Source: https://olivierkarrer.wordpress.com/category/italian/
Timestamp: 2018-01-22 19:49:07+00:00
Document Index: 79258027

Matched Legal Cases: ['art. 1712', 'art. 55', 'art. 1713', 'art. 1', 'art. 1715', 'art. 1712', 'art. 1', 'art.1712', 'art.1', 'art.1', 'art. 1567', 'art.1713', 'art.1', 'art. 235', 'art. 1717', '§1', '§1', '§2', 'art. 1715', '§4', '§1', 'art. 12', 'art. 1697', 'art. 1613', 'art. 59', 'art 240', 'art. 323', 'art. 1697', '§1713', '§1', 'art1716', '§1', 'art. 826', 'in fine', 'art. 133', 'art. 146']

italian | Olivier Karrer
« BEISTANDSCHAFT»
finalizzata a far dichiarare il provvedimento amministrativo della
“Beistandschaft dello JUGENDAMT”
misura discriminatoria e arbitraria, causa di conflitto parentale,
incompatibile con i principi di una giustizia imparziale,
a sospendere la fiducia reciproca necessaria al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni giuridiche di diritto familiare tedesco oggetto di una Beistandschaft, in particolare quelle applicabili nell’ambito del Regolamento 4/2009,
a chiedere la traduzione avanti la Corte Europea di Giustizia del Governo Federale e dei Governi dei Länder per violazione intenzionale dei regolamenti europei e delle convenzioni internazionali e truffa aggravata a danno della comunità internazionale
a chiedere alla Repubblica Federale di Germania il rimborso in favore degli Stati coinvolti di tutti gli alimenti percepiti in modo fraudolento a mezzo della Beistandschaft dello Jugendamt e di reclamarne le indennità
Rue Wirtz 60
B 1047 Bruxelles
Egregio signor Presidente della Commissione petizioni,
con questa petizione denominata “Petizione Beistandschaft” (si pronuncia: Bye – Stan – Ciaft), chiediamo al Parlamento Europeo, in considerazione degli elementi che seguono, di voler constatare che il provvedimento di “Beistandschaft dello Jugendamt” è una misura arbitraria e discriminatoria nei confronti del genitore non-tedesco o non-residente in Germania, separato da un cittadino tedesco e che di conseguenza ogni procedimento e ogni decisione giuridica toccata da questa misura è discriminatoria e viola i principi di una giustizia libera e imparziale in Europa.
– che il provvedimento di “Beistandschaft” dello Jugendamt è una misura puramente amministrativa (art. 1712 e segg. BGB – codice civile tedesco, art. 55 SGB codice sociale tedesco, libro VIII);
– che è concessa in modo assolutamente arbitrario e unilaterale dal dipartimento Beistandschaft dello Jugendamt[1], in favore del genitore che trattiene fisicamente[2] il minore nella giurisdizione tedesca, di solito il genitore tedesco nelle coppie binazionali, indipendentemente decisioni giuridiche nel merito che seguiranno solo più tardi, quando questo provvedimento avrà creato dei fatti compiuti (art. 1713, 1.2 BGB, art. 1, 2 UhVorschG, già UVG – Legge sulla concessione di anticipi sugli alimenti);
– che non esiste nessuna possibilità di RICORSO effettivo contro questa misura per il genitore non-beneficiario, di regola il genitore straniero o che non risiede in Germania (art. 1715, 1 BGB);
– che attraverso questa misura lo Jugendamt si appropria dei diritti genitoriali del genitore tedesco o che risiede nella giurisdizione tedesca, che delega poi al Bundesland per far valere, in qualità di Stato in nome del minore, i diritti del minore e così facendo diviene Beistand, cioè contemporaneamente genitore e avvocato di Stato e contro il genitore non-tedesco o che non risiede nella giurisdizione tedesca (Art. 7, 1 UhVorschG);
– che questa misura mette di fatto il minore sotto tutela amministrativa del Bundesland nel quale si trova e mette il genitore tedesco, o quello che trattiene il minore nella giurisdizione tedesca, sotto curatela amministrativa dello Jugendamt per gli aspetti relativi al riconoscimento di paternità e agli obblighi di alimenti;
– che la prima disposizione di questa misura abilita lo Stato tedesco a costringere lamadre non sposata a far riconoscere la paternità di suo figlio sulla base di un “volontariato obbligatorio”, con il fine di imporre la seconda disposizione di questa misura (art. 1712, 1 BGB e art. 1, 3 UhVorschG);
– che la seconda disposizione di questa misura abilita lo Stato tedesco a costringere il genitore tedesco, o che risiede nella giurisdizione tedesca, a costituire undebito di alimenti contro il genitore non-tedesco o che risiede all’estero e portarla acredito del Bundesland, in cambio della concessione di anticipi sugli alimenti e poi ad utilizzare detto genitore come schermo per far valere questo credito statale contro il genitore straniero o che risiede all’estero (art.1712, 2 BGB e art.1, 3 UhVorschG);
– che la concessione di questa misura interviene nel caso di coppie sposate, ancora prima di una decisione nel merito relativa alla potestà genitoriale, all’affido e al diritto di visita, in ragione di una decisione provvisoria unilaterale e segreta resa in favore del genitore tedesco o del genitore che trattiene fisicamente il minore nella giurisdizione tedesca; decisione poi contradditorizzata per la forma dal tribunale, in occasione della prima udienza convocata proprio per questo e durante la quale lo Jugendamt – che nell’ambito della Beistandschaft si è accaparrato i diritti sul minore – si costituisce lui stesso terza parte in causa per raccomandare al giudice di trattenere il minore presso il genitore beneficiario di detta misura; il giudice si serve di questa raccomandazione per motivare la sua decisione a protezione degli interessi tedeschi;
– che la concessione di questa misura interviene nel caso di coppie non sposate, ancora prima che venga adito il tribunale familiare, in assenza di una qualsivoglia decisione giuridica relativa all’affido o al diritto di visita;
– che la concessione di questa misura interviene indipendentemente da una qualsivoglia decisione giuridica relativa all’affido, o al diritto di visita emessa da una giurisdizione terza;
– che questa misura viene concessa sulla base della domiciliazione amministrativa del minore nel registro dei residenti del luogo in cui si trova il minore (Melderegister), iscrizione effettuata a favore del genitore che trattiene fisicamente il minore nella giurisdizione tedesca, all’insaputa del genitore non-tedesco e/o che non risiede in Germania, e senza che quest’ultimo ne venga informato; tutto ciò anche se i genitori sono sposati;
– che questa misura impone di fatto il regime di separazione dei genitori (art.1, 3 UhVorschG in comb con l’art. 1567 del BGB);
– che questa misura impone l’affido e la collocazione fisica del minore presso il genitore beneficiario di detta misura (art.1713 BGB, art.1 UhVorschG);
– che questa misura impone di fatto il trattenimento del minore in Germaniaed esclude ogni tipo di visita al di fuori della giurisdizione tedesca;
– che questa misura impone di fatto l’esclusione del genitore non-tedesco, o che non risiede nella giurisdizione tedesca, da un contatto effettivo e libero con suo figlio (principio della presunzione di colpevolezza del diritto tedesco, art. 235cpt) ;
– che questa misura crea la situazione conflittuale perseguita dalle amministrazioni tedesche per assicurarsi il controllo politico sul minore, anche tra genitori che non sono necessariamente in litigio sulla gestione dell’affido e delle visite ai figli;
– che questa misura revoca di fatto l’esercizio della “cura genitoriale congiunta” (gemeinsame elterliche Sorge, generalmente gemeinsame Sorge, termine che non corrisponde né alla potestà genitoriale, né all’affido) al padre che ha riconosciuto la paternità (Vaterschaftsanerkennung) ed al quale spetta in ragione della “dichiarazione di esercizio della potestà genitoriale congiunta” (Sorgeerklärung) che la coppia non-sposata ha ratificato avanti l’addetto dello Jugendamt preposto agli atti;
– che questa misura ignora il riconoscimento di paternità sottoscritto all’estero del padre non-sposato;
– che questa misura designa d’ufficio il genitore tedesco o residente in Germania quale genitore affidatario e collocatario, a discapito dell’altro genitore al quale non riconosce nessun diritto parentale, facendo di lui il debitore di un debito a favore del Bundesland, prima ancora di ogni discussione giuridica e decisone nel merito);
– che tale misura può essere richiesta solo dal genitore che risiede nella giurisdizione tedesca o che vi torna stabilmente, l’altro genitore non può farlo, anche se detiene gli stessi diritti genitoriali sulla base del diritto nazionale o di una decisione giuridica (BGB art. 1717);
– che questa misura è attuata dallo Jugendamt al ricevimento di una semplice dichiarazione scritta di una qualsiasi altra filiale dello Jugendamt. Non ha qualità giuridica;
– che questa misura viene accordata a condizione che il genitore richiedente:
— fine pagina 1 —
1. risieda in Germania (Art1 §1, n°2 UhVorschG)
2. trattenga il minore sotto la sua “protezione”
3. viva stabilmente in regime di separazione (Art1 §1, n°2 et §2 UhVorschG)
4. non riceva alimenti dal genitore non-tedesco o che risiede all’estero (Art. 9, 1 del UhVorschG);
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– che questa misura viene di fatto imposta dallo Jugendamt, dall’avvocato, dal giudice al genitore tedesco o che risiede in Germania; l’attuazione di questa misura è infatti presupposto per ottenere determinati sussidi sociali, per esempio il gratuito patrocinio o gli assegni familiari;
– che questa misura viene imposta con la finalità inconfessata di massimizzare il numero e l’importo dei crediti che lo Stato tedesco può far valere in modo fraudolentoanni dopo, attraverso l’incasso effettuato utilizzando le amministrazioni straniere (Art.7, 3 UhVorschG);
– che questa misura può essere sospesa soltanto su richiesta del beneficiario, cioè colui che non ha nessun interesse a farlo e che, se lo facesse, perderebbe il sostegno unilaterale che gli accorda lo Jugendamt in qualità di avvocato di Stato o si ritroverebbe lui stesso minacciato della perdita dei suoi diritti genitoriali perché non “collabora” con lo Jugendamt (art. 1715 BGB);
– che i costi e le spese dei procedimenti giuridici intrapresi nell’ambito di questo provvedimenti sono integralmente a carico dello Stato tedesco che li reclama poi al genitore debitore (Art7 §4 ultima frase UhVorschG);
– che questa misura esige dal genitore beneficiario una collaborazione attiva con lo Jugendamt contro il genitore straniero o che risiede all’estero, basata sulla delazione dello straniero in favore degli interessi tedeschi; il genitore beneficiario deve fornire allo Jugendamt tutte le informazioni necessarie a stabilire la paternità del bambino e/o l’incasso degli alimenti (Art7, 3 UhVorschG);
– che questa misura permette di far valere degli alimenti nell’ambito della concessione di anticipi sugli alimenti, ancora prima di stabilire il riconoscimento di paternità (Art1712 BGB combinato con Art1600d BGB, Art 237 FamFG[3]);
– che questa misura permette allo Jugendamt di stabilire unilateralmentel’importo degli anticipi sugli alimenti di cui il genitore non-tedesco o che non risiede in Germania è debitore al tesoro del Bundesland nel quale si trova il minore,indipendentemente dal reddito, dal tenore di vita, dalla nuova situazione familiare e soprattutto indipendentemente da ogni decisione giuridica e dalla volontà dei genitori o di eventuali accordi tra essi (Art. 9, 1 UhVorschG);
– che nell’ambito di questa misura, l’invio di un avviso dello Jugendamt (Bescheid) redatto in un tedesco volontariamente incomprensibile per qualsiasi straniero (persino per i traduttori giurati), mancante della traduzione nella lingua del paese destinatario, mancante della menzione delle vie di ricorso né nel paese destinatario né in Germania, spedito per posta ordinaria, senza avviso, senza notifica ufficiale, è sufficiente a fare del destinatario un debitore nei confronti del Bundesland (che anticipa arbitrariamente gli alimenti al minore) per un periodo di 6 anni (Art. 7, 2 n. 2 UhVorschG);
– che nell’ambito di questa misura, il Bundesland e il Bund (la federazione dei 16 Bundesländer rappresentati dal Governo Federale a Berlino) che è coinvolto per un terzo degli importi versati a titolo di anticipi sugli alimenti, si fanno rappresentare per far valere il rimborso degli alimenti a nome del minore dal dipartimento Unterhaltvorschusskasse (cassa anticipi su alimenti) dello Jugendamt (Art8 §1 UhVorschG);
– che nell’ambito di questa misura, l’invio di tale avviso proveniente da una entità amministrativa tedesca, senza informazione alle autorità del paese nel quale risiede il genitore destinatario, è un attacco alla sovranità amministrativa di detto Stato;
– che l’invio di un tale avviso ha come finalità premeditata e calcolata quella di spingere il genitore destinatario a eleggere domicilio giuridico in Germania, prima ancora dell’inizio di procedimenti giuridici, a fargli riconoscere in questo modo la competenza della giurisdizione tedesca e le sentenze che pronuncerà, e a fargli perdere in questo modo i diritti che gli garantisce invece la sua propria Costituzione (e la Comunità internazionale), in particolare il diritto a una difesa effettiva. Dare mandato a un avvocato tedesco è infatti assolutamente inutile visto che non esistono vie di ricorso giuridico contro la misura della Beistandschaft e che l’avvocato tedesco, per via del suo giuramento, difende gli interessi (costituzionali) tedeschi e non i diritti del suo cliente straniero (art. 12° BRAO – codice deontologico degli avvocati tedeschi) ed è soggetto, come tutte le persone delegate agli affari familiari, al principio del Kindeswohl tedesco, in altre parole al mantenimento “del benessere della comunità dei tedeschi ATTRAVERSO il minore” (art. 1697a BGB);
– che l’invio di tale avviso ha come effetto perverso ma calcolato di spingere l’avvocato straniero a consigliare al suo cliente di dare mandato ad un avvocato in Germania, proprio perché non capisce né il significato né la portata di questa misura e ancora meno la finalità della giustizia familiare tedesca, e ignora che in questo modotradisce involontariamente il suo cliente;
– che questa misura permette allo Stato tedesco di accaparrarsi con l’inganno la competenza giurisdizionale e creare così le condizioni per trattenere il minore in Germania e servizi di lui come oggetto del ricatto per appropriarsi del patrimonio dello straniero (Kindeswohlprinzip);
– che questa misura permette allo Jugendamt di costituire un debito a carico del genitore non-tedesco o che non risiede in Germania a favore del Bundesland, a incrementarlo mensilmente, a ottenere a posteriori (vari mesi dopo averne dato inizio), la sua legalizzazione tramite il giudice familiare, nell’ambito di un procedimento giuridico di pura forma (Unterhaltsverfahren) nel quale lo Jugendamt utilizza il genitore tedesco (messo di fatto sotto la sua curatela) come prestanome (i costi processuali sono rimborsati e l’avvocato tedesco lavora in maniera autonoma) per ottenere una decisione giuridica contro il genitore non-tedesco o che non risiede in Germania, decisione contro la quale quest’ultimo non può più opporsi con mezzi legali in quanto questo procedimento avviene nel momento in cui Jugendamt e giudice hanno ormai creato una situazione di fatto e trasferito il diritto di decidere il luogo di soggiorno del minore (Aufenthaltsbestimmungsrecht) al genitore tedesco, che risiede in Germania o allo Jugendamt, decisione che giustifica a posteriori il trattenimento fisico del minore presso il genitore tedesco o residente in Germania così come imposto dalla Beistandschaft e che di conseguenza giustifica a posteriori anche il debito creato in anticipo nell’ambito di questa misura;
– che questa misura permette allo Stato tedesco (rappresentato dal suo Bundesland) di far valere, in quanto Stato, l’incasso di un debito costituito in qualità di Stato ma a nome del minore, servendosi del genitore tedesco o che vive in Germania come strumento per incassare. A questo fine, Bundesland e Jugendamt (che si sono appropriati dei diritti sul minore) restituiscono al genitore tedesco, cooperandomutualmente con il giudice familiare tedesco (che accorda il gratuito patrocinio) e con l’avvocato del genitore tedesco (remunerato con il gratuito patrocinio) i diritti genitoriali di cui si sono appropriati con l’introduzione della Beistandschaft, per condurre,servendosi del genitore tedesco, un procedimento giuridico avanti il giudicefamiliare per ottenere un titolo esecutivo e far valere contro il genitore straniero un credito non impugnabile che il genitore tedesco o residente in Germania (più esattamente il suo avvocato) ha poi l’obbligo di cedere nuovamente al Bundesland (Art. 7, 4 UhVorschG, art. 1613 BGB);
– che questa misura abilita lo Jugendamt, in qualità di curatore di fatto del genitore tedesco e di tutore di fatto del minore, di terza parte in causa e di genitore di Stato nel procedimento giuridico e inoltre di notaio, a obbligare il genitore non-tedesco a riconoscere un debito futuro (facendo leva su un ipotetico diritto di visita con suo figlio) sulla base di introiti fittizi e contemporaneamente a far avere al genitore tedesco, o che risiede in Germania, un titolo (vollstreckbare Ausfertigung der Jugendamtsurkunde) che gli permette in qualsiasi momento una confisca dello stipendio o il blocco del conto in banca del genitore non-tedesco senza dover ricorrere ad un tribunale, e gli permette anche di beneficiare gratuitamente dei servizi d’incasso dello Jugendamt che identifica il domicilio e il datore di lavoro del genitore debitore, obbliga il datore di lavoro a comunicare i redditi del genitore debitore, da mandato ad ufficiale giudiziario in favore del genitore tedesco, alla sola condizione (vollstreckbare Ausfertigung der Jugendamtsurkunde – Copia esecutiva dell’atto dello Jugendamt) che la persona dello Jugendamt che emette il titolo d’incasso non sia la stessa che si è costituita “Beistand”, cioè curatore del genitore tedesco e tutore del minore nell’implementare la Beistandschaft (art. 59 SGB VIII – codice sociale tedesco, libro VIII)
– che questa misura permette allo Jugendamt di costringere con l’inganno e la perfidia il genitore non-tedesco a riconoscere un debito verso il bambino (i cui diritti sono nelle mani dello Jugendamt e sul quale non può esercitare i suoi diritti genitoriali)valido 30 anni, se non è prevista altra durata e include gli arretrati degli alimenti (Unterhaltrückstand – Artt.197 e198 BGB). Il genitore che – giustamente – si rifiuta di firmare sulla base del volontariato obbligatorio il documento che gli presenta lo Jugendamt (Verpflichtungsurkunde), documento che stabilisce il suo debito futuroindipendentemente dalle decisioni giuridiche e dei suoi redditi futuri, diviene oggetto di una querela per sospetto (Feststellungs- und Besorgnisklage Art. 256, Art. 259 ZPO – codice di procedura civile tedesco) perché il suo rifiuto di firmare giustifica iltimore (Besorgnis) di un futuro mancato pagamento, questa querela apre la strada ad una seconda querela per il pagamento degli alimenti (Unterhaltsklage), trattata dapprima con provvedimento unilaterale e segreto senza udienza (provvedimento urgente), nell’ambito della cooperazione tra lo Jugendamt (beneficiario del futuro credito), dell’avvocato del genitore tedesco (remunerato con il gratuito patrocinio) che utilizzano il genitore tedesco come prestanome per condurre un procedimento giuridico a spese e aprofitto dello Stato, per assicurarsi un debito che non è ancora costituito. Poiché il rifiuto del genitore straniero di riconoscere questo debito anticipato che lo Jugendamt gli impone è definito come mancanza di cooperazione con quest’ultimo, costi e spese gli verranno addebitati, anche se riconoscerà poi il suo debito nel corso del procedimento giuridico. Qualsiasi cosa faccia, il genitore debitore non sfugge a questi metodi di diritto dittatoriale, soprattutto perché questo procedimento avviene anche se questo genitorepaga regolarmente gli alimenti direttamente al genitore tedesco (Bundesgerichtshof, Cassazione tedesca, Sentenza del 01.07.1998 – XII ZR 271/97: “Der Unterhaltsgläubiger hat grundsätzlich auch dann ein Rechtsschutzinteresse an – voller – Titulierung seines Unterhaltsanspruches, wenn der Schuldner den Unterhalt bisher regelmässig und rechtzeitig gezahlt hat“[4]). Gli aspetti di questo provvedimento costituiscono uno dei numerosi motivi di conflitto genitoriale dissimulato dallo Jugendamt per appropriarsi del controllo politico sui minori;
– che nell’ambito di questo provvedimento, il riconoscimento del debito effettuato sotto la pressione dello Jugendamt (Verpflichtungsurkunde des Jugendamtes), sotto la minaccia del volontariato obbligatorio non ha la forza giuridica di un atto del tribunale[5], con la inconfessata finalità di impedire un riaggiustamento dell’importo o della durata nell’ambito di un procedimento non contenzioso (art 240 FamFG), autorizzandolo invece solo nell’ambito di una lunga e costosa azione di modifica della decisione (Abaenderungsklage – Art. 239 FamFG) che esige un motivo importante (art. 323, 2 e 3 ZPO – codice di procedura civile tedesca) e l’estinzione preventiva del patrimonio del genitore debitore. In altri termini questo riconoscimento di debito del genitore non-tedesco, che lo Jugendamt trasforma in titolo esecutivo in favore del genitore tedesco, è praticamente inattaccabile;
– che nell’ambito di una azione di modifica di questa decisione (Abaenderungsklage) le parti presenti alla firma devono essere le stesse, tranne che in caso di delega dei diritti;
– che il settore “Vorschusskasse” dello Jugendamt si nasconde dietro alla definizione ingannevole di “sozialer Traeger”;
– cha la richiesta di Beistandschaft si basa sull’accordo del genitore tedesco o che risiede in Germania (che esercita in questo modo tutti i poteri e soprattutto quello di far parlare l’altro genitore che vorrebbe solo rivedere suo figlio), lui stesso utilizzato dallo Jugendamt (cioè messo sotto curatela) a questo fine;
– che questa misura genera in anticipo un credito non impugnabile, basato sul semplice fatto che il genitore straniero non ha nessun mezzo per contestarlo, né il fatto che siano stati concessi arbitrariamente degli anticipi sugli alimenti, né l’importo mensile stabilito arbitrariamente dallo Jugendamt;
– che questa misura permette alle autorità tedesche di abusare dei regolamenti europei per esigere dalle autorità straniere l’esecuzione di una decisione amministrativa tedesca, inapplicabile in quanto tale negli altri paesi, ma legalizzata (per il diritto tedesco) a questo fine;
– che questa misura permette alle autorità tedesche di abusare dei regolamenti europei per far procedere, in modo calcolato e premeditato all’incasso coatto (confisca dello stipendio, del patrimonio), ad opera delle autorità straniere, di un credito contro il quale il loro concittadino non dispone di riscorso effettivo in Germania e ancora meno nel proprio paese, poiché l’organo incaricato dell’esecuzione (ufficiale giudiziario o giudice dell’esecuzione) non è in grado di verificare e comprendere la natura amministrativa, arbitraria, iniqua e xenofoba di questa decisione pseudo-giuridica tedesca e ancora meno è abilitato a contestarla;
– che questa misura permette l’incasso forzato nel momento in cui i procedimenti di diritto familiare tedesco finalizzati a mettere l’esercizio effettivo dei diritti genitoriali del genitore straniero sotto il controllo del genitore tedesco (o più esattamente sotto il controllo dello Jugendamt che utilizza per questo il genitore tedesco) si sono esauriti e il genitore non-tedesco o che risiede all’estero non ha più vie di ricorso;
– che questa misura permette di nascondere ai Governi stranieri e alla Commissione europea, con calcolo e premeditazione, che il beneficiario del creditonon è il ricorrente, cioè il genitore tedesco o residente in Germania, ma il Bundesland, in pratica lo Stato tedesco;
– che questa misura permette alle autorità tedesche di implementare gli effetti coercitivi del titolo esecutivo (pignoramento del salario) in modo perenne, cioè oltre la durata dell’applicazione del provvedimento della Beistandschaft (6 anni) che lo ha introdotto sulla base di una decisione amministrativa arbitraria e permette di esigere in questo modo, non più il rimborso degli anticipi sugli alimenti concessi in modo arbitrario nell’ambito della Beistandschaft, ma di esigere dal genitore non-tedesco o che risiede all’estero il pagamento degli alimenti (Kindesunterhalt) calcolati arbitrariamente dallo Jugendamt sulla base della tabella di Düsseldorf (Düsseldorfer Tabelle), cioè indipendentemente dal suo reddito, dal tenore di vita, della nuova situazione familiare del genitore che risiede all’estero, ma anche indipendentemente dai redditi del genitore tedesco o che risiede in Germania; una della finalità della Beistandschaft è infatti quella di massimizzare il prelievo delle ricchezze all’estero in favore della comunità dei Tedeschi, utilizzando il diritto dei Tedeschi, conformemente al principio delKindeswohl tedesco;
– che questa misura permette alle autorità tedesche di far valere un credito il cui importo definitivo rimane aperto, con mezzi fraudolenti, aggirando in modocalcolato e premeditato i regolamenti europei (o le decisioni straniere), grazie alla costrizione che deriva dal titolo esecutivo (europeo);
– che nell’ambito di questa misura i documenti trasmessi alle autorità straniere sonoesonerati dall’essere in traduzione giurata;
– che la ricerca e il riconoscimento di paternità è finanziato dallo stato tedesco a favore del beneficiario del provvedimento che retrocede i suoi diritti al Bundesland;
– che generalmente questa misura non viene proposta al genitore non-tedesco della coppia che risiede abitualmente in Germania per evitare la fuga di capitali all’estero;
– che questa misura permette di sottrarre i diritti genitoriali al genitore affetto da malattia di lunga durata o da una disabilità, anche se la malattia o la disabilità non compromettono le sue capacità educative. Questo avviene soprattutto a discapito del genitore non-tedesco (art1 del UhVorschG – già UVG, Legge sulla concessione di anticipi sugli alimenti).
che lo JUGENDAMT, amministrazione opaca, è incaricato delle cause familiari in Germania;
che il personale dello JUGENDAMT, entità politica locale, non presta nessun tipo di giuramento (non è cioè tenuto a rispettare nessun codice deontologico);
che il Governo Federale, garante del rispetto dei trattati e delle convenzioni ratificate a livello internazionale, dichiara di non avere nessun potere amministrativo o giuridico sull’entità “JUGENDAMT”;
che lo JUGENDAMT che decreta la BEISTANDSCHAFT è la terza parte in causa (genitore di Stato) in tutte le udienze e le cause dei tribunali familiari tedeschi;
che lo JUGENDAMT difende la relazione bambino-Stato a discapito della relazione bambino-genitore (art. 1697 – BGB, codice civile tedesco);
che questa misura riguarda tutti i genitori non-tedeschi separati da un cittadino tedesco, indipendentemente dalla loro nazionalità, dal fatto che siano padri o madri e indipendentemente dal fatto che risiedano in Germania o altrove;
che questa misura amministrativa costituisce una intrusione nella sovranità amministrativa degli altri Stati dell’Unione poiché nessuna amministrazione dello Stato di residenza del genitore non-tedesco viene informata dell’attuazione di tale misura;
che lo JUGENDAMT si costituisce, tramite questa misura amministrativa arbitraria (BEISTANDSCHAFT), su richiesta del genitore tedesco, curatore di detto genitore per appropriarsi dei diritti sul minore e farli poi valere contro il genitore non-tedesco o che non risiede in Germania, a favore del genitore tedesco;
che l’UE ha creato enormi disparità tra i genitori tedeschi e quelli non-tedeschi, uniformando i procedimenti per l’incasso, senza prima uniformare la maniera in cui viene costituito il debito alimentare e le parti in causa;
che la Beistandschaft è uno strumento di politica economica e sociale;
che è strumento di delazione;
che questa misura della BEISTANDSCHAFT dello Jugendamt è unica nel suo genere e non può essere tradotta in nessuna altra lingua (così come “cappuccino” o “sushi”);
che questa misura fissa di fatto la residenza abituale del minore in Germania in modo arbitrario e per via amministrativa (BGB §1713 e UVG -UhVorschG§1);
che crea le condizioni per sospendere definitivamente l’esercizio dei diritti genitoriali del genitore contro il quale essa viene applicata, di solito il genitore non-tedesco, in caso di coppie miste (art1716 §1 BGB);
che il procedimento di BEISTANDSCHAFT viola una decisione di giustizia familiare francese (violazione del regolamento comunitario Bruxelles II bis);
che il procedimento di BEISTANDSCHAFT è contrario persino a decisioni del tribunale familiare tedescon;
che la richiesta di BEISTANDSCHAFT del genitore tedesco permette di fare del genitore non-tedesco o residente all’estero un debitore del Land senza motivo, in assenza e addirittura in violazione di decisioni giuridiche;
che permette di giustificare il trattenimento illecito di un minore in territorio tedesco per creare il fatto compiuto, usato poi per giustificare una ipotetica competenza giuridica tedesca;
che le richieste e le minacce incessanti prodotte nel corso di questo procedimento, in un tedesco molto tecnico e incomprensibile, costituiscono una vera persecuzione al fine di costringere il genitore non tedesco:
– a dare mandato a un avvocato in Germania
– a dichiarare il suo patrimonio e quello di tutta la sua famiglia
che questa misura amministrativa è incompatibile con i principi del Diritto familiare in Europa e pertanto
1. che la misura amministrativa della “Beistandschaft dello Jugendamt” sia dichiarata misura discriminatoria e arbitraria, origine di conflitto familiare, incompatibile con i principi di una giustizia imparziale;
2. che siano sospesi il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni giuridiche di diritto familiare tedesco oggetto di una misura di Beistandschaft, soprattutto quelle che sarebbero applicabili nell’ambito del RE 4/2009;
3. che questa sospensione rimanga effettiva per il tutto il tempo necessario alle giurisdizioni europee e alle istanze internazionali di verificare loro stesse, anche in base ai fatti, che lo JUGENDAMT non sia più incaricato di creare dei crediti e del loro incasso per conto dello Stato tedesco;
4. la traduzione del Governo Federale e dei Governi dei Laender avanti la Corte Europea di Giustizia per violazione intenzionale dei regolamenti europei e delle convenzioni internazionali e frode aggravata della comunità internazionale;
5. l’apertura di un’inchiesta finalizzata a valutare gli importi percepiti dalla Germania in nome della Beistandschaft e la richiesta alla Repubblica Federale di Germania del rimborso agli Stati coinvolti di tutti gli alimenti percepiti in modo fraudolento a mezzo della Beistandschaft dello Jugendamt e la richiesta degli indennizzi;
6. che le decisioni tedesche relative agli alimenti debbano essere solo giuridiche e che siano subordinate a un diritto di visita effettivo nel paese di residenza del genitore non-tedesco;
Questa petizione è firmata e presentata da :
[1] Lo Jugendamt è un‘enorme entità politico-giuridica (anche se i Tedeschi lo negano) a cui sono affidati moltissimi compiti, svolti da diversi dipartimenti. Tra i tre principali dipartimenti troviamo: Allgemeiner Sozialer Dienst (ASF) incaricato di indagini, informazioni sociali e la raccomandazione politica al giudice, il dipartimento Beistandschaft incaricato di applicare i provvedimenti di Beistandschaft e il dipartimento Jugendamtvorschusskasse incaricato di pagare gli anticipi al genitore beneficiario (per definizione il genitore tedesco) e di incassarli dal genitore debitore (per definizione quello straniero).
[3] Di fatto e secondo le pratiche tedesche, questo codice va inteso come Legge sui procedimenti non-contraddittori. In questa giurisdizione i tribunale si libera da ogni codice di procedura civile (ZPO) per sentenziare in base a poteri particolari che gli vengono attribuiti per servire innanzi tutto gli interessi tedeschi (Legge in vigore dal 1.09.2009).
[4] Traduzione : il creditore ha sempre interesse a far riconoscere per vie legali l’importo totale del credito alimentare che gli è dovuto (NdT : che gli sarà dovuto in futuro!) anche se il debitore ha pagato regolarmente gli alimenti fino a quel momento e nei termini dovuti.
[5] I titoli prodotti dallo Jugendamt non hanno forza giuridica materiale, ma solo formale (“Jugendamtsurkunden begründen als Vollstreckungstitel keine materielle Rechtskraft” fonte: www.juraforum.de/lexikon/rechtskraft) che può essere annullata solo nell’ambito di una richiesta di “restitutio in integrum” (Wiedereinsetzung in den vorigen Stand), di un ricorso per revisione (Wiederaufnahmeklage), di un ricorso un per annullamento dell’autorità della causa giudicata nei termini previsti dall’art. 826 BGB (Durchbrechung der Rechtskraft) o per ricorso di modifica della decisione (Abänderungsklage).
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This entry was posted in italian and tagged 73708/10, Bambini, Beistandschaft, Colombo, Germania, Marinella on 13/10/2016 by olivierkarrer.
I nostri governi non-tedeschi hanno ratificato regolamenti europei, senza conoscere né lo scopo reale (apertamente criminale), né gli strumenti reali (jugendamt, beistandschaft, verfahrenspflegschaft) della giurisdizione famigliare di un BUND (un’UNIONE) tedesco, che non si è costituto “Stato”, né ha ratificato un trattato di pace con i suoi ‘partner”. Si sono fidati.
Da allora le nostre amministrazioni applicano gentilmente, in modo ceco, gli ordini dello Jugendamt (si pronuncia: You-Ghèn-Tamt), ossia di un ente politico e amministrativo che sfrutta i tribunali tedeschi per ‘legalizzare’ decisioni politiche e nazionalistiche prese sottobanco e rese inattaccabili, che sfrutta le autorità straniere per legittimare e legalizzare tali decisioni, come anche le istituzioni europee sotto forte influenza delle lobbies tedesche (PE, CE, CEDU, ecc), e in fine che sfrutta la buona fede dei politici non-tedeschi, che si mostrano non soltanto INGENUI, ma che in primo grado mettono a rischio la libertà e i diritti del loro proprio paese, legittimando cosi la normativa economica del BUND tedesco – la legge FONDAMENTALE o ‘Grundgesetz’ – come legge SOVRA-COSTITUZIONALE, applicabile a tutti gli altri paesi del grande “BUND” tedesco, l’UNIONE Europea.
Quanti sono i magistrati, i giuristi o i politici non-tedeschi che potrebbero spiegare perché NON ESISTE NESSUN MODO DI FARE RICORSO contro le decisioni segrete rese nella giurisdizione dello Jugendamt (oggi direttamente eseguibili in Italia), né con strumenti legali, né con strumenti POLITICI (perché lo Jugendamt non dipende della responsabilità del BUND tedesco, cioè del governo di Berlino col quale i trattati sono stati ratificati, ma dei 16 stati tedeschi costituiti, i cosiddetti “Land’ o ‘Länder’), NE NELLA GIURISDIZIONE TEDESCA stessa, NE NELLE GIURISDIZIONI NON-TEDESCHE, NEANCHE di fronte alla CEDU o al Parlamento Europeo; quanti sono?
Noi, i pochi che sono stati perseguitati dal governo italiano per conto della Repubblica di Baviera, rappresentata all’estero dal BUND tedesco, sappiamo benissimo ciò che hanno ratificato i nostri politici (in particolare Franco Frattini in qualità di Commissario degli Affari di Giustizia a Bruxelles). Hanno sottoposto l’UE al controllo della Germania e, in materia famigliare, hanno ridotto i tribunali e le polizie non-tedesche a semplici organi di esecuzione dello Jugendamt.
I loro giuristi (non-tedeschi) – quelli della Commissione – non erano in grado di capire il doppio senso dei termini tedeschi, né di CONTROLLARE mediante i FATTI la funzione economica della giustizia tedesca. Non si sono accorti che la “Legge tedesca equa e non discriminatoria”che i Tedeschi hanno venduto loro, non poteva essere altro che un tessuto di MENZOGNE di legalità tedesca, quando dietro ogni tribunale si trova lo Jugendamt. Hanno ingenuamente creduto alle favole dei responsabili politici tedeschi, quando avrebbero dovuto VERIFICARE.
Ma questi politici, si sono dimenticati cosi velocemente della loro storia ? Non c’è in Italia uno che alcuni anni fa si era fidato in modo ceco della genialità delle favole tedesche? Non debbono rendere conto?
In questa vicenda molto preoccupante, quella della Dott.ssa Colombo, una vicenda che assomiglia a decine di migliaia di altre vicende simili che si svolgono ogni anno di nascosto, nel BUIO della giurisdizione dello Jugendamt, il peggio è tuttavia tutt’altro: E’ il fatto che la posizione presa dall’allora governo Monti, di collaborare con il Governo tedesco per imporre la criminalità istituzionale tedesca in Italia, sembra prolungarsi anche col Governo di Matteo Renzi. Non si capisce veramente il perché.
Infatti, nel frattempo dovrebbe essere diventato chiaro a tutti i politici italiani, che lo Jugendamt tedesco non ha altro scopo che di sfruttare in modo subdolo la Giustizia civile e penale tedesca ed europea (Eurojust, Europol), i regolamenti europei e l’ingenuità dei Governi non-tedeschi, per accaparrarsi i figli di tutti i non-tedeschi, trattenerli nel “territorio economico riunificato” (art. 133 della Grundgesetz – la Germania attuale con una sua sovranità ristretta alla sola gestione dei suoi affari economici) affinché la loro forza lavoro, quella dei loro genitori, le loro ricchezze, il loro patrimonio e infine la loro eredità rimangano per sempre lì.
In poche parole il suo ruolo è di sfruttare gli strumenti giuridici e giudiziari per rubare ‘deutsch-legal’ ai non-tedeschi non solo i figli e le ricchezze che essi producono e produrranno nel futuro, ma anche i diritti fondamentali e le LIBERTA’ di tutti coloro che non appartengono al VOLK (popolo) tedesco e si rifiutano di soccombere al suo odioso ricatto.
Non si tratta per nulla di EMOZIONI o di diritti umani o del fanciullo. Si tratta di SOLDI, di CENTINAIA di MILIARDI di Euro che la Germania intende incassare nell’abile sfruttamento del soggetto economico minorenne e dei trattati/regolamenti europei.
Lo Jugendamt è uno dei principali enti economici del territorio economico riunificato. E’ a capo delle risorse umane della società a responsabilità limitata ‘Deutschland GmbH’ (un’azienda di 80 milioni di dipendenti – meno 14 milioni di minori). La sua funzione reale è di massimizzare il giro d’affari (=PIL tedesco) attraverso il prodotto “bambino”, con l’aiuto del suo fornitore di servizi “Giustizia famigliare”.
Allo Jugendamt incombe la carica di tenere a disposizione una forza lavoro addestrata oggi e domani, di impedire che quella possa lasciare la sua economia, di reclutare giovani donne (grembi) e giovani uomini (soldi) all’estero che fisserà nella sua giurisdizione una volta diventati genitori (bambino), di sfruttare in ogni modo il bambino per estorcere il più possibile di soldi dallo straniero, che sia genitore o Stato non-tedesco.
In questo SISTEMA ‘germanopeo’ le autorità non-tedesche vengono degradate al rango di forze dell’esecuzione dello Jugendamt. PUNTO. Sono esse che vengono a prelevare nei loro paesi i figli dai propri cittadini (regolamento 2201/2003), i soldi del mantenimento (regolamento 4/2009) e l’eredità (regolamento 650/2012) per consegnarli allo Jugendamt. Debbono eseguire: le nostre Repubbliche sono legate dai trattati, ratificati dai politici che non conoscevano il vero piano di pace tedesca per l’Europa.
In quanto, noi cittadini dobbiamo pagare a prezzo caro la loro INGENUITA. Non ci difendono, peggio ci impediscono di difenderci. Forse per coprire la loro responsabilità.
Oggi, la vera domanda che si pone nella vicenda della Dottoressa Colombo è un’altra.
Visto che non esiste più alcun dubbio nelle fasce politiche europee (in particolare nel Parlamento Europeo) sul fatto che lo JUGENDAMT costituisce un problema molto GRAVE, un pericolo latente per l’UE, si deve adesso sapere come dovrebbero reagire i governi non-tedeschi di fronte a tale criminalità di legalità germanopea.
C’è la possibilità di smettere di credere alle favole di legalità tedesca e di nominare i veri esperti in materia – quelli che sono stati perseguitati dal governo Monti per conto dei Tedeschi – per aver il sapere necessario e affontare i Tedeschi con le loro bugie e i loro tradimenti allo spirito dell’Unione Europea.
Ciò presuppone che il Premier Matteo Renzi e i suoi Ministri della Giustizia e degli Affari Esteri intervengano per invitare la procura di Milano a cooperare nella lotta contro la criminalità tedesca, anziché di imporla in Italia, contro la loro propria Costituzione, in violazione grave dei diritti fondamentali NON-TEDESCHI. Invito tutti quanti che hanno un contatto con Palazzo Chigi o i Ministeri di trasmettere il mio appello.
Ma c’è anche la possibilità di continuare ad ascoltare le favole di legalità tedesca, di dimenticarsi della storia recente, di costruire un’Europa tedesca, la Repubblica Economica Germanopea (art. 146 della Grundgesetz), di mettere i propri tribunali famigliari e le proprie forze di polizia a disposizione dello Jugendamt in Italia, di lasciare mano libera alla procura di Milano di perseguitare la Dottoressa Colombo per conto dei Tedeschi, impendendole di lasciare il territorio italiano per esporre presso il Parlamento Europeo le numerose tecniche di dissimulazione dello Jugendamt, sconosciute ai giuristi non-tedeschi (come per esempio la Beistandschaft o la Verfahrenspflegschaft) e che si appresta adesso, dopo aver “rubato” illegalmente – in base alle bugie di legalità tedesca – due cittadini minori italiani (i suoi figli), a trasferire il suo patrimonio (il suo appartamento già pignorato) alla Germania.
Possiamo accettare questa giustizia tedesca in Italia, in Europa?
Questa sarebbe la vera vergogna.
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This entry was posted in italian and tagged Avvocato, Bambini, Germania, Giustizzia, Jugendamt, Marinella Colombo, Parlamento Europeo, PETI on 05/10/2016 by olivierkarrer.