Source: http://www.processopenaleegiustizia.it/index.php?option=com_content&view=featured&Itemid=256
Timestamp: 2018-10-17 22:13:44+00:00
Document Index: 37338753

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 6', 'art. 178', 'art. 7', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 274']

corte di cassazione - sezioni semplici - rapporti giurisdizionali con autorità straniere
Cass. sez. fer., 1 settembre 2017, n. 39861
Cass., sez. VI, 5 luglio 2017, n. 32720
M.A.E. – rifiuto di consegna – territorialità italiana – presupposti
Perché operi la casistica del rifiuto di consegna di cui all’art. 18, lett. p), legge n. 69/2005, in ragione della “territorialità” italiana (art. 6, comma 2, c.p.) del reato oggetto del m.a.e. estero è indispensabile che l’eventuale concomitante (e potenzialmente preminente) giurisdizione italiana emerga in termini di piena certezza sulla base di un dato fattuale che possa desumersi, in modo affidabile e non controverso, dagli stessi elementi storici offerti dallo Stato di emissione del m.a.e.
Cass., sez. VI, 16 maggio 2017, n. 24301
Mandato di arresto europeo – procedura di consegna – diritto alla nomina del difensore –informazione – omissione – nullità. Indicazione delle fonti di prova – gravità indiziaria – valutazione in concreto.
Nell’ambito della procedura passiva di consegna in esecuzione di mandato di arresto europeo, il combinato disposto degli artt. 9, comma 5 bis e 12, comma 1 bis, della legge 22 aprile 2005 n. 69, prevede l’obbligo per la polizia giudiziaria di informare la persona da consegnare della facoltà di nominare un difensore nello Stato che ha emesso il mandato, l’omissione di tale informazione è sanzionata con la nullità ex art. 178, lett.c), c.p.p. a regime intermedio.
La Corte precisa, altresì, che il mandato di arresto europeo deve indicare le fonti di prova, relative all’attività criminosa e al coinvolgimento della persona di cui si chiede la consegna, che siano in astratto idonee a fondare la gravità indiziaria, la valutazione in concreto delle stesse è invece riservata all’autorità giudiziaria del paese emittente.
Cass., sez. VI, 11 febbraio 2016, n. 5749
Mandato d’arresto – doppia punibilità – insussistenza all’atto della decisione sulla richiesta – consegna del condannato - esclusione
Ai fini del mandato d’arresto europeo, la “doppia punibilità” – quale condizione per ottenere il provvedimento in relazione a fatti inquadrabili nelle ipotesi previste dall’art. 7 l. n. 690 del 2005 – deve sussistere al momento della decisione sulla richiesta; (fattispecie nella quale, non essendo più prevista come reato - per effetto del dlgs. n. 8 del 2016 - la condotta di guida senza patente al momento della decisione sulla richiesta di mandato, è stata esclusa la consegna del condannato all’autorità giudiziaria del Paese straniero).
Cass., sez. VI, 10 dicembre 2015, n. 48943
Mandato di arresto europeo – consenso alla consegna – udienza in camera di consiglio – necessità – sussistenza
Nell’ambito della procedura passiva di consegna in esecuzione di mandato di arresto europeo, la celebrazione dell'udienza in camera di consiglio prima dell'adozione dell'ordinanza che dispone la consegna, anche quando il consenso sia stato anteriormente prestato nelle forme previste, deve ritenersi inderogabilmente richiesta dalla L. n. 69 del 2005, art. 14, comma 4. Il tenore complessivo della disposizione sottintende chiaramente lo svolgimento di una udienza in camera di consiglio, laddove stabilisce che la corte di appello decide dopo aver sentito il procuratore generale, il difensore e la persona richiesta in consegna "se comparsa". È vero che l'art. 14 della decisione quadro 2002/584/GAI prevede il diritto del "ricercato" all'audizione davanti all'autorità giudiziaria solo se lo stesso non abbia dato il consenso alla propria consegna. Tuttavia, tale previsione non preclude al legislatore nazionale di fissare maggiori garanzie per la persona richiesta in consegna o di stabilire la necessità di tenere un'udienza, se tali forme non compromettono la celerità complessiva della procedura.
Cass., sez. III, 3 dicembre 2015, n. 47995
Mandato di arresto europeo – misure cautelari – pericolo di fuga – obbligo di motivazione – portata
La disciplina del mandato di arresto europeo non implica che la persona da consegnare sia necessariamente privata della libertà personale ai fini della successiva consegna. E' vero che il mandato di arresto europeo, secondo la definizione datane all'art. 1 della citata decisione-quadro, è "una decisione giudiziaria emessa da uno stato membro in vista dell'arresto e della consegna da parte di un altro stato membro di una persona ricercata ai fini dell'esercizio di un'azione penale o dell'esecuzione di una pena o di una misura di sicurezza privative della libertà".Tuttavia, la stessa decisione-quadro prevede che la persona da consegnare possa essere posta in stato di libertà, conformemente al diritto interno dello stato di esecuzione.
Rilevare che il soggetto richiesto dall’Autorità straniera in forza di mandato di arresto europeo debba essere sottoposto alla misura custodiale detentiva in base al mero rilievo che detta misura è finalizzata a garantire che questi non si sottragga alla consegna all'autorità richiedente, equivale a prospettare un concreto pericolo di fuga in tutte le situazioni in cui la persona contro cui si procede all'estero, pur essendo presente nel Paese di origine, se lasciata in stato di libertà, sarebbe presuntivamente incline a sottrarsi alla giustizia dell'Autorità emittente il mandato di arresto europeo. Ma non è questo il concreto pericolo di fuga evocato dall'art. 274 c.p.p., comma 1, lett. b), c.p.p. che, - in tema di mandato di arresto europeo -presuppone che l'obbligo di motivazione in ordine al medesimo, assuma connotati di concretezza ed essere plausibilmente argomentato su un ragionevole e accettabile giudizio prognostico, che può essere illustrato mediante l'indicazione di circostanze sintomatiche, specifiche e rivelatrici di una vera propensione e di una reale possibilità di allontanamento clandestino da parte della persona richiesta.