Source: http://www.alisea-italia.com/it/servizi/aria/Le-Normative/
Timestamp: 2018-12-10 16:13:53+00:00
Document Index: 57944071

Matched Legal Cases: ['art. 63', 'art. 64', 'art. 68', 'art. 2043', 'art. 2059', 'art. 59']

Servizi \ Aria \ Le Normative :: Alisea igiene idrica ed aeraulica
Numerose normative impongono periodicamente la manutenzione igienica degli impianti dell’aria, per la tutela della salute dei lavoratori e delle persone che frequentano luoghi pubblici.
La normativa italiana prevede una specifica e precisa trattazione della sicurezza e della manutenzione degli impianti per la tutela della salute dei lavoratori.
In virtù della riforma del Titolo V della Costituzione Italiana, dal 2001 la materia è regolata anche da leggi regionali concorrenti, che prevedono tipicamente misure più precise e dettagliate, ma valide soltanto nell’ambito dello specifico territorio regionale.
Linee Guida della Conferenza Stato-Regioni e Provincie Autonome
Anche se situate ad un gradino inferiore nella gerarchia delle fonti del diritto, tali disposizioni sono molto importanti perché specificano tecnicamente il contenuto delle norme statali e regionali. Indicando i comportamenti e le prassi da seguire, costituiscono lo strumento più aggiornato e valido per progettare gli interventi.
Norme tecniche italiane (UNI) ed europee (UNI EN)
Nella definizione dell'impianto normativo, bisogna tener ben presente gli enti, italiani ed internazionali, che si fanno primi promotori della qualità delle legislazioni dei singoli stati. Tramite una stretta relazione con questi enti, Alisea promuove da sempre la qualità degli ambienti di lavoro.
La necessità di assicurare una buona qualità dell’aria respirata all’interno degli ambienti confinati trova la sua ultima traduzione normativa nella pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, in data 15 Maggio 2008, del Testo Unico in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro (D. Lgs. N°81/2008), che contempla in maniera approfondita il fenomeno della contaminazione e del cattivo stato igienico degli impianti aeraulici.
In particolare nell’Allegato IV, al punto 1.9.1., dedicato all’aerazione nei posti di lavoro, in relazione agli impianti aeraulici si prevede testualmente:
"Gli stessi impianti devono essere periodicamente sottoposti a controlli, manutenzione, pulizia e sanificazione per la tutela della salute dei lavoratori."
"Qualsiasi sedimento o sporcizia che potrebbe comportare un pericolo immediato per la salute dei lavoratori dovuto all’inquinamento dell’aria respirata deve essere eliminato rapidamente."
L’art. 63 del D. Lgs. 81/2008, recante i requisiti di salute e sicurezza dei luoghi di lavoro, prevede poi al suo comma 1° che “i luoghi di lavoro devono essere conformi ai requisiti indicati nell’allegato IV”.
Colui che ha il dovere di provvedere a che ciò avvenga è, ai sensi del successivo art. 64 comma 1°, il Datore di Lavoro.
Se invece tale soggetto non provvede, è punito dall’art. 68 comma 1° lettera b) “con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.000 a 10.000 euro”.
A tale profilo sanzionatorio se ne possono aggiungere poi altri due:
Quello di natura civilistica legato alla possibile azione di risarcimento per danno biologico (ex art. 2043 cod. civ.) e per danno morale (ex art. 2059 cod. civ.);
Anche se riferite ad un ambito territoriale ben delimitato, ad oggi assumono valore le disposizioni emanate da tre diverse regioni italiane:
La Legge Regionale Ligure 2 Luglio 2002 n. 24 ed il Relativo Decreto di Attuazione del 14 Maggio 2003;
L’art. 59 della Legge Regionale Lombarda 30 Dicembre 2009 n. 33 (Testo Unico delle Leggi Regionali in materia di Sanità) ed il relativo Decreto della Direzione Generale della Sanità Lombarda n. 1751 del 24 Febbraio 2009;
La Legge Regionale del Molise 13/07/2011 n.15.
Ad un gradino inferiore nella scala delle fonti normative, devono poi essere annoverate cinque importanti raccolte di Regole Tecniche o Linee-Guida, emanate dal Ministero della Salute per dare una completa regolamentazione tecnica e procedurale alla materia in questione e poi adottate dalla Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano:
Le “Linee-Guida per la Prevenzione ed il Controllo della Legionellosi”, adottate il 4 Aprile 2000;
Le “Linee-Guida per la tutela e la promozione della salute negli ambienti confinati”, adottate il 27 Settembre 2001;
Le “Linee-Guida recanti indicazioni sulla legionellosi per i gestori di strutture turistico-recettive e termali”, adottate il 13 Gennaio 2005;
Lo “Schema di Linee Guida per la definizione di protocolli tecnici di manutenzione predittiva sugli impianti di climatizzazione” , adottato il 5 Ottobre 2006;
La "Procedura operativa per la valutazione e gestione dei rischi correlati all'igiene degli impianti di trattamento aria" adottata il 7 Febbraio 2013.
Norme tecniche europee (UNI EN) ed italiane (UNI)
Poi, sempre nella stessa logica e funzione, possono essere prese in considerazione anche le seguenti disposizioni normative:
UNI EN 12097:2007 (Ventilazione degli edifici - Rete delle condotte - Requisiti relativi ai componenti atti a facilitare la manutenzione delle reti delle condotte) che specifica i requisiti relativi a dimensioni, forma e criteri di collocazione delle botole di accesso per la pulizia e la manutenzione nei sistemi di reti delle condotte;
UNI EN 15239:2008 (Ventilazione degli edifici – Prestazione energetica degli edifici. Linee guida per l’ispezione dei sistemi di ventilazione) che descrive la metodologia richiesta per l’ispezione dei sistemi di ventilazione meccanica e naturale con riferimento al consumo di energia;
UNI EN 15240:2008 (Ventilazione degli edifici – Prestazione energetica degli edifici. Linee guida per l’ispezione degli impianti di climatizzazione) che descrive la metodologia comune per l’ispezione degli impianti di climatizzazione presenti negli edifici per il raffrescamento o il riscaldamento dei locali, dal punto di vista del consumo energetico;
UNI EN 15780:2011 (Ventilazione degli edifici – Condotti – Pulizia dei sistemi di ventilazione) che si applica a sistemi di ventilazione e condizionamento sia nuovi sia esistenti, e specifica i criteri di valutazione e le procedure di pulizia di questi sistemi;
UNI 10604:1997 (Manutenzione – Criteri di progettazione, gestione e controllo dei servizi di manutenzione di immobili) che si propone di fornire indicazioni per le attività legate alla manutenzione degli immobili;
UNI 10147:2003 (Manutenzione – Termini aggiuntivi alla UNI 13306 e definizioni) che integra le definizioni della UNI 9910:1991 e quindi deve essere considerata a complemento della stessa. Essa trova applicazione in tutti i campi in cui sia prevista attività di manutenzione;
UNI 10144:2006 (Classificazione dei servizi di manutenzione) che ha lo scopo di classificare i servizi di manutenzione sotto gli aspetti di tipologia, specializzazione, modalità ed ambito del servizio, al fine di avere un unico riferimento per tutte le norme che riguardano la contrattualistica di manutenzione;
UNI 10224:2007 (Manutenzione. Processo, sottoprocessi e attività principali. Principi fondamentali) che indica principi, criteri e metodi per istituire, organizzare, gestire e migliorare il processo di manutenzione di un’organizzazione;
UNI 10366:2007 (Manutenzione. Criteri di progettazione della manutenzione) che specifica i criteri e i metodi generali di progettazione della manutenzione al fine di indirizzare nella scelta: delle politiche di manutenzione, in funzione delle caratteristiche e del comportamento dei beni in coerenza con gli obiettivi aziendali; delle risorse e degli strumenti operativi necessari per l'attuazione delle politiche individuate. Per poter ottimizzare i costi e i risultati aziendali;
UNI 11414:2011 (Manutenzione. Linee guida per la qualificazione del sistema di manutenzione) che fornisce le linee guida per qualificare un sistema di manutenzione attraverso una metodologia completa, strutturata e trasversale;
UNI 11420:2011 (Manutenzione. Qualifica del personale di manutenzione) che definisce le conoscenze, le abilità e le competenze necessarie per la qualifica del personale di manutenzione. La norma è principalmente indirizzata alle imprese di manutenzione che operano per conto terzi. Può tuttavia trovare applicazione anche nell’ambito di organizzazioni complesse che prevedono al loro interno una specifica funzione manutenzione.