Source: http://www.consulentieassociati.it/circolare-di-aggiornamento-fiscale-reverse-charge/
Timestamp: 2019-04-19 06:31:34+00:00
Document Index: 8080844

Matched Legal Cases: ['art.3', 'art.12', 'art.7', 'art.199', 'art.17', 'art.17', 'art.17', 'art.8', 'art.34', 'art.74', 'art.74']

Circolare di aggiornamento fiscale: REVERSE CHARGE | Consulenti E Associati
da Consulenti & Associati | 14/04/15 | Circolari | 0 commenti
L’AGENZIA PUBBLICA L’ATTESA CIRCOLARE ESPLICATIVA IN TEMA DI REVERSE CHARGE
– 81.21.00 Pulizia generale (non specializzata) di edifici;
– 81.22.02 Altre attività di pulizia specializzata di edifici e di impianti e macchinari industriali.
– 43.11.00 Demolizione
– 43.21.01 Installazione di impianti elettrici in edifici o in altre opere di costruzione (inclusa manutenzione e riparazione);
– 43.21.02 Installazione di impianti elettronici (inclusa manutenzione e riparazione);
– 43.22.01 Installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell’aria (inclusa manutenzione e riparazione) in edifici o in altre opere di costruzione;
Installazione di impianti relativi ad edifici – 43.22.02 Installazione di impianti per la distribuzione del gas (inclusa manutenzione e riparazione);
– 43.22.03 Installazione di impianti di spegnimento antincendio (inclusi quelli integrati e la manutenzione e riparazione)
– 43.29.01 Installazione, riparazione e manutenzione di ascensori e scale mobili;
– 43.29.02 Lavori di isolamento termico, acustico o antivibrazioni;
– 43.29.09 Altri lavori di costruzione e installazione n.c.a. (limitatamente alle prestazioni riferite ad edifici).
– 43.31.00 Intonacatura e stuccatura;
– 43.32.01 Posa in opera di casseforti, forzieri, porte blindate;
– 43.32.02 Posa in opera di infissi, arredi, controsoffitti, pareti mobili e simili. La posa in opera di “arredi” deve intendersi esclusa dall’applicazione del meccanismo dell’inversione contabile, in quanto non rientra nella nozione di completamento relativo ad edifici;
– 43.33.00 Rivestimento di pavimenti e di muri;
– 43.34.00 Tinteggiatura e posa in opera di vetri;
– 43.39.01 Attività non specializzate di lavori edili- muratori (limitatamente alle prestazioni afferenti gli edifici);
– 43.39.09 Altri lavori di completamento e di finitura degli edifici n.c.a. “completamento di edifici”.
Reverse charge nel settore energetico (lettera a-ter)
d-bis) trasferimenti di quote di emissioni di gas a effetto serra definite all’art.3 della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003, e successive modificazioni, trasferibili ai sensi dell’art.12 della medesima direttiva 2003/87/CE, e successive modificazioni;
d-ter) trasferimenti di altre unità che possono essere utilizzate dai gestori per conformarsi alla citata direttiva 2003/87/CE e di certificati relativi al gas e all’energia elettrica;
d-quater) cessioni di gas e di energia elettrica a un soggetto passivo-rivenditore ai sensi dell’art.7-bis, co.3, lett.a);
In relazione a tali fattispecie vai in primis ricordato che si tratta di una misura di carattere temporaneo in quanto l’art.199-bis della Direttiva 112/2006 consente di estendere il meccanismo del reverse charge alle operazioni sopra elencate per una durata non inferiore a due anni e non oltre la data del 31 dicembre 2018.
La Circolare n.14/E precisa che nell’ambito applicativo della norma vanno ricompresi i certificati che hanno finalità di incentivazione dell’efficienza energetica o della produzione di energia da fonti rinnovabili, in conformità alle finalità e agli obiettivi della Direttiva n.2003/87/CE, quali ad esempio:
i titoli di efficienza energetica (c.d. certificati bianchi)
le garanzie di origine.
Pertanto, le cessioni di beni e le prestazioni di servizi aventi ad oggetto i titoli sopra richiamati sono soggetti all’applicazione del reverse charge ai sensi dell’art.17, co.6, lettera d-ter), del Decreto Iva.
L’Agenzia inoltre ritiene che debbano essere compresi nell’ambito applicativo della lettera d-ter) anche le:
unità di riduzione delle emissioni (ERU) e
Settore delle fonti rinnovabili
Come affermato nella lettera d-quater) l’estensione del reverse charge riguarda le cessioni di gas e di energia elettrica al “soggetto passivo-rivenditore” inteso come “un soggetto passivo la cui principale attività in relazione all’acquisto di gas, di energia elettrica (…) è costituita dalla rivendita di detti beni ed il cui consumo personale di detti prodotti è trascurabile” (articolo 7-bis), co.3, lett. a) d.P.R. n.633/72).
Sul punto la Circolare n.14/E precisa che
restano escluse dall’ambito applicativo della disposizione in commento le cessioni di gas e di energia elettrica effettuate nei confronti di un consumatore finale;
il meccanismo del reverse charge non può ritenersi applicabile alle cessioni di GPL, in quanto le stesse non avvengono tramite un sistema di gas naturale o reti connesse a tale sistema.
Reverse charge nella cessione dei pallets
Art.74, co.7 d.P.R. n.633/72 “bancali in legno (pallet) recuperati ai cicli di utilizzo successivi al primo”
La Circolare n.14/E sul punto precisa che non è richiesta – come nel caso dei rottami – la condizione che i beni in questione (pallets) siano inutilizzabili rispetto alla loro originaria destinazione se non attraverso una fase di lavorazione e trasformazione, essendo sufficiente, nel caso che qui interessa, che il pallet sia ceduto in un ciclo di utilizzo successivo al primo. Con la locuzione “cicli di utilizzo successivi al primo”, il Legislatore ha voluto fare riferimento a tutte le fasi successive alla prima immissione in commercio del pallet nuovo e conseguentemente, tutte le fasi di rivendita successive alla prima andranno assoggettate al regime dell’inversione contabile.
Infine, la Circolare n.14/E, dopo aver esaminato le singole fattispecie, affronta diverse aspetti applicativi della disciplina che vengono di seguito sintetizzati in forma di rappresentazione schematica.
Rapporto tra split payment e reverse La norma prevede espressamente che le disposizioni relative allo split payment non si applicano qualora l’ente pubblico sia debitore di imposta. I servizi resi alla Pubblica Amministrazione, soggetti al meccanismo dell’inversione contabile, sono unicamente quelli che vengono acquistati da quest’ultima nell’esercizio della propria attività economica.
Applicazione reverse da parte di società consorziate Qualora il consorzio agisca sulla base di un contratto assoggettabile alla disciplina del reverse charge, tale modalità di fatturazione, riverberandosi anche nei rapporti interni, è applicabile anche da parte delle società consorziate per le prestazioni rese al consorzio.
Reverse e regime iva per cassaL’applicazione del meccanismo dell’inversione contabile, costituendo una deroga alle modalità ordinarie di assolvimento dell’imposta, esclude, quindi, l’applicabilità del regime di cash accounting. Pertanto, qualora i soggetti che abbiano optato per l’Iva per cassa, dal 1° gennaio 2015, pongano in essere operazioni che, per effetto e delle nuove disposizioni introdotte dalla Legge di Stabilità 2015, rientrano nel meccanismo del reverse charge, relativamente a tali operazioni non potranno più applicare per il regime di cash accounting.
Reverse e nuovo regime forfettario Non si applica il reverse charge alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate da soggetti che applicano il regime forfetario (si rinvia a Circolare n.37/E/06 con la quale sono stati forniti chiarimenti in merito al regime dei “minimi”).
Reverse nei casi di utilizzo del plafond Con un’interpretazione per certi versi criticabile la Circolare n.14 ha precisato che in caso di emissione di lettera di intento da parte dell’esportatore abituale con riferimento ad operazioni assoggettabili al meccanismo dell’inversione contabile di cui all’art.17, co.6 d.P.R. n.633/72, troverà applicazione la disciplina del reverse charge, che, attesa la finalità antifrode, costituisce la regola prioritaria. Dette operazioni, pertanto, dovranno essere fatturate ai sensi del citato l’art.17, co.6 d.P.R. n.633/72 e non ai sensi dell’art.8, co.1, lett. c) del medesimo d.P.R. n.633/72. Conseguentemente, per tali operazioni non potrà essere utilizzato il plafond.
Soggetti esclusi dal reverse La Circolare n.14/E elenca, a titolo esemplificativo, una serie di soggetti che, beneficiando di particolari regimi fiscali ed essendo di fatto esonerati dagli adempimenti previsti dal d.P.R. n.633/72, sono esclusi dall’applicazione del reverse charge. Si tratta di:
produttori agricoli con volume di affari non superiore a 7.000 euro, di cui all’art.34 co.6 d.P.R. n.633/72;
esercenti attività di intrattenimento di cui alla tariffa allegata al d.P.R. n.640/72 ai quali, agli effetti dell’Iva, si applicano le disposizioni di cui all’art.74, co.6 d.P.R. n.633/72;
enti che hanno optato per le disposizioni di cui alla L. n.398/91;
soggetti che effettuano spettacoli viaggianti, nonché quelli che svolgono le altre attività di cui alla tabella C allegata al d.P.R. n.633/72 che, nell’anno solare precedente hanno realizzato un volume di affari non superiore a 25.822,84 euro, di cui all’art.74-quater, co.5 d.P.R. n.633/72.