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Timestamp: 2018-03-19 20:18:17+00:00
Document Index: 149230861

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art.  2', 'art. 4', 'art.  1', 'art. 1', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 4', 'art. 39', 'art.\n2', 'art.  117']

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 4 marzo 2005: Modalita' per l'applicazione di disposizioni comunitarie in materia di commercializzazione delle uova, concernenti l'uso di particolari diciture, ai sensi del regolamento (CE) n. 2295/2003 | Edilone.it
<ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 3 maggio 2005
MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI – DECRETO 31 marzo 2005: Modifica dell’allegato IV del decreto ministeriale 31 gennaio 1996, concernente le misure di protezione contro l’introduzione e la diffusione nel territorio della Repubblica italiana di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali: recepimento della direttiva del Consiglio n. 2005/15/CE del 28 febbraio 2005>
MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI – DECRETO 4 marzo 2005: Modalita’ per l’applicazione di disposizioni comunitarie in materia di commercializzazione delle uova, concernenti l’uso di particolari diciture, ai sensi del regolamento (CE) n. 2295/2003
MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 4 marzo 2005: Modalita' per l'applicazione di disposizioni comunitarie in materia di commercializzazione delle uova, concernenti l'uso di particolari diciture, ai sensi del regolamento (CE) n. 2295/2003 della Commissione del 23 dicembre 2003 e del decreto legislativo del 29 luglio 2003, n. 267. (GU n. 108 del 11-5-2005)
Modalita’  per  l’applicazione di disposizioni comunitarie in materia
di  commercializzazione  delle uova, concernenti l’uso di particolari
diciture,   ai   sensi   del  regolamento  (CE)  n.  2295/2003  della
Commissione  del  23 dicembre  2003  e  del  decreto  legislativo del
29 luglio 2003, n. 267.
Visto  il  Regolamento (CEE) del Consiglio n. 1907/90 del 26 giugno
1990, relativo a talune norme di commercializzazione applicabili alle
uova,   da   ultimo  modificato  dal  Reg.  (CE)  n.  2052/2003,  del
17 novembre 2003;
Visto  il  Regolamento  (CE)  della  Commissione  n. 2295/2003, del
23 dicembre 2003 e successive modifiche;
Visto  il Regolamento (CEE) n. 2092/91 del Consiglio, del 24 giugno
1991, relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli
e  all’indicazione  di  tale  metodo  sui  prodotti  agricoli e sulle
Visto  il  decreto  legislativo n. 267, del 29 luglio 2003, recante
l’attuazione   delle   direttive   1999/74/CE  e  2002/4/CE,  per  la
protezione  delle  galline  ovaiole  e  la registrazione dei relativi
stabilimenti di allevamento;
Considerato  che  a norma dell’art. 1 della legge 3 maggio 1971, n.
419,  il  controllo sull’osservanza delle disposizioni concernenti la
commercializzazione   delle   uova   e’  esercitato  dall’Ispettorato
centrale  repressione  frodi del Ministero delle politiche agricole e
Considerato  che il Regolamento (CEE) del Consiglio n. 1907/90, del
26 giugno   1990   e   successive   modifiche  ha  reso  obbligatoria
l’indicazione  del  sistema  di  allevamento  sulle  uova  e relativi
Ritenuto   di  dover  stabilire,  tra  l’altro,  le  modalita’  per
autorizzare  i  centri  d’imballaggio delle uova ad usare le diciture
relative  all’origine delle uova, alla data di deposizione ed al tipo
di  alimentazione  somministrata  alle  galline  nonche’  i  relativi
criteri di controllo;
Considerato che occorre rivedere la normativa nazionale in funzione
delle  intervenute  modifiche  nella  regolamentazione comunitaria e,
conseguentemente, abrogare il decreto ministeriale 19 giugno 2002;
Sentita  la  Conferenza  permanente  per i rapporti tra lo Stato le
regioni  e  le province autonome nella adunanza del 16 dicembre 2004,
ai sensi dell’art. 2, comma 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997,
1.  Le  imprese  in possesso dell’autorizzazione a funzionare quali
centri  d’imballaggio  delle  uova,  rilasciata  ai sensi dell’art. 2
della  legge  3 maggio  1971, n. 419, devono apporre sugli imballaggi
delle  uova  della categoria «A», una delle sottostanti diciture atte
ad individuare il sistema di allevamento delle galline ovaiole:
sull’imballaggio (obbligatorie)
a) «Uova da allevamento all’aperto»;
2.   Fatte   salve   le   specifiche   disposizioni   previste  per
l’etichettatura  dei  prodotti  da  agricoltura  biologica, di cui al
Regolamento  (CEE)  n.  2092/91  del  Consiglio, le imprese di cui al
paragrafo  precedente possono apporre sulle uova della categoria «A»,
unitamente  al  codice  obbligatorio  distintivo del produttore e del
sistema  di  allevamento,  di  cui  all’art.  2,  una  delle seguenti
(obbligatorie)        (facoltative)
a) 1IT ……………….        «Aperto»
b) 2IT ……………….        «A terra»
c) 3IT ……………….        «Gabbia».
d) 0IT ……………….        «All.Bio»
Per apporre le predette diciture sugli imballaggi e sulle uova, gli
allevatori  devono  attenersi  al  rispetto  dei  requisiti minimi in
allevamento   indicati   nell’allegato   III   del  regolamento  (CE)
2295/2003.
1.  I detentori di galline ovaiole devono ottenere la registrazione
dell’allevamento   ed  il  rilascio  del  codice  identificativo  del
produttore  e  del  sistema  di allevamento delle ovaiole, secondo le
modalita’  prescritte dal decreto legislativo 29 luglio 2003, n. 267.
Soltanto  questi  produttori,  nei cui allevamenti sono soddisfatti i
requisiti  minimi  per  la protezione delle galline ovaiole stabiliti
nell’allegato  III  del  Reg.  (CE)  2295/2003, nonche’ nel su citato
decreto legislativo, attuazione della direttiva 1999/74/CE richiamata
nel medesimo allegato III, possono fornire ai centri d’imballaggio le
uova  sulle  quali  apporre  le  prescritte  diciture.  A partire dal
1° luglio  2005,  anche i piccoli produttori che allevano meno di 350
galline   ovaiole   e   che,  quindi,  non  ricadono  nell’ambito  di
applicazione  del  predetto decreto legislativo, per poter vendere le
uova  sui  mercati locali devono rispettare i requisiti minimi per il
benessere  delle  ovaiole  di cui alla vigente normativa ed essere in
possesso del codice identificativo.
2.  Per  il rilascio del codice identificativo dell’allevamento gli
interessati  devono  inoltrare domanda, ai sensi dell’art. 4, comma 1
del   decreto   legislativo  n.  267/2003,  al  Servizio  veterinario
dell’azienda  sanitaria  locale  (ASL) competente per territorio, che
nella fattispecie ha la funzione di autorita’ sanitaria di controllo.
Ogni   modifica   dei  dati  richiesti  per  la  registrazione  degli
allevamenti deve essere tempestivamente comunicata all’ASL stessa.
3.  Le  ASL,  per  il  tramite degli assessorati alla sanita’ delle
regioni  e  province  autonome,  trasmettono, preferibilmente per via
telematica,  l’elenco  dei  codici  rilasciati, completo di tutti gli
elementi   identificativi   e  delle  caratteristiche  delle  aziende
previsti  all’allegato  E  del  decreto  legislativo  n. 267/2003, al
Ministero della salute – Direzione generale della sanita’ veterinaria
e  degli  alimenti  (D.G.S.V.A.)  –  Ufficio  X.  La trasmissione del
suddetto  elenco  dovra’  avvenire  per  la  prima volta entro trenta
giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto. Il Ministero
della  salute  aggrega  i  dati  e  li  trasmette  al Ministero delle
politiche  agricole  e  forestali  (MiPAF)  –  D.G.  per le politiche
agroalimentari  – PAGR. IV, al fine di costituire un elenco nazionale
dei  produttori  di  uova  per sistema di allevamento, che consenta a
quest’ultima  amministrazione  di  ottemperare  agli  obblighi che la
normativa  comunitaria  impone  in  merito alla trasmissione dei dati
4. I Ministeri su menzionati utilizzeranno i dati di cui all’elenco
nazionale  al  fine  di  assicurare,  ciascuno  nel proprio ambito di
competenza, i necessari controlli.
5.  Le  regioni  e  le  province  autonome  devono inviare entro il
15 febbraio  di  ogni  anno gli elenchi aggiornati al Ministero della
salute,  che provvedera’ ad inoltrarli, per via elettronica, al MiPAF
entro  il  successivo  15 marzo.  Inoltre  le  regioni  e le province
autonome   devono  comunicare  tempestivamente  all’Ufficio  X  della
D.G.S.V.A.  eventuali  revoche e sospensioni comminate alle aziende a
seguito   di  inadempienze  agli  obblighi  imposti  dalla  normativa
comunitaria  e  nazionale. Per agevolare l’adempimento delle predette
disposizioni,  le  ASL  sono  tenute  a  comunicare  alle  competenti
autorita’   regionali   ogni   eventuale   variazione  degli  elenchi
(attribuzione  nuovi  codici,  revoche,  sospensioni)  entro quindici
giorni dalla variazione medesima.
6.  Ciascun produttore e’ tenuto a mantenere aggiornato un registro
conforme al modello riportato in allegato I.
7.  La  timbratura  delle  uova  con  il codice del produttore puo’
essere  effettuata  sia  presso l’azienda di produzione sia presso il
centro d’imballaggio che effettua la classificazione. Qualora le uova
siano  consegnate da un produttore ad un centro d’imballaggio situato
in  un  altro Stato membro, sono contrassegnate col numero distintivo
del produttore prima di lasciare il luogo di produzione.
8.  Nel caso di trasferimento di uova non classificate da un centro
d’imballaggio  ad  un  altro, le uova sono stampigliate con il numero
distintivo del produttore antecedentemente alla spedizione al secondo
centro d’imballaggio.
In caso di vendita al minuto di uova sciolte devono essere indicate
in  modo  chiaro  e perfettamente visibile al consumatore le seguenti
1) categoria di qualita’;
3) numero distintivo del produttore, con relativa spiegazione del
6) modalita’ di conservazione dopo l’acquisto.
Dal  1° luglio 2005 anche i piccoli produttori che saranno soggetti
all’obbligo  della  stampigliatura  delle  uova,  dovranno esporre le
indicazioni di cui al precedente punto 3.
Centri d’imballaggio
1. I centri d’imballaggio autorizzati ai sensi della legge 3 maggio
1971, n. 419, iscritti dal MiPAF in un apposito elenco, sono tenuti a
mantenere  aggiornati dei registri speciali, conformemente ai modelli
riportati agli allegati II e III.
2.  Le  uova  devono essere consegnate ai centri d’imballaggio e da
questi  mantenute in spazi prestabiliti, separatamente, a seconda del
sistema   di   allevamento,  in  contenitori  recanti  le  rispettive
diciture; le operazioni di calibratura e di imballaggio delle uova si
effettuano separatamente per sistema di allevamento.
3.  Per  ogni partita di uova venduta in piccoli imballaggi recanti
una  delle  diciture  previste  all’art.  1,  i  centri d’imballaggio
tengono  aggiornati  appositi  registri conformi ai modelli riportati
nell’allegato  III.  In  alternativa al registro di vendita, i centri
d’imballaggio  possono  raccogliere  le  fatture  o  i  bollettini di
consegna delle uova, provvisti delle diciture di cui all’art. 1.
4.  Le  diciture  relative  al sistema di allevamento devono essere
riportate   obbligatoriamente   sia   sui   piccoli  sia  sui  grandi
1.  Sulle  uova,  sui piccoli imballaggi e sui grandi imballaggi e’
possibile  apporre  diciture  e/o  simboli relativi all’origine delle
uova,  facendo  riferimento ad una circoscrizione amministrativa o ad
altra area geografica ben definita del territorio dell’Unione europea
dove  le  uova  sono  state  prodotte; in tal caso, i produttori ed i
centri d’imballaggio interessati sono tenuti a darne comunicazione al
MiPAF  tramite  l’ufficio dell’ispettorato centrale repressione frodi
competente per territorio che esprime parere al riguardo.
2.  Nel  caso di vendita di uova sciolte l’indicazione dell’origine
delle  uova  puo’  essere utilizzata soltanto se le singole uova sono
stampigliate con le rispettive diciture e/o simboli.
3.  Per  utilizzare le diciture e/o i simboli riguardanti l’origine
delle uova:
i  produttori  devono  utilizzare  i registri conformi al modello
riportato nell’allegato V;
i  centri  d’imballaggio  devono  utilizzare registri conformi ai
modelli   riportati,   rispettivamente,   negli  allegati  IV  e  VI.
Quest’ultimo   registro,   tuttavia,  puo’  essere  sostituito  dalla
raccolta  delle  fatture  o  bollette  di  consegna  provviste  delle
diciture di cui sopra.
1. I centri d’imballaggio possono apporre sulle uova e sui grandi e
piccoli  imballaggi  che le contengono diciture che fanno riferimento
al  tipo  di  alimentazione  somministrata alle galline ovaiole. Tali
diciture,  in  conformita’  con  la  normativa  vigente in materia di
alimentazione   animale,   non   potranno  in  alcun  caso  contenere
riferimenti  relativi  alle  caratteristiche  sanitarie  del  mangime
2.  I produttori ed i centri d’imballaggio interessati all’utilizzo
delle  diciture  relative  al  sistema di alimentazione sono tenuti a
darne  comunicazione  al  MiPAF  tramite  l’ufficio  dell’ispettorato
centrale  repressione  frodi  competente  per territorio, che esprime
parere  al riguardo, ed a produrre una dichiarazione dei fornitori di
mangime  e del mangimificio di presa conoscenza ed accettazione degli
obblighi  di tenuta delle registrazioni di cui all’art. 27, paragrafo
2 del Reg. (CE) 2295/2003.
3.  I centri d’imballaggio che si avvalgono delle diciture relative
al tipo di alimentazione debbono tenere, per un periodo di almeno sei
mesi,  una  registrazione  dettagliata  delle  consegne di uova fatte
dall’allevatore, secondo il fac simile in allegato IV.
I  centri d’imballaggio tengono, per un periodo di almeno sei mesi,
anche  una registrazione separata delle vendite di piccoli imballaggi
e  di  uova recanti le diciture di cui al primo comma, secondo il fac
simile  in  allegato VI.  Tuttavia,  invece delle registrazioni delle
vendite  sopradette, i centri d’imballaggio possono tenere le fatture
o  le  bollette  di  consegna  con le indicazioni relative al tipo di
alimentazione somministrata alle galline ovaiole.
4.  Il  produttore tiene una registrazione aggiornata che indica la
quantita’  ed  il  tipo  di mangimi semplici e/o composti ricevuti in
fornitura   e   dei   mangimi   prodotti  nella  stessa  azienda  per
autoconsumo, la data della fornitura e il nome del mangimificio o del
fornitore  del  mangime, il numero e l’eta’ delle galline ovaiale, il
numero  delle  uova  prodotte  e  le  relative  consegne,  la data di
spedizione e il nome degli acquirenti, secondo i fac simili riportati
negli allegati V e VII.
Tale registrazione e’ tenuta per almeno sei mesi dopo la cessazione
della fornitura di uova da parte del produttore o dopo l’eliminazione
delle galline ovaiole.
5.  I  fornitori di mangimi e i mangimifici di cui al punto 2 hanno
l’obbligo,  ai sensi dell’art. 27 comma 2 del Reg. (CE) 2295/2003, di
tenere  la contabilita’ delle consegne effettuate dalla quale risulti
la  composizione  degli  alimenti forniti agli allevatori, per almeno
sei mesi dopo la spedizione degli stessi.
6.  L’indicazione  relativa  al tipo di alimentazione somministrata
alle galline ovaiole deve essere uguale sia sui grandi imballaggi sia
su  quelli  piccoli.  In  caso  di  vendita  di  uova  sciolte,  tali
indicazioni  possono  essere  utilizzate  soltanto se le singole uova
sono contrassegnate con le rispettive diciture.
7.  I  cereali possono essere indicati come ingredienti dei mangimi
solamente  se  costituiscono  almeno il 60% in peso della formula del
mangime  che  puo’  comprendere al massimo il 15% di sottoprodotti di
cereali. Tuttavia, qualora sia fatto riferimento a cereali specifici,
ogni  cereale  deve  rappresentare  almeno  il  30% della formula del
mangime utilizzato, in caso d’indicazione di un solo cereale e almeno
il 5% in caso d’indicazione di piu’ cereali.
8.  L’Ispettorato  centrale  repressione  frodi procede, almeno una
volta l’anno, ad ispezioni presso gli allevamenti e i mangimifici per
verificare la corrispondenza delle indicazioni utilizzate.
1.  I centri d’imballaggio delle uova possono essere autorizzati ad
apporre  la  data  di  deposizione sugli imballaggi. In tal caso essa
deve  essere  indicata  anche sulle uova in essi contenute. Tale data
deve  essere stampigliata sulle uova durante o immediatamente dopo la
classificazione o direttamente presso l’allevamento.
a) i  produttori  ed  i  centri  d’imballaggio debbono presentare
domanda   all’ufficio  dell’ispettorato  centrale  repressione  frodi
competente  per  territorio,  secondo i fac simile allegati VIII e IX
che  la  trasmette al MiPAF corredata del proprio parere a seguito di
specifica   ispezione.   Nel   caso   che   le  due  suddette  figure
professionali  siano riunite nella stessa impresa, e’ sufficiente una
unica domanda;
b) i  centri  d’imballaggio  uova tengono aggiornati dei registri
speciali conformi ai modelli riportati in allegato X;
c) i  produttori  di  uova  sulle  quali  va  apposta  la data di
deposizione  tengono costantemente aggiornato un registro conforme al
modello in allegato XI;
d) i  produttori  ed  i  centri  d’imballaggio di cui al presente
articolo   sono   poi  soggetti  ad  ispezioni  periodiche  da  parte
dell’Ispettorato  centrale  repressione  frodi  almeno  con frequenza
1. In virtu’ dell’art. 4 del Reg. (CE) n. 2295/2003, tutti i numeri
distintivi  attribuiti  dal  MiPAF  ai  centri  d’imballaggio di uova
ricadenti  nel  territorio  nazionale  sono  automaticamente  variati
sostituendo  l’iniziale  numero 4 con il codice IT (es: 44539 diventa
IT4539).   Tuttavia,   per   consentire  lo  smaltimento  dei  vecchi
2004, cosi’ come disposto all’art. 39 del predetto regolamento.
2.   A   partire   dal   1° luglio   2005   il   codice  distintivo
dell’allevamento  dovra’  essere  stampigliato  anche  sulle uova non
classificate  vendute  sul  mercato  pubblico locale direttamente dal
produttore.  A  tale  obbligo  dovranno  attenersi  anche  i  piccoli
produttori  che  non ricadono nell’ambito di applicazione del decreto
legislativo n. 267/2003.
3.  Le  regioni  e  le province autonome mettono a disposizione dei
consumatori   le   informazioni   che   consentono   di  interpretare
correttamente  i  codici distintivi del produttore apposti sulle uova
3)  la denominazione e sede dell’azienda in cui ha avuto luogo la
4)   gli  estremi  della  ASL  competente  per  l’allevamento  di
Le  predette  informazioni possono essere comunicate al consumatore
direttamente nei punti vendita.
4.   Tutti  i  registri  previsti  dal  presente  decreto  e  dagli
articoli 12,   13,  15  del  Reg  (CE)  n.  2295/2003  devono  essere
preventivamente   bollati   e   vidimati   dall’ispettorato  centrale
repressione   frodi   competente.  In  luogo  dei  predetti  registri
separati, ogni qualvolta cio’ sia possibile, e’ consentito utilizzare
uno o piu’ registri o altro tipo di registrazione riportante tutte le
informazioni prescritte.
5. Ai sensi del decreto ministeriale n. 376, del 25 maggio 1992, le
autorizzazioni   ministeriali  ad  apporre  le  diciture  di  cui  ai
precedenti  articoli 5,  6  e  7 sono rilasciate, qualora i risultati
dell’istruttoria   dell’organismo   di   controllo  competente  siano
favorevoli,  entro  il termine di 90 giorni dalla data di ricevimento
della domanda degli interessati da parte del MiPAF.
6.  Entro il 31 gennaio di ogni anno, per l’anno civile precedente,
le  aziende  alle quali e’ stato rilasciato il codice di cui all’art.
2,  trasmettono  all’Ufficio  dell’ICRF  competente per territorio la
rilevazione  del  numero  medio  di  galline  ovaiole  presenti negli
allevamenti  (pari  al numero di galline allevate moltiplicate per il
numero  di  settimane  di produzione diviso 52). Gli uffici dell’ICRF
trasmettono  a loro volta tali dati in forma aggregata per sistema di
allevamento, al MiPAF per via elettronica.
7.  Ai  sensi  dell’art.  117,  quinto comma della Costituzione, il
presente  decreto  si  applica per le regioni e province autonome che
non abbiano ancora provveduto a rendere applicativo il regolamento n.
2295/2003,  fino  alla  data  di entrata in vigore della normativa di
attuazione di ciascuna regione e provincia autonoma.
Per   quanto  non  previsto  dal  presente  decreto  si  rinvia  ai
corrispondenti articoli del Reg (CE) n. 2295/2003.
Il decreto ministeriale 19 giugno 2002 e’ abrogato.
registrazione  ed entra in vigore il giorno successivo a quello della
—->  Vedere ALLEGATI da pag. 29 a pag. 39 della G.U. in formato zip/pdf
MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI – DECRETO 4 marzo 2005: Modalita’ per l’applicazione di disposizioni comunitarie in materia di commercializzazione delle uova, concernenti l’uso di particolari diciture, ai sensi del regolamento (CE) n. 2295/2003 redazione redazione 2015-05-20T09:33:12+00:00