Source: https://www.informazionefiscale.it/imu-2020-chi-paga-soggetti-obbligati-esenzioni-agevolazioni
Timestamp: 2020-07-09 15:29:35+00:00
Document Index: 23545950

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 28', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1']

IMU 2020, chi paga? Tra soggetti obbligati ed esenzioni, le regole di riferimento
IMU 2020, chi paga? Come individuare i soggetti obbligati e tutti coloro che possono beneficiare delle esenzioni e delle agevolazioni? Una panoramica delle regole di riferimento in vista della scadenza del 16 giugno per il versamento dell'acconto dell'imposta.
IMU 2020, chi paga? I soggetti obbligati a rispettare la scadenza del 16 giugno per il versamento dell’imposta sono i proprietari o titolari di altro diritto reale di fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli, i concessionari nel caso di concessione di aree demaniali e i locatari in caso di leasing.
Ma al di là della regola generale, la normativa di riferimento prevede anche una serie di esenzioni che sollevano i cittadini dall’obbligo del pagamento dell’IMU 2020. Un esempio su tutti riguarda la prima casa, l’abitazione principale, per la quale l’imposta non è dovuta.
Per tutti coloro che sono tenuti a pagare sono due le date di scadenza da considerare:
16 giugno, versamento acconto IMU, pari all’imposta dovuta per il primo semestre considerando l’aliquota e la detrazione dei dodici mesi dell’anno precedente. Con le novità introdotte nel 2020, la prima rata dell’imposta è pari alla metà di quanto versato a titolo di IMU e TASI per l’anno 2019;
Per la prima scadenza del 2020, l’ipotesi di una proroga a livello nazionale a causa dell’emergenza coronavirus è sfumata ma ogni Comune ha la possibilità di stabilire dei termini più ampi per il versamento dovuto per gli immobili presenti sul territorio, come chiarito anche dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con la risoluzione numero 5/DF dell’8 giugno 2020.
IMU 2020, chi paga? Tutti i soggetti obbligati
A regolare l’IMU è la Legge di Bilancio 2020 che ha abolito, a partire dall’anno 2020, l’imposta Unica comunale e, tra i tributi chela componevano, la TASI.
Il presupposto per il versamento dell’imposta resta, in ogni caso, il possesso di:
fabbricati, esclusa la prima casa a patto che non rientri tra le seguenti categorie catastali:
I soggetti obbligati al versamento IMU 2020, dunque, sono i proprietari di immobili, aree fabbricabili e terreni.
Ma anche i titolari di altro diritto reale, ovvero usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie, anche nel caso di residenza o sede legale all’estero. Allo stesso modo rientrano tra coloro che devono pagare l’imposta i concessionari nel caso di concessione di aree demaniali e i locatari in caso di leasing.
Riepilogando, l’IMU 2020 è dovuta dai soggetti che seguono:
titolare del diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie sull’immobile;
Come si legge sul sito del Ministero dell’Eonomia e delle Finanze, l’imposta è “dovuta esclusivamente dai suddetti soggetti e non anche dall’occupante dell’immobile (il quale era assoggettato alla TASI, che è stata abolita dalla legge di bilancio 2020)”.
Esenzione IMU 2020 prima casa: chi paga e chi invece non deve versare l’imposta
In cima alla lista dei casi in cui non è necessario versare l’IMU, c’è sicuramente l’esenzione prima casa.
In realtà più che di un’agevolazione, nel caso dell’abitazione principale si tratta proprio di una previsione normativa che esclude la prima casa dal campo di applicazione dell’imposta, ad eccezione solo degli immobili di lusso come riassunti in tabella.
Ma cosa si intende per prima casa?
Sul portale MEF, la definizione di abitazione principale:
“l’unità immobiliare in cui il soggetto passivo e i componenti del suo nucleo familiare risiedono anagraficamente e dimorano abitualmente [art. 1, comma 741, lett. b), primo e secondo periodo, della legge n. 160 del 2019]”.
Sono due, quindi, i requisiti da rispettare:
L’esenzione IMU prima casa si applica anche alle pertinenze classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, fino a un massimo di un’unità per categoria.
Esenzione IMU 2020 prima casa: gli immobili che possono rientrare tra le abitazioni principali
Possono essere assimilate alla prima casa e quindi beneficiare dell’esenzione IMU anche gli immobili che seguono:
un solo immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto e non concesso in locazione dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e, fatto salvo quanto previsto dall’art. 28, comma 1, del D. Lgs. 19 maggio 2000, n. 139, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica.
Dal 2020, invece, i cittadini italiani residenti all’estero già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza non possono beneficiare dell’esenzione IMU prima casa.
Il singolo comune ha, poi, la possibilità di assimilare ad abitazione principale l’immobile posseduto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a patto che la stessa non venga data in affitto.
IMU 2020, chi paga e chi invece può beneficiare delle esenzioni
Oltre alla possibilità di non versare l’imposta per la prima casa, la normativa di riferimento prevede una serie di altri casi di esenzione IMU:
fabbricati con destinazione ad usi culturali di cui all’art. 5-bis del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601;
fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto, purché compatibile con le disposizioni degli artt. 8 e 19 della Costituzione, e le loro pertinenze;
immobili posseduti e utilizzati dai soggetti di cui alla lettera i) del comma 1 dell’art. 7 del D. Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, e destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali delle attività previste nella medesima lettera i).
Anche per i terreni agricoli ci sono casi in cui l’imposta non è dovuta:
posseduti e condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali ex art. 1 del D. Lgs. 29 marzo 2004, n. 99, iscritti nella previdenza agricola, comprese le società agricole di cui al comma 3 dello stesso art. 1;
E inoltre alcune aree fabbricabili possono essere considerate come terreni agricoli se sussistono due condizioni:
sono possedute e condotte dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali di cui all’art. 1 del D. Lgs. n. 99 del 2004, iscritti nella previdenza agricola, comprese le società agricole di cui al comma 3 dello stesso art. 1;
persiste l’utilizzazione agrosilvo-pastorale mediante l’esercizio di attività dirette alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghicoltura e all’allevamento di animali.
Spetta, poi, ai Comuni stabilire se è possibile beneficiare di una esenzione IMU per i seguenti casi:
esercizi commerciali e artigianali situati in zone precluse al traffico a causa dello svolgimento di lavori per la realizzazione di opere pubbliche che durano oltre i 6 mesi.
Dal 2020, invece, l’imposta è dovuta anche per i fabbricati rurali ad uso strumentale e i fabbricati merce, esclusi dal versamento dal 2014.
IMU 2020, chi paga? Non solo esenzioni, per alcuni soggetti obbligati previste anche agevolazioni
Ma, in conclusione, è bene specificare che la normativa di riferimento non prevede solo casi di esenzione che, quindi, sollevano totalmente dal versamento dell’imposta ma anche agevolazioni, per le quali è possibile beneficiare di alcuni sconti sulle somme dovute .
Di seguito riassunte in tabella le agevolazioni IMU 2020.
fabbricati di interesse storico o artistico base imponibile ridotta del 50%
fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati limitatamente al periodo dell’anno durante il quale risultano inagibili e inabitabili, la base imponibile è ridotta del 50%
abitazioni concesse in comodato riduzione del 50% se concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado nel rispetto delle condizioni che seguono:
l’immobile deve risultare come abitazione principale per chi la riceve in comodato;
il comodante deve possedere in Italia la sola abitazione concessa in comodato; oltre a quest’ultima, egli può tuttavia possedere un altro immobile adibito a propria abitazione principale;
il comodante deve essere residente anagraficamente nonché avere la sua dimora abituale nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato
abitazioni locate a canone concordato Riduzione dell’imposta del 75%
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: IMU 2020, chi paga? Tra soggetti obbligati ed esenzioni, le regole di riferimento