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Timestamp: 2020-08-06 01:15:59+00:00
Document Index: 35840569

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Cassazione VI civile ordinanza n. 20172 del 03 settembre 2013 - testo integrale Sentenza
Cassazione VI civile ordinanza n. 20172 del 03 settembre 2013
Banche · consumerismo · anatocismo · trimestrale · interessi a debito · capitalizzazione
sintesi su:
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"Cass. Sez. Un. 24418/2010, richiamata dal ricorrente, ha chiarito che, una volta dichiarata la nullita' della previsione negoziale di capitalizzazione trimestrale, per contrasto con il divieto di anatocismo stabilito dall’art. 1283 c.c. (il quale osterebbe anche ad un’eventuale previsione negoziale di capitalizzazione annuale), gli interessi a debito del correntista debbono essere calcolati senza operare capitalizzazione alcuna."
SOTTOSEZIONE I Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati;
Dott. DI PALMA Salvatore - Presidente - Dott. MACIONE Luigi - Consigliere - Dott. BERNABAI Renato - Consigliere - Dott. RAGONESI Vittorio - Consigliere - Dott. DE CHIARA Carlo - rel. Consigliere - ha pronunciato la seguente;
- ricorrente - contro B. P. E. R. SCARL in persona del Presidente e legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in (OMISSIS), presso lo studio dell’avvocato (OMISSIS), rappresentata e difesa dall’avvocato (OMISSIS), giusta procura speciale in calce al controricorso;
- controricorrente - avverso la sentenza n. 920/2010 della CORTE D’APPELLO di SALERNO del 29.7.2010, depositata il 13/10/2010;
2 PREMESSO IN FATTO
1. - Il sig. C.N. convenne in giudizio dinanzi al Tribunale di Nocera Inferiore la B. P. E. R., per ottenerne la condanna alla restituzione delle somme indebitamente addebitate e/o riscosse nell’ambito del contrattodi conto corrente con affidamento di scoperto stipulato con la sua filiale di Nocera Superiore, previo accertamento della nullita' parziale del contratto per violazione dell’art. 1283 c.c., con riferimento, tra l’altro, alla clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi.
La Corte d’appello di Salerno, adita da quest’ultima, ha emesso una prima sentenza non definitiva con la quale ha rigettato tutti i motivi di gravame ad esclusione di quello concernente la spettanza della capitalizzazione degli interessi, in relazione al quale ha disposto consulenza tecnica d’ufficio con separata ordinanza; quindi, con sentenza definitiva, in parziale accoglimento del gravame proposto dalla banca, confermata la nullita' della clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi, ha riconosciuto a favore della stessa la capitalizzazione con frequenza annuale ed ha condannato l’appellato al pagamento di Euro 12.671,08 oltre interessi.
Con relazione ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c. il Consigliere relatore ha ritenuto fondato il ricorso. La relazione e' stata ritualmente comunicata al P.M. e notificata agli avvocati della parti costituite, i quali non hanno presentato conclusioni o memorie.
2. - Il ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. 1283 c.c., poiche' la Corte d’appello ha ritenuto applicabile al rapporto bancario originato dal contratto, stipulato in data anteriore al 22 aprile 2000 (e dunque persistentemente nullo, in parte qua, a seguito della declaratoria di illegittimita' costituzionale, con sentenza n. 425 del 2000, dellasanatoria disposta dal D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 342, art.
Va preliminarmente sgombrato il campo dall’eccezione della controricorrente di inammissibilita' del ricorso per omessa impugnazione della sentenza non definitiva della Corte d’appello.
Invero, diversamente da quanto sostenuto dalla banca, con la sentenza non definitiva la Corte non si e' pronunciata sul motivo di gravame relativo alla capitalizzazione degli interessi, in merito al quale ha invece disposto la prosecuzione del giudizio per l’espletamento della consulenza tecnica d’ufficio, espressamente chiarendo, in motivazione, che cio' era preliminare alla decisione della questione della "spettanza o meno 3 della capitaniamone e, per il caso affermativo, della sua frequenta", e, in dispositivo, che venivano respinti "i motivi di appello diversi da quello relativo alla capitaniamone degli interessi".
Quanto al merito della censura, si osserva che Cass. Sez. Un. 24418/2010, richiamata dal ricorrente, ha chiarito che, una volta dichiarata la nullita' della previsione negoziale di capitalizzazione trimestrale, per contrasto con il divieto di anatocismo stabilito dall’art. 1283 c.c. (il quale osterebbe anche ad un’eventuale previsione negoziale di capitalizzazione annuale), gli interessi a debito del correntista debbono essere calcolati senza operare capitalizzazione alcuna.
Ne' ha fondamento il rilievo della controricorrente secondo cui la richiamata pronuncia delle Sezioni Unite, successiva alla decisione della Corte d’appello di Salerno, integrerebbe un’ipotesi di c.d. overruling, con conseguente esigenza di rimedi a tutela dell’affidamento incolpevole della banca. Ai fini di tali rimedi, invero, rileva il solo mutamento, nella giurisprudenza di legittimita', della consolidata interpretazione di norme di carattere processuale (e sempre che si tratti di mutamento in senso restrittivo delle facolta'delle parti), come chiaramente risulta da Cass. Sez. Un. 15144/2011, mentre nella specie il chiarimento delle Sezioni Unite non ha comportato alcuna modifica della precedente giurisprudenza di questa Corte e ha riguardato norme di diritto sostanziale.
4. - La sentenza impugnata va pertanto cassata, in relazione alla censura accolta, con rinvio al giudice indicato in dispositivo, che si atterra' al principio di diritto enunciato al penultimo capoverso del paragrafo che precede e provvedera' anche sulle spese processuali.
Cosi' deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 16 aprile 2013.
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