Source: https://www.formazioneavvocati.org/index.php/2016/07/?GetComments=1
Timestamp: 2019-12-15 18:14:32+00:00
Document Index: 14657777

Matched Legal Cases: ['art. 1117', 'art. 1102', 'art. 1139', 'art. 1102', 'art. 1117', 'art. 1117', 'art. 1117', 'art. 1129']

Luglio 2016 | Formazioneavvocati
Titolo: La riforma di condominio (2 casi)
Scadenza: 29-06-17
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Commenti positivi (20):
il corso in materia di diritto condominiale è di particolare utilità pratica per la formazione professionale continua degli avvocati, in quanto svolge una funzione di raccordo tra le conoscenze teoriche e la disamina di un caso concreto, seppur simulato.
chiarro e semplice
molto utile, bene concepito lo schema che vede norme accompagnate da casi pratici.
è stato molto utile per fare un ripasso sulle novità introdotte in materia di condominio con l. 220/2012
specifico e interessante
chiarisce aspetti importanti della materia
utile per memorizzare le principali novità
Le novità della legge 11/12/12 n. 220
La nuova formulazione della precitata norma chiarisce il concetto stesso di condominio: è la necessaria coesistenza di proprietà esclusive con proprietà in comunione tra i titolari delle prime. Il condominio, quindi, viene a esistenza senza un atto formale di costituzione, ma nel momento in cui l’originario unico proprietario procede al frazionamento di un bene immobile assegnando delle parti in via esclusiva, escludendole così dal novero di quelle di cui all’art. 1117 c.c..
L’uso delle parti condominiali è regolato sulla base della disposizione sull’uso delle cose comuni prevista dall’art. 1102 c.c. per effetto del rinvio disposto dall’art. 1139 c.c., norma di chiusura della disciplina condominiale. L’art. 1102 c.c. sancisce che: “Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto”.
La destinazione d’uso dei beni condominiali, art. 1117-ter c.c.
L’art. 1117 ter c.c., introdotto con la Legge 220/2012, prevede una disciplina specifica per la modificazione della destinazione d’uso dei beni condominiali. In sintesi, tale articolo prevede che:
l’assemblea può deliberare la modificazione della destinazione d’uso delle parti comuni (cfr. comma 1 dell’articolo 1117-ter del codice civile);
la deliberazione, ponendo un’evidente condizione per la sua validità, deve essere adottata avendo quale finalità l’“interesse condominiale” (cfr. comma 1 dell’articolo 1117-ter del c.c.);
per la deliberazione sono previsti i quorum qualificati di ben 4/5 dei millesimi e dei partecipanti (cfr. comma 1 dell’articolo 1117-ter del c.c.).
La modifica della destinazione d’uso di un bene comune
I beni comuni nel condominio: definizione
L’uso dei beni condominiali da parte di ciascun condomino
La modifica della destinazione d’uso dei beni condominiali: l’art. 1117-ter c.c.
L’amministrazione condominiale
I requisiti per svolgere l’attività di amministratore di condominio
Segue: l’avvocato può fare l’amministratore di condominio?
La nomina dell’amministratore e gli obblighi a suo carico ex art. 1129 c.c.
Segue: le attribuzioni ex artt. 1130 e 1130bis c.c.
Segue: la revoca dell’amministratore
Regolamento e detenzione di animali domestici
Art. 1138 V comma c.c.: libero accesso agli animali domestici in condominio
Segue: alcuni problemi interpretativi
Approvazione e modifica delle tabelle millesimali: la nuova disciplina
Attivazione del sito internet condominiale e documentazione pubblicabile
La mediazione obbligatoria in ambito condominiale