Source: http://www.nuovodirittodellesocieta.it/segnalazioni-di-diritto-tributario-fascicolo-7-2019
Timestamp: 2020-08-04 07:44:16+00:00
Document Index: 50908008

Matched Legal Cases: ['art. 70', 'art. 70', 'art. 4', 'art. 170', 'art. 3', 'art. 3']

PAROLE CHIAVE: Agenzia delle entrate - Legge di conversione - c.d. Decreto crescita
Legge di conversione con modificazioni del c.d. Decreto crescita. – In data 29.06.2019 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge n. 58/2019, legge di conversione del D.L. n. 34 del 30 aprile 2019 (c.d. Decreto crescita), che modifica sotto diversi profili il Decreto medesimo. La Legge in parola è entrata in vigore il 30.06.2019 e le modifiche normative sono interamente riportate nel relativo allegato.
Operazioni infragruppo verso società escluse dal Gruppo Iva. – Con la risposta ad interpello del 01.07.2019, n. 222, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in ordine all’ambito di applicazione dell’art. 70-quinquies del d.P.R. n. 633/1972 in materia di Gruppo Iva e, in particolare, sugli obblighi di fatturazione e registrazione delle operazioni intercorse tra società, appartenenti allo stesso Gruppo, ma escluse dal Gruppo Iva. Dopo aver richiamato la circolare n. 19/E/2018 – che ha precisato che, a seguito della costituzione del Gruppo Iva, gli aderenti al Gruppo perdono l’autonoma soggettività ai fini dell’imposta sul valore aggiunto e si costituisce un nuovo soggetto d’imposta dotato di un proprio numero di partita IVA e di una propria autonoma iscrizione al VIES – l’Agenzia ha ribadito che, ai sensi del citato art. 70-quinques, i servizi intercorsi tra i soggetti che partecipano al medesimo Gruppo IVA sono irrilevanti ai fini Iva, attesa la natura unitaria del Gruppo Iva, soggetto passivo unico (ciò comporta che per tali operazioni non deve essere osservato alcun obbligo di fatturazione, annotazione nei registri Iva e inserimento in dichiarazione annuale). Per quanto riguarda, invece, le prestazioni rese da uno dei soggetti partecipanti al Gruppo Iva ad una società del Gruppo, esclusa dal Gruppo Iva, le stesse sono rilevanti ai fini Iva e si considerano effettuate dal Gruppo Iva, il quale sarà il soggetto tenuto alla fatturazione e agli adempimenti previsti in materia Iva, e non già dal singolo partecipante al Gruppo che ha reso il servizio.
Trasformazione di associazione riconosciuta in fondazione – Imposta di registro e IRES. – Con la Risoluzione n. 63/E del 28.06.2019, l’Agenzia delle entrate ha chiarito che la trasformazione di una associazione riconosciuta esercente attività commerciale in una fondazione, anch’essa preordinata all’esercizio di attività commerciale, è soggetta ad imposta di registro in misura fissa ed è neutrale ai fini delle imposte sui redditi. Ai fini dell’imposta di registro, infatti, l’art. 4, comma 1, lett. c), della Tariffa, Parte Prima, T.u.r. prevede l’applicazione dell’imposta in misura fissa per le modifiche statutarie, comprese le trasformazioni, “degli enti diversi dalle società, compresi i consorzi, le associazioni e le altre organizzazioni di persone o di beni, con o senza personalità giuridica, aventi per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali o agricole”. Pertanto, se gli enti coinvolti nella trasformazione hanno natura di enti commerciali, l’imposta di registro si applica nella misura di 200 Euro. Sotto il profilo delle imposte dirette, l’Agenzia delle entrate ha affermato che il principio di neutralità fiscale di cui all’art. 170, comma 1, del t.u.i.r. trova applicazione anche nel caso di specie, sul presupposto che l’associazione e la fondazione sono qualificabili come enti commerciali.
Applicabilità dell’esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni di cui al­l’art. 3 comma 4-ter del D.lgs. 346/90 – Con la risposta all’istanza di interpello n. 257 del 17 luglio 2019, l’Agenzia delle entrate ha ritenuto applicabile l’esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni, ai sensi dell’art. 3 comma 4-ter del D.lgs. 346/90, nel caso di donazioni contestuali e congiunte di partecipazioni in società di capitali da parte dei genitori-donanti, detentori di quote singolarmente non di controllo, ai figli-donatari, in comunione, a condizione che la quota totale detenuta in comunione (i) consenta di acquisire o integrare il controllo della società e (ii) venga detenuta per un periodo non inferiore a cinque anni. ..