Source: https://www.aeranticorallo.it/deliberazione-21-marzo-2013-dellautorita-per-le-garanzie-nelle-comunicazioni-recante-qnuovo-piano-di-numerazione-automatica-dei-canali-della-televisione-digitale-terrestre-in-chiaro-e-a-pagamento-moda/
Timestamp: 2020-04-01 11:41:17+00:00
Document Index: 82982599

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 3']

Deliberazione 21 marzo 2013 dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni recante "Nuovo piano di numerazione automatica dei canali della televisione digitale terrestre, in chiaro e a pagamento, modalità di attribuzione dei numeri ai fornitori di servizi di media audiovisivi autorizzati alla diffusione di contenuti audiovisivi in tecnica digitale terrestre e relative condizioni di utilizzo" (Deliberazione n. 237/13/CONS)" - Aeranti-Corallo l’associazione delle radio e tv locali italiane
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VISTA la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante “Istituzione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo”, ed in particolare, pubblicata nel Supplemento ordinario n. 154/L alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – serie generale – del 31 luglio 1997, n. 177; rie
– con la sentenza n. 4659/2012 il Consiglio di Stato ha rilevato l’illegittimità del termine di quindici giorni stabilito dall’Autorità per la consultazione pubblica indetta con delibera n. 122/10/CONS a seguito della quale è stata approvata la delibera n. 366/10/CONS, in luogo dei trenta giorni stabiliti dall’articolo 11 del decreto legislativo n. 259/2003 (recante il Codice delle comunicazioni elettroniche). Con la medesima sentenza, inoltre, il Consiglio di Stato ha ulteriormente argomentato l’inidoneità dell’utilizzo del criterio delle graduatorie Corecom. con riferimento all’attribuzione delle numerazioni alle emittenti locali. Infatti, essendo tali graduatorie compilate sulla base del fatturato delle emittenti, le stesse sono inidonee ad attestare le preferenze degli utenti in quanto “anche ove si consideri che una delle principale voci di fatturato è rappresentata dalla raccolta della pubblicità, cionondimeno l’ulteriore passaggio, tra la raccolta della pubblicità e le preferenze degli utenti, rimane non dimostrato. Infatti la raccolta della pubblicità, pur se è un utile indicatore della preferenza degli utenti ( in quanto di solito gli inserzionisti si rivolgono alle emittenti con maggior numero di utenti), tuttavia da solo non è univoco né sufficiente”. Invece, le abitudini e le preferenze degli utenti si prestano ad essere soppesate più correttamente con riferimento “all’unico indice di carattere diretto ed endogeno cioè il livello di ascolto di ciascuna emittente ed il suo radicamento nel territorio, fermo restando che il legislatore ha attribuito al criterio “abitudine dell’utente” una valenza autonoma rispetto agli ascolti-preferenze.”
Inoltre, il Consiglio di Stato ha rilevato che “le emittenti che non avevano chiesto le sovvenzioni per l’adeguamento delle rete, non erano inserite nelle graduatorie Corecom e comunque, anche applicando i criteri alternativi previsti, non sarebbero valutate in condizioni di parità con le altre emittenti inserite in graduatoria(…).le graduatorie CORECOM, compilate su base regionale, sono intrinsecamente disomogenee rispetto alle aree di servizio delle emittenti irradianti il segnale su aree interregionali oppure soltanto provinciale: ne discende che un’emittente che, trasmettendo in più regioni, avesse numeri di LCN diversi per ciascuna delle aree servite dovrebbe provvedere ad onerosi adeguamenti tecnici per differenziare la trasmissione del numero LCN da impianto ad impianto ed evitare facili sovrapposizioni di segnale”. Con riferimento al criterio della qualità delle emittenti stabilito dalla legge, il Consiglio di Stato ha evidenziato che “appare di intuitiva portata il ruolo strategico acquisito di fatto dalle emittenti locali di qualità che hanno valorizzato usi e costumi di specifiche aree geografiche, costituenti un patrimonio di cultura locale tradizionale, profana e religiosa che (attraverso servizi giornalistici e trasmissioni divulgative su feste, cibi, luoghi di culto e beni storico ambientali) viene proposta alle nuove generazioni ed alla platea di cultori ed operatori commerciali (come quelli del settore turistico ed agroalimentare oppure dei prodotti dell’artigianato), evitando sia la dispersione di tali risorse sia l’affievolimento dello spirito di identità della comunità locale in antitesi a modelli di comportamento di massa, diffusi dalle comunicazioni in rete e provenienti da altre culture, che possono essere recepiti passivamente dagli utenti e comportare effetti disaggreganti su contesti socio culturali già a rischio. Né si può dimenticare, sotto altro profilo, il contributo informativo e socio-assistenziale che l’emittente locale di qualità è in grado di offrire alla platea di utenti della propria area geografica in occasione di situazioni di emergenza, nonché di specifiche problematiche circoscritte al territorio corrispondente al proprio bacino di utenza”.
– con la sentenza n. 4661/2012, il Consiglio di Stato, nel ribadire l’illegittimità dell’esiguo termine di quindici giorni concesso per la consultazione pubblica, ha comunque condiviso l’impostazione dell’Autorità secondo la quale “l’indicazione dei “canali generalisti nazionali” nell’art. 32 comma 2, citato, ai fini del rispetto delle preferenze degli utenti, si riferisce ai soli canali ex analogici, anche perché solo con riguardo a questo era ragionevole ancorare al criterio delle abitudini e preferenze l’assegnazione dei numeri di LCN” ed ha, inoltre, confermato la legittimità dell’attribuzione delle numerazioni da 10 a 19 alle emittenti locali, in quanto “l’AGCOM, visti i risultati del sondaggio Demoskopea, non poteva che attribuire alle emittenti locali i numeri da 10 a 19 in corrispondenza alle abitudini e preferenze degli utenti e tenendo conto del legame di tali emittenti con il territorio; tra l’altro in tal guisa l’AGCOM ha anche, sia pur con risultati non soddisfacenti, provveduto a valorizzare il pluralismo culturale rappresentato dal rapporto di tali emittenti con il contesto sociale del territorio. Pertanto il posizionamento dei canali nativi digitali a partire dal numero 21 LCN non costituisce una violazione dell’art. 32, comma 2, citato, oppure una discriminazione rispetto di canali storici ex analogici, ma discende direttamente dall’applicazione del parametro normativo che prescrive di attribuire i numeri del LCN nel “rispetto delle abitudini e preferenze degli utenti, con particolare riferimento ai canali generalisti nazionali e alle emittenti locali”;
– All Music S.p.a. (prot. 57887 del 16 novembre 2012); Associazione amici di Telepace (prot. 52777 del 24 ottobre 2012); Associazione Nazionale Utenti Televisivi e Consumatori Italiani (Utelit Consum) (prot. 56170 del 9 novembre 2012); Canale Italia S.r.l. (prot. 62671 del 7 dicembre 2012); Class Editori S.p.A. (prot. 64522 del 17 dicembre 2012); Consorzio Alphabet S.r.l (prot. 58238 del 19 novembre 2012); De Agostini Editore S.p.a. (prot. 58245 del 19 novembre 2012); Discovery Italia S.r.l. (prot. 58332 del 19 novembre 2012); EDB Media S.r.l. (prot. 58329 del 19 novembre 2012); Effe Tv S.r.l. (prot. 58041 del 19 novembre 2012); Fox International Channels Italy S.r.l. (prot. 56509 del 9 novembre 2012); H3G S.p.A. (prot. 58150 del 19 novembre 2012); Julie Italia S.r.l. (prot. 53323 del 26 ottobre 2012); MGM-Tv S.r.l. (prot. 56167 del 9 novembre 2012); Napoli Tivù S.r.l. (prot. 57487 del 15 novembre 2012); Nuova Rete S.r.l. (prot. 57996 del 19 novembre 2012); P.T.V. Programmazioni Televisive S.p.a. (prot. 56160 del 9 novembre 2012); QVC Italia S.r.l.(prot. 58335 del 19 novembre 2012); RAI Radiotelevisione Italiana S.p.a. (prot. 58289 del 19 novembre 2012); RAS Bolzano (prot. 55686 del 7 novembre 2012); Radio Tele Molise (prot. 54608 del 5 novembre 2012); Radio VideoCalabria 99 S.r.l. (unitamente alle società Napoli Canale 21 S.r.l., RTV 38 S.p.a., Roma Uno S.r.l, Telelombardia S.p.a., Rete 7 S.p.a.; P.T.V. Programmazioni televisive S.p.a., TV Centro Marche S.p.a., Umbria Televisione S.r.l., Soc. Op. Im. S.r.l., Sige S.p.A., Videogruppo Televisione S.p.a., Società Telequattro S.r.l.) (prot. 57649 del 15 novembre 2012); Rete 8 S.r.l. (prot. 58002 del 19 novembre 2012); Rete Blu S.p.A. (prot. 61976 del 4 dicembre 2012); Roma Uno S.r.l. (unitamente alle società Radio Video Calabria 99 S.r.l, Napoli Canale 21 S.r.l, RTV38 S.p.a., Tele Nord S.r.l, Telelombardia S.p.a., Rete 7 S.p.a, P.T.V. Programmazioni Televisive S.p.A., TV Centro Marche S.p.a., Umbria Televisione S.r.l., Op.Im S.r.l., Sige S.p.a., Videogruppo Televisione S.p.a., Telequattro S.r.l.) (prot. 57673 del 15 novembre 2012); Romi O S.r.l. (prot. 58157 del 19 novembre 2012); RTI Reti Televisive Italiane S.p.a. (prot. 58334 del 19 novembre 2012); RTV 38 S.p.A. (unitamente alle società Radio Video Calabria 99 S.r.l., Napoli Canale 21 S.r.l., Roma Uno S.r.l, Telelombardia S.p.a., Rete 7 S.p.a., P.T.V. Programmazioni televisive S.p.a., soc. Op.Im.S.r.l., Sige S.p.A., Videogruppo Televisione S.p.a., Società Telequattro S.r.l.) (prot. 57672 del 15 novembre 2012); Sestarete e Rete 8 S.r.l. (prot. 57663 del 15 novembre 2012); Sitcom Televisioni S.r.l. (prot. 58318 del 20 novembre 2012); SKY Italia S.r.l. (prot. 58349 del 20 novembre 2012); Soprodimec S.p.a. (prot. 53318 del 26 ottobre 2012); Switchover Media S.r.l. (prot. 57877 del 16 novembre 2012); T.C.S. Tele Costa Smeralda S.p.A, unitamente con Sardegna Tv S.r.l. e Videolina S.p.a. (prot. 58397 del 20 novembre 2012); Telecapri S.p.a. (prot. 56159 del 9 novembre 2012); Telecittà S.p.a. (prot. 56161 del 9 novembre 2012); Telecom Italia Media S.p.a. (prot. 54039 del 31 ottobre 2012); Telenorba S.p.a. (prot. n. 58243 del 19 novembre 2012); Tele Nord S.r.l (unitamente alle società Radio Video Calabria 99 S.r.l., Napoli Canale 21 S.r.l., RTV 38 S.p.a., Roma Uno S.r.l, Telelombardia S.p.a., Rete 7 S.p.a., P.T.V. Programmazioni televisive S.p.a., TV Centro Marche S.p.a., Umbria Televisione S.r.l., soc. Op.Im.S.r.l., Sige S.p.A.; Videogruppo Televisione S.p.a.; Società Telequattro S.r.l.) (prot. 57618 del 15 novembre 2012); Telepadova S.p.a. (prot. 57492 del 15 novembre 2012); Telequattro S.r.l. (unitamente alle società Radio Video Calabria 99 S.r.l., Napoli Canale 21 S.r.l., RTV 38 S.p.a., Roma Uno S.r.l, Telelombardia S.p.a., Rete 7 S.p.a.; P.T.V. Programmazioni televisive S.p.a., TV Centro Marche S.p.a., soc. Op.Im.S.r.l., Sige S.p.a., Videogruppo Televisione S.p.a.) (prot. 57676 del 15 novembre 2012); Television Broadcasting System TBS S.p.a. (prot. 56166 del 9 novembre 2012); TivuItalia S.p.a. (prot. n. 64500 del 17 dicembre 2012); TV Centro Marche S.p.a. (unitamente alle società Radio Video Calabria 99 S.r.l., Napoli Canale 21 S.r.l., RTV 38 S.p.a., Roma Uno S.r.l, Telelombardia S.p.a., Rete 7 S.p.a., P.T.V. Programmazioni televisive S.p.a., Soc. Op.Im.S.r.l., Sige S.p.A., Videogruppo Televisione S.p.a., Società Telequattro S.r.l.) (prot. 57632 del 15 novembre 2012); Umbria Televisione S.r.l. (unitamente alle società Radio Video Calabria 99 S.r.l., Napoli Canale 21 S.r.l., RTV 38 S.p.a., Roma Uno S.r.l, Telelombardia S.p.a., Rete 7 S.p.a.; P.T.V. Programmazioni televisive S.p.a., TV Centro Marche S.p.a., soc. Op.Im.S.r.l., Sige S.p.A., Videogruppo Televisione S.p.a., Società Telequattro S.r.l.) (prot. 57757 del 16 novembre 2012); Viacom International Media Networks Italia S.r.l. (prot. 58375 del 20 novembre 2012).
Relativamente alle preferenze degli utenti lo strumento storicamente utilizzato dal mercato è costituito dall’analisi degli ascolti. In esecuzione delle competenze attribuitele in materia dalla legge 31 luglio 1997, n. 249, l’Autorità, con delibera n. 85/06/CSP, ha approvato un atto di indirizzo sulla rilevazione degli indici di ascolto e di diffusione dei mezzi di comunicazione, disciplinando l’organizzazione dei soggetti realizzatori delle indagini, i criteri metodologici per la ricerca e la pubblicazione e la trasparenza delle informazioni relative alle rilevazioni. In Italia il sistema di misurazione degli ascolti televisivi conforme a tale disciplina è quello gestito da Auditel.
In secondo luogo, si è ritenuto opportuno ribadire la suddetta scelta sulla base dell’art. 32 del Testo unico i cui principi sono richiamati dallo stesso art. 3 in commento. Difatti, occorre ricordare che il d.lgs. 177/05 e successive modifiche, nell’attribuire all’Autorità il potere di stabilire con proprio regolamento le modalità di attribuzione dei numeri ai fornitori di servizi di media audiovisivi, le impone di rispettare alcuni principi e criteri direttivi tra cui rientrano, alle lett. a) e b), la tutela della semplicità d’uso del sistema di ordinamento automatico dei canali ed il rispetto delle abitudini e preferenze degli utenti. In particolare, questi ultimi troverebbero difficoltà ad adattarsi ad un nuovo radicale cambiamento d’uso, con l’introduzione di una nuova e diversa tipologia di numerazione.
Anche Deejay Tv propone una programmazione eterogenea (12% di musica oltre a film e serie tv internazionali, fiction, attualità, informazione ed intrattenimento, con 3 ore e mezza di diretta) che consente di confermare il suo carattere generalista. Si tratta di un’emittente commerciale con aree di intrattenimento adulto e light entertainment, come nella programmazione dalle ore 19,00 in poi che è rivolta ad un pubblico adulto, o nel weekend quando la programmazione è rivolta ad un pubblico più familiare. L’offerta del canale è rivolta alle diverse fasce d’età, a seconda degli orari.
Si è peraltro ritenuto di disattendere la proposta di svincolare il rilascio dell’autorizzazione per i servizi di media audiovisivi dall’assegnazione del numero LCN, allo scopo di ovviare alla supposta scarsità di numerazioni disponibili e agevolare l’ingresso di soggetti sul nuovi entranti, ritenendo al contrario di confermare che l’attribuzione dei numeri ai soggetti già abilitati all’esercizio della radiodiffusione televisiva in tecnica digitale terrestre avvenga con separato provvedimento integrativo dell’autorizzazione.