Source: http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/html/2017/11/14/01/comunic.htm
Timestamp: 2019-01-16 18:45:47+00:00
Document Index: 163150535

Matched Legal Cases: ['e contrario', 'e contrario', 'sentenza ', 'sentenza ', 'e contrario', 'e contrario']

﻿I Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - martedì 14 novembre 2017
Audizioni di esperti nell'ambito dell'esame delle proposte di legge C. 2976 Garnero Santanchè e abb., recanti «Istituzione del Registro pubblico delle moschee e dell'Albo nazionale degli imam».
L'audizione informale è stata svolta dalle 9.50 alle 11.25.
Martedì 14 novembre 2017. — Presidenza del presidente Andrea MAZZIOTTI DI CELSO. – Interviene il sottosegretario di Stato per l'interno Domenico Manzione.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 10 dicembre 2015.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, ricorda che la Conferenza dei presidenti di gruppo ha fissato l'avvio dell'esame del provvedimento in Assemblea a partire da lunedì 27 novembre prossimo. Come già definito in sede in sede di Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, l'esame preliminare dovrà concludersi con l'adozione del testo base proposto della relatrice entro giovedì 16 novembre.
La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto legislativo in oggetto, rinviato, da ultimo, nella seduta dell'8 novembre 2017.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, avverte che sono pervenuti i rilievi deliberati dalla II Commissione.
Ricorda che il termine per l'espressione del parere da parte della Commissione scadeva il 9 novembre scorso.
Ricorda che nella seduta di mercoledì 8 novembre la Commissione, con il consenso del rappresentante del Governo, ha convenuto di esprimere il suddetto parere nella seduta odierna, nel presupposto che fosse trasmesso il parere della Conferenza unificata. Tale parere allo stato non è stato ancora trasmesso.
Chiede quindi al rappresentante del Governo se abbia elementi ulteriori in ordine alla data di trasmissione del suddetto atto, anche al fine di ridefinire eventualmente una data per l'espressione del parere da parte della Commissione, fermo restando l'impegno del Governo ad attendere per l'emanazione del decreto legislativo che la Commissione esprima il proprio parere.
Il sottosegretario Domenico MANZIONE informa che la Conferenza unificata ha rinviato nella riunione di giovedì scorso 9 novembre l'espressione del proprio parere sullo schema di decreto, parere che sarà reso senz'altro giovedì 16 novembre prossimo. Acconsente, quindi, che la Commissione esprima il proprio Pag. 23parere entro mercoledì 22 novembre prossimo.
Martedì 14 novembre 2017. — Presidenza del presidente Alessandro NACCARATO.
Emendamenti C. 2305-A/R e abb.
Alessandro NACCARATO, presidente, in sostituzione del relatore impossibilitato a partecipare alla seduta, rileva che gli emendamenti contenuti nel fascicolo n. 2 non presentano profili critici per quanto attiene al rispetto del riparto di competenze legislative di cui all'articolo 117 della Costituzione e propone pertanto di esprimere su di essi il parere di nulla osta.
Emendamenti C. 3365-B, approvata dalla Camera e modificata dal Senato.
Emendamenti C. 1041-A Di Salvo.
Alessandro NACCARATO, presidente, in sostituzione della relatrice impossibilitata a partecipare alla seduta, rileva che gli emendamenti contenuti nel fascicolo n. 1 non presentano profili critici per quanto attiene al rispetto del riparto di competenze legislative di cui all'articolo 117 della Costituzione e propone pertanto di esprimere su di essi il parere di nulla osta.
ESAME, AI SENSI DELL'ARTICOLO 86, COMMA 3, DEL REGOLAMENTO
Martedì 14 novembre 2017. — Presidenza del presidente Andrea MAZZIOTTI DI CELSO. – Interviene il sottosegretario di Stato per l'interno, Gianpiero Bocci.
C. 4653, approvata, in un testo unificato, dal Senato.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente e relatore, avverte che non sono stati presentati nuovi emendamenti.
Non può dunque che dare per confermato il parere contrario sulle proposte emendative presentate già espresso nella seduta del Comitato dei nove dello scorso 7 novembre.
Con l'occasione, avverte che la Presidente della Camera gli ha trasmesso una lettera del Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, a lei indirizzata in data 8 novembre scorso, in merito alla proposta di legge in oggetto.
Un'altra lettera, riguardante la medesima proposta di legge, è pervenuta a lui direttamente – oltre che alla Presidente Boldrini – ieri da parte del Presidente Brunetta.
Comunica che è stata trasmessa la deliberazione del Consiglio comunale del comune di Sappada dell'11 novembre 2017, con la quale si conferma la volontà popolare del comune di Sappada già espressa nel referendum del 2008 e si sollecita la conclusione dell’iter del provvedimento presso la Camera dei deputati.
Nella succitata lettera, il Presidente Ciambetti fa presente di aver ricevuto «una cortese segnalazione da parte di onorevoli deputati relativa allo stato del procedimento inerente» alla citata proposta di legge e in particolare del fatto che tale procedimento si sta avviando a rapida conclusione.
Nel precisare che il referendum sul distacco del comune di Sappada dalla Regione Veneto si è svolto nel 2008 e che, da allora, non è giunta al Consiglio regionale del Veneto «alcuna richiesta di esprimere parere ai sensi dell'articolo 132, comma 2, della Costituzione», il Presidente Ciambetti ha rappresentato «all'insegna del principio di leale collaborazione», che «il Consiglio regionale del Veneto non ha mai espresso sul punto il parere che l'articolo 132, comma 2, della Costituzione prescrive», non potendosi considerare assolto tale obbligo dall'approvazione, da parte del suddetto Consiglio regionale, della mozione n. 149 del 2012, in quanto atto di indirizzo politico che limita la propria efficacia nell'ambito del rapporto fra organo legislativo regionale e organo esecutivo regionale, senza dispiegare «alcuna valenza giuridica esterna».
Al riguardo ritiene anzitutto necessario esprimere la sua sorpresa per una lettera pervenuta quando sono oramai conclusi i lavori di Commissione, su un provvedimento incardinato al Senato nel dicembre del 2013, approvato da quel ramo del Parlamento il 21 settembre scorso e trasmesso alla Camera in pari data: un iter di quattro anni, su una questione che è stata oggetto di ampia discussione pubblica nelle regioni interessate e, in particolare, in Veneto. Tanto che nel mese di aprile del 2017 lo stesso gruppo della Liga Veneta – Lega Nord, del quale fa parte il presidente Ciambetti, ha presentato la mozione n. 223 in Consiglio regionale per sollecitare la ripresa dell'esame del provvedimento al Senato, in quel momento sospeso.
Nonostante ciò, non è mai stato avanzato da parte del Consiglio regionale del Veneto alcun rilievo.
In ogni caso, desidera evidenziare che, come riscontrabile anche dai resoconti pubblici delle sedute, la questione della sussistenza dei requisiti previsti dall'articolo 132, comma secondo, della Costituzione, è stata specificamente affrontata in Commissione in adempimento degli obiettivi dell'istruttoria legislativa. Dell'esito favorevole di tale verifica, in particolare, è dato conto nella sua relazione introduttiva al dibattito svolto presso la Commissione Affari costituzionali della Camera.
Con particolare riferimento alla questione specifica posta nella lettera, è stato, infatti, ritenuto che, nella fattispecie concreta, la previsione costituzionale che richiede che siano «sentiti i consigli regionali» risulta pienamente rispettata, posto che entrambi i Consigli regionali interessati, con atti votati nelle rispettive sedi Pag. 25plenarie ed in sedute pubbliche, seppure in forme diverse, hanno assunto decisioni che esprimono un univoco orientamento riguardo al trasferimento del comune di Sappada alla regione Friuli Venezia Giulia.
Gli preme altresì segnalare che, secondo la prassi costituzionale e la dottrina, l'articolo 132, secondo comma, non prevede la necessità di una richiesta delle Camere perché i Consigli regionali interessati possano esprimersi. Al contrario, i Consigli regionali sono liberi di esprimersi in via autonoma, senza alcuna forma di impulso esterno; né la citata disposizione costituzionale prevede una specifica forma procedurale attraverso la quale l'orientamento dei Consigli debba manifestarsi. Ricorda anzi, a quest'ultimo proposito, che, nella prassi, la forma dell'atto di indirizzo risulta ripetutamente utilizzato, in procedimenti riguardanti comuni diversi, peraltro anche dallo stesso Consiglio regionale del Veneto, che risulta anzi essersi espresso di regola in tal modo.
Del resto, che la votazione sulla mozione del consiglio regionale Veneto fosse finalizzata all'adempimento dei requisiti di cui all'articolo 132, secondo comma, della Costituzione si ricava sia dalla lettura del resoconto della seduta del 28 giugno 2012 in cui è stata approvata, sia dalla sopra citata mozione della Lega Nord dell'aprile 2017 che la richiama espressamente, senza lasciare dubbi sul significato della precedente delibera (si legge infatti testualmente: «il Consiglio regionale del Veneto, il 28 giugno 2012, ha approvato a maggioranza la mozione n. 149 firmata trasversalmente da tutti i partiti politici, per chiedere al Parlamento e al Governo di procedere prontamente all'esame e all'approvazione di una legge quale effetto del pronunciamento della popolazione del Comune di Sappada»).
Quanto all'argomento – addotto nella lettera del Presidente Brunetta – secondo cui l'inidoneità della mozione consiliare ad integrare il requisito di cui all'articolo 132, secondo comma, emergerebbe anche dalla giurisprudenza della Corte costituzionale, osserva che le richiamate sentenze nn. 334 del 2004, 66 del 2007 e 246 del 2010 si soffermano sulla finalità del coinvolgimento dei Consigli regionali nella procedura in questione e sul fatto che tale coinvolgimento sia «solenne» e «specifico», senza definire in alcun modo una forma tipica con cui i consigli regionali devono esprimersi.
Il Presidente Brunetta, inoltre, richiamando l'articolo 45, quarto comma, della legge n. 352 del 1970 – in base al quale, a suo avviso, l'iniziativa legislativa nella procedura di cui all'articolo 132, secondo comma, della Costituzione, spetterebbe al Governo – sostiene la necessità che comunque sia l'Esecutivo a promuovere, attraverso una formale richiesta di parere, un pronunciamento dei Consigli regionali.
Al riguardo, ricorda anzitutto la prassi parlamentare univoca e consolidata che ammette l'iniziativa legislativa parlamentare nel procedimento di cui al citato articolo 132, secondo comma, della Costituzione (iniziativa concorrente con quella del Governo o anche sostitutiva): in proposito ricorda che l'unico caso di legge approvata in attuazione dell'articolo 132, secondo comma, trae origine, nella legislatura in cui essa è stata approvata, da proposte di legge di iniziativa parlamentare.
Vi sono poi precedenti in cui, avviato l'esame di proposte di legge d'iniziativa parlamentare in materia e accertato, da parte delle Camere, che non vi era stato un pronunciamento da parte dei Consigli regionali, questi sono stati investiti direttamente dalle Camere della richiesta in tal senso.
È poi ovvio che non vi è necessità di alcuna richiesta se i Consigli regionali, come in questo caso, si siano autonomamente pronunciati, a prescindere dalla forma da essi individuata nella loro autonomia.
Tutto ciò premesso per ragioni di corretta rappresentazione del lavoro svolto dal Parlamento in ordine al procedimento in questione ed all'interpretazione più coerente dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione, cui esso si è attenuto, propone alla Commissione, proprio in ossequio al principio di leale collaborazione Pag. 26richiamato nella lettera, di consentire comunque che il Consiglio regionale del Veneto possa, ove lo ritenesse opportuno e senza che ciò ovviamente incida minimamente sulla regolarità e completezza del procedimento seguito, esprimersi una seconda volta in ordine al tema oggetto della proposta di legge, nella forma da esso ritenuta più opportuna, entro i prossimi sette giorni.
Ritiene che questo termine, anche se contenuto, sia comunque congruo perché tiene conto dell'esigenza di consentire alla Camera di concludere l'esame del provvedimento prima dell'avvio della sessione di bilancio, senza vanificare il lavoro svolto e l'impiego di risorse ed energie da parte dei due rami del Parlamento.
Ovviamente, se la Commissione concorderà su questo iter, dovrà essere conseguentemente disposto un corrispondente rinvio dell'esame della proposta di legge in Aula. Informerà altresì la Presidente della Camera di questa conclusione affinché sia rappresentata al Presidente del Consiglio regionale del Veneto.
Massimiliano FEDRIGA (LNA) condivide l'analisi svolta dal Presidente sulla correttezza della procedura seguita dal Senato, prima, e dalla Commissione poi. Non concorda sulle conclusioni perché ritiene che il principio di leale collaborazione nei confronti del Presidente del Consiglio regionale del Veneto sia stato già assolto rendendo nota alla Commissione la lettera da lui inviata alla Presidente della Camera. Ritiene, quindi, che si debba proseguire immediatamente nell'esame e nell'approvazione del provvedimento in Assemblea. Se si volesse seguire la strada indicata dal Presidente, ritiene indispensabile un impegno della Presidente della Camera e di tutti i gruppi a calendarizzare il provvedimento nella prossima settimana.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente e relatore, fa osservare al deputato Fedriga che, ove la Commissione concordasse sulla sua proposta, rappresenterà alla Presidente della Camera la richiesta di rinvio dell'esame del provvedimento di una settimana.
Gian Luigi GIGLI (DeS-CD) ritiene che non possano esserci dubbi sulla volontà espressa a larghissima maggioranza dal Consiglio regionale del Veneto, volontà peraltro rintracciabile anche in una mozione presentata di recente in quel consesso dal gruppo della Lega nord. Osserva che tale mozione della Lega nord non si è conclusa semplicemente in quanto la richiesta di proseguire l’iter del provvedimento in esame, da essa formulata, è stata di fatto soddisfatta con la ripresa dell’iter parlamentare. Giudicato paradossale che il presidente del Consiglio regionale del Veneto solo ora esprima certi rilievi, ritiene sia doveroso proseguire l’iter al fine di non vanificare il lavoro sinora svolto, anche presso il Senato, ricordando che pure la Commissione per le questioni regionali si è espressa chiaramente al riguardo. Manifesta dunque la sua forte contrarietà ad un rinvio dell'esame finalizzato a consentire un nuovo pronunciamento del Consiglio regionale del Veneto.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente e relatore, fa notare che non è in discussione una questione procedimentale, sulla quale non sussistono dubbi di sorta, quanto piuttosto un tema politico sul quale invita i gruppi ad esprimersi. Precisa infatti che un'eventuale interlocuzione con il presidente del Consiglio regionale del Veneto, nel quadro di un rapporto di lealtà istituzionale, risponderebbe ad un atto di opportunità politica, che prescinderebbe dai requisiti procedurali, che ritiene siano già stati rispettati. Ricordato, peraltro, che il parere del Consiglio regionale non è vincolante, fa notare che il Parlamento sarà chiamato ad assumere la propria decisione politica in piena autonomia e a prescindere dal contenuto di tale nuovo eventuale atto del Consiglio.
Paolo COPPOLA (PD) pur comprendendo l'opportunità del rispetto del principio di leale collaborazione tra istituzioni, osserva che nella lettera del Presidente del Consiglio regionale del Veneto non c’è alcuna richiesta di avere qualche giorno in più per l'espressione del parere da parte Pag. 27del Consiglio regionale, ma solo un'interpretazione a suo avviso scorretta della procedura dettata dall'articolo 132, secondo comma, della Costituzione. Si chiede poi, in merito al termine di sette giorni prospettato dal Presidente, cosa succederebbe se il Consiglio regionale del Veneto avviasse l’iter per l'espressione del parere proprio mercoledì prossimo, alla scadenza di tale termine. In conclusione, reputa che il rispetto istituzionale lo si debba prima di tutto ai cittadini di Sappada e alla loro volontà, ribadita dalla deliberazione del Consiglio comunale di quel comune l'11 novembre scorso.
Francesco Paolo SISTO (FI-PdL) ritiene necessario, in conseguenza di fatti sopravvenuti, svolgere un approfondimento serio circa l'idoneità della mozione consiliare del Consiglio della regione Veneto in oggetto ad integrare il requisito di cui all'articolo 132, secondo comma. Richiamando la giurisprudenza della Corte costituzionale, fa notare che il coinvolgimento dei Consigli regionali nella procedura aggravata in questione non possa che essere espresso attraverso un atto formale tipico identificabile nel parere, specificamente regolamentato nell'ambito dell'attività consiliare. Pur facendo presente che il suo gruppo ha espresso un orientamento favorevole sul provvedimento in esame, ritiene sia necessario sgombrare il campo da dubbi di natura costituzionale, che potrebbero minare la legittimità del testo. Fa notare, dunque, che il suo gruppo si dichiara a favore di un rinvio dell'esame al fine, tuttavia, di consentire al Consiglio regionale del Veneto di esprimere nella corretta forma del parere il suo avviso sul provvedimento in oggetto, perfezionando così la procedura.
Serena PELLEGRINO (SI-SEL-POS) ritiene risibile l'iniziativa, del tutto personale, del Presidente del Consiglio regionale del Veneto e reputa che il presidente Mazziotti abbia assolto il suo compito con la verifica della correttezza della procedura. Osserva, quindi, che si può proseguire nell'esame del provvedimento e invita i colleghi veneti ad un'analisi laica e non campanilistica della questione.
Roger DE MENECH (PD) ritiene che l'esame del provvedimento in oggetto abbia fatto emergere profonde divisioni politiche che prescindono da meri temi giuridici e procedurali. Invita dunque i gruppi a valutare nel complesso le importanti questioni politiche in gioco, che non riguardano solo il comune di Sappada, ma anche altri comuni di quel territorio, nell'ambito dei quali ricorda che sono state assunte iniziative popolari anche cronologicamente precedenti a quella di Sappada. Nel dichiararsi favorevole ad attendere il pronunciamento del Consiglio regionale del Veneto, invita dunque ad ampliare l'orizzonte di prospettiva delle valutazioni da compiere, auspicando interventi non legati al dato contingente e specifico dei singoli comuni.
Federico D'INCÀ (M5S) sottolinea come la lettera del Presidente del Consiglio regionale del Veneto sia arrivata fuori tempo massimo, come, allo stesso tempo, anche il Presidente della Regione Veneto si sia espresso solo ora contro il distacco del comune di Sappada e come il gruppo di Forza Italia abbia cambiato la propria posizione. Osserva che può anche andar bene aspettare una settimana, ma che poi si deve procedere al voto, anche in presenza di un parere contrario del Consiglio regionale del Veneto. È fondamentale, infatti, che si approvi il distacco di Sappada per permettere il proseguimento dell’iter della procedura per quei comuni che hanno già richiesto mediante referendum il distacco dalla regione Veneto e per quelli che lo faranno proprio in seguito all'approvazione del provvedimento su Sappada.
Francesco Paolo SISTO (FI-PdL) precisa che la posizione del suo gruppo è quella di richiedere formalmente il parere al Consiglio regionale del Veneto, a completamento della procedura prevista dall'articolo Pag. 28132, secondo comma, della Costituzione.
Emanuele FIANO (PD) ritiene che, dalla ricostruzione puntuale del presidente, sia emersa la correttezza della procedura seguita in Commissione, non giudicando necessario, al di fuori di condivisibili ragioni di lealtà istituzionale, assumere una ulteriore iniziativa. Si chiede se, in tale fase dell’iter, con il provvedimento già consegnato all'esame dell'Assemblea, non sia opportuno che sia la Presidenza della Camera a pronunciarsi al riguardo.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente e relatore, conferma le valutazioni espresse all'inizio della seduta. Nel replicare al deputato Sisto, osserva che la Corte costituzionale non sancisce una forma tipica dell'atto con cui deve esprimersi il Consiglio e che tutti i gruppi, nel dibattito in Commissione, hanno convenuto sulla regolarità dell'atto con cui i Consigli regionali hanno espresso la loro volontà: si tratta di una procedura costituzionale che non può essere modificata a seguito della lettera di un Presidente di un Consiglio regionale. Il fatto, poi, che il Consiglio regionale abbia già espresso il proprio parere non preclude che lo stesso possa di nuovo esprimerlo. Si tratta di una valutazione politica e non di procedura costituzionale.
Osserva, al proposito, che la lettera del Presidente Brunetta fa riferimento in modo, a suo avviso, non pertinente alla giurisprudenza costituzionale.
Fa presente al deputato Coppola che la volontà del Presidente del Consiglio regionale del Veneto di consentire che il Consiglio medesimo si esprima nuovamente è implicita nella sua lettera. Di fronte a una tale richiesta, gli sembra un fatto di garbo istituzionale concedere un breve tempo per l'espressione di un nuovo parere che – lo ribadisce – non è vincolante e non inficia la valutazione sulla piena correttezza della procedura seguita. La decisione finale sul provvedimento spetterà al Parlamento.
Ribadisce che la sua proposta si basa sul presupposto che il tema formale e procedurale è chiuso e che costituisce una scelta prettamente politica dei gruppi se condividerla o proseguire direttamente oggi nell'esame in Assemblea del provvedimento.
Avverte che, per permettere alla Commissione di concludere i suoi lavori sul punto, scenderà in Aula per chiedere un breve rinvio della seduta fino alle ore 16.
Francesco Paolo SISTO (FI-PdL) desidera sottolineare che nella sua lettera il Presidente Brunetta ha citato testualmente una sentenza della Corte costituzionale.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente e relatore, ribadisce che, a suo avviso, al sentenza non è stata interpretata in modo pertinente. Sospende brevemente la seduta.
La seduta, sospesa alle 15.20, riprende alle 15.35.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente e relatore, alla luce del dibattito e a seguito di contatti informali appena intercorsi con i rappresentanti dei gruppi, desidera modificare leggermente la sua proposta: ove la Commissione concordi, comunicherà cioè alla Presidente della Camera la richiesta di mettere all'ordine del giorno della seduta dell'Assemblea di mercoledì 22 novembre prossimo il seguito dell'esame del provvedimento e di scrivere al Presidente del Consiglio regionale del Veneto per rappresentargli le valutazioni espresse sulla correttezza del procedimento seguito, nonché la possibilità che, entro la sopra indicata data, il Consiglio, ove lo ritenesse opportuno e senza che ciò ovviamente incida minimamente sulla regolarità e completezza del procedimento finora seguito, si esprima una seconda volta in ordine al tema oggetto della proposta di legge. Chiede dunque ai gruppi di esprimere in seduta la loro posizione.
Francesco Paolo SISTO (FI-PdL) ribadisce che la posizione di Forza Italia è Pag. 29quella di richiedere un parere al Consiglio regionale del Veneto a completamento della procedura prevista dall'articolo 132, secondo comma, della Costituzione.
Gian Luigi GIGLI (DeS-CD) ritiene necessario concludere l’iter di esame senza attendere il pronunciamento del Consiglio regionale del Veneto, in coerenza con quanto già deciso al Senato e conformemente a quanto espresso dalla Commissione per le questioni regionali nel suo parere. Si dichiara dunque contrario ad un rinvio dell'esame.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente e relatore, nel replicare al deputato Gigli, osserva che non sussiste nessuna volontà di smentire le deliberazioni assunte dal Senato e dalla Commissione parlamentare per le questioni regionali. Si dà invece la possibilità al Consiglio regionale del Veneto, qualora lo volesse, di esprimersi nuovamente, senza che questo abbia alcuna incidenza sul procedimento che, lo ribadisce ancora una volta, è stato costituzionalmente corretto.
Federico D'INCÀ (M5S) si dichiara a favore della proposta del presidente, purché sia assicurata la possibilità di concludere l’iter nella prossima settimana, anche in presenza di un eventuale parere contrario del Consiglio regionale del Veneto.
Emanuele FIANO (PD) concorda con la proposta del Presidente sul presupposto che il seguito dell'esame del provvedimento in Assemblea sia fissato per mercoledì prossimo e sulla base della valutazione della piena correttezza della procedura seguita.
Paolo COPPOLA (PD) prende atto della proposta del Presidente, anche se ritiene difficile che il Consiglio regionale del Veneto si esprima in sette giorni. Avrebbe preferito, per rispetto alla volontà dei cittadini di Sappada, andare avanti immediatamente nell'esame del provvedimento. Ritiene peraltro che un'eventuale espressione di una posizione contraria al distacco di Sappada da parte del Consiglio regionale del Veneto potrebbe avere ripercussioni su una discussione fondata sino ad ora sul presupposto di una posizione favorevole di entrambe le regioni.
Serena PELLEGRINO (SI-SEL-POS) si dichiara a favore della proposta del presidente, ferma restando la facoltà per il Parlamento di assumere decisioni definitive sul punto a prescindere dal parere espresso dal Consiglio regionale del Veneto.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente e relatore, fa notare che è pacifico il carattere non vincolante del parere del Consiglio regionale, ribadendo ancora una volta che dal punto di vista procedurale l’iter può già considerarsi perfezionato.
Massimiliano FEDRIGA (LNA) giudica favorevolmente la proposta del presidente, auspicando che i gruppi si impegnino politicamente e moralmente a concludere l’iter il prossimo 22 novembre.
Roberta AGOSTINI (MDP) si dichiara a favore della proposta formulata dal presidente.
Domenico MENORELLO (Misto-CIpI) ricorda di aver presentato in Assemblea, insieme ad altri deputati, una questione sospensiva sul provvedimento e sottolinea la rilevanza di fatti nuovi come i referendum della Regione Veneto e della provincia di Belluno: per questo ritiene saggia la proposta del Presidente. Auspica un'iniziativa del Governo relativa alle questioni specifiche della Regione Veneto.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente e relatore, preso atto degli esiti del dibattito, fa presente che comunicherà alla Presidenza della Camera il punto di equilibrio raggiunto tra i gruppi in Commissione: proporrà, dunque, un rinvio dell'esame in Assemblea al prossimo mercoledì Pag. 3022 novembre e chiederà ad essa di rappresentare al Presidente del Consiglio regionale del Veneto le valutazioni effettuate sulla correttezza del procedimento seguito nonché il fatto che, entro tale data del 22 novembre, il Consiglio medesimo potrà, ove lo ritenesse opportuno e senza che ciò ovviamente incida minimamente sulla regolarità e completezza del procedimento finora seguito, esprimersi una seconda volta in ordine al tema oggetto della proposta di legge. Al contempo, sarà assicurata la possibilità per la Camera di riprendere e concludere l'esame del provvedimento, a prescindere dal pronunciamento del Consiglio.