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Timestamp: 2020-05-27 00:29:58+00:00
Document Index: 159971713

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 6', 'CGUE ', 'sentenza ', 'art. 380']

Sentenza Cassazione Civile n. 13220 del 25/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13220 del 25/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 25/05/2017, (ud. 19/04/2017, dep.25/05/2017), n. 13220
sul ricorso 14785/2013 proposto da:
ROINLA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
D.C., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA TACITO 23,
avverso la sentenza n. 1380/2012 della CORTE D’APPELLO di TORINO,
che la Corte di Appello di Torino ha respinto il gravame proposto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca avverso la sentenza del Tribunale della stessa città che aveva riconosciuto il diritto di D.C. – docente di scuola superiore dal 4.10.2001 al 30.6.2010 in forza di nove consecutivi contratti a tempo determinato alla progressione professionale retributiva in relazione al servizio prestato e condannato il Ministero a corrispondere alla predetta le differenze stipendiali in ragione dell’anzianità di servizio maturate;
che la Corte territoriale ha richiamato, a fondamento della pronuncia di rigetto del gravame, il principio di non discriminazione sancito dalla clausola 4 dell’Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato, trasfuso nella Direttiva 99/70/CE del 28 giugno 1999 e recepito nel nostro ordinamento dal D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 6, richiamando i principi espressi dalla CGUE ed escludendo la rilevanza della specialità del sistema del reclutamento scolastico per giustificare la diversità del trattamento economico riservato agli assunti a tempo determinato precisando altresì l’incidenza dell’obbligo di disapplicazione delle norme in contrasto con la clausola 4 dell’Accordo Quadro sul lavoro a t. d. trasfuso nella indicata Direttiva;
che di tale sentenza il MIUR chiede la cassazione sulla base di unico motivo, ai quale ha opposto difese la D., con controricorso;
che la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., è stata comunicata alle parti, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in Camera di consiglio, in prossimità della quale la controricorrente ha depositato memoria ed il Ministero atto di rinuncia al ricorso.
4. che la rinunzia non notificata, sebbene non idonea a determinare l’estinzione del processo, denota comunque il venire meno di ogni interesse alla decisione e comporta pertanto l’inammissibilità del ricorso, (cfr. Cass. n. 2259 del 2013, Cass. n. 11606 del 2011, ss. uu. n. 3876 del 2010, n. 23685 del 2008, n. 3456 del 2007, n. 24514 del 2006, n. 15980 del 2006, n. 22806 del 2004, n. 10573 del 2016);
6. che la novità e la complessità della questione, diversamente risolta dalle Corti territoriali e dalla Corte di legittimità soltanto dopo il deposito del ricorso, giustificano la compensazione delle spese del giudizio;