Source: http://www.consorzioaglianico.it/?page_id=61
Timestamp: 2018-01-23 21:49:35+00:00
Document Index: 73798027

Matched Legal Cases: ['art. 2602', 'art. 17', 'art. 125', 'art.17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 19', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 30', 'art.15', 'art.2386', 'art. 17', 'art.9', 'art. 2423', 'art.9', 'art.10', 'art. 17', 'art. 17']

Modulistica D.O.
Ai sensi del D. Lgs. 61/2010 e del D.M. 16 dicembre 2010, è costituito il “Consorzio di Tutela del vino Aglianico del Vulture” che, per semplicità di esposizione, successivamente verrà nominato Consorzio.
Il Consorzio è costituito ai sensi dell’art. 2602 e ss. del codice civile fra i soggetti viticoltori, vinificatori ed imbottigliatori della DOC “Aglianico del Vulture” e della DOCG “Aglianico del Vulture Superiore”, di seguito nominate DO.
Ai sensi dell’art. 17 commi 1 e 4 del D.Lgs. 61/2010, il Consorzio è riconosciuto quale organizzazione interprofessionale, come da art. 125 sexdecies par. 1 lett. b) Reg. CE 1234/2007.
Il Consorzio, se rappresentativo di almeno il 40% dei viticoltori e di almeno il 66% della produzione di competenza dei vigneti iscritti allo schedario viticolo, come previsto dall’art. l, comma 3 del D.M. 16 dicembre 2010, è incaricato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali a svolgere le funzioni “erga omnes”, di cui all’art.17 comma 4 del D.Lgs 61/2010 e quindi, della tutela, promozione, valorizzazione, informazione del consumatore e cura generale degli interessi delle DO tutelate nei confronti di tutti i produttori delle stesse denominazioni, anche non aderenti al Consorzio.
Il mantenimento del riconoscimento e dell’autorizzazione “erga omnes” è subordinato alla dimostrazione del mantenimento dei requisiti di rappresentatività, nel rispetto del D.M. 7422 del 12 maggio 2010.
Il Consorzio è disciplinato, oltre che dalla normativa comunitaria e nazionale, dal presente statuto, dagli eventuali regolamenti interni e successive modifiche e integrazioni approvate dall’Assemblea dei Soci.
Il Consorzio potrà partecipare ed aderire, con delibera del Consiglio di Amministrazione, ad altre iniziative ed Organismi che dimostrino interesse per la valorizzazione dei vini a denominazione di origine controllata e ad essi delegare quelle funzioni che dovessero essere convenienti per gli scopi sociali.
Il Consorzio ha la sede legale in Rionero in Vulture alla via XX Settembre – Palazzo Giustino Fortunato e sede operativa in Venosa al Vico San Domenico – Palazzo Rapolla.
Il Consorzio potrà istituire uffici periferici negli altri Comuni interessati alla produzione dei vini a DO e costituire rappresentanze in altre località italiane e straniere se utili e necessarie per gli scopi sociali, con delibera del Consiglio di Amministrazione.
La durata del Consorzio è stabilita in anni cinquanta, prorogabile a termini di legge.
Il Consorzio, riconosciuto ai sensi dell’art. 17, comma l del D. Lgs. 61/2010 ha lo scopo di:
avanzare proposte di disciplina regolamentare e svolgere compili consultivi relativi alle DO tutelate;
espletare attività di assistenza tecnica, di proposta, di studio, di valutazione economico -congiunturale delle DO, nonché ogni altra attività finalizzata alla valorizzazione del prodotto sotto il profilo tecnico dell’immagine;
collaborare con le Regioni e Province autonome per lo svolgimento delle attività di competenza delle stesse, secondo le direttive impartite dal Ministero, alla tutela e alla salvaguardia delle DO da abusi, atti di concorrenza sleale, contraffazioni, uso improprio delle denominazioni tutelate e comportamenti comunque vietati dalla legge;
svolgere, nei confronti dei soli associati, le funzioni di tutela di promozione, di valorizzazione, di informazione del consumatore e di cura generale degli interessi della relativa denominazione, nonchè azioni di vigilanza, da espletare prevalentemente alla fase del commercio, in collaborazione con l’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agro-alimentari, in raccordo con le Regioni e Province autonome.
Il Consorzio, riconosciuto ai sensi dell’art. 17, comma 4 del D.Lgs. 61/2010, oltre a svolgere le attività di cui alle precedenti lettere a), b) e c), svolge le attività di cui alla precedente lettera d), nei confronti di tutti i soggetti inseriti nel sistema di controllo anche se non Soci del Consorzio.
Il Consorzio, inoltre, svolge tutte le attività e i compiti attribuitigli dalla legislazione comunitaria e nazionale in quanto Organizzazione Interprofessionale e in particolare:
organizzare e coordinare le attività di tutte le categorie interessate alla produzione e alla valorizzazione dei prodotti recanti le DO protette;
definire, previa consultazione dei rappresentanti di categoria delle DO, l’attuazione delle politiche di governo dell’offerta, al fine di salvaguardare e tutelare la qualità del prodotto e contribuire ad un miglior coordinamento dell’immissione sul mercato delle denominazioni tutelate, nonché definire piani di miglioramento della qualità del prodotto;
coordinare l’adeguamento dei Disciplinari di Produzione alle nuove o più moderne esigenze riguardanti la tecnologia, l’immagine, la presentazione ed il consumo e presentare le relative istanze ufficiali agli organi preposti, ivi compresa la richiesta dell’utilizzo del lotto in etichetta in luogo del contrassegno di cui all’art. 19 del D.Lgs. 61/10 e successive modifiche;
compiere tutte le attività correlate alla applicazione della disciplina nazionale, comunitaria ed internazionale, riguardante i prodotti a DO di propria competenza, nonché l’esercizio delle funzioni previste dal D.Lgs. 61/10 e dai relativi decreti di applicazione e successive modifiche e/o integrazioni, oltre che dalla normativa comunitaria, ivi inclusi i compiti operativi, propositivi, consultivi, di vigilanza e di collaborazione con le Autorità centrale e periferica di controllo e con la Regione Basilicata, nonché con tutti gli altri soggetti e/o enti pubblici e privati, competenti in materia di vigneti, uve, vini e prodotti recanti le DO tutelate;
organizzare e gestire, secondo procedure e possibilità consentite dal D.Lgs. 61/10 e decreti applicativi, attività tecniche dirette alla vigilanza dei prodotti recanti le DO tutelate;
impiegare agenti vigilatori propri o in convenzione con altri Consorzi, anche di altri settori, per le attività di vigilanza, prevalentemente nella fase del commercio;
adottare, per le proprie iniziative, un proprio marchio consortile ed, eventualmente, chiederne l’inserimento nel Disciplinare di Produzione come logo delle DO, se incaricato ai sensi dell’art. 17 comma 4 del D.Lgs. 61/10 e successive modifiche. Il Consorzio, qualora autorizzato ai sensi dell’art. 17 comma 4 del D.Lgs. 61/10 per le DO tutelate, esercita le funzioni e le attività di cui allo stesso comma 4, nei confronti di tutti i soggetti inseriti nel sistema dei controlli della denominazione, anche se non aderenti al Consorzio. I costi derivanti dalle attività di cui al comma 4 dell’art. 17 del D.Lgs. 61/2010, sono a carico di tutti i soggetti viticoltori, vinificatori ed imbottigliatori inseriti nel sistema di controllo, anche se non Soci del Consorzio, e sono ripartiti sulla base delle quantità di prodotto a denominazione (uva, vino denunciato, vino imbottigliato) sottoposto al sistema di controllo, nella campagna vendemmiale immediatamente precedente l’anno nel quale vengono attribuiti i costi. I contributi, di cui sopra, devono essere riportati in bilancio in conti separati. Il Consorzio, autorizzato ai sensi dello stesso art. 17 comma 4, può chiedere ai nuovi soggetti utilizzatori delle DO, al momento della immissione nel sistema di controllo, qualora previsto, il contributo di avviamento di cui alla Legge 22 dicembre n. 201/2008, secondo i criteri e le modalità stabilite dal MIPAAF.
Possono essere Soci del Consorzio tutti gli utilizzatori delle DO tutelate dal Consorzio medesimo, sottoposti al sistema di controllo di cui al D.Lgs. 61/2010 che esercitano una o più attività produttive: viticoltura e/o vinifìcazione e/o imbottigliamento.
L’ammissione al Consorzio, per le richieste previste al precedente articolo 5, avviene su Delibera del Consiglio di Amministrazione in ordine ai requisiti del richiedente.
Il Consiglio di Amministrazione, tenendo presente le disposizioni in vigore, stabilisce, con apposito Regolamento interno, le modalità di ammissione delle domande, la documentazione da allegare, le verifiche da effettuare, il valore delle quote di ammissione, le modalità di versamento e delibera nel termine di due mesi dalla domanda.
Il mancato accoglimento della richiesta di ammissione al Consorzio può essere impugnato al Collegio Arbitrale con le modalità ed i termini indicati nell’art. 30.
Il Consorziato che non potesse partecipare direttamente all’attività sociale del Consorzio può farsi rappresentare, anche in forma continuativa, da persona di fiducia munita di delega scritta, purchè già Socio del Consorzio.
Ciascun rappresentante non potrà rappresentare più di due Consorziati.
Il Consorziato ha l’obbligo dell’osservanza di quanto prescritto nel presente Statuto, delle disposizioni del Regolamento, nonchè di tutte le eventuali successive norme che potranno essere deliberate dagli Organi Sociali.
Il Consorziato è tenuto ad accettare quelle forme di controllo che gli Organi del Consorzio ritenessero di adottare al fine di verificare l’esatto adempimento degli obblighi statutari a suo tempo assunti, oltre che la sussistenza di eventuali comportamenti lesivi nei confronti del Consorzio, delle sue finalità e del suo prestigio.
Il consorziato ha l’obbligo del versamento di una quota fissa di accesso ai servizi del Consorzio.
La quota si intende versata a fondo perduto ed è intrasferibile, ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte o di subentro. In ogni caso la quota non ha diritto di rivalutazione, né accende diritto sul patrimonio del Consorzio.
L’associazione al Consorzio viene certificata dall’iscrizione nel relativo libro Soci. Potrà essere predisposto un libro Soci per ciascuna DO tutelata e, comunque, deve essere garantita la distinzione degli associati tra le diverse DO tutelate stesse, con riguardo anche alle diverse categorie di appartenenza. Ogni successiva variazione dovrà essere tempestivamente comunicata da parte del Consorziato.
Gli associati sono tenuti al versamento del contributo annuale commisurato ai livelli produttivi espressi da ciascun associato e con le modalità stabilite dal Consiglio di Amministrazione, sulla base dei seguenti elementi:
per i produttori di uva: al chilogrammo (o altro unità di misura) di uva rivendicata e denunciata;
per i vinificatori: al litro (o altra unità di misura) di vino rivendicato e denunciato;
per gli imbottigliatori: alla bottiglia (o altro unità di misura) di vino prodotta (lt.0.75 o equivalente).
La commisurazione del prodotto ottenuto per ciascuna campagna, ai fini del calcolo del contributo, deve essere effettuata sulla base delle dichiarazioni di vendemmia e/o delle dichiarazioni di produzione presentate per ciascuna DO tutelata nella campagna vendemmiale immediatamente precedente, così come risultanti dai dati messi a disposizione dai servizi SlAN e/o dalla Struttura di controllo incaricata.
Il Consiglio delibera, per ciascuna DO, il contributo annuale, calcolato in relazione all’uva denunciata e/o vino denunciato e/o vino imbottigliato, come da risultanze presso i servizi SIAN e/o le Strutture di controllo incaricate.
Per le aziende ad inizio attività, categoria viticoltori, si assumerà la quantità massima ottenibile, a norma di Disciplinari, per i vigneti posseduti o condotti; per i vinificatori ed imbottigliatori, il dato di riferimento sarà dichiarato dallo stesso candidato Socio, salvo verifica da parte del Consorzio nella prima campagna utile con eventuale conguaglio.
Il contributo annuale è composto da:
contributo relativo all’attività di valorizzazione;
contributo relativo all’attività di tutela e vigilanza;
contributo relativo attività di servizio ai Soci.
I soggetti inseriti nel sistema dei controlli, non associati al Consorzio, sono tenuti al pagamento dei contributi di cui alla lettera a) e b) relativi alle funzioni erga omnes.
Il Consiglio di Amministrazione può stabilire, sulla base del bilancio preventivo approvato dall’Assemblea, una commisurazione diversa del contributo per le singole DO tutelate, in funzione del loro valore reale, delle caratteristiche specifiche, della consistenza interna e della classificazione diversa delle DO.
I Soci, oltre al pagamento del contributo annuale, sono tenuti al versamento di eventuali contributi straordinari deliberati dall’Assemblea, ancorché posti a carico di singole categorie o sottocategorie di associati, nel rispetto dei criteri di proporzionalità, in previsione di spese particolarmente indirizzate a tali categorie e ad eventuali interventi straordinari per la valorizzazione o difesa del prodotto.
Nei confronti del Consorziato che non rispetti il presente Statuto, i Regolamenti interni e le Delibere consiliari, il Consiglio di Amministrazione può, in relazione alla gravità dell’infrazione, comminare le seguenti sanzioni:
censura con diffida ad adempiere,
sanzioni amministrative e pecuniarie nei limiti previsti dal Regolamento interno,
esclusione dal Consorzio.
Nessun provvedimento potrà, comunque, essere adottato se l’interessato non sia stato invitato, tramite lettera raccomandata A.R. o posta certificata, a regolarizzare la propria posizione entro un congruo termine o a far pervenire, se lo ritenga opportuno, chiarimenti o giustificazioni.
I provvedimenti di cui sopra devono essere comunicati agli interessati entro quindici giorni dalla delibera mediante lettera raccomandata A.R. o posta certificata.
Contro i provvedimenti previsti nel presente articolo, l’interessato potrà far ricorso al Collegio Arbitrale nei modi e nei termini previsti dal successivo articolo 30 e il ricorso, validamente presentato, determina la sospensione delle sanzioni.
L’esclusione dal Consorzio può avvenire:
qualora il consorziato non rispetti gli obblighi previsti nel presente Statuto, il Regolamenti interni e le Delibere degli Organi Consortili;
per interdizione e fallimento del Consorziato o per sue gravi inadempienze delle obbligazioni previste dal Codice Civile.
L’esclusione deve essere disposta dal Consiglio di Amministrazione e comunicata entro quindici giorni con lettera raccomandata o posta certificata all’interessato, il quale può presentare ricorso al Collegio Arbitrale nei modi e tempi previsti dal successivo articolo 30.
Il recesso del Consorziato può avvenire:
a) per cessazione dell’attività del consorziato che deve essere comunicata con lettera raccomandata o posta certificata entro trenta giorni dalla data di cessazione dell’attività;
b) per volontà del consorziato che è tenuto a comunicare la sua decisione al Consorzio con lettera raccomandata A.R. o posta certificata in qualsiasi momento lo desideri;
c) per decesso del consorziato e, in tal caso, ciascun erede, concorrendo le condizioni previste dal precedente articolo 5, potrà richiedere, entro sei mesi dal verificarsi dell’evento, l’ammissione al Consorzio a titolo personale. La richiesta deve essere esaminata, in base al precedente articolo 6, dal Consiglio di Amministrazione e, sino a tale decisione, gli eredi in comunione dovranno, concordemente, nominare uno di essi che li rappresenti a tutti gli effetti nel Consorzio stesso.
organi collegiali: Assemblea dei Consorziati
l’Assemblea dei Consorziati,
L’Assemblea dei Consorziati può essere ordinaria e straordinaria.
approva il bilancio preventivo ed il bilancio consuntivo, il Regolamento Interno ed i programmi di attività predisposti del Consiglio di Amministrazione,
elegge il Consiglio di Amministrazione ed il Collegio Sindacale,
delibera sugli argomenti che il Consiglio di Amministrazione ritiene di dover sottoporre al voto assembleare e su tutti gli argomenti che non sono di competenza dell’Assemblea straordinaria,
approva le proposte di modifica dei Disciplinari di Produzione delle DO tutelate;
approva le proposte di nuove DOC o DOCG le cui zone di produzione interessino in tutto o in parte i territori delimitati delle DO tutelate,
delibera, su proposta del Consiglio, sull’istituzione e relativo ammontare del contributo di avviamento di cui alla Legge 201/2008;
approva l’eventuale marchio consortile e il relativo regolamento d’uso.
sulle modifiche dello Statuto,
sullo scioglimento del Consorzio,
sulla messa in liquidazione del Consorzio stesso, con la nomina, la definizione dei poteri e la remunerazione dei liquidatori, nonché sulla devoluzione del patrimonio.
L’Assemblea ordinaria è convocata dal Consiglio di Amministrazione almeno due volte l’anno per l’approvazione, rispettivamente, del bilancio di previsione e del bilancio consuntivo, nei tempi stabiliti dal successivo articolo 32, mediante comunicazione scritta e/o posta elettronica inviata a ciascun Consorziato, almeno dieci giorni prima della riunione, recante l’ordine del giorno, il luogo e la data della prima e della seconda convocazione, che deve essere fissata ad almeno ventiquattro ore di distanza dalla prima.
L’Assemblea straordinaria è convocata dal Consiglio di Amministrazione quando lo ritenga necessario e nei casi previsti dal precedente art.15. La convocazione straordinaria può essere richiesta, con l’indicazione degli argomenti da trattare, dal Collegio Sindacale o da un numero di Consorziati pari almeno ad un quinto del numero complessivo.
In tal caso, il Consiglio è tenuto a procedere alla convocazione dell’Assemblea, con comunicazione scritta e/o per posta elettronica, inviata a ciascun consorziato almeno dieci giorni prima della riunione.
Le Assemblee sono presiedute dal Presidente del Consiglio di Amministrazione e, in caso di sua assenza o impedimento, dal Vice Presidente o dal Consigliere più anziano.
L’Assemblea nomina anche il segretario incaricato di redigere il verbale.
Ciascun consorziato ha diritto ad un voto così come definito dal Regolamento interno
Le deleghe concorrono a formare il numero totale delle presenze dei Consorziati e dei voti validi in Assemblea. Ogni singolo Socio non può essere portatore di più di 2 deleghe.
Il numero dei voti espressi dalle cooperative per la propria appartenenza alla categoria viticoltori, sarà pari alla somma dei voti che spetterebbero ai propri Soci conferenti prodotto aventi titolo, purchè vi sia espressa delega dei singoli alla cooperativa.
Sono fatti salvi i voti dei conferenti che siano Soci diretti del Consorzio.
Per l’appartenenza delle stesse cooperative/cantine Sociali alle categorie trasformatori e imbottigliatori i voti saranno calcolati rispettivamente sul vino rivendicato e denunciato e su quello imbottigliato. Ferma restando, in deroga, la delega espressa, in caso di viticoltori, alla stessa cantina per la propria parte di uva.
L’adesione in forma associativa dei soggetti viticoltori, vinificatori ed imbottigliatori delle DO a tutela della quale opera il Consorzio, ai fini della manifestazione del voto e a condizione della espressa delega dei singoli, consente l’utilizzo cumulativo delle singole quote di voto.
L’Assemblea, sia in sede ordinaria che straordinaria, è valida:
a) in prima convocazione, quando siano presenti o rappresentati la metà più uno dei voti spettanti all’intera compagine consortile;
b) in seconda convocazione qualunque sia il numero dei voti rappresentati.
L’Assemblea ordinaria, sia in prima che in seconda convocazione, delibera con il voto favorevole della maggioranza dei Consorziati presenti e rappresentati nella riunione.
L’Assemblea straordinaria, sia in prima che in seconda convocazione, delibera con i1 voto favorevole dei due terzi dei Consorziati presenti e rappresentati nella riunione.
Organi consortili: Consiglio di Amministrazione e Presidente
Il Consiglio di Amministrazione è composto da sette a nove membri, eletti dall’Assemblea dei Consorziati, tra quelli appartenenti alle categorie indicate nel precedente articolo 5 e in caso di organismi o Società consortili, da persone da essi designati.
I membri eletti eleggono, a loro volta, nel loro ambito, il Presidente ed il Vice Presidente e scelgono, per la redazione dei verbali delle riunioni, un segretario che può essere estraneo al Consorzio e, quindi, senza diritto di voto.
I membri eletti durano in carica tre anni e sono rieleggibili.
I membri eletti qualora non partecipino alle riunioni, senza giustificato motivo, per quattro sedute consecutive, decadono dalla carica ed il Consiglio provvede alla loro immediata sostituzione cooptando un rappresentante della stessa categoria di appartenenza del decaduto sino alla prossima Assemblea, come previsto dall’art.2386 C.C.
La composizione del Consiglio di Amministrazione deve prevedere l’equa rappresentanza di tutte le categorie che partecipano al ciclo produttivo: viticoltori, vinificatori ed imbottigliatori.
A tal fine, per l’elezione del Consiglio di Amministrazione, nella relativa assemblea, il voto di ciascun associato dovrà essere espresso come stabilito dal precedente articolo 19 .
Tutti i Consorziati, appartenenti alle categorie indicate al precedente articolo 5, sono eleggibili per il Consiglio di Amministrazione.
Essi dovranno presentare la propria candidatura, almeno due giorni feriali prima della riunione assembleare prevista per le elezioni al Consiglio di Amministrazione uscente che dovrà provvedere a far predisporre le schede elettorali con l’indicazione dei candidati.
Il Consiglio di Amministrazione è convocato dal Presidente almeno una volta ogni tre mesi e tutte le altre volte che egli lo riterrà utile, oppure, quando sia fatta domanda da almeno due membri del Consiglio o dal Collegio Sindacale.
La convocazione deve essere fatta con comunicazione anche per posta elettronica, in modo che i Consiglieri e il Collegio Sindacale ne siano informati almeno tre giorni prima della riunione.
Le riunioni del Consiglio sono valide quando vi sia la presenza della metà più uno dei Consiglieri. Per la validità delle delibere è richiesta la maggioranza e, in caso di parità, prevale il voto del Presidente.
In particolare e, a titolo meramente semplificativo, il Consiglio:
elegge nel proprio seno un Presidente stabilendone, eventualmente i poteri,
provvede alla redazione del bilancio consuntivo annuale e redige il progetto di bilancio preventivo, provvedendo anche alla determinazione e ripartizione delle quote e dei contributi, ivi compresi i costi derivanti dall’esercizio delle funzioni erga omnes di cui all’art. 17 comma 4 del D.Lgs. 61/10, laddove previste;
delibera sulle domande di ammissione al Consorzio;
fissa la quota di ammissione al Consorzio, ai sensi dell’art.9;
propone all’Assemblea l’istituzione e l’ammontare del contributo di avviamento di cui alla Legge 201/2008;
predispone l’eventuale adozione di uno o più regolamenti da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea e del Ministero;
invita, a specifiche riunioni di Consiglio, esperti vitivinicoli o rappresentanti delle pubbliche amministrazioni senza diritto di voto.
Il Presidente del Consiglio di Amministrazione è nominato dai membri del Consiglio di Amministrazione eletti come previsto nei precedenti articoli 21 e 22.
Il Presidente e, in sua assenza il Vice Presidente, assume la rappresentanza legale del Consorzio anche in giudizio e ne sottoscrive gli atti, premettendone la ragione Sociale.
ha la facoltà di incaricare tecnici specializzati per la predisposizione di pratiche riguardanti le attività del Consiglio e di nominare i legali nelle liti attive e passive dinanzi ai giudici ordinari ed amministrativi;
rilascia quietanze liberatorie per l’incasso delle somme a qualsiasi titolo e da chiunque versate al Consorzio ed effettua i pagamenti dovuti per le spese di gestione;
compie tutte le operazioni bancarie nell’ambito di appositi rapporti e di affidamenti previamente deliberati dal Consiglio di Amministrazione;
vigila sulla esecuzione delle operazioni consortili, sulla tenuta e conservazione dei documenti e registri del Consorzio.
Organi consortili: Collegio Sindacale e Direttore Tecnico
Il Collegio Sindacale è nominato dall’Assemblea ordinaria ed è composto da tre membri effettivi e due supplenti. La stessa Assemblea ne determina il compenso e designa altresì il Presidente del Collegio stesso. Almeno uno dei membri effettivi ed un supplente debbono essere iscritti nell’Albo dei Revisori contabili di cui al D.Lgs. n. 88 del 27/1/1992.
vigila sulla gestione amministrativa del Consorzio, nonché sull’osservanza delle leggi e del presente Statuto;
assiste alle adunanze dell’Assemblea ed a quelle del Consiglio di Amministrazione;
esamina il rendiconto consuntivo riferendone all’Assemblea, con particolare riguardo alla regolare tenuta della contabilità ed alla corrispondenza del bilancio alle scritture contabili.
L’eventuale Direttore Tecnico é nominato dal Consiglio di Amministrazione che ne determina la durata dell’incarico ed il compenso. E’ scelto fra i non Consorziati e fra esperti di provata esperienza e capacità.
Ha funzioni consultive e può partecipare, senza diritto di voto, a tutte le riunioni degli Organi del Consorzio.
In particolare può svolgere i seguenti compiti:
esaminare i problemi tecnici, economici e finanziari connessi con la realizzazione dei programmi stabiliti dal Consiglio di Amministrazione, esprimendo il proprio parere;
individuare e suggerire le iniziative tecniche anche sotto il profilo economico;
verificare l’andamento dei lavori, la tempestività e la correttezza delle procedure;
dare impulso ai rapporti esterni e vigilare sul loro mantenimento, senza però avere la rappresentanza del Consorzio che spetta esclusivamente al Presidente.
Le controversie che dovessero insorgere tra i Soci, ovvero tra i Soci e il Consorzio, che abbiano per oggetto diritti disponibili relativi al rapporto Sociale, nonchè tutte le controversie promosse da Amministratori, Liquidatori e Sindaci, ovvero nei loro confronti o che abbiano per oggetto la validità di Delibere assembleari, potranno essere decise da un Collegio Arbitrale, composto di 3 membri, tutti nominati dal Presidente del Tribunale di Melfi.
Il Collegio Arbitrale dovrà pronunciare il proprio lodo amichevole irrituale entro 90gg. dalla sua costituzione. Provvederà, inoltre, alla determinazione delle spese e dei compensi spettanti agli arbitri. E’ sempre fatta salva la possibilità di adire l’autorità giudiziaria ordinaria.
esercizio finanziario – fondo consortile
L’esercizio finanziario del Consorzio ha inizio il primo gennaio e termina il trentuno dicembre di ogni anno.
Il bilancio di previsione di ciascun esercizio deve essere approvato entro il ventotto febbraio dell’anno cui si riferisce, mentre il bilancio consuntivo deve essere approvato e depositato nei termini di legge.
Il bilancio consuntivo deve essere redatto secondo le norme di buona contabilità nel rispetto delle norme dettate dall’art. 2423 e seguenti del C.C. Sarà accompagnato da una relazione informativa del Consiglio di Amministrazione e sottoposto alla revisione del Collegio Sindacale.
Il bilancio, la relazione del Consiglio di Amministrazione, la relazione del Collegio Sindacale e gli eventuali allegati devono essere messi a disposizione dei Consorziati nei dieci giorni precedenti la convocazione dell’Assemblea per l’approvazione.
Il fondo consortile è costituito dai mobili e valori che per acquisti, lasciti, donazioni e contributi di terzi dovessero diventare di proprietà del Consorzio.
E’ vietata la distribuzione, anche in modo indiretto di avanzi di gestione, nonché di fondi, riserve o patrimonio durante la vita del Consorzio, salvo che, la destinazione o la liquidazione non siano imposte dalla Legge.
Al verificarsi di una causa di scioglimento si aprirà la fase di cui all’articolo 2275 e seguenti del C.C.
Il patrimonio netto del Consorzio, risultante dal bilancio finale di liquidazione, sarà devoluto ad Organismi con finalità analoghe o a fini di pubblica utilità, salvo diversa destinazione imposta dalla Legge.
Le spese necessarie per il funzionamento del Consorzio saranno sostenute con le entrate ordinarie e con le altre di natura straordinaria.
Le entrate ordinarie sono costituite dalle quote di ammissione di cui all’art.9 e dalle quote annuali di cui all’art.10.
Le entrate straordinarie sono costituite dai contributi straordinari versati dai Consorziati, in base al precedente articolo 10 e da quelli forniti occasionalmente dallo Stato, dall’Ente Regione, dall’Amministrazione Provinciale, dai Comuni e da altri Enti, Associazioni e Privati.
La disciplina per l’adozione e l’uso del marchio consortile dovrà essere conforme alle condizioni stabilite dall’art. 17 del D.Lgs. 61/10 e D.M. 16.12.2010 (Costituzione e riconoscimento Consorzi di tutela) e successive modifiche.
Il marchio consortile può essere proposto come logo delle DO tutelate ed inserito nei rispettivi Disciplinari di Produzione ai sensi dell’art. 17 comma 7 del D.Lgs. 61/2010.
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