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Timestamp: 2020-05-27 04:07:21+00:00
Document Index: 167511719

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 33', 'art. 69', 'sentenza ', 'art. 33', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 33', 'sentenza ', 'art. 33']

Sentenza Cassazione Civile n. 23235 del 18/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23235 del 18/09/2019
Cassazione civile sez. trib., 18/09/2019, (ud. 04/07/2019, dep. 18/09/2019), n.23235
sul ricorso 27560/2014 proposto da:
La Immobiliare Nuovo Habitat s.r.l., con sede in Ancona, al Viale
della Vittoria n. 60 (P.IVA: (OMISSIS)), in persona del legale
rappresentante pro tempore P.F., rappresentata e
difesa dall’Avv. Enrico Maria Stramigioli e presso il suo studio
avverso la sentenza n. 139/02/2014 emessa dalla CTR Marche in data
Con avviso di liquidazione del 5 maggio 2009, l’Agenzia delle Entrate ufficio di Ancona procedeva – a seguito della dichiarata decadenza del beneficio agevolativo al recupero dell’imposta di registro nella misura dell’8%, ipotecarie in quella del 2% e catastali nella percentuale dell’1%, a carico della ditta IMMOBILIARE NUOVO HABITAT s.r.l., la quale non aveva proceduto, entro il termine quinquennale dall’atto di acquisto, alla edificazione dell’area oggetto di compravendita, avendo fruito delle agevolazioni previste dalla L. n. 388 del 2000, art. 33, comma 3.
La società IMMOBILIARE NUOVO HABITAT ricorreva in primo grado con atto del 9 luglio 2009, chiedendo l’annullamento dell’avviso di liquidazione e di irrogazione delle sanzioni, anche in relazione alla mancata comunicazione ai sensi del D.P.R. n. 131 del 1986, ex art. 69, in quanto, prima della realizzazione delle opere di costruzione, la ditta aveva eseguito opere di bonifica idrogeologica delle aree, prescritte dall’Autorità amministrativa (Comune di Ancona e Provincia di Ancona) nel 2004 a carico del Consorzio di urbanizzazione del nuovo insediamento residenziale in Ancona denominato (OMISSIS), cui partecipava anche la ricorrente, per una spesa complessiva di un milione di Euro.
La ricorrente lamentava che l’ufficio impositore non avesse tenuto conto di questa situazione e avesse interpretato l’espressione “utilizzazione edificatoria” come realizzazione del manufatto, ritenendo sussistente – inoltre – una causa di forza maggiore.
Si costituiva in primo grado l’ufficio impositore, deducendo che le norme agevolative non avrebbero potuto prevedere il caso di forza maggiore e che, in ogni caso, le opere di bonifica sarebbero già state prevedibili all’atto dell’acquisto.
Con sentenza n. 42/1/10 del 4 novembre 2009, la Commissione Tributaria di Ancona stabiliva che il ricorso era fondato, in quanto il concetto di “utilizzazione edificatoria”, evocato dalla L. n. 388 del 2000, art. 33, comma 3, non era necessariamente da ricondurre alla realizzazione di un rustico comprensivo delle mura perimetrali delle singole unità con copertura ultimata, essendo nel caso specifico invece sufficiente, ai fini del rispetto della disposizione agevolativa, aver realizzato le opere e gli interventi di bonifica idrogeologica richiesti dall’autorità amministrativa al fine di ottenere il rilascio del permesso di costruire. Tali interventi sarebbero stati, secondo il giudice di primo grado, imprescindibili e, in guanto tali, avrebbero soddisfatto quel concetto di “utilizzazione edificatoria” richiesto dalla norma agevolativa.
Avverso la detta sentenza proponeva appello l’Ufficio con atto del 24 maggio 2010, deducendo, tra l’altro, che per utilizzazione edificatoria non ci si poteva riferire altro che ad attività di realizzazione di un manufatto, dovendosi almeno realizzare il rustico completo di copertura, non potendosi all’uopo ritenere sufficiente l’esecuzione delle opere prodromiche alla realizzazione dell’edificio, come nel caso di specie.
Lamentava altresì che il giudice di primo grado non aveva valorizzato l’inesistenza di cause di forza maggiore.
Si costituiva in appello la IMMOBILIARE NUOVO HABITAT s.r.l. con atto del 15 luglio 2010, chiedendo il rigetto del gravame per aver effettivamente realizzato le opere di trasformazione del territorio che avrebbero concretato quella utilizzazione edificatoria richiesta dalla legge per l’accesso ai benefici fiscali.
In ordine alla contestata illegittimità dell’avviso di liquidazione impugnato per sussistenza dell’esimente della causa di forza maggiore, sottolineava che le circostanze poi verificatesi erano imprevedibili al momento dell’acquisizione del titolo abilitativo e, comunque, indipendenti dalla sua volontà, derivando, per l’effetto, il mancato avveramento della condizione da fatti sopravvenuti e non riconducibili all’acquirente sotto il profilo soggettivo.
Invocava, infine, l’applicabilità del D.Lgs. n. 472 del 1997, art. 6, comma 2, per le obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull’ambito di applicazione delle disposizioni di riferimento.
1) premesso che la norma agevolativa è di stretta interpretazione e non può avere applicazione analogica, se non nei casi espressamente previsti dalla legge, il beneficio dell’assoggettamento all’imposta di registro in misura agevolata, previsto dalla L. n. 388 del 2000, art. 33, comma 3, per trasferimenti di immobili, è condizionato all’utilizzazione edificatoria ad opera delle stesso soggetto acquirente, entro cinque anni dall’acquisto e la norma agevolativa sarebbe sospetta di incostituzionalità se il predetto beneficio potesse essere ricollegato alla tempestività dell’attività edificatoria di un successivo acquirente;
2) l’utilizzazione edificatoria nel quinquennio implica che si sia verificato l’effettivo inizio dei lavori sulla base del permesso a costruire;
3) l’attività richiesta per fruire dei benefici in questione non può essere limitata alla realizzazione delle sole opere di urbanizzazione quand’anche oggetto di convenzione di lottizzazione -, bensì va estesa alla costruzione di un edificio;
4) il riferimento all’esistenza di un edificio è posto con riguardo agli elementi strutturali dell’opera realizzata, che devono sussistere affinchè si possa ritenere, nel quinquennio, realizzata l’utilizzazione edificatoria;
5) nel caso di specie entro il quinquennio non erano iniziati lavori di costruzione di un edificio, come da verbale di sopralluogo dell’Agenzia del Territorio;
6) non sussistevano, infine, le condizioni per la mancata applicazione di sanzioni, difettando nella fattispecie il carattere di incertezza interpretativa o applicativa.
Per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso la “Immobiliare Nuovo Habitat” s.r.l., sulla base di due motivi illustrati con memoria. L’Agenzia delle Entrate ha resistito con controricorso.
In prossimità dell’udienza pubblica la ricorrente ha depositato memorie illustrative.
In particolare, ai sensi della L. n. 388 del 2000, art. 33, comma 3, il concetto di “utilizzazione edificatoria” consiste nella trasformazione dell’immobile per effetto della realizzazione di una nuova costruzione,, ed include anche l’ipotesi in cui sul terreno acquistato, e successivamente edificato, insista un manufatto ancora privo dei requisiti civilistici minimi per essere considerato edificio esistente, sebbene al grezzo o rustico (nella specie, privo di solaio, soffitta, copertura, muri perimetrali), in quanto il beneficio è volto sia ad agevolare lo sviluppo equilibrato del territorio sia a favorire direttamente, per i favorevoli riflessi economici anche collettivi, l’attività edificatoria di aree e lotti inutilizzati (Sez. 5, Sentenza n. 13423 del 30/06/2016).
E così deve escludersi la sufficienza della mera esecuzione di opere di urbanizzazione, attesa la necessità di costruire un nuovo edificio ovvero di demolire e ricostruire altro preesistente, poichè la ratio legis della disposizione è intesa ad incentivare l’attività “edificatoria” nei terreni compresi nei piani urbanistici particolareggiati (Sez. 6 – 5, Ordinanza n. 3449 del 14/02/2014).
La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al rimborso, in favore della resistente, delle spese del presente grado di giudizio, che liquida in complessivi Euro 3.500,00, oltre spese prenotate a debito.