Source: https://canestrinilex.com/risorse/vietata-la-detenzione-di-animali-pericolosi-cass-5013718/
Timestamp: 2019-06-17 17:49:29+00:00
Document Index: 154429507

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 17', 'sentenza ', 'art. 569']

7 Novembre 2018, Cassazione penale
De Kerstman, Met rendierslede.
E' vietata la detenzione di animali che costituiscano pericolo per la salute o la pubblica incolumità, a prescindere da ogni valutazione sulla loro concreta nocività e sulle specifiche modalità della loro custodia, trattandosi di reato di pericolo presunto.
(ud. 12/09/2018) 07-11-2018, n. 50137
1. Con sentenza del 4 dicembre 2017 il Tribunale di Asti ha assolto V.A. dal reato di cui alla L. 7 febbraio 1992, n. 150, art. 6, comma 1, perchè il fatto non costituiva reato stante la mancata dimostrazione della pericolosità della renna, detenuta dall'imputato per un allestimento natalizio senza che l'animale, nato in cattività, avesse mai palesato alcuna problematica.
4.1.1. Ciò posto, e tenuto conto che, a norma della L. n. 150 del 1992, art. 6, comma 1, cit., è in genere vietato a chiunque detenere esemplari vivi di mammiferi e rettili di specie selvatica ed esemplari vivi di mammiferi e rettili provenienti da riproduzioni in cattività che costituiscano pericolo per la salute e per l'incolumità pubblica, il ricorrente ha correttamente ricordato che deve considerarsi vietata la detenzione di animali che costituiscano pericolo per la salute o la pubblica incolumità, a prescindere da ogni valutazione sulla loro concreta nocività e sulle specifiche modalità della loro custodia (in specie si trattava di canguri, appunto inclusi dal D.M. 19 aprile 1996, nell'elenco di quelli da ritenere pericolosi)(Sez. 3, n. 26127 del 19/05/2005, Allegri, Rv. 231999).
Tutto ciò a meno che non si sia in possesso di una autorizzazione all'allevamento di fauna selvatica a scopo alimentare, di ripopolamento, ornamentale ed amatoriale rilasciata dalla regione ai sensi della L. 11 febbraio 1992, n. 157, art. 17, (in specie cinghiali, Sez. 3, n. 16674 del 20/02/2003, D'Andrea, Rv. 224071).
4.2. Al contrario, il provvedimento impugnato ha inteso valorizzare la sola circostanza, di per sè ininfluente, che l'animale, nato in cattività, non fosse concretamente pericoloso.
5. Alla stregua delle considerazioni che precedono, quindi, la sentenza impugnata va annullata, con rinvio alla Corte di Appello di Torino a norma dell'art. 569 c.p.p., comma 4.