Source: https://www.cristanideluca.it/Servizi/Volontariato/Lavori-di-Pubblica-Utilita
Timestamp: 2019-09-22 14:27:38+00:00
Document Index: 107131116

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 187', 'art. 54', 'art. 58', 'art. 55', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 56', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 54']

Lavori di Pubblica Utilità / Volontariato / Servizi / A.P.S.P. "Cristani - de Luca" - A.P.S.P. CRISTANI - DE LUCA
L’A.P.S.P. ha sottoscritto nel 2011 un'apposita convenzione con il Tribunale di Trento per lo svolgimento di lavori di pubblica utilità.
La convenzione prevede espressamente che l’attività non retribuita in sostituzione della sanzione penale consista nello svolgere le seguenti prestazioni:
- Supporto alle attività quotidiane rivolte agli ospiti;
- Supporto al servizio animazione dell’Ente;
- Compagnia agli ospiti;
- Attività collegate alle capacità e interesse dei lavoratori (es. piccole manutenzioni, ecc.).
Requisito preferenziale è la predisposizione a lavorare con persone anziane non autosufficienti; non potranno essere ammessi soggetti portatori di problemi che non siano in grado di relazionarsi con i residenti.
Per informazioni generali di come sostituire le pene classiche (arresto o ammenda) con la pena del lavoro di pubblica utilità, rivolgersi presso l'ufficio amministrazione dell'APSP - tel. 0461-605303.
Maggiori informazioni sul sito del Ministero della Giustizia nella sezione dedicata ai lavori di pubblica utilità.
File: Convenzione con Tribunale LPU
(tratte dal sito del Ministero della Giustizia)
L'Ufficio di esecuzione penale esterna può essere incaricato dal giudice di verificare l’effettivo svolgimento dell’attività lavorativa a favore della collettività, eseguita presso gli Enti convenzionati.
Il lavoro di pubblica utilità è anche una modalità di attuazione del programma di trattamento del detenuto ammesso al lavoro all’esterno ai sensi dell’art. 21, comma 4 - ter dell’ordinamento penitenziario introdotto dal decreto legge 1 luglio 2013, n. 78, convertito nella legge n. 94/2014 ma per quest'ultima tipologia la competenza è dell'istituto di pena dove la persona è detenuta.
(art. 186/9BIS Codice della strada)
Tratto qualificante della quarta riforma di questi ultimi anni della disciplina della guida in stato di ebbrezza (l. 29.07.2010 n. 120) è la previsione, compiuta mediante l'inserimento del comma 9-bis nell'art. 186 del Codice della Strada (e del comma 8-bis nell'art. 187 cod. str.), della possibilità di sostituire le pene classiche, dell'arresto e dell'ammenda, con la pena del lavoro di pubblica utilità di cui all'art. 54 l.gs nr. 274 del 2000.
1. la ricorrenza dell'aggravante di cui al comma 2-bis (aver provocato un incidente stradale, laddove la definizione giurisprudenziale di “incidente stradale” comprende non soltanto lo scontro tra veicoli o tra veicoli e persone, ma anche l’urto di un veicolo contro ostacoli fissi, dal momento che si tratta comunque di una manifestazione di maggiore pericolosità della condotta di guida, punita più gravemente a prescindere dall’evento che si è verificato effettivamente, che può avere o meno coinvolto altri veicoli o persone - Cass.pen., IV, Sentenza 13 giugno - 1° luglio 2013, n. 28439) e
In particolare un giorno di arresto corrisponde ad un giorno di lavoro di pubblica utilità (mentre, a norma dell'art. 58 d.lgs nr. 274 del 2000 un giorno di pena detentiva corrisponde a 3 giorni di lavoro di pubblica utilità), mentre un giorno d lavoro di pubblica utilità viene ragguagliato con € 250,00 di ammenda (mentre l'art. 55, comma 2 d.lgs nr. 274/2000 prevede un criterio di ragguaglio di € 12,00).
Il richiamo della disciplina generale della competenza penale del Giudice di pace implica certamente che rimane fermo il limite della prestazione delle 6 ore settimanali (corrispondenti a 3 giorni di arresto), salvo diversa richiesta da parte del condannato, eventualmente anche in sede di procedimento di esecuzione (cfr. art. 54, comma 3 d.lgs nr. 274/2000). Anche il computo della pena sostitutiva rimane quello previsto dal comma 5 dell'art. 54 d.lgs. nr. 274/2000, per cui un giorno di lavoro di pubblica utilità consiste in 2 ore, anche non continuative, di attività lavorativa.
In caso di violazione degli obblighi non potrebbe ritenersi integrato il delitto previsto dall'art. 56 d.lgs. nr. 274/2000, pur non espressamente derogato e ciò perché la violazione degli obblighi comporta un'autonoma sanzione, rappresentata dal ripristino delle pene sostituite.
Preliminarmente conviene che l'interessato si faccia rilasciare dall'ente convenzionato una dichiarazione di disponibilità che potrà essere prodotta anche durante le indagini preliminari per tentare di far concludere il procedimento con il cosiddetto decreto penale di condanna a pena già sostituita in lavoro di pubblica utilità.
Se invece si dovesse arrivare al processo, dopo aver acquisito il consenso (o meglio la non opposizione) dell'imputato, con la sentenza penale di condanna o col decreto penale il Giudice determina la durata concreta dello svolgimento del lavoro di pubblica utilità ed incarica l'ufficio di P.S. territorialmente competente (ovvero, in mancanza, i Carabinieri) di verificare l'effettivo svolgimento del lavoro di pubblica utilità.
In caso di svolgimento positivo, il giudice all'esito di un procedimento di esecuzione, con fissazione di apposita udienza e con decisione ricorribile unicamente in Cassazione, dichiara il reato estinto, revoca la confisca del veicolo eventualmente disposta e riduce della metà la sospensione della patente di guida. Tra le sanzioni che vanno revocate o ridotte non è fatta menzione della revoca della patente che, pertanto, potrebbe ritenersi rimanga ferma nonostante il positivo svolgimento del lavoro di p.u.
Il lavoro di pubblica utilità può essere disposto solo in favore di enti convenzionati, quali l’A.P.S.P. "Cristani - de Luca".
La concreta operatività del lavoro di pubblica utilità implica dunque, in prima battuta, la sottoscrizione delle convenzioni tra il Ministero o, in caso di delega, i Presidenti del Tribunali con gli enti presso i quali il lavoro dovrà essere prestato, previste dall'art. 2 d.m. 26 marzo 2001 (in esecuzione dell'art. 54, comma 5 ld.lgs. nr. 274/2000).
La convenzioni pone l’obbligo per l’Ente convenzionato di copertura assicurativa e di individuazione di un responsabile che deve poi redigere una relazione sul lavoro svolto (DM 21 marzo 2001).
Tratto dal portale dello studio legale Canestrini di Rovereto - http://www.canestrinilex.com
Pagina pubblicata Mercoledì, 21 Marzo 2018 - Ultima modifica: Mercoledì, 29 Agosto 2018