Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-19135-del-28-09-2016
Timestamp: 2020-03-29 13:20:14+00:00
Document Index: 148786962

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 42', 'art. 39', 'art. 54', 'art. 62', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 360']

Sentenza Cassazione Civile n. 19135 del 28/09/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19135 del 28/09/2016
Cassazione civile sez. trib., 28/09/2016, (ud. 19/09/2016, dep. 28/09/2016), n.19135
avverso la sentenza n. 158/02/2010 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di MILANO del 17/11/2010, depositata il 3/12/2010, non
19/09/2016 dal Consigliere Relatore Dott. DAVIGO Piercamillo;
Udito l’Avvocato generale dello Stato che si riporta al contro
Sostituto PEPE Alessandro, che ha concluso chiedendo raccoglimento
1. S.F. propone ricorso per cassazione, affidato a due motivi, avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale di Milano, n. 158/02/10, pubblicata il 3 dicembre 2010, con la quale essa riformava la decisione di quella provinciale di Milano, che aveva accolto il ricorso sull’assunto che nella specie, trattandosi di gestione di autoscuola, i ricavi erano certificati dai registri obbligatori.
Riteneva invece la Commissione tributaria regionale che i registri non impedissero l’occultamento di una parte dei corrispettivi percepiti.
2. L’Agenzia delle Entrate, difesa dall’Avvocatura dello Stato, con controricorso deduce:
1) la infondatezza del primo motivo di ricorso in quanto conforme alle previsioni normative e il ricorrente non ha indicato le ragioni che potessero spiegare lo scostamento;
2) la infondatezza del secondo motivo di ricorso in quanto la Commissione tributaria regionale aveva motivato in modo logico e congruo che i registri obbligatori indicavano le prestazioni ma non i ricavi.
1. Col primo motivo addotto a sostegno del ricorso il ricorrente deduce violazione o falsa applicazione della L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 12, comma 7, del D.Lgs. n. 32 del 2001, art. 7, della L. 7 agosto 1990, n. 241, art. 3, del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 42, del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39 lett. D), del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54, ai sensi del D.L. n. 331 del 1993, art. 62 sexies, comma 3 e dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in quanto la Commissione tributaria regionale si è limitata ad affermare che il contribuente aveva svolto considerazioni non ritenute sufficienti.
Il motivo di ricorso non è fondato atteso che nel complesso la sentenza impugnata afferma che occorre la dimostrazione dell’applicabilità in concreto degli studi di settore e che le ragioni fornite dal contribuente sono state disattese.
2. Col secondo motivo di ricorso il ricorrente deduce ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5, per omessa o comunque insufficiente e contraddittoria motivazione su un punto decisivo della controversia in quanto se i registri provano le prestazioni effettuate non si precisa l’iter logico di individuazione dell’avvenuto occultamento dei corrispettivi delle prestazioni registrate se non con riferimento ad un generico scostamento.
La Commissione tributaria regionale ha disatteso gli elementi di segno contrario forniti dal contribuente rilevando che i registri dell’autoscuola possono provare il numero di prestazioni, ma non il ricavo per ciascuna delle stesse.
4. Le spese seguono la soccombenza e si liquidano in Euro 3.000,00, oltre spese prenotate a debito.