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Timestamp: 2018-10-15 16:05:56+00:00
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Giovedì 18 Giugno 2015 05:44
Enrico Rossi: "Grazie a magistratura per lavoro svolto". Il sindaco Nardella: "Le Istituzioni potranno trarre insegnamento per aumentare il livello di vigilanza sulle realtà basate sulla solidarietà, affinché vicende del genere non si ripetano mai più". Mugnai: "Piena coincidenza rispetto alle risultanze emerse in Commissione". Bambagioni (PD):«Soddisfatto per una sentenza che rende finalmente giustizia alle vittime». Il capogruppo di Fratelli d'Italia in Regione: "Arrivare velocemente al terzo grado di giudizio"
Il Tribunale di Firenze condanna a vario titolo per maltrattamenti e abusi Rodolfo Fiesoli a 17 anni e mezzo e a pene fino a 8 anni altri 15 imputati, tutti rappresentanti di spicco della comunità. La sentenza di primo grado al processo Forteto è stata pronunciata oggi dal giudice Marco Bouchard. Il sindaco Dario Nardella questa mattina era presente in aula al momento della lettura della sentenza. La Regione ha attivato e chiuso poche settimane fa un bando per sostenere e ridare autonomia a minori e giovani usciti dal Forteto.
“Con questa sentenza ritengo che sia stata fatta giustizia: la Città metropolitana si sente soddisfatta. Tuttavia c’è poco da esultare perché la sentenza e il processo mettono a nudo una storia drammatica e ci fanno comprendere quanto può essere abominevole l’azione dell’uomo che usa i bei valori come la solidarietà, sfruttando la fiducia dei cittadini e delle Istituzioni”. Lo ha detto il sindaco Dario Nardella “Da cittadino e da amministratore questa vicenda mi ha impressionato. Il primo pensiero va alle vittime e alle loro famiglie - ha continuato il sindaco -. Voglio ringraziare l’avvocatura della Città metropolitana per il lavoro encomiabile che ha fatto: si è costituita parte civile chiedendo un milione di danni, che faremo rivalere nella sede civile”. “Penso che da questa sentenza le Istituzioni pubbliche potranno trarre spunto e insegnamento - ha concluso il sindaco - per aumentare il livello di vigilanza e controllo su quelle realtà basate sulla solidarietà, che lavorano soprattutto con i minori, affinché vicende del genere non si ripetano mai più”.
"Una sentenza che segna un passaggio importante nella lunga e travagliata vicenda del Forteto, facendo luce sulle responsabilità che da tempo aspettavano di essere chiarite. Un grazie sentito alla magistratura che ha evidenziato un crimine grave a danno di persone deboli e prive di strumenti di difesa". E' questo il commento del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, alla notizia della sentenza relativa al Forteto. "Sentenza – ricorda il presidente, che ha ricevuto la notizia in viaggio tra Bruxelles e Roma, dove lo aspetta la riunione al Viminale per la gestione dei migranti – che conferma quanto sia stata opportuna e anzi doverosa la scelta della Regione Toscana di costituirsi tempestivamente parte civile, proprio per dare un sostegno alle vittime e chiedendo il risarcimento del danno all'immagine subìto a causa dei danni ipotizzati. Certo tutto questo non può cancellare l'amarezza per una vicenda così dolorosa, causa di sofferenza per tante persone".
"Oggi è un giorno importante: con questa sentenza, sulla cui sostanza non avevo dubbi, sul Forteto si scolpisce una verità giudiziaria che ristabilisce giustizia per le vittime di quel sistema abusante e che di fatto collima perfettamente con le drammatiche risultanze emerse durante i lavori della Commissione regionale d’inchiesta da me presieduta" così il Consigliere regionale di Forza Italia Stefano Mugnai, che nella scorsa legislatura ha presieduto la Commissione d’inchiesta sugli affidi in Toscana alla luce della vicenda Forteto, commenta a caldo la sentenza. «La sentenza – prosegue Mugnai che oggi ha assistito alla lettura del dispositivo nell’aula del palagiustizia di Firenze accanto alle vittime – restituisce passaggi importanti anche sotto il profilo delle responsabilità in solido della cooperativa, profilo che riapre il tema del commissariamento chiesto dagli ispettori ministeriali e su cui poi, inspiegabilmente, il governo Renzi ha innescato la marcia indietro». E ora Mugnai guarda avanti: «Come sottolineato dal pubblico ministero Ornella Galeotti nella sua requisitoria, oggi si condannano le responsabilità penali di questo orrore. Rimane però una pagina tutta da scrivere, ed è quella delle responsabilità politiche e istituzionali che hanno creato terreno favorevole al perpetrarsi di questi fatti nell’arco di trent’anni malgrado due sentenze passate in giudicato. Per questo, come avevo annunciato in campagna elettorale, subito dopo l’insediamento del nuovo Consiglio regionale depositerò richiesta di attivazione di una nuova Commissione d’inchiesta che questa volta indaghi questo aspetto. Parallelamente l’onorevole Deborah Bergamini depositerà oggi alla Camera richiesta affine sottoscritta anche da altri parlamentari». «Siamo determinati – prosegue Mugnai – ad andare in fondo sul ruolo che la Regione ma anche molti altri enti locali, nonché il Tribunale per i minorenni, i servizi sociali, il mondo delle cooperative e larghe porzioni dell’intellighentia non solo toscana hanno avuto nel determinare come minimo una legittimazione culturale e ideologica a quella tana degli orchi dove si continuavano a mandare bambini malgrado sentenze passate in giudicato per reati specifici. Perché è successo? Perché quella struttura ha continuato a beneficiare, tra le altre cose, di fior di finanziamenti pubblici anche regionali, anche per attività rivolte alla genitorialità e all’educazione dei minori? Faremo luce su questo, per ritagliare a tutti quei bambini di allora che hanno sofferto le pene dell’inferno un nuovo e ulteriore spicchio di verità».
«Ho accolto con grande soddisfazione la sentenza sul caso Forteto. Si tratta di una condanna che rende giustizia alle vittime e riconosce il lavoro fatto dalla commissione». Commenta così, Paolo Bambagioni, Consigliere Regionale (PD) e, nella precedente legislatura, vicepresidente della Commissione regionale d’inchiesta sull’affidamento dei minori che nacque su iniziativa di Bambagioni proprio a partire dalla denuncia delle vittime del Forteto. «Si tratta di un risultato importante – commenta Bambagioni - raggiunto anche grazie al grande impegno della Commissione, che ha seguito il caso Forteto da vicino: un lavoro che è stato molto impegnativo, anche emotivamente. La Commissione regionale ha svolto un esercizio nobile di politica: anche se la vicenda era molto delicata, la politica ha saputo prendere le distanze, fare auto esame e andare in fondo alla questione». «Il processo – prosegue Bambagioni - ha avuto un andamento travagliato, in più occasioni si è rischiato che questa vicenda dolorosa si concludesse con un nulla di fatto. Adesso, invece, non posso che essere soddisfatto per questa condanna che, anche se non potrà certo cancellare tutti i danni subiti dai ragazzi, rende loro giustizia moralmente». «A questo punto – conclude Bambagioni – bisogna muoversi nell’unica direzione possibile, ovvero tutelando il futuro del Forteto come azienda. L’obiettivo da perseguire credo che sia quello del commissariamento, in modo da slegare l’azienda dalla vicenda della comunità e dai risvolti giudiziari, riscoprendo il vero spirito cooperativo che è andato perso nel tempo e tutelando le persone che ci lavorano».
"Mi auguro che si arrivi velocemente al terzo grado di giudizio perché i cittadini onesti vogliono tutti vedere in galera Rodolfo Fiesoli e gli altri responsabili, che devono pagare per questi inqualificabili reati. Ora il sindaco di Firenze Nardella, che era oggi in aula, faccia una telefonata al premier Renzi e chieda il commissariamento della cooperativa, che per motivi che possiamo solo immaginare è stato bloccato dal Ministro Poletti, legato a doppio filo col mondo delle cooperative. Se ciò non avvenisse, ora che Fiesoli è di nuovo libero di tornare al Forteto, ci sarebbe il serio rischio che i reati perpetrati per anni vengano ripetuti ancora oggi". Così il capogruppo di Fratelli d'Italia in Regione Giovanni Donzelli commenta la sentenza "Siamo soddisfatti delle condanne, perché sanciscono ciò che avevamo chiaro da tempo e cioè la gravità dei fatti avvenuti nella comunità del Mugello - aggiunge - e risarciscono moralmente le vittime per le angherie subite. Dobbiamo ringraziare il lavoro della Procura di Firenze - conclude Donzelli - il nostro Paese ha bisogno di magistrati seri che restituiscano alla gente il senso della giustizia".
Fonte: http://www.nove.firenze.it/sentenza-forteto-il-tribunale-di-firenze-condanna-l-orrore.htm