Source: https://www.icparazziviadana.gov.it/atto-dindirizzo-al-collegio-docenti-per-la-redazione-del-ptof/
Timestamp: 2018-10-24 00:22:09+00:00
Document Index: 76840795

Matched Legal Cases: ['art. 64', 'art.1', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 28', 'art. 37']

Atto d’indirizzo a collegio docenti per la redazione del PTOF – Istituto comprensivo "A. Parazzi" di Viadana
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Prot.n. 3072/C7 del 02 ottobre 2015
Il D.P.R. n. 297/94
Il D.P.R. n. 275/99
il D.P.R. 20 MARZO 2009, N.89, recante Revisione dell’ assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della Scuola dell’Infanzia e del Primo Ciclo di Istruzione ai sensi dell’ art. 64, comma 4, del Decreto Legge 25 GIUGNO 2008 , N. 112 , convertito, con modificazioni, dalla Legge 4 AGOSTO 2009 n. 133 gli artt. 26-27-28-29 del Comparto Scuola
delle disposizioni in merito all’attuazione degli Indirizzi Nazionali per il Curricolo (art.1, c.4 DPR 20.03.2009 n.89, secondo i criteri indicati dal DM 254 del 16.11.2012);
delle indicazioni nazionali per il Curricolo2012;
della delibera del Collegio dei Docenti del 30.06.2015 di predisposizione del Piano Annuale d’Inclusione per l’a.s. 2015-16;
delle risultanze del processo di autovalutazione dell’istituto esplicitate nel Rapporto di Autovalutazione
che la formulazione della presente direttiva è compito attribuito al dirigente scolastico dalla Legge n.107/2015;
che le competenze del collegio dei docenti, risultanti dal combinato disposto dell’art. 7 del T.U. 297/74, di successivi provvedimenti normativi e delle disposizioni del CCNL si riferiscono a:
elaborazione del Piano dell’offerta formativa ai sensi dell’art. 3 del D.P.R. 08.03.1999, n. 275 e della Legge di Riforma n. 107/2015 che introduce il PTOF (triennale) elaborato dal Collegio sulla base delle linee di indirizzo fornite dal Dirigente Scolastico;
adeguamento dei programmi d’insegnamento alle particolari esigenze del territorio e del coordinamento disciplinare (art. 7 comma 2 lett. a T.U. 297/94 e D.P.R. n. 275/99);
adozione delle iniziative per il sostegno di alunni handicappati e di figli di lavoratori stranieri (art. 7 comma 2 lett. m e n T.U.), adozione di iniziative secondo quanto indicato da Linee Guida sull’integrazione degli alunni con disabilità 2009, Legge n.170/2010, Direttiva MIUR del 27.12.2012 sui B.E.S., Linee Guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri 2014);
studio delle soluzioni dei casi di scarso profitto o di irregolare comportamento degli alunni, su iniziativa dei docenti della rispettiva classe e sentiti, eventualmente, gli esperti (art. 7 comma 2 lett. o T.U.);
identificazione e attribuzione di funzioni strumentali al P.O.F. (art. 28 del CCNL 26.05.1999 e art. 37 del CCNI 31.08.1999), con la definizione dei criteri d’accesso, della durata, delle competenze richieste, dei parametri e delle cadenze temporali per la valutazione dei risultati attesi;
delibera, nel quadro delle compatibilità con il P.O.F. e delle disponibilità finanziarie, sulle attività aggiuntive di insegnamento e sulle attività funzionali all’insegnamento;
Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa è da intendersi non solo quale documento con cui l’istituzione dichiara all’esterno la propria identità, ma il programma in sé completo e coerente di strutturazione precipua del curricolo, di attività, di logistica organizzativa, di impostazione metodologico-didattica, di utilizzo, promozione e valorizzazione delle risorse umane, con cui la scuola intende perseguire gli obiettivi dichiarati nell’esercizio di funzioni che sono comuni a tutte le istituzioni scolastiche in quanto tali, e al contempo la caratterizzano e la distinguono. Il coinvolgimento e la fattiva collaborazione delle risorse umane di cui dispone l’istituto, l’identificazione e l’attaccamento all’istituzione, la motivazione, il clima relazionale ed il benessere organizzativo, la consapevolezza delle scelte operate e delle motivazioni di fondo, la partecipazione attiva e costante, la trasparenza, l’assunzione di un modello operativo volto al miglioramento continuo di tutti i processi di cui si compone l’attività della scuola non possono darsi solo per effetto delle azioni poste in essere dalla dirigenza, ma chiamano in causa tutti e ciascuno, quali espressione della vera professionalità che va oltre l’esecuzione di compiti ordinari, ancorché fondamentali, e sa fare la differenza. Essi sono elementi indispensabili all’implementazione di un Piano che superi la dimensione del mero adempimento burocratico e ne faccia reale strumento di lavoro, in grado di canalizzare l’uso e la valorizzazione delle risorse umane e strutturali, di dare un senso ed una direzione chiara all’attività dei singoli e dell’istituzione nel suo complesso. Nell’esercizio della sua discrezionalità tecnica, pertanto, il collegio docenti è chiamato ad elaborare il Piano per il triennio che decorre dall’anno scolastico 2016-2017. Ai fini dell’elaborazione del documento, il dirigente scolastico ritiene indispensabile che si seguano le presenti indicazioni.
• L’elaborazione del PTOF deve tener conto delle priorità, dei traguardi e degli obiettivi individuati nel RAV per rispondere alle reali esigenze dell’utenza.
• L’Offerta Formativa deve articolarsi tenendo conto non solo della normativa e delle presenti indicazioni, ma facendo anche riferimento a vision e mission condivise e dichiarate nei piani precedenti, nonché del patrimonio di esperienza e professionalità che negli anni hanno contribuito a costruire l’immagine della scuola.
• rafforzare i processi di costruzione del curricolo d’istituto verticale e caratterizzante l’identità dell’istituto;
• strutturare i processi di insegnamento-apprendimento in modo che essi rispondano esattamente alle Indicazioni Nazionali ed ai Profili di competenza, tenendo presente che con esse il MIUR esplicita i livelli essenziali delle prestazioni (LEP), dunque non il punto di arrivo per gli studenti migliori, bensì i livelli che obbligatoriamente devono essere conseguiti da ciascuno studente nell’esercizio del diritto-dovere all’istruzione.
superare la dimensione trasmissiva dell’insegnamento e modificare l’impianto metodologico in modo da contribuire fattivamente, mediante l’azione didattica, allo sviluppo delle competenze chiave di cittadinanza europea, che sono riconducibili a specifici ambiti disciplinari (comunicazione in lingua madre, comunicazione in lingue straniere, competenze logico- matematiche, competenze digitali) ed a dimensioni trasversali (imparare ad imparare, iniziativa ed imprenditorialità, consapevolezza culturale, competenze sociali e civiche);
potenziare ed integrare il ruolo dei dipartimenti e delle Funzioni Strumentali al POF;
migliorare il sistema di comunicazione, la socializzazione e la condivisione tra il personale, gli alunni e le famiglie delle informazioni e delle conoscenze relative agli obiettivi perseguiti e i risultati conseguiti;
sostenere formazione ed autoaggiornamento per la diffusione dell’innovazione metodologico- didattica;
accrescere la quantità e la qualità delle forme di collaborazione con il territorio: reti, accordi, progetti, fundraising e crowd funding;
il Piano dovrà pertanto includere: l’offerta formativa, il curricolo verticale caratterizzante; le attività progettuali; i regolamenti; e quanto previsto dalla Legge n.107/2015 al comma 7 dalla lettera a alla lettera s; nonché:
iniziative di formazione per gli studenti, compresa la conoscenza delle procedure di primo soccorso (Legge n. 107/15 comma 16), attività formative obbligatorie per il personale docente ed ATA (Legge n.107/15 comma 12), definizione risorse occorrenti, attuazione principi pari opportunità, parità dei sessi, lotta alla violenza di genere e le discriminazioni, (con specifico impegno alla realizzazione di attività di sensibilizzazione), percorsi formativi e iniziative diretti all’orientamento ed alla valorizzazione del merito scolastico e dei talenti (Legge n. 107/15 comma 29), azioni per difficoltà e problematiche relative all’integrazione degli alunni stranieri e con italiano come L2, azioni specifiche per alunni adottati, qualora se ne ravvisasse la necessità, azioni per sviluppare e migliorare le competenze digitali di alunni e personale attraverso il Piano Nazionale per la Scuola Digitale (obiettivi specifici al comma 58) descrizione dei rapporti con il territorio.
gli indirizzi del DS e le priorità del RAV
il fabbisogno di posti comuni, di sostegno, e per il potenziamento dell’offerta formativa, (comma2)
il fabbisogno di ATA (comma3)
il fabbisogno di strutture, infrastrutture, attrezzature materiali
il piano di miglioramento (riferito al RAV)
Per la formulazione del Piano triennale dell’Offerta formativa, l’Istituto coinvolgerà e si confronterà con i principali stakeholders del territorio con particolare riferimento a: Ente locale, Associazioni culturali (Scuola di storia locale), mondo dell’imprenditoria (Sadepan, Belleli, Caleffi …), enti religiosi e politici, famiglie e associazioni dei genitori.
Il collegio docenti è tenuto ad una attenta analisi del presente atto di indirizzo, in modo da assumere deliberazioni che favoriscano la correttezza, l’efficacia, l’efficienza, l’imparzialità e trasparenza richiesta alle pubbliche amministrazioni. Poiché il presente atto d’indirizzo, introdotto dalla recente legge 107/2015, si colloca in un momento di grandi cambiamenti normativi, si avvisa sin d’ora che potrà essere oggetto di revisione, modifica o integrazione.
“Consapevole dell’impegno che i nuovi adempimenti comportano per il Collegio Docenti e dello zelo con cui il personale docente assolve normalmente ai propri doveri, il Dirigente Scolastico ringrazia per la competente e fattiva collaborazione ed auspica che con entusiasmo si possa lavorare insieme per il miglioramento della nostra scuola”.
Aldo Delpari