Source: http://firenze.sentenze.ilcaso.it/massimari/bancario/5-3/Estratto+conto
Timestamp: 2020-03-29 11:31:59+00:00
Document Index: 34951675

Matched Legal Cases: ['art. 1832', 'art. 2220', 'art. 2220', 'art. 50', 'art. 210', 'art. 2560', 'art. 2560', 'art. 58', 'art. 119', 'art. 1855', 'art. 1832']

Se la banca non ha dato seguito alla richiesta né ha prodotto i documenti richiesti, le conseguenze di tale mancata produzione non potranno che ricadere sullo stesso istituto di credito. (Luca Rotondo) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 13 Febbraio 2019. Segue...
Esibizione di documenti – Fini esplorativi
Nel caso in cui si controverta della conformità o meno allo statuto che ne disciplinava il rendimento della liquidazione di determinati strumenti finanziari, la contestazione concerne l'insussistenza del titolo giuridico posto a fondamento dell'accreditamento operato in conto corrente, con la conseguenza che l'approvazione anche tacita dell'estratto conto, ai sensi dell'art. 1832 c.c., comma 1, non impedisce di sollevare contestazioni ed eccezioni che siano fondate su ragioni sostanziali attinenti alla legittimità, in relazione al titolo giuridico, dell'inclusione o dell'eliminazione di partite del conto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 20 Novembre 2018, n. 30000. Segue...
Conto corrente bancario - Prova del credito della banca - Produzione degli estratti conto - Dalla conclusione del contratto - Necessità - Fondamento
Conto corrente bancario - Incompletezza della documentazione - Ricalcolo dei saldi - Modalità
In tema di accertamento dei rapporti dare-avere in ambito bancario, l'eventuale incompletezza della documentazione relativa al conto corrente comporta, in sede di ricalcolo, l'applicazione del primo saldo disponibile rispetto alla parte attrice che agisca in ripetizione e l'applicazione del c.d. saldo zero rispetto alla parte convenuta che abbia chiesto, in via riconvenzionale, il pagamento del saldo contestato. (Giuseppe De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Viterbo, 01 Marzo 2018. Segue...
Contratti bancari - Conto corrente con apertura di credito - Onere della prova a carico della banca in sede di opposizione a decreto ingiuntivo ed applicazione del criterio del c.d. saldo a zero - Espletamento di nuova C.T.U. contabile con ordinanza istruttoria e relativo quesito
In tema di rapporto di conto corrente, qualora la Banca non fornisca prova in primo grado atta a dimostrare la provenienza del saldo negativo, il saldo iniziale deve essere considerato pari a zero rispetto al primo estratto conto disponibile se negativo, detraendo la componente illegittima degli interessi. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Appello L'Aquila, 06 Dicembre 2017. Segue...
Contratti bancari - Rapporto di conto corrente - Opposizione a decreto ingiuntivo - Onere della prova a carico della banca - Obbligo di produzione integrale degli estratti conto da parte della banca - Sussiste
Contratti bancari - Opposizione a decreto ingiuntivo - Onere della prova a carico della Banca - Onere di conservazione delle scritture contabili oltre dieci anni - Sussiste
Nei rapporti bancari in conto corrente, una volta che sia stata esclusa la validità, per mancanza dei requisiti di legge, della pattuizione di interessi anatocistici a carico del correntista, la banca ha l’onere di produrre gli estratti a partire dall’apertura di conto; né essa banca può sottrarsi all’assolvimento di tale onere invocando l’insussistenza dell’obbligo di conservare le scritture contabili oltre dieci anni, perché non si può confondere l’onere di conservazione della documentazione contabile con quello di prova del proprio credito. (Massimo Falabella) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 20 Gennaio 2017, n. 1584. Segue...
L’obbligo di conservazione delle scritture contabili di cui all’art. 2220 c.c. costituisce uno strumento di tutela per i terzi estranei all’attività imprenditoriale, che risulta volto a garantire l’accesso, la conoscibilità e la trasparenza delle attività di impresa. Pertanto, la previsione della durata decennale di tale obbligo non può essere interpretata come una limitazione legale dell’onere probatorio posto a carico di chi è tenuto a dare la prova integrale del proprio credito. E’ dunque manifestamente infondata l’eccezione di illegittimità costituzionale dell’art. 2220 c.c., come correlato all’art. 50 TUB, dovendosi ribadire la radicale diversità delle esigenze probatorie della fase monitoria da quelle del giudizio a cognizione piena. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 02 Agosto 2013, n. 18541. Segue...
Nel giudizio di ripetizione d’indebito, anche se la banca non abbia proposto domanda riconvenzionale, se non siano stati depositati gli estratti conti fin dall’inizio del rapporto e il saldo contabile risulti “negativo” per il correntista, deve assumersi, quale base del riconteggio, un saldo di partenza pari a zero, in quanto il principio dell'onere della prova di cui all'articolo 2697 c.c., deve essere adeguatamente temperato avendo riguardo al principio della vicinanza alla fonte della prova che le Sezioni Unite, n. 13533, del 2001, hanno elevato a criterio principe nella ripartizione dell’onere stesso. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 09 Agosto 2012. Segue...
Nel giudizio di ripetizione d’indebito - i cui presupposti sono l’esistenza di un pagamento (versamento con funzione solutoria) oppure - come spesso, accade nel rapporto tra cliente e sistema bancario - la soggezione del correntista ad un addebito o ad una pluralità di addebiti, e, dall’altra, l’illiceità dei predetti esborsi patrimoniali, dovendosi ritenere tali le diminuzioni patrimoniali non giustificate fin dall’origine - l’attore può limitarsi a dedurre l’illegittimità di pattuizioni e/o pratiche poste in essere dalla banca, e, cioè, che la condotta della banca non trova giustificazione in alcuna valida pattuizione contrattuale. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 09 Agosto 2012. Segue...
Poiché, come ribadito dalle Sezioni Unite n. 13533 del 2001, negativa non sunt probanda - la prova che non esista un credito della banca o che lo stesso non abbia una determinata consistenza quantitativa non può essere posta carico dell’attore; per contro, esponendosi lo stesso all’onere di una prova diabolica. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 09 Agosto 2012. Segue...
In conformità al principio dell’abituale scissione fra allegazione del fatto e sua prova che costituisce logico corollario dell’applicazione del principio d’inveterata vigenza per cui negativa non sunt probanda, il “debitore” può limitarsi ad allegare l’inesistenza del credito, dovendo per contro la banca convenuta fornire la prova dell’esistenza della pretesa creditoria vantata ed, eventualmente, già azionata nei riguardi del primo; criterio, rispondente ad un principio di razionalità logica e valevole per qualunque ipotesi in cui sia dedotta in giudizio l’esistenza di un credito o di una posizione giuridica attiva, anche di carattere reale, e se ne imponga l’accertamento negativo. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 09 Agosto 2012. Segue...
Conto corrente bancario - Omessa produzione degli estratti conto dall’apertura del rapporto - Applicazione del criterio del saldo zero in mancanza di documentazione dall’inizio del rapporto.
Conto corrente bancario - Omessa produzione degli estratti conto dall’apertura del rapporto - Mancato riconoscimento decreto della banca - condanna della banca alla restituzione delle somme indebitamente trattenute - Prova della movimentazione del conto - Necessità.
Nel rispetto del principio generale secondo cui incombe all’attore in ripetizione l’onere della prova dell’insistenza della causa debendi egli non può chiedere a tale titolo la differenza di saldo derivante dalla applicazione del metodo “saldo zero”, perché detta differenza deriva non da indebiti addebiti, ma dalla mancata dimostrazione del credito maturato dalla banca nei periodi sprovvisti di documentazione.” (Claudio De Felice) (riproduzione riservata) Tribunale Latina, 19 Giugno 2012. Segue...
Conto corrente bancario - Ripetizione di somme indebitamente versate - Omessa produzione dell'intera sequenza degli estratti conto - Saggio di riferimento per l'analisi contabile.
Conto corrente bancario - Ripetizione di somme indebitamente versate - Omessa produzione degli estratti conto - Ordine di esibizione ex articolo 210 c.p.c. - Condizioni - Limiti.
Nel caso in cui il correntista agisca per la ripetizione delle somme indebitamente versate sul conto corrente, anche in ragione della nullità di determinate clausole contrattuali, l’istanza, ex art. 210 c.p.c., di esibizione della documentazione relativa al rapporto di conto corrente (in particolare, degli estratti conto periodici) da questi proposta è inammissibile qualora non dimostri l’inerzia o il rifiuto della banca di consegnargliela su espressa sua richiesta. (Michele De Palma) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 17 Novembre 2011. Segue...
Trasparenza bancaria - Diritto del cliente di ottenere copia della documentazione - Ordine di esibizione - Indispensabilità - Valutazione.
Cessione di azienda bancaria – Responsabilità per debiti del cessionario – Solo alle condizioni sancite dalla norma dell’art. 2560, comma 2, c.c..
Il cessionario di azienda risponde dei debiti relativi alla azienda ceduta solo nei limiti segnati dalla norma dell’art. 2560, comma 2, c.c., perché il disposto dell’art. 58 TUB viene appunto integrato da detta norma generale. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Milano, 20 Aprile 2011, n. 822. Segue...
Conto corrente di corrispondenza – Estratto conto – Del condominio – Richiesto da singolo condomino – Rifiuto della banca – Illegittimità.
Conto corrente di corrispondenza – Estratto conto – Disponibilità della documentazione presso la filiale – Inidoneità ex art. 119 TUB – Anche post finitum contractum.
Recesso del cliente – Da operazione a tempo indeterminato – Saldo passivo del conto corrente – Efficacia comunque del recesso, decorso il periodo di preavviso.
In applicazione del principio di cui all’art. 1855 c.c., è efficace il recesso del cliente dal rapporto di conto corrente a tempo indeterminato, una volta trascorso il periodo di preavviso. E ciò anche quando il conto porti un saldo passivo. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Roma, 10 Gennaio 2011, n. 35. Segue...
La contestazione della illegittima capitalizzazione trimestrale degli interessi attiene alla intrinseca validità del rapporto e non può, pertanto, ritenersi preclusa dalla mancata tempestiva contestazione degli estratti di conto corrente ai sensi dell'articolo 1832 c.c., norma, questa, che prevede una approvazione tacita limitata agli accrediti ed agli addebiti considerati nella loro realtà fattuale e che non preclude la possibilità di impugnare la validità ed efficacia dei rapporti obbligatori da cui derivano le annotazioni contabili e quindi dei titoli contrattuali che ne costituiscono il fondamento, i quali rimangono regolati dalle norme generali sui contratti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 01 Dicembre 2010. Segue...
Conto corrente bancario - Prova - Necessaria produzione degli estratti conto - Ricostruzione del saldo a zero per i periodi mancanti.
Estratto conto – Accettazione tacita – Portata – Meramente contabile.
In tema di conto corrente, la mancata tempestiva contestazione dell’estratto conto da parte del correntista nel termine previsto dall’art. 1832 c.c. rende inoppugnabili gli accrediti e gli addebiti solo sotto il profilo meramente contabile e non preclude pertanto la contestazione della validità e dell’efficacia dei rapporti obbligatori da cui derivano. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Daniela Maddalone) (riproduzione riservata) ABF Milano, 17 Settembre 2010, n. 940. Segue...
Conto corrente - On line - Utilizzo da parte di terzi dei codici identificativi - Concorso di responsabilità del cliente e della banca - Sussistenza.
Nel caso di conto corrente on line, quando non sia controverso che terzi non autorizzati abbiano disposto del saldo del correntista, utilizzandone i codici, la banca risponde del danno subito dal cliente, dovendosi ritenere che non abbia adottato le cautele necessarie ad assicurare una adeguata tutela del deposito del cliente. Con la responsabilità della banca concorre quella del cliente in misura pari al 25% del danno patito, l’operazione essendo avvenuta tramite l’utilizzo dei suoi codici di accesso. (Gianluca Mucciarone) (riproduzione riservata) ABF Milano, 15 Febbraio 2010, n. 46. Segue...
Nel caso di conto corrente on line, la banca risponde dei danni subiti dal cliente per l’utilizzo dei suoi codici identificativi da parte di terzi, ove non abbia adottato tutte le misure di sicurezza, che la tecnologia viene man mano a mettere a disposizione. Con la responsabilità della banca concorre quella del cliente che non abbia diligentemente custodito i propri codici identificativi. (Gianluca Mucciarone) (riproduzione riservata) ABF Roma, 10 Febbraio 2010, n. 33. Segue...