Source: http://www.destinazionelavoro.info/costituzione.html
Timestamp: 2019-04-23 16:00:37+00:00
Document Index: 151539402

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 35', 'art. 36', 'art. 37', 'art. 38', 'art. 39', 'art. 46']

Lavoro nella Costituzione - Destinazione futuro
"L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro"; è quanto afferma il primo comma dell'art.1 della Costituzione italiana.
Sono però diversi gli articoli che tutelano il lavoro e i lavoratori sia in abito italiano che europeo; ecco rispettivamente quanto affermano le due costituzioni.
Alla persona che presta il lavoro la Repubblica italiana riconosce e garantisce diritti inviolabili, anche e soprattutto nella dimensione lavorativa (art. 2 Cost.). Il lavoro è considerato valore fondativo della Repubblica (art. 1 Cost.), nonché status attraverso il quale si realizza la partecipazione all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese (art. 3, co. 2 Cost.). La carta costituzionale riconosce inoltre nel lavoro un «diritto», da un lato, e un «dovere», dall'altro; la Repubblica si impegna, infatti, a promuovere le condizioni di effettività del «diritto al lavoro», che riconosce a tutti i cittadini (art. 4, co. 1, Cost.), ma al contempo, cristallizza il lavoro come un «dovere», di scegliere e svolgere un'attività o una funzione, concorrendo così al progresso materiale e spirituale della società secondo le proprie possibilità (art. 4, 2° co, Cost.). L'art. 35 attribuisce alla Repubblica il compito di tutelare il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni, di curare la formazione e l'elevazione professionale dei lavoratori, di promuovere gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro. L'art. 36 stabilisce una norma di importanza fondamentale nella disciplina lavoristica in genere, fissando i principi di sufficienza e proporzionalità della retribuzione, e riconosce altresì al lavoratore il diritto irrinunciabile al riposo settimanale e alle ferie annuali retribuite. L'art. 37 accorda alle lavoratrici gli stessi diritti dei lavoratori dell'altro sesso sottolineando anche l'esigenza di far sì che possano attendere alle funzioni famigliari, di mogli e di madri e rinvia alla legge la fissazione dell'età minima per il lavoro salariato, nonché il compito di tutelare «il lavoro dei minori con speciali norme e garantire ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione». L'art. 38 concerne gli istituti e i diritti all'assistenza e alla previdenza dei cittadini inabili al lavoro e sprovvisti di mezzi e in particolare dei lavoratori colpiti da eventi che fanno cessare la possibilità di svolgere attività retribuita. Di importanza particolare in materia lavoristica e ancor più sindacale, sono gli art. 39 e 40, che fissano i principi della libertà sindacale e del diritto allo sciopero. La disposizione sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione delle aziende (art. 46) è di fatto rimasta sulla carta, non essendo state mai emanate le leggi che avrebbero dovuto stabilire «i modi» e «i limiti» di tale partecipazione, fatta eccezione per alcuni diritti sindacali in materia di informazione e consultazione (per es. per il trasferimento di azienda e per il licenziamento collettivo), riconosciuti però ai sindacati e non ai lavoratori (come prescrive la norma costituzionale).
Coordinamento delle politiche economiche e occupazionali:
Gli Stati membri coordinano le loro politiche economiche nell'ambito dell'Unione. A tal fine il Consiglio dei ministri adotta delle misure, in particolare gli indirizzi di massima per dette politiche.
L'Unione prende misure per assicurare il coordinamento delle politiche occupazionali degli Stati membri, in particolare definendo gli orientamenti per dette politiche.
L'Unione può prendere iniziative per assicurare il coordinamento delle politiche sociali degli Stati membri.
I principi sanciti dalla Carta Europea dei Diritti dei Lavoratori:
L'occupazione e le retribuzioni.
Il miglioramento delle condizioni di lavoro.
La libertà d'associazione e di contrattazione collettiva.
La parità di trattamento tra uomini e donne.
L'informazione, la consultazione e la partecipazione dei lavoratori.
La protezione della sicurezza sul luogo del lavoro.
L'Unione Europea fornisce finanziamenti per un'ampia gamma di progetti e programmi in diversi settori:
Questi fondi sono gestiti seguendo norme rigorose per assicurare che il loro utilizzo sia sottoposto a uno stretto controllo e che siano spesi in modo trasparente e responsabile.
In ultima istanza, la responsabilità politica per il corretto utilizzo dei finanziamenti dell'UE ricade sul collegio dei 28 commissari europei. Tuttavia, poiché la maggior parte dei finanziamenti è gestita nei paesi beneficiari, spetta ai governi nazionali effettuare controlli e audit annuali. Oltre il 76% del bilancio dell'UE è gestito in collaborazione con le amministrazioni nazionali e regionali con un sistema di "gestione concorrente", essenzialmente mediante cinque grandi fondi - i Fondi strutturali e d'investimento che complessivamente, contribuiscono a mettere in atto la strategia Europea 2020. Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) è sviluppo regionale e urbano Fondo sociale europeo (FES) è inclusione sociale e buon governo Fondo di coesione (FC) è convergenza economica delle regioni meno sviluppate Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP). Altri fondi sono gestiti direttamente dall'Unione europea.
I finanziamenti sono erogati sotto forma di sovvenzioni destinate a progetti specifici collegati alle politiche dell'UE, di solito a seguito di un "invito a presentare proposte" Una parte dei finanziamenti proviene dall'UE, un'altra da fonti diverse, appalti conclusi dalle istituzioni europee per acquistare servizi, beni o opere necessari per le loro attività, per es. studi, corsi di formazione, organizzazione di conferenze o attrezzature informatiche. Gli appalti sono aggiudicati mediante bandi di gara. I vincitori degli appalti e i beneficiari di sovvenzioni o di aiuti allo sviluppo stanziati per i paesi extra UE sono pubblicati online.