Source: https://www.immobilio.it/threads/lagente-mi-assicura-la-concessione-del-mutuo-ma-perdo-la-caparra-versata.24074/
Timestamp: 2016-12-07 16:26:48+00:00
Document Index: 101503789

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1759', 'art. 1759', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 1759', 'art. 1759', 'art. 1759', 'art. 1759']

L'agente mi assicura la concessione del mutuo, ma perdo la caparra versata | immobilio - Forum Immobiliare
Registrati in 30 Secondi	Registrarsi è gratis ed elimina la pubblicità	L'agente mi assicura la concessione del mutuo, ma perdo la caparra versata
Discussione in 'Compravendita, Professionisti, Aste e Pignoramenti' iniziata da TATY90, 2 Novembre 2012.
vorrei chiedere delle informazioni riguardo ad una contratto di compravendita.vi spiego.
qualche anno fa mio padre trova un'annuncio sul volantino della tecnocasa (con i quali avevano un rapporto di conoscenza avendo acquistato tempo prima una diversa casa), decide di rivolgersi alla tecnocasa per l'acquisto. Questi gli propongono un loro consulente per il mutuo, non so come questi gli dicono che sicuramente gli accetteranno il mutuo, e procedono al contratto, mio padre sicuro delle loro parole stipula un contratto con caparra di 15 mila euro (stenti di una vita, dei suoi pochi anni di lavoro precario), la tecnocasa provvede alla ripartizione della quota tra i diversi fratelli ( proprietari dell'immobile), della loro parte (anche se la casa non era ancora venduta) e della quota del consulente. Fatto sta che il mutuo nn è passato e mio padre ha perso i soldi. Ora vorrei chiedere se possiamo legalmente riavere anche una parte dei nostri soldi, anche basandoci sulla mala fede degli agenti perchè secondo mio parere sapevano che il mutuo nn sarebbe stato accettato anche perchè mio padre aveva un posto di collaboratore scolastico da pochi anni ed è ancora oggi un precario e si sono ben curati di prendersi prima i loro soldi.. e mi chiedo la tecnocasa non avrebbe dovuto prendere la sua quota e quella del consulente dopo la vendita? loro che lavorano ogni giorno in questo campo non sapevano che ad un umile precario non accettavano un mutuo, anche perchè mio padre se nn era sicuro del mutuo nn avrebbe dato ttt quei soldi. Ed ancora i proprietari della casa avevano chiesto come favore a mio padre di restaurare oggetti antichi della loro casa per poi prenderseli dopo la vendita.. mio padre ha pagato il restauratore ma i proprietari non ne vogliono sapere.. qualcuno può aiutarmi ed indirizzarmi su cosa si può fare?purtroppo la crisi è imminente ed sono stata costretta a ritirami dall'università perchè i miei genitori nn possono + mantenermi..
vi ringrazio anticipatamente.. TATY90,
Ritengo che, vista la cifra, sarebbe opportuno fare un ulteriore piccolo sacrificio ed appoggiarsi ad uno studio legale di bravi civilisti, possibilmente specializzati in campo immobiliare. Personalmente, ho avuto modo di leggere diverse sentenze che stabiliscono che in caso di mancata concessione del mutuo, non imputabile a negligenza colpa o dolo dell'acquirente, le somme versate possono essere retrocesse (anche solo parzialmente), anche nel caso in cui non sia stata espressamente inserita in contratto una condizione sospensiva o risolutiva legata al rilascio del mutuo. Sulla responsabilità dell'agenzia, pur non potendo sapere se ciò che hanno omesso di fare (consigliare all'acquirente l'inserimento in preliminare della condizione legata all'ottenimento del mutuo), sia da attribuire a dolo, ritengo che, alla luce delle sentenze ormai univoche degli ultimi anni, nell'ambito della responsabilità professionale la loro mancanza sia da considerare indifendibile.
A H&F, LEnrica e TATY90 piace questo elemento.
Il loro comportamento e' stato molto squalificante...e lo è' stato altrettanto del consulente della kiron hanno pensato solo ad incassare le loro provvigioni....se nella proposta fosse stata scritta la clausola che acquistava subordinando.la proposta all'ottenimento del mutuo avrebbe una possibilità' di fargli causa.....devi vedere con un avvocato se ci sono dei margini di fargli causa.... Mi dispiace dell'accaduto.....vedi di parlare con il titolare del l'agenzia e del mediatore creditizio...per cercare di recuperare i soldi versati.....
A TATY90 piace questo elemento.
il Fatto è che il mutuo nn è passato anche perchè mio padre ha un debito con equitalia. Ci siamo più volte rivolti all'agenzia sia ai proprietari. l'agente aveva detto a mio padre che nel caso in cui la casa sarebbe stata rivenduta gli avrebbe ridato i suoi soldi. il fatto sta che la casa è stata venduta ma non abbiamo avuto un euro. e purtroppo nel contratto non c'è nessuna clausola che garantisca mio padre in caso di mancato concessione del mutuo. Ma non era loro compito controllare i problemi di mio padre prima di dire che sicuramente avrebbe avuto il mutuo.??
Come ho scritto nel precedente mio intervento, è indubbia la responsabilità dell'agente immobiliare. Resta il fatto che, a parole, poco se ne cava. Ribadisco perciò il mio consiglio di consultare un bravo legale (prima che scadano eventuali termini di prescrizione).
Ritengo che, vista la cifra, sarebbe opportuno fare un ulteriore piccolo sacrificio ed appoggiarsi ad uno studio legale di bravi civilisti, possibilmente specializzati in campo immobiliare. Personalmente, ho avuto modo di leggere diverse sentenze che stabiliscono che in caso di mancata concessione del mutuo, non imputabile a negligenza colpa o dolo dell'acquirente, le somme versate possono essere retrocesse (anche solo parzialmente), anche nel caso in cui non sia stata espressamente inserita in contratto una condizione sospensiva o risolutiva legata al rilascio del mutuo. Sulla responsabilità dell'agenzia, pur non potendo sapere se ciò che hanno omesso di fare (consigliare all'acquirente l'inserimento in preliminare della condizione legata all'ottenimento del mutuo), sia da attribuire a dolo, ritengo che, alla luce delle sentenze ormai univoche degli ultimi anni, nell'ambito della responsabilità professionale la loro mancanza sia da considerare indifendibile.Clicca per allargare...
puoi postare le sentenze? grazie
se non hai nulla di scritto, perdi ahime' e amio parere ,solo tempo e danari per gli avvocati
A Antonello, ccc1956 e studiopci piace questo elemento.
ma i broker bancari con i quali ho sempre lavorato, non hanno mai chiesto niente ai miei clienti.
non sarò mai ricca. non potrei comportarmi così
Ti chiedo scusa ho interpretato male la tua risposta...i broker della banca non devono chiedere soldi....lavorano per la banca....mentre quelli della kiron hanno chiesto i soldi....ma il servizio reso e' stato sconcertante......perché' professionalmente avrebbero dovuto fare le giuste considerazioni prima di dare per certo........che gli avrebbero erogato un mutuo...
Va bene. Recupero un pò di massime e le posto qui.
Che schifo!Clicca per allargare...
stai parlando della tua categoria...............
questi agenti hanno avuto la meglio su gente inesperta ed fiduciosa...............
se provavano con me gli staccavo il naso a morsi............. .
se provavano con me gli staccavo il naso a morsi............. .Clicca per allargare...
TATY90 ha scritto:
il Fatto è che il mutuo nn è passato anche perchè mio padre ha un debito con equitalia. Ci siamo più volte rivolti all'agenzia sia ai proprietari. l'agente aveva detto a mio padre che nel caso in cui la casa sarebbe stata rivenduta gli avrebbe ridato i suoi soldi. il fatto sta che la casa è stata venduta ma non abbiamo avuto un euro. e purtroppo nel contratto non c'è nessuna clausola che garantisca mio padre in caso di mancato concessione del mutuo. Ma non era loro compito controllare i problemi di mio padre prima di dire che sicuramente avrebbe avuto il mutuo.??Clicca per allargare...
il problema con equitalia era stato sollevato e segnalato?
No... Mio padre non era a conoscenza dell'Equitalia.. Credeva che si vedessero tutto loro. Cioè fosse loro compito (quantomeno del consulente) controllare la possibilità di eventuali problemi....
che schifo.... non so che altro dire
sentenza che non darebbe scampo a taty90...
Non costituisce presupposto per l'azione di risoluzione per impossibilità sopravvenuta del contratto preliminare di compravendita il fatto che al promissario acquirente non sia stato erogato il mutuo che aveva richiesto. Al contrario, la mancata stipula, nei termini previsti, dell'atto notarile di trasferimento della proprietà da parte del promissario acquirente costituisce inadempimento di quest'ultimo e legittima la ritenzione, da parte del promittente venditore, della somma versata a titolo di caparra confirmatoria.
Trib. Milano, 04/10/2005
sulla responsabilità del mediatore....
La giurisprudenza ormai prevalente, in considerazione dell'entrata in vigore della legge n. 39/1989 che ha creato la figura del mediatore professionale, ha esteso la portata della responsabilità del mediatore, disciplinata dall'art. 1759 c.c., fino a salvaguardare l'interesse delle parti contraenti che potrebbe risultare compromesso da una falsa rappresentazione della realtà dovuta all'affidamento suscitato dall'opera dell'agente immobiliare.....
Trib. Ariano Irpino, 16/09/2010
In tema di mediazione, il mediatore deve comportarsi in modo da non ingenerare equivoci sulla veridicità delle notizie rilevanti per la conclusione dell'affare, non potendo limitarsi a riferirle senza averne controllato la rispondenza a realtà, dal momento che, anche per effetto della legge 3 febbraio 1989, n. 39, chi si rivolge al mediatore per concludere un affare fa legittimo affidamento sul suo dovere di imparzialità, ogniqualvolta egli non sia agente di una sola parte, essendo tenuto a riequilibrare l'asimmetria informativa dell'una parte rispetto all'altra sulla sicurezza e convenienza dell'affare. ...
L'art. 1759, comma 1, c.c., - che impone al mediatore l'obbligo di comunicare alle parti le circostanze a lui note circa la valutazione e sicurezza dell'affare che, possano influire sulla sua conclusione - deve essere letto in coordinazione con gli artt. 1175 e 1176 c.c., nonché con la disciplina dettata dalla L. n. 39 del 1989 - che ha posto in risalto la natura professionale dell'attività del mediatore, subordinandone l'esercizio all'iscrizione in un apposito ruolo, che richiede determinati requisiti di cultura e competenza (art. 2), condizionando all'iscrizione stessa la spettanza del compenso (art. 6). Poiché nella mediazione, che consiste nel mettere in relazione due o più parti per la conclusione di un affare, i soggetti del contratto sono tenuti all'obbligo generale e reciproco della buona fede, il quale si concreta a norma dell'art. 1759 c.c. nel dovere del mediatore di fornire tutte le informazioni di cui egli sia a conoscenza. In questo senso, si può ritenere che sul mediatore gravi un obbligo di imparzialità, intesa non in relazione a poteri decisori che il mediatore naturalmente non ha, ma con riferimento al dovere del mediatore di comunicare alle parti le circostanze a lui note, relative alla valutazione e alla sicurezza dell'affare, che possono influire sulla conclusione di esso, art. 1759, primo comma, c.c. Oggetto del dovere di comunicazione e di formazione sono, cioè, tutti gli elementi noti al mediatore, la cui conoscenza può influenzare l'affare, favorendolo o pregiudicandolo e tra questi si possono annoverare le condizioni economiche di uno degli stipulanti, il suo stato di insolvenza e simili altre circostanze. Dall'inquadramento dell'obbligo di informazione di cui all'art. 1759 c.c., in un rapporto di specie rispetto al genere dell'obbligo generale di informazione che presiede alla conclusione di tutti i contratti, discende che l'inosservanza dell'obbligo si risolve in un limite all'esercizio dei poteri che alle parti derivano dal contratto, ivi compreso quello del mediatore di pretendere il pagamento della provvigione, quando uno degli stipulanti il contratto finale possa dimostrare che avrebbe concluso questo contratto a condizioni diverse o non lo avrebbe concluso affatto. E questo perché il mediatore, se è in condizioni di farlo, deve informare le parti dei vizi del bene, della qualità della merce o dei servizi offerti, dell'esistenza di procedure coattive o concorsuali o di precedenti penali a carico di una delle parti, della situazione del mercato ecc., in quanto ciascuna di queste circostanze rappresenta elemento di valutazione dell'affare, come richiesto dall'art. 1759 già richiamato.....
Trib. Monza, Sez. IV, 09/05/2007
Un minimo di esperienza, capacità e buon senso ( non negli affari ) avrebbe dovuto far consigliare al collega l'inserimento di una clausola sospensiva finalizzata all'ottenimento del mutuo, che avrebbe tutelato l'acquirente da sorprese che comunque posso venir fuori... purtroppo non essendoci questa, la situazione legalmente è formalmente giusta. Fabrizio