Source: https://www.cryptoavvocato.it/articoli/coronavirus-e-antiriciclaggio-limiti-e-prospettive-kyc/
Timestamp: 2020-08-14 04:48:41+00:00
Document Index: 9622165

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 24', 'art. 64', 'art, 9', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 11', 'art. 7', 'art. 19']

CORONAVIRUS E ANTIRICICLAGGIO - Limiti e prospettive del KYC
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17 Aprile 2020 - Rag. Comm. Giusy Spanò - AFFILIATA
Il Coronavirus e la quarantena hanno determinato un incremento notevole dell’offerta di servizi professionali sul web e, conseguentemente, messo in evidenza alcuni limiti esistenti nelle modalità di adeguata verifica della clientela (AVC o KYC nel mondo anglosassone) ai fini di antiriciclaggio e contrasto al finanziamento al terrorismo ex D.Lgs. n. 231-2007.
Cerchiamo di comprendere anche le possibili soluzioni, alla luce dell’orientamento espresso dalla Banca d’Italia.
1. AVC – Quadro della materia
2. AVC ONLINE – Cosa prevede la legge
3. BANCA D’ITALIA – Disposizioni specifiche in materia di operatività a distanza
d) acquisizione e valutazione di informazioni sullo scopo e sulla natura del rapporto;
In particolare, in un rapporto professionale da instaurare a distanza, incidono gli aspetti da lett. a) a c).
Attualmente, l’art. 19 del predetto D.Lgs.n. 231-2007 prevede che l’obbligo di identificazione si considera assolto, anche senza la presenza fisica del cliente, nei seguenti casi :
1) per i clienti i cui dati identificativi risultino da atti pubblici, da scritture private autenticate o da certificati qualificati utilizzati per la generazione di una firma digitale associata a documenti informatici, ai sensi dell’art. 24 del d. lgs. 7 marzo 2005, n. 82;
2) per i clienti in possesso di un’identità’ digitale, di livello massimo di sicurezza, nell’ambito del Sistema di cui all’art. 64 del predetto d.lgs. n. 82 del 2005 e succ. modif., e della relativa normativa regolamentare di attuazione, nonché di un’identità’ digitale (di livello massimo di sicurezza) o di un certificato per la generazione di firma digitale, rilasciati nell’ambito di un regime di identificazione elettronica compreso nell’elenco pubblicato dalla Commissione europea a norma dell’art, 9 del regolamento (UE n. 910/2014 o identificati per mezzo di procedure di identificazione elettronica sicure e regolamentate ovvero autorizzate o riconosciute dall’Agenzia per l’Italia digitale);
3) per i clienti i cui dati identificativi risultino da dichiarazione della rappresentanza e dell’autorità’ consolare italiana, come indicata nell’art. 6 del d.lgs. 26 maggio 1997, n. 153;
5) per i clienti i cui dati identificativi siano acquisiti attraverso idonee forme e modalità, individuate dalle Autorità di vigilanza di settore, nell’esercizio delle attribuzioni di cui all’art. 7, c.1, lett. a), tenendo conto dell’evoluzione delle tecniche di identificazione a distanza.
Eccoci quindi al punto cruciale.
Se il cliente non dovesse rispecchiare alcuna delle prime tre condizioni di cui sopra (cosa invero piuttosto frequente), sarà possibile accedere alla quinta ma solo su preventiva individuazione da parte dell’Autorità di vigilanza del settore.
Per Commercialisti e Avvocati, tuttavia, i rispettivi Consigli nazionali non svolgono il ruolo di Autorità di vigilanza del settore.
Ai sensi dell’art. 11 del D.Lgs. n. 231.2007, infatti, essi sono considerati “ Organismi di Autoregolamentazione“ e in quanto tali privi della potestà prevista:
dall’art. 7 c. 1 lett. a) del predetto D.Lgs. n. 231-2007, che invece attribuisce alla Banca d’Italia il potere di emanare disposizioni in materia di adeguata verifica della clientela nei confronti degli intermediari finanziari in genere;
dall’art. 19 c.1 lett. a) n. 5 del predetto D.Lgs. n. 231-2007, che invece attribuisce alla Banca d’Italia il compito di individuare forme e modalità idonee di acquisizione a distanza dei dati identificativi della clientela ai fini dell’assolvimento dell’obbligo di identificazione, tenendo conto dell’evoluzione delle tecniche di identificazione a distanza.
Considerato ciò, come possono procedere i professionisti?
La Banca d’Italia, in data 30 luglio 2019, ha già provveduto a dare appropriate risposte.
Ci si riferisce alle Disposizioni emanate in materia di adeguata verifica della clientela per il contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo e precisamente nella:
Sezione VIII. Disposizioni specifiche in materia di operatività a distanza
“Per operatività a distanza si intende quella svolta senza la compresenza fisica, presso il destinatario, del cliente, dei dipendenti del destinatario o di altro personale incaricato dal destinatario (es., attraverso i sistemi di comunicazione telefonica o informatica); quando il cliente è un soggetto diverso da una persona fisica, esso si considera presente quando lo è l’esecutore.
I destinatari pongono particolare attenzione all’operatività a distanza, in considerazione dell’assenza di un contatto diretto con il cliente o con l’esecutore. I destinatari tengono conto del rischio di frodi connesse al furto di identità. Nei casi di operatività a distanza, i destinatari:
a) acquisiscono i dati identificativi del cliente e dell’esecutore e ne effettuano il riscontro su una copia – ottenuta tramite fax, posta, in formato elettronico o con modalità analoghe – di un valido documento di identità, ai sensi della normativa vigente;
b) effettuano riscontri ulteriori rispetto a quelli previsti dalla Sezione V sui dati acquisiti, secondo le modalità più opportune in relazione al rischio specifico.
A titolo esemplificativo si indicano le seguenti modalità:
– contatto telefonico su utenza fissa (welcome call);
– invio di comunicazioni a un domicilio fisico con ricevuta di ritorno;
– bonifico effettuato dal cliente attraverso un intermediario bancario e finanziario con sede in Italia o in un paese comunitario;
– richiesta di invio di documentazione controfirmata;
– verifica su residenza, domicilio, attività svolta, tramite richieste di informazioni ai competenti uffici ovvero mediante incontri in loco, effettuati avvalendosi di personale proprio o di terzi.
Nel rispetto dell’approccio basato sul rischio, i destinatari possono utilizzare meccanismi di riscontro basati su soluzioni tecnologiche innovative e affidabili (es., quelle che prevedono forme di riconoscimento biometrico), purché assistite da robusti presidi di sicurezza;
c) individuano, nel documento di policy antiriciclaggio, gli specifici meccanismi di cui intendono avvalersi per effettuare le attività di riscontro sub b) ed illustrano le valutazioni condotte dalla funzione antiriciclaggio sui profili di rischio che caratterizzano ciascuno di questi strumenti e sui relativi presidi di sicurezza.
ALLEGATO 3 – Procedura di video-identificazione
I destinatari realizzano un sistema che garantisca, preliminarmente all’instaurazione della sessione audio/video, la cifratura del canale di comunicazione mediante l’adozione di meccanismi standard, applicativi e protocolli aggiornati. Essi, inoltre, garantiscono l’utilizzo di applicativi orientati all’usabilità e all’accessibilità da parte del cliente.
I destinatari assicurano che l’identificazione da remoto effettuata da parte dell’operatore addetto alla video-identificazione, rispetti le seguenti condizioni:
L’operatore che effettua identificazione:
ii) richiede l’esibizione di un documento d’identità valido, munito di fotografia recente e riconoscibile e di firma autografa del richiedente, rilasciato da un’amministrazione pubblica;
iii) verifica il codice fiscale tramite la tessera sanitaria in corso di validità. Del documento viene acquisita copia in formato elettronico.
L’operatore che effettua l’identificazione può escludere l’ammissibilità della sessione audio/video per qualunque ragione, inclusa l’eventuale inadeguatezza del documento presentato dal cliente.
I destinatari richiedono il consenso al trattamento dei dati personali contenuti nelle riprese audio-video, specificando tale aspetto nell’informativa da rendere all’interessato ai sensi delle disposizioni in materia di protezione dei dati personali.
h) l’operatore chiede al cliente di inquadrare, fronte e retro, il documento di riconoscimento utilizzato, e si assicura che sia possibile visualizzare chiaramente la fotografia e leggere tutte le informazioni ivi contenute (dati anagrafici, numero del documento, data di rilascio e di scadenza, amministrazione rilasciante). Del documento viene acquisita copia elettronica;
Il rapido mutamento delle relazioni a causa dell’emergenza sanitaria e più in generale l’incremento delle attività online, impongono nuovi e più flessibili riferimenti normativi in materia di dientificazione del cliente.
Le suddette modalità, riservate agli intermediari finanziari, ben potrebbero estese ai professionisti, almeno in tutti i casi di “basso rischio”, fermo restando le misure da intraprendere nei casi in cui sussistano dubbi, incertezze o incongruenze in relazione ai dati identificativi e alle informazioni acquisite in sede di identificazione del cliente, dell’esecutore ovvero del titolare effettivo, ovvero sussista il sospetto di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo.
I professionisti, infatti, grazie alla formazione obbligatoria in materia, non avrebbero grandi difficoltà ad adempiere al meglio alle prescrizioni.
Tuttavia, non potendo intervenire autonomamente in materia, i Consigli nazionali dovranno evidenziare tali esigenze nelle sedi opportune e con la massima celerità.
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