Source: https://www.danielebrancale.it/avvisi-di-accertamento/stop-alla-notifica-diretta-a-mezzo-posta-degli-accertamenti-impoesattivi.html
Timestamp: 2020-02-18 22:47:56+00:00
Document Index: 35947384

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 29', 'art. 60', 'art. 60', 'art. 29', 'sentenza ', 'art. 29', 'art. 60']

STOP ALLA NOTIFICA DIRETTA A MEZZO POSTA DEGLI ACCERTAMENTI “IMPOESATTIVI”
Con l’art. 29 del D.L. n. 78/2010, conv. in Legge n. 122/2010, è stata introdotta nel nostro ordinamento giuridico una nuova tipologia di avviso di accertamento – c.d. “impo-esattivo” - che racchiude in sé le tre funzioni di accertamento, titolo esecutivo e precetto.
Ordunque, in relazione alla notifica dei c.d. atti impoesattivi “primari”, da un po’ di tempo a questa parte, autorevole dottrina, unitamente ad una certa giurisprudenza di merito, sta affermando sempre più la tesi per cui – stando a quello che dispone l’art. 29, comma 1, lettere a) e b) – non potrebbe ritenersi legittimo l’invio diretto di tali atti per il tramite del servizio postale, essendo, al contrario, più che indispensabile, per il corretto espletamento del procedimento notificatorio, l’intervento del messo dell’ufficio abilitato.
la norma di riferimento - art. 60 del DPR n. 600/73 - richiede esplicitamente l’intervento del messo notificatore e la redazione della relata di notifica, escludendo in tal modo la notifica diretta a mezzo posta raccomandata: << La notificazione degli avvisi e degli altri atti che per legge devono essere notificati al contribuente è eseguita secondo le norme stabilite dagli articoli 137 e seguenti del codice di procedura civile, con le seguenti modifiche: a) la notificazione è eseguita dai messi comunali ovvero dai messi speciali autorizzati dall’ufficio>>.
Nella fattispecie posta al vaglio dei Decidenti d’appello bresciani, la società contribuente aveva impugnato l’avviso di accertamento esecutivo eccependone la giuridica inesistenza, proprio in virtù del fatto che l’Agenzia delle Entrate - in palese violazione dell’art. 60 del DPR n. 600/73 nonché dell’art. 29, c.1 l. a), DL n. 78/2010 - aveva provveduto alla notifica diretta dell’atto per il tramite del servizio postale, senza il necessario ed ineludibile intervento del messo notificatore (interno o comunale).
Dopo aver visto disattese le proprie ragioni dinanzi al Giudice di prime cure, la contribuente riproponeva le proprie doglianze al Collegio del riesame, il quale, nel riformare la sentenza appellata, annullava l’avviso di accertamento impugnato fornendo le seguenti motivazioni:
In tale occasione - diversamente dal caso precedente - si è posto l’accento in maniera particolare sulla natura recettizia degli atti impoesattivi e, quindi, sull’efficacia costitutiva relegata alla notifica degli stessi che, come sottolineato dal Collegio adito, giammai potrà effettuarsi per il tramite di una semplice “raccomandata”.
“Ritiene il Collegio che dalla lettura dei dati normativi citati si evince che l’atto impo-esattivo cd. primario deve essere notificato in senso proprio, tramite un agente della notificazione che deve redigere e sottoscrivere la relativa relata, in considerazione della sua attitudine ad acquisire efficacia esecutiva; …
Riguardo all’atto impo-esattivo cd. primario, l’art. 29 del DL n. 78/2010, al co. 1, lett. a) periodo primo, parla di notificazione senza ulteriori specificazioni, rinviando a quanto disposto dall’art. 60 del DPR n. 600/1973 che disciplina la notificazione eseguita tramite messi…”.
Daniele Brancale, Maria Grazia Mele