Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-22441-del-09-09-2019
Timestamp: 2020-08-05 23:10:03+00:00
Document Index: 177863209

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 3', 'art. 24', 'art. 111', 'art. 46', 'art. 737', 'art. 35']

Sentenza Cassazione Civile n. 22441 del 09/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22441 del 09/09/2019
Cassazione civile sez. VI, 09/09/2019, (ud. 04/06/2019, dep. 09/09/2019), n.22441
sul ricorso 23836-2018 proposto da:
difeso dall’avvocato LORENZO TRUCCO;
PROCURA GENERALE, della REPUBBLICA presso la CORTE SUPREMA DI
avverso il decreto n. R.G. 5075/2018 del TRIBUNALE di TORINO,
– che viene proposto ricorso avverso il decreto del Tribunale di Torino n. 2660 del 19 giugno 2018, reiettivo del ricorso avverso il provvedimento negativo della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale;
– che il primo motivo lamenta l’illegittimità costituzionale del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35-bis, per violazione dell’art. 3 Cost., comma 1, dell’art. 24Cost., commi 1 e 2, dell’art. 111 Cost., commi 1, 2 e 5, così come integrato dall’art. 46, par. 3, della direttiva n. 32/2013 e degli artt. 6 e 13 della Cedu, deducendo la difformità rispetto al dettato costituzionale della previsione del rito camerale ex artt. 737 c.p.c. ss. nelle controversie in materia di protezione umanitaria;
– che questa Corte ha già chiarito che “il rito camerale ex art. 737 c.p.c., che è previsto anche per la trattazione di controversie in materia di diritti e di “status”, è idoneo a garantire il contraddittorio anche nel caso in cui non sia disposta l’udienza, sia perchè tale eventualità è limitata solo alle ipotesi in cui, in ragione dell’attività istruttoria precedentemente svolta, essa appaia superflua, sia perchè in tale caso le parti sono comunque garantite dal diritto di depositare difese scritte” (Cass. 17717/2018);
– che questa Corte ha, però, ora chiarito come “nel giudizio di impugnazione della decisione della Commissione territoriale innanzi all’autorità giudiziaria, in caso di mancanza della videoregistrazione del colloquio, il giudice deve necessariamente fissare l’udienza per la comparizione delle parti, configurandosi, in difetto, la nullità del decreto con il quale viene deciso il ricorso, per violazione del principio del contraddittorio. Tale interpretazione è resa evidente non solo dalla lettura, in combinato disposto, del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35-bis, commi 10 ed 11 che distinguono, rispettivamente, i casi in cui il giudice può fissare discrezionalmente l’udienza, da quelli in cui egli deve necessariamente fissarla, ma anche dalla valutazione delle intenzioni del legislatore che ha previsto la videoregistrazione quale elemento centrale del procedimento, per consentire al giudice di valutare il colloquio con il richiedente in tutti i suoi risvolti, inclusi quelli non verbali, anche in ragione della natura camerale non partecipata della fase giurisdizionale” (Cass. 1 7717/ 2018);
La Corte accoglie il secondo motivo del ricorso, disatteso il primo; cassa il decreto impugnato e rinvia innanzi al Tribunale di Torino, in diversa composizione.