Source: https://www.soluzionepa360.it/normativa-di-riferimento/
Timestamp: 2020-05-30 18:54:22+00:00
Document Index: 37123664

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art.1', 'art.1', 'art.2359', 'art. 1', 'art. 11', 'art.1', 'art.318', 'art.320', 'art.318', 'art.43', 'art.1', 'art. 44', 'art. 14', 'art. 46', 'art. 5', 'art.5', 'art.23', 'art. 9', 'art. 9', 'art.1', 'art.37', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 2', 'art.4', 'art.89', 'art.4']

La Normativa di riferimento Art.1 comma 32 Legge 190/2012
Art. 1 comma 32 Legge 190/2012: la normativa di riferimento
Normativa di riferimento	admin	2016-10-28T12:47:37+00:00
(aggiornamento 04 agosto 2016)
L’art. 3 della deliberazione n. 39/2016 prevede la pubblicazione e l’aggiornamento tempestivo delle informazioni relative alle procedure di affidamento. L’inadempimento si concretizza in caso di omissione, in tutto o in parte, della pubblicazione o dell’aggiornamento di informazioni disponibili in quanto riferite a circostanze note, di ritardo nell’adempimento o di mancato rispetto delle indicazioni fornite con la deliberazione in esame. Per le procedure in corso l’obbligo di pubblicazione si concretizza man mano che gli eventi si verificano o diventano noti, con la sola eccezione dei dati riferiti ai partecipanti, per i quali è previsto il differimento della pubblicazione al momento della scadenza del termine per la presentazione delle offerte, al fine di garantire la segretezza delle stesse. In tutti gli altri casi, la pubblicazione o la trasmissione parziali (dovute all’omissione della pubblicazione o della trasmissione di dati relativi a fatti verificatisi e noti) configura un inadempimento.
Secondo l’art.1, comma 34, della legge n.190/2012, sono assoggettati agli obblighi di pubblicazione le amministrazioni pubbliche di cui all’art.1, comma 2, del D.Lgs.n.165/2001, gli enti pubblici nazionali, le società partecipate dalle amministrazioni pubbliche e le loro controllate, ai sensi dell’art.2359 del C.C., “limitatamente alla loro attività di pubblico interesse disciplinata dal diritto nazionale o dell’Unione europea”. La delibera 39/206 include nella definizione di amministrazioni ed enti, oltra ai soggetti individuati dall’art. 1, comma 34, della legge 190/2012, anche i soggetti individuati dall’art. 11, comma 2, del d.lgs. 33/2013 che operano come stazioni appaltanti.
È altresì noto che anche alcuni soggetti privati possono stipulare contratti che rivestono un pubblico interesse (si pensi, ad esempio, al caso dei concessionari di pubblici servizi, i cui contratti hanno ripercussioni sull’utenza, in quanto incidenti sulle tariffe praticate). In questa seconda ipotesi, la natura del contratto attrae nella sfera pubblicistica anche quei soggetti che – per loro natura giuridica – andrebbero collocati al di fuori di essa. Va infine posto in evidenza che proprio la Legge n.190/2012 – con l’art.1, comma 75 – ha apportato modifiche all’art.318 del Codice Penale (originariamente intitolato “Corruzione per un atto d’ufficio” ed ora rubricato “Corruzione per l’esercizio della funzione”) spostando l’attenzione dall’esercizio del pubblico ufficio a quello della funzione, nonché al successivo art.320, laddove ora si stabilisce che le disposizioni di cui all’art.318 “si applicano anche all’incaricato di un pubblico servizio”.
L’adempimento degli obblighi di pubblicazione spetta a diversi soggetti all’interno dell’amministrazione: dirigenti responsabili degli uffici, responsabile per la trasparenza (RT) e organismi indipendenti di valutazione (OIV).
L’art.43 del D.Lgs.n.33/2013 stabilisce che all’interno di ogni amministrazione il responsabile per la prevenzione della corruzione di cui all’art.1, comma 7, della legge n.190/2012, svolga – di norma – anche le funzioni di responsabile per la trasparenza (RT) e che il suo nome sia indicato nel PTPC. Il RT controlla l’adempimento degli obblighi di pubblicazione da parte dell’amministrazione, assicurando la completezza, la chiarezza e l’aggiornamento delle informazioni pubblicate, segnalando all’organo di indirizzo politico, all’OIV, all’Anac e, nei casi più gravi, all’ufficio disciplina, i casi di mancato, parziale o ritardato adempimento degli obblighi di pubblicazione.. Resta fermo che i dirigenti responsabili degli uffici dell’amministrazione devono garantire il tempestivo e regolare flusso delle informazioni da pubblicare ai fini del rispetto dei termini stabiliti dalla legge e, insieme al RT, assicurano la regolare attuazione dell’accesso civico.
L’art. 44 del D.lgs. n.33/2013 stabilisce che l’organismo indipendente di valutazione (OIV) verifichi la coerenza tra gli obiettivi previsti nel PTPC e quelli indicati nel piano della performance, valutando l’adeguatezza dei relativi indicatori. Le informazioni e i dati relativi all’attuazione degli obblighi di trasparenza sono utilizzati ai fini della misurazione e valutazione delle performance sia organizzativa, sia individuale del responsabile della trasparenza e dei dirigenti dei singoli uffici responsabili della trasmissione dati. Ai sensi dell’art. 14 del D.lgs. n.150/2009, inoltre, l’OIV promuove e attesta l’assolvimento degli obblighi relativi alla trasparenza e all’integrità.
Ai sensi dell’art. 46 del D.Lgs.n.33/2013, infine, l’inadempimento degli obblighi di pubblicazione e il rifiuto, il differimento, e la limitazione dell’accesso civico, al di fuori delle ipotesi previste dall’art. 5 bis, costituiscono elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale, eventuale causa di responsabilità per danno all’immagine dell’amministrazione e sono comunque valutati ai fini della corresponsione della retribuzione di risultato e del trattamento accessorio collegato alla performance individuale dei responsabili. Il RT non risponde dell’inadempimento se prova che esso sia dipeso da causa a lui non imputabile.
A6. Nell’ambito di applicazione della legge n.190/2012 qual è l’importo economico minimo, oltre il quale sussiste l’obbligo di trasmissione?
Riguardo all’importo economico degli affidamenti, la norma in questione non prevede soglie minime, né può essere l’ANAC a stabilirle, nel silenzio del legislatore; ne deriva che – allo stato attuale – anche nel caso di affidamenti per spese economali di minima entità non pare ipotizzabile un’esenzione dall’obbligo di pubblicazione.
Con il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Ragioneria Generale dello Stato del 26/02/2013, attuativo dell’art.5 del D.Lgs.n.229/2011, è stato definito il dettaglio delle informazioni da comunicare alla banca dati unitaria delle Amministrazioni pubbliche (BDAP), al fine di assicurare un efficace controllo e monitoraggio degli andamenti della finanza pubblica. In data 02/08/2013 è stato poi stipulato un Protocollo d’intesa tra la soppressa AVCP ed il Ministero dell’Economia e delle Finanze – R.G.S., avente lo scopo di ridurre gli oneri informativi a carico delle stazioni appaltanti e degli enti aggiudicatori, in un’ottica di efficienza, competitività, semplificazione e di eliminazione nella duplicazione delle richieste di adempimenti. Nel merito, l’Autorità si è impegnata a trasmettere alla BDAP i dati anagrafici, finanziari, fisici e procedurali, concernenti il ciclo di vita dei contratti pubblici di lavori (opere pubbliche) dalla fase di assegnazione del CIG, in suo possesso.
Quindi, il set informativo richiesto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze –R.G.S., pur risultando significativamente ridotto, in ragione dei dati acquisibili direttamente dall’ANAC, mantiene comunque una propria specifica finalità, che non può considerarsi soddisfatta con l’adempimento previsto dalla legge n.190/2012.
L’art.23 del D.Lgs.n.33/2013 dispone che le amministrazioni aggiornino ogni sei mesi, mediante pubblicazione in distinte partizioni della sezione «Amministrazione trasparente», gli elenchi dei provvedimenti adottati, con particolare riferimento ai “provvedimenti finali” di alcune tipologie di procedimenti, tra cui quelli relativi alla scelta del contraente per l’affidamento di lavori, forniture e servizi, fermo restando quanto previsto dall’art. 9-bis.
Il nuovo art. 9-bis stabilisce che le pubbliche amministrazioni titolari delle banche dati di cui all’Allegato B pubblicano i dati, contenuti nelle medesime banche dati, corrispondenti agli obblighi di pubblicazione di cui al decreto trasparenza, indicati nel medesimo, con i requisiti di cui all’articolo 6 (qualità delle informazioni), ove compatibili con le modalità di raccolta ed elaborazione dei dati. In tali casi, nei limiti dei dati effettivamente contenuti nelle banche dati suddette, le amministrazioni adempiono agli obblighi di pubblicazione, mediante la comunicazione dei dati, delle informazioni o dei documenti dagli stessi detenuti, all’amministrazione titolare della corrispondente banca dati e con la pubblicazione sul proprio sito istituzionale, nella sezione “Amministrazione trasparente”, del collegamento ipertestuale, rispettivamente, alla banca dati contenente i relativi dati, informazioni o documenti, ferma restando la possibilità per le amministrazioni di continuare a pubblicare sul proprio sito i predetti dati purché identici a quelli comunicati alla banca dati. Nel caso in cui sia stata omessa la pubblicazione, nelle banche dati, dei dati oggetto di comunicazione ed effettivamente comunicati, la richiesta di accesso civico è presentata al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza dell’amministrazione titolare della banca dati. Nel caso, invece, in cui l’omessa pubblicazione dei dati da parte dei titolari delle banche dati sia imputabile ai soggetti tenuti alla comunicazione, la richiesta di accesso civico è presentata al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza dell’amministrazione tenuta alla comunicazione.
Da tale lettura si evince che gli adempimenti di cui agli artt.23, comma 1, lettera b) e 9-bis del D.Lgs.n.33/2013 differiscono, per contenuto informativo e tempistiche di pubblicazione, dall’adempimento previsto dall’art.1, comma 32, della legge n.190/2012, pur sussistendo una parziale sovrapposizione nella esposizione dei dati.
L’art.37 del D.Lgs.n.33/2013, nel disciplinare gli “Obblighi di pubblicazione concernenti i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture”, specifica al comma 1 che “Fermo restando quanto previsto dall’art. 9-bis (V. FAQ A8) e fermi restando gli obblighi di pubblicità legale, le pubbliche amministrazioni e le stazioni appaltanti pubblicano: a) i dati previsti dall’articolo 1, comma 32, della legge 6 novembre 2012, n. 190; b) gli atti e le informazioni oggetto di pubblicazione ai sensi del d.lgs. n. 50/2016.
Il successivo comma 2 stabilisce poi che Ai sensi dell’art. 9-bis, gli obblighi di pubblicazione di cui alla lettera a) si intendono assolti, attraverso l’invio dei medesimi dati alla banca dati delle amministrazioni pubbliche ai sensi dell’art. 2 del d.lgs. n. 229/2011, limitatamente alla parte lavori…
B2. Nel caso in cui la stazione appaltante non sia ancora dotata di un proprio sito istituzionale web, è possibile pubblicare i dati – nel formato XML e con le specifiche fornite dall’AVCP (ora A.N.AC.) – presso un altro sito, comunicandone l’URL nei termini suddetti?
B4. L’adempimento previsto dalla legge n.190/2012 presuppone che le informazioni siano rese liberamente scaricabili in un formato digitale standard aperto; sono possibili altre modalità, oltre il formato XML, indicato dall’ANAC? L’Autorità ha indicato il formato aperto e standardizzato XML per l’adempimento in questione, in quanto l’uso dello stesso viene espressamente raccomandato dalle “Linee Guida sui siti web delle PA” – 2011 (Punto 5. Criteri di indirizzo e strumenti per il trattamento dei dati, della documentazione pubblica e per la loro reperibilità) emanate dal Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione, per tutti i casi in cui sia necessario realizzare dei database di pubblico accesso ai dati.
Per questo motivo – anche ai fini dell’espletamento delle successive verifiche di adempimento di competenza dell’A.N.AC. – sarà ritenuto ammissibile il solo formato XML.
L’unica condizione da rispettare è che il programma utilizzato produca un tracciato XML pienamente conforme agli standard indicati dall’AVCP (ora A.N.AC.) nel documento di specifiche tecniche di pubblicazione.
Premesso che nella tabella di cui all’art.4 della deliberazione n.39/2016, all’informazione ‘struttura proponente’ viene abbinata la descrizione ‘codice fiscale e denominazione della stazione appaltante’, si ritiene che – in alcune condizioni – la ‘struttura proponente’ possa anche coincidere con il Centro di costo (quindi con la Direzione o l’Ufficio, competenti per le varie tipologie di appalti), ovviamente laddove nella stazione appaltante sia presente una tale articolazione amministrativa. Ciò vale, in particolare, qualora la denominazione della stazione appaltante risulti già indicata (nel file XML) come ‘ente pubblicatore’, fermo restando che la finalità specifica di tale ultimo ‘metadato’ è quella di individuare il soggetto che effettua fisicamente la pubblicazione.
Per quanto riguarda la Stazione Appaltante che ha provveduto alla scelta del contraente, il tracciato XSD definito nelle specifiche tecniche e contenente i dettagli per la pubblicazione dei dati, presuppone l’indicazione della denominazione dell’Ente pubblicatore, seguita da quelle della denominazione e del codice fiscale della ‘struttura proponente’, che ha curato lo svolgimento della procedura di scelta del contraente.
B17. E’ possibile verificare l’esito dell’accesso automatizzato eseguito da parte dell’Autorità all’URL comunicata dall’Amministrazione?
Si, attraverso il servizio disponibile al link https://dati.anticorruzione.it/#/l190, è possibile verificare l’esito dell’ultimo tentativo di accesso automatizzato alle URL attraverso il link presente nel campo ‘Identificativo messaggio PEC’ oppure ‘Esito accesso’ della tabella.
B18. Cosa indica l’errore ‘Non è presente in allegato il modulo PDF definito dall’ANAC’ mostrato nel servizio https://dati.anticorruzione.it/#/l190?
Nel caso l’esito dell’elaborazione della comunicazione PEC riporti l’errore ‘Non è presente in allegato il modulo PDF definito dall’ANAC’, la causa è da ricercare nell’assenza del modulo PDF originario, compilabile elettronicamente, in allegato alla comunicazione PEC oppure nella presenza di un allegato PDF non conforme a quello fornito dall’Autorità che non rispetta le regole generali e vincoli descritti nelle specifiche tecniche dell’Autorità, in particolare ai paragrafi 2.2 e 2.3, e nella FAQ B1. Esempi di moduli allegati non elaborabili in maniera automatizzata sono quelli salvati tramite la funzionalità di Adobe ‘Stampa’ con Stampante ‘Adobe PDF’, copie scannerizzate del modulo e in genere moduli PDF diversi da quello originario.
Nei casi suindicati è quindi ammissibile che il campo di indicazione del CIG non venga valorizzato, non sussistendo alcun obbligo normativo di acquisizione dello stesso. Tuttavia – al fine di evitare qualsiasi rischio che la mancanza del relativo dato possa essere letta come volontaria omissione informativa, da parte delle amministrazioni tenute alla pubblicazione – in tutte le fattispecie di contratti per i quali non era prevista l’acquisizione di un CIG o di uno SmartCIG (ad esempio, per spese le ‘economali’), il campo CIG deve essere valorizzato con il valore 0000000000 (10 zeri) e non devono essere utilizzate altre stringhe (come ‘NOCIG202100’, ‘ND’, ‘esente’, ‘MANCANTE’).
Per quanto concerne la stazione appaltante che agisce come centrale di committenza e che ha perciò acquisito un cosiddetto CIG master, la compilazione dovrà riguardare i campi di diretta competenza (di norma, fino all’aggiudicazione). La stazione appaltante che aderirà all’accordo quadro o convenzione a valle dell’aggiudicazione, acquisendo un cosiddetto CIG derivato, dovrà indicare – nel campo ‘procedura di scelta del contraente’ – la prevista opzione “affidamento diretto in adesione ad accordo quadro/convenzione”, nonché fornire gli ulteriori dati disponibili al 31 dicembre di ciascun anno. Sarà poi l’ANAC, attraverso il collegamento tra CIG master e CIG derivato, a ricostruire l’unitarietà della procedura; ciò consentirà altresì di evitare che la parzialità dei tracciati pervenuti possa essere letta come inadempimento.
Per tale motivo, dovrà essere la stazione appaltante che ha preso in carico il CIG ad adempiere – in occasione della prima scadenza successiva al subentro – alla prevista pubblicazione dei dati, previa comunicazione all’ANAC (qualora fosse necessario) della URL di pubblicazione dati appalti. Al ricorrere di questa ipotesi, se alcuni dati necessari alla sua pubblicazione non fossero in suo possesso (per fare un solo esempio, la denominazione ed il codice fiscale dell’aggiudicatario che ha poi ceduto il contratto ad altro operatore economico in data anteriore al subentro nella gestione della procedura) la stazione appaltante che ha preso in carico il CIG dovrà reperire le informazioni mancanti presso il soggetto che ha espletato la gara.
Poiché uno degli elementi fondamentali oggetto della trasmissione dei dati è il CIG, si ritiene utile ricordare che – con le FAQ sulla tracciabilità, e, nello specifico, con la A39 – l’Autorità ha chiarito che la definizione di nuovo contratto (per il quale richiedere un nuovo CIG) si riferisce:
Si ritiene quindi opportuno – per omogeneità di classificazione tra i dati già acquisiti in via ordinaria dall’Autorità, ai sensi del Comunicato del Presidente del 11 maggio 2016, e quelli pubblicati dalle stazioni appaltanti per adempiere alle prescrizioni di cui alla legge n.190/2012 – che nel caso di affidamenti aventi ad oggetto lavori o servizi complementari, oppure nel caso di varianti in corso d’opera che superino il quinto dell’importo complessivo dell’appalto, per i quali sono stati acquisiti CIG ulteriori rispetto a quelli degli originari contratti, la compilazione del campo ‘procedura di scelta del contraente’ avvenga con riferimento all’opzione “procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara”.
Appare evidente che assumerà un valore ancora più essenziale – ai fini della trasparenza – la precisa indicazione dell’importo delle somme liquidate, da aggiornarsi dinamicamente a cura della stazione appaltante, secondo la tempistica prevista dalla norma (‘tempestivamente’ sul proprio sito web istituzionale, riassunto nelle tabelle annuali da mettere a disposizione dell’ANAC).
C13. In caso di avvalimento (ai sensi dell’art.89 del D.Lgs.n.. 50/2016), l’impresa ausiliaria deve essere indicata – nell’elenco degli operatori invitati a presentare offerta – avendo come riferimento la fattispecie di partecipazione in associazione con altri soggetti, oppure non deve essere fornita alcuna indicazione in proposito?
C14. Qualora le procedure di scelta del contraente da comunicare all’ANAC non prevedano la formale redazione di atti che registrino formalmente l’inizio o la fine delle prestazioni, quali devono essere i riferimenti per indicare – come da richiesta – le date dell’effettivo inizio e dell’ultimazione delle prestazioni affidate?
Con riferimento alla singola procedura di scelta del contraente per la quale – alla data di comunicazione all’Autorità – non siano ancora disponibili informazioni sui partecipanti e sull’aggiudicatario, dovrà comunque essere indicato il ‘set minimo’ di dati oggetto di pubblicazione, che comprende: CIG, struttura proponente, oggetto del bando e procedura di scelta del contraente, così come definiti all’art.4, comma 1, della Deliberazione n.39/2016. Nelle successive annualità si dovrà procedere all’aggiornamento ed alla integrazione dei dati richiesti, man mano che si rendono disponibili.
Nel caso in cui nel corso dell’anno antecedente a quello di pubblicazione non siano state avviate procedure di scelta del contraente, né risultino ancora procedure i cui contratti di affidamento sono in corso di esecuzione nel periodo considerato o i cui dati hanno subito modifiche e/o aggiornamenti , la stazione appaltante dovrà comunque pubblicare un tracciato vuoto rispondente alle specifiche tecniche. Questa indicazione consentirà di evitare che ad una preliminare verifica presso l’indirizzo URL di residenza del tracciato, segnalato all’ANAC – condotta in automatico – l’assenza del file XML possa essere letta come inadempimento totale da parte della stazione appaltante.
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