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Timestamp: 2019-06-17 17:35:04+00:00
Document Index: 50810633

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 47', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 49', 'art. 4', 'art. 1']

Esame Avvocato 2016, ecco le nuove regole
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Di seguito il Decreto contenente le nuove regole relative all’esame di avvocato.
Tra le novità ci saranno aule d’esame a prova di radar (si legge … “monitoraggio delle spettro radioelettrico con schermatura delle frequenze della telefonia cellulare e dei collegamenti wi-fi”) e le tracce saranno spedite via Pec dal Ministero della Giustizia al Presidente della Commissione distrettuale.
Per la prova orale le domande saranno estratte a sorte da specifici database gestiti direttamente dal Ministero della Giustizia.
Infine, stando a quanto riportato dall’art. 5, la correzione dei compiti dovrà avvenire i un tempo massimo di 6 mesi dalla data in cui si sono svolte le prove scritte.
Visto l’articolo 1, comma 3, l’articolo 46, comma 6 e l’articolo
47, della legge 31 dicembre 2012, n. 247;
Sentito il parere del Consiglio nazionale forense, espresso il 22
consultiva per gli atti normativi, in via interlocutoria,
nell’adunanza del 18 giugno 2015;
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 27 agosto 2015;
effettuata con nota del 2 dicembre 2015;
Oggetto del regolamento. Definizioni
1. Il presente regolamento disciplina le modalita’ e le procedure
per lo svolgimento dell’esame di Stato per l’abilitazione
all’esercizio della professione forense e per la valutazione delle
b) «commissione centrale»: la commissione di cui all’articolo 47,
comma 1, della legge;
c) «commissione distrettuale»: la sottocommissione di cui
all’articolo 47, comma 2, della legge;
d) «sottocommissione distrettuale»: la sottocommissione di cui
all’articolo 47, comma 3, della legge.
– Si riporta il testo degli articoli 1, comma 3, 46 e
47 della legge 31 dicembre 2012, n. 247 (Nuova disciplina
dell’ordinamento della professione forense):
«Art. 1 (Disciplina dell’ordinamento forense). In
3. All’attuazione della presente legge si provvede
della giustizia, ai sensi dell’art. 17, comma 3, della
legge 23 agosto 1988, n. 400, entro due anni dalla data
giorni dalla richiesta, sentiti i consigli dell’ordine
comunicati, perche’ su di essi sia espresso, nel termine di
da 4. a 6. (Omissis).».
«Art. 46 (Esame di Stato). – 1. L’esame di Stato si
articola in tre prove scritte ed in una prova orale.
2. Le prove scritte sono svolte sui temi formulati dal
Ministro della giustizia ed hanno per oggetto:
a) la redazione di un parere motivato, da scegliere tra
due questioni in materia regolata dal codice civile;
b) la redazione di un parere motivato, da scegliere tra
due questioni in materia regolata dal codice penale;
c) a redazione di un atto giudiziario che postuli
conoscenze di diritto sostanziale e di diritto processuale,
su un quesito proposto, in materia scelta dal candidato tra
il diritto privato, il diritto penale ed il diritto
3. Nella prova orale il candidato illustra la prova
scritta e dimostra la conoscenza delle seguenti materie:
ordinamento e deontologia forensi, diritto civile, diritto
penale, diritto processuale civile, diritto processuale
penale; nonche’ di altre due materie, scelte
preventivamente dal candidato, tra le seguenti: diritto
costituzionale, diritto amministrativo, diritto del lavoro,
diritto commerciale, diritto comunitario ed internazionale
privato, diritto tributario, diritto ecclesiastico,
4. Per la valutazione di ciascuna prova scritta, ogni
componente della commissione d’esame dispone di dieci punti
di merito; alla prova orale sono ammessi i candidati che
abbiano conseguito, nelle tre prove scritte, un punteggio
complessivo di almeno 90 punti e un punteggio non inferiore
a 30 punti in ciascuna prova.
5. La commissione annota le osservazioni positive o
negative nei vari punti di ciascun elaborato, le quali
costituiscono motivazione del voto che viene espresso con
un numero pari alla somma dei voti espressi dai singoli
componenti. Il Ministro della giustizia determina, mediante
sorteggio, gli abbinamenti per la correzione delle prove
scritte tra i candidati e le sedi di corte di appello ove
ha luogo la correzione degli elaborati scritti. La prova
orale ha luogo nella medesima sede della prova scritta.
6. Il Ministro della giustizia, sentito il CNF,
disciplina con regolamento le modalita’ e le procedure di
svolgimento dell’esame di Stato e quelle di valutazione
delle prove scritte ed orali da effettuare sulla base dei
a) chiarezza, logicita’ e rigore metodologico
b) dimostrazione della concreta capacita’ di soluzione
di specifici problemi giuridici;
c) dimostrazione della conoscenza dei fondamenti
teorici degli istituti giuridici trattati;
d) dimostrazione della capacita’ di cogliere eventuali
profili di interdisciplinarieta';
e) dimostrazione della conoscenza delle tecniche di
persuasione e argomentazione.
7. Le prove scritte si svolgono con il solo ausilio dei
testi di legge senza commenti e citazioni
giurisprudenziali. Esse devono iniziare in tutte le sedi
alla stessa ora, fissata dal Ministro della giustizia con
il provvedimento con il quale vengono indetti gli esami. A
tal fine, i testi di legge portati dai candidati per la
prova devono essere controllati e vistati nei giorni
anteriori all’inizio della prova stessa e collocati sul
banco su cui il candidato sostiene la prova. L’appello dei
candidati deve svolgersi per tempo in modo che le prove
scritte inizino all’ora fissata dal Ministro della
8. I candidati non possono portare con se’ testi o
scritti, anche informatici, ne’ ogni sorta di strumenti di
telecomunicazione, pena la immediata esclusione dall’esame,
con provvedimento del presidente della commissione, sentiti
almeno due commissari.
9. Qualora siano fatti pervenire nell’aula, ove si
svolgono le prove dell’esame, scritti od appunti di
qualunque genere, con qualsiasi mezzo, il candidato che li
riceve e non ne fa immediata denuncia alla commissione e’
escluso immediatamente dall’esame, ai sensi del comma 8.
10. Chiunque faccia pervenire in qualsiasi modo ad uno
o piu’ candidati, prima o durante la prova d’esame, testi
relativi al tema proposto e’ punito, salvo che il fatto
costituisca piu’ grave reato, con la pena della reclusione
fino a tre anni. Per i fatti indicati nel presente comma e
nel comma 9, i candidati sono denunciati al consiglio
distrettuale di disciplina del distretto competente per il
luogo di iscrizione al registro dei praticanti, per i
provvedimenti di sua competenza.
11. Per la prova orale, ogni componente della
commissione dispone di dieci punti di merito per ciascuna
delle materie di esame.
12. Sono giudicati idonei i candidati che ottengono un
punteggio non inferiore a trenta punti per ciascuna
13. Agli oneri per l’espletamento delle procedure
dell’esame di Stato di cui al presente articolo si provvede
vigente, e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la
finanza pubblica. Resta ferma la corresponsione all’Erario
della tassa di cui all’art. 1, primo comma, lettera b), del
settembre 1946, n. 261, come rideterminata dall’art. 2,
comma 1, lettera b), del decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri 21 dicembre 1990, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 303 del 31 dicembre 1990.
13-bis. Le spese per la sessione d’esame sono poste a
carico del candidato nella misura forfetaria di euro 50, da
corrispondere al momento della presentazione della domanda.
13-ter. Le modalita’ di versamento del contributo di
cui al comma 13-bis sono stabilite con decreto, avente
natura non regolamentare, del Ministro della giustizia, di
Analogamente, il contributo e’ aggiornato ogni tre anni
secondo l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di
Art. 47 (Commissioni di esame). – 1. La commissione di
esame e’ nominata, con decreto, dal Ministro della
giustizia ed e’ composta da cinque membri effettivi e
cinque supplenti, dei quali: tre effettivi e tre supplenti
sono avvocati designati dal CNF tra gli iscritti all’albo
speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni
superiori, uno dei quali la presiede; un effettivo e un
supplente sono di regola prioritariamente magistrati in
pensione, e solo in seconda istanza magistrati in servizio;
un effettivo e un supplente sono professori universitari o
ricercatori confermati in materie giuridiche.
2. Con il medesimo decreto, presso ogni sede di corte
d’appello, e’ nominata una sottocommissione avente
3. Presso ogni corte d’appello, ove il numero dei
candidati lo richieda, possono essere formate con lo stesso
criterio ulteriori sottocommissioni per gruppi sino a
trecento candidati.
4. Esercitano le funzioni di segretario uno o piu’
funzionari distaccati dal Ministero della giustizia.
5. Non possono essere designati nelle commissioni di
esame avvocati che siano membri dei consigli dell’ordine o
di un consiglio distrettuale di disciplina ovvero
componenti del consiglio di amministrazione o del comitato
dei delegati della Cassa nazionale di previdenza ed
assistenza forense e del CNF.
6. Gli avvocati componenti della commissione non
possono essere eletti quali componenti del consiglio
dell’ordine, di un consiglio distrettuale di disciplina,
del consiglio di amministrazione o del comitato dei
delegati della Cassa nazionale di previdenza ed assistenza
forense e del CNF nelle elezioni immediatamente successive
alla data di cessazione dell’incarico ricoperto.
7. L’avvio delle procedure per l’esame di abilitazione
deve essere tempestivamente pubblicizzato secondo modalita’
8. Il Ministro della giustizia, anche su richiesta del
CNF, puo’ nominare ispettori per il controllo del regolare
svolgimento delle prove d’esame scritte ed orali. Gli
ispettori possono partecipare in ogni momento agli esami e
ai lavori delle commissioni di uno o piu’ distretti
indicati nell’atto di nomina ed esaminare tutti gli atti.
9. Dopo la conclusione dell’esame di abilitazione con
risultato positivo, la commissione rilascia il certificato
per l’iscrizione nell’albo degli avvocati. Il certificato
conserva efficacia ai fini dell’iscrizione negli albi.».
da 4. a 4-ter. (Omissis).».
– Per l’art. 47, commi 1, 2 e 3 della citata legge 31
dicembre 2012, n. 247, si veda nelle note alle premesse.
1. Con decreto del Ministro della giustizia vengono indetti gli
esami di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione
forense e sono fissati il termine e le modalita’ di presentazione
della domanda. Il decreto deve prevedere che la domanda puo’ essere
presentata anche con modalita’ telematiche, nel rispetto delle
disposizioni del Codice dell’amministrazione digitale, di cui al
decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Nel medesimo decreto e’
rimessa a ciascuna commissione distrettuale l’indicazione dei luoghi
e delle date per la consegna dei testi di legge. Almeno dieci giorni
prima dell’inizio delle prove scritte la commissione distrettuale
provvede a norma del periodo precedente e ne da’ pubblicita’ in una
sezione dedicata del sito internet del Ministero della giustizia.
2. Agli esami possono partecipare i praticanti che abbiano compiuto
la prescritta pratica entro il giorno 10 del mese di novembre. E’
consentita la produzione del certificato di compiuta pratica dopo la
scadenza del termine stabilito per la presentazione della domanda, ma
non oltre i venti giorni precedenti a quello fissato per l’inizio
3. Sull’ammissibilita’ delle domande decide senza ritardo la
commissione distrettuale formando l’elenco degli ammessi, che e’
depositato almeno quindici giorni prima dell’inizio delle prove negli
uffici della segreteria della commissione. Dell’elenco e’ data
comunicazione agli ammessi mediante la sua pubblicazione nella
sezione dedicata del sito del Ministero della giustizia. Ove
possibile, dell’avvenuta pubblicazione e’ data notizia a ciascun
candidato ammesso a mezzo di posta elettronica ordinaria. Quando
nella domanda non e’ indicato un indirizzo di posta elettronica,
dell’avvenuta pubblicazione e’ data notizia mediante posta
– Il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 (Codice
dell’amministrazione digitale), e’ pubblicato nella
Formulazione e consegna dei temi
1. I temi di cui all’articolo 46, comma 2, lettere a) e b), della
legge sono formulati in modo da consentire al candidato di sviluppare
un parere motivato in relazione ad un caso concreto, affrontando gli
eventuali profili di interdisciplinarieta’, approfondendo i
fondamenti teorici degli istituti giuridici trattati ed accennando in
ordine agli orientamenti giurisprudenziali che concorrono a
delinearne la struttura essenziale.
2. Il tema di cui all’articolo 46, comma 2, lettera c), della
legge, e’ formulato in modo da permettere al candidato di dimostrare
la conoscenza del diritto processuale, la sua applicazione pratica,
le tecniche di redazione dell’atto, nonche’ la specifica capacita’ di
versare nell’atto conoscenze generali di diritto sostanziale,
unitamente alla dimostrazione di una adeguata capacita’
3. In un arco temporale compreso tra i centoventi e i sessanta
minuti precedenti l’ora fissata per l’inizio di ciascuna prova
scritta, il Ministero della giustizia trasmette al presidente della
commissione distrettuale, a mezzo di posta elettronica certificata, i
temi formulati per ciascuna prova, protetti da un meccanismo di
crittografia a chiavi asimmetriche. A tal fine il Ministero attiva
una casella PEC per il presidente di ciascuna commissione
distrettuale. Il file contenente la chiave privata di decrittazione
e’ inserito dal Ministero in un’area riservata del proprio sito
internet, nel lasso temporale compreso tra i sessanta e i trenta
scritta. Nei giorni immediatamente precedenti l’inizio della prima
prova scritta, il Ministero consegna al presidente della commissione
distrettuale le credenziali personali per l’accesso all’area
riservata di cui al periodo precedente. Il file contenente la chiave
privata di decrittazione deve essere scaricato dal presidente della
commissione distrettuale prima che sia attivato il monitoraggio dello
spettro radioelettrico di cui all’articolo 4, comma 1. All’ora
fissata per l’inizio di ciascuna prova scritta, la commissione
procede alla decrittazione del tema inviato a mezzo di posta
elettronica certificata e redige un verbale in cui da’ atto che la
decrittazione e’ avvenuta dopo l’attivazione del monitoraggio dello
spettro radioelettrico. Quando le prove scritte non si svolgono in un
unico locale, una distinta casella di posta elettronica certificata e
le credenziali personali per l’accesso all’area riservata del sito
internet del Ministero sono fornite anche al presidente della
sottocommissione distrettuale ovvero ad un componente della
commissione distrettuale cui e’ affidata la polizia degli esami che
si svolgono in ciascun locale. A tal fine, almeno dieci giorni prima
dell’inizio della prima prova scritta, il presidente della
commissione distrettuale comunica al Ministero i nominativi di coloro
ai quali devono essere fornite le credenziali a norma del periodo
– Per l’art. 46, comma 2, lettere a), b) e c) della
citata legge 31 dicembre 2012, n. 247, si veda nelle note
1. Il presidente della Corte di appello adotta ogni provvedimento
necessario per l’organizzazione delle prove scritte e, in ogni caso,
dispone che i locali degli esami siano sottoposti, a cura del
Ministero dello sviluppo economico – direzione generale attivita’
territoriali, al monitoraggio dello spettro radioelettrico con
schermatura delle frequenze della telefonia cellulare e dei
collegamenti wi-fi.
2. I candidati possono portare per la prova esclusivamente testi di
legge stampati e pubblicati a cura di un editore, ivi incluso
l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Il timbro di
riconoscimento della commissione distrettuale, la data in cui e’
effettuato il controllo ed il visto di uno dei suoi componenti sono
apposti sulla prima di copertina dei testi di legge ammessi.
3. I candidati non possono introdurre nel locale degli esami
strumenti informatici idonei alla memorizzazione di informazioni,
carta da scrivere, appunti, manoscritti, libri o pubblicazioni non
autorizzati, qualsiasi tipo di riproduzione di testi di legge diverso
da quelli previsti al comma 2, ovvero borse o altri contenitori. Gli
oggetti che non possono essere introdotti nel locale degli esami sono
custoditi a cura del personale preposto alla vigilanza.
4. Il personale preposto alla vigilanza invita i candidati a
consentire le operazioni di controllo, quando sussiste un fondato
motivo di ritenere che possono essere rinvenuti oggetti che non e’
consentito introdurre nel locale degli esami. In ogni caso, il
personale preposto alla vigilanza rivolge l’invito di cui al periodo
precedente ad un significativo numero di candidati, individuati
secondo criteri casuali individuati dalla commissione centrale,
almeno dieci giorni prima dell’inizio delle prove scritte. Quando il
candidato non consente le operazioni di controllo, il presidente o
uno dei componenti della commissione o della sottocommissione
distrettuale dispone che non gli sia permesso l’ingresso nel locale
degli esami e dichiara che il candidato ha perso il diritto
all’esame. Il responsabile del personale preposto alla vigilanza
redige un verbale per indicare il numero dei soggetti sottoposti a
controllo, le generalita’ dei candidati che hanno rifiutato di
sottoporsi a controllo, nonche’ il presidente o il componente della
commissione o della sottocommissione distrettuale che ha disposto che
il candidato ha perso il diritto all’esame.
5. Ciascun candidato e’ collocato in un tavolo separato individuato
in modo casuale. Ai fini dell’articolo 46, comma 7 della legge, la
commissione distrettuale stabilisce le modalita’ per l’assegnazione
casuale del tavolo a ciascun candidato entro il giorno precedente la
data fissata per la consegna dei testi di legge.
6. Per lo svolgimento di ogni prova scritta sono assegnate sei ore
dal momento della dettatura del tema. Non sono ammessi agli esami i
candidati che si presentano quando la dettatura e’ iniziata.
7. I candidati devono utilizzare esclusivamente carta munita del
timbro di riconoscimento della commissione distrettuale, della data
della prova scritta e del visto di uno dei suoi componenti.
8. Essi non possono conferire tra loro, ne’ comunicare in qualsiasi
modo con estranei.
9. E’ escluso dall’esame colui che contravviene alle disposizioni
dirette ad assicurare la regolarita’ dell’esame.
10. L’esclusione e’ disposta dal presidente della commissione o
della sottocommissione distrettuale, sentiti almeno due componenti
11. I candidati ritirati o espulsi non possono lasciare i locali
degli esami prima che siano trascorse tre ore dalla dettatura del
12. Durante il tempo in cui si svolge la prova debbono trovarsi
presenti nel locale degli esami almeno due componenti della
commissione o della sottocommissione distrettuale. Ad essi e’
affidata la polizia degli esami e sono coadiuvati dal personale
13. I componenti della commissione ed i segretari non possono
entrare nei locali dopo la dettatura del tema e, se, nel corso delle
prime tre ore dalla dettatura, si allontanano dagli stessi, non vi
possono rientrare.
14. Al candidato sono consegnate in ciascuno dei tre giorni di
esame due buste di uguale colore, una grande munita di un tagliando
con numero progressivo, corrispondente al numero d’ordine del
candidato stesso nell’elenco degli ammessi all’esame, ed una piccola
contenente un cartoncino bianco.
15. Le buste residue, oltre quelle consegnate ai candidati, sono
chiuse in piego suggellato con il timbro di riconoscimento della
commissione. Sul piego appongono la firma il presidente o chi ne fa
le veci, un componente della commissione o della sottocommissione
distrettuale ed il segretario.
16. Il piego di cui al comma 15 non puo’ essere aperto se non per
trarne le buste da consegnare eventualmente ai candidati che le
richiedono in sostituzione di buste deteriorate che devono essere
restituite. In tal caso le buste residue, comprese quelle
deteriorate, sono chiuse in altro piego suggellato e firmato a norma
del predetto comma.
17. Dopo aver svolto il tema, il candidato, senza apporvi
sottoscrizione ne’ altro contrassegno, pone il foglio o i fogli nella
busta grande, in cui mette anche la busta piccola foderata o comunque
non trasparente, chiusa, contenente il cartoncino bianco ove ha
indicato il proprio nome, cognome, data di nascita e residenza, e
consegna il tutto al presidente o a chi ne fa le veci. Quest’ultimo,
dopo aver accertato che il numero segnato sul tagliando della busta
grande corrisponda al numero d’ordine del candidato, appone la sua
firma trasversalmente sulla busta stessa in modo che vi resti
compreso il relativo lembo di chiusura, nonche’, sui margini
incollati, l’impronta in ceralacca del sigillo della commissione.
L’apposizione da parte del candidato, sui fogli consegnati, della
sottoscrizione o di altro contrassegno oggettivamente atto a far
riconoscere l’elaborato rende nulla la prova.
18. Tutte le buste contenenti i lavori sono affidate, alla fine di
ciascuna prova, al segretario della commissione distrettuale, previa
raccolta di esse in uno o piu’ pacchi firmati all’esterno da uno dei
componenti della commissione o della sottocommissione distrettuale, e
suggellati con l’impronta in ceralacca del sigillo della commissione.
19. Il presidente comunica ai componenti della commissione e delle
sottocommissioni distrettuali l’ora in cui, nel giorno immediatamente
successivo all’ultima prova, si procede all’operazione di
raggruppamento di cui al presente comma e li invita ad assistervi.
Alla presenza di almeno quattro componenti di cui al periodo
precedente e di almeno cinque candidati designati dal presidente e
tempestivamente avvertiti, constata l’integrita’ dei sigilli e delle
firme, apre i pacchi contenenti le buste con i lavori, raggruppa le
tre buste aventi sui rispettivi tagliandi lo stesso numero e, dopo
aver staccato i tagliandi, le chiude in un’unica busta piu’ grande,
nella quale viene apposto un numero progressivo soltanto quando e’
ultimata l’operazione di raggruppamento per tutte le buste con i
lavori, avendo cura di rimescolare le buste stesse prima di apporvi
il predetto numero progressivo. Tutte le buste debitamente numerate
sono poi raccolte in piego suggellato con le stesse modalita’
indicate nel comma 18.
20. Di tutte le operazioni di cui ai precedenti commi, come pure di
tutto quanto avviene durante lo svolgimento delle prove, viene
redatto processo verbale, sottoscritto dal presidente o da chi ne fa
le veci e dal segretario.
21. Con decreto del Ministro della giustizia sono determinati,
mediante sorteggio, gli abbinamenti per la correzione delle prove
scritte tra i candidati e le sedi di Corte di appello ove ha luogo la
correzione degli elaborati scritti. Le prove scritte si svolgono
presso la Corte d’appello individuata ai sensi dell’articolo 45 della
legge; la prova orale ha luogo nella medesima sede della prova
scritta. Il sorteggio di cui al periodo precedente e’ effettuato
previo raggruppamento delle sedi di Corte d’appello che presentano un
numero di domande di ammissione sufficientemente omogeneo, al fine di
garantire un equilibrato rapporto tra la composizione delle
commissioni d’esame e il numero dei candidati di ciascuna sede.
Quando una Corte di appello presenta un numero di domande
particolarmente elevato, il raggruppamento puo’ essere costituito
anche mediante l’inserimento di due o piu’ Corti di appello che
presentano un piu’ contenuto numero di domande; all’esito del
sorteggio, i lavori scritti elaborati dai candidati della Corte di
appello piu’ grande sono ripartiti tra le due o piu’ Corti di appello
ad essa abbinate e quelli elaborati dai candidati di queste ultime
sono corretti da commissioni, individuate mediante sorteggio,
costituite presso altre Corti di appello.
22. Esaurite le operazioni di cui ai commi 18, 19 e 20, il
presidente della commissione distrettuale ne da’ comunicazione al
presidente della Corte d’appello il quale, anche per il tramite di
persona incaricata, dispone il trasferimento delle buste contenenti
gli elaborati redatti dai candidati alla Corte d’appello presso la
quale e’ istituita la commissione sorteggiata per la correzione ai
sensi del comma precedente; il trasferimento ha luogo a cura
dell’ispettore della polizia penitenziaria appositamente delegato dal
Capo del dipartimento.
23. Il Presidente della Corte d’appello presso la quale e’
istituita la commissione esaminatrice di cui all’articolo 46, comma
5, della legge, riceve, anche per il tramite di persona incaricata,
le buste contenenti gli elaborati e ne ordina la consegna al
presidente della commissione distrettuale il quale, attestato il
corretto ricevimento delle buste, dispone l’inizio delle operazioni
di correzione degli elaborati ivi contenuti e adotta ogni
provvedimento organizzativo opportuno.
24. Le disposizioni del presente articolo si applicano a decorrere
dalla sessione di esame immediatamente successiva alla scadenza del
termine di cui all’articolo 49 della legge.
– Per l’art. 46, commi 5 e 7 della citata legge 31
– Si riporta il testo degli articoli 45 e 49 della
citata legge 31 dicembre 2012, n. 247:
«Art. 45 (Certificato di compiuto tirocinio). – 1. Il
consiglio dell’ordine presso il quale e’ compiuto il
periodo di tirocinio rilascia il relativo certificato.
2. In caso di domanda di trasferimento del praticante
avvocato presso il registro tenuto da altro consiglio
dell’ordine, quello di provenienza certifica la durata del
tirocinio svolto fino alla data di presentazione della
domanda e, ove il prescritto periodo di tirocinio risulti
completato, rilascia il certificato di compiuto tirocinio.
3. Il praticante avvocato e’ ammesso a sostenere
l’esame di Stato nella sede di corte di appello nel cui
distretto ha svolto il maggior periodo di tirocinio.
Nell’ipotesi in cui il tirocinio sia stato svolto per
uguali periodi sotto la vigilanza di piu’ consigli
dell’ordine aventi sede in distretti diversi, la sede di
esame e’ determinata in base al luogo di svolgimento del
primo periodo di tirocinio.».
«Art. 49 (Disciplina transitoria per l’esame). – 1. Per
i primi quattro anni dalla data di entrata in vigore della
presente legge l’esame di abilitazione all’esercizio della
professione di avvocato si effettua, sia per quanto
riguarda le prove scritte e le prove orali, sia per quanto
riguarda le modalita’ di esame, secondo le norme
previgenti.».
1. Terminate le prove scritte, la commissione centrale fissa senza
ritardo le linee generali da seguire per rispettare i criteri di
valutazione degli elaborati sui temi assegnati, in modo da favorire
la omogeneita’ di valutazione in tutte le sedi di esame.
2. La correzione degli elaborati contenuti nelle tre buste
raggruppate ai sensi dell’articolo 4, comma 19 e’ compiuta
contestualmente e non si da’ apertura della busta piccola contenente
il cartoncino bianco di cui all’articolo 4, comma 14. Al fine di
contenere le spese di trasferta, la commissione o la sottocommissione
distrettuale puo’ disporre che una o piu’ sedute per la correzione
degli elaborati scritti possano svolgersi nei locali di un ufficio
giudiziario del distretto con sede in un comune diverso da quello
della Corte di appello presso la quale la commissione e’ costituita;
al trasferimento delle buste contenenti gli elaborati scritti da
correggere provvede la polizia penitenziaria.
3. In sede di correzione degli elaborati la commissione e le
sottocommissioni distrettuali sono tenute ad uniformarsi ai criteri
di cui all’articolo 46, comma 6, della legge, verificando altresi’ la
coerenza dell’elaborato con il tema assegnato, la conoscenza da parte
del candidato degli orientamenti giurisprudenziali, che concorrono a
delineare la struttura essenziale degli istituti giuridici, e la
corretta applicazione delle regole processuali.
4. La commissione o la sottocommissione distrettuale, nel caso in
cui accerti che l’elaborato e’, in tutto o in parte, copiato da altro
lavoro ovvero da altra fonte, annulla la prova. Deve pure essere
annullato l’esame del candidato che comunque si sia fatto
5. La commissione e le sottocommissioni distrettuali procedono alla
correzione degli elaborati nel piu’ breve tempo possibile e comunque
non oltre sei mesi dalla conclusione delle prove; la proroga di detto
termine puo’ essere disposta una sola volta, e comunque per non oltre
novanta giorni, con provvedimento del presidente della Corte
d’appello, per motivi eccezionali e debitamente accertati.
6. All’attribuzione del voto complessivo si procede al termine
della lettura di ciascun elaborato. Il presidente esprime il voto per
ultimo. Finita la lettura e deliberato il giudizio, il segretario
annota immediatamente, su ognuna delle buste piccole contenenti il
cartoncino bianco e nella prima pagina di ciascun elaborato scritto,
il numero progressivo di cui all’articolo 4, comma 19. L’annotazione
e’ sottoscritta dal presidente, da un componente della commissione e
dal segretario. Successivamente si procede ad inserire nella busta
grande, sulla quale e’ stato apposto il numero progressivo a norma
dell’articolo 4, comma 19, i tre elaborati scritti, le tre buste
piccole contenenti il cartoncino e il verbale. La busta grande e’
chiusa secondo le modalita’ preventivamente stabilite dalla
7. Delle operazioni di correzione degli elaborati scritti del
medesimo candidato e’ redatto un unico verbale. Il verbale riporta la
data, l’ora di inizio e termine delle operazioni di correzione degli
elaborati contenuti nelle buste raggruppate a norma del comma 2, la
somma dei voti riportati rispetto a ciascun elaborato e il numero
progressivo di cui all’articolo 4, comma 19. Quando l’elaborato e’
valutato negativamente, se ne da’ motivazione dalla quale risultano
gli elementi posti a base del giudizio.
8. Terminate le operazioni di correzione degli elaborati scritti di
tutti i candidati, la commissione distrettuale procede, alla presenza
di due unita’ di personale amministrativo o di personale delle forze
di polizia individuate dal presidente della Corte di appello,
all’apertura delle buste piccole contenenti i cartoncini sui quali
sono riportati i nominativi dei candidati. Delle operazioni del
presente comma e’ redatto verbale in cui si da’ atto dell’univoca
associazione tra il numero progressivo apposto a norma dell’articolo
4, comma 19, e il nominativo del candidato.
9. All’esito delle operazioni di correzione degli elaborati, il
presidente della Corte di appello individuata ai sensi dell’articolo
46, comma 5, della legge, riceve dal presidente della commissione
distrettuale le buste contenenti gli elaborati, i relativi verbali
attestanti le operazioni di correzione, il verbale di cui al comma 8
e l’elenco degli ammessi alla prova orale e ne dispone il
trasferimento alla Corte di appello di appartenenza dei candidati,
presso la quale ha luogo la prova orale. Il trasferimento e’
effettuato con le modalita’ indicate nell’articolo 4.
10. Il presidente della commissione distrettuale istituita presso
la Corte di appello ove si svolge la prova orale stabilisce il
giorno, l’ora e il luogo in cui la stessa ha inizio e, in presenza di
due componenti della commissione e del segretario della stessa
nonche’, ove possibile, di due candidati, procede alle operazioni di
sorteggio di una lettera dell’alfabeto. Il candidato che dovra’
sostenere per primo la prova orale e’ colui il cui cognome inizia con
la lettera estratta e che in ordine alfabetico precede gli altri
cognomi che hanno inizio con la stessa lettera. L’intervallo
temporale tra la data di deposito dell’elenco degli ammessi alla
prova orale e l’inizio della stessa non puo’ essere inferiore a un
mese ne’ superiore a due.
11. Quando sono costituite una o piu’ sottocommissioni
distrettuali, la ripartizione dei candidati da esaminare ha luogo
mediante criteri casuali individuati dalla commissione centrale,
entro novanta giorni dal termine delle prove scritte.
12. Le disposizioni del presente articolo si applicano con la
decorrenza di cui all’articolo 4, comma 24.
– Per l’art. 46, commi 5 e 6 della citata legge 31
1. Terminate le operazioni di cui all’articolo 5, commi 10 e 11, la
commissione e le sottocommissioni distrettuali predispongono il
calendario delle prove orali e ne danno comunicazione ai candidati
ammessi mediante pubblicazione nella sezione dedicata del sito
internet del Ministero della giustizia. Ove possibile, dell’avvenuta
pubblicazione si da’ notizia a ciascun candidato a mezzo di posta
elettronica ordinaria, a cura del segretario della commissione o
della sottocommissione innanzi alla quale deve svolgersi la prova; si
applica l’articolo 2, comma 3, quarto periodo. Le prove orali hanno
inizio tra il ventesimo e il trentesimo giorno successivo al
compimento delle operazioni di cui all’articolo 5.
2. I candidati debbono presentarsi alla prova orale secondo
l’ordine che e’ fissato dal presidente della commissione o della
sottocommissione distrettuale. Terminato il primo appello si procede
immediatamente al secondo. Il candidato che non si sia presentato al
primo ne’ al secondo appello perde il diritto all’esame. Tuttavia,
quando sussistano gravi motivi, il candidato puo’ richiedere, prima
dell’orario fissato per l’inizio della prova orale e con istanza al
presidente della commissione o della sottocommissione distrettuale,
corredata di idonea documentazione, di fissare una nuova data per lo
svolgimento della prova stessa. Quando l’istanza si fonda su motivi
di salute, il presidente puo’ disporre la visita fiscale domiciliare
secondo le disposizioni relative al controllo dello stato di malattia
dei pubblici dipendenti. In ogni caso, quando l’istanza e’ accolta,
la prova deve essere svolta entro dieci giorni dalla data di
cessazione dell’impedimento.
3. Si applica l’articolo 46, comma 6, della legge.
4. La prova orale e’ pubblica e deve durare non meno di
quarantacinque e non piu’ di sessanta minuti per ciascun candidato.
Successivamente all’illustrazione della prova scritta, al candidato
sono rivolte le domande individuate mediante estrazione svolta con
modalita’ informatiche tra quelle contenute in un apposito data base
alimentato a norma dell’articolo 7, comma 1. Il candidato ha diritto
di assistere all’estrazione con modalita’ informatiche delle domande
sulle quali deve rispondere. Ogni componente della commissione o
della sottocommissione puo’ rivolgere al candidato domande di
approfondimento dell’argomento oggetto della domanda estratta, volte
a verificare l’effettiva preparazione dello stesso.
5. Il data base e il programma informatico di estrazione delle
domande di cui al comma 4 sono realizzati, entro un anno dalla
Repubblica italiana, dalla direzione generale per i sistemi
informativi e automatizzati del Ministero della giustizia, che si
avvale della commissione permanente di cui all’articolo 7, comma 2.
6. Il direttore generale dei sistemi informativi automatizzati del
Ministero della giustizia, entro quindici giorni dal collaudo,
attesta la piena operativita’ del data base con decreto pubblicato
sul sito del medesimo Ministero.
7. Al termine di ciascun colloquio la commissione procede alla
valutazione del candidato, distintamente per ogni materia. Le
operazioni di cui al periodo precedente sono svolte in presenza del
8. Il segretario registra immediatamente nel processo verbale il
punteggio riportato da ciascun candidato per ogni materia nonche’ la
valutazione numerica di ciascun commissario, le domande estratte e
allo stesso rivolte. Quando la prova orale e’ valutata negativamente,
se ne da’ motivazione dalla quale risultano gli elementi posti a base
9. Il presidente della Corte di appello adotta ogni provvedimento
necessario per l’organizzazione delle prove orali.
– Per l’art. 46, comma 6 della citata legge 31 dicembre
2012, n. 247, si veda nelle note alle premesse.
Modalita’ di alimentazione del data base e costituzione di una
commissione permanente presso il Ministero della giustizia
1. Ognuna delle commissioni e delle sottocommissioni distrettuali
entro quindici giorni dalla conclusione delle prove orali formula un
congruo numero di domande per ciascuna materia d’esame e il
segretario provvede al loro inserimento nel data base. Entro novanta
giorni dal termine delle prove scritte, la commissione centrale
stabilisce il numero minimo di domande da predisporre a norma del
2. Presso il Ministero della giustizia e’ istituita una commissione
permanente formata, per i primi quattro anni dall’entrata in vigore
del presente regolamento, dal direttore del centro elaborazione dati
della Corte di cassazione o da un magistrato da lui delegato, che la
presiede, da un avvocato individuato dal Consiglio nazionale forense
e da un professore universitario di prima o seconda fascia nominato
dal Consiglio universitario nazionale. La commissione fornisce alla
direzione generale dei sistemi informativi automatizzati del
Ministero della giustizia il supporto necessario per la
predisposizione del data base di cui all’articolo 6, comma 4,
individuando le modalita’ di formulazione delle domande ed elaborando
i criteri di classificazione delle stesse, al fine di consentire il
loro agevole reperimento e la comparazione tra di esse.
3. Successivamente alla scadenza del quadriennio di cui al comma 2,
il presidente della commissione e’, in luogo del direttore del centro
elaborazione dati della Corte di cassazione, il direttore generale
della giustizia civile del Ministero della giustizia ovvero un
magistrato da lui delegato.
4. Entro novanta giorni dal termine delle prove scritte, la
commissione permanente provvede ad apportare alle domande contenute
nel data base ogni opportuna modifica per consentire un’adeguata
valutazione della preparazione dei candidati e ad eliminare le
domande che presentano un contenuto identico o analogo rispetto a
quelle gia’ inserite.
5. La partecipazione alla commissione permanente non comporta
alcuna indennita’ o retribuzione a carico dello Stato, ne’ alcun tipo
6. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 4 si applicano a decorrere
dalla terza sessione di esame che si svolge successivamente alla
pubblicazione di cui all’articolo 6, comma 6.
Misure transitorie per lo svolgimento della prova orale
1. A decorrere dalla sessione di esame immediatamente successiva
alla scadenza del termine di cui all’articolo 49 della legge e sino
alla pubblicazione del decreto di cui all’articolo 6, comma 6, le
commissioni e le sottocommissioni distrettuali predispongono, per
ogni seduta, un congruo numero di domande, tra cui il candidato
estrae manualmente quelle sulle quali deve rispondere. Per ogni
seduta, e’ redatto un verbale di tutte le domande predisposte dalla
commissione o dalla sottocommissione distrettuale. Prima dell’inizio
delle prove orali, la commissione centrale stabilisce, per ciascuna
materia d’esame, il numero minimo di domande da predisporre per
ciascuna seduta a norma del presente comma.
2. Per le prime due sessioni di esame successive alla pubblicazione
di cui all’articolo 6, comma 6, si applicano le disposizioni di cui
al comma 1, e i segretari delle commissioni e delle sottocommissioni
distrettuali inseriscono nel data base tutte le domande predisposte
per ogni seduta.
3. A decorrere dalla terza sessione di esame successiva alla
pubblicazione del decreto di cui al comma 6 dell’articolo 6, le
domande rivolte al candidato sono individuate esclusivamente con le
modalita’ previste dal comma 4 del predetto articolo.
– Per l’art. 49 della citata legge 31 dicembre 2012, n.
247, si veda nelle note all’art. 4.
Certificato per l’iscrizione nell’Albo
1. Dopo la conclusione dell’esame di abilitazione con risultato
positivo, la commissione o la sottocommissione distrettuale rilascia
il certificato per l’iscrizione nell’albo degli avvocati. Il
certificato conserva efficacia ai fini dell’iscrizione negli albi.
1. I compensi dei componenti effettivi e supplenti della
commissione e delle sottocommissioni distrettuali, dei segretari
effettivi e supplenti e del personale preposto alla vigilanza sono
liquidati a norma del decreto del Ministro dell’universita’ e della
ricerca scientifica e tecnologica 15 ottobre 1999 e successive
modificazioni, avente ad oggetto «Compensi spettanti ai componenti
delle commissioni giudicatrici degli esami di Stato di abilitazione
all’esercizio delle professioni».
2. Il compenso fisso di cui al decreto indicato al comma 1 e’
liquidato per intero in favore dei componenti effettivi e supplenti
che hanno esaminato, nel corso delle prove scritte ed orali, un
numero di candidati pari alla media dei candidati. La media dei
candidati e’ ricavata sommando il numero complessivo di candidati
esaminati durante le prove scritte al numero complessivo di candidati
esaminati durante le prove orali e dividendo il risultato ottenuto
per il numero dei componenti della commissione e delle
sottocommissioni distrettuali. Il compenso fisso e’ altresi’
liquidato per intero ai componenti della commissione e delle
sottocommissioni distrettuali che hanno esaminato un numero di
candidati non inferiore all’ottanta per cento della media dei
candidati e non superiore al centoventi per cento della medesima
media. Per ciascun componente, effettivo o supplente, della
commissione e delle sottocommissioni distrettuali che ha esaminato un
numero di candidati inferiore all’ottanta per cento della media, il
compenso fisso e’ ridotto in misura pari alla meta’ dell’importo
previsto dal decreto di cui al comma 1. All’esito delle riduzioni di
cui al periodo precedente, gli importi che complessivamente residuano
sono attribuiti a norma del comma 3.
3. Ai componenti, effettivi e supplenti, della commissione e delle
sottocommissioni distrettuali, che hanno esaminato un numero di
candidati pari o superiore al centoventi per cento della media, e’
attribuito un compenso fisso in misura corrispondente alla somma:
a) dell’importo di cui all’articolo 1, comma 1, del decreto 15
b) dell’importo costituito dalla divisione degli importi di cui al
quinto periodo del comma 2 per il numero dei componenti di cui al
4. Le disposizioni di cui ai commi 2 e 3 si applicano anche con
riguardo alla liquidazione dei compensi dei segretari effettivi e
5. Il compenso di cui ai commi 2 e 3 e’ in ogni caso aumentato a
norma dell’articolo 1, comma 2, del decreto 15 ottobre 1999, e
successivi adeguamenti, per ogni elaborato scritto e, per le prove
orali, per ogni candidato esaminato.
6. Dalla pubblicazione del decreto di cui all’articolo 6, comma 6,
il compenso dei componenti delle commissioni e del segretario non
puo’ essere liquidato in assenza di un’attestazione di quest’ultimo
da cui risulti l’inserimento delle domande nel data base a norma
dell’articolo 8, comma 2, per le prime due sessioni di esame
successive alla pubblicazione, e a norma dell’articolo 7, comma 1, a
decorrere dalla terza sessione di esame successiva alla pubblicazione
– Si riporta il testo dell’art. 1 del decreto del
tecnologica 15 ottobre 1999 (Compensi spettanti ai
componenti delle commissioni giudicatrici degli esami di
Stato di abilitazione all’esercizio delle professioni):
«Art. 1. – 1. A decorrere dalle sessioni del corrente
anno 1999 a ciascun componente delle commissioni
giudicatrici degli esami di Stato di abilitazione
all’esercizio delle professioni e’ corrisposto un compenso
fisso, al lordo delle ritenute per legge, di L. 800.000,
maggiorato del 20% per i presidenti.
2. Il predetto compenso e’ aumentato di 2.500 lire per
le prove scritte corrette e di 2.500 lire per le prove
orali per ogni candidato esaminato.
3. Ai componenti e ai presidenti, anche estranei alle
pubbliche amministrazioni con sedi di servizio o di
residenza diverse da quelle in cui si svolgono gli esami e’
dovuto il trattamento di missione nella misura prevista
dalla normativa vigente per i dirigenti di direzione degli
uffici di livelli dirigenziale generale.».
1. All’attuazione delle disposizioni del presente decreto si
provvede mediante l’utilizzo delle risorse umane, strumentali e
reg.ne prev. n. 818
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