Source: https://www.conservazionesostitutiva.it/articoli/201118-il-decreto-fiscale-dl-1192018
Timestamp: 2019-03-23 21:49:22+00:00
Document Index: 65590781

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 21', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 23', 'art. 21', 'art. 25', 'art. 14', 'art. 17', 'art. 24', 'art. 18']

﻿	20/11/18 IL DECRETO FISCALE DL 119/2018 | Conservazione Sostitutiva | IfinConsulting
20/11/18 IL DECRETO FISCALE DL 119/2018
Il 23 ottobre scorso, il legislatore ha emanato il DL decreto fiscale 119/2018 collegato alla manovra di bilancio 2019, che, tra le novità, dà disposizioni in materia sia di fatturazione elettronica che di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi. Con questo nuovo decreto il legislatore ha voluto incentivare la semplificazione degli adempimenti a carico dei contribuenti.
Come prima cosa, ci si è interessati al tema delle sanzioni relative alla fatturazione elettronica, specificando all’art. 10 che per il primo semestre del periodo d’imposta 2019 i soggetti passivi IVA che non saranno in grado di emettere le fatture tardivamente, non saranno sanzionabili se le emetteranno entro la liquidazione relativa al momento di effettuazione dell’operazione. Inoltre, si prevede l’applicazione di una sanzione al 20% se l’emissione è ritardata entro la liquidazione successiva (per esempio, un contribuente mensile che emette fattura entro il 16 aprile per un’operazione risalente al 5 febbraio).
Per quanto riguarda poi l’emissione delle fatture, il legislatore ha modificato l’art. 21 del DPR 633/1972 prevedendo che “la fattura è emessa entro dieci giorni dall’effettuazione dell’operazione e che tra i dati da indicare nella fattura viene inclusa anche la data in cui è effettuata la cessione di beni o la prestazione di servizi ovvero quella in cui è corrisposto in tutto o in parte il corrispettivo, sempreché tale data sia diversa da quella di emissione della fattura” (art. 11 c.1); tali modifiche si applicheranno a partire dal 1°luglio 2019.
In materia di annotazione delle fatture emesse, l’art. 12 modifica l’art. 23 del DPR 633/1972, andando a sostituire il primo comma: “il contribuente deve annotare in apposito registro le fatture emesse, nell’ordine della loro numerazione, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni e con riferimento allo stesso mese di effettuazione delle operazioni; inoltre, si prevede che le fatture relative alle cessioni di beni effettuate dal cessionario nei confronti di un soggetto terzo per il tramite del proprio cedente (art. 21 comma 4 lett. b) DPR 633/1972) sono registrate entro il giorno 15 del mese successivo a quello di emissione e con riferimento al medesimo mese.”
Ci sono novità anche riguardo la registrazione degli acquisti; il decreto elimina l’obbligo della numerazione progressiva delle fatture e delle bollette doganali relative ai beni e ai servizi acquistati o importati nell’esercizio dell’impresa, arte o professione prevista dall’art. 25, D.P.R. n. 633/1972; però bisogna ricordarsi che il Decreto legge in oggetto non è stato ancora convertito in legge e che per questo motivo gli articoli riportati al suo interno potrebbero subire delle modifiche.
Infine, sono previste delle semplificazioni in tema di detrazione dell’IVA, infatti l’art. 14 afferma che “entro il giorno 16 di ciascun mese può essere esercitato il diritto alla detrazione dell’Iva relativa ai documenti di acquisto ricevuti e annotati entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, fatta eccezione per i documenti di acquisto relativi a operazioni effettuate nell’anno precedente” e si modifica il comma 3 dell’articolo 1 del DLgs. 127/2015 che in riferimento alla razionalizzare del procedimento di fatturazione e registrazione, per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate prende in considerazione i soggetti residenti o stabiliti nel territorio dello Stato, eliminando così la precedente dicitura, che faceva riferimento anche ai soggetti identificati nel territorio dello Stato.
Nel DL 119/2018 il legislatore affronta anche il tema relativo alla memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi (art. 17). In questo caso si prevede che a decorrere dal 1 gennaio 2020 i soggetti, quali commercianti al minuto e soggetti assimilati, debbano memorizzare elettronicamente e trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati relativi ai corrispettivi giornalieri. La memorizzazione elettronica e la trasmissione dei dati dei corrispettivi sostituiscono gli obblighi di registrazione di cui all’art. 24 del DPR 633/1972 (il registro dei corrispettivi). Tali disposizioni si applicano anticipatamente a partire dal 1 luglio 2019 per quei soggetti che hanno un volume d’affari superiore a 400.000 euro.
Resteranno in vigore, per il periodo d’imposta 2019, le opzioni per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi esercitate entro il 31 dicembre 2018.
Oltre a ciò, è previsto per quei soggetti che vendono farmaci di poter rispettare l’obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi tramite gli strumenti e i canali tematici oggi utilizzati per l’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria. In tal caso, la trasmissione andrà effettuata giornalmente e non più mensilmente.
Negli anni 2019 e 2020 per l’acquisto o l’adattamento degli strumenti mediante i quali effettuare la memorizzazione e la trasmissione dei corrispettivi, al soggetto sarà concesso un contributo una tantum pari al 50% della spesa sostenuta. Il contributo verrà anticipato dal fornitore sotto forma di sconto sul prezzo praticato e verrà a questo rimborsato sotto forma di credito d’imposta di pari importo, da utilizzare in compensazione. Tale credito d’imposta non soggiace agli attuali limiti di compensazione.
Inoltre, con effetto dal 1° gennaio 2020, si reintrodurrà la lotteria degli scontrini, che prevede la possibilità per i contribuenti, persone fisiche maggiorenni residenti nel territorio dello Stato, che effettuano acquisti di beni o servizi, fuori dall’esercizio di attività di impresa, arte o professione, presso esercenti che trasmettono telematicamente i corrispettivi, di partecipare all’estrazione a sorte di premi attribuiti, nel quadro di una lotteria nazionale. Per partecipare all’estrazione è necessario che i contribuenti, al momento dell’acquisto, comunichino il proprio codice fiscale all’esercente e quest’ultimo trasmetta all’Agenzia delle Entrate i dati della singola cessione o prestazione.
Per garantire le risorse finanziarie necessarie per l’attribuzione dei premi e le spese amministrative connesse alla gestione della lotteria, il legislatore prevede l’istituzione di un Fondo iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’Economia e delle finanze, con una dotazione di tre milioni di euro per l’anno 2020 e di sei milioni di euro annui a partire dall’anno 2021 (art. 18 c. 2 DL 119/2018).