Source: http://legislazionetecnica.it/286274/prd/approfondimento/l%E2%80%99autorizzazione-integrata-ambientale-aia-cosa-%C3%A8-normativa-riferimento
Timestamp: 2018-03-23 16:44:32+00:00
Document Index: 138307842

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 7', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 8', 'art. 17', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 33', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 29', 'art. 13']

L’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA): cosa è, normativa di riferimento, obblighi, modulistica | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NW1126
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L’art. 29-
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Che cosa è l’AIA
L’AIA è dunque il provvedimento che autorizza l'esercizio di una installazione a determinate condizioni. Dette condizioni devono garantire la conformità ai requisiti di cui alla parte II del
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Competenza al rilascio dell’autorizzazione
Ai sensi dei commi 4-bis, 4-ter, 5 e 6, dell’art. 7 del D. Leg.vo 152/2006:
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Domanda di AIA in sede statale, contenuti
Fatta salva la possibilità per l’autorità competente di richiedere le integrazioni documentali che ritenga opportune (ai sensi dell’art. 29-ter, comma 4), e ferme restando anche le informazioni specifiche eventualmente richieste ai sensi della normativa concernente aria, acqua, suolo e rumore, la domanda di AIA di competenza statale deve contenere le seguenti informazioni:
- descrizione dell’installazione e delle sue attività, specificandone tipo e portata;
- descrizione delle materie prime e ausiliarie, delle sostanze e dell’energia usate o prodotte dall’installazione;
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Domanda di AIA in sede statale, modulistica
A proposito della modulistica, il D.M. 07/02/2007 ha stabilito il formato e le modalità, anche telematiche, per la presentazione da parte del gestore al Ministero dell’ambiente della domanda di autorizzazione integrata ambientale (AIA) di competenza statale. Il decreto reca in allegato la sintesi degli elementi informativi da riportare nella modulistica per la presentazione della domanda di autorizzazione integrata ambientale relativa agli impianti di competenza statale. Si tratta del contenuto minimo necessario per consentire al valutatore di avere gli elementi per condurre l’analisi di un impianto, con particolare riferimento alle sue interazioni con l’ambiente ed a
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In allegato al presente articolo sono disponibili in formato .DOC il facsimile della domanda di autorizzazione inte
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Oneri istruttori e spese per rilievi, accertamenti e soprallughi
Le spese occorrenti per effettuare i rilievi, gli accertamenti ed i sopralluoghi necessari per l'istruttoria delle domande di AIA o delle domande di modifica o di riesame di cui all'art. 29-octies e 29-nonies del D. Leg.vo 152/2006, sono a carico del gestore. È previsto un decreto interministeriale che fissi gli oneri istruttori da pagare da parte di chi presenti domande di competenza statale, mentre gli oneri istruttori per le AIA di competenza delle Regioni (o delle Province autonome) sono stabiliti da disposizioni emanate dalle stesse.
Detto decreto è stato emanato con il D.M. 06/03/2017, n. 58, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale 11/05/2017, n. 108. Il provvedimento - in attuazione dell’art. 33, comma 3-bis, del Codice ambientale di cui al D. Leg.vo 03/04/2006, n. 152 - disciplina:
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Conduzione dei procedimenti di rilascio, riesame e aggiornamento
Si segnala inoltre il D.M. 16/12/2015, n. 274, recante “Direttiva per disciplinare la conduzione dei procedimenti di rilascio, riesame e aggiornamento dei provvedimenti di autorizzazione integrata ambientale di competenza del Ministero dell'ambiente e
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Si segnala, infine, la Circolare 14/11/2016, n. 27569, recante “Criteri sulle modalità applicative della disciplina in materia di prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento alla luce delle modifiche introdotte dal D.Lgs. 4 marzo 2014, n. 46”, che ha lo scopo di integrare le linee di indirizzo già emanate con la Circolare del 27/10/2014, n. 22295 e i criteri individuati dall
D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 06/03/2017, n. 58
Regolamento recante le modalità, anche contabili, e le tariffe da applicare in relazione alle istruttorie ed ai controlli previsti al Titolo III -bis della Parte Seconda, nonché i compensi spettanti ai membri della commissione istruttoria di cui all’articolo 8-bis.
Il provvedimento - in attuazione dell’art. 33, comma 3-bis, del Codice ambientale di cui al D. Leg.vo 03/04/2006, n. 152 - disciplina:
- le modalità, anche contabili, e le tariffe da applicare in relazione alle istruttorie e ai controlli previsti per le istanze di Autorizzazione integrata ambientale (AIA);
- i compensi spettanti ai membri della Commissione istruttoria per l'autorizzazione integrata ambientale, di cui all’art. 8-bis del D. Leg.vo 152/2006;
- le modalità generali per la conduzione delle istruttorie e dei controlli.
Più in particolare, oggetto del decreto sono i seguenti procedimenti:
- primo rilascio dell’AIA relativa a impianti nuovi o esistenti;
- aggiornamento dell’autorizzazione per gli impianti soggetti alla normativa sui rischi di “incidenti rilevanti”, in caso di conclusione del procedimento per la valutazione del rapporto di sicurezza di cui all’art. 17 del D. Leg.vo 105/2015 successiva alla conclusione del procedimento per il rilascio dell’AIA;
- riesame, con valenza di rinnovo, dell’AIA già rilasciata;
- autorizzazione ad esercire modifiche sostanziali in una installazione già dotata di AIA, oppure previsto nella stessa AIA alla luce di lacune nell’istanza che non si è ritenuto tecnicamente possibile superare nei tempi fissati per la conclusione del procedimento e non tali da poter giustificare un diniego;
- riesame dell’AIA già rilasciata avviato su istanza del gestore o disposto con autonomo provvedimento;
- istruttoria per la valutazione della comunicazione delle modifiche progettate all’impianto ai sensi dell’art. 29-nonies, comma 1, del D. Leg.vo 152/2006;
- attività di controllo basate sulla verifica della documentazione trasmessa dal gestore o sulle verifiche ispettive effettuate presso l’installazione (con esclusione delle ispezioni straordinarie di cui all’art. 29-decies, comma 11-ter, del D. Leg.vo 152/2006);
- visite di verifica presso l’installazione.
PROVVEDIMENTI SUPERATI - Il citato art. 33, comma 3-ter, del Codice ambientale di cui al D. Leg.vo 03/04/2006, n. 152, dispone che “nelle more del decreto di cui al comma 3-bis, resta fermo quanto stabilito dal decreto 24 aprile 2008”; pertanto detto decreto è da considerare superato. Ai sensi dell’art. 10, comma 2, del decreto in commento, cessa inoltre di avere efficacia il D.M. 05/03/2008, di definizione dei trattamenti economici della Commissione AIA-IPPC.
ATTUAZIONE REGIONALE - Fermo restando che gli oneri istruttori per le AIA di competenza delle Regioni (o delle Province autonome) sono stabiliti da disposizioni emanate dalle stesse, l’art. 10, comma 3, del provvedimento in esame dispone che le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano adeguano con proprio provvedimento le tariffe e le modalità di versamento da applicare alle istruttorie e alle attività di controllo di propria competenza, in considerazione delle specifiche realtà rilevate nel proprio territorio e degli effettivi costi unitari. Sino alla emanazione di tali provvedimenti, continuano ad applicarsi le tariffe già vigenti nella Regione o provincia autonoma.
Circ. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 14/11/2016, n. 27569
Il Provvedimento, alla luce dei chiarimenti forniti dalla D.G. ambiente della Commissione europea, attraverso pareri relativi alle più frequenti domande (FAQ) inerenti l’applicazione della Direttiva 2010/75/UE, anche in riscontro a quesiti pervenuti in merito dalle autorità competenti al rilascio di autorizzazione integrata ambientale (A.I.A.), rende noti i criteri per l’uniforme applicazione sul territorio nazionale della disciplina in materia di “prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento” (IPPC), in considerazione degli sviluppi normativi di cui al D. Leg.vo 46/2014.
In particolare, il Provvedimento dispone ulteriori criteri in merito a:
individuazione della capacità produttiva dell’installazione;
terminologia dell'allegato VIII alla Parte Seconda del D. Leg.vo 152/06;
parti di installazione gestite separatamente;
fasi successive alla cessazione definitiva delle attività;
siti non soggetti alla presentazione della relazione di riferimento;
non conformità emergenti dagli autocontrolli del gestore;
avvio dei procedimenti di riesame per adeguamento alle conclusioni sulle BAT;
attività di produzione di farine per mangimi;
obblighi vari (limiti “tabellari”, tenuta registri, apposizione cartellonistica, iscrizione a albi, ecc.) per gli impianti dotati di A.I.A.;
D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 25/05/2016, n. 14119
Integrazione del formato della modulistica da compilare per la presentazione della domanda di autorizzazione integrata ambientale di competenza statale, con specifico riferimento alla presentazione delle istanze e delle comunicazioni inerenti modifiche ex articolo 29-nonies, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
Il presente provvedimento integra il formato della modulistica, approvata con il D.M. 15/03/2016, n. 86, da compilare per la presentazione della domanda di AIA di competenza statale. Viene previsto che nello specifico caso in cui il gestore di un impianto di cui all'Allegato XII alla Parte II del D. Leg.vo 152/2006 intenda apportare una modifica alla relativa installazione e non abbia chiesto per tale modifica l'attivazione né di un procedimento di VIA, né di un procedimento di verifica di assoggettabilità alla VIA, lo stesso è tenuto a presentare:
una relazione descrittiva delle modifiche progettate, delle motivazioni e delle modalità esecutive;
una checklist, composta da 27 domande, che evidenzi la sussistenza o meno, anche potenziale, di effetti ambientali significativi e negativi per l'ambiente.
D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 15/03/2016, n. 86
Definizione del formato della modulistica da compilare per la presentazione della domanda di autorizzazione integrata ambientale di competenza statale, con specifico riferimento alla presentazione delle informazioni necessarie al fine del riesame ex articolo 29-octies del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
Il provvedimento - considerando che le modifiche normative in seguito intervenute sulla materia rendevano opportuno riformulare la modulistica per la presentazione della documentazione a corredo delle istanze di AIA statale, alla luce dell’esperienza maturata - rinnova la modulistica per l'autorizzazione integrata ambientale di competenza statale. In particolare, avendo constatato che i procedimenti di riesame e di modifica costituiscono allo stato attuale la maggior parte delle casistiche, la nuova modulistica pone tali procedimenti come riferimento principale.
Il provvedimento contiene altresì in allegato una guida alla compilazione.
D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 16/12/2015, n. 274
Direttiva per disciplinare la conduzione dei procedimenti di rilascio, riesame e aggiornamento dei provvedimenti di autorizzazione integrata ambientale di competenza del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.
Il decreto si propone di:
fornire indirizzi alla struttura amministrativa del Ministero per le verifiche di procedibilità delle comunicazioni inerenti modifiche progettate per installazioni già dotate di autorizzazione integrata ambientale statale;
fornire indirizzi alla Commissione istruttoria per l'autorizzazione integrata ambientale-IPPC perle prime valutazioni in ordine alla sostanzialità delle modifiche progettate;
standardizzare maggiormente i pareri istruttori conclusivi definiti dalla Commissione Istruttoria per l'Autorizzazione Integrata Ambientale-IPPC, in particolare per le parti inerenti il quadro prescrittivo proposto e la esplicitazione delle motivazioni in base alle quali sono proposte prestazioni non generalmente raggiungibili da tutte le installazioni prese a riferimento nei documenti comunitari;
individuare i contenuti minimi dei verbali di accertamento, contestazione e notificazione relativi a procedimenti sanzionatori di cui all'articolo 29-quattuordecies, del Codice ambientale di cui al D. Leg.vo 152/2006.
Ulteriori criteri sulle modalità applicative della disciplina in materia di prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento alla luce delle modifiche introdotte dal D.Lgs 4 marzo 2014, n. 46.
Il Provvedimento, alla luce dei chiarimenti forniti dalla D.G. ambiente della Commissione europea, attraverso pareri relativi alle più frequenti domande (FAQ) inerenti l’applicazione della Direttiva 2010/75/UE, anche in riscontro a quesiti pervenuti in merito dalle autorità competenti al rilascio di autorizzazione integrata ambientale (A.I.A.), rende noti gli ulteriori criteri per l’uniforme applicazione sul territorio nazionale della disciplina in materia di “prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento” (IPPC), a seguito dell’entrata in vigore del D. Leg.vo 46/2014.
chiarimenti sulle disposizioni di cui all’art. 29, comma 2, del D. Leg.vo 46/2014;
individuazione delle migliori tecniche disponibili pertinenti all’attività di trattamento a gestione indipendente delle acque reflue;
esclusioni previste per i depuratori di acque reflue urbane;
chiarimenti sulle soglie produttive che determinano l’assoggettabilità ad A.I.A. per l’industria alimentare;
ulteriori chiarimenti relativi all’attività di autodemolizione;
produzione di prodotti chimici;
trattamento di scorie e ceneri;
effetti del D.M. 15/01/2014 sulle A.I.A. vigenti;
conduzione dei procedimenti in assenza di BREF comunitari;
aggiornamento delle A.I.A. dei cementifici che effettuano coincenerimento;
chiarimenti in merito al trattamento fisico-chimico dei rifiuti;
ulteriori indirizzi sulla presentazione della relazione di riferimento.
Circ. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 27/10/2014, n. 22295
Linee di indirizzo sulle modalità applicative della disciplina in materia di prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento, recata dal Titolo III-bis alla parte seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, alla luce delle modifiche introdotte dal decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 46.
Con il documento, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ha fornito i primi indirizzi per l’uniforme applicazione sul territorio nazionale della disciplina in materia di "prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento" (IPPC), a seguito dell'entrata in vigore del D. Leg.vo 04/03/2014, n. 46.
I chiarimenti forniti vertono sui seguenti argomenti:
definizione di sito;
definizione del concetto di attività connessa;
applicazione dell'istituto del rinnovo periodico (non più formalmente contemplato dall’ordinamento);
modalità di gestione dei procedimenti in corso;
presentazione della relazione di riferimento;
soglie delle attività di fabbricazione di prodotti alimentari o mangimi;
chiarimenti in merito alla nozione di pollame;
chiarimenti in merito alla nozione di frantumatori di rifiuti metallici;
oggetto dei controlli;
sospensione dell'autorizzazione;
chiarimenti in merito agli obblighi di pubblicazione;
chiarimenti in merito all'impiego delle linee guida MTD;
primi chiarimenti in merito agli impianti esistenti non già soggetti ad AIA.
Dir. UE 24/11/2010, n. 75
DIRETTIVA 2010/75/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 24 novembre 2010 relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento).
Molte disposizioni devono essere recepite entro il 07/01/2013.
D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 07/02/2007
Formato e modalità per la presentazione della domanda di autorizzazione integrata ambientale di competenza statale.
Il provvedimento stabilisce, ai sensi dell’art. 13, comma 3, del D. Leg.vo 18/02/2005, n. 59, recante «Attuazione integrale della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento», il formato e le modalità, anche telematiche, per la presentazione da parte del gestore al Ministero dell’ambiente della domanda di autorizzazione integrata ambientale (AIA) di competenza statale. Il decreto reca in allegato la sintesi degli elementi informativi da riportare nella modulistica per la presentazione della domanda di autorizzazione integrata ambientale relativa agli impianti di competenza statale. Si tratta del contenuto minimo necessario per consentire al valutatore di avere gli elementi per condurre l’analisi di un impianto di cui all’Allegato V del citato D. Leg.vo 59/2005, con particolare riferimento alle sue interazioni con l’ambiente ed alla logica seguita per le scelte che hanno determinato l’assetto per il quale si richiede l’autorizzazione.
Attuazione integrale della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento.
Il provvedimento ha per oggetto la prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento proveniente dalle attività di cui all'allegato I (Attività energetiche, Produzione e trasformazione dei metalli, Industria dei prodotti minerali, Industria chimica, Gestione dei rifiuti, Altre attività varie) e prevede misure intese ad evitare oppure, qualora non sia possibile, ridurre le emissioni delle suddette attività nell'aria, nell'acqua e nel suolo, comprese le misure relative ai rifiuti e per conseguire un livello elevato di protezione dell'ambiente nel suo complesso.
Il decreto disciplina il rilascio, il rinnovo e il riesame dell'autorizzazione integrata ambientale degli impianti di cui al citato allegato I, nonché le modalità di esercizio degli impianti medesimi, ai fini del rispetto dell'autorizzazione integrata ambientale.
Emissioni degli impianti industriali: D. Leg.vo n. 46/2014
Recepita la Direttiva n. 2010/75/UE relativa alle emissioni industriali. Prevenzione e riduzione dell’inquinamento nell’aria, nell’acqua e nel suolo. Modifiche al D. Leg.vo n. 152/2006 “Codice dell’Ambiente”.
Autorizzazione integrata ambientale: il D. Leg.vo 46/2014 che ha recepito la Direttiva 2010/75/UE
Pubblicato in Gazzetta il Decreto di recepimento della Direttiva 2010/75/UE, che modifica in diverse parti il Codice ambientale. Tutte le modifiche al Codice, i nuovi valori limite di emissione, in alcuni casi più restrittivi di quelli comunitari e loro applicazione agli impianti nuovi o esistenti. Il regime transitorio e le nuove definizioni in base alle quali definire quali sono gli impianti "esistenti".
AIA: novità sulla Relazione di riferimento da allegare all’istanza
Pubblicato il D.M. 17/07/2015, n. 141 che apporta modifiche e integrazioni alla normativa sulle modalità per la redazione della Relazione di riferimento.
Le imprese specializzate nel recupero e smaltimento di rifiuti possono continuare a svolgere l'attività nonostante la mancata conclusione dell'iter di rilascio dell'AIA. Inoltre nuove nozioni di "produttore dei rifiuti", di "deposito temporaneo" e di "raccolta" di cui Codice ambientale e norma per l'Ilva di Taranto.
Tra i metodi per l'istruttoria la novità è la candidatura a due fasi da Italia Oggi Sette
Life, finanziamenti semplificati da Italia Oggi Sette