Source: http://www.scribd.com/doc/35123188/Newsletter-T-P-N-38
Timestamp: 2015-07-02 22:31:27+00:00
Document Index: 76038668

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2391', 'art. 25', 'art. 7', 'art. 7', 'sentenza ']

P. 1Newsletter T&P N°38Newsletter T&P N°38Ratings: (0)|Views: 387|Likes: 3Published by Trifirò Partners AvvocatiNewsletter Trifirò & Partners Avvocati N°38 Luglio 2010Newsletter Trifirò & Partners Avvocati N°38 Luglio 2010More info:Categories:Types, Business/LawPublished by: Trifirò Partners Avvocati on Jul 30, 2010Copyright:Traditional Copyright: All rights reservedAvailability:Read on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.download as PDF or read online from ScribdFlag for inappropriate content|Add to collectionSee moreSee lesshttps://www.scribd.com/doc/35123188/Newsletter-T-P-N-3805/12/2014pdf T
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, dello
già trattato nellaprecedentenewsletter, poiché
il termine del 31 agosto per rilevare e valutare i rischi èstato rinviato al 31 dicembre 2010
: rinvio opportuno per la mancanza dichiarezza al riguardo.Nelle
“Nostre Sentenze” trattiamo di
licenziamenti, individuali e collettivi
, conun interessante caso, nella sentenza del mese, relativo alla questionedell’afﬁssione del codice disciplinare ritenuta non necessaria nel caso dilicenziamento per giusta causa
. Altri interessanti casi sono esposti nelle nostresentenze.Nell’ambito del
attuazione da parte della CONSOBdell’art. 2391 bis cod. civ. che ha lo scopo di garantire la maggior tuteladegli azionisti di minoranza e degli altri portatori di interessi
: un articolomolto interessante di cui consigliamo la lettura anche ai non addetti ai lavori.Segue la sezione
con interessanti casi relativi ad aspetti processuali.Il
“Punto su…” concerne
la disamina delle nuove disposizioniin materia dilavoro e previdenza per la stabilizzazione e la competitività introdotte dalD.Lgs. n. 78/2010 pubblicato lo scorso 31 maggio
. Vengono segnalate ledisposizioni maggiormente interessanti relative ai temi trattati nel provvedimentolegislativo.La sezione
chiudono come diconsueto lanewsletter.Buone vacanze, buona lettura e arrivederci al prossimo numero!
LE NOSTRE SENTENZE 3
CONTATTI13
NEWSLETTER T&P N°38 ANNO IV
A cura di Stefano Beretta e Luca D’Arco
STRESS SUL LAVORO: LA VALUTAZIONE SLITTA A FINE ANNO
Il termine del 31 agosto per rilevare e valutare il nuovo rischio da stress lavoro-correlato, sia per i datori di lavoro pubblico che per quelli del settore privato, slitta al 31 dicembre, a seguitodell'emendamento introdotto al comma 12 dell'articolo 8 del Dl 78/2010 dal Senato.
Occorre ricordare che il comma 1-bis), articolo 28 del D.Lgs. 81 del 2008 stabilisce che la valutazionedello stress lavoro-correlato deve essere effettuata nel rispetto delle indicazioni fornite dalla commissioneconsultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro ex articolo 6, comma 8, D.Lgs. 81/08, e che ilrelativo obbligo decorre dall'elaborazione delle predette indicazioni e comunque dal 1° agosto 2010. Oratutto è rinviato al 31 dicembre 2010. Abbiamo trattato diffusamente della questione nellascorsa newsletter, a cui si rimanda. Qui val la pena diprecisare che lo stress lavoro-correlato non deve essere confuso con il mobbing, che consiste in uncomportamento volutamente persecutorio, ripetuto per un apprezzabile periodo di tempo (6 mesi,secondo la giurisprudenza), allo speciﬁco scopo di indurre il dipendente alle dimissioni o comunque adestrometterlo dalla vita aziendale.
Il rischio da stress non è connesso ad un comportamento volutamente “stressante” e la suavalutazione è volta ad individuare le fonti che possono comportare infortuni o danni diretti alla salutenonché a cogliere i segnali che possono indicare la presenza di stress.
L’intento è quello di prevenire, ridurre o eliminare il problema migliorando, in tal modo, le condizioni disalute e sicurezza sul lavoro. Si tratta, quindi, di riconoscere nell'organizzazione del lavoro alcuni indicatoridi rischio che possono causare stress, quali:
orari di lavoro troppo lunghi
incertezza quanto alle mansioni e mancanza di formazione
posti di lavoro inadeguati, temperature elevate o basse, eccessivo rumore
In attesa delle indicazioni della commissione, i datori di lavoro avrebbero dovuto organizzarsi in proprio.Peraltro, il comitato, appositamente istituito all'interno della commissione, ha temporaneamente sospesol'attività, dopo che il Ministero del Lavoro ha espresso la necessità di approfondimenti nella materia.La materia è di particolare rilievo ed occorrono procedure certe che consentano interventi adeguati.Staremo a vedere quali saranno gli sviluppi.
L’AFFISSIONE DEL CODICE DISCIPLINARE NON È NECESSARIA LADDOVE ILLICENZIAMENTO SIA STATO INTIMATO PER VIOLAZIONI DEI DOVERIFONDAMENTALI CONNESSI AL RAPPORTO DI LAVORO OPPURE PER L’EVIDENTECONTRASTO CON LA COSCIENZA COMUNE E CON LE REGOLE FONDAMENTALIDEL VIVERE CIVILE
(Corte d’Appello di Palermo, 9 giugno 2010)
La Corte d’Appello di Palermo, rigettando un’eccezione di illegittimità del licenziamento permancata afﬁssione del codice disciplinare, ha affermato che l'afﬁssione non risultavanecessaria, trattandosi di comportamenti vietati per legge in quanto contrari agli obblighifondamentali caratterizzanti il rapporto lavorativo.Così statuendo, il Giudice d’Appello ha fatto corretta applicazione di principi più volteaffermati in giurisprudenza dalla Corte di Cassazione: in tema di sanzioni disciplinari,nell’ambito del rapporto di lavoro, il principio di tassatività degli illeciti non può essere intesonel senso rigoroso, imposto per gli illeciti penali dall’art. 25 Cost., comma 2, dovendosi,invece, distinguere tra gli illeciti relativi alla violazione di prescrizioni strettamente attinentiall’organizzazione aziendale, per lo più ignote alla collettività e quindi conoscibili solo seespressamente previste ed inserite, perciò, nel codice disciplinare da afﬁggere ai sensi dellaLegge n. 300 del 1970, art. 7, e quelli costituiti da comportamenti manifestamente contrariagli interessi dell’impresa o dei lavoratori, per i quali non è necessaria la speciﬁca inclusionenello stesso codice disciplinare, poiché, in questi ultimi casi, che possono legittimare ilrecesso del datore di lavoro per giusta causa o giustiﬁcato motivo soggettivo, il poteresanzionatorio deriva direttamente dalla legge ( ex multis
: 18 settembre 2009 n. 20270; Cass.23 agosto 2006 n. 18377; Cass. 25 settembre 2004 n. 19306; Cass. 1 settembre 2003 n.12735; Cass. 26 luglio 2002 n. 11108; Cass. 18 febbraio 1995 n. 1747; Cass. 18 giugno1996 n. 5583).In termini più generali, si è affermato che l’afﬁssione del codice disciplinare costituisce,dunque, requisito essenziale per la validità del licenziamento solo quando questo costituiscala sanzione per l’infrazione ad una disposizione corrispondente ad un’esigenza peculiaredell'azienda, non quando riguardi doveri previsti dalla legge, o comunque appartenenti alpatrimonio deontologico di qualsiasi persona onesta (Cass. 10 maggio 2010 n. 11250).Il licenziamento non è dunque viziato, per violazione dell’art. 7 legge n. 300/1970, anchequalora non sia dimostrata l’afﬁssione del codice disciplinare, nei casi in cui il lavoratore sisia reso autore di comportamenti rispetto ai quali l’illiceità della violazione, perinadempimento dei doveri fondamentali connessi al rapporto o per l’evidente contrasto conla coscienza comune e con le regole fondamentali del vivere civile, possa essere conosciutaed apprezzata dal dipendente senza bisogno di previo avviso, ossia ogniqualvolta ilcomportamento sanzionato sia immediatamente percepibile come illecito.
(Causa curata da Damiana Lesce)
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