Source: https://gianlucagodi.com/2018/01/08/le-nuove-faq-sul-responsabile-della-protezione-dei-dati/
Timestamp: 2020-07-08 09:59:38+00:00
Document Index: 151119501

Matched Legal Cases: ['art. 39', 'art. 37', 'art. 39', 'art. 37', 'art. 33', 'art 37', 'art 37']

Le nuove faq sul Responsabile della Protezione dei dati | Studio ing. Gianluca Godi
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Sul sito del Garante per la protezione dei dati personali, un’autorità amministrativa istituita dalla cosiddetta legge sulla privacy (legge 31 dicembre 1996, n. 675) e oggi disciplinata dal Codice in materia di protezione dei dati personali ( d.lgs. 30 giugno 2003 n. 196), sono state pubblicate nuove Faq sul Responsabile della Protezione dei dati (RPD) in ambito pubblico, in aggiunta a quelle adottate dal Gruppo Art. 29 (Gruppo di lavoro articolo 29 in materia di protezione dei dati personali) e con riferimento al Regolamento generale sulla protezione dei dati(RGPD).
Il RGPD non fornisce la definizione di “autorità pubblica” o “organismo pubblico” e, come chiarito anche nelle Linee guida adottate in materia dal Gruppo Art. 29 (di seguito Linee guida), ne rimette l’individuazione al diritto nazionale applicabile (1).
Occorre, comunque, considerare che, nel caso in cui soggetti privati esercitino funzioni pubbliche (in qualità, ad esempio, di concessionari di servizi pubblici), può risultare comunque fortemente raccomandato, ancorché non obbligatorio, procedere alla designazione di un RPD. In ogni caso, qualora si proceda alla designazione di un RPD su base volontaria, si applicano gli identici requisiti – in termini di criteri per la designazione, posizione e compiti – che valgono per i RPD designati in via obbligatoria (2).
Esse, pur rappresentando, al pari di altri titoli, un valido strumento ai fini della verifica del possesso di un livello minimo di conoscenza della disciplina, tuttavia non equivalgono, di per sé, a una “abilitazione” allo svolgimento del ruolo del RPD né, allo stato, sono idonee a sostituire il giudizio rimesso alle PP.AA. nella valutazione dei requisiti necessari al RPD per svolgere i compiti previsti dall’art. 39 del RGPD (3).
Nel caso in cui la scelta del RPD ricada su una professionalità interna all’ente, occorre formalizzare un apposito atto di designazione a “Responsabile per la protezione dei dati”. In caso, invece, di ricorso a soggetti esterni all’ente, la designazione costituirà parte integrante dell’apposito contratto di servizi redatto in base a quanto previsto dall’art. 37 del RGPD (4) (per agevolare gli enti, in allegato alle Faq, è riportato uno schema di atto di designazione).
Indipendentemente dalla natura e dalla forma dell’atto utilizzato, è necessario che nello stesso sia individuato in maniera inequivocabile il soggetto che opererà come RPD, riportandone espressamente le generalità (5), i compiti (eventualmente anche ulteriori a quelli previsti dall’art. 39 del RGPD (6)) e le funzioni che questi sarà chiamato a svolgere in ausilio al titolare/responsabile del trattamento, in conformità a quanto previsto dal quadro normativo di riferimento.
Come chiarito nelle Linee guida, in base all’art. 37, par. 7, non è necessario -anche se potrebbe costituire una buona prassi, in ambito pubblico- pubblicare anche il nominativo del RPD, mentre occorre che sia comunicato al Garante per agevolare i contatti con l’Autorità (anche in questo caso, in allegato alle Faq, è riportato un modello di comunicazione al Garante). Resta invece fermo l’obbligo di comunicare il nominativo agli interessati in caso di violazione dei dati personali (art. 33, par. 3, lett. b) (7).
Scarica i documenti citati:
Linee-guida sui responsabili della protezione dei dati (RPD) – WP 243(formato PDF, 424 kB);
Schema di atto di designazione del Responsabile della Protezione dei Dati personali (RDP) ai sensi dell’art 37 del Regolamento UE 2016/679(formato DOC, 43 kB);
Modello comunicazione al Garante dei dati dell’RPD ai sensi dell’art 37, par 1, lett a) e par 7, del RGPD(formato DOC, 34 kB);
Regolamento Ue e certificazione in materia di dati personali(formato PDF, 100 kB).
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