Source: http://www.ilprocessocivile.com/2012/02/procedimento-per-convalida-di-sfratto.html
Timestamp: 2013-12-07 20:10:04+00:00
Document Index: 116029175

Matched Legal Cases: ['art. 665', 'art. 667', 'art. 426', 'art. 34', 'art. 665', 'art. 5', 'art. 282', 'sentenza ']

IL PROCESSO CIVILE: Procedimento per convalida di sfratto: il risarcimento danni è domanda nuova.
Procedimento per convalida di sfratto: il risarcimento danni è domanda nuova.
Con le memorie integrative successive all'emissione dell'ordinanza ex art. 665 c.p.c. le parti, a pena di inammissibilità rilevabile anche d'ufficio, non possono proporre domande nuove ma unicamente ed eventualmente modificare le domande già proposte. E non v'è dubbio che le domande di pagamento dei canoni per pretesa morosità e di risarcimento del danno per ritardata consegna dell'immobile costituiscano domande nuove e diverse rispetto a quell'unica domanda di convalida di sfratto per finita locazione in origine proposta.
Fonte: ilProcessoCivile.com, 73, 2012.__________________________________________
Tribunale di Campobasso, ordinanza del 7.4.2011
...omissis...Rispetto alle decisioni assunte con l'ordinanza di convalida nessun elemento di novità è emerso in questo giudizio di merito instauratosi ai sensi dell'art. 667 c.p.c. in seguito all'opposizione degli intimati, i quali non hanno depositato la memoria integrativa ex art. 426 c.p.c. né proposto ulteriori eccezioni né indicato mezzi di prova.
Né questo giudice ritiene di dover modificare l'ordinanza di convalida già emessa, il cui contenuto si conferma.
Pertanto lo sfratto per morosità dell'immobile per cui è causa va convalidato definitivamente.
Preme unicamente precisare che il riferimento alla corresponsione dell'indennità di avviamento costituiva evidentemente e dichiaratamente un obiter dictum ("RILEVATO che parte convenuta non ha proposto eccezione ex art. 34 legge n. 392-1978; ritenuto che la questione non sia rilevabile d'ufficio e che comunque su di essa le parti non abbiano in alcun modo interloquito"), inserito per mere ragioni di giustizia sostanziale e, più ancora, per evitare e prevenire un'ulteriore lite in proposito. La formula linguistica a tal fine adoperata è stata probabilmente infelice in quanto sarebbe stato opportuno scrivere che la società convenuta poteva paralizzare la convalida di sfratto intimatale dalla sig.ra De.Pi. qualora l'indennità di avviamento fosse stata effettivamente dovuta. A tal proposito preme evidenziare che la contraria decisione assunta in sede esecutiva in data 8.3.2011 è effettivamente conforme al contenuto degli artt. 34 e 35 legge 392/1978 (cfr. Cass. civ. sent. n. 4433 del 10.5.1996) ed agli accertamenti eseguiti in punto di fatto, i quali paiono dimostrare che l'esercizio commerciale gestito dalla società convenuta era attività non al dettaglio ma all'ingrosso (cfr. nota del 11.2.2011 del Comune di Campobasso).
Va poi rilevato che nella memoria integrativa depositata in Cancelleria in data 10.1.2011 la sig.ra De.Pi. ha proposto due nuove domande: la richiesta di condannare la sig.ra Pa. ed il sig. To. sia al pagamento "di tutti i canoni di locazione non versati dalla data di intimazione di rilascio (15 ottobre 2010) e fino all'effettivo rilascio dell'immobile libero da cose e da persone" sia al "risarcimento dei danni, materiali, morali e psicologici da essa patiti per il mancato rilascio dell'immobile nella data stabilita nell'ordinanza esecutiva di rilascio".
Entrambe le domande sono però inammissibili perché, per condivisibile giurisprudenza, con le memorie integrative successive all'emissione dell'ordinanza ex art. 665 c.p.c. le parti, a pena di inammissibilità rilevabile anche d'ufficio, non possono proporre domande nuove ma unicamente ed eventualmente modificare le domande già proposte (cfr. Cass. civ. sent. n. 15021 del 5.8.2004, Cass. civ. sent. n. 11596 del 31.5.2005). E non v'è dubbio che le domande di pagamento dei canoni per pretesa morosità e di risarcimento del danno per ritardata consegna dell'immobile costituiscano domande nuove e diverse rispetto a quell'unica domanda di convalida di sfratto per finita locazione in origine proposta.
Va infine respinta la domanda proposta dalla sig.ra De.Pi. nei riguardi della sig.ra Pi.
Risulta infatti dimostrato in via documentale che la sig.ra Pi. in data 11.6.2004, con atto per notaio El.Gi. di Campobasso, ha ceduto al sig. To. "la piena proprietà dell'intera quota di partecipazione" nella società convenuta. La circostanza risulta anche dalle visure camerali in atti (cfr. documento n. 8 in atti di parte convenuta e documento n. 2 in atti di parte attrice). Né è stato dedotto o documentato che la Pi. continuasse in via di fatto ad occupare l'immobile e/o a partecipare alla vita della società quale socia occulta.
L'attrice ha piuttosto affermato che la Pi. non le ha comunicato l'intervenuta cessione di quota sociale, della quale era all'oscuro. La circostanza è però irrilevante, in quanto la compagine sociale della Ne.Li.Ex. risultava da documentazione camerale di pubblica consultabilità, ed è anche smentita dai fatti visto che il documento n. 2 in atti di parte attrice riporta la cessione di quote societarie dalla Pi. al To. nonché l'aggiornata compagine societaria, nella quale la Pi. è assente. Peraltro nel giudizio civile n. 518/2009, pendente innanzi a questo Tribunale tra la sig.ra De.Pi. e la sig.ra Pi., quest'ultima aveva già rappresentato la circostanza con la propria comparsa di costituzione e risposta, precedente all'instaurazione del presente giudizio.
Non sussistendo ragioni per compensarle (quanto ai rapporti tra l'attrice e la Pi. per le ragioni appena indicate), le spese di lite seguono la soccombenza e saranno liquidate d'ufficio come da dispositivo alla luce dei parametri fissati dall'art. 5.1 delle vigenti tariffe forensi e delle attività processuali effettivamente compiute (soltanto parte attrice ha ad esempio provveduto al deposito delle memorie integrative).
Ai sensi dell'art. 282 c.p.c. la presente sentenza è provvisoriamente esecutiva.
Il Tribunale di Campobasso, in composizione monocratica e nella persona del Giudice Stefano Calabria, definitivamente pronunziando all'udienza del 7 aprile 2011 sulla domanda proposta dalla sig.ra Pa.De.Pi. con atto di citazione notificato in data 9.7.2010 nei riguardi dei sigg.ri Fi.Pi., An.Pa. e Lu.To., questi ultimi due in qualità di soci della società Ne.Li.ex. di Pa.An. e C. s.a.s., così provvede:
- convalida definitivamente, con decorrenza dal 15.10.2010 ed in favore di Pa.De.Pi., lo sfratto intimato alla società Ne.Li.ex. di Pa.An. e C. s.a.s. relativamente al seguente immobile sito in omissis, distinto con il numero 3, piano porticato, della residenza So., oggetto del contratto di locazione stipulato in data 14.6.2010 e registrato in data 18.6.2010;
- dichiara inammissibili le domande proposte da Pa.De.Pi. nei riguardi di An.Pa. e Lu.To. con la memoria depositata in Cancelleria in data 10.1.2011;
- rigetta la domanda proposta da Pa.De.Pi. nei riguardi di Fi.Pi.;
- condanna in solido An.Pa. e Lu.To. al pagamento, in favore di Pa.De.Pi., delle spese di lite anche del procedimento di convalida, spese che determina in complessivi Euro 1.799,00, di cui Euro 959,00 per diritti ed Euro 836,00 per onorari, oltre rimborso spese generali nella misura del 12,5% ed i.v.a. e c.p.a. con aliquote di legge, nonché Euro 120,00 a titolo di esborsi;
- condanna Pa.De.Pi. al pagamento, in favore di Fi.Pi., delle spese di lite anche del procedimento di convalida, spese che determina in complessivi Euro 1.545,00, di cui Euro 839,00 per diritti ed Euro 705,00 per onorari, oltre rimborso spese generali nella misura del 12,5% ed i.v.a. e c.p.a. con aliquote di legge.
Così deciso in Campobasso, il 7 aprile 2011.