Source: https://www.rab-asr.ch/it/zulassung-it/natuerliche-personen-it.html
Timestamp: 2017-09-23 07:23:45+00:00
Document Index: 173701523

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 34', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 397', 'art. 4', 'art. 43', 'art. 43', 'art. 50', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 43', 'art. 4', 'art. 43', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 43', 'art. 43', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 38']

Persone fisiche - Eidg. Revisionsaufsichtsbehörde RAB
Per ottenere l’abilitazione a esercitare la funzione di revisore o perito revisore, le persone fisiche devono adempiere tutti i requisiti in materia di formazione e di esperienza professionale ed essere incensurate. Nelle seguenti rubriche trovate maggiori dettagli sulle condizioni di abilitazione delle persone fisiche:
Adempiono i requisiti in materia di formazione:
gli esperti fiduciari, gli esperti fiscali diplomati federali e gli esperti diplomati in finanza e controlling;
le persone titolari di un diploma in economia aziendale, in scienze economiche o in diritto rilasciato da un’università o da una scuola universitaria professionale svizzera, gli specialisti in finanza e contabilità con attestato professionale federale, nonché i fiduciari con attestato professionale federale;
le persone che hanno conseguito un titolo di studio estero paragonabile a quelli di cui alla lettera a, b o c.
Cicli di formazione precedenti
I cicli di formazione precedenti vengono riconosciuti dall’ASR?
L’ASR riconosce anche i cicli di formazione che possono essere considerati in tutto e per tutto come "predecessori" di quelli attuali previsti dall’art. 4 cpv. 2 LSR. I diplomi conseguiti mediante i seguenti esami equivalgono all’attestato professionale federale di fiduciario:
esami propedeutici per periti contabili degli anni 1958 – 1986
esami propedeutici per periti fiscali degli anni 1982 – 1986
esame di fiduciario USF degli anni 1981, 1982 e 1984
La seguente formazione corrisponde alla formazione del diritto anteriore di "contabile con attestato professionale federale" (oggi: "specialista in finanza e contabilità con attestato professionale federale"):
esame propedeutico per l'ottenimento del diploma di contabile (tutte le annate)
Le persone che hanno portato a termine uno dei suddetti percorsi formativi adempiono i requisiti in materia di formazione previsti ai sensi dell’art. 4 cpv. 2 LSR. Tuttavia, non è né necessario né possibile richiedere un diploma di "fiduciario con attestato professionale federale", "contabile con attestato professionale federale/specialista in finanza e contabilità con attestato professionale federale" presso la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione (SEFRI).
Titoli di studio esteri paragonabili - reciprocità
Ai sensi dell’art. 4 cpv. 2 lett. d LSR possono essere riconosciuti titoli di studio esteri paragonabili a quelli svizzeri a condizione che il richiedente disponga dell’esperienza professionale corrispondente, dimostri di possedere le necessarie conoscenze del diritto svizzero e un trattato internazionale concluso con lo Stato di provenienza (o lo Stato che ha rilasciato il diploma) lo preveda o accordi la reciprocità. Quali Stati hanno concluso un trattato internazionale con la Svizzera o hanno accordato la reciprocità ai sensi dell’art. 4 cpv. 2 lett. d LSR?
Attualmente esistono trattati internazionali unicamente con gli Stati membri dell’UE e dell’AELS (Accordo del 21 giugno 1999 sulla libera circolazione delle persone, RS 0.142.112.681, e Accordo AELS del 4 gennaio 1960, RS 0.632.31). Questi trattati garantiscono la reciprocità qualora il richiedente sia effettivamente abilitato a fornire servizi di revisione in uno Stato membro dell’UE o dell’AELS o adempia alle condizioni per un’abilitazione. Per quanto risulta, non sono stati conclusi trattati internazionali con altri Paesi.
Tuttavia, il principio della reciprocità non presuppone necessariamente l’esistenza di un corrispondente trattato internazionale. Pertanto l’ASR verifica se lo Stato che rilascia il diploma e che non è membro dell’UE né dell’AELS accordi la reciprocità. Dagli accertamenti condotti finora è emerso che l’India, la Nuova Zelanda, le Filippine e la Turchia garantiscono la reciprocità agli esperti contabili svizzeri. Per contro, i titoli di studio conseguiti in Algeria, Argentina, Australia, Canada, Marocco, Perù, Sudafrica e negli USA non possono essere riconosciuti a causa della mancata reciprocità.
I richiedenti in possesso di un titolo di studio conseguito in uno Stato che non accorda la reciprocità o che non dispongono di un titolo di studio paragonabile hanno eventualmente la possibilità di ottenere un accesso facilitato all’esame per l’ottenimento del diploma di esperto contabile (per informazioni dettagliate su condizioni e modalità, si consulti il sito Internet di EXPERTsuisse).
Vi è inoltre eventualmente la possibilità di affiliarsi all’Association of Chartered Certified Accountants (ACCA), all’Association of Authorised Public Accountants (AAPA), all’Institute of Chartered Accountants in Ireland (ICAI), all’Institute of Chartered Accountants of Scotland (ICAS) o all’Institute of Chartered Accountants in England and Wales (ICAEW). Le persone affiliate a queste associazioni professionali possono essere abilitate a esercitare la funzione di perito revisore se soddisfano una delle seguenti condizioni:
1. Sono iscritte nel «Register of Statutory Auditors» (in tal caso non è richiesta alcuna prova dell’esperienza professionale);
2. Sono in possesso di una «audit qualification» ai sensi del UK Companies Act 2006 (Schedule 11 Part II). A tal fine è richiesta un’esperienza pratica accettata sia dall’associazione professionale nel Regno Unito sia dall’ASR. Anche nell’ambito della formazione quale esperto contabile in Svizzera occorre acquisire esperienza professionale, oltre a superare gli esami dei moduli e l’esame finale federale. Tale requisito crea un legame minimo con lo Stato in cui è svolta la formazione e il mercato della revisione nel Regno Unito e garantisce che non si aggiri la reciprocità quale condizione politico-economica per l’abilitazione. Quale prova, oltre alla conferma dell’affiliazione è richiesta un’espressa conferma scritta dell’associazione professionale, che attesti che il richiedente sia in possesso di una «audit qualification» ai sensi del UK Companies Act 2006, che consenta di conseguire i «signing right» o l’iscrizione quale «statutory auditor».
3. Siccome in passato i requisiti di cui al numero 2 potevano anche essere interpretati in modo scorretto, durante una fase transitoria l’ASR rilascia un’abilitazione a esercitare la funzione di perito revisore anche se sono soddisfatte le seguenti condizioni:
a. L’associazione professionale nel Regno Unito conferma espressamente e senza riserve le condizioni teoriche per l’audit qualification («Exam Requirements» ai sensi del UK Companies Act 2006, Schedule 11 Part II Paragraph 8, stato 30 giugno 2016),
b. La formazione nel Regno Unito è stata iniziata prima del 6 luglio 2016 (data di definizione dei requisiti di cui al numero 2 e pubblicazione della vecchia versione delle FAQ); occorre inoltre dimostrare lo stato dell’affiliazione alla relativa associazione professionale nel Regno Unito in tale data (conferma dell’associazione professionale con indicazione della data di affiliazione),
c. Tutte le condizioni teoriche per l’audit qualification di cui al numero 3 lettera a sono soddisfatte entro il 5 luglio 2019 (tre anni dopo la pubblicazione della FAQ 2016). È però fatto salvo il mantenimento della reciprocità tra la Svizzera e la Gran Bretagna (nota: la Gran Bretagna uscirà dall’UE presumibilmente nel marzo 2019. A partire da tale data la reciprocità potrebbe non più essere garantita, perlomeno temporaneamente).
Poiché i diplomi di affiliazione menzionati sono titoli di studio esteri, devono essere soddisfatte anche le restanti condizioni sancite nell’articolo 4 capoverso 2 lett. d LSR, e in particolare la prova della conoscenza del diritto svizzero.
Elenco delle formazioni estere paragonabili secondo la LSR
Data di pubblicazione: 15 aprile 2009 (aggiornato il 7 Iuglio 2016, riveduto il 7 giugno 2017 e il 22 agosto 2017)
Conoscenze del diritto svizzero
Con quali modalità è indispensabile fornire la prova delle conoscenze necessarie del diritto svizzero?
Chi ha conseguito un titolo di studio straniero paragonabile a una formazione svizzera (art. 4 cpv. 2 lett. d LSR), deve dimostrare di disporre delle conoscenze necessarie del diritto svizzero per poter ottenere l’abilitazione. La prova delle conoscenze necessarie del diritto svizzero si considera apportata se il/la richiedente ha superato con successo l’esame conforme a un regolamento riconosciuto (art. 34 OSRev).
Attualmente, l’ASR riconosce uno dei regolamenti d’esame seguenti:
Corso “Swiss Law for foreign Accountants” [1]: Regolamento di EXPERTsuisse per ottenere il certificato che attesta le conoscenze del diritto svizzero.
Esami di modulo Audit e Tax & Legal del corso di esperto contabile: Regolamento et linee guida di EXPERTsuisse sull’esame finale di formazione per i contabili giurati, per quanto laprova delle conoscenze secondo l’art. 6 OSRev. si considerano apportata se entrambi gli esami dei moduli “Audit” come anche “Tax & legal” ciascuno sono superati con un voto sufficiente, quindi al minimo con il voto 4.0.
[1] Il corso preparativo a questo esame di EXPERTsuisse viene proposto esclusivamente in lingua inglese. La frequenza di tale corsi, tuttavia, non costituisce requisito obbligatorio per l’accesso all’esame. È possibile sostenere con successo la prova anche senza aver frequentato una formazione propedeutica, a condizione di una preparazione autodidattica.
Ulteriori informazioni e documenti relativi all’esame “Swiss Law for Foreign Accountants” sono disponibili presso EXPERTsuisse.
Data di pubblicazione: 15 aprile 2009 (aggiornato il 19 novembre 2014)
Esperienza professionale sotto sorveglianza
L’esperienza professionale sotto sorveglianza presuppone l’esistenza di un rapporto di subordinazione formale. In quali casi esso può sussistere e con quali modalità deve essere comprovato il rapporto tra sorvegliante e persona sorvegliata?
Si considera che l’esperienza professionale è stata acquisita sotto sorveglianza se il richiedente ha operato in base alle direttive impartitegli da uno specialista che soddisfa i requisiti legali e a cui era gerarchicamente sottoposto (art. 7 OSRev).
A tale riguardo occorre distinguere i tre seguenti casi, ciascuno dei quali prevede requisiti diversi per dimostrare l’esistenza di un rapporto di subordinazione formale:
Sorveglianza da parte di una persona che ricopre una posizione gerarchica superiore dal punto di vista del diritto societario
L’ASR ritiene che sussista un rapporto di sorveglianza conforme all’art. 7 OSRev se il sorvegliante, dal punto di vista del diritto societario, ricopre una posizione gerarchica superiore a quella del richiedente (ad es. un membro del consiglio d’amministrazione sorveglia un membro della direzione o un collaboratore, oppure un membro della direzione sorveglia un collaboratore). La prova viene fornita presentando il formulario dell’ASR relativo all’esperienza professionale e un documento (ad es. l’estratto del registro di commercio) atto a dimostrare che il sorvegliante, dal punto di vista del diritto societario, occupa una posizione gerarchica superiore a quella del richiedente.
Quanto esposto vale purché non sussistano indizi concreti che lascino presagire l’inesistenza, formale o effettiva, del potere del sorvegliante di impartire istruzioni.
Sorveglianza da parte di una persona che ricopre una posizione gerarchica paritaria dal punto di vista del diritto societario
L’ASR ritiene che sussista un rapporto conforme all’art. 7 OSRev se il richiedente ha instaurato un rapporto di lavoro o un duplice rapporto con la società ed è dimostrata la sua dipendenza dalle istruzioni impartite da una persona che occupa una posizione gerarchica paritaria dal punto di vista del diritto societario (ad es. un membro del consiglio d’amministrazione o della direzione sorveglia un altro membro di pari grado). La prova viene fornita presentando il formulario dell’ASR relativo all’esperienza professionale e il contratto di lavoro della persona sorvegliata, oppure tutti gli altri documenti che attestano la dipendenza dalle istruzioni impartite dalla persona di pari grado (ad es. accordi contrattuali, statuti, regolamenti, organigrammi, elenchi degli obblighi o estratto dei contributi sociali).
Quanto esposto vale purché non sussistano indizi concreti che lascino presagire l’inesistenza, formale o effettiva, del potere del sorvegliante d'impartire istruzioni.
Sorveglianza da parte di una persona che ricopre una posizione gerarchica inferiore dal punto di vista del diritto societario
L’ASR presuppone che un richiedente non possa essere sorvegliato da una persona che, dal punto di vista del diritto societario, ricopre una posizione gerarchica inferiore alla sua (ad es. un membro della direzione o un collaboratore sorveglia un membro del consiglio d’amministrazione, oppure un collaboratore sorveglia un membro della direzione).
Quanto esposto costituisce una supposizione dell’ASR, che nel caso specifico può essere eventualmente confutata presentando documenti adeguati. In una simile situazione, tuttavia, le prove atte a dimostrare l’esistenza di un rapporto di subordinazione formale devono rispondere a requisiti più severi.
Esperienza professionale sotto sorveglianza su mandato
I lavori di revisione su mandato possono essere fatti valere come esperienza professionale sotto sorveglianza e, in caso affermativo, in che misura possono essere computati?
L’esperienza professionale sotto sorveglianza (cfr. art. 4 cpv. 4 LSR e art. 7 OSRev) ha senso solo se ha carattere di formazione minima. Presuppone pertanto un periodo minimo durante il quale il sorvegliante può osservare il lavoro della persona controllata e dargli delle indicazioni per migliorarsi. Considerato l’obiettivo perseguito prescrivendo una durata definita di esperienza professionale sotto sorveglianza, un computo è possibile solo alle seguenti condizioni: l’esperienza professionale su mandato può essere fatta valere unicamente se è stata acquisita sull’arco di almeno tre mesi senza interruzioni sostanziali e nella misura almeno del 50 percento di un posto a tempo pieno.
L'art. 7 OSRev prescrive inoltre l'esistenza di una subordinazione formale tra il sorvegliante e la persona che acquista l'esperienza professionale. Per far valere l'esperienza professionale sotto sorveglianza secondo il diritto in materia di revisione il mandatario deve quindi essere sottoposto formalmente al mandante e operare in base alle direttive impartitegli (cfr. art. 397 CO).
Data di pubblicazione: 15 aprile 2009 (aggiornato il 17 febbraio)
Abilitazione sotto forma di caso di rogore in mancanza di un’esperienza professionale sotto sorveglianza
Nei casi di rigore, la LSR contempla determinate agevolazioni per i richiedenti che non hanno maturato un’esperienza professionale sotto sorveglianza sufficiente.
Nell’eventualità in cui un richiedente non ottenga l’abilitazione sulla base delle condizioni ordinarie (cfr. art. 4 e 5 LSR) e, da un esame obiettivo, tale situazione determini un risultato inaccettabile, sussiste – a seconda della situazione – un caso di rigore.
In casi di rigore simili, l’ASR può riconoscere anche un’esperienza professionale non conforme alle condizioni legali, se è provato che i servizi di revisione sono forniti in maniera ineccepibile sulla scorta di un’esperienza pratica pluriennale (art. 43 cpv. 6 LSR). Il legislatore ha tuttavia ordinato all’ASR di fare un uso molto limitato di questa norma specifica, altrimenti non sarebbe possibile garantire l’imposizione delle condizioni di abilitazione del nuovo diritto (cfr. Messaggio del Consiglio federale del 23 giugno 2004, Foglio federale 2004).
Nella prassi, la situazione più comune è quella di richiedenti che hanno acquisito un’esperienza pratica pluriennale, essa però non è stata acquista sotto sorveglianza.
Caso di rigore per i revisori
In relazione all’abilitazione a esercitare la funzione di revisore il legislatore non ha ancora provveduto a concretizzare i requisiti legati al caso di rigore (cfr. la definizione generale all’art. 43 cpv. 6 LSR). Pertanto risulta impossibile stabilire a priori, in maniera generalmente valida, le circostanze per le quali sussiste un caso di rigore. Il caso di rigore va piuttosto valutato singolarmente. Tuttavia, è obbligatorio soddisfare (cumulativamente) le seguenti condizioni:
Esperienza professionale pluriennale e senza interruzioni significative nei campi della contabilità e della revisione contabile
Attività di controllo ineccepibile (qualità)
Esistenza di un caso di rigore
È altrettanto impossibile affermare in maniera astratta quanti anni di esperienza professionale senza sorveglianza sono necessari per ottenere l’abilitazione a esercitare la funzione di revisore anche in mancanza di un’esperienza professionale sotto sorveglianza. Piuttosto occorre esaminare nel singolo caso l’efficienza e la qualità dell’esperienza pratica maturata su un periodo di tempo abbastanza lungo e, sulla base di ciò e alla luce di un esame complessivo, decidere se l’esperienza pratica è sufficiente. Secondo la giurisprudenza del Tribunale amministrativo federale, questo criterio può dirsi soddisfatto, a seconda delle circostanze, in presenza di un’esperienza professionale senza sorveglianza di circa 8 anni.
Secondo il Tribunale Amministrativo Federale, è possibile far valere un caso di rigore senza alcuna limitazione temporale. Occorre tuttavia considerare che il caso di rigore deve sempre sussistere. Il fatto di esercitare nel tempo la professione senza possedere alcuna abilitazione può invece costituire un indizio atto a segnalare l’inesistenza di un caso di rigore.
Caso di rigore per i periti revisori
In relazione all’abilitazione a esercitare la funzione di perito revisore, il legislatore ha concretizzato le condizioni che determinano un caso di rigore nell’art. 50 dell’OSRev. Pertanto le persone fisiche possono essere abilitate in qualità di periti revisori (e su richiesta anche solo di revisori) se dimostrano che:
entro il 1° luglio 1992 hanno potuto seguire una delle formazioni e la relativa pratica di cui all’art. 1 cpv. 1 della vecchia ordinanza del 15 giugno 1992 sui requisiti professionali dei revisori particolarmente qualificati ( RU 1992 1210);
dal 1° luglio 1992 sono state attive prevalentemente e senza interruzioni significative nei campi della contabilità e della revisione contabile.
Come già previsto dalla vecchia disposizione speciale di cui all’art. 5 dell’Ordinanza sui revisori particolarmente qualificati, non occorre provare di aver acquisito esperienza pratica sotto sorveglianza.
Inoltre, nel singolo caso, è possibile concedere l’abilitazione a esercitare la funzione di perito revisore basandosi direttamente sulla disposizione generale circa i casi di rigore sancita dall’art. 43 cpv. 6 LSR, qualora, in virtù delle condizioni di abilitazione ordinarie, non sia possibile rilasciare tale abilitazione a un/una richiedente e, da un esame obiettivo, una simile situazione determini un risultato inaccettabile. Rispetto ai revisori, l’ASR e il Tribunale Amministrativo Federale impongono, per i periti revisori, requisiti di un certo livello in materia di esperienza professionale. A rivestire carattere determinante sono, fondamentalmente, i criteri seguenti: (1°) l’entità del divario tra i requisiti della persona in questione e le condizioni previste per un’abilitazione ordinaria e (2°) l’impatto economico che un eventuale rifiuto di concedere l’abilitazione a esercitare la funzione di perito revisore avrebbe sul/sulla richiedente.
Per quanto concerne il (1°) criterio, si deve tener conto in modo particolare di quanto segue:
Durata dell’attività di revisione svolta sotto sorveglianza e senza sorveglianza (l’esperienza professionale sotto sorveglianza costituisce un elemento significativo, ma non è l’unico aspetto preso in considerazione)
Portata dell’attività di revisione rispetto ad attività di altro genere
Esperienze pratiche maturate fino a quel momento nell’ambito della revisione ordinaria (requisito obbligatorio)
Ineccepibilità dei servizi di revisione forniti
Per quanto riguarda il (2°) criterio, occorre considerare in modo particolare la portata delle ripercussioni che il rifiuto di concedere l’abilitazione a esercitare la funzione di perito revisore avrebbe sulla persona richiedente, con riguardo all’attività economica da essa svolta fino a quel momento. D’altra parte, la prospettiva di un miglioramento delle condizioni economiche – vale a dire ad esempio la semplice speranza o il proposito di assumere, negli anni a venire, incarichi di revisione ordinaria – non è sufficiente a giustificare un caso di rigore.
Fondamentalmente, vale il principio seguente: nelle situazioni in cui le condizioni per la concessione di un’abilitazione ordinaria a esercitare la funzione di perito revisore risultano di gran lunga non essere soddisfatte, non è neppure possibile rilasciare l’abilitazione in virtù della clausola relativa ai casi di rigore, a meno che non si producano effetti gravosi.
Data di pubblicazione: 14 ottobre 2010 (aggiornato il 31 dicembre 2011)
Sorveglianza da parte di esperti privi di abilitazione
La LSR prevede in via transitoria la possibilità di riconoscere anche un’esperienza professionale acquisita sotto la sorveglianza di esperti privi di abilitazione. Entro quali termini è possibile beneficiare di quest' opportunità?
Periti revisori:
L’esperienza professionale acquisita fino al 31 agosto 2009 sotto la sorveglianza di persone che adempiono le condizioni definite nella vecchia Ordinanza del 15 giugno 1992 sui requisiti professionali dei revisori particolarmente qualificati è considerata esperienza professionale sensi dell’art. 4 LSR (cfr. art. 43 cpv. 4 LSR), e quindi idonea per il conseguimento dell’abilitazione a esercitare la funzione di perito revisore. A partire dal 1° settembre 2009 è possibile far valere soltanto l’esperienza professionale acquisita sotto la sorveglianza di periti revisori abilitati.
L’esperienza professionale acquisita fino al 31 agosto 2009 sotto la sorveglianza di persone che adempiono le condizioni in materia di formazione secondo l’art. 4 cpv. 2 LSR è considerata esperienza professionale ai sensi dell’art. 5 LSR (cfr. art. 43 cpv. 5 LSR), e quindi idonea per il conseguimento dell’abilitazione a esercitare la funzione di revisore. A partire dal 1° settembre 2009 è possibile far valere soltanto l’esperienza professionale acquisita sotto la sorveglianza di revisori abilitati.
L’esperienza professionale sotto sorveglianza acquisita prima del 1° settembre 2009 e conforme alle disposizioni dell’art. 43 cpv. 4 e 5 LSR può essere fatta valere anche successivamente a tale data. Esempio: nel 2006 il signor X ha maturato un anno di esperienza professionale sotto la sorveglianza della signora Y, fiduciaria con attestato professionale federale, ma priva di abilitazione a esercitare la funzione di revisore. Se il 15 settembre 2009 il signor X presenta la propria domanda di abilitazione a esercitare la funzione di revisore, può comunque far valere l’esperienza professionale acquisita sotto la sorveglianza della signora Y.
Data di pubblicazione: 17 aprile 2009 (aggiornato il 17 febbraio 2016)
Esperienza professionale all’estero
L’ASR riconosce l’esperienza professionale acquisita all’estero?
Il luogo in cui è stata acquisita l’esperienza professionale richiesta di fatto è irrilevante. I soggetti che hanno conseguito un titolo di studio conformemente all’art. 4 cpv. 2 lett. a–c LSR e hanno maturato all’estero l’esperienza professionale sotto sorveglianza richiesta, devono dimostrare che quest’ultima è stata acquisita sotto la supervisione di un esperto straniero con qualifica paragonabile (art. 4 cpv. 4 o art. 5 cpv. 2 LSR).
Lo stesso vale per i soggetti che hanno conseguito un titolo di studio estero paragonabile a una formazione svizzera (art. 4 cpv. 2 lett. d LSR). Gli esperti contabili esteri, ad esempio, devono aver acquisito un’esperienza professionale di almeno tre anni sotto la supervisione di un esperto con qualifica paragonabile. Questi soggetti sono inoltre tenuti a fornire la prova di possedere le conoscenze necessarie del diritto svizzero, superando il relativo esame.
Esperienza professionale per quanto concerne la contabilità
Nel quadro della procedura di abilitazione è necessario dimostrare di aver maturato un’esperienza professionale di durata ben precisa nel campo della contabilità e della revisione dei conti. Quali attività rientrano nell’esperienza professionale per quanto concerne la contabilità?
La contabilità è una branca dell’economia aziendale volta alla rilevazione sistematica, al monitoraggio e alla condensazione a fini informativi dei flussi monetari e di prestazioni derivanti dai processi aziendali. Comunemente, la contabilità viene suddivisa in quattro ambiti:
La contabilità esterna o il rendiconto esterno (contabilità finanziaria o Financial Accounting) riproduce la situazione finanziaria dell’impresa secondo un’ottica proiettata all’esterno. Ad essere rappresentata è la situazione patrimoniale, finanziaria e reddituale dell’azienda, articolata in bilancio, conto economico e allegato al bilancio. Le basi giuridiche sono di tipo legislativo (a seconda della tipologia d’impresa, CO, Swiss GAAP RPC, IFRS, US-GAAP ecc.).
La tenuta del libro mastro di un’impresa e l’allestimento dei bilanci intermedi e dei conti annuali vanno chiaramente considerati esperienza professionale nel campo della contabilità ai sensi di legge. Chi tuttavia si occupa unicamente di singoli ambiti ausiliari della contabilità finanziaria (ad es. tenuta della contabilità debitori, della contabilità creditori o dell’inventario), non può far valere alcuna esperienza professionale in relazione a tale attività, poiché essa non consente di maturare una piena comprensione della natura del rendiconto esterno.
La contabilità interna (Management Accounting), diversamente da quella esterna, si occupa in particolare della pianificazione, del controllo e del coordinamento di processi interni all’azienda nell’ottica di una massimizzazione del risultato aziendale. Le informazioni raccolte servono da base per le decisioni della dirigenza. A tale scopo si procede ad analizzare le fonti da cui deriva il risultato dell’azienda, in particolare attraverso gli strumenti del calcolo dei costi e delle prestazioni e del calcolo degli investimenti, e spesso si giunge all’elaborazione di un vero e proprio piano di controlling.
Le attività svolte nel quadro della contabilità interna vengono considerate valide ai fini dell’acquisizione di esperienza professionale purché esse consentano di maturare una piena comprensione della natura del rendiconto esterno. Anche in questo caso vale la regola per cui un’attività limitata a singoli ambiti quali la contabilità salari, la contabilità materiali/di magazzino o la contabilità cespiti, ma anche la gestione della liquidità, il calcolo dell’IVA, il calcolo delle sovvenzioni o la contabilità d’esercizio (calcolo per tipo di costi, calcolo per centri di costo, calcolo per unità di costo), non consente di acquisire una piena comprensione della natura del rendiconto esterno.
Per statistica aziendale (incl. il calcolo comparativo) si intende l’utilizzo di determinati metodi per l’analisi di dati empirici, riferiti all’azienda o all’ambito interaziendale. La statistica e il calcolo comparativo non appartengono alla contabilità in senso stretto, ma ne costituiscono un’integrazione. L’esercizio di attività in questi ambiti non dà luogo a un’esperienza professionale nel campo della contabilità.
Il conto di previsione o allestimento del preventivo consiste nell’esecuzione di un calcolo previsionale riferito all’ambito aziendale e operativo mediante l’utilizzo di metodi economico-aziendali. Anch’esso rappresenta un’integrazione alla contabilità ed è il presupposto delle decisioni in svariati ambiti e in relazione a diverse strategie aziendali. Il conto di previsione non rientra nella contabilità in senso stretto. L’esercizio di attività in quest’ambito non dà luogo a un’esperienza professionale nel campo della contabilità.
In altri termini, quando si tratta di stabilire la rilevanza di un’attività esercitata nel campo della contabilità ai fini dell’acquisizione di esperienza professionale ai sensi della LSR, è determinante appurare se detta attività abbia consentito o meno di maturare una piena comprensione della natura del rendiconto esterno. Il giudizio in merito spetta nei singoli casi all’ASR.
Attività di revisore LRD
Un revisore può fare valere l’occupazione nel ambito dei controlli di sorveglianza secondo l’a LRD come esperienza professionale ai sensi della LSR?
No, tale attività non viene considerata esperienza professionale ai sensi della LSR. Gli obiettivi dei controlli di sorveglianza secondo la LRD differiscono notevolmente da quelli previsti da una revisione dei conti conformemente al CO e non possono sostituire in equivalenza l’esperienza professionale prescritta per legge.
Attività di revisore fiscale
L’esperienza professionale acquisita come revisore fiscale presso un’Amministrazione cantonale delle imposte può essere considerata come esperienza professionale ai sensi della LSR?
No, l’esperienza acquisita nell’ambito fiscale non può essere considerata come esperienza professionale ai sensi della LSR. L’esperienza professionale richiesta dalla LSR deve essere stata acquisita prevalentemente nel campo della contabilità e della revisione dei conti, mentre l’attività di revisore fiscale concerne prevalentemente l’esecuzione di controlli dei conti dal punto di vista fiscale, al fine di individuare o verificare a posteriori un eventuale debito fiscale. Le verifiche fiscali, di norma, si concentrano quasi esclusivamente sugli aspetti di carattere fiscale, e pertanto non possono essere equiparate a "regolari" revisioni di conti annuali o di gruppo ai sensi del CO.
Nelle verifiche fiscali, a differenza di quanto avviene nelle revisioni dei conti, non si tratta di applicare o di confermare determinati standard di revisione (SR, ISA ecc.). Inoltre, generalmente una revisione fiscale non consente di stabilire se un rendiconto risponde a determinate norme in materia.
Per ottenere l’abilitazione a esercitare la funzione di revisore o perito revisore, le persone fisiche devono soddisfare, tra l’altro, il requisito della "buona reputazione". Cosa s’intende con questa espressione?
Il concetto di buona reputazione (art. 4 e 5 LSR) viene concretizzato all’art. 4 OSRev; in base alla quale il richiedente è abilitato se gode di buona reputazione e se non vi sono altre circostanze personali dalle quali si deduce che egli non può garantire un’attività di controllo ineccepibile. Occorre segnatamente prendere in considerazione le condanne penali e gli atti di carenza beni esistenti.
Il requisito della buona reputazione e/o la garanzia di un’attività di controllo ineccepibile sono un concetto giuridico vago. I criteri specificati nell’ordinanza, pertanto, non sono da ritenersi esaustivi. Per l’interpretazione di questo concetto, l’ASR, il Tribunale amministrativo federale e il Tribunale federale si rifanno alla giurisprudenza formatasi nell’ambito del diritto dei mercati finanziari.
Nel verificare che sia soddisfatto il requisito della garanzia di un’attività ineccepibile, pertanto, occorre considerare in linea di principio diversi elementi – ad es. l’integrità, la coscienziosità e la diligenza ineccepibile – che attestano una buona reputazione sul piano professionale specifico, o qualità generali come la stima, la rispettabilità e l’affidabilità. In alcune circo-stanze, anche le azioni che vanno oltre i normali compiti svolti da un revisore o da un perito revisore possono influire sulla valutazione di un’attività di controllo ineccepibile
Occorre quindi verificare in ogni singolo caso, tenendo conto di tutte le circostanze, se le premesse per un’attività di controllo ineccepibile risultano soddisfatte. L'ASR dispone di un certo margine di apprezzamento e di valutazione in tal senso.
Il concetto di buona reputazione e/o garanzia di un’attività di controllo ineccepibile deve essere interpretato alla luce dei compiti particolari dell’ufficio di revisione. Pertanto, secondo il Tribunale amministrativo federale, la verifica della garanzia di un’attività ineccepibile comprende anche la competenza professionale e una condotta corretta nelle relazioni d’affari. Ciò implica in primo luogo il rispetto dell’ordinamento giuridico complessivo, segnatamente del diritto in materia di revisione, ma anche del diritto civile e penale, nonché l’osservanza del principio della buona fede. Il requisito di un’attività di controllo ineccepibile non ammette pertanto violazioni delle norme giuridiche in materia o degli obblighi di fedeltà e diligenza.
È praticamente impossibile stilare un elenco esaustivo di tutte le circostanze rilevanti poiché, come indicato in precedenza, occorre valutare ogni singolo caso. Il Tribunale amministrativo federale e il Tribunale federale, nei casi analizzati finora, hanno giudicato rilevanti le condanne penali, le condanne civili in relazione alla fornitura di servizi di revisione, le situazioni di instabilità finanziaria personale (fallimento, atti di carenza beni ecc.) e le violazioni del requisito dell’indipendenza.
Se una fattispecie risulta problematica, l’ASR illustra la situazione alla persona interessata. Una volta verificata la presa di posizione, viene concesso il diritto di essere sentito, qualora sussistano ulteriori dubbi circa la garanzia di un’attività di controllo ineccepibile. Solo in una terza fase l’ASR emana un’eventuale decisione, che può consistere in una revoca a tempo determinato o indeterminato dell’abilitazione o nella mancata concessione della stessa, oppure in un’ammonizione scritta.
Data di pubblicazione: 28 giugno 2010 (aggiornato il 20 agosto 2013)
Domicilio all’estero: Documenti da presentare
Una persona fisica è domiciliata all’estero, ma lavora come frontaliera in Svizzera. Può ottenere un’abilitazione dall’ASR? E in quale Paese deve reperire gli estratti del casellario giudiziale centrale e del registro esecuzioni e fallimenti?
La questione del domicilio o della nazionalità è un aspetto fondamentalmente irrilevante ai fini della valutazione della domanda di abilitazione. Le persone fisiche che intendono fornire servizi di revisione in ottemperanza al diritto svizzero possono richiedere senz’altro l’abilitazione all’ASR.
In linea di principio, i documenti da presentare non sono legati a un determinato luogo. Di fatto valgono le seguenti disposizioni
Persona richiedente residente in Svizzera
Estratto del registro delle esecuzioni: Svizzera (luogo di residenza attuale in Svizzera, come anche del domicilio precendente se entro i due anni passati è avvenuto un cambiamento di domicilio in Svizzera)
Estratto del casellario giudiziale: Svizzera
Se negli ultimi due anni è avvenuto un cambiamento del domicilio in un ambito internazionale, devono eventualmente essere forniti gli estratti del registro delle esecuzioni e del casellario giudiziale
Persona richiedente residente all’estero
Annuncio di un indirizzo di contatto in Svizzera (p.e. sede del datore di lavoro in Svizzera)
Estratto del registro delle esecuzioni del stato di domicilio straniero
Estratto del casellario giudiziale: Dello stato di domicilio straniero e quello della Svizzera
Occorre tener presente che i documenti non devono essere più vecchi di 3 mesi nel momento della presentazione della domanda.
Data di pubblicazione: 15 aprile 2009 (aggiornato il 12 novembre 2012 e il 18 novembre 2015)
Dopo il rilascio dell'abilitazione (Persone fisiche)
Fornitura di servizi di revisione
Una persona fisica in possesso di un’abilitazione rilasciata dall’ASR può fornire servizi di revisione in modo autonomo?
I servizi di revisione prescritti dalla legge (vedi obbligo all’abilitazione) devono sempre essere forniti da imprese di revisione ai sensi dell’art. 2 lett. b LSR. Le persone fisiche possono fornire a titolo indipendente servizi di revisione soltanto se sono iscritte nel registro di commercio come imprese individuali e loro stesse e la loro impresa individuale dispongono della necessaria abilitazione dell’ASR (cfr. art. 8 cpv. 1 OSRev).
In altre parole, un’iscrizione nel registro di commercio come impresa individuale è sempre necessaria non appena una persona fisica è eletta o designata come ufficio di revisione di una persona giuridica che deve far eseguire una revisione per legge – e ciò indipendentemente dal fatto che sia impiegata presso un’impresa di revisione o meno –, oppure effettua per detta persona giuridica un servizio di revisione puntuale ai sensi dell’art. 2 lett. a LSR. In questo caso la impresa individuale deve essere comunque abilitata dall’ASR. La prima abilitazione di un’impresa individuale in cui soltanto il titolare fornisce servizi di revisione non comporta costi (art. 38 cpv. 2 OSRev; cfr. al riguardo anche Iscrizione come impresa individuale).
Le considerazioni precedenti si riferiscono alla fornitura di servizi di revisione prescritti dalla legge. Se la revisione ad esempio di un’associazione di piccole o medie dimensioni è eseguita "facoltativamente", non si applicano le disposizioni di cui sopra e qualsiasi persona fisica può effettuare tali revisioni facoltative senza essere iscritta nel registro di commercio e senza un’abilitazione da parte dell’ASR.
Data di pubblicazione: 15 aprile 2009 (aggiornato il 6 novembre 2013 e il 17 febbraio 2016)
L'abilitazione dell'ASR vie-ne rilasciata ai richiedenti individualmente (ad personam) in base a criteri personali. Pertanto non si può trasferire un'abilitazione dell'ASR a un'altra persona.