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Timestamp: 2018-03-21 14:59:21+00:00
Document Index: 87379646

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 17', 'art. 11', 'art. 19', 'art. 15', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 11']

D.M. 15 gennaio 2014 il Ministero del Lavoro nuovo Codice di comportamento ad uso degli Ispettori del lavoro in servizio presso INL, INPS e INAIL | ILA - Ispettori del Lavoro Associati
D.M. 15 gennaio 2014 il Ministero del Lavoro nuovo Codice di comportamento ad uso degli Ispettori del lavoro in servizio presso INL, INPS e INAIL
Inviato da redazione il Mar, 06/03/2018 - 12:26
ritenendo di fare cosa gradita nei confronti degli associati e non, lo Staff ILA segnala il D.M. 15 gennaio 2014 il Ministero del Lavoro nuovo Codice di comportamento ad uso degli Ispettori del lavoro in servizio presso INL, INPS e INAIL<
D.M. 15 gennaio 2014 il Ministero del Lavoro nuovo Codice di comportamento ad uso degli Ispettori del lavoro in servizio presso INL, INPS e INAIL<
b) per “personale ispettivo” si intende il personale inquadrato nei ruoli ispettivi dell’Amministrazione nonché i militari dell’Arma dei Carabinieri cui, ai sensi dell’art. 3 del D.M. 31 luglio 1997, sono attribuiti i poteri di vigilanza necessari all’espletamento dei compiti di controllo e verifica in materia di lavoro. Detto personale è dotato di apposita tessera di riconoscimento che deve essere restituita al momento della sospensione o cessazione per qualsiasi motivo dalle funzioni ispettive;
e) per “verbale unico” si intende il verbale di accertamento e notificazione che, ai sensi dell’art. 13, comma 4, del D.Lgs. n. 124/2004, è rilasciato ai fini della ammissione alla procedura di regolarizzazione di cui ai commi 2 e 3 del medesimo art. 13, nonché della contestazione delle violazioni amministrative di cui all’art. 14 della L. n. 689/1981, alla conclusione degli accertamenti ispettivi;
f) per “vigilanza a vista”, si intende l’attività di vigilanza programmata limitatamente al settore di attività e/o ad un determinato ambito territoriale;
g) per “accesso breve”, si intende l’accesso ispettivo programmato per l’accertamento dell’eventuale impiego di lavoratori “in nero”.
1. I principi di comportamento dettati nel presente Codice integrano i doveri minimi di diligenza, lealtà, imparzialità e buona condotta già contenuti nel Codice di comportamento dei dipendenti pubblici di cui al D.P.R. del 16 aprile 2013 n. 62.
1. Il personale addetto, al fine di agevolare i successivi accertamenti sui fatti oggetto della segnalazione, fa in modo che le richieste di intervento siano circostanziate, con dettagliata descrizione degli elementi che ne costituiscono il fondamento attraverso l’indicazione di eventuali testi e documenti .
2. Il personale addetto informa il lavoratore denunciante della possibilità di definire la controversia in sede di conciliazione monocratica, secondo le indicazioni fornite dall’Amministrazione.
3. Le indicazioni del programma sono da considerarsi formale disposizione nonché, fatte salve le esigenze di coordinamento, atto di assoluta riservatezza.
1. In rapporto alla tipologia di intervento da effettuare, l’indagine ispettiva deve essere preceduta da una fase preparatoria a cura del personale ispettivo e/o del personale amministrativo, diretta a raccogliere tutte le informazioni e la documentazione inerenti al soggetto da sottoporre a controllo, avvalendosi a tale scopo delle banche dati realizzate anche in attuazione di specifici protocolli di intesa. In particolare, sussiste per il personale ispettivo l’obbligo di acquisire, antecedentemente al primo accesso, ogni informazione relativa all’organigramma aziendale, alla forza lavoro denunciata, alla situazione contributiva e assicurativa, mediante la consultazione, ad esempio, dei dati presenti su:
Registro delle Imprese, sistema Comunicazioni Obbligatorie on-line e Cassetto Previdenziale.
2. In linea generale e fatte salve le specifiche esigenze collegate alla vigilanza a vista ed agli accessi brevi, gli elementi necessari per l’avvio dell’indagine riguardano:
c) il “comportamento contributivo”, comprensivo delle informazioni relative alla regolarità contributiva e assicurativa e alle eventuali procedure di riscossione coattiva in corso;
e) ogni ulteriore informazione messa a disposizione dall’Amministrazione funzionale all’accertamento ispettivo.
3. Sulla base delle intese assunte a livello locale il responsabile della programmazione as-sume contatti con la Consigliera di parità per la verifica dei casi da quest’ultima segnalati e per individuare eventuali ulteriori profili di discriminazione di genere.
1. Nel dare inizio alla sua attività, il personale ispettivo ha l’accortezza, anzitutto, di conferire con il datore di lavoro o chi ne fa le veci, qualora ciò sia compatibile con le finalità dell’accertamento ispettivo.
3. Il personale ispettivo informa il soggetto ispezionato della facoltà di farsi assistere, nel corso dell’accertamento, da un professionista abilitato ai sensi dell’art. 1 della L. n. 12/1979 affinché presenzi alle attività di controllo e verifica, fatto salvo quanto previsto dall’art. 12 comma 6. L’assenza di tale professionista non è comunque ostativa alla prosecuzione dell’attività ispettiva, né inficia la sua validità.
4. Il personale ispettivo verifica, nel caso in cui il soggetto ispezionato si avvalga di consulenza esterna, che il professionista sia in possesso di abilitazione, annotando gli estremi di iscrizione al relativo albo. Eventuali collaboratori dei professionisti abilitati devono essere muniti di apposita delega.
1. Gli accertamenti ispettivi consistono, di norma, nell’identificazione delle persone presenti, nell’acquisizione delle dichiarazioni, nell’esame della documentazione aziendale eventualmente presente, nella descrizione delle lavorazioni svolte, anche in relazione alla valutazione del rischio assicurato e alla situazione della sicurezza sul lavoro.
3. Nel caso in cui il personale ispettivo, all’atto del primo accesso, non accerti difformità tra la situazione aziendale rilevata dalla consultazione anticipata delle banche dati di cui all’art. 5 e quella constatata in sede ispettiva, non ravvisandosi alcun elemento indiziario di irregolarità, la verifica ispettiva potrà essere conclusa immediatamente senza dare ulteriore corso all’accertamento.
1. Il personale ispettivo può chiedere al datore di lavoro di esibire la documentazione non verificabile direttamente d’ufficio, fatto salvo quanto previsto dall’art. 4, comma 7, della L. n. 628/1961.
2. L’esame della documentazione viene effettuato presso la sede del soggetto ispezionato ovvero, ove funzionale alle esigenze dell’accertamento, presso gli studi dei professionisti abilitati o presso l’ufficio di appartenenza del personale ispettivo procedente, secondo le disposizioni impartite dall’Amministrazione.
3. Ferma restando la verifica di tutta la documentazione utile ad un esame obiettivo della situazione aziendale e dei fatti oggetti di accertamento, ai fini dell’irrogazione di eventuali provvedimenti sanzionatori il personale ispettivo acquisisce esclusivamente la documentazione utile a comprovare le violazioni accertate, anche al fine del successivo confronto con eventuali memorie difensive in sede di contenzioso amministrativo e/o giurisdizionale.
1. Le dichiarazioni rese dai lavoratori devono essere acquisite di norma durante il primo accesso. Ove necessario, il personale ispettivo, al fine di arricchire di ulteriori elementi co-noscitivi la vigilanza in corso, raccoglie le dichiarazioni dalle Rappresentanze Sindacali A-ziendali (RSA), dalle Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU), dal Comitato Pari Opportunità (CPO), ove costituito, dal Consigliere di parità e, nel campo della vigilanza tecnica, dalle Rappresentanze dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS).
2. Il personale ispettivo valuta l'opportunità di acquisire le dichiarazioni dei lavoratori anche al di fuori del posto di lavoro, nonché di acquisire dichiarazioni utili all’accertamento anche da parte di altri soggetti.
3. In relazione alla tipologia dell'azienda, l'acquisizione delle dichiarazioni può essere effet-tuata da più unità ispettive, mentre il prosieguo e la definizione dell'accertamento può essere demandato anche ad una sola unità ispettiva. Tale circostanza deve risultare dal verbale unico.
4. Le dichiarazioni dei lavoratori vengono acquisite dai singoli soggetti ai quali vanno rivolte domande chiare e comprensibili, tali da non dar luogo a dubbi interpretativi.
5. Eventuali rifiuti a fornire informazioni o a sottoscrivere dichiarazioni vanno riportati nel verbale di acquisizione di dichiarazione indicando le relative motivazioni.
8. Le dichiarazioni acquisite in sede ispettiva vanno riscontrate con elementi oggettivi ri-sultanti dalla documentazione esaminata o da altre dichiarazioni rese da lavoratori o da terzi.
9. Nessuna copia delle dichiarazioni deve essere rilasciata al lavoratore e/o al soggetto ispezionato in sede di ispezione e sino alla conclusione degli accertamenti. In caso di ri-chiesta il personale ispettivo informa il richiedente che l’eventuale accesso alle dichiarazioni può essere richiesto all’Amministrazione.
1. Qualora non sia possibile definire l’accertamento sulla base della documentazione già prodotta in ottemperanza al verbale di primo accesso e pertanto siano necessarie ulteriori indagini, il personale ispettivo rilascia un verbale interlocutorio contenente la richiesta motivata di documenti ed informazioni, nonché l’espressa menzione che gli accertamenti sono ancora in corso.
VERBALE UNICO E COMUNICAZIONE DI REGOLARE DEFINIZIONE DEGLI ACCERTAMENTI
2. In ogni caso, le conclusioni del verbale unico alle quali è pervenuto il personale ispettivo devono essere adeguatamente motivate, anche al fine di prevenire il contenzioso amministrativo e/o giurisdizionale.
3. Ove alla definizione degli accertamenti non faccia seguito alcun provvedimento sanzionatorio, il personale ispettivo informa il soggetto ispezionato mediante specifica comunicazione di regolare definizione degli accertamenti.
1. Esclusivamente in caso di mancato pagamento di alcune o di tutte le sanzioni contestate, il personale ispettivo è tenuto a redigere il rapporto al direttore ai sensi dell’art. 17 della L. n. 689/1981.
2. In tale rapporto, verificata la ritualità della notifica del verbale di accertamento, vanno indicati, con chiarezza e dettagliatamente, tutti gli elementi di prova ritenuti rilevanti ai fini della contestazione della sanzione (documentazione aziendale, dichiarazioni dei lavoratori, documentazione fotografica o cinematografica, ecc.).
3. Il rapporto deve, inoltre, contenere apposite osservazioni necessarie per valutare la gradualità della sanzione in sede di emissione dell’ordinanza ingiunzione ai fini dell’applicazione dell’art. 11 della L. n. 689/1981 (gravità della violazione, opera svolta dall’agente per eliminare o attenuare le conseguenze della violazione, personalità dell’autore della violazione, condizioni economiche dell’agente).
1. Il personale ispettivo trasmette tempestivamente il verbale unico all’ufficio di competenza della propria Amministrazione affinché questa provveda ad inoltrarlo alle altre Amministrazioni per l’adozione dei provvedimenti di competenza.
1. In caso di rilevazione di illeciti penali il personale ispettivo fornisce in maniera compiuta alla Procura della Repubblica, corredando la relativa denuncia con ogni documentazione costituente fonte di prova del reato, secondo le modalità disciplinate dal codice di procedura penale,salva l’adozione, nelle ipotesi previste, della prescrizione obbligatoria come disciplinata dagli art. 19 e ss. del D.Lgs. n. 758/1994 e dall’art. 15 del D.Lgs. n. 124/2004.
2. Il personale ispettivo si attiene all'obbligo di astensione in tutte le ipotesi di cui all’art. 7 del D.P.R. n. 62/2013, trasmettendo all’ufficio di appartenenza un’apposita dichiarazione di incompatibilità.
3. L’obbligo di astensione trova applicazione anche nel caso in cui le condizioni di cui all’art. 7 del D,P.R. n. 62/2013 sussistano in capo al professionista che assiste il soggetto ispezionato.
1. Il personale ispettivo si riconosce nei valori e nelle strategie dell’Amministrazione e fina-lizza il suo operato alla realizzazione degli obiettivi di tutela sociale e del lavoro, di contrasto al lavoro sommerso e irregolare e di lotta all’evasione contributiva e all’elusione contributiva, utilizzando a tal fine l’autonomia operativa riconosciuta dall’Amministrazione, curando il proprio aggiornamento professionale e partecipando alle iniziative formative organizzate dalla stessa.
1. Il personale ispettivo è tenuto ad utilizzare il materiale e le attrezzature di cui dispone per ragioni di ufficio, secondo le indizioni fornite dall’Amministrazione e in osservanza dei doveri di cui all’ all’art. 11, comma 3, del D.P.R. n. 62/2013.
1. Il personale ispettivo si astiene da rapporti con gli organi di informazione, se non pre-ventivamente autorizzati dall’Amministrazione.
‹ D.D. n. 123 del 29 dicembre 2017 - Tabella decreto per la determinazione del costo del lavoro per il personale dipendente da imprese che svolgono attività di call center su DECRETO 17 ottobre 2017, n. 206 Regolamento recante modalità per lo svolgimento delle visite fiscali e per l'accertamento delle assenze dal servizio per malattia, nonché l'individuazione delle fasce orarie di reperibilità, ai sensi del D. Lgs. n. 165/2001 ›