Source: http://www.utterol.com/2012_05_20_archive.html
Timestamp: 2019-01-23 05:09:36+00:00
Document Index: 29634088

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 202', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 126', 'sentenza ', 'art. 126', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.140', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 129', 'art. 129', 'art. 186', 'art. 129', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 620', 'art. 186', 'sentenza ', 'art. 186', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2700', 'sentenza ', 'art. 89', 'art. 128', 'art. 89', 'art. 128', 'art. 128', 'sentenza ', 'art. 201', 'art. 141', 'art.201', 'art. 12', 'art.141', 'art. 186', 'sentenza ', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 616', 'art. 2700']

UT.TE.R.OL.: 2012-05-20
IL TAR ANNULLA IL TRASFERIMENTO DI UN MILITARE - PERCHE' COMPENSARE LE SPESE DI GIUDIZIO??
Il Tribunale Amministrativo Regionale per l'Emilia Romagna (Sezione Prima) con sentenza n. 363/2012 ha annullato l'ordine di trasferimento di un militare, poiché posto in essere con «modalità inutilmente e particolarmente pregiudizievoli per le esigenze familiari». Nella circostanza il trasferimento avviene successivamente all’impugnazione da parte del militare del rapporto informativo, con richiesta di accesso agli atti. Sembrava una palese ritorsione da parte dell’amministrazione della Difesa.
Sarebbe il caso di interessare la Corte Europea per la garanzia dei diritti dell’uomo “militare" ?
Pubblicato da geronimo a 22:00 Nessun commento: Link a questo post
INCIDENTE STRADALE - VA RISARCITO ANCHE IL FERMO TECNICO DEL VEICOLO
Pubblicato da geronimo a 14:31 Nessun commento: Link a questo post
Anche la Corte Costituzionale con ordinanza n. 60 del 19 marzo 2012, dopo innumerevoli sentenze della Corte di Cassazione, sulla caratteristiche delle strade urbane a scorrimento veloce, interviene e chiarisce che le postazioni fisse degli autovelox possono essere installate esclusivamente su quelle strade che possiedono le caratteristiche minime previste dal codice della strada, senza che i Comuni , con l’avvallo delle Prefetture compiacenti, possano arbitrariamente derogarvi adducendo come giustificazione, la necessità di garantire la sicurezza.
Pubblicato da geronimo a 13:48 Nessun commento: Link a questo post
Pubblicato da geronimo a 21:01 Nessun commento: Link a questo post
Pubblicato da geronimo a 19:50 Nessun commento: Link a questo post
LAVORO - COMPORTAMENTI DENIGRATORI E VESSATORI - VIOLENZA PRIVATA
Pubblicato da geronimo a 16:38 Nessun commento: Link a questo post
La responsabilità del medico deve essere addebitata qualora non usi i normali canoni di prudenza e visiti approfonditamente , in una prima visita di controllo presso il pronto Soccorso, il malato che esterna un malore. Corte di Cassazione Civile n. 6275, sez. III del 20/4/2012
Pubblicato da geronimo a 16:25 Nessun commento: Link a questo post
GUIDA IN STATO DI EBBREZZA ALLA GUIDA DI UNA BICICLETTA
La Corte di Cassazione Penale sez. IV 19/3/2012 n. 10684 ritiene che sia perseguibile del reato di guida in stato di ebbrezza anche colui che conduce una bicicletta, anche se in questo caso non prevede la sospensione della patente di guida. La Cassazione penale sezione IV – sentenza 20.03.2012 n. 10912, invece, in merito alla confisca del mezzo, ritiene si possa applicare anche al conducente del veicolo, sebbene non intestatario, ma socio dell'azienda cui esso è intestato.
Pubblicato da geronimo a 14:29 Nessun commento: Link a questo post
Interessante la sentenza della della Corte di Cassazione n. 7966 del 30 novembre 2011, che esplicità l'ipotesi della responsabilità penale o meno dell'utilizzo improprio del permesso di circolazione rilasciato agli invalidi
Pubblicato da geronimo a 14:25 Nessun commento: Link a questo post
Il Ministero Infrastrutture e Trasporti – Dipartimento per i trasporti la navigazione ed i sistemi informativi e statistici – Direzione Generale Motorizzazione – Divisione 5, concircolare n. 6193 RUdel 05.03.2012, ha precisato che “Nonostante la patente di guida rientri nel novero dei documenti di riconoscimento di cui all’articolo 1, comma 1, lettera c), del citato D.P.R. n. 445/2000, con nota del 22 febbraio 2012, si continua ad applicare, quale norma di carattere speciale, l’articolo 126 del Codice della Strada.
Pubblicato da geronimo a 14:23 Nessun commento: Link a questo post
Guida in stato di ebbrezza - l'incidente non implica necessariamente la produzione di danni a cose proprie o altrui o lo scontro con altri veicoli o comunque il coinvolgimento di terze persone con danni alle stesse. Infatti, la Corte di Cassazione Penale sez. IV 26/2/2012 n. 6381, ai fini dell'applicazione delle aggravanti previste del c.d.s., ritiene sia definibile incidente stradale , anche quello occorso esclusivamente al singolo conducente
Pubblicato da geronimo a 14:21 Nessun commento: Link a questo post
ASSICURAZIONE - SI PUO' ASSICURARE UN VEICOLO NON PROPRIO
Pubblicato da geronimo a 14:15 2 commenti: Link a questo post
SE IL VIGILE SBAGLIA E NON RICORDA ALCUNI DATI IN RIFERIMENTO ALLA CONTESTAZIONE - SI PROCEDE CON QUERELA DI FALSO
Il vigile che ha elevato una contravvenzione non è tenuto a ricordare tutti i particolari dell'auto indicata nel verbale di infrazione. Lo fa notare la Corte di Cassazione Sez. sesta Civ. - Sent. del 25.01.2012, n. 1069,che ha convalidato una multa per sosta vietata recapiata a un automobilista per un presunto divieto di sosta. Il vigile aveva scritto che l'auto era parcheggiata a ridosso delle strisce pedonali ma l'automobilista sosteneva che si era trattato di un errore e che l'auto non era la sua. In effetti il vigile sentito nel corso del processo aveva sbagliato ad indicare il colore dell'auto. Il tutto però deve essere dimostrato con la querela di falso.
Pubblicato da geronimo a 09:08 Nessun commento: Link a questo post
Pubblicato da geronimo a 09:01 Nessun commento: Link a questo post
IL PAGAMENTO DELLA SANZIONE NON ESCLUDE IL RICORSO AVVERSO LA SANZIONE ACCESSORIA
La sentenza della Corte di Cassazione Civile sez. II 21/12/2011 n. 28053, precisa che “Alla stregua dell’indirizzo tracciato dalle Sezioni unite con la sentenza n. 20544 del 2008, in tema di violazioni al codice della strada, atteso che il cosiddetto pagamento in misura ridotta, secondo la costruzione normativa di cui all’art. 202 del codice dellastrada non influenza l’applicazione delle eventuali sanzioni accessorie, l’avvenuto pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria non preclude il ricorso al prefetto o l’opposizione al giudice ordinario rispetto alle sanzioni accessorie, ma comporta soltanto un’incompatibilità (oltre che un’implicita rinunzia) a far valere qualsiasi contestazione relativa sia alla sanzione pecuniaria irrogata sia alla violazione contestata, che della sanzione pecuniaria è il presupposto giuridico.”
Pubblicato da geronimo a 00:26 Nessun commento: Link a questo post
PROPRIETARIO RESPONSABILE IN SOLIDO NON DEVE ESSERE A PRIORI RESPONSABILE DELLA VIOLAZIONE
Interessante sentenza del Giudice di Pace di Milano, n. 100117 dell'11/01/2012, nella quale specifica che il proprietario del mezzo, seppur responsabile in solido della violazione, non può essere individuato automaticamente come responsabile del mezzo, allorchè questo non venga accertato o vi siano prove che lo dimostrino (artt. 6 e 7 D.L.vo n. 150/2011).
Pubblicato da geronimo a 00:21 Nessun commento: Link a questo post
Etichette: Proprietario
La Corte di Cassazione II civile n. 28359 del 22.12.2011 ha ribadito i limiti dell'ausiliario del traffico nel contestare violazioni al c.d.s. diverse da quelle a lui pertinenti. Nella fattispecie ha contestato, ad un automobilista, la violazione al c.d.s. relativa alla circolazione nelle corsie preferenziali designate alla percorrenza degli autobus
Il ricorso avverso una contestazione a violazioni del c.d.s. non esonera dall'obbligo di comunicare i dati del conducente senza un giustificato motivo. Corte Costituzionale n. 210/2011. La sentenza in esame non riconosce l'incostituzionalità dell'art. 126 Bis del c.d.s. ma non escluse l'esistenza dei motivi ostativi alla comunicazione dei dati del conducente del mezzo. Si ritiene perciò che la pendenza di un ricorso alle contestazioni di merito è un plausibile e giustificato motivo all'omissione della comunicazione dei dati del conducente del mezzo. La Corte costituzionale , con sentenza n. 27/ 2005, «pur non affrontando ex professo il tema», ebbe ad affermare – osserva sempre la difesa statale – che «in nessun caso il proprietario è tenuto a rivelare i dati personali e della patente del conducente prima della definizione dei procedimenti giurisdizionali o amministrativi per l’annullamento del verbale di contestazione dell’infrazione», dovendo la contestazione ritenersi definita solo «quando sia avvenuto il pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria o siano conclusi i procedimenti dei ricorsi amministrativi o giurisdizionali ammessi ovvero siano decorsi i termini per la proposizione dei medesimi».
Il Ministero dell’Interno, con la circolare del 5 settembre 2011,n. 7157, chiarisce la non sussistenza dell’omissione collaborativa da parte del cittadino qualora questi non indichi le richieste generalità del conducente. Il ricorso difatti costituisce un giustificato e documentato motivo di omissione dell’indicazione dei dati della persona che si trovava alla guida del veicolo al momento della violazione del codice della strada, come già affermato dalla circolare del 29 aprile 2011, n. 3971 dello stesso Ministero. L’applicazione dell’art. 126 bis, comma 2, del codice della strada, in base al quale è statuito l’obbligo del proprietario alla comunicazione dell’identità del conducente, non può ritenersi applicabileprima della definizione dei procedimenti giurisdizionali o amministrativi.
Pubblicato da geronimo a 00:14 Nessun commento: Link a questo post
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 7785 del 5 aprile 2011 ha stabilito che è nullo il verbale di accertamento qualora non emerga in esso, la circostanza che la rilevazione dell'infrazione è stata fatta da un agente preposto al servizio di polizia stradale.
Corte di Cassazione, sentenze n. 13303 del 9/6/2009 , n. 25690 del 4/12/2009 e n. 25650/2010.
Circolazione stradale - Art. 203 del Codice della Strada - Ricorso al Prefetto avverso i verbali - Termini per la raccolta dati e pronuncia - Cumulabilità - Il Prefetto, per lo svolgimento della sua attività di accertamento e decisione può avvalersi del tempo massimo previsto dalla somma delle due scansioni operative, ovvero di 60 giorni per la raccolta dei dati e le deduzioni degli accertatori e di 120 giorni per l'emissione del provvedimento irrogativo della sanzione amministrativa, senza che, a tal fine, abbia alcuna incidenza sul computo totale di 180 giorni l'eventuale trasmissione anticipata (ovvero prima della scadenza del termine massimo prescritto di 60 giorni) degli atti di competenza da parte dell'organo accertatore.
La suprema Corte precisa che i tempi per l'emissione dell'ordinanza ingiunzione non sono 210 ma bensì 180. Una ipotesi in cui possono essere aggiunti gli ulteriori 30 giorni si verifica quando viene sentito il ricorrente a seguito della richiesta di audizione, oppure, quando il ricorso viene inviato al Prefetto e non al Comando verbalizzante, atteso che in tal caso i 60 giorni di tempo per produrre le memorie slittano ulteriormente in attesa che l'atto venga a loro inviato dal Prefetto. La S. C. con la sentenza n. 12219 del 6 giugno 2011 ha voluto altresì precisare che il termine perentorio dei 180 viene assolto dal momento dell'emissione dell'ordinanza e non da quello della notifica.
Pubblicato da geronimo a 00:07 Nessun commento: Link a questo post
Etichette: Ingiunzione
OBBLIGO DELLA SEGNALAZIONE DI TUTTE LE POSTAZIONI DI CONTROLLO
Corte di Cassazione Civile sez. II22/6/2011 n. 13727; Pres. Settimj G.
Obbligo della preventiva segnalazione dell'apparecchio di rilevamento della velocità - DL 117/2007 -estensione a tutte le postazioni di controllo
Pubblicato da geronimo a 00:02 Nessun commento: Link a questo post
PATENTE - ART. 216 BIS C.D.S. - COMUNICAZIONE DEI DATI IN PENDENZA DI UN RICORSO
Pubblicato da geronimo a 23:58 Nessun commento: Link a questo post
NULLA LA NOTIFICA EFFETTUATA NELLA VECCHIA RESIDENZA INDIVIDUATA DAL PRA
La II sezione civile della Corte di Cassazione nella sentenza 2 settembre 2011 n. 18049 ha deciso che è nulla la notifica della multa presso l’indirizzo ancora risultante dal Pubblico registro automobilistico se il destinatario si è trasferito. Sebbene l’articolo 201 del codice della strada stabilisce che “le notificazioni si intendono validamente eseguite quando siano fatte alla residenza, al domicilio o sede del soggetto risultante dalla carta di circolazione”, non può essere legittimata la notifica virtuale”. Nel caso di specie , le notificazioni, sia esse ordinarie o postali, devono seguire le formalità di cui all’art.140 c.p.c. :" il deposito della copia presso la casa comunale el’affissione del relativo avviso, in busta chiusa, alla porta dicasa, dell’ufficio o dell’azienda del destinatario, oltre adargliene notizia per raccomandata con avviso di ricevimento".
Pubblicato da geronimo a 23:53 Nessun commento: Link a questo post
Pubblicato da geronimo a 23:44 Nessun commento: Link a questo post
GUIDA IN STATO DI EBBREZZA - RIFIUTO ALCOOTEST - DEPENALIZZAZIONE
Con sentenza pronunziata in data 8 giugno 2010, il G.I.P. del Tribunale di Ravenna applicava, ex artt. 444 e segg. cpp a xx quale responsabile del reato continuato di guida in stato di ebbrezza alcoolica e di rifiuto di sottoporsi ai previsti accertamenti tecnici per la verifica, nei conducenti di veicoli a motore, dello stato di alterazione fisica e psichica, derivante dall'ingestione di bevande alcooliche, la pena di giorni .. di arresto e di Euro .. di ammenda, sostituita la pena detentiva, con Euro .. e quindi determinando la pena complessiva in Euro .. di ammenda - pena sospesa -.
Era altresì disposta la confisca e la vendita del veicolo nonchè la sospensione della patente di guida per mesi ...
Avverso la sentenza ricorre per cassazione l'imputato personalmente lamentando, con una prima censura, il difetto di motivazione in ordine all'insussistenza di cause di proscioglimento, à sensi dell'art. 129 cpp. e, con una seconda censura, la carenza di motivazione in ordine alla statuizione concernente la durata della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, fissata in .. e quindi in misura pari al doppio del periodo edittale minimo.
Con requisitoria scritta in atti, il P.G. ha concluso per il rigetto del ricorso, attesa l'infondatezza di entrambi i motivi di ricorso, essendo sufficiente l'enunciazione, anche implicita, che è stata compiuta la verifica dell'insussistenza di condizioni per far luogo al proscioglimento ex art. 129 cpp e non sussistendo uno specifico obbligo di motivazione qualora la durata della disposta sospensione della patente di guida non si discosti dal minimo edittale,in modo apprezzabile: fattispecie verificatasi nel caso di specie in cui si è fatto luogo al cumulo dei periodi si sospensione previsti per ciascuno dei reati commessi.
Rileva preliminarmente la Corte che la violazione sub A, va ricondotta all'illecito di cui all'art. 186 commi 1 e 2, lett. a) cds, attualmente punito, per effetto della novella Introdotta dall’articolo 33 della legge 29 luglio 2010, n. 120, con sanzione amministrativa. Il reato , infatti, veniva accertato sulla base di elementi sintomatici (come anche riportato nel capo di imputazione) ad inequivoca dimostrazione dello stato di ebbrezza alcoolica; donde, in conformità all'insegnamento di questa Suprema Corte (cfr., ex multis Sez. 4 n. 48026 del 4 dicembre 2009, dep. 16 dicembre 2009 , imp. P.G. in proc. F.; Sez. 3 n. 48023 del 6 novembre 2008, dep. 23 dicembre 2008, imp. P.G. in proc. S.) pel principio del favor rei, la sussistenza della fattispecie meno grave, atteso il difetto di acquisizione dell'accertamento del tasso alcoolico nel sangue dell'imputato, rifiutatosi di sottoporsi alle prove con etilometro. Ne discende che, à sensi dell'art. 129 cod. proc. pen., l'imputato va prosciolto dal suddetto addebito, perchè il fatto non è attualmente preveduto dalla legge come reato, con conseguente annullamento senza rinvio, in parte qua, della sentenza impugnata.
Quanto all'altra residua imputazione, l'impugnata sentenza deve essere del pari annullata senza rinvio, con trasmissione degli atti al Tribunale di Ravenna per l'ulteriore corso. Esclusa l'applicabilità nella fattispecie del disposto dell'art. 620 lett. l) cpp e posta, peraltro, la sopravvenuta modifica per effetto dell'jus superveniens, degli elementi già valutati dalle parti ai fini della determinazione pattizia della pena complessivamente applicabile per entrambe le violazioni ascritte all'imputato, il Tribunale di Ravenna dovrà procedere a nuovo esame dell'imputazione sub B, di cui all'art. 186 C.d.S., commi 2 e 7 (per essersi l'imputato rifiutato, nelle medesime circostanze descritte al capo A, di sottoporsi all'alcooltest, ai fini dell'accertamento dello stato di alterazione dovuto all'assunzione di sostanze alcooliche) agli effetti della rideterminazione sia della pena alla stregua delle valutazioni discrezionali, al giudice di merito rimesse e disciplinate dagli artt. 132 e segg. cod. pen., sia della durata della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata in ordine alla imputazione di cui all'art. 186 comma 2, lett. a), perchè il fatto non è più previsto dalla legge come reato .
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata in ordine alla residua imputazione e dispone trasmettersi gli atti al Tribunale di Ravenna, per l'ulteriore corso.
GIUDICE DI PACE - COMPETENTE ANCHE PER SOMME SUPERIORI
Il giudice di pace è competente a giudicare le sanzioni amministrative, anche se la somma per la quale si ricorre è superiore a quella indicata per i massimali di competenza. Nella fattispecie trattavasi di violazioni al c.d.s. sequenziali, per la somma complessiva di 24.000 Euro. Cosi ha deciso la sentenza della Corte di Cassazione Civile sez. II 21/3/2011 n. 6463.
Pubblicato da geronimo a 23:24 Nessun commento: Link a questo post
Etichette: Giudice di pace
Pubblicato da geronimo a 23:19 Nessun commento: Link a questo post
Sono interessanti le argomentazioni della sentenza della Corte di Cass. Civ. Sez. II n. 8713/2011, nella quale si affronta la necessità di proporre la querela di falso innanzi ad un verbale ritenuto atto pubblico ai sensi dell'art. 2700 del c.c., redatto dai vv.uu. di Napoli. Rinvio alla lettura della sentenza.
AUTOVELOX - POSTAZIONE FISSA - STRADA URBANA DI SCORRIMENTO - NON PUO' ESSERE IDENTIFICATA DAL PREFETTO PER MERA DISCREZIONALITA'
Secondo la Cassazione l'automobilista che ha preso una multa può impugnare la sanzione contestando il posizionamento dell'autovelox fisso. Questa scelta, infatti, non rientra nell'ambito dell'attività discrezionale della pubblica amministrazione ma deve avvenire nel pieno rispetto dei parametri contenuti nel codice della strada. Lo ha affermato la seconda sezione civile della cassazione con sentenza 3701/2011 che ha accolto il ricorso di un automobilista multato per eccesso di velocità da un autovelox fisso. Secondo il trasgressore la via non aveva i requisiti per essere definita “strada urbana di scorrimento” con la conseguenza che la sanzione doveva essere annullata. Il tribunale ha respinto la domanda affermando che far rientrare una strada tra quelle urbane di scorrimento rappresenta una questione di discrezionalità tecnica riservata agli organi della pubblica amministrazione. La Cassazione, però, ha rovesciato il verdetto affermando che esula dalla discrezionalità amministrativa l'inclusione di una strada nell'elenco contenuto nel decreto del Prefetto e che, di conseguenza, il giudice può valutare che sia stata valutata la normativa.
Pubblicato da geronimo a 23:00 Nessun commento: Link a questo post
Corte di Cassazione Civile sez. II 25/2/2011 n. 4725
Accesso abusivo nella ZTL - varchi elettronici - necessità di indicare dettagliatamente il motivo per il quale non si è proceduto alla contestazione immediata - esclusione - applicazione della continuazione per violazioni reiterate nel tempo - esclusione
Pubblicato da geronimo a 22:54 Nessun commento: Link a questo post
Etichette: Z.T.L.
LA REVISIONE DELLA PATENTE DEVE ESSERE ADEGUATAMENTE MOTIVATA
Tribunale Amministrativo Regionale Lazio sez. I ter 11/8/2010 n. 30636
Il provvedimento di revisione della patente deve essere motivato puntualmente
Attraverso l’atto introduttivo del presente giudizio, notificato in data 15 luglio 1991 e depositato il 16 luglio seguente, il ricorrente impugna il provvedimento di cui alla nota in data 24 giugno 1991, con il quale la Prefettura di Roma lo ha invitato a presentarsi “presso l’ufficio prov. le della M. C. T. C. di Roma per essere sottoposto, previa prenotazione, a nuovo esame di idoneità” per la revisione della patente di guida, “perché transitava sulla corsia preferenziale di via Cicerone”, chiedendone l’annullamento.
A tale fine deduce i seguenti motivi di impugnativa:VIOLAZIONE ART. 89 D. P. R. 15 GIUGNO 1959, N. 393. ECCESSO DI POTERE PER DIFETTO DI ISTRUTTORIA E DI MOTIVAZIONE. ILLOGICITA’ MANIFESTA. DIFETTO DEI PRESUPPOSTI DI FATTO E DI DIRITTO. DISPARITA’ DI TRATTAMENTO. La formulazione della disposizione in argomento è chiara nel prevedere che il potere amministrativo nella stessa contemplato “possa essere esercitato in base ad una valutazione discrezionale ma fondandosi sempre su adeguati accertamenti dei relativi presupposti, il che richiede lo svolgimento di una istruttoria e la relativa motivazione adeguata e conseguente”. Nella specie, tali principi sono stati violati.
L’unico elemento di riferimento è, infatti, il verbale n. 292912 dei vigili urbani, del tutto privo di indicazioni su “dubbi sulla persistenza dei requisiti fisici e psichici prescritti o sulla idoneità” E’ da aggiungere che l’infrazione contestata è comune nella circolazione cittadina e da essa non sono in alcun modo desumibili elementi per ritenere venuti meno i requisiti in questione.
Con atti depositati in date 22 luglio 1991, 16 settembre 1991 e 23 febbraio 2010 si sono costituite le Amministrazioni intimate, astenendosi – nel prosieguo – dal depositare memorie e/o documenti.
Con ordinanza n. 1132/1991 il Tribunale ha accolto la domanda incidentale di sospensione.
Con memoria deposita in data 12 maggio 2010 il ricorrente ha sostanzialmente reiterato le censure sollevate.
All’udienza pubblica del 27 maggio 2010 il ricorso è stato trattenuto in decisione.
1. Il ricorso è fondato e, pertanto, va accolto.
1. 1. Come esposto nella narrativa che precede, il ricorrente lamenta l’illegittimità del provvedimento con il quale è stato invitato a sottoporsi ad un nuovo esame (teorico e pratico) di idoneità per la revisione della patente di guida, adducendo i vizi di violazione di legge (in particolare, art. 89 del D. P. R. 15 giugno 1959, n. 393, previsione ora rubricata sotto l’art. 128 del D. Lgs. 30 aprile 1992, n. 285) ed eccesso di potere per difetto di istruttoria e di motivazione.
1. 2. L’art. 89 in argomento – nel disciplinare la “revisione della patente di guida”, al pari dell’attuale art. 128 del D. Lgs. n. 285/1992 – prescriveva che i prefetti e gli ispettori della motorizzazione civile potessero disporre la sottoposizione a visita medica o ad esame di idoneità dei “titolari di patente di guida qualora” sorgessero “dubbi sulla persistenza nei medesimi dei requisiti fisici e psichici prescritti e della idoneità”.
Come più volte affermato in ambito giurisprudenziale, la revisione in esame va, pertanto, intesa non in termini di sanzione amministrativa, sia pure accessoria, bensì come un provvedimento amministrativo non sanzionatorio, funzionale alla garanzia della sicurezza del traffico stradale (cfr. , tra le altre, Cass. Civ. , Sez. I, 12 gennaio 2000, n. 276; TAR Piemonte, Torino, Sez. II, 30 aprile 2009, n. 1188), il quale presuppone un particolare grado di convincimento in ordine alla difettosità dello stato personale, psichico, fisico o idoneativo dell’interessato, scaturito dal riscontro di fatti determinati, della loro dinamica e del tipo di elemento psichico che connette il comportamento del titolare della patente di guida ai fatti stessi.
L’attivazione delle misure – ancorché non legata all’accertamento giudiziale della responsabilità del destinatario – risulta così indiscutibilmente connessa ad una cognizione – pur sommaria – dei fatti che giustificano l’iniziativa dell’Amministrazione e – nel contempo – logicamente dipendente da una valutazione positiva circa il potenziale compimento da parte del destinatario di violazioni delle prescrizioni dell’ordinamento in materia di circolazione stradale.
In base a tali rilievi, il provvedimento di revisione non può non essere assistito dall'indicazione di circostanze ed elementi concreti che pongano in dubbio l'idoneità alla guida, ossia “deve essere correlato alla presenza di elementi di giudizio che possano mettere in dubbio l'idoneità tecnica del conducente alla guida, elementi che devono essere specificamente indicati" (cfr. , tra le altre, C.d.S. , Sez. VI, 9 aprile 2009, n. 2189; TAR Sardegna, Cagliari, Sez. I, 12 giugno 2009, n. 970; T. A. R. Lombardia - Milano, sez. III, 17. 2. 2005, n. 390).
1. 3. Orbene, il provvedimento impugnato non risponde ai parametri sopra indicati.
Tale provvedimento si limita, infatti, a richiamare la commissione da parte del ricorrente di un’infrazione alle norme disciplinanti la circolazione stradale ma è del tutto silente in ordine all’indicazione di presupposti e/o elementi atti a determinare l’insorgenza di dubbi circa l'idoneità dell'interessato alla guida.
In definitiva, va ravvisata l’illegittimità del provvedimento de quo in quanto quest’ultimo è totalmente carente sotto il profilo dell’esternazione da parte dell’Amministrazione delle ragioni specifiche ma anche di semplici indizi che inducano a dubitare della persistenza dei requisiti di idoneità tecnica prescritti per il possesso della patente di guida in capo al ricorrente.
1. 4. A ulteriore supporto di quanto affermato depone, poi, anche il rilievo che, in numerosi precedenti giurisprudenziali, il giudice amministrativo ha avuto modo di affermare che “una sola infrazione alle norme del Codice della strada, pur se di una certa rilevanza, non può costituire di per sé e indipendentemente da ogni
valutazione dell'idoneità e capacità alla guida del conducente l'autovettura, il presupposto di un provvedimento inteso a prescrivere la revisione della patente, trattandosi di atto gravemente lesivo delle attività del cittadino che richiede, pertanto, una puntuale motivazione" (T. A. R. Lombardia - Milano, sez. III, 26. 4. 2006, n. 1078; in terminis, T. A. R. Toscana, sez. I, 7. 2. 2005, n. 470; T. A. R. Marche, 7. 3. 2002, n. 217).
Posto che "il richiamo ad una violazione del codice della strada, ancorché grave” – quale potrebbe essere giudicata quella indicata nel provvedimento in epigrafe – “non può di per sé, giustificare l'avvio del procedimento per la revisione della patente ex art. 128, d. lg. 30 aprile 1992, n. 285, richiedendo tale norma una
motivazione adeguata in ordine alle ragioni della disposizione della revisione" (T. A. R. Sardegna, Sez. I, 29. 6. 2006, n. 1350), è doveroso pervenire alla conclusione che il provvedimento impugnato risulta privo del supporto motivazionale imposto dalla legge.
2. In definitiva, sulla scorta di quanto finora illustrato va riscontrata la fondatezza del ricorso, che va pertanto accolto, con annullamento del provvedimento impugnato.
Le spese di lite seguono – come di regola – la soccombenza e sono liquidate a favore del ricorrente in € 1. 500, 00, oltre IVA e CPA nei termini di legge.
Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, Sez. I ter, accoglie il ricorso n. 7141/1991 e, per l’effetto, annulla il provvedimento della Prefettura di Roma di cui alla nota 24 giugno 1991, n. 697186/B, meglio indicato in epigrafe.
Condanna il Ministero dell’Interno al pagamento delle spese di giudizio, liquidate a favore del ricorrente in € 1. 500, 00, oltre IVA e CPA nei termini di legge.
Pubblicato da geronimo a 22:39 Nessun commento: Link a questo post
L'ASSICURAZIONE DEVE RISARCIRE IL DANNO ENTRO 60 GIORNI
Cass. Civile terza sez. sentenza n. 1083 del 18 gennaio 2011
ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA DELLA RESPONSABILITA' CIVILE DERIVANTE DALLA CIRCOLAZIONE DI VEICOLI - RESPONSABILITA' PER "MALA GESTIO" NEI CONFRONTI DELL'ASSICURATO -
Il termine di adempimento di 60 giorni che la legge accorda all'assicuratore della responsabilità civile derivante dalla circolazione di veicoli per adempiere la propria obbligazione risarcitoria nei confronti del terzo danneggiato rileva anche nei rapporti tra assicuratore ed assicurato, in quanto la colposa violazione di quel termine fa sorgere in capo all'assicuratore una responsabilità per mala gestio nei confronti dell'assicurato, se a causa del ritardo il risarcimento, capiente all'epoca del sinistro, sia divenuto incapiente; ricorrendo tale ipotesi l'assicuratore è obbligato a tenere indenne l'assicurato per l'intero risarcimento cui questi sia tenuto verso il danneggiato.
Pubblicato da geronimo a 22:35 Nessun commento: Link a questo post
IL TERMINE PER LA NOTIFICA DEI VERBALI AL C.D.S. E' DI 90 GIORNI
Circolare del Ministero dell'interno prot. 300/A/11310/10/101/3/3/9 del 12 agosto 2010.
Interventi in materiadi notificazione delle violazioni – Art. 201 c.d.s. così come modificato dalla legge 120/2010.
La nuova norma riduce, da 150 a 90 giorni, il termine entro il quale deve essere notificato il verbale di contestazione delle violazioni al c.d.s., qualora, invece, la violazione sia stata contestata immediatamente al trasgressore il termine per la notifica all'obbligato in solido e di 100 giorni. Questi nuovi e diversi termini si applicano alle violazioni commesse dopo la data di entrata in vigore della legge in esame, cioè dal 13 agosto 2010. Per gli illeciti accertati in precedenza, invece,continuerà ad applicarsi il termine di 150 giorni. Sono stati,inoltre, integrati i casi in cui è possibile evitare la contestazione immediata di alcune violazioni (art. 201, co. 1-bis,lett. g) e g-bis) aggiungendovi quelli di accesso ai centri storici,alle aree pedonali, nonché nei casi di accertamento delle violazioni in materia di velocità non moderata ai sensi dell'art. 141, di circolazione contromano, di violazione della segnaletica stradale, di trasporto di persone e cose sui veicoli, nonché quelle relative al fermo, al sequestro e alla confisca amministrativa dei veicoli.
In tali ultime ipotesiindicate dalla nuova lettera g-bis) del co. 1-bis dell'art.201 c.d.s. Non è necessaria la presenza degli organi di polizia stradale qualora l'accertamento avvenga mediante dispositivi o apparecchiature che siano state omologate ovvero approvate per il funzionamento in modo completamente automatico.
Tali strumenti devono però essere gestiti direttamente dagli organi di polizia stradale di cui all'art. 12, co. 1, e fuori dei centri abitati, possono essere installati ed utilizzati solo sui tratti di strada individuati dai prefetti, tenendo conto del tasso di incidentalità e delle condizioni strutturali, plano-altimetriche e di traffico, secondo le direttive fornite dal Ministero dell'interno, sentito il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
Problematiche operative
Nascono dubbi sulla contestazione del'art.141 del c.d.s. Accertata con un dispositivo di rilevamento omologato ove non vi sarebbe una valutazione soggettiva dell'organo accertatore, bensì un rilevamento con apparecchiatura omologata che rientrerebbe di conseguenza nei casi da contestarsi ai sensi della'rt. 142 del c.d.s., poiché la valutazione soggettiva dell'operatore trova supporto nella considerazione delle circostanze di tempo, di luogo, di traffico edi qualsiasi altra natura.
Pubblicato da geronimo a 22:28 Nessun commento: Link a questo post
Trattandosi di una esenzione dal rispetto della limitazione imposta dallo stesso ente proprietario della strada, ove se ne ravvisi la necessità , l'ente deve usare la massima trasparenza ed imparzialità che deve connotare l'azione della p.a., non paiono sussistere motivi ostativi per il rilascio di permessi in deroga, da esporre sul veicolo . Per le modalità di rilascio e per individuare i requisiti degli aventi diritto il Comune dovrebbe predisporre un apposito regolamento,approvato con delibera di Giunta. E' consigliabile all'uopo una attenta valutazione ed una corrispondente motivazione del provvedimento, ponendo in evidenza l'interesse pubblico e la rispondenza del provvedimento adottato ad una esigenza atta a consentire da un lato le possibili necessità di taluni e dall'altro non penalizzare i residenti. Perciò, qualora ad una possibile domanda di un rilascio di un permesso in deroga, vi sia un rifiuto al rilascio , sarebbe opportuno richiedere copia del regolamento per valutarne la giusta applicazione.
GUIDA IN STATO DI EBBREZZA A CAUSA DEI FARMACI - RESPONSABILITA'
Corte di Cassazione Penale sez. IV 27/10/2010 n. 38121
Spetta al conducente l'onere di astenersi dalla guida se assume medicinali contenenti sostanze alcoliche non potendo invocare esclusione di responsabilità nell'ipotesi di accertata violazione ex art. 186 cds o 186 bis cds
Ricorre per cassazione il difensore di fiducia di M.D. avverso la sentenza in data 16.12.2009 della Corte di Appello di Genova che confermava quella del Tribunale di Savona in data 12.2.2009 con la quale la M. era stata condannata alla pena condizionalmente sospesa di mesi uno di arresto ed Euro 1.000,00 di ammenda con circostanze attenuanti generiche equivalenti alla contestata aggravante oltre alla sospensione della patente di guida per mesi sei, avendola riconosciuta colpevole del reato di cui all'art. 186 C.d.S. per guida in stato di ebbrezza in conseguenza dell'uso di bevande alcooliche con tasso alcolemico di 0,89 g/l, così provocando un incidente stradale (commesso il (OMISSIS)).
Denunzia il vizio motivazionale e la violazione di legge, poichè, essendo pacifico, perchè provato, che la M. il giorno del fatto aveva assunto farmaci fitoterapici in soluzione alcolica al 70% prescrittile dal medico, in sostituzione di psicofarmaci, per disturbi ansiosi, attacchi di panico ed altro, ed avendo la Corte ritenuto che l'esito positivo dell'alcoltest fosse derivato da tale assunzione di farmaci, erroneamente aveva concluso che l'imputata non era esente da colpa perchè a conoscenza della composizione del medicinale riportata sull'etichetta dei farmaci (e ciononostante si era posta alla guida dell'auto). Il ricorso è infondato e dev'essere rigettato.
In effetti, la norma incriminatrice prescrive che è vietato guidare in stato di ebbrezza "in conseguenza dell'uso di bevande alcoliche".
Nulla è precisato circa la natura di dette bevande ed è certo che il riscontrato tasso alcolemico dello 0.89 gr/l (confermato dal secondo alcoltest di 0.98 g/l) è davvero consistente, tanto da rientrare nell'ipotesi dell'art. 186 C.d.S., comma 2, lett. b). Per non dire che il teste appartenente alla Polizia municipale ha riferito dello stato di squilibrio ed instabilità in cui versava la M..
Correttamente la Corte territoriale, condividendo la tesi del giudice di primo grado, ha ritenuto che non potesse escludersi la colpa dell'imputata dal momento che la stessa aveva dichiarato di aver assunto in tre occasioni nella medesima giornata un numero non meglio precisato di gocce di fitofarmaci in questione ed essendo evidente sui flaconi degli stessi l'indicazione della presenza di alcool, come precisato persino sulla prescrizione medica. La piena consapevolezza dell'imputata ricorrente della composizione alcoolica dei fitofarmaci ingeriti implica necessariamente l'integrazione degli estremi della colpa, non valendo comunque a scriminarla la tesi difensiva, peraltro smentita dall'indicazione della composizione alcolica anche sulla prescrizione medica, secondo cui non era stata informata dai medici della possibilità d'innalzamento del tasso alcolemico (circostanza, peraltro, che rientra nel notorio) a seguito dell'ingestione di tale tipo di farmaci e del fatto che la loro assunzione non le consentiva di porsi, poi, alla guida dei un'autovettura.
Invero, neanche la finalità terapeutica dell'ingestione di farmaci, in costanza della predetta consapevolezza della loro composizione alcolica, consente di elidere l'antigiuridicità della condotta, attesa la natura meramente colposa del reato contravvenzionale contestato: la ricorrente avrebbe dovuto, in ogni caso, astenersi dalla guida.
Consegue il rigetto del ricorso e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Pubblicato da geronimo a 22:14 Nessun commento: Link a questo post
NOTIFICA - CARTELLA ESATTORIALE - IL CONCESSIONARIO DEVE DIMOSTRARE L'AVVENUTA NOTIFICAZIONE
Pubblicato da geronimo a 21:48 Nessun commento: Link a questo post
Pubblicato da geronimo a 21:20 Nessun commento: Link a questo post
Un giudice di pace convalidava una multa per eccesso di velocità ove la data sullo scontrino era errata ( indicava la data del giorno prima) ed era stata corretta manualmente dagli agenti. Il ricorrente avanzava , in sede di ricorso innanzi la Suprema Corte, l'ipotesi del non perfetto funzionamento dell'apparecchio. La Sentenza n. 13887 del 2010 della Corte di Cassazione, Sezione Civile, ha accolto il ricorso, specificando che la data sbagliata poteva “fondatamente” far ritenere che vi fossero “elementi di dubbio sul funzionamento dell'apparecchio”, che potrebbe aver sbagliato anche sul rilevamento della velocità.
Pubblicato da geronimo a 21:09 Nessun commento: Link a questo post
Sentenza n. 15108 del 22 giugno 2010(Sezione Seconda Civile, Presidente G. Settimj, Relatore P. D'Ascola
SANZIONI AMMINISTRATIVE - VERBALE DI ACCERTAMENTO PER GUIDA PERICOLOSA - FEDE PRIVILEGIATA-ESCLUSIONE
Il verbale di accertamento per guida pericolosa, siccome fondato su una valutazione costituente il portato di un giudizio dei verbalizzanti che implica un'attività di elaborazione da parte degli stessi, privo dell'efficacia probatoria privilegiata prevista dall'art. 2700 cod. civ., con la conseguenza che le sue risultanze sono soggette al prudente apprezzamento del giudice in sede di opposizione, potendo, peraltro, essere contrastate anche con mezzi istruttori ordinari.
Pubblicato da geronimo a 20:57 Nessun commento: Link a questo post