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Timestamp: 2020-02-27 12:19:06+00:00
Document Index: 111875786

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5']

Proposte di AERANTI-CORALLO su problematiche urgenti per il settore radiotelevisivo locale - Aeranti-Corallo l’associazione delle radio e tv locali italiane
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Proposte di Aeranti-Corallo su problematiche urgenti per il settore radiotelevisivo locale.
A. Riforma del settore radiotelevisivo.
B. Proposta di modifica dei criteri per il riconoscimento delle misure di sostegno per le imprese televisive locali previste dalla legge 488/98 e successive modificazioni e dal DM 21 settembre 1999 n. 378 del Ministero delle Comunicazioni.
C. Misure di sostegno per la radiofonia locale. Emanazione regolamento. Richiesta di ampliamento del fondo previsto per tali misure.
D. Recupero dei fondi non distribuiti per i contributi a favore delle emittenti televisive locali previsti dall’art. 23 della legge 5 marzo 2001, n, 57.
E. Disegno di legge governativo sulla cosiddetta “Par condicio”.
A) RIFORMA DEL SETTORE RADIOTELEVISIVO.
Con riferimento al Disegno di legge per la riforma del settore radiotelevisivo che il Ministero delle Comunicazioni sottoporrà al Consiglio dei Ministri, AERANTI-CORALLO evidenzia l’esigenza che lo stesso preveda anche le nuove norme per l’emittenza locale ritenute necessarie.
AERANTI-CORALLO ritiene infatti che la riforma del settore debba avvenire in modo organico; disciplinare con una legge separata l’emittenza locale corrisponderebbe a relegare ancora una volta la stessa ad un ruolo secondario e marginale.
AERANTI-CORALLO ritiene pertanto che non debba essere avviato il dibattito parlamentare sulla Proposta di legge degli on.li Butti, Caparini e Gianni, ma che le nuove norme per l’emittenza locale debbano appunto essere inserite nel Disegno di legge governativo.
Peraltro la Proposta di legge degli on.li Butti, Caparini e Gianni insieme ad alcune norme di interesse degli editori radiotelevisivi locali ne prevede altre assolutamente non condivisibili.
In particolare tale proposta di legge prevede la rilegittimazione dei cosiddetti “doppi marchi radiofonici” e la rilegittimazione del cosiddetto “traino pubblicitario” che tante problematiche negative hanno già causato nel settore.
Relativamente alla problematica dei cosiddetti “doppi marchi radiofonici” si evidenzia che il secondo periodo dell’art. 2, comma 2 bis DL 15/99 convertito con modificazioni dalla legge 78/99 ha stabilito che per le emittenti locali che alla data del 30 novembre 1993 hanno presentato domanda e successivamente hanno ottenuto il rilascio della concessione con un marchio, una denominazione o una testata identificativi che richiamino in tutto o in parte quella di una emittente nazionale, il divieto previsto dallo stesso art. 2, comma 2 bis si applica a decorrere dal 1° aprile 2000.
Ne consegue che la problematica risulta già definitivamente risolta da circa due anni e che quasi tutti coloro che al 1° aprile 2000 si trovavano ancora in una posizione vietata hanno da tempo provveduto ad adeguarsi cessando l’utilizzazione del cosiddetto “doppio marchio”.
Prevedere come, fa la proposta di legge, una proroga del termine dal 1° aprile 2000 fino al 31 marzo 2006 significherebbe a parere di AERANTI-CORALLO reintrodurre nel nostro ordinamento un elemento fortemente negativo per il settore radiofonico e per il relativo mercato pubblicitario.
Infatti una eventuale emittente radiofonica locale che utilizza il marchio noto di una emittente radiofonica nazionale ne beneficerebbe in sede di rilevazione degli indici di ascolto.
Analogo fenomeno si verificherebbe per l’emittente radiofonica nazionale nella zona di notorietà del marchio dell’emittente radiofonica locale.
Tutto ciò porterebbe ad una duplicazione degli indici di ascolto di tali emittenti radiofoniche con conseguenti evidenti effetti distorsivi sul mercato pubblicitario radiofonico locale e nazionale.
Inoltre la proroga (a termine già scaduto da circa due anni) finirebbe per favorire solo gli eventuali soggetti che hanno disatteso la legge dopo l’1/4/2000 non essendo certamente ipotizzabile che coloro che si sono invece organizzati con un altro marchio, sostenendo anche investimenti rilevanti per la promozione dello stesso, riprendano ad utilizzare il vecchio marchio vanificando così tali investimenti.
Relativamente alla problematica del cosiddetto “traino pubblicitario televisivo” si evidenzia che l’introduzione dello stesso (art. 5, comma 8), avrebbe a parere di AERANTI-CORALLO incidenze molto negative sulla concorrenza tra le imprese televisive locali in quanto potrebbero beneficiare del traino non piu’ di 15-20 tv locali, con conseguente danno per tutte le altre.
AERANTI-CORALLO condivide a pieno l’obiettivo di individuare norme finalizzate ad aumentare le risorse pubblicitarie per l’emittenza locale, ma ritiene che l’intervento normativo debba essere realizzato in modo tale da far confluire tali risorse all’intero settore e quindi con investimenti da parte degli inserzionisti in base alle regole della concorrenza e non attraverso il traino di alcune emittenti che, in questo modo, avrebbero possibilità di investimenti e sviluppo completamente diverse rispetto ad altre imprese oggi loro dirette concorrenti.
B) PROPOSTA DI MODIFICA DEI CRITERI PER IL RICONOSCIMENTO DELLE MISURE DI SOSTEGNO PER LE IMPRESE TELEVISIVE LOCALI PREVISTE DALLA LEGGE 448/98 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI E DAL DM 21 SETTEMBRE 1999, N. 378 DEL MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI
– che le misure di sostegno vengano attribuite ai soggetti che ne facciano richiesta che godono delle provvidenze previste dalla normativa sull’editoria (art. 7, comma 1 della legge 422/93);
A seguito dell’aumento dell’importo dei contributi e alla luce delle risultanze delle graduatorie relative agli anni 1999, 2000, 2001, AERANTI-CORALLO ritiene assolutamente necessaria una modifica del Regolamento di cui al DM 378/99 (o con un nuovo Regolamento o in alternativa con la legge di riforma), per giungere ad una ripartizione più equa dei fondi.
Inoltre è di tutta evidenza che il criterio del fatturato non sia da solo idoneo a valutare la capacità patrimoniale di una impresa. Infatti un’emittente può aver conseguito un elevato volume di affari ma avere allo stesso tempo maturato perdite consistenti ed essere addirittura prossima al fallimento.
Inoltre il volume del fatturato si presta con facilità ad alterazioni da parte di eventuali soggetti non corretti.
Per questo si ritiene che sarebbe più opportuno fare riferimento oltre che al solo criterio del fatturato anche a quello del patrimonio netto dell’impresa (come risultante dal bilancio al 31 dicembre dell’anno precedente e quindi di facilissima determinazione), come è avvenuto per il rilascio delle nuove concessioni televisive locali.
Si propone inoltre che i crediti per misure di sostegno possano essere utilizzati in compensazione con le posizioni debitorie delle emittenti per contributi previdenziali e per canoni di concessione pregressi.
In conclusione si propongono le seguenti modifiche al DM 378/99:
– All’art. 1, aggiungere il seguente comma:
5) qualora l’emittente beneficiaria dei contributi abbia posizioni debitorie per contributi previdenziali e assistenziali e per canoni di concessione pregressi, l’importo dei contributi va in decurtazione nell’ordine dei contributi previdenziali, dei contributi assistenziali, dei canoni di concessione.
– All’art. 2 sono soppresse le lettere b) e d).
– All’art. 4, comma 1, viene aggiunta la seguente lettera:
c) il patrimonio netto al 31 dicembre dell’anno precedente a quello in cui è erogato il contributo.
– All’art. 5, comma 2, sostituire le parole “del trenta per cento” con le parole “sessanta per cento”.
– All’art. 5, comma 2 sopprimere il periodo “in misura proporzionale al fatturato realizzato nel triennio precedente all’anno di presentazione della domanda”.
– All’art. 5, aggiungere il seguente comma:
4) I contributi per le emittenti utilmente collocate nella graduatoria redatta ai sensi del precedente comma 2 sono così suddivisi: il cinquanta per cento viene suddiviso in parti uguali tra dette emittenti; l’altro cinquanta per cento viene suddiviso secondo l’ordine progressivo della posizione in graduatoria in base ad un criterio progressivo stabilito dal bando di gara.
– Alla tabella A aggiungere la seguente lettera:
lettera c) fino a punti 100.
C) MISURE DI SOSTEGNO PER LA RADIOFONIA LOCALE. EMANAZIONE REGOLAMENTO – AMPLIAMENTO DEL FONDO PREVISTO PER TALI MISURE
AERANTI-CORALLO esprime soddisfazione per il contenuto dello schema di Regolamento predisposto dal Ministero delle Comunicazioni e inviato in copia dal Sig. Ministro a tutte le imprese radiofoniche locali.
Ritiene altresì indispensabile che il testo finale del provvedimento mantenga un punteggio differenziato tra i lavoratori giornalisti inquadrati con contratto collettivo di lavoro giornalistico e i lavoratori giornalistici inquadrati con altri contratti collettivi.
Tale disposizione peraltro è prevista anche nel regolamento per le misure di sostegno alle TV locali e rappresenta un riconoscimento per le imprese che intendono valorizzare il lavoro giornalistico attraverso il riconoscimento di tutte le garanzie previste dalla normativa per l’espletamento della professione giornalistica.
AERANTI-CORALLO chiedono inoltre che, a partire dalla finanziaria 2003 il fondo per le misure di sostegno per la radiofonia venga ampliato da 6.000.000 Euro ad almeno 12.000.000 Euro.
D) RECUPERO DEI FONDI NON DISTRIBUITI PER CONTRIBUTI A FAVORE DELLE EMITTENTI TELEVISIVE LOCALI PREVISTI DALL’ART. 23 DELLA LEGGE 5 MARZO 2001, N. 57
I contributi richiesti per l’anno 2000 e per l’anno 2001 (le domande per il 2002 devono essere presentate) risultano essere di importi molto inferiori ai fondi stanziati per tali esercizi.
Si rende pertanto necessario che la finanziaria per il 2003 recuperi i fondi non ripartiti a valere sugli esercizi futuri.
E) DISEGNO DI LEGGE GOVERNATIVO SULLA COSIDDETTA “PAR CONDICIO”
Con riferimento al Disegno di legge governativo sulla cosiddetta “Par condicio” AERANTI-CORALLO propone le seguenti modifiche e/o integrazioni:
– applicazione della nuova normativa esclusivamente nei periodi elettorali;
– mantenimento dei messaggi politici autogestiti pagati dallo Stato attraverso le regioni (unica norma a carattere positivo contenuta nella legge 28/2000);
– libertà di vendita di ulteriori spazi per messaggi politici autogestiti (fermo restando il principio della parità di trattamento).