Source: https://it.vlex.com/vid/n-295-ordinanza-atto-590490350
Timestamp: 2020-03-31 06:57:53+00:00
Document Index: 100778460

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4']

n. 295 ORDINANZA (Atto di promovimento) 10 luglio 2015 - - 23 Dicembre 2015 - Gazzetta Ufficiale - Legislazione - VLEX 590490350
IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO (Sezione Terza Ter) Ha pronunciato la presente ordinanza sul ricorso numero di registro generale 14004 del 2014, proposto da Lucania Rinnovabili S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in Roma, via Ludovisi n. 35, presso lo studio degli avvocati Marco Trevisan e Andrea Maffettone che la rappresentano e difendono nel presente giudizio, contro: Ministero dello sviluppo economico, in persona del Ministro pro tempore, domiciliato in Roma, via dei Portoghesi n. 12, presso la sede dell'Avvocatura generale dello Stato che ex lege lo rappresenta e difende nel presente giudizio;
Presidenza del Consiglio dei ministri, in persona del Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi n. 12, presso la sede dell'Avvocatura generale dello Stato che ex lege la rappresenta e difende nel presente giudizio;
Cassa conguaglio settore elettrico, in persona del legale rappresentante pro tempore, domiciliato in Roma, via dei Portoghesi n. 12, presso la sede dell'Avvocatura generale dello Stato che ex lege lo rappresenta e difende nel presente giudizio;
Gestore dei servizi energetici - G.S.E. S.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, non costituito in giudizio. Per l'annullamento dei seguenti atti: a) decreto del Ministero dello sviluppo economico del 17 ottobre 2014 con cui sono stati individuati i criteri e le percentuali di rimodulazione degli incentivi;
«Tabelle contenenti i valori dei coefficienti di rimodulazione (1-Xi) da moltiplicare ai previgenti incentivi per l'energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici in attuazione dell'art. 26, comma 3, legge 11 agosto 2014, n. 116» pubblicate dal G.S.E. sul proprio sito in data 27 ottobre 2014;
«Istruzioni operative per gli interventi sulle tariffe incentivanti relative agli impianti fotovoltaici, ai sensi dell'art. 26 della legge n. 116/2014» pubblicate dal G.S.E. sul proprio sito Internet in data 3 novembre 2014. Per l'accertamento: 1) del diritto della ricorrente di non esercitare alcuna delle tre opzioni di rimodulazione dell'incentivo per la produzione di energia elettrica fotovoltaica, previste dall'art. 26, comma 3, lettere a), b) e c), decreto-legge n. 91/2014;
3) dell'insussistenza del potere del G.S.E. di applicare l'opzione prevista dall'art. 26, comma 3, lettera c), decreto-legge n. 91/2014 nel caso di mancato esercizio, entro il 30 novembre 2014, delle opzioni di scelta previste dal citato art. 26 e di modificare termini e condizioni della convenzione stipulata dalla ricorrente. Per la condanna delle parti resistenti al risarcimento dei danni;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 19 marzo 2015 il dott. Michelangelo Francavilla e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale. F a t t o Con ricorso, notificato il 13 novembre 2014 e depositato il 14 novembre 2014 la societa' Lucania Rinnovabili S.r.l. ha chiesto l'annullamento del decreto del Ministero dello sviluppo economico del 17 ottobre 2014, con cui sono stati individuati i criteri e le percentuali di rimodulazione degli incentivi, e dei provvedimenti attuativi emanati dal Gestore (in epigrafe indicati) nonche' l'accertamento del diritto di non esercitare alcuna delle tre opzioni di rimodulazione dell'incentivo per la produzione di energia elettrica fotovoltaica, previste dall'art. 26, comma 3, lettere a), b) e c), decreto-legge n. 91/2014, del diritto di conservare le condizioni contrattuali stabilite nelle convenzioni stipulate con il G.S.E. e dell'insussistenza del potere del G.S.E. di applicare l'opzione prevista dall'art. 26, comma 3, lettera c), decreto-legge n. 91/2014 nel caso di mancato esercizio, entro il 30 novembre 2014, delle opzioni di scelta previste dal citato art. 26 e di modificare termini e condizioni della convenzione, oltre alla condanna delle parti resistenti al risarcimento dei danni. La societa' ricorrente e' titolare di un impianto fotovoltaico avente potenza superiore a 200 kW che usufruisce degli incentivi previsti dagli articoli 7, decreto legislativo n. 387/2003 e 25, decreto legislativo n. 28/2011 ed oggetto di una convenzione stipulata con il G.S.E. Il Ministero dello sviluppo economico, la Presidenza del Consiglio dei ministri e la Cassa conguaglio del settore elettrico, costituitisi in giudizio con comparsa depositata il 25 novembre 2014, hanno chiesto il rigetto del ricorso. All'udienza pubblica del 19 marzo 2015 il ricorso e' stato trattenuto in decisione. D i r i t t o Il Tribunale ritiene che siano rilevanti e non manifestamente infondate le questioni di legittimita' costituzionale dell'art. 26, comma 3 del decreto-legge n. 91/2014, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge n. 116/2014, in relazione agli articoli 3, 11, 41, 77 e 117, comma 1 della Costituzione, nonche' 1, protocollo addizionale n. 1 alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle liberta' fondamentali e 6, paragrafo 3, Trattato UE. Di seguito vengono esplicitate le ragioni della decisione del Tribunale. 1. Quadro normativo relativo all'incentivazione della produzione elettrica da fonte solare. 1.1. Le direttive europee. La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e' obiettivo rilevante delle politiche energetiche e ambientali europee. Essa trova collocazione nel contesto di favore sancito a livello internazionale dal Protocollo di Kyoto (Protocollo alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, stipulato a Kyoto l'11 dicembre 1997, di cui e' stata autorizzata la ratifica e disposta l'esecuzione con legge 1° giugno 2002, n. 120;
in Europa, il Protocollo e' stato approvato con decisione del Consiglio 2002/358/CE del 25 aprile 2002), il cui art. 2, paragrafo 1, lettera a), obbliga le parti contraenti, «nell'adempiere agli impegni di limitazione quantificata e di riduzione delle emissioni [...], al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile», ad applicare o elaborare «politiche e misure, in conformita' con la sua situazione nazionale, come: [...] iv) Ricerca, promozione, sviluppo e maggiore utilizzazione di forme energetiche rinnovabili [...]». Con la direttiva n. 2001/77/CE (sulla «Promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricita'») il legislatore europeo, riconosciuta «la necessita' di promuovere in via prioritaria le fonti energetiche rinnovabili, poiche' queste contribuiscono alla protezione dell'ambiente e allo sviluppo sostenibile», potendo «inoltre creare occupazione locale, avere un impatto positivo sulla coesione sociale, contribuire alla sicurezza degli approvvigionamenti e permettere di conseguire piu' rapidamente gli obiettivi di Kyoto» (primo considerando), ha affermato chiaramente che «la promozione dell'elettricita' prodotta da fonti energetiche rinnovabili e' un obiettivo altamente prioritario a livello della Comunita' [...]» (secondo considerando) e ha ritenuto pertanto di intervenire attraverso l'assegnazione agli Stati membri di «obiettivi indicativi nazionali di consumo di elettricita' prodotta da fonti energetiche rinnovabili», con riserva di proporre «obiettivi vincolanti» in ragione dell'eventuale progresso rispetto all'«obiettivo indicativo globale» del 12% del consumo interno lordo di energia nel 2010 (settimo considerando), ferma la possibilita' per ciascuno Stato membro di individuare «il regime piu' rispondente alla sua particolare situazione» per il raggiungimento degli «obiettivi generali dell'intervento» (ventitreesimo considerando). In coerenza con tali premesse, la direttiva ha individuato all'art. 3 i menzionati «obiettivi indicativi nazionali» e all'art. 4 ha conferito agli Stati membri la possibilita' di stabilire specifici «regimi di sostegno», demandando alla Commissione, per un verso, (paragrafo 1) la valutazione della coerenza di questi ultimi con i principi in materia di aiuti di Stato (articoli 87 e 88 Trattato CE, oggi articoli 107 e 108 Trattato UE), «tenendo conto che essi contribuiscono a perseguire gli obiettivi stabiliti negli articoli 6 e 174 del Trattato» (si tratta delle disposizioni sulla tutela dell'ambiente e sulla politica ambientale comunitaria;
cfr. oggi articoli 11 e 191 Trattato UE), e, per altro verso, (paragrafo 2), la presentazione (entro il 27 ottobre 2005) di una relazione sull'esperienza maturata e di un'eventuale «proposta relativa a un quadro comunitario» per i regimi di sostegno tale da: «a) contribuire al raggiungimento degli obiettivi indicativi nazionali;
prevedere per i regimi nazionali di sostegno periodi di transizione sufficienti di almeno sette anni e mantenere la fiducia degli investitori». La direttiva n. 2009/28/CE («Promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE») compie l'annunciato cambio di passo, avendo il legislatore comunitario ritenuto di procedere attraverso l'indicazione agli Stati membri di...
DECRETO 20 luglio 2015 - Misura e modalita' di versamento alla Concessionaria servizi assicurativi pubblici. S.p.a. (Consap) del contributo dovuto per l'anno 2015 dai periti assicurativi. (15A05929)