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Timestamp: 2018-01-23 11:53:35+00:00
Document Index: 54824675

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 60', 'art. 54', 'art. 10', 'art. 60', 'art. 17', 'art. 62', 'art. 1', 'art. 60', 'art. 6', 'art. 21', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 19', 'art. 17', 'art. 19']

Novità fiscali dell'1 aprile 2008. In evidenza: trasferimenti immobiliari: l'acquirente è responsabile per il pagamento dell’IVA (e delle sanzioni); IRAP 2008: approvato il modello per la comunicazione dell’opzione
Novità fiscali dell’1 aprile 2008. In evidenza: trasferimenti immobiliari: l’acquirente è responsabile per il pagamento dell’IVA (e delle sanzioni); IRAP 2008: approvato il modello per la comunicazione dell’opzione
1) Consolidato fiscale: Affrancamento delle differenze ancora esistenti
2) Al via la trasmissione telematica dei compensi di medici e paramedici che prestano lavoro autonomo in strutture private
3) Trasferimenti immobiliari soggetti all’IVA: Responsabilità solidale del cessionario per il pagamento dell’IVA e delle sanzioni
4) Tassazione del TFR: Ridotto il prelievo
5) Interpello di Ente non commerciale: Non contano le entrate istituzionali
-Reverse charge in edilizia: General contractor
– Pannelli a “messaggio variabile”: Si applica il reverse charge
– Nel calcolo del pro-rata la cessione di immobili in esenzione Iva
– Il rapporto di partecipazione non agevola l’aggregazione aziendale
– Bonus aggregazioni: Indagine completa per l’operatività
– ICI: Individuate le modalità operative per la certificazione relativa all’anno 2007
7) IRAP: Approvato il modello per la Comunicazione dell’opzione
Efficacia immediata per l’affrancamento delle differenze da consolidato fiscale.
Il regolamento di attuazione diffuso dal ministero dell’Economia e finanze stabilisce che il pagamento dell’imposta sostitutiva del 6% (articolo 1, comma 49, legge 244/07) consente di eliminare l’obbligo di rideterminazione dei valori già dal periodo di imposta 2007.
Le norme transitorie di consolidato e trasparenza prevedono che, in presenza di svalutazioni di partecipazioni dedotte nei dieci esercizi anteriori all’avvio del regime, generate da svalutazioni o accantonamenti tassati dalle partecipate, i valori fiscali degli elementi di queste ultime società devono essere ricalcolati per evitare un doppio beneficio fiscale.
In pratica, nel limite delle svalutazioni in esame, il costo fiscale delle attività rettificate solo civilisticamente si riduce e il valore dei fondi tassati si considera già dedotto, comportando un aumento dell’imponibile nell’anno in cui tali elementi patrimoniali si realizzano.
La Finanziaria 2008 permette di eliminare questo meccanismo pagando una sostitutiva del 6% sulle differenze ancora esistenti.
Il D.M. 11/3/2008, di attuazione, stabilisce che i soggetti tenuti ad applicare la sostitutiva sono le controllate (nel consolidato interno), la consolidante (nella tassazione mondiale) ed i soci (singolarmente considerati) delle società trasparenti (questi ultimi per la percentuale di partecipazione detenuta).
La possibilità di affrancamento è concessa ai contribuenti su cui ricadono gli effetti della rideterminazione.
L’affrancamento deve interessare l’intero importo delle differenze civili fiscali indicate – nel consolidato – nella colonna 3 dei righi RF 97-98-99 di Unico 2008.
La sostitutiva si versa in unica soluzione entro il 16 giugno 2008, con possibilità di differire l’assoggettamento anche ad anni successivi.
Gli effetti dell’affrancamento decorrono dall’inizio dell’esercizio 2007 (e seguenti se l’imposta è applicata dopo).
In presenza di atti di realizzo avvenuti lo scorso anno, la società avrà diritto a considerare la variazione in diminuzione in Unico 2008 (risparmiando l’Ires al 33%), pagando a giugno il 6% di sostitutiva.
Possono usufruire della sostitutiva, anche società che opteranno per consolidato o trasparenza dal 2008, che potranno entrare nel regime senza necessità di rideterminare i valori.
(Decreto 11/3/2008, Luca Gaiani, Il Sole 24 Ore del 29/4/2008, pag. 28)
Le strutture devono trasmettere all’Agenzia, oltre ai compensi riscossi per ciascun percipiente, i relativi dati anagrafici e il codice fiscale.
Per il primo anno di applicazione devono essere comunicati i compensi complessivamente riscossi per ciascun percipiente nel periodo dal 1 marzo al 31 dicembre 2007.
Nell’ambito delle attivita’ di assistenza, l’Agenzia ha realizzato un prodotto di gestione messo a disposizione dei contribuenti gratuitamente.
E’ disponibile, sul sito Internet www.agenziaentrate.gov.it – Strumenti – Software – Comunicazioni e domande, un prodotto informatico, denominato “COSSP100” che consente la compilazione assistita della comunicazione dei dati da parte dei soggetti obbligati.
L’Agenzia, come è noto (si veda il nostro articolo sulle novità fiscali del 31/3/2008) ha pubblicato nella sezione “Servizi Telematici” del sito, come di consueto, il software di controllo della comunicazione (SSP00100) finalizzato alla verifica della correttezza formale delle informazioni registrate nel file da trasmettere, nonché del rispetto delle disposizioni previste nel Provvedimento dell’Agenzia del 13 dicembre 2007 e delle regole definite nelle specifiche tecniche per la trasmissione telematica (allegato A).
(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 29/3/2008)
L’art. 1, comma 164, della Legge n. 244 del 24 dicembre 2007 (cd. Legge Finanziaria per l’anno 2008) ha introdotto una nuova ipotesi di responsabilità solidale del cessionario relativamente ai trasferimenti di immobili soggetti ad IVA.
In particolare, la responsabilità solidale è prevista nelle ipotesi in cui le parti indichino nell’atto di cessione e nella fattura un corrispettivo inferiore a quello effettivo.
Inoltre è stata introdotta una particolare procedura di regolarizzazione utilizzabile dal cessionario, se soggetto privato, al fine di evitare il configurarsi della responsabilità solidale a suo carico.
Alessandro Antonelli (Esperto Il Sole 24 Ore) con una propria circolare di Studio ha fornito una prima informativa sulle nuove disposizioni.
In merito, l’art. 60-bis del D.P.R. n. 633/72 individua nei commi da 1 a 3 taluni casi cui trovava applicazione il regime di responsabilità solidale dell’acquirente.
Si tratta in particolare delle cessioni individuate dal D.M. 22 dicembre 2005 ad oggetto le seguenti categorie di beni:
– animali vivi della specie bovina, ovina e suina e loro carni fresche.
Peraltro, la responsabilità solidale di cui ai commi da 1 a 3:
– si applica per le cessioni effettuate a prezzi inferiori al valore normale;
– riguarda il cessionario, a condizione che si tratti di un soggetto passivo ai fini dell’IVA;
– investe la sola imposta e non anche la sanzione;
– il cessionario (obbligato solidale) per espressa previsione normativa può documentalmente dimostrare che il prezzo inferiore dei beni è stato determinato in ragione di eventi o situazioni di fatto oggettivamente rilevabili o sulla base di specifiche disposizioni di legge e che comunque non è connesso con il mancato pagamento dell’imposta.
La responsabilità solidale relativa ai trasferimenti immobiliari:
La responsabilità solidale di cui al comma 3-bis relativa ai trasferimenti immobiliari:
– si applica per le cessioni effettuate a prezzi inferiori al valore effettivo;
– riguarda il cessionario, anche se si tratti di un soggetto privato, che non agisce nell’esercizio di impresa arti o professioni e quindi privo del requisito soggettivo ai fini dell’IVA;
– investe sia la maggiore imposta sia la relativa sanzione.
Preliminarmente viene evidenziato come la nuova responsabilità solidale riguarda i casi in cui le parti indichino nell’atto di trasferimento e nella fattura un corrispettivo diverso, ossia inferiore, a quello effettivo.
Per la formulazione letterale della norma ed il suo riferimento al valore effettivo, pare che si debba escludere che tale regime possa riguardare i trasferimenti di immobili per i quali le parti abbiano convenuto un corrispettivo diverso (in eccesso o in difetto) rispetto al valore normale, a condizione che detto corrispettivo sia quello effettivamente corrisposto dal cessionario al cedente.
In sostanza, l’ambito applicativo della disposizione in commento dovrebbe essere limitato ai casi di vendita di immobili il cui corrispettivo risulti in parte corrisposto “in nero”.
A tali fini, pertanto, il valore normale dell’immobile, di per sé considerato, non dovrebbe assumere rilevanza alcuna (in tal senso sa veda Assonime, Circolare n. 16 del 10 marzo 2008).
Tuttavia, in caso di cessioni di immobili effettuate a corrispettivi inferiori al valore normale, l’Amministrazione Finanziaria può rettificare la dichiarazione annuale ai sensi dell’art. 54, comma 3, del D.P.R. n. 633/1972, contestando al contribuente l’esistenza di operazioni imponibili di ammontare superiore a quanto dichiarato sulla base, appunto, del valore normale degli immobili ceduti.
A tal fine l’Agenzia delle Entrate con Provvedimento del 27 luglio 2007 ha individuato dei criteri specifici per la determinazione del valore normale dei fabbricati.
Pertanto, la nuova responsabilità solidale riguarda le cessioni aventi ad oggetto “un immobile”.
Sotto il profilo oggettivo, rientrano nell’ambito applicativo della disciplina in esame gli atti a titolo oneroso che comportano il trasferimento della proprietà (ovvero la costituzione o il trasferimento di diritti reali di godimento, che hanno ad oggetto beni immobili) di fabbricati o aree fabbricabili, purché soggette all’IVA.
Ai fini dell’esatta individuazione dell’ambito applicativo di tale previsione l’autore citato (A. Antonelli) riepiloga nella seguente tabella le cessioni di beni immobili soggette ad IVA, tenendo conto del nuovo regime di esenzione che riguarda talune cessioni di fabbricati (art. 10, comma 1, n. 8-bis e 8-ter, del D.P.R. n. 633/1972, modificato dal D.L. n. 223 del 4 luglio 2006).
CESSIONI DI AREE FABBRICABILI (SOGGETTE AD IVA SEMPRE)
CESSIONI DI FABBRCATI ABITATIVI (SOGGETTE AD IVA NEI SEGUENTI CASI)
Cessioni effettuate dalle imprese costruttrici e di ristrutturazione entro quattro anni dall’ultimazione dei lavori
Cessioni effettuate dalle imprese costruttrici e di ristrutturazione che siano stati locati per un periodo non inferiore a quattro anni in attuazione di piani di edilizia abitativa convenzionata
Cessioni di fabbricati non ultimati
CESSIONI DI FABBRCATI STRUMENTALI (SOGGETTE AD IVA NEI SEGUENTI CASI)
Cessioni effettuate dalle imprese costruttrici e di ristrutturazione decorsi quattro anni dall’ultimazione dei lavori con opzione del cedente per l’assoggettamento ad IVA
Cessioni effettuate nei confronti di soggetti con diritto alla detrazione limitato (pro rata pari o inferiore al 25%)
Cessioni effettuate nei confronti di soggetti con diritto alla detrazione pieno o pro rata superiore al 25% con opzione del cedente per l’assoggettamento ad IVA
Cessione nei confronti di soggetti che non agiscono nell’esercizio di impresa, arte o professione
Per quanto concerne i contratti di locazione finanziaria viene evidenziato che la responsabilità solidale non si dovrebbe applicare per i canoni di leasing.
Al contrario, il suddetto regime, in linea di principio, si potrebbe applicare per le cessioni di immobili oggetto di operazioni di leasing, all’atto del riscatto da parte degli utilizzatori al termine del contratto.
In realtà, sostiene A. Antonelli, si tratta di una possibilità puramente teorica, giacché appare difficile ipotizzare che nei contratti di leasing le parti si accordino per il pagamento di un corrispettivo inferiore a quello effettivo.
Infine, tale previsione va coordinata con la nuova disciplina in materia di reverse charge, applicabile ai trasferimenti di fabbricati strumentali fra soggetti passivi d’imposta.
Poiché in questi casi il responsabile dell’imposta è già il cessionario, il quale assolve l’imposta con integrazione della fattura emessa dal cedente (che non reca l’addebito di imposta) e registrazione sia nel registro IVA degli acquisti che in quello delle vendite; la responsabilità solidale del cessionario sembrerebbe perdere di significato essendo il cessionario stesso, come sopra evidenziato, responsabile del pagamento dell’imposta.
Ai sensi del nuovo comma 3-bis dell’art. 60-bis del D.P.R. n. 633/1972, l’Amministrazione finanziaria, è legittimata a rivolgersi indifferentemente al cedente o al cessionario, stante il principio di responsabilità solidale.
Al riguardo la responsabilità solidale investe:
– sia la maggiore imposta, data dalla differenza tra il corrispettivo indicato nell’atto e nella fattura di vendita ed in maggior prezzo effettivo;
– sia la sanzione relativa, compresa tra il 100 ed il 200% della maggiore imposta.
Qualora al pagamento delle suddette somme provveda il cessionario, egli avrà comunque diritto di rivalersi nei confronti del cedente, il quale, al di fuori dei citati casi soggetti al meccanismo del reverse charge, rimane il soggetto debitore dell’imposta, ai sensi dell’art. 17 del D.P.R. n. 633/1972.
L’art. 62, comma 5, del D.P.R. n. 633/1972 prevede “…per le imposte e le pene pecuniarie dovute dal cessionario o dal committente…” un privilegio speciale dello Stato sull’immobile oggetto di cessione.
Pertanto, tale privilegio speciale si dovrebbe applicare anche alle cessioni di immobili che rientrano nell’ambito applicativo del nuovo regime di responsabilità solidale del cessionario, introdotto dall’art. 1, comma 264, della Legge n. 244/2007.
Secondo quanto evidenziato dall’Assonime nella Circolare n. 16 del 10 marzo 2008, la norma potrà creare non poche incertezze poiché:
– il cessionario solidalmente responsabile può essere anche un soggetto privato;
– in base al diritto di seguito che qualifica il privilegio, lo Stato per soddisfare la sua pretesa potrà rivolgersi non solo al primo cessionario, ma anche ai successivi acquirenti dell’immobile, senza che questi possano invocare la preventiva escussione del debitore;
– in materia di IVA non è previsto un apposito termine per l’estinzione del privilegio speciale immobiliare.
Appare di tutta evidenza come stante l’assetto normativo attuale, un soggetto acquirente, anche privato, potrà essere chiamato a rispondere di irregolarità (IVA e sanzioni), commesse da altri soggetti in trasferimenti precedenti.
L’aver effettuato un acquisto da un privato, dunque, senza applicazione dell’IVA non elimina, in linea di principio, il rischio de qua che potrebbe infatti derivante da una precedente cessione soggetta ad IVA.
L’art. 60-bis, comma 3-bis, del D.P.R. n. 633/1972 prevede che “…il cessionario che non agisce nell’esercizio di imprese, arti o professioni può regolarizzare la violazione versando la maggiore imposta dovuta entro sessanta giorni dalla stipula dell’atto. Entro lo stesso termine, il cessionario che ha regolarizzato la violazione presenta all’ufficio territorialmente competente nei suoi confronti copia dell’attestazione del pagamento e delle fatture oggetto della regolarizzazione…”.
È stata dunque prevista una particolare procedura di regolarizzazione utilizzabile dal cessionario, se soggetto privato, al fine di evitare il configurarsi della responsabilità solidale a suo carico.
A tal fine il cessionario, soggetto privato, entro il termine di sessanta giorni dalla stipula dell’atto di cessione, deve:
a) versare la maggiore imposta dovuta;
b) presentare all’ufficio territorialmente competente nei suoi confronti copia dell’attestazione del pagamento e delle fatture oggetto della regolarizzazione.
Se il cessionario, soggetto privato, non regolarizza la violazione tramite la suddetta procedura, non è soggetto ad una autonoma sanzione, ma resta esposto alla responsabilità solidale della maggiore imposta e della sanzione applicabile al cedente.
Qualora, invece, il cessionario sia un soggetto passivo IVA, lo stesso regolarizzerà l’operazione mediante la procedura di cui all’art. 6, comma 8, lett. b), del D.Lgs. n. 471 del 18 dicembre 1997.
In tal caso il cessionario entro il trentesimo giorno successivo a quello della registrazione della fattura irregolare ricevuta dal cedente deve:
a) versare la maggiore imposta dovuta (tramite Modello F24, codice tributo 9399);
b) presentare all’ufficio territorialmente competente nei suoi confronti un documento integrativo in duplice esemplare recante le indicazioni prescritte dall’art. 21 del D.P.R. n. 633/1972 ed, in particolare, l’indicazione del maggior corrispettivo effettivo dell’operazione.
Se il cessionario, soggetto passivo IVA, non regolarizza la violazione tramite la suddetta procedura, è soggetto all’autonoma sanzione di cui all’art. 6, comma 8 del citato D.Lgs. n. 471/1997, pari al 100% dell’imposta, con un minimo di euro 258.
Riguardo la decorrenza, l’autore (A. Antonelli) ritiene che in assenza di una previsione specifica il nuovo regime di responsabilità solidale del cessionario si applica a decorrere dal 1° gennaio 2008.
Assume rilevanza il momento di effettuazione dell’operazione di cessione, individuato ai sensi dell’art. 6 del D.P.R. n. 633/1972.
Come è noto, le cessioni di beni immobili si considerano effettuate al momento della stipulazione dell’atto, salvo il caso in cui anteriormente alla stipulazione, sia emessa la fattura di vendita o sia pagato in tutto o in parte il corrispettivo.
In tale ultima ipotesi infatti l’operazione si considera effettuata al momento della fatturazione o del pagamento limitatamente all’importo fatturato o pagato.
A parere di A. Antonelli (che auspica chiarimenti ufficiali da parte dell’Amministrazione Finanziaria in tal senso), nel caso di specie si dovrebbe fare riferimento, in particolare alla data di stipula dell’atto di cessione, non rilevando eventuali acconti corrisposti in un momento precedente.
Poiché solo al momento della stipula è possibile conoscere il corrispettivo definitivo indicato nell’atto, ed evidenziare la sua eventuale difformità dal prezzo effettivo della cessione.
In tal senso, il cessionario che abbia acquistato un immobile dopo il 1° gennaio 2008, dovrebbe risultare solidalmente responsabile per l’intera differenza tra corrispettivo effettivo e corrispettivo indicato nell’atto, determinato avendo riguardo all’importo complessivo della cessione, anche se in parte detto importo è stato pagato in via anticipata (mediante acconti) al cedente, anteriormente al 1° gennaio 2008.
(Studio Antonelli, circolare n. 14/2008 del 13/3/2008)
Il Ministero dell’Economia e delle finanze, attuando quanto previsto dalla legge Finanziaria 2008, ha precisato la misura in cui è ridotta l’IRPEF, determinata ai sensi dell’art. 19, D.P.R., n. 917/1986, sul trattamento di fine rapporto e sulle indennità equipollenti, ex art. 17, comma 1, lettera a), il cui diritto alla percezione sorge a partire dal 1° aprile 2008.
In particolare, da tale data (cioè dal 1/4/2008) sono previsti sconti sul Tfr grazie ad una detrazione d’imposta di importo variabile anche se non superiore a 70 euro.
E’ questo l’effetto del Decreto del Ministero dell’Economia del 20 marzo 2008, attuativo dell’articolo 2, comma 514 della legge 244/2007.
A beneficiarne saranno i lavoratori dipendenti che cesseranno il rapporto di lavoro dal 31 marzo per i quali scatta dal 1° aprile 2008 il diritto alla percezione del Tfr.
La misura della detrazione varia al variare del reddito, oscillando dai 70 euro previsti per redditi non superiori a 7.500 euro fino ad azzerarsi per i redditi che raggiungono 30mila euro.
La detrazione deve essere riconosciuta per una sola cessazione di rapporto di lavoro nel corso di ciascun periodo d’imposta.
In tal senso N. Bianchi e B. Massara in Il Sole-24 Ore del 29/03/2008.
(D.M. Ministero economia e finanze 20/03/2008, in corso di pubblicazione G.U.)
5) Interpello di Ente non commerciale: Non contano le entrate istituzionali, ma solo i ricavi derivanti dalle eventuali attività commerciali esercitate
Per individuare l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate a cui rivolgere le istanze di interpello (direzione regionale o direzione centrale Normativa e Contenzioso, se l’ammontare dei ricavi è superiore a 258.228.449,54 euro), gli enti non commerciali non devono tener conto dei proventi derivanti dall’esercizio dell’attività istituzionale.
La verifica va effettuata esclusivamente con riferimento ai ricavi che provengono dalle attività commerciali e concorrono a formare il reddito d’impresa.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 116/E del 28/3/2008)
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 111/E/2008 è tornata sull’argomento dell’ambito di applicazione del meccanismo di reverse charge al settore dell’edilizia e sul nuovo regime sanzionatorio.
In particolare, ha chiarito che le prestazioni edili rese nei confronti del general contractor (che, secondo l’attuale normativa, è qualificabile come un appaltatore con funzioni peculiari) vanno fatturate con le modalità ordinarie.
Ciò poiché la Legge Finanziaria 2008 ha escluso che tali prestazioni siano soggette a Iva con il meccanismo dell’inversione contabile.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 111/E del 28/3/2008)
Quando l’installazione di impianti elettronici rientra nel comparto costruzioni scatta il reverse charge.
Se una società che esegue lavori di montaggio e riparazione di apparecchiature elettriche ed elettroniche, pur non svolgendo abitualmente attività connesse al settore dell’edilizia, si trova a installare, in conseguenza di un contratto di subappalto, impianti facenti parte di strutture considerate alla stregua di edifici, è tenuta, per le prestazioni descritte, ad assolvere l’Iva attraverso il meccanismo dell’inversione contabile.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 113/E del 28/3/2008)
La norma vale anche per i fabbricati per i quali i quattro anni dalla fine dei lavori
sono già scaduti prima dell’entrata in vigore del decreto legge “Visco-Bersani”
Le cessioni di immobili abitativi effettuate dopo i quattro anni dalla data di ultimazione della costruzione – e quindi in regime di esenzione Iva – concorrono, nell’anno di vendita, alla determinazione del pro-rata di detraibilità, ai sensi dell’art. 19 comma 5 del DPR n. 633/72. Si tratta del parere fornito dall’Agenzia dell’Entrate, nell’ambito dell’attività di consulenza giuridica, a un soggetto che, in rappresentanza di alcune aziende associate, chiedeva chiarimenti sul diritto alla detrazione Iva alla luce delle novità introdotte dal Dl 223/2006.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 112/E del 28/3/2008)
Il riconoscimento fiscale gratuito dei maggiori valori emersi in sede di conferimento
è subordinato al rispetto di tassative condizioni soggettive e oggettive.
Gli incentivi fiscali per le aggregazioni aziendali possono essere concessi solo a condizione che le imprese partecipanti non solo possiedano i requisiti soggettivi e oggettivi (richiesti ai fini del riconoscimento fiscale) al momento in cui viene posta in essere l’operazione ma che li abbiano posseduti ininterrottamente anche nel corso dei due anni precedenti.
L’esistenza di un rapporto di partecipazione preclude la possibilità che tale agevolazione.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 114/E del 28/3/2008)
L’agevolazione é negata se conferitaria era, nel biennio anteriore all’operazione, in deficit patrimoniale.
Il requisito dell’operatività, prescritto per la concessione del “bonus aggregazioni”, difetta se nel biennio anteriore all’effettuazione di un’operazione di conferimento, una delle società ha subito perdite tali da determinare la formazione di un deficit patrimoniale.
Si tratta di novità interpretativa, poiché prima, il requisito dell’operatività veniva ricondotto ai soli profili “dinamici” dell’impresa, cioè al risultato economico e alle sue modalità di determinazione.