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Timestamp: 2018-11-13 16:59:30+00:00
Document Index: 8365635

Matched Legal Cases: ['art. 81', 'art. 671', 'art. 673', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 73', 'sentenza ', 'art. 188', 'art. 164', 'sentenza\n', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.47', 'art. 106', 'art. 47', 'art. 106']

Processo Penale e Giustizia - esecuzione e ordimanento penitenziario
Giudice dell'esecuzione- concorso formale e reato continuato- riconoscimento della continuazione- rideterminazione della pena- condizioni - limiti
Le Sezioni Unite Penali della Corte di cassazione hanno affermato che in tema di applicazione della continuazione in sede esecutiva il giudice è tenuto, nella determinazione della pena, al rispetto del limite del triplo della pena stabilita per la violazione più grave previsto dall'art. 81, comma 2, cod. pen. e di quello fissato dall'art. 671, comma 2, cod. proc. pen., costituito dalla somma delle pene inflitte con ciascuna delle decisioni irrevocabili considerate.
Riconoscimento della continuazione - reati satelliti già giudicati - aumento di pena maggiore rispetto a quello stabilito dal giudice della cognizione - esclusione
Giudice dell'esecuzione - abolitio criminis - rilevabilità - condizioni - limiti
Il giudice dell'esecuzione può revocare, ai sensi dell'art. 673 c.p.p., una sentenza di condanna pronunciata dopo l'entrata in vigore della legge che ha abrogato la norma incriminatrice, allorchè l'evenienza dell'abolitio criminis non sia stata rilevata dal giudice della cognizione.
Illegalità della pena- stupefacenti- condotte relative a droghe leggere- rideterminazione della pena- esecuzione- legittimità - modalità
Le Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione hanno affermato i seguenti principi di diritto:
- "La pena applicata con la sentenza di patteggiamento avente ad oggetto uno o più delitti previsti dall'art. 73 d.P.R. 309 del 1990, relativi alle droghe c.d. leggere, divenuta irrevocabile prima della sentenza n. 32 del 2014 della Corte costituzionale, può essere rideterminata in sede di esecuzione in quanto pena illegale";
- "La rideterminazione avviene ad iniziativa delle parti, con le modalità di cui al procedimento previsto dall'art. 188 disp. att. cod. proc. pen., sottoponendo al giudice dell'esecuzione una nuova pena su cui è stato raggiunto l'accordo";
- "In caso di mancato accordo o di pena concordata ritenuta non congrua il giudice dell'esecuzione provvede autonomamente alla rideterminazione della pena ai sensi degli artt. 132 e 133 cod. pen.".
Giudice dell'esecuzione - revoca della sospensione condizionale della pena - ammissibilità - limiti
Secondo le Sezioni Unite, il giudice dell'esecuzione può revocare la sospensione condizionale della pena, concessa in violazione dell'art. 164, comma 4 c.p., in presenza di cause ostative, salvo che tali cause fossero già documentalmente note al giudice della cognizione.
Sezioni Unite, 12 febbraio 2015, n. 6240
Applicazione pena "contra legem"- giudicato- rilevabilità- giudice dell'esecuzione
La Suprema Corte ha stabilito che l'applicazione di una pena accessoria extra o contra legem da parte del giudice della cognizione può essere rilevata, anche dopo il passaggio in giudicato della sentenza, dal giudice dell'esecuzione, purché essa sia determinata per legge (o determinabile, senza alcuna discrezionalità) nella specie e nella durata, e non derivi da un errore valutativo del giudice della cognizione.
Sezioni Unite, 5 gennaio 2015, n. 2
Esecuzione della pena- revoca dell'indulto- decorrenza del termine di estinzione- irrevocabilità della sentenza
Le Sezioni Unite hanno stabilito che nel caso in cui l'esecuzione della pena sia subordinata alla revoca dell'indulto, il termine di prescrizione della pena decorre dalla data d'irrevocabilità della sentenza di condanna, quale presupposto della revoca del beneficio.
Sezioni Unite, 7 maggio 2014, n. 18821
Poteri del giudice dell'esecuzione - giudicato di condanna- pena dell'ergastolo- sostituzione della pena
Le Sezioni Unite, alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 210 del 2013, hanno affermato che il giudice della esecuzione, in attuazione dei principi dettati dalla Corte EDU con sentenza 17 settembre 2009, Scoppola c. Italia, può sostituire la pena dell'ergastolo, inflitta all'esito del giudizio abbreviato, con la pena di anni trenta di reclusione in tal modo modificando il giudicato con l'applicazione della legge più favorevole.
Sezioni Unite, 15 febbraio 2012, n. 5859
Misure alternative alla detenzione - affidamento in prova al servizio sociale con esito positivo- art.47 comma 12 ord. pen. – effetti ai fini della recidiva – estinzione ex art. 106 comma 2 c.p.
L' estinzione della pena e di ogni effetto penale collegata dall'art. 47 comma 12 ord. pen. all'esito positivo dell'affidamento in prova al servizio sociale comporta che delle condanne relative non possa tenersi conto agli effetti della recidiva, discendendo tale conseguenza dalla previsione dell'art. 106 c.p.