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Timestamp: 2018-12-17 20:36:13+00:00
Document Index: 99536190

Matched Legal Cases: ['art. 54', 'art. 44', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 54', 'art. 54', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 173', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

militarpolice 1visite.
L'INPS SBAGLIA I CALCOLI SULLE PENSIONI DEI MILITARI E DELLE FORZE DI POLIZIA - SOCCOMBE INNANZI AI RICORSI PRESENTATI
Le sentenze di alcune Corti Contabili stanno rimettendo in discussione l'applicazione dell'aliquota di percentuale calcolata ai fini pensionistici, per Militari, Carabinieri, Finanzieri etcc.
Chi , al 31 dicembre 1995 non ha fatto valere un’anzianità contributiva pari o superiore a 18 anni, è destinatario del sistema di calcolo pensionistico c.d. “misto”.
Chi ha maturato alla data del 31 dicembre 1995 un’anzianità - in attività di servizio - di più di 15 anni e meno di 20 anni di servizio utile, secondo le sentenze di alcune Corti dei Conti, deve essere destinatario del trattamento previsto dall’art. 54 del d.P.R. n. 1092/73, per il quale “la pensione spettante al militare che abbia maturato almeno quindici anni e non più di venti anni di servizio utile è pari al 44 per cento della base pensionabile”.
Tuttavia, il trattamento pensionistico in godimento calcolato fino ad ora dall'INPS, è quello più sfavorevole dell'aliquota di cui all’art. 44 del medesimo d.P.R. per il quale “la pensione spettante al personale civile con l’anzianità di quindici anni di servizio effettivo è pari al 35 per cento della base pensionabile ... aumentata di 1,80 per ogni ulteriore anno di servizio utile fino a raggiungere il massimo dell’ottanta per cento”. Inoltre, secondo l'interpretazione dell'INPS , la base di calcolo del 44% si applicherebbe esclusivamente alle pensioni liquidate interamente su base retributiva.
La Corte dei Conti per la Regione Sardegna, rivedendo alcune sue decisioni precedenti, decideva in senso favorevole all'accoglimento della tesi del ricorrente, consentenza n. 2 del 4 gennaio 2018; Sez. giur. Sardegna, 4 aprile 2018, n. 68; in termini analoghi.
Come è incontestato, la pensione del ricorrente veniva liquidata con il cd. sistema misto (retributivo/contributivo), poiché l’interessato, alla data del 31 dicembre 1995 (art. 1, comma 13 legge n. 335/1995), non possedeva un’anzianità contributiva di almeno diciotto anni.
Conseguentemente, il suo trattamento di quiescenza veniva liquidato secondo il sistema delle quote di cui al precedente comma 12 della disposizione citata, il quale prevede che “per i lavoratori iscritti alle forme di previdenza di cui al comma 6 che alla data del 31 dicembre 1995 possono far valere un’anzianità contributiva inferiore a diciotto anni, la pensione è determinata dalla somma:
Nel caso del personale militare, l’art. 54 del d.P.R. n. 1092/1973, vigente alla data del 31 dicembre 1995, prevede che “la pensione spettante al militare che abbia maturato almeno quindici anni e non più di venti anni di servizio utile è pari al 44 per cento della base pensionabile, salvo quanto disposto nel penultimo comma del presente articolo (comma 1). La percentuale di cui sopra è aumentata di 1.80 per cento ogni anno di servizio utile oltre il ventesimo (comma 2)”.
Pertanto, la Corte dei conti, Sezione giurisdizionale per la Sardegna, definitivamente pronunciando, accoglie il ricorso e, per l’effetto, dichiara il diritto del ricorrente alla riliquidazione della pensione in godimento con applicazione, sulla quota calcolata con il sistema retributivo, dell’aliquota di rendimento di cui all’art. 54 del d.P.R. n. 1092/1973, con interessi legali e rivalutazione monetaria.
Dello stesso avviso si sono espresse la stessa Corti per la Regione Calabria eCorte per la Regione Toscana.
permalink | inviato da geronimo il 3/10/2018 alle 9:21 | commenti (0) |
UOPI, API E SOS, SQUADRE ANTITERRORISMO - SOSTANZA O FACCIATA?
Sappiamo che a seguito degli eventi più volte citati e conosciuti ai più, derivanti dalla progressiva minaccia del terrorismo islamico, sono state create ad hoc, in seno alle forze di Polizia, delle squadre specializzate per intervenire in teatri oggetto di attacchi terroristici . Orbene, leggendo alcune note sindacali ed ascoltando alcuni appartenenti alle forze dell'ordine, si è capito che vi sono ancora alcune lacune nel completamento tecnico delle predette squadre. Alcune lamentele riguardano l'effettivo equipaggiamento in dotazione, non proprio di ultima generazione, altre lamentele riguardano invece la mancanza di un continuo addestramento delle tecniche acquisite. Nella sostanza parrebbe che gli uomini di queste squadre una volta finito il corso di addestramento abbiano fatto di tutto tranne quello per cui erano stati preparati, ma soprattutto , non hanno mantenuto alto il livello di preparazione raggiunto durante il corso, proprio perché l'addestramento degli uomini di tali unità è stato discontinuo e non tenuto in considerazione dai Comandi che hanno in carico questi uomini. Ci si chiede se i competenti Ministeri e gli stessi comandi stiano monitorando il livello di preparazione di questi operatori e se tale assetto organizzativo sia stato attentamente considerato da chi ha la responsabilità di un controllo su di essi. Una verifica improvvisa potrebbe dimostrare che questi uomini siano costantemente attivi ma soprattutto continuamente addestrati? Vi sono ordini di servizio o registrazioni di attività di addestramento finalizzate al mantenimento delle tecniche di pronto impiego? Allo stato non pare che le risultanze siano confortanti. Un calciatore che non si allena non può di punto in bianco andare a giocare una partita ad alto livello. Si spera quindi che chi di dovere possa predisporre, tramite circolari o disposizioni mirate , che nei comandi di appartenenza si effettuino settimanalmente, oltre al servizio, il relativo addestramento, affinché questi ragazzi, qualora esposti alle attività per le quali sono stati demandati, abbiano coscienza della loro preparazione ed affrontino il rischio con minore incertezza e maggiore sicurezza
permalink | inviato da geronimo il 2/8/2016 alle 10:7 | commenti (0) |
URANIO IMPOVERITO - MILITARE VINCE IL RICORSO CONTRO IL MINISTERO DELLA DIFESA - I TRIBUNALI AMM.VI BASTONANO LE COMMISSIONI DI VERIFICA PER IL RICONOSCIMENTO DELLE CAUSE DI SERVIZIO
Un militare si oppone al diniego del riconoscimento della propria malattia per cause derivanti il proprio servizio. Il T.A.R di Firenze accoglie il ricorso dell'appellante e nel corpo della sentenza bastona Il Comitato di verifica delle cause di servizio per il ripetuto utilizzo, nelle motivazioni di diniego del riconoscimento,di frasi usate ripetutamente «a stampone» in numerosissimi casi analoghi, evitando cosi una congrua e pregnante motivazione del non accoglimento. Siffatta sentenza è all'origine di un'interrogazione parlamentare, con richiesta di risposta scritta, circa il comportamento delle predette commissioni. Si riporta di seguito l'interrogazione, dalla quale si potrà leggere la motivazione della sentenza. Alleghiamo altresì altra sentenza del Tribunale Amministrativo Ligure che condanna il Ministero della Difesa per iritardi derivanti dal pagamento dell'equo indennizzo.
ATTOCAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTASCRITTA 4/12667
Sedutadi annuncio: 597 del 29/03/2016
Primo firmatario: DI MAIO LUIGI Gruppo: MOVIMENTO 5STELLE Data firma: 29/03/2016
MINISTERO DELLADIFESA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA DIFESAdelegato in data 29/03/2016
Statoiter:
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta4-12667
LUIGI DI MAIO, RIZZO e GRILLO. — Al Ministro della difesa, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che: il 15 marzo è stata depositata una sentenza della I sezione del TAR Toscana (n.462/2016) emessa sulla base di un ricorso proposto da un ex militare,G.M., contro il Ministero della difesa, il Ministero dell'economia eil Comitato di verifica delle cause di servizio. Tale ricorso sarebbe stato finalizzato all'annullamento del decreto del Ministero della difesa nonché del relativo parere della Commissione di verifica delle cause di servizio (d'ora in poi CVCS) nelle parti in cui si è ritenuto che l'infermità riscontrata al ricorrente non può riconoscersi dipendente da fatti di servizio; in tale sentenza,vengono fatte dal citato giudice amministrativo alcune affermazioni molto gravi circa il comportamento delle CVCS. Si tratta di passaggi nei quali viene demolita l'attività di tali Commissioni, passaggi che – per quanto ampi – meritano di essere di seguito riportati;il giudice, infatti, afferma che «alla luce dell'ampia (anzi, come detto, eccessiva) esposizione delle acquisizioni scientifiche in materia di rischi da esposizione a proiettili ad uranio impoverito ea fronte della indiscutibile presenza prolungata del ricorrente in teatri di guerra ove è stato fatto uso di tali munizionamenti, con i conseguenti effetti di rilascio nell'ambiente di particelle da esplosione contro obiettivi a loro volta inquinanti (industrie chimiche), il tutto accompagnato da una condizione di indebolimento generale delle difese immunitarie indotto da una serie continua di vaccinazioni, appare davvero ermetica, come tale illogica e priva di ogni supporto descrittivo-motivazionale la sopra riportata affermazione del CVCS. Come si è già ricordato, quest'ultimo,infatti, si è limitato ad affermare che «non risultano sussistere nel tipo di prestazioni di lavoro rese, benché impegnative, disagi e strapazzi di tale intensità, né elementi di eccezionale gravità,che abbiano potuto prevalere sui fattori individuali». Si tratta di affermazione stereotipa, in quanto – secondo l'ampia casistica in materia, più volte sottoposta al vaglio di questo Tribunale –ripetutamente usata, con un'abusata tecnica redazionale «a stampone»dal medesimo Comitato in numerosissimi casi analoghi, come tale doppiamente inspiegabile e tanto più sorprendente. Si tratta,infatti, di valutazione proveniente da organo tecnico-amministrativo di cui fanno parte giudici provenienti dalle diverse magistrature,avvocati dello Stato, dirigenti statali, ufficiali medici superiori e qualifiche equiparate della polizia di Stato, funzionari medici di amministrazioni dello Stato: cioè quello che dovrebbe essere il fior fiore delle capacità e competenze in materia di procedimenti amministrativi e scienze medico-legali. Come tale, esso Comitato dovrebbe assicurare al cittadino il massimo grado di rispetto dei fondamentali canoni di buona azione amministrativa di carattere discrezionale, in termini di motivazione, adeguatezza istruttoria,logicità, imparzialità e trasparenza. (...) Come ampiamente rilevato in giurisprudenza, vari e qualificati studi, oltre alla documentazione citata nel ricorso, hanno evidenziato gli effetti gradimenti nocivi derivanti dall'esposizione all'uranio impoverito(relazioni delle commissioni parlamentari d'inchiesta del 12 gennaio 2008 e del 9 gennaio 2013: TAR Toscana, sez. I. 09/06/2015 n. 880; siveda anche TAR Lazio, Roma, I bis, 21 luglio 2014, n. 7777). (...) In tale contesto, il riconoscimento dell'indennità in questione non richiede la dimostrazione certa del nesso causale, operando un criterio di probabilità, alla cui stregua il verificarsi dell'evento canceroso costituisce elemento sufficiente a determinare il diritto,per la vittima della patologia, all'indennità, qualora l'Amministrazione non sia in grado di escludere, con specifica,puntuale e convincente motivazione, il nesso di causalità (TAR Sicilia, Palermo, I, 4 marzo 2014, n. 649). Rispetto a tale quadro scientifico-giurisprudenziale, la motivazione del CVCS si manifesta –come già evidenziato – apodittica, autoreferenziale, illogica ederrata; quanto al secondo aspetto di irragionevolezza, lo stesso Comitato non si è premurato di capire e far capire quali sarebbero i«fattori individuali» tali da recidere qualsiasi nesso quantomeno di con casualità con le sopra ricordate condizioni di lavoro, quali,ad esempio: familiarità tumorale, esiti di patologie tumorali anteriori all'impiego in zone di guerra, eccetera. Né lo stesso Comitato, a fronte delle significative circostanze favorevoli alle pretese del ricorrente, si è sforzato in alcun modo di dimostrare che i teatri ove ha operato il ricorrente fossero immuni da quei pericoli di inquinamento radioattivo o comunque ambientale che il ricorrente, dal canto suo, si è diligentemente preoccupato di dimostrare, anche con riferimento alle date di insorgenza della patologia tumorale. (...) In particolare, si è ribadito più volte che la pregressa partecipazione a missioni all'estero, se da un lato non giustifica il riconoscimento indifferenziato e in via automatica della dipendenza da causa di servizio delle patologie dalle quali il personale militare sia risultato affetto, essa, tuttavia e per converso, costituisce circostanza di fatto che – tenuto anche conto del numero consistente di missioni (come nel caso di specie) –richiede un puntuale approfondimento istruttori e motivazionale del CVCS caso per caso (e non con formule «copia e incolla»), diretto a far emergere con convincente chiarezza le ragioni che abbiano indotto l'amministrazione ad escludere l'esistenza di un fattore specifico di rischio in rapporto di causalità con la malattia (TAR Toscana,9-6-2015, n. 880); peraltro, dalla stessa giurisprudenza emerge l'andamento ondivago ed imperscrutabile del CVCS, il quale per altre,del tutto analoghe fattispecie, ha riconosciuto la dipendenza da causa di servizio delle patologie tumorali contratte in zone di guerra: TAR Toscana, 13/07/2015, n. 1068. Ugualmente ondivago ed imperscrutabile appare il giudizio dello stesso CVCS, laddove per lo stesso militare e per le stesse circostanze da un lato riconosce il nesso eziologico per una patologia tumorale e dall'altro esclude per un'altra analoga infermità (TAR Toscana, 13/07/2015, n. 1068). In definitiva, nessuna specifica ragione di esclusione è dato rinvenire nella tautologica motivazione dell'atto impugnato che attraverso generico riferimento all'insussistenza di “disagi e strapazzi ditale intensità, né elementi di eccezionale gravità, che abbiano potuto prevalere sui fattori individuali”, da un lato, trascura di attribuire la dovuta considerazione alle peculiari caratteristiche(geografiche e funzionali) del servizio prestato dal ricorrente,dall'altro mette di indicare quali siano i fattori individuali predisponenti o determinanti sul piano causale»; infine, il TAR Toscana conclude che «in relazione al reiterato comportamento delCVCS, denotante grave negligenza nell'esame del caso, il Collegio trasmette copia della presente sentenza il Sig. Ministro dell'economia delle finanze e al Sig. Capo di gabinetto dello stesso Ministro, nonché – in relazione al ricorrente contenzioso che il predetto comportamento del Comitato di verifica ingenera con i conseguenti esborsi a carico dell'erario per oneri processuali,maggiori somme per interessi e quant'altro – alla Procura regionale Toscana della Corte dei Conti»; la citata sentenza certificata ad avviso degli interroganti il fallimento dell'attività dei CVCS,fallimento che ha risvolti gravissimi da un punto di vista della giustizia sociale e dell'immagine dello Stato: non bisogna dimenticare che si tratta di servitori dello Stato che contraggono patologie gravissime che nella maggior parte dei casi uccidono giovani vite dopo atroci sofferenze, lasciando vedove e orfani giovanissimi; in un contesto del genere è vergognoso e inammissibile che la risposta dello Stato – già ontologicamente colpevole per non aver saputo salvaguardare la salute dei suoi servitori –consista in essere quello che agli interroganti appare un insabbiamento sistematico; dalla lettura dei citati passi della recente sentenza del TAR Toscana, infatti, si deduce come sia frequente la prassi del CVCS di insabbiare le richieste di riconoscimento di causa di servizio, negandole con decisioni «copia e incolla», motivate pretestuosamente che poi danno luogo a un contenzioso perdente per amministrazioni con conseguente insoddisfazione delle vittime (se non dopo contenziosi che durano anni e che spesso vedono la fine molto tempo dopo la morte del malato), costi ancora più alti per l'erario, incalcolabile danno d'immagine per lo Stato; occorre precisare che quanto rilevato dal TAR Toscana fosse già noto agli interroganti da molteplici segnalazioni ricevute anche in ragione dell'attività della Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti dell'utilizzo dell'uranio impoverito; è evidente come il Parlamento e il Governo non possano più tollerare una situazione del genere –: se i Ministri interrogati siano a conoscenza di quanto espresso in premessa; se il Governo non ritenga di dover attivare nel più breve tempo possibile affinché le Commissioni di verifica delle cause di servizio vengano superate e i loro compiti vengano affidati ad un organismo veramente capace di assumere delle decisioni che siano aderenti alla realtà dei fatti; se, nel frattempo, i Ministri interrogati non ritengano di richiamare, per quanto di rispettiva competenza, i membri delle Commissioni di verifica delle cause di servizio ad uno svolgimento dignitoso delle loro, in linea con lo spirito di cui al secondo comma dell'articolo 51 della Costituzione,laddove si prevede «i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore», requisiti che, secondo quanto si legge nella sentenza citata in premessa e secondo quanto segnalato agli interroganti da una pluralità di ex militari, non sarebbero ravvisabili nei componenti delle Commissioni di verifica delle cause di servizio; se i Ministri interrogati non ritengano, per quanto di competenza, di segnalare alla Corte deiConti i comportamenti posti in essere dai membri delle Commissioni di verifica delle cause di servizio e se non ritengano altresì di assumere, in tutte le sedi le iniziative necessarie per tutelare l'immagine delle istituzioni lesa dalle decisioni assunte da codeste commissioni. (4-12667)
TARLiguria 237/2016
permalink | inviato da geronimo il 9/6/2016 alle 14:16 | commenti (0) |
Nel ricorso avverso la compilazione delle note caratteristiche si potrebbero seguire contemporaneamente due vie ( a mio avviso impropriamente), quella gerarchica e quella giurisdizionale, mentre diversamente è previsto per il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica anziché al TAR. Il ricorso gerarchico ha una durata di 90 giorni rispetto al tempo che il TAR impiega ad emettere sentenza. In ogni caso, seguendo il ricorso gerarchico, è poi possibile esperire rimedio con ricorso straordinario al TAR o al Capo dello Stato.
Si deve poi ricordare la differenza del giudizio espresso nelle note caratteristiche e il foglio di comunicazione; mentre il primo può non essere accettato, essendo successivamente impugnabile, il secondo deve essere obbligatoriamente sottoscritto, poiché costituisce formalmente lo strumento che rende incontestabile l'avvenuta comunicazione. Diversamente, si potrà incorrere nel reato di disobbedienza previsto dall'art. 173 c.p.m.p. (o Tribunale penale ordinario Cass.40303/2012) con applicazione della pena della reclusione. Si tratta ovviamente di una conseguenza inerente il particolare status dimilitare.
Il	giudizio finale relativo al documento caratteristico deve mantenersi	all'interno di un quadro di coerenza e di ragionevolezza della	motivazione che ne costituisce il fondamento, quindi, non può	essere abbassata la valutazione senza considerevoli	motivazioni. (TAR	LAZIO N. 00113/2012 REG.PROV.COLL. N. 00368/2011 REG.RIC ; TAR	VENETO Ric. n. 512/2002 e 2884/2004 Sent. n. 1693/08 ).
L’atto	recante le note caratteristiche sul conto dell’inferiore	gerarchico è da considerarsi atto pubblico, e ciò non solo perché	redatto da un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue	funzioni, ma anche perché esso – atto interno e preparatorio-	costituisce parte integrante di fattispecie complessa di atto	pubblico. In siffatta situazione, nella redazione delle note, la	S.C. ha ritenuto che si possa ravvisare il reato di diffamazione	. (Cass.	Sez. !^, n. 749 del 16/06/2005 )
L'abbassamento	delle note caratteristiche deve essere adeguatamente motivato e le	sanzioni disciplinari annullate non lo giustificano. Il TAR ritiene	che l’eliminazione della sanzione disciplinare, con evidente	carattere di retroattività, rende del tutto ingiustificata la	sistematica riduzione della valutazione concernente le 21 voci. (TAR	Emilia Romagna N. 00602/2013 REG.PROV.COLL)
Nel	caso di conflitto su un giudizio in esame, vi è l’obbligo di	astensione del compilatore e del revisore che abbiano già espresso	giudizi nella precedente scheda valutativa impugnata. (TAR	Emilia Romagna n.502/2014 ).
Le	spese di lite sono a carico dell'amministrazione che in autotutela	ha annullato l'atto, a fronte della riconosciuta sussistenza	dell’irregolarità che ha indotto all’esercizio del potere di	autotutela. (TAR	Emilia Romagna n. 637/2013)
Illegittimo	l'abbassamento delle valutazioni nelle note caratteristiche e della	qualifica senza una specifica motivazione, in contraddittorietà tra	valutazioni nel giudizio del 2° revisore. ( TAR	Liguria- sez II – sentenza 4 gennaio 2013, n.4; Cons.	Stato – sez. II – parere 30 maggio 2012, n. 2623 ).
Deve	ritenersi illegittima la scheda valutativa nella parte in cui è	stata attribuita al militare ricorrente – senza alcuna	motivazione – la qualifica “superiore alla media” anziché “eccellente”. ( TAR	Liguria - Sez II – sentenza 27 arpile 2012, n.605).
Il	Tribunale accoglie le censure del ricorrente in merito alla	violazione dei principi e delle norme che devono presiedere alla	compilazione delle schede valutative del personale militare. La	Sezione sottolinea, in particolare, - la violazione del principio	di imparzialità insita nella mancata astensione del superiore	che si trovi in situazione di impossibilità di esprimere un	giudizio obiettivo sul valutando;
-laviolazione dell’obbligo di motivazione dell’improvvisoabbassamento verticale della qualifica.(TAR Liguria – sez II – sentenza 1 febbraio 2012, n.229).
E’	utile ricordare che secondo un consolidato orientamento di	giurisprudenza i giudizi formulati dai superiori sui militari di	carriera costituiscono manifestazione di discrezionalità tecnica,	che spingono direttamente nel merito dell’azione amministrativa e	quindi sfuggono alle censure di legittimità, salvo che non	risultino arbitrari, irrazionali, illogici o basati su un evidente	travisamento dei fatti, che peraltro spetta al ricorrente dimostrare	(si veda TAR Puglia-Bari, sez. III n. 1805/2011 e le pronunce ivi	richiamate). Il Comandante tuttavia deve astenersi in considerazione	dello stato di tensione che si può creare tra due militari. (TAR	Piemonte N. 01000/2012 REG.SEN. N. 00186/2005 REG.RIC. N.	00324/2007 REG.RIC )
Il	ricorso gerarchico può essere rigettato sul rilievo del presunto	ritardo nella presentazione dello stesso, in considerazione che la	data utile ai fini del computo dei termini è quella di	presentazione del ricorso e non di ricezione dello stesso da parte	dell’autorità competente alla decisione. Altresì, come già	riportato, le motivazioni che determinano un abbassamento delle	note, devono essere congrue e rilevabili. (TAR	Lombardia n. 83_2009)
permalink | inviato da geronimo il 22/7/2015 alle 17:12 | commenti (0) |
MANCATO AVANZAMENTO A GRADO SUPERIORE - LIMITI DELLA DISCREZIONALITA' AMMINISTRATIVA
Avv. Francesco Pandolfi IL PRINCIPIO DI DISCREZIONALITA' E L'ECCESSO DI POTERE NELLO SCRUTINIO DEL CURRICULUM DEL MILITARE. Come si sa, l'elevato grado di discrezionalità che caratterizza il sistema di valutazione dell'Amministrazione militare riguardante, ad esempio, Ufficiali che debbono essere scrutinati ai fini di avanzamento al grado superiore, incontra il limite dell'eccesso di potere.
Fonte: (www.StudioCataldi.it) ...
permalink | inviato da geronimo il 4/6/2015 alle 17:2 | commenti (0) |
ASPIRANTE IN FERMA PERMANENTE - PROCEDIMENTO PENALE
Diritto militare: Aspirante Volontario in Ferma permanente e procedimento penale.
L’inizio di un procedimento penale non consente all'Amministrazione di emettere un giudizio definitivo circa la moralità e la professionalità di ...
Url: http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_17782.asp
permalink | inviato da geronimo il 25/4/2015 alle 17:21 | commenti (0) |
TAR Lazio - CAUSA DI SERVIZIO per i MILITARI addetti ai POLIGONI (di Ciro CENTORE)
di Paolo M. Storani - Un'altra chicca su LIA Law In Action del Prof. Ciro Centorededicata ai meandri dei diritto amministrativo.
Stavolta si tratta di causa ...
Url: http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_17940.asp
permalink | inviato da geronimo il 25/4/2015 alle 16:55 | commenti (0) |
SOSPENSIONE PRECAUZIONALE DEL MILITARE
Il Tar Bologna sezione 1, con la sentenza n. 1094/14, si occupa di sospensione precauzionale dal servizio nei confronti di un militare ...
Url: http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_17487.asp
permalink | inviato da geronimo il 23/2/2015 alle 23:5 | commenti (0) |
MOBBING NEL MONDO MILITARE
E' opinione assai diffusa che il mobbing sia un qualcosa di difficilmente dimostrabile specialmente in ambito militare: dicia ...
Url: http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_17502.asp
permalink | inviato da geronimo il 23/2/2015 alle 22:55 | commenti (0) |
TRASFERIMENTO TEMPORANEO DEL MILITARE
Anche grazie alla lettura dell'interessante sentenza ...
Url: http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_17485.asp
permalink | inviato da geronimo il 23/2/2015 alle 22:14 | commenti (0) |
LA DENUNCIA DEL PUBBLICO UFFICIALE NON DEVE SEGUIRE LE VIE GERARCHICHE
In ambiente militare, il diritto di denuncia non può e ...
Url: http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_17316.asp
permalink | inviato da geronimo il 22/2/2015 alle 12:41 | commenti (0) |
MILITARE - RICONGIUNGIMENTO FAMIGLIARE
Ancora una volta la Sezione 3 del Tar Lazio esprime tutta la sua Al ...
Url: http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_17241.asp
permalink | inviato da geronimo il 15/2/2015 alle 14:3 | commenti (0) |
MILITARI DI TRUPPA IN FERMA PREFISSATA ESCLUSI DAL CONCORSO
Diritto militare: volontari di truppa in ferma prefissata, esclusione da concorso
Esclusione da concorso, volontari di truppa in ferma prefiss ...
Url: http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_16192.asp
permalink | inviato da geronimo il 26/9/2014 alle 14:18 | commenti (0) |
Diritto militare. No al procedimento disciplinare finché non si è concluso il giudizio penale
Il militare va tenuto indenne da iniziative disciplinari fino alla cristallizzazione di un giudicato penale.
L’interessan ...
Url: http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_16227.asp
permalink | inviato da geronimo il 18/9/2014 alle 21:26 | commenti (0) |
Diritto militare: disobbedienza aggravata, insubordinazione con ingiuria
cassazionistaStudiocataldi.it
Url: http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_161
permalink | inviato da geronimo il 13/9/2014 alle 10:32 | commenti (0) |