Source: http://iusletter.com/tardiva-la-notifica-telematica-le-ore-21-00/
Timestamp: 2018-09-23 13:01:47+00:00
Document Index: 138912795

Matched Legal Cases: ['art 147', 'art. 45', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 147', 'art. 3']

È tardi per la notifica dopo le 21.00 - Iusletter
La Corte di Cassazione, pronunciandosi nuovamente in merito alla tardività della notifica con modalità telematiche, ha ribadito che, qualora la notifica venga richiesta dopo le ore 21.00, si perfeziona alle ore 7.00 del giorno successivo (vedi anche Cass. n. 21915 del 21.09.2017, commento in Iusletter del 7.11.2017).
Il principio di diritto sopra enunciato deriva dall’esame di due questioni relative, da un lato, alla “scissione” del momento di perfezionamento della notifica per il notificante e per il destinatario e, dall’altro, alla necessità di stabilire i termini entro i quali la notifica deve essere fatta, rimanendo sempre nell’ottica del notificante.
In merito alla prima questione, occorre distinguere il momento perfezionativo della notifica per il notificante da quello del destinatario, in quanto non devono ricadere sul soggetto che effettua la notifica ritardi derivanti da meccanismi che questi non governa e sui quali non ha possibilità di incidere. Pertanto, per il notificante ciò che rileva è il momento in cui è stata richiesta la notifica (attestato dalla ricevuta di accettazione), mentre per il destinatario quello in cui la notifica viene consegnata al destinatario (attestato dalla ricevuta di avvenuta consegna).
Diverso è, invece, il problema di stabilire se alle notifiche telematiche debba applicarsi un limite temporale fissato per le notifiche tradizionali ex art 147 c.p.c. secondo cui le notifiche non possono farsi prima delle ore 7 e dopo le ore 21. Questo problema è stato oggetto di un accesso dibattito, risolto da un successivo intervento del legislatore nel 2014.
La soluzione prescelta dal legislatore è stata quella formulata nell’art. 45-bis, comma 2, lett. b), introdotto in sede di conversione nella L. 11 agosto 2014, n. 114 del D.L. 24 giugno 2014, n. 90. Tale norma ha aggiunto l’art. 16-septies al testo del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 convertito con modificazioni nella L. 17 dicembre 2012, n. 221.
In particolare, ai sensi dell’art. 16-septies intitolato “Tempo delle notificazioni”, l’art. 147 c.p.c. si applica anche alle notifiche telematiche e pertanto la notifica eseguita dopo le ore 21, si considera perfezionata alle ore 7 del giorno successivo. Nulla, tuttavia, si legge in merito alla scissione degli effetti della notifica.
La Suprema Corte sul punto ha precisato che “Tale distinzione continuerà a valere, secondo la regola generale dettata dall’art. 3-bis, nel senso che se il notificante ha richiesto la notifica prima delle 21 e la consegna è avvenuta dopo le 21, la notifica si è perfezionata quel giorno, in quanto rimane fermo che per lui ciò che vale è la ricevuta di accettazione della richiesta. Ma se invece egli ha richiesto la notifica dopo le 21, il perfezionamento, per espressa previsione normativa, si considera avvenuto alle 7 del giorno dopo. Il legislatore avrebbe potuto distinguere le posizioni del notificante e del destinatario anche a questo fine, disponendo che la notifica si considera perfezionata alle 7 del giorno dopo “solo per il destinatario della notifica”, ma non lo ha fatto”.
Ciò nonostante la Corte ritiene la disposizione chiara anche sotto questo profilo e precisa che l’interprete non può introdurre un’aggiunta che ne modifichi il contenuto, creando così una norma nuova, diversamente la giurisdizione entrerebbe nel campo riservato alla legislazione. Tale interpretazione è stata condivisa dalla giurisprudenza di merito e di legittimità (Cass. n. 8886 del 4.05.2016 e Cass. n. 21915 del 21.09.2017).
Alla luce di quanto sopra, la Suprema Corte ha perciò rilevato che, nel caso in esame, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile in quanto la ricevuta di accettazione della richiesta di notifica telematica reca un orario successivo alle ore 21 del giorno di scadenza del termine per l’impugnazione.
Cass., Sez. VI Civ., 22 dicembre 2017, ordinanza n. 30766