Source: https://www.mysolution.it/fisco/approfondimenti/commenti/2018/112/contribuenti-forfettari-estensione-del-regime-nel-2019-vantaggi-e-svantaggi-longo/
Timestamp: 2019-02-23 00:05:54+00:00
Document Index: 13975233

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 5', 'art. 116', 'art. 53', 'art. 19', 'art. 13', 'art. 1']

di Mauro Longo | 14 NOVEMBRE 2018 |
Il disegno di Legge di Bilancio 2019 prevede una serie di novità che comporteranno un sensibile aumento dei soggetti che aderiranno al regime forfettario. L’applicazione di imposte sostitutive ridotte (rispetto alle aliquote ordinarie) e l’esonero da molti adempimenti, fra tutti la fattura elettronica, renderanno molto interessante il regime forfettario di cui alla Legge n. 190/2014, anche se non possono essere dimenticate alcune valutazioni in presenza delle quali il regime agevolato non risulta vantaggioso per il contribuente.
Al fini di raggiungere l’introduzione della “flat-tax” nel nostro ordinamento tributario (peraltro già presente con l’IRES) e di semplificare gli adempimenti tributari, la bozza di Legge di Bilancio 2019 introduce misure modificative alla Legge 23 dicembre 2014, n. 190, volte ad ottenere una considerevole estensione soggettiva, a partire dal 2019, del regime forfettario. Questo verrà attuato:
innalzando il limite ricavi/compensi;
eliminando alcune cause ostative di accesso al regime agevolato.
Innalzamento limite dei ricavi/compensi
Ai sensi dell’art. 4, comma 1, del disegno di Legge di Bilancio 2019, è disposto un innalzamento del limite dei ricavi a 65.000 € per tutte le attività d’impresa e professionali.
Si ricorda che fino al 31 dicembre 2018 i limiti di ricavi suddivisi in 9 categorie sono i seguenti:
Commercio all’ingrosso ed al dettaglio
Per effetto dell’innalzamento del citato limite, a partire dal 2019 potranno accedere al regime forfettario molti più soggetti che in passato, in particolare le persone fisiche esercenti attività d’impresa professionale che nel 2018 conseguiranno un limite di ricavi/compensi ragguagliato ad anno non superiore a 65.000 €. Tale innalzamento è sicuramente molto rilevante dato che per taluni soggetti (es: intermediari del commercio) è più che raddoppiato.
Preme evidenziare che non sono stati modificati i coefficienti di redditività da applicare all’ammontare dei ricavi per determinare il reddito imponibile da assoggettare ad imposta sostitutiva. Tali coefficienti variano dal 40% al 78%.
Come per il passato possono adottare il regime forfettario le sole persone fisiche essendo escluse le società di ogni tipo.
Eliminazione cause ostative per accesso al regime agevolato
Al fine di facilitare l’accesso al regime forfettario è prevista la soppressione di due condizioni che fino all’anno 2018 hanno pesantemente limitato il numero dei soggetti che possono adottare tale regime agevolato.
I limiti eliminati saranno i seguenti:
il limite di € 5.000 annuo per spese di lavoro accessorio, dipendente, compensi erogati ai collaboratori;
il limite di € 20.000 del costo degli investimenti di beni strumentali.
Il disegno di Legge toglie due cause ostative che, a parità di altre condizioni, premiano i soggetti che non assumono personale dipendente ovvero non effettuano investimenti per non uscire dal regime agevolato. Che l’intenzione del legislatore sia quella di premiare coloro che investono in beni strumentali ovvero assumono personale dipendente è confermato dalla presenza nel disegno di Legge di una riduzione di 9 punti dell’aliquota IRES/IRPEF per i soggetti che investono ovvero assumono personale.
Fra le due novità la seconda è quella sicuramente più rilevante, dato che consente l’accesso al regime agevolato a tutta una serie di soggetti in precedenza esclusi a causa del superamento del limite dei € 20.000. Una di queste è costituita dagli agenti/rappresentati di commercio i quali molto spesso superano il citato limite dei € 20.000 per effetto del possesso di autovetture, e che a tutto il 2018 non possono adottare il regime forfettario.
Potranno altresì accedere al regime agevolato anche:
le attività dei pubblici esercizi, si pensi ad un bar, B&B, garnì di ridotte dimensioni;
attività di commercio al minuto di ridotte dimensioni;
per i quali, a partire dal 2019, opererà solo il limite di ricavi a € 65.000 e non più quello (molto ristretto) del limite dei beni strumentali.
Lavoro dipendente - novità
La normativa vigente inibisce la possibilità di accedere al regime forfettario qualora, nell’anno precedente all’accesso, il contribuente abbia percepito redditi di lavoro dipendente e/o assimilati di importo superiore a 30.000 euro.
Il disegno di Legge di Bilancio introduce una novità, sancendo l’impossibilità di accedere al regime forfettario per i soggetti titolari di reddito di lavoro dipendente di cui agli articoli 49 e 50 del TUIR, qualora si intenda svolgere un’attività d’impresa o professionale “prevalentemente” nei confronti di uno dei datori di lavoro dei due anni precedenti ed in ogni caso nei confronti di soggetti agli stessi direttamente o indirettamente riconducibili.
La finalità della norma è evidente e volta ad impedire la “trasformazione” di un rapporto da dipendente a titolare di partita IVA, continuando a svolgere la stessa mansione presso lo stesso datore di lavoro (a prescindere dall’ammontare del reddito di lavoro dipendente percepito).
La modifica normativa necessita di molti chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate, in particolare cosa si debba intendere per “prevalentemente”, cioè se trattasi di un limite temporale ovvero di importo di retribuzione percepita.
Partecipazioni societarie – ampliamento
Permane la clausola di esclusione dal regime agevolato in contemporanea presenza di partecipazioni:
in società di persone e associazioni professionali (art. 5 del TUIR);
in Srl trasparenti (art. 116 del TUIR).
Sul tema delle partecipazioni in Srl nel disegno di Legge di Bilancio è presente una rilevante novità. È, infatti, previsto che inibisce l’accesso al regime agevolato la partecipazione in qualsiasi tipologia di Srl (quindi anche non trasparenti).
Cause di esclusione confermate
Salvo ulteriori modifiche al disegno di Legge di Bilancio, sono confermate le altre cause di esclusione dal regime agevolato. Non possono pertanto adottare il regime agevolato le persone fisiche che:
si avvalgono di regimi fiscali speciali ai fini IVA o regimi forfettari per la determinazione del reddito;
non sono residenti in Italia salvo per i residenti nello spazio economico europeo che producono almeno il 70% del reddito in Italia;
effettuano in via prevalente la cessione di fabbricati o terreni fabbricabili ovvero di mezzi di trasporto nuovi ai sensi dell’art. 53, comma 1 , del D.L. n. 331/1994.
Rettifica detrazione
In considerazione del fatto che l’attuale disegno di Legge di Bilancio 2019 non apporta alcuna modifica all’art. 19-bis2 del D.P.R. n. 633/1972, l’accesso al regime forfettario comporta, come conseguenza negativa, la rettifica dell’IVA già detratta negli anni in cui si è applicato il regime ordinario di detrazione dell’imposta. La necessità di procedere alla rettifica è da valutare con estrema attenzione dato che in presenza di un valore di rimanenze finali di un certo rilievo e/o di beni strumentali acquistati di recente, l’obbligo di rettifica potrebbe rendere particolarmente oneroso il passaggio al regime agevolato.
È previsto che l’IVA relativa ai beni e servizi non ancora ceduti o non ancora utilizzati debba essere rettificata. La rettifica interessa tutti i beni esistenti al momento in cui avviene il passaggio al regime agevolato e deve essere eseguita per l’intero ammontare dell’imposta (l’esempio tipico è quello dei beni merce).
Fanno eccezione i beni ammortizzabili (anche immateriali), la cui rettifica va eseguita solo se non sono ancora trascorsi quattro anni da quello della loro entrata in funzione, ovvero dieci anni dalla data del loro acquisto o ultimazione se trattasi di fabbricati o porzioni di fabbricati. In tale ipotesi la rettifica deve essere eseguita rispettivamente per i quinti o i decimi d’imposta quanti sono gli anni mancanti al compimento del quinquennio o decennio.
Da quanto sopra enunciato ne deriva che, per un contribuente che intende avvalersi del regime dei minimi, a partire dal 1° gennaio 2019, sono interessati alla rettifica della detrazione IVA:
le rimanenze di magazzino al 31 dicembre 2018;
i servizi non ancora utilizzati alla data del 31 dicembre 2018;
i beni ammortizzabili per i quali, al 31 dicembre 2018, non è ancora terminato il c.d. “periodo di sorveglianza”, il quale corrisponde a:
5 anni per i beni mobili;
10 anni per i beni immobili.
Aliquote di imposta applicabili
Nessuna modifica è prevista alle aliquote dell’imposta sostitutiva, rimangono pertanto applicabili le seguenti aliquote:
Imprese Start–up (per i primi 5 anni)
Riflessi ai fini della fattura elettronica
L’effetto forse più rilevante dall’innalzamento del limite dei ricavi è costituito dal fatto che i soggetti che a partire dal prossimo anno potranno adottare il regime forfettario sono esonerati dall’obbligo di emissione della fattura elettronica (ciclo attivo). Per completezza di argomento occorre precisare quanto segue:
dal prossimo 1° gennaio 2019, l’esonero dalla fattura elettronica si applica solo nei rapporti B2B e B2C;
sussiste e continuerà a sussistere anche dopo il 1° gennaio, l’obbligo di emissione della fattura elettronica nei confronti della pubblica amministrazione;
anche i contribuenti in regime forfettario dovranno “gestire” le fatture elettroniche ricevute (ciclo passivo).
Senza ombra di dubbio il regime forfettario, per effetto dell’innalzamento dei limite dei ricavi/compensi, a partire dal 1° gennaio 2019 risulterà un istituto molto interessante per molti contribuenti italiani di piccole dimensioni. Per consentire le opportune valutazioni/comparazione fra il regime contabile forfettario e la contabilità semplificata si procede ad elencare i principali vantaggi/svantaggi nell’accedere al regime agevolato.
Applicazione di un’imposta sostitutiva ridotta (15% aliquota ordinaria ovvero 5% nel caso di imprese Start-up) rispetto alle aliquote ordinarie (vantaggio che non sempre si realizza qualora un’impresa in regime ordinario effettui investimenti in beni strumentali/assuma personale dipendente nel rispetto delle condizioni che consentono una riduzione dell’aliquota d’imposta di 9 punti percentuali);
in assenza di altri redditi dichiarati nel periodo d’imposta, la “perdita” di eventuali oneri deducibili/detraibili (es. detrazione 50/65%, interessi passivi, detrazioni per familiari a carico, ecc.). Lo svantaggio può essere particolarmente sentito qualora l’ammontare di tali detrazioni sia particolarmente rilevante;
la non possibilità di beneficiare delle detrazioni di imposta di cui all’art. 13 del TUIR spettanti alle imprese minori, le quali in presenza di reddito esiguo possono rendere concorrenziale la contabilità semplificata fino ad arrivare, in taluni casi, all’azzeramento del reddito prodotto;
Disegno di Legge di Bilancio 2019;
Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi da 54 a 89.
Forfettari: gli obblighi informativi in dichiarazione
Passaggio dal regime ordinario al “nuovo” forfettario: rettifica dell’IVA da valutare con attenzione
Forfettari: ritorno al regime sempre ammesso
regime forfettario MANOVRA regime forfetario