Source: https://www.brocardi.it/codice-civile/libro-terzo/titolo-vii/capo-i/art1112.html
Timestamp: 2019-09-18 13:37:54+00:00
Document Index: 149606486

Matched Legal Cases: ['art. 1112', 'art. 1111', 'art. 1112', 'art. 1112', 'art. 1111', 'art. 1112', 'sentenza ', 'art. 1112', 'sentenza ']

Art. 1112 codice civile - Cose non soggette a divisione - Brocardi.it
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Articolo 1112 Codice civile
Dispositivo dell'art. 1112 Codice civile
(1) L'articolo non fa riferimento alle cose indivisibili (posto che anche per esse è possibile chiedere lo scioglimento della comunione), ma solo alle cose la cui divisione implicherebbe la cessazione dell'uso cui sono destinate. Ciò si ha quando:
- la cosa sia utile solo in relazione ad altre cose e non in se stessa (es. scale comuni nel condominio di case);
- la cosa fornisca utilità personali ai soli comunisti e non avrebbe alcun valore per un estraneo (es. una raccolta di documenti familiari).
La disposizione rappresenta un limite eccezionale al più generale principio della divisibilità della cosa comune (v. art. 1111 del c.c.).
L'indivisibilità della stessa assume importanza esclusivamente al momento della divisione; con essa cessa, infatti, la possibilità di servirsi della cosa comune per l'utilizzo cui è deputata.
Spiegazione dell'art. 1112 Codice civile
Cose comuni indivisibili
Per quanto le parti possano di pieno accordo derogarvi è naturale che lo scioglimento della comunione non possa essere chiesto quando si tratta di cose che divise cesserebbero di servire all'uso a cui sono destinate.
Si disputa, però, se tale divieto si riferisca all'indivisibilità soltanto per la destinazione della cosa, conforme alla sua intrinseca natura, oppure anche per l'uso, cui i partecipanti d'accordo hanno destinata la cosa. Per la tesi più larga si è pronunciata la Cassazione, purché la destinazione data alla cosa dalla volontà dei condomini abbia carattere oggettivo e sia permanente e non contingente.
L' indivisibilità, non è, però, da confondere con la comoda divisibilità per una equiparazione della mancanza della seconda alla prima.
Massime relative all'art. 1112 Codice civile
Cass. civ. n. 5261/2011
In tema di scioglimento della comunione, la disposizione dell'art. 1111, secondo comma, c.c. - in base alla quale il patto di rimanere in comunione non può, comunque, avere una durata superiore ai dieci anni - benché sia analogicamente applicabile anche alle disposizioni testamentarie a titolo particolare, trova un limite implicito nella regola dettata dal successivo art. 1112 c.c., secondo cui lo scioglimento non può essere chiesto quando si tratta di cose che, se divise, cesserebbero di servire all'uso cui sono destinate; l'accertamento in fatto sulla concreta divisibilità del bene è devoluto all'esame del giudice di merito.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 5261 del 4 marzo 2011)
Cass. civ. n. 7274/2006
In tema di scioglimento della comunione, la disposizione di cui all'art. 1112 c.c., che stabilisce l'indivisibilità del bene nel caso in cui la sua assegnazione in proprietà esclusiva ad uno dei condividendi ne comporti la cessazione dall'uso cui esso è destinato, trova applicazione esclusivamente nel caso in cui allo scioglimento della comunione si pervenga per via giudiziale, in quanto, nello scioglimento convenzionale, il potere dei comproprietari di addivenire allo scioglimento e di disporre dei beni implica anche il potere di mutarne l'uso e la destinazione originaria, sicché la possibilità di divisione del bene non trova altri impedimenti se non quelli derivanti da ragioni fisiche o da vincoli posti da leggi speciali.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 7274 del 29 marzo 2006)