Source: https://neocatecumenali.blogspot.com/2011/04/la-celebrazione-kikiana-del-sabato-sera.html
Timestamp: 2017-07-22 22:49:24+00:00
Document Index: 25836318

Matched Legal Cases: ['art 13', 'art 24', 'art.13', 'art. 24', 'art13', 'art24', '§ 1']

Osservatorio sul Cammino Neocatecumenale secondo verità: LA “CELEBRAZIONE” KIKIANA DEL SABATO SERA E’ REALMENTE APERTA A TUTTI? Una contraddizione palese nelle pieghe dello Statuto Neocatecumenale.
L’art 13, paragrafo 2 dello Statuto Neocatecumenale così recita:“ I neocatecumeni celebrano l’Eucaristia domenicale nella piccola comunità, dopo i primi vespri della Domenica. Tale celebrazione ha luogo secondo le disposizioni del Vescovo diocesano. Le celebrazioni dell’Eucaristia delle comunità neocatecumenali al sabato sera fanno parte della pastorale liturgica domenicale della parrocchia e sono aperte anche ad altri fedeli.” Sembrerebbe dunque che la celebrazione neocatecumenale, pur essendo officiata in remote e anonime sale parrocchiali, sia realmente aperta a tutti in quanto “parte della pastorale liturgica domenicale della parrocchia”. L’ art 24, paragrafo 2, sub 6 del medesimo statuto però , citando vistosamente ( e maldestramente) alcuni passaggi dell’OICA , così puntualizza:.«Quando (i catecumeni n.d.r.) partecipano all’assemblea dei fedeli, devono esser con gentilezza congedati prima dell’inizio della celebrazione eucaristica». Ciò viene fatto nel Cammino Neocatecumenale mediante una benedizione speciale,dopo la quale ricevono «una opportuna catechesi» preparata sulla base del Catechismo della Chiesa Cattolica, che «porta i catecumeni non solo a una conveniente conoscenza dei dogmi e dei precetti, ma anche all’intima conoscenza del mistero della salvezza». Dal momento che i neocatecumeni sono tutti almeno battezzati, quindi sacramentalmente iniziati già alla vita cristiana, non si capisce perché debba esser loro applicato il divieto (previsto dall’OICA esclusivamente per i non battezzati) di partecipare all’Eucarestia. E se nella dimensione kikiana …il divieto vale per i neocatecumeni ancora digiuni di “opportuna catechesi”, è legittimo supporre che, a maggior ragione, valga per i non neocatecumeni desiderosi di partecipare all’Eucarestia del sabato sera. Ergo….l’art.13, paragrafo 2 dello Statuto è una solenne presa in giro , primi fra tutti, di coloro che l’hanno approvato e firmato! pagina inserita da:
Le celebrazioni NC anche se aperte o chiuse che siano durano dalle 2 ore alle due ore e mezzo.Difficile che uno ci vada per due volte di seguito.Poi le risonanze, quello cha ha visto Dio nel suo matrimonio, l'altro lo ha visto nella sua malattia o in quella di un suo parente, etc, tutto tempo perso, quelle cose se le potrebbero raccontare fuori, che così in 45minuti si fa tutto?
12 aprile 2011 22:23
chi va a Messa, compresi i neocatecumenali in buona fede, non ci va per sbrigarsi o comunque risparmiare tempo.E' vero che sia le risonanze come le preghiere, alla fine si somigliano tutte, ma il problema sta nel sincretismo del rito e nella inopportunità delle risonanze e tante altre cose
Direi che forse sarebbe il caso di informarsi su cosa si intende per "catecumeno". Quanto citi non si applica ai battezzati, ma a coloro che non lo sono. L'eucaristia è aperta a tutti secondo quanto specificato dallo Statuto e come richiesto dalla Chiesa.
12 aprile 2011 23:05
L'eucarestia è aperta a tutti; chiunque avesse la pazienza di farlo, potrebbe andare un sabato sera ad una celebrazione e ne potrà partecipare.Però innanzi tutto dovrebbe avere l'accortezza di presentarsi prima dell'inizio al presbitero o al responsabile in modo che questi potrà a sua volta presentarlo a tutti i presenti perchè, così si dice, che l'assemblea non deve essere anonima.Così dovrebbe essere in teoria.Tuttavia il "non-neocatecumeno" ben presto si accorgerà di essere guardato dagli altri e si renderà conto di essere un estraneo (soprattutto al momento delle risonanze) e si annoierà moltissimo per la lunghezza della Liturgia, della quale potrebbe non capire alcuni segni tipo il pane azzimo, la comunione al vino, la disposizione attorno alla mensa, l'addobbo della mensa stessa, i canti chiassosi e diversi dal solito, la comunione al pane ricevuta in piedi ma consumata stando SEDUTI, l'impossibilità ad inginocchiarsi, fino al ballo finale.Dunque dico questo poichè i responsabili sempre preavvisano i neocatecumeni di NON portare all'eucarestia persone estraneee alla comunità (il discorso del coniuge fuori dal cammino è diverso, poichè questi è sempre invitato a partecipare alla messa del sabato sera) e pertanto l'eucarestia sarebbe "aperta anche da altri fedeli" ma in pratica si fa in modo che non sia così.Comunque ribadisco che chi ci vuole andare, può farlo e troverà sorrisi (di circostanza) e porte aperte (e UN PRESSANTE INVITO ALLE PROSSIME CATECHESI...) e se invece qualcuno non venisse fatto entrare, lo invito a rivolgere le proprie proteste al Vescovo della Diocesi.Diverso invece è il discorso dell'art. 24.Lì si parla dei NON BATTEZZATI ed essi, al termine della Liturgia della Parola, prima della presentazione delle Offerte e l'inizio della parte eucaristica, sono congedati con una benedizione speciale del Presbitero.
Direi che forse sarebbe il caso di informarsi su cosa si intende per "catecumeno". Quanto citi non si applica ai battezzati, ma a coloro che non lo sono. l'articolo dello statuto non lo specifica. Anomale anche tutte le 'pratiche' battesimali, compreso l'esorcismo, cui vengono sottoposti nelle prime fasi del cammino indiscriminatamente anche i battezzati.
13 aprile 2011 09:38
così si dice, che l'assemblea non deve essere anonima.Così dovrebbe essere in teoria.il problema è che viene data priorità all'assemblea rispetto alla persona e subordinato tutto all'assemblea.In una chiesa normale non si pone neppure l'ipotesi dell'anonimato perché l'assemblea è composta di persone individui raccolti in assemblea al cospetto di Dio e di fronte a Dio nessuno è anonimo, ma ha il "nome" che Dio stesso gli ha dato...Nel Cnc, questa presenza Soprannaturale è totalmente ignorata e alla fine è l'assemblea che diventa dio...Il fatto di essere conosciuti e ri-conosciuti dai fratelli è positivo, ma non deve diventare un assoluto, come avviene nel cammino nc
13 aprile 2011 09:45
Che incompetenza al limite della premeditazione e mistificazione.Titolo II: Neocatecumenatoart13.......PER I BATTEZZATITitolo IV: Catecumenato Battesimaleart24....PER I NON BATTEZZATIChe pena leggere questi tread. davvero da incompetenti.a quando un ritorno ai tread di Mic? ma certo avallarli è colpa pure tua Mic.
per l'ultimo Anonimo:Art. 24§ 1. Il Cammino Neocatecumenale è uno strumento al servizio dei Vescovi anche per l’iniziazione cristiana dei non battezzati.il che, a prescindere da questa, non impedisce che si applichino indiscriminatamente le stesse pratiche a battezzati e non (vedi tutto il percorso del pre-catecumenato che riguarda tutti).Non manca 'fumosità' ed una confusione voluta
13 aprile 2011 11:14
Per l'ultimo anonimo:per quanto quest'ultimo post possa (e ribadisco possa) "aver preso un granchio", porta comunque un importantissimo spunto. Kiko, come dimostrano i direttori, continua ad essere completamente ossessionato da questa necessità di comunità e di gruppo. Nulla prescinde da questa anomalo organo che, a suo modo di vedere, è il fulcro della fede e salvezza. Il perdono viene percepito profondamente e solamente "sentendosi in comunione con la comunità", l'eucarestia non è altro che un revival della pasqua e dell'ultima cena svolto con l'assemblea e chi non è ritenuto degno non può prenderne parte, la pasqua deve essere obbligatoriamente svolta all'interno della propria comunità e quindi, in molti casi, separati dai membri della propria famiglia naturale di appartenenza ed eventuali cari (fidanzati/ fidanzate, amici/amiche), senza nemmeno soffermarci sulla rivisitata e rivista icona di Rublev con dicitura "Dios es Comunidad, Liturgia, Palabra". E questi sono solo alcuni esempi. Ricordo ancora un annuncio di qualche anno fa (forse due) dove con lettere aperta (sempre ovviamente alle sole comunità neocat)Kiko stesso annunciava di aver inoltrato, a chi di dovere, richiesta di poter far costruire cimiteri in ogni singola parrocchia. Sono l'unico al quale, magari anche con occhio perfido e prevenuto, il tutto stona? Dove si vuole arrivare? Ad avere tombe comuni suddivise per comunità (e badate bene non comunità intese in senso di tutte quelle presenti in ogni parrocchia ma singole comunità 1°,2°,3° ecc..)? Pensate davvero che il Signore verrà nell'ultimo giorno ed assegnerà i posti in paradiso suddivisi per comunità? Veramente, non capisco come leggere queste cose, documentate!!, non faccia riflettere nessuno.Allo stesso tempo, resto sconcertato dal fatto che il tutto sia stato comunque ratificato ed accettato dal vaticano e dalla competente congregazione, ma non reputo che questo sia abbastanza per farci chiudere gli occhi e buttarci in cose che, per quanto bene possano portare (e portano), adottino dei metodi a dir poco anomali.
Anonimo ha detto... Che incompetenza al limite della premeditazione e mistificazione.Rispetto le scelte di chia ha fatto passare questo ennesimo, volgarissimo commento anonimo, ma non posso esimermi dal rilevare che tale Anonimo oltre ad essere insolente e acido (" ai limiti" del non cristiano)è anche analfabeta.Se non lo fosse, da una lettura sia pur superficiale dello Satuto Neocatecumenale si accorgerebbe che , almeno ufficialmente, il Cammino è rivolto alla ri-conversione dei battezzati (è la sua specificità, questa, il suo cavalloo di battaglia). E' dunque inammissibile che coloro i quali frequentano le catechesi iniziali ( cfr. nello Statuto "...fase di conversione fino alla prima convivenza) non vengano ammessi a partecipare all'Eucarestia Neocatecumenale del sabato sera.Mi sorge il dubbio che l'Anonimo (peraltro nostra vecchissima conoscenza) non sia neanche neocatecumenale o, se lo è stato, è stato sicuramente preso a pedate persino dai suoi stessi catechisti.
13 aprile 2011 12:09
Caro/a Raiden,il discorso è chiarissimo: i neocatecumenali "in formazione" non vengono ammessi all'Eucarestia del sabato sera fino alla prima convivenza durante la quale nasce la comunità. Non vi vengono ammessi appunto per le ragioni e con le giustificazioni di cui all'articolo riportato nel thread: vengono cioè considerati "non battezzati" vale a dire catecumeni in senso pregnante ( come da OICA).Il senso del thread, che ho postato frettolosamente, è comunque chiarissimo: se i neocatecumenali non ammettono all' Eucarestia del sabato sera i neocatecumenali "in formazione", certamente non ammettono ( anche se dichiarano il contrario nello Statuto) coloro i quali, fuori da Cammino, volessero partecipare all'Eucarestia sui generis del sabato sera.
Per Francesco:Ho portato personalmente un amico in comunità alla celebrazione del sabato sera. Prima della consacrazione gli è stato chiesto di uscire, con benedizione ecc.., e teoricamente sarebbe poi potuto rientrare alla fine della eucarestia. Usci anche io con lui e non tornammo. Come già detto nel mio intervento, a me il tuo thread è chiarissimo e non l'ho in alcun modo messo in discussione. Ho solo voluto invitare l'Anonimo, a non soffermarsi su presunte incongruenze del thread, ed ad interrogarsi sul evidente fanatismo presente all'interno del cammino neocat.
13 aprile 2011 12:21
@ Raiden:Ho sentito parlare, in mia presenza, di cimiteri nc da fratelli di comunità, non in annuncio però.
sui cimiteri, ne abbiamo parlato qui
13 aprile 2011 12:39
Grazie Mic, mi era sfuggito questo thread. Ma io dico, alla luce di ciò, a nessuno viene in mente che forse si stia esagerando? Lo chiedo ai vari neocat e non a chi ne è fuori. Vi rendete conto che i vostri genitori, i vostri fratelli (quelli veri di sangue), se Kiko arriva dove vuole arrivare (dice lui stesso " Sotto il giardino fare come delle catacombe, con luci, con degli spazi comunitari, e seppellire i fratelli insieme. E’ una idea pazza, perché è difficilissimo che ti permettano di fare un cimitero nel mezzo della città. Ma forse riusciremo, perché tutto è possibile"), verranno seppelliti insieme e separati da noi. Dove è finita la sacra famiglia? Perchè il legame creato all'interno di un'unica comunità è più degno di quello familiare all'interno del quale Dio ci ha inseriti? Il messaggio costantemente ripetuto "odia tua padre e tua madre"?
ho appena iniziato la 2 fase del cammino neocatecumenale , sono rimasta perplessa nel vedere il responsabile della mia counità appena< eletto che ha distribuito l ' eucarestia ma si può fare ciò senza avere il permesso del vescovo, gradirei una risposta da chi ne sà più di me, perchè la cosa mi ha lasciato sconcertata nel vedere ciò 31 gennaio 2013 21:43
I ministri della distribuzione dell'Eucarestia sono solo coloro che hanno ricevuto l'ordine sacro (diaconi, sacerdoti e vescovi).L'unico caso in cui un laico "non ordinato" può distribuire l'Eucarestia è quando si verificano contemporaneamente tutte queste condizioni:1) il vescovo ha direttamente investito tale laico dell'incarico di "ministro straordinario per la distribuzione dell'Eucarestia" (incarico che dura solo un anno e che solo il vescovo può eventualmente rinnovare), oppure il vescovo ha istituito tale laico "accòlito"2) non sono disponibili altri sacerdoti e diaconi3) il sacerdote celebrante è impossibilitato a distribuire normalmente la Comunione (a causa di gravi problemi di salute, oppure per una folla di comunicandi davvero grandissima)4) il sacerdote celebrante chiede esplicitamente aiuto per la distribuzione dell'EucarestiaSe manca una sola di queste condizioni, allora si tratta di un abuso.Purtroppo ti dobbiamo dire che è un abuso che si registra in tantissime parrocchie, oltre che nel Cammino: certi loschi figuri pensano di essere "importanti" nel momento in cui si arrogano il diritto di distribuire l'Eucarestia... e spesso i preti, per pigrizia o per altri strani motivi, lasciano fare o addirittura lo comandano. È perfettamente logico che tu sia stata così scossa da quell'evento.Se lì c'è davvero il Corpo e il Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo, allora non si può trattare come uno snack.
31 gennaio 2013 23:16