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Timestamp: 2019-01-23 06:27:33+00:00
Document Index: 132225599

Matched Legal Cases: ['art. 449', 'art. 450', 'art. 450', 'art. 449', 'art. 450', 'sentenza ', 'art. 450', 'art. 450', 'art. 450', 'art. 450', 'art. 450', 'art. 450', 'art. 54', 'art. 450', 'sentenza ']

Art. 450 codice penale: Delitti colposi di pericolo | La Legge per tutti
Chiunque, con la propria azione od omissione colposa [43], fa sorgere o persistere il pericolo di un disastro ferroviario (1), di un’inondazione, di un naufragio, o della sommersione di una nave o di un altro edificio natante, è punito con la reclusione fino a due anni [427, 429, 431] (2).
La reclusione non è inferiore a un anno se il colpevole ha trasgredito ad una particolare ingiunzione dell’Autorità diretta alla rimozione del pericolo (3).
Disastro ferroviario: [v. 430]; Inondazione: [v. 426 ]; Naufragio: [v. 428]; Sommersione: [v. 428]; Nave: [v. 428]; Edificio natante: [v. 428]; Reclusione: [v. 23].
(1) La prova del pericolo di disastro ferroviario va desunta dall’accertata probabilità che si verifichi un evento che comprenda in sé gli estremi costitutivi del disastro, e cioè un danno ad un convoglio ferroviario che possa incidere sulla sicurezza dei trasporti in misura tale da mettere in pericolo la pubblica incolumità (in giurisprudenza si è ritenuto che il delitto in commento non ricorra nel caso in cui il custode di un passaggio a livello abbandoni la sua postazione qualora il treno in quel punto sia comunque tenuto per ragioni tecniche a procedere molto lentamente, in modo tale da consentire la frenata al manovratore nel caso di attraversamento dei binari da parte di veicoli o persone).
(2) Sono applicabili le sanzioni sostitutive previste dagli artt. 53 e segg., l. 689/1981.
(3) Il c. 2 prevede una circostanza aggravante ad effetto speciale soggettiva. Essa è giustificata dal fatto che l’ingiunzione dell’autorità rende ancora più evidente all’interessato la sussistenza della situazione di pericolo e colora di un maggior disvalore la sua condotta perseverante nell’illecito.
Ai fini della configurabilità del delitto di disastro ferroviario colposo è necessario che lo stesso sia concettualmente integrato da un evento connotato da straordinarietà di effetti per gravità, complessità, estensione ed indeterminatezza del pregiudizio a cose e persone, di entità e di diffusività significativamente ampie, ancorché di proporzioni non necessariamente immani. Qualora (come nel caso di specie) le conseguenze dell'incidente siano notevoli, va applicato l'art. 449 c.p., e non l'art. 450 c.p., che riguarda fatti di minore gravità.
Cassazione penale sez. IV 07 novembre 2013 n. 14524
I delitti colposi di pericolo contro l'incolumità pubblica di cui all'art. 450 c.p. si perfezionano al momento dell'effettiva esistenza di un pericolo che l'evento temuto si verifichi, in quanto incriminano anche le condotte che fanno solo sorgere o persistere il pericolo di un evento disastroso. Dichiara inammissibile, App. Brescia, 10 Febbraio 2009
Cassazione penale sez. IV 18 gennaio 2010 n. 9969
Il delitto di disastro colposo, previsto dall'art. 449 c.p., può configurarsi solo a condizione che il disastro, inteso come evento di per sé sufficiente a produrre pericolo per la vita o l'integrità fisica di un numero indeterminato di persone, si sia effettivamente realizzato, per cui resta al di fuori della previsione normativa l'ipotesi che dalla condotta dell'agente sia derivato il solo pericolo per la pubblica incolumità, potendo una tale condotta assumere rilievo penale solo con riguardo alle specifiche ipotesi di disastro ferroviario, inondazione, naufragio o sommersione di natante previste dall'art. 450 c.p. (Nella specie, in applicazione di tale principio, la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza del giudice di merito che aveva ritenuto la sussistenza del reato di disastro colposo in un caso in cui era stato riscontrato il solo pericolo di crollo di alcuni edifici condominiali, a cagione della cattiva qualità dei materiali adoperati per la loro costruzione).
Cassazione penale sez. IV 09 marzo 2009 n. 18977
La norma di cui all'art. 450 c.p. presuppone che il naufragio o la sommersione non si sia verificata nonostante l'idoneità dell'azione.
Cassazione penale sez. III 18 gennaio 2006 n. 6746
L'elencazione di cui all'art. 450 c.p. è da ritenersi tassativa, con conseguente esclusione dell'applicazione analogica, non è, quindi, punibile il pericolo di causazione di un disastro aviatorio originato da colpa, non previsto dalla suddetta disposizione. (Fattispecie in tema di causazione colposa di “black out” presso uno scalo aeroportuale in cui è stata esclusa la configurabilità del reato previsto dall'art. 450 c.p.).
Il delitto previsto e punito dall'art. 450 c.p. è un reato di pericolo, che prescinde dalla dimostrazione che il pericolo stesso abbia minacciato cose o persone determinate, essendo sufficiente la probabilità effettiva del verificarsi di un disastro ferroviario.
Pretura Spoleto 17 maggio 1989
Per la integrazione del delitto di cui all'art. 450 c.p. essendo configurato come reato di pericolo, non necessita che l'evento (frana, inondazione, disastro etc.) siasi verificato, ma basta che, nell'idoneità dell'azione, sia accertata la sussistenza della probabilità del suo verificarsi.
Cassazione penale sez. IV 05 maggio 1988
Per la configurabilità dell'ipotesi delittuosa di cui all'art. 450 c.p. è sufficiente che un disastro possa verificarsi anche se, nonostante l'idoneità dell'azione, l'evento non si verifichi o il danno cagionato alle cose o alle persone non sia di rilevante gravità. (Nella fattispecie la S.C. ha ritenuto che la presenza di un masso di notevoli dimensioni e peso, posto in mezzo ai binari subito dopo una curva a visuale non libera, integra gli estremi del reato predetto, attesoché il delitto di disastro ferroviario si perfeziona con l'insorgere di pericolo di danno ad un convoglio ferroviario che possa incidere sulla sicurezza dei trasporti, a nulla rilevando la circostanza che il masso non ebbe a provocare danni rilevanti, tanto che il convoglio potè proseguire la marcia).
Cassazione penale sez. IV 20 gennaio 1986
Nel caso di fatti che, nelle more del giudizio, siano stati depenalizzati, il giudice di merito, per ragioni di connessione, allorché giudica anche di altri fatti penalmente sanzionati, è tenuto a pronunciarsi anche su di essi, nonché sulla infrazione amministrativa da infliggere: per cui, qualora ne accerti la sussistenza, deve irrogare la sanzione pecuniaria e non la pena. (Fattispecie in cui il ricorrente imputato, tra l'altro, di contravvenzione agli art. 54 e 64 reg. pol.ferroviaria (r.d. 31 ottobre 1973 n. 1687, modif, art.unico l. 20 marzo 1968 n. 304, e depenalizzata per effetto della l. 24 dicembre 1975 n. 706) era stato condannato in sede penale per il reato di cui all'art. 450 c.p. e con sanzione penale dal giudice dell'appello anche per il reato contravvenzionale, con sentenza intervenuta dopo l'entrata in vigore della legge depenalizzatrice).
Cassazione penale sez. IV 21 gennaio 1981