Source: http://www.tuttostranieri.org/le-norme/sentenze/ordinanza-15981-del-20-settembre-2012-corte-di-cassazione/
Timestamp: 2016-12-04 20:23:32+00:00
Document Index: 161824730

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 8', 'art. 360', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 319', 'sentenza ']

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONESEZIONE SESTA CIVILE – 1
4. Ricorre per cassazione ***** con due motivi di impugnazione con i quali deduce violazione e/o falsa applicazione dell’art. 3 del decreto legislativo n. 251 del 19 novembre 2007 e dell’art. 8 del decreto legislativo n. 25 del 28 gennaio 2008 (art. 360 n. 3 c.p.c.) e omessa, insufficienza e/o contraddittoria motivazione circa fatti e/o questioni controverse e decisive ai fini del giudizio (art. 360. n. 5 c.p.c.). Con il primo motivo il ricorrente censura la sentenza impugnata per non aver valutato adeguatamente le prove richieste che avrebbero condotto a confermare gli assunti del ricorrente e per non aver attivato i poteri officiosi necessari a una adeguata conoscenza della situazione legislativa e sociale del paese di provenienza del ricorrente, con ciò violando il criterio direttivo della legislazione comunitaria e italiana in materia di istruzione ed esame delle domande di protezione internazionale. Con il secondo motivo il ricorrente rileva che la Corte di appello ha errato nel ritenere, con un argomento palesemente e insanabilmente illogico, non desumibile la condizione individuale di perseguitato dalla condizione generale del paese di provenienza, dato che la repressione penale della omosessualità comporta necessariamente l’impedimento a tutti i cittadini omosessuali di vivere liberamente la propria vita sessuale e affettiva e quindi integra la privazione di un diritto fondamentale;
5. Entrambi i motivi di ricorso sono fondati. Quanto al secondo, che appare logicamente pregiudizievole all’esame del primo, va riconosciuto, contrariamente a quanto ha fatto la Corte di appello, che la sanzione penale degli atti omosessuali di cui all’art. 319 del codice penale senegalese costituisce di per sè una condizione generale di privazione del diritto fondamentale di vivere liberamente la propria vita sessuale ed affettiva. Sul punto questa Corte si è già espressa con la sentenza n. 16417/2007, pronunciata su analoga richiesta di protezione internazionale di un cittadino senegalese, laddove si è chiarito che per persecuzione deve intendersi una forma di lotta radicale contro una minoranza che può anche essere attuata sul piano giuridico e specificatamente con la semplice previsione del comportamento che si intende contrastare come reato punibile con la reclusione. Dispone la citata disposizione del codice penale senegalese che: ” Sans préjudice des peines plus graves prévues par les alinéas qui précédent ou par les articles 320 et 321 du présent Code. sera puni d’un emprisonnement d’un à cinq ans et d’une amende de 100.000 à 1.500.000 francs, quiconque aura commis un acte impudique ou contre natura avec un individu de son sexe: Si l’acte a été commis avec un mineur de 21 ans, le maximum de la peine sera toujours prononcé”. Per conseguenza le persone di orientamento omosessuale sono costrette a violare la legge penale del Senegal e a esporsi a gravi sanzioni per poter vivere liberamente la propria sessualità. Ciò costituisce una grave ingerenza nella vita privata dei cittadini senegalesi omosessuali che compromette grandemente la loro libertà personale.Tale violazione di un diritto fondamentale, sancito dalla nostra Costituzione, dalla C.E.D.U. e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, vincolante in questa materia, si riflette, automaticamente, sulla condizione individuale delle persone omosessuali ponendole in una situazione oggettiva di persecuzione tale da giustificare la concessione della protezione richiesta;
Il PresidenteDott. Giuseppe Salmè
DEPOSITATO IN CANCELLERIA20 SETTEMBRE 2012
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