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Timestamp: 2019-01-20 06:58:53+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art.1', 'art. 5', 'art. 27', 'art. 2', 'art.1', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 25']

Bonus nido 2019 di 1.500 euro: requisiti, domanda e documenti - ebada.it
9 Gennaio 2019 CommunityNotizie
Il Bonus Nido per i nati gli anni 2019, 2020 e 2021 è aumentato da 1.000 a 1.500 euro con la Legge di Bilancio 2019. Il contributo è erogato dall’Inps per le rette dell’asilo nido ed è alternativo alla detrazione del 19% e al voucher baby sitter. Vediamo tutta la normativa, dal DPCM alla circolare […]
Il Bonus Nido per i nati gli anni 2019, 2020 e 2021 è aumentato da 1.000 a 1.500 euro con la Legge di Bilancio 2019. Il contributo è erogato dall’Inps per le rette dell’asilo nido ed è alternativo alla detrazione del 19% e al voucher baby sitter. Vediamo tutta la normativa, dal DPCM alla circolare Inps e tutte le informazioni su requisiti, domanda, documentazione e convenienza.
Nella Legge di Stabilità 2019 all’art. 1 comma 488 è stato prorogato ed esteso il buono nido. Il Bonus Nido 2019 è di 1.500 euro. La Manovra 2019 ha anche elevato a 1.500 euro il bonus negli anni 2020 e 2021, dal 2022 il bonus tornerà a 1.000 euro, salvo ulteriori interventi.
Il Bonus Nido passa da 1.000 al 1.500 in maniera ufficiale con la Manovra 2019per i nati dal 1 gennaio 2019 al 31 dicembre 2021 e sarà erogato sempre su base annua, parametrato su undici mensilità.
1.000 euro Bonus nido nati nell’anno 2016;
1.000 euro Bonus nido nati nell’anno 2017;
1.000 euro Bonus nido nati nell’anno 2018;
1.500 euro Bonus nido nati nell’anno 2019;
1.500 euro Bonus nido nati nell’anno 2020;
1.500 euro Bonus nido nati nell’anno 2021;
1.000 euro o cifra superiore Bonus nido nati nell’anno 2022 e seguenti.
per pagare le rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati dei bambini nati nell’anno di riferimento.
Bonus Nido: normativa, DPCM, circolare Inps e proroga Legge di Bilancio
La normativa iniziale del Bonus Nido è inserita nella Legge di Stabilità 2017 ed è appunto stata chiamata “Buono nido e rifinanziamento voucher asili nido”, in quanto oltre al Buono Nido di 1.000 euro nella legge è stato previsto anche un rifinanziamento dei voucher baby sitter e asilo nido, la misura alternativa al congedo parentale. E, che come vedremo, è alternativa anche al Buono Nido stesso.
Con la circolare Inps n. 88 del 22 maggio 2017 son state dettagliate non solo l’ambito di applicazione ma anche le modalità per la presentazione della domanda Bonus Nido per l’anno 2017.
Per la domanda Bonus Nido dell’anno 2018 e per i relativi requisiti, è stata emanata la circolare Inps n. 14 del 29 gennaio 2018.
La normativa del bonus Nido 2019 è l’art. 1, comma 488 della Legge di Bilancio 2019, ossia la Legge n. 145 del 30 dicembre 2018, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2018, in vigore dal 1 gennaio 2019. Il comma 488 che proroga e aumenta a 1.500 euro il Bonus Nido per l’anno 2019, 2020 e 2021 stabilisce quanto segue: All’articolo 1, comma 355, primo periodo, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, le parole: « a partire dall’anno 2017, un buono di 1.000 euro su base annua e parametrato a undici mensilità » sono sostituite dalle seguenti: « un buono di importo pari a 1.000 euro su base annua, parametrato a undici mensilità, per gli anni 2017 e 2018, elevato a 1.500 euro su base annua per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021; l’importo del buono spettante a decorrere dall’anno 2022 è determinato, nel rispetto del limite di spesa programmato e in misura comunque non inferiore a 1.000 euro su base annua, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la famiglia e le disabilità, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro il 30 settembre 2021 tenuto conto degli esiti del monitoraggio di cui al quinto periodo del presente comma ». L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 1091, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, è ridotta di 40 milioni di euro per l’anno 2020″.
Quindi la notizia ufficiale della Legge di Bilancio 2019 è l’aumento a 1.500 eurosu base annua del buono per l’iscrizione in asili nido pubblici o privati.
L’aumento di 500 euro varrà dal 2019 al 2021.
Il buono Nido viene versato dall’Inps su presentazione della documentazione che attesta iscrizione e pagamento della retta.
Bonus Nido: fondi e copertura finanziaria. Ai sensi dell’articolo 1, comma 355 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, i benefici di cui al comma stesso sono riconosciuti nel limite complessivo di:
Il Bonus richiesto potrà essere erogato nel limite di spesa indicato all’art. 7 del DPCM 17 febbraio 2017 secondo l’ordine di presentazione telematica della domanda.
Qualora a seguito delle domande presentate sia stato raggiunto, anche in via prospettica, il suddetto limite di spesa, l’Inps non prenderà in considerazione le ulteriori domande, quindi vi saranno domande respinte.
Come utilizzare il Bonus Nido di 1.500 Europa
Prima cosa che devono valutare i genitori con un bimbo appena nato sono le opportunità offerte dal Bonus Nido, anche in termini di convenienza.
La circolare Inps n. 88/2017 dettaglia l’ambito di applicazione previsto dalla norma e dal decreto attuativo.
Il premio è corrisposto direttamente dall’INPS che, su domanda del genitore, provvede al pagamento dell’importo fino ad un massimo 1.500 euro (anni 2019, 2020 e 2021) e 1.000 negli altri anni dal 2016 in poi.
b) Introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione a favore dei bambini affetti da gravi patologie croniche (“Contributo per introduzione di forme di
supporto presso la propria abitazione”).
Quali sono gli asili nido privati autorizzati: escluse le ludoteche
La circolare Inps n. 14/2018, stabilisce che “per “asili nido privati autorizzati” si intendono le strutture che abbiano ottenuto l’autorizzazione all’apertura e al funzionamento da parte dell’Ente locale competente, a seguito della verifica del rispetto di tutti i requisiti tecnico-strutturali, igienicosanitari, pedagogici e di qualità previsti dalle vigenti normative nazionali e locali ai fini dello svolgimento del servizio educativo di asilo nido.
Nel caso in cui si intenda accedere al bonus in oggetto il richiedente dovrà evidenziare in domanda se l’asilo nido frequentato dal minore sia pubblico o privato autorizzato e indicare, in
tal ultimo caso, oltre alla denominazione e al codice fiscale della struttura, anche gli estremi del provvedimento autorizzativo.
Domanda Bonus Nido 2019
Prima di tutto bisogna chiarire i riferimenti temporali che devono avere i genitori.
La norma fa riferimento all’anno di nascita ai fini dell’importo spettante, quindi per i bambini nati nel 2016 o 2017 o 2018, il genitore richiedente (che deve avere i requisiti che ora vedremo) può incassare 1.000 euro distribuiti su undici mensilità, mentre per i nati negli anni 2019, 2020 e 2021, l’importo sale a 1.500 euro.
Poi c’è una fase diversa e successiva alla nascita, che è quella di maturazione del diritto alla domanda, che è appunto la frequenza dell’asilo nido del minore e la possibilità del genitore richiedente di ottenere il contributo previsto dalla normativa da parte dell’Inps. E qui entra in gioco il discorso dell’anno scolastico (che può essere 2017-2018, 2018-2019, ecc.). Ed è appunto lì che matura il diritto alla domanda e la necessità di presentare la domanda stessa secondo le regole annuali previste dall’Inps.
L’Inps infatti dice che “nel caso in cui il richiedente intenda accedere al bonus previsto per far fronte al pagamento delle rette di asili nido dovrà indicare le mensilità per le quali intende ottenere il beneficio relative ai periodi di frequenza scolastica“. E allora potrà capitare che nel 2019 il genitore abbia bisogno di richiedere il contributo o Bonus Nido per la frequenza 2019-2020, ma riferendosi sempre all’importo spettante in base alla nascita del bimbo (se è 2018, l’importo è 1.000 e non 1.500 euro).
In questa ottica, se per gli anni 2016 e 2017 c’è la circolare Inps n. 88/2017, se per la presentazione della domanda per il 2018 c’è la circolare n. 14 del 29 gennaio 2018, che tra l’altro ripercorre i requisiti previsti dal DPCM e della circolare del 2017, per la presentazione della domanda per il Bonus Nido 2019 bisognerà attendere una circolare dell’Inps dove probabilmente saranno riepilogate le novità per l’anno 2019 (ossia l’aumento a 1.500 euro) e verranno poi dettagliate le modalità di presentazione telematica della domanda per il solo anno 2019(quindi frequenza asilo nido anno 2019).
Nelle more della pubblicazione della circolare Inps sul bonus Nido 2019, contenente le modalità di presentazione della domanda, vediamo come funziona nel concreto il Bonus Nido sulla base delle altre circolari Inps, la cui circolare del 2018 probabilmente sarà simile a quella del 2019 in termini di richiesta del Bonus Nido per l’anno 2019.
Bonus Nido 1.500 euro dall’Inps: a chi spetta
Il Bonus nido di 1.500 euro , su base annua e parametrato su undici mensilità, spetta a tutti i genitori per i bambini nati:
dal 1 gennaio 2019 al 31 dicembre 2019 ed è pari a 1.500 euro;
dal 1 gennaio 2020 al 31 dicembre 2021 ed è pari a 1.500 euro.
Il Bonus Nido è una misura strutturale e quindi oltre che spettare per gli anni 2017 e 2018 nella misura di 1.000 euro, spetterà anche per i nati dal 1 gennaio 2022 ma per la misura bisognerà attendere un Decreto Ministeriale che comunque non potrà fissare il bonus in una misura inferiore a 1.000 euro.
Bonus Nido Inps: i requisiti dei genitori
Il DPCM 17 febbraio 2017 e la circolare Inps n. 88/2017 dettagli i requisiti del soggetto richiedente il buono nido di 1.000 euro, che erano validi per i nati nell’anno
La domanda di assegno o Bonus Nidopuò essere presentata dal genitore di un minore nato o adottato a decorrere dal 1° gennaio 2016, che sia in possesso dei seguenti requisiti (art.1 D.P.C.M.):
Cittadinanza italiana, oppure di uno Stato dell’Unione Europea oppure, in caso di cittadino di Stato extracomunitario, permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (di cui all’articolo 9 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni – Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), ovvero una delle carte di soggiorno per familiari extracomunitari di cittadini dell’Unione Europea previste dagli artt. 10 e 17 del D.Lgs. n.30/2007;
relativamente al solo beneficio del Contributo per forme di supporto presso la propria abitazione il richiedente deve coabitare con il figlio ed avere dimora abituale nello stesso Comune (art. 5 del Decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223).
Bonus Nido: quali cittadini stranieri sono equiparati agli italiani. La circolare Inps stabilisce che “Ai fini del presente beneficio ai cittadini italiani sono equiparati i cittadini stranieri aventi lo status di rifugiato politico o lo status di protezione sussidiaria (art. 27 del D.Lgs. 19 novembre 2007, n. 251). I cittadini extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno considerato valido ai fini del bonus autocertificano il possesso di tale titolo inserendone gli estremi nella domanda telematica (numero identificativo attestazione; autorità che lo ha rilasciata; data di rilascio; termine di validità). Le verifiche dei titoli di soggiorno sono effettuate dall’INPS mediante accesso alle banche dati rese disponibili dal Ministero degli Interni e da altre Amministrazioni. All’esito di tali verifiche, la sede INPS territorialmente competente potrà richiedere l’esibizione del titolo di soggiorno qualora ciò si renda necessario per esigenze istruttorie”.
Bonus Nido: importo mensile e pagamento Inps
Negli anni in cui il Bonus Nido è di 1.000 euro, il contributo asilo nido mensile erogato dall’Inps è pari a 90,91 euro al mese per 11 mesi. Il bonus Nido per gli anni 2019, 2020 e 2021 è di 1.500 euro erogati per 11 mensilità, quindi il contributo asilo nido mensile erogato dall’Inps è pari a 136,36 euro al mese per 11 mesi consecutivi.
La prima modalità di utilizzo del buono di 1.500 euro erogato dall’Inps, come abbiamo visto, è per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati. In questo specifico caso si parla di Contributo asilo nido, in quanto il buono è destinato a tale utilizzo.
L’erogazione del bonus avverrà con cadenza mensile direttamente al beneficiario fino a concorrenza dell’importo. Per ogni retta mensile pagata e documentata il genitore avrà diritto ad un contributo mensile di importo massimo di euro 90,91 (1000 euro:11 mensilità) che negli anni 2019, 2020 e 2021 come abbiamo visto sale a 136,36 euro (1.500:11 mensilità).
Il contributo mensile erogato dall’Inps non potrà comunque eccedere la spesa sostenuta per il pagamento della singola retta.
Pertanto nel caso in cui la retta mensile sia inferiore a 136,36 euro per i nati negli anni 2019, 2020 e 2021 il richiedente avrà diritto ad un contributo pari alla spesa sostenuta (ad esempio: una retta mensile di 80 euro darà diritto ad un contributo mensile di 80 euro). Lo dice la circolare Inps.
Bonus Nido o detrazione frequenza asilo nido: quale scegliere?
Ci sono aspetti importanti che i genitori devono valutare prima di fare la domanda.
Il Bonus nido è alternativo alla detrazione del 19% per asilo nido.Leggendo nel dettaglio la misura, si apprende che “Il beneficio di cui al presente comma non è cumulabile con la detrazione prevista dall’articolo 1, comma 335, della legge 23 dicembre 2005, n. 266”. Ed infatti la circolare Inps precisa che “Il premio asilo nido non è cumulabile con la detrazione prevista dall’art. 2, comma 6, della legge 22 dicembre 2008 (detrazioni fiscali frequenza asili nido). L’INPS comunicherà pertanto tempestivamente all’Agenzia delle Entrate l’avvenuta erogazione”.
Cosa significa? Che la famiglia deve scegliere tra il prendersi il Buono nido di 1.000-1.500 euro e il beneficiare della detrazione per Asilo Nido, pari al 19% della spesa sostenuta nell’anno d’imposta fino ad un massimo 632 euro annui. Si tratta della detrazione del 19% spettante da alcuni anni sulle spese per asilo nido. Da semplice calcolo di convenienza economica, alla famiglia conviene comunque chiedere il Buono nido di 1.000 euro in quanto con la detrazione del 19%, da fruirsi attraverso il 730, il risparmio, o meglio il recupero sull’Irpef per effetto della detrazione, può arrivare ad un massimo di 120 euro all’anno.
Pertanto conviene incassare i 1.500 euro del Buono Nido di 1.500 euro per i nati negli anni 2019, 2020 e 2021. Ed i 1.000 euro per i nati negli anni dal 2016 in poi. La notizia sta proprio nel fatto che ottenendo il buono di 1.000 euro non si può risparmiare ulteriori 120 euro con il 730.
Bonus Nido o voucher baby sitter?
L’Inps nella circolare n. 88/2017, che sarà ripresa nella nuova circolare per l’anno 2019, precisa che “Il bonus di 1.000 è cumulabile con i benefici di cui all’art.1, commi 356 e 357, della legge n. 232 del 2016” aggiungendo che “Non può tuttavia essere fruito, nel corso dell’anno, in mensilità coincidenti con quelle di fruizione degli stessi”.
Quindi nel caso in cui durante l’anno coincide il diritto al voucher baby sitter e al buono di 1.000-1.500 euro, la famiglia dovrà effettuare una scelta.
L’importo del contributo è di 600,00 euro mensili ed è erogato per un periodo massimo di sei mesi (tre mesi per le lavoratrici autonome iscritte alla gestione separata), divisibile solo per frazioni mensili intere, in alternativa alla fruizione del congedo parentale, comportando conseguentemente la rinuncia dello stesso da parte della lavoratrice.
La famiglia dovrà verificare quale delle due misure conviene di più, in base alla propria organizzazione personale, se fruire di 600 euro al mese per sei mesi (tre mesi nel caso delle lavoratrici autonome e imprenditrici) richiedendo i voucher baby sitting oppure incassare 1.000-1.5000 euro di Buono Nido, concretamente percepito in 136,36 euro o 90,91 euro per 11 mesi consecutivi.
In alcuni casi il buono di 1.000-1.500 euro può essere utilizzato in maniera diversa dalla richiesta del contributo per l’asilo nido. Si tratta dei casi di bambini sotto i 3 anni impossibilitati a frequentare l’asilo nido.
L’art. 4 del DPCM stabilisce che, al fine di favorire l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione in favore dei bambini al di sotto dei tre anni, impossibilitati a frequentare gli asili nido in quanto affetti da gravi patologie croniche, è previsto un contributo per un importo massimo di 1.000-1.500 euro annui.
Bonus Nido: documenti necessari
Alla presentazione della domanda dovrà essere allegata la documentazione comprovante il pagamento almeno della retta relativa al primo mese di frequenza per cui si richiede il
beneficio oppure, nel caso di asili nido pubblici che prevedono il pagamento delle rette posticipato rispetto al periodo di frequenza, la documentazione da cui risulti l’iscrizione ovvero
l’avvenuto inserimento in graduatoria del bambino.
Le ricevute corrispondenti ai pagamenti delle rette relative ai mesi successivi dovranno essere allegate entro la fine del mese di riferimento e, comunque, non oltre il 31 gennaio 2019, per le domande relative all’anno 2018.
Per i soli frequentanti asili nido pubblici che emettano i bollettini di pagamento dell’ultimo trimestre oltre tale data, la documentazione di spesa potrà essere allegata improrogabilmente entro e
non oltre il 1 aprile dell’anno successivo.
La prova dell’avvenuto pagamentopotrà essere fornita tramite ricevuta, fattura quietanzata, bollettino bancario o postale e, per i nidi aziendali, tramite attestazione del datore di lavoro o
dell’asilo nido dell’avvenuto pagamento della retta o trattenuta in busta paga.
Domanda Bonus Nido 2018
La domanda Bonus Nido 2018, secondo la circolare Inps n. 14 del 29 gennaio 2018, viene presentata dal 29 gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 esclusivamente in via telematica mediante una delle seguenti modalità:
All’atto della domanda il richiedente dovrà indicare le mensilità relative ai periodi di frequenza scolastica compresi tra gennaio e dicembre 2018 per le quali intende ottenere il beneficio. Ciò permetterà di accantonare gli importi relativi ai mesi prenotati. Il sistema di acquisizione della documentazione non permetterà, dunque, di allegare documentazione per mensilità rispetto alle quali non si è prenotato il budget.
Domanda Bonus Nido per l’anno 2017
Contact Center Integrato – numero verde 803.164 (numero gratuito da rete fissa) o numero 06 164.164(numero da rete mobile con tariffazione a carico dell’utenza chiamante);
Il Bonus richiesto potrà essere erogato nel limite di spesa indicato all’art. 7 del DPCM 17 febbraio 2017 (che per il 2017 è pari a euro 144 milioni di euro) secondol’ordine di presentazione telematica della domanda.
L’erogazione dell’assegno è interrotta in caso di perdita di uno dei requisiti di legge o di provvedimento negativo del giudice che determina il venir meno dell’affidamento preadottivo
ai sensi dell’art. 25, co. 7, legge 184/1983.
Alla corresponsione del bonus provvede l’INPS nelle modalità indicate dal richiedente nella domanda (bonifico domiciliato, accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale
o carta prepagata con IBAN).
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