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Timestamp: 2020-02-20 05:43:09+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 22', 'art. 1224', 'art. 1917', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 18', 'art. 22', 'sentenza ']

Cassazione - Sezione terza civile - sentenza 30 aprile - 18 luglio 2008, n. 19919 - testo integrale Sentenza
Assicurazione obbligatoria · rca · assicurativo · circolaizone stradale · risarcimento · fondamento · termine · ritardo · interessi · civile
Dopo la lunga trattazione in fatto, sono intessanti i motivi.
"in tema di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli e dei natanti, se l'assicuratore, pur potendo desumere l'esistenza della responsabilità dell'assicurato in base ai dati obiettivi conosciuti e ritenere la ragionevolezza delle pretese del danneggiato a seguito della richiesta dal medesimo formulata ex art. 22 della legge n. 990 del 1969 non adempie all’obbligo, dopo la scadenza del termine di sessanta giorni da detta norma previsto, di corrispondergli il debito d'indennizzo derivante dal contratto di assicurazione o comunque di metterlo a sua disposizione, a causa del ritardo ingiustificato, detto assicuratore è sì in mora verso il danneggiato a titolo di responsabilità per l'inadempimento di un'obbligazione pecuniaria (art. 1224 cod. civ.), e quindi senza necessità di prova del danno quanto agli interessi maturati sul massimale per il tempo della mora, ed al saggio degli interessi legali, mentre oltre questo livello in presenza di allegazione e prova (anche tramite presunzioni) di un danno maggiore (Cass. 1315/2006), - prova che nella fattispecie non è neppure dedotta - ma anche in quest'ultimo caso gli interessi e l’eventuale maggior danno non vanno rapportati alle somme liquidate come danno originario, ma al massimale di polizza, atteso che, entro detto ammontare, l'obbligo dell'assicuratore deriva dall'art. 1917 cod. Civ (Cass. 17831/2002)."
Con citazione del 22 dicembre 1994 L..C., ..., in proprio ed in nome della figlia ..., ..., ..., ..., e la s.p.a. X. convenivano dinanzi al Tribunale di Arezzo la s.p.a. Y., in qualità di assicuratore della r.c. dell’autoarticolato Fiat 190 di A..R. chiedendone la condanna alla corresponsione degli interessi di mora e della svalutazione monetaria sul massimale garantito e a tal fine esponevano: 1) il (...), sull’autostrada (...), in località (...), si erano violentemente scontrate l’auto Audi 200, di proprietà della X., e il predetto autoarticolato Fiat 190, condotto da V..B., e a seguito dell’incidente erano deceduti ....... e Se..Fa., conducente e passeggero dell’auto Audi, assicurata con la s.p.a. Z.; 2) il Tribunale penale di Arezzo aveva ascritto l’esclusiva responsabilità dell’incidente al B. e la sentenza era passata in giudicato, mentre alle parti civili era stata concessa una provvisionale di L. 300.000.000 in favore della C., in proprio e nella qualità, e di L. 140 milioni in favore della T.; 3) il risarcimento del danno, ripetutamente richiesto alla s.p.a. Y. della r.c. dell’autoarticolato, superava il massimale garantito – L. settecento milioni - ed era stato messo a disposizione soltanto il 30 agosto 1993 e quindi la predetta doveva corrispondere interessi e rivalutazione anche oltre il medesimo.
La T.I., in via subordinata, chiedeva l’accertamento della corresponsabilità di ......C. nella determinazione dell’incidente in cui aveva perso la vita suo marito, Fa.Se., e la condanna al risarcimento dei danni nei confronti degli eredi di costui e dell’assicurazione Z. con cui era assicurata l’Audi condotta dal .... La Y., per l’ipotesi di condanna integrale a risarcire i danni alla T., chiedeva di esser manlevata dalla proprietaria dell’autoarticolato, la s.p.a. X. e dalla sua assicurazione Z.. Analoga domanda formulava il R. nei confronti della X., eredi del ... e Z. e nei confronti della stessa Y. a titolo di mala gestio.
Il Tribunale di Arezzo dichiarava prescritto il credito degli attori nei confronti del R. e della T. nei confronti della assicurazione M., succeduta alla Z., ed infondata la domanda della T. nei confronti degli eredi del ... e della Y. nei confronti della assicurazione M.; altresì respingeva la domanda degli attori nei confronti della Y. che aveva messo a disposizione il massimale.
La Corte di Appello di Firenze, con sentenza dell’8 novembre 2005, premesso che avevano interposto distinti appelli C.L. ......, ... e la Z. s.p.a. - con atto del 24 settembre 2002 - e T.I. - con atto del 25 settembre 2002 - deducendo che accolta la domanda di responsabilità per negligente ritardo della Y. nella messa a disposizione del massimale, nulla doveva esser disposto per quelle subordinate; rilevato che a detti appelli avevano resistito la Y. ed il R.; riuniti i procedimenti, riformava la sentenza di primo grado sulle seguenti considerazioni:
1) è configurabile la responsabilità ultramassimale dell’assicurazione della r.c.a. ai sensi dell’art. 18 legge 990/1969, con decorrenza dalla scadenza del termine di cui all’art. 22 stessa legge, salvo prova contraria, e non rileva che il massimale sia o meno capiente, per non averlo messo a disposizione dei danneggiati pur in presenza di elementi obbiettivi di responsabilità degli assicurati; 2) nella fattispecie dal rapporto della Polizia Stradale risultava che l’autoarticolato si era spostato repentinamente sulla corsia di sorpasso senza che il conducente di esso si avvedesse che era impegnata dall’Audi 200, che, per la velocità, nonostante la sterzata a sinistra, non aveva potuto evitare la collisione e che la richiesta formale di indennizzo era del 15 marzo 1988 e perciò da tale data il ritardo era colposo, sì che fino al soddisfo sul massimale - 30 agosto 1993 (infra) - l’assicurazione dell’autoarticolato doveva corrispondere gli interessi legali e la svalutazione monetaria per la misura eccedente gli interessi;
2) in primo grado gli attori avevano proposto domanda risarcitoria per il colpevole ritardo con cui era stato messo a disposizione il massimale di polizza perché insufficiente a coprire l’intero danno patrimoniale e morale risarcibile, e la domanda era fondata avuto riguardo alla pluralità dei danneggiati - due vedove, di cui una con figli, ed il Fa. era l’unico sostegno della famiglia - e tenuto conto dell’età delle persone decedute - 40 e 56 anni - sì che era rispondente agli obblighi di correttezza e buonafede di cui agli artt. 1175, 1176, 1375 c.c. mettere a disposizione il massimale indipendentemente dall’iniziativa e collabo-razione dei danneggiati;
3) peraltro erano provati i numerosi colloqui telefonici e le raccomandate di richiesta del risarcimento, anche se non contenenti i conteggi, ma il quantum sicuramente nei colloqui era stato indicato, almeno nelle voci di danno che lo componevano, mentre la Y. non aveva messo a disposizione il massimale neppure dopo l’invio della sentenza penale del 23 gennaio 1991, passata in giudicato l’11 maggio 1991, e nemmeno le somme a cui era stata condannata a titolo di provvisionale, ma, dopo averne comunicato l’ammontare il 24 febbraio 1993, a seguito dell’intervento dell’ISVAP, l'aveva messo a disposizione soltanto il 30 agosto 1993; 3) pertanto sussisteva l’obbligo dell’assicurazione Y. di pagare gli interessi legali e la svalutazione monetaria, in via alternativa se eccedente gli interessi, da calcolare sul massimale quale debito di valuta e non sulle ulteriori somme;
4) la responsabilità esclusiva del B., conducente dell’autoarticolato, era da confermare perché avrebbe potuto controllare il sopraggiungere dell’Audi sulla corsia di sorpasso, che aveva la precedenza ancorché egli avesse segnalato l’intenzione di spostarsi su di essa, sì che sussisteva la sua colpa, anche nell’ipotesi in cui avesse confidato comunque di farcela, attesa l’estrema vicinanza in quel momento tra i due veicoli, sì che la velocità dell’Audi era irrilevante nella determinazione dell’evento perché comunque non sarebbe riuscito ad evitare la collisione;
5) la Y. doveva pagare le spese del doppio grado in favore degli appellanti, mentre erano compensate tra le altre parti del giudizio (R., M.).
Ricorrono per cassazione in via principale C.L., ......, ... e la s.p.a. X., nonché T.I. cui resistono ... e la s.p.a. Y., che ha altresì proposto ricorso incidentale, cui resistono i ricorrenti principali.
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