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Timestamp: 2020-08-09 18:26:10+00:00
Document Index: 183047731

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 375', 'art. 380', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 91']

Sentenza Cassazione Civile n. 7310 del 30/03/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7310 del 30/03/2011
Cassazione civile sez. VI, 30/03/2011, (ud. 21/01/2011, dep. 30/03/2011), n.7310
SOCIETA’ R.L. “MASSIMO CICCHETTI” (OMISSIS), in persona del
legale rappresentante pro-tempore, elettivamente domiciliata in ROMA,
VIA VAL PELLICE 53, presso lo studio dell’avvocato MATRONOLA ITALO,
che la rappresenta e difende giusta mandato in calce al ricorso;
avvocati SGROI ANTONINO, MARITATO LELIO, CALIULO LUIGI, giusta
avverso la sentenza n. 9751/2009 della CORTE D’APPELLO di ROMA del
9/12/09, depositata il 03/02/2010;
21/01/2011 dal Consigliere Relatore Dott. SAVERIO TOFFOLI;
udito per il controricorrente l’Avvocato CALIULO LUIGI che si riporta
è presente il Procuratore Generale in persona, del Dott. COSTANTINO
FUCCI che si riporta alla relazione.
1. La Corte pronuncia in camera di consiglio ex art. 375 c.p.c. a seguito di relazione ex art. 380 bis.
La Corte d’appello di Roma confermava la sentenza di primo grado con cui il Tribunale di Roma aveva accolto parzialmente l’opposizione proposta dall’attuale ricorrente, nei confronti dell’Inps, contro un verbale di accertamento contributivo, dichiarando che, rispetto a quanto accertato dagli ispettori, dovevano detrarsi solo gli importi relativi all’indennità di trasporto e di mensa.
2. Il giudice di secondo grado, rispetto alla lamentela secondo cui te sanzioni civili erano state erroneamente calcolate, rilevava che in effetti con il verbale di accertamento erano stati determinati solo i contributi e non anche le sanzioni civili. Rispetto alla doglianza sulla mancata detrazione degli assegni familiari anticipati dalla impresa, osservava che correttamente il Tribunale non aveva operato l’immediata detrazione dell’importo relativo (accertato dal c.t.u. del primo grado in Euro 21.665,57), dato che rispetto a tali anticipi opera il meccanismo del conguaglio al momento del pagamento dei contributi, per cui solo all’atto della definizione in via amministrativa di tale obbligo si effettua la compensazione. Era quindi corretto l’accertamento dell’entità del debito contributivo effettuato con mera sentenza dichiarativa, la quale peraltro in motivazione dava atto dell’importo anticipato, che avrebbe potuto essere conguagliato al momento del pagamento.
3. La soc. Massimo Cicchetti ricorre per cassazione. L’inps resiste con controricorso.
4. Non appaiono fondate le eccezioni preliminari sollevate dal controricorrente, in quanto in effetti la sentenza impugnata è stata compiutamente indicata (cfr. anche pag. 2, righe 8 e 9) e sono sufficientemente indicati i “fatti di causa”, anche con riferimento alla motivazione della sentenza di primo grado, per la parte che ancora rileva.
5. Il ricorso però deve essere dichiarato inammissibile perchè la parte, nell’impugnare il capo della sentenza relativo alla mancata detrazione della somma anticipata ai dipendenti a titolo di assegni familiari, non ha puntualmente censurato le ragioni poste alla base della decisione, deducendo genericamente la violazione delle norme del codice civile in tema di compensazione e contraddittorietà di motivazione.
6. Le spese del giudizio vengono regolate facendo applicazione del criterio legale della soccombenza (art. 91 c.p.c.).
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna la parte ricorrente a rimborsare all’Inps le spese del giudizio determinate in Euro trenta oltre Euro duemila per onorari, oltre accessori secondo legge.