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Timestamp: 2016-10-28 18:12:15+00:00
Document Index: 18800516

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 47', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 8', 'art. 34', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 51', 'art. 2', 'art. 57', 'art. 18', 'art. 3', 'art. 24', 'art. 22', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 25', 'art. 9', 'art. 26', 'art. 22', 'art. 11', 'art. 35', 'art. 32', 'art. 11', 'art. 24']

⭐COMUNE DI BUTI Provincia di Pisa REGOLAMENTO PER L'APPLICAZIONE DELL'IMPOSTA SULLA PUBBLICITA' E PER IL SERVIZIO DELLE PUBBLICHE AFFISSIONI
COMUNE DI BUTI Provincia di Pisa REGOLAMENTO PER L'APPLICAZIONE DELL'IMPOSTA SULLA PUBBLICITA' E PER IL SERVIZIO DELLE PUBBLICHE AFFISSIONI
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1 COMUNE DI BUTI Provincia di Pisa REGOLAMENTO PER L'APPLICAZIONE DELL'IMPOSTA SULLA PUBBLICITA' E PER IL SERVIZIO DELLE PUBBLICHE AFFISSIONI ART. 1 OGGETTO Le norme che seguono disciplinano l'applicazione nel Comune di Buti dell'imposta di pubblicita' e l'effettuazione del servizio delle pubbliche affissioni, nell'ambito dei principi e delle norme contenute nei Capi I e II del D.Lgs. 15/11/1993 n. 507, in prosieguo denominato "Decreto 507". TITOLO I - TARIFFE ART. 2 CLASSIFICAZIONE DEL COMUNE 1. Nel territorio di questo Comune la cui popolazione residente al 31/12/92, quale risulta dai dati pubblicati dall'istituto Nazionale di Statistica, e' di n unita', si applicano, per la determinazione dell'imposta e dei diritti, le tariffe stabilite dal Decreto 507 per i Comuni classificati in classe V e gia' analiticamente indicate con deliberazione n. 4 del 18/01/ BIS. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle finanze, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, le tariffe in materia di imposta sulla pubblicita' e diritto sulle pubbliche affissioni possono essere adeguate, comunque non prima di due anni dalla data di entrata in vigore del D. Lgs. N. 507/ In deroga all art. 3 della Legge n. 212, le tariffe dell imposta sulla pubblicita e del diritto sulle pubbliche affissioni sono deliberate entro il 31 marzo di ogni anno e si applicano dal 1^ gennaio del medesimo anno. In caso di mancata adozione della deliberazione, si intendono prorogate di anno in anno. ART. 3 DEFINIZIONE DEI MEZZI PUBBLICITARI 1. Le definizioni dei mezzi pubblicitari contenute nell'art. 47 del Regolamento di esecuzione del nuovo codice della strada, approvato con Decreto del Presidente della Repubblica 16/12/1992 n. 495, sono fatte proprie in questo regolamento come riprodotte nei commi successivi. 2. E' da considerare "insegna" la scritta in caratteri alfanumerici, completata eventualmente da un simbolo o da un marchio realizzata e supportata con materiali di qualsiasi natura, installata nella sede dell'attivita' a cui si riferisce o nelle pertinenze accessorie alla stessa. Puo' essere luminosa sia per luce propria che per luce indiretta. 3. E' da qualificare "sorgente luminosa" qualsiasi corpo illuminante o insieme di corpi illuminanti che, diffondendo luce in modo puntiforme o lineare o planare, illumina aree, fabbricati, monumenti, manufatti di qualsiasi natura ed emergenze naturali. 4. Si definisce "cartello" quel manufatto bifacciale, supportato da una idonea struttura di sostegno, che e' finalizzato alla diffusione di messaggi pubblicitari o propagandistici sia direttamente, sia tramite sovrapposizione di altri elementi; esso e' utilizzabile in entrambe le facciate anche per immagini diverse. Puo' essere luminoso sia per luce propria che per luce indiretta.2 5. Si considera "manifesto" l'elemento realizzato in materiale di qualsiasi natura, privo di rigidezza, finalizzato alla diffusione di messaggi pubblicitari o propagandistici, posto in opera su strutture murarie o su altri supporti comunque diversi dai cartelli e dagli altri mezzi pubblicitari. Non puo' essere luminoso ne' per luce propria ne' per luce indiretta. 6. Si considera "striscione, locandina e stendardo" l'elemento bidimensionale realizzato in materiale di qualsiasi natura, privo di rigidezza, mancante di una superficie di appoggio o comunque non aderente alla stessa, finalizzato alla promozione pubblicitaria di manifestazioni o spettacoli. Puo' essere luminoso per luce indiretta. 7. E' da considerare "segno orizzontale reclamistico" la riproduzione sulla superficie stradale, con pellicole adesive, di scritte in caratteri alfanumerici, di simboli e di marchi, finalizzata alla diffusione di messaggi pubblicitari o propagandistici. 8. E' da qualificare "impianto di pubblicita' o propaganda" qualunque manufatto finalizzato alla propaganda sia di prodotti che di attivita' e non individuabile, secondo le definizioni precedenti, ne' come insegna, ne' come cartello, ne' come manifesto, ne' come segno orizzontale reclamistico. Puo' essere luminoso sia per luce propria che per luce indiretta. ART. 4 RIDUZIONE DELL'IMPOSTA 1. La riduzione della tariffa alla meta' per la pubblicita' imponibile, effettuata da comitati, associazioni, fondazioni o altri enti che non abbiano scopi di lucro, come previsto dall'art. 16 lett. a) del Decreto 507, compete quando i soggetti predetti non abbiano, quale oggetto esclusivo o principale, determinato in base all'atto costitutivo o in relazione alla situazione di fatto, l'esercizio di attivita' commerciali. 2. La concessione della riduzione della tariffa, prevista dalla lett. b) dell'art. 16 del decreto 507, e' subordinata alla presentazione di una comunicazione con la quale l'ente pubblico territoriale partecipante o patrocinante attesti tale sua qualifica in ordine all'oggetto dell'iniziativa pubblicitaria. ART. 5 PUBBLICITA' EFFETTUATA IN SPAZI OD AREE COMUNALI 1. Per la pubblicita' effettuata in spazi od aree di proprieta' o in godimento al Comune, oltre all'imposta, e' dovuto un canone di affitto o di concessione, la cui misura e' stabilita con provvedimento della Giunta Comunale in relazione alla centralita' ed importanza dello spazio od area utilizzata. 2. E' in ogni caso dovuta la tassa di occupazione spazi ed aree pubbliche secondo le norme di legge e regolamentari che la disciplinano, quando trattasi di spazi od aree del demanio o del patrimonio indisponibile comunale. TITOLO II - PUBBLICITA' ART. 6 AUTORIZZAZIONE PUBBLICITA' ORDINARIA 1. La collocazione degli strumenti pubblicitari indicati negli artt. 12 e 14 del Decreto 507, la variazione della loro superficie o della qualita' della pubblicita', deve essere esplicitamente autorizzata dal Comune a seguito di istanza presentata con riferimento alle modalita' ed i limiti indicati dal vigente Regolamento edilizio. 2. La dichiarazione obbligatoria prevista dall'art. 8 del Decreto 507 e' resa nel modello approntato dal Comune completo degli estremi dell'autorizzazione edilizia e della denominazione e indirizzo del soggetto che vende la merce o fornisce i servizi oggetto della pubblicita'.3 3. In caso di inadempimento agli obblighi stabiliti dal primo comma del presente articolo, ferma restando la validita' della dichiarazione ai fini tributari, indipendentemente dalle sanzioni applicabili in forza di altre disposizioni di legge e/o regolamenti, sono irrogate per ogni violazione le sanzioni indicate dal successivo art. 34. ART. 7 AUTORIZZAZIONI PUBBLICITA' CON VEICOLI E VARIA 1. Le forme pubblicitarie indicate negli artt. 13 e 15 del Decreto 507 sono soggette ad autorizzazione comunale, previa presentazione, almeno 15 giorni prima dell'inizio della pubblicita', di documentata istanza del titolare del mezzo pubblicitario, indicante il tipo, la misura, il luogo, la durata della pubblicita' che si intende effettuare e la denominazione e indirizzo del soggetto pubblicizzato. 2. L'autorizzazione e' da considerare intervenuta ove non sia stato comunicato al richiedente, entro il terzo giorno precedente quello iniziale indicato, specifico e motivato provvedimento negativo. 3. L'autorizzazione puo' essere negata soltanto per motivi di pubblico interesse, di natura estetica, panoramica e ambientale. ART. 8 MODALITA' DI APPLICAZIONE DELL'IMPOSTA 1. Le modalita' di applicazione dell'imposta sono quelle indicate nell'art. 7 del Decreto La norma contenuta nel comma 3 del citato art. 7 non e' applicabile quando i mezzi pubblicitari siano bifacciali per i quali le due superfici sono da considerare in modo autonomo e separato ai fini del calcolo dell'imposta. ART. 9 PUBBLICITA' LUNGO LE STRADE COMUNALI 1. Il posizionamento di cartelli e di altri mezzi pubblicitari fuori dai centri abitati, lungo ed in prossimita' delle strade comunali, come definite alla lett. D del 6^ comma dell'art. 2 del D.Lgs. 30/04/92 n. 285 e successive modificazioni, e' consentito nel rispetto delle distanze minime ed i divieti di cui all'art. 51 del regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada approvato con D.P.R. 16/12/92 n Lungo ed in particolare in prossimita' delle strade comunali, fuori e dentro i centri abitati, e' vietata, ai sensi dell'art. 51-1^ comma - del regolamento approvato con D.Lgs. 16/12/92 n. 495, l'affissione di manifesti come definiti dall'art. 4 dello stesso regolamento. 3. Entro i centri abitati tale affissione e' consentita a distanza di almeno due metri dal limite della carreggiata e sempre in presenza di marciapiede avente larghezza non minore ai due metri. ART. 10 PUBBLICITA' ENTRO I CENTRI ABITATI 1. Il posizionamento di cartelli e di altri mezzi pubblicitari entro i centri abitati, individuati come all'art. 3 del D.Lgs. 285/92, e' consentito nel rispetto dei divieti e delle distanze minime indicate nell'art. 51 del regolamento di esecuzione e di attuazione approvato con D.Lgs. n. 495/ La distanza dal limite della carreggiata e' di ml. 5 (cinque). 3. Limitatamente alle strade comunali di tipo E) ed F) ai sensi dell'art. 2 del D.Lgs. n. 285/92, e' consentita la concessione di deroghe alle distanze minime richiamate nel comma precedente nel rispetto delle esigenze di sicurezza della circolazione stradale e in presenza di ragioni di interesse generale e di ordine tecnico.4 Il provvedimento di autorizzazione in deroga e' assunto previo parere vincolante favorevole del comandante dei vigili urbani. 4. E' vietato l'uso sulle strade del centro storico dei segni orizzontali reclamistici. ART. 11 DISCIPLINA DELLA PUBBLICITA' SONORA 1. La pubblicita' sonora in forma fissa e ambulante, anche su veicoli, puo' essere effettuata soltanto durante gli orari di seguito indicati e, in ogni caso, con intervalli di almeno dieci minuti ogni venti minuti di pubblicita': DURANTE LA VIGENZA DELL'ORA LEGALE dalle ore 8,00 alle ore 13,00 dalle ore 16,00 alle ore 20,00 DURANTE L'ORA SOLARE dalle ore 8,00 alle ore 13,00 dalle ore 15,00 alle ore 19,00 2. E' altresi' sempre vietata a distanza minore di 200 metri da ospedali, cliniche, istituti geriatrici e, per le scuole di ogni ordine e grado, durante l'orario di lezione. ART. 12 PUBBLICITA' CON LANCIO DI MANIFESTINI ED OGGETTO 1. La pubblicita' mediante lancio di manifestini o altro materiale pubblicitario non puo' aver luogo nelle seguenti vie e piazze: - Piazza Garibaldi, Piazza Martiri della Liberta', Piazza della Chiesa, Largo Piavola. ART. 13 DIVIETO DI INTRALCIO ALLA CIRCOLAZIONE 1. Qualsiasi forma pubblicitaria che si avvalga di autoveicoli deve essere svolta in maniera e con velocita' tale da non provocare intralci o limitazioni alla circolazione dei veicoli ed a quella pedonale, con divieto di sostare in prossimita' di incroci stradali o impianti semaforici. ART. 14 PUBBLICITA' LUMINOSA SU VEICOLI 1. La pubblicita' luminosa su veicoli, purche' non intermittente e non realizzata mediante messaggi variabili, e' ammessa unicamente sui veicoli adibiti al servizio di taxi quando circolano entro i centri abitati, alle condizioni indicate nell'art. 57 del Regolamento al Codice della Strada approvato con D.P.R. 495/92. ART. 14 BIS PROROGA TERMINI DI VERSAMENTO ANNUALE DELLA TASSA 1. Nel caso di proroga legale del termine ordinario per l approvazione delle tariffe dell Imposta e prorogata automaticamente alla fine del mese successivo a tale termine la scadenza del relativo pagamento.5 TITOLO III - PUBBLICHE AFFISSIONI ART. 15 SERVIZIO OBBLIGATORIO 1. Il servizio delle pubbliche affissioni costituisce servizio obbligatorio per l'affissione, a cura del Comune, di manifesti di qualunque materiale contenenti comunicazioni aventi finalita' istituzionali e sociali o comunque prive di rilevanza economica. 2. Il servizio provvede altresi' all'affissione di messaggi diffusi nell'esercizio di attivita' economiche. ART. 16 TIPOLOGIA E QUANTITA' DEGLI IMPIANTI PUBBLICITARI 1. Gli impianti pubblicitari possono essere costituiti da: quadri in lamiera zincata con cornici in mezzotondo di ferro verniciato nelle misure adatte per ogni posizione; stendardi in ferro a una o due piantane nelle misure di m. 1 x 1,40; 2 x 2; 1,40; 1,40 x 2; tralicci in ferro polifacciali, con cimase in masonite verniciata, con lo stemma di questo Comune e la scritta in evidenza "servizio pubbliche affissioni". 2. La superficie degli impianti pubblicitari deve raggiungere entro il secondo anno solare successivo a quello di emanazione del presente regolamento, mq. 62 complessivi, misura rispettosa delle proporzioni e dei minimi indicati dal 3^ comma dell'art. 18 del Decreto La superficie totale degli impianti pubblicitari di cui al comma precedente e' da destinare, per il 75%, alle affissioni di natura commerciale, per il 20% alle affissioni di natura istituzionale, sociali o prive di rilevanza economica e per il 5% alla attribuzione a soggetti privati, comunque diversi dall'eventuale concessionario del servizio pubblico, per l'effettuazione di affissioni dirette. ART. 17 CRITERI PER LA REALIZZAZIONE DEL PIANO GENERALE DEGLI IMPIANTI 1. Il piano generale degli impianti pubblicitari e' redatto in conformita' ai seguenti criteri: 1) Ogni centro abitato, come definito nell'art. 3 del D.Lgs. 30/4/92 n. 285, esistente nel territorio comunale deve essere dotato di impianti pubblicitari destinati alle affissioni di comunicazioni istituzionali, sociali e comunque prive di rilevanza economica. 2) I centri abitati di cui sopra costituiti da non meno di cento fabbricati residenziali sono dotati anche di impianti pubblicitari per l'affissione di messaggi diffusi nell'esercizio dell'attivita' commerciale e, se del caso, di impianti da attribuire a soggetti privati, comunque diversi dall'eventuale concessionario del servizio, per l'effettuazione di affissioni dirette. 3) Le dotazioni dei centri abitati di cui ai precedenti nn. 1 e 2 diversi dal capoluogo sono fatte in misura proporzionale agli abitanti con arrotondamento all'unita' inferiore sulla base della superficie minima di cm. 70x100, rispettando, per quanto possibile, le percentuali indicate nell'articolo precedente. 4) Le dotazioni del capoluogo sono quelle risultanti dalla differenza fra il totale degli impianti previsti e quelli assegnati giusta i punti precedenti cosi' da garantire, nella sommatoria totale, il rispetto delle percentuali previste, da conteggiare considerando soltanto la superficie interna dell'impianto destinata ad essere ricoperta dall'affissione. 5) L'individuazione dell'allocazione di ciascun impianto pubblicitario e' fatta in planimetria di scala adeguata che consideri il capoluogo e gli altri centri abitati, indicando con opportuna simbologia: - gli impianti esistenti destinati alle affissioni non commerciali; - gli impianti esistenti destinati alle affisioni commerciali;6 - gli impianti esistenti destinati all'attribuzione per affissioni dirette; - gli impianti da collocare eventualmente entro il biennio successivo all'anno di approvazione di questo regolamento per raggiungere il totale complessivo e categoriale delle superfici indicate all'articolo precedente. La simbologia deve essere tale da evidenziare sempre il tipo, le dimensioni e la destinazione degli impianti di cui trattasi. 6) Nel caso di allargamento dei centri abitati per il realizzo di piani particolareggiati o lottizzazioni convenzionate le dotazioni di impianti pubblicitari dei centri stessi debbono essere verificate per l'eventuale adeguamento all'intervenuto incremento residenziale. 7) In ordine agli impianti esistenti, il piano provvede alla individuazione di quelli per i quali si rende necessaria la sostituzione e gli altri che necessitano di interventi manutentivi anche ai fini dell'estetica cittadina e della dignita' espositiva. La rilevazione e' accompagnata dai preventivi delle spese necessarie che possono essere eventualmente ripartite in piu' esercizi a seconda del loro ammontare. 8) Nel caso in cui il servizio sia dato in concessione, provvede alle sostituzioni e manutenzioni straordinarie di cui al punto 7) il concessionario stesso a sue spese, fermo restando che gli impianti nuovi divenghino di proprieta' del Comune dal loro primo utilizzo. 2. Il piano deve essere corredato da una relazione illustrativa, dotato del preventivo delle spese e dei tempi di realizzo. ART. 18 FINANZIAMENTO DEL PIANO 1. Il Consiglio Comunale nell'approvare il piano puo' vincolare al finanziamento delle spese necessarie per la sua realizzazione, una percentuale del gettito normale del provento dei diritti sulle pubbliche affissioni, in aggiunta ai proventi delle sanzioni amministrative vincolati per legge ai sensi della norma contenuta nel V comma dell'art. 24 del Decreto Nel bilancio preventivo sono evidenziati gli specifici stanziamenti. ART. 19 TIMBRATURA MANIFESTI 1. I manifesti affissi dovranno essere preventivamente contrassegnati in ogni copia a cura dell'ufficio Affissioni con speciale timbro portante, oltre all'indicazione dell'ufficio medesimo, anche la data di scadenza dell'affissione. ART. 20 ELENCO DELLE POSIZIONI 1. Come stabilito dal III comma dell'art. 22 del Decreto 507, l'elenco delle posizioni con i quantitativi dei manifesti affissi e', a richiesta, messo a disposizione del committente nello stesso giorno del completamento dell'esecuzione dell'affissione stessa. Il predetto elenco e' recapitato agli utenti a mezzo del servizio postale quando i medesimi, unitamente alla richiesta, consegnino apposita busta completa anche dell'affrancatura. ART. 21 MANTENIMENTO DELL'EFFICACIA DELLE AFFISSIONI 1. Per consentire il mantenimento dell'efficacia delle affissioni eseguite, i committenti potranno fornire, all'atto dell'invio o della presentazione della commissione, unitamente alla consegna dei manifesti nel numero per il quale si richiede l'affissione, anche una scorta di ricambio, a seconda della durata delle affissioni medesime. 2. I manifesti di scorta sono distrutti dopo almeno 7 giorni dalla scadenza del periodo di affissione.7 3. Nel caso che non si disponga della scorta predetta o essa sia esaurita l'ufficio, verificandosi l'esigenza della sostituzione dei manifesti affissi ne da' comunicazione al richiedente anche via fax nello stesso giorno in cui viene a conoscenza della loro asportazione totale o parziale. 4. La disponibilita' degli spazi di cui trattasi viene a cessare anticipatamente se l'interessato non comunica l'invio dei manifesti richiesti nei due giorni successivi. 5. Per quanto concerne la manutenzione dell'affissione durante l'intero periodo per il quale sono stati pagati i diritti relativi il Comune, oltre a quanto previsto nei comma precedenti, non assume alcuna responsabilita' per i danni eventualmente arrecati da terzi ai manifesti gia' affissi. ART. 22 PAGAMENTO DIRETTO 1. Il pagamento diretto dei diritti sulle pubbliche affissioni e' consentito soltanto per le affissioni di annunci mortuari. Il funzionario responsabile del servizio autorizza con proprio atto scritto il pagamento diretto anche dei diritti riferiti a tutti i tipi di affissione esclusivamente per il periodo in cui si abbia chiusura degli uffici postali per sciopero dichiarato. ART. 23 VERSAMENTO DELLE SOMME RISCOSSE DIRETTAMENTE 1. Il dipendente incaricato della riscossione diretta versa il totale delle somme riscosse nel conto corrente postale intestato al Comune nel primo giorno feriale successivo. 2. Nel caso di sciopero dei servizi postali il versamneto e' effettuato al tesoriere comunale. ART. 24 DOCUMENTI PER LA GESTIONE CONTABILE 1. L'ufficio o, nel caso di concessione, il concessionario e' tenuto ad istituire i seguenti documenti, ai sensi dell'art. 2 del Decreto del Ministero delle Finanze del 26/4/94: a) una serie di bollettari madre-figlia numerati progressivamente su base annuale e preventivamente bollati e vidimati dal Segretario Comunale da usare per i rimborsi di cui all'art comma 6 - del D.Lgs. n. 507/93, nonche' per ogni altro rimborso di imposta o diritto che devono contenere oltre al nominativo del contribuente ed alla causale del rimborso, la somma restituita distinta nelle sue componenti nonche' i dati identificativi della relativa attestazione di conto corrente o della bolletta di incasso; b) un elenco dei contribuenti che effettuano pubblicita' di durata annuale, nel quale devono essere annotati gli estremi identificativi delle attestazioni di pagamento nonche', nel caso di pagamento rateale, il numero delle rate convenute e gli estremi dei pagamenti successivi nonche' l'ubicazione, le dimensioni e le caratteristiche di ciascun mezzo pubblicitario; c) un registro cronologico degli avvisi di accertamento emessi nel quale devono essere annotati tutti gli elementi utili per la pronta identificazione dell'iter procedurale degli stessi (data di notifica, data dell'eventuale pagamento, estremi del provvedimento di sospensione se concessa, iscrizione nel ruolo, estremi e dispositivo della decisione di primo grado, ecc.); d) un registro delle riscossioni giornaliere distinte secondo le loro componenti, preventivamente vidimato dal Segretario Comunale; gli importi relativi ai rimborsi devono essere evidenziati in rosso; e) una serie di bollettari madre-figlia, numerati progressivamente su base annuale, preventivamente bollati e vidimati dal Segretario Comunale su ciascuno dei quali deve essere riportato il titolo delle somme riscosse giornalmente e, all'esaurimento dello stesso, il totale delle riscossioni da utilizzare qualora il Comune, nei casi8 previsti dall'art. 9 - comma 3 - del D.Lgs. n. 507/93, abbia consentito il pagamento diretto del diritto relativo ad affissioni non aventi carattere commerciale. Ciascuna bolletta deve contenere la chiara indicazione: - del nominativo del contribuente; - della causale del pagamento (durata, dimensione e numero dei manifesti); - della firma dell'incaricato della riscossione; f) un registro di carico dei bollettari di cui alle lettere a) ed e) preventivamente vidimato dal Segretario Comunale sul quale devono essere annotati i numeri di identificazione della prima ed ultima bolletta di ciascun singolo blocco. 2. Ogni eventuale correzione da apportare ai documenti indicati nei comma precedenti, deve essere effettuata in maniera tale da lasciare visibili i dati errati; in caso di errore nella compilazione della bolletta, questa deve essere annullata e non asportata o distrutta. 3. I documenti previsti nei comma precedenti possono essere sostituiti, nel caso di contabilita' meccanizzata, da stampati a modulo continuo, opportunamente predisposti e vidimati ove previsto, per soddisfare le caratteristiche richieste. ART. 25 ADEMPIMENTI DELL'UFFICIO 1. Oltre ai documenti previsti dall'art. 25, il Comune o il concessionario deve provvedere alla conservazione ordinata e cronologica dei seguenti atti: a) dichiarazioni e commissioni presentate dai contribuenti a norma degli articoli 8 e 19 del D.Lgs. n. 507/93, con la relativa attestazione di pagamento. Nei casi in cui e' consentito il pagamento diretto, su ciascuna delle commissioni deve essere annotato il numero del bollettario e della bolletta comprovante l'avvenuto pagamento del diritto; b) situazioni periodiche ed estratti conto a scalare del conto corrente postale di cui all'art. 9 - comma 2 - del D.Lgs. n. 507/93 riferite alle date del 31 marzo, 30 giugno, 30 settembre e 31 dicembre; c) situazioni dei versamenti effettuati al Comune da parte del concessionario e delle relative quietanze rilasciate dalla tesoreria comunale nei casi di gestione del servizio in concessione ai sensi dell'art comma 2 - del D.Lgs. n 507/ Entro venti giorni dalle scadenze trimestrali di cui all'art. 26 del D.Lgs. n. 507/93 il concessionario deve compilare - in duplice copia - situazioni riepilogative recanti il numero delle bollette emesse con i dati identificativi delle stesse (numeri progressivi, numero di blocco) ed il relativo importo distinto nelle sue componenti; la prima copia deve essere trasmessa, contestulmente al versamento di cui all'art comma 3 - del D.Lgs. n. 507/93, al Comune, la seconda copia viene trattenuta presso ogni gestione per l'esibizione richiesta degli organi competenti al controllo. 3. Il Comune o il concessionario deve trasmettere alla Direzione Centrale per la fiscalita' locale, entro il 31 marzo di ciascun anno, una situazione riepilogativa relativa all'anno precedente corredata dei dati dei singoli trimestri con annotati, nel caso di gestione in concessione, gli estermi dei versamenti alla Tesoreria Comunale. 4. La documentazione di cui agli articoli precedenti deve essere conservata presso la singola gestione a disposizione della Amministrazione Comunale interessata e degli organi competenti al controllo per la durata della concessione e, al termine della stessa, deve essere consegnata, nel termine di trenta giorni, al Comune che provvedera' a custodirla sino al compimento della prescrizione decennale, previa verifica e compilazione di un verbale di consegna. 5. Nelle gestioni dirette, detti documenti debbono essere conservati negli uffici preposti per dieci anni.9 ART. 26 SPOSTAMENTO DEGLI IMPIANTI 1. Il Comune, anche se il servizio e' gestito in concessione, si riserva la facolta' di disporre lo spostamento in altre posizioni dei quadri, cartelli, striscioni, stendardi ed altro materiale destinato alle pubbliche affissioni quando si abbiano situazioni di forza maggiore o per imprevedibili e dichiarate esigenze pubbliche. Chiunque, per lavori o altre cause, effettui rimozioni o spostamento di impianti, assumera' a proprio totale carico ogni onere conseguente ai danni arrecati agli stessi e alla loro messa a dimora nelle posizioni originarie o in quelle indicate dagli uffici competenti. ART. 27 ESECUZIONE DEL SERVIZIO 1. Le commissioni da eseguire con urgenza nello stesso giorno saranno accettate fino a mezz'ora precedente l'orario ordinario di chiusura antimeridiano e pomeridiano sempreche' preavvisate con almeno un'ora di anticipo in modo da poter disporre del personale necessario. Le commissioni da eseguire nel giorno seguente o in quelli successivi, compresi i festivi, saranno ritirate fino ad un'ora precedente a quella pomeridiana di chiusura dell'ufficio. I manifesti del Comune o di altre Autorita' e Pubbliche Amministrazioni saranno ritirate fino all'ora di chiusura dell'ufficio, salvo protrazione della stessa per i casi di estrema urgenza preceduti da opportuno preavviso. Gli annunci mortuari relativi a decessi avutisi nella giornata prefestiva o festiva possono essere affissi direttamente durante la giornata festiva dalle agenzie funebri o dai parenti del deceduto negli appositi spazi riservati a tale tipo di manifesti. Coloro che si avvalgono di tale facolta' debbono provvedere, nel primo giorno feriale successivo, a denunciare l'affissione all'ufficio comunale provvedendo al pagamento dei diritti dovuti con esclusione della maggiorazione di cui al comma 9 dell'art. 22 del Decreto 507. TITOLO IV - NORME GENERALI ART. 28 RESTITUZIONE RISCOSSIONI INDEBITE 1. Il contribuente puo' richiedere il rimborso della somma versata per il pagamento dell'imposta di affissione o dei diritti di affissione e non dovuti, con apposita istanza da consegnare al Comune entro due anni dal giorno in cui e' stato effettuato il pagamento ovvero da quello in cui e' stato definitivamente accertato il diritto al rimborso. Qualora l'istanza sia rimessa tramite il servizio postale con raccomandata, fa fede la data della ricevuta postale. 2. Spettano al contribuente gli interessi nella misura del 7% per ogni semestre compiuto a decorrere dalla data del pagamento indebito. 3. Il Comune provvede alla restituzione della somma non dovuta ed al contestuale pagamento degli interessi entro 90 giorni da quello in cui ha ricevuto l'istanza. 4. In sede di formazione del bilancio preventivo annuale, e' previsto un apposito stanziamento nella parte "spesa" per far fronte alla restituzione delle somme versate per il pagamento dell'imposta sulla pubblicita' o dei diritti sulle affissioni riconosciuto non dovuto e dei relativi interessi. 5. Qualora il servizio sia gestito in concessione provvede alla restituzione il concessionario che accredita al Comune l'ammontare dell'aggio eventualmente percepito sulle somme indebitamente riscosse. ART. 29 IL FUNZIONARIO RESPONSABILE10 1. In caso di gestione diretta del servizio il Segretario Comunale designa con proprio atto un responsabile di qualifica non inferiore alla VI al quale sono attribuiti per effetto dell'art. 11 del Decreto 507 i poteri di esercizio di ogni attivita' organizzativa e gestionale dell'imposta sulla pubblicita' e del diritto sulle pubbliche affissioni compresa la sottoscrizione delle richieste, gli avvisi, i provvedimenti di accertamento e rettifica e la disposizione dei rimborsi. Il Segretario provvede altresi' a quanto richiesto dal comma 2 dell'art. 35 del Decreto 507. Il Segretario designa altresi' su proposta del predetto responsabile, un dipendente di qualifica non inferiore alla VI appartenente all'ufficio tributi, per la sostituzione del responsabile in caso di assenza o impedimento. Il responsabile di cui al comma 1 redige ogni anno una relazione dettagliata dell'attivita' svolta dal suo ufficio che deve essere consegnata al Segretario entro il mese di gennaio successivo per essere inoltrata al Sindaco e presentata alla Giunta. ART. 30 GESTIONE IN CONCESSIONE 1. Il Consiglio Comunale, qualora lo ritenga piu' conveniente sotto il profilo economico e funzionale, puo' affidare in concessione il servizio ad uno dei soggetti iscritti all'albo previsto dall'art. 32 del Decreto 507. La durata della concessione e' di quattro anni. Nel caso di gestione in concessione tutte le imputazioni fatte all'ufficio in questo regolamento devono essere riversate sul concessionario mediante specifica norma del capitolato di concessione ed a lui spettano le funzioni ed i poteri di cui all'art. 11 del Decreto 507. L'ufficio tributario provvede a vigilare, anche per mezzo di ispezioni, sulla regolare gestione del servizio e sull'adempimento da parte del concessionario delle obbligazioni convenzionalmente assunte. ART. 31 SANZIONI 1. Per le violazioni alle disposizioni del presente regolamento si applicano le norme di cui all'art comma 2 - del Decreto 507/93. L'entita' di ogni sanzione, nei limiti minimo e massimo previsti dal citato secondo comma dell'art. 24, e' stabilita in via generale con atto della Giunta Comunale in relazione alla gravita' della violazione contemplata e della eventuale recidiva dell'autore della violazione. Vedere altro
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