Source: http://www.retedellaconoscenza.it/blog/2017/11/11/9072/
Timestamp: 2018-07-18 00:55:35+00:00
Document Index: 58381967

Matched Legal Cases: ['art. 73', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 36']

Tirocinanti ex art. 73, il 22 Novembre scioperiamo contro il lavoro gratuito! ⋆ Rete della ConoscenzaRete della Conoscenza
Rilanciamo questo appello dal network di DIKE per uno sciopero dei tirocinanti forensi ex art. 73, che nonostante le iniziative dei mesi passati ancora non hanno ricevuto risposte da parte del governo: basta lavoro gratuito, basta sfruttamento!
● PERCHE’ UN APPELLO DEI TIROCINANTI EX ART. 73
Nell’agosto del 2014, la legge di conversione del c.d. decreto “del Fare”, ha consentito a migliaia di giovani laureati di entrare negli uffici giudiziari di tutta Italia per svolgere un tirocinio di 18 mesi al fianco di un magistrato assegnatario, quello che comunemente chiamiamo tirocinio ex art. 73 e che fondamentalmente è stato introdotto per smaltire gli arretrati giudiziari e velocizzare il lavoro dei giudici. Tante volte in questi anni noi tirocinanti ci siamo rivolti ai Ministri della Giustizia pro tempore affinché venissero risolti i problemi che caratterizzano questo istituto, ma lettere aperte, petizioni e articoli di giornale sono rimasti inascoltati.
Per questo abbiamo deciso di alzare la voce e denunciare la nostra condizione.
● LA GIUSTIZIA NON PAGA
Un primo scoglio riguarda il nostro stato giuridico: noi non siamo studentesse o studenti, pur svolgendo un’esperienza formativa, non siamo veri e propri lavoratori, ma svolgiamo un’attività molto simile al lavoro definita dal CSM come “positiva”, “efficace”, “formidabile” e “fondamentale”.
Escludendo la sussistenza di rapporti di lavoro subordinato o autonomi, l’art. 73, co. 8 del dl n. 69/13 ha compiuto una violazione del principio di indisponibilità del tipo contrattuale, giacché, nella sostanza la nostra vita nei tribunali è scandita da orari, mansioni, responsabilità, soggezione e controlli, elementi tipici di quei rapporti cui la Costituzione accorda le garanzie ed i diritti della subordinazione.
E proprio quanto ai diritti, guarda caso, troviamo le vere ingiustizie: il nostro operato non viene gratificato economicamente nemmeno con l’impropria e ridicola borsa di studio da 400 € al mese che la legge garantirebbe, ma che il mancato aumento del finanziamento e l’introduzione del limite ISEE (per altro scorrettamente fissato a stage iniziato) negano a migliaia di ragazzi e ragazze. Ogni anno, infatti, il numero di tirocinanti cresce vertiginosamente, ma gli 8 mln di € destinati alle borse rimangono invariati ottenendo quindi l’unico risultato auspicato dal Ministero: alleggerire il carico giudiziario sostituendo il lavoro di magistrati e personale di cancelleria con il nostro tirocinio, ripagandoci (e ricattandoci dati i costi proibitivi dei corsi di preparazione) col titolo per l’accesso al concorso da magistrato e, come se non bastasse, umiliandoci tassando la borsa come fosse una vera retribuzione.
● #22novembre: SCIOPERIAMO CONTRO IL LAVORO GRATUITO
Questa situazione è divenuta insostenibile: con questo appello chiediamo a tutti i tirocinanti degli uffici giudiziari, quelli dell’Avvocatura dello Stato ed anche ai praticanti degli studi legali di dire basta al nostro sfruttamento.
Noi tirocinanti ex art. 73 ci rivolgiamo al Ministro Andrea Orlando rivendicando lo stanziamento nella Legge Di Bilancio delle somme necessarie per pagare le borse di studio a tutte e tutti coloro che hanno svolto o stanno svolgendo lo stage, a prescindere dal reddito del nucleo familiare e senza il pagamento di imposte, e per il futuro chiedendo che il tirocinio venga ricondotto esclusivamente ad un’attività formativa per i futuri magistrati.
Per questo il 22 Novembre lanceremo il primo Sciopero dei/lle Tirocinanti della giustizia astenendoci per tutta la giornata dalle attività che svolgiamo quotidianamente per il sistema della Giustizia, per cancellare la vergogna del lavoro gratuito, sia esso imposto dallo Stato o dai privati, affermando il diritto ad una retribuzione che ci consenta una vita libera e dignitosa come previsto dall’art. 36 della nostra Costituzione.
Piazza Verdi, Bologna: it's a dress, not a yes!
Inceppiamo l’ingranaggio: spezziamo le catene dello sfruttamento