Source: https://www.condominioweb.com/forum/quesito/info-su-distacco-gas-per-morosit%C3%A0-59605/
Timestamp: 2019-04-26 04:32:12+00:00
Document Index: 70173061

Matched Legal Cases: ['art 1129', 'art 1130', 'art 1130', 'art 1129', 'art.63', 'art. 1130']

Da emisan, 4 Gennaio, 2014
buonasera, sono nuovo di questo forum, pertanto chiedo fin da ora venia se ometto qualche meccanismo.
Ho un piccolo problema, mi spiego:
Ho un immobile affittato ad un inquilino , in un parco con 130 condomini circa.
Avendo avuto in passato esperienze negative con un inquilino che non pagava il condominio, con il corrente ho stabilito che lo paga a me congiuntamente al canone di locazione, e poi io lo giro al condominio.
E' nato però un problema; l'amministratore è insolvente con la società fornitrice del gas per la caldaia dei riscaldamento centralizzato.
E adesso hanno staccato il gas , e quindi dal 15 novembre , data in cui era previsto l'accensione dei riscaldamenti, i termosifoni, sono spenti.
L'inquilino, mi chiede se può interrompere il pagamento della quota dei riscaldamenti. Anche per forma di protesta contro questa situazione.
Io sinceramente gli ho detto di pagare ugualmente la quota completa , e, poi avrei io preso posizione nei confronti dell'amministratore.
Ma sinceramente non vedo molte uscite se non aspettare che si deliberi per cercare di risanare il disavanzo che oramai esiste da due anni , ma purtroppo nelle riunioni non si riesce a concretizzare per la mancanza del numero minimo ...
Mi date qualche consiglio ... Grazie anticipatamente
l'amministratore è insolvente con la società fornitrice del gas per la caldaia dei riscaldamento centralizzato.
Non è l'amministratore ad essere insolvente quanto il Condominio.
Gli inquilini dovrebbero sempre per regola pagare le spese al loro proprietario e quest'ultimo versare le "sue" quote condominiale sul c/c condominiale.
Premesso questo non è buona cosa sospendere i versamenti ma semmai sollecitare un'assemblea e mettersi nell'ottica di affrontare e risolvere altrimenti ben venga la sospensione dell'erogazione del servizio.
33558 messaggi
... non è buona cosa sospendere i versamenti ma semmai sollecitare un'assemblea e mettersi nell'ottica di affrontare e risolvere altrimenti ben venga la sospensione dell'erogazione del servizio.
Attenzione però che così come è buona cosa che un condòmino non sospenda i pagamenti, sicuramente non è buona cosa che l'inquilino continui a versare nelle mani del condòmino denaro per un servizio che non riceve più.
L'inquilino è tenuto a pagare le spese per i servizi ricevuti; a lui non interessa ne se ci sono condòmini morosi ne a costituire un fondo straordinario per pagare la bolletta condominiale.
A me sembra che il condòmino desideri accollare tutte le problematiche della gestione condominiale all'inquilino.
Per paura che l'inquilino non paghi le spese condominiali si è passati all'intero scarica barile della gestione sull'unquilino. Non è così che funziona.
Secondo il mio parere sarebbe il caso di un ricorso all'Autorità Giudiziaria o Volontaria Giurisdizione per la rimozione dell'amministratore per mala gestione.
Grazie per il consiglio. M a c'è un modo per velocizzare il tutto ? visto che parliamo di gas staccato e quindi termosifoni spenti. Il 17 dicembre ci eravamo già riuniti in assemblea per deliberare su come risolvere la questione.Si era arrivati all'accordo di distribuire per millesimi l'eventuale disavanzo per coprire le bollette da pagare. Ma ad oggi , ancora nulla è stato fatto..
Leggi questo articolo dove si dice;
Comunque è l'amministratore che si deve attivare per recuperare eventuali somme mancanti per morosità
Perché è sulla base di cosa?
In ogni caso servirebbero oltre alle prove il tempo che mi pare sia l'unico elemento scarseggiante..
Un accordo intendi una delibera?
Se si cosa prevedeva esattamente ed in che scadenze?
Se nulla si è mosso con molta probabilità non ci sono risorse e l'ente in mancanza di un piano di rientro non riaccende l'impianto.
Per esperienza appena vissuta non ci sono ne provvedimenti d'urgenza n'è altro che possano velocizzare la situazione,quindi,consiglio sentire l'amministratore e verificare la ragione del ritardo.
b) i condomini 708.ashx
Chi ti dice non sia in corso?
Purtroppo alla data attuale un decreto ingiuntivo richiede almeno sei mesi,la fase successiva un anno e le vendite all'asta deserte si rimandano di anno in anno....valuta tu in che situazione un amministratore si trova ad agire anche se diligente e tempestivo.
1. Perché è sulla base di cosa?
2. Chi ti dice non sia in corso?
1) sulla base dell'art 1129 cc ;
- ovvero in caso di gravi irregolarità.
Ovvero se non ha effettuato nulla per il recupero delle somme mancanti
2) Perchè chi chiede non lo dice, e sono già passati 2 anni non 6 mesi, questo dice chi chiede, per cui nulla fa presumere che sia in corso un ricorso con D.I. da parte dell'amministratore per recuperare le somme da parte dei morosi.
p.s. forse tu lo sai che tutto è stato fatto?
Io non lo so, da cui la mia risposta.
... e le vendite all'asta deserte si rimandano di anno in anno....
Sei sicura che sia in corso una vendita all'asta?
Chi mai l'avrebbe detto in questo topic?
E che c'entra con questo (eventuale asta) l'amministratore che ...
... è insolvente con la società fornitrice del gas per la caldaia dei riscaldamento centralizzato.
L'amministratore DEVE;
comuni dell'edificio e per l'esercizio dei servizi comuni; (cc art 1130)
E che c'entra con questo (eventuale asta) l'amministratore che ...???
IL forumista chiedeva "cosa fare" in virtù della sospensione dell'erogazione della fornitura.
Revocare l'amministratore per gravi irresponsabilità temo non lo aiuti nell'intento.
Sempre il forumista ha parlato di assemblea in cui si è presa una decisione sul come affrontare la questione.
Quindi le gravi irregolarità temo non ci siano.
Non basta rispettare un dovere per riscuotere e se i termosifoni sono ancora spenti significa con molta probabilità che i morosi non hanno ancora ottemperato,che la decisione non è stata rispettata e che gli strumenti del dovere non consentono tempi rapidi di recupero forzoso.
Tradotto la miglior cosa è sapere cosa impedisce l'amministratore.
Ed io avevo fornito la soluzione al mess. nr. --link_rimosso-- dopo la richiesta dell O.P.
Grazie per il consiglio. M a c'è un modo per velocizzare il tutto ? visto che parliamo di gas staccato e quindi termosifoni spenti. Il 17 dicembre ci eravamo già riuniti in assemblea per deliberare su come risolvere la questione.Si era arrivati all'accordo di distribuire per millesimi l'eventuale disavanzo per coprire le bollette da pagare. Ma ad oggi , ancora nulla è stato fatto.
Ovvero se ora pagano il disavanzo, il fornitore riaprirà il rubinetto.
Questa era la citazione cui ti ho posto una domanda.(tuo post n.4 mio n. 7).Fine.
Infatti se sono due anni che l'amministratore non fa il suo dovere (cc art 1130), può essere richiesta la revoca per gravi manchevolezze (cc art 1129).
Se tu mi dici che in sei mesi si risolve la morosità con D.I., in tutto questo tempo aveva la possibilità di effettuare quatto richieste del D.I. ma non ha fatto nulla, altrimenti l'O.P. avrebbe detto che c'è una procedura in corso, per te questo è un bravo amministratore? Oppure è meglio farlo revocare?
Ma chi ha mai scritto che l'amministratore non faccia il suo dovere?
Qui si è parlato di un'assemblea,di un disavanzo e di mancanza di numeri in assemblea nonchè di una decisione.
Non si sa se ci sono procedure in corso e per tua conoscenza non ho scritto che si risolve la morosità in 6 mesi (!) in quanto un conto è elevare ed ottenere un d.i.,6 mesi,altra cosa è recuperare le morosità qualora col decreto nulla si ottenga.
Stiamo vivendo un periodo record per le morosità,in cui i tribunali sono intasati,in cui i morosi non hanno altre risorse se non l'immobile,in cui gli immobili non si vendono neppure all'asta,in cui tra un'asta deserta e l'altra passa un anno e tu mi parli di bravo o cattivo amministratore?
Lo ripeto per affrontare la problematica di emisan si dovrà colloquiare con l'amministratore per comprendere come la situazione si stia evolvendo.
Incapace o irresponsabile che sia ora è l'unico referente che potrà dipanare i dubbi in quanto la mancata erogazione della fornitura è un problema urgente.
... non ho scritto che si risolve la morosità in 6 mesi (!)
... Purtroppo alla data attuale un decreto ingiuntivo richiede almeno sei mesi, ...
Emisan ha due ordini di problemi da risolvere.
1) I rapporti col suo conduttore.
Qui il problema è di facile soluzione, perché l'evidenza del riscaldamento latitante impone la scelta obbligata se si desidera conservare un corretto rapporto: fino alla riattivazione del servizio riscaldamento è opportuno rinunciare ad incassare la sola quota riscaldamento dall'inquillino.
2) I rapporti con l'amministratore.
In qualità di condòmino, Emisan non può sottrarsi al versamento delle intere quote come approvate dal preventivo, ma può chiedere ed esigere le giuste e complete delucidazioni su come si sia determinata la situazione corrente.
Ed a prescindere da torti e ragioni, nuova richiesta di immediata convocazione assembleare per deliberare un fondo cassa ad hoc: qui ci vogliono gli eurini per riattivare la fornitura, inutile girarci intorno !
Per torti e ragioni ci sarà poi il tempo per attribuirli, ma stare al freddo, e ci stanno già, non è che poi sia così piacevole. Vabbè che Napoli non è Milano, però...
Originariamente Scritto da Patrizia Ferrari ... non ho scritto che si risolve la morosità in 6 mesi (!)
Richiedere ed ottenere un d.i. non significa RISOLVERE la morosità.
Significa solo aver TENTATO il primo step di recupero che POTREBBE risolversi con il versamento di quanto richiesto.
Ma il condizionale è d'obbligo visto la situazione attuale di morosità diffusa.
Poi si passa al pignoramento ma prima si deve indagare su cosa pignorare e questo porta altri mesi di lavoro.
Per il resto ti lascio nelle tue convinzioni in quanto le tempistiche procedurali ed amministrative prima di poterle cassare si devono conoscere.
Non entro su eventuale meriti e demeriti dell' amministratoe e sulle "deroghe" alle consuetudini adottate da EMISAN.
Non sò se possa velocizzare la risoluzione del problema ma l' ente erogante non può distaccare il servizio a tutto il condominio e deve rivalersi in primis sui "morosi" ...di questo avevo già postato tempo fà una sentenza.
Ma non è così semplice ed immediato.
L'amministratore deve e dico deve segnalare i morosi in base a quanto stabilito dall'ex art.63 dacc ma deve altresì indicare dettagliatamente le quote millesimali di ciascun moroso per quella specifica spesa anno dopo anno.
Se si sono mescolate le quote,ossia,si sono usate quelle di altri condòmini per pagare le utenze tralasciando altri fornitori ritenuti meno urgenti diventa difficile fare questo dettaglio,fidati lo sto vivendo in diretta,ecco perchè sono sul pezzo.😎
Le tempistiche avrebbero dovuto iniziare già due anni fa, all'epoca della morosità segnalata dall'O.P., da cui le mie considerazioni sulla poca efficienza dell'amministratore.
Già, ma bisogna capire prima cosa significa "l'amministratore è insolvente".
Per fare come dici tu bisognerebbe contabilizzare la quota riscaldamento di ciascuno, pagare parzialmente la bolletta e dare all'ente l'elenco dei morosi con il relativo importo.
Emisan dice che il disavanzo va avanti da due anni e che
"purtroppo nelle riunioni non si riesce a concretizzare per la mancanza del numero minimo ..."
Ci saranno ancora gli eurini per pagare due anni di insolvenza (quota parte non morosi) oppure con quegli euro si son tappati altri buchi?
Se non riescono nemmeno a riunirsi figuriamoci se fuori dall'assemblea troveranno il modo di racimolare gli eurini.
o la maggioranza manda deserte le assemblea perchè morosa oppure la maggioranza manda deserta l'assemblea perchè se ne frega.
In ogni caso la colpa è dei condòmini.
(terzo caso: la maggioranza sono inquilini morosi ed i loro proprietari se ne fregano).
Emisan dovrebbe fornire più indicazioni.
... Se non riescono nemmeno a riunirsi figuriamoci se fuori dall'assemblea troveranno il modo di racimolare gli eurini.
Se mancano gli erurini da due anni, parziale colpa o inerzia è pure dell'amministratore che non ha attivato tutte le misure per il recupero delle quote, sempre che siano i condomini morosi, oppure anche all'inverso, ossia l'amministratore ha ricevuto le quote e non ha pagato il fornitore, in pratica prima di lasciare un condominio senza riscaldamento aveva ben 2 anni di tempo per fare quello che è previsto dal Codice Civile (cc art. 1130),
avvisando nel contempo i condomini degli eventuali solleciti ricevuti dal fornitore.
Da cui ritengo che un amministratore più attento e ligio al suo dovere potrebbe risolvere la situazione in poco tempo.
Le quote pagate e non pagate "devono" essere già risultanti fin da quando è iniziato il problema (24 mesi fà).
Chi ha mal gestito è giusto si prenda le sue responsabilità...ma nel frattempo si deve porre rimedio immediatamente.
24 mesi....sembra che abbiano avuto la stessa solerzia di certe "commissioni" parlamentari/locali/politiche nel svolgere il compito assegnato.
Non si capisce se tutto sia frutto di pessimo esempio che arriva da chi stà ai "piani alti"...o se sia questione "genetica".
Forse non è in errore chi dice che un popolo ha la classe politica che si merita.
Se l' ente erogatore gas (solitamente il fornitore più "costoso" nella gestione condominiale) ha sospeso la fornitura significa che o non ci sono altri creditori...o i morosi superano il 50% dei proprietari.
.. Forse non è in errore chi dice che un popolo ha la classe politica che si merita.
Hai ragione e sono d'accordo, ma per fortuna nel condomino anche un solo condomino può far cambiare la "classe politica" in questo caso l'amministratore (anche se il paragone è forzato), secondo me in questo caso specifico molto inefficiente.
Se poi le cose sono differenti da come la vedo io, l'O.P. potrà spiegare meglio.
Distacco riscaldamento condominiale da società erogatrice per morosità alcuni condomini
Morosità (info varie)