Source: https://timpanarostudiolegale.jimdo.com/news-eventi/in-difesa-del-tribunale/
Timestamp: 2019-12-12 07:53:29+00:00
Document Index: 101987596

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art.24', 'art. 25', 'art. 76', 'art. 97', 'art. 76', 'art. 121', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 416', 'art. 75', 'art. 75', 'art. 75', 'art. 75', 'art.10']

IN DIFESA DEL TRIBUNALE - timpanarostudiolegales jimdo page!
Task force per la DIFESA DEL TRIBUNALE DI NICOSIA
Manifestazione di protesta in occasione della Cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario presso la Corte di Appello di Caltanissetta del 28.1.'12
Il Vescovo di Nicosia,Mons. Salvatore Muratore, e l'Avv. Salvatore Timpanaro. In secondo piano il Sindaco di Cerami interviene alla manifestazione
Il Vescovo di Nicosia, Mons. Salvatore Muratore, interviene alla manifestazione di protesta degli avvocati di Nicosia in occasione della Cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario presso la Corte di Appello di Caltanissetta
Cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario presso la Corte di Appello di Caltanissetta del 28 gennaio 2012 - L'intervento del rappresentante del CSM. Sullo sfondo i Sindaci di Troina e di Nissoria.
SABATO 28 MANIFESTAZIONE DI PROTESTA in occasione della Cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario. Intervengono i Sindaci del territorio (11) con la fascia tricolore ed i confaloni dei comuni del circondario. Gli avvocati protestarenno in toga.
L'intervento del Presidente Distrettuale del C.O.A. di Caltanissetta Avv. Giuseppe Iacona. Sullo sfondo i Sindaci intervenuti in segno di protesta per la paventata soppressione del Tribunale di Nicosia.
L'On.Edoardo Leanza, l'Avv. Salvatore Timpanaro e l'Avv. Piergiacomo La Via
Da sinistra: Avv.Emanuele Li Muti, Avv. Salvatore Timpanaro, Avv. Nino Benintende, Avv. Giuseppe Iacona, Presidente del COA Distrettuale di Caltanissetta
Conferenza stampa del 27 gennaio 2012 presso il Consiglio dell'Ordine di Caltanissetta
Gli avvocati La Via, Benintende e Timpanaro intervengono alla conferenza stampa
Task force per la DIFESA DEL TRIBUNALE DI NICOSIA!
La protesta e la proposta.
- Conferenza stampa del 27 gennaio 2012 presso il Consiglio dell'Ordine di Caltanissetta
Intervista televisiva 27 gennaio 2012
Intervista all'Avv. Salvatore Timpanaro a margine della conferenza stampa presso l'Ordine Distrettuale degli Avvocati di Caltanisetta
Intervento dell'avv. Timpanaro contro la soppressione del Tribunale al Liceo Classico
L'avv. Salvatore Timpanaro interviene contro la soppressione del Tribunale di Nicosia nel corso di un incontro con gli studenti del Liceo Classico "F.lli Testa", lunedì 30 gennaio 2012.
Intervento dell'Avv. Salvatore Timpanaro avanti alla Commissione Regionale Antimafia 6 febbraio 2012
Intervento dell'Avv. Salvatore Timpanaro
avanti alla Commissione Regionale Antimafia
Audizione pubblica presso la sala consiliare di Nicosia
Intervento dell'Avv. Timpanaro al Consiglio Comunale straordinario del 7 febbraio 2012
Nicosia-Consiglio Comunale straordinario del 7 febbraio 2012
Intervento dell'Avv.Timpanaro al Consiglio
Roma, via Arenula-Ministero di Giustizia 8 febbraio 2012
COORDINAMENTO UNITARIO PER IL TRIBUNALE
Delegazione per l'incontro con Luigi Birritteri, Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Giudiziaria - Mercoledì 8 febbraio 2012, Roma - Via Arenula Ministero della Giustizia
L'avv. De Tilla, presidente dell'O.U.A (Organismo Unitario Avvocatura Italiana) sarà a Nicosia
CONFERENZA STAMPA del Coordinamento Unitario in difesa del Tribunale presso la Sala Riunioni dello studio Timpanaro
CERAMI - CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO - 23 febbraio 2012
Si è tenuto oggi pomeriggio sotto la presidenza del Collega Avv. Agostino Mongioj, il Consiglio Comunale Straordinario di Cerami sulle problematiche relative alla paventata soppressione del Tribunale di Nicosia .
Sono intervenuti l'Avv. Salvatore Timpanaro, per il COORDINAMENTO UNITARIO, che ha relazionato sulla LEGGE 14 settembre 2011, n. 148 di delega al Governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari e l'On.le Edoardo Leanza.
Sciopero Generale - Manifestazione Unitaria "IN DIFESA DEL TRIBUNALE DI NICOSIA" - 24 febbraio 2012
Interventi conclusivi in Piazza Garibaldi-L'Avv. Timpanaro coordina gli interventi ed arringa la folla
24 febbraio 2012 Sciopero Generale (SERVIZIO BREVE)
La Piazza Garibaldi gremita di manifestanti. 13 gonfaloni dei Comuni, i Sindaci con la fascia tricolore.
Inizio degli interventi conclusivi - Piazza Garibaldi
Al centro della foto l'Avv. Maurizio De Tilla, Presidente nazionale dell'OUA
Il corteo attraversa le vie della città
Manifestazione del 24 febbraio 2012. Risuonano le note dell'Inno di Mameli quando il corteo si ferma davanti al Palazzo di Giustizia.
dall'Intervista all'Avv. Timpanaro - Giornale di Sicilia di sabato 25 febbraio 2012
<< Il momento più emozionante della grande manifestazione unitaria di venerdì mattina 24 febbraio '12 è stato quando il corteo si è fermato davanti al Palazzo di Giustizia e lì sono risuonate le note dell’inno di Mameli.
In quel momento mi sono commosso. Per trent’anni in quel tempio della giustizia ho indossato la toga che mi regalò mio padre all’indomani della laurea, lì ho mosso i primi passi della mia “infanzia forense”. Ora, il pensiero che in base rigidi parametri ragionieristici ed a fredde statistiche quel Tribunale – crogiuolo di grandi avvocati e di magistrati insigni - rischia la soppressione, mi sembra una grave ingiustizia alla quale ci dobbiamo opporre strenuamente, con tutte le forme di lotta civile consentita, ma con determinazione >>.
Corteo fermo davanti il Palazzo di Giustizia - Risuonano le note dell'Inno di Mameli
TMnews 26 Febbraio 2012
Serivizio di TM news del 26 febbraio 2012
"I 5000 di Nicosia": sulla manifestazione del 24 febbraio 2012
http://www.telemistretta.it/index.php?option=com_jmultimedia&view=media&id=788
Palazzo di Giustizia di Mistretta
Nebrodi. I Tribunali di Mistretta e Nicosia a rischio
www.ilfuturistapeloritano.it
Redazione "Futurista" - Articolo di Placido Salamone
con note giuridiche dell'Avv. Salvatore Timpanaro
Conferenza dei Sindaci dei circondari dei Tribunali di Nicosia e Mistretta
Nicosia: Primo incontro operativo a difesa del territorio
Enna, 13 marzo 2012 – Una voce unitaria quella dei partecipanti al primo incontro operativo a difesa e promozione del territorio, tenutosi ieri pomeriggio a Nicosia, presso la segreteria del coordinatore provinciale del PdL, il deputato regionale Edoardo Leanza. Tutti concordi nel porsi come obiettivi la salvaguardia del territorio e la sua ripresa economica, attraverso una progettualità seria e lungimirante creata ad hoc per il territorio.
All’appuntamento hanno preso parte lo stesso deputato regionale del Pdl Leanza, il senatore Vladimiro Crisafulli, i sindaci e gli amministratori dei comuni di Castel Di Lucio, Mistretta, Santo Stefano Di Camastra, Nicosia, Assoro, Capizzi, Cerami, Gagliano, Sperlinga e Troina; i consiglieri provinciali del Pdl Spedale e Ferrara; i rappresentanti dell’ordine degli avvocati di Nicosia e Mistretta, gli avvocati Timpanaro e Porracciolo; e, in rappresentanza del movimento unitario a difesa del Tribunale di Nicosia, l’avv. La Via.
“La crisi che incombe su tutta la provincia ennese e sulle zone limitrofe – esordisce il deputato Leanza – va fronteggiata con urgenza, tenendo alta l’attenzione su queste tematiche e lavorando in sintonia con tutte le forze politiche e sociali, e con tutte le intelligenze che il nostro territorio può offrire”. “Si tratta di contrastare i disagi enormi che le soppressioni di realtà indispensabili per la vita e per il benessere delle persone comporterebbero” – aggiunge Leanza. “A rischio i Tribunali e gli Ospedali; a rischio la stessa Provincia di Enna – continua il coordinatore del PdL Leanza – e per questo motivo va attuata un’intesa territoriale, promuovendo la ripresa anche attraverso l’allargamento della nostra provincia verso la zona occidentale della provincia di Messina; naturalmente colmando i gap infrastrutturali e promuovendo le eccellenze che il nostro territorio mette a disposizione”. “Il dibattito di oggi – conclude Leanza – è solo il momento iniziale di una programmazione concreta che intende ottenere dei risultati di massima efficienza”.
E’ deciso dunque, le amministrazioni locali, le istituzioni e gli enti, unitariamente a tutte le forze presenti, attraverso l’ausilio dell’Università Kore di Enna, intraprenderanno questo percorso che porti in primo luogo alla difesa di ciò che già si possiede nel territorio e conduca ad una rivitalizzazione e ad una promozione dello stesso.
Roma-Via Arenula,Ministero della Giustizia
Bozza per uno studio da sottoporre al Sottosegretario Salvatore Mazzamuto in difesa del Tribunale di Nicosia
L’art. 1 comma II° della LEGGE 14 settembre 2011, n. 148 – di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, recante ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo – prevede, come è noto, una Delega al Governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari.
Il Governo, al fine di a) realizzare risparmi di spesa e b) incremento di efficienza e' delegato ad adottare, entro dodici mesi, uno o piu' decreti legislativi per riorganizzare la distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari.
La norma detta i principi e criteri direttivi ai quali il Governo deve attenersi nell’esercizio della delega.
Per quel che qui rileva, alla lettera b) è previsto il seguente criterio << ridefinire, anche mediante attribuzione di porzioni di territori a circondari limitrofi, l'assetto territoriale degli uffici giudiziari secondo criteri oggettivi e omogenei che tengano conto dell'estensione del territorio, del numero degli abitanti, dei carichi di lavoro e dell'indice delle sopravvenienze, della specificita' territoriale del bacino di utenza, anche con riguardo alla situazione infrastrutturale, e del tasso d'impatto della criminalita' organizzata >>.
Non è prevista, pertanto, la soppressione meccanica ed automatica, tout court, dei tribunali cosiddetti “minori”, ma la ridefinizione dell’assetto territoriale degli uffici giudiziari “di primo grado” anche mediante attribuzione di porzioni di territori a circondari limitrofi.
E’ da ritenere, quindi, che già de iure condito nel rispetto della norma prevista nella legge delegata sia possibile mantenere il Tribunale di Nicosia, in relazione alla “specificità territoriale del bacino di utenza” sotto il DUPLICE PROFILO già delineato dalla disposizione normativa:
a) situazione infrastrutturale;
b) tasso d'impatto della criminalita' organizzata.
La necessità della permanenza del Tribunale di Nicosia - quale presidio di legalità ed alla luce della situazione infrastrutturale dell’intero circondario - è stata autorevolissimamente sostenuta dal Presidente della Corte di Appello di Caltanissetta, S.E. Salvatore Cardinale, che, nella Relazione sull’amministrazione della giustizia nel periodo dal 1 luglio 2010 – 30 giugno 2011, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario in data 27 gennaio 2012 ha mirabilmente sintetizzato - cfr. pag. 34 - le decisive ragioni che univocamente militano per il mantenimento dell’ufficio giudiziario:
<< La recrudescenza, pur nei limiti sopra segnalati del fenomeno criminale nel Circondario può rappresentare l’occasione per una seria riflessione sulla necessità di conservare, ed anzi potenziare mediante nuove aggregazioni territoriali, in una zona non piccola del Centro dell’Isola afflitta da un persistente deficit di infrastrutture e reti di comunicazioni, un efficiente presidio di legalità quale oggi è il Tribunale di Nicosia >>.
Il Primo Magistrato del Distretto nisseno ha, in tal guisa, non solo sottolineato la << necessità di conservare >>, ma altresì quella di << potenziare mediante nuove aggregazioni territoriali >> il Tribunale di Nicosia.
In tal senso è la proposta del foro nicosiano e del Comune di Nicosia di accorpare al Tribunale di Nicosia quello di Mistretta; verificando, anche, la possibilità di inglobare i comuni di Gangi e Geraci Siculo dell’area madonita; in tal guisa creando, all’interno dell’Isola, un grande TRIBUNALE MONTANO, il TRIBUNALE DEI NEBRODI E DELLE MADONIE (di Nicosia e Mistretta); ufficio giudiziario che è connaturato alla geografia, alla storia, all’economia del territorio.
A tal fine è stata avviata una forte interlocuzione con il foro amastratino e il Comune di Mistretta.
A) SPECIFICITÀ TERRITORIALE DEL BACINO DI UTENZA: SITUAZIONE INFRASTRUTTURALE.
Il Circondario del Tribunale di Nicosia – dislocato nella zona nord della Provincia di Enna, ne copre quasi la metà del territorio, comprendendo, altresì, Capizzi, comune montano della Provincia di Messina che orbita, tuttavia, per sua giacitura geografica, vocazione naturale e situazione economica su Nicosia.
Il territorio – collocato al centro dell’Isola ed alla confluenza delle province di Enna, Messina e Caltanissetta – soffre di uno storico deficit infrastrutturale. Sono assenti linee ferroviarie. Scarsi e deficitari i servizi pubblici di trasporto, non consentono sufficienti collegamenti tra i vari centri (montani e difficilmente raggiungibili) ed il capoluogo di Provincia (Enna).
La rete di comunicazione stradale è in condizioni disastrose. Non è una iperbole definire le strade che collegano Nicosia a Enna ed agli altri paesi della zona nord come “mulattiere” difficilmente percorribili, soggette a frequentissime interruzioni a causa delle condizioni climatiche (neve), frane, smottamenti e slavine.
Quanto alla situzione infrastrutturale – insuperabile oggettivo argomento che milita inderogabilmente per il mantenimento del Tribunale nicosiano – va fatto riferimento all’apposito studio elaborato dall’U.T.C. di Nicosia.
SPECIFICITÀ TERRITORIALE DEL BACINO DI UTENZA: TASSO D’IMPATTO DELLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA
Quanto al tasso d’impatto della criminalità organizzata, volendo ancorare il presente documento a dati oggettivi e a inoppugnabili documenti giudiziari, va fatto ancora riferimento alla relazione del Primo Presidente sullo sull’amministrazione della giustizia nel periodo dal 1 luglio 2010 – 30 giugno 20, laddove a pagina 36 si legge:
<< Infine, a conclusione di tale disamina, va confermata, anche per il circondario di Nicosia la presenza di storiche “famiglie” mafiose, operative nei settori tradizionali delle estorsioni in danno delle imprese e dei commercianti, ma impegnate anche, favorite delle specificità dell’economia locale, nel commercio illegali di animali rubati nonché nella consumazione di furti, finalizzati però alle successive estorsioni, in danno delle imprese agricole.
Come avviene in altra parte della Provincia ennese le consorterie inserite nel territorio circondariale risultano collegate a “famiglie” più potenti della Provincia di Catania e Messina, agevolate o condizionate dalla continuità geografica. Di poi, quelle più prossime al polo industriale del Dittaino, continuano a dividere con le analoghe associazioni ennesi il controllo delinquenziale sulle iniziative produttive colà localizzate >>.
L’eccezionale flusso di capitali derivanti dai lavori per la realizzazione della NORD-SUD desta, inoltre, fondate preoccupazioni di ulteriori infiltrazioni mafiose nei gangli economici ed amministrativi del circondario.
Ancor più gravi preoccupazioni sul piano dell’impatto della criminalità organizzata sono state espresse nella nota congiunta del Presidente della Corte di Appello di Caltanissetta, S.E. Salvatore Cardinale, e del Procuratore Generale, S.E. Roberto Scarpinato, del 20 dicembre 2012, prot. U. 6828 del 21.12.2011, inviata al Ministro della Giustizia, alla quale si rimanda per relationem perfectam.
Ad avviso dello scrivente, indipendentemente dall’opportuna previsione “de iure condendo” di una ESPRESSA DEROGA per i TRIBUNALI MONTANI, de iure condito, deve ritenersi, alla stregua della lettera e dello spirito della legge delega, come obbligatoria ed inderogabile la deroga ai rigidi parametri meramente e meccanicamente numerici e statistici sulla base della già prevista clausola della “specificità territoriale del bacino di utenza” in relazione alla oggettiva situazione infrastrutturale e viaria.
La norma della Legge Delega relativa alla ridefinizione dell’assetto territoriale degli uffici giudiziari “di primo grado” è l'Art. 1 comma 2 della LEGGE 14 settembre 2011, n. 148).
Nella norma non è prevista la soppressione meccanica ed automatica, tout court, dei tribunali cosiddetti “minori”, ma la ridefinizione dell’assetto territoriale degli uffici giudiziari “di primo grado” anche mediante attribuzione di porzioni di territori a circondari limitrofi.
1. estensione del territorio;
2. numero degli abitanti;
3. carichi di lavoro;
4. indice delle sopravvenienze;
5. specificità territoriale del bacino di utenza, anche con riguardo alla situazione infrastrutturale;
6. tasso d'impatto della criminalità organizzata.
I criteri che giustificano una deroga per i nostri uffici giudiziari sono quelli indicati sub 5 e 6: specificità territoriale/situazione infrastrutturale (leggi: mulattiere !) e rischio di infiltrazioni mafiose (pressione in altri paesi del circondario, appetiti criminali suscitati dai finanziamenti della Nord-Sud, etc.).
Si riporta sopra il testo integrale della norma uso e per comodità di tutti coloro che vorranno leggerla direttamente -.
Nicosia Redazione ViviEnna Siciliae ha condiviso un link.
25 gennaio nei pressi di Nicosia
http://www.vivienna.it/2012/01/23/soppressione-tribunale-nicosia-avvocati-pronti-a-scendere-in-sciopero/
Soppressione Tribunale Nicosia: Avvocati pronti a scendere in sciopero | Vivienna.it
Inserita da redazione il gen 23rd, 2012 e archiviata in * Ultime news, Cronaca. Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo tramite RSS 2.0.
Soppressione Tribunale Nicosia: Avvocati pronti a scendere in sciopero
Inserita da redazione il gen 23rd, 2012 e archiviata in * Ultime news, Cronaca. Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo tramiteRSS 2.0.
Nicosia. Assemblea domattina degli avvocati del Tribunale di Nicosia dove sarà sottoposto un documento proposto dall’Avv. Salvatore Timpanaro e già sottoscritto da più di 100 avvocati del circondario.
Il testo integrale del documento:
- vista la grave situazione relativa all’imminente soppressione del Tribunale di Nicosia e degli Uffici del Giudice di pace del circondario;
- considerato che la soppressione degli Uffici Giudiziari “di prossimità” comporterebbe gravi disfunzioni sul piano dell’efficienza del servizio-Giustizia e negative ripercussioni sulla sicurezza del territorio e conseguenze economiche e sociali disastrose per l’intero circondario;
- ritenuto che vada assicurata una “giustizia di prossimità”, rapida ed efficiente, al servizio del cittadino e conservato il Tribunale di Nicosia quale “presidio di legalità”; tenuto conto della geografia della zona nord della Provincia di Enna e del centro della Sicilia; tenuto conto delle peculiarità storiche, geografiche ed economiche del territorio; della situazione della viabilità; nonché dei “desiderata” delle stesse popolazioni interessate;
proclamano lo stato di agitazione permanente e, nell’immediato, salvo ulteriori iniziative di lotta, l’astensione dalle udienze civili e penali nel rispetto del Codice di autoregolamentazione che disciplina le modalità dell’astensione collettiva dall’attività giudiziaria degli avvocati;
indicono una manifestazione di protesta in concomitanza con la Cerimonia di Inaugurazione dell’anno giudiziario presso la Corte di Appello di Caltanissetta per il 28 gennaio 2012, impegnando il COA e tutti i Colleghi a partecipare in toga alla predetta manifestazione e richiedendo ai Sindaci ed ai Presidenti dei Consigli Comunali del Circondario di intervenire alla manifestazione muniti della fascia e portando i Gonfaloni dei rispettivi Comuni;
di confermare, con votazione a scrutinio palese, il Consiglio dell’Ordine uscente ed il suo Presidente, impegnandoli a portare avanti la battaglia per il mantenimento del Tribunale di Nicosia e degli uffici del Giudice di pace del circondario.
Manifestazione nazionale dell'OUA (Organismo Unitario dell'Avvocatura) Roma - 15 marzo 2012
Manifestazione nazionale dell'OUA - Roma,Piazza Cavour - 15 marzo 2012
Intervista durante la manifestazione
Gli avvocati protestano in toga davanti alla Cassazione
In toga, con in mano il tesserino da avvocato e palloncini colorati con su scritto «Carta costituzionale», al collo manifesti listati a lutto.
Gli avvocati sono scesi in piazza, davanti alla Corte di Cassazione, scandendo slogan contro «la distruzione della giustizia» e della professione forense.
Gli avvocati sono intenzionati a dare battaglia: «Non siamo bottegai, non rinunciamo al nostro ruolo, costituzionalmente garantito», scandisce Maurizio De Tilla, presidente dell'Oua,l'organismo di rappresentanza dell'avvocatura, elencando tutti i no della professione: dalla mediaconciliazione diventata obbligatoria, alle manovre finanziarie e al decreto sulle liberalizzazioni, con l'abolizione delle tariffe,all'ingresso dei soci di capitale negli studi: «poteri forti e criminalità organizzata, e questo soprattutto nel penale sarebbe distruttivo». No infine allo smantellamento della giustizia di prossimità, con la chiusura di 41 tribunali, nelle città non capoluogo.
Immagini dalla manifestazione nazionale O.U.A.
Manifestazione con i Sindaci del Circondario e l'On. Edoardo Leanza
In testa al corteo con a fianco Mauro Vaglio, Presidente dell'Ordine di Roma e Maurizio De Tilla Presidente nazionale dell'OUA
A fianco dell'Avv. Maurizio De Tilla, Presidente nazionale dell'OUA
De Tilla (OUA): << Non molleremo, gli avvocati non sono bottegai >>
' 'Non molleremo finche' non saranno fatte le norme che ripristinano l'identita' dell'avvocato. Noi non vogliamo rinunciare al nostro ruolo. Non siamo bottegai. Il governo vuole renderci imprenditori e bottegai, ma noi rifiutiamo questa concezione e ci scateneremo contro il governo Monti e contro il ministero della giustizia se continueranno su questa linea''.
Siamo contro l'abolizione delle tariffe, contro i soci di capitale nelle societa' professionali, vogliono far entrare poteri forti, poteri economici, delinquenza organizzata negli studi professionali e questo nel penale sarebbe un disastro'', protesta de Tilla. E aggiunge: ''Diciamo no anche alla rottamazione della giustizia: non si possono abolire 51 tribunali, centinaia di sezioni distaccate, quasi tutti i giudici di pace non circondariali. Questa e' una giustizia gia' consolidata sul territorio, che funziona ed e' un processo crimianale annullare una giustizia che funziona in nome del risparmio".
Trasmissione "Torre di controllo" - 24 aprile 2012 "La situazione dei tribunali"
http://www.telemistretta.it/index.php?option=com_jmultimedia&view=media&id=819&Itemid=68
Tele Mistretta - Trasmissione "Torre di controllo" del 24 aprile 2012
LOTTERIA DI AUTOFINANZIAMENTO - 2 giugno - Studio Notaio Massimo Rizzo
Lotteria di autofinanziamento del Coordinamento Unitario
Operazioni di estrazione a sorte - 2 giugno 2012
Operazioni di estrazione del 2 giugno alle ore 9.30 presso lo studio del NOTAIO MASSIMO RIZZO
Riunione dei Sindaci e dei Presidenti dei Consigli Comunali del Circondario - 9 giugno 2012 - Sala Riunioni Studio Timpanaro
Riunione dei Sindaci e dei Presidenti del Consigli Comunali del circondario presso lo studio - 9 giugno 2012
Riunione del Coordinamento Unitario per il Tribunale di Nicosia presso lo studio del 9 giugno 2012-Nella foto il Presidente del CC.di Nicosia, il Sindaco di Nicosia, il Sindaco di Gagliano C.to e l'Avv. S.Timpanaro
Riunione del Coordinamento Unitario presso lo studio legale Timpanaro tenuta il 9 giugno 2012.
Sono intervenuti il SINDACO DI NICOSIA, Dott. Sergio Malfitano, il Presidente del Consiglio Comunale di Nicosia, Dott.ssa Maria Di Costa, il Sindaco di Gagliano Dott. Salvatore Prinzi, il Sindaco di Sperlinga, Dott. Di Marco, il Presidente del Cons. Comunale di Cerami Avv. Agostino Mongioj, i Consiglieri Comunali e Capi Gruppo al C.C. di Nicosia, i Colleghi Avvocati. Il Sindaco di Assoro Avv. Pino Capizzi e il Sindaco di Nissoria Dott. Armando Glorioso, impossibilitati ad intervenire, hanno fatto pervenire un loro messaggio di piena adesione all'iniziativa.La riunione è stata molto partecipata e caratterizzata da uno spirito costruttivo unitario. Sono state decise incisive iniziative in difesa del Tribunale da tenersi in concomitanza o a margine del Convegno che il Coordinamento unitario sta organizzando per il prossimo 22 e 23 giugno.1) Giornata di lotta e di protesta in difesa dei Tribunali minori da proporre al Coordinamento dei Tribunali Minori in sede di convegno del 22/23 giugno;2) Consiglio Comunale Straordinario da tenersi davanti al Palazzo di Giustizia a margine del Convegno del 22/23 giugno;3) Manifestazione Unitaria dei Sindaci del Circondario in occasione della visita presso il Tribunale del Presidente della Corte di Appello S.E. Salvatore Cardinale e del Procuratore Generale S.E. Roberto Scarpinato. I Sindaci dovrebbero accogliere i vertici della Magistratura nissena in segno di solidarietà unitaria per il mantenimento degli uffici giudiziari di Nicosia.Particolarmente apprezzato l'intervento del Sindaco di Nicosia che ha illustrato i risultati delle sue missioni romane ed ha sollecitato una collaborazione unitaria di tutte le componenti del Coordinamento e delle istituzioni per la difesa comune del Tribunale di Nicosia. Ha introdotto e coordinato il dibattito Salvatore Timpanaro ed ha concluso i lavori il Presidente del Consiglio Comunale di Nicosia.
http://www.youtube.com/ watch?v=1VS1-2QN06k
Salviamo il tribunale di Nicosia - riprende la battaglia
9 giugno 2012 Riprende la battaglia per difendere il tribunale di Nicosia (EN) Servizio di Sergio Leonardi Riprese e Montaggio di Maria Teresa
"DUEGIORNI" IN DIFESA DEL TRIBUNALE
I° Convegno regionale
“DUEGIORNI IN DIFESA DEL TRIBUNALE “
Organizzata dall'Avv. Salvatore Timpanaro che presiede il Comitato tecnico-scientifico del Coordinamento Unitario per il Tribunale di Nicosia
La manifestazione ha palesato, lealmente e senza infingimenti, già nel nome, le intenzioni ed i propositi.
il Sindaco di Nicosia, Dott. Sergio Malfitano;
S.E. il Presidente della Corte di Appello di Caltanissetta, Dott. Salvatore Cardinale;
S.E. il Procuratore Generale di Caltanissetta, Dott. Roberto Scarpinato;
Il Consigliere del C.S.M. Dott. Riccardo Fuzzio;
Il Presidente del Tribunale di Nicosia, Dott.ssa Anna Grazia Caserta;
Il Procuratore della Repubblica di Nicosia, Dott. Fabio Scavone;
Il Presidente della Provincia Regionale di Enna;
Il Presidente del Consiglio Comunale di Nicosia, Dott.ssa Maria Di Costa;
I Sigg.ri Sindaci ed ai Presidenti dei Consigli Comunali degli Comuni dei circondari di Nicosia e di Mistretta;
Il Presidente dell’ANM di Caltanissetta Cons. Giovanbattista Tona;
Il Presidente del Consiglio dell’Ordine di Nicosia Avv. Filippo Mingrino;
Il Presidente del COA distrettuale di Caltanissetta Avv. Giuseppe Iacona;
I Presidenti dei Consigli dell’Ordine degli Avvocati dei Tribunali “minori” della Sicilia;
I delegati dell’OUA e l’Avv. Michele Riggi della Giunta nazionale dell’OUA;
L’Avv. Walter Pompeo, Presidente del COA di Caltagirone e Presidente Nazionale degli Ordini dei Tribunali minori;
Il Prof. Giovanni Puglisi: Rettore Università Kore di Enna;
Il Dott. Nino Nasone: segretario nazionale UIL settore giustizia;
I Sigg.ri Parlamentari On.le Edoardo Leanza e Paolo Colianni.
Dopo il saluto del Sindaco di Nicosia ai convegnisti e l’intervento del Presidente del Consiglio Comunale, Dott.ssa Maria Di Costa, si è dato inizio formalmente al Consiglio Comunale Straordinario, che è stato tenuto in sede di convegno.
L’evento-convegno è stato, infatti, preceduto da un Consiglio Comunale Straordinario: il massimo consesso civico della città, infatti, per manifestare in maniera forte e simbolica la contrarietà della cittadinanza e dell’intero circondario contro la paventata soppressione del Tribunale di Nicosia che determinerebbe la “desertificazione”, sociale, economica e culturale di questo territorio ha proceduto ad una riunione contestualmente ai lavori congressuali.
La DUE GIORNI si è articolata in due momenti:
Venerdì 29 giugno - presso il Cinema Cannata - I° CONVEGNO REGIONALE: momento più istituzionale e politico sul tema:
le ragioni del nostro no alla nuova geografia giudiziaria
presieduto dall’Avv. Salvatore Timpanaro
Sabato 30 giugno – presso l’auditorium del Liceo Classico: TAVOLA ROTONDA:
legge delega 148/2011: limiti applicativi – le ragioni della deroga
presieduta dal dott. Riccardo Fuzio, componente CSM - varie relazioni
Alla Duegiorni si è parlato, sia da un punto di vista politico e istituzionale che tecnico-giuridico, in particolare di Giustizia di prossimità.
Relazione introduttiva dell’Avv. Salvatore Timpanaro
Dall' intervento
dell’Avv. Timpanaro:
- La Giustizia, pur in presenza di congiunture particolari non può essere gestita in termini di mera “produttività aziendale”, poiché essa è, e rimane, un bisogno primario della collettività – servizio pubblico essenziale i cui costi devono considerarsi come socialmente utili e doverosamente assorbibili
- Non devono, inoltre, venir meno le esigenze di salvaguardare la giustizia di prossimità che avevano portato ad istituire le attuali sedi.
- Gli obiettivi di risparmio e di efficienza, posti a base della legge delega, non si raggiungono con l’indiscriminata e generica soppressione degli Uffici giudiziari, quanto piuttosto con una oculata e condivisa riorganizzazione sul territorio degli attuali Uffici; potenziando, anche sotto il profilo dell’alta tecnologia, proprio quegli Uffici di prossimità,
L’Avv. Timpanaro ha proceduto poi
- ad approfondire le problematiche della Giustizia di prossimità;
- ad una comparazione tra risparmio atteso ed efficienza auspicata e costi indiretti – derivanti dalla sopressione dei tribunali sub-provinciali - che ricadrebbero sui cittadini, sulle amministrazioni pubbliche, sulle aziende
Immagini della Duegiorni
Con l'Avv. Piergiacomo La Via, Presidente del Coordinamento Unitario al tavolo della presidenza
Il tavolo della presidenza del convegno
“Duegiorni” in difesa del Tribunale
Venerdì 29 giugno 2012 – Nicosia Cinema Cannata:
I° Convegno regionale: le ragioni del nostro no alla nuova geografia giudiziaria
Da sinistra: l'On. Edoardo Leanza, il Cons. Riccardo Fuzio del C.S.M., l'Avv. Piergiacomo La Via Presidente del Coordinamento Unitario, l'Avv. Salvatore Timpanaro, il Dott. Sergio Malfitano Sindaco di Nicosia, la Dott.ssa Maria Di Costa, Presidsente del Consiglio Comunale di Nicosia, l'Avv. Filippo Mingrino Presidente del C.O.A. di Nicosia, l'Avv. Pino Matarazzo.
Intervento dell'Avv. Giuseppe Iacona, Presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati Distrettuale di Caltanissetta.
Inizio del lavori - Relazione introduttiva dell'Avv. S.Timpanaro
Il Presidente della Corte d'Appello di Caltanissetta, S.E. Salvatore Cardinale ed il Procuratore Generale, S.E. Roberto Scarpinato
I vertici della Corte d'Appello nissena intervengono al convegno.
Il parterre: i Sindaci del circondario
Intervento di S.E. Roberto Scarpinato, Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Caltanissetta; già storico Pretore di Nicosia
Immagini dal parterre
Da sinistra: il Dott. Fabio Scavone, Procuratore della Repubblica di Nicosia; l'Avv. Giuseppe Iacona, Presidente COA di Caltanissetta, l'Avv. Michele Riggi, Giunta Nazionale OUA e il Dott. Cataldo Salerno, Presidente Fondazione Università CORE di Enna
Il Presidente della Corte S. Cardinale, il Presidente del Tribunale di Nicosia Dott.ssa Anna Grazia Caserta, il Procuratore Generale Scarpinato, e il Consigliere Giovanbattista Tona, Presidente A.N.M. Distrettuale di Caltanissetta
Immagini della tavola rotonda - Sabato 30 giugno
Sabato 30 giugno Nicosia auditorium Liceo Classico
tavola rotonda legge delega 148/2011: limiti applicativi – le ragioni della deroga
Immagini della tavola rotonda - L'intervento dell'Avv. Timpanaro
da sinistra: il Cons. Giovanbattista Tona, relatore del convegno; l'Avv. Walter Pompeo, Presidente degli Ordini Minori; il Cons. Riccardo Fuzio del CSM;l'avv. Michele Riggi della Giunta nazionale dell'OUA e l'Avv. Salvatore Timpanaro.
COORDINAMENTO UNITARIO PER IL TRIBUNALE RIUNIONE DEL 3 SETTEMBRE '12 - Sala Riunioni Studio Timpanaro
Sala riunioni dello Studio Timpanaro - 3 settembre 2012
IMMAGINI DELLA RIUNIONE DEL 3 SETTEMBRE '12 presso Sala Riunioni Studio Timpanaro - Palazzo Cirino, via Fratelli Testa, 53
(da sinistra: l'On. Edoardo Leanza; l'Avv.Piergiacomo La Via, Presidente del Coordinamento Unitario; l'Avv. Filippo Mingrino, Presidente COA di Nicosia; l'Avv. Salvatore Timpanaro; la Dott.ssa Maria Di Costa, Presidente Consiglio Comunale di Nicosia; l'Avv. Gianfranco Militello)
Intervento dell'Avv. Salvatore Timpanaro. In primo piano: il Dott. Sergio Malfitano, Sindaco di Nicosia.
(in primo piano: la Dott.ssa Maria Di Costa, Presidente Consiglio Comunale di Nicosia).
Manifestazione ANCI-OUA - Sit In Romano in Piazza Montecitorio - 24 luglio 2012
Manifestazione ANCI-OUA - Roma, Piazza Montecitorio
ROMA 24 LUGLIO 2012 - Manifestazione ANCI-OUA
Al centro il Sindaco di Nicosia, Dott. Sergio Malfitano, con il gonfalone della Città.
Al centro l'Avv. Maurizio De Tilla, Presidente nazionale dell'O.U.A.
Sit-in in PIazza Montecitorio - 25/26 luglio 2012
Interviste durante il SIT IN - ROMA 25 LUGLIO 2012 -
INCONTRI POLITICI PER SALVARE IL TRIBUNALE
25 ottobre 2012 - Incontro con il Sen. Antonio Di Pietro, leader nazionale dell'IDV
26 ottobre 2012 - Incontro con l'On. Pierferdinando Casini, leader nazionale dell'UDC
Ennesima iniziativa del cordinamento unitario per salvare il Tribunale di Nicosia
L’Avvocato Timpanaro autore del ricorso alla Corte Costituzionale: LA DIFESA DEL TRIBUNALE E’ UN ATTO DI “CARITÀ CIVICA” >>
Articolo su <<...inDIALOGO >> N. 45 del 27 gennaio 2013
Difendere il Tribunale di Nicosia – afferma l’avvocato Salvatore Timpanaro – è un atto di “carità civica”: carità in senso etimologico di benevolenza, affetto, amore verso la civitas, verso la propria città.
Caritas indicava che qualcosa o qualcuno era carus, e in particolare il sentimento di stima o addirittura di amore: e proprio in questo senso Cicerone parlava della caritas patriae, amore verso la patria; anche oggi la carità di patria è uno dei valori civili fondamentali.
A prescindere, quindi, dal più alto significato religioso - nella teologia cristiana è una delle tre virtù teologali, insieme a fede e speranza – la carità civica può, laicamente, comprendere ogni forma di volontariato e di servizio verso la collettività >>.
continua Timpanaro – ho ritenuto di avviare l’ennesima iniziativa del Coordinamento per scongiurare la soppressione del Tribunale: il ricorso alla Corte Costituzionale.
Il Tribunale, del resto, rappresenta per Nicosia non solo un presidio di legalità e giustizia ed un servizio essenziale per i cittadini dell’intero comprensorio, ma anche un volano per l’economia locale, un momento di attrazione e di coagulo per i paesi viciniori, uno storico fattore di prestigio per la comunità nicosiana, un’agenzia di promozione culturale e sociale; la punta di diamante dell’intera comunità >>.
E’ stato depositato in data 10 gennaio il ricorso al Giudice del Lavoro presso il Tribunale di Nicosia in favore dei dipendenti del Tribunale; ennesimo tentativo del Coordinamento Unitario per cercare di salvare gli uffici giudiziari cittadini.
Il ricorso è stato proposto nell’interesse di 31 dipendenti, di cui otto dipendenti dall’ufficio della Procura della Repubblica, nove tra ufficiali giudiziari e appartenenti all’ufficio notifiche e quattordici dipendenti delle varie cancellerie del Tribunale.
La bozza – redatta dall’Avv. Arianna Pagliazzo dello studio Timpanaro & Partners – è stata approvata dal Comitato Tecnico Scientifico e da un pool di una ventina di avvocati coordinati dall’avv. Salvatore Timpanaro.
Il ricorso – che sarà notificato all’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Caltanissetta e che è già stato assegnato al giudice del lavoro Dott. Riccardo Trombetta - viene proposto contro il Ministero della Giustizia, la Corte di Appello di Caltanissetta e la Procura Generale della Repubblica.
E’ stato impugnato l’interpello distrettuale del 17 ottobre 2012, finalizzato alla ridistribuzione del personale “perdente posto” ed alla copertura dei posti vacanti nel distretto della Corte d’Appello di Caltanissetta; nonché l’accordo sindacale siglato presso il Ministero della Giustizia in data 9 ottobre 2012 e la Circolare del Ministero stesso.
Con il ricorso – chiarisce il responsabile del pool legale avv. Timpanaro - viene proposta la questione di legittimità costituzionale sia della legge delega del 14 settembre 2011 sia del decreto legislativo n. 155 del 7 settembre 2012, segnatamente in ordine all’inclusione del Tribunale di Nicosia nell’elenco degli uffici giudiziari soppressi.
L’eccezione di incostituzionalità è stata proposta sotto molteplici profili. Abbiamo denunciato alla Corte Costituzionale la violazione degli articoli 70, 72 e 77 della Costituzione che concernono l’iter di formazione della legge e l’eccesso di delega, nonché dell’articolo 3 (violazione del principio di eguaglianza), dell’art.24 (violazione del diritto di difesa in giudizio); dell’art. 25 (violazione del principio del giudice naturale) dell’art. 76 (violazione della potestà legislativa del Parlamento e straripamento di poter del governo) e dell’art. 97 (violazione del principio del buon andamento della pubblica amministrazione) della Costituzione >>
Nel nostro ordinamento i singoli cittadini non possono proporre “in via principale” una questione di legittimità costituzionale di una norma. La questione può essere sollevata solo come eccezione – si dice “in via incidentale” - cioè incidentalmente nell’ambito di un procedimento giudiziario. E’ per questo che abbiamo deciso di impugnare l’interpello distrettuale avanti al giudice del lavoro di Nicosia. Impugneremo, in seguito, avanti al TAR i singoli atti amministrativi con i quali si dovesse concretamente dare l’avvio al trasferimento. Proporremo, infine, l’eccezione di incostituzionalità nei singoli procedimenti, civili e penali, non appena saranno fissate le udienze avanti il Tribunale di Enna >>.
Difendere il Tribunale di Nicosia – lo ribadiamo - è un atto di “carità civica”. Deprechiamo ogni atteggiamento rinunciatario e di passiva rassegnazione al factum principis. Non demordiamo e non consideriamo ancora persa la battaglia.
Del resto ci conforta il pensiero di Madre Teresa di Calcutta - con il quale ci piace concludere questa breve intervista - : Nel nostro servizio non contano i risultati, ma quanto amore mettiamo in ciò che facciamo >>.
Giornale di Sicilia - Giovedì 7 febbraio 2013
Costituita la sezione dell'Anai e intensificata la lotta per il Tribunale
Abbiamo intervistato raggiugendolo telefonicamente il neo-presidente della Sezione di Nicosia dell’A.N.A.I. che ci ha dichiarato:
La Sicilia-Giovedì 7 febbraio 2013
6 marzo 2013 - Viene sollevata avanti al Tribunale di Nicosia in composizione monocratica-Giudice Dott. Tigano la questione di legittimità costituzionale del decreto legislativo di revisione della geografia giudiziaria IN DIFESA DEL TRIBUNALE DI NICOSIA
Immagini dell'arringa dell'Avv. Timpanaro mentre viene illustrata al giudice la questione di legittimità costituzionale.
Gli avvocati Timpanaro, Anna Maria Gemmellaro e Piergiacomo La Via
Dall'articolo sul GdS del 10 marzo 2013:
<<...mentre il 20 marzo si apre davanti al giudice del lavoro l'udienza del ricorso presentato dal Comitato Tecnico-Scientifico del Coordinamento Unitario di cui è responsabile l'avvocato Salvatore Timpanaro, per i 31 dipendenti del palazzo di giustizia che hanno impugnato l'interpello distrettuale di trasferimento per sollevare davanti alla Consulta la questione di legittimità costituzionale >>
<< A nome dell'Avvocatura, Timpanaro ha illustrato i profili di incostituzionalità del decreto legislativo di revisione della geografia giudiziaria e di soppressione del Tribunale di Nicosia >>.
Un momento della lunga arringa difensiva dell'Avv. Timpanaro
DISCUSSA LA QUESTIONE DI LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE AVANTI AL TRIBUNALE PENALE DI NICOSIA. LA PROCURA SI ASSOCIA
Gli avvocati Salvatore Timpanaro e Piergiacomo La Via – a nome di tutta l’avvocatura nicosiana – discutono la questione di legittimità costituzionale della legge di revisione della geografia giudiziaria.
NICOSIA- 21 marzo 2013 All’udienza penale, avanti al Tribunale monocratico, giudice Dottor Giuseppe Tigano, chiamate le cause penali, al momento del rinvio davanti al Tribunale di Enna per data successiva al 13 settembre 2013, gli avvocati Salvatore Timpanaro e Piergiacomo La Via – a nome di tutta l’avvocatura nicosiana – hanno sollevato la questione di legittimità costituzionale. Per Primo interviene, con una appassionata e lunga arringa difensiva, l’Avv. Salvatore Timpanaro (nella foto). Nel prologo ribadisce che la difesa del tribunale è un atto di “carità civica” cioè di amore verso la città da parte degli avvocati del foro di Nicosia.
Si commuove l’avvocato Timpanaro quando ricorda che in queste aule indossò esattamente trent’anni fa la toga ed ora interviene in quello che ha definito “il crepuscolo del tribunale”. Illustra poi, lungamente i vari profili di incostituzionalità delle recente legge di revisione della geografia giudiziaria che prevede l’accorpamento del Tribunale di Nicosia a quello di Enna. Con il primo profilo denuncia la violazione dell’art. 76 della costituzione e, quindi, l’eccesso di delega; con il secondo motivo sostiene la violazione degli artt. 72, 76 e 77 Cost. essendo la norma di delega una norma eterogenea, una disposizione “eccentrica” introdotta (“intrusa”) ex novo in sede di conversione di un precedente decreto legge; con il terzo motivo è stata lamentata la violazione della legge delega, la quale prevedeva una deroga in relazione alla situzione infrastrutturale e, quindi, la violazione degli artt. 3 (principio di uguaglianza), 24 (diritto di difesa), 25 (principio del giudice naturale precostituito per legge) e 97 principio del buon andameto ed efficienza della pubblica amministrazione) della costituzione. Lamenta, infine, la violazione dell’articolo 5 della Carta Costituzionale, il quale tra i principi fondamentali prevede che la Repubblica “adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento”.
L’avv. Timpanaro, infine, effettua una imponente produzione documentale per sostenere le proprie tesi e chiede la sospensione dei processi e la rimessione degli atti alla Corte Costituzionale: “E’ lì – conclude il professionista dopo un’arringa difensiva di quasi due ore – davanti al giudice delle leggi che faremo valere le nostre ragioni contro la dissenata legge di revisione della geografia giudiziaria voluta dal governo dei ragionieri”. Interviene, quindi, l’avv. Piergiacomo La Via che illustra vari pareri giuridici di costituzionalisti e, da ultimo, quello commissionato dal Coordinamento Unitario al Prof. Salvatore Curreri, docente di diritto costituzionale alla Kore di Enna. Alla fine tuti gli altri avvocati si associano alle argomentazioni ed alle eccezioni degli avvocati Timpanaro e La Via. Tra i dipendenti del Tribunale qualcuno è in lacrime.
La Procura della Repubblica – rappresentata dal Sostituto Dott.ssa Fiammetta Modica – si associa e dichiara di condividere la questione di legittimità costituzionale. Il Giudice Tigano – che ha ascoltato attentamente i lunghi interventi dei due rappresentanti del Coordinamento Unitario – si riserva di decidere e, anche per studiare l’imponente produzione documentale, fissa l’udienza del al 24 maggio non senza avere prima ringraziato “per gli interventi di altissimo profilo”.
Vai al testo integrale della MEMORIA DIFENSIVA
Memoria ex art. 121 cod. proc. pen.
Istanza di remissione degli atti
Al banco della Difesa gli avvocati La Via e Timpanaro
Giornale di Sicilia, mercoledì 24 aprile 2013
GIUSTIZIA-La Corte Costituzionale ha anticipato la decisione sui ricorsi sollevati contro la nuova geografia giudiziaria
NICOSIA, LA BATTAGLIA PER IL TRIBUNALE
CRESCE LA SPERANZA DI POTERLO SALVARE
"Esprimiamo soddisfazione - commenta Salvatore Timpanarom presidente della sezione cittadina dell'ANAI e autore della memoria con cui è stata sollevata la questione di legittimità costituzionale dinanzi al Tribunale cittadino che sarà decisa a maggio prossimo - è prevalsa in sede giurisdizionale quella ragionevolezza che è mancata in sede politica perché non avrebbe avuto senso decidere la questione a trasferimento effettuato"
Giornale di Sicilia - 25 maggio 2013
La Sicilia - 25 maggio 2013
Giornale di Sicilia, martedì 16 luglio '13
LA SICILIA - Sabato 20 luglio 2013
La Sicilia - Mercoledì 31 luglio 2013
Tribunale dei Nebrodi
(Documento emendato)
Presupposti e lineamenti essenziali della proposta congiunta
dei Comuni degli attuali Circondari di Mistretta e Nicosia
e dell’Avvocatura di entrambi i fori
Proposta da attuarsi a mezzo di un decreto correttivo ai sensi dell’art. 1 comma 5° L. 14 settembre 2011 n. 148
A seguito dell’assemblea congiunta, tenutasi in data 11 luglio 2013, in Mistretta, presso la Sala Consiliare, tra avvocati dei fori di Nicosia e Mistretta ed amministratori delle due comunità ed alla luce delle successive conferenze, segnatamente della riunione del 13 settembre 2013, svoltasi presso l’aula delle udienze del Tribunale amastratino, è stata confermata la già formulata proposta – già lungamente sollecitata dai territori e corrispondente alle aspirazioni delle popolazioni dei due circondari - di dar vita al Tribunale dei Nebrodi.
Tale Ufficio Giudiziario, in ipotesi, andrebbe a sostituire gli attuali soppressi Tribunali di Mistretta e Nicosia e si articolerebbe su due sedi: Nicosia, come sede principale, e Mistretta, come sezione staccata, con unica Presidenza, unica Procura della Repubblica ed unico organico di magistrati giudicanti e di magistrati requirenti.
Il nuovo Tribunale, da un lato, garantirebbe un importante presidio di legalità all’interno di una vasta area con fatiscenti collegamenti viari e ad alto tasso di criminalità organizzata e, dall’altro, verrebbe ad ottimizzare il rapporto magistrato/processo, raggiungendo all'incirca il parametro ministeriale.
La proposta che segue è stata approvata dai 19 comuni interessati.
La delibera viene, pertanto, trasmessa al Ministero per l’emanazione di un decreto correttivo ai sensi dell’art. 1 comma 5° L. 14 settembre 2011 n. 148 (legge delega).
Il Tribunale dei Nebrodi é un'ipotesi di ufficio giudiziario che nasce a seguito dell'emanazione del DECRETO LEGISLATIVO 7 settembre 2012, n. 155 (Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero, a norma dell'articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148), che – a parere dei proponenti - non ha tenuto conto del principio contenuto nelle legge delega n. 148./2011: il bacino d'utenza in rapporto alle infrastrutture relative ai collegamenti ed alla criminalità organizzata (art. 1 lett. b).
Ed, invero, la violazione di tale principio legislativo comporta che una vastissima area della Sicilia, con fatiscenti collegamenti viari (cfr. allegate relazioni del Prof. Fasone e del Prof. Antonio Purpura) e ad alto tasso di criminalità organizzata (cfr. Relazione del Presidente della Corte di Appello di Caltanissetta Salvatore Cardinale e relazione congiunta del Presidente della Corte e del Procuratore Generale Roberto Scarpinato e Relazione Prof. Antonio Purpura), resterà priva di presidi di legalità.
Sulla criminalità organizzata, si tenga conto che la Sicilia é terra di mafia e la mafia non agisce a "macchia di leopardo", ma in maniera uniforme sull'intero territorio, compreso quello nebroideo.
Solo alcuni esempi: Rampulla, l'artificiere della strage di Capaci fa parte dell'omonima famiglia mistrettese; il piccolo Di Matteo (poi sciolto nell'acido) venne tenuto prigioniero per qualche tempo in una "masseria" ad alcuni chilometri da Nicosia e, più o meno nella stessa zona (definita dai vertici provinciali dei carabinieri come morfologicamente idonea a nascondere latitanti) da ultimo si rifugiava uno dei più sanguinari capi della "stidda" gelese, Daniele Emanuello, ucciso in un conflitto a fuoco con i carabinieri.
Va sottolineato, sul punto, che la soppressione dei Tribunali comporterà anche la soppressione delle rispettive Procure e sezioni di Polizia Giudiziaria e che alla soppressione di tali uffici giudiziari ne seguirebbe a ruota quella delle rispettive Compagnie dei Carabinieri, delle "Tenenze" della G.d.F, dei Commissariati di P.S. o comunque il loro drastico ridimensionamento.
Le condizioni strutturali relative ai collegamenti (gli esempi di Capizzi e di Castel di Lucio sono emblematici, rispettivamente per il Circondario di Nicosia e per quello di Mistretta) e quelle relative alla presenza della criminalità organizzata avrebbero ampiamente giustificato l’applicazione della deroga prevista nella legge delega (L. 14 settembre 2011 n. 148) e di cui alle lett. b) ed e) dell’art. 1 comma 2 ed il conseguente mantenimento di entrambi i “Tribunali di montagna”
Il Tribunale dei Nebrodi é dunque una ipotesi subordinata, ma assolutamente indispensabile al fine di non lasciare il territorio sguarnito di alcun presidio di legalità.
Il bacino d’utenza dell’istituendo ufficio giudiziario risulterebbe dalla sommatoria delle due popolazioni dei rispettivi attuali circondari (70.000 abitanti + 24.000).
I Comuni da ricomprendere sono gli esistenti otto del circondario Amastratino (Mistretta, Motta, Reitano, Pettineo, Tusa, Santo Stefano, Caronia, Castel di Lucio) e gli undici di quello Nicosiano (Nicosia, Leonforte, Assoro, Nissoria, Agira, Regalbuto, Gagliano, Troina, Cerami, Capizzi e Sperlinga).
Il nuovo ufficio giudiziario avrebbe così una popolazione di quasi 100.000 abitanti e ben 19 comuni e sarebbe destinato a diventerebbe una ragguardevole struttura giudiziaria
La ridefinizione dell’assetto territoriale dei due uffici giudiziari aventi circondari limitrofi ed unificati in un unico Tribunale consente l’incremento di efficienza, in un’operazione di bilanciamento che, peraltro, tiene conto sia della performance del servizio giustizia (secondo i noti criteri di tale ridefinizione: estensione del territorio; numero degli abitanti; carichi di lavoro; indice delle sopravvenienze) ma anche doverosamente delle specificità territoriali del bacino di utenza, anche con riguardo alla situazione infrastrutturale ed al tasso d'impatto della criminalità organizzata; scongiurando, del resto, la desertificazione economica derivante ai territori dalla chiusura dei due tribunali.
2. Le disattese ragioni della deroga (art. 1 comma II° della Legge 14 settembre 2011, n. 148)
La lett. b) della legge delega imponeva che le decisioni de Governo tenessero conto, nel ridefinire l’assetto territoriale degli uffici giudiziari, “dell’estensione del territorio,del numero degli abitanti, dei carichi di lavoro e dell’indice delle sopravvenienze, della specificità territoriale del bacino di utenza anche con riguardo alla Ø situazione infrastrutturale e del Ø tasso di impatto della criminalità organizzata, nonché della necessità di razionalizzare il servizio giustizia nelle grandi aree metropolitane”.
La successiva lettera c) recita testualmente “ridefinire l’assetto territoriale degli uffici requirenti non distrettuali, tenuto conto…della possibilità di accorpare più uffici di procura anche indipendentemente dall’accorpamento dei rispettivi tribunali, prevedendo, in tali, casi, che l’ufficio di procura accorpante possa svolgere le funzioni requirenti in più tribunali e che l’accorpamento sia finalizzato a esigenze di funzionalità ed efficienza che consentono una migliore organizzazione dei mezzi e delle risorse umane, anche per raggiungere economia di specializzazione ed una più agevole trattazione dei procedimenti”
Alla lettera d) si legge, poi, di “procedere alla soppressione ovvero alla riduzione delle sezioni distaccate di tribunale, anche mediante accorpamento ai tribunali limitrofi, nel rispetto dei criteri di cui alla lettera b)”, mentre la successiva lettera e) imponeva di "assumere come prioritaria linea di intervento, nell'attuazione di quanto previsto dalle lettere a), b), c) e d), il riequilibrio delle attuali competenze territoriali, demografiche e funzionali tra uffici limitrofi della stessa area provinciale caratterizzati da rilevante differenza di dimensioni".
In violazione di tutte tali norme, il legislatore delegato ha ecceduto la delega (che prevedeva la possibilità anche della mera riduzione mediante accorpamento, e non necessariamente della soppressione), disponendo invece nell’allegato A la soppressione indiscriminata, non tenendo, così conto di quanto costantemente affermato dal C.S.M. in ordine alla specificità dei territori caratterizzati dalla presenza della criminalità organizzata, per i quali è possibile derogare dai parametri di dimensionamento ottimale delle sedi e dei loro bacini d’utenza.
Per quanto riguarda il territorio del circondario dei Tribunali di Mistretta e Nicosia, la prima specificità è costituita dalla ridottissima e difficilissima accessibilità delle sedi giudiziarie accorpanti di Patti e di Enna (e di qualsiasi altra possibile sede diversa) dai territori di molti dei Comuni limitrofi, anche di alta montagna, appartenenti ai rispettivi circondari (Castel di Lucio, Capizzi, Troina).
Non può, infatti, non tenersi conto della geografia della zona nord della Provincia di Enna e del territorio nebroideo al centro della Sicilia.
Si tratta dei Comuni più elevati della regione siciliana, comuni montuosi, ricadenti in territori montani siti nel cuore della Sicilia, taluni ubicati sino ad 1100-1200 metri di altitudine, serviti da pessime infrastrutture, per i quali non solo è inesistente ed impensabile alcun collegamento ferroviario, ma vi è carenza anche di diretti collegamenti di linea col capoluogo di provincia (si evidenzia che il Comune di Capizzi è addirittura ricadente nel territorio della Provincia di Messina), raggiungibile da essi unicamente col mezzo privato, su percorsi a volte anche di montagna che arrivano sino ai 80 km di distanza, con lunghissimi tempi di percorrenza già nelle migliori condizioni climatiche e addirittura proibitivi nelle peggiori.
Così analogamente per i Comuni dell’estremo lembo della Provincia di Messina rispetto alla sede accorpante (Patti).
Non si può tacere, pertanto, della tragica situazione che riguarda la viabilità.
Pesanti disagi soffrirebbe una vasta fascia di utenza dell’area Nord della Sicilia derivante proprio dalla situazione geografica del territorio, dalla cronica carenza di vie di comunicazione adeguate, dal rischio di non potere raggiungere il capoluogo durante l’inverno a causa delle condizioni climatiche che spesso causano la chiusura di arterie viarie di collegamento per ghiaccio e neve. Mediamente in inverno per raggiungere Enna da Nicosia ci vuole circa un’ora, ma se si arriva da un Comune come Cerami, Capizzi, o Sperlinga, i tempi diventano decisamente più lunghi.
La tormentata orografia dei luoghi dei comuni del territorio ennese nonché la situazione della viabilità è tale da far apparire assurda ed improponibile la concentrazione nel capoluogo della provincia degli uffici giudiziari del circondario di Nicosia, con i gravosissimi disagi ed aggravi economici per tutti coloro che – quotidianamente o saltuariamente – fruiscono di detti uffici o ivi si recano per ragioni lavorative.
Le stesse considerazioni valgono per il territorio compreso nell’area dei Nebrodi Occidentali, posta all’estremo limite della Provincia di Messina e coincidente con l’attuale circondario del Tribunale di Mistretta: territorio con una marcata connotazione montana.
I comuni ricadenti in detta “area interna” distano dalla sede accorpante di Patti, in media, oltre 100 Km e tutta la zona, classificata montana, per la sua specificità territoriale e per le carenze infrastrutturali, a causa di scarsi o inesistenti collegamenti viari e ferroviari con la sede accorpante, condizionano seriamente l’accesso delle popolazioni residenti ai servizi di giustizia.
Di qui la formale richiesta dei Sindaci dei Comuni dei due Circondari per la conservazione dei Tribunali di Mistretta e di Nicosia ed, in subordine, per la creazione di un unico Tribunale dei Nebrodi, proprio per la “specificità” del bacino di utenza in relazione alla oggettiva situazione infrastrutturale e viaria.
I Tribunali di Mistretta e di Nicosia hanno una loro “specificità” poiché amministrano la giustizia su un vasto territorio con caratteristiche omogenee ma isolato a causa della particolare situazione di dissesto delle strade e dei collegamenti.
La soppressione del Tribunale di Nicosia e di quello di Mistretta, del resto, determinerebbe la “desertificazione” sociale, economica e culturale del territorio, con conseguenze economiche e sociali disastrose per i due circondari.
Integre sussistevano, pertanto, e si imponevano le ragioni della deroga che – disattese ed obliterate in sede di emanazione delle norme delegate - si riflettono in termini di violazione della legge delega (art. 1 comma II° della LEGGE 14 settembre 2011, n. 148 – di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, recante ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo - contenente la Delega al Governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari) .
La norma detta i principi e criteri direttivi ai quali il Governo doveva attenersi nell’esercizio della delega. Non era prevista, pertanto, la soppressione meccanica ed automatica, tout court, dei tribunali cosiddetti “minori”, ma la ridefinizione dell’assetto territoriale degli uffici giudiziari “di primo grado” anche mediante attribuzione di porzioni di territori a circondari limitrofi.
E’ da ritenere, quindi, che già de iure condito nel rispetto della norma prevista nella legge delega fosse possibile e necessario mantenere il Tribunale di Nicosia e quello di Mistretta, in relazione alla “specificità territoriale del bacino di utenza” sotto il DUPLICE PROFILO già delineato dalla disposizione normativa:
La necessità di permanenza del Tribunale di Mistretta, quale presidio di legalità, si ricava dal fatto che l’intero territorio è sede stabile e storica di “famiglie criminali” che sono organicamente inserite nella gerarchia di Cosa Nostra, così come risulta dalle Relazioni del 2006 e del 2011 presentate da due distinte Commissioni Parlamentari d’inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata dalle quali si ricava, sulla base di precisi riscontri, l’esistenza di una “famiglia” mafiosa mistrettese, organicamente inserita nella più ampia organizzazione mafiosa regionale, all’interno della quale svolge fondamentali funzioni di cerniera fra “Cosa Nostra” palermitana, la mafia catanese e quella calabrese. In esse si legge, infatti, che << sull’esistenza della famiglia di Mistretta hanno reso precise informazioni alla Commissione il procuratore distrettuale antimafia ed il sostituto della DDA delegato per la zona, che hanno riferito di plurime dichiarazioni di collaboratori di giustizia sulla composizione della cosca oltre che su i suoi rapporti con Cosa Nostra>>.
Mentre la necessità della permanenza del Tribunale di Nicosia - quale presidio di legalità ed alla luce della situazione infrastrutturale dell’intero circondario - è stata autorevolissimamente sostenuta dal Presidente della Corte di Appello di Caltanissetta, S.E. Salvatore Cardinale, che, nella Relazione sull’amministrazione della giustizia nel periodo dal 1 luglio 2010 – 30 giugno 2011 [All. 1] in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario in data 27 gennaio 2012 ha mirabilmente sintetizzato - cfr. pag. 34 - le decisive ragioni che univocamente militavano per il mantenimento dell’ufficio giudiziario:
Il Primo Magistrato del Distretto nisseno ha, in tal guisa, non solo sottolineato la << necessità di conservare >>, ma altresì quella di<< potenziare mediante nuove aggregazioni territoriali >> il Tribunale di Nicosia.
Il Circondario del Tribunale di Nicosia – dislocato nella zona nord della Provincia di Enna, ne copre quasi la metà del territorio, comprendendo, altresì, Capizzi, comune montano della Provincia di Messina che orbita, tuttavia, per sua giacitura geografica, vocazione naturale e situazione economica su Nicosia; mentre il Circondario del Tribunale di Mistretta è ubicato all’estremo limite della Provincia di Messina, a confine con le province di Palermo ed Enna, in zona prettamente montana.
Fra i due circondari e i confinanti comuni dell’area madonita e nebroidea esistono da sempre affinità storiche e diffusa omogeneità economico-sociale che per effetto della realizzazione del costruendo dorsale Santo Stefano Camastra – Gela (la c.d. “Strada dei Due Mari”) potranno trovare a breve migliore integrazione economico-territoriale.
Il territorio – collocato al centro dell’Isola ed alla confluenza delle province di Enna, Messina, Palermo e Caltanissetta – soffre di uno storico deficit infrastrutturale. Sono assenti linee ferroviarie. Scarsi e deficitari i servizi pubblici di trasporto, non consentono sufficienti collegamenti tra i vari centri (montani e difficilmente raggiungibili) ed il capoluogo di Provincia (Enna) o l’ufficio accorpante di Patti.
La rete di comunicazione stradale è in condizioni disastrose. Non è una iperbole definire le strade che collegano i comuni dell’entroterra amastratino a Patti e Nicosia a Enna ed agli altri paesi della zona nord come “mulattiere” difficilmente percorribili, soggette a frequentissime interruzioni a causa delle condizioni climatiche (neve), frane, smottamenti e slavine.
B) SPECIFICITÀ TERRITORIALE DEL BACINO DI UTENZA: TASSO D’IMPATTO DELLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA
Quanto al tasso d’impatto della criminalità organizzata, volendo ancorare la presente proposta a dati oggettivi e a inoppugnabili documenti giudiziari, va fatto ancora riferimento alla relazione del Primo Presidente della Corte nissena sull’amministrazione della giustizia nel periodo dal 1 luglio 2010 – 30 giugno 11, laddove a pagina 36 si legge:
Ancor più gravi preoccupazioni sul piano dell’impatto della criminalità organizzata sono state espresse nella nota congiunta del Presidente della Corte di Appello di Caltanissetta, S.E. Salvatore Cardinale, e del Procuratore Generale, S.E. Roberto Scarpinato, del 20 dicembre 2012, prot. U. 6828 del 21.12.2011, inviata al Ministro della Giustizia, alla quale si rimanda per relationem perfectam [All. 2].
L’area attuale del circondario di Mistretta è connotato dalla presenza di “presidi” criminali, cioè di “famiglie” mafiose che sono organicamente inserite nella gerarchia di governo di Cosa Nostra. Ciò si ricava:
* dalle relazioni di due distinte Commissioni Parlamentari d’inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata, sopra richiamate, per gli anni 2006 e 2011, l’una con Presidenza Centaro e l’altra con Presidenza Pisanu, in cui si afferma che “la famiglia di Mistretta risulta avere caratteri di particolarità ed atipicità rispetto all’intero fenomeno mafioso messinese. Appare inserita nel mandamento palermitano di San Mauro Catelverde e rappresenta una sorta di finestra di Cosa Nostra palermitana sulla provincia di Messina. Peraltro Mistretta funge da snodo, da cerniera geografica tra le province di Palermo, Messina e Catania, circostanza che giustifica una sorta di “vocazione criminale” della zona”;
* dalla relazione di minoranza presentata dall’On.le Lumia in cui si legge che
<< La principale organizzazione criminale presente in provincia di Messina e connotata dal paradigma indicato nell’art. 416-bis c.p. è naturalmente “cosa nostra”, radicata nel territorio di Mistretta ed in quello di Barcellona P.G..(per la presenza di personaggi di indubbia rilevanza: Pietro Rampulla, uomo d’onore della famiglia di Mistretta (l’artificiere della strage di Capaci), Sebastiano Rampulla, anello di contatto fra “Cosa nostra” palermitana e la fascia tirrenica messinese, e Giovanni Tamburello, capo dell’area dei Nebrodi occidentali>>;
* dalla relazione sullo stato delle giustizia penale 1° luglio 2009/30 giugno 2010, del Dott. Guido Lo Forte, Procuratore della Repubblica di Messina, in cui si mettono in risalto le associazioni mafiose della “fascia tirrenica” e la presenza della “famiglia di Mistretta”.
Deve ritenersi, pertanto, alla stregua della lettera e dello spirito della legge delega, come obbligatoria ed inderogabile la deroga ai rigidi parametri meramente e meccanicamente numerici e statistici sulla base della già prevista clausola della “specificità territoriale del bacino di utenza” in relazione alla oggettiva situazione infrastrutturale e viaria e alla assodata presenza sul territorio del fenomeno della criminalità organizzata..
3. I lineamenti essenziali dell’istituendo ufficio giudiziario nascente dalla fusione dei Tribunali di Nicosia e Mistretta
I principi fondamentali ed i lineamenti essenziali del neo “Tribunale dei Nebrodi “o “della montagna”, sono stati enucleati nell'incontro presso la Sala Consiliare del Comune di Mistretta dell'11 luglio 2013 e presso la sala delle udienze del Tribunale amastratino del 13 settembre 2013 tra avvocati ed amministratori delle due comunità.
In particolare e segnatamente:
I) Il Tribunale dei Nebrodi, costituito da un unico organico di Magistrati, proprio per la peculiarità del territorio ed in ragione della difficoltà dei collegamenti viari, avrà sede in Nicosia e sezione staccata a Mistretta; con un unico Ufficio di Presidenza ed unico Ufficio di Procura.
Si dovrà pertanto prevedere, con apposito correttivo, l’accorpamento dei Tribunali di Mistretta e di Nicosia in un unico Ufficio giudiziario denominato “Tribunale dei Nebrodi” che operi presso le due sedi secondo il modulo della sede principale/sezione staccata.
II) Il Tribunale dei Nebrodi farà parte del Distretto della Corte d'Appello di Caltanissetta.
III) I costi di gestione di entrambi i locali che ospitano le due strutture giudiziarie saranno a carico dei Comuni di Mistretta e di Nicosia; salvo l’eventuale concorso a carico dei Comuni dei rispettivi circondari.
Nessun onere economico graverà, pertanto, a carico dell’Erario dello Stato; essendo tutti gli oneri ed i costi (ad eccezione degli stipendi dei magistrati e del personale amministrativo) assunti a totale carico degli enti territoriali locali.
IV) L’istituendo Tribunale avrà un unico organico magistratuale ed amministrativo distribuito su entrambe le sedi (principale e staccata), in modo da assicurare ad entrambe le articolazioni dell’unico Ufficio Giudiziario piena e completa operatività, sia giurisdizionale che burocratico-amministrativa.
Il numero di magistrati – inferiore alla sommatoria di quelli in atto assegnati presso i due Tribunali - sarà pari ad 8 magistrati giudicanti [ in tutto 8 unità al posto di 14 (1 Presidente e 7 Magistrati al posto di 2 Presidenti e 12 magistrati) ] e 4 magistrati requirenti [ 4 unità al posto di 6 (1 procuratore e 3 sostituti, al posto di 2 procuratori e 4 sostituti); in guisa da perseguire gli obiettivi di incremento di efficienza e di risparmio di spesa previsti dalla Legge Delega.
V) La Presidenza del Tribunale e l’Ufficio del Procuratore della Repubblica saranno ubicati presso la sede principale (Nicosia);
VI) Le udienze civili e penali saranno tenute in entrambe le sedi.
Tendenzialmente le udienze monocratiche, sia civili che penali, saranno tenute presso la sede di Nicosia per gli affari già di competenza di quel Tribunale e presso la sede di Mistretta per gli affari rientranti già nella competenza del Tribunale amastratino.
VII) La Presidenza del Tribunale con propri provvedimenti provvederà a definire quant’altro necessario sempre nella prospettiva di assicurare la piena e completa operatività delle due sedi nelle quali il Tribunale dei Nebrodi dovrà operare e pari opportunità di accesso al “servizio giustizia” da parte degli utenti.
4. L’allargamento delle attuali circoscrizioni giudiziarie, con ampliamenti territoriali: verso est del Circondario di Mistretta e ad Ovest di quello di Nicosia.
Oltre a proporre l’ipotesi di “fusione” dei due circondari di Mistretta e Nicosia per garantire l’efficacia dell’azione giudiziaria e la tutela del diritto di tutti i cittadini all’equo accesso ai servizi di giustizia, con la creazione di un unico presidio giudiziario con due sedi che assicurino a tutti i residenti pari opportunità di accesso al “servizio giustizia”, sarebbe opportuno perorare l’allargamento delle attuali circoscrizioni giudiziarie, con ampliamenti territoriali che ne rafforzino l’omogeneità territoriale.
In quest’ottica si dovrebbe perorare una ridefinizione dei confini del nuovo circondario che preveda:
- verso est, il ripristino del perimetro territoriale originario del circondario di Mistretta, con l’inclusione dei comuni di Acquedolci, San Fratello, Cesarò e San Teodoro per far coincidere le competenze territoriali degli organi investigativi con quelle degli organi giudiziari. Sul punto, infatti, si evidenzia che i detti Comuni dipendono dalla giurisdizione della Compagnia dei Carabinieri di S. Stefano di Camastra, che fà capo attualmente alla Procura della Repubblica di Mistretta ed, in prospettiva, farebbe capo all’istituendo Tribunale dei Nebrodi, mentre, per giurisdizione, sono compresi, i primi due nell’ambito del Distretto della Corte di Appello di Messina, e gli altri due nell’ambito del Distretto della Corte di Appello di Catania;
- l'ampliamento dei confini ad ovest, con l'inclusione di quattro Comuni montani delle Madonie, in atto ricadenti nel circondario del tribunale di Termini Imerese, che condividono con gli attuali territori dei circondari di Mistretta e Nicosia alcuni fondamentali fattori di omogeneità (economica, orografica, tasso di criminalità organizzata).
L’istituendo presidio giudiziario - che in ipotesi di tal fatta si caratterizzerebbe come grande Tribunale dei Nebrodi e delle Madonie - svolgerebbe una più proficua azione di prevenzione verso la criminalità, atteso che l’intero territorio è caratterizzato dalla presenza di consolidate organizzazioni criminali di tipo mafioso: il territorio, infatti, è contraddistinto da vocazione di radicate organizzazioni criminali per la presenza delle storiche e provate collusioni operative fra le organizzazioni criminali delle Madonie orientali (Gangi, San Mauro Castelverde) e dei Nebrodi occidentali (Mistretta, Capizzi, Tusa). L'ampliamento dei confini del nuovo Circondario permetterebbe, quindi, di fronteggiare un contesto omogeneo - che di fatto delinea un'organizzazione criminale interconnessa - e di sviluppare, quindi, più efficaci azioni di contrasto;
Mentre l'ampliamento dei confini verso est appare significativamente giustificato anche da considerazioni che attengono alla dinamica economica dei territori, così come si è manifestata negli ultimi venti anni per effetto dei processi di sviluppo sostenuti dalle risorse dei Fondi Strutturali Europei. Si tratta di processi che hanno integrato i sistemi produttivi locali, creando condizioni di maggiore omogeneità strutturale (settoriale, di imprese) attorno alla valorizzazione dei principali asset territoriali (risorse naturali, filiera agro-alimentare e turismo). Essi, inoltre, hanno dato vita a stabili strutture di governance sovra-comunale che gestiscono flussi considerevoli di risorse destinate al sostegno dello sviluppo locale. Il prospettato ampliamento dei confini del nuovo circondario tenderebbe, dunque, a far coincidere la "geografia giudiziaria" con quella socio-economica dell'area, e ciò avrebbe riflessi positivi sul grado di "omogeneità" della domanda di servizi di giustizia, a cui faceva esplicito riferimento sia la legge delega che le risoluzioni ed i pareri del Consiglio Superiore della Magistratura.
Mistretta-Nicosia, lì 17 settembre 2013
Avv. Salvatore Timpanaro
Consiglio intercomunale del 19 luglio 2013.Intervento dell'Avv. Timpanaro. Con l'On. Avv. Maria Greco.
Mistretta, 29 giugno 2013 - Con l'On.le Maria Greco -
Storico CONSIGLIO INTERCOMUNALE a Mistretta con la partecipazione di 15 Comuni su 19 (facenti parte dei due circondari) e dell'Avvocatura dei due fori. Anche gli altri Comuni hanno già fatto pervenire la loro adesione.
Votata all'unanimità dei consensi l'iniziativa congiunta per l'istituzione del TRIBUNALE DEI NEBRODI Nicosia-Mistretta.
Consiglio Intercomunale per la istituzione del Tribunale dei Nebrodi (19 comuni) - Il tavolo della presidenza
I giorni della protesta - Settembre '13 - Manifestazione al Palazzo di Giustizia di Nicosia
I giorni della protesta - Settembre '13 - Manifestazione al Palazzo di Giustizia di Enna
Con l'Avv. Piergiacomo La Via e la Dott.ssa Maria Di Costa, Presidente del Consiglio Comunale di Nicosia
La protesta al Palazzo di Giustizia di Enna
Enna- Manifestazione a Palazzo di Giustizia -Con l'Avv. La Via ed il Sindaco di Nicosia, Dott. Sergio Malfitano
Referendum abrogativo sulla riforma della geografia giudiziaria
Immagini dalla riunione per la costituzione del Comitato - Studio Notaio Massimo Rizzo - 14 novembre 2013
Sono una sessantina i soci fondatori del Comitato cittadino per il referendum sulla geografia giudiziaria istituito, con atto del 13 novembre 2014. L'assemblea dei soci ha nominato presidente il Prof. Alberto Murè, vice presidente l'Avv. Salvatore Timpanaro, segretario il Notaio Massimo Rizzo e tesoriere il Dott. Andrea Maggio. Del primo consiglio direttivo, che rimarrà in carica fino al 31 dicembre 2016, fanno parte anche l'Avv.Rosa Rita Barbera, il Dott. Luigi Bonelli, il Preside Michele Casalotto, il Sig.Pasquale Calandra Sebastianella, l'Avv.Maria La Ganga Ciciritto e l'Avv.Filippo Giacobbe.
Inrtervenuti i presidenti dell'Ordine degli Avvocati, dei Dottori Commercialisti e dei Medici della Provincia di Enna.
Gli obiettivi del "Comitato per il referendum sulla geografia giudiziaria del Coordinamento unitario per il Tribunale di Nicosia"sono spiegati dallo statuto sociale: “Il comitato è un organismo associativo, autonomo, pluralista, apartitico, a carattere volontario, democratico. Lo scopo esclusivo del Comitato è quello di promuovere, sostenere, incoraggiare, favorire, coordinare, programmare, sollecitare, organizzare, concertare con altri comitati, organismi, associazioni, enti ed istituzioni l'iniziativa referendaria ex art. 75 della Costituzione promossa dalle regioni Abruzzo, Marche, Puglia, Calabria, Basilicata, Liguria, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Campania per l'abrogazione della legge di riforma della geografia giudiziaria (LEGGE 14 settembre 2011, n. 148 recante Delega al Governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari)".
Il Presidente del Comitato Prof. Alberto Murè, il decano della protesta per il Tribunale, ed il v.Presidente Avv. Salvatore Timpanaro
https://www.facebook.com/groups/531046236979682/
REFERENDUM SULLA GEOGRAFIA GIUDIZIARIA-Comitato del Coordinamento Unitario
ABBIAMO SUPERATO LA SOGLIA DEI 3000 MEMBRI !
Mettiamo in rete anche lo STATUTO e l'ATTO COSTITUTIVO del COMITATO PER IL REFERENDUM SULLA GEOGRAFIA GIUDIZIARIA a disposizione di quanti vogliano costituire un analogo organismo per sostenere l'iniziativa referendaria anche presso altri Comuni.
I MODELLI di ATTO COSTITUTIVO e di STATUTO predisposti dal Comitato Tecnico Sciedntifico del COORDINAMENTO UNITARIO presso lo studio Timpanaro & Parteners e formalizzati presso lo studio del Notaio Massimo Rizzo sono liberamente utilizzabili da chiunque.
DEL "COMITATO PER IL REFERENDUM SULLA GEOGRAFIA GIUDIZIARIA DEL COORDINAMENTO UNITARIO PER IL TRIBUNALE DI NICOSIA"
L'anno duemilatredici,
il giorno quattordici del mese di novembre,
- 14 novembre 2013 -
In Nicosia, palazzo "Speciale di Mallia",
via fratelli Testa, n.14.
MURE' Alberto
Gangi 26/9/1929
MRU LRT 29P26 D907I
Nicosia, via Nazionale, 126
Nicosia 28/2/1956
RZZ MSM 56B28 F892O
Nicosia, contrada Albereto
Cerami 12/3/1964
NLL NGL 64C52 C480Y
Cerami, Corso Roma, n. 11
Nicosia 21/5/1967
BRB DRA 67E21 F892V
Nicosia, Piazza Marconi, 3
BARBERA Rosa Rita
Nicosia 1/6/1968
BRB RRT 68H41 F892N
Nicosia, Piazza Marconi n. 3
BONELLI Luigi Salvatore
Capizzi 13/3/1958
BNL LSL 58C13 B660E
Nicosia, viale Magnana, 7
BRUNO Damiana
Catania 24/6/1968
BRN DMN 68H64 C351K
Nicosia, via Roma 10
CALANDRA Giacomo Domenico
Catania 05/08/1980
CLN GMD 80M05 C351X
Cerami, via Roma, 106
CALANDRA SEBASTIANELLA Luigi
Nicosia 24/6/1979
Nicosia, via Carlo V°, 54
CLN PQL 56B28 F892Q
Nicosia 9/1/1985
CMP SVT 85A09 F892V
Nicosia, via Piano Lavatorio,12
CASALATTO Michele
Nicosia 10/5/1942
CSL MHL 42E10 F892X
Nicosia, via f.lli Testa, 76
CASTROGIOVANNI Gianfranco
Catania 31/5/1966
CST GFR 66E31 C351Q
Nicosia, Piazza Garibaldi, 9
Nicosia 28/1/1954
CST GPP 54A28 F892I
Nicosia, via C. Bruno, 32
Nicosia 23/6/1953
Nicosia, via Nazionale
CONSENTINO Mario
Nicosia 21/5/1969
CNS MRA 69E21 F892T
Nicosia, Vicolo III° Pozzi Fiera, 1
CORDOVANA Giovanna
Enna 26/4/1960
CRD GNN 60D66 C342Z
Nicosia, c/da Schina Rapi
D'ALIO Alessandro
Nicosia 7/12/1979
DPS GTA 88D53 F892I
Discesa Sanperi
DI COSTA Maria
Nicosia 30/07/1955
DCS MRA 55L70 F892F
Nicosia, via Nazionale, 97
DI PASQUALE Agata
Nicosia 13/4/1988
DOMINA Cataldo
Nicosia 18/10/1987
Villadoro, piazza Santa Croce
FISCELLA Maria
Enna 21/5/1968
FSC MRA 68E61 C342I
Nicosia, Via Pietro Vinci 77
GARIGLIANO Ernesto
GEMMELLARO Francesca
Nicosia 5/11/1965
GMM FNC 65S45 F892D
Nicosia, Via B. Di Falco 54
GIACOBBE Filippo
Nicosia 1/5/1974
GCB FPP 74E01 F892E
Nicosia, Via S. Agrippina 4
Agira 23/2/1958
GRC MGT 58B63A070W
Agira, Via Caprera 1
LA GANGA Ciciritto Maria
Nicosia 14/3/1975
LGN MRA 75C54 F892Z
LA GIGLIA Sigismondo
Nicosia, via Belviso
LA MARCA Giovanna
Mistretta 16/1/1987
LMR GNN 87°56 F251V
Nicosia, viale Magnana, 3
LA VIA Piergiacomo
Capizzi 31/7/1958
LVA PGC 58L31 B660F
Nicosia, Via Nazionale 83/87
LO FURNO Felice
Nicosia 27/12/1964
LFR FLC 64T27 F892O
Nicosia, Via Casazze 10
MAGGIO Andrea
Catania 7/2/1960
MGG NDR 60B07 C351S
Nicosia, via Nazionale, 108
Nicosia 10/3/1966
MTR GPP 66C10 F892F
Nicosia, Via Umberto 39
MAZZARA BOLOGNA Filippo
Catania 26/5/1964
MZZ FPP 64E26C351S
Capizzi, Via E.Berlinguer, 45
MINGRINO Filippo
Enna 7/2/1957
MNG FPP 57B07 C342U
Nicosia, Via Marcello Capra, 66
MIRABELLA Lucia
Nicosia 28/8/1969
MRB LCU 69M68 F892U
Nicosia, Via F.lli Testa, 53
MONGIOJ Agostino
Catania 08/7/1968
MNG GTN 68L08 C351J
Nicosia 19/8/1926
MTT SVT 26M19 F892F
MURE' Gaetano
Gangi 07/5/1933
Nicosia, contrada San Mattia
Catania 20/5/1980
PGL RNN 80E60 C351I
Nicosia 28/8/1978
PLZ FNC 78M28 F892K
Nicosia, Via Francesco Salomone, 10
POTENZA Nabor
Nicosia, contrada Magnana
RAIMONDI Carlo Alberto
Nicosia 21/7/1965
RMN CLL 65L21 F892R
Nicosia, Via Beato Felice, 16
ROSSIGNOLO Antonia
Nicosia 17/1/1964
RSS NTN 64A57 F892C
Nicosia, Via N. Bonelli, 35
RUPE Francesca
Sperlinga 24/2/1950
RPU FNC 50B64 I891A
Nicosia, Via F.lli Testa, 39
Nicosia 10/12/1967
TST MTT 67T50 F892P
Nicosia, via Milana, 2
Nicosia 27/10/1955
TMP SVT 55R27 F892D
TUMMINARO Giuseppa
Catania 12/5/1963
TMM GPP 63E52 C351P
Nicosia, Largo Duomo, vicolo Minerva, 1
VENUTA Amelia Maria G.
Nicosia 7/8/1959
VNT MLA 59M47 F892W
Capizzi 30/4/1952
Nicosia, contrada Spirini
CROCCO Luca
Nicosia 02/11/1989
Nicosia, via Nazionale, 99
ZITO Daniela
Nicosia 7/4/1975
ZTI DNL 75D47 F892B
- Tra i suddetti comparenti si costituisce il comitato denominato:
"COMITATO PER IL REFERENDUM SULLA GEOGRAFIA GIUDIZIARIA DEL COORDINAMENTO UNITARIO PER IL TRIBUNALE DI NICOSIA"
- Il comitato ha sede in Nicosia (EN), via Fratelli Testa, n. 53, presso lo studio legale "Timpanaro & Partners".
- Il comitato è un organismo associativo, autonomo, pluralista, apartitico, a carattere volontario, democratico.
Lo scopo esclusivo del Comitato è quello di promuovere, sostenere, incoraggiare, favorire, coordinare, programmare, sollecitare, organizzare, concertare con altri comitati, organismi, associazioni, enti ed istituzioni l'iniziativa referendaria ex art. 75 della Costituzione promossa dalle regioni Abruzzo, Marche, Puglia, Calabria, Basilicata, Liguria, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Campania per l'abrogazione della legge di riforma della geografia giudiziaria (LEGGE 14 settembre 2011, n. 148 recante Delega al Governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari),
e quant'altro analiticamente specificato nello statuto che al presente si allega segnato di lettera "A" per formarne parte integrante e sostanziale.
- L'esercizio sociale decorre dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno.
Il primo esercizio sociale si chiuderà il 31 dicembre 2013.
- L'assemblea dei soci nomina a comporre il primo consiglio direttivo fino al 31 dicembre 2016 i soci appresso indicati:
-- MURE' Alberto, TIMPANARO Salvatore, RIZZO Massimo, BARBERA Rosa Rita, BONELLI Luigi, CASALOTTO Michele, CALANDRA SEBASTIANELLA Pasquale, LA GANGA CICIRITTO Maria e GIACOBBE Filippo;
I medesimi dichiarano di accettare la carica loro conferita.
I membri del consiglio direttivo testé eletti nominano:
-- MURE' Alberto, presidente;
-- TIMPANARO Salvatore, vice presidente;
-- RIZZO Massimo, segretario;
-- MAGGIO Andrea, tesoriere;
i quali dichiarano di accettare la carica loro conferita.
- Per la costituzione del fondo associativo ogni associato versa ora stesso nelle mani del tesoriere la somma di Euro 10,00 (dieci virgola zero zero).
L’ammontare complessivo del fondo iniziale è di Euro
- Il presidente viene autorizzato a compiere tutte le pratiche necessarie per il conseguimento, ove voluto, del riconoscimento del qui costituito comitato ed a questo stesso fine il medesimo viene facoltizzato ad apportare all'allegato statuto quelle modifiche che venissero richieste dalle competenti autorità.
- Per quant'altro non convenuto in seno al presente atto costitutivo valgono le norme in materia di enti contenute nel libro I del Codice Civile e, in subordine, alle norme contenute nel libro V del codice civile.
- Per le firme marginali da apporre all'atto costitutivo e all'allegato statuto vengono chiamati
Allegato "A" ad atto costitutivo del 14 novembre 2013.
DEFINIZIONE, FINALITÀ, PROGRAMMA
- Il Comitato "COMITATO PER IL REFERENDUM SULLA GEOGRAFIA GIUDIZIARIA DEL COORDINAMENTO UNITARIO PER IL TRIBUNALE DI NICOSIA"
appresso chiamato per brevità
"COMITATO PER IL REFERENDUM"
è un organismo associativo, autonomo, pluralista, apartitico, a carattere volontario, democratico.
Non persegue finalità di lucro, assume la forma giuridica di organizzazione di promozione sociale ai sensi della legge 7 dicembre 2000, n. 383.
- Lo scopo esclusivo del Comitato è quello di promuovere, sostenere, incoraggiare, favorire, coordinare, programmare, sollecitare, organizzare, concertare con altri comitati, organismi, associazioni, enti ed istituzioni l'iniziativa referendaria ex art. 75 della Costituzione promossa dalle regioni Abruzzo, Marche, Puglia, Calabria, Basilicata, Liguria, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Campania per l'abrogazione della legge di riforma della geografia giudiziaria (LEGGE 14 settembre 2011, n. 148 recante Delega al Governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari).
Il Comitato persegue esclusivamente finalità di tutela dei diritti civili e di promozione della cultura e, in particolare, ha quale oggetto l'attuazione di studi, convegni, manifestazioni, pubblicazioni ed eventi in genere allo scopo di diffondere negli enti pubblici e privati nonché nei cittadini la cultura della giustizia di prossimità.
Svolgimento delle attività dell'associazione
- Lo scopo del "COMITATO PER IL REFERENDUM" sarà perseguito, nell'immediato, attraverso l'appoggio e la diffusione capillare dei principi che sono alla base dell’iniziativa referendaria avviata dalle nove Regioni.
Il Comitato non può svolgere attività diverse da quelle sopraindicate ad eccezione di quelle a esse direttamente connesse o di quelle accessorie per natura a quelle statutarie e comunque di tutte quelle finalizzate al raggiungimento dello scopo sociale.
Sono campi d'intervento del "COMITATO PER IL REFERENDUM": tutti quelli in cui si può impegnare in una lotta civile e democratica per l'abrogazione, in primo luogo attraverso l'iniziativa referendaria, a norma dell'art. 75 della Costituzione, della legge di riforma della geografia giudiziaria e contro la conseguente soppressione del Tribunale nicosiano.
Il Comitato si adopererà, inoltre, affinché vengano raccolti fondi da destinare esclusivamente a sostegno economico del progetto di ripristino e potenziamento del Tribunale di Nicosia.
Il Comitato, per il raggiungimento dei propri scopi sociali, potrà compiere tutte le operazioni mobiliari e finanziarie che riterrà opportune.
L'attività del Comitato si informerà ai principi di democraticità delle decisioni e di efficienza ed efficacia dell'azione amministrativa nel pieno rispetto dello Statuto e dei regolamenti interni.
Lo Statuto oggi sottoscritto dai soci fondatori sarà modificabile nei modi e nei termini di seguito descritti.
I regolamenti interni sono adottati dal Consiglio direttivo e comunicati ai soci anche mediante posta elettronica.
Il "COMITATO PER IL REFERENDUM" ha sede in Nicosia, a "Palazzo Cirino", via Fratelli Testa n. 53, presso lo studio legale "Timpanaro & Partners".
Il Primo indirizzo dell'associazione è stabilito, pertanto, presso la suddetta sede.
Eventuali modifiche dell'indirizzo non comporteranno modifica allo Statuto e saranno deliberate con decisione del Consiglio direttivo; in ogni caso le riunioni possono essere convocate in luoghi diversi dalla sede.
- I soci fondatori sono coloro che hanno sottoscritto l'atto costitutivo del comitato.
Sono soci ordinari tutti coloro che aderiranno al comitato nei modi e nei termini previsti dal Consiglio direttivo.
Il numero dei soci è illimitato. Può diventare socio chiunque si riconosca nel presente statuto indipendentemente da convinzioni politiche e religiose, sesso e identità sessuale, cittadinanza, appartenenza etnica, età e professione.
Possono altresì, diventare soci, tutti i sodalizi validamente costituitisi secondo la legge (ad esempio associazioni, comitati, società sia pubbliche che private, clubs services, ordini professionali). Ognuna delle suddette associazioni o società o ordini potrà partecipare all'assemblea del Comitato esprimendo nelle votazioni n. 1 voto per ciascuna di loro attraverso la nomina di un rappresentante.
Agli aspiranti soci è richiesta l'accettazione dello statuto.
- Gli aspiranti soci aderiscono senza formalità mediante sottoscrizione in calce alla copia dell’atto costitutivo e dello statuto.
- I soci hanno diritto a:
- partecipare alle iniziative ed alle manifestazioni promosse dal Comitato;
- riunirsi in assemblea per discutere e votare sulle questioni riguardanti il Comitato;
ad eleggere ed essere eletti negli organismi di direzione, di garanzia, di controllo.
Il patrimonio sociale del comitato è indivisibile ed è costituito da:
- beni mobili di proprietà del Comitato;
- contributi, erogazioni e lasciti diversi.
Il fondo di dotazione iniziale dell’associazione è costituito dai versamenti effettuati dai fondatori, nella misura di Euro 10,00 (euro dieci/00) per ciascuno.
- Sono fonti di finanziamento del Comitato esclusivamente i proventi derivanti dai contributi dei soci e dagli altri contributi pubblici e privati.
- il Presidente, il Vice Presidente, il Segretario ed il Tesoriere;
- l'assemblea.
L'assemblea è convocata a cura del Consiglio direttivo senza formalità alcuna e decide a maggioranza. Il Consiglio direttivo è eletto dall’assemblea dei soci. È composto da un minimo di nove membri eletti oltre quelli di diritto e ha durata di anni 3 (tre).
- Il Consiglio direttivo elegge al suo interno:
- il Presidente, che ha la rappresentanza legale del Comitato, ed è il responsabile di ogni attività dello stesso. Convoca e presiede il consiglio e l’assemblea e ne dirige i lavori.
Il Presidente nei casi di necessità ed urgenza può sostituirsi al Consiglio nell'attività di amministrazione. In tali casi egli deve immediatamente convocare il Consiglio per riferire l’attività svolta e chiederne la ratifica.
- Il Vicepresidente, che coadiuva il Presidente e, in caso di impedimento di questi, ne assume le mansioni.
- Il Segretario redige i verbali delle sedute del Consiglio e li firma con il Presidente; presiede il Consiglio in assenza del Presidente e del Vice-Presidente; si occupa di ogni aspetto amministrativo concernente il patrimonio sociale, i beni di proprietà del Comitato, i contributi, le erogazioni ed i pagamenti nei confronti dei terzi.
- Il tesoriere cura ogni aspetto amministrativo del Comitato, si occupa di ogni aspetto amministrativo concernente il patrimonio sociale, i beni di proprietà del Comitato, i contributi, le erogazioni ed i pagamenti nei confronti dei terzi.
Il Consiglio può inoltre distribuire fra i suoi componenti altre funzioni attinenti a specifiche esigenze legate alle attività del Comitato.
-- il Sindaco pro tempore del Comune di Nicosia; il Presidente del Consiglio Comunale di Nicosia; i Sindaci e i Presidenti dei Consigli Comunali dei Comuni già ricompresi nel Circondario del soppresso Tribunale di Nicosia (Leonforte, Assoro, Nissoria, Agira, Regalbuto, Gagliano, Troina, Cerami, Capizzi e Sperlinga); il Presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Nicosia; il Presidente del Consiglio dell'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli esperti contabili di Nicosia; il Presidente dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Enna; il Presidente dell'A.N.C.E. di Enna; il deputato nazionale on.le avv. Maria Greco.
- predisporre i bilanci preventivi e consuntivi;
- deliberare tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione e i contratti inerenti le attività sociali;
- decidere le modalità di partecipazione del Comitato alle attività organizzate da altre associazioni od Enti, e viceversa, se compatibili con i principi ispiratori del presente statuto;
- reperire risorse umane ed economiche.
Inoltre al Consiglio direttivo è attribuito il potere dell’ordinaria e straordinaria amministrazione e può delegare tali poteri ad uno o più componenti dello stesso. Può eleggere al suo interno una giunta esecutiva formata da tre membri.
Al Comitato è vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione comunque denominati, nonché fondi, riserve o capitale, durante la vita del Comitato stesso, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge.
Il Comitato ha l'obbligo di impiegare gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.
- In caso di suo scioglimento, per qualunque causa, il Comitato ha l'obbligo di devolvere il suo patrimonio ad altre associazioni senza scopo di lucro operanti nel territorio di Nicosia o del Circondario del soppresso Tribunale di Nicosia ed aventi la medesima finalità ovvero finalità affini.
- Per quanto non espressamente previsto dal presente statuto, valgono le norme del codice civile e delle leggi vigenti in materia.
Giornale di Sicilia - mercoledì 5 febbraio 2014
Sull’attuale situazione del Tribunale e sulle eventuali prospettive di riapertura dell’ufficio giudiziario soppresso dal 14 settembre scorso, abbiamo intervistato l’avvocato Salvatore Timpanaro una delle anime del Coordinamento Unitario e del Comitato per il Referendum.
E allora: è finita la guerra, ci dobbiamo rassegnare alla perdita del Tribunale o possiamo ancora nutrire qualche speranza ?
Abbiamo perso due importanti battaglie: quella del referendum e quella dei primi decreti correttivi. Abbiamo, però, ancora la fionda più efficace ed il sasso più pesante per abbattere Golia: basta rialzarsi e riprendere la lotta con maggior vigore e determinazione.
È, infatti, possibile proporre ricorso di inadempimento dinanzi ai Tribunali della Corte di Giustizia Europea per violazione dell'art.10 del TUE per la soppressione dei presidi di giustizia. È anche possibile ricorrere alla Corte di Strasburgo contro lo Stato Italiano per la violazione degli artt. 13 e 14 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo.
E’ evidente che la soppressione dei tribunali sub provinciali - così come l’ulteriore riduzione dei compensi per i difensori dei soggetti ammessi al gratuito patrocinio ed il concomitante continuo levitare delle spese di giustizia poste a carico dei cittadini - stanno di fatto impedendo l'accesso al servizio giustizia ai meno abbienti e creando discriminazioni sociali.
Per approntare i ricorsi alla Corte di Giustizia Europea e alla Corte di Strasburgo il Comitato Tecnico Scientifico del nostro Coordinamento che presiedo è in contatto con le nove Regioni che avevano proposto il referendum e che continueranno a sostenerci anche in questa impresa.
I contatti con gli altri coordinamenti regionali ed in particolare con quello molto pugnace dei colleghi abruzzesi sono costanti.
A proposito di Refendum: perché è stato dichiarato inammissibile dalla Corte Costituzionale?
La decisione della Consulta del 14 gennaio scorso ci ha lasciato con l’amaro in bocca.
Contrariamente a quanto ritenuto dalla maggioranza degli addetti ai lavori, il referendum non è stato considerato inammissibile per i suoi dichiarati riflessi sulla legge di bilancio, ma perché l'eventuale abrogazione della legge di riforma avrebbe comportato un vuoto legislativo per cui l'amministrazione della giustizia avrebbe subito una paralisi.
Così in effetti non è. Si tratta di una cavillo. Sarebbe stato sufficiente dire che la normativa precedente non è stata mai abrogata dalla nuova, oppure sostenere la riviviscenza delle vecchie norme, per dare voce ai 23 milioni di cittadini che anelavano un confronto democratico.
I giudici della Corte non hanno tenuto conto del fatto che i termini “soppressione di tribunali”, “sostituzione della tabella A”, etc. non sono sinonimo di abrogazione, ma di modifica. Erroneamente, quindi, hanno ritenuto che i decreti legislativi 155 e 156 avessero avuto effetti abrogativi mentre hanno effetti modificativi.
L’aspettativa legittima di nove regioni e di 23 milioni di cittadini è stata, quindi, mortificata dalla Consulta. Ecco perché ricorreremo alla giustizia europea.
Quali le prossime iniziative del Coordinamento Unitario per il Tribunale di Nicosia e del Comitato per il Referendum a livello locale?
Desidero, intanto, precisare che anche se non ci sarà una campagna referendaria come speravamo il Comitato per il Referendum resta in vita e si chiamerà “Comitato per il Referendum scippato”.
Io credo che la prima cosa da fare – se vogliamo ancora sperare nei decreti correttivi che potranno essere ulteriormente emanati da qui al 14 settembre prossimo – sia quella di riprendere la protesta e la proposta.
La protesta: perché se non si evidenziano le criticità del Tribunale di Enna non via sarà mai nessun decreto correttivo. Dobbiamo insistere, alla luce dell’esperienza di questi quattro mesi, nelle questioni già sollevate in relazione alla inidoneità dei locali di Enna e al deficit infrastrutturale viario proprio oggi evidenziato al massimo dalle recenti avversità climatiche con conseguente iraggiungibilità della sede ennese.
Questa è la protesta. Quale è la proposta del Coordinamento ?
Insistiamo per l’istituzione del Tribunale dei Nebrodi che ha già avuto il parere favorevole della Commissione Giustizia del Senato (Presidente Nitto Palma) del 3 dicembre 2013.
La commissione – come si ricorderà - ha espresso parere favorevole condizionato al ripristino dei Tribunali di Rossano, Lucera, Vigevano, Nicosia (con accorpamento ad esso del Tribunale di Mistretta), Alba, Bassano del Grappa, Pinerolo, Chiavari, Sanremo e Sala Consilina,
Dobbiamo però riprendere la lotta. In tutta Italia la protesta continua: da Sala Consilina a Rossano Calabro, dalla Marsica al Piemonte. Vengono occupati i Tribunali. In occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario gli avvocati sono usciti dalle aule non appena è stata data la parola al rappresentante del Ministro..
Qui a Nicosia siamo, purtroppo, in una fase di stallo. Come anestetizzati e sbigottiti.
L’Abruzzo ha ottenuto una proroga di tre anni, il Ministro Cancellieri ha programmato una ispezione a Rossano Calabro. Sono state ripristinate per tre anni le Sezioni Staccate insulari di Ischia, Lipari e Porto Ferraio.
E dire che noi del Coordinamento Unitario siamo stati attaccati e quasi dileggiati quando abbiamo parlato di sezione staccata di Mistretta accorpata al Tribunale di Nicosia. Ora, invece, il Ministro ritiene di ripristinare il modulo delle sezioni distaccate.
Riprendiamo, quindi, la lotta. Non demordiamo.