Source: https://collegiogeometri.kr.it/regolamento/
Timestamp: 2020-07-05 18:51:45+00:00
Document Index: 27403892

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 2', 'art.1', 'art.2', 'art.1', 'art. 2', 'art. 7', 'art.8', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 2', 'art.10', 'art. 16', 'art. 15', 'art. 2', 'art. 2']

Regolamento - Collegio Geometri
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Collegio Geometri Crotone
Ogni Consiglio di Collegio provvede alla tenuta di un Registro dei praticanti nel quale vengono iscritti coloro che, muniti di diploma di geometra, con l’osservanza delle norme di cui agli articoli che seguono, svolgono la pratica necessaria per conseguire l’ammissione all’esame di abilitazione all’esercizio della libera professione di geometra.
Nel registro deve essere indicato il cognome, il nome, il luogo e la data di nascita, il codice fiscale, il luogo di residenza del praticante, l’anno di conseguimento del diploma di geometra, nonché il cognome, nome e domicilio del professionista (geometra, ingegnere civile, architetto, iscritti ai rispettivi Albi professionali da almeno cinque anni) presso il quale è effettuata la pratica e la data di iscrizione nel Registro.
Ferme restando le disposizioni contenute nell’art. 2 comma secondo della legge 7.3.1985 n. 75, la pratica biennale potrà essere effettuata anche in base a contratto di formazione e lavoro della durata di 2 anni, presso studio tecnico abilitato, secondo la normativa prevista dalla legge 19.12.1984 n. 863 (Misure urgenti a sostegno e ad incremento dei livelli occupazionali).
e deve essere corredata dai seguenti documenti, in regola con le prescrizioni della legge sull’imposta di bollo:
d) dichiarazione del professionista diretta al Collegio dei Geometri con la quale lo stesso dichiara di ammettere il richiedente all’esercizio della pratica nel proprio studio e di assumersi la responsabilità professionale di seguire il praticante impartendogli una adeguata istruzione sia sotto il profilo deontologico che tecnico: la data dell’inizio della pratica deve essere contestuale alla presentazione della domanda di iscrizione o comunque non anteriore a 15 giorni, pur conservando validità come documento la dichiarazione rilasciata in data anteriore a 15 giorni;
Il certificato generale rilasciato dal Casellario Giudiziale deve essere richiesto a cura del Collegio, ai sensi dell’art. 10 della Legge 4-1-1968, n. 15.
In luogo dei documenti di cui alle lettere a) e b), potrà essere presentata una dichiarazione sostitutiva a firma del richiedente ai sensi dell’art. 2 della Legge 15/1968 citata.
Il Consiglio del Collegio verifica la regolarità delle domande di iscrizione e, se la domanda risulta regolare, dispone l’iscrizione del richiedente nel Registro dei praticanti con la data di decorrenza indicata all’art. 2, punto d) che precede.
Contro le deliberazioni del Consiglio del Collegio, il richiedente può presentare ricorso, nei trenta giorni successivi alla comunicazione, al Consiglio Nazionale dei Geometri. Si osservano in quanto applicabili, le norme che disciplinano i ricorsi dinanzi al Consiglio Nazionale relativi alla iscrizione nell’albo dei geometri.
Ogni Consiglio di Collegio può stabilire -ai sensi dell’art. 7, II comma, del decreto legislativo luogotenenziale 23 novembre 1944, n. 382- una tassa per l’iscrizione nel registro dei praticanti.
Ottenuta l’iscrizione nel Registro dei praticanti, il biennio di praticantato previsto dalla legge decorrerà dalla data di inizio della pratica risultante dal Registro dei praticanti.
E’ obbligo del professionista presso cui viene svolta la pratica comunicare tempestivamente al Collegio dei Geometri l’eventuale differimento della data di inizio della pratica, come ogni altro evento incidente sulla regolarità dell’esercizio del praticantato.
Il periodo di pratica deve essere compiuto di norma nell’ambito della circoscrizione territoriale del Collegio di residenza del praticante e presso un professionista iscritto nell’Albo dei Geometri o nell’Albo degli Architetti o degli Ingegneri civili della stessa provincia.
Il praticante che intenda proseguire la pratica dovrà dare al Presidente del Collegio idonea giustificazione dell’interruzione entro i 10 giorni successivi all’invio della predetta raccomandata.
In caso di mancanza o di inidoneità delle giustificazioni da parte del praticante, il Consiglio del Collegio dispone l’immediata cancellazione dell’interessato dal registro dei praticanti dandogliene comunicazione a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento.
Contro le deliberazioni del Consiglio del Collegio il praticante cancellato dal registro può presentare ricorso, nei trenta giorni successivi alla comunicazione, al Consiglio Nazionale dei Geometri. Si osservano, in quanto applicabili, le norme che disciplinano i ricorsi dinanzi al Consiglio Nazionale relativi alle delibere di cancellazione dall’albo dei geometri.
In caso di malattia, di comprovati gravi motivi o di circostanze eccezionali che, comunque, non abbiano comportato una interruzione superiore ad un anno, il Consiglio del Collegio si pronunzierà, con deliberazione motivata, sull’ammissione dell’interessato alla prosecuzione della pratica, consentendogli così di utilizzare il periodo di pratica effettivamente svolto prima dell’interruzione ai fini del compimento del biennio di praticantato richiesto dall’art. 2 della L. 7.3.1985, n. 75.
Previa l’iscrizione dei praticanti di cui all’art.1, la frequenza a tutti e tre gli anni dei corsi universitari triennali svolti nelle università che hanno istituito corsi di “Diploma Universitario con orientamento Geometra” unitamente alla sottoposizione all’esame di diploma, saranno considerati equipollenti allo svolgimento del biennio di tirocinio ai fini dell’art.2 della Legge n.75/1985. La suddetta frequenza verrà certificata dal tutor presente all’interno del corso di diploma universitario. Il tutor dovrà avere i requisiti previsti dall’art.1 comma 2 delle presenti direttive.
b) da una dichiarazione del professionista presso il quale viene proseguita la pratica, dichiarazione da redigersi secondo le modalità di cui al precedente art. 2 lettera d) e con l’indicazione dalla data di ripresa del praticantato.
L’intervallo tra la data di cessazione e quella di prosecuzione della pratica non dovrà essere superiore ad un anno, salva l’applicazione del disposto di cui al precedente art. 7 comma ottavo e -per le interruzioni conseguenti alla chiamata al servizio di leva, gravidanza, purperio- anche della particolare disciplina stabilita dall’art.8.
Dell’avvenuto cambiamento sarà fatta annotazione sulla matrice del Registro dei praticanti.
La domanda, rivolta al Presidente del Collegio nel quale si chiede il trasferimento, deve essere corredata dal certificato di residenza e da un certificato del Presidente del Collegio di provenienza attestante l’avvenuta comunicazione al Collegio del mutamento di residenza a cura dell’interessato. Il Presidente del Collegio di provenienza provvederà, a richiesta dell’altro Collegio, a trasmettere il fascicolo personale del praticante.
Il Consiglio del Collegio disporrà con deliberazione motivata la cancellazione del praticante dal Registro o potrà annulare eventuali periodi di pratica, qualora sia accertato il venir meno di uno degli elementi previsti dalle presenti norme per lo svolgimento della pratica e, comunque, quando sia accertato che essa non venga svolta in maniera effettiva e continuativa o che il praticante o il professionista abbiano trasferito la propria residenza fuori della circoscrizione territoriale del Collegio, salvo il diposto dell’art. 6. La deliberazione dovrà essere comunicata con raccomandata con avviso di ricevimento sia al praticante che al professionista. Potrà, comunque, applicarsi anche in questi casi la disciplina stabilita dall’art. 7, ottavo comma, e dall’art. 8.
Lo svolgimento, da parte del diplomato geometra, del quinquennio di attività tecnica subordinata, alternativo al biennio di pratica professionale, previsto dall’art. 2 della legge 7.3.1985 n. 75, deve essere comprovato mediante dichiarazione dal datore o dai datori di lavoro presso i quali l’attività tecnica subordinata è stata svolta ovvero con l’esibizione del libretto di lavoro attestante la qualifica ricoperta dal geometra dipendente o con altro idoneo mezzo di prova.
La dichiarazione dovrà contenere l’indicazione esatta del periodo durante il quale l’attività è stata svolta e la dettagliata descrizione della stessa, in modo da comprovare l’effettività e la continuità dell’affidamento all’interessato di funzioni tecniche rientranti nelle materie di attinenza alla professione di geometra.
L’attività stessa dovrà essere riconosciuta dal Consiglio del Collegio idonea ai fini della pratica quinquennale di cui all’art. 2 secondo comma, della legge 7.3.1985 n. 75, sulla base della natura dell’attività svolta dal datore di lavoro e dell’oggetto del contratto di assunzione.
Qualora l’attività tecnica venga svolta presso distinti datori di lavoro, se ne può tenere conto ai fini del raggiungimento del periodo quinquennale sempre che tra le prestazioni di lavoro, di cui si intende sommare la durata, non intercorra un intervallo superiore ad un anno. L’intervallo può però essere superiore ad un anno qualora esso dipenda dalla chiamata alle armi in servizio di leva, gravidanza o puerperio, purché l’attività venga ripresa entro un anno dalla cessazione del servizio militare. A questo riguardo sono parificati al servizio militare di leva i servizi considerati dalla legge come sostitutivi dello stesso.
E’ facoltà dell’interessato chiedere al Consiglio del Collegio dei Geometri della circoscrizione presso cui risiede di esprimersi preventivamente sulla idoneità dell’attività tecnica subordinata da esso svolta ai fini del compimento del quinquennio di pratica professionale.
Non è considerato tirocinio l’attività tecnica svolta dal geometra nell’impresa di cui egli stesso è titolare, socio o amministratore.
Ai fini del raggiungimento dei periodi necessari per l’ammissione all’esame di abilitazione possono utilizzarsi congiuntamente periodi di praticantato e periodi di attività tecnica subordinata. Il cumulo è possibile purché l’intervallo tra l’uno e l’altro non sia superiore ad un anno, a meno che esso non sia dipeso dalla effettuazione del servizio militare di leva, gravidanza o puerperio, secondo quanto già previsto dagli artt. 8 e 15 quarto comma.
Al compimento del biennio di pratica (come pure del periodo triennale di frequenza ai corsi di diploma universitario, equipollente ai sensi del precedente art.10), o del quinquennio di attività tecnica subordinata alternativo al biennio di pratica professionale, ovvero, in caso di utilizzazione congiunta di periodi di praticantato e di attività tecnica subordinata, una volta che tali periodi siano stati computati cumulativamente secondo quanto stabilito dal precedente art. 16, il Presidente del Collegio competente, previa delibera del Consiglio, ne rilascia relativa certificazione su richiesta dell’interessato. Per quanto riguarda l’avvenuto svolgimento della attività tecnica subordinata, la certificazione è rilasciata sulla base delle dichiarazioni dei datori di lavoro o delle altre attestazioni previste dal precedente art. 15.
DISPOSIZIONI TRANSITORIE – I
I periodi di praticantato completati od in corso alla data di entrata in vigore della Legge n. 75/1985 conservano efficacia e sono quindi computabili ai fini del compimento del biennio di pratica prescritto dall’art. 2, comma secondo, della citata legge.
Il periodo di praticantato effettuato nei novanta giorni successivi all’entrata in vigore della legge è valido solo se non in contrasto con l’art. 2, comma secondo, della predetta legge.
Collegio Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Crotone
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