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Timestamp: 2017-07-23 02:42:34+00:00
Document Index: 167397025

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'sentenza ', 'art. 21', 'sentenza ', 'art. 39', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 39', 'art. 36', 'sentenza ', 'art. 22']

aprile | 2015 | Francesco Colaci's BLOG
CASSAZIONE :INDENNITA’ RISARCITORIA SPETTA ANCHE PER SOMMINISTRAZIONE A TERMINE DICHIARATA IRREGOLARE
Nei termini di cui al titolo si e’ espressa la Suprema Corte con la sottostante decisione ,che ha accolto il ricorso del lavoratore con rinvio ,precisando che Corte d’appello di Messina farà applicazione del seguente principio di diritto: “L’indennità prevista dall’art. 32 legge n. 183/2010 trova applicazione ogni qual volta vi sia un contratto di lavoro a tempo determinato per il quale operi la conversione in contratto a tempo indeterminato e, dunque, anche in caso di condanna del datore di lavoro al risarcimento del danno subito dal lavoratore che abbia chiesto ed ottenuto dal giudice l’accertamento della nullità di un contratto di lavoro temporaneo convertito in un contratto a tempo indeterminato.”.
RINNOVATO CCNL SETTORE COMMERCIO
Il contratto del settore comercio è stato rinnovato risultando sottoscritto da Confcommercio e Fisascat Cisl, Filcams Cgil, Uiltucs, ovvero le sigle confederali di settore, e si applica a circa 3 milioni di lavoratori del terziario, commercio, distribuzione e servizi.
Le principali novita’ del rinnovo , in vigore dal primo aprile 2015 al 31 dicembre 2017 ,sono riportate in sintesi di seguito
Quanto al tempo determinato, recependo le novità contenute nel Jobs Act, è previsto che non si possa superare il 20% dei contratti aziendali, con regole diverse per le imprese più piccole:
Fra le altre novità, si segnala la flessibilità di orario: l’azienda può chiedere prestazioni fino a 44 ore settimanali (l’orario normale è di 40 ore), per 16 settimane all’anno, da recuperare nei successivi 12 mesi. Infine, per gli apprendisti, si possono effettuare nuove assunzioni in caso di stabilizzazione di almeno il 20% degli apprendisti assunti nei 36 mesi precedenti. Il numero massimo di apprendisti, nelle imprese sopra i 10 lavoratori, non può superare il rapporto di due terzi del totale della forza lavoro.
CASSAZIONE:SPETTA DATORE LAVORO LAVAGGIO INDUMENTI USATI DA DIPENDENTI SUL LAVORO
Si richiama la sottostante sentenza pr0vocata dal ricorso un gruppo di dipendenti da impresa che svolge attività insalubre di raccolta e smaltimento di rifiuti, di provvedere alla fornitura e manutenzione periodica ivi compreso il lavaggio dei dispositivi di protezione individuale e la conseguente nullità della previsione di cui all’art. 21 lett. c) del ccnl del 1995 che prevedeva l’obbligo a carico dei lavoratori del lavaggio seppure dietro il compenso di L 500 per ogni giorno di effettiva presenza al lavoro.
La Corte di Appello ha dato ragione ai lavoratori ,affermando che la disciplina legale non poteva essere derogata dalla normativa collettiva e da patti individuali e che l’impresa era stata inadempiente agli obblighi legali con conseguente obbligo di risarcire il danno ai lavoratori per i costi affrontati, l’attività ed il tempo impiegati.
Tale decisione risulta impugnata in Casszione dall’impresa,cui la Suprema Corte ha dato torto ,confermando la pronucia della Corted’Appello ,disponendo,peraltro ,la condanna alle spese del giudizio a carico della medesima
CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 28 aprile 2015, n. 8585 Pubblicato su Uncategorized | Leave a Comment »
COMUNICATO MLPS SENTENZA CORTE COSTITUZIONALE N.51/15
Di seguito si riporta la Lettera circolare 28 aprile 2015, n. 7068 del MLPS a seguito della sent. n. 51/2015 riguardante i trattamenti economici delle cooperative
Si porta a conoscenza di codesti Uffici l’importante sentenza della Corte Costituzionale n. 51/2015 (allegata alla presente), resa nel giudizio di legittimità costituzionale, in riferimento all’art. 39 della Costituzione, dell’art. 7, comma 4. del D.L. n. 248/2007 (conv. da L. n. 31/2008), nella parte in cui stabilisce che “fino alla completa attuazione della normativa in materia di socio lavoratore di società cooperative, in presenza di una pluralità di contratti collettivi della medesima categoria, le società cooperative che svolgono attività ricomprese nell’ambito di applicazione di quei contratti di categoria applicano ai propri soci lavoratori, ai sensi dell’art. 3, co. 1, della legge 3 aprile 2001, n. 142, i trattamenti economici complessivi non inferiori a quelli dettati dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale nella categoria”.
La Corte ha concluso per l’infondatezza della questione di legittimità, sollevata con ordinanza di rimessione del Tribunale ordinario di Lucca il 24 gennaio 2014. argomentando che la norma impugnata “lungi dall’assegnare ai […] contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, efficacia erga omnes, in contrasto con quanto statuito dall’art. 39 della Costituzione, mediante recepimento normativo degli stessi, richiama i predetti contratti, e più precisamente i trattamenti complessivi minimi ivi previsti, quale parametro esterno di commisurazione, da parte del giudice, nel definire la proporzionalità e la sufficienza del trattamento economico da corrispondere al socio lavoratore, ai sensi dell’art. 36 della Costituzione”.
È interessante rilevare come l’autorevole pronuncia della Corte Costituzionale, nel sancire il principio di cui sopra, richiami l’intensa attività ispettiva promossa dal Ministero del lavoro e, più in generale, la complessiva attività svolta per contrastare il dumping contrattuale nel settore cooperativo, in particolare attraverso le circolari del 9 novembre 2010, del 6 marzo 2012, e del 1° giugno 2012, che – in caso di applicazione da parte della cooperativa di un diverso CCNL rispetto a quello stipulato fra le organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale della categoria – chiedono al personale ispettivo di procedere al recupero delle differenze retributive, mediante l’adozione della diffida accertativa.
Le intestate Direzioni vorranno, quindi, avvalersi delle essenziali argomentazioni formulate dalla Corte Costituzionale sia in occasione delle attività di vigilanza in ambito cooperativistico, sia in sede di relativo contenzioso.
Con tale occasione si invitano gli Uffici in indirizzo a dare ulteriore impulso all’attività degli Osservatori provinciali sulla cooperazione, nella direzione di una proficua collaborazione fra i soggetti istituzionali e le parti sociali coinvolte nella regolazione del lavoro in cooperativa, ed in vista di un migliore coordinamento fra gli organi provinciali e l’Osservatorio Nazionale, in linea con quanto già rappresentato nella nota prot. 3957 trasmessa lo scorso 6 marzo 2015.
Si segnala, a tal proposito, la disponibilità del Ministero per lo Sviluppo Economico, rappresentata nell’ultima riunione dell’Osservatorio Nazionale tenutasi il 16 aprile u.s.. di intervenire agli incontri degli Osservatori provinciali, compatibilmente con l’organizzazione dei propri uffici a livello territoriale, attraverso uno dei 15 delegati regionali.
Codesti Uffici vorranno pertanto cortesemente agevolare tale coinvolgimento, sia attraverso l’invito ad intervenire alle riunioni degli Osservatori provinciali trasmesso ai delegati Mi.S.E. regionali, ove presenti, sia attraverso la successiva trasmissione dei verbali di riunione alla sede centrale dello stesso Mi.S.E.
Corte Costituzionale sentenza n. 51/2015
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Le precisazioni di cui al titolo risultano contenute nel sottostante documento ,cui si rinvia per opportuna conoscenza e valutazione.
MINISTERO FINANZE – Nota 25 febbraio 2015, n. 4594 Pubblicato su Uncategorized | Leave a Comment »
Teleconsul Ultimissime (InfoNetLF@teleconsul.it) Questo mittente è nel tuo elenco contatti. Data invio:
venerdì 24 aprile 2015 12:19:33
francesco.colaci@hotmail.it
CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 17 marzo 2015, n. 5291 Fiscale
CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 21 aprile 2015, n. 8125 Fiscale
CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 18 marzo 2015, n. 5376 Fiscale
CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 18 marzo 2015, n. 5400 Fiscale
CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 23 aprile 2015, n. 16956 Lavoro
CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 23 aprile 2015, n. 8286 Lavoro
CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 23 aprile 2015, n. 8304 Lavoro
CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 21 aprile 2015, n. C-114/14 Fiscale
CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 23 aprile 2015, n. C-111/14 Fiscale
TRIBUNALE DI BRESCIA – Ordinanza 14 aprile 2015, n. 2968 Lavoro
AGENZIA DELLE ENTRATE – Provvedimento 23 aprile 2015, n. 56191/2015 Fiscale
MINISTERO LAVORO – Decreto ministeriale 16 febbraio 2015 Lavoro
MINISTERO SVILUPPO ECONOMICO – Decreto ministeriale 10 marzo 2015 Lavoro, Fiscale
LEGGE 16 aprile 2015, n. 47 Lavoro, Fiscale
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI – Decreto 06 marzo 2015 Lavoro
CONSIGLIO NAZIONALE CDL – Circolare 23 aprile 2015, n. 9 Lavoro
Azioni Teleconsul Ultimissime 24/04/2015 A: francesco.colaci@hotmail.it
INPS – Circolare 23 aprile 2015, n. 82 Pubblicato su Uncategorized | Leave a Comment »
CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 23 aprile 2015, n. 8284 Pubblicato su Uncategorized | Leave a Comment »
INPS:INDICAZIONI OPERATIVE SULLA DIS-COLL
Si evidenzia all’attenzione la sottoriportata circolare con cui fornisce alcune indicazioni circa l’Indennità di disoccupazione per i collaboratori con rapporto di collaborazione coordinata (DIS-COLL),istituita dal Decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, all’articolo 15, , in via sperimentale per il 2015, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2015 e sino al 31 dicembre 2015,
circolare n. 83 del 27 aprile 2015,
CASSAZIONE:NON DOVUTA IRAP MEDICI CONVENZIONATI SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE
Quanto riportato nel titolo risulta previsto dalla ordinanza della Corte Suprema di seguito specificata ,posto che manca il il presupposto impositivo Irap in caso di disponibilità di uno studio, per i medici di medicina generale convenzionati con il servizio sanitario nazionale (SSN), qualora detta disponibilità abbia le caratteristiche indicate dall’art. 22 dell’accordo collettivo nazionale per la disciplina del rapporto con i medici di medicina generale,risultando cio’ atto obbligatorio ai fini della convenzione.
Ordinanza interlocutoria n. 6330 del 27/03/2015 – Corte di Cassazione
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