Source: http://www.tuttostranieri.org/le-norme/sentenze/sentenza-n-8445-del-12-ottobre-2012-tribunale-amministrativo-regionale-per-il-lazio/
Timestamp: 2017-01-16 21:47:46+00:00
Document Index: 23716681

Matched Legal Cases: ['art. 60', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 381', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 381']

ex art. 60 cod. proc. amm.;sul ricorso numero di registro generale 2404 del 2011, proposto da: *****, rappresentato e difeso dall’avv. Marco Grispo, con domicilio eletto presso Marco Grispo in Roma, via Otranto, 12;
con precedenti sentenze la Sezione ha accolto istanze analoghe alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n. 172 del 6 luglio 2012 con la quale è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’articolo 1-ter, comma 13, lettera c), del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78 (Provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini), introdotto dalla legge di conversione 3 agosto 2009, n. 102, nella parte in cui fa derivare automaticamente il rigetto della istanza di regolarizzazione del lavoratore extracomunitario dalla pronuncia nei suoi confronti di una sentenza di condanna per uno dei reati previsti dall’art. 381 del codice di procedura penale, senza prevedere che la pubblica amministrazione provveda ad accertare che il medesimo rappresenti una minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato. In tale prospettiva la Sezione ha ritenuto di dover annullare il provvedimento impugnato – adottato in applicazione dell’art. 1 ter comma 13, lett. c) della L. 102/09, in quanto carente nella motivazione, essendo stato adottato in via automatica tenendo conto della sola condanna penale e senza svolgere alcuna valutazione sulla pericolosità sociale del cittadino straniero, elemento ritenuto invece indefettibile dalla Corte Costituzionale; ritenendo inoltre che il diniego di rilascio del primo permesso di soggiorno in seguito ad emersione non può fondarsi neppure sulla previsione di cui all’art. 4 comma 3 del D.Lgs. 286/98 e succ. mod. ed integr., perché deve ritenersi applicabile la disciplina speciale recata dalla L. 102/09 e non quella generale del T.U. sull’immigrazione, atteso che il procedimento di emersione – pur essendo articolato in due fasi, l’una di competenza dello S.U.I. e culminante con la stipulazione del contratto di soggiorno e l’altra della Questura che si conclude con il rilascio del primo permesso di soggiorno -, è comunque unico ed è disciplinato dalla sola L. 102/09; sicchè si deve ritenere pertanto necessario l’accertamento in concreto sulla pericolosità sociale del cittadino straniero condannato per reati ricompresi nell’ambito dell’art. 381 c.p.p., come chiaramente espresso dalla Corte Costituzionale, nell’ambito del procedimento di emersione;
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