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Timestamp: 2020-08-07 19:22:59+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 11855 del 09/06/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11855 del 09/06/2016
Cassazione civile sez. lav., 09/06/2016, (ud. 16/02/2016, dep. 09/06/2016), n.11855
sul ricorso 9720/2011 proposto da:
C.A. C.F. (OMISSIS), elettivamente
domiciliato in ROMA, VIA GERMANICO, 172, presso lo studio
avverso la sentenza n. 7636/2009 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
depositata il 14/04/2010 r.g.n. 9486/2008;
Con sentenza n. 7636/2009, depositata il 14 aprile 2010, la Corte di appello di Roma rigettava l’appello di Poste Italiane S.p.A. avverso la sentenza del Tribunale di Roma che, in accoglimento della domanda di C.A., aveva dichiarato la nullità del termine apposto al contratto stipulato dal ricorrente e dalla S.p.A. Poste Italiane “ai sensi del D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 1, per ragioni di carattere sostitutivo correlate alla specifica esigenza di provvedere alla sostituzione del personale addetto al servizio di smistamento e movimentazione carichi, presso il Polo Corrispondenza Lazio, assente con diritto alla conservazione del posto di lavoro nel periodo dall’1/10/2004 al 15/1/2005”.
La Corte osservava a sostegno della propria decisione, e per quanto di interesse, come, ai sensi del D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 1, quale interpretato alla luce della normativa e della giurisprudenza comunitaria, il datore di lavoro fosse tenuto a specificare in concreto le ragioni dell’assunzione a termine, mentre nella specie il contratto individuale conteneva formulazioni generiche e totalmente astratte dalla specifica situazione del lavoratore assunto, tali da non consentire alcuna verifica circa la loro reale sussistenza.
Ha proposto ricorso per la cassazione della sentenza la S.p.A. Poste Italiane affidandosi a due motivi; il C. ha resistito con controricorso.
Deve altresì preliminarmente rilevarsi che, al di là della formale intestazione del controricorso, non risulta proposto ricorso incidentale nei confronti della sentenza n. 7636/2009 della Corte di appello di Roma, non risultando svolta alcuna censura, nei confronti di essa, da parte del controricorrente.
6. In relazione alle suddette conclusioni deve ritenersi assorbita la censura di cui al secondo motivo, in tema di mancata ammissione di capitoli di prova testimoniale.