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Timestamp: 2020-02-19 03:11:23+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 32', 'sentenza ', 'art. 32', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'sentenza ']

studiodelia, Autore presso Studio Legale Avvocato Santi Delia - Pagina 11 di 37
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Concorso VFP4: arriva il primo accoglimento del Consiglio di Stato. I ricorrenti ammessi alle prove successive.
studiodelia 28 Febbraio 2016 0 Commento
L’ultima settimana del mese di febbraio 2016 è stata decisiva per le nostre campagne a difesa dei millitari.
Come avrete letto su tutti i maggiorni quotidiani nazionali il Comitato di Verifica per le cause di servizio ha rivisto la propria posizione e confessato che il nostro caporalmaggiore è vittima del dovere e gli spettano tutti i benefici di legge per aver contratto la leucimia a causa di un mix fatale di vaccini e contatto con l’uranio impoverito.
Qui, per chi se lo fosse perso, il focus su Il Tempo.
Negli stessi giorni, inoltre, altri nostri militari hanno ottenuto giustizia.
Il concorso era quello per ottenere un posto a VFP4. All’esito di un test illegittimo i nostri giovani militari erano rimasti esclusi nonostante avessero ottenuto punteggi anche di buon livello. Quella prova, tuttavia, era viziata. Sulla base di alcune documentate circostanze sugli atti di concorso, infatti, avevamo dedotto vizi evidentissimi di violazione delle regole concorsuali.
Il Consiglio di Stato, dopo aver sollecitato il Ministero per diversi mesi a prendere posizione sui motivi di ricorso, ha accolto il primo dei ricorsi ed ammesso alle visite mediche quei ricorrenti.
Nei prossimi giorni si attendono gli altri pronunciamenti su identici ricorsi che riguardano altri 100 ricorrenti.
Precariato scuola: l’anzianità di servizio è imprescrittibile. MIUR paga oltre 20.000 euro.
studiodelia 22 Febbraio 2016 0 Commento
Un’ altra vittoria per gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti in tema di equiparazione tra docenti a tempo determinato e a tempo indeterminato. Dopo il Tribunale di Udine (ex Tolmezzo) anche il Tribunale di Cremona condivide la tesi secondo cui per verificare l’abuso della reiterazione dei contratti di supplenza non è decisivo la verifica di solo quelle effettuate su organico di fatto e di diritto.
Viene ricordato, infatti, che i 180 giorni possono essere sommati sull’intero anno scolastico anche con supplenze non continuative oppure che è sufficiente l’intero periodo dall’1 febbraio alla fine delle operazioni di scrutinio.
Il Tribunale di Cremona ha condannato il MIUR al risarcimento del danno per abuso dei contratti di supplenza respingendo la sua eccezione con la quale si chiedeva la riduzione di tale risarcimento (pari a circa 15.000 euro) per avere la supplente comunque fruito dell’indennità di disoccupazione.
Secondo il Tribunale lombardo “l’indennità ex art. 32, comma 5, della Legge 183/2010 “configura, alla luce dell’interpretazione adeguatrice offerta dalla Corte cost. con sentenza n. 303 del 2011, una sorta di penale “ex lege” a carico del datore di lavoro che ha apposto il termine nullo; pertanto, l’importo dell’indennità è liquidato dal giudice, nei limiti e con i criteri fissati dalla novella, a prescindere dall’intervenuta costituzione in mora del datore di lavoro e dalla prova di un danno effettivamente subito dal lavoratore (senza riguardo, quindi, per l’eventuale “aliunde perceptum”) (in questi termini Cass. 29.02.2012, n. 3056). Ciò è sufficiente a rigettare la domanda del Ministero convenuto“, anche in quanto “l’avvenuta percezione da parte dell’attrice dell’indennità di disoccupazione ha influito sulla quantificazione dell’indennità ex art. 32, comma 5, della legge 183/2010“.
Oltre al riconoscimento del risarcimento del danno il Tribunale ha riconosciuto il diritto alla progressione stipendiale, parificando – di fatto – gli insegnanti con contratto a tempo determinato a quelli di ruolo, nonostante l’applicazione per i docenti ora immessi in ruolo del nuovo scatto dopo 8 anni anzichè dopo 2.
Secondo il Tribunale “l’anzianità di servizio è imprescrittibile” e va riconosciuta integralmente non potendo accogliersi le eccezioni del Ministero secondo cui “l’anzianità di servizio maturata per l’espletamento di supplenze su spezzoni di cattedra andrebbe, pertanto, proporzionalmente ridotta”, in quanto è proprio “il Ministero convenuto, in sede di ricostruzione di carriera e valutazione del servizio pre – ruolo, equipara gli “spezzoni” di cattedra alle cattedre “intere”.
Conclusivamente il Tribunale ha riconosciuto che “l’attrice ha diritto ad avere riconosciuta ai fini economici l’anzianità di servizio maturata dal 3.12.2005″.
Sono state quindi riconosciuti tutti gli accessori di ricostruzione carriera cosicchè le prestazioni lavorative, la maturazione dell’esperienza professionale e la natura delle prestazioni rese dall’insegnante supplente, non differiscono affatto da quelle del personale docente di ruolo.
Il Miur dovrà pagare oltre 20.000 euro a precario.
Per aderire all’azione clicca qui.
Aggiornamento graduatorie d’Istituto: parte il ricorso per i dottori di ricerca
studiodelia 16 Febbraio 2016 0 Commento
In data 16 febbraio 2016 il MIUR ha pubblicato il D.D.G. 89 concernente l’integrazione delle graduatorie di Istituto del personale docente, in attuazione del D.M. 3 giugno 2015 n. 326.
Il decreto disciplina l’inserimento in II fascia delle graduatorie di istituto dei docenti che conseguono il titolo di abilitazione oltre il previsto termine di aggiornamento triennale delle graduatorie ed entro il 1° febbraio 2016, i quali verranno collocati in un ulteriore elenco aggiuntivo alle graduatorie di II fascia.
Dalla seconda fascia sono nuovamente esclusi i DOTTORI di ricerca nonostante il loro titolo sia apicale nel nostro sistema di istruzione.
Nei mesi scorsi, gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti hanno accettato l’incarico di assistere un comitato formato da oltre 1.000 giovani in possesso del Dottorato di ricerca, al fine di ottenere il giusto riconoscimento di tale titolo di studio da spendere nel mondo dell’insegnamento scolastico.
Invero, per primi, abbiamo già portato avanti questa battaglia al fianco dell’ADI – Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani.
Quei contenziosi furono vinti su altri aspetti (in particolare le prove TFA vennero di fatto sterilizzate sulla base di altri vizi) ed è quindi oggi possibile continuare a portare avanti la campagna sul riconoscimento del titolo.
– uno per accesso al TFA senza prove preselettive, non appena verrà pubblicato il bando del terzo ciclo. In tal caso sarà possibile agire con un sottogruppo pilota formato da soggetti in possesso di servizio quantitativamente pari a quello utile per essere ammessi ai PAS (anche in tal caso una volta che tale PAS verrà bandito);
– un secondo per inserimento nelle graduatorie aggiuntive di seconda fascia, non appena verrà emanato il bando di aggiornamento delle graduatorie per la finestra semestrale di febbraio 2016.
– un terzo per l’impugnazione del bando di concorso per l’accesso ai ruoli di insegnamento nella scuola pubblica (c.d. concorsone);
Per agire bisognerà in ogni caso presentare specifiche domande di ammissione nelle G.I. come da modelli presenti in calce al decreto.
L’azione, ordinaria o straordinaria, sarà rivolta al TAR o al PDR.
Il ricorso mira ad ottenere il riconoscimento, di fatto, dell’abilitazione per una classe di concorso della vostra laurea. I ricorrenti, quindi, devono avere accesso con la propria laurea ad almeno una classe di concorso.
Per chi non si trova in questa situazione (come ad esempio scienze politiche) potrebbe agire con un ricorso ad hoc.
studiodelia 13 Febbraio 2016 0 Commento
Il MIUR con D.M. 8 febbraio 2016 ha decretato la chiusura della graduatoria. Non vi saranno più scorrimenti e tutti i soggetti già prenotati alla data del 10 febbraio 2016 saranno costretti ad accettare la sede e il corso di laurea opzionato.
Il D.M. prevede che tutti i posti che, eventualmente, rimarranno vacanti non verranno in alcun modo riassegnati ed andranno, quindi, persi.
Questa scelta del Ministero non è nuova e già negli anni precedenti era stata adottata. Il T.A.R. aveva rigettato la nostra tesi ritenendo corretta la scelta del Ministero di chiudere la graduatoria. Il Consiglio di Stato, però, ha ribaltato tale decisione accogliendo i nostri ricorsi e confermando che nessun posto libero deve rimanere tale ove ci sia qualcuno tra i candidati che può, ragionevolmente, pretenderlo.
Non tutti i candidati, tuttavia, possono far valere questa illegittima scelta ministeriale per ottenere l’agognata ammissione.
Come potrete comprendere, pertanto, non tutti i candidati ancora in graduatoria sono lesi da questa pur non condivisibile scelta da parte del Ministero. In primis non sono lesi coloro che hanno un punteggio inferiore a 20 o che non avevano, per qualsiasi ragione, confermato il loro interesse alla permanenza in graduatoria.
Non ha senso, pertanto, per tali soggetti, scegliere di investire risorse in contenziosi che, comunque, non potrebbbero farvi ottenere l’ammissione al corso di laurea.
Non sono in concreto lesi, inoltre, coloro che si trovano ad una posizione tale da non poter aspirare, concretamente e ragionevolmente, ad uno dei posti ancora vacanti.
Il T.A.R. Lazio, sul punto, ha già dimostrato una posizione assai rigida che nelle Vostre scelte dovete prendere in considerazione. L’interesse diretto e che verrà tutelato senza indugio è di tutti coloro che sono in una situazione di graduatoria tale (che cambia rispetto alle opzioni di sedi inserite) da poter ottenere l’ammissione rispetto ai posti rimasti vacanti.
Ad esempio se a Messina rimarranno 10 posti liberi e sono il quinto dei non ammessi posso agire per pretendere il posto che mi spetta.
Anche chi non è, in via immediata, in questo range di posti, tuttavia, ha delle limitate possibilità di azione che valutertemo caso per caso.
Al momento dell’adozione del provvedimento, ad esempio, per Medicina e Odontoiatria, vi erano 420 posti ancora da assegnare. La percentuale media degli scorrimenti è pari al 30% delle rinunce ragione per cui, in linea generale, tutti coloro che si trovano nell’arco di 1200 posti rispetto all’ultimo ammesso possono contattarci per valutare in concreto le possibilità di azione.
Per ogni approndimento scrivete a santi.delia@avvocatosantidelia.it
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Rigettato il reclamo del MIUR sul diploma magistrale nonostante la pendenza della Plenaria: i nostri ricorrenti rimangono in GAE.
studiodelia 9 Febbraio 2016 0 Commento
Il Tribunale di Ravenna in composizione collegiale ha rigettato il reclamo del MIUR e confermato l’ammissione in GAE dei nostri ricorrenti.
Il Tribunale ha chiarito, sconfessando la posizione di altri Tribunali acriticamente poggiati su precedenti frettolosi, che “pur non versandosi certamente in un caso di impedimento per forza maggiore, si impone comunque una interpretazione costituzionalmente orientata della disciplina e l’inoperatività di qualsiasi decadenza”.
“Le richieste” dei diplomati magistrale, continua il Tribunale, “non possono essere tardive, avendo solo con l’emanazione del DPR del 25 marzo 2014, appreso che gli atti di aggiornamento delle graduatorie emanati negli anni dal MIUR erano illegittimi nella parte in cui venivano esclusi dalle graduatorie medesime, i titolari del diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002“.
Il Tribunale, inoltre, ha il coraggio di resistere al fascino dell’ordinanza di rimessione alla Plenaria. “Né, allo stato, può spostare i termini del problema la circostanza che il Consiglio di Stato sez. VI, dopo aver preso nettamente posizione sulla illegittimità della esclusione dell’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento di soggetti che si trovavano nella medesima situazione soggettiva degli attuali reclamati, con ordinanza n.5861 del 28.12.2015 abbia rimesso all’Adunanza Plenaria la questione circa la legittimità o meno delle disposizioni ministeriali attraverso cui in sede di aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento degli insegnanti della scuola in possesso di diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001-2002 non è stato consentito detto inserimento prospettando l’esistenza di un vulnus delle suddette decisioni “sulle finalità perseguite dal legislatore attraverso la chiusura delle graduatorie degli insegnanti precari” che induce a rimeditare sia il merito della questione sia la natura degli stessi atti ministeriali“.
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IL CONSIGLIO DI STATO RIBALTA LA DECISIONE DEL TAR: ANCHE I DEPENNATI RESTANO IN GAE
studiodelia 7 Febbraio 2016 0 Commento
Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti e disposto l’ammissione dei depennati in G.A.E.
“È una vittoria davvero importante” riferiscono gli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, difensori delle due associazioni “Associazione Docenti Invisibili da abilitare” e “La Voce dei Giusti”, “in cui il Consiglio di Stato ha confermato la sospensione del Decreto del Ministero nella parte in cui esclude i depennati”.
Il Consiglio di Stato, ricordano i legali, ha richiamato, per concedere l’immediata ammissione, la recente sentenza sui depennati sul precedente D.M. di aggiornamento su cui il Consiglio di Stato ha usato parole durissime per stigmatizzare la scelta del MIUR. “L’esito voluto dall’amministrazione è contraddittorio, e non privo di elementi di prevaricazione per le legittime aspettative giuridiche degli interessati, perché l’avere blindato le graduatorie, nella prospettiva del loro esaurimento, non può giustificare, apparendo anzi sommamente ingiusto, la cancellazione definitiva dalle medesime per effetto di una omissione non consapevole perché non debitamente partecipata e in assenza di una corretta e completa partecipazione procedimentale”, chiariscono gli avvocati Bonetti e Delia.
Per l’avvocato Michele Bonetti “trattasi di una nuova breccia nel muro delle GAE; ora dopo questa apertura proseguiremo nella nostra battaglia per l’ingresso nelle Gae dei diplomati magistrali e di tutte le categorie da noi rappresentate. Il Consiglio di Stato, dopo la nostra vittoria dinanzi alle Sezioni Unite della Cassazione, ha coraggiosamente ribadito la propria giurisdizione sulla materia delle Graduatorie ad esaurimento e ha accolto il nostro ricorso”.
Il Consiglio di Stato ribalta la decisione del T.A.R.: anche i CONGELATI SISS sono ammessi in GAE
Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello e riformato il provvedimento negativo del Tar del Lazio con cui si era negato ai congelati SSIS l’ammissione in GAE patrocinati dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia.
“È una vittoria davvero importante” riferiscono gli avvocati Delia e Bonetti, perché il T.A.R. con l’ordinanza oggi riformata, aveva, di fatto, cancellato due sentenze di merito degli stessi legali con cui era stato annullato un pezzo intero del Decreto Ministeriale n. 572/2013 e sospeso quello n. 235/14. Tale provvedimento poteva essere usato come pretesto per pregiudicare, ancora una volta, i congelati SSIS ed escluderli dal piano di assunzioni de “La Buona Scuola”: oggi non ci sono più scuse il posto dei congelati è in GAE.
Secondo il Consiglio di Stato “il ricorso risulta assistito da fumus boni iuris in relazione alla posizione dei c.d. congelati SSIS per l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento e che sussiste il pregiudizio grave ed irreparabile che deriverebbe dalla loro esclusione”.
Dopo la vittoria degli stessi legali per 3000 diplomati magistrali, oggi è la volta dei congelati SSIS che, anche in questo caso, vengono ammessi in GAE. Delia e Bonetti, sul punto, mostrano soddisfazione anche in quanto, nella stessa udienza, altri ricorsi non hanno avuto medesimo esito ed altri insegnanti non hanno ottenuto l’ammissione in GAE. Prova ne è, dicono gli avvocati, che l’innovativa impostazione della nostra azione giudiziale ha toccato i giusti punti focali facendo ottenere una decisive ammissione ai nostri ricorrenti in GAE.
I congelati SSIS, che, per usare le parole dell’ex Ministro Gelmini, hanno “agli occhi di qualcuno, tre difetti: sono pochi, sono qualificati e hanno completamente ragione. Viene il sospetto che siano considerati da troppi come dei “figli di nessuno”.
Per tale categoria di docenti, ricordano gli Avvocati Bonetti e Delia, ci siamo battuti come nessun altro credendo, da sempre, nella palese ingiustizia perpetrata a loro danno: sono nostre le uniche due sentenze di merito sul D.M. n. 572/13, è nostra la vittoria al Consiglio di Stato del 2014 quando venne rigettato l’appello del Ministero sull’allora positiva posizione cautelare del T.A.R. Lazio, sono ancora nostre la vittoria in appello oggi in commento e la prima ammissione in ruolo a seguito di riammissione in GAE avvenuta all’USP di BARI.
I legali di “ADIDA” invitano tutti i precari della scuola a non arrendersi e a continuare, tutti uniti e con entrambe le associazioni, nella battaglia.
Tutti i congelati potranno partecipare ai nuovi ricorsi al Giudice del Lavoro per ottenere l’ammissione in G.A.E. aderendo entro il 29 febbraio 2016.
Accompagnatori turistici: vittoria al C.G.A. La Regione Sicilia condannata alle spese.
L’Assessorato regionale al turismo aveva dichiarato che tutti i titoli rilasciati all’esito dei corsi professionali dallo stesso finanziati non sarebbero titoli professionali idonei al rilascio del patentino.
Numerosi aspiranti accompagnatori, tuttavia, non ci stanno e agiscono innanzi al T.A.R. affidandosi agli Studi degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti.
Il T.A.R. Palermo con la sentenza 1284/2015 ha riconosciuto il diritto di chi è in possesso di un titolo professionale, rilasciato a fronte di un corso finanziato dalla regione, ad essere iscritto all’albo degli accompagnatori turistici.
Non c’è stato spazio per dubbi o perplessità. Il dispositivo parla chiaro: “la regula iuris contenuta nell’art. 4 cit. è particolarmente ampia e che pertanto i corsi di formazione professionale finanziati dalla stessa Regione siciliana ex L.r. n. 24/1976, non possono – anche per ragioni di palese coerenza del sistema normativo ed amministrativo regionale – non ritenersi validi anche ai fini dell’iscrizione all’Albo regionale degli accompagnatori turistici”.
L’Assessorato regionale, tuttavia, ha appellato la sentenza e, con provvedimento del 5 febbraio 2016, il C.G.A. lo ha respinto condannandolo, nuovamente, alle spese di giudizio.
Oggi quindi, la professione comincia ad avere una disciplina più cristallina e gli operatori di un settore importate come quello del turismo, possono far fruttare quanto era stato loro ingiustamente negato.
Se anche Tu hai un titolo rilasciato dalla Regione e vuoi ottenere l’iscrizione all’albo scrivi a santi.delia@avvocatosantidelia.it o contatta lo studio di Messina ai numeri 0906412910 – 0906406782 ed esponi il Tuo caso al nostro esperto