Source: https://www.abamc.it/didattica
Timestamp: 2020-03-31 12:49:03+00:00
Document Index: 162419064

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 10']

Didattica - Accademia Belle Arti Macerata
Di seguito i regolamenti didattici completi dei corsi accademici di primo e secondo livello e delle tesi
REGOLAMENTO CORSI DI LAUREA PER IL CONSEGUIMENTO DEL DIPLOMA ACCADEMICO DI PRIMO LIVELLO
DURATA NOMINALE DEI CORSI: 3 anni per complessivi 180 CFA
TIPOLOGIA DEI CORSI: tutti i corsi sono ad accesso limitato
1. curriculare: il possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di altro titolo conseguito anche all’estero, riconosciuto idoneo dall’Accademia nel rispetto degli accordi internazionali e della normativa vigente;
2. di conoscenza: cultura generale e conoscenza della storia dell’arte, dell’informatica di base, della lingua inglese
3. di attitudine: alla rappresentazione dal vero a mezzo del disegno e anche alla pratica del restauro per il corso in conservazione dei beni culturali.
TIPOLOGIA VERIFICA REQUISITI DI ACCESSO: esame di ammissione
un test di idoneità a risposta multipla per la lingua inglese per l’acquisizione di 2 CFA curriculari;
un test di idoneità l’informatica di base per l’acquisizione di 2 CFA curriculari;
la mancata acquisizione dell’ idoneità impegna lo studente a seguire il corso curriculare di recupero OFA.
un test a risposta multipla in storia dell’arte e cultura generale;
una prova pratica attitudinale di disegno dal vero;
il mancato superamento del test e della prova attitudinale impegna lo studente a seguire i corsi di recupero relativi, ovvero la non ammissione ai corsi di diploma di primo livello, se è stato raggiunto il numero degli iscritti massimo consentito.
una prova attitudinale di pratica del ritocco (solo per chi intende iscriversi al corso in conservazione dei beni culturali)
il mancato superamento della prova attitudinale comporta la non ammissione al corso in conservazione dei beni culturali.
ATTIVITÀ PROPEDEUTICHE di RECUPERO REQUISITI DI ACCESSO:
Corsi propedeutici di recupero requisiti di accesso in disegno dal vero e in storia dell’arte.
ATTIVITÀ PROPEDEUTICHE di RECUPERO OBBLIGHI FORMATIVI:
Corsi propedeutici di recupero per conseguimento dell’ idoneità in lingua inglese e in informatica di base.
RICONOSCIMENTO CREDITI PROFESSIONALI ACQUISITI:
Il Consiglio Accademico, ovvero, ove istituito, l’organo di competenza della struttura didattica di riferimento, dopo le opportune verifiche dei titoli professionali presentati dal candidato, provvede a determinare il riconoscimento dei crediti professionali acquisiti fino ad un massimo di 10 CFA, indicando le idoneità riconosciute sugli insegnamenti del piano di studi d’iscrizione.
PIANI DI STUDI INDIVIDUALI:
Lo studente ai fini del perseguimento di obiettivi formativi personali specificatamente descritti e motivati può presentare all’organo preposto della struttura didattica competente, ove istituito, ovvero al direttore domanda di approvazione di un piano di studi individuale.
PIANI DI STUDI STUDENTI NON IMPEGNATI A TEMPO PIENO:
Gli studenti a tempo parziale potranno richiedere di conseguire fino a 40CFA all’anno.
Il Consiglio di Amministrazione potrà indicare una quota di riduzione delle tasse e dei contributi istituzionali.
PIANI DI STUDI PER CONVERSIONE CURRICULA ANTECEDENTI
L’Accademia assicura la conclusione dei corsi di studi precedenti e il rilascio dei relativi titoli.
OBBLIGHI DI FREQUENZA:
Gli obblighi di frequenza sono stabiliti in misura non inferiore all’ 80 per cento della totalità delle attività formative frontali di ogni insegnamento.
TIPOLOGIA PROVA FINALE:
Presentazione e discussione pubblica da parte dello studente di un elaborato scritto originale con allegato un’opera o un progetto originale.
STUDENTI FUORI CORSO:
Lo studente si considera fuori corso quando non abbia acquisito il numero di crediti necessario al conseguimento del titolo entro la durata nominale del corso medesimo.
CORSI DI DIPLOMA A PLURINDIRIZZO:
I corsi di diploma accademico con più indirizzi possono essere svolti in forma unificata qualora non si raggiunga il numero minimo di 10 iscritti al primo anno d’indirizzo. Per la stessa motivazione i corsi ad unico indirizzo possono essere accorpati ad altri di altre scuole, mantenendo le discipline caratterizzanti specifiche per il conseguimento del titolo di diploma. L’eventuale opzione sarà deliberata dal Consiglio Accademico entro trenta giorni dalla scadenza delle immatricolazioni, stabilita nel manifesto degli studi annualmente.
REGOLAMENTO CORSI DI LAUREA MAGISTRALE PER IL CONSEGUIMENTO DEL DIPLOMA ACCADEMICO DI SECONDO LIVELLO
DURATA NOMINALE DEI CORSI: 2 anni per complessivi 120 CFA
1. curriculare: il possesso di un diploma di scuola secondaria superiore (o di altro titolo conseguito anche all’estero, riconosciuto idoneo dall’Accademia nel rispetto degli accordi internazionali e della normativa vigente) congiunto al diploma accademico di primo livello o laurea.
2. conoscenza: laurea con titolo affine alle discipline artistiche, alle discipline dello spettacolo, alle discipline riferite alle belle arti comprese le arti architettoniche.
TIPOLOGIA VERIFICA REQUISITI DI ACCESSO:
d’ufficio con la consegna dei titoli richiesti
valutazione dei requisiti di conoscenza : nel caso di possesso di requisiti di accesso curriculari ma non di conoscenza una commissione preposta dal direttore valuterà gli obblighi formativi accademici (OFA) da recuperare, predisponendo adeguato piano di studi.
Corsi propedeutici di recupero OFA
RICONOSCIMENTO CREDITI ACQUISITI PER QUARTO ANNO CORSI ACCADEMICI VECCHIO ORDINAMENTO DIPLOMA PRIMO LIVELLO:
Ai sensi della nota ministeriale del 8 novembre 2004 n. 5127 e alla delibera del C.A. del …………., si riconoscono ai diplomati di primo livello presso le Accademie di Belle Arti italiane secondo il vecchio ordinamento quadriennale 40 crediti formativi. Il periodo per la conclusione degli studi comunque non può avere una durata inferiore a tre semestri, dall’atto di iscrizione.
REGOLAMENTO TESI DI PRIMO E SECONDO LIVELLO
Lo studente che deve svolgere l'esame finale di primo o secondo livello può scegliere un relatore tra i docenti presenti nel suo piano di studi con il quale deciderà l'argomento di tesi.
Per le sole sessioni di Dicembre e Febbraio lo studente dovrà presentare insieme alla prenotazione della tesi anche la domanda di iscrizione con riserva in modo da essere in regola per l'anno accademico in corso.
L’ammissione alla discussione della tesi finale è subordinata all’effettivo superamento di tutti gli esami nella sessione precedente a quella della discussione della tesi. La consegna del modulo di prenotazione tesi va fatta 6 mesi prima della sessione di tesi scelta.
Vedi lo scadenziario per la presentazione dell'argomento di tesi per l'anno accademico in corso.
Un mese prima della sessione di tesi presentare in segreteria :
1. Domanda di ammissione alla discussione tesi
2. Nulla osta del relatore
3. Comunicazione nome del’eventuale correlatore (triennio/biennio)
4. Versamento oneri di gestione per esame diploma
5. Fotocopia del libretto di immatricolazione con i voti
6. Titoli opere artistiche triennio/ quadriennio biennio (foto che attesta elaborato tesi)
(in caso di cambiamento del titolare di cattedra, a seguito di trasferimento o altra motivazione, è necessario prendere gli opportuni contatti con il docente subentrato per la verifica degli elaborati )
7. Attestati degli stage di restauro (solo per beni culturali)
8. Attestati stage di tirocionio svolti (oltre a quelli previsti dal piano di studi)
9. Certificato riconoscimento crediti ECTS con Borsa studio Erasmus
Quindici giorni prima della sessione di tesi presentare in segreteria :
1. 2 copie elaborato scritto di tesi ( per gli atti della segreteria ) non rilegati con la spirale per facilitare l’archiviazione
- 1 copia per il relatore (secondo accordi personali)
- copie per i membri della commissione (da consegnare direttamente ai docenti interessati)
2. Foto o documentazione in copia attestante gli allegati (quadriennio 3 foto, triennio 1 foto ,dimensioni non superiori A4 ) sul retro : firma dell’autore, titolo dell’opera, corso di appartenenza )
3. Supporto multimediale (obbligatorio per TTCVM) in busta a sacco in p.v.c.con riportato il titolo dell’opera e la firma dell’autore
- Regolamento tesi diploma accademico di terzo livello (PDF)
- Regolamento tesi diploma accademico di secondo livello (PDF)
REGOLAMENTO DIDATTICO CORSO QUINQUENNALE A CICLO UNICO PER RESTAURATORI DI BENI CULTURALI
DURATA NOMINALE DEL CORSO 5 anni per il conseguimento di 300 CFA
Il Corso, afferente alla Scuola di Restauro del Dipartimento di Progettazione ed Arti Applicate ai sensi del D.P.R. 212/03, ha il compito di formare Restauratori di Beni Culturali così come stabilito nel D.M. n. 86 del 26 maggio 2009 concernente il regolamento per la definizione dei profili di competenza dei restauratori e degli altri operatori che svolgono attività complementari al restauro, in attuazione del comma 7, articolo 29 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, Codice dei beni culturali e del paesaggio.
Il Corso, quinquennale a ciclo unico di seguito individuato ai sensi degli artt. 2 e 3 del D.I. 30 dicembre 2010 n. 302, rilascia il titolo di diploma accademico di secondo livello con il conseguimento curriculare complessivo di 300 CFA e l’abilitazione alla professione di restauratore di beni culturali previo superamento di un esame finale avente valore di Esame di Stato.
Il Corso si articola in percorsi formativi professionalizzanti (PFP).
Il Corso è ad accesso limitato. Il Consiglio Accademico, sentito il Direttore del Corso, delibera ogni anno il numero degli accessi consentiti in relazione agli spazi disponibili e al rispetto dello standard di cinque allievi per docente di laboratorio, come stabilito dal D.M. 26 maggio 2009 n. 87 art. 2 comma 4 ultimo capoverso.
Il Corso è articolato nei percorsi formativi professionalizzanti, di cui all’allegato B al D.M. 26 maggio 2009 n. 87, attivati dall’Accademia di Belle Arti di Macerata:
PFP1: materiali lapidei – superfici decorate dell’architettura
PFP2: manufatti dipinti su supporto ligneo e tessile – manufatti scolpiti in legno – arredi e strutture lignee – materiali sintetici lavorati, assemblati e/o dipinti
PFP4: materiali e manufatti ceramici, vitrei, organici – materiali e manufatti in metallo e leghe
PFP5: materiale librario e archivistico – manufatti cartacei e pergamenacei – materiale fotografico, cinematografico e digitale
Il monte ore complessivo dei corsi garantisce una percentuale del 65% dell'insegnamento complessivo, compreso lo studio individuale e la tesi finale, riservata alle attività tecnico-didattiche di conservazione e restauro svolte in laboratorio e in cantiere su beni culturali mobili e superfici decorate di beni architettonici, e la percentuale rimanente alle materie di carattere teorico-metodologico.
Gli obiettivi formativi, le aree, gli ambiti e le discipline d'insegnamento nonché il numero dei crediti formativi sono individuati negli allegati ordinamenti didattici. I piani di studio relativi ai singoli PFP sono resi ai sensi del D.M. 23 giugno 2011 n. 81.
Le attività tecnico-didattiche di conservazione e restauro si svolgono nei laboratori dell’Accademia, adeguatamente attrezzati e a norma per le attività del corso, e in cantieri-scuola sotto la responsabilità didattica e professionale dei docenti del corso.
Le attività tecnico-didattiche sono svolte per almeno l’80% su manufatti qualificabili come beni culturali ai sensi del Codice ed i relativi interventi sono autorizzati preventivamente dall'organo di tutela competente per territorio con specifico riferimento alla compatibilità dell'intervento conservativo con lo svolgimento dell'attività formativa. La parte rimanente è comunque effettuata su manufatti originali.
REQUISITI DI ACCESSO E MODALITA’ DI VERIFICA
(ai sensi del D.M. 26 maggio 2009 n. 87 art. 2 comma 19)
curriculum: per essere ammessi occorre essere in possesso di diploma di scuola media superiore di secondo grado o di diploma equipollente rilasciato da Stato Estero.
attitudine: per essere ammessi occorre superare una prova di attitudine manuale per valutare la naturale inclinazione a procedere con metodo, ordine e precisione, nonché un test attitudinale di percezione visiva per valutare la capacità ad operare una sintesi critica del manufatto per mezzo di un tratto essenziale, nitido e opportunamente modulato teso a restituire la definizione volumetrica, le proporzioni e la particolare tecnica esecutiva in esame.
conoscenza: test di valutazione della conoscenza della storia dell’arte, delle tecniche artistiche con particolare riferimento all’area d’indirizzo specialistico prescelta, delle scienze della natura e della lingua inglese.
Il superamento della prima prova attitudinale dà accesso alla seconda ed il superamento di questa consente di accedere alla prova finale.
L’Accademia di Belle Arti di Macerata organizza corsi propedeutici per la preparazione alle prove di accesso.
RICONOSCIMENTO CREDITI FORMATIVI ACQUISITI
Il Corso prevede il riconoscimento dei crediti formativi maturati dai soggetti diplomati nei precedenti percorsi di studio presso le Accademie di Belle Arti Italiane ai fini del completamento del percorso formativo utile al conseguimento del titolo abilitante.
Il Comitato Didattico Scientifico del Corso ai sensi dell’art. 3 del D.M. 23 giugno 2011 n. 81 riconosce agli ammessi alla frequenza i crediti formativi acquisiti nel limite massimo di 200 CFA.
Gli obblighi di frequenza sono stabiliti in misura non inferiore all’80% della totalità delle attività formative frontali di ogni insegnamento.
I crediti a libera scelta dello studente sono approvati dal Comitato Didattico Scientifico del Corso qualora la scelta non ricada tra le attività formative consigliate nel quadro ordinamentale del PFP prescelto.
Previa approvazione del medesimo organo di cui al primo comma, tra le attività formative a libera scelta dello studente possono essere inseriti ulteriori stage ovvero attività formative svolte in Italia o all’estero presso strutture accreditate e convenzionate con l’Istituzione.
TIPOLOGIA PROVA FINALE DI DIPLOMA
L'esame finale è articolato in due prove, una di carattere applicativo, consistente in un intervento pratico-laboratoriale, ed una di carattere teorico-metodologico, consistente nella discussione di un elaborato scritto. Qualora la prima prova non sia superata, il candidato potrà ripetere l'esame nella sessione successiva.
La Commissione per l'esame finale è composta da sette membri nominati dal Direttore dell’Accademia, sentito il Direttore del Corso, e comprende almeno due membri designati dal MIBAC tra gli iscritti nel registro dei restauratori da almeno cinque anni, nonché due docenti universitari designati dal MIUR.
In prima applicazione, il MIBAC designa i due membri tra i diplomati delle Scuole di Alta Formazione e Studio del Ministero stesso.
Sono organi di gestione del Corso:
il Comitato Didattico Scientifico
Il Direttore del Corso è nominato dal Direttore dell’Accademia, su indicazione del Consiglio di Corso, tra i docenti del Corso che ricoprono cattedre in organico. Con la nomina il Direttore del Corso assume la delega della responsabilità didattico-scientifica del Corso e del buon andamento delle attività formative, di ricerca e di produzione, svolgendo funzioni di coordinamento, organizzazione, indirizzo e vigilanza, nonché di attuazione della programmazione e degli orientamenti formulati dal Comitato Didattico Scientifico. Assume altresì la rappresentanza legale in ordine alle collaborazioni e alle attività per conto terzi che riguardano la didattica, la ricerca, la produzione. Annualmente relaziona al Consiglio Accademico sull’andamento del corso, presentando entro il 31 luglio il piano finanziario di gestione deliberato dal Comitato Didattico Scientifico. La carica ha una durata di cinque anni è rinnovabile e non è incompatibile con l’espletamento di altri compiti all’interno del Corso. Il Direttore dell’Accademia può revocare la nomina in caso di grave inadempienza nel servizio svolto, previa consultazione del Consiglio di Corso.
Il Comitato Didattico Scientifico è presieduto dal Direttore del Corso ed è composto dai docenti nominati dal Consiglio di Corso in rappresentanza dei singoli percorsi formativi professionalizzanti (PFP) in numero non inferiore a due per ogni indirizzo. Il Comitato Didattico Scientifico è l’organo preposto alla programmazione, sviluppo e coordinamento dell’attività didattica, di ricerca e produzione e potrà avvalersi di personale amministrativo specificamente deputato dal Consiglio di Amministrazione dell’Accademia. Delibera in materia disciplinare nei riguardi degli studenti, sentito il Consiglio di Corso, e segnala al Direttore dell’Accademia eventuali inadempienze del personale tecnico-amministrativo e docente del Corso.
Il Consiglio di Corso, presieduto dal Direttore del Corso, è formato da tutti i docenti e tecnici del corso e svolge funzioni di supporto alle attività del Comitato Didattico Scientifico formulando proposte in particolare sui programmi e sulle modalità di svolgimento dei corsi con riferimento all’organizzazione didattica. Il Consiglio di Corso può essere articolato in Consigli d’Indirizzo presieduti da uno dei due rappresentanti nominati dal Consiglio di Corso per il Comitato Didattico Scientifico.
STAGE, WORK SHOP, PLACEMENT
Il Comitato Didattico Scientifico approva convenzioni con Istituzioni, Enti ed Imprese accreditate nel settore, finalizzate all’ampliamento della didattica nella pratica del restauro e nelle attività tecniche di conservazione.
Le attività tecnico-didattiche di conservazione e restauro svolte presso soggetti esterni convenzionati sono in carico alla responsabilità professionale dei soggetti convenzionati.
STUDI e COLLABORAZIONI CON SOGGETTI NAZIONALI ED ESTERI ACCREDITATI
Il Comitato Didattico Scientifico, nell’ambito della programmazione e sviluppo della didattica e delle conoscenze di settore, approva accordi con soggetti nazionali ed esteri accreditati affinché una parte della didattica possa essere svolta presso istituzioni estere di analogo livello qualitativo, così come previsto all’art. 2 comma 5 del D.M. 26 maggio 2009 n. 87, ovvero in centri nazionali di eccellenza. Altresì promuove attività di collaborazione e sviluppo delle conoscenze e delle pratiche del restauro e della valorizzazione dei Beni Culturali con Enti, Istituzioni, Aziende, Imprese nazionali ed estere accreditate nel settore, attraverso convenzioni di studio, ricerca e produzione.
Fino alla concorrenza di 10 ECTS/CFA possono essere inserite attività formative presso altre istituzioni (Accademie o Università) anche straniere accreditate nel settore previa approvazione dell’attività formativa prescelta da parte del Comitato Didattico Scientifico.
DEONTOLOGIA DI FREQUENZA DELLO STUDENTE E SANZIONI DISCIPLINARI
Lo studente ha l’obbligo di:
partecipare con diligenza alle attività didattiche;
rispettare l’orario di lezione e non assentarsi senza autorizzazione;
durante l’orario di lezione, mantenere nei rapporti interpersonali una condotta corretta;
avere cura dei locali, arredi, oggetti, macchinari, attrezzi e strumenti a lui affidati;
non valersi di quanto è proprietà dell’Accademia per fini personali;
non portare discredito all’Accademia con comportamenti scorretti ed offensivi;
in caso di malattia dare tempestiva comunicazione, salvo comprovato impedimento.
Le violazioni da parte degli studenti di tali doveri danno luogo, secondo la gravità dell’infrazione, all’applicazione delle seguenti sanzioni:
sospensione dal corso sino ad un massimo di dieci giorni;
interdizione temporanea dal corso;
espulsione dal corso.
Tali sanzioni disciplinari sono applicate secondo la gravità dell’infrazione e, con esclusione dell’ammonizione, previa contestazione scritta e sentito lo studente.
I docenti delle discipline tecniche di restauro teorico e di laboratorio o di cantiere sono scelti tra i restauratori di beni culturali individuati ai sensi dell'articolo 182, commi 1, 1-bis, 1-ter, 1-quater ed 1-quinquies e 2 del Codice, i quali siano in possesso di uno dei seguenti requisiti:
abbiano svolto attività di docenza per almeno un biennio continuativo presso le scuole di alta formazione e di studio istituite ai sensi dell'articolo 9 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, nonché presso le università, ed abbiano altresì maturato un'esperienza professionale di restauro, connotata dalla responsabilità diretta nella gestione tecnica degli interventi, di almeno quattro anni;
abbiano svolto attività di docenza per almeno un triennio continuativo presso corsi di restauro attivati dalle scuole di restauro regionali ovvero presso corsi di restauro attivati dalle accademie di belle arti, della durata di almeno tre anni, ed abbiano altresì maturato un'esperienza professionale di restauro, connotata dalla responsabilità diretta nella gestione tecnica degli interventi, di almeno cinque anni;
abbiano maturato un'esperienza professionale di restauro, connotata dalla responsabilità diretta nella gestione tecnica degli interventi, di almeno dodici anni;
siano docenti universitari;
siano docenti delle Accademie di Belle Arti afferenti ai settori scientifico disciplinari ABPR 24, 25, 26, 27, 28, di cui al D.M. 3 luglio 2009 n. 89;
si siano diplomati all'estero e si trovino in una delle situazioni sopra citate ed abbiano ottenuto il riconoscimento dell'equipollenza del titolo, dell'istituzione e dell'attività professionale.
Le attività di esercitazioni presso i laboratori di restauro, per lavorazioni particolari che concorrono all'esecuzione dell'intervento conservativo, possono essere svolte anche da esperti riconducibili alle professionalità indicate all'articolo 3 del decreto ministeriale attuativo dell'articolo 29, comma 7, del Codice.
I docenti delle discipline storiche e scientifiche, con specifico riferimento agli insegnamenti da impartire, devono appartenere a una delle seguenti categorie:
professori universitari o ricercatori universitari;
docenti di ruolo delle accademie di belle arti inquadrati nelle discipline di cui al D.M. 3 luglio 2009 n. 89;
docenti che abbiano svolto, per almeno tre anni, attività di insegnamento presso le scuole di alta formazione e di studio istituite ai sensi dell'articolo 9 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, da valutare sulla base di idonea produzione scientifica;
dirigenti o funzionari tecnico-scientifici, scientifici e amministrativi delle amministrazioni preposte alla tutela dei beni culturali, con esperienza lavorativa nel settore della tutela di almeno otto anni, da valutare sulla base di idonea produzione scientifica;
studiosi o professionisti di chiara fama, evidenziata dal curriculum professionale, dalle pubblicazioni scientifiche e dai titoli.
REGOLAMENTO TESI CORSO QUINQUENNALE A CICLO UNICO PER RESTAURATORI DI BENI CULTURALI
REGOLAMENTO PER LO SVOLGIMENTO DELL'ESAME FINALE ABILITANTE ALLA PROFESSIONE DI RESTAURATORE DI BENI CULTURALI
DELLE SCUOLE DI RESTAURO DELLE ACCADEMIE DI BELLE ARTI ACCREDITATE
Modalità di svolgimento dell'esame finale al termine del quinquennio
L'esame finale dei corsi di formazione è organizzato in base a quanto stabilito dall'art. 6, comma 1, del D.M. 87/09:
Art. 6. Esame finale e diploma
1. L'esame finale dei corsi di formazione è organizzato dall'istituzione formativa ed è articolato in due prove, una di carattere applicativo, consistente in un intervento pratico-laboratoriale, ed una di carattere teorico-metodologico, consistente nella discussione di un elaborato scritto. Qualora la prima prova non venga superata, il candidato potrà ripetere l'esame nella sessione successiva.
La calendarizzazione, da definirsi su base nazionale, dell'esame finale per il conseguimento del Diploma Accademico di II livello in Restauro - DASLQ01, abilitante alla professione di "Restauratore di Beni Culturali", prevede due sessioni per anno: prima sessione, ottobre-novembre; seconda sessione, marzo-aprile.
La prova pratico-laboratoriale deve essere effettuata su manufatti corrispondenti al Profilo Formativo Professionalizzante (PFP) a cui risulta iscritto il candidato.
La prova teorico-metodologica, quando non verta sui medesimi contenuti della prima, deve comunque prevedere una specifica correlazione nei contenuti e deve comunque incentrarsi su temi ascrivibili ai settori del restauro e della conservazione.
Entrambe le prove non possono essere sostenute in forma congiunta da parte di due o più candidati, in quanto il lavoro deve presentare caratteristiche di unicità dal punto di vista del contenuto e riconoscibilità dell'intervento effettuato.
Nei casi in cui l'esame finale di candidati differenti verta sui medesimi manufatti – come, ad esempio, può avvenire nelle caso di interventi realizzati su manufatti di grandi dimensioni - i singoli lavori devono approfondire fasi e problematiche diverse e mantenere un carattere di originalità e riconoscibilità.
La prova pratico-laboratoriale ha carattere applicativo e consiste nella presentazione, corredata da immagini e su supporto informatico, di un intervento pratico di restauro realizzato dal candidato su Beni Culturali, ex art. 10 della Legge n. 42 del 2004 e succ. modifiche, riconducibili al PSP di appartenenza, con l'estensione anche alle opere d'arte contemporanea solo di proprietà pubblica se più recenti di 50 anni o il cui autore sia vivente[1].
Nello specifico la suddetta prova verte su un intervento di restauro realizzato dal candidato in tutte le sue fasi o in un progetto di restauro unitamente all'esecuzione pratica di saggi significativi e/o di alcune fasi fondamentali dell'intervento.
Gli interventi pratico-laboratoriali possono essere relativi:
a) interventi effettuati nell'ambito dell'attività didattica intra mœnia;
b) interventi realizzati nella ambito dell'attività di tirocinio e di cantiere-scuola previste nel corso quinquennale;
c) interventi realizzati presso istituzioni pubbliche o private altamente qualificate e convenzionate con l'Accademia presso cui lo studente si diploma.
Il relatore che segue il candidato nella predisposizione della prima prova deve essere un docente di discipline tecniche di restauro, in possesso dei requisiti ex art. 3, comma 1, del D.M. 87/2009.
La prova affronta principalmente argomenti di carattere tecnico e verte in prevalenza su operazioni di restauro eseguite dal candidato.
La commissione può formulare quesiti specifici e inerenti alle metodologie tecnico-operative presentate. In questa fase sono valutate le conoscenze e le capacità del candidato nell'affrontare un intervento di restauro in tutte le sue fasi.
La prova teorico-metodologica prevede, secondo la normativa vigente, la discussione di un elaborato scritto. Il suddetto elaborato deve avere carattere originale, di ricerca e di innovazione.
Nella discussione dell'elaborato scritto si trattano tutti gli aspetti di carattere metodologico, storico-artistico, archeologico o scientifico connessi al restauro. Poiché l'esame finale abilitante è suddiviso in due prove distinte ma di fatto è unico, per la seconda prova possono essere previsti ulteriori relatori a seconda delle specifiche discipline e professionalità coinvolte. In ogni caso la funzione di coordinamento spetta al relatore della prima prova, docente di restauro in possesso dei requisiti ex art. 3, comma 1, del D.M. 87/2009, appartenente al corpo docente dell'Accademia. Possono essere presenti anche correlatori, individuati in accordo con il relatore coordinatore, tra le professionalità esterne all'istituzione.
All'esame finale, costituito da entrambe le prove, sono attribuiti i 12 crediti formativi previsti dal piano di studi ed una votazione in decimi, che contribuisce a determinare il risultato finale del percorso di studi e di cui le istituzioni provvedono a rilasciare idonea certificazione.
Caratteristiche e requisiti dell'elaborato scritto
Tema e titolo della prova di carattere teorico-metodologico devono essere indicati nell'apposito modulo di richiesta dell'esame di diploma, da consegnare in segreteria almeno nove mesi prima della data prevista per la discussione (il modulo deve essere firmato dal relatore e dal/i correlatore/i).
L'argomento e il titolo della tesi sono concordati con il relatore coordinatore e/o i differenti relatori, in accordo con il correlatore.
L'elaborato scritto non può essere inferiore alle 160.000 battute e deve essere corredato da un congruo apparato iconografico e grafico, rimandi bibliografici in nota e bibliografia finale redatti secondo gli standard normalmente in uso nella ricerca di livello accademico.
L'elaborato scritto deve essere redatto, nella sua versione definitiva, in tre copie rilegate da presentare il giorno della discussione.
Una copia completa in formato digitale (PDF) deve essere consegnata in Segreteria Studenti almeno 15 giorni prima della seduta gli esami di diploma.
Le istituzioni rilasciano congiuntamente al Diploma finale anche il Diploma Supplement come prevede la norma.
[1] Secondo il D. L. n. 42, il limite di rilevanza temporale delle cose da sottoporre a tutela dei 50 anni e dell'autore vivente che esclude le opere più recenti dalla tutela (art. 10, comma 5) non si applica in presenza di beni culturali di cui al comma 2 (raccolte di musei, pinacoteche, gallerie di enti pubblici, raccolte librarie pubbliche) nonché per quelli di cui alla lettera d) del comma 3, individuati in relazione alla storia politica, militare, letteraria ovvero espressione dell'identità e della storia delle istituzioni pubbliche.
- Regolamento Tesi Quinquennio Restauro (PDF)