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Timestamp: 2020-08-08 14:36:49+00:00
Document Index: 149041365

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 1', 'art. 32', 'art. 78', 'art. 11', 'art. 19', 'art. 234', 'art. 267', 'sentenza ', 'art. 36', 'art. 19', 'art. 38', 'art. 5', 'art. 1']

Numero 40 29 ottobre 2014
Redditi di impresa e di lavoro
Il D.L. 22.6.2012, n. 83 , conv. con modif. dalla L. 7.8.2012, n. 134 , ha previsto la riduzione dei vincoli civilistici e fiscali , che hanno limitato nel tempo il ricorso al mercato dei capitali, tramite l’ emissione di obbligazioni e cambiali finanziarie da parte delle imprese domestiche di piccole e medie dimensioni . In particolare, tra i vari interventi, il co. 8 dell’art. 32 del suddetto decreto è intervenuto sul regime di deducibilità degli interessi , il co. 9 sul regime di imposizione degli interessi/proventi dei menzionati strumenti finanziari e il co. 13 ha introdotto la possibilità di dedurre per cassa le spese di emissione delle cambiali finanziarie , delle obbligazioni e dei titoli similari di cui all’art. 1, D.Lgs. 1.4.1996, n. 239 [CFF ❷ 6525] . Sul tale tema, relativo al criterio di deducibilità delle spese di emissione degli strumenti finanziari , è intervenuta a chiarimento e approfondimento la C.M. 26.9.2014, n. 29/E .
Presunzioni bancarie a carico dei professionisti
Una recente decisione della Ctr del Lazio , Ordinanza 27/29/2013 , ha indotto l’Istituto di ricerca del Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti ed Esperti contabili ad una nuova riflessione in materia di accertamento e di poteri , più o meno invasivi, riconosciuti all’Amministrazione finanziaria dopo le modifiche introdotte con la L. 311/2004 (Finanziaria 2005) all’ art. 32 , D.P.R. 600/1973 [CFF ❷ 6332] , concernente appunto talune presunzioni di accertamento fiscale nei confronti dei professionisti . In particolare, a tal proposito l’Irdcec, con la Circolare 4.8.2014 , n. 39/IR , affronta il delicato tema della legittimità dell’ applicazione retroattiva delle presunzioni bancarie nei confronti dei possessori di reddito di lavoro autonomo . La Corte Costituzionale , con la Sentenza 7.10.2014 , n. 228 , esprime i propri principi che danno ragione in pieno alla tesi delineata nella Circolare 39/IR/2014 .
Revisione dell'accertamento doganale
Attraverso la revisione dell’ accertamento doganale , l’ autorità competente interviene a regolarizzare la dichiarazione doganale precedentemente presentata dall’interessato dopo che i beni oggetto dell’accertamento sono già stati lasciati alla libera disponibilità dell’ operatore o sono già usciti dal territorio doganale . In particolare, gli uffici doganali attivano tale procedimento amministrativo sulla base di nuovi elementi a suo tempo omessi o di elementi esistenti ma non correttamente valutati . La normativa di riferimento è rappresentata dall’ art. 78 , Regolamento Cee 2913/1992 , nonché, per quanto concerne il contesto nazionale, dall’ art. 11 , D.Lgs. 374/1990 .
L’ art. 19, co. 4-bis , D.P.R. 917/1986 [CFF ❷ 5119] , nel testo vigente fino al 3.7.2006, prevedeva, a parità di altre condizioni , l’applicazione di un’ aliquota agevolata sulle somme percepite dai lavoratori come incentivo all’ esodo volontario , pari alla metà di quella ordinariamente applicabile per le indennità di trattamento di fine rapporto e per tutte le altre indennità equipollenti , per i lavoratori che avevano superato i 50 anni , se donne , ed i 55 anni , se uomini . La Corte di Giustizia Ue , chiamata a pronunciarsi in via pregiudiziale sulla compatibilità della normativa interna col diritto dell’Unione, ai sensi dell’ art. 234 , Trattato Ce (oggi art. 267, co. 3, Tfue), stabiliva, con la decisione Vergani C-207/04 del 21.7.2005 , che la suindicata norma di diritto interno si rendeva contraria alla normativa europea nel punto in cui determinava una discriminazione tra lavoratore e lavoratrice . Ciò nonostante, gli Uffici dell’Agenzia delle Entrate si allineavano alla R.M. 13.10.2006, n. 112/E che si incentrava sul riscontro della mera affermazione – nella sentenza della Corte di Giustizia Ue – dell’« illegittimità della previsione di limiti differenti , tra uomini e donne , per l’ accesso al beneficio », senza che la medesima decisione decretasse alcunché in ordine all’ obbligo del Legislatore italiano di estendere anche agli uomini il limite di età , più vantaggioso, previsto per le donne , ove tale mancata esplicita statuizione poteva anche far desumere, pur in linea teorica, l’applicazione alla donna del limite di età , più sfavorevole ( 55 anni ). Successivamente l’ art. 36 , co. 23 , D.L. 223/2006 , conv. con modif. dalla L. 248/2006 (cd. « decreto Bersani »), abrogava il co. 4-bis del predetto art. 19 . Solo con la C.M. 29.12.2008 , n. 62/E , l’Agenzia delle Entrate decideva di abbandonare il contenzioso e questa scelta maturava dopo l’intervento della Corte di Lussemburgo ( Ordinanza 16.1.2008, cause riunite da C-128/07 a C-131/07 ). L’ efficacia retroattiva delle decisioni delle Corte di Giustizia Ue è stata sottoposta, in un altro contenzioso seriale a confronto, con il fatto che – per la ripetizione delle ritenute applicate all’ incentivo all’ esodo per i lavoratori infra-cinquantacinquenni – trova applicazione il disposto generale dell’ art. 38, D.P.R. 602/1973 [CFF ❷ 7238] , il quale prevede il termine di decadenza di 48 mesi per la presentazione dell’ istanza di rimborso delle imposte sui redditi , stabilendo il dies a quo nella data del versamento o in quella in cui la ritenuta è stata operata (occorrente nel caso de quo , come rappresentato nella R.M. 259/E/2009 ).
Normative premiali
Rating di legalità (art. 5-ter, D.L. 24.1.2012, n. 1), modello di organizzazione , gestione e controllo del rischio penale (D.Lgs. 8.6.2001, n. 231) e modello di gestione del rischio fiscale (L. 11.3.2014, n. 23) rappresentano tre strumenti, connessi ad altrettante normative, di particolare rilevanza rispetto ai possibili effetti premiali che li contraddistinguono.
Enti del Servizio sanitario nazionale – Bilancio 2013
L’ art. 1, co. 166, L. 23.12.2005, n. 266 prevede che gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali trasmettano alle competenti Sezioni Regionali di Controllo della Corte dei Conti una relazione sul bilancio di previsione e sul rendiconto della gestione . Il successivo co. 167 attribuisce alla Corte dei Conti il compito di definire unitariamente i criteri e le linee guida cui debbono attenersi gli stessi organi di revisione nella predisposizione della relazione, specificando altresì i contenuti minimi. Secondo il co. 170 le disposizioni dei co. 166 e 167 si applicano anche agli enti del Servizio sanitario nazionale, stabilendo altresì che, in caso di inadempimento , la Corte trasmette la propria segnalazione alla Regione interessata per i conseguenti provvedimenti. Con la Deliberazione n. 13/Sezaut/2014/Inpr , adottata nell’adunanza del 15.4.2014, la Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti ha definito ed approvato le linee guida , il questionario ed i criteri che i Collegi sindacali degli enti del Servizio sanitario nazionale in relazione al bilancio di esercizio chiuso al 31.12.2013.