Source: https://www.exeo.it/free/programma-di-riqualificazione-urbana-e-contratti-di-quartiere
Timestamp: 2019-05-23 19:52:29+00:00
Document Index: 170145110

Matched Legal Cases: ['art. 34', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 17', 'art. 22', 'art. 120', 'art. 2', 'art 20', 'art. 120', 'art. 120', 'art. 120', 'art. 120', 'art. 120']

Programma riqualificazione urbana e contratti di quartiere
Strumenti di programmazione urbanistica, i programmi di riqualificazione urbana, attraverso un insieme sistematico e coordinato di interventi, sono finalizzati alla riqualificazione degli ambiti di intervento nel loro complesso. Presupposto alla loro adozione è la verifica circa i presupposti minimi richiesti dalla legge nonché la loro conformità a quanto previsto dal P.R.G..
Il procedimento finalizzato all'adozione di un programma di riqualificazione urbana presuppone una preliminare verifica circa i presupposti minimi richiesti dalla legge per tali piani nonché in merito alla conformità degli interventi programmati alle previsioni dello strumento urbanistico generale. Il potere/dovere del Sindaco di convocare una conferenza di servizi sorge soltanto all'esito di tale imprescindibile indagine, qualora emerga la sussistenza dei presupposti di legge per la proponibilità dei piani di riqualificazione e, al contempo, la non conformità dell'intervento in concreto proposto allo strumento urbanistico generale vigente.
I piani di riqualificazione urbana sono stati introdotti nella nostra legislazione come strumenti di programmazione urbanistica, ad iniziativa pubblica o privata, che riguardano ampi ambiti urbani compromessi dal dispiegarsi disomogeneo dell'attività edilizia e specificamente rivolti, attraverso un insieme sistematico e coordinato di interventi, alla riqualificazione degli ambiti di intervento nel loro complesso.
La S.T.U. si pone come uno strumento attuativo... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...isioni urbanistiche per tal via assumendo caratteristiche, nei limiti della peculiarità dell'istituto urbanistico contemplato dai conditores, sostanzialmente assimilabili a quelle di un qualunque strumento di pianificazione attuativa.
La società mista di trasformazione urbana è stata prevista dal legislatore con riguardo alla specifica finalità di attivazione di processi di riqualificazione urbana; costituisce un ulteriore strumento dell'ente locale per intervenire, con il contributo del privato, su tessuti urbani degradati allo specifico scopo di riordinarli, di migliorarne la funzionalità e quindi di porli sul mercato.
Non è consentita la edificazione avente ad oggetto interventi proposti da Società di trasformazione urbana e da privati in attuazione di accordo di programma di "riqualificazione urbana" dai medesimi sottoscritto, qualora detti interventi siano resi possibili dall'accordo comportante variante urbanistica, in assenza di efficacia dello stessa per la mancata ratifica da parte del Consiglio Comunale, ai sensi dell'art. 34, 5° comma del D.Lgs. 18.8.2000 n. 267.
PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PROGRAMMA DI RIQUALIFICAZIONE URBANA --... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...TTI DI QUARTIERE II
L'indicazione, ad opera dei bandi di gara adottati in applicazione dell'art. 4 della l. n. 21/2001, dei programmi nei quali devono essere compresi "in via propritaria" i programmi di recupero urbano denominati "Contratti di quartiere II", ha una duplice funzione: da un lato, essa viene a configurare un criterio sulla base del quale individuare i programmi di recupero urbano da ammettere in graduatoria; d'altro lato, sta ad indicare quale deve essere l'ambito di intervento che i cennati programmi devono assumere come fondamentale e preminente.
L'ammissione ai programmi innovativi in ambito urbano previsti dall'art. 4 della legge 21/2001 costituisce procedura ad evidenza pubblica.
Nell'applicazione dell'art. 4 della l. 21/2001, i Decreti Ministeriali 30 dicembre 2002 e 21 novembre 2003 non hanno inteso circoscrivere la portata dei contratti di quartiere finanziabili al solo settore dell'edilizia residenziale pubblica ed a quelli affini, avendo espressamente previsto (anche) l'incremento della "dotazione infrastrutturale" degli ambiti urbani interessati dall'iniziativa.
In tema di programmi per il "superamento del degrado urbano e del connesso disagio abitativo&... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...dividuazione, da parte dei bandi di gara, degli ambiti specifici di intervento entro quello più ampio delineato dal legislatore rientra tra le scelte politiche insindacabili in sede giurisdizionale
I Decreti Ministeriali 30 dicembre 2002 e 21 novembre 2003 rispondono appieno alla ratio sistematica di politica legislativa sottesa alle misure previste dalla l. n. 21/2001.
Dal tenore della disposizione di cui all'art. 17, comma 59, L. n. 127/1997 che ha sostituito l'art. 22, comma 3, della L. n. 142/1990, la lettera e ), poi trasfusa nell'art. 120, d.lg. n. 267/2000, TUEL), si evince chiaramente che la deliberazione consiliare di individuazione delle aree oggetto della perimetrazione, assume ex lege valenza di vincolo preordinato all'espropriazione in quanto l'individuazione delle aree equivale a dichiarazione di pubblica utilità, cosicché, in assenza di ogni disciplina al riguardo di carattere speciale, è sottoposta al termine di efficacia quinquennale stabilito in termini generali, dall'art. 2 L. 19/11/1968 n. 1187.
PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATI... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ROGRAMMA DI RIQUALIFICAZIONE URBANA --> EFFICACIA
Un programma di riqualificazione urbana effettuato ai sensi della L.R. Abruzzo n. 64/1999, equiparato ad un piano di recupero ex L. 457 del 1978 e ex art 20 della L.R. n. 18 del 1983 ha efficacia decennale, termine entro cui va emanato il decreto di esproprio.
Nei casi in cui la proposta di piano di riqualificazione urbana comprenda aree di proprietà di terzi, la delibera di approvazione del piano, dopo aver evidenziato gli indirizzi programmatici con cui, dopo aver individuato gli ambiti territoriali di intervento, l'Amministrazione procedente definisce contenuti e procedure di perfezionamento dei programmi medesimi, costituisce vincolo endoprocedimentale cui l'Amministrazione medesima è tenuta ad attenersi nel prosieguo dell'attività procedimentale. Ciò al fine di acquisire, attraverso accordi transattivi o il successivo esercizio di atti ablatori, la disponibilità delle aree interessate dall'intervento di riqualificazione.
La natura facoltativa dell'adesione ad un piano di trasformazione... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...rong> ed agli istituti perequativi in esso previsti, esclude che la previsione che ricollega all'inerzia della maggioranza dei proprietari, ai quali il regolamento demanda la formazione del piano, la perdita dal riconoscimento di una quota aggiuntiva di indice di edificabilità territoriale e la sostituzione dell'amministrazione comunale nell'attuazione anche attraverso l'espropriazione delle aree, possa attribuire all'amministrazione la facoltà di comprimere arbitrariamente il diritto di proprietà.
La nozione di "trasformazione urbana" di cui all'art. 120 d.lgs. n. 267/2000, di per sé ampia e generica, non autorizza a escludere dall'ambito di applicazione della disposizione gli interventi consistenti nella progettazione e realizzazione di interi insediamenti urbani su aree inedificate, anche di notevoli dimensioni (purché, ovviamente, nel rispetto degli strumenti urbanistici vigenti).
L'art. 120 del d.lgs. n. 267/2000 ammette che le società di trasformazione urbana siano costituite per "progettare e realizzare" gli interventi di t... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ne urbana; non è pertanto escluso che a suddette società venga affidata attività di pianificazione, anziché meramente esecutiva di strumenti urbanistici esistenti. Naturalmente, in tali ipotesi è indispensabile che le attività di pianificazione svolte dalla società di trasformazione urbana siano poi "fatte proprie" dall'Amministrazione, confluendo in un atto pianificatorio a questa riconducibile.
L'istituto della società di trasformazione urbana è stato introdotto dalla L. n. 127/97 (cosiddetta Bassanini bis) ed ora la relativa disciplina è fissata dall'art. 120 del d.lgs. n. 267/2000 (testo unico enti locali), in base al quale i comuni "possono costituire società per azioni per progettare e realizzare interventi di trasformazione urbana, in attuazione degli strumenti urbanistici vigenti".
Ai sensi dell'art. 120 secondo comma del d.lgs. n. 267/2000, le società di trasformazioni urbana provvedono alla preventiva acquisizione degli immobili interessati dall'intervento, alla trasformazione e alla commercializzazione degli stessi.
PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PROGRAMMA DI RIQUALIFICAZIO... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...-> SOGGETTI ATTUATORI
Legittima è la previsione contenuta nelle N.T.A., ove prevede che, in caso di inerzia dei privati nell'attuazione del piano, l'amministrazione possa provvedere all'acquisizione delle aree o direttamente o indirettamente tramite soggetti privati attuatori o la costituzione di società a trasformazione urbana ai sensi dell'art. 120 del D.Lgs. 267/2000; tali privati, selezionati tramite procedura ad evidenza pubblica, agiscono per conto dell'amministrazione al fine di dare attuazione alle prescrizioni del piano e tale scelta dell'amministrazione di attuare il piano attraverso privati non incide sul diritto dell'espropriato ad ottenere il controvalore del bene acquisito dal Comune (e poi ceduto ai privati attuatori).