Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2018/09/debiti-e-crediti-verso-pa.html
Timestamp: 2018-12-16 17:54:40+00:00
Document Index: 109671164

Matched Legal Cases: ['art.12', 'art.12', 'art. 31', 'art. 28', 'art.9', 'art. 31']

Decreto Dignità - debiti e crediti verso P.A. anche nel 2018
Le disposizioni di cui all’art.12, comma 7-bis, del D.L. n.145 del 23 dicembre 2013, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 9 del 21 febbraio 2014[1], si applicano anche nell’anno 2018 con le modalità previste dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 24 settembre 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 236 del 10 ottobre 2014, anche per l’anno 2018, con riferimento ai carichi affidati agli agenti della riscossione entro il 31 dicembre 2017.
E’ questo il contenuto dell’art.12-bis, del D.L. n. 87 del 12 luglio 2018, cd. Decreto Dignità, convertito, con modificazioni, in L. n. 96 del 9 agosto 2018. Il rinvio al D.M. del 24 settembre 2014 fa sì che anche per quest’anno, vengono confermate le modalità applicate negli anni scorsi e contenute nei DD.MM. del 25 giugno 2012 e 19 ottobre 2012.
La regolamentazione delle compensazioni dei crediti
L’art. 31, comma 1-bis, del D.L. n. 78 del 31 maggio 2010, convertito, con modificazioni, in Legge n. 122 del 20 luglio 2010, ha inserito nel D.P.R. n. 602/73, l’art. 28-quater, con il quale ha regolamentato le compensazioni di crediti con somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo.
Il Decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 25 giugno 2012, in G.U. n. 152 del 2 luglio 2012, ha fissato le modalità con le quali, a partire dal 1º gennaio 2011, i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti delle Regioni, degli Enti locali e degli Enti del Servizio Sanitario Nazionale per somministrazione, forniture e appalti, possono essere compensati, con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo, mentre il D.M. del 22 maggio 2012, emanato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e pubblicato in G.U. n. 143 del 21 giugno 2012, ha fissato le “Modalità di certificazione del credito, anche in forma telematica, di somme dovute per somministrazione, forniture e appalti da parte delle amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici nazionali”.
Per il raggiungimento dello scopo, il creditore deve acquisire la certificazione prevista dall’art.9, comma 3-bis, del D.L. n.185 del 29 novembre 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, per utilizzarla per il pagamento, totale o parziale, delle somme dovute a seguito dell’iscrizione a ruolo, condizionata alla verifica dell’esistenza e validità della certificazione.
Se possono essere oggetto di compensazione i crediti maturati nei confronti di regioni, enti locali, enti del Servizio sanitario nazionale per somministrazione, forniture e appalti, sono compensabili le cartelle di pagamento, gli avvisi di accertamento esecutivi, i tributi erariali, regionali e locali, i contributi assistenziali e previdenziali, i premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, e le entrate spettanti all’amministrazione che ha rilasciato la certificazione prevista.
Il titolare del credito, una volta acquisita la certificazione, la presenta all’agente della riscossione competente, per il pagamento totale o parziale delle somme sopra indicate.
Qualora il pagamento riguardi solo una parte delle somme dovute, è onere del contribuente indicare, contestualmente, le posizioni debitorie che intende estinguere.
In assenza di indicazione, l’imputazione dei pagamenti è effettuata dall’agente della riscossione ai sensi dell’art. 31 del D.P.R. n. 602/73, secondo le seguenti regole:
il concessionario non ha il potere di rifiutare pagamenti parziali di rate scadute e pagamenti in acconto per rate di imposte non ancora scadute;
in presenza di rate scadute il pagamento non può essere imputato alle rate non scadute, se non per la eventuale eccedenza, comprese le indennità di mora, i diritti e le spese maturati a favore del concessionario;
in presenza di rate scadute l’imputazione è fatta, rata per rata, iniziando dalla più remota, al debito d’imposta, soprattassa, pena pecuniaria…
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