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Timestamp: 2017-01-23 12:40:11+00:00
Document Index: 46194342

Matched Legal Cases: ['art. 2800', 'art. 1264', 'art. 2800', 'art. 2800', 'art. 1706', 'art. 1710', 'art 2800', 'art. 1997', 'art. 2800', 'art. 2800', 'art. 2704', 'art. 2352', 'art. 2800', 'art. 2800', 'art. 2800', 'art. 1997', 'art. 2800', 'art. 2800']

Art. 2800 codice civile: Condizioni della prelazione
HOME Codice civile Articoli Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015 Codice civile Art. 2800 codice civile: Condizioni della prelazione L’AUTORE: Redazione
Nel pegno di crediti la prelazione non ha luogo, se non quando il pegno risulta da atto scritto e la costituzione di esso è stata notificata al debitore del credito dato in pegno ovvero è stata da questo accettata con scrittura avente data certa (1).
Prelazione (causa legittima di): [v. 2741]; Pegno: [v. 2784].
(1) La norma attiene al pegno di credito o al pegno che ha ad oggetto un credito, ma non un titolo di credito [v. Libro IV, Titolo V], giacché in quest’ultimo caso è il documento (e cioè una cosa) e non il credito l’oggetto del pegno. Questa forma di pegno si costituisce per mezzo di un contratto avente forma scritta, che deve essere notificato al debitore del credito dato in pegno e da questi accettato.
Il pegno di credito ha per effetto il trasferimento del diritto di prelazione sul ricavato del credito pignorato senza che sia trasferita però la titolarità dello stesso.
La notificazione imposta dall’art. 2800 c.c. (pegno di crediti), analogamente a quella prevista dall’art. 1264 c.c. (cessione del credito), non pretende le forme processuali bensì è atto a forme libere (Nella specie, la “notifica” veniva effettuata tramite raccomandata con avviso di ricevimento).
Tribunale Modena 12 gennaio 2012 n. 84 La partecipazione ad un fondo comune di investimento, in assenza di un certificato individuale, autonomo e separato, costituisce non un titolo di credito nei confronti del fondo, ma solo un credito, rappresentato dall'obbligo della società di investimento di gestire il fondo e di restituirgli il valore delle quote di partecipazione; deve, pertanto, ritenersi legittimo il pegno costituito sulla quota di partecipazione al fondo solo se sia stata rispettata la disciplina prevista per il pegno di crediti dall'art. 2800 c.c., cioè la notifica della costituzione del pegno al debitore ovvero la sua accettazione con atto di data certa.
Cassazione civile sez. I 27 dicembre 2011 n. 28900 Il pegno sul credito ex mandato al trasferimento di titoli di Stato non ancora individuati (nella specie, Cct e Btp), costituito dal debitore in favore della banca incaricatane dell'acquisto è ammissibile, a norma dell'art. 2800 c.c., non ostando, alla sua configurazione, il disposto dell'art. 1706 c.c., dato che la banca mandataria, nel rispetto dell'art. 1710 c.c., per assicurare al mandante l'acquisto della proprietà, è obbligata a "dare" i titoli, prestazione che si realizza attraverso il facere della specificazione; ne consegue che la prelazione opera a favore della banca anche qualora, prima della realizzazione del pegno, intervenga il fallimento del cliente.
Cassazione civile sez. I 02 aprile 2009 n. 8050 L'art 2800 c.c., il quale condiziona l'esistenza della prelazione, nel pegno di credito, alla notificazione della costituzione del pegno medesimo al debitore ovvero alla sua accettazione con atto di data certa, non trova applicazione nell'ipotesi del pegno di titoli di credito, tanto regolare quanto irregolare, ove per la costituzione del vincolo pignoratizio sono sufficienti, ai sensi degli art. 1997 e 2786 c.c., la consegna del titolo (nella specie, certificato di deposito al portatore) al creditore pignoratizio ed il correlativo spossessamento del debitore.
Cassazione civile sez. I 25 marzo 2009 n. 7214 La partecipazione ad un fondo comune di investimento, in mancanza di un certificato individuale, autonomo e separato, costituisce un credito e non un titolo di credito nei confronti del fondo stesso, giacché il certificato cumulativo non incorpora il diritto alla prestazione, nè può circolare limitatamente ad uno dei soggetti partecipanti al fondo, e l'investitore acquisisce soltanto un diritto di credito, rappresentato dall'obbligo della società di investimento di gestire il fondo e di restituirgli il valore delle quote di partecipazione. Pertanto, deve ritenersi legittimo il pegno costituito sulla quota di partecipazione al fondo secondo la disciplina prevista per il pegno di crediti dall'art. 2800 c.c.
Cassazione civile sez. III 14 luglio 2003 n. 10990 La lettera di accettazione del contratto costitutivo di pegno sul credito, inviata dal cliente datore del pegno alla banca, svolge la funzione della notifica di cui all'art. 2800 c.c. nel caso in cui la banca sia al contempo creditrice garantita e debitrice del credito oppegnorato. (Nella specie è stato ritenuto che la ricezione dell'accettazione avesse data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento del debitore garantito, in quanto il fallimento è stato dichiarato molto tempo dopo la spedizione della lettera, fornita di data certa ai sensi dell'art. 2704 c.c. per l'apposizione del timbro postale sul foglio stesso).
Il pegno di quote di società a responsabilità limitata ai sensi dell'art. 2352 c.c. per come estensibile alla fattispecie concreta dà vita ad una ipotesi di pegno di crediti disciplinata dall'art. 2800 c.c. per cui la iscrizione del vincolo pignoratizio nel libro dei soci soddisfa il precetto di legge qualora dell'annotazione si faccia dal notaio estrarre certificazione autentica.
Tribunale S.Maria Capua V. 30 aprile 1991
Quando oggetto del pegno sono delle quote societarie, la cui costituzione in garanzia tragga origine da una scrittura con data certa in cui vi è la precisa indicazione e del credito e della cosa oggetto della garanzia, essendo il loro regime assimilato ai crediti non incorporati in un titolo autonomo si deve ritenere che, per effetto della notifica dell'atto di citazione nei confronti della società, si sia realizzata l'ulteriore condizione richiesta per la valida costituzione del vincolo pignoratizio dall'art. 2800 c.c. e cioè la notifica al debitore del credito.
Tribunale Milano 18 gennaio 1987
L'art. 2800 c.c. che condiziona il sorgere del pegno di crediti alla notificazione della costituzione del pegno medesimo al debitore del credito oppignorato ovvero alla sua accettazione con atto di data certa, non è applicabile al pegno di titoli di credito. Di conseguenza, il pegno di un titolo di credito al portatore, e, quindi, di un libretto di risparmio al portatore, si costituisce ai sensi degli art. 1997 e 2786 c.c. mediante la semplice consegna del titolo al creditore pignoratizio.
Cassazione civile sez. I 11 novembre 1982 n. 5949 Contratti bancari
In tema di deposito bancario a risparmio, fra i libretti nominativi, che configurano documenti di legittimazione e non titoli di credito (anche al fine della possibilità di costituire in pegno il credito del depositante mediante consegna del documento, ai sensi degli art. 2800 ss. c.c.), deve essere incluso il "libretto nominativo pagabile al portatore", nel quale il presentatore non assume la veste di creditore, come invece nel libretto al portatore (indipendentemente dal fatto che esso, a fini contabili della banca, contenga l'indicazione di un nome), ma soltanto di "adiectus" del depositante, cioè di soggetto da questi autorizzato a ricevere la prestazione dovutagli dalla banca.
Cassazione civile sez. I 02 febbraio 1989 n. 651 In tema di deposito bancario a risparmio, fra i libretti nominativi, che configurano documenti di legittimazione e non titoli di credito (anche al fine della possibilità di costituire in pegno il credito del depositante mediante consegna del documento, ai sensi degli art. 2800 e ss. c.c.), deve essere incluso il libretto nominativo pagabile al portatore, nel quale il presentatore non assume la veste di creditore, come invece nel libretto al portatore (indipendentemente dal fatto che esso, a fini contabili della banca, contenga l'indicazione di un nome), ma soltanto di adiectus del depositante, cioè di soggetto da questi autorizzato a ricevere la prestazione dovutagli dalla banca.
Cassazione civile sez. I 02 febbraio 1989 n. 651 Art. precedente
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