Source: https://www.dirittoscolastico.it/handicap-discriminazione-e-tutele-a-margine-di-una-importante-sentenza-del-tribunale-di-padova/
Timestamp: 2020-08-09 13:58:55+00:00
Document Index: 51943025

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 40', 'art. 2', 'art. 40', 'art. 19', 'sentenza ', 'art. 34', 'art. 3']

Handicap, discriminazione e tutele (a margine di una importante sentenza del Tribunale di Padova )
di Rodolfo ROMITO, avvocato in PADOVA
PREMESSA : il diritto del disabile all’educazione, all’istruzione ed all’avviamento professionale anche con il ricorso a personale insegnante “di sostegno”
Successivamente, a partire dalla constatazione che, accanto a forme più lievi, esistono forme di disabilità particolarmente gravi, la legge 27 dicembre 1997, n. 449 ha previsto la possibilità di assumere con contratto a tempo determinato insegnanti di sostegno in deroga al rapporto alunni-docenti stabilito in via generale (art. 40, comma 1). Sotto questo aspetto, peraltro, era intervenuto l’art. 2, commi 413 e 414, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, il quale veniva ad incidere sull’art. 40 co. 1 L. 449/97 testè citato, fissando rigidamente un limite al numero degli insegnanti di sostegno e sopprimendo radicalmente la possibilità di assumere con contratti a tempo determinato altri insegnanti, in deroga al rapporto docenti-alunni pur se in presenza di disabilità gravi.
Piu’ recentemente, poi, e da ultimo proprio con Legge 15 luglio 2011, n. 111 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 recante disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria) all’art. 19 (Razionalizzazione della spesa relativa all’organizzazione scolastica) co. 11 si è previsto “L’organico dei posti di sostegno è determinato secondo quanto previsto dai commi 413 e 414 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, fermo restando che è possibile istituire posti in deroga, allorchè si renda necessario per assicurare la piena tutela dell’integrazione scolastica. L’organico di sostegno è assegnato complessivamente alla scuola o a reti di scuole allo scopo costituite, tenendo conto della previsione del numero di tali alunni in ragione della media di un docente ogni due alunni disabili; la scuola provvede ad assicurare la necessaria azione didattica e di integrazione per i singoli alunni disabili, usufruendo tanto dei docenti di sostegno che dei docenti di classe. A tale fine, nell’ambito delle risorse assegnate per la formazione del personale docente, viene data priorità agli interventi di formazione di tutto il personale docente sulle modalità di integrazione degli alunni disabili. Le commissioni mediche di cui all’articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nei casi di valutazione della diagnosi funzionale costitutiva del diritto all’assegnazione del docente di sostegno all’alunno disabile, sono integrate obbligatoriamente con un rappresentante dell’INPS, che partecipa a titolo gratuito.”
Nei casi analoghi a quello di cui si discute, infatti, non si può NON riconoscere che il minore disabile, portatore di handicap grave, vanta un diritto all’integrazione didattica, e alla necessità che le attività integrative di valenza socio educativa (e tra queste il supporto individualizzato a favore del soggetto assistito prestato dall’educatore) siano prestate con modalità idonee a realizzare lo sviluppo della personalità. Orbene, alla luce di quanto illustrato poco sopra, le conseguenze negative destinate a derivare dalla mancanza della presenza stabile di un educatore di sostegno (ossia l’interruzione, o comunque il rallentamento in via generale, del processo di promozione e integrazione del disabile) saranno, in frangenti del genere, da ascriversi tra quelle le conseguenze per c.d. “standardizzate” di danno, ossia conseguenze dimostrabili cioè anche sulla base di presunzioni una volta allegata la violazione di diritti costituzionalmente garantiti (quale quello all’istruzione del disabile).
[2] In ordine alla previsione degli insegnanti di sostegno ed alla posizione da riconoscere in proposito al soggetto disabile, v., tra le altre, T.A.R. Lazio Roma Sez. III bis, 17/11/2010, n. 33536 Giur. It., 2011, 4, 960 nota di COMINO secondo il quale è illegittimo il provvedimento che neghi a un minore disabile l’assistenza di sostegno per un numero di ore almeno pari a un’intera cattedra; principio poi affermato in tutta in una serie di pronunce successive del medesimo Tribunale Amministrativo vd. Da ultime T.A.R. Lazio Roma Sez. III bis, Sent., 06-07-2011, n. 5959; Cons. di Stato, Sez. VI, 21 aprile 2010, n. 2231, in Giur. Cost., 2010, 1827, con nota di Madeo, Insegnante di sostegno: possibile presenza per tutte le ore di frequenza scolastica dello studente disabile grave; ex multis T.A.R. Sardegna, Cagliari, 30 ottobre 2010, n. 2457, in www.giustizia-amministrativa.it; Id. Calabria, Catanzaro, 7 ottobre 2010, n. 2577, ivi; Id. Campania, Napoli, 20 aprile 2010, n. 2054, ivi; Id. Puglia, Bari, 25 giugno 2009, n. 1616, ivi; Id. Campania, Napoli, 28 gennaio 2009, n. 467, ivi; in senso contrario, ma la decisione non appare corretta anche in virtù del successivo intervento della Corte cost. con la sentenza 26 febbraio 2010, n. 80, in Foro Amm. CdS, 2010, 4, 797, solo T.A.R. Friuli Venezia Giulia, Trieste, 27 febbraio 2009, n. 90, in www.giustizia-amministrativa.it, poi riformata dal Cons. di Stato, 21 aprile 2010, n. 2231, cit; ed ancora Cons. Stato, VI sez., 20.5.2009, n. 3104, in Rep. Foro it., 2009, voce “Istruzione pubblica”, n. 295, secondo cui con riferimento al diritto del minore disabile alla continuità didattica, è necessario che le attività integrative di valenza socio educativa vengano prestate con modalità idonee a realizzare lo sviluppo della personalità dell’alunno; Trib. Reggio Calabria, 9.4.2007, in Fam. e min., 2007, 73, per cui la situazione giuridica soggettiva del disabile che necessita del supporto di personale di sostegno scolastico assume i connotati del diritto soggettivo (inviolabile e tutelato dalla Costituzione) e non dell’interesse legittimo pretensivo che pertanto non può essere condizionato dall’esercizio dei poteri di organizzazione della scuola pubblica attribuiti alla p.a.; Cons. Stato, VI sez., 21.3.2005, n. 1134, in Rep. Foro it., 2005, voce “Istruzione pubblica”, n. 123, secondo cui l’amministrazione scolastica ha il potere-dovere di individuare le corrette modalità di realizzazione del diritto al sostegno spettante all’alunno disabile, assicurando per quanto possibile un servizio che sia adeguato in relazione alle patologie sofferte e documentate con l’attribuzione di un numero di ore di insegnamento, da parte di appositi insegnanti specializzati, idonee a realizzare il particolare diritto della persona in stato di disabilità riconosciuto dalla legge; Trib. Venezia, 9.3.2004, in Giur. merito, 2004, 1829, secondo cui il diritto del minore disabile ad avere un insegnante di sostegno non è limitato alla scuola dell’obbligo, ma si estende a tutti i presidî scolastici (nella specie, la scuola d’infanzia); Trib. Bari, 15.10.1996, in Giur. it., 1997, I, 2, 589, secondo cui la l. 5.2.1992, n. 104 configura, ex artt. 12 e 13, un diritto soggettivo perfetto del portatore di handicap al suo inserimento non solo nella scuola dell’obbligo, ma anche nelle istituzioni scolastiche secondarie ed universitarie, prevedendo gli strumenti idonei al raggiungimento di tale finalità (ivi compresa l’assegnazione di insegnanti di sostegno) ed escludendo in capo alla pubblica amministrazione ogni discrezionalità, non potendosi ravvisare quest’ultima nell’esercizio dei poteri di autoorganizzazione sicuramente inidonei a comprimere un diritto affermato sia dall’art. 34 Cost., sia in via di legislazione primaria (l. 5.2.1992, n. 104, Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate).
[3] Trib. Milano, 10/01/2011 Fam. Pers. Succ., 2011, 2, 153 La scelta discrezionale dell’amministrazione scolastica di ridurre le ore di “sostegno” agli studenti disabili può costituire discriminazione indiretta ogni qual volta essa non si accompagni ad una corrispondente identica contrazione della fruizione del diritto allo studio anche per tutti gli altri studenti normodotati e risulti in concreto inadeguata al “rispetto del nucleo indefettibile di garanzie per gli interessati” (il giudice, accogliendo il ricorso ex art. 3, legge 1 marzo 2006, n. 67 ha ordinato alle amministrazioni convenute il ripristino del numero di ore sostegno fornito ai figli dei ricorrenti nell’anno scolastico 2009/2010). si veda il commento di Antonio COSTANZO in Fam. Pers. Succ., 2011, 2, 153. L’ordinanza è stata confermato dal Collegio Tribunale di MILANO con decreto 26.3.11 (n.d.r.) ed altresì in senso analogo si è pronunciato il Tribunale di La Spezia con ordinanza 30.3.11
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