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Timestamp: 2018-12-16 01:02:19+00:00
Document Index: 179777415

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 1', 'sentenza ']

Pubblicato il 14 December 2018 da Teleconsul Editore S.p.A.
Q 248 1.883,36 1.899,26 1.931,05 1.962,84
1 247 1.875,87 1.891,70 1.923,37 1.955,04
2 209 1.584,95 1.598,35 1.625,14 1.651,93
3 195 1.479,38 1.491,88 1.516,88 1.541,88
4 182 1.383,93 1.395,60 1.418,93 1.442,26
5 169 1.284,80 1.295,63 1.317,30 1.338,97
6 156 1.186,20 1.196,20 1.216,20 1.236,20
7 133 1029,98 1.038,51 1.055,56 1.072,61
8 125 947,80 955,81 971,84 987,87
9 114 864,31 871,62 886,24 900,86
10 100 758,65 765,06 777,88 790,7
Q 250 1.847,55 1.863,89 1.896,57 1.929,25
AS 249 1.836,57 1.852,84 1.885,39 1.917,94
A 212 1.607,20 1.621,06 1.648,77 1.646,48
B1 188 1.389,61 1.401,90 1.426,48 1.451,06
B2/S 182 1.345,30 1.357,20 1.380,99 1.404,78
B2 174 1.285,95 1.297,32 1.320,07 1.342,82
C1/S 161 1.189,92 1.200,44 1.221,49 1.242,54
C1 153 1.130,94 1.140,94 1.160,94 1.180,94
C2 139 1.027,72 1.036,80 1.054,97 1.073,14
C3 129 954,80 963,23 980,09 996,95
D1 121 894,33 902,24 918,06 933,88
D2 111 820,11 827,36 841,87 856,38
E 100 739,15 745,69 758,76 771,83
Sottoscritto, il 22/10/2018, tra LEGACOOP, AGCI e CGIL, CISL, UIL, il Coordinamento Nazionale CGIL-CISL-UIL dei Dirigenti di Azienda delle Imprese Cooperative, l’accordo per l’assistenza sanitaria integrativa
Le parti, con l’accordo recentemente firmato, hanno concordato:
– di rinnovare per uno anno le norme vigenti relative all’assistenza sanitaria integrativa, così come previste dal CCNL 30/9/2013 e modificate con l’accordo del 29/10/2015, mantenendone pertanto invariate le prestazioni;
– di erogare, a partire dall’1/1/2019, una contribuzione annua al fondo mutualistico per ogni dirigente in servizio, pari ad euro 2.250, al fine di garantire la necessaria copertura finanziaria delle garanzie sanitarie a favore dei dirigenti in pensione.
L’applicabilità alle impugnazioni dei licenziamenti collettivi del regime decadenziale connesso al mancato deposito del ricorso giudiziale non deriva dalla modifica normativa introdotta dalla Riforma Fornero, che invece ha avuto natura ricognitiva del regime normativo già applicabile
Una Corte di appello territoriale aveva rigettato il gravame proposto da un datore di lavoro avverso la sentenza del Tribunale di prime cure, con cui era stata dichiarata l’illegittimità del licenziamento collettivo intimato ad un lavoratore, per violazione delle procedure di cui alla L. n. 223/1991. Ricorre così in Cassazione il datore di lavoro, lamentando che la Corte di merito aveva violato le norme sul regime decadenziale dell’impugnativa dei licenziamenti, ritenendo che il termine di decadenza per il deposito del ricorso giudiziale, che segue all’impugnazione stragiudiziale, non trovi applicazione per i licenziamenti collettivi intimati prima dell’entrata in vigore della L. n. 92/2012.
Per la Suprema Corte il ricorso è fondato. Ancor prima, infatti, della modifica dell’art. 5, co. 3, della L. n. 223/1991 ad opera dell’art. 1, co. 46, della L. n. 92/2012, che prevede esplicitamente l’applicazione ai licenziamenti collettivi del regime di impugnazione ex art. 6 della L. n. 604/1966, pur non menzionando tale ultima norma, ne riproduceva esattamente il contenuto – “il recesso può essere impugnato entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione con qualsiasi atto scritto, anche extragiudiziale, idoneo a rendere nota la volontà del lavoratore anche attraverso l’intervento delle organizzazioni sindacali” – sicché deve ritenersi che la modifica prevista dall’art. 1, co. 46, della L. n. 92/2012 – “Ai fini dell’impugnazione del licenziamento (collettivo) si applicano le disposizioni di cui all’art. 6 della legge 15 luglio 1966 n. 604 e successive modificazioni” – non ha affatto natura innovativa, con conseguente effetto ex nunc, bensì ricognitiva del regime normativo applicabile all’impugnazione del licenziamento collettivo, con la conseguenza dell’applicabilità, ai licenziamenti collettivi, anche della successiva disciplina in tema di decadenza dall’impugnazione introdotta dalla L. n. 183/2010, modificata, quanto al termine per il deposito del ricorso giudiziale, ridotto da 270 a 180 giorni dall’art. 1, co. 38, L. n. 92/2012.
Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di semplificazione e sostegno per i cittadini, le imprese e la pubblica amministrazione. E’ stato, inoltre, approvato un disegno di legge di delega al Governo per le semplificazioni, i riassetti normativi e le codificazioni di settore.
Il primo decreto in commento mira a fronteggiare con misure d’emergenza l’attuale situazione di sovraccarico e moltiplicazione degli adempimenti burocratico-amministrativi a carico dei cittadini, delle imprese e della stessa pubblica amministrazione, in modo da agevolare, tra l’altro, la libera iniziativa economica, nonché di assicurare un sostegno alle piccole e medie realtà imprenditoriali che vivono un momento di difficoltà. Tra le principali misure, si prevede:
– l’introduzione di una norma che consentirà, attraverso la creazione di un fondo di garanzia con una dotazione iniziale di 50 milioni di euro, la tutela delle piccole e medie imprese creditrici nei confronti della pubblica amministrazione;
– la modifica di alcuni profili dell’esecuzione forzata, a tutela degli esecutati che siano contestualmente creditori della pubblica amministrazione, con possibilità di evitare la perdita dei propri beni pignorati qualora i crediti verso la PA siano superiori ai debiti fatti valere nella procedura esecutiva;
– la soppressione dell’attuale “Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti” (SISTRI);
– in materia di diritto alla salute, disposizioni temporanee e urgenti per far fronte alla carenza contingente di medici;
– l’immissione a ruolo dei nuovi dirigenti della scuola;
– misure per assicurare la capillare diffusione del sistema di pagamento elettronico, anche attraverso il credito telefonico, in tutta la pubblica amministrazione;
– l’abrogazione dell’entrata in vigore del libro unico del lavoro telematico, che risultava prevista per il prossimo 1° gennaio;
– l’introduzione, in ragione dell’attuale situazione di sovraffollamento delle carceri, di disposizioni urgenti per consentire la celere attuazione del piano di edilizia penitenziaria;
– lo stanziamento dei fondi necessari all’adeguamento del trattamento economico accessorio del personale dipendente della p.a.
Il disegno di legge, poi, di delega al Governo per le semplificazioni, i riassetti normativi e le codificazioni di settore prevede un’ampia delega al Governo, con l’obiettivo complessivo di migliorare la qualità e l’efficienza dell’azione amministrativa, garantire la certezza dei rapporti giuridici e la chiarezza del diritto, assicurare i diritti fondamentali delle persone con disabilità, ridurre gli oneri regolatori gravanti su cittadini e imprese e accrescere la competitività del Paese. In base a tale delega, il Governo dovrà adottare diversi decreti legislativi di semplificazione, riassetto normativo e codificazione, agendo per settori omogenei o per specifiche attività o gruppi di attività, con l’obiettivo semplificare e coordinare sotto il profilo formale e sostanziale il testo delle disposizioni legislative vigenti.
Pubblicato il 13 December 2018 da Teleconsul Editore S.p.A.
Entro il 16 dicembre ricorre il versamento mensile di € 7,65 per dipendente in forza più una quota variabile pari allo 0,60% della retribuzione imponibile (0,45 a carico della ditta e 0,15 a carico del dipendente), tramite modello F24, evidenziando il codice tributo EBNA.
Per agevolare il controllo dello stato di avanzamento di una domanda di NASpI, è previsto il rilascio – entro la fine dell’anno – di una nuova funzionalità dell’app INPS Mobile dedicata alla NASpI, che consentirà agli utenti di consultare lo stato di avanzamento della domanda.
Attraverso queste nuove funzionalità, sarà possibile consultare l’esito della domanda via web attraverso il servizio online dedicato, ricevere avvisi tramite SMS, consultare la domanda sull’app e gli avvisi personalizzati nell’area MyINPS.
È in corso di realizzazione, infatti, un servizio automatico di comunicazione tramite SMS che, con brevi messaggi, comunica l’avvenuta ricezione di una domanda presentata telematicamente e fornisce indicazioni sullo stato di avanzamento della domanda presentata. Inoltre il beneficiario NASpI che abbia fornito il suo recapito telefonico al momento della presentazione della domanda, riceverà SMS che segnalano l’avvio della liquidazione della prima rata della prestazione.
Il beneficiario di NASpI può altresì verificare online l’esito della domanda e lo stato dei pagamenti della prestazione accedendo autonomamente alla propria sezione MyInps – previo inserimento PIN – cliccando sulla voce “I tuoi avvisi”.
Nella sezione dedicata, sarà possibile trovare tre tipi di avvisi:
“avviso di possibile diritto all’indennità NASpI”: avviso con link di accesso alla domanda precompilata (Comunicato Inps 6 dicembre 2018).
Relativamente al licenziamento per motivi disciplinare, l’aggiunta di altri comportamenti disciplinarmente rilevanti non possono viziare il licenziamento medesimo, laddove il lavoratore sia stato licenziato in base al fatto contestato e chiaramente individuato.
Lo ha ribadito la Corte di Cassazione pronunciandosi sul caso di un lavoratore licenziato per motivi disciplinari.
In particolare, la sentenza impugnata ha accertato la sussistenza del fatto contestato, ritenendo irrilevante il generico ampliamento delle ragioni del recesso laddove faceva riferimento ad altri minori comportamenti inadempienti.
I giudici hanno, inoltre, accertato e valutato precedenti comportamenti disciplinarmente rilevanti, accertando anche l’esistenza di altri fatti disciplinarmente rilevanti e dunque, sia pur implicitamente, la correttezza della lettera di licenziamento rispetto alla contestazione.
In proposito, la Suprema Corte di Cassazione ha ribadito che, ciò che rileva nel procedimento disciplinare è essenzialmente la specificità della contestazione, che deve contenere le indicazioni necessarie ed essenziali per individuare, nella sua materialità, il fatto addebitato, mentre il mero e generico riferimento, nella lettera di licenziamento, ad altri minori fatti, pur disciplinarmente rilevanti, in presenza della chiara intenzione di recedere a causa del grave episodio correttamente contestato, non può viziare il recesso, trattandosi di argomenti evidentemente di contorno, sicché una volta accertata l’esistenza del fatto principale chiaramente contestato e posto a base del licenziamento, la discrasia, o l’aggiunta di altri comportamenti disciplinarmente rilevanti, tra la contestazione e le ragioni poste a base del recesso non possono viziare quest’ultimo, rilevando che il dipendente sia stato licenziato in base al fatto contestato e chiaramente individuato, ripetuto nella lettera di licenziamento e giudizialmente accertato.
La Edilcassa Abruzzo pubblica le tabelle contributive vigenti per le diverse province, relative ai CCNL Artigianato, Pmi Confapi, Pmi Confimi, Industria
CONTRATTO EDILIZIA ARTIGIANATOCONTRATTO EDILIZIA PMI ANIE…
Fino al 31 dicembre è possibile attivare la procedura di attribuzione dei piani sanitari valevoli per l’anno 2018 al Fondo Metasalute per i lavoratori della metalmeccanica industria
Per i “PIANI 2018” fino al 31 dicembre 2018 la procedura di assegnazione dei piani 2018 resterà attiva.
Le aziende dovranno attribuire i piani 2018 a tutti i lavoratori neoassunti che saranno inseriti in piattaforma (manualmente o via UNIEMENS) nell’anno corrente.