Source: https://www.ingenio-web.it/18961-gravi-difetti-dellopera-appaltatore-responsabile-per-la-mancata-impermeabilizzazione
Timestamp: 2019-06-17 09:29:43+00:00
Document Index: 45628577

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1669', 'art. 1667', 'art. 1669', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1669']

﻿Gravi difetti dell'opera: appaltatore responsabile per la mancata impermeabilizzazione
Peppucci Matteo - Collaboratore INGENIO 15/02/2018 4205
Anche l'imperfetta impermeabilizzazione di un appartamento è un grave difetto dell'opera, perché incide negativamente sul normale utilizzo del bene. L'importante principio di diritto è stato sottolineato dalla Corte di Appello di Napoli con la sentenza n.50/2018 dello scorso 8 gennaio (disponibile in allegato), che ha confermato quanto sancito in primo grado.
Il proprietario della nuda proprietà e gli usufruttuari di un appartamento citano in causa la ditta alienante, perché l'immobile in questione presentava diverse anomalie, confermati dall'accertamento tecnico preventivo. Il Tribunale accoglie pertanto la richiesta e condanna la società a pagare la somma necessaria a eliminare i riscontrati vizi e difetti dell'abitazione e a ripristinare le parti rimaste danneggiate.
L'azienda non ci sta e propone appello, con motivazione principale il fatto che fossero stati reclamati semplici "vizi e difetti" dell'alloggio (ad.es: l'imperfetta esecuzione dell'impermeabilizzazione) e, dunque, irregolarità insufficienti a radicare la responsabilità della venditrice per gravi difetti rilevanti in base all'art. 1669 del Codice civile. Trattandosi di anomalie inidonee a provocare danni strutturali, secondo l'appellante, si sarebbe dovuta invocare la più tenue garanzia per difetti dell’opera, regolata dall'art. 1667 del Codice civile.
La motivazione non 'regge', poiché - secondo la Corte di Appello di Napoli - l'uso "negli atti di parte del termine vizi (e difetti) dell'opera, presente negli artt.1667 e 1668 del Codice civile, non è incompatibile con l'affermazione dei gravi difetti rilevanti in base all'articolo 1669 del Codice civile, poiché i gravi difetti dell’opera si traducono inevitabilmente in vizi della medesima", come già precedentemente rilevato dalla Cassazione. È quindi possibile un concorso tra le due garanzie, di cui l'una costituisce una sottospecie dell'altra.
Non per forza, inoltre, i gravi difetti di costruzione che danno luogo alla garanzia regolata dall'art. 1669 del Codice Civile si devono necessariamente identificare con "con vizi influenti sulla staticità, durata e conservazione dell’edificio, ma possono consistere in qualsiasi alterazione che, pur riguardando direttamente una parte dell’opera, incidano sulla struttura e funzionalità globale, menomando in modo apprezzabile il godimento", come accade nell'ipotesi di infiltrazioni legate a carenze di impermeabilizzazione" (Cassazione, sentenza 84/2013). In aggiunta, va considerato che la stessa Cassazione, nella sentenza 7756/2017 (Sez. Unite) ha chiaramente rapresentato che l'art. 1669 del Codice civile è applicabile, se ricorrono le altre condizioni, anche alle opere di ristrutturazione edilizia e agli interventi manutentivi o modificativi di lunga durata su immobili preesistenti, purché affetti da gravi difetti che incidono sul godimento e sul normale utilizzo del bene. Per gravi difetti, cioè, si intendono anche quelli che riguardano elementi secondari e accessori eliminabili con l'ordinaria manutenzione, se idonei a compromettere la funzionalità globale dell'opera, quali i vizi di pavimentazione, le infiltrazioni o le inefficienze dell'impianto idrico.
Pertanto la società alienante è colpevole, perché queste 'alterazioni' hanno inciso sulla struttura e funzionalità globale dell'immobile, menomandone in maniera apprezzabile il godimento. Scatta, in definitiva, la responsabilità per rovina e gravi vizi dell'appaltatore.