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Timestamp: 2019-01-18 18:44:04+00:00
Document Index: 43133034

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art.156', 'art.678', 'art.156', 'sentenza ', 'sentenza ']

Separazione: 2 i rimedi se il marito non paga - Avvocato Alberto Pelò
Separazione: 2 i rimedi se il marito non paga
albertopelo Febbraio 12, 2018
In caso di inadempimento degli obblighi economici stabiliti nella sentenza di separazione, il Giudice su richiesta dell’avente diritto può disporre il sequestro di parte dei beni coniuge obbligato oppure può ordinare a terzi (ad esempio il datore di lavoro) che una parte delle somme a lui dovute siano destinate agli aventi diritto.
Ci sono due forme di tutela:
1) SEQUESTRO DEI BENI DEL CONIUGE OBBLIGATO
Il provvedimento può essere chiesto anche dopo la pronuncia della sentenza dei provvedimenti presidenziali nell’interesse dei coniugi e della prole.
L’articolo ex art.156 del Codice civile attribuisce al Giudice nel caso di inadempimento dell’obbligo di corrispondere l’assegno di mantenimento, il potere di ordinare a terzi (tenuti a corrispondere periodicamente somme di denaro al marito) che una parte di queste somme siano versate direttamente all’avente diritto.
E’ importante chiarire che è il Giudice a valutare l’opportunità, caso per caso, se il comportamento del coniuge obbligato al versamento possa compromettere l’esattezza e la regolarità dei futuri versamenti, frustrando quindi le finalità vere che ha l’assegno di mantenimento.
La valutazione del Giudice pertanto è assolutamente discrezionale (cioè varia caso per caso).
Il provvedimento cautelare può essere revocato dal Giudice (anche in sede di Appello) se sopraggiungono giustificati motivi successivi all’adozione del provvedimento di sequestro.
La misura cautelare del sequestro è applicabile anche in caso di separazione consensuale e si attua secondo le forme del sequestro conservativo ex art.678 e 679 del Codice di Procedura Civile).
2) ORDINE DI PAGAMENTO AI TERZI DEBITORI DEL CONIUGE
Come ho scritto sopra, l’art.156 del Codice Civile prevede una forma ulteriore di tutela a fronte dell’adempimento degli obblighi economici stabiliti nella sentenza di separazione, ossia l’ordine diretto al terzo debitore del coniuge inadempiente (ad esempio il datore di lavoro del marito obbligato, ma anche l’INPS se pensionato) di versare direttamente somme periodiche a favore dell’avente diritto.
L’ordine è emesso attraverso un decreto motivato da parte del Tribunale Ordinario i camera di consiglio (devono essere sentiti sia il coniuge obbligato sia il Pubblico Ministero).
L’ordine al terzo di versare direttamente può estendersi anche all’assegno in favore dei figli minori (Cass. 4/12/1996, n.10183).
L’ordine di pagamento diretto al terzo è applicabile anche alla separazione consensuale.
L’assistenza di un difensore è indispensabile in questa procedura.
COME SI RICHIEDE E QUALI DOCUMENTI SONO NECESSARI
Il ricorso si deposita presso il Tribunale del luogo di residenza del soggetto a favore del quale va eseguita l’obbligazione di pagamento.
– stato di famiglia e residenza dei coniugi;
– copia autentica del verbale di separazione consensuale omologata oltre che alla copia autentica della sentenza di separazione (che si richiedono presso la cancelleria del Tribunale che ha pronunciato la sentenza).
Dai 2 ai 3 mesi dal deposito del ricorso.
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