Source: https://edizioniduepuntozero.it/aggiornamenti/anno/2018?page=1
Timestamp: 2019-10-22 19:43:23+00:00
Document Index: 80202200

Matched Legal Cases: ['art. 1444', 'art. 1341', 'art. 1229', 'art. 1373', 'art. 1461', 'art. 2965', 'art. 1462', 'art. 808', 'art. 1342', 'art. 1370', 'art. 1326', 'art. 1175', 'sentenza ', 'art. 42', 'sentenza ']

La convalida di esazione del capitale
Aggiornamento del 20/12/2018
La convalida è un negozio unilaterale mediante il quale la parte legittimata ad esercitare l’azione di annullamento sceglie di non farlo. L’art. 1444 c.c. dispone infatti che: “Il contratto annullabile può essere convalidato dal contraente al quale spetta l’azione di annullamento, mediante un atto che contenga la menzione del contratto e del motivo di annullabilità, e la dichiarazione che s’intende convalidarlo. Il contratto è pure convalidato, se il contraente al quale spettava l’azione di annullamento vi ha dato volontariamente esecuzione conoscendo il motivo di annullabilità. La convalida non ha effetto, se chi l’esegue non è in condizione di concludere validamente il contratto”. Con la convalida si attua conferma del contratto che diventa definitivo. La parte che intende convalidare il contratto deve essere consapevole del vizio affinché possa ad esempio dichiarare l’intenzione di convalidare il contratto concluso per errore. Da un lato dunque la convalida è un negozio che mira a rendere valido il negozio annullabile mentre dall’altro può considerarsi una forma tacita di convalida che si realizza quando la parte legittimata all’azione di annullamento esegue volontariamente il contratto conoscendo il motivo di annullabilità. Resta esclusa l’efficacia della convalida nei casi in cui persista un vizio del consenso oppure lo stato di incapacità. Segue fac simile di convalida di esazione di capitale con conferma e ratifica dell’atto di esazione e quietanza.
La clausola per adesione
Si rende disponibile fac simile di clausola di adesione con rimando agli artt. 1341 e 1342 c.c. Gli articoli menzionati fanno rispettivamente riferimento alle condizioni generali del contratto e alla sottoscrizione della clausola mediante moduli o formulari. Nel dettaglio, l’art. 1341 dispone che: “Le condizioni generali di contratto (artt. 1342, 1679, 2211 c.c.) predisposte da uno dei contraenti sono efficaci nei confronti dell'altro, se al momento della conclusione del contratto questi le ha conosciute o avrebbe dovuto conoscerle usando l'ordinaria diligenza (artt. 1176, 1370 c.c.). In ogni caso non hanno effetto, se non sono specificamente approvate per iscritto, le condizioni che stabiliscono, a favore di colui che le ha predisposte, limitazioni di responsabilità (art. 1229), facoltà di recedere dal contratto (art. 1373) o di sospenderne l'esecuzione (art. 1461), ovvero sanciscono a carico dell'altro contraente decadenze (art. 2965 c.c.), limitazioni alla facoltà di opporre eccezioni (art. 1462), restrizioni alla libertà contrattuale nei rapporti coi terzi (artt. 1379, 1566, 2596), tacita proroga o rinnovazione del contratto (artt. 1597, 1899 c.c.), clausole compromissorie (art. 808 c.p.c.) o deroghe alla competenza dell'autorità giudiziaria (artt. 1370; 6, 28, 29, 30, 413 c.p.c.).”. L’art. 1342 c.c. invece dispone che: “Nei contratti conclusi mediante la sottoscrizione di moduli o formulari (art. 1370), predisposti per disciplinare in maniera uniforme determinati rapporti contrattuali, le clausole aggiunte al modulo o al formulario prevalgono su quelle del modulo o del formulario qualora siano incompatibili con esse anche se queste ultime non sono state cancellate [..]”.
La nullità selettiva nel contratto quadro - Cass., ord. n. 23927 del 2 ottobre 2018
La Corte di Cassazione è tornata ad occuparsi della nullità nei contratti quadro di investimento – c.d. master agreement –contratti che, stipulati tra il cliente e l’intermediario finanziario, hanno ad oggetto la prestazione di sevizi di investimento da parte dell’intermediario mediante la conclusione di singoli ordini di acquisto degli strumenti finanziari impartiti dal cliente. Con l’ordinanza interlocutoria n. 23927 depositata il 2 ottobre 2018, la Sezione I, attesa la discordanza degli orientamenti giurisprudenziali al riguardo e ravvisata la rilevanza e delicatezza del tema, ha rimesso la causa al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite della questione relativa alla c.d. nullità selettiva dei singoli ordini di investimento. L'aggiornamento include il testo integrale dell’ordinanza n. 23927 pronunciata dalla Corte di Cassazione e depositata in data 2 ottobre 2018.
La proposta contrattuale
La proposta, rappresenta la volontà di chi assume l’iniziativa del contratto; essa, per definizione, include già tutti gli elementi del contratto ed è intesa come dichiarazione nella quale le parti manifesteranno l’intenzione di obbligarsi. Si menziona al riguardo il disposto dell’art. 1326 c.c. per il quale: “il contratto è concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell’accettazione dell’altra parte”. Tuttavia, pur essendo stata comunicata, la proposta può perdere di efficacia ad esempio a causa della revoca del proponente; per il rifiuto del destinatario; a causa dell’accettazione tardiva per decorso del termine, nella quale ipotesi l’art. 1175 c.c. interviene disponendo che tale tardiva accettazione possa ritenersi valida se si sia dato immediato avviso all’altra parte contrattuale; o, ancora, la proposta può perdere efficacia a causa della decadenza dell’eventuale condizione a cui può essere stata subordinata; ed infine, la proposta perde efficacia a causa della morte del proponente ossia dell’oblato. Segue fac simile di proposta.
Il congedo straordinario del figlio non convivente - Corte Cost., sent. n. 232 del 7 novembre 2018
Aggiornamento del 18/12/2018
La Corte Costituzionale, con sentenza n. 232 del 2018, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 42, comma V, del D.lgs. n. 151/2001 nella parte in cui non riconosce il diritto al congedo straordinario al figlio non convivente – al momento della presentazione della domanda – con il genitore disabile che necessita di assistenza. Ancorare, infatti, il beneficio del congedo straordinario al criterio della convivenza si sostanzia in “un’evidente disparità di trattamento tra coloro che liberamente possono scegliere il luogo in cui risiedere (e dunque convivere con il genitore) e quanti, invece, per ragioni indipendenti dalla loro volontà, non possono compiere tale scelta”. L'aggiornamento, oltre ad un attento approfondimento dell'istituto del congedo straordinario, include il testo integrale della sentenza della Corte costituzionale n. 232 del 7 novembre 2018 e del D.lgs. n. 151/2001.