Source: https://sites.google.com/site/sosbraccagninet/
Timestamp: 2019-10-23 05:58:54+00:00
Document Index: 55290085

Matched Legal Cases: ['art. 208', 'art. 205', 'art. 208', 'art. 208', 'art. 83', 'art. 110', 'art. 58', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 17', 'art. 205', 'art. 205', 'art. 208', 'art. 205', 'art. 208', 'art. 208', 'art. 207', 'art. 110', 'art. 4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 39', 'art. 200']

OSSERVAZIONI AL REGOLAMENTO URBANISTICO fatte dal Comitato SOS Braccagni Net
DEPOSITATE PRESSO IL COMUNE DI GROSSETO IL 25 GIUGNO 2011
UTOE 10 - CONTRIBUTI E OSSERVAZIONI
Con la D.C.C. n. 72 del 28/03/2011 l’oggetto della trasformazione appare chiaro agli occhi di tutti e conferma quanto previsto, ossia la realizzazione di un'area industriale con annesso polo logistico intermodale, con una piccola parte destinata all’industria agro-alimentare.
Ci sembra importante ricordare che la principale finalità della VAS è di “garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente e di contribuire all’integrazione di considerazioni am­bientali all’atto dell’elaborazione e dell’adozione di piani e programmi al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile”, e che il PTC della Provincia di Grosseto, norma di riferimento di rango superiore e vincolante per il Comune di Grosseto, nel dettare i criteri per il governo del territorio provinciale, specifica i principi e i criteri cui gli strumenti urbanistici del Comune devono adeguarsi, ed in particolare decreta che: “ L'identità del territorio provinciale è una risorsa primaria del patrimonio collettivo, da tutelare INVARIABILMENTE al variare dei processi di sviluppo” ed ancora: “ All'intera estensione del territorio provinciale si riconosce una qualità diffusa, espressione dei caratteri distintivi delle diverse componenti locali, da tutelare, sviluppare e valorizzare in ogni intervento. All'insieme di tali qualità e caratteri si conferisce attributo di “irregredibilità”; continua poi specificando che: “Alla qualità complessiva e all'identità del territorio provinciale si attribuisce un ruolo primario nella costituzione del “CAPITALE FISSO SOCIALE” locale. … è interesse e dovere di tutti contribuire alla tutela, allo sviluppo e alla valorizzazione di tale patrimonio collettivo”.
A) Motivi per cui si contesta la previsione nel Regolamento Urbanistico, e nella Variante al PRG in atto, dell’area di trasformazione “TRpr_01L – P.I.L.T. - Polo Agroalimentare e Logistico Intermodale” e se ne chiede lo stralcio, invitando il Comune ad agire in Autotutela.
Nell’Ambito 35 “Entroterra Grossetano” sono riconosciuti tra i valori storico-culturali “Gli ambiti connotati dalla presenza di sistemazioni idraulico-agrarie a ciglioni o terrazzamenti alla base delle colline e nelle vicinanze dei centri murati di Montepescali …”; mentre tra i valori estetico-percettivi “Il centro antico di Montepescali, detto “Balcone della Maremma”, per l’ampiezza del panorama che vi si può ammirare e che spazia su tutta la costa, l'Arcipelago Toscano arrivando fino alla Corsica”.
“Il patrimonio “collinare” è uno dei fattori salienti della qualità del territorio toscano, cioè della sua universale riconoscibilità: un bene (...) imprescindibile per lo stesso valore del patrimonio territoriale collettivo. I poggi e i declivi che quel patrimonio compongono, esprimono una storia plurisecolare di razionale ed equilibrato rapporto fra lavoro e natura, oltre che di lotta per la sopravvivenza in un territorio fragile che l’intelligenza di generazioni di uomini e di comunità sociali hanno trasformato in opera d’arte.
“Art. 11 - Acqua e suolo: assetti idrogeologici
Art. 17 - Caratteri identitari ed evoluzione del territorio
Art. 18 - Morfologia territoriale
Art. 19 - Emergenze morfo-ambientali
Art. 20 - Permanenze storico-culturali
Art. 21 - Demani civici
Art. 28 - Centri storici e altri tessuti di pregio
Altra norma in contrasto è l’art. 208 della L.R.T. n. 1/2005, che prevede al c. 1, la propria derogabilità, solo attraverso espressa modificazione dell'intero strumento urbanistico, nel nostro caso il Piano Strutturale, rafforzando l’impossibilità di disattendere le prescrizioni degli articoli come l’art. 205 sopra citato, mediante il ricorso a strumenti diversi come una variante o anche un regolamento urbanistico; la variante e il R.U. violano anche il comma 2 dell’art. 208, poiché questo stabilisce chiaramente che alla formazione degli strumenti della pianificazione territoriale e agli atti di governo del territorio che alla data di entrata in vigore della L.R.T. 1/2005 erano stati adottati ( ed è il caso del Piano Strutturale ) si applicano le norme previste dalle leggi previdenti, ovvero tra queste la L.R.T. 5/1995 e s.m.i.. Il comma tre dello stesso articolo 208 rafforza questa interpretazione, poiché il P.S. è stato adottato prima della L.R.T. 1/2005, ed è stato Approvato secondo la stessa legge con cui era stato adottato, senza che il Comune esercitasse le facoltà che gli concedeva proprio l'art. 208 della LR 1/2005 prima che lo stesso piano strutturale già adottato, venisse anche approvato perfezionando il suo percorso di formazione ; ma il Comune non ha esercitato questa facoltà prima dell'approvazione del P.S. e lo ha approvato secondo la previgente disciplina (L.R. 5/1995) che ne aveva disciplinato la procedura di formazione e di adozione.
Il P.S. di Grosseto, concordemente con il PTC della Provincia, già prevede la localizzazione di un Polo logistico, agroalimentare e intermodale in località Madonnino. Tale scelta è stata oggetto di approfonditi studi che hanno portato a modificare l'originaria localizzazione fatta negli anni '70 dal PRG (art. 83/2 PRG).
L'art. 110 del P.S. (che definisce i contenuti qualitativi e quantitativi dell’UTOE 110-Braccagni) è chiaro: "In continuità dell'insediamento produttivo già indicato nel Piano Strutturale di Roccastrada si prevede la realizzazione di un Polo Logistico e/o Agroalimentare. Tale Polo è delimitato dal confine con il Comune di Roccastrada, dal tracciato della nuova Aurelia, dalla S.P. n.19 per Montemassi e dalla Via del Madonnino.”
Pertanto oggi, il Comune aderendo alle richieste della PILT S.p.a., di delocalizzare il Polo Logistico e/o Agroalimentare, si rende responsabile di un atto che vanifica gli investimenti di fondi pubblici per la zona del Madonnino, e che contrasta con i principi di una gestione oculata dei fondi pubblici, ed in più permette una inutile distruzione del territorio agricolo comunale, distogliendolo dalla sua principale destinazione, che secondo i criteri dettati dal P.S e dal PTC sopra richiamati, è da considerare Capitale Fisso Sociale che tutti abbiamo il dovere di tutelare. Inoltre il Comune, così facendo, non solo disattende ogni precedente previsione senza che ce ne siano fondati e provati motivi di utilità sociale, ma contravviene all'obbligo di strumento di salvaguardia e tutela del territorio che (a norma degli strumenti urbanistici in vigore e che ne vincolano l'azione) è fondato sui valori agro-ambientali, turistici, archeologici e storico insediativi, che costituiscono il patrimonio identitario del Comune e della sua comunità di cittadini, e che non può essere strumentalizzato per soddisfare interessi privati e di pochi industriali, che peraltro non hanno addotto a giustificazione delle loro richieste nessun documento giustificativo sul piano dello studio dei mercati e delle tendenze economiche e future della economia del nostro Comune e della provincia grossetana.
L'area presenta gravi problemi riguardanti comprovati rischi geologici e idrologici. La documentazione relativa è depositata negli archivi del Comune e non si sta a richiamarla, dovendo essere ben conosciuta dall'ente che l'ha commissionata a suo tempo all'università di Roma.
Il Piano Strutturale all’art. 58 - Pi2.3.6 La pianura insediata di Braccagni, recita: “Nella sub Unità ricade la porzione dell’U.T.O.E. “Braccagni” relativa al centro abitato (…). Quest’area è caratterizzata da situazioni idrogeologiche importanti dove la circolazione idrica profonda si miscela con il sistema delle acque termali di circolazione regionale. Quest’ultimo è controllato da numerose discontinuità tettoniche, in parte seppellite dai sedimenti. A questa situazione tettonica e di circolazione di acque calde e probabilmente con valori alterati di acidità, si riconnette l’occorrenza di fenomeni ad elevata pericolosità tipo Sinkhole, quale quello avvenuto al Bottegone. Pur trattandosi di fenomeni rari e che avvengono in situazioni particolari, per tutta la fascia ove è accertata la presenza di un substrato calcareo di tipo cavernoso ed in coincidenza di faglie (aree pericolosità geologica P3 e P4).”
Nell'area in questione è presente un altissimo rischio di fenomeni di sprofondamento, essendo presente nel sottosuolo acqua calda in quantità elevata. Infatti, nei terreni dove si vorrebbe costruire il Polo logistico vi è un sistema molto articolato di vene acquifere sotterranee, che sfrutta la consistenza 'calcarea cavernosa' del sottosuolo, ed al centro di tale area sono presenti due faglie tettoniche che si incontrano, rendendo altamente probabili (in un futuro non prevedibile), eventi tellurici importanti. Tutti questi elementi, come sostenuto nella Relazione di autorevoli docenti universitari agli atti negli archivi del Comune (commissionata in occasione dello sprofondamento dei terreni in loc. “Gli Acquisti”, a pochi Km in linea d'aria e nell'ambito della stessa struttura geomorfologica della zona), concorrono a determinare un altissimo grado di pericolosità riguardante fenomeni di sinkholes. Inoltre i lavori preparatori al Piano Strutturale hanno evidenziato un simile problema, ed in quella sede veniva deciso che il Comune avrebbe effettuato ulteriori ed approfonditi studi, cosa auspicata anche dal Geologo dott. Ubaldo Guastini nella sua perizia geologica commissionata dalla PILT e allegata ai documenti depositati in Comune.
Dal punto di vista idraulico una simile localizzazione incontra problemi difficilmente sormontabili senza alterare irrimediabilmente il suolo. E’ la stessa PILT (nelle perizie che allega a sostegno della sua richiesta edificatoria), a suggerire di sopraelevare parte dei terreni di circa due metri per preservarli dal pericolo di alluvioni, abbastanza ricorrenti in quella zona. Il problema è che, così facendo si mette il paese di Braccagni in una posizione di pericolo, poiché lo si viene ad abbassare di due metri rispetto all'insediamento industriale, creando una diga artificiale a nord, che impedisce ogni possibile deflusso di eventuali acque meteoriche che scendono dal poggio di Montepescali favorendone la concentrazione verso il centro abitato.
L'autorità di Bacino, esprimendosi sul progetto PILT, evidenzia che gli interventi proposti, a ridosso del paese di Braccagni, comportano una penalizzazione della zona residenziale, che si troverebbe a quote inferiori, e la vanificazione degli interventi fatti e previsti per la messa in sicurezza dell'abitato di Braccagni a seguito delle ultime alluvioni. Nel R.U. non è stato fatto seguito con una adeguata previsione che risolvesse le osservazioni dell'autorità di Bacino, anzi, dal punto di vista idraulico, viene supportato da una relazione dello stesso professionista che aveva operato per la società PILT. Lo studio Idraulico allegato al R.U. (rif. Doc. allegati al R.U. 03 GEO_03) a supporto della valutazione di fattibilità degli interventi individuati nelle UTOE e tra questi quelli per la realizzazione del Polo Agroalimentare e Logistico-industriale nell’UTOE 10, così come rilocalizzato dal R.U. a ridosso del paese di Braccagni, è a firma dello stesso professionista che ha firmato lo studio idraulico di fattibilità per la società P.I.L.T., che ha chiesto la rilocalizzazione del polo dal Madonnino alla zona attaccata al paese così come poi il R.U. ha fatto. La coincidenza tra la richiesta PILT e la localizzazione del Polo così come fatta dal R.U., basate sullo studio idraulico dello stesso professionista, creano una situazione quantomeno di imbarazzo per il cittadino, ravvisando, in questo, una incompatibilità sulla quale doveva vigilare, a garanzia della propria arbitrarietà, la P.A. nella sua attività di formazione degli strumenti urbanistici di governo del territorio nell'interesse della collettività intera.
A pag. 96 del documento VAL_01, allegato al R.U., viene ammesso che: “(…), viste le problematiche connesse agli allagamenti verificatisi a seguito di eventi atmosferici, si ritiene necessario prevedere la messa in sicurezza dell'intero ambito.”. Cosa apprezzabile ed auspicabile se non destasse grave preoccupazione il fatto che il RU rimanda al soggetto privato, che andrà a realizzare l'area industriale-logistica a ridosso del paese, la realizzazione e manutenzione delle opere per la messa in sicurezza idraulica del paese di Braccagni. Non si può affidare la sicurezza di un paese e dei suoi abitanti alla perizia e alla responsabilità di un privato, quelli previsti per la messa in sicurezza del territorio di Braccagni (come di qualsiasi altro) sono interventi pubblici e tali devono rimanere, quindi devono essere progettati, realizzati e mantenuti dal soggetto pubblico competente, come avviene per l’area del Madonnino.
http://www.braccagni.info/2010/05/lo-scavo-archeologico-di-san-martino-in-piano/ e
http://lasentinelladellamaremma.wordpress.com/2010/05/19/braccagni-tra-vi-sec-a-c-e-xiv-sec/
Nota dolente della rilocalizzazione del Polo Agroalimentare e Logistico è l'assoluta mancanza di previsione di una struttura viaria adeguata sia allo smaltimento del traffico locale, che di quello che si verrebbe a creare con la costruzione di una zona industriale di simili proporzioni a ridosso del paese. L'attuale traffico urbano della frazione è assolutamente congestionato da un sistema di sensi unici deleterio che non risponde alle minime necessità di viabilità e sicurezza. Occorre ripristinare il doppio senso su Via Malenchini; creare la possibilità di parcheggiare in Via dei Garibaldini e creare zone di parcheggio a servizio degli impianti sportivi. Inoltre occorre creare un’infrastruttura stradale esterna al paese, in modo da evitare che questo si congestioni per via del traffico indotto dall’area industriale, che aumenterà di intensità quando la nuova Aurelia verrà trasformata in autostrada.
Oltre che da precedenti studi è lo stesso R.U., che a pag. 96 del documento VAL_01, ammette che: “Riguardo la frazione di Braccagni vi sono attualmente problemi maggiori ed al momento più difficoltosi da risolvere, a causa della scarsa presenza di risorse idriche, soprattutto nell'eventualità di previsioni produttive che necessitano di ingenti quantitativi di acqua per le lavorazioni.”. Quanto citato è in palese contrasto con la previsione di un’industria agroalimentare che, notoriamente, necessità di ingenti quantitativi di acqua per le lavorazioni.
A pag. 155 del documento VAL_02, si afferma che “Per l'assegnazione della classe V per le aree produttive e in particolare per la zona nord del capoluogo e la PILT di Braccagni è sta presa in considerazione la presenza di residenze che è e sarà di scarso rilievo.”. Non si capisce per quale motivo le abitazioni di Braccagni, e più in particolare quelle che si affacciano lungo Via Malenchini (confine con l’area industriale), sono di scarso rilievo, forse chi le abita non ha pari diritto di quiete rispetto ad altri cittadini.
Infatti lo stesso documento di seguito riporta che: “La finalità della Classificazione Acustica della variante al PCCA è quella di perseguire un miglioramento della qualità delle aree urbane e di tutti gli spazi in genere, in relazione alla loro destinazione d'uso, contribuendo ad una corretta pianificazione delle aree di nuova edificazione, evitando così l'insorgere di nuove criticità acustiche e ponendosi come obbiettivi primari : - la salvaguardia acustica delle zone vocate alla quiete e più in generale ed ovunque possibile, il rispetto della quiete interna dei fabbricati a destinazione abitativa;”. Si invita il Comune a rivedere il PCCA nel rispetto dei principi di cui sopra ma, soprattutto, degli abitanti di Braccagni.
Dal progetto PILT si rileva che la zona logistica che avrebbe come supporto anche una Dogana per le merci, questo crea un serio problema di sicurezza per l'intero Paese, ed un maggior disagio derivante dalla sottoposizione di tutta l'area ad una disciplina speciale per le aree adiacenti alle zone doganali, dove i diritti della persona ricevono una diminuzione fastidiosissima nella componente oggi determinata della riservatezza, esponendo tutta l'area ad un controllo maggiore da parte della Guardia di finanza, cui verrebbero conferiti maggiori poteri rispetto alle aree non soggette a tale regime (mirato ad impedire il verificarsi di operazioni illecite ma, al contempo, incidente sulla qualità della vita degli abitanti, che si troverebbero a vivere in una zona di confine).
Il principio di danno ai cittadini, che deriverebbe da una struttura altamente impattante sulla vita e sul paesaggio, è stato confermato dal Consiglio di Stato, nella sentenza n. 01952/2010, sul ricorso proposto da R.F.I. S.p.a. contro la Provincia di Grosseto, per la riforma della sentenza del TAR Toscana - Firenze: sez. III, n. 06190/2003, concernente la soppressione dei passaggi a livello in loc. Braccagni.
Nei documenti per la formazione del R.U. si fa riferimento ad una fase partecipativa nella quale la cittadinanza sarebbe stata chiamata a dire la propria sui temi dello stesso R.U.. Nelle occasioni partecipative, a Braccagni, non si è parlato di Polo Logistico, in particolare della localizzazione di un Polo Logistico-Industriale e Agroalimentare a ridosso del paese in loc Podere Spiga, invece che nell'area già prevista nell'UTOE-10, al Madonnino, pertanto i cittadini presenti non si sono mai potuti esprimere a favore o contro.
Relativamente all’area di trasformazione “TRpr_01L – P.I.L.T. - Polo Agroalimentare e Logistico Intermodale”, se ne chiede lo stralcio, rendendo coerente il R.U. con la normativa sovraordianta.
B) OSSERVAZIONI ALL’ELABORATO “L – BRACCAGNI” - “SCHEDE NORMATIVE DI INDIRIZZO PROGETTUALE” (PR_06)
Area di trasformazione “TRpr_01L – P.I.L.T. - Polo Agroalimentare e Logistico Intermodale”.
- opere di regimazione idraulica e loro collaudo atte a garantire la contestuale messa in sicurezza del comparto e del centro abitato di Braccagni;
- il potenziamento e l’adeguamento delle infrastrutture stradali di accesso all’area al fine di contenere l’impatto dell’attività del Polo Intermodale sulla mobilità locale esistente;
- l’attuazione integrale dei criteri A.P.E.A. così come recepiti dalla Regione Toscana.”
Per modificare la Localizzazione illecita del polo logistico a ridosso di Braccagni e sotto Montepescali, il Comune le pensa di tutte, nonostante sia una proposta privata, il Comune ha messo in campo una strategia così complessa, per realizzare il progetto, che ci vorrebbe un intero staff di tecnici ed amministrativisti per contrastare chi, pagato con soldi pubblici, cerca di distruggere il nostro territorio approvando progetti di questa portata e natura contro l'opinione diffusa dei suoi cittadini.
Il Comitato SOS Braccagni Net ha risposto alla variante che avrebbe reso inimpugnabile lo spostamento del polo vicino al paese, con queste osservazioni, se non verranno accolte seguirà un ricorso al TAR ,
di ricorsi, se il Comune non vorrà ascoltare le nostre legittime richieste di cambiare i suoi illegittimi atti, saremo costretti a farne TRE due contro altrettante varianti ed uno contro il Regolamento Urbanistico nella parte che riguarda il polo logistico di Braccagni.
Siccome siamo tutti volontari e non abbiamo nessun finanziamento, chiunque vuole aiutarci a contrastare questo scempio della nostra Maremma può aiutarci anche economicamente, per ogni informazione scrivere a
sos@braccagni.net
AL SIG. SINDACO DEL COMUNE DI GROSSETO
Oggetto: Osservazioni con valore anche di richiesta formale in Autotutela, all’atto Consiliare adottato con D.C.C. n. 20 del 27/01/2011 “Variante al Piano Strutturale per adeguamento al quadro normativo regionale – Adozione ai sensi dell’art. 17 L.R.T. 1/2005 e s.m.i.”.
1) La variante in oggetto e gli atti amministrativi ad essa collegati, intervengono a modificare sostanzialmente il Piano Strutturale del Comune adottato ed approvato a norma della L. R. 5/1995, violando sia i precetti della legge ora citata, che i principi e i contenuti, nonché lo spirito del PIT Regionale e del PTC Provinciale, oltre alla disciplina stessa cui fa rimando per giustificare la sua adozione (L.R. n.1/2005). L’intervento di modifica sostanziale interviene infatti cancellando di fatto le ‘LOCALIZZAZIONI’ fatte nel Piano Strutturale in ossequio e nel rispetto delle procedure, dei principi ivi affermati e dei concetti espressi nelle predette norme di rango superiore citate. In particolare ammettendo la localizzazione esclusiva a cura del Regolamento Urbanistico adottato ma ancora da approvare, degli insediamenti di qualunque natura, ed in particolare anche di quelli industriali come il Polo Logistico, quello Agroalimentare e l’area Industriale ed Artigianale dell’UTOE 10 (a titolo di esemplificazione), permette di superare in modo illegittimo i contenuti delle sopraindicate normative.
2) L’atto in oggetto viola l’art. 205 della L.R.T. 1/2005 che non può essere derogato dal Reg n. 3/R del 9 febbraio 2007 di attuazione del Titolo V della L.R.T. n.1/2005 posto a base della variante in oggetto; il regolamento è limitato alle norme di cui al Titolo V della L. 1/2005, e deve conformarsi alla espressa previsione dell’art. 205 che individua in modo tipico, alle lettere a) e b) , i limiti di esercizio dei poteri di deroga dei Comuni agli atti e strumenti di pianificazione territoriale e agli strumenti di pianificazione del territorio, tra questi il Piano Strutturale. Come è facile comprendere, qualunque intervento modificativo del Piano Strutturale non può prevedere la deroga delle LOCALIZZAZIONI in esso già individuate nella vigenza della legge regionale 5/1995, infatti la lettera b) fa riferimento ESCLUSIVO ai parametri DIMENSIONALI di intervento specificandoli in ALTEZZE, SUPERFICI, VOLUMI, DISTANZE.
3) Altra norma violata è l’art. 208 della L.R.T. n. 1/2005, che prevede al co 1, la propria derogabilità, solo attraverso espressa modificazione, rafforzando l’impossibilità di modificare articoli come l’art. 205 sopra citato, mediante il ricorso ad un semplice regolamento di attuazione; la variante in oggetto viola anche il Comma II dell’art. 208 poiché questo stabilisce chiaramente che alla FORMAZIONE degli strumenti della pianificazione territoriale e agli atti di governo del territorio che alla data di entrata in vigore della L.R.T. 1/2005 erano stati adottati ( ed è il caso del Piano Strutturale che la Variante vuole modificare illegittimamente) non si applicano le norme che prevedono la possibilità di ricorrere alla Variante in oggetto, come invece è stato fatto, bensì le norme previste dalle leggi previdenti, ovvero tra queste la L.R.T. 5/1995 e s.m.i.. Il comma tre dello stesso articolo 208 rafforza questa interpretazione, poiché il P.S. è stato adottato prima della L.R.T. 1/2005, ed è stato Approvato secondo la stessa legge con cui era stato adottato, senza che il Comune esercitasse le facoltà concesse dall’art. 208.
4) Violazione dell’art. 207, poiché la variante farebbe venir meno la precettività della disposizione ivi prevista, permettendo di rilocalizzare con il R.U. ad esempio i piani produttivi vigenti, o PIP, cosa non ammessa.
5) Nel caso comunque che la variante fosse legittima riguardo alle eccezioni sopra mosse, questa violerebbe l’obbligo di motivazione poiché interviene con valore ‘misto’, regolamentare e normativo, permettendo, da un lato, ad altro strumento di stabilire in modo preciso e cogente i termini di edificabilità e localizzazione delle aree che incidono direttamente anche sugli interessi personali e diretti dei cittadini, dall’altro va a modificare l’intero assetto normativo delle norme di rango superiore che ad essa non sono collegate ne che la prevedono, come ad esempio i principi e i precetti del PIT e del PTC, nella parte in cui questi prevedono il rispetto di valori paesaggistici e visuali, architettonici e ambientali, valorizzano il territorio come bene comune e irrinunciabile, evidenziano criteri di localizzazione che rispettino il principio di costruire il più lontano possibile dai centri abitati le zone industriali, ecc.
6) Viola la disciplina della sicurezza dei luoghi disegnata negli strumenti di governo del territorio superiori, PIT e PTC, oltre che dal nuovo regolamento di attuazione della L.R.T. n.1/2005 sulle indagini geologiche adottato dalla Regione Toscana in data 4 aprile 2011 e che prevede una disciplina transitoria che ne estende la validità anche agli atti in itinere al momento della sua adozione.
7) Si è appreso dalle premesse che è tuttora pendente davanti al TAR ricorso per l’annullamento della delibera di G.C. n. 358/2009 di avvio del procedimento di variante, e quindi esiste la concreta possibilità che questa venga annullata.
8) Si chiede, anche in via di autotutela, prima di ogni considerazione, ed ulteriore atto che dia seguito alla variante, onde non esporre il Comune ad inutili rischi, anche economici o che vadano a compromettere irreversibilmente l’attuale assetto del territorio disegnato dagli strumenti urbanistici in vigore, per evitare il rischio di inutili e dispendiose azioni giudiziarie, che codesta Amministrazione intervenga rendendo coerente la Variante da sola e/o gli atti ad essa collegati con la normativa vigente così come sopra indicato. Sempre in via di autotutela si chiede di confermare le localizzazioni assunte nel Piano Strutturale, eliminando la facoltà concessa al Regolamento Urbanistico di rilocalizzare le previsioni già espresse e contenute nel Piano Strutturale. In particolare si chiede che la Variante in oggetto non vada a modificare la localizzazione del polo logistico e/o agroalimentare, o comunque denominato, e delle aree artigianali e industriali così come previsto e disciplinato dall’art. 110 delle Norme del Piano Strutturale (UTOE 10 Braccagni). Si chiede ancora di stralciare dal testo modificato dell’art. 4, nella parte in cui elenca le varianti al P.R.G. che potranno essere adottate, il punto n. 12 “Varianti al P.R.G. per opere ed interventi che rivestono un particolare interesse per la comunità purche coerenti con le finalità e gli obiettivi del Piano Strutturale”. I sottoscritti, si riservano ogni ulteriore ragione ed azione, nessuna esclusa. S.J.
COMUNICATO STAMPA DEL 7 MARZO 2011
IL SINDACO NON MANTIENE LE PROMESSE FATTE PUBBLICAMENTE ALLA CITTADINANZA
LA RISPOSTA DEL COMITATO SOS BRACCAGNI NET
L’assemblea cittadina tenutasi a Braccagni il 22 febbraio 2011 ha mostrato in modo inequivocabile che il paese non vuole accanto all’abitato un Polo logistico di qualunque natura esso sia. L’amministrazione comunale, tramite le parole del sindaco, ha cercato una mediazione promuovendo un piccolo polo agroalimentare (8 ha impegnati invece degli iniziali 33) ma mantenendo le altre caratteristiche degli immobili da realizzarsi, ossia superficie coperta capannoni pari al 50% della superficie dei lotti e altezza di 13 metri (4 piani abbondanti di un edificio residenziale).
Di ciò hanno dato notizia i nostri quotidiani locali dichiarando però che questo intervento “ridotto” potrebbe essere un primo passo di un’operazione da completarsi in futuro (rimangono di fatto i 33 ha iniziali). Tutto ciò è inaccettabile: Braccagni non si merita una zona INDUSTRIALE attaccata al paese neanche se viene prevista una piccola zona a verde che funga da filtro, non si merita una industria agroalimentare, neanche se questa è di pochi ettari, che trasformi accanto alle abitazioni materie prime derivanti dall’agricoltura, questo perché la qualità della vita degli abitanti della frazione ne risentirebbe in modo grave (rumore, inquinamento, traffico, problemi di natura idrogeologica ecc..).
Un amministrazione responsabile dovrebbe impedire che queste cose accadano se non nei casi in cui non si può fare diversamente ossia quando si sono valutate tutte le alternative possibili e si è giunti alla conclusione che quella sia la soluzione con il miglior rapporto costi-benefici, ma sembra che questo non sia stato fatto; oggi non si sa se Trenitalia accetterà di avvallare uno scalo merci nell’area di Braccagni, non si sa quali interventi di tipo idrogeologico si dovranno fare per realizzare tale progetto e quanto questi costeranno per la collettività, non si sa se la nuova autostrada avrà un uscita Braccagni e nonostante tutto, in questo clima di incertezza, l’amministrazione Comunale persiste nel voler realizzare in quest’area un polo logistico, quando sul territorio si trovano siti più idonei di cui si è parlato più volte.
Se il polo logistico industriale (forse agroalimentare) sarà introdotto nel Regolamento Urbanistico si trasformeranno ettari di suolo agricolo vicino ad una frazione in suolo industriale ed una volta avviata la trasformazione non si potrà tornare più in dietro rovinando per sempre due paesi, Braccagni e Montepescali. Ricordiamo, a tal proposito, che l’assessorato al turismo del comune di Grosseto ha presentato in questi giorni un programma con i punti di eccellenza del nostro territorio e guarda caso fra questi ha citato e fatto vedere Montepescali che è sempre stato conosciuto come il balcone della Maremma, come può tutto ciò essere coerente con la scelta del polo logistico a Braccagni risulta essere un mistero che l’Amministrazione dovrebbe spiegare a tutti Grossetani.
Le nuove procedure per la redazione del Piano Strutturale e del Regolamento Urbanistico si vantano della partecipazione dei cittadini nella stesura di questi importanti strumenti di sviluppo e trasformazione del suolo ma mi sembra evidente che, per quanto riguarda Braccagni, l’amministrazione consideri la PARTECIPAZIONE un'altra cosa dal volere delle persone che quel territorio lo abitano.
Le elezioni amministrative sono vicine, i cittadini sono stati informati su questo argomento per merito di un gruppo di loro che si è accollato l’onere di far conoscere a tutti tutto quello che si celava dietro il nome polo logistico di Braccagni spetta ora all’amministrazione comunale convincere questi che ciò che sta facendo è la cosa giusta…… le urne ci diranno se ci sono riusciti.
Il presidente del Comitato SOS Braccagni net
Dott. Arch. Luca Barbacci
Martedì 22 febbraio alle ore 21.00
RESOCONTO ASSEMBLEA 22 FEBBRAIO 2011
Sono felice di constatare che anche questa seconda assemblea pubblica, che si è tenuta ieri sera 22 febbraio a Braccagni presso ex asilo, ha avuto una grande partecipazione di pubblico; sebbene l’incontro si sia protratto fino oltre la mezzanotte le presenze si sono mantenute numerosissime a dimostrazione che il problema é fortemente sentito dalla popolazione.
Ho ripensato a lungo agli interventi fatti dai rappresentanti della Pubblica Amministrazione, mi riferisco al Sindaco Emilio Bonifazi, al dirigente dell’Urbanistica Arch. Marco De Bianchi, al Presidente della IV Commissione Consiliare Giancarlo Tei, all’assessore provinciale allo sviluppo rurale Enzo Rossi e ciò non mi ha per niente tranquillizzato ma al contrario mi ha reso ancora più preoccupato.
Fino a ieri l’amministrazione comunale prevedeva di realizzare in toto il progetto della società PILT in quei famosi 33 ettari accanto al paese di Braccagni, di questo vi è traccia nei documenti di valutazione del Regolamento Urbanistico che De Bianchi ha letto in assemblea di cui è importante riportare di seguito approssimativamente le grandezze:
33 ettari di suolo trasformato da agricolo in industriale, 180.000 mq di superficie coperta (18 ha) con un indice di altezza degli immobili previsti di 13 metri (4 piani abbondanti di un palazzo di civile abitazione) per un totale di 2.340.000 (due milioni e trecento quarantamila )mc di cubatura.
Sono dati, soprattutto la cubatura, sconcertanti che lo stesso Sindaco ha visto bene di non sposare per intero proponendo un ridimensionamento dell’intervento (non ha detto però di quanto) con l’introduzione di paletti che lo individuino come solo polo agroalimentare.
Questa ipotesi, ha ribadito lo stesso Sindaco, deriva anche dalla costatazione che non vi è certezza che Treni Italia possa realizzare le opere per dotare l’aria di uno scalo merci, infatti da un colloquio avvenuto fra la direzione generale di quest’ultima ed il primo cittadino di Grosseto é scaturito che il polo logistico di Braccagni non ha le dimensioni (troppo piccolo) per poter funzionare e pertanto risulta improbabile che Treni Italia investa in questo progetto (che per la cronaca non è stato presentato alla direzione generale di Roma ,l’unica competente a prendere decisioni, ma soltanto al compartimento di Firenze).
Premesso questo risulta evidente, come lo stesso Sindaco ha ammesso, che l’ipotesi di un polo logistico solo su gomma sia l’unica percorribile, polo logistico che potrebbe servire, a ribadito Bonifazi, un agroalimentare dimensionato in modo appropriato ma che dovrebbe essere collocato, secondo l’amministrazione comunale, sempre accanto al paese; per l’amministrazione comunale, la scelta in prossimità dell’abitato di Braccagni, sebbene vi siano noti problemi di viabilità, di allagamento e di impatto ambientale sotto il cono visivo di Montepescali (per citare solo alcuni dei problemi) é comunque da preferire a qualunque altra localizzazione.
Così prospettando la soluzione del problema si è quindi ribadito la volontà politica dell’amministrazione di trasformare il terreno agricolo a nord di via Malenchini in zona INDUSTRIALE contravvenendo alle ipotesi previste nel vigente Piano Strutturale che prevede, per la zona, il completamento dell’area ARTIGIANALE già esistente.
Poiché la scelta di posizionare un polo logistico in quel punto del territorio era motivata dalla facilitazione a raccordare questo con le linee ferroviarie esistenti, sembra evidente che, venendo meno questa condizione, il Polo logistico agroalimentare sostenuto da Bonifazi potrà essere collocato in qualunque luogo del comune di Grosseto.
Perché allora non farlo a Grosseto Nord dove sarebbe vicinissimo alla futura uscita/ingresso della autostrada da realizzarsi nei prossimi anni e contemporaneamente alla Due Mari che prima o poi collegherà le coste dell’Adriatico con quelle Tirreniche? Ma se tale collocazione fosse da ritenersi inopportuna per l’ulteriore consumo del territorio accanto al capoluogo si potrebbe collocare il Polo logistico agroalimentare in un territorio che ad oggi è già compromesso: l’area industriale del Madonnino nel comune di Roccastrada.
Infatti in questo sito sono stati già realizzati circa 39 ettari di urbanizzazioni per attività industriali votate all’agroalimentare e per farlo si sono già spesi molti soldi pubblici per progettate tutta una serie di opere di messa in sicurezza dell’area per il rischio idraulico e per il pericolo di allagamento. Ad oggi i 20 lotti di circa 10.000 mq. ciascuno con indice di copertura 0.5 (5000mq.), sono quasi del tutto privi di investitori e soprattutto le uniche aziende che rispettano l’iniziale vocazione agroalimentare prevista dal bando sembrano essere soltanto il Consorzio Agrario e Ortofrutta.
Se in questa struttura (opere di urbanizzazione) già pronta per l’uso e resa già compatibile con le prescrizioni dell’Autorità del Bacino del Fiume Ombrone si andasse a collocare un POLO LOGISTICO AGROALIMENTARE si risolverebbero diverse problematiche. Certo il comune di Grosseto dovrebbe rinunciare al polo logistico che sarebbe fatto nel comune di Roccastrada (per la felicità del Presidente della Provincia Leonardo Marras) ma si risparmierebbero tanti ettari di suolo agricolo e tanti soldi pubblici razionalizzando investimenti pubblici già fatti.
Se qualche nostro amministratore leggerà queste modeste considerazioni lo invito, sia che appartenga all’amministrazione comunane sia che appartenga all’amministrazione provinciale, a riflettere su quanto esposto sopra perché potrebbe essere l’inizio di una soluzione percorribile e sostenibile da tutti.
Il presidente del Comitato S.O.S. Braccagni n.e.t.
BRACCAGNI- Viale dei Garibaldini - c/o EX ASILO
in cui saranno date
ulteriori informazioni, notizie e spiegazioni su una imponente
opera che sta per essere
costruita attaccata al paese di Braccagni
Saranno presenti il Sindaco di Grosseto
ed esponenti politici di maggioranza, opposizione,
personalità e professionisti della società civile.
Per informazioni: sos@braccagni.net
LA TUA PRESENZA E' IMPORTANTE TI ASPETTIAMO
Il 18 gennaio 2011 a Braccagni si è tenuta una riunione con tutta la cittadinanza alla presenza dei politici locali, il presidente del Comitato SOS Braccagni net promotore dell'assemblea pubblica sintetizza la serata con queste parole:
Certo la notizia che il Regolamento Urbanistico comprenderà anche il POLO LOGISTICO-INDUSTRIALE mi preoccupa e dimostra, ancora una volta, che la PILT, tramite i suoi politici, non vuole rinunciare alla realizzazione di quanto ha previsto da tempo. Neanche il parere negativo dell’Autorità di Bacino richiesta per la procedura VAS nella variante anticipatoria ha fermato la società PILT che ha intrapreso un’altra strada e lo ha fatto in silenzio senza che ne fosse data alcuna notizia.
Ecco cosa accade a Braccagni, provincia di Grosseto, in Italia, Europa:
Questo è il fotomontaggio di come probabilmente il progetto fortemente voluto dal Comune e dalla Provincia di Grosseto trasformerà il paese di Braccagni, il centro abitato di Braccagni è quel piccolo insieme di case alla sinistra del grande triangolo industriale....
Nella sezione ' 13 motivi per dire di no al polo logistico' troverete le note depositate in Comune dagli iscritti al Comitato e da altri cittadini dove spieghiamo dettagliatamente le nostre ragioni.
Le note si concludevano con queste parole:
L'intervento proposto dalla Soc. PILT risulta in contrasto con gli strumenti di pianificazione di cui si è dotato Codesto Comune (ed ai quali si deve attenere), sia con i principi del PTC... sopra esposti, ai quali Codesto Comune si deve attenere nella formazione degli strumenti di pianificazione.
Inoltre, l'intervento, se perseguito con le caratteristiche della variante al PRG di cui alla D.G.C. 359/2009 (previsione di un Polo logistico intermodale nell'area a nord del centro abitato di Braccagni), connesso al tessuto urbano della frazione, che si è nel tempo consolidato, con le relative aree artigianali interconnesse e ben integrate, ormai, con l'edilizia residenziale presente e la conseguente viabilità, potrebbe determinare una alterazione degli assetti urbanistici ed insediativi complessivi della frazione, snaturandone le caratteristiche e le identità territoriali.
Pertanto, si ritiene che le indicazioni formulate dal P.S. siano mantenute e perseguite nella loro formulazione originaria, allontanando dal contesto urbano il Polo logistico, viste anche le sue connotazioni strutturali, impiantistiche e infrastrutturali di collegamento, di carattere quantomeno sovracomunale; confermando e dando attuazione, nell'adozione del Regolamento Urbanistico, alle attuali previsioni del Piano Strutturale approvato.
Altro aspetto da mettere in evidenza, e che da' forza a quanto sopra esposto, è la Sentenza del Consiglio di Stato n. 01952/2010 REG.DEC., sul ricorso proposto dalla Rete Ferroviaria Italiana S.p.a., contro la Provincia di Grosseto, per la riforma della sentenza del TAR TOSCANA - FIRENZE: Sezione III, n. 06190/2003, concernente la soppressione dei passaggi a livello in loc. Braccagni.
Nella sentenza si legge: "il cavalcaferrovia, proprio per le sue dimensioni e le sue caratteristiche di <sovrastruttura>, non presenta connotazioni idonee circa il rispetto dei caratteri insediativi e rurali del contesto territoriale di riferimento, ponendosi come elemento di criticità".
Si afferma inoltre che "la sua ubicazione in prossimità dell' abitato dequalifica il contesto insediativo generale, con particolari effetti negativi nei confronti della popolazione insediata e da insediare (impatto visivo e percettivo, deprezzamento fondiario e immobiliare)" con riguardo al contesto paesaggistico si sottolinea il "vulnus" con connotazioni di territorio rurale di pianura bonificata, uniforme e con configurazione di vasta continuità, per il quale la crescita insediativa e infrastrutturale secondo il P.T.C. non deve comprometterne i caratteri", nonché alla "visuale da e verso l'insediamento di Montepescali . quale centro storico di sommità, con cinta muraria, in posizione dominate sulla piana . visivamente interconnesso con l' abitato di Braccagni".
Per quanto sopra espresso si invita l'Amministrazione Comunale, anche in via di AUTOTUTELA, a non prevedere nel Regolamento Urbanistico l'intervento proposto dalla Soc. PILT ed a non adottare la Variante Urbanistica richiesta dalla stessa Società, la cui fattibilità, peraltro, è da valutare ai sensi dell'ex art. 39 della L.R. 5/95, rimasto in vigore ai sensi dell'art. 200 della L.R. 1/2005.