Source: https://it.scribd.com/document/73336341/Confronto-ed-integrazione-tra-sistemi-di-gestione-per-l-energia-secondo-la-norma-UNI-CEI-EN-16001-2009-e-sistemi-di-gestione-ambientale-secondo-la-nor
Timestamp: 2020-06-01 14:23:25+00:00
Document Index: 123804723

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 285', 'art. 286', 'art. 269', 'art. 269', 'sentenza ']

Tesi di master di Federica Capraro
SalvaSalva Confronto ed integrazione tra sistemi di gestione ... per dopo
Marazzi - Dichiarazione ambientale sito di Fiorano Modenese
Le idee per il futuro di Modena - PD Modena
Allegato Tecnico Certif.emas
GreenPeace - Efficienza2020
Eco Foglio - n. 1
Officinae Verdi, kit fotovoltaici per l’energia fai-da-te: risparmi in bolletta e in emissioni.-da-te
EMAS Proceduraregistrazionerev9 26ott2010
MGR Costruzioni
Ambiente Italia - Ecogestione Nel Settore Del Legno
Ambiente La Sua Qualita' 2005 Industrie Sicilia Cap4industria
Percorsi in Ceramica 10
Emas Gete1 Jesi2005
Relatore: Prof. Antonio Scipioni
Correlatore/Tutor: Ing. Giorgio Voltolina
Studente: dott.ssa Federica Capraro Matricola n. VR099030
1.1 La questione energetica
1.2 Politica europea
1.3 Norme e certificazioni
2. La UNI CEI EN 16001:2009
Normativa energetica cogente
3. La UNI EN ISO 14001:2004
Normativa ambientale cogente
4. Confronto tra 1600 e UNI EN ISO 14001
Integrazione UNI EN ISO 14001 e UNI CEI EN 16001
5. La EN ISO 50001
Elenco normativa energetica di prodotto
Il pensiero ambientalista, ovvero il concetto che in qualche modo la natura avesse bisogno di essere protetta e conservata, nasce negli anni '60 sulla scia degli effetti inquinanti dello sviluppo industriale, anche grazie alla spinta emotiva suscitata dal romanzo di Rachel Carson (biologa marina) “Silent Spring” (1962), nel quale descriveva una primavera silenziosa a causa della diminuzione degli uccelli canori decimati dall'uso indiscriminto del DDT, denunciando l'uso incontrollato dei pesticidi in genere e i danni, supportati da analisi e ricerche scientifiche, all'ambiente e agli esseri umani. L'idea invece che lo sviluppo del genere umano, inteso come crescita demografica ed economica non potesse continuare all'infinito in un mondo finito, venne proposta dalla pubblicazione del Club di Roma “The Limits to growth” (1972), ma non venne inizialmente accettata e anzi criticata nella convinzione che la tecnologia avrebbe ovviato ai limiti imposti da un pianeta finito. Il concetto di sviluppo sostenibile viene poi introdotto dal Rapporto Brundtland della
Commissione mondiale sull'ambiente e lo sviluppo (WCED) del 1987 che lo definitiva come “lo sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni”. La sostenibilità dello sviluppo non è solo incompatibile con la depauperazione dello stock di risorse ambientali ed il degrado dell'ambiente in senso generale, ma anche con la violazione della dignità e della libertà umana, con la povertà ed il declino economico, nonché con il mancato riconoscimento dei diritti e delle pari opportunità. Una successiva definizione di sviluppo sostenibile è stata fornita dalla World Conservation Union, UN Environment Programme and World Wide Fund for Nature (1991), che lo identifica come “un miglioramento della qualità della vita, senza eccedere la capacità di carico degli ecosistemi di supporto, dai quali essa dipende” introducendo così il concetto di capacità di carico. Nello stesso anno Herman Daly, economista, definisce lo sviluppo sostenibile come “svilupparsi mantenendosi entro la capacità di carico degli ecosistemi” e quindi secondo le seguenti condizioni generali, concernenti l'uso delle risorse naturali da parte dell'uomo:
 il peso dell'impatto antropico sui sistemi naturali non deve superare la capacità
carico della natura;
 tasso di utilizzo delle risorse naturali non deve essere superiore alla loro
velocità di rigenerazione;
 l'immissione di sostanze inquinanti e di scorie non deve superare la capacità di assorbimento dell'ambiente;
 il prelievo di risorse non rinnovabili deve essere compensato dalla produzione di
una pari quantità di risorse rinnovabili, in grado di sostituirle. In tali definizioni, oltre al concetto della capacità di carico, viene introdotto anche un concetto di "equilibrio" auspicabile tra uomo ed ecosistema, alla base di un'idea di economia per la quale il consumo di una determinata risorsa non debba superare la sua produzione nello stesso periodo. Nel 1994, l'ICLEI (International Council for Local Environmental Initiatives) ha fornito un'ulteriore definizione di sviluppo sostenibile: “Sviluppo che offre servizi ambientali, sociali ed economici di base a tutti i membri di una comunità, senza minacciare l'operabilità dei sistemi naturali, edificato e sociale da cui dipende la fornitura di tali
servizi”. Ciò significa che le tre dimensioni economiche, sociali ed ambientali sono strettamente correlate, ed ogni intervento di programmazione deve tenere conto delle reciproche interrelazioni. L' ICLEI, infatti, definisce lo sviluppo sostenibile come lo sviluppo che fornisce elementi ecologici, sociali ed opportunità economiche a tutti gli abitanti di una comunità, senza creare una minaccia alla vitalità del sistema naturale, urbano e sociale che da queste opportunità dipendono. Nel 2001, l'UNESCO ha ampliato il concetto di sviluppo sostenibile indicando che "la diversità culturale è necessaria per l'umanità quanto la biodiversità per la natura ( ) la diversità culturale è una delle radici dello sviluppo inteso non solo come crescita economica, ma anche come un mezzo per condurre una esistenza più soddisfacente sul piano intellettuale, emozionale, morale e spirituale". (Art 1 e 3, Dichiarazione Universale sulla Diversità Culturale, UNESCO, 2001). In questa visione, la diversità culturale diventa il quarto pilastro dello sviluppo sostenibile, accanto al tradizionale equilibrio delle tre E (environment, ethic, economy).
L'approvvigionamento energetico, come l'approvvigionamento di cibo e acqua, è un problema che accompagna l'uomo sin dalla notte dei tempi. Se fino alla rivoluzione industriale il problema era quello di avere a disposizione sufficiente energia per poter
svolgere attività, riscaldare e raffrescare ambienti, illuminare, trasportare, etc. e averne sempre di più per poter ad esempio produrre di più, trasportare di più, illuminare di più, negli ultimi anni i problemi principali sono diventati altri.
Ci si è resi conto che determinate fonti energetiche non sono infinite e che anzi si stanno
esaurendo, che il consumo energetico produce nella maggior parte dei casi emissioni gassose che, secondo l'IPPC, molto probabilmente sono la causa dei cambiamenti climatici in corso, senza contare gli altri impatti, tra cui la produzione di rifiuti e la degradazione del paesaggio, la mancanza di sicurezza degli approvvigionamenti e la dipendenza energetica per quanto riguarda il nostro paese e l'Europa in generale. I consumi energetici mondiali sono aumentati in maniera esponenziale con la
rivoluzione industriale che ha fornito l'invenzione utile ad uno sfruttamento a larga scala
di energia per l'alimentazione di macchinari di ogni tipo ed in ogni settore, innescando,
con l'aumento della qualità della vita, l'aumento della popolazione ed innescando quindi
un meccanismo di feedback positivo.
Fig. 1 Evoluzione dei consumi mondiali di energia primaria 1983-2008 in Mtep, con distinzione del tipo di risorsa
La domanda energetica ha continuato ad aumentare anche negli ultimi anni nonostante la crisi economica mondiale tuttora in atto, la domanda energetica è un fattore direttamente proporzionale al PIL e l'indice mondiale è comunque in crescita grazie soprattutto ai paesi emergenti, Cina e India in particolare. Le previsioni per i prossimi 30-40 anni in uno scenario evolutivo stimano un raddoppio della domanda energetica. Nello scenario ecologico, che tiene invece conto dei problemi ambientali, e non solo, sopraccitati si stima un aumento della domanda del 50% ed un approvvigionamento maggiore a fonti rinnovabili. In ogni caso l'efficienza energetica, quale fonte energetica di primaria importanza, giocherà un ruolo fondamentale.
L'Europa, partendo dalla conferenza di Stoccolma (1972), dove per la prima volta si pose l'accento sulla necessità di proteggere l'ambiente oltre alle frontiere nazionali, ha sviluppato dal 1973 ad oggi, 7 programmi d'azione volti ad indirizzare le politiche degli stati membri in materia, in particolare dopo l'atto unico del 1986 che legittima la politica ambientale europea, introducendo importanti principi quali “chi inquina paga”. La politica europea si è evoluta dal controllo dei temi ambientali medianti imposizioni legislative (command and control) all'introduzione, dal quarto programma in poi, di strumenti volontari che promuovono l'eccellenza per la prevenzione ed il miglioramento ambientale, fino all'orientamento al ciclo di vita dei prodotti (life cycle-thinking), passando per strumenti economici finalizzati ad influenzare il comportamento degli operatori a favore dell'ambiente, come tasse ambientali o permessi negoziabili (ad es. direttiva emission trading). Per quanto riguarda gli strumenti volontari il primo regolamento Emas risale al 1993, Regolamento n. 1836/93/Cee, successiva invece è la prima norma relativa ad un sistema di gestione ambientale con valenza internazionale, la prima edizione della UNI EN ISO 14001 è infatti del 1996, mentre l'ultimo aggiornamento è del 2004. Il regolamento Emas è stato poi aggiornato con Emas II Regolamento 761/2001/Ce e Emas III, Regolamento 1121/2009/Ce, tuttora vigente. I sistemi di gestione realizzati secondo la norma UNI EN ISO 14001, certificabili da enti di certificazione accreditati, si differenziano dalla registrazione emas che, pur basandosi sulla UNI EN ISO 14001, che ne costituisce l'allegato I, per alcuni requisiti, in particolare relativi alla comunicazione e al coinvolgimento del personale. Infatti per Emas è obbligatoria, prima della definizione del sistema, l'analisi ambientale iniziale per identificare e valutare gli aspetti ambientali dell'organizzazione per definire politica e obiettivi di miglioramento. È inoltre prevista una dichiarazione ambientale annuale attraverso la quale l'organizzazione comunica alle parti interessate le proprie prestazioni ambientali. Nello schema della UNI EN ISO 14001 invece l'analisi ambientale è facoltativa mentre non si trova traccia della dichiarazione ambientale, la norma prevede esclusivamente che l'organizzazione decida se comunicare o meno all'esterno relativamente ai propri aspetti ambientali e, in caso positivo, ne riporti le modalità. Per quanto riguarda la normativa di prodotto la Comunità europea ha istituito con Regolamento 1980/2000/Cee un sistema europeo volontario di certificazione ecologica dei prodotti al fine di incentivare lo sviluppo di "prodotti puliti": l'Ecolabel.
Ecolabel è un marchio ecologico (etichetta di tipo I) che premia i prodotti e i servizi migliori dal punto di vista ambientale, che possono così diversificarsi dai concorrenti
presenti sul mercato, l'etichetta attesta che il prodotto o il servizio ha un ridotto impatto ambientale nel suo intero ciclo di vita, mantenendo comunque elevati standard prestazionali. I criteri ecologici per l'assegnazione del marchio sono definiti per gruppi
di prodotti, definiti come "beni o servizi destinati a scopi analoghi e che sono
equivalenti nell'uso e nella percezione da parte del consumatore" mediante singole
decisioni della Commissione europea, e sono periodicamente aggiornati.
Fig.2 Marchio ecologico europeo “Ecolabel”
Ad oggi sono disponibili i criteri per una trentina di gruppi di prodotti che possono quindi essere certificabili Ecolabel: ammendanti (e substrati di coltivazione), aspirapolvere, calzature, carta per copie, computer portatili, coperture, detergenti multiuso e per servizi sanitari, detersivi bucato, detersivi lavastoviglie, detersivi per piatti a mano, frigoriferi, lampadine, lavatrici, lavastoviglie, lubrificanti, materassi,
mobili in legno, personal computer, pompe di calore elettriche, a gas o ad assorbimento funzionanti a gas, prodotti tessili, rivestimenti del suolo di materie tessili, rivestimenti
suolo in legno, saponi, shampoo e balsami per capelli, servizio di campeggio, servizi
ricettività turistica, televisori, tessuto-carta, vernicianti per esterni, vernicianti per
interni. Per prodotti non compresi nei gruppi ecolabel è possibile comunicare le proprie prestazioni ambientali mediante la dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD - Environmental Product Declaration), schema di certificazione volontaria basata sull'approccio LCA, nato in Svezia ma di valenza internazionale, che rientra fra le politiche ambientali comunitarie, normato dalla UNI ISO 14025:2006 (Etichetta Ecologica di Tipo III). Esistono inoltre numerose etichette riconosciute a livello nazionale tra cui il marchio ecologico tedesco "Blaue Engel", il marchio ecologico dei Paesi scandinavi "Nordic Swan" e quello austriaco "Umweltzeichen"
Fig. 3 Marchio EPD
Fig. 4 Alcuni marchi ecologici nazionali
Nordci swan
Per incentivare la produzione e diffusione di prodotti e servizi ecologici la comunità
europea ha adottato una politica integrata dei prodotti (IPP) la quale è parte integrante della strategia comunitaria per lo sviluppo sostenibile. Obiettivo della politica ambientale europea è far sì che il miglioramento ambientale vada di pari passo con il miglioramento delle prestazioni dei prodotti e nello stesso tempo favorisca la competitività dell'industria a lungo termine. L'approccio IPP, sviluppato gradualmente durante gli ultimi dieci anni, si basa su cinque principi generali:
1. considerazione del ciclo di vita (life-cycle thinking) dei prodotti;
2. collaborazione con il mercato (introduzione di incentivi per orientare il mercato verso soluzioni più sostenibili: in particolare, incoraggiando la domanda e l'offerta di prodotti più ecologici e premiando le imprese più innovative e impegnate a promuovere lo sviluppo sostenibile);
3. coinvolgimento delle parti interessate (incoraggiare tutti coloro che entrano in contatto con il prodotto - le industrie, i consumatori e le autorità pubbliche - ad intervenire nell'ambito della propria sfera di influenza, promuovendo la cooperazione tra le varie parti interessate);
4. miglioramento continuo (ciascun impresa può stabilire i miglioramenti in relazione al loro rapporto costo - efficacia);
5. molteplicità degli strumenti di azione (non si tratta di creare nuovi strumenti ma di attivare in modo efficace quelli già esistenti, dagli strumenti volontari a quelli normativi, dagli interventi su scala locale fino alle azioni a livello internazionale).
L'esperienza derivante dal ricorso ad alcuni strumenti di gestione ambientale ha dimostrato concretamente che, in un mondo sempre più dominato dalla concorrenza, il
miglioramento ambientale può costituire per le imprese uno strumento per aumentare la loro competitività o quella dei loro prodotti. La politica ambientale di prodotto mira a favorire queste imprese, garantendo loro soprattutto una maggiore visibilità. Perché la politica integrata dei prodotti sia efficace è necessario incoraggiare i produttori a realizzare prodotti più ecologici e i consumatori ad acquistare tali prodotti. Gli strumenti utilizzabili a tal fine sono:
1. incoraggiare il ricorso a misure fiscali per favorire i prodotti più ecologici;
2. tener conto degli aspetti ambientali nell'aggiudicazione dei contratti pubblici;
3. promuovere l'applicazione del concetto di ciclo di vita;
4. integrare e promuovere l'applicazione degli strumenti volontari (Ecolabel, EMAS, Green Pubblic Procurement, etc.);
5. fornire ai consumatori le informazioni necessarie per una "scelta consapevole dei prodotti": sul loro acquisto, sul loro utilizzo e sul loro smaltimento.
Strumento importante nell'ambito delle politiche ambientali europee è il Green Public
l’approccio in base
Procurement (GPP), definito dalla Commissione europea come “
al quale le Amministrazioni Pubbliche integrano i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto, incoraggiando la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale, attraverso la ricerca e la scelta dei risultati e delle soluzioni che hanno il minore impatto possibile sull’ambiente lungo l’intero ciclo di vita”. Si tratta di uno strumento di politica ambientale volontario che intende favorire lo sviluppo di un mercato di prodotti e servizi a ridotto impatto ambientale attraverso la leva della domanda pubblica. Le autorità pubbliche che intraprendono azioni di GPP si impegnano sia a razionalizzare acquisti e consumi che ad incrementare la qualità ambientale delle proprie forniture ed affidamenti.
I prodotti ‘ambientalmente preferibili’ sono per esempio quelli meno energivori,
costituiti da materiale riciclato e/o privi di sostanze nocive, di maggior durata o output
di processi produttivi meno impattanti, meno voluminosi, di facile riciclabilità, etc.
I benefici ambientali, derivanti da riduzione dei consumi energetici, specie quelli
derivanti da fonti fossili, riduzione delle emissioni climalteranti, diminuzione della quantità di rifiuti prodotti e del carico sulle risorse naturali, sono rilevanti già solo considerando i volumi di spesa delle amministrazioni pubbliche, in base alle stime della Commissione Europea infatti la spesa pubblica nei paesi membri per beni, servizi
e lavori ammonta annualmente a circa il 16% del relativo PIL, ma lo sono ancor di più
se si valuta l’effetto leva che queste pratiche comportano nel sistema produttivo. La diffusione capillare di GPP è in grado infatti di incentivare non solo la produzione di prodotti e servizi maggiormente sostenibili, aumentando la competitivià del sistema produttivo, ma anche di incentivarne l'utilizzo da parte delle imprese private contribuendo all'abbassamento dei prezzi. Per quanto riguarda specificatamente la politica energetica l'Unione europea spinge gli Stati membri ad aumentare l'utilizzo delle fonti rinnovabili e ridurre le fonti fossili, per rendere l'Unione meno dipendente dalle fonti di energia tradizionali, quasi totalmente importate da Paesi terzi. Attraverso il pacchetto clima-energia 20-20-20 l'Ue impone agli Stati membri di ridurre del 20% le emissioni di gas serra, raggiungere il 20% di dipendenza energetica da fonti rinnovabili e incrementare del 20% il risparmio energetico.
Gli obblighi sono stati suddivisi tra i paesi membri in base la PIL nazionale, gli obblighi imposti all'Italia risultano quindi meno stringenti: entro il 2020 l'Italia dovrà dipendere per il 17% da fonti di energia rinnovabile. Il pacchetto comunitario è composto da un regolamento sulle riduzioni delle emissioni delle autovetture e da quattro direttive finalizzate a promuovere l’uso di energia da fonti rinnovabili, estendere il mercato dello scambio di emissioni di gas serra, abbattere l’impatto provocato dai carburanti tradizionali, stoccare biologicamente il carbonio e da una decisione per la riduzione dei gas ad effetto serra da settori non inclusi nel mercato emissioni. Infine la Direttiva 2006/32/CE, recepita in Italia con il D.Lgs. 115/08, mira a controllare la domanda di energia, promuovendo, tra l'altro, l'adozione di una procedura di certificazione per il sistema di gestione dell'energia, per le esco e per gli esperti in materia di energia a seguito dell'adozione di apposite norma tecnica da parte dell'Uni- Cei. Per quanto riguarda l'efficienza energetica, sono state inoltre emanate due direttive di fondamentale importanza. La prima è relativa all'ecodesign e fissa i nuovi standard tecnici degli energy related product i quali sono responsabili per l'80% dell'impatto ambientale. La seconda è sull'energy labelling ossia l'etichettatura dei prodotti che consumano energia. Nel dettaglio, quest'ultima direttiva determina le informazioni minime che deve possedere l'etichetta di questi prodotti (categoria, classe, colore) e le modalità di promozione di questi articoli che, da quest'anno, comprenderanno l'informazione sulla classe di energia, oltre al prezzo. Prossimamente l'ambito di applicazione di queste norme sarà esteso a tv, boiler e caldaie.
L'adozione di sistemi di gestione, secondo schemi quali UNI EN ISO 9001, ISO UNI EN ISO 14001 e CEI UNI CEI EN 16001, è una scelta volontaria che un'organizzazione può decidere di intraprendere solitamente per avere un qualche ritorno di immagine o un vantaggio sul mercato. Ed è proprio in quest'ottica che nella stragrande maggioranza dei casi le organizzazioni sottopongono a certificazione i propri sistemi di gestione, cioè si sottopongono al giudizio di un ente terzo accreditato che, al termine di una verifica eseguita secondo determinati criteri, dichiara che il sistema in oggetto è conforme ad una specifica norma. La certificazione da parte di un ente esterno è la più autorevole assicurazione che l'organizzazione è conforme alla norma ma tale conformità può essere assicurata anche tramite autovalutazione e autodichiarazione ovvero tramite audit di seconda parte eseguiti direttamente dalle parti interessate. Oltre alle certificazioni di sistemi di gestione vi sono delle certificazioni di prodotto che mirano, analogamente a quelle di sistema, ad assicurare al cliente, in questo caso solitamente si tratta del cliente finale, che un prodotto o un servizio sono conformi ai requisiti dettati da una determinata normativa che può essere obbligatoria, come nel caso della marcatura CE prevista a livello europeo per alcune tipologie di prodotti (energy labelling) oppure volontarie come nel caso delle etichette ecologiche (ecolabel, etc.). Le norme, quali UNI EN ISO 9001, UNI EN ISO 14001, UNI CEI EN 16001, non stabiliscono requisiti prestazionali assoluti ma specificano i requisiti di un sistema di gestione, della qualità, dell'ambiente o dell'energia, volto al miglioramento continuo, che consenta all'organizzazione di rispettare gli impegni presi tramite la politica,
raggiungere gli obiettivi prestabiliti e rispettare la legislazione pertinente. Il rispetto della legislazione cogente in materia rappresenta un importante pre-requisito. Il livello di dettaglio e la complessità del sistema del sistema di gestione, la quantità di documentazione e le risorse dedicate dipendono da un certo numero di fattori quali le dimensioni dell'organizzazione, le finalità del sistema e la natura delle sue attività e prodotti, o servizi. Il miglioramento continuo, come previsto dai sistemi di gestione, si basa sul modello PDCA, Plan Do, Check, Act, esemplificato dal ciclo di Deming e rappresentato come una spirale che ad ogni ciclo raggiunge un livello superiore grazie al miglioramento continuo. Utilizzare il modello PDCA significa realizzare un processo tramite un'azione ciclica rappresentata dalle quattro fasi prevede la pianificazione, politica e obiettivi, l'attuazione del sistema, la verifica della conformità e del raggiungimento degli obiettivi, e agire o meglio reagire elaborando i risultati della fase precedente, riesaminando il sistema e riprendendo quindi il ciclo.
Fig. 5 rappresentazione del cilco di Deming
Esigenza comune di qualsiasi organizzazione, sia essa manifatturiera o fornitrice di servizi, è ridurre i propri costi, migliorando la propria efficienza, quindi ridurre i propri costi energetici migliorando la propria efficienza energetica. Oltre alle motivazioni prettamente economiche e strategiche esistono delle motivazioni legate all'immagine dell'organizzazione verso un pubblico sempre più attento alla tutela ambientale ed in particolare ai cambiamenti climatici, strettamente collegati all'energia. Azioni intraprese solo a seguito di motivazioni contingenti, quali un'impennata dei costi energetici o variazioni produttive, non consentono un adeguato controllo sui consumi energetici, l'implementazione di un sistema per la gestione dell'energia assicura che l'organizzazione dedichi in maniera strutturale attenzione a questo fattore. La pubblicazione della UNI CEI EN 16001:2009 è inoltre la continuazione di un cammino normativo relativo ai sistemi di gestione, iniziato tempo fa con le norme sui
sistemi di gestione per la qualità e l'ambiente. L'importanza di tale norma, come strumento di politica nazionale per il miglioramento energetico, trova esplicito riferimento nel D.Lgs. 115/08, recepimento della Direttiva europea 2006/32/CE sull'efficienza degli usi dell'energia e dei servizi energetici, che, all'art. 16, sottolinea la
necessità della normativa tecnica “
incremento del livello di obiettività e di attendibilità per le misure e i sistemi finalizzati al miglioramento dell'efficienza energetica”. L'obiettivo generale della UNI CEI EN 16001, come riportato nell'introduzione alla norma stessa, è quello di aiutare le organizzazioni a istituire i sistemi e i processi necessari a migliorare l'efficienza energetica. Questo dovrebbe portare a riduzione dei costi e delle emissioni di gas serra mediante una sistematica gestione dell'energia. La UNI CEI EN 16001, infatti, specifica come organizzare sistemi e processi finalizzati al miglioramento continuo dell’efficienza energetica con gli obiettivi primari di portare alle organizzazioni benefici economici derivanti dal minore consumo energetico e, anche alla collettività, la riduzione delle emissioni di gas serra. Importanti progetti a livello europeo applicati in ambito industriale hanno confermato le potenzialità derivanti da una corretta ed efficace applicazione di un SGE con risparmi sui consumi del 10-20% e ritorno degli investimenti in tempi anche molto brevi. La norma, tenendo conto degli obblighi legali e di altre informazioni relativi agli aspetti energetici significativi, consente inoltre alle organizzazioni di avere un approccio sistematico per un miglioramento continuo delle proprie prestazioni energetiche. La UNI CEI EN 16001 può essere utilizzata indipendentemente o integrata con qualsiasi altro sistema di gestione, in particolare la struttura è simile alla struttura della UNI EN ISO 14001 relativa all'attuazione ed implementazione di un sistema di gestione ambientale, la quale è finalizzata alla gestione delle attività, dei processi e dei servizi di un'organizzazione nel rispetto dell'ambiente, non solo rispettando le norme e le leggi vigenti in materia ma puntando all'eccellenza attraverso il miglioramento continuo basato su di una politica ambientale e su obiettivi di miglioramento.
scopo di promuovere un processo di
Tab. 1 Elenco norme in materia di energia
Servizi di efficienza energetica - Definizioni e requisiti
UNI CEI 11339:2009
Gestione dell'energia - Esperti in gestione dell'energia - Requisiti generali per la qualificazione
Gestione dell'energia - Società che forniscono servizi energetici (ESCo) - Requisiti generali e lista di controllo per la verifica dei requisiti
prEN 16231
Metodologie di efficienza energetica - Benchmarking
prEN 162315
Garanzia di origine dell'elettricità
prEN 16247 - 1/2/3/4
UNI/TR 11428
Gestione dell'energia - Diagnosi energetiche - Requisiti generali del servizio di diagnosi energetica
2.1 Normativa energetica cogente
In Italia, sulla spinta degli obblighi derivanti dalle direttive europee, nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito alla liberalizzazione e allo sviluppo del mercato energetico nazionale, alle misure per il miglioramento dell'efficienza energetica negli edifici, agli obblighi in materia di riduzione delle emissioni a carico dei gestori di impianti di energia da fonti fossili, alle politiche incentivanti per il rinnovo di macchinari ed elettrodomestici obsoleti con apparecchi più efficienti. Efficienza energetica, riduzione delle emissioni in atmosfera e sviluppo delle fonti rinnovabili sono divenuti quindi obblighi e necessità per l'Italia.
Il settore delle fonti rinnovabili di energia, grazie a una politica di generosi incentivi, negli ultimi 3 anni è decollato, sia come numero di impianti sia come potenza installata. Il Piano energetico nazionale sulle rinnovabili è stato presentato all'Unione europea a giugno 2010, mentre il Piano nazionale in materia di efficienza energetica è attualmente
Si fa ancora attendere il decreto sul burden sharing, cioè della suddivisione tra le Regioni degli oneri per il raggiungimento degli obiettivi del pacchetto europeo 20-20-
Le politiche nazionali in materia di energia non dovrebbero includere più il nucleare, che, dopo il referendum abrogativo di giugno 2011 e le abrogazioni della legge 99/2009 da parte della legge 75/2011 è stato espulso dall'agenda politica del Legislatore. Lo sviluppo degli impianti di produzione di energia ha inoltre un notevole impatto ambientale. Il bilanciamento tra la necessità dell'approvvigionamento energetico e il rispetto del territorio e dell'impatto sull'ambiente sono costantemente all'attenzione degli operatori economici. Oltre ai provvedimenti in materia di energie rinnovabili il quadro normativo nazionale, derivante in gran parte da provvedimenti della comunità europea riguarda l'efficienza energetica degli edifici introdotta dalla legge 10/91, efficienza energetica e prestazioni dei prodotti connessi al consumo dell'energia, Energy-related Products (ErPs), derivanti
dalle direttive relative a Ecodesign e energy-labelling, prestazioni degli impianti termici, agevolazioni fiscali e aiuti per biocarburanti e colture energetiche, detrazioni fiscali per ristrutturazioni, inquinamento luminoso etc Di seguito si riportano i principali provvedimetni correlati al consumo di energia, in allegato I sono invece è riportato un elenco dei provvedimenti in materia di efficienza energetic e prestazione dei prodotti.
Tab 2 Normativa cogente correlata con il consumo energetico
Legge 10/91 – Consumi energetici
Comunicazione annuale ala FIRE del nominativo del tecnico responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia (Energy Manager)
Per soggetti con consumo globale d’energia superiore a 10.000 Tep, considerata la somma dell’energia consumata nelle varie sedi aziendali.
D.M. 27 marzo 1998 – Trasporto e Mobilità sostenibile
Adozione obbligatoria del piano spostamenti casa- lavoro delle persone
Per aziende con più di 300 collaboratori.
Legge regionale 7 agosto 2009, n. 17 Nuove norme per il contenimento dell'inquinamento luminoso, il risparmio energetico nell'illuminazione per esterni e per la tutela dell'ambiente e dell'attività svolta dagli osservatori astronomici
Adeguamento impianti esistenti in funzione della potenza degli apparecchi illuminanti e della localizzazione all'interno o meno delle fasce di rispetto
D.Lgs. 152/06 s.m.i – Parte V – Titolo II Impianti termici civili
Integrazione dichiarazione di conformità (di cui al dm 22/01/2008, n. 37) con verifica e dichiarazione di conformità alle caratteristiche di cui all'art. 285, idoneità a rispettare i limiti di cui all'art. 286 ed elenco delle manutenzioni ordinarie e straordinarie necessarie per rispettare tali limiti
Per impianti termici civili, ovvero impiegati per il riscaldamento dei locali adibiti anche a produzione. Da effettuarsi nel corso delle verifiche finalizzate alla dichiarazione di conformità previste dal dm 22/01/2008, n. 37, a disposizione del responsabile dell'impianto da parte dell'installatore entro 30 gg dalla conclusione dei lavori;
D.Lgs. 152/06 s.m.i – Parte V – Titolo I Prevenzione e limitazione delle emissioni in atmosfera di impianti e attività
termici di
potenzialità superiori a quelle previste dall'art. 269 del D.Lgs 152/06 in funzione del tipo di combustibile utilizzato.
(Allegato I Parte V D.lgs.
152/06)
Art. 293 - Combustibili consentiti (Allegato X – Parte V D.lgs. 152/06)
Utilizzo combustibili
consentiti di cui all’Allegato
D.Lgs. 152/06 e s.m.i – Parte V – Titolo III Combustibili
Art. 294 – Rendimento di combustione
Rilevatore di T e analisi in continuo di O 2 e CO per impianti con potenzialità superiore alle soglie (6 MW)
Libretto di centrale o libretto
impianto e periodicità
D.P.R. 412/1993 e D.M. 17 marzo 2003 – Conduzione impianti termici
secondo le potenzialità Manutenzione annuale Controllo fumi:
Manutenzione e controllo fumi di combustione
biennale per impianti di potenzialità < 35 kw, annuale per impianti < 350 kw, semestrale per impianti > 350 kw
Direttiva 2003/87/CE - Emission Trading
Autorizzazione all’emissione di gas ad effetto serra e restituzione quote
2003/87/CE e s.m.i
D.P.R. 147/06 - controllo e fughe di
Libretto d'impianto e controlli periodici delle apparecchiature e degli impianti di refrigerazione, di condizionamento d’aria, nonché pompe di calore contenenti sostanze controllate
Impianti contenenti sostanze controllate in quantità superiori ai 3 kg, periodicità in funzione delle quantità
sostanze lesive dell’ozono
La norma UNI EN ISO 14001:2004 costituisce il riferimento internazionale per
l'implementazione di un sistema di gestione ambientale, pubblicata nel 1996 e revisionata nel 2004, definisce i requisiti di un sistema di gestione secondo lo schema del Plan-Do-Check-Act e della UNI EN ISO 9001 ma orientato agli aspetti ambientali. La norma si è evoluta nel corso degli anni anche grazie alla competizione costruttiva con lo schema di valenza europea Emas del quale costituisce in definitiva l'allegato I cioè i requisiti del sistema di gestione sul quale si basa anche Emas. La norma è applicabile a ogni organizzazione che desideri:
a) stabilire, documentare, attuare, mantenere attivo e migliorare in continuo un sistema di gestione ambientale;
b) assicurarsi di essere conforme alla propria politica ambientale stabilita;
c) dimostrare la conformità alla UNI EN ISO 14001.
La versione del 2004, rispetto a quella del 1996, rafforza il controllo che l'organizzazione deve esercitare sugli impatti indiretti, ovvero quegli impatti connessi con le attività svolte dai fornitori per conto dell'organizzazione, nonché quegli impatti
correlati all'utilizzo di prodotti e servizi forniti dall'organizzazione. Viene inoltre aumentata l'attenzione verso il rispetto delle prescrizioni legislative ed ampliato il concetto di personale a “tutte le persone che lavorano per l'organizzazione o per conto di essa”.
Tab. 3 Norme in materia di sistemi di gestione ambientale
Sistemi di gestione ambientale - Requisiti per l'uso
UNI EN ISO 14004:2010
Sistemi di gestione ambientale - Linee guida generali su principi, sistemi e tecniche di supporto
UNI EN ISO 14006:2011
Sistemi di gestione ambientale - Linee guida per l'integrazione dell'ecodesign
UNI EN ISO 14031:2000
Gestione ambientale - Valutazione della prestazione ambientale - Linee guida
ISO/TR 14032:1999
Gestione ambientale - Valutazione delle prestazioni ambientali (EPE) - Esempi
UNI EN ISO 14050:2010
Gestione ambientale - Vocabolario
UNI ISO/TR 14062:2007
Gestione ambientale - Integrazione degli aspetti ambientali nella progettazione e nello sviluppo del prodotto
UNI ISO 14063:2008
Gestione ambientale - Comunicazione ambientale - Linee guida ed esempi
La UNI EN ISO 14001 probabilmente conoscerà una nuova fase di crescita, inteso come numero di sistemi di gestione implementati, grazie all'estensione della responsabilità alle persone giuridiche per alcune fattispecie di reati ambientali, collegati
in particolare agli scarichi di acque reflue industriali, alla gestione dei rifiuti e all'inquinamento del suolo, del sottosuolo, delle acque superficiali o delle acque sotterranee. L'implementazione di un sistema di gestione ambientale, sia esso certificato o meno, unitamente allo sviluppo di un modello organizzativo costituito oltre che dal sostema da un codice etico, un sistema sanzionatorio e un organi di vigilanza ha infatti carattere esimente nei confronti della responsabilità delle persone giuridiche.
3.1 Normativa ambientale cogente
La normativa ambientale è costituita, per la maggior parte, da provvedimenti relativamente recenti e presenta ovviamente delle specificità legate alla difficoltà di applicazione di soluzioni tecniche omologate in siti con problematiche e tecnologie diverse. Nel 2006 si è tentata un'unificazione con l'emanazione del cosiddetto testo unico ambientale, il D.Lgs. 152/06, che ha riunito in sé diversi provvedimenti esistenti, ma, come si può vedere anche scorrendo la tabella seguente, non copre tutti gli ambiti ambientali.
Tab 4 Normativa cogente in materia ambientale*
R,D. 27 luglio 1934, n. 1965 e s.m.i. – Lavorazioni insalubri
Comunicazione al Sindaco 15 giorni prima dell'attivazione di una fabbrica o manifattura
nell’elenco lavorazioni insalubri
D.Lgs. 275/93 – Riordino in materia di concessione di acque pubbliche
Tutti i pozzi
R.D. 1775/33 e s.m.i. – Testo Unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici
Concessione per derivazione acque da pozzo/acque superficiali
Per derivazione acque da pozzo e superficiali
D.Lgs. 31/2001 Salubrità delle acque destinate al consumo umano
consumo umano devono essere salubri e pulite e devono soddisfare i requisiti minimi di cui alle parti A e B dell’allegato I
La richiesta di allacciamento alla rete comunale o consortile deve essere prevista nella domanda di concessione edilizia e/o nel nulla-osta
Tutti gli allacciamenti
Autorizzazione preventiva e rispetto valori limiti di emissione variano a seconda del corpo recettore interessato
D.Lgs. 152/06 – Parte III – Titolo III Tutela dei corpi idrici e disciplina degli scarichi
per scarichi recapitanti in
comunale per
Da presentata al Comune o
all’Ente gestore
Art. 269,
D.Lgs. 152/06 – Parte
– Titolo I
Prevenzione e limitazione delle emissioni in atmosfera di impianti e attività
emissione (Allegato I Parte V D.lgs. 152/06)
Per impianti esplicitamente
punto 14 dell'art. 269
Art. 275 – Emissioni di COV (Allegato III Parte V D.lgs.
Per attività che utilizzano
PREVENZIONE INTEGRATA DELL’INQUINAMENTO
D.Lgs.152/06 – Parte I – Titolo III-bis Autorizzazione ambientale per la riduzione integrata dell’inquinamento
IPPC che
superano le soglie previste dall'allegato VIII
Capo I – Artt. 187, 188, 189,
- produttori/detentori, registri
carico/scarico, trasporto
Oneri dei
– Iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali
Imprese che trasportano i propri rifiuti
D.Lgs. 152/06 – Parte IV – Titolo II Gestione degli imballaggi
Art. 221 – I produttori e gli utilizzatori sono responsabili della gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio generati dal consumo dei propri prodotti
Produttori/utilizzatori
D.Lgs. 52/97
Lista aggiornata delle sostanze pericolose presenti,
requisiti di contenitori e modalità di stoccaggio
D.Lgs. 334/99 e s.m.i
Adempimenti differenziati in base ai quantitativi di sostanze utilizzate e/o stoccate
Legge n. 1839/62 e Reg. ADR– Trasporto merci pericolose
trasprto
Art. 18: L’importazione e la produzione di materie radioattive sono soggette a notifica preventiva
D.Lgs. 230/95 e s.m.i. – Sostanze radioattive
Art. 22: Denuncia entro dieci giorni agli organi competenti e deve tenere un registro delle sorgenti detentute con indicazioni delle eventuali cesazioni di detenzione
Detenzione sorgenti di radiazioni deve farne
PCB e PCT
D.Lgs. 209/99 e D.M. 06/09/94 – Smaltimento di PCB e PCT e condizioni di utilizzo in attesa dello smaltimento
Comunicazione alle Regioni entro il 31 dicembre 2000, successivamente comunicazioni biennale o entro 10 giorni dal verificarsi di qualsiasi cambiamento
Detentori di apparecchi contenenti PCB per u volume superiore a 5 dm 3
RUMORE E INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO
Legge 447/95 – Inquinamento acustico
Rispetto dei limiti massimi di rumorosità diurni, notturni e differenziali
Legge 36/2001 – Inquinamento elettromagnetico
Per detentori di sorgenti elettromagnetiche con frequenze comprese tra 0 Hz e 300 GHz
Legge 27 marzo 1992 – Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto
Comunicazione alle Regioni e ASL del piano di risanamento, interventi di bonifica condotti secondo io criteri stabiliti nei decreti ministeriali specifici
Per attività di bonifica manufatti in amianto
CONTAMINAZIONE SUOLO
Immediata comunicazione e
IV – Titolo V Bonifica dei siti contaminati
potenzialmente in grado di
avvio procedure di bonifica
contaminare il sito o
l’individuazione contaminazione storiche
D.M. 24 maggio 1999, n° 246 – Serbatoi interrati
Verifiche periodiche dei dispositivi di contenimento e rilevamento perdite.
Provvedimento annullato dalla sentenza Corte Costituzionale 19 luglio 2001, n. 266. Rimane come
riferimento di buona ratica in attesa dell'emanazione di
un provvedimento sostitutivo.
DM 16/02/1982 e s.m.i – Prevenzione incendi
Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) rilasciato dal Ministero dell’Interno per tramite del Comando Provinciale dei VVF dopo presentazione del progetto e successivo sopralluogo
nell’elenco
*Sono stati omessi i provvedimenti relativi all'energia in quanto già elencati nell'ambito della normativa cogente correlata al consumo di energia al quale si rimanda.
La UNI CEI EN 16001 rispecchia lo schema della UNI EN ISO 14001 e potrebbe esserne considerata un approfondimento, nel senso che il sistema di gestione ambientale considera tutti gli aspetti ambientali dell'organizzazione, compreso l'aspetto energetico, il sistema di gestione dell'energia si focalizza invece sugli aspetti energetici. Si riportano di seguito le definizioni tratte dalle due norme.
Tab 5 Definizioni
Miglioramento continuo: Attività che determinano un miglioramento della prestazione energetica e che sono svolte con continuità dall'organizzazione.
Miglioramento continuo: Processo ricorrente di accrescimento del sistema di gestione ambientale per ottenere miglioramenti della prestazione ambientale complessiva coerentemente con la politica ambientale dell'organizzazione.
Energia: Elettricità, combustibile, vapore, calore, aria compressa e altri mezzi simili. Nota: L'energia è u concetto astratto.
un'organizzazione opera, comprendente l'aria, l'acqua, il terreno, le risorse naturali, la flora, la fauna, gli esseri umani e le loro interrelazioni.
Uso di energia:Modalità e tipologia di impiego dell'energia. Per esempio ventilazione, riscaldamento, processi, linee di produzione.
Consumo di energia: Quantità di energia utilizzata.
energetico: Elemento delle
Aspetto ambientale: Elemento delle attività o dei prodotti o dei servizi di un'organizzazione che può interagire con l'ambiente.
influenzare l'uso di energia o il consumo
Fattore energetico: Determinante fisico, quantificabile e ricorrente del consumo di energia. Ad esempio livello produttivo, temperatura, umidità, velocità del vento, tasso di occupazione.
Sistema di gestione dell'energia: Insieme
Sistema di gestione ambientale (SGA):
elementi di un'organizzazione correlati
Parte del sistema di gestione di un'organizzazione che può interagire con l'ambiente.
o interagenti per stabilire politica ed obiettivi energetici e per conseguire tali obiettivi.
Obiettivo energetico: Fine energetico complessivo, coerente con la politica energetica che un'organizzazione decide di perseguire.
Obiettivo ambientale: Fine ambientale complessivo, coerente con la politica ambientale che un'organizzazione decide di perseguire.
Traguardo energetico: Requisito di prestazione energetica dettagliato, quantificabile, applicabile all'intera organizzazione o ad una sua parte, derivante dagli obiettivi energetici e che bisogna fissare e realizzare al fine di raggiungere gli obiettivi.
Prestazione energetica: Risultato Prestazione ambientale: Risultati
misurabili della gestione dei propri aspetti ambientali da parte di un'organizzazione.
dell'energia dell'organizzazione.
Politica energetica: Dichiarazione da Politica ambientale: Intenzioni e direttive
parte dell'organizzazione delle proprie intenzioni e principi relativi alla sua prestazione energetica complessiva, che fornisce un quadro di riferimento per condurre le attività.
complessive di un'organizzazione relative alla propria prestazione ambientale come espresso formalmente dalla direzione.
Traguardo energetico: Requisito di
Traguardo ambientale: Requisito di
prestazione energetica dettagliato, prestazione dettagliato, applicabile
quantificabile, applicabile all'intera
all'intera organizzazione o ad una sua
organizzazione o ad una sua parte, parte, derivante dagli obiettivi ambientali
derivante dagli obiettivi energetici e che bisogna fissare al fine di raggiungere tali obiettivi.
e che bisogna fissare e realizzare al fine di raggiungere gli obiettivi.
Parte interessata: Persona o gruppo Parte interessata: Persona o gruppo
coinvolto o influenzato dalla prestazione energetica dell'organizzazione.
coinvolto o influenzato dalla prestazione ambientale di un'organizzazione.
Organizzazione: Gruppo o società, azienda, impresa, ente o istituzione, ovvero loro parti o combinazioni, in forma associata o meno, pubblica o privata, che abbia una propria struttura funzionale e amministrativa con l'autorità di controllare il proprio uso e consumo dell'energia.
Organizzazione: Gruppo o società, azienda, impresa, ente o istituzione, ovvero loro parti o combinazioni, in forma associata o meno, pubblica o privata, che abbia una propria struttura funzionale e amministrativa.
Efficienza energetica: Rapporto tra i risultati in termini di attività, beni o servizi di un'organizzazione, e l'immissione di energia.
Piano di azione mirato in modo specifico al raggiungimento di obiettivi e traguardi energetici.
Indicatore di prestazione energetica:
Rapporto scelto dall'organizzazione per monitorare la prestazione energetica.
Una prima differenza fondamentale tra i due schemi si trova nell'analisi iniziale. Infatti la UNI CEI EN 16001, al punto 3.3.1, primo punto della fase di pianificazione, stabilisce che l'organizzazione deve condurre un'analisi iniziale dei propri aspetti energetici mentre nella UNI EN ISO 14001 è solamente “consigliata” nella guida all'uso. Questa non obbligatorietà dell'AAI per la UNI EN ISO 14001, anche se caldamente consigliata ed apprezzata dai certificatori, è anche uno dei punti che la differenzia, oltre che dalla UNI CEI EN 16001, anche dal regolamento Emas.
Nella tabella seguente si riporta un confronto analitico delle due norme, sottolineando in particolare le differenze esistenti.
Tab. 6 Confronto UNI CEI EN 16001 e UNI EN ISO 14001
UNI CEI EN UNI CEI EN
Non sono citati riferimenti normativi. Il presente punto è incluso nella norma esclusivamente per mantenere la stessa numerazione dell'edizione precedente (ISO UNI EN ISO 14001:1996)
REQUISITI DEL SISTEMA DI GESTIONE DELL'ENERGIA
Oltre alla formattazione, nella UNI CEI EN 16001 i requisiti sono elencati a punti, nella UNI CEI EN 16001 oltre a stabilire che l'organizzazione deve determinare come soddisfa i requisiti, stabilisce anche che deve documentare come li soddisfa.
La politica energetica oltre ad includere un impegno al miglioramento continuo, come accade anche per la politica ambientale, deve dichiarare l'impegno dell'organizzazione per conseguire una migliore prestazione energetica. Viene anche rafforzato il concetto che la politica debba essere mantenuta attiva esplicitando la necessità di regolari riesami ed aggiornamenti. In più la politica deve definire lo scopo e i confini del sistema di gestione dell'energia ed includere un impegno a garantire la disponibilità delle informazioni e di ogni risorsa necessaria per raggiungere obiettivi e traguardi.
Identificazione ed analisi degli aspetti energetici
Mentre la UNI EN ISO 14001 stabilisce che l'organizzazione debba avere una procedura scritta per l'identificazione dei suoi aspetti ambientali, nonché per individuare quelli significativi, la UNI CEI EN 16001 stabilisce in questo punto la necessità di condurre un'analisi ambientale iniziale, che deve essere aggiornata ad intervalli regolari, dei propri aspetti energetici al fine di individuare una scala di priorità di quelli significativi. Il punto 3.3.1 specifica inoltre alcuni requisiti dell'analisi.
Obblighi legislativi ed altri requisiti
Prescrizioni legali ed altre prescrizioni
Le due norme sono praticamente sovrapponibili in questo punto, sostituendo aspetti energetici ad aspetti ambientali, ad eccezione del fatto che nella UNI EN ISO 14001 si richiede una procedura scritta, ma la UNI CEI EN 16001 prevede in ogni caso che venga documentato in che modo vengono soddisfatti requisiti.
Obbiettivi, traguardi, programma/i energetico/i
Obbiettivi, traguardi e programma/i
Le due norme si differenziano in questo punto in quanto la UNI EN ISO 14001 prevede la nomina anche di più di un rappresentante della direzione. La nota della UNI CEI EN 16001 invece riporta che il rappresentante della direzione può essere nominato esperto in gestione dell'energia cioè energy manager.
4.4.2 Competenza,
Nella UNI CEI EN 16001 viene fatto riferimento specifico al rappresentante della direzione il quale deve possedere competenze, e qualifiche appropriate nel campo dell'energia e del miglioramento dell'efficienza energetica. Viene inoltre stabilito che ogni livello di gestione debba essere informato e adeguatamente formato nel campo della gestione dell'energia per essere in grado di stabilire obiettivi e traguardi pertinenti e scegliere metodologie e strumenti appropriati per la gestione dell'energia. La UNI EN ISO 14001 stabilisce che qualsiasi persona esegua compiti che opossono causare uno o più impatti ambientali significativi abbiano acquisito la competenza necessaria mediante appropriata istruzione, formazione o esperienza. L'organizzazione inoltre identifica le necessità formative in relazione agli aspetti ambientali ed al sistema. Mentre la UNI CEI EN 16001 stabilisce che tutto il personale sia a conoscenza della politica, dei requisiti del sistema, etc., la UNI EN ISO 14001 stabilisce che ne siano consapevoli.
formazione e competenza
4.4.3 Comunicazione
La comunicazione per la 16000 deve riguardare il sistema e le prestazioni ambientali, per la UNI EN ISO 14001 invece il sistema e gli aspetti ambientali. Entrambe le norme prevedono la comunicazione interna e la facoltà di decidere se comunicare anche con l'esterno, la 1400 in più prevede di rispondere alle richieste pertinenti provenienti dalle parti interessate.
Documentazione del sistema di gestione dell'energia
UNI CEI EN 16001 prevede che l'organizzazione tenga aggiornate le
informazioni, su carta o in formato elettronico, per descrivere gli elementi
fondamentali del sistema e le loro interazioni, già nei requisiti generali stabiliva che l'organizzazione deve documentare come soddisfa i requisiti,
identificare la posizione dei relativi documenti, compresa la
documentazione tecnica. La UNI EN ISO 14001 prevede inoltre che la documentazione del sistema comprenda: politica, obiettivi e traguardi,
descrizione del campo di applicazione, documenti e registrazioni previste dalla norma o che l'organizzazione ritiene necessarie, la UNI EN ISO 14001 prevede ad esempio che la procedura relativa al controllo operativo
UNI EN ISO 14001 risulta più rigida richiedendo che i documenti siano
approvati, che le modifiche e lo stato di revisione siano identificati, però fa anche un riferimento ai documenti di origine esterna necessari al funzionamento del sistema che invece manca nella UNI CEI EN 16001.
Mentre la UNI EN ISO 14001 anche qui risulta rigida richiedendo procedure affinché generiche operazioni associate agli aspetti ambientali significativi vengano condotte in maniera conforme alla politica, obiettivi e traguardi, la UNI CEI EN 16001 inserisce due punti molto pratici riguardanti le implicazioni energetiche nell'acquisizione e nell'acquisto di apparecchiature, materie prime e servizi ed il consumo di energia legato a progettazioni, modifiche e ristrutturazioni.
Questo punto che prevede nella 1400 l'attuazione di procedure per gestire eventuali emergenze e incidenti che possano avere un impatto sull'ambiente manca invece nella UNI CEI EN 16001.
Sorveglianza e
Anche in questo punto la UNI CEI EN 16001 ha la possibilità di scendere più nel dettaglio richiedendo per il monitoraggio la necessità di un piano di contabilizzazione dell’energia, di definire relazioni tra i consumi di energia e i fattori energetici associati, confrontare i propri indicatori con quelli di organizzazioni simili.
La UNI CEI EN 16001 dice in un unico punto quello che la 14 dice in due,
secondo punto inserito dalla versione 2004.
Non conformità, azioni correttive e azioni preventive
La UNI EN ISO 14001 risulta più dettagliata e più burocratica, la 16 dice semplicemente che le non conformità devono essere individuate e gestite.
Nella UNI CEI EN 16001 oltre che dimostrare la conformità al sistema ed alla norma di riferimento, le registrazioni devono dimostrare le prestazioni raggiunte e l’efficacia del sistema di gestione dell’energia.
Audit interno del sistema di gestione dell'energia
Per la UNI CEI EN 16001 gli audit interni oltre ad assicurare che il sistema sia conforme a politica, obiettivi, traguardi, programma di gestione dell’energia ed alla norma di riferimento, devono verificare anche la conformità agli obblighi legislativi, cosa che manca invece nella UNI EN ISO 14001. Inoltre la UNI CEI EN 16001 stabilisce anche delle indicazioni sulla gestione delle non conformità rilevate.
Riesame del sistema di gestione dell'energia
Riesame della
Per quanto riguarda il riesame del sistema la UNI CEI EN 16001 risulta più dettagliata, dividendolo addirittura in tre punti, e oltre alla prestazione, energetica in questo caso, tra gli elementi in ingresso inserisce anche le previsioni del consumo di energia per il periodo successivo. Tra gli elementi in uscita invece nella UNI CEI EN 16001 viene inserita l’assegnazione delle risorse a supporto delle decisioni prese a seguito del riesame, nella UNI EN ISO 14001 si puo’ ritenere implicito negli obiettivi e traguardi.
Elementi in ingresso per il riesame della direzione
Elementi in uscita
Dal confronto tra le due norme emerge una sostanziale similarità e sovrapponibilità, come già anticipato, anche se con alcune differenze. La UNI CEI EN 16001 risulta
essere di taglio più pratico e applicativo e di più immediata comprensione, grazie anche al fatto che l'essere focalizzata esclusivamente sull'aspetto energetico le permette di poter dare maggiori dettagli pratico-applicativi, al contrario della UNI EN ISO 14001 che riferendosi a tutti gli aspetti ambientali in generale deve appunto limitarsi a dare indicazioni generiche che possono anche risultare di difficile comprensione per quelle organizzazioni che si trovano ad affrontare la norma per la prima volta. Come già detto una prima differenza sta nell'analisi ambientale iniziale, obbligatoriamente prevista per la UNI CEI EN 16001 e consigliata nella UNI EN ISO
In ogni caso l’obiettivo dell'analisi iniziale è quello di acquisire un quadro completo,
approfondito e documentata della posizione iniziale dell’Azienda rispetto alle problematiche ambientali ed energetiche individuando gli aspetti più significativi rispetto ai quali fissare gli obiettivi di miglioramento. Si riportano di seguito le indicazioni della UNI CEI EN 16001 e della guida della UNI EN ISO 14001, contenute rispettivamente al punto 3.3.1 ed al punto A.1, per un confronto più agevole ed immediato.
Tab 7 Confronto tra i requisiti delle due norme relativamente all'analisi iniziale
L'organizzazione deve condurre un'analisi iniziale dei propri aspetti energetici. L'analisi degli aspetti energetici deve essere aggiornata a intervalli regolari.
Queste analisi devono definire la scala di priorità degli aspetti energetici significativi per ulteriori valutazioni. L'analisi degli aspetti energetici deve includere:
Un'organizzazione priva di un sistema di gestione ambientale dovrebbe, inizialmente, stabilire la propria posizione attuale in rapporto all'ambiente effettuando un'analisi ambientale. L'analisi ambientale dovrebbe coprire quattro aree principali:
il consumo di energia e i fattori
l'identificazione degli aspetti ambientali, compresi quelli associati alle condizioni operative normali, anomale, alle condizioni di avviamento e di fermata, ed alle situazioni di emergenza e agli incidenti;
l'identificazione delle prescrizioni legali applicabili e delle altre prescrizioni che l'organizzazione sottoscrive;
energetici passati e presenti sulla base
di misurazioni e altri dati;
l'identificazione di aree di consumo
di energia significativo, in particolare di modifiche significative nell'uso di energia nel periodo precedente;
una stima del consumo di energia
previsto durante il periodo successivo;
l'esame delle prassi e delle procedure di
l'identificazione di tutte le persone
gestione ambientale esistenti, comprese quelle associate alle attività di definizione dei contratti di approvvigionamento; - la valutazione delle situazioni di emergenza e degli incidenti già verificatisi.
che lavorano per l'organizzazione o per conto di essa, le cui azioni possono portare a modifiche significative nel consumo di energia;
l'identificazione a la definizione
della scala di priorità delle opportunità per migliorare l'efficienza energetica. L'organizazzione deve tenere un registro delle opportunità di risparmio energetico. Ogni analisi deve essere documentata.
Strumenti e metodi per condurre un'analisi ambientale, a seconda della natura delle attività, possono comprendere: liste di controllo (checklist), interviste, ispezioni e misurazioni dirette, risultati di audit precedenti o di altre analisi. (…)
Innanzitutto la UNI CEI EN 16001 appare più immediata e pratica rispetto alla UNI EN ISO 14001, partendo da consumi di energia passati e futuri e pianificando già obiettivi e opportunità di miglioramento (registro delle opportunità di risparmio energetico) e soprattutto individuando una priorità delle opportunità per migliorare l'efficienza energetica. L'analisi ambientale iniziale invece individua gli aspetti ambientali significativi, stabilendo pertanto una scala di priorità in base alla quale costruire il sistema di gestione. Altra cosa molto importante e degna di nota per la UNI CEI EN 16001 già nell'AAI l'organizzazione deve individuare le persone che svolgono compiti che possono avere degli impatti sui consumi energetici, non solo persone che lavorano per l'organizzazione ma anche per conto di essa. La UNI EN ISO 14001 ha come valore aggiunto l'analisi delle prescrizioni legali e delle altre prescrizioni che intende sottoscrivere e l'analisi delle prassi, il tutto nelle condizioni normali, anomale e di emergenza. Inoltre la guida della UNI EN ISO 14001 dà degli spunti su strumenti e metodi per l'effettuazione dell'analisi. Infine, per quanto riguarda l'analisi iniziale, nella UNI CEI EN 16001 viene detto esplicitamente che l'analisi deve essere aggiornata periodicamente, ciò vale anche per la UNI EN ISO 14001, il che potrebbe sembrare un controsenso visto che la guida dice che l'analisi dovrebbe essere fatta dalle organizzazioni che non hanno un sistema di gestione, ma è la stessa guida ad ammetterne l'aggiornamento inserendo gli audit precedenti tra input delle analisi, in ogni caso l'aggiornamento viene normalmente richiesto dagli enti di certificazioni. Per il resto le differenze principali, già accennate, tra le due norme, si manifestano già nella politica. Nella UNI CEI EN 16001 si parla infatti di prestazioni energetiche, mentre nella UNI EN ISO 14001 di aspetti ambientali significativi, inoltre nella UNI CEI EN 16001 viene rafforzato il concetto della necessità di riesaminare ed aggiornare la politica, che deve pertanto essere dinamica e seguire l'evoluzione del sistema, e quindi dovrà anche essere molto specifica e dettagliata. Nella UNI CEI EN 16001 poi il rappresentante della direzione può anche essere nominato esperto in gestione dell'energia cioè energy manager, inoltre nel punto relativo alla formazione viene citato anche questa figura importantissima per la corretta implementazione del sistema e, a tal proposito, richiede competenze e qualifiche appropriate nel campo dell'energia e del miglioramento energetico, mentre nella UNI EN ISO 14001 non solo non viene citato il rappresentante della direzione ma parla genericamente di competenza necessaria all'esecuzione di compiti che possono causare uno o più impatti ambientali, quindi non intendendo necessariamente che la competenza sia in campo ambientale. Per quanto riguarda la comunicazione mentre per la UNI EN ISO 14001 deve riguardare gli aspetti ambientali per la UNI CEI EN 16001 deve riguardare le prestazioni ambientali, quindi anche dati quantificabili e sensibili. La UNI EN ISO 14001 ha in più
però la risposta alle richieste che provengono dall'esterno, mentre per tutti e due gli schemi la comunicazione all'esterno non è obbligatoria, ma se l'organizzazione decidesse di attuarla deve stabilire uno o più metodi di comunicazione esterna per la UNI EN ISO 14001, ovvero un piano di comunicazione esterna per la UNI CEI EN
Nella UNI EN ISO 14001 nei vari punti sono indicati quali procedure o registrazioni devono essere documentate, nella UNI CEI EN 16001 invece viene stabilito nei requisiti generali che l'organizzazione deve documentare come intende soddisfare i requisiti della norma, decidendo pertanto quale e quanta documentazione prevedere nel SGE. Al punto 3.4.4 poi la UNI CEI EN 16001 oltre alle informazioni necessarie a descrivere gli elementi fondamentali del SGE prevede anche documentazione necessaria all'identificazione della posizione dei relativi documenti, compresa la documentazione tecnica, e tali informazioni possono essere sia in formato elettronico che cartaceo. Quest'ultima indicazione è innovativa rispetto all'interpretazione attribuita per anni al termine “documentato” presente nelle norme Iso, che fino a qualche anno fa corrispondeva con il cartaceo. Nella UNI EN ISO 14001 vengono inoltre citati anche i documenti di origine esterna (autorizzazioni, documentazione impianti, carteggi con enti di controllo, etc.), che in quanto tali devono essere gestiti in maniera differente da quelli di origine interna. Nella UNI CEI EN 16001 c'è solo un accenno ad una non meglio precisata documentazione tecnica. Per quanto riguarda il controllo operativo la UNI CEI EN 16001 fornisce alcuni spunti interessanti, mentre la UNI EN ISO 14001 esprime qui tutta la sua generalità e sibillinità. Nella UNI CEI EN 16001 invece manca totalmente la gestione delle emergenze. Non vengono infatti contemplate per l'effettuazione dell'analisi iniziale né le condizioni anomale né di emergenza, e non vengono considerate nemmeno nell'attuazione e funzionamento. Si ritiene che le condizioni anomale, quali avvio e spegnimento, nonché le emergenze dovrebbero invece essere tenute in considerazione visto che potrebbero comportare consumi energetici importanti. Per quanto riguarda il Monitoraggio e misurazione per la UNI CEI EN 16001 e la Sorveglianza e misurazione per la UNI EN ISO 14001, la prima scende più nel dettaglio richiedendo un piano di contabilizzazione dell’energia e di definire relazioni tra i consumi di energia ed i fattori energetici associati, confrontando i propri indicatori con quelli di organizzazioni simili. Il confronto, a nostro avviso, è molto positivo in quanto permette alle aziende di trarre spunti e spinte positive, aumentando la spirale del miglioramento continuo, ma deve richiede un atteggiamento di trasparenza che spesso le aziende sono restie ad avere nel nome della protezione del Know-how. Nella trattazione delle non conformità la UNI EN ISO 14001 rivela la sua burocraticità, il paragrafo è del tutto simile a quello della 9001, mentre la UNI CEI EN 16001 dice semplicemente che le non conformità devono essere individuate e gestite. La UNI CEI EN 16001 esplicita il fatto che durante gli audit deve essere verificata anche la conformità alla normativa cogente e fornisce anche delle indicazioni sulla gestione in fase di audit delle non conformità rilevate. La conformità legislativa viene ritenuta per la UNI EN ISO 14001 un prerequisito verificato sia in fase di audit interno che esterno, anche se la norma non lo dice esplicitamente. Infine per la fase di riesame la UNI CEI EN 16001 inserisce tra gli elementi in ingresso, le previsioni del consumo di energia e la conformità legislativa, oltre alla conformità al
sistema, obbiettivi e traguardi, tra gli elementi in uscita viene inserita l’assegnazione delle risorse a supporto delle decisioni prese a seguito del riesame. L'assegnazione delle risorse in fase di riesame rappresenta sicuramente un punto di forza del sistema, considerato che nella maggior parte delle aziende è probabilmente l'unico momento in cui la direzione partecipa all'implementazione del sistema di gestione. Manca invece tra gli elementi di ingresso della UNI CEI EN 16001 un riferimento esplicito ai cambiamenti delle situazioni circostanti, visto e considerato la complessità e variabilità del mercato energetico e l’evoluzione delle tecnologie rispetto all’efficienza energetica so ritiene invece che i cambiamenti delle condizioni al contorno dovrebbero essere tenuti in considerazione in fase di riesame.
4.1 Integrazione UNI EN ISO 14001 e UNI CEI EN 16001
Per quanto detto nei paragrafi precedenti l'integrazione tra i due sistemi di gestione appare semplice a anzi migliorativa. Un sistema integrato potrebbe essere visto come una UNI EN ISO 14001 che presti particolare attenzione all'aspetto energia, soddisfando i requisiti ulteriori e specifici previsti dalla UNI CEI EN 16001. L'organizzazione certificata, o comunque che avesse implementato un sistema di gestione ambientale secondo la UNI EN ISO 14001, che volesse implementare un sistema di gestione dell'energia integrandolo con quello esistente, dovrebbe quindi in primis effettuare un'analisi iniziale energetica o meglio un'analisi generale, in modo da revisionare anche la valutazione degli aspetti ambientali come previsto dal punto 4.3.1 della UNI EN ISO 14001, con particolare attenzione ai requisiti previsti dalla UNI CEI EN 16001 al punto 3.3.1. Una volta individuati gli aspetti significativi, ambientali ed energetici, sarebbe quindi necessario aggiornare la politica, obiettivi e traguardi nelll'ottica energetica, compilando anche il registro delle opportunità di risparmio energetico. Obiettivi e traguardi potranno essere contenuti in documenti separati oppure in un documento unico per l'ambiente e l'energia. Per quanto riguarda il controllo operativo bisognerà integrare le procedure ambientali con i requisiti specifici legati all'energia (ad es. gestione del depuratore, gestione impianti contenenti sostanze lesive dell'ozono), oppure potrebbe anche essere necessario introdurre procedure e/o istruzioni per gestire operazioni che hanno degli impatti significati sugli aspetti energetici ma non su quelli ambientali, ovvero non su aspetti ambientali valutati come significativi (ad es. gestione impianti termici). Ovviamente il sistema integrato dovrà rispettare i requisiti più rigidi della UNI EN ISO 14001 soprattutto per quanto riguarda la documentazione e dovrà avere gli elementi peculiari richiesti dalla UNI CEI EN 16001. Per quanto riguarda la restante documentazione del sistema integrato il manuale sarà sicuramente integrato, le procedure potranno essere comuni, ad esempio la procedura relativa al trattamento delle non conformità, integrate, come la procedura per il riesame, oppure specifiche. Nuove procedure ed istruzioni non dovranno essere necessariamente specifiche ma potranno essere integrate, come ad esempio per il controllo operativo. Cioè affinche l'integrazione sia profiqua e positiva, dove possibile, le nuove procedure, introdotte per rispondere ai requisiti della UNI CEI EN 16001, dovrannoconsiderare anche gli altri aspetti ambientali.
L'integrazione infatti dovrebbe armonizzare la gestione amnbientale, evitando duplicazioni, sovrapposizioni e conflittipromuovendi l'efficienza complessiva.
Box 1 Politica integrata ambiente e energia
POLITICA INTEGRATA AMBIENTE ED ENERGIA
L'ambiente è un bene comune e la sua tutela richiede l'impegno di tutte le componenti della società. La nostra azienda ritiene la corretta gestione delle tematiche ambientali un fattore importante per il proprio sviluppo e competitività, si impegna pertanto a rispettare l'ambiente tramite l'utilizzo ottimale delle risorse e la riduzione degli impatti. In accordo con le norme UNI EN ISO 14001:2004 e UNI CEI EN 16001:2009 abbiamo stabilito di impementare nel presente sito produttivo, alle attività presenti nel presente stabilimento ed alle attività prodotti e servizi da questo generati, un sistema di gestione integrato al fine di garantire:
 Il perseguimento del miglioramento continuo dell'efficienza energetica ed ambientale.
 Il rispetto di tutte le prescrizioni legislative pertinenti e di quelle sottoscritte dall'organizzazione, introducendo e mantenendo attivi gli interventi necessari a garantire la conformità legislativa nel tempo.
 L'uso razionale delle risorse tramite una riduzione dei consumi idrici, l'efficienza energetica e la riduzione delle emissioni di gas serra.
 La valutazione preventiva di nuove attività, prodotti e servizi in progetto.
 Il controllo degli aspetti indiretti tramite sistemi di approvvigionamento e appalto che riducano gli impatti ambientali e promuovendo la diffusione della gestione dell'ambiiente e dell'energia anche presso i soggetti terzi con cui collabora.
 Il coinvolgimento di tutto il personale che opera per l'azienda o per conto di essaattraverso iniziative di informazione e sensibilizzazioneal fine di aumentar competenza e consapevolezza.
La direzione si impegna inolte a garantirela disponibilità delle informazioni e di ogni risorsa necessaria per raggiungere obiettivi e traguardi. La presente politica viene revisionata annualmente in sede di riesame ed è disponibile in forma cartacea presso le bacheche presenti in sede e in forma elettronica nel sito aziendale.
La norma internazionale ISO 50001, emanata il 17 giugno 2011 dall’ISO, International Organization for Standardization, è la prima norma a livello internazionale di gestione dell'energia, la UNI CEI EN 16001 è infatti europea, nata “per aiutare le aziende di qualsiasi dimensione a migliorare l’efficienza energetica e aumentare la loro redditività grazie alla riduzione di emissioni di CO2”. La ISO 50001 è stata redatta sulla base della UNI CEI EN 16001 della quale prenderà il posto, pertanto anche al ritiro di quest’ultima, previsto entro la metà del 2012, le aziende che hanno già implementato un sistema di gestione per l’energia non dovrebbero avere difficoltà ad allinearsi ai requisiti della nuova norma. La UNI EN ISO 16001dovrà infatti essere ritirata entro e non oltre 12 mesi dall'approvazione della ISO 50001 che verrà approvata a brevissimo dal comitato europeo e successivamente da quello italiano. Lo standard specifica i requisiti per stabilire, implementare,mantenere e migliorare in continuo un sistema di gestione dell'energia, il cui scopo principale è di rendere l'organizzazione capace di seguire un approccio sistematico nel perseguire il miglioramento in continuo delle prestazioni energetiche, inclusa l'efficienza energetica,
l'uso e d il consumo dell'energia. L'implementazione dello standard porta inoltre alla riduzione delle emissioni di gas serra, degli altri impatti ambientali correlati e dei costi energetici. Nonostante tutto vi sono delle differenze tra i due standard relativi alla gestione dell'energia. Già nello scopo infatti è chiaro che la UNI CEI EN 16001 è volta all'efficienza energetica mentre la ISO 50001 alle prestazioni le quali non possono comunque prescindere dall'efficienza. Non sono purtroppo inoltre stati mantenuti alcuni elementi della UNI CEI EN 16001 quali ad esempio l'esplicita possibilità di nominare energy manager il rappresentante della direzione, l'attenzione a quegli aspetti energetici che necessitano di un approfondimento, l'identificazione di tutte le persone che operano per l'organizzazione e l'identificazione di consumi e fattori energetici passati e le eventuali modifiche intervenute.
In ogni caso il passaggio da uno schema all'altro per le organizzazioni già certificate
secondo la UNI CEI EN 16001 non dovrebbe essere traumatico, gli enti di certificazione stanno già provvedendo all'elaborazione di check-list per individuare i punti da integrare per “convertire” la loro certificazione secondo la ISO 50001 e linee
guida per rendere il passaggio più indolore. Infatti i certificati rilasciati ai sensi della UNI CEI EN 16001 cesseranno di validità insieme alla norma. Infine per quanto riguarda l'integrazione con gli altri schemi di certificazione di sistemi
di gestione anche la ISO 50001 si basa su elementi comuni che si trovano in tutti gli
standard di gestione ISO di sistema, assicurando quindi un elevato livello di
compatibilità con la UNI EN ISO 9001 e la UNI EN ISO 14001.
In conclusione la UNI CEI EN 16001 risulta più pratica della UNI EN ISO 14001 ma manca di alcuni aspetti importanti quali emergenze, risposta alle comunicazioni esterne, gestione documentazione esterna e verifica dei cambiamenti delle condizioni al contorno nell'ambito del riesame, pertanto si ritiene che un sistema integrato possa godere dei pregi di entrambe le norme applicando gli spunti pratici della prima a tutti gli aspetti ambientali e i punti forti della seconda all'intero sistema. Inoltre un sistema integrato, che abbia quindi particolari attenzioni per l'efficienza ed il risparmio energetico, ha l'enorme vantaggio di conseguire risparmi immediatamente visibili e tempi di recupero degli investimenti anche molto brevi consentendo di ottenere risorse per il miglioramento della gestione pratica degli altri aspetti ambientali, per i quali i risparmi solitamente si identificano in mancate sanzioni, mancati indicenti etc. e quindi meno visibili. Purtroppo ad oggi la UNI CEI EN 16001 è però superata, visto e considerato che verrà ritirata entro la metà del 2012. Pertanto non ha più alcun senso certificarsi secondo questo schema e le organizzazioni che intendono implementare un sistema di gestione dell'energia seguono già lo schema ISO 50001 che la sostituirà. In questa sede non è stato trattato approfonditamente il confronto tra i due schemi di gestione dell'energia ma non ci si può che augurare che l'innovativa ISO 50001 mantenga le spunti positivi della UNI CEI EN introducendo elementi innovativi e ulteriormente migliorativi. In ogni caso, per quanto le organizzazioni possano ottimizzare le proprie prestazioni energetiche, nonché l'efficienza, e per quanto la politica possa incentivare cittadini e imprese verso questi obietivi, le prospettive di domanda energetica non sembrano comunque verosimilmente sostenibili. I consumi aumentano, eppure i tre quarti dell'umanità non dispongono di energia sufficiente per il loro sviluppo e non è nemmeno pensabile che raggiungano il tenore di vita dei paesi più sviluppati. La riduzione dei consumi e l'aumento dell'efficienza potrebbero però non essere sufficienti, taluni sostengono anche che l'efficienza non porti a nessun risparmio in quanto le energie ricavate dal risparmio vengono semplicemente riutilizzate per altrm usi. La sostenibilità passa probabilmente attraverso cambiamenti radicali rispetto al sistema consumistico odierno che quantifica lo sviluppo esclusivamente attraverso indici finanziari quali il Pil, non considerando gli aspetti sociali e ambientali connessi, ovvero non internalizzando i costi ad essi collegati.
- Verso la conferenza Rio+20: stato dell'arte e prospettive delle energie rinnovabili
(EAI, 2011)
- Energy management: nelle aziende italiane il ruolo è spesso una formalità (Energia 24
7/8, 2011)
- Rapporto statistico 2010 Impianti a fonti rinnovabili (GSE, 2001)
- Gestione strutturata dell'energia in azienda: un lavoro di squadra che dà ottimi risultati (Ambiente & sviluppo 8-9, 2010)
- La gestione energetica consapevole (Qualità novembre/dicembre, 2010)
- Energie rinnovabili fra sostenibilità economico-ambientale e coerenza normativa (Ambiente & sviluppo 4, 2010)
- Rapporto energia e ambiente, analisi e scenari 2009 (Enea, 2010)
- Il sistema di gestione dell'Energia: la norma UNI CEI EN 16001:2009 (Ambiente & sviluppo 3, 2010)
- Piano di azione nazionale per le energie rinnovabili (Direttiva 2009/28/CE) (Ministero dello sviluppo economico, 2010)
- UNI CEI EN 16001:2009
- Vantaggi della certificazione integrata (Qualità marzo/aprile, 2009)
- Il problema energetico (Giacomelli, 2009)
- La politica energetica dell'Unione Europea (Arianna Checchi, 2009)
- Bilancio energetico nazionale, 2009
- Efficienza: prima fonte energetica (Regioni & Ambiente 2008)
- 20-20-20: Il teorema della poltitica energetica europea (Energia, 2007)
- Produzione di energia elettrica e emissioni di gas serra (Strategie di mitigazione delle emissioni) (Apat, 2006)
- La norma UNI EN ISO 14001: Guida pratica allo sviluppo e l'applicazione di un
sistema di gestione ambientale (Pubblicazione de “Il sole 24 ore”, 2006)
- Scenario tendenziale dei consumi e del fabbisogno 2020 (Ministero delle attività
produttive, 2005)
- Il sistema di gestine ambientale: Guida all'applicazione della UNI EN ISO 14001:1996 (Centro Studi di qualità ambientale, 2003)
- Il panorama energetico mondiale (RichMAC magazine, 2002)
Energia (generale)
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