Source: http://www.vetrinedicalabria.it/tag/ricette-vetrine-di-calabria/
Timestamp: 2017-09-25 18:50:55+00:00
Document Index: 179548376

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3']

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Olio extravergine di oliva: annata in chiaro, ma data di consumo libera
Sull’extra vergine di oliva italiano, accanto al termine minimo di conservazione, dovrà comparire la campagna olearia, se l’olio è stato ottenuto in un’unica annata. E la novità della legge europea 2015-2016 approvata in via definitiva dalla camera venerdì scorsa L’Italia, così, viene incontro alle contestazioni dell’Unione europea che aveva aperto una procedura di pre contenzioso (Eu Pilot 4632 1131 Agri) su due articoli della legge salva olio (n. 9/2013). Il provvedimento cancella la maggiore evidenza cromatica per «l’indicazioN ne d’origine delle miscele di oli d’oliva originari di più di uno stato membro dell’Unione europea o di un paese terzo». Viene inoltre significativa- mente modificato l’articolo 7 della legge salva olia Cancellato il limite massimo di 18 mesi dalla data di imbottigliamento, il termine minimo di conservazione verrà deciso, senza alcuna limitazione, dal produttore o dall’imbottigliatore. Sotto la sua responsabilità che, fino alla data indicata, l’olio mantenga tutte le caratteristiche indicate in etichetta. In caso contrario pub essere contestato il reato di frode in commercio.
Nella legge europea, la modalità con cui dovrà essere espresso il termine minimo di conservazione ricalca quanto previsto dall’allegato X del regolamento 11691 2011, prevedendo che si debba indicare «da consumarsi preferibilmente entro il» seguito da giorno/mese/anno o «da consumarsi preferibilmente entro» se si utilizza mese /anno o semplicemente l’anno, nel caso di scadenza superiore ai 18 mesi. Solo per l’olio extra vergine di oliva italiano, il termine minimo di conservazione andrà affiancato alla campagna olearia di riferimento se l’olio è stato prodotto in una singola annata. Tipicamente per un extra vergine prodotto nel novembre prossima la campagna olearia dovrà essere indicata come 2016/2017. In caso di miscele di oli di diverse annate la campagna olearia non potrà essere indicata. I consumatori, quindi, presto potranno sapere anche l’anno di produzione oppure, in caso di assenza della campagna olearia, che l’olio è frutto di un blend tra olio vecchio e olio nuova.
6 luglio 2016 / by Vetrine di Calabria / in News
Nel mirino del Mipaaf le etichette dell’extravergine
Il Ministero delle Politiche Agricole ha deciso di vederci chiaro sull’uso, sempre più disinvolto, delle caratteristiche organolettiche dell’olio extra vergine d’oliva sulle etichette e negli spot pubblicitari. Un tema su cui il Dipartimento delle politiche europee e internazionali – Direzione generale delle politiche comunitarie e internazionali di mercato si è già espresso nell’aprile 2012 in un lettera che forniva l’interpretazione da dare agli articoli 5 e 7 del regolamento comunitario: «L’uso delle indicazioni inerenti al gusto, all’odore e al colore riportate in etichetta dell’olio extra vergine di oliva deve essere riservato agli oli che sono stati valutati secondo il pertinente metodo di analisi del Coi; ciò significa che le indicazioni di cui trattasi, relative alle caratteristiche organolettiche, devono essere limitate a quelle contemplate nell’allegato XII del regolamento 2568191 della Commissione.»
http://www.qualivita.it/index.php/it/news-approfondimenti/rassegna-stampa/item/7242-nel-mirino-del-mipaaf-le-etichette-dellextravergine
24 luglio 2014 / by Vetrine di Calabria / in News
Olio italiano in calo
La produzione d’olio d’oliva italiana quest’anno dovrebbe attestarsi sulle 330 mila tonnellate, secondo le stime effettuate da Teatro Naturale e ItaliaOggi. Un calo produttivo del 5% rispetto all’anno passato ma sarebbe potuto andare molto peggio. L’annata è infatti stata particolarmente infausta dal punto di vista meteorologico e climatico con forti gelate d’inverno e una prolungata siccità estiva, accompagnata da temperature molto elevate. Nonostante le difficoltà l’olivo ha tenuto, in particolare in Calabria, dove si segnala un’annata ottima sia sotto il profilo qualitativo che quantitativo. Brilla in particolare il Catanzarese. Situazione più a macchia di leopardo nella prima regione olivicola italiana, ovvero la Puglia. Si prevede un lieve calo produttivo (-5%).
4 ottobre 2012 / by Vetrine di Calabria / in News
Storia della Castagna
La Castagna, dolce frutto autunnale e simbolo per eccellenza di questa stagione, fu definita dal famoso poeta Giovanni Pascoli: “l’Italico Albero del Pane”, infatti questo frutto è stato per anni uno degli elementi principali nell’alimentazione delle popolazioni collinari e montane.
Anche nel nostro piccolo paese, dove la presenza di alberi di castagne e molto elevata, negli anni passati i nostri avi avevano soprannominato la castagna, con il nome di “Pane e Mienzu Cielu”, per definire questo frutto, che sospeso sui rami dell’albero, sembra collocato in mezzo fra il cielo e la terra.
Le origini sul nome della castagna, non sono molto chiare, alcuni lo attribuiscono al nome della città di “Kastania”, in Tessaglia, altri a “Kastanis”, città di Panto nella Turchia Asiatica, dove secondo Plinio, erano presenti immensi boschi di castagno.
Ogni albero può raggiungere dimensioni colossali un esempio per tutti è “L’albero dei 100 cavalli” in Sicilia, vicino l’Etna dove secondo un’antica leggenda medievale, per le enormi dimensioni, sotto i suoi rami, potevano trovar riparo fino a 100 cavalieri. Si dice ancora che nel 1872 le misure di quest’ albero corrispondevano a 56m di diametro e ben 20m di altezza e alla fine del XVIII secolo gli si contavano più di 3000 anni di età.
Il Castagno appartiene alla famiglia delle Fagacee, è una pianta monoica, vale a dire che sullo stesso albero si formano sia fiori maschili che femminili, predilige un clima mite e terreni ricchi di silicio. L’Italia, prima fra le nazioni europee per la presenza di alberi di castagno nel suo territorio, ha circa 800.000 ettari di terreno, coperti a castagneto, più del 15% della superficie boschiva, distribuiti principalmente fra la Toscana, Il Piemonte, la Calabria e la Liguria.
La Castagna è un alimento fortemente nutritivo, è ricca di vitamina C, B1, B2, PP, Sali minerali quali: Potassio, Fosforo, Zolfo, Magnesio, Cloro, Calcio, Ferro, Sodio. Ha un valore calorico di 200 Kcal per 100 g di Castagne Fresche, se Secche, le calorie aumentano a 370 per 100 g, come maggiore è la presenza di Sali Minerali e Vitamine, tranne la Vitamina C che va persa durante l’essiccazione.
La Castagna quindi ha proprietà energetiche, rimineralizzanti, toniche, antianemiche, antisettiche, antireumatiche e soprattutto è di facile digestione. In cucina oggi, la Castagna, è usata per la realizzazione di gustosi piatti e nelle ricette di alcuni dolci la sua farina ne diventa l’ingrediente principale.
Muraca s.r.l. Industria Agroalimentari
88040 Cicala CZ
Località Pietrogualtieri
Tel: +39 0968 85314
Fax: +39 0968 85313
www.muraca.it
fratelli@muraca.it
22 settembre 2012 / by Vetrine di Calabria / in News
Abboccato. Si dice di un vino con un leggero
sapore dolce, determinato dalla presenza di
zuccheri che non si sono trasformati in alcol.
Acerbo. Vino non ancora affinato e che in
bocca presenta un sapore aspro, eccessivamente
acido e disarmonico. In bocca si
prova la medesima sensazione di quando si
assaggia un frutto acerbo.
Acescenza. Condizione di un vino che sta diventando
Acidità totale. Insieme di sostanze libere o
combinate presenti nel vino.
Acidità fissa. Insieme degli acidi organici
normalmente contenuti nel frutto uva e che si
ritrovano nel vino: acido malico, tartarico, lattico,
succinico.
Acidità volatile. Indica gli acidi volatili presenti
nel vino: ossia, quegli acidi impossibili
da separare dal vino per evaporazione o distillazione.
Acuto. Termine utilizzato nell’analisi olfattiva
quando si avverte un aroma aggressivo, sottile,
immediato e pungente.
Affinamento. Processo fisiologico del vino
che da disarmonico, dopo un periodo di maturazione,
diviene armonico.
Allappante. Si dice di un vino che “lega” in
bocca a causa di una elevata quantità di tannino.
Amarascato. Vino che all’aroma e al gusto
ricorda l’amarena o la marasca.
Annata. Indica l’anno di “nascita” del vino.
Appassimento. Disidratazione del chicco
d’uva per concentrare gli zuccheri. Il metodo
viene impiegato per ottenere i vini passiti.
Aromatico. Si dice di un vino che esala aromi
penetranti. Particolarmente aromatici sono,
generalmente, i vini fruttati.
Assaggiatore. Esperto addestrato alla tecnica
Asciutto. Vino che fornisce una leggera sensazione
di astringenza e che lascia la bocca
priva di saliva (asciutta).
Astringente. Sensazione gustativa generata
dalla presenza di tannini che “legano la
bocca” asciugandola.
Barrique. Tipica botte piccola studiata e utilizzata,
per la prima volta nel 1866 circa, nella
regione del Bordeaux la capacità della barrique
varia da zona a zona ma, la più utilizzata,
è la bordolese che contiene 225 litri.
Bouquet. Termine francese con cui si intendono
l’insieme dei profumi e degli aromi che
il vino acquisisce con i diversi gradi di invecchiamento
( aromi primari, secondari e terziar).
Brillante. Vino luminoso e perfettamente trasparente.
Chambrer. Termine francese in uso nel XVIII
secolo, che significa far uscire un vino dalla
cantina per portarlo nella”chambre” (“dispensa”) alla temperatura di 14 °C.
Oggi, questo termine, è entrato nel gergo degli
enofili in riferimento al trasporto di un vino
dalla cantina al locale adibito a dispensa o
alla sala da pranzo.
Chinato. Si dice di un vino addizionato di
china e di altre spezie, secondo un antico
uso: tipico è il piemontese Barolo Chinato.
Corpo. Il corpo o estratto del vino è costituito
da tutto ciò che rimane dopo aver tolto l’acqua,
l’alcol e le sostanze volatili. In pratica è
formato dal tannino, dagli acidi fissi, dai sali
minerali, dagli zuccheri residui e dalle sostanze
pectiche e mucillagginose.
Corto. Si dice di un vino che lascia una fugace
impressione sia al naso sia in bocca.
Debole. Si dice di un vino carente in colore,
alcol ed estratto secco.
Decrepito. Si dice di un vino troppo vecchio
e che ha perso le proprie caratteristiche.
Disarmonico. È un vino in cui un elemento
prevale sugli altri dandogli un sapore squilibrato.
Effetto Marangoni. Curvature ampie o strette
che si formano sulle pareti del bicchiere
quando il vino viene fatto roteare lentamente.
Elegante. Vino particolarmente equilibrato.
Equilibrato. Vino in cui tutti i componenti
sono in giusto rapporto, senza prevalere
Erbaceo. Termine relativo all’aspetto olfattivo
e gustativo di un vino. Indica la sensazione
di erba fresca; talvolta può assumere sfumature
che ricordano il fieno o l’erba tagliata.
Presente in particolare in certi vini giovani
come il Cabernet e il Merlot.
Estratto secco. Residuo solido composto
dalle sostanze non volatili del vino dopo che
questo è stato fatto evaporare a 100°C.
Etereo. Termine che indica, all’esame olfattivo,
una caratteristica del bouquet derivante
da diversi periodi di invecchiamento.
Evanescente. Nell’esame visivo degli spumanti
si riferisce alla spuma che svanisce
Fine. Si dice di un vino che, per le caratteristiche
globali, i pregi e l’equilibrio, si distingue
Fine bocca. Sensazioni gustative e gusto-olfattive
che si percepiscono dopo la deglutizione del vino.
Fragrante. Si dice di un vino che presenta
sentori di fiori e di frutta molto piacevoli.
Franco. Vino che non presenta difetti e fornisce
sensazioni organolettiche ben definite.
Fresco. Tipico di un vino giovane e con una
leggera acidità.
Fruttato. Piacevole sensazione olfattiva che
si riscontra nei vini giovani che hanno un
netto sentore di frutta fresca e matura.
Generoso. Vino fortemente alcolico, caldo e
vigoroso che dà una gradevole sensazione
di benessere all’organismo.
Giovane. Questo aggettivo assume significati
differenti a seconda del vino cui si fa riferimento.
Se si tratta di un vino in grado di
invecchiare verrà definito giovane o troppo
giovane esprimendo un certo rimpianto per
non avergli permesso di esprimere tutte le
sue qualità e rimproverandogli, anche, una
certa immaturità. Se il vino è, invece, di una
certa età e si rivela ancora fruttato ed energico
lo si definisce giovane, ma con estrema
Goudron. Termine francese che letteralmente
vuol dire catrame. Sensazione che si
rivela all’olfatto nei vini invecchiati e ben strutturati.
Grasso. Si dice di un vino che riempie la
bocca, molto morbido e carnoso.
Immaturo. Vino che non ha ancora raggiunto
nel gusto e nei profumi la sua maturità.
Intensità. Grado di forza con cui le caratteristiche
di un vino si rivelano nel corso dell’analisi
Leggero. Si dice di un vino che ha un profumo
con sentori delicati, oppure, di un vino
di moderata alcolicità.
Liquoroso. Vino ricco di zuccheri, alcoli e glicerina.
Maderizzato. Vino del quale l’ossidazione
ha portato l’imbrunimento del colore e alla
formazione di un caratteristico odore.
Magro. È detto di un vino leggero, a bassa
gradazione alcolica che manca di bouquet e
Morbido. Vino equilibrato con una certa rotondità.
Mousse e Spuma. È la “schiuma” che si
forma quando si versa lo Champagne o lo
Spumante nel bicchiere. Deve essere leggera,
fine, copiosa e pronta a dissolversi nel
liquido contenuto nel bicchiere.
Pastoso. Si dice di un vino molto morbido e
ricco di zuccheri e glicerina.
Perlage. Fenomeno tipico degli spumanti,
dovuto alla liberazione di anidride carbonica.
Pétillant. Termine francese per indicare un
vino frizzante o demimousseux (semispumante).
Pieno. Vino di corpo, ben strutturato e che si
sente molto bene in bocca.
Pungente. Termine che indica un vino che
sembra pungere la lingua a causa dell’eccesso
di acidità fissa.
Sapido. Vino piacevole con una giusta quantità
di Sali e di acidi.
Scarno. Vino magro, stanco e privo di particolari
doti organolettiche.
Secco. Si dice di un vino in cui non si percepisce
la sensazione di dolcezza. Normalmente
si tratta di vini con residui zuccherini
compresi tra 1-5 g/l.
Sfuggente. Profumo evanescente, che finisce
Soffice. Si dice di un vino che dà al palato
una sensazione simile a quella che si prova al
tatto manipolando una stoffa morbida.
Tannico. Vino astringente e allappante.
Tannini. Gruppo di sostanze organiche contenute
nei vinaccioli, nella buccia e nel raspo
Tipico. Vino in cui si percepiscono nettamente
le sensazioni che da sempre caratterizzano
quella tipologia di vitigno.
Unghia. Zona di minimo spessore quando si
osserva il vino posto nel bicchiere con un inclinazione
di 45°.
Vellutato. Un vino vellutato lusinga il palato
con piacevoli ed eleganti sensazioni dolci e
carezzevoli che fanno pensare a quelle che
si provano toccando un velluto.
Vino d’autore. Termine utilizzato per indicare
quei vini da tavola che sono stati prodotti da
una azienda, spesso in quantità ridotta, con
obiettivi di immagine e prestigio commerciale.
Vinoso. Si dice di un vino giovane il cui odore
ricorda quello caratteristico del mosto.
Vivace. Vino fresco e leggermente frizzante.
20 settembre 2012 / by Vetrine di Calabria / in News
Olio extravergine di oliva “Bruzio” a Denominazione di Origine Controllata
La denominazione di origine controllata “Bruzio”, accompagnata obbligatoriamente da una delle seguenti menzioni geografiche: “Fascia Prepollinica”, “Valle Crati”, “Colline Joniche Presilane”, “Sibaritite” è riservata all’olio extravergine di oliva rispondente alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.
1. La denominazione di origine controllata “Bruzio” accompagnata dalla menzione geografica “Fascia Prepollinica”, e riservata all’olio extravergine di oliva ottenuto dalle seguenti varietà di olivo: “Tondina” in misura non inferiore al 50%, “Carolea” in misura non superiore al 30%, “Grossa di Cassano” in misura non superiore al 20%. Possono concorrere altre varietà fino al limite massimo del 25%.
2. La denominazione di origine controllata “Bruzio”, accompagnata dalla menzione geografica “Valle Crati”, è riservata all’olio extravergine di oliva ottenuto dalle seguenti varietà di olivo: “Carolea” in misura non inferiore al 50%, “Tondina” in misura non superiore al 30%, “Rossanese o Dolce di Rossano” in misura non superiore al 20%. Possono concorrere altre varietà fino al limite massimo del 20%.
3. La denominazione di origine controllata “Bruzio”, accompagnata dalla menzione geografica “Colline Joniche Presilane”, è riservata all’olio extravergine di oliva ottenuto dalle seguenti varietà di olivo: “Rossanese” Dolce di Rossano” in misura non inferiore al 70%. Possono concorrere altre varietà fino al limite massimo del 30%.
4. La denominazione di origine controllata “Bruzio”, accompagnata dalla menzione geografica “Sibaritide”, è riservata all’olio extravergine di oliva ottenuto dalla varietà di olivo: “Grossa di Cassano” in misura non inferiore al 70%, “Tondina” in misura non superiore al 30%. Possono concorrere altre varietà fino al limite massimo del 30%.
1. La zona di produzione delle olive destinate alla produzione dell’olio extravergine di oliva di cui all’art. 1 comprende, nell’ambito del territorio amministrativo delle province di Cosenza, i territori olivati dei sottoelencati comuni atti a conseguire le produzioni con le caratteristiche qualitative previste nel presente disciplinare di produzione:
Acquaformosa, Altomonte, Bisignano, Cariati, Caloveto,
Colopezzati, Cassano allo Jonio, Castrovillari, Cerchiaria di Calabria, Cervicati, Cerzeto, Civita, Corigliano Calabro, Cropalati, Firmo, Francavilla Marittima, Frascineto, Lattarico, Lungro, Mandatoriccio, Mirto-Crosia, Mongrassano, Montalto Uffugo, Paludi, Pietrapaola, Plataci, Rende, Rossano, Roggiano Gravina, Rota Greca, Scala Coeli, S. Basile, S. Cosmo Albanese, S. Demetrio Corone, S. Giorgio Albanese, S. Lorenzo del Vallo, S. Marco Argentano, S. Martino di Finita, S. Sofia d’Epiro, S. Vincenzo La Costa, Saracena, Spezzano Albanese, Tarsia, Terranova da Sibari, Terravecchia, Torano Castello, Vaccarizzo Albanese, Villapiana.
2. La zona di produzione delle olive destinate alla produzione dell’olio extravergine di oliva a denominazione di origine controllata “Bruzio” accompagnata dalla menzione geografica “Fascia Prepollinica”, comprende, in provincia di Cosenza, l’intero territorio amministrativo dei seguenti comuni: Acquaformosa, Altomonte, Castrovillari, Frascineto, Firmo, Lungro, Roggiano Gravina, S. Basile, S. Marco Argentano, S. Lorenzo del Vallo, Saracena, Spezzano Albanese, Tarsia, Terranova da Sibari.
3. La zona di produzione delle olive destinate alla produzione dell’olio extravergine di oliva a denominazione di origine controllata “Bruzio”, accompagnata dalla menzione geografica “Valle Crati”, comprende, in provincia di Cosenza, l’intero territorio amministrativo dei seguenti comuni: Bisignano, Cervicati, Cerzeto, Lattarico, Mongrassano, Montalto Uffugo, Rende, Rota Greca, S. Martino di Finita, S. Sofia d’Epiro, S. Vincenzo La Costa, Torano Castello.
4. La zona di produzione delle olive destinate alla produzione dell’olio extravergine di oliva a denominazione di origine controllata “Bruzio” accompagnata dalla menzione geografica “Colline Joniche Presilane” comprende, in provincia di Cosenza, l’intero territorio amministrativo dei seguenti comuni: Cariati, Calopezzati, Caloveto, Corigliano Calabro, Cropalati, Crosia, Mandatoriccio, Paludi, Pietrapaola, Rossano, S. Cosmo Albanese, S. Demetrio Corone, S. Giorgio Albanese, Scala Coeli, Terravecchia, Vaccarizzo Albanese.
5. La zona di produzione delle olive destinate alla produzione dell’olio extravergine di oliva a denominazione di origine controllata “Bruzio”, accompagnata dalla menzione geografica “Sibaritide”, comprende, in provincia di Cosenza, l’intero territorio amministrativo dei seguenti comuni: Cassano allo Jonio, Cerchiara di Calabria, Civita, Francavilla Marittima, Plataci, Villapiana.
1. Le condizioni ambientali e di coltura degli oliveti destinati alla produzione dell’olio extravergine di oliva di cui all’art. 1 devono essere quelle tradizionali e caratteristiche della zona e, comunque, atte a conferire alle olive ed all’olio derivato le specifiche caratteristiche qualitative. Sono, pertanto, da ritenere idonei unicamente gli oliveti i cui terreni sono sciolti o di medio impasto e permeabili.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli tradizionalmente usati o, comunque, atti a non modificare le caratteristiche delle olive e dell’olio. È consentita una densità di impiano fino a 400 piante per ettaro.
2. Per la produzione dell’olio extravergine d’oliva a denominazione di origine controllata “Bruzio” accompagnata dalla menzione geografica “Fascia Prepollinica” sono da considerarsi idonei gli oliveti collinari compresi nella zona di produzione descritta al punto 2 dell’art. 3 posti nella zona geografica caratterizzata da una piovosità media annua pari a mm 850 con valori massimi in autunno-inverno e una temperatura media annua compresa tra 14 +/ – 3 ºC. La difesa fitosanitaria degli oliveti deve essere effettuata secondo le modalità definite dai programmi di lotta guidata.
2a. Per la produzione dell’olio extravergine d’oliva a denominazione di origine controllata “Bruzio”, accompagnata dalla menzione geografica “Valle Crati”, sono da considerarsi idonei gli uliveti collinari compresi nella zona di produzione descritta al punto 3 dell’art. 3 posti nella zona geografica caratterizzata da una piovosità media annua pari a mm 900 con valori massimi in autunno-inverno e una temperatura media annua compresa tra 15 +/ – 3 ºC. La difesa fitosanitaria degli oliveti deve essere effettuata secondo le modalità definite dai programmi di lotta guidata.
2b. Per la produzione dell’olio extravergine d’oliva a denominazione di origine controllata “Bruzio”, accompagnata dalla menzione geografica “Colline Joniche Presilane”, sono da considerarsi idonei gli oliveti collinari compresi nella zona di produzione descritta al punto 4 dell’art. 3 posti nella zona geografica caratterizzata da una piovosità media annua pari a mm 600 con valori massimi in autunno-inverno e una temperatura media annua compresa tra 16 +/ – 3 ºC. La difesa fitosanitaria degli oliveti deve essere effettuata secondo le modalità definite dai programmi di lotta guidata.
2c. Per la produzione dell’olio extravergine d’oliva a denominazione di origine controllata “Bruzio”, accompagnata dalla menzione geografica “Sibaritite”, sono da considerarsi idonei gli oliveti collinari compresi nella zona di produzione descritta al punto 5 dell’art. 3 posti nella zona geografica caratterizzata da una piovosità media annua pari a mm 000 con valori massimi in autunno-inverno e una temperatura media annua compresa tra 16+/ – 3 ºC. La difesa fitosanitaria degli oliveti deve essere effettuata secondo le modalità definite dai programmi di lotta guidata.
3. La raccolta delle olive destinate alla produzione dell’olio extravergine di oliva a denominazione di origine controllata “Bruzio”, accompagnata dalla menzione geografica “Fascia Prepollinica”, deve essere effettuata a partire dall’inizio dell’invaiatura fino al 31 dicembre di ogni anno.
La produzione massima di olive degli oliveti destinati alla produzione dell’olio extravergine di oliva a denominazione di origine controllata “Bruzio”, accompagnata dalla menzione geografica “Fascia Prepollinica” non può superare kg 10.000 per ettaro per gli impianti intensivi. La resa massima delle olive in olio non può superare il 18%.
3a. La raccolta delle olive destinate alla produzione dell’olio extravergine di oliva a denominazione di origine controllata “Bruzio”, accompagnata da menzione geografica “Valle Crati”, deve essere effettuata a partire dall’inizio dell’invaiatura fino al 31 dicembre di ogni anno.
La produzione massima di olive degli oliveti destinati alla produzione dell’olio extravergine di oliva a denominazione di origine controllata “Bruzio”, accompagnata dalla menzione geografica “Valle Crati”, non può superare kg 10.000 per ettaro per gli impianti intensivi. La resa massima delle olive in olio non può superare il 22%.
3b.La raccolta delle olive destinate alla produzione dell’olio extravergine di oliva a denominazione di origine controllata “Bruzio”, accompagnata dalla menzione geografica “Colline Joniche Presilane”, deve essere effettuata a partire dall’inizio dell’invaiatura fino al 15 gennaio di ogni anno.
La produzione massima di olive degli oliveti destinati alla produzione dell’olio extravergine di oliva a denominazione di origine controllata “Bruzio”, accompagnata dalla menzione geografica “Colline Joniche Presilane”, non può superare kg 10.000 per ettaro per gli impianti intensivi. La resa massima delle olive in olio non può superare il 20%.
3c.La raccolta delle olive destinate alla produzione dell’olio extravergine di oliva a denominazione di origine controllata “Bruzio”, accompagnata dalla menzione geografica “Sibaritide”, deve essere effettuata a partire dall’inizio dell’invaiatura fino al 15 gennaio di ogni anno.
La produzione massima di olive degli oliveti destinati alla produzione dell’olio extravergine di oliva a denominazione di origine controllata “Bruzio”, accompagnata dalla menzione geografica “Sibaritide”, non può superare kg 10.000 per ettaro per gli impianti intensivi. La resa massima delle olive in olio non può superare il 20%.
4. Anche in annate eccezionalmente favorevoli la resa dovrà essere riportata attraverso accurata cernita purché la produzione globale non superi di oltre il 20% i limiti massimi sopra indicati.
5. La denuncia di produzione delle olive deve essere presentata secondo le procedure previste dal decreto ministeriale 4 novembre 1993, n. 573, in unica soluzione.
5a. Alla presentazione della denuncia di produzione delle olive e della richiesta di certificazione di idoneità del prodotto, il richiedente deve allegare la certificazione rilasciata dalle associazioni dei produttori olivicoli ai sensi dell’art. 5, punto 2, lettera a), della legge 5 febbraio 1992, n. 169, comprovante che la produzione e la trasformazione delle olive sono avvenute nella zona delimitata dal disciplinare di produzione.
1. La zona di oleificazione dell’olio extravergine di oliva a denominazione di origine controllata “Bruzio”, accompagnata dalla menzione geografica “Fascia Prepollinica”, comprende l’intero territorio amministrativo dei comuni indicati al punto 2 dell’art. 3.
1a. La zona di oleificazione dell’olio extravergine di oliva a denominazione di origine controllata “Bruzio”, accompagnata dalla menzione geografica “Valle Crati”, comprende l’intero territorio amministrativo dei comuni delimitato al punto 3 dell’art. 3.
1b. La zona di oleificazione dell’olio extravergine di oliva a denominazione di origine controllata “Bruzio”, accompagnata dalla menzione geografica “Colline Joniche Presilane”, comprende il territorio amministrativo dei comuni delimitato al punto 4 dell’art. 3.
1c. La zona di oleificazione del’olio extravergine di oliva a denominazione di origine controllata “Bruzio”, accompagnata dalla menzione geografica “Sibaritide”, comprende il territorio amministrativo dei comuni delimitato al punto 5 dell’art. 3.
2. La raccolta delle olive destinate alla produzione dell’olio extravergine di olive a denominazione di origine di cui all’art. 1, può avvenire con mezzi meccanici o per brucatura. La molitura deve avvenire entro due giorni dalla raccolta.
3. Per l’estrazione dell’olio extravergine di oliva di cui all’art. 1 sono ammessi soltanto i processi meccanici e fisici atti a garantire l’ottenimento di oli senza alcuna alterazione delle caratteristiche qualitative contenute nel frutto.
4. Gli impianti di molitura delle olive destinate alla produzione dell’olio extravergine di oliva di cui all’art. 1 devono essere iscritti nell’apposito elenco tenuto presso la Camera di commercio I.A.A. di Cosenza, quali frantoi abilitati alla trasformazione di olive destinate alla produzione di olio a denominazione di origine controllata.
1. All’atto dell’immissione al consumo l’olio extravergine di
oliva a denominazione di origine controllata “Bruzio”, accompagnata dalla menzione geografica “Fascia Prepollinica”, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
colore: verde con riflessi gialli;
odore: di fruttato medio;
acidità massima totale espressa in acido oleico, in peso, non superiore a grammi 0,7 per 100 grammi di olio;
numero perossidi: < = 10;
K232: < = 2,0;
K270: < = 0,20;
acido linoleico: < = 8%;
polifenoli totali: > = 200 p.p.m.
2. All’atto dell’immissione al consumo l’olio extravergine di
oliva a denominazione di origine controllata “Bruzio”, accompagnata dalla menzione geografica “Valle Crati”, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
colore: dal verde al giallo;
numero perossidi: < = 12;
acido linoleico: < = 9%;
3. All’atto dell’immissione al consumo l’olio extravergine di
oliva a denominazione di origine controllata “Bruzio”, accompagnata dalla menzione geografica “Colline Joniche Presilane”, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
colore: giallo oro con riflessi verdi;
odore: di fruttato delicato;
sapore: fruttato con sensazione di mandorla dolce;
numero perossidi: < = 14;
K232: < = 2,2;
acido linoleico: < = 11%;
polifenoli totali: > = 150 p.p.m.
4. All’atto dell’immissione al consumo l’olio extravergine di
oliva a denominazione di origine controllata “Bruzio”, accompagnata dalla menzione geografica “Sibaritide”, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
colore: giallo con qualche riflesso verde;
odore: di fruttato leggero;
sapore: fruttato leggero con lieve sensazione di amaro;
acido linoleico: < = 13%;
5. Altri parametri non espressamente citati devono essere conformi all’attuale normativa U.E.
6. In ogni campagna olearia il Consorzio di tutela individua e conserva in condizioni ideali un congruo numero di campioni rappresentativi degli oli di cui all’art. 1 da utilizzare come standard di riferimento per l’esecuzione dell’esame organolettico.
7. È in facoltà del Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali di modificare con proprio decreto i limiti analitici soprariportati.
8. La designazione degli oli alla fase di confezionamento deve essere effettuata solo a seguito dell’espletamento della procedura prevista dal decreto ministeriale 4 novembre 1993, n. 573, in ordine agli esami chimico-fisici ed organolettici.
31 agosto 2012 / by Vetrine di Calabria / in News
Olio extravergine di oliva “Lametia” a Denominazione di Origine Controllata
La denominazione di origine controllata “Lametia” è riservata all’olio di oliva extravergine rispondente alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.
La denominazione di origine controllata “Lametia” deve essere ottenuta dalla varietà di olivo Carolea presente negli oliveti in misura non inferiore al 90%. Possono concorrere altre varietà in misura non superiore al 10%
Le olive destinate alla produzione dell’olio di oliva extravergine della denominazione di produzione dell’olio extravergine di oliva a denominazione di origine controllata “Lametia” devono essere prodotte, nell’ambito della provincia di Catanzaro, nei territori olivati della Piana di Lamezia Terme idonei alla produzione di olio con le caratteristiche e livello qualitativo previsti dal presente disciplinare di produzione, che comprende, tutto o in parte, il territorio amministrativo dei seguenti comuni:
Curinga, Filadelfia (in parte), Francavilla Angitola (in parte), Lamezia Terme (ex Nicastro, Sambiese, S. Eufemia) Maida, S. Pietro a Maida, Gizzeria, Feroleto Antico e Pianopoli.
Tale zona è così delimitata in cartografia 1:25.000:
da una linea che, partendo dal punto più a nord sul mar Tirreno del confine comunale tra Gizzeria e Falerna, segue poi, in direzione est, il confine settentrionale del comune di Lamezia (ex Sambiase, Nicastro e S. Eufemia) e prosegue, sempre verso est, sul confine settentrionale del comune di Feroleto Antico, per discendere verso sud lungo il confine di Pianopoli fino a raggiungere la confluenza dei comuni di Amato e Marcellinara (esclusi dall’area) e Maida.
Da questa confluenza prosegue verso sud-est lungo il confine settentrionale del comune di Maida, dal quale percorre, proseguendo verso sud, il limite est confinante con il Comune di Caraffa di Catanzaro (escluso dall’area) per ritornare verso ovest-sud-ovest lungo il confine meridionale di Maida (attiguo a quelli di Cortale e Jacurzo esclusi dall’area) fino ad incontrare il punto di confluenza dei confini comunali di Maida e S.Pietro a Maida. Di quest’ultimo ne percorre il confine comunale esposto a sud-est per raggiungere il punto di incontro con il territorio del comune di Curinga e discendere verso sud lungo il confine di levante e meridionale dello stesso comune. Tale linea, nell’intercettare il confine settentrionale del comune di Filadelfia, si dirige verso sud-ovest escludendo tutta la parte posta a sud del centro urbano dello stesso comune, situata ad una altitudine di 554 metri s.l.m.
Proseguendo verso ovest la linea raggiunge il confine del comune di Francavilla Angitola; nel punto d’incontro con detto confine ne percorre il limite di levante discendendo verso sud fino alla contrada Castellano. Da questa, escludendone il territorio posto a sud, prosegue verso ovest seguendo il confine nord della contrada Caredrande, fino a raggiungere il confine meridionale del comune di Francavilla.
Da detto punto la linea costeggia il limite meridionale del comune di Francavilla fino ad incontrare il limite est del comune di Pizzo Calabro. Da questo incrocio risale verso nord sul confine comunale di ponente del comune di Francavilla per ripiegare verso il mare ad ovest lungo il confine settentrionale del comune di Pizzo Calabro fino a raggiungere, proseguendo verso nord, lungo la costa del mar Tirreno, il punto dal quale la delimitazione ha avuto inizio.
Pertanto, sono da considerarsi idonei gli oliveti i cui terreni, di origine alluvionale, siano costituiti quasi esclusivamente da depositi continentali recenti ed attuali, porosi con permeabilità nell’insieme elevata, con spessore profondo, o molto profondo, sabbiosi o di medio impasto. Per i nuovi impianti sono da ritenere idonei unicamente gli oliveti i cui terreni sono permeabili, profondi, sciolti o di medio impasto provvisti di buone sistemazioni, atte a garantire lo sgrondo delle acque superficiali e profonde.
I sesti d’impianto, le forme di allevamento e i sistemi di potatura, devono essere quelli generalmente usati o, comunque, atti a non modificare le caratteristiche delle olive e dell’olio.
In particolare, oltre alle forme tradizionali di allevamento, per i nuovi impianti sono consentite altre forme di allevamento con una densità di impianto fino a 400 piante per ettaro.
La produzione massima di olive/ha non può superare i quintali 130 per ettaro negli oliveti specializzati.
Per la coltura consociata o promiscua gli organi tecnici della regione Calabria accertano la produzione massima di olive/ha in rapporto alla effettiva superficie olivetata.
Anche in annate eccezionalmente favorevoli la resa dovrà essere riportata attraverso accurata cernita purchè la produzione globale non superi di oltre il 20% il limite massimo sopra indicato.
La raccolta delle olive viene effettuata a partire dall’inizio dell’ invaiatura e non si protrae oltre il 15 gennaio di ogni campagna oleicola.
La raccolta delle olive deve essere presentata secondo le procedure previste dal decreto ministeriale 4 novembre 1993, n.573, in unica soluzione.
Le operazioni di estrazione dell’olio e di confezionamento devono essere effettuate nell’ambito dell’area territoriale delimitata nel precedente art. 3.
La raccolta delle olive destinate alla produzione dell’olio extravergine di oliva a denominazione di origine controllata “Lametia” può avvenire con mezzi meccanici o per brucatura.
La resa massima di olive in olio non può superare il 20%.
L’olio di oliva extravergine a denominazione di origine controllata “Lametia” all’atto dell’immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
colore: da verde a giallo paglierino;
sapore: delicato di fruttato;
punteggio minimo al panel test: > =6,5;
acidità massima totale espressa in acido oleico, in peso, non eccedente grammi 0,5 per 100 grammi di olio;
numero perossidi: < = 14,00 meq02/kg;
K232: <=2,00;
K270: <=0,20;
polifenoli totali: >=170.
Altri parametri chimico fisici non espressamente citati devono essere conformi alla attuale normativa U.E.
In ogni campagna oleicola il consorzio di tutela individua e conserva in condizioni ideali un congruo numero di campioni rappresentativi dell’olio a denominazione di origine controllata “Lametia” da utilizzare come standard di riferimento per l’esecuzione dell’esame organolettico.
E’ in facoltà del Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali inserire, sui richiesta degli interessati, ulteriori parametrazioni di carattere fisico-chimico o organolettico atte a maggiormente caratterizzare l’identità della denominazione.
OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA “ALTO CROTONESE DI ORIGINE PROTETTA
La denominazione di origine protetta “Alto Crotonese “, è riservata all’olio di oliva extravergine che
risponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal regolamento (CEE) η. 2081/92 ed indicati nel
presente disciplinare di produzione.
La denominazione di origine protetta “Alto Crotonese” può essere attribuita all’olio extravergine
di oliva ottenuto da olive della varietà “Carolea ” che deve essere presente negli uliveti in misura
non inferiore al 70%. Le altre varietà presenti negli oliveti e che possono concorrere da sole o
congiuntamente nella produzione della denominazione “Alto Crotonese ” in misura non superiore
al 30% sono le cultivar: Pennulara, Borgese, Leccino, Tonda di Strongoli, Rossanese.
Le olive destinate alla produzione dell’olio extravergine della denominazione di origine protetta
“Alto Crotonese” devono essere prodotte, nell’ambito della provincia di Crotone, nei territori
olivati della zona dell’Alto Crotonese idonei alla produzione di olio con le caratteristiche a livello
qualitativo previsti dal presente disciplinare di produzione, che comprende, tutto o in parte, il
territorio amministrativo dei seguenti comuni:
da una linea che, partendo dalla confluenza dei confini tra i comuni di Caccuri (escluso dall’area),
Cerenzia e Castelsilano, segue poi, in direzione nord-est delimitando a sud le località di Colimiti,
Fiumarella di Grisuria e Mesudera (incluse nell’area), per raggiungere il confine del comune di
Savelli ad una altitudine di 340 metri s. 1. m.
Proseguendo verso nord-ovest lungo il confine del comune di Savelli fino ad incontrare il ponte che
attraversa il fiume Lese. Da questo ponte il confine prosegue lungo il tratto della S.S. 108 ter fino al
centro abitato del comune di Savelli. Dal centro abitato del comune di Savelli il confine si porta a
nord lungo una linea che passa attraverso la località Acqua dei Grezzi ad una altitudine di 565 metri
s.l.m. fino a raggiungere il confine ovest del comune di Verzino. Che coincide con l’intersecazione
del fiume Senapite. Da qui proseguendo verso nord lungo il confine del comune di Verzino,
prosegue delimitando verso est i territori amministrativi dei comuni di Pallagorio é San Nicola
dell’Alto.
Dal punto di confluenza dei confini di questi ultimi due comuni in località Rivista, la linea prosegue
a sud dell’area di interesse, lungo i confini di Pallagorio, Verzino, Castelsilano e Cerenzia, fino ad
arrivare al punto di confluenza dal quale la delimitazione ha avuto inizio.
Le condizioni ambientali e di coltura degli uliveti devono essere quelle tradizionali e caratteristiche
della zona, per conferire alle olive ed all’olio derivato le specifiche caratteristiche.
Pertanto sono da considerarsi idonei gli oliveti i cui terreni di origine miocenico-pliocenica, di
varia natura litologica, porosi con permeabilità nell’insieme elevata, provviste di buona
sistemazione, atte a garantire lo sgrondo delle acque superficiali e profonde.
Ī sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura, devono essere quelli
generalmente usati 0, comunque, atti a non modificare le caratteristiche delle olive e dell’olio.
In particolare, oltre alle forme tradizionali di allevamento, per i nuovi impianti sono consentite altre
forme di allevamento con una densità di impianto fino a 400 piante per ettaro.
La produzione massima di olive /Ha non può superare i q.li 100 per ettaro negli oliveti specializzati
Per la coltura consociata o promiscua la produzione massima di olive è di kg 65 a pianta.
La raccolta delle olive viene effettuata a partire dall’inizio dell’invaiatura e non deve protrarsi oltre
il 31 dicembre di ogni campagna oleícola.
La raccolta delle olive deve avvenire dalla pianta manualmente o meccanicamente. Le olive devono
risultare indenni da attacchi parassitari, devono essere trasportate e conservate fino alla molitura in
recipienti rigidi e fenestrati.
La resa massima delle olive in olio non può superare il 20%.
Le operazioni di estrazione dell’olio e di confezionamento devono essere effettuate nell’ambito
dell’area territoriale delimitata nel precedente.
Per l’estrazione dell’olio sono ammessi soltanto processi meccanici e fisici atti a produrre oli che
presentino, il più fedelmente possibile, le caratteristiche peculiari originarie del frutto.
Le olive devono essere sottoposte a lavaggio a temperatura ambiente; negli impianti a ciclo
continuo durante la gramolatura la temperatura della pasta oleosa non deve superare i 250C. Ogni
altro trattamento è vietato. Le olive devono essere molite entro i 2 giorni dalla raccolta.
L’olio di oliva extravergine a denominazione di origine protetta “Alto Crotonese” nell’atto
colore: giallo paglierino-verde chiaro;
odore: delicato di oliva;
sapore: fruttato leggero;
punteggio minimo al panel test: 6.5:
acidità massima totale espressa in acido oleico, in peso, non eccedente grammi 0,7 per 100 grammi
di olio;
acido oleico: non inferiore al 70%:
numero perossidi: non superiore a 14 meq/Kg:
K232.· <=2
K270.· <=0,2
polifenoli totali, minimo: >=100 p.p.m.
Altri parametri chimico-fisici non espressamente citati devono essere conformi alla attuale
normativa U. E.
Risalendo il torrente Stilaro, immersa nella natura incontaminata a pochi chilometri dal centro abitato, si può ammirare la suggestiva cascata del Marmarico, è alta circa 120 metri ( tra le più alte d’Italia), il suo salto forma tre piccoli laghi. Inoltre il percorso offre ai visitatori, angoli di suggestiva bellezza naturale costituiti da alti costoni rocciosi, gole naturali e una fitta vegetazione formata da faggi, da lecci e da cespugli di macchia mediterranea. L’ itinerario guidato che percorre una suggestiva strada di montagna, viene effettuato con dei confortevoli mezzi fuoristrada della capienza di 6, 8 e 10 passegeri. Il costo dell’escursione e di 7 euro a persona. Il nostro clima particolarmente mite ci consente di effettuare l’escursioni durante tutto l’arco dell’anno, il periodo migliore per visitare la cascata e in primavera inoltrata e inizio estate. Oltre alla cascata Bivongi offre la possibilità di ammirare degli autentici tesori architettonici quali ad esempio il bellissimo monastero bizantino-normanno del San Giovanni Theresti e il suggestivo centro storico del paese.
La prenotazione si può effettuare direttamente
presso la nostra sede in via Benedetto Croce a
Bivongi o contattandoci ai seguenti numeri di
0964.731737 – 333.1510500 – 320.9115666.
Le escursioni si effettueranno al raggiungimento
di almeno 5 partecipanti.
In caso di maltempo o di altre necessità, gli
itinerari potranno subire variazioni a discrezione
della Guida, responsabile dell’escursione.
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29 agosto 2012 / by Vetrine di Calabria / in News
I vini di Calabria
si p r e s e n t a come una terra aspra e affascinante, dove solo di rado le montagne danno spazio a rotonde colline dai ripidi pendii. Pur disponendo di ideali condizioni climatiche in pianura e in certi suoi altopiani, per lungo tempo questa regione è rimasta nell’ombra del mondo vitivinicolo nazionale. Da qualche anno però assistiamo ad una ripresa produttiva ispirata a nuovi criteri di qualità, attraverso un più a tento lavoro in vigna e all’applicazione di nuove tecniche in cantina. Se torniamo un pò indietro negli anni, la Calabria ha una storia vitivinicola simile a quella delle altre regioni bagnata dai mari Tirreno e Ionio, con una civiltà italica che si evolve diversamente ma in parallelo a quella greca e ne resta profondamente influenzata. All’interno della regione gli italici coltivavano uve del luogo in vigneti rudimentali, ottenendo, si pensa, vini mediocri. Sui litorali però, sono i Greci che fin dall’ VIII secolo a.c. individuavano le zone vocate alla vite e danno impulso con i loro vitigni e con le loro pratiche eroiche ad una ottima produzione divenuta ben presto celebre: proprio il vino Krimisa ottenuto da uve della costa ionica, tra Sibari e Crotone, nella zona ove tuttora si produc ce il vino Cirò, veniva offerto ai vincitori delle Olimpiadi, che si svolgevano in Grecia ogni quattro anni. Fu la stessa Calabria, ove si coltivava la vite alta da terra, che contribuì con la sua tradizione vitivinicola a rendere rinomato il territorio italico, detto dai greci anche “Enotria”, cioè terra del vino. Sempre questa regione offrì le prime testimonianze di un imponente e organizzata esportazione del vino. Questo partiva dal porto di Sibari, passava attraverso veri e propri enodotti, per essere caricato agevolmente sulle navi. I vini di questa regione ebbero ancora momenti felici attorno al XIV e al XVI secolo. I vitigni più coltivati oggi sono il gaglioppo, con circa 80% della produzione di viti a bacca rossa e il greco bianco con circa il 90% di quella a bacca Bianca. Gli altri principali vitigni a bacca rossa sono: aglianico, barbera,
cabernet franc, cabernet sauvignon, calabrese, castiglione,greco nero, magliocco canino, malvasia nera di brindisi, marsigliana nera, merlot, nerello cappuccio, nerello mascalese, nocera, pecorello, prunesta, sangiovese. Gli altri principali vitigni a bacca bianca sono: ansonica, chardonnay, guardavalle, guarnaccia, malvasia bianca, manzoni bianco, montonico bianco, moscato bianco, pinot bianco, riesling italico, sauvignon, sèmillon, traminer aromatico, trebbiano toscano. I tipi di allevamento si evolvono lentamente verso l’alberello basso, il cordone speronato orizzontale e verticale, la controspalliera.
Cirò DOC. Oltre al territorio dei comuni di Cirò
e Cirò Marina, che rappresenta la zona originaria
(dove sorgeva l’antica Cremista), è interessato
alla produzione dei vini “Cirò” anche
parte del territorio dei comuni di Melissa e Crucoli,
sempre in provincia di Crotone nei tipi:
Rosso, Rosato, Bianco.
Scavigna DOC. Nella zona denominata “Scavigna”,
comprendente parte dei comuni di Nocera
Terinese e diFalerna, in provincia di
Catanzaro, si produce l’omonimo vino nei tipi:
Arghillà IGT. Bivongi DOC. Nell’intero territorio
amministrativo di nove comuni della provincia
di Reggio Calabria, tra cui Bivongi (da cui il
nome), e in quello di Guardavalle in provincia
di Catanzaro, si produce questo vino nei tipi:
Bianco, Rosso e Rosato.
Calabria IGT.
Condoleo IGT.
Costa viola IGT.
Donnici DOC. In provincia di Cosenza, nel territorio
di una decina di comuni, capoluogo
compreso, si producono i seguenti vini
bianchi, rossi e rosati riuniti sotto l’unica denominazione
“Donnici: Bianco, Rosso, Rosato.
Esaro IGT. Greco di bianco DOC. Prodotto esclusivamente
nell’intero territorio comunale di
Bianco e in parte di quello di Casignana, in
provincia di Reggio Calabria, con le uve del vitigno
Greco bianco, questo vino ha un colore
giallo tendente al dorato con eventuali riflessi
ambrati; odore etereo, caratteristico, sapore
morbido, caldo, armonico con caratteristico
retrogusto. Gradazione minima: 17°. Invecchiamento
obbligatorio: un anno. Uso: da
Lamezia DOC. La denominazione di origine
controllata “Lamezia” è riservata ai vini prodotti
nel territorio amministrativo del comune di
Lamezia Terme e di altri otto comuni della
provincia di Catanzaro nei tipi: Bianco, Rosso,
Rosato e Greco.
Lipuda IGT.
Locride IGT.
Melissa DOC. Nel territorio comunale di
Melissa e in quello di altri comuni della provincia
di Catanzaro vengono prodotti questi due
vini: Bianco e Rosso.
Palazzi IGT.
Pellaro IGT.
Pollino DOC. Prodotto nel territorio di alcuni
comuni della provincia di Cosenza con le uve
di Gaglioppo, Greco nero, Malvasia bianca,
Montonico bianco e Guarnaccia bianca,
questo vino ha un colore rosso rubino o rosso
cerasuolo; profumo caratteristico, sapore
pieno, asciutto. Gradazione minima: 12°. Uso:
da pasto. Con una gradazione minima di 12,5°
e un invecchiamento di due anni, questo vino
San Vito Liuzzi DOC. In vigneti ben esposti,
ubicati nella frazione di San Vito nel comune di
Luzzi, in provincia di Cosenza, si produce
l’omonimo vino nelle seguenti tipologie:
Santa Anna di Isola Capo Rizzato DOC. Questi
due vini, rosso e rosato, sono ottenuti dalle uve
di Gaglioppo, Nocera, Nerello Mascalese,
Nerello Cappuccio, Malvasia nera, Malvasia
bianca e Greco bianco prodotte in tutto il territorio
comunale di Isola Capo Rizzuto e in parte
di quello dei comuni di Crotone e Cutro
(provincia di Catanzaro); hanno un colore
rosso rosato più o meno carico; odore vinoso,
caratteristico; sapore asciutto, armonico, rotondo.
Gradazione minima: 12°.
Savuto DOC. In vari comuni delle province di
Cosenza e Catanzaro si produce questo vino,
che ha preso il nome dal fiume Savuto che attraversa
la zona, nei tipi rosso o rosato. Ottenuto
con le uve di Gaglioppo, Greco nero,
Nerello Cappuccio, Magliocco Canino, Sangiovese,
Malvasia bianca e Pecorino, ha un
colore rosso rubino più o meno carico o
rosato, profumo caratteristico, sapore pieno,
asciutto. Gradazione minima: 12°. Uso: da
pasto. Con una gradazione minima di 12,5° e
due anni di invecchiamento può portare in
etichetta la qualificazione “superiore”.
Scilla IGT.
Val di Neto IGT.
Valdamato IGT.
Valle del Crati IGT.
Verbicaro DOC. Questo vino viene prodotto in
parte del territorio dei comuni di Verbicaro (da
cui il nome), Grisolia, Orsomarso, San
Domenico Talao, Santa Maria del Cedro, in
provincia di Cosenza, nelle tipologie: Bianco,
Rosso e Rosato.
12 agosto 2012 / by Vetrine di Calabria / in News