Source: http://www.labsus.org/2016/11/legge-6-giugno-2016-n-106/
Timestamp: 2018-07-20 00:34:56+00:00
Document Index: 106549149

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 12']

Legge 6 giugno 2016, n. 106 - Labsus
📊Perché un progetto di #rigenerazione deve affrontare la dimensione della #sostenibilità economica in chiave imprenditoriale?
💸 "Perché se la gestione di un bene comune da parte di un gruppo di cittadini si risolvesse nella richiesta di #risorse pubbliche per il suo sostentamento, verrebbe tradito lo spirito della mobilitazione di energie #civiche che sta alla base dell’idea stessa dei beni comuni".
👉 Ci avviciniamo a SIBEC Lab a Oasi Dynamo con questa bella intervista a Gianluca Salvatori di Euricse. ... See MoreSee Less
Beni comuni, così nascono nuovi imprenditori - Euricse
euricse.eu
Ciò che si vede subito, persino a occhio nudo, è la rinascita di uno spazio, la sua trasformazione esplicita. Eppure la maieutica della rigenerazione sottende molto altro. La mobilitazione di energie civiche che innescano nuove gestioni dei beni oggi a rischio disuso è sia formula per condividere...
Negli ultimi anni le #imprese di comunità si sono moltiplicate attirando sempre maggiore attenzione.
➡️ Grazie al loro carattere #innovativo, inoltre, hanno catalizzato impegno civico e autoimprenditorialità, spesso in un’ottica di #collaborazione con le amministrazioni locali.
🖋️ Nel nostro #editoriale Sebastiano Tringali e Roberto La Marca (Pucci LaMarca Schwaz) raccontano le esperienze liguri! ... See MoreSee Less
Cooperative di comunità e beni comuni - Labsus
Per il suo carattere innovativo e per il suo processo partecipativo, l’impresa di comunità, come dimostrano la sua rapida moltiplicazione e l’attenzione registrata nell’ultimo biennio, rappresenta un potenziale strumento in grado di catalizzare attivismo civico e autoimprenditorialità, in re...
BIG NEWS! A Milano parte #Luoghicomuni nell'ambito di Lacittàintorno, programma di rigenerazione urbana (e non solo) delle periferie di Fondazione Cariplo.
👉 Qualche giorno fa abbiamo presentato il progetto insieme con il nostro partner Italia Nostra Milano Nord 🌳 ospiti di Cascina Nosedo e La Strada
GRAZIE ancora a tutti gli abitanti e le organizzazioni che hanno partecipato, è stato un incontro bellissimo!
...E siamo solo all'inizio 🤗
#rigenerazioneurbana #lacittàintorno #confondazionecariplo ... See MoreSee Less
Luoghicomuni a Milano: inizia un grande viaggio collettivo - Labsus
Si apre sulle note di Via del Campo, intonata dalla fisarmonica di Mercedes Mas Solè della Casa per la Pace, la serata di lancio di Luoghicomuni. L’amministrazione condivisa dei beni comuni nei quartieri Adriano e Corvetto della Città di Milano. Luoghicomuni è il progetto con il quale, nell’a...
☀️ Quattro giorni
📚 Sei esperti
✌️Venti partecipanti
🎯 La possibilità di sviluppare il proprio progetto di gestione condivisa dei beni comuni.
➡️ Arriva SIBEC Lab a Oasi Dynamo, qui tutte le informazioni. ... See MoreSee Less
Sono aperte le iscrizioni a SIBEC LAB! - Labsus
Quattro giorni di lezioni, quattro docenti esperti, venti posti disponibili, altrettante idee che saranno analizzate, approfondite, presentate davanti a una giuria. SIBEC LAB è il nuovo corso intensivo – una vera e propria full immersion che andrà in scena a Oasi Dynamo dal 19 al 22 settembre.
💧L'acqua è una #risorsa pubblica, ma quali sono i presupposti necessari per la concessione allo sfruttamento delle acque minerali ad una impresa privata?
👩‍⚖️ Nella sezione #diritto una sentenza di qualche anno fa, utile alla teoria dei beni #comuni. Si parla di conflitti tra comunità di riferimento, ente locale a cui appartiene il bene e sfruttamento privato. ... See MoreSee Less
Il caso della sorgente Boschetto: la rilevanza per i beni comuni - Labsus
La sentenza del Consiglio di Stato 4 agosto 2011, n. 4679, oggetto di commento, seppure ormai risalente, appare particolarmente utile per il tema dei conflitti tra comunità di riferimento del bene, ente pubblico a cui il bene appartiene e sfruttamento privato.
Labsus - Laboratorio per la sussidiarietà ha aggiunto 3 nuove foto — alla grande.
CI SIAMO! Oggi presentiamo #Luoghicomuni nell’ambito di Lacittàintorno, nella bellissima cornice di Cascina Nosedo a Milano. Nei prossimi mesi lavoreremo insieme con i cittadini attivi, le associazioni locali, il Comune di Milano, i municipi, Italia Nostra Milano Nord, Fondazione Cariplo per sperimentare i #patti di collaborazione come strumento di #rigenerazioneurbana e coesione sociale nelle “periferie”.
Ripartiamo dalla cura, insieme.
#confondazionecariplo #lacittàintorno
cc Chiara Bartolozzi Paolo Siccardi Andrea Rebaglio Noemi Satta Gregorio Arena Elena Taverna Daniela Ciaffi Alessandro Mondino Gloria Gusmaroli La Strada terzo paesaggio Laboratorio di Quartiere Mazzini CasciNet Casa per la Pace Milano Casa Chiaravalle Cascina Casottello Nocetum OpenAgri Quartieri Tranquilli ... See MoreSee Less
📢 Superare il concetto di periferia come #degrado e marginalità, valorizzando le #esperienze attive (e informali) che rispondono ai bisogni e ai #desideri di interi quartieri.
➡️ Parliamo di #SUPER - Il festival delle periferie a Milano, con una densa intervista di Gloria Gusmaroli a Federica Verona 😉 ... See MoreSee Less
SUPER, il Festival delle Periferie: "Nel nostro piccolo facciamo politica" - Labsus
SUPER, il Festival delle Periferie, è lento ed itinerante. Nasce a Dicembre 2015 attraverso l’associazione culturale TumbTumb, per dare forma narrativa a tutto ciò che esiste, nasce e si attiva nelle periferie di Milano. Abbiamo intervistato Federica Verona, che dal 2004 fa parte di TumbTumb, sv...
🔥 L' #arte e la partecipazione per rigenerare un angolo dimenticato.
✅ Succede a #Pistoia, domani, con l'inaugurazione de Il giardino di Cino, uno dei primi esempi degli effetti dell'approvazione del Regolamento sui Beni Comuni.
Nella prima serata, realizzata in collaborazione con l’ Associazione Teatrale Pistoiese (nell’ambito delle attività collaterali del Pistoia Blues 2018), il giardino farà da quinta architettonica al concerto di YOUAREHERE e ai video mapping di Francesco Taddeucci e David Hartono.
Il tutto grazie alla sinergia tra associazioni, istituzioni e partner come Fondazione Caript, Mati Piante 1909, Giorgio Tesi Group, Conad del Tirreno, Discover Pistoia, R. Mutt 1917, Agricom. ... See MoreSee Less
Il Giardino di Cino: nasce uno spazio d’arte urbana a Pistoia - Labsus
11/07/2018 @ 21:00 - Un giardino per promuovere la riqualificazione del centro storico attraverso l’arte e la collaborazione sociale Mercoledì 11 luglio, a partire dalle ore 21, in Piazzetta Sant’Atto e Vicolo dei Bacchettoni, a due passi da Piazza del Duomo, inaugura il Giardino di Cino, un ve...
❌ Crisi del modello #fordista;
💻 #Automazione crescente;
📉 Insufficienza strutturale del #welfare.
✅ E se l'amministrazione condivisa potesse offrire risposte inedite ai cortocircuiti dei nostri tempi?
L'articolo di Giacomo Pisani. ... See MoreSee Less
Verso un nuovo modello di welfare - Labsus
Obiettivo di questo intervento è inaugurare un percorso di riflessione attorno alla forza trasformativa dei patti di collaborazione, che parta dalle esperienze concrete promosse da Labsus nell’ambito della gestione e della cura dei beni comuni. Un cambiamento strutturale Ci sembra che il modello ...
Grande confusione sotto il cielo di #Roma.
La città continua a manifestare difficoltà nel gestire le esperienze sociali e culturali di rigenerazione di beni e spazi pubblici: a volte il comune sostiene queste esperienze, anche se originate al di fuori di percorsi di legalità, altre volte ne esige la cessazione proprio perché non iscritte in percorsi formali di legalità. La sentenza di due giorni fa, anche se condanna il Ministero degli Interni e non Roma Capitale, segna un’altra tappa di questa confusa situazione.
Il tema della gestione delle relazioni informali secondo un accettabile compromesso di legalità dovrebbe essere affrontato dotandosi di uno strumento opportuno, simile al #Regolamento per i beni comuni urbani. Il comune di Roma, accogliendo la proposta di #delibera popolare presentata da oltre #15mila cittadini romani, avrebbe a portata di mano una straordinaria risorsa per riportare tutto questo entro un quadro giuridico accettabile. E che non mortifichi, soprattutto, la #creatività sociale e artistica che queste esperienze producono.
cc Coalizione per i Beni Comuni - Roma MAAM Museo dell'Altro e dell'Altrove di Metropoliz_città meticcia ... See MoreSee Less
Roma, Maam abusivo: risarcimento record. Il Viminale deve 27,9 milioni
L'ex salumificio occupato sulla Prenestina: conto da saldare "immediatamente" ai Salini
l 'apertura dei lavori avvenuta con una consultazionerappresenta di fatto un unicum
di Giangiorgio MacDonald
Fin dagli albori del proprio mandato, il governo Renzi ha inserito nella propria agenda politica il difficoltoso compito di proporre una riforma del Terzo Settore capace, finalmente, di dare un corpo unitario a un settore che invece è stato storicamente oggetto di una normazione frastagliata che ne ha sicuramente intaccato la solidità e l ' uniformità .
Dalla pubblicazione delle “Linee guida per una Riforma del Terzo Settore” del 13 maggio 2014 il governo ha mostrato immediatamente l’importanza che tale terzo settore, “ma in realtà è il primo”, mostra per il suo peculiare ruolo, che “si colloca tra lo Stato e il mercato, […] che dà forma e sostanza ai principi costituzionali della solidarietà e della sussidiarietà”.
La volontà quindi di superare “un dibattito che si trascina ormai da troppi anni” , attraverso una consultazione aperta alle stesse compagini sociali, chiamate a manifestare le proprie osservazioni nel primo mese successivo all’avvio dell’iter riformatore, mira ad attuare un Welfare partecipativo ispirato ai principi di equità, efficienza e solidarietà sociale idonei a realizzare una governance finalmente partecipativa.
Tale ambizioso fine si basa su un altrettanto difficoltoso obiettivo di superare definitivamente l’argine (artificiale) posto nella dicotomia pubblico/privato proprio mediante una profonda valorizzazione della sussidiarietà , sia nel suo asse verticale che, soprattutto, in quello orizzontale.
Analizzando brevemente l’iter legislativo, successivamente alla conclusione della fase di consultazione pubblica il Consiglio dei Ministri ha presentato alla Camera il proprio “disegno di legge delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale” n. 2617 che constatava di 7 articoli, delineanti principi generali, le finalità e criteri generali della riforma (artt. 1-2), le attività di volontariato e promozione sociale (art. 3), l’impresa sociale (art. 4) e il servizio civile universale (art. 5), le disposizioni fiscali e di sostegno economico (art. 6) e concludendosi con le disposizioni finali e finanziarie ( art. 7).
Successivamente, il 31 marzo 2015 la XII Commissione permanente degli Affari sociali ha licenziato un nuovo testo posto in discussione alla Camera avente 2 articoli aggiuntivi: l’art. 4 intitolato “Riordino e revisione della disciplina del Terzo settore e codice del Terzo settore” , con il quale si è delimitato l’ambito di incidenza della riforma sul Codice civile prevedendo la raccolta delle varie disposizioni di settore in un unico codice apposito nonché la realizzazione di un Registro unico del Terzo settore presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali volto a riunire in un unico registro tutti gli agenti sociali, e il neo articolo 7 relativo alle modalità di vigilanza, monitoraggio e controllo.
Il testo licenziato dalla Camera dei Deputati il 9 aprile 2015 e trasmesso al Senato ha mantenuto le rilevanti modifiche proposte dalla Commissione, aggiungendo una specifica definizione di “Terzo Settore” , fino ad allora assente e spesso confusa tra alternanti interpretazioni, e una crescente importanza riconosciuta alle società di mutuo soccorso, inserite espressamente nell’art. 4 accanto all’attività di volontariato e di promozione sociale.
Alla fine dell’ordinario iter legislativo previsto, il testo di riforma del Terzo Settore pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 18 giugno 2016 ha avuto un’ulteriore modifica rispetto al contenuto proposto dalla Camera in prima lettura: la legge n. 106 del 6 giugno 2016 consta di 12 articoli, aggiungendo ai 9 precedenti l’espressa statuizione sulla revisione del titolo II del libro primo del codice civile (art. 3), un progetto già delineato nelle Linee guida iniziali al fine di garantire un’organicità della riforma coerente con il riordino dell’intera disciplina del Terzo Settore; la creazione della “Fondazione Italia Sociale” (art. 10), definita come una ” fondazione di diritto privato con finalità pubbliche ” volta a create, anche dal punto di vista economico, l’incontro tra pubblico e privato essenziale per permettere un effettivo sviluppo del Terzo Settore. Il testo di riforma del Terzo Settore si conclude con la previsione dell’obbligo annuale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali di relazionare alle Camere i risultati conseguiti nella gestione del Terzo Settore (art. 12).
Analizzando la riforma, non ci si può esimere dal sottolineare positivamente l’iter che dapprima il governo e poi le Camere hanno voluto seguire per arrivare al testo definitivo: l’apertura dei lavori avvenuta con una consultazione aperta alle varie realtà sociali, certamente le più interessate e consapevoli delle conseguenze che un tale progetto porta con sé, rappresenta di fatto un unicum nella storia della legislazione, manifestando, finalmente, la consapevolezza della necessità di un coinvolgimento delle realtà che, effettivamente, si troveranno coinvolte (e in parte sconvolte) dal nuovo assetto. A ciò hanno fatto seguito le varie modifiche, riportate precedentemente, apportate nel corso delle varie fasi di approvazione delle due Camere, che hanno saputo declinare consapevolmente i principi espressi dal governo nelle Linee guida per la riforma del Terzo Settore, conservandone non solo lo spirito ma anche gli istituti proposti inizialmente (rispetto ai quali meritano una menzione negativa la sola elisione delle proposte iniziali inerenti l’istituzione di una Authority del Terzo Settore dedita a garantire una maggiore trasparenza e celerità nello svolgimento delle pratiche burocratiche e la specifica menzione di “Consiglio permanente del Terzo settore” che doveva coadiuvare il Ministero del lavoro e delle politiche sociali).
Il testo come pubblicato in Gazzetta ufficiale appare perciò capace a modificare radicalmente pressoché qualsiasi normativa inerente il terzo settore (si pensi alla legge sul volontariato n. 266/1991 che quella delle Associazioni di promozione sociale n. 383/2000 ma anche a come un progetto del genere necessiti di profonde modifiche dello stesso Libro I Titolo II del Codice Civile) proponendo una riforma idonea a dare il giusto risalto non solo agli enti non profit operanti in tale settore, ma volto anche a riconoscere l’importanza del c.d. privato sociale e dell’impresa sociale; sarà dal ruolo che questi riusciranno a ritagliarsi nello scenario sociale che passerà il vero banco di prova per il definitivo rilancio del Terzo Settore.
Un disegno tanto partecipato e condiviso quanto approfondito e coerente con gli scopi e le necessità già illustrate da anni dagli operatori del settore, che si trova ora a dover superare il definitivo banco di prova con l’emanazione, entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge, dei decreti legislativi attuativi.
La riforma del Terzo Settore sarà completata quindi attraverso i vari decreti che il Governo dovrà adottare entro il 18 maggio 2017 (ovvero 12 mesi dopo l’entrata in vigore della legge, avvenuta il 3 luglio 2016 e considerato il termine di 45 giorni prima della scadenza previsto dalla legge).
Interesse generale e riforma Terzo Settore
Corte dei conti, Veneto, parere n. 313/2016
Legge-delega-Riforma-Terzo-Settore