Source: https://foroeuropeo.it/banche-dati/ricerca-per-parole-o-articolo/688-dei-procedimenti-cautelari-c-p-c-669-bis-720/7209-671-sequestro-conservativo
Timestamp: 2019-04-23 06:23:40+00:00
Document Index: 39432532

Matched Legal Cases: ['art. 168', 'art. 33', 'art. 105', 'sentenza ', 'art. 105', 'sentenza ', 'art. 524', 'art. 524', 'art. 524', 'art. 2905', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

671. (Sequestro conservativo) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online
671. (Sequestro conservativo)
Codice di procedura civile Libro Quarto: DEI PROCEDIMENTI SPECIALI Titolo I: DEI PROCEDIMENTI SOMMARI Capo I: DEL PROCEDIMENTO DI INGIUNZIONE Capo II: DEL PROCEDIMENTO PER CONVALIDA DI SFRATTO Capo III: DEI PROCEDIMENTI CAUTELARI Sezione I: DEI PROCEDIMENTI CAUTELARI IN GENERALE (1) Sezione II: DEL SEQUESTRO (1) 671. (Sequestro conservativo)
Art. 671. (Sequestro conservativo)
Concordato preventivo - in genere - Concordato preventivo - Art. 168 l. fall. nella formulazione anteriore alla l. n. 134 del 2012
Fallimento ed altre procedure concorsuali - concordato preventivo - in genere - Concordato preventivo - Art. 168 l. fall. nella formulazione anteriore alla l. n. 134 del 2012 - Sequestro conservativo - Ammissibilità – Esclusione - Fondamento. In tema di concordato preventivo, anche nella vigenza dell'art. 168 l. fall. nella formulazione anteriore all'art. 33, comma 1, del d.l. n. 83 del 2012, conv. in l. n. 134 del 2012, pur in mancanza di una espressa previsione normativa, doveva ritenersi improponibile il ricorso per sequestro conservativo sui beni del debitore, trattandosi di un vincolo idoneo a convertirsi in pignoramento e quindi volto ad assicurare la garanzia patrimoniale in vista di una futura esecuzione. Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 1168 del 17/01/2019 ...
Intervento principale e intervento litisconsortile nel processo - Condizioni previste dall'art. 105 cod. proc. civ. - Individuazione - Fattispecie. Ai fini dell'intervento principale o dell'intervento litisconsortile nel processo, anche se l'articolo 105 cod. proc. civ. esige che il diritto vantato dall'interveniente non sia limitato ad una meramente generica comunanza di riferimento al bene materiale in relazione al quale si fanno valere le antitetiche pretese delle parti, la diversa natura delle azioni esercitate, rispettivamente, dall'attore in via principale e dal convenuto in via riconvenzionale rispetto a quella esercitata dall'interveniente, o la diversità dei rapporti giuridici con le une e con l'altra dedotti in giudizio, non costituiscono elementi decisivi per escludere l'ammissibilità' dell'intervento, essendo sufficiente a farlo ritenere ammissibile la circostanza che la domanda dell'interveniente presenti una connessione od un collegamento con quella di altre parti relative allo stesso oggetto sostanziale, tali da giustificare un simultaneo processo. (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ravvisato un collegamento di tal genere tra l'iniziale domanda di sequestro conservativo relativa alla quota ideale di un patrimonio comune e quella di divisione dello stesso patrimonio). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 14844 del 27/06/2007 ...
intervento in causa di terzi - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 14844 del 27/06/2007
Intervento principale e intervento litisconsortile nel processo - Condizioni previste dall'art. 105 cod. proc. civ. - Individuazione - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 14844 del 27/06/2007 Ai fini dell'intervento principale o dell'intervento litisconsortile nel processo, anche se l'articolo 105 cod. proc. civ. esige che il diritto vantato dall'interveniente non sia limitato ad una meramente generica comunanza di riferimento al bene materiale in relazione al quale si fanno valere le antitetiche pretese delle parti, la diversa natura delle azioni esercitate, rispettivamente, dall'attore in via principale e dal convenuto in via riconvenzionale rispetto a quella esercitata dall'interveniente, o la diversità dei rapporti giuridici con le une e con l'altra dedotti in giudizio, non costituiscono elementi decisivi per escludere l'ammissibilità' dell'intervento, essendo sufficiente a farlo ritenere ammissibile la circostanza che la domanda dell'interveniente presenti una connessione od un collegamento con quella di altre parti relative allo stesso oggetto sostanziale, tali da giustificare un simultaneo processo. (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ravvisato un collegamento di tal genere tra l'iniziale domanda di sequestro conservativo relativa alla quota ideale di un patrimonio comune e quella di divisione dello stesso patrimonio). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 14844 del 27/06/2007 ...
Azione ex art. 524 cod. civ. - Trascrizione nei confronti degli aventi causa degli altri chiamati - Necessità - Sequestro - Disciplina applicabile - Art. 2905 cod. civ. - Sequestro conservativo dei beni oggetto di delazione - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento. In caso di rinuncia all'eredità o di inutile decorso del termine all'uopo fissato, per impugnare la rinuncia e renderla inefficace i creditori debbono esperire l'azione prevista dall'art. 524 cod. civ., proponendo e trascrivendo la domanda anche nei confronti di chi si affermi quale avente causa degli altri chiamati all'eredità rispetto al medesimo immobile. Poiché tale azione produce in rapporto ai creditori del chiamato rinunciante i sostanziali effetti dell'azione revocatoria, al sequestro richiesto per assicurare gli effetti dell'accoglimento della domanda prevista dall'art. 524 è applicabile la disciplina dettata dall'art. 2905 cod. civ., potendosi trascrivere il sequestro tanto nei confronti del dante causa del debitore che nei confronti di quest'ultimo al solo scopo di far accertare l'esistenza del credito vantato verso di lui; non è invece idonea al medesimo fine la semplice richiesta di sequestro conservativo dei beni oggetto della delazione erria, atteso che verrebbe altrimenti elusa la disciplina degli effetti della trascrizione, la quale ha riguardo a situazioni tipiche, e considerato che detti beni non appartengono a chi è chiamato all'eredità. (Fattispecie anteriore all'entrata in vigore delle norme sul procedimento cautelare uniforme). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7735 del 29/03/2007 ...
procedimenti cautelari - sequestro - convalida - sequestro anteriore alla causa – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6931 del 22/03/2007
Disciplina dei procedimenti cautelari introdotta dalla legge n. 353 del 1990 - Disposizione transitoria dettata dall'art. 4, comma 5, del d.l. n. 571 del 1994 (e dalle identiche norme contenute nei precedenti decreti non convertiti), in ordine ai sequestri anteriormente autorizzati - Interpretazione - Sequestri non convalidati, anche con sentenza ancora soggetta ad impugnazione - Inefficacia - Limitazione alle sentenze intervenute successivamente alla data di entrata in vigore del primo dei predetti decreti - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6931 del 22/03/2007 In tema di procedimenti cautelari e con riguardo alla nuova disciplina sul processo cautelare uniforme introdotta dalla legge 26 novembre 1990, n. 353, la disposizione transitoria dettata dall'art. 4, quinto comma, del d.l. 7 ottobre 1994, n. 571 (convertito nella legge 6 dicembre 1994, n. 673) - nonché dalle precedenti identiche norme contenute nei DD.LL. nn. 105, 235, 380 e 493 del 1994, non convertiti, ma i cui effetti sono stati fatti salvi dall'art. 1 della citata legge n. 673 del 1994 -, la quale prevede, fra l'altro, l'inefficacia dei sequestri anteriormente autorizzati "se con sentenza, anche non passata in giudicato, è rigettata l'istanza di convalida ovvero è dichiarato inesistente il diritto a cautela del quale erano stati concessi", deve interpretarsi nel senso che - ove ai processi pendenti, in ragione di un'accertata incompatibilità con la disciplina previgente, non sia applicabile la nuova normativa - a partire dal 16 febbraio 1994 (data di entrata in vigore del primo dei decreti-legge summenzionati) è sufficiente, per determinare l'inefficacia del sequestro autorizzato anteriormente alla data medesima (come nella specie), che nei processi stessi, indipendentemente dalla fase, dallo stato o dal grado in cui si trovano, sia intervenuta una sentenza di rigetto dell'istanza di convalida o dichiarativa dell'inesistenza del diritto cautelato, con conseguente obbligo del giudice, in tali casi, di applicare immediatamente lo "ius superveniens", anche d'ufficio. (Nella specie, la S.C. ha cassato sul punto la sentenza di merito, dichiarando la perdita di efficacia del sequestro conservativo concesso "ante causam", in relazione al quale era intervenuta, dopo l'entrata in vigore della nuova disciplina, sentenza di rigetto dell'istanza di convalida a conclusione del primo grado del giudizio, a nulla rilevando che in sede di appello il sequestro fosse stato invece convalidato, in quanto la Corte d'appello, avrebbe dovuto applicare immediatamente lo "jus superveniens" e dichiarare l'inefficacia del sequestro). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6931 del 22/03/2007 ...