Source: http://www.edscuola.it/archivio/handicap/ddizionario.htm
Timestamp: 2017-04-30 14:49:21+00:00
Document Index: 59847014

Matched Legal Cases: ['art. 97', 'art. 98', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 80', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 80', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 80']

Termini giuridici, vocaboli "chiave", definizioni tecnico-scientifiche, nomi volgari ed espressioni gergali, modi di dire che costellano l'universo delle droghe d'abuso.
Giampaolo Pinna e Luigi D'Onofrio
Lo scopo della pubblicazione è quello di proporre un idoneo strumento di consultazione, facile ed il più possibile esaustivo, in grado di corrispondere alle esigenze di quanti chiamati, ogni giorno a confrontarsi con il mondo giovanile sulle delicate tematiche della droga, sono costantemente sospinti dalla necessità di aggiornare le proprie conoscenze sull'argomento. Il dizionario vuol fornire a genitori, educatori ed operatori istituzionali note di glossario, equivalenti linguistici e codici comunicativi utili per la migliore comprensione della complessa e variegata terminologia, ormai entrata a far parte del lessico quotidiano, che ruota intorno all'universo delle sostanze stupefacenti.
L'inserto contiene circa seicento voci selezionate tra quelle più ricorrenti e significative, ognuna delle quali corredata da una parte descrittiva che reca brevi informazioni di carattere tecnico-scientifico, l'etimologia dei neologismi provenienti dal linguaggio giornalistico e, soprattutto, l'interpretazione semantica della vasta congerie di termini volgari ed espressioni gergali in uso fra i giovani consumatori di sostanze stupefacenti.
Oltre alle principali sostanze stupefacenti e d'abuso, di cui si
delineano succintamente provenienza, effetti e conseguenze dannose per l'organismo, nel vocabolario sono compendiati termini riflettenti nozioni ed istituti giuridici, sigle identificative di organismi nazionali e di organizzazioni internazionali nonché i principali strumenti normativi di cui si è dotata la Comunità internazionale nell'azione di contrasto del fenomeno.
Allucinogeno di sintesi di derivazione amfetaminica.
Sostanza "ecstasy like" recentemente apparsa in forma di pastiglia sul mercato clandestino tedesco, francese, spagnolo ed italiano sotto diversi nomi di strada: Flatliner, Killer E., "S5", MK. Presenta caratteristiche entactogene molto superiori a quelle dell'MDMA che ne fanno una delle droghe più pericolose ed invasive del momento.
È provocato dall'uso cattivo, illecito o eccessivo di una qualsiasi sostanza psicoattiva sia essa lecita o illecita.
Vegetale originario dell'Australia e della Polinesia di cui esistono circa 280 varietà, alcune delle quali impiegate nella produzione della gomma.
Qualità di marijuana messicana particolarmente molto ricca di tetraidrocannabinoli (THC v.).
Rappresentano l'ulteriore evoluzione del progetto di integrazione degli Stati Europei, inizialmente sancito dai Trattati di Roma del 25 marzo 1957. L'Atto Unico Europeo, siglato
a L'Aia il 28 febbraio 1986, esaurita la propria funzione, si sublima nel Trattato di Maastricht, sancito il 7 febbraio 1992 ed entrato in vigore il 1° novembre 1993, segnando il definitivo passaggio dall'Europa comunitaria all'Unione europea. Con l'entrata in vigore del Trattato di Maastricht nel 1993, la Comunità cambia anche il nome: la Comunità economica europea verrà denominata indifferentemente Unione europea ovvero Comunità europea (Ce) con l'intento di sottolineare la valenza sociale e politica, oltre che economica, della nuova formazione. In seguito all'entrata in vigore del Trattato, il CELAD (v.) ha riformulato un nuovo Piano europeo di lotta contro la droga, successivamente approvato dal Consiglio Europeo di Edimburgo.
Cartoncino imbevuto di acido lisergico (LSD v.).
È uno dei componenti chimici impiegati nella sintesi dell'herbal ecstasy (v.).
Sostanza psicodislettica dal sapore amaro contenuta nel rizoma dell'Acorus Calamus, pianta officinale di notevole importanza, assai comune nelle zone umide e paludose del continente eurasiatico.
V. Acorina.
Acquisto simulato Particolare tecnica di polizia prevista dall'art. 97 del D.P.R. 309/1990 che prevede la possibilità per l'ufficiale di polizia giudiziaria, con finalità ed in casi specifici previsti dalla legge, di procedere all'acquisto di sostanze stupefacenti.
Sostanze stimolanti non stupefacenti di origine clandestina, vendute, soprattutto ai giovanissimi, come "droghe di strada" sotto il nome di upper reclamizzandone presunti effetti amfetaminici.
uno dei numerosi "nomi di strada" attribuiti alla pasticca
di ecstasy.
Canapa indiana africana.
È uno dei cosiddetti fenomeni "triling"; l'immagine di un determinato oggetto persiste sulla retina per un ulteriore tempuscolo anche quando l'oggetto stesso è già scomparso dal campo visivo.
V. fuori orario.
Si definiscono così i drammatici e strazianti sintomi della sindrome
di astinenza provocata dagli oppiacei.
Lo sono i farmaci e le sostanze (oppiacee) che, con un meccanismo simile a quello delle endorfine, raggiungono i recettori (v.) determinano gli effetti psicotropi che sono loro propri.
Composto organico azotato dotato di intensa attività farmacologica e terapeutica. Gli alcaloidi si trovano abbondantemente in natura nelle piante "dicotiledoni", raramente negli organismi animali. Occupano una posizione di estremo rilievo nella vita umana.
È il prodotto naturale della fermentazione ovvero della distillazione dell'uva e di vari cereali (malto, segale, mais, luppolo, ecc.). Rappresenta, senza dubbio, la sostanza psicoattiva lecita più diffusa nel nostro Paese.
Droghe, anche di origine vegetale, presenti in natura, che generano allucinazioni visive, auditive o tattili non sempre considerate illecite dagli Ordinamenti giuridici. La maggior parte di esse, note da migliaia di anni presso diverse civiltà, sono considerate "droghe etniche" ed il loro uso fa ormai parte del patrimonio culturale e delle usanze, anche religiose, di numerosi popoli sparsi in ogni angolo del mondo.
Dall'arabo alloch che significa letteralmente "brillante e amaro"; pianta notevolmente ricercata dall'industria farmaceutica per le proprietà officinali del succo ("elixir" o "pilulae") che gli indigeni ricavano attraverso profonde incisioni nel tessuto vegetale. L'arbusto presenta lunghe foglie carnose, spinescenti ai margini e grappoli di fiori pendenti di forma tubolare, di colore giallo, arancione e rosso.
Fungo che cresce in Siberia, dal caratteristico cappello color rosso vivo costellato di verruche bianche, non molto velenoso, contenente alcaloidi (muscarina e psilocina) allucinogeni, nota anche in Europa con il nome di "ovolaccio" o "ovulo malefico".
Consistente gruppo di molecole simili per struttura e/o azione farmacologica, note con il termine di amine simpatico-mimetiche (v.), la cui azione stimolante si estrinseca sul sistema nervoso centrale.
Nome commerciale di un tranquillante a base di barbiturici.
Sostanza che, determinando insensibilità, allevia o sopprime il dolore. Si tratta normalmente di farmaci la cui azione essenziale è l'eliminazione o l'attenuazione dei fenomeni dolorosi.
Con questo termine, introdotto in sociologia da Durkheim E. con il significato di frattura delle regole sociali, si rappresenta una particolare situazione che si determina in certe società, foriera, in un elevato numero di soggetti, di disagio e condotta dissociale.
È la potente azione a livello centrale volta a sopprimere o comprimere lo stimolo della fame prodotta da una serie di farmaci a base
di amfetamina e di sostanze amfetamino-simili usati come coadiuvanti nelle cure di dimagrimento.
Tranquillante a base di benzodiazepine. Moltissime persone lo assumano abitualmente contro l'ansia e l'angoscia esistenziale ma non è raro il suo impiego nella cura della eroinomania.
Antèsi
Con questo termine si indica il momento di massima concentrazione del THC (v.) nella Cannabis sativa L., varietà indica.
Soprannome attribuito negli anni Sessanta ad alcuni prodotti amfetaminici, come avviene attualmente per l'ecstasy.
Argemone mexicana (Prickly Poppy): varietà spontanea del papavero comune (non a caso gli europei la chiamano "papavero del Messico") che germoglia in Messico e in tutte le zone tropicali del globo compreso quelle del continente europeo. Contiene una sostanza analgesica e vagamente allucinogena.
Convolvulacea a fusto volubile assai comune in India. Gli effetti che se ne traggono, anche se meno potenti, sono simili a quelli
dell'LSD.
Aspirina da strada Espressione che individuava un prodotto amfetaminico in voga negli anni Sessanta, come avviene attualmente per l'ecstasy.
Si prepara con frammenti di foglie e le sommità fiorite dell'Artemisia absinthium (Wormwood), contenenti acido malonico e tannico. È una sostanza psicoattiva ad azione stimolante non considerata illegale dalla legge e da sempre utilizzata per la preparazione di vermut. L'uso prolungato può indurre alterazioni importanti sul sistema nervoso centrale. Assuefazione
È l'abitudine di un organismo ad una sostanza estranea che dall'esterno viene a modificarlo.
Farmaco antiasmatico in polvere o sigarette contenente Atropa belladonna (v.) o stramonio (v. daturina); produce stati allucinatori.
Sindrome che si determina nell'organismo conseguentemente all'interruzione delle assunzioni di droga (v. sindrome
di astinenza).
Atropa belladonna Erbacea perenne dagli effetti allucinatori che cresce in Europa dal fusto eretto e ramificato, alta fino a 150 cm, comune nelle zone ombrose ed elevate del centro-sud del continente. Presenta un grosso rizoma, grandi foglie ovali di
odore sgradevole, fiori ascellari, isolati e pendenti, di colore violaceo scuro e frutti in forma di caratteristiche bacche sferiche di colore nero dalle proprietà medicinali. Contiene atropina (v.).
Alcaloide estratto da alcune piante come la Atropa belladonna (v.), la Datura stramonium (v.), la Brunfelsia hopeana (v.), lo Hyoscyamus niger (v.) e la Mandragola (v.). Somministrato oralmente o attraverso "sniffing", provoca nausea e vomito.
Bevanda allucinogena distillata con un estratto della "Mimosa hostilis" (Jurema v.), un arbusto rampicante a fogliame pennato, con fiori a piumetto o a capolini sempre di grazioso effetto decorativo.
identifica con un attacco di panico o, più spesso, con un episodio psicotico transitorio. Si dice allora che l'assuntore di LSD ha "strippato",
cioè ha fatto un viaggio cattivo.
In genere tutti quelli che prendono l'acido (v.) arrivano a provare questa esperienza che è talmente negativa e traumatizzante da indurre chi vi è incorso a non ripetere ma più la somministrazione.
È la caratteristica pipa da oppio.
Pianta dagli effetti allucinogeni, oggetto di studio a causa delle particolari sostanze che ne compongono la struttura vegetale, la cui azione sull'organismo e ancora sconosciuta.
Banisteriopsis inebrians Liana originaria della Colombia da cui gli indigeni ricavano un intruglio chiamato yage (v.) contenente armina (v.).
V. Free-base.
Bennie o Benny
Nome gergale delle preparazioni medicinali per la cura dei sintomi del raffreddore a base di benzedrina (v.) e di solfato di amfetamina contenuti in inalatori (con l'espressione cracking a bennie si intendeva il rituale della rottura del recipiente allo scopo di estrarre la sostanza).
È una delle diverse presentazioni di amfetamina la cui somministrazione avviene ingerendo, insieme al caffè, una cartina intrisa della sostanza, tagliata a strisce o arrotolata a forma di fuso.
Tranquillanti impiegati per il trattamento degli stati
di eccitazione, ansia ed inquietudine, usati anche in terapia come ipnotici, anticonvulsivanti e miorilassanti. Sono tra i farmaci sedativi più frequentemente prescritti.
Pasta ottenuta dalla macerazione delle foglie di coca da cui si ricava, attraverso un successivo procedimento, la cocaina.
Si tratta di una specie di "sandwich naturale" composto
da una fetta di noce della palma Areca
catechu (v.) racchiusa tra due foglie di Piper di betel o di "Piper methisticum" (Kawa-Kawa). Così composto, questo particolare "hot-dog" determina effetti stimolanti, anoressizzanti (v.) ed allucinogeni.
Varietà di Cannabis di provenienza indiana. Equivalente alla marijuana, sia per attività che per composizione, è utilizzata quasi esclusivamente in quelle regioni sotto forma di bevanda preparata con un decotto di foglie.
Espressione gergale che fa riferimento all'acquisto di una dose di sostanza stupefacente che si rivela priva di
alcun principio attivo.
Sigla con cui si identifica in gergo l'oppio.
Sigla con cui si identifica in gergo la cocaina.
Sigla con cui si identifica in gergo LSD.
Sigla con cui si identifica in gergo eroina.
Bind wood
Nome in gergo con cui si individua la sigaretta di marijuana.
Abbuffata di cocaina.
Sigla identificativa di un organo di Polizia tedesco che si occupa, tra l'altro, della repressione dei fenomeni criminali connessi all'abuso di sostanze stupefacenti.
Espressione di origine anglosassone che individua le amfetamine.
Particolare miscela di oppio e hashish.
Black-birds o Black mollies
Espressioni di origine anglosassone che individuano le amfetamine.
Si tratta di francobolli (trip) di varie misure, recanti una serie infinita di illustrazioni e disegni etnici, imbevuti di una soluzione alcolica di LSD (v.).
Nome in gergo che individua un noto prodotto farmaceutico contenente barbiturici.
Nome gergale che individua l'LSD.
Nome in gergo che individua un noto prodotto farmaceutico contenete barbiturici.
Blue Lotus Pianta ornamentale caratterizzata da uno stupendo fiore azzurro assai diffusa nell'Africa del Nord.
Micidiale miscela preparata con oppio e antistaminici.
Nome di strada attribuito alle preparazioni medicinali per la cura dei sintomi del raffreddore a base di benzedrina e di solfato
di amfetamina contenute in inalatori cracking a bennie (v.) e all'MBDB (v.), una "ecstasy like" (v.) appartenente alla classe degli "entactogeni" (v.), dalla potente azione stimolante e psichedelica sul sistema nervoso centrale.
Nome in gergo attribuito alla marijuana.
Qualità di eroina proveniente dalle zone del "Triangolo d'oro" (Laos, Myanmar ex Birmania e Thailandia) e dalla Cina sud orientale. Anche detta "eroina da fumo" (Smoking - heroin) o "cinese n. 3", si presenta come materiale granulare frammisto ad una piccola quantità di polvere il cui colore varia dal grigio al marrone.
Pianta appartenente al gruppo delle solonacee con effetti del tutto simili a quelli prodotti dalla "Datura" originaria della Colombia e del Messico.
"Solonacea" dai fiori celesti ed azzurrini contenente alcaloidi del tipo atropina (v.) nei tessuti vegetali. È adoperata come sostanza stupefacente in Colombia Equador e Brasile.
Espressione gergale con cui si fa riferimento al metodo
di assunzione di droga per iniezione endovenosa.
Bufo marinus e vulgaris
Varietà di rospi nelle cui ghiandole cutanee sono contenute sostanze come dopamina, adrenalina, serotonina, steroidi cardioattivi e, soprattutto, bufotenina, un alcaloide indolico
estremamente tossico, equivalente all'acido lisergico (LSD) ma cinquanta volte più potente.
Prodotto di secrezione sierosa delle ghiandole cutanee dei rospi "Bufo vulgaris" e "Bufo marinus" (v.), nonché di alcune varietà di pesci palla dell'ordine dei "Tetradontiformes", estremamente tossico ed equiparabile all'acido lisergico (LSD v.).
Butamina
Sostanza usata di recente per preparare l'MBDB, classificata negli Stati Uniti come insetticida.
Nome attribuito alle infiorescenze apicali del "peyotl" (Lolophora williamsii), un piccolo cactus dal fusto seminterrato simile alla radice tuberizzata di una bietola, all'interno delle quali è contenuto il suo principale alcaloide, la mescalina.
Sotto questo termine si raggruppano una quantità di vegetali della specie "coffea" (rubiacee), una pianta alta fino a cinque metri, originaria dell'Etiopia, contenente caffeina (v.), un alcaloide stimolante del sistema nervoso centrale assolutamente legale. La pianta del caffè, il cui frutto è una bacca rossa grossa come una ciliegia, è coltivata in tutti i Paesi del mondo compresi tra i due Tropici.
Alcaloide (non classificato tra le sostanze illegali) ad azione
stimolante sul sistema nervoso centrale presente in alcune piante tra cui il caffè (v.) ed il tè (v.). Eccita l'attività cerebrale e aumenta la resistenza al lavoro; procura anche un senso di benessere e di euforia. Bevuto in dosi eccessive, però, può provocare sintomi di tensione nervosa ed insonnia.
È un arbusto originario del sud del Messico e del Costarica, soprannominato "erba amara" o "foglia di dio" (Leaf of god) dalle popolazioni autoctone che ne ricavano un infuso in cui precipita un principio psicoalterante, peraltro ancora non identificato.
Calophilla Particolare varietà di virola (v.) utilizzata dalle tribù brasiliane nel corso di riti esoterici.
È una delle diverse specie di canapa che germogliano un po' dappertutto nelle zone temperate e tropicali del pianeta. Appartenente anch'essa alla famiglia delle Urticacee, si differenzia dalle altre varietà per la consistente percentuale di cannabinoidi e, in particolare, di THC (v.) contenuta nelle infiorescenze femminili, che ne fa una sostanza stupefacente.
Espressione gergale sinonimo di spinello (v.).
Sono tre sostanze naturalmente prodotte dall'organismo, noradrenalina adrenalina e dopamina, che
esercitano importanti funzioni come mediatori dell'impulso nervoso a livello del sistema nervoso centrale e delle terminazioni del sistema simpatico.
Arbusto spontaneo dell'Africa orientale e dell'Arabia meridionale, contenente gli alcaloidi cathina (v.) e cathinone, con cui si prepara il "khat", una droga "etnica" usata in prevalenza nell'ambito delle comunità etiopi, somale e yemenite.
Alcaloide concentrato nelle foglie poste sulle cime dei rami e nei germogli della Catha edulis (v.) in grado di agire sul sistema nervoso centrale con effetti simili a quelli indotti dall'amfetamina.
Uno dei nomi con cui viene indicato il 2-CB un nuovo, potentissimo psichedelico feniletilaminico analogo di sintesi della mescalina strutturalmente simile a DOB e DOM
È un Comitato, nato da una proposta del Presidente della Repubblica francese, F. Mitterrand, con il compito di intensificare il coordinamento dei Paesi comunitari nella lotta al traffico illecito di stupefacenti, al riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite e alla tossicodipendenza.
È il residuo dell'oppio che si raccoglie in fondo alla pipa al termine dell'assunzione. Contiene un'elevata percentuale di principio attivo.
Presentazione resinosa di hashish (v.) di qualità particolarmente pregiata per l'elevata concentrazione di THC. Si prepara con polveri di hashish impastate con acqua e miele secondo le usanze delle popolazioni turche e marocchine.
Nome di strada del trimetilfentanil, un derivato del fentanil settemila volte più potente della morfina.
Barbiturico compreso nelle Tabelle III e IV annesse al T.U. 309/1990.
Cloropromazina Fondamentale benzodiazepina (v.), la cui sintesi, nel 1954, segna l'inizio dell'era dei tranquillanti cosiddetti "minori". Fino ad oggi ne sono stati sintetizzati oltre 1.000 mentre più di trenta molecole di questo tipo sono sotto controllo internazionale.
Uno dei nomi fantasiosi ed ammiccanti con cui si
individuano le "smart drugs" e gli smart drinks, le bevande energetiche a base di taurina, caffeina (v.), misture di vitamine, aminoacidi ramificati e (uno o più) farmaci nootropici.
A meno che non vi sia riscontrata la presenza di sostanze vietate, come l'efedrina, queste sostanze non sono considerate dalla legge alla stregua degli altri psicotropi.
È il principale alcaloide ad azione stimolante contenuto nelle foglie della pianta della coca (Erythroxylon coca). Circola sul mercato illecito principalmente sotto forma di cloridrato e si presenta come una polvere bianca, cristallina, quasi impalpabile, di sapore amaro, solubile ai grassi e in alcol, poco in acqua fredda.
Codeina Scoperta da Robiquet nel 1832, si estrae principalmente dall'oppio grezzo ricavato dal "Papaver Setigerum", una varietà analoga al "Somniferum" ma contenente un lattice più ricco
di questo alcaloide. Riveste un ruolo secondario nel campo della diffusione abusiva e va ricordato solo per l'uso nella terapia delle affezioni respiratorie e negli sciroppi pediatrici contro lo stimolo della tosse. Ha anche un modesto effetto euforizzante che si manifesta assumendo dosi superiori a quelle terapeutiche.
Polvere da fiuto di provenienza caraibica contenente triptamina (v.), estratta dalla pianta dell' "Anadenanthera peregrina" (v.) e assimilabile alle sostanze stupefacenti allucinogene naturali.
Pianta originaria del Sudan, nei cui semi, detti "nodi di cola",
sono contenute modeste quantità di caffeina (v.). Con gli estratti di questa sostanza viene aromatizzata la celeberrima "Coca cola".
Colpo di calore V. Ipertermia.
Fungo dalle proprietà psichedeliche comune in tutta l'America meridionale, dalle regioni artiche a quelle tropicali ed, in special modo, nelle aree più temperate. Contiene la psilocina (v.), un alcaloide dagli effetti euforizzanti ed allucinogeni molto simili a quelli prodotti della mescalina ma assai più potenti.
Particolare tecnica di indagine mediante la quale viene consentita la prosecuzione dell'attività criminosa in essere, allo scopo di garantire una maggiore libertà di azione, acquisire più significativi elementi di prova a carico dei responsabili e penetrare più profondamente nell'organizzazione criminale. È prevista e disciplinata dall'art. 98 del D.P.R. 309/1990.
Tenutosi a Roma il 13 e 14 dicembre 1990, servì ad approvare il 1° Piano europeo contro la droga stilato in considerazione di cinque princìpi cardine: coordinamento fra gli Stati membri, creazione di un Osservatorio europeo sul fenomeno droga, riduzione della domanda, repressione del traffico illecito, collaborazione internazionale.
Consiglio Europeo di Edimburgo
Tenutosi il 10 e l'11 dicembre 1992, fu destinato ad approvare il 2° Piano europeo di lotta contro la droga resosi necessario per accogliere le innovazioni riconducibili all'entrata in vigore degli accordi di Maastricht (v.).
Si tenne nel 1995, in seguito all'entrata in vigore del Trattato sull'Unione europea, e fu destinato all'approvazione del 3° Piano europeo di lotta contro la droga. Questo nuovo Piano d'azione costituiva una risposta globale e integrata al fenomeno della droga definendo i tre aspetti principali (riduzione della domanda, lotta contro il narcotraffico, cooperazione internazionale) che avrebbero orientato l'azione futura dell'Unione in questo settore fino a tutto l'anno 2000.
È l'individuo che usa la droga, qualunque essa sia, saltuariamente o in situazioni di eccezione oppure in modo ripetuto, ma utilizzando dosaggi minimi e mantenendo sempre la possibilità di interrompere l'assunzione senza risentirne le conseguenze. Questa modalità d'uso non comporta in genere
significativi disturbi dell'inserimento sociale.
Fu stipulata a Lomè il 28 febbraio 1975 fra la Cee e gli Stati d'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP) ma è soltanto la prima di una serie di Convenzioni siglate sempre a Lomè nel 1979, nel 1984 e nel 1989. Stabilirono, fra l'altro, la concreta adozione di fondi a favore dei programmi per la
eradicazione delle colture illecite e per la loro sostituzione con colture alternative.
Convenzione di Mutua Assistenza Amministrativa Firmata a Napoli il 7 settembre 1967, fu originariamente stipulata al fine di assicurare un valido strumento operativo per la prevenzione, ricerca e repressione delle infrazioni alle leggi ed ai regolamenti doganali relativi ad importazione, esportazione e transito delle merci. Successivamente l'applicazione di tale Convenzione fu estesa anche al settore degli stupefacenti.
Firmata nel 1971, impose agli Stati di attuare un rigido controllo sulle nuove sostanze di sintesi con una intensità differente in rapporto alla maggiore pericolosità dei diversi prodotti ad azione stupefacente evidenziata, peraltro, dal loro inserimento in una delle quattro Tabelle annesse al testo.
Fu adottata nel 1961 a New York al termine di una conferenza internazionale con lo scopo di rielaborare tutta la normativa sovranazionale fino a quel momento esistente e riordinarla in un sistema giuridico univoco. L'affacciarsi alla ribalta di nuove droghe sintetiche nel mercato clandestino non comprese tra quelle indicate nelle quattro Tabelle allegate alla Convenzione spinse
successivamente i rappresentanti delle nazioni ad adottare un Protocollo di emendamento, firmato a Ginevra nel 1972, nel quale erano inserite diffuse integrazioni al testo originario della convenzione.
Il recipiente nel quale viene sciolta e riscaldata la polvere di eroina per essere iniettata.
Nome commerciale della dietilamide carbopiridina, liquido dal sapore caratteristico, solubile in acqua e nei solventi organici che
ha spiccata azione stimolante sui centri cardio-respiratori.
Membri delle organizzazioni criminali incaricati di
effettuare via mare, via terra o per via aerea, il trasporto della droga dai luoghi di origine o di smistamento fin all'interno degli Stati di destinazione.
È un tipo di cocaina "a base libera" (v. free-base), apparsa per la prima volta in California nel 1981 e di là diffusasi ovunque con il nome di strada di super white o super cloud. Si prepara attraverso un banale procedimento di alcalinizzazione della cocaina cloridrato (v.) rispetto alla quale è assai più potente e nociva per l'organismo.
V. Bennie.
Sostanza (da non confondere con il crack) (v.) amfetamino-simile (v.) analoga al crystal (v.) e allo shaboo (v.) che si assume fumandola in particolari pipe simili a quelle utilizzate per il consumo della cocaina free-base (v.).
È la cosiddetta "appetizione psicologica", cioè il fortissimo ed irresistibile desiderio di assumere una sostanza e di ripetere l'esperienza provata in precedenza. Tale desiderio, se non soddisfatto, causa intensa sofferenza psichica e fisica. Il craving nasce sia dalla necessità di interrompere il malessere (fobia-astinenza) che dal desiderio di provare piacere (mania-appetizione).
Alcaloide con particolari effetti stupefacenti contenuto in una pianta poco conosciuta originaria del Messico chiamata Heimia salicifolia
Uno dei nomi con cui viene indicata la sostanza allucinogena di provenienza chimica detta fenciclidina, meglio conosciuta come PCP (v. angel dust, killer-weed, embalming fluid, rocket fuel, supergras). Con lo stesso termine si identifica, inoltre, una metamfetamina cloridrato analoga allo shaboo (v.).
Sostanza antagonista (v.) utilizzata per la preparazione di farmaci salvavita da impiegare in caso di overdose (v.) di oppiacei.
Pianta originaria della Colombia. L'estratto di questo vegetale
veniva somministrato agli schiavi e alle mogli dei capi morti: infatti, costoro dovevano essere sepolti vivi col defunto e lo stupefacente serviva a prostrare e stordire le vittime sacrificali così che non si opponessero alla sepoltura. In Amazzonia e in Cile, invece, la bevanda tratta dalla Datura
veniva fatta bere ai bambini disubbidienti affinché, attraverso la pianta sacra, gli spiriti degli antenati provvedessero a renderli più docili.
Pianta messicana appartenente alla famiglia delle "solanacee",
detta dagli indigeni "erba che rende pazzi" ("torna-loco"), usata per proprietà narcotiche sprigionate dal suo alcaloide iosciamina.
Pianta messicana usata per le proprietà narcotiche sprigionate dal suo alcaloide iosciamina (v.) di cui gli
stregoni aztechi bevevano l'estratto per diagnosticare più facilmente le malattie.
Pianta europea cosiddetta "erba delle streghe o del diavolo". Gli alcaloidi (daturina e atropina) (v.) contenuti nelle foglie e nei semi inducono una forma di estasi psichica, amnesia ed allucinazioni. Gli intossicati sono colti da deliri di tipo schizofrenico; la loro capacità recettiva è paralizzata nonostante l'apparente lucidità. Terminata la fase estatica, resta lo stato confusionale e un vuoto riempito da confabulazioni.
Alcaloide contenuto nelle foglie e nei semi della Datura stramonium
(v.) capace di indurre forme di estasi psichica, amnesia ed allucinazioni.
(Drug Enforcement Administration): è la principale agenzia statunitense impegnata, anche su scala mondiale, nella lotta contro il traffico di sostanze stupefacenti. Dipende dal Dipartimento della Giustizia americano ed ha ramificazioni in tutto il mondo allo scopo di armonizzare e potenziare la collaborazione con le varie polizie nazionali.
Droghe progettate o droghe d'autore (significato letterale). Con questo nome si classificano tutti i derivati, gli omologhi e gli analoghi inclusi nella categoria degli entactogeni sintetizzati modificando la struttura della molecola dell'amfetamina.
Pianta di origine brasiliana utilizzata dalle popolazioni autoctone per preparare una bevanda allucinogena chiamata ayahuasca (v.).
Sostanza di derivazione sintetica analoga per quanto riguarda gli effetti al DMT. Gli studi finora condotti sul dosaggio e sulle modalità
di assunzione hanno evidenziato che la molecola è già in grado di procurare i consueti effetti psichedelici con l'assunzione di 40 mg. per via orale. L'Ufficio Centrale Stupefacenti del Ministero della Sanità ha inserito il DET nella Tabella I annessa al T.U. 309/1990 con il D.M. 23 agosto 1977 - G.U. n. 242 del 6 settembre 1977.
Benzodiazepina usata in preparazioni farmaceutiche come il Valium (v.), uno dei tranquillanti più comuni al giorno d'oggi.
"Dichiarazione di princìpi" sulla prevenzione dell'utilizzo del sistema bancario a fini di riciclaggio adottata a Basilea il 12 dicembre 1988. Si tratta della prima azione concertata a livello internazionale contro il riciclaggio di denaro sporco ed è stata sottoscritta dai Paesi del Gruppo dei Sette, più Belgio, Lussemburgo, Olanda, Svezia e Svizzera.
Dietilamide dell'acido lisergico Liserg-Saure-Diathilamid (v. LSD).
Diidrocodeina Sostanza oppiacea impiegata, unitamente alla codeina (v.) e all'idrocodone (v.), nella preparazione della Brown (v.), una molecola ad azione oppiomimetica di derivazione sintetica.
Sostanza psichedelica di sintesi analoga dell'alcaloide triptamina
(v. DET).
È la possibilità per una sostanza farmacologicamente attiva di sopprimere i sintomi dati dall'astinenza di un'altra, mantenendo sempre lo stato di dipendenza fisica.
È un alterato stato fisiologico provocato dalle ripetute assunzioni di una sostanza, la cui deprivazione provoca disturbi organici noti come "sindrome d'astinenza". È un fenomeno frequente e particolarmente grave in quanto impedisce al tossicodipendente di poter interrompere l'assunzione di droga. Dipendenza psichica
È la sensazione di soddisfazione mentale provocata dall'assunzione sporadica o continua di una certa sostanza, la cui privazione determina insoddisfazione, irrequietezza psichica. È il primo fenomeno che si presenta nei soggetti che assumono, in modo costante, sostanze che modificano la normale funzionalità del sistema nervoso centrale.
La devianza è preceduta da una condizione di disagio, disorientamento, frustrazione, sofferenza. La recente apparizione della categoria del "disagio" sembra la logica conclusione del processo di
normalizzazione della devianza (Durkheim E.) coniato in risposta all'esigenza di introdurre un approccio più soft in grado di rendere conto dei comportamenti e degli atteggiamenti giovanili non riducibili alla semplice riproduzione di norme e valori del sistema sociale degli adulti o non interpretabili come chiara contrapposizione ad essi.
Sostanza non molto conosciuta. Sembra si tratti di dimetiltriptamina (v.), una sostanza psichedelica di sintesi analoga dell'alcaloide triptamina (v.). Viene inserito tra gli psicotropi di tipo semisintetico perché l'omonima "droga di strada", attualmente presente sul mercato, risulta preparata in laboratorio attraverso la sintesi di alcuni composti estrattivi di origine vegetale.
Sostanza con potenziale psichedelico otto volte superiore a quello della mescalina anche se all'aumentare del dosaggio, come sovente accade, gli effetti virano verso un'azione propriamente amfetaminica. Non ha alcuna utilizzazione clinica ma è l'unica sostanza, fra questi derivati, ad essere stata registrata e ampiamente commercializzata nell'industria fotografica.
l'Italia, con il D.M. 1° ottobre 1988 - G.U. n. 266 del 12 novembre 1988 - del Ministero della Sanità, Ufficio Centrale Stupefacenti, ha provveduto ad inserire la DMA nella Tabella I prevista dall'art. 13 del T.U. 309/1990 tra le sostanze più tossiche e nocive per la salute.
(4-bromo-2,5-dimetossiamfetamina): sostanza riconducibile per alcuni aspetti alla categoria delle amfetamine psicoattive che si caratterizza per un effetto ampiamente allucinogeno e di imprevedibile durata. Pare che il suo potenziale psichedelico superi di ben duecento volte quello della mescalina. Si trova sotto forma di compresse e in polvere ma è sovente rinvenuta impregnata su carta e piccoli francobolli. Il Ministero della Sanità, Ufficio Centrale Stupefacenti, con il D.M. 12 dicembre 1985 - G.U. n. 3 del 4 gennaio 1986, l'ha inserita nella Tabella I prevista dall'art. 13 del T.U. 309/1990 al pari dei più noti e pericolosi allucinogeni di sintesi.
Sostanza allucinogena e stimolante lanciata sul mercato clandestino nel 1970 contemporaneamente al DOM. Il suo potenziale psichedelico supera di ben cento volte quello della mescalina. In Italia è stata dichiarata fuorilegge D.M. 1° ottobre 1988 - G.U. n. 266 del 12 novembre 1988 - del Ministero della Sanità, Ufficio Centrale Stupefacenti, inserendola nella Tabella
I prevista dall'art. 13 del T.U. 309/1990.
È storicamente il più importante tra gli allucinogeni di laboratorio.
Si tratta di una molecola di sintesi derivante da elaborazioni sulla struttura di base della mescalina e dell'amfetamina così chiamata per compressione del suo nome chimico completo: dimetossi-4-metilamfetamina. Nello slang americano, è individuabile anche con l'abbreviazione STP.
Dopamina Composto organico, immediato precursore della noradrenalina, appartenente al gruppo delle ammine biogene, che agisce da neurotrasmettitore nel sistema nervoso centrale.
Termine che individua il tossicodipendente (v.).
Voce inglese coniata sul termine to dope che vuol dire drogare.
Indica l'impiego, particolarmente diffuso nel calcio, nel ciclismo e nell'ippica, di sostanze idonee ad eccitare temporaneamente il sistema nervoso per aumentare l'efficienza psicofisica di un atleta.
Concetto giuridico inserito dalla legge 162/1990 (T.U. 309/1990) in sostituzione di quello della modica quantità (v.) previsto dall'art. 80 della legge 22 dicembre 1975, n. 685 che, in fase di applicazione, aveva portato ad oscillanti interpretazioni giurisprudenziali ed a rilevanti eccessi di discrezionalità da parte dei giudici. La dose media giornaliera, unitamente alla finalità dell'uso personale, ha caratterizzato, fino all'abrogazione referendaria dell'aprile del 1993, la risposta sanzionatoria dell'Ordinamento ancorandola a due profili: la finalità e
il quantitativo di sostanze stupefacenti. Oltre il limite quantitativo massimo giornaliero di principio attivo, determinato da un apposito D.M. dell'Autorità amministrativa, l'uso (comunque illecito) di droga da violazione di carattere amministrativo diventava un fatto di rilevanza penale. La citata, parziale abrogazione referendaria degli artt. 72 e 75, intervenuta nel 1993, ha eliminato il principale parametro di riferimento per distinguere l'illecito penale da quello amministrativo depenalizzando, di fatto, l'uso personale non terapeutico di sostanze stupefacenti e psicotrope.
È qualsiasi sostanza che, introdotta in un organismo vivente, può modificarne una o più funzioni (definizione dell'O.M.S.).
Droghe giù
Droghe intelligenti Così sono anche chiamate le smart drugs e gli smart drinks, sostanze lecite liberamente in commercio, di cui la pubblicità enfatizza improbabili capacità di aumentare l'intelligenza, migliorare la memoria, acuire l'attenzione e la concentrazione.
Termine che indica quelle sostanze stupefacenti (v. Cannabis) che, pur presentando una pericolosità inferiore a quella di
altre droghe, sono comunque classificate tra le sostanze psicodislettiche, cioè in grado di provocare deviazione dell'attività mentale e distorsione del sensorio e del giudizio.
È il selezionatore della musica all'interno della discoteca. Rappresentano
i nuovi miti per generazioni di adolescenti e giovanissimi, i guru che agitano e dirigono il divertimento notturno. Stanno in discoteca come un sacerdote nella chiesa, guardati a vista da stormi di ragazzini che vedono in loro la quintessenza della trasgressione.
Ea – 1475
(Experimental Agent 1475): nome in codice dell'MDMA quando veniva studiata nei laboratori dell'Università del Michigan negli Stati Uniti dove, su commissione dell'esercito, venne sperimentata come arma chimica sugli animali. I risultati non sono mai stati resi noti.
Early Warning System on synthetic drugs
(Sistema di allerta precoce delle droghe sintetiche): è frutto di un'Azione Comune del Consiglio dell'Unione europea che, nel 1997, ha varato un meccanismo in grado di dar vita ad un sistema di informazioni tempestive, specifiche e pertinenti sulle nuove tendenze, sui problemi connessi alle droghe sintetiche e, non ultimo, sulle caratteristiche organolettiche delle sostanze che, di volta in volta, compaiono sul mercato illecito europeo, così da sviluppare risposte e misure appropriate, non solo di natura legislativa, ma soprattutto in termini di strategie di prevenzione e di salvaguardia della salute.
Sostanze inerti, prive di azione terapeutica, aggiunte alle sostanze medicinali nella preparazione dei farmaci per dare loro forma e consistenza di compresse, sciroppi, unguenti, pomate (vedi sostanze chimiche di base).
Echinacea purpurea (Coneflower):
pianta del genere delle "Composite" dalle proprietà allucinogene la cui conoscenza scientifica è ancora incompleta. Cresce in Brasile.
V. MDMA.
Principale alcaloide estratto dalla pianta dell'Ephedra vulgaris.
I suoi effetti sono simili a quelli dell'amfetamina.
Spostamento delle piantagioni proibite in zone in cui i programmi
di eradicazione volontaria delle colture dichiarate fuorilegge non erano stati avviati.
È il nome di un particolare tipo di herbal ecstasy liberamente commercializzata nelle erboristerie ed in alcuni "club" esclusivi di diversi Paesi europei, il cui logo raffigura una caratteristica farfalla dalle sembianze umane.
È uno dei nomi con cui viene indicata la sostanza allucinogena di provenienza chimica detta fenciclidina, meglio conosciuta come PCP (v. angel dust, crystal, supergras, killer-weed, rocket fuel).
(European Monitoring Centre on Drug and Drug Addiction): inserito all'interno del progetto Reitox (v.), ha il compito di monitorare costantemente il fenomeno droga e di redigere un periodico rapporto europeo sulla droga e sulla tossicodipendenza nell'Unione europea.
Alcaloide ottenuto dalla corteccia della "Psychotria Ipecacuana" (v.), una "Rubiacea" dal tenue odore e dal sapore amaro e nauseante, con cui le tribù dei "fulnios", originarie del Mato Grosso, preparano bevande che provocano visioni fantastiche.
Dal greco empatheia = passione ovvero en "in" e pathos "affetto". Capacità di immedesimarsi in un'altra persona, di calarsi nei suoi pensieri e stati d'animo e di proiettare su di
essa i propri stati emotivi.
Sono così definite le sostanze in grado di generare empatia (v.).
(Letteralmente "che toccano dentro"): ci si riferisce a quella categoria di molecole che, dal punto di vista chimico, sono derivati dell'amfetamina ma che da essa si discostano per le caratteristiche psicoattive dopo la somministrazione acuta e per il rischio di insorgenza di neurotossicità.
Pianta molto diffusa in Europa, in Asia (Kirghizistan e Kazakistan) e nelle zone aride del Nord America. Ne sono note almeno una quarantina di varietà, per lo più sotto forma di piccoli cespugli dal giunco gracile e spigoloso, di colore tra il verde ed il grigio chiaro. Dal suo fusto e dalle sue radici si estrae l'alcaloide chiamato "efedrina" (v.).
In gergo la marijuana.
Alcaloide estratto dagli sclerozi della claviceps purpurea, il fungo parassita della segale, isolato nel 1943 nei laboratori Sandoz di Basilea da Albert Hoffmann che successivamente scoprirà l'acido lisergico (v. LSD). Si presenta come una polvere bianca cristallina che si decompone scurendo, per l'esposizione alla luce. È poco solubile in acqua. È frequentemente utilizzata in terapia come vasodilatatore, ipotensivo e nel trattamento dell'emicrania.
Alcaloide estratto dagli sclerozi della claviceps purpurea (v. LSD). Si presenta sotto forma di cristalli o polvere di colore bianco. Si decompone, assumendo un colore scuro, con l'esposizione alla luce. È solubile in acqua e il suo punto di fusione si aggira intorno ai 180 gradi. È frequentemente utilizzato in terapia come vasodilatatore, ipotensivo e nel trattamento dell'emicrania nonché in ostetricia in quanto permette di far contrarre l'utero dopo un parto difficile, evitando così emorragie mortali.
Particolare terapia adottata presso la comunità terapeudica cosiddetta "chiusa", tendente alla detossificazione ed al reinserimento sociale dei drogati a cui vengono offerti interessi e scopi esistenziali alternativi a quelli unicamente centrati sulla droga e, in particolare, un lavoro non frustrante.
Sostanza stupefacente ottenuta elaborando chimicamente la morfina (v.), il principale alcaloide che si ricava dall'oppio grezzo, il succo lattiginoso estratto dalle capsule ancora verdi del "Papaver somniferum". Si presenta come una polvere finissima o granulare di colore bianco, bruno o rossastro a seconda della purezza. Ha l'odore tipicamente pungente dell'acido acetico (v.) che meglio si avverte strofinando la polvere sul dorso della mano.
Eroina sintetica Nome di strada della "petidina o meperidina". Attualmente viene smerciata in forme, sembianze e denominazioni diverse come l'MPPP e l'MTPT.
Uno dei nomi con cui viene indicato il 2-CB, il nuovo, potentissimo psichedelico feniletilaminico analogo di sintesi della mescalina strutturalmente simile a DOB e DOM.
Pianta appartenente al genere delle "papilionacee" dai curiosi fiori porporini, coltivata a scopo ornamentale, con bacche rosse dalle proprietà psichedeliche. Cresce in Messico.
Arbusto sempreverde delle Ande nell'America meridionale che germoglia
nei climi caldo-umidi tropicali ad una altitudine compresa tra i 700 e i 2.000 metri. La cima della pianta, a foglie alterne, presenta caratteristici piccoli fiori giallastri e frutti rossi di modeste dimensioni. La raccolta delle foglie, da cui si estrae l'alcaloide cocaina (v.),
avviene tre volte in un anno (marzo, fine giugno e fine ottobre).
Riferito a droghe consumate solamente da particolari gruppi etnici (v. shaboo).
V. Ufficio Europeo di Polizia.
Composti chimici capaci di produrre modificazioni funzionali in un organismo, per interferenza delle loro proprietà chimico-fisiche con quelle della materia vivente. Molti farmaci sono oggetto di abuso, con conseguente insorgenza di una farmacodipendenza, le cui caratteristiche ricalcano quelle di una vera e propria tossicomania da droghe illegali.
Stato psichico, a volte fisico, risultante dalla
interazione tra un organismo vivente ed un farmaco.
Espressione gergale che raffigura la pratica di iniettarsi dosi
Espressione gergale che rappresenta l'assunzione di derivati della Cannabis (hashish e marijuana) attraverso il fumo di una sigaretta
appositamente confezionata con lo stupefacente.
Fenciclidina (PCP):
sostanza allucinogena di sintesi a base di piperidina,
il principale precursore di alcune droghe ad azione oppiomimetica particolarmente diffusa negli anni Settanta e Ottanta, soprattutto negli Stati Uniti.
Sono molecole amfetamino-simili (v.) e potenti sostanze ad effetti allucinogeni prodotte in laboratorio. Per la struttura chimica sarebbero da collocare tra le amfetamine, cioè tra le sostanze stimolanti (e non già tra gli allucinogeni), ma la sintomatologia che inducono ne consiglia l'inserimento fra gli psicotropi-dislettici.
È una delle sostanze che, in associazione con caffeina (v.) e efedrina (non sempre), concorre a formare le cosiddette "Look-alike Stimulants", molecole che mimano l'effetto stimolante degli amfetaminici.
Sostanza oppiomimetica di sintesi analoga della petidina (v.) largamente diffusa negli Stati Uniti, insieme ai suoi molti derivati (ne esistono oltre 2.000). Sono attribuiti a questa droga, ancor più dannosa dell'eroina, numerosi decessi.
Benzodiazepina usata in preparazioni farmaceutiche come il Roipnol (v.), uno dei tranquillanti più comuni al giorno d'oggi.
Free-base (a base libera) Termine che indica un processo di manipolazione chimica della cocaina. Il consumatore stesso, con una semplice elaborazione chimica, ottenuta riscaldando lo stupefacente con soda ed acqua, libera la cocaina della base (cloridrato). Il prodotto ricavato, privo di
impurità, appare sotto forma di cristalli che vengono fumati mischiati al tabacco in pipe o sigarette. Nell'ardere producono un caratteristico sfrigolio da cui deriva, peraltro, il nome. L'elevatissimo potenziale di induzione alla dipendenza deriva dalla moltiplicazione degli effetti stupefacenti e stimolanti della cocaina che, non più "appesantita" dalla base cloridrato, agisce direttamente sulle terminazioni del sistema nervoso centrale.
Si tratta di una particolare preparazione in compresse
di amfetamina e barbiturici.
Funghi v. Psilocybe, Conocybe ed Amanita Muscaria.
Fuori orario (afterhours/after tea/house-party)
Nonostante il nome in inglese, il fenomeno è prettamente italiano, o meglio non conosce analoghi in Europa per eccesso e fantasia. Gli afterhours
sono locali aperti dalle sei del mattino fino a pomeriggio inoltrato. Ci si arriva dopo essere stati tutta la notte in giro nei locali "usuali". Afterhours significa "iniziare quando gli altri vanno a dormire", ballare mentre gli altri stanno pranzando, essere avvolti dal buio anche se fuori c'è luce, sfiorare l'apice dell'evento nello stesso istante in cui, per gli altri, l'evento comincia. Sempre in Italia ha preso piede un'ulteriore originale esperienza non comune nel panorama internazionale i cosiddetti after tea. In prosecuzione con la serata in discoteca e il "fuori orario", queste feste iniziano nel pomeriggio e terminano alla mezzanotte della domenica. G
Genista canariensis Pianta delle pilionacee; fu importata in America dal "Vecchio Mondo", dove non fu mai usata per le sue qualità psicoalteranti ma piuttosto per decorare i giardini in virtù dei caratteristici e
vistosi fiori, gialli o bianchi, presenti da soli o in grappoli, spesso delicatamente profumati. Una volta impiantata in Messico è stata però adoperata soprattutto per le sue proprietà allucinogene.
Sostanza nota alla farmacopea tradizionale impiegata come narcotico e come pre-anestetico in chirurgia. È usata come sostanza d'abuso in ambiente ricreazionale per gli effetti psicostimolanti che sembra indurre soprattutto se associata agli alcolici. Con il D.M. n.10 del novembre 1999 - G.U. n. 266 del 12 novembre 1999, il Ministero della Sanità - Ufficio Centrale Stupefacenti - ha provveduto ad inserire il GHB ed il suo omologo GBL, un pro-farmaco che l'organismo umano una volta ingerito trasforma in GHB, nella Tabella I del T.U. 309/1990, mettendone sotto controllo il consumo.
Global World Medial Corporation Società farmaceutica di Los Angeles che avrebbe brevettato
la Herbal Ecstasy, l'alternativa "vegetariana" all'MDMA.
Estratto vegetale presente anche nei tessuti animali utilizzato nella terapia dell'epatite, costituisce uno degli ingredienti della Red Bull, una bevanda energetica, catalogabile tra le "smart drugs".
Glutemide Sostanza ipnotica particolarmente tossica. Viene assunta per via orale spesso ingerendola insieme all'alcol che ne potenzia gli effetti consentendone un miglior assorbimento nei tessuti. La dose letale è generalmente posta tra i 10 e 20 mg. È anche segnalato il consumo di questa sostanza correlato a quello dell'eroina e delle amfetamine attraverso pratiche di abuso che sono causa di numerosissimi decessi. Il D.M. 23 agosto 1977 ha inserito il glutemide nella Tabella III prevista dall'art. 11 della legge 22 dicembre 1975, n. 685 (ora art. 13 del T.U. 309/1990).
Nome di strada di una metamfetamina in soluzione acquosa che circola sui mercati illeciti di alcuni Paesi del Nord Europa.
Good Trip (viaggio buono)
Esperienza psichedelica in LSD caratterizzata da un effimero flusso di sensazioni allucinatorie estremamente appaganti.
Gruppo Orizzontale Droga Gruppo di lavoro inserito nell'ambito della proposta
di azione comune dell'Unione europea nella quale vengono discusse problematiche afferenti ai vari aspetti del fenomeno droga.
Organo informale di concertazione tra i Paesi europei istituito nel vertice di Parigi del 1971, su proposta dell'allora Presidente della Repubblica Francese, Georges Pompidou ai capi di Stato dei Paesi aderenti alla Comunità europea. La sua finalità è la costituzione di un gruppo di studio interdisciplinare e multidisciplinare sui problemi dell'abuso di droga,
nonché del traffico illecito di stupefacenti. Intermediario privilegiato per assicurare lo scambio e la messa a punto di idee fra i Governi dell'Europa occidentale sulle iniziative comuni da adottare nella lotta alla droga.
Bevanda brasiliana con alta concentrazione di caffeina (v.) preparata con i semi della Paullinia cupana (v.).
Nome in gergo che individua l'oppio (v.).
Termine gergale con cui si individua l'eroina.
Consiste nella secrezione resinosa pura estratta delle sommità fiorite della pianta femminile della Cannabis sativa L., varietà indica, essiccata e compressa in blocchi, pani e tavolette o ridotta in forma di bastoncini rigidi di colore variabile.
V. argyreia nervosa.
Termine gergale con cui si individua l'LSD.
Pianta poco conosciuta originaria del Messico che sembra contenere criogenina (v.), un alcaloide con particolari effetti stupefacenti: leggera vertigine, perdita del senso del tempo e dello spazio nonché allucinazioni auditive che terminano in un sonno euforico. A differenza degli altri allucinogeni, non produce visioni. Se ne beve il succo detto sinicuichi (v.).
Henbane V. Hyoscyamus niger.
Mix di caffeina (v.), efedrina (non sempre) e acido benzoico, usato come alternativa "vegetariana" all'MDMA (v.).
Sono i ragazzi della beat generation, i giovani degli anni Settanta, quelli che consideravano l'uso di droghe un gesto dal valore simbolico ed ideologico. Per gli hippy, il consumo di stupefacenti ha rappresentato l'emblema della ribellione nei confronti della società che vietava e stigmatizzava la pratica di assumere droga.
(Human Immunodeficiency Virus):
è il "virus dell'Immuno-deficienza umana" che determina la malattia infettiva comunemente chiamata AIDS (Acquired Immune Deficency Syndrome - Sindrome da Immunodeficienza acquisita). Si trasmette soprattutto attraverso il contatto di sperma e sangue. La malattia impedisce alle difese immunitarie dell'organismo di fronteggiare adeguatamente le infezioni
in presenza delle quali si determina un irreversibile decadimento generale con effetti quasi sempre letali.
Vengono così chiamati i consumatori di oppio.
Musica "fai da te", composta elettronicamente con l'aggiunta del "soul" dei musicisti neri americani. È il risultato della campionatura fatta da famosi DJ di brani musicali commerciali già noti, velocizzati, rimixati ed adattati ai gusti ed alle esigenze di un pubblico in continua evoluzione non soddisfatto da ciò che offre il mercato discografico ufficiale.
Farmaco impiegato nella cura del morbo di Alzheimer, in qualche caso, riscontrato nella composizione delle "smart drugs" e degli "smart drinks" (v.).
(Henbane) pianta biennale dai delicati fiori bianchi piuttosto comune in Europa. Ha notevole rilevanza farmaceutica per i numerosi alcaloidi - iosciamina (v.), atropina (v.), ioscina (v.), scopolamina (v.) - contenuti nelle foglie, nei frutti e nei semi.
"Guttifera" dalle sommità fiorite di colore giallo, che fornisce materia prima per la preparazione di decotti ed infusi euforizzanti e blandamente allucinogeni.
Alcaloide con proprietà anestetiche estratto dalla Tabernanthe iboga, un vegetale dalle proprietà allucinogene originario del Gabon e del Congo. Causa gli stessi effetti di una dose eccessiva di caffeina (v.) e, allo stesso tempo, produce allucinazioni per ottenere le quali però è necessario incrementare notevolmente le dosi.
Molecola amfetamino-simile (v.) così chiamata (ice = ghiaccio) per la sua particolare presentazione. È reperibile sul mercato illecito in forma di caratteristici cristalli molto simili a quelli prodotti dal ghiaccio. Il principale ingrediente che entra nella sintesi è il precursore efedrina. Il suo effetto sull'organismo dura anche 24 ore.
Sostanza oppiacea impiegata, unitamente alla codeina (v.) e alla diidrocodeina (v.), nella preparazione della Brown sugar (v.), una molecola ad azione oppiomimetica di derivazione sintetica.
Pianta originaria dell'America meridionale con le cui foglie, contenenti caffeina (v.), si prepara una bevanda euforizzante chiamata "maté" (v.).
È così definito colui che assume pasticche di ecstasy.
Inalanti Si tratta per lo più di sostanze liquide, estremamente volatili a contatto con l'aria, i cui vapori vengono inalati. Non sono vere e proprie sostanze stupefacenti ma prodotti industriali liberamente in commercio per gli usi più diversi (per incollare, per produrre energia, per smacchiare, ecc.)
nonché sostanze normalmente usate in veterinaria (nitriti alchilici), adoperati in modo da trarne effetti psicotropi.
Corriere della droga, più spesso eroina o cocaina, che occulta la sostanza stupefacente confezionata in piccoli ovuli ermetici nelle proprie cavità addominali ed intestinali. La minor probabilità di essere intercettati al momento di varcare la frontiera è compensata dall'elevato rischio di
overdose (e quindi di morte certa) connesso alla possibilità che i gli involucri ingeriti si rompano attaccati dagli acidi gastrici. Questo ingegnoso e spregiudicato "modus operandi" è usato in particolare dai corrieri nigeriani.
Fenomeno di natura psicotica che dovuto alla riemersione improvvisa ed inconsapevole di conflitti e angosce relegati nell'inconscio più
profondo dell'individuo.
Nome di strada dell'MBDB (v.), una "ecstasy like" (v.) appartenente alla classe degli "entactogeni", dalla potente azione stimolante e psichedelica sul sistema nervoso centrale.
Intossicazione acuta Si realizza quanto il livello di principio attivo di una data sostanza stupefacente nell'organismo è tale da indurre un violento e pronunciato stato psicotropo. Nella maggior parte dei casi, i sintomi connessi a questo tipo di intossicazione, che può anche avere esito letale (overdose v.), regrediscono completamente e l'individuo, metabolizzata completamente la sostanza, ritorna allo stato iniziale; le conseguenze tossiche dell'intossicazione acuta scompaiono cioè negli intervalli di astinenza.
Iosciamina Alcaloide che conferisce proprietà allucinogene ad alcuni vegetali come la Datura ceroticaula (v.) e lo Hyoscyamus niger (Henbane v.).
Ioscina Alcaloide contenuto nello Hyoscyamus niger (Henbane v.), una pianta piuttosto comune in Europa. Possiede qualità terapeutiche simili a quelle della Belladonna che la
rendono una sostanza di notevole rilevanza farmaceutica.
Iperdosaggio Presenza nell'organismo di una dose eccessiva di un farmaco dovuto a somministrazione di notevoli quantità ovvero a difetto
di eliminazione. La dose può anche essere normale ma eccessiva in rapporto ad una sensibilità individuale anomala dell'organismo.
Ipertensione Aumento della pressione arteriosa a livelli costantemente superiori ai valori medi.
Il fenomeno rappresenta una delle più importanti cause di decesso correlato all'uso di sostanze stupefacenti di tipo sintetico ed avviene per surriscaldamento eccessivo del corpo umano.
Per ovviare agli inconvenienti ed ai pesanti effetti collaterali provocati dai barbiturici, la ricerca farmacologica ha sintetizzato altri composti chimici ad azione sedativa non a base di
acido barbiturico (v. metaqualone, glutemide, talidomide). Queste sostanze hanno in comune con i
barbiturici la capacità di causare un certo grado di sonnolenza, sedazione e tranquillizzazione nonché, come conseguenza dei loro effetti deprimenti sui centri nervosi inibitori, una disinibizione e una perdita del controllo di comportamenti acquisiti.
Ipomoea violacea (Morning Glory):
arbusto messicano appartenente alle convolvulacee i cui frutti sono costituiti da bacche allucinogene simili a fagioli di colore scuro. Studi tossicologici hanno consentito di accertare la presenza di un derivato dell'acido lisergico nelle fibre vegetali di questa pianta usata dagli indiani zapotechi.
Jamaican gage
Nome con cui si individua una particolare varietà di Cannabis sativa di provenienza giamaicana, molto ricca di THC (v.).
Si tratta di una particolare presentazione dell'amfetamina, confezionata in piccole pillole di diverso colore.
Nome della Mimosa hostilis, un arbusto rampicante a fogliame pennato, leggero ed elegante con fiori a piumetto o a capolini sempre di grazioso effetto decorativo. Con il suo estratto, gli stregoni
di alcune zone del Brasile, distillavano una bevanda allucinogena, propinata ai guerrieri in partenza per la guerra.
Ketamina o Special K
Si tratta di una sostanza liberamente in commercio, utilizzata soprattutto dai laboratori, dagli istituti universitari, dagli ospedali e dalle case di cura. Complice anche il prezzo assai modesto, è considerata una droga "cheap", alla portata di tutti.
Viene assunta attraverso la tradizionale "sniffata".
Conosciuto anche con i nomi di Miraa, Mairungi o Giat, è una sostanza stupefacente costituita dalle foglie o dai giovani virgulti della Catha edulis (v.), un arbusto che cresce spontaneamente nell'Africa orientale e nell'Arabia meridionale.
Killer E Nome di strada della 4-MTA, una sostanza "ecstasy like" recentemente apparsa in forma di pastiglia sul mercato clandestino tedesco, francese, spagnolo ed italiano. Presenta caratteristiche entactogene molto superiori a quelle dell'MDMA che ne fanno una delle droghe più pericolose ed invasive del momento.
Uno dei nomi con cui viene indicata la sostanza allucinogena di provenienza chimica detta fenciclidina, meglio conosciuta come PCP (v. angel dust, crystal, embalming fluid, rocket fuel, supergras).
Così gli americani chiamano il "traffico di rospi" gestito da contrabbandieri in Messico, nel deserto di Sonora ai confini con l'Arizona dove questi batraci sono particolarmente numerosi. Nelle ghiandole cutanee sono contenute sostanze come dopamina, adrenalina, serotonina, steroidi cardioattivi e, soprattutto, bufotenina (v.), un alcaloide indolico estremamente tossico, equivalente all'acido lisergico (LSD) ma cinquanta volte più potente.
Cucina/laboratorio o cucina della morte. Laboratori clandestini facilmente allestibili ma ad altissimo rischio per l'incolumità degli operanti dove si producono entactogeni, PCP, metaqualone e LSD.
Particolare presentazione del popper (v.) che, più recentemente, anche in Italia, avrebbe guadagnato una mediocre popolarità.
Lagichilus inebrians
Arbusto delle aride steppe asiatiche del Turkestan. Si beve l'infuso preparato con le foglie secche. La sostanza alcaloide contenuta (v. lagochilina) agisce sul sistema nervoso.
Alcaloide contenuto nella pianta Lagichilus inebrians (v.).
"Solanacea" che germoglia nel Cile. L'assunzione del principio contenuto provoca delirio e allucinazioni così violente che spesso causano un'alienazione mentale irreversibile.
Stato abnorme di sonno profondo non reversibile se non dopo un certo periodo di tempo. È uno degli effetti collaterali determinati dalle sostanze cosiddette
amfetamino-simili (v.) in seguito a ripetute assunzioni.
Librium Farmaco tranquillante ad azione ipnotica a base di benzodiazepine (v.).
Lid poppies
Voce gergale che individua pillole preparate con sostanze amfetaminiche.
Sottile striscia di cocaina sniffata per mezzo di cannule di plastica o di metallo prezioso.
Lolophora williamsii Nome scientifico attribuito al peyotl (v.).
Look-alike stimulants
Uno dei preparati leciti che mimano gli effetti stimolanti degli amfetaminici (v. smart drugs e smart drinks).
Nome di strada della MDA (3,4-Metilenediossiamfetamina v.).
Evento musicale connesso alla cultura "techno".
L-Phenilalanina Aminoacido naturale contenuto negli smart drinks (v.).
Dietilamide dell'acido lisergico (Liserg-Saure-Diathilamid), universalmente individuata con le lettere LSD, è uno psichedelico a struttura indolica che si ottiene modificando chimicamente l'acido lisergico, la sostanza naturale tratta dagli alcaloidi della "segale cornuta".
Con questo nome già 5000 anni fa i cinesi individuavano
l' "Ephedra vulgaris" (v.), la pianta da cui estraevano una sostanza (molto simile all'efedrina) impiegata nella cura dell'asma e come stimolante.
Miscela di acido malonico e urea che dà luogo ad un potente acido anestetico capace di deprimere una vasta gamma di funzioni vitali. È impiegato nella preparazione dei barbiturici (v.).
Mandorlato È il caratteristico odore delle pasticche di ecstasy.
V. metaqualone.
Indica una condizione statica o uno status sociale,
cioè una condizione di fatto, che a volte implica o presuppone l'emarginazione e a volte vi conduce. Marginalità ed emarginazione non sono sinonimi. L'emarginazione, infatti, indica un processo dinamico o un risultato di
azioni che si attuano a livello sociale o addirittura istituzionale.
Sostanza stupefacente ricavata dalle estremità fiorite delle piante femminili non fecondate della Cannabis sativa L., varietà indica in cui si raccolgono, in particolari momenti del ciclo produttivo, numerose sostanze farmacologicamente attive, le più importanti delle quali sono i tetraidrocannabinoli (THC v.).
Bevanda tipica, contenente caffeina (v.), preparata abitualmente dalle popolazioni di alcune regioni dell'America meridionale con le foglie dell'Ilex paraguariensis (v.).
"Ecstasy like" (v.) appartenente alla classe degli "entactogeni", dalla potente azione stimolante e psichedelica sul sistema nervoso centrale nonché dall'elevato rischio di neurotossicità.
(Love drug):
"ecstasy like" (v.) appartenente alla classe degli "entactogeni" (v.), dalla potente azione stimolante e psichedelica sul sistema nervoso centrale, detta, in gergo, Mellow Drug of America (v.) (letteralmente Dolce droga d'America). Presenta un elevato rischio di neurotossicità.
MDEA/MDE (Eve)
"Ecstasy like" (v.) appartenente alla classe degli "entactogeni", dalla potente azione stimolante sul sistema nervoso centrale e dall'elevato rischio di neurotossicità. Gli effetti sono sostanzialmente simili a quelli prodotti dall'MDMA.
MDMA (Adam)
Sostanza classificata nel gruppo delle sostanze entactogene ma che da
esse si differenzia per la peculiare capacità di indurre "empatia" (v.). Non contiene amfetamina ma si prepara, invece, con il safrolo (v.), presente in natura in vegetali come la noce moscata (v.) e il sassofrasso (v.), una pianta della stessa specie dell'alloro. Sembra che determini danni cerebrali irreversibili dovuti alla progressiva degenerazione dei circuiti serotoninergici (v.).
"Ecstasy like" (v.) appartenente alla classe degli "entactogeni", dalla potente azione stimolante e psichedelica sul sistema nervoso centrale e dall'elevato rischio di neurotossicità.
Sostanza d'abuso a base di efedrina appartenente al gruppo degli amfetamino-simili (v.) considerata il replicante di sintesi della cathina, il principio attivo contenuto nella catha edulis.
Dolce droga d'America (significato letterale). Nome in gergo con cui
veniva individuata negli Stati Uniti, alla fine degli anni Sessanta e nei primi anni Settanta, la MDA (v.), la sostanza d'abuso "ecstasy like" di cui si favoleggiavano presunti effetti afrodisiaci.
Meperidina V. petidina. Molecola sintetica ad azione oppiomimetica ottenuta elaborando chimicamente il precursore piperidina (v.) attualmente smerciata negli Stati Uniti sotto il nome di eroina sintetica.
Meprobamati Classe di sostanze psicoattive usate nella sintesi dei tranquillanti cosiddetti minori.
Mercato lecito Si considera tale l'insieme delle attività economiche autorizzate o non considerate illegali dalla legge che hanno per oggetto la commercializzazione e lo smercio di prodotti ad azione stupefacente.
Si tratta dalle sommità essiccate del peyotl (v.) che, ingerite dopo essere state ammorbidite con la saliva, determinano, per effetto della mescalina (v.) contenuta, una successione mutevole di visioni psichedeliche.
Principale alcaloide dalle proprietà allucinogene contenuto nelle infiorescenze apicali (buttons) del peyotl (v.) nonché nel Trichocereus pachanoi (San Pedro) e nel Trichocereus peruvians, varietà di cactus presenti nelle aree subtropicali e temperate della regione andina.
Mesembrina Alcaloide contenuto nelle radici del Mesembryanthemum (v.) capace di provocare, se assunto in dosi consistenti, un terribile delirio.
Pianta originaria delle regioni steppiche o desertiche dell'Africa del Sud di grande effetto decorativo. Le sue radici contengono l'alcaloide mesembrina (v.).
È una molecola ad azione oppiomimetica prodotta in laboratorio partendo dal precursore piperidina con effetti analgesici e sedativi notevolmente simili a quelli dell'eroina. Per la sua funzione antagonista è impiegato principalmente nelle terapie di detossificazione da oppiacei (v.).
Sostanza ipnotica non barbiturica conosciuta più comunemente con il nome di "Mandrax". Negli Stati Uniti è nota con il nome di Quaalude.
Albero di difficile classificazione botanica le cui foglie contengono
scopolamina, una sostanza dalle proprietà allucinogene.
Metilfenidato Molecola amfetamino-simile (v.) che, ricalcando il profilo farmacologico dell'amfetamina, determina effetti psicotropi del tutto analoghi.
Mezzaluna d'oro Regione geografica del Sud-Ovest asiatico comprendente l'Iran, il Pakistan e l'Afghanistan cui fanno capo i Paesi maggiori produttori
È il fenomeno di dilatazione della pupilla che compare tra i sintomi della crisi da astinenza.
Arbusto rampicante con cui si prepara la ayahuasca, una bevanda allucinogena a base di triptamina (v.).
Mind bandit Uno dei nomi fantasiosi ed ammiccanti con cui si
individuano le smart drugs e gli smart drinks, le bevande energetiche a base di taurina (v.), caffeina (v.), misture di vitamine, aminoacidi ramificati e (uno o più) farmaci
nootropici. A meno che non vi sia riscontrata la presenza di sostanze vietate, come l'efedrina, queste sostanze non sono considerate dalla legge alla stregua degli altri psicotropi.
È il fenomeno della contrattura della pupilla con riduzione del suo diametro che si verifica in caso di intossicazione connessa ad iperdosaggio.
Alcaloide contenuto nella noce moscata (Nutmeg). Il suo analogo di sintesi è contenuto nell'MMDA, una sostanza stupefacente appartenente al gruppo delle ecstasy like.
Modo gergale di chiamare la morfina (v.).
Sinonimo di assuefazione, in ricordo di Mitridate, il re del Ponto che, temendo di essere assassinato con il veleno e credendo di poterne evitare l'effetto letale, ne assunse continuamente in dosi crescenti per abituare l'organismo alla sua presenza.
Nome di strada della 4-MTA, una sostanza ecstasy like recentemente apparsa in forma di pastiglia sul mercato clandestino tedesco, francese, spagnolo ed italiano. Presenta caratteristiche entactogene molto superiori a quelle dell'MDMA che ne fanno una delle droghe più pericolose ed invasive del momento.
Sostanza stupefacente appartenente alla classe delle ecstasy like il cui principio attivo è simile alla miristicina.
Concetto giuridico cardine intorno al quale ruotava tutto il sistema sanzionatorio della legge 685/1975. Le norme di quella legge, oggi superata dalla legge 162/1990 (T.U. 309/1990), prevedevano, infatti, il principio della non punibilità del detentore di una modica quantità di stupefacente per uso personale non terapeutico (art. 80) sul presupposto che il tossicodipendente (non spacciatore) fosse una vittima del fenomeno droga e la sua condotta inoffensiva per l'Ordinamento. La formula però, a causa della sua estrema genericità e della mancanza di parametri di riferimento, diede luogo a notevoli incertezze interpretative e spiragli di impunità per gli spacciatori tanto da indurre il legislatore del 1990 a sostituirla con il concetto di "dose media giornaliera" (v.).
Sostanza stupefacente estratta dall'oppio grezzo. Fu isolata per la prima volta in Germania, nel 1803, da Friedrich Wilhelm Sertürner (1783-1841). Ancor oggi largamente impiegata nella farmacopea mondiale, è considerata il prototipo dei farmaci ad azione narcotico-analgesica. Si presenta come una polvere bianca o giallastra, generalmente granulare, fioccosa o in cubetti. Determina dipendenza fisica ed, in passato, è stata causa di terribili e diffuse epidemie d'abuso.
Muscarina Alcaloide contenuto nell'Amanita muscaria, il fungo dal caratteristico cappello color rosso vivo costellato di verruche bianche comune in molte zone dell'Europa occidentale ed orientale fino
alla Siberia. I suoi effetti allucinogeni, secondo quanto tramandato nei cosiddetti Inni vedici o
Veda, sarebbero noti fin dalla prima metà del II millennio a.C.
È l'antagonista puro dell'eroina. Si tratta di un farmaco americano in commercio anche in Italia con il nome di Narcan da circa 20 anni. Questa sostanza, che ha anche il grosso pregio di non provocare effetti collaterali, se introdotta per tempo nell'organismo di un tossicodipendente in pericolo di vita per un'eccessiva assunzione
di eroina consente di salvargli la vita.
Caratteristico strumento a forma di alambicco utilizzato per inalare i vapori dell'oppio.
Neurodeprimenti
Gruppo si sostanze psicotrope di origine vegetale che generano un'azione ipnotico-sedativa e narcotico-analgesica sul sistema nervoso centrale.
Sostanze chimiche della classe delle ammine biogene liberate
dalle sinapsi, che trasmettono l'impulso nervoso.
Termine, nel gergo delinquenziale, con cui si fa comunemente riferimento alla cocaina.
Uno dei nomi di strada con cui viene individuata la 2-CB, la potente sostanza psichedelica feniletilaminica analoga di sintesi della mescalina.
Ninôs de rua
Adolescenti abitanti delle periferie degradate delle grandi metropoli sudamericane. "Inalatori" per eccellenza dei gas venefici sprigionati dagli adesivi che contengono toluene da cui deriva un effetto
stimolante o euforizzante.
Nitriti alchilici
Sostanze normalmente usate in campo veterinario (nitrito
di amile, butile, isobutile) da cui si ricava il popper (v.), una droga di strada detta anche "cocaina dei poveri", catalogabile fra le sostanze d'abuso inalanti.
Frutto di varie dimensioni, monospermo, indeiscente (Nutmeg), della Myristica fragrans, una pianta originaria dell'Insulindia, contenente l'alcaloide
miristicina dalle proprietà officinali ed allucinogene.
Particolari farmaci contenuti nelle smart drinks, le bevande ad effetti stimolanti preparate con misture di vitamine, caffeina, guaranà, aminoacidi ramificati e altri nutrienti.
È uno dei tre principali neurotrasmettitori, mediatore del sistema nervoso vegetativo; provoca vasocostrizione e aumento della pressione del sangue.
V. noce moscata.
Pianta ornamentale, con effetti allucinogeni, assai diffusa nell'Africa del Nord.
Sostanza stupefacente estremamente ricca di THC (v.), costituita dal liquido estratto e, successivamente, concentrato sia dal materiale vegetale che dalla resina della Cannabis sativa L., varietà indica.
Con questo nome, in documenti storici, viene sovente menzionata la droga atzeca preparata con il principio estratto dalla rivea corymbrosa.
Sostanze stupefacenti prodotte in laboratorio che presentano caratteristiche simili alla morfina e all'eroina e sviluppano un'azione farmacologica caratterizzata da un marcato effetto analgesico e sedativo a livello centrale. Fanno parte di questo gruppo di sostanze psicoattive alcune delle droghe più dannose e tossiche per l'organismo umano.
Droga derivata dal Papaver somniferum (v.).
Oppiomimetica
Si dice dell'azione svolta dalla molecola del metadone, prodotta in laboratorio partendo dal precursore piperidina con effetti analgesici e sedativi notevolmente simili a quelli dell'eroina ma con durata più prolungata.
Termine gergale che individua una particolare varietà di funghi allucinogeni.
Osservatorio Europeo sulla droga e sulla tossicodipendenza
OED/EMCDDA - European Monitoring Centre on Drug and Drug Addiction.
È un'agenzia d'informazione dell'Unione europea istituita con Reg. Cee 102/1993, con sede a Lisbona, che ha come fine quello di fornire ai 15 Stati membri dell'Unione europea ed alla Comunità "informazioni obiettive, affidabili e comparabili, a livello europeo, sul fenomeno delle droghe e delle tossicodipendenze nonché sulle loro conseguenze attraverso una visione statistica, documentaria e tecnica del problema".
Il significato letterale è "eccessiva dose" ed indica, appunto, l'assunzione di una quantità di sostanza eccessiva per la resistenza dell'organismo tanto che, come effetto finale, si ha la morte dell'assuntore. L'organismo è regolato da un delicato equilibrio tra le varie funzioni essenziali (ovvero respirazione e battito cardiaco) e, in generale, l'assunzione della droga provoca solo una momentanea alterazione di questo equilibrio; in occasione però della somministrazione di un'elevata quantità di droga, l'alterazione dell'equilibrio è talmente profonda da bloccare il respiro con il battito cardiaco, provocando così la morte dell'assuntore.
È la pianta di origine indiana o indonesiana da cui si ricava il betel (v.).
Panchreatium triathum Vegetale di origine africana. Strofinando i bulbi di questa pianta sulle incisioni appositamente praticate nell'epidermide dell'assuntore per permettere alla sostanza contenuta nel vegetale di raggiungere i centri nervosi attraverso il sangue, i boscimani (popolazioni dell'Africa Sud-Occidentale) ottengono visioni ed allucinazioni, i caratteristici effetti dello stato psichedelico.
Pianta presumibilmente originaria dell'Asia minore ma coltivata anche nei Paesi della penisola balcanica, in Persia, in India e in Cina. La maggiore produzione si concentra in Estremo Oriente (o Sud-Est asiatico), in Medio Oriente (o Sud-Ovest asiatico) e, in minore entità, in Messico. Attraverso l'incisione delle capsule ancora verdi del papavero, si ottiene l'oppio grezzo, un liquido bianco e
lattiginoso che, una volta rappreso, è raccolto e compresso in pani.
È una pianta rampicante con fusto legnoso alto 6-9 metri. Con un miscuglio del materiale vegetale tratto da questa pianta si può confezionare una sostanza psicotropa che agisce sul sistema nervoso centrale inducendo una notevole sedazione e allucinazioni.
Paullinia cupana Con i semi di questa pianta brasiliana si prepara il guaranà, bevanda che può contenere dosaggi molto elevati di caffeina (v.).
Con la corteccia di questa pianta le popolazioni autoctone dell'America meridionale preparavano lo yoco, bevanda contenente alte concentrazioni di caffeina (v.).
È un analogo di sintesi della fenciclidina, sempre ad effetto allucinogeno, largamente impiegato come sostanze d'abuso.
Viene spesso spacciata per mescalina o LSD.
È una pianta asiatica ad effetto allucinogeno contenente l'alcaloide armalina.
Pemolino Sostanza dal blando contenuto amfetaminico, abitualmente somministrata, negli anni Settanta, agli scolari "smemorati".
Preparato che fa parte della famiglia dei barbiturici.
Con D.M. 23 agosto 1977 - G.U. n. 242 del 6 settembre 1977 è stato inserito nelle Tabelle III e IV previste dall'art. 11 della legge 22 dicembre 1975, n. 685 (ora art. 13 del T.U. 309/1990).
V. Amfetamine.
Nome gergale con cui si fa riferimento ad una dose di
Pernik Piccolo dolce a forma di "bara" molto diffuso nel Nord della Repubblica Ceca da cui origina il nome Pervitin (v.) usato per individuare una sostanza amfetamino-simile (v.) a base di efedrina assai comune nei Paesi dell'Est europeo.
Pervitin Metamfetamina cloridrato proveniente dalla Repubblica Ceca, direttamente prodotta con il precursore efedrina (v.). Il nome deriva da pernik, il piccolo dolce a forma di "bara" molto diffuso in quel Paese.
Petidina V. meperedina. Molecola sintetica ad azione oppiomimetica ottenuta elaborando chimicamente il precursore piperidina (v.) attualmente smerciata negli Stati Uniti sotto il nome di "eroina sintetica".
Peyotl (Lolophora williamsii)
Piccolo cactus dal fusto seminterrato simile alla radice tuberizzata di una bietola, lungo fino a 20 cm, carnoso, privo di spine, di colore bluastro o verde-grigio, solcato e leggermente incavato all'apice dove compare un ciuffo di peli e di fiori di colore rosa. Proprio nelle infiorescenze apicali (buttons) è contenuta la mescalina (v.), il suo alcaloide principale capace di provocare marcati effetti allucinogeni.
Vegetale contenente l'alcaloide triptamina (v.) dagli effetti allucinogeni.
Una delle due specie della Rhynchosia (v.), arbusto messicano dai fiori di colore giallo o bianco che produce frutti dalle proprietà allucinogene, simili a fagioli, variamente e graziosamente colorati (v. Pyramidalis). L'alcaloide contenuto non è stato ancora isolato.
Analogo di sintesi della fenciclidina, ad effetto allucinogeno, largamente impiegato come sostanza d'abuso.
Pihkal. A Chemical Love Story Pietra miliare della letteratura sulle sostanze stupefacenti sintetiche scritto da Alexander Shulgin: in questa pubblicazione, l'Autore illustra i risultati dei suoi studi condotti in semiclandestinità sulle fenetilamine psicoattive (chemical love story). Shulgin, personaggio discutibile anche per la sua scelta di opporsi alle autorità di polizia americane, impegnate ad arginare il fenomeno della produzione e del consumo di queste droghe, non è solo "il padre culturale" dell'MDMA, ma è anche lo scopritore della maggior parte delle fenetilamine psicoattive. Se ne conoscono attualmente 179 e la seconda parte del libro descrive per esteso la sintesi e gli effetti di ciascuna di queste.
Anestetico veterinario per cavalli, usato come droga, ma, soprattutto, per tagliare l'LSD (v.).
Piramide Si
identificano con questo termine caratteristici quadratini di gelatina utilizzati per ingerire l'LSD (v.).
Sostanza ad effetti allucinogeni prodotta in laboratorio. Apparsa per la prima volta nel 1973 in Canada, si è poi diffusa negli Stati Uniti. Ha attività farmacologica cinque volte superiore a quella della mescalina.
Così si definiscono i consumatori di sostanze stupefacenti di diverso tipo.
Definizione attribuita all'Iran (per ammissione delle stesse Autorità iraniane) considerato un paese di transito per l'oppio diretto verso i mercati clandestini occidentali.
Popper (Quick balt o Rush)
È il nome in gergo dato ai nitriti alchilici (nitrito
di amile, butile, isobutile), le sostanze normalmente usate in veterinaria che vengono assunte attraverso il c.d. sniffing. La sua inalazione provoca una dilatazione dei vasi sanguigni, un maggior afflusso di sangue al sistema nervoso centrale ed un rilassamento della muscolatura liscia.
Con questo termine ci si riferisce normalmente a tutte le sostanze chimiche che vengono impiegate nella produzione, fabbricazione e preparazione delle sostanze stupefacenti o psicotrope. Rientrano in questa categoria le sostanze necessarie per la sintesi e alcuni reattivi base più frequentemente utilizzati in laboratorio. La fabbricazione, l'impiego, l'esportazione e l'importazione dei precursori, peraltro utilizzati comunemente in numerosi processi produttivi, sono sottoposti ad un particolare regime di controllo che tenta di evitarne la distrazione verso il mercato illecito presso
cui si approvvigionano i laboratori clandestini per la produzione delle sostanze stupefacenti. Prestonia amazzonica
Dai semi e dalle foglie di questa pianta si estrae l'alcaloide triptamina che provoca effetti allucinogeni.
V. Argemone mexicana.
Progetto Reitox Rete Informatica europea sulla tossicodipendenza. Il progetto è finalizzato alla creazione di una rete informativo-informatica per l'interscambio di dati e notizie sul fenomeno del consumo e traffico di sostanze stupefacenti tra i quindici partners europei.
Adottato dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York nel 1990, il Piano Globale di Azione rivolge la propria attenzione al ruolo delle Nazioni Unite nella lotta contro la droga. Per la prima volta, il Sistema delle Nazioni Unite
viene proposto come un "centro di consulenza" e di "coordinamento" per un'azione globale degli Stati contro tale fenomeno.
Termine che individua - in medicina - le sostanze che generano effetti allucinogeni e dispercezioni nella psiche degli assuntori. Tali sostanze sono anche dette psico-alteranti (o psicotomimetici, o psicotogeni, o dis-procettivi) per la loro attitudine a modificare la mente. L. Lewen ha suggerito di chiamarle phantastica, evidenziando il potere di indurre visioni che solo la pura fantasia può creare.
Letteralmente manifestatore della mente, termine avanzato da Umphry Osmond per classificare gli allucinogeni (mescalina
ed LSD), preferendolo a psichedelico (cioè liberatore della mente). Si dice di sostanza che altera l'attività psichica determinando disturbi assimilabili a quelli delle psicosi (sinonimo psicodislettico). Questo tipo di droghe provoca, infatti, una deviazione delirante del giudizio con distorsione nell'apprezzamento dei valori della realtà e induce allucinazioni (allucinogeni) o illusioni, stati confusionali e di spersonalizzazione.
Alcaloide dagli effetti allucinogeni presente nel fungo psilocybe (v.).
È l'alcaloide ad attività allucinogena presente nei funghi conocybe
e amanita muscaria.
Fungo dalle proprietà psichedeliche comune in tutta l'America meridionale (se ne conoscono più di 80 specie), dalle regioni artiche a quelle tropicali ed, in special modo, nelle aree più temperate. Contiene la psilocibina (v.), un alcaloide dagli effetti euforizzanti ed allucinogeni molto simili a quelli prodotti della mescalina, ma assai più potenti.
Psilocybe azurescens Una particolare varietà di fungo psilocybe (v.).
Psilocybe baeocystis Una particolare varietà di fungo psilocybe (v.).
Psilocybe cubensis Una particolare varietà di fungo psilocybe (v.).
Una particolare varietà di fungo psilocybe (v.).
Pulse Uno dei nomi fantasiosi ed ammiccanti con cui si
individuano le smart drugs e gli smart drinks, le bevande energetiche a base di taurina, caffeina, misture di vitamine, aminoacidi ramificati e (uno o più) farmaci nootropici.
Effetto delle amfetamine che porta a ripetere automaticamente gli stessi movimenti.
A meno che non vi sia riscontrata la presenza di sostanze vietate, come l'efedrina, queste sostanze non sono considerate dalla legge alla stregua degli altri psicotropi (v. Ritual).
Purple hearts (Cuoricini rossi)
Preparazione ad azione stupefacente composta da una miscela di sostanze barbituriche e amfetaminiche notevolmente diffusa, soprattutto in Inghilterra. Pare che il suo potenziale psicotropo sia addirittura superiore a quello dell'eroina e della cocaina.
Spacciatore, venditore di droga al dettaglio.
Una delle due specie della Rhynchosia, arbusto messicano dai fiori di colore giallo o bianco che produce fagioli con proprietà allucinogene, variamente e graziosamente colorati (v. Phaseoloides).
Nome del prodotto farmaceutico contenente il metaqualone, conosciuto comunemente come "Mandrax", usato soprattutto come ipnotico. Negli Stati Uniti, a causa di un dilagante abuso, il medicinale fu posto sotto controllo e, nel 1983, ritirato dal mercato.
Quick balt
Uno dei nomi attribuiti al popper (v.).
In inglese sta per delirio, entusiasmo sfrenato. A volte anche "estasi", dal verbo to rave che significa, fra l'altro, andare in estasi. E qualcuno sostiene addirittura che la parola raver sia stata usata negli anni Sessanta per descrivere gruppi di fans isteriche. Da circa un decennio si chiamano così le feste
non stop in luoghi non canonici per il ballo strapiene di gente e a base di musica techno suonata fino al mattino con annessi cocktail di droghe di sintesi.
Reagente/reattivo
Con il primo termine si individua una sostanza (elemento o composto) che partecipa alla reazione chimica; con il secondo una sostanza che è impiegata nelle analisi chimiche per individuare la natura di altre sostanze con cui è fatta reagire (v. Sostanze chimiche di base).
Nome che viene dato ad alcuni "siti" del sistema nervoso centrale nei quali la sostanza stupefacente si incastra provocando l'azione agonista, cioè gli effetti che le sono propri (v.
Antagonisti).
Bevanda energetica, composta di caffeina (v.), glucuronolacton e taurina diffusa in Austria, Germania, Francia, Regno Unito e anche nel nostro Paese.
Arbusto messicano dai fiori di colore giallo o bianco che produce fagioli con proprietà allucinogene, variamente e graziosamente colorati (v. phaseoloides e pyramidalis).
Grave reato che si perfeziona con la conversione o il trasferimento in attività lecite dei proventi conseguiti con la coltivazione, l'acquisto, la vendita, l'esportazione di stupefacenti al fine di dissimulare o di contraffare l'origine illecita di detti beni o di aiutare i responsabili a sfuggire alle conseguenze legali dei loro atti. Nel diritto penale italiano è punito dagli artt. 648-bis e 648-ter c.p.
A meno che non vi sia riscontrata la presenza di sostanze vietate, come l'efedrina, queste sostanze non sono considerate dalla legge alla stregua degli altri psicotropi (v. Purple Haze).
Arbusto messicano appartenente alle convolvulacee, il cui
frutto, costituito da bacche allucinogene simili a fagioli di colore scuro, veniva utilizzato dagli Atzechi per produrre una droga chiamata ololuiqui.
Uno dei nomi con cui viene indicata la sostanza allucinogena di provenienza chimica detta fenciclidina, meglio conosciuta come PCP (v. angel dust, crystal, supergras, killer-weed, embalming fluid).
Prodotto farmaceutico commercializzato dalla
Hoffmann-Laroche. È la benzodiazepina (v.) più usata al mondo dopo il Valium. Negli Stati Uniti, la vendita non è mai stata autorizzata perché si ritiene che tra gli effetti della sostanza ci sia quello di inibire la capacità di resistere all' "approccio sessuale" (sessual reip).
In gergo, sta ad indicare la sofferenza provocata dalla crisi da astinenza (v.).
Uno degli itinerari (Venezuela, Colombia, Brasile, Argentina) attraverso cui la cocaina dai Paesi produttori varca l'oceano verso l'Europa ed ogni altra parte del mondo ovvero prende la direzione dell'America del Nord.
Rotta cinese (o della seta)
È il percorso seguito dalla morfina base o dall'eroina per giungere dai Paesi produttori a quelli di destinazione dell'Asia centrale.
Uno degli itinerari (Bolivia, Perù, Ecuador, Argentina, Paraguay) attraverso cui la cocaina dai Paesi produttori varca l'oceano verso l'Europa ed ogni altra parte del mondo.
Nome in gergo del popper (v. Quick balt).
Precursore chimico solitamente utilizzato nella sintesi
dell'MDMA attraverso operazioni chimiche non molto complesse. È presente in natura in vegetali come la noce moscata (v.) e il sassofrasso (v.), una pianta della stessa specie dell'alloro.
Pianta del Nord-Est del Messico, lontana "parente" della salvia domestica usata soltanto per cucinare. Gli stregoni mazatechi erano soliti predire il futuro ed esercitarsi nell'arte divinatoria masticandone le foglie e bevendone il succo.
Gli aztechi che l'adoperavano anche come allucinogeno sacro, l'avevano soprannominata la foglia divinatoria.
Albero che cresce in Brasile, dalla cui corteccia cinerea si estrae un olio essenziale che ha largo impiego in farmacia e da cui, con un processo chimico, si prepara il safrolo (v.).
Termine che evoca, in gergo, la sensazione di stordimento e
di euforia prodotta dall'assunzione di sostanze stupefacenti.
Tabella adottata dalle Autorità statunitensi in cui
sono raggruppate le sostanze stupefacenti più pericolose e nocive (LSD ed eroina) da porre sotto controllo. Omologa della I Tabella allegata alla legge antidroga in vigore in Italia.
Alcaloide contenuto nelle foglie del Methysticodentrum amesianum, un albero che cresce in Sud-America, sulle cui proprietà allucinogene gli stregoni del luogo mantengono un impenetrabile segreto che custodiscono gelosamente tramandandoselo ereditariamente di padre in figlio.
Uno dei più noti barbiturici inseriti nelle Tabelle III e IV previste dall'art. 11 della legge 22 dicembre 1975, n. 685 (ora art. 13 del T.U. 309/1990).
Cereale "affetto" dal fungo parassita claviceps purpurea, dai cui sclerozi si estraggono gli alcaloidi come la
ergotamina (v.) e la ergometrina (v.) necessari alla sintesi dell'acido lisergico, la sostanza da cui per modificazione chimica si ottiene l'LSD (v.).
Si definiscono così i soggetti per i quali l'uso di MDMA comporta effetti particolarmente appaganti a causa di un livello cronicamente basso di serotonina nell'organismo. Al sopraggiungere della tolleranza, mentre la maggior parte degli assuntori, non provando più le stesse sensazioni, interrompe l'uso, questi, desiderando continuare a provare la stessa sensazione "benefica" incrementano considerevolmente il numero delle assunzioni.
Dunque per questi individui si può parlare di una vera e propria tossicodipendenza.
È un elemento chimico "neurotrasmettitore" presente naturalmente nel cervello. Chiamata scientificamente "5-HT", influenza i nostri stati d'animo, esattamente come l'adrenalina influenza l'attività fisica. La serotonina fa parte di una serie di neurotrasmettitori che bloccano o permettono il passaggio delle informazioni tra le cellule cerebrali.
Un tipo di amfetamina abitualmente somministrata, negli anni settanta, agli scolari "smemorati" (v. pemolino).
Stato fisico caratterizzato da sensazioni dolorose diffuse dovuto alla mancata somministrazione di oppiacei.
Bevanda preparata con il succo estratto dalla Heimia salicifolia (v.) contenente criogenina
(v.) che determina nell'assuntore un leggera vertigine, perdita del senso del tempo e dello spazio nonché allucinazioni auditive che terminano in un sonno euforico.
Si tratta di locali in voga negli Stati Uniti dove si possono acquistare e consumare le lattine contenenti le cosiddette smart drugs e
Sostanza appartenente alla famiglia degli stimolanti sintetici non vietati dalla legge che mimano gli effetti tipici delle anfetamine (v. Smart drugs).
Sostanza appartenente alla famiglia degli stimolanti sintetici non vietati dalla legge che mimano gli effetti tipici delle anfetamine (v. Smart drinks).
Fenomeno d'abuso importato dagli Stati Uniti dove fu descritto per la prima volta verso gli anni cinquanta. Consiste nell'inalazione, attraverso numerosi sistemi ed accorgimenti, delle polveri di cui sono costituite alcune droghe e dei gas e dei vapori sprigionanti da prodotti come: mastici e collanti a base di toluene, nitriti alchilici (v. Popper), smacchiatori a base di solventi alogenati, bombolette di gas per caricare accendini a base di butano e propano, solventi per rimuovere lo smalto dalle unghie, propellenti contenuti nelle bombole delle lacche per i capelli.
Letteralmente "palla di neve". Sistemi veloci e penetranti indagini che coinvolgono "agenzie" ed esperti locali che fanno capo alla rete REITOX (v.) per individuare una tendenza emergente o la presenza di una nuova sostanza in un'area interessata.
Sostanze, comunemente liquide, in grado di portare in soluzione altre sostanze. (v. Sostanze chimiche di base).
Sono sostanze che entrano nel processo chimico di sintesi, ma non
diventano parte del prodotto ultimo.
Si individuano negli acidi, nei solventi e nei catalizzatori non contenenti principio attivo, quali ad esempio, l'acetone, l'anidride acetica, il toluene, l'etere etilico.
Vengono comunemente assimilate ai precursori.
Lo sono gli psicotropi, come la cocaina, l'alcol e l'amfetamine, che, dopo aver prodotto un quadro di effetti maggiormente gratificanti per l'organismo, tendono ad invertire la situazione determinando una sintomatologia diametralmente opposta. Con l'alcol, ad esempio, ad una prima fase (rush)
di euforia e di gaiezza subentra la fase (down) ipnotico-depressiva caratterizzata da uno stato psicotico di grave prostrazione.
Sostanze stupefacenti naturali, semisintetiche, sintetiche
Sono queste le tre grandi categorie in cui si possono suddividere, in ragione della loro origine, le droghe e le sostanze d'abuso, prescindendo dalla differenziazione determinata dalla legge che, invece, includendole alcune in speciali elenchi, le raggruppa in base al loro status di lecite o illecite.
Letteralmente "palla veloce o fucilata". Si tratta dell'effetto provocato dalla miscela di eroina e cocaina iniettata con la siringa nello stesso momento. Le due azioni, quella deprimente dell'eroina e quella eccitante della cocaina, agiscono contemporaneamente sui centri nervosi, sottoponendoli ad uno stress terrificante.
Gruppo di sostanze prodotte in laboratorio con potente azione
stimolante sul sistema nervoso centrale.
Alcaloide della Sttychnos nuv vomica: molto tossico.
Uno dei nomi con cui viene indicata la sostanza allucinogena di provenienza chimica detta fenciclidina, meglio conosciuta come PCP (v. angel dust, crystal, killer-weed, embalming fluid, rocket fuel).
Pianta europea a contenuto psicoalterante; cresce nei luoghi umidi e ombrosi e presenta su di un fusto eretto, foglie ruvide, pelose ed acuminate, fiori bianchi o violaceo porporini ed acheni lisci e lucidi.
Uno dei nomi con cui viene indicato il 2-CB un nuovo e potentissimo psichedelico feniletilaminico analogo di sintesi della mescalina strutturalmente simile a DOB e DOM (v. Nexus,
Zenith, Cbr, Venus, Erox).
È la foglia essiccata della Nicotiana tabacum, una pianta (delle Solanacee) originaria dell'America scoperta da Cristoforo Colombo nell'isola di Tobago. Il principio attivo contenuto è l'alcaloide nicotina, una sostanza che determina forte dipendenza psichica nell'assuntore. Nonostante, la conclamata nocività per l'organismo
umano il tabacco non è considerato una droga illegale dall'Ordinamento giuridico.
Programma di cooperazione internazionale scaturito dal Consiglio d'Europa e volto, soprattutto, alla ripresa economica dei Paesi dell'Est, alveo ideale al proliferare dei fenomeni della produzione e del traffico illecito (v. PHARE).
È l'operazione con cui vengono aggiunte alla droga pura altre sostanze, costituite essenzialmente da zuccheri (lattosio, glucosio, mannite, amido, saccarosio per la cocaina) che hanno la funzione di aumentarne il volume ed il peso. Questi eccipienti, a volte perfettamente innocui, risultano, in altri casi, addirittura più tossici per l'organismo della stessa sostanza stupefacente come nel caso della stricnina, del chinino, del gesso e del talco aggiunti sovente all'eroina.
Sostanza appartenente alla famiglia composti chimici non a base
di acido barbiturico. Considerata un potente sedativo non ipnotico, trovò subito larghissimo impiego fra i consumatori, fin quando, nel 1961, non fu provato che il prodotto, assunto nei primi mesi di gestazione, comportava molto spesso la nascita di bambini deformi.
Un aminoacido estratto dalla bile del toro castrato, capace di stimolare la trasmissione degli impulsi nervosi.
È uno degli ingredienti principali delle smart drugs e degli smart drinks.
Nome commerciale di uno dei tranquillanti a base di
benzodiazepine (v.) oggigiorno più usato.
Altro nome con cui si identifica lo Shaboo (v.).
Arbusto sempreverde (Thea sinensis) originario della zona montuosa tra l'India e la Cina contenente gli alcaloidi caffeina (v.), teofillina (v.) e teobromina (v.). Fu introdotto in Cina nel
IV secolo d.C. e di là in Europa dagli Inglesi che sono i più grandi consumatori al mondo dell'infuso (legale) preparato con questa pianta.
Alcaloide contenuto nel tè (v.) non attivo per la stimolazione del sistema nervoso centrale. È invece prevalente nel cacao (cocoa), bevanda prodotta dai semi della Theobroma cacao
(v.) che contiene anche piccole quantità di caffeina (v.).
Alcaloide presente nel tè (v.) più blando della caffeina (v.) ma che determina gli stessi effetti e maggiori pericoli di quelli descritti per la caffeina (v.): le intossicazioni letali provocate da questa sostanza sono infatti molto più frequenti di quelle riscontrate da caffeina (v.).
Letteralmente carne di dio. Sono funghi psicotropi che i sacerdoti e gli sciamani messicani pensavano permettessero di entrare in comunicazione con gli dei e portassero ad acquisire facoltà magiche e curative.
Ormone androgeno secreto principalmente dalle cellule interstiziali del testicolo.
Rampicante vegetale dai fiori gialli, simile alla liana caapi, con la cui corteccia si prepara un infuso psichedelico. Cresce in Brasile.
Abbreviazione di tetraidrocannabinolo, principio attivo contenuto in alcune varietà di Cannabis sativa L.
Pianta i cui semi contengono l'alcaloide teobromina (v.) e piccole quantità di caffeina (v.).
Nome di strada dell'MBDB (v.), una ecstasy like (v.) appartenente alla classe degli entactogeni, dalla potente azione stimolante e psichedelica sul sistema nervoso centrale.
È la resistenza progressiva (e conseguente necessità di aumentare la dose per ottenere il medesimo effetto) che si instaura, generalmente dopo più somministrazioni, agli effetti di una droga.
Composto organico, detto anche metilbenzene, della serie degli idrocarburi aromatici, liquido incolore dall'odore sgradevole, utilizzato come solvente (v. precursori), additivo per benzine, e nell'industria dei coloranti e degli esplosivi.
Tossicodipendente - Farmacodipendente
È colui nel quale la dipendenza si è instaurata, a cagione del protrarsi dell'uso. Costui ha la tendenza a continuare ad assumere la sostanza e a procurarsela anche a costo di sacrifici, perché si è in lui creato il "bisogno". Il dipendente non è più libero oppresso com'è dalla sudditanza psichica e, se la droga è idonea a provocarla, anche dalla dipendenza fisica.
È quella persona in cui, per essere diventata la tossicodipendenza così rilevante, l'assunzione di droga è assurta a carattere
di imperatività fino a rappresentare l'unica ragione di vita: tutti gli interessi ruotano esclusivamente intorno alla droga ed essa diventa il nucleo fondamentale di ogni attività che viene pertanto finalizzata a procurarsela a qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo.
Condizione determinata dall'impiego ripetuto di sostanze psicoattive, caratterizzata da assuefazione al farmaco, tolleranza progressiva ai suoi effetti e tendenza all'autointossicazione cronica.
TPCP (Fenil-cicloesil-pirrolidina)
Transene (Clorozepam)
Nome commerciale di un farmaco tranquillante ad azione ipnotica a base di benzodiazepine.
Sono le Nazioni che, in ragione delle favorevoli e strategiche posizioni geografiche, rappresentano un "punto di transito" per successive movimentazioni di sostanze stupefacenti.
Zona estesa tra Laos-Thailandia-Myanmar (ex Birmania) dove
vengono preparate estese culture di papavero d'oppio.
V. mescalina.
Trimetilfentani
Oppiaceo di sintesi con cui si prepara la famigerata China White. Può produrre effetti psicotropi assai più potenti e dannosi rispetto a quelli indotti dall'eroina.
Così è chiamata in gergo la dose di LSD (v.).
Alcaloide contenuto in alcuni vegetali che determina eccitabilità, contrazioni nervose, nausea e, quindi, allucinazioni visive. Si trae dai semi, dalle foglie e dalla corteccia di alcune piante quali l'Anadenanthera peregrina, la Virola theiodora, la Mimosa hostilis, il Desmanthus illinoensis, l'Arundo donax e la Prestonia amazzonica.
Ufficio Europeo di Polizia - EUROPOL Trova la base normativa nel Trattato dell'Unione europea firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992, nel quale figura la dichiarazione
per cui gli Stati membri dell'Unione europea considerano questione d'interesse comune, ai fini della prevenzione e della lotta al traffico di stupefacenti ed altre forme gravi di criminalità internazionale, l'organizzazione, a livello di Unione europea, di un sistema di informazioni in seno ad un Ufficio europeo di polizia.
A meno che non vi sia riscontrata la presenza di sostanze vietate, come l'efedrina, non sono considerati dalla legge alla stregua degli altri psicotropi (v. Purple Haze).
"Commission on Narcotic Drugs" - Commissione per gli stupefacenti. Commissione istituita dall'ONU, come organo sussidiario del Consiglio Economico e Sociale. Composta dai rappresentanti di 53 Stati eletti dal Consiglio, assiste quest'ultimo fornendogli valutazioni e pareri sulle problematiche connesse al fenomeno droga. Svolge un ruolo preminente nella
elaborazione delle politiche per il controllo internazionale degli stupefacenti e vigila sulla corretta applicazione delle convenzioni internazionali.
Il nome di strada dato alle act alikes, di
origine clandestina, che contengono le stesse sostanze delle look-alikes (v.) ma si presentano sotto un diverso aspetto.
La scelta di non punire la detenzione per uso personale di modiche quantità (v.) di sostanze stupefacenti, fondata sulla convinzione che non può essere compressa la libertà di drogarsi, in quanto espressione della sfera di libertà garantita ad ogni cittadino, risale al 1975 allorquando il legislatore, con la legge n. 685 (art. 80), sancì la non punibilità del consumatore tossicomane, non ritenendolo più un delinquente da perseguire penalmente al pari dello spacciatore ma un "malato sociale" da curare e recuperare. Successivamente, la legge 162/1990 (T.U. 309/1990), pur tornando a considerare un comportamento vietato l'uso personale di droghe, stabilì il limite, determinato dalla dose media giornaliera
(v.), oltre il quale la detenzione di droga costituiva un illecito penale e non una violazione amministrativa. La consultazione referendaria del 1993, abrogando parzialmente alcuni articoli della legge 162/1990 (tra cui il concetto stesso di dose media giornaliera), ha, di fatto, depenalizzato l'uso personale non terapeutico di sostanze stupefacenti e psicotrope.
Nome commerciale di un farmaco tranquillante ad azione ipnotica a base di
Uno dei nomi con cui viene indicato il 2-CB un nuovo, potentissimo psichedelico feniletilaminico analogo di sintesi della mescalina strutturalmente simile a DOB e DOM (v. Nexus,
Zenith, Cbr, Erox, Synergy).
Vetri di finestra
Piccoli quadratini di gelatina utilizzati per ingerire LSD (v. Piramide, Window panes).
Nome in gergo attribuito alla morfina.
Piccoli quadratini di gelatina utilizzati per ingerire LSD (v. Piramide, Vetri di finestra).
Con questa sigla si individua, in gergo, la pasticca di ecstasy. È, però, anche attribuita ad alcuni smart drugs e smart drinks, le bevande energetiche a base di taurina e caffeina (v.) non considerate illecite dalla legge sempreché prive nella composizione di sostanze vietate.
Tipica bevanda psichedelica derivata da piante amazzoniche e caraibiche come la "Banisteriopsis inebrians", e la "Prestonia amazonica", contenenti gli alcaloidi armalina e armina. Viene ingerita insieme al DMT perché proteggerebbero quest'ultima sostanza dalla disattivazione operata dagli enzimi gastrici.
La temibile mafia giapponese controlla i traffici di stupefacenti nel paese del Sol Levante.
Yellow Callie
A meno che non vi sia riscontrata la presenza di sostanze vietate, come l'efedrina, non sono considerati dalla legge alla stregua degli altri psicotropi.
Uno dei nomi con cui viene indicato il 2-CB il nuovo, potentissimo psichedelico feniletilaminico analogo di sintesi della mescalina strutturalmente simile a DOB e DOM (v. Nexus,
Cbr, Venus, Erox, Synergy).