Source: http://www.csvsocsolidale.it/approfondimenti-riforma-terzo-settore/
Timestamp: 2020-04-06 10:44:36+00:00
Document Index: 154823261

Matched Legal Cases: ['art 83', 'art. 101', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 22']

Approfondimenti Volontariato e coronavirus
RIFORMA TERZO SETTORE: NORMATIVA AGGIORNATA
Consulta la Normativa sulla Riforma del Terzo settore nella sezione del sito Normativa. Disponibile anche sul sito Cantiere Terzo settore.
In questa sezione sono riportati gli approfondimenti relativi alla Riforma del Terzo settore e agli Enti del Terzo settore.
ASSENZA DI LUCRO E USO DEL PATRIMONIO NEL TERZO SETTORE
Assenza di lucro e uso del patrimonio nel Terzo settore: un nuovo instant book - La pubblicazione è scaricabile gratuitamente insieme alle 10 precedenti dedicate alla riforma e realizzate da CSVnet Lombardia in collaborazione con CSVnet - 26 febbraio 2020
Il nuovo instant book della collana Le Bussole si intitola “L’assenza di scopo di lucro e la destinazione del patrimonio” e approfondisce uno degli aspetti più importanti delle disposizioni introdotte dalla riforma del terzo settore. La pubblicazione, curata da Paolo Pesticcio e realizzato da CSVnet Lombardia in collaborazione con CSVnet, inizia con una analisi panoramica delle disposizioni in materia per poi concentrarsi sul divieto di distribuzione degli utili per gli Ets - Enti di terzo settore (esaminando anche la distribuzione indiretta degli utili e gli aspetti sanzionatori) e sulla devoluzione del patrimonio degli Ets (soffermandosi sull’obbligo di devoluzione del patrimonio in caso di scioglimento ed estinzione, e sulla perdita della qualifica di Ets senza scioglimento ed estinzione). L’instant book si conclude poi con alcune indicazioni circa le questioni legate al periodo transitorio.
BASE SOCIALE DEGLI ETS
Base sociale degli enti di terzo settore, si esprime il ministero - In una nota si ribadiscono i limiti per associazioni di promozione sociale e organizzazioni di volontariato che vogliano associare altri Ets o soggetti senza scopo di lucro. Via libera alle imprese, sia singole che associate, anche in forma di controllo
di Lara Esposito 11 febbraio 2020 -
Così come indicato nella Costituzione, gli enti del terzo settore sono liberi di avere tra i propri soci non solo persone fisiche, ma anche soggetti collettivi. Ogni ente, infatti, è autonomo nell’identificare quale sia la struttura più adatta al perseguimento delle sue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Il Codice del Terzo settore prevede alcune restrizioni per alcune tipologie di enti ed è proprio su di esse che si è espresso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali in una nota del 5 febbraio 2020 inviata in risposta ai quesiti di Regione Piemonte e Forum Nazionale Terzo Settore e diffusa sul sito del ministero per la rilevanza del tema. Ecco le risposte su associazioni di promozione sociale (Aps), organizzazioni di volontariato (Odv) e presenza delle imprese negli enti del terzo settore (Ets).
Facendo un esempio, una Odv può avere nella sua base sociale 10 altre Odv e sino ad un massimo di 5 enti appartenenti ad altre tipologie di Ets o comunque altri enti non lucrativi di cui al Libro I C.c.; viceversa, altro esempio, non si ritiene ammissibile che di una Aps facciano parte solo persone fisiche ed enti del terzo settore o senza scopo di lucro diversi dalle Aps.È ovvio che se un ente voglia superare questi vincoli può farlo liberamente perdendo, però, la qualifica di Odv e Aps e dovendo richiedere l’iscrizione in altra sezione del Runts. Oltre a questi due limiti, non sono previsti ulteriori indicazioni.La Regione Piemonte ha chiesto ulteriori chiarimenti al Ministero sulle indicazioni da inserire nello statuto relative alla presenza nella compagine sociale di Aps e Odv sia di persone fisiche che di enti del terzo settore o senza scopo di lucro. Nella nota si ribadisce che la presenza in qualità di soci di enti non omogenei con la tipologia dell’associante, dovrebbe essere consentito solo se previsto dallo statuto e nel caso in cui nelle stesse basi associative siano presenti, in numero adeguato, enti che abbiano la stessa natura dell’ente interessato (non superando, quindi, il limite del 50%).
La seconda questione su cui si è espresso il Ministero è stata sollevata dal Forum Nazionale del Terzo Settore che ha richiesto un chiarimento su eventuali vincoli per le imprese (comprese quelle for profit) che facciano parte della base associativa degli Ets. La richiesta si estende anche alla possibilità che ne possano detenere il controllo e, se così fosse, se possa essere esercitato da un’unica impresa o eventualmente in forma congiunta.Nel decreto legislativo sulle imprese sociali si ribadisce che gli enti for profit “non possono esercitare attività di direzione e coordinamento o detenere, in qualsiasi forma, anche analoga, congiunta o indiretta, il controllo di un'impresa sociale”. Nel Codice del terzo settore, invece, le imprese non sono menzionate tra i soggetti esclusi dalla qualifica di Ets o che non possano esercitare sugli Ets stessi alcuna forma di direzione, coordinamento e controllo.Alla luce di questo, il ministero ha ribadito che – esclusi i già citati casi di Odv e Aps – le imprese (comprese quelle for profit) possono “costituire o partecipare successivamente alla base alla base associativa degli Ets nonché detenerne il controllo, sia in forma singola (da parte di una unica impresa) che in forma congiunta tra due o più di esse”. L’importante, come in tutti gli altri casi, è che l’ente costituito persegua senza scopo di lucro le finalità civiche solidaristiche e di utilità sociale e lo svolgimento in via esclusiva o principale di una o più attività di interesse generale nelle forme (azione volontaria, erogazione gratuita di denaro, beni o servizi ecc.) proprie della tipologia di enti cui di volta in volta ci si riferisce e sia iscritto al registro unico. Ad esempio, una impresa profit può essere fondatrice e socio unico di una fondazione iscritta al Runts.Circa i controlli su vincoli e limiti previsti per gli Ets, gli uffici del Runts seguiranno gli aspetti relativi alla sussistenza e mantenimento dei requisiti necessari per diventare Ets, il perseguimento delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale e l’adempimento degli obblighi derivanti dall’iscrizione. L’amministrazione finanziaria, invece, farà la vigilanza sui profili fiscali al fine di evitare un uso strumentale ed elusivo delle disposizioni di vantaggio previste nel Codice medesimo per gli Ets.
Donazioni in natura, ecco come accedere ai benefici fiscali - Pubblicato in Gu il decreto che definisce i criteri per usufruire di detrazioni e deduzioni al proprio reddito per erogazioni al terzo settore. Il riferimento è al valore “normale” del bene ma in alcuni casi sarà necessaria una perizia di stima. Necessaria anche una specifica documentazione - di Lara Esposito - 31 gennaio 2020 - Ora anche donare in natura conviene grazie ai benefici fiscali previsti dalla nuova normativa sul terzo settore. Già dal 1 gennaio 2018, infatti, è possibile usufruire di detrazioni o deduzioni dal proprio reddito in caso di erogazioni in denaro.
L’art 83 del D. Lgs. 117/17 (Codice del Terzo Settore) prevede analoghe agevolazioni alle persone fisiche o giuridiche anche in caso di donazioni in natura ma, per renderle operative, è necessaria l’emanazione di un apposito Decreto. Le modalità sono state definite finalmente col decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 28 novembre 2019 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 24 del 30 gennaio 2020.
ATTIVITA' DEL TERZO SETTORE E FISCALITA' PER ALTRI ENTI
Le pubblicazioni sono scaricabili gratuitamente insieme alle otto precedenti uscite dedicate alla riforma nella collana realizzata da CSVnet Lombardia in collaborazione con CSVnet
TERZO SETTORE E FISCALITA': ECCO LE PRIME RISPOSTE DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE
Terzo settore e fiscalità, le prime risposte dell’Agenzia delle Entrate - Su richiesta del Forum nazionale arrivano i primi chiarimenti per organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e Onlus che fino all’operatività del registro potranno usufruire delle precedenti disposizioni.
FONTE http://www.cantiereterzosettore.it di Lara Esposito 30 ottobre 2019
VALUTAZIONE DELL'IMPATTO SOCIALE: LINEE GUIDA
Pubblicate in Gazzetta ufficiale le indicazioni per redigerla secondo criteri e modalità condivise. Tutte le indicazioni per comunicare ai propri stakeholders il valore sociale aggiunto delle proprie attività, i cambiamenti che producono e la loro sostenibilità
di Lara Esposito. Fonte: Cantiere Terzo settore.
LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE. ISTRUZIONI PER L'USO
Il sito “ La riforma. Istruzioni per l’uso” è un’apposita sezione del Cantiere terzo settore, il sito web del progetto “Capacit’Azione. Investire in formazione è costruire il futuro”, condotto dal Forum Terzo Settore Lazio in collaborazione con il Forum nazionale e CSVnet.
Si tratta di una guida online gratuita e accessibile per orientare gli ETS Enti di Terzo settore tra le novità della nuova normativa con oltre 80 schede e un gruppo di esperti composto da commercialisti, avvocati e ricercatori che spiegano in modo semplice tutte le innovazioni della Riforma del Terzo settore.
di Lara Esposito 21 giugno 2019
Gli enti del terzo settore chiamati ad adeguare il proprio statuto alle indicazioni della riforma da oggi hanno uno strumento in più. È online il “ Vademecum per le modifiche statutarie” realizzato nell’ambito del Tavolo tecnico legislativo del Forum Nazionale del Terzo Settore e diffuso tra i propri associati. Come specificato nel testo di presentazione, si tratta di una serie di suggerimenti da utilizzare criticamente e non sostituisce il lavoro che ogni ente, eventualmente consigliato dai professionisti che già lo seguono, dovrà fare. Come si spiega in un articolo del Cantiere terzo settore, il documento è rivolto alle organizzazioni di volontariato (Odv), associazioni di promozione sociale (Aps) e le Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus) tenute ad adeguare gli statuti ma anche a qualsiasi altro tipo di ente non profit che prima o poi voglia iscriversi al registro unico nazionale del terzo settore (Runts).
NUOVA CIRCOLARE SUGLI ADEGUAMENTI STATUTARI
FONTE: http://www.forumterzosettore.it/
La Circolare ministeriale n. 13 del 31 maggio 2019, sugli "Adeguamenti statutari degli Enti del Terzo settore. Ulteriori chiarimenti", a firma del Direttore Generale del terzo settore e della responsabilità sociale delle imprese, fornisce ulteriori chiarimenti in merito alla previsione di cui all'art. 101, comma 2 del D.Lgs. 117/2017 e successive modifiche e integrazioni.
STATUTI DEGLI ETS E VOLONTARIATO
5 PER MILLE: OBBLIGHI DI RENDICONTAZIONE A SEGUITO DEL D. LGS. 111/2017
Cinque per mille: obblighi di rendicontazione a seguito dell’emanazione del D. Lgs. n. 111/2017 - 26 febbraio 2019 - http://www.lavoro.gov.it/notizie/Pagine/5-per-mille-nota-obblighi-rendicontazione-DLgs-111-2017.aspx
Acquisito il parere dell'Ufficio Legislativo di questo Ministero, si ritiene che - in assenza del citato Dpcm attuativo del D. Lgs n. 111/2017 - gli obblighi di rendicontazione del contributo del cinque per mille e di pubblicazione dei rendiconti medesimi continuano ad essere disciplinati dagli artt.12 e 12-bis del D.P.C.M. 23.4.2010, come modificato e integrato dal Dpcm 7.7.2016.
FISCALITA' E DONAZIONI: I NUOVI ISTANT BOOK SULLA RIFORMA DEL TS
Dopo i primi 4 focus su chi sono gli Ets, cosa avviene con il nuovo Codice per le realtà che decideranno di non entrare nel Runts e cosa cambia per le Odv e le Aps, i nuovi instant book chiariscono la spinosa questione delle “ Imposte indirette e dei tributi locali per gli Ets” e le nuove regole sulle donazioni dal titolo “ Saper ricevere le donazioni”. Queste due nuove uscite sono aggiornate con le indicazioni del decreto correttivo al Codice del terzo settore approvato lo scorso 3 agosto e pubblicato in Gazzetta ufficiale l’11 settembre.
Il primo è a firma di Sara Auguadro e Lucia Villani, consulenti del Consorzio Abc, studio specializzato nella gestione contabile e fiscale degli enti del terzo settore. Il testo offre una panoramica sulle principali imposte indirette e tributi locali che interessano gli Ets da quelle sulle successioni e donazioni alle imposte di bollo, dall’Imu e Tasi, all’Irap e l’imposta sugli intrattenimenti.Il secondo instant book è a cura di Carlo Mazzini, esperto di fiscalità e di legislazione del non profit e approfondisce con spiegazioni teoriche, esempi, simulazioni e mettendo a disposizione utili fac simili, le nuove prospettive sulle donazioni. Tante le novità previste con le nuove regole su detrazioni e deduzioni, le differenze tra le donazioni effettuate da persone fisiche e le possibilità per le imprese.
CODICE DEL TERZO SETTORE: LE NOVITA' DEL CORRETTIVO IN 10 PUNTI
L'analisi del civilista esperto di legislazione del non profit: «Tra i vari interventi figurano correzioni di natura puramente formale ed integrazioni sostanziali di un certo rilievo».
http://www.vita.it/it/article/2018/09/12/codice-del-terzo-settore-le-novita-del-correttivo-in-dieci-punti/148996/
Il 10 settembre 2018, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il cd decreto “correttivo” del Codice del terzo settore. È entrato in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione, apportando una serie di modifiche ed integrazioni al Codice. Almeno per ciò che riguarda la parte civilistico-sostanziale (cui le presenti note sono limitate), il decreto non stravolge il precedente assetto normativo, né del resto era questo che ci si poteva attendere da un atto chiamato a “correggere” la disciplina vigente, tenendo conto delle “evidenze attuative nel frattempo emerse”. Il testo, peraltro, riprende sostanzialmente quello già approvato in via preliminare dal precedente Consiglio dei Ministri in data 21 marzo 2018.
Parzialmente modificata risulta la definizione di ente del terzo settore di cui all’art. 4, comma 1, del Codice, poiché dopo le parole “mediante lo svolgimento” sono state aggiunte le parole “in via esclusiva o principale”. Si tratta, tuttavia, di una modifica a carattere puramente “estetico” e dunque priva di rilevanza sostanziale. Infatti, che lo svolgimento di attività di interesse generale dovesse e potesse avvenire “in via esclusiva o principale” risultava già dall’art. 5, comma 1, del Codice, diretto a specificare questo requisito identificativo della fattispecie dell’ente del terzo settore. Il legislatore ha dunque inteso fugare ogni dubbio sul fatto che, se da un lato l’esercizio di attività di interesse generale sicuramente connota gli enti del terzo settore, dall’altro lato, però, tale esercizio non necessariamente deve essere esclusivo, ma potrebbe anche essere soltanto “principale”. Gli enti del terzo settore, pertanto, sono autorizzati a svolgere (se anche il loro statuto lo consente) attività “diverse” da quelle di interesse generale, seppur nei limiti della “secondarietà” e “strumentalità” di cui è parola nell’art. 6 del Codice (e su cui si attende un decreto ministeriale che a questi qualificativi dovrà attribuire un contenuto più specifico).
Proprio all’elenco di attività di interesse generale, contenuto nell’art. 5, comma 1, del Codice, si riferisce il secondo intervento correttivo. La “tutela degli animali e la prevenzione del randagismo, ai sensi della legge 14 agosto 1991, n. 281” viene infatti inserita inclusa tra le attività di interesse generale esercitabili da un ente del terzo settore. Il legislatore non aggiunge un’ulteriore voce alle 26 già presenti, bensì inserisce questa attività di interesse generale nell’ambito della lettera e) dell’elenco di attività di interesse generale, dedicata alla tutela dell’ambiente. Pur non volendosi aggiungere un’autonoma voce, una collocazione più appropriata per questa attività di interesse generale si sarebbe forse potuta trovare, ad esempio in seno alla lettera w), essendo i diritti degli animali riconosciuti anche a livello normativo. La sostanza normativa tuttavia non cambia. E l’integrazione non può che essere valutata e salutata positivamente.
Varie modifiche riguardano l’articolo 13 del Codice, che prevede e disciplina gli obblighi di bilancio in capo agli enti del terzo settore. Si tratta di modifiche volte a rendere più evidente una sostanza normativa che già emergeva da un’attenta interpretazione del testo vigente, ciononostante utili al fine di evitare dibattiti superflui e di rendere ancor più certi agli operatori del terzo settore natura e contenuto dei loro obblighi di rendicontazione. Innanzitutto, al comma 1 dell’articolo in questione la parola “finanziario” è sostituita dalla parola “gestionale”, quasi a correggere un refuso presente nel Codice, poiché dalle indizioni che si dovevano fornire (proventi e oneri, ecc.) era sicuramente ad un “rendiconto gestionale” che già si doveva fare riferimento. Soppressa è poi al comma 2 – che regola il bilancio degli enti del terzo settore con entrate inferiori a 220.000 euro – la parola “finanziario”. È dunque il più semplice “rendiconto per cassa” che gli enti del terzo settore di dimensioni minori potranno redigere per soddisfare i loro obblighi di rendicontazione economica. Riformulato è infine il comma 6 dell’articolo 13, là dove indica il luogo nel quale gli amministratori devono documentare il carattere secondario e strumentale delle attività “diverse” di cui all’articolo 6. A seconda dei casi, e dunque della forma del bilancio di esercizio redatto dall’ente del terzo settore, tale luogo è la relazione di missione (nel caso di bilancio redatto ai sensi del comma 1 dell’articolo 13), l’annotazione in calce al rendiconto per cassa (nel caso di bilancio redatto ai sensi del comma 2 dell’articolo 13) o la nota integrativa al bilancio (nel caso di bilancio redatto ai sensi del comma 5 dell’articolo 13, che – ricordiamo – è il bilancio in forma societaria cui sono tenuti gli enti del terzo settore che esercitano la propria attività esclusivamente o principalmente in forma di impresa commerciale).
Sempre all’articolo 17 è stato inserito un comma 6-bis del seguente tenore: “I lavoratori subordinati che intendano svolgere attività di volontariato in un ente del Terzo settore hanno diritto di usufruire delle forme di flessibilità di orario di lavoro o delle turnazioni previste dai contratti o dagli accordi collettivi, compatibilmente con l'organizzazione aziendale”. Si recupera così una formula già presente nella legislazione previgente alla riforma, ma in un primo tempo ritenuta dal legislatore del Codice superflua, posto che il diritto ivi contemplato non dipende dalla disposizione normativa così come oggi introdotta dal “correttivo”, bensì, pur sempre, dai contratti o accordi collettivi che le forme di flessibilità o turnazioni prevedano.
Di enorme rilevanza sistematica ed impatto pratico è il comma 1-bis, inserito nell’articolo 22 sull’acquisto della personalità giuridica da parte di associazioni e fondazioni del terzo settore. Colma una lacuna del testo vigente, semplificando la vita a quegli enti già costituiti che aspirano a qualificarsi come enti del terzo settore. L’articolo 22, infatti, prevede una procedura particolare, semplificata e rapida (rispetto a quella ordinaria di cui al d.P.R. 361/2000), mediante la quale gli enti del terzo settore possono divenire persone giuridiche ed ottenere così il beneficio della responsabilità limitata di cui all’articolo 22, comma 7, del Codice. Tale procedura prevede l’intervento del notaio (per la redazione dell’atto costitutivo, il controllo di legalità dello statuto e l’iscrizione dell’ente nel registro unico nazionale del terzo settore) e la sussistenza di un patrimonio minimo di 15.000 euro (per le associazioni) e di 30.000 euro (per le fondazioni). Ebbene, il nuovo comma 1-bis consente anche agli enti con personalità giuridica (già ottenuta ai sensi del d.P.R. 361/2000) di iscriversi al registro unico mediante la procedura di cui all’art. 22. In tal modo, si sospende l’efficacia della loro iscrizione presso i registri delle persone giuridiche di prefetture e regioni, con la conseguenza che l’unica autorità di loro riferimento diviene quella che tiene il registro unico nazionale del terzo settore. A quest’ultima (e non alle prefetture) andranno ad esempio notificate le modifiche statutarie ai fini della loro approvazione. L’efficacia dell’iscrizione presso i registri delle persone giuridiche riprenderà vigore nel caso di cancellazione (per qualsiasi ragione) dell’ente dal registro unico nazionale del terzo settore.
All’articolo 30, comma 6, del Codice, sull’organo di controllo interno, si apporta una modifica diretta, anche in questo caso, a rendere più chiara una formulazione originaria non troppo felice. Più precisamente, si dispone adesso che l’organo di controllo di cui all’articolo 30 “può esercitare inoltre, al superamento dei limiti di cui all’articolo 31, comma 1, la revisione legale dei conti. In tal caso l’organo di controllo è costituito da revisori legali iscritti nell’apposito registro”. Com’è noto, infatti, gli enti del terzo settore sono soggetti alla revisione legale dei conti in presenza delle condizioni stabilite dall’articolo 31. La revisione è effettuata da un revisore legale o da una società di revisione legale iscritti negli appositi registri. Tuttavia, nel caso in cui l’ente del terzo settore abbia nominato (o debba nominare) un organo di controllo interno, potrebbe decidere di affidare a quest’ultimo organo anche la revisione legale (quando essa è obbligatoria ai sensi dell’articolo 31 del Codice), evitando così di attribuire il relativo incarico ad un revisore legale esterno. La legge richiede, però, che in tal caso l’organo di controllo interno – il quale, è opportuno ricordarlo, potrebbe anche essere composto da una sola persona – sia interamente composto da revisori legali iscritti negli appositi registri. Impreciso appare tuttavia il “correttivo” là dove fa riferimento al solo comma 1 dell’articolo 31, perché in realtà la nomina di un revisore legale è obbligatoria anche ai sensi del comma 3. Ciò potrebbe dar luogo ad una questione interpretativa che il buon senso dovrebbe sciogliere nella direzione per cui l’eventuale allocazione all’organo di controllo interno della funzione di revisione legale è consentita anche qualora la revisione legale sia obbligatoria ai soli sensi dell’articolo 31, comma 3 (cioè nel caso di costituzione di patrimoni destinati).
Alcune novità afferiscono alla disciplina particolare di organizzazioni di volontariato ed associazioni di promozione sociale. Sono stati innanzitutto modificati gli articoli 32, comma 1, e 35, comma 1, del Codice, per tenere conto della specificità delle ODV e delle APS di secondo livello (totalmente trascurate dalla legislazione preesistente alla riforma). Queste ultime, infatti, non essendo organizzazioni di individui bensì di enti (rispettivamente, di ODV e di APS), non potrebbero avere associati volontari mediante i quali svolgere la propria attività. Correttamente si stabilisce pertanto adesso, con il “correttivo”, che la dimensione volontaria dell’azione di ODV ed APS di secondo (o ulteriore) livello si ottiene e realizza allorché questi enti si avvalgano dell’attività di volontariato delle persone associate alle ODV o APS di primo livello ad esse aderenti. Un numero minimo di associati caratterizza normativamente sia ODV che APS (7 persone fisiche in ODV e APS di primo livello; 3 ODV o 3 APS in quelle di secondo livello). I nuovi commi 1-bis degli articoli 32 e 35 regolano adesso l’ipotesi in cui, successivamente alla sua costituzione (in assenza del numero minimo, infatti, l’ente non potrebbe neanche costituirsi come ODV o APS), questo numero minimo venga meno, prevedendo che esso debba essere reintegrato entro un anno, trascorso il quale invano, l’ente è cancellato dal registro unico nazionale del terzo settore qualora non formuli richiesta di iscrizione in un’altra sezione del medesimo (una sezione, evidentemente, corrispondente ad una tipologia di ente del terzo settore per la quale non sia richiesto un numero minimo di associati).
Alcune modifiche puramente formali riguardano la disciplina particolare degli enti filantropici. L’articolo 38, comma 2, è stato infatti opportunamente allineato alla definizione che di tali enti offre il precedente articolo 37, comma 1. Risulta conseguentemente confermato che gli enti filantropici possono sostenere non soltanto altri enti del terzo settore, ma più in generale persone svantaggiate ed attività di interesse generale, anche se non svolte da enti del terzo settore.
Segnaliamo infine una novità concernente il sistema di controllo dei centri di servizio per il volontariato. Esso si articola non più regionalmente (come in passato), bensì in ambiti territoriali individuati dall’articolo 65. Ebbene, uno di questi ambiti, l’ambito 4 (Veneto e Friuli Venezia Giulia), è stato suddiviso dal “correttivo” in due ambiti, sicché oggi figurano in totale 15 ambiti territoriali, tra cui quelli del Veneto e del Friuli Venezia Giulia come ambiti separati (quest’ultimo andrà a costituire il 15° ambito).
CTS, ECCO COSA CAMBIA CON IL DECRETO CORRETTIVO
È stato approvato nell’ultimo giorno utile, ma il governo chiederà presto una nuova delega per intervenire su molti altri aspetti. Novità positive per il volontariato e sulle esenzioni fiscali, proroga per l’adeguamento degli statuti. CSVnet entra nel Consiglio nazionale terzo settore - di Lara Esposito https://www.csvnet.it/component/content/article/144-notizie/3041-codice-terzo-settore-ecco-cosa-cambia-con-il-decreto-correttivo?Itemid=893
Nell’ultimo giorno utile a disposizione, il governo ha approvato il decreto correttivo al Codice del terzo settore (Cts), recependo parte delle osservazioni avanzate dal mondo del terzo settore nelle commissioni parlamentari. Continua così il percorso verso l’attuazione della riforma ma, da quanto trapela, il governo avrebbe intenzione di presentare al Parlamento un nuovo disegno di legge delega per riformulare numerose questioni riguardanti il terzo settore.
https://www.csvnet.it/component/content/article/144-notizie/3041-codice-terzo-settore-ecco-cosa-cambia-con-il-decreto-correttivo?Itemid=893.
Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 13 del 02 Agosto 2018
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 17 luglio 2018, in esame definitivo, un decreto legislativo che, in attuazione della legge di riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale (legge 6 giugno 2016, n.106), introduce disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 112, relativo alla revisione della disciplina in materia di impresa sociale. Comunicato stampa.
PIU' TEMPO PER I CORRETTIVI DEL CTS
Più tempo per i correttivi del Codice del Terzo settore. Via libera del Senato al Ddl. che eleva da 12 a 16 mesi il termine per adottare integrazioni e correzioni dei decreti attuativi della delega.
Un articolo di www.eutekne.info.
CSVNET CHIEDE DI ENTRARE NEL CNTS
Roma, 4 luglio 2018 - Con la prima audizione avvenuta alla XII commissione Affari sociali della Camera il Parlamento ha avviato le consultazioni con gli enti di terzo settore sullo schema di decreto correttivo al Codice del Terzo settore, uno dei decreti più corposi della riforma e che deve essere approvato entro i primi di agosto.
Un articolo sul “nuovo” cinque per mille nel quadro della Riforma del Terzo settore pubblicato su "Terzo settore, non profit e cooperative - Numero 2 - Aprile / Giugno 2018".
16 ISTANT BOOK GRATUITI PER IL CAMBIAMENTO
Questi i titoli dei primi quattro testi, scaricabili dalle sezioni dedicate dei siti di CSV Lombardia e di CSVnet: “ Chi sono gli enti di Terzo settore”, “ Per chi non è ente del Terzo settore: cosa succede?”, “ Le ODV prima e dopo”, “ Le APS prima e dopo”.
CSV, ONC A PIENO REGIME
L’Organismo nazionale di controllo ( ONC) dei Centri di servizio per il volontariato è pienamente operativo e ha previsto una serie di riunioni a cadenza mensile. È quanto emerso dalla prima seduta, svoltasi l'11 aprile, dove sono stati approfonditi i contenuti dello statuto e sono stati individuati i temi prioritari da trattare.
Sarà poi discussa la riorganizzazione territoriale e l’accreditamento dei CSV secondo i criteri dettati dal Codice del terzo settore. Su questo argomento è intervenuto il presidente di CSVnet Stefano Tabò, il quale ha annunciato all’ONC la messa a disposizione di un focus sul numero dei Centri che raccoglie gli orientamenti maturati dai CSV soci nelle regioni interessate. Il focus è stato consegnato.
Nella prima riunione l’ONC ha operato nella pienezza dei suoi 13 componenti: l’assenza di uno dei membri effettivi è stata infatti coperta dal relativo supplente. «Si è lavorato in un clima molto sereno e costruttivo, - ha commentato Stefano Tabò. - È la condizione ideale per affrontare le questioni che ci terranno impegnati nei prossimi mesi e che avranno bisogno di una grande capacità di discernimento». Quanto al segretario generale, Tabò afferma che «Massimo Giusti è la persona adatta a ricoprire questo ruolo: le sue competenze nel terzo settore e nelle fondazioni di origine bancaria gli garantiscono un’ampia capacità di lettura dei complessi risvolti che caratterizzano la presenza dei CSV in Italia».
Articolo sul 5 per mille
CONSIGLIO NAZIONALE TS
Il Consiglio nazionale Terzo settore approva Linee guida Bilancio sociale
Nasce l’Organismo di controllo dei Centri di servizio per il volontariato -
Mercoledì 11 aprile la prima riunione. Tredici componenti, maggioranza alle fondazioni di origine bancaria, presidente Giuseppe Guzzetti. Al suo interno il presidente di CSVnet, Stefano Tabò, che dice: «Ora può partire la nuova stagione dei CSV, noi a disposizione con la nostra esperienza di 20 anni»
Ed è di grande soddisfazione il commento di Tabò sulla costituzione dell’ONC: «È estremamente importante che, come avevamo chiesto, sia stato varato ed entri in funzione prima del cambio di governo: l’ONC permetterà di sciogliere vari elementi di incertezza e di fissare criteri univoci per il controllo dei CSV: una rete che ha il compito di promuovere il volontariato in tutte le espressioni del terzo settore e in tutta la società».
«Da parte nostra – prosegue il presidente di CSVnet – c’è la piena disponibilità a contribuire al governo della transizione verso la “nuova stagione” dei CSV prevista dalla riforma, forti di una esperienza ventennale e animati da una precisa visione di sviluppo operativo. Siamo certi che, in coerenza con quanto avvenuto durante l’iter della riforma, il dialogo con le altre componenti dell’ONC sarà fruttuoso e rispettoso delle reciproche identità”.
RIFORMA TS: PRIMI CORRETTIVI SU CODICE E IMPRESA
Novità sulla riforma del terzo settore: il Consiglio dei ministri del 21 marzo ha dato il via libera ad ulteriori norme integrative e correttive sia sul Codice del Terzo settore che sul decreto n. 112 che riguarda l’Impresa sociale.
In un articolo pubblicato sul Sole 24 ore del 22 marzo, Giovanni Parente e Gabriele Sepio (consulente del Governo per la riforma) chiariscono meglio l’introduzione di questo “principio di maggiore proporzionalità”: “lo spirito di fondo” - spiegano - “è di uniformare la soglia spartiacque per definire grandi e piccoli enti. È destinato infatti a salire da 100mila a 220mila euro il limite di entrate annue per gli obblighi di trasparenza sui compensi erogati. Mentre, una volta approvato definitivamente il correttivo, basterà un rendiconto per cassa al posto delle scritture contabili per gli enti non commerciali con proventi annui inferiori a 220mila euro (e non entro i 50mila attualmente previsti), in coerenza con il limite oltre il quale scatta l’obbligo del bilancio di esercizio”.
Codice del Terzo settore: efficacia e operatività delle norme
A CHE PUNTO E' LA RIFORMA
Il Forum Nazionale del Terzo settore, in collaborazione con CSVnet, mette a disposizione uno spazio dove sarà possibile seguire, passo passo, il percorso di attuazione della riforma del Terzo settore. A disposizione dei lettori c’è un'infografica riassuntiva e una tabella con tutti gli atti, quelli in itinere, gli organi a cui competono e le scadenze, insieme all’elenco dei provvedimenti che si renderanno via via necessari per chiarire e “preparare” gli atti veri e propri.
COM'E' REGOLATO IL PERIODO TRANSITORIO
Nell'articolo di Gabriele Sepio su Vita.it una lettura della circolare del Ministero del Welfare sulle nuove disposizioni del Codice del Terzo settore. I chiarimenti sono riferiti alle organizzazioni di volontariato (Odv) e alle associazioni di promozione sociale (Aps) per i quali sono già operativi i registri nazionali e/o locali - 15 gennaio 2018.
ONLUS E CTS
Onlus: prospettive alla luce del Codice del Terzo settore
Per gli Enti adeguamento entro 18 mesi.
TELEFISCO E TS
Telefisco e Terzo settore: i chiarimenti dell'Agenzia - Le Onlus già costituite alla data di entrata in vigore del Codice hanno a disposizione diciotto mesi di tempo per modificare i propri statuti e adeguarsi alle nuove disposizioni.
CONTABILITA' - PERSONALITA' GIURIDICA ETS
Obblighi contabili del “ramo” ETS degli enti religiosi
La personalità giuridica (pag. 7)degli ETS ed i rapporti con la disciplina vigente