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Timestamp: 2018-07-20 10:53:12+00:00
Document Index: 20577391

Matched Legal Cases: ['Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'art. 21', 'art. 30', 'Cass. Sez. ', 'art. 30', 'art. 13']

Chiarimenti. Distinzione tra uccellagione e caccia con mezzi vietati
La linea di demarcazione tra l’uccellagione e la caccia con mezzi vietati è rappresentata dalla possibilità, insita solo nella prima, che vi verifichi un indiscriminato depauperamento della fauna selvatica a cagione della modalità dell’esercizio venatorio e in considerazione della particolarità dei mezzi adoperati (Cass. Sez. 3, n. 11350 del 10/02/2015, Ungaro). Sicché, il reato di uccellagione non può essere integrato quando per il numero delle caratteristiche della fauna selvatica catturata nonché per l’attrezzatura rivenuta sia possibile ammettere, senza alcun dubbio, la predisposizione alla cattura di qualche singolo esemplare, con la conseguenza che non è configurabile il reato di uccellagione quando il materiale sequestrato sia inidoneo e del tutto incompatibile ai fini dell’integrazione di tale fattispecie di reato, proprio perché essa è diretta alla cattura di un numero indiscriminato di esemplari, ivi compresi quelli dei quali la cattura è vietata in modo assoluto, mentre la caccia con mezzi vietati è diretta alla cattura di singoli e specifici esemplari, fermo restando che costituisce uccellagione la cattura di uccelli con “reti da uccellagione” indipendentemente dal fatto che gli uccelli catturati siano abbattuti e mantenuti in vita. (Cass. Pen. Sez. III, Pres. Amoresano, rel. Di Nicola – ud. 23/11/2016, dep. 23/01/2017 n. 3395).
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Mezzi leciti e vietati per l’esercizio della caccia
Caricato il 10 dicembre 2015 da Albert su Rassegna stampa Nessun commento
Cass. Sez. III n. 46526 del 24 novembre 2015 (Ud 28 ott 2015)
Pres. Squassoni Est. Mengoni Ric. Cargnello
Devono ritenersi vietati non soltanto tutti i mezzi diretti ad abbattere la fauna selvatica diversi da quelli specificamente ammessi, ma anche tutti quegli accessori che il detentore aggiunge all'arma per renderla più offensiva e ciò in quanto il legislatore, nell'indicare le caratteristiche che l'arma deve avere per essere lecita, prende in considerazione solo quelle realizzate dal produttore, cosicché qualsiasi modificazione accessoria o sostitutiva di quella propria dell'arma, rende questa diversa da quella prevista dal legislatore e perciò non consentita, poiché in materia di caccia non vige la regola in forza della quale tutto ciò che non è espressamente vietato deve considerarsi consentito, ma quella opposta in base alla quale tutto ciò che non è espressamente consentito deve considerarsi vietato.
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Caccia alle allodole: mezzi vietati
Ci giungono da più parti segnalazioni secondo le quali alcuni addetti alla vigilanza venatoria contestano l'uso di giostre o di civette a funzionamento elettrico nella caccia alle allodole.
Sul punto ci eravamo già espressi in un precedente articolo, ma visto che il problema sussiste ancòra è il caso di ritornarci, seppur succintamente.
Recita l'art. 21, comma 1, lett. r) della L. n. 157/1992 che è vietato "usare a fini di richiamo uccelli vivi accecati o mutilati ovvero legati per le ali e richiami ACUSTICI a funzionamento meccanico, elettromagnetico o elettromeccanico, con o senza amplificazione del suono".
Da altra angolatura, l'art. 30, comma 1, lett. h) della stessa Legge sanziona con l'ammenda fino a lire 3.000.000 …….. "chi esercita la caccia con l'ausilio di richiami vietati di cui all'articolo 21, comma 1, lettera r (cioè quello sopra riportato) . Nel caso di tale infrazione si applica altresì la misura della confisca dei richiami".
È di lapalissiana evidenza, quindi, che il reato contravvenzionale sanzionato con l'ammenda sino a tre milioni delle vecchie lire, riguarda esclusivamente l'uso di mezzi ACUSTICI a funzionamento meccanico, elettromagnetico, ………. non altri. Significa che l'uso di ogni altro mezzo di richiamo, purché non acustico, non è penalmente rilevante.
Per fare un esempio, costituisce reato l'uso del richiamo elettrico, quello alimentato con batterie, non costituisce reato l'uso nella caccia alle allodole della giostra o della civetta finta, seppur a funzionamento elettrico: ciò per il semplice motivo che tali mezzi NON EMETTONO SUONI.
Viagrande, il 23 ottobre 2015
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Mezzi vietati ed uso delle mani
Cass. Sez. III n. 11350 del 18 marzo 2015 (Ud 10 feb 2015)
Pres. Fiale Est. Pezzella
Per l'individuazione dei mezzi con cui è vietata la caccia cui fa riferimento l'art. 30 lett. h) l.157\92 deve necessariamente farsi riferimento al disposto dell'art. 13 della legge medesima, che fornisce tassativa indicazione dei soli mezzi consentiti per l'attività venatoria: il fucile (avente determinate caratteristiche), l'arco ed il falco; tutti gli altri, non essendo "esplicitamente ammessi" da tale norma, sono vietati, ai sensi del comma 5 della stessa. Quindi anche l'uso delle mani, e cioè l'«adprehensio» fisica dei volatili da parte dell'agente, deve ritenersi proibito. Del resto la tutela della fauna selvatica, cui è finalizzata la legge sulla caccia, si realizza attraverso la più ampia protezione possibile degli uccelli, qualunque siano le modalità di cattura o abbattimento di essi, purché non previste, e quindi ulteriori rispetto a quelle dalla norma espressamente ammesse.
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