Source: https://www.studiolegalepascotto.it/2019/07/
Timestamp: 2020-01-21 16:59:09+00:00
Document Index: 3748211

Matched Legal Cases: ['art. 57', 'sentenza ', 'art. 572', 'sentenza ', 'art. 583', 'art. 612', 'art. 558', 'art. 387']

Luglio 2019 - Studio Legale Pascotto
Cassazione: mangiare a scuola il pasto portato da casa non è un diritto soggettivo https://www.studiolegalepascotto.it/static/images/empty/thumbnail.jpg 150 150 Graziella Pascotto Graziella Pascotto https://secure.gravatar.com/avatar/e32f1fdcbf37791c58adc8ffc50f558f?s=96&d=mm&r=g Luglio 31, 2019 Luglio 31, 2019
Cassazione: mangiare a scuola il pasto portato da casa non è un diritto soggettivo
Non esiste un «diritto soggettivo» a mangiare il panino portato da casa «nell’orario della mensa e nei locali scolastici» e la gestione del servizio di refezione è rimesso «all’autonomia organizzativa» delle scuole.
Lo hanno stabilito le Sezioni Unite della Cassazione (n. 20504 depositata il 30.7.2019), accogliendo il ricorso del Comune di Torino, ribaltando una pronuncia favorevole ai genitori degli alunni che preferivano alla mensa il pasto portato da casa.
«L’istituzione scolastica – sottolineano le Sezioni Unite della Cassazione, dando ragione a Comune e Ministero sulla libertà delle scuole di organizzare il servizio mensa – non è un luogo dove si esercitano liberamente i diritti individuali degli alunni nè il rapporto con l’utenza è connotato in termini meramente negoziali, ma piuttosto è un luogo dove lo sviluppo della personalità dei singoli alunni e la valorizzazione delle diversità individuali devono realizzarsi nei limiti di compatibilità con gli interessi degli altri alunni e della comunità».
La questione posta «non è comparabile», come sostenuto dai genitori, con la scelta di non avvalersi dell’insegnamento della religione.
Il principio di diritto formulato dalla Corte è il seguente: «un diritto soggettivo e incondizionato all’autorefezione individuale, nell’orario della mensa e nei locali scolastici, non è configurabile» e i genitori degli alunni non possono rivolgersi al giudice per «influire sulle scelte riguardanti le modalità di gestione del servizio mensa, rimesse all’autonomia organizzativa» delle scuole.
https://www.ilsole24ore.com/art/la-cassazione-niente-panino-casa-mense-scolastiche-AC3hh7b
A Saonara multa salata per chi bestemmia in pubblico https://www.studiolegalepascotto.it/static/images/empty/thumbnail.jpg 150 150 Graziella Pascotto Graziella Pascotto https://secure.gravatar.com/avatar/e32f1fdcbf37791c58adc8ffc50f558f?s=96&d=mm&r=g Luglio 30, 2019 Luglio 30, 2019
A Saonara multa salata per chi bestemmia in pubblico
Il nuovo regolamento di polizia urbana del Comune di Saonara, in provincia di Padova, contiene una norma che colpisce i bestemmiatori: chiunque verrà sorpreso in luoghi pubblici a bestemmiare contro qualsiasi religione pagherà una multa di €400,00.
L’occasione data dalla recente notizia è utile per ricordare che in Italia la bestemmia in pubblico ha rappresentato un comportamento penalmente rilevante sino al 30.12.1999 quando è entrato in vigore il D.L. n. 55/1999 (art. 57) che ha depenalizzato tale condotta.
Oggi chi bestemmia Dio in pubblico rischia quindi solo una sanzione amministrativa che va da un minimo di € 51 a un massimo di €309. La giurisprudenza ha parificato ai luoghi pubblici anche i social network come Facebook e Instagram.
La disposizione non vale per chi bestemmia la Madonna, i Santi o i profeti. In tal caso, infatti, non si realizza nemmeno l’illecito amministrativo, dunque non sono previste sanzioni.
https://corrieredelveneto.corriere.it/padova/cronaca/19_luglio_26/lotta-bestemmie-parcochi-dice-paga-400-euro-a4cbde48-af64-11e9-a3f3-0a51cf923d85.shtml
Tripadvisor multata: non può vantare recensioni “vere e autentiche” https://www.studiolegalepascotto.it/static/images/empty/thumbnail.jpg 150 150 Graziella Pascotto Graziella Pascotto https://secure.gravatar.com/avatar/e32f1fdcbf37791c58adc8ffc50f558f?s=96&d=mm&r=g Luglio 25, 2019 Luglio 25, 2019
Tripadvisor multata: non può vantare recensioni “vere e autentiche”
Il Consiglio di Stato con la decisione n. 4976 del 15.7.2019 ha multato per € 100.000,00 il portale Tripadvisor.
Ha ritenuto legittima la sanzione (che ha ridotto negli importi) già adottata dall’Autorità Garante della Concorrenza del mercato nel 2014 in seguito ad alcune recensioni palesemente non veritiere perché riferite a strutture non più attive, o perché riconducibili a un profilo di evidente fantasia o perché riferite ad un periodo in cui la struttura interessata era stata chiusa.
Il motivo è il non poter garantire la veridicità delle recensioni pubblicate dagli utenti. Più precisamente non poter assicurare che siano “vere e autentiche”, delle quali le persone si possano fidare.
Il giudizio ha riguardato, in particolare, alcuni claim di Tripadvisor, che sono stati ritenuti “idonei a ingenerare in un utente medio di internet il falso convincimento dell’attendibilità e della genuinità delle recensioni pubblicate”.
https://www.corriere.it/economia/consumi/19_luglio_18/tripadvisor-multa-consiglio-stato-recensioni-false-non-veritiere-290a8482-a940-11e9-abac-9e8ff837917d.shtml
Gelosia ossessiva del partner e reato di maltrattamenti in famiglia https://www.studiolegalepascotto.it/static/images/empty/thumbnail.jpg 150 150 Graziella Pascotto Graziella Pascotto https://secure.gravatar.com/avatar/e32f1fdcbf37791c58adc8ffc50f558f?s=96&d=mm&r=g Luglio 23, 2019 Luglio 23, 2019
Gelosia ossessiva del partner e reato di maltrattamenti in famiglia
Per la Corte di Cassazione (sentenza n. 32781 pubblicata ieri) la gelosia morbosa e prevaricante integra il reato di maltrattamenti in famiglia ex art. 572 c.p.
Nel caso di specie, un uomo era arrivato a pretendere continue videochiamate dalla convivente per avere la certezza che non stesse con un amante; la controllava col Gps e telecamere nascoste; sottoponeva la donna a interrogatori notturni oltre che a ispezioni personali. Il tutto coinvolgendo le figlie minori della coppia.
Secondo la Cassazione dunque per configurare il reato di maltrattamenti in famiglia non serve la violenza fisica; bastano le minacce e comunque una condotta articolata che impone alla vittima un regime di vita mortificante.
La gelosia non è un’esimente delle manie persecutorie poste in essere che anzi caratterizzano il reato perché denotano violazione della privacy e scarsa considerazione del partner con i controlli sulla vita sociale, personale e intima della convivente.
https://www.studiocataldi.it/articoli/35402-cassazione-la-gelosia-ossessiva-e-reato.asp
Il valore probatorio di sms, email e whatsapp https://www.studiolegalepascotto.it/static/images/empty/thumbnail.jpg 150 150 Graziella Pascotto Graziella Pascotto https://secure.gravatar.com/avatar/e32f1fdcbf37791c58adc8ffc50f558f?s=96&d=mm&r=g Luglio 22, 2019 Luglio 22, 2019
Il valore probatorio di sms, email e whatsapp
Una recente decisione della Corte di Cassazione (n. 19155 pubblicata il 17.7.2019) ha dato pieno valore di prova in giudizio anche agli sms e ai messaggi email (rientranti nelle riproduzioni meccaniche dell’articolo 2712 del Codice civile), per i fatti in essi rappresentati.
ll caso deciso è quello di un padre che aveva negato all’ex moglie il contributo per la retta dell’asilo nido del figlio per non aver mai autorizzato la spesa, circostanza, invece, sconfessata da un suo precedente sms con cui aderiva alla scelta.
Sms ed email, si legge nella sentenza, possono sempre essere disconosciuti dalla controparte attraverso la contestazione: per questa sono necessari elementi chiari, espliciti e bene argomentati atti a dimostrare la non conformità tra gli sms/email e la realtà.
Rammento che sempre la Cassazione, con la sentenza n. 49016 del 2017, ha stabilito che le conversazioni contenute nelle chat di Whatsapp hanno valore di prova legale in giudizio ma per la loro utilizzabilità è necessaria l’acquisizione del supporto telematico dove è avvenuta la comunicazione, quindi del telefono.
La produzione di screenshot è possibile: deve essere stampato oppure allegato al fascicolo tramite chiavetta usb.
Quanto alla contestazione, richiede fondati motivi, ad esempio se manca una parte fondamentale del testo della conversazione, l’indicazione del mittente o la data.
https://www.studiocataldi.it/articoli/35363-cassazione-sms-e-e-mail-fanno-piena-prova-in-giudizio.asp
Il “Codice Rosso” contro la violenza sulle donne è legge https://www.studiolegalepascotto.it/static/images/empty/thumbnail.jpg 150 150 Graziella Pascotto Graziella Pascotto https://secure.gravatar.com/avatar/e32f1fdcbf37791c58adc8ffc50f558f?s=96&d=mm&r=g Luglio 18, 2019 Luglio 18, 2019
La legge impone alla polizia giudiziaria di comunicare al pubblico ministero le notizie di reato immediatamente anche in forma orale.
Garantisce il diritto della vittima di essere ascoltata dal magistrato entro 3 giorni dalla iscrizione della notizia di reato.
Per denunciare una violenza sessuale subita, una donna avrà fino a 12 mesi, anziché i 6 previsti fino a oggi.
Pene inasprite per i reati di maltrattamenti contro familiari o conviventi (ulteriormente aumentate se il fatto è commesso in presenza o in danno di minori, di donna in stato di gravidanza o di persona con disabilità o se il fatto è commesso con armi), di stalking, di violenza sessuale.
Introdotti 4 nuovi reati:
– deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso (nuovo art. 583-quinquies c.p.);
-diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate (c.d. Revenge porn, inserito all’art. 612-ter c.p. dopo il delitto di stalking);
-costrizione o induzione al matrimonio (art. 558-bis c.p.);
– violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa (art. 387-bis).
Previsti anche specifici corsi di formazione per il personale delle forze dell’ordine riguardanti la prevenzione ma anche il perseguimento dei reati in questione, così come il sostegno economico agli orfani di femminicidio.
Criticabile la prevista possibilità per il condannato di un reato sessuale di ottenere la sospensione condizionale della pena nel caso in cui partecipi a specifici percorsi di recupero.
http://www.quotidianogiuridico.it/documents/2019/07/18/il-codice-rosso-a-tutela-delle-vittime-di-violenza-domestica-e-di-genere-e-legge