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Timestamp: 2017-06-24 12:13:29+00:00
Document Index: 142795361

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'sentenza ', 'art. 35', 'art. 17', 'art. 4', 'art. 2']

riabilitazione protesti assegni titoli clausola non trasferibile obbligatoria 1000 euro termini per l'icasso si assegni termini per il protesto assegni Dott. Giuseppe Marino - specialista in ricorsi tributari - www.studiomarino.com Copyright©Riproduzione riservata
I Titoli di credito, Assegni, Cambiali, Tratte tutto quello che c'è da sapere , Riabilitazione Protesti, termini
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Che cos'è un assegno bancario: L'assegno è un ordine di pagamento diretto alla propria banca di pagare una certa cifra ad un altro soggetto detto Beneficiario. Che cos'è un assegno circolare: L'assegno circolare è una promessa di pagamento di una banca quindi è denaro contante
Come si compila l'assegno? I primi requisiti sono data e luogo di emissione, nella pratica si omettono sempre, ma si consiglia di indicarli, in genere il cassiere provvede lui, ma se dovesse dimenticarlo, sono cause di rifiuto del pagamento dell'assegno. La data è indispensabile metterla, per evitare che l'assegno circoli per troppo tempo e comunque mettendola si può computare con certezza il termine per l'incasso (ad. esempio 8 gg per gli assegni su piazza). Passato il termine l'assegno non è più protestabile, la banca lo paga lo stesso salvo che il mittente non lo blocchi, questa è l'unica possibilità che c'è per bloccare un assegno. Attenzione: Alla base dell'assegno ci sono due rapporti Il Rapporto fondamentale (il perchè è stato emesso ad esempio vendita di un bene) e l'altro è il Rapporto cartolare (rapporto autonomo e astratto da quello fondamentale) Al possessore successivo (giratario) del titolo fa capo solo il secondo rapporto (cartolare), in quanto il trasferimento del medesimo non comporta anche il trasferimento del credito fondamentale (astrattezza del titolo di credito nei confronti dei terzi possessori). Emettere un assegno in bianco (Un assegno può essere intestato a un beneficiario determinato
assegno all'ordine oppure lo spazio dedicato al beneficiario può non essere riempito assegno in bianco) o Intestare l'assegno a un beneficiario diverso da quello reale è molto pericoloso (ad esempio il vostro fornitore chiede di intestare l'assegno direttamente a un suo fornitore), anche perché considerato che stanno fallendo molte imprese, il curatore fallimentare potrebbe richiedere il pagamento di una fattura il cui incasso non è stato annotato e se non avete l'assegno intestato alla ditta fallita rischiate di dover ripagare, salvo prova del patto sottostante. Inoltre ai fini fiscali
se c'è una presunzione di falsa fatturazione
se non dimostrate il pagamento è molto probabile che rischiate anche un processo penale. La firma è un elemento essenziale e deve corrispondere a quella depositata in banca. Per essere valido l'assegno deve essere integro. Se un assegno ha lo spigolo superiore sinistro tagliato non può circolare e non deve essere accettato in pagamento perché potrebbe essere stato rubato: le banche, infatti, quando accettano un assegno sono tenute a tagliarne lo spigolo superiore sinistro. Si può bloccare un assegno perché si cambia idea? Assolutamente no se è formalmente corretto, la banca deve pagarlo per forza (rapporto cartolare autonomo da quello fondamentale) l'unica possibilità che c'è è quello di bloccarlo se sono scaduti i termini per l'incasso dandone ordine alla banca.
Un consiglio: cercate di privilegiare i bonifici agli assegni, sono facilmente imputabili ai soggetti beneficiari
I requisiti di validità dell'assegno sono stabiliti dal Regio Decreto 21 dicembre 1933, n. 1736. La banca trattaria di un assegno di conto corrente, ai sensi dell'art. 6, comma 1 r.d. 21 dicembre 1933 n. 1736, è tenuta, al momento del versamento, esclusivamente alla verifica della regolarità formale del titolo e al controllo della legittimazione cartolare del portatore non potendo eccepire altri motivi per rifiutare il pagamento.
Cassazione civile sez. 3, sentenza n. 1699 del 27 gennaio 2010
C'è un termine per incassarlo? Qual'è il termine per far protestare un assegno? 8 giorni (se è pagabile nello stesso Comune; cd. “assegno su piazza”), 15 giorni (se pagabile in un Comune diverso “assegno fuori piazza”), 20 giorni (se è pagabile in un Paese diverso dello stesso continente di emissione), 60 giorni (se Paese di altro continente). LUOGO DI EMISSIONE
TERMINE PER L'INCASSO E QUINDI PER PROTESTARLO
Pagabile nello stesso Comune (SU PIAZZA)
8 giorni dalla data di emissione
Pagabile in altro Comune (FUORI PIAZZA)
15 giorni dalla data di emissione
Pagabile nello stesso continente
20 giorni dalla data di emissione
Pagabile in altro continente
60 giorni dalla data di emissione
La scadenza del termine non impedisce la presentazione dell'assegno al pagamento.Tuttavia, l'art. 35 Legge Assegno (Regio Decreto 21 dicembre 1933, n. 1736) attribuisce al traente (colui che ha emesso l'assegno) di disporre la revoca dell'ordine di pagamento dopo la scadenza del termine di presentazione; prima della scadenza, invece, la banca è libera di pagare o meno, restando esonerata da qualsiasi responsabilità nei confronti sia del traente che del portatore del titolo. Un assegno è pagabile anche dopo mesi dalla sua emissione, salvo che la Banca debba necessariamente chiedere il permesso a chi lo emise tempo addietro. La clausola di non trasferibilità degli assegni obbligatoria da 1000 euro in sù
Dal 6 dicembre 2011 il D.L. 6 dicembre 2011 n. 201 ha abbassato da 2.500 a 1.000 euro la "soglia antiriciclaggio" in materia di limitazioni all'uso di contanti e titoli al portatore. Pertanto, dal 6 dicembre 2011 è fissato a 999,99 euro il limite massimo consentito per emettere assegni liberi. E’ possibile richiedere per iscritto il rilascio di moduli di assegni utilizzabili senza clausola
“non trasferibile” esclusivamente per importi inferiori a 1.000 euro, ma bisogna corrispondere – a titolo di imposta di bollo – la somma di euro 1,50 per ciascun modulo di assegno bancario.
Queste norme di polizia tributaria sono state una delle concause fondamentali della crisi in cui in nostro paese versa in questi anni, prima gli assegni libero venivano girati e quindi il denaro circolava oggi purtroppo si è bloccato tutto, grazie ai nostri bravissimi e competenti politici.
A cosa serve l'assegno sbarrato? Per maggiore sicurezza il traente può tracciare due righe parallele sulla faccia anteriore dell'assegno. In questo caso la banca trattaria potrà pagarlo soltanto ad un'altra banca presso la quale è stato versato per l'incasso oppure a un proprio cliente conosciuto al quale il prenditore lo ha affidato. Se tra le due righe parallele è indicata una banca, la banca trattaria dovrà pagarlo solo a quella banca. A cosa serve la clausola assegno da accreditare? Quando in un assegno figura questa clausola, esso non può essere pagato in contante, ma solamente accreditato sul conto del prenditore. Cosa fare in caso di smarrimento o furto di un assegni propri?
Quando ci si accorge del furto o dello smarrimento di un assegno o dell'intero blocchetto bisogna avvisare nel modo più celere possibile la banca, fornendo l'intestazione, il numero del conto e, se conosciuta, la numerazione degli assegni che si chiederà siano bloccati. Questo primo blocco sarà di tipo generico, nella attesa di un ordine scritto. Solo con questo la banca potrà, infatti, bloccare anche il pagamento di un assegno compilato regolarmente.
Bisogna presentare regolare denuncia presso gli Organi di Polizia. Copia della denuncia deve essere consegnata in banca formulando una circostanziata e precisa richiesta di blocco di assegni. In questo modo, il blocco che prima era generico, diventa tassativo e gli assegni elencati, e solo quelli, non saranno pagati per nessun motivo. Attenzione: se prima del blocco l'assegno è presentato in banca per l'incasso, questa non può esimersi dal pagarlo.
In questo caso il correntista o il beneficiario dell'assegno possono avviare (e devono farlo con la massima tempestività) la procedura di ammortamento, consistente in un ricorso in Pretura o in Tribunale per ottenere il rimborso dell'assegno rubato o smarrito già incassato da terzi. Cosa fare in caso di smarrimento o furto di assegni di terzi?
Se ci è stato dato un assegno in pagamento di un nostro credito e lo smarriamo o ci viene rubato, dobbiamo prima di tutto rintracciare chi ci ha dato l'assegno e chiedergli di bloccarlo per iscritto presso la sua banca. Se l'assegno è stato girato una o più volte, bisognerà risalire al primo firmatario.
Si farà quindi immediata denuncia alle autorità di Pubblica Sicurezza consegnandone copia alla banca trattaria.
Affinché la denuncia sia immediatamente efficace, bisogna essere in grado di fornire tutti i dati necessari ad identificare l'assegno, dati che è buona norma trascrivere su un taccuino non appena lo stesso ci viene consegnato o, meglio ancora, conservandone una fotocopia. Cosa fare per ottenere il rimborso di un assegno smarrito o rubato?
Per ottenere il rimborso di un assegno a nostro favore andato smarrito o rubato si potrà agire mediante lettera di manleva o con procedura di ammortamento.
A cosa serve la lettera di manleva? È una dichiarazione con la quale si garantisce al debitore che l'assegno è andato veramente distrutto, smarrito ecc. e che, nel caso venisse successivamente recuperato, ci si impegna a restituirlo o a rifonderne l'importo. E' chiaro che tali intese presuppongono un rapporto fiduciario; se il debitore l'accetta ci consegnerà un nuovo assegno, diversamente sarà necessario eseguire una pratica di ammortamento. A cosa serve la procedura di ammortamento?
In seguito alla denuncia di distruzione, smarrimento, ecc. presentata agli Organi di Polizia, il giudice, verificata la presenza di tutti i dati essenziali dell'assegno (numero, data, importo, beneficiario), emette un decreto in base al quale, trascorso un periodo di 90 giorni, l'assegno denunciato viene dichiarato "nullo" e il debitore dovrà rimborsare l'importo del titolo.
Posso emettere assegni a me medesimo? Sicuramente, però gli assegni tratti all’ordine del traente (m.m., a me stesso, mio proprio o altre locuzioni equivalenti) possono essere girati unicamente per l’incasso ad una banca o a Poste Italiane e quindi li può incassare solo il traente senza possibilità di girarli ad altri.
L’assegno tratto all’ordine del traente (m.m., a me stesso, mio proprio o altre locuzioni equivalenti) può essere di importo pari o superiore a 1.000 € purché rechi la clausola di non trasferibilità.
Che cos'è una cambiale: La cambiale è una promessa di pagamento di un soggetto (debitore) a favore di un'altro (beneficiario, creditore)
Che cos'è una Tratta: E' di fatti una cambiale ma non è una promessa di pagamento, ma un ordine di pagamento del creditore rivolto a un soggetto (debitore) a favore di un terzo (beneficiario, terzo). Ad esempio Tizio deve avere i soldi da Caio, ma Tizio deve a sua volta dei soldi a sempronio, Tizio emette una tratta, accettata da Caio di pagare a Sempronio
Cosa succede se l'assegno è scoperto? Chi ha emesso un assegno senza copertura, deve riconoscere al beneficiario dell’assegno, oltre l’importo, anche
una penale pari al 10% del valore del titolo. Tale penale è dovuta anche in caso di assegno non pagato in prima presentazione, e poi coperto in seconda presentazione. Se poi non si provvede al pagamento si procede al protesto. L’Art. 9 della Legge 15 dicembre 1990, n. 386 prevede infatti che in caso di mancato pagamento, in tutto o in parte di provvista, la banca iscrive il nominativo del debitore (traente) nell’Archivio degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento irregolari (CAI).L’iscrizione è infatti effettuata quando è decorso il termine di 60 giorni (Art. 8 Legge 15 dicembre 1990, n. 386 ) senza che il debitore (traente) abbia fornito la prova dell’avvenuto pagamento (la banca – trattaria – è comunque tenuta a dare avviso al debitore del fatto che scaduto il termine di 60 giorni dalla data di presentazione del titolo, senza che abbia fornito la prova dell’avvenuto pagamento, il suo nominativo sarà iscritto nell’archivio e che dalla stessa data gli sarà revocata ogni autorizzazione ad emettere assegni). Nel caso in cui il pagamento avvenga successivamente alla data di prima presentazione di un assegno, la Banca dovrà osservare i seguenti comportamenti: se sul conto corrente sono stati versati fondi sufficienti per il pagamento tardivo dell'importo facciale dell'assegno più i previsti oneri accessori
(10% dell'importo non pagato, interessi ed eventuali spese), la Banca, solo su specifica disposizione del correntista in merito al pagamento di detti oneri, provvede ad addebitare il conto e a riconoscere l'importo totale alla Banca negoziatrice in favore del presentatore, estinguendo quindi l'assegno ed ogni altra obbligazione in capo al traente. Se sul conto corrente vi sono fondi sufficienti per il solo pagamento dell'importo facciale dell'assegno, oppure, in difetto di specifica disposizione del correntista in merito al pagamento degli oneri accessori, la Banca provvede ad addebitare il conto ed a riconoscere l'importo facciale alla Banca negoziatrice in favore del beneficiario, restituendo nel contempo l'assegno alla negoziatrice stessa con l'annotazione attestante il mancato pagamento degli oneri accessori. La banca procede altresì all'invio a chi ha emesso l'assegno del preavviso di
revoca autorizzazione ad emettere assegni per 6 mesi, come previsto dalla legge. Cosa succede se si viene protestati? C'è la riabilitazione Protesti
Non tutti sanno, che l'art. 17 della legge 108/96, da la possibilità a chi ha avuto un protesto di riabilitarsi dopo un anno (non dopo 5, ma a condizione che il debito sia stato saldato).
3. che sia trascorso più di un anno dalla data di levata del protesto.
La miglior cosa e' farsi assistere da un professionista (commercialista o avvocato), ma si può anche procedere autonomamente.
In tal caso bisogna rivolgersi
Al Tribunale della propria zona, sezione Volontaria Giurisdizione e alla Camera di Commercio.
3. Dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta' in cui si dichiara che a partire dalla data del certificato protesti fino a quella di presentazione non ha subito altri protesti. 4. Istanza al Presidente della CCIAA
5. titoli protestati con relative quietanze liberatorie
Riferimenti normativi: Art. 17 della legge 108/96 - art. 4 legge 12/2/55 n.77 e succ.mod. - art. 2 legge 18/8/2000 n. 235 -
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istanza indirizzata al Presidente del Tribunale tendente ad ottenere la riabilitazione; il ricorrente deve qualificarsi compiutamente nel ricorso, indicando cognome, nome, luogo e data di nascita, residenza attuale, recapito telefonico.
visura aggiornata dei protesti da produrre in Camera di commercio
Se la riabilitazione è richiesta
per una società il ricorso deve essere presentato dal legale rappresentante con indicazione della carica sociale che gli conferisce tale potere (es. amministratore unico, socio amministratore ecc.); deve essere prodotta la visura dei protesti sia del ricorrente che della società.
Si deve indicare la ragione o denominazione sociale completa e non abbreviata Nel caso nella visura risultino
omonimie (protesti levati a carico di una persona con lo stesso nome e cognome, ma diversa dal richiedente), deve essere prodotto un certificato di residenza storico, che sarà confrontato con i dati risultanti dalla visura per escludere protesti non pertinenti.
Se avete smarrito il titolo protestato:
E' sufficiente - la produzione della
fotocopia dei titoli protestati e dell’atto di protesto (da reperire in banca o presso il notaio che ha elevato il protesto),
solo per gli assegni, certificato originale (non fotocopia) della banca che attesta l’avvenuta effettuazione del deposito vincolato al portatore dell’assegno (che deve essere specificatamente indicato: assegno numero…, tratto sulla banca…, protestato in data…, dell’importo di…)