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Timestamp: 2019-07-16 21:07:08+00:00
Document Index: 125958072

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 40', 'art. 40', 'sentenza ', 'art. 2932', 'art. 40', 'sentenza ']

È nullo il mutuo se la finalità è già ...
Il mutuo di scopo è nullo solo se la destinazione delle somme mutuate non è rispettata, ma non se questa risulta già attuata prima dell'erogazione del finanziamento. È quanto affermato dalla Corte di Cassazione[1], che ha recentemente affrontato il caso in cui una banca conceda un mutuo per la ristrutturazione di un laboratorio artigiano, la quale però, al momento dell'atto di mutuo, sia già in realtà stata portata a termine. In tale caso, afferma la Corte, non si può considerare nullo il contratto di mutuo per mancanza di causa, essendo irrilevante che la finalità per cui il mutuo viene concesso sia attuata prima o dopo l'erogazione del finanziamento. Se è vero, infatti, che la destinazione del denaro concesso in mutuo caratterizza il negozio sotto il profilo causale, entrando nella struttura del negozio, rimane comunque irrilevante il momento temporale della realizzazione dello scopo. La Corte rileva, infatti, come manchi nel quadro normativo di riferimento, una norma imperativa in tal senso, dal cui contrasto possa derivare una nullità sotto questo profilo. E ciò vale sia per il mutuo di scopo legale sia per il mutuo di scopo convenzionale. [1] Cassazione sentenza n. 25793 del 22 dicembre 2015
È valido il preliminare di immobile abusivo?
È valido il contratto preliminare avente ad oggetto un immobile abusivo. È quanto recentemente affermato dalla Corte di Cassazione[1], con una decisione che si pone in contrasto rispetto alle precedenti sentenze della stessa Cassazione, che ne avevano affermato al contrario la nullità . Come è noto, infatti, l'art. 40 della legge 47/1985 prevede la nullità per i contratti che trasferiscano diritti reali su beni immobili privi della necessaria documentazione che ne attesti la regolarità con la normativa urbanistica. La ratio della sanzione comminata dal legislatore è quella di scoraggiare il traffico di immobili abusivi mediante l'applicazione della nullità ai relativi atti. Ma tale sanzione, secondo la Corte, trova applicazione solo per i contratti ad effetti traslativi e non per i contratti ad effetti solo obbligatori. E il preliminare, da un punto di vista strutturale, è un contratto ad effetti solo obbligatori e non (ancora) traslativi. Da questa considerazione discende che non vi sarebbe motivo, pertanto, di applicare al preliminare la sanzione della nullità prevista dall'art. 40 della legge 47/1985. Ben può essere, infatti, che la necessaria dichiarazione o la documentazione attestante la regolarità urbanistica, l'eventuale concessione in sanatoria o la domanda di oblazione possano essere rese o prodotte in un momento successivo, precisamente all'atto della stipulazione del contratto definitivo ovvero in corso di giudizio, prima della sentenza ex art. 2932 c.c. In altre parole, l'assenza dell'indicazione degli estremi della concessione edilizia e della sanatoria (come nel caso esaminato dalla Corte) non inficia la validità del contratto preliminare, che rimane valido, non rientrando tale ipotesi nell'ambito di applicazione della sanzione prevista dall'art. 40 della legge 47/1985. [1] Cassazione sentenza n. 9318 del 9 maggio 2016
Rent to buy: è possibile lo sfratto?
Il rent to buy è una nuova tipologia di contratto, introdotto dal legislatore per venire incontro alle necessità del mercato immobiliare, in questi anni un po' rallentato dalla crisi economica. Presenta sia vantaggi per il conduttore-futuro acquirente (che può posticipare la decisione sull'acquisto a un momento successivo), sia tutele per il proprietario-concedente (nel caso di inadempimento del conduttore, da ultimo la possibilità di avvalersi del procedimento per convalida di sfratto). Il rent to buy è una modalità di acquisto conveniente, a metà tra un contratto di locazione e un preliminare di vendita. Il proprietario consegna immediatamente l'immobile al conduttore, il quale a sua volta inizia a pagare un canone per il godimento. Alla scadenza del contratto il conduttore può decidere liberamente se procedere o meno all'acquisto del bene. Il canone si compone di due segmenti: una parte viene pagata per il godimento del bene (come nella locazione) e una parte viene imputata a futuro acconto sul prezzo di vendita, nel caso in cui conduttore intenda acquistare l'immobile. Un esempio può essere di aiuto. Poniamo che Tizio e Caio vogliano stipulare un contratto rent to buy della durata di 5 anni avente ad oggetto un immobile del valore di 50.000 e si accordino per un canone di 500 euro. Di questo canone una parte (ad esempio 250 euro) viene pagata per il godimento del bene come in una normale locazione. I restanti 250 euro vengono invece imputati come acconto sul prezzo di acquisto finale dell'immobile. Tizio, quindi, alla fine, se deciderà di acquistare il bene, dovrà versare a Caio solo 35.000 euro. La legge disciplina compiutamente le conseguenze dell'inadempimento sia del proprietario-concedente, sia del conduttore-futuro acquirente. Il DL 133/2014 prevede, infatti, che il contratto si risolva nel caso di mancato pagamento, anche non consecutivo, di un numero minimo di canoni, determinato dalle parti, non inferiore ad un ventesimo del loro numero complessivo. Sul punto è intervenuto recentemente il DL 59/2016 che ha previsto la possibilità per il concedente di avvalersi del procedimento per convalida di sfratto, quale ulteriore tutela per il proprietario rispetto a quelle già previste dalla legge. La normativa vigente prevede, inoltre, nel caso di risoluzione per inadempimento del conduttore, il diritto del concedente alla restituzione dell'immobile e al trattenimento dei canoni già versati a titolo di indennità (se non è stato diversamente stabilito nel contratto); nel caso di risoluzione per inadempimento del proprietario, invece, il diritto per il conduttore alla restituzione della parte dei canoni imputata al corrispettivo, maggiorata degli interessi legali.
“Tv7 con Voi” TV7 Triveneta – trasmissione...
Notai Luca Sioni. Paolo Broccoli e Roberto Paone di SuperPartes