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Timestamp: 2019-05-20 23:58:51+00:00
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Manifesti elettorali "abusivi", la sentenza della Corte di Cassazione - Iostudio
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Salvatore Casarrubea giugno 6, 2017	Speciale elezioni comune Palermo Commenta
Domenica 11 giugno, il giorno delle elezioni amministrative, è sempre più vicino. In occasione della campagna elettorale, Palermo è stata invasa da manifesti dei candidati e delle liste. In materia la legge (art. 8 L. 212/56) è chiara: “chiunque affigge stampati, giornali murali od altri, o manifesti di propaganda elettorale previsti dall’art. 1, fuori degli appositi spazi è punito con l’arresto fino a 6 mesi e con l’ammenda“.
A tal proposito è significativo uno degli ultimi arresti giurisprudenziali del 2017 della Corte di Cassazione, Seconda Sezione penale. Il ricorrente, condannato dalla Corte d’appello, osservava che gli adesivi elettorali non sarebbero rientrati tra i mezzi di propaganda contemplati dalla legge, ma che avrebbero integrati i presupposti per l’illecito di “imbrattamento di arredo urbano e proprietà private”, recentemente depenalizzato. Nella pronuncia la Corte afferma che il riferimento della norma a “stampanti, giornali murali od altri, o manifesti di propaganda elettorale” è meramente esemplificativo e non tassativo, dato che la disposizione si preoccupa di disciplinare le modalità di affissione, lecite solo negli appositi spazi, durante la campagna elettorale. Pertanto stabilisce la Corte: “nessuna distinzione viene effettuata dal legislatore in ordine alle modalità, mezzi e materiali con i quali la collocazione di propaganda viene in concreto effettuata, sicché nel concetto di affissione deve pacificamente ricomprendersi ogni attività idonea allo scopo, ivi compresa l’utilizzazione di stampati autoadesivi quali quelli utilizzati nel caso in esame”. Inoltre viene messo in rilievo che se l’affissione è effettuata in violazione di legge non è rilevante la dimensione del materiale affisso, coerentemente con la finalità di “ordinato svolgimento delle propaganda elettorale”. Infatti “è sufficiente ricordare – continua la Corte, rigettando il ricorso – a tale proposito, che la norma incriminatrice non tutela il deturpamento dei luoghi ma lo straripamento della propaganda oltre gli spazi appositamente predisposti, ripartiti ed assegnati, con violazione della par condicio”.
Ci auguriamo che anche a Palermo, in questi ultimi giorni di campagna elettorale, possano rispettarsi le modalità di affissione stabilite dalla legge e che possano essere rimossi i manifesti affissi illecitamente, dato che sicuramente la legalità, in senso ampio intesa, dovrebbe essere un presupposto da mantenere sia prima, sia durante la campagna elettorale, sia dopo l’eventuale assunzione di una pubblica funzione.
#palermo affissione illecita campagna elettorale corte di cassazione elezioni legalità manifesti affissi illecitamente propaganda elettorale sentenza sezione penale	2017-06-06
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