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Timestamp: 2020-08-15 08:02:14+00:00
Document Index: 87131473

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 54', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 117']

Sentenza Cassazione Civile n. 21912 del 30/08/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21912 del 30/08/2019
Cassazione civile sez. II, 30/08/2019, (ud. 22/05/2019, dep. 30/08/2019), n.21912
sul ricorso 3558/2018 proposto da:
Avv. S.S., in proprio, elettivamente domiciliato in ROMA,
VIA PILO ALBERTELLI 1, presso lo studio dell’avvocato LUCIA
CAMPOREALE;
avverso il decreto 3750/2017 della CORTE D’APPELLO di PERUGIA,
depositato il 08 giugno 2017;
La Corte d’appello di Perugia, con il decreto qui impugnato, ha dichiarato improponibile il ricorso proposto nel 2012 da S.S. – ricorso volto ad ottenere l’equa riparazione per la irragionevole durata di un giudizio amministrativo di secondo grado iniziato nel 2004 ed ancora pendente in appello alla data di proposizione della domanda rilevando che nel giudizio amministrativo presupposto non era stata presentata istanza di prelievo ma solo un’istanza di fissazione e l’opposizione a un decreto di perenzione.
Per la cassazione di tale decisione S.S. ha proposto ricorso, affidato a cinque motivi, illustrati da memorie; l’intimato Ministero non ha svolto difese.
1. – Il ricorrente censura il decreto impugnato, tra l’altro, per avere ritenuto che la mancata presentazione dell’istanza di prelievo nel giudizio amministrativo del quale si lamenta la irragionevole durata, sia preclusiva della possibilità di esaminare la domanda di equa riparazione.
1.2. – Deve, infatti, prendersi atto che nelle more del presente giudizio è intervenuta la sentenza della Corte Costituzionale n. 34 del 6 marzo 2019, che ha dichiarato incostituzionale il D.L. n. 112 del 2008, art. 54 comma 2 e successive modifiche, qui rilevante, trattandosi nella specie di procedimento per il quale non risulta applicabile la previsione di cui alla L. n. 89 del 2001, art. 2, comma 1, come novellato dalla L. n. 208 del 2015 (attesa la specifica norma transitoria di cui alla stessa L. n. 89 del 2001, art. 6, comma 2 bis, in quanto il processo presupposto alla data del 31 ottobre 2016 avrebbe già superato i termini di durata ragionevole).
2. – La sopravvenuta declaratoria di incostituzionalità della norma che subordina la proponibilità della domanda di equo indennizzo alla necessaria presentazione dell’istanza di prelievo per contrasto con i parametri convenzionali della CEDU (art. 6, par. 1), la cui violazione comporta, appunto, per interposizione, quella dell’art. 117 Cost., comma 1, impone quindi la cassazione del decreto impugnato con rinvio per nuovo esame alla Corte d’Appello di Perugia, in diversa composizione, la quale dovrà in ogni caso considerare, come ribadito dalla Consulta nella menzionata sentenza, che la mancata presentazione dell’istanza di prelievo può costituire elemento indiziante di una sopravvenuta carenza, o di non serietà, dell’interesse della parte alla decisione del ricorso, potendo quindi assumere rilievo ai fini della quantificazione dell’indennizzo ex lege n. 89 del 2001, ma non potendo viceversa condizionare la stessa proponibilità della correlativa domanda.
La Corte accoglie il ricorso; cassa il decreto impugnato e rinvia la causa, anche per le spese del giudizio di legittimità, alla Corte d’appello di Perugia, in diversa composizione.
Depositato in Cancelleria il 30 agosto 2019