Source: https://www.exeo.it/free/acquisizione-sanante-restituzione-pristino-stato
Timestamp: 2019-05-26 14:01:42+00:00
Document Index: 112595982

Matched Legal Cases: ['art.2058', 'art. 2058', 'art. 42', 'art. 2058', 'art. 43', 'art. 42', 'sentenza ', 'art. 42', 'art. 43', 'art. 43', 'art. 2058', 'art. 42', 'art. 43', 'art. 35', 'art. 34', 'art. 2058', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 34']

Rapporto tra acquisizione sanante ed art.2058 e 2093 Cod Civ
Non potendo trovare applicazione l'art. 2058 Cod. Civ., in ipotesi di occupazione divenuta illegittima, va accolta la domanda diretta ad ottenere la restituzione del bene previa rimozione delle opere sullo stesso realizzate.
Sintesi: Nel sistema introdotto dall'art. 42 bis TUE, che privilegia la restituzione in pristino stato dei fondi abusivamente occupati dalla PA, fatto salvo il ricorso eccezionale di quest'ultima a provvedimenti acquisitivi sulla base di rigorose valutazioni di prevalente interesse pubblico, al giudice amministrativo resta precluso operare autonome valutazioni circa l'eventuale eccessiva onerosità del risarcimento in forma specifica ex art. 2058 comma 2 c.c.
Estratto: «Una volta escluso che le ricorrenti siano incorse in acquiescenze di sorta per la restitutio in integrum dei loro terreni, va attentamente ponderata la domanda attorea con le quali le ricorrenti medesime (anche nell'ultimo atto difensivo del 1.3.2012) hanno ribadito che è di loro prioritario interesse il ritorno in possesso dei fondi occupati.Come puntualizzato in narrativa, il comune di San Demetrio –pur a fronte dell'insistita domanda restitutoria di controparte- non ha adottato nel tempo alcun provvedimento acquisitivo, né ai sensi dell'art. 43 del TUE, né –dopo l'intervenuta pronuncia caducante della Corte Costituzionale n. 293/10– ai sensi del sopravvenuto art. 42 bis del medesimo TUE, limitandosi come detto a sostenere l'infondatezza de... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] .../o l'intervenuta acquiescenza alla rinuncia della tutela reale.Va in proposito precisato che l'istituto dell'occupazione appropriativa, creato in via pretoria, è stato dichiarato non conforme alla Convenzione Europea per i Diritti dell'Uomo (sentenza CEDU 30 maggio 2000, ric. 31524/96 "Società Belvedere Alberghiera") ed espunto ex tunc dall'ordinamento, sicché non è in alcun modo predicabile l'avvenuta acquisizione dell'area da parte dell'Amministrazione intimata, che comunque nessuna pretesa ha avanzato in tal senso, neanche in via di eccezione. Il carattere retroattivo della citata espunzione determina peraltro l'applicabilità delle regole europee anche per fattispecie occupative precedenti, almeno in tutti i casi (come quello di specie) di situazioni non ancora stabilizzate dalla definitività e dalla incontestabilità dei rapporti giuridici. Deve pertanto ribadirsi sul punto che le aree occupate dall'amministrazione, sulle quali è stato poi realizzato il parcheggio pubblico, sono rimaste sempre nella proprietà degli originari titolari, come del resto riconosciuto dalla stessa difesa del Comune.Sulla base delle esposte premesse, non resta al collegio che riconoscere il diritto delle ricorrenti alla integrale restitu... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...grum.Ed invero, l'articolo 42 bis del TU 327/01–introdotto dall'articolo 34, comma 1, legge n. 111 del 2011 ed immediatamente applicabile anche a fattispecie pregresse ai sensi del suo ottavo comma- subordina il provvedimento di acquisizione dell'opera pubblica, realizzata sine titulo su aree private, alla dimostrazione, da parte della PA procedente, di "attuali ed eccezionali ragioni di interesse pubblico che ne giustificano l'emanazione, valutate comparativamente con i contrapposti interessi privati ed evidenziando l'assenza di ragionevoli alternative alla sua adozione" (comma 4 del citato art. 42 bis TUE); quanto sopra, a differenza del pregresso art. 43 dichiarato incostituzionale dalla consulta (mirato anch'esso a rimediare alla dipartita dell'occupazione appropriativa), ove il provvedimento sanante veniva rimesso ad una sola previa valutazione degli interessi in conflitto (comma 1), fermo restando che la PA interessata –anche in assenza di sanatoria- avrebbe potuto in ogni in caso chiedere al giudice di limitare l'eventuale soccombenza ad una condanna per equivalente, evitando la restituzione dei fondi abusivamente occupati (comma 4). Appare pertanto evidente come il legislatore del 2011, nel novellare la materia, abbia voluto relegare ad una rigorosa e motivat... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...lità le ipotesi di sanatoria acquisitiva dell'opera pubblica abusivamente realizzata su suoli altrui, elevando invece a misura normalizzata e dovuta la tutela reale del proprietario danneggiato; quanto sopra, peraltro, senza neanche più consentire alcuna iniziativa del GA nel decidere o meno (su domanda dell'amministrazione) di limitare la soccombenza dell'amministrazione medesima ad una mera condanna al risarcimento del danno.Nel caso di specie, per giunta, si è già visto come lo stesso ente civico –anche dopo esser stato intimato in giudizio e fino al passaggio in decisione della causa- non ha mai inteso adottare alcun provvedimento di acquisizione, né ha mai chiesto al giudicante (nel vigore dell'art. 43 TUE) di salvaguardare comunque l'opera pubblica realizzata, affidando invece le sue difese processuali alla tesi (infondata) secondo cui la restituzione dei terreni sarebbe preclusa dall'acquiescenza manifestata dalle proprietarie al momento dell'immissione in possesso dei fondi, tra l'altro in relazione ad importi indennitari mai recepiti dal comune stesso.Come poi correttamente puntualizzato dal patrono delle ricorrenti con memoria del 4.3.12, al giudice amministrativo è finanche precluso operare autonome valutazioni circa l'e... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...cessiva onerosità del risarcimento in forma specifica ex art. 2058 comma 2 c.c., atteso che il legislatore, con la più volte richiamata norma speciale ex art. 42 bis del TUE, ha chiaramente manifestato la volontà di assicurare di norma, al proprietario inciso, la restituzione in pristino stato dei fondi abusivamente occupati dalla PA, fatto salvo il ricorso eccezionale di quest'ultima a provvedimenti acquisitivi sulla base di rigorose valutazioni di prevalente interesse pubblico, valutazioni pertanto ormai interdette al giudicante che –in difetto di qualsiasi iniziativa sanante della PA- è tenuto ad assicurare la tutela in forma specifica dei proprietari che (come nella specie) espressamente la chiedono, privilegiandola rispetto ai benefici risarcitori per la perdita del bene (restano pertanto irrilevanti sul punto le considerazioni del patrono resistente sul fatto che le aree de quibus, quand'anche restituite, rimarrebbero vincolate a parcheggio, poiché la scelta delle ricorrenti di voler ritornare in possesso dei beni –univocamente esternata- non richiede motivazioni di sorta sulle ragioni preferenziali rispetto ad un più conveniente tandundem economico).Pertanto, pur a voler prescindere dalla mancanza nella specie di quals... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...a della PA mirata a scongiurare la retrocessione, risultano ormai inconfigurabili anche quelle pronunce del giudice amministrativo che nel vigore dell'art. 43 TUE –sul rilievo dell'opera pubblica de facto realizzata- indicavano fra i criteri di condanna generica ex art. 35 d. leg.vo 80/98 (ora art. 34 comma 4 CPA) il possibile accordo delle parti alla cessione delle aree, ovvero in subordine l'adozione da parte della PA del provvedimento acquisitivo (cfr. tar Abruzzo –AQ- n. 19/2010); pertanto, ogni declaratoria dell'obbligo dell'Amministrazione di provvedere sulla sorte della titolarità dell'area, anche mediante l'acquisizione sanante, significherebbe invadere un'area di amministrazione attiva riservata in via esclusiva alla PA procedente con valutazioni ormai non surrogabili dall'Autorità giurisdizionale (cfr. in termini, Tar Toscana sez. I n. 407/2012).Resta peraltro inteso che la presente condanna giudiziaria del comune intimato a restituire i fondi occupati nel pristino stato non esclude successivi accordi negoziali che dovessero intervenire tra le parti, idonei in particolare a determinare la salvezza dell'opera pubblica realizzata, fermo restando tuttavia che tali (auspicabili) accordi si atteggerebbero comunque ad un posterius, del tutto indipen... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... risultanze del giudizio e dalla stessa portata conformativa della presente pronuncia.»
Sintesi: In ipotesi di occupazione divenuta illegittima, in forza di annullamento degli atti del procedimento, va accolta la domanda diretta ad ottenere la restituzione del bene previa rimozione delle opere sullo stesso realizzate, non potendo trovare applicazione l'art. 2058 c.c.; l'art. 42 bis TU infatti esclude che sia configurabile nei confronti dell'amministrazione l'ipotesi di eccessiva onerosità, potendo, in ogni tempo, l'amministrazione evitare la distruzione dell'opera mediante lo strumento dell'acquisizione al patrimonio indisponibile.
Estratto: «Chiarita, pertanto, la sussistenza di tutti gli elementi dell'illecito aquiliano della p.a. occorre quantificare il risarcimento del danno tenendo conto della domanda delle ricorrenti.Le ricorrenti hanno in via principale chiesto il risarcimento del danno in forma specifica mediante restituzione del sedime previa rimozione delle opere sullo stesso realizzate.La domanda deve essere accolta.L'articolo 2058 c.c. subordina il risarcimento in forma specifica alla duplice condizione della possibilità e della non eccessiva onerosità per il debitore.Nel caso di specie, non &egr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...bio la possibilità della restituzione, esistendo la res in rerum natura.Quanto all'eccessiva onerosità il Collegio ritiene rilevante la presenza della norma di cui all'art. 42 – bis d.p.r. 8 giugno 2001 n. 327, aggiunto dall'art. 34, comma 1, d.l. 6 luglio 2011 n. 98, rubricato utilizzazione senza titolo di un bene per scopi di interesse pubblico, che stabilisce, tra l'altro che: "Valutati gli interessi in conflitto, l'autorità che utilizza un bene immobile per scopi di interesse pubblico, modificato in assenza di un valido ed efficace provvedimento di esproprio o dichiarativo della pubblica utilità, può disporre che esso sia acquisito, non retroattivamente, al suo patrimonio indisponibile e che al proprietario sia corrisposto un indennizzo per il pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale, quest'ultimo forfetariamente liquidato nella misura del dieci per cento del valore venale del bene. Il provvedimento di acquisizione può essere adottato anche quando sia stato annullato l'atto da cui sia sorto il vincolo preordinato all'esproprio, l'atto che abbia dichiarato la pubblica utilità di un'opera o il decreto di esproprio. Il provvedimento di acquisizione può essere adottato anche durante la pendenza di un giudizio per l... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...to degli atti di cui al primo periodo del presente comma, se l'amministrazione che ha adottato l'atto impugnato lo ritira. In tali casi, le somme eventualmente già erogate al proprietario a titolo di indennizzo, maggiorate dell'interesse legale, sono detratte da quelle dovute ai sensi del presente articolo.".La norma in questione esclude che sia configurabile nei confronti dell'amministrazione l'ipotesi di eccessiva onerosità, potendo, in ogni tempo, l'amministrazione evitare la distruzione dell'opera mediante lo strumento dell'acquisizione al patrimonio indisponibile.La stessa norma, peraltro, configura un ambito di valutazione riservato esclusivamente all'amministrazione, come fatto palese dall'inciso "valutati gli interessi in conflitto", in ordine alla sorte dell'opera pubblica e più in generale alla sorte del sedime illecitamente appreso ed utilizzato.Il giudice amministrativo non potrebbe, quindi, fermo restando il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato, disporre il risarcimento per equivalente, privando così l'amministrazione del suo ambito di valutazione.Il Comune di Sarzana deve, pertanto, essere condannato al risarcimento del danno mediante restituzione alle ricorrenti del sedime illecitamente appreso.»