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Timestamp: 2017-10-19 01:55:55+00:00
Document Index: 148342836

Matched Legal Cases: ['art. 139', 'art. 139', 'art. 139', 'art. 139', 'art. 117', 'art. 117', 'sentenza ', 'art. 139', 'art. 139', 'art. 3']

Lesioni di lieve entità a seguito di sinistro stradale: la Corte Costituzionale dichiara legittimo l’art. 139, Codice Assicurazioni Private. | Passiamo
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Lesioni di lieve entità a seguito di sinistro stradale: la Corte Costituzionale dichiara legittimo l’art. 139, Codice Assicurazioni Private.
La Corte Costituzionale dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 139 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle assicurazioni private), sollevata dal Giudice di pace di Torino, in riferimento agli artt. 2, 3, 24 e 76 della Costituzione; dal Tribunale ordinario di Brindisi – sezione distaccata di Ostuni, per contrasto con gli artt. 2, 3, 24, 32, 76, e con l’art. 117, primo comma, Cost., in relazione agli artt. 2 e 6 della CEDU, 6 del Trattato dell’Unione europea, e 1 e 3, comma 1, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea; dal Tribunale ordinario di Tivoli e dal Giudice di pace di Recanati, per contrasto con i medesimi artt. 2, 3, 24, 32, 76 Cost. e con l’art. 117, primo comma, Cost., in relazione agli artt. 3 e 8 della CEDU e 1 del Protocollo addizionale alla Convenzione medesima.
E’ quanto ha stabilito la Corte Costituzionale con la sentenza 16 ottobre 2014 n. 235
Nel corso di un giudizio civile di cognizione, instaurato per ottenere il risarcimento dei danni patiti da un soggetto, quale terzo trasportato, a seguito di un incidente stradale che gli aveva procurato una distorsione al rachide cervicale, l’adito Giudice di pace di Torino, con ordinanza apposita ha prospettato la questione (già in precedenza sollevata e, per difetto di motivazione sulla rilevanza, dichiarata inammissibile con ordinanza della Corte n. 157 del 2011) di legittimità costituzionale dell’art. 139 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle assicurazioni private), nella parte in cui – prevedendo un risarcimento del danno biologico (permanente o temporaneo) per lesioni di lieve entità (cosiddette “micropermanenti”), derivanti da sinistri conseguenti alla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, basato su rigidi parametri fissati da tabelle ministeriali – non consentirebbe di giungere ad un’adeguata personalizzazione del danno, per contrasto con gli artt. 2, 3, 24 e 76 della Costituzione.
Nel merito, la difesa dello Stato ha escluso la violazione di ciascuno dei parametri evocati dal giudice piemontese e dagli giudici rimettenti.
Nella prospettazione sostanzialmente comune ai quattro giudici rimettenti, il meccanismo tabellare di risarcimento del danno biologico (permanente o temporaneo) da lesioni di lieve entità derivanti da sinistro stradale, introdotto dal censurato art. 139 del d.lgs. n. 209 del 2005, darebbe luogo ad un sistema indennitario che limiterebbe la piena riparazione del danno, ancorandolo a livelli pecuniari riconosciuti, per via normativa, equi ex ante, ma che – sia per la rigidità dell’aumento percentuale dell’importo nella misura massima del quinto (20%), sia per la (ritenuta) impossibilità di liquidare l’eventuale, non contemplato, danno morale – non consentirebbe una adeguata personalizzazione del danno e determinerebbe, di conseguenza, una disparità di trattamento in relazione al riconoscimento del diritto al suo integrale ristoro, in base al diverso elemento causativo del danno stesso, oltre che un’ingiustificata prevalenza della tutela dell’esercizio dell’attività assicurativa rispetto alla tutela della lesione del diritto inviolabile alla salute.
La Corte Costituzionale ha ritenuto manifestamente non fondata, tra le altre, anche la censura di violazione dell’art. 3 Cost., in entrambi i profili della sua declinazione.
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