Source: https://legislazionetecnica.it/rubrica/normativa-naz?page=8
Timestamp: 2020-07-06 18:04:52+00:00
Document Index: 42609870

Matched Legal Cases: ['art. 68', 'art. 146', 'art. 142', 'art. 36', 'art. 20', 'art. 14', 'art. 38', 'art. 186', 'art. 33', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 22', 'art. 22']

7-8 2004
Indice normativa nazionale n. 7-8/2004
Indice normativa nazionale n. 6/2004
Indice normativa nazionale n. 5/2004
Indice normativa nazionale n. 4/2004
FAST FIND : GP17932
Appalti e contratti pubblici - Requisiti di partecipazione - Specifiche tecniche - Principio di equivalenza - Onere della prova dell'equipollenza funzionale tra i prodotti - Apposita formale dichiarazione - Necessità - Esclusione.
L’art. 68, comma 7 del D. Leg.vo 50/2016 non onera i concorrenti di un’apposita formale dichiarazione circa l'equivalenza funzionale del prodotto offerto, potendo la relativa prova essere fornita con qualsiasi mezzo appropriato; la commissione di gara può effettuare la valutazione di equivalenza anche in forma implicita, ove dalla documentazione tecnica sia desumibile la rispondenza del prodotto al requisito previsto dalla lex specialis. Pertanto, qualora il concorrente dimostri l’equivalenza funzionale del prodotto offerto a quello richiesto, le amministrazioni aggiudicatrici non possono escluderlo sostenendo che i lavori, le forniture o i servizi offerti non siano conformi alle specifiche tecniche alle quali hanno fatto riferimento.
FAST FIND : GP17931
Appalti e contratti pubblici - Proroga contrattuale e proroga tecnica - Differenze - Carattere di eccezionalità della proroga tecnica.
La proroga del contratto pubblico può essere "contrattuale” oppure “tecnica". La proroga c.d. “contrattuale” è così definita in quanto prevista nel bando di gara e nel contratto. Si ha, invece, proroga c.d. “tecnica”, quando il contratto viene prolungato per un breve periodo per garantire la continuità della prestazione essenziale nelle more della conclusione delle procedure di scelta del contraente. In ogni caso la c.d. “proroga tecnica”, come chiarito dall'ANAC e dalla consolidata giurisprudenza, è ammessa solo in via del tutto eccezionale solo qualora non sia possibile attivare i necessari meccanismi concorrenziali e vi sia l’effettiva necessità di assicurare precariamente il servizio nelle more del reperimento di un nuovo contraente.
Vedi anche TAR Lazio Roma 10/09/2018, n. 9212; C. Stato 11/05/2009, n. 2882.
Appalti e contratti pubblici - Proroga del contratto - Necessità di avvalersi dello stesso tipo di prestazioni - Autonomia contrattuale - Esclusione - Necessità di indizione di una nuova gara pubblica.
In materia di rinnovo o proroga dei contratti pubblici di appalto di servizi non vi è alcuno spazio per l'autonomia contrattuale delle parti in quanto vige il principio inderogabile, fissato dal legislatore per ragioni di interesse pubblico, in forza del quale, salve espresse previsioni dettate dalla legge in conformità della normativa comunitaria, l'Amministrazione, una volta scaduto il contratto, deve, qualora abbia ancora la necessità di avvalersi dello stesso tipo di prestazioni, effettuare una nuova gara pubblica.
Appalti e contratti pubblici - Differenza tra rinnovo e proroga del contratto.
La differenza tra rinnovo e proroga di contratto pubblico sta nel fatto che il primo comporta una nuova negoziazione con il medesimo soggetto, che può concludersi con l'integrale conferma delle precedenti condizioni o con la modifica di alcune di esse in quanto non più attuali; la seconda ha invece come solo effetto il differimento del termine finale del rapporto, il quale rimane per il resto regolato dall'atto originario.
FAST FIND : GP17930
Permesso di costruire e vincolo paesaggistico
Sent. C. Cass. pen. 10/03/2020, n. 9402
Edilizia e immobili - Titoli abilitativi - Zone sottoposte a vincolo paesaggistico - Richiesta di permesso di costruire - Onere di dichiarare che l’intervento progettato insiste su una zona vincolata - Sussiste.
Dalla disposizione di cui all'art. 146, D. Leg.vo 42/2004 - secondo la quale i proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di immobili ed aree di interesse paesaggistico hanno l'obbligo di sottoporre alle amministrazioni competenti i progetti delle opere che intendano eseguire, corredati della documentazione preordinata alla verifica della compatibilità fra interesse paesaggistico tutelato ed intervento progettato al fine di ottenere la preventiva autorizzazione - discende che costituisce onere dell'interessato rappresentare, nel richiedere il permesso di costruire, che l'intervento progettato insiste su una zona vincolata sul piano paesaggistico, così come verificare, una volta conseguito il titolo abilitativo ai fini urbanistici, se lo stesso sia congruo in relazione alla situazione di fatto, riferita cioè alla specifica zona in cui l'intervento deve essere realizzato.
Edilizia e immobili - Titoli abilitativi - Zone sottoposte a vincolo paesaggistico - Vincolo boschivo - Nozione - Ambito normativo.
In tema di reati paesaggistici, il vincolo boschivo di cui all'art. 142, D. Leg.vo 42/2004 sussiste per la sola presenza di un bosco, secondo la definizione datane dalla legislazione nazionale e che solo le regioni possono integrare per addizione o sottrazione nell'ambito della potestà legislativa concorrente in tale materia, sì che nessuna rilevanza può attribuirsi alle determinazioni al riguardo degli strumenti urbanistici comunali.
FAST FIND : GP17929
Pergolato e porticato - Caratteristiche e differenze
Edilizia e immobili - Titoli abilitativi - Pergolato - Necessità del permesso di costruire - Esclusione - Condizioni - Pergolato e porticato - Caratteristiche - Differenze.
Il pergolato ha una funzione meramente ornamentale, è realizzato in una struttura leggera in legno o in altro materiale di minimo peso, deve essere facilmente amovibile in quanto privo di fondamenta, e fungere da sostegno per piante rampicanti, attraverso le quali realizzare riparo e ombreggiatura di superfici di modeste dimensioni. Una struttura di tale tipologia, in quanto aperta da tutti i lati, non infissa al suolo stabilmente, facilmente amovibile e sormontata da un telo retraibile, non costituisce nuova costruzione e come tale non è soggetta al rilascio di permesso di costruire, trattandosi di un'opera inidonea ad alterare l'assetto urbanistico-edilizio esistente, essendo meramente finalizzata a soddisfare esigenze temporanee e stagionali a servizio dell'immobile principale. Per contro, la realizzazione di un pergolato mediante una solida struttura in legno di dimensioni non trascurabili, che faccia desumere una permanenza prolungata nel tempo del manufatto e delle utilità che esso è destinato ad arrecare, comportando una trasformazione edilizia del territorio, deve essere qualificata come un intervento di nuova costruzione, che necessita di permesso di costruire. (Nella fattispecie è stato qualificato non come "pergolato" ma come "porticato" necessitante di permesso di costruire un manufatto di dimensioni non trascurabili costituito da pilastri in legno stabilmente infissi al suolo mediante bulloni in acciaio, munito di copertura stabile, destinato a soddisfare esigenze non meramente transitorie della proprietà).
FAST FIND : GP17927
Richiesta di sanatoria parziale
Edilizia e immobili - Abusi e reati edilizi - Richiesta di sanatoria parziale - Opere funzionalmente collegate non considerate nella richiesta di sanatoria - Verifica della doppia conformità - Deve riguardare la totalità delle opere.
La valutazione della sanabilità delle opere incluse nell’istanza presentata ai sensi dell’art. 36, D.P.R. 380/2001, nel caso in cui nella stessa area di pertinenza coesistano altre opere abusive non considerate dall’interessato nella predetta istanza, ma pur sempre funzionalmente collegate alle prime (come nel caso di specie in cui tutte le opere costituiscono manufatti funzionalmente legati all’esercizio di una attività imprenditoriale), non può non includere la verifica circa la sanabilità delle altre opere edilizie abusivamente realizzate, atteso che lo scrutinio sulla “doppia conformità” non può che essere complessivo. Ne deriva, pertanto, che, qualora venga chiesto il rilascio di un permesso di costruire riferito soltanto a talune delle opere realizzate e l’Amministrazione riscontri l’esistenza di altre opere abusive, non scomponibili in progetti scindibili, ma funzionalmente connesse al perseguimento di uno scopo unitario, l’ente procedente non può accogliere una domanda riguardante singole opere, dovendo aversi riguardo al complessivo intervento all’uopo realizzato.
In senso conforme vedi C. Stato 04/02/2019, n. 843.
FAST FIND : GP17925
Esclusione del permesso tacito per interventi in aree vincolate
Edilizia e immobili - Titoli abilitativi - Vincoli relativi all'assetto idrogeologico, ambientali, paesaggistici o culturali - Permesso di costruire - Formazione per silenzio-assenso - Esclusione.
Ai sensi dell'art. 20, D.P.R. 380/2001, in presenza di vincoli relativi all'assetto idrogeologico, ambientali, paesaggistici o culturali è preclusa la formazione del silenzio-assenso sull’istanza volta ad ottenere il permesso di costruire. E ciò anche in pendenza delle procedure per l’apposizione di tali vincoli, in quanto ai sensi dell’art. 14, commi 4 e 5, del D. Leg.vo 22/01/2004, n. 42, la comunicazione al proprietario dell'avvio del procedimento di dichiarazione del vincolo comporta che, per tutta la durata del procedimento di vincolo, si applichino in via cautelare le stesse disposizioni di tutela che il vincolo stesso, una volta imposto, rende definitive.
FAST FIND : GP17924
RTI - Mandataria in concordato con continuità aziendale
G.U. 13/05/2020, n. 20
Gudizio di legittimità costituzionale dell'art. 38, c. 1, lett. a), del decreto legislativo 12/04/2006, n. 163; art. 186 bis, c. 5 e 6, del regio decreto 16/03/1942, n. 267, come introdotto dall'art. 33, c. 1°, lett. h), del decreto-legge 22/06/2012, n. 83, convertito, con modificazioni, nella legge 07/08/2012, n. 134.
FAST FIND : GP17922
Istanza di sanatoria e ordine di demolizione
Edilizia e immobili - Abusi e reati edilizi - Istanza di sanatoria - Permanenza dell'efficacia dell'ordine di demolizione - Interesse ad agire - Sussiste.
Quando è emesso un ordine di demolizione e l’interessato proponga un’istanza di sanatoria, il provvedimento repressivo continua a produrre effetti, sicché, da un lato, il soggetto sanzionato mantiene l’interesse a proporre ricorso (quindi su di lui grava un onere di tempestiva impugnazione) e, dall’altro, l’amministrazione può portare senz’altro ad esecuzione il proprio provvedimento, anche se costituisce una regola di buona amministrazione (al fine evitare responsabilità ove sia demolito un manufatto assentibile ex post) che l’esecuzione materiale dell’atto sia preceduta dalla reiezione dell’istanza di sanatoria, il che non comporta tuttavia sul piano squisitamente giuridico la neutralizzazione dell’efficacia dell’ordine di demolizione.
FAST FIND : GP17920
Conseguenze dell'istanza di sanatoria sull'ordine di demolizione
Edilizia e immobili - Abusi e reati edilizi - Istanza di sanatoria - Effetti - Inefficacia dell'ordinanza di demolizione - Carenza di interesse ad agire - Rigetto dell'istanza - Obbligo dell'Amministrazione di adottare un nuovo provvedimento sanzionatorio.
In seguito alla presentazione dell’istanza di sanatoria sorge in capo all’Amministrazione l’obbligo di pronunciarsi nuovamente in modo espresso o tacito sulla predetta istanza e, in caso di reiezione della stessa, dovrà poi adottare un nuovo provvedimento sanzionatorio a carico della parte privata. Ed infatti la presentazione dell’istanza di sanatoria - sia essa di accertamento di conformità, sia essa di condono - produce l’effetto di rendere inefficace l’ordinanza di demolizione delle opere abusive e, quindi, improcedibile l’impugnazione della stessa per sopravvenuta carenza di interesse. Invero il riesame dell’abusività dell’opera provocato dalla predetta istanza di sanatoria comporta la necessaria formazione di un nuovo provvedimento (esplicito od implicito, di accoglimento o di rigetto) che vale comunque a superare il provvedimento sanzionatorio oggetto dell’impugnativa. Infatti nell’ipotesi di rigetto dell’istanza l’Amministrazione dovrà adottare un nuovo provvedimento sanzionatorio, con l’assegnazione di un nuovo termine per adempiere. Del pari nel caso di positiva delibazione dell’istanza non si avrebbe più interesse alla definizione del giudizio, essendo stato sanato il lamentato abuso, con effetto estintivo anche delle sanzioni acquisitive eventualmente già adottate.
FAST FIND : GP17919
Distribuzione del gas naturale e tutela della concorrenza
Sent. Corte Cost. 24/04/2020, n. 83
G.U. 29/04/2020, n. 18
Giudizio per la correzione dell'errore materiale contenuto nella sentenza n. 16 del 15 gennaio-13 febbraio 2020.
dispone che nella sentenza n. 16 del 2020 sia corretto il seguente errore materiale: al punto 5.1.1. del Considerato in diritto, le parole «dell’art. 22, commi 14, primo periodo, e 15» sono sostituite dalle parole «dell’art. 22, commi 14 e 15».