Source: http://docplayer.it/2430852-Uffici-la-nuova-normativa-di-prevenzione-incendi-d-m-22-02-2006.html
Timestamp: 2017-04-27 13:44:40+00:00
Document Index: 61992737

Matched Legal Cases: ['art 1', 'art 3', 'art 2', 'art 5', 'art 5', 'art 4', 'art. 63', 'art.9', 'art. 8', 'art. 8', 'art.10', 'art.10', 'art. 7', 'art. 7', 'arte 563', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 9']

UFFICI: LA NUOVA NORMATIVA DI PREVENZIONE INCENDI (D.M. 22/02/2006) - PDF
Download "UFFICI: LA NUOVA NORMATIVA DI PREVENZIONE INCENDI (D.M. 22/02/2006)"
1 UFFICI: LA NUOVA NORMATIVA DI PREVENZIONE INCENDI (DM 22/02/2006) Michele Messina Consulente di sicurezza Vice Presidente AIPROS Nell ultimo decennio, in epoca postindustriale, il settore dei servizi ha subito un enorme sviluppo e si caratterizza sempre più in attività svolte all interno di vasti complessi edilizi in cui sono presenti numerosi uffici e grandi masse di persone Non si tratta soltanto di lavoratori, ma anche di utilizzatori dei servizi che ogni giorno, a migliaia, affollano tali luoghi di lavoro2 E quindi molto importante che vengano stabiliti criteri uniformi ed organici in materia di sicurezza antincendio in questo settore di attività, opportunamente graduati in funzione dell estensione e dell affollamento Le attività del terziario che occupano molti lavoratori, definite Aziende e uffici con oltre 500 addetti sono inserite tra le attività soggette al controllo di prevenzione incendi, da parte dei Vigili del Fuoco, al Punto 89 del DM 16/2/1982 del Ministero dell Interno Per tali attività è fatto obbligo ai titolari di richiedere il Certificato di Prevenzione Incendi al locale Comando Provle dei Vigili del Fuoco (Legge 966/65; DPR 37/98 e DM 4/5/98) Il decreto 22/02/06 ha ridefinito in maniera più aderente alla realtà odierna l oggetto (ex art 1) della normativa precedente ed ora si fa riferimento ad Uffici con oltre 25 presenze, pertanto non vengono più considerati soltanto i lavoratori addetti, ma più correttamente, anche le persone esterne che frequentano, per motivi diversi, gli uffici Il campo di applicazione della nuova regola tecnica comprende quindi Le disposizioni di prevenzione incendi riguardanti la progettazione, la costruzione e l'esercizio di edifici e/o locali destinati ad uffici con oltre 25 persone presenti, ad esclusione degli uffici di controllo e gestione diretta annessi o inseriti in reparti di lavorazione e/o deposito di attività industriali e/o artigianali3 Il Titolo I dell'allegato al decreto contiene le principali definizioni e la classificazione degli edifici, in funzione del numero di presenze Le norme contenute nei Titoli II e III, più in generale, si applicano agli edifici e/o locali destinati ad uffici di nuova costruzione, nonché ai locali esistenti in cui si insediano nuovi uffici ed a quelli già adibiti ad uffici ma nei quali sono previsti lavori di ristrutturazione sostanziali (ex art 3(L)-comma 1, lettera d del DPR 380/01 TU Edilizia) In particolare, le norme del Titolo II si applicano agli uffici di nuova costruzione in cui sono previste oltre 500 presenze, mentre al di sotto di tale soglia si applicano le norme contenute nel Titolo III Infine, le norme contenute nel Titolo IV (adeguamento entro 5 anni dall entrata in vigore del decreto) si applicano agli uffici esistenti, non ricompresi nei casi suddetti, soggetti a obbligo di CPI o in possesso di NOP Agli uffici esistenti, soggetti ai controlli di prevenzione incendi, non è richiesto alcun adeguamento qualora: a) siano in possesso di Certificato di Prevenzione Incendi; b) siano stati pianificati, o siano in corso, lavori di modifica, adeguamento, ristrutturazione o ampliamento sulla base di un progetto già approvato dal Comando Provle dei Vigili del fuoco4 Obiettivi (ex art 2): Ai fini della sicurezza antincendio, per garantire l incolumità delle persone e la tutela dei beni, i locali destinati ad uffici devono essere realizzati e gestiti in modo da: a) minimizzare le cause di incendio; b) garantire la stabilità delle strutture portanti al fine di assicurare il soccorso agli occupanti; c) limitare la produzione e la propagazione di un incendio all'interno dei locali; d) limitare la propagazione di un incendio ad edifici e/o locali contigui; e) assicurare la possibilità che gli occupanti lascino i locali indenni o che gli stessi siano soccorsi in altro modo; f) garantire la possibilità per le squadre di soccorso di operare in condizioni di sicurezza Disposizioni complementari e finali (ex art 5) Per gli edifici e/o locali destinati ad uffici fino a 500 presenze che hanno caratteristiche tali da non consentire l'integrale osservanza delle disposizioni di cui all'allegato al decreto, gli interessati possono presentare, nei modi stabiliti dalle leggi vigenti (DPR 577/82 smi, art 5 del DM 4/5/98 e legge 26/7/65, n 966), al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, competente per territorio, domanda motivata per l'ottenimento della deroga al rispetto delle condizioni prescritte Il Comando esamina la richiesta entro sessanta giorni dal ricevimento ed esprime un proprio motivato parere la cui osservanza è rimessa alla diretta responsabilità del titolare dell'attività5 Allegato al Decreto Ministeriale 22/02/06 REGOLA TECNICA DI PREVENZIONE INCENDI PER LA PROGETTAZIONE, LA COSTRUZIONE E L'ESERCIZIO DI EDIFICI E/O LOCALI DESTINATI AD UFFICI CON OLTRE 25 PERSONE PRESENTI Titolo I - Generalità 1 alcune importanti definizioni : Corridoio cieco: corridoio o porzione di corridoio dal quale è possibile l esodo in un unica direzione Piano di riferimento: piano ove avviene l esodo degli occupanti all esterno dell edificio, normalmente corrisponde con il piano della strada pubblica o privata di accesso Spazio calmo: luogo sicuro statico contiguo o comunicante con una via di esodo verticale od in essa inserito6 1 definizioni : Scala di sicurezza esterna: scala totalmente esterna rispetto al fabbricato servito, munita di parapetto regolamentare e realizzata con materiali incombustibili La parete esterna dell edificio su cui è collocata la scala e gli eventuali infissi deve avere per tutta la larghezza della scala + 2,5 m per ogni lato, resistenza al fuco almeno REI/EI 60 ovvero risultare staccata di 2,5 m dalle pareti dell edificio e collegata alle porte di piano tramite delle passerelle protette con setti laterali a tutta altezza almeno REI/EI 60 1 definizioni : Luogo sicuro statico: spazio scoperto ovvero compartimento antincendio separato da altri compartimenti mediante spazio scoperto o filtri a prova di fumo, avente caratteristiche idonee a ricevere e contenere un predeterminato numero di persone Luogo sicuro dinamico: spazio scoperto ovvero compartimento antincendio, separato da altri compartimenti mediante spazio scoperto o filtri a prova di fumo, avente caratteristiche idonee a consentire il movimento ordinato di persone7 2 Classificazione degli uffici: In relazione al numero di presenze, gli uffici sono suddivisi nelle seguenti tipologie: tipo 1 = da 26 fino a 100 presenze; tipo 2 = da 101 fino a 300 presenze; tipo 3 = da 301 fino a 500 presenze; tipo 4 = da 501 fino a 1000 presenze; tipo 5 = con oltre 1000 presenze NB Per presenze si intende il numero complessivo di addetti e di ospiti contemporaneamente presenti, coincidente con il massimo affollamento ipotizzabile TOTOLO II UFFICI DI NUOVA COSTRUZIONE CON OLTRE 500 PRESENZE8 3 Tipologia di edifici: edifici isolati: esclusivamente destinati ad uffici, eventualmente adiacenti ad edifici destinati ad altri usi, strutturalmente e funzionalmente separati da questi, anche se con strutture di fondazione comuni; edifici a destinazione mista: non isolati, con vie di esodo indipendenti; 3 Ubicazione : Gli edifici destinati ad uffici devono essere ubicati nel rispetto delle distanze di sicurezza stabilite dalle disposizioni vigenti, da altre attività che comportino rischi di esplosione o incendio Gli uffici possono essere ubicati: a) in edifici isolati; b) in edifici a destinazione mista, purché sia fatta salva l'osservanza di quanto disposto nelle specifiche normative; NB Gli edifici destinati ad uffici di tipo 4 (> 500 < di 1000 presenze), aventi altezza antincendi superiore a 18 m, e quelli di tipo 5 (> di 1000 presenze) devono essere ubicati in edifici isolati9 I locali degli uffici possono essere ubicati a qualsiasi quota al di sopra del piano di riferimento e non oltre il secondo piano interrato, fino alla quota di - 10 m rispetto al piano di riferimento I locali ubicati a quote comprese tra - 7,5 m e - 10 m devono essere protetti mediante impianto di spegnimento automatico e devono disporre di uscite ubicate lungo il perimetro, che immettano in luoghi sicuri dinamici Per consentire l'intervento dei mezzi di soccorso dei Vigili del fuoco (in particolare le autoscale), gli accessi alle aree dove sono ubicati gli uffici devono avere i seguenti requisiti minimi: - larghezza: 3,50 m; - altezza libera: 4 m; - raggio di volta: 13 m; - pendenza: non superiore al 10%; - resistenza al carico: almeno 20 ton (8 sull'asse anteriore e 12 sull'asse posteriore, passo 4 m)10 Per gli uffici ubicati in edifici di altezza antincendi superiore a 12 m, deve essere assicurata la possibilità di accostamento delle autoscale dei Vigili del fuoco, almeno ad una qualsiasi finestra o balcone di ogni piano, purché ciò consenta di raggiungere tutti i locali di piano tramite percorsi interni al piano stesso NB Qualora non sia possibile soddisfare i suddetti requisiti, devono essere adottate misure atte a consentire l'operatività dei soccorsi 4 Separazioni - Comunicazioni Salvo quanto disposto nelle specifiche disposizioni di prevenzione incendi, gli uffici: a) possono comunicare direttamente con attività ad essi pertinenti non soggette al controllo dei Vigili del fuoco, ai sensi del DM 16/2/82; b) possono comunicare, tramite filtri a prova di fumo di caratteristiche almeno REI/EI 60 ospazi scoperti, con le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, ad essi pertinenti (es garage) con obbligo CPI; tale limitazione non si applica alle seguenti attività ad uso esclusivo degli uffici per le quali si rimanda alle specifiche disposizioni previste nella stessa Regola Tecnica : - vani di ascensori e montacarichi di cui al punto 95 del DM 16/2/82; - archivi e depositi di cui al punto 43 dello stesso DM 16/2/82; c) sono vietate le comunicazioni con altre attività ad essi non pertinenti - soggette o meno ai controlli dei Vigili del fuoco - dalle quali devono essere separati mediante elementi costruttivi di resistenza al fuoco almeno REI/EI 60 od altro valore maggiore, se richiesto da specifiche disposizioni di prevenzione incendi11 Resistenza al fuoco: 5 Caratteristiche costruttive Le strutture ed i sistemi di compartimentazione devono garantire, rispettivamente, i seguenti requisiti di resistenza al fuoco R e REI/EI: - piani interrati = R e REI/EI 90; - edifici di altezza antincendi inferiore a 24 m = R e REI/EI 60; - edifici di altezza antincendi compresa tra 24 e 54 m = R e REI/EI 90; - edifici di altezza antincendi oltre 54 m = R e REI/EI 120 Per edifici di tipo isolato fino a tre piani fuori terra, ad esclusione dei piani interrati, sono consentite caratteristiche di resistenza al fuoco R e REI/EI 30, qualora compatibili con il carico di incendio Reazione al fuoco a) I materiali installati devono essere conformi a quanto di seguito specificato: -atri, - corridoi, - disimpegni, materiali di classe 1 in ragione del 50% massimo della - scale, loro superficie totale (pavimento + pareti + soffitto + - rampe, proiezioni orizzontali delle scale) Per le restanti parti devono essere impiegati materiali di classe 0 (incombustibili) Nel caso in cui le vie d esodo orizzontali siano delimitate da pareti interne mobili, è consentito adottare materiali di classe 1 eccedenti il 50% della superficie totale, a condizione che il piano sia protetto da impianto automatico di spegnimento incendio12 Reazione al fuoco b) in tutti gli altri ambienti: - pavimentazioni, compresi i relativi rivestimenti; classe 2 - pareti interne mobili Gli altri materiali di rivestimento classe 1 oppure classe 2 (*) (*) solo se in presenza di impianti automatici di spegnimento incendio o di sistemi di smaltimento dei fumi asserviti ad impianti di rivelazione degli incendi Reazione al fuoco c) i materiali di rivestimento combustibili, nonché i materiali isolanti in vista con componente isolante direttamente esposto alle fiamme (v successiva lettera f), ammessi nelle varie classi di reazione al fuoco, devono essere posti in opera in aderenza agli elementi costruttivi di classe 0, escludendo spazi vuoti o intercapedini Ferme restando le limitazioni previste alla precedente lettera a), è consentita l'installazione di controsoffitti e di pavimenti sopraelevati nonché di materiali di rivestimento e di materiali isolanti in vista posti non in aderenza agli elementi costruttivi, purché abbiano classe di reazione al fuoco non superiore a 1 o 1-1 e siano omologati tenendo conto delle effettive condizioni di impiego, anche in relazione alle possibili fonti di innesco; d) i materiali suscettibili di prendere fuoco su entrambe le facce (tendaggi, ecc) devono essere di classe di reazione al fuoco non superiore ad 1; e) i mobili imbottiti devono essere di classe 1 IM;13 Reazione al fuoco f) i materiali isolanti in vista, con componente isolante direttamente esposto alle fiamme, devono essere di classe di reazione al fuoco non superiore ad 1 Nel caso di materiale isolante in vista, con componente isolante non esposto direttamente alle fiamme, sono ammesse le classi di reazione al fuoco 0-1, 1-0, 1-1 I materiali isolanti installati all'interno di intercapedini devono essere incombustibili È consentita l'installazione di materiali isolanti combustibili all'interno di intercapedini delimitate da elementi realizzati con materiali incombustibili ed aventi resistenza al fuoco almeno REI/EI 30 L'impiego dei prodotti da costruzione per i quali sono prescritti specifici requisiti di reazione al fuoco, deve avvenire conformemente a quanto previsto all'art 4 del decreto del Ministro dell'interno 10 marzo 2005 (CE) I restanti materiali devono essere omologati ai sensi del DM 26/6/84 smi Compartimentazione Gli edifici devono essere suddivisi in compartimenti, anche su più piani, di superfici non eccedenti quelle indicate nella seguente tabella Altezza antincendi (m) Attività di cui al punto 31, comma 2 lettera a) (edifici isolati) (m 2 ) Sino a da 12 a Attività di cui al punto 31, comma 2 lettera b) (edifici misti) (m 2 ) da 24 a oltre14 6 Misure per l'evacuazione in caso di emergenza Affollamento: 1 Il massimo affollamento ipotizzabile è fissato in: a) aree destinate alle attività lavorative = 0,1 pers/m 2 e comunque pari almeno al numero degli addetti effettivamente presenti incrementato del 20%; b) aree ove è previsto l'accesso del pubblico = 0,4 pers/m 2 ; c) spazi per riunioni, conferenze e simili = numero dei posti a sedere ed in piedi autorizzati, compresi quelli previsti per le persone con ridotte od impedite capacità motorie Capacità di deflusso: 1 Al fine del dimensionamento delle uscite, le capacità di deflusso devono essere non superiori ai seguenti valori: a) 50 per locali con pavimento a quota compresa tra +/- 1 m, rispetto al piano di riferimento; b) 37,5 per locali con pavimento a quota compresa tra +/- 7,5 m, rispetto al piano di riferimento; c) 33 per locali con pavimento a quota al di sopra o al di sotto di 7,5 m, rispetto al piano di riferimento Sistema di vie di uscita: Deve essere previsto un sistema organizzato di vie di uscita, dimensionato in base al massimo affollamento ipotizzabile ed alle capacità di deflusso stabilite Il percorso può comprendere corridoi, vani di accesso alle scale e di uscita all'esterno, scale, rampe e passaggi e deve garantire un deflusso rapido, ordinato e sicuro verso l esterno dell edificio Occorre inoltre avere cura che: l'altezza dei percorsi non sia inferiore a 2 m ; la larghezza utile dei percorsi deve essere misurata deducendo l'ingombro di eventuali elementi sporgenti, con esclusione degli estintori; le vie d uscita devono essere tenute sgombre da materiali che possono costituire impedimento al regolare deflusso delle persone; i pavimenti in genere ed i gradini in particolare non devono avere superfici sdrucciolevoli; ad ogni piano ove hanno accesso persone con ridotte o impedite capacità motorie, ad eccezione del piano di riferimento, deve essere previsto almeno uno spazio calmo; il numero di uscite dei singoli piani dell'edificio non deve essere inferiore a due, ubicate in posizione ragionevolmente contrapposta;15 Lunghezza delle vie di uscita: 1 La lunghezza massima del percorso di esodo è fissata in - 45 m sino a raggiungere un luogo sicuro dinamico oppure l'esterno dell'attività; - 30 m per raggiungere una scala protetta 2 La misurazione della lunghezza va effettuata dalla porta di uscita di ciascun locale con presenza di persone e da ogni punto degli spazi comuni (atri, disimpegni, uffici senza divisori, ecc) sino al luogo sicuro o alla scala protetta 3 La lunghezza dei corridoi ciechi non deve essere superiore a 15 m Porte: 1 Le porte delle uscite di sicurezza devono aprirsi nel senso dell'esodo, a semplice spinta I battenti delle porte, quando sono aperti, non devono ostruire passaggi, corridoi e pianerottoli 2 Qualora le porte di ingresso vengano utilizzate come uscite di sicurezza, possono anche essere: - di tipo girevole, se accanto è installata una porta apribile a spinta verso l'esterno; - di tipo scorrevole con azionamento automatico, unicamente se possono essere aperte a spinta verso l'esterno (con dispositivo appositamente segnalato) e restare in posizione di apertura quando manca l'alimentazione elettrica - le porte che danno sulle scale non devono aprirsi direttamente sulle rampe ma sul pianerottolo, senza ridurne la larghezza Le superfici trasparenti devono essere di sicurezza ed essere segnalate Scale: 1 I vani scala, in funzione dell'altezza antincendi degli edifici, devono essere: - di tipo protetto: fino a 24 m; - a prova di fumo o esterne: oltre 24 m 2 Sono ammesse scale di tipo aperto in edifici fino a 2 piani fuori terra 3 Le caratteristiche di resistenza al fuoco devono essere conformi a quanto stabilito al precedente punto 51 4 Le rampe delle scale utilizzate per l'esodo devono essere rettilinee, avere non meno di tre e non più di quindici gradini; non devono avere restringimenti I gradini devono essere a pianta rettangolare, alzata e pedata costanti, rispettivamente non superiore a 17 cm e non inferiore a 30 cm Sono ammesse rampe non rettilinee a condizione che vi siano pianerottoli di riposo almeno ogni quindici gradini e che la pedata del gradino sia almeno 30 cm misurata a 40 cm dal montante centrale o dal parapetto interno 5 I vani scala devono essere provvisti di aperture di aerazione in sommità (a parete o a soffitto) di superficie non inferiore ad 1 m 2, con sistema di apertura degli infissi comandato sia automaticamente da rivelatori di incendio, che manualmente mediante dispositivo posto in prossimità dell'entrata alle scale, in posizione segnalata16 Impianti di sollevamento - scale mobili: 1 Le caratteristiche dei vani degli impianti di sollevamento debbono rispondere alle specifiche disposizioni vigenti di prevenzione incendi (DM 15/9/2005) 2 Gli impianti di sollevamento (ascensori e montacarichi) non devono essere utilizzati in caso d'incendio ad eccezione degli ascensori antincendio e di soccorso (DM 15/9/2005) 3 Gli ascensori e le scale mobili non vanno computati ai fini del dimensionamento delle vie di uscita Occorre prevedere, in caso di incendio, un sistema automatico che comandi il blocco delle scale mobili, nonché il riporto degli ascensori al piano di riferimento 4 Laddove sono previste scale di tipo protetto e/o a prova di fumo, i vani corsa degli impianti di sollevamento devono essere almeno di tipo protetto con caratteristiche REI/EI in funzione dell'altezza dell'edificio Ascensori antincendio e di soccorso: 1 Negli edifici aventi altezza antincendi superiore a 32 m, devono essere previsti ascensori antincendio ubicati in modo tale da poter raggiungere ogni locale dei singoli piani 2 Negli edifici aventi altezza antincendi superiore a 54 metri, in aggiunta agli ascensori antincendio, devono essere previsti ascensori di soccorso ubicati in modo tale da poter raggiungere ogni locale dei singoli piani 7 Aerazione: L'edificio, ai fini antincendi, deve essere dotato di adeguata aerazione naturale; ove ciò non sia possibile si può fare ricorso all aerazione meccanica con impianto di immissione e di estrazione, in grado di funzionare anche in caso di emergenza, installato secondo le vigenti norme di buona tecnica (UNI 10339) 8 Attività accessorie: Locali per riunioni e trattenimenti: Di base, ove ricorra, devono essere osservate le disposizioni relative ai locali di pubblico spettacolo ed intrattenimento con capienza superiore a 100 posti Inoltre, per i locali destinati a riunioni, conferenze, trattenimenti in genere, pertinenti l'attività adibita ad ufficio, si applicano anche le seguenti disposizioni Ubicazione: I locali possono essere ubicati a qualsiasi quota al di sopra del piano di riferimento e non oltre il secondo piano interrato fino alla quota di - 10,0 m rispetto al piano di riferimento I predetti locali, se ubicati a quote comprese tra - 7,5 m e - 10,0 m, devono essere protetti mediante impianto di spegnimento automatico e devono disporre di uscite ubicate lungo il perimetro che immettano in luoghi sicuri dinamici17 Parti comunicanti: Sono ammesse le seguenti comunicazioni: a) locali con capienza fino a 100 persone = comunicazione diretta con altri ambienti dell'attività; b) locali con capienza superiore a 100 persone, non aperti al pubblico = elementi di separazione, ivi comprese le porte di comunicazione con altri ambienti dell'attività, di caratteristiche di resistenza al fuoco almeno REI/EI 30 Requisiti di reazione al fuoco dei materiali: Per quanto concerne i requisiti di reazione al fuoco dei materiali si applicano le prescrizioni previste per i locali di pubblico spettacolo (DM19/8/96) Misure per l'evacuazione in caso di emergenza: 1 L'affollamento massimo ipotizzabile, in quei locali in cui le persone trovano posto in sedili distribuiti in file, gruppi e settori, è determinato dal numero di posti; negli altri casi viene fissato pari a quanto risulta in base ad una densità di affollamento non superiore a 0,7 persone/m 2 da dichiarare a cura del titolare dell'attività 2 I locali devono disporre di vie d'esodo aventi le seguenti caratteristiche: a) i locali con capienza superiore a 100 persone devono essere serviti da uscite che, per numero e per dimensioni, siano conformi alle vigenti norme per i locali di pubblico spettacolo Almeno la metà di tali uscite devono comunicare direttamente all'esterno o in luogo sicuro dinamico, mentre le altre possono immettere nel sistema di vie di esodo del piano; b) i locali con capienza complessiva tra 50 e 100 persone devono essere dotati di almeno due uscite, la cui larghezza sia conforme alle vigenti norme di prevenzione incendi per i locali di pubblico spettacolo, che immettano nel sistema di vie di esodo del piano; c) i locali con capienza inferiore a 50 persone è ammesso che siano serviti da una sola uscita, di larghezza pari almeno a 1,20 m, che immetta nel sistema di vie di uscita del piano; d) i locali con capienza fino a 25 persone è ammesso che siano serviti da una sola uscita, di larghezza non inferiore a 0,80 m, senza l'obbligo di apertura della porta nel verso dell'esodo NB Sono ammesse zone adibite a foresteria fino ad un massimo di 25 posti letto purché rispondenti alla specifica normativa di prevenzione incendi per attività ricettive (DM 6/10/2003), separate dagli ambienti adibiti ad ufficio con elementi costruttivi e porte REI/EI 6018 Archivi e depositi di materiali combustibili con superficie fino a 15 m 2 È consentito destinare ad archivi e depositi di materiali combustibili locali di piano di superficie non eccedente 15 m 2, anche privi di aerazione naturale, alle seguenti condizioni: - gli elementi di separazione e le porte di accesso, munite di dispositivo di autochiusura, devono possedere caratteristiche di resistenza al fuoco almeno REI/EI 30; - il locale deve essere protetto con rivelatori di incendio collegati all'impianto di segnalazione e allarme; - all'esterno del locale, in prossimità della porta di accesso, deve essere posizionato almeno un estintore portatile avente carica minima pari a 6 kg e capacità estinguente non inferiore a 21A 89B; - il carico di incendio deve essere limitato a 30 kg/m 2 Archivi e depositi di materiali combustibili con superficie fino a 50 m 2 È consentito destinare ad archivi e depositi di materiali combustibili locali di piano di superficie non eccedente 50 m 2, alle seguenti condizioni: - gli elementi di separazione e le porte di accesso, munite di dispositivo di autochiusura, devono possedere caratteristiche di resistenza al fuoco almeno REI/EI 60; - la superficie di aerazione naturale non deve essere inferiore ad 1/40 della superficie in pianta Ove non sia possibile raggiungere per l'aerazione naturale il rapporto di superficie predetto, è ammesso il ricorso alla aerazione meccanica con portata di 3 volumi amb/h, da garantire anche in situazioni di emergenza, comunque con una superficie di aerazione naturale pari almeno al 25% di quella richiesta L'aerazione naturale può essere ottenuta anche tramite camini di ventilazione; - il locale deve essere protetto con rivelatori di incendio collegati all'impianto di segnalazione e allarme; - sia all'interno che all'esterno del locale, in prossimità della porta di accesso, deve essere posizionato almeno un estintore portatile avente carica minima pari a 6 kg e capacità estinguente non inferiore a 34A 144B; - il carico di incendio deve essere limitato a 60 kg/m 219 Archivi e depositi di materiali combustibili con superficie superiore a 50 m 2 : È consentito destinare ad archivi e depositi di materiali combustibili locali ubicati ai piani fuori terra e/o ai piani 1 e 2 interrato, di superficie >50 m 2, alle seguenti condizioni: superficie lorda di ogni singolo locale <1000 m 2 per i piani fuori terra e <500 m 2 per i piani interrati; gli elementi di separazione e le porte di accesso, munite di dispositivo di autochiusura, devono possedere caratteristiche di resistenza al fuoco congrue con il carico di incendio e comunque almeno REI/EI 90; la superficie di aerazione naturale non deve essere inferiore ad 1/40 della superficie in pianta Ove non sia possibile raggiungere per l'aerazione naturale il rapporto di superficie predetto, è ammesso il ricorso alla aerazione meccanica con portata di 3 volumi amb/h, da garantire anche in situazioni di emergenza, comunque con una superficie di aerazione naturale pari almeno al 25% di quella richiesta L'aerazione naturale può essere ottenuta anche tramite camini di ventilazione; il locale deve essere protetto da impianto automatico di rivelazione incendio e segnalazione allarme; all'interno di ogni locale deve essere previsto un congruo numero di estintori portatili aventi carica minima pari a 6 kg e capacità estinguente non inferiore a 34A 144B; il carico di incendio deve essere limitato a 60 kg/m 2 Per archivi e depositi con carico di incendio superiore a 60 kg/m 2 ovvero con superficie superiore a 200 m 2, devono essere rispettate le seguenti ulteriori condizioni: - l'accesso deve avvenire dall'esterno, attraverso spazio scoperto o intercapedine antincendi, oppure dall'interno, tramite filtro a prova di fumo; - l'aerazione, esclusivamente di tipo naturale, deve essere ricavata su parete attestata su spazio scoperto ovvero, per i locali interrati, su intercapedine antincendi; - il locale deve essere protetto da impianto di spegnimento automatico Depositi di sostanze infiammabili: Devono essere ubicati al di fuori del volume dell'edificio È consentito detenere, all'interno del volume dell'edificio, in armadi metallici dotati di bacino di contenimento, prodotti liquidi infiammabili, strettamente necessari per le esigenze igienico-sanitarie Tali armadi devono essere ubicati nei locali deposito dotati della prescritta superficie di aerazione naturale20 9 Servizi tecnologici 91 Impianti di produzione di calore: 1 Gli impianti di produzione di calore devono essere realizzati a regola d'arte e nel rispetto delle specifiche disposizioni di prevenzione incendi (DM12/4/96 imp Gas metano e DM28/5/05 imp a gasolio) 2 È fatto divieto di utilizzare apparecchi portatili funzionanti a combustibile liquido o gassoso per il riscaldamento dei locali; sono altresì vietati i caminetti e qualsiasi altra fonte di calore a fiamma libera 92 Impianti di condizionamento e ventilazione: 1 Gli impianti di condizionamento e/o di ventilazione possono essere di tipo centralizzato o localizzato Tali impianti devono possedere requisiti che garantiscano il raggiungimento dei seguenti obiettivi: - non alterare le caratteristiche degli elementi di compartimentazione; - evitare il ricircolo dei prodotti della combustione o di altri gas ritenuti pericolosi; - non produrre, a causa di avarie e/o guasti propri, fumi che si diffondano nei locali serviti; - non costituire elemento di propagazione di fumi e/o fiamme, anche nella fase iniziale degli incendi 2 Tali obiettivi si considerano raggiunti se gli impianti vengono realizzati a regola d'arte e conformemente a quanto di seguito riportato Impianti centralizzati: 1 Le unità di trattamento dell'aria e i gruppi frigoriferi non devono essere installati nei locali dove sono ubicati gli impianti di produzione calore 2 I gruppi frigoriferi devono essere installati in appositi locali, realizzati con strutture di separazione aventi resistenza al fuoco non inferiore a REI/EI 60 ed accesso direttamente dall'esterno o tramite disimpegno aerato di analoghe caratteristiche, munito di porte REI/EI 60, con congegno di autochiusura 3 L'aerazione nei locali dove sono installati i gruppi frigoriferi non deve essere inferiore a quella indicata dal costruttore dei gruppi stessi, con una superficie minima non inferiore a 1/20 della superficie in pianta del locale 4 Nei gruppi frigoriferi devono essere utilizzati come fluidi frigorigeni prodotti non infiammabili e non tossici I gruppi refrigeratori che utilizzano soluzioni acquose di ammoniaca possono essere installati solo all'esterno dei fabbricati o in locali aventi caratteristiche analoghe a quelle delle centrali termiche alimentate a gas Vedere altro
MINISTERO DELL INTERNO DECRETO MINISTERIALE 19 AGOSTO 1996 (S.O.G.U. n. 14 del 12 settembre 1996) Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio Dettagli loro sedi OGGETTO: Risposta a quesiti su questioni antincendio.
Milano lì Ns. Rif.: 13 novembre 2013 820038.309 Agli Ordini e Collegi aderenti al C.I.P.I. loro sedi K:\Ufficio\07 Documenti\CIPI\820038 Comitato interpr. prevenzione incendi\820038 corrispondenza dal Dettagli D.M. 20 MAGGIO 1992, n. 569
LA PREVENZIONE INCENDI NEI LUOGHI DI LAVORO OBBLIGHI, CONTROLLI E PROCEDURE GIUGNO 2004 A cura del settore Qualità, Ambiente e Sicurezza sul lavoro Dott. Maurizio Santonocito 2 Indice Premessa Pag. 5 Parte Dettagli Attività soggette al controllo dei VV.F. nei condomini
Attività soggette al controllo dei VV.F. nei condomini Innocenzo Mastronardi, Ingegnere Civile, professionista antincendio, PhD student in S.O.L.I.P.P. XXVI Ciclo Politecnico di Bari INTRODUZIONE Con l Dettagli - - Visto l'art. 63 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773;
Decreto Ministeriale del 12/09/2003 Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per l'installazione e l'esercizio di depositi di gasolio per autotrazione ad uso privato, di capacita' geometrica Dettagli MINISTERO DELL INTERNO COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO DI CREMONA
27/06/13 MINISTERO DELL INTERNO COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO DI CREMONA Gruppo Interprofessionale Provincia di Cremona Seminario di aggiornamento ai sensi del D.M. 5 agosto 2011 27 giugno 2013 Dettagli Ing. Mauro Malizia - Criteri generali di sicurezza antincendio - testo coordinato - Comando Provinciale VVF di Ascoli Piceno
D.M. 10 marzo 1998 (1) Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro (S.O. n. 64 alla G.U. n. 81 del 7 aprile 1998) Il Ministro dell'interno e il Ministro Dettagli NOVITA! Sono in via di pubblicazione la nuova norma sulle reti idranti UNI 10779 e la specifica tecnica TS sulle reti idranti a secco
NOVITA! Sono in via di pubblicazione la nuova norma sulle reti idranti UNI 10779 e la specifica tecnica TS sulle reti idranti a secco Ing. Marco Patruno Forum Prevenzione Incendi Milano : 1 ottobre 2014 Dettagli COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO DI ROMA
TARIFFA PROFESSIONALE INGEGNERIA ANTINCENDIO La presente tariffa individua le prestazioni che il professionista è chiamato a fornire : A per la richiesta del parere di conformità B per il rilascio del Dettagli GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEI VANI TECNICI PER ASCENSORI E PIATTAFORME ELEVATRICI
GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEI VANI TECNICI PER ASCENSORI E PIATTAFORME ELEVATRICI Introduzione Le dimensioni delle cabine degli ascensori debbono rispettare valori minimi stabiliti dalle normative vigenti, Dettagli Parte II specifica Edificio RM022 - Villino A Via degli Apuli, 1-00185 Roma. Il Responsabile dell Uspp Arch. Simonetta Petrone
1 2 Quesito Si definisce gas compresso: A) un gas conservato ad una pressione maggiore della pressione atmosferica; B) un gas liquefatto a temperatura ambiente mediante compressione; C) un gas conservato Dettagli N.B. Le parti di testo abrogate o sostituite sono riportate tra [ ]. Le parti di testo inserite sono riportate in carattere corsivo.
Decreto Ministeriale 12 aprile 1996 Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l'esercizio degli impianti termici alimentati da combustibili gassosi. Dettagli LA NUOVA PREVENZIONE INCENDI DM 07.08.2013. Siena, 10 maggio 2013
SEMINARIO INFORMATIVO SULL EVOLUZIONE DELLA NORMATIVA ANTINCENDIO Parma 16 novembre 2012 S.D.A.C. Arch. Fabrizio Finuoli L evoluzione della Prevenzione Incendi 2 Panorama normativo della Prevenzione incendi Dettagli Meno carte più sicurezza. Procedure semplificate per la prevenzione incendi C O R P O N A Z I O N A L E
FUOCO DEL VIGILI Meno carte più sicurezza Procedure semplificate per la prevenzione incendi C O R P O N A Z I O N A L E Premessa La semplificazione per le procedure di prevenzione incendi entra in vigore Dettagli ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE DEI SISTEMI DI PROTEZIONE CONTRO LE CADUTE DALL ALTO
Gestione della sicurezza antincendio nei cantieri temporanei e mobili RICHIAMO AL TESTO UNICO PER LA SICUREZZA D.lgs.vo 9 aprile 2008 n 81 Dott. Ing Luigi ABATE DPR N NN 37 3712 12 gennaio 1998 regolamento Dettagli OGGETTO: Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali
Lettera Rischi Interferenziali Spett.le Ditta Appaltatrice Ditta Subappaltatrice Luogo, Data 2 OGGETTO: Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali In relazione alla necessità di una possibile Dettagli ELEMENTII DII TECNIICA DEL CONTROLLO AMBIIENTALE. ISTITUTO UNIVERSITARIO DI ARCHITETTURA DI VENEZIA Laboratori di Progettazione Architettonica
ISTITUTO UNIVERSITARIO DI ARCHITETTURA DI VENEZIA Laboratori di Progettazione Architettonica ELEMENTII DII TECNIICA DEL CONTROLLO AMBIIENTALE PROF.. GIIANCARLO ROSSII PARTE SECONDA 1 INTRODUZIONE TIPOLOGIE Dettagli Note inerenti chiarimenti in materia di prevenzione incendi - Trasmissione per via informatica.
ALLEGATO E (Allegato I, comma 15) RELAZIONE TECNICA DI CUI ALL'ARTICOLO 28 DELLA LEGGE 9 GENNAIO 1991, N. 10, ATTESTANTE LA RISPONDENZA ALLE PRESCRIZIONI IN MATERIA DI CONTENIMENTO DEL CONSUMO ENERGETICO Dettagli COMUNE DI NORMA. Regolamento Comunale per lo svolgimento di manifestazioni temporanee. (approvato con delibera C.C. n 7 DEL 28/02/2007)
Relazione tecnica L autorimessa interrata di Via Camillo Corsanego, viene realizzata nel V Municipio ai sensi della Legge 122/89 art.9 comma 4 (Legge Tognoli). Il dimensionamento dell intervento è stato Dettagli RICHIESTA RILASCIO LICENZA PER MANIFESTAZIONI TEMPORANEE DI PUBBLICO SPETTACOLO
C O M U N E D I R O V E R B E L L A Via Solferino e San Martino, 1 46048 Roverbella Tel. 0376/6918220 Fax 0376/694515 PEC PROTOCOLLO : roverbella.mn@legalmail.it RICHIESTA RILASCIO LICENZA PER MANIFESTAZIONI Dettagli Il presente decreto sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
DM 13/12/93 APPROVAZIONE DEI MODELLI TIPO PER LA COMPILAZIONE DELLA RELAZIONE TECNICA DI CUI ALL'ART. 28 DELLA LEGGE 9 GENNAIO 1991 N. 10, ATTESTANTE LA RISPONDENZA ALLE PRESCRIZIONI IN MATERIA DI CONTENIMENTO Dettagli Città di Spinea Provincia di Venezia
Città di Spinea Provincia di Venezia APPALTO: servizio di pulizia interna uffici comunali 2013 2014 AFFIDAMENTO: da appaltare REDATTO DA REVISIONE N. DATA APPROVATO DA 1 SOMMARIO 1. SEZIONE DESCRITTIVA... Dettagli DIPARTIMENTO DEI VIGILI DEL FUOCO, DEL SOCCORSO PUBBLICO E DELLA DIFESA CIVILE DIREZIONE CENTRALE PER LA PREVENZIONE E LA SICUREZZA TECNICA
DIPARTIMENTO DEI VIGILI DEL FUOCO, DEL SOCCORSO PUBBLICO E DELLA DIFESA CIVILE DIREZIONE CENTRALE PER LA PREVENZIONE E LA SICUREZZA TECNICA AREA PREVENZIONE INCENDI LARGO SANTA BARBARA, 2-00178 ROMA TEI.. Dettagli TESTO COORDINATO E COMMENTATO DEPOSITI BOMBOLE GPL
TESTO COORDINATO E COMMENTATO DEPOSITI BOMBOLE GPL Circolare n. 74 del 20 settembre 1956 D.P.R. 28 giugno 1955, n. 620 - Decentramento competenze al rilascio di concessioni per depositi di oli minerali Dettagli S.F.S. Scuola per la Formazione e Sicurezza in Edilizia della provincia di Massa Carrara - Ing. Antonio Giorgini
CADUTE DALL ALTO CADUTE DALL ALTO DA STRUTTURE EDILI CADUTE DALL ALTO DA OPERE PROVVISIONALI CADUTE DALL ALTO PER APERTURE NEL VUOTO CADUTE DALL ALTO PER CEDIMENTI O CROLLI DEL TAVOLATO CADUTE DALL ALTO Dettagli 1. GLI IMPIANTI ELETTRICI NEGLI AMBIENTI A MAGGIOR RISCHIO IN CASO DI INCENDIO:I RIFERIMENTI NORMATIVI.
-capitolo 1- - 1-1. GLI IMPIANTI ELETTRICI NEGLI AMBIENTI A MAGGIOR RISCHIO IN CASO DI INCENDIO:I RIFERIMENTI NORMATIVI. 1.1 Premessa. Gli impianti elettrici possono essere causa di innesco e di propagazione Dettagli TABELLA B. RISORSE INFRASTRUTTURALI E LOGISTICHE di cui all art. 8
TABELLA B RISORSE INFRASTRUTTURALI E LOGISTICHE di cui all art. 8 1 B1) Disponibilità dei locali B1.1) Scansione del documento di disponibilità esclusiva dei locali della sede operativa per almeno tre Dettagli 5. I PRINCIPALI TIPI DI INTERVENTI AMMESSI ALLA DETRAZIONE IRPEF
5. I PRINCIPALI TIPI DI INTERVENTI AMMESSI ALLA DETRAZIONE IRPEF Ecco un elenco esemplificativo di interventi ammissibili a fruire della detrazione Irpef. In ogni caso, deve essere verificata la conformità Dettagli L'ATTESTAZIONE DELLA CONFORMITA' DELL'OPERA AL PROGETTO PRESENTATO E SUA AGIBILITA' ( Ai sensi dell'art.10 del D.P.R. 07/09/2010 n.
Spazio riservato al Servizio Urbanistica AGIBILITA' n del L'ATTESTAZIONE DELLA CONFORMITA' DELL'OPERA AL PROGETTO PRESENTATO E SUA AGIBILITA' ( Ai sensi dell'art.10 del D.P.R. 07/09/2010 n.160 ) l sottoscritt... Dettagli OPERE PROVVISIONALI CADUTE DALL ALTO
CORSO DI INFORMAZIONE PER STUDENTI PREVENZIONE E SICUREZZA NEI CANTIERI EDILI OPERE PROVVISIONALI CADUTE DALL ALTO DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE MEDICA Servizio Prevenzione Ambienti Lavoro RISCHI DI CADUTA Dettagli DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI E RELATIVE MISURE ADOTTATE PER L ELIMINAZIONE DELLE INTERFERENZE DERIVANTI DA ATTIVITÀ IN APPALTO E SUBAPPALTO
DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI E RELATIVE MISURE ADOTTATE PER L ELIMINAZIONE DELLE INTERFERENZE DERIVANTI DA ATTIVITÀ IN APPALTO E SUBAPPALTO (ai sensi dell articolo 26 del D.Lgs. 81/2008) Allegato Dettagli Opere di ristrutturazione edilizia e risanamento conservativo - variante essenziale relative all'immobile sito in via Millelire n 10/c - Milano
Comune di MILANO Provincia di MILANO Regione LOMBARDIA RELAZIONE TECNICA Rispondenza alle prescrizioni in materia di contenimento del consumo energetico Deliberazione Giunta Regionale 22 dicembre 2008 Dettagli CIRCOLARE MINISTERO DELL'INTERNO 15 FEBBRAIO 1951, N. 16
CIRCOLARE MINISTERO DELL'INTERNO 15 FEBBRAIO 1951, N. 16 Norme di sicurezza per la costruzione, l'esercizio e la vigilanza dei teatri, cinematografi e altri locali di spettacolo in genere TITOLO I Capo Dettagli AREA Pianificazione e Progettazione RELAZIONE
PROVINCIA DI FIRENZE AREA Pianificazione e Progettazione RELAZIONE Variante normativa al Regolamento Urbanistico vigente di adeguamento al "regolamento di attuazione dell'articolo 144 della L.R. n. 1/2005 Dettagli RILEVAZIONE STATISTICA DEI PERMESSI DI COSTRUIRE, DIA,EDILIZIA PUBBLICA (DPR 380/2001, art. 7) SISTEMA STATISTICO NAZIONALE
RILEVAZIONE STATISTICA DEI PERMESSI DI COSTRUIRE, DIA,EDILIZIA PUBBLICA (DPR 380/2001, art. 7) SISTEMA STATISTICO NAZIONALE ISTITUTO NAZIONALE DI STATISTICA ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DEL MODELLO ISTAT/PDC/NRE Dettagli all esercizio, direttamente, sia da luogo pubblico, che da luogo privato aperto al pubblico.
"Esercizi pubblici di somministrazione di alimenti e bevande: i controlli della Polizia Municipale sulla sorvegliabilità dei locali e sulle uscite di sicurezza" Magg. Centrone dott. Giovanni Comandante Dettagli Dipartimento di Elettronica e Informazione
Sommario 1. SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE... 3 2. RIFERIMENTI... 3 3. DEFINIZIONI... 5 4. COMPITI E RESPONSABILITÀ... 5 5. DESCRIZIONE DELL IMMOBILE... 5 6. ORGANIZZAZIONE DEL PIANO DI EMERGENZA... 6 6.1 Dettagli RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DI EDIFICIO PER CIVILE ABITAZIONE ANNI '50
RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DI EDIFICIO PER CIVILE ABITAZIONE ANNI '50 L'edificio oggetto dell'intervento, si trova a Bolzano in via Dalmazia ai numeri 60, 60A e 62 E' stato costruito nei primi anni '50 Dettagli Corso di formazione. Leonardo Lione
Corso di formazione PER ADDETTI ALLA PREVENZIONE INCENDI E GESTIONE DELLE EMERGENZE Leonardo Lione 1 2 ART. 18 d.lgs. 81/08 Obblighi del datore di lavoro e del dirigente designare preventivamente i lavoratori Dettagli DOCUMENTO PRELIMINARE ALLA PROGETTAZIONE
Sede legale: Via G. Cusmano, 24 90141 PALERMO C.F. e P. I.V.A.: 05841760829 Dipartimento Provveditorato e Tecnico Servizio Progettazione e Manutenzioni Via Pindemonte, 88-90129 Palermo Telefono: 091 703.3334 Dettagli LA NUOVA NORMATIVA DEI PROCEDIMENTI DI PREVENZIONE INCENDI PREVENZIONE INCENDI
LA NUOVA NORMATIVA DEI PROCEDIMENTI DI PREVENZIONE INCENDI DVD PAOLO CICIONE 1 REGOLAMENTI DI PREVENZIONE INCENDI E SEMPLIFICAZIONE DPR 689/ 59 e DPR 37/ 98 e DPR 214/06 e DM 16/02/82 DPR 151/ 11 DVD PAOLO Dettagli REGIONE SARDEGNA - DECRETO DELL ASSESSORE DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE ED URBANISTICA 20 DICEMBRE 1983, N. 2266/U.
REGIONE SARDEGNA - DECRETO DELL ASSESSORE DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE ED URBANISTICA 20 DICEMBRE 1983, N. 2266/U. DISCIPLINA DEI LIMITI E DEI RAPPORTI RELATIVI ALLA FORMAZIONE DI NUOVI STRUMENTI URBANISTICI Dettagli (Omissis) Art. 1. (Campo di applicazione).
DECRETO MINISTERIALE 2 aprile 1968, n. 1444 (pubblicato nella g. u. 16 aprile 1968, n. 97). Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra spazi Dettagli C M Y K C M Y K. 5. La normativa
5. La normativa 5.1 Il quadro normativo Numerose sono le norme di riferimento per la pianificazione e la progettazione delle strade. Vengono sinteticamente enunciate quelle che riguardano la regolazione Dettagli Aprile 2007. Prevenzione dei rischi di caduta dall alto nei lavori di manutenzione in quota su pareti e coperture
LINEE GUIDA RELATIVE ALLE MISURE PREVENTIVE E PROTETTIVE DA PREDISPORRE NEGLI EDIFICI PER L ACCESSO, IL TRANSITO E L ESECUZIONE DEI LAVORI DI MANUTENZIONE IN QUOTA IN CONDIZIONI DI SICUREZZA Aprile 2007 Dettagli STIMA DEI COSTI DELLA SICUREZZA
COMUNE DI SANTA MARGHERITA LIGURE Piazza Mazzini, 46 16038 SANTA MARGHERITA LIGURE (GE) REALIZZAZIONE DI IMPIANTI FOTOVOLTAICI SULLE COPERTURE DELLA SCUOLA PRIMARIA A.R. SCARSELLA, DELLA SCUOLA DELL'INFANZIA Dettagli Valvole di zona Serie 571T, 560T, 561T Attuatore elettrotermico Serie 580T
Valvole di zona Serie 571T, 560T, 561T Attuatore elettrotermico Serie 580T 02F051 571T 560T 561T 566T 565T 531T 580T Caratteristiche principali: Comando funzionamento manuale/automatico esterno Microinterruttore Dettagli Come proteggersi dai contatti diretti e indiretti??
Come proteggersi dai contatti diretti e indiretti?? Come proteggersi dai contatti diretti e indiretti?? CEI 64-8 -CAP. 563. CIRCUITI DI ALIMENTAZIONE DEI SERVIZI DI SICUREZZA Parte 563.3: La protezione Dettagli IMPIANTI FOTOVOLTAICI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA INSTALLATI SU EDIFICI
IMPIANTI FOTOVOLTAICI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA INSTALLATI SU EDIFICI LINEE D INDIRIZZO PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI CORRELATI ALL INSTALLAZIONE DI IMPIANTI FOTOVOTAICI SU EDIFICI DESTINATI Dettagli Guida alla corretta applicazione della normativa sull abbattimento delle barriere architettoniche
Comune di Parma Guida alla corretta applicazione della normativa sull abbattimento delle barriere architettoniche A vent anni dall entrata in vigore della più importante legge sull abbattimento delle barriere Dettagli g) prescrivere orari e riservare spazi per i veicoli utilizzati per il carico e lo scarico di cose;
articolo 7: Regolamentazione della circolazione nei centri abitati 1. Nei centri abitati i comuni possono, con ordinanza del sindaco: a) adottare i provvedimenti indicati nell'art. 6, commi 1, 2 e 4; b) Dettagli COMUNE DI RONCO SCRIVIA Provincia di Genova. progetto preliminare relazione di progetto elaborati grafi ci * * *
COMUNE DI RONCO SCRIVIA Provincia di Genova progetto preliminare relazione di progetto elaborati grafi ci ina 1 L Amministrazione comunale di Ronco Scrivia (provincia di Genova) intende integrare la dotazione Dettagli La sicurezza sul lavoro
La sicurezza sul lavoro 1-La storia della sicurezza sul lavoro in Italia 2-I decreti legislativi 626, 81 e i successivi provvedimenti integrativi 3- Il T.U. 81 sostituisce completamente il D. Lgs. 626/94 Dettagli Procedure tecniche da seguire nel caso di sollevamento persone con attrezzature non previste a tal fine
Procedure tecniche da seguire nel caso di sollevamento persone con attrezzature non previste a tal fine INDICE 1. Premessa 2. Scopo della procedura e campo di applicazione 3. Definizioni 4. indicazioni Dettagli Decreto Ministeriale n 236 del 14/06/1989
Decreto Ministeriale n 236 del 14/06/1989 Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica e sovvenzionata Dettagli Linee guida per il montaggio e smontaggio di. ponti a torre su ruote
Opere Provvisionali Linee guida per il montaggio e smontaggio di ANVVFC,, Presidenza Nazionale, dicembre 2008 pag 1 Il DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81 (Pubblicato sulla G.U del 30 aprile 2008) Dettagli CERTIFICATO ACUSTICO DI PROGETTO (D.P.C.M. 5 dicembre 1997)
L ASCENSORE Conoscerlo meglio per gestirlo ed usarlo correttamente. Saper affrontare le emergenze. Quando non usare l ascensore. Cosa fare? Cosa non fare? Questo pieghevole è offerto dal vostro ascensorista Dettagli Sicurezza all IUE. All Istituto è presente la seguente struttura organizzativa in tema di sicurezza:
Sicurezza all IUE In tema di sicurezza l Istituto, che gode dell autonomia prevista dalla Convenzione che lo istituisce e dall Accordo di Sede con l Italia, si ispira ai principi fondamentali della normativa Dettagli CADUTA DALL ALTO E LINEE VITA LA LEGGE PAROLARI
CORSO DI AGGIORNAMENTO PER LA FORMAZIONE DELLE COMPETENZE PROFESSIONALI IN MATERIA DI SICUREZZA NEI CANTIERI EDILI ALLA LUCE DELL ENTRATA IN VIGORE DEL NUOVO TESTO UNICO SULLA SICUREZZA D.Lgs. 9 aprile Dettagli LA TRASMITTANZA TERMICA DEGLI INFISSI: COS'E' E COME SI CALCOLA
LA TRASMITTANZA TERMICA DEGLI INFISSI: COS'E' E COME SI CALCOLA 1. La trasmittanza termica U COS'E? La trasmittanza termica U è il flusso di calore medio che passa, per metro quadrato di superficie, attraverso Dettagli PARAMETRI URBANISTICI ED EDILIZI
PARAMETRI URBANISTICI ED EDILIZI Nel presente fascicolo verranno definiti e trattati i seguenti argomenti: a. Parametri Urbanistici; b. Edifici e parti di Edificio; c. Standard Residenziale per Abitante; Dettagli OPERE INTERNE (art. 9 L.R. 37/85)
timbro protocollo AL RESPONSABILE Area delle Politiche Infrastrutturali e del Territorio DEL COMUNE DI SPADAFORA (ME) OPERE INTERNE (art. 9 L.R. 37/85) OGGETTO: Comunicazione opere interne ai sensi dell Dettagli ISTRUZIONE OPERATIVA N. 10 MANIPOLAZIONE DI ESPLODENTI
Revisione 01 - Maggio 2013 A cura di: Servizio Prevenzione, Protezione, Ambiente e Sicurezza 1 MANIPOLAZIONE ESPLODENTI Premessa Rientrano in questa situazione di rischio tutte le attività che prevedono Dettagli La norma UNI-CIG 7129/08
1 2 3 Ossido carbonio 4 Normale Ordinamento Codice civile Codice Penale Leggi speciali Legge 1083/71 D.P.R. 412/93 -> D.Lgs. 192/05 DM 37/08 5 Premessa: L incontro ha lo scopo di illustrare le principali Dettagli QUADRO GENERALE DELLE PARTICELLE CATASTALI RICADENTI NELLA PERIMETRAZIONE DELLA VARIANTE AL PIANO PARTICOLAREGGIATO DELL'AREA COLLINARE
QUADRO GENERALE DELLE PARTICELLE CATASTALI RICADENTI NELLA PERIMETRAZIONE DELLA VARIANTE AL PIANO PARTICOLAREGGIATO DELL'AREA COLLINARE foglio mappale dimensione in mq 23 42 1.388 mq 23 35 1.354 mq 23 Dettagli Non brucia. Lana di roccia la naturale protezione antincendio. www.flumroc.ch
Non brucia. Lana di roccia la naturale protezione antincendio. www.flumroc.ch Ogni giorno si registrano più di 50 allarmi incendio Pagina 4 Ecco cosa blocca la propagazione di un incendio Pagina 7 Combustibile Dettagli ELENCO PREZZI DI RIFERIMENTO PER IMPIANTI TERMICI INFERIORI A 35 kw Opere di adeguamento dell impianto termico
ALLEGATO A ELENCO PREZZI DI RIFERIMENTO PER IMPIANTI TERMICI INFERIORI A 35 kw Opere di adeguamento dell impianto termico A) SOPRALLUOGHI, VISITE TECNICHE, VERIFICHE DI IMPIANTI A.1) Sopralluogo ed esame Dettagli RESISTENZA AL FUOCO DELLE STRUTTURE
RESISTENZA AL FUOCO DELLE STRUTTURE 1 CLASSIFICAZIONE DI RESISTENZA AL FUOCO DI ELEMENTI COSTRUTTIVI SECONDO NORME, LEGGI E DIRETTIVE IN VIGORE 2 1. CLASSIFICAZIONE DELLA RESISTENZA AL FUOCO 2. CERTIFICAZIONE Dettagli APPROFONDIMENTI SUGLI IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO
APPENDICE 2 APPROFONDIMENTI SUGLI IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO ( a cura Ing. Emiliano Bronzino) CALCOLO DEI CARICHI TERMICI A titolo di esempio verrà presentato il calcolo automatico dei carichi termici Dettagli Principali norme e buona prassi relative agli strumenti di sicurezza da attivare quando si utilizza una PLE
AMBIENTE LAVORO 15 Salone della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro BOLOGNA - QUARTIERE FIERISTICO 22-24 ottobre 2014 Principali norme e buona prassi relative agli strumenti di sicurezza da attivare Dettagli 5.2. Esempio di procedura per l attività di ufficio
Facility management Energy services Engineering General Contracting COMPANY PROFILE Settembre 13 20834 Nova Milanese (MB) 1. Storia e mission FSI Servizi Integrati è una società di servizi giovane, di Dettagli ALLEGATI TECNICI OBBLIGATORI (D.M. 37/08, Delibera 40/04 e succ. mod.)
Foglio n 1 di 6 ALLEGATI TECNICI OBBLIGATORI (D.M. 37/08, Delibera 40/04 e succ. mod.) Intervento su impianto gas portata termica (Q n )= 34,10. kw tot Impresa/Ditta: DATI INSTALLATORE Resp. Tecnico/Titolare: Dettagli RELAZIONE TECNICA 1. 1 - DESCRIZIONE GENERALE DELLE LAVORAZIONI
RELAZIONE TECNICA 1. 1 - DESCRIZIONE GENERALE DELLE LAVORAZIONI Le lavorazioni oggetto della presente relazione sono rappresentate dalla demolizione di n 14 edifici costruiti tra gli anni 1978 ed il 1980 Dettagli Protezione antincendio nell edilizia in legno
DIPARTIMENTO DEI VIGILI DEL FUOCO, DEL SOCCORSO PUBBLICO E DELLA DIFESA CIVILE DIREZIONE CENTRALE PER LA PREVENZIONE E LA SICUREZZA TECNICA AREA PREVENZIONE INCENDI AUTORIZZAZIONE ED ISCRIZIONE DEI PROFESSIONISTI Dettagli DOCUMENTO PRELIMINARE ALLA PROGETTAZIONE
UNIVERSITA' DEGLI STUDI SASSARI UFFICIO TECNICO LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE, RESTAURO CONSERVATIVO E ADEGUAMENTO NORMATIVO DELL EDIFICIO SITO IN SASSARI IN LARGO PORTA NUOVA DOCUMENTO PRELIMINARE ALLA PROGETTAZIONE Dettagli CESP Centro Studi per la Scuola Pubblica VENEZIA
1 COBAS - Comitati di Base della Scuola della provincia di Venezia www.cobasscuolavenezia.it - e-mail: posta@cobasscuolavenezia.it CESP Centro Studi per la Scuola Pubblica VENEZIA In quanti in classe con Dettagli Indagine sui consumi degli edifici pubblici (direzionale e scuole) e potenzialità degli interventi di efficienza energetica
Indagine sui consumi degli edifici pubblici (direzionale e scuole) e potenzialità degli interventi di efficienza energetica Marco Citterio, Gaetano Fasano Report RSE/2009/165 Ente per le Nuove tecnologie, Dettagli REGOLAMENTO PER LA SICUREZZA SUL LAVORO
Pagina 1 di 14 PER LA SICUREZZA SUL LAVORO Via dell oreficeria, 16-36100 VICENZA SERVIZIO EMERGENZE tel. 0444 969 555 S.A.T.E. (Servizio Assistenza Tecnica Espositori) tel. 0444 969 333 Centralino Uffici Dettagli IL MINISTRO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
DECRETO 24 gennaio 2011, n. 20: Regolamento recante l'individuazione della misura delle sostanze assorbenti e neutralizzanti di cui devono dotarsi gli impianti destinati allo stoccaggio, ricarica, manutenzione, Dettagli COMUNICAZIONE EFFETTUAZIONE
Esente da bollo N.B.: presentare almeno 10 giorni prima dell inizio SPAZIO PER ETICHETTA PROTOCOLLO COMUNALE Si consiglia di presentare in triplice copia di cui n.1 timbrata dall Ufficio PROTOCOLLO da Dettagli BONUS MOBILI ED ELETTRODOMESTICI
BONUS MOBILI ED ELETTRODOMESTICI Gli aggiornamenti più recenti Proroga dell agevolazione al 31 dicembre 2015 I quesiti più frequenti aggiornamento aprile 2015 ACQUISTI AGEVOLATI IMPORTO DETRAIBILE MODALITA Dettagli DETERMINAZIONI IN ORDINE ALLE DIMENSIONI DELLE STRADE ED ALLE DISTANZE DI RISPETTO STRADALI E DEI TRACCIATI FERROVIARI DI PROGETTO
DETERMINAZIONI IN ORDINE ALLE DIMENSIONI DELLE ED ALLE DISTANZE DI RISPETTO STRADALI E DEI TRACCIATI FERROVIARI DI PROGETTO (articolo 70 della legge provinciale 5 settembre 1991, n. 22 articolo 64 della Dettagli 2017 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back