Source: https://www.giurisprudenzapenale.com/2019/07/04/lordinanza-del-gip-del-tribunale-di-agrigento-nei-confronti-di-carola-rackete-sea-watch-3/
Timestamp: 2020-04-02 19:20:00+00:00
Document Index: 94300952

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 117', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 51', 'sentenza ']

L'ordinanza del GIP del Tribunale di Agrigento nei confronti di Carola Rackete (Sea Watch 3) - Giurisprudenza penale
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4 Luglio 2019 4 Luglio 2019 Redazione Giurisprudenza Penale	carola rackete, featured, Sea Watch
In base all’art. 10 della Costituzione, «l’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute; tra queste rientrano quelle poste dagli accordi internazionali in vigore in Italia, le quali assumono, in base al principio fondamentale pacta sunt servanda, un carattere di sovraordinazione rispetto alla disciplina interna ai sensi dell’art. 117 Cost., secondo cui la potestà legislativa è esercitata nel rispetto, tra l’altro, dei vincoli derivanti dagli obblighi internazionali».
Non si ritiene possa incidere su questo quadro – prosegue il Giudice – «l’art. 11 comma ter del D. Lgs 286-98 (introdotto dal D. L. n. 53/2019): difatti, ai sensi di detta disposizione, il divieto interministeriale da essa previsto (di ingresso, transito e sosta) può avvenire, sempre nel rispetto degli obblighi internazionali dello Stato, solo in presenza di attività di carico o scarico di persone in violazione delle leggi vigenti nello Stato Costiero, fattispecie qui non ricorrente vertendosi in una ipotesi di salvataggio in mare in caso di rischio di naufragio. Peraltro, l’eventuale violazione del citato art. 11 comma 1 ter – si ribadisce sanzionata in sola via ammnistrativa – non fa venir meno l’inderogabile disposto di cui all’art. 10 ter del Dlgs 286/98, avente ad oggetto l’obbligo di assicurare il soccorso, prima, e la conduzione presso gli appositi centri di assistenza, poi».
Il descritto segmento finale della condotta dell’indagata (la resistenza a pubblico ufficiale) – conclude l’ordinanza – «costituisce il prescritto esito dell’adempimento del dovere di soccorso, il quale – si badi bene – non si esaurisce nella mera presa a bordo dei naufraghi, ma nella loro conduzione fino al più volte citato porto sicuro. Conclusivamente, la Rackete ha agito conformemente alla previsione di cui all’art. 51 c.p., che esime da pena colui che abbia commesso il fatto per adempiere a un dovere impostogli da una norma giuridica o da un ordine legittimo della pubblica autorità.
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