Source: http://www.bluenergyprogram.org/newsletter.html
Timestamp: 2019-03-25 16:13:38+00:00
Document Index: 167205017

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art.5', 'art. 6', 'art. 183', 'art. 29', 'art. 180', 'art. 4', 'art.5']

Newsletter - Bluenergy program
· Decreto ricezione direttiva europea D.L. 78/2015
· Decreto ambiente dlgs. n. 152/2006
· Direttiva “NEC” Direttiva Europea riduzione emissioni COM (2013) 920 final 2013/0443
· Legge 4 marzo 2014, n. 46 in attuazione della direttiva 2010/75/UE (Economia circolare)
· Decreto “Scia 2”
· Pacchetto norme europee low-carbon economy
· Accordo di Parigi sul clima COP21
· Schema di decreto legislativo, approvato dal consiglio dei ministri, in attuazione della direttiva 2014/95/Ue del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014
Sintesi delle norme ed entrata in vigore
1. Emissioni con regime di multe per le raffinerie o impianti affini in vigore dal 1 gennaio 2017.
2. Le norme del "decreto milleproroghe" su rifiuti e discariche e del D.L. 78/2015 – in vigore.
3. Tracciabilità dei rifiuti con il sistema Sistri interamente digitalizzato in vigore dal 1 gennaio 2016.
4. Adeguamento degli impianti di incenerimento in vigore dal 10 gennaio 2016.
5. Disincentivazione delle discariche attraverso tassazione – in vigore dal 1 gennaio 2016.
6. Economica circolare (rifiuti zero), modifiche Legge 4 marzo 2014, n. 46, sanzioni sulle emissioni, etc. – in vigore.
7. Decreto Scia 2. Semplificazione del procedimento di rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale (art. 4) e semplificazione degli interventi di bonifica (art.5)
8. Pacchetto norme europee low-carbon economy in fase di approvazione
9. Accordo di Parigi sul clima COP21
10. Schema di decreto legislativo, approvato dal consiglio dei ministri, in attuazione della direttiva 2014/95/Ue del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014 in vigore dal 1 gennaio 2017
1) Emissioni con regime di multe per le raffinerie o impianti affini
Rifiuti: un anno di proroga per il contratto Sistri con Selex
In campo ci dovrebbe essere anche la proroga di un anno, al 31 dicembre 2016, del contratto Sistri tra il ministero dell’Ambiente e la Selex Se-Ma per garantire la prosecuzione del servizio di controllo per la tracciabilità dei rifiuti. Viene prorogato al 1° gennaio 2017, invece, il termine per l’applicazione dei limiti di emissione per gli impianti industriali per consentire l’aggiornamento dell’autorizzazione.
2) Le norme del "decreto milleproroghe" su rifiuti e discariche e del D.L. 78/2015
Il decreto-legge 192/2014 (c.d. decreto milleproroghe, convertito con la legge n. 11/2015), contiene, all'articolo 9, una serie di disposizioni in materia di rifiuti e discariche.
Il comma 1 proroga fino al 31 dicembre 2015, il termine – previsto dall'art. 6, comma 1, lettera p), del D.Lgs. 36/2003 – di entrata in vigore del divieto di smaltimento in discarica dei rifiuti (urbani e speciali) con PCI (Potere calorifico inferiore) superiore a 13.000 kJ/Kg.
Il successivo comma 3 proroga, fino al 31 dicembre 2015, il periodo in cui continuano ad applicarsi gli adempimenti e gli obblighi relativi alla responsabilità della gestione dei rifiuti, al catasto dei rifiuti, ai registri di carico e scarico, nonché al trasporto dei rifiuti, antecedenti alla disciplina relativa al SISTRI. Ulteriori proroghe riguardano l'applicazione delle sanzioni: quelle concernenti l'omissione dell'iscrizione al SISTRI e del pagamento del contributo per l'iscrizione stessa (commi 1 e 2 dell'articolo 260-bis del D.Lgs. 152/2006) si applicano a decorrere dal 1° aprile 2015, mentre le altre sanzioni relative al SISTRI (tra le quali quelle previste dai commi da 3 a 9 del predetto articolo 260-bis) non si applicano per tutto il 2015.
Il comma 4-bis aumenta da 60 a 120 giorni il termine entro cui la Sogin S.p.A. promuove un Seminario nazionale in cui sono approfonditi tutti gli aspetti tecnici relativi al Parco Tecnologico, nell'ambito delle attività di stoccaggio dei rifiuti radioattivi e del combustibile irraggiato.
I commi 4-ter e 4-quater differiscono al 31 dicembre 2015 il termine di scadenza della fase transitoria durante la quale, nel territorio della Regione Campania, le sole attività di raccolta, di spazzamento e di trasporto dei rifiuti e di smaltimento o recupero inerenti alla raccolta differenziata continuano ad essere gestite dai comuni, in luogo del subentro in tali funzioni da parte delle province.
Con il D.L. 78/2015, al comma 9-ter dell'articolo 7, è prevista una disposizione transitoria per l'attribuzione ai rifiuti della caratteristica di pericolo HP14 "ecotossico" (rifiuti che presentano o possono presentare rischi immediati o differiti per uno o più comparti ambientali) nelle more dell'adozione, da parte della Commissione europea, di specifici criteri per l'attribuzione ai rifiuti di tale caratteristica. Si prevede, in particolare, che tale caratteristica venga attribuita secondo le modalità dell'accordo ADR per la classe 9-M6 e M7.
La norma è esplicitamente finalizzata a favorire la corretta gestione dei centri di raccolta comunale per il conferimento dei rifiuti presso gli impianti di destino, nonché per l'idonea classificazione dei rifiuti.
Inoltre con l'articolo 11, comma 16-bis del D.L. 78 del 2015 viene modificata la disciplina in materia di gestione dei rifiuti, relativamente alle definizioni di "produttore di rifiuti", "raccolta" e "deposito temporaneo" riportate, rispettivamente, nelle lettere f), o) e bb) del comma 1 dell'art. 183 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (cd. Codice dell'ambiente).
Si ricorda che il comma 16-bis reca un contenuto identico a quello dell'articolo 1 del decreto legge n. 92 del 2015, abrogato dalla legge di conversione del D.L. 78/2015.
3) Tracciabilità dei rifiuti con il sistema Sistri interamente digitalizzato
Dal primo gennaio il sistema di tracciabilità dei rifiuti diventa totalmente operativo, incluse le relative sanzioni per irregolarità nell’utilizzo del sistema, che potranno anche arrivare fino a maxi multe da 93 mila euro. Il 31 dicembre 2015, infatti, cesserà il «doppio binario» per le imprese e gli enti obbligati ad aderire al sistema di tracciabilità. In sostanza, sarà l’ultimo giorno di utilizzo del sistema tradizionale cartaceo (formulari, registro di carico e scarico e modello unico di dichiarazione ambientale), che nell’ultimo anno ha affiancato il sistema di tracciabilità informatico. Ancora un anno di tempo, invece, per i grandi impianti di combustibili, che devono adeguarsi ai nuovi limiti di emissione: chi chiede una deroga entro fine 2015 avrà tempo fino a fine 2016 per adeguarsi. A disporre questa proroga è il decreto milleproroghe approvato ieri in Consiglio dei ministri. A dettare invece la scadenza del doppio binario Sistri, invece, era stato il decreto Milleproroghe dello scorso anno; più precisamente, l’articolo 9, comma 3, della legge 11/2015, che ha convertito il decreto legge n. 192/2014.
Così, dal prossimo primo gennaio, i soggetti obbligati ad utilizzare il Sistri (e cioè le imprese e gli enti che producono rifiuti pericolosi e che hanno più di 10 dipendenti) non potranno più utilizzare i registri di carico/scarico cartacei ed i vecchi formulari di identificazione dei rifiuti (per capirne di più si veda ItaliaOggi Sette 21 dicembre 2015 ). Dalla stessa data scatteranno poi le sanzioni per irregolarità nell’utilizzo del sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti (articolo 260-bis, commi da 3 a 9, del dlgs. n. 152/2006).
4) Adeguamento degli impianti di incenerimento
Scade il 10 gennaio 2016 il termine entro cui gli impianti di incenerimento e coincenerimento rifiuti storici, ossia già in funzione nel biennio 2003/2004, devono adeguarsi alle nuove regole in materia dettate dal dlgs 152/2006. La prescrizione è imposta dall’articolo 237-viginties-duo del «Codice ambientale» introdotto dal dlgs 46/2014, il provvedimento che ha riformulato la normativa di settore dando attuazione alla direttiva 2010/75/Ue sulle emissioni industriali ed innalzando i parametri di tutela ambientale previsti dall’uscente dlgs 133/2005.
Soggetti interessati. Ai sensi dell’articolo 237-quater del dlgs 152/2006 la nuova disciplina riguarda gli stabilimenti di incenerimento e quelli di coincenerimento di rifiuti solidi o liquidi, ad eccezione di: alcuni impianti di gassificazione o pirolisi (quelli che processano gas purificati non costituenti rifiuti, con emissioni non superiori a quelle del gas naturale); impianti che trattano unicamente rifiuti vegetali ex 237-ter, comma 1, lettera s), numero 2) del Codice ambientale, rifiuti animali ex regolamento (Ce) n. 1069/2009, rifiuti da prospezione e sfruttamento di petrolio e gas in installazioni offshore ed inceneriti a bordo; impianti sperimentali per ricerca, sviluppo e sperimentazione che trattano meno di 50 tonnellate/rifiuti l’anno.
La nuova scadenza del 10 gennaio 2016 interessa in particolare, ai sensi dell’articolo 237-ter del dlgs 152/2006: gli impianti autorizzati prima del 28 dicembre 2002 purché messi in funzione entro il 28 dicembre 2003; quelli oggetto di domanda di autorizzazione chiesta entro il 28 dicembre 2002 e operativi entro il 28 dicembre 2004.
5) Disincentivazione delle discariche attraverso tassazione
PALERMO - 18/12/2015 Sicilia - Per far quadrare i conti sulle tasche dei cittadini, In arrivo Ecotassa Sicilia: nuovo balzello per i siciliani
Almeno il 45 per cento di differenziata. Chi non ci arriverà pagherà di più il già esistente tributo regionale per il conferimento in discarica. La Regione corre ai ripari e nel disperato tentativo di far quadrare i conti della Finanziaria 2016 si è inventata un altro balzello, che si riverserà a caduta, sui contribuenti.
E´ già stata denominata Ecotassa Sicilia perchè la Sicilia è la regione con il più basso volume di raccolta differenziata il governo ha penato bene di colpire quegli enti che non raggiungeranno entro il prossimo anno almeno il 45 per cento di differenziata. In caso contrario pagheranno una aliquota maggiorata rispetto a quella attuale prevista per il conferimento nelle discariche. Basti pensare che la stragrande maggioranza dei comuni siciliani si attesta tra il 10 e il 15 per cento di raccolta differenziata e i conti sono presto fatti. L´assessore all´Ambiente Vania Contraffatto ha iscritto infatti 28 milioni di entrate in Finanziaria. Oltre alla maggiorazione anche in tributo speciale che, sempre calcolando le medie attuali, dovrebbe valere nel primo anno tra i cinque e i sei milioni. Insomma l´ecotassa in salsa siciliana vale 35 milioni di euro. Ma ci saranno anche sconti assicura l´assessore: "I Comuni che avranno raggiunto livelli accettabili di raccolta differenziata avranno uno sconto su queste tasse. È un meccanismo che incentiva a recuperare i ritardi in questo settore".
6) Economica circolare (rifiuti zero) sanzioni sulle emissioni, etc.
La prevenzione dei rifiuti, l'economia circolare (rifiuti zero) e i dati sulla gestione
La citata norma contenuta nell'art. 29 della direttiva è stata recepita nell'ordinamento nazionale con l'art. 180, comma 1-bis, del D.Lgs. 152/2006, che ha altresì previsto che il Ministero dell'ambiente presenti alle Camere, entro il 31 dicembre di ogni anno, a decorrere dal 2013, una relazione recante l'aggiornamento del programma nazionale di prevenzione dei rifiuti e contenente anche l'indicazione dei risultati raggiunti e delle eventuali criticità registrate nel perseguimento degli obiettivi di prevenzione dei rifiuti. In attuazione di tale disposizione, il Ministero dell'ambiente ha presentato, in data 14 gennaio 2015, la relazione recante l'aggiornamento del programma nazionale di prevenzione dei rifiuti aggiornata al 31 dicembre 2014 (Doc. CCXXIV, n. 1).
La prevenzione dei rifiuti rappresenta una delle finalità perseguite dal pacchetto di misure sull'economia circolare, adottato dalla Commissione europea nel luglio 2014, al cui interno in particolare è contenuta la comunicazione "Verso un'economia circolare: un programma a zero rifiuti per l'Europa" (COM(2014)398), su cui la Commissione Ambiente del Senato ha approvato, nella seduta del 19 novembre 2014, la risoluzione Doc. XVIII, n. 80.
La tematica "rifiuti zero" è oggetto di un disegno di legge di iniziativa popolare (Atto Camera n. 1647) all'esame della Commissione Ambiente della Camera.
Lo stato attuale del sistema di gestione dei rifiuti: i rapporti dell'ISPRA
Nel corso del 2014 l'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha diffuso tre diversi rapporti che forniscono una visione di dettaglio dei dati relativi alla gestione dei rifiuti sul territorio nazionale:
il rapporto rifiuti urbani; che fornisce di dati relativi a produzione e raccolta differenziata dei rifiuti urbani e loro successiva gestione, nonché alla gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio e al sistema tariffario;
il rapporto rifiuti speciali, che fornisce i dati relativi alla produzione e alla gestione di tali rifiuti;
il rapporto sul recupero energetico da rifiuti urbani.
d) alla chiusura dell'installazione, nel caso in cui l'infrazione abbia determinato esercizio in assenza di autorizzazione."
7) Decreto Scia 2. Semplificazione del procedimento di rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale (art. 4) e semplificazione degli interventi di bonifica (art.5).
Decreto legislativo attuativo della legge 124/2015, esaminato in via preliminare dal consiglio dei ministri del 15 giugno 2016 in materia di individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti.
8) Pacchetto europeo Low carb
9) Accordo di Parigi COP21
10) Schema di decreto legislativo in attuazione della direttiva 2014/95/Ue del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014 in vigore dal 1 gennaio 2017
Notizie su dati ambientali relative a emissioni in atmosfera e uso di risorse energetiche, di impatto sulla salute, rispetto di diritti umani ed aspetti sociali attinenti il personale. Sono l’oggetto del nuovo obbligo di informativa supplementare per gli enti di interesse pubblico da depositare presso il registro delle imprese con riferimento a partire dagli esercizi con inizio dall’1/1/2017. Pesanti sanzioni fino a 100 mila euro in caso di omissione e fino a 150 mila in ipotesi di falsità delle dichiarazioni. È quanto prevede lo schema di decreto legislativo, approvato martedì dal consiglio dei ministri, di attuazione della direttiva 2014/95/Ue del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, recante modifica della direttiva 2013/34/Ue per quanto riguarda la comunicazione di informazioni di carattere non finanziario e di informazioni sulla diversità da parte di talune imprese e gruppi di grandi dimensioni.
L’adempimento informativo. Il provvedimento introduce per imprese e gruppi di grandi dimensioni l’obbligo di presentare la dichiarazione non finanziaria che riguarda, in particolare, informazioni ambientali e sociali attinenti al personale, al rispetto dei diritti umani, alla lotta contro la corruzione. Sono tenuti alla redazione della citata dichiarazione individuale: le società quotate, le banche e le compagnie assicurative che, nell’ultimo esercizio, abbiano avuto in media più di 500 dipendenti e che abbiano superato specifici parametri fissati dalla direttiva (vedi tabella). Tale adempimento è diretto ad assicurare la comprensione dell’attività di impresa, del suo andamento, dei risultati, e dell’impatto della stessa verso i temi sociali/ambientali. Allo scopo, la stessa dovrà descrivere il modello aziendale di gestione ed organizzazione dell’impresa; le politiche attuate ed i risultati conseguiti, nonché i principali rischi generati o subiti che derivano dall’attività d’impresa, dai suoi prodotti o servizi e dai rapporti commerciali. Le informazioni richieste sono fornite con raffronto a quelle degli esercizi precedenti e deve essere fatta esplicita menzione dello standard di rendicontazione adottato. Gli enti di interesse pubblico che non dovessero praticare politiche attinenti gli ambiti in commento, devono motivare tale scelta nella medesima dichiarazione.
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