Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-7069-del-20-03-2017
Timestamp: 2020-06-03 09:54:11+00:00
Document Index: 184633279

Matched Legal Cases: ['art. 75', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 3', 'art. 24', 'art. 111', 'sentenza ', 'art. 75', 'art. 75']

Sentenza Cassazione Civile n. 7069 del 20/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7069 del 20/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 20/03/2017, (ud. 09/02/2017, dep.20/03/2017), n. 7069
sul ricorso iscritto al nr. 4265/2016 proposto da:
M.M., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA GERMANICO 197,
e difende unitamente a se medesimo;
D.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA GIACOMO
PUCCINI 9, presso lo studio dell’avvocato FABIO MASSIMO VENTURA, che
per regolamento di competenza avverso l’ordinanza n. R.G. 23480/2013
del TRIBUNALE di ROMA, depositata il 10/02/2016;
Procuratore Generale in persona del Dott. ALESSANDRO PEPE che chiede
che la Corte di Cassazione accolga il ricorso, con le conseguenze di
il ricorso è fondato per la concorrente considerazione che, nell’attuale contesto normativo, non v’è più spazio per una sospensione discrezionale del giudizio civile e che non ricorrono – nel caso in esame – le condizioni per la sospensione ex lege previste dall’art. 75 c.p.p.;
sotto il primo profilo, deve infatti rilevarsi che “nel quadro della disciplina di cui all’art. 42 c.p.c. – come novellato dalla L. 26 novembre 1990, n. 353 – non vi è più spazio per una discrezionale, e non sindacabile, facoltà di sospensione del processo, esercitabile dal giudice al di fuori dei casi tassativi di sospensione legale: ove ammessa, infatti, una tale facoltà oltre che inconciliabile con il disfavore nei confronti del fenomeno sospensivo, sotteso alla riforma del citato art. 42 del codice di rito – si porrebbe in insanabile contrasto sia con il principio di eguaglianza (art. 3 Cost.) e della tutela giurisdizionale (art. 24 Cost.), sia con il canone della durata ragionevole, che la legge deve assicurare nel quadro del giusto processo ai sensi del nuovo art. 111 Cost.” (Cass. n. 23906/2010);
sotto il secondo profilo, deve condividersi il principio secondo cui “il rapporto tra giudizio civile e penale è ispirato al principio della separatezza dei due giudizi, prevedendo che il giudizio civile di danno debba essere sospeso soltanto allorchè l’azione civile sia stata proposta dopo la costituzione di parte civile in sede penale o dopo la sentenza penale di primo grado (art. 75 c.p.p.), in quanto esclusivamente in tali casi si verifica una concreta interferenza del giudicato penale nel giudizio civile di danno, che pertanto non può pervenire anticipatamente ad un esito potenzialmente difforme da quello penale in ordine alla sussistenza di uno o più dei comuni presupposti di fatto”;
non ricorrendo, nel caso in esame, alcuna delle ipotesi di sospensione necessaria previste dall’art. 75 c.p.p., comma 3, il processo deve dunque proseguire;
accoglie il ricorso e dispone la prosecuzione del giudizio, rimettendo al giudice del merito di provvedere sulle spese di lite.