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Timestamp: 2017-08-21 08:36:26+00:00
Document Index: 16293295

Matched Legal Cases: ['art. 56', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 182', 'art. 185', 'art. 182']

Combustione di scarti vegetali: per la Corte Costituzionale esula dalla normativa sui rifiuti e rientra nella materia "agricoltura"
E' consentita la combustione controllata sul luogo di produzione di materiale vegetale residuale naturale derivante da attivita' agricole o da attivita' di manutenzione di orti o giardini privati, effettuata secondo le normali pratiche e consuetudini.
Le attivita' di combustione controllata sul luogo di produzione dei materiali agricoli e vegetali indicati sopra, effettuata nel rispetto delle disposizioni di cui al presente articolo, non costituisce attivita' di gestione dei rifiuti o di combustione illecita.
Sono questi i due commi, primo e quarto, dell'art. 56 della legge Regione Veneto n. 11 del 2 aprile 2014, che sono stati impugnati, davanti alla Corte Costituzionale, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha ritenuto la materia, quella ambientale, di competenza esclusiva dello Stato.
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 38 depositata il 17 marzo 2015, ribadendo quanto gia' espresso con una precedenza sentenza (la n. 16 del 27 gennaio 2015), anche prima dell'introduzione del nuovo art. 182, comma 6-bis del codice ambientale da parte del D.L. n. 91/2014, convertito dalla L. n. 116/2014, il legislatore ha stabilito che «le attivita' di raggruppamento e abbruciamento in piccoli cumuli e in quantita' giornaliere non superiori a tre metri steri per ettaro dei materiali vegetali di cui all'articolo 185, comma 1, lettera f), effettuate nel luogo di produzione, costituiscono normali pratiche agricole consentite per il reimpiego dei materiali come sostanze concimanti o ammendanti, e non attivita' di gestione dei rifiuti».
Quindi, gia' l'art. 185, comma 1, lettera f), del codice dell'ambiente, pure anteriormente alla ricordata introduzione del comma 6-bis nell'art. 182, "consente di annoverare tra le attivita' escluse dall'ambito di applicazione della normativa sui rifiuti l'abbruciamento in loco dei residui vegetali, in quanto considerato ordinaria pratica applicata in agricoltura e nella selvicoltura" e che, quindi, il legislatore regionale puo' legittimamente intervenire sul punto, trattandosi di una disciplina che rientra nella materia «agricoltura», competenza di carattere residuale per le Regioni a statuto ordinario.