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Timestamp: 2020-01-24 20:01:13+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 1', 'art. 36', 'art. 9', 'art. 40', 'art. 38', 'art. 36', 'art. 37', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 37', 'art. 40']

Decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1956, n. 321 - Lavoro nei cassoni ad aria compressa
Decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1956, n. 321 - Norme per la prevenzione degli infortuni e l'igiene del lavoro nei cassoni ad aria compressa
Il presente decreto si applica ai lavori eseguiti mediante cassoni ad aria compressa, ai quali siano addetti lavoratori subordinati ai sensi dall'art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547.
Applicazione delle altre disposizioni
per la prevenzione degli infortuni e per l'igiene del lavoro.
b ) nel decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 303, contenente norme generali per l'igiene del lavoro;
c ) nei provvedimenti speciali sugli apparecchi a pressione vigilati dalla Associazione nazionale per il controllo della combustione.
All'osservanza delle norme del presente decreto sono tenuti, per quanto loro spetti e competa, coloro che esercitano le attività indicate nell'art. 1, i dirigenti, i preposti, i lavoratori addettivi ed i medici.
Requisiti dei cassoni e dei camini.
I recipienti per il sollevamento dei materiali devono avere pareti lisce ed essere a sezione trasversale circolare, a diametro crescente dalle sezioni estreme verso quella mediana. Sono ammessi recipienti di altra forma, purchè provvisti di dispositivi esterni atti ad evitare l'intoppo degli orli del recipiente contro i pioli della scala.
Requisiti delle chiusure.
Le porte destinate al passaggio dei materiali, nonchè quelle di accesso e di comunicazione per il personale, devono essere disposte in modo da potersi aprire soltanto nel senso della maggior pressione. É fatta eccezione per la porta inferiore dei tubi di scarico del materiale, la quale deve però essere munita di dispositivo che ne garantisca l'apertura graduale e ne renda possibile la chiusura nonostante la eventuale pressione dell'aria e del materiale.
Nel caso in cui il cassone sia fornito di dispositivi automatici per la estrazione e l'introduzione dei materiali, le chiusure interne ed esterne devono funzionare in modo che l'una non possa aprirsi se l'altra non è chiusa.
Requisiti delle campane.
L'accesso all'interno della campana deve essere sempre possibile, durante il lavovo a complesso in pressione, anche senza l'intervento del personale situato all'interno. La campana deve essere provvista di anticamera o di appendice sufficiente a contenere almeno due persone, dotata di porta a tenuta e funzionante in maniera analoga alla camera di equilibrio.
Qualora la pressione superi le 2,5 atmosfere, la campana deve essere dotata di sedili incernierati contro parete e in corrispondenza della porta di uscita dell'esterno, di una piattaforma della larghezza di almeno m. 0,50, munita di parapetto.
Requisiti delle camere di ricompressione terapeutica.
Apparecchi di controllo e di segnalazione.
a ) la indicazione della impresa o della amministrazione che esegue i lavori;
b ) la indicazione del luogo del cantiere;
c ) il nome, il cognome e l'indirizzo del capo responsabile del cantiere;
d ) la indicazione della durata presuntiva dei lavori;
e ) la indicazione del numero presumibile dei lavoratori che saranno adibiti ai lavori in aria compressa;
f ) la indicazione della pressione massima che si prevede dovrà essere raggiunta;
g ) una descrizione dei lavori e degli impianti prescritti dal presente decreto;
h ) il nome, il cognome e l'indirizzo del medico incaricato del servizio sanitario del cantiere.
Qualora nel corso dei lavori si addivenga alla sostituzione delle persone indicate alle lettere c ) e h ), questa deve essere notificata all'Ispettorato del lavoro.
Qualora nel corso dei lavori, la pressione denunciata venga superata ed ecceda il limite di 3,2 atmosfere, deve esserne data, agli effetti dell'art. 36, secondo comma, preventiva o immediata notizia all'Ispettorato del lavoro, rispettivamente nei casi in cui il superamento di detto limite sia predeterminato ovvero si renda indispensabile per sopravvenute ragioni tecniche contingenti.
Assistenza sanitaria e pronto soccorso.
In luoghi ben visibili del cantiere devono essere affissi cartelli indicanti le generalità ed il recapito del medico, nonchè l'eventuale numero del suo telefono.
Presidî medico-chirurgici.
Il datore di lavoro deve fornire i presidî medico-chirurgici necessari e deve far prestare le prime cure agli individui colpiti da lesioni derivanti dal lavoro in aria compressa, secondo le modalità e le indicazioni che saranno stabilite con decreto del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale.
Trasporto degli infortunati.
Denuncia di infortunio o di malattia.
Il registro e, nel caso in cui sia installato, ai sensi dall'art. 9, un manometro del tipo a registrazione automatica, i relativi grafici devono essere conservati per la durata di un anno presso il cantiere o, nel caso di chiusura di questo, presso la sede dell'impresa, a disposizione degli ispettori del lavoro.
Documento personale.
Il lavoratore deve portare sempre con sè il predetto documento e restituirlo al datore di lavoro, nel caso in cui abbia cessato di lavorare in aria compressa.
Spogliatoi - Camere di riposo - Latrine.
a ) di un locale ad uso spogliatoio, rispondente ai requisiti stabiliti dall'art. 40 del decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 303, contenente norme generali per l'igiene del lavoro ed essere fornito di mezzi adatti ad asciugare gli abiti da lavoro;
b ) di una camera di riposo, contigua e comunicante con lo spogliatoio, aereata, illuminata e riscaldata durante la stagione fredda, nonchè fornita di panche e di coperte di lana;
c ) di lavandini e latrine sistemati in locali idonei, protetti dalle intemperie e posti nelle immediate vicinanze dello spogliatoio e della camera di riposo.
Bagni a doccia.
I lavoratori hanno l'obbligo di fare il bagno e di osservare i turni all'uopo stabiliti a sensi del citato art. 38.
L'aria da immettere nel cassone e nella campana deve essere prelevata in luogo che dia garanzia di sufficiente purezza e, all'uscita dai compressori, deve essere depurata dai prodotti di ossidazione degli olii lubrificanti.
Arresto dell'afflusso dell'aria.
Temperatura nella campana.
a ) durante la stagione estiva, a refrigerare l'aria all'uscita dai compressori, a ricoprire la campana con stuoie, tende e simili ed a rinfrescare il serbatoio dell'aria con irrorazione di acqua;
b ) durante la stagione invernale, a proteggere la campana dalla dispersione termica a mezzo di adatta copertura e, ove occorra, a riscaldarla.
Apparecchi ed impianti elettrici per il complesso.
Quando sia stata accertata la presenza di grisù o di altri gas infiammabili, non possono essere installati all'interno del complesso impianti elettrici di illuminazione di alcun genere; i lavoratori devono essere provvisti di lampade individuali di sicurezza, preferibilmente del tipo ad accumulatori, ma comunque a tenuta stagna.
Il motore azionante l'argano deve essere installato all'esterno della campana. Se trattasi di motore elettrico, questo deve essere isolato rispetto alla campana ed agli elementi del complesso. La trasmissione del moto all'albero motore dell'argano deve avvenire per l'interposizione di mezzi isolanti quando l'argano sia elettricamente isolato dalla campana. La carcassa del motore e degli altri apparecchi elettrici che lo corredano devono essere collegati elettricamente a terra attraverso un conduttore sussidiario incorporato nel cavo adduttore della corrente.
Il circuito ed ogni altro argano del comando elettrico a distanza devono essere, per la parte situata all'interno, a tenuta stagna quando anche solo si sospetti la presenza di grisù e di altri gas infiammabili.
Comunicazione fra campana e terra ferma.
Segnalazioni tra l'interno e l'esterno.
Nel cantiere deve essere predisposto un codice di segnali da usarsi nelle varie eventualità; copie chiare e facilmente leggibili di esso devono essere esposte all'interno ed all'esterno della campana, nonchè in altri punti del cantiere.
Compressione e decompressione.
La decompressione deve essere effettuata a velocità uniforme per le pressioni non superiori a 1,5 atmosfere. Quando la pressione supera tale limite, la decompressione deve essere effettuata in modo da ridurre rapidamente la pressione iniziale alla metà con la velocità di un decimo di atmosfera al minuto primo; la restante pressione, in particolare quella compresa tra 0,5 e l'atmosferica, deve essere ridotta più lentamente, in modo, tuttavia, che la durata totale della decompressione risulti pari a quella indicata nella tabella di cui all'art. 36.
Qualora l'Ispettorato del lavoro abbia, ai sensi del secondo comma del successivo art. 37, consentito l'unificazione dei periodi di lavoro, i tempi stabiliti per la decomposizione devono essere aumentati:
a ) di 5 minuti per le pressioni non eccedenti le 1,5 atmosfere;
b ) di 10 minuti per le pressioni comprese tra 1,5 e 2,5 atmosfere;
c ) di 15 minuti per le pressioni eccedenti le 2,5 atmosfere.
I tempi di decompressione possono essere ridotti di non più della metà del caso di lavoratori che non abbiano svolto lavori fisici e che non siano rimasti in aria compressa per più di un'ora.
Stabilità dei cassoni.
a ) nell'interno dei cassoni si devono usare esplosivi che sviluppino il meno possibile gas tossici ed a bilancio positivo di ossigeno;
b ) quando si operi in presenza di grisù o di altri gas infiammabili, si devono impiegare esclusivamente esplosivi aventi buoni requisiti di sicurezza contro detti gas;
c ) l'accensione delle mine deve avvenire di preferenza elettricamente, a meno che non si tema la presenza di gas infiammabili, nel qual caso l'accensione elettrica è obbligatoria;
d ) prima del brillamento delle mine, i lavoratori devono uscire dai cassoni e le portelle di comunicazione fra le campane ed i cassoni stessi devono essere chiuse.
Lavori in terreni grisutosi.
Quando si debba operare in terreni grisutosi o comunque si sospetti la presenza di grisù o di altri gas naturali infiammabili all'interno del complesso in pressione, la presenza del gas deve essere periodicamente controllata dal personale esperto mediante idonei strumenti misuratori a batteria, muniti di quadrante graduato.
Divieto del lavoro alle donne.
Requisiti fisici e visita medica.
a ) i lavoratori che ne facciano richiesta;
b ) gli operai ed i capi squadra che riprendano il lavoro dopo una assenza per malattia;
c ) gli operai ed i capi squadra che per qualsiasi altra causa non abbiano lavorato in aria compressa per un periodo superiore ai 15 giorni.
Il datore di lavoro deve altresì visitare gli impiegati e i dirigenti che debbano accedere nei complessi in pressione. Le visite devono essere ripetute dopo assenze per malattia e quando i predetti lavoratori non abbiano avuto occasione di accedere nei complessi per un periodo superiore a 15 giorni.
Le spese derivanti dalle visite mediche nel presente articolo sono a carico del datore di lavoro.
a ) riportare nella scheda conforme al modello B, allegato al presente decreto, le note rilevate nel corso delle visite mediche di cui all'articolo precedente;
b ) comunicare per iscritto al datore di lavoro l'esito delle visite.
Durata del lavoro.
|Pressione in|   Durata   |   Durata   |   Durata   |  Durata  |
| atmosfere  |massima  del| minima dei | minima dei |minima dei|
| (oltre la  |  lavoro in |  tempi di  |tempi di de-|  riposi  |
| pressione  |    aria    |compressione|compressione|intermedi |
|  normale)  |  compressa |            |            | tra  un  |
|            | durante le |            |            |periodo e |
|            |   24 ore,  |            |            |l'altro di|
|            |  esclusi i |            |            |lavoro per|
|            | periodi di |            |            |  ciascun |
|            |compressione|            |            |lavoratore|
|            |e  di decom-|            |            |          |
|            | pressione  |            |            |          |
-------------+------------+------------+------------+-----------
|da 0   a 1  |ore    7,30 |1 minuto per| Minuti  10 | ore  1   |
| " 1   a 1,5| "     7    |  ogni 0,2  |    "    20 |  "   1   |
| " 1,5 a 2  | "     5,45 |  atmosfere |    "    30 |  "   1,30|
| " 2   a 2,5| "     4    |            |    "    45 |  "   2,30|
| " 2,5 a 2,8| "     2,45 |            |    "    55 |  "   3   |
| " 2,8 a 3  | "     2    |            |    "    60 |  "   4   |
| " 3   a 3,2| "     1,30 |            |    "    70 |  "   5   |
Per i lavoratori che siano adibiti al lavoro in aria compressa per la prima volta, o che lo riprendano dopo una interruzione di almeno un anno, la durata del lavoro deve essere ridotta a metà:
a ) per il primo giorno, quando la pressione non superi le due atmosfere;
b ) per i primi due giorni, quando la pressione superi detto limite.
Periodi di lavoro e di riposo.
a ) per le pressioni fino a 2,5 atmosfere, deve essere concesso agli operai un riposo intermedio di almeno mezz'ora da trascorrere nel cassone, fermi restando i limiti di durata massima del lavoro in aria compressa;
b ) per le pressioni eccedenti le 2,5 atmosfere, deve essere ridotta di un quinto la durata massima del lavoro.
Tra la fine di un turno giornaliero di lavoro, effettuato in uno o due periodi, e l'inizio del turno successivo per gli stessi lavoratori devono trascorrere di norma almeno 12 ore. In caso di cambiamento di turni, i lavori eseguiti a pressione non superiore a 1,5 atmosfere, detto intervallo può ridursi fino a 8 ore, purchè tale evenienza non si verifichi più di una volta la settimana.
Tabelle della durata del lavoro.
e dei tempi di compressione e di decompressione.
Disciplina del personale.
Durante il lavoro in aria compressa è vietato fumare e fare uso di bevande alcooliche.
Il lavoratore che mostri di avere abusato di bevande alcooliche non può essere ammesso nei cassoni se non dopo almeno 24 ore.
Il datore di lavoro deve escludere definitivamente dal lavoro nei cassoni i lavoratori che facciano uso smodato ed abituale di bevande alcooliche.
Contravvenzioni commesse dai datori di lavoro e dirigenti.
a ) con l'ammenda da L. 200.000 a L. 300.000 per l'inosservanza delle norme di cui agli articoli 4, 5, 6, primo, terzo, quarto, sesto, settimo e ottavo comma, 8, 11, 14, 21 primo e terzo comma, 22, 25, 28, 29, 30 lettere a ), b ), c ), d ), del primo comma, terzo comma, 31, 33, 36 primo e terzo comma. Nei casi di maggiore gravità i trasgressori sono puniti con l'arresto fino a tre mesi. Alle stesse penalità soggiacciono i datori di lavoro e i dirigenti che non osservano le prescrizioni rilasciate dall'Ispettorato del lavoro ai sensi degli articoli 12, quinto comma, 21, secondo comma, 36, secondo comma;
b ) con l'ammenda da L. 100.000 a L. 200.000 per l'inosservanza delle norme di cui agli articoli 7, 9, 12 primo e terzo comma, 13, 18, 23, 24, 26, 27 primo e terzo comma, 32, 37 primo e terzo comma, 38, 40 secondo e terzo comma. Alle stesse penalità soggiacciono i datori di lavoro e i dirigenti che non osservano le prescrizioni rilasciate dall'Ispettorato del lavoro ai sensi dell'art. 19 primo comma;
c ) con l'ammenda da L. 50.000 e L. 100.000 per l'inosservanza delle norme di cui agli articoli 6 secondo comma, 10, 12 quarto comma, 15, 16, 20, 27 secondo e quarto comma, 35 secondo comma, 39;
d ) con l'ammenda di L. 5000, con un massimo di L. 100.000, per ogni lavoratore cui si riferisce l'inosservanza delle norme sancite dagli articoli 17 primo comma, 34.
a ) con l'ammenda da L. 10.000 a L. 20.000 per l'inosservanza delle norme di cui agli articoli 22 primo comma, 28, 31 secondo comma, 40 primo e secondo comma. Nei casi di maggiore gravità, i trasgressori sono puniti con l'arresto fino a tre mesi;
b ) con l'ammenda da L. 5000 a L. 10.000 per l'inosservanza della norma di cui all'art. 20, nonchè per non avere esercitato la dovuta vigilanza sui lavoratori per l'osservanza da parte di questi delle norme di cui all'art. 37 quarto e quinto comma.
a ) con l'ammenda da L. 2500 e L. 5000 per l'inosservanza delle norme di cui all'art. 40 primo comma. Nei casi di maggiore gravità, i trasgressori sono puniti con l'arresto fino a tre mesi;
b ) con l'ammenda da L. 1000 a L. 2500 per l'inosservanza delle norme di cui agli articoli 17 secondo comma, 19 secondo comma, 37 quarto e quinto comma.
Contravvenzioni commesse dai medici.
I medici sono puniti con l'ammenda da L. 5000 a L. 10.000 per l'inosservanza delle norme di cui agli articoli 12 secondo comma, 35 primo comma.
(Allegati omessi).