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Timestamp: 2018-12-19 07:23:33+00:00
Document Index: 142744220

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COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE dell'Aquila sentenza n. 987 sez. 7 del 25 ottobre 2016 - Gli uffici impositori devono valutare le osservazioni e le richieste avanzate dal contribuente entro 60 giorni dal rilascio del p.v.c. L'art. 12, comma 7, L. n. 212 del 2000 afferma che il contribuente può comunicare, entro sessanta giorni dal rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, osservazioni e richieste che devono essere valutate dagli uffici impositori - Studio Cerbone
COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE dell’Aquila sentenza n. 987 sez. 7 del 25 ottobre 2016 – Gli uffici impositori devono valutare le osservazioni e le richieste avanzate dal contribuente entro 60 giorni dal rilascio del p.v.c. L’art. 12, comma 7, L. n. 212 del 2000 afferma che il contribuente può comunicare, entro sessanta giorni dal rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, osservazioni e richieste che devono essere valutate dagli uffici impositori
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COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE dell’Aquila sentenza n. 987 sez. 7 del 25 ottobre 2016
ACCERTAMENTO – GLI UFFICI IMPOSITORI DEVONO VALUTARE LE OSSERVAZIONI E LE RICHIESTE AVANZATE DAL CONTRIBUENTE ENTRO 60 GIORNI DAL RILASCIO DEL P.V.C.
Il motivo di appello con cui il contribuente lamenta che il giudice di prime cure ha violato e falsamente applicato l’art. 12, comma 7, L. n. 212 del 2000 allorquando ha ritenuto rispettata detta disposizione nonostante l’Amministrazione finanziaria avesse espressamente ammesso nell’avviso di accertamento di non aver valutato le memorie presentate dal contribuente, è fondato e merita accoglimento.
Invero, “la legge 27 luglio 2000, n. 212, art. 12 (Diritti e garanzie dei contribuente sottoposto a verifiche fiscali) prevede, al comma 7, prima parte, che “nel rispetto del principio di cooperazione tra amministrazione e contribuente, dopo il rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, il contribuente può comunicare entro sessanta giorni osservazioni e richieste che sono valutate dagli uffici impositori”; la seconda parte prosegue chiarendo che “l’avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza del predetto termine, salvo casi di particolare e motivata urgenza”. E dalla lettura della prima parte del comma 7 – e dal raffronto con il tenore più perentorio della seconda parte, per la quale invece, all’esito di tanto complessa quanto nota evoluzione giurisprudenziale, si è pervenuti a conclusione opposta emerge che all’obbligo dell’amministrazione finanziaria di “valutare” le osservazioni del contribuente (cui l’imposizione del termine dilatorio, questa sì a pena di nullità, è strumentale) non si aggiunge l’ulteriore obbligo di esplicitare detta valutazione nell’atto impositivo, a pena di nullità”. In tal senso si è recentemente espressa la Suprema Corte nella sentenza n. 3583 del 24 febbraio 2016, con pronuncia che la Commissione condivide e che, con riferimento al caso di specie, comporta, in accoglimento del motivo di appello proposto sul punto dal contribuente, la riforma della sentenza della CTP di Chieti che non si è ispirato a tale principio, il quale, peraltro, è derivazione di una corretta interpretazione della volutan legis che stabilisce imperativamente che le osservazioni e le richieste avanzate dal contribuente nell’arco dei sessanta giorni dal rilascio del processo verbale di constatazione “sono valutate dagli uffici impositori”.
– accoglie l’appello e compensa le spese del giudizio