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Timestamp: 2018-04-26 09:39:45+00:00
Document Index: 129569274

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 2', 'art. 2512', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 17', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 17', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 2536', 'art. 11', 'art. 17', 'art. 2399', 'art. 2382', 'art. 15', 'art. 17', 'art. 11', 'art. 8', 'art. 2543', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 2545', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 2448', 'art. 2447', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 11', 'art. 14', 'art. 2536', 'art. 11', 'art. 2536', 'art. 11', 'in fine', 'art. 11', 'art. 17', 'art. 14', 'art. 2536', 'art. 11', 'art. 5', 'art. 26', 'art. 20', 'art. 87', 'art. 15', 'art. 13', 'art. 8', 'art. 11', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 26', 'art. 2512', 'art. 33', 'art. 21', 'art. 14', 'art. 6', 'art. 1']

D. Lgs. 2/08/2002, n.220 - riordino della vigilanza sugli enti cooperativi
Norme in materia di riordino della vigilanza sugli enti cooperativi,
ai sensi dell'articolo 7, comma 1, della legge 3 aprile 2001, n. 142,
recante: "Revisione della legislazione in materia cooperativistica,
Visto il decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, recante: Provvedimenti per la cooperazione";
Visto il decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, recante:
"Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia";
Visto il decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, recante:
"Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria";
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, recante:
Visto il decreto-legge 23 novembre 2001, n. 411, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 dicembre 2001, n. 463, recante:
"proroghe e differimenti di termini";
- Si riporta il testo dell'art. 5, comma 1, lettera f), della legge 3 ottobre 2001, n. 366, recante "Delega al Governo per la riforma del diritto societario", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 234 dell'8 ottobre 2001:
"1. La riforma della disciplina delle societa' cooperative di cui al titolo VI del libro V del codice civile e alla normativa connessa e' ispirata ai principi generali previsti dall'art. 2, in quanto compatibili, nonche' ai seguenti principi generali:
a)-e) omissis;
f) disciplinare la figura del gruppo cooperativo quale insieme formato da piu' societa' cooperative, anche appartenenti a differenti categorie, con la previsione che lo stesso, esercitando poteri ed emanando disposizioni vincolanti per le cooperative che ne fanno parte, configuri una gestione unitaria;".
- Si riporta il testo dell'art. 2512 del codice civile:
- Si riporta il testo dell'art. 11 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, recante "Riforma della organizzazione del Governo, a norma dell'art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 203 del 30 agosto 1999:
4. Con regolamento emanato ai sensi dell'art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, si provvede alla specificazione dei compiti e delle responsabilita' dell'ufficio territoriale del Governo, al riordino, nell'ambito dell'ufficio territoriale del Governo, dei compiti degli uffici periferici delle amministrazioni diverse da quelle di cui al comma 5 e all'accorpamento, nell'ambito dell'ufficio territoriale del Governo, delle relative strutture, garantendo la concentrazione dei servizi comuni e delle funzioni strumentali da esercitarsi unitariamente, assicurando un'articolazione organizzativa e funzionale atta a valorizzare le specificita' professionali, con particolare riguardo alle competenze di tipo tecnico. Il regolamento disciplina inoltre le modalita' di svolgimento in sede periferica da parte degli uffici territoriali del Governo di funzioni e compiti di amministrazione periferica la cui competenza ecceda l'ambito provinciale. Il regolamento prevede altresi' il mantenimento dei ruoli di provenienza per il personale delle strutture periferiche trasferite all'ufficio territoriale del Governo e della disciplina vigente per il reclutamento e l'accesso ai suddetti ruoli, nonche' la dipendenza funzionale dell'ufficio territoriale del Governo o di sue articolazione dai Ministeri di settore per gli aspetti relativi alle materie di competenza.
5. Le disposizioni dei commi precedenti non si applicano alle amministrazioni periferiche degli affari esteri, della giustizia, della difesa, del tesoro, delle finanze, della pubblica istruzione, dei beni e delle attivita' culturali; non si applicano inoltre agli uffici i cui compiti sono attribuiti dal presente decreto legislativo ad agenzie. Il titolare dell'ufficio territoriale del Governo e' coadiuvato da una conferenza permanente, da lui presieduta e composta dai responsabili delle strutture periferiche dello Stato. Il titolare dell'ufficio territoriale di Governo nel capoluogo della regione e' coadiuvato da una conferenza permanente composta dai rappresentanti delle strutture periferiche regionali dello Stato.".
- Si riporta il testo dell'art. 9, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica del 15 maggio 2001, n. 287, recante "Disposizioni in materia di ordinamento degli uffici territoriali di Governo", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 164 del 17 maggio 2001.
"3. Ferme restando le disposizioni dell'art. 10 del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139, in ordine alle modalita' di individuazione dei posti di funzione da conferire ai funzionari della carriera prefettizia secondo quanto previsto dalla tabella A allegata al medesimo decreto, la organizzazione interna degli uffici del Governo per i restanti profili e' stabilita, per aree funzionali, con decreti di natura non regolamentare adottati, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, dal Ministro dell'interno, di concerto con quelli del lavoro e della previdenza sociale, dei trasporti e della navigazione, della sanita' e delle comunicazioni, ai sensi dell'art. 17, comma 4-bis, lettera e), della legge 23 agosto 1988, n. 400. Detti decreti possono prevedere, per esigenze di efficienza ed economicita', che una struttura interna dell'ufficio del Governo eserciti le funzioni anche nell'ambito di una regione o di una provincia diverse da quella di appartenenza, regolandone le modalita'.".
- Si riporta il testo degli articoli 2540, 2543 e 2544 del codice civile:
"Art. 2540 (Insolvenza). - Qualora le attivita' della societa', anche se questa e' in liquidazione, risultino insufficienti per il pagamento dei debiti, l'autorita' governativa alla quale spetta il controllo sulla societa' puo' disporre la liquidazione coatta amministrativa.
Sono tuttavia soggette al fallimento le societa' cooperative che hanno per oggetto una attivita' commerciale, salve le disposizioni delle leggi speciali.".
"Art. 2543 (Gestione commissariale). - In caso d'irregolare funzionamento delle societa' cooperative, l'autorita' governativa puo' revocare gli amministratori e i sindaci, e affidare la gestione della societa' a un commissario governativo, determinandone i poteri e la durata. Ove l'importanza della societa' cooperativa lo richieda, l'autorita' governativa puo' nominare un vice commissario che collabora con il commissario e lo sostituisce in caso di impedimento.
Al commissario governativo possono essere conferiti per determinati atti anche i poteri dell'assemblea, ma le relative deliberazioni non sono valide senza l'approvazione dell'autorita' governativa.".
"Art. 2544 (Scioglimento per atto dell'autorita). – Le societa' cooperative, che a giudizio dell'autorita' governativa non sono in condizione di raggiungere gli scopi per cui sono state costituite, o che per due anni consecutivi non hanno depositato il bilancio annuale, o non hanno compiuto atti di gestione, possono essere sciolte con provvedimento dell'autorita' governativa, da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e da iscriversi nel registro delle imprese. Le societa' cooperative edilizie di abitazione e i loro consorzi che non hanno depositato in tribunale nei termini prescritti i bilanci relativi agli ultimi due anni sono sciolti di diritto e perdono la personalita' giuridica.
Se vi e' luogo a liquidazione, con lo stesso provvedimento sono nominati uno o piu' commissari liquidatori.".
2. Il revisore accerta altresi' la consistenza dello stato patrimoniale, attraverso l'acquisizione del bilancio d'esercizio, delle relazioni del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale, nonche', ove prevista, della cer tificazione di bilancio.
- Si riporta il testo dell'art. 6 della legge 3 aprile 2001, n. 142, recante "Revisione della legislazione cooperativistica con particolare riferimento alla posizione del socio-lavoratore", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 94 del 23 aprile 2001:
"Art. 6 (Regolamento interno). - 1. Entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le cooperative di cui all'art. 1 definiscono un regolamento, approvato dall'assemblea, sulla tipologia dei rapporti che si intendono attuare, in forma alternativa, con i soci lavoratori. Il regolamento deve essere depositato entro trenta giorni dall'approvazione presso la Direzione provinciale del lavoro competente per territorio. Il regolamento deve contenere in ogni caso:
2. Salvo quanto previsto alle lettere d), e) ed f) del comma 1, il regolamento non puo' contenere disposizioni derogatorie in pejus rispetto ai trattamenti retributivi ed alle condizioni di lavoro previsti dai contratti collettivi nazionali di cui all'art. 3. Nel caso in cui violi la disposizione di cui al primo periodo, la clausola e' nulla.".
- Tutti i riferimenti contenuti nell'art. 5 sono operati rispetto ad una disposizione gia' riportata nella nota all'art. 2.
- Il primo riferimento contenuto nell'art. 6 e' operato rispetto ad una disposizione gia' riportata nella nota dell'art. 2.
- Si riporta il testo dell'art. 8 della legge 31 gennaio 1992, n. 59, recante: "Nuove norme in materia di societa' cooperative", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 31 del 7 febbraio 1992:
"Art. 8 (Distribuzione degli utili). - 1. L'art. 2536 del codice civile e' sostituito dal seguente:
La quota di utili che non e' assegnata ai sensi dei commi precedenti e che non e' utilizzata per la rivalutazione delle quote o delle azioni, o assegnata ad altre riserve o fondi, o distribuita ai soci, deve essere destinata a fini mutualistici. ".
- Per il testo dell'art. 11 della legge 31 gennaio 1992, n. 59, si rinvia alle note all'art. 17.
- Si riporta il testo dell'art. 2399 del codice civile:
"Art. 2399 (Cause di ineleggibilita' e di decadenza). - Non possono essere eletti alla carica di sindaco e, se eletti, decadono dall'ufficio, coloro che si trovano nelle condizioni previste dall'art. 2382, il coniuge, i parenti e gli affini degli amministratori entro il quarto grado, e coloro che sono legati alla societa' o alle societa' da questa controllate da un rapporto continuativo di prestazione d'opera retribuita.
La cancellazione o la sospensione dal registro dei revisori contabili e' causa di decadenza dall'ufficio di sindaco.".
- Per il testo dell'art. 15, comma 6, della legge 31 gennaio 1992, n. 59, si rinvia alle note all'art. 17.
- Il primo riferimento contenuto nell'art. 11 e' operato rispetto ad una disposizione gia' riportata nella nota all'art. 8.
- L'art. 2543 del codice civile e' riportato nella nota all'art. 2.
- Il terzo riferimento e' operato ad una disposizione gia' riportata nella nota all'art. 8.
- Gli articoli 2540, 2543 e 2544 del codice civile sono riportati nella nota all'art. 2.
- Si riporta il testo dell'art. 2545 del codice civile:
"Art. 2545 (Sostituzione dei liquidatori). - In caso di irregolarita' o di eccessivo ritardo nello svolgimento della liquidazione ordinaria di una societa' cooperativa, l'autorita' governativa puo' sostituire i liquidatori o, se questi sono stati nominati dall'autorita' giudiziaria, puo' chiederne la sostituzione al tribunale.".
- Il testo dell'art. 6 della legge 3 aprile 2001, n. 142, recante "Revisione della legislazione cooperativistica con particolare riferimento alla posizione del socio-lavoratore", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 94 del 23 aprile 2001, e' riportato in nota all'art. 4.
- La legge 3 ottobre 2001, n. 366, reca: "Delega al Governo per la riforma del diritto societario" (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 234 dell'8 ottobre 2001).
- Si riporta il testo dell'art. 2448 del codice civile:
"Art. 2448 (Cause di scioglimento). - La societa' per azioni si scioglie:
4) per la riduzione del capitale al di sotto del minimo legale, salvo quanto e' disposto dall'art. 2447;
La societa' si scioglie inoltre per provvedimento dell'autorita' governativa nei casi stabiliti dalla legge, e per la dichiarazione di fallimento se la societa' ha per oggetto un'attivita' commerciale. Si osservano in questi casi le disposizioni delle leggi speciali.".
- Il decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, reca:
"Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, ai sensi degli articoli 8 e 21 della legge 6 febbraio 1996, n. 52" (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 71 del 26 marzo 1998).
- Il riferimento e' operato ad una disposizione gia' riportata nella nota all'art. 2.
- Si riporta il testo dell'art. 3 della legge 18 febbraio 1999, n. 28, recante: "Disposizioni in materia tributaria, di funzionamento dell'amministrazione finanziaria e di revisione generale del catasto" (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 43 del 22 febbraio 1999), come modificato dal decreto qui pubblicato:
"Art. 3 (Disposizioni in materia di societa' cooperative). - 1. La disposizione dell'art. 12, primo comma, della legge 16 dicembre 1977, n. 904, riguardante l'esecuzione delle somme destinate a riserve indivisibili dal reddito imponibile delle societa' cooperative e dei loro consorzi, deve intendersi nel senso che l'utilizzazione delle riserve a copertura di perdite e' consentita e non comporta la decadenza dai benefici fiscali, sempre che non si dia luogo a distribuzione di utili fino a quando le riserve non siano state ricostituite.
2. Ferme restando le norme sulla devoluzione ai fondi mutualistici di cui all'art. 11, comma 5, della legge 31 gennaio 1992, n. 59, sia in caso di liquidazione, sia in caso di perdita delle agevolazioni fiscali a seguito di violazione delle disposizioni richiamate dall'art. 14 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, gli enti cooperativi e i loro consorzi, che non abbiano ancora recepito negli statuti le disposizioni di cui all'art. 2536 del codice civile ed all'art. 11, comma 5, della legge 31 gennaio 1992, n. 59, concernenti la devoluzione ai fondi mutualistici di quote degli utili netti e del patrimonio che residua dalla liquidazione, non incorrono nella decadenza dalle agevolazioni fiscali e di altra natura previste dalla normativa vigente, sempre che abbiano ottemperato agli obblighi di versamento previsti dal citato art. 2536 ed adeguino il proprio statuto entro il termine prescritto in sede di attivita' di vigilanza.
3. Al comma 4 dell'art. 11 della legge 31 gennaio 1992, n. 59, concernente l'obbligo per le societa' cooperative e i loro consorzi di devolvere a fondi mutualistici una quota degli utili annuali pari al 3 per cento, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Il versamento non deve essere effettuato se l'importo non supera ventimila lire.".
- Il testo dell'art. 11, comma 5, della legge 31 gennaio 1992, n. 59, e' riportato nelle note all'art. 17.
- Si riporta il testo dell'art. 14 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601:
"Art. 14 (Condizioni di applicabilita' delle agevolazioni). - Le agevolazioni previste in questo titolo si applicano alle societa' cooperative, e loro consorzi, che siano disciplinate dai principi della mutualita' previsti dalle leggi dello Stato e siano iscritti nei registri prefettizi o nello schedario generale della cooperazione.
I presupposti di applicabilita' delle agevolazioni sono accertati dall'amministrazione finanziaria sentiti il Ministero del lavoro o gli altri organi di vigilanza.".
- Si riporta il testo dell'art. 2536 del codice civile:
La quota di utili che non e' assegnata ai sensi dei commi precedenti e che non e' utilizzata per la rivalutazione delle quote o delle azioni, o assegnata ad altre riserve o fondi, o distribuita ai soci, deve essere destinata a fini mutualistici.".
1. Il comma 6 dell'articolo 11 della legge 31 gennaio 1992, n. 59,
- Si riporta il testo dell'art. 11 della legge 31 gennaio 1992, n. 59, come modificato dal decreto qui pubblicato:
"Art. 11 (Fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione). - 1. Le associazioni nazionali di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo, riconosciute ai sensi dell'art. 5 del citato decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, e successive modificazioni, e quelle riconosciute in base a leggi emanate da regioni a statuto speciale possono costituire fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione. I fondi possono essere gestiti senza scopo di lucro da societa' per azioni o da associazioni.
5. Deve inoltre essere devoluto ai fondi di cui al comma 1 il patrimonio residuo delle cooperative in liquidazione, dedotti il capitale versato e rivalutato ed i dividendi eventualmente maturati, di cui al primo comma, lettera c), dell'art. 26 del citato decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, e successive modificazioni.
6. Le societa' cooperative e i loro consorzi non aderenti alle associazioni riconosciute di cui al primo periodo del comma 1, o aderenti ad associazioni che non abbiano costituito il fondo di cui al comma 1, assolvono agli obblighi di cui ai commi 4 e 5, secondo quanto previsto all'art. 20.
9. I versamenti ai fondi effettuati dai soggetti di cui all'art. 87, comma 1, lettera a), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono esenti da imposte e sono deducibili, nel limite del 3 per cento, dalla base imponibile del soggetto che effettua l'erogazione.
10. Le societa' cooperative e i loro consorzi che non ottemperano alle disposizioni del presente articolo decadono dai benefici fiscali e di altra natura concessi ai sensi della normativa vigente.".
- Si riporta il testo dell'art. 15 della legge 31 gennaio 1992, n. 59, recante "Nuove norme in materia di societa' cooperative" (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 31 del 7 febbraio 1992), come modificato dal decreto qui pubblicato:
"Art. 15 (Vigilanza). - 1. Sono assoggettati ad ispezione ordinaria annuale le societa' cooperative e i loro consorzi che abbiano un fatturato superiore a lire trenta miliardi, ovvero che detengano partecipazioni di controllo in societa' a responsabilita' limitata, nonche' le societa' cooperative edilizie di abitazione e i loro consorzi iscritti all'albo di cui all'art. 13.
2. Le societa' cooperative e i loro consorzi che abbiano un fatturato superiore a lire ottanta miliardi o che detengano partecipazioni di controllo in societa' per azioni o che possiedano riserve indivisibili superiori a lire tre miliardi o che raccolgano prestiti o conferimenti di soci finanziatori superiori a lire tre miliardi, oltre che alla ispezione ordinaria annuale di cui al comma 1, sono assoggettati ad annuale certificazione di bilancio, da parte di una societa' di revisione iscritta all'albo speciale di cui all'art. 8 del decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1975, n. 136, o da parte di una societa' di revisione autorizzata dal Ministro dell'industria, del commercio e del l'artigianato, ai sensi della legge 23 novembre 1939, n. 1966, che siano convenzionate con l'associazione riconosciuta di cui all'art. 11, comma 1, primo periodo, della presente legge, alla quale le societa' cooperative o i loro consorzi aderiscono, secondo uno schema di convenzione approvato dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale. Per le societa' cooperative e i loro consorzi non aderenti ad alcuna associazione riconosciuta, la certificazione del bilancio viene effettuata da una delle societa' di revisione iscritte in un apposito elenco formato dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale; per le societa' cooperative e i loro consorzi sottoposti alla vigilanza delle regioni a statuto speciale, la certificazione del bilancio viene effettuata da una delle societa' di revisione iscritte negli elenchi formati dalle regioni stesse.
3. Gli enti cooperativi sono tenuti ad affiggere presso la propria sede sociale, in luogo accessibile ai soci, un estratto del processo verbale relativo alla piu' recente revisione cooperativa o ispezione straordinaria, ovvero a consegnare tale estratto ai soci entro sessanta giorni dalla firma del processo verbale medesimo. L'avvenuta consegna deve risultare da apposito documento. Gli incaricati della vigilanza controllano il rispetto di tali disposizioni, riferendone nel processo verbale relativo alla revisione cooperativa o ispezione straordinaria successiva.
4. Il contributo per le spese relative alle ispezioni ordinarie, di cui all'art. 8 del citato decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, e successive modificazioni, e' determinato in relazione ai parametri del fatturato, del numero dei soci e del capitale sociale, anche in concorso tra loro, nella misura e con le modalita' che saranno stabilite dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale.
5. In caso di ritardato o omesso pagamento del contributo entro la prescritta scadenza si applica una sanzione pari al 30 per cento del contributo non versato, oltre agli interessi semestrali nella misura del 4,50 per cento del contributo stesso. In caso di omesso pagamento del contributo oltre il biennio di riferimento di cui al quarto comma dell'art. 8 del citato decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, e successive modificazioni, la societa' cooperativa o il consorzio possono essere cancellati dal registro prefettizio e dallo schedario generale della cooperazione con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale.
6. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su iniziativa del Ministero del lavoro e della previdenza sociale e con la procedura di cui all'art. 26, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 8 maggio 1987, n. 266, si procedera' all'individuazione di un profilo professionale, e del relativo contenuto, per l'esercizio dell'attivita' di vigilanza sulle societa' cooperative e sui loro consorzi.
7. Gli enti mutualistici di cui all'art. 2512 del codice civile sono sottoposti alla vigilanza del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, salvo quanto disposto da leggi speciali. Tale vigilanza si esercita secondo le modalita' previste per le societa' cooperative.
8. Le funzioni di cui ai commi 4, 5, 6 e 7 esercitate dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale sono riservate alle regioni a statuto speciale nell'ambito del rispettivo territorio e della rispettiva competenza.".
1. Fatte salve le competenze della Banca d'Italia e tenuto conto degli ambiti di competenza delle diverse autorita' vigilanti, le banche di credito cooperativo, come definite dall'articolo 33 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, sono assoggettate alla disciplina dei controlli sugli enti cooperativi attribuiti all'autorita' governativa, limitatamente al rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 21, comma 3, della legge 31 gennaio 1992, n. 59, e delle norme riguardanti i rapporti mutualistici ed il funzionamento degli organi sociali.
- Si riporta il testo dell'art. 33 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, recante "Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia":
"Art. 33 (Norme generali). - 1. Le banche di credito cooperativo sono costituite in forma di societa' cooperativa per azioni a responsabilita' limitata.
2. La denominazione deve contenere l'espressione "credito cooperativo .
4. Il valore nominale di ciascuna azione non puo' essere inferiore a lire cinquantamila ne' superiore a lire un milione.".
- Si riporta il testo dell'art. 21, comma 3, della legge 31 gennaio 1992, n. 59, recante "Nuove norme in materia di societa' cooperative", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 31 del 7 febbraio 1992:
"3. Alle banche di credito cooperativo si applicano gli articoli 2, 7, 9, 11, 12, 14, comma 4, 18, commi 3 e 4, e 21, commi 1 e 2, della presente legge.".
- Si riporta il testo degli articoli 13, 14, 15 e 16 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato n. 1577 del 14 dicembre 1947, portante "Provvedimenti per la cooperazione":
"Art. 13 (Riordinamento del registro prefettizio). - Nel registro prefettizio delle cooperative di cui all'art. 14 del regolamento approvato con regio decreto 12 febbraio 1911, n. 278, oltre alle cooperative ammissibili ai pubblici appalti devono essere iscritti:
a) tutte le cooperative legalmente costituite qualunque sia il loro oggetto;
b) [la lettera b) e' stata soppressa dall'art. 6 della legge n. 127/1971].
Il registro e' tenuto distintamente per sezioni a seconda della diversa natura ed attivita' degli enti, e cioe':
sezione cooperazione mista.".
"Art. 14 (Procedura per l'iscrizione). - Per ottenere l'iscrizione nel registro prefettizio gli enti cooperativi contemplati nel presente decreto devono farne domanda al prefetto della provincia dove hanno sede, indicando la sede sociale e l'indirizzo. La domanda deve essere corredata dai seguenti documenti:
1) copia dell'atto costitutivo e delle deliberazioni recanti ad esso modificazioni fino al giorno della domanda, unitamente ai documenti comprovanti che sono state adempiute le formalita' prescritte dagli articoli 2519 e 2437 del codice civile;
2) uno specchio nominativo dei soci, con l'indicazione per ciascuno di essi del nome, cognome, domicilio ed attivita' professionale; ma se il numero dei soci e' superiore a cento, invece del suddetto specchio, dovra' essere presentato un documento indicante il numero dei soci distinti per categoria con l'attestato del presidente del consiglio di amministrazione, o di chi lo sostituisce, e di uno dei sindaci, che tutti i soci hanno i requisiti prescritti dall'atto costitutivo;
4) copia dei regolamenti interni per l'applicazione dell'atto costitutivo, ove esistano. I documenti di cui ai numeri 2, 3 e 4 devono essere presentati in due copie, una delle quali, a cura della prefettura, deve essere rimessa al Ministero del lavoro e della previdenza sociale, Direzione generale della cooperazione.
Tali documenti devono essere sottoscritti dal presidente del consiglio di amministrazione, o da chi lo sostituisce, e da uno dei sindaci. Il prefetto, accertato che per gli atti indicati al n. 1) siano state adempiute le formalita' prescritte dagli articoli 2519 e 2537 del codice civile, e che il numero ed i requisiti dei soci corrispondano a quelli prescritti dalla legge e dall'atto costitutivo, sentita la Commissione provinciale, ordina, con proprio decreto, la iscrizione degli enti stessi nel registro prefettizio.".
"Art. 15 (Istituzione dello schedario generale). - Presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale e' istituito lo schedario generale della cooperazione. In tale schedario sono iscritti:
a) tutti gli enti iscritti nei registri prefettizi, nonche' quelli risultanti dall'elenco di cui all'ultimo comma dell'art. 1;
b) i consorzi di cooperative ammissibili ai pubblici appalti di cui alla legge 25 giugno 1909, n. 422. Lo schedario e' tenuto distintamente per sezioni, come il registro prefettizio, e deve contenere le medesime indicazioni; esso inoltre e' diviso per province. Lo schedario e' ostensibile a chiunque ne faccia richiesta.".
"Art. 16 (Effetti della mancata iscrizione nel registro prefettizio). - La mancanza d'iscrizione nel registro prefettizio e nello schedario generale della cooperazione esclude gli enti contemplati nel presente decreto da ogni agevolazione tributaria o di qualsiasi altra natura disposta da questo decreto o da altre leggi.".
- Il decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato n. 1577, del 14 dicembre 1947, reca: "Provvedimenti per la cooperazione.".
Dato a Roma, addi' 2 agosto 2002