Source: http://www.centrokromos.it/blog/category/separazione-e-divorzio
Timestamp: 2019-11-15 07:42:34+00:00
Document Index: 25623103

Matched Legal Cases: ['art.74', 'art. 316', 'art 315', 'art. 317', 'sentenza ', 'art 8', 'sentenza ', 'art. 1']

La mediazione familiare e la tutela dei diritti dei nonni penalizzati dalla separazione della coppia
Foto di Aline Dassel
I nonni e le nonne hanno un ruolo fondamentale nella vita dei loro nipoti, sia sotto il profilo sociale che educativo.
La legge riconosce e tutela il rapporto di parentela che intercorre tra i nonni e i nipoti indipendentemente dalla natura giuridica del rapporto che lega i genitori e i figli poiché a seguito della Legge n.219/2012 (Riforma della filiazione), tutti i figli hanno lo stesso stato giuridico.Infatti, la disposizione riformata di cui all’art.74 c.civ prevede che il vincolo di parentela sussiste non solo nel caso in cui il figlio nasca in costanza del vincolo matrimoniale ma anche nel caso in cui il figlio nasca al di fuori del predetto vincolo nonché, sia un figlio adottivo. La parentela è esclusa, solo in caso di adozione di persone maggiori d’età.
I nonni, supportano la coppia nell’esercizio della loro funzione genitoriale sostituendosi talora agli stessi genitori, nel caso in cui si verifichino situazioni connotate da necessità e urgenza che precludono o rendono più difficile ai medesimi, l’adempimento degli obblighi genitoriali prescritti dalla legge. Basti pensare che l’art. 316 bis c.civ inserito dal d.lgs. n.154/2013(Attuazione riforma filiazione ) riconosce in capo agli ascendenti, in ordine di prossimità, l’obbligo di fornire “ai genitori i mezzi necessari affinché possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli, quando non hanno mezzi sufficienti”, per provvedere al loro mantenimento.
La legge riconosce ai nonni il diritto di instaurare e di mantenere un rapporto significativo con i propri nipoti poiché l’art 315 bis c.civ inserito dalla legge n.219/2012 (Riforma della filiazione) prevede che figli hanno “ il diritto di crescere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti”.
1. La separazione legale o di fatto della coppia può compromettere il legame parentale e affettivo che intercorre tra i nonni e i nipoti?
Il vincolo di parentela che lega i nonni e i nipoti, non cessa a seguito della separazione legale o di fatto dei genitori. Tuttavia, la separazione talora conflittuale dei coniugi o dei conviventi di fatto può compromettere il legame affettivo che i figli avevano instaurato con i loro nonni, prima che terminasse il rapporto affettivo dei genitori. In taluni casi, la conflittualità della coppia, può anche precludere ai nonni di avere un contatto diretto con i loro nipoti, fin dal momento della loro nascita. Infatti la conflittualità di coppia talora, induce uno o entrambi i genitori, a escludere dalla propria vita e da quella dei propri figli , i parenti del coniuge o del convivente ritenuto responsabile della cessazione del rapporto di coppia, poiché sono ritenuti direttamente o indirettamente corresponsabili della crisi della coppia o comunque, sono ritenuti sostenitori del coniuge o del convivente a cui è addebitata la separazione giudiziale o la cessazione della convivenza.
2.La legge tutela il rapporto parentale tra i nonni e i nipoti a seguito della separazione legale o di fatto della coppia?
A livello informativo è utile ricordare che l’art. 317 bis. c.civ come riformato dalla legge n. 219/2012 ( Riforma sulla filiazione) riconosce in capo ai nonni, il diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni ovvero il diritto di visita. Qualora ai nonni sia impedito di esercitare il predetto diritto,( es. in pendenza di un procedimento legale di separazione) i medesimi sono legittimati a proporre azione legale, innanzi al Tribunale del luogo di residenza abituale del nipote minorenne, per chiedere che siano adottati i provvedimenti idonei. Tuttavia, la predetta norma prevede che l’esercizio del diritto di visita degli ascendenti sia condizionato alla previa valutazione dell’interesse del minore, che ha sempre carattere preminente.
3.Che cosa può accadere in concreto ai nonni quando l’Autorità Giudiziaria, nega ai medesimi, il diritto di visita dei nipoti?
A livello informativo è utile ricordare una vicenda legale risalente all’anno 2014, riguardante la separazione giudiziale di una coppia di coniugi ,seguita da una denuncia penale, risultata in seguito infondata, sporta dalla scuola della figlia a carico del padre, per presunti abusi sessuali posti in essere ai danni della minore. La predetta vicenda, ha coinvolto anche i nonni della bimba, in quanto genitori del padre della minore. Vi riporto in breve, l’estratto di un articolo pubblicato, sul sito Persone e Famiglia, il 30.01.2015 relativo alla causa legale intentata dai nonni paterni della minore, per ottenere il riconoscimento del loro diritto di vedere la nipote a seguito della separazione legale del loro figlio (Manuello, Nevi c. Italia), che è stato segnalato dall’Associazione Nonne e Nonni penalizzati dalle Separazioni.
La bambina “fino all’età di cinque anni aveva vissuto a stretto contatto con i nonni paterni, che avevano comprato una casa al figlio vicino alla loro, ma poi giunge la separazione e la denuncia, da parte della scuola della bimba, di abusi sessuali da parte del padre. Parte anche l’azione di decadenza della potestà genitoriale presso il Tribunale dei Minori e la minore è affidata ai servizi sociali con collocazione presso gli altri nonni, quelli materni. Per anni i nonni chiedono, tramite il Tribunale per i minori di poter vedere la nipotina, ma operatori del servizio sociale ed esperti consentono loro, solo un rapporto a distanza, fatto di scambi di lettere. Secondo gli psicologi per la bambina è dannoso vedere i nonni perché collegati alla figura paterna… Il processo penale conto il padre si conclude con la sentenza di assoluzione. Al genitore non viene tolta la potestà sulla figlia ma gli incontri, sia col padre che con i nonni rimangono ancora sospesi. I nonni ricorrono in Cassazione decorsi 7 anni dall’ultima volta che sono stati con la nipote. La Corte dichiara inammissibile il ricorso per motivi procedurali.” I nonni paterni, hanno adito con ricorso, la Corte Europea dei diritti dell’uomo, deducendo a carico dell’Italia, la violazione del loro diritto al rispetto della vita familiare, sancito dall’art 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. La Corte Europea con la sentenza del 20 Gennaio 2015 “ha condannato l’Italia per non aver compiuto gli sforzi adeguati e sufficienti per preservare il rapporto di parentela tra i nonni e la loro nipote a seguito della separazione dei genitori e del sospetto di abuso sessuale nei confronti della minore da parte del padre”.
4.La Mediazione Familiare, può impedire che la conflittualità genitoriale comprometta il rapporto parentale e affettivo che lega nonni e nipoti?
La mediazione familiare è un percorso extragiudiziale, funzionale a mantenere e talora a recuperare, i legami familiari che possono essere compromessi sia a causa della conflittualità genitoriale che a causa della conflittualità di coppia. Ricordo che l’art. 1 della Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori, approvata nell’anno 2018 dall’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza, dichiara che “I figli hanno il diritto di conservare intatti i loro affetti, di restare uniti ai fratelli, di mantenere inalterata la relazione con i nonni, di continuare a frequentare i parenti di entrambi i rami genitoriali e gli amici”. Il mediatore familiare può, previo consenso o su richiesta dei genitori o dei conviventi di fatto che scelgono di separarsi, accogliere in talune sedute di mediazione, i nonni ovvero i genitori di ciascun componente della coppia, allo scopo di consentire ai medesimi di instaurare un dialogo costruttivo, necessario per gestire il conflitto familiare nato a seguito della crisi della coppia, culminata nella separazione . La mediazione familiare è uno spazio neutro, in cui i genitori che vivono il momento della separazione e i nonni che indirettamente subiscono gli effetti della separazione, hanno la possibilità di esprimere le proprie aspettative, in merito al ruolo che intendono avere nella vita dei figli e nipoti, in un clima di reciproco rispetto, a seguito della separazione legale o di fatto della coppia . Ricordo, che il mediatore familiare non fornisce direttive ai genitori e ai nonni, in merito a quali siano le scelte da prendere nell’interesse dei figli/nipoti in quanto è terzo e imparziale rispetto ai medesimi. Tuttavia, il mediatore ricorda ai genitori e ai nonni attraverso un percorso guidato, che ciascuno dei medesimi, ha un ruolo specifico nella vita del minore, il quale ha diritto come figlio e nipote di instaurare un rapporto costruttivo e equilibrato con ciascuno dei medesimi, senza essere indotto ad allontanarsi da taluno dei suoi familiari, a causa del conflitto familiare in cui non deve essere coinvolto, in quanto potenzialmente distruttivo del suo equilibrio psicofisico .
Sei in fase di separazione? Vuoi che i tuoi figli vivano la situazione nel miglior modo possibile? Nel nostro centro troverai proprio la combinazione che fa per te. Contattaci attraverso il form o telefonando direttamente ai nostri professionisti. Potrai metterti in contatto con un Mediatore Familiare per trovare un accordo condiviso nella separazione e con uno Psicologo per sostenere tuo figlio in un momento così delicato:
10 proposte per affrontare i cambiamenti
I cambiamenti richiedono uno sforzo e spesso si preferisce lo status quo. La vita però non è sempre conforme ai nostri desideri e ci obbliga spesso a operare transizioni.
Di per sé nessuna transizione di vita è difficile. Gli eventi sono stressanti oppure no, positivi o negativi a seconda del modo in cui li guardiamo. Oltre a ciò è bene ricordare che alcuni cambiamenti di vita riguadagno eventi prevedibili, altri esperienze affatto inaspettate.
Anche se non c’è nulla di intrinsecamente negativo nel cambiamento, quando si verifica occorre viverlo bene.
Ecco 10 proposte per affrontare le transizioni al meglio:
Dai alla transizione un posto speciale nella tua vita
Guarda lo stress non come minaccia, ma come sfida
Apprezza i benefici del cambiamento
Ricorda le risorse che hai tirato fuori nelle transizioni precedenti
Attingi alla tua rete sociale
Se puoi, preparati mentalmente al cambiamento
Usa la transizione per porti delle domande su di te e sulla tua vita
Trova dei modelli cui ispirarti
Renditi conto che il cambiamento fa parte della vita
Che ne pensi? Puoi farcela? Tu prova, guarda se queste 10 proposte vanno bene per te e se ti consentano di navigare bene nel cambiamento. Se senti che non sono sufficienti o se la transizione mette in discussione il tuo funzionamento prendi un appuntamento con noi. Insieme potremo fare quel cammino che ti consentirà di dare un senso a ciò che stai vivendo.
Separazione: gli effetti sui figli
La separazione rappresenta per i genitori un fallimento. Per i figli è una minaccia alla propria sicurezza in quanto mette in pericolo la presenza delle figure di attaccamento. La separazione, specie l’uscita dall’abitazione di uno dei due partner, è l’esito di un conflitto che dura da tempo. I figli, durante la crisi della coppia genitoriale, hanno temuto la perdita che si concretizza portando con sé la necessità di rivedere i propri valori e i propri assunti personali. Inoltre ci sono anche dei cambiamenti pratici che peraltro i figli non hanno scelto, cui è necessario adattarsi.
I fattori facilitanti e ostacolanti l’elaborazione
Le reazioni dei figli variano in base alla caratteristiche personali e alle caratteristiche della separazione. Ciò che incide maggiormente nella reazione del figlio è:
l’età e il grado di maturità globale
il “modo” della separazione e il livello di preparazione emotiva
A seconda della “tappa evolutiva” che il bambino/ragazzo sta vivendo nel momento in cui deve affrontare la separazione, ha a sua disposizione strumenti e modalità differenti. Paura, ansia, rabbia, rifiuto si declinano così a seconda dell’età e del grado id maturità generale in modi diversi e peculiari. Oltre a ciò l’altro elemento fondamentale è rappresentato dal modo con cui i genitori attuano la separazione. Le coppie troppo prese dal proprio conflitto, infatti, tendono pur inconsapevolmente a mettere in secondo piano le necessità psichiche dei figli. L’effetto della conflittualità, spesso sottovalutato dalle coppie in separazione, può essere però fortemente ostacolante per lo sviluppo del bambino/ragazzo.
Gli effetti del conflitto sui figli
Quando la conflittualità è molto alta può accadere che i figli siano coinvolti nelle dinamiche aggressive dei genitori: il figlio può diventare così un difensore di uno dei due genitori. La richiesta di schierarsi, se in un primo momento può essere accolta dal figlio in modo positivo perché si sente importante o sente di avere un controllo sulla situazione, lascia spesso il posto al senso di colpa nei confronti dell’altro genitore e anche al timore delle reazioni di quest’ultimo.
In altri casi entrambi i partner eleggono il figlio a giudice del conflitto, una triangolazione che porta ad un doloroso conflitto di lealtà e frequentemente ad una dipendenza emotiva dal genitore che risulta vincente: succede che il figlio avverta di ricevere l’affetto a patto che faccia vincere, dia ragione, uno o l’altro, una rappresentazione che tenderà a estendere ad altre situazioni relazionali.
Frequentemente i figli sono esposti anche a comportamenti di strumentalizzazione: attraverso il bambino/ragazzo l’ex-coniuge comunica o avanza richieste inerenti la separazione. Ciò ancora una volta “insegna” al figlio che l’assunzione di responsabilità non è consigliabile o, di contro, che lui deve pensare a tutto in prima persona.
C’è poi il caso dell’accudimento invertito, cioè quando al figlio viene chiesto di lenire il dolore dei genitori. Il bambino/ragazzo, offrendo il proprio sostegno progressivamente può mettere via i propri bisogni e le proprie emozioni, rendendosi sempre più incapace di riconoscerle e dar loro valore.
Infine (se così si può dire) sono molte le situazioni in cui il figlio, ritenuto incapace di capire, viene esposto a continue bugie e messaggi ambigui che favoriscono la costruzione di una immagine di un mondo come luogo difficile da decifrare e da controllare. Può succedere in questi casi che dopo un iniziale periodo di richiesta ossessiva di chiarimenti il figlio smetta di porre domande alimentando così nei genitori la convinzione di averlo protetto dalla sofferenza; nei fatti, soprattutto nel lungo periodo, forti possono essere le ripercussioni sul senso di identità e sulla capacità di riconoscere e modulare le emozioni.
Quando una coppia ha deciso di separarsi una Mediazione Familiare può facilitare quella riorganizzazione familiare capace di mitigare gli effetti del conflitto sui figli: la Mediazione Familiare, lavorando al raggiungimento e alla stesura di un accordo condiviso e agendo sulla responsabilità genitoriale permette di creare dinamiche collaborative tali da dare a tutti il miglior vantaggio possibile.
Oltre questo tipo di percorso, che già da sé in molti casi ha effetti positivi nei figli (che non sono direttamente coinvolti nel percorso), può essere utile aiutare direttamente i figli attraverso un sostegno psicologico, spazio nel quale potranno elaborare la separazione dei genitori e riscostruire una narrazione coerente di se stessi e del mondo alla luce dei cambiamenti avvenuti o che stanno avvenendo introno a loro.