Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/codice_procedura_civile/819-ter
Timestamp: 2019-06-19 01:35:16+00:00
Document Index: 166502407

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'sentenza ', 'art. 2476', 'art. 24', 'art. 50', 'art. 819', 'art. 22', 'sentenza ', 'art. 27', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 279', 'art. 819']

Art. 819-bis
Art. 819-ter
Rapporti tra arbitri e autorità giudiziaria (1)
I. La competenza degli arbitri non è esclusa dalla pendenza della stessa causa davanti al giudice, né dalla connessione tra la controversia ad essi deferita ed una causa pendente davanti al giudice. La sentenza, con la quale il giudice afferma o nega la propria competenza in relazione a una convenzione d'arbitrato, è impugnabile a norma degli articoli 42 e 43. L'eccezione di incompetenza del giudice in ragione della convenzione di arbitrato deve essere proposta, a pena di decadenza, nella comparsa di risposta. La mancata proposizione dell'eccezione esclude la competenza arbitrale limitatamente alla controversia decisa in quel giudizio.
II. Nei rapporti tra arbitrato e processo non si applicano regole corrispondenti agli articoli 44, 45, 48, 50 e 295.
III. In pendenza del procedimento arbitrale non possono essere proposte domande giudiziali aventi ad oggetto l'invalidità o inefficacia della convenzione d'arbitrato.
Intermediazione finanziaria – ‘Bond’ argentini – Procedimento arbitrale intrapreso in forza dell’accordo ratificato in Italia con l. n. 334 del 1993 – Procedimento civile risarcitorio promosso nei confronti dell’intermediario – Compatibilità – Sussistenza – Ragioni.
Non è improponibile l'azione intrapresa dall'investitore italiano nei confronti della banca intermediaria nell'acquisto di "bond" argentini, e fondata sulla nullità, l'annullamento o la risoluzione per inadempimento, del contratto di intermediazione finanziaria, oppure sulla responsabilità risarcitoria dell'intermediario in conseguenza degli obblighi che ad esso fanno carico, per effetto della mera pendenza del giudizio arbitrale, precedentemente intrapreso dall'investitore innanzi all'"International Centre for the Settlement of Investiment Disputes" (ICSID), ai sensi dell'art. 8, comma 4, della l. n. 334 del 1993, di ratifica dell'Accordo di Buenos Aires tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica argentina del 22 maggio 1990, perché le due azioni si differenziano riguardo ai soggetti, al "petitum" ed alla "causa petendi". (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 14 Novembre 2018, n. 29354. Segue...
La Corte di cassazione può rilevare d'ufficio una causa di inammissibilità dell'appello che il giudice di merito non abbia riscontrato, con conseguente cassazione senza rinvio della sentenza di secondo grado, non potendosi riconoscere al gravame inammissibilmente spiegato alcuna efficacia conservativa del processo di impugnazione. (Nella specie, il giudice d'appello aveva rigettato nel merito il gravame, nonostante il tribunale avesse declinato la propria competenza in relazione alla clausola di compromissione in arbitri contenuta nello statuto della società, di cui le parti erano socie, e la pronuncia fosse perciò impugnabile soltanto col regolamento di competenza). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 19 Ottobre 2018, n. 26525. Segue...
Regolamento di competenza – Competenza arbitrale – Azione di impugnazione del bilancio e diritti indisponibili – Azione di responsabilità degli organi sociali e diritti disponibili.
L'attività degli arbitri ha natura giurisdizionale e sostitutiva della funzione del giudice ordinario, sicchè lo stabilire se una controversia spetti alla cognizione dei primi o del secondo si configura come questione di competenza.
Le regole di verità, chiarezza e precisione del bilancio di società non solo sono imperative, ma, essendo dettate, oltre che a tutela dell'interesse di ciascun socio ad essere informato dell'andamento della gestione societaria al termine di ogni esercizio, anche dell'affidamento di tutti i soggetti che con la società entrano in rapporto, i quali hanno diritto a conoscere la situazione patrimoniale e finanziaria dell'ente, trascendono l'interesse del singolo ed attengono, pertanto, a diritti indisponibili.
L'azione di responsabilità nei confronti dei componenti degli organi sociali investe diritti patrimoniali disponibili, come si evince dall'esserne espressamente ammessa la rinunciabilità e la transigibilità e dunque, nulla osta alla sua arbitrabilità, neppure laddove, essa ai sensi dell'art. 2476 c.c., comma 3, sia promossa dal socio. (Gianni Tognoni) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 06 Novembre 2017, n. 26300. Segue...
Arbitrato – Eccezione di compromesso – Inammissibilità.
L’eccezione di nullità della clausola compromissoria, sollevata da quella stessa parte che ne chiedeva l’applicazione dinanzi al giudice togato, è contraria al generale principio di correttezza e buona fede e non può essere ammissibile, dovendosi ritenere non meritevole di tutela l’interesse di una parte a paralizzare il giudizio in rito. (Fabrizio M. Prandi) (riproduzione riservata) Lodo Arbitrale Genova, 08 Settembre 2014. Segue...
Arbitrato e compromesso – Rapporti tra arbitrato e processo – Effetti sostanziali della domanda – Conservazione..
E’ incostituzionale l’articolo 819-ter, secondo comma, del codice di procedura civile, nella parte in cui esclude l’applicabilità, ai rapporti tra arbitrato e processo, di regole corrispondenti all’articolo 50 del codice di procedura civile, con particolare riferimento a quella diretta a conservare gli effetti sostanziali e processuali prodotti dalla domanda proposta davanti al giudice o all’arbitro incompetenti, la cui necessità ai sensi dell’art. 24 Cost. sembra porsi alla stessa maniera, tanto se la parte abbia errato nello scegliere tra giudice ordinario e giudice speciale, quanto se essa abbia sbagliato nello scegliere tra giudice e arbitro. La norma censurata, non consentendo l’applicabilità dell’art. 50 cod. proc. civ., impedisce che la causa possa proseguire davanti all’arbitro o al giudice competenti e, conseguentemente, preclude la conservazione degli effetti processuali e sostanziali della domanda. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Corte Costituzionale, 19 Luglio 2013, n. 223. Segue...
Arbitrato - Rapporti tra arbitri e autorità giudiziaria - Questione di competenza in relazione ad una convenzione di arbitrato - Regolamento di competenza - Applicazione a sentenze pronunciate successivamente al 2 marzo 2006.
Arbitrato - Di riferibilità della controversia agli arbitri - Questione di merito.
Arbitrato - Interpretazione della clausola compromissoria - Giudizio di risoluzione del contratto per inadempimento promosso avanti al giudice ordinario - Affermazione contenuta nella motivazione relativa alla deferebilità della controversia agli arbitri - Giudicato implicito..
La disposizione di cui art. 819 ter c.p.c., nel nuovo testo introdotto dall’art. 22 D.Lgs. n. 40/06 allo scopo di porre fine alle incertezze ed ai contrasti giurisprudenziali avutisi sulla materia, secondo cui “la sentenza con la quale il giudice afferma o nega la propria competenza in relazione ad una convenzione di arbitrato è impugnabile a norma degli artt. 42 e 43” c.p.c., trova applicazione soltanto in relazione a sentenze pronunziate con riferimento a procedimenti arbitrali iniziati successivamente alla data del 2 marzo 2006, disponendo in tal senso, con formulazione letterale inequivoca, la norma transitoria dettata dall’art. 27, comma 4, dell’anzidetto D.Lgs. e dovendosi, pertanto, escludere che l’operatività della nuova disciplina possa ancorarsi a momenti diversi, quale quello dell’inizio del giudizio avanti il giudice ordinario, nel quale si pone la questione di deferibilità agli arbitri della controversia, ovvero quello della data di pubblicazione della sentenza del medesimo giudice che risolve la questione di competenza.
Costituisce questione di merito - e non di giurisdizione o di competenza - la deduzione della non deferibilità della controversia agli arbitri, in quanto riguarda la validità o l’interpretazione del compromesso o della clausola compromissoria.
L'affermazione contenuta nella motivazione di una sentenza divenuta definitiva che decida in ordine ad un'azione di risoluzione del contratto per inadempimento e di annullamento del medesimo per conflitto di interessi secondo la quale la competenza a decidere sulla domanda di annullamento del contratto e sulle domande direttamente consequenziali spetta agli arbitri in forza della clausola compromissoria contenuta nel contratto, costituisce giudicato quanto meno implicito sulla questione se spetti o meno agli arbitri anche la decisione delle controversie afferenti le eccezioni di nullità o invalidità della clausola medesima. Appello Milano, 28 Settembre 2011. Segue...
Declaratoria del giudice di incompetenza a favore degli arbitri – Art. 819-ter c.p.c. – Forma della pronuncia – Legge 69/2009 – Sentenza – Sussiste. (21/09/2010).
I rapporti tra giudice statale e giudice privato (arbitro), anche dopo la novella del 2006 vanno inquadrati come questione di giurisdizione: ne consegue che la “sentenza con la quale il giudice afferma o nega la propria competenza in relazione ad una convenzione di arbitrato” non è altro che una pronuncia di difetto di giurisdizione mascherata; donde l’inesplicabilità di effetti della L. n. 69/09, che in nulla ha innovato sul difetto di giurisdizione che, ai sensi dell’art. 279 co. 1, codice procedura civile, va dichiarato con sentenza. In conclusione, la pronuncia con cui il giudice dichiara il proprio difetto di competenza in favore dell’arbitro, ex art. 819-ter codice procedura civile, deve rivestire la forma della “sentenza”. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Lamezia Terme, 22 Giugno 2010. Segue...