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Timestamp: 2019-02-18 11:27:49+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 17317 del 24/08/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17317 del 24/08/2016
Cassazione civile sez. VI, 24/08/2016, (ud. 10/06/2016, dep. 24/08/2016), n.17317
sul ricorso 2961/2014 proposto da:
M.D. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato MARIO CALGARO,
C.C.R.L., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA
rappresenta e difende unitamente all’avvocato PIA CLEMENTI, giusta
PROCURATORE GENERALE REPUBBLICA CORTE APPELLO DI VENEZIA, PROCURATORE
GENERALE REPUBBLICA SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE;
avverso la sentenza n. 2004/2013 della CORTE D’APPELLO di VENEZIA del
10/06/2013, depositata il 09/09/2013;
10/06/2016 dal Consigliere Relatore Dott. MASSIMO DOGLIOTTI;
udito l’Avvocato Chiara Romanelli e l’Avvocato Pia Clementi per
delega dell’Avvocato Guido Romanelli difensore del ricorrente, che
si riportano agli scritti.
In un procedimento di sepazione personale, tra M.D. e C.C., il Tribunale di Vicenza, con sentenza definitiva in data 5/7/2012, pronunciava l’addebito a carico del marito, e disponeva assegno di mantenimento per la moglie.
La Corte di Appello di Venezia, con sentenza del 10/6/2013, confermava la pronuncia del Tribunale, limitandosi a modificare la decorrenza dell’assegno.
Quanto alla violazione dell’obbligo di fedeltà da parte del marito, questi in sostanza propone una valutazione diversa e alternativa (dunque inammissibile) rispetto a quella assunta dal giudice a quo, con motivazione adeguata e non illogica: tra l’altro, la Corte di merito valorizza le deposizioni delle sorelle della moglie, che non riferiscono solo circostanze de relato, come pretende il ricorrente, ma precisano, una di esse che la relazione extramatrimoniale era di dominio pubblico e che essa aveva visto abbracci confidenziali tra il M. e una sua dipendente, l’altra, di averlo visto una volta entrare nell’abitazione di tale persona e rimanervi dalle ore 23,30 fino all’una di notte, e di essere a conoscenza di un viaggio fatto dallo stesso con la dipendente.
Perchè vi sia addebito, come è noto, è necessario che sussista rapporto di causalità tra la violazione dell’obbligo matrimoniale e l’intollerabilità della convivenza. E’ bensì vero, come afferma il ricorrente, che la violazione dell’obbligo di fedeltà non può considerarsi di per sè sola causa dell’intollerabilità della convivenza, e che è necessario fornire prova al riguardo (tra le altre, Cass. N. 8675 del 2013), (va dunque corretta la motivazione della sentenza impugnata, secondo cui l’inosservanza dell’obbligo predetto costituisce violazione particolarmente grave, determinante di regola l’intollerabilità della convivenza e conseguentemente l’addebito). Ma è proprio dall’istruttoria testimoniale (come riportata in sentenza nonchè dallo stesso ricorrente) che emerge palesemente tale nesso di causalità: a fine (OMISSIS) la C. scopriva l’infedeltà del marito e telefonava agitatissima ai genitori, come ha precisato il padre di lei; seguivano ulteriori riscontri della relazione del M., e ai primi di settembre veniva presentato un ricorso di separazione consensuale e successivamente quello di separazione giudiziale. Nè si fa alcun riferimento, neppure da parte del ricorrente, ad un deterioramento del rapporto coniugale, che sarebbe stato causa della relazione extraconiugale.
Nulla aggiunge la memoria del ricorrente che richiama in sostanza profili di fatto ed in particolare il contenuto di alcune deposizioni testimoniali, proponendo come si diceva, una valutazione alternativa rispetto a quella indicata, con motivazione adeguata e non illogica, dal giudice a quo, insuscettibile di controllo in questa sede. Se vi fossero stati errori di fatto da parte del giudice di appello, come sembra sostenere il ricorrente, all’evidenza avrebbe dovuto proporsi revocazione.
La Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali che liquida in Euro 3.100,00 comprensive di Euro 100,00 per esborsi, oltre spese forfettarie ed accessori di legge.
In caso di diffusione del presente provvedimento, omettere generalità ed atti identificativi, a norma del D.Ls. n. 196 del 2003, art. 52, in quanto imposto dalla legge.