Source: http://www.gambinomayola.it/news_22.html
Timestamp: 2019-01-18 15:24:08+00:00
Document Index: 19582388

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 17', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

15/11/2016 - La Repubblica - Ari Seth Cohen accusa Mina e Celentano di avere utilizzato una sua fotografia senza senza avere raggiunto un accordo
Quattro signore dagli abiti decisamente eccentrici, firmati dallo stilista Marco De Vincenzo, alle quali Mina e Adriano Celentano “prestano” ironicamente” il volto: questo il riassunto grafico della copertina de Le migliori, il nuovo lavoro musicale della coppia. La cover, realizzata da Mauro Balletti (storico collaboratore di Mina), a pochi giorni dalla pubblicazione, è però finita al centro delle polemiche per un’eccessiva somiglianza ad un scatto del fotografo Ari Seth Cohen. (http://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2016/11/15/news/mina_celentano_il_fotografo_accusa_la_cover_e_un_plagio_di_una_mia_foto_-152084022/)
L' 8 aprile 2016 il giudice R.G. Klausner della Corte del Distretto della Californa ha stabilito che vi siano "sostanziali" similitudini tra il celeberrimo brano "Starway to Heaven" della storica band Led Zeppelin e il brano strumentale "Taurus" del gruppo musicale "Spirit" pertanto ha demandato il caso alla decisione di una giuria che si riunirà il 10 maggio p.v. La causa è stata intentata da Michael Skidmore amministratore fiduciario di Randy Wolfe, ultimo chitarrista degli Spirit, il quale rivendica il riconoscimento dei diritti d'autore del brano. Jimmy Page e Robert Plant hanno sempre sostenuto di avere creato "Starway To Heaven" in uno sperduto cottage in un angolo del Galles, Skidmore sostiene invece che l'abbiano scritta dopo avere ascoltato il brano che gli Spirit durante i totour che le due band hanno fatto insieme nel 1968 e 1969.
Da martedì 23 marzo 2016 l'Ufficio per l'Armonizzazione del Mercato Interno (UAMI) ha cambiato nome in UFFICIO DELL'UNIONE EUROPEA PER LA PROPRIETA' INTELLETTUALE (EUIPO) come da nuovo Regolamento 2015/2424 del 16 dicembre 2015
Ryanair cita eDreams e Google.
Ryanair ha citato in giudizio eDreams e Google perché stanno ingannando i consumatori pubblicizzando tariffe, che Ryanair sottolinea essere inesistenti, tramite il sito eDreams e annunci di ricerca di Google. Lo annuncia la stessa compagnia aerea irlandese.
"Google permette a eDreams di utilizzare i sottodomini ingannevoli "Ryanair Voli Economici" e "www.Ryanair.eDreams.com", e un sito web fotocopia con marchio Ryanair per ingannare i consumatori ed invogliarli a visitare il sito eDreams e prenotare con loro a tariffe gonfiate", afferma la compagnia guidata da Michael O'Leary, che sottolinea come da anni sia impegnata a combattere casi simili in Europa per salvaguardare i consumatori "da prezzi falsi e costi nascosti".
Ryanair "non ha problemi con Google che vende spazi pubblicitari, ma l'ha ripetutamente invitata a far rispettare i criteri di trasparenza circa la pubblicità online, dopo numerose denunce da parte di clienti Ryanair che sono stati ingannati, comprando" biglietti "su eDreams ma credendo di prenotare su Ryanair.com", spiega la società irlandese. "Dopo che Google si è rifiutata di mettere fine a questa pubblicità ingannevole, Ryanair non ha potuto far altro che adire alle vie legali contro eDreams e Google nell'Alta Corte Irlandese", aggiunge Ryanair.
(Fonte ANSA 1 dicembre 2015)
L'Algeria aderisce al Protocollo di Madrid
Il 31 luglio 2015 l'Algeria ha aderito al protocollo di Madrid che entrerà in vigore il 31 ottobre 2015
Respinti i ricorsi della Yoshida. Non è registrabile il segno costituito da una rappresentazione bidimensionale di un manico di coltello. Cause riunite T-331/10 e T-416_10
DAL 26 MAGGIO 2015 è IN VIGORE LA LEGGE SUL DIVORZIO BREVE
- Divorzio in seguito a separazione consensuale termine 6 mesi dall’udienza presidenziale (con o senza figli e anche per separazioni iniziate giudizialmente e convertite in separazioni consensuali)
- Divorzio in seguito a separazione giudiziale termine 12 mesi dall’udienza presidenziale
- Negoziazione assistita, valida per separazione o divorzio o modifica delle condizioni, necessita dell’assistenza di due avvocati differenti
- Avanti il sindaco è possibile separarsi, divorziare e modificare le condizioni con o senza l’assistenza degli avvocati. Non è possibile in presenza di figli minori o maggiorenni bisognosi di tutela o se conseguono trasferimenti patrimoniali
- Lo scioglimento della comunione patrimoniale viene anticipato, in caso di procedimento giudiziale, all’udienza avanti il presidente allorché il medesimo autorizza a vivere separati, in ipotesi di consensuale alla data di sottoscrizione del verbale di separazione
- Le nuove tempistiche vengono applicati ai procedimenti in corso alla data della riforma, vale anche quando sia pendente il procedimento di separazione personale.
Pubblicità non autorizzata di opere protette e lesione del diritto esclusivo di distribuzione. Chiarimenti della CGCE sui presupposti della violazione.
Scritto da C. Pecora. Articolo apparso sul sito marchi & Brevetti 22/05/2015
Con decisione del 13 maggio 2015, relativa alla causa C-516/13, la Corte di Giustizia delle Comunità Europee si è pronunciata sulla domanda pregiudiziale formulata dalla Bundesgerichtsthof – la Corte federale di Cassazione tedesca – nell’ambito di una controversia inerente la presunta violazione del diritto esclusivo di distribuzione, risultante dalla pubblicità non autorizzata di alcuni mobili protetti dal diritto d’autore. A distanza di quasi tre anni dalla nota sentenza Donner del 2012, la CGCE è così tornata ad analizzare il tema controverso della natura del diritto di distribuzione, definendone puntualmente portata e contenuto e individuando con precisione le condotte idonee a integrarne la violazione.
All’origine dell’intervento della Corte c’è la controversia instaurata nei primi anni del duemila dalla Knoll International S.p.a., impresa di diritto italiano di produzione e distribuzione di mobilio di valore, contro la Dimensione Direct Sales S.r.l., azienda operante in Europa nel settore della distribuzione, nonché della vendita diretta di mobili. L’attrice, autorizzata dalla capogruppo Knoll Inc. all’esercizio esclusivo dei diritti di distribuzione su alcune creazioni protette nel territorio della Germania, ha citato in giudizio la Dimensione S.r.l., lamentando la violazione del diritto di distribuzione ex art. 17, par.1 della legge tedesca sul diritto d’autore, per avere questa pubblicizzato, sia sulla propria pagina web che su alcuni opuscoli pubblicitari, la vendita di mobili ritenuti contraffazioni delle opere protette.
In seguito all’accoglimento delle domande attoree da parte del Tribunale di primo grado – il cui provvedimento vietava alla convenuta la commercializzazione dei beni – e alla successiva conferma della decisione in sede d’appello, la controversia è approdata dinanzi al Bundesgerichtsthof, il quale ha deciso di sospendere il giudizio e adire in via pregiudiziale la Corte di Giustizia. In particolare, il BGH ha osservato come l’esito della controversia fosse inscindibilmente subordinato alla preliminare soluzione della questione legata alla corretta interpretazione del diritto di distribuzione, così come delineato dall’art. 4, par.1 della direttiva 2001/29/CE , a mente del quale “agli autori è conferito il diritto esclusivo di autorizzare o vietare qualsiasi forma di distribuzione al pubblico dell’originale delle loro opere o di loro copie, attraverso la vendita o in altro modo.” [...]
In particolare, i giudici comunitari hanno evidenziato come le singole operazioni nelle quali si estrinseca l’attività di distribuzione, proprio in quanto tra loro strumentalmente connesse, siano tutte suscettibili di riserva esclusiva da parte del titolare del diritto d’autore, e richiedano pertanto la preventiva autorizzazione di quest’ultimo. In particolare, i giudici comunitari hanno evidenziato come le singole operazioni nelle quali si estrinseca l’attività di distribuzione, proprio in quanto tra loro strumentalmente connesse, siano tutte suscettibili di riserva esclusiva da parte del titolare del diritto d’autore, e richiedano pertanto la preventiva autorizzazione di quest’ultimo. Ne discende che anche la pubblicità si inquadra nel novero delle facoltà riservate dall’art. 4, par. 1 al titolare dei diritti, poiché operazione funzionalmente preordinata al trasferimento delle opere protette, e dunque alla distribuzione delle stesse.
Al contempo, la Corte ha tuttavia precisato come tale nesso funzionale tra operazione pubblicitaria e alienazione delle opere non sottintenda in alcun modo la necessità del trasferimento ai fini della configurazione della violazione.
In altre parole, affinchè il diritto di esclusiva tutelato dall’art. 4 della Dir. 2001/29 possa ritenersi violato, non occorre che la pubblicità del prodotto abbia effettivamente condotto la clientela all’acquisto. Ciò che assume rilevanza esclusiva ai fini della ravvisabilità di una lesione del diritto di distribuzione, difatti, è che la pubblicità – eseguita in assenza di autorizzazione da parte del titolare dei diritti distributivi e indirizzata ai consumatori situati nello Stato membro in cui l’opera è tutelata- abbia natura “mirata”, ovvero solleciti all’acquisto del bene protetto dalla privativa autoriale.Ne discende che il titolare del diritto esclusivo di distribuzione – nel caso di specie la Knoll International S.p.a. – può legittimamente opporsi all’offerta di vendita o alla pubblicità posta in essere da terzi in assenza di autorizzazione, a nulla rilevando che tale attività promozionale non si sia conclusa con l’acquisto dell’opera da parte di un consumatore dell’Unione.
Il profumo di piña colada diventa marchio negli USA
Un'impresa statunitense che produce e commercializza ukulele è riuscita a registrare con successo come marchio d’impresa l’'odore di piña colada applicato a questi strumenti musicali di da essa prodotti. Un'altra azenda ha registrato, invece, l’odore del “muschio fiorito” per profumare gli ambienti dei suoi negozi di Boston e Chicago. E poi esistono diverse aziende statunitensi che stanno lavorando per implementare sofisticati metodi di scent marketing per poi procedere a registrarli come marchi olfattivi. La registrazione dell’odore come marchio d’impresa è una pratica in parte accettata negli USA. Diverso è l'approccio europeo. In Europa un marchio può essere registrato solo se è possibile riprodurlo graficamente e se permette al consumatore di identificare il prodotto/servizio di un'impresa. Altro requisito indispensabile è il carattere distintivo del marchio che non deve derovare dalla natura stessa del prodotto. Un esempio valga per tutti: la Corte di giustizia europea (Causa C-273/00) respinse la presentazione da parte del registrante della formula chimica dell’odore, sottolineando che il segno può essere rappresentato graficamente “attraverso immagini, linee o caratteri” in un modo “preciso, chiaro, di per sé completo, facilmente accessibile, intellegibile, durevole e oggettivo”, in caso contrario il segno non può essere idoneo alla registrazione, pertanto, alla luce di tali considerazioni, la Corte ha ritenuto la formula chimica non sufficiente a soddisfare il requisito della rappresentazione grafica. L'Unione europea accettò il marchio olfattivo “odore di erba fresca tagliata” usato per identificare palline da tennis e in quel caso fu sufficiente la sola descrizione verbale per ottenere la registrazione. Si ricorda però che attualmente non vi è alcun marchio di odore registrato come marchio comunitario, in quanto il marchio "odore di erba fresca tagliata" è scaduto nel 2006 e non è più stato rinnovato.
Pinocchio. Secondo il parere UAMI è registrabile come marchio comunitario denominativo Yves Fostier presentò ricorso per la cancellazione della domanda di registrazione del marchio "Pinocchio" presentata dalla Disney, sostenendo che il marchio è diventato popolare ed è caduto in pubblico dominio. Diverso è invece il parere espresso dalla Seconda Commissione di Ricorso nella decisione R 1856/2013-2 del 25 febbraio 2015.
Marchi e segni eccessivamente semplici (con il permesso di KANDISKY)
La decisione R 1993/2014-2 della Seconda Commissione di ricorso dell’UAMI ha affrontato da ultimo il problema della registrabilità come marchio del segno qui riprodotto per apparecchi e servizi di rilevazione e controllo medicali, pervenendo - in disaccordo con l’esaminatore - ad una risposta affermativa. La CR ha ricordato l’orientamento giurisprudenziale comunitario che nega la registrabilità ai segni “eccessivamente semplici”, quali quelli rappresentati da linee o figure geometriche di base. In principio, tali segni non sono capaci di trasmettere “un messaggio che possa essere percepito dai consumatori come un marchio”. Una più approfondita disamina del caso è affrontata dal prof. S. Sandri nel suo articolo pubblicato sul sito http://www.marchiebrevettiweb.it/avviso-ai-naviganti/3898-marchi-e-segni-eccessivamente-semplici-con-il-permesso-di-kandisky.html
"Blurred Lines" plagio della celebre "Got to Give it Up" di Marvin Gaye.
ll brano oggetto della controversia è la celebre «Blurred Lines» che - secondo i due figli del leggendario musicista Gaye è un plagio della celebre canzone del 1977 «Got to Give it Up». La giuria ha trovato numerosi punti in comune tra le due melodie e ha pertanto accordato verdetto favorevole agli eredi di Marvin Gaye i quali riceveranno da Thicke e Pharrell quasi sette milioni di euro. Non colpevole è stato invece giudicato il rapper T.I. anche lui interprete ma non coinvolto nella stesura del brano. La controversia iniziò nel 2013, anno in cui gli eredi di Gaye avevano fatto causa a Thicke e Pharrell. Durante le udienze alla giuria furono sottoposti i lauti guadagni che gli autori di «Blurred Lines» avevano ottenuto grazie all’enorme successo del brano: oltre 15 milioni di euro, di cui Thicke e Pharrell avevano portato a casa ben cinque milioni a testa. Canzoni a confronto
Comprare degli occhiali Christian Dior per ripararsi dal sole? Ma che sciocchezza! Eppure a questa conclusione sembra arrivare la sentenza del Tribunale Generale nel caso Longines (T-505/12, del 12/02/2015). Il caso è riassunto nelle motivazioni e avanti al Tribunale si è discusso dell’affinità tra alcuni prodotti: occhiali da sole graduati, cronometri e gioielli, abbigliamento e scarpe, articoli di lusso. Una più approfondita disamina del caso è affrontata dal prof. S. Sandri nel suo articolo pubblicato sul sito http://www.marchiebrevettiweb.it/avviso-ai-naviganti/3869-comprare-degli-occhiali-christian-dior-per-ripararsi-dal-sole.html
"Suora sexy" su cartellone pubblicitario. Polemiche a Napoli Attira attenzione e polemiche il mega cartellone installato a Napoli su cui è ritratta una modella, in versione suora-sexy, con il classico velo bianco e il seno nudo, che pubblicizza una nota casa di abbigliamento femminile. Il cartellone, 6 metri per nove, appena fissato sulla facciata di un edificio lungo via Marina, ha subito innescato tra i passanti un'accesa discussione sull'opportunità di tale scelta in previsione anche dell'imminente visita in città di Papa Francesco. ANSA Napoli, 10 marzo 2015 Rihanna vince contro Top Shop
L'Alta Corte inglese ha emesso sentenza favorevole al ricorso presentato dalla nota cantante pop Rihanna nei confronti della Top Shop.
In breve. La Top Shop, azienda di abbigliamento, è stata riconosciuta colpevole dall'Alta Corte di avere utilizzato un'immagine non autorizzata della pop star su alcune T-shirt. L'immagine acquistata da un fotografo e utilizzata dalla Top Shop era assai simile ad una scattata alla cantante durante le riprese di un video musicale e utilizzata in seguito sul CD. E' giudizio della Corte che la vendita delle magliette ha danneggiato la sua reputazione ed ha agito negativamente sulla sua immagine nell'ambito della moda. Il Giudice ha precisato che non esiste un diritto generico di una persona di controllare la riproduzione della propria immagine. Infine, la Corte ha ritenuto la Top Shop colpevole di abuso di immagine in quanto i clienti hanno creduto che l'immagine in questione fosse stata autorizzata dalla cantante.
Sentenza Rihanna vs. Top Shop
USA - Violazione del marchio Nutella.
L'estratto qui di seguito riportato è tratto dal sito http://www.marchiebrevettiweb.it/angolo-del-professionista/3769-violazione-marchi-italiani-in-usa-questa-volta-sul-marchio-nutella.htm
La Ferrero ha intrapreso un’azione legale presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti, nel distretto orientale di New York, per ottenere la condanna di un’azienda statunitense per concorrenza sleale e per aver violato i diritti di privativa industriale sul marchio Nutella. La GCAS, azienda di Brooklyn, aveva iniziato a promuovere la sua caffetteria e i suoi prodotti a base di cacao e Nutella con il marchio Nutelleria, acquistando i domini www.nutelleriany.com e www.nutelleriamia.com e aprendo propri profili sotto il medesimo nome su diversi social network. La Ferrero ha invitato bonariamente la GCAS a non utilizzare la suddetta denominazione, informandola che tale uso avrebbe infranto i diritti di esclusiva sul proprio marchio Nutella, considerando peraltro, che i consumatori avrebbero potuto ritenere falsamente che l’attività della GCAS fosse in qualche modo collegata o agisse su licenza della Ferrero anche perchè nella caffetteria, nei manifesti e sul sito comparivano i tipici vasetti di Nutella usata come ingrediente principale nei prodotti venduti nel GCAS Cafè. GCAS, in fase di trattativa, è passata dalla denominazione Nutelleria ad usare Nuteria per contraddistinguere la sua caffetteria con il dominio www.nuteriany.com per il suo sito web, avviando comunque l’attività sotto quest’ultimo nome, senza avvisare i consulenti della Ferrero, ritenendo che tale cambio decisionale avrebbe soddisfatto la Ferrero. Peraltro, la GCAS pare abbia, comunque, continuato ad utilizzare anche i nomi a dominio www.nutelleriany.com e www.nutelleriamia.com per promuovere i suoi prodotti e la caffetteria. Infatti, quando i consumatori digitavano la parola “nutelleria” sul browser di ricerca, venivano automaticamente reindirizzati sul sito www.nuteriany.com. Questa pratica, come hanno sottolineato gli avvocati della Ferrero, è fonte di confusione e di errore per i consumatori, i quali possono essere indotti nella falsa impressione che la caffetteria della GCAS operi in connessione o sotto una licenza della Ferrero.
Colazione da Tiffany? No, non si può
Tutti ricordano la celebre scena tratta dal film Colazione da Tiffany (A. Hepburn). Una nota azienda nel settore dei gioielli ha ripreso questa immagine inserendola in una campagna pubblicitaria, utilizzando però una modella nella ricostruzione dell'immagine. Il Tribunale di Milano con sentenza n. 766/2015 del 21 gennaio 2015 ha stabilito l'indebita utilizzazione dell'immagine altrui mediante ricostruzione fotografica di un contesto e di un personaggio.Non si è trattato dunque di una violazione delle norme di diritto d'autore ma del fatto che la tutela dell'immagine della persona fisica può estendersi sino a ricomprendere anche elementi non direttamente riferibili alla persona stessa, come abbigliamento, ornamenti, trucco e altro ....
Una approfondita disamina del caso è consultabile nell'articolo del prof. S. SANDRI Colazione da Tiffani? No, non si può pubblicato sul sito http://www.marchiebrevettiweb.it/avviso-ai-naviganti/3703-colazione-da-tiffany-no-non-si-puo.html
A Roma in questi ultimi tempi è apparsa una campagna pubblicitaria di uno spettacolo che, sotto il nome “Circo degli Orrori Inferno”, prova a confondere agli spettatori dando ad intendere che sia uno nuovo spettacolo del Circo de los Horrores. apparsa una pubblicità del Circo del los Orrores Inferno.
Locandina Circo de los Orrores
Locandina Circo degli Orrori Inferno
Il Circo de Los Horrores tiene a specificare che non si tratta dello spettacolo originale.
Avviso importante per gli spetattori dell’Italia.
Nell’ultima settimana è cominciata una campagna pubblicitaria a Roma di uno spettacolo che, sotto il nome “Circo degli Orrori Inferno”, prova a confondere agli spettatori dando ad intendere che sia uno nuovo spettacolo del Circo de los Horrores.
Dato questo plagio, il Circo de los Horrores vuole lasciare costanza di:
- Nessuno dei nostri spettacoli è adesso in Italia.
- Il Circo de los Horrores perseguirà queste azioni e attuerà in conseguenza contro il produttore di quello spettacolo e qualsiasi azienda o particolare che collabora diretta o indirettamente nel divulgamento dello stesso.
- Il Circo de los Horrores tornerà in Italia queste anno con il secondo spettacolo della trilogia “Manicomio del Circo de los Horrores”, di cui date informerà a i suoi fans.
- Altrettanto vuole ringraziare ai punti di vendita ufficiali del Circo de los Horrores in Italia, Ticketone.it e Groupon.it per non contribuire con queste iniziative così disprezzabile.
Per finire questo comunicato ringraziamo le migliaia di fans che abbiamo in Italia per il supporto che ci hanno dato in questi ultimi giorni y che speriamo dare indietro prestissimo.
Vi ricordiamo che i canali ufficiali d’informazioni del Circo de los Horrores sono:
www.circodeloscircodeloshorrores.com
https://www.facebook.com/CircodelosHorrores?ref=ts&fref=ts
I migliori saluti - See more at: http://www.diregiovani.it/rubriche/fotogallery/38024-circo-degli-orrori-roma-infierno-2015.dg#sthash.Qwjk0WIK.dpuf