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Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art.25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 377', 'art. 25', 'art. 50', 'art. 24', 'art. 74', 'art. 25', 'sentenza ', 'art. 15', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 54', 'art. 54', 'art. 6', 'art. 12', 'art. 17', 'art. 49', 'art.52', 'art. 52', 'art 52', 'art. 6', 'art. 52', 'art 52', 'art 55', 'art. 40', 'art. 30', 'art. 25', 'art. 30']

Avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato 1 Docente di D.L.vo 231/01 e Modelli di Gestione del Rischio Università degli Studi di Ferrara Studio. - ppt scaricare
PubblicatoNunzia Costantini
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avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato 1 Docente di D.L.vo 231/01 e Modelli di Gestione del Rischio Università degli Studi di Ferrara Studio Casellato Avvocati Penalisti Roma, piazza Farnese 101 ETICA DIMPRESA. MODELLI DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO Brescia, 22 maggio 2009 IMPRESE,BANCHE,FINANZA,INTERESSI, TUTELE ED OPPORTUNITA ANCHE ALLA LUCE DELLODIERNA FASE RECESSIVA 2
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato 2 Indice 1. Il D.Lvo 231/01 : La responsabilità penale delle società. Sintesi 2. Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore 3. Focus: La responsabilità penale delle società nei gruppi 4. Focus: Modelli di Organizzazione e gestione in materia di Sicurezza sul lavoro 3
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato 3 Il percorso iniziato nel 2001 con lintroduzione della responsabilità penale delle società, sino alle ultime recenti integrazioni, ha messo sempre più in evidenza la necessità di unefficiente organizzazione dimpresa e della gestione consapevole dei rischi operativi. Ladeguamento a questa normativa costituisce lo strumento e lopportunità per assicurare tali risultati. 4
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato La responsabilità ex D.Lgs 231/01 è unaresponsabilità diretta in quanto deriva da un fatto proprio dellente, cioè da una colpa dellorganizzazione dellimpresa (ed autonoma rispetto alla responsabilità dellautore del reato) cfr. Trib. Milano Gip, 26 febbraio 2007; cfr. anche Cass pen, sez. II, 20 dicembre gennaio 2006 n 5
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato 5 1. Il D.Lvo 231/01 : La responsabilità penale delle società. Sintesi Il decreto legislativo 231/2001 ha introdotto nel nostro ordinamento la responsabilità amministrativa degli enti per determinati reati commessi nel loro interesse o vantaggio da soggetti che rivestono una posizione apicale nella struttura dellente ovvero da soggetti sottoposti allaltrui vigilanza 6
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato 6 1. Il D.Lvo 231/01 : La responsabilità penale delle società. Sintesi REATI 1.Reati contro la P.A. (artt. 24 e 25) 2.Delitti informatici e trattamento illecito di dati (art. 24 bis) 3.Falsità monete, carte di pubblico credito, valori di bollo (art. 25 bis) 4.Reati societari (art. 25 ter) 5.Delitti con finalità di terrorismo o di eversione dellordine democratico (art. 25 quater) 6. Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili (art.25 quater.1) 7
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato 7 1. Il D.Lvo 231/01 : La responsabilità penale delle società. Sintesi 7. Delitti contro la personalità individuale; pedopornografia a mezzo internet (art. 25 quinquies) 8. Abusi di mercato (art. 25 sexies) 9. Omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela delligiene e della salute sul lavoro (art. 25 septies) 10. Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 25 octies) 11. Reati di criminalità organizzata transnazionale 8
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato 1. Il D.Lvo 231/01 : La responsabilità penale delle società. Sintesi FATTISPECIE DI PROSSIMA INTRODUZIONE NEL D.LVO 231/01 1. Corruzione nel settore privato: disegno di legge approvato dal Senato il 25/09/2007 (S.1448) e trasmesso alla Camera, Disposizioni per ladempimento di obblighi derivanti dallappartenenza dellItalia alle Comunità europee - Legge Comunitaria 2007; 8 9
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato 1. Il D.Lvo 231/01 : La responsabilità penale delle società. Sintesi 2. Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci allautorità giudiziaria (art. 377 bis cp): Disegno di legge governativo C approvato dal Senato. Si prevede linserimento dell art. 25-novies nel D.Lvo 231/01:In relazione alla commissione del delitto di cui allarticolo 377-bis del codice penale, si applica allente la sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote». 9 10
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato 1. Il D.Lvo 231/01 : La responsabilità penale delle società. Sintesi 3. Reati ambientali: in data 6 dicembre 2008 è stata pubblicata sulla G.U.C.E. (L 328/28) la Direttiva 2008/99/CE del Parlamento e del Consiglio del 19 novembre 2008 sulla tutela penale dellambiente la quale prevede lestensione della responsabilità penale delle persone giuridiche di cui al D.Lvo 231/01 anche ai reati ambientali, stabilendo lobbligo per lItalia di conformarsi entro il 26/12/ 11
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato 1. Il D.Lvo 231/01 : La responsabilità penale delle società. Sintesi 4. Delitti contro l'industria e il commercio: Il d.d.l (Comunitaria 2008), attualmente allesame del Senato, prevede l'inclusione nel D.Lvo 231/01, dei delitti previsti dal Capo II del Titolo VIII del Libro II del codice penale, e precisamente dagli articoli: 513 (Turbata libertà dell'industria o del commercio), 513-bis (Illecita concorrenza con minaccia o violenza), 514 (Frodi contro le industrie nazionali), 515 (Frode nell'esercizio del commercio), 516 (Vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine) e 517 (Vendita di prodotti industriali con segni mendaci). 11 12
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato 1. Il D.Lvo 231/01 : La responsabilità penale delle società. Sintesi 5. Reati di criminalità organizzata: Il D.D.L n. 733 approvato dal Senato in data 5 febbraio 2009 prevede, allart. 50, lintroduzione dellart. 24-ter del D.Lvo. n. 231/2001, che estende la responsabilità degli enti collettivi ai delitti di cui agli artt. 416, comma 6 (Associazione per delinquere diretta alla commissione dei delitti di cui artt. 600,601,601), 416-bis (Associazione di tipo mafioso), 416- ter (Scambio elettorale poilitco-mafioso) e 630 c.p. (Sequestro di persona a scopo di estorsione), nonché ai delitti di cui allart. 74, D.P.R. n. 309/1990 (Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope). 12 13
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato 1. Il D.Lvo 231/01 : La responsabilità penale delle società. Sintesi 6. Grave sfruttamento dellattività lavorativa: Disegno di legge (C.2784) recante Disposizioni penali contro il grave sfruttamento dellattività lavorativa e interventi per contrastare lo sfruttamento di lavoratori irregolarmente presenti sul territorio nazionale, allesame della II Commissione Giustizia della Camera 7. Reati tributari: è stata proposta dalla Commissione del Ministero della Giustizia sul Decreto legislativo 231/01 lestensione della responsabilità degli enti ai reati tributari 13 14
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato 1. Il D.Lvo 231/01 : La responsabilità penale delle società. Sintesi 8. Delitti contro la proprieta industriale: Il D.D.L. n (Disposizioni per lo sviluppo e linternazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia), prevede lintroduzione, allinterno del D.Lvo 231/01 dellart. 25-bisFalsità in monete, in carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni di riconoscimento. E stato presentato un emendamento al Senato che include gli artt. 473 (Contraffazione, alterazione o uso di segni distintivi di opere dellingegno o di prodotti industriali) e 474 cp. (Introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsificati) 14 15
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Il D.Lvo 231/01 : La responsabilità penale delle società. Sintesi Linnovativa disciplina ha comportato il superamento di fatto del principio societas delinquere non potest (da ultimo, Cass. Pen., Sezioni Unite, 27 marzo 2008, n ) Rivoluzione copernicana: responsabilità penale della società che si affianca alla responsabilità penale personale degli autori delle condotte Al di là del nomen iuris, si tratta, nella sostanza, della previsione di una responsabilità penale delle società e degli enti 16
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato 1. Il D.Lvo 231/01 : La responsabilità penale delle società. Sintesi La competenza a conoscere gli illeciti amministrativi dellente appartiene al giudice penale competente per i reati dai quali gli stessi dipendono Allente si applicano le disposizioni processuali relative allimputato in quanto compatibili 16 17
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Il D.Lvo 231/01 : La responsabilità penale delle società. Sintesi Modifica tutela penale preventiva: prima: rappresentanza legale/delega funzioni ora: modello organizzativo 18
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Il D.Lvo 231/01 : La responsabilità penale delle società. Sintesi Lintroduzione dei sistemi di monitoraggio dellattività imprenditoriale e la valorizzazione dei flussi informativi allinterno dellazienda, hanno cambiato radicalmente il modo di pensare i controlli sullattività dimpresa, attribuendo maggiore rilevanza allefficacia dei controlli di carattere preventivo sulla gestione. 19
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Il D.Lvo 231/01 : La responsabilità penale delle società. Sintesi Filosofia della disciplina: Prevenzione: 1) sanzioni molto rilevanti Il sistema sanzionatorio proposto dal d. lgs. n. 231 rivela uno stretto rapporto funzionale tra la responsabilità accertata e la sanzione da applicare, opera certamente sul piano della deterrenza e persegue una massiccia finalità special-preventiva ( Cass. Pen., Sezioni Unite 27 marzo 2008 n ) 2) esimenti se il modello viene adottato 20
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Il D.Lvo 231/01 : La responsabilità penale delle società. Sintesi LE SANZIONI Le sanzioni previste per lente sono: 1)sanzioni pecuniarie 2)sanzioni interdittive 3)confisca 4)pubblicazione della sentenza 21
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Il D.Lvo 231/01 : La responsabilità penale delle società. Sintesi Le sanzioni pecuniarie sono: applicate attraverso un sistema di quote in un numero non inferiore a 100 né superiore a 1000 Limporto di una quota va da un minimo di 258 euro ad un massimo di euro Limporto della quota è fissato sulla base delle condizioni economiche e patrimoniali dellente Nella commisurazione della sanzione pecuniaria il giudice tiene conto: -della gravità del fatto -del grado di responsabilità dellente -dellattività svolta per eliminare o attenuare le conseguenze del reato e per prevenire la commissione di ulteriori illeciti 22
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato 1. Il D.Lvo 231/01 : La responsabilità penale delle società. Sintesi Le sanzioni interdittive sono: interdizione dallesercizio dellattività sospensione o revoca delle autorizzazioni licenze o concessioni funzionali alla commissione dellillecito divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e leventuale revoca di quelli già concessi divieto di pubblicizzare beni o servizi 22 23
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato 1. Il D.Lvo 231/01 : La responsabilità penale delle società. Sintesi Le sanzioni interdittive sono applicabili dal giudice anche in via cautelare Il D.L.vo 231 riserva, poi, grande attenzione alle misure cautelari, che hanno una importanza strategica per garantire l'effettività del sistema di responsabilità degli enti collettivi nella fase strumentale del processo, momento particolarmente delicato e determinante per la stessa vita del soggetto collettivo e per la tutela degli interessi pubblicistici che possono essere coinvolti (Cass. Pen., Sezioni Unite 27 marzo 2008 n ) Linnovazione rispetto alle precedenti discipline sta nel fatto che con le sanzioni interdittive si va a colpire laspetto funzionale e operativo dellazienda 23 24
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato 1. Il D.Lvo 231/01 : La responsabilità penale delle società. Sintesi Alle banche, SIM, SGR, SICAV (D.Lvo 197/2004,Attuazione della direttiva 2001/24/CE) e alle imprese di assicurazione e riassicurazione (D.Lvo 209/2005 Codice delle assicurazioni private) non possono essere applicate in via cautelare le sanzioni dellinterdizione dallesercizio dellattività e la sospensione o la revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dellillecito. Alle medesime non si applica altresì lart. 15 del decreto legislativo 231/01 (Commissario giudiziale) 24 25
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Il D.Lvo 231/01 : La responsabilità penale delle società. Sintesi CRITERI DI ATTRIBUZIONE DELLA RESPONSABILITA ED ESIMENTI Lente è responsabile per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio (art. 5): a)da soggetti in posizione apicale (amministratori, direttori generali, preposti a sedi secondarie, direttori di divisione dotati di autonomia finanziaria e funzionale) o da persone che esercitano anche di fatto la gestione e il controllo dellente b)dalle persone sottoposte alla direzione o vigilanza dei soggetti sopraindicati 26
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Il D.Lvo 231/01 : La responsabilità penale delle società. Sintesi Lente non risponde se i soggetti indicati nelle lettere a) e b) hanno agito nellinteresse esclusivo proprio o di terzi 27
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Il D.Lvo 231/01 : La responsabilità penale delle società. Sintesi In ipotesi di reato commesso da soggetto apicale, lente non risponde se prova che (inversione onere della prova) (art. 6): a)lorgano dirigente ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi b)il compito di vigilare sul funzionamento e losservanza dei modelli e di curarne l aggiornamento è stato affidato ad un organismo dellente dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo (organismo di vigilanza) c)le persone hanno commesso il reato eludendo fraudolentemente i modelli di organizzazione e di gestione d)non vi è stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dellorganismo di cui alla lettera b) 28
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Il D.Lvo 231/01 : La responsabilità penale delle società. Sintesi Nellipotesi di reato commesso da soggetti sottoposti allaltrui direzione o vigilanza, lente è responsabile se la commissione del reato è stata resa possibile dallinosservanza degli obblighi di direzione o vigilanza 29
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore Ladeguamento da parte delle società a quanto previsto dal D.L.vo 231/01 oltre a consentire una tutela concreta ed effettiva di ogni singola realtà imprenditoriale, certamente rappresenta altresì una grande opportunità di ottimizzazione del lavoro e di realizzazione di un mercato migliore. 30
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore Il reato viene commesso più facilmente laddove manchi una base di valori etici condivisi. La valorizzazione delle regole di organizzazione, sia nella fase della predisposizione dei modelli organizzativi che in quella della vigilanza sulla attuazione, favorisce la formazione di un ambiente allinterno della società che invita alladozione di comportamenti virtuosi 31
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore Lindagine sullattuazione del D.L.vo 231/01 effettuata da Assonime nel maggio del 2008 ha evidenziato che nel mondo delle imprese esiste sensibilità ed interesse per il tema della prevenzione dei reati di impresa. Il 75% delle società (di medie e grandi dimensioni) che ha partecipato allindagine ha adottato un Modello di prevenzione dei reati e protocolli specifici per prevenire la criminalità dimpresa. 32
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore Il principale contributo positivo riscontrato è rappresentato dal riconoscimento del valore delle procedure organizzative come strumenti per assicurare il buon governo dellimpresa. 33
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore E necessario che i Modelli prevedano meccanismi interni di prevenzione che ne rendano possibile lelusione solo attraverso mezzi fraudolenti. Tale soluzione risulta in linea con quanto previsto ai fini dellesclusione della responsabilità amministrativa dellente: ex art. 6, comma 1, lett. c), lente non risponde se prova che le persone hanno commesso il reato eludendo fraudolentemente il Modello 34
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore I Modelli possono essere adottati sulla base di codici di comportamento redatti dalle Associazioni rappresentative degli enti (art. 6, comma 3 D.Lvo 231/01). 35
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore Ladozione del Modello non è obbligatoria ma è condizione essenziale perché lente sia esonerato dalla responsabilità Di recente, il Tribunale di Milano ha condannato lamministratore delegato a risarcire la propria impresa dei danni da questultima subiti in connessione con lomessa adozione di un adeguato Modello organizzativo ai sensi del D.Lvo 231/01 (Tribunale di Milano,ud. 13 febbraio 2008, n. 1774) 36
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato 2. Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore Il Regolamento dei mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana s.p.a., approvato dalla Consob il 27 febbraio 2007 ha fissato tra i requisiti richiesti alle società quotate per ottenere la qualifica S.T.A.R. (segmento titoli con alti requisiti) «laver adottato il modello di organizzazione, gestione e controllo previsto dallart. 6 D.Lgs. n. 231/2001». La Legge della Regione Calabria n.15/2008, allart. 54, co. 1, stabilisce che "le imprese che operano in regime di convenzione con la Regione Calabria, sono tenute ad adeguare, entro il 31 dicembre 2008, i propri modelli organizzativi alle disposizioni di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231" (art. 54, co. 1); la mancata adozione dei modelli organizzativi, il loro mancato adeguamento o la loro mancata formalizzazione e approvazione da parte dell'organo dirigente, impedisce il rinnovo dei contratti di convenzione in scadenza e la stipula di nuovi contratti di convenzione con la regione 36 37
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore RILEVANZA PROCESSUALE DEL MODELLO Esclusione della responsabilità dellente ex art. 6 D.Lvo 231/01 Criterio di riduzione della sanzione pecuniaria ex art. 12 D.lvo 231/01 Consente la non applicazione di sanzioni interdittive ex art. 17 D.Lvo 231/01, in presenza anche delle altre condizioni ivi previste. Consente la sospensione della misura cautelare ex art. 49 D.Lvo 231/01 38
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore In linea generale il Modello deve essere compatibile con la realtà aziendale in cui si inserisce Il Modello pertanto deve: 1.evitare uneccessiva onerosità di elaborazione e funzionamento 2.limitare lappesantimento delle attività operative 3.valorizzare le procedure esistenti per contrastare i comportamenti illeciti 39
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore Il possibile aumento delle procedure interne e dei soggetti coinvolti nelle attività di controllo (collegio sindacale, revisori contabili, OdV,…) comporta il pericolo di una sovrapposizione di ruoli e di una frammentazione del controllo sulla gestione: da qui la necessità che la società attui un sistema di controllo integrato 40
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore Le componenti del Modello sono: 1) Modello Parte Generale 2) Modello Parte Speciale 3) Organismo di Vigilanza 4) Codice Etico 41
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore 1) IL MODELLO PARTE GENERALE a)Individua le aree a rischio b)Prevede specifici protocolli diretti a programmare la formazione e lattuazione delle decisioni dellente in relazione ai reati da prevenire c)individua modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee ad impedire la commissione dei reati d)Prevede obblighi di informazione nei confronti dellorganismo di vigilanza e)Introduce un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nei modelli (per la violazione delle norme del codice etico, nonché delle procedure previste dal modello). 42
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore 2) IL MODELLO PARTE SPECIALE prevede: a) Inventariazione degli ambiti aziendali di attività allesito della risk map Compimento di una revisione esaustiva della realtà aziendale, al fine di individuare le modalità operative di funzionamento e i compiti attribuiti alle persone che lavorano nel suo ambito. Esame della documentazione storica della società, esame dei processi aziendali, analisi dei dati economici, interviste e/o questionari con lobiettivo di individuare le aree che risultano interessate dalle potenziali casistiche di reato - output di fase:mappa delle aree aziendali a rischio con indicazione dellordine di criticità 43
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore b) Analisi dei rischi potenziali Lanalisi dei potenziali rischi deve avere riguardo alle possibili modalità attuative dei reati nelle diverse aree, da parte dei soggetti che operano a favore e nellambito dellorganizzazione aziendale. Tale analisi deve sfociare in una rappresentazione esaustiva di come i reati possono essere attuati rispetto al contesto operativo interno ed esterno in cui opera lazienda - output di fase: mappa documentata delle potenziali modalità attuative degli illeciti nelle aree a rischio 44
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore c) Valutazione/costruzione/adeguamento del sistema di controlli preventivi Valutazione del sistema di controlli preventivi eventualmente esistente, suo adeguamento quando ciò si riveli necessario, sua costruzione quando lente ne sia sprovvisto. - output di fase: descrizione documentata del sistema dei controlli preventivi attivato, con dettaglio delle singole componenti del sistema, nonché degli adeguamenti eventualmente necessari 45
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore d ) Creazione di specifici protocolli (definizione delle procedure operative) Definizione di standard di comportamento cui lorganizzazione deve conformarsi (uno standard estremamente dettagliato riduce la possibilità di comportamenti devianti e quindi di commissione di reati, ma parimenti aumenta la rigidità decisionale della società) Risultato: sistema di controllo in grado di prevenire i rischi 46
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato 2. Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore Principi di controllo Separazione delle funzioni Adeguata tenuta documentale e tracciabilità delle operazioni rilevanti Poteri autorizzativi e di firma Documentazione dei controlli 46 47
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore 3) LORGANISMO DI VIGILANZA La vigilanza sul funzionamento e losservanza del modello, ed il relativo aggiornamento, è affidata ad un organismo dellente (struttura costituita al suo interno) provvisto dei requisiti di autonomia e indipendenza, professionalità e continuità di azione, dotato di congruo budget di spesa Organo monocratico o collegiale, composto da soggetti interni e/o esterni con requisiti soggettivi che garantiscano autonomia e indipendenza 48
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore Attività dellOdv : Proprio regolamento Riunioni periodiche Audit e note di autovalutazione Flussi informativi Ricezione di segnalazioni con garanzia di riservatezza Relazioni al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale 49
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore Verifica periodica dellefficacia del Modello: -sugli atti (es. verifica a campione sugli atti di maggiore rilevanza che coinvolgono processi e aree a rischio di commissione dei reati) -sulle procedure (verifica del loro effettivo funzionamento e del rispetto dei singoli step) -lesito delle verifiche è oggetto di report ai vertici della società 50
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore LOrganismo di Vigilanza, per lesercizio delle proprie funzioni, potrà avvalersi – sotto la propria diretta sorveglianza e responsabilità – dellausilio delle risorse aziendali e di consulenti esterni, che assicurino la conoscenza della struttura e delle modalità realizzative dei reati, trattandosi di una disciplina penale (cfr. Linee Guida Confindustria) 51
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore Il ruolo dellOdV in materia di riciclaggio Il D.Lvo 231/07 Attuazione della direttiva 2005/60/CE concernente la prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo, nonchè della direttiva 2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione, allart.52, ha previsto, per i soggetti destinatari del decreto stesso una modifica del ruolo dell'Organismo di Vigilanza, cui competono specifici obblighi di comunicazione nei confronti delle Autorità di Vigilanza, del titolare dellattività o del legale rappresentante, del Ministero dell'Economia e delle Finanze e dell'UIF 52
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore LOrganismo di Vigilanza, ai sensi dellart. 52 del D.Lvo 231/2007: a) comunica, senza ritardo, alle Autorità di Vigilanza di settore tutti gli atti o i fatti di cui venga a conoscenza nellesercizio dei propri compiti che possano costituire una violazione delle disposizioni emanate in relazione alle modalità di adempimento degli obblighi di adeguata verifica del cliente ed ai controlli interni volti a prevenire eventuali condotte di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo 53
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore b) comunica, senza ritardo, allAmministratore Delegato/Presidente (legale rappresentate) le infrazioni alle disposizioni emanate in relazione agli obblighi di segnalazione di operazioni sospette di cui ha notizia; c) comunica, entro trenta giorni, al Ministero dellEconomia e delle Finanze le infrazioni alle disposizioni emanate in relazione alle limitazioni alluso del contante e dei titoli al portatore di cui ha notizia; d) comunica, entro trenta giorni, alla UIF le infrazioni alle disposizioni relative agli obblighi di registrazione di cui ha notizia. 54
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore Lart 52 ha innovato significativamente la natura dellattività di controllo, sino a questo momento esercitata dallOrganismo di Vigilanza di cui al D.lgs. 231/2001: al compito di vigilare sul funzionamento e losservanza dei modelli (cfr. art. 6, comma 1, lett. b, D.lgs. 231/2001) si aggiunge il compito di vigilaresullosservanza delle norme di cui al D.lgs. 231/2007 (cfr. art. 52, comma 1, del Decreto). 55
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore Il mancato rispetto degli obblighi di comunicazione, di cui allart 52, è espressamente sanzionato dalla previsione contenuta nellart 55 comma 5 che recita: Chi, essendovi tenuto, omette di effettuare la comunicazione di cui all'articolo 52, comma 2, e' punito con la reclusione fino a un anno e con la multa da 100 a euro 56
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore Va considerato che tale fattispecie di reato, unica a carico dellOdV, trattandosi di delitto, è comunque perseguibile esclusivamente a titolo di dolo 57
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore 4) IL CODICE ETICO Insieme dei principi etici della società Documento ufficiale della società che raccoglie diritti, doveri e responsabilità della stessa nei confronti di dipendenti, clienti, fornitori, agenti, Pubblica amministrazione ecc. Approvato dai massimi vertici dellente 58
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore E il veicolo tramite il quale presentare la società, la sua storia, la sua struttura, le regole e i principi che ne ispirano lattività Deve essere portato a conoscenza di tutti i dipendenti e di coloro che operano per conto della società 59
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore Approvazione da parte del CdA: Modello parte generale e parte speciale, Organismo di Vigilanza, Codice Etico 60
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore Il sistema delineato deve tradursi in un processo continuo (o comunque svolto con una periodicità adeguata), da reiterare con particolare attenzione nei momenti di cambiamento aziendale Il Modello organizzativo non è un adempimento formale da farsi una tantum Il Modello costituisce una realtà in continuo divenire, sensibile alle modificazioni dellente 61
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore Il Modello deve essere sottoposto ad unattenta e assidua attività di manutenzione Il compito di curare laggiornamento in senso dinamico del Modello, nellipotesi in cui le analisi operate rendano necessario effettuare correzioni o adeguamenti, spetta allorganismo di vigilanza Il volume manutenzione raccoglie la documentazione relativa allattività svolta dallorganismo, nonché tutte le modifiche apportate al Modello originario a seguito delle novità normative intervenute, delle riorganizzazioni aziendali, delle acquisizioni effettuate, dellapertura di nuove sedi e, in generale, dellattività di aggiornamento del Modello stesso 62
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore DIFFUSIONE DEI MODELLI ORGANIZZATIVI La società fornisce piena pubblicità al proprio Modello organizzativo, al fine di assicurare che i destinatari siano a conoscenza delle procedure da seguire per la corretta esecuzione delle proprie mansioni La completa, accessibile e continua informazione assicura ai destinatari la piena conoscenza delle direttive aziendali 63
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo. Doppio beneficio: prevenzione dei reati e realizzazione di un mercato migliore FORMAZIONE DEL PERSONALE E necessaria la formazione del personale dipendente, specifica e diversificata Particolare attenzione verrà prestata allattività di formazione del personale delle aree a rischio, ai neo assunti e ai dipendenti che vengono chiamati a svolgere incarichi nuovi Principio generale di conoscibilità delle scelte della società e delle misure 64
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato 3. Focus: La responsabilità penale delle società nei gruppi Cod.civ. artt ss., direzione e coordinamento di società: introdotta disciplina gruppo societario. La questione dellapplicabilità della responsabilità delle persone giuridiche di cui al D.Lvo 231/01 ai Gruppi nasce dalla mancanza di una norma specifica nel testo del decreto. 64 65
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato 3. Focus: La responsabilità penale delle società nei gruppi Questioni aperte: -Gruppo quale diretto destinatario delle sanzioni? -Interesse di gruppo (non proprio ed esclusivo di uno dei membri del gruppo ma comune a tutti i soggetti che ne fanno parte)? E comunque necessario un significativo riflesso sul patrimonio della holding? -Holding come amministratore di fatto delle società controllate in ipotesi di gruppo apparente? -Su capogruppo generico obbligo di vigilanza sulloperato delle controllate, fondando posizioni di garanzia ex art. 40 cpv c.p.? Necessità invece di direttrici con i tratti essenziali dei singoli comportamenti delittuosi poi realizzati dai compartecipi? 65 66
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato 3. Focus: La responsabilità penale delle società nei gruppi Approdi ad oggi maggiormente condivisi: -Configurabile la responsabilità da reato ex D.Lvo 231/01 della holding societaria -La responsabilità dellillecito amministrativo dipendente da reato può colpire la capogruppo non in modo indiscriminato e irragionevole ma solo quando sussista nei suoi confronti il criterio di imputazione dellatto allente, cioè lappartenenza qualificata allente della persona fisica che ha commesso il reato, ciò che garantisce dal rischio di qualsiasi arbitraria ed ingiustificata estensione della responsabilità. (Trib. Milano, riesame, 14/12/2004) 66 67
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato 3. Focus: La responsabilità penale delle società nei gruppi Ciascuna singola società del gruppo deve adottare il proprio Modello e nominare il proprio OdV 67 68
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato 3. Focus: La responsabilità penale delle società nei gruppi In ipotesi di gruppo il Modello dovrà dedicare particolare attenzione ai meccanismi di creazione di fondi extracontabili,alle modalità di redazione della contabilità,alle modalità di redazione dei bilanci, ai meccanismi di fatturazione infragruppo, agli spostamenti di liquidità da una società allaltra del gruppo, alle modalità di esecuzione degli appalti ed ai controlli relativi. (Trib. Milano, gip, 20/09/2004) 68 69
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato 3. Focus: La responsabilità penale delle società nei gruppi Organismo di Vigilanza: a)In ogni società deve essere istituito un Organismo di Vigilanza con tutte le relative attribuzioni di competenze e responsabilità, fatta salva la possibilità di attribuire questa funzione direttamente allorgano dirigente della controllata, se di piccole dimensioni 69 70
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato 3. Focus: La responsabilità penale delle società nei gruppi b) LOdV della controllata potrà avvalersi, nellespletamento del compito di vigilare sul funzionamento e losservanza del Modello, delle risorse allocate presso lanalogo OdV della Capogruppo, sulla base di un predefinito rapporto contrattuale con la stessa c) I componenti dellOdV della Capogruppo nelleffettuazione dei controlli presso le società del gruppo, assumono la veste di professionisti esterni che svolgono la loro attività nellinteresse della controllata, riportando allOdV di questultima 70 71
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato 3. Focus: La responsabilità penale delle società nei gruppi Nel concreto, comunque, le soluzioni al problema del miglior assetto organizzativo delle funzioni di controllo e, quindi, dellOrganismo ex D.Lvo 231/2001 nellambito dei gruppi, possono essere le più diverse e rimesse, nei limiti delle disposizioni normative esistenti, alle specificità del gruppo (Linee Guida Confindustria). 71 72
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Focus: Modelli di Organizzazione e gestione in materia di Sicurezza sul lavoro La necessità di adottare comportamenti virtuosi e lesigenza del massimo rispetto della normativa di settore è certamente preminente in materia di sicurezza sul lavoro 73
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Focus: Modelli di Organizzazione e gestione in materia di Sicurezza sul lavoro Al fine di contrastare il fenomeno degli infortuni sul lavoro occorre intervenire attraverso maggiori investimenti sulle attività di prevenzione e controllo, iniziative informative, formative e culturali che sviluppino una maggiore attenzione alla prevenzione 74
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Focus: Modelli di Organizzazione e Gestione in materia di Sicurezza sul lavoro Il D.Lvo 81/2008 (c.d. Testo Unico in materia di Sicurezza) individua allart. 30 le caratteristiche che i Modelli di Organizzazione e Gestione devono presentare affinché lente non incorra nella responsabilità di cui al D.Lvo 231/2001 ex art. 25 septies, facendo espresso riferimento alle discipline antinfortunistiche vigenti e richiedendo anche ladozione di un sistema di vigilanza interno e la previsione di un effettivo sistema sanzionatorio 75
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Focus: Modelli di Organizzazione e Gestione in materia di Sicurezza sul lavoro Obiettivo del Modello ex art Parte Speciale Salute e Sicurezza - è che i soggetti destinatari della normativa antinfortunistica (datore di lavoro, dirigente, preposto, lavoratore…), nella misura in cui possano essere coinvolti nello svolgimento di attività nelle aree a rischio, si attengano a regole di condotta conformi a quanto prescritto dalla stessa, al fine di prevenire ed impedire il verificarsi dei reati in materia di sicurezza e salute sul lavoro, pur tenendo conto della diversità dei loro obblighi così come definiti nel D.Lvo 81/08 e specificati allinterno del Modello. 76
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Focus: Modelli di Organizzazione e Gestione in materia di Sicurezza sul lavoro In particolare, il Modello di Organizzazione e di Gestione idoneo ad avere efficacia esimente della responsabilità amministrativa delle aziende deve essere adottato ed efficacemente attuato, assicurando un sistema aziendale per ladempimento di tutti gli obblighi giuridici relativi: a) al rispetto degli standard tecnico-strutturali di legge relativi a attrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici, fisici e biologici; b) alle attività di valutazione dei rischi e di predisposizione delle misure di prevenzione e protezione conseguenti; 77
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Focus: Modelli di Organizzazione e Gestione in materia di Sicurezza sul lavoro c) alle attività di natura organizzativa, quali emergenze, primo soccorso, gestione degli appalti, riunioni periodiche di sicurezza, consultazioni dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; d) alle attività di sorveglianza sanitaria; e) alle attività di informazione e formazione dei lavoratori f) alle attività di vigilanza con riferimento al rispetto delle procedure e delle istruzioni di lavoro in sicurezza da parte dei lavoratori; g) alla acquisizione di documentazioni e certificazioni obbligatorie di legge; h) alle periodiche verifiche dellapplicazione e dellefficacia delle procedure adottate. 78
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Focus: Modelli di Organizzazione e Gestione in materia di Sicurezza sul lavoro Il modello organizzativo e gestionale deve prevedere idonei sistemi di registrazione dellavvenuta effettuazione delle attività sopra descritte. Il modello organizzativo deve in ogni caso prevedere, per quanto richiesto dalla natura e dimensioni dellorganizzazione e dal tipo di attività svolta, un articolazione di funzioni che assicuri le competenze tecniche e i poteri necessari per la verifica, valutazione, gestione e controllo del rischio, nonché un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello 79
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Focus: Modelli di Organizzazione e Gestione in materia di Sicurezza sul lavoro Il modello organizzativo deve altresì prevedere un idoneo sistema di controllo sullattuazione del medesimo modello e sul mantenimento nel tempo delle condizioni di idoneità delle misure adottate. Il riesame e leventuale modifica del modello organizzativo devono essere adottati, quando siano scoperte violazioni significative delle norme relative alla prevenzione degli infortuni e delligiene sul lavoro, ovvero in occasione e di mutamenti nellorganizzazione e nellattività in relazione al progresso scientifico e tecnologico. 80
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Focus: Modelli di Organizzazione e Gestione in materia di Sicurezza sul lavoro In sede di prima applicazione, i modelli di organizzazione aziendale definiti conformemente alle Linee guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) del 28 settembre 2001 o al British Standard OHSAS 18001:2007 si presumono conformi ai requisiti sopra elencati per le parti corrispondenti. 81
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato Focus: Modelli di Organizzazione e Gestione in materia di Sicurezza sul lavoro La certificazione di cui allart. 30 comma 5 del Testo Unico 81/08 quale presunzione di conformità del Modello Obiettivo della certificazione quale garanzia di un Modello a tenuta 82
avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato 82 GRAZIE PER LATTENZIONE! Scaricare ppt "Avv. prof. Mario Casellato avv. prof. Mario Casellato 1 Docente di D.L.vo 231/01 e Modelli di Gestione del Rischio Università degli Studi di Ferrara Studio."
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