Source: https://job.fanpage.it/lavoro-straordinario-e-festivo-nel-contratto-degli-studi-professionali/
Timestamp: 2018-07-15 19:29:59+00:00
Document Index: 19136443

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art.78', 'art. 78', 'art.4', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 79', 'art.79']

Il lavoro straordinario nel contratto degli Studi professionali scatta al superamento delle 40 ore settimanali, come previsto per legge. Il limite massimo previsto dal CCNL Studi professionali è di 200 ore annue. Al lavoratore spetta la maggiorazione per lavoro straordinario del 15% sulla retribuzione oraria. Laddove lo straordinario è festivo o notturno le maggiorazioni sono del 30%. Vediamo la normativa, gli articoli del CCNL e come si calcolano gli straordinari in base allo stipendio in busta paga.
Rapporto di lavoro 31 marzo 2018 16:37
Il lavoro straordinario nel CCNL Studi professionali è disciplinato dagli articoli 78 e 79. Esso scatta al superamento delle 40 ore settimanali. Il contratto collettivo in rispetto della legge, prevede un limite massimo di 200 ore annue di straordinari. È prevista una maggiorazione della paga oraria che va dal 15 per cento in caso di straordinario diurno fino al 30 per cento in caso di straordinario notturno o festivo. Prevista anche l’ipotesi dello straordinario festivo notturno con maggiorazione del 50 per cento.
Per quantificare il lavoro straordinario occorre un’attenta lettura degli articoli del contratto collettivo, i quali individuano tra le altre cose come calcolare la paga oraria sulla quale vengono poi calcolate le retribuzioni con maggiorazione per lavoro straordinario.
Vediamo pertanto nel dettaglio quanto previsto dalla normativa di legge sul lavoro straordinario, dal contratto collettivo degli studi professionali e come poter calcolare gli importi degli straordinari spettanti al lavoratore in base allo stipendio in busta paga.
CCNL Studi professionali: straordinario
Superamento limiti di lavoro straordinario
CCNL Studi professionali: retribuzione straordinari
Calcolo straordinari negli Studi professionali
Qualsiasi datore di lavoro ha la facoltà di ricorrere al lavoro straordinario, inteso come “il lavoro prestato oltre l'orario normale di lavoro”.
La legge all’art. 5 comma 3 del D.lgs. n. 66 del 2003 stabilisce che le ore di straordinario non possono superare le 250 ore annue ma a decidere sul monte ore massimo di lavoro straordinario sono sempre i contratti collettivi, quindi il CCNL applicato dal datore di lavoro.
Nel CCNL Studi professionali il monte ore di lavoro straordinario che il datore di lavoro può richiedere è fissato ad un massimo di 200 ore annue per dipendente.
La disciplina generale sul lavoro straordinario stabilisce che il ricorso a prestazioni di lavoro straordinario deve essere contenuto e che fermo restando la normativa generale sono poi i contratti collettivi di lavoro a regolamentare le modalità con il quale va svolto il lavoro straordinario.
Generalmente per legge l’orario normale di lavoro è fissato a 40 ore settimanali, tuttavia i contratti collettivi di lavoro stabiliscono la durata massima settimanale dell'orario di lavoro. Bisogna comunque considerare che la durata media dell'orario di lavoro non può in ogni caso superare le 48 ore settimanali, comprese le ore di lavoro straordinario.
Quindi il datore di lavoro nel ricorrere ad ore di lavoro straordinario per ogni lavoratore deve tener conto che il D.lgs. n. 66 del 2003 limita l’orario settimanale ad un massimo di 48 ore settimanali medie, oltre al rispetto del riposo giornaliero e settimanale.
Vediamo nello specifico la disciplina del lavoro straordinario nel CCNL Studi professionali.
Il lavoro straordinario nel CCNL Studi professionali è disciplinato dagli artt. 78 e 79 dello stesso.
La prima parte dell’art.78 stabilisce che “Le mansioni di ciascun lavoratore devono essere svolte durante il normale orario di lavoro fissato dal presente contratto”. In sostanza il contratto collettivo richiama quanto indicato dalle parti nel contratto di lavoro individuale in termini di orario di lavoro.
Per i lavoratori dipendenti degli studi professionali assunti con CCNL Studi professionali è stabilito che la durata normale dell’orario di lavoro è fissata in 40 ore settimanali e che le mansioni svolte da ogni singolo lavoratore devono essere svolte durante il normale orario di lavoro.
Tuttavia, come ogni altro datore di lavoro, anche nel settore degli Studi professionali il datore di lavoro che assume i suoi dipendenti applicando il CCNL Studi professionali può richiedere prestazioni di lavoro straordinario a carattere individuale.
Tali prestazioni di lavoro straordinario devono avere il carattere dell’eccezionalità e devono essere svolte entro il limite massimo di 200 ore annue.
Infatti la seconda parte dell’art. 78 del CCNL Studi professionali stabilisce che “Ai sensi delle vigenti disposizioni di legge, è facoltà del datore di lavoro richiedere prestazioni di lavoro straordinario a carattere individuale, entro il limite massimo di 200 ore annue, fermo restando il carattere di eccezionalità delle stesse”.
Quindi il lavoro straordinario deve essere:
a carattere eccezionale;
svolto per non più di 200 ore annue (limite inteso per dipendente).
Il lavoro straordinario deve essere sempre autorizzato dal datore di lavoro o in mancanza da chi ne fa le veci quindi il lavoratore dipendente non può decidere autonomamente di svolgere prestazioni di lavoro straordinario.
Il lavoratore dipendente può, invece, rifiutarsi di effettuare gli straordinari, tale rifiuto deve essere però appositamente giustificato dal lavoratore stesso.
Qualora attraverso prestazioni di lavoro straordinario venga superato il limite della 48 ore settimanali, il D.lgs. n. 366 del 2003 al comma 5 dell’art.4 stabilisce che “per le unità produttive che occupano più di dieci dipendenti il datore di lavoro è tenuto a informare, alla scadenza del periodo di riferimento di cui ai precedenti commi 3 e 4, la Direzione provinciale del lavoro – Settore ispezione del lavoro competente per territorio”. Saranno poi i contratti collettivi di lavoro a stabilire le modalità per adempiere al predetto obbligo di comunicazione.
La normativa sul lavoro straordinario stabilisce inoltre che il ricorso al lavoro straordinario è ammesso soltanto previo accordo tra datore di lavoro e lavoratore, tuttavia al fine di vincolare il singolo lavoratore all’impegno di prestare il lavoro straordinario è sufficiente l’accordo collettivo, quindi il CCNL, e non necessariamente l’accordo individuale
Inoltre il D.lgs. n. 66 del 2003 al comma 4 dell’art. 5, stabilisce che il lavoro straordinario è ammesso nelle seguenti ipotesi:
nei casi di eccezionali esigenze tecnico-produttive con impossibilità di fronteggiarle mediante assunzione di altri lavoratori;
nei casi di forza maggiore o di pericolo grave e immediato o ancora di danno alle persone o alla produzione; in occasione di altri eventi particolari (mostre, fiere, manifestazioni etc.).
I lavoratori dipendenti devono essere appositamente retribuiti per le ore di lavoro straordinario che effettuano. Si tratta di ore di lavoro eccedenti al normale orario lavorativo, che il datore di lavoro autorizza qualora ve ne sia la necessità.
L’art. 5 del d.lgs. 66/2003 in materia di retribuzione del lavoro straordinario stabilisce che: “il lavoro straordinario deve essere computato a parte e compensato con le maggiorazioni retributive previste dai contratti collettivi di lavoro. I contratti collettivi possono in ogni caso consentire che, in alternativa o in aggiunta alle maggiorazioni retributive, i lavoratori usufruiscano di riposi compensativi”.
Nello specifico caso del CCNL Studi professionali la retribuzione degli straordinari è regolata dall’art. 79 del CCNL stesso che stabilisce le quote di maggiorazione da applicare al lavoro straordinario.
Le ore di lavoro straordinario, cioè le ore di lavoro eccedenti l’orario normale di lavoro, sono retribuite con la quota oraria della normale retribuzione e di eventuali superminimi e con le seguenti maggiorazioni da calcolare sulla quota oraria della normale retribuzione:
15 per cento per le ore di lavoro eccedenti l’orario di lavoro settimanale e le otto ore giornaliere per l’orario articolato in 5 giorni lavorativi; 30 per cento per le ore di lavoro straordinario prestate nei giorni festivi; 30 per cento per le ore di lavoro prestate la notte, intendendosi per tali quelle effettuate dalle ore 22 alle ore 6 del mattino, sempre che non si tratti di turni regolari di servizio e/o di orario di lavoro prestato con le modalità del lavoro flessibile (di cui all’articolo 77 del CCNL Studi professionali); 50 per cento nel caso di lavoro straordinario notturno festivo.
Il pagamento della retribuzione del lavoro straordinario al dipendente dovrà essere effettuata entro e non oltre il mese successivo a quello in cui la prestazione di lavoro straordinario è stata prestata.
Chiarite le percentuali spettanti ai lavoratori degli Studi professionali, per il calcolo della maggiorazione spettante in busta paga per lavoro straordinario, o per meglio dire la retribuzione oraria maggiorata spettante ad ogni lavoratore per il lavoro straordinario prestato, occorre sempre riferirsi all’art.79 del CCNL.
Tale articolo nella prima parte richiama le tabelle retributive in vigore del contratto degli Studi professionali: “Le ore di lavoro straordinario, intendendosi come tali quelle eccedenti l’orario normale di lavoro previsto dal presente contratto, verranno retribuite con la quota oraria della normale retribuzione di cui al successivo Titolo XXX (Trattamento Economico) e di eventuali superminimi”. E sulla retribuzione mensile del lavoratore rapportata alla retribuzione oraria vanno calcolate le maggiorazioni.