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Timestamp: 2017-01-17 05:04:45+00:00
Document Index: 121376562

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 4', 'art. 37', 'art. 21']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 25 del 26.02.2001
ex art. 21 della legge 30 dicembre 1991, n. 413 - Società X S.p.a. - Cessione
Con la nota... del 26 gennaio 2001, presentata tramite la
Direzione Regionale del...., la Società X S.p.A. (di seguito X.), ha chiesto il
parere della scrivente, ai sensi del comma 9 dell'art. 21, della legge 30
dicembre 1991, n. 413, in merito ad un'operazione di cessione di partecipazione
La X in attuazione di un processo di riorganizzazione delle
proprie strutture industriali, sta procedendo alla chiusura definitiva dello
stabilimento di.... ed alla riduzione del personale con le modalità di cui alla
legge 23 luglio 1991, n. 223. Nell'ambito di accordi intervenuti tra la X e le
rappresentanze sindacali, ai quali hanno preso parte anche le competenti autorità
governative, regionali e locali, la società si è impegnata a cedere lo
stabilimento a condizioni particolarmente vantaggiose ad imprenditori
interessati alla ripresa dell'attività industriale nella zona e a corrispondere
ai lavoratori le seguenti somme a titolo di incentivo all'esodo:
somme variabili da lire.... fino a lire.... per i dipendenti
che alla risoluzione concordata del rapporto di lavoro esprimessero la
disponibilità ad essere collocati in mobilità;
importi variabili da lire ... fino a lire..... per i
dipendenti assunti da parte di imprenditori che rilevassero l'attività dello
Nell'ambito di tali accordi si è concretizzata una ipotesi
di re-industrializzazione con l'intervento del Gruppo YY (di seguito YY)
interessato ad assumere buona parte dei dipendenti della X per la realizzazione
di una nuova iniziativa produttiva.
Il progetto di re-industrializzazione che viene sottoposto al
giudizio della scrivente ai sensi dell'art. 21 della legge n. 413 del 1991,
la X rimuove e trasferisce dallo stabilimento di.... tutti
gli impianti e i macchinari specifici della propria attività, in quanto da
ritenersi patrimonio tecnologico con caratteristiche di esclusività. Di
conseguenza il Gruppo YY non subentra nel preesistente complesso aziendale;
- successivamente X cede gratuitamente i beni residui relativi all'attività
dismessa, consistenti in beni immobili in. .... e presenti in contabilità per
un valore di 7 miliardi di lire, ad una "società di promozione a
prevalente partecipazione pubblica" ai sensi del comma 23 dell'art. 4 del
decreto-legge 1 ottobre 1996, n. 510, convertito con modificazioni dalla legge
28 novembre 1996, n. 608.
Tale norma, con l'obiettivo
di agevolare il recupero di complessi aziendali in via di dismissione, prevede
che "le cessioni di beni relativi alle attività produttive dismesse,
effettuate gratuitamente nei confronti degli enti locali territoriali, degli
enti pubblici, delle aree di sviluppo industriale (ASI), delle società di
promozione a prevalente partecipazione pubblica non sono soggette all'imposta
sul valore aggiunto e, a tutti gli effetti di legge, non costituiscono realizzo
di plusvalenze; il valore fiscalmente riconosciuto dei beni ceduti è ammesso in
deduzione";
- la X, con la partecipazione di minoranza di altra società
del gruppo, costituisce una nuova società (di seguito KK) conferendo x milioni
di lire in denaro;
- viene comunicata ai dipendenti la disponibilità
all'assunzione presso la KK, con facoltà di scegliere in tal senso, percependo
gli importi indicati sopra al punto 2, oppure di accettare la collocazione in
mobilità, percependo i maggiori importi di cui al punto 1;
- individuato il numero di lavoratori che intendono
accettare l'assunzione presso la KK, la X. provvederà all'aumento di capitale
della stessa, in termini di y milioni di lire per i primi ... lavoratori che
abbiano aderito alla proposta e di j milioni di lire per ogni successivo
Nell'ipotesi di adesione alla proposta da parte di ...
lavoratori si avrebbe un aumento di capitale di z milioni di lire; il gruppo YY.,
da parte sua, si impegna irrevocabilmente ad assumere presso la KK i dipendenti
- dopo aver messo in mobilità i dipendenti, la X cede ad una
società del Gruppo YY l'intera partecipazione nella KK ad un prezzo di x
milioni di lire, determinato in misura pari al valore del capitale sociale
precedente all'ulteriore apporto di capitale di cui al punto precedente,
realizzando pertanto una minusvalenza derivante dalla differenza tra il valore
fiscalmente riconosciuto della partecipazione ed il prezzo di cessione, pari a
zx milioni di lire.
Nell'istanza proposta la X. chiede conferma della piena
deducibilità ai fini delle imposte sui redditi di tale componente negativa e
della inapplicabilità delle disposizioni dell'art. 37-bis
del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.
Considerazioni sulla fattispecie.
Ai fini della valutazione della complessa operazione
prospettata, appare determinante l'analisi e l'interpretazione del contenuto del
contratto di cessione della partecipazione della KK.
Deve escludersi, in via preliminare, che l'operazione sia
riconducibile nello schema del negozio misto con donazione. Invero, essa viene
posta in essere al di fuori di qualsiasi logica di gruppo societario, mancando
un collegamento in tal senso tra la X. e il Gruppo YY.. In tale ottica pertanto
lo spirito di liberalità non può sussistere.
Questa affermazione trova conferma ove si consideri che
l'impegno preso dal Gruppo YY di assumere i dipendenti presso la KK costituisce
controprestazione economicamente valutabile per la X, a fronte della cessione
della partecipazione. In tal caso, infatti, quest'ultima dovrà sostenere minori
oneri in termini di incentivo all'esodo per i lavoratori che transiteranno alla
A parere della scrivente quindi il negozio non può
qualificarsi in termini di negozio misto, ma va interpretato avendo riguardo al
suo complessivo contenuto caratterizzato in realtà dalla presenza di due negozi
- la cessione delle partecipazioni della KK - valore z
milioni di lire - da X. al Gruppo YY;
- l'impegno di quest'ultimo ad assumere per il tramite
della KK parte dei lavoratori di X,
sollevando parzialmente quest'ultima degli oneri connessi agli accordi stipulati con sindacati ed autorità competenti - minori
oneri valutati dalle parti in z
In tale ottica si individua chiaramente il sinallagma
esistente tra le diverse prestazioni dedotte nel contratto, posto che il
corrispettivo pattuito per la cessione delle partecipazioni - x milioni di lire
- corrisponde in realtà al differenziale di valore tra le due prestazioni.
Infatti se da un lato la X. cede la partecipazione nella KK
ad un prezzo simbolico rispetto al suo valore effettivo, tuttavia ottiene in
cambio il beneficio connesso ai minori indennizzi da corrispondere ai
dipendenti; di contro il Gruppo YY acquista ad un prezzo irrisorio la
partecipazione nella KK, ma si impegna all'assunzione dei dipendenti.
Se si osserva l'impatto economico della complessa operazione
sulla X, rispetto a quello connesso agli impegni formalmente assunti con
sindacati e autorità competenti, si può infatti osservare che essa non subisce
alcuna diminuzione economico-patrimoniale, insita invece in ogni erogazione
liberale, ma anzi, comparando i costi connessi alle due alternative, ottiene un
Sulla base delle esemplificazioni riportate nella scheda
tecnica di cui all'allegato 1, emerge infatti un indubbio beneficio per la X in
termini di minori oneri derivanti dal progetto di re-industrializzazione
rispetto agli impegni in precedenza assunti.
Per quanto concerne i riflessi fiscali delle due ipotesi non
si evidenzia invece alcun risparmio d'imposta per la X, per la quale al
contrario l'operazione prospettata determina un maggior debito d'imposta.
Pertanto non trova giustificazione un eventuale recupero di base imponibile in
capo alla X, in quanto per effetto del contratto concluso non si determina alcun
occultamento di base imponibile ai fini delle imposte dirette e dell'IRAP,
quanto piuttosto la trasformazione dell'onere relativo agli indennizzi da
corrispondere ai dipendenti in una perdita su partecipazioni, per giunta di
minore importo, entrambi interamente deducibili ai soli fini delle imposte
A diverse conclusioni si deve giungere in relazione agli
effetti fiscali sul Gruppo YY. Dall'esempio riportato nella scheda tecnica di
cui all'allegato 2, si evidenzia che, mantenendo separati gli effetti fiscali
dei due contratti, si genererebbero per il gruppo da un lato compensi imponibili
per z milioni di lire a fronte dell'impegno ad assumere presso la KK i
dipendenti della X, dall'altro, a fronte del successivo apporto di capitale
nella KK, un maggior costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione, pari a
Il Gruppo YY realizza un immediato vantaggio fiscale
derivante dalla circostanza che per effetto delle pattuizioni contrattuali
l'impegno ad assumere i dipendenti trova la sua controprestazione nell'acquisto
della partecipazione ad una prezzo notevolmente inferiore al suo valore
La conseguenza è che non emergono fiscalmente i compensi di
cui sopra, ma di contro il costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione
corrisponde al prezzo per essa corrisposto di x milioni di lire.
Il vantaggio fiscale si risolve pertanto non in una
diminuzione della complessiva base imponibile ai fini delle imposte dirette,
quanto piuttosto nella trasformazione di un corrispettivo in un diverso
componente reddituale.
Tale trasformazione comporta in primo luogo il differimento
della tassazione, in quanto detto componente reddituale rimarrà in latenza fino
a quando non rileverà fiscalmente quale plusvalenza, per effetto del realizzo
della partecipazione stessa, o quale sopravvenienza attiva, per effetto della
restituzione del capitale sociale, e nei limiti in cui il valore della
partecipazione non si riduca per effetto della gestione aziendale. In secondo
luogo tale diverso componente reddituale, a differenza del corrispettivo, non
costituisce componente di reddito rilevante ai fini IRAP e, ove rilevasse quale
plusvalenza, potrebbe essere assoggettato ad imposta sostitutiva.
La complessa fattispecie contrattuale posta in essere dalle
parti si caratterizza dunque per la presenza di negozi collegati, i cui effetti
in termini di diritti ed obblighi delle parti non danno evidenza immediata ai
reali flussi di ricchezza oggetto delle pattuizioni.
Nello specifico caso in esame il prezzo pattuito per la
cessione delle partecipazioni, pur essendo un prezzo reale e non simulato, per
effetto del collegamento negoziale non individua l'intero corrispettivo della
cessione, ma solo una sua parte. Anzi esso rappresenta il differenziale positivo
tra il corrispettivo di due prestazioni sinallagmaticamente connesse. La
determinazione per differenza del prezzo dedotto nel contratto maschera i reali
flussi di ricchezza e concretizza, come si è detto, non un occultamento
materiale del corrispettivo - ipotesi da cui deriverebbe un evidente fenomeno di
evasione d'imposta - ma un'operazione che, se finalizzata esclusivamente
all'aggiramento del disposto degli articoli 53
e 54 del TUIR - che individua il criterio di determinazione della base
imponibile non nel valore, bensì nel corrispettivo inteso come prezzo effettivo
delle cessioni di beni e prestazioni di servizi - evidenzierebbe un profilo di
elusività fiscale.
Nella specie anziché il corrispettivo spettante a fronte di
un obbligo contrattualmente assunto ed economicamente valutabile per le
controparti, consistente nell'assunzione di un certo numero di dipendenti, viene
in causa la riduzione del prezzo per l'acquisto delle partecipazioni della KK.
Dal punto di vista della disciplina fiscale, infatti, quel corrispettivo che
avrebbe concorso alla formazione del reddito per il Gruppo YY, si trasforma in
un minor costo fiscale della partecipazione acquisita, con i vantaggi in termini
di trattamento fiscale di cui si è detto sopra.
Le stesse caratteristiche dell'operazione, singolarmente
considerate, potrebbero rivelarne il contenuto potenzialmente elusivo.
Anzitutto l'artificiosità e la complessità del disegno,
realizzato tramite la creazione di una KK, l'aumento di capitale della stessa
connesso ad un impegno irrevocabile ad assumere un certo numero di dipendenti,
la cessione della partecipazione nella KK ad un prezzo palesemente irrisorio,
apparentemente contro ogni logica di mercato. Poi il risparmio d'imposta, sia
pure nei termini sopra specificati di riqualificazione e differimento della
tassazione di un flusso di reddito in capo al Gruppo YY., e oltretutto in parte
compensato dalla maggiore imposta a debito scaturente in capo alla X.
Nel caso specifico, tuttavia, la sottoposizione all'esame
della scrivente della complessa operazione per un esame preventivo ai sensi del
comma 9 dell'art. 21 della legge n. 413 del 1991 consente di chiarire e
interpretare gli effetti e le motivazioni che stanno alla base delle complesse
pattuizioni contrattuali.
Nel suo complesso il progetto di re-industrializzazione
coinvolge le ragioni economiche degli imprenditori e dei lavoratori direttamente
interessati, ma anche più in generale dell'intero contesto sociale ed economico
cui fa capo l'area industriale in questione. In tale ottica costituiscono valide
ragioni economiche per la collettività interessata la necessità di
salvaguardare i livelli occupazionali, ed evitare la dispersione di ingenti
risorse economiche e di elevate professionalità.
Ma valide ragioni economiche possono essere individuate anche
per i soggetti economici direttamente coinvolti. Anzitutto per i lavoratori i
quali di fatto rinunciano ai maggiori indennizzi loro spettanti dalla X a fronte
della possibilità di mantenere anche in futuro un'occupazione stabile. Sotto
tale profilo la circostanza che di fatto la KK si venga a trovare con la
disponibilità immediata di una dotazione di capitale di oltre 11 miliardi di
lire, non gravati da alcun onere fiscale, costituisce per i lavoratori la
garanzia che i maggiori indennizzi cui hanno rinunciato vengano integralmente
utilizzati per far fronte alle necessita di mezzi finanziari che sicuramente
caratterizzeranno l'avvio della nuova iniziativa produttiva.
Dal punto di vista della X, come si è detto, la soluzione
proposta consente di ottenere sia un beneficio, peraltro contenuto, in termini
di minori indennizzi da corrispondere ai dipendenti, sia un non trascurabile
ritorno in termini di immagine, derivante dall'aver collaborato alla ricerca di
una valida soluzione alla crisi industriale verificatasi, assumendosi buona
parte dei relativi costi sociali ed economici.
Per quanto riguarda il Gruppo YY, si osserva che esso si
determina ad una iniziativa imprenditoriale fortemente aleatoria, considerato
che l'impegno ad assumere una rilevante quantità di manodopera non è connesso
alla successione nel complesso aziendale della X, che al contrario viene
dismesso. Pertanto è
sicuramente supportato da valide ragioni economiche anche lo schema programmato di creazione della KK da parte di X e la
successiva acquisizione della stessa da parte del Gruppo YY, a condizioni
contrattuali che in sostanza suddividono tra le parti l'onere certo connesso
agli indennizzi da corrispondere ai dipendenti e quello incerto
connesso all'alea insita nell'avvio di una nuova iniziativa produttiva.
L'obiettivo finale è quello di dotare la KK dei mezzi finanziari necessari a
sostenere gli oneri connessi all'assunzione dei lavoratori, secondo gli impegni
presi, ed alla realizzazione degli investimenti strutturali per l'avvio
dell'attività produttiva, senza tuttavia far gravare sull'operazione ulteriori
ingenti oneri tributari. Alla luce di tali considerazioni, sarebbe invece da
considerare priva di valide ragioni economiche l'eventuale successiva cessione
da parte del Gruppo YY della partecipazione nella KK realizzata in tempi
ragionevolmente brevi. In tal caso l'operazione sembrerebbe finalizzata non
tanto ad avviare una nuova iniziativa produttiva, ma principalmente a
beneficiare della possibilità di assoggettare a tassazione con la minore
aliquota dell'imposta sostitutiva quella plusvalenza latente
di cui si è detto sopra.
si può affermare che se pure la complessa operazione programmata evita che
nell'immediato ne derivino rilevanti oneri tributari, essa non può considerarsi elusiva in quanto è supportata
dalla validità delle ragioni economiche riconducibili ai diversi soggetti