Source: https://www.leggioggi.it/2015/06/15/risarcibilita-danno-non-patrimoniale-conseguente-lesione-diritto-proprieta/
Timestamp: 2018-07-23 02:17:09+00:00
Document Index: 155115941

Matched Legal Cases: ['art. 42', 'art.832', 'art. 42', 'art 2', 'art. 117', 'sentenza ']

Lesione proprietà, risarcibilità danno non patrimoniale
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Orbene, molti Giudici di merito ritengono di sì alla luce degli orientamenti recenti della Corte Costituzionale, la quale segnatamente nelle sentenze 348 e 349 del 2007 ha esplicitamente “ riconosciuto come la funzione sociale espressamente attribuita al diritto di proprietà non snaturi la natura del diritto stesso, certamente meritevole di una piena tutela.” Essi, superando le passate incertezze che vedevano nell’art. 42 Cost. non il riconoscimento della rilevanza dell’interesse protetto ma piuttosto un limite dello stesso, hanno ritenuto – nell’ambito di quel’ opera di selezione degli interessi la cui lesione è da ricondurre alle ipotesi in questione- la risarcibilità del danno non patrimoniale per violazione del diritto di proprietà “ definito dall’art.832 CC come il diritto di godere e di disporre della cosa in modo pieno ed esclusivo e costituzionalmente tutelato dall’art. 42 Cost., rientrante quindi nella categoria dei diritti fondamentali inerenti la persona quando la lesione è ingiusta ( come il caso deciso dal Tribunale di Firenze 21.1.2011 n.147, in Red. Giuffrè 2011, riguardante ripetute infiltrazioni di acqua nell’appartamento di un soggetto, protrattasi per più di cinque anni, “ intralciando seriamente e fortemente il diritto di questi nel godimento della propria abitazione e, quindi, superando i limiti di quella soglia oltre la quale la offensività del comportamento umano non può essere impedita dalle regole della tolleranza, imposta dai doveri di solidarietà ex art 2 Cost.”). Sula stessa scia vedasi Tribunale di Palermo 18.6.2010 (in Red. Giuffrè 2010) nonché Tribunale di Brindisi (in Red. Giuffrè 2011) secondo cui “ il mancato godimento sia della proprietà sia sella vita privata e familiare possono comportare il risarcimento del danno non patrimoniale essendo quest’ultimi espressamente garantiti dalla Carta europea dei diritti dell’uomo e perciò parte integrante dell’Ordinamento Italiano, in virtù del rinvio mobile di cui all’art. 117 Cost.” Alla Cedu viene fatto riferimento ricordando come detta Carta include il diritto di proprietà fra quelli fondamentali della persona umana attraverso una ricostruzione non incompatibile con la nostra Costituzione, come precisato dalla Consulta con la sentenza 349/2007.
Giunti alla conclusione del presente elaborato, va ricordato l’importante principio, che si trova affermato in più di una sentenza, secondo cui il diritto al risarcimento danni non riveste natura punitiva ma va correlato alla prova del concreto pregiudizio economico asseritamente subito dal danneggiato. Esso non potrebbe considerarsi in re ipsa nel senso che anche laddove trovi la sua causa diretta ed immediata nella situazione illegittima posta in essere dalla controparte, la presunzione attiene alla sola possibilità della sussistenza del danno ma non alla sua effettiva esistenza e tanto meno alla sua entità materiale . L’affermazione che il danno sarebbe in re ipsa riguarderebbe, quindi, solo l’an debeatur, che presuppone l’accertamento di un fatto potenzialmente dannoso in base ad una valutazione anche di probabilità e verosimiglianza secondo l’id quod plerumque accidit, permanendo la necessità della prova, raggiungibile anche per presunzioni, della esistenza di un concreto pregiudizio economico ai fini della sua liquidazione, in mancanza della quale è precluso al giudice accordare la richiesta risarcitorie de qua. In questo senso. uniformemente al decisum di Cass. 11.11.2008 n.26973 (già citata), è attestata la consolidata giurisprudenza, anche amministrativa, citandosi , a titolo esemplificativo , CDS 22.9.14 n.4781, Tar Lombardia 8.11.2011 n.2673, Cass. 13.12.2012 n.22890, Cass 24.9.2013 n. 21865, Cass. 24.4.2014 n. 9286.
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ornella scudella 12 marzo 2016 at 10:49
Buongiorno mi chiamo Ornella Scudella e purtroppoho problemi di infiltrazioni da ben 7 anni ea nulla sono servite raccomandate e atp la ssignora del piano di sopra non sistema.ora ho deciso di chiedere i danni sia materiali che morali ma x questi ultimi il mio avvocato è un po titubante e non sa bene come dobbiamo muoverci.sarebbe ingrado di consigliarmi? Grazie