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Timestamp: 2017-05-29 09:49:16+00:00
Document Index: 136384319

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 9', 'sentenza ', 'art. 57', 'DTF ', 'sentenza ', 'DTF ', '§ 2', 'DTF ', 'sentenza ', 'art. 84', 'art. 71', 'art. 90', 'art. 29', 'art. 9', 'art. 78', 'sentenza ', 'art. 78', 'art. 175', 'art. 78', '§ 10', 'art. 78', 'art. 78', 'art. 78', 'sentenza ', 'art. 90', 'DTF ']

4P.136/2006 (27.11.2006)
4P.136/2006 /biz
art. 9 e 29 cpv. 2 Cost. (procedura civile; apprezzamento delle prove),
Con il primo rimedio, fondato sulla violazione degli art. 9 e 29 cpv. 2 Cost., egli postula l'annullamento della sentenza impugnata.
Nella risposta del 14 agosto 2006 la banca B.________SA di Lugano ha proposto di respingere il gravame nella misura in cui è ammissibile, mentre l'autorità cantonale ha rinunciato a presentare osservazioni.
Giusta l'art. 57 cpv. 5 OG un ricorso di diritto pubblico viene trattato, in linea di principio, prima del parallelo ricorso per riforma. Nel caso in esame non v'è motivo di derogare alla regola.
2.1 In concreto, il ricorrente ha censurato le due motivazioni - senza invero distinguerle chiaramente l'una dall'altra - in entrambi i rimedi, con argomenti sostanzialmente identici.
2.2 In simili casi il Tribunale federale ha già avuto modo di precisare che i due rimedi non sono inammissibili per il motivo che il loro contenuto è identico; esso può tuttavia unicamente entrare nel merito dei gravami se, nonostante la commistione delle censure sollevate, la motivazione dei ricorsi appare sufficientemente chiara e adempie i requisiti legali. In altre parole, il Tribunale federale non esamina le censure che non possono essere chiaramente attribuite, sulla scorta delle esigenze legali riguardanti la loro motivazione, a uno dei due rimedi (DTF 118 IV 293 consid. 2a con rinvii).
Ai fini del giudizio sull'ammissibilità del ricorso di diritto pubblico occorre in primo luogo rilevare che la controversia verte sulla possibilità di riconoscere al ricorrente un interesse all'azione d'accertamento da lui introdotta il 4 giugno 2002.
3.1 L'esistenza di un interesse ad agire in giustizia è un presupposto generale e indiscusso di ogni procedimento. Secondo un'ormai consolidata giurisprudenza - che la Corte cantonale ha riepilogato al consid. 5 della sentenza impugnata - nella misura in cui tende a far constatare l'esistenza o l'inesistenza di un diritto o rapporto giuridico disciplinato da leggi federali, l'azione di accertamento è retta dall'ordinamento federale medesimo (DTF 131 III 319 consid. 3.5; cfr. anche Angelo Olgiati, Le norme generali per il procedimento civile nel Cantone Ticino, Zurigo 2000, § 2 pag. 23 seg.). Contro un giudizio su tale questione è pertanto proponibile il ricorso per riforma al Tribunale federale (DTF citato; cfr. anche sentenza del 26 maggio 2003 nella causa 4C.7/2003 consid. 5, pubblicata in Pra 2003 pag. 1160).
Ciò comporta, data la natura assolutamente sussidiaria del ricorso di diritto pubblico (art. 84 cpv. 2 OG), l'inammissibilità di tutti gli argomenti addotti nel ricorso di diritto pubblico contro la decisione del Tribunale d'appello di negare l'esistenza di un interesse degno di protezione all'inoltro dell'azione di accertamento, trattandosi di una questione concernente il diritto federale.
3.2 In ogni caso, il ricorrente, pur prevalendosi dell'arbitraria applicazione della norma processuale cantonale relativa all'azione di accertamento (art. 71 CPC/TI), nel suo allegato non si confronta minimamente con la giurisprudenza menzionata né tantomeno spiega - in contrasto con l'obbligo di motivazione a suo carico (art. 90 cpv. 1 lett. b OG) - per quale ragione, a suo modo di vedere, l'azione da lui introdotta sarebbe sottoposta al diritto cantonale invece che a quello federale. Va inoltre detto che nel quadro del parallelo ricorso per riforma egli ripropone gli stessi argomenti invocando la violazione del diritto federale.
Il gravame può per contro venir esaminato nella misura in cui, dolendosi della violazione del diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.) e del divieto dell'arbitrio nell'applicazione del diritto cantonale (art. 9 Cost.), il ricorrente critica la decisione della Corte ticinese di non tenere in nessuna considerazione la tesi secondo cui la cessione sarebbe fittizia, siccome evocata per la prima volta nell'allegato conclusionale, in contrasto con quanto prescritto dall'art. 78 CPC/TI.
4.1 Il ricorrente assevera che questo elemento sarebbe emerso solo in sede d'istruttoria, in occasione dell'audizione di uno dei direttori generali della controparte, il quale ha dichiarato: "Confermo che il conto X.________ continua ancora a presentare un saldo negativo, sul quale sono decorsi gli interessi".
"La questione del carattere fittizio della cessione" - spiega il ricorrente - "inficerebbe le tesi espresse dal Tribunale d'appello a sostegno della sentenza impugnata. In effetti, la banca sarebbe tuttora titolare del presunto credito nei confronti del ricorrente", con la conseguenza che il suo interesse all'accertamento dell'inesistenza del rapporto giuridico e del credito sarebbe innegabile.
4.2 Giusta l'art. 78 CPC/TI l'attore con la petizione e il convenuto con la risposta devono addurre, in una sola volta, i fatti, le domande, le eccezioni e le motivazioni di diritto; i mezzi di prova devono essere addotti unitamente ai fatti. Sono riservate la replica e la duplica secondo gli art. 175 e 176 CPC/TI.
L'art. 78 CPC/TI stabilisce il cosiddetto principio dell'eventualità, in base al quale alle parti incombe non solo l'onere di addurre tutto il substrato fattuale oltre alle domande e alle prove, ma anche quello di far valere tutti i mezzi di azione e di difesa entro una determinata fase del processo, trascorsa la quale non è di principio più possibile farne valere di nuovi. In altre parole, i litiganti devono far valere in una sola volta le loro ragioni d'ordine e di merito, anche quelle che intendono sostenere solamente nell'eventualità in cui si dimostrasse infondata la ragione fatta valere a titolo principale.
Il principio dell'eventualità rafforza gli effetti del principio attitatorio obbligando le parti non solo ad essere diligenti nell'addurre le loro ragioni, ma anche ad esserlo in una determinata fase processuale. Il limite temporale cui sottostanno le allegazioni delle parti ha lo scopo di attuare il contraddittorio: occorre infatti definire il momento nel quale la materia del contendere deve essere chiara e definitiva per le parti e per il giudice (cfr. Angelo Olgiati, op. cit., § 10 pag. 105-108).
4.3 In concreto, il ricorrente rimprovera alla Corte ticinese di aver applicato arbitrariamente l'art. 78 CPC/TI omettendo di tener conto dell'impossibilità di far valere nella fase iniziale del processo la tesi della cessione fittizia, essendo emerso solo in istruttoria che il conto X.________ continuava ancora a presentare un saldo negativo, sul quale decorrono gli interessi.
4.4 Si tratta di un'argomentazione speciosa. Il ricorrente dimentica che le risultanze istruttorie servono a dimostrare quanto asseverato negli allegati introduttivi e non a fornire nuovi argomenti. In ogni caso, nella fattispecie nulla impediva al ricorrente di addurre la natura fittizia rispettivamente strumentale della cessione già con gli allegati introduttivi di causa, conformemente a quanto prescritto dall'art. 78 CPC/TI, in modo da inserire questa affermazione fra quelle oggetto dell'istruttoria. Prova ne sia anche il fatto che, contrariamente a quanto lascia intendere nell'impugnativa presentata al Tribunale federale, nelle conclusioni di causa la sussistenza di un saldo negativo sul conto X.________ era solo l'ultimo dei numerosi argomenti che il ricorrente ha enunciato a sostegno del carattere abusivo della cessione.
Ne discende che, omettendo di considerare la tesi della cessione fittizia perché proposta per la prima volta con le conclusioni, la massima istanza ticinese ha applicato in maniera tutt'altro che insostenibile l'art. 78 cpv. 1 CPC/TI.
4.5 Alla luce di quanto appena esposto risulta evidente anche la pretestuosità del richiamo alla violazione del diritto di essere sentito nella forma del diritto ad esprimersi sulle risultanze probatorie. Il ricorrente cerca infatti di far passare per violazione del diritto di essere sentito la presentazione di un nuovo argomento con le conclusioni di causa, in contrasto con le norme di procedura applicabili.
Da ultimo, il ricorrente contesta siccome arbitrario l'accertamento contenuto nella sentenza impugnata secondo cui egli potrebbe, quanto meno tramite C.________Stiftung, che agisce secondo le sue istruzioni, azionare direttamente banca B.________Ltd. con una domanda condannatoria volta al pagamento della somma bloccata sul conto yyy.
5.1 Su questo punto il gravame non soddisfa le esigenze di motivazione poste dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, particolarmente rigorose qualora venga censurata la violazione del divieto dell'arbitrio (cfr. DTF 130 I 258 consid. 1.3 pag. 261 seg.). Il ricorrente si limita infatti a contrapporre il proprio parere a quello dei giudici cantonali senza nemmeno tentare di dimostrare il carattere arbitrario dell'accertamento, fondato sul doc. I, per cui egli è in grado di determinare l'agire della C.________Stiftung.
5.2 Sia come sia, tale accertamento non è arbitrario. Dalla lettura combinata del doc. F e del doc. I si evince infatti che è stato lo stesso ricorrente (e non la C.________Stiftung) a chiedere e ottenere, nel febbraio 2002, la chiusura parziale del conto yyy. Preso atto del rifiuto di sbloccare l'importo di Euro 426'082.46, la C.________Stiftung ha poi immediatamente presentato un reclamo ad ambedue le banche chiedendo di liberare la nota somma.
In simili circostanze, la conclusione dei giudici ticinesi circa l'influenza che il ricorrente esercita sulla fondazione è senz'altro sostenibile.
Da tutto quanto esposto discende che, nella misura in cui è ammissibile, il ricorso deve venire respinto siccome infondato.
La tassa di giustizia di fr. 8'000.-- è posta a carico del ricorrente, il quale rifonderà all'opponente fr. 9'000.-- per ripetibili della sede federale.