Source: https://likenewscalabria.com/cronaca/operazione-galassiaa-reggio-calabria-dalle-scommesse-online-alle-bische-clandestine-altri-2-arresti/
Timestamp: 2019-03-25 04:08:45+00:00
Document Index: 132524764

Matched Legal Cases: ['art. 416', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 640', 'art. 648', 'art. 416']

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Operazione “Galassia”a Reggio Calabria: dalle scommesse online alle bische clandestine, altri 2 arresti
REGGIO CALABRIA – Su richiesta della Procura della Repubblica guidata dal Procuratore Capo Giovanni Bombardieri, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Reggio Calabria ha emesso complessive 20 ordinanze di custodia cautelare in carcere, disponendo – oltre che la conferma dei 18 fermi eseguiti il 14 novembre u.s., tutti tramutati in ordinanze di custodia cautelare in carcere – anche la massima misura restrittiva nei confronti di Carmelo Consolato Murina, 54enne, e Giuseppe Pensabene, 42enne, allo stato già ristretti per altra causa, responsabili, unitamente ai principali indagati, dei delitti di associazione per delinquere di tipo mafioso, e di associazione per delinquere semplice, aggravata dai metodi mafiosi di cui all’art. 416 bis 1 c.p..
In particolare, Carmelo Consolato Murina e Giuseppe Pensabene:
si associavano, unitamente, tra gli altri, a Danilo Bruno Iannì, Domenico Tegano, Santo Furfaro, Francesco Sergi, Rocco Alampi e Francesco Franco, allo scopo di commettere una pluralità di delitti connessi al governo d’imprese – di fatto attive in Italia, ma con sede legale in Austria e Malta – operanti nella gestione e raccolta fisica sul territorio dello Stato di puntate su giochi e scommesse, in assenza delle concessioni ed autorizzazioni prescritte dalla legge, in violazione delle norme fiscali e di quelle anti-riciclaggio. In tal modo, consumavano reiterati reati di esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse (art. 4 L. n. 401/89), omessa dichiarazione dei redditi ed IVA (art. 5 D.L. n. 74/2000), truffa aggravata ai danni dello Stato (art. 640 co. 2 n. 1 c.p., in relazione alla mancata corresponsione all’Erario della tassa prescritta per l’esercizio delle attività di giochi e scommesse), riciclaggio, auto-riciclaggio e reimpiego dei proventi di delitto (art. 648 bis, 648 ter e 648 ter 1 c.p.), concorrenza sleale (513 bis c.p.);
per Carmelo Consolato Murina, quello di aver assunto ruoli dirigenziali organizzativi di secondo livello, rispetto a quello svolto da Iannì Danilo Bruno, occupandosi della gestione e del coordinamento di plurimi punti commerciali che effettuavano abusivamente l’offerta dei citati servizi illeciti di giochi e scommesse, agevolando l’espansione commerciale sul territorio dei prodotti offerti dall’associazione, grazie alla loro partecipazione alla ‘ndrangheta ovvero grazie all’evocazione delle relazioni con esponenti della stessa organizzazione criminale ed al conseguente assoggettamento che ne derivava;
per Giuseppe Pensabene, quale dirigente organizzatore, collaborando con Sergi Francesco e Iannì Danilo Bruno nello sviluppo delle attività delittuose nel settore dei giochi e scommesse on-line, selezionando i soggetti da inserire nell’associazione in funzione della loro contiguità criminale, agevolando l’infiltrazione nel settore della cosca Tegano, collaborando con Iannì Danilo Bruno nella movimentazione – anche in termini di auto-riciclaggio e tramite operazioni di cd. cheap-dumping attraverso le quali generare movimentazioni economiche, apparentemente giustificate dagli esiti di puntate su giochi e scommesse – dei flussi generati dalla raccolta illecita di puntate su giochi e scommesse e, a tale fine, ove necessario, metteva a disposizione delle associazioni criminali carte clonate, prodotte dalla distinta associazione criminale, operativa tra la Romania e l’Italia, a cui pure partecipava, in un più ampio contesto di solidarietà, funzionale a tutelare gli interessi della cosca Tegano e l’infiltrazione di quest’ultima in attività economiche operative in Romania.
Il Pensabene, inoltre, unitamente a Danilo Bruno Iannì, Francesco Franco , e Carmelo Caminiti, è stato ritenuto responsabile del delitto di cui all’art. 416 bis c. 1, 3, 4, 5, 6, 8 c.p., per avere stabilmente fatto parte, unitamente ad altre persone, della struttura organizzativa visibile dell’associazione di tipo mafioso ed armata denominata ‘ndrangheta, presente ed operante sul territorio nazionale e all’estero, costituita da numerosi locali, articolata in tre mandamenti, con organo di vertice collegiale denominato “Provincia”, in più stringente connessione operativa con l’articolazione territoriale denominata cosca “Tegano” di Archi, in prevalenza operante nel Comune di Reggio Calabria e nelle aree limitrofe, avvalendosi della forza di intimidazione scaturente dal vincolo associativo e delle conseguenti condizioni di assoggettamento e di omertà nel citato territorio, per:
I soggetti nei cui confronti è stata eseguita la misura cautelare personale sono:
Domenico Tegano (cl 92), Bruno Danilo Natale Iannì (cl 92), Domenico Aricò (cl 68), Carmelo Caminiti (cl 61), Francesco Franco (cl 92), Santo Furfaro (cl 66), Francesco Sergi (cl 78), Antonio Zungri (71), David Laruffa (cl 73), Giuseppe Abbadessa (73), Gabriele Caliò (79), Danilo Sestito (cl 81), Paolo Carlo Tavarelli (cl 70), Paolo Sipone (cl 65), Giuseppe Decandia (cl 75), Davide Schembri (cl 74), Carmelo Consolato Murina (cl 64) e Giuseppe Pensabene (cl 76).
In esecuzione di apposito provvedimento di sequestro, inoltre, sono state rinvenute e sottoposte a sequestro:
17 imprese operanti sul territorio nazionale;
23 imprese estere;
33 siti di scommesse on-line;
24 immobili, numerosi automezzi, conti correnti italiani e esteri, nonché di innumerevoli quote societarie di imprese nazionali ed estere, per un valore di oltre 723 milioni di euro.
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