Source: https://www.cittametropolitana.bo.it/portale/Home/Archivio_news/coronavirus_sostegno_imprese/Misure_fiscali
Timestamp: 2020-06-02 10:32:40+00:00
Document Index: 29146415

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 28', 'art. 65', 'art. 119', 'art. 121', 'art. 120', 'art. 124', 'art. 125', 'art. 122', 'art. 65', 'art. 28', 'art. 120', 'art. 125', 'art. 126', 'art. 18', 'art. 61', 'art. 152', 'art. 154', 'art. 157', 'art. 181', 'art. 98', 'art. 19', 'art. 55']

Portale - Misure fiscali
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Il Governo, con il D.L. 17 marzo 2020, n. 18 (Decreto "Cura Italia"), convertito con modifiche in L. 24 Aprile 2020, n. 27, e il successivo D.L. 8 aprile 2020, n. 23 (Decreto "Liquidità"), ha stabilito il differimento delle scadenze e la sospensione di diversi versamenti fiscali e contributivi. Con D.L. 19 maggio 2020, n. 34 (Decreto "Rilancio") vengono ulteriormente prorogate le sospensioni dei versamenti di marzo, aprile e maggio fino a settembre 2020; vengono poi introdotte ulteriori misure fiscali che mirano a sostenere da un lato l’attività imprenditoriale e dall’altro a ridurre gli oneri per i dispositivi di protezione, le spese di sanificazione ed adeguamento degli ambienti di lavoro e spazi commerciali.
Di seguito vengono riportate le principali misure fiscali, tra cui sospensione dei termini dei versamenti fiscali e contributivi, crediti d’imposta e bonus introdotti dai Decreti.
(art. 24 D.L. 19 maggio 2020, n. 34)
il pagamento del saldo dell’Imposta Regionale sulle Attività Produttive (IRAP) relativo all’anno d’imposta 2019 - resta però fermo il versamento dell’acconto dovuto per il medesimo anno d’imposta;
il versamento della prima rata dell’acconto dell’IRAP per l’anno d’imposta 2020.
La misura riguarda i soggetti che hanno conseguito ricavi, di cui al primo comma dell’articolo 85 (o compensi di cui all’articolo 54 nell’ambito del lavoro autonomo) del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), per un ammontare non superiore a 250 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente.
(art. 28 D.L. 19 maggio 2020, n. 34)
Il credito d’imposta spetta anche, nella minore misura del 30%, in caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo. Il credito d’imposta è commisurato all’importo versato nel periodo d’imposta 2020 con riferimento a ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio.
Il credito d'imposta è utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta di sostenimento della spesa ovvero in compensazione, successivamente all’avvenuto pagamento dei canoni. Il credito non è cumulabile con il precedente previsto dall’art. 65 del D.L. 17 marzo 2020 n. 27 in relazione alle medesime spese sostenute.
(art. 119 D.L. 19 maggio 2020, n. 34)
Detrazione fiscale al 110% sulle spese per i lavori di riqualificazione energetica e/o antisismica, con possibilità di cedere il relativo credito fiscale. Si applica alle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per interventi di isolamento termico e altri interventi di efficientamento energetico. Fra gli interventi sono compresi anche quelli per la riduzione del rischio sismico (sismabonus) e relativi all’installazione di impianti fotovoltaici e colonnine per la ricarica di veicoli elettrici.
Il Decreto "Rilancio", all’art. 121, introduce inoltre la possibilità per gli anni 2020 e 2021 di trasformare le detrazioni fiscali relative a recupero del patrimonio edilizio, efficienza energetica, adozione di misure antisismiche, recupero o restauro della facciata di edifici esistenti, installazione di impianti fotovoltaici, installazione di colonnine per la ricarica dei veicolo elettrici, alternativamente, in uno sconto pari al massimo al corrispettivo dovuto al fornitore o in credito d'imposta, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti. In luogo della detrazione, i contribuenti possono quindi optare per un contributo di pari ammontare sotto forma di sconto anticipato dal fornitore, oppure per la trasformazione in credito d’imposta, con possibilità di cessione a terzi. La quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno non può essere usufruita negli anni successivi e non può essere richiesta a rimborso.
(art. 120 D.L. 19 maggio 2020, n. 34)
Credito d’imposta del 60% delle spese sostenute nel 2020, e per un massimo di 80.000 euro, riconosciuto a fronte degli interventi necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione di Covid-19. Sono inclusi gli interventi edilizi, ad esempio per il rifacimento di spogliatoi e mense o l’acquisto di apparecchiature per il controllo della temperatura dei dipendenti e degli utenti. Il credito può essere riconosciuto:
ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico, indicati nell’allegato 1 del Decreto;
alle associazioni, alle fondazioni e agli altri enti privati, inclusi quelli del Terzo settore.
Il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni per le medesime spese ed è utilizzabile nell’anno 2021, esclusivamente in compensazione.
RIDUZIONE ALIQUOTA IVA PER LE CESSIONI DI BENI NECESSARI PER IL CONTENIMENTO E LA GESTIONE DELL'EMERGENZA DA COVID-19
(art. 124 D.L. 19 maggio 2020, n. 34)
Le cessioni di beni utili al contenimento e alla gestione dell’emergenza epidemiologica, quali ad esempio mascherine chirurgiche e Ffp2/Ffp3, articoli di abbigliamento protettivo per finalità sanitarie, termometri, detergenti disinfettanti per mani, ecc, se effettuate entro il 31 dicembre 2020 sono esenti dall’IVA, con diritto alla detrazione d’imposta.
(art. 125 D.L. 19 maggio 2020, n. 34)
Credito d’imposta del 60% delle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati e per l’acquisto di Dispositivi di Protezione Individuale e altri dispositivi utili a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti, compreso l’acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti; gli interventi di sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l’attività lavorativa e degli strumenti utilizzati per lo svolgimento delle attività e l’acquisto e l’installazione di dispositivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale. Il credito spetta fino a un massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario, che può essere:
un soggetto esercente attività d’impresa, arti e professioni;
un ente non commerciale, inclusi gli enti del Terzo settore;
un ente religioso civilmente riconosciuto.
L’operatività della misura verrà stabilita con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del Decreto.
CESSIONE DEI CREDITI D'IMPOSTA RICONOSCIUTI DA PROVVEDIMENTI EMANATI PER FRONTEGGIARE L'EMERGENZA DA COVID-19
(art. 122 D.L. 19 maggio 2020, n. 34)
Fino al 31 dicembre 2021, i soggetti beneficiari di credito d’imposta per:
botteghe e negozi, di cui all’art. 65 del D.L. 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modifiche in L. 24 Aprile 2020, n. 27;
credito d'imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda, di cui all’art. 28 del D.L. 19 maggio 2020, n. 34;
credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro di cui all’art. 120 del D.L. 19 maggio 2020, n. 34;
credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro e l’acquisto di dispositivi di protezione di cui all’art. 125 del D.L. 19 maggio 2020, n. 34.
Possono, invece di utilizzare direttamente il credito, optare per la sua cessione, anche parziale, ad altri soggetti, inclusi gli istituti di credito e altri intermediari finanziari. La quota di credito non utilizzata nell’anno non può essere utilizzata negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso.
(art. 126 e 127 D.L. 19 maggio 2020, n. 34)
I versamenti sospesi dal Decreto "Cura Italia" e dal Decreto "Liquidità" sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2020 o mediante rateizzazione, fino ad un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 settembre 2020. I versamenti sospesi sono:
ritenute sui redditi di lavoro dipendente, trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, nonché dell’IVA sospesi dall’art. 18 del Decreto “Liquidità” per i mesi di aprile e maggio 2020;
ritenute derivanti dal mancato assoggettamento sui ricavi e compensi percepiti nel periodo tra il 17 marzo e il 31 maggio dai soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro;
ritenute sospese dal 2 marzo al 30 aprile nonché l’IVA in scadenza nel mese di marzo 2020 a favore dei soggetti che operano nei settori indicati dall’art. 61 del Decreto "Cura Italia"
(art. 152 D.L. 19 maggio 2020, n. 34)
Sospensione, fino al 31 agosto 2020, dei pignoramenti su stipendi, salari e pensioni effettuati dall’agente della riscossione.
(art. 154 D.L. 19 maggio 2020, n. 34)
Sospese fino al 31 agosto 2020 cartelle di pagamento, accertamenti esecutivi, avvisi di addebito INPS, accertamenti dogane, ingiunzioni e accertamenti esecutivi degli enti locali, entrate tributarie e non tributarie. I pagamenti in scadenza dovranno essere effettuati entro il 30 settembre 2020.
Ampliati inoltre i termini di decadenza delle rateizzazioni di cartelle e avvisi, maggiore flessibilità per il versamento delle rate in scadenza nell’anno 2020 relative a Rottamazione-ter, Saldo e stralcio e Rottamazione risorse proprie UE e rateizzazione dei relativi debiti.
PROROGA DEI TERMINI AL FINE DI FAVORIRE LA GRADUALE RIPRESA DELLE ATTIVITA' ECONOMICHE E SOCIALI
(art. 157 D.L. 19 maggio 2020, n. 34)
Gli atti di accertamento, di contestazione, di irrogazione delle sanzioni, di recupero di crediti d’imposta, di liquidazione e di rettifica relativi ad atti o imposte per i quali i termini di decadenza scadono tra l’8 marzo e il 1 dicembre 2020 sono notificati non prima del 1 gennaio 2021 e fino al 31 dicembre 2020. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate sono individuate le modalità di applicazione della proroga dei termini per la notifica.
(art. 181 D.L. 19 maggio 2020, n. 34)
L’articolo dispone che:
le imprese di pubblico esercizio titolari di concessioni o di autorizzazioni per l'uso del suolo pubblico sono esonerati dal 1° maggio fino al 31 ottobre 2020 dal pagamento della tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche;
fino al 31 ottobre 2020, le domande di nuove concessioni per l'occupazione di suolo pubblico o di ampliamento delle superfici già concesse sono presentate in via telematica all'ufficio competente dell'Ente locale, allegando la sola planimetria;
fino al 31 ottobre 2020, la posa in opera temporanea su vie, piazze, strade e altri spazi aperti di interesse culturale o paesaggistico, da parte dei soggetti di imprese di pubblico esercizio titolari di concessioni o di autorizzazioni per l’uso del suolo pubblico, di strutture amovibili (es: dehors, tavolini, ombrelloni) non è subordinata alle autorizzazioni di cui agli articoli 21 e 146 del D.lgs 42/2004. Per la posa in opera delle strutture amovibili viene disapplicato il limite temporale di cui all'articolo 6 comma 1, lettera e-bis), del DPR 380/2001.
MISURE PER L'EDITORIA
(art. 98 D.L. 18/2020 convertito in L. 27/2020 e TITOLO VIII, Capo II del D.L. 19 maggio 2020, n. 34)
Il Decreto "Cura Italia" ha previsto:
un credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari per tutte le imprese, concesso nella misura del 30% degli investimenti effettuati. Per accedere al bonus pubblicità è necessario inviare la domanda tramite i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate. La domanda va presentata tra il 1 e il 30 settembre 2020;
misure straordinarie a sostegno delle edicole e dei punti vendita, anche non esclusivi di giornali e riviste. Il credito d'imposta è fissato per l’anno 2020 nella misura di 4.000 euro; inoltre, viene esteso anche alle imprese di distribuzione di giornali in comuni con meno di 5.000 abitanti o con un solo punto vendita. Il credito d’imposta può essere richiesto presentando il modello F24.
Il regime straordinario di accesso al bonus, previsto dal Decreto "Cura Italia", viene confermato dal Decreto "Rilancio" e ampliato con:
un aumento dal 30% al 50% dell'importo massimo dell'investimento ammesso al credito d'imposta;
un innalzamento del tetto di spesa per l'anno 2020 fino a 60 milioni di euro.
Il Decreto introduce inoltre:
un credito d'imposta per l'acquisto della carta utilizzata per la stampa di libri e giornali;
(art. 19 D.L. 8 aprile 2020, n. 23)
Per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro nel periodo d’imposta 2019, l’articolo introduce la possibilità di scegliere di non subire le ritenute d’acconto sui ricavi o compensi percepiti dal 17 marzo fino al 31 maggio 2020. L’ammontare delle ritenute d'acconto non operate dal sostituto d’imposta devono essere versate in un'unica soluzione entro il 31 luglio 2020 o in massimo 5 rate mensili a partire da luglio 2020, senza applicazione di sanzioni e interessi.
(art. 55 D.L. 18/2020 convertito in L. 27/2020)
Qualora una società ceda a titolo oneroso, entro il 31 dicembre 2020, crediti pecuniari vantati nei confronti di debitori inadempienti può trasformare in credito d’imposta le attività per imposte anticipate riferite alle perdite fiscali. Ai fini della trasformazione in credito d’imposta, tali componenti possono essere considerati per un ammontare massimo non eccedente il 20% del valore nominale dei crediti ceduti. I crediti ceduti possono essere considerati per un valore nominale massimo pari a 2 miliardi di euro, determinato tenendo conto di tutte le cessioni effettuate entro il 31 dicembre 2020 dalle società tra loro legate da rapporti di controllo e dalle società controllate, anche indirettamente, dallo stesso soggetto.
DEDUCIBILITÀ SENZA LIMITI PER LE DONAZIONI EFFETTUATE NELL'ESERCIZIO DELL'ATTIVITÀ DI IMPRESA
(Art. 66 D.L. 18/2020 convertito in L. 27/2020)
Le persone fisiche e gli enti non commerciali possono detrarre dalle imposte sui redditi il 30% delle erogazioni liberali, fino a un massimo di 30.000 euro; i titolari di reddito d’impresa possono dedurre le erogazioni liberali in denaro e in natura effettuate per il tramite di fondazioni, di associazioni, di comitati e di enti; i beni ceduti gratuitamente non si considerano destinati a finalità estranee all'esercizio dell'impresa, e dunque non sono considerati ricavi assoggettati a imposta; tali operazioni non sono soggette all'imposta sulle donazioni. A fini IRAP, le predette erogazioni liberali sono deducibili nell'esercizio in cui sono effettuate.
Con la conversione in Legge del D.L. 18/2020, tra gli enti beneficiari sono stati introdotti anche gli enti religiosi civilmente riconosciuti.
(Allegato 1 L. 27/2020)
A partire dal 30 aprile 2020, si estendono alcune agevolazioni fiscali - ai fini IVA e ai fini delle imposte dirette - a determinate cessioni gratuite di prodotti non più commercializzati o non idonei alla commercializzazione.