Source: http://job.fanpage.it/dichiarazione-iva-2017-guida/
Timestamp: 2017-04-26 09:46:31+00:00
Document Index: 105419118

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 36', 'art. 48', 'art. 19', 'art. 34', 'art. 74', 'art. 44', 'art. 74', 'art.1', 'art.8', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 73', 'art. 30', 'art. 27', 'art. 73', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 35', 'art. 3', 'art. 32', 'art. 24', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 38', 'art. 40', 'art. 17', 'art. 7']

28	Dichiarazione IVA 2017 [GUIDA]
La Dichiarazione IVA 2017, relativa all’anno d’imposta 2016, va presentata entro il 28 febbraio in maniera autonoma e non più tramite modello Unico. Il pagamento del saldo IVA a debito, se risultante dalla dichiarazione, ha sempre la scadenza del termine del 16 marzo ovvero entro il termine previsto per il versamento delle imposte sui redditi con maggiorazione degli interessi. Vediamo i soggetti obbligati, gli esonerati, i quadri del modello, le modalità di versamenti e rateizzazioni e le sanzioni per invio tardivo od omesso della dichiarazione IVA 2017.	Dichiarazioni fiscaliFiscojob news
17 febbraio 2017 18:52 di
A partire da quest’anno la Dichiarazione IVA 2017 non può essere più presentata in forma unificata e cioè nel modello Unico, bensì va presentata in forma autonoma entro il 28 febbraio. Il termine per il pagamento dell’eventuale saldo IVA è sempre il 16 marzo 2017 ovvero entro il termine previsto per il versamento delle imposte sui redditi con maggiorazione degli interessi pari allo 0,40%. Il modello Unico quindi non esisterà più, gli adempimenti fiscali in materia IVA sono pertanto stati resi autonomi, e con scadenze di presentazione diverse rispetto alla dichiarazione dei redditi. L’Agenzia delle Entrate con provvedimento n. 10050, del 16.1.2017 ha approvato i modelli e le istruzioni relative alla Dichiarazione IVA 2017, concernenti i dati dell’anno 2016. Soggetti obbligatiEsoneratiLe novità 2017Il modello di Dichiarazione IVA 2017Scadenza dei termini di presentazioneVersamenti e rateizzazione IVA a debitoSanzioni invio tardivo o omesso dichiarazione IVA 2017 Soggetti obbligati. La prima cosa da capire è chi sono i soggetti obbligati alla presentazione della Dichiarazione IVA 2017. Sono obbligati alla presentazione della dichiarazione annuale Iva tutti i titolari di partita Iva che esercitano attività d’impresa, attività artistiche o professionali. Quindi dalle imprese ai professionisti, dai lavoratori autonomi alle società di persone e di capitali, tutti coloro che sono titolari di partita Iva, tranne le cause di esclusione che ora elenchiamo. Esonerati. L’Agenzia delle Entrate ci fornisce l’elenco dei soggetti esonerati dalla presentazione della Dichiarazione IVA 2017. Sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione IVA, i seguenti soggetti d’imposta i contribuenti che per l’anno d’imposta abbiano registrato esclusivamente operazioni esenti di cui all’art. 10, nonché coloro che essendosi avvalsi della dispensa dagli obblighi di fatturazione e di registrazione ai sensi dell’art. 36-bis abbiano effettuato soltanto operazioni esenti. L’esonero non si applica ovviamente qualora il contribuente abbia effettuato anche operazioni imponibili (ancorché riferite ad attività gestite con contabilità separata) ovvero se sono state registrate operazioni intracomunitarie (art. 48, comma 2, decreto-legge n. 331 del 1993) o siano state eseguite le rettifiche di cui all’art. 19-bis2 ovvero siano stati effettuati acquisti per i quali in base a specifiche disposizioni l’imposta è dovuta da parte del cessionario (acquisti di oro, argento puro, rottami ecc.); i contribuenti che si avvalgono del regime forfetario per le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti e professioni previsto dall’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190; i contribuenti che si avvalgono del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità previsto dall’articolo 27, commi 1 e 2, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 98; i produttori agricoli esonerati dagli adempimenti ai sensi dell’art. 34, comma 6; gli esercenti attività di organizzazione di giochi, di intrattenimenti ed altre attività indicate nella tariffa allegata al d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 640, esonerati dagli adempimenti IVA ai sensi dell’art. 74, sesto comma, che non hanno optato per l’applicazione dell’IVA nei modi ordinari (vedi Appendice alla voce: “Attività di intrattenimento e di spettacolo”); le imprese individuali che abbiano dato in affitto l’unica azienda e non esercitino altre attività rilevanti agli effetti dell’IVA (cfr. circolari n. 26 del 19 marzo 1985 e n. 72 del 4 novembre 1986); i soggetti passivi d’imposta nell’ipotesi di cui all’art. 44, comma 3, secondo periodo del decreto-legge n. 331 del 1993, qualora abbiano effettuato nell’anno d’imposta solo operazioni non imponibili, esenti, non soggette o comunque senza obbligo di pagamento dell’imposta; i soggetti che hanno esercitato l’opzione per l’applicazione delle disposizioni recate dalla legge 16 dicembre 1991, n. 398, esonerati dagli adempimenti IVA per tutti i proventi conseguiti nell’esercizio di attività commerciali connesse agli scopi istituzionali i soggetti domiciliati o residenti fuori dall’Unione europea, non identificati in ambito comunitario, che si sono identificati ai fini dell’IVA nel territorio dello Stato con le modalità previste dall’art. 74-quinquies per l’assolvimento degli adempimenti relativi ai servizi di telecomunicazione, di tele radiodiffusione ed elettronici resi a committenti, non soggetti passivi d’imposta, domiciliati o residenti in Italia o in altro Stato membro. Termine di versamento del Saldo IVA. Nonostante la modifica dei termini di presentazione del modello Iva 2017, restano invariati i termini per il versamento del saldo IVA fissati entro il 16 marzo ovvero entro il termine previsto per il versamento delle imposte con riferimento alla dichiarazione dei redditi, con la maggiorazione dello 0,40%. Le novità 2017. La maggiore novità prevista per il 2017 in tema di Dichiarazione IVA è sicuramente la nuova modalità di presentazione della stessa. È infatti previsto che la Dichiarazione IVA non si presenti più in forma unificata entro il termine previsto per la presentazione del modello unico, bensì la presentazione della Dichiarazione IVA deve avvenire entro il 28 febbraio ed in forma autonoma. In base al D.P.R. 322/1998 e successive modificazioni, infatti, la Dichiarazione IVA va presentata telematicamente all’Agenzia delle Entrate nel periodo compreso tra il 1 febbraio ed il 28 febbraio. Di conseguenza non va più indicato nel frontespizio se la presentazione è effettuata in forma autonoma o meno, essendo quest’ultima l’unica modalità consentita a far capo dal 2017. Per i periodi d’imposta 2017 e successivi, la scadenza per la presentazione della Dichiarazione IVA sarà fissata al giorno 30 aprile di ogni anno successivo all’imposta dichiarata, quindi il 30 aprile 2018 sarà il termine ultimo per presentare la Dichiarazione IVA relativa all’anno d’imposta 2017. Un’altra novità importante è l’eliminazione dal frontespizio della casella “Dichiarazione integrativa a favore”, in quanto è stato equiparato il termine di presentazione per la dichiarazione integrativa a favore con quella integrativa a sfavore. Quindi non è più necessario segnalare di che tipo di dichiarazione integrativa si tratta. Qualora il contribuente voglia, nei termini previsti per la presentazione, rettificare o integrare una dichiarazione già presentata deve compilare una nuova dichiarazione e spuntare la casella “Correttiva nei termini”. Cosa succede se i termini di presentazione sono scaduti. Il contribuente può comunque rettificare o integrare la Dichiarazione IVA presentando una nuova dichiarazione, sempreché abbia validamente presentato la dichiarazione originaria. Sono valide anche le dichiarazioni presentate oltre il termine di 90 giorni dalla scadenza fatta salva l’applicazione delle relative sanzioni. Eliminazione comunicazione annuale dati IVA. Un’altra rilevante novità è stata prevista dalla legge 190 del 2014, che all’art.1 co.649 ha eliminato l’obbligo di invio delle comunicazioni annuali dati Iva per l’anno d’imposta 2016, questo significa che a fronte di un anticipo dei termini di invio della dichiarazione IVA, nel 2017 vige più l’obbligo di comunicazione dati iva per l’anno 2016. Il modello di Dichiarazione IVA 2017. L’Agenzia delle Entrate con provvedimento n. 10050, del 16.1.2017 ha approvato i modelli e le istruzioni relative alla Dichiarazione IVA 2017, concernenti i dati dell’anno 2016. Il modello di Dichiarazione IVA 2017 fornito dall’Agenzia delle Entrate è costituito da il frontespizio, composto di due facciate; un modulo, formato da più Quadri (VA, VB, VC, VD, VE, VF, VJ, VI, VH, VK, VN, VL, VT, VX, VO e VG), in cui il contribuente indica i dati contabili e gli altri dati relativi all’attività svolta. Con lo stesso provvedimento di emanazione del Modello Iva 2017 è stato approvato il Modello Iva Base 2017, composto da frontespizio, contenente anche l’informativa relativa al trattamento dei dati personali; quadri VA, VB, VE, VF, VJ, VI, VH, VL, VX e VT. Chi può presentare il modello Iva Base 2017. Secondo quanto previsto dall’Agenzia delle Entrate, si possono avvalere del modello Iva base, può i soggetti Iva, persone fisiche e non, che nel corso dell’anno hanno determinato l’imposta dovuta o l’imposta ammessa in detrazione secondo le regole generali previste dalla disciplina Iva e, pertanto, non hanno applicato gli specifici criteri dettati dai regimi speciali Iva quali, ad esempio, quelli previsti per gli agricoltori o per le agenzie di viaggio; hanno effettuato, in via occasionale, cessioni di beni usati e/o operazioni per le quali è stato applicato il regime per le attività agricole connesse; non hanno effettuato operazioni con l’estero (cessioni e acquisti intracomunitari, cessioni all’esportazione e importazioni, ecc.); non hanno effettuato acquisti e importazioni senza applicazione dell’imposta avvalendosi dell’istituto del plafond non hanno partecipato a operazioni straordinarie o trasformazioni sostanziali soggettive. Le modalità e i termini per la presentazione del modello Iva Base/2017 sono le stesse previste per la presentazione del modello ordinario. Le novità, tuttavia, non riguardano solamente il termine di presentazione della Dichiarazione IVA 2017, bensì sono stati apportati cambiamenti anche per quanto riguarda la compilazione e le istruzioni relative al modello. Vediamo ora cosa si dichiara nei singoli quadri e quali sono i righi più importanti del modello Il quadro VA contiene le informazioni e i dati relativi all’attività. Nello specifico è formato da due sezioni in cui vengono indicati rispettivamente i dati analitici generali e i dati riepilogativi relativi a tutte le attività. Il quadro VB raccoglie i dati relativi agli estremi identificativi dei rapporti finanziari. Nei righi di tale quadro vanno indicati gli estremi identificativi dei rapporti con gli operatori finanziari di cui all’articolo 7, sesto comma, del d.P.R. n. 605 del 1973 (ad esempio banche, società Poste italiane spa, etc.) in essere nel periodo di imposta oggetto della Dichiarazione IVA 2017. I quadri VC e VD riguardano gli esportatori e operatori assimilati e la cessione del credito. Rispettivamente accolgono i dati relativi agli acquisti e importazioni senza applicazione dell’IVA relativi a tutte le attività esercitate ( quadro VC); mentre il quadro VD raccoglie i dati relativi alla cessione del credito IVA da parte delle SGR, secondo quanto previsto dall’art.8 d.l. n.351/2001. Il quadro VE è di importanza fondamentale nella Dichiarazione IVA in quanto relativo alla determinazione del volume d’affari (ossia l’ammontare delle operazioni effettuate all’interno dello Stato, delle operazioni intracomunitarie, delle operazioni verso paesi extra- UE e delle operazioni non soggette ad IVA per le quali è stata emessa fattura) e dell’imposta relativa alle operazioni imponibili. Il volume d’affari è indicato al rigo VE50. Tra le novità apportate al modello Iva 2017 vi è la soppressione del rigo VE3, dove andavano indicate le operazioni attive con percentuale di compensazione del 7 per cento, l’inserimento di tre nuovi righi (VE5, VE6 e VE10) dove indicare le operazioni attive con percentuali di compensazione del 7,65 per cento, del 7,95 per cento e del 10 per cento. Nella sezione 2 è stato inserito il rigo VE21 dove indicare le operazioni attive con aliquota del 5 per cento, per le prestazioni socio-sanitarie. Nella sezione 4 il campo 7 del rigo VE35 è stato rinominato “Cessioni di prodotti elettronici” per l’esposizione specifica delle cessioni di console da gioco, tablet PC e laptop, nonché di dispositivi a circuito integrato, quali microprocessori e unità centrali di elaborazione. Il quadro VF riassume le operazioni passive e l’IVA ammessa in detrazione, indicata al rigo VF71. Il quadro in oggetto è formato da 4 sezioni in cui rispettivamente si raccolgono i dati relativi all’ammontare degli acquisti effettuati nel territorio dello Stato, nei paesi appartenenti all’UE e le importazioni. Inoltre, vanno indicati separatamente (alla sez. 2) il totale acquisti e importazioni, totale imposta, acquisti intracomunitari, importazioni e acquisti da San Marino. L’IVA ammessa in detrazione è determinata alla sezione 3 e riportata alla sezione 4 al rigo VF71. Così come per il quadro VE, per il quadro VF è stato soppresso il rigo VF3, dove andavano indicate le operazioni passive con percentuale di compensazione del 7 per cento, inoltre sono stati inseriti tre nuovi righi (VF3, VF6 e VF7) dove indicare le operazioni passive, rispettivamente, con aliquota del 5 per cento e con percentuali di compensazione del 7,65 per cento e del 7,95 per cento. Nella sezione 3-B è stato soppresso il rigo VF41, dove andavano indicate le operazioni attive con percentuale di compensazione del 7 per cento, inoltre sono stati inseriti tre nuovi righi (VF43, VF44 e VF48) dove indicare le operazioni attive con percentuali di compensazione, rispettivamente, del 7,65 per cento, del 7,95 per cento e del 10 per cento. Per determinate tipologie di operazioni la determinazione dell’imposta è riportata al quadro VJ. In particolare il rigo VJ16 è stato ridenominato “Acquisti di prodotti elettronici” per l’esposizione specifica degli acquisti di console da gioco, tablet PC e laptop, nonché di dispositivi a circuito integrato, quali microprocessori e unità centrali di elaborazione. Il quadro VI relativo alle dichiarazioni d’intento è stato modificato soprattutto a fronte delle modifiche apportate a tali dichiarazioni. È stata soppressa la colonna 3 dei righi da VI1 a VI6, dove andava indicato, in assenza del numero di protocollo attribuito dall’Agenzia alla dichiarazione di intento trasmessa in via telematica, il numero progressivo assegnato alla dichiarazione d’intento dall’esportatore abituale. Molto intuitivo è il quadro VH in cui vengono riportate le liquidazioni periodiche riepilogative. Si tratta delle liquidazioni mensili e trimestrali dell’IVA relativa al periodo d’imposta precedente (Dichiarazione IVA 2017 relativa all’anno 2016). Nel rigo VH1 ad esempio si troveranno l’IVA a credito o a debito risultante dalla liquidazione IVA periodica del mese di gennaio 2016. Per ogni campo è possibile indicare se il contribuente si è avvalso dello strumento del ravvedimento operoso per l’eventuale versamento dell’IVA, valorizzando il quadratino relativo. Nel rigo VH2, analogamente, sarà contenuto il risultato della liquidazione di febbraio 2016, nel rigo VH3 quella di Marzo e così via. Per i contribuenti soggetti a liquidazione trimestrale IVA, saranno valorizzati solamente i campi VH3, VH6, VH9 per quanto riguarda i primi tre trimestri del 2016. L'ultimo trimestre, relativo al periodo ottobre-dicembre 2016, non va evidenziato nel campo VH12. Nel rigo VH13 è contenuto l’importo dell’acconto Iva dovuto con indicazione del metodo di calcolo dello stesso. Il quadro VN è riservato a coloro che nel 2016 hanno presentato dichiarazioni integrative a favore ai sensi dell’art. 8, comma 6-bis, del d.P.R. n. 322 del 1998 (comma introdotto dall’art. 5 del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1 dicembre 2016, n. 225) oltre il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo a quello di riferimento delle dichiarazioni integrative. Va quindi inserito l’anno a cui si riferisce la dichiarazione integrativa a favore e il maggior credito che ne è scaturito. Il quadro VL è il quadro in cui va indicata la liquidazione dell’imposta dell’anno. Nella sezione 1 va indicata l’IVA dovuta o l’IVA a credito scaturita dal periodo d’imposta come differenza dell’IVA a debito (rigo VL1) e l’IVA detraibile (rigo VL2). Nella sezione 2 è riportato il credito dell’anno precedente, inoltre è stato introdotto il rigo VL11 per indicare il credito derivante dal minor debito o dalla maggiore eccedenza detraibile risultante dalle dichiarazioni integrative presentate nel 2016 ai sensi del comma 6-quater dell’art. 8 del d.P.R. n. 322 del 1998. Infine nella sezione 3 è riportato il calcolo dell’IVA a debito o a credito scaturente da tutte le attività esercitate dal contribuente. In fondo alla sezione, precisamente al rigo VL38 va indicato il totale dell’IVA dovuta che si ricava sottraendo all’importo riportato nel rigo VL32 i crediti eventualmente utilizzati (VL34 + VL35) e sommando gli interessi trimestrali dovuti (VL36) indicati al rigo VX1 nel caso in cui lo stesso sia superiore a 10,33 (10,00 euro per effetto degli arrotondamenti effettuati in dichiarazione). Al rigo VL39 si indica il totale dell’IVA a credito risultante dal rigo VL33. Le società di gestione del risparmio che abbiano ceduto ai sensi dell’art. 8 del d.l. n. 351 del 2001 tutto o parte del credito IVA evidenziato al rigo VL33 devono indicare nel presente rigo il risultato ottenuto dalla differenza tra gli importi di rigo VL33 e rigo VL37. Il quadro VT prevede la separata indicazione delle operazioni effettuate nei confronti di consumatori finali e soggetti IVA. Quindi una volta indicato il totale delle operazioni imponibili, di tale importo va indicato quanto relativo ad operazioni verso consumatori finali e quanto verso soggetti IVA. Delle prime, inoltre, va indicata la ripartizione territoriale. Il quadro VX, invece, contiene i dati relativi all’IVA da versare o all’IVA a credito. Qualora la dichiarazione sia composta da più moduli, il quadro VX va compilato solo nel modulo n. 01. Nel rigo VX1 va indicato l’importo da versare (o da trasferire, da parte delle società controllanti e controllate), cioè quanto riportato al rigo VL38. Qualora fosse stato compilato il rigo VL40, l’importo da indicare è costituito dalla differenza tra gli importi indicati nei righi VL38 e VL40. Il presente rigo non deve essere compilato nell’ipotesi in cui il totale dell’IVA dovuta risulti pari o inferiore a 10,33 euro. Nel rigo VX2 va indicato l’eventuale importo a credito, quindi l’ammontare dell’eccedenza annuale d’imposta detraibile di cui al rigo VL39, da ripartire tra i successivi righi VX4, VX5 e VX6 (o da trasferire al gruppo da parte delle società di cui all’art. 73). In caso di compilazione del rigo VL40, deve essere riportata la somma degli importi di cui ai righi VL39 e VL40. Al rigo VX3 è indicata l’importo versato in eccesso rispetto a quello che si sarebbe dovuto versare. L’indicazione nel rigo dell’importo versato in eccesso costituisce un credito che i contribuenti potranno detrarre o compensare nell’anno successivo al 2016; chiedere a rimborso, qualora sussistano le condizioni e i requisiti elencati nell’art. 30. In quest’ultimo caso, l’importo di tali eccedenze dovrà essere compreso nel rigo VX4, campo 1. Infatti il rigo VX4 è riservato ai contribuenti IVA che intendono chiedere il rimborso del credito d’imposta emergente dalla dichiarazione annuale relativa al periodo d’imposta 2016. Nelle ipotesi previste dall’articolo 30, comma 3, o dall’articolo 34, comma 9, il rimborso del credito IVA compete solo se l’eccedenza di credito risultante dalla dichiarazione annuale è superiore a euro 2.582,28 ma può essere richiesto anche per un importo inferiore. In caso di cessazione di attività, il rimborso compete senza limiti di importo. Novità del quadro VX. Per la Dichiarazione IVA 2017 nel rigo VX4 è stato inserito il nuovo campo 9 denominato “Interpello”. La compilazione di tale campo è riservata ai soggetti che hanno presentato istanza di interpello ai fini della disapplicazione della disciplina delle società non operative e/o della disciplina delle società in perdita sistematica secondo quanto previsto dal comma 4-bis dell’articolo 30 della legge n.724 del 1994, invece che dichiarazione sostitutiva di atto notorio. Il quadro VO serve per comunicare le opzioni e le revoche in materia di IVA e di imposte sui redditi, tenendo conto del comportamento concludente assunto dal contribuente durante l’anno d’imposta. Qualora il contribuente sia esonerato dalla presentazione della dichiarazione annuale, il quadro VO deve essere presentato in allegato alla dichiarazione dei redditi. Tra le novità di quest’anno va detto che nella sezione 1, rigo VO11, è stata introdotta la casella 28, per comunicare la revoca dell’opzione per l’applicazione dell’IVA nello Stato comunitario (Repubblica di Croazia) di destinazione dei beni, esercitata dai contribuenti che effettuano cessioni intracomunitarie di beni in base a cataloghi, per corrispondenza e simili. Nella sezione 3, rigo VO33, è stata introdotta la casella per comunicare la revoca dell’opzione per il regime ordinario dell’IVA, esercitata relativamente al 2015, da parte dei soggetti che si sono avvalsi per il 2016 del regime forfetario, legge n. 190 del 2014. Inoltre, è stata soppressa la casella “opzione”, in quanto non è più possibile dal 2016 aderire al regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità. Infine sono state introdotte tre nuove caselle la prima per comunicare l’opzione per il regime ordinario, a partire dal 2016, da parte dei soggetti che negli anni precedenti si sono avvalsi del regime fiscale di vantaggio di cui all’art. 27, commi 1 e 2, del decreto-legge n. 98 del 2011; la seconda per comunicare la revoca dell’opzione per il regime ordinario da parte dei soggetti che nel 2014, anche se in presenza dei requisiti di accesso al regime di vantaggio, non se ne sono avvalsi e accedono, dal 2016, al regime forfetario di cui all’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge n. 190 del 2014; la terza per comunicare la revoca dell’opzione per l’adesione dal 2015 al regime di vantaggio da parte dei soggetti che accedono, dal 2016, al regime forfetario disciplinato dall’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge n. 190 del 2014. Il quadro VG è il quadro di adesione al regime previsto per le società controllanti e controllate. Si tratta di un quadro istituito quest’anno ed è riservato agli enti o società commerciali controllanti che intendono avvalersi, per il 2017, della particolare procedura di compensazione dell’IVA prevista dal decreto ministeriale 13 dicembre 1979, recante le norme di attuazione delle disposizioni di cui all’art. 73, ultimo comma (come sostituito dal comma 27 dell’art. 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232), relativamente ad una o più società commerciali considerate «controllate» ai sensi della disciplina in esame. L’ente o società commerciale controllante comunica all’Agenzia delle Entrate l’esercizio dell’opzione per la procedura compilando il quadro VG nella dichiarazione ai fini dell’imposta sul valore aggiunto presentata nell’anno solare a decorrere dal quale intende esercitare l’opzione. Scadenza dei termini di presentazione. La Dichiarazione IVA 2017, relativa al periodo d’imposta 2016 deve essere presentata telematicamente all’Agenzia delle Entrate, nel periodo compreso tra il 1° e il 28 febbraio 2017, secondo quanto previsto all’articolo 8 del d.P.R. 22 luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni. Quindi il 28 febbraio 2017 è il termine ultimo per l’invio della Dichiarazione IVA 2017. Dichiarazione IVA presentata in ritardo oltre il 28 febbraio. Tuttavia, Ai sensi degli articoli 2 e 8 del d.P.R. 22 luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni, le dichiarazioni presentate entro novanta giorni dalla scadenza dei suddetti termini sono valide, salvo l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge. Quando la Dichiarazione IVA è omessa. Le dichiarazioni IVA presentate, invece, con ritardo superiore a novanta giorni si considerano omesse, tuttavia costituiscono comunque titolo per la riscossione dell’imposta che ne risulti dovuta. Modalità di presentazione La Dichiarazione IVA 2017 va presentata esclusivamente per via telematica all’Agenzia delle Entrate, entro il 28 febbraio e può essere trasmessa direttamente; tramite un intermediario abilitato ai sensi dell’art. 3, comma 2, del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni; tramite altri soggetti incaricati (per le Amministrazioni); tramite società appartenenti al gruppo. Le dichiarazioni presentate dal contribuente obbligato alla presentazione telematica tramite un ufficio postale sono da ritenersi non redatte in conformità al modello approvato e, di conseguenza, sarà applicabile la sanzione prevista dall’art. 8, comma 1, del d.lgs. 471 del 1997 (vedere circolare n. 54/E del 19 giugno 2002). La prova della presentazione della dichiarazione è data dalla comunicazione attestante l’avvenuto ricevimento dei dati, rilasciata sempre per via telematica. Vediamo nello specifico le varie modalità di presentazione della Dichiarazione IVA 2017. Presentazione diretta: I soggetti che scelgono di trasmettere in proprio la Dichiarazione IVA devono utilizzare i servizi telematici Entratel o Fisconline. I soggetti diversi dalle persone fisiche effettuano la trasmissione telematica della dichiarazione tramite i propri incaricati, nominati secondo le modalità descritte nella circolare n. 30/E del 25 giugno 2009 e nel relativo allegato tecnico. I soggetti non residenti, che si sono identificati direttamente ai fini IVA nel territorio dello Stato ai sensi dell’art. 35-ter, presentano la dichiarazione tramite il servizio telematico Entratel, l’abilitazione al servizio telematico Entratel viene rilasciata dal Centro Operativo di Pescara contestualmente all’attribuzione della Partita IVA. Presentazione tramite intermediari abilitati: Gli intermediari di cui all’art. 3, comma 3, del d.P.R. 22 luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni, hanno l’obbligo di trasmettere all’Agenzia delle Entrate telematicamente sia le dichiarazioni da loro predisposte per il dichiarante sia quelle predisposte dal dichiarante stesso ma per le quali hanno assunto l’impegno alla presentazione. Gli intermediari obbligati alla presentazione telematica delle dichiarazioni sono gli iscritti negli albi dei Dottori Commercialisti, dei Ragionieri e periti commerciali e dei Consulenti del Lavoro; gli iscritti alla data del 30 settembre 1993 nei ruoli dei periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio per la subcategoria tributi, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o economia e commercio o equipollenti o di diploma di ragioneria; gli iscritti negli albi degli avvocati; gli iscritti nel registro dei revisori contabili di cui al d.lgs. 21 gennaio 1992, n. 88; le associazioni sindacali di categoria tra imprenditori di cui all’art. 32, comma 1, lettere a), b) e c), del d.lgs. n. 241 del 1997; associazioni che raggruppano prevalentemente soggetti appartenenti a minoranze etnico-linguistiche; Caf – dipendenti; Caf – imprese; coloro che esercitano abitualmente l’attività di consulenza fiscale; i notai iscritti nel ruolo indicato nell’art. 24 della legge 16 febbraio 1913, n. 89; gli iscritti negli albi dei dottori agronomi e dei dottori forestali, degli agrotecnici e dei periti agrari. Sono infine obbligati alla presentazione telematica delle dichiarazioni gli studi professionali e le società di servizi in cui almeno la metà degli associati o più della metà del capitale sociale sia posseduto da soggetti iscritti in alcuni albi, collegi o ruoli, come specificati dal decreto dirigenziale 18 febbraio 1999. Presentazione tramite altri soggetti incaricati (per le Amministrazioni): Le Amministrazioni, anche quelle con ordinamento autonomo, devono presentare la Dichiarazione IVA telematicamente, tramite il servizio Entratel e nei i termini stabiliti dall’art. 4 del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni. Le amministrazioni possono avvalersi di altri soggetti incaricati per la trasmissione telematica delle dichiarazioni e cioè del Ministero dell’Economia e delle Finanze anche tramite il proprio sistema informativo, per le dichiarazioni delle amministrazioni dello Stato per le quali, nel periodo d’imposta cui le stesse si riferiscono, ha disposto l’erogazione sotto qualsiasi forma di compensi od altri valori soggetti a ritenuta alla fonte; delle Amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per le dichiarazioni degli uffici o delle strutture ad esse funzionalmente riconducibili. La presentazione telematica delle dichiarazioni da parte dei soggetti pubblici deve essere effettuata secondo le modalità stabilite dall’art. 3 del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni e può riguardare non solo la dichiarazione annuale IVA, anche la dichiarazione dei sostituti d’imposta e la dichiarazione IRAP. Presentazione tramite società del gruppo: Nell’ambito di gruppi societari, in cui almeno una società o ente sia obbligato alla presentazione delle dichiarazioni per via telematica, la trasmissione delle stesse può essere effettuata da uno o più soggetti dello stesso gruppo esclusivamente attraverso il servizio telematico Entratel. Tale modalità di presentazione è prevista per le società e gli enti tenuti alla redazione del bilancio consolidato ai sensi del d.lgs. 9 aprile 1991, n. 127 e del d.lgs. 27 gennaio 1992, n. 87 e alle imprese soggette all’IRES (imposta sul reddito delle società) indicate nell’elenco di cui al comma 2, lett. a), dell’art. 38 del predetto d.lgs. n. 127 e nell’elenco di cui al comma 2, lett. a), dell’art. 40 del predetto d.lgs. n. 87. La società del gruppo può effettuare la presentazione per via telematica delle dichiarazioni delle altre società che appartengono al medesimo gruppo nel momento in cui viene assunto l’impegno alla presentazione della dichiarazione. Le società e gli enti che assolvono all’obbligo di presentazione per via telematica rivolgendosi ad un intermediario abilitato o ad una società del gruppo non sono tenuti a richiedere l’abilitazione alla trasmissione telematica. Versamenti e rateizzazione IVA a debito. Qualora dalla Dichiarazione IVA risulti un saldo IVA a debito, l’importo deve essere versato entro il 16 marzo nel caso in cui il relativo importo superi euro 10,33 (10,00 euro per effetto degli arrotondamenti effettuati in dichiarazione). Se il termine di pagamento cade di sabato o in un giorno festivo, detto termine è prorogato al primo giorno lavorativo successivo. Il versamento del saldo IVA può essere differito alla scadenza prevista per il versamento delle somme dovute in base alla dichiarazione dei redditi, con la maggiorazione dello 0,40% a titolo d’interesse per ogni mese o frazione di mese successivo al 16 marzo, tenendo conto dei termini di versamento previsti dall’art. 17, comma 1, del d.P.R. n. 435/2001 (artt. 6, comma 1, e 7, comma 1, lett. b), del d.P.R. n. 542 del 1999, come modificati dall’art. 7-quater, comma 20, del decreto-legge n. 193 del 2016, convertito, con modificazioni, dalla legge 1 dicembre 2016, n. 225). Sanzioni invio tardivo o omesso dichiarazione IVA 2017. Secondo quanto previsto dagli articoli 2 e 8 del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni, le dichiarazioni presentate tardivamente e quindi oltre il 28 febbraio 2017, sono valide salvo l’applicazione delle sanzioni previste per gli invii tardivi delle dichiarazioni. Invece, in caso di dichiarazioni presentate oltre 90 giorni dalla scadenza del termine del 28 febbraio 2017, le dichiarazioni si considerano omesse ma sono comunque ritenute valide, salvo l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge. Le sanzioni relative alla Dichiarazione IVA 2017 inviate entro 90 giorni dalla scadenza, ovvero entro il 29 maggio 2017, prevedono il pagamento della sanzione ordinaria minima di 258 euro ridotta a 25 euro, ovvero corrispondente ad 1/10 del mimino previsto. Per le dichiarazioni omesse, cioè quelle presentate, invece, con ritardo superiore a 90 giorni la sanzione ammonta dal 120% al 240% dell’imposta dovuta e non può essere inferiore a 258,00 euro. Vota l'articolo:
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