Source: http://www.appaltiinlinea.it/normativa_appalti/Veneto_DGR_54_2007.htm
Timestamp: 2019-06-16 20:43:18+00:00
Document Index: 46914562

Matched Legal Cases: ['art. 34', 'art. 3', 'art. 253', 'art. 54', 'art. 53', 'art. 53', 'art. 2', 'art. 109', 'art. 109', 'art. 7', 'art. 41', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 36', 'art. 17', 'art. 119', 'art. 136', 'art. 136', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 5', 'art. 18', 'art. 109', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 131', 'art. 7', 'art. 31', 'art. 13', 'art. 27', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 114', 'art. 117', 'art. 29', 'art. 135', 'sentenza ', 'art. 136', 'art. 137', 'art. 138', 'art. 134', 'art. 9', 'art. 24', 'art. 25', 'art. 133', 'art. 26', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 28', 'art. 10', 'art. 132', 'art. 240', 'art. 132', 'art. 132', 'art. 11', 'art. 131', 'art. 12', 'art. 132', 'art. 37', 'art. 14', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 22', 'art. 117', 'art. 23', 'art. 31', 'art. 32', 'art. 33', 'art. 240', 'art. 34', 'art. 35', 'art. 36', 'art. 37']

VENETO DGR 54/2007 Capitolato Generale d'appalto regionale
REGIONE VENETO PROVVEDIMENTO DELLA GIUNTA REGIONALE C.R. 54 DEL 8 MAGGIO 2007
L. R. 7 novembre 2003 n. 27 - artt. 34, comma 1, e 68, comma 2 - Capitolato generale dï¿½appalto e Relazione allo schema di capitolato generale dï¿½appalto per i lavori pubblici di interesse regionale
(fonte archivio telematico della Regione del Veneto - In attesa di pubblicazione nel BUR)
Lï¿½art. 34, c. 1, della L. R. 7 novembre 2003, n. 27, attribuisce alla Giunta Regionale il compito di approvare il capitolato generale dï¿½appalto per i lavori pubblici di interesse regionale, la cui applicazione, a norma del successivo comma 2, ï¿½ obbligatoria per i lavori pubblici di interesse regionale.
Ciï¿½ ï¿½ quanto la Giunta Regionale ha posto in essere, con propria deliberazione 2 agosto 2005, n. 2120 alla cui Relazione ï¿½ per le disposizioni di capitolato non modificate con il presente provvedimento ï¿½ si rinvia.
A far data dallï¿½emanazione della summenzionata deliberazione n. 2120, sono intervenute significative novitï¿½ legislative, fra cui, in particolare, il D. Lgs. 163/2006 recante Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/CE/17 e 2004/CE/18. delle quali occorre prendere atto mediante le modifiche che si ï¿½ provveduto ad inserire nella presente versione. .
Giova inoltre segnalare come il presente Schema di capitolato generale dï¿½appalto per i lavori pubblici di interesse regionale, sia basato ancora sul Capitolato generale dï¿½appalto approvato con il D. M. 19 aprile 2000, n. 145, (emanato ai sensi dellï¿½art. 3, comma 5, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s. m. i. ) il quale risulta tuttora vigente ï¿½ nonostante lï¿½entrata in vigore del Codice dei contratti pubblici ï¿½ in virtï¿½ di quanto disposto dallï¿½art. 253, c. 3 del medesimo Codice.
Ciï¿½ premesso, per quanto riguarda le presenti modifiche, in generale va innanzitutto segnalato come si sia proceduto ad aggiornare i riferimenti normativi menzionati nelle rubriche dei vari articoli dello Schema di capitolato per i lavori pubblici di interesse regionale, in quanto il Codice ha elevato a rango legislativo numerose disposizioni regolamentari del DPR 554/99, le quali, pur se formalmente abrogate, rivivono ora come contenuto delle norme legislative del d. lgs. 163/2006.
Sempre sul piano generale, con riguardo alle procedure di individuazione degli offerenti, occorreva dar conto anche del venir meno, sia pure sul solo piano lessicale, delle locuzioni ï¿½asta pubblica/pubblico incantoï¿½, ï¿½licitazione privataï¿½ e ï¿½trattativa privataï¿½, in conseguenza dellï¿½estensione generalizzata della terminologia - propria del diritto comunitario - anche sul piano delle definizioni legali (cosï¿½ come riportato dallï¿½art. 54 del Codice), ai cui effetti si distingue, ora, esclusivamente fra procedure aperte, procedure ristrette e procedure negoziate (fatto salvo il dialogo competitivo, che ï¿½ nella fase attuale ï¿½ non risulta avere riflessi sulle presenti norme capitolari).
Sempre dal punto di vista lessicale, stante il riverbero che se na ha anche sul piano degli effetti sostanziali del contratto, si deve sottolineare la perdita di autonoma rilevanza di fattispecie quali lï¿½appalto integrato e lï¿½appalto concorso, alla luce della disciplina innovatrice recata dallï¿½art. 53 del Codice, anchï¿½esso di diretta derivazione comunitaria. In proposito si segnalano le modifiche apportate agli artt. 22 e 31 del presente Schema di capitolato generale di appalto. Peraltro a tal riguardo, stante la proroga della sospensione di alcune norme del Codice (fra cui le disposizioni dellï¿½art. 53 riguardanti le citate particolari fattispecie appaltistiche), sospensione disposta fino al prossimo 31 luglio 2007 con d. lgs. n. 6/07, sono da considerarsi prorogati anche i relativi riferimenti e contenuti dello Schema approvato con deliberazione n. 2120/2005, dovendosi quindi intendere ï¿½sospesiï¿½ i presenti riferimenti.
Premesso quanto sopra, fra le modifiche puntuali, si evidenziano le seguenti:
ï¿½ art. 2 (Stipulazione ed approvazione del contratto): la disposizione ï¿½ stata parzialmente riscritta secondo le salienti novitï¿½ del Codice, segnatamente agli artt. 11 e 12 del d. lgs. 163/2006, ed alla luce della permanenza in vigore dellï¿½art. 109 del DPR 554/99. Sul punto infatti il Codice si contraddistingue per la novitï¿½ di delineare con nettezza, accuratamente separandole, le fasi della pubblica evidenza ï¿½ che culmina con lï¿½aggiudicazione definitiva ï¿½ e la fase privatistica che prevede necessariamente la stipulazione del contratto ed eventuali provvedimenti successivi. Peraltro la disciplina codicistica ï¿½ stata raccordata al citato art. 109 del DPR 554 non formalmente abrogato;
ï¿½ art. 7 (Tutela dei lavoratori), che ripropone la disciplina dellï¿½art. 41, comma 1, lett. c), della L. R. 27/2003. Eï¿½ stato modificato operando un richiamo esplicito alla procedura di verifica del requisito di regolaritï¿½ contributiva basata sul rilascio del D. U. R. C. , previsto dalla L. 66/2002 e dal D. lgs. 276/2003 ed entrato a pieno regime dal 1 gennaio 2006. Tale documento, in unï¿½ottica di semplificazione, sostituisce i singoli certificati che ciascun ente competente (INPS, INAIL, CASSA EDILE) era tenuto a rilasciare alle stazioni appaltanti nei casi prescritti dalla vigente normativa in materia di lavori pubblici, nella fase iniziale dellï¿½appalto ed in occasione del pagamento delle rate del prezzo ed alla conclusione dei lavori. Lï¿½acquisizione del D. U. R. C. eï¿½ a da intendersi a cura della stazione appaltante, secondo gli oramai consolidati principi in materia di ï¿½autodichiarazioneï¿½ sanciti dal DPR 445/2000;
ï¿½ art. 8 (Misure organizzative per la vigilanza sulla regolaritï¿½ delle imprese esecutrici dei lavori). Al comma 7, lett. a) viene ribadito il richiamo espresso al D. U. R. C. , di cui al precedente art. 7 e per i motivi giï¿½ evidenziati. Nella successiva lettera b), viene espunta la disposizione che sanciva lï¿½equipollenza fra il tesserino di riconoscimento ed il documento di identitï¿½ integrato, operandosi invece un rinvio espresso allï¿½applicazione dei comma da 3 a 5 dellï¿½art. 36 bis del cd. Decreto Bersani (d. l. 223/2006, convertito in legge n. 248/2006): disposizioni che risultano vigenti, e cogenti anche in ambito regionale, a decorrere dal 1ï¿½ ottobre 2006;
ï¿½ art. 17 (Risoluzione del contratto per grave inadempimento, grave irregolaritï¿½ e grave ritardo): in considerazione dellï¿½avvenuta legificazione dellï¿½art. 119 DPR 554/99, ad opera dellï¿½art. 136 del Codice, ï¿½ stata riscritta anche la norma capitolare in commento, poichï¿½ il citato art. 136 ha operato alcune modifiche ï¿½ con contenuti innovativi non di poco momento ï¿½ della disciplina afferente il procedimento di risoluzione contrattuale, di cui si ï¿½ dato conto nel presente art. 17;
ï¿½ art. 18 (Esecuzione dï¿½ufficio): si segnala infine il perdurare della previsione ï¿½ quanto meno a livello capitolare ï¿½ dellï¿½istituto dellï¿½Esecuzione dï¿½ufficio, ancorchï¿½ non sia piï¿½ correlato ad alcuna disposizione di legge vigente. Attesa infatti la sicura natura ï¿½contrattualeï¿½ dei Capitolati generali, ribadita anche dal Legislatore del Codice (cfr. le definizioni contenute allï¿½art. 5, commi 7 - 9 del d. lgs. 163, ma anche il testo della Relazione illustrativa al Codice) la disposizione dellï¿½art. 18 in commento ï¿½ stata ritenuta di estrema utilitï¿½, in quanto rappresenta una valida alternativa al procedimento di risoluzione contrattuale ï¿½in dannoï¿½ dellï¿½appaltatore inadempiente.
Capitolato generale dï¿½appalto per i lavori pubblici di interesse regionale (articolo 34, legge regionale 7 novembre 2003 n. 27).
CAPITOLATO GENERALE Dï¿½APPALTO
1. Il capitolato generale dï¿½appalto, in prosieguo denominato capitolato, i capitolati speciali e i contratti disciplinano i rapporti tra le stazioni appaltanti ed i soggetti affidatari di lavori pubblici e determinano in particolare:
a) il termine entro il quale devono essere iniziati e ultimati i lavori oggetto dellï¿½appalto e i presupposti in presenza dei quali il responsabile unico del procedimento concede proroghe;
2. Il Capitolato generale si applica a tutti i lavori pubblici di interesse regionale, mentre lo schema di contratto e gli schemi di Capitolato speciale sono obbligatori nel caso di lavori pubblici di competenza regionale e costituiscono riferimento obbligatorio nel caso di lavori pubblici di interesse regionale commissionati dai soggetti di cui allï¿½articolo 2, comma 2, lettera b), della legge regionale 7 novembre 2003, n. 27.
3. Le disposizioni del capitolato generale devono essere espressamente richiamate nel contratto di appalto e si sostituiscono di diritto alle eventuali clausole difformi di contratto o di capitolato speciale, ove non diversamente disposto dalla legge.
Art. 2 Stipulazione ed approvazione del contratto (artt. 11 e 12 D. LGS. 163/2006, art. 109 DPR 554/99)
1. Fatto salvo lï¿½esercizio dei poteri di autotutela nei casi consentiti dalle norme vigenti, nel caso di procedure aperte o ristrette la stipulazione del contratto di appalto deve avvenire, salvo diverso termine previsto nel bando o nellï¿½invito ad offrire, ovvero lï¿½ipotesi di differimento espressamente concordata con lï¿½aggiudicatario, entro il termine di sessanta giorni da quando ï¿½ divenuta efficace lï¿½aggiudicazione definitiva, ed entro trenta giorni dalla comunicazione di accettazione dellï¿½offerta nel caso di procedura negoziata e di cottimo fiduciario. Lï¿½approvazione dei contratti, ove prevista, deve avvenire nei termini stabiliti dagli ordinamenti di ciascuna stazione appaltante, e in mancanza, entro trenta giorni decorrenti dal ricevimento del contratto da parte dell'organo competente.
2. Se la stipulazione del contratto o la sua approvazione non avviene nei termini fissati dal comma precedente, lï¿½impresa puï¿½, mediante atto notificato alla stazione appaltante, sciogliersi da ogni impegno o recedere dal contratto. In caso di mancata presentazione dellï¿½istanza, allï¿½impresa non spetta alcun indennizzo.
3. Nel caso previsto dal primo periodo del comma 2, lï¿½appaltatore non ha diritto ad alcun compenso o indennizzo, salvo il rimborso delle spese contrattuali documentate. Se ï¿½ intervenuta la consegna dei lavori in via dï¿½urgenza, lï¿½impresa ha diritto al rimborso delle spese sostenute per lï¿½esecuzione dei lavori ordinati dal Direttore dei lavori ivi compresi quelle per opere provvisionali.
Art. 3 Spese di contratto, di registro ed accessorie (art. 8 DM 145/00)
1. Sono a carico dellï¿½appaltatore le spese di contratto, nonchï¿½ di ogni altro onere connesso alla stipulazione del contratto medesimo compresi gli oneri tributari, fermo restando quanto previsto dallï¿½articolo 36, comma 2, della legge regionale 27/03 relativamente al registro di contabilitï¿½.
2. Se al termine dei lavori il valore del contratto risulti maggiore di quello originariamente previsto ï¿½ obbligo dellï¿½appaltatore provvedere allï¿½assolvimento dellï¿½onere tributario mediante pagamento delle maggiori imposte dovute sulla differenza. Il pagamento della rata di saldo e lo svincolo della cauzione da parte della stazione appaltante sono subordinati alla dimostrazione dellï¿½eseguito versamento delle maggiori imposte.
Art. 4 Domicilio dellï¿½appaltatore (art. 2 DM 145/00)
2. Tutte le intimazioni, le assegnazioni di termini ed ogni altra notificazione o comunicazione inerente il contratto di appalto sono fatte dal Direttore dei lavori o dal responsabile unico del procedimento, ciascuno relativamente agli atti di propria competenza, a mani proprie dellï¿½appaltatore o di colui che lo rappresenta nella condotta dei lavori oppure devono essere effettuate presso il domicilio eletto ai sensi del comma 1.
Art. 5 Indicazione delle persone che possono riscuotere (art. 3 DM 145/00)
a) il luogo e lï¿½ufficio dove saranno effettuati i pagamenti, e le relative modalitï¿½, secondo le norme che regolano la contabilitï¿½ della stazione appaltante;
b) la persona o le persone autorizzate dallï¿½appaltatore a riscuotere, ricevere e quietanzare le somme ricevute in conto o saldo anche per effetto di eventuali cessioni di credito preventivamente riconosciute dalla stazione appaltante.
2. La cessazione o la decadenza dallï¿½incarico delle persone autorizzate a riscuotere e quietanzare deve essere tempestivamente notificata alla stazione appaltante.
3. In caso di cessione del corrispettivo di appalto successiva alla stipula del contratto, nel rispetto della vigente normativa statale, il relativo atto deve indicare con precisione le generalitï¿½ del cessionario ed il luogo del pagamento delle somme cedute.
4. In difetto delle indicazioni previste dai commi precedenti, nessuna responsabilitï¿½ puï¿½ attribuirsi alla stazione appaltante per pagamenti a persone non autorizzate dallï¿½appaltatore a riscuotere.
Art. 6 Condotta dei lavori da parte dellï¿½appaltatore (art. 4 DM 145/00)
2. Il mandato deve essere conferito per atto pubblico ed essere depositato presso la stazione appaltante, che provvede a dare comunicazione allï¿½ufficio di direzione dei lavori.
4. Quando ricorrono gravi e giustificati motivi la stazione appaltante, previa motivata comunicazione allï¿½appaltatore, ha diritto di esigere il cambiamento immediato del suo rappresentante, senza che per ciï¿½ spetti alcuna indennitï¿½ allï¿½appaltatore o al suo rappresentante.
Art. 7 Tutela dei lavoratori (art. 7 DM 145/00)
1. Lï¿½appaltatore deve osservare le norme e prescrizioni dei contratti collettivi, delle leggi e dei regolamenti sulla tutela, sicurezza, salute, assicurazione e assistenza dei lavoratori ed in particolare le disposizioni di cui allï¿½articolo 41 della legge regionale 27/03.
2. A garanzia di tale osservanza, sullï¿½importo netto progressivo dei lavori ï¿½ operata una ritenuta dello 0,50 per cento. Dellï¿½emissione di ogni certificato di pagamento e fino allï¿½attivazione del sistema di certificazione sulla base del documento unico di cui allï¿½articolo 30, comma 2 della legge regionale 27/03, il Responsabile unico del procedimento provvede a dare comunicazione per iscritto, con avviso di ricevimento, agli Enti previdenziali e assicurativi, compresa la Cassa Edile, ove richiesto dalla natura dei lavori.
3. Il pagamento dei corrispettivi a titolo di acconto e di saldo da parte della stazione appaltante per le prestazioni oggetto del contratto ï¿½ subordinato all'acquisizione del D. U. R. C. (documento unico di regolaritï¿½ contributiva). La dichiarazione acquisita produce i suoi effetti ai fini dell'acconto successivo.
4. Qualora, su istanza degli Enti o della Cassa Edile competenti, o degli stessi lavoratori, ovvero delle organizzazioni sindacali, siano accertate irregolaritï¿½ retributive e/o contributive da parte dell'impresa appaltatrice o subappaltatrice relativamente al lavoro in appalto, la stazione appaltante provvede al pagamento diretto delle somme corrispondenti, utilizzando le ritenute di cui al comma 2, nonchï¿½ gli importi dovuti all'impresa a titolo di pagamento dei lavori eseguiti e, ove occorra, anche incamerando la cauzione definitiva.
5. Le ritenute di cui al comma 2 possono essere svincolate soltanto in sede di liquidazione del conto finale, dopo lï¿½approvazione del collaudo provvisorio, ove gli Enti suddetti non abbiano comunicato alla stazione appaltante eventuali inadempienze entro il termine di trenta giorni dal ricevimento della richiesta del responsabile unico del procedimento.
Art. 8 Misure organizzative per la vigilanza sulla regolaritï¿½ delle imprese esecutrici dei lavori
1. Per il piï¿½ efficace perseguimento degli obiettivi indicati dallï¿½articolo 1, comma 4, lettera b), della legge regionale 27/03, le stazioni appaltanti affidano lï¿½espletamento delle funzioni di controllo circa il rispetto delle normative vigenti, ivi compresi i contratti collettivi di lavoro, al coordinatore della sicurezza durante lï¿½esecuzione oppure allï¿½ufficio di direzione lavori.
2. Ferme restando le competenze e le responsabilitï¿½ del committente e del responsabile dei lavori, in quanto nominato, il coordinatore della sicurezza durante lï¿½esecuzione oppure lï¿½ufficio di direzione lavori esercitano la funzione di controllo sulla permanenza delle condizioni di regolaritï¿½ e sicurezza delle imprese a qualunque titolo presenti in cantiere e coinvolte nellï¿½esecuzione di lavori pubblici di interesse regionale.
3. Le imprese di cui al comma 2 hanno lï¿½obbligo di collaborare e di porre in essere tutti i comportamenti necessari affinchï¿½ i soggetti di cui al comma 1 possano svolgere le funzioni di controllo ivi previste .
4. Le imprese di cui al comma 2 hanno lï¿½obbligo di tenere sempre in cantiere, anche in forma digitale, il libro delle presenze in cantiere, nonchï¿½ copia semplice del libro matricola e del registro presenze, aggiornati con specifico riferimento al cantiere, e debbono mettere a disposizione, su richiesta dei soggetti di cui al comma 1, entro il termine di 3 giorni:
-copia delle comunicazioni di assunzione di ogni lavoratore del cantiere interessato;
-copia delle denunce e dei versamenti mensili allï¿½INPS ed alla Cassa Edile di riferimento territorialmente competente;
-copia della denuncia INAIL di nuovo lavoro;
-originale o copia autenticata del libro matricola e del registro presenze vidimati.
5. In materia di sicurezza le imprese di cui al comma 2 hanno lï¿½obbligo di tenere sempre in cantiere, adeguatamente aggiornati, i piani di sicurezza previsti dall'art. 131, d. lgs. 163/2006.
6. Prima dellï¿½inizio dei lavori e, in ogni caso, non oltre la redazione del verbale di consegna di cui allï¿½articolo 130 del DPR 21 dicembre 1999, n. 554, lï¿½appaltatore ï¿½ tenuto a trasmettere alla Stazione appaltante la documentazione di avvenuta denuncia agli enti previdenziali, assicurativi ed infortunistici, compresa la Cassa Edile di cui allï¿½articolo 41 della L. R. 27/2003.
7. Lï¿½appaltatore ï¿½ inoltre tenuto:
a) ad esporre giornalmente, in apposito luogo indicato dalla direzione dei lavori, un prospetto redatto conformemente alle indicazioni fornite dalla direzione dei lavori, da compilarsi ad inizio giornata e recante lï¿½elenco nominativo della manodopera presente in cantiere, alle dipendenze sia dellï¿½appaltatore, sia delle altre imprese comunque impegnate nellï¿½esecuzione dei lavori. I citati prospetti debbono essere allegati al giornale dei lavori e costituiscono elemento di riscontro con il D. U. R. C. di cui al precedente art. 7, c. 3 , soprattutto per quanto attiene il numero dei lavoratori denunciati alla Cassa Edile con riferimento allo specifico cantiere;
b) a dotare tutti i lavoratori presenti in cantiere, anche se alle dipendenze di altre imprese impegnate nellï¿½esecuzione dellï¿½opera, di un tesserino di riconoscimento, rilasciato dal datore di lavoro, esposto in modo visibile, e costituito da una fotografia, nonchï¿½ dallï¿½indicazione del cognome e nome, dellï¿½impresa di appartenenza e del numero di matricola, nei termini e con le modalitï¿½ previste dai commi da 3 a 5 dellï¿½art. 31 bis d. l. 223/2206, convertito in L. 248/2006.
Art. 9 Pagamento dei dipendenti dellï¿½appaltatore (art. 13 DM 145/00)
1. In caso di ritardo nel pagamento delle retribuzioni dovute al personale dipendente, lï¿½appaltatore ï¿½ invitato per iscritto dal responsabile unico del procedimento a provvedervi entro i successivi quindici giorni. Ove egli non provveda o non contesti formalmente e motivatamente la legittimitï¿½ della richiesta entro il termine sopra assegnato, la stazione appaltante provvede a pagare anche in corso dï¿½opera direttamente ai lavoratori le retribuzioni arretrate detraendo il relativo importo dalle somme dovute allï¿½appaltatore in esecuzione del contratto. Tale disposizione si applica nei confronti dellï¿½appaltatore per il mancato pagamento delle retribuzioni dovute ai dipendenti dei subappaltatori autorizzati, qualora nel contratto di appalto lï¿½appaltatore se ne assuma lï¿½impegno.
2. I pagamenti di cui al comma 1 fatti dalla stazione appaltante sono provati dalle quietanze predisposte a cura del responsabile unico del procedimento e sottoscritte dagli interessati.
3. Nel caso di formale contestazione delle richieste da parte dellï¿½appaltatore, il responsabile unico del procedimento provvede allï¿½inoltro delle richieste e delle contestazioni alla Direzione Provinciale del Lavoro per i necessari accertamenti.
Art. 10 Durata giornaliera dei lavori (art. 27 DM 145/00)
Art. 11 Cantieri, attrezzi, spese ed obblighi generali a carico dellï¿½appaltatore (art. 5 DM 145/00)
a) le spese per lï¿½impianto, la manutenzione e lï¿½illuminazione dei cantieri, con esclusone di quelle relative alla sicurezza nei cantieri stessi;
j) lï¿½onere per la redazione e la fornitura degli elaborati di progetto, aggiornati, delle opere effettivamente eseguite.
3. La stazione appaltante puï¿½ mantenere sorveglianti in tutti i cantieri, sui galleggianti e sui mezzi di trasporto utilizzati dallï¿½appaltatore.
Art. 12 Disciplina e buon ordine dei cantieri (art. 6 DM 145/00)
1. Lï¿½appaltatore ï¿½ responsabile della disciplina e del buon ordine nel cantiere e ha lï¿½obbligo di osservare e far osservare al proprio personale le norme statali e regionali inerenti lï¿½esecuzione dei lavori in appalto.
6. Lï¿½appaltatore ï¿½ comunque responsabile dei danni causati dallï¿½imperizia o dalla negligenza di detti soggetti, e risponde nei confronti della stazione appaltante per la malafede o la frode dei medesimi nellï¿½impiego dei materiali.
Art. 13 Pagamenti in acconto (art. 114 DPR 554/99)
1. Nel corso dellï¿½esecuzione dei lavori sono erogati allï¿½appaltatore, in base ai dati risultanti dai documenti contabili, pagamenti in acconto del corrispettivo dellï¿½appalto, nei termini o nelle rate stabiliti dal capitolato speciale e/o nel contratto ed a misura dellï¿½avanzamento dei lavori regolarmente eseguiti.
2. I certificati di pagamento delle rate di acconto sono emessi dal responsabile del procedimento, sulla base dei documenti contabili indicanti la quantitï¿½, la qualitï¿½ e lï¿½importo dei lavori eseguiti, non appena scaduto il termine fissato dal capitolato speciale e/o nel contratto, ovvero non appena raggiunto lï¿½importo previsto per ciascuna rata.
3. Nel caso di sospensione dei lavori di durata superiore a novanta giorni, la stazione appaltante dispone comunque il pagamento in acconto degli importi maturati fino alla data di emissione. Analogamente dispone la stazione appaltante nel caso di sospensione dei lavori di durata superiore a quarantacinque giorni, qualora sia stata superata la metï¿½ del termine o dellï¿½importo previsti dal capitolato speciale per ciascuna rata.
Art. 14 Cessione del corrispettivo dï¿½appalto (art. 117 D. LGS. 163/2006)
2. La cessione deve essere stipulata mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata e deve essere notificata alla stazione appaltante.
3. La cessione del credito da corrispettivo di appalto ï¿½ efficace ed opponibile alla stazione appaltante qualora questa non la rifiuti con comunicazione da notificarsi al cedente ed al cessionario entro quindici giorni dalla notifica di cui al comma 2.
4. La stazione appaltante, al momento della stipula del contratto o contestualmente, puï¿½ preventivamente riconoscere la cessione da parte dellï¿½appaltatore di tutti o di parte dei crediti che devono venire a maturazione.
5. In ogni caso, la stazione appaltante puï¿½ opporre al cessionario tutte le eccezioni opponibili al cedente in base al contratto di appalto.
Art. 15 Termini di pagamento degli acconti e del saldo (art. 29 DM 145/00)
1. Il termine per lï¿½emissione dei certificati di pagamento relativi agli acconti del corrispettivo di appalto ed il termine per il successivo pagamento non possono superare i novanta giorni a decorrere dalla maturazione di ogni stato di avanzamento dei lavori a norma dellï¿½articolo 13.
2. Il termine di pagamento della rata di saldo, previa presentazione di corrispondente garanzia fideiussoria da parte dellï¿½appaltatore, non puï¿½ superare i novanta giorni dallï¿½emissione del certificato di collaudo provvisorio o del certificato di regolare esecuzione. Nel caso lï¿½appaltatore non abbia preventivamente presentato la garanzia fideiussoria, il termine di novanta giorni decorre dalla presentazione della garanzia stessa.
3. I capitolati speciali ed i contratti possono stabilire termini inferiori.
4. Nel caso di ritardato pagamento delle rate di acconto rispetto al termine di novanta giorni dalla maturazione dello stato di avanzamento, dal giorno successivo sono dovuti gli interessi legali e moratori a norma dellï¿½articolo 30 del DM 19 aprile 2000, n. 145.
5. I medesimi interessi sono dovuti nel caso di ritardato pagamento della rata di saldo, con decorrenza dalla scadenza del termine indicato al comma 2.
7. Lï¿½importo degli interessi per ritardato pagamento viene computato e corrisposto, su apposita richiesta dellï¿½appaltatore, in occasione del primo pagamento utile, in conto o a saldo.
8. Nel caso in cui lï¿½importo degli interessi non venga corrisposto con le modalitï¿½ indicate al comma 7, tale importo produce a sua volta interessi a norma dei commi 1 e 2.
Art. 16 Risoluzione dei contratti per reati accertati (art. 135 D. LGS. 163/2006)
1. Qualora nei confronti dellï¿½appaltatore sia intervenuta lï¿½emanazione di un provvedimento definitivo che dispone lï¿½applicazione di una o piï¿½ misure di prevenzione di cui allï¿½articolo 3, della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, ovvero sia intervenuta sentenza di condanna passata in giudicato per frodi nei riguardi della stazione appaltante, di subappaltatori, di fornitori, di lavoratori o di altri soggetti comunque interessati ai lavori, nonchï¿½ per violazione degli obblighi attinenti alla sicurezza sul lavoro, la stazione appaltante valuta, su proposta del responsabile del procedimento ed in relazione allo stato dei lavori ed alle eventuali conseguenze nei riguardi delle finalitï¿½ dellï¿½intervento, lï¿½opportunitï¿½ di procedere alla risoluzione del contratto. Nel caso di risoluzione, disposta con provvedimento del responsabile del procedimento, lï¿½appaltatore ha diritto soltanto al pagamento dei lavori regolarmente eseguiti, decurtato degli oneri aggiuntivi derivanti dallo scioglimento del contratto.
Art. 17 Risoluzione del contratto per grave inadempimento, grave irregolaritï¿½ e grave ritardo (art. 136 D. LGS. 163/2006 )
1. Quando il Direttore dei lavori accerta che comportamenti dellï¿½appaltatore costituiscono grave inadempimento alle obbligazioni di contratto tale da compromettere la buona riuscita dei lavori, invia al Responsabile unico del procedimento una relazione particolareggiata, corredata dei documenti necessari, indicando la stima dei lavori eseguiti regolarmente e che devono essere accreditati allï¿½appaltatore.
2. Si procede in analogia al comma 1 qualora il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione dei lavori ravvisi gravi e ripetuti inadempimenti in materia di sicurezza.
3. Su indicazione del Responsabile del procedimento il Direttore dei lavori formula la contestazione degli addebiti allï¿½appaltatore, assegnando un termine non inferiore a quindici giorni per la presentazione delle proprie controdeduzioni al Responsabile del procedimento.
4. Acquisite e valutate negativamente le predette controdeduzioni, ovvero scaduto il termine senza che lï¿½appaltatore abbia risposto, la stazione appaltante su proposta del Responsabile del procedimento dispone la risoluzione del contratto.
5. Qualora, al di fuori dei precedenti casi, lï¿½esecuzione dei lavori ritardi per negligenza dellï¿½appaltatore rispetto alle previsioni del programma, il Direttore dei lavori gli assegna un termine, che, salvi i casi di urgenza, non puï¿½ essere inferiore a 10 giorni, per compiere i lavori in ritardo, e dï¿½ inoltre le prescrizioni ritenute necessarie. Il termine decorre dal giorno di ricevimento della comunicazione.
6. Scaduto il termine assegnato, il Direttore dei lavori verifica, in contraddittorio con lï¿½appaltatore, o, in sua mancanza, con la assistenza di due testimoni, gli effetti dellï¿½intimazione impartita, e ne compila processo verbale da trasmettere al Responsabile del procedimento.
7. Sulla base del processo verbale, qualora lï¿½inadempimento permanga la stazione appaltante, su proposta del Responsabile del procedimento, delibera la risoluzione del contratto, qualora non intenda procedere con lï¿½esecuzione dï¿½ufficio di cui allï¿½articolo 18.
Art. 18 Esecuzione dï¿½ufficio
1. Qualora ricorra lï¿½ipotesi di cui al precedente articolo 17, comma 7, la stazione appaltante, in alternativa alla risoluzione del contratto, puï¿½ disporre lï¿½esecuzione dï¿½ufficio, totale o parziale, dei lavori non eseguiti o non correttamente realizzati dallï¿½appaltatore, in economia o per cottimi ed a spese dellï¿½appaltatore medesimo. I maggiori oneri sostenuti dalla Stazione Appaltante sono posti a carico dellï¿½appaltatore.
Art. 19 Inadempimento di contratti per cottimo (art. 137 D. LGS. 163/2006)
1. Per i contratti relativi a cottimo, in caso di inadempimento dell'appaltatore la risoluzione ï¿½ dichiarata per iscritto dal Responsabile del procedimento, previa ingiunzione del Direttore dei lavori, salvi i diritti e le facoltï¿½ riservate dal contratto alla stazione appaltante.
Art. 20 Provvedimenti in seguito alla risoluzione dei contratti ( art. 138 D. LGS. 163/2006)
1. Il Responsabile del procedimento, nel comunicare allï¿½appaltatore la determinazione di risoluzione del contratto, dispone, con preavviso di venti giorni, che il direttore dei lavori curi la redazione dello stato di consistenza dei lavori giï¿½ eseguiti e lï¿½inventario di materiali, macchine e mezzi dï¿½opera che devono essere presi in consegna dal Direttore dei lavori.
2. In sede di liquidazione finale dei lavori dellï¿½appalto risolto ï¿½ determinato lï¿½onere da porre a carico dellï¿½appaltatore inadempiente in relazione alla maggiore spesa sostenuta per affidare ad altra impresa i lavori. Tale onere viene coperto mediante incameramento della garanzia fideiussoria di cui allï¿½articolo 35, comma 2, della legge regionale 27/03, qualora il contratto per il completamento dei lavori venga stipulato con il concorrente secondo classificato nella gara conclusasi con lï¿½aggiudicazione allï¿½appaltatore inadempiente.
Art. 21 Recesso (art. 134 D. LGS. 163/2006)
1. La stazione appaltante ha il diritto di recedere in qualunque tempo dal contratto previo il pagamento dei lavori eseguiti e del valore dei materiali utili esistenti in cantiere e giï¿½ accettati dal Direttore dei lavori prima della comunicazione di cui al successivo comma 3, oltre al decimo dellï¿½importo delle opere non eseguite
3. Lï¿½esercizio del diritto di recesso ï¿½ preceduto da formale comunicazione allï¿½appaltatore da darsi con un preavviso non inferiore a venti giorni, decorsi i quali la stazione appaltante prende in consegna i lavori ed effettua il collaudo definitivo.
4. La stazione appaltante puï¿½ trattenere le opere provvisionali e gli impianti che non siano in tutto o in parte asportabili ove li ritenga ancora utilizzabili. In tal caso essa corrisponde allï¿½appaltatore, per il valore delle opere e degli impianti non ammortizzato nel corso dei lavori eseguiti, un compenso da determinare nella minor somma fra il costo di costruzione e il valore delle opere e degli impianti al momento dello scioglimento del contratto.
5. Lï¿½appaltatore deve rimuovere dai magazzini e dai cantieri i materiali non accettati dal Direttore dei lavori e deve mettere i predetti magazzini e cantieri a disposizione della stazione appaltante nel termine stabilito; in caso contrario lo sgombero ï¿½ effettuato dï¿½ufficio ed a sue spese.
Art. 22 Riconoscimenti a favore dellï¿½appaltatore in caso di ritardata consegna dei lavori (art. 9 DM 145/00)
1. Nel caso di accoglimento dellï¿½istanza di recesso dellï¿½appaltatore dal contratto per ritardo nella consegna dei lavori attribuibile a fatto o colpa della stazione appaltante ai sensi dellï¿½articolo 129, comma 8, del DPR 21 dicembre 1999, n. 554, lï¿½appaltatore ha diritto al rimborso delle spese contrattuali ai sensi dellï¿½articolo 3, nonchï¿½ delle altre spese effettivamente sostenute e documentate in misura comunque non superiore alle percentuali, calcolate sullï¿½importo netto dellï¿½appalto, indicate allï¿½articolo 9, comma 1 del D. M. 19 aprile 2000, n. 145. Nel caso di appalto avente ad oggetto, oltre che l'esecuzione dei lavori, anche la progettazione esecutiva degli stessi lï¿½appaltatore ha altresï¿½ diritto al rimborso delle spese del progetto esecutivo nellï¿½importo quantificato nei documenti di gara; con il pagamento la proprietï¿½ del progetto ï¿½ acquisita in capo alla stazione appaltante, fatte salve le norme vigenti in materia di diritti dï¿½autore.
4. La richiesta di pagamento degli importi spettanti a norma del comma 1, debitamente quantificata, deve essere inoltrata a pena di decadenza entro sessanta giorni dalla data di ricevimento della comunicazione di accoglimento dellï¿½istanza di recesso; la richiesta di pagamento degli importi spettanti a norma del comma 2 deve essere formulata a pena di decadenza mediante riserva da iscrivere nel verbale di consegna dei lavori e da confermare, debitamente quantificata, nel registro di contabilitï¿½ con le modalitï¿½ di cui allï¿½articolo 165 del DPR 21 dicembre 1999, n. 554.
Art. 23 Sospensione e ripresa dei lavori (art. 24 DM 145/00)
1. Eï¿½ ammessa la sospensione dei lavori, ordinata dal Direttore dei lavori, ai sensi dellï¿½articolo 133, comma 1, del DPR 21 dicembre 1999, n. 554, nei casi di avverse condizioni climatiche, di forza maggiore, o di altre circostanze speciali che impediscono la esecuzione o la realizzazione a regola dï¿½arte dei lavori stessi; tra le circostanze speciali, oltre alle situazioni indicate dallï¿½articolo 24, comma 1, del DM 19 aprile 2000, n. 145, rientrano le situazioni che determinano la necessitï¿½ di procedere alla redazione di una variante in corso dï¿½opera nei casi previsti dallï¿½articolo 37, comma 1, lettere a), b), c) e d) della legge regionale 27/03.
3. Lï¿½appaltatore che ritenga cessate le cause che hanno determinato la sospensione temporanea dei lavori ai sensi dei commi 1 e 2, senza che la stazione appaltante abbia disposto la ripresa dei lavori stessi, puï¿½ diffidarla per iscritto a provvedere alla ripresa. La diffida ai sensi del presente comma ï¿½ condizione necessaria per poter iscrivere riserva allï¿½atto della ripresa dei lavori, qualora lï¿½appaltatore intenda far valere lï¿½illegittima maggiore durata della sospensione.
4. Nei casi previsti dallï¿½articolo 133, comma 2, del DPR 21 dicembre 1999, n. 554, il responsabile unico del procedimento determina il momento in cui sono venute meno le ragioni di pubblico interesse o di necessitï¿½ che lo hanno indotto a sospendere i lavori. Qualora la sospensione, o le sospensioni se piï¿½ di una, durino per un periodo di tempo superiore ad un quarto della durata complessiva prevista per lï¿½esecuzione dei lavori stessi, o comunque quando superino sei mesi complessivi, lï¿½appaltatore puï¿½ richiedere lo scioglimento del contratto senza indennitï¿½; se la stazione appaltante si oppone allo scioglimento, lï¿½appaltatore ha diritto alla rifusione dei maggiori oneri derivanti dal prolungamento della sospensione oltre i termini suddetti.
7. Alla sospensione parziale dei lavori ai sensi dellï¿½articolo 133, comma 7, del DPR 21 dicembre 1999, n. 554, si applicano i commi 1, 2 e 5; essa determina altresï¿½ il differimento dei termini contrattuali pari ad un numero di giorni determinato dal prodotto dei giorni di sospensione per il rapporto tra ammontare dei lavori non eseguiti per effetto della sospensione parziale e lï¿½importo totale dei lavori previsto nello stesso periodo secondo il programma dei lavori redatto dallï¿½impresa.
Art. 24 Sospensione illegittima (art. 25 DM 145/00)
1. Le sospensioni totali o parziali dei lavori disposte dalla stazione appaltante per cause diverse da quelle stabilite dallï¿½articolo 23 sono considerate illegittime e danno diritto allï¿½appaltatore ad ottenere il riconoscimento dei danni prodotti. Le contestazioni dellï¿½appaltatore in merito alla sospensione dei lavori devono essere effettuate in conformitï¿½ a quanto prescritto dallï¿½art. 133 del DPR 554/1999.
a) detratte dal prezzo globale nella misura intera, le spese generali infruttifere sono determinate nella misura pari alla metï¿½ della percentuale minima prevista dallï¿½articolo 34, comma 2, lettera c), del DPR 21 dicembre 1999, n. 554, rapportata alla durata dellï¿½illegittima sospensione;
b) la lesione dellï¿½utile ï¿½ riconosciuta coincidente con la ritardata percezione dellï¿½utile di impresa, nella misura pari agli interessi moratori come fissati dallï¿½articolo 30, comma 4, del DM 19 aprile 2000, n. 145, computati sulla percentuale prevista dallï¿½articolo 34, comma 2, lettera d) del DPR 21 dicembre 1999, n. 554, rapportata alla durata dellï¿½illegittima sospensione;
c) il mancato ammortamento e le retribuzioni inutilmente corrisposte sono riferiti rispettivamente ai macchinari esistenti in cantiere e alla consistenza della mano dï¿½opera accertati dal Direttore dei lavori ai sensi dellï¿½articolo 133, comma 5, del DPR 21 dicembre 1999, n. 554;
Art. 25 Proroghe (art. 26 DM 145/00)
2. La richiesta di proroga deve essere formulata con congruo anticipo rispetto alla scadenza del termine contrattuale tenendo conto del tempo previsto dal comma 3. In ogni caso la sua concessione non pregiudica i diritti spettanti allï¿½appaltatore per lï¿½eventuale imputabilitï¿½ della maggiore durata a fatto della stazione appaltante.
Art. 26 Accettazione, qualitï¿½ ed impiego dei materiali (art. 15 DM 145/00)
1. I materiali e i componenti devono corrispondere alle prescrizioni del capitolato speciale ed essere della migliore qualitï¿½: possono essere messi in opera solamente dopo lï¿½accettazione del Direttore dei lavori; in caso di controversia, si procede ai sensi dellï¿½articolo 137 del DPR 21 dicembre 1999, n. 554.
3. Ove lï¿½appaltatore non effettui la rimozione nel termine prescritto dal Direttore dei lavori, la stazione appaltante puï¿½ provvedervi direttamente a spese dellï¿½appaltatore, a carico del quale resta anche qualsiasi onere o danno che possa derivargli per effetto della rimozione eseguita dï¿½ufficio.
4. Anche dopo lï¿½accettazione e la posa in opera dei materiali e dei componenti da parte dellï¿½appaltatore, restano fermi i diritti e i poteri della stazione appaltante in sede di collaudo.
7. Gli accertamenti di laboratorio e le verifiche tecniche obbligatorie, ovvero specificamente previsti dal capitolato speciale dï¿½appalto, sono disposti dalla direzione dei lavori o dallï¿½organo di collaudo. Il costo d tali prove, nel corrispondente numero reso obbligatorio per legge, regolamento o capitolato, ï¿½ a carico dellï¿½appaltatore. Per le stesse prove la direzione dei lavori provvede al prelievo del relativo campione ed alla redazione di apposito verbale di prelievo; la certificazione effettuata dal laboratorio prove materiali riporta espresso riferimento a tale verbale.
8. La direzione dei lavori o lï¿½organo di collaudo possono disporre ulteriori prove ed analisi, per numero e tipologia, ancorchï¿½ non prescritte per legge, regolamento o capitolato speciale dï¿½appalto, ma ritenute necessarie per stabilire lï¿½idoneitï¿½ dei materiali o dei componenti. Le relative spese sono poste a carico delle somme a disposizione accantonate a tale titolo nel quadro economico, salvo che dalla prova non consegua lï¿½accertamento dellï¿½inidoneitï¿½ dei materiali o dei componenti. In questï¿½ultima ipotesi, il costo delle prove ed analisi ï¿½ a carico dellï¿½appaltatore.
Art. 27 Provvista dei materiali (art. 16 DM 145/00)
3. A richiesta della stazione appaltante lï¿½appaltatore deve dimostrare di avere adempiuto alle prescrizioni della legge sulle espropriazioni per causa di pubblica utilitï¿½, ove contrattualmente siano state poste a suo carico, e di aver pagato le indennitï¿½ per le occupazioni temporanee o per i danni arrecati.
Art. 28 Sostituzione dei luoghi di provenienza dei materiali previsti in contratto (art. 17 DM 145/00)
2. Nel caso di cui al comma 1, se il cambiamento importa una differenza in piï¿½ o in meno del quinto del prezzo contrattuale del materiale, si fa luogo alla determinazione del nuovo prezzo ai sensi degli articoli 136 e 137 del DPR 21 dicembre 1999, n. 554.
3. Qualora i luoghi di provenienza dei materiali siano indicati negli atti contrattuali, lï¿½appaltatore non puï¿½ cambiarli senza lï¿½autorizzazione scritta del Direttore dei lavori, che riporti lï¿½espressa approvazione della stazione appaltante. In tal caso si applica lï¿½articolo 27, comma 2.
Art. 29 Valutazione dei lavori in corso dï¿½opera (art. 28 DM 145/00)
3. I materiali e i manufatti portati in contabilitï¿½ rimangono a rischio e pericolo dellï¿½appaltatore, e possono sempre essere rifiutati dal Direttore dei lavori ai sensi dellï¿½articolo 26, comma 1.
Art. 30 Variazione al progetto appaltato (art. 10 DM 145/00)
1. Ai sensi dellï¿½articolo 134 del DPR 21 dicembre 1999, n. 554, nessuna modificazione ai lavori appaltati puï¿½ essere attuata ad iniziativa esclusiva dellï¿½appaltatore. La violazione del divieto, salvo diversa valutazione del responsabile unico del procedimento, comporta lï¿½obbligo dellï¿½appaltatore di demolire a sue spese i lavori eseguiti in difformitï¿½, fermo che in nessun caso egli puï¿½ vantare compensi, rimborsi o indennizzi per i lavori medesimi.
2. Per le sole ipotesi previste dall'art. 132, comma 1, d. lgs. 163/2006 e dallï¿½articolo 37 della legge regionale 27/03, la stazione appaltante durante lï¿½esecuzione dellï¿½appalto puï¿½ ordinare una variazione dei lavori fino alla concorrenza di un quinto dellï¿½importo dellï¿½appalto, e lï¿½appaltatore ï¿½ tenuto ad eseguire i variati lavori agli stessi patti, prezzi e condizioni del contratto originario, salva lï¿½eventuale applicazione dellï¿½articolo 134, comma 6, del DPR 21 dicembre 1999, n. 554, e non ha diritto ad alcuna indennitï¿½ ad eccezione del corrispettivo relativo ai nuovi lavori.
3. Se la variante, nei casi previsti dal comma 2, supera tale limite il responsabile unico del procedimento ne dï¿½ comunicazione allï¿½appaltatore che, nel termine di dieci giorni dal suo ricevimento, deve dichiarare per iscritto se intende accettare la prosecuzione dei lavori e a quali condizioni; nei quarantacinque giorni successivi al ricevimento della dichiarazione la stazione appaltante deve comunicare allï¿½appaltatore le proprie determinazioni. Qualora lï¿½appaltatore non dia alcuna risposta alla comunicazione del responsabile unico del procedimento si intende manifestata la volontï¿½ di accettare la variante agli stessi prezzi, patti e condizioni del contratto originario. Se la stazione appaltante non comunica le proprie determinazioni nel termine fissato, si intendono accettate le condizioni avanzate dallï¿½appaltatore.
4. Ai fini della determinazione del quinto, lï¿½importo dellï¿½appalto ï¿½ formato dalla somma risultante dal contratto originario, aumentato dellï¿½importo degli atti di sottomissione per varianti giï¿½ intervenute, nonchï¿½ dellï¿½ammontare degli importi, diversi da quelli a titolo risarcitorio, eventualmente riconosciuti allï¿½appaltatore ai sensi dell'art. 240 d. lgs. 163/2006. La disposizione non si applica nel caso di variante disposta ai sensi dell'art. 132, comma 1,lett. e), d. lgs. 163/2006.
5. Nel calcolo di cui al comma 4 non sono tenuti in conto gli aumenti, rispetto alle previsioni contrattuali, delle opere relative a fondazioni. Tuttavia, ove tali variazioni rispetto alle quantitï¿½ previste superino il quinto dellï¿½importo totale del contratto e non dipendano da errore progettuale ai sensi dell'art. 132, comma 1,lett. e), d. lgs. 163/2006 lï¿½appaltatore puï¿½ chiedere un equo compenso per la parte eccedente.
7. In caso di dissenso sulla misura del compenso ï¿½ accreditata in contabilitï¿½ la somma riconosciuta dalla stazione appaltante, salvo il diritto dellï¿½appaltatore di formulare la relativa riserva per lï¿½ulteriore richiesta.
8. Qualora il progetto esecutivo sia stato redatto a cura dellï¿½appaltatore, e la variante derivi da errori o omissioni progettuali imputabili allï¿½appaltatore stesso, sono a suo totale carico lï¿½onere della nuova progettazione, le maggiori spese, le penali per mancato rispetto dei termini di ultimazione contrattuale e gli ulteriori danni subiti dalla stazione appaltante.
Art. 31 Varianti in diminuzione migliorative proposte dallï¿½appaltatore (art. 11 DM 145/00)
1. Ad eccezione dei contratti affidati a seguito di offerte aventi ad oggetto, oltre al prezzo, anche la progettazione definitiva l'impresa appaltatrice, durante il corso dei lavori puï¿½ proporre al direttore dei lavori eventuali variazioni migliorative ai sensi dell'art. 131, comma 3, secondo periodo, d. lgs. 163/2006, di sua esclusiva ideazione e che comportino una diminuzione dell'importo originario dei lavori.
2. Possono formare oggetto di proposta le modifiche dirette a migliorare gli aspetti funzionali, nonchï¿½ singoli elementi tecnologici o singole componenti del progetto, che non comportano riduzione delle prestazioni qualitative e quantitative stabilite nel progetto stesso e che mantengono inalterate il tempo di esecuzione dei lavori e le condizioni di sicurezza dei lavoratori. La idoneitï¿½ delle proposte ï¿½ dimostrata attraverso specifiche tecniche di valutazione, quali ad esempio l'analisi del valore.
3. La proposta dell'appaltatore, redatta in forma di perizia tecnica corredata anche degli elementi di valutazione economica, ï¿½ presentata al direttore dei lavori che entro dieci giorni la trasmette al responsabile del procedimento unitamente al proprio parere. Il responsabile del procedimento entro i successivi trenta giorni, sentito il progettista, comunica all'appaltatore le proprie motivate determinazioni ed in caso positivo procede alla stipula di apposito atto aggiuntivo.
4. Le proposte dell'appaltatore devono essere predisposte e presentate in modo da non comportare interruzione o rallentamento nell'esecuzione dei lavori cosï¿½ come stabilita nel relativo programma.
Art. 32 Diminuzione dei lavori (art. 12 DM 145/00)
1. Indipendentemente dalle ipotesi previste art. 132 del d. lgs. 163/2006, e dallï¿½art. 37 della legge regionale 27/03, la stazione appaltante puï¿½ sempre ordinare lï¿½esecuzione dei lavori in misura inferiore rispetto a quanto previsto in capitolato speciale dï¿½appalto, nel limite di un quinto dellï¿½importo di contratto, come determinato ai sensi dellï¿½articolo 30, comma 4, e senza che nulla spetti allï¿½appaltatore a titolo di indennizzo.
Art. 33 Anticipazioni fatte dallï¿½appaltatore
1. Ove l'Amministrazione, quando ciï¿½ sia previsto nel capitolato speciale, voglia far eseguire in economia opere o provviste relative ai lavori appaltati, ma non comprese nel contratto e chieda all'appaltatore l'esborso del denaro occorrente, questi deve corrispondere direttamente ai singoli creditori, ritirandone formale quietanza, le somme che il direttore dei lavori previa autorizzazione del responsabile del procedimento, gli abbia ordinato per iscritto di pagare in base a regolari note o fatture delle relative prestazioni.
2. Nell'ordine dato all'appaltatore deve essere fatta espressa menzione dell'autorizzazione. Nei capitolati speciali ï¿½ fissato l'interesse da corrispondere all'appaltatore sulle somme anticipate. Tale interesse non puï¿½ essere maggiore di due punti percentuali rispetto allï¿½interesse legale, in ragione dï¿½anno ed ï¿½ dovuto in rapporto al tempo trascorso dal giorno dell'eseguita anticipazione fino alla data del relativo certificato di pagamento. Il calcolo dell'interesse ï¿½ fatto a mesi computandosi per mese completo le frazioni superiori ai 15 giorni e trascurando i periodi di minor durata. L'ammontare complessivo delle anticipazioni a carico dell'appaltatore non puï¿½ superare in alcun momento il 5% dell'importo dell'appalto a meno che l'appaltatore vi consenta.
Art. 34 Danni (art. 14 DM 145/00)
Art. 35 Difetti di costruzione (art. 18 DM 145/00)
3. Fermo restando quanto previsto dallï¿½articolo 26, commi 7 e 8, in relazione allï¿½accettazione dei materiali, qualora il Direttore dei lavori presuma che esistano difetti di costruzione, puï¿½ ordinare che le necessarie verifiche siano disposte in contraddittorio con lï¿½appaltatore. Quando i vizi di costruzione siano accertati, le spese delle verifiche sono a carico dellï¿½appaltatore, in caso contrario lï¿½appaltatore ha diritto al rimborso di tali spese e di quelle sostenute per il ripristino della situazione originaria, con esclusione di qualsiasi altro indennizzo o compenso.
Art. 36 Verifiche nel corso di esecuzione dei lavori (art. 19 DM 145/00)
1. I controlli e le verifiche eseguite dalla stazione appaltante nel corso dellï¿½appalto non escludono la responsabilitï¿½ dellï¿½appaltatore per vizi, difetti e difformitï¿½ dellï¿½opera, di parte di essa, o dei materiali impiegati, nï¿½ la garanzia dellï¿½appaltatore stesso per le parti di lavoro e materiali giï¿½ controllati. Tali controlli e verifiche non determinano lï¿½insorgere di alcun diritto in capo allï¿½appaltatore, nï¿½ alcuna preclusione in capo alla stazione appaltante.
Art. 37 Compensi allï¿½appaltatore per danni cagionati da forza maggiore (art. 20 DM 145/00)
1. Qualora si verifichino danni ai lavori causati da forza maggiore, questi devono essere denunciati alla direzione lavori, a pena di decadenza, entro il termine di cinque giorni lavorativi da quello del verificarsi del danno.
Art. 38 Tempo per la ultimazione dei lavori (art. 21 DM 145/00)
1. Lï¿½appaltatore deve ultimare i lavori nel termine stabilito dagli atti contrattuali, decorrente dalla data del verbale di consegna ovvero, in caso di consegna parziale ai sensi dellï¿½articolo 130, comma 6, del DPR 21 dicembre 1999, n. 554.
3. Lï¿½appaltatore non ha diritto allo scioglimento del contratto nï¿½ ad alcuna indennitï¿½ qualora i lavori, per qualsiasi causa non imputabile alla stazione appaltante, non siano ultimati nel termine contrattuale e qualunque sia il maggior tempo impiegato.
4. Nel caso di risoluzione del contratto ai sensi dellï¿½articolo 17, ai fini dellï¿½applicazione delle penali il periodo di ritardo ï¿½ determinato sommando il ritardo accumulato dallï¿½appaltatore rispetto al programma esecutivo dei lavori di cui allï¿½articolo 45, comma 10, del DPR 21 dicembre 1999, n. 554, e il termine assegnato dal Direttore dei lavori per compiere i lavori.
Art. 39 Penali (art. 22 DM 145/00 e art. 117 DPR 554/99)
2. I termini di adempimento delle prestazioni sono stabiliti dalla stazione appaltante in relazione alla tipologia, alla categoria, allï¿½entitï¿½ ed alla complessitï¿½ dellï¿½intervento, nonchï¿½ al suo livello qualitativo.
3. Qualora il capitolato speciale preveda scadenze differenziate di varie lavorazioni, oppure sia prevista lï¿½esecuzione dellï¿½appalto articolata in piï¿½ parti, il ritardo nella singola scadenza o parte comporta lï¿½applicazione della penale nellï¿½ammontare contrattualmente stabilito, computata sui rispettivi importi.
5. Il Direttore dei lavori riferisce tempestivamente al Responsabile unico del procedimento in merito agli eventuali ritardi nellï¿½andamento dei lavori rispetto al programma di esecuzione. Qualora il ritardo nellï¿½adempimento determina un importo massimo della penale superiore allï¿½importo previsto al comma 4, il responsabile unico del procedimento promuove lï¿½avvio delle procedure previste dallï¿½articolo 17.
6. Eï¿½ ammessa, su motivata richiesta dellï¿½appaltatore, la totale o parziale disapplicazione della penale, quando si riconosca che il ritardo non ï¿½ imputabile allï¿½impresa, oppure quando si riconosca che la penale ï¿½ manifestamente sproporzionata, rispetto allï¿½interesse della stazione appaltante. La disapplicazione non comporta il riconoscimento di compensi o indennizzi allï¿½appaltatore.
7. Sullï¿½istanza di disapplicazione della penale decide la stazione appaltante su proposta del Responsabile unico del procedimento, sentito il Direttore dei lavori e lï¿½organo di collaudo ove costituito.
Art. 40 Premio di accelerazione (art. 23 DM 145/00)
Art. 41 Forma e contenuto delle riserve (art. 31 DM 145/00)
2. Le riserve devono essere iscritte a pena di decadenza sul primo atto dellï¿½appalto idoneo a riceverle, successivo allï¿½insorgenza o alla cessazione del fatto che ha determinato il pregiudizio dellï¿½appaltatore. In ogni caso, sempre a pena di decadenza, le riserve devono essere iscritte anche nel registro di contabilitï¿½ con le modalitï¿½ di cui allï¿½articolo 165 del DPR 21 dicembre 1999, n. 554, successivamente al verificarsi o al cessare del fatto pregiudizievole. Le riserve non espressamente confermate sul conto finale si intendono abbandonate.
3. Le riserve devono essere formulate in modo specifico ed indicare con precisione le ragioni sulle quali esse si fondano. In particolare, le riserve devono contenere a pena di inammissibilitï¿½ la precisa quantificazione delle somme che lï¿½appaltatore ritiene gli siano dovute; qualora lï¿½esplicazione e la quantificazione non siano possibili al momento della formulazione della riserva, lï¿½appaltatore ha lï¿½onere di provvedervi, sempre a pena di decadenza, entro il termine di quindici giorni fissato dallï¿½articolo 165, comma 3, del DPR 21 dicembre 1999, n. 554.
Art. 42 Definizione delle riserve al termine dei lavori (art. 32 DM 145/00)
1. Le riserve e le pretese dellï¿½appaltatore, che in ragione del valore o del tempo di insorgenza non sono state oggetto della procedura di accordo bonario, sono esaminate e valutate dalla stazione appaltante entro novanta giorni dalla trasmissione degli atti di collaudo, effettuata ai sensi dellï¿½articolo 204 del DPR 21 dicembre 1999, n. 554.
2. Qualora siano decorsi i termini previsti dallï¿½articolo 49, comma 5, della legge regionale 27/03 senza che la stazione appaltante abbia effettuato il collaudo o senza che sia stato emesso il certificato di regolare esecuzione dei lavori, lï¿½appaltatore puï¿½ chiedere che siano comunque definite le proprie riserve e richieste notificando apposita istanza. La stazione appaltante deve in tal caso pronunziarsi entro i successivi novanta giorni.
3. Il pagamento delle somme eventualmente riconosciute dalla stazione appaltante deve avvenire entro sessanta giorni decorrenti dalla accettazione da parte dellï¿½appaltatore dellï¿½importo offerto. In caso di ritardato pagamento decorrono gli interessi al tasso legale.
Art. 43 Tempo del giudizio (art. 33 DM 145/00)
1. Lï¿½appaltatore che intenda far valere le proprie pretese nel giudizio ordinario o arbitrale deve proporre la domanda entro il termine di decadenza di sessanta giorni, decorrente dal ricevimento della comunicazione di cui all'art. 240, comma 12, d. lgs. 163/2006 o della determinazione prevista dallï¿½articolo 42, commi 1 e 2, del presente capitolato generale, oppure dalla scadenza dei termini previsti dagli stessi commi 1 e 2.
2. Salvo diverso accordo delle parti, e qualora la domanda non abbia ad oggetto questioni la cui definizione non ï¿½ differibile nel tempo, la controversia arbitrale non puï¿½ svolgersi prima che siano decorsi i termini di cui ai commi 1 e 2 dellï¿½articolo 42.
Art. 44 Controversie (art. 34 DM 145/00)
2. Se le parti intendono deferire ad arbitri le controversie derivanti dal contratto di appalto, nel contratto o nel compromesso ï¿½ fatto richiamo agli artt. 241-243 del d. lgs. 163/2006.
3. Nellï¿½ipotesi di cui al comma 2, le controversie sono risolte da un collegio arbitrale istituito nelle forme di legge.
Art. 45 Proprietï¿½ degli oggetti trovati (art. 35 DM 145/00)
1. Fatta eccezione per i diritti che spettano allo Stato a termini di legge, appartiene alla stazione appaltante la proprietï¿½ degli oggetti di valore e di quelli che interessano la scienza, la storia, lï¿½arte o lï¿½archeologia, compresi i relativi frammenti, che si dovessero reperire nei fondi occupati per lï¿½esecuzione dei lavori e per i rispettivi cantieri e nella sede dei lavori stessi. Lï¿½appaltatore ha diritto al rimborso delle spese sostenute per la loro conservazione e per le speciali operazioni che fossero state espressamente ordinate al fine di assicurarne lï¿½integritï¿½ ed il diligente recupero.
2. Il reperimento di cose di interesse artistico, storico o archeologico deve essere immediatamente comunicato alla stazione appaltante. Lï¿½appaltatore non puï¿½ demolire o comunque alterare i reperti, nï¿½ puï¿½ rimuoverli senza autorizzazione della stazione appaltante.
Art. 46 Proprietï¿½ dei materiali di demolizione (art. 36 DM 145/00)
1. I materiali provenienti da escavazioni o demolizioni sono di proprietï¿½ della stazione appaltante.
Art. 47 Collaudo (art. 37 DM 145/00)
1. A norma dellï¿½articolo 49, comma 5, della legge regionale 27/03, il certificato di collaudo deve essere emesso entro quattro mesi dal ricevimento, da parte del collaudatore, degli atti di contabilitï¿½ finale trasmessigli dal responsabile del procedimento. Lï¿½amministrazione aggiudicatrice approva il certificato di collaudo entro i successivi due mesi.
2. La cauzione definitiva di cui allï¿½articolo 30, comma 2, della legge regionale 27/03, deve permanere fino alla data di emissione del certificato di collaudo, o comunque fino alla decorrenza di dodici mesi dalla data di ultimazione dei lavori risultante dal relativo certificato, cosï¿½ come stabilito dallï¿½articolo 101, comma 1, del DPR 21 dicembre 1999, n. 554.
3. Il certificato di collaudo di cui al comma 1 ha carattere provvisorio ed assume carattere definitivo decorsi due anni dalla relativa emissione. Nellï¿½arco di tale periodo lï¿½appaltatore ï¿½ tenuto alla garanzia per le difformitï¿½ ed i vizi dellï¿½opera, indipendentemente dalla intervenuta liquidazione del saldo a norma del precedente articolo 15, comma 2.
Art. 48 Certificato di regolare esecuzione
1. Nel caso di sostituzione del certificato di collaudo con il certificato di regolare esecuzione, a norma dellï¿½articolo 49, comma 1, della legge regionale 27/03, il termine per la relativa emissione ï¿½ di tre mesi dallï¿½ultimazione dei lavori.
2. Anche nel caso di ricorso al certificato di regolare esecuzione in luogo del certificato di collaudo valgono le disposizioni del precedente articolo 47, commi 2 e 3, intendendosi sostituita lï¿½espressione ï¿½certificato di collaudoï¿½ con lï¿½espressione ï¿½certificato di regolare esecuzioneï¿½.