Source: http://slideplayer.it/slide/2577036/
Timestamp: 2018-02-24 08:39:08+00:00
Document Index: 130083823

Matched Legal Cases: ['art 2', 'art. 55', 'art.2', 'art 1', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 8']

CONDIZIONALITA’ 2006 TEMPI DI DEFINIZIONE DEGLI IMPEGNI A LIVELLO TERRITORIALE : Entro 60 giorni dalla data di pubblicazione del Decreto Ministeriale Per. - ppt scaricare
CONDIZIONALITA’ 2006 TEMPI DI DEFINIZIONE DEGLI IMPEGNI A LIVELLO TERRITORIALE : Entro 60 giorni dalla data di pubblicazione del Decreto Ministeriale Per.
PubblicatoDonato Orsini Modificato 3 anni fa
Presentazione sul tema: "CONDIZIONALITA’ 2006 TEMPI DI DEFINIZIONE DEGLI IMPEGNI A LIVELLO TERRITORIALE : Entro 60 giorni dalla data di pubblicazione del Decreto Ministeriale Per."— Transcript della presentazione:
1 CONDIZIONALITA’ 2006 TEMPI DI DEFINIZIONE DEGLI IMPEGNI A LIVELLO TERRITORIALE : Entro 60 giorni dalla data di pubblicazione del Decreto Ministeriale Per gli anni successivi, entro il 30 settembre dell’anno precedente a quello di applicazione Sono fatti salvi: I casi di circostanze eccezionali o di forza maggiore (Decreto Ministeriale 1628 del 20 luglio 2004); I casi disciplinati dalle buone pratiche agronomiche (reg. CE 1257/99) nonché le misure agroambientali di livello superiore alle buone pratiche agronomiche
2 2. Criteri di Gestione Obbligatori (CGO) dal 01/01/2005 N.° 9 Direttive comunitarie (Atti):  Campo di Condizionalità: Ambiente 1.D. 79/409 “conservazione uccelli selvatici” e norme nazionali e regionali di recepimento; 2.D. 80/68 “inquinamento acque sotterranee” e Decreto Lgs. di recepimento; 3.D. 86/278 “fanghi di depurazione” e Decreto Lgs. di recepimento; 4.D. 91/676 “Nitrati” e norme nazionali e regionali (DGR 508/2002: zonizzazione; GDR 3065/2004: Programma d’Azione); 5.D. 92/43 “Habitat – Natura 2000” e norme nazionali e regionali (DGR 978/2003) di recepimento.  Sanità Animale: 6.D.92/102 - Identificazione e registrazione degli animali; 7.Reg. CE 2629/97 (abrogato dal Reg.911/2004) – Identificazione e registrazione dei bovini; 8.Reg. CE 1760/2000 – Etichettatura carni bovine e prodotti; 9.Reg. CE 21/2004 – Identificazione e registrazione ovini e caprini.
3 3. Impegni sostitutivi dei CGO a livello di azienda agricola in caso di assenza di provvedimenti regionali attuativi Sarà verificato l’adempimento degli impegni previsti dalle seguenti norme delle Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali :  per l’Atto 1(Direttiva “Uccelli”): Norma 2.1-Gestione delle stoppie e dei residui colturali; Norma 4.1 let.b - Protezione del pascolo permanente; Norma 4.2 – Gestione delle superfici ritirate dalla produzione; Norma 4.4 lett.a e c – Mantenimento degli elementi caratteristici del paesaggio.
4 4. Impegni sostitutivi dei CGO a livello di azienda agricola in caso di assenza di provvedimenti regionali attuativi  Per l’Atto 4 (Direttiva “Nitrati”): Norma 1.1 - Regimazione temporanea delle acque di terreni in pendio Norma 4.2 - Gestione delle superfici ritirate dalla produzione Norme di BPA di cui al Decreto M. 19 aprile 1999 per lo stoccaggio delle deiezioni animali nelle aziende con allevamenti  Per l’Atto 5 (Direttiva “Habitat”) Norma 2.1 – Gestione delle stoppie e dei residui colturali Norma 4.1 lettera b) – Protezione del pascolo permanente Norma 4.2 – Gestione delle superfici ritirate dalla produzione; Norma 4.4 lett.a e c – Mantenimento degli elementi caratteristici del paesaggio.
5 5. Criteri di Gestione Obbligatori (CGO) dal 01/01/2006  Campo di Condizionalità: Sanità pubblica, salute, identificazione e registrazione degli animali 1.D. 91/414 “Immissione in commercio prodotti fitosanitari” 2.D. 96/22 “Divieto di utilizzazione di alcune sostanze nelle produzioni animali” 3.Reg. 178/2002 “Sicurezza alimentare” 4.Reg. 999/2001 “Zoosanità” (encefalopatie) 5.D. 85/511 “Lotta contro afta epizootica” 6.D. 92/119 “Lotta contro malattie animali” 7.D. 200/75 “Lotta ed eradicazione febbre catarrale degli ovini”
6 6. Criteri di Gestione Obbligatori (CGO) dal 01/01/2007  Campo di Condizionalità: Igiene e benessere degli animali 1.D. 91/629 “Norme minime per la protezione dei vitelli” 2.D. 91/630 “Norme minime per la protezione dei suini” 3.D. 98/58 “Protezione degli animali negli allevamenti” Nota: il rispetto delle presenti norme rientra nei requisiti minimi in materia di benessere animale validi per l’accesso alle misure IV.8 – IV.10 – IV.12 del POR BASILICATA 2000/2006
7 7.Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali (BCAA) N.° 7 Norme Si applicano a qualsiasi superficie agricola dell’azienda beneficiaria di aiuti diretti Si applicano in modo differenziato a seconda delle seguenti TIPOLOGIE DI UTILIZZAZIONE : a)Seminativi = terreni coltivati; aziende interamente biologiche; terreni a set aside utilizzati per altre produzioni autorizzate non alimentari; (rif. normativo: Reg. 796/04 art 2 p. 1- Reg 1782/03 art. 55 – par. a e b) b)Superfici ritirate (set aside obbligatorio) e non coltivate tutto l’anno, ammissibili all’aiuto diretto c)Pascoli permanenti = superfici destinate alla coltivazione di erba o altre piante da foraggio, sia coltivate che spontanee, fuori avvicendamento per almeno 5 anni (rif. normativo: Reg. 796/04 art.2 p. 2) d)Oliveti e)Qualsiasi superficie agricola di un’azienda beneficiaria di aiuti diretti
8 8. Norme per il mantenimento delle Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali OBIETTIVO 1 - Erosione del suolo Norma 1.1 - Regimazione temporanea delle acque superficiali di terreni in pendio Interventi obbligatori: realizzazione di solchi acquai temporanei per la raccolta dell’acqua piovana, distanti fra loro max m.80 (in assenza di provvedimenti regionali) Casi di esenzione: superfici stabilmente inerbite o con colture annuali Deroghe: semine autunno-vernine effettuate prima del 31/12/2005 (valgono gli obblighi di cui al D.M. 13/12/2004); terreni con eccessiva pendenza (rischi di stabilità dei mezzi meccanici) = impegni alternativi: fasce inerbite (largh. min. mt. 5 – distanza tra le fasce max mt. 60) Intervento delle Regioni e P.A.: possono specificare aspetti applicativi e interventi sostitutivi; intervalli temporali di applicazione; suddivisione del territorio in aree omogenee; impegni alternativi (fasce inerbite etc.) N.B.: l’impegno si considera rispettato quando l’erosione è presente pur avendo adempiuto agli obblighi previsti
9 9. Norme per il mantenimento delle Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali OBIETTIVO 2 –SOSTANZA ORGANICA del suolo Norma 2.1 – Gestione delle stoppie e dei residui vegetali Interventi obbligatori: divieto di bruciatura delle stoppie, delle paglie e dei residui dei prati naturali o seminati Casi di esenzione: nessuno Deroghe: superfici coltivate a riso; presenza di norme regionali escluse le aree SIC e ZPS; emergenze di carattere fitosanitario Intervento delle Regioni e P.A.: possono specificare intervalli temporali di applicazione; suddivisione del territorio in aree omogenee; impegni sostitutivi (es. sovescio, letamazione o altri interventi di concimazione organica) nel caso di ricorso alla deroga per la presenza di norme regionali
10 10. Norme per il mantenimento delle Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali OBIETTIVO 3 – STRUTTURA DEL SUOLO Norma 3.1 – mantenimento della rete di sgrondo delle acque superficiali Interventi obbligatori: gestione e conservazione delle scoline e dei canali collettori, finalizzata lla manutenzione della rete di sgrondo e, ove presente, della baulatura. Casi di esenzione: nessuno Deroghe: aree SIC e ZPS nel caso di disposizioni specifiche diverse; presenza di drenaggio sotterraneo nei terreni Intervento delle Regioni e P.A.: possono specificare intervalli temporali di applicazione, con riferimento alle pratiche correnti; suddivisione del territorio in aree omogenee; caratteristiche della rete di sgrondo N.B.: in caso di allagamenti e ristagni presenti nonostante gli interventi, l’impegno è da considerarsi rispettato
11 11. Norme per il mantenimento delle Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali OBIETTIVO 4 – LIVELLO MINIMO DI MANTENIMENTO Norma 4.1 – Protezione del pascolo permanente Interventi obbligatori: a)divieto di riduzione della superficie a pascolo permanente; b)divieto di conversione dei pascoli ad altri usi all’interno delle zone SIC e ZPS, salvo diversa prescrizione dell’autorità competente c)divieto di eseguire lavorazioni salvo i casi di rinnovo o infittimento del pascolo e gestione dello sgrondo delle acque Casi di esenzione: nessuno Deroghe: adempimenti diversi a norma del Reg. 796/2004 in ordine agli impegni a) e b) Intervento delle Regioni e P.A.: possono specificare carico minimo e/o massimo di bestiame/ha di pascolo o pascolo permanente; suddivisione del territorio in aree omogenee per adattare la norma alle condizioni locali
12 12. Norme per il mantenimento delle Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali OBIETTIVO 4 – LIVELLO MINIMO DI MANTENIMENTO Norma 4.2 – Gestione delle superfici ritirate dalla produzione Interventi obbligatori in assenza di provvedimenti regionali: a)copertura vegetale, naturale o artificiale, per tutto l’anno; b) sfalci o operazioni equivalenti (trinciatura) almeno uno all’anno a fini di: tutela della fauna selvatica, conservazione ordinaria fertilità dei terreni; prevenzione di potenziale inoculo di incendi e di diffusione delle infestanti, con rispetto dei seguenti PERIODI DI DIVIETO Aree SIC e ZPS: fra il 1 marzo e il 31 luglio Altre aree: fra il 15 marzo e il 15 luglio Casi di esenzione: nessuno Deroghe (necessaria l’ autocertificazione da parte dell’agricoltore) In deroga all’impegno a) sono ammesse lavorazioni meccaniche nei casi di: 1.Sovescio, in presenza di specie da sovescio o piante biocide; 2.Terreni interessati dal ripristino degli habitat; 3.Colture a perdere per la fauna, di cui al D.M. 7 marzo 2002, art 1, lett.c); 4.Ottenimento di una produzione nella successiva annata agraria (lavorazioni da effettuare non prima del 15 luglio – dopo il 31 agosto è ammesso ogni tipo di lavorazione); 5.In caso di necessità di affinamento sui terreni lavorati prima del 1° gennaio (è ammesso un solo intervento agronomico nei periodi di divieto) – non si applica sui terreni in ritiro pluriennale dalla produzione; 6.Lavorazioni funzionali all’esecuzione di interventi di miglioramento fondiario.
13 Segue - Norma 4.2 – Gestione delle superfici ritirate dalla produzione In deroghe all’impegno b) sono ammesse le seguenti pratiche agronomiche a basso impatto, finalizzate al controllo delle infestanti (prevenzione della disseminazione e propagazione: Sfalcio e trinciatura in deroga alle epoche stabilite escluso qualsiasi intervento di rottura del cotico erboso – la produzione ottenuta dallo sfalcio può essere utilizzata in azienda (fini agricoli o alimentazione del bestiame) dopo il 31 agosto di ogni anno e per la commercializzazione dopo il 15 gennaio dell’anno successivo In aggiunta o alternativa, controllo della vegetazione tramite pascolamento sulle sole superfici a ritiro volontario in deroga alle epoche stabilite Intervento delle Regioni e P.A.: possono specificare, con riferimento all’ impegno b): interventi ammessi equivalenti allo sfalcio; numero di interventi (almeno uno all’anno) suddivisione in aree omogenee; intervallo temporale entro cui effettuare sfalcio o interventi equivalenti, fermo restando il rispetto dei seguenti PERIODI DI DIVIETO: - Aree SIC e ZPS: almeno 150 giorni consecutivi fra il 15 febbraio e il 30 settembre - Altre aree: almeno 120 giorni consecutivi fra il 15 marzo e il 15 settembre
14 14. Norme per il mantenimento delle Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali OBIETTIVO 4 – LIVELLO MINIMO DI MANTENIMENTO Norma 4.3– manutenzione degli oliveti Interventi obbligatori: a)Divieto di estirpazione delle piante di olivo (L. 144/1951); b)Operazioni di cura alla pianta per mantenere un equilibrato sviluppo vegetativo secondo gli usi e le consuetudini locali. In assenza di provvedimenti regionali una potatura almeno ogni cinque anni. Casi di esenzione: nessuno Deroghe: presenza di problemi fitosanitari (vedi intervento b); reimpianti o estirpazioni autorizzati dalla L.144/1951 o da norme regionali vigenti Intervento delle Regioni e P.A.: possono specificare tipologia e numero di operazioni da effettuare (almeno una volta ogni cinque anni); intervallo temporale tra gli interventi; suddivisione in aree omogenee; modalità e frequenza delle potature
15 15. Norme per il mantenimento delle Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali OBIETTIVO 4 – LIVELLO MINIMO DI MANTENIMENTO Norma 4.4– mantenimento degli elementi caratteristici del paesaggio Interventi obbligatori: a)Divieto di eliminazione dei terrazzamenti esistenti, delimitati a valle da un muretto a secco o da una scarpata inerbita. Deroghe: rimodellamento dei terrazzamenti per meccanizzazione dei terreni (terrazzi collegati). b)Divieto di effettuazione di livellamenti non autorizzati. Deroghe: preparazione dei letti di semina e sistemazione dei terreni a risaia. c)Rispetto dei provvedimenti regionali adottati nelle aree Natura 2000. d)Rispetto dei provvedimenti regionali di tutela degli elementi caratteristici del paesaggio non compresi nella lett. c) Intervento delle Regioni e P.A.: possono specificare gli impegni relativi alle lettere b) – c) – e d) In assenza di provvedimenti regionali valgono gli impegni di cui alle lettere a) e c)
16 16. Abbinamento delle Norme di mantenimento delle Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali (BCAA) con le tipologie di utilizzazione dei terreni
17 17. Riduzioni ed esclusioni (art. 3 ), destinazione dei fondi originati dalle riduzioni (art. 5), controlli (art. 8) La violazione parziale o totale degli impegni comporta riduzione del pagamento fino all’esclusione (per l’anno in cui l’inosservanza si è verificata) E’ considerata intenzionale la violazione che abbia dato luogo alla irrogazione di una sanzione penale e/o amministrativa AGEA è autorità competente al coordinamento dei controlli: determina termini ed aspetti procedurali di attuazione del decreto nonché i criteri comuni di controllo e gli indici di verifica Gli Organismi Pagatori, in qualità di autorità di controllo competente, possono affidare ad enti di controllo specializzati l’effettuazione dei controlli Gli importi risultanti dalle sanzioni sono accreditati al FEAOG Garanzia, tranne il 25% trattenuto dagli Stati Membri per azioni di formazione ed informazione che favoriscano l’applicazione della condizionalità.
Scaricare ppt "CONDIZIONALITA’ 2006 TEMPI DI DEFINIZIONE DEGLI IMPEGNI A LIVELLO TERRITORIALE : Entro 60 giorni dalla data di pubblicazione del Decreto Ministeriale Per."
CONDIZIONALITA’ INTRODUZIONE
Nicola Laricchia Regione Puglia – Assessorato Risorse Agroalimentari
Piano di Sviluppo Rurale Attuazione della Misura 1 (A) Principali fasi tecnico-operative su: - Controllo in loco ‘5%’ .Requisiti Minimi -
1 Seminario di formazione Controlli e Sanzioni nellattuazione dei PSR Torino, Marzo 2002.
Regione Siciliana Assessorato Agricoltura e Foreste Dipartimento Interventi Infrastrutturali Presentazioni in power point elaborate da: Servizi allo Sviluppo.