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Timestamp: 2020-04-04 08:42:18+00:00
Document Index: 180865864

Matched Legal Cases: ['art.2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 650']

﻿Emergenza Covid-19: il riepilogo delle ordinanze regionali che si aggiungono ai decreti nazionali
Peppucci Matteo - Collaboratore INGENIO 01/04/2020 52575
Aggiornamento costante sulle ordinanze restrittive delle varie regioni che si vanno a sommare (e in alcuni casi inaspriscono) ai dettami dei vari DPCM emessi per l'emergenza Coronavirus
In virtù di quanto disposto dall'ultimo provvedimento in materia di Coronavirus, il DL 19/2020, il Governo ha accentrato la gestione dell’emergenza Coronavirus: le regioni e i comuni potranno sì emettere ordinanze, ma solo per uno dei 19 'motivi' indicati nel decreto e mai in contrasto con le leggi nazionali e i DPCM.
Il decreto ha anche ribadito quale può e quale deve essere l’orizzonte temporale delle misure straordinarie con le quali è attualmente limitata la libertà di spostamento delle persone. La 'data limite' è il 31 luglio 2020, giorno in cui scadono i 6 mesi dello stato di emergenza dichiarato all’inizio dell’epidemia. Ciò non significa che le restrizioni siano da intendersi prorogate fino al 31 luglio ma, invece, che quello è il limite massimo fino al quale possono restare in vigore. Si tratta, infatti, di misure eccezionali decise con poteri eccezionali.
AGGIORNAMENTO 23 MARZO 2020 - Pubblicato il dpcm 22.03.2020 a firma del premier Conte che a partire da lunedì 23 marzo 2020 prevede la chiusura di tutte le attività produttive non essenziali sull'intero territorio dello Stato.
Si segnala che le Regioni stanno intervenendo in continuità con ordinanze più o meno restrittive. Precisiamo che ogni regione può - in virtù di quanto disposto dai vari DPCM 8, 9 e 11 marzo 2020 per l'emergenza Coronavirus e anche dal decreto-legge 14/2020, integrare le limitazioni con ordinanze specifiche.
L'ordinanza più recente è la n. 7 del 13 marzo 2020, secondo la quale chi ha fatto ingresso in Abruzzo dall'8 marzo 2020, proveniente dalla regione Lombardia e dalle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell'Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano - Cusio - Ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia (ovverosia le ex zone arancioni del DPCM 9 marzo 2020), ha l'obbligo:
di osservare la permanenza domiciliare con isolamento fiduciario, mantenendo l'isolamento per 14 giorni;
Poi sono arrivate altre svariate ordinanze con istituzione di altrettante 'zone rosse', e relative rispettivamente a:
prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019 - Individuazione comuni “zona rossa”;
Pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata n. 19 - Speciale del 15 marzo 2020 l'Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale n. 5 del 15 marzo 2020 "Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19. Ordinanza ai sensi dell'articolo 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 e dell'articolo 2 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 marzo 2020,n. 13. - Disposizioni relative all'ingresso e permanenza delle persone fisiche in Basilicata". Queste le disposizioni principali:
tutti i soggetti che facciano ingresso in Basilicata da altre regioni o dall'estero, e vi soggiornino anche temporaneamente, devono comunicare tale circostanza al proprio medico di medicina generale (MMG) ovvero pediatra di libera scelta (PLS) ovvero al numero verde appositamente istituito dalla Regione 800996688, con l'obbligo di osservare la permanenza domiciliare con isolamento per 14 giorni, con divieto di contatti sociali, spostamenti o viaggi, e di rimanere raggiungibili per le attività di sorveglianza.
fino al 3 aprile 2020 su tutto il territorio regionale è vietato a chiunque di allontanarsi dal proprio domicilio, abitazione o residenza, salvo nei casi previsti dall'articolo 1, comma 1, /ett. a) del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2020: a) comprovate esigenze lavorative, ivi compreso il transito e il trasporto delle merci; b) situazioni di necessità, ivi comprese quelle correlate alle esigenze primarie delle persone e degli animali di affezione; c) spostamenti per motivi di salute.
Sono poi arrivate altre ordinanze, le ultime pubblicate sul Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata n. 23 - Speciale del 21 marzo 2020
Ordinanza n° 8: "ulteriori misure urgenti per la prevenzione e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19. Ordinanza ai sensi dell'articolo 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833. Disposizioni in materia di trattamento dei rifiuti urbani";
Ordinanza n° 9: "ulteriori misure urgenti per la prevenzione e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19. Ordinanza ai sensi dell'articolo 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833. Disposizioni in materia di Trasporto pubblico locale".
L'ultima ordinanza n.15 del 22 marzo 2020 della presidente Santelli prevede, con decorrenza immediata e fino al 3 aprile 2020, il divieto di ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dal territorio regionale. Si potrà entrare o uscire dalla Calabria solo per spostamenti derivanti da comprovate esigenze lavorative legate all’offerta di servizi essenziali oppure per gravi motivi di salute. Ai trasgressori, alla luce della potenziale esposizione al contagio, si applica la misura immediata della quarantena obbligatoria per 14 giorni.
L'ordinanza del 14 marzo 2020 aveva introdotto novità rispetto ai precedenti provvedimenti. Si prevede:
Il governatore De Luca ha emesso svariate ordinanze sul tema Coronavirus, con restrizioni molto stringenti (divieto assoluto anche di praticare attività sportive all'aperto, misura più restrittiva di quella prevista dal DPCM 11 marzo 2020) e le stesse regole sulla comunicazione/quarantena domiciliare per chi entra in Regione da altra regione.
L'ultima ordinanza, in ordine temporale, è la n.19 del 20 marzo 2020, che restringe ulteriormente il campo in materia edilizia:
sospendendo l'attività dei cantieri edili su committenza privata, fatte salve le attività di estrema urgenza: i responsabili devono provvedere alla messa in sicurezza e alla chiusura temporanea del cantiere non oltre 5 giorni dal 20 marzo 2020;
per i lavori a committenza pubblica, fatti salvi quelli indifferibili, le stazioni appaltanti devono valutarne la differibilità.
Le ordinanza emesse sono state diverse, anche considerando l'alto numero di contagi: a questo link sono riassunte tutte le principali disposizioni e sono disponibili i vari moduli per spostarsi, presentare richiesta di CIG, donare fondi alla sanità. Le ultime ordinanze del 18, 20 e 21 marzo hanno ulteriormente chiuso il cerchio, disponendo il divieto di attività motoria se non nei pressi della propria abitazione e la chiusura dei bar anche nella stazioni di servizio non autostradali. Non solo: in Provincia di Rimini è stata disposta la chiusura di tutte le attività produttive non essenziali.
In ogni caso, sia in entrata che in uscita dai territori, nonché all'interno degli stessi, alle persone si chiede di spostarsi solo per:
È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. La persona che si sposta per una delle ragioni sopra indicate, attesta il motivo con l'autodichiarazione che potrà essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia.
News 22 marzo - con ordinanze del 20 (valida per la Provincia di Rimini) e 21 marzo 2020, è stata disposta:
News 19 marzo: - con ordinanza del 18 marzo 2020, è stato disposto che:
Anche il Friuli ha emanato un'ordinanza, la n.4/PC del 21 marzo 2020, valida sino al 3 aprile 2020, con queste prescrizioni:
le attività commerciali di cui all’allegato 1, del DPCM 11 marzo 2020, ad eccezione delle farmacie e delle parafarmacie, osservano il seguente orario di apertura al pubblico: dalle ore 8.30 alle ore 19 con decorrenza dalla pubblicazione del presente provvedimento fino al 5 aprile 2020, salvo nuovo provvedimento;
L'ordinanza n.12 del 19 marzo 2020 ha invece istituito la zona rossa nel Comune di Fondi, dove è scoppiato un nuovo focolaio.
Il governatore Toti ha firmato un'ordinanza in queste ultime ore (22 marzo 2020), nella quale si chiede ai sindaci liguri di individuare e chiudere i luoghi atti a creare potenziali assembramenti di qualsiasi genere (a loro discrezione e con possibilità di variare le aree interdette per i giorni festivi e feriali) e si ribadisce il divieto assoluto per tutti di recarsi nelle seconde case.
L'ordinanza n.4/2020 è la più corposa e prevede che chiunque sia entrato in Liguria dal 24 febbraio 2020, senza avere la residenza sul territorio regionale e provenendo dalla Lombardia o dalle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro-Urbino, Venzia, Padova, Treviso, Novara, Asti, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli e Alessandria per motivi che non riguardano esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute, debba osservare le prescrizioni del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'8 marzo 2020 relative alla provincia di provenienza.
Queste persone hanno l'obbligo di segnalare la propria presenza in Liguria e il domicilio utilizzando, a partire dalle 14 del 9 marzo 2020, l'indirizzo email sonoinliguria@regione.liguria.it o i numeri telefonici 0105485767 e 0105488679 dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 16.
L'ordinanza del 21 marzo 2020, in vigore dal 22 marzo fino al 5 aprile 2020 (e non più il 15 aprile, in virtù di quanto disposto dall'art.2 del DL 19/2020) dispone limitazioni ancora più stringenti per contrastare la diffusione del coronavirus. Di seguito una sintesi delle nuove limitazioni regionali che si aggiungono a quelle dei provvedimenti del Governo:
per tutte le altre ordinanze più specifiche, si rimanda al 'contenitore'.
Tutte le restrizioni e le ordinanze della Regione Molise sono, di fatto, 'spiegate' nelle FAQ di riferimento sul Coronavirus.
In ogni caso sono in continua emanazione ordinanze specifiche, ultima tra le quali la n.10 del 21 marzo riguardante i comuni di Pozzilli e Venafro, avente ad oggetto ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19.
L'ultima stretta è arrivata nella serata del 21 marzo 2020: il presidente Alberto Cirio ha deciso di emanare una nuova ordinanza (decreto n.34) valida dal 22 marzo al 3 aprile 2020, affermando che "chiudiamo tutto quello che è possibile chiudere in base ai poteri di cui dispongono le Regioni. Questa è la più grande emergenza affrontata dal Dopoguerra ad oggi. Sappiamo che stiamo chiedendo un grande sforzo a ogni cittadino, ma vi prego di comprendere che è la scelta giusta. La nostra libertà è un bene, ma la nostra vita lo è di più. Vi prego, proteggetela restando a casa".
L'ordinanza 'capo' è quella del 14 marzo che impone, a tutti gli individui che fanno ingresso in Puglia, provenienti dall’estero o dai territori di tutte le altre regioni, al fine di rientrare e soggiornare continuativamente in Puglia, nel proprio domicilio, abitazione o residenza, sino alla data del 3 aprile 2020, hanno l’obbligo di:
Aggiornamento 22 marzo 2020: l'ordinanza n.9 del 14 marzo 2020 è la più recente e dispone che il traffico passeggeri su linee marittime da e per la Sardegna è sospeso fino al 25 marzo 2020. È fatta salva, esclusivamente per dimostrate ed improrogabili esigenze, la possibilità di richiedere autorizzazione all’imbarco nei casi previsti dall’art. 1, primo comma, lett. a del DPCM 8 marzo 2020, ovvero:
Gli obblighi di cui all'art. 1 dell'ordinanza n.5 del 9 marzo 2020 si intendono riferiti a tutti i soggetti in arrivo in Sardegna senza distinzione di provenienza, nonché a quelli che vi abbiano fatto ingresso nei quattordici giorni antecedenti e che provengano o abbiano transitato o sostato nei territori della Lombardia e delle Province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell'Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia, come individuati dal DPCM del 08.03.2020. Appare altresì consigliabile, in ragione delle motivazioni espresse nell'ordinanza, che si sottopongano comunque alle medesime misure coloro che abbiano avuto contatti in seminari, convegni, assemblee o incontri che, seppure tenutisi in altre zone del territorio nazionale, abbiano avuto la partecipazione di soggetti provenienti dai territori summenzionati.
Inoltre, in base al decreto del Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti di concerto con il Ministro della Salute n. 117 del 14.03.2020, e all'Ordinanza del Presidente della Regione Sardegna n. 9 del 14.03.2020, tutti i soggetti in arrivo in Sardegna hanno l'obbligo di compilare on line la richiesta di autorizzazione.
Tutti i soggetti in arrivo in Sardegna dal territorio nazionale o dall’estero, e quelli arrivati successivamente al 23 febbraio 2020 dalle zone di cui al DPCM del 8 marzo 2020, hanno l'obbligo di compilare on line il seguente MODULO.
E' stato inoltre accolta, dal Governo, la richiesta del presidente Solinas per ottenere il fermo degli arrivi in Sardegna tramite collegamenti aerei e marittimi.
Aggiornamento 20 marzo 2020: l'ordinanza n.7 dispone, tra l'altro, che chiunque sia entrato in Sicilia dalla data del 14 marzo 2020 ha l’obbligo di:
Oltre alle segnalazioni obbligatorie (come per la Sardegna) e alle altre disposizioni dell'ordinanza n.3 dell'8 marzo 2020, l'ultima novità riguarda la sospensione dei collegamenti aerei, nazionali e internazionali, a eccezione di due voli al giorno tra Roma e Palermo/Catania e il blocco di tutti i servizi automobilistici interregionali e dei servizi marittimi per il trasporto dei passeggeri, garantendo solo quello merci.
Sono alcune delle prossime iniziative che il ministro dei Trasporti Paola De Micheli si appresta ad adottare, su richiesta del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, per contenere il contagio del Coronavirus nell'Isola. Saranno possibili gli spostamenti per i passeggeri da Villa San Giovanni e Reggio Calabria a Messina e viceversa, ma solo per comprovate esigenze di lavoro o di salute. Con Roma sarà mantenuto un solo treno intercity al giorno. Il governatore ha chiesto anche al ministro della Salute, Roberto Speranza, i necessari controlli sanitari alla partenza sia per i passeggeri che per i conducenti di mezzi di trasporto merci.
Tutte le ordinanze - anche settoriali - sono disponibili nella pagina speciale dedicata.
L'ordinanza n.10 del 10 marzo ha seguito la n.9 dell’8 marzo 2020, allargando le disposizioni contenute nella stessa ordinanza a chiunque faccia ingresso in Toscana, o vi abbia fatto ingresso negli ultimi quattordici giorni, dopo avere soggiornato in zone a rischio epidemiologico, come identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ovvero nelle altre regioni e province individuate dai provvedimenti nazionali in materia, trovano applicazione, nei limiti ed in conformità a quanto previsto dal predetto decreto e dalla conseguente ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.646 dell'8marzo 2020 e dal DPCM del 9 marzo 2020;
Assume particolare rilevanza però l'ultima ordinanza emanata, la n.33 del 20 marzo, valida fino al 3 aprile, con queste disposizioni:
al fine di evitare non indifferibili e urgenti assembramenti, idonei a determinare la diffusione del contagio, sono chiusi, all'accesso di persone, parchi e giardini pubblici o aperti al pubblico o analoghi ambiti che si prestino all'intrattenimento di persone per attività motoria di qualsiasi natura, siti nel territorio regionale;
l'uso della bicicletta anche a pedalata assistita o di analogo o altro mezzo di locomozione e lo spostamento a piedi, in tutto il territorio regionale, nei centri urbani e in territorio extraurbano, sono soggetti alle limitazioni previste per gli spostamenti dal combinato dell'art. 1 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2020 e dell'art. 1, comma 1, del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 marzo 2020 concernenti lo spostamento delle persone fisiche all'interno di tutto il territorio nazionale, essendo ammessi gli spostamenti verso e dagli esercizi commerciali esentati dalla chiusura, indicati nell'allegato 1 del DPCM 11.3.2020; sono quindi consentiti gli spostamenti con le suddette modalità e mezzi esclusivamente per le motivazioni ammesse per gli spostamenti delle persone fisiche in via generale e cioè comprovate esigenze lavorative di lavoro, motivi di salute, situazioni di necessità oltrechè per gli accessi agli esercizi aperti in base al predetto DPCM. Nel caso in cui la motivazione degli spostamenti suddetti sia l'attività motoria o l'uscita con l'animale di compagnia per le sue necessità fisiologiche, la persona è obbligata a rimanere nelle immediate vicinanze della residenza o dimora e comunque a distanza non superiore a 200 metri, con obbligo di documentazione agli organi di controllo del luogo di residenza o dimora;
l'apertura degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, ai sensi del DPCM 11 marzo 2020, posti nelle aree di servizio e di rifornimento carburante fuori del centro abitato: a) è consentita lungo la rete autostradale (art 2, co. 2, lett. A del codice della strada) e lungo la rete delle strade extraurbane principali (art. 2 co. 2 lettera B del codice della strada); b) è consentita limitatamente alla fascia oraria che va dalle ore sei alle ore 18 dal lunedì alla domenica, per gli esercizi posti lungo le strade extraurbane secondarie (art. 2 co. 2 lettera C del codice della strada); c) non è consentita nelle aree di servizio e rifornimento ubicate nei tratti stradali comunque classificati che attraversano centri abitati;
al fine di ulteriormente contrastare le forme di assembramento di persone a tutela della salute pubblica sul territorio regionale, l'apertura degli esercizi commerciali di qualsiasi dimensione per la vendita di generi alimentari esentate dalla sospensione disposta con l'art. 1 DPCM 11.3.2020, compresi gli esercizi minori interni ai centri commerciali, è vietata nella giornata della domenica, ferme le altre restrizioni relative alla vendita al dettaglio di cui al citato DPCM dell'11.3.2020; si riconferma, a fini di chiarezza, l'apertura di farmacie, parafarmacie ed edicole;
NB - ricordiamo che la mancata osservanza degli obblighi dei DPCM sul Coronavirus e delle varie ordinanze regionali comporteranno le conseguenze sanzionatorie come per legge (art. 650 c. p., se il fatto non costituisce più grave reato).
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