Source: http://notaitriveneto.it/dettaglio-massime-triveneto-18-societa-di-persone.html
Timestamp: 2019-05-20 18:53:58+00:00
Document Index: 124098837

Matched Legal Cases: ['art. 111', 'art. 1369', 'art. 2247', 'art. 2195', 'art. 29', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1']

Società di persone | Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie
:: lunedì 20 maggio 2019 ore 18:53
O. Società di persone > Società di persone
O.A.1 - (AMMINISTRAZIONE NON AFFIDATA AD UNA PERSONA FISICA 1° pubbl. 9/04) Una società, tanto di capitali quanto di persone, socia di una società di persone può essere legittimamente nominata amministratore di quest’ultima. In tal caso il soggetto amministratore è l’ente società di capitali o di persone socia e non una persona da questa indicata.
O.A.2 - (PARTECIPAZIONE DI ASSOCIAZIONI O FONDAZIONI IN SOCIETÀ DI PERSONE - 1° pubbl. 9/04) È ammessa la partecipazione di una fondazione o di una associazione, aventi o no personalità giuridica, in una società di persone.
O.A.3 - (APPLICABILITÀ DELL’ART.111TER DISP.ATT.C.C. ALLE SOCIETÀ DI PERSONE - 1° pubbl. 9/04) L’art. 111ter delle disposizioni di attuazione del c.c. si applica a tutti i tipi di società, quindi anche alle società di persone che nei patti sociali abbiano recepito detta normativa.
O.A.4 - (APPOSIZIONE DI UN TERMINE O DI UNA CONDIZIONE AD UN ATTO DI CONFERIMENTO ??\" 1° pubbl. 9/06) E’ legittimo apporre ad un atto di conferimento in una società di persone un termine iniziale o una condizione sospensiva.
O.A.5 - (CLAUSOLA DI RECESSO PARZIALE - AMMISSIBILITA’ - 1° pubbl. 09/06) E’ legittimo prevedere nei patti sociali di società di persone una clausola che ammette, ed eventualmente disciplina, il recesso parziale.
O.A.6 - (DETERMINAZIONE CONVENZIONALE DEI CRITERI DI RIPARTIZIONE DELL’ATTIVO DI LIQUIDAZIONE IN DEROGA ALL’ART. 2282, COMMA 1, C.C. – 1° pubbl. 9/10)
Ai soci è consentito, con l’introduzione nel contratto sociale di una clausola programmatica, di determinare liberamente i criteri di ripartizione dell’attivo di liquidazione, purché ciò avvenga all’unanimità e sia rispettato il divieto del patto leonino. Si ritiene tuttavia che dal verificarsi di una causa di scioglimento in poi tale facoltà non sia più consentita, poiché da tale momento è entrato nel patrimonio individuale di ogni singolo socio il diritto di credito alla ripartizione dell’attivo secondo i criteri precedentemente fissati. Per poter ottenere dunque la ripartizione dell’attivo di liquidazione in maniera difforme rispetto ai criteri di contratto vigenti al momento del verificarsi di una causa di scioglimento sarà necessario attuare gli opportuni negozi traslativi dei diritti di credito vantati dai singoli soci utilizzando uno degli schemi consentiti dall’ordinamento (donazione, vendita, rinuncia, ecc.).
O.A.7 – (FORMA DELLA DECISONE DI SCIOGLIMENTO ANTICIPATO – 1° pubbl. 9/13 – motivato 9/13)
O.A.8 - (FATTI E ATTI MODIFICATIVI DELLA COMPAGINE SOCIALE E LORO ISCRIZIONE NEL REGISTRO DELLE IMPRESE - 1° pubbl. 9/14).
O.A.9 - (INSUSSISTENZA DELL’OBBLIGO DI ADEGUARE LE CLAUSOLE DEGLI ORIGINARI PATTI SOCIALI ALLE MODIFICHE INTERCORSE - 1° pubbl. 9/14)
O.A.10 - (LEGITTIMITA’ DELLA NOMINA DEI LIQUIDATORI A TEMPO DETERMINATO - 1° pubbl. 9/14)
O.A.11 - (AMMISSIBILITA’ DI SOCIETA’ SEMPLICI AVENTI AD OGGETTO LA GESTIONE DI IMMOBILI, MOBILI REGISTRATI E PARTECIPAZIONI SOCIALI – 1° pubbl. 9/16)
Si ritiene legittima la costituzione di società semplici che abbiano quale oggetto sociale: “l’attività di gestione di immobili, mobili registrati e partecipazioni sociali”, senz’altro aggiungere.
In tal caso, infatti, ai sensi dell’art. 1369 c.c; detto oggetto, per quanto astrattamente ampio, non può che essere inteso come limitato a quanto consentito alle società semplici dal combinato disposto degli artt. 2247, 2248 e 2249, commi 1 e 2, c.c., cioè all’esercizio in comune di un’attività economica non commerciale allo scopo di divederne gli utili (vedi orientamento G.A.10).
Così limitata, l’attività di gestione di beni:
a) integra la causa tipica del contratto di società prevista dall’art. 2247 c.c.;
b) si differenzia dalla comunione di godimento in quanto, imprimendo un vincolo “produttivo/economico” ai beni gestiti, li sottrae all’uso diretto e personale da parte dei soci e li rende da essi inalienabili e indisponibili, in maniera incompatibile con le regole della comunione dettate dagli artt. 1102 e 1103 c.c.;
c) non può essere svolta in maniera industriale ai sensi dell’art. 2195 c.c..
Che le società semplici possano legittimamente avere ad oggetto la gestione di beni è confermato dalla circostanza che le disposizioni contenute nell’art. 29 della L. 49/1997; nell’art. 3, comma 7, della L. 448/2001; nell’art. 1, commi 111-117, della L. 296/2006; nell’art. 1, comma 129, della L. 244/2007; nell’art. 1, comma 115, della L. 208/2015, postulando la legittimità della trasformazione di una società commerciale in una società semplice di mera gestione, evidenziano come il legislatore, a distanza di tempo e con una scelta di sistema, abbia ritenuto conforme all’ordinamento che le società semplici svolgano tale attività.