Source: http://biblus.acca.it/reverse-charge-appalti-e-subappalti/
Timestamp: 2019-11-18 14:01:42+00:00
Document Index: 20725701

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 23', 'art. 4', 'art. 4']

Esteso il reverse charge ad appalti e subappalti che prevedono l’utilizzo di manodopera | BibLus-net
E’ in vigore dal 27 ottobre 2019 il dl n. 124/2019 recante “Disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili“, il cosiddetto decreto fiscale 2020.
Tra i 60 articoli del provvedimento ci soffermeremo su quello che più interessa da vicino il settore edile: reverse charge in edilizia.
Per reverse charge si intende l’inversione contabile del versamento dell’Iva: sposta il carico tributario Iva dal venditore all’acquirente, con conseguente pagamento dell’imposta da parte di quest’ultimo.
Normalmente, in un rapporto commerciale è il fornitore del servizio ad incassare l’Iva incorporandola nel prezzo di vendita pagato dal cliente, per poi rigirare l’importo all’Erario; nel reverse charge l’Iva viene accreditata al committente e sarà quest’ultimo a rigirarla allo Stato.
Il reverse charge nel decreto fiscale
Al fine di contrastare l’illecita somministrazione di manodopera, il decreto fiscale 2020 estende il reverse charge a tutti coloro che eseguono prestazioni di servizi tramite contratti di appalto e subappalto o, comunque, rapporti caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera presso le sedi di attività del committente, con utilizzo di beni strumentali di proprietà di quest’ultimo o ad esso riconducibili.
L’estensione del reverse charge agli appalti, subappalti, affidamenti con prevalente utilizzo della manodopera presso la sede del committente e con utilizzo dei beni messi a disposizioni da quest’ultimo, non è subito applicabile: necessita, infatti, dell’autorizzazione da parte del Consiglio UE quale misura di deroga alle regole ordinarie unionali.
Nuovo articolo 17-bis del dlgs n. 241/1997
L’art. 4 del dl fiscale, introduce all’interno del dlgs n. 241/1997 l’art. 17 bis, rubricato come “Ritenute e compensazioni in appalti e subappalti ed estensione del regime del reverse charge per il contrasto dell’illecita somministrazione di manodopera”.
In particolare, il nuovo art. 17-bis pone a carico del committente l’obbligo di versamento delle ritenute; stabilisce che tutti i sostituti d’imposta indicati dall’art. 23 del dpr 600/1973, che sono residenti nel territorio italiano e che affidano dei lavori in appalto o subappalto, sono obbligati al versamento delle ritenute alla fonte relative ai lavoratori impiegati dalle imprese appaltatrici e subappaltatrici.
Secondo quanto stabilito dall’art. 4 del decreto fiscale 2020, le imprese appaltatrici e subappaltatrici saranno tenute ad effettuare i versamenti delle ritenute fiscali almeno 5 giorni lavorativi prima della scadenza del versamento (normalmente è il giorno 15 del mese di scadenza); il bonifico deve essere fatto su un conto corrente bancario o postale comunicato dal committente alle imprese appaltatrici o subappaltatrici.
Per consentire al committente di operare un controllo sui versamenti delle ritenute effettuate dalle imprese appaltatrici e subappaltatrici, queste ultime devono fornire al committente, tramite PEC (posta elettronica certificata), entro lo stesso termine, un file contenente:
un elenco di tutti i lavoratori impiegati nel mese precedente direttamente nell’esecuzione di opere e servizi affidati dal committente, con il dettaglio per ognuno:
delle ore lavorate;
dell’ammontare della retribuzione corrisposta al dipendente e collegata alla specifica prestazione o servizio reso;
delle ritenute fiscali operate nel mese precedente, indicando separatamente quelle relative alla singola prestazione svolta nei confronti del committente;
i dati identificativi del bonifico delle ritenute effettuato dalle imprese appaltatrici e subappaltatrici al committente.
Successivamente, devono essere forniti tutti i dettagli e dati utili alla compilazione delle deleghe necessarie per consentire al committente il versamento delle ritenute.
Nei commi 7 e 8 dell’art. 4, oltre a ribadire che le imprese appaltatrici e subappaltatrici rimangono responsabili per gli eventuali mancati versamenti al committente delle ritenute dovute, viene stabilito che queste possono eventualmente operare la compensazione con gli eventuali corrispettivi ancora da percepire da parte dello stesso committente.
Il comma 9 prevede che, nel caso in cui le compensazioni non siano possibili e le imprese appaltatrici o subappaltatrici non provvedano ad eseguire i versamenti delle ritenute dovuti, il committente potrà interrompere il pagamento dei corrispettivi maturati dalle imprese appaltatrici e subappaltatrici; dovrà procedere a vincolare il pagamento al versamento delle ritenute nel conto corrente dedicato, e dovrà dare comunicazione del mancato versamento all’Agenzia delle Entrate entro 90 giorni.
A loro volta, le aziende appaltatrici o affidatarie inadempienti vedranno preclusa ogni loro azione esecutiva finalizzata al recupero delle somme non riscosse in qualità di corrispettivo.
In base a quanto precisato nel comma 10, se nel corso dei 90 giorni successivi le aziende appaltatrici provvederanno al versamento delle ritenute, il committente provvederà a perfezionare, su richiesta delle stesse imprese appaltatrici, la procedura del ravvedimento operoso, addebitando all’azienda appaltatrice interessata eventuali interessi e sanzioni pagati all’amministrazione finanziaria.
Il committente è tenuto a comunicare alle imprese appaltatrici l’effettuazione del versamento all’Erario entro 5 giorni, come indicato nel comma 11. Se tale comunicazione non viene effettuata dal committente, le imprese appaltatrici devono informarne l’ufficio competente dell’Agenzia delle Entrate.
Certificazione fiscale per le imprese
Infine, il comma 12 prevede la possibilità per le imprese appaltatrici che posseggono determinati requisiti, di procedere direttamente al versamento delle ritenute all’Erario senza dover necessariamente passare dal committente.
Per poter procedere autonomamente al versamento delle ritenute, le imprese appaltatrici devono inviare una comunicazione in merito al committente almeno 5 giorni prima della scadenza per il versamento all’Erario, dovendo anche allegare a tale comunicazione una certificazione dei requisiti posseduti.
Per poter ottenere questa certificazione le imprese appaltatrici devono:
dimostrare che fino all’ultimo giorno del mese, precedente a quello della richiesta, risultavano in attività da almeno cinque anni, oppure, avevano eseguito nei due anni precedenti versamenti registrati nel conto fiscale per più di 2 milioni di euro;
non devono avere iscrizioni a ruolo né accertamenti esecutivi per tributi o contributi previdenziali affidati ad Agenti della Riscossione superiori a 50.000 euro.
Tale certificazione, comma 13, verrà messa a disposizione delle aziende richiedenti entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto fiscale.
Rimaniamo in attesa della conversione in legge del testo da parte di Camera e Senato.
Clicca qui per scaricare il decreto legge, n. 124/2019
Tags: Newsletter 637, Primus-C, Reverse charge
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