Source: http://archivio.denaro.it/VisArticolo.aspx/VisArticolo.aspx?IdArt=556553
Timestamp: 2014-09-30 15:50:02+00:00
Document Index: 9754389

Matched Legal Cases: ['art, 14', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 8', 'art. 15', 'art. 8']

Cassa forense e Modello 5
Le sanzioni: la disciplina e le impugnazioni e le proposte di modifica
Il severo regime sanzionatorio disciplinato nella previgente normativa contenuta nelle leggi n. 576/80 e n.141/92, prevedeva in relazione all'omesso invio del mod. 5 nonché con riferimento ad omissioni o ritardi nell'iscrizione e nei pagamenti, un regime sanzionatorio legati a parametri estremamente onerosi.Il suo fondamento consisteva nella necessità di assicurare l'adempimento e la loro tempestivita'da parte degli iscritti ai principali obblighi nei confronti della Cassa . Successivamente, nel 2000, il Comitato dei Delegati varava una riforma che entrava in vigore con un nuovo regolamento approvato con il D .M. 20/11/2000. Esso scaturiva dalla constatazione che il rapporto tra Cassa Forense ed Iscritti era migliorato rispetto a chi esercita effettivamente la professione, anche grazie all'intensa attività diretta ad una miglior conoscenza e diffusione della normativa previdenziale forense. La Cassa negli ultimi anni, grazie ad un'efficiente organizzazione del Servizio Vigilanza, dimostrava di poter intervenire con tempestività nel rilevare situazioni irregolari, procedendo alle iscrizioni d'ufficio ed applicando le dovute sanzioni..Una delle premesse di cui gli Organi della Cassa Forense nel 2000 tennero conto nel valutare la sussistenza di condizioni atte a introdurre modifiche nel sistema sanzionatorio era scaturita dalla convinzione che l'Avvocatura finalmente guardava al proprio Ente Previdenziale sia con la volontà di mantenere un corretto rapporto, sia con un rinato interesse per le prestazioni previdenziali futureepire.Il nuovo regolamento quindi provvide a modificare il detto sistema sanzionatorio che riduceva considerevolmente la portata delle sanzioni previste. Le finalità di cui si tenne conto furono sostanzialmente quelle di un alleggerimento, in via generale, della misura delle sanzioni nonché una maggiore equità delle stesse, prevedendo una effettiva corrispondenza, anche in concreto,tra la gravità dell'infrazione compiuta e la misura delle sanzioni applicabili.DISCIPLINA Per perseguire tali obiettivi sono state introdotte sostanziali novità rispetto alle norme previgenti del 1980 :• Preliminarmente il criterio di riferimento per la determinazione del regime sanzionatorio applicabile e' restato il momento (l' anno solare) in cui è stata compiuta l' infrazione.• Il regime transitorio previsto all' art, 14 del regolamento per la disciplina delle sanzioni ha mitigato il regime sanzionatorio previgente, riducendo le vecchie sanzioni del 50%.• E' stato previsto che le sanzioni siano dovute per ogni singolo inadempimento in modo autonomo e, pertanto, non ridotte né aumentate in conseguenza della loro eventuale reiterazione.• E' stata prevista la parametrazione delle sanzioni per omesso o ritardato invio del mod. 5 al contributo integrativo anziché al contributo soggettivo (ottenendo anche l'ulteriore effetto positivo di avere come riferimento una somma non soggetta a riduzioni in casi particolari).• La graduazione delle sanzioni dovute in caso di omesso o ritardato versamento di contributi, con riferimento al momento dell'effettivo versamento anziché alla data di invio del mod. 5.• Sono state, inoltre, introdotte norme procedurali trasparenti nei confronti degli iscritti, che hanno tenuto conto della possibilità di un contraddittorio, pur senza appesantire eccessivamente le procedure interne per la riscossione da parte degli uffici.Nel 2006, su proposta di chi scrive, fu varato il c.d. "ravvedimento operoso" che consente all'iscritto una riduzione del 20% della sanzione qualora, prima che la Cassa lo rilevi, invii il mod 5 dopo il 31 dicembre dell'anno di riferimento.Attualmente la disciplina si è cosi articolata. L'art. 1 contiene l'indicazione degli inadempimenti sanzionati 1) omissione o ritardo o dell'invio del mod. 5 2) omissione o ritardo nel versamento dei contributi soggettivi, integrativi ed in autoliquidazione. Per quanto riguarda l'omissione o il ritardo nell'invio della domanda di iscrizione la sanzione non è stata modificata nel 2002 e pertanto vige la disciplina del 1992, che prevede una penalità pari al 50% dei contributi arretrati ed una autonoma procedura di accertamento dell'infrazione Come si ricava dalla lettura degli artt. 2 e 4, mentre si disciplina la riduzione dell'importo delle sanzioni, se ne prevede una rigorosa applicazione tramite un automatismo ed un maggior rigore, rispetto alla precedente disciplina, nell'applicazione per ogni specifica fattispecie di inadempimento. L'art. 5 riunisce in una unica disposizione la disciplina sulle penalità per omissioni, ritardi o non conformità al vero delle comunicazioni, rapportate, come già detto,al contributo integrativo e non a quello soggettivo IMPUGNAZIONILa procedura relativa alle impugnazioni e'regolamentata dagli artt. 10 e11.L'art. 10 regolamenta il principio della partecipazione dell'iscritto al procedimento. Ogni iscrizione a ruolo verrà preceduta da un'informativa scritta al professionista contenente tutti gli elementi per operare verifiche ed instaurare un eventuale contraddittorio con la Cassa. In tale ultimo caso l'accertamento sarà definitivo solo una volta esaminate le osservazioni dell'interessato.L'art. 11 definisce tempi e modalità di impugnazione rispetto agli accertamenti definitivi, avverso i quali è esperibile ricorso al Consiglio di Amministrazione nei 30 giorni (ordinatori).Il termine per la proposizione del ricorso di cui sopra, decorre dalla contestazione della omissione e della relativa sanzione,consente di contestare l'errore materiale o scusabile nella comunicazione difforme al vero,ovvero l'esistenza di circostanze eccezionali nel ritardo della comunicazione stessa, nei limitati casi già rivisti dal vigente regolamento per l'applicazione degli artt. 17e 18 (art. 8, comma 6 e art. 15, comma 3). Il Consiglio di amministrazione valuta le argomentazioni poste a base della contestazione ed gli eventuali supporti documentali e decide nel merito.La decisione del Consiglio di Amministrazione può essere impugnato, innanzi al giudice del Lavoro.La proposizione del ricorso non sospende la riscossione coattiva del contributo a mezzo ruolo.PROPOSTE DI RIFORMA Ad oggi permangano ancora numerosi casi di evasione contributiva, di omissione nelle comunicazioni ed, ipotesi più grave, di mancata iscrizione. Ma essi tendono sempre più ad avvicinarsi ad una quota che potremmo definire "fisiologica".Difatti lo scenario dell' avvocatura si è radicalmente modificato rispetto al passato, la consapevolezza che la Cassa di Previdenza rappresenta un moderno strumento di tutela del proprio presente nelle sue attività assistenziali e del proprio futuro nella parte previdenziale ha reso gli iscritti attenti alle modalità di adesione e rispettosi delle scadenze previdenziali viste ora come strettamente tecniche e necessarie al funzionamento della Struttura.Il Consiglio di Amministrazione con una certa frequenza, ormai, accoglie ricorsi motivati dalla sussistenza di cause riconosciute giustificative dell'inadempimento (in particolare gravi motivi di salute, iscrizione all'albo per pochi giorni nell'anno ...).I dati menzionati meritano una valutazione approfondita, che potrebbe permettere una nuova revisione della disciplina sanzionatoria varata nel 2001, individuando specifiche fattispecie da modificare attinenti specificamente il mod 5. Questo modello,cosi denominato per essere stato varato quale quinto di altri nuovi modelli, andava a sostituire la comunicazione obbligatoria e autonoma dell' avvocato. Esso rispondeva alla necessita' di conoscere i redditi degli iscritti onde consentire la verifica dell'esattezza del contributo versato. Attualmente la verifica dei dati reddituali avviene anche attraverso l'incrocio dei dati fiscali, rendendo il controllo esercitato attraverso il mod.5 necessario ma non essenziale alla Cassa. Difatti a tutela della veridicità e conformità dei dati dichiarati, all'art. 8 del citato Regolamento per gli omessi versamenti di contributi accertati a seguito di controlli incrociati con l'Anagrafe Tributaria e' prevista una sanzione molto elevata (100% del contributo evaso) anche con finalità dissuasive .(Si e' comunque ritenuto equo prevedere la possibilità di una sorta di "accertamento per adesione" che porta una riduzione della sanzione al 40% nel caso di pagamento entro 90 giorni di tutti gli importi dovuti così come definitivamente accertati dalla Cassa ed una diversa riduzione al 20% a titolo di "ravvedimento operoso" quando il pagamento in unica soluzione sia preceduta da comunicazione in autodenuncia e intervenga entro 60 giorni dalla successiva comunicazione del conteggio del quantum dovuto da parte della Cassa.) In tale ottica il sistema sanzionatorio vigente in relazione ai dati dichiarati nel mod 5 appare eccessivo nella esosità delle sanzioni applicate, che non trovano più il supporto delle argomentazioni del passato.La prima sanzione da ridurre dovrebbe essere quella relativa al suo omesso o ritardato invio.Per questi motivi propongo che tutte le sanzioni afferenti il mod. 5, omesso, ritardato invio, parziale compilazione, mancanza di sottoscrizione, subiscano una riduzione del 20%. Propongo altresì il riconoscimento obbligatorio del c.d. "errore materiale" nella compilazione del modello con eliminazione delle collegate norme sanzionatorie.In seconda istanza, anche per la parziale omissione del pagamento di ratei previdenziali in autoliquidazione, ove è ravvisabile il mero errore materiale, l'errore scusabile che purtroppo accade per distrazione propria o altrui, dovrebbe subire una revisione modificatoria del regime sanzionatorio. Difatti la volontaria determinazione di omettere il pagamento di quanto dovuto è ormai da considerare un fenomeno residuale.L'eliminazione della sanzione per il versamento solo parziale del contributo( ovvero il mancato pagamento di una parte residuale ) in autoliquidazione dovuto a mero errore di calcolo appare del tutto opportuno e legato ad una nuova visione della Cassa, più vicina ai suoi iscritti.*avvocatodelegata nazionale Cassa Previdenza ed Assistenza Forense
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