Source: https://www.federimpreseitaliaabruzzo.it/decreto-rilancio/
Timestamp: 2020-07-16 17:14:25+00:00
Document Index: 145016677

Matched Legal Cases: ['art. 74', 'art. 162', 'art. 32', 'art. 54', 'art. 85', 'art. 67', 'art. 85', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 54', 'art. 21', 'art. 23', 'art. 21', 'art. 36', 'art. 65', 'art. 34', 'art. 17', 'art. 9', 'art. 68', 'art. 48', 'art. 72']

Decreto rilancio - Federimpreseitalia Abruzzo
Mag 24, decreto rilancio, Senza categoria gestione
Vengono qui di seguito riassunte le principali iniziative previste dal decreto rilancio
IRAP – ESENZIONE VERSAMENTO Art. 24
Il decreto rilancio prevede che non è dovuto dalle imprese con un volume di ricavi non superiore a 250 milioni di euro, nel periodo d’imposta precedente a quello di entrata in vigore del decreto, il versamento:
del saldo Irap dovuto per il 2019;
della prima rata, pari al 40 per cento, dell’acconto Irap dovuto per il 2020
Rimane quindi fermo l’obbligo di versamento degli acconti per il periodo di imposta 2019;
l’acconto per il 2020 è è escluso dal calcolo dell’imposta da versare a saldo per lo stesso periodo d’imposta.
CONTRIBUTI FONDO PERDUTO Art. 25
Il decreto rilancio prevede la concessione di contributi a fondo perduto esentasse.
Soggetti titolari di reddito d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita Iva.
Non possono usufruire quindi del contributo:
i soggetti la cui attività risulti cessata alla data di presentazione dell’istanza;
gli enti pubblici di cui all’art. 74 del TUIR;
gli intermediari finanziari e società di partecipazione di cui all’art. 162-bi s del TUIR;
i soggetti che hanno diritto alla percezione delle indennità previste dagli artt. 27, 38 del D.L. n. 18 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27 del 2020;
i lavoratori dipendenti e i professionisti iscritti alle Casse previdenziali private di cui ai decreti legislativi 30 giugno 1994, n. 509 e 10 febbraio 1996, n. 103.
Il contributo spetta inoltre esclusivamente:
• ai titolari di reddito agrario di cui all’art. 32 del Tuir;
• ai soggetti con un ammontare di compensi di cui all’art. 54, comma 1, del Tuir o un ammontare di ricavi di cui all’art. 85, comma 1, lettere a) e b), del Tuir, relativi al periodo d’imposta 2019, non superiore a 5 milioni di euro;
• se l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi di aprile 2020 è inferiore ai 2/3 dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi di aprile 2019.
Dovrà essere presentata in via telematica all’Agenzia delle Entrate (anche attraverso intermediario abilitato), entro 60 giorni dall’avvio della procedura telematica di presentazione della stessa.
L’istanza dovrà, quindi, contenere altresì un’autocertificazione che il soggetto richiedente non si trova in una delle condizioni ostative di cui all’art. 67 del D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159.
È affidata ad un apposito provvedimento direttoriale.
RAFFORZAMENTO PATRIMONIALE PMI Art. 26
Il decreto rilancio contiene inoltre misure finalizzate al rafforzamento patrimoniale delle Pmi. Si prevede infatti che per i conferimenti in denaro effettuati per l’aumento del capitale sociale di:
Srl (anche semplificate),
che non operano nel settore bancario,finanziario o assicurativo e che abbiano inolte sede legale in Italia, spetta un credito d’imposta pari al 20 per cento.
L’investimento massimo del conferimento in denaro sul quale calcolare il credito d’imposta non può eccedere i 2 milioni di euro.
A tal fine si deve trattare di società in possesso di determinati requisiti prescritti dalla norma, tra i quali, a titolo meramente esemplificativo:
ricavi, di cui all’art. 85, comma 1, lett. a) e b), Tuir, relativi al periodo di imposta 2019, superiori di regola a 5 milioni di euro;
riduzione dei ricavi a causa dell’emergenza Covid-19 nei mesi di marzo e aprile 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente in misura non inferiore al 33 per cento;
aver eseguito entro il 31 dicembre 2020, purché successivamente all’entrata in vigore del decreto-legge in esame, un aumento di capitale a pagamento e integralmente versato.
Per la società beneficiaria del conferimento è previsto quindi un credito d’imposta pari al 50 per cento delle perdite eccedenti il 10 per cento del patrimonio netto, al lordo delle perdite stesse, fino a concorrenza del 30 per cento dell’aumento di capitale.
SUPERAMMORTAMENTO TERMINI Art. 50
Ai fini del superammortamento, il decreto rilancio inoltre, è stato prorogato dal 30 giugno 2020 al 31 dicembre 2020 il termine entro il quale è possibile effettuare la consegna del bene strumentale nuovo sul quale sarà applicata la maggiorazione.
ALIQUOTE IVA e ACCISE – CLAUSOLE di SALVAGUARDIA Art. 123
Prevista l’abrogazione dell’art. 1, comma 718, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di Stabilità 2015) e dell’art. 1, comma 2, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di Bilancio 2019). Di conseguenza, le cosiddette “clausole di salvaguardia” vengono “sterilizzate” in via definitiva, con l’effetto di eliminare l’aumento delle aliquote Iva e delle accise, altrimenti previsto dal 1° gennaio 2021.
CREDITI d’IMPOSTA “ANTI COVID-19” – CESSIONE Art. 122
Fino al 31 dicembre 2021 i soggetti aventi diritto ai crediti d’imposta introdotti per fronteggiare l’emergenza da Covid-19, potranno optare – in luogo dell’utilizzo diretto – per la loro cessione, anche parziale, ad altri soggetti (compresi gli istituti di credito e gli intermediari finanziari). Attuazione della misura E’ demandata all’emanazione di un apposito provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.
VERSAMENTI – SOSPENSIONE DEI TERMINI Artt. 126 e 127
Ritenute redditi lavoro dipendente e assimilati
Ritenute redditi lavoro autonomo e provvigioni
Il decreto rilancio dispone un’ulteriore proroga della sospensione dei termini di versamento prevista dal decreto “Cura Italia” (D.L. 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modifiche dalla legge 24 aprile 2020, n. 27) e dal decreto “Liquidità” (D.L. 8 aprile 2020, n. 23). Si tratta in particolare dei contribuenti indicati dagli artt. 61 e 62, commi 2 e 3, del decreto Cura Italia per i quali era stato sospeso il pagamento di ritenute, Iva e contributi dal 2 marzo al 30 aprile scorso, con ripresa dei pagamenti entro il 31 maggio 2020, appartenenti alle filiere maggiormente colpite dall’emergenza sanitaria e dalle misure di contenimento, nonché delle imprese e professionisti con ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro.
A questi si aggiungono le imprese e i professionisti che, per effetto dell’art. 18 del decreto Liquidità, hanno beneficiato della sospensione dei versamenti fiscali e contributivi scadenti ad aprile e maggio, con ripresa dei versamenti entro il 30 giugno 2020. Si tratta in particolare dei contribuenti con ricavi o compensi fino a 50 milioni che hanno subito un calo del fatturato o dei corrispettivi superiore al 33 per cento e dei soggetti con ricavi o compensi superiori ai 50 milioni che hanno subito una riduzione del fatturato o dei corrispettivi superiore al 50 per cento.
I pagamenti potranno essere effettuati in unica soluzione a partire, come detto, dal 16 settembre 2020 o in quattro rate mensili di pari importo con il versamento della prima rata entro la predetta data .
TAX CREDIT RICERCA & SVILUPPO MEZZOGIORNO
Il decreto rilancio prevede che nelle regioni Abruzzo, Basilicata , Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo di cui al comma 200 dell’art. 1 della legge 27 dicembre 2019, n. 160, inclusi i progetti di ricerca e sviluppo in materia di Covid-19, afferenti a strutture produttive ubicate nel territorio delle stesse, è maggiorata la misura del credito d’imposta previsto dall’art. 1, comma 200, della legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di Bilancio 2020) per gli investimenti in ricerca e sviluppo. In particolare, la misura è aumentata dal 12% al:
25 per cento per le grandi imprese,%
35 per cento per le medie imprese e
45 per cento per le piccole imprese.
VA – MASCHERINE E DPI Art. 124
Si applica l’aliquota Iva del 5 per cento alle cessioni di mascherine e di altri dispositivi medici e di protezione individuale (viene in tal senso modificata la Tabella A, parte IIbis, allegata al D.P.R. 633/72). Fino al 31 dicembre 2020, tali cessioni saranno esenti da Iva, con diritto alla detrazione dell’imposta pagata sugli acquisti e sulle importazioni di beni e servizi afferenti dette operazioni esenti.
SANIFICAZIONE AMBIENTI DI LAVORO – CREDITO d’IMPOSTA Art. 125
Riconosciuto, nel decreto rilancio un credito d’imposta del 60 per cento, fino all’importo massimo di 60 mila euro per ciascun beneficiario, sulle spese, sostenute entro il 31 dicembre 2020 di:
sanificazione degli ambienti di lavoro e degli strumenti utilizzati nell’ambito dell’attività lavorativa;
acquisto di dispositivi atti a proteggere i lavoratori dall’esposizione accidentale ad agenti biologici e a garantire l’incolumità dei lavoratori e degli utenti, come ad ad esempio:
visiere di protezione e occhiali protettivi,
tute di protezione e calzari,
detergenti mani e disinfettanti,
termoscanner,
tappeti o vaschette decontaminanti e igienizzanti,
barriere e pannelli protettivi.
Possono usufruirne gli esercenti attività d’impresa, arte o professione.
ACCERTAMENTI TRIBUTARI – SOSPENSIONI Art. 157
Gli atti di:
irrogazione delle sanzioni,
recupero dei crediti d’imposta,
di rettifica e
relativi ad atti o imposte per i quali i termini di decadenza scadono tra l’8 marzo 2020 e il 31 dicembre 2020 sono emessi entro il 31 dicembre 2020 e sono notificati nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2021, salvo casi di indifferibilità e urgenza, o al fine del perfezionamento degli adempimenti fiscali che richiedono il contestuale versamento di tributi. Controlli formali e avvisi bonari
Dall’8 marzo 2020 al 31 dicembre 2020 non si procede inoltre agli invii:
delle comunicazioni di cui agli articoli 36-bis e 36-ter del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 (controlli formali e automatizzati);
delle comunicazioni di cui all’art. 54-bis del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633;
degli inviti all’adempimento di cui all’art. 21-bis del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modifiche dalla legge 30 luglio 2010 n. 122;
degli atti di accertamento dell’addizionale erariale della tassa automobilistica, di cui all’art. 23, comma 21, del D.L. 6 luglio 2011 n. 98;
degli atti di accertamento delle tasse automobilistiche, limitatamente alle regioni Friuli Venezia Giulia e Sardegna;
degli atti di accertamento per omesso o tardivo versamento della tassa sulle concessioni governative per l’utilizzo di telefoni cellulari di cui all’art. 21, Tariffa allegata al D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 641; elaborati o emessi, anche se non sottoscritti, entro il 31 dicembre 2020.
I termini di decadenza per la notificazione delle cartelle di pagamento sono prorogati di un anno relativamente:
alle dichiarazioni presentate nel 2018, per le somme che risultano dovute a seguito dell’attività di liquidazione prevista dagli articoli 36-bis del D.P.R. 600/73 e 54-bis del D.P.R. 633/72;
alle dichiarazioni dei sostituti d’imposta presentate nel 2017, per le somme che risultano dovute ai sensi degli articoli 19 e 20 del Tuir;
alle dichiarazioni presentate negli anni 2017 e 2018, per le somme che risultano dovute a seguito dell’attività di controllo formale ex art. 36-ter del D.P.R. 600/73.
Relativamente agli atti di cui sopra, notificati nel 2021, non sono dovuti gli interessi per ritardato pagamento e gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo, per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e la data di notifica dell’atto stesso.
AFFITTI – CREDITO d’IMPOSTA Art. 28
Prevista, nel decreto rilancio, l’istituzione di un credito d’imposta del 60 per cento del canone mensile di locazione, di leasing o di concessione di immobili adibiti ad uso non abitativo, destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo.
Possono usufruirne i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente. Condizione necessaria per fruire del credito d’imposta è che i soggetti locatari, se esercenti un’attività economica, abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50 per cento nel mese di riferimento rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente.
Calcolo del credito d’imposta
Il credito d’imposta è commisurato all’importo versato nel periodo d’imposta 2020 con riferimento a ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio e per le strutture turistico ricettive con attività solo stagionale con riferimento a ciascuno dei mesi di aprile, maggio e giugno. Utilizzo del credito d’imposta
Esclusivamente in compensazione successivamente all’avvenuto pagamento dei canoni.
Il credito può inoltre essere ceduto al locatore o al concedente o ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari.
Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini Irap. Seguirà un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.
Il credito d’imposta di cui al presente articolo non è cumulabile con il credito d’imposta di cui all’art. 65 del D.L. 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, in relazione alle medesime spese sostenute.
COMPENSAZIONE CON F24 – NUOVO LIMITE Art. 147
Ai sensi dell’art. 34, comma 1, primo periodo, della Legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Finanziaria 2001), a decorrere dal 1° gennaio 2001 il limite massimo dei crediti d’imposta e dei contributi compensabili ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, o rimborsabili ai soggetti intestatari di conto fiscale, è fissato in 516 mila euro per ciascun anno solare; dal 2014, tale limite è stato elevato a 700mila euro dall’art. 9, comma 2, del D.L. 8 aprile 2013, n. 35. Ora, il decreto in esame dispone che a decorrere dal 2020 il predetto limite è elevato da 700mila a 1 milione di euro.
VERIFICHE EX ART. 48-BIS, D.P.R. 602/73 – SOSPENSIONE Art. 153
Nel periodo di sospensione di cui all’art. 68, commi 1 e 2-bis, del D.L. 18/2020, inoltre, non si applica l’art. 48-bis del D.P.R. 602/1973; di conseguenza, il debitore potrà ricevere il pagamento delle somme di cui è creditore nei confronti delle P.A. anche nel caso in cui sia inadempiente, per un importo pari almeno a 5mila euro, all’obbligo di versamento derivante dalla notifica di uno o più di cartelle di pagamento. La norma si applica anche alle verifiche già effettuate alla data di entrata in vigore del decreto-legge in esame, per le quali l’agente della riscossione non abbia notificato l’ordine di versamento previsto dall’art. 72-bis del D.P.R. 602/1973.
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