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Timestamp: 2018-10-20 03:47:34+00:00
Document Index: 3285495

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 35', 'art. 32', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 32', 'art. 1']

Franchigia I.V.A.: modalita' applicative e termini della comunicazione all’agenzia delle Entrate | Commercialista Telematico
Franchigia I.V.A.: modalita' applicative e termini della comunicazione all’agenzia delle Entrate
Le persone fisiche che hanno realizzato nell’anno solare precedente, o, in caso di inizio attività, prevedono di realizzare un volume di affari, ragguagliato all’anno, non superiore a € 7.000, devono comunicare all’Agenzia delle Entrate di possedere i requisiti per l’applicazione del regime in franchigia di IVA (art. 32-bis del D.P.R. n. 633/1972, con la dichiarazione di inizio (o variazione) attività ai fini IVA (art. 35 del D.P.R. n. 633/1972).<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
Peraltro, i contribuenti che esercitano già l’attività devono presentare la dichiarazione di variazione dati ai fini IVA dati entro i termini previsti per la trasmissione della prima comunicazione telematica dei corrispettivi.
Tale regime si applicherà anno per anno fino a quando rimangono i previsti requisiti.
Lo ha disposto provvedimento <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />20.12.2006 emesso dall’Agenzia delle Entrate, pubblicato sulla G.U. n. 301 del 29.12.2006 che ha meglio disciplinato la fase della comunicazione, opzione e revoca, oltre ad altri aspetti, del nuovo regime di franchigia da IVA che si applica dal 1.1.2007. Vediamone di seguito il contenuto di tale provvedimento.
Opzione per il regime ordinario IVA e sua revoca
Coloro che sono in possesso dei necessari requisiti (volume di affari sotto € 7.000), possono optare per l’applicazione dell’imposta nei modi ordinari che vale per almeno un triennio.
In particolare, i soggetti già in attività, hanno l’opportunità di potere esercitare l’opzione in base al D.P.R. n. 442/1997, o mediante l’adozione di un comportamento concludente con la comunicazione dell’opzione nella prima dichiarazione annuale IVA presentata dopo la scelta operata.
In particolare, il citato provvedimento dispone che le persone fisiche in regime di franchigia vadano a comunicare l’opzione per l’applicazione dell’imposta nei modi ordinari con la suddetta dichiarazione di variazione dei dati IVA (modello AA9), da presentare, però, entro i termini dell’ultimo invio telematico dei corrispettivi.
Mentre chi intende revocare l’opzione per l’applicazione dell’imposta nei modi ordinari, dovrà comunicare la scelta operata con la medesima dichiarazione di variazione IVA (modello AA9), entro i termini della prima comunicazione telematica dei corrispettivi.
Attribuzione e revoca del numero speciale di partita IVA
L’Agenzia delle Entrate, ricevute le suddette comunicazioni provvede a revocare, se assegnato, il numero ordinario di partita IVA e attribuisce un numero speciale di partita IVA da utilizzare per il periodo di permanenza nel regime di franchigia, o nel caso contrario (fine del regime di franchigia, anche a seguito del superamento dei limiti imposti) revoca il numero speciale di partita IVA e attribuisce il numero ordinario di partita IVA.
Esoneri per i contribuenti minimi in franchigia (i vantaggi di tale regime)
Chi si trova nel regime in franchigia é esonerati dai seguenti obblighi:
– Versamento dell’IVA e dagli adempimenti connessi;
– pagamento mediante F24 On line per le imposte, contributi e premi, e delle entrate spettanti agli enti ed alle casse previdenziali;
– obblighi previsti per le operazioni intracomunitarie.
Obblighi (e svantaggi) nel regime in franchigia
Il provvedimento rimarca la circostanza che i contribuenti minimi in franchigia, non possono esercitare il diritto di rivalsa dell’IVA e non hanno, quindi, il diritto alla detrazione dell’imposta pagata sugli acquisti, anche intracomunitari, e sulle importazioni.
Inoltre, rimangono, comunque, per tali soggetti esonerati i seguenti obblighi:
1) Numerazione e conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali;
2) certificazione e comunicazione telematica dei corrispettivi;
3) presentazione agli uffici doganali gli elenchi intrastat;
4) indicazione, anziché dell’importo dell’imposta, ove siano obbligati a dovere emettere la fattura, dell’annotazione che si tratta di operazione effettuata, in regime di franchigia, ai sensi dell’art. 32-bis del D.P.R. 26.10.1972, n. 633;
5) integrazione della fattura, emessa dal cedente o dal prestatore senza addebito di imposta, con l’indicazione dell’aliquota applicabile e dell’imposta relativa e versamento dell’IVA, entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni,
quando in qualità di cessionari o committenti effettuano operazioni passive per le quali sono tenuti al pagamento dell’imposta (ad esempio nel metodo del reverse charge, con l’emissione di autofattura);
6) effettuazione della rettifica della detrazione dell’imposta ai sensi dell’art. 19-bis2 del D.P.R. n. 633/1982, nella dichiarazione annuale IVA relativa all’anno precedente a quello di transito nel regime in franchigia (ad es., se il transito nel regime in franchigia avviene dal 2007, allora la rettifica si effettua nella dichiarazione IVA relativa all’anno 2006) .
Peraltro, la rettifica va eseguita solo sui beni e servizi non ancora ceduti o non ancora utilizzati e sui beni ammortizzabili per i quali non sono ancora trascorsi quattro anni da quello della loro entrata in funzione, o dieci anni decorrenti da quello di acquisto o di ultimazione in caso di fabbricati, porzioni di fabbricati e aree fabbricabili.
Il provvedimento rammenta, inoltre, che la stessa rettifica deve essere effettuata in caso di passaggio, anche per opzione, al regime ordinario IVA;
7) versamento dell’IVA dovuta per effetto della rettifica della detrazione di cui all’art. 19bis2 del D.P.R. n. 63371972, in un’unica soluzione, o, in tre rate di pari importo.
La prima o unica rata VA versata entro il termine per il versamento a saldo dell’imposta relativa all’anno precedente a quello di applicazione del regime di franchigia, mentre le successive rate vanno versate entro il termine per il versamento a saldo dell’imposta relativa ai due periodi successivi;
8) versamento in un unica soluzione, alla fine del regime di franchigia, per legge o per opzione, delle residue rate entro il termine stabilito per il primo versamento periodico, successivo all’ultima comunicazione telematica dei corrispettivi.
Infine, il provvedimento del 20.12.2006 rinvia ad un successivo provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate la determinazione delle modalità, dei termini e delle procedure da osservare per l’invio telematico dei corrispettivi di cui all’art. 32-bis, co. 1, del D.P.R. n. 633/1972.
Assistenza fiscale da richiedere all’ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate entro il 31 gennaio
Il neo provvedimento, inoltre, disciplina pure la circostanza che i contribuenti minimi in regime di franchigia preferiscano avvalersi dell’assistenza fiscale dell’Agenzia delle Entrate per l’adempimento degli obblighi tributari. Per usufruire di tale possibilità, tali soggetti devono farne richiesta, in carta libera, ad un ufficio locale dell’Agenzia delle entrate, indicando distintamente gli estremi anagrafici, il codice fiscale o la partita IVA. La richiesta potrà essere presentata o spedita, mediante il servizio postale con raccomandata, ad un ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate entro il mese di gennaio dell’anno a decorrere dal quale si intende fruire dell’assistenza stessa, quindi, entro il 31.01.2007, per l’assistenza del periodo d’imposta 2007.
L’assistenza fiscale viene data dall’Ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate competente in funzione del domicilio fiscale del richiedente, mentre la revoca della richiesta di assistenza fiscale va effettuata con la medesima modalità ed ha effetto a decorrere dal giorno di ricevimento della stessa da parte dell’Ufficio delle entrate competente.
Viene disposto, quindi, che gli uffici locali assistono direttamente i contribuenti negli adempimenti tributari e provvedono a fornire loro la consulenza tributaria nelle materie connesse all’applicazione del regime in franchigia.
Cessazione del regime di franchigia per legge.
Viene, altresì, stabilito che il regime di franchigia termina poi la sua efficacia dall’anno successivo a quello in cui viene realizzato un volume di affari superiore a € 7.000 o vengono effettuate cessioni all’esportazione.
Il provvedimento dispone anche che il regime di franchigia cessa la sua efficacia dall’anno nel corso del quale il volume d’affari dichiarato dal contribuente o rettificato dall’ufficio supera del 50% il limite di 7.000 euro. Verificandosi tale caso scatta l’obbligo di istituire i registri IVA e di annotare i corrispettivi delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi e l’ammontare degli acquisti effettuati nell’intero anno solare.
Allo stesso tempo, l’IVA é dovuta sulle operazioni effettuate dall’inizio dell’anno al netto delle detrazioni (ai sensi dell’art. 1 del D.P.R. 23.3.1998, n. 100) e va versata entro il termine stabilito per il primo versamento periodico successivo alla data di comunicazione telematica dei corrispettivi che hanno determinato il superamento del limite.
Infine, il provvedimento del 20.12.2006 stabilisce che, al superamento dei previsti limiti, l’Agenzia delle Entrate, sulla base dei dati riguardanti i corrispettivi periodici trasmessi per via telematica, deve comunicare al contribuente la cessazione del regime di franchigia.
Il provvedimento conclude precisando che l’ufficio locale competente deve provvedere, entro trenta giorni dalla data di invio telematico dei corrispettivi che ne hanno determinato il superamento ed entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello in cui é stato superato il predetto limite, a revocare il numero speciale di partita IVA e ad attribuire quello ordinario, mediante una comunicazione al contribuente tramite lettera raccomandata.