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Timestamp: 2016-12-06 19:58:23+00:00
Document Index: 95886759

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 20', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 26', 'art. 21', 'art. 25', 'art. 161', 'art. 27', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 44', 'art. 45', 'art. 2', 'art. 81', 'art. 81', 'art. 4', 'art. 65', 'art. 6']

⭐Regio Decreto 31 agosto 1933, n (in SO alla GU 7 dicembre 1933, n. 283)
Regio Decreto 31 agosto 1933, n (in SO alla GU 7 dicembre 1933, n. 283)
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1 Regio Decreto 31 agosto 1933, n (in SO alla GU 7 dicembre 1933, n. 283) Approvazione del testo unico delle leggi sull'istruzione superiore Premessa E' approvato il testo unico delle leggi sulla istruzione superiore, annesso al presente decreto e visto, d'ordine nostro, dai Ministri proponenti. TITOLO I - UNIVERSITÀ E ISTITUTI SUPERIORI Sezione I - Ordinamento. Capo I - Fini dell'istruzione superiore e Istituti nei quali s'impartisce. Art. 1.- L'istruzione superiore ha per fine di promuovere il progresso della scienza e di fornire la cultura scientifica necessaria per l'esercizio degli uffici e delle professioni. Essa è impartita, ai fini e agli effetti previsti dal presente testo unico: 1) nelle Regie università e nei Regi istituti superiori, indicati nelle annesse tabelle A e B; 2) nelle Università e negli Istituti superiori liberi. Le Università e gli Istituti hanno personalità giuridica e autonomia amministrativa, didattica e disciplinare, nei limiti stabiliti dal presente testo unico e sotto la vigilanza dello Stato esercitata dal Ministro dell'educazione nazionale. Art. 2.- Le spese per il mantenimento delle Università e degli Istituti di cui alla tabella A sono a carico del bilancio dello Stato, salvo il concorso di altri Enti o privati. La tabella medesima determina: a) le Facoltà e Scuole che costituiscono ciascuna Università o Istituto: e per tale parte potrà essere modificata per decreto Reale, in relazione alle norme contenute negli artt. 20 e 24; b) i contributi a carico del bilancio dello Stato: e per tale parte non potrà essere modificata che per legge. Art. 3.- Al mantenimento delle Università e degli Istituti di cui alla tabella B si provvede con convenzioni tra lo Stato ed altri Enti o privati; lo Stato vi concorre con un contributo annuo che per ciascuna Università o Istituto non potrà essere superiore a quello stabilito nella predetta tabella B. Con le convenzioni medesime sono determinate le Facoltà o Scuole, di cui è costituita ciascuna Università. Le convenzioni sono approvate, e, occorrendo, modificate per decreto reale, udita la sezione prima del Consiglio superiore dell'educazione nazionale, alla quale vengono2 aggregati uno o più membri della quinta per le convenzioni relative agli Istituti superiori di architettura. Le convenzioni sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale del Regno. Art. 4.- Le Università e gli Istituti superiori liberi non hanno contributo a carico del bilancio dello Stato. Art. 5.- Con decreti reali, promossi dal Ministro per l'educazione nazionale, di concerto con quello per le finanze, può essere disposta: a) la fusione di Istituti superiori agrari e di medicina veterinaria esistenti nella medesima sede o in sedi finitime; b) l'aggregazione di Istituti superiori di medicina veterinaria alle Università. I decreti Reali di cui sopra saranno emanati su conforme parere del Consiglio superiore dell'educazione nazionale, e conterranno le modalità delle fusioni o aggregazioni. Capo II - Autorità accademiche. Art. 6.- Il governo delle Università e degli Istituti superiori appartiene alle seguenti autorità: 1) rettore delle Università e direttore degli Istituti superiori; 1-bis) corpo accademico (1) ; 2) senato accademico; 3) Consiglio d'amministrazione; 4) presidi delle Facoltà e delle Scuole; 5) Consigli delle Facoltà e delle Scuole. Agli Istituti superiori di scienze economiche e commerciali e preposto un direttore o un rettore. Al Consiglio d'amministrazione spettano il governo amministrativo e la gestione economica e patrimoniale dell'università o dell'istituto; alle altre autorità, ciascuna nell'ambito della propria competenza, le attribuzioni di ordine scientifico, didattico e disciplinare. Tutte le attribuzioni esercitate dal senato accademico sono deferite al Consiglio della Facoltà nelle Università o negli Istituti costituiti da una sola Facoltà. Le autorità accademiche uscenti di carica conservano, nelle more per la conferma o per la sostituzione, le rispettive mansioni per gli atti inerenti al normale funzionamento delle Università o Istituti. (1) Aggiunto dall'art. 1 del D.Lvo Lgt. 7 settembre 1944, n. 264.3 Art. 7.- I rettori e i direttori sono nominati dal Re tra i professori ordinari appartenenti rispettivamente all'università o Istituto. Durano in ufficio un biennio accademico e possono essere confermati. L'annessa tabella C determina le indennità di carica spettanti ai rettori e ai direttori: tali indennità non sono valutabili agli effetti della pensione. Quando il Ministro ritenga opportuno di non addivenire momentaneamente alla nomina del rettore o direttore, può designare, con suo decreto, un prorettore o prodirettore, scegliendolo, sia tra i professori di ruolo appartenenti rispettivamente all'università o all'istituto, sia tra quelli di altra Università o Istituto della stessa sede. Il prorettore o prodirettore dura in ufficio un anno accademico e può essere confermato. Egli ha diritto all'indennità spettante al rettore o al direttore. Art. 8.- I rettori e i direttori, previo consenso del Ministro, possono delegare le proprie funzioni attinenti alla vigilanza sui servizi amministrativi e contabili dell'università o dell'istituto a un professore scelto fra i professori di ruolo dell'università o dell'istituto medesimo, e possono designare al Ministro un professore di loro scelta per supplirli nei casi di loro impedimento od assenza. Ai professori stessi può essere corrisposta, previa deliberazione del Consiglio di amministrazione, una retribuzione annua sul Bilancio dell'università o dell'istituto, non superiore a lire 2.000, da ridursi del 12 per cento ai sensi del R.D.L. 20 novembre 1930, n Art. 9.- Il senato accademico è composto: a) del rettore o direttore che lo presiede; b) dei presidi delle Facoltà e delle Scuole che costituiscono l'università o Istituto, sempreché, le lauree e i diplomi conferiti al termine dei rispettivi corsi siano titoli di ammissione agli esami di Stato per l'abilitazione all'esercizio professionale. Alle adunanze del senato accademico partecipa, con voto consultivo, il direttore amministrativo, il quale esercita le funzioni di segretario del senato stesso. Art Il Consiglio di amministrazione, per le Università e gli Istituti di cui alla tabella A, è composto: a) del rettore o direttore che lo presiede; b) di due membri designati collegialmente dai presidi delle Facoltà e delle Scuole che costituiscono l'università o l'istituto tra i professori di ruolo che appartengono all'università o Istituto medesimo. Per le Università e gl'istituti superiori, formati di una sola Facoltà, i due membri sono designati dal rettore o direttore tra i professori appartenenti alla4 Università o Istituto stesso; c) di due rappresentanti del Governo: uno è l'intendente di finanza della Provincia, l'altro è scelto dal Ministro fra persone di riconosciuta competenza amministrativa e che non rivestano uffici presso le Università e gli Istituti superiori. L'intendente di finanza ha l'obbligo di intervenire personalmente alle adunanze del Consiglio. In caso di vacanza dell'ufficio interverrà il vice-intendente; d) del direttore amministrativo. Oltre ai componenti di cui al comma precedente fa parte del Consiglio d'amministrazione del regio Istituto superiore di architettura di Roma altro rappresentante del Governo, scelto dal Ministro tra funzionari addetti ai servizi delle antichità e delle belle arti, di grado non inferiore al sesto. Gli Enti e i privati, che concorrano al mantenimento delle Università o degli Istituti superiori con contributo annuo non inferiore a un decimo del contributo corrisposto dallo Stato, hanno diritto di designare collegialmente propri rappresentanti in seno al Consiglio. Per ogni tre contribuenti è designato un rappresentante. Se i contribuenti sono meno di tre, essi possono egualmente designare un rappresentante. Il numero dei membri indicati nella lettera b) è aumentato di tanti componenti quanti vengono a superare nella categoria di cui al comma precedente il numero di tre. I membri indicati nella lettera b) e quello scelto dal Ministro durano in ufficio un biennio, e possono essere confermati. Quest'ultimo, ove senza giustificati motivi non intervenga a tre adunanze consecutive, decade dall'ufficio e viene sostituito. Le funzioni di segretario del Consiglio di amministrazione sono esercitate dal direttore amministrativo. Il Consiglio d'amministrazione è costituito con decreto del Ministro. Art Per le Università e gli Istituti di cui alla tabella B le norme relative alla composizione e rinnovazione del Consiglio d'amministrazione sono contenute nelle convenzioni per il mantenimento delle Università e Istituti. In ogni caso, salvo quanto dispongono i due commi successivi, il Consiglio è presieduto dal rettore o direttore e ne fanno parte due rappresentanti almeno del Governo (tra i quali l'intendente di finanza della Provincia) e il direttore amministrativo. Per gl'istituti superiori di scienze economiche e commerciali il rettore o direttore è membro di diritto; il presidente del Consiglio è nominato con decreto Reale su proposta del Ministro dell'educazione nazionale, tra persone anche estranee all'istituto, che siano componenti del Consiglio; resta in ufficio un biennio accademico e può essere confermato. Per gl'istituti superiori di architettura fra i rappresentanti del Governo, oltre l'intendente di finanza della Provincia, deve essere compreso un funzionario scelto dal Ministro tra quelli addetti ai servizi delle antichità e belle arti, di grado non inferiore al sesto. Il Consiglio d'amministrazione è costituito con decreto del Ministro. Art Il presidente del Consiglio di amministrazione ha la rappresentanza legale dell'università o5 Istituto superiore, dà esecuzione alle deliberazioni del Consiglio e prende i provvedimenti d'urgenza riferendone al Consiglio per la ratifica nella prima successiva adunanza, vigila sul funzionamento dell'economato, della cassa e degli uffici per quanto concerne i servizi amministrativi e contabili. Art Il Consiglio d'amministrazione può essere sciolto con decreto Reale per gravi motivi o quando, richiamato dal Ministro all'osservanza di obblighi derivanti da disposizioni di carattere legislativo o regolamentare, persista a violarli. In caso di scioglimento, il governo amministrativo è affidato ad un commissario straordinario, le cui indennità sono poste a carico del bilancio dell'università o Istituto superiore. Art I presidi sono nominati dal Ministro, fra i professori di ruolo delle rispettive Facoltà o Scuole, su una terna proposta dal rettore o direttore. Essi durano in ufficio un biennio accademico e possono essere confermati. Nelle Università o Istituti composti di una sola Facoltà, il rettore o direttore esercita anche le funzioni di preside della Facoltà stessa. Art Il Consiglio della Facoltà o della Scuola si compone del preside che lo presiede, e, di regola, di tutti i professori di ruolo appartenenti alla Facoltà o Scuola. Alle adunanze concernenti determinati oggetti possono essere chiamati anche i professori di ruolo che vi abbiano insegnamenti ufficiali, appartenenti ad altra Facoltà o Scuola, Università o Istituto, nonché, i professori incaricati e due rappresentanti dei liberi docenti. Il Consiglio della Facoltà di farmacia si compone, di regola, del preside che lo presiede, dei professori di ruolo delle materie appartenenti esclusivamente alla Facoltà e dei professori di ruolo di materie comuni alla Facoltà di farmacia e ad altre Facoltà, anche se, per l'insegnamento di tali materie nella Facoltà di farmacia, sia ad essi conferito uno speciale incarico. Il professore di ruolo di chimica farmaceutica potrà essere aggregato alla Facoltà di scienze, quando ciò sia previsto nello statuto della Università interessata. Art I Consigli delle Facoltà e delle Scuole, oltre le attribuzioni demandate loro dal regolamento, hanno altresì il compito di raccogliere i programmi dei corsi che i professori ufficiali e i liberi docenti si propongono di svolgere, di esaminarli e coordinarli fra loro, introdurvi le opportune modificazioni ed elaborare così un piano organico di corsi che pienamente risponda alle finalità scientifiche e professionali delle Facoltà o Scuole. Capo III - Ordinamento didattico Statuti e anno accademico.6 Art Ogni Università o Istituto superiore ha uno speciale statuto. Gli statuti sono proposti dal senato accademico, uditi il Consiglio d'amministrazione e le Facoltà e Scuole che costituiscono l'università o l'istituto; per le Università o Istituti costituiti da una sola Facoltà, dal Consiglio di Facoltà, udito il Consiglio d'amministrazione. Essi sono emanati con decreto Reale, udito il Consiglio superiore dell'educazione nazionale, e sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale del Regno. Le modificazioni sono proposte ed approvate con le medesime modalità; esse però non possono avere attuazione se non dall'anno accademico successivo alla loro approvazione. Gli statuti non possono essere modificati se non siano trascorsi almeno tre anni accademici dalla loro approvazione o dalla loro ultima modificazione, salvo casi di particolare constatata necessità. Art Gli statuti delle Università e degli Istituti di cui alla tabella A determinano, in relazione alle disposizioni dell'art. 20, le Facoltà, Scuole, Corsi e Seminari che, entro i limiti del bilancio dell'università o Istituto, vengono mantenuti e costituiti in aggiunta a quelli indicati nella tabella stessa. Gli statuti delle Università e degli Istituti di cui alla tabella B contengono l'indicazione delle Facoltà, Scuole, Corsi e Seminari che li costituiscono, in virtù delle convenzioni per il mantenimento, di cui all'art. 3, e in relazione alle disposizioni dell'art. 20. Salvo il disposto dell'art. 26, lo statuto di ogni Università o Istituto determina, per ciascuna Facoltà, Scuola, Corso o Seminario, le materie d'insegnamento il loro ordine e il modo con cui debbono essere impartite. Per gl'istituti superiori agrari e di medicina veterinaria gli statuti stabiliscono quali fra gli insegnamenti siano fondamentali e dettano le norme per le esercitazioni di laboratorio e le esercitazioni nell'azienda agraria nonché, le norme per il funzionamento degli Istituti e stazioni sperimentali e delle aziende annesse o collegate. Per gli Istituti superiori di scienze economiche e commerciali gli statuti indicano, ferme restando le disposizioni di cui all'art. 21, secondo comma, quali degli insegnamenti siano fondamentali e quali complementari e stabiliscono l'organizzazione dei corsi d'integrazione. Art L'anno accademico comincia il I novembre e termina il 31 ottobre dell'anno successivo. Capo III - Ordinamento didattico Facoltà, Scuole, Corsi e insegnamenti Art Presso le Università e gl'istituti superiori gli insegnamenti sono coordinati in modo da costituire Facoltà, Scuole e Corsi.7 Le Facoltà che possono essere costituite presso ciascuna Università o Istituto superiore sono: di giurisprudenza; di scienze politiche; di scienze economiche e commerciali; di lettere e filosofia; di medicina e chirurgia; di medicina veterinaria; di farmacia; di scienze matematiche, fisiche e naturali; di ingegneria; di architettura; di agraria. Possono inoltre essere costituite: a) Scuole dirette a fini speciali; b) Scuole di perfezionamento; c) Corsi di perfezionamento, d'integrazione e di cultura, annessi alle singole Facoltà. Le Scuole di cui alle lettere a) e b) possono essere costituite, sia con insegnamenti ad esse particolari, sia con opportuni raggruppamenti e coordinamenti di insegnamenti propri di altre Facoltà. I Corsi di cui alla lettera c) sono costituiti, in seno alle rispettive Facoltà, da insegnamenti opportunamente organizzati e appartenenti anche ad altre Facoltà o Scuole. I Corsi d'integrazione sono costituiti presso le Facoltà di scienze economiche e commerciali. Possono infine costituirsi Seminari mediante raggruppamento e coordinamento di insegnamenti tra loro affini o comunque connessi, anche di Facoltà, Scuole o Istituti superiori diversi. Gli insegnamenti possono svolgersi sotto forma di lezioni cattedratiche o di esercitazioni varie di carattere scientifico o professionale. Salvo il disposto dell'art. 25, il regolamento generale universitario determina la durata degli studi per ciascuna delle Facoltà indicate nel comma secondo. La durata degli studi per le Scuole e i Corsi indicati nel comma terzo è determinata dagli statuti. Art Negli Istituti superiori agrari e di medicina veterinaria gli insegnamenti dichiarati fondamentali negli statuti sono obbligatori per la iscrizione, la frequenza e l'esame agli effetti del conseguimento della laurea.8 Negli Istituti superiori di scienze economiche e commerciali gli insegnamenti sono fondamentali e complementari. Sono fondamentali gl'insegnamenti per i quali l'iscrizione, la frequenza e l'esame sono obbligatori agli effetti del conseguimento della laurea. Sono complementari gli insegnamenti di integrazione per i quali l'esame può essere obbligatorio a seconda della menzione speciale da farsi sul diploma di laurea ai sensi dell'art In ogni Istituto, oltre gli insegnamenti fondamentali e complementari, deve essere dato l'insegnamento di almeno quattro lingue straniere secondo le disposizioni che saranno stabilite dallo statuto. Art Le Università e gli Istituti superiori sono autorizzati a stipulare particolari accordi, in virtù dei quali gli studenti di una Università o Istituto possano seguire, agli effetti del conseguimento del titolo cui aspirano, gli insegnamenti di determinate materie in altro Istituto o Università della stessa sede, in cui tali insegnamenti sono impartiti. Art I direttori delle Scuole di perfezionamento, dei Corsi di perfezionamento dei Seminari e degli Istituti scientifici delle Università e degli Istituti superiori, debbono alla fine di ogni anno accademico inviare al Ministero una dettagliata relazione sull'attività didattica e scientifica svolta negli Istituti ai quali sono preposti, allegando ad essa documenti ed eventuali pubblicazioni. Art Con decreto Reale promosso dal Ministero dell'educazione nazionale, può essere disposta la soppressione di Facoltà, Scuole o insegnamenti universitari, oppure la fusione di Facoltà o Scuole appartenenti alla stessa Università. Il decreto relativo sarà emanato, su conforme parere del Consiglio superiore dell'educazione nazionale e conterrà le modalità della soppressione o fusione. Capo III - Ordinamento didattico Disposizioni particolari per gli studi di ingegneria Art Gli studi di ingegneria si compiono in cinque anni; essi sono divisi in due corsi: uno biennale di studi propedeutici ed uno triennale di studi di applicazione. Il corso biennale di studi propedeutici può essere seguito presso tutte le Facoltà di scienze matematiche, fisiche e naturali e presso gli Istituti superiori di ingegneria di Milano e di Torino. Il predetto corso biennale può essere inoltre seguito presso la R. Accademia navale di Livorno, presso la R. Accademia di artiglieria e genio di Torino e presso la R. Accademia aeronautica di Caserta. Il corso triennale di studi di applicazione può essere seguito presso tutti gli Istituti superiori d'ingegneria. Il primo anno del detto corso triennale può essere seguito anche presso la R. Accademia navale di Livorno e presso la R. Accademia aeronautica di Caserta.9 L'esame di licenza dal biennio propedeutico, da sostenersi con le norme di cui all'art. 161, avrà effetto, ai fini dell'ammissione al corso triennale di applicazione, soltanto per quegli allievi delle tre Accademie, che, all'atto dell'ammissione al corso biennale predetto, siano forniti del titolo di studi medi di cui all'art Le norme concernenti l'organizzazione e il funzionamento del corso propedeutico presso le tre Accademie e del primo anno di applicazione presso le Accademie navale di Livorno e aeronautica di Caserta sono emanate e, occorrendo, modificate, con decreto Reale, su proposta dei Ministri interessati, di concerto con quelli della educazione nazionale e delle finanze. Art Nel corso di studi propedeutici per l'ingegneria gli studenti sono tenuti a frequentare ed a sostenere gli esami di profitto nelle seguenti discipline: analisi algebrica ed infinitesimale; geometria analitica e descrittiva con elementi di proiettiva; fisica sperimentale (corso biennale); chimica generale inorganica con elementi di chimica organica; meccanica razionale; disegno di ornato e di architettura (corso biennale). Le norme relative alla ripartizione dei detti insegnamenti nei due anni di corso ed agli esami di profitto sono contenute negli statuti delle Università e degli Istituti superiori di ingegneria. Capo III - Ordinamento didattico Disposizioni particolari per gli studi di medicina Art Nelle città, che sono sede di Facoltà di medicina e chirurgia, gli ospedali aventi una complessiva media giornaliera di ricoverati non superiori a 600 saranno trasformati in ospedali clinici a seconda dei bisogni dell'insegnamento. Potranno essere trasformati in ospedali clinici anche gli ospedali che abbiano una media giornaliera di ricoverati superiore a quella anzidetta, quando ciò sia richiesto, per le esigenze dell'insegnamento, dal Ministro dell'educazione nazionale. Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano a tutte le altre pubbliche istituzioni che, sotto diverso nome, adempiono ai fini dell'assistenza ospedaliera. Art Nelle città che sono sedi di Facoltà di medicina e chirurgia, le amministrazioni degli ospedali legalmente riconosciuti come istituzioni pubbliche di beneficenza e non trasformati in ospedali clinici per l'insegnamento, hanno l'obbligo di mettere a disposizione delle cliniche universitarie gl'infermi accolti nelle ultime 24 ore, i quali siano ritenuti10 necessari agli scopi dell'insegnamento. A tal fine, il trasferimento degl'infermi dalle sale di deposito ai reparti di cura, sarà effettuato, salvo i casi di urgenza, con concorso di un delegato delle cliniche universitarie, cui spetterà di provvedere alla scelta degli infermi necessari agli scopi suddetti. Art Gli ospedali, trasformati a norma dell'articolo 27, funzioneranno per l'intero anno solare, con le norme prescritte dai regolamenti delle istituzioni cui appartengono, a loro totale carico e nei limiti di spesa dell'assistenza a cui sono tenuti. Gli istituti clinici provvederanno a loro carico al personale direttivo ed alle spese per trattamenti speciali, mettendo a disposizione del servizio ospedaliero tutti i mezzi diagnostici e terapeutici che essi possiedono, ad eccezione del personale assistente ospedaliero, che sia necessario per il funzionamento dei singoli reparti. Art Le cliniche universitarie, le quali abbiano locali propri, potranno funzionare come reparti ospedalieri per l'intero anno solare, con le norme ed alle condizioni che saranno dall'amministrazione universitaria convenute con le amministrazioni delle pubbliche istituzioni che ne facciano richiesta. Art Il Ministero dell'educazione nazionale potrà, su proposta delle Facoltà di medicina e chirurgia, richiedere che ospedali, anche di città non sedi di Università, accolgano studenti o laureati per l'esercizio della pratica professionale sotto la guida dei primari ospedalieri. Art Tutti i cadaveri provenienti dagli ospedali sono sottoposti al riscontro diagnostico. I cadaveri, poi, il cui trasporto non sia tatto a spese dei congiunti compresi nel gruppo familiare fino al sesto grado o da confraternite o sodalizi che possano aver assunto impegno per trasporti funebri degli associati e quelli provenienti dagli accertamenti medico-legali (esclusi i suicidi) che non siano richiesti da congiunti compresi nel detto gruppo familiare, sono riservati all'insegnamento ed alle indagini scientifiche. Art Nei Consigli di amministrazione di tutte le pubbliche istituzioni, di cui all'art. 27, saranno ammessi due rappresentanti dell'università, designati dal senato accademico con tutte le facoltà degli altri consiglieri, per tutti gli affari attinenti ai rapporti fra le dette istituzioni e le cliniche. Art Tutte le controversie relative alla esecuzione delle precedenti disposizioni saranno risolute, su istanza di una o di entrambe le parti, dal Regio prefetto con decreto motivato. Contro la decisione del prefetto è ammesso, entro il termine di 30 giorni, ricorso al Ministro dell'interno, il quale provvederà, d'accordo col Ministro della educazione nazionale, sentito, in caso di diverso parere delle due amministrazioni, il Consiglio di Stato.11 Art Le disposizioni di cui agli artt. 27, 28, 29 e 30, non si applicano agli ospedali dipendenti dall'amministrazione degli Ospedali riuniti di Roma, eccettuati i reparti del Policlinico attualmente occupati dalle cliniche universitarie. Capo III - Ordinamento didattico Disposizioni particolari per le Scuole e i Corsi di cultura militare. Art Presso le Regie Università e presso i Regi Istituti superiori d'ingegneria sono istituite Scuole speciali o di perfezionamento e Corsi speciali di storia militare o di cultura scientifica relativa alla tecnica militare con lo scopo: a) di promuovere e sviluppare l'attività scientifica per quanto riguarda la tecnica militare; b) di dare una preparazione scientifica speciale agli studenti che debbono prestare servizio quali ufficiali di complemento nelle Forze armate dello Stato; c) di preparare laureati e diplomati specializzati per le industrie che interessano la difesa nazionale. Art Le Scuole speciali e di perfezionamento comprendono, un complesso di insegnamenti relativi ad un dato ramo della tecnica militare. Esse conferiscono una laurea o un diploma. I Corsi speciali vertono su di una materia di tecnica militare ed hanno la durata di quattro mesi. Essi conducono al conferimento di un attestato di idoneità. Gli statuti delle Regie Università e dei Regi Istituti superiori di ingegneria determinano l'ordinamento didattico e la durata degli studi per le Scuole speciali o di perfezionamento e l'ordinamento didattico dei corsi speciali. Le norme relative sono proposte ed approvate nelle forme e con le modalità prescritte per gli statuti, sentita anche la Commissione suprema di difesa. Art Agli insegnamenti si provvede di regola per incarico. Gli incarichi vengono conferiti, con deliberazione del Consiglio di amministrazione, su proposta delle rispettive Facoltà, a persona di riconosciuta competenza udita la Commissione suprema di difesa. Detti incarichi possono essere conferiti ai professori di ruolo delle Università e degli Istituti superiori d'ingegneria indipendentemente da altri incarichi d'insegnamento che siano loro affidati. Per ciascun insegnamento dato per incarico è corrisposta la retribuzione di lire 4.000, se trattasi di corso annuale, e di lire se trattasi di corso quadrimestrale. Le anzidette retribuzioni sono soggette alla riduzione del 12% ai sensi del R.D.L. 20 novembre 1930, n.12 1491. Art Alle Scuole speciali o di perfezionamento possono essere iscritti: a) coloro che hanno conseguito una laurea o un diploma in una Università o in un Istituto d'istruzione superiore; b) gli ufficiali del R. Esercito, della R. Marina e della R. Aeronautica i cui titoli di studio siano riconosciuti idonei dal senato accademico; c) gli studenti delle Università e degli Istituti superiori. Le norme di cui al comma quarto dell'art. 37 debbono determinare anche le condizioni e modalità di iscrizione. Art Ai Corsi speciali di storia e di tecnica militare possono essere inscritti gli studenti delle Università e degli Istituti superiori di ingegneria con le norme stabilite negli statuti. Art Agli studenti appartenenti alle leve di terra e di mare che hanno seguito almeno due corsi di storia o di tecnica militare e hanno superato i relativi esami sono concesse particolari agevolazioni nell'adempimento dei loro obblighi militari secondo norme stabilite con ulteriori disposizioni emanate e, occorrendo, modificate su proposta dei Ministri competenti. Art Per contribuire alle spese occorrenti per la costituzione ed il funzionamento delle Scuole e dei Corsi indicati nell'art. 37 è inscritta annualmente nello stato di previsione della spesa del Ministero dell'educazione nazionale la somma di lire Detta somma verrà ripartita con decreto Reale su proposta del Ministro della educazione nazionale e sentita la Commissione suprema di difesa, fra le Regie Università e i Regi Istituti superiori di ingegneria. Art Nelle Università ed Istituti superiori liberi possono essere istituite le Scuole ed i corsi indicati nell'art. 37 a totale carico delle Università e degli Istituti stessi. Capo IV - Ordinamento amministrativo. 1 - Regolamenti interni. Art Ogni Università o Istituto superiore ha un regolamento interno, nel quale sono contenute le norme relative al funzionamento amministrativo, contabile e interno dell'università o Istituto, e quelle concernenti il personale posto a carico del suo bilancio, ferme restando le disposizioni contenute nel presente testo unico per le singole categorie di personale.13 Il trattamento economico delle categorie di personale a carico dei vari Istituti, eccettuato il personale aiuto ed assistente, non potrà essere superiore a quello risultante dalla attuazione del R.D.L. 20 novembre 1930, n Il regolamento è emanato, e, occorrendo, modificato, con decreto del rettore o direttore, previa deliberazione del Consiglio di amministrazione, udito il Consiglio delle Facoltà e Scuole interessate, nonché, ove esista, il senato accademico. Esso deve essere approvato dal Ministro dell'educazione nazionale di concerto con quello delle finanze. Il regolamento e le sue eventuali modificazioni debbono essere pubblicati nel Bollettino Ufficiale del Ministero della educazione nazionale. Capo IV - Ordinamento amministrativo. 2 - Patrimoni e redditi. Art Oltre i frutti del proprio patrimonio, sono a disposizione di ogni Università e Istituto superiore il contributo annuo a carico del bilancio dello Stato, i contributi di Enti o di privati, il provento delle tasse di esercizio della libera docenza, delle tasse e sopratasse scolastiche e dei contributi di qualsiasi natura corrisposti dagli studenti - salvo il disposto degli artt. 152 e dei diritti di segreteria, delle prestazioni ed opere che, sotto qualsiasi titolo, gli Istituti scientifici possono eseguire. I contributi che le Province, i Comuni e i Consigli provinciali dell'economia corporativa siano obbligati o si obblighino di versare alle Regie Università o ai Regi Istituti superiori, debbono, quando l'istituto superiore interessato ne faccia richiesta al prefetto, essere garantiti mediante delegazione sulle sovraimposte, o, in mancanza, su altri cespiti dati in riscossione al ricevitore provinciale o all'esattore delle imposte dirette, con l'obbligo del non riscosso per riscosso. La delegazione deve essere rilasciata per il periodo uguale alla rimanente durata della convenzione di mantenimento dell'università o dell'istituto superiore interessato. Il ricevitore provinciale e l'esattore delle imposte dirette rispondono in proprio delle somme per le quali hanno ricevuto la delegazione in favore dell'università o dell'istituto superiore interessato. Art Ad ogni Università e Istituto superiore è concesso il gratuito e perpetuo uso degli immobili dello Stato posti a servizio dell'università e Istituto medesimo e passa in loro proprietà tutto il relativo materiale mobile di qualsiasi natura. Art Tutti gli oggetti mobili delle Università e degli Istituti superiori, a qualunque categoria appartengano, debbono essere inscritti in apposito inventario e dati in consegna a persone responsabili della loro conservazione. Art Il Ministro dell'educazione nazionale può consentire che il materiale scientifico, acquistato14 con fondi straordinari concessi per determinati studi e ricerche da eseguirsi da un professore di ruolo, sia assegnato ad Istituto di altra sede, alla quale il professore stesso sia stato eventualmente trasferito. Occorre a tal uopo il consenso del Consiglio di amministrazione dell'istituto da cui il professore proviene. Gli Istituti provvederanno alle conseguenti variazioni di inventario. Art Gli Istituti scientifici delle Università e degli Istituti superiori, compatibilmente con la loro funzione scientifica e didattica, possono eseguire, su commissione di pubbliche amministrazioni o di privati, analisi, controlli, tarature, prove ed esperienze. Nelle cliniche universitarie possono essere accolti ammalati a pagamento. Nel regolamento generale sono stabilite le norme per la riscossione e l'erogazione dei proventi relativi nonché, tutte le disposizioni per l'ordinamento e il funzionamento di dette prestazioni. Art Nel caso di soppressione di Università o Istituti di cui alla tabella B gli immobili dello Stato, già a servizio delle Università o Istituti medesimi, saranno destinati a scopi di pubblica istruzione, o, in genere, di cultura a vantaggio dei Comuni o delle Province rispettive; il materiale mobile di qualsiasi natura sarà invece dato in proprietà a Università o Istituti di cui alle tabelle A e B o assegnato a servizio di Regi Istituti superiori con ordinamento speciale, tenuto conto del fabbisogno e della qualità del materiale medesimo. Nel caso di soppressione parziale di Facoltà o Scuole anche appartenenti a Università o Istituti di cui alla tabella A, le disposizioni del precedente comma verranno applicate limitatamente agli immobili e al materiale mobile già a servizio delle Facoltà o Scuole soppresse. Capo IV - Ordinamento amministrativo. 3 - Spese, contratti e lavori. Art Fino al limite di lire 20 milioni le spese possono essere eseguite in economia, secondo le norme stabilite dal regolamento interno di cui all'art. 44. Tutte le spese eccedenti il limite anzidetto sono effettuate in seguito a gara pubblica o a licitazione privata, su deliberazione del Consiglio di amministrazione. In casi eccezionali o di urgenza, il Consiglio può, con deliberazione motivata, prescindere dalla gara o dalla licitazione anche per spese superiori alle lire 20 milioni, ma non eccedenti le lire 100 milioni. Per spese eccedenti le lire 100 milioni la omissione di tali formalità deve essere autorizzata dal Ministro dell'educazione nazionale. Tutte le deliberazioni dei Consigli di amministrazione concernenti alienazioni o trasformazioni del patrimonio o contrattazione di mutui sono esecutive quando abbiano15 riportato l'approvazione del Ministro dell'educazione nazionale. Art Il presidente e i componenti il Consiglio d'amministrazione sono personalmente responsabili delle spese deliberate ed ordinate in eccedenza ai fondi disponibili e dei danni economici arrecati alla Università o Istituto superiore a causa di inosservanza di disposizioni di carattere legislativo o regolamentare per dolo o colpa grave. Art Ciascun direttore di Istituto scientifico dispone liberamente dei fondi assegnati al suo istituto, con l'obbligo di rendere conto al termine dell'anno finanziario al Consiglio d'amministrazione. Tuttavia per le spese che in una sola volta eccedano lire o che eccedano lire annue ed impegnino il bilancio per più esercizi è necessaria la preventiva approvazione del Consiglio di amministrazione. I direttori ed i professori che hanno assegni di dotazione per gabinetti scientifici sono personalmente responsabili delle eccedenze di spese, che si verifichino anno per anno sui fondi da essi amministrati, ed il Ministro dell'educazione nazionale può provvedere, d'accordo con quello delle finanze a trattenere sugli stipendi relativi le somme necessarie a liquidare le eccedenze stesse. Art I pagamenti per conto dell'università o Istituto superiore e dei singoli Istituti scientifici sono effettuati dall'economo-cassiere direttamente o a mezzo di conti correnti presso istituti di credito di notoria solidità, in base alle fatture o al nulla osta di chi ha ordinato la spesa, vistati dal rettore della Università o dal direttore dell'istituto superiore. Art Ai fini dell'esenzione da imposte e tasse dello Stato e degli Enti locali, le Università, gli Istituti di istruzione superiore, gli Osservatori astronomici, geofisici e vulcanologici, le Opere universitarie e le altre istituzioni universitarie di assistenza sono equiparati ad ogni effetto alle amministrazioni dello Stato, a decorrere dall'esercizio Il materiale e gli apparecchi che, non potendo essere forniti normalmente dalle industrie nazionali, presentino rilevante interesse ai fini dello sviluppo e del rimodernamento delle attrezzature didattiche e scientifiche delle Università e degli Istituti universitari e che siano utilizzati esclusivamente a fini di istituto, sono esenti dal pagamento dei dazi doganali e dal diritto di licenza. Tali imposte saranno dovute nel caso in cui le Università e gli Istituti universitari procedano alla alienazione del materiale e degli apparecchi, salvo che l'alienazione avvenga a titolo di permuta. Le pubblicazioni di carattere scientifico e culturale sono liberamente importabili in franchigia doganale (1). (1) Articolo così sostituito dall'art. 45 della Legge 24 luglio 1962, n Il secondo comma, che si omette è stato abrogato dall'art. 2 della Legge 10 novembre 1970, n. 868.16 Art Le Università e gli Istituti superiori possono essere rappresentati e difesi dall'avvocatura dello Stato nei giudizi attivi e passivi avanti l'autorità giudiziaria, i collegi arbitrali e le giurisdizioni amministrative speciali, semprechè, non trattisi di contestazioni contro lo Stato. Possono inoltre giovarsi dell'opera del Genio civile per lavori edilizi da eseguirsi a carico del loro bilancio. Art Nulla è innovato per tutto ciò che concerne lavori aventi carattere straordinario relativi all'assetto edilizio delle Università e degli Istituti superiori di cui alle tabelle A e B, salvo quanto è disposto dal R.D. 18 maggio 1931, numero 544. Capo IV - Ordinamento amministrativo. 4 - Bilanci e conti. Art L'anno finanziario per le Università e gli Istituti superiori decorre dal I novembre al 31 ottobre dell'anno successivo. Il Consiglio di amministrazione delibera sul bilancio preventivo nel mese di giugno. Il Consiglio di amministrazione provvede agli stanziamenti per le spese di personale e di materiale sia generali dell'università o Istituto superiore, sia inerenti al funzionamento delle Facoltà e Scuole e dei singoli Istituti scientifici, su proposta del senato accademico, udite le Facoltà e Scuole che costituiscono la Università o Istituto, ovvero del Consiglio di Facoltà per le Università o Istituti costituiti di una sola Facoltà. Il bilancio preventivo deve avere un fondo di riserva per provvedere ai bisogni che possono manifestarsi dono l'approvazione di esso. Il Consiglio di amministrazione delibera sul rendiconto consuntivo nel mese di dicembre. Le aziende agrarie, i laboratori di chimica agraria e le altre aziende annesse agli Istituti superiori agrari e di medicina veterinaria hanno gestione distinta da quella dell'istituto. Gli utili netti delle aziende agrarie, dopo eseguiti i miglioramenti fondiari e agrari, saranno iscritti nella parte attiva del bilancio dei singoli Istituti come entrate straordinarie. Art Il bilancio preventivo delle Regie Università e dei Regi Istituti superiori non è soggetto all'approvazione del Ministero dell'educazione nazionale, al quale sarà inviato per conoscenza un mese prima dell'inizio dell'esercizio finanziario. Il rendiconto consuntivo e i conti di tutte le gestioni speciali sono dal presidente del Consiglio di amministrazione trasmessi direttamente alla Corte dei conti per l'esame amministrativo e la dichiarazione di regolarità. Copie del rendiconto consuntivo e dei conti speciali predetti sono trasmesse al Ministero dell'educazione nazionale per conoscenza.17 Capo IV - Ordinamento amministrativo. 5 - Consorzi universitari. Art I rettori e direttori hanno il dovere di promuovere qualsiasi forma d'interessamento e di contribuzione finanziaria da parte di Enti o di privati a favore delle Università e Istituti cui sono rispettivamente preposti; in particolare, loro incombe l'obbligo di promuovere la formazione di consorzi allo scopo di coordinare le iniziative nel modo più utile ed efficace ai fini del mantenimento e funzionamento delle Università e Istituti. Art Ai Consorzi universitari è riconosciuta personalità giuridica. Ciascun Consorzio è costituito con la convenzione che determina i rapporti fra gli Enti e i privati partecipanti al Consorzio stesso, ed ha uno statuto che ne regola l'ordinamento e il funzionamento. La convenzione e lo statuto sono approvati con decreto Reale emanato su proposta del Ministro dell'educazione nazionale, udito il Consiglio di Stato, e sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale del Regno. Sezione II - Personale. Capo I - Professori ufficiali. 1 - Norme generali e posti di ruolo. Art L'insegnamento ufficiale è impartito da professori di ruolo e da professori incaricati. I professori delle Università e degli Istituti di cui alle tabelle A e B sono professori di Stato; la condizione giuridica dei professori delle Università e Istituti di cui alla tabella A. Art Per le Università e gli Istituti superiori di cui alla tabella A, e per gli Istituti superiori di scienze economiche e commerciali, i ruoli organici dei posti di professore delle singole Facoltà e Scuole sono determinati dall'annessa tabella D. In aggiunta ai posti di ruolo assegnati alle singole Facoltà o Scuole di ciascuna Università o Istituto superiore, a' termini della tabella D, è consentito istituire con decreto Reale altri posti, anche in relazione a determinati insegnamenti, sempre che i relativi mezzi siano forniti da Enti o da privati mediante regolari convenzioni tra questi e le Università o gli Istituti superiori, da approvarsi con lo stesso decreto Reale. I professori titolari dei posti così istituiti hanno trattamento giuridico ed economico identico a quello degli altri professori titolari. Con decreto Reale, su conforme parere del Consiglio superiore dell'educazione nazionale, potranno apportarsi modificazioni al riparto dei posti tra i ruoli organici di cui al primo comma del presente articolo, in relazione alle norme contenute negli artt. 18 e 20, ed a18 mutamenti verificatisi nella situazione degli insegnamenti o degli studi. Per le Università e gli Istituti superiori di cui alla tabella A, le modificazioni potranno anche riguardare il riparto dei posti di ruolo fra più Università o Istituti; per gli Istituti superiori di scienze economiche e commerciali le modificazioni potranno invece essere effettuate solo nell'ambito di ciascun Istituto. Art Per le Università e gli Istituti di cui alla tabella B, esclusi gli Istituti superiori di scienze economiche e commerciali, i ruoli organici dei posti di professore per ciascuna Facoltà o Scuola sono determinati nella convenzione relativa al mantenimento dell'università o Istituto. Il numero dei posti deve essere tale da assicurare l'efficace funzionamento della Facoltà o Scuola medesima. Art Ai posti vacanti presso ciascuna Facoltà o Scuola si provvede con nuove nomine o con trasferimenti. Salvo il disposto del comma successivo, spetta alla Facoltà o Scuola di deliberare sul modo di provvedere stabilmente ai posti disponibili. Le relative deliberazioni debbono essere prese non oltre il 15 ottobre, quando trattisi di nuove nomine da farsi per concorso, non oltre il 15 novembre nei casi di trasferimento o di nomina a norma dell'art. 81. I posti stabiliti nel ruolo organico di ciascun Istituti superiore di scienze economiche e commerciali sono riservati agli insegnamenti di materie fondamentali. Gli insegnamenti complementari non possono essere coperti da professori di ruolo se non quando, con le norme dell'articolo 63, comma secondo, per dotazione speciale di Enti o di privati e senza aggravio per lo Stato, sia istituito un corrispondente posto nel ruolo organico dell'istituto. Art I posti di ruolo di professore, assegnati alle singole Facoltà e Scuole, sono disponibili, agli effetti dell'articolo precedente, dopo venti giorni dalla data del provvedimento in virtù del quale il titolare è trasferito altrove o cessa per qualsiasi causa dall'ufficio, ovvero venti giorni dopo il decesso del titolare. Art Quando un posto di ruolo sia vacante da oltre un biennio, il Ministro, uditi, per la designazione della cattedra da coprire, la Facoltà interessata e il Consiglio superiore della pubblica istruzione, bandisce il concorso entro il 30 aprile (1). (1) Così sostituito dalla L. 27 luglio 1949, n Capo I - Professori ufficiali. 2 - Concorsi e nomine. Art Salvo il disposto dell'art. 81, ove una Facoltà o una Scuola deliberino di provvedere con nuova nomina a un posto vacante, propongono al Ministro l'apertura del concorso....(1).19 Il concorso è aperto a tutti con bando che viene pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Regno e nel Bollettino Ufficiale del Ministero dell'educazione nazionale almeno 2 mesi prima della scadenza. Il concorso è per titoli: tuttavia la Commissione giudicatrice può richiedere ai concorrenti una prova dell'attitudine didattica, e, occorrendo, anche una prova pratica. Quando le deliberazioni delle Facoltà o Scuole riguardino nuove nomine da farsi per concorso, esse devono essere approvate dal Consiglio superiore dell'educazione nazionale. (1) Comma abrogato dall'art. 4 del D.Lvo Lgt. 5 aprile 1945, n Art I concorsi proposti dalle Facoltà e Scuole interessate, ai sensi dell'art. 65, nel periodo dal 16 ottobre al 15 ottobre dell'anno successivo, possono essere banditi fino a tutto il successivo mese di aprile. Le nomine conseguenti hanno decorrenza non anteriore al I dicembre. Superato questo termine, le nomine avranno effetto entro il corrispondente periodo dell'anno successivo. Art La commissione giudicatrice è composta di cinque membri. La Facoltà o la Scuola, che ha richiesto il concorso, designa tre professori o cultori della materia messa a concorso. Le Facoltà e le Scuole, cui normalmente appartiene la materia messa a concorso (esclusa la Facoltà o la Scuola che ha chiesto il concorso) designano collegialmente sei professori di ruolo che siano o siano stati titolari della materia. Solo in mancanza di detti professori potranno essere designati cultori della materia. Agli effetti di cui al comma precedente le Facoltà di scienze politiche e di scienze economiche e commerciali sono considerate come Facoltà di giurisprudenza, le Facoltà di medicina veterinaria come Facoltà di medicina e chirurgia, le Facoltà di architettura come Facoltà di ingegneria, e le Facoltà di agraria come Facoltà di scienze matematiche, fisiche e naturali. Il Consiglio superiore dell'educazione nazionale designa sei professori di ruolo o cultori della materia messa a concorso. Il Ministro nomina la Commissione, scegliendo un commissario nel primo gruppo di designazioni, due nel secondo gruppo e due nel terzo. I professori di ruolo, che intendono prender parte ad un concorso, non possono partecipare alle designazioni per la costituzione della Commissione giudicatrice, e, se vi partecipano, sono esclusi dal concorso. I professori o cultori, che fanno parte della prima sezione del Consiglio superiore, non possono essere compresi nelle designazioni. Art Le modalità per le designazioni da farsi dalle Facoltà e dalle Scuole sono fissate con ordinanza ministeriale.20 Lo spoglio delle proposte delle Facoltà e delle Scuole è fatto dal Presidente della prima sezione del Consiglio superiore dell'educazione nazionale. Capo I - Professori ufficiali. 2 - Concorsi e nomine. Art Quando trattisi di provvedere a posti di ruolo di Scuole speciali, il Ministro, su proposta del Comitato esecutivo della prima sezione del Consiglio superiore dell'educazione nazionale, indica da quali Facoltà o Scuole debbano essere fatte le designazioni di cui agli articoli precedenti. Con ordinanza Ministeriale è stabilito, udito il Comitato esecutivo predetto, in quali casi i componenti di Scuole speciali debbano partecipare alle designazioni per i concorsi di altre Facoltà o Scuole. Il Ministro, su proposta del Comitato stesso, può chiamare a prendere parte alle designazioni di speciali concorsi anche professori di Facoltà o Scuole alle quali non appartenga il posto messo a concorso. In tal caso i detti professori procedono alle designazioni insieme con le Facoltà o Scuole a cui appartiene il posto. Art "Le Commissioni giudicatrici dei concorsi si riuniscono in Roma"(1). La Commissione, con motivata relazione, propone al più tre candidati che essa ritenga degni di coprire il posto messo a concorso, graduandoli in ordine di merito, e non mai alla pari. La relazione deve essere integralmente pubblicata nel Bollettino Ufficiale del Ministero dell'educazione nazionale. Il Ministro, sentito il parere del Consiglio superiore dell'educazione nazionale, sulla regolarità degli atti, decide della loro approvazione. Dopo di che comunica alla Facoltà o alla Scuola interessata i nomi dei candidati proposti dalla Commissione. La Facoltà o la Scuola con il voto della maggioranza assoluta dei professori di ruolo presenti alla seduta designa al Ministro per la nomina uno dei candidati proposti dalla Commissione. E il Ministro, constatata la regolarità della procedura, dà corso, con suo decreto, alla nomina stessa, se il designato sia il primo della graduatoria, quando trattisi di provvedere a posti di Regie Università o di Regi Istituti superiori. Qualora la designazione della Facoltà o della Scuola cada sul secondo o sul terzo della graduatoria proposta dalla Commissione giudicatrice, la nomina non può essere approvata ed effettuata se non quando chi preceda nella graduatoria stessa rifiuti la nomina o la consegua presso altra Facoltà o Scuola o altro Istituto, ovvero quando egli sia già professore di ruolo di un Istituto di grado universitario. (1) Comma abrogato dall'art. 6, D.P.R. 9 maggio 1994, n Art Le spese per le Commissioni giudicatrici, quando trattisi di concorsi a posti di Università o Vedere altro
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