Source: https://www.profumodibroccoli.com/panettone-storia-caratteristiche/
Timestamp: 2020-01-28 00:52:20+00:00
Document Index: 94115012

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 8']

Il Panettone: denominazione, storia, tradizione, mito e leggenda – Profumo di Broccoli
Cos’è precisamente il Panettone
e qual’è la sua storia?
Disciplina della produzione e della vendita di taluni prodotti dolciari da forno.
(GU n. 177 del 1-8-2005)
Panettone1. La denominazione «panettone» e’ riservata al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida.
Prodotti speciali e arricchiti1. In deroga a quanto previsto all’art. 1, comma 2, l’impasto base del panettone puo’ essere caratterizzato dall’assenza di uvetta o scorze di agrumi canditi o di entrambi.
2. In deroga a quanto previsto all’art. 3, comma 2, l’impasto base della colomba puo’ essere caratterizzato dall’assenza di uvetta o di scorze di agrumi canditi nonche’, nel caso di colombe ricoperte o da ricoprire con altri ingredienti caratterizzanti, dall’assenza della glassatura superiore con relativo decoro oppure dalla sostituzione di uno o di entrambi i componenti del decoro di cui all’art. 3, comma 1.
3. E’ in facolta’ del produttore aggiungere al panettone, al pandoro e alla colomba: farciture, bagne, coperture, glassature, decorazioni e frutta, nonche’ altri ingredienti caratterizzanti, ad eccezione di altri grassi diversi dal burro. Il prodotto cosi’ finito contiene almeno il cinquanta per cento dell’impasto base di cui ai commi 2 e 3 degli articoli 1, 2 e 3, calcolato sul peso del prodotto finito.
4. E’ in facolta’ del produttore aggiungere al savoiardo, all’amaretto e all’amaretto morbido farciture, coperture, glassature, decorazioni, nonche’ altri ingredienti caratterizzanti. Il prodotto cosi’ finito, comunque, contiene almeno il sessanta per cento dell’impasto base di cui ai commi 2 e 3 degli articoli 4, 5 e 6, calcolato sul peso del prodotto finito.Allegato I
(di cui agli art. 1, comma 4; art. 2 comma 4; art. 3, comma 6; art. 4, comma 4; art. 5, comma 4 e art. 6, comma 4)
La percentuale minima delle uova di cui all’art. 4, comma 2, al momento dell’impiego, e’ calcolata secondo quanto previsto dall’art. 8 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109 e successive modifiche.
Le percentuali minime degli ingredienti di cui all’art. 5, commi 2 e 3 e all’art. 6, comma 2, sono calcolate secondo quanto previsto dall’art. 8 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109 e successive modifiche.
Su amicidelpanettone.it potrete trovare un semplice schema di calcolo per verificare le quantità esatte per ogni ingrediente.La Camera di Commercio di Milano ha registrato un marchio in data 10 aprile 2007, dal titolo “panettone tipico della tradizione artigiana milanese”, che certifica che il panettone è prodotto in modo artigianale.
Il procedimento per fare un panettone
è sintetizzato come segue:
pirlatura e deposito dell’impasto nello stampo
Il panettone è un dolce milanese la cui storia è molto antica. Come spesso accade in questi casi, ci sono varie versioni sull’origine del dolce.
Cit. Treccani: “Secondo una prima versione, a fine Quattrocento messer Ughetto degli Atellani, falconiere di Milano, si fece assumere come garzone da Toni, panettiere e padre della giovane Adalgisa, di cui si era innamorato. Impastando acqua, farina e lievito naturale e aggiungendo uova, burro, miele e uva sultanina, creò un dolce che riscosse enorme successo, subito battezzato “pan del Ton”, da cui panettone.
Pietro Verri, a metà del ‘700, descrive il “pan de tono” ossia il “pane grande” milanese e lo associa al Natale e ai riti propiziatori che la tradizione collegava a questa festività. Verri ritiene che comparissi già sulle tavole milanesi del ‘200, arricchito di miele, zucca e uva secca; l’uvetta serviva per augurare ai commensali fortuna e ricchezza: per forma, dimensione e colore ricordava infatti le monete d’oro.
La tradizione legata all’incisione a forma di croce del panettone era, come per il pane, un segno di benedizione.
C’è anche un’altra tradizione che lega il panettone alla festa di San Biagio, santo che nelle consuetudini popolari veniva invocato contro il mal di gola fin da tempi remoti: una fetta di panettone veniva appositamente conservata dopo il pranzo di Natale e mangiata il 3 febbraio, giorno di San Biagio appunto.
Negli anni ’30 del secolo scorso, Angelo Motta e Gino Alemagna, delle note industrie dolciarie Motta e Alemagna, fecero conoscere questo magnifico dolce a tutto il mondo e lo confermarono come un simbolo della città di Milano. Ad Angelo Motta si deve l’attuale forma del panettone, cotto in pirottini alti che fasciano l’impasto e favoriscono lo sviluppo verso l’alto.
provare a fare il panettone,
cliccate qui per accedere alla ricetta
che ho provato a fare quest’anno
Raggio di Sole 28 novembre 2015 at 8:58 Reply
Un articolo molto molto interessante, grazie!
La cucina di Esme 28 novembre 2015 at 16:49 Reply
i Pasticci di Terry 29 novembre 2015 at 15:00 Reply
Molto interessante. Buona domenica cara Tiziana
tiziana 29 novembre 2015 at 20:16 Reply
Grazie a tutte di essere passate a leggerlo.