Source: http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/dirbenicult/normativa/decretiecircolaribca/D27aprile1998.htm
Timestamp: 2017-11-23 13:08:10+00:00
Document Index: 92677403

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 31', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 9']

Visto il decreto assessoriale n. 7092 del 29 luglio 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n. 46 del 9 settembre 1995, con il quale l'area di Monte Scalpello e Monte Turcisi, ricadente nel territorio comunale di Castel di Judica, è stata dichiarata temporaneamente immodificabile, ai sensi della legge regionale 30 aprile 1991, n. 15;
Visto il decreto assessoriale di proroga n. 7001 del 12 agosto 1997, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n. 49 del 6 settembre 1997, con il quale è stato prorogato per un ulteriore biennio il vincolo sopra descritto;
Esaminato il verbale n. 61 redatto nella seduta del 26 luglio 1997, nel quale la Commissione provinciale per la tutela delle bellezze naturali di Catania ha proposto di sottoporre a vincolo paesaggistico, ai sensi della legge 29 giugno 1939, n. 1497, la parte di territorio comunale di Castel di Judica corrispondente al rilievo di Monte Turcisi, ricadente nel comune di Castel di Judica, delimitata perimetralmente secondo quanto descritto nel verbale n. 61 del 26 luglio 1997 a cui si rimanda e che fa parte integrante del presente decreto;
Accertato che il verbale n. 61 del 26 luglio 1997 è stato pubblicato all'albo pretorio del comune di Castel di Judica dal 20 ottobre 1997 al 20 gennaio 1998 e depositato nella segreteria del comune stesso, per il periodo prescritto dalla legge n. 1497/39;
Ritenuto che le motivazioni riportate nel succitato verbale del 26 luglio 1997, a supporto della proposta di vincolo, sono sufficienti e congrue e testimoniano di un ambiente singolarissimo che presenta tutti i requisiti per essere oggetto di una studiata e corretta tutela che impedisca alle bellezze naturali e paesaggistiche della zona in questione di subire alterazioni di degrado irreversibili;
Considerato, quindi, nel confermare la proposta di vincolo in argomento, di potere accogliere nella loro globalità le motivazioni, espresse in maniera sufficiente e congrua dalla Commissione provinciale per la tutela delle bellezze naturali di Catania nel verbale n. 61 della seduta del 26 luglio 1997 e correttamente approfondite nello stralcio planimetrico allegato al verbale stesso, documenti ai quali si rimanda e che formano parte integrante del presente decreto;
Ritenuto, pertanto, che nella specie ricorrono evidenti motivi di pubblico interesse per il cospicuo carattere di bellezze naturali e di singolarità geologica, che suggeriscono l'opportunità di sottoporre a vincolo paesaggistico la parte di territorio comunale di Castel di Judica, corrispondente al rilievo di Monte Turcisi ricadente nel comune di Castel di Judica, in conformità alla proposta del 26 luglio 1997 verbalizzata dalla Commissione provinciale per la tutela delle bellezze naturali e panoramiche di Catania;
Rilevato che l'apposizione del vincolo comporta soltanto l'obbligo per i proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo, degli immobili ricadenti nella zona vincolata, di presentare alla competente Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali, per la preventiva autorizzazione, qualsiasi progetto di opere che possa modificare l'aspetto esteriore della zona stessa;
Per le motivazioni espresse in premessa, la parte di territorio comunale di Castel di Judica, corrispondente al rilievo di Monte Turcisi, ricadente nel territorio comunale di Castel di Judica, area meglio descritta nel verbale n. 61 del 26 luglio 1997 della competente della Commissione provinciale per la tutela delle bellezze naturali e panoramiche di Catania e delimitata con pallinato nero nella corografia allegata che insieme al verbale forma parte integrante del presente decreto, è dichiarata di notevole interesse pubblico, ai sensi e per gli effetti dell'art. 1, numeri 1 e 4, della legge 29 giugno 1939, n. 1497 e dell'art. 9 del relativo regolamento di esecuzione, approvato con R.D. 3 giugno 1940, n. 1357.
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, unitamente al verbale n. 61 redatto nella seduta del 26 luglio 1997 dalla competente Commissione provinciale per la tutela delle bellezze naturali e panoramiche di Catania ed alla planimetria di cui sopra è cenno, ai sensi degli artt. 4 della legge n.1497/39 e 12 del R.D. n. 1357/40.
Una copia della Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana contenente il presente decreto sarà trasmessa entro il termine di mesi uno dalla sua pubblicazione, per il tramite della competente Soprintendenza, al comune di Castel di Judica, perché venga affissa per tre mesi naturali e consecutivi all'albo pretorio del comune stesso.
Altra copia della predetta Gazzetta, assieme alla planimetria della zona vincolata, sarà contemporaneamente depositata presso gli uffici del comune di Castel di Judica ove gli interessati potranno prenderne visione.
La Soprintendenza competente comunicherà a questo Assessorato la data dell'effettiva affissione del numero della Gazzetta sopra citata all'albo del comune di Castel di Judica.
Palermo, 27 aprile 1998.
Verbale n. 61 del 26 luglio 1997
L'anno 1997, il giorno 26 del mese di luglio alle ore 8,30 nella sede della Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali di Catania in via Luigi Sturzo n. 62, si è riunita a seguito di avvisi di convocazione del 21 luglio 1997 prot. n. 1144 (fax + racc. A.R.), la Commissione provinciale per la tutela delle bellezze naturali e panoramiche di Catania, costituita in ordine all'art. 2 della legge 29 giugno 1939, n. 1497 e successive modifiche di cui al D.P.R.S. n. 805 del 3 dicembre 1975, art. 31, con D.A. n. 8610 del 24 dicembre 1994, per discutere il seguente:
(raccomandata del 21 luglio 1997 prot. n. 1144)
1) lettura, approvazione e sottoscrizione dei verbali n. 59 e 60;
2) Licodia Eubea: proposta di vincolo di singolarità geologica della Grotta Salinelle;
3) Castel di Judica: proposta di vincolo di parti del territorio comunale (Monte Turcisi);
4) Vizzini: proposta di vincolo di parte del territorio comunale ("Concerie" e zone circostanti);
1) dott.ssa Francesca Migneco, soprintendente ai beni culturali ed ambientali di Catania - presidente;
2) arch. Giuseppe Dato - componente;
3) prof. Nunzio Famoso - componente;
4) dott. ing. Ignazio Sansone, ingegnere capo del Corpo regionale delle miniere di Catania;
5) mar. Francesco Fasanaro - delegato dell'Ispettorato ripartimentale delle foreste di Catania.
Assiste in qualità di segretario, ai sensi dell'art. 3 del R.D. n. 1357/40, il dott. Franco La Fico Guzzo, funzionario della Soprintendenza, nominato con nota protocollo n. 1143 del 21 luglio 1997.
Partecipa alla riunione, per chiarimenti sui vari aspetti relativi alle proposte dei vincoli in esame, il dott. G. Li Rosi, dirigente tecnico geologo della Soprintendenza di Catania.
Alle ore 8,30 il presidente, dott.ssa Francesca Migneco, constatato il numero legale dei componenti la commissione, ai sensi dell'art. 5 del regolamento del 3 giugno 1940, n. 1357, dichiara aperta la seduta porgendo un cordiale saluto di benvenuto ai presenti.
Il presidente inizia la seduta, invitando il dott. La Fico a leggere i verbali delle sedute precedenti. Dopo la lettura i componenti confermano e sottoscrivono i verbali n. 59 del 12 luglio 1997 e n. 60 del 19 luglio 1997.
Non avendo altro da discutere riguardo all'argomento si passa alla trattazione del 3° punto all'ordine del giorno, riguardante la proposta di vincolo di parti del territorio comunale di Castel di Judica (Monte Turcisi). Il presidente invita il dott. Li Rosi ad esporre le ragioni della proposta di vincolo.
Il Monte Turcisi fa parte della dorsale che si estende per una lunghezza di circa 2,0 Km. in direzione est-ovest al confine fra le province di Catania e di Enna.
La porzione di territorio oggetto della presente proposta di vincolo ricade nel territorio comunale di Castel di Judica. Sulla carta topografica edita dall'I.G.M. questa interessa la tavoletta "Monte Turcisi" F° 269 II N.O.
Il monte per la sua posizione e le sue caratteristiche morfologiche può essere considerato, assieme a Monte Scalpello e Monte Judica, l'estremo lembo orientale della catena dei Monti Erei che occupa la zona centrale dell'isola. Esso rappresenta il primo rilievo al margine settentrionale della Piana di Catania, da cui è chiaramente visibile la sagoma. Dalla sua vetta si domina un panorama che spazia dalla Piana di Catania, ai Nebrodi, agli Erei, alle colline di Caltagirone, al massiccio etneo e si possono intravedere alcuni dei centri abitati circostanti (Catenanuova, Paternò, Motta S. Anastasia, Belpasso, Catania, ecc.).
Oltre alle valenze paesaggistiche Monte Turcisi possiede alcune peculiarità di carattere geologico, botanico e faunistico, che ne fanno un complesso naturale di rilevante valore.
Infatti, la successione stratigrafica dei terreni che lo formano, conosciuta in letteratura come "Unità di Monte Iudica", molto ricca di fossili triassici, rappresenta un'anomalia per la sua posizione molto più esterna rispetto ad altre analoghe formazioni della Sicilia settentrionale.
Tale successione inizia con una "Alternanza argilloso-calcareo arenacea" ("Formazione Mufara"), ricca di faune fossili ad ammonoidi, a lamellibranchi e a gasteropodi, appartenente al Carnico medio-superiore; seguono, in alto, "Calcari con Selce", del Carnico Superiore, "Radiolariti" giurassiche con vulcaniti, marne e calcari marnosi rossi e biancastri in facies di "scaglia" ed infine "Argille marnose ed arenarie glauconitiche" dell'Oligocene-Miocene superiore-medio.
Fra i termini descritti specie i "Calcari con selce" e le "Radiolariti" formano degli affioramenti molto suggestivi e spettacolari per la varietà dei colori e delle forme e la creazione di pareti a strapiombo che incombono sulla vallata sottostante.
Dal punto di vista botanico, la vegetazione presente è molto rada e di tipo prevalentemente spontaneo, con arbusti e piante tipiche mediterranee, che si adattano al clima particolarmente arido e ai terreni di litologia roccioso-pietrosa.
Sotto l'aspetto faunistico la ridotta frequentazione dei luoghi ha favorito il proliferare di conigli selvatici, lepri, donnole, istrici, ricci, talpe, piccoli roditori e rapaci.
E' da segnalare infine la presenza, sulla sommità del monte, di alcuni manufatti che rivestono, nell'ambito geografico della zona d'inquadramento, notevole importanza dal punto di vista archeologico. Si tratta dei resti di una fortezza greca (phrourion), posta a dominare l'imbocco della valle del Dittaino.
La sommità è difesa su tre lati da una cortina muraria in tecnica pseudo-isodoma di ottima fattura, che raggiunge in un punto l'altezza di circa 4 m. e che è uno dei migliori esempi di tale tecnica in Sicilia. Nel tratto meglio conservato è presente una porta di tipo sceo.
Il phrourion mostra di avere avuto due fasi costruttive, la prima forse di epoca arcaica, la seconda, caratterizzata da un avancorpo con tecnica muraria un pò diversa (blocchi più piccoli lavorati a bugnato), è probabilmente di età dionigiana (V-IV secolo).
L'area della fortezza fu nel '600 occupata da un eremo, al quale appartengono probabilmente buona parte delle rovine visibili.
Il pianoro sottostante la cima mostra tracce di occupazione legate probabilmente alla presenza della guarnigione militare greca.
Intervengono alternativamente tutti i componenti la commissione esprimendo adesione alle tesi esposte.
Esaurita la discussione, il presidente prega i componenti la commissione, dopo aver invitato i funzionari esterni alla commissione ad allontanarsi, e dopo che questi si sono allontanati, di esprimere singolarmente il proprio voto sul seguente trattato:
- proposta di vincolo di parti del territorio comunale di Castel di Judica e più precisamente dell'area di Monte Turcisi.
4) ing. Ignazio Sansone - ingegnere capo del Corpo regionale delle miniere di Catania;
- considerato che l'area di Monte Turcisi risulta di grande pregio geomorfologico, geologico e naturalistico;
- esaminata la ricca ed esauriente documentazione fotografica approntata dalla Soprintendenza;
All'unanimità con il voto favorevole dei sigg.ri:
5) mar. Francesco Fasanaro - delegato dell'Ispettorato ripartimentale delle foreste di Catania;
di proporre al competente Assessorato, di sottoporre a vincolo ai sensi della legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 1, n. 1° e n. 4° e dell'art. 9 del regolamento 3 giugno 1940 n. 1357, la parte di territorio comunale di Castel di Judica corrispondente al rilievo di Monte Turcisi, evidenziata in giallo nella corografia I.G.M. in scala 1:25.000 e delimitata con pallinato nero.
- partendo dall'ingrosso meridionale della Masseria Turcisi il limite segue la strada sterrata che aggira la base del monte in direzione ovest fino ad incontrare la regia trazzera Cuba Monaco e proseguire su di questa in direzione sud fino ad incontrare la strada provinciale 102/II Sferro - Castel di Judica. Da qui il limite si muove in direzione est fino a raggiungere e proseguire, sempre nella stessa direzione, sulla strada comunale Passo Ladrone-Paternò. Quindi raggiunto l'incrocio con la strada interpoderale che attraversa il Vallone Turcisi prosegue su di questa in direzione nord-ovest fino alla strada d'accesso all'omonima masseria. Da questo punto il limite segue la suddetta strada in direzione sud fino alla strada sterrata che sul lato nord passa accanto al muro esterno della Masseria Turcisi e si congiunge all'ingresso meridionale, punto di partenza del perimetro del vincolo.
Esauriti tutti i punti dell'ordine del giorno, il presidente ringrazia gli intervenuti e dichiara sciolta la seduta alle ore 10,30.
Il presidente: Migneco
Il segretario: La Fico Guzzo
Dato - Famoso - Sansone - Fasanaro
Planimetria - [non disponibile, vedasi G.U.R.S. 13 giugno 1998, n. 30].