 Agosto 2008, pagina 27
Figura 76 Persistenze e sostituzioni nelle tessiture murarie degli edifici del centro storico.
Edifici presenti nel catasto del 1853 Edifici presenti nel catasto del 1950 Edifici presenti nell’AFG attuale Edifici sostituiti
Figura 77 Le persistenze.
Vedi tavola 11.
Figura 79 Le altezze di edifici storici ed edifici recenti a confronto.
5 o pi첫 piani 4 piani 3 piani 2 piani 1 piano
Figura 78 Le altezze. Vedi tavola 11.
Automobili e negozi: binomio indispensabile? L’analisi delle funzioni ci presenta un centro storico con una spiccata presenza di attività commerciali che si collocano soprattutto sui tre assi principali di via Vittorio Veneto, via Rocca - piazza Vittorio Emanuele II - via San Martino e via Solferino. Queste vie soffrono del traffico veicolare e delle numerose automobili parcheggiate. La limitazione dell’accesso carrale al centro storico ai soli residenti potrebbe favorire un migliore livello qualitativo anche dell’offerta commerciale. Le botteghe di prodotti tipici potrebbero esporre le loro merci lungo la via, i caffè potrebbero appropriarsi di parte della carreggiata da destinare a tavolini.
Figura 80 Un’automobile parcheggiata lungo una via del centro storico di fronte alla serranda abbassata di un’attività commerciale cessata. I parcheggi in centro sono davvero vantaggiosi per le attività commerciali?
residenziale commerciale servizi pubblici artigianale aree dismesse
Figura 81 Le funzioni.
3’30’’ P
3’20’’ P P
Lungo l’anello verde tra il fossato e la strada sono stati realizzati in corrispondenza delle porte numerosi posti auto. A nord, di fronte alla porta Rocca, ed a sud del centro storico, nei pressi della filanda abbandonata, sono presenti due grandi parcheggi. Il secondo soprattutto, forse per la sua posizione leggermente defilata rispetto alla porta Cassatica, risulta decisamente sottoutilizzato. Con la recente demolizione dell’edificio artigianale dismesso ad ovest del nucleo storico e l’intenzione dell’amministrazione comunale di destinare l’area a parcheggio anche porta Moringhello avrà a disposizione degli ulteriori posti auto.
Limitando l’accesso carrale al centro storico ai soli residenti sarà possibile eliminare i parcheggi che oggi occupano le strette vie commerciali ed alcune piazze centrali. I parcheggi esterni, infatti, se debitamente utilizzati saranno sufficienti a compensare i posti auto eliminati in centro.
Figura 83 Il parcheggio a sud del centro storico, presso la filanda molto spesso completamente vuoto.
viabilità principale viabilità esclusivamente ciclopedonale P
Figura 82 Reti, viabilità, parcheggi e tempi per il raggiungimento di Piazza V. Emanuele II a piedi dai parcheggi esterni. Vedi tavola 11.
Il fossato medievale Estremamente interessante e caratterizzante la città è l’anello del fossato medievale e dell’antico pomoerium. Attualmente circondato da una pista ciclabile in stabilizzato e da un filare il fossato soffre dell’abbassamento della falda acquifera ed in alcuni periodi dell’anno si presenta asciutto in alcuni tratti.
Le foto storiche e le presenze materiali ci testimoniano quanto il fossato fosse fino a pochi anni fa una presenza non solo simbolica ma anche funzionale. Quasi tutte le abitazioni che affacciano sul fossato, anche le più recenti, dispongono di un cancelletto per l’accesso all’acqua e molto spesso di un lavatoio in pietra.
Figura 84: Questo schema della sezione tipo del fossato mette in evidenza il rapporto tra le aree parcheggio, la ciclabile e, ove ancora presente, la scarpata oltre il fossato. Sotto: Figura 85: Il fossato a nord di porta Moringhello. Figura 86: Accessi all’acqua dalle abitazioni private. Figura 87: Una delle aree sosta attrezzate lungo l’anello ciclabile. Figura 88: L’anello ciclabile meta di passeggio domenicale per i residenti. In basso: Figura 89 La grande macchia boscata visibile oltre il fossato nel tratto nord della ciclabile vicino a Porta Rocca.
Via Rocca, la strada principale, è ampia e presenta una forte vocazione a piazza anche per i caffè e le attività commerciali che vi prospettano ma purtroppo è attraversata dalla viabilità automobilistica a doppio senso di marcia che fa dei sue marciapiedi due aree a stento comunicanti. Molte delle altre strade conservano le caratteristiche dei tracciati viari medievali, sono strette e tortuose. In queste vie la convivenza di automobili e pedoni si rivela ancora più difficile.
Figura 90 Via Vittorio Emanuele - Via Rocca: la strada cuore del centro storico e la sua vocazione a piazza.
Via Ospedale: una strada a misura d’uomo...
...attraversata dalle automobili.
1. Porta Rocca, attualmente sede del Municipio.
2. Porta Gnano.
3. Porta Cassatica.
4. Porta Moringhello.
Elementi di grande valore storico ma nodi particolarmente difficili per la coabitazione di automobili e pedoni sono certamente le quattro anguste torri-porte di accesso. Anche in questo caso la limitazione degli accessi veicolari al centro migliorerà la situazione. In particolare per la Rocca si prevede la pedonalizzazione completa della porta e una leggera modificazione della viabilità automobilistica nell’area esterna per realizzare l’accesso ciclopedonale principale della città.
4. Una proposta per la salvaguardia e la valorizzazione del paesaggio agricolo Figura 97 Porta Rocca: schemi che illustrano come la conformazione del manufatto poco si adatti allâ&#x20AC;&#x2122;uso di accesso misto per automobili e pedoni alla cittĂ storica.
Figura 98 Porta Rocca e la difficile convinvenza tra pedoni ed automobili.
Non-piazze Le piazze del centro storico di Cologno sono praticamente tutte utilizzate come parcheggi per le automobili. E questo avviene nonostante la buona qualità architettonica delle quinte prospicenti e la pavimentazione in pietra e ciottoli. Una soluzione più coerente potrebbe consistere nel decidere quali piazze debbano considerarsi tali e quindi dedicarsi alla pedonalità ed alla sosta (anche realizzando posteggi sotterranei per i residenti) e quali si voglia invece dedicare al parcheggio dei veicoli attrezzandole e strutturandole allo scopo (come già in parte avviene nella piccola piazzetta Garibaldi). Via Vittorio Emanuele dovrebbe essere ridisegnata per conferirle, nonostante l’attraversamento veicolare, una conformazione di piazza attraversata da automobili più che di strada.
Figura 99 Piazza Agliardi su cui prospetta la chiesa parrocchiale.
Figura 100 Particolare dei materiali della pavimentazione di Piazza Agliardi e della segnaletica di parcheggio sovrapposta.
Figura 101 Riflessioni su Piazza Agliardi . Lo stato attuale, ipotesi di ribassamento del parcheggio per restituire quantomeno unitarietà visiva alla piazza, costruzione di parcheggio interrato e restituzione di una completa fruibilità della piazza.
Figura 103 Piazza Agliardi. Veduta dâ&#x20AC;&#x2122;insieme.
Figura 102 Piazza Garibaldi. Scelta coerente di adibilre la piazza a parcheggio con una sua strutturazione mirata al mascheramento dei veicoli e realizzata con materiali adeguati: pietra e acciottolato per i pedoni, autobloccanti per lâ&#x20AC;&#x2122;area a parcheggio.
Figura 104 Piazza Cavour.
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lla go ate en ur tin M ar ga di i M alpa nago o d g r lo di M aver Bo tel |	Cas tello di C G as ello C st Ca
Modificazione tracciato viabilità automobilistica
Pedonalizzazione totale di via Rocca e quidni della porta.
Adeguamento della pavimentzione della nuova area pedonale
Posizionamento segnaletica rete ciclopedonale •
Messa in sicurezza dell’attraversamento per ciclisti e pedoni. Semaforo a chiamata.
Posizionamento segnaletica rete ciclopedonale
Realizzazione nuovo parco urbano
Si accennava alla parziale pedonalizzazione del centro storico riservando l’accesso agli autoveicoli dei residenti nei fine settimana, alla limitazione dei parcheggi a raso e la loro razionalizzazione.
Recupero edificio rurale e realizzazione Museo della Memoria Contadina e centro visitatori
Pedonalizzazione parziale di piazza Vittotio Emanuele II
F | Borgo di Fornasette
Messa in sicurezza dell’attraversamento per ciclisti e pedoni. Semaforo a chiamata
Pedonalizzazione totale di piazza Agliardi
Destinazione di Piazza Cavour a parcheggio
Realizzazione di autorimesse sotterranee per residenti e sistemazione a parcheggio della superficie
Uno degli interventi più drastici ma contemporaneamente più impellenti è la completa pedonalizzazione della porta Rocca. Questo consentirebbe una sistemazione dell’area immediatamente esterna alla porta e una leggera revisione dei tracciati viari esterni. All’interno del nostro piano si inserisce come punta di diamante il progetto che l’amministrazione sta realizzando1 per la conversione di un edificio rurale abbandonato nell’area nord est del contro storico in Museo della Memoria Contadina. Proponiamo che alle funzioni tradizionali per questo tipo di museo come la conservazione di manufatti, attrezzi documenti fotografici si affianchino aspetti didattici e ricreativi oltre che di promozione dei prodotti locali.
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Il centro storico è proposto nel nostro piano come fulcro del sistema di percorsi territoriali e perché la sinergia tra città e campagna sia massima è necessario che il centro storico si faccia carico dei bisogni che un progetto di valorizzazione in chiave paesistica e turistica di Cologno porterà con sé.
Sistemazione del nuovo parcheggio con inserimento di alberature e piazzola sosta
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E | Il Campino Oasi naturalistica “I Laghe tti”
Arch. Piazzalunga, Progetto per un Museo della Memoria Contadina, 2009
Figura 105 Planimetria generale degli interventi sul centro storico. Vedi tavola 12.
Negli spazi espositivi troverà posto una installazione permanente che illustri i percorsi e le mete del territorio, un bookshop o un piccolo caffè offriranno i prodotti tipici delle aziende locali da degustare o da acquistare, il giardino del museo sarà in realtà una sala en plein air dello stesso un piccolo orto didattico ed un pergolato per pic nic o lezioni all’aperto completeranno il museo - centro visitatori.
Figura 106 Via Rocca / piazza Vittorio Emanuele. Una strada con vocazione a piazza che proponiamo di pedonalizzare parzialmente per limitare il transito di veicoli e destinare maggiore spazio alla fruizione ciclopedonale.
Il Museo della Memoria potrà assolvere alla funzione di centro visitatori del sistema fruitivo che proponiamo per cui sarà il punto di partenza per le escursioni territoriali o il punto di arrivo e di approfondimento teorico e bibliografico.
Figura 107 Il futuro Museo della Memoria Contadina nel cuore della città storica.
punto ripresa foto panoramica
Figura 108 Schema metaprogettuale per la sistemazione del centro storico e lâ&#x20AC;&#x2122;inserimento di un nuovo parco urbano.
Vedi tavola 13.
Per dotare il parco di un accesso diretto dalla strada sarà necessario procedere all’esproprio di parte del giardino privato della palazzina di tre piani che negli anni sessanta è stata costruita in prossimità della Rocca. Questo parco avrebbe un accesso dal tratto completamente pedonalizzato vicino alla Rocca,dove il ridisegno dalla pavimentazione tenderà a rendere più fluidi possibile lo spazio pedonale ed il parco.
Un altro ingresso avverrà da via Vittorio Emanuele attraverso il cortile ed il porticato del Museo della Memoria Contadina. Il parco, pertanto, si configurerà come spazio di collegamento tra importanti elementi della città: la Rocca, il Museo, la via-piazza centrale.
via Rocca piazza Vittorio Emanuele
In questo quadro di trasformazioni proposte nel nostro piano o in atto nella città storica si inserisce il progetto di un nuovo parco urbano nell’area verde abbandonata citata in precedenza.
futuro Museo della Memoria Contadina
La strutturazione in aree del nuovo parco nasce proprio dalla sua collocazione in un’area così segnata dalle persistenze storiche della rocca, del muro in borlanti e del fossato e dalla nuova realizzazione del Museo della Memoria Contadina. L’area immediatamente vicina alla scarpa in mattoni della Rocca avrà la funzione di riproporre, seppur simbolicamente, il tracciato dell’antico fossato interno1 conosciuto anche come “peschiera” che nella metà occidentale è stato riscavato in anni recenti destinandolo Figura 109 Foto panoramica. La parte nord del centro storico.
a parco giochi. Dal lato orientale, vista la presenza dell’edificio residenziale sopra citato, non sarà possibile ripristinarlo nella forma originaria. Un leggero ribassamento del piano inerbito ne riproporrà però l’andamento. Il prato, perfettamente piano starà a simulare l’antico specchio d’acqua. Verso nord il piano di campagna sale, seguito dal muro di delimitazione delle proprietà, fino a raggiungere la quota del terrapieno di fortificazione delle mura. Il progetto prevede la sistemazione di questo dislivello la realizzazione di una scalea in stabilizzato naturale e pietra ed il posizionamento in sommità di un esemplare di biancospino ad anticipare il bosco presente sulla scarpata oltre il muro. Questo primo settore si concluderà appunto con questo muro in borlanti che attualmente separa la proprietà di questa zona da quella dell’area retrostante abbandonata.
sede stradale prato
anello ciclabile esistente
“anfiteatro” costituito da blocchi di pietra colata posizionati lungo il pendio
scarpata boscata pulita e riqualificata intergrando la vegetazione ove necessario con ciliegi e tigli
percorso in stabilizzato naturale
muro in borlanti esistente
piazzetta belvedere muro in borlanti esistente
piattaforma in cls scopato color tabacco
scarpata inerbita
fontanella su piattaforma in cls racchiusa tra siepi topiate di Buxus sempervirens
In questo muro due aperture saranno realizzate per consentire l’accesso alla seconda parte del parco.
“orto dei semplici” piante officinali racchiuse tra siepi topiate di Buxus sempervirens
parterre inerbiti siepe di Carpinus Betulus nuova inferriata di confine percorso in stabilizzato naturale
“frutteto” alberi da frutto piantumati a quinconce: Crataegus azarolus, azzeruolo Cydonia oblonga, cotogno Mespilus germanica, nespolo Prunus spinosa, prugnolo Pyrus communis, pero volpino Sorbus domestica, sorbo Zizyphus jujuba, giuggiolo
Qui il grande prato, circondato dal terrapieno a balze sarà fondamentalmente uno spazio per manifestazioni culturali all’aperto. Il terrapieno, nella sua parte curva, sarà dotato di sedute realizzate mediante dei blocchi in pietra colata parzialmente interrati in modo da evitare una eccessiva cementificazione dell’area per dare a questo anfiteatro un aspetto più naturalistico. A questo proposito si porta a citazione la sistemazione a sedute di un pendio nel parco della Universität Irchel di Zurigo.1
sedute costituite da piane il legno fissate al muretto in cls
filare di Morus Alba
muretto in cls
piane il cls 45x90 cm
filare di Morus Alba arbusti o rampicanti da ombra Hydrangea spp., Clematis spp. ecc... grande esemplare esistente di Buxus sempervirens
Gli stessi blocchi saranno posati come passi Figura 110 Planimetria del nuovo Parco della Rocca.
Universität Irchel, Winterthurerstrasse, Zurigo
Vedi tavola 14.
La vegetazione che attualmente copre la scarpata sarà sistemata e ripulita il minimo indispensabile per non far perdere, a quello che una volta era un frutteto, l’immagine di “bosco in città” che ha attualmente. La sistemazione dell’apparato arboreo potrebbe implicare delle sostituzioni di esemplari malati o instabili. In questo caso si propone di inserire siliquastri (Cercis Liquastrum) o ciliegi (prunus cerasum). La destinazione ad area manifestazioni dell’area centrale prevede inoltre la realizzazione di una piattaforma in cls colorato sulla quale possano di volta in volta essere allestiti palchi e scenografie. Questa piattaforma, realizzata con cemento di color tabacco per meglio inserirsi nell’ambiente naturalistico “selvatico” che l’area ha acquisito nel corso di anni di abbandono, sarà utilizzabile anche dal lato del grande prato in occasione di concerti ed eventi di entità maggiore. In cima all’anfiteatro troverà posto una piazzetta che sarà belvedere verso il fossato esterno ed area tecnica di regia in occasione di spettacoli. Lungo il lato sud-ovest del lotto un filare di gelsi in varietà accompagnerà e ombreggerà il percorso principale che come tutti i percorsi sarà realizzato in stabilizzato naturale calcareo.
erbe officinali. Lungo la scarpata in questo tratto si potrà proporre un piccolo vigneto e lungo il confine sud-est del parco una piantata a quinconce di piccoli alberi da frutto tradizionali; tra questi cotogni (Cydonia oblonga), nespoli (Mespilus germanica), peri volpini (Pyrus communis), giuggoli (Zizyphus jujuba). Verso l’accesso al museo vi sarà una piccola piazzetta in stabilizzato sistemata con dei rampicanti da ombra sulla parete cieca dell’edificio confinante e con un fazzoletto a prato attorno al grande esemplare di bosso esistente che concluderà l’asse del percorso principale e del filare di gelsi. A dividere la parte di museo all’aperto dal grande prato delle manifestazioni un pergolato leggero dal disegno semplice offrirà ombra a quella che, attrezzata con tavoli e panche potrebbe divenire un vero e proprio laboratorio all’aperto per il museo oltre che spazio sosta e pic-nic per i visitatori. Uno dei moduli del pergolato, chiuso, ospiterà i servizi igienici.
Figura 111 L’anfiteatro naturale nel parco della Universität Irchel di Zurigo. Blocchi di pietra sono passi perduti e sedute immersi in una ricca vegetazione erbacea.
Figura 112 Elementi compositivi principali e suddivisione del nuovo parco in aree funzionali: l’antico fossato e la presenza della Rocca, il terrapieno gradonato / anfiteatro naturale, l’edificio rurale destinato a Museo della Memoria Contadina ed il relativo spazio all’aperto. Vedi tavola 13.
perduti per la realizzazione dei percorsi secondari che salgono sul terrapieno.
L’illuminazione del parco avverrà mediante l’impiego di lampioni di carattere più urbano lungo il percorso principale che con andamento ad L collegherà la rocca al museo. I restanti percorsi saranno illuminati da piccoli segnapasso luminosi.
La parte del parco più prossima al Museo della Memoria Contadina sarà una pertinenza del museo stesso. In quest’area pavimentata in stabilizzato troverà spazio un piccolo “orto dei semplici” dove in riquadri delimitati da siepi di bosso (buxus sempervirens) troverà posto una selezione di
Figura 113 Vista del primo tratto di percorso dallâ&#x20AC;&#x2122;accesso da Via Rocca. Figura 114 Vista della seconda area del parco. Lâ&#x20AC;&#x2122;anfiteatro e la piattaforma in cls per le manifestazioni.
Figura 116 Vista dâ&#x20AC;&#x2122;insieme a volo dâ&#x20AC;&#x2122;uccello verso nord.
Figura 115 Dallâ&#x20AC;&#x2122;anfiteatro vista verso sud. Sullo sfondo il pergolato.
Abbiamo già dimostrato nelle pagine precedenti come i numerosi interventi di piantumazione e realizzazione di fasce alberate e di siepi arboree siano sostenibili economicamente grazie ai vantaggi economici che produrrebbero per le aziende agricole interessate. Per gli altri interventi di realizzazione di piste ciclabili, posizionamento di segnaletica, riqualificazione di fontanili, produzione di materiale divulgativo ed informativo di promozione e soprattutto per la realizzazione del parco urbano a ridosso della Rocca medievale sarà possibile partecipare a dei bandi di finanziamento. Nei primi capitoli abbiamo citato la L.r. 8/2004 che istituisce in Regione Lombardia il concetto di Sistema Turistico e promuove la costituzione di questi sistemi finanziandone dei progetti. A seguire esponiamo brevemente un’altra possibile fonte di finanziamento: un bando promosso da Regione Lombardia scelto per la prossimità temporale della scadenza e per l’alto livello di attinenza alle sue richieste del nostro Piano per Cologno. Questo bando, in scadenza il prossimo 28 maggio 2009, nasce nel contesto dell’Asse IV del POR lombardo dedicato alla valorizzazione del patrimonio naturale e culturale attraverso percorsi di fruizione turistica. Il Comune di Cologno al Serio potrebbe partecipare realizzando sulla base del nostro Piano un Progetto Integrato d’Area insieme agli altri enti interessati dalla rete fruitiva presentata in questo progetto: il comune di Spirano e l’Ente Gestore del Parco del Serio.
Per il bando della MISURA 4.1.1.1 “Realizzazione e promozione di itinerari turistici per la fruizione sostenibile delle risorse culturali e ambientali” la dotazione è di 30 milioni di euro. Il programma è cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR). Finalità del bando La finalità dei contributi è l’attuazione in forma integrata e complementare di: •
valorizzazione del paesaggio e del patrimonio storico-culturale;
realizzazione e riqualificazione di reti escursionistiche e di circuiti culturali
definizione e implementazione di strumenti ed interventi di sostenibilità ambientale
dazioni in attività da almeno due anni con finalità sociale, culturale, ambientale o di promozione del turismo. Il soggetto capofila dovrà essere necessariamente un Ente Locale, anche in forma associata, o un Ente gestore di Parchi.
enti locali anche in forma associata:
organismi di diritto pubblico con finalità sociale, culturale e ambientale o di promozione del turismo;
soggetti privati senza scopo di lucro e Fon-
operazioni volte a migliorare la fruizione di percorsi: creazione, riqualificazione e messa in sicurezza di sentieristica, di piste ciclabili, di segnaletica ed altri elementi identificativi del paesaggio;
realizzazione di attrezzature, strutture e servizi per una migliore fruizione delle aree di interesse naturale e culturale;
adozione e diffusione di strumenti di sostenibilità ambientale;
creazione di sistemi informativi che consentano la definizione e la fruizione dei percorsi di visita, il destination management ed in generale la fruizione delle risorse oggetto di intervento.
Localizzazione degli interventi ammissibili Le operazioni dovranno essere localizzate esclusivamente nei comuni appartenenti alle aree ammissibili dal POR Competitività 2007-2013 per l’Asse IV. Cologno al Serio rientra tra questi. Tipologia di interventi ammissibili: Gli interventi ammissibili sono solo quelli configurati come Piani Integrati d’Area. Per PIA si intende un unico progetto che si attua attraverso almeno 3 tra le seguenti operazioni in grado di sviluppare in forma integrata la componente ambientale e culturale finalizzate al turismo sostenibile: •
Beneficiari Beneficiari del finanziamento possono essere partenariati di almeno tre soggetti tra:
operazioni di restauro, recupero e valorizzazione di beni culturali e riqualificazione delle aree pertinenti attraverso interventi di arredo urbano e acquisto beni immobili, solo se strettamente funzionali all’intervento;
interventi di messa in sicurezza, opere di riqualificazione ambientale e/o valorizzazione atte a ridurre o eliminare effetti ambientali negativi nelle aree oggetto d’intervento;
recupero funzionale di aree di interesse naturale, realizzazione di infrastrutture ambientali;
Entità dell’agevolazione La Regione offre un contributo a fondo perduto fino al 50% dei costi ammessi per ogni singola operazione. Il contributo per ogni PIA non può essere complessivamente superiore a 5.500.000,00 euro.
L’Asse IV del Programma Operativo Regionale, destinato alla Tutela e alla Valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale ha una dotazione complessiva pari a 60 milioni di euro.
L’investimento minimo per ciascun PIA deve essere almeno pari a 2.000.000,00 di euro.
nota: Le tavole proposte nelle pagine successive, preparate per la discussione della presente Tesi sono state originariamente disegnate e stampate in formato ISO A1. Per praticitĂ di consutazione le si allega al presente elaborato ridotte ed adattate in ISO A4. Nel CD-ROM allegato sono invece presenti i files PDF delle tavole in dimensione originale per una consultazione piĂš dettagliata delle stesse.
AA.VV. Parchi e aree protette in Italia, Touring Editore, 2003 AA.VV. Progetto di verifica degli aspetti naturalistici, paesaggistici ed idrologici dei fontanili della pianura bergamasca, Centro Studi sul Territorio, Università degli studi di Bergamo, 2008 AA.VV. Brochure del Progetto Illustrativo “Woody buffer Strips” (LIFE99 ENV/IT 00083), Veneto Agricoltura, Azienda Regionale per i settori Agricolo, Forestale e Agro-Alimentare, 2002 Maria Teresa CAGLIONI, Cologno al Serio, Bergamo, frazione Palazzo: progetto di conservazione e riuso, Tesi di Laura in Architettura, rel. Amedeo Bellini, Milano, Politecnico, 2006/07
Giardini pensili e tetti verdi Daku Italia	Parco Regionale del Serio	PLIS del Rio Morla e delle Rogge	Sistema Parchi, Regione Lombardia
daku.it parcodelserio.it plisdelmorla.it www.parchi.regione.lombardia.it
Ministero Ambiente e Tutela Territorio Portale Cartografico Nazionale
Veneto Agricoltura, Azienda Regionale per i settori Agricolo, Forestale e Agro-Alimentare
AA.VV. Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, Provincia di Bergamo, 2004
Mons. Dott. Giacomo DRAGO, La Storia di Cologno al Serio, 1963 Roberta GATTI, Terra di fontane: il paesaggio agrario storico di Fontanella. Tesi di Laurea in Architettura, rel. Maurizio Boriani, correl. Stefano Coloru, Milano, Politecnico, 1999/00 S. MALCEVSCHI, L. BISOGNI, A. GARIBOLDI, Reti ecologiche ed interventi di miglioramento ambientale, Il Verde Editoriale, 1996 Raffaele PARETO, Irrigazione e bonificazione dei terreni. Trattato dell’impiego delle acque in agricoltura, Saladini, Milano, 1855-57 Valerio ROMANI, Appunti per un’approssimazione consapevole in Rapporti fra agricoltura e urbanizzazione nello spazio periurbano, Atti del Seminario, CEDAM, Padova, 1983 Katherina ZIMAN SCUDO, Greenway della Battaglia, in Acer n°5/06 AA.VV. I fontanili, GEV Provincia di Bergamo, Provincia di Bergamo Settore Sicurezza e protezione civile, 2003 Franco ZAGARI, Questo è paesaggio, 48 definizioni, Mancosu Editore, Roma, 2006 Vanni ZANELLA, Sull’eccezionalità storico-urbanistica di Cologno, 1963 133
I nostri ringraziamenti alla professoressa Alberta Cazzani che ha accolto la nostra proposta per questo lavoro di tesi e ci ha accompagnato con costanza, attenzione e disponibilità lungo questo cammino di ricerca e di crescita all’architetto e paesaggista Luigino Pirola che ci ha dedicato il suo tempo, ci ha dato preziosi consigli ed ha messo a nostra disposizione il suo studio e le sue attrezzature per svolgere il nostro lavoro ai tecnici del Comune di Cologno al Serio per la disponibilità nel fornirci informazioni e documentazione al signor Antonio Ghidotti per la disponibilità e la passione con cui ci ha accompagnato a conoscere i fontanili di Cologno Ermanno, Marzio Grazie a Luigino Pirola perché mi ha fatto scoprire la professione del paesaggista e mi ha fatto appassionare a questa disciplina. Aver avuto la fortuna di conoscerlo ha dato un impulso fondamentale alla mia vita per aspetti personali ed umani prima ancora che professionali. Ermanno
Un piano per il paesaggio agrario e urbano di Cologno al Serio
Un piano per il paesaggio agrario e urbano di Cologno al Serio: un possibile scenario di sviluppo orientato alla salvaguardia e alla valoriz...
ermannocattaneo