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Timestamp: 2017-09-26 07:32:27+00:00
Document Index: 67431800

Matched Legal Cases: ['art 87', 'art 14', 'art 6', 'art 4', 'art 8', 'art 1', 'art 118', 'artt 1', 'art 12', 'art 117', 'art 117', 'art 3', 'sentenza ', 'art 120', 'art 118', 'art 24', 'artt 117', 'art 13', 'artt 76', 'art 1', 'artt 3', 'art 174', 'sentenza ', 'art 8', 'art 1', 'art 13', 'art 1', 'art 13', 'art 117', 'art 118', 'art 118', 'artt 117', 'art 117', 'sentenza ', 'art 117', 'art 1', 'art 117', 'art 117', 'art 10', 'art 1', 'art 19', 'art 20', 'art 4', 'art 117', 'art 117', 'art 117', 'art 117', 'art 117', 'artt 118', 'art 13', 'art 117', 'art 118', 'art 118', 'art 117', 'art 1', 'art 13', 'art 13', 'art 117', 'art 118', 'art 1', 'art 118', 'art 32', 'art 174', 'artt 10', 'art 4', 'art 1', 'art 1', 'art 8', 'art 4', 'art 3', 'art 1', 'art 9', 'art 6', 'art 8', 'art 6', 'art 6', 'art 3', 'artt 12', 'art 17', 'art 29', 'art 6', 'art 4', 'art 8', 'art 8', 'art 4', 'art 5', 'art 4', 'art 4', 'art 3']

web-archive-it.com: casarmonia.it - Casarmonia Approfondimento - Rischio Gas Radon
ambiente Mentre negli spazi aperti si disperde rapidamente negli ambienti chiusi può accumularsi con facilità e raggiungere concentrazioni elevate che diventano pericolose per la salute delle persone es nei vespai sotto ai piani terra delle costruzioni che non siano areati I livelli di radon all interno degli ambienti pertanto dipendono da condizioni d uso adeguata ventilazione ventilazione dei vespai sotto ai piani inferiori condizioni meteorologiche e climatiche temperature e pressione
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degli individui è inferiore che nelle abitazioni l esposizione è minore ed è più difficile pertanto raggiungere concentrazioni pericolose Rimangono ovviamente alcuni ambienti di lavoro a rischio miniere grotte e ambienti di lavoro seminterrati o interrati terme nei locali di trattamento con acque e fanghi con elevato contenuto di radon zone geografiche particolari con elevate concentrazioni E stato emanato il Decreto Legislativo n 241 del 26 maggio 2000 che recependo
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prese d aria in pareti contrapposte sui lati freddi e caldi del fabbricato o artificiale mediante ventilatori Un altro insieme di interventi mira invece alla riduzione dell ingresso del radon membrane impermeabili da stendere tra pavimento e sottosuolo sigillatura di crepe e fessure nei muri a contatto del sottosuolo e nel solaio che contiene il pavimento Nelle nuove costruzioni è proprio a partire dall inizio della fase costruttiva che è
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per reti radio a larga banda punto multipunto nelle bande di frequenza all uopo assegnate viene autorizzata dagli Enti locali previo accertamento da parte dell Organismo competente ad effettuare i controlli di cui all articolo 14 della legge 22 febbraio 2001 n 36 della compatibilita del progetto con i limiti di esposizione i valori di attenzione e gli obiettivi di qualita stabiliti uniformemente a livello nazionale in relazione al disposto della citata legge 22 f ebbraio 2001 n 36 e relativi provvedimenti di attuazione L istanza di autorizzazione alla installazione di infrastrutture di cui al comma 1 e presentata all Ente locale dai soggetti a tale fine abilitati Al momento della presentazione della domanda l ufficio abilitato a riceverla indica al richiedente il nome del responsabile del procedimento L istanza conforme al modello di cui al modello A dell allegato n 13 realizzato al fine della sua acquisizione su supporti informatici e destinato alla formazione del catasto nazionale delle sorgenti elettromagnetiche di origine industriale deve essere corredata della documentazione atta a comprovare il rispetto dei limiti di esposizione dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualita relativi alle emissioni elettromagnetiche di cui alla legge 22 febbraio 2001 n 36 e relativi provvedimenti di attuazione attraverso l utilizzo di modelli predittivi conformi alle prescrizioni della CEI non appena emanate In caso di pluralita di domande viene data precedenza a quelle presentate congiuntamente da piu operatori Nel caso di installazione di impianti con tecnologia UMTS od altre con potenza in singola antenna uguale od inferiore ai 20 Watt fermo restando il rispetto dei limiti di esposizione dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualita sopra indicati e sufficiente la denuncia di inizio attivita conforme ai modelli predisposti dagli Enti locali e ove non predisposti al modello B di cui all allegato n 13 Copia dell istanza ovvero della denuncia viene inoltrata contestualmente all Organismo di cui al comma 1 che si pronuncia entro trenta giorni dalla comunicazione Lo sportello locale competente provvede a pubblicizzare l istanza pur senza diffondere i dati caratteristici dell impianto Il responsabile del procedimento può richiedere per una sola volta entro quindici giorni dalla data di ricezione dell istanza il rilascio di dichiarazioni e l integrazione della documentazione prodotta Il termine di cui al comma 9 inizia nuovamente a decorrere dal momento dell avvenuta integrazione documentale Nel caso una Amministrazione interessata abbia espresso motivato dissenso il responsabile del procedimento convoca entro trenta giorni dalla data di ricezione della domanda una conferenza di servizi alla quale prendono parte i rappresentanti delle Amministrazioni degli Enti locali interessati nonché dei soggetti preposti ai controlli di cui all articolo 14 della legge 22 febbraio 2001 n 36 ed un rappresentante dell Amministrazione dissenziente La conferenza di servizi deve pronunciarsi entro trenta giorni dalla prima convocazione L approvazione adottata a maggioranza dei presenti sostituisce ad ogni effetto gli atti di competenza delle singole Amministrazioni e vale altresì come dichiarazione di pubblica utilità indifferibilità ed urgenza dei lavori Della convocazione e dell esito della conferenza viene tempestivamente informato il Ministero Qualora il motivato dissenso a fronte di una decisione positiva assunta dalla conferenza di servizi sia espresso da un Amministrazione preposta alla tutela ambientale alla tutela della salute o alla tutela del patrimonio storico artistico la decisione e rimessa al Consiglio dei Ministri e trovano applicazione in quanto compatibili con il Codice le disposizioni di cui agli articoli 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990 n 241 e successive modificazioni Le istanze di autorizzazione e le denunce di attività di cui al presente articolo nonché quelle relative alla modifica delle caratteristiche di emissione degli impianti già esistenti si intendono accolte qualora entro novanta giorni dalla presentazione del progetto e della relativa domanda fatta eccezione per il dissenso di cui al comma 8 non sia stato comunicato un provvedimento di diniego Gli Enti locali possono prevedere termini più brevi per la conclusione dei relativi procedimenti ovvero ulteriori forme di semplificazione amministrativa nel rispetto delle disposizioni stabilite dal presente comma Le opere debbono essere realizzate a pena di decadenza nel termine perentorio di dodici mesi dalla ricezione del provvedimento autorizzatorio espresso ovvero dalla formazione del silenzio assenso Note all art 87 L art 14 della legge 22 febbraio 2001 n 36 recante Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici magnetici ed elettromagnetici cosi recita Art 14 Controlli Le amministrazioni provinciali e comunali al fine di esercitare le funzioni di controllo e di vigilanza sanitaria e ambientale per l attuazione della presente legge utilizzano le strutture delle Agenzie regionali per la protezione dell ambiente di cui al decreto legge 4 dicembre 1993 n 496 convertito con modificazioni dalla legge 21 gennaio 1994 n 61 Restano ferme le competenze in materia di vigilanza nei luoghi di lavoro attribuite dalle disposizioni vigenti Nelle regioni in cui le Agenzie regionali per la protezione dell ambiente non sono ancora operanti ai fini di cui al comma 1 le amministrazioni provinciali e comunali si avvalgono del supporto tecnico dell Agenzia nazionale per la protezione dell ambiente dei presidi multizonali di prevenzione PMP dell Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro ISPESL e degli ispettori territoriali del Ministero delle comunicazioni nel rispetto delle specifiche competenze attribuite dalle disposizioni vigenti Il controllo all interno degli impianti fissi o mobili destinati alle attività istituzionali delle Forze armate delle Forze di polizia e dei Vigili del fuoco e disciplinato dalla specifica normativa di settore Resta fermo in particolare quanto previsto per le Forze armate e di polizia dagli articoli 1 comma 2 e 23 comma 4 del decreto legislativo 19 settembre 1994 n 626 e successive modificazioni Il personale incaricato dei controlli nell esercizio delle funzioni di vigilanza e di controllo puo accedere agli impianti che costituiscono fonte di emissioni elettromagnetiche e richiedere in conformità alle disposizioni della legge 7 agosto 1990 n 241 e successive modificazioni i dati le informazioni e i documenti necessari per l espletamento delle proprie funzioni Tale personale e munito di documento di
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elettromagnetici i valori di immissione dei campi oggetto del presente decreto calcolati o misurati all aperto nelle aree intensamente frequentate non devono superare i valori indicati nella tabella 3 dell allegato B Detti valori devono essere mediati su un area equivalente alla sezione verticale del corpo umano e su qualsiasi intervallo di sei minuti Per aree intensamente frequentate si intendono anche superfici edificate ovvero attrezzate permanentemente per il soddisfacimento di bisogni sociali sanitari e ricreativi Art 5 Esposizioni multiple Nel caso di esposizioni multiple generate da piu impianti la somma dei relativi contributi normalizzati definita in allegato C deve essere minore di uno In caso contrario si dovrà attuare la riduzione a conformità secondo quanto decritto nell allegato C Nel caso di superamenti con concorso di contributi di emissione dovuti a impianti delle Forze armate e delle Forze di polizia la riduzione a conformità dovrà essere effettuata tenendo conto delle particolari esigenze del servizio espletato Art 6 Tecniche di misurazione e di rilevamento dei livelli di esposizione Le tecniche di misurazione e di rilevamento da adottare sono quelle indicate nella norma CEI 211 7 e o specifiche norme emanate successivamente dal CEI Il sistema agenziale APAT ARPA contribuisce alla stesura delle norme CEI con l approvazione del Ministero dell ambiente e della tutela del territorio Art 7 Aggiornamento delle conoscenze 1 Il Comitato interministeriale di cui all art 6 della legge quadro n 36 2001 procede nei tre anni successivi all entrata in vigore del presente decreto all aggiornamento dello stato delle conoscenze conseguenti alle ricerche scientifiche prodotte a livello nazionale ed internazionale in materia dei possibili rischi sulla salute originati dai campi elettromagnetici Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana Roma 8 luglio 2003 Il Presidente del Consiglio dei Ministri Berlusconi Il Ministro dell ambiente e della tutela del territorio Matteoli Il Ministro della salute Sirchia Allegato A DEFINIZIONI Campo elettrico così come definito nella norma CEI 211 7 data pubblicazione 2001 01 classificazione 216 7 prima edizione Guida per la misura e per la valutazione dei campi elettrici e magnetici nell intervallo di frequenza 100 kHz 300 GHz con riferimento all esposizione umana Campo magnetico così come definito nella norma CEI 211 7 data pubblicazione 2001 01 classificazione 216 7 prima edizione Guida per la misura e per la valutazione dei campi elettrici e magnetici nell intervallo di frequenza 100 kHz 300 GHz con riferimento all esposizione umana Campo di induzione magnetica così come definito nella norma CEI 211 7 data pubblicazione 2001 01 classificazione 216 7 prima edizione Guida per la misura e per la valutazione dei campi elettrici e magnetici nell intervallo di frequenza 100 kHz 300 GHz con riferimento all esposizione umana Frequenza così come definita nella norma CEI 211 7 data pubblicazione 2001 01 classificazione 216 7 prima edizione Guida per la misura e per la valutazione dei campi elettrici e magnetici nell intervallo di frequenza 100 kHz 300 GHz con riferimento all esposizione umana Allegato B estratto da Gazzetta Ufficiale serie generale n 200 DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 luglio 2003 Fissazione dei limiti di esposizione dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete 50 Hz generati dagli elettrodotti IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Vista la legge del 22 febbraio 2001 n 36 e in particolare l art 4 comma 2 lettera a che prevede che con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro dell ambiente di concerto con il Ministro della sanità siano fissati i limiti di esposizione i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità per la protezione dalla esposizione della popolazione nonché le tecniche di misurazione e di rilevamento dei livelli di emissioni elettromagnetiche Visto il proprio decreto in data 23 aprile 1992 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n 104 del 6 maggio 1992 recante i limiti massimi di esposizione ai campi elettrico e magnetico generati alla frequenza industriale nominale 50 Hz negli ambienti abitativi e nell ambiente esterno Visto il proprio decreto in data 28 settembre 1995 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n 232 del 4 ottobre 1995 recante le norme tecniche procedurali di attuazione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 aprile 1992 relativamente agli elettrodotti Vista la raccomandazione del Consiglio dell Unione europea del 12 luglio 1999 pubblicata nella G U C E n L 199 del 30 luglio 1999 relativa alla limitazione dell esposizioni della popolazione ai campi elettromagnetici da 0Hz a 300 GHz Visto il parere del Consiglio superiore di sanità espresso nella seduta del 24 giugno 2002 Preso atto della dichiarazione del Comitato internazionale di valutazione per l indagine sui rischi sanitari dell esposizioni ai campi elettrici magnetici ed elettromagnetici CEM Preso atto che non é stata acquisita l intesa con la Conferenza unificata di cui all art 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997 n 281 Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri adottata nella riunione del 21 febbraio 2003 con la quale é stato deciso che debba avere ulteriore corso il presente decreto Sentite le competenti commissioni parlamentari Sulla proposta del Ministro dell ambiente e della tutela del territorio di concerto con il Ministro della salute Decreta Art 1 Campo di applicazione Le disposizioni del presente decreto fissano limiti di esposizione e valori di attenzione per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete 50 Hz connessi al funzionamento e all esercizio degli elettrodotti Nel medesimo ambito il presente decreto stabilisce anche un obiettivo di qualità per il campo magnetico ai fini della progressiva minimizzazione delle esposizioni I limiti di esposizione i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità di cui al presente decreto non si applicano ai lavoratori esposti per ragioni professionali A tutela delle esposizioni a campi a frequenze comprese tra 0 Hz e 100 kHz generati da sorgenti non riconducibili agli elettrodotti si applica l insieme completo delle restrizioni stabilite nella
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realizzazione dei servizi UMTS banda larga e digitale terrestre La piena conformità alla delega del decreto legislativo impugnato sarebbe comprovata anche dal fatto che con esso si sarebbero razionalizzate le procedure autorizzatorie per l installazione degli impianti di telecomunicazioni come richiedeva l art 1 comma 2 lettera b della delega Il decreto non inciderebbe neppure prosegue l Avvocatura sulla disciplina relativa ai limiti di esposizione ai campi elettromagnetici contenuta nella legge n 36 del 2001 ma al contrario imporrebbe il rispetto dei limiti attualmente fissati nel decreto ministeriale 3 settembre 1997 n 381 In ordine alla denunciata lesione della competenza legislativa concorrente delle Regioni la difesa statale sostiene che la materia cui inerisce il decreto legislativo sia esclusivamente quella della tutela dell ambiente e non già quella del governo del territorio e contesta il rilievo secondo il quale non sarebbe consentito nel caso in esame stabilire una normativa uniforme a livello nazionale poiché alcune Regioni avrebbero già esercitato la loro potestà legislativa in tema di localizzazione degli impianti di telecomunicazioni rammentando come le leggi regionali emanate in questa materia siano state tutte impugnate dal Governo proprio sotto il profilo della violazione della competenza esclusiva statale in materia di ambiente L ulteriore interesse sottostante la disciplina oggetto di impugnazione consisterebbe nella tutela della concorrenza nel settore delle telecomunicazioni che sarebbe certo favorita dalla previsione di procedure autorizzatorie uniformi su tutto il territorio nazionale Quanto alla dedotta violazione dell art 118 Cost l Avvocatura contesta l assunto dei ricorrenti secondo il quale l esigenza di esercizio unitario delle funzioni amministrative non potrebbe costituire un titolo autonomo legittimante l intervento del legislatore statale osservando come sia ancora controversa in dottrina l applicabilità alla legislazione concorrente regionale dei principî di sussidiarietà e di adeguatezza e proseguendo che il limite dell interesse nazionale pur non più menzionato in Costituzione potrebbe comunque essere considerato contenuto implicito del principio di unità e indivisibilità della Nazione 24 Nei giudizi instaurati con i ricorsi delle Regioni Campania Toscana e Marche hanno spiegato intervento le società H3G s p a T I M s p a Telecom Italia Mobile Vodafone Omnitel N V già Vodafone Omnitel s p a Wind Telecomunicazioni s p a in quelli introdotti con i ricorsi delle Regioni Basilicata Emilia Romagna Umbria e Lombardia tutte le società menzionate tranne H3G s p a Tutti gli intervenienti hanno chiesto che le questioni sollevate siano dichiarate improponibili inammissibili e comunque infondate 25 Avverso gli artt 1 3 4 5 6 7 9 e 12 e gli allegati A B C D del decreto legislativo n 198 del 2002 ha proposto ricorso per sollevare questione di legittimità costituzionale e conflitto di attribuzione anche il Comune di Vercelli Il ricorrente ritiene che la propria legittimazione ad impugnare discenderebbe dal fatto che la revisione del Titolo V della Parte II della Costituzione avrebbe attribuito direttamente ai Comuni potestà amministrative e normative che dovrebbero poter essere difese nel giudizio di legittimità costituzionale in via di azione e nel giudizio per conflitto di attribuzione 25 1 Nel giudizio promosso dal Comune di Vercelli si è costituito il Presidente del Consiglio dei ministri rappresentato e difeso dall Avvocatura generale dello Stato il quale preliminarmente ha eccepito il difetto di legittimazione al ricorso da parte del Comune chiedendo che il ricorso sia dichiarato improponibile e inammissibile Ha spiegato intervento con atto pervenuto fuori termine T I M s p a Telecom Italia Mobile 26 In prossimità dell udienza pubblica del 25 marzo tutte le parti nonché gli intervenienti hanno depositato ulteriori memorie difensive 26 1 In via preliminare le Regioni Toscana Marche Basilicata Emilia Romagna Umbria e Lombardia contestano che la disciplina impugnata riguardi infrastrutture inserite nel programma di individuazione delle opere strategiche approvato dal CIPE il 21 dicembre 2001 Si afferma in proposito che in base all allegato 5 richiamato dalla difesa erariale il legislatore avrebbe proceduto solo sulla base di una sintesi del piano degli interventi nel comparto delle telecomunicazioni rinviando a una futura delibera del CIPE l individuazione delle opere ritenute strategiche ciò che peraltro la legge di delega non avrebbe consentito La disciplina impugnata troverebbe dunque applicazione nei confronti di opere che non sarebbero state indicate come strategiche e si sarebbero perciò sottratte alla previa intesa con le Regioni Tale conclusione secondo la Regione Toscana sarebbe confermata dall art 12 del decreto che attribuisce efficacia retroattiva alle norme impugnata Nelle memorie si contesta anzitutto che il decreto legislativo in esame come sostenuto dall Avvocatura si attenga alle materie della tutela della concorrenza memorie delle Regioni Campania Toscana Marche Emilia Romagna Umbria e Lombardia o a quella della tutela dell ambiente e della salute memorie delle Regioni Campania Toscana Marche Basilicata Emilia Romagna Umbria e Lombardia rilevandosi in tale ultimo caso come la relazione al decreto fornisca una indicazione palesemente contraria Del resto si osserva nelle memorie difensive di Toscana Emilia Romagna Umbria e Lombardia la giurisprudenza costituzionale più recente sarebbe chiara nell affermare che in materia di tutela dell ambiente spetterebbe allo Stato solo il potere di fissare standard di tutela uniformi sull intero territorio nazionale non anche di escludere l intervento regionale negli ambiti di propria competenza come sarebbe quello dei lavori pubblici materia non più contemplata negli elenchi dell art 117 commi secondo e terzo Cost La stessa tutela della concorrenza si aggiunge nella memoria delle Marche non potrebbe giustificare la previsione di un procedimento derogatorio delle procedure ordinarie giacché nessuna violazione della par condicio degli imprenditori interessati al settore potrebbe derivare dal rispetto di tali procedure Nella memoria della Regione Toscana si pone in risalto come la disciplina del procedimento di installazione degli impianti non costituisca di per sé una materia e si sostiene che spetterebbe all ente competente legiferare nella materia cui inerisce il procedimento Nelle materie di potestà concorrente come quelle coinvolte dalle disposizioni impugnate il legislatore statale avrebbe dovuto dettare i principî cui il legislatore regionale avrebbe dovuto attenersi nella disciplina legislativa di quel procedimento conformemente del resto a quanto era stato già fatto con la legge n 36 del 2001 Del pari da respingere si sostiene nella memoria dell Emilia Romagna sarebbe la prospettazione della difesa erariale secondo la quale tutte le attività che coinvolgono interessi sovraregionali in forza dei principî di sussidiarietà e di adeguatezza esigerebbero una disciplina unitaria a livello statale Si afferma al riguardo che il decreto legislativo n 198 del 2002 non coinvolgerebbe interessi sovraregionali disciplinando l installazione di vari singoli impianti di comunicazione e che comunque i principî di sussidiarietà e adeguatezza riguardano l allocazione delle funzioni amministrative da parte dei legislatori competenti mentre l allocazione delle funzioni legislative è direttamente posta nell art 117 Cost Ad avviso della Regione Lombardia nell impianto del decreto legislativo impugnato assumerebbe una particolare rilevanza l art 3 comma 2 che sancirebbe l automatica prevalenza dell interesse statale alla installazione delle infrastrutture su tutti gli interessi alla cui tutela sono preposte le autonomie territoriali potendo essa derogare anche agli strumenti urbanistici La difformità di tale automatismo rispetto all ordine costituzionale delle competenze sarebbe stata già riconosciuta dalla Corte costituzionale in altre consimili occasioni si citano ad esempio le sentenze n 524 del 2002 e n 206 del 2001 nelle quali la modifica dello strumento urbanistico senza il consenso della Regione sarebbe stata ritenuta lesiva delle competenze regionali in materia urbanistica Riguardo agli interventi degli operatori di telecomunicazione Tim Wind Vodafone Omnitel e H3G le Regioni Toscana Marche Emilia Romagna e Lombardia ne eccepiscono preliminarmente la inammissibilità e contestano puntualmente le argomentazioni da questi spese avverso i ricorsi regionali 26 2 L Avvocatura generale dello Stato insiste per il rigetto del ricorso Tutti i ricorsi secondo la difesa statale prenderebbero le mosse da una errata impostazione concettuale la totale svalutazione della nozione di rete che assumerebbe un decisivo rilievo tanto sotto il profilo tecnico quanto nei risvolti giuridici per quanto attiene alle infrastrutture di telecomunicazione La natura delle opere in oggetto renderebbe del tutto priva di senso la visione parcellizzata e atomistica dell impianto di telecomunicazione che appare sottesa alle censure di costituzionalità Dalla struttura fenomenica dell oggetto della disciplina discenderebbe dunque la assoluta necessità di fissare su base nazionale limiti e criteri omogenei uniformi e non discriminanti in assenza dei quali una rete non sarebbe neppure configurabile Non potrebbero comunque essere compromessi in assenza di obiettive ragionevoli giustificazioni e di essenziali interessi meritevoli di tutela dall ordinamento la completezza e la funzionalità delle reti e l efficiente espletamento del servizio universale che peraltro costituiscono oggetto di obblighi comunitari Quanto alla denunciata violazione della competenza legislativa concorrente delle Regioni si osserva che la materia cui inerisce il decreto legislativo n 198 deve considerarsi quella della tutela dell ambiente di competenza legislativa esclusiva statale il principale interesse al quale è preordinata la disciplina impugnata sarebbe infatti quello del rispetto dei limiti alle emissioni elettromagnetiche Pur volendo accedere alla ricostruzione dell ambiente come materia trasversale non potrebbe negarsi ad avviso della difesa erariale che il legislatore nazionale possa fissare principî e criteri uniformi per l intero territorio proprio ad evitare distorsioni e impedimenti che metterebbero a rischio la stessa esistenza della rete unitaria Del resto la possibilità per lo Stato di legiferare anche in materie di potestà legislativa concorrente o addirittura esclusiva quando vi sia la necessità di garantire livelli minimi e uniformi di tutela sull intero territorio nazionale sarebbe stata riconosciuta dalla Corte costituzionale con la sentenza n 536 del 2002 Nella fattispecie all esame della Corte un limite alla legislazione regionale sarebbe desumibile dall art 120 comma 1 Cost il quale mira ad escludere che le Regioni possano adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e delle cose tra le Regioni l efficacia di funzionamento della rete potrebbe essere compromessa da normative regionali che frappongano ostacoli alla sua configurazione funzionale e alla circolazione degli apparati di telefonia mobile La normativa statale impugnata sarebbe poi preordinata ad attuare il principio costituzionale della tutela della concorrenza riservata alla competenza esclusiva statale Se non fossero definite procedure certe e uniformi sull intero territorio nazionale prosegue la difesa statale non solo si violerebbe la disciplina comunitaria ma si verrebbe a determinare una anomala distorsione del mercato sia a livello internazionale sia all interno Sarebbe da respingere anche la censura fondata sull asserita lesione dell art 118 Cost essendo possibile sostenere in applicazione del principio di sussidiarietà che le potestà regionali debbano conformarsi agli interessi della comunità regionale mentre tutte le attività che coinvolgono interessi sovraregionali esigono una disciplina unitaria a livello statale anche nelle materie di competenza concorrente L Avvocatura si diffonde infine sulle conseguenze di carattere economico che deriverebbero dall accoglimento dei ricorsi e rammenta come l esigenza di una armonizzazione nell adozione di procedure per l installazione degli impianti di telecomunicazione sia stata espressa anche nella cosiddetta direttiva quadro 2002 21 CE in via di recepimento 26 3 Nelle memorie depositate dalle società TIM s p a Telecom Italia Mobile H3G s p a Wind Telecomunicazioni s p a e Vodafone Omnitel N V si argomenta anzitutto sulla ammissibilità degli interventi proposti e si sostiene che esse sono titolari di un interesse rilevante autonomo e particolarmente qualificato anche in virtù della delibera CIPE n 121 del 21 dicembre 2001 ad ottenere l accertamento della legittimità delle norme impugnate poiché qualora i ricorsi fossero accolti vi sarebbe una diretta e irrimediabile lesione della propria libertà di iniziativa economica Inoltre la società TIM assume che negare la possibilità di intervenire a difesa dei propri interessi concreterebbe una lesione del diritto di difesa che l art 24 Cost assicura come inviolabile e ciò in quanto nell ipotesi di accoglimento dei ricorsi la decisione della Corte risulterebbe incontestabile in altre sedi giudiziarie La medesima società chiede in ogni caso che sia preso in considerazione il contributo informativo che è in grado di offrire a causa della sua specifica competenza di esercente un servizio di rilevanza pubblicistica Nel merito tutti gli atti di intervento si diffondono nell argomentare le ragioni della ritenuta legittimità del decreto legislativo n 198 del 2002 27 Sono intervenuti con atti pervenuti fuori termine il Comune di Roma nel giudizio promosso con il ricorso della Regione Umbria i Comuni di Monte Porzio Catone Pontecurone e Mantova nei giudizi promossi con i ricorsi delle Regioni Campania Toscana Marche Basilicata Emilia Romagna Umbria Lombardia e del Comune di Vercelli il Comune di Polignano a Mare e il Coordinamento delle associazioni consumatori CODACONS nel giudizio promosso con il ricorso della Regione Lombardia 28 All udienza pubblica del 25 marzo 2003 in sede di discussione le parti ricorrenti nonché gli intervenienti hanno illustrato le rispettive ragioni e ribadito le conclusioni già rassegnate negli atti depositati Considerato in diritto 1 Le Regioni Marche Toscana Umbria ed Emilia Romagna e la Provincia autonoma di Trento reg ric nn 9 11 13 15 del 2002 denunciano la legge 21 dicembre 2001 n 443 Delega al Governo in materia di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici ed altri interventi per il rilancio delle attività produttive cosiddetta legge obiettivo il cui unico articolo è impugnato in più commi e segnatamente nei commi da 1 a 12 e nel comma 14 censurati per asserito contrasto con gli articoli 117 118 e 119 della Costituzione La Regione Toscana reg ric n 68 del 2002 impugna per contrasto con gli artt 117 118 e 119 Cost anche l art 13 commi 1 3 4 5 6 e 11 della legge 1 agosto 2002 n 166 Disposizioni in materia di infrastrutture e trasporti che reca alcune modifiche alla legge n 443 del 2001 La Regione Toscana la Provincia autonoma di Bolzano la Regione Marche e la Provincia autonoma di Trento reg ric nn 79 81 e 83 del 2002 denunciano altresì numerosi articoli del decreto legislativo 20 agosto 2002 n 190 Attuazione della legge 21 dicembre 2001 n 443 per la realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale in riferimento agli artt 76 117 118 e 120 Cost nonché allo statuto speciale per il Trentino Alto Adige nel testo approvato con d P R 31 agosto 1972 n 670 Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino Alto Adige Infine le Regioni Campania Toscana Marche Basilicata Emilia Romagna Umbria e Lombardia ed il Comune di Vercelli reg ric nn 84 91 del 2002 impugnano sia l intero testo del decreto legislativo 4 settembre 2002 n 198 Disposizioni volte ad accelerare la realizzazione delle infrastrutture di telecomunicazioni strategiche per la modernizzazione e lo sviluppo del Paese a norma dell art 1 comma 2 della legge 21 dicembre 2001 n 443 sia specificamente numerosi articoli del medesimo decreto legislativo lamentando la violazione degli artt 3 9 32 41 42 44 70 76 77 97 114 117 118 e 119 Cost nonché dell art 174 del trattato istitutivo della Comunità europea 1 1 La stretta connessione per oggetto e per titolo delle norme denunciate tutte contenute nella legge di delega n 443 del 2001 e nei decreti legislativi n 190 e n 198 del 2002 che se ne proclamano attuativi nonché la sostanziale analogia delle censure prospettate dalle ricorrenti rendono opportuna la trattazione congiunta dei ricorsi che vanno quindi decisi con un unica sentenza 2 Prima di affrontare nel merito le censure proposte dalle ricorrenti è opportuno soffermarsi sul contenuto della legge n 443 del 2001 Si tratta di una disciplina che definisce il procedimento da seguire per l individuazione la localizzazione e la realizzazione delle infrastrutture pubbliche e private e degli insediamenti produttivi strategici di preminente interesse nazionale da realizzare per la modernizzazione e lo sviluppo del Paese Il procedimento si articola secondo queste cadenze il compito di individuare le suddette opere da assolversi nel rispetto delle attribuzioni costituzionali delle Regioni è conferito al Governo comma 1 Nella sua originaria versione la disposizione stabiliva che l individuazione avvenisse sentita la Conferenza unificata di cui all art 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997 n 281 a mezzo di un programma formulato su proposta dei Ministri competenti sentite le Regioni interessate ovvero su proposta delle Regioni sentiti i Ministri competenti Il programma doveva tener conto del piano generale dei trasporti e doveva essere inserito nel Documento di programmazione economico finanziaria DPEF con indicazione degli stanziamenti necessari per la realizzazione delle opere Nell individuare le infrastrutture e gli insediamenti strategici il Governo era tenuto a procedere secondo finalità di riequilibrio socio economico fra le aree del territorio nazionale e ad indicare nel disegno di legge finanziaria le risorse necessarie che integrano i finanziamenti pubblici comunitari e privati allo scopo disponibili L originario comma 1 prevedeva infine che in sede di prima applicazione della presente legge il programma è approvato dal Comitato interministeriale per la programmazione economica CIPE entro il 31 dicembre 2001 Il comma 1 dell art 1 della legge n 443 del 2001 è stato modificato dall art 13 comma 3 della legge 1 agosto 2002 n 166 che ha mantenuto in capo al Governo l individuazione delle infrastrutture e degli insediamenti strategici e di preminente interesse nazionale ma ha elevato il livello di coinvolgimento delle Regioni e delle Province autonome introducendo espressamente un intesa in base all art 1 comma 1 attualmente vigente l individuazione delle opere si definisce a mezzo di un programma che è predisposto dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti d intesa con i Ministri competenti e le Regioni o Province autonome interessate Tale programma deve essere inserito sempre nel DPEF ma previo parere del CIPE e previa intesa della Conferenza unificata e gli interventi in esso previsti sono automaticamente inseriti nelle intese istituzionali di programma e negli accordi di programma quadro nei comparti idrici ed ambientali e sono compresi in un intesa generale quadro avente validità pluriennale tra il Governo e ogni singola Regione o Provincia autonoma al fine del congiunto coordinamento e realizzazione delle opere Anche nella sua attuale versione la norma ribadisce tuttavia che in sede di prima applicazione della presente legge il programma è approvato dal CIPE entro il 31 dicembre 2001 Regolata la fase di individuazione delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi strategici e di preminente interesse nazionale la legge n 443 del 2001 al comma 2 conferisce al Governo la delega ad emanare entro 12 mesi dall entrata in vigore della legge uno o più decreti legislativi volti a definire un quadro normativo finalizzato alla celere realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti individuati ai sensi del comma 1 dettando alle lettere da a ad o del medesimo comma 2 i principî e i criteri direttivi per l esercizio del potere legislativo delegato Questi ultimi investono molteplici aspetti di carattere procedimentale sono fissati i moduli procedurali per addivenire all approvazione dei progetti preliminari e definitivi delle opere lettere b e c dovendo risultare quelli preliminari comprensivi di quanto necessario per la localizzazione dell opera d intesa con la Regione o la Provincia autonoma competente che a tal fine provvede a sentire preventivamente i Comuni interessati lettera b sono individuati i modelli di finanziamento tecnica di finanza di progetto lettera a di affidamento contraente generale o concessionario in particolare lettere e ed f e di aggiudicazione lettere g e h ed è predisposta la relativa disciplina anche in deroga alla legge 11 febbraio 1994 n 109 ma nella prescritta osservanza della normativa comunitaria L assetto procedimentale così sinteticamente descritto che trova ulteriore svolgimento in numerose altre disposizioni della legge n 443 del 2001 tra le quali quelle sulla disciplina edilizia commi da 6 a 12 e comma 14 anch esse impugnate si completa con il comma 3 bis introdotto dal comma 6 dell art 13 della legge n 166 del 2002 il quale prevede una procedura di approvazione dei progetti definitivi alternativa a quella stabilita dal precedente comma 2 demandata ad un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri previa deliberazione del CIPE integrato dai Presidenti delle Regioni e Province autonome interessate sentita la Conferenza unificata e previo parere delle competenti commissioni parlamentari 2 1 Questa Corte non è chiamata nella odierna sede a giudicare se le singole opere inserite nel programma meritino di essere considerate strategiche se sia corretta la loro definizione come interventi di preminente interesse nazionale o se con tali qualificazioni siano lese competenze legislative delle Regioni Simili interrogativi potranno eventualmente porsi nel caso di impugnazione della deliberazione approvativa del programma che non ha natura legislativa In questa sede si tratta solo di accertare se il complesso iter procedimentale prefigurato dal legislatore statale sia ex se invasivo delle attribuzioni regionali si deve cioè appurare se il legislatore nazionale abbia titolo per assumere e regolare l esercizio di funzioni amministrative su materie in relazione alle quali esso non vanti una potestà legislativa esclusiva ma solo una potestà concorrente Il nuovo art 117 Cost distribuisce le competenze legislative in base ad uno schema imperniato sulla enumerazione delle competenze statali con un rovesciamento completo della previgente tecnica del riparto sono ora affidate alle Regioni oltre alle funzioni concorrenti le funzioni legislative residuali In questo quadro limitare l attività unificante dello Stato alle sole materie espressamente attribuitegli in potestà esclusiva o alla determinazione dei principî nelle materie di potestà concorrente come postulano le ricorrenti significherebbe bensì circondare le competenze legislative delle Regioni di garanzie ferree ma vorrebbe anche dire svalutare oltremisura istanze unitarie che pure in assetti costituzionali fortemente pervasi da pluralismo istituzionale giustificano a determinate condizioni una deroga alla normale ripartizione di competenze basti pensare al riguardo alla legislazione concorrente dell ordinamento costituzionale tedesco konkurrierende Gesetzgebung o alla clausola di supremazia nel sistema federale statunitense Supremacy Clause Anche nel nostro sistema costituzionale sono presenti congegni volti a rendere più flessibile un disegno che in ambiti nei quali coesistono intrecciate attribuzioni e funzioni diverse rischierebbe di vanificare per l ampia articolazione delle competenze istanze di unificazione presenti nei più svariati contesti di vita le quali sul piano dei principî giuridici trovano sostegno nella proclamazione di unità e indivisibilità della Repubblica Un elemento di flessibilità è indubbiamente contenuto nell art 118 primo comma Cost il quale si riferisce esplicitamente alle funzioni amministrative ma introduce per queste un meccanismo dinamico che finisce col rendere meno rigida come si chiarirà subito appresso la stessa distribuzione delle competenze legislative là dove prevede che le funzioni amministrative generalmente attribuite ai Comuni possano essere allocate ad un livello di governo diverso per assicurarne l esercizio unitario sulla base dei principî di sussidiarietà differenziazione ed adeguatezza E del resto coerente con la matrice teorica e con il significato pratico della sussidiarietà che essa agisca come subsidium quando un livello di governo sia inadeguato alle finalità che si intenda raggiungere ma se ne è comprovata un attitudine ascensionale deve allora concludersi che quando l istanza di esercizio unitario trascende anche l ambito regionale la funzione amministrativa può essere esercitata dallo Stato Ciò non può restare senza conseguenze sull esercizio della funzione legislativa giacché il principio di legalità il quale impone che anche le funzioni assunte per sussidiarietà siano organizzate e regolate dalla legge conduce logicamente ad escludere che le singole Regioni con discipline differenziate possano organizzare e regolare funzioni amministrative attratte a livello nazionale e ad affermare che solo la legge statale possa attendere a un compito siffatto 2 2 Una volta stabilito che nelle materie di competenza statale esclusiva o concorrente in virtù dell art 118 primo comma la legge può attribuire allo Stato funzioni amministrative e riconosciuto che in ossequio ai canoni fondanti dello Stato di diritto essa è anche abilitata a organizzarle e regolarle al fine di renderne l esercizio permanentemente raffrontabile a un parametro legale resta da chiarire che i principî di sussidiarietà e di adeguatezza convivono con il normale riparto di competenze legislative contenuto nel Titolo V e possono giustificarne una deroga solo se la valutazione dell interesse pubblico sottostante all assunzione di funzioni regionali da parte dello Stato sia proporzionata non risulti affetta da irragionevolezza alla stregua di uno scrutinio stretto di costituzionalità e sia oggetto di un accordo stipulato con la Regione interessata Che dal congiunto disposto degli artt 117 e 118 primo comma sia desumibile anche il principio dell intesa consegue alla peculiare funzione attribuita alla sussidiarietà che si discosta in parte da quella già conosciuta nel nostro diritto di fonte legale Enunciato nella legge 15 marzo 1997 n 59 come criterio ispiratore della distribuzione legale delle funzioni amministrative fra lo Stato e gli altri enti territoriali e quindi già operante nella sua dimensione meramente statica come fondamento di un ordine prestabilito di competenze quel principio con la sua incorporazione nel testo della Costituzione ha visto mutare il proprio significato Accanto alla primitiva dimensione statica che si fa evidente nella tendenziale attribuzione della generalità delle funzioni amministrative ai Comuni è resa infatti attiva una vocazione dinamica della sussidiarietà che consente ad essa di operare non più come ratio ispiratrice e fondamento di un ordine di attribuzioni stabilite e predeterminate ma come fattore di flessibilità di quell ordine in vista del soddisfacimento di esigenze unitarie Ecco dunque dove si fonda una concezione procedimentale e consensuale della sussidiarietà e dell adeguatezza Si comprende infatti come tali principî non possano operare quali mere formule verbali capaci con la loro sola evocazione di modificare a vantaggio della legge nazionale il riparto costituzionalmente stabilito perché ciò equivarrebbe a negare la stessa rigidità della Costituzione E si comprende anche come essi non possano assumere la funzione che aveva un tempo l interesse nazionale la cui sola allegazione non è ora sufficiente a giustificare l esercizio da parte dello Stato di una funzione di cui non sia titolare in base all art 117 Cost Nel nuovo Titolo V l equazione elementare interesse nazionale competenza statale che nella prassi legislativa previgente sorreggeva l erosione delle funzioni amministrative e delle parallele funzioni legislative delle Regioni è divenuta priva di ogni valore deontico giacché l interesse nazionale non costituisce più un limite né di legittimità né di merito alla competenza legislativa regionale Ciò impone di annettere ai principî di sussidiarietà e adeguatezza una valenza squisitamente procedimentale poiché l esigenza di esercizio unitario che consente di attrarre insieme alla funzione amministrativa anche quella legislativa può aspirare a superare il vaglio di legittimità costituzionale solo in presenza di una disciplina che prefiguri un iter in cui assumano il dovuto risalto le attività concertative e di coordinamento orizzontale ovverosia le intese che devono essere condotte in base al principio di lealtà 2 3 La disciplina contenuta nella legge n 443 del 2001 come quella recata dal decreto legislativo n 190 del 2002 investe solo materie di potestà statale esclusiva o concorrente ed è quindi estranea alla materia del contendere la questione se i principî di sussidiarietà e adeguatezza permettano di attrarre allo Stato anche competenze legislative residuali delle Regioni Ed è opportuno chiarire fin d ora anche per rendere più agevole il successivo argomentare della presente sentenza che la mancata inclusione dei lavori pubblici nella elencazione dell art 117 Cost diversamente da quanto sostenuto in numerosi ricorsi non implica che essi siano oggetto di potestà legislativa residuale delle Regioni Al contrario si tratta di ambiti di legislazione che non integrano una vera e propria materia ma si qualificano a seconda dell oggetto al quale afferiscono e pertanto possono essere ascritti di volta in volta a potestà legislative esclusive dello Stato ovvero a potestà legislative concorrenti 3 Alla stregua dei paradigmi individuati nei paragrafi che precedono devono essere saggiate le censure che si appuntano sulla legge n 443 del 2001 nella sua versione originaria ed in quella modificata dalla legge n 166 del 2002 3 1 Per primo deve essere esaminato il ricorso della Provincia autonoma di Trento nel quale vengono censurati i commi da 1 a 4 dell art 1 della legge n 443 del 2001 sul parametro dell art 117 Cost Il ricorso è proposto sulla premessa che le competenze provinciali fondate sullo statuto speciale non siano scalfite sarebbero invece lese le attribuzioni spettanti alla Provincia ai sensi dell art 117 Cost in virtù della clausola di favore contenuta nell art 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001 n 3 secondo la quale alle Regioni speciali e alle Province autonome fino all adeguamento dei rispettivi statuti si applica la disciplina del nuovo titolo V nella parte in cui assicura forme di autonomia più ampie rispetto a quelle previste dagli statuti stessi In particolare il comma 5 del denunciato art 1 nel fare salve le competenze delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di cui agli statuti speciali e alle relative norme di attuazione lascerebbe indenni le attribuzioni di cui al d P R 22 marzo 1974 n 381 per il quale per gli interventi concernenti le autostrade art 19 la viabilità le linee ferroviarie e gli aerodromi art 20 lo Stato deve ottenere la previa intesa della Provincia Del pari la posizione della Provincia risulterebbe garantita dal decreto legislativo 16 marzo 1992 n 266 e segnatamente dall art 4 che le riserva la gestione amministrativa di ogni opera che lo statuto non assegni alla competenza statale La Provincia ponendo a base del proprio ricorso la violazione di competenze più ampie rispetto a quelle statutarie che assume derivanti dall art 117 Cost aveva l onere di individuarle nel raffronto con le competenze statutarie che per sua stessa ammissione sono fatte salve dalla legge oggetto di impugnazione Ai fini di una corretta instaurazione del giudizio di legittimità costituzionale la ricorrente non poteva quindi limitarsi al mero richiamo all art 117 Cost Il ricorso è pertanto inammissibile 3 2 In via preliminare va dichiarato inammissibile il congiunto intervento ad adiuvandum dell Associazione Italia Nostra Onlus di Legambiente Onlus dell Associazione italiana per il World Wide Fund For Nature WWF Onlus nel giudizio instaurato con il ricorso della Regione Toscana avverso la legge n 166 del 2002 Va qui ribadito l orientamento consolidato di questa Corte secondo il quale nei giudizi di legittimità costituzionale in via di azione non è ammessa la presenza di soggetti diversi dalla parte ricorrente e dal titolare della potestà legislativa il cui esercizio è oggetto di contestazione cfr da ultimo sentenze n 49 del 2003 n 533 e n 510 del 2002 n 382 del 1999 4 Le Regioni Marche Toscana Umbria ed Emilia Romagna denunciano il comma 1 nella sua prima formulazione lamentando anzitutto la violazione dell art 117 Cost perché la relativa disciplina non sarebbe ascrivibile ad alcuna delle materie di competenza legislativa esclusiva statale e del resto argomentano le ricorrenti non essendo più contemplata dall art 117 Cost la materia dei lavori pubblici di interesse nazionale non sarebbe possibile far riferimento alla dimensione nazionale dell interesse al fine di escludere la potestà legislativa regionale o provinciale Le predette ricorrenti sostengono poi che l individuazione delle grandi opere potrebbe in parte rientrare in uno degli ambiti materiali individuati dall art 117 terzo comma Cost quali porti e aeroporti civili grandi reti di trasporto e di navigazione produzione trasporto e distribuzione nazionale dell energia ma la disposizione censurata da un lato detterebbe una disciplina di dettaglio e non di principio e quindi sarebbe comunque lesiva dell autonomia legislativa regionale dall altro escluderebbe le Regioni dal processo codecisionale che dovrebbe essere garantito attraverso lo strumento dell intesa La Regione Marche denuncia inoltre il medesimo comma 1 per contrasto con gli artt 118 e 119 Cost sul rilievo che non sarebbero stati rispettati i principî di sussidiarietà differenziazione ed adeguatezza e che sarebbe stata lesa l autonomia finanziaria regionale con l attribuzione al Governo del compito di reperire tutti i finanziamenti La Regione Toscana con distinto e successivo ricorso impugna il comma 1 anche nella formulazione modificata dall art 13 comma 3 della legge n 166 del 2002 ribadendo che la disposizione violerebbe l art 117 Cost in quanto non troverebbe fondamento nella competenza legislativa statale esclusiva o concorrente e in ogni caso in quanto detterebbe una disciplina compiuta dettagliata e minuziosa che precluderebbe alla Regione ogni possibilità di scelta La ricorrente deduce altresì la violazione dell art 118 primo comma Cost assumendo che da un lato non sarebbero stati rispettati i criteri di sussidiarietà differenziazione ed adeguatezza dall altro le esigenze di esercizio unitario di cui parla l art 118 Cost non autorizzerebbero una deroga al riparto della potestà legislativa posto dall art 117 Cost Infine sempre ad avviso della Regione Toscana l introduzione di un intesa con le Regioni interessate e con la Conferenza unificata ai fini dell individuazione delle grandi opere non consentirebbe di eliminare i prospettati dubbi di incostituzionalità giacché l intesa non garantirebbe una reale forma di coordinamento paritario in assenza di meccanismi atti ad impedire che essa sia recessiva dinanzi al preminente potere dello Stato che potrebbe procedere anche a fronte del motivato dissenso regionale 4 1 Vanno scrutinate nel merito le censure che le Regioni sollevano avverso il comma 1 dell art 1 della legge n 443 del 2001 anche quelle che ne investono l originaria versione dovendosi escludere che le sopravvenute modifiche recate dall art 13 comma 3 della legge n 166 del 2002 abbiano determinato sul punto una cessazione della materie del contendere Ciò in quanto proprio in base alla disposizione originaria è stato approvato il programma delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi da parte del CIPE con delibera n 121 del 21 dicembre 2001 ed è a tale programma che fa riferimento anche il comma 1 nel testo novellato dall art 13 della legge n 166 del 2002 come può desumersi chiaramente dal fatto che la norma riprendendo in parte la disposizione anteriore stabilisce che in sede di prima applicazione della presente legge il programma è approvato dal CIPE entro il 31 dicembre 2001 Tutte le censure sono infondate e per dar conto di ciò è bene esaminare preliminarmente l impugnazione proposta dalla sola Regione Toscana avverso il comma 1 nel testo sostituito dalla legge 1 agosto 2002 n 166 Quando si intendano attrarre allo Stato funzioni amministrative in sussidiarietà di regola il titolo del legiferare deve essere reso evidente in maniera esplicita perché la sussidiarietà deroga al normale riparto delle competenze stabilito nell art 117 Cost Tuttavia nel caso presente l assenza di un richiamo espresso all art 118 primo comma non fa sorgere alcun dubbio circa l oggettivo significato costituzionale dell operazione compiuta dal legislatore non di lesione di competenza delle Regioni si tratta ma di applicazione dei principî di sussidiarietà e adeguatezza che soli possono consentire quella attrazione di cui si è detto Predisporre un programma di infrastrutture pubbliche e private e di insediamenti produttivi è attività che non mette capo ad attribuzioni legislative esclusive dello Stato ma che può coinvolgere anche potestà legislative concorrenti governo del territorio porti e aeroporti grandi reti di trasporto distribuzione nazionale dell energia etc Per giudicare se una legge statale che occupi questo spazio sia invasiva delle attribuzioni regionali o non costituisca invece applicazione dei principî di sussidiarietà e adeguatezza diviene elemento valutativo essenziale la previsione di un intesa fra lo Stato e le Regioni interessate alla quale sia subordinata l operatività della disciplina Nella specie l intesa è prevista e ad essa è da ritenersi che il legislatore abbia voluto subordinare l efficacia stessa della regolamentazione delle infrastrutture e degli insediamenti contenuta nel programma di cui all impugnato comma 1 dell art 1 Nel congegno sottostante all art 118 l attrazione allo Stato di funzioni amministrative da regolare con legge non è giustificabile solo invocando l interesse a un esercizio centralizzato di esse ma è necessario un procedimento attraverso il quale l istanza unitaria venga saggiata nella sua reale consistenza e quindi commisurata all esigenza di coinvolgere i soggetti titolari delle attribuzioni attratte salvaguardandone la posizione costituzionale Ben può darsi infatti che nell articolarsi del procedimento al riscontro concreto delle caratteristiche oggettive dell opera e dell organizzazione di persone e mezzi che essa richiede per essere realizzata la pretesa statale di attrarre in sussidiarietà le funzioni amministrative ad essa relative risulti vanificata perché l interesse sottostante quale che ne sia la dimensione possa essere interamente soddisfatto dalla Regione la quale nel contraddittorio ispirato al canone di leale collaborazione che deve
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al fine della sua acquisizione su supporti informatici e destinato alla formazione del catasto nazionale delle sorgenti elettromagnetiche di origine industriale deve essere corredata della documentazione atta a comprovare il rispetto dei limiti di esposizione dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità relativi alle emissioni elettromagnetiche di cui alla legge 22 febbraio 2001 n 36 e relativi provvedimenti di attuazione attraverso l utilizzo di modelli predittivi conformi alle prescrizioni della CEI non appena emanate In caso di pluralità di domande viene data precedenza a quelle presentate congiuntamente da più operatori Nel caso di installazione di impianti con tecnologia UMTS o altre con potenza in singola antenna uguale o inferiore ai 20 Watt fermo restando il rispetto dei limiti di esposizione dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità sopra indicati è sufficiente la DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA conforme ai modelli predisposti dagli Enti locali e ove non predisposti ai modello di cui all allegato B Copia dell istanza ovvero della denuncia viene inoltrata contestualmente all ARPA che si pronuncia entro venti giorni dalla comunicazione Lo sportello locale competente provvede a pubblicizzare l istanza pur senza diffondere i dati caratteristici dell impianto Il responsabile dei procedimento può richiedere per una sola volta entro quindici giorni dalla data di ricezione dell istanza il rilascio di dichiarazioni e l integrazione della documentazione prodotta II termine di cui al successivo articolo 6 comma i inizia nuovamente a decorrere dal momento dell avvenuta integrazione documentale Nei caso una amministrazione interessata abbia espresso motivato dissenso il responsabile del procedimento convoca entro trenta giorni dalla data di ricezione della domanda una conferenza di servizi alla quale prendono parte i rappresentanti delle Amministrazioni degli enti locali interessati nonché dei soggetti preposti ai controlli di cui all articolo 14 della legge 22 febbraio 2001 n 36 ed un rappresentante dell Amministrazione dissenziente La conferenza di servizi deve pronunciarsi entro trenta giorni dalla prima convocazione L approvazione adottata a maggioranza dei presenti sostituisce ad ogni effetto gli atti di competenza delle singole amministrazioni e vale altresì come dichiarazione di pubblica utilità indifferibilità ed urgenza dei lavori Della convocazione e dell esito della conferenza viene tempestivamente informato il Ministero delle comunicazioni Qualora il motivato dissenso a fronte di una decisione positiva assunta dalla conferenza di servizi sia espresso da un amministrazione preposta alla tutela ambientale alla tutela della salute o alla tutela del patrimonio storico artistico la decisione è rimessa ai Consiglio dei Ministri e trovano applicazione in quanto compatibili con il presente decreto le disposizioni di cui agli articoli 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990 n 241 Articolo 6 Esiti e conseguenze La istanze di autorizzazione e le denuncie di attività di cui all articolo 5 nonché quelle relative alla modifica delle caratteristiche di emissione degli impiantì già esistenti si intendono accolte qualora entro novanta giorni dalla presentazione dei progetto e della relativa domanda fatta eccezione per il dissenso di cui all articolo 5 comma 7 non sia stato comunicato un provvedimento di diniego Gli enti locali possono prevedere termini più brevi per la conclusione dei relativi procedimenti ovvero ulteriori forme di semplificazione amministrativa nel rispetto delle disposizioni stabilite dal presente comma Le opere debbono essere realizzate a pena di decadenza nei termine perentorio di dodici mesi dalla ricezione del provvedimento autorizzatorio espresso ovvero dalla formazione dei silenzio assenso Articolo 7 Opere civili scavi e occupazione di suolo pubblico Qualora l installazione di infrastrutture di telecomunicazioni presupponga la realizzazione di opere civili o comunque l effettuazione di scavi e l occupazione di suolo pubblico i soggetti interessati sono tenuti a presentare apposita istanza conforme ai modelli predisposti dagli Enti locali e ove non predisposti al modello di cui all allegato C all ente locale ovvero alla figura soggettiva pubblica proprietaria delle aree Il responsabile del procedimento può richiedere per una sola volta entro dieci giorni dalla data di ricezione dell istanza il rilascio di dichiarazioni e la rettifica e o integrazione della documentazione prodotta Il termine di cui al comma 7 inizia nuovamente a decorrere dal momento dell avvenuta integrazione documentale Entro il termine dì trenta giorni dalla data di ricezione dell istanza il responsabile del procedimento può convocare con provvedimento motivato una conferenza di servizi alla quale prendono parte le figure soggettive direttamente interessare dall installazione La conferenza di servizi deve pronunciarsi entro trenta giorni dalla prima convocazione L approvazione adottata a maggioranza dei presenti sostituisce ad ogni effetto gli atti di competenza delle singole amministrazioni e vale altresì come dichiarazione di pubblica utilità indifferibilità ed urgenza dei lavori Qualora il motivato dissenso a fronte di una decisione positiva assunta dalla conferenza di servizi sia espresso da un amministrazione preposta alla tutela ambientale alla tutela della salute o alla tutela del patrimonio storico artistico la decisione è rimessa al Consiglio dei Ministri e trovano applicazione in quanto compatibili con il presente decreto le disposizioni di cui all articolo 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990 n 241 Il rilascio dell autorizzazione comporta l autorizzazione alla effettuazione degli scavi indicati nel progetto nonché la concessione del suolo e o sottosuolo pubblico necessario all installazione delle infrastrutture Il Comune può mettere a disposizione direttamente o per il tramite di una società controllata infrastrutture a condizioni eque trasparenti e non discriminatorie Trascorso il termine di novanta giorni dalla presentazione della domanda senza che l amministrazione abbia concluso il procedimento con un provvedimento espresso ovvero abbia indetto un apposita conferenza di servizi la medesima si intende in ogni caso accolta Nel caso di attraversamenti di strade e comunque di lavori di scavo di lunghezza inferiore ai duecento metri il termine è ridotto a trenta giorni Articolo 8 Condivisione dello scavo e coubicazione dei cavi per telecomunicazion Qualora l installazione delle infrastrutture di telecomunicazioni comporti l effettuazione di scavi all interno di centri abitati gli operatori di telecomunicazione interessati devono provvedere alla comunicazione del progetto in formato elettronico ai Ministero delle Comunicazioni o ad altro ente delegato per consentire il suo inserimento in un apposto archivio telematico affinché
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esistenti individuare i siti di trasmissione e conce dere le autorizzazioni definendone le modalità all installazione degli impianti fissi per telefonia mobile di quelli radioe lettrici e per la radiodiffusione rispettan do i principi stabiliti dal regolamento nazionale e le nuove procedure di sem plificazione definire i tracciati per gli elettrodotti con tensione inferiore a 150 kV prevedendo e segnalando le fasce di rispetto realizzare e gestire i Catasti regionali delle fonti fuse di campi elettrici magne tici ed elettromagnetici costruendo in questo modo una mappa delle condizio ni di esposizione della popolazione concorrere ad approfondire le conoscen ze relative agli effetti sulla salute dell e sposizione a lungo termine ai campi e all individuazione degli strumenti e delle azioni per il raggiungimento degli obietti vi di qualità LEGGE QUADRO PROTEZIONE DALLE ESPOSIZIONI A CAMPI ELETTRICI MAGNETICI ED ELETTROMAGNETICI n 36 2001 Approvata il 14 2 2001 dalla Camera Art 1 Finalità della legge La presente legge ha lo scopo di dettare i principi fondamentali diretti a assicurare la tutela della salute dei lavoratori delle lavoratrici e della popolazione dagli effetti dell esposizione a determinati livelli di campi elettrici magnetici ed elettromagnetici ai sensi e nel rispetto dell art 32 della Costituzione promuovere la ricerca scientifica per la valutazione degli effetti a lungo termine e attivare misure di cautela da adottare in applicazione del principio di precauzione di cui all art 174 par 2 del trattato istitutivo dell UE assicurare la tutela dell ambiente e del pae saggio e promuovere l innovazione tecnologica e le azioni di risanamento volte a minimizzare l intensità e gli effetti dei campi elettrici magne tici ed elettromagnetici secondo le migliori tec nologie disponibili Le Regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono alle finalità della presente legge nell ambito delle competenze ad esse spettanti ai sensi de gli statuti e delle relative norme di attuazione e secondo quanto disposto dai rispettivi ordinamenti Art 2 Ambito di applicazione La presente legge ha per oggetto gli impianti i sistemi e le apparecchiature per usi civili mili tari e delle forze di polizia che possano com portare l esposizione dei lavoratori delle lavora trici e della popolazione a campi elettrici magnetici ed elettromagnetici con frequenze comprese tra 0 Hz e 300 GHz In particolare la pre sente legge si applica agli elettrodotti ed agli im pianti radioelettrici compresi gli impianti per te lefonia mobile i radar e gli impianti per radiodif fusione Le disposizioni della presente legge non si applicano nei casi di esposizione intenzionale per scopi diagnostici o terapeutici Agli apparecchi ed ai dispositivi di uso domestico indivi duale e lavorativo si applicano esclusivamente le disposizioni di cui agli artt 10 e 12 della pre sente legge Nei riguardi delle Forze armate e delle Forze di polizia le norme della presente legge sono applicate tenendo conto delle particolari esi genze al servizio espletato individuate con il decreto di cui all art 4 comma 2 lett a Restano ferme le competenze in materia di sicurezza e salute dei lavoratori attribuite dalle disposizioni vigenti ai servizi sanitari e tecnici i stituiti per le Forze armate e per le Forze di poli zia i predetti servizi sono competenti altresì per le aree riservate od operative e per quelle che presentano analoghe esigenze individuate con il decreto di cui al comma 3 Art 3 Definizioni Ai fini dell applicazione della presente legge si assumono le seguenti definizioni esposizione è la condizione di una persona soggetta a campi elettrici magnetici elettromagnetici o a correnti di contatto di origine artificiale limite di esposizione è il valore di campo e lettrico magnetico ed elettromagnetico consi derato come valore di immissione definito ai fini della tutela della salute da effetti acuti che non deve essere superato in alcuna condizione di e sposizione della popolazione e dei lavoratori per le finalità di cui all art 1 comma 1 lett a valore di attenzione è il valore di campo elet trico magnetico ed elettromagnetico conside rato come valore di immissione che non deve essere superato negli ambienti abitativi scola stici e nei luoghi adibiti a permanenze prolun gate per le finalità di cui all art 1 comma 1 lett b e c Esso costituisce misura di cautela ai fini della protezione da possibili effetti a lungo termine e deve essere raggiunto nei tempi e nei modi previsti dalla legge obiettivi di qualità sono i criteri localizzativi gli standard urbanistici le prescrizioni e le incentivazioni per l utilizzo delle migliori tecnologie disponibili indicati dalle leggi regionali secondo le competenze definite dall art 8 i valori di campo elettrico magnetico ed elet tromagnetico definiti dallo Stato secondo le previsioni di cui all art 4 comma 1 lett a ai fini della progressiva minimizzazione dell espo sizione ai campi medesimi elettrodotto è l insieme delle linee elettriche delle sottostazioni e delle cabine di trasforma zione esposizione dei lavoratori e delle lavoratrici è ogni tipo di esposizione dei lavoratori e delle la voratrici che per la loro specifica attività lavora tiva sono esposti a campi elettrici magnetici ed elettromagnetici esposizione della popolazione è ogni tipo di esposizione ai campi elettrici magnetici ed elet tromagnetici ad eccezione dell esposizione di cui alla lett f e di quella intenzionale per scopi diagnostici o terapeutici stazioni e sistemi o impianti radioelettrici sono uno o più trasmettitori nonché ricevitori o un insieme di trasmettitori e ricevitori ivi com prese le apparecchiature accessorie necessari in una data postazione ad assicurare un servi zio di radiodiffusione radiocomunicazione o ra dioastronomia impianto per telefonia mobile è la stazione ra dio di terra del servizio di telefonia mobile desti nata al collegamento radio dei terminali mobili con la rete del servizio di telefonia mobile impianto fisso per radiodiffusione è la sta zione di terra per il servizio di radiodiffusione te levisiva o radiofonica Art 4 Funzioni dello Stato Lo Stato esercita le funzioni relative alla determinazione dei limiti di esposizione dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità in quanto valori di campo come definiti dall art 3 comma 1 lett d numero 2 in considerazione del preminente interesse nazionale alla definizione di criteri unitari e di normative o mogenee in relazione alle finalità di cui all art 1 alla promozione di attività di ricerca e di spe rimentazione tecnico scientifica nonché al coordinamento dell attività di raccolta di elabo razione e di diffusione dei dati informando an nualmente il Parlamento su tale attività in parti colare il ministro della Sanità promuove avva lendosi di istituzioni pubbliche e private senza fini di lucro aventi comprovata esperienza nel campo scientifico un programma pluriennale di ricerca epidemiologica e di cancerogenesi spe rimentale al fine di approfondire i rischi con nessi all esposizione a campi elettromagnetici a bassa e alta frequenza all istituzione del catasto nazionale delle sor genti fisse e mobili dei campi elettrici magnetici ed elettromagnetici e delle zone territoriali inte ressate al fine di rilevare i livelli di campo pre senti nell ambiente alla determinazione dei criteri di elaborazione dei piani di risanamento di cui all art 9 comma 2 con particolare riferimento alle priorità di in tervento ai tempi di attuazione ed alle modalità di coordinamento delle attività riguardanti più Regioni nonché alle migliori tecnologie disponi bili per quanto attiene alle implicazioni di carat tere economico ed impiantistico all individuazione delle tecniche di misura zione e di rilevamento dell inquinamento elettro magnetico alla realizzazione di accordi di programma con i gestori di elettrodotti ovvero con i proprie tari degli stessi o delle reti di trasmissione o con coloro che ne abbiamo comunque la disponibi lità nonché con gli esercenti di impianti per e mittenza radiotelevisiva e telefonia mobile al fine di promuovere tecnologie e tecniche di co struzione degli impianti che consentano di mini mizzare le emissioni nell ambiente e di tutelare il paesaggio alla definizione dei tracciati degli elettrodotti con tensione superiore a 150 KV alla determinazione dei parametri per la previsione di fasce di rispetto per gli elettrodotti all interno ditali fasce di rispetto non è consen tita alcuna destinazione di edifici ad uso residenziale scolastico sanitario ovvero ad uso che comporti una permanenza non inferiore a quattro ore I limiti di esposizione i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità le tecniche di misurazione e ri levamento dell inquinamento elettromagnetico e i parametri per la previsione di fasce di rispetto per gli elettrodotti di cui al comma 1 lett a e e h sono stabiliti entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge per la popolazione con D P C M su propo sta del ministro dell Ambiente di concerto con il ministro della Sanità sentiti il Comitato di cui all art 6 e le competenti Commissioni parla mentari previa intesa in sede di Conferenza u nificata di cui all art 8 del D Lgs 28 8 97 n 281 di seguito denominata Conferenza unificata per i lavoratori e le lavoratrici ferme restando le disposizioni previste dal D Lgs 19 settembre 1994 n 626 e successive modificazioni con decreto del presidente del Consiglio dei ministri su proposta del ministro della Sanità sentiti i ministri dell Ambiente e del Lavoro e della previ denza sociale il Comitato di cui all art 6 e le competenti Commissioni parlamentari previa intesa in sede di Conferenza unificata Il mede simo decreto disciplina altresì il regime di sor veglianza medica sulle lavoratrici e sui lavora tori professionalmente esposti Qualora entro il termine previsto dal comma non siano state raggiunte le intese in sede di Conferenza unificata il presidente del Consiglio dei ministri entro i trenta giorni successivi adotta i decreti di cui al comma 2 lettere a e b Alla determinazione dei criteri di elaborazione dei piani di risanamento ai sensi del comma 1 lett d si provvede entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della pre sente legge con decreto del presidente del Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell Ambiente sentito il Comitato di cui all art 6 e la Conferenza unificata Le Regioni adeguano la propria legislazione ai limiti di esposizione ai valori di attenzione e limitatamente alla definizione di cui all art 3 comma 1 lett d numero 2 agli obiettivi di qualità previsti dai decreti di cui al comma 2 del presente articolo Per le finalità di cui al presente articolo è au torizzata la spesa di lire 8 000 milioni per cia scuno degli anni 2001 2002 e 2003 per le atti vità di cui al comma 1 lett b di lire 2 000 milioni annue a decorrere dall anno 2001 per le at tività di cui al comma 1 lett c e di lire 5 000 milioni per ciascuno degli anni 2001 2002 e 2003 per la realizzazione degli accordi di pro gramma di cui al comma 1 lett f nonché per gli ulteriori accordi di programma di cui agli artt 12e 13 Art 5 Misure di tutela dell ambiente e del paesaggio Procedimento di autorizzazione alla costruzione e all esercizio di elettrodotti Al fine di tutelare l ambiente e il paesaggio con apposito regolamento adottato entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge ai sensi dell art 17 comma 2 della legge 23 8 88 n 400 e dell art 29 comma 2 lett g del D Lgs 31 3 98 n 112 su proposta dei ministri dei LL PP e per i Beni e le attività culturali previo parere del Comitato di cui all art 6 e sentite le competenti Commis sioni parlamentari sono adottate misure specifi che relative alle caratteristiche tecniche degli impianti e alla localizzazione dei tracciati per la progettazione la costruzione e la modifica di e lettrodotti e di impianti per telefonia mobile e ra diodiffusione Con lo stesso regolamento ven gono indicate le particolari misure atte ad evi tare danni ai valori ambientali e paesaggistici e possono essere adottate ulteriori misure specifi che per la progettazione la costruzione e la modifica di elettrodotti nelle aree soggette a vin coli imposti da leggi statali o regionali nonché da strumenti di pianificazione territoriale e urba nistica a tutela degli interessi storici artistici architettonici archeologici paesaggistici e am bientali fermo restando quanto disposto dal te sto unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali approvato con D Lgs 29 10 99 n 490 e fermo restando il ri spetto dei predetti vincoli e strumenti di pianifi cazione Con il medesimo regolamento di cui al comma 1 sono adottate misure di contenimento del rischio elettrico degli impianti di cui allo stesso comma 1 ed in particolare del rischio di elettrolocuzione e di collisione dell avifauna Con il medesimo regolamento di cui al comma i è definita una nuova disciplina dei procedimenti di autorizzazione alla costruzione e all esercizio degli elettrodotti con tensione su periore a 150 kW in modo da assicurare il ri spetto dei principi della presente legge ferme restando le vigenti disposizioni in materia di va lutazione di impatto ambientale Tale disciplina si conforma inoltre ai seguenti criteri e principi semplificazione dei procedimenti amministra tivi individuazione delle tipologie di infrastrutture a minore impatto ambientale paesaggistico e sulla salute dei cittadini concertazione con le Regioni e gli enti locali interessati nell ambito dei procedimenti ammini strativi di definizione dei tracciati individuazione delle responsabilità e delle procedure di verifica e controllo riordino delle procedure relative alle servitù di elettrodotto e ai relativi indennizzi valutazione preventiva dei campi elettroma gnetici preesistenti Le norme anche di legge che disciplinano i procedimenti indicati al comma 3 individuate dal regolamento di cui al medesimo comma sono abrogate con effetto dalla data di entrata in vigore del regolamento medesimo Art 6 Comitato interministeriale per la pre venzione e la riduzione dell inquinamento elettromagnetico E istituito il Comitato interministeriale per la prevenzione e la riduzione dell inquinamento elettromagnetico di seguito denominato Comitato lì Comitato è presieduto dal ministro dell Am biente o dal sottosegretario all ambiente delegato ed è composto altresì dai ministri o dai sottosegretari delegati della sanità dell univer sità e della ricerca scientifica e tecnologica del lavoro e della previdenza sociale del tesoro del bilancio e della programmazione econo mica dei lavori pubblici dell industria del commercio e dell artigianato per i beni e le attività culturali dei trasporti e della navigazione delle comunicazioni della difesa e dell interno lì Comitato svolge le attività di cui agli articoli 4 comma 1 lett b ed f 12 comma 2 e 13 lì Comitato esprime i pareri di cui agli articoli 4 comma 2 lett a e b 4 comma 4 5 comma 1 e 12 comma 1 lì Comitato svolge funzioni di monitoraggio sugli adempimenti previsti dalla presente legge e predispone una relazione annuale al Parlamento sulla sua attuazione lì Comitato si avvale del contributo che viene reso a titolo gratuito di enti agenzie istituti ed organismi aventi natura pubblica e competenze specifiche nelle diverse materie di interesse della presente legge Per l istituzione e il funzionamento del Comi tato è autorizzata la spesa massima di lire 1 000 milioni annue a decorrere dall anno 2001 Art 7 Catasto nazionale lì catasto nazionale di cui all art 4 comma 1 lett c è costituito entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge dal mini stro dell Ambiente sentiti il ministro della Sanità e il ministro dell industria del commercio e dell artigianato nell ambito del sistema informativo e di monitoraggio di cui all art 8 del D P R 4 6 97 n 335 il catasto nazionale opera in coordinamento con i catasti regionali di cui all art 8 comma 1 lett d Le modalità di inseri mento dei dati sono definite dal ministro dell Ambiente di concerto con il ministro delle Comunicazioni per quanto riguarda l inseri mento dei dati relativi a sorgenti fisse connesse a impianti sistemi ed apparecchiature radioelet trici per usi civili di telecomunicazioni con il ministro dei LL PP e con il ministro dell industria del commercio e dell artigianato per quanto riguarda l inserimento dei dati relativi agli elettrodotti con il ministro dei Trasporti e della naviga zione per quanto riguarda l inserimento dei dati relativi agli impianti di trasporto e con i ministri della Difesa e dell interno per quanto riguarda l inserimento dei dati relativi a sorgenti fisse connesse ad impianti sistemi ed apparecchia ture per usi militari e delle forze di polizia Art 8 Competenze delle Regioni delle Pro vince e dei Comuni Sono di competenza delle Regioni nei ri spetto dei limiti di esposizione dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità nonché dei criteri e delle modalità fissati dallo Stato fatte salve le competenze dello Stato e delle autorità indipendenti l esercizio delle funzioni relative all individua zione dei siti di trasmissione e degli impianti per telefonia mobile degli impianti radioelettrici e degli impianti per radiodiffusione ai sensi della legge 31 7 97 n 249 e nel rispetto del decreto di cui ail art 4 comma 2 lett a e dei principi stabiliti dai regolamento di cui all art 5 la definizione dei tracciati degli elettrodotti con tensione non superiore a 150 KV con la previsione di fasce di rispetto secondo i parametri fissati ai sensi dell art 4 e dell obbligo di segnalarle le modalità per il rilascio delle autorizzazioni alla installazione degli impianti di cui al presente articolo in conformità a criteri di semplificazione amministrativa tenendo conto dei campi elet trici magnetici ed elettromagnetici preesistenti la realizzazione e la gestione in coordina mento con il catasto nazionale di cui all art 4 comma 1 iett c di un catasto delle sorgenti fisse dei campi elettrici magnetici ed elettroma gnetici alfine di rilevare i livelli dei campi stessi nel territorio regionale con riferimento alle con dizioni di esposizione della popolazione l individuazione degli strumenti e delle azioni per il raggiungimento degli obiettivi di qualità di cui all art 3 comma 1 lett d numero 1 il concorso all approfondimento delle cono scenze scientifiche relative agli
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