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Timestamp: 2017-08-22 05:36:19+00:00
Document Index: 3014864

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 140', 'art. 143', 'art. 21', 'sentenza ', 'art. 52', 'art. 103', 'art. 104', 'art. 279', 'art. 2700']

TAR CATANIA, I sez. sentenza n. 2380/06 in materia elettorale
sentenza, 27 marzo 2008
REPUBBLICA ITALIANA N. 2380/06 Reg. Sent.
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N. 3049/05 Reg. Gen.
N. 0100/06 – 0103/06
0110/06 – 0124/06
– nr. 3049/2005 proposto da:PARTITO SOCIALISTA – NUOVO PSI , rappresentato e difeso dall’ AVV. Salvatore Virzì, con domicilio eletto in CATANIA Via Milano 46/A C/O Mascali e con i motivi aggiunti ad esso;
– nr. 100/06, proposto da: °° Vincenzo e °° Giuseppe, rappresentati e difesi dall’avv. Giambattista Di Blasi, con domicilio eletto presso la Segreteria del TAR;
– nr. 110/2006, proposto da: ***, rappresentati e difesi dall’avv. Andrea Scuderi, con domicilio eletto presso lo studio di quest’ultimo in CATANIA, Via Vincenzo Giuffrida 37;
– nr. 124/2006, proposto da: ***, rappresentati e difesi dall’avv. Gianfranco Barbagallo, con domicilio eletto in Catania, via Balduino 43;
***, non costituiti
*** (non costituiti);
Francantonio °° (non costituito);
°°° tutti rappresentati e difesi dall’avv. Carmelo Briguglio, con domicilio eletto presso la Segreteria del TAR;
***, rappresentato e difeso dall’avv. Andrea Scuderi, con domiclio eletto presso lo studio di quest’ultimo in Catania via v. Giuffrida nr. 37, RICORRENTE INCIDENTALE;
***, rappresentato e difeso dall’avv. Giovanni Marchese, con domicilio eletto in Catania viale XX settembre 43, presso lo studio dell’avv. Natullo RICORRENTE INCIDENTALE ;
***, rappresentato e difeso dall’avv. Francesco Martines, con domicilio eletto presso la Segreteria del TAR, RICORRENTE INCIDENTALE ;
***, rappresentato e difeso dall’avv. Silvano Martella, domiciliato in Catania via XX Settembre 43, presso studio avv. ***
*** rappresentato e difeso dall’avv.to Massimiliano Pantano, con domicilio eletto presso la Segreteria del TAR (costituzione depositata il 21.09.2006)
di **, rappresentati e difesi dall’avv. Gianfranco Barbagallo, con domicilio eletto in Catania, Via Balduino, 43;
di **, rappresentato e difeso dall’ Avv. Giambattista Di Blasi, con domicilio eletto in SEGRETERIA;
di R**, rappresentato e difeso dall’ avv. Francesco Torre, con domicilio eletto in SEGRETERIA;
di R**, rappresentato e difeso da se stesso e domiciliato per legge presso la SEGRETERIE;
del verbale nr. 91/2005 del 03.11.2005 della C.E.C. di Messina, con il quale è stata considerata regolare ed ammessa alle elezioni la dichiarazione di presentazione di lista dei candidati a firma del sig. °° Salvatore dell’01.11.2005 (presentata il 02.11.2005 che ha preso il numero di lista nr. 31 contraddistinto dal contrassegno “PARTITO SOCIALISTA – NUOVO PSI” contenente 37 candidati);
del verbale nr. 119/2005 del 24.11.2005 della C.E.C. di Messina, con il quale è stata considerata regolare e nuovamente ammessa alle elezioni la dichiarazione di presentazione di lista dei candidati a firma del sig. °° Salvatore dell’01.11.2005 (presentata il 02.11.2005 che ha preso il numero di lista nr. 31 contraddistinto dal contrassegno “PARTITO SOCIALISTA – NUOVO PSI” contenente 37 candidati);
del verbale dell’ufficio Centrale Elettorale per il turno di ballottaggio del 13.12.2005, di proclamazione alla carica di sindaco di Messina del candidato °° Francantonio e del verbale dell’ufficio Centrale Elettorale di proclamazione dei candidati eletti al Consiglio Comunale di Messina, nonché degli atti e provvedimenti conseguenziali, presupposti e connessi ed in particolare del verbale dell’ufficio elettorale circondariale del Comune di Messina, nr. 121 del 25.11.2005;
del verbale nr. 119/2005 del 24.11.2005, della C.E.C. di Messina, con il quale, dopo l’emissione del decreto presidenziale 1757/2005, è stata considerata regolare e nuovamente ammessa alle elezioni la dichiarazione di presentazione di lista di candidati a firma del sig. °° Salvatore del 01 novembre 2005, presentata il 02 novembre 2005, che ha preso il numero di lista 31 contraddistinta dal contrassegno “PARTITO SOCIALISTA – NUOVO PSI” contenente 37 candidati;
dell’atto di proclamazione del dott. °° Francantonio, quale Sindaco di Messina, avvenuto a cura dell’Ufficio centrale elettorale in data 13.12.2005 “sconosciuto”, e di ogni altro atto endoprocedimentale, precedente, preparatorio, successivo e/o connesso, parimenti sconosciuto, ivi compresa l’eventuale deliberazione di ratifica, verifica, e proclamazione avvenuta in Consiglio Comunale;
della proclamazione dell’elezione, a seguito di ballottaggio, alla carica di Sindaco del Comune di Messina, del candidato sig. °° Francantonio, in data 13.12.2005, da parte del Presidente dell’Ufficio Centrale, giusta verbale delle operazioni dell’Ufficio Centrale per il turno di ballottaggio;
Visti gli atti di intervento nel giudizio nr. 3049/2005, di °°;
Visti gli atti di costituzione in giudizio e ricorso incidentale, proposti nei giudizi nr. 100/06 e 124/06 da ** ;
Alle consultazioni elettorali per il rinnovo delle cariche municipali di Messina, indette per il 27 e 28 novembre 2005, partecipava il sig. Salvatore °°, depositando una propria lista recante un contrassegno riportante la seguente dicitura : “Partito Socialista – Nuovo PSI”, e costituita da un cerchio con bordo rosso, bianco, corona circolare verde, al centro del quale è raffigurato un garofano con la corolla rossa ed il gambo verde,comprensiva di nr. 37 candidati.
Con il ricorso nr. 100/06, notificato il 20, 21, 23, 24 e 25 gennaio 2006, depositato il 30 gennaio 2006 (D.P. di fissazione di udienza nr. 3/06 del 16.01.2006) e con il ricorso nr. 124/06, notificato il 01.02.2006 e depositato il 09.02.2006 (D.P. di fissazione di udienza nr. 7/06 del 16.01.2006), i ricorrenti (cittadini elettori nel primo; e presentatore di lista, candidati a sindaco e consigliere comunale nel secondo) hanno impugnato il risultato elettorale in quanto non è stata ammessa alle consultazioni la lista presentata dal sig. °°, assumendo l’illegittimità dell’esclusione per motivi in parte riconducibili alla affermata legittimazione dell’On.le De Michelis in qualità di Segretario Nazionale del Partito Socialista – Nuovo PSI ed in parte a vizi propri del provvedimento di esclusione della lista adottato dalla C.E.C.
Con il ricorso nr. 103/2006, notificato il 21 gennaio 2006 e depositato il 26 gennaio 2006 (D.P. di fissazione di udienza nr. 5/2006 del 16.01.2006) e con il ricorso nr. 110/2006, notificato il 20 e 21 gennaio 2006 e depositato il 27 gennaio 2006 (D.P. di fissazione di udienza nr. 6 del 16.01.2006), i ricorrenti (rispettivamente, Partito socialista – Nuovo PSI, nel primo, e cittadini elettori nel secondo) hanno impugnato il risultato elettorale lamentando l’illegittima ammissione della lista presentata dal sig. °° Salvatore, sia per motivi riconducibili alla mancanza di legittimazione alla delega in capo all’On.le De Michelis e sia per vizi propri della delibera di ammissione della C.E.C..
I ricorrenti incidentali impugnano a loro volta le risultanze elettorali nella parte in cui la C.E.C. ha inizialmente ammesso la lista presentata dal sig. °° Salvatore, lamentando sia la carenza di potere in capo al delegante on.le De Michelis quanto alla rappresentanza del Partito Socialista, sia altri vizi propri del provvedimento di ammissione della C.E.C.
Nel giudizio nr. 3049/2005 sono intervenuti ad opponendum i sigg.ri °° Salvatore, Di Trapani Antonino, °° Vincenzo, °° Giuseppe, che difendono la legittimità dell’ammissione della lista presentata su delega dell’On.le De Michelis. E’ altresì intervenuto ad adiuvandum, sostenendo le ragioni dell’esclusione della lista, il sig. Reattino Giuseppe.
II) Riuniti i giudizi, il Collegio deve rilevare che, essenzialmente in tutti i giudizi, non è stata ancora assicurata la regolare instaurazione del contraddittorio e pertanto si devono rinnovare le notifiche laddove non sono andate a buon fine al domicilio dei componenti la lista presentata dal sig. °° ed integrarle laddove esse sono state effettuate solo a parte dei controinteressati.
Più precisamente, il Collegio ritiene che devono essere rinnovate le notificazioni non andate a buon fine per fattori non imputabili alla responsabilità dei ricorrenti e deve conseguentemente essere ordinata la integrazione del contraddittorio; inoltre, laddove sono stati notificati i ricorsi incidentali nei giudizi nr. 100/06 e 124/06 solo ad alcuni dei candidati compresi nella lista presentata dal sig. °°, dovrà essere integrato il contraddittorio con le notifiche dei ricorsi incidentali anche agli altri candidati non intimati (giurisprudenza pacifica, cfr. ex multis Consiglio di Stato, V, 22 giugno 2000 nr. 3534; Cons.giust.amm. Sicilia, sez. giurisd., 15 febbraio 1999, n. 54).
Nei ricorsi nr. 100/2006 e nr. 124/2006, poi, la stessa situazione di incertezza si prospetta ovviamente anche per i ricorsi incidentali, quelli cioè rispetto ai quali i componenti della lista presentata dal sig. °° rivestono la qualità di controinteressato: solo che, in questo caso, le notifiche ai controinteressati sono state – attualmente – effettuate solo per alcuni tra di essi, con la conseguenza che la integrazione del contraddittorio deve essere disposta non per il rinnovo delle notifiche, ma per la prima notifica vera e propria. Dovendo disporre la integrazione del contraddittorio per i controinteressati cui non è stato ancora notificato il ricorso, è agevole ritenere che, nell’eventualità di un rinnovo di notifica agli indirizzi già dimostratisi inutilizzabili, si ripeteranno gli stessi inconvenienti che hanno fino ad ora impedito la decisione del ricorso nr. 3049/05 nella sua fase cautelare.
Ritenuto, quindi, che in assenza dell’integrale completamento del contraddittorio, non possa ritenersi ancora “utile” la presente camera di consiglio, ai fini della decisione della lite cautelare, con conseguente perdurante efficacia del decreto presidenziale che ha disposto l’esclusione della lista presentata dal sig. °°;
– tale situazione impedisce la definizione dei giudizi riuniti nel merito di essi, per le medesime ragioni già esposte nella predetta ordinanza pubblica istruttoria del 06 aprile 2006;
– al fine di ovviare al mancato esito delle notifiche, si rende quindi necessario che le parti interessate alla rinnovazione delle notifiche procedano a rinnovare dette notifiche con l’ufficiale giudiziario del luogo di residenza di coloro per i quali le notifiche non sono andate a buon fine, senza quindi utilizzare il servizio postale, anche allo scopo di poter utilmente fare ricorso, nei casi previsti, della notifica prevista dall’art. 140 c.p.c., e, ove eventualmente necessario, della notifica ai sensi dell’art. 143 c.p.c.;
– che tali notifiche dovranno essere rinnovate all’indirizzo di ciascuno di essi come risultante agli atti del giudizio nr. 3049/05.
Quanto alla questione della già avvenuta riunione dei procedimenti, l’avv. Pantano osserva che tale istituto non esclude che, successivamente alla riunione dei procedimenti, il giudice possa disporre la scissione di uno o più ricorsi, in quanto la riunione stessa è funzionale ad una più celere ed ordinata trattazione delle cause e non può determinare un ritardo nella trattazione delle stesse. Nel caso odierno, l’adesione allo sciopero dei difensori costituiti negli altri giudizi riuniti, impedirebbe la decisione del ricorso nr. 3049/05 che è maturo per la decisione e nel quale sussiste altresì l’esigenza (non comune agli altri giudizi), di decidere la domanda cautelare che deve ancora essere sottoposta al Collegio (essendo tuttora vigente sia il D.P. nr. 1790/05 che dispone in via interinale ex art. 21 comma 9 l. 1034/71 l’esclusione della lista presentata dal sig. °° Salvatore su mandato dell’On.le Giovanni De Michelis e sia il D.P. nr.1442/06 che ha dichiarato inammissibile l’istanza di revoca del predetto decreto nr. 1790/05 presentata dal difensore del controinteressato sig. Fabozzi Nicola).
Il Collegio osserva che non è possibile scindere i ricorsi già riuniti con ordinanza nr. 161/06. La connessione tra le cause è talmente evidente che una decisione differenziata delle stesse comporterebbe un grave disordine nella trattazione delle domande. In proposito, si consideri particolarmente il rapporto tra il ricorso nr. 3049/05 ed il ricorso nr. 103/06 (che hanno ad oggetto la medesima domanda proposta dalla medesima parte contro, nel primo ricorso, l’atto lesivo costituito dalla ammissione della lista presentata dal sig. °° e, nel secondo ricorso, la proclamazione degli eletti con evidenti refluenze sulla questione della ammissibilità del primo e sulla sorte del secondo rispetto al noto orientamento fatto proprio dall’A.P. con sentenza nr. 10/2005).
A tale proposito si è affermato che “il provvedimento discrezionale di riunione dei ricorsi lascia immutata l’autonomia dei singoli giudizi e delle posizioni delle parti in ciascuno di essi, cosicché la sua adozione ben può essere oggetto di rivalutazione da parte dello stesso giudice, il quale, allorché ritenga che siano venuti meno i motivi di opportunità che avevano giustificato il "simultaneus processus", ben può disporne la separazione nel quadro della normativa recata dall’art. 52 r.d. 17 agosto 1907 n. 642, oltre che dall’art. 103 comma 2, richiamato dal comma 2 dell’art. 104, e dall’art. 279 comma 2 c.p.c. – alla stregua della quale il giudice può disporre, nel corso della decisione, la separazione delle cause, se vi è istanza di tutte le parti, ovvero quando la continuazione della loro riunione ritarderebbe o renderebbe più gravoso il processo”( Cons. di Stato, IV, 26 gennaio 2004, nr. 246).
Sempre in via preliminare, per ragioni di ordine logico ed espositivo, deve qui osservarsi che l’atto di intervento adesivo e costituzione del terzo sig. Rodi Giuseppe, non notificato ad alcuna parte, solleva censure contro l’ammissione della lista presentata dal sig. °° autonome e distinte rispetto a quelle proposte nel ricorso introduttivo e, pertanto, è inammissibile.
Ia) per esigenze di ordine concettuale ed espositivo, il Collegio deve prendere in esame prima di tutto la questione principale dell’odierna decisione: come già anticipato ed accennato prima, quest’ultima dipende interamente dalla valutazione dell’operato della C.E.C. nelle sedute ove essa ha dapprima ignorato l’avvenuta contestazione da parte dell’On.le Craxi della legittimazione dell’On.le De Michelis a delegare il sig. °° alla presentazione della lista; e poi, espletati gli ulteriori accertamenti e verifiche derivanti dai menzionati decreti cautelari inibitori e propulsivi del Presidente di questo Tribunale, ha concluso il suo esame ritenendo “inesistente” l’elezione del ricorrente a Segretario Nazionale del Nuovo Partito Socialista Italiano e, di conseguenza, confermando l’ammissione alle elezioni della lista presentata dal sig. °°.
Secondo i ricorrenti nei giudizi nr. 3049/05, 103/06 e 110/06 (questi ultimi due, per brevità, da ora in poi saranno indicati come “solidali”) ed i ricorrenti incidentali nei giudizi nr. 100/06 e 124/06, la CEC avrebbe errato ad ammettere la lista presentata dal sig. °° in quanto nel ritenere la “inesistenza” dell’atto di elezione dell’odierno ricorrente On.le Craxi, avrebbe espresso un giudizio di merito sul Congresso del Partito Socialista, che le sarebbe stato inibito in assenza di alcuna previa pronuncia del giudice a ciò competente.
a) non è mai avvenuta, in quanto il Congresso non si è mai realmente aperto, mancando il numero necessario dei delegati regionali del partito;
b) i documenti prodotti dall’On.le Craxi di fronte alla CEC, con cui ha affermato di comprovare l’avvenuta propria elezione a Segretario Nazionale del Partito (estratto del verbale del Congresso) sarebbero privi di validità, in quanto non sarebbe esistita, nel Congresso, alcuna attività di verbalizzazione, né sarebbe esistito un “brogliaccio” della seduta;
c) comunque alla votazione avrebbero preso parte solo i rappresentanti favorevoli a Craxi, posto che l’On.le De Michelis, convocante la seduta del Congresso e Presidente della stessa, aveva dichiarato che i lavori non si erano aperti.
A sua volta, l’On.le De Michelis, affermando che il V° Congresso non si sarebbe mai tenuto, non ha dal canto suo comunque fornito alcuna rituale e valida prova della sua legittimazione (anche se, a tale proposito, poteva supplire il fatto notorio, cosa però che nel provvedimento di ammissione non si afferma), se non l’attestazione del notaio, in calce all’autentica della firma, secondo la quale egli stesso, notaio, era certo delle “qualità personali” del dichiarante. Mentre su quest’ultimo aspetto si tornerà a breve, si deve qui osservare che alla luce delle argomentazioni fornite di fronte alla C.E.C. da parte degli On.li Craxi e De Michelis, la migliore delle valutazioni che quest’ultima avrebbe potuto fare era che, come accennato sopra, non era certa alcuna legittimazione a proporre il simbolo: si vedrà, inoltre, tra breve, come sia rilevante l’assenza di una prova di legittimazione dell’On.le De Michelis alla delega della presentazione della lista, sotto l’altro e diverso aspetto che riguarda le differenze tra il simbolo oggetto della delega e quello concretamente utilizzato dal presentatore sig. °° (vedasi infra, sub II).
Pertanto, alla luce delle suddette ragioni, la C.E.C. ha errato nell’ammettere alle competizioni elettorali in esame la lista presentata dal sig. °° su delega dell’On.le De Michelis.
1) In primo luogo, va esaminata la questione, cui si è già fatto cenno, a conclusione della parte “Ia”, del valore del “verbale” del V° Congresso del Partito. Secondo la tesi favorevole all’ammissione della lista del sig. °°, e quindi sulla scorta della teoria della “inesistenza” del Congresso, il documento prodotto dall’On.le Craxi non avrebbe alcun valore documentale e né, tantomeno, probatorio, in quanto nessuna operazione di verbalizzazione si era tenuta nel corso dei lavori, né era prevista la tenuta di un “brogliaccio” dell’Assemblea.
Infatti, ciò che rende illegittima la decisione della C.E.C. di ammettere la lista presentata dal sig. °°, è, come detto, la esistenza della oggettiva incertezza sulla titolarità della carica di Segretario nazionale del Partito.
Il notaio che ha redatto l’atto e che ha attestato di essere certo delle “qualità personali” del delegante On.le De Michelis, non ha fornito alcuna prova di tale qualità e, precisamente, della sua titolarità di Segretario del Partito e ciò sia perché tale attestazione non rientra in quelle appena previste quale oggetto di prova da parte di un atto pubblico, a mente dell’art. 2700 cod.civ. cit., e sia perché tale giudizio, presupponendo una valutazione di merito su un fatto giuridicamente rilevante quale la tenuta del V° Congresso del Partito, si è già visto quali limiti incontra ed a quali garanzie è sottoposto. Ne consegue che non ha alcun valore la suddetta attestazione riportata nell’atto di autenticazione della delega dell’On.le De Michelis alla presentazione della lista da parte del sig. °°.
In tal senso, quest’ultimo ricorso, in quanto fondato per le ragioni esposte sopra, è già da solo sufficiente a condurre all’annullamento dell’ammissione della lista presentata dal sig. °°; tuttavia, è necessario esaminare egualmente la questione della legittimazione a ricorrere nei giudizi 3049/05 e 103/06 perché, alla stregua dei ben noti e pacifici principi processuali in materia (cfr. ex multis Cons. Stato IV, 14 novembre 1994, n. 896; Cons. di Stato, IV, 25 marzo 1999, n. 339), ciascun ricorso, seppure riunito, conserva la propria distinzione ed autonomia.
Per tutte queste ragioni, dunque, va affermata la legittimazione dell’On.le Craxi a proporre i ricorsi in esame avverso l’ammissione della lista del sig. °° alle competizioni elettorali della Città di Messina.
Possono adesso esaminarsi le altre censure sollevate nei ricorsi nr. 100/06 e 124/06 nei confronti della proclamazione degli eletti, in quanto avvenuta senza la partecipazione della lista del sig. °° alle consultazioni.
Sotto altro profilo, si consideri che la vicenda odierna dimostra come sia necessario poter approntare una tutela cautelare immediata ante proclamazione degli eletti, ai fini del buon andamento delle stesse competizioni elettorali. Senza la misura cautelare, l’accoglimento del ricorso avverso l’ammissione della lista del sig. °°, che nel frattempo avrebbe partecipato alle elezioni, avrebbe comunque comportato l’annullamento di queste ultime anche se la suddetta lista non avesse raggiunto alcun risultato utile, atteso il concreto interesse alla sua esclusione che, come si è visto prima, è stato fatto valere in giudizio.
– i ricorsi nr. 3049/2005 con i relativi motivi aggiunti, 103/06 e 110/06 sono fondati e come tali vanno accolti, annullando i provvedimenti impugnati;