Source: http://www.slideshare.net/studiosicurezza/01-semplificazioni-sicurezza-sul-lavoro-disegno-di-legge-14895277
Timestamp: 2016-06-25 03:58:41+00:00
Document Index: 174548690

Matched Legal Cases: ['in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'in fine', 'art. 29', 'art.29', 'art. 29']

269 2015 esposizioni lavorative...
433 check list-escavatoreidraulico
Disegno di legge Semplificazioni NUOVE DISPOSIZIONI DI SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA A FAVORE DEI CITTADINI E DELLE IMPRESE CAPO I SEMPLIFICAZIONE DI ADEMPIMENTI FORMALI IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO(Misure di semplificazione per le prestazioni lavorative di breve durata)(Misure di semplificazione in materia di sorveglianza sanitaria e in relazione ai rapporti tra medicocompetente e servizio sanitario nazionale)(Recepimento della direttiva 2007/30/CE e semplificazione della documentazione)(Semplificazione di adempimenti nei cantieri)(Misure di semplificazione in materia di comunicazioni e notifiche)(Verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro) CAPO II MISURE IN MATERIA DI LAVORO E PREVIDENZA(Semplificazioni in materia di DURC)(Riconduzione all’INPS delle prestazioni previdenziali gestite dall’ex IPSEMA(Eliminazione dell’obbligo a carico del datore di lavoro di invio all’INAIL dellecertificazioni mediche di infortunio sul lavoro e di malattia professionale)(Copertura dei costi per l’erogazione delle devoluzioni del 5 per mille dell’I.R.P.E.F.)(Disposizioni in materia di disciplina del lavoro occasionale accessorio) CAPO III MISURE IN MATERIA DI INFRASTRUTTURE, BENI CULTURALI E EDILIZIA(Eliminazione del silenzio rifiuto sul permesso di costruire in caso di vincoli)(Modifiche all’articolo 146 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42)(Disposizioni in materia di contratti di rete e di allegazione di atti)(Disposizioni in materia di svincolo delle garanzie di buona esecuzione)(Parcheggi pertinenziali) CAPO IV MISURE IN MATERIA DI PRIVACY(Semplificazioni in materia di privacy) CAPO V AMBIENTE(Pubblicazione provvedimenti di VIA)(Gestione acque sotterranee emunte)
(Procedura semplificata per le operazioni di bonifica o di messa in sicurezza)(Terre e rocce da scavo - Cantieri di minori dimensioni)(Materiali di riporto)(Norme di semplificazione in materia di Valutazione di Impatto Ambientale)(Accelerazione e semplificazione del procedimento di Autorizzazione Integrata Ambientale) CAPO VI MISURE IN MATERIA DI AGRICOLTURA(Tenuta registro carico-scarico rifiuti cooperative agricole)(Semplificazioni nel settore agricolo ed agroindustriale) CAPO VII ULTERIORI DISPOSIZIONI DI SEMPLIFICAZIONE(Adempimenti connessi al cambio della residenza o del domicilio)(Rilascio certificazioni titoli di studio in lingua inglese)(Semplificazione in materia di allacciamento dei terminali di comunicazione alle interfacce dellarete pubblica)(Disposizioni in materia di prevenzione incendi)(Somministrazione di cibi e bevande negli esercizi alberghieri)(Modifiche alla disciplina della conferenza di servizi)(Azione di condanna e giurisdizione sui provvedimenti sanzionatori) CAPO I SEMPLIFICAZIONE DI ADEMPIMENTI FORMALI IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO Art. 1 (Misure di semplificazione per le prestazioni lavorative di breve durata)1. All’articolo 3 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, è aggiunto, in fine, il seguente comma:“13-bis. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, adottato di concerto con ilMinistro della salute, sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sullavoro e la Conferenza Stato, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano, nel rispetto deilivelli generali di tutela di cui alla normativa di salute e sicurezza sul lavoro e fermi restando gliobblighi di cui agli articoli 36, 37 e 41 del presente decreto, sono definite misure di semplificazionedegli adempimenti relativi alla informazione, formazione e sorveglianza sanitaria previsti dalpresente decreto applicabili alle prestazioni che implichino una permanenza del lavoratore inazienda per un periodo non superiore a cinquanta giornate lavorative nell’anno solare diriferimento.”.
Art. 2 (Misure di semplificazione in materia di sorveglianza sanitaria e in relazione ai rapporti tra medico competente e servizio sanitario nazionale)1. All’articolo 40 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, il comma 2-bis è sostituito dalseguente: “2-bis. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro dellasalute, da adottarsi entro il 31 dicembre 2013, sentita la Conferenza per i rapporti tra Stato,Regioni e Province autonome, vengono definiti, secondo criteri di semplicità e comprensibilità, icontenuti degli allegati 3A e 3B e le modalità di trasmissione delle informazioni di cui al comma 1,le quali non possono riguardare elementi già in possesso di pubbliche amministrazioni. Gli obblighidi redazione e trasmissione relativi alle informazioni di cui al comma 1 decorrono dalla datadell’entrata in vigore del decreto di cui al primo periodo: Fino all’entrata in vigore di tale decretotrovano applicazione le disposizioni di cui al decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali9 luglio 2012.”. Art. 3 (Recepimento della direttiva 2007/30/CE e semplificazione della documentazione)1. Al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, sono apportate le seguenti modificazioni:a) All’articolo 6, comma 8, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni,dopo la lettera i) è aggiunta la seguente: “i-bis) redige ogni cinque anni una relazionesull’attuazione pratica della direttiva 89/391/CEE del Consiglio e delle altre direttive dell’Unioneeuropea in materia di salute e sicurezza sul lavoro, comprese le direttive del Consiglio 83/477/CEE,91/383/CEE, 92/29/CEE e 94/33/CE, con le modalità previste dall’articolo 17-bis della direttiva89/391/CEE del Consiglio”;b) all’articolo 26, i commi 3 e 3-bis sono sostituiti dai seguenti:“3. Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione ed il coordinamento di cui alcomma 2, elaborando un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottateper eliminare o, ove ciò non è possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze ovveroindividuando, limitatamente ai settori di attività a basso rischio infortunistico di cui all’articolo 29,comma 6-ter, un proprio incaricato, in possesso di adeguata formazione, esperienza ecompetenza, per sovrintendere a tale cooperazione e coordinamento. In caso di redazione deldocumento esso è allegato al contratto di appalto o di opera e va adeguato in funzionedell’evoluzione dei lavori, servizi e forniture. Della individuazione dell’incaricato di cui al primoperiodo o della sua sostituzione va data immediata evidenza nel contratto di appalto o di opera. Ledisposizioni del presente comma non si applicano ai rischi specifici propri dellattività delleimprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi. Nel campo di applicazione del decretolegislativo 12 aprile 2006, n. 163, tale documento è redatto, ai fini dell’affidamento del contratto,dal soggetto titolare del potere decisionale e di spesa relativo alla gestione dello specifico appalto.3-bis. Ferme restando le disposizioni di cui ai commi 1 e 2, l’obbligo di cui al comma 3 non siapplica ai servizi di natura intellettuale, alle mere forniture di materiali o attrezzature, ai lavori oservizi la cui durata non sia superiore ai dieci uomini-giorno, sempre che essi non comportinorischi derivanti dalla presenza di agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive o dallapresenza dei rischi particolari di cui all’allegato XI. Ai fini del presente comma, per uomini-giorno siintende la entità presunta dei lavori, servizi e forniture rappresentata dalla somma delle giornatedi lavoro necessarie al completamento dei lavori, servizi o forniture considerato con riferimentoall’arco temporale di un anno dall’inizio dei lavori.”.c) all’articolo 29,
1) ai commi 5 e 6, sono premesse le seguenti parole: “Fermo restando quanto previsto al comma6-ter,”;2) dopo il comma 6-bis, sono inseriti i seguenti:“6-ter. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottarsi, sentita laCommissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, sono individuati settori diattività a basso rischio infortunistico, sulla base di criteri e parametri oggettivi. Nelle aziende cheoperano nei settori di attività a basso rischio infortunistico i datori di lavoro possono attestare diavere effettuato la valutazione dei rischi di cui agli articoli 17, 28 e 29, fermi restando i relativiobblighi, utilizzando il modello allegato al decreto di cui al precedente periodo.6-quater. Fino alla pubblicazione del decreto di cui al comma 6-ter per le aziende di cui almedesimo comma trovano applicazione le disposizioni di cui ai commi 5, 6 e 6-bis.”.2. La prima delle relazioni di cui al comma 1, lettera a), relativa al periodo 2007-2012, èpredisposta entro il 30 giugno 2013.3. Il decreto di cui all’articolo 29, comma 6-ter, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81,introdotto dal comma 1, lettera b) è adottato entro sessanta giorni dall’entrata in vigore dellapresente legge. Art. 4 (Semplificazione di adempimenti nei cantieri)1. All’articolo 88, comma 2, lettera g-bis), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, dopo leparole: “condizionamento e riscaldamento”, sono aggiunte le seguenti: “e i piccoli lavori senzacostruzione, finalizzati alla realizzazione o manutenzione delle infrastrutture per servizi”.2. Dopo l’articolo 104 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 è inserito il seguente: “Art.104-bis. (Misure di semplificazione nei cantieri temporanei e mobili). - Con decreto del Ministro dellavoro e delle politiche sociali, da adottare sentita la Commissione consultiva permanente per lasalute e sicurezza sul lavoro, sono individuati modelli semplificati per la redazione del pianooperativo di sicurezza di cui all’articolo 89, comma 1, lettera h, del piano di sicurezza ecoordinamento di cui all’articolo 100, comma 1, e del fascicolo dell’opera di cui all’articolo 91,comma 1, lettera b), fermi restando i relativi obblighi.”.3. All’articolo 131 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, dopo il comma 2, è aggiunto ilseguente: “2-bis. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro delleinfrastrutture e dei trasporti, sentita la Commissione consultiva permanente per la salute esicurezza sul lavoro, sono individuati modelli semplificati per la redazione del piano di sicurezzasostitutivo del piano di sicurezza e coordinamento di cui al comma 2, lettera b), del presentearticolo, fermi restando i relativi obblighi.”.4. I decreti previsti dai commi 2 e 3 sono adottati entro sessanta giorni dall’entrata in vigore dellalegge di conversione del presente decreto-legge. Art. 5 (Misure di semplificazione in materia di comunicazioni e notifiche)1. A decorrere dalla data di entrata in vigore dell’obbligo di cui all’articolo 18, comma 1, lettera r),del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, relativo alla comunicazionea fini statistici e informativi dei dati relativi agli infortuni che comportano l’assenza dal lavoro peralmeno un giorno, escluso quello dell’evento, al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno1965, n. 1124, sono apportate le seguenti modificazioni:a) l’articolo 54 è abrogato;
b) all’articolo 56:1. il primo comma è sostituito dal seguente: “Le autorità di pubblica sicurezza, le aziende sanitarielocali, le autorità portuali e consolari, le direzioni territoriali del lavoro e i corrispondenti ufficidella Regione Sicilia e delle province autonome di Trento e di Bolzano competenti per territorioacquisiscono dall’INAIL, mediante accesso telematico, i dati relativi alle denunce di infortuni sullavoro mortali e di quelli con prognosi superiore ai trenta giorni.”;2. al secondo comma, l’alinea è sostituita dalla seguente: “Nel più breve tempo possibile, e in ognicaso entro quattro giorni dalla presa visione, mediante accesso alla banca dati INAIL, dei datirelativi alle denunce di infortuni di cui al primo comma, la direzione territoriale del lavoro –settore ispezione del lavoro procede, su richiesta del lavoratore infortunato, di un superstite odell’INAIL, ad un’inchiesta al fine di accertare:”;3. dopo il quarto comma è inserito il seguente: “Agli adempimenti di cui al presente articolo siprovvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili, senza nuovi o maggiori oneri acarico della finanza pubblica.”.2. Le modalità di comunicazione di cui al comma 1 trovano applicazione a decorrere dal 180°giorno successivo all’entrata in vigore del decreto di cui all’articolo 8, comma 4, del decretolegislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, che definisce le regole tecniche per larealizzazione e il funzionamento del Sistema informativo nazionale per la prevenzione (SINP) neiluoghi di lavoro.3. L’articolo 67 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, è sostituito dal seguente: “Art. 67(Notifiche all’organo di vigilanza competente per territorio) - 1. In caso di costruzione erealizzazione di edifici o locali da adibire a lavorazioni industriali, nonché nei casi di ampliamenti eristrutturazioni di quelli esistenti, i relativi lavori devono essere eseguiti nel rispetto dellanormativa di settore e devono essere comunicati all’organo di vigilanza competente per territorio iseguenti elementi informativi:a) descrizione dell’oggetto delle lavorazioni e delle principali modalità di esecuzione delle stesse;b) descrizione delle caratteristiche dei locali e degli impianti.2. Il datore di lavoro effettua la comunicazione di cui al comma 1 nell’ambito delle istanze, dellesegnalazioni o delle attestazioni presentate allo sportello unico per le attività produttive con lemodalità di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 160. Entro novantagiorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, con decreto del Ministro dellavoro e delle politiche sociali e del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione,sentita la Conferenza per i Rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, vengonoindividuate, secondo criteri di semplicità e comprensibilità, le informazioni da trasmettere edefiniti i modelli uniformi da utilizzare per i fini di cui al presente articolo.3. Le Amministrazioni che ricevono le comunicazioni di cui al comma 2 provvedono a trasmetterein via telematica le informazioni loro pervenute con le modalità di cui al comma 2 all’organo divigilanza competente per territorio.4. La comunicazione di cui al presente articolo si applica ai luoghi di lavoro ove è prevista lapresenza di più di tre lavoratori.5. Fino alla data di pubblicazione del decreto di cui al comma 2 trovano applicazione le disposizionidi cui al comma 1.”4. All’articolo 225, comma 8, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, è aggiunto, in fine, ilseguente periodo: “Tale comunicazione può essere effettuata in via telematica, anche per mezzodegli organismi paritetici o delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro.”.5. All’articolo 240, comma 3, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, è aggiunto, in fine, ilseguente periodo: “Tale comunicazione può essere effettuata in via telematica, anche per mezzodegli organismi paritetici o delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro.”.
6. All’articolo 250, comma 1, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, è aggiunto, in fine, ilseguente periodo: “Tale comunicazione può essere effettuata in via telematica, anche per mezzodegli organismi paritetici o delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro”.7. All’articolo 277, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, è aggiunto, in fine, ilseguente periodo: “Tale comunicazione può essere effettuata in via telematica, anche per mezzodegli organismi paritetici o delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro.”. Art. 6 (Verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro)1. Allarticolo 71 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, il comma 11 è sostituito dal seguente:11. Oltre a quanto previsto dal comma 8, il datore di lavoro sottopone le attrezzature di lavororiportate in allegato VII a verifiche periodiche volte a valutarne l’effettivo stato di conservazione edi efficienza ai fini di sicurezza, con la frequenza indicata nel medesimo allegato. La prima di taliverifiche è effettuata dall’INAIL che vi provvede nel termine di quarantacinque giorni dallarichiesta, decorso inutilmente il quale il datore di lavoro può avvalersi delle ASL o, ove ciò siaprevisto con legge regionale, dell’ARPA, ovvero di soggetti pubblici o privati abilitati con lemodalità di cui al comma 13. Le successive verifiche sono effettuate dalle ASL o, ove ciò siaprevisto con legge regionale, dall’ARPA, che vi provvedono nel termine di trenta giorni dallarichiesta, decorso inutilmente il quale il datore di lavoro può avvalersi di soggetti pubblici o privatiabilitati, con le modalità di cui al comma 13. L’INAIL, le ASL o l’ARPA hanno l’obbligo di comunicareal datore di lavoro, entro 15 giorni dalla richiesta, l’eventuale impossibilità ad effettuare leverifiche di propria competenza, fornendo adeguata motivazione. In tal caso il datore di lavoropuò avvalersi di soggetti pubblici o privati abilitati alle verifiche, secondo le modalità di cui alcomma 13. Le verifiche sono onerose e le spese per la loro effettuazione sono a carico del datoredi lavoro.”. CAPO II MISURE IN MATERIA DI LAVORO E PREVIDENZA Art. 7 (Semplificazioni in materia di DURC)1. All’articolo 13-bis, comma 5, del decreto-legge 7 maggio 2012, n. 52, convertito, conmodificazioni, dalla legge 6 luglio 2012, n. 94, le parole: “di cui all’articolo 1, comma 1175, dellalegge 27 dicembre 2006, n. 296” sono soppresse.2. Al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, sono apportate le seguenti modificazioni:a) all’articolo 38, comma 3, le parole da “resta fermo” a “successive modifiche e integrazioni.”sono sostituite dalle seguenti “resta fermo per le stazioni appaltanti e gli enti aggiudicatoril’obbligo di acquisire d’ufficio il documento unico di regolarità contributiva di cui all’articolo 6 deldecreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207.”;b) all’articolo 118, comma 6, l’ultimo periodo è sostituito dal seguente: “Ai fini del pagamentodelle prestazioni rese nell’ambito dell’appalto o del subappalto, la stazione appaltante acquisisced’ufficio il documento unico di regolarità contributiva in corso di validità relativo all’affidatario e atutti i subappaltatori.”
3. Al decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207 sono apportate le seguentimodificazioni:a) all’articolo 4, comma 2,al primo periodo le parole “del responsabile del procedimento” sonosostituite dalle seguenti: “dei soggetti di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b)” e le parole “ilmedesimo trattiene” sono sostituite dalle seguenti: “i medesimi trattengono”;b) all’articolo 6 sono apportate le seguenti modificazioni:1) al comma 3, le parole “le amministrazioni aggiudicatrici” sono sostituite dalle seguenti:“Isoggetti di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b)” e l’ultimo periodo è soppresso;2) il comma 4 è sostituito dal seguente:“4. Il documento unico di regolarità contributiva rilasciatoper i contratti pubblici di lavori, forniture e servizi ha validità di 180 giorni dalla data di emissione. Isoggetti di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b) utilizzano il documento unico di regolaritàcontributiva di cui al comma 3, lettera a) in corso di validità anche per le ipotesi di cui alle lettereb) e c). Dopo la stipula del contratto, i soggetti di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b)acquisiscono il documento unico di regolarità contributiva ogni 180 giorni e lo utilizzano per lefinalità di cui al comma 3, lettere d) ed e).3) al comma 5 le parole “le amministrazioni aggiudicatrici” sono sostituite dalle seguenti: “Isoggetti di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b)” e l’ultimo periodo è soppresso.4. Al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, all’articolo 90, comma 9, alla lettera c) le parole da “ildocumento unico di regolarità contributiva” a “legge 28 gennaio 2009, n. 2,” sono sostituite dalleseguenti “in luogo del documento unico di regolarità contributiva, una dichiarazione sostitutivaresa dal legale rappresentante dell’impresa o dal lavoratore autonomo ai sensi dellarticolo 46,comma 1, lettera p), del testo unico di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre2000, n. 445, che l’amministrazione concedente è tenuta a verificare ai sensi dellarticolo 44-bisdel medesimo testo unico di cui al Decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000, ”. Art. 8 (Riconduzione all’INPS delle prestazioni previdenziali gestite dall’ex IPSEMA)1. A decorrere dal 1° gennaio 2013, le attività di cui all’articolo 1, ultimo comma, del decreto-legge30 dicembre 1979, n. 663, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33, sonogestite direttamente dall’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale. Entro il 30 giugno 2013l’INAIL provvederà a fornire all’INPS il rendiconto di chiusura al 31 dicembre 2012 delle gestionirelative alle attività di cui al periodo precedente ai fini delle conseguenti regolazioni contabili.2. L’INPS provvede alle attività di cui al presente articolo con le risorse umane, finanziarie estrumentali previste a legislazione vigente. Art. 9 (Eliminazione dell’obbligo a carico del datore di lavoro di invio all’INAIL delle certificazioni mediche di infortunio sul lavoro e di malattia professionale)1. A decorrere dal centottantasesimo giorno successivo all’entrata in vigore del presente decreto:a) il certificato medico di infortunio sul lavoro e di malattia professionale, di cui all’articolo 53,commi 1 e 5, del testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortunisul lavoro e le malattie professionali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno1965, n. 1124, è trasmesso all’INAIL, per via telematica, direttamente dal medico o dalla strutturasanitaria competente al rilascio, contestualmente alla sua compilazione.b) all’articolo 53 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, sonoapportate le seguenti modificazioni:
1) al secondo periodo del primo comma le parole: «e deve essere corredata da certificato medico»sono soppresse;2) al primo periodo del quarto comma dopo le parole: “certificato medico” sono inserite leseguenti: “trasmesso all’INAIL, per via telematica, direttamente dal medico o dalla strutturasanitaria competente al rilascio, nel rispetto delle relative disposizioni”;3) al quinto comma le parole: «corredata da certificato medico» sono sostituite dalle seguenti:“corredata dai riferimenti al certificato medico già trasmesso per via telematica”;4) al settimo comma le parole: “che deve corredare la denuncia di infortunio” sono soppresse e laparola: “rilasciato” è sostituita con le seguenti parole: “trasmesso all’INAIL, per via telematica, nelrispetto delle relative disposizioni”.2. Con la trasmissione del certificato di malattia professionale ai sensi dell’articolo 53, comma 5,del testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e lemalattie professionali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124,come modificato dal presente articolo, si intende assolto, per le malattie professionali indicatenell’elenco di cui all’articolo 139 del suddetto testo unico, l’obbligo di trasmissione della denunciadi cui allo stesso articolo 139 ai fini dell’alimentazione del Registro Nazionale delle malattiecausate dal lavoro ovvero ad esso correlate di cui al comma 5 dell’articolo 10 del D.Lgs. n.38/2000. Art. 10 (Copertura dei costi per l’erogazione delle devoluzioni del 5 per mille dell’I.R.P.E.F.)1. Per consentire una efficace gestione della procedura di erogazione delle devoluzioni del 5 permille dell’I.R.P.E.F. disposte dai contribuenti in favore delle associazioni del volontariato e dellealtre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, nonché delle organizzazioni di promozionesociale e delle associazioni e fondazioni riconosciute, di cui all’articolo 10, comma 1, lettera a) deld.lgs. n. 460 del 1997, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali può stipulare appositeconvenzioni con Pubbliche Amministrazioni di cui all’articolo 15 della legge n. 241 del 1990, al finedella erogazione dei contributi del 5 per mille alle medesime organizzazioni.2. Una quota non superiore allo 0,1 per cento delle risorse annualmente individuate nell’ambitodel 5 per mille, destinate al sostegno delle attività degli enti di cui al comma 1, ai sensi dell’articolo33, comma 11, della legge 12 novembre 2011, n. 183 e dall’articolo 23, comma 2, del decreto-legge n. 95/2012, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, è destinata allacopertura dei costi dell’attività di erogazione delle quote del 5 per mille dell’I.R.P.E.F. relative aglianni finanziari 2010, 2011 e 2012. Art. 11 (Disposizioni in materia di disciplina del lavoro occasionale accessorio)1. All’articolo 46-bis, comma 1, lett. d) del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, conmodificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, le parole: “per l’anno 2013” sono sostituite dalleseguenti: “per gli anni 2012 e 2013”.2. All’articolo 72 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 sono apportate le seguentimodificazioni:a) al comma 4, le parole: “Fermo restando quanto disposto dal comma 4-bis” sono soppresse;b) il comma 4- bis è soppresso.
CAPO III MISURE IN MATERIA DI INFRASTRUTTURE, BENI CULTURALI E EDILIZIA Art. 12 (Eliminazione del silenzio rifiuto sul permesso di costruire in caso di vincoli)1. All’articolo 20 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, recante testounico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, sono apportate le seguentimodificazioni:a) al comma 8, le parole: “di cui ai commi 9 e 10” sono sostituite dalle seguenti: “ di cui al comma9.”;b) il comma 9 è sostituito dal seguente: “9. Qualora l’immobile oggetto dell’intervento siasottoposto a vincoli ambientali, paesaggistici o culturali, il termine di cui al comma 6 decorre dalrilascio del relativo atto di assenso. Ove tale atto non sia favorevole, decorso il termine perl’adozione del provvedimento finale, il procedimento è comunque concluso con l’adozione di unprovvedimento espresso e si applica quanto previsto dall’articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n.241.”;c) il comma 10 è soppresso. Art. 13 (Modifiche all’articolo 146 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42)1. All’articolo 146 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il codice dei beni culturalie del paesaggio, sono apportate le seguenti modificazioni:a) al comma 5, secondo periodo, sono soppresse le parole : “e, ove non sia reso entro il termine dinovanta giorni dalla ricezione degli atti, si considera favorevole”. Al medesimo periodo, dopo leparole “non vincolante”, sono aggiunte le seguenti: “ed è reso nel rispetto delle previsioni eprescrizioni del piano paesaggistico, entro il termine di quarantacinque giorni dalla ricezione degliatti, decorsi i quali l’amministrazione competente provvede sulla domanda di autorizzazione.”;b) al comma 9 i primi tre periodi sono sostituiti dal seguente: “9. Decorso inutilmente il termine dicui al primo periodo del comma 8 senza che il soprintendente abbia reso il prescritto parere,l’amministrazione competente provvede sulla domanda di autorizzazione.”. Art. 14 (Disposizioni in materia di contratti di rete e di allegazione di atti)1. Al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 sono apportate le seguenti modificazioni:a) all’articolo 34, comma 1, dopo la lettera e), è aggiunta la seguente:
“e-bis) le aggregazioni tra le imprese aderenti al contratto di rete ai sensi del comma 4-ter,dellarticolo 3, del decreto legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito con modificazioni dalla legge 9aprile 2009, n. 33”; si applicano al riguardo le disposizioni dell’articolo 37;b) all’articolo 37 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, dopo il comma 15, sono inseriti iseguenti:“15-bis. Le disposizioni di cui al presente articolo trovano applicazione, in quanto compatibili, allapartecipazione alle procedure di affidamento delle aggregazioni tra le imprese aderenti alcontratto di rete, di cui all’articolo 34, comma 1, lett. e-bis).”2. All’articolo 51, secondo comma, della legge 16 febbraio 1913, n. 89, dopo le parole: “negli attidel notaro rogante” sono aggiunte, in fine, le seguenti: “ovvero sia iscritto nel registro delleimprese”. Art. 15 (Disposizioni in materia di svincolo delle garanzie di buona esecuzione)1. Al decreto legislativo 13 aprile 2006, n. 163, sono apportate le seguenti modificazioni:a) all’articolo 113, comma 3, le parole: “settantacinque per cento” sono sostituite dalle seguenti:“ottanta per cento” e le parole: “venticinque per cento” sono sostituite dalle seguenti: “venti percento”;b) dopo l’articolo 237 è inserito il seguente: “CAPO V – Opere in esercizio. Art. 237-bis (Opere inesercizio) - 1. Qualora le opere realizzate nell’ambito dell’appalto siano, in tutto o in parte, poste inesercizio prima della relativa collaudazione tecnico-amministrativa, l’esercizio protratto per oltreun anno determina, per la parte corrispondente, lo svincolo automatico delle garanzie di buonaesecuzione prestate a favore dell’ente aggiudicatore, senza necessità di alcun benestare, fermarestando una quota massima del 20% che, alle condizioni previste dal successivo comma 2, èsvincolata all’emissione del certificato di collaudo, ovvero decorso il termine contrattualmenteprevisto per l’emissione del certificato di collaudo ove questo non venga emesso entro taletermine per motivi non ascrivibili a responsabilità dell’appaltatore. Resta altresì fermo il mancatosvincolo dell’ammontare delle garanzie relative alle parti non in esercizio.2. Qualora l’ente aggiudicatore rilevi e denunci, entro il primo anno di esercizio delle opere, vizi odifformità delle stesse che l’appaltatore non rimuova nel corso del medesimo periodo, l’enteaggiudicatore comunica al garante, entro il predetto termine di un anno dall’entrata in eserciziodelle opere, l’entità delle somme, corrispondenti al valore economico dei vizi o difformità rilevati,per le quali, in aggiunta alla quota del 20% prevista al comma 1 e fino alla concorrenza dell’interoimporto corrispondente alla parte posta in esercizio, non interviene lo svincolo automatico dellegaranzie.”.2. La disposizione di cui al comma 1, lettera a), si applica ai contratti i cui bandi o avvisi con cui siindice una gara siano pubblicati successivamente alla data di entrata in vigore del presentedecreto, nonché, in caso di contratti senza pubblicazione di bandi o avvisi, ai contratti in cui, alladata di entrata in vigore del presente codice, non siano ancora stati inviati gli inviti a presentare leofferte.3. Con riferimento alle disposizioni di cui al comma 1, lettera b), per gli appalti già affidati alla datadi entrata in vigore del presente decreto per i quali, alla medesima data, è spirato il termine di cuiall’articolo 237-bis, comma 1, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, il termine comincia adecorrere dalla predetta data e ha durata di centottantagiorni. 13
Art. 16 (Parcheggi pertinenziali)1. All’articolo 9, comma 5, della legge 24 marzo 1989, n.122, dopo il primo periodo, è inserito ilseguente: "La disposizione di cui al primo periodo si applica anche in caso di trasferimento del solovincolo di pertinenzialità dei parcheggi realizzati ai sensi del comma 1.” CAPO IV MISURE IN MATERIA DI PRIVACY Art. 17 (Semplificazioni in materia di privacy)1. Al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, sono apportate le seguenti modificazioni:a) all’articolo 5, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente: “"3-bis. Il trattamento dei dati personalidi chi agisce nellesercizio dellattività di impresa, anche individuale, non è soggettoall’applicazione del presente codice. Sono fatte salve le disposizioni di cui alla Parte II, Titolo X delpresente codice relativamente al trattamento di dati riguardanti contraenti ed utenti di servizi dicomunicazioni elettroniche.”;b) l’articolo 36 è sostituito dal seguente: “Art. 36 (Adeguamento) - 1. Il disciplinare tecnico di cuiallallegato B), relativo alle misure minime di cui al presente capo, è aggiornato periodicamentecon decreto del Ministro della giustizia di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazionee la semplificazione, previo parere del Garante, ai sensi dell’articolo 154, comma 5, e sentite leassociazioni rappresentative a livello nazionale delle categorie economiche coinvolte, in relazioneallevoluzione tecnica e allesperienza maturata nel settore, anche individuando modalitàsemplificate di adozione delle misure minime in caso di trattamenti effettuati in particolare pressopiccole e medie imprese, liberi professionisti e artigiani.”. CAPO V AMBIENTE Art. 18 (Pubblicazione provvedimenti di VIA)1. All’articolo 27 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le seguentimodificazioni:a) il comma 1 è soppresso;b) dopo il comma 2 è aggiunto il seguente: “2-bis. Dalla data di pubblicazione nel sito webdell’autorità competente effettuata ai sensi del comma 2 decorrono i termini per eventualiimpugnazioni in sede giurisdizionale da parte di soggetti interessati.”.
Art. 19 (Gestione acque sotterranee emunte)1. L’articolo 243 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è sostituito dal seguente:“Art. 243 Gestione delle acque sotterranee emunte - 1. Nei casi in cui le acque di falda contaminatedeterminano una situazione di rischio sanitario, oltre alla eliminazione della fonte dicontaminazione ove possibile e economicamente sostenibile, devono essere adottate misure diattenuazione della diffusione della contaminazione conformi alle finalità generali e agli obiettivi ditutela, conservazione e risparmio delle risorse idriche stabiliti dalla Parte III del presente decreto.2. Gli interventi di conterminazione fisica o idraulica con emungimento e trattamento delle acquedi falda contaminate, sono ammessi solo nei casi in cui non è altrimenti possibile eliminare,prevenire o ridurre a livelli accettabili il rischio sanitario associato alla circolazione e alla diffusionedelle stesse. Nel rispetto dei principi di risparmio idrico di cui al comma precedente, in talievenienze deve essere valutata la possibilità tecnica di utilizzazione delle acque emunte nei cicliproduttivi in esercizio nel sito stesso o ai fini di cui al comma 6.3. Ove non si proceda secondo quanto previsto ai commi precedenti, l’immissione di acqueemunte in corpi idrici superficiali o in fognatura deve avvenire previo trattamento depurativo daeffettuarsi presso apposito impianto di trattamento delle acque di falda o presso gli impianti ditrattamento delle acque reflue industriali esistenti ed in esercizio in loco, che risultinotecnicamente idonei.4. Le acque emunte convogliate tramite un sistema stabile di collettamento che collega senzasoluzione di continuità il punto di prelievo di dette acque con il punto di immissione delle stesse,previo trattamento di depurazione, in corpo ricettore, sono assimilate alle acque reflue industrialiche provengono da uno scarico e come tali soggette al regime di cui alla Parte III del presentedecreto.5. In deroga a quanto previsto dal comma 1 dellarticolo 104 , ai soli fini della bonifica delle acquesotterranee, è ammessa la reimmissione, previo trattamento, delle acque sotterranee nello stessoacquifero da cui sono emunte. Il progetto previsto all’articolo 242 deve indicare la tipologia ditrattamento, le caratteristiche quali-quantitative delle acque reimmesse, le modalità direimmissione e le misure di messa in sicurezza della porzione di acquifero interessato dal sistemadi estrazione/reimmissione. Le acque emunte possono essere reimmesse, anche mediantereiterati cicli di emungimento e reimmissione, nel medesimo acquifero ai soli fini della bonificadello stesso, previo trattamento in idoneo impianto che ne riduca in modo effettivo lacontaminazione, e non devono contenere altre acque di scarico né altre sostanze.6. In ogni caso le attività di cui ai commi 2, 3, 4, e 5 devono garantire un’effettiva riduzione deicarichi inquinanti immessi nell’ambiente; a tal fine i valori limite di emissione degli scarichi degliimpianti di trattamento delle acque di falda contaminate emunte sono determinati in massa.”. Art. 20 (Procedura semplificata per le operazioni di bonifica o di messa in sicurezza)1. Al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, Parte IV, Titolo V, sono apportate le seguentimodificazioni:a) all’articolo 239, comma 1, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “, al fine di prevenire,eliminare e ridurre i rischi sanitari causati dalla contaminazione. Resta fermo l’obbligo diprovvedere alla riparazione del danno ambientale a carico del responsabile della contaminazione,ai sensi e per gli effetti della Parte VI del presente decreto.”;b) all’articolo 240, comma 1,
1) alla lettera n) le parole: “con attività in esercizio” sono sostituite dalle seguenti “ad esclusione diquelli con destinazione urbanistica ad uso residenziale, verde pubblico, agricolo e terziario”;2) alla lettera o), dopo le parole: “in modo definitivo le fonti inquinanti” sono inserite le seguenti:“ivi compresi rifiuti stoccati,” dopo le parole: “per le persone e per l’ambiente” sono inserite leseguenti: “,qualora si dimostri, che nonostante l’applicazione delle migliori tecnologie disponibili acosti sopportabili e ridotto impatto ambientale, non sia possibile la rimozione delle fonti” ed èaggiunto, in fine, il seguente periodo: “Nel caso in cui la fonte inquinante sia costituita da rifiuti siapplicano le norme tecniche, finanziarie ed amministrative e le garanzie previste dalla normativaper il controllo e la gestione delle discariche dopo la chiusura.”;c) all’articolo 242,1) dopo il comma 7 è inserito il seguente: “7-bis. I progetti di messa in sicurezza operativa, dimessa in sicurezza permanente e di bonifica devono essere presentati completi di tutti glielaborati progettuali relativi alle opere e alle attività previste dagli stessi. Al fine di accelerare leprocedure di approvazione degli interventi disciplinati da presente Titolo V, l’analisi di rischio, e iprogetti di messa in sicurezza operativa, di messa in sicurezza permanente e di bonifica possonoessere presentati, con le modalità di cui al periodo precedente, congiuntamente allapresentazione dei risultati della caratterizzazione e in coerenza con la stessa.”;2) al comma 9, il terzo periodo è soppresso;3) dopo il comma 13, è aggiunto il seguente: “13-bis. Nei siti contaminati, in attesa degli interventidi bonifica e di riparazione del danno ambientale, possono essere effettuati tutti gli interventi dimanutenzione ordinaria e straordinaria, di infrastrutturazione primaria e secondaria, nonché quellirichiesti dalla necessità di adeguamento a norme di sicurezza, e più in generale tutti gli altriinterventi di gestione degli impianti e del sito funzionali e utili all’operatività degli impiantiproduttivi ed allo sviluppo della produzione. La realizzazione di tali interventi deve esserepreventivamente comunicata all’autorità titolare del procedimento di bonifica al fine di verificareche tali interventi non pregiudichino in alcun modo gli obiettivi di tutela sanitaria e di riparazionedelle acque.”.d) dopo l’articolo 242 è inserito il seguente:“ Art. 242-bis. Procedura semplificata per le operazionidi bonifica o di messa in sicurezza - 1. L’operatore interessato a effettuare, a proprie spese,interventi di bonifica del suolo, con riduzione della contaminazione ad un livello uguale o inferioreai valori di concentrazioni di soglia di contaminazione, e di eliminazione dei rischi sanitari derivantida acque di falda contaminate, può, di sua iniziativa, presentare all’Amministrazione competente ilprogetto completo degli interventi programmati e dei relativi elaborati tecnici esecutivi, corredatodella necessaria documentazione, comprensiva del piano di caratterizzazione e dei dati risultantidall’esecuzione dello stesso, facendo istanza di potere procedere ai lavori come da progetto.Nell’istanza viene indicato il cronoprogramma di svolgimento dei lavori ed é allegata ladocumentazione tecnica dalla quale risulti la non interferenza del progetto di riutilizzo dell’areacon gli eventuali interventi di bonifica della falda. L’operatore è responsabile della veridicità deidati e delle informazioni fornite ai sensi e per gli effetti dell’articolo 21 della legge 241 del 1990.2. L’Amministrazione competente provvede sull’istanza, acquisendo in conferenza dei servizi ipareri, nulla osta ed autorizzazioni delle amministrazioni competenti ad autorizzare i singoliinterventi ed attività previste dal progetto di bonifica, eventualmente fissando prescrizionioperative, entro novanta giorni dalla sua presentazione. Trascorso tale termine, ove non siaintervenuto il rigetto motivato dell’istanza, il progetto si intende approvato e le operazioni dibonifica possono essere avviate nel rispetto della normativa applicabile. L’operatore informal’Autorità competente della data di avvio dei lavori e della loro esecuzione nei termini e nei modiindicati nel cronoprogramma, al fine di consentire i controlli in corso di esecuzione.
3. Alla ultimazione degli interventi, l’operatore esegue a sua cura e spese un piano dicaratterizzazione, approvato ai sensi del comma 2, dandone preventiva comunicazione all’ARPAterritorialmente competente al fine delle necessarie verifiche e controlli. L’ARPA procede allavalidazione dei dati della caratterizzazione entro 45 giorni dalla ricezione degli stessi e dàcomunicazione dei risultati all’amministrazione competente. Ove i risultati della caratterizzazioneconfermino la riduzione della contaminazione del suolo alle concentrazioni soglia dicontaminazione (CSC) e l’eliminazione dell’eventuale rischio sanitario derivante da acque di faldacontaminate, in conformità al progetto approvato, la comunicazione dei risultati stessi allacompetente autorità comporta certificazione dell’avvenuta bonifica e l’area è restituita agli usilegittimi. Trascorso inutilmente il termine dei 45 giorni, l’impresa, sotto la propria responsabilità,può autocertificare l’avvenuta bonifica o messa in sicurezza operativa e, dandone comunicazioneall’amministrazione competente, acquisisce la disponibilità dell’area interessata per gli usilegittimi. Ove dai risultati della caratterizzazione si riscontri che non sono stati conseguiti gliobiettivi di bonifica di cui al comma 1, l’ARPA notifica le difformità riscontrate all’operatoreinteressato. Questi, entro i successivi quarantacinque giorni, deve presentare le necessarieintegrazioni al progetto di bonifica, in conformità ai risultati della caratterizzazione, al fine diconseguire gli obiettivi di cui al comma 1; in tal caso il progetto è istruito nel rispetto delleprocedure ordinarie.4. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche agli interventi di messa in sicurezzaoperativa, fermo il potere dell’ARPA e delle amministrazioni territorialmente competenti dirichiedere, in ogni tempo, misure integrative, l’implementazione delle attività di monitoraggio, egli ulteriori interventi di messa in sicurezza operativa che dovessero risultare necessari conriferimento ai rischi derivanti dalla contaminazione del suolo e delle acque.”. Art. 21 (Terre e rocce da scavo - Cantieri di minori dimensioni)1. In relazione a quanto disposto dall’articolo 266, comma 7, del decreto legislativo 3 aprile 2006,n. 152, in deroga a quanto previsto dal decreto di cui all’articolo 49 del decreto-legge 24 gennaio2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, i materiali da scavoprodotti nel corso di attività e interventi autorizzati in base alle norme vigenti sono sottoposte alregime di cui all’articolo 184-bis se il produttore dimostra:a) che la destinazione all’utilizzo è certa, direttamente presso un determinato sito o undeterminato ciclo produttivo;b) che per i materiali che derivano dallo scavo non sono superate le Concentrazioni Soglia diContaminazione di cui alle colonne A e B tabella 1 allegato 5, al titolo V parte IV del decretolegislativo n. 152 del 2006, con riferimento alla specifica destinazione d’uso urbanistica del sito didestinazione;c) che l’utilizzo in un successivo ciclo di produzione non determina rischi per la salute né variazioniqualitative o quantitative delle emissioni rispetto al normale utilizzo di altre di materie prime;d) che ai fini di cui alle lettere b) e c) non è necessario sottoporre le terre e rocce da scavo ad alcunpreventivo trattamento, fatte salve le normali pratiche industriali e di cantiere.2. Il produttore può attestare il rispetto delle condizioni di cui al comma 1 anche tramitedichiarazione resa all’Autorità territorialmente competente ai sensi e per gli effetti di cui aldecreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000, precisando le quantità destinateall’utilizzo, i tempi previsti per l’utilizzo e il sito di deposito, che non può comunque superare unanno dalla data di produzione, fermo restando che l’attività di scavo e di utilizzo devono essereautorizzate in conformità alla vigente disciplina urbanistica e igienico sanitaria.
3. Il produttore deve in ogni caso confermare all’Autorità territorialmente competente che le terree rocce da scavo sono state completamente utilizzate secondo le previsioni iniziali.4. L’utilizzo delle terre e rocce da scavo come sottoprodotto resta assoggettato al regime propriodei beni e dei prodotti. A tal fine il trasporto di tali materiali è accompagnato dal documento ditrasporto o da copia del contratto di trasporto redatto in forma scritta o dalla scheda di trasportodi cui agli articoli 6 e 7-bis del decreto legislativo n. 286 del 2005. Art. 22 (Materiali di riporto)1. All’articolo 3 del decreto-legge 25 gennaio 2012, n.2, convertito, con modificazioni, dalla legge24 marzo 2012, n. 28, i commi 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti:“2. Ai fini dellapplicazione del presente articolo, per matrici materiali di riporto si intendono imateriali eterogenei, utilizzati per la realizzazione di riempimenti e rilevati, non assimilabili percaratteristiche geologiche e stratigrafiche al terreno in situ, allinterno dei quali possono trovarsimateriali estranei quali residui di lavorazioni industriali e residui in generale, come, a mero titoloesemplificativo, materiali di demolizione, materiali litoidi, pietrisco tolto d’opera, conglomeratibituminosi e non, scorie spente, loppe di fonderia, detriti e fanghi di lavorazione e lavaggio diinerti.3. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui all’articolo 49 del decreto-legge 24 gennaio2012 n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, le matrici materiali diriporto, eventualmente presenti nel suolo di cui all’articolo 185, comma 4, del decreto legislativo 3aprile 2006, n. 152, sono considerate sottoprodotti solo se ricorrono le condizioni di cui allarticolo184-bis del citato decreto legislativo n. 152 del 2006.3-bis. Il suolo, in presenza di materiali di riporto, qualora potenzialmente contaminato, vienecaratterizzato con le modalità definite dall’allegato 2 al titolo V, parte IV, del decreto legislativo n.152 del 2006, realizzando, in caso di superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione(di cui alle colonne A e B della tabella 1 all’allegato V, Titolo V della parte IV, del decreto legislativon. 152 del 2006) eventuali approfondimenti analitici, mediante test di cessione, sul materiale diorigine antropica contenuto nei riporti, al fine di individuare l’eventuale presenza di sorgenti dicontaminazione.”.2. Dalla presente disposizione non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Art. 23 (Norme di semplificazione in materia di Valutazione di Impatto Ambientale)1. Allarticolo 104 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152, dopo il comma 8 è aggiunto ilseguente: “8 bis. Per gli interventi assoggettati a valutazione di impatto ambientale, nazionale oregionale, le autorizzazioni di cui ai commi 5 e 7 sono istruite e rilasciate dalla stessa autoritàcompetente per il provvedimento che conclude il procedimento di valutazione di impattoambientale”.2. Allarticolo 109 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152, dopo il comma 5 è aggiunto ilseguente: “5 bis. Per gli interventi assoggettati a valutazione di impatto ambientale, nazionale oregionale, le autorizzazioni di cui ai commi 2 e 5 sono istruite e rilasciate dalla stessa autoritàcompetente per il provvedimento che conclude il procedimento di valutazione di impattoambientale.”.
Art. 24 (Accelerazione e semplificazione del procedimento di Autorizzazione Integrata Ambientale)1. Al fine di accelerare la definizione dei procedimenti di autorizzazione integrata e garantire ilrispetto dei tempi di adozione dei relativi provvedimenti, al decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152sono apportate le seguenti modificazioni:a) all’articolo 7, il comma 5 è sostituito dal seguente: “5. In sede statale, lautorità competente è ilMinistero dellambiente e della tutela del territorio e del mare. Il provvedimento di VIA e il pareremotivato in sede di VAS sono espressi dal Ministro dellambiente e della tutela del territorio e delmare di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali, che collabora alla relativa attivitàistruttoria. Il provvedimento di AIA è rilasciato dal Ministro dellambiente e della tutela delterritorio e del mare.”;b) all’articolo 29-ter,1) al comma 1, dopo la lettera l) è aggiunta la seguente: “l-bis) l’elenco delle autorizzazioniambientali in concreto necessarie per l’attivazione dell’impianto.”;2) il comma 4 è sostituito dal seguente: “4. Allo scopo di favorire la completezza e la qualità delleistanze presentate dai proponenti, necessarie per assicurare tempi certi per lo svolgimento deiprocedimenti finalizzati al rilascio o al diniego dellautorizzazione integrata ambientale, entrotrenta giorni dalla presentazione della domanda, lautorità competente verifica la conformità dellastessa e della documentazione allegata. Per gli impianti di competenza statale la verifica èeffettuata con riferimento al formato e alle modalità stabiliti con il decreto di cui allarticolo 29-duodecies, comma 2. Qualora lautorità competente ravvisi la non conformità della domanda aisensi del periodo precedente, questa viene dichiarata improcedibile. Entro tre mesi dalla ricezionedella comunicazione della improcedibilità, il proponente può rendere la domanda conforme aisensi del primo periodo del presente comma. Qualora questo termine decorra inutilmente,listanza si intende ritirata. Sulla domanda che sia stata adeguata dal proponente entro e non oltreil termine di cui al periodo precedente, la nuova verifica di conformità è effettuata, nei tempi e neimodi di cui al primi due periodi del presente comma. Con decreto del Presidente del Consiglio deiMinistri, d’intesa con la conferenza stato regioni su proposta del ministro dell’ambiente e dellatutela del territorio e del mare, è adottato, ai fini della verifica di conformità, il formato unificatoper la presentazione all’autorità competente delle domande di autorizzazione integrataambientale di competenza regionale”.3) dopo il comma 4 sono inseriti i seguenti: “4-bis. Per le verifiche di cui al comma 4, nel caso diimpianti di competenza statale, la verifica è effettuata dalla Commissione competente per l’AIA-Ippc, che si può allo scopo avvalere dell’ISPRA, il quale vi provvede con le risorse umane efinanziarie disponibili a legislazione vigente.4-ter. Tutti i termini previsti dalla legge o definiti dall’autorità competente, nell’ambito deiprocedimenti finalizzati al rilascio o al diniego dell’autorizzazione integrata ambientale, siconsiderano in ogni caso perentori. Si considerano tali anche i termini stabiliti dal decreto con ilquale, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Ministrodell’ambiente e della tutela del territorio e del mare disciplina lo svolgimento del procedimento dicompetenza della Commissione di cui all’articolo 8-bis.”;c) all’articolo 29-quater,1) al comma 3, il primo periodo è sostituito dal seguente: “Lautorità competente, ai sensidell’articolo 2, comma 6, della legge 7 agosto 1990, n. 241, una volta verificata l’idoneità delladomanda ai sensi dell’art. 29-ter, comma 4, comunica l’avvio del procedimento indicando anche ladata di conclusione del procedimento.”;
2) all’articolo 29-quater, comma 11, le parole “norme settoriali.” Sono sostituite dalle seguenti:“norme settoriali, nonchè tutti gli atti di assenso comunque denominati di competenza delleamministrazioni partecipanti alla conferenza dei servizi, elencati dal proponente ai sensi dell’art.29-ter, comma 1, lett. h) del presente decreto. La durata delle singole autorizzazioni ambientalisostituite dall’autorizzazione integrata ambientale è la medesima dell’autorizzazione integrataambientale a cui accedono, come stabilita all’art. 29-octies, comma 1.”; CAPO VI MISURE IN MATERIA DI AGRICOLTURA Art. 25 (Tenuta registro carico-scarico rifiuti cooperative agricole)1. All’articolo 190 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, dopo il comma 3 è inserito ilseguente comma: “3-bis. Gli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 del codice civile, qualoraobbligati alla tenuta del registro di carico e scarico, possono delegare alla loro tenuta lacooperativa agricola di cui sono soci e che abbia messo a loro disposizione un sito per il depositotemporaneo ai sensi dell’articolo 183, comma 1, lettera bb). In tale circostanza la cooperativa puòadottare un registro unico in cui vengono annotate il nome e la ragione sociale del socioproduttore, la quantità e la qualità del rifiuto prodotto da ogni singolo socio.”. Art. 26 (Semplificazioni nel settore agricolo ed agroindustriale)1. I trasporti di rifiuti pericolosi e non pericolosi di propria produzione, effettuati direttamentedagli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 del codice civile, nei limiti e verso i centri di cuiall’articolo 39, comma 9, del decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205 e successive modifiche edintegrazioni, non sono considerati effettuati a titolo professionale e le imprese che li effettuanonon necessitano di iscrizione all’Albo di cui all’articolo 212 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152,”.2. All’articolo 31 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n.276, dopo il comma 3, sono aggiunti iseguenti commi:“3-bis. Le imprese agricole appartenenti allo stesso gruppo di cui al comma 1, ovvero riconducibiliallo stesso proprietario o a soggetti legati tra loro da un vincolo di parentela o di affinità entro ilterzo grado o collegate con contratto di rete ai sensi dell’articolo 3, comma 4-ter, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, possono procederecongiuntamente all’assunzione di lavoratori dipendenti per lo svolgimento di prestazioni lavorativepresso le relative aziende.3-ter. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da emanarsi entro 120 giornidalla pubblicazione del presente Decreto legge, sono definite le modalità con le quali si procedealle assunzioni congiunte di cui al comma 3-bis.3-quater. I datori di lavoro rispondono in solido delle obbligazioni contrattuali, previdenziali e dilegge che scaturiscono dal rapporto di lavoro instaurato con le modalità disciplinati dai commi 3-bis e 3-ter.“.3. Le funzioni di ufficiale rogante degli atti di competenza dei consorzi di bonifica per i quali siarichiesta la forma pubblica amministrativa, possono essere conferite con atto formaledell’amministrazione consortile, a funzionari appartenenti all’area amministrativa in servizio
presso i consorzi medesimi ed in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza. L’ufficialerogante è tenuto all’osservanza delle norme prescritte per gli atti notarili. CAPO VII ULTERIORI DISPOSIZIONI DI SEMPLIFICAZIONE Art. 27 (Adempimenti connessi al cambio della residenza o del domicilio)1. Allarticolo 14 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dallalegge 22 dicembre 2012, n. 214, al comma 22, dopo la lettera e) è aggiunta la seguente:“e-bis) le modalità con le quali, contestualmente alla dichiarazione di cambio della residenza o deldomicilio del contribuente, vengono acquisite le dichiarazioni di iscrizione, variazione o cessazionerelative al tributo, con riferimento alle unità abitative coinvolte dalla variazione anagrafica.”. Art. 28 (Rilascio certificazioni titoli di studio in lingua inglese)1. Le certificazione relative ai titoli di studio e agli esami sostenuti sono rilasciate dalle Università edagli istituti equiparati su richiesta dell’interessato anche in lingua inglese.2. All’attuazione del comma 1 si provvede con le risorse umane, finanziarie e strumentalidisponibili a legislazione vigente. Art. 29(Semplificazione in materia di allacciamento dei terminali di comunicazione alle interfacce della rete pubblica)1. Al decreto legislativo 26 ottobre 2010, n. 198 sono apportate le seguenti modificazioni:a) l’articolo 2 è soppresso;b) all’articolo 3 il comma 2 è sostituito dal seguente: “2. Il decreto del Ministro delle poste etelecomunicazioni 23 maggio 1992, n. 314 è abrogato”. Art. 30 (Disposizioni in materia di prevenzione incendi)1. Con decreto del Ministro dellinterno, sentito il Ministro dellambiente e della tutela delterritorio e del mare, è definita una specifica disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzioneincendi per le attività a rischio di incidente rilevante di cui allarticolo 8 del decreto legislativo 17agosto 1999, n. 334.2. Fino alla data di entrata in vigore del decreto del Ministro dell’interno di cui al comma 1, per glistabilimenti soggetti alla presentazione del rapporto di sicurezza di cui all’articolo 8 del decretolegislativo 17 agosto 1999, n. 334, si applicano, in quanto compatibili e ai fini della prevenzioneincendi, le disposizioni di cui all’articolo 26 del medesimo decreto legislativo.3.Dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 1, è abrogato il comma 6 dell’articolo2 del decreto del Presidente della Repubblica 1 agosto 2011, n. 151.
Art. 31 (Somministrazione di cibi e bevande negli esercizi alberghieri)1. All’articolo 64 del decreto legislativo 26 marzo 2010 n. 59, sono apportate le seguentimodificazioni:a) dopo il comma 1 è inserito il seguente: “1 bis. Sino alla emanazione di disposizioni regionali inmateria, non è soggetta all’autorizzazione di cui al primo periodo del comma 1 né allasegnalazione certificata di inizio attività lattività di somministrazione al pubblico di alimenti ebevande che venga effettuata da esercizi alberghieri già autorizzati a somministrare alimenti ebevande agli alloggiati.”;b) al comma 2, le parole: “alle lettere a), b), c), d), e), f), g) e h)” sono sostituite dalle seguenti:“alle lettere a), c), d), e), f), g) e h)”. Art. 32 (Modifiche alla disciplina della conferenza di servizi)1. All’articolo 14-quater della legge 7 agosto 1990, n. 241, il comma 3 è sostituito dal seguente: “3.2. Al di fuori dei casi di cui allarticolo 117, ottavo comma, della Costituzione, e delle infrastruttureed insediamenti produttivi strategici e di preminente interesse nazionale, di cui alla parte seconda,titolo terzo, capo quarto del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni,nonché dei casi di localizzazione delle opere di interesse statale, ove venga espresso motivatodissenso da parte di unamministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità, laquestione, in attuazione e nel rispetto del principio di leale collaborazione e dellarticolo 120 dellaCostituzione, è rimessa dallamministrazione procedente alla deliberazione del Consiglio deiMinistri, previa intesa con la Regione o le Regioni e le Province autonome interessate, in caso didissenso tra unamministrazione statale e una regionale o tra più amministrazioni regionali, ovveroprevia intesa con la Regione e gli enti locali interessati, in caso di dissenso tra unamministrazionestatale o regionale e un ente locale o tra più enti locali. Ai fini del raggiungimento della predettaintesa, entro i primi 30 giorni dalla data di rimessione della questione alla delibera del Consiglio deiMinistri, viene indetta una riunione dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con lapartecipazione della Regione o della Provincia autonoma, degli enti locali e delle amministrazioniinteressate, attraverso un unico rappresentante legittimato, dallorgano competente, adesprimere in modo vincolante la volontà dellamministrazione sulle decisioni di competenza. Intale riunione i partecipanti debbono formulare le specifiche indicazioni necessarie allaindividuazione di una soluzione condivisa da riferire a modifiche, di carattere non sostanziale, alprogetto originario. Se lintesa non è raggiunta entro i successivi ulteriori trenta giorni, è indettauna seconda riunione dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con le medesime modalità dellaprima, per concordare, ai fini dell’intesa, interventi da riferire ad una mediazione di tipo tecnico,con impatto più incisivo sul progetto originario, valutando anche una soluzione progettualealternativa a quella originaria. Nei successivi ultimi trenta giorni, le trattative, con le medesimemodalità delle precedenti fasi, saranno finalizzate a puntualizzare i residui punti di dissensotecnico. Se all’esito finale delle predette trattative l’intesa non è raggiunta, la deliberazione delConsiglio dei Ministri può essere comunque adottata.”.
Art. 33 (Azione di condanna e giurisdizione sui provvedimenti sanzionatori)1. Al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, allegato 1 (codice del processo amministrativo) sonoapportate le seguenti modificazioni:1) all’articolo 30:a) al comma 3, le parole «centoventi giorni» sono sostituite dalle seguenti: «un anno»;b) al comma 5 le parole «centoventi giorni» sono sostituite dalle seguenti «sei mesi»;2) all’articolo 133, comma 1, lettera l), le parole «compresi quelli sanzionatori ed esclusi» sonosostituite dalle seguenti: «esclusi quelli sanzionatori e».2. Allarticolo 187-septies del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 sono apportate le seguentimodificazioni:a) Il comma 4 è sostituito dal seguente:«4. Contro il provvedimento di applicazione delle sanzioni previste dal presente capo gli interessatipossono proporre opposizione davanti alla corte dappello nella cui circoscrizione è la sede legaleo la residenza dellopponente. Se lopponente non ha la sede legale o la residenza nello Stato, ècompetente la corte dappello del luogo in cui è stata commessa la violazione. Quando tali criterinon risultano applicabili, è competente la corte dappello di Roma. Lopposizione è regolatadallarticolo 6 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150»;b) I commi da 5 a 7 sono abrogati.3. Allarticolo 195 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 sono apportate le seguentimodificazioni:a) Il comma 4 è sostituito dal seguente:«4. Contro il provvedimento di applicazione delle sanzioni previste dal presente titolo gliinteressati possono proporre opposizione davanti alla corte dappello del luogo in cui ha sede lasocietà o lente cui appartiene lautore della violazione ovvero, nei casi in cui tale criterio non siaapplicabile, del luogo in cui la violazione è stata commessa. Lopposizione è regolata dallarticolo 6del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150»;b) i commi da 5 a 8 sono abrogati.4. Allarticolo 145 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 sono apportate le seguentimodificazioni:1. Dopo il comma 3 è inserito il seguente:«3-bis. Contro il provvedimento di applicazione delle sanzioni gli interessati possono proporreopposizione davanti alla corte di appello di Roma. Lopposizione è regolata dallarticolo 6 deldecreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150»;2. i commi da 5 a 8 sono abrogati.5. Allarticolo 25 del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39 sono apportate le seguentimodificazioni:1. il comma 4 è sostituito dal seguente:«4. Contro il provvedimento di applicazione delle sanzioni previste dal presente capo gli interessatipossono proporre opposizione davanti alla corte di appello del luogo in cui ha sede la società direvisione o il revisore legale autore della violazione ovvero, nei casi in cui tale criterio non siaapplicabile, del luogo in cui la violazione è stata commessa. Lopposizione è regolata dallarticolo 6del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150»;2. I commi da 5 a 8 sono abrogati.6. Allarticolo 6 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150, sono apportate le seguentimodificazioni:a) al comma 3, le parole: «commi 4 e 5» sono sostituite dalle seguenti: «commi 4, 5 e 5-bis»;
b) dopo il comma 5 è aggiunto il seguente:«5-bis. Lopposizione si propone davanti alla corte di appello nei casi previsti dallarticolo 145 deldecreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, dagli articoli 187-septies e 195 del decreto legislativo24 febbraio 1998, n. 58 e dallarticolo 25 del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39.».