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Timestamp: 2017-09-23 18:15:17+00:00
Document Index: 5434105

Matched Legal Cases: ['art. 126', 'art. 180', 'art. 126', 'sentenza ', 'art. 22', 'art. 126', 'art. 126', 'art. 180', 'art. 142', 'art. 126', 'sentenza ', 'art. 126', 'art. 126', 'art. 180', 'art. 44', 'art. 126', 'art. 196', 'art. 44', 'art. 126']

Sentenza 5 luglio 2006 del Giudice di Pace di Mesagne (BR), concernente violazione al codice della strada artt. 126 bis - 180 (omessa comunicazione dei dati del conducente). A cura di Stefano Bardaro
Sentenza 5 luglio 2006 del Giudice di Pace di Mesagne (BR), concernente violazione al codice della strada artt. 126 bis – 180 (omessa comunicazione dei dati del conducente). A cura di Stefano Bardaro
Con la pronuncia in epigrafe, il Giudice di Pace di Mesagne, anticipando l’intervento legislativo sulla questione di diritto sottesa alla decisione in esame[1] risolutivo della diatriba dottrinale concernente l’applicabilità dell’art. 126 bis, comma 2, C.d.S. anche alle persone fisiche, esclude che, in capo a quest’ultime, la mancata comunicazione dei dati del conducente comporti l’irrogazione della sanzione pecuniaria amministrativa prevista dall’art. 180, comma 8, C.d.S. Il Giudice di merito ritiene che in forza di interpretazione letterale del disposto normativo di cui all’art. 126 bis, comma 2, C.d.S. così come reinterpretato alla luce di una recente pronuncia della Corte delle Leggi (Corte costituzionale, sentenza 24 gennaio 2005 n. 27)[2] la sanzione de qua sia applicabile unicamente alle persone giuridiche. Consegue, pertanto, per il principio nullum crimen sine lege – in forza del quale nessuno può essere assoggettato a sanzioni amministrative se non in forza di una legge vigente – l’illegittimità e l’annullamento dei verbali emessi dall’Autorità procedente in danno delle persone fisiche. Tale corretta interpretazione – in riferimento al tempus commissi delicti – non potrà farsi valere nei giudizi di opposizione ai verbali di accertamento elevati dall’Autorità amministrativa procedente relativamente ad un’infrazione commessa a partire dal 4 ottobre 2006; potrà continuare, a contrario, ad eccepirsi efficacemente nei ricorsi promossi avverso verbali di accertamento concernenti infrazioni commesse sino al 3 ottobre 2006. Quindi, a sommesso avviso di chi scrive, prima di proporre ricorso ex art. 22 Legge n. 689/81 avverso sanzione amministrativa elevata ai sensi dell’art. 126 bis C.d.S., è importante valutare se il momento consumativo[3] dell’illecito amministrativo sia anteriore o posteriore al 04 ottobre 2006 (data di entrata in vigore del citato D.L. 262/2006, successivamente convertito in Legge 286/2006).
La Polizia Municipale di Mesagne contestava a Tizio la violazione dell’art. 126 bis, comma 2, C.d.S., con sanzione prevista dall’art. 180, comma 8, C.d.S., poiché nella qualità di proprietario del veicolo ometteva di fornire i dati personali e della patente di guida del conducente al momento della commessa violazione. Tale obbligo discendeva da un precedente verbale elevato a Tizio per violazione dell’art. 142, comma 8, C.d.S. e nel quale si leggeva che la mancata comunicazione dei dati del conducente nel termine di 30 gg. avrebbe comportato l’irrogazione della sanzione prevista dall’art. 126 bis, comma 2, C.d.S.
Tizio proponeva ricorso eccependo l’illegittimità e l’inapplicabilità della sanzione irrogata; che ad ogni modo, l’oblazione della sanzione prevista confermava implicitamente la sua colpevolezza e che pertanto alcuna comunicazione era dovuta all’Autorità procedente. Il Giudice accoglieva il ricorso per i motivi di cui in sentenza.
…, residente in …, rappresentato e difeso, in virtù di procura stesa a margine del ricorso, dall’Avv…., ed entrambi elettivamente domiciliati, ai fini del presente giudizio, in Mesagne, presso lo studio dell’Avv. …
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 27 del 24.01.2005, ha dichiarato “….l’art. 126 bis, co. 2, del codice della strada, nella parte in cui assoggetta il proprietario del veicolo alla decurtazione dei punti della patente quando ometta di comunicare all’Autorità amministrativa procedente le generalità del conducente che abbia commesso l’infrazione alle regole della circolazione stradale, deve essere dichiarato costituzionalmente illegittimo”.
Al momento va, quindi, interpretato l’art. 126 bis C.d.S. nel testo originario, laddove, a seguito della citata sentenza, nel caso in cui non sia stato identificato il responsabile, a carico del proprietario persona fisica, non è prevista alcuna decurtazione di punti per la sua omissione di comunicare i dati richiesti, mentre la reticenza del proprietario – persona giuridica – è punita con la sanzione ex art. 180, co. 8.
Consegue, per il principio di legalità – nullum crimen sine lege ­nessuno può essere assoggettato a sanzioni amministrative se non in forza di una legge vigente – l’illegittimità e l’annullamento del provvedimento impugnato.
il verbale di contestazione di violazione di norme del Codice della Strada n…. – Prot. nr. …, elevato in data 29 marzo 2006 dalla Polizia Municipale di Mesagne nei confronti del ricorrente e notificatogli il 10 aprile successivo, nonché tutti gli atti dal verbale medesimo dipendenti;
[1] L’art. 44 D.L. 3 ottobre 2006, n. 262, convertito in legge 24 novembre 2006, n. 286, ha modificato l’art. 126 bis, comma 2, C.d.S. puntualizzato che il proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido ai sensi dell’art. 196, sia esso persona fisica o giuridica che ometta, senza giustificato e documentato motivo, di fornire i dati del conducente il veicolo al momento della commessa violazione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 250 a 1000. Si badi bene che a seguito di tale intervento normativo, i verbali elevati a partire dal 4 ottobre 2006 dall’Autorità amministrativa in danno di persone fisiche saranno legittimi e produttivi di ogni effetto di legge.
[2] Per un approfondimento sul punto si veda L. BARDARO, Codice della strada: omissione comunicazione delle generalità e competenza, in www.altalex.com, 10 agosto 2006; R. AMOROSO, Omessa indicazione del nome del conducente: la competenza per l’opposizione, in www.altalex.com, 11 settembre 2006.
[3] L’illecito si consuma con lo spirare del 60° giorno, giusta modifica prevista dall’art. 44 D.L. 3 ottobre 2006, n. 262, decorrente dalla notifica del primo verbale – contenente l’avvertimento che la mancata comunicazione dei dati del conducente, entro il termine stabilito, comporta l’irrogazione, con altro verbale, della sanzione prevista dall’art. 126 bis, comma 2, C.d.S. – se l’autore della violazione non fornisce alcuna comunicazione all’Autorità procedente.