Source: https://www.brocardi.it/codice-di-procedura-penale/libro-ottavo/titolo-ii/art554.html
Timestamp: 2020-04-03 22:49:24+00:00
Document Index: 44973687

Matched Legal Cases: ['art. 554', 'art. 467', 'art. 554', 'art. 467', 'art. 392', 'art. 392', 'art. 553', 'art. 467', 'art. 549', 'art. 554', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 28', 'sentenza ', 'sentenza ']

Art. 554 codice di procedura penale - Atti urgenti - Brocardi.it
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Articolo 554 Codice di procedura penale
Dispositivo dell'art. 554 Codice di procedura penale
1. Il giudice per le indagini preliminari è competente ad assumere gli atti urgenti a norma dell'articolo 467 (1) e provvede sulle misure cautelari [272-325] fino a quando il decreto, unitamente al fascicolo per il dibattimento [431], non è trasmesso al giudice a norma dell'articolo 553, comma 1.
(1) Dato il richiamo all'art. 467, si tratta di quegli atti che nel corso delle indagini preliminari possono consentire il ricorso all'incidente probatorio, per la cui assunzione devono rispettarsi le forme previste per il dibattimento (artt. 392 ss).
La norma in esame è tesa a risolvere il problema relativo all'individuazione dell'organo giurisdizionale competente ad assumere i c.d. atti urgenti, nonchè a provvedere sulle misure cautelari.
Spiegazione dell'art. 554 Codice di procedura penale
La norma in esame adatta le peculiarità del rito con citazione diretta a giudizio alla necessità di prevedere quale sia l'organo giurisdizionale deputato a provvedere all'assunzione degli atti urgenti e ad adottare misure cautelari dal momento dell'emissione del decreto di citazione a giudizio, sino alla relativa trasmissione, insieme al fascicolo per il dibattimento, al giudice dibattimentale.
All'interno del richiamato art. 467, ai sensi del quale il presidente del tribunale o della corte d'assise dispone, a richiesta di parte, l'assunzione delle prove non rinviabili nei casi previsti dall'art. 392 (incidente probatorio), osservando le forme stabilite per il dibattimento. In tal guisa, la possibilità di ricorrere all'incidente probatorio, nei casi di citazione diretta a giudizio, copre l'intero iter predibattimentale.
In sintesi, nel corso delle indagini preliminari trova applicazione l'art. 392, dal momento in cui avviene l'emissione del decreto di citazione diretta a giudizio, trova dapprima applicazione la presente norma e successivamente, dopo la trasmissione del fascicolo al giudice per il dibattimento (v. art. 553), l'art. 467, in forza del rinvio generale alle disposizioni sul procedimento ordinario, come previsto dall'art. 549.
Massime relative all'art. 554 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 14771/2017
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 14771 del 24 marzo 2017)
Cass. pen. n. 3506/1998
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 3506 del 25 febbraio 1998)
Cass. pen. n. 3824/1994
In materia di richiesta di archiviazione rivolta dal P.M. al Gip nel procedimento pretorile, il thema decidendum che investe il giudice richiesto dell'archiviazione non si modella in funzione dell'ordinario dovere di pronunciarsi su di una specifica domanda, ma del ben più ampio potere di apprezzare se le risultanze dell'attività compiuta nel corso delle indagini preliminari siano o meno esaurienti ai fini della legittimità della «inazione» del pubblico ministero. Pertanto, nulla si oppone a che il giudice inviti il P.M. a svolgere le ulteriori indagini, che ritenga necessarie, su una diversa regiudicanda, poiché, altrimenti opinando, si delegherebbe all'arbitrio dell'organo assoggettato al controllo il potere di ritagliare la quantità e la qualità dell'intervento del controllore. Del resto a simile risultato converge anche il rilievo che, ove gli elementi raccolti siano ritenuti sufficienti in ordine alla diversa ipotesi di reato, il Gip ben può immediatamente disporre la formulazione della diversa imputazione.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 3824 del 19 novembre 1994)
Cass. pen. n. 1604/1994
È abnorme il provvedimento del giudice del dibattimento (nella specie pretore) che dichiari la nullità dell'ordinanza con cui il Gip abbia rigettato la richiesta di archiviazione del pubblico ministero restituendogli gli atti e imponendogli la formulazione dell'imputazione ai fini degli adempimenti di cui agli artt. 555 e seguenti, c.p.p. (In motivazione, la Suprema Corte ha escluso che in un caso del genere possa configurarsi un caso analogo di conflitto, ma non perché l'art. 28, secondo comma, c.p.p. disciplina espressamente il caso di contrasto tra Gip e giudice dibattimentale, quanto piuttosto perché il provvedimento del primo è inoppugnabile e, in ogni caso, sottratto a qualsiasi sindacato del secondo che ha l'obbligo di giudicare, se ritualmente investito di citazione a giudizio).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 1604 del 23 maggio 1994)
Cass. pen. n. 4473/1992
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 4473 del 2 dicembre 1992)