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Timestamp: 2020-08-12 22:00:10+00:00
Document Index: 178643481

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 100', 'art. 18', 'art. 18', 'sentenza ', 'art. 18', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 7440 del 31/03/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7440 del 31/03/2011
Cassazione civile sez. III, 31/03/2011, (ud. 16/02/2011, dep. 31/03/2011), n.7440
M.C. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in
ROMA, VIA VENTI SETTEMBRE 118, presso lo studio dell’avvocato ARRIGO
VINCENZO, rappresentato e difeso dall’avvocato PINELLI MARIO giusta
MILANO ASSICURAZIONI S.P.A., B.G., M.
avverso la sentenza n. 983/2005 del TRIBUNALE di ANCONA, emessa il
28/4/2005, depositata il 03/08/2005, R.G.N. 1866/2004;
SGROI Carmelo che ha concluso per l’accoglimento del primo e del
secondo motivo, assorbito il terzo motivo di ricorso.
il M. citò in giudizio la B., la M. e la Milano Ass.ni per il risarcimento del danno da sinistro stradale;
la domanda è stata respinta dal giudice di pace e l’appello del M. è stato dichiarato “inammissibile, improponibile ed improcedibile” dal Tribunale di Ancona con la sentenza che ora il M. impugna per cassazione a mezzo di tre motivi;
il primo motivo chiede di sapere se la parte soccombente nel precedente grado di giudizio sia, per questa ragione, direttamente titolare di interesse ad impugnare e se, di conseguenza, in capo alla medesima possa riconoscersi l’interesse ad agire ex art. 100 c.p.c.;
il secondo motivo chiede di sapere se, nell’azione promossa L. n. 990 del 1969, ex art. 18; si verifichi una situazione caratterizzata dalla solidarietà passiva tra assicuratore e responsabile del danno, sicchè il danneggiato possa agire cumulativamente anche contro il danneggiante e non solo in via sussidiaria in caso d’incapienza del massimale di polizza;
il terzo motivo chiede di sapere se, a fronte dell’eccezione di mancato rispetto dei canoni di cui al menzionato art. 18, costituisca vizio di ultrapetizione il fatto che il giudice si surroghi alla parte nell’assolvimento dell’onere di allegazione a questa esclusivamente riservato;
i motivi, che possono essere congiuntamente esaminati, sono fondati;
occorre premettere che la sentenza impugnata si manifesta, sia sotto l’aspetto grammaticale, sia sotto quello lessicale, di così difficile comprensione da non potersi neppure intendere le concrete ragioni che hanno indotto il giudicante ad emettere la pronunzia (già di per sè vaga ed atecnica) di “inammissibilità, improponibilità ed improcedibilità” dell’appello;
ad ogni buon conto sembrerebbe di comprendere che sia stato rilevato il difetto di interesse ad agire dell’appellante perchè questo (totalmente soccombente in primo grado) avrebbe impugnato solo in relazione al quantum risarcitorio e non anche in relazione all’an debeatur;
seguono, poi, una serie di incomprensibili affermazioni relative al “rispetto dei canoni prescritti dall’art. 18 succitata legge speciale”, delle quali non si è in grado neppure di percepire la pertinenza rispetto al tema del dibattito;
considerazioni queste che impongono la cassazione della sentenza impugnata per assoluta mancanza di motivazione congrua, logica ed aderente alle questioni dibattute.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia al Tribunale di Ancona, in persona di diverso magistrato, il quale provvederà anche sulle spese del giudizio di cassazione.