Source: http://legislazionetecnica.it/3624321/prd/approfondimento/l%E2%80%99installazione-impianti-pubblicitari-stradali
Timestamp: 2018-07-19 09:40:00+00:00
Document Index: 118273897

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 49', 'art. 47', 'art. 23', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 23', 'art. 54', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 31', 'art. 23', 'art. 3', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 3', 'art. 95', 'art. 44', 'art. 26', 'art. 26']

L’installazione di impianti pubblicitari stradali | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : AR1363
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Pubblichiamo un approfondimento completo concernente l’installazione di impianti e mezzi pubblicitari lungo strade e
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L’attività pubblicitaria si esercita nel rispetto delle indicazioni e dei vincoli contenuti in due importanti strumenti di pianificazione e programmazione generale: il Regolamento comunale ed il Piano generale degli impianti pubblicitari, previsti dal D. Leg.vo 15/11/1993, n. 507.
L’art. 3 del D. Leg.vo 507/1993 stabilisce infatti in capo ai comuni l’obbligo di adottare un apposito regolamento per l’applicazione dell’imposta sulla pubblicità e per l’effettuazione del servizio delle pubbliche affissioni. Attra
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DIMENSIONI, CARATTERISTICHE, UBICAZIONE E DISTANZE DA RISPETTARE
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Il D.P.R. 495/1992 stabili
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Insegne, cartelli ed altri mezzi pubblicitari
COSTRUTTIVE (art. 49)
Scritta in caratteri alfanumerici, completata eventualmente da simboli e da marchi, realizzata e supportata con materiali di qualsiasi natura, installata nella sede dell’attività a cui si riferisce o nelle pertinenze accessorie alla stessa. Può essere luminosa
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L’art. 47 del D.P.R. 495/1992 definisce “sorgente luminosa”: “qualsiasi corpo illuminante o insieme di corpi illuminanti che, diffondendo luce in modo puntiforme o lineare o planare, illumina aree, fabbricati, monumenti, manufatti di qualsiasi natura ed
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Divieti generali sulle strade principali
Ai sensi dell’art. 23, comma 7, del D. Leg.vo 285/1992, è vietata qualsiasi forma di pubblicità lungo e in vista degli itinerari internazionali, delle autostrade e delle strade extraurbane principali e relativi accessi.
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Divieti generali su tutte le strade
Il posizionamento dei cartelli, delle insegne di esercizio e degli altri mezzi pubblicitari è comunque vietato nei seguenti punti (art. 51, comma 3, del D.P.R. 495/1992, si vedano anche i casi specifici illustrati più avanti):
a) sulle corsie esterne alle carreggiate, sulle cunette e sulle pertinenze di esercizio delle strade che risultano comprese tra carregg
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Divieti generali relativi a forme e contenuti degli impianti
In ogni caso, insegne, cartelli, manifesti, impianti di pubblicità o propaganda, segni orizzontali reclamistici e sorgenti luminose - se visibili dai veicoli transitanti sulle strade - non po
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Lungo o in prossimità delle strade, fuori e dentro i centri abitati, è consentita l’affissione di mani
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Distanze e altre prescrizioni nei centri abitati e nei tratti con limite ≤ 50 km/h
Sono di seguito riportate le distanze minime per il posizionamento di cartelli, insegne di esercizio e altri mezzi pubblicitari entro i centri abitati o entro i tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h (art. 51, comma 4, del D.P.R. 495/1992):
a) 50 m, lungo le strade urbane di sc
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Distanze e altre prescrizioni fuori dai centri abitati e nei tratti con limite > 50 km/h
Sono di seguito riportate le distanze minime per il posizionamento di cartelli, insegne di esercizio e altri mezzi pubblicitari fuori dai centri abitati o fuori dai tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h (art. 51, comma 2, del D.P.R. 495/1992):
a) 3 m dal limite della carreggiata. Peraltro, nel caso in cui, lateralmente alla sede stradale e in corrispondenza del luogo in cui viene chiesto il posizionamento di cartelli, di insegne di esercizio o
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Deroghe per impianti collocati parallelamente al senso di marcia
Le norme relative alle distanze di cui ai commi 2 e 4 dell’art. 51 del D.P.R. 495/1992 ed il divieto di posizionare gli impianti lungo le curve e su tutta l’area compresa tra la curva stessa e la corda tracciata tra i due punti di tangenza, di cui all’art. 51, comma 3, lettera c), del
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Prescrizioni per stazioni di rifornimento e stazioni di servizio
Fuori dai centri abitati può essere autorizzata la collocazione, per ogni senso di marcia, di una sola insegna di esercizio per ogni stazione di rifornimento di carburante e stazione di servizio, della superficie massima di 4 m². Le insegne di esercizio di cui sopra sono collocate nel rispetto delle distanze e delle norme già esposte, ad
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Altre prescrizioni varie
Paline e pensiline di fermate degli autobus e transenne parapedonali
Per gli impianti pubblicitari di servizio costituiti da paline e pensiline di fermata autobus, e da transenne parapedonali recanti
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Enti competenti all’autorizzazione
La collocazione di cartelli, insegne di esercizio e di altri mezzi pubblicitari è regolamentata in primo luogo dall’art. 23, comma 4, del Codice della strada di cui al D. Leg.vo 30/04/1992, n. 285, il quale prevede che tale attività è soggetta in ogni caso ad autorizzazione da parte dell’ente proprietario della strada, nel rispetto delle norme speciali contenute nello stesso D. Leg.vo 285/1992 e nel relativo regolamento di attuazione,
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Il soggetto interessato al rilascio di una autorizzazione per l’installazione di cartelli, di insegne di esercizio o di altri mezzi pubblicitari deve presentare la relativa domanda presso il competente ufficio dell’ente, in linea generale utilizzando la modulistica da questo predisposta. Si rammenta che - poiché come si è detto all’interno dei centri abitati la competenza è dei comuni, salvo il preventivo nulla osta tecnico dell’ente proprietario se la strada è statale, regionale o provinciale - in questi casi la domanda dovrà essere presentata sia all’ente competente che successivamente al comune, allegando il nulla osta ricevuto dal primo.
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Tempistica per il rilascio o il diniego
L’autorizzazione è concessa o negata nel termine di 60 giorni, l’eventuale diniego deve essere motivato.
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Durata, rinnovo e decadenza dell’autorizzazione
L’autorizzazione ha validità per un periodo di 3 anni ed è rinnovabile. In caso di mancata rich
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Ai sensi dell’art. 54 del D.P.R. 495/1992, il titolare dell’autorizzazione ha l’obbligo di:
- verificare il buono stato di conservazione del manufatto e delle strutture di sostegno;
- effettuare tutti gli interventi necessari al loro buon mantenimento;
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Rapporto con autorizzazioni edilizie - Giurisprudenza
Ampiamente dibattuto è il tema se l’autorizzazione all’installazione dell’impianto pubblicitario debba essere accompagnata anche dalla pertinente autorizzazione edilizia, oppure se quest’ultima non sia necessaria in quanto “assorbita” dall’autorizzazione specifica per l’impianto.
Sul punto la giurisprudenza è divisa, seppure l’orientamento prevalente meno recente tenda a ritenere necessario anche il titolo edilizio allorché vi sia un sostanziale mutamento del territorio nel suo contesto preesistente, sia sotto il profilo urbanistico che sotto quello edilizio (si veda ad esempio, a tal proposito, Cassazione penale,
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SANZIONI, RIMOZIONE DEGLI IMPIANTI ABUSIVI
Chiunque viola le disposizioni relative alla necessità di richiedere l’autorizzazione, e chiunque non osserva le prescrizioni indicate nelle autorizzazioni, è soggetto alle sanzioni amministrative indicate dall’art. 23, commi 11 e 12, del D. Leg.vo 285/1992. Nel caso di mancata osservazione delle prescrizioni impartite per un impianto pubblicitario già installato, sarà obbligato in via solidale anche il soggetto pubblicizzato.
Ai sensi dell’art. 23, comma 13-bis, del D. Leg.vo 285/1992, in caso di collocazione di impianti pubblicitari privi di autorizzazione o comu
Edilizia e urbanistica - Titoli abilitativi - Impianti pubblicitari stradali - Autorizzazione rilasciata dal Comune in base alla disciplina speciale di cui all’art. 23, D. Leg.vo 285/1992 (Codice della strada) - Sufficienza - Necessità del permesso di costruire - Esclusione - Ordinanza di demolizione ex art. 31, D.P.R. 380/2001 - Illegittimità.
L’autorizzazione all’installazione degli impianti pubblicitari rilasciata dai Comuni in base alla disciplina speciale di cui all’art. 23, D. Leg.vo 285/1992 (Codice della strada), nel rispetto dei criteri e dei vincoli fissati nell’apposito Regolamento comunale e nel Piano generale degli impianti pubblicitari (a loro volta previsti dall’art. 3 del D. Leg.vo n. 507/1993), assume anche una valenza edilizia-urbanistica ed assolve, pertanto, alle esigenze di tutela sottesa al rilascio di un ulteriore titolo abilitativo edilizio secondo la disciplina di cui al D.P.R. 380/2001. Ne consegue quindi che, in tali casi, non occorre richiedere anche il permesso di costruire, in quanto verrebbe a rappresentare una duplicazione del sistema autorizzatorio regolamentato dalla normativa speciale di settore, in controtendenza rispetto all’esigenza di semplificare i procedimenti amministrativi convogliando i titoli abilitativi necessari all’interno di un procedimento unitario. La verifica della conformità edilizio-urbanistica del manufatto pertanto va eseguita nell’ambito del procedimento di autorizzazione previsto dal Codice della strada per l’installazione di cartelli pubblicitari, applicando, in ipotesi di assenza di autorizzazione, i poteri repressivi e sanzionatori dello specifico settore e non anche quelli in generale previsti per la materia edilizia. (Nel caso di specie il Consiglio di Stato ha annullato l’ordinanza di demolizione emessa dal Comune in relazione all’installazione di due impianti pubblicitari monofacciali delle dimensioni di mt. 12,00 per 3,00 ciascuno, con struttura metallica, fondata sulla circostanza dell’assenza di permesso di costruire).
Sent. C. Stato 19/01/2017, n. 230
Edilizia e immobili - Titoli abilitativi - Installazione cartellone pubblicitario - Autorizzazione di settore rilasciata dai Comuni ex art. 23 del Codice della Strada - Sufficienza - Permesso di costruire - Necessità - Esclusione.
Per quanto concerne l’iter autorizzativo necessario per l'installazione dei cartelloni pubblicitari, risulta necessaria la sola autorizzazione di settore rilasciata dai Comuni in base alla disciplina speciale di cui all'art. 23 del Codice della Strada nel rispetto dei criteri e dei vincoli fissati nell’apposito regolamento comunale e nel piano generale degli impianti pubblicitari (previsti dall'art. 3 del D.Leg.vo 15 novembre 1993, n. 507). Non occorre invece richiedere anche il permesso di costruire, in quanto verrebbe a rappresentare una duplicazione del sistema autorizzatorio regolamentato dalla normativa speciale di settore. Sulla base di tali argomentazioni il Consiglio di Stato ha censurato l’ordinanza di demolizione che era stata emessa da un Comune in relazione ad un impianto pubblicitario realizzato in assenza del permesso di costruire.
1. Edilizia - Zone sismiche - Disciplina sulle costruzioni in zona sismica - Ambito di applicazione - Deroghe per particolari categorie di opere stabilite da disposizioni amministrative regionali - Possibilità - Esclusione - Fattispecie. 2. Edilizia - Titoli abilitativi - Cartelloni pubblicitari - Rilascio del permesso di costruire - Quando è necessario.
1. In tema di prevenzione del rischio sismico, il reato previsto dall'art. 95 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 è applicabile a qualsiasi opera, eseguita in assenza della prescritta autorizzazione antisismica, in grado di esporre a pericolo la pubblica incolumità, senza che le Regioni possano adottare in via amministrativa deroghe per particolari categorie di interventi. (Fattispecie relativa ad opere di sostegno di cartellonistica pubblicitaria di rilevanti dimensioni, illegittimamente qualificate da delibera della regione Calabria come “opere minori” sottratte alle leggi nazionali e regionali in materia di edilizia sismica).
2. La sistemazione di un'insegna o tabella pubblicitaria richiede il rilascio del preventivo permesso di costruire quando per le sue rilevanti dimensioni comporti mutamento territoriale, atteso che soltanto un sostanziale mutamento del territorio nel suo contesto preesistente, sia sotto il profilo urbanistico che edilizio, fa assumere rilevanza penale alla violazione del regolamento edilizio, con conseguente integrazione del reato di cui al D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, art. 44, comma 1, lettera b).
D. Min. Infrastrutture e Trasp. 23/05/2012
Condizioni e limiti entro i quali, lungo ed all'interno degli itinerari internazionali, delle autostrade, delle strade extraurbane principali e relativi accessi, sono consentiti cartelli di valorizzazione e promozione del territorio indicanti siti di interesse turistico e culturale.
Sent. C. Stato 17/05/2007, n. 2497
Edilizia - Cartelloni pubblicitari - Titolo abilitativo edilizio - Quando è necessario.
In materia di impianti pubblicitari, occorre distinguere tra i poteri spettanti all’Ente proprietario della strada ai fini della gestione e della sicurezza delle strade ed i poteri spettanti al comune ai fini urbanistici ed edilizi. Tale orientamento è confermato dalla giurisprudenza penale della Cassazione, la quale non esclude in assoluto la necessità della concessione edilizio per l’installazione degli impianti pubblicitari ma richiede il titolo abilitativo del Comune allorché vi si un sostanziale mutamento del territorio nel suo contesto preesistente sia sotto il profilo urbanistico che sotto quello edilizio. (Nella fattispecie è stata ritenuta necessaria l’acquisizione del titolo edilizio proprio in considerazione sia delle dimensioni non trascurabili dell’impianto pubblicitario sia per l’infissione stabile al suolo dell’impianto stesso).
Fasce di rispetto degli alberi dalle strade fuori dai centri abitati - Applicazione art. 26, comma 6, D.P.R. 495/1992
Secondo il Comitato per lo sviluppo del verde pubblico, la fascia di rispetto di 6 metri dal confine stradale prevista dall'art. 26, comma 6, del D.P.R. 495/1992, sarebbe applicabile unicamente agli alberi piantumati successivamente all’entrata in vigore del medesimo D.P.R..
Expo 2015: deroga a distanze dal nastro stradale e nei centri abitati
Nella Manovra disposizioni volte a facilitare le opere necessarie per la realizzazione dell’EXPO Milano 2015.