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ottobre | 2009 | Sistemi elettorali
Elezioni legislative in Botswana
Quando il Botswana divenne indipendente nel 1966, adottò una forma di stato repubblicana. Il Parlamento è l’organo legislativo supremo, ed è composto da 57 membri eletti, 4 membri eletti dal Presidente, lo Speaker, il General Attorney e il Presidente.
La legge elettorale specifica che nel Botswana è in vigore il FPTP (maggioritario uninominale), e ogni 5 anni si tengono le elezioni.
Le elezioni tenutesi il 16 ottobre 2009 sono state le decime elezioni dal 1966.
lista voti % seggi %
Botswana Democratic Party 290.099 53,26 45 78,95
Botswana National Front 119.509 21,94 6 10,53
Botswana Congress Party 104.302 19,15 4 7,02
Botswana Alliance Movement 12.387 2,27 1 1,75
Independents 10.464 1,92 1 1,75
Botswana People’s Party 7.554 1,39 0 0,00
Marx, Engels, Lenin, Stalin Movement 292 0,05 0 0,00
Tlhoko Tiro Organisation 40 0,00 0 0,00
voti validi 544.647 98,12
voti non validi 10.431 1,88
totale 555.078 100,00 57 100,00
elettorato e affluenza 723.617 76.71
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23 ottobre 2009 at 09:10
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16 ottobre 2009 at 12:30
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Elezioni legislative norvegesi
Ecco i risultati delle ultime elezioni legislative in Novergia:
164.924,00
Christian People’s (KrF)
148.526,00
Conservative (H)
461.974,00
Labour Party (Ap)
948.338,00
613.737,00
166.077,00
72.294,00
2.679.900,00
Livello di disproporzionalità
Qui di seguito, la disproporzionalità del sistema norvegese, calcolata sulle elezioni legislative dal 1989 ad oggi.
Il sistema elettorale norvegese si basa sul principio della rappresentanza proporzionale in circoscrizioni plurinominali.
Il paese è suddiviso in 19 circoscrizioni corrispondenti alle province, inclusa la municipalità di Oslo che è una provincia a se stante. Il numero dei parlamentari è di 169, eletti per un periodo di 4 anni.
La determinazione del risultato elettorale è definita in due passaggi. Nel primo si stabilisce il numero di seggi spettanti a ciascuna lista Con il metodo Sainte-Lague modificato (ciò significa che il numero dei voti ottenuti dalla singola lista viene prima diviso per 3,5,7,9…etc..etc).
Quindi si eleggono i candidati delle varie liste.
57 957 (1)
57 758 (2)
28 465 (3)
18 782 (6)
27 046 (4)
13 283 (9)
16 228 (7)
16 172 (8)
11 591 (10)
11 551 (11)
I conservatori conquistano i seggi 1, 4, 7 and 10
I laburisti conquistano i seggi 2, 5, 8 and 11
I progressisti conquistano i seggi 3 and 9
I socialisti conquistano il seggio 6
Ci sono alcune eccezioni alle regole menzionate:
1 – “Levelling seats”: questi seggi sono creati per risolvere cià che viene ritenuto ingiusto: un partito potrebbe in teoria ottenere un numero di voti totali non sufficientemente alto per conquistare un mandato in ogni provincia. Un partito deve raggiungere il 4% del totale dei voti per poter concorrere ai “levelling seats”
2 – addizionale rurale: circoscrizioni scarsamente popolate ottengono più mandati rispetto alla popolazione residente. Questo meccasnismo cerca di evitare che il voto nella città abbia maggior peso rispetto al voto delle campagne, anche se questa regola è stata oggetto di recenti critiche.
3 – pochi partiti, pochi mandati: tutti i 7 partiti rappresentati in parlamento concorrono nelle 19 province. Oltre a questi, altri 21 partiti si sono presentati alle ultime elezioni. Queste liste competono tutte per gli stessi seggi e nelle circoscrizioni con pochi mandati, nessuna di queste liste ha speranze di ottenere un seggio. Ciò è parzialmente compensato dai “levelling seats”, ma solo per quei partiti che superano lo sbarramento del 4%.
Per le elezioni del 2009, questa è la distribuzione dei seggi, inclusi i “levelling seats”:
12 ottobre 2009 at 08:27
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Sistema tedesco proprio non è (un articolo di G.Sartori)
In considerazione delle elezioni tedesche appena tenute, riporto in questo post un articolo di Giovanni Sartori apparso sul Corriere della Sera il 30-05-2000.
SISTEMA TEDESCO PROPRIO NON E’
Il fiasco referendario ha riaperto a tutto campo la partita della riforma elettorale. Secondo me, è bene. Perché rivotare una terza volta con un sistema elettorale sbagliato, che non produce né vere maggioranze né governi in grado di governare, sarebbe sommamente stupido. E non vale obiettare che gli italiani non si interessano. Al grosso pubblico importano i risultati, non gli strumenti. Il che non toglie che senza strumenti non ci sono risultati. Senza orologio (strumento) non sappiamo che ora è, senza elettricità rimaniamo al buio, senza aeroplani non si vola. Ma non dobbiamo tutti sapere come si fa a fare orologi, a produrre elettricità, a progettare aerei. E dunque gli strumenti sono necessari, anche se il grosso pubblico se ne disinteressa. Al momento (metto le mani avanti, perché noi siamo i grandi maghi del momentaneo), la proposta di riforma elettorale sul tappeto è quella di Berlusconi, che propone il “modello tedesco”. Perché no? Ho sempre detto che quel modello è accettabile, anche se non costituiva la mia prima preferenza. Ma non è accettabile, mi debbo subito affrettare a dire, che venga falsato e snaturato in suo nome, chiamandolo “tedesco”.
Il sistema tedesco è un sistema (misto) di “proporzionale personalizzata” che frena la crescita dei partiti con una soglia di sbarramento del 5 per cento. Pertanto questo sbarramento ne è la caratteristica irrinunciabile. Non deve essere abbassato né può essere accoppiato con alleanze o “apparentamenti” elettorali: il che dovrebbe andare senza nemmeno essere detto, visto che nei sistemi proporzionali gli apparentamenti non hanno ragion d’essere. Esistono soltanto quando esiste un premio di maggioranza. E il punto è che premio di maggioranza e sbarramento sono incompatibili, dato che il primo cancella il secondo. Se i partiti si possono apparentare, allora (è successo in Grecia) anche uno sbarramento del 40 per cento può essere vanificato.
Eppure tutti o quasi tutti si sono precipitati a proporre che il sistema tedesco venga “migliorato” da un premio di maggioranza. Come si spiega? Stupidità? Incompetenza? Malafede? Non saprei, ma certo un po’ di tutte e tre. È davvero la riprova del livello di abissale impreparazione dei nostri reggitori.
Non contenti di questo primo supposto miglioramento, i nostri reggitori ne chiedono un secondo: la designazione o elezione diretta del premier. Ma questo è il sistema israeliano, non il sistema tedesco. E anche a questo effetto la contraddizione è stridente. Il sistema tedesco è un sistema che in vari modi rafforza l’esecutivo nel pieno rispetto del principio della sovranità del Parlamento. L’elezione diretta del premier crea invece un perfetto bastardo che non è più, in nessun modo, riconducibile a un sistema parlamentare ma che non è nemmeno riconducibile a un sistema presidenziale né semi- presidenziale di elezione diretta del capo dell’esecutivo. Non dubito che questo bastardo ci potrà essere venduto come una terza via. Lo è: ma come somma di difetti. Perché qui abbiamo un premier onnipotente che schiaccia il Parlamento, ma che è a sua volta schiacciato e reso impotente dalla coalizione delle “cento padelle” che gli ha procurato la vittoria.
Avremo mai riforme sensate? Il guaio è che non abbiamo politici “da riforma” ma solo politici “da compromesso”, imbonitori per i quali fare politica è soltanto l’arte d’escogitare pastette che mettano d’accordo amicucci e nemicucci. Se Berlusconi chiede una rana, Veltroni gli contropropone una trota, e l’idea è di arrivare a un innesto di rana e trota, alla rana-trota. Si accomodino. Ma non lo chiamino sistema tedesco “migliorato”. Nel mostriciattolo che stanno approntando, nulla è tedesco e tutto è pasticcio.
1 ottobre 2009 at 10:15
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Elezioni politiche tedesche 27-09-2009
Elezioni del Bundestag del 27-09-2009
Quello tedesco è un sistema parlamentare bicamerale, in cui i due rami del parlamento sono costituiti da Bundestag e Bundesrat.
In sintesi il sistema elettorale in vigore è un sistema elettorale proporzionale personalizzato con meccanismi di correzione.
Meccanismi di correzione: la clausola di sbarramento e il mandato in sovrannumero altera la rappresentatività proporzionale pura, escludendo i piccoli partiti e permettendo ai candidati vincitori nel collegio uninominale di essere eletti nonostante la forza politica abbia ottenuto un numero inferiore di voti a livello proporzionale privilegiando l’aspetto dell’elezione personale data dall’elettore.
Il moderno sistema elettorale tedesco
La legislazione elettorale in vigore risale al 1956.
L’elettore tedesco ha a disposizione due voti (Erststimme e Zweitstimme).
Con l’Erststimme l’elettore vota i candidati nei collegi uninominali. Il numero dei collegi uninominali è pari alla metà del totale dei deputati del Bundestag. Quindi per un totale di 598 abbiamo 299 collegi uninominali suddivisi nei vari Land. Il voto è finalizzato a determinare la rappresentanza personale.
Tutti i deputati vengono considerati in un unico collegio nazionale. Per ogni partito che supera la clausola di sbarramento (al 5%) si fa questa operazione: Il numero dei voti di ciascun partito ottenuti a livello nazionale viene diviso per il numero dei voti totali validi da prendere in considerazione (si escludono i voti degli elettori attribuiti a quei piccoli partiti che non raggiungono il 5%), il risultato viene moltiplicato per 598 (il numero dei deputati del Bundestag designati secondo questo sistema).
Si otterrà così il numero di seggi che complessivamente spettano a ciascun partito. A questo punto la composizione politica del Bundestag è già determinata, poiché sappiamo quanti seggi dei 598 ciascun partito ha ottenuto. La clausola di sbarramento è un meccanismo selettivo, non possono partecipare al riparto dei seggi i partiti che non superano a livello nazionale il 5% dei voti validamente espressi (attribuiti dai cittadini attraverso la Zweitstimme). Tuttavia se un partito ha ottenuto meno del 5% accede comunque al riparto dei seggi se contemporaneamente vince almeno in 3 collegi uninominali (attraverso l’ Erststimme).
Nell’ultimo passaggio si prende in considerazione il voto espresso dagli elettori per i collegi uninominali, l’Erststimme. Si avrà quindi una competizione personale tra i vari candidati di una stessa lista di partito. I candidati vincitori nei collegi uninominali collegati ad un partito vengono eletti fino a raggiungere il numero di seggi complessivo spettante a quello stesso partito a livello locale determinato al passaggio 2). Quando i vincitori nei collegi uninominali collegati al partito non sono sufficienti per coprire il numero di seggi spettante a quel partito, i residui seggi verranno assegnati secondo l’ordine dei candidati della lista elettorale del partito fino a raggiungere il numero determinato. Quando invece i vincitori nei collegi uninominali collegati al partito superano il numero di seggi spettante a quel partito vengono mantenuti ed eletti ugualmente per tutelare il carattere personale dell’elezione che caratterizza l’Erststimme. In questo caso quindi aumenta il numero complessivo dei seggi totali del Bundestag. Questi parlamentari eletti costituiscono mandati in sovrannumero.
La determinazione del numero complessivo di componenti del Bundestag può variare da una legislatura all’altra, esso sarà uguale a 598 o superiore. I parlamentari eccedenti il numero di 598 che costituiscono i mandati in sovrannumero sono designati esclusivamente secondo il sistema dei collegi uninominali come abbiamo appena visto.
Riepilogo Nazionale 2009
Membri eletti col maggioritario
Christian-Democratic Union 13.852.743 32,04% 173 57,86%
Christian Social Union 3.190.950 7,38% 45 15,05%
CDU-CSU 17.043.693 218
Free Democratic Party 4.074.115 9,42% 0 0,00%
Social Democratic Party 12.077.437 27,93% 64 21,40%
The Left 4.790.007 11,08% 16 5,35%
The Greens 3.974.803 9,19% 1 0,33%
Others 1.275.763 2,95% 0 0,00%
Totale 43.235.817 100,00% 299 100,00%
Membri eletti col proporzionale
Christian-Democratic Union 11.824.794 27,27% 21 6,50%
Christian Social Union 2.830.210 6,53% 0 0,00%
CDU-CSU 14.655.004 21
Free Democratic Party 6.313.023 14,56% 93 28,79%
Social Democratic Party 9.988.843 23,04% 82 25,39%
The Left 5.153.884 11,89% 60 18,58%
The Greens 4.641.197 10,70% 67 20,74%
Others 2.605.591 6,01% 0 0,00%
Totale 43.357.542 100,00% 323 100,00%
Lista % voti prop. seggi tot. % seggi
CDU 27,27% 194 31,19%
CSU 6,53% 45 7,23%
CDU-CSU 33,80%
FDP 14,56% 93 14,95%
SPD 23,04% 146 23,47%
Left 11,89% 76 12,22%
Greens 10,70% 68 10,93%
Others 6,01% 0 0,00%
Totale 100,00% 622 100,00%
1 ottobre 2009 at 09:41
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