Source: http://www.al.camcom.gov.it/Page/t08/view_html?idp=784
Timestamp: 2020-04-07 13:46:25+00:00
Document Index: 133205346

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 19', 'art. 85']

Camera di commercio di Alessandria - Commercio all'ingrosso
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- D. Lgs. 31.03.1998, n. 114;
- L. reg. Piemonte 12.11.1999, n. 28;
- deliberazione della Giunta regionale del Piemonte n. 42-29532 del 01.03.2000;
- deliberazione della Giunta regionale del Piemonte n. 43-29533 del 01.03.2000;
- deliberazione del 12.10.2000 della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome;
- D.Lgs. 26.03.2010, n.59;
- D.Lgs. 06.08.2012, n.147;
- circolari varie;
- circolare MISE n. 3656/C del 12.09.2012.
Per attività di commercio al dettaglio si intende l’attività svolta da chiunque professionalmente acquista merci in nome e per conto proprio e le rivende, su aree private in sede fissa o mediante altre forme di distribuzione, direttamente al consumatore finale.
Per commercio su aree pubbliche si intende l’attività di vendita di merci al dettaglio e la somministrazione di alimenti e bevande effettuate sulle aree pubbliche, comprese quelle del demanio marittimo o sulle aree private delle quali il Comune abbia la disponibilità, attrezzate o meno, coperte o scoperte.
Per commercio elettronico si intende l'attività di vendita effettuata tramite Internet; Si distingue in commercio elettronico all'ingrosso e commercio elettronico al dettaglio ( vedere definizioni precedenti).
Restano escluse dall’applicazione della normativa sul commercio le attività di vendita svolte dai farmacisti, dai rivenditori di generi di monopolio, dalle associazioni di produttori ortofrutticoli, dai produttori agricoli singoli o associati; gli artigiani che vendono i beni di propria produzione nei locali di produzione, i pescatori e cacciatori e le loro associazioni; le vendite di carburanti e di oli minerali, la vendita dei beni del fallimento e le vendite delle proprie opere d’arte.
L’attività commerciale fa riferimento a due settori merceologici: alimentare e non alimentare. I requisiti richiesti per lo svolgimento dell’attività sono gli stessi, per ogni forma di vendita. Tuttavia competente per il commercio al minuto e su aree pubbliche è il Comune in cui è svolta l’attività, a cui è quindi necessario rivolgersi per ogni informazione.
La presente nota si riferisce al solo commercio all’ingrosso, in quanto il controllo del possesso dei requisiti richiesti dalla legge compete all’ufficio Registro Imprese.
Con l'entrata in vigore dell'articolo 9 del D.lgs. 147/2012 l'esercizio dell'attivita' di commercio all'ingrosso del settore alimentare e' subordinato esclusivamente al possesso dei requisiti di onorabilita' di cui all'articolo71, comma 1, del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59.
Requisiti per l’impresa
L’impresa deve denunciare l’inizio dell’attività di commercio all’ingrosso al Registro delle Imprese della provincia dove è svolta l’attività stessa.
L’albo dei commissionari, mandatari e astatori dei prodotti ortofrutticoli, carnei ed ittici è soppresso.
Non possono esercitare l'attività commerciale di vendita e di somministrazione coloro che:
b) hanno riportato una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, per il quale è prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni, sempre che sia stata applicata in concreto una pena superiore al minimo edittale;
c) hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna a pena detentiva per uno dei delitti di cui al libro II, titolo VIII, capo II del codice penale (delitti contro l’industria e il commercio) ovvero per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione;
d) hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro l'igiene e la sanità pubblica, compresi i delitti di cui al libro II, titolo VI, capo II del codice penale (delitti di comune pericolo mediante frode);
e) hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, due o più condanne, nel quinquennio precedente all’inizio dell’esercizio dell’attività, per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti, previsti da leggi speciali;
Il divieto di esercizio dell’attività, ai sensi del comma 1, lettera b), c), d), e) ed f), permane per la durata di cinque anni a decorrere dal giorno in cui la pena è stata scontata. Qualora la pena si sia estinta in altro modo, il termine di cinque anni decorre dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza, salvo riabilitazione.
In caso di impresa individuale i requisiti di onorabilità devono esssere posseduti dal titolare.
In caso di società, associazioni od organismi collettivi i requisiti morali di cui ai commi 1 e 2 devono essere posseduti dal legale rappresentante, da altra persona preposta all'attività commerciale e da tutti i soggetti individuati dall'articolo 2, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252. In caso di impresa individuale i requisiti di cui ai commi 1 e 2 devono essere posseduti dal titolare e dall'eventuale altra persona preposta all'attività commerciale.
E’ stato eliminato il divieto di esercizio congiunto nello stesso locale del commercio all'ingrosso e del commercio al dettaglio (art. 8 comma 2 lettera c decreto legislativo 147/2012).
Quelli previsti per il Registro Imprese.
Dal 1° maggio 2018 l’esercizio dell’attività è consentito previa presentazione di una segnalazione certificata di inizio attività ai sensi dell’art. 19 della Legge 241/1990 e s.m.i. al Registro delle Imprese o al SUAP competente.
Ciò per effetto della Riforma Madia (D.Lgs. 222/2016) la cui tabella A, costituente allegato a tale norma cui si fa rimando per ulteriori approfondimenti e chiarimenti, specifica i vari regimi amministrativi previsti per il presente procedimento.
La modulistica da utilizzare è quella unificata e standardizzata approvata con la D.G.R. 13-6679 del 29/03/2018.
Segnalazione certificata di inizio attività di commercio all'ingrosso
Dal 14 febbraio 2013, a seguito dell'entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 218 del 15/11/2012, che abroga il D.P.R. n. 252 del 3/6/1998, non sono più rilasciati i certificati del Registro Imprese recanti il nullaosta antimafia. La competenza in materia di documentazione antimafia resta in capo alle Prefetture. Pertanto la non sussistenza di una delle cause di decadenza, sospensione o divieto previste dalla normativa, deve essere autocertificata, da parte dei soggetti indicati all’art. 85 del D. Lgs. 06/09/2011 n. 159, mediante la compilazione della “Dichiarazione sul possesso dei requisiti da parte degli altri soggetti – Allegato A” incluso nella comunicazione per l’avvio di attività di commercio all’ingrosso.
L´ufficio Registro Imprese procede all’iscrizione della denuncia o istanza entro 5 giorni dalla data di presentazione della pratica telematica o su supporto informatico. Provvede successivamente alla verifica dei requisiti morali. I termini decorrono soltanto dal momento in cui la pratica, presentata in modo corretto, è completa di tutta la documentazione necessaria.
I corsi professionali per il commercio al dettaglio nel settore alimentare e per la somministrazione di alimenti e bevande vengono organizzati, per la provincia di Alessandria, da:
- Associazione Commercianti – via Modena 29 – tel. 0131 314800;
- Confesercenti – via Cardinal Massaia 2° - tel. 0131 232623.
L’esame al termine del corso si sostiene presso la Camera di Commercio.