Source: https://www.entilocali-online.it/covid-19-in-g-u-il-nuovo-decreto-del-governo-per-far-fronte-allemergenza-epidemiologica/
Timestamp: 2020-05-25 20:07:10+00:00
Document Index: 11714699

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 4', 'art. 35', 'art. 2', 'art. 101', 'art. 1', 'art. 650']

“Covid-19”: in G.U. il nuovo Decreto del Governo per far fronte all’emergenza epidemiologica | Enti Locali Online
È stato pubblicato sulla G.U. n. 79 del 25 marzo 2020 il Dl. n. 19 del 25 marzo 2020, recante “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19”. Tale Decreto consentirà al Governo di poter estendere alcune o tutte le misure restrittive sino ad ora adottate per fronteggiare l’emergenza di diffusione del Coronavirus “Covid-19”.
Il Provvedimento opera anche un importante funzione di riordino delle misure fino ad ora adottate per fronteggiare l’emergenza epidemiologica, prevedendo l’abrogazione del Dl. 23 febbraio 2020 n. 6, convertito con modificazioni dalla Legge 5 marzo 2020 n. 13 (pur lasciando integre le disposizioni di cui all’art. 3 comma 6-bis e art. 4), e dell’art. 35 del Dl. 2 marzo 2020 n. 9, e l’introduzione di un nuovo modello di autocertificazione.
Tra le misure contenute nel nuovo Provvedimento, una delle principali è quella di demandare, proporzionalmente all’emergenza in atto, al Presidente del Consiglio dei Ministri di concerto con i Presidenti delle Regioni la possibilità di prolungare (per un massimo di 30 giorni e fino al termine massimo del 31 luglio 2020 stabilito dal Cdm. il 31 gennaio 2020) le seguenti misure, di cui molte già in vigore:
sospensione dei servizi educativi per l’infanzia di cui all’art. 2 del Dlgs. 13 aprile 2017, n. 65, e delle attività didattiche delle Scuole di ogni ordine e grado, nonché delle Istituzioni di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, nonché i corsi professionali e le attività formative svolte da altri enti pubblici, anche territoriali e locali e da soggetti privati, o di altri analoghi corsi, attività formative o prove di esame, ferma la possibilità del loro svolgimento di attività in modalità a distanza;
limitazione o sospensione dei servizi di apertura al pubblico o chiusura dei Musei e degli altri Istituti e luoghi della cultura di cui all’art. 101 del “Codice dei Beni culturali e del Paesaggio”), di cui al Dlgs. n. 42/2004, nonché dell’efficacia delle disposizioni regolamentari sull’accesso libero o gratuito a tali istituti e luoghi;
limitazione della presenza fisica dei dipendenti negli Uffici delle Amministrazioni pubbliche, fatte comunque salve le attività indifferibili e l’erogazione dei servizi essenziali prioritariamente mediante il ricorso a modalità di “lavoro agile”;
previsione che le attività consentite si svolgano previa assunzione da parte del titolare o del gestore di misure idonee a evitare assembramenti di persone, con obbligo di predisporre le condizioni per garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale predeterminata e adeguata a prevenire o ridurre il rischio di contagio; per i servizi di pubblica necessità, laddove non sia possibile rispettare tale distanza interpersonale, previsione di protocolli di sicurezza anti-contagio, con adozione di strumenti di protezione individuale,
oltre che l’eventuale previsione di esclusioni dalle limitazioni alle attività economiche di cui all’art. 1 comma 2, con verifica caso per caso affidata ad Autorità pubbliche specificamente individuate.
Il presente Decreto prevede anche una riduzione dei poteri dei Sindaci, sancendo il divieto di emanare ordinanze contingibili e urgenti, a pena di inefficacia, dirette a fronteggiare l’emergenza in contrasto con quanto stabilito dalle misure del Governo centrale.
Si prevede inoltre l’apertura “coatta” per le attività non soggette a sospensione di cui al Dpcm. 22 marzo 2020 per tutta la durata dello stato di emergenza (quindi fino al 31 luglio 2020), imponendo lo svolgimento delle attività, ciò a seguito degli scioperi ventilati nei giorni scorsi che avrebbero compromesso il regolare svolgimento delle attività essenziali al Paese, assicurandone l’effettività e la pubblica utilità con provvedimento del Prefetto assunto dopo avere sentito, senza formalità, le parti sociali interessate.
Vengono modificate anche le sanzioni previste dalla violazione dell’art. 650 del Codice penale, che inizialmente prevedeva l’arresto da 1 a 3 anni e il pagamento di un’ammenda di Euro 206, rimodulando la pena contravvenzionale da ammenda a sanzione amministrativa da Euro 400 a Euro 3.000 (infatti si precisa nella norma “salvo che il fatto non costituisca reato”) applicando la stessa anche per le violazioni delle ulteriori disposizioni di legge. In caso di violazione delle disposizioni mentre si è alla guida di un mezzo è prevista, altresì, la confisca del veicolo e l’aumento fino ad un terzo della sanzione.
L’eventuale apertura delle attività commerciali, contrariamente a quanto stabilito dalle disposizioni di cui al presente Decreto, prevede l’irrogazione della sanzione amministrativa accessoria di chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni.
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