Source: http://divorzio.ilcaso.it/codice_fallimentare/124
Timestamp: 2020-07-10 06:55:43+00:00
Document Index: 137475809

Matched Legal Cases: ['art. 67', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 124', 'art. 22', 'art. 124', 'art. 124', 'art. 182', 'art. 182', 'art. 124', 'art. 101', 'art. 1273']

I. La proposta di concordato può essere presentata da uno o più creditori o da un terzo, anche prima del decreto che rende esecutivo lo stato passivo, purché sia stata tenuta la contabilità ed i dati risultanti da essa e le altre notizie disponibili consentano al curatore di predisporre un elenco provvisorio dei creditori del fallito da sottoporre all’approvazione del giudice delegato. Essa non può essere presentata dal fallito, da società cui egli partecipi o da società sottoposte a comune controllo, se non dopo il decorso di un anno dalla dichiarazione di fallimento e purché non siano decorsi due anni dal decreto che rende esecutivo lo stato passivo. (1)
III. La proposta può prevedere che i creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca, non vengano soddisfatti integralmente, purchè il piano ne preveda la soddisfazione in misura non inferiore a quella realizzabile, in ragione della collocazione preferenziale, sul ricavato in caso di liquidazione, avuto riguardo al valore di mercato attribuibile ai beni o diritti sui quali sussiste la causa di prelazione indicato nella relazione giurata di un professionista in possesso dei requisiti di cui all'art. 67, terzo comma, lett. d) designato dal tribunale. Il trattamento stabilito per ciascuna classe non può avere l'effetto di alterare l'ordine delle cause legittime di prelazione. (2)
IV. La proposta presentata da uno o più creditori o da un terzo può prevedere la cessione, oltre che dei beni compresi nell’attivo fallimentare, anche delle azioni di pertinenza della massa, purché autorizzate dal giudice delegato, con specifica indicazione dell’oggetto e del fondamento della pretesa. Il proponente può limitare gli impegni assunti con il concordato ai soli creditori ammessi al passivo, anche provvisoriamente, e a quelli che hanno proposto opposizione allo stato passivo o domanda di ammissione tardiva al tempo della proposta. In tale caso, verso gli altri creditori continua a rispondere il fallito, fermo quanto disposto dagli articoli 142 e seguenti in caso di esdebitazione. (3)
(1) Comma sostituito dall’art. 9 del D. Lgs. 12 settembre 2007, n. 169.
(2) Comma sostituito dall’art. 9 del D. Lgs. 12 settembre 2007, n. 169.
(3) Comma modificato dall’art. 9 del D. Lgs. 12 settembre 2007, n. 169.
Qualora la proposta di concordato fallimentare contenga condizioni differenziate per singole classi di creditori, in ipotesi di incapienza dei crediti privilegiati la relativa quota degradata in chirografo deve essere classata a parte rispetto ai crediti chirografari ab origine: oltre alla diversa natura giuridica del credito, è infatti evidente l’interesse economico del creditore che ha già avuto soddisfatta una rilevante quota della pretesa a causa del suo privilegio; detto interesse è certamente diverso (attesa anche la maggiore disponibilità ad approvare il concordato) rispetto al creditore chirografario che si vede proporre un trattamento residuale; la sua posizione economica richiede quindi la formazione di una classe apposita, diversa da quella dei chirografari ab origine. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 02 Maggio 2019. Segue...
Concordato fallimentare – Trattamento dei creditori privilegiati – Falcidia del credito Inps – Ammissibilità.
Nell’ambito del concordato fallimentare non trova applicazione l’istituto della transazione fiscale, mentre l’unica norma che disciplina il trattamento da riservare ai creditori privilegiati è l’art. 124 co. 3 l.f., sicchè non vi sono preclusioni di sorta al pagamento parziale dell’Iva e dei crediti previdenziali. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Appello Genova, 28 Giugno 2017. Segue...
Decreto legge 6 luglio 2011, n. 98 - Riconoscimento del privilegio ai crediti ammessi al passivo in via chirografaria - Mancata proposizione di opposizione ex articolo 98 l.f. e di domanda tardiva - Proposta di concordato che limita gli impegni assunti ai soli crediti ammessi al passivo - Legittimazione all'opposizione dell’agente per la riscossione dei tributi - Infondatezza..
I titolari di crediti privilegiati ammessi al passivo fallimentare in data anteriore all'entrata in vigore dell'articolo 23, comma 37, del decreto legge 6 luglio 2011, hanno l'onere, al fine di ottenere il riconoscimento del privilegio introdotto dalla citata normativa, di proporre l'impugnazione prevista dall'articolo 98, comma 3, legge fallimentare; in mancanza di tale iniziativa o della proposizione di una domanda tardiva, essi non potranno validamente opporsi alla omologazione della proposta di concordato fallimentare nella quale il proponente si sia avvalso della facoltà di limitare gli impegni assunti ai soli creditori ammessi al passivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pinerolo, 23 Luglio 2012. Segue...
Concordato fallimentare - Fallimento dichiarato prima della riforma a Procedimento di concordato disciplinato dal rito cd. intermedio - Applicazione dei nuovi principi introdotti dalla riforma alla disciplina del fallimento - Necessità..
Nell'ambito di un procedimento di concordato fallimentare disciplinato dal d.lgs. n. 5/2006 ma relativo ad un fallimento dichiarato in data precedente la riforma, dovranno essere applicate le disposizioni della legge fallimentare implicitamente richiamate dalla disciplina del concordato e rilevanti per la nuova conformazione dell'istituto nella formulazione congruente con quella applicabile a tale procedura; ciò consente di evitare insanabili contraddizioni sistematiche tra un complesso normativo che presuppone ad esempio una certa ripartizione dei ruoli tra gli organi e quindi nuove responsabilità ed un altro basato su principi in buona parte diversi (nella fattispecie, è stata ritenuta applicabile la norma relativa all'obbligo di astensione del componente del comitato dei creditori in conflitto di interessi). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 10 Febbraio 2011. Segue...
Concordato fallimentare - Contenuto della proposta - Condizione volontaria unilaterale nell'esclusivo interesse del proponente - Rinuncia - Ammissibilità..
Il principio per cui la condizione volontaria unilaterale, quale elemento accidentale del negozio giuridico finalizzato a tutela dell'interesse di una sola parte, può essere oggetto di rinuncia, espressa o tacita, ad opera di quest'ultima, non solo prima, ma anche dopo il verificarsi dell'evento, senza che la controparte possa ostacolare tale volontà abdicativa, opera anche con riguardo alla proposta di concordato fallimentare, con la conseguenza che, ove il proponente ne abbia risolutivamente condizionato l'efficacia - a tutela di un proprio interesse - all'avverarsi di un evento futuro ed incerto (nella specie, la permanenza dei giudizi in corso nello stato al momento della proposta), l'accettazione di tale proposta non attribuisce ai creditori il potere di far valere gli effetti risolutivi di siffatto azzeramento, in contrasto con la volontà dell'interessato, che vi abbia rinunciato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 10 Febbraio 2011. Segue...
Concordato fallimentare - Proposta del "terzo" - Nozione di terzo come soggetto diverso dai creditori - Esclusione..
Il termine "terzo" utilizzato dall'articolo 124, legge fallimentare, nella formulazione in vigore nel cosiddetto rito intermedio, non ha lo scopo di indicare un proponente diverso dai creditori, come avviene nel primo comma che elenca sia questi ultimi che il terzo come possibile autore della proposta, ma solo quello di escludere la cedibilità delle revocatorie fallito, il quale non può servirsi del fallimento per giovarsi dell'inefficacia che attiene solo i rapporti tra revocando e creditori e della possibilità di limitare i suoi impegni, posto che in tal caso i creditori concorsuali ma non concorrenti resterebbero privi della loro controparte debitrice. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 10 Febbraio 2011. Segue...
Concordato fallimentare - Obbligo di formazione delle classi – Esclusione..
Nella formulazione della proposta di concordato fallimentare l'utilizzazione delle classi non è in alcun modo prevista come obbligatoria, bensì come ipotesi meramente alternativa a quella della classica suddivisione dei creditori secondo il rango, privilegiato o chirografario, del credito. Una volta esclusa l'applicazione della disciplina del conflitto di interessi nei casi in cui il conflitto attenga la posizione contrastante dei singoli creditori in quanto tali è, infatti, evidente che l'obbligo delle classi non può derivare dalle diverse situazioni individuali che possono portare a valutazioni variegate sulla proposta, dal momento che dette situazioni sono potenzialmente tante quante sono i creditori e un loro censimento, prima ancora che arbitrario, sarebbe impossibile e comunque porterebbe ad una proliferazione assurda delle classi e alla predisposizione di tante classi quanto sono i creditori, senza considerare che, in assenza di parametri normativi di riferimento, la valutazione del giudice rischierebbe di confinare pericolosamente con una sostanziale discrezionalità. Analoghe considerazioni valgono in relazione al problema dei creditori provvisti di garanzie fornite da terzi, in quanto la loro posizione non è giuridicamente diversa, nel rapporto con il debitore principale insolvente o in crisi, da quella degli altri creditori e muta solo sotto il profilo pratico, così come può avvenire per altri creditori per effetto di situazioni non classificabili e solo indirettamente incise dalla proposta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 10 Febbraio 2011. Segue...
Concordato fallimentare - Clausola limitativa del pagamento dei crediti in prededuzione - Inefficacia..
La clausola contenuta nella proposta di concordato fallimentare, che limitasse con un tetto massimo la pagabilità dei crediti in prededuzione, dovrebbe considerarsi come “non apposta” e, in virtù del generale principio di conservazione degli atti giuridici (in particolare negoziali, qual è sicuramente quello di specie), dovrebbe affermarsi “viziata”, ma non “viziante”. (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata) Tribunale Pordenone, 09 Dicembre 2010. Segue...
Concordato fallimentare – Pagamento non integrale di crediti privilegiati – Incapienza della liquidazione fallimentare attestata dal commissario giudiziale di precedente concordato preventivo – Nomina del professionista di cui all'articolo 124, comma 3, l.f. – Non necessità..
Ove la proposta di concordato fallimentare preveda il pagamento non integrale di crediti privilegiati (nel caso di specie di un solo credito dell'Agenzia delle Entrate), potrà non farsi luogo alla nomina di un professionista che provveda alla redazione della relazione di cui all'articolo 124, comma 3, legge fallimentare, se l'incapienza dei beni per i creditori privilegiati in caso di liquidazione fallimentare sia attestata dalla relazione del commissario giudiziale nominato nell'ambito della procedura di concordato preventivo che ha preceduto il fallimento e che sia in possesso dei requisiti di cui all'articolo 67, comma 3, lettera d), legge fallimentare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale La Spezia, 07 Luglio 2010. Segue...
Concordato fallimentare – Disciplina transitoria di cui al d. lgs. 169/07 – Procedure aperte – Nozione.
Concordato fallimentare – Soddisfacimento non integrale dei creditori con diritto di prelazione – Valore di mercato del cespite o del credito oggetto della garanzia – Determinazione.
Concordato fallimentare - Formazione delle classi – Divieto di alterazione delle cause legittime di prelazione – Criteri applicativi – Nuova Finanza.
Concordato fallimentare – Formazione delle classi - Rispetto delle cause legittime di prelazione – Disciplina concernente la collocazione sussidiaria sugli immobili – Applicabilità.
Concordato fallimentare – Inserimento fra i creditori ab origine chirografari del creditore ipotecario c.d. degradato – Illegittimità..
Poiché l’art. 22 del decreto legislativo n. 169/07 stabilisce che le novità in esso contenute si applicano alle procedure di concordato «aperte» successivamente alla sua entrata in vigore, tale «apertura» deve farsi coincidere col deposito del ricorso in cancelleria, poiché questo è il momento che segna la pendenza della domanda. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata)
La regola secondo cui i creditori muniti di diritto di prelazione, per effetto della proposta di concordato fallimentare, possono essere pagati anche solo in parte ma a condizione che la loro soddisfazione non sia inferiore a quella realizzabile mediante la vendita dei beni sui cui hanno diritto a far valere la loro collocazione preferenziale (c.d. cram down) avuto riguardo al valore di mercato del bene o del cespite su cui grava la prelazione comporta a) che non occorre procedere alla stima del cespite quando lo stesso è già stato liquidato in sede fallimentare dovendosi, in tal caso, fare riferimento all’effettivo valore di realizzo e b) che per verificare il grado minimo di soddisfo del creditore privilegiato, occorre procedere come in sede di redazione del piano di riparto e cioè portando a detrazione dal valore del cespite (o dalla sua stima) le spese dirette di gestione e quelle generali della procedura pro quota. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata)
Ai sensi dell’art. 124 III co. l. fall. la formazione delle classi potrà dirsi legittima solo qualora si riscontri che l’impiego delle risorse rivenienti dalla liquidazione della massa attiva fallimentare abbia rispettato i criteri generali che presiedono alle operazioni di riparto, ossia: 1) dei creditori muniti di privilegio speciale deve essere previsto il pagamento in misura non inferiore al valore (o al ricavato dalla vendita) del cespite su cui grava il privilegio, al netto delle spese di gestione e di procedura pro quota; 2) dei creditori privilegiati generali deve essere prevista la collocazione sussidiaria sul ricavato della vendita degli immobili e primaria su tutti gli altri beni della massa attiva; 3) quanto destinato ai creditori privilegiati deve essere ripartito mediante il pagamento integrale grado per grado; 4) solo quanto sopravanza al pagamento del creditore privilegiato di grado superiore può essere destinato a quello di grado inferiore; 5) solo quanto sopravanza al pagamento dell’intero ceto dei creditori privilegiati può essere destinato al pagamento dei chirografari o della parte del credito dei privilegiati speciali che non ha trovato soddisfazione mediante la liquidazione del bene su cui gravava il privilegio o la garanzia. Il tutto, fatti salvi l’impiego di «nuove finanze», che non è soggetto a questi principi, ed eventuali accordi individuali in deroga. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata)
Nella formazione delle classi, ai fini della verifica del rispetto della regola che non consente l’alterazione delle cause legittime di prelazione, occorre tenere presente anche la normativa concernente la collocazione sussidiaria dei crediti con privilegio mobiliare sul prezzo degli immobili, con preferenza rispetto ai crediti chirografari e la dichiarazione di fallimento comporta in re ipsa la collocazione sussidiaria dei creditori privilegiati. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata)
Non può considerarsi legittimo l’inserimento nella classe dei creditori che siano chirografari sin ab origine di un creditore ipotecario in relazione alla parte del suo credito non soddisfatta nell’ambito della collocazione preferenziale sul ricavato degli immobili ipotecati per effetto del cram down, atteso che non può ritenersi che tali creditori abbiano posizioni giuridiche ed interessi economici omogenei. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Messina, 18 Febbraio 2009. Segue...
Concordato fallimentare – Soddisfacimento non integrale dei creditori con diritto di prelazione – Valore di mercato del cespite o del credito oggetto della garanzia – Determinazione..
La regola secondo cui i creditori muniti di diritto di prelazione, per effetto della proposta di concordato fallimentare, possono essere pagati anche solo in parte ma a condizione che la loro soddisfazione non sia inferiore a quella realizzabile mediante la vendita dei beni sui cui hanno diritto a far valere la loro collocazione preferenziale (c.d. cram down) avuto riguardo al valore di mercato del bene o del cespite su cui grava la prelazione comporta a) che non occorre procedere alla stima del cespite quando lo stesso è già stato liquidato in sede fallimentare dovendosi, in tal caso, fare riferimento all’effettivo valore di realizzo e b) che per verificare il grado minimo di soddisfo del creditore privilegiato, occorre procedere come in sede di redazione del piano di riparto e cioè portando a detrazione dal valore del cespite (o dalla sua stima) le spese dirette di gestione e quelle generali della procedura pro quota. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Messina, 18 Febbraio 2009, n. 0. Segue...
Concordato fallimentare - Formazione delle classi – Divieto di alterazione delle cause legittime di prelazione – Criteri applicativi – Nuova Finanza..
Ai sensi dell’art. 124 III co. l. fall. la formazione delle classi potrà dirsi legittima solo qualora si riscontri che l’impiego delle risorse rivenienti dalla liquidazione della massa attiva fallimentare abbia rispettato i criteri generali che presiedono alle operazioni di riparto, ossia: 1) dei creditori muniti di privilegio speciale deve essere previsto il pagamento in misura non inferiore al valore (o al ricavato dalla vendita) del cespite su cui grava il privilegio, al netto delle spese di gestione e di procedura pro quota; 2) dei creditori privilegiati generali deve essere prevista la collocazione sussidiaria sul ricavato della vendita degli immobili e primaria su tutti gli altri beni della massa attiva; 3) quanto destinato ai creditori privilegiati deve essere ripartito mediante il pagamento integrale grado per grado; 4) solo quanto sopravanza al pagamento del creditore privilegiato di grado superiore può essere destinato a quello di grado inferiore; 5) solo quanto sopravanza al pagamento dell’intero ceto dei creditori privilegiati può essere destinato al pagamento dei chirografari o della parte del credito dei privilegiati speciali che non ha trovato soddisfazione mediante la liquidazione del bene su cui gravava il privilegio o la garanzia. Il tutto, fatti salvi l’impiego di «nuove finanze», che non è soggetto a questi principi, ed eventuali accordi individuali in deroga. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Messina, 18 Febbraio 2009, n. 0. Segue...
Concordato fallimentare – Formazione delle classi - Rispetto delle cause legittime di prelazione – Disciplina concernente la collocazione sussidiaria sugli immobili – Applicabilità..
Nella formazione delle classi, ai fini della verifica del rispetto della regola che non consente l’alterazione delle cause legittime di prelazione, occorre tenere presente anche la normativa concernente la collocazione sussidiaria dei crediti con privilegio mobiliare sul prezzo degli immobili, con preferenza rispetto ai crediti chirografari e la dichiarazione di fallimento comporta in re ipsa la collocazione sussidiaria dei creditori privilegiati. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Messina, 18 Febbraio 2009, n. 0. Segue...
Non può considerarsi legittimo l’inserimento nella classe dei creditori che siano chirografari sin ab origine di un creditore ipotecario in relazione alla parte del suo credito non soddisfatta nell’ambito della collocazione preferenziale sul ricavato degli immobili ipotecati per effetto del cram down, atteso che non può ritenersi che tali creditori abbiano posizioni giuridiche ed interessi economici omogenei. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Messina, 18 Febbraio 2009, n. 0. Segue...
Concordato fallimentare – Clausola limitativa della responsabilità – Ammissibilità – Limiti..
Nel concordato fallimentare, l’eventuale clausola limitativa della responsabilità nei confronti dei soli creditori ammessi al passivo fallimentare impedisce l’omologazione del concordato tutte le volte in cui possa pregiudicare concretamente la posizione dei creditori non insinuati, e cioè: a) quando, in esecuzione del concordato, è previsto il trasferimento all’assuntore di tutti i beni del debitore già fallito, posto che quei creditori non potrebbero far valere le loro ragioni verso l'assuntore, in virtù della menzionata clausola limitativa, né verso l’ex fallito, che si è spogliato dei suoi beni; b) quando, a prescindere dall’ampiezza dell’effetto traslativo, sia prevista la clausola liberatoria del fallito, perché in tal caso i creditori non insinuati al passivo resterebbero totalmente privi di tutela. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Reggio Calabria, 05 Febbraio 2009, n. 0. Segue...
Concordato fallimentare – Pagamento in percentuale dei crediti tributari privilegiati – Ammissibilità – Applicazione del procedimento di cui all’art. 182 ter l.f. – Esclusione..
Qualora la proposta di concordato fallimentare preveda il pagamento percentuale dei crediti tributari privilegiati, non è necessario dar corso al procedimento previsto dall’art. 182 ter legge fall. in tema di transazione fiscale e ciò in considerazione, tra l’altro, del fatto che il meccanismo di votazione del concordato fallimentare consente di attribuire valore di voto favorevole al mancato voto, nonché del fatto che l’accertamento del credito fiscale è nel fallimento adeguatamente tutelato dal procedimento di verifica del passivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 30 Giugno 2008. Segue...
Concordato fallimentare – Limitazione della proposta ai creditori insinuati – Deposito del ricorso per ammissione tardiva di credito – Rilevanza – Notifica al curatore – Irrilevanza..
L’art. 124 u.c. l.f., come novellato dal d. lgs. 5/06, nel consentire al ricorrente di limitare la responsabilità ai creditori che hanno proposto domanda di insinuazione tardiva al momento della proposta deve ritenersi faccia riferimento al deposito del ricorso ex art. 101 l.f. in cancelleria non essendo invece richiesta la notifica dello stesso al curatore sia in virtù del dato letterale sia perché costituisce principio generale dell’ordinamento quello secondo cui, nei procedimenti che s'instaurano con ricorso, la pendenza della lite è determinata dalla data di deposito di tale atto. Tribunale Mantova, 01 Aprile 2008, n. 0. Segue...
Concordato fallimentare – Forma della proposta – Ricorso giurisdizionale – Necessità..
Pur essendo la proposta di concordato fallimentare espressione di autonomia negoziale (da intendersi in senso ampio), il procedimento in cui si inserisce può essere instaurato solo nella forma del ricorso giurisdizionale. Tribunale Roma, 17 Marzo 2008, n. 0. Segue...
Concordato fallimentare – Presentazione della proposta di concordato – Esecutività del piano di riparto finale – Inammissibilità..
Una volta che sia stato dichiarato esecutivo il piano di riparto che preveda la soddisfazione integrale dei creditori, deve ritenersi priva di causa e quindi improcedibile la domanda di concordato anche nell’ipotesi in cui la stessa preveda a favore dei creditori un pagamento superiore al loro credito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 28 Febbraio 2008. Segue...
Concordato fallimentare – Proposta con esborso notevolmente inferiore al patrimonio del fallito – Illegittimità.
Concordato fallimentare con assuntore – Cessione al fallito delle azioni della massa – Inammissibilità..
La proposta di concordato fallimentare che preveda un esborso, da parte del proponente, notevolmente inferiore rispetto al patrimonio del fallito acquisito dalla procedura, non appare legittima risolvendosi il processo esecutivo collettivo, in tal modo, in una vera e propria espropriazione senza indennizzo. (mb)
Il fallito non può risultare cessionario delle azioni di massa nemmeno quando sia affiancato da un assuntore. (mb) Tribunale Salerno, 06 Novembre 2007. Segue...
Concordato fallimentare – Normativa vigente ante riforma – Limitazione della responsabilità dell’assuntore ai crediti ammessi alla data della proposta – Ammissibilità.
Concordato fallimentare con assuntore – Liberazione del fallito – Modalità..
Nell’ambito di procedure di concordato fallimentare regolate dalle disposizioni anteriori alla novella di cui al d. lgs. 5/06 è ammissibile la clausola di limitazione della responsabilità dell’assuntore ai crediti ammessi al passivo alla data di presentazione della proposta di concordato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
L’assunzione degli obblighi del concordato fallimentare da parte di un terzo non implica necessariamente la liberazione del fallito la quale pertanto deve essere espressamente enunciata nella proposta in quanto l’accollo degli obblighi nascenti dal concordato può avere luogo sia solidalmente con il fallito sia con la estromissione di costui come si desume dalla disciplina contenuta nell’art. 1273 c.c.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 08 Marzo 2007. Segue...