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Timestamp: 2019-05-25 19:34:25+00:00
Document Index: 179406352

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 74', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 16', 'art. 28', 'art. 20', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 28', 'art 31']

Piattaforma ccnl 2006-2009 del CSA Cisal Università - obiettivi e linee guida per l’ unità di base della categoria
Martedì 30 Ottobre 2007 11:30 | Pubblicato da Redazione | |
PIATTAFORMA CCNL 2006-2009
del C.S.A. della C.I.S.A.L.- UNIVERSITÀ
OBIETTIVI e LINEE GUIDA PER l’ UNITÀ DI BASE DELLA CATEGORIA
Il CSA della CISAL-Università ribadisce con forza la sua indipendenza ed autonomia dai partiti e dai governi di turno e che la centralità del suo ruolo sindacale è difendere l’interesse del lavoratore senza subire strumentalizzazioni politiche di alcun genere.
Ribadisce che entrare in Europa non vuol dire per i lavoratori dell’ Università pagarne solo i costi ma deve significare avere la stessa dignità e lo stesso trattamento economico dei colleghi Europei.
Gli stipendi del personale T. A., che sono i più bassi del pubblico impiego, sono anche, e purtroppo a maggior ragione, i più bassi d’ Europa ed è ora che siano invece adeguati a quelli dei paesi europei che trattano meglio i pubblici dipendenti.
In proposito la Cisal riconferma la sua antica richiesta che prima di discutere degli aumenti contrattuali con l’ Aran si raggiunga un accordo tra le parti inteso a riportare il trattamento economico tabellare del PTA almeno ai livelli medi conseguiti dagli altri comparti contrattuali del Pubblico Impiego.
Ritiene necessario prevedere delle sanzioni o dei meccanismi di compensazione e di risarcimento non appena avviene il superamento della scadenza dei rinnovi contrattuali, che oramai è diventata una consuetudine governativa, utilizzata in modo fraudolento, insopportabile e tale da creare un concreto e notevole danno economico ai lavoratori.
L’autonomia degli Atenei ha ingenerato ormai una sorta di anarchia contrattuale, creando molte e pesanti sperequazioni in danno ai lavoratori, i quali non vedono un trattamento rispettoso ed omogeneo del loro ruolo in tutto il territorio nazionale. Devono rivalutarsi quindi le competenze della contrattazione integrativa in modo da evitare interpretazioni soggettive dei contratti nazionali, con trattamenti giuridici diversi e sperequazioni economiche notevoli tra personale che pur svolgendo lo stesso lavoro non ha uguale trattamento.
È necessario che il prossimo CCNL elimini confusioni e discriminazioni e sia più chiaro rispetto a quelli precedenti, spesso interpretati in modo diverso da Ateneo ad Ateneo e talvolta astrusi a tal punto che diversi giudici ordinari ne hanno chiesto interpretazioni autentiche all’ Aran e alle OOSS firmatarie.
L’ ordinamento professionale deve essere radicalmente rivisto, eliminando definitivamente sperequazioni ed ingiustizie accumulatesi in questi ultimi anni, partendo da alcuni punti fermi già peraltro rappresentati in passato dal CSA della CISAL-Università.
A partire dal riconoscimento delle idoneità acquisite e delle mansioni effettivamente svolte dovrebbe essere garantita una maggiore equità di trattamento economico e giuridico.
Tutte le forme di precariato che in questi anni sono state usate per mortificare e sfruttare indecentemente i nostri colleghi amministrativi e tecnici, devono essere limitate al massimo e ben diversamente motivate.
Deve essere ridotto all’essenziale il ricorso alle esternalizzazioni di servizi e funzioni già tipiche e proprie del PTA ed alle consulenze esterne. Le piante organiche future devono risentire di questa nuova filosofia contrattuale.
Mobbing : bisogna far funzionare effettivamente le commissioni istituite prevedendo eventuali sanzioni nei confronti delle amministrazioni inefficienti, nonché sedi superiori di giudizio, all’ interno degli Atenei, veramente autonome, oggettive ed indipendenti, dotate anche di potere sanzionatorio.
Le conclamate difficoltà attuattive dell’art. 28 del CCNL, anche alla luce di quanto dichiarato nell’intesa per “un’azione pubblica a sostegno della conoscenza” del 27 giugno 2007, devono convincere le parti sulla necessità di prevedere nel prossimo CCNL la possibilità che “la sanità universitaria” abbia uno specifico ambito di contrattazione.
LA PROPOSTA DI PIATTAFORMA CONTRATTUALE del CSA della CISAL Università RIPROPONE ed INTEGRA le dichiarazioni a verbale allegate al CCNL 2002-2005 e le richieste presentate all’ARAN e alle altre OO.SS. in occasione del rinnovo del biennio economico 2004/2005 aggiornate con le novità legislative e giudiziarie che, nel frattempo, hanno confermato la legittimità della posizione assunta dal CSA della CISAL-Università.
E a salvaguardia del pluralismo sindacale si torna a chiedere prioritariamente che il riconoscimento delle prerogative sindacali nel comparto sia esteso anche ai sindacati formalmente costituiti a livello nazionale e locale pur non firmatari del CCNL.
Il C.S.A. della CISAL-UNIVERSITA’ presenta quindi i seguenti punti rivendicativi :
SUPERAMENTO delle ormai intollerabili SPEREQUAZIONI a livello nazionale.
1) E’ necessario prioritariamente e preventivamente eliminare ogni sperequazione economica rispetto agli altri comparti del pubblico impiego, cosi’ da portare il settore universitario almeno ad un livello medio tra i vari trattamenti economici.
Politiche degli Organici e sul Precariato nell’ambito della Negoziazione decentrata integrativa.
2) Recuperare alle naturali competenze della contrattazione integrativa locale le politiche sugli ORGANICI, incluse quelle sui precari, dando al tavolo negoziale di Ateneo più poteri di contrattazione, maggiore, tempestiva e qualificata informazione e maggior partecipazione al processo decisionale (qualificazione, sviluppo, gestione dell’ organico a livello generale e di struttura, scelta del tipo di assunzioni da fare e di contratti di lavoro da applicare, indagini sui carichi lavorativi per la determinazione del fabbisogno di personale e per la determinazione degli standard di efficienza/efficacia dell’ Organizzazione del Lavoro, analisi tipo Job Evaluation per l’individuazione e la definizione delle figure professionali dopo i prescritti accordi decentrati sulla declaratoria dei profili professionali, riorganizzazione di servizi e strutture, ecc.);
anche per risolvere una volta per tutte il problema della stabilita’ e della sicurezza del posto di lavoro.
3) Limitare a non piu’ del 7% i contratti di lavoro a tempo determinato col personale T.A., prevedendo anche rigide e precise motivazioni, nonche’ fondi e modalita’ di pagamento, tenendo debito conto del comma 519 della finanziaria 2007 e della direttiva n. 7 dell’ aprile 2007, emanata dal Ministro delle Riforme e delle Innovazioni L. Nicolais : prevedere immediatamente, come sanatoria, la stabilizzazione di tutti i precari attualmente in servizio, CEL compresi.
Successivamente, sempre al compimento dei tre anni di servizio, prestati anche non consecutivamente, inquadrare a tempo indeterminato tutti coloro che abbiano superato una selezione pubblica, concedendo loro i rinnovi fino al raggiungimento del requisito temporale richiesto, e predisporre le selezioni per tutti i co.co. co. che hanno già maturato i tre anni di anzianità, in ogni caso purche’ risultino in servizio alla data di entrata in vigore del CCNL 2006-09 o per almeno 6 mesi nel corso di questa vigenza contrattuale ;
vietare inoltre tassativamente l’uso di contratti a termine per il personale CEL.
Prevedere che i relativi fondi, necessari alle sopradescritte trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato, siano anticipati dagli Atenei e successivamente finanziati e garantiti dallo Stato con la Legge Finanziaria.
Revisione Ordinamento Professionale con correzione/risistemazione inquadramenti e progressioni.
4) Revisionare l’ordinamento universitario in modo da sanare le storture create dai contratti precedenti e prevedere per le ex categorie di confine, il passaggio anche in soprannumero nella categoria superiore anche alla luce delle sentenze favorevoli emanate dai vari giudici del lavoro che hanno giudicato nullo l’art. 74 del CCNL 1998/2001, nella parte in cui riserva l’accesso alla categoria superiore C e D solo a chi è stato vincitore di concorso per il quale era necessario possedere rispettivamente il titolo di studio del diploma e della laurea : bisogna disporre che tutti gli ex-V ed ex-VII livelli siano inquadrati, in soprannumero, rispettivamente, nella categoria C e D.
5) Nelle selezioni per Mobilita’ Verticale, eliminare l’obbligo del possesso del titolo di studio richiesto per l’accesso dall’esterno per chi ha almeno 5 anni di anzianità nella categoria inferiore, anche nel caso si abbia gia’ usufruito di una progressione verticale.
6) Inquadrare in soprannumero gli idonei di tutte le selezioni previste dagli artt. 57 e 74 CCNL 1998/2001 già effettuate o da effettuarsi, utilizzando anche gli strumenti di cui all’art. 9 della legge 3/2003 e dall’art. 3 della legge 350/2003.
(N.B. : In proposito questa O.S. coglie l’occasione per ribadire anche in sede ARAN la sua ferma denuncia di tutte le situazioni di abuso e di negligenza di quegli Atenei che continuano a rifiutarsi di applicare correttamente ed esaustivamente tutte le norme contrattuali in vigore.)
7a) Verticalizzazioni (PEV) : il passaggio da una categoria ad un’altra deve, soprattutto per l’accesso alle categorie C e D, essere consentito superando corsi-concorsi periodici (biennali) per titoli con verifica finale da farsi sulle materie del corso medesimo (prove teorico-pratiche orali).
Bisogna prevedere la possibilità di passaggi da una categoria all’ altra anche tramite il superamento di corsi idoneativi periodicamente programmati di formazione professionale, organizzati dagli Atenei e certificati con esame e valutazione finali (ai quali tutti devono avere il diritto di partecipare) : l’ accesso alla categoria superiore dovrebbe essere garantito dopo aver ottenuto un certo numeri di crediti formativi da sommare ai punteggi per titoli (anni di servizio, titolo di studio, qualità oggettivamente certificata del lavoro) e dopo essere stati inseriti in una graduatoria permanente di idonei.
7b) Progressione economica orizzontale (PEO) : l’avanzamento di una posizione orizzontale deve essere garantita a tutto il Personale al decorrere di una anzianità biennale di servizio.
8a) Inquadrare il personale di categoria EP, anche in soprannumero, che abbia ottenuto l’idoneità in pubblici concorsi banditi da amministrazioni del comparto università per l’accesso alle qualifiche dirigenziali, utilizzando gli strumenti di cui all’art. 9 della legge 3/2003 e all’art. 3 della legge 350/2003.
8b) Inquadrare nella Cat. EP, pos. economica EP1, il personale inquadrato in cat. D in qualita’ di funzionario tecnico responsabile di laboratori scientifici o di SAD operante in strutture dipartimentali complesse, che svolga le rispettive funzioni di particolare responsabilita’ specializtica o organizzativa da almeno 4 anni se in possesso di Diploma di Laurea triennale o da almeno 8 anni se privo di detto titolo di studio.
8c) Vanno previsti appositi profili professionali in D e in EP per il personale delle Presidenze di Facolta', per le competenze rispettivamente nel campo amm.vo ( Consigli e Organi Collegiali e monocratici, applicazione delibere e decisioni sull' uso dei fondi a disposizione, Servizi per gli Studenti, ecc. ), della organizzazione della didattica ( piani di studio, riforme didattiche, regolamenti, ecc. ), della contabilita' e della gestione del bilancio in caso di gestione autonoma-decentrata, nonche' della responsabilita' dei servizi informatici di facolta' ( amministratori di rete, gestione aule studio informatizzate, necessita' dei docenti-ricercatori, automazione delle procedure amm.ve, ecc. ), con particolare riguardo alle competenze e responsabilità di coordinamento, di lavoro di staff, di direzione-gestione del personale e di relazioni verso l’esterno.
9) Possibilita’ di Inquadramento nella dirigenza universitaria del personale EP con almeno 5 anni di servizio nella categoria e senza demerito, dotato di Diploma di Laurea quinquennale, tramite valutazione dei curricula professionali secondo criteri e procedure selettive da concordare in sede di negoziazione decentrata integrativa, previa adeguata formazione professionale di alto livello (es. master per managers, specializzazioni, ecc.), nel quadro di piani triennali concordati con le rappresentanze sindacali di Ateneo.
10) Inquadrare i lavoratori di cui all’art. 16 del CCNL, secondo biennio economico 2000/2001, nel profilo e categoria corrispondenti alle mansioni superiori svolte per almeno due anni alla data della stipula del CCNL, in coerenza con quanto previsto dall’art. 28 comma 2 CCNL 2002/2005.
11) Far recepire integralmente le norme inerenti il D.lgs. 195/2003, con particolare riferimento all’inquadramento degli addetti ai servizi di sicurezza, prevenzione e protezione, ottemperando alla specifica indicazione contenuta nell’atto d’indirizzo.
Soluzione problematiche di fondo degli ex-Lettori e CEL.
12) È improcrastinabile l’ inquadramento nella docenza dei lettori, come già richiesto nella dichiarazione a verbale allegata al CCNL 1998/2001 ed in ottemperanza alle molteplici sentenze della Corte di Giustizia Europea ; e comunque in ottemperanza delle recenti sentenze che gia’ impongono una parita’ di trattamento economico complessivo tra Lettori di madre lingua e Ricercatori confermati a tempo pieno.
Finanziamento Fondo Accessori di Ateneo e trattamenti accessori.
13) Accordi economico-integrativi sul Salario Accessorio in sede di Negoziazione decentrata : assicurare finanziamenti “garantiti” e consolidati (con divieto di modifiche o riadeguamenti in peius) di anno in anno, tali da tenere pienamente conto ANCHE dell’ inflazione ISTAT (almeno !) oltre che degli aumenti previsti in via ordinaria dal CCNL e dalla negoziazione Integrativa decentrata a seguito dello sviluppo delle assunzioni dall’ esterno e dei nuovi inquadramenti professionali, della riqualificazione-rivalutazione-riconoscimento professionale delle attività del Personale e delle sue diverse figure professionali, dei progetti innovativi di interesse generale e delle riorganizzazioni-ristrutturazioni concordate delle strutture centrali e periferiche.
14) Rendere anche il Fondo Accessori per le Ind. di Posizione e gli incarichi del personale EP ricontrattabile di anno in anno alla pari delle altre voci dell’ Accessorio riservate al Personale con Ind. di responsabilità, rendendo fisse e comunque non modificabili in peggio (soprattutto a scapito dei trattamenti inferiori e dell’ equilibrio tra i diversi trattamenti) le proporzioni previste con l’ entrata in vigore del presente CCNL e determinando in tal modo gli accessori minimi e uno stretto rapporto tra di loro per tutte le fasce di personale :
EP con Ind. di Posizione e di risultato;
D con Ind. di responsabilità organizzativa e/o specialistica, con relative indennità di risultato; Personale con Ind. o incentivo fisso mensilizzato sul Fondo centrale Accessori,
Personale con incentivo dal Budget di Struttura (produttività collettiva e individuale).
15a) Poiche’ la qualità dei servizi e molti servizi aggiuntivi vengono premiati con maggiori finanziamenti a favore delle Università migliori è lecito chiedere che una percentuale di tali entrate venga distribuita come accessorio per prestazioni lavorative speciali e specialmente gravose anche al personale T.A. (es. Ecofin, ma anche fondi regionali ed europei per particolari attivita’ didattiche, ecc.).
15b) Detassare gli emolumenti extra-stipendio e lo Straordinario (entro un prefissato limite di reddito annuo), anche in coerenza con le ultime disposizioni governative e ferma restando l’eventuale positiva incidenza dell’ accessorio a favore del trattamento previdenziale e di fine servizio).
16) Per il personale di cui alle categorie B, C, D ed EP, che abbia ricoperto incarichi per i quali sia stata corrisposta l’indennità di responsabilità, di posizione e di risultato, tale emolumento dovrà essere interamente computato ai fini previdenziali e di quiescenza.
Separazione (reale e concreta) in B.U. tra spese per PTA e CEL e spese per Docenti-Ricercatori.
17) Drastica e totale separazione, a tutti gli effetti, tra la spesa di bilancio per il PTA e i CEL, a t. indeterminato e a t. determinato, e quella per i Docenti-Ricercatori e per ogni altra figura professionale . (Per ovvi, evidenti e ben noti motivi.)
Collegamento tra stipendi dei Ricercatori conf. a t.p. e stipendi degli E.P. .
18) Stretto collegamento proporzionale e dinamico tra stipendio base del Ricercatore confermato a t. pieno e stipendio base dell’ EP e del CEL.
CRITERI GEN.LI DEI SISTEMI DI VALUTAZIONE DEL LAVORO COLLETTIVO E DEL MERITO PROFESSIONALE IN CCNL.
19) Sistema di valutazione delle attivita’ universitarie, in quanto svolte dal singolo o dal collettivo di lavoro :
i sistemi di valutazione concordati in sede di Negoziazione Decentrata Integrativa, nei CCIL di Ateneo, dovranno in ogni caso uniformarsi, tra gli altri, anche ai segg. criteri generali :
- finalizzazione – sia pure con modalita’ e procedure distinte – sia al miglioramento professionale, promozione e valorizzazione delle competenze e delle esperienze lavorative acquisite, sia al giusto trattamento economico accessorio assogettabile ex-CCNL ad una valutazione del merito ;
- riconoscimento prioritario di tutti i diritti della difesa, in coerenza con i principi fondamentali del nostro sistema giuridico generale, nel caso di rifiuto o di parziale contestazione della valutazione ottenuta, a partire dall’ obbligo dell’ Amm.ne di fornire tempestivamente all’ interessato (ricorrente) copia ufficiale delle concrete motivazioni del giudizio e dei punteggi assegnati ;
- omogeneita’, trasparenza, pubblicita’, controllabilita’ e confrontabilita’ dei giudizi e dei relativi criteri applicativi, misure e pesi utilizzati, almeno nell’ ambito dello specifico settore lavorativo, anche nella prospettiva di una sempre maggiore riduzione dell’ area del soggettivismo del valutatore ;
- in caso di ricorsi o contestazioni delle valutazioni, attivazione di un soggetto giudicante imparziale e super-partes cui appellarsi, c.d. “Comitato di Garanzia”, costituito a maggioranza da esperti esterni all’ Ateneo nonche’ dai 2 delegati del Rettore e del Direttore Amm.vo e da non meno di 2 rappresentanti del Personale (questi ultimi forniti di tutti i poteri ma con voto solo consultivo), dotato di pieni poteri di istruttoria, di intervento, di decisione e di eventuale correzione finale (sia del giudizio impugnato sia delle relative implicazioni negative nello sviluppo della carriera e nel trattamento accessorio), sia per ragioni sia di forma e procedura sia di sostanza e di merito.
Posizioni del CSA d. Cisal-Univ. sul trattamento previdenziale.
20) Mantenere il calcolo pensionistico su base retributiva.
A - La CISAL vuole l’eliminazione della pensione contributiva anche perchè nel concreto, e a parte ogni altra considerazione critica, il mantenimento del sistema misto e di quello contributivo senza aver introdotto per tempo la pensione complementare danneggia ed ha già gravemente danneggiato il lavoratore.
B - Bisogna dare la possibilità al personale del comparto di richiedere l’anticipazione di parte o dell’intera indennità di fine servizio, come avviene in molte altre categorie.
C - Bisognerà prevedere anche la possibilità di versare contributi volontari e figurativi.
Buoni-Pasto.
21) Buoni pasto : stante l’ andamento del mercato della ristorazione e l’ inflazione, portarne il valore effettivo (tutto consumabile) a non meno di 12 euro, eliminando le attuali esose ed assurde tassazioni che gravano sui buoni pasto, obbligando tutti gli Atenei a fornire con le procedure piu’ automatizzate possibili questo servizio anche con adeguate convenzioni con la ristorazione pubblica e privata e con i mercati alimentari.
Nel caso l’ Ateneo possa usufruire di mensa di proprieta’, direttamente gestita o anche data in appalto, si dovra’ controllare che il servizio del pasto (sempre per un corrispettivo di 12 Euro netti) sia di primaria qualita’, comunque non inferiore a quello delle altre mense pubbliche o private per studenti o lavoratori attive nella Regione; nel caso il lavoratore chieda di consumare il pasto in altre mense gli sara’ erogato in alternativa il buono-pasto di cui sopra con le normali procedure.
Attivita’ di Formazione Professionale.
22) La formazione professionale deve essere certificata. La natura della formazione deve essere di due tipi : una di base valida per tutti ed una specifica per ogni figura professionale.
Deve essere garantito al personale il diritto/dovere di qualificarsi, per cui, nell’arco della programmazione triennale, a tutti deve essere data la possibilità di formarsi.
Ogni anno va inserito nel bilancio dei singoli atenei una quota significativa, non inferiore all’1%, destinata alla formazione professionale.
In ogni Ateneo la formazione deve essere centralizzata per ridurre sprechi e per renderla più qualificante; e il personale docente dell’ Ateneo, di provata competenza negli specifici settori professionali, va decisamente impegnato in questa essenziiale e delicata attivita’, nella cui programmazione ed organizzazione vanno coinvolte tutte le Rappresentanze Sindacali.
Poiché la formazione è un investimento per l’Amministrazione, le ore che il personale dedica alla formazione devono essere considerate come prestate per servizio.
Bisogna costituire un albo di formatori interni da cui attingere eliminando sprechi e riqualificando e motivando il personale tecnico amministrativo.
Bisogna costituire enti bilaterali di formazione tali da esportare la formazione anche all’esterno degli Atenei con un ritorno economico e di immagine per le amministrazioni e per i colleghi tutti.
Autoformazione : disporre che il personale dell’Università, qualora decidesse di migliorare la propria professionalità o volesse continuare gli studi interrotti laureandosi, possa farlo senza pagare le tasse universitarie.
Alcuni aspetti relativi alla Sicurezza sul Lavoro.
23) Istituire il comitato paritetico, ex art. 20 del D.leg.vo 626/94 sulla sicurezza negli ambienti di lavoro, e successive modificazioni ed integrazioni, nella stessa forma dell’ente bilaterale nazionale.
Informazione e informatizzazione.
24) Utilizzando strumenti informatici ed internet bisogna prevedere e favorire forme di informazione tempestiva ed esauriente dall’amministrazione a tutto il personale, su problematiche e sviluppi (ri)organizzativi, amministrativi e tecnico-professionali inerenti le attività universitarie e la richioesta di nuove competenze.
Processi di democratizzazione della vita universitaria.
25) Introdurre direttive nazionali, concordate tra Crui--OO.SS.--Aran e Ministero, che stabiliscano che il personale tecnico-amm.vo deve essere rappresentato con giusta proporzione in tutti i vari organi collegiali centrali e periferici – politici e gestionali -- di governo degli Atenei, intanto e anzitutto prevedendo in tutti gli Statuti che il personale elegga il proprio Rettore pesando percentualmente con valori non inferiori al 25%.
Problematiche delle Facolta’ di Medicina, delle A.O.U. e del personale convenzionato.
26) All’art. 28 CCNL vigente, comma 1 e 2, ove si prevede l’inquadramento giuridico ed economico per il personale che opera presso le facoltà mediche, si devono comprendere anche i dipendenti delle aree funzionali tecnico-scientifiche, elaborazione dati e delle biblioteche.
27) Prevedere che la quota di salario accessorio “universitario”, di cui all’art. 28 comma 3, resti in godimento anche al personale universitario in servizio nelle facoltà mediche e che comunque la stessa non sia inferiore a quella attribuita ai pari grado in servizio presso le altre facoltà dell’Ateneo.
28) Il salario accessorio previsto dall’art. 28 comma 3 del personale di cui al comma 1 assegnato alle A.O.U., finanziato come voce componente dell’ indennità perequativa complessiva di cui all’art 31del DPR n. 761/79, deve avere funzione integrativa rispetto all’accessorio universitario ( che comunque non può essere inferiore rispetto a quello degli operatori del SSN ).
29) In sintonia anche con quanto previsto dalla normativa vigente negli altri comparti del P.I., prevedere la possibilità di riscattare il periodo di studi relativo al conseguimento dei titoli professionali per le figure sanitarie.
30) Personale di Elevate Professionalita’ (E.P.) dell’ area sanitaria.
Adottare tutti i provvedimenti necessari a valorizzare e rendere piu’ autonomo il personale E.P. dell’ area Medico-Odontoiatrica e delle altre professionalita’ universitarie in servizio presso le Facolta’ di Medicina e Chirurgia, a riconoscimento, sviluppo e sempre piu’ adeguata utilizzazione della loro specificita’ e competenza specialistica nonche’ dell’ insostituibile ruolo svolto anche a tutela dell’ Utenza.
Per detto Personale va previsto l’ obiettivo dell’ inquadramento anche nella Dirigenza Universitaria, stabilendo un tavolo di trattativa specifica nell’ ambito della contrattazione nazionale.
31) Personale infermieristico (inf. professionali effettivamente addetti all'assistenza)
Al Personale infermieristico (inf. professionali effettivamente addetti all'assistenza) deve essere riconosciuta un’indennità professionale di esclusività, economicamente equivalente al 60% dell’indennità di esclusività corrisposta ai dirigenti medici di pari anzianità.
32) Personale assunto tramite concorso per il quale era prevista la laurea specifica
Il personale in servizio alla data del 01.01.2004, assunto tramite concorso per il quale era previsto il possesso del titolo di laurea specifica è collocato, anche in soprannumero nella categoria EP a decorrere dalla data di vigenza del presente CCNL.
A cura del CSA della Cisal-Università - Roma, 14.09.2007