Source: https://it.vlex.com/vid/n-197-ordinanza-atto-758244153
Timestamp: 2020-05-30 16:26:33+00:00
Document Index: 123856811

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 3', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 4']

n. 197 ORDINANZA (Atto di promovimento) 29 giugno 2018 - - 23 Gennaio 2019 - Gazzetta Ufficiale - Legislazione - VLEX 758244153
IL CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA per la Regione Siciliana In sede giurisdizionale ha pronunciato la presente ordinanza sul ricorso numero di registro generale 977 del 2017, proposto da: Antonino Valenti, rappresentato e difeso dagli avvocati Giovanni Immordino e Giuseppe Immordino, con domicilio eletto presso il loro studio in Palermo, viale Liberta', 171;
contro Fabrizio Brancato, non costituito in giudizio;
nei confronti Comune di Palermo, in persona del sindaco pro tempore, non costituito in giudizio;
per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale Sicilia - Palermo: sezione I n. 2685/2017, resa tra le parti, concernente l'annullamento del verbale dell'ufficio centrale elettorale per l'elezione del Presidente di Circoscrizione e del Consiglio circoscrizionale della I Circoscrizione e dei consiglieri della I circoscrizione (Tribunali Castellammare Palazzo Reale - Monte di Pieta') del Comune di Palermo dell'11 giugno/5 luglio 2017, nonche' dell'atto di proclamazione degli eletti al Consiglio circoscrizionale nella parte in cui non contempla tra gli eletti il ricorrente in prime cure;
e per la conseguente correzione dei risultati elettorali e del verbale dell'ufficio centrale e per la proclamazione dell'odierno appellato alla carica di consigliere circoscrizionale della I Circoscrizione del Comune di Palermo in sostituzione del proclamato eletto Valenti Antonino. Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 25 maggio 2018 il cons. Hadrian Simonetti, uditi per la parte appellante gli avvocati Giovanni Immordino e Giuseppe Immordino;
Il signor Fabrizio Brancato si e' candidato alle elezioni dell'11 giugno 2017 a consigliere della I circoscrizione del Comune di Palermo, con la lista «SX Sinistra Comune», collegata al candidato presidente Massimo Castiglia, risultato vincitore. Avendo riportato 131 voti di preferenza e una cifra individuale di 922, non e' stato eletto, essendo stato assegnato l'unico seggio spettante alla lista «SX Sinistra Comune» alla candidata Tiziana Venturella che ha riportato 143 voti di preferenza e una cifra individuale di 934. 2. Con ricorso al Tribunale amministrativo regionale ha chiesto l'annullamento, e la correzione dei risultati con conseguente propria proclamazione tra gli eletti, del verbale dell'ufficio centrale elettorale del Comune di Palermo del 5 luglio 2017 e degli atti connessi, con cui sono stati proclamati eletti il presidente e i consiglieri della I circoscrizione, deducendo che l'ufficio centrale sarebbe incorso in un grave errore nelle operazioni di riparto dei seggi, laddove ha individuato in otto anziche' in nove il numero di consiglieri da eleggere. Sulla base di questa premessa ha articolato due motivi di illegittimita' con cui lamenta la violazione degli articoli 4 e 4-ter della legge regionale n. 35/1997, 3 della legge regionale n. 17/2016 e 5 della legge regionale n. 11/2015, nonche' l'eccesso di potere sotto vari profili. Sostiene, nell'insieme, che l'ufficio elettorale sarebbe incorso nell'errore di non detrarre il seggio assegnato al candidato presidente non eletto avente numero d'ordine n. 1 (Salvatore Imperiale) dai seggi assegnati al gruppo di liste allo stesso collegate, e che tale scelta avrebbe provocato un'applicazione distorta ed illogica della disciplina regionale, a meno di non predicarne l'incostituzionalita' per contrasto con gli articoli 1, comma 1, 2, 3 e 48, comma 2. 3. Il Tribunale amministrativo regionale ha accolto il ricorso sul presupposto che, per effetto dell'art. 3, comma 3, della legge regionale n. 17/2016, sia applicabile all'elezione per i consigli circoscrizionali l'intero art. 4 della legge regionale n. 35/1997 dettato per l'elezione del Consiglio comunale, compresa la previsione di cui al comma 3-ter (inserita nel 2016) ove si prevede che, sempre nelle elezioni comunali, il seggio attribuito al candidato sindaco non eletto piu' votato debba essere detratto da quelli assegnati alle liste allo stesso collegate. Il giudice di primo grado ha motivato tale soluzione esegetica anche sulla base di una interpretazione finalistica della normativa elettorale, ritenuta piu' rispettosa dei principi di rappresentativita' delle istituzioni e di uguaglianza del voto. 4. Avverso la sentenza l'originario eletto, con la lista «Coraggiosi Palermo», Antonino Valenti, ha proposto il presente appello, lamentandone l'erroneita' per eccesso di potere giurisdizionale e per violazione dell'art. 12 delle preleggi al codice civile, essendo, a suo avviso, il Tribunale amministrativo regionale pervenuto a tale decisione nonostante che l'interpretazione formale-letterale della normativa applicabile escludesse un simile esito. La difesa appellante, attraverso un unico articolato motivo di appello, sostiene infatti che alle elezioni per il Consiglio circoscrizionale non si applicherebbe il comma 3-ter dell'art. 4 della legge regionale n. 35/1997 ed il meccanismo da esso previsto. Ne' l'applicabilita' di siffatta previsione potrebbe ricavarsi in via interpretativa, data la distinzione, di ratio e di funzioni, tra le circoscrizioni e il comune, retti da sistemi elettorali diversi, imperniati, nel primo caso sul principio della partecipazione, nel secondo su quello della governabilita'. 5. Nessuno si e' costituito per le altre parti e, all'udienza pubblica del 25 maggio 2018, la causa e' passata in decisione. 6. Il Collegio reputa utile chiarire come, per effetto del modo di procedere dell'ufficio elettorale qui in contestazione, nella I circoscrizione del Comune di Palermo le liste di maggioranza e quelle delle (diverse) opposizioni hanno avuto riconosciuti rispettivamente cinque seggi, a fronte di una cifra elettorale pari in un caso a 3.448 e nell'altro a 2.935, con una differenza quindi all'incirca di 500 voti. Tale risultato di parita' si raggiunge ove si conteggi tra i cinque seggi spettanti alle liste di maggioranza anche...