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Timestamp: 2019-03-25 16:51:50+00:00
Document Index: 92179818

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 139', 'art. 1226', 'art. 2054', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 378', 'art. 360']

Incidenti stradali: il risarcimento danni va liquidato secondo le Tabelle Milanesi
June 13th, 2011 | Author: Patrizia D'Arcangelo
Con la recentissima sentenza n. 12408/2011, la Suprema Corte ha espresso il seguente importante principio: “poiché l’equità va intesa anche come parità di trattamento, la liquidazione del danno non patrimoniale alla persona da lesione dell’integrità psico-fisica presuppone l’adozione da parte di tutti i giudici di merito di parametri di valutazione uniformi che, in difetto di previsioni normative (come l’art. 139 del codice delle assicurazioni private, per le lesioni di lieve entità conseguenti alla sola circolazione dei veicoli a motore e dei natanti), vanno individuati in quelli tabellari elaborati presso il tribunale di Milano, da modularsi a seconda delle circostanze del caso concreto”.
Ecco un estratto di questa importantissima pronuncia:
“La giurisprudenza di merito mostra marcate disparità non solo nei valori liquidati a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale da lesione dell’integrità psicofisica (e, a favore dei congiunti, da morte), ma anche nel metodo utilizzato per la liquidazione. Taluni uffici giudiziari si avvalgono, infatti, del criterio equitativo puro, altri liquidano il danno in esame col sistema “a punto”, prevalentemente ricavato dalla media delle precedenti decisioni pronunciate in materia; alcuni liquidano unitariamente il danno non patrimoniale ed altri distinguono più voci; taluni pongono un tetto massimo ed uno minimo alla personalizzazione del risarcimento, altri non lo fanno.
Si tratta di un fenomeno che, incidendo sui fondamentali diritti della persona, vulnera elementari principi di eguaglianza, mina la fiducia dei cittadini nell’amministrazione della giustizia, lede la certezza del diritto, affida in larga misura al caso l’entità dell’aspettativa risarcitoria, ostacola le conciliazioni e le composizioni transattive in sede stragiudiziale, alimenta per converso le liti, non di rado fomentando domande pretestuose (anche in seguito a scelte mirate: cosiddetto “forum shopping”) o resistenze strumentali.
Nella perdurante mancanza di riferimenti normativi per le invalidità dal 10 al 100% e considerato che il legislatore ha comunque già espresso, quanto meno per le lesioni da sinistri stradali, la chiara opzione per una tabella unica da applicare su tutto il territorio nazionale, la Corte di cassazione ritiene che sia suo specifico compito, al fine di garantire l’uniforme interpretazione del diritto (che contempla anche l’art. 1226 cod. civ., relativo alla valutazione equitativa del danno), fornire ai giudici di merito l’indicazione di un unico valore medio di riferimento da porre a base del risarcimento del danno alla persona, quale che sia la latitudine in cui si radica la controversia”.
Tale unico parametro di riferimento va quindi individuato nella Tabella di Milano.
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Semaforo rosso o verde: il pedone ha sempre precedenza!
May 7th, 2011 | Author: Patrizia D'Arcangelo
In caso di investimento di un pedone da parte di un’automobilista, la responsabilità del conducente ex art. 2054 cod. civ. è esclusa soltanto quando questi provi di che non vi era alcuna possibilità di prevenire l’evento (Cass. Civ. n. 9683/2011).
Secondo la Suprema Corte, il conducente di un veicolo deve sempre procedere con cautela e rispettare le regole della comune prudenza ogni qualvolta impegni un incrocio regolato da semaforo con luce verde in suo favore.
Ecco il testo integrale della sentenza de qua:
Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 9 marzo – 3 maggio 2011, n. 9683
Presidente Trifone – Relatore Levi
Con atto di citazione regolarmente notificato S.O. conveniva in giudizio innanzi al Giudice di Pace di Roma, Sa.St.Pa. e la Meie-Aurora Assicurazioni S.p.A. per sentirli condannare in solido al risarcimento dei danni subiti nella misura di Euro 9.525,84, o in quella somma maggiore o minore ritenuta equa, a seguito del sinistro stradale verificatosi in (omissis).
Esponeva l’attrice che il 30.3.2000 si trovava a piedi in (omissis), lato Via dei …, ferma al segnale di via impedita. Al segnale di luce verde iniziava l’attraversamento sul passaggio pedonale e quando aveva quasi raggiunto lo spartitraffico centrale veniva violentemente investita dal veicolo Ford Escort, condotto da F.R. e di proprietà di Sa.St.Pa..
Si costituiva la Compagnia Assicuratrice contestando le deduzioni attoree, mentre rimaneva contumace il Sa. .
Resiste l’intimata Meie-Aurora Assicurazioni con controricorso e memoria ex art. 378 c.p.c..
Con il secondo motivo la ricorrente deduce violazione e falsa applicazione di norme di legge in relazione all’art. 360, n. 3 c.p.c. – Violazione artt. 2054 – 2043 c.c..
Va osservato che nel caso il g.a. ha ritenuto la esclusiva responsabilità della ricorrente (la quale si trovava nella fase finale dell’attraversamento, sull’apposito passaggio pedonale, a breve distanza dallo spartitraffico), sul rilievo che la stessa -al momento dell’investimento – stava attraversando viale (omissis) con la luce semaforica rossa per i pedoni e la luce verde per il veicolo investitore, il quale non era quindi tenuto “ad accordare la precedenza”.
E ancora, anche nel caso in cui il conducente impegni un incrocio regolato da semaforo con luce verde in suo favore, permane a suo carico un obbligo di diligenza nella condotta di guida che deve tradursi nella necessaria cautela richiesta dalla comune prudenza e dalle concrete condizioni esistenti all’incrocio (Cass., n. 8744/2000).
La Corte accoglie il ricorso. Cassa e rinvia al Tribunale di Roma in diversa composizione anche per le spese di cassazione
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