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Timestamp: 2018-10-21 01:53:47+00:00
Document Index: 125408259

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 20', 'art. 40', 'art. 4', 'art. 25', 'art. 28', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 2']

Classificazione: D.2.1 SERVIZI ALLA PERSONA E ALLA COMUNITA - SERVIZI SOCIALI E ALLA PERSONA - Disposizioni generali - PDF
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Timoteo Bertini
1 LEGGE REGIONALE 10 agosto 1998, n. 30 (B.u.r. 20 agosto 1998, n. 71) Classificazione: D.2.1 SERVIZI ALLA PERSONA E ALLA COMUNITA - SERVIZI SOCIALI E ALLA PERSONA - Disposizioni generali Interventi a favore della famiglia. INDICE DELLA LEGGE Art. 1 (Finalità) Art. 2 (Fondo per il sostegno finanziario alla famiglia) Art. 3 (Modalità di concessione dei contributi) Art. 4 (Consulta regionale per la famiglia) Art. 5 (Norme transitorie) Art. 6 (Disposizioni finanziarie) Articolo 1 (Finalità) 1. La Regione promuove interventi in favore della famiglia, così come riconosciuta dalla Costituzione e dalle leggi statali, affermandone il ruolo fondamentale per lo sviluppo della persona e della vita sociale. Articolo 2 (Fondo per il sostegno finanziario alla famiglia) 1. Per le finalità di cui all'articolo 1, la Regione assegna finanziamenti ai Comuni per interventi di sostegno alle famiglie: a) per la nascita o per l'adozione di figli; b) per l'assistenza integrativa nell'ambito familiare a propri componenti non autosufficienti o con problemi di salute mentale; c) per minori in situazioni multiproblematiche di ordine psico-sociale-sanitario; d) per il superamento di situazioni di disagio sociale o economico; e) per progetti tesi a garantire solidarietà alle donne in difficoltà non coniugate in stato di gravidanza e alle ragazze madri; f) per progetti tesi a garantire solidarietà, sostegno e soccorso alle vittime di maltrattamenti fisici e psicologici, di stupri e di abusi sessuali extra o intrafamiliari, attraverso anche l'istituzione di centri di accoglienza e case rifugio capaci di rispondere alle necessità delle donne e dei loro eventuali figli, che si trovano esposti alla minaccia di ogni forma di violenza o che l'abbiano subita; f bis) per azioni volte a favorire il ricongiungimento familiare del coniuge o dei figli minori, anche
2 dello straniero in possesso dei requisiti previsti dalla legislazione statale vigente, ivi compresa l'erogazione di contributi sulle spese di viaggio del familiare e, per i minori, dell'eventuale accompagnatore; g) per altri interventi di sostegno alla famiglia. 2. La Regione concede altresì finanziamenti ai Comuni per: a) il pagamento di polizze assicurative per la copertura dei rischi infortunistici domestici del componente della famiglia che svolge il lavoro domestico in modo esclusivo nell'ambito della stessa; b) progetti volti a divulgare modalità di prevenzione degli infortuni domestici. Nota relativa all'articolo 2: Così modificato dall'art. 1, l.r. 23 febbraio 2000, n. 10. Ai sensi dell'art. 2, l.r. 23 febbraio 2000, n. 10, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della predetta l.r. 10/2000, la Giunta regionale determina per l'anno 2000 le modalità e i criteri per la concessione dei finanziamenti di cui alla lett. f bis) del comma 1, nonché i termini per la presentazione delle domande di ammissione al contributo. Articolo 3 (Modalità di concessione dei contributi) 1. La Giunta regionale, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sentita la Commissione consiliare competente, determina: a) le modalità e i criteri per la concessione dei finanziamenti di cui all'articolo 2; b) i limiti di reddito dei nuclei familiari per l'accesso ai contributi. 2. Le domande di ammissione ai contributi previsti dalla presente legge sono presentate ai Comuni di residenza: a) per l'anno 1998 entro il 31 ottobre; b) per gli anni successivi entro il 28 febbraio. 3. La Giunta regionale approva: a) per l'anno 1998, entro il 31 dicembre, il piano di riparto dei finanziamenti ai Comuni sulla base delle domande presentate dagli stessi entro il 30 novembre; b) per gli anni successivi, entro il 30 giugno, il piano di riparto dei finanziamenti ai Comuni sulla base delle domande presentate dagli stessi entro il 30 aprile. Nota relativa all'articolo 3: Ai sensi dell'art. 20, l.r. 16 novembre 1998, n. 40, il termine di cui al comma 2, lett. a), è differito, per l'anno 1998, alla data del 15 dicembre mentre i termini di cui al comma 3, lett. a), sono differiti, per l'anno 1998, rispettivamente alle date del 15 febbraio 1999 e del 15 gennaio Ai sensi dell'art. 40, l.r. 11 maggio 1999, n. 7, il termine di cui al comma 2, lett. b), è differito, per l'anno 1999, alla data del 31 maggio 1999 mentre i termini di cui al comma 3, lett. b), sono differiti, per l'anno 1999, rispettivamente alle date del 31 luglio 1999 e del 30 giugno 1999.
3 Articolo 4 (Consulta regionale per la famiglia) 1. E' istituita la Consulta regionale per la famiglia quale organo propositivo e consultivo della Regione in materia di politiche familiari. 2. La Consulta ha i seguenti compiti: a) effettua rapporti periodici sullo stato di attuazione della presente legge e propone gli opportuni aggiornamenti anche con specifici studi seminari e convegni; b) effettua indagini e ricerche sulle problematiche inerenti l'ambito familiare; c) esprime proposte ed osservazioni sulla programmazione regionale; d) esprime parere sulle proposte di provvedimenti regionali in materia socio-assistenziale e sanitaria e su ogni altro provvedimento che anche indirettamente possa incidere sulla qualità della vita familiare. 3. La Consulta è costituita da: a) tre rappresentanti designati dalle associazioni di famiglie costituite ed operanti nell'ambito della sfera delle politiche familiari; b) due rappresentanti designati dalle cooperative o altre formazioni di autorganizzazione dei servizi sanitari, educativi, di formazione professionale, di scuole per genitori, di servizi culturali, sociali o assistenziali tra le famiglie; c) due rappresentanti designati dalle strutture private di solidarietà sociale e di volontariato iscritte nei registri regionali; d) tre rappresentanti di cui due dei comuni ed uno delle province che abbiano delegato ad uno specifico assessorato le competenze relative alla promozione e all'attuazione delle politiche familiari, designati rispettivamente dall'anci e dall'upi; e) un rappresentante designato dalla Commissione regionale pari opportunità tra uomo e donna di cui alla l.r. 18 aprile 1986, n. 9; f) un rappresentante designato dal Forum per le associazioni familiari delle Marche; g) un rappresentante del coordinamento regionale per l'handicap di cui alla l.r. 4 giugno 1996, n. 18; h) due esperti di problematiche familiari designati dalle Università marchigiane; i) un rappresentante designato dalle strutture pubbliche di intervento a favore della persona, della coppia e della famiglia. 4. Partecipa di diritto, senza diritto di voto, alla Consulta il dirigente del servizio regionale competente o suo delegato. 5. Le funzioni di segreteria della Consulta sono svolte dal servizio regionale competente. 6. La Consulta è costituita con decreto del Presidente della Giunta regionale entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge e dura in carica sino alla scadenza della legislatura. 7. Ai componenti della Consulta è corrisposto per ogni seduta esclusivamente il rimborso delle spese di viaggio determinato con le modalità stabilite dall'art. 4 della l.r. 2 agosto 1984, n. 20, così come modificata dall'articolo 1 della l.r. 4 luglio 1994, n. 23.
4 Articolo 5 (Norme transitorie) 1. I contributi relativi alle domande presentate entro il 30 settembre 1997 ai sensi della l.r. 2 giugno 1992, n. 22 così come modificata dalla l.r. 28 marzo 1995, n. 26, sono erogati con le modalità previste dalla stessa legge. Articolo 6 (Disposizioni finanziarie) 1. Per la concessione dei contributi e per le attività previsti dall'articolo 2 della presente legge è autorizzata: a) per ciascuno degli anni 1998 e 1999, la spesa di lire milioni; b) per gli anni successivi l'entità della spesa sarà stabilita con la legge di approvazione dei rispettivi bilanci. 2. Per la concessione dei contributi di cui all'articolo 5, è autorizzata, per l'anno 1998, la spesa di lire milioni. 3. Alla copertura dell'onere derivante si provvede: a) per l'anno 1998 mediante utilizzazione di quota parte dello stanziamento del capitolo dello stato di previsione della spesa del bilancio per l'anno 1998, quanto a lire milioni, partita n. 15 dell'elenco n. 1; quanto a lire milioni, partita n. 2 dell'elenco n. 1; quanto a lire milioni, partita n. 5 dell'elenco n. 1; b) per l'anno 1999 mediante utilizzazione di quota parte della proiezione pluriennale dello stanziamento del capitolo , partita n. 15 dell'elenco n. 1 per lire milioni; partita n. 5 dell'elenco n. 1 per lire 500 milioni; c) per gli anni successivi mediante impiego di quota parte delle maggiori entrate tributarie. 4. le somme occorrenti per il pagamento delle spese autorizzate sono iscritte a carico dei capitoli che la Giunta regionale è autorizzata ad istituire nello stato di previsione della spesa del bilancio per l'anno 1998 con la denominazione "Spese per la concessione dei contributi di cui alla l.r. 22/1992, anno 1997" con gli stanziamenti di competenza e di cassa di lire milioni e con la denominazione "Fondo regionale per il sostegno finanziario alla famiglia" con gli stanziamenti di competenza e di cassa di lire milioni; per gli anni successivi a carico dei corrispondenti capitoli di spesa. 5. Gli stanziamenti di competenza e di cassa del capitolo dello stato di previsione della spesa del bilancio per l'anno 1998 sono ridotti di lire milioni.
5 2007 Consiglio regionale delle Marche
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