Source: https://www.aeranti.it/delibera-15-aprile-2015-dellagcom-qdisposizioni-di-attuazione-della-disciplina-in-materia-di-comunicazione-politica-e-di-parita-di-accesso-ai-mezzi-di-informazione-relative-alle-campagne-per-le-elezio/
Timestamp: 2020-05-31 09:08:20+00:00
Document Index: 34520525

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 32', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 7']

Delibera del 15 aprile 2015 dell'Agcom recante "Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione relative alle campagne per le elezioni del Presidente della Giunta regionale e per il rinnovo del Consiglio regionale delle regioni Liguria, Veneto, Toscana, Marche, Umbria, Campania e Puglia indette per il giorno 31 maggio 2015" (Delibera n. 166/15/CONS) - Aeranti
Home » Normativa » Normativa in materia di trasmissioni di propaganda elettorale » Delibera del 15 aprile 2015 dell’Agcom recante “Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione relative alle campagne per le elezioni del Presidente della Giunta regionale e per il rinnovo del Consiglio regionale delle regioni Liguria, Veneto, Toscana, Marche, Umbria, Campania e Puglia indette per il giorno 31 maggio 2015” (Delibera n. 166/15/CONS)
Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione relative alle campagne per le elezioni del presidente della Giunta regionale e per il rinnovo del Consiglio regionale delle regioni Liguria, Veneto, Toscana, Marche, Umbria, Campania e Puglia indette per il giorno 31 maggio 2015. (Delibera n. 166/15/CONS)
(pubblicata in Gazzetta ufficiale n. 88 del 16 aprile 2015)
NELLA riunione del Consiglio del 15 aprile 2015;
VISTA la delibera n. 560/14/CONS del 28 novembre 2014, recante “Modifiche e integrazioni al regolamento di organizzazione e funzionamento dell’Autorità”;
VISTA la legge 23 dicembre 2014, n. 190, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2015)” e, in particolare, l’art. 1, comma 501;
VISTO il decreto legge 17 marzo 2015, n. 27, recante “Disposizioni urgenti per lo svolgimento contemporaneo delle elezioni regionali ed amministrative”;
VISTA la circolare del Ministero dell’Interno n. 9/2015 del 24 marzo 2015, che richiama il decreto ministeriale 19 marzo 2015 di fissazione al 31 maggio 2015 della data di svolgimento del turno annuale ordinario di elezioni amministrative nelle regioni a Statuto ordinario, ricordando che per la stessa data le Regioni sono invitate ad indire le elezioni per il rinnovo dei rispettivi organi; VISTA la legge statutaria della Regione Liguria 3 maggio 2005 n. 1, recante lo Statuto della Regione Liguria;
VISTA la legge statutaria della Regione Liguria 13 maggio 2013, n. 1, recante “Modifiche agli articoli 15 e 41 della legge statutaria 3 maggio 2005, n. 1 (Statuto della regione Liguria) sul numero dei consiglieri e degli assessori”;
VISTA la legge statutaria della Regione Veneto 17 aprile 2012, n. 1, recante lo Statuto della Regione Veneto;
VISTA la legge regionale del Veneto 16 gennaio 2012, n. 5, recante “Norme per l’elezione del Presidente della Giunta e del Consiglio regionale”;
VISTA la legge regionale del Veneto 27 gennaio 2015, n. 1, recante “Modifiche della legge regionale 16 gennaio 2012, n. 5 “Norme per l’elezione del Presidente della Giunta e del Consiglio regionale”;
VISTA la legge statutaria della Regione Toscana 19 luglio 2004, recante lo Statuto della Regione Toscana; VISTA la legge regionale della Toscana 23 dicembre 2004, n. 74, recante “Norme sul procedimento elettorale relativo alle elezioni per il Consiglio regionale e per l’elezione del Presidente della Giunta regionale della Toscana, in applicazione della legge regionale 26 settembre 2014, n. 51 “Norme per l’elezione del Consiglio regionale e del Presidente della Giunta regionale”; VISTA la legge regionale della Toscana 26 settembre 2014, n. 51, recante “Norme per l’elezione del Consiglio regionale e del Presidente della Giunta regionale”;
VISTA la legge statutaria della Regione Marche 8 marzo 2005, n. 1, recante lo Statuto della Regione Marche;
VISTA la legge regionale delle Marche 16 dicembre 2004, n. 27, recante “Norme per l’elezione del Consiglio e del Presidente della Giunta regionale”, come modificato dalla legge regionale delle Marche 20 febbraio 2015, n. 5;
VISTA la legge statutaria della Regione Umbria 16 aprile 2005, n. 21, recante lo Statuto della Regione Umbria;
VISTA la legge regionale dell’Umbria 4 gennaio 2010, n. 2, recante “Norme per l’elezione del Consiglio regionale e del Presidente della Giunta regionale”; VISTA la legge regionale dell’Umbria 23 febbraio 2015, n. 4, recante “Modificazioni ed integrazioni alla legge regionale 4 gennaio 2010, n. 2 (Norme per l’elezione del Consiglio regionale e del Presidente della Giunta regionale)”;
VISTA la legge statutaria della Regione Campania 28 maggio 2009, n. 6, recante lo Statuto della Regione Campania;
VISTA la legge regionale della Campania 27 marzo 2009, n. 4, recante “Legge elettorale”;
VISTA la legge regionale della Campania 6 febbraio 2015, n. 3, recante “Modifiche all’articolo 7, comma 5, della legge regionale 27 marzo 2009, n. 4 (Legge elettorale)”;
VISTA la legge statutaria della Regione Puglia 12 maggio 2004, n. 7, recante lo Statuto della Regione Puglia;
VISTA la legge regionale della Puglia 28 gennaio 2005, n. 2, recante “Norme per l’elezione del Consiglio regionale e del Presidente della Giunta regionale”, come modificata dalla legge regionale 10 marzo 2015, n.7;
VISTO il decreto del Prefetto della Provincia di Genova del 1 aprile 2015, , con il quale, acquisita, in data 1 aprile 2015, ai sensi dell’art. 3, comma 4, della legge 17 febbraio 1968, n. 108, l’intesa con il Presidente della Corte d’Appello di Genova, nella cui circoscrizione sono compresi i comuni della regione, sono stati convocati i comizi per l’elezione del Presidente e del Consiglio regionale della Liguria nel giorno di domenica 31 maggio 2015, giusta circolare del Ministro dell’Interno n. 9 del 24 marzo 2015, con la quale è stato evidenziato che nella Regione Liguria alla adozione dei decreti relativi all’indizione delle elezioni regionali ed alla determinazione dell’assegnazione dei seggi alle circoscrizioni elettorali provvederà il Prefetto del capoluogo di regione a norma del citato art. 10, comma 2, lett. f), della legge n. 131/2003;
VISTO il decreto del Presidente della Giunta regionale del Veneto n. 44 del 27 marzo 2015, pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Veneto n. 30 del 27 marzo 2015, con il quale sono stati convocati i comizi per l’elezione del Presidente e del Consiglio regionale del Veneto nel giorno di domenica 31 maggio 2015;
VISTO il decreto del Presidente della Giunta regionale della Toscana n. 62 del 10 aprile 2015, pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 20 del 10 aprile medesimo, con il quale sono stati convocati i comizi per l’elezione del Presidente e del Consiglio regionale della Toscana nel giorno di domenica 31 maggio 2015 e nel giorno di domenica 14 giugno 2015 per l’eventuale turno di ballottaggio;
VISTO il decreto del Presidente di Giunta regionale delle Marche n. 121 del 3 aprile 2015, pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Marche n. 29del 9 aprile seguente, con il quale sono stati convocati i comizi per l’elezione del Presidente e del Consiglio regionale delle Marche nel giorno di domenica 31maggio 2015;
VISTO il decreto del Presidente della Giunta regionale dell’Umbria n. 57 del 9 aprile 2015, pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Umbria n. 20 dell’11 aprile seguente, con il quale sono stati convocati i comizi per l’elezione del Presidente e del Consiglio regionale dell’Umbria nel giorno di domenica 31 maggio 2015;
VISTO il decreto del Presidente della Giunta Regione Campania n. 60 del 9 aprile 2015, pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania n. 23 del 9 aprile medesimo, con il quale sono stati convocati i comizi per l’elezione del Presidente e del Consiglio regionale della Campania nel giorno di domenica 31 maggio 2015;
VISTO il decreto del Presidente della Regione Puglia n. 199 del 7 aprile 2015, pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 47 del 7 aprile medesimo, con il quale sono stati convocati i comizi per l’elezione del Presidente e del Consiglio regionale della Puglia nel giorno di domenica 31 maggio 2015;
1. Le disposizioni di cui al presente provvedimento, finalizzate a dare concreta attuazione ai principi del pluralismo, dell’imparzialità, dell’indipendenza, dell’obiettività e della completezza del sistema radiotelevisivo, nonché ai diritti riconosciuti ai soggetti politici dagli artt. 4 e 5 della legge 22 febbraio 2000, n. 28, si riferiscono alle consultazioni per le elezioni del Presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale delle Regioni Liguria, Veneto, Toscana, Marche, Umbria, Campania e Puglia fissate per il giorno 31 maggio 2015 e per il giorno 14 giugno 2015, limitatamente alle regioni in cui è previsto un turno di ballottaggio e si applicano nei confronti delle emittenti che esercitano l’attività di radiodiffusione televisiva e sonora privata e della stampa quotidiana e periodica.
3. Le disposizioni di cui al presente provvedimento hanno effetto dalla convocazione dei comizi elettorali e cessano di avere efficacia alla mezzanotte dell’ultimo giorno di votazione relativo alle consultazioni di cui al comma 1.
1.Ai fini del successivo Capo I del Titolo II si intendono per soggetti politici nel periodo intercorrente tra la data di convocazione dei comizi elettorali e la data di presentazione delle candidature:
2. Nel periodo intercorrente tra la data di presentazione delle candidature e quella di chiusura della campagna elettorale, è garantito l’accesso ai soggetti politici abbiano presentato liste di candidati per il rinnovo dei consigli regionali in tanti ambiti territoriali da interessare almeno un quarto del corpo elettorale nazionale, giusta quanto previsto dall’art. 3, comma 3, del regolamento approvata in data 14 aprile 2015 dalla Commissione perlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.
1. Nel periodo intercorrente tra la data di convocazione dei comizi elettorali e la data di chiusura delle campagne elettorali, gli spazi che ciascuna emittente televisiva o radiofonica nazionale privata dedica alla comunicazione politica nelle forme previste dall’art. 4, comma 1, della legge 22 febbraio 2000, n. 28, sono ripartiti come segue:
a) nel periodo intercorrente tra la data di convocazione dei comizi elettorali e la data di presentazione delle candidature per le elezioni regionali il tempo disponibile è ripartito tra i soggetti aventi diritto per il 70 per cento in modo paritario tra tutti i soggetti aventi diritto e per il 30 per cento in proporzione alla consistenza dei gruppi parlamentari o consiliari tra i soggetti di cui al comma 2, lettere a), b), c) e d).
b) nel periodo intercorrente tra la data di presentazione delle candidature e quella di chiusura delle campagne elettorali, il tempo disponibile è ripartito, con criterio paritario, tra tutti i soggetti concorrenti di cui all’art. 2, comma 2.
2. In rapporto al numero dei partecipanti e agli spazi disponibili, il principio delle pari opportunità tra gli aventi diritto anche con riferimento all’equilibrata presenza di genere ai sensi dell’articolo 1, comma 2-bis della legge 22 febbraio 2000, n. 28, può essere realizzato, oltre che nell’ambito della medesima trasmissione, anche nell’ambito di un ciclo di più trasmissioni, purchè ciascuna di queste abbia analoghe opportunità di ascolto. E’ altresì possibile realizzare trasmissioni anche mediante la partecipazione di giornalisti che rivolgono domande ai partecipanti. In ogni caso la ripartizione degli spazi nelle trasmissioni di comunicazione politica nei confronti dei soggetti politici aventi diritto deve essere effettuata su base settimanale, garantendo l’applicazione dei principi di equità e di parità di trattamento per ogni ciclo di due settimane curando altresì un’equilibrata rappresentanza di genere tra le presenze. Ove possibile, tali trasmissioni sono diffuse con modalità che ne consentano la fruizione anche ai non udenti.
6. La responsabilità delle trasmissioni di cui al presente articolo deve essere ricondotta a quella di specifiche testate giornalistiche registrate ai sensi dell’art. 32- quinquies, comma 1, del Testo unico.
1. Nel periodo intercorrente tra la data di presentazione delle candidature e quella di chiusura delle campagne elettorali, le emittenti radiofoniche e televisive nazionali private possono trasmettere messaggi politici autogestiti a titolo gratuito per la presentazione non in contraddittorio di liste e programmi.
a) rendono pubblico il loro intendimento mediante un comunicato da trasmettere almeno una volta nella fascia di maggiore ascolto. Nel comunicato l’emittente nazionale informa i soggetti politici che presso la sua sede è depositato un documento, che può essere reso disponibile anche nel sito web dell’emittente, recante l’indicazione dell’indirizzo, dell numero telefonico e della persona da contattare e concernente la trasmissione dei messaggi, il numero massimo dei contenitori predisposti, la collocazione nel palinsesto, gli standard tecnici richiesti e il termine di consegna per la trasmissione del materiale autoprodotto. A tale fine, le emittenti possono anche utilizzare il modello MAG/1/ER, reso disponibile nel sito web dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni: www.agcom.it;
b) inviano, anche a mezzo fax, all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il documento di cui alla lettera a), nonché, possibilmente con almeno cinque giorni di anticipo, ogni variazione successiva del documento stesso concernente il numero dei contenitori e la loro collocazione nel palinsesto. A quest’ultimo fine, le emittenti possono anche utilizzare il modello MAG/2/ER, reso disponibile nel sito web dell’Autorità.
2. Fino al giorno di presentazione delle candidature i soggetti politici interessati a trasmettere messaggi autogestiti comunicano alle emittenti e all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, anche a mezzo fax, le proprie richieste, indicando il responsabile elettorale e i relativi recapiti, la durata dei messaggi, nonché dichiarando di presentare candidature in collegi o circoscrizioni che interessino almeno il quarto degli elettori chiamati alle consultazioni. A tale fine, può anche essere utilizzato il modello MAG/3/ER, reso disponibile nel sito web dell’Autorità.
2. Nel periodo di vigenza della presente delibera, tenuto conto che l’attività di informazione radiotelevisiva costituisce servizio di interesse generale, i notiziari diffusi dalle emittenti televisive e radiofoniche nazionali e tutti gli altri programmi a contenuto informativo, riconducibili alla responsabilità di una specifica testata registrata ai sensi di legge, si conformano con particolare rigore ai principi di tutela del pluralismo, della completezza, dell’imparzialità, d, dell’obiettività, dell’equilibrata rappresentanza di genere e dell’apertura alle diverse opinioni e tendenze politiche.
3. I direttori responsabili dei programmi di cui al presente articolo, nonché i loro conduttori e registi sono tenuti ad un comportamento corretto ed imparziale nella gestione del programma così da non esercitare, neanche in forma surrettizia, influenze sulle libere scelte degli elettori. Essi devono assicurare in maniera particolarmente rigorosa condizioni oggettive di parità di trattamento ai soggetti di cui al precedente articolo 2, riscontrabili dai dati del monitoraggio del pluralismo, ed osservano ogni cautela volta ad evitare che si determinino, anche indirettamente, situazioni di vantaggio o svantaggio per determinate forze politiche, considerando non solo le presenze e le posizioni dei candidati o comunque di persone chiaramente riconducibili ai partiti e alle liste concorrenti per il ruolo che ricoprono o hanno ricoperto nelle istituzioni nell’ultimo anno, ma anche le posizioni di contenuto politico espresse da soggetti e persone non direttamente partecipanti alla competizione elettorale.
6. In tutte le trasmissioni radiotelevisive diverse da quelle di comunicazione politica, dai messaggi politici autogestiti e dai programmi di informazione ricondotti sotto la responsabilità di specifiche testate giornalistiche registrate ai sensi di legge, non è ammessa, ad alcun titolo, la presenza di candidati o di esponenti politici o di persone chiaramente riconducibili a soggetti politici, a partiti e alle liste concorrenti e non possono essere trattati temi di evidente rilevanza politica ed elettorale, né che riguardino vicende o fatti personali di personaggi politici.
5. L’Autorità verifica altresì, alle medesime scadenze indicate al comma 4, il rispetto dei principi a tutela del pluralismo e, in particolare, della parità di trattamento tra soggetti politici e dell’equa rappresentazione di tutte le opinioni politiche nei programmi di approfondimento informativo diffusi da ciascuna testata, tenuto conto del format e della periodicità di cascun programma. Con la stessa cadenza, l’Autorità pubblica i relativi dati di monitoraggio.
1. Nei trenta giorni precedenti il voto le emittenti radiofoniche e televisive nazionali private illustrano le principali caratteristiche delle elezioni regionali di cui al presente provvedimento, con particolare riferimento ai sistemi elettorali e alle modalità di espressione del voto, ivi comprese le speciali modalità di voto previste per gli elettori diversamente abili e per quelli intrasportabili, per gli elettori italiani residenti in altri Paesei dell’Unione europea e per i cittadini comunitari non italiani residenti in Italia.
1. I programmi di comunicazione politica, come definiti all’art. 2, comma 1, lettera c), del codice di autoregolamentazione di cui al decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004, che le emittenti televisive e radiofoniche locali intendono trasmettere dalla data di entrata in vigore della presente delibera e fino alla chiusura della campagna elettorale devono consentire una effettiva parità di condizioni tra i soggetti politici competitori, compresa l’equilibrata presenza di genere ai sensi dell’art. 1, comma 2-bis, della legge 22 febbraio 2000, n. 28, anche con riferimento alle fasce orarie e al tempo di trasmissione.
a) alle forze politiche che costituiscono da almeno un anno un autonomo gruppo nei consigli regionali da rinnovare;
3. Nelle trasmissioni di cui al comma 2, punto I), i tempi sono ripartiti per il 70 per cento in modo paritario e per il 30 per cento in proporzione alla consistenza dei rispettivi gruppi nel consiglio regionale;
II) nel periodo intercorrente tra la data di presentazione delle candidature e quella di chiusura della campagna elettorale, è garantito l’accesso, tenuto conto del sistema regionale di collegamento delle liste al territorio:
4. Nelle trasmissioni di cui al comma 2, punto II), il tempo disponibile è ripartito con criterio paritario fra tutti i soggetti concorrenti.
5. L’eventuale assenza di un soggetto politico non pregiudica l’intervento nelle trasmissioni degli altri soggetti, ma non determina un aumento del tempo ad essi spettante. In tali casi, nel corso della trasmissione è fatta esplicita menzione delle predette assenze.
6. Le trasmissioni di comunicazione politica sono collocate in contenitori con cicli di due settimane dalle emittenti televisive locali all’interno della fascia oraria compresa tra le ore 7:00 e le ore 24:00 e dalle emittenti radiofoniche locali all’interno della fascia oraria compresa tra le ore 7:00 e le ore 1:00 del giorno successivo, in modo da garantire l’applicazione dei princìpi di equità e di parità di trattamento tra i soggetti politici anche attraverso analoghe opportunità di ascolto. Ove possibile, tali trasmissioni sono diffuse con modalità che ne consentano la fruizione anche ai non udenti. I calendari delle predette trasmissioni sono comunicati almeno sette giorni prima, anche a mezzo fax, al competente Comitato regionale per le comunicazioni che ne informa l’Autorità. Le eventuali variazioni dei predetti calendari sono tempestivamente comunicate al predetto organo, che ne informa l’Autorità.
7. E’ possibile realizzare trasmissioni di comunicazione politica anche mediante la partecipazione di giornalisti che rivolgono domande ai partecipanti, assicurando, comunque, imparzialità e pari opportunità nel confronto tra i soggetti politici.
f) ogni messaggio reca per tutta la sua durata la dicitura “messaggio elettorale gratuito” con l’indicazione del soggetto politico committente. Per le emittenti radiofoniche, il messaggio deve essere preceduto e seguito da un annuncio in audio del medesimo tenore.
a) rendono pubblico il loro intendimento mediante un comunicato da trasmettere almeno una volta nella fascia di maggiore ascolto. Nel comunicato l’emittente locale informa i soggetti politici che presso la sua sede è depositato un documento, che può essere reso disponibile anche sul sito web dell’emittente, recante l’indicazione dell’indirizzo, del numero telefonico e della persona da contattare, concernente la trasmissione dei messaggi, il numero massimo dei contenitori predisposti, la collocazione nel palinsesto, gli standard tecnici richiesti e il termine di consegna per la trasmissione del materiale autoprodotto. A tale fine, le emittenti possono anche utilizzare i modelli MAG/1/ER resi disponibili sul sito web dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni: www.agcom.it;
b) inviano, anche a mezzo fax, al competente Comitato regionale per le comunicazioni che ne informa l’Autorità, il documento di cui alla lettera a), nonché, possibilmente con almeno cinque giorni di anticipo, ogni variazione apportata successivamente al documento stesso con riguardo al numero dei contenitori e alla loro collocazione nel palinsesto. A quest’ultimo fine, le emittenti possono anche utilizzare i modelli MAG/2/ER resi disponibili sul sito web dell’Autorità.
2. Fino al giorno di presentazione delle candidature, i soggetti politici interessati a trasmettere i suddetti messaggi autogestiti comunicano, anche a mezzo fax, alle emittenti e ai competenti Comitati regionali per le comunicazioni, che ne informano l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, le proprie richieste, indicando il responsabile elettorale e i relativi recapiti, la durata dei messaggi, nonché dichiarando di presentare candidature in collegi o circoscrizioni che interessino almeno un quarto degli elettori chiamati alle consultazioni su base regionale. A tale fine, possono anche essere utilizzati i modelli MAG/3/ER resi disponibili sul sito web dell’Autorità.
9. La prima messa in onda dell’avviso di cui ai commi 3 e 4 costituisce condizione essenziale per la diffusione dei messaggi politici autogestiti a pagamento durante il periodo elettorale.
2. Resta comunque salva per l’emittente la libertà di commento e di critica che, in chiara distinzione tra informazione e opinione, salvaguardi comunque il rispetto delle persone. Le emittenti locali a carattere comunitario di cui all’art. 16, comma 5, della legge 6 agosto 1990 n. 223 e all’art. 1, comma 1, lett. f), della deliberazione 1 dicembre 1998, n. 78 dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, come definite all’art. 2, comma 1, lett, aa), n. 3, del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, possono esprimere i principi di cui sono portatrici, tra quelli indicati da dette norme.
3. Rimangono ferme per ogni emittente del circuito, per il tempo di trasmissione autonoma, le disposizioni previste per le emittenti locali dal Capo II del presente provvedimento.
1. Le emittenti radiofoniche e televisive locali sono tenute a conservare le registrazioni della totalità dei programmi trasmessi nel periodo della campagna elettorale per i tre mesi successivi alla conclusione della stessa e, comunque, a conservare, sino alla conclusione dell’eventuale procedimento, le registrazioni dei programmi in ordine ai quali sia stata notificata contestazione di violazione di disposizioni della legge 10 dicembre 1993, n. 515, della legge 22 febbraio 2000, n. 28, del codice di autoregolamentazione di cui al decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004, della legge 20 luglio 2004, n. 215, nonché delle disposizioni emanate dalla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi e di quelle recate dal presente provvedimento.
1. I messaggi politici elettorali di cui all’art. 7 della legge 22 febbraio 2000, n. 28, devono essere riconoscibili, anche mediante specifica impaginazione, in spazi chiaramente evidenziati, secondo modalità uniformi per ciascuna testata, e devono recare la dicitura “messaggio elettorale” con l’indicazione del soggetto politico committente.
b) accertamento delle eventuali violazioni, ivi comprese quelle relative all’art. 9 della legge n. 28 del 2000 in materia di comunicazione istituzionale e obblighi di informazione, trasmissione dei relativi atti e degli eventuali supporti e formulazione, a conclusione dell’istruttoria sommaria, comprensiva della fase del contraddittorio, delle conseguenti proposte all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per l’adozione dei provvedimenti di sua competenza, nel rispetto dei termini procedimentali di cui all’art. 10 della citata legge n. 28 del 2000.
1. Le violazioni delle disposizioni della legge 22 febbraio 2000, n. 28 e del codice di autoregolamentazione di cui al decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004, nonché di quelle emanate dalla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi e di quelle dettate con il presente provvedimento sono perseguite d’ufficio dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni al fine dell’adozione dei provvedimenti previsti dagli artt. 10 e 11-quinquies della legge n. 28/2000. Ciascun soggetto politico interessato può comunque denunciare tali violazioni entro il termine perentorio di dieci giorni dal fatto.
2. Il Consiglio nazionale degli utenti istituito presso l’Autorità può denunciare, secondo quanto previsto dall’art. 11-quinquies, comma 2, della legge 22 febbraio 2000, n. 28, comportamenti in violazione delle disposizioni di cui al Capo II della mdesima legge, di quelle contenute nel codice di autoregolamentazione di cui al decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004, nonché di quelle recate dal presente provvedimento.
7. L’Autorità provvede direttamente alle istruttorie sommarie di cui al comma 1 riguardanti le emittenti radiofoniche e televisive nazionali ed editori di giornali e periodici a diffusione nazionale, mediante le proprie strutture, che possono avvalersi, a tale fine, del Nucleo Speciale della Guardia di Finanza istituito presso l’Autorità stessa. L’Autorità adotta i propri provvedimenti entro le quarantotto ore successive all’accertamento della violazione o alla denuncia, fatta salva l’ipotesi dell’adeguamento spontaneo agli obblighi di legge da parte delle emittenti televisive e degli editori, con contestuale informativa all’Autorità.
9. Il Gruppo della Guardia di Finanza competente per territorio, ricevuta la denuncia delle violazioni delle disposizioni di cui al comma 1 da parte delle emittenti radiotelevisive locali, provvede entro le dodici ore successive all’acquisizione delle registrazioni e alla trasmissione delle stesse agli uffici del competente Comitato di cui al comma 8, dandone immediato avviso, anche a mezzo fax, all’Autorità.
10. Il Comitato di cui al comma 8 procede ad una istruttoria sommaria e instaura il contraddittorio con gli interessati: a tal fine, contesta i fatti, anche a mezzo fax, sente gli interessati ed acquisisce le eventuali controdeduzioni nelle ventiquattro ore successive alla contestazione. Qualora, allo scadere dello stesso termine, non si sia pervenuti ad un adeguamento, anche in via compositiva, agli obblighi di legge, lo stesso Comitato trasmette atti e supporti acquisiti, ivi incluso uno specifico verbale di accertamento, redatto, ove necessario, in cooperazione con il competente Gruppo della Guardia di Finanza, all’Autorità che provvede, in deroga ai termini e alle modalità procedimentali previste dalla legge 24 novembre 1981, n. 689, entro le quarantotto ore successive all’accertamento della violazione, decorrenti dal ricevimento degli stessi atti e supporti da parte della Direzione contenuti audiovisivi – Ufficio pluralismo interno, servizio pubblico radiotelevisivo, pubblicità e tutele dell’Autorità medesima.
17. Nell’ipotesi di accertamento delle violazioni delle disposizioni recate dalla legge 22 febbraio 2000, n. 28, e dalla legge 31 luglio 1997, n. 249, da parte di imprese che agiscono nei settori del sistema integrato delle comunicazioni di cui all’art. 2, comma 1, lettera s) del Testo unico e che fanno capo ai titolari di cariche di governo o ai soggetti di cui all’art. 7, comma 1, della legge 20 luglio 2004, n. 215, ovvero sono sottoposte al controllo dei medesimi, l’Autorità procede all’esercizio della competenza attribuitale dalla legge 20 luglio 2004, n. 215, in materia di risoluzione dei conflitti di interesse.
La presente delibera entra in vigore il 16 aprile 2015.
La presente delibera è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed è resa disponibile nel sito web della stessa Autorità all’indirizzo www.agcom.it.