Source: https://renatodisa.com/2015/02/19/corte-di-cassazione-sezione-v-sentenza-16-febbraio-2015-n-6784-lart-497-ter-c-p-possesso-di-segni-distintivi-contraffatti-non-richiede-che-gli-oggetti-ivi-menzionati-siano-destinati-esclu/
Timestamp: 2018-06-19 08:39:00+00:00
Document Index: 68619065

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 497', 'sentenza ', 'art. 497', 'sentenza ', 'art. 497']

Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 16 febbraio 2015, n. 6784. L'art. 497-ter c.p. - possesso di segni distintivi contraffatti - non richiede che gli oggetti ivi menzionati siano destinati esclusivamente all'uso dei corpi di polizia, ma soltanto che questi ultimi li utilizzino e che pertanto la loro detenzione sia idonea a trarre agevolmente in inganno i cittadini sulle qualità personali del detentore e sul potere connesso alla detenzione medesima. In tal senso non v'è dubbio allora che la detenzione di un lampeggiante del tipo di quello in uso anche alle forze di polizia collocato sul tetto delle vettura dell'imputato integri la fattispecie contestata. Infatti non può esservi dubbio sull'univoco significato di un comportamento di tal genere, atteso che la collocazione del dispositivo sul tetto di una vettura privata, priva cioè di segni di riconoscimento come sono invece gli automezzi in uso agli altri soggetti abilitati all'utilizzo di lampeggianti blu, non può che far credere che la stessa sia un'auto "civetta" delle forze dell'ordine - Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 16 febbraio 2015, n. 6784. L’art. 497-ter c.p. – possesso di segni distintivi contraffatti – non richiede che gli oggetti ivi menzionati siano destinati esclusivamente all’uso dei corpi di polizia, ma soltanto che questi ultimi li utilizzino e che pertanto la loro detenzione sia idonea a trarre agevolmente in inganno i cittadini sulle qualità personali del detentore e sul potere connesso alla detenzione medesima. In tal senso non v’è dubbio allora che la detenzione di un lampeggiante del tipo di quello in uso anche alle forze di polizia collocato sul tetto delle vettura dell’imputato integri la fattispecie contestata. Infatti non può esservi dubbio sull’univoco significato di un comportamento di tal genere, atteso che la collocazione del dispositivo sul tetto di una vettura privata, priva cioè di segni di riconoscimento come sono invece gli automezzi in uso agli altri soggetti abilitati all’utilizzo di lampeggianti blu, non può che far credere che la stessa sia un’auto “civetta” delle forze dell’ordine
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Pubblicato da Avv. Renato D'Isa| 2015-02-19T12:35:04+00:00	19 febbraio 2015|Cassazione penale 2015, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti