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Timestamp: 2019-11-14 14:53:42+00:00
Document Index: 54236927

Matched Legal Cases: ['art. 1123', 'art. 1123', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 1123']

Modalità di calcolo della maggioranza per approvazione bilancio di previsione
Da notaio, 7 Novembre
Buonasera a tutti. pongo a Voi il quesito che mi sono posto in occasione dell'assemblea condominiale in cui tra le altre cose vi era anche l'approvazione, in seconda convocazione, del bilancio di previsione delle spese per il 2020. In questa circostanza io non l'ho approvato. Perché è stata imputata in parti uguali la spesa straordinaria "compenso per il professionista che ha redatto le nuove tabelle millesimali". Io ho votato contro in rappresentanza di me stesso ed altri due condomini che mi hanno delegato, per quella circostanza: per un totale di tre teste e millesimi 391,49. Hanno approvato gli altri due condomini presenti, con millesimi 417,58.
Stante a quanto è a mia conoscenza coloro che hanno approvato hanno più di un terzo dei millesimi (due teste), ma non sono la maggioranza dei presenti.
Ora io mi chiedo e vi chiedo, gli assenti a quella assemblea vanno a sommarsi ai favorevoli con il loro "tacito assenso"?
o rimane valido il mio rifiuto del bilancio di previsione del 2020? Visto che io avevo la maggioranza dei presenti tre teste)?
Ci vuole la doppia maggioranza,teste e millesimi.
notaio dice:
No gli assenti non vanno a sommarsi a nulla, solo i presenti all'assemblea possono decidere.
Nel caso specifico l'approvazione del bilancio preventivo non ha raggiunto il quorum previsto (in seconda convocazione maggioranza degli intervenuti con un numero di voti che rappresenti almeno un terzo del valore dell'edificio). Se però l'assemblea ha deliberato lo stesso, la delibera è annullabile e, pertanto, chi ha votato contro in assemblea può proporre opposizione alla stessa nel termine di 30 gg., per gli assenti detto termine inizia dalla data di ricevimento della copia del verbale.
Il tacito assenso non c'entra nulla.
Per una deliberazione c'è bisogno del c.d. Doppio quorum, che consiste nella maggioranza dei presenti che abbiamo un totale di millesimi pari al tipo di convocazione (500 prima, 334 seconda). Dal momento che non sussiste la maggioranza delle teste, la delibera non è valida, quindi annullabile, in un periodo di 30 giorni.
Modificato 7 Novembre da xabaras
Io ho votato contro in rappresentanza di me stesso ed altri due condomini che mi hanno delegato, per quella circostanza
occhio che i due condomini che ti hanno delegato sono "presenti". quindi se dovete impugnare lo dovere fare entro 30 giorni dalla data dell'assemblea in quanto il verbale è da spedire solo agli assenti "reali" (che non hanno delegato nessuno).
Ringrazio tutti Voi per il contributo manifestato. Preciso che in merito all'ordine del giorno predetto "approvazione bilancio di previsione 2020", l'assemblea si è cosi testualmente pronunciata: "il sottoscritto non approva (tre teste e 391,49 mill.). Tizio e Caio approvano (due teste e 417,58 mill.)". Non è stato detto altro. Secondo Voi si è stata deliberata l'approvazione del Bilancio di previsione per il 2020?
bisognava scrivere a verbale "l'assemblea approva il bilancio preventivo" altrimenti, considerata anche la mancanza del quorum non si può sostenere che sia stato approvato.
non c'è scritto nulla, ma analizzando i dati si evince che nessuna delle due parti può aggrapparsi ai numeri.
siete in stallo: maggioranza di teste ma non maggioranza di millesimi e per contro maggioranza di millesimi ma non maggioranza di teste.
per cui secondo me il bilancio di previsione (così come indicato nell'odg: "approvazione bilancio") non è approvato non avendo i favorevoli all'approvazione la maggioranza necessaria.
ps: in verità avrebbero dovuto essere esplicitati anche i nomi dei tuoi deleganti (ancorchè si possano desumere dalla visione delle deleghe).
Buonasera! Senza prescindere da quanto finora rappresentato, ho avuto modo di leggere ultimamente che la Suprema Corte ha ribadito che è "vietato addebitare le spese condominiali prescindendo dalle tabelle millesimali...::"; nel caso specifico trattato, dice : "...anche se c'è il consenso tacito dei condomini." (Cass. civ, sez. II, 15 ottobre 2019, n. 26042). Alla luce di questa pronuncia, è legittimo per me pensare che l'addebito delle spesa riportata nel bilancio di previsione 2020, sia stata imputata in violazione dell'art. 1123 c.c. Quindi l'ordine del giorno se fosse stato approvato sarebbe non annullabile, bensì nullo. Perché per derogare alle tabelle millesimali, cosa che il codice civile consente, c'è bisogno della manifesta (non conta il consenso tacito) unanimità dei partecipanti al condominio.
No non è nulla ma annullabile perché assunta in difetto di maggioranza.
(Cass. civile, Sezioni Unite, 7 marzo 2005, n. 4806)
....che devono essere qualificate, invece, annullabili quelle delibere che abbiano vizi relativi alla regolare costituzione dell’assemblea, quelle adottate con maggioranza inferiore a quella prescritta da legge o regolamento condominiale, quelle che siano affette da vizi formali, in violazione di prescrizioni legali, convenzionali, regolamentari, attinenti al procedimento di convocazione o informazione dell’assemblea; ancora devono considerarsi annullabili quelle delibere che siano genericamente affette da irregolarità nel procedimento di convocazione e quelle che violano norme richiedenti qualificate maggioranze in relazione all'oggetto.
nel bilancio di previsione 2020, sia stata imputata in violazione dell'art. 1123 c.c. Quindi l'ordine del giorno se fosse stato approvato sarebbe non annullabile, bensì nullo
la delibera sarebbe stata comunque annullabile.
Quindi l'ordine del giorno se fosse stato approvato sarebbe non annullabile, bensì nullo.
se quel punto all'odg (preventivo 2020) fosse stato dichiarato come "approvato" detta delibera sarebbe annullabile poichè presa in assenza delle due maggioranze previste.
Le ipotesi di nullitá sono state notevolmente ridimensionate da una sentenza a Sezioni Unite che ha fatto e sta facendo storia e che recita:
”debbono qualificarsi nulle le delibere prive degli elementi essenziali, le delibere con oggetto impossibile o illecito, le delibere con oggetto che non rientra nella competenza dell’assemblea, le delibere che incidono sui diritti individuali sulle cose o servizi comuni o sulla proprietà esclusiva di ognuno dei condomini ed infine le delibere comunque invalide in relazione all’oggetto”
Inviato domenica alle 08:13
Buongiorno. Fin qui tutto chiaro. Mi rimane il dubbio sul perché, pur in presenza della citata sentenza a S.U. degli ermellini, gli stessi giudici hanno sancito nella massima "Le deliberazioni dell'assemblea adottate in violazione dei criteri normativi e regolamentari d ripartizione delle spese , e quindi in eccesso rispetto alle attribuzioni dell'organo collegiale, sono da considerare nulle per impossibilità dell'oggetto, e non meramente annullabili". Cassazione, Sez. II ord. 10 gennaio 2019, n. 470.
Inviato domenica alle 09:40
in violazione dei criteri normativi e regolamentari d ripartizione delle spese
... sono queste da considerarsi nulle.
se ho ben capito, voi non avete derogato al criterio, cioè avete utilizzato le appropriate tabelle per i conteggi e la suddivisione tra favorevoli e contrari.
avete quindi eventualmente approvato qualcosa senza le maggioranze previste: questo non significa cambiare i "criteri" di conteggio.
in sostanza non avete addebitato spese prescindendo dalle tabelle
è certo che il bilancio preventivo non è stato approvato per mancanza del doppio quorum per la sua approvazione. Ma anche se fosse stato scritto che era stato approvato, questo non lo era, visti i numeri. La delibera quindi, secondo me non è annullabile ne nulla, ma semplicemente non c'è stata l'approvazione del bilancio preventivo, per cui l'amministratore non avrà titolo di ottenere il versamento delle rate eventualmente previste. Secondo me, diversamente da quanto è stato detto da altri, non dovete nemmeno impugnare.
Infatti se fosse stata presa in carenza di quote millesimali minime, sarebbe stata annullabile, ma non è questo il caso, non essendo stata approvata con quorum insufficiente al minimo fissato per legge.
Condivido in pieno quando affermato da Camillo50. Infatti ritengo di non dover impugnare alcun che, perché non c'è stata nessuna pronuncia. E se ci fosse stata deliberazione sarei ricorso per l'illegittimo riparto, nel bilancio di previsione 2020 della spesa " pagamento di parcella di un professionista". Spesa imputata in parti uguali anziché secondo la tabella millesimale di proprietà.
Inviato domenica alle 13:08
nel bilancio di previsione 2020 della spesa " pagamento di parcella di un professionista". Spesa imputata in parti uguali anziché secondo la tabella millesimale di proprietà
a parte che per me, come già detto in precedenza non c'è stata alcuna approvazione, si stava ragionando sulla nullità o annullabilità di detta approvazione in mancanza di quorum validi.
in questa ottica la mia opinione sulla approvazione in mancanza di valide maggioranze è: annullabile e non nulla.
diverso è ragionare sulla razionalità della delibera: è ovvio che se si ripartisce a maggioranza al di fuori del criterio legale quella delibera è nulla.
ma questo è un altro discorso: una cosa è discutere di una delibera presa con criteri validi ma in carenza di maggioranze valide e un'altra cosa è discutere si una delibera presa con criteri non validi.
un conto è la carenza di maggioranze, altro è un criterio non valido.
Inviato domenica alle 13:18
@notaio vedi le sentenze vanno contestualizzate rispetto alla fattispecie attorno alla quale si pronunciano.
Ne caso in ispecie si trattava di un'inosservanza del regolamento contrattuale.
E poi se vogliamo entrare nel tecnico gli ermellini non hanno per nulla sancito una massima, si tratta in fatti di un'ordinanza e non di una sentenza. Ti chiederai: e allora?
L'ordinanza prevede la sola funzione di controllo di legalità della sentenza impugnata. (camera di consiglio)
Quando la corte è chiamata all'esercizio della funzione di indirizzo della giurisprudenza si pronuncia mediante sentenza (pubblica udienza).
Personalmente sono in disaccordo con la pronuncia citata (difforme dalle precedenti in materia....succede), e questo conta il doppio di zero, però è fattuale che comunque non costituisce fonte di orientamento giurisprudenziale. Lo dice la legge25 ottobre 2016 n. 197
La tua era una richiesta in ordine alla legittimità (nullità/annullabilità) e si su questo io e altri ti abbiamo risposto.
Andando nel pratico concordo con @camillo50 non serve impugnare. Basta non pagare.
Modificato domenica alle 13:28 da Gadamer
Mi permetto di esprimere il mio pensiero.
Si deve tener conto di due aspetti.
Il bilancio preventivo non è stato approvato per mancanza del quorum, per cui l'amministratore non ha titolo per chiedere il pagamento delle rate.
Altra cosa è l'errore nella ripartizione.
Quindi, in mancanza di un bilancio approvato, si deve convocare u a assemblea straordinaria specifica.
Se, invece, l'amministratore vi dovesse dire che il bilancio si intende approvato, questo può essere impugnato sia per la mancanza del qurum (annullabilità del bilancio), sia per la ripartizione illecita che rende nulla la relativa voce.
Per cui, se non doveste impugnare entro i termini, il bilancio sarà valido e potrete impugnare solo sulla base della ripartizione ritenuta illecita; il Giudice potrebbe annullare la specifica voce e dovrete riproporre la ripartizione secondo quanto stabilito dal codice civile.
Inviato domenica alle 15:42
Per nulla d'accordo. L'amministratore, può "dire" quel che vuole, non ha nessun potere in ordine alla legittimazione della delibera di cui è esecutore. Ciò che conta sono le risultanze a verbale. Se non viene riportata esplicitamente in detto verbale l'approvazione, sussiste legalmente solo la riconvocazione per nuova delibera. Diversamente commetterebbe un abuso.
Se per ipotesi l'amministratore si arrogasse il diritto di scavalcare le risultanze verbalizzate, sono problemi suoi.
Ai condomini è concessa la facoltà d'impugnazione (peraltro non della richiesta dell'amministratore) e non certo l'obbligo d'impugnazione. Non pagano e attendono che l'amministratore si muova giudizialmente. Non lo farà, basta che si consulti con uno studentello di giurisprudenza, lo facesse finirebbe per cantare da soprano.
L'amministratore presente all'assemblea di cui sopra, di fronte alla mia contestazione per avvenuta violazione dell'art 1123 c.c., verbalizzata, ha affermato che probabilmente vi era una delibera unanime adottata per il riparto di quella spesa in parti uguali, sostenuto da altro Condomino di quelli che hanno votato per l'approvazione del bilancio di previsione. Affermazione assolutamente errata per non dire falsa, a cui ho replicato che se così fosse io avrei pagato quanto anche da me unanimamente, a suo dire, approvato. Sicuro della mia contestazione ad oggi, trascorsi 40 giorni dall'assemblea non ha trovato, né Lui né il Condomino che gli ha manifestato il suo sostegno, la delibera unanime, perché non c'è mai stata. Grazie per vostro fattivo contributo. Credo che l'amministratore correggera' "il tiro", prima del consuntivo 2020. Fino ad allora io non pagherò quella specifica somma, perché messa in bilancio in violazione del Regolamento.
Modificato domenica alle 16:49 da notaio
Per cui, se non doveste impugnare entro i termini, il bilancio sarà valido
la maggioranza delle teste ha detto no, ma la maggioranza dei millesimi ha detto si. Quindi, come può essere affermato che il bilancio è valido visto che la delibera sarebbe annullabile.
La delibera non è annullabile in quanto non c'è una maggioranza che abbia detto si e che quel si non abbia il minimo di legge per essere approvato. Quindi, per le teste e no. Senza se e senza ma.
a meno che non sia stato verbalizzato "l'assemblea approva il bilancio"
personalmente penso che se anche fosse stato verbalizzato che approva il bilancio con questi quorum (teste favorevoli 2 - contrarie 3 - millesimi favorevoli 900 contrari 10) a mio giudizio non cambia nulla.
Millesimi scala e modalità di calcolo