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Timestamp: 2020-08-08 05:35:59+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.1', 'art.25', 'art.25', 'sentenza ', 'art.9', 'sentenza ']

MIBACT: Riconoscimento benefici previdenziali al personale esposto a sostanze insalubri - lettera al Capo di Gabinetto D'Andrea - FPCGIL
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Riconoscimento benefici previdenziali al personale esposto a sostanze insalubri - lettera al Capo di Gabinetto D'Andrea
Roma, 1 dicembre '15
Al Capo di Gabinetto Prof. Giampaolo D'Andrea
E, p.c.: Al Segretario Generale Arch. Antonia Pasqua Recchia
Al DG Organizzazione Dr. Gregorio Angelini
Oggetto: Sentenza Corte dei Conti - Sezione Giurisdizionale per il Lazio - n.335/2015 -
Riconoscimento benefici previdenziali al personale esposto a sostanze insalubri.
Signor Capo di Gabinetto,
Riteniamo opportuno sottoporre alla S.V. l'esito del contenzioso attivato a seguito di un ricorso avviato da un gruppo di lavoratori in quiescenza, provenienti dai cicli lavorativi afferenti il restauro, i quali hanno avanzato istanza di riconoscimento, ai fini del trattamento pensionistico, dell'esposizione ai lavori insalubri. La vicenda trae origine da una richiesta, avanzata a suo tempo dalla scrivente O.S., tesa al riconoscimento ai lavoratori che nel corso della loro attività sono stati esposti alle sostanze insalubri elencate nell'art.1 del Decreto Luogotenenziale n.110/1919 dei benefici previsti dall'art.25 del DPR 1092/73. Richiesta sulla quale abbiamo purtroppo registrato un parere negativo dell'Amministrazione, motivato dal fatto che l'art.25 del DPR 1092/73 sia riferibile solo al personale con qualifica operaia, analogamente al riconoscimento previsto per il personale operaio del Ministero della Difesa a cui è esplicitamente indirizzata la disposizione. A tale posizione noi abbiamo replicato sostenendo che, sulla base dell'evoluzione delle normative in materia di sicurezza sul lavoro, non può essere l'appartenenza ad una singola categoria professionale bensì la concreta esposizione alle sostanze insalubri riconosciute dall'attuale normativa a determinare il diritto dei lavoratori ad usufruire dei benefici previdenziali previsti, in particolare lavoratori del restauro e fotografi. E nel contempo avviando il contenzioso che, per quel che riguarda il personale in quiescenza, ha prodotto l'importante sentenza che inviamo per opportuna conoscenza ed i conseguenti approfondimenti. In tale contesto abbiamo peraltro dovuto verificare, a partire dall'entrata in vigore del Contratto Integrativo di Amministrazione stipulato alla fine degli anni Novanta, l'abbandono dell'aggiornamento e rilascio del Libretto Individuale di Rischio previsto dall'art.9 del DPR 146/1975, che formava, nel contesto normativo sopra evidenziato, strumento normativo essenziale ai fini del riconoscimento del beneficio pensionistico. Una decisione inspiegabile, come se il rilascio di detto documento fosse solo propedeutico al riconoscimento dell'indennità di rischio e non utile ai fini del monitoraggio delle condizioni di esposizione al rischio ed ai conseguenti benefici pensionistici. Di conseguenza l'applicazione della sentenza ha una delimitazione temporale dovuta proprio a questo improvvido abbandono della procedura sopra evidenziata.
L'altra conseguenza prodotta è che, nell'ambito del personale interessato, si è determinata una evidente sperequazione, dovuta all'interpretazione sfavorevole dell'Amministrazione, con personale di qualifica diversa da quella operaia posto in quiescenza con il riconoscimento del beneficio e personale nella medesima condizione professionale in servizio o posto in quiescenza dopo la presa di posizione formale dell'Amministrazione a cui il beneficio non viene riconosciuto. Una situazione inaccettabile, sia in considerazione della delicatezza della materia, che incide sui fondamenti della tutela della salute e sicurezza sul lavoro, che dal punto di vista della mancata uniformità di trattamento per il personale interessato. Ciò stante, nel rinviare ad una attenta lettura della sentenza, esemplare a nostro giudizio nella puntuale disanima della problematica sopra esposta, la scrivente O.S., considerata anche l'obsolescenza normativa evidente alla luce dei riferimenti sopra evidenziati, ad esempio un elenco di sostanze insalubri risalenti al 1919, ritiene non più procrastinabile un intervento normativo, volto all'aggiornamento della normativa in questione alla luce degli atti normativi intervenuti in maniera sistemica sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro e della necessità di riconoscere ed estendere a tutti i lavoratori dei profili professionali interessati la cui attività comporta l'esposizione a sostanze insalubri i benefici previdenziali previsti dalla legge 1092/1973.
Certi della sua sensibilità sul tema sopra esposto la scrivente O.S. resta in attesa di formali comunicazioni al riguardo.