Source: http://mobile.ilcaso.it/articolo_ragionato/fallimentare/80/R80*31
Timestamp: 2020-08-09 05:36:11+00:00
Document Index: 47041137

Matched Legal Cases: ['art. 43', 'art. 46', 'art 80', 'art.12', 'art 80', 'art 46']

Rilascio di immobile destinato ad abitazione del fallito e della sua famiglia
Immobile destinato ad abitazione del fallito e della sua famiglia - Assoggettabilità al fallimento - Esclusione - Fondamento - Conseguenze sulle controversie concernenti la locazione - Legittimazione processuale esclusiva del fallito - Configurabilità - Fattispecie in materia di restituzione di canoni corrisposti in misura eccedente quella legale ex legge n.392 del 1978
Il fallito è il solo legittimato ad agire e resistere nelle controversie concernenti la validità del contratto di locazione avente ad oggetto un immobile destinato esclusivamente ad abitazione per sè e per la propria famiglia, atteso che, in tal caso, la locazione non integra un diritto patrimoniale compreso nel fallimento del conduttore secondo la previsione dell'art. 43, legge fall., bensì un rapporto di natura strettamente personale ai sensi dell'art. 46, legge fall., in quanto rivolto al soddisfacimento di un'esigenza primaria di vita ed inidoneo ad incidere sugli interessi della massa, perciò indifferente per il curatore; ne consegue che l'art 80, secondo comma, legge fall. (vigente "ratione temporis"), nel prevedere che il curatore subentra nel rapporto di locazione, con facoltà di recesso, non opera con riguardo al contratto di locazione che abbia ad oggetto il predetto immobile, a prescindere dalla proporzionalità o meno della sua consistenza rispetto alle citate esigenze personali, conclusione del contratto prima o dopo il fallimento, dal rispetto o meno dello speciale regime vincolistico delle locazioni degli immobili urbani e salvo, in questo ultimo caso, l'eventuale recupero alla massa di somme sottratte ai creditori ed esorbitanti dai limiti delle necessità di vita familiari del fallito stesso. (Principio affermato dalla S.C. con riguardo al giudizio promosso dal conduttore, in seguito fallito, per la determinazione del cd. equo canone ai sensi dell'art.12 della legge n.392 del 1978 e per la restituzione delle somme eccedenti tale misura). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Giugno 2008, n. 16668. Segue...
Controversia tra locatore e fallito per il rilascio dell'immobile - Litisconsorzio necessario del curatore - Esclusione - Normativa applicabile
L'art 80 secondo comma della legge fallimentare, nel prevedere che il curatore del fallimento del conduttore subentra nel rapporto di locazione, con facoltà di recesso, non opera con riguardo al contratto di locazione che abbia ad oggetto l'immobile destinato ad abitazione del fallito e della sua famiglia, a prescindere dalla proporzionalità o meno della sua consistenza rispetto alle loro esigenze, atteso che tale rapporto, in relazione allo speciale regime vincolistico delle locazioni degli immobili urbani, e, comunque, alla sua inidoneità ad incidere sugli interessi della massa, deve ritenersi di natura personale, e, quindi, non compreso nella procedura concorsuale, ai sensi dell'art 46 n 1 della citata legge. Ne consegue che, nel giudizio promosso dal locatore per conseguire il rilascio di detto immobile, legittimo e necessario contraddittore e il solo conduttore fallito, non anche il curatore, e che la relativa controversia va decisa secondo la disciplina propria delle locazioni di immobili ad uso abitazione, restando irrilevanti le dichiarazioni o i comportamenti del curatore circa la prosecuzione o meno del rapporto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 29 Gennaio 1979, n. 631. Segue...