Source: https://www.exeo.it/free/opere-pertinenziali
Timestamp: 2018-02-24 12:16:19+00:00
Document Index: 15201239

Matched Legal Cases: ['art. 817', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 817', 'art. 76', 'art. 7', 'art. 76', 'art. 817', 'art. 818', 'art. 817', 'art. 817', 'art. 7', 'art. 817']

Per l'individuazione di un'opera quale pertinenza rilevano non soltanto gli elementi strutturali (composizione dei materiali, smontabilità o meno del manufatto) ma anche i profili funzionali, sicché non può, attribuirsi il carattere pertinenziale ai fini edilizi ad interventi solo in quanto destinati a servizio del bene principale, specie qualora si tratti di opere di natura non precaria ma dotate di una destinazione permanente e durevole nel tempo.
Affinché un manufatto presenti il carattere della pertinenza si richiede che esso abbia una propria individualità, che sia oggettivamente preordinato a soddisfare le esigenze di un edificio principale legittimamente edificato, che sia sfornito di autonomo valore di mercato, che abbia ridotte dimensioni, che sia insuscettibile di destinazione autonoma e che non si ponga in contrasto con gli strumenti urbanistici vigenti.
Affinché un'opera possa essere annoverata tra le pertinenze, è necessario che la sua strumentalità rispetto all'immobile principale sia oggettiva, cioè connaturale alla sua struttura, e non soggettiva, desunta cioè dalla destinazione data dal possessore per cui tale nozione riguarda soltanto opere di modesta entità... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rie rispetto ad un'opera principale ma non anche opere che dal punto di vista delle dimensioni e della funzione si connotino per una propria autonomia rispetto all'opera cosiddetta principale e non siano, quindi, coessenziali al bene principale.
Le opere edilizie consistenti in quattro fabbricati in muratura, per consistenza e relativo volume, incidendo in modo significativo sull'ambiente sull'assetto edilizio preesistente, non possono, di certo, configurarsi quali opere meramente strumentali e pertinenziali al bene principale cui accedono.
Le opere edilizie consistenti in diversi fabbricati in muratura che, per consistenza e relativo volume, incidono in modo significativo sull'ambiente e sull'assetto edilizio preesistente, non possono configurarsi quali opere meramente strumentali e pertinenziali al bene principale cui accedono.
La nozione di pertinenza urbanistica ha peculiarità sue proprie inerendo essa ad un'opera che abbia comunque una propria individualità fisica ed una propria conformazione strutturale preordinata ad un'esigenza oggettiva dell'edificio principale funzionalmente ed oggettivamente inserita al servizio dello stesso, sfornita di un autonomo valore di mercato, non valutabile in termini di cubatura o do... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...volume minimo tale da non consentire in relazione anche alle caratteristiche dell'edificio principale una destinazione autonoma e diversa da quello a servizio dell'immobile cui accede.
Il regime autorizzativo previsto – a determinate condizioni – per le pertinenze, trova fondamento nel carattere accessorio delle stesse rispetto ad un fabbricato, implicante trasformazione del territorio già in atto, rispetto alla quale l'incidenza di opere complementari risulta attenuata.
Il regime autorizzatorio delle pertinenze presuppone che il fabbricato principale sia stato regolarmente edificato e non reso oggetto di interventi abusivi di ampliamento (nella specie realizzati anche con violazione dei sigilli, apposti per impedire la continuazione dei lavori abusivi).
La nozione di pertinenza in materia edilizia è più ristretta di quella civilistica, essendo questa riferibile solo a quei manufatti che non alterano in modo significativo l'assetto del territorio, cioè di dimensioni modeste e ridotte rispetto alla cosa cui ineriscono.
Laddove il regolamento comunale disponga che i manufatti pertinenziali privi di fondazioni non sono considerati nuove costruzioni, è illegittimo considerare n... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zione il manufatto con tale caratteristica, ancorché sia stato costruito ex novo.
La pertinenza è configurabile quando vi è un oggettivo nesso funzionale e strumentale tra cosa accessoria e quella principale e, cioè, un nesso che non consenta altro che la destinazione della cosa ad un uso pertinenziale durevole, oltre che una dimensione ridotta e modesta del manufatto rispetto alla cosa cui esso inerisce.
A differenza della nozione di pertinenza di derivazione civilistica, ai fini edilizi il manufatto può essere considerato una pertinenza quando è non solo preordinato ad un'oggettiva esigenza dell'edificio principale e funzionalmente inserito al suo servizio, e anche sfornito di un autonomo valore di mercato e non comporta un cosiddetto carico urbanistico.
Non può essere di natura pertinenziale – ai fini edilizi – la realizzazione di un nuovo volume, su un'area diversa ed ulteriore rispetto a quella già occupata dal precedente edificio.
Un manufatto incorporato nell'immobile principale di cui costituisce una parte integrante non risponde alla nozione di pertinenza urbanisticamente rilevante; nozione quest'ultima che postula indefettibilmente l'individua... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... fisica e strutturale del manufatto destinato a servizio od ornamento di quello principale, e non quando sia considerabile un ampliamento dell'immobile preesistente.
In urbanistica, il concetto di pertinenza ha caratteristiche sue proprie, diverse da quelle definite dal codice civile, riferendosi ad un'opera autonoma dotata di una propria individualità, in rapporto funzionale con l'edificio principale, laddove la parte dell'edificio stesso appartiene senza autonomia alla sua struttura.
A fronte di una comprovata destinazione, oggettiva e soggettiva, di un manufatto a servizio durevole dell'edificio principale, tale da determinarne il carattere accessorio-pertinenziale per gli effetti della disciplina urbanistico-edilizia, sono irrilevanti sia la temporanea destinazione abusiva e di fatto ad uso abitativo, sia le emergenze catastali riconducibili a istanze unilaterali dell'allora proprietario, sia, infine l'acquisto dei due immobili da parte di due soggetti distinti (peraltro nella specie sostanzialmente identici), non incidendo il frazionamento di un lotto edificabile originariamente unitario sui preesistenti vincoli di asservimento pertinenziale intercorrenti tra le costruzioni e/o aree ricomprese nel lotto.
Il requisito della... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... non superiore al 20% dell'edificio principale è solo uno degli elementi che concorre a definire un intervento come "pertinenziale", essendo comunque necessario che esso acceda ad un immobile preesistente legittimamente realizzato, che abbia ridotte dimensioni, che sia insuscettibile di destinazione autonoma e che non si ponga in contrasto con gli strumenti urbanistici vigenti.
Ai fini dell'individuazione di un'opera quale pertinenza rilevano non soltanto gli elementi strutturali ma anche i profili funzionali sicché non può attribuirsi il carattere pertinenziale ai fini edilizi ad interventi solo in quanto destinati a servizio del bene principale, specie qualora si tratti di opere di natura non precaria ma dotate di una destinazione permanente e durevole nel tempo.
Il manufatto ad uso legnaia non è qualificabile, ancorché adiacente all'abitazione, quale pertinenza urbanistica.
Ai fini edilizi il manufatto può essere considerato una pertinenza quando è non solo preordinato ad un'oggettiva esigenza dell'edificio principale e funzionalmente inserito al suo servizio ma è anche sfornito di un autonomo valore di mercato e non comporta un c.d. carico urbanistico.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e generale delle perteinenze è contenuta nell'art. 817 del Codice civile (che le definisce come "cose destinate, in modo durevole, a servizio o ad ornamento di un'altra cosa"), ma si tratta di nozione che presenta peculiarità in materia urbanistico-edilizia, con riferimento ad opere preordinate funzionalmente ad una oggettiva (e non già soggettiva) esigenza dell'edificio principale, prive di possibile diversa utilizzazione autonoma e, pertanto, non incidenti sul carico urbanistico e senza proprio valore di mercato, come nel caso di un'autorimessa asservita all'abitazione (non certo anche in caso di ampliamento – o sopraelevazione – dell'abitazione stessa).
Si può escludere che ricorra un volume tecnico o una pertinenza se sono accertate le seguenti caratteristiche oggettive: la già effettuata suddivisione del manufatto in più ambienti (uno dei quali preordinato ad una tipica funzione abitativa, come quella riconducibile ai servizi igienici), la presenza di regolare porta di accesso e finestratura, nonché l'altezza (pari al colmo a m. 2.70), sicuramente idonea ad assicurare l'abitabilità di una parte almeno della superficie complessiva, come di consueto avviene per le mansarde, sottostanti ad un te... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...te (con conseguente irrilevanza dell'altezza media, attestata dal tecnico di parte).
La pertinenza urbanistica ha caratteristiche diverse da quella contemplata dal codice civile, in quanto si sostanzia nella destinazione strumentale alle esigenze dell'immobile principale, risultante sotto il profilo funzionale da elementi oggettivi, dalla ridotta dimensione in senso assoluto ed in relazione all'immobile al cui servizio è complementare, dall'ubicazione, dal valore economico rispetto alla cosa principale e dal fatto che non vi sia il cd. carico urbanistico. È, dunque, escluso che si possano reputare pertinenze opere di rilevanti dimensioni, idonee ad incidere sul preesistente assetto edilizio.
Un'interpretazione letterale dell'art. 3, comma 1, lett. e.6), del d.P.R. n. 380/2001, non consente di accedere alla tesi per cui gli aumenti di volume inferiori al 20% del volume dell'edificio principale costituiscono ex se opere pertinenziali: infatti, se gli interventi con volume superiore al 20% di quello dell'edificio principale sono "comunque" da considerare alla stregua di nuove costruzioni, anche gli interventi di volume inferiore a detto limite ben possono costituire nuove costruzioni, e non mere opere pertinenziali, quando siano idonei a ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...una trasformazione edilizia ed urbanistica del territorio.
La qualifica di pertinenza urbanistica è applicabile solamente ad opere di modesta entità ed accessorie rispetto ad un'opera principale, quali ad es. i piccoli manufatti per il contenimento di impianti tecnologici e simili, ma non anche ad opere che, dal punto di vista delle dimensioni e della funzione, si connotino per una loro autonomia rispetto all'opera principale e non siano coessenziali a questa, tali, cioè, che non ne risulti possibile alcuna diversa utilizzazione economica.
La nozione di pertinenza, agli effetti della disciplina urbanistica ed edilizia, postula una relazione di strumentalità funzionale dell'opera pertinenziale rispetto alla costruzione preesistente, a carattere oggettivo, ossia connaturale alla struttura dell'opera: essa deve essere preordinata ad un'oggettiva esigenza dell'edificio principale, funzionalmente e oggettivamente destinata al servizio dello stesso, deve essere sfornita di un autonomo valore di mercato e, pur potendo essere dotato di modesta volumetria propria, non deve comportare un aumento volumetrico consistente del volume dell'edificio principale (art. 3 del d.P.R. n° 380/2001, al primo comma, lett. e 6).
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cazione di un bene come pertinenziale richiede la sua subordinazione funzionale rispetto all'edificio principale, che ne renda più agevole o più decoroso l'utilizzo, senza che sia consentita una destinazione autonoma della pertinenza diversa da quella strumentale e servente alle esigenze dell'immobile principale.
Poichè la caratteristica delle pertinenze è quella dell'esistenza di un rapporto di oggettiva strumentalità necessaria con la cosa principale, esse non possono avere destinazione autonoma e diversa dal servizio della cosa principale. Tale carattere deve essere oggettivamente apprezzabile, cioè la pertinenza oggettivamente considerata non deve essere suscettibile di utilizzi autonomi. Di conseguenza non deve avere un proprio valore di mercato e non deve essere esprimibile in termini di cubatura o di volume.
Dal punto di vista urbanistico-edilizio, perché un manufatto possa qualificarsi di natura pertinenziale, non solo deve essere preordinato ad un'oggettiva esigenza dell'edificio principale e funzionalmente inserito al suo servizio, ma deve anche risultare sfornito di un autonomo valore di mercato, ovvero non comportare un cosiddetto "carico urbanistico".
Non può esservi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...io sulla assenza della natura pertinenziale - ai fini edilizi - quando sia realizzato un nuovo volume, su un'area diversa ed ulteriore rispetto a quella già occupata dal precedente edificio.
La tettoia, al pari della pensilina, e dell'ampliamento del piano seminterrato determinano la creazione di nuovi volumi e nuove superfici e ciò esclude l'applicabilità del regime pertinenziale.
Lo scioglimento del vincolo pertinenziale può avvenire oltre che per il perimento della cosa principale o della cosa accessoria anche per mutamenti tali che non rendano più realizzabile il rapporto di servizio o per volontà del titolare che con atto volontario disponga separatamente della pertinenza che, così, riacquista l'autonomia e l'individualità che aveva prima che le fosse impresso il vincolo pertinenziale.
Il regime delle pertinenze non può operare laddove l'immobile principale sia abusivo e non sia stato previamente regolarizzato.
La realizzazione in zona vincolata di pertinenze o impianti tecnologici al servizio di edifici già esistenti richiede il preventivo rilascio del titolo edilizio.
In materia urbanistica, a differenza che nella materia civilis... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...no costituire pertinenza solo manufatti inidonei ad alterare in modo significativo l'assetto del territorio.
Non possono essere considerate opere pertinenziali quelle che concorrono ad integrare l'edificio principale e che risultano prive di autonomia; ne consegue che la realizzazione di una tettoia in quanto elemento complementare, volta ad accrescere la fruibilità del manufatto principale, esclude il carattere della pertinenza.
Nella nozione di pertinenza urbanistica, la relazione con la costruzione preesistente deve essere non di integrazione ma "di servizio", allo scopo di renderne più agevole e funzionale l'uso (carattere di strumentalità funzionale), sicché non può ricondursi alla nozione in esame l'ampliamento di un edificio mediante la edificazione di una tettoia - portico, che, per la relazione di connessione fisica, costituisce parte di esso quale elemento che attiene all'essenza dell'immobile e lo completa affinché soddisfi ai bisogni cui è destinato.
La nozione di pertinenzialità ai fini urbanistici ed edilizi ha connotati diversi da quelli civilistici, avendo rilievo determinante non tanto il legame materiale tra pertinenza e immobile principale ma, piuttos... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...omia o meno della pertinenza in relazione alla destinazione alla stessa impressa, capace di un autonomo valore di mercato.
La nozione di "pertinenza urbanistica" è meno ampia di quella definita dall'art. 817 c.c. e dunque non può consentire la realizzazione di opere di grande consistenza soltanto perché destinate al servizio di un bene qualificato principale.
La nozione edilizia di pertinenza presuppone che il manufatto sia preordinato ad un'oggettiva esigenza dell'edificio principale, funzionalmente inserito al servizio del medesimo, dovendo altresì risultare privo di un autonomo valore di mercato e non valutabile in termini di cubatura o comunque non dotato di un volume minimo tale da non consentire, in relazione anche alle caratteristiche dell'edificio principale, una destinazione autonoma e diversa da quella a servizio dell'immobile cui accede.
La realizzazione di una struttura in ferro e pannelli in alluminio coibentato, chiusa su tre lati, appoggiata al lato nord del capannone, a protezione dell'impianto di emissione nell'aria della cabina di verniciatura non può che essere valutata come mere pertinenza.
L'art. 76, comma 1, lettera a), della l.r. Veneto n. 61 del 1985, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'art. 7, comma 2, lettera a), del d.l. n. 9 del 1982, conv. in l. n. 94 del 1982, ha introdotto un ulteriore presupposto per la qualificazione di un manufatto come pertinenza, atteso che esso, oltre che non essere autonomamente utilizzabile ovvero costituire un impianto tecnologico al servizio di manufatti già realizzati, comunque non può essere considerato tale nell'ipotesi in cui la sua cubatura superi di un terzo quella dell'edificio principale.
Nell'ambito dell'art. 76, comma 1, lettera a), della l.r. Veneto n. 61 del 1985, il criterio del mancato superamento di un terzo della volumetria rispetto a quella dell'edificio principale, essenziale per essere qualificato in termini di pertinenza, va considerato aggiuntivo rispetto ai criteri fissati dalla legge statale.
Nella materia edilizia, la nozione di pertinenza ha peculiarità sue proprie, che la distinguono da quella civilistica.
L'opera pertinenziale è quella preordinata ad un'oggettiva esigenza dell'edificio principale, funzionalmente ed oggettivamente inserita al servizio dello stesso, sfornita di un autonomo valore di mercato e dotata di un volume minimo; inoltre la nozione di pertinenza deve essere interpretata in modo compatibile con i principi d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a, di talché non è, quindi, possibile consentire la realizzazione di opere di rilevante consistenza solo perché destinate, dal proprietario, al servizio ed ornamento del bene principale.
La qualifica di pertinenza urbanistica è quindi applicabile soltanto ad opere di modesta entità e accessorie rispetto ad un'opera principale, quali ad esempio i piccoli manufatti per il contenimento di impianti tecnologici "et similia", ma non anche opere che, dal punto di vista delle dimensioni e della funzione, si connotino per una propria autonomia rispetto all'opera cosiddetta principale e non siano coessenziali alla stessa, tale, cioè, che non ne risulti possibile alcuna diversa utilizzazione economica.
Manca la natura pertinenziale – ai fini edilizi – quando sia realizzato un nuovo volume, su un'area diversa ed ulteriore rispetto a quella già occupata dal precedente edificio.
La natura pertinenziale è ravvisabile solo quando si tratti di opere che non comportino un nuovo volume (come una tettoia o un porticato aperto da tre lati), comportino un nuovo e modesto volume 'tecnico' (così come definito ai fini urbanistici), siano in ogni caso sfornite di un 'autonomo valore di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...non comportino alcun consumo di suolo o carico urbanistico.
Condizione essenziale perché un manufatto possa essere considerato - dal punto di vista urbanistico - una c.d. "pertinenza" (ai fini dell'applicazione del relativo regime giuridico), è che esso sia conforme per tipologia, dimensione e funzioni alle specifiche prescrizioni dettate dallo strumento urbanistico operante nel territorio, in materia di strutture pertinenziali.
Un manufatto incorporato nell'immobile principale di cui costituisce una parte integrante non risponde alla nozione di pertinenza urbanisticamente rilevante; nozione quest'ultima che postula indefettibilmente l'individualità fisica e strutturale del manufatto destinato a servizio od ornamento di quello principale, e non quando sia considerabile un ampliamento dell'immobile preesistente.
La destinazione pertinenziale, mediante un atto non negoziale tale da creare un rapporto, oggettivamente valutabile, di funzionale strumentante di una cosa ad un'altra, deve essere non meramente potenziale ma effettiva e deve risultare da un comportamento materiale.
La nozione di pertinenza urbanistica è meno ampia di quella civilistica ragion per cui non è consentita la realizz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...pere di grande consistenza soltanto perché destinate al servizio di un bene qualificato come principale.
La nozione di pertinenza urbanistica (la quale, a sua volta, è una categoria residuale e non coincidente con l'omonimo istituto civilistico) implica un rapporto di strumentalità fra il manufatto e l'edificio nel suo complesso e non anche fra il manufatto e un impianto tecnologico presente nell'edificio. Infatti, accogliendo quest'ultima tesi si darebbe la stura a facili abusi edilizi, essendo sufficiente realizzare porzioni abusive dell'edificio principale "attorno" a impianti tecnologici.
Il concetto di pertinenza, previsto dal diritto civile, va distinto dal più ristretto concetto di pertinenza inteso in senso edilizio e urbanistico, che non trova applicazione in relazione a quelle costruzioni che, pur potendo essere qualificate come beni pertinenziali secondo la normativa privatistica, assumono tuttavia una funzione autonoma rispetto ad altra costruzione, con conseguente loro assoggettamento al regime del permesso di costruire, come nell'ipotesi della realizzazione di un manufatto di rilevanti dimensioni.
Un manufatto è qualificabile come pertinenza quando vi è un oggettivo nesso funzion... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...entale tra la cosa accessoria e quella principale oltre che una dimensione ridotta e modesta del manufatto rispetto alla cosa cui esso inerisce.
Ai fini urbanistici un manufatto può considerarsi pertinenza quando non è preordinato ad un'oggettiva esigenza dell'edificio principale, è funzionalmente inserito al suo servizio, è sfornito di un autonomo valore di mercato e non comporta un carico urbanistico.
Un manufatto presenta natura pertinenziale quando si tratta di un'opera che non crea un nuovo volume salvo i casi in cui comporti un nuovo e modesto volume tecnico.
Un manufatto è qualificabile come pertinenza quando, per natura e struttura, è destinato al servizio esclusivo del bene principale e sia di dimensioni ridotte e modeste rispetto all'opera cui esso inerisce.
La nozione di pertinenza dettata dal diritto civile è più ampia di quella che regola la materia urbanistica, per cui beni che, secondo la normativa privatistica, assumono natura pertinenziale, non sono tali ai fini dell'applicazione delle regole che governano l'attività edilizia, in tutti quei casi in cui gli stessi assumano una funzione autonoma rispetto ad altro immobile, con conseguente loro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mento al regime concessorio. Ne consegue che non può ritenersi pertinenza un intervento edilizio che non sia coessenziale al bene principale e che possa essere successivamente utilizzato in modo autonomo e separato.
Ciò che rileva per dar luogo ad una pertinenza è che sussista il rapporto tra un edificio preesistente e l'opera da realizzare sia oggettivo, nel senso che la consistenza dell'opera deve essere tale da non alterare in modo significativo l'assetto del territorio, e si inquadri nei limiti di un rapporto adeguato e non esorbitante rispetto alle esigenze di un effettivo uso normale del soggetto che risiede nell'edificio principale.
Ai fini urbanistici, la funzione pertinenziale delle opere non può commisurarsi semplicemente al servizio comunque reso all'edificio principale al quale accedono ma si giustifica innanzi tutto per le tipologie tecniche che non possono risolversi in una espansione funzionale dei corpi di fabbrica principali, tale da determinare un carico urbanistico che richiede un titolo edilizio per la loro realizzazione.
Escluse le pertinenze pubbliche (destinate al servizio dei beni demaniali e patrimoniali indisponibili) e quelle di natura privata ma aventi una destinazione di tipo pu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... (e perciò soltanto vincolate al bene principale), ogni pertinenza richiede un atto negoziale di destinazione ad un bene principale.
L'atto di destinazione di un bene a pertinenza può essere posto in essere dal proprietario o dal titolare di altro diritto reale sulla cosa principale, così può essere successivamente posto nel nulla assoggettando il bene principale e quello pertinenziale a rapporti giuridici separati.
Non è configurabile una res che sia «oggettivamente» o «naturalmente» pertinenziale, poiché la maggiore o minore sua vocazione al servizio o all'ornamento di altro bene non ne implica l'assoggettamento ipso iure al relativo regime giuridico previsto dagli artt. 817 e ss. c.c..
Il nesso pertinenziale può essere costituito e può essere sciolto senza altro limite che quello derivante dalla volontà del titolare del bene principale, giacché l'atto di destinazione non imprime alla cosa secondaria un'indelebile qualitas iuris.
Deve escludersi il carattere pertinenziale di un manufatto che presenti rilevanti dimensioni, determini un notevole incremento di superficie e volumetria e sia suscettibile di utilizzo autonomo.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...Non possono ritenersi beni pertinenziali e devono essere conseguentemente assoggettati al regime concessorio gli interventi edilizi che, pur se legati da un vincolo di servizio al bene principale, tuttavia non sono coessenziali, ma ulteriori ad esso poiché occupano e creano aree diverse.
La nozione di pertinenza urbanistica è meno ampia di quella civilistica e dunque non può consentire la realizzazione di opere di grande consistenza soltanto perché destinate al servizio di un bene qualificato principale. Infatti, il carattere pertinenziale in senso urbanistico va riconosciuto alle opere che, per loro natura, risultino funzionalmente ed esclusivamente inserite al servizio di un manufatto principale, siano prive di autonomo valore di mercato e non valutabili in termini di cubatura, in modo da non poter essere utilizzate autonomamente e separatamente dal manufatto cui accedono.
La nozione di pertinenzialità ai fini urbanistici ed edilizi ha connotati diversi da quelli civilistici. In particolare, ha rilievo determinante non tanto il legame materiale tra pertinenza ed immobile principale quanto che: i) la prima non abbia autonoma destinazione e autonomo valore di mercato e che esaurisca la propria destinazione d'uso ne... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...funzionale con l'edificio principale, così da non incidere sul carico urbanistico; ii) vengano in rilievo manufatti di dimensioni estremamente modeste e ridotte, inidonei, quindi, ad alterare in modo significativo l'assetto del territorio.
Un muretto di recinzione può essere ricompreso nell'ambito delle opere costituenti pertinenze od impianti tecnologici al servizio di edifici già esistenti ciò in quanto possiede tutte le caratteristiche che la consolidata elaborazione giurisprudenziale connette al concetto di pertinenza edilizia: a) un nesso oggettivo strumentale e funzionale con la cosa principale; b) il mancato possesso, per natura e struttura, di una pluralità di destinazioni; c) un carattere durevole; d) la non utilizzabilità economica in modo diverso; e) una ridotta dimensione; f) una individualità fisica e strutturale propria; g) l'accessione ad un edificio preesistente edificato legittimamente.
La nozione di pertinenza in ambito edilizio ha infatti un significato più circoscritto rispetto al diritto civile e si fonda sulla mancanza di autonoma destinazione e autonomo valore del manufatto pertinenziale, sul suo non incidere sul carico urbanistico, sulle ridotte dimensioni, tali da non a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...modo significativo l'assetto del territorio: caratteristiche queste la cui sussistenza deve essere dimostrata dall'interessato.
Ai fini della pertinenzialità dell'opera ha rilievo determinante non tanto il legame materiale tra pertinenza ed immobile principale quanto che: 1) la prima non abbia autonoma destinazione e autonomo valore di mercato e che esaurisca la propria destinazione d'uso nel rapporto funzionale con l'edificio principale, così da non incidere sul carico urbanistico; 2) vengano in rilievo manufatti di dimensioni estremamente modeste e ridotte, inidonei, quindi, ad alterare in modo significativo l'assetto del territorio.
I manufatti che hanno un'autonoma destinazione, con incidenza rilevante sull'assetto del territorio, non possono essere qualificati quali pertinenze.
Alla nozione urbanistica di pertinenza inerisce non soltanto l'esigenza di un oggettivo nesso funzionale e strumentale rispetto alla "cosa" principale, bensì, in funzione della sua accessorietà, anche che si tratti di opera di dimensioni modeste e ridotte, altrimenti "rovesciandosi" lo stesso nesso di pertinenzialità.
In materia urbanistica, a differenza che nella materia civilistica, possono costituire per... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o i manufatti di dimensioni modeste e ridotte, inidonei, quindi, ad alterare in modo significativo l'assetto del territorio.
La nozione urbanistica di pertinenza è assai più ristretta di quella prevista dall'art. 817 c.c., ed è configurabile solo quando l'opera non abbia un consistente ed autonomo impatto sul territorio, non rilevando il carattere provvisorio della struttura, in quanto in materia edilizia ciò che importa è l'oggettiva idoneità del fabbricato ad incidere sullo stato dei luoghi, prescindendo dall'intenzione del proprietario in ordine alla sua utilizzabilità.
La destinazione della terrazza a spazio destinato a soddisfare una migliore sistemazione della clientela non costituisce un fine contingente dell'opera, ma una finalità permanente, sia pure per una parte dell'anno.
La natura pertinenziale di un manufatto non può risultare da una relazione redatta da un geometra, peraltro non giurata, e gli elaborati planimetrici ad essa allegati, in mancanza di riproduzioni fotografiche aggiornate dello stato dei luoghi.
Al fine di valutare la pertinenzialità o meno delle opere non và considerata soltanto la loro accessorietà rispetto ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rincipale bensì l'aumento del carico urbanistico che esse comportano e l'incidenza sull'assetto edilizio preesistente.
La nozione civilistica di pertinenza è più ampia di quella applicata nella materia urbanistica, nel senso che beni, che in diritto civile assumono senz'altro natura pertinenziale, non sono tali ai fini dell'applicazione delle regole che governano l'attività edilizia, ogniqualvolta assumono autonomia rispetto ad altra costruzione, con conseguente loro assoggettamento al regime concessorio; pertanto, in materia edilizia sono qualificabili come pertinenze solo le opere prive di autonoma destinazione e che esauriscano la loro destinazione d'uso nel rapporto funzionale con l'edificio principale, così da non incidere sul carico urbanistico.
La pertinenza edilizia è una nozione più ristretta rispetto al corrispondente concetto civilistico e si basa, in aggiunta, su due elementi: a) la modesta rilevanza economica del bene; b) il limitato peso insediativo per il territorio. L'applicazione puntuale di questi criteri ai singoli interventi edilizi è, poi, mediata dagli strumenti urbanistici comunali, ai quali le norme di legge affidano il compito di distinguere le pertinenze dalle nuove co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ssoggettate a permesso di costruire.
Solo nella pertinenza è ravvisabile il vincolo durevole di destinazione ad ornamento o servizio, laddove la cosa accessoria non è legata stabilmente alla principale, né, per altro verso, confluisce in modo indispensabile a formare la cosa composta; con la conseguenza che non si applica alle cose accessorie l'art. 818 c.c.
Per la configurazione di un rapporto pertinenziale sono necessari un elemento soggettivo, consistente in un atto dispositivo, nella volontà effettiva del titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale sui beni collegati, di destinare durevolmente la cosa accessoria al servizio o all'ornamento di quella principale, e di un elemento oggettivo, inteso nel senso che la cosa accessoria deve essere posta in una relazione di complementarietà con quella principale.
Non sussiste rapporto di pertinenzialità tra l'edificio principale di proprietà condominiale e l'autorimessa di proprietà esclusiva di uno dei condomini.
Sussiste la presunzione di un rapporto pertinenziale a norma dell'art. 817 c.c. tra l'appartamento destinato ad abitazione ed posto auto sito nell'autorimessa condominiale, qualora gli im... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rtengano al medesimo proprietario, siano ubicati nel medesimo edificio ed il posto auto risulti destinato a soddisfare esigenze abitative della famiglia alloggiata nell'appartamento.
Non può considerarsi pertinenza in senso urbanistico ed edilizio il manufatto che, per essere costruito a ridosso e con appoggio sul fabbricato principale, realizza in effetti un ampliamento dello stesso, diventando parte integrante di esso.
La cd. pertinenza urbanistica ha caratteristiche diverse da quella contemplata dal codice civile: si fonda su dati desumibili anche dalla normativa catastale; comporta l'impossibilità di destinazioni ed utilizzazioni autonome; si sostanzia nei requisiti della destinazione strumentale alle esigenze dell'immobile principale, risultante sotto il profilo funzionale da elementi oggettivi, dalla ridotta dimensione sia in senso assoluto sia in relazione a quella al cui servizio è complementare, dall'ubicazione, dal valore economico rispetto alla cosa principale e dall'assenza del cosiddetto carico urbanistico.
La nozione di "pertinenza urbanistica" è meno ampia di quella definita dall'art. 817 c.c. e dunque non può consentire la realizzazione di opere di grande consistenza soltant... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ute; destinate al servizio del bene principale.
I manufatti, anche se non voluminosi, idonei a modificare il territorio in modo permanente, non sono inquadrabili come pertinenze ex art. 7, d.l. 23 gennaio 1982 n. 9, conv. con modif. in l. 25 marzo 1982 n. 94, in quanto la nozione urbanistica di pertinenza è assai più ristretta di quella prevista dall'art. 817 c.c., ed è configurabile solo quando l'opera non abbia un consistente ed autonomo impatto sul territorio.
La chiusura dello spazio compreso tra un box ed un edificio non dà luogo ad un manufatto pertinenziale.
Non è necessariamente pertinenziale l'opera realizzata a ridosso della casa di proprietà.
La pertinenza urbanistica è un'opera - che abbia comunque una propria individualità fisica ed una propria conformazione strutturale e non sia parte integrante o costitutiva di altro fabbricato - preordinata ad un'oggettiva esigenza dell'edificio principale, funzionalmente ed oggettivamente inserita al servizio dello stesso, sfornita di un autonomo valore di mercato, non valutabile in termini di cubatura o comunque dotata di un volume minimo tale da non consentire, in relazione anche alle caratteristiche dell'edifici... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e, una sua destinazione autonoma e diversa da quella a servizio dell'immobile cui accede.
La relazione tra pertinenza e costruzione preesistente non deve essere di integrazione ma "di servizio", allo scopo di renderne più agevole e funzionale l'uso (carattere di strumentalità funzionale), sicché non può ricondursi alla nozione in esame l'ampliamento di un edificio che, per la relazione di connessione fisica, costituisce parte di esso quale elemento che attiene all'essenza dell'immobile e lo completa affinché soddisfi ai bisogni cui è destinato.
Per la sussistenza del vincolo pertinenziale tra bene principale e bene accessorio è necessaria la presenza del requisito soggettivo dell'appartenenza di entrambi al medesimo soggetto, nonché del requisito oggettivo della contiguità, anche solo di servizio, tra i due beni, ai fini del quale il bene accessorio deve arrecare una "utilità" al bene principale.
L'accertamento in ordine alla sussistenza degli elementi oggettivi e soggettivi che caratterizzano il rapporto pertinenziale fra due immobili e consistenti nella volontaria e permanente destinazione di uno di essi al servizio dell'altro comporta un giudi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o che, come tale, è incensurabile in sede di legittimità se espresso con motivazione adeguata ed immune da vizi logici.
Se è vero che l'instaurazione del vincolo pertinenziale tra due cose richiede la titolarità della proprietà, o di altro diritto reale, sulle stesse in capo al medesimo soggetto, tuttavia tale comune appartenenza (o comunque il potere di disporre della cosa accessoria) costituisce una condizione necessaria, ma da sola non sufficiente all'instaurazione dei rapporto in questione, occorrendo anche il concorso di altri elementi dai quali sia possibile desumere che, in concreto, un bene sia stato durevolmente destinato a sevizio o ad ornamento dell'altro.
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