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Timestamp: 2017-10-17 12:04:39+00:00
Document Index: 166778054

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 106', 'DTF ', 'art. 28', 'art. 15', 'art. 35', 'art. 61', 'art. 35', 'art. 61', 'art. 134', 'art. 159', 'sentenza ']

C 149/03 08.03.2004
V.________, nata nel 1973, di professione venditrice, coniugata e madre di un bambino nato il 18 luglio 2001, si è iscritta all'assicurazione contro la disoccupazione con effetto dal 6 settembre 2002, percependo le relative indennità fino al 31 dicembre 2002.
Dopo aver esperito alcuni accertamenti circa la possibilità dell'assicurata di affidare il figlio alle cure di terzi durante lo svolgimento dell'attività lavorativa e nonostante avesse appreso dalla stessa che di tale compito si sarebbe potuto occupare il marito dopo il lavoro, con decisione del 19 dicembre 2002 l'Ufficio per l'industria, arti e mestieri e lavoro dei Grigioni (UCIAML) ha dichiarato V.________ inidonea al collocamento negandole di conseguenza il diritto all'indennità di disoccupazione dal 6 settembre 2002.
Chiedendo l'annullamento del provvedimento e facendo valere la propria disponibilità a svolgere attività lavorativa "durante tutto l'anno, i giorni festivi, nel fine settimana, la sera e di notte", l'interessata, che nella primavera del 2003 avrebbe dato alla luce un secondo figlio, si è aggravata al Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni, il quale per pronuncia del 29 aprile 2003 ha respinto il ricorso.
Pendente lite il patrocinatore della ricorrente ha trasmesso copia del contratto di lavoro concluso dall'interessata con la B.________ SA, in virtù del quale V.________ è stata assunta al 50% e con effetto dal 1° giugno 2003 quale aiuto cameriera.
Oggetto del contendere è l'idoneità al collocamento di V.________, in particolare la sua disponibilità, negata dalle istanze precedenti, ad assumere un'occupazione la sera dalle ore 19, durante i fine settimana e nei giorni festivi, nonostante la necessità di dedicarsi alle cure del figlio in tenera età e nonostante l'esistenza, al momento determinante, di un'ulteriore gravidanza.
2.1 Dalla pronunzia impugnata emerge che il Tribunale cantonale ha ritenuto la ricorrente inidonea al collocamento, da un lato poiché la disponibilità a svolgere attività lavorativa la sera dopo le ore 19 e durante il sabato e la domenica non poteva essere considerata sufficiente, dall'altro in quanto lo stato di gravidanza rendeva la collocabilità ancor più difficile. In particolare, per la Corte di prima istanza un'eventuale attività di aiuto panettiera o di operaia di fabbrica con turni notturni, oltre ad essere fortemente limitata dalle norme a tutela delle lavoratrici incinte (art. 35 segg. legge federale sul lavoro nell'industria, nell'artigianato e nel commercio [LL]) e ad essere difficilmente reperibile nel Moesano, non avrebbe potuto entrare in linea di conto poiché, già solo in considerazione degli orari, mal avrebbe potuto conciliarsi con gli obblighi familiari. Quanto all'eventualità di un impiego quale donna delle pulizie, detto Tribunale - in ragione della situazione personale dell'assicurata - ha invece reputato troppo pesante l'attività.
2.2 Nel ricorso di diritto amministrativo l'interessata sostiene che la sua disponibilità serale e nei fine settimana sarebbe stata sufficiente a farla ritenere idonea al collocamento, lo stato di gravidanza non ostando per contro al riconoscimento di tale idoneità. Alla Corte giudicante rimprovera quindi di non avere preso in considerazione la possibilità di un lavoro quale cameriera, attività attualmente svolta dalla stessa.
3.3 Viste le particolarità vigenti negli specifici settori d'attività, la possibilità, per l'assicurata, di reperire sul mercato generale del lavoro e nel periodo determinante un posto quale cameriera o quale donna delle pulizie negli orari serali e nei fine settimana può essere ammessa. Nemmeno risulta dagli atti che la ricorrente, in particolare in considerazione della nascita del secondo figlio, abbia posto limiti di durata nell'esercizio di un'attività lucrativa. La situazione non è pertanto paragonabile a quella di quegli assicurati che sin dall'inizio sono disposti a lavorare per un periodo determinato e limitato.
In tali condizioni, si deve ritenere che vi era disponibilità temporale sufficiente per svolgere le mansioni summenzionate. L'idoneità al collocamento di V.________ nel periodo contestato dovendo di conseguenza essere ammessa, non mette conto di esaminare se la produzione del nuovo mezzo di prova (contratto di lavoro con la B.________ SA), trasmesso posteriormente alla scadenza del termine di ricorso (art. 106 cpv. 1 e 132 OG) e al di fuori di un secondo scambio degli allegati, sia o meno ammissibile (si confronti in proposito DTF 127 V 353).
In simili circostanze resta da esaminare l'incidenza della nuova gravidanza sull'idoneità al collocamento dell'assicurata nel periodo in questione.
4.1 A proposito della gravidanza, il Tribunale federale delle assicurazioni ha già avuto modo di stabilire che essa non osta di principio alla disponibilità a svolgere un'attività lucrativa (DLA 1979 no. 20 pag. 108 consid. 2; si veda in proposito anche il tenore dell'art. 28 cpv. 1 e 4 LADI).
4.2 Per quanto attiene inoltre all'autorizzazione al lavoro di cui all'art. 15 cpv. 1 LADI, la Legge sul lavoro e le relative ordinanze, a cui fa riferimento la Corte di prima istanza, non sanciscono divieti o impedimenti tali da non poter ammettere una collocabilità così come intesa dalla richiedente (si vedano in proposito gli art. 35, 35a e 35b LL, e l'art. 61 dell'Ordinanza 1 concernente la legge sul lavoro, OLL 1, RS 822.111; Margrith Bigler-Eggenberger, Die Arbeitslosenversicherung, das Stillen und das Diskriminierungsverbot, in: Recht 1998 pag. 42 seg.). In particolare, il divieto di occupare donne incinte dalle ore 20 alle 6 riguarda solo le ultime otto settimane di gravidanza (art. 35a cpv. 4 LL). Per il resto, l'art. 61 cpv. 1 OLL1 - secondo cui le donne incinte che esercitano la loro attività principalmente in piedi beneficiano, a partire dal quarto mese di gravidanza, di un riposo giornaliero di dodici ore e, oltre alle pause previste all'articolo 15 della legge, di una breve pausa di dieci minuti dopo ogni periodo di due ore di lavoro - rispettivamente il capoverso 2 - per cui a partire dal sesto mese di gravidanza le attività esercitate in piedi vanno limitate complessivamente a quattro ore giornaliere - non avrebbero ostato allo svolgimento di attività lavorativa da parte dell'assicurata. In effetti, nel periodo contestato, l'interessata sarebbe stata in grado di lavorare almeno fino alle ore 23 nel rispetto delle pause, ossequiando pure quella giornaliera di dodici ore.
4.3 Anche da questo punto di vista l'assicurata dev'essere considerata idonea al collocamento e dev'esserle pertanto riconosciuto il diritto ad indennità di disoccupazione dal mese di settembre al mese di dicembre 2002.
Vertendo sull'assegnazione o sul rifiuto di prestazioni assicurative, la procedura è gratuita (art. 134 OG). Vincente in causa, la ricorrente, patrocinata da un legale, ha diritto a ripetibili (art. 159 cpv. 1 OG; RCC 1987 pag. 286 consid. 6).
L'Ufficio per l'industria, arti e mestieri e lavoro dei Grigioni verserà alla ricorrente la somma di fr. 2000.- (comprensiva dell'imposta sul valore aggiunto) a titolo di indennità di parte per la procedura federale.
La presente sentenza sarà intimata alle parti, alla Cassa disoccupazione SEI, Bellinzona, al Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni e al Segretariato di Stato dell'economia.