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Timestamp: 2018-08-14 08:21:39+00:00
Document Index: 88704702

Matched Legal Cases: ['art. 2427', 'art. 2427', 'art. 2427', 'art. 2454', 'art. 2478', 'art. 2516', 'art. 2615', 'art. 2427', 'art. 2427', 'art. 37', 'art. 148', 'art. 3', 'art. 37', 'art. 50', 'art. 7']

Novità fiscali del 31 marzo 2010: bilancio: informazioni sulle operazioni con parti correlate; IVA ed adempimenti Intrastat solo per il tour operator; semplificata la procedura per i RED 2010; per comunicare con l’INPS, per imprese e intermediari necessaria la PEC; modello F24: versamenti con elementi identificativi; al via dall'1 aprile “ComUnica” obbligatorio anche per le Entrate | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 31 marzo 2010: bilancio: informazioni sulle operazioni con parti correlate; IVA ed adempimenti Intrastat solo per il tour operator; semplificata la procedura per i RED 2010; per comunicare con l’INPS, per imprese e intermediari necessaria la PEC; modello F24: versamenti con elementi identificativi; al via dall'1 aprile “ComUnica” obbligatorio anche per le Entrate
1) Bilancio: informazioni sulle operazioni con parti correlate
2) Pubblicato in G.U. il regolamento in materia di operazioni con parti correlate
3) Regime Iva ed adempimenti Intrastat solo per il tour operator
4) Semplificata la procedura per i RED 2010
5) Per comunicare con l’INPS, per imprese e intermediari necessaria <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />la PEC
6) Remunerazione degli amministratori: Pubblicato nuovo articolo del Codice di Autodisciplina
7) Modello F24: Versamenti con elementi identificativi
8) Misuratori fiscali: Un Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha modificato le specifiche tecniche per la trasmissione telematica
9) Al via dal 1° aprile “ComUnica” obbligatorio anche per le Entrate, tranne nella prima fase di rodaggio
Il tema delle operazioni con parti correlate, riconosciuto come uno degli argomenti maggiormente significativi del sistema di corporate governante, riguarda due distinte problematiche: Da un lato, le modalità con le quali gli amministratori assumono le decisioni riguardanti le operazioni con parti correlate; dall’altro lato, la tecnica di rappresentazione in bilancio di tali operazioni e, più in generale, dei rapporti intrattenuti con le parti correlate.
Il legislatore comunitario con l’emanazione della Direttiva 2006/46/CE ha, tra le altre previsioni, richiesto alle società di capitali che operano nell’ambito dell’Unione Europea l’inserimento in nota integrativa di un’informativa sulle operazioni “rilevanti” che potrebbero essere state condotte a condizioni “particolari”, in considerazione dei rapporti esistenti tra i soggetti coinvolti.
In ottemperanza, quindi, a tale Direttiva 2006/46/CE, il legislatore italiano, con il D.lgs. 173/2008, ha introdotto nel codice civile la disciplina delle operazioni con parti correlate nell’ambito dell’informativa da fornirsi nella nota integrativa del bilancio di tutte le società di capitali.
Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili con il documento reso noto il 29 marzo 2010 ha fornito a tutti i soggetti interessati le prime indicazioni in merito all’applicazione delle novità concernenti l’informativa di bilancio di talune operazioni con parti correlate.
L’art. 2427, n. 22–bis, c.c.. stabilisce che la nota integrativa deve indicare, oltre a quanto stabilito da altre disposizioni, le operazioni realizzate con parti correlate, precisando l’importo, la natura del rapporto e ogni altra informazione necessaria per la comprensione del bilancio relativa a tali operazioni, qualora le stesse siano rilevanti e non siano state concluse a normali condizioni di mercato.
Le informazioni relative alle singole operazioni possono essere aggregate secondo la loro natura, salvo quando la loro separata evidenziazione sia necessaria per comprendere gli effetti delle operazioni medesime sulla situazione patrimoniale e finanziaria e sul risultato economico della società.
Il legislatore italiano, come prescritto dalla direttiva, dispone che per la definizione di parti correlate si debba fare riferimento ai Principi contabili internazionali adottati dall’Unione Europea.
Tale definizione è data, in particolare, dallo IAS 24, Informazioni sulle operazioni con parti correlate.
Il decreto precisa che il nuovo articolo del codice civile trova applicazione a partire dai bilanci e dalle relazioni relative agli esercizi aventi inizio da data successiva al 21 novembre 2008 (data di entrata in vigore del decreto).
Per le società assoggettate al disposto dell’art. 2427, c.c., le quali presentano una coincidenza tra esercizio amministrativo e anno solare, la normativa è, quindi, adottata per la prima volta nei bilanci d’esercizio chiusi al 31 dicembre 2009.
L’art. 2427, c.c. (contenuto nel Libro V Titolo V “delle società” al Capo V “delle società per azioni”) disciplina il contenuto della nota integrativa; pertanto tale articolo è applicabile anche: alle società in accomandita per azioni (art. 2454, c.c.), alle società a responsabilità limitata (art. 2478–bis, c.c.), alle società cooperative (art. 2516, c.c.), nonché ai consorzi costituiti nella forma di società di capitali (art. 2615-ter, c.c.).
Determinate esenzioni sono applicabili per le società che redigono il bilancio in forma abbreviata.
Il Legislatore nazionale non fornisce una nozione di parte correlata, ma dopo il primo comma dell’art. 2427, c.c., precisa che per la definizione di “parte correlata” si fa riferimento ai “Principi contabili internazionali adottati dall’Unione Europea”.
In atto, l’unico Principio contabile internazionale che può essere applicato è il menzionato IAS 24 nella sua versione del 2003.
E’ peraltro opportuno ricordare che lo IASB ha emanato nel novembre 2009 una nuova versione dello IAS 24 che apporta alcune (seppur limitate) sostanziali modifiche al documento originario.
Il “nuovo” Principio non è stato ad oggi ancora omologato nell’Unione Europea e con tutta probabilità non lo sarà prima dell’approvazione dei bilanci 2009.
Secondo il paragrafo 9 dello IAS 24 (2003), “Una parte è correlata a un’entità se:
(a) direttamente, o indirettamente attraverso uno o più intermediari, la parte:
(i) controlla l’entità, ne è controllata, oppure è sotto comune controllo (ivi incluse le entità controllanti, le controllate e le altre società del gruppo);
(ii) detiene una partecipazione nell’entità tale da poter esercitare un’influenza notevole su quest’ultima; o (iii) controlla congiuntamente l’entità;
(b) la parte è una società collegata (secondo la definizione dello IAS 28 Partecipazioni in società collegate) dell’entità;
(c) la parte è una joint venture in cui l’entità è una partecipante (IAS 31, partecipazioni in joint venture);
(d) la parte è uno dei dirigenti con responsabilità strategiche dell’entità o della sua controllante;
(e) la parte è uno stretto familiare di uno dei soggetti di cui ai punti (a) o (d);
(f) la parte è un’entità controllata, controllata congiuntamente o soggetta ad influenza notevole da parte di uno dei soggetti di cui ai punti (d) o (e), ovvero tali soggetti detengono, direttamente o indirettamente, una quota significativa di diritti di voto; o (g) la parte è un piano per benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro a favore dei dipendenti dell’entità, o di una qualsiasi altra entità ad essa correlata.”.
Da tale definizione deriva che non sono parti correlate due società, per il solo fatto di avere in comune un amministratore o un altro dirigente con responsabilità strategiche; oppure due società partecipanti, per il solo fatto di detenere il controllo congiunto in una joint venture; i finanziatori, i sindacati, le imprese di pubblici servizi, le agenzie e i dipartimenti pubblici solo in ragione dei normali rapporti d’affari con la società (sebbene essi possano circoscrivere la libertà di azione della società o partecipare al suo processo decisionale); non lo sono anche i singoli clienti, i fornitori, i franchisor, i distributori e gli agenti generali con i quali la società effettua un rilevante volume di affari, unicamente in ragione della dipendenza economica che ne deriva.
Cosa si intende per “dirigenti con responsabilità strategiche” e stretti familiari.
I “dirigenti con responsabilità strategiche” sono definiti dallo IAS 24 come coloro che hanno il potere e la responsabilità di determinare, direttamente o indirettamente, la pianificazione, la direzione e il controllo dell’attività della società.
Gli stretti familiari sono definiti come coloro che si suppone possano influenzare o essere influenzati da un soggetto che costituisce una parte correlata della società che redige il bilancio.
Lo IAS 24 sostiene che “possono” rientrare in questo contesto: il convivente e i figli del soggetto; i figli del convivente; e, le persone a carico del soggetto o del convivente.
Riguardo la disciplina IAS/IFRS in tema di parti correlate, viene riportata la definizione di parti correlate contenuta nel paragrafo 9 della versione revised 2009 dello IAS 24, che potrà essere applicata quando tale principio, nel prossimo futuro, sarà omologato.
“Una parte correlata è una persona o un’entità correlata all’entità che sta preparando il bilancio (nel presente Principio indicata come reporting entity).
(a) Una persona o un suo stretto familiare è parte correlata della reporting entity se tale persona:
(i) controlla, anche congiuntamente, la reporting entity;
(ii) ha un’influenza notevole sulla reporting entity; o (iii) è un dirigente con responsabilità strategiche della reporting entity o di una sua controllante.
(b) Un’entità è parte correlata della reporting entity se una delle seguenti situazioni si verifica:
(i) l’entità e la reporting entity fanno parte dello stesso gruppo (ciascuna entità controllante, controllata e le altre società del gruppo sono parti correlate);
(ii) una delle due entità è una società collegata dell’altra o partecipano in una joint venture (oppure è una società collegata di un membro del gruppo al quale appartiene l’altra entità o partecipa con tale membro in una joint venture);
(iii) entrambe le entità partecipano in una joint venture con la medesima parte terza;
(iv) una delle due entità partecipa in una joint venture con una parte terza e l’altra entità è una società collegata di tale parte terza;
(v) l’entità è un piano per benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro a favore dei dipendenti della reporting entity o di una entità a quest’ultima correlata. Se è la reporting entity il piano, anche i datori di lavoro che lo sponsorizzano sono parti correlate alla reporting entity;
(vi) l’entità è controllata, anche congiuntamente, da un soggetto di cui al punto (a);
(vii)un soggetto di cui al punto (a)(i) ha una influenza notevole sull’entità o è un dirigente con responsabilità strategiche della stessa (o di una sua controllante).”
Nell’ambito dell’informativa con parti correlate assume una particolare rilevanza l’individuazione delle tipologie di operazioni da considerare.
A questo proposito, le operazioni con parti correlate includono qualsiasi trasferimento di risorse servizi e obbligazioni, indipendentemente dal fatto che sia stato fissato un corrispettivo.
Esempi di operazioni con parti correlate sono: acquisti o vendite di materie prime, semilavorati, prodotti finiti e merci; acquisti o vendite di immobilizzazioni; prestazioni di servizi; trasferimenti di concessioni e licenze; erogazione di finanziamenti; apporti di capitale in denaro o in natura; contratti di garanzia o pegno; impegni di fare, non fare o permettere condizionati al verificarsi o al non verificarsi di un particolare evento futuro; estinzione di passività per conto della società che redige il bilancio o della società per conto della parte correlata.
Tuttavia non sempre le operazioni indicate sono oggetto dell’informativa in commento; infatti, nel contesto nazionale, diversamente da quanto avviene nell’ambito dello IAS 24, che prescrive l’informativa per tutte le operazioni con parti correlate, in nota integrativa vanno riportate soltanto le operazioni che soddisfano entrambi le seguenti condizioni:
1. l’operazione è rilevante; e
2. essa non è stata conclusa a normali condizioni di mercato.
L’informativa richiesta in nota integrativa dall’art. 2427, c.c., co. 1, n. 22‐bis riguarda:
– l’importo dell’operazione;
– la natura del rapporto con la parte correlata;
– e, ogni altra informazione necessaria alla comprensione del bilancio.
I dati possono essere aggregati, salvo che la loro separata indicazione sia necessaria per comprendere gli effetti delle predette operazioni sulla situazione patrimoniale e finanziaria e sul risultato economico della società.
Il codice civile richiede di indicare l’importo delle operazioni realizzate con parti correlate, mentre lo IAS 24 esplicita con maggior precisione che debbano essere fornite informazioni integrative “…su operazioni e su saldi in essere con parti correlate”.
Letteralmente, il legislatore nazionale prevede di evidenziare, soddisfatte le condizioni previste, il controvalore delle operazioni con parti correlate eseguite nel corso dell’esercizio (es.: il costo di acquisto delle merci, il ricavo di vendita di beni, il costo di acquisto di attività immobilizzate, l’importo del finanziamento erogato, l’importo massimo garantito previsto in contratto, l’ammontare del contributo in conto capitale, ecc.), mentre i Principi contabili internazionali richiedono espressamente di riportare anche gli effetti pendenti originati da operazioni poste in essere anche in esercizi precedenti (crediti, debiti, fondi per rischi ed oneri connessi a vertenze con parti correlate, importo delle svalutazioni dei crediti verso parti correlate).
Tuttavia, in talune situazioni, quando essi sono necessari alla comprensione del bilancio, i saldi patrimoniali con le parti correlate potrebbero riempire di contenuto la norma di chiusura che impone di fornire “ogni altra informazione necessaria alla comprensione del bilancio”.
Se una rilevante operazione di vendita di beni é stata conclusa con una parte correlata a condizioni non di mercato, il saldo del credito non incassato alla scadenza e la relativa svalutazione per rischio di insolvenza della controparte potrebbero essere informazioni da ritenersi comunque necessarie, se significative ai fini della corretta comprensione della situazione patrimoniale e finanziaria della società.
Sotto l’aspetto organizzativo l’adozione della nuova normativa produce degli impatti non irrilevanti in particolar modo nelle imprese con una struttura societaria articolata (gruppi societari, presenza di catene partecipative, rapporti con società controllate da propri familiari o da propri dirigenti e rapporti con azionisti di riferimento).
Le nuove regole comportano, da un lato, la necessità di dotarsi di modalità di rilevazione dei “soggetti” che risultino parti correlate, dall’altro lato, di strumenti idonei a individuare e tracciare dei sistemi informativi le operazioni che rientrano fra quelle, per rilevanza e condizioni, siano da riportare in bilancio.
La particolarità della nuova normativa consiste nel fatto che le parti correlate non sono esclusivamente riferibili alle persone giuridiche ma anche alle persone fisiche quali gli azionisti di controllo, i familiari e i dirigenti con responsabilità strategiche e, per queste due ultime categorie, alle loro controllate, a quelle controllate congiuntamente e alle loro partecipate soggette ad influenza notevole.
È stato pubblicato il Regolamento recante disposizioni in materia di operazioni con parti correlate, approvato con delibera n. 17221 del 12 marzo 2010 dalla Consob (in particolare, nella G.U. n. 70 del 25 marzo 2010).
Il regolamento è composto da 14 articoli e da quattro allegati.
Le disposizioni entreranno in vigore il 9 aprile 2010.
In realtà, le società dovranno adottare le procedure previste nel Regolamento parti correlate entro il 1° ottobre 2010.
La trasparenza informativa sulle operazioni rilevanti dovrà essere garantita a partire dal 1° ottobre 2010, fatta eccezione però per la disciplina informativa attinente alle operazioni cumulate, che è stata posticipata al 1° gennaio 2011. Entro il 1° gennaio 2011, le società dovranno inoltre applicare le previsioni relative alle procedure.
E’ stato previsto un regime transitorio specifico per la nuova disciplina contenuta nell’art. 37 Regolamento Mercati.
Le società soggette ad attività di direzione e coordinamento di un’altra società o ente sono chiamate ad adeguarsi alle nuove previsioni relative alla composizione del comitato per il controllo interno e degli altri eventuali comitati raccomandati da codici di comportamento (quindi, il comitato per le remunerazioni, nel caso di società che aderiscono al Codice di autodisciplina).
In applicazione delle nuova previsione del Regolamento Mercati, quindi, il comitato per il controllo interno e l’eventuale comitato per la remunerazione dovranno essere composti esclusivamente da amministratori indipendenti, entro 30 giorni a decorrere dalla prima assemblea convocata dopo il 1° ottobre 2010 che rinnoverà il consiglio di amministrazione o il consiglio di sorveglianza. La tempistica così delineata fa si che il consiglio di amministrazione post assemblea, che sarà chiamato a istituire e a definire la composizione dei comitati, dovrà tenersi necessariamente entro 30 giorni dall’assemblea di nomina.
Le società soggette ad attività di direzione e coordinamento di un’altra società italiana o estera con azioni quotate in mercati regolamentati UE dovranno inoltre assicurare, sempre nel termine sopra indicato (30 giorni a decorrere dalla prima assemblea convocata dopo il primo ottobre 2010) un consiglio di amministrazione composto in maggioranza da amministratori indipendenti.
Il Regolamento parti correlate identifica gli amministratori indipendenti come quelli in possesso dei requisiti fissati per i sindaci dall’art. 148 Tuf.
Per le società che aderiscono al Codice di autodisciplina, gli indipendenti sono identificati alla stregua dei criteri contenuti nel medesimo Codice (art. 3, comma 1, lett. h).
A tal proposito, per le società soggette al regime di cui al citato art. 37 Regolamento Mercati, l’indipendenza dei componenti del consiglio di amministrazione e dei comitati deve essere altresì garantita dal fatto che non possono essere identificati come tali i soggetti che ricoprono la carica di amministratore nella società o nell’ente che esercita attività di direzione e coordinamento o nelle società quotate controllate da tale società o ente.
(Assonime, nota del 26 marzo 2010)
Le agenzie di viaggi non sarebbero interessate dalle novità in materia di Iva decorrenti dal 2010, viceversa, secondo parere di taluna dottrina, il tour operator, in relazione all’acquisto dei singoli servizi, deve applicare le nuove regole.
In particolare, a seguito delle recenti novità (nuovo obbligo del modello intrastat per i servizi), molti contribuenti si chiedono cosa possa riguardare di ciò alle agenzie di viaggio che acquistano continuamente servizi da alberghi/agenzie viaggi non residenti.
Potrebbero sorgere problemi procedurali per i servizi Intra anche rientranti nel cd. regime speciale, con la problematica di dovere integrare la relativa fattura con doppia annotazione o con l’autofattura?.
A tale querelle (non ancora chiarita dalle Entrate), si sono avuti soltanto i primi pareri dottrinali, tra cui (quello di: Stefano Garelli e Sergio Numis, in Ipsoa editore) in base ai quali dopo la “risposta n. 16 – quesiti Telefisco – Il Sole 24 Ore del 1° febbraio 2010, riguardo al regime speciale (“pacchetti turistici”) tutto sarebbe rimasto come prima”.
Tale affermazione viene ritenuta corretta riguardo all’agenzia che acquista il pacchetto turistico già formato e lo cede a terzi.
Per quanto riguarda, invece, il Tour Operator il quale confeziona il pacchetto turistico mettendo insieme il viaggio, l’albergo, la ristorazione, ecc., viene sostenuto “che nell’acquisto dei singoli servizi subisca (e debba applicare) le nuove regole”.
Viene, inoltre, riportato il seguente esempio:
“Un’agenzia di viaggio confeziona un pacchetto turistico relativo ad un soggiorno in Francia.
Acquista il soggiorno alberghiero (albergo francese): si tratta di una prestazione di servizi relativa a beni immobili (articolo 7-quater, lettera a); l’albergo emette fattura con Iva francese; Iva francese non recuperabile da parte dell’Agenzia di viaggio.
Acquista il servizio di ristorazione (ristorante francese): si tratta di una prestazione di servizi di ristorazione (articolo 7-quater, lettera d); il ristorante emette fattura con Iva francese: Iva francese non recuperabile da parte dell’Agenzia di viaggio.
Acquista il volo aereo da Alitalia: si tratta di una prestazione di trasporto di passeggeri (articolo 7-quater, lettera b); l’Alitalia emette fattura, non imponibile per la tratta italiana (articolo 9, n. 2) e fuori campo per la tratta francese.
Prende a noleggio un mezzo di trasporto per metterlo a disposizione dei turisti: si tratta di una prestazione di noleggio a breve termine di mezzi di trasporto (articolo 7-quater, lettera e); l’impresa di noleggio emette fattura con Iva francese; Iva francese non recuperabile da parte dell’Agenzia di viaggio.
L’Agenzia di viaggio mette tutto insieme ed emette fattura non soggetto articolo 74-ter nei confronti del turista e calcola l’Iva italiana base da base.
Sulla base di tale esempio, viene osservato che “in sede di acquisto dei servizi l’Agenzia di viaggio subisce le nuove regole sui servizi”.
“Per il resto si comporta come in precedenza:
– calcola l’Iva base da base;
– emette fattura in base all’articolo 74-ter del Dpr n. 633/1972.
Infine, in relazione agli adempimenti in tema di presentazione della dichiarazione Intra servizi, viene osservato che l’obbligo vale solo “per i servizi generici e non per quelli che sono regolati dagli articoli 7-quater e 7-quinquies, i quali derogano la regola generale (art. 50, comma 6, del Dl n. 331/1993)”.
Le informazioni verranno acquisite direttamente dall’Agenzia delle Entrate.
Se la situazione reddituale del pensionato è integralmente dichiarata al Fisco con il modello 730 o il modello UNICO, questi non dovrà inviare nessuna ulteriore dichiarazione all’INPS, ciò poiché i dati verranno acquisiti direttamente dall’Agenzia delle Entrate.
Al fine di semplificare le attività di verifica sulle situazioni reddituali, l’Amministrazione finanziaria e ogni altra Amministrazione pubblica, che posseggono informazioni utili a determinare l’importo delle prestazioni previdenziali ed assistenziali collegate al reddito dei beneficiari, sono tenute a fornire all’INPS e agli altri enti di previdenza e assistenza obbligatoria, in via telematica e in forma disaggregata per singola tipologia di redditi, nonché nel rispetto della normativa in materia di dati personali, le predette informazioni presenti in tutte le banche dati a loro disposizione, relative a titolari, e rispettivi coniugi e familiari, di prestazioni pensionistiche o assistenziali residenti in Italia”.
Pertanto l’INPS richiederà ai pensionati di presentare il modello RED solo nei casi in cui possiedano redditi che non debbano essere dichiarati al Fisco.
(Inps, messaggio n. 8594 del 26 marzo 2010)
5) Per comunicare con l’INPS, per imprese e intermediari necessaria la PEC
Implementati i servizi online per le attività di iscrizione e variazione delle aziende per la gestione degli indirizzi di PEC.
L’INPS con un messaggio ha comunicato, con il messaggio del 25 marzo 2010, n. 8464, che (nelle pratiche di iscrizione provenienti da COMUNICA sono attualmente riportati gli indirizzi PEC sia dell’impresa) se non è stato indicato nella copertina il Registro delle Imprese provvederà ad assegnare alle società neo costituite un indirizzo PEC, sia dell’eventuale intermediario che ha trasmesso l’istanza, dato comunque obbligatorio.
Gli indirizzi sono già utilizzati dal Registro Imprese per la spedizione della ricevuta e del relativo numero di protocollo attribuito all’adempimento.
Nelle pratiche di variazione dei dati anagrafici provenienti dal medesimo canale telematico di COMUNICA, oltre alle informazioni presenti nella copertina appena descritte qualora la società abbia già comunicato il proprio indirizzo PEC al Registro delle Imprese, lo stesso viene reso reperibile all’interno della visura camerale che costituisce uno degli allegati alla pratica.
Per le attività di iscrizione e variazione delle aziende con dipendenti nella sezione “Servizi online per aziende e consulenti” sono disponibili le procedure per la trasmissione telematica delle istanze di iscrizione e di variazioni dei dati aziendali.
E’ stato rivisto il modello di domanda di iscrizione “DM68” per le residuali attività di iscrizione di una nuova azienda con modalità non telematica (contraddistinto dalla sigla “SC06”) con l’inserimento del campo “Indirizzo PEC” nella sezione dei dati aziendali e degli intermediari.
(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 30 marzo 2010)
E’ stato pubblicato dal Comitato il nuovo testo dell’art. 7 del Codice di Autodisciplina del 2006 in materia di remunerazione degli amministratori e dei dirigenti con responsabilità strategiche, approvato dal Comitato per la Corporate Governance nella riunione del 3 marzo 2010.
Le modifiche apportate al previgente testo sono volte a recepire le indicazioni contenute nella Raccomandazione Europea n. 2009/385/CE in materia di struttura della politica generale per la remunerazione, di remunerazione basata su azioni e sul comitato per la remunerazione.
Saranno, invece, disciplinate in via legislativa le altre parti della citata raccomandazione, nonché della Raccomandazione Europea n. 2004/913/CE, con specifico riferimento alle informazioni sulla politica delle remunerazioni degli amministratori e al voto degli azionisti.
Tra le principali novità che contraddistinguono il nuovo articolo 7, sono segnalate:
– La definizione da parte del CdA, su proposta del comitato per la remunerazione, di una politica generale per la remunerazione degli amministratori esecutivi o investiti di particolari cariche, e dei dirigenti con responsabilità strategiche (Principio 7.P.4);
– la presentazione annuale all’assemblea, da parte degli amministratori, di una relazione che descriva la politica generale per la remunerazione (Principio 7.P.4);
– la previsione che una parte significativa della remunerazione degli amministratori destinatari di deleghe gestionali o che svolgono funzioni attinenti alla gestione dell’impresa, nonché dei dirigenti con responsabilità strategiche, sia legata a specifici obiettivi di performance (Principio 7.P.2);
– la previsione di criteri per la definizione, da parte del CdA, della politica generale per la remunerazione degli amministratori esecutivi o investiti di particolari cariche e, in quanto compatibili, per la remunerazione dei dirigenti con responsabilità strategiche (Criteri applicativi 7.C.1, 7.C.2 e 7.C.3.).
In particolare, tra i criteri prima richiamati per la definizione della politica generale per la remunerazione, vengono evidenziati i seguenti:
i) componente fissa e componente variabile adeguatamente bilanciate in funzione degli obiettivi strategici e della politica di gestione dei rischi dell’emittente;
ii) limiti massimi per le componenti variabili;
iii) componenti variabili collegate alla creazione di valore per gli azionisti in un orizzonte di medio-lungo periodo ed erogazione differita di una porzione rilevante delle stesse;
iv) eventuale indennità di cessazione anticipata del rapporto strutturata in modo tale da non superare un certo importo o un determinato numero di anni e non dovuta se la cessazione è conseguente al raggiungimento di risultati obiettivamente inadeguati;
v) in caso di piani di remunerazione basati su azioni, previsione del vesting delle azioni o delle opzioni pari a un periodo di almeno tre anni e mantenimento di una quota dell’investimento azionario sino al termine dell’incarico.
Gli emittenti azioni quotate sono invitati ad applicare il nuovo articolo 7 entro la fine dell’esercizio che inizia nel 2011, informandone il mercato con la relazione sulla Corporate Governance da pubblicarsi nel corso del 2012.
Le raccomandazioni di cui ai criteri 7.C.1, 7.C.2 e 7.C.3 si applicano fatti comunque salvi i diritti quesiti derivanti da contratti stipulati o da regolamenti approvati prima del 31 marzo 2010.
Nel caso in cui le predette raccomandazioni non risultassero applicabili per effetto delle citate disposizioni contrattuali, l’emittente ne informa il mercato con la relazione sul governo societario (o con le diverse modalità eventualmente previste dalla normativa applicabile).
Il modello “F24 IVA immatricolazione auto UE” è stato modificato con Provvedimento del 7/08/2009 e successive variazioni sono state apportate con il Provvedimento del 29/03/2010.
Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 7 agosto 2009 è stato approvato il modello “F24 Versamenti con elementi identificativi”, per consentire l’utilizzo di detto modello per specifiche tipologie di versamento per le quali sono necessarie informazioni non riportabili nel modello F24 ordinario.
In particolare, nel modello sono stati introdotti i campi relativi al codice ufficio e al codice atto.
Per effetto delle modifiche, tenuto conto anche del fatto che nell’attuale versione sono già presenti i campi relativi a due codici fiscali, il nuovo modello F24 consentirà una più efficiente gestione dei versamenti dovuti a seguito di escussione di polizze fideiussorie per i quali è necessario acquisire l’informazione del debitore principale, del soggetto obbligato in solido e degli estremi dell’atto per il quale è stata rilasciata la garanzia.
Il provvedimento rende obbligatorio a tutti i contribuenti, a partire dal 3 maggio 2010 l’utilizzo del nuovo modello “F24”, variato rispetto al modello di pagamento approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 7 agosto 2009, sia nel frontespizio che nel testo delle avvertenze.
Con il neo provvedimento, è stato approvato il nuovo modello “F24 Versamenti con elementi identificativi” e le relative “Avvertenze per la compilazione”, reperibili nella sezione modulistica del sito www.agenziaentrate.gov.it”.
Il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 29 marzo 2010, ha modificato (il Provvedimento del Direttore del 16 maggio 2005 e successive modificazioni e integrazioni) i tracciati record da utilizzare per la trasmissione telematica dei dati relativi alla verificazione periodica dei misuratori fiscali; in particolare è stato eliminato l’obbligo dell’invio dei dati relativi ai tecnici incaricati ad effettuare attività di verificazione periodica nel caso in cui non siano intervenute variazioni rispetto ai dati in precedenza comunicati, inoltre, è stato introdotto l’obbligo di comunicare, oltre alla Partita Iva, anche il Codice Fiscale del soggetto obbligato, nonché, nel tracciato record di dettaglio – misurazioni è stata modificata la decodifica del valore del campo “Tipo intervento”.
Con il neo provvedimento vengono modificati i tracciati record da utilizzare per la trasmissione telematica dei dati relativi alla verificazione periodica dei misuratori fiscali, anche in linea con le regole di semplificazione degli adempimenti posti a carico dei contribuenti; in particolare è stato eliminato l’obbligo dell’invio dei dati relativi ai tecnici incaricati ad effettuare attività di verificazione periodica nel caso in cui non siano intervenute variazioni rispetto ai dati in precedenza comunicati.
Nel dettaglio, nei tracciati record di testa e di coda è stato introdotto l’obbligo di comunicare, oltre alla Partita Iva, anche il Codice Fiscale del soggetto obbligato, nonché una specifica area riservata alla compilazione dei campi riferiti al Soggetto intermediario che assume l’impegno ad effettuare la Comunicazione; inoltre, il tracciato record di dettaglio – anagrafica tecnici deve essere compilato esclusivamente nei casi di inizio collaborazione con un tecnico, di fine collaborazione con un tecnico e di variazione di uno o entrambi i dati del tecnico relativi alla qualifica di Responsabile laboratorio e del Titolo di Studio, intervenuti nel trimestre di riferimento, riferiti a informazioni precedentemente trasmesse; infine, nel tracciato record di dettaglio – misurazioni è modificata la decodifica del valore del campo “Tipo intervento”.
Piena assistenza dagli uffici per il passaggio al nuovo sistema.
Funzionari delle Entrate a servizio dei contribuenti per assistere e informare su
“ComUnica”, la nuova procedura, che va a regime dal 1° aprile, attraverso la quale le nuove imprese potranno essere operative in 1 giorno e assolvere, al massimo in 7 giorni, gli adempimenti dichiarativi da effettuare al Registro delle Imprese, all’Agenzia delle Entrate, all’Inps e all’Inail mediante la presentazione di un modello informatico unificato che viaggerà sul web o su supporto informatico.
Cosa cambia nei rapporti con l’Agenzia delle Entrate
Per presentare la dichiarazione di inizio attività, variazione dati o cessione attività ai fini Iva (modelli AA7 e AA9) dal 1° aprile i contribuenti dovranno avvalersi della Comunicazione Unica, anche nel caso in cui la dichiarazione anagrafica ai fini Iva sia l’unico adempimento da svolgere.
Nella fase di rodaggio del nuovo sistema, l’Agenzia, accetterà le dichiarazioni presentate attraverso i propri canali telematici, tenendo conto che la finalità della Comunicazione Unica è quella di semplificare gli adempimenti a carico dei contribuenti.