Source: https://www.fiscomania.com/2015/04/i-redditi-di-lavoro-autonomo-nel-modello-unico-2015/
Timestamp: 2018-10-20 10:59:03+00:00
Document Index: 58729961

Matched Legal Cases: ['art. 53', 'art. 28', 'art. 27', 'art. 54', 'art. 2', 'art. 54']

I redditi di lavoro autonomo: tassazione - Fiscomania
I redditi di lavoro autonomo: tassazione
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Il Quadro RE del modello Unico è destinato alla determinazione del reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni, da parte di persone fisiche. Vediamo insieme le caratteristiche del lavoro autonomo e le istruzioni per la compilazione del quadro.
I redditi di lavoro autonomo derivanti dall’esercizio di arti e professioni, ai sensi dell’articolo 53 del Tuir, devono essere riportati all’interno del Quadro RE del modello Unico, al fine di determinare il reddito imponibile che affluirà assieme a tutti gli altri redditi del soggetto, a determinare l’Irpef di competenza.
2 Determinazione del reddito
3 Attività che genera redditi di lavoro autonomo
4 La compilazione del quadro RE del modello Unico
i redditi di lavoro che derivano dall’esercizio abituale, ancorché non esclusivo, di attività di lavoro autonomo, anche se esercitate in forma associata (art. 53, comma 1, del DPR n. 917/1986);
i redditi di lavoro autonomo rientranti nel regime forfetario agevolato, c.d. “forfettino” (articolo 13 della Legge n. 388/2000);
i proventi percepiti per prestazioni di volontariato o cooperazione rese ad organizzazioni non governative riconosciute idonee (art. 28 della Legge 26 febbraio 1987, n. 49), qualora dette prestazioni discendano dall’assunzione di obblighi riconducibili ad un rapporto di lavoro autonomo;
i redditi di lavoro autonomo prodotti da ricercatori e docenti (articolo 3 del D.L. n. 269/2003) che, residenti non occasionalmente all’estero, vengono a svolgere la loro attività in Italia, sono imponibili nella misura del 10%. Detto incentivo si applica nel periodo d’imposta in cui il ricercatore diviene fiscalmente residente in Italia e nei due successivi, sempre che permanga la residenza;
i redditi di lavoro autonomo prodotti dai soggetti rientranti nel regime contabile agevolato di cui all’art. 27, comma 3, D.L. n. 98/2011 (c.d. “regime dei minimi“).
I soggetti che percepiscono redditi di lavoro autonomo occasionale, nonché i c.d. “altri redditi di lavoro autonomo” (articolo 53, comma 2, del DPR n. 917/1986), non devono compilare il presente Quadro, bensì il Quadro RL.
La determinazione del reddito di lavoro autonomo si ottiene attraverso la differenza tra:
l’ammontare delle spese sostenute nel periodo stesso nell’esercizio dell’arte o professione ammesse in deduzione (articolo 54 del DPR n. 917/1986).
Concorrono a formare il reddito le plusvalenze e le minusvalenze dei beni immobili strumentali acquistati dal 2007 al 2009, nonché dei beni mobili strumentali acquistati dal 2006, ad eccezione degli oggetti d’arte, di antiquariato o da collezione, se:
i beni vengono destinati al consumo personale o familiare dell’esercente l’arte o la professione o a finalità estranee all’arte o professione (in quest’ultimo caso sono fiscalmente rilevanti le plusvalenze, mentre le eventuali minusvalenze sono da considerarsi irrilevanti).
Attività che genera redditi di lavoro autonomo
L’attività che genera reddito di lavoro autonomo deve necessariamente possedere i seguenti requisiti:
essere professionale, ovvero il soggetto deve porre in essere una molteplicità di atti coordinati e finalizzati verso un identico scopo con regolarità, stabilità e sistematicità;
La compilazione del quadro RE del modello Unico
Vediamo adesso come deve essere compilato il Quadro RE destinato alla determinazione del reddito di lavoro autonomo.
Rigo RE2: Compensi derivanti dall’attività professionale – Nella Colonna 1, vanno indicati i compensi convenzionali percepiti dai volontari e cooperanti a seguito di rapporti intercorrenti con organizzazioni non governative (ONG) (art. 54, comma 8-bis, del Tuir). Per detti compensi non è riconosciuta la deducibilità delle spese e pertanto il compenso convenzionale indicato deve essere riportato direttamente nel Rigo RE23. In Colonna 2 va indicato l’ammontare lordo complessivo dei compensi, in denaro e in natura, anche sotto forma di partecipazione agli utili, al netto dell’Iva, derivanti dall’attività professionale o artistica, percepiti nell’anno. Vanno considerati anche:
compensi lordi derivanti da attività rientranti nell’oggetto dell’arte o della professione o anche da attività attribuita al professionista in ragione della sua competenza anche se non rientranti nell’oggetto dell’arte o professione (esempio, compensi percepiti da geometri in qualità di componenti del Consiglio nazionale o dei Collegi provinciali di categoria di appartenenza o da dottori commercialisti o ragioni per l’ufficio di amministratore, sindaco o revisore ricoperti in società o enti, compensi percepiti da un ingegnere amministratore di una società edile). I compensi devono essere dichiarati al netto dei contributi previdenziali o assistenziali posti dalla legge a carico del soggetto che li corrisponde;
compensi per rimborsi spese addebitate ai clienti. Devono essere indicati nel Rigo RE2 anche i redditi derivanti dalle attività di consulente di infortunistica stradale e di guida turistica, a condizione che si tratti di attività esercitate professionalmente.
Non concorrono alla determinazione del reddito di lavoro autonomo i contributi integrativi versati dagli iscritti alla Cassa nazionale di previdenza ed assistenza per:
ingegneri ed architetti liberi professionisti;
geometri; dottori commercialisti;
Rigo RE3: Altri proventi lordi – In questo rigo deve essere indicato l’ammontare lordo complessivo degli altri proventi da assoggettare a tassazione e, cioè:
i proventi conseguiti in sostituzione di redditi derivanti dall’esercizio di arti e professioni e indennità conseguite, anche in forma assicurativa, per il risarcimento dei danni consistenti nella perdita di tali redditi, con esclusione dei danni dipendenti da invalidità permanenti o da morte (salvo che si tratti di indennità relative a redditi prodotti in più anni, per le quali è prevista la tassazione separata).
Rigo RE4: Plusvalenze patrimoniali – Nel Rigo RE4 vanno indicate, le plusvalenze relative ai beni mobili strumentali acquistati che concorrono a formare il reddito di lavoro autonomo se:
i beni sono destinati al consumo personale o familiare del lavoratore autonomo o sono destinati a finalità estranee all’esercizio della professione. Le corrispondenti minusvalenze vanno indicate al successivo Rigo RE18.
Rigo RE5: Compensi non annoverati nelle scritture contabili – Va indicato in Colonna 3, l’ammontare complessivo dei compensi non annotati nelle scritture contabili comprensivo degli importi indicati in Colonna 1, qualora il contribuente intenda avvalersi delle disposizioni riguardanti l’adeguamento ai compensi determinati in base ai parametri ed agli studi di settore (Colonna 1). In Colonna 2 va indicata l’eventuale maggiorazione del 3% (art. 2, comma 2-bis, del DPR n. 195/1999). Tale maggiorazione deve essere versata entro il termine per il versamento a saldo dell’imposta sul reddito.
Rigo RE7: Quote di ammortamento e spese per l’acquisto di beni di costo unitario non superiore a €. 516,46 – Vanno indicate in questo rigo: le quote di ammortamento di competenza dell’anno relative a beni mobili strumentali, utilizzati esclusivamente per l’esercizio dell’arte o della professione, secondo i coefficienti ministeriali (D.M. 31 dicembre 1988): ovvero il 50% di dette quote se i beni citati sono utilizzati promiscuamente; le somme pagate nell’anno per l’acquisto di beni mobili strumentali di costo unitario inferiore a €. 516,46; ovvero il 50% di dette spese se i citati beni sono utilizzati promiscuamente; l’80% delle quote di ammortamento relativi agli impianti telefonici e dei telefoni fissi/cellulari; il 20% delle quote di ammortamento delle autovetture, autocaravan, ciclomotori e motocicli, limitatamente ad un solo veicolo, senza tener conto della parte di costo di acquisto che eccede €. 18.075,99 per le autovetture e autocaravan, €. 4.131,66 per i motocicli e €. 2.065,83 per i ciclomotori; il 70% delle quote di ammortamento dei veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti. Il regime fiscale dei veicoli utilizzati nell’esercizio di arti o professioni, risulta ad oggi essere il seguente. È deducibile il 20% dei costi dei veicoli utilizzati dai professionisti. Tra le spese ed altri componenti negativi per i quali operano i limiti di deducibilità si comprendono le:
spese di impiego quali tipicamente i carburanti ed i lubrificanti;
spese di custodia quali tipicamente le spese sostenute per il parcheggio;
spese di manutenzione e di riparazione.
Le spese e gli altri componenti negativi, relativi ai mezzi di trasporto a motore utilizzati nell’esercizio di arti e professioni, sono deducibili secondo i seguenti criteri:
nella misura del 20% relativamente ai costi sostenuti per autovetture ed autocaravan, per ciclomotori e motocicli. Nel caso di esercizio di arti e professioni in forma individuale, la deducibilità è ammessa, nella misura del 20% limitatamente ad un solo veicolo;
se l’attività è svolta da società semplici e da associazioni professionali la deducibilità è consentita soltanto per un veicolo per ciascun socio o associato.
Rigo RE8: Canoni di locazione finanziaria relativi a beni mobili – In questo Rigo devono essere indicati:
i canoni di locazione finanziaria maturati nel periodo d’imposta per i beni mobili strumentali, ovvero il 50% di detti canoni se i citati beni sono utilizzati promiscuamente per l’esercizio dell’arte o professione e per l’uso personale o familiare del contribuente; per quanto riguarda i contratti stipulati dal 29 aprile 2012, la deduzione è ammessa per un periodo non inferiore alla metà del periodo di ammortamento corrispondente ai coefficienti ministeriali;
Rigo RE9: Canoni di locazione non finanziaria e/o noleggio – Vanno indicati: l’80% dei canoni di locazione e/o di noleggio relativi agli impianti telefonici e dei telefoni fissi/cellulari; i canoni di locazione e/o di noleggio per mobili strumentali ovvero il 50% dei canoni di locazione e/o noleggio maturati nel periodo di imposta per i beni mobili strumentali utilizzati promiscuamente per l’esercizio dell’arte o della professione; il 20% dei canoni di locazione e/o noleggio, senza tener conto della parte di canoni che eccede €. 3.615,20 per le autovetture e gli autocaravan, €. 774,69 per i motocicli, €. 413,17 per i ciclomotori, ragguagliati ad anno e limitatamente ad un solo veicolo; il 70% dell’ammontare dei canoni di locazione e/o noleggio dei veicoli dati in uso promis cuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta
Rigo RE10: Spese relative agli immobili – Relativamente ai beni immobili, va indicato: il 50% della rendita catastale dell’immobile di proprietà, utilizzato promiscuamente per l’esercizio dell’attività, purché il professionista non possegga nello stesso comune un altro immobile adibito esclusivamente all’esercizio dell’arte o professione; ovvero in caso di immobili acquisiti mediante locazione, anche finanziaria, un importo pari al 50% del relativo canone; la quota di ammortamento, di competenza dell’anno, del costo di acquisto o di costruzione dell’immobile strumentale; il canone di locazione corrisposto nel periodo d’imposta per l’immobile utilizzato esclusivamente per l’esercizio dell’arte o professione; la rendita catastale dell’immobile strumentale utilizzato in base ad un contratto di locazione finanziaria. Per i contratti di locazione finanziaria stipulati a decorrere dal 1° gennaio 2014 la deduzione, in caso di beni immobili, è ammessa per un periodo non inferiore a dodici anni;
Rigo RE11: Spese per prestazioni di lavoro dipendente – Vanno indicati: l’ammontare complessivo di quanto corrisposto a titolo di retribuzione al lordo dei contributi previdenziali e assistenziali (compresi i contributi alla gestione separata dell’INPS) a carico del dipendente e del datore di lavoro e delle ritenute fiscali; le quote di accantonamento per indennità di quiescenza e di previdenza maturate nel periodo d ’imposta; i premi pagati alle compagnie di assicurazione che sostituiscono in tutto o in parte le suddette quote maturate nell’anno.
Rigo RE13: Interessi passivi – Nel Rigo RE13 va indicato l’ammontare degli interessi passivi inerenti l’attività artistica o professionale sostenuti nel periodo d’imposta (finanziamenti relativi all’attività artistica o professionale, compresi quelli sostenuti per l’acquisto dell’immobile strumentale, ecc). Non sono deducibili gli interessi versati dai contribuenti che hanno optato per il versamento trimestrale dell’Iva.
Rigo RE14: Consumi – Vanno indicate, tassativamente, le spese per consumi ammesse in deduzione sostenute nel periodo d’imposta, e cioè: 80% servizi telefonici compresi quelli accessori sostenute nel periodo d’imposta, comprensive di quelle relative ad eventuali servizi accessori quali telefax, internet, ecc.; consumi di energia elettrica (50% in caso di uso promiscuo).
Rigo RE15: Spese per vitto e alloggio – Nel Rigo RE15, Colonna 1, vanno indicate le spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande in pubblici esercizi sostenute dal committente per conto del professionista e da questi addebitate in fattura(art. 54, comma 5, del Tuir). In Colonna 2, va indicato il 75% delle spese effettivamente sostenute dal professionista, ad eccezione di quelle che si qualificano quali spese di rappresentanza (da indicare nel Rigo RE16), nonché di quelle sostenute per la partecipazione a convegni, congressi e simili o a corsi di aggiornamento professionale (da indicare nel Rigo RE17). In Colonna 3, va indicato l’importo deducibile, pari alla somma degli importi indicati in Colonna 1 e Colonna 2 (limitatamente all’ammontare deducibile). L’importo deducibile in Colonna 2 non può essere superiore al 2% dell’ammontare dei compensi percepiti indicati nel Rigo RE6 (al netto degli importi indicati nel Rigo RE4).
Rigo RE16: Spese di rappresentanza – Nel Rigo RE16 va indicato, in Colonna 1, il 75% delle spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazione di alimenti e bevande che si qualificano quali spese di rappresentanza, in Colonna 2 l’ammontare delle altre spese di rappresentanza effettivamente sostenute e idoneamente documentate.
Rigo RE17: Convegni e aggiornamento professionale – Va indicato, in Colonna 1, il 75% delle spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazione di alimenti e bevande sostenute per la partecipazione a convegni, congressi e simili o a corsi di aggiornamento professionale, in Colonna 2 l’ammontare delle altre spese sostenute per la partecipazione a convegni, congressi e simili o a corsi di aggiornamento professionale. Il limite di deducibilità delle spese sostenute per la partecipazione a convegni, congressi e simili o a corsi di aggiornamento professionale, è sempre del 50%.
Rigo RE19: Altre spese documentate – Vanno indicate, in Colonna 4, tutte le altre spese documentate, ammesse in deduzione, inerenti all’attività di lavoro autonomo effettivamente sostenute e debitamente documentate. Tra le altre va indicato:
il 20% delle spese sostenute limitatamente ad un solo veicolo, per l’acquisto di carburanti, lubrificanti e simili, limitatamente ad un solo veicolo, nonché il 70% di tali spese sostenute relativamente ai detti veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti ;
l’ammontare delle altre spese inerenti l’attività di lavoro autonomo effettivamente sostenute e debitamente documentate, inclusi i premi di assicurazione per rischi professionali. In questa categoria rientrano tra l’altro le spese di cancelleria, le spese postali, le spese per i servizi bancari, e le spese per acquisto di pubblicazioni finalizzate all’aggiornamento professionale, ivi compresi quotidiani e periodici. Le spese afferenti i beni e servizi utilizzati in modo promiscuo sono deducibili nella misura del 50%;
l’importo pari al 10% dell’IRAP versata nel corso del 2014 sia a titolo di saldo di periodi precedenti che di acconto. Gli acconti rilevano nei limiti dell’imposta effettivamente dovuta per il medesimo periodo di imposta. Con gli stessi criteri si potrà tener conto anche dell’IRAP versata a fronte di versamenti effettuati a seguito di ravvedimento operoso, ovvero a seguito di iscrizione a ruolo di imposte dovute per effetto della riliquidazione della dichiarazione o di attività di accertamento; l’ammontare dell’IRAP versata nel corso del 2014, sia a titolo di saldo (di periodi di imposta precedenti) che di acconto, deducibile dal reddito di lavoro autonomo, relativa alla quota imponibile delle spese per il personale dipendente e assimilato, al netto delle deduzioni spettanti. La somma delle deduzioni non può eccedere l’Irap complessivamente versata nel periodo di imposta oggetto della presente dichiarazione;
il 20% dell’imposta municipale propria, relativa agli immobili strumentali, versata nel periodo di imposta oggetto della presente dichiarazione.
Rigo RE23: Reddito (perdita) dell’attività di lavoro autonomo – Qualora non sia stato compilato il Rigo RE22, nel Rigo RE23 va indicata la somma tra:
l’importo di Rigo RE21, Colonna 2, al netto di quello eventualmente indicato nella Colonna 1 del medesimo Rigo, salvo quanto si dirà successivamente in caso di adesione al regime agevolativo c.d. “Rientro lavoratrici/lavoratori” (legge n. 238/2010);
Qualora il risultato sia negativo, l’importo deve essere preceduto dal segno “-”.Se, invece, è stato compilato il Rigo RE22, nel presente Rigo va indicato l’importo di Rigo RE2, Colonna 1.
A far data dal periodo di imposta 2008 la perdita realizzata nell’esercizio di arti o professioni può essere utilizzata per compensare gli altri redditi, di qualsiasi natura, realizzati dal medesimo soggetto nello stesso esercizio, ma l’eventuale eccedenza non può essere utilizzata negli anni successivi.