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Timestamp: 2018-08-16 00:00:17+00:00
Document Index: 105509547

Matched Legal Cases: ['art. 64', 'art.  2', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 15', 'art.\n23', 'art. 100', 'art.  23', 'art. 147', 'art. 5', 'art.  1', 'art. 11', 'art. 7', 'art.  1', 'art.  1', 'art. 2', 'art.  3', 'art.  31', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 2', 'art.  1', 'art.\n64', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 13', 'art.\n20', 'art.\n2', 'art.  2', 'art.  3', 'art.   2', 'art.  1', 'art.  2', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 27', 'art.  64', 'art. 191', 'art.  3']

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 15 marzo 2010, n. 87 - Regolamento recante norme per il riordino degli istituti professionali, a norma dell'articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0109) - (GU n. 137 del 15-6-2010 | Architetto.info
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 15 marzo 2010, n. 87 – Regolamento recante norme per il riordino degli istituti professionali, a norma dell’articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0109) – (GU n. 137 del 15-6-2010
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 15 marzo 2010, n. 87 - Regolamento recante norme per il riordino degli istituti professionali, a norma dell'articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0109) - (GU n. 137 del 15-6-2010 - Suppl. Ordinario n.128) - note: Entrata in vigore del provvedimento: 16/06/2010
Regolamento  recante   norme   per   il   riordino   degli   istituti
professionali, a norma dell’articolo 64, comma 4,  del  decreto-legge
agosto 2008, n. 133. (10G0109)
modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, ed, in  particolare,
riordino e il potenziamento degli istituti professionali  con  uno  o
piu’ regolamenti da adottarsi entro il 31 luglio 2008 con decreto del
decreto  legislativo  16   aprile   1994,   n.   297   e   successive
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato,  ed  in
particolare l’articolo 1, comma 622,  come  modificato  dall’articolo
64, comma 4-bis, del decreto-legge n. 112 del 2008,  convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  n.  133  del  2008,  che   ha   sancito
l’obbligatorieta’ dell’istruzione per almeno 10 anni;
gennaio 2008, pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  86  dell’11
18 dicembre 2006, relativa alle competenze chiave per l’apprendimento
23 aprile 2008, relativa alla costituzione del Quadro  europeo  delle
reso nell’adunanza del 22 luglio  2009,  con  il  quale  il  predetto
Consiglio richiama il parere positivo gia’ espresso in  relazione  al
documento «Persona, tecnologie  e  professionalita’  –  gli  istituti
tecnici e professionali  come  scuole  dell’innovazione»;  sottolinea
l’esigenza di perseguire l’obiettivo di valorizzare  la  cultura  del
lavoro quale riferimento fondamentale per la formazione delle giovani
generazioni;  evidenzia  la  necessita’  di  sostenere  l’innovazione
attraverso l’attivazione di metodologie didattiche  ed  organizzative
ispirate  a  criteri  che  rafforzino  l’autonomia  scolastica  e  la
progettazione formativa anche per quanto riguarda la costituzione del
comitato tecnico scientifico  e  l’organizzazione  dei  dipartimenti;
sottolinea l’esigenza di  una  stretta  cooperazione  tra  istruzione
professionale e il sistema di istruzione e  formazione  professionale
di competenza regionale, al fine  di  favorire  l’erogazione  di  una
offerta formativa in grado di raccordare le  istanze  del  mondo  del
lavoro con le vocazioni e gli interessi dei singoli studenti;
Considerato che, la maggior parte delle osservazioni del  Consiglio
Visto il parere della Conferenza unificata di  cui  all’articolo  8
29 ottobre 2009, con il quale la  maggioranza  delle  regioni  si  e’
espressa negativamente, in quanto non risulterebbe chiaro e  definito
il quadro del complessivo  assetto  del  secondo  ciclo.  Le  regioni
Lombardia, Molise e Veneto hanno espresso invece  parere  favorevole.
La regione Lombardia ha chiesto  inoltre  uno  specifico  emendamento
all’articolo 2, comma 3.  Nel  parere  della  Conferenza  e’  chiesto
comunque l’inserimento di una specifica disposizione per le  Province
autonome di Trento e Bolzano finalizzata al conseguimento del diploma
di istruzione professionale da parte degli studenti in  possesso  del
diploma professionale di tecnico conseguito al termine di un percorso
quadriennale di istruzione e formazione professionale;
Considerato che, il predetto parere non tiene conto del  fatto  che
gli istituti tecnici e professionali, in  base  all’articolo  13  del
dalla  legge  2  aprile  2007,  n.  40,   appartengono   ad   un’area
tecnico-professionale unitaria, finalizzata al rilascio di titoli  di
studio a conclusione di percorsi scolastici di durata quinquennale  e
dotata di una propria identita’ ordinamentale, che  il  provvedimento
di  riordino  caratterizza  con  il  riferimento,  per  gli  istituti
tecnici, alle filiere tecnologiche e, per gli istituti professionali,
alle filiere produttive, che la  suddetta  norma  prevede,  altresi’,
l’emanazione di  specifiche  linee  guida  per  i  raccordi  tra  gli
istituti tecnici e  professionali  e  il  sistema  dell’istruzione  e
formazione professionale di competenza delle regioni  le  quali,  per
essere  definite,  richiedono  la  previa  adozione  dei  regolamenti
riguardanti il riordino  degli  istituti  tecnici  e  degli  istituti
professionali  e  l’avvio  della  messa  a  regime  del  sistema   di
istruzione  e  formazione  professionale  secondo   quanto   previsto
all’articolo 27, comma 2, del  decreto  legislativo  del  17  ottobre
2005, n. 226;
Considerato che, tutte le condizioni contenute nei predetti  pareri
delle   competenti   Commissioni   parlamentari   trovano    puntuale
accoglimento  e  che  numerose  osservazioni  sono   state   recepite
compatibilmente con i vincoli imposti dalla finanza pubblica, e altre
ancora saranno recepite con separati provvedimenti da assumere  nella
fase applicativa del riordino;
della ricerca di concerto  con  il  Ministro  dell’economia  e  delle
riordino  degli  istituti  professionali  in  attuazione  del   piano
programmatico di interventi di cui  all’articolo  64,  comma  3,  del
dalla  legge  6  agosto  2008,  n.  133,  volti   ad   una   maggiore
razionalizzazione dell’utilizzo delle  risorse  umane  e  strumentali
disponibili, tali da conferire efficacia  ed  efficienza  al  sistema
2.  Gli  istituti  professionali,  di  cui  all’articolo   13   del
dalla legge  2  aprile  2007,  n.  40,  fanno  parte  dell’istruzione
secondaria  superiore  quale  articolazione  del  secondo  ciclo  del
sistema di istruzione e formazione di cui all’articolo 1 del  decreto
legislativo 17 ottobre 2005, n. 226 e successive modificazioni;  sono
riorganizzati a partire  dalle  classi  prime  funzionanti  nell’anno
scolastico  2010/2011,  secondo  le  norme  contenute  nel   presente
regolamento,  con  riferimento  al  profilo  educativo,  culturale  e
professionale dello studente a conclusione dei percorsi  del  secondo
ciclo di istruzione e formazione di cui all’allegato  A  del  decreto
3.  Le  classi  seconde  e  terze  degli   istituti   professionali
continuano a funzionare, per l’anno scolastico 2010/2011, sulla  base
dei piani di studio previgenti con l’orario complessivo annuale delle
lezioni di 1122 ore, corrispondente a  34  ore  settimanali;  per  le
classi terze  funzionanti  nell’anno  scolastico  2011/2012  l’orario
complessivo  annuale  delle  lezioni  e’  determinato  in  1056  ore,
corrispondente a 32 ore settimanali.
– Il testo dell’art. 64, del  decreto-legge  25  giugno
2008, n.112, convertito dalla legge 6 agosto 2008,  n.  133
recante Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico,  la
della finanza pubblica e la perequazione tributaria. e’  il
restando quanto disposto  dall’art.  2,  commi  411 e  412,
«Nel rispetto degli obiettivi di apprendimento  generali  e
Bolzano» sono  sostituite  dalle  seguenti:  «L’obbligo  di
professionale di cui al comma 624 del presente articolo.
411e  412,  della  legge  24   dicembre   2007,   n.   244,
«Art. 117.  – La  potesta’  legislativa  e’  esercitata
– Si riporta il testo dell’art. 13,  del  decreto-legge
31 gennaio 2007, n.7  convertito  con  modificazioni  dalla
legge 2 aprile 2007, n.40 recante «Misure  urgenti  per  la
tecnico-professionale e la rottamazione di autoveicoli.».
vigore).  -1.  Fanno  parte  del  sistema   dell’istruzione
parole: ”economico,” e ”tecnologico”, e il comma  8  e’
sostituito  dal  seguente:  ”8.  I  percorsi   del   liceo
artistico si articolano in indirizzi per  corrispondere  ai
diversi  fabbisogni  formativi”.  Nel   medesimo   decreto
legislativo n.  226  del  2005 sono  abrogati  il  comma  7
dell’art. 2 e gli articoli 6 e 10.
1-quinquies.  Sono  adottate  apposite   linee   guida,
regioni compresi in un apposito repertorio nazionale.
1-sexies.  All’attuazione  dei   commi   da   1-bis   a
1-quinquies si provvede nell’ambito  delle  risorse  umane,
vigente, senza  nuovi  o  maggiori  oneri  per  la  finanza
2.   Fatta   salva   l’autonomia   delle    istituzioni
scolastiche e nel  rispetto  delle  competenze  degli  enti
locali e  delle  regioni,  possono  essere  costituiti,  in
ambito     provinciale     o     sub-provinciale,     «poli
tecnico-professionali»  tra  gli  istituti  tecnici  e  gli
istituti  professionali,  le  strutture  della   formazione
professionale accreditate ai sensi dell’art. 1, comma  624,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e  le  strutture  che
operano   nell’ambito   del   sistema   dell’istruzione   e
formazione tecnica superiore denominate  «istituti  tecnici
superiori»  nel  quadro  della  riorganizzazione   di   cui
all’art. 1, comma 631, della legge  27  dicembre  2006,  n.
296.  I   «poli»   sono   costituiti   sulla   base   della
programmazione dell’offerta  formativa,  comprensiva  della
formazione tecnica superiore, delle regioni, che concorrono
alla loro realizzazione in  relazione  alla  partecipazione
delle  strutture  formative  di  competenza  regionale.   I
«poli», di natura consortile, sono  costituiti  secondo  le
modalita’ previste dall’art. 7, comma 10,  del  regolamento
di cui al decreto del Presidente della Repubblica  8  marzo
1999, n. 275, con il fine di promuovere in modo  stabile  e
organico la diffusione della cultura scientifica e  tecnica
e di sostenere le misure per la crescita sociale, economica
e produttiva del Paese. Essi sono dotati di  propri  organi
da definire nelle relative convenzioni. All’attuazione  del
presente comma si provvede nell’ambito delle risorse umane,
pubblica. Sono fatte salve le competenze  delle  regioni  a
Bolzano, in conformita’ ai loro  statuti  e  alle  relative
3. Al testo unico delle imposte sui redditi di  cui  al
n. 917,  e  successive  modificazioni,  sono  apportate  le
a) all’art. 15, comma 1, dopo la  lettera  i-septies)
e’ aggiunta la seguente: ”i-octies) le erogazioni liberali
a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e  grado,
statali e paritari senza scopo  di  lucro  appartenenti  al
sistema nazionale di istruzione di cui alla legge 10  marzo
2000,  n.  62,  e  successive  modificazioni,   finalizzate
all’innovazione  tecnologica,  all’edilizia  scolastica   e
all’ampliamento  dell’offerta  formativa;   la   detrazione
spetta a condizione che il versamento  di  tali  erogazioni
sia  eseguito  tramite  banca  o  ufficio  postale   ovvero
mediante gli altri sistemi di pagamento previsti  dall’art.
23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.”;
b) all’art. 100, comma  2,  dopo  la  lettera  o)  e’
aggiunta la seguente: ”o-bis)  le  erogazioni  liberali  a
favore degli istituti scolastici di ogni  ordine  e  grado,
all’ampliamento dell’offerta formativa, nel  limite  del  2
per cento del reddito d’impresa dichiarato e comunque nella
misura massima di 70.000 euro annui; la deduzione spetta  a
condizione  che  il  versamento  di  tali  erogazioni   sia
eseguito tramite banca o ufficio  postale  ovvero  mediante
gli altri sistemi di pagamento  previsti  dall’art.  23 del
decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.”;
c) all’art. 147, comma 1, le parole: ”e  i-quater)”
sono   sostituite   dalle   seguenti:   ”,   i-quater)   e
i-octies)”.
4. All’onere derivante dal  comma  3,  valutato  in  54
milioni di euro per l’anno 2008 e in 31 milioni di  euro  a
decorrere dall’anno 2009, si provvede:
a)  per  l’anno   2008,   mediante   utilizzo   delle
disponibilita’ esistenti sulle contabilita’ speciali di cui
all’art. 5-ter del decreto-legge 28 dicembre 2001, n.  452,
2002, n. 16, che a tale  fine  sono  vincolate  per  essere
versate all’entrata del bilancio dello Stato  nel  predetto
anno. Con decreto del Ministro della  pubblica  istruzione,
da emanare entro trenta giorni dalla  data  di  entrata  in
vigore del presente decreto, sono stabiliti i criteri e  le
modalita’ per la determinazione delle somme da vincolare su
ciascuna delle predette contabilita’ speciali ai  fini  del
relativo versamento;
b)  a  decorrere  dal  2009  mediante  corrispondente
riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui  all’art.  1,
comma 634, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
5.  Il  Ministro  dell’economia  e  delle  finanze   e’
6. Il Ministro dell’economia e delle  finanze  provvede
al monitoraggio degli oneri di cui al  comma  3,  anche  ai
fini dell’adozione  dei  provvedimenti  correttivi  di  cui
all’art. 11-ter, comma 7, della legge  5  agosto  1978,  n.
468, e  successive  modificazioni.  Gli  eventuali  decreti
emanati ai sensi dell’art. 7, secondo comma,  n.  2,  della
legge 5 agosto 1978, n. 468, prima della data di entrata in
vigore dei provvedimenti o delle misure di cui al  presente
comma,  sono   tempestivamente   trasmessi   alle   Camere,
corredati da apposite relazioni illustrative.
6-bis. Il Ministro della pubblica istruzione riferisce,
dopo due anni di applicazione, alle competenti  Commissioni
parlamentari sull’andamento delle  erogazioni  liberali  di
7. I soggetti che hanno effettuato le donazioni di  cui
al comma 3 non possono far parte del consiglio di  istituto
e della giunta  esecutiva  delle  istituzioni  scolastiche.
Sono esclusi dal divieto coloro che  hanno  effettuato  una
donazione per un valore  non  superiore  a  2.000  euro  in
ciascun anno scolastico. I dati concernenti  le  erogazioni
liberali di  cui  al  comma  3,  e  in  particolare  quelli
concernenti  la  persona  fisica  o  giuridica  che  le  ha
effettuate, sono dati personali agli effetti del codice  in
8. Le disposizioni di cui al comma 3  hanno  effetto  a
decorrere dal periodo di imposta in corso  dal  1°  gennaio
8-bis. Al decreto legislativo 17 ottobre 2005, n.  226,
a)  al  comma  1,  dell’art.  1   dopo   le   parole:
”costituito  dal  sistema”  sono  aggiunte  le  seguenti:
”dell’istruzione secondaria superiore” e conseguentemente
le parole: ”dei licei” sono soppresse; al medesimo comma,
le  parole:  ”Esso  e’  il  secondo  grado  in   cui”sono
sostituite   dalle   seguenti:   ”Assolto   l’obbligo   di
istruzione di cui all’art.  1,  comma  622 della  legge  27
dicembre 2006, n. 296, nel secondo ciclo”;
b) all’art. 2, comma 3, i riferimenti  agli  allegati
C/3 e C/8 sono soppressi;
c)  all’art.  3,  comma  2,  ultimo   periodo,   sono
soppressi i riferimenti agli articoli 6 e 10;
d) all’allegato B le parole da:  ”Liceo  economico”
fino a: ”i fenomeni economici e sociali”  e  da:  ”Liceo
tecnologico” fino alla fine sono soppresse.
8-ter. Dalle abrogazioni previste dall’art.  31,  comma
2, del decreto legislativo 17 ottobre 2005,  n.  226,  sono
escluse le disposizioni del testo unico di cui  al  decreto
legislativo 16 aprile 1994, n. 297, che  fanno  riferimento
agli istituti tecnici e professionali.
8-quater. – 8-viciel semel. (omissis).».
n.  133,  recante  Disposizioni  urgenti  per  lo  sviluppo
tributaria, si veda la nota al titolo.
– Il Testo unico delle disposizioni legislative vigenti
in materia di istruzione,  relative  alle  scuole  di  ogni
ordine e grado, approvato con decreto legislativo 16 aprile
1994, n. 297, e’ stato pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale
19 maggio 1994, n. 115, S.O.
76  recante   «Definizione   delle   norme   generali   sul
dell’art. 2, comma 1, lettera c), della L. 28  marzo  2003,
n. 53» e’  stato  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  5
– Il decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77  recante
scuola-lavoro, a norma dell’art. 4 della L. 28 marzo  2003,
– Il  decreto  legislativo  17  ottobre  2005,  n.  226
di istruzione e formazione, a norma dell’art. 2 della L. 28
marzo 2003, n. 53.»  e’  stato  pubblicato  nella  Gazzetta
– Si riporta il testo vigente dell’art.  1,  comma  622
della legge 27 dicembre 2006, n. 296  recante  Disposizioni
Stato (Legge finanziaria 2007,  come  modificato  dall’art.
64, comma 4-bis del decreto-legge n. 112 del 2008:
– La legge 11 gennaio 2007, n. 1 recante  «Disposizioni
21 recante  «Norme  per  la  definizione  dei  percorsi  di
– Il testo del decreto-legge 1° settembre  2008  n.137,
convertito dalla legge 20 ottobre  2009  n.  169,  recante:
«Disposizioni  urgenti   in   materia   di   istruzione   e
1° settembre 2008, n. 204.
8  marzo  1999,  n,.  275  recante  «Norme  in  materia  di
2009, n. 122  recante  «Regolamento  recante  coordinamento
n. 169» e’ stato pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  19
– Il testo del D.P.C.M. 25 gennaio 2008 recante: «Linee
guida per la riorganizzazione del Sistema di  istruzione  e
formazione  tecnica  superiore  e  la  costituzione   degli
istituti  tecnici  superiori»  e’  stato  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale 11 aprile 2008, n. 86.
istruzione 22 agosto  2007,  n.  139  recante  «Regolamento
istruzione, ai sensi dell’art. 1, comma 622,  della  L.  27
stata pubblica nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea
permanente  (2008/C  111/01)  e’  stata  pubblicata   nella
legislativo 28 agosto 1997, n. 281 recante «Definizione  ed
n.  133  recante  Disposizioni  urgenti  per  lo   sviluppo
tecnico-professionale e la rottamazione di autoveicoli.» si
– Per il testo del decreto legislativo 17 ottobre 2005,
n. 226, recante «Norme generali e livelli essenziali  delle
Identita’ degli istituti professionali
1. L’identita’ degli istituti professionali si caratterizza per una
solida base  di  istruzione  generale  e  tecnico-professionale,  che
consente agli studenti di sviluppare, in  una  dimensione  operativa,
saperi e competenze necessari per rispondere alle esigenze  formative
del  settore  produttivo  di  riferimento,  considerato   nella   sua
dimensione sistemica per un rapido inserimento nel mondo del lavoro e
per l’accesso all’universita’ e all’istruzione e  formazione  tecnica
2.  I  percorsi   degli   istituti   professionali   hanno   durata
quinquennale e si concludono  con  il  conseguimento  di  diplomi  di
istruzione secondaria  superiore  in  relazione  ai  settori  e  agli
indirizzi di cui agli articoli 3 e 4, con riferimento al  profilo  di
cui all’articolo 1, comma 2, riguardante tutti i percorsi del secondo
ciclo di istruzione  e  formazione,  nonche’  al  profilo  educativo,
culturale e professionale di cui all’allegato  A)  e  ai  profili  di
uscita con i rispettivi quadri orario relativi a ciascun indirizzo di
cui agli allegati B) e C), costituenti parte integrante del  presente
regolamento. L’insegnamento di scienze motorie e’  impartito  secondo
le  indicazioni  nazionali  relative  al  medesimo  insegnamento  dei
3. Gli  istituti  professionali  possono  svolgere,  in  regime  di
sussidiarieta’  e  nel  rispetto  delle  competenze  esclusive  delle
Regioni in materia, un ruolo integrativo e complementare rispetto  al
sistema di istruzione e formazione professionale di cui al  Capo  III
del decreto  legislativo  17  ottobre  2005,  n.  226,  ai  fini  del
conseguimento, anche nell’esercizio dell’apprendistato, di qualifiche
e diplomi professionali previsti all’articolo 17, comma 1, lettere a)
e b), inclusi nel repertorio nazionale previsto all’articolo  13  del
decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, secondo le linee guida adottate  ai
sensi del comma 1-quinquies dell’articolo medesimo.
4. Agli istituti professionali si riferiscono gli istituti  tecnici
legge 2 aprile 2007, n. 40 recante «Misure urgenti  per  la
– Per il testo del D.P.C.M. 25  gennaio  2008  recante:
«Linee  guida  per  la  riorganizzazione  del  Sistema   di
istruzione e formazione tecnica superiore e la costituzione
degli istituti tecnici superiori» si vedano  le  note  alle
1. I percorsi degli  istituti  professionali  per  il  settore  dei
servizi di  cui  all’allegato  B)  si  riferiscono  ai  risultati  di
apprendimento e agli strumenti organizzativi e metodologici di cui ai
punti 2.1 e 2.4 dell’allegato A) comuni  a  tutti  i  percorsi  degli
istituti  professionali  e  al  profilo  culturale  specifico  e   ai
risultati  di  apprendimento  di  cui  al  punto  2.2   dell’allegato
medesimo, in relazione ai seguenti indirizzi:
a) Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale (B1);
c) Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalita’ alberghiera (B3);
2. Le ore di compresenza in laboratorio relative ai percorsi di cui
al comma 1, sono indicate nell’allegato B), in  relazione  a  ciascun
Istituti professionali per il settore
1. I percorsi degli istituti professionali per il settore industria
e artigianato di cui all’allegato C), si riferiscono ai risultati  di
risultati  di  apprendimento  di  cui  al  punto  2.3   dell’allegato
medesimo, in relazione agli indirizzi:
al comma 1, sono indicate nell’allegato C).
3.  Gli  istituti  professionali  per  il  settore   industria   ed
artigianato sono dotati di un  ufficio  tecnico  con  il  compito  di
sostenere la migliore organizzazione e funzionalita’ dei laboratori a
fini didattici e il loro adeguamento in relazione alle esigenze poste
dall’innovazione tecnologica nonche’ per la sicurezza delle persone e
dell’ambiente. Per i relativi posti, si fa riferimento a quelli  gia’
previsti, secondo il previgente ordinamento, dai  decreti  istitutivi
degli istituti professionali confluiti negli ordinamenti  di  cui  al
presente regolamento in base alla tabella di cui all’allegato D).
1. I percorsi degli istituti professionali sono riordinati  secondo
del presente regolamento. La declinazione in competenze,  abilita’  e
conoscenze e’ effettuata dalle istituzioni  scolastiche,  nella  loro
autonomia, sulla base delle linee guida di cui all’articolo 8,  comma
6, in relazione anche alla Raccomandazione del Parlamento  europeo  e
del Consiglio 23 aprile 2008 sulla costituzione  del  Quadro  europeo
delle qualifiche per l’apprendimento permanente (EQF), anche ai  fini
della mobilita’ delle persone sul territorio dell’Unione europea;
cattolica secondo  quanto  previsto  all’articolo  3,  comma  1,  del
decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226;
c) i percorsi attengono  a  due  ampi  settori:  1)  industria  e
artigianato; 2) servizi;
opzioni secondo quanto previsto dall’articolo 8, comma 4, lettera c),
b) un secondo biennio articolato per ciascun anno, in 495 ore  di
insegnamenti obbligatori di indirizzo, che consentano  allo  studente
di acquisire una conoscenza  sistemica  della  filiera  economica  di
riferimento, idonea anche ad orientare la prosecuzione degli studi  a
livello  terziario  con  particolare  riguardo  all’esercizio   delle
d) si sviluppano soprattutto attraverso metodologie basate su: la
didattica  di   laboratorio,   anche   per   valorizzare   stili   di
apprendimento induttivi; l’orientamento progressivo, l’analisi  e  la
soluzione dei problemi relativi al settore produttivo di riferimento;
il lavoro cooperativo per progetti; la personalizzazione dei prodotti
e dei servizi  attraverso  l’uso  delle  tecnologie  e  del  pensiero
creativo;  la  gestione  di  processi  in  contesti   organizzati   e
dell’universita’  e  della  ricerca  di  concerto  con  il  Ministero
fermo restando il conseguimento, a regime, degli obiettivi finanziari
subordinatamente, alla preventiva verifica  da  parte  del  Ministero
b)  utilizzano  gli   spazi   di   flessibilita’,   intesi   come
professioni, con riferimento all’orario annuale delle  lezioni  entro
il 35% nel secondo biennio e  il  40%  nell’ultimo  anno.  L’utilizzo
della  citata  flessibilita’  avviene  nei  limiti  delle   dotazioni
organiche assegnate senza determinare esuberi di personale;
c) possono utilizzare gli spazi di flessibilita’ anche nel  primo
biennio entro il 25% dell’orario annuale delle lezioni  per  svolgere
un  ruolo   integrativo   e   complementare   rispetto   al   sistema
dell’istruzione e della formazione  professionale  regionale  di  cui
all’articolo 2, comma 3, nei limiti  degli  assetti  ordinamentali  e
delle consistenze di  organico  previsti  dal  presente  regolamento.
Nella fase transitoria gli istituti professionali  di  Stato  possono
svolgere detto ruolo a seguito della  stipula  delle  intese  di  cui
all’articolo 8, comma 2, e, a regime,  previa  intesa  in  Conferenza
Unificata di cui all’articolo  13,  comma  1-quinquies,  del  decreto
legge 31 gennaio 2007, n. 7,  convertito,  con  modificazioni,  dalla
legge 2 aprile 2007, n. 40.
d)  possono  costituire,  nell’esercizio  della  loro   autonomia
e) possono dotarsi, nell’esercizio della loro autonomia didattica
f) possono stipulare contratti d’opera con esperti del mondo  del
Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2008 sulla
– Si riporta il testo dell’art. 3, comma 1, del decreto
formazione, a norma dell’art. 2 della L. 28 marzo 2003,  n.
«Art. 3 (Attivita’ educative e  didattiche).  –  1.  Al
fine di garantire l’esercizio del  diritto  dovere  di  cui
all’art. 1, comma 1, l’orario  annuale  delle  lezioni  nei
percorsi liceali, comprensivo della  quota  riservata  alle
regioni,   alle   istituzioni   scolastiche   autonome   ed
all’insegnamento della religione cattolica  in  conformita’
all’Accordo che apporta modifiche al Concordato lateranense
e al relativo protocollo addizionale reso esecutivo con  la
legge 25 marzo 1985, n. 121, ed alle conseguenti intese, e’
articolato in  attivita’  e  insegnamenti  obbligatori  per
tutti gli studenti, attivita’ e insegnamenti obbligatori di
indirizzo, attivita’ e insegnamenti  obbligatori  a  scelta
dello studente, fatto salvo quanto previsto dal comma 4,  e
attivita’  e  insegnamenti  facoltativi,   secondo   quanto
previsto agli articoli da 4 a 11.».
– Si riporta il testo dell’art. 1 del decreto-legge  1°
settembre 2008 n. 137, convertito dalla  legge  20  ottobre
2009 n. 169 recante: «Disposizioni urgenti  in  materia  di
«Art. 1 (Cittadinanza e Costituzione). 1.  A  decorrere
– Per i riferiementi del  decreto  del  Ministro  della
622, della L. 27 dicembre 2006, n. 296», si vedano le  note
giugno 2008, n.112, convertito dalla legge 6  agosto  2008,
dall’articolo  2  del  decreto  legge  1°  settembre  2008,  n.  137,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169  e
2. I percorsi degli istituti professionali  si  concludono  con  un
esame  di  Stato,  secondo  le  vigenti  disposizioni   sugli   esami
conclusivi dell’istruzione secondaria superiore.
di Stato di cui ai commi 1 e 2 sono definite in modo da accertare  la
capacita’ dello studente di  utilizzare  i  saperi  e  le  competenze
acquisiti nel corso degli studi anche in contesti applicativi. A  tal
fine, con riferimento a specifiche competenze relative alle  aree  di
indirizzo, le commissioni di esame si possono avvalere di esperti del
mondo economico e produttivo con documentata esperienza  nel  settore
istituti professionali viene  rilasciato  il  diploma  di  istruzione
professionale, indicante l’indirizzo  seguito  dallo  studente  e  le
competenze acquisite, anche con riferimento  alle  eventuali  opzioni
scelte.  Il  predetto  diploma  costituisce  titolo  necessario   per
l’accesso  all’universita’  ed  agli  istituti  di  alta   formazione
artistica, musicale e coreutica, agli istituti tecnici superiori e ai
II e III del citato decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
25 gennaio 2008, fermo restando il  valore  del  diploma  medesimo  a
tutti gli altri effetti previsti dall’ordinamento giuridico.
5. Le Province autonome di Trento e Bolzano per  gli  studenti  che
hanno conseguito il diploma professionale al termine del percorso  di
istruzione   e   formazione   professionale   quadriennale   di   cui
all’articolo 20, comma 1, lettera  c),  del  decreto  legislativo  17
ottobre 2005, n. 226, e intendono sostenere l’esame di Stato  di  cui
all’articolo 15,  comma  6,  del  medesimo  decreto,  realizzano  gli
appositi corsi annuali che si concludono con  l’esame  di  Stato.  Le
commissioni d’esame  sono  nominate,  ove  richiesto  dalle  Province
medesime, dal Ministero  dell’istruzione,  dell’universita’  e  della
ricerca, con le modalita’ e i programmi di cui alle rispettive  norme
di  attuazione  dello  statuto  della  regione  Trentino-Alto  Adige.
Attraverso  specifiche  intese  tra  il  Ministero   dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca e le Province autonome di  Trento  e
Bolzano sono definiti i criteri generali  per  la  realizzazione  dei
corsi di cui sopra in modo coerente con  il  percorso  seguito  dallo
studente  nel  sistema  provinciale  dell’istruzione   e   formazione
– Si riporta il testo vigente dell’art. 13 e  dell’art.
20, comma 1, lett. c), del decreto legislativo  17  ottobre
2005, n. 226 recante «Norme generali e  livelli  essenziali
delle prestazioni relativi al  secondo  ciclo  del  sistema
educativo di istruzione e  formazione,  a  norma  dell’art.
2 della legge 28 marzo 2003, n. 53»:
in possesso  dei  requisiti  prescritti  dall’art.  2 della
legge 10 dicembre 1997, n. 425 e  dall’art.  3 del  decreto
«Art.  20  (Livelli  essenziali  della  valutazione   e
certificazione  delle  competenze).   –   1.   Le   Regioni
assicurano,  quali   livelli   essenziali   riferiti   alla
a)-b) (omissis)
c)  che,  previo  superamento  di  appositi  esami,  lo
studente consegua la qualifica di  operatore  professionale
con  riferimento  alla  relativa  figura  professionale,  a
conclusione dei percorsi di  durata  triennale,  ovvero  il
diploma  professionale  di  tecnico,  a   conclusione   dei
percorsi di durata almeno quadriennale;».
–  Si  riporta  il  testo  vigente  dell’art.   2   del
decreto-legge 1° settembre 2008 n.  137,  convertito  dalla
legge 20 ottobre 2009 n.169 recante: «Disposizioni  urgenti
in materia di istruzione e universita’»:
disposto  dall’art.  1,  commi  28 e  29,  della  legge  30
giugno  2009,   n.   122   recante   «Regolamento   recante
coordinamento delle norme vigenti per la valutazione  degli
alunni e ulteriori modalita’  applicative  in  materia,  ai
sensi degli articoli 2 e 3 del decreto-legge  1°  settembre
2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30
ottobre 2008, n. 169.» si vedano le note alle premesse.
1. I percorsi degli istituti professionali sono oggetto di costante
Educativo di Istruzione  e  Formazione  (I.N.VAL.S.I.),  dell’Agenzia
Lavoratori (I.S.F.O.L.), di Italia  Lavoro  e  dell’Istituto  per  la
Promozione Industriale (I.P.I.), senza ulteriori oneri a carico della
degli istituti  professionali  sono  aggiornati  periodicamente,  con
sviluppi della ricerca scientifica e  alle  innovazioni  tecnologiche
Sistema Educativo di Istruzione e Formazione (I.N.V.A.L.S.I.), che ne
1. Gli attuali istituti professionali  di  ogni  tipo  e  indirizzo
confluiscono  negli  istituti  professionali  di  cui   al   presente
regolamento  secondo  quanto   previsto   dalla   tabella   contenuta
nell’allegato D) a  partire  dall’anno  scolastico  2010/2011,  ferma
restando  la  prosecuzione  dei  percorsi  attivati,  sino   all’anno
scolastico 2009/2010,  secondo  il  previgente  ordinamento.  Per  la
confluenza  di  percorsi  sperimentali  non  indicati   espressamente
nell’allegato D), si fa riferimento alla  corrispondenza  dei  titoli
finali   prevista   dai   provvedimenti   di   autorizzazione    alla
sperimentazione    adottati    dal     Ministero     dell’istruzione,
2. Ai  fini  della  realizzazione  dell’offerta  coordinata  tra  i
percorsi di istruzione  degli  istituti  professionali  e  quelli  di
istruzione e formazione professionale di cui al capo III del  decreto
legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e in relazione alla  definizione
e allo sviluppo  del  processo  di  attuazione  del  titolo  V  della
Costituzione, possono essere  concordate  specifiche  intese  tra  il
Ministero  dell’istruzione,  dell’universita’  e  della  ricerca,  il
Ministero  dell’economia  e  delle  finanze  e  le  singole   Regioni
interessate per la sperimentazione di nuovi modelli  organizzativi  e
di  gestione  degli  istituti  professionali,  anche   in   relazione
all’erogazione dell’offerta formativa.
3. L’area  di  professionalizzazione  di  cui  all’articolo  4  del
decreto del Ministro della pubblica istruzione  15  aprile  1994,  e’
sostituita, nelle quarte  e  quinte  classi,  funzionanti  a  partire
dall’anno  scolastico  2010/2011  e  sino   alla   messa   a   regime
dell’ordinamento di cui al  presente  regolamento,  con  132  ore  di
attivita’ in alternanza scuola lavoro a valere sulle risorse  di  cui
all’articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 15 aprile  2005,  n.
4.   Con   successivi   decreti   del   Ministro   dell’istruzione,
a) l’articolazione delle cattedre, in relazione  alle  classi  di
all’articolo 1, comma 3. La ridefinizione e’ effettuata  in  modo  da
ridurre del 20% l’orario  previsto  dall’ordinamento  previgente  con
riferimento  alle  classi  di  concorso  le  cui   discipline   hanno
all’articolo 64 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito,
b) gli indicatori per la valutazione  e  l’autovalutazione  degli
istituti professionali, anche con riferimento al quadro  europeo  per
la garanzia della qualita’ dei sistemi di istruzione e formazione.
c) la definizione, previo parere della Conferenza Stato,  Regioni
281, di ambiti, criteri e  modalita’  per  l’ulteriore  articolazione
delle aree di indirizzo di cui agli articoli 3 e 4,  negli  spazi  di
flessibilita’ di cui all’articolo 5,  comma  3,  lettera  b),  in  un
numero contenuto di opzioni incluse in un apposito elenco  nazionale,
nonche’ la ripartizione, per il secondo biennio e  l’ultimo  anno  di
ciascun indirizzo, delle ore di compresenza degli insegnanti  tecnico
pratici di cui agli allegati B) e C).
5. Ai fini di assicurare  la  continuita’  dell’offerta  formativa,
sino all’emanazione delle linee guida di cui all’articolo 2, comma 3,
in caso di mancata adozione,  da  parte  delle  Regioni,  degli  atti
dispositivi di cui all’articolo 27, comma 2, del decreto  legislativo
17 ottobre 2005, n. 226 ed in assenza delle intese di cui al comma 2,
gli istituti  professionali  possono  continuare  a  realizzare,  nei
limiti degli assetti ordinamentali e delle  consistenze  di  organico
previsti dal presente regolamento, ai sensi dell’articolo  27,  comma
7,  del  decreto  legislativo  medesimo,  corsi  triennali   per   il
conseguimento dei diplomi di  qualifica  previsti  dagli  ordinamenti
previgenti, nei limiti dell’orario annuale  delle  lezioni  di  1.056
ore, corrispondente a 32 ore settimanali, per  il  primo,  secondo  e
terzo anno. A tale scopo, gli istituti professionali  si  riferiscono
ai quadri orario di cui agli allegati B) e C), utilizzando  la  quota
di autonomia del 20% e le quote di flessibilita’ del 25% per il primo
biennio e del 35% per il terzo anno di cui all’articolo 5,  comma  3,
lettere a), b) e c).
6. Il passaggio al nuovo ordinamento e’ definito da linee  guida  a
conoscenze ed abilita’ dei risultati di  apprendimento  di  cui  agli
amministrativo, tecnico e ausiliario degli istituti  professionali  e
per informare i giovani e le loro famiglie in relazione  alle  scelte
degli studi da compiere per l’anno scolastico 2010-2011.
7. I posti relativi all’Ufficio  tecnico  di  cui  all’articolo  4,
educativo di istruzione e formazione, a norma  dell’art.  2
della L. 28 marzo 2003, n.  53»  si  vedano  le  note  alle
– Si riporta il testo dell’art. 9, comma 1, del decreto
legislativo 15 aprile 2005,  n.  77  recante:  «Definizione
«Art.   9   (Risorse).   –   1.   All’onere   derivante
dall’attuazione degli interventi del presente  decreto  nel
sistema dell’istruzione, nel limite massimo di  10  milioni
di euro per l’anno 2005 e di 30 milioni di euro a decorrere
dall’anno 2006, si provvede a valere sull’autorizzazione di
spesa di cui all’art. 4 della legge 18  dicembre  1997,  n.
440, come determinata dalla tabella C, allegata alla  legge
30 dicembre 2004, n. 311.».
– Il decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 recante
«Definizione  ed  ampliamento  delle   attribuzioni   della
Conferenza Stato -citta’  ed  autonomie  locali»  e’  stato
– Si riporta il testo dell’art. 27, commi  2  e  7  del
decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226 recante  «Norme
«Art.  27.  (Passaggio  al  nuovo  ordinamento).  –  1.
3. – 6. (omissis)
8. – 9. (omissis)».
pubblica, fermi restando gli  obiettivi  previsti  dall’art.  64  del
Centri per l’istruzione per gli adulti, ivi compresi i corsi serali e
la razionalizzazione ed  accorpamento  delle  classi  di  concorso  a
aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni,  sono  apportate  le
a) al primo periodo, le parole: «gli istituti professionali hanno
per  fine  precipuo  quello  di  fornire  la  specifica  preparazione
teorico-pratica per l’esercizio di mansioni qualificate  nei  settori
commerciale  e  dei  servizi,  industriale  e  artigiano,  agrario  e
nautico» sono soppresse;
b) l’ultimo periodo.
persona e dei beni culturali, registro n. 9, foglio n. 214
– Si riporta il testo dell’art. 191, comma 3 del  Testo
istruzione, relative alle scuole di ogni  ordine  e  grado»
approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994,  n.  297,
cosi’ come modificato dal presente regolamento:
universitari; gli istituti tecnici hanno per fine  precipuo
quello di preparare all’esercizio di funzioni  tecniche  od
amministrative, nonche’ di alcune professioni, nei  settori
commerciale e dei servizi, industriale, delle  costruzioni,
agrario, nautico ed aeronautico; il liceo artistico ha  per
fine  quello   di   impartire   l’insegnamento   dell’arte,
indipendentemente dalle sue applicazioni all’industria; gli
istituti  d’arte  hanno  per  fine   precipuo   quello   di
addestrare  al  lavoro  ed  alla  produzione  artistica,  a
seconda delle tradizioni, delle industrie e  delle  materie
proprie del luogo. Fino  all’attuazione  dell’art.  3 della
legge 19 novembre 1990,  n.  341,  concernente  la  riforma
degli  ordinamenti   didattici   universitari,   l’istituto
magistrale  conserva,  quale  fine  precipuo,   quello   di
preparare i docenti  della  scuola  elementare;  la  scuola
magistrale, quello di  preparare  i  docenti  della  scuola
materna.».
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 15 marzo 2010, n. 87 – Regolamento recante norme per il riordino degli istituti professionali, a norma dell’articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (10G0109) – (GU n. 137 del 15-6-2010 redazione redazione 2015-05-05T19:26:36+00:00