Source: https://viverelamoto.blogspot.com/p/fuorilegge-le-strade-alberate.html
Timestamp: 2019-09-18 01:37:09+00:00
Document Index: 5130204

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 16', 'art 26', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 201', 'art. 201', 'art. 201', 'art. 201', 'art. 28']

Comitato Coordinamento Motociclisti Progetto Vivere la Moto: Fuorilegge le strade alberate?
Fuorilegge le strade alberate?
Alberi pericolosi troppo vicini alla carreggiata? La strada non è a norma. Serie le conseguenze sul piano legale.
Una sentenza della Corte di Cassazione considera non a norma le strade statali con alberi posti a una distanza inferiore ai 6 metri dalla carreggiata. Praticamente tutte. E arrivano le prime cause penali.
Una sentenza della Corte di Cassazione sta mettendo l'ANAS e i suoi addetti alla manutenzione delle strade nella condizione di subire una valanga di azioni legali. Un capocantoniere è stato infatti condannato per omicidio colposo, non avendo provveduto a mettere in sicurezza la SS75 Umbra, dove gli alberi a bordo carreggiata sono troppo vicini alla sede stradale.
Il nodo è nel Codice della Strada, che sulle vie extraurbane stabilisce una distanza minima delle piante ad alto fusto dalla sede viaria pari a 6 metri (art. 16 del CdS e art 26 del relativo Regolamento d'attuazione).
Fino a oggi si era pensato che quella scrittura, risalente al 1993, non fosse retroattiva, ma che riguardasse solo le nuove piantagioni. Ora la Cassazione, con la sentenza 17601 del settembre 2010, ha stabilito invece un nesso di colpevolezza per il capocantoniere.
E già c'è un'altra richiesta di giudizio pendente, per un motociclista morto nel '96 sulla via Pontebbana, proprio perché finito addosso a un albero nel tentativo di evitare un pedone.
Di certo ci saranno polemiche. Anche perché mettere in sicurezza una strada contornata da alberi non è affatto semplice. Per le automobili si può pensare a una guard rail, ma si tratta di una soluzione non valida per i motociclisti.
Già in passato non sono mancate proteste clamorose. Nel centro Italia si cita, ad esempio, il taglio notturno di centinaia di platani sulla strada che collega la via Cassia Bis con il lago di Bracciano. Un'azione clamorosa (e scellerata) seguita alla morte di un motociclista.
Purtroppo le vecchie strade sono nate in un'epoca in cui ci si muoveva a basse velocità, e dunque gli alberi non rappresentavano un pericolo. Oggi certe piante, si pensi ai pini della Fettuccia di Terracina, sono un patrimonio. Questo rende la soluzione del problema particolarmente difficile e costosa.
Nel frattempo all'ANAS rischiano, come detto in apertura, una montagna di azioni penali, visto che l'omicidio colposo non si prescrive prima dei 10 anni.
basta rallentatori illegali
Vi diamo una buona NOTIZIA ....i 2 rallentatori di Mancalacqua che abbiamo piu' volte segnalato a Comune di Sona, Polizia locale, difensore civico Veneto e Prefettura di Verona sono stati abbassati e messi a norma..beh diciamo la tutta...in perfetto Italiano Style....uno e mezzo a norma ma lavoro incompleto perché le due settimane di chiusura del traffico sono state ridotte ad una in seguito alla disperata raccolta firme dei commercianti....strada a norma ? meglio di no.....sono quelli che si trovano tra Lugagnano e la Grande Mela...questo capita in occasione del quinto anniversario di una sentenza che a Verona ha condannato per omicidio stradale con due opere aberranti due responsabili del Comune scaligero, da Motociclismo di dicembre 2010: MORTI DUE MOTOCICLISTI SUL DOSSO: CONDANNATI FUNZIONARI COMUNALI Un dosso rallentatore posizionato male, due motociclisti morti (nel 2005 e nel 2007) e tre dirigenti del Comune condannati. Una sentenza del Tribunale di Verona, come riporta larena.it, ha condannato due dei tre funzionari ad un anno e due mesi mentre il terzo a otto mesi di reclusione in quanto il rallentatore (in via Lazzareto a Verona; nella foto tratta dal sito del quotidiano L'Arena) ha causato due incidenti mortali per altrettanti motociclisti; per i tre dirigenti, l’accusa era di omicidio colposo. “La seconda morte poteva essere evitata” hanno commentato i familiari delle vittime in aula “se l’amministrazione comunale si fosse mossa dopo il primo decesso”. Invece, Franco Perlato, 36 anni, in sella alla sua Yamaha R1 si è schiantato contro una recinzione ad alcune decine di metri dal dissuasore; Giovanni Battista Graziani, 25 anni, ha concluso la sua vita contro un palo della luce con la sua Triumph. I tre funzionari erano finiti sotto accusa perché il dosso era alto ben 16 centimentri (contro i 7 previsti dal Codice) ed il rallentatore era stato posizionato in prossimità di una curva senza adeguata segnalazione. Inoltre, sempre secondo gli inquirenti, quel dosso rappresentava un ulteriore pericolo in quanto era dipinto a strisce gialle parallele alla direzione di marcia, simili ad un attraversamento pedonale che non c’era; fatto, questo, che avrebbe potuto trarre in inganno chi guidava. Il Codice della Strada prevede che i rallentatori debbano avere determinate forme e dimensioni, che variano a seconda dei limiti di velocità previsti dal tratto di strada su cui vengono installati. Se il limite di velocità è pari o inferiore a 50 km/h, la larghezza del dosso non deve essere inferiore a 60 cm e l'altezza non superare i 3 cm; misure che diventano 90 e 5 cm per limiti fino a 40 km/h, e a 120 e 7 cm se l'andatura non deve superare i 30 km/h.
Il Blog Dei Motociclisti
Il Blog Motovita di Ravenna
Siamo favorevoli alla tecnologia, ma mettiamo dei MA,..,Ed ecco il seguito alla comunicazione del TG di oggi che a Verona sarà sperimentata la pattuglia dei Vigili con 6 telecamere a bordo per vedere, registrare, multare con prove inconfutabili tutte le trasgressioni al Codice della strada. 2 obiezioni... 1 ma la privacy dove la mettiamo? 2 possibile che in mezzora abbiano registrato solo 4 infrazioni, parcheggi selvaggi compresi?Siamo una città modello!...
un drammatico aumento di vittime tra i motociclisti +32%.
Comitato di Coordinamento Motociclisti
Progetto Vivere la Moto
Cassazione, nulla multa Telelaser se manca segnaletica
Stop ai velox fissi in città
La UE boccia i guard rail salvamotociclisti!
Multe: dimezzati i tempi per il ricorso
Fotomulte: per la cassazione sono legittime
Sanzioni a chi dimentica le chiavi sulla moto.
Regole più severe per le moto di grossa cilindrata
Guard rail pericoloso? L’Anas deve risarcire
http://www.motociclisti-incolumi.com/basta-raduni-e-feste-a-base-di-alcol/
AMI continua con la denuncia contro chi autorizza le Bevute senza ritegno. Anche noi ci accodiamo.
archivio locandina primo giro Progetto con MBE
Foto del giro in Lessinia (a caccia di buche) Pro...
La rivista Biker mensile trentennale
una Associazione che ci sostiene
Chi è con noi deve essere messo in risalto
SE VOLETE INFO CHIEDETE ALLE NOSTRE PERSONE DI RIFERIMENTO
Mauro Favazza per la provincia di Verona
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Loris Lunardi per Ca di David periferia Verona Sud
Manlio Giona per la provincia di Trieste
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Vanni Brusetti per Verona Borgo Roma Fiera cell. 3402946270
Ennio Bertasini per Santa Lucia Golosine Dossobuono VR Sud - Ovest contatto Fb
REFERENTI AI QUALI CHIEDERE INFORMAZIONI SUI VOSTRI DIRITTI DI MOTOCICLISTI o segnalazioni alle amministrazioni responsabili con scritto ad esempio: Verona, incrocio Lucio Terzo con Urbano Terzo, Buca 15 cm da sistemare. Seguito da firma al comando della polizia locale. Si chiama ESPOSTO
...RICORSI PER MULTE ARRIVATI OLTRE 90 GIORNI DOPO? ECCO IL MODULO:
AL PREFETTO DI ...... Via....., CAP...,cITTà....
RICORSO AI SENSI DELL'ART.203 CODICE DELLA STRADA Il sottoscritto…………………………………………..……………………..……., nato il………………..……………….. a.................................................., residente in………………..…………………………………………………... e ivi domiciliato per gli effetti del presente atto. PREMESSO DI AVER RICEVUTO Accertamento di violazione-verbale di contestazione n° …………………………………………….. di infrazione del C.d.S. per la presunta violazione …………………………......…………………………………… Poiché l'accertamento operato appare infondato, illegittimo e ingiustificato, il sottoscritto intende proporre ricorso alla S.V. Ill.ma contro il suddetto accertamento-contestazione sulla base dei seguenti MOTIVI Non è stato rispettato il termine previsto dall’art. 201 del cds in merito alla notifica del verbale; in particolare il tempo trascorso tra la data dell’infrazione contestata e il reperimento delle informazioni (raccolte tramite apparecchiatura elettronica di rilievo) da parte dell’Ente è un tempo eccessivo, spropositato e rappresenta un vero e proprio eccesso di potere della PA come tale lesiva dei diritti del cittadino. Eccesso di potere che si rileva, anche, nella stessa precisazione del verbalizzante laddove scrive che il termine per la notifica decorre dalla data dell’accertamento e non dell’infrazione; come se la PA volesse eludere il termine imposto e ridotto dal legislatore di 90 gg per la notifica dell’infrazione e giustificare e legittimare un ritardo di notifica che porterebbe di per sé all’annullamento del verbale di infrazione. Su questo tema si è già espresso anche il Ministero dell’Interno con nota n° 16968 del 7/11/2014 inviata proprio a codesta Prefettura, condividendo le perplessità segnalate proprio in ordine alla prassi adottata dal Comune di Milano che qui si contesta. Si richiama, pertanto, qui la Sentenza della Corte Costituzionale, n° 198 del 17.6.1996, già richiamata dallo stesso Ministero dell’interno, in base alla quale risulta palesemente illegittima una interpretazione dell’art. 201 del Nuovo Codice della Strada, quale quella praticata dal Comune di Milano, che abbia la pretesa di far decorrere i termini per la notifica della multa dalla data in cui la PA si ponga in grado di provvedere all’identificazione del destinatario. In tal modo, dice la Corte Costituzionale “l’inerzia o le disfunzioni organizzative della PA vengono a gravare direttamente sul diritto di difesa del cittadino”. Si evidenzia infine che lo stesso termine previsto dall’art. 201 per la notifica è stato nel 2010 ridotto dal legislatore dall’orinaria misura di 150gg all’attuale di 90gg proprio in quanto termine a difesa, previsto per consentire al cittadino una plausibile possibilità di difesa di fronte alla contestazione di infrazione: la prassi che il Comune di Milano pretende di poter adottare è palesemente contraria, oltre a che alla citata sentenza, anche alla ratio della L. 120 del 29.7.2010 che ha operato tale riduzione. Una simile prassi rende di fatto inesistente il termine dettato dall’art. 201 e lascia di fatto la PA, a proprio totale arbitrio, vincolata al solo termine di prescrizione quinquennale dettato dall’art. 28 L. 689/81. A supporto di tutto quanto sopra evidenziato si richiama anche la recente giurisprudenza del Giudice di Pace di Milano (v. Sentenza n°13347 del 20/11/2014). Per tutti questi motivi il sottoscritto CHIEDE che la S.V. Ill.ma, riscontrate l'infondatezza e l'illegittimità dell'accertamento operato, Voglia annullare il verbale di accertamento e contestazione impugnato. Si allega: - verbale di accertamento …… LUOGO ……., ….. DATA …… ………..…… FIRMA …………………
Un'immagine simbolica......di come intendiamo il Motociclismo noi.
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Dedicato a tutti voi che in un modo o nell'altro c'eravate.
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