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Timestamp: 2013-05-24 18:57:22+00:00
Document Index: 149901689

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art.\n4', 'art. 7', 'art. 10', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.\n38', 'art. 38', 'art. 38', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.\n32', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 616', 'art. 616', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 28', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 12', 'art. 1917', 'art. 1917', 'art. 1917', 'art. 1917', 'art.\n1917', 'art. 111', 'art. 1917']

ANNO LIX - 2008 - N4 | Rivista giuridica del lavoro
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contrattazione collettiva sicurezza sociale corte costituzionale giurisprudenza osservatorio Licenziamento individuale contratto a termine Lavoro a termine lavoro condotta antisindacale lavoro subordinato risarcimento del danno rapporto di lavoro contratto collettivo licenziamento subordinazione legge e autonomia collettiva discriminazione Lavoro pubblico retribuzione ANNO LIX - 2008 - N4 Trimestrale Ottobre - Dicembre2008
Il tema: regole del mercato del lavoro e tutela antidiscriminatoriaMarzia Barbera:
Introduzione. L'effetto...
Loredana Zappalà:
Flessicurezza, pari opportunità e non...
Piera Loi::
La ragionevolezza come predicato delle...
Diritto alla sicurezza sociale e...
Il danno da discriminazioni tra...
Gianni Loy::
Contratti formativi, contratti di...
GiurisprudenzaDaniela Izzi:
Il divieto di discriminazioni razziali...
Donne, accesso al lavoro e progressioni...
Sul licenziamento «discriminatorio»...
Cristina Cominato:
Il requisito essenziale nella...
Valentina Beghini:
L’azione individuale sommaria contro...
Carlo de Marchis:
Il difficile equilibrio della tutela...
Abuso del diritto al congedo parentale...
Enrico Maria Terenzio:
L’onere della prova del danno da...
Disabilità e lavoro: il diritto di...
Il licenziamento illegittimo della...
Domenico Pizzonia:
Controllo della posta elettronica,...
Fiscalizzazione degli oneri sociali e...
Il datore di lavoro ha sempre...
Ivan Turco:
La necessaria specificazione delle...
La tutela del lavoratore in caso di...
Comandata in caso di sciopero...
Prestazioni agli invalidi civili e...
Sul requisito reddituale per la...
Danno differenziale, fallimento del...
Il tema: regole del mercato del lavoro e tutela antidiscriminatoria
Introduzione. L'effetto trasversale del principio di non discriminazione Scritto da: Marzia Barbera
Flessicurezza, pari opportunità e non discriminazione: i percorsi (quasi sempre) virtuosi del diritto sociale europeo Scritto da: Loredana Zappalà
La ragionevolezza come predicato delle differenze di trattamento Scritto da: Piera Loi:
controllo di eguaglianza
Diritto alla sicurezza sociale e divieti di discriminazione Scritto da: Olivia Bonardi
Il danno da discriminazioni tra risarcimento e sanzione civile Scritto da: Luigi De Angelis
Il saggio è dedicato al tema del sistema dei rimedi, e, in particolare, alle diverse forme di tutela
risarcitoria prevista per le discriminazioni di genere e per le altre forme di discriminazioni. L’A. fa osservare come il processo interpretativo sia complicato dalla difficoltà di fare appello al sistema, e, quindi, all’interpretazione sistematica, a fronte di interventi legislativi succedutisi nel tempo e che fanno riferimento a modelli processuali notevolmente differenti tra di loro, a diversi giudici competenti a conoscere
dei rimedi, a diverse forme di tutela.
Contratti formativi, contratti di inserimento e principio di non discriminazione per età Scritto da: Gianni Loy:
Il saggio è dedicato alla tutela dalle discriminazioni nella fase dell’accesso al mercato del lavoro.
Il problema da cui parte l’A. è quello del progressivo mutamento della funzione originaria dei contratti formativi: un processo nel quale la funzione di acquisizione di una qualificazione professionale è stata nel
tempo offuscata da quella di inclusione nel mercato del lavoro. Nel passaggio dal contratto di apprendistato a quello di inserimento, la funzione strumentale – favorire la flessibilità – ha finito per prevalere su quella principale – garantire le prpfessionalità necessarie al mdl.
principio di non discriminazione per età
Il divieto di discriminazioni razziali preso sul serio	(Corte di giustizia Ce
10 Luglio 2008, n.C-54/07)
Il tema del rapporto che, all’interno dell’orizzonte del diritto antidiscriminatorio, intercorre fra dimensione individuale e dimensione collettiva, e tra tutela dei diritti della persona e tutela delle libertà economiche,
ritorna anche nella sentenza Feryn della Corte di Giustizia (la
prima che abbia a oggetto un’ipotesi di discriminazione razziale): «un autentico leading case sotto le spoglie di una sentenza laconica», come fa notare l'Autrice.
Daniela Izzi, che ha analizzato la decisione insieme a Davide Strazzari.
Daniela Izzi Nel numero
ANNO LIX - 2008 - N4	Parole chiave: discriminazione razziale discriminazione diretta Il tema del rapporto che, all’interno dell’orizzonte del diritto antidiscriminatorio, intercorre fra dimensione individuale e dimensione collettiva, e tra tutela dei diritti della persona e tutela delle libertà economiche,
ritorna anche nella sentenza Feryn della Corte di Giustizia (la prima che abbia a oggetto un’ipotesi di discriminazione razziale): «un autentico leading case sotto le spoglie di una sentenza laconica», come fa notare l'Autrice. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Note
Donne, accesso al lavoro e progressioni di carriera	Sentenza:
Corte Appello Torino, N.564-14 Mag 2008
Tribunale Firenze, Sez. I pen., N.2926-10 Dicembre 2007
ANNO LIX - 2008 - N4	Parole chiave: Maternità congedi parentali discriminazioni L'articolo mette in luce due profili problematici: la discriminazione uomo-donna nella fase di accesso al lavoro permane ed è anzi amplificata dal ruolo dei nuovi soggetti operanti nell’intermediazione; le discriminazioni in caso di gravidanza si atteggiano in forme nuove che tendono a trarre alimento dalla stessa tutela della maternità secondo una logica datoriale che stravolge la ratio degli istituti spingendosi verso false interpretazioni dei contratti collettivi o della legge. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte Appello Torino, N.564-14 Mag 2008
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Tribunale Prato, N.263-21 Novembre 2007
Giud. Rizzo – B. M., B. M., N.
S. e, nella qualità di Consigliera di parità della Regione Toscana, C. M.
(avv.ti Rusconi e Valenti), C. R., G. S., G. E., L. A., L. L. F., M. E., P. C.,
S. D., M. C. e, in qualità di Consigliera di parità della Regione Toscana,
C. M. (avv. Bologni) c. Cariprato Spa (avv.ti Papaleoni e Cappellini).
Note: Donne, accesso al lavoro e progressioni di carrieraParole chiave: Retribuzione :: genere :: discrimnazioni :: progressione di cariera :: Discriminazioni – Discriminazioni di genere – Accertamento progressione
automatica di carriera – Accertamento riconoscimento periodi
di astensione facoltativa ai fini dell’anzianità – Retribuzione –
Azione collettiva di discriminazione ex art. 4, legge n. 125/1991.
La condotta assunta dalla società convenuta (mancato riconoscimento dei periodi
di astensione facoltativa quali periodi utili al computo dell’anzianità richiesta
ai fini della progressione automatica di carriera e dei relativi benefìci economici)
si risolve in una discriminazione indiretta ai sensi del comma 2 dell’art.
4, legge n. 125/1991. Le ricorrenti, quali fruitrici della tutela loro apprestata
dall’art. 7, legge n. 1204/1971, sono state oggetto di una discriminazione
in ragione del sesso, con la conseguenza che le loro carriere dovranno essere ricostruite
computando nell’anzianità di servizio utile ai fini della progressione automatica
(di cui all’art. 10 Ccnl Acri del 19 dicembre 1994) anche i periodi di astensione facoltativa per maternità
fondato sul mero fatto di appartenere al genere femminile. Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Note
Sul licenziamento «discriminatorio» della lavoratrice madre	Sentenza:
ANNO LIX - 2008 - N4	Parole chiave: licenziamento lavoratrice madre discriminazioni deroga divieto di licenziamento L’analisi comparata delle due pronunce in esame fornisce l’occasione per
licenziamento discriminatorio per ragioni di genere. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Tribunale Forlì, N.75-22 Marzo 2007
Il requisito essenziale nella discriminazione indiretta	Sentenza:
Cristina Cominato Nel numero
ANNO LIX - 2008 - N4	Parole chiave: discriminazione indiretta cause giustificazione concorso part-time L'analisi del decreto del Tar Sardegna offre all'autrice l'occasione per riflettere
sul tema delle cause di giustificazione della discriminazione indiretta. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Tar Sardegna, Sez. II, decr., N.2181-29 Novembre 2007
Pres. Tosti –
B. (avv. Pilia) c. Comune di Cagliari (avv.ti Farci e Melis).
Note: Il requisito essenziale nella discriminazione indirettaParole chiave: discriminazione indiretta :: cause giustificazione :: concorso :: part-time :: Discriminazioni – Discriminazioni di genere – Bando di concorso per
la copertura di sei posti per agenti di Polizia municipale – Divieto
di discriminazione indiretta – Esclusione del part-time – Onere
della prova – Requisito essenziale – Appropriatezza e necessità –
Sulla base della documentazione esibita dalla difesa comunale, da cui si deducono
le ragioni che hanno condotto l’amministrazione a escludere il parttime,
a una sommaria delibazione, non si ricavano, al contrario, elementi che
possano far considerare come «essenziale» una prestazione lavorativa a tempo
pieno per gli agenti di Polizia municipale, essendo state dedotte, nella corrispondenza
intercorsa con la ricorrente, per lo più ragioni pratiche e inconvenienti,
da collegare a problemi di turnazione nei giorni notturni e festivi,
quindi di carattere organizzativo, superabili con mezzi diversi dall’esclusione
della tipologia di svolgimento del lavoro a tempo parziale.
L’azione individuale sommaria contro le discriminazioni di genere in alcune pronunce di merito	Sentenza:
Tribunale Venezia, N.-2 Aprile 2008
Valentina Beghini Nel numero
ANNO LIX - 2008 - N4	Parole chiave: discriminazione di genere tutela giurisdizionale La sentenza in questione si segnala in quanto è la prima, a quanto consta,
a pronunciarsi sull’ambito di applicazione della procedura prevista dall’art.
38, d.lgs. n. 198/2006. Come noto, quest’ultima disposizione prevede
una forma di tutela giurisdizionale di natura sommaria a disposizione della
lavoratrice o del lavoratore in caso di discriminazione di genere. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Tribunale Venezia, N.-2 Aprile 2008
(Tribunale Venezia
N: - 2 Aprile 2008)
Giud. Calzavara – Consigliera provinciale
di parità Provincia di Venezia (avv. Capuozzo) c. Ipsema (avv.
Alessandri).
Note: L’azione individuale sommaria contro le discriminazioni di genere in alcune pronunce di meritoParole chiave: discriminazione di genere :: tutela giurisdizionale :: Discriminazioni – Discriminazione di genere – Azione individuale sommaria
ex art. 38, d.lgs. n. 198/2006 – Modalità di calcolo indennità
di maternità – Retribuzione imponibile.
La speciale azione sommaria prevista dall’art. 38, d.lgs. n. 198/2006, è esperibile
in tutti i casi di discriminazione di genere e non solo nelle ipotesi di discriminazione
relative all’accesso al lavoro, all’orientamento, formazione, perfezionamento
e aggiornamento professionale, all’affiliazione e all’attività in un’organizzazione
di lavoratori o datori di lavoro o in qualunque organizzazione i
cui membri esercitino una particolare professione, e al lavoro notturno.
La Corte Costituzionale, Le decisioni nel trimestre luglio-settembre 2008, Rapporto di lavoro	(Corte Costituzionale
ANNO LIX - 2008 - N4	Parole chiave: osservatorio corte costituzionale SOMMARIO: 1. Inapplicabilità al personale regionale della decurtazione delle diarie per
ANNO LIX - 2008 - N4	Parole chiave: sicurezza sociale 1. Decadenza per la pensione privilegiata. — 2. Invalidi civili extracomunitari. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Rapporto di lavoro
Il difficile equilibrio della tutela del lavoratore a termine.....	Sentenza:
Carlo de Marchis Nel numero
ANNO LIX - 2008 - N4	Parole chiave: contratto a termine nullità trasformazione Il difficile equilibrio della tutela del lavoratore a termine
in bilico tra nullità totale, trasformazione
e prospettive indennitarie del legislatore
Con la sentenza che si annota la Corte di Cassazione affronta per la prima
volta con riferimento alla disciplina introdotta dal decreto legislativo n. 368/2001 la
tematica delle conseguenze sul piano del rapporto di lavoro dell’accertamento della
nullità di una clausola di limitazione temporale della durata del contratto per mancanza
di una valida esigenza temporanea. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte di Cassazione, N.12985 -21 Mag 2008
o sostitutivo». Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Note
Abuso del diritto al congedo parentale e licenziamento per giusta causa	(Corte di Cassazione
Pres. De Luca, Est.
Balletti, P.M. Riello (Diff.) – Electrolux Home Products Italy Spa
(avv.ti Trifirò, Favalli, Zucchinali) c. M. G. (avv.ti Bologna, Petrino).
Diff. Corte d’App. Milano 30 agosto 2004
ANNO LIX - 2008 - N4	Parole chiave: licenziamento giusta causa congedo parentale La sentenza in epigrafe si segnala per aver, per la prima volta, a quanto consta, ammesso
la sindacabilità delle modalità di esercizio del diritto al congedo parentale ex art.
32, d.lgs. n. 151 del 2001, nel caso di specie usufruito dal padre lavoratore. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Note
L’onere della prova del danno da dequalificazione può essere assolto anche per presunzioni	Sentenza:
ANNO LIX - 2008 - N4	Parole chiave: dequalificazione onere della prova La Corte di Cassazione, nella sentenza in commento, torna nuovamente sullo spinoso
Il licenziamento illegittimo della lavoratrice madre e le sue conseguenze	Sentenza:
ANNO LIX - 2008 - N4	Parole chiave: licenziamento lavoratrice madre Le due sentenze qui annotate confermano il principio giurisprudenziale secondo
il quale, in caso di declaratoria di licenziamento illegittimo perché intimato in
violazione dell’art. 2 della legge n. 1204/1971, la lavoratrice ha diritto anche al risarcimento
del danno subìto; proprio la quantificazione dell’ammontare del risarcimento è
stata oggetto di varie interpretazioni sia da parte della giurisprudenza, che da parte della
dottrina. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte di Cassazione, N.5749-3 Marzo 2008
Sez. lav. – Pres. Sciarelli, Est. Stile –
V. S. (avv. Celata) c. Dental Biemme di Matarrelli Italia Sas (avv.ti
Esposito e Giannelli).
Licenziamento individuale – Lavoratrice madre – Stato oggettivo della
gravidanza – Nullità – Risarcimento danni.
Il divieto di licenziamento della lavoratrice di cui all’art. 2 della legge n.
1204/1971 opera in connessione con lo stato oggettivo di gravidanza o puerperio.
Pertanto, il licenziamento intimato nonostante il divieto – che è nullo (e non
inefficace) – comporta il pagamento delle retribuzioni successive alla data di effettiva
cessazione del rapporto, dovute a titolo di risarcimento del danno
Controllo della posta elettronica, tutela della privacy e potere di controllo	Sentenza:
Corte di Cassazione penale, N.47096-19 Dicembre 2007
Domenico Pizzonia Nel numero
ANNO LIX - 2008 - N4	Parole chiave: privacy posta elettronica La corrispondenza elettronica può essere qualificata come «chiusa» nei confronti
dei soggetti che non siano legittimati all’accesso ai sistemi informatici di
invio o di ricezione dei singoli messaggi, in quanto è la legittimazione all’accesso
al sistema informatico che abilita alla conoscenza delle informazioni in esso
custodite. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte di Cassazione penale, N.47096-19 Dicembre 2007
(Corte di Cassazione penale
N:47096 - 19 Dicembre 2007)
Sez. V pen. – Pres. Pizzuti, Est.
Nappi, P.M. Consolo – P. M. c. T. G.
Conf. Trib. Torino, Sez. distaccata di Chivasso, 15 settembre 2006.
Note: Controllo della posta elettronica, tutela della privacy e potere di controlloParole chiave: privacy :: cassazione penale :: email :: Personalità (diritti della) – Segretezza della corrispondenza – Assenza
del lavoratore – Casella di posta elettronica del dipendente – Accesso
da parte del datore di lavoro – Reato ex art. 616, comma 1, cod. pen.
L’art. 616, comma 1, cod. pen. punisce la condotta di chi si limita a prendere
cognizione della corrispondenza altrui, anche elettronica, solo se si tratta di
corrispondenza «chiusa». Chi prende cognizione di corrispondenza aperta è punito
solo se l’abbia a tale scopo sottratta al destinatario ovvero distratta dalla sua
Fiscalizzazione degli oneri sociali e sistema retributivo a cottimo	Sentenza:
ANNO LIX - 2008 - N4	Parole chiave: retribuzione fiscalizzazione oneri sociali cottimo La fiscalizzazione degli oneri sociali non spetta qualora le retribuzioni di fatto
corrisposte da un’azienda ai propri dipendenti siano non inferiori a quelle previste
dai contratti collettivi solo in caso di superamento di determinati livelli di
cottimo. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte Appello Bologna, N.-17 Dicembre 2007
Castiglione, Est. Migliorati – Inps (avv.ti Barusi e Fonzo) c. Max Mara
Fashion Group Srl (avv.ti Persiani e Spaggiari).
Riforma Pret. Reggio Emilia 30 dicembre 1994, n. 572 (non definitiva),
e Trib. Reggio Emilia 11 gennaio 2002, n. 56.
Note: Fiscalizzazione degli oneri sociali e sistema retributivo a cottimoParole chiave: Retribuzione :: fuscalizzazione oneri sociali :: contratto collettivo :: Retribuzione – Fiscalizzazione degli oneri sociali e sgravi – Presupposto
– Applicazione di condizioni non inferiori a quelle previste dal contratto
collettivo – Regole aziendali – Trattamenti non inferiori a
quelli collettivi solo in caso di superamento di determinati livelli di
cottimo – Presupposto per la fiscalizzazione – Inesistenza.
La fiscalizzazione degli oneri sociali non spetta qualora le retribuzioni di fatto
La necessaria specificazione delle cause che legittimano il ricorso alla somministrazione di lavoro	Sentenza:
Tribunale Bologna, N.79-8 Febbraio 2008
Ivan Turco Nel numero
ANNO LIX - 2008 - N4	Parole chiave: Somministrazione di lavoro Specificazione delle causali Necessità La sentenza in esame risolve un’interessante questione relativa alla nullità del contratto
di somministrazione di manodopera, disciplinato dagli articoli 20 ss., d.lgs. n.
276/03, per carenze formali derivanti da insufficiente specificazione (nel contratto
commerciale tra agenzia di somministrazione e utilizzatore) delle causali che consentono
il ricorso a tale contratto. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Tribunale Bologna, N.79-8 Febbraio 2008
N:79 - 8 Febbraio 2008)
Est. Della Casa – M. F. (avv.ti
Passante e Gavaudan) c. Telecom Italia Spa (avv.ti Chiello e Pozzoli)
Note: La necessaria specificazione delle cause che legittimano il ricorso alla somministrazione di lavoroParole chiave: contratto collettivo :: somministrazione di lavoro :: causali :: Somministrazione di lavoro – Specificazione delle causali – Necessità –
Specificazione mediante rinvio alla contrattazione collettiva –
Insufficienza – Sanzioni – Nullità.
Le clausole contenute nei contratti collettivi aventi struttura di clausola generale
richiedono di essere specificate in relazione al singolo contratto di somministrazione,
con deduzione della situazione che lo giustifica; la mera ripetizione
della clausola contrattuale – ovvero l’uso di formule lessicali che per la loro genericità
risultano prive di qualsiasi capacità descrittiva delle ragioni del ricorso al
lavoro somministrato – non è sufficiente a sancire la legittimità del contratto
La tutela del lavoratore in caso di annullamento delle dimissioni	Sentenza:
ANNO LIX - 2008 - N4	Parole chiave: dimissioni annullamento La sentenza in commento mostra come la problematica degli effetti
dell’annullamento delle dimissioni non sia ancora approdata a una soluzione univoca.
E, infatti, ragionando delle conseguenze che ne scaturiscono, quella della ricostituzione
ex tunc del rapporto è supportata dall’orientamento ormai unanime; viceversa,
quella del riconoscimento in favore del lavoratore delle retribuzioni maturate in pendenza
di giudizio, anche eventualmente a titolo di risarcimento dei danni subiti, costituisce
l’aspetto più controverso di tale problematica. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Tribunale Lecce, N.7148-31 Ottobre 2007
Est. Bellanova – G. P. (avv.
Dell’Anna) c. N. R. Mic e Mic di N. R. Srl (avv. Sodo).
Note: La tutela del lavoratore in caso di annullamento delle dimissioniParole chiave: Retribuzione :: dimissioni :: annullamento :: risarcimento del danno :: Dimissioni – Annullamento – Ricostituzione del rapporto – Messa in
mora – Diritto alle retribuzioni – Non sussiste – Diritto al risarcimento
del danno – Non sussiste
Nell’ipotesi di annullamento delle dimissioni per incapacità naturale del lavoratore
o vizio della volontà, opera il principio secondo cui l’annullamento di
un negozio giuridico, pur avendo efficacia retroattiva, non comporta il diritto
del lavoratore alle retribuzioni maturate dalla data delle dimissioni a quella della
riammissione al lavoro, atteso che la retribuzione presuppone la prestazione
dell’attività lavorativa, onde il pagamento della prima in assenza della seconda
rappresenta un’eccezione che, come nelle ipotesi di malattia o licenziamento non
sorretto da giusta causa o giustificato motivo, deve essere espressamente prevista
Violazione della normativa antiriciclaggio: la duplice posizione soggettiva non esclude la sanzionabilità del comportamento..	Sentenza:
Tribunale Asti, N.354-31 Luglio 2007
Pierpaolo Miglietta Nel numero
ANNO LIX - 2008 - N4	Parole chiave: licenziamento giusta causa obbligo di fedeltà La sentenza in esame, dichiarando illegittimo il licenziamento intimato dall’istituto
bancario al sig. S. C. per violazione della normativa antiriciclaggio, offre
un’importante spunto per riflettere sugli obblighi dei dipendenti bancari connessi al
«rischio di riciclaggio». articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Tribunale Asti, N.354-31 Luglio 2007
(Tribunale Asti
N:354 - 31 Luglio 2007)
Est. Gibelli – S. C. (avv.ti Martino e
Occhionero) c. Banca Bipop-Carire Spa filiale di Asti (avv.ti Benzi e
Note: Violazione della normativa antiriciclaggio: la duplice posizione soggettiva non esclude la sanzionabilità del comportamento..Parole chiave: licenziamento :: giusta causa :: normativa antiriciscaggio :: Licenziamento individuale – Giusta causa – Insussistenza – Violazione
dell’obbligo di segnalazione di operazioni sospette ex art. 3, legge 5
luglio 1991, n. 197 – Insussistenza – Scissione cliente/dipendente di
un istituto di credito – Assenza di esplicita precisazione nella motivazione
– Operazione di frazionamento di denaro contante – Divieto
– Obbligo di fedeltà
È illegittimo il licenziamento inflitto a un «cliente/dipendente» di un istituto
di credito che abbia posto in essere una serie di operazioni di deposito sul libretto
nominativo attraverso la tecnica del frazionamento – in modo da sfuggire
al divieto e al relativo obbligo di segnalazione imposto dalla normativa antiriciclaggio
– per aver omesso l’istituto di precisare in modo esplicito, nella motivazione,
che la contestazione era indirizzata al dipendente e non al cliente
Comandata in caso di sciopero proclamato da una sola componente della Rsu	(Corte di Cassazione
Balletti – Syndial Spa (avv. Ciabattini) c. Cgil territoriale di Sassari, Filcea
Cgil territoriale di Sassari (avv. Petrocelli).
Cassa App. Sassari 24 giugno 2004.
ANNO LIX - 2008 - N4	Parole chiave: condotta antisindacale art. 28 Stat. lav. comando unilaterale lavoratori Con la pronuncia in esame la Suprema Corte ritorna sulla questione dei limiti
di legittimità dell’agire dell’imprenditore nel conflitto, e, in particolare, sul problema
del rapporto tra tutela della libertà sindacale e del diritto di sciopero, da una
parte, e tutela della libertà imprenditoriale, dall’altra. Quest’ultima, nel caso specifico,
coinvolge anche il profilo della sicurezza dei lavoratori, oltre che quello della
salvaguardia degli impianti. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Sicurezza sociale
Prestazioni agli invalidi civili e trattamento degli stranieri: la lunga marcia della Corte Costituzionale verso la parità	Sentenza:
Corte Costituzionale, N.306-30 Luglio 2008
ANNO LIX - 2008 - N4	Parole chiave: Invalidità civile indennità di accompagnamento Esclusione per stranieri extracomunitari privi dei requisiti di reddito stabiliti per la Carta di soggiorno Con la sentenza del 29-30 luglio 2008, la Corte Costituzionale sancisce la
parziale illegittimità del più gravoso dispositivo di legge in forza del quale, dal 1° gennaio
2001, l’accesso alle prestazioni economiche che costituiscono «diritti soggettivi»
in base alla legislazione in materia di servizi sociali – nella specie l’indennità di accompagnamento
agli invalidi civili ex art. 1 della legge 11 febbraio 1980, n. 18 – richiede,
obbligatoriamente, la titolarità della Carta di soggiorno di cui all’art. 9, T.U. n.
286/98, ora sostituita dal Permesso di soggiorno Ce-Slp articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte Costituzionale, N.306-30 Luglio 2008
N:306 - 30 Luglio 2008)
Pres. Bile, Est. Amirante – S. T. c. Inps (avv. Valente).
Note: Prestazioni agli invalidi civili e trattamento degli stranieri: la lunga marcia della Corte Costituzionale verso la paritàParole chiave: Invalidità civile :: Indennità di accompagnamento :: Invalidità civile – Indennità di accompagnamento – Esclusione per stranieri extracomunitari privi dei requisiti di reddito stabiliti per la Carta di soggiorno (ora Permesso Ce per soggiornanti di lungo periodo) – Illegittimità costituzionale.
È manifestamente irragionevole subordinare l’attribuzione di una prestazione
assistenziale quale l’indennità di accompagnamento – i cui presupposti sono
la totale disabilità al lavoro, nonché l’incapacità alla deambulazione autonoma
o al compimento da soli degli atti quotidiani della vita – al possesso di un titolo
di legittimazione alla permanenza del soggiorno in Italia che richiede per il suo
rilascio la titolarità di un reddito. Tale irragionevolezza incide sul diritto alla salute,
Sul requisito reddituale per la pensione di invalidità	Sentenza:
Corte Costituzionale, N.115-24 Aprile 2008
ANNO LIX - 2008 - N4	Parole chiave: Requisito reddituale familiare n. 663 – Artt. 3 e 38 Cost. Invalidità civile inammissibilità illegittimità costituzionale art. 14-septies d.l. 20 dicembre 1979 Il Tribunale di La Spezia ha sollevato questione di legittimità costituzionale, in riferimento
agli artt. 3, commi 1 e 2, e 38, comma 1, della Costituzione, del combinato
disposto dell’art. 14-septies, commi 4 e 5, d.l. n. 663 del 20 dicembre 1979, convertito
con modificazioni dalla legge n. 33 del 29 febbraio 1980, nella parte in cui non
prevede, anche per il richiedente la pensione di inabilità ex art. 12, legge n. 118/1971,
l’esclusione dal computo dei redditi di quelli percepiti dagli altri componenti il suo nucleo
familiare. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte Costituzionale, N.115-24 Aprile 2008
Danno differenziale, fallimento del datore di lavoro: l’art. 1917 cod. civ. ancora davanti alla Corte Costituzionale	Sentenza:
Corte di Cassazione, N.11921-13 Mag 2008
ANNO LIX - 2008 - N4	Parole chiave: infortuni sul lavoro e malattie professionali Crediti da risarcimento del danno differenziale subìto dal lavoratore in conseguenza di infortunio sul lavoro vantati nei confronti di datore di lavoro dichiarato fallito La Corte di Cassazione solleva d’ufficio la questione di legittimità
costituzionale della norma dell’art. 1917, comma 2, cod. civ. «nella parte in cui non
prevede azione diretta del lavoratore per il credito risarcitorio da danno differenziale
per infortunio sul lavoro nei confronti dell’assicuratore del datore di lavoro». Nel caso
di specie il lavoratore non aveva ricevuto il risarcimento del danno perché «mai il
Fallimento aveva domandato, ai sensi dell’art. 1917, comma 2, cod. civ., all’Assicurazione
di pagare direttamente al danneggiato articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte di Cassazione, N.11921-13 Mag 2008
N:11921 - 13 Mag 2008)
Sez. lav., ord. – Pres. Ciciretti,
Rel. De Matteis, P.M. Patrone (Concl. Diff.) – N. B. (avv.ti Assennato,
Garlatti) c. Ums Generali Marine Spa (avv.ti Guancioli, Bozzo).
Diff. Corte d’Appello di Roma 22 marzo 2004.
Note: Danno differenziale, fallimento del datore di lavoro: l’art. 1917 cod. civ. ancora davanti alla Corte CostituzionaleParole chiave: Infortuni sul lavoro e malattie professionali :: Crediti da risarcimento del danno differenziale subìto dal lavoratore in conseguenza di infortunio sul lavoro :: vantati nei confronti di datore di lavoro dichiarato fallito :: Azione diretta del lavoratore nei :: Infortuni sul lavoro e malattie professionali – Crediti da risarcimento
del danno differenziale subìto dal lavoratore in conseguenza di infortunio
sul lavoro, vantati nei confronti di datore di lavoro dichiarato
fallito – Azione diretta del lavoratore nei confronti dell’assicuratore
del datore di lavoro – Mancata previsione secondo il «diritto vivente
» – Violazione del principio di uguaglianza per ingiustificata disparità
di trattamento rispetto al lavoratore in caso di infortunio in
itinere in quanto vittima di incidente stradale – Lesione del diritto
di azione e difesa in giudizio e del principio del giusto processo –
Violazione del principio di tutela del lavoratore – Codice civile, art.
1917, comma 2 – Costituzione, artt. 3, 24, 35 e 111.
Alla luce del principio di concentrazione delle tutele ex art. 111, comma 2,
Cost., che impone – nell’alternatività tra l’azione diretta verso l’assicuratore e
l’ammissione al passivo fallimentare dell’assicurato – una risposta giudiziaria
contestuale e non limitativa della domanda di giustizia del danneggiato, è rilevante
e non manifestamente infondata – in relazione agli artt. 3, 24, 35 e 111
Cost. la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1917, comma 2, cod.
civ., nella parte in cui non prevede azione diretta del lavoratore per il risarcimento