Source: http://www.gildavenezia.it/danni-causati-da-minori-o-soggetti-affidati-a-cure-altrui/
Timestamp: 2018-03-21 10:41:50+00:00
Document Index: 43135828

Matched Legal Cases: ['art. 2048', 'art. 2048', 'art.61', 'art. 29', 'art.10', 'art.350', 'art.39', 'art.82', 'art.72', 'art. 28']

Danni causati da minori o soggetti affidati a cure altrui | Gilda Venezia
ResponsabilitàSicurezza Autore:	Gilda Venezia - 09 ottobre 2016 / 07 : 18
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dalla Gilda degli insegnanti di Venezia, 9.10.2016
– La legge prescrive al genitore di farsi carico dei danni causati dal figlio minore tranne nel caso in cui sia possibile dimostrare di non avere potuto impedire il fatto. Le stesse regole si applicano al tutore e all’insegnante per i danni causati nel tempo in cui il minore è sotto il loro affidamento. Qualora invece il minore affidato ad un insegnante causi dei danni a se stesso (quindi subisca un infortunio) i genitori (che agiscono in nome del minore) possono chiedere il risarcimento all’insegnante e al Ministero dell’Istruzione.
La responsabilità aggravata è regolata in primo luogo dall’art. 2048 c.c. e cioè da uno specifico quadro normativo di riferimento di natura sia legislativa (art. 2048 del Codice Civile relativo alla responsabilità dei precettori; art.61 della L. 11 luglio 1980 n. 312 concernente la disciplina della responsabilità patrimoniale del personale direttivo, docente educativo e non docente ) e in secondo luogo da obblighi di tipo contrattuale (art. 29, 5° comma del CCNL del 27.11.2006)
Un riferimento alla vigilanza è presente anche nell’art.10 lettera a) del Testo Unico delle disposizioni vigenti in materia di istruzione n. 297 /94 in cui si prevede che il Consiglio di circolo o di istituto delibera sull’adozione del regolamento interno che “deve stabilire le modalità …. per la vigilanza degli alunni durante l’ingresso e la permanenza nella scuola, nonché durante l’uscita dalla medesima “.
Le disposizioni previste dall’art.350 del Regio Decreto n.1297 del 1928 relativo a specifici doveri di sorveglianza in capo agli insegnanti elementari (2) e dall’art.39 del Regio Decreto n.965 del 1924 concernente i compiti di vigilanza negli istituti di istruzione media (3) non sono più applicabili sensi dell’art.82 del CCNL del 1995 in attuazione di quanto disposto dall’art.72 del D.Legs. n.29 /1993 .
In ogni caso la sussistenza della responsabilità civile dell’Amministrazione consegue ex art. 28 della Costituzione alla responsabilità civile dei propri dipendenti tenuti agli obblighi predetti, in relazione ai propri specifici doveri d’ufficio («I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici»)
La legge prevede che il soggetto minoredi età non possa essere chiamato in prima persona a risarcire i danni che procura a terzi; perciò sono i genitori, padre e madre, che in primo luogo rispondono in solido dei danni causati dai minori: ciò significa che il danneggiato può richiedere indifferentemente il pagamento dell’intera somma all’uno piuttosto che all’altro.
La stessa regola si applica nei confronti del tutore rispetto ai danni causati dalle persone soggette alla tutela purché convivano con il tutore medesimo. Sono soggetti alla tutela i minori che restano privi di genitori o le persone che non sono in grado di badare a se stesse a causa di una infermità fisica o psichica.
Se però il minorenne (o comunque la persona soggetta alla tutela) viene affidata ad un insegnante quest’ultimo risponde dei danni causati dalla persona che ha in affidamento per tutto il tempo che questa sta presso di lui. Si pensi al caso in cui l’alunno di una scuola, recandosi in gita con la classe, procuri danni a terzi mentre è sotto la vigilanza del proprio professore. In questo caso la responsabilità per i danni ricadrà sulle spalle di quest’ultimo.
Quando vi è esonero da responsabilità
La regola esaminata al paragrafo precedente è particolarmente rigida e si regge sul principio per il quale i soggetti minorenni non hanno ancora raggiunto la maturità sufficiente per disciplinare autonomamente il proprio comportamento in modo responsabile e, pertanto, si impone ai genitori, al tutore o all’insegnante a cui sono affidati per ragioni di studio di vigilare affinché non causino danni a terzi.
per non avere adeguatamente vigilato sul comportamento del minore: la culpa in vigilando;
per non avere svolto in modo adeguato i propri compiti educativi: la culpa in educando;
Il danno causato dal minore a se stesso
Le norme che sono state esaminate nei paragrafi precedenti si applicano nel caso in cui il minore procuri danni a terzi, come accade, ad esempio, quando l’alunno causa delle lesioni ad un compagno di scuola.
Danni causati da minori o soggetti affidati a cure altrui ultima modifica: 2016-10-09T07:18:49+00:00 da Gilda Venezia