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Timestamp: 2016-10-28 21:35:29+00:00
Document Index: 9959174

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'arto 21', 'art. 24', 'art. 2', 'art. 31']

Agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie: lo stato dell'arte REGISTRAZIONE GRATUITA
Agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie: lo stato dell'arte a cura di: AteneoWeb S.r.l.
a cura di Studio Chirico
Il numero crescente di domande presentate negli ultimi anni per fruire della detrazione d'impo-sta ai fini IRPEF e l'esigenza di favorire ulteriormente l'emersione di sacche di lavoro "nero" nel comparto edilizio, hanno determinato la decisione di prorogare gli incentivi fiscali per i lavori di recupero del patrimonio edilizio. Tali incentivi riguardano sia le imposte dirette, con la detrazione IRPEF 36%, sia l'IVA, con l'applicazione di un'aliquota agevolata al 10%. Analizziamo le due norme nel dettaglio.
DETRAZIONE IRPEF DEL 36 PER CENTO L'art. 1-bis del Decreto Legge 24/06/2003 n. 147, convertito dalla Legge 1/08/2003 n. 200, proroga le agevolazioni tributarie a favore degli interventi di ristrutturazione edilizia fino al 31 dicembre 2003, anziché il 30 settembre 2003 come inizialmente previsto dall'art. 2, comma 5, della Legge 31 dicembre 2002 n. 289 (finanziaria 2003).
Possono beneficiare dell'agevolazione, oltre ai proprietari, anche tutti i titolari di diritti reali e i familiari conviventi dei possessori o detentori degli immobili oggetto degli interventi, purché ne sostengano le spese, le fatture e i bonifici siano loro intestati e la condizione di conviventi o comodatari sussista al momento dell'invio della comunicazione di inizio lavori (sono considerati familiari il coniuge, i parenti entro il terzo grado, gli affini entro il secondo).
I contribuenti hanno la possibilità di detrarre dall'Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche il 36% delle spese sostenute, entro il 31 dicembre 2003, per la ristrutturazione di case di abitazione e parti comuni di edifici residenziali situati nel territorio dello Stato, fino ad un limite massimo di spesa di 48.000 euro. La detrazione varrà con la dichiarazione presentata nel 2004 e, salvo casi particolari (contribuenti di età superiore a 75 anni), andrà ripartita in dieci rate annuali di pari importo. Il beneficio spetta per ogni immobile sul quale vengono eseguiti i lavori e per ogni singolo intervento. Se i lavori eseguiti nel corso del 2003 consistono nella prosecuzione di interventi iniziati prima del 1° gennaio 2003 (ma successivamente al 1° gennaio 1998), ai fini della determinazione del limite massimo di spesa occorre tenere conto anche delle spese sostenute negli anni precedenti. In particolare, la detrazione del 36% riguarda le spese sostenute per eseguire gli interventi di manutenzione straordinaria, le opere di restauro e risanamento conservativo e i lavori di ristrutturazione edilizia per i singoli appartamenti e per gli immobili condominiali. Gli interventi di manutenzione ordinaria sono ammessi all'agevolazione solo se riguardano parti comuni di edifici residenziali.
Sono pure ammessi al beneficio della detrazione gli interventi finalizzati alla:
.	realizzazione o acquisto di box e posti auto;
.	eliminazione di barriere architettoniche ;
.	conseguimento di risparmi energetici, cablatura di edifici, contenimento dell'inquinamento acustico;
.	adozione di misure di sicurezza statica e prevenzione di atti illeciti;
.	esecuzione di opere interne o finalizzate a prevenire infortuni domestici;
.	interventi di bonifica dell'amianto.
Per fruire della detrazione i contribuenti devono:
1.	prima dell'inizio dei lavori inviare, a mezzo raccomandata, la comunicazione di inizio lavori, redatta su apposito modello, al seguente indirizzo:
Via Rio Sparto 21 - 65100 Pescara
2.	sempre prima dell'inizio dei lavori, inviare una comunicazione con raccomandata A.R. all'Azienda Sanitaria Locale competente per territorio indicando, oltre alla data di inizio e alla tipologia dei lavori, le imprese esecutrici, attestando che queste sono in regola con l'adempi-mento degli obblighi in materia di contributi previdenziali e di sicurezza sul lavoro;
3.	pagare le spese detraibili esclusivamente tramite bonifico bancario.
Il mancato rispetto degli adempimenti sopra elencati, determina la decadenza dal beneficio.
IVA RIDOTTA 10 PER CENTO L'art. 24 del D.L. 29/09/2003 n. 269 ha ulteriormente prorogato, dal 30 settembre 2003 (come precedentemente previsto dall'art. 2, comma 6, della L. 289/2002) fino al 31 dicembre 2003, l'ali-quota Iva ridotta del 10% per le prestazioni aventi ad oggetto il recupero del patrimonio edilizio di cui all'art. 31, primo comma, lettere a), b), c) e d) della legge 457/1978. Si tratta degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia realizzate su fabbricati a prevalente destinazione abitativa.
L'applicazione dell'aliquota agevolata si riferisce alla prestazione di servizi intesa nel suo complesso e si estende, quindi, anche alle forniture delle materie prime e semilavorate e agli altri beni necessari per i lavori, a condizione che:
.	non vengano forniti da un soggetto diverso da quello che esegue la prestazione o non vengano acquistati direttamente dal committente dei lavori;
.	tali beni non costituiscano una parte significativa del valore delle cessioni effettuate nel quadro dell'intervento. Per i beni che costituiscono una parte significativa di detto valore, l'aliquota ridotta si applica solo fino a concorrenza della differenza tra il valore complessivo dell'intervento di recupero e quello dei beni stessi (per l'esatta elencazione dei beni di "valore significativo" vedasi il Decreto Ministeriale 29 dicembre 1999).
Quando la fornitura comprende beni cosiddetti di "valore significativo", all'atto della fatturazione occorre indicare distintamente la parte del valore dei beni cui è applicabile l'aliquota ridotta e l'eventuale parte soggetta invece all'aliquota del 20%.
L'aliquota del 10% si applica alle operazioni fatturate fino al 31 dicembre 2003, a prescindere dalla data di inizio dei lavori o della loro conclusione.
L'aliquota agevolata non può applicarsi alle:
.	prestazioni professionali, anche se inerenti agli interventi di recupero edilizio;
.	prestazioni di servizi rese in esecuzione di subappalti. Clicca QUI per accedere allo speciale pubblicato nella sezione Speciale "Edilizia, immobili & Fisco".
Vi ricordiamo che per chiarire tutti gli aspetti della riforma Biagi è disponibile sul nostro sito internet, anche un nuovo servizio di RISPOSTA A QUESITI (clicca QUI per accedere).
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