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Timestamp: 2020-05-29 10:53:32+00:00
Document Index: 72745346

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 375', 'art. 380']

Sentenza Cassazione Civile n. 32107 del 12/12/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 32107 del 12/12/2018
Cassazione civile sez. trib., 12/12/2018, (ud. 14/11/2018, dep. 12/12/2018), n.32107
sul ricorso iscritto al n. 11638/2012 R.G. proposto da:
Azienda Agricola “La Ghirlandina” in persona del legale
rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avv. Eugenio
Cerutti di Borgomanero, elettivamente domiciliata in Roma al p.le
Clodio n. 14, presso l’avv. Andrea Graziani;
avverso la sentenza emessa dalla Commissione Tributaria Regionale del
Piemonte, n. 38/36/11 del 22/2/2011, depositata il 16/3/2011 e non
1. l’Agenzia delle Entrate ricorre con tre motivi contro l’Azienda Agricola “La Ghirlandina” s.r.l. per la cassazione della sentenza emessa dalla Commissione Tributaria Regionale del Piemonte, n. 38/36/11 del 22/2/2011, depositata il 16/3/2011 e non notificata, che, in controversia relativa all’impugnativa della cartella di pagamento per IRPEG, IRAP e IVA 2003, oltre a sanzioni, interessi ed oneri di legge, ha rigettato l’appello dell’Ufficio, confermando la sentenza della C.T.P. di Novara;
2. con la sentenza impugnata, la C.T.R. del Piemonte rilevava che la cartella di pagamento impugnata conseguiva ad una precedente sentenza della stessa C.T.R., che aveva parzialmente confermato l’avviso di accertamento per il recupero di costi non inerenti ai fini Irpeg, Iva ed Irap per l’anno 2003;
la C.T.R., quindi, riteneva che la contestazione sulla debenza dell’imposta fosse oggetto dell’impugnazione dell’avviso di accertamento (all’epoca pendente in Cassazione), mentre la cartella non fosse congruamente motivata, anche in considerazione dell’inesattezza del calcolo dell’imposta dovuta a titolo di IVA per l’anno 2003;
3. a seguito del ricorso, l’Azienda Agricola “La Ghirlandina” s.r.l. resiste con controricorso;
4. il ricorso è stato fissato per la camera di consiglio del 14 novembre 2018, ai sensi dell’art. 375 c.p.c., u.c. e dell’art. 380 bis 1 c.p.c., il primo come modificato ed il secondo introdotto dal D.L. 31 agosto 2016, n. 168, conv. in L. 25 ottobre 2016, n. 197.
l’intervenuta transazione inter partes ha determinato la cessazione della materia del contendere, la quale, come chiarito in Cass. 19160/07, si risolve nella sopravvenienza, nel corso del giudizio, di fatti tali da determinare il venir meno delle ragioni di contrasto tra le parti e, con ciò, dell’interesse al ricorso;
tale modalità di composizione della controversia implica non già l’inammissibilità del ricorso in cassazione bensì, da un lato, la dichiarazione della cessazione della materia del contendere e, dall’altro, la regolazione finale delle spese;
va pertanto dichiarata cessata la materia del contendere tra le parti;
le spese dell’intero giudizio si compensano interamente, in conformità dell’accordo raggiunto tra le parti.
la Corte dichiara cessata la materia del contendere tra le parti e compensa interamente le spese del giudizio.