Source: http://www.sistriforum.com/t11120-registro-carico-e-scarico-manutenzione-giardini
Timestamp: 2020-01-28 15:01:19+00:00
Document Index: 104623490

Matched Legal Cases: ['art. 2135', 'art. 184', 'art. 184', 'art. 2135', 'art. 184', 'art. 184']

Registro carico e scarico manutenzione giardini
Daniele82 il Mar Ago 19, 2014 8:09 am
Buon giorno , sono il titolare di una piccola azienda che si occupa di creazione manutenzione giardini e impianti d'irrigazione composta da due soci lavoratori , produciamo e trasportiamo rifiuti non pericolosi ( biodegradabili ) con il codice 200 - 201 vorrei sapere se siamo tenuti a compilare il registro di carico e scarico o se siamo esonerati .
Attualmente siamo iscritti al registro dei gestori ambientali , trasportiamo i rifiuti acconpagnati da apposito formulario e la sera registriamo il carico e lo scarico su apposito registro ma ci è giunta voce che non siamo più tenuti a farlo è vero ?
Re: Registro carico e scarico manutenzione giardini
cirillo il Mar Ago 19, 2014 9:04 am
Ci sono 2 scuole di pensiero:
a) una che fa riferimento al fatto che questi rifiuti siano di tipo agricolo;
b) una che fa riferimento al tipo d'iscrizione alla CCIAA del produttore
Personalmente sono per il punto b) e, a meno che la vostra ditta non sia "Azienda Agricola" ai sensi dell'art. 2135 del C.C., con ogni probabilità, siete iscritti alla CCIAA come "Impresa Artigiana" ai sensi della L. 443/85 e ss.mm.ii.
Conseguentemente i rifiuti da voi prodotti sono classificati all'art. 184 D.Lgs 152/2006 co. 3 - lettera d) come "rifiuti speciali da lavorazioni artigianali".
Come tali rientrano nell'obbligo della tenuta del registro di carico e scarico rifiuti.
Invito, infine, essendo al tuo primo post a seguire le regole e fare una piccola presentazione come da schema qui pubblicato
Admin il Mar Ago 19, 2014 12:54 pm
Quoto cirillo.
Sul fatto che non si tratti di rifiuti agricoli (almeno intesi come tali ai sensi del TUA) l'art. 184 è chiaro:
"a) rifiuti da attività agricole e agroindustriali, ai sensi e per gli effetti dell'art. 2135 c.c."
zesec il Mar Ago 19, 2014 2:28 pm
Sono d'accordo sul fatto che non siano rifiuti da attività agricole e agroindustriali.
Sono poco d'accordo sul fatto che la classificazione effettuata mediante i codici ATECO sia prevalente rispetto all'attività effettivamente svolta. Su questa cosa spesso abbiamo già discusso (questo uno dei tanti thread: http://www.sistriforum.com/t5572-registro-c-s-per-ristoranti-e-bb?highlight=vegetali) e siamo rimasti su posizioni diverse. Ma mi va bene: capisco i ragionamenti di chi la vede in modo diverso, li rispetto e forse un giorno li condividerò.
Qui però credo che il nocciolo della questione sia un altro: che cosa sono questi rifiuti biodegradabili che produci? Se, come mi pare di capire, sono rifiuti vegetali provenienti da aree verdi quali giardini, parchi e aree cimiteriali, non sono rifiuti speciali ma rifiuti urbani. E la produzione di rifiuti urbani non comporta obbligo di tenuta di registro di carico e scarico.
cirillo il Mar Ago 19, 2014 3:13 pm
zesec ha scritto: ................Qui però credo che il nocciolo della questione sia un altro: che cosa sono questi rifiuti biodegradabili che produci? Se, come mi pare di capire, sono rifiuti vegetali provenienti da aree verdi quali giardini, parchi e aree cimiteriali, non sono rifiuti speciali ma rifiuti urbani. E la produzione di rifiuti urbani non comporta obbligo di tenuta di registro di carico e scarico.
Concordo con zesec sul fatto che "tal quali" siano rifiuti urbani ma ritengo che, le diverse procedure di gestione di tali rifiuti dipendano, sostanzialmente, da "chi" son stati prodotti.
Ora se il parco, il giardino, ecc... è oggetto di manutenzione fatta da:
IN AREE PUBBLICHE:
- operai del Comune;
- impresa che ha in appalto la manutenzione delle aree verdi pubbliche;
IN GIARDINI/PARCHI PRIVATI:
- dal proprietario
siamo CERTAMENTE di fronte alla produzione di un rifiuto urbano (art. 184 co. 2 lettera "e")
Ma se a effettuare la manutenzione viene chiamata una ditta specializzata (artigiano giardiniere) ritengo che la gestione del rifiuto prodotto debba essere fatta come dal mio post precedente.
- come privato mi posso dipingere l'appartamento e posso conferire i vasi vuoti al servizio pubblico;
- se chiamo un'impresa a dipingere la mia stessa abitazione l'impresa, pur avendo fatto esattamente quello che ho fatto io, sempre presso la mia abitazione, pur avendo prodotto l'identica tipologia di rifiuto, deve gestire i vasi vuoti in modo completamente diverso.
zesec il Mar Ago 19, 2014 4:11 pm
No, qui il soggetto che ha prodotto il rifiuto non è influente sulla sua classificazione: il rifiuto è urbano ai sensi dell'art. 184 comma 2 lett. e).
Riporto il comma 2:
Quindi, relativamente all'esempio:
- i vasi vuoti che il privato ha utilizzato per dipingersi la casa sono urbani ai sensi del comma 1 (perché sono domestici);
- i vasi vuoti che l'impresa ha utilizzato per dipingere la casa sono speciali (perché non domestici, anche se "provengono" da civile abitazione);
- i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi sono sempre urbani, indipendentemente da chi li produce, per il solo fatto che provengano da aree verdi (qui non è richiesto che siano domestici).
Admin il Mar Ago 19, 2014 4:23 pm
La lettera della norma è quella indicata da zesec.
Il che pone problemi a chi i rifiuti urbani deve gestirli, per tutta una serie di ragioni (di copertura tariffaria, di equità contributiva, di attribuzione al comune di competenza,...).
Su questo tema sono in attesa di un parere da parte del MATTM.
cirillo il Mar Ago 19, 2014 4:47 pm
Admin ha scritto: .....Su questo tema sono in attesa di un parere da parte del MATTM.
Eeeh sì il ragionamento di zesec fila e, qua, s'impone un doveroso chiarimento con la possibilità di dover "stravolgere" comportamenti oramai consolidati (parlo per me, ovviamente)
Daniele82 il Mar Ago 19, 2014 5:34 pm
Grazie per la delucidazione comunque oggisono stato in camera di commercio dove ho scoperto che essendo artigiano e non azienda agricola e avendo da poco tolto la norma dei dieci dipendenti rientro nella tenuta del registro .
Anche se come al solito non capisco perchè io artigiano che produco scarti vegetali dalla manutenzione di giardini sono obbligato a compilare il registro mentre un'azienda agricola che fà il mio stesso lavoro non lo deve compilare
Grazie ancora buona serata daniele
Admin il Mar Ago 19, 2014 10:25 pm
oggisono stato in camera di commercio dove ho scoperto che essendo artigiano e non azienda agricola e avendo da poco tolto la norma dei dieci dipendenti rientro nella tenuta del registro
Non è mai esistito un limite di dieci dipendenti per il registro di carico e scarico. Quel limite riguardava solo il MUD.