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Timestamp: 2018-07-20 22:28:26+00:00
Document Index: 135789718

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 2700', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 23', 'art. 145', 'art. 145', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 145', 'art. 145', 'art. 2', 'art. 140', 'art. 143', 'sentenza ', 'art. 145', 'art. 8', 'art. 140', 'art. 149', 'art. 14', 'art. 7', 'art. 7']

INPS - Messaggio 19 luglio 2017, n. 3016 - Ispettorato Nazionale del Lavoro - Nota prot. n. 5546/2017 e FAQ in materia di provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale - Studio Cerbone
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INPS – Messaggio 19 luglio 2017, n. 3016
Ispettorato Nazionale del Lavoro – Nota prot. n. 5546/2017 e FAQ in materia di provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale
(articolo 14 comma 4 del D.Lgs 81/2008 e s.m.i.)
Revoca del provvedimento n. ______
Il giorno __/__/___, alle ore __.__ il sottoscritto _______________ in servizio presso l’intestato Ispettorato Territoriale del Lavoro (ovvero INPS/INAIL),
VISTO il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale sopra indicato, impartito in data ___ ____ _____ ai sensi e per gli effetti dell’art. 14, comma 1 del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i. nei confronti della unità locale/sede operativa sita in _______________ dell’impresa, avente sede legale a _____________(__) via___________ n. ___, per l’impiego di personale non risultante dalla documentazione obbligatoria in misura pari o superiore al venti per cento del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro; OPPURE per gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro,
ESAMINATA l’istanza di revoca del sopraindicato provvedimento di sospensione presentata da _____________________ (CF: ___________________) nato a ____il __/___/_______, nella sua qualità di…..
ACCERTATA la successiva regolarizzazione dei lavoratori sotto indicati, non risultanti dalla documentazione obbligatoria, come disposto dal predetto provvedimento di sospensione dei lavori:
_____________________ (CF: ____________________)
OPPURE il ripristino delle regolari condizioni di lavoro;
ACCERTATO altresì il pagamento della somma aggiuntiva unica di cui al comma 4, lettera c), dell’articolo 14 del D.Lgs. n. 81/2008 ovvero il pagamento, ai sensi del comma 5-bis del medesimo articolo 14, del 25% della predetta somma aggiuntiva dovuta;
CONSIDERATO che con istanza di parte, fermo restando il rispetto delle altre condizioni di cui al comma 4 dell’articolo 14 del D.Lgs. n. 81/2008, è stata richiesta la revoca subordinatamente al pagamento:
[ ] della somma aggiuntiva unica dovuta;
[ ] del 25% della somma aggiuntiva dovuta;
VISTO l’articolo 14 comma 4 del D.Lgs. n. 81/2008, e s.m.i.;
del succitato provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale
qualora la revoca sia stata concessa ai sensi del comma 5-bis dell’articolo 14 del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i., il datore di lavoro, come sopra generalizzato, è tenuto, entro 6 (sei) mesi dalla data odierna, al versamento dell’importo residuo della somma aggiuntiva di cui al comma 4 del medesimo articolo 14 del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i., maggiorato del 5% pari a:
€ 1.575 (da versare mediante modello F23 con i seguenti dati: codice ufficio V_ _ causale PA. e così suddiviso: € 1102,50 codice tributo 698T; € 472,50 codice tributo 79AT) in caso di sospensione per lavoro irregolare
€ 2.520 (da versare mediante modello F23 con i seguenti dati: codice ufficio V_ _ causale PA. e così suddiviso: € 1764 codice tributo 698T; € 756 codice tributo 79AT) in caso di sospensione per gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.
AVVERTENZA: in caso di mancato versamento o di versamento parziale dell’importo residuo entro detto termine di 6 (sei) mesi, il presente provvedimento costituisce titolo esecutivo per l’importo non versato.
Il sottoscritto _____________quale _______________ in servizio presso l’intestato Territoriale del Lavoro ha notificato il presente provvedimento:
al/alla sig./sig.ra
Identificato a mezzo di:
[ ] mediante consegna a mani[ ] mediante raccomandata A.R. del ___/___/___/______ inviata dall’Ufficio postale di
Luogo e data______________/___/___/______ Firma del/i funzionario/i______________________________ Firma della persona che riceve il provvedimento______________________________
Il giorno ____, del mese ___________, dell’anno ____, alle ore _______il/i sottoscritto/i _______________________________________________________________, in qualità di funzionario/funzionari ispettivo/i, Carabiniere/i, in servizio presso l’intestato Ispettorato Territoriale del lavoro ha/hanno riscontrato:
[ ] 1. l’impiego di personale non risultante dalla documentazione obbligatoria in misura pari o superiore al venti per cento del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro
[ ] 2. gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro (vedi allegato A).
Pertanto, a norma dell’art. 14, comma 1, D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, e s.m.i., il/i sottoscritto/i adotta/adottano il seguente
NEI CONFRONTI DEL (DATORE DI LAVORO):
Sig./ra________________________ nat_ a_______________ (__), il __/__/____e residente in_________________ (___),Via _____________, n.____; codice fiscale: ____________________in qualità di: _____________________della ditta (denominazione o ragione sociale):________________________________________________________con sede legale a: ____________________________ (____) via ________________________________, n.______
CON RIFERIMENTO ALL’UNITÀ PRODUTTIVA/AL CANTIERE DI:
località: ____________________________(____), via ______________________________________, n.______
[ ] A. con decorrenza ed efficacia immediata, dalla data di notifica del presente atto;
[ ] B. con decorrenza dalle ore __________ del giorno _____/__________/201__, con riserva di annullamento ove si accerti la regolare occupazione, al momento dell’accesso ispettivo, dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro, in misura tale da non integrare il presupposto di cui all’art. 14, comma 1, D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i.;
ELENCO DEL PERSONALE PRESENTE AL LAVORO NON RISULTANTE DA DOCUMENTAZIONE OBBLIGATORIA
N. Cognome e nome, documento d’identità Luogo e data di nascita Il soggetto è stato visto svolgere la seguente attività (descrizione analitica, abbigliamento e altri elementi utili. Indicare se acquisita dichiarazione) Decorrenza regolarizzazione e tipo di contratto
Poiché i lavoratori sopra identificati sono stati trovati intenti al lavoro dai sottoscritti verbalizzanti in totale assenza di qualsiasi documento che ne attesti con certezza la regolare occupazione; risultando gli stessi impegnati nelle attività lavorative indicate nella tabella di cui sopra, sussistono le ragioni di fatto e di diritto che comportano l’adozione del presente provvedimento di sospensione ai sensi dell’art. 14 del D.Lgs. n. 81/2008.
Trattasi dunque di lavoro concretamente svolto senza alcuna preventiva registrazione in documentazione obbligatoria – così come accertato personalmente dagli scriventi verbalizzanti, anche ai sensi e per gli effetti dell’art. 2700 c.c., con verbale di primo accesso ispettivo redatto contestualmente al presente provvedimento e notificato congiuntamente allo stesso – da parte di un numero di lavoratori pari a _____________sul totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro pari a ___________ (lavoratori individuati nell’allegato 1 del verbale di primo accesso n. _____________ del ____/_____________/________, notificato in data ____/____/____) e quindi con una percentuale di lavoratori non risultanti dalla documentazione obbligatoria pari al _____________%
Condizioni per la revoca del provvedimento (art. 14, co. 3 e 4, D.Lgs. n. 81/2008, e s.m.i.)
Il provvedimento di sospensione adottato ai sensi del sopra indicato n. 1 è REVOCATO, previa istanza secondo fac-simile allegato al presente provvedimento, alle seguenti condizioni:
– regolarizzazione dei lavoratori non risultanti dalla documentazione obbligatoria, secondo le modalità e le decorrenze sopra specificate;
– pagamento di una somma unica pari ad € 2.000, da versare al fondo di cui all’art. 14, comma 7, D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i., mediante modello F23 con i seguenti dati: codice ufficio VPN, causale PA. e così suddiviso: € 1.400 codice tributo 698T; € 600 codice tributo 79AT;
ovvero su richiesta,
pagamento del venticinque per cento della predetta somma, pari ad € 500, da versare al fondo di cui all’art. 14, comma 7, D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i., mediante modello F23 con i seguenti dati: codice ufficio VPN, causale PA. e così suddiviso: € 350 codice tributo 698T; € 150 codice tributo 79AT.In tale ultima ipotesi l’importo residuo, maggiorato del cinque per cento, pari ad € 1.575, dovrà essere versato entro sei mesi dalla data di presentazione dell’istanza di revoca. In caso di mancato o di parziale versamento dell’importo residuo, entro detto termine, il provvedimento di accoglimento dell’istanza di cui al comma 5-bis costituisce titolo esecutivo per l’importo non versato.
Il provvedimento di sospensione adottato ai sensi del sopra indicato n. 2 è REVOCATO, previa istanza secondo fac-simile allegato al presente provvedimento, alle seguenti condizioni:
– accertamento del ripristino delle regolari condizioni di lavoro;
– pagamento di una somma pari ad € 3.200, da versare al fondo di cui all’art. 14, comma 7, D.Lgs. n. 81/2008 mediante modello F23 con i seguenti dati: codice ufficio VPN causale PA. così suddiviso: € 2.240 codice tributo 698T; € 960 codice tributo 79AT;
pagamento del venticinque per cento della predetta somma pari ad € 800, da versare al fondo di cui all’art. 14, comma 7, D.Lgs. n. 81/2008 mediante modello F23 con i seguenti dati: codice ufficio VPN causale PA. così suddiviso: € 560 codice tributo 698T; € 240 codice tributo 79AT. In tale ultima ipotesi l’importo residuo, maggiorato del cinque per cento, pari ad € 2.520, dovrà essere versato entro sei mesi dalla data di presentazione dell’istanza di revoca. In caso di mancato o di parziale versamento dell’importo residuo, entro detto termine, il provvedimento di accoglimento dell’istanza di cui al comma 5-bis costituisce titolo esecutivo per l’importo non versato.Si fa presente che ai sensi dell’art. 14, comma 6, D.Lgs. n. 81/2008, è comunque fatta salva l’applicazione delle sanzioni penali, civili e amministrative vigenti.
Mancata ottemperanza al provvedimento (art. 14, co. 10, D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i.)
Il datore di lavoro che non ottempera al presente provvedimento di sospensione adottato ai sensi del sopra indicato n. 1, è punito con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da euro 2.740 a 7.014.Il datore di lavoro che non ottempera al presente provvedimento di sospensione adottato ai sensi del sopra indicato n. 2, è punito con l’arresto fino a sei mesi.
III. Comunicazione del provvedimento alle autorità competenti e provvedimento interdittivo alla contrattazione con le pubbliche amministrazioni e alla partecipazione a gare pubbliche (art. 14, co. 1, D.Lgs. n. 81/2008, e s.m.i.)
Con esclusione del caso di adozione del presente provvedimento con effetti differiti, seguita dal verificarsi, entro il termine di differimento, delle condizioni per la tempestiva revoca, l’adozione del provvedimento di sospensione sarà comunicata all’Autorità Nazionale Anticorruzione di cui al D.L. n. 90/2014 (conv. da L. n. 114/2014) ed al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per gli aspetti di rispettiva competenza, al fine dell’emanazione, da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di un provvedimento interdittivo alla contrattazione con le pubbliche amministrazioni ed alla partecipazione e a gare pubbliche.La durata del provvedimento interdittivo è stabilita, per le diverse ipotesi, dall’art. 14, comma 1, D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i., ultimo periodo.
Ricorsi avverso il presente provvedimento (art. 14, co. 9, D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. e L. 6 dicembre 1971, n. 1034)
Avverso il presente provvedimento di sospensione è ammesso ricorso amministrativo, entro 30 giorni dalla notifica del presente provvedimento, all’ Ispettorato Interregionale del Lavoro (IIL) di ________________, sito in __________________ indirizzo di Posta Elettronica Certificata _______________________ il quale si pronuncerà, nel termine di 15 giorni dalla notifica del ricorso stesso; decorso inutilmente tale ultimo termine il provvedimento di sospensione perde efficacia. È altresì ammesso ricorso, entro 60 giorni dalla notifica del presente provvedimento, al Tribunale amministrativo regionale di ________________________
Per ogni ulteriore specifica concernente l’adozione del presente provvedimento di sospensione si rinvia al verbale di primo accesso n. _____________ del ____/____/____, notificato in data ____/____/____ nonché al provvedimento di prescrizione obbligatoria del ____/____/____ notificato in data ____/____/____ il/i quale/i costituisce/ono parte integrante del presente provvedimento.
(art. 14, D.Lgs. n. 81/2008 s.m.i.)
Il/la sottoscritto/a ______________________________nato/a a __________. il __________ C.F ______________________________ in qualità di ____________________ della impresa ____________________ C.F ____________________ con sede legale a ____________________ e sede operativa a ____________________
– con provvedimento notificato in data ____________________ a firma degli ispettori/funzionari di vigilanza ____________________ è stata sospesa l’attività imprenditoriale esercitata dalla citata impresa con riferimento alla unità produttiva/cantiere sito in ____________________ __________per la seguente motivazione:
[ ] impiego di personale non risultante dalla documentazione obbligatoria;
[ ] gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro;
– si è provveduto a:
[ ] regolarizzare il personale non risultante dalla documentazione obbligatoria;
[ ] ripristinare le regolari condizioni di lavoro
– si è effettuato il pagamento:
[ ] della somma aggiuntiva unica pari ad € 2.000 ovvero ad € 3.200, di cui all’articolo 14, comma 4 lettera c) del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i.;
[ ] della somma di € 500 ovvero di € 800 pari al 25% della somma aggiuntiva dovuta, ai sensi all’articolo 14, comma 5-bis, del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i.;
[ ] la revoca del citato provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale ai sensi del comma 4 dell’articolo 14 del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i.;
[ ] la revoca del citato provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale ai sensi del comma 4 e 5-bis dell’articolo 14 del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i., con pagamento del venticinque per cento della somma aggiuntiva dovuta.
– ricevuta di versamento della somma aggiuntiva – Modello F23;
– n. 1 marca da bollo di € 16,00;
– documentazione relativa alla regolarizzazione del personale impiegato non risultante dalla documentazione obbligatoria o al ripristino delle regolari condizioni di lavoro.
(ISPETTORATO NAZIONALE DEL LAVORO – Nota 20 giugno 2017, n. 5546)
(ISPETTORATO NAZIONALE DEL LAVORO – Nota 11 luglio 2017, n. 6210)
PROVVEDIMENTO DI SOSPENSIONE DELL’ATTIVITÀ IMPRENDITORIALE – FAQ
Vanno entrambi esclusi. La nota MLPS prot. 7127 del 28/04/2015, ha evidenziato “la sostanziale diversità che intercorre tra coloro che, prestando attività a favore dell’impresa, rivestono la carica di amministratori e sono dotati, pertanto, dei tipici poteri datoriali e chi invece, pur appartenendo alla compagine societaria non dispone di tali poteri gestori”.
13) Se si riscontra la presenza di un collaboratore familiare, senza che sia stata effettuata la DNA INAIL, è necessario sospendere oppure no?
In tal caso, il provvedimento di sospensione non va elevato, salvo accertamento in concreto, tramite acquisizione di dichiarazioni incrociate dei lavoratori, che il coadiuvante lavori da oltre 10 giorni nell’anno solare. Nel caso in cui il periodo lavorato non risulti superiore a 10 giorni, non sussiste l’obbligo di comunicazione preventiva di cui all’art. 23 del DPR 1124/1965 e pertanto, ai fini dell’adozione del provvedimento di sospensione, il collaboratore familiare accidentale non va considerato nel 20% di lavoratori sconosciuti alla PA ma va computato nel numero dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro.
Il provvedimento di sospensione va notificato alla società ai sensi dell’art. 145 c.p.c., che prevede la possibilità di eseguire la notificazione mediante consegna di copia dell’atto al rappresentante o alla persona incaricata di ricevere le notificazioni o, in mancanza, ad altra persona addetta alla sede. In proposito la Corte di Cassazione, con sent. n. 21942 del 27 ottobre 2010, ha chiarito che sul piano probatorio opera la presunzione in base alla quale, salvo prova contraria, la persona rinvenuta nella sede della società debba ritenersi addetta alla ricezione degli atti diretti a quest’ultima e che, in base al principio della tutela dell’affidamento dei terzi, nei casi di divergenza con la sede legale, anche la sede effettiva possa essere considerata come valido luogo ove eseguire le notificazioni dirette all’ente. Tanto premesso, la notifica in busta chiusa del provvedimento di sospensione nelle mani di un lavoratore regolarmente assunto è, senz’altro, valida.
Va inoltre chiarito che l’art. 145, comma 1, c.p.c., nell’attuale formulazione, “ha introdotto, a modifica della precedente versione, forme equipollenti ed alternative per la notifica degli atti giudiziari alle persone giuridiche, potendo liberamente optare il richiedente per la notifica dell’atto presso la sede legale della persona giuridica (con consegna al rappresentante legale o alla persona incaricata di ricevere le notificazioni o in mancanza ad altra persona addetta alla sede, ovvero al portiere dello stabile in cui è la sede) ovvero per la notifica dell’atto direttamente al rappresentante legale-persona fisica secondo le forme ordinarie ex artt. 138, 139 e 141 c.p.c., qualora nell’atto da notificare ne sia indicata la qualità e risultino specificamente residenza, domicilio e dimora abituale” (cfr. Corte Cass. sez. III sentenza n. 9394 del 10.05.2016; Corte Cass. sez. VI – ordinanza n. 6693 del 03/05/2012; id. Sez. I, sentenza n. 22957 del 13/12/2012).
In base alla nuova disciplina, il vano esperimento delle forme di notificazione previste nell’art. 145 c.p.c., comma 1, (per l’assenza presso la sede di persona a cui consegnare l’atto, o infruttuosa notifica al legale rappresentante ai sensi degli artt. 138, 139, 141 c.p.c.), consentirà di ricorrere alle ulteriori forme previste dagli artt. 140 e 143 c.p.c. per la notificazione alle persone giuridiche (art. 145, comma 3, c.p.c., come sostituito dall’art. 2, comma 1, lett. c), n. 3) L. n. 263/2005). Ma, al riguardo, va tenuto conto del fatto che:
1) la notifica è fatta alla persona fisica che rappresenta l’ente e non già all’ente in forma impersonale (cfr. Cass. ord. 13/09/2011 n. 18762);
2) le due strade sono alternative, dovendosi seguire quella prevista dall’art. 140 c.p.c. se il recapito della predetta persona fisica è noto, ma sul luogo non si rinvengono persone alle quali consegnare il plico, ovvero quella prevista dall’art. 143, nel caso d’irreperibilità della persona fisica (id. sez. I, sentenza n. 9237 del 07/06/2012).
Va, infine, segnalato che la notifica di un atto ad una persona giuridica presso la sede può essere effettuata a mezzo del servizio postale non essendovi alcuna previsione di legge ostativa al riguardo, purché la consegna del piego postale sia effettuata a mani dei soggetti abilitati ai sensi del 145, comma 1, c.p.c. In assenza di tali persone, deve escludersi la possibilità di notifica mediante deposito dell’atto e dei conseguenti avvisi presso l’ufficio postale: l’art. 145 cod. proc. civ., infatti, non consente la notifica alla società con le modalità previste dagli artt. 140 e 143 cod. proc. civ. e, quindi, con l’avviso di deposito di cui all’art. 8 della L. n. 890/1982, essendo la predetta modalità riservata esclusivamente al legale rappresentante-persona fisica nei termini sopra chiariti (cfr. Cassazione civile, sez. VI, 13/09/2011, n. 18762).
Va pertanto privilegiata la notifica sussidiaria alla persona fisica che rappresenta l’ente ai sensi dei richiamati art. 140 e 143 c.p.c. sempreché nell’atto da notificare sia indicata la qualità e risulti specificamente residenza, domicilio o dimora abituale.
L’art. 149 bis c.p.c.prevede anche la notifica a mezzo PEC, ma tale soluzione non appare, allo stato, praticabile, presupponendo la trasmissione, a cura dell’ufficiale giudiziario, di copia informatica dell’atto sottoscritta con firma digitale all’indirizzo di posta elettronica certificata del destinatario risultante da pubblici elenchi o comunque accessibili alle pubbliche amministrazioni.
La circ. MLPS n. 33/2009, nel disciplinare le circostanze particolari che suggeriscono, sotto il profilo dell’opportunità, di non adottare il provvedimento di sospensione, prevede tra l’altro che:
“va poi attentamente valutata l’opportunità di adottare il provvedimento di sospensione in tutte quelle ipotesi in cui si venga a compromettere il regolare funzionamento di un’attività di servizio pubblico, anche in concessione, così pregiudicando il godimento di diritti costituzionalmente garantiti”.
23) Se in sede di rivisita, l’ispettore accerta che l’attività sospesa prosegue in modalità selfservice (es. pompe di benzina) e, pertanto, in assenza di lavoratori, il provvedimento di sospensione può considerarsi ottemperato?
L’inottemperanza al provvedimento di sospensione integra l’ipotesi prevista dal comma 10 dell’art. 14 del D.Lgs. n. 81/2008 secondo il quale “il datore di lavoro che non ottempera al provvedimento di sospensione (…) è punito con l’arresto fino a sei mesi nelle ipotesi di sospensione per gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro nelle ipotesi di sospensione per lavoro irregolare”. Pertanto, laddove in sede di rivisita venga riscontrata la presenza di ulteriore personale “in nero”, in qualunque percentuale, di tale circostanza si dovrà far menzione direttamente nel verbale di prescrizione, che prescriverà al contravventore di sospendere l’attività, salvo regolarizzazione di tutti i lavoratori, ivi compresi quelli trovati “in nero” in sede di rivisita. Resta evidentemente ferma l’adozione di una ulteriore maxisanzione.
Resta pertanto ferma la legittimità costituzionale della norma sopra richiamata in relazione alle ulteriori disposizioni contenute nella L. n. 241/1990 ed in particolare con riferimento alla assenza dell’obbligo di comunicazione dell’avvio del procedimento di cui all’art. 7, che peraltro risulta incompatibile con la natura cautelare dell’atto (l’art. 7 limita la propria operatività “ove non sussistano ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze di celerità del procedimento”).
28) La regolarizzazione dei lavoratori ai fini della revoca della sospensione richiede sempre la verifica degli adempimenti relativi alla sorveglianza sanitaria e formazione e informazione? A prescindere dal settore nel cui ambito sono stati svolti gli accertamenti?
– quanto all’obbligo informativo: lo stesso dovrà essere comprovato attraverso esibizione di idonea documentazione (es. dichiarazione controfirmata dal lavoratore interessato).