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Timestamp: 2018-05-23 19:32:01+00:00
Document Index: 48342277

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2']

2.1. La dichiarazione dei redditi. La dichiarazione IVA. La dichiarazione dei sostituti d imposta. La dichiarazione «unificata». - PDF
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1 in realtà al contribuente di rettificare la propria dichiarazione dei redditi e di richiedere entro i limiti ordinari di decadenza e di prescrizione previsti dalla legge in via generale il rimborso di quanto eventualmente fosse stato versato indebitamente La dichiarazione dei redditi. La dichiarazione IVA. La dichiarazione dei sostituti d imposta. La dichiarazione «unificata». All interno dell ampia categoria delle dichiarazioni tributarie assume notevole rilievo la dichiarazione dei redditi, le cui peculiarità sono: - l annualità, in quanto deve essere presentata per ciascun periodo d imposta; - l unicità, in quanto essa comprende tutti i redditi del contribuente, secondo le regole specifiche dettate per ogni tipo di reddito e di imposta correlata; - la perentorietà, nel senso che la dichiarazione deve essere presentata nei termini tassativamente previsti; - l obbligatorietà, in quanto sono obbligati alla presentazione tutti coloro che nel periodo d imposta di riferimento abbiano conseguito dei redditi, salvo che per alcuni soggetti indicati esplicitamente dalla legge. DICHIARAZIONE DEI REDDITI DELLE PERSONE FISICHE Di regola, le persone fisiche sono obbligate a presentare, ogni anno, la dichiarazione relativa ai redditi posseduti, anche se da tali redditi dichiarati non deriva alcun obbligo di versamento (art. 1, comma 1, d.p.r. n. 600 del 1973). Inoltre, i soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili (ossia imprenditori e lavoratori autonomi, art. 13, d.p.r. n. 600 del 1973) devono presentare la dichiarazione anche in mancanza di redditi. Tuttavia, il legislatore ha previsto dei casi in cui il contribuente è esonerato dall obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi: - soggetti che hanno solo redditi di lavoro dipendente e il reddito dell abitazione principale; - soggetti che possiedono solo redditi esenti (es.: le pensioni sociali); - redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta, purché non obbligati alla tenuta di scritture contabili (es.: interessi su conti correnti bancari). In ogni caso, anche chi non è obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi può avervi interesse, ad es. qualora abbia sostenuto delle spese rimborsabili ed il presupposto del rimborso è costituito dalla presentazione della dichiarazione. DICHIARAZIONE DEI REDDITI DELLE SOCIETÀ DI PERSONE Le società di persone (s.s., s.n.c. e s.a.s.) sono obbligate a presentare, annualmente, la dichiarazione agli effetti dell IRPEF dovuta dai soci in relazione ai redditi posseduti, anche se non ne deriva alcun debito di imposta. DICHIARAZIONE DEI REDDITI DEI SOGGETTI IRES I soggetti IRES (società di capitali, enti commerciali, enti non commerciali ma obbligati alla tenuta delle scritture contabili) sono sempre obbligati a presentare, annualmente, la dichiarazione dei redditi, sia in mancanza di reddito che di obbligo di versamento (art. 1, d.p.r. n. 600 del 1973). 69
2 PARTE GENERALE DICHIARAZIONE IVA I soggetti passivi dell IVA sono tenuti a presentare una dichiarazione annuale relativa all imposta dovuta per l anno solare precedente. Tale obbligo incombe anche sui contribuenti che non hanno effettuato operazioni imponibili, mentre salvo che la legge non disponga diversamente ne sono esonerati coloro che hanno registrato esclusivamente operazioni esenti (art. 8, d.p.r. 22 luglio 1998, n. 322). Tale dichiarazione consiste, essenzialmente, in un riepilogo delle operazioni effettuate nel precedente periodo d imposta. A seguito dell introduzione del modello Unico (vedi più avanti), comprendente sia la dichiarazione dei redditi che la dichiarazione IVA, la presentazione in via autonoma della dichiarazione IVA è prevista soltanto per alcuni contribuenti (es. soggetti passivi IRES con periodo d imposta non coincidente con l anno solare o soggetti che intendono chiedere in compensazione o a rimborso il credito d imposta risultante dalla dichiarazione annuale). DICHIARAZIONE DEI SOSTITUTI D IMPOSTA È previsto un obbligo di dichiarazione annuale anche a carico dei sostituti d imposta (es.: datori di lavoro, banche), nella quale devono essere indicati i compensi erogati, le ritenute operate, nonché i percipienti di ritenute d acconto (art. 4, d.p.r. n. 322 del 1998). DICHIARAZIONE «UNIFICATA» Si tratta di una dichiarazione a contenuto plurimo, costituito dalla sommatoria delle dichiarazioni relative alle singole imposte reddituali ed all IVA, la cui redazione tuttavia è disciplinata dalle rispettive leggi istitutive. L obbligo di presentazione della dichiarazione in forma unificata (cd. Modello Unico) spetta a quei soggetti che congiuntamente - hanno un periodo d imposta coincidente con quello solare e sono tenuti alla presentazione sia della dichiarazione dei redditi sia della dichiarazione annuale IVA. Sebbene la dichiarazione IVA confluisca nel Modello Unico, come visto, vi sono delle ipotesi residuali in cui vige l obbligo di presentare la dichiarazione IVA in via autonoma, il cui termine di presentazione è fissato tra il 1º febbraio e il 30 settembre dell anno successivo a quello cui la dichiarazione si riferisce e può essere presentata solo telematicamente. La dichiarazione dei sostituti d imposta e la dichiarazione annuale IRAP, invece, non possono confluire nel Modello Unico ma devono essere presentate autonomamente. La legge di stabilità 2015 (legge n. 190/2014) e il D.L. n. 192/2014 hanno previsto l obbligo di presentazione della dichiarazione IVA annuale: - in forma autonoma. Non è pertanto più consentita l inclusione della stessa nel mod. UNICO; - entro il mese di febbraio di ogni anno. Le predette disposizioni sono applicabili a decorrere dalla dichiarazione relativa all imposta sul valore aggiunto dovuta per il 2016 (modello IVA 2017) Modalità, forma e termini di presentazione. Le dichiarazioni tra le quali le dichiarazioni dei redditi, IVA e dei sostituti d imposta 70
3 devono essere redatte, a pena di nullità, sui modelli conformi a quelli approvati annualmente dall Agenzia delle Entrate ed inviati esclusivamente in via telematica. La trasmissione può avvenire direttamente o tramite intermediari abilitati. Sono esonerati dall obbligo dell invio telematico le persone fisiche che non possono utilizzare il Modello 730 (modello semplificato rispetto al Modello unico, utilizzato da lavoratori dipendenti e pensionati), in quanto privi di datore di lavoro o non titolari di pensione; i contribuenti che devono presentare la dichiarazione per conto di soggetti deceduti. Tali soggetti, non obbligati alla presentazione telematica della dichiarazione, hanno comunque la facoltà di avvalersi di tale modalità. La trasmissione telematica avviene tramite appositi servizi telematici resi disponibili dall Agenzia delle Entrate (Entratel, Fisconline). II. GIURISPRUDENZA: Dichiarazione telematica: i dati della ricevuta prevalgono sulla documentazione cartacea La Corte di Cassazione con la sentenza 10 gennaio 2013, n. 385, ha precisato la rilevanza probatoria della presentazione della dichiarazione in via telematica e soprattutto i dati che emergono dalla relativa ricevuta. Secondo gli Ermellini, infatti, la dichiarazione e la sua presentazione costituiscono un unico, complesso atto, che viene ad esistenza giuridica soltanto con l invio da parte del contribuente, con la conseguenza che proprio il contribuente non può addurre dati diversi desunti da una propria dichiarazione cartacea, poiché proprio tale dichiarazione cartacea è irrilevante. La dichiarazione è nulla quando non è redatta su modelli conformi a quelli approvati dall Agenzia delle Entrate ovvero se non è sottoscritta. In caso di mancata sottoscrizione, il contribuente è invitato a sanare la nullità entro 30 giorni dal ricevimento dell invito da parte dell Ufficio finanziario; solo se il contribuente non ottempera a tale invito, si producono gli effetti della nullità. La dichiarazione è, invece, da considerarsi omessa quando il contribuente, sebbene abbia tale obbligo, non la presenta. Sono da considerare valide le dichiarazioni presentate entro 90 giorni dalla scadenza dei termini ordinari, ma per il ritardo si applica una sanzione amministrativa. La dichiarazione presentata con un ritardo superiore ai 90 giorni rispetto alla scadenza, è da considerarsi omessa. Tali dichiarazioni sono dette ultratardive e costituiscono titolo per la riscossione delle imposte dovute. La dichiarazione è infedele quando un reddito non è indicato nel suo esatto ammontare; invece, è incompleta quando non è indicata la fonte reddituale. Per quanto riguarda i termini di presentazione delle dichiarazioni dei redditi si distingue tra: le persone fisiche: dal 2 maggio al 30 giugno, se è in forma cartacea per il tramite di un ufficio postale, ovvero entro il 30 settembre, se è in forma telematica, dell anno successivo a quello cui i redditi si riferiscono; le società di persone: entro il 30 settembre dell anno successivo a quello cui i redditi 71
4 PARTE GENERALE si riferiscono; i soggetti IRES: entro l ultimo giorno del 9º mese successivo a quello di chiusura del periodo di imposta, a prescindere dalla data di approvazione del bilancio di esercizio. DICHIARAZIONE PRECOMPILATA Dal 15 aprile 2015, in via sperimentale, l Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione dei titolari di redditi di lavoro dipendente e assimilati, il modello 730 precompilato. Modello che può essere accettato o modificato. Il vantaggio fondamentale per il contribuente (oltre a quello relativo all ulteriore semplificazione nella compilazione del modello) è legato ai controlli. Infatti, se il 730 precompilato viene presentato senza effettuare modifiche, direttamente oppure al sostituto d imposta, non sono effettuati i controlli documentali sulle spese comunicate all Agenzia dai soggetti che erogano mutui fondiari e agrari, dalle imprese di assicurazione e dagli enti previdenziali (interessi passivi, premi assicurativi e contributi previdenziali). Se il 730 precompilato viene presentato, con o senza modifiche, al Caf o al professionista abilitato, i controlli documentali saranno effettuati nei confronti di questi ultimi. Resta ferma la possibilità di presentare la dichiarazione dei redditi autonomamente compilata con le modalità ordinarie (730 ordinario o modello Unico PF). 3. La rettifica delle dichiarazioni: dichiarazione correttiva e dichiarazione integrativa. La natura, essenzialmente non negoziale, delle dichiarazioni tributarie ne implica la loro ritrattabilità. Per il contribuente dichiarante sono previste due possibilità: la dichiarazione correttiva (nei termini): il dichiarante presenta una nuova dichiarazione, entro il termine ordinario di presentazione della stessa, con il fine di correggere qualsiasi errore od omissione commesso nella dichiarazione iniziale. La dichiarazione correttiva, presentata nel termine predetto, sostituisce a tutti gli effetti la dichiarazione ab origine presentata, ne consegue la sua irretrattabilità, pur essendo comunque emendabile - da parte del contribuente - per far valere gli errori a suo danno. In tale ipotesi, a carico del soggetto passivo dichiarante non sono previste sanzioni amministrative. La dichiarazione integrativa: il contribuente può rettificare ovvero integrare una dichiarazione precedente - che sia stata, a suo tempo, validamente e tempestivamente (ossia nei termini stabiliti) presentata una volta che siano scaduti i termini di presentazione della dichiarazione stessa. Tale facoltà del dichiarante può essere esercitata nello stesso termine entro cui l ufficio impositore può rettificare la dichiarazione (ossia entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la prima dichiarazione); tale ravvedimento da parte del contribuente comporta una riduzione della sanzione amministrativa 72
5 applicata. La dichiarazione integrativa può essere a favore del Fisco (cd. integrativa a debito): il contribuente presenta una dichiarazione successiva, a favore del Fisco, per rimediare agli errori commessi nella precedente dichiarazione, che hanno determinato un minor imponibile o un minor debito d imposta o un maggior credito d imposta, ovvero influiscono sul controllo dell Amministrazione finanziaria (art. 2, comma 8, d.p.r. n. 322 del 1998). Al contribuente sono comunque irrogate le sanzioni previste; il contribuente può fruire di sanzioni ridotte laddove si avvalga del ravvedimento operoso. La dichiarazione integrativa può essere, anche, a favore del contribuente (cd. integrativa a credito del contribuente): si tratta di una dichiarazione successiva per correggere gli errori commessi nella originaria dichiarazione che hanno determinato un maggior imponibile o un maggior debito d imposta o un minor credito d imposta. Non sono applicate sanzioni amministrative e l eventuale credito risultante dalla dichiarazione integrativa può essere utilizzato in compensazione o richiesto a rimborso. Da tempo si discute in dottrina ed in giurisprudenza in merito al termine di presentazione della dichiarazione rettificativa a favore del contribuente. Parte della dottrina (TESAURO) e dell Amministrazione finanziaria, propendono per l applicazione dell art. 2, comma 8-bis, d.p.r. n. 322 del Il contribuente può presentare la dichiarazione correttiva non oltre il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo, con la possibilità di utilizzare in compensazione il credito in eccesso; decorso tale termine, il contribuente può solamente presentare istanza di rimborso (per le dichiarazioni dei redditi, il termine per l istanza di rimborso è 48 mesi dalla data del versamento in eccesso). Altra parte della dottrina (FALSITTA) e della giurisprudenza, invece, propendono per l applicazione dell art. 2, comma 8, d.p.r. n. 322 del Il contribuente può presentare la dichiarazione integrativa a proprio favore, entro lo stesso termine previsto per il Fisco (ossia entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione originaria). 4. I regimi di contabilità: regime ordinario e regime semplificato. Con la riforma generale tributaria del 1971 il legislatore al fine di rendere più agevole l attività di controllo dell Amministrazione finanziaria ha esteso l obbligo della tenuta di un impianto contabile, oltre che per le imprese di grandi dimensioni, anche per tutti i soggetti titolari di redditi d impresa e di redditi di lavoro autonomo (AMATUCCI, LUPI-COVINO). Per molti contribuenti (società commerciali, imprenditori individuali) l obbligo di tenuta delle scritture contabili è imposto dalle leggi civili: la normativa tributaria si affianca a quella civilista, pur mantenendo la propria autonomia dal punto di vista disciplinare e funzionale. In molti altri casi (lavoratori autonomi, professionisti o artisti), invece, gli obblighi contabili 73