Source: https://www.professionistiweb.net/al-via-il-saldo-e-stralcio-dei-debiti-tributari-e-previdenziali-dei-contribuenti-in-difficolta-economica/
Timestamp: 2020-02-28 20:51:57+00:00
Document Index: 166063533

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art.1', 'art. 3', 'art. 7']

Al via il saldo e stralcio dei debiti tributari e previdenziali dei contribuenti in difficoltà economica - Professionisti Web
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(Articolo 1, Commi 184-199, Legge 30 dicembre 2018, n. 145.)
REQUISITO PER BENEFICIARE DEL “SALDO E STRALCIO”
SOMME DA CORRISPONDERE
ADESIONE e MODULISTICA
LEGAME CON LE PRECEDENTI ROTTAMAZIONI
DEPOSITO DELLA DICHIARAZIONE: RINUNCIA AI GIUDIZI IN CORSO ED ESTINZIONE DEL PROCESSO
CONTROLLI DELLE DICHIARAZIONI A FINI ISEE
Più nel dettaglio, la legge di bilancio 2019 ha introdotto, solo per le persone fisiche, che versano in una grave e comprovata situazione di difficoltà economica, il cosiddetto “saldo e stralcio” dei debiti fiscali e previdenziali, ossia una riduzione delle somme dovute nelle ipotesi di carichi tributari. L’adesione a quest’ultima sanatoria consente, infatti, l’abbattimento integrale delle sanzioni e degli interessi di mora e il versamento del capitale in misura ridotta e variabile a seconda della classe di Isee1 del debitore (il valore dell’imposta da versare può essere ridotto sino all’84%).
Il provvedimento oggetto del presente studio riguarda i soli debiti2 intestati a persone fisiche, che versano in una grave e comprovata situazione di difficoltà economica, derivanti dall’omesso versamento:
senza corrispondere sanzioni e interessi di mora di cui all’articolo 30, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, ovvero le sanzioni e le somme aggiuntive di cui all’articolo 27, comma 1, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46;
e pagando solo una percentuale ridotta a titolo di capitale e interessi da ritardata iscrizione a ruolo.
16% delle somme dovute a titolo di capitale e interessi di ritardata iscrizione a ruolo in presenza di ISEE non superiore a 8.500 euro;
È necessario chiarire che ai sensi del co. 189 dell’art. 1 cit., i contribuenti con pendenze aperte di natura tributaria e previdenziale, potranno decidere di aderire alla sanatoria, e manifestare all’agente della riscossione la volontà di avvalersene, compilando entro il 30 aprile 2019 un’apposita dichiarazione, con le modalità e in conformità alla modulistica che lo stesso agente della riscossione ha già pubblicato sul proprio sito internet3.
i carichi (o il singolo carico) che intende “stralciare”;
il numero di rate con cui intende effettuare il pagamento (come nelle normali domande di rottamazione, se il debitore omette l’indicazione del numero di rate prescelto, si considererà valevole il periodo massimo di dilazione – numero 5-, ferma restando la facoltà di eseguire il versamento in un’unica soluzione entro il 30 novembre 2019);
la presenza dei requisiti di cui al comma 186 o 188 cit..
o inviata tramite posta elettronica certificata alla casella pec della Direzione Regionale di Agenzia delle entrate-Riscossione di riferimento;
o depositata presso gli Sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione presenti su tutto il territorio nazionale (esclusa la regione Sicilia).
a) in un’unica soluzione entro il 30 novembre 2019;
35% dell’importo dovuto entro il 30 novembre 2019;
20% dell’importo dovuto entro il 31 marzo 2020;
15% dell’importo dovuto entro il 31 luglio 2020;
15% dell’importo dovuto entro il 31 marzo 2021;
il restante 15% entro il 31 luglio 2021.
ai sensi del co. 195, ai fini dei controlli sulle autodichiarazioni dei contribuenti rese a fini ISEE, l’Agente della riscossione, in collaborazione con l’Agenzia delle entrate e con la Guardia di finanza, procederà al controllo sulla veridicità dei dati dichiarati solo nei casi in cui sorgano fondati dubbi sulla veridicità dei medesimi. Tale controllo può essere effettuato fino alla trasmissione degli elenchi dei debitori che si sono avvalsi della “rottamazione 2018” di cui all’articolo 3, comma 19, del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119 (comma 195 dell’art. 1);
ai sensi del co. 196, all’esito del controllo, di cui al comma che precede, in presenza di irregolarità o omissioni non costituenti falsità, il debitore sarà tenuto a fornire, entro un termine di decadenza non inferiore a 20 giorni dalla relativa comunicazione, la documentazione atta a dimostrare la completezza e veridicità dei dati indicati nella dichiarazione (comma 196 dell’art. 1);
ai sensi del co. 197, nell’ipotesi di mancata, tempestiva produzione della documentazione, ovvero nei casi di irregolarità o omissioni costituenti falsità, non si determinano gli effetti di definizione agevolata e l’ente creditore, qualora sia già intervenuto il discarico automatico, procederà, a seguito di segnalazione dell’agente della riscossione, nel termine di prescrizione decennale, a riaffidare in riscossione il debito residuo. Restano fermi gli adempimenti conseguenti alle falsità rilevate (comma 197 dell’art. 1).
Infine, si segnala, che il co. 198 dell’art.1 cit., in quanto norma di chiusura, chiarisce che, per quanto riguarda tutto ciò che non è regolamentato dalla norma della legge di Bilancio 2019, si rimanda a quanto previsto per la rottamazione-ter (il rimando è ai commi 6, 7, 8, 9, 10, 12, 13, 14, 14-bis, 18, 19 e 20 dell’art. 3 del D.L. n. 119/2018). Avv. Maurizio Villani Avv. Federica Attanasi
1 Acronico di “Indicatore della situazione economica equivalente”.
2 È necessario chiarire che il debito deve essere stato iscritto a ruolo e, pertanto, pur non essendo necessaria la notifica della relativa cartella, non è sufficiente il semplice avviso bonario recapitato al contribuente, poiché la fase qui regolata precede l’affidamento all’agente della riscossione.
3 https://www.agenziaentrateriscossione.gov.it/.files/it/gruppo/MODELLO-SA-ST-MODELLO-ADESIONE-SALDO-E-STRALCIO.pdf
Secondo principi consolidati della giurisprudenza della Corte di Cassazione, l’art. 7, comma 1, della legge 27 luglio 2000, n. 212, nel prevedere che debba essere
L’OPPOSIZIONE ALL’ ESECUZIONE IN AMBITO TRIBUTARIO
Corte di Cassazione, S.U., sent. n. 34447, del 24 dicembre 2019. di Maurizio Villani, Lucia Morciano e Federica Attanasi Le questioni che riguardano gli atti