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Timestamp: 2020-03-30 01:35:22+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 34', 'art. 4', 'art. 12', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 13', 'art 1', 'art 121', 'art. 31', 'art. 114', 'art. 30']

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Ai sensi dell'art. 34 del D.Lgs 18 agosto 2000, n. 267, per la definizione e l'attuazione di opere, di interventi o di programmi di intervento che richiedono, per la loro completa realizzazione, l'azione integrata e coordinata di Comuni, Province e Regioni, di amministrazioni statali e di altri soggetti pubblici, o comunque di due o più dei predetti soggetti, il Presidente della Regione o il Presidente della Provincia o il Sindaco, in relazione alla competenza primaria o prevalente sull'opera o sugli interventi o sui programmi di intervento, promuove la conclusione di un accordo di programma, anche su richiesta di uno o più dei soggetti interessati, per assicurare il coordinamento delle azioni e per determinarne i tempi, le modalità, il finanziamento ed ogni altro connesso adempimento.
L'accordo, consistente nel consenso unanime del Presidente della Regione, del Presidente della Provincia, dei Sindaci e delle altre amministrazioni interessate, è approvato con atto formale del Presidente della Regione o del Presidente della Provincia o del Sindaco ed è pubblicato nel bollettino ufficiale della Regione.
Rappresentano le aree di intervento in cui si articolano i Programmi Operativi. Un asse designa le priorità della strategia contenuta in un Programma Operativo e racchiude un gruppo di operazioni connesse tra loro e aventi obiettivi specifici misurabili.
Atto giuridico di carattere unilaterale emanato da un organo delle Pubbliche Amministrazioni nell'esercizio di potestà amministrativa. Non costituiscono atti amministrativi i semplici comportamenti della Pubblica Amministrazione e gli atti di diritto privato cui essa partecipi.
Organismo istituito dall'art. 4 della legge regionale 20 gennaio 1997, n. 13. Ai sensi di tale articolo, gli Enti locali di ciascun ambito territoriale ottimale esercitano le funzioni di organizzazione del servizio idrico integrato attraverso la Conferenza dei Sindaci dei Comuni non appartenenti a Comunità montane, dei Presidenti delle Comunità' montane e dei Presidenti delle Province, denominata "Autorità d'ambito". Compito specifico dell'Autorità d'ambito è la riorganizzazione dei servizi pubblici di raccolta e distribuzione dell'acqua ad uso civile e dei servizi di fognatura e depurazione delle acque reflue.
La legge affida all'Autorità di Bacino, istituita con la legge 18 maggio 1989, n.183 - art. 12 e tuttora impersonata, presso la maggior parte delle Regioni, dalle Giunte Regionali, il compito di definire ed approvare un "bilancio idrico", cioè l'equilibrio tra le disponibilità di risorse "reperibili o attuabili nell'area di riferimento" ed i fabbisogni per i diversi usi. All'uopo l'Autorità di Bacino idrografico adotta provvedimenti regolatori dei prelievi e dei trasferimenti di acque del bacino.
Atto amministrativo volto ad aumentare le facoltà dei soggetti a cui è diretto, quindi rende possibile l'esercizio di un diritto o di un potere che già appartiene ai soggetti.
Le autorizzazioni sono emanate in base ad una procedura che presenta diverse fasi: la domanda dell'interessato con la documentazione allegata; l'esame e la valutazione della domanda da parte della Pubblica Amministrazione; questa attività può essere vincolata o discrezionale.
E' la Banca responsabile della moneta unica europea: l'euro. Il suo compito principale consiste nel preservarne il potere di acquisto, mantenendo così la stabilità dei prezzi nell'area dell'euro. Le sue funzioni principali, definite dall'articolo 105 del Trattato che istituisce la Comunità europea, sono: (i) definire e attuare la politica monetaria per l'area euro, (ii) svolgere le operazioni sui cambi, (iii) detenere e gestire le riserve ufficiali dei paesi dell'area euro, (iiii) promuovere il regolare funzionamento dei sistemi di pagamento.
Istituita nel 1958 dal Trattato di Roma, è l'Istituto di credito a lungo termine dell'Unione europea, senza scopi di lucro e persegue finalità in linea con le politiche dell'Ue. Concede prestiti, ma non eroga sovvenzioni, al settore pubblico e privato per finanziare progetti d'interesse europeo, nei seguenti campi: coesione e convergenza delle Regioni dell'Ue; sostegno alle piccole e medie imprese; ambiente; ricerca; sviluppo e innovazione; trasporti; energia. La Bei è azionista di maggioranza del Fondo europeo per gli investimenti.
Ai sensi dell'art. 6, lett. n), del D.Lgs 22/97 e s.m.i. per bonifica si intende ogni intervento di rimozione della fonte inquinante e di quanto dalla stessa contaminato fino al raggiungimento dei valori limite conformi all'utilizzo previsto dell'area.
Rappresenta un legame di solidarietà e un obiettivo di equilibrio che, nell'ambito delle politiche pubbliche, si esprime attraverso l'impegno a ridurre i divari tra le diverse regioni e paesi e a garantire uguali opportunità alle persone. I traguardi che tali politiche si prefiggono, riguardano: la tutela dei gruppi socialmente più vulnerabili; l'occupazione, la formazione e i diritti dei lavoratori; le pari opportunità; la tutela in materia di sicurezza sociale; la lotta contro l'esclusione e la discriminazione; la cooperazione europea.
E' stata introdotta nel Trattato sull'Unione europea dal Trattato di Amsterdam. Tale clausola prevede che, in caso di violazione grave e persistente da parte di uno stato membro dei principi sui quali poggia l'Unione (libertà, democrazia, rispetto dei diritti dell'uomo, dello stato di diritto), tale stato possa essere sospeso dall'esercizio di determinati diritti (es:diritto di voto in sede di Consiglio). Restano di contro impregiudicati gli obblighi che incombono sullo stesso Stato membro. Il trattato di Nizza ha completato la procedura con un dispositivo preventivo. Su proposta motivata di un terzo degli Stati membro, del Parlamento europeo o della Commissione, il Consiglio, deliberando alla maggioranza dei quattro quinti dei suoi membri, previo parere conforme del Parlamento europeo, può constatare che esista un evidente rischio di violazione grave dei principi fondamentali da parte di uno Stato membro e rivolgergli le appropriate raccomandazioni.
Istituito nel 1994 dal Trattato di Maastricht, è un organo consultivo (articoli 305 e seguenti del Trattato di Lisbona). È formato da rappresentanti delle collettività regionali e locali che sono titolari di un mandato elettorale nell'ambito di una collettività regionale o locale, o politicamente responsabili dinanzi a un'assemblea eletta (articolo 300 del Trattato di Lisbona). I membri, per un numero massimo di 350, sono nominati dal Consiglio dell’Unione su proposta degli Stati membri e hanno un mandato rinnovabile di quattro anni. I membri del Cdr non sono vincolati da alcun mandato imperativo ed esercitano le loro funzioni in piena indipendenza, nell'interesse generale dell'Unione europea. Obiettivo del Cdr è incentivare la cooperazione tra le regioni degli Stati membri dell'Unione europea e garantire che le rappresentanze locali e regionali abbiano voce in capitolo nel processo decisionale. La Commissione e il Consiglio, infatti, hanno l’obbligo di consultare il Cdr ogni volta che vengono presentate nuove proposte in settori (ad esempio: politica regionale, ambiente, istruzione e trasporti) che interessano la realtà locale e regionale e in tutti i casi in cui lo ritengano opportuno. Il Comitato può adottare pareri di sua iniziativa e presentarli alla Commissione, al Consiglio e al Parlamento. Il Cdr è suddiviso in sei commissioni specializzate: Politica di coesione territoriale (Coter), Politica economica e sociale (Ecos), Sviluppo sostenibile (Deve), Cultura e istruzione (Educ), Affari costituzionali e governance europea (Const) e Relazioni esterne (Relex).
E' l'organo che ha il compito di seguire l'esecuzione degli interventi cofinanziati dai fondi strutturali, verificarne la corretta ed efficiente gestione, assicurarne il rispetto degli orientamenti e delle modalità di attuazione, nochè esaminarne la valutazione. E' composto dai rappresentanti delle diverse istituzioni e dei partenariati, a diverso titolo interessati, all'intervento. Compete al Comitato di sorveglianza: l'approvazione delle proposte di modifica di interventi cofinanziati dai fondi strutturali; l'approvazione dei criteri di selezione delle operazioni finanziate; la sorveglianza delle realizzazioni degli obiettivi dei diversi interventi; l'approvazione dei Rapporti annuali di esecuzione.
Individuato dal trattato istitutivo della Comunità europea del 1957, è l'organo consultivo avente il compito di rappresentare gli interessi delle diverse categorie economiche e sociali. E' composto da 344 membri, ripartiti in tre categorie: datori di lavoro, lavoratori e rappresentanti di attività specifiche (agricoltori, artigiani, PMI, professionisti, rappresentanti della comunità scientifica e pedagogica). I membri del comitato sono nominati dal Consiglio, delibera a maggioranza qualificata e hanno un mandato rinnovabile di quattro anni. Il Cese è consultato preliminarmente all'adozione di atti relativi al mercato interno, all'educazione, alla tutela dei consumatori, alla protezione dell'ambiente, allo sviluppo regionale e al settore sociale. Esso può anche formulare pareri di propria iniziativa. Dall'entrata in vigore del Trattato di Amsterdam (maggio 1999) il Cese deve essere consultato obbligatoriamente in merito ad un numero più vasto di temi, quali la nuova politica in materia di occupazione, le nuove disposizioni in materia sociale, la salute pubblica e le pari opportunità, e può essere consultato dal Parlamento europeo.
È un organismo statale creato con legge n. 48 del 27 febbraio 1967 (articolo 16). È presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri ed è costituito in via permanente dal Ministro per l’economia e le finanze, che ne è vice-presidente, dal Presidente della Conferenza dei presidenti delle Regioni e dai ministri di: Affari esteri, Politiche comunitarie, Ambiente e tutela del territorio, Infrastrutture e trasporti, Lavoro e previdenza sociale, Politiche agricole, Beni e attività culturali, Attività produttive, Affari regionali (i ministri della Salute e Istruzione, università e ricerca fanno parte del Cipe, ma non hanno diritto di voto). Alcuni membri tecnici esterni alla compagine ministeriale (per esempio, il presidente dell'Istat e il Governatore della Banca d'Italia) possono partecipare alle riunioni, ma non possono esprimere con voto il loro parere. Predispone gli indirizzi della politica economica nazionale, indica le linee generali per l’elaborazione del programma economico nazionale e per l’impostazione dei progetti di bilancio annuali e pluriennali di previsione dello Stato, esamina la situazione economica generale ai fini dell'adozione di provvedimenti congiunturali. Infine, promuove l'armonizzazione della politica economica nazionale con le politiche economiche degli altri Stati membri dell’Unione europea.
E' l'organo europeo preposto a difendere l'interesse generale dell'Unione europea, ed è in sostanza il "motore" del sistema istituzionale comunitario. E' un'istituzione collegiale, politicamente indipendente. Esercita quattro funzioni essenziali: iniziativa legislativa, attuazione delle politiche comunitarie, vigilanza e portavoce internazionale dell'Unione europea. E' nominata a maggioranza qualificata per 5 anni dal Consiglio in accordo con gli Stati membri, ed è soggetta al voto di investitura del Parlamento europeo, dinanzi al quale è responsabile. Il collegio dei commissari è assistito da un'amministrazione composta da direzioni generali e da servizi specializzati, il cui personale è ripartito tra Bruxelles e Lussemburgo.
Ai sensi dell'art. 3 della legge regionale 14 dicembre 1998, n. 40 e s.m.i. per compatibilità ambientale si intende: "la coerenza e la congruità delle strategie e delle azioni previste da piani e programmi, nonché degli interventi previsti dai progetti, con gli obiettivi di salvaguardia, tutela e miglioramento della qualità dell'ambiente e della qualità della vita, di valorizzazione delle risorse, nel rispetto altresì delle disposizioni normative comunitarie, statali e regionali".
E' una forma di economia fondata su una crescita elevata e sostenuta della produttività. Poichè la strategia di Lisbona ha fissato l'obiettivo di fare dell'Europa l'economia della conoscenza più competitiva e dinamica al mondo, la competitività è divenuta una delle priorità politiche dell'Unione europea. Gli sforzi di competitività dell'Unione intendono anche adeguare l'economia europea alle mutazioni strutturali, alla dislocazione di attività industriali verso paesi emergenti, alla ridistribuzione dei posti di lavoro e delle risorse verso nuovi settori industriali e al rischio di un processo di deindustrializzazione. La competitività dell'Unione è stabilita dalla crescita della produttività e dipende quindi dalle prestazioni e dal futuro dell'industria europea, in particolare dalla sua capacità a procedere ad adeguamenti strutturali. Per essere competitiva, l'Unione deve tassativamente essere più redditizia in termini di ricerca e di innovazione, di tecnologie dell'informazione e della comunicazione, di imprenditorialità, di concorrenza, di istruzione e formazione.
Ai sensi dell'art. 13 del D.Lgs 18 agosto 2000, n. 267, spettano al comune tutte le funzioni amministrative che riguardano la popolazione ed il territorio comunale, precipuamente nei settori organici dei servizi alla persona e alla comunità, dell'assetto ed utilizzazione del territorio e dello sviluppo economico, salvo quanto non sia espressamente attribuito ad altri soggetti dalla legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze.
Istituita dal Trattato di Roma nel 1957, ha come obiettivo principale la realizzazione di un grande mercato comune senza frontiere interne. L'art 1 del Trattato che istituisce la Ce, stabilisce che questa ha il compito di promuovere nell'insieme della Comunità:
uno sviluppo armonioso, equilibrato e sostenibile delle attività economiche;
un livello elevato di occupazione e di protezione sociale e pari opportunità tra uomini e donne;
una crescita duratura e non inflazionistica;
un elevato livello di competitività e di convergenza dei risultati economici;
un elevato livello di protezione e di miglioramento della qualità dell'ambiente, l'innalzamento del livello e della qualità della vita, la coesione economica e sociale e la solidarietà tra gli Stati Membri.
Per perseguire tale risultato, la Ce elebora un'insieme di politiche settoriali, in particolare nei settori dei trasporti, della concorrenza, della pesca e dell'agricoltura, dell'asilo e dell'immigrazione, dell'energia e dell'ambiente.
L'avvento dell'Ue nel 1992, non ha determinato la scomparsa della Comunità economica europea, che è diventata comunità europea e resta una componente dell'Ue.
E' un principio cardine sia del ciclo di programmazione 2000-2006 che del ciclo 2007-2013. Può avere una triplice accezione:
concentrazione strategica: muove intorno ad un'idea guida di sviluppo;
concentrazione tematica - strategica: si riferisce ad un'area di concentrazione (ambito territoriale e/o tematico), intesa non solo come destinatario delle iniziative e delle azioni di sviluppo, ma anche come contesto in cui attivare le potenzialità latenti e/o presenti, attraverso la costituzione di una rete di relazioni che portano ad un processo di sviluppo cumulativo.
concentrazione finanziaria: indica il raggruppamento di più risorse intorno ad un'unica idea di sviluppo.
E' un principio con il quale si realizza il processo decisionale, che mira al coinvolgimento dei diversi soggetti portatori di interessi su quel determinato tema.
Atto amministrativo a carattere negoziale posto in essere da una manifestazione di volontà proveniente dalla Pubblica Amministrazione.
Per la formazione dell'atto di concessione è previsto un particolare procedimento:
solo il concedente può disporre dei beni e delle attività date in concessione per cui i beni devono essere demaniali o indisponibili mentre le attività devono essere riservate per legge alla Pubblica Amministrazione;
chiunque intenda ottenere una concessione dovrà fare istanza e dovrà possedere i mezzi necessari al funzionamento del servizio;
esauriti gli atti preparatori si procede alla formazione dell'atto di concessione con una procedura varia che termina con una deliberazione, nel caso la concessione sia posta in essere da enti locali.
Forma di cooperazione tra amministrazioni pubbliche introdotta dalla legge n.241/90 e s.m.i. al fine di snellire l'azione amministrativa, evitando che, nei procedimenti particolarmente complessi, le amministrazioni chiamate a parteciparvi debbano pronunciarsi in tempi e luoghi diversi e sostituendo a tali pronunce separate una valutazione contestuale in sede collegiale.
Indica una trattativa tra i governi degli Stati membri, che viene svolta con l'obiettivo di apportare modifiche ai Trattati. Questo tipo di conferenza svolge un ruolo fondamentale negli sforzi di integrazione europea. Le conferenze sono aperte, su iniziativa di uno Stato membro o della Commissione, dal Consiglio dei Ministri, che delibera a maggioranza semplice in seguito a consultazione del Parlamento europeo e, se del caso, della Commissione. I lavori preparatori sono affidati ad un gruppo composto da un rappresentante di governo per ciascun Stato, cui tradizionalmente si è sempre aggiunto un rappresentante della Commissione. Il gruppo riferisce regolarmente al Consiglio Affari generali. Le decisioni finali sono adottate, nel corso di un Consiglio europeo, dai capi di Stato e di governo.
E' l'istituzione dell'Unione che ha i principali poteri decisionali. Riunisce i ministri dei paesi membri sulla base delle tematiche all'ordine del giorno. E' presieduto a turno da ciascun Stato membro per un periodo di 6 mesi. La presidenza è assistita dal Segretariato generale. Nella maggioranza dei casi il Consiglio decide su proposta della Commissione europea, in codecisione con il Parlamento europeo. In funzione dei settori da esaminare, esso delibera a maggioranza semplice, a maggioranza qualificata o all'unanimità, anche se la maggioranza qualificata è più ampiamente utilizzata (agricoltura, mercato unico, ambiente, trasporti, occupazione, sanità, ecc.).
Nell'esercizio delle prime il Consiglio di Stato esprime pareri in materia giuridico amministrativa che possono essere:
facoltativi: sono quei pareri che la Pubblica Amministrazione ha facoltà di richiedere senza esservi obbligata;
obbligatori: devono essere obbligatoriamente richiesti in base a norme giuridiche.
Nell'ambito delle attribuzioni giurisdizionali con l'istituzione dei TAR, il Consiglio di Stato ha assunto la funzione di organo giurisdizionale amministrativo di secondo grado.
È il principale organo decisionale dell'Unione europea (Ue), rappresentato dai ministri degli Stati membri per i seguenti settori: Affari generali e relazioni estere; Affari economici e finanziari (Ecofin); Occupazione; Politica sociale; Sanità e consumatori; Competitività; Cooperazione nel settore della giustizia e degli affari interni (Gai); Trasporti; Telecomunicazioni ed energia; Agricoltura e pesca; Ambiente; Istruzione, gioventù e cultura. Il Consiglio esercita, con il Parlamento europeo, le funzioni legislative e di bilancio annuale dell’Ue ed è l'istituzione principale in materia di: elaborazione della politica estera e di sicurezza comune (Pesc); coordinamento delle politiche economiche generali degli Stati membri; cooperazione fra i tribunali e le forze di polizia nazionali in materia penale. Ciascun Paese dell'Ue esercita la Presidenza del Consiglio dell’Unione europea per sei mesi, secondo un sistema di rotazione. Di norma, il Consiglio si riunisce mensilmente nella composizione Affari generali e relazioni esterne, Ecofin e Agricoltura e pesca, mentre in altre composizioni si riunisce a intervalli irregolari in funzione dell'urgenza dei temi trattati.
E' l'organo legislativo della regione, previsto dall'art 121 della Costituzione Italiana.
Ai sensi dell'art. 31 del D.Lgs 18 agosto 2000, n.267, gli enti locali per la gestione associata di uno o più servizi e l'esercizio associato di funzioni possono costituire un consorzio secondo le norme previste per le aziende speciali di cui all'art. 114, in quanto compatibili.
Al consorzio possono partecipare altri enti pubblici, quando siano a ciò autorizzati, secondo le leggi alle quali sono soggetti.
E' nata con l'idea di perseguire la riforma isituzionale, sulla base di un processo in tre tappe: 1) avvio di un dibattito sul futuro dell'Unione europea, 2) una convenzione sulla riforma istituzionale, la cui attuazione è stata decisa nell'ambito del Consiglio europeo di Laeken nel dicembre 2001 e la convocazione di una conferenza intergovernativa nel 2004. Conformemente al testo della "Dichiarazione di Laeken", che è alla base della convenzione, quest'ultima doveva esaminare 4 questioni chiave sul futuro dell'Unione: la suddivisione delle competenze, la semplificazione dei Trattati, il ruolo dei Parlamenti nazionali e lo statuto della carta dei diritti fondamentali.
Ai sensi dell'art. 30 del D.Lgs 18 agosto 2000, n.267, gli enti locali, al fine di svolgere in modo coordinato funzioni e servizi determinati, possono stipulare tra loro apposite convenzioni.
Sono i 4 criteri prescritti agli Stati membri per poter partecipare alla terza fase dell'Unione europea monetaria, al fine di garantire la convergenza durevole necessaria per l'instaurazione dell'Unione economica monetaria.
il rapporto tra il disavanzo pubblico e il prodotto interno lordo non deve essere superiore al 3% e il rapporto tra il debito pubblico e il prodotto interno lordo non deve essere superiore al 60%;
il raggiungimento di un alto grado di stabilità dei prezzi e un tasso medio di inflazione che, osservato per un periodo di un anno anteriormente all'esame, non superi di oltre 1,5 punti percentuali quello dei tre stati membri che hanno conseguito i migliori risultati in termini di stabilità dei prezzi;
un tasso d'interesse nominale medio a lungo termine che non abbia ecceduto di oltre 2 punti percentuali quello dei tre stati membri che hanno conseguito il miglior risultato in termini di stabilità dei prezzi;
i margini normali di fluttuazione previsti dal meccanismo dei tassi di cambio debbono essere considerati, senza gravi tensioni per almeno due anni prima dell'esame.
Fenomeno tecnico giuridico strettamente legato all'organizzazione amministrativa dello Stato contemporaneo. In virtù di tale modalità organizzatoria, che nel nostro ordinamento assurge a principio costituzionale, la funzione amministrativa non è più prerogativa esclusiva dello Stato ma è anche svolta da uffici o enti locali, ai quali vengono attribuiti funzioni e poteri decisionali.
E' un fenomeno tecnico-giuridico inerente all'organizzazione amministrativa dello Stato; esso mira ad attuare una migliore distribuzione di compiti e funzioni tra gli organi amministrativi.
Atto normativo emanato dal Governo. Il Governo in caso di necessità e urgenza può provvedere alla disciplina normativa di una determinata realtà. Entro 60 giorni però il Parlamento deve convertire in legge il decreto altrimenti decade con effetti retroattivi.
Il Governo può con delega attribuire al Governo l'esercizio della funzione legislativa, per un tempo limitato e per oggetti definiti, previa determinazione di principi e criteri direttivi.
È l'atto giuridico (detto anche deliberazione) con il quale un’istituzione pubblica di tipo assembleare decide di prendere provvedimenti in merito a determinate questioni. Nell’ordinamento amministrativo italiano le giunte e i consigli regionali, provinciali e comunali adottano deliberazioni per la maggior parte degli atti di indirizzo politico-amministrativo.