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Timestamp: 2020-07-10 00:39:34+00:00
Document Index: 115125613

Matched Legal Cases: ['art. 657', 'art. 4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 129', 'art. 657']

Art. 657 bis codice di procedura penale - Computo del periodo di messa alla prova dell'imputato in caso di revoca - Brocardi.it
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Articolo 657 bis Codice di procedura penale
Computo del periodo di messa alla prova dell'imputato in caso di revoca
Dispositivo dell'art. 657 bis Codice di procedura penale
(1)1. In caso di revoca o di esito negativo della messa alla prova(2), il pubblico ministero, nel determinare la pena da eseguire, detrae un periodo corrispondente a quello della prova eseguita. Ai fini della detrazione, tre giorni di prova sono equiparati a un giorno di reclusione o di arresto, ovvero a 250 euro di multa o di ammenda.
(1) Tale articolo è stato inserito dall’art. 4, comma 1, lett. b), della l. 28 aprile 2014, n. 67.
(2) Si ricordi che la sospensione del procedimento con messa alla prova per gli adulti (artt. 168 bis ss c.p.), istituto già previsto e sperimentato nel rito minorile, risponde ad una chiara finalità deflattiva: consentire cioè di arrivare, nei procedimenti che hanno ad oggetto reati di minore allarme sociale, ad una rapida definizione degli stessi attraverso una sentenza che dichiara l’estinzione del reato, senza attendere i tempi del processo, e sempre che non vi siano gli estremi per pronunciare una sentenza ex art. 129.
Spiegazione dell'art. 657 bis Codice di procedura penale
L'esito positivo della messa alla prova dell'imputato rappresenta una nuova ipotesi di estinzione del reato.
Fatte le dovute premesse, la norma in commento si occupa della rideterminazione della pena, sia detentiva che pecuniaria, in caso di revoca o di esito negativo della messa in prova, posto che il periodo di messa in prova è considerato, anche se in misura ridotta proporzionalmente, come detentiva.
Ai fine della detrazione dalla pena detentiva del periodo di messa in prova, tre giorni di prova sono equiparati ad un giorno di reclusione o di arresto, ovvero a 250 euro di multa o di ammenda (nel caso in cui non si tratti di pena detentiva, ma di pena pecuniaria).