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Timestamp: 2019-01-17 06:39:59+00:00
Document Index: 140354838

Matched Legal Cases: ['art. 87', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 18', 'art. 1', 'art 1', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 107', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 107', 'art. 2', 'art. 1', 'art.2', 'art. 5', 'art.107', 'art. 2', 'art. 1', 'art 108', 'art. 4', 'art. 23', 'art. 27', 'art. 6', 'art. 45', 'art. 108', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2']

Benefici Volontariato | PROTEZIONE CIVILE NOVARA www.cittadinovara.com protezione civile novara
(pubblicato sulla G.U. n°120 del 25-05-01)
Regolamento recante nuova disciplina della partecipazione delle organizzazioni
di volontariato alle attività di protezione civile.
– Visto l’articolo 87, quinto comma, della Costituzione;
– Visto l’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
– Visto l’articolo 18 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, recante norme in materia di volontariato di protezione civile;
– Vista la legge 11 agosto 1991, n. 266, recante legge-quadro sul volontariato;
– Visto l’articolo 11 del decreto-legge 26 maggio 1984, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 1984, n. 363, recante interventi in favore del volontariato;
– Visto l’articolo 11 del decreto-legge 26 luglio 1996, n. 393, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 settembre 1996, n. 496, recante interventi urgenti di protezione civile, che dispone in ordine alla partecipazione delle organizzazioni di volontariato alle attività di protezione civile e prevede la predisposizione di un apposito elenco;
– Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, recante delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa;
– Vista la legge15 maggio 1997, n. 127, recante misure urgenti per lo snellimento dell’attività amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo;
– Visti gli articoli 107 e 108 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, recante conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59, che dispongono in materia di protezione civile;
– Visto il decreto del Presidente della Repubblica 21 settembre 1994, n. 613, recante norme concernenti la partecipazione delle organizzazioni di volontariato nelle attività di protezione civile, previsto dall’articolo 18, comma 3, della citata legge 24 febbraio 1992, n. 225;
– Considerata l’esigenza di una riformulazione organica del regolamento, per quanto riguarda la partecipazione alle attività di protezione civile delle organizzazioni di volontariato, nonché la concessione di contributi e lo snellimento delle procedure per la concessione dei contributi stessi e per l’utilizzo del volontariato;
– Considerato che ai sensi dell’articolo 87 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, il Dipartimento della protezione civile è soppresso ed i compiti attualmente intestati al medesimo Dipartimento sono trasferiti all’Agenzia di protezione civile di cui all’articolo
– 79 del citato decreto legislativo;
– Tenuto conto delle indicazioni formulate dal Comitato nazionale del volontariato di protezione civile;
– Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 22 novembre 1999;
– Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 2 giugno 2000;
– Acquisito il parere della Conferenza unificata, espresso in data 6 dicembre 2000;
– Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 22 dicembre 2000;
– Sulla proposta del Ministro dell’interno delegato per il coordinamento della protezione civile, di concerto con i Ministri per la funzione pubblica, del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, per gli affari regionali e per la solidarietà sociale;
È considerata organizzazione di volontariato di protezione civile ogni organismo liberamente costituito, senza fini di lucro, ivi inclusi i gruppi comunali di protezione civile, che svolge o promuove, avvalendosi prevalentemente delle prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri aderenti, attività di previsione, prevenzione e soccorso in vista o in occasione di eventi di cui all’articolo 2, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, nonché attività di formazione e addestramento, nella stessa materia.
Ai fini dell’applicazione del presente regolamento è considerata organizzazione di volontariato di protezione civile ogni organismo liberamente costituito, senza fini di lucro, ivi inclusi i gruppi comunali di protezione civile, che svolge o promuove, avvalendosi prevalentemente delle prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri aderenti, attività di previsione, prevenzione e soccorso in vista o in occasione di eventi di cui all’articolo 2, comma 1, lettera c), della legge 24 febbraio 1992, n. 225, di competenza statale ai sensi dell’articolo 107 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.112, nonché attività di formazione e addestramento, nella stessa materia.
Al fine della più ampia partecipazione alle attività di protezione civile, le organizzazioni di volontariato, iscritte nei registri regionali previsti dall’articolo 6 della legge 11 agosto 1991, n. 266, nonché in elenchi o albi di protezione civile previsti specificamente a livello regionale, possono chiedere, per il tramite della regione o provincia autonoma presso la quale sono registrate, l’iscrizione nell’elenco nazionale dell’Agenzia di protezione civile, di seguito denominata “Agenzia”, che provvede, d’intesa con le amministrazioni medesime, a verificare l’idoneità tecnico-operativa in relazione all’impiego per gli eventi calamitosi indicati al comma 2. Sulle suddette organizzazioni, le regioni e le province autonome invieranno periodicamente all’Agenzia l’aggiornamento dei dati e ogni altra utile informazione volta al più razionale utilizzo del volontariato.
8. L’Agenzia cura la specializzazione delle organizzazioni di cui al comma 2, nelle attività di protezione civile e provvede a individuare ed a disciplinare le esigenze connesse alle specifiche tipologie di intervento, nonché le forme e le modalità di collaborazione
L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro, al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge e i regolamenti.
Si riporta il testo vigente dell’art. 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri):
Si riporta il testo vigente dell’art. 18 della legge 24 febbraio 1992, n. 225 (Istituzione del Servizio nazionale della protezione civile):
“Art. 18 (Volontariato). – 1. Il Servizio nazionale della protezione civile assicura la più ampia partecipazione dei cittadini, delle organizzazioni di volontariato di protezione civile all’attività di previsione, prevenzione e soccorso, in vista o in occasione di calamità naturali, catastrofi o eventi di cui alla presente legge.
3. Con decreto del Presidente della Repubblica, da emanarsi, secondo le procedure di cui all’art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, ovvero, per sua delega ai sensi dell’art. 1, comma 2, della presente legge, del Ministro per il coordinamento della protezione civile, si provvede a definire i modi e le forme di partecipazione delle organizzazioni di volontariato nelle attività di protezione civile, con l’osservanza dei seguenti criteri direttivi:
c) i criteri già stabiliti dall’ordinanza 30 marzo 1989, n. 1675/FPC, del Ministro per il coordinamento della protezione civile, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 1989, d’attuazione dell’art. 11 del decreto-legge 26 maggio 1984, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 1984, n. 363, in materia di volontariato di protezione civile, in armonia con quanto disposto dalla legge 11 agosto 1991, n. 266
3-bis. Entro sei mesi dalla data di conversione del presente decreto, si provvede a modificare il decreto del Presidente della Repubblica 21 settembre 1994, n. 613″.
La legge 11 agosto 1991, n. 266, reca: “Legge – quadro sul volontariato”.
Si riporta il testo vigente dell’art. 11 del decreto-legge 26 maggio 1984, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 1984, n. 363 (Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dai movimenti sismici del 29 aprile 1984 in Umbria e del 7 ed
11 maggio 1984 in Abruzzo, Molise, Lazio e Campania):
“Art. 11 – Fino all’entrata in vigore della legge di disciplina organica della materia, e comunque non oltre il 31 marzo 1985, il Ministro per il coordinamento della protezione civile può avvalersi delle prestazioni dei gruppi associati all’attività di previsione, prevenzione e soccorso, provvedendo, con le disponibilità del fondo per la protezione civile, a rimborsare, sentite le regioni e gli enti locali interessati, le spese nei periodi di impiego degli aderenti alle associazioni di volontariato, ad emanare provvedimenti per garantire il mantenimento del posto di lavoro e del relativo trattamento economico e previdenziale, ad adottare misure per la copertura assicurativa degli interessati”.
Si riporta il testo dell’art. 11 del decreto-legge 26 luglio 1996, n. 393, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 settembre 1996, n. 496 (Interventi urgenti di protezione civile):
“Art. 11 (Volontariato di protezione civile) – 1. all’art. 18 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1 le parole “delle associazioni di volontariato e degli organismi che lo promuovono sono sostituite dalle seguenti: “delle organizzazioni di volontariato di protezione civile ;
b) al comma 3, nel capoverso e nelle lettere a) e b) la parola: “associazioni è sostituita dalla seguente: organizzazioni ;
c) dopo il comma 3, è inserito il seguente: “3-bis. entro sei mesi dalla data di conversione del presente decreto, si provvede a modificare il decreto del Presidente della Repubblica 21 settembre 1994, n. 613. .
2. All’art. 1, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 21 settembre 1994, n. 613, sono soppresse le parole: “accertando l’assenza di condanne penali ovvero
di procedimenti penali in corso nei confronti degli aderenti alle associazioni “.
La legge 15 marzo 1997, n. 59, reca: “Delega al governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa”.
La legge 15 maggio 1997, n. 127, reca: “Misure urgenti per lo snellimento dell’attività amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo”.
Si riporta il testo vigente degli articoli 107 e 108 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59):
“Art. 107 (Funzioni mantenute allo Stato). – 1. Ai sensi dell’art 1, comma 4, lettera c), della legge 5 marzo 1997, n. 59, hanno rilievo nazionale i compiti relativi:
a) all’indirizzo, promozione e coordinamento delle attività delle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, delle regioni, delle province, dei comuni, delle comunità montane, degli enti pubblici nazionali e territoriali e di ogni altra istituzione ed organizzazione pubblica e privata presente sul territorio nazionale in materia di protezione civile;
b) alla deliberazione e alla revoca, d’intesa con le regioni interessate, dello stato di emergenza al verificarsi degli eventi di cui all’art. 2, comma 1, lettera c), della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
c) alla emanazione, d’intesa con le regioni interessate, di ordinanze per l’attuazione di interventi di emergenza, per evitare situazioni di pericolo, o maggiori danni a persone o a cose, per favorire il ritorno alle normali condizioni di vita nelle aree colpite da eventi calamitosi e nelle quali è intervenuta la dichiarazione di stato di emergenza di cui alla lettera b);
d) alla determinazione dei criteri di massima di cui all’art. 8, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
e) alla fissazione di norme generali di sicurezza per e attività industriali, civili e commerciali;
1) gli indirizzi per la predisposizione e l’attuazione dei programmi di previsione e prevenzione in relazione alle varie ipotesi di rischio;
2) la predisposizione, d’intesa con le regioni e gli enti locali interessati, dei piani di emergenza in caso di eventi calamitosi di cui all’art. 2, comma 1, lettera c), della legge 24 febbraio 1992, n. 225 e la loro attuazione;
g) la promozione di studi sulla previsione e la prevenzione dei rischi naturali ed antropici;
h) alla dichiarazione dell’esistenza di eccezionale calamità o avversità atmosferica, ivi compresa l l’individuazione, sulla base di quella effettuata dalle regioni, dei territori danneggiati e delle provvidenze di cui alla legge 14 febbraio 1992, n. 185.
2. Le funzioni di cui alle lettere a), d) ed e), e al numero 1) della lettera f) del comma 1, sono esercitate attraverso intese nella Conferenza unificata.
Art. 108 (Funzioni conferite alle regioni e agli enti locali).- 1. Tutte le funzioni amministrative non espressamente indicate nelle disposizioni dell’art. 107 sono conferite alle regioni e agli enti locali e tra queste, in particolare:
g) sono attribuite alle regioni le funzioni relative:
1) alla predisposizione dei programmi di previsione prevenzione dei rischi, sulla base degli indirizzi nazionali;
2) all’attuazione di interventi urgenti in caso di crisi determinata dal verificarsi o dall’imminenza di eventi di cui all’art. 2, comma 1, lettera b), della legge 24 febbraio 1992, n. 225, avvalendosi anche del Corpo nazionale dei vigili del fuoco;
3) agli indirizzi per la predisposizione dei piani provinciali di emergenza in caso di eventi calamitosi di cui all’art. 2, comma 1, lettera b), della legge n. 225 del 1992;
4) all’attuazione degli interventi necessari per favorire il ritorno alle normali condizioni di vita nelle aree colpite da eventi calamitosi;
5) allo spegnimento degli incendi boschivi, fatto salvo quanto stabilito al punto 3) della lettera f) del comma 1 dell’art. 107;
6) agli interventi per l’organizzazione e utilizzo del volontariato;
1) all’attuazione, in ambito provinciale, delle attività di previsione e degli interventi di prevenzione dei rischi, stabilite dai programmi e piani regionali, con l’adozione dei connessi provvedimenti amministrativi;
3) alla vigilanza sulla predisposizione da parte delle strutture provinciali di protezione civile, dei servizi urgenti, anche di natura tecnica, da attivare in caso di eventi calamitosi di cui all’art. 2, comma 1, lettera b), della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
1) all’attuazione, in ambito comunale, delle attività di previsione e degli interventi di prevenzione dei rischi, stabilite dai programmi e piani regionali;
2) all’adozione di tutti i provvedimenti, compresi quelli relativi alla preparazione all’emergenza, necessari ad assicurare i primi soccorsi in caso di eventi calamitosi in ambito comunale;
4) all’attivazione dei primi soccorsi alla popolazione e degli interventi urgenti necessari a fronteggiare l’emergenza;
5) alla vigilanza sull’attuazione, da parte delle strutture locali di protezione civile, dei servizi urgenti;
6) all’utilizzo del volontariato di protezione civile a livello omunale e/o intercomunale, sulla base degli indirizzi nazionali e regionali”.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 21 settembre 1994, n. 613, reca: “Regolamento recante norme concernenti la partecipazione delle associazioni di
volontariato nelle attività di protezione civile”
Note all’art. 1: Si riporta il testo dell’art.2, comma 1, della citata legge 24 febbraio 1992, n. 225:
“Art. 2 (Tipologia degli eventi ed ambiti di competenze).1.Ai fini dell’attività di protezione civile gli eventi si distinguono in:
Per il testo degli articoli 107 e 108 del decreto legislativo 31marzo 1998, n.112, vedi nelle note alle premesse. Si riporta il testo degli articoli 6 e 13 della citata legge 11 agosto 1991, n. 266:
“Art. 6 (Registri delle organizzazioni di volontariato istituiti dalle regioni e dalle province autonome)
5. Contro il provvedimento di diniego dell’iscrizione o contro il provvedimento di cancellazione è ammesso ricorso, nel termine di trenta giorni dalla comunicazione, al tribunale amministrativo regionale,il quale decide in camera di consiglio, entro trenta giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso, uditi i difensori delle parti che ne abbiano fatto richiesta. La decisione del tribunale e appellabile, entro trenta giorni dalla notifica della stessa, al Consiglio di Stato, il quale decide con le medesime modalità e negli stessi termini.
7. Le organizzazioni iscritte nei registri sono tenute alla conservazione della documentazione relativa alle entrate di cui all’art. 5, comma 1, con l’indicazione nominativa dei soggetti eroganti”.
“Art. 13 (Limiti di applicabilità) – 1. È fatta salva la normativa vigente per le attività di volontariato non contemplate nella presente legge, con particolare riferimento alle attività di cooperazione internazionale allo sviluppo, di protezione civile e a quelle connesse con
il servizio civile sostitutivo di cui alla legge 15 dicembre 1972, n. 772″.
L’Agenzia può concedere alle organizzazioni di volontariato iscritte nell’elenco nazionale di cui al comma 3 dell’articolo 1, nei limiti degli stanziamenti destinati allo scopo, contributi finalizzati al potenziamento delle attrezzature e dei mezzi, nonché al miglioramento della preparazione tecnica e alla formazione dei cittadini.
Per formazione dei cittadini si intende ogni attività diretta a divulgare fra i cittadini la cultura di protezione civile, nonché a favorire la conoscenza delle nozioni e l’adozione dei comportamenti individuali e collettivi, utili a ridurre i rischi derivanti dagli eventi di cui al comma 2 dell’articolo 1, e ad attenuarne le conseguenze.
Nella concessione dei contributi di cui al presente articolo si tiene conto delle eventuali, analoghe concessioni di contributi o agevolazioni finanziarie da parte di altre amministrazioni pubbliche al medesimo titolo, ovvero da parte dei privati. A tal fine l’istante deve indicare i contributi e le agevolazioni ricevute con dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà allegandola alla domanda di cui l comma 6. L’ammontare complessivo dei contributi pubblici o privati, anche congiuntamente considerati, non può superare l’importo della spesa effettivamente sostenuta dall’organizzazione con riguardo al medesimo progetto di potenziamento delle strutture, o di miglioramento della preparazione tecnica, o di formazione dei cittadini.
In caso di partecipazione delle regioni e delle province autonome, delle province, dei comuni e delle comunità montane al finanziamento dei progetti di cui al presente articolo, l’erogazione del relativo contributo concesso dall’Agenzia può avvenire anche per il tramite dei suddetti enti.
Il decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, reca: “Definizione ed ampliamento delle attribuzioni della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano ed unificazione, per le materie ed i compiti di interesse comune delle regioni, delle province e dei comuni, con la Conferenza Stato – città ed autonomie locali”.
Per il testo dell’art.107, comma 1, lettera f), numero 2, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, vedi nelle note alle premesse.
c) realizzazione dell’iniziativa entro un termine stabilito, prorogabile solo per fatti non imputabili all’organizzazione, e certificata da opportuna documentazione.
L’Agenzia dispone accertamenti volti a verificare l’avvenuto potenziamento delle attrezzature, dei mezzi e delle strutture in conformità alla documentazione prodotta all’atto della domanda, nonché il rispetto degli obblighi di cui all’articolo 6.
Eventuali violazioni delle prescrizioni contenute nel provvedimento di concessione del contributo determinano:
a) la revoca, da parte dell’Agenzia, del contributo finanziario accordato;
Verifiche ed accertamenti possono essere, altresì, disposti dall’Agenzia, con le medesime modalità di cui al comma 2, al fine di accertare il regolare svolgimento delle attività dirette al miglioramento della preparazione tecnica e per la formazione de cittadini, disponendosi, nei casi di accertata violazione e secondo la gravità, i provvedimenti previsti nei commi 3 e 4.
1. Ai fini di cui all’articolo 107, comma 1, lettera f), numeri 1) e 2) del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, le organizzazioni di volontariato di protezione civile di cui all’articolo 1, comma 2, del presente regolamento, ciascuna nel proprio ambito territoriale di operatività, forniscono all’autorità competente ai sensi della legge n. 225 del 1992, in conformità alle funzioni trasferite ai sensi dell’articolo 108 del decreto legislativo n. 112 del 1998, ogni
possibile e fattiva collaborazione. I compiti delle organizzazioni di volontariato, in emergenza, vengono individuati nei piani di protezione civile per i casi di eventi calamitosi indicati al comma 2 dell’articolo 1, in relazione alla tipologia del rischio da affrontare, alla natura ed alla tipologia delle attività esplicate dall’organizzazione.
2. Le organizzazioni di volontariato di cui all’articolo 1, comma 2, vengono sentite in relazione alle attività oggetto di indirizzi di cui all’articolo 107, comma 1, lettera f), numero 1), del decreto legislativo n. 112 del 1998 e prendono parte alle attività di predisposizione ed attuazione dei piani di protezione civile, per i casi di eventi calamitosi di cui al comma 2 dell’articolo 1, nelle forme e con le modalità concordate con l’autorità competente ai sensi della legge n. 225 del 1992, in conformità alle funzioni trasferite ai sensi dell’articolo 108 del decreto legislativo n. 112 del 1998.
3. Ai fini di cui al comma 2 e con riguardo alla predisposizione ed all’attuazione dei piani di protezione civile, le organizzazioni di volontariato comunicano all’autorità di protezione civile competente con cui intendono collaborare:
4. Le organizzazioni di volontariato possono richiedere copia degli studi e delle ricerche elaborati da soggetti pubblici in materia di protezione civile, con l’osservanza delle modalità e nei limiti stabiliti dalla legge 7agosto 1990, n. 241, e nel rispetto dei principi introdotti dalla legge 31 dicembre 1996, n. 675.
5. L’Agenzia promuove, d’intesa con le regioni e le province autonome interessate, anche mediante appositi corsi di formazione, iniziative dirette a favorire la partecipazione delle organizzazioni di volontariato alle attività di previsione e prevenzione in collaborazione con i soggetti istituzionali, in relazione agli eventi di cui al comma 2 dell’articolo 1.
6. Nell’ambito delle attività di predisposizione e di aggiornamento dei piani di emergenza, relativi agli eventi di cui all’articolo 1, comma 2, le autorità competenti possono avvalersi della collaborazione delle organizzazioni di volontariato iscritte nell’elenco di cui all’articolo 1, comma 3. Nei confronti delle organizzazioni suddette e dei relativi aderenti, impiegati espressamente dall’Agenzia, si applicano i benefici di cui agli articoli 9 e 10.
Per il testo degli articoli 107, comma 1, lettera f), numeri 1 e 2, e 108 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, vedi nelle note alle premesse.
Per l’argomento della legge 24 febbraio 1992, n. 225, vedi nelle note alle premesse.
La legge 7 agosto 1990, n. 241, reca: “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi”.
La legge 31 dicembre 1996, n. 675, reca: “Tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali”.
Ai volontari aderenti ad organizzazioni di volontariato inserite nell’elenco di cui all’articolo 1, comma 3, impiegati in attività di soccorso ed assistenza in vista o in occasione degli eventi di cui al comma 2 dell’articolo 1, anche su richiesta del sindaco o di altre autorità di protezione civile competenti ai sensi della legge n. 225 del 1992, in conformità alle funzioni trasferite ai sensi dell’articolo 108 del decreto legislativo n. 112 del 1998, nonché autorizzate dall’Agenzia, vengono garantiti, entro i limiti delle disponibilità di bilancio esistenti, relativamente al periodo di effettivo impiego che il datore di lavoro è tenuto a consentire, per un periodo non superiore a trenta giorni continuativi e fino a novanta giorni nell’anno:
c) la copertura assicurativa secondo e modalità previste dall’articolo 4 della legge 11 agosto 1991, n. 266, e successivi decreti ministeriali di attuazione.
b) dalle altre strutture operative istituzionali di protezione civile. Gli scenari di tali attività ed i calendari-programma del relative operazioni, con l’indicazione del numero dei volontari partecipanti e del preventivo delle spese rimborsabili ai sensi dell’articolo 10, nonché di quelle riferite al comma 1, debbono pervenire all’Agenzia, relativamente a ciascun anno, entro il 10 gennaio, per le esercitazioni programmate per il primo semestre, ed entro il 10 giugno per quelle previste per il secondo semestre. L’Agenzia si riserva la relativa approvazione e autorizzazione fino a due mesi prima dello svolgimento delle prove medesime, nei limiti dello stanziamento sui relativi capitoli di spesa
Ai fini del rimborso della somma equivalente agli emolumenti versati ai propri dipendenti che abbiano partecipato alle attività di cui ai commi 1, 2, 3 e 4, il datore di lavoro presenta istanza all’autorità di protezione civile territorialmente competente. La richiesta deve indicare analiticamente la qualifica professionale del dipendente, la retribuzione oraria o giornaliera spettategli, le giornate di assenza dal lavoro e l’evento cui si riferisce il rimborso, nonché le modalità di accreditamento del rimborso richiesto.
Ai volontari lavoratori autonomi, appartenenti alle organizzazioni di volontariato indicate all’articolo 1, comma 2, legittimamente impiegati in attività di protezione civile, e che ne fanno richiesta, è corrisposto il rimborso per il mancato guadagno giornaliero calcolato sulla base della dichiarazione del reddito presentata l’anno precedente a quello in cui è stata prestata l’opera di volontariato, nel limite di L. 200.000 lorde giornaliere.
L’eventuale partecipazione delle organizzazioni di volontariato, inserite nell’elenco di cui all’articolo 1, comma 3, alle attività di ricerca, recupero e salvataggio in acqua nonché alle relative attività esercitative, tiene conto della normativa i materia di navigazione e si svolge nell’ambito dell’organizzazione nazionale di ricerca e soccorso in mare facente capo al Ministero dei trasporti e della navigazione.
Le disposizioni di cui al presente articolo, nonché dell’articolo 10, si applicano anche nel caso di iniziative ed attività, svolte all’estero, purché preventivamente autorizzate dall’Agenzia.
Per il testo dell’art. 2, comma 1, lettera c), della citata legge 24 febbraio 1992, n. 255, vedi nelle note all’art. 1.
Per il testo dell’art 108 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, vedi nelle note alle premesse.
Si riporta il testo dell’art. 4 della citata legge 11 agosto 1991, n. 266:
“Art. 4 (Assicurazione degli aderenti ad organizzazioni di volontariato). – 1. Le organizzazioni di volontariato debbono assicurare i propri aderenti, che prestano attività di volontariato, contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento dell’attività stessa, nonché per la responsabilità civile verso i terzi.
2. Con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, da emanarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuati meccanismi assicurativi semplificati, con polizze anche numeriche o collettive, e sono disciplinati i relativi controlli”.
Si riporta il testo dell’art. 23 del decreto del Presidente della Repubblica 6 febbraio 1981, n. 66 (Regolamento di esecuzione della legge 8 dicembre 1970, n. 996, recante norme sul soccorso e l’assistenza alle popolazioni colpite da calamità – Protezione civile):
“Art. 23 (Domanda, istruzione e addestramento). – I cittadini che intendono offrire volontariamente la loro opera nei servizi di protezione civile presentano istanza alla prefettura della provincia di residenza, che ne
accerta l’idoneità fisica e la buona condotta.
La prefettura – in relazione alle attitudini e possibilmente alle richieste degli interessati, con preferenza per gli appartenenti ad associazioni che perseguono analoghe finalità – individua gli enti che per i compiti istituzionali cui attendono siano i più idonei a
curarne l’istruzione e l’addestramento. In particolare, nel settore dell’assistenza provvede la prefettura mediante la costituzione di speciali squadre operative di pronto intervento a supporto dei centri assistenziali di pronto intervento di cui al successivo art. 27; nel settore del soccorso, provvede il comando provinciale dei Vigili del fuoco, ai sensi dell’art. 6, lettera c), della legge 8 dicembre 1970, n. 996.
Per il concorso fornito da associazioni del volontariato agli interventi sanitari di pronto soccorso, si applicano le disposizioni di cui all’art. 45 della legge 23 dicembre 1978, n. 833.
I volontari di protezione civile sono muniti di segno distintivo, le cui caratteristiche sono stabilite dal Ministero dell’interno, e iscritti, a cura degli enti che ne hanno curato l’istruzione e l’addestramento, in appositi “ruolini “.
Anche per il tramite delle Regioni o degli altri enti territorialmente competenti, preventivamente autorizzati, l’Agenzia, nei limiti delle disponibilità di bilancio, provvede ad effettuare i rimborsi ai datori di lavoro, nonché alle organizzazioni di volontariato di cui all’articolo 1, comma 2, per le spese sostenute in occasione di attività e di interventi preventivamente autorizzati e relative ai viaggi in ferrovia e in nave, al costo della tariffa più economica ed al consumo di carburante relativo agli automezzi utilizzati, sulla base del chilometraggio effettivamente percorso e su presentazione di idonea documentazione. I rimborsi potranno anche essere oggetto di anticipazione da parte dell’autorità che ha autorizzato l’attività stessa.
Modalità di intervento delle organizzazioni di volontariato nelle attività di previsione, prevenzione e soccorso
Per il testo dell’art. 108 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, vedi nelle note alle premesse.
a) dodici rappresentanti, designati da organizzazioni nazionali di volontariato di protezione civile, individuate dall’Agenzia, presenti con proprie sedi in almeno sei regioni;
b) ventidue rappresentanti eletti da organizzazioni locali di volontariato di protezione civile, secondo modalità determinate d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Sono escluse da tale nomina le articolazioni locali quali, ad esempio, delegazioni o comitati delle organizzazioni designate ai sensi della lettera a).
I benefici previsti dagli articoli 9 e10 in favore degli appartenenti alle organizzazioni di volontariato di protezione civile, sono estesi dall’Agenzia anche agli appartenenti alle organizzazioni di volontariato chiamate a fornire la propria collaborazione in occasione di eventi per i quali è dichiarato lo stato di emergenza nazionale.
A tutti gli oneri conseguenti ll’applicazione delle disposizioni del presente regolamento si provvede nei limiti degli stanziamenti allo scopo destinati nel bilancio dell’Agenzia.
Per il testo dell’art. 2, comma 1, lettere a) e b), della citata legge 24 febbraio 1992, n. 225, vedi nelle note all’art. 1.
Nelle more della costituzione dell’Agenzia, le norme del presente regolamento si applicano, per quanto di competenza, al Dipartimento della protezione civile. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Roma, addi’ 8 febbraio 2001
Registrato alla Corte dei conti il 10 maggio 2001
registro n. 5, foglio n. 55
Allegato A (previsto dall’art. 2, comma 6)
Oggetto: Domanda di concessione di contributo per il potenziamento di attrezzature e dei mezzi delle organizzazioni di volontariato di protezione civile ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. …….. del …………..
Il sottoscritto ………………………………………………………..rappresentante legale dell’organizzazione ………….……… con sede legale nel comune di ………………………..
provincia ………… indirizzo ………………………………………………………………………….
c.a.p. ………. tel. …….…….. tel. …………… fax ……………….
ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. …….. del …………… la concessione di un contributo per un totale di L. …………… per il potenziamento delle attrezzature e dei
mezzi sotto indicati:
a) relazione illustrativa e tecnica del progetto di acquisizione di mezzi e attrezzature, in relazione alle prevedibili esigenze e, alle modalità d’impiego;
c) dichiarazione di eventuali richieste di contributo inoltrate ad altri soggetti o da questi già erogati per il medesimo progetto;
d) dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante la veridicità della documentazione allegata alla domanda;
e) parere della regione o della provincia autonoma (solo per le organizzazioni di cui all’art. 2, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica in oggetto).
Allegato B (previsto dall’art. 2, comma 6)
Oggetto: Domanda di concessione di contributo per il miglioramento della preparazione tecnica e per la formazione dei cittadini delle organizzazioni di volontariato di protezione civile ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n….…… del …………..
ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. …….. del …………… la concessione di un contributo per un totale di L. …………… per il miglioramento della preparazione tecnica e per la formazione dei cittadini.
a) progetto contenente anche la relazione esplicativa in cui viene specificato il tipo di attività di formazione o di addestramento, l’impianto organizzativo, il responsabile del progetto, i destinatari e gli obiettivi che si intendono perseguire;
d) dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante
e) la veridicità della documentazione allegata alla domanda;
f) parere della regione o della provincia autonoma (solo per le organizzazioni di cui all’art. 2, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica in oggetto)