Source: http://www.incittagiovinazzo.it/politica/19-news/politica/359-in-risposta-all-assessora-pansini
Timestamp: 2020-07-08 14:36:16+00:00
Document Index: 174318559

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art.1', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 7', 'art 14']

InCittà Giovinazzo - IN RISPOSTA ALL’ ASSESSORA PANSINI
A seguito del nostro articolo “ SALVO ERRORI ED …OMISSIONI” e rispondendo a una denuncia formale del Partito Democratico letta e consegnata nello scorso Consiglio Comunale, l’Assessora Pansini ha risposto con una nota riportata da alcuni giornali locali. Per meglio confutare le sue affermazioni riportiamo la sua risposta:
“Per quanto riguarda le problematiche TARI 2016, preciso che l'Ente ha rispettato quanto disposto dall'art. 7, comma 1, DPR 27/4/1999 n.158, dall'art.1, comma 658, L.27/12/2013 n.147 e dall'art. 14,comma 4, del vigente Regolamento per la disciplina della TARI, assicurando la riduzione per la raccolta differenziata riferibile alle utenze domestiche attraverso l'abbattimento della parte variabile della tariffa complessivamente imputata a tali utenze. Tale abbattimento è stato operato conformemente alle"Linee Guida per la redazione del Piano Finanziario e per l'elaborazione delle tariffe"pubblicate sul sito istituzionale del Ministero dell'Economia e delle Finanze – Dipartimento delle Finanze, applicando la riduzione percentuale riconosciuta al totale dei rifiuti prodotti. In sostanza non vi è alcun errore e questo è confermato dall'approvazione della stessa procedura disciplinata negli anni precedenti a quello in corso. A proposito di TARI approfitto per mettere a conoscenza i miei concittadini delle quattro scadenze previste nel 2016 che saranno: 10/07/2016 – 10/09/2016 – 31/10/2016 – 16/12/2016.”
In pratica l’Assessora non ha risposto perché ha semplicemente riportato quanto previsto dalla legislazione nazionale e ha specificato di aver operato secondo quanto previsto dalle “Linee Guida per la redazione del Piano Finanziario e per l'elaborazione delle tariffe". Ancora una volta, come già accaduto lo scorso anno, si continua a far riferimento alle linee guida emanate dal ministero dandone una lettura parziale e non corretta. A pag 35 delle linee guida quando si parla di ripartizione dei costi fra utenze domestiche e non domestiche è scritto testualmente:
“ L’accennata distribuzione “tecnica” dei costi tra le due macrocategorie di utenze va però modificata per assicurare la riduzione per la raccolta differenziata riferibile alle utenze domestiche, prevista dall’art. 14, comma 17, del D.L. n. 201 del 2011. Riduzione che, secondo quanto specifica l’art. 7, comma 1, del D.P.R. n. 158 del 1999, deve operare abbattendo la parte variabile della tariffa per una quota, determinata dall’ente locale, proporzionale ai risultati, singoli o collettivi, raggiunti dalle utenze in materia di conferimento a raccolta differenziata, cosicché i costi variabili a carico delle utenze domestiche vengono ad essere fissati in misura inferiore a quella “tecnica”.
Come il lettore può facilmente verificare è chiaramente scritto che i costi variabili a carico delle utenze domestiche devono essere fissati in misura inferiore a quella tecnica e non il totale dei costi variabili. Inoltre nello stesso paragrafo è ben specificato che la riduzione deve essere determinata dall’ ente locale e nel nostro caso la pubblica amministrazione ha deciso di farlo attraverso l’ art 14 comma 4 del Regolamento Comunale TARI che indica chiaramente la strada da seguire.
Lo scorso anno la stessa Assessora faceva sempre esplicito riferimento alle linee guida per giustificare le proprie tesi e dopo il chiarimento richiesto al Ministero che confermava integralmente la nostra opinione, fu costretta ad applicare quanto da noi proposto e denunciato. Le tariffe furono modificate in autotutela in un apposito consiglio comunale dove fu anche cambiato il regolamento comunale per renderlo più flessibile rispetto alla volontà politica. Fin qui nulla di scandaloso perché rientrava nelle prerogative dell’ Amministrazione.
Siamo però avviliti dal fatto che tale modifica regolamentare non sia stata recepita nel modo giusto e ancora una volta per giustificare un errore evidente si parla stentatamente presentando motivazioni altisonanti ma vuote di significato reale.