Source: https://www.brocardi.it/codice-di-procedura-penale/libro-quarto/titolo-ii/capo-i/art316.html
Timestamp: 2019-11-19 23:59:44+00:00
Document Index: 94116087

Matched Legal Cases: ['art. 316', 'art. 3', 'art. 316', 'art. 316', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 316', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 318', 'art. 318', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 316', 'sentenza ', 'art. 316', 'art. 27', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 316', 'art. 317', 'sentenza ', 'art. 316', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 316', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 218', 'art. 26', 'sentenza ', 'art. 316', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 316', 'art. 319', 'art. 606', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 75', 'art. 75', 'sentenza ', 'art. 652', 'sentenza ', 'art. 317', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 320']

Art. 316 codice di procedura penale - Presupposti ed effetti del provvedimento - Brocardi.it
Tu sei qui: Fonti > Codice di procedura penale > LIBRO QUARTO - Misure cautelari > Titolo II - Misure cautelari reali > Capo I - Sequestro conservativo > Articolo 316
Dispositivo dell'art. 316 Codice di procedura penale
1. Se vi è fondata ragione di ritenere che manchino o si disperdano le garanzie per il pagamento della pena pecuniaria, delle spese di procedimento e di ogni altra somma dovuta all'erariodello Stato [535, 592, 691, 692, 694] (1), il pubblico ministero (2), in ogni stato e grado del processo di merito, chiede il sequestro conservativo [c.p.c. 671; c.p.p. 262 2] dei beni mobili o immobili dell'imputato o delle somme o cose a lui dovute, nei limiti in cui la legge ne consente il pignoramento [514-516].
1-bis. Quando procede per il delitto di omicidio commesso contro il coniuge, anche legalmente separato o divorziato, contro l'altra parte dell'unione civile, anche se l'unione civile è cessata, o contro la persona che è o è stata legata da relazione affettiva e stabile convivenza, il pubblico ministero rileva la presenza di figli della vittima minorenni o maggiorenni economicamente non autosufficienti e, in ogni stato e grado del procedimento, chiede il sequestro conservativo dei beni di cui al comma 1, a garanzia del risarcimento dei danni civili subiti dai figli delle vittime. (3)
2. Se vi è fondata ragione di ritenere che manchino o si disperdano le garanzie delle obbligazioni civili derivanti dal reato [c.p. 185], la parte civile può chiedere il sequestro conservativo dei beni dell'imputato o del responsabile civile, secondo quanto previsto dal comma 1.
(1) La valutazione di tali garanzie deve rifarsi a concreti e specifici elementi riguardanti da un lato l'entità del credito e la natura del bene oggetto di sequestro, dall'altro circostanze sintomatiche di un possibile depauperamento del patrimonio del debitore.
(2) La richiesta del Pubblico Ministero riguarda solo le cosiddette spese di giustizia ovvero quelle relative alle pene pecuniarie, alle spese del procedimento e alle spese di mantenimento in carcere, non potendo agire per le somme dovute a titolo di risarcimento danno in favore della parte civile e della persona offesa non costituitasi.
(3) Comma inserito dall'art. 3, L. 11/01/2018, n. 4 con decorrenza dal 16/02/2018.
Spiegazione dell'art. 316 Codice di procedura penale
Una valutazione di merito relativa alla mancanza di tali garanzie non è invece necessaria nelle ipotesi di cui al comma 1 bis, in cui il giudice deve solamente rilevare la presenza di figli minorenni o maggiorenni non autosufficienti economicamente e disporre il sequestro conservativo, a garanzia del risarcimento nei loro confronti da parte della persona legata affettivamente alla persona uccisa (non per omicidio colposo).
Ovviamente il sequestro conservativo non è stato ideato dal legislatore solamente per tutelare gli interessi pubblici, ma anche e soprattutto gli interessi dei danneggiati dal reato. La parte costituitasi parte civile può infatti chiedere il sequestro conservativo alle stesse condizioni di cui al comma 1, in questo caso anche nei confronti del responsabile civile.
Il sequestro conservativo è sempre richiesto dal pubblico ministero e disposto dal giudice procedente in ogni stato e grado del processo e giova anche alla parte civile rimasta inerte.
I crediti godono del privilegio di cui agli artt. 2745 e ss..
Massime relative all'art. 316 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 14637/2018
In tema di sequestro conservativo dei beni dell'imputato richiesto dalla parte civile, ai fini del "periculum in mora" occorre valutare esclusivamente la garanzia patrimoniale del destinatario del provvedimento cautelare, mentre non rileva la eventuale garanzia patrimoniale offerta dal responsabile civile, la cui condanna alla restituzione ed al risarcimento del danno è solo eventuale e in solido, a condizione che venga riconosciuta la sua responsabilità.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 14637 del 30 marzo 2018)
Cass. pen. n. 39524/2016
Il sequestro conservativo va disposto sulla base di un giudizio prognostico negativo in ordine alla conservazione delle garanzie patrimoniali del debitore, essendo irrilevante che le stesse possano essere disperse per effetto dell'attività di quest'ultimo o per ragioni indipendenti dalla sua condotta e dovendo essere valutate in senso negativo anche le operazioni che rendano semplicemente più difficile il recupero del credito.
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 39524 del 23 settembre 2016)
Cass. pen. n. 14065/2015
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 14065 del 7 aprile 2015)
Cass. pen. n. 51147/2014
In sede di riesame di provvedimento che dispone il sequestro conservativo, la proponibilità della questione relativa alla sussistenza del "fumus" del reato è preclusa se sia stato disposto il rinvio a giudizio del soggetto interessato ma non anche quando vi sia la sola richiesta di rinvio a giudizio, poiché quest'ultima è atto della pubblica accusa, mentre la "ratio" della preclusione è collegata ad una valutazione del giudice sulla idoneità e sufficienza degli elementi acquisiti per sostenere l'accusa in giudizio.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 51147 del 9 dicembre 2014)
Cass. pen. n. 44809/2013
Il sequestro conservativo va disposto sulla base di un giudizio prognostico negativo in ordine alla conservazione delle garanzie patrimoniali del debitore, essendo, invece, irrilevante che le stesse possano essere disperse per effetto dell'attività del debitore ovvero possano venire a mancare per ragioni indipendenti dalla sua condotta.
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 44809 del 6 novembre 2013)
Cass. pen. n. 11291/2010
Ricorre il "periculum in mora", presupposto del sequestro conservativo, se il rischio di perdita delle garanzie del credito sia apprezzabile in relazione a concreti e specifici elementi riguardanti, da un lato, l'entità del credito e la natura del bene oggetto del sequestro e, dall'altro, la situazione di possibile depauperamento del patrimonio del debitore da porsi in relazione con la composizione del patrimonio, con la capacità reddituale e con l'atteggiamento in concreto assunto dal debitore medesimo.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 11291 del 24 marzo 2010)
Cass. pen. n. 10057/2010
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 10057 del 11 marzo 2010)
Cass. pen. n. 43246/2008
Il "periculum in mora" ai fini dell'adozione del sequestro conservativo può essere integrato anche dalla condizione di inadeguatezza del patrimonio dell'imputato rispetto all'ammontare delle pretese creditorie, indipendentemente da un depauperamento allo stesso ascrivibile.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 43246 del 19 novembre 2008)
Cass. pen. n. 45947/2005
Non è configurabile la nullità del sequestro conservativo che sia stato disposto, su richiesta della parte civile, senza il parere del P.M.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 45947 del 19 dicembre 2005)
Tra i crediti a garanzia dei quali il pubblico ministero può chiedere, ai sensi dell'art. 316, comma 1, c.p.p., il sequestro conservativo dei beni dell'imputato non possono comprendersi quelli di natura risarcitoria spettanti, come tali, non allo Stato-ordinamento ma allo Stato-amministrazione, dovendosi invece ritenere che, con riguardo ad essi, la richiesta di applicazione della suddetta misura cautelare possa essere avanzata soltanto dall'amministrazione competente, se ed in quanto costituitasi parte civile (principio affermato, nella specie, con riguardo a crediti per tributi evasi, sovrattasse e interessi di mora, nascenti in favore dell'amministrazione finanziaria dall'avvenuta commissione di reati tributari).
Cass. pen. n. 598/2004
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 598 del 13 gennaio 2004)
Cass. pen. n. 34623/2002
(Cassazione penale, Sez. Unite, sentenza n. 34623 del 16 ottobre 2002)
Cass. pen. n. 41210/2001
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 41210 del 19 novembre 2001)
Cass. pen. n. 2686/2000
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 2686 del 12 giugno 2000)
Cass. pen. n. 1706/1998
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 1706 del 28 settembre 1998)
Cass. pen. n. 2425/1998
Il sequestro conservativo può legittimamente essere disposto dopo la richiesta di rinvio a giudizio da parte del pubblico ministero e prima del decreto di rinvio a giudizio da parte del giudice per le indagini preliminari, posto che il processo si instaura con la detta richiesta.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 2425 del 9 settembre 1998)
Cass. pen. n. 1778/1998
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 1778 del 9 settembre 1998)
Cass. pen. n. 1930/1998
Deve ritenersi inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse il ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del tribunale di rigetto della richiesta di sequestro conservativo sui beni dell'imputato se nelle more del procedimento la sentenza che ha riconosciuto il diritto dell'istante al risarcimento dei danni sia divenuta definitiva, perché con il passaggio in giudicato della decisione viene a cessare il periculum in mora e, di conseguenza, la possibilità di adottare provvedimenti cautelari. Le stesse ragioni inducono a ritenere l'irrilevanza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 318 c.p.p., nella parte in cui non prevede alcun mezzo di impugnazione, per contrasto con gli artt. 3 e 24 Cost.
In tema di sequestro conservativo la legge prevede solamente, ai sensi dell'art. 318 c.p.p., la richiesta di riesame avverso l'ordinanza applicativa, ma non prevede alcun mezzo di impugnazione nei confronti del provvedimento di diniego di tale sequestro, con la conseguenza che deve dichiararsi inammissibile il ricorso per cassazione, stante il principio della tassatività dei mezzi di gravame.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 1930 del 24 giugno 1998)
Cass. pen. n. 426/1998
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 426 del 17 febbraio 1998)
Cass. pen. n. 1770/1997
In tema di sequestro conservativo, la sostituzione del custode dei beni sequestrati rientra nei poteri del giudice penale che procede, fino a quando nell'ambito del procedimento penale non sia stata definitivamente accertata o esclusa la sussistenza del credito a tutela del quale è stata disposta la misura cautelare reale. L'intervento del giudice civile, invece, è previsto solo nel momento in cui, divenuta irrevocabile la sentenza di condanna, il sequestro conservativo si converte in pignoramento e prende avvio l'esecuzione forzata sui beni secondo le norme del codice di procedura civile.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 1770 del 24 aprile 1997)
Cass. pen. n. 3148/1996
Il provvedimento di sequestro preventivo di un immobile non può essere trascritto nei registri immobiliari; tale formalità, infatti, esula dalle previsioni normative che disciplinano l'istituto, mentre è prevista in tema di sequestro conservativo attese le sue peculiari finalità di conservazione del patrimonio dell'imputato a garanzia dei crediti indicati nell'art. 316 c.p.p.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 3148 del 10 dicembre 1996)
Cass. pen. n. 2931/1996
L'amministrazione finanziaria può chiedere il sequestro conservativo di cui all'art. 316 c.p.p. solo se per la violazione tributaria è aperto un procedimento penale e in esso l'amministrazione stessa si sia costituita parte civile; la competenza a disporre il sequestro spetta al giudice che procede per il reato; l'impugnazione contro il predetto sequestro conservativo è quella prevista negli artt. 318 e 324 c.p.p., cioè la richiesta di riesame presso il tribunale del capoluogo della provincia nella quale ha sede l'ufficio che ha emesso il provvedimento di sequestro. L'amministrazione finanziaria può chiedere l'ipoteca legale o il sequestro conservativo mobiliare di cui alla legge 7 gennaio 1929, n. 4 solo sulla base del processo verbale di constatazione di una violazione tributaria, indipendentemente dalla pendenza di un processo penale e dalla costituzione di parte civile; la competenza ad autorizzare le predette misure spetta al presidente del tribunale competente secondo le regole del codice di procedura civile; l'impugnazione contro dette misure è prodotta davanti al giudice civile. Pertanto, se, pur in pendenza di procedimento penale, sono stati disposti ipoteca legale e sequestro conservativo ai sensi della legge speciale, competente per l'impugnazione è sempre il giudice civile; se, invece, in presenza dei relativi presupposti, è stato disposto sequestro conservativo ai sensi del codice di procedura, penale vigente, competente a conoscere dell'impugnazione è sempre il tribunale designato per il riesame a norma dello stesso codice. (Nella specie la S.C. ha osservato che la disposizione di cui al n. 2 dell'art. 27 cpv. legge n. 4 del 1929, con cui si prevedeva la competenza del tribunale penale ordinario e il rito dell'incidente di esecuzione per le ipotesi di illeciti tributari penali, non è più applicabile per le violazioni commesse dopo l'entrata in vigore del nuovo codice di rito).
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 2931 del 1 ottobre 1996)
Cass. pen. n. 2890/1996
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 2890 del 7 agosto 1996)
Cass. pen. n. 995/1996
È legittimo il provvedimento di sequestro conservativo emesso su richiesta del P.M. di un quinto dello stipendio spettante ad un dipendente pubblico a garanzia delle somme dovute all'erario a titolo di risarcimento del danno. L'art. 316 c.p.p. riconosce infatti all'Erario una sorta di tutela anticipata attribuendo al P.M. il potere di chiedere, una volta esercitata l'azione penale, il sequestro anche prima ed indipendentemente dal fatto che l'amministrazione dello Stato si sia costituita parte civile.
È legittimo il sequestro conservativo adottato dopo la richiesta di rinvio a giudizio e prima dell'udienza preliminare dal momento che con la richiesta si conclude la fase delle indagini preliminari e si instaura il rapporto processuale tra le parti. Competente ad assumere il provvedimento è il Gip, quale giudice che procede ai sensi dell'art. 317 comma 1 c.p.p.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 995 del 11 giugno 1996)
In tema di sequestro conservativo, poiché deve ritenersi che l'ordinamento processuale vigente non prevede la revoca di tale misura cautelare reale, è abnorme l'ordinanza con la quale il tribunale si pronuncia nel merito sull'appello avverso il provvedimento del giudice per le indagini preliminari reiettivo dell'istanza di revoca del sequestro conservativo. Ne consegue che una simile decisione (nella specie, di rigetto) deve essere annullata senza rinvio dalla Corte di cassazione, adita su ricorso dell'interessato.
Cass. pen. n. 2128/1996
Ai sensi dell'art. 316 c.p.p., presupposto indispensabile del sequestro conservativo è il periculum in mora, che ricorre quando esiste una fondata ragione che lasci desumere la mancanza o la dispersione delle garanzie del credito. Ne consegue che la valutazione del rischio potenziale di perdita delle garanzie del credito deve essere ancorata a concreti e specifici elementi riguardanti da un lato l'entità del credito e la natura del bene oggetto del sequestro, e dall'altro la situazione di possibile depauperamento del patrimonio del debitore da porsi in ulteriore relazione con la composizione del patrimonio stesso, con la capacità reddittuale e con l'atteggiamento in concreto assunto dal debitore medesimo. (Fattispecie relativa ad annullamento di ordinanza con la quale il tribunale del riesame aveva confermato il disposto sequestro conservativo, fondando il proprio giudizio, relativo alla sussistenza del periculum in mora, solo sul rischio di dispersione delle garanzie connesso alla natura del bene oggetto del sequestro — titoli e libretto di risparmio — senza fare alcun cenno alla situazione patrimoniale dell'imputato ed al suo comportamento in concreto assunto).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 2128 del 24 aprile 1996)
Cass. pen. n. 4950/1995
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 4950 del 30 dicembre 1995)
Cass. pen. n. 3421/1995
Il pubblico ministero può richiedere il sequestro conservativo solo a garanzia delle cosiddette spese di giustizia, non anche a tutela delle obbligazioni civili a favore dello Stato. (Nella specie, relativa ad annullamento con rinvio, l'amministrazione finanziaria non si era costituita né poteva più costituirsi parte civile nel processo penale, e tuttavia il tribunale del riesame aveva ritenuto che il sequestro chiesto dal pubblico ministero si estendesse anche a garanzia delle obbligazioni tributarie e risarcitorie nascenti dal reato a favore della stessa amministrazione finanziaria. La Suprema Corte ha osservato che il tribunale del riesame non poteva confermare il sequestro nella considerazione che esisteva il pericolo che l'imputato, alienando l'immobile di sua proprietà, disperdesse le garanzie per il pagamento dei tributi evasi; doveva invece accertare se, trattandosi di sequestro attivato dal pubblico ministero, esisteva il presupposto del periculum in relazione al pagamento delle sole spese di giustizia concretamente ipotizzabili).
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 3421 del 24 novembre 1995)
Cass. pen. n. 4081/1995
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 4081 del 23 novembre 1995)
Cass. pen. n. 2615/1995
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 2615 del 13 settembre 1995)
Cass. pen. n. 1467/1995
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 1467 del 7 luglio 1995)
Cass. pen. n. 4316/1994
Come si desume dall'art. 316, comma 2, c.p.p., il sequestro conservativo può essere legittimamente disposto sul bene di un terzo solamente quando questi acquisti la veste di responsabile civile, in relazione ad un'obbligazione civile nascente da reato e sempre che sia stata proposta la relativa azione civile in sede penale nei confronti del detto responsabile, con citazione dello stesso nel processo penale.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 4316 del 29 novembre 1994)
Cass. pen. n. 2620/1994
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 2620 del 1 settembre 1994)
Cass. pen. n. 707/1994
In tema di sequestro conservativo, il periculum in mora va valutato, oltre che con riguardo all'entità del credito del richiedente, anche con riferimento ad una situazione almeno potenziale, desunta da elementi certi ed univoci, di depauperamento del patrimonio del debitore, da porsi in ulteriore relazione con la composizione del patrimonio stesso, con la capacità reddituale e con l'atteggiamento in concreto assunto dal debitore medesimo. (Fattispecie relativa ad annullamento di ordinanza di rigetto della richiesta di revoca del disposto sequestro conservativo che aveva ravvisato il periculum in mora nella sproporzione tra l'aggressione risarcitoria e le modeste disponibilità economiche dell'imputato il quale, vivendo dei proventi di attività lavorativa dipendente, non offriva garanzie di solvibilità, anche perché i beni della temuta sottrazione consistevano solo nella sua casa di abitazione).
In tema di sequestro conservativo, l'accertamento giudiziale del fumus boni iuris va operato in concreto, avendo riguardo non alla sola pendenza del procedimento penale e alla sussistenza della imputazione, quindi all'astratta configurabilità del diritto di credito del richiedente, ma anche a tutti gli altri elementi già acquisiti, al monento della pronuncia della misura cautelare reale.
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 707 del 24 giugno 1994)
Cass. pen. n. 1391/1994
In tema di violazioni finanziarie costituenti pure reato, la discrezionalità plurima dell'illecito consente l'applicazione dei due concorrenti istituti: quello dell'ipoteca legale, da parte del presidente del tribunale e su istanza dell'intendente di finanza, a garanzia delle obbligazioni tributarie nascenti dall'illecito, e quello del sequestro conservativo, in corso di procedimento penale, nei casi e per le finalità previsti dal codice di rito. Ciò perché l'art. 218 coord. c.p.p. ha abrogato le norme sull'ipoteca legale in relazione ai soli illeciti di natura penale, mentre per quelli di natura finanziaria nulla ha innovato, lasciando che sia ancora applicabile l'istituto dell'ipoteca legale previsto dall'art. 26 L. 7 gennaio 1929, n. 4. L'ipoteca legale soddisfa, dunque, attualmente soltanto esigenze tributarie ed è estranea al procedimento penale, sicché — autorizzatone l'iscrizione da parte del presidente del tribunale — può essere impugnata esclusivamente davanti al giudice civile.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 1391 del 14 giugno 1994)
Cass. pen. n. 368/1994
Il sequestro conservativo, secondo quanto è previsto dall'art. 316, comma 1, c.p.p., non può essere disposto nella fase delle indagini preliminari, ma soltanto nel processo di merito. È legittimo il sequestro conservativo adottato dopo la richiesta di rinvio a giudizio da parte del P.M. e prima del decreto di rinvio a giudizio da parte del giudice per le indagini preliminari. Ciò in quanto il rapporto processuale tra le parti, e quindi il processo, si instaura con la richiesta di rinvio a giudizio da parte del P.M.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 368 del 22 marzo 1994)
Cass. pen. n. 886/1994
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 886 del 17 marzo 1994)
Cass. pen. n. 3197/1994
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 3197 del 4 febbraio 1994)
Cass. pen. n. 5601/1994
L'art. 316, comma primo, c.p.p. riconosce all'Erario dello Stato, per la qualità pubblicistica degli interessi che vi fanno capo, una sorta di tutela anticipata attribuendo al P.M. il potere di chiedere, esercitata l'azione penale ed ancor prima che l'Erario stesso si costituisca parte civile, il sequestro conservativo a garanzia di ogni somma a questo dovuta; in particolare la locuzione “ogni altra somma” che figura nella norma citata ha, in senso letterale e logico-sistematico, una portata generalizzata, comprensiva anche delle obbligazioni di carattere restitutorio e o risarcitorio nei confronti dell'Erario a carico dell'imputato.
Per ottenere il sequestro conservativo non è richiesta la determinatezza attuale dell'importo delle somme da garantire, essendo insita nella misura la determinabilità “ sub specie” del presumibile ammontare da indicare con criterio di approssimazione, oltre che al fine di ritenere proporzionata o meno l'eventuale offerta di cauzione sostitutiva (art. 319 c.p.p.), per giustificare l'entità dei beni da sottoporre a vincolo e quindi per potersi esercitare il sindacato di legittimità sulla motivazione del provvedimento (art. 606 comma primo, lett. e), in relazione agli artt. 125 comma terzo e 316 c.p.p.).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 5601 del 3 febbraio 1994)
Cass. pen. n. 1468/1993
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 1468 del 23 febbraio 1993)
relative all'articolo 316 Codice di procedura penale
Norma di riferimento: Articolo 316 Codice proc. penale - Presupposti ed effetti del provvedimento | Quesito Q201820351
B. G. chiede
giovedì 18/01/2018 - Veneto
Sono a porvi il seguente quesito :
In fase di udienza preliminare la parte civile , dopo essersi regolarmente costituita, ha chiesto la conversione del sequestro preventivo in sequestro conservativo, il giudice l'ha concesso.
Ora la parte civile è costretta fare una causa di merito entro 60gg e uscire dal processo penale,
o il sequestro conservativo ottenuto è automaticamente valido nella costituzione di parte civile nel processo penale?
e nella seconda ipotesi ,cosa potrebbe succedere se il processo penale si conclude con :
- sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione.
- sentenza di assoluzione piena
- sentenza di condanna anche generica.
Ai sensi degli artt. 316 e seguenti del codice di procedura penale, il sequestro conservativo è una misura cautelare reale che consiste nel sequestro di alcuni beni dell’imputato o del responsabile civile; in particolare, il sequestro conservativo può essere richiesto dal PM oppure, qualora vi sia fondata ragione di ritenere che manchino o possano disperdersi le garanzie delle obbligazioni civili derivanti dal reato, dalla parte civile costituita nel processo penale.
Da quanto Lei ha scritto, nel caso in oggetto, la misura cautelare del sequestro conservativo è stata richiesta (sotto forma di conversione) dalla parte civile, regolarmente costituita nel processo penale; ai sensi dell’art. 75 c.p.p., infatti, il soggetto danneggiato dal reato, può esercitare le proprie ragioni risarcitorie o in sede penale, per mezzo della costituzione di parte civile, o in sede civile.
Essendosi Lei costituita parte civile nel processo penale, ed avendo chiesto ed ottenuto la conversione della misura del sequestro preventivo in sequestro conservativo, non è assolutamente obbligatorio per Lei, instaurare un’azione di merito (civile) per il risarcimento del danno derivante da reato; l’art. 75 c.p.p., infatti, permette ma non impone la possibilità di spostare l’azione risarcitoria iniziata nel processo penale, in sede civile; in questo caso, tuttavia, qualora Lei decidesse di spostare l’azione risarcitoria in sede civile, abbandonando contestualmente il processo penale, il procedimento civile resterà sospeso fino alla sentenza (irrevocabile) penale che, ai sensi dell’art. 652 c.p.p., sarà vincolante per il giudice civile.
Per rispondere, dunque, al suo primo quesito, non è obbligata ad instaurare un’azione civile per il risarcimento del danno derivante da reato, ben potendo continuare ad esercitare la pretesa risarcitoria in sede penale.
Rispetto al secondo quesito da Lei posto, ai sensi degli artt. 317 e 320 c.p.p., il sequestro conservativo avrà diversa sorte a seconda che la sentenza, una volta divenuta irrevocabile, assuma la forma di sentenza di non luogo a procedere, di proscioglimento o di condanna.
Ai sensi dell’art. 317 c.p.p., infatti, qualora sia pronunciata sentenza di non luogo a procedere o di proscioglimento, una volta divenuta irrevocabile, il sequestro conservativo perderà efficacia ed il PM ordinerà la cancellazione della trascrizione di sequestro dai registri immobiliari.
Qualora, invece, fosse pronunciata sentenza irrevocabile di condanna, ai sensi dell’art. 320 c.p.p., il sequestro conservativo si convertirà in pignoramento ed avrà inizio l’azione esecutiva volta alla vendita dei beni oggetto del sequestro; con il prezzo ricavato dalla vendita dei beni sequestrati, saranno pagati, nell’ordine, le somme dovute alla parte civile a titolo di risarcimento del danno e di spese processuali, le pene pecuniarie, le spese di procedimento ed ogni altra somma dovuta allo Stato.