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Timestamp: 2019-06-18 02:15:03+00:00
Document Index: 20698347

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 5']

Parere su una istanza di accesso civico - 7 dicembre 2017 [7316830] - Garante Privacy
[doc. web n. 7316830]
Parere su una istanza di accesso civico - 7 dicembre 2017
n. 515 del 7 dicembre 2017
Con la nota in atti il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza del Comune di Cascina, ha chiesto al Garante il parere previsto dall´art. 5, comma 7, del d. lgs. n. 33 del 14 marzo 2013, nell´ambito del procedimento relativo a una richiesta di riesame sul provvedimento di diniego di un´istanza di accesso civico.
Il predetto accesso civico aveva a oggetto la nota, identificata nella richiesta di accesso, «a firma del responsabile dell´Ufficio procedimenti Disciplinari con le motivazioni addotte verso la mancata attivazione di un provvedimento disciplinare [...]».
Nella richiesta di accesso civico è precisato, inoltre, che «la richiesta è tesa a verificare»:
- «se nell´atto vi siano affermazioni lesive della […] dignità personale e professionale o quantomeno frasi che per loro natura possano avere compromesso ulteriormente [l´]immagine [dell´istante]»;
- «se nell´atto siano presenti fondamenti giuridici sufficienti a giustificare la mancata attivazione di procedimenti disciplinari […]»;
- se «per i suoi contenuti, il mancato rispetto e l´assenza di un diniego per l´accesso all´atto, sia compatibile con le previsione normative in tema di trasparenza, accesso agli atti e Norme disciplinari e conforme alle previsioni in materia di controlli interni e di adempimenti "anticorruzione" e relativi obblighi giuridici».
Il Comune di Cascina nella nota di riscontro all´istanza di accesso ha rappresentato che:
- «non è stato né aperto né concluso alcun procedimento […]; il documento si configura come prodotto di una attività istruttoria, che non ha dato luogo ad un seguito […]. Tale istruttoria svolta si è conclusa con il non dover procedere nei confronti di alcun soggetto»;
- «il documento contiene dati personali rientranti nei limiti al diritto di accesso generalizzato che le linee guida ANAC del 28 dicembre 2016 prendono in considerazione al punto 8 e che le stesse Linee guida trattano, al punto 7.7 (regolare svolgimento delle attività ispettive, nell´ambito delle quali si ritiene possa rientrare il documento richiesto). In caso di accoglimento dell´istanza si determinerebbe un pregiudizio alla protezione dei dati personali, che non può essere eliminato neppure con l´accorgimento della omissione dei nominativi, che sarebbero comunque individuabili dal contesto di riferimento. Nel caso sottoposto si rileva inoltre che non ci sono neppure interessi del richiedente, da bilanciare al riguardo».
Nella richiesta di riesame del predetto provvedimento di diniego, presentata al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, l´istante ha eccepito che:
- «il documento pur configurandosi "come prodotto di una attività istruttoria che non ha dato luogo ad un seguito", rientra nel procedimento amministrativo attivato su richiesta al Segretario generale […], ne costituisce parte integrante e fondamentale per definire le motivazioni che non hanno portato a provvedimenti verso il "mancato rispetto dell´art. 4 del Vigente Regolamento di funzionamento del CUG"»;
- «il documento si configura quale nota esplicativa circa la non applicabilità di un provvedimento in ordine ad una negligenza ("mancato rispetto dell´art. 4 del Vigente Regolamento di funzionamento del CUG") evidenziata dal Segretario generale […] che non può contenere dati personali che ne limitino l´accesso ne tantomeno condizioni personali o lavorative che abbiano inibito l´avvio dei provvedimenti disciplinari richiesti […]»;
- «per la istanza presentata, accesso civico generalizzato, non [sono] richiesti motivazioni o "interessi del richiedente"».
- «Nel valutare l´impatto nei riguardi dell´interessato, vanno tenute in debito conto anche le ragionevoli aspettative di quest´ultimo riguardo al trattamento dei propri dati personali al momento in cui questi sono stati raccolti, ad esempio nel caso in cui le predette conseguenze non erano prevedibili al momento della raccolta dei dati.;
Dagli atti dell´istruttoria è emerso che, prima di effettuare l´accesso civico, l´istante aveva inoltrato una segnalazione al Segretario generale del Comune di Cascina e, successivamente, una domanda di accesso civico (connessa alla predetta segnalazione) volta a ottenere copia della nota adottata dal citato Comune con le motivazioni addotte per giustificare la mancata attivazione di un provvedimento disciplinare richiesto dal Segretario generale «verso il mancato rispetto dell´art. 4 del Vigente Regolamento di funzionamento del CUG [Comitato Unico di garanzia per le Pari Opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni]».
In materia di procedimenti e sanzioni disciplinari questa Autorità ha già avuto occasione di evidenziare che la conoscenza delle informazioni contenute negli atti relativi alla sanzione disciplinare inflitta a un dipendente unita al citato regime di pubblicità degli atti oggetto dell´accesso generalizzato – considerando proprio la natura disciplinare del procedimento – incontri il limite previsto dall´art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d. lgs. n. 33/2013, con riferimento alla tutela della protezione dei dati personali (cfr. provv. n. 50 del 9/2/2017, doc. web n. 6057812 e provv. n. 254 del 31/5/2017, doc. web n. 6495493).
La particolarità del caso in esame risiede nella circostanza che oggetto dell´accesso civico non era il provvedimento conseguente a un procedimento disciplinare, ma l´atto contenente le ragioni per le quali l´amministrazione aveva deciso di non aprire alcun procedimento disciplinare a carico del dipendente per carenza dei presupposti.
Dall´istruttoria svolta dall´Ufficio è emerso, inoltre, che la specifica nota oggetto dell´accesso civico – acquisita agli atti a seguito di apposita richiesta del Garante al Comune di Cascina – risulti contenere la ricostruzione della fattispecie relativa alla segnalazione inoltrata dall´istante, con indicazione nominativa dei soggetti coinvolti, nonché la motivazione della decisione dell´amministrazione di non dover procedere a livello disciplinare nei confronti di alcun soggetto intervenuto nel procedimento. Alla predetta nota risulta allegata la relazione di un dipendente coinvolto e relativa alla predetta vicenda, nonché alle eventuali relative responsabilità.
In tale contesto, si ritiene che, contrariamente a quanto rappresentato dall´istante, ai sensi della normativa vigente e delle richiamate indicazioni contenute nelle Linee guida dell´ANAC in materia di accesso civico – considerando anche il particolare regime di pubblicità dei dati e documenti oggetti di accesso civico (art. 3, comma 1, del d. lgs. n. 33/2013) – l´amministrazione abbia correttamente rifiutato accesso civico.
Ciò perché l´ostensione del documento richiesto (con il relativo allegato) e la generale conoscenza tramite l´accesso civico anche solo dell´esistenza di una segnalazione o dell´apertura di un istruttoria relativa alla possibile inflizione di una sanzione disciplinare nei confronti di un dipendente (a cui peraltro nel caso di specie non è stato dato alcun seguito), può arrecare al soggetto interessato, a seconda delle ipotesi e del contesto in cui le informazioni fornite possono essere utilizzate da terzi, proprio quel pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali previsto dall´art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d. lgs. n. 33/2013.
Le predette considerazioni impediscono, altresì, come rappresentato anche dal Comune nel provvedimento di diniego, di accordare l´accesso civico al documento richiesto oscurando i nominativi dei soggetti interessati, in quanto gli stessi riceverebbero in ogni caso un «pregiudizio alla protezione dei dati personali, [essendo] comunque individuabili dal contesto di riferimento» considerato che nell´ambito del Comune in questione, di ridotte dimensioni, gli interessati potrebbero facilmente essere identificati.
Nel caso sottoposto all´attenzione del Garante, sembrerebbe che alcune delle ragioni che hanno condotto alla richiesta di accesso civico riguardino invece vicende personali del soggetto istante.
Per questi aspetti, resta salvo il diritto di accesso ai documenti amministrativi, laddove sia dimostrata l´esistenza di un interesse qualificato, ossia di «un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l´accesso», ai sensi degli artt. 22 ss. della l. n. 241/1990.
esprime parere nei termini suesposti in merito alla richiesta del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza del Comune di Cascina, ai sensi dell´art. 5, comma 7, del d. lgs. n. 33/2013.