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Timestamp: 2020-01-27 19:19:39+00:00
Document Index: 184511428

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 360', 'art. 2697', 'art. 360', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 15031 del 16/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15031 del 16/06/2017
Cassazione civile, sez. trib., 16/06/2017, (ud. 16/05/2017, dep.16/06/2017), n. 15031
sul ricorso iscritto al n. 20013/2011 R.G. proposto da:
G.E., rappresentato e difeso dall’Avv. Guido Cipriani, con
domicilio eletto presso il suo studio in Roma, Via Prisciano, n. 28;
Toscana, n. 111/13/10 depositata il 31 maggio 2010;
Rilevato che l’Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione, con due mezzi, nei confronti di G.E. (che resiste con controricorso), avverso la sentenza in epigrafe con la quale la Commissione tributaria regionale della Toscana ha respinto l’appello dell’Ufficio ritenendo illegittimo – conformemente alla decisione di primo grado – il silenzio rifiuto opposto a istanza di rimborso dell’Irap versata per gli anni dal 2001 al 2004, e ciò in ragione del rilievo che “si è in presenza di reddito di lavoro autonomo, non assoggettabile all’Irap”;
considerato che con il primo motivo la ricorrente denuncia “insufficienza della motivazione su un fatto decisivo e controverso”, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, per avere la C.T.R. omesso ogni valutazione sugli elementi, specificamente rappresentati con l’atto d’appello, che evidenziavano l’esistenza di spese organizzative, risultanti dalle stesse dichiarazioni del contribuente, eccedenti il c.d. minimo indispensabile e rivelavano l’utilizzazione di un immobile appositamente locato ed arredato nonchè l’avvalimento della collaborazione retribuita di terzi, per importi non trascurabili;
che con il secondo motivo di ricorso l’Agenzia delle entrate deduce inoltre violazione e falsa applicazione del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, artt. 2 e 3 e art. 2697 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per avere i giudici d’appello ritenuto che il contribuente (perito industriale) non fosse soggetto ad Irap, benchè fosse incontestato in punto di fatto che lo stesso avesse sostenuto spese di organizzazione e collaborazione;
ritenuto che è fondato il secondo motivo di ricorso;
che invero l’unica affermazione posta a fondamento della decisione impugnata, secondo cui il reddito di lavoro autonomo non è assoggettabile ad Irap, si pone in patente contrasto con il dato normativo e con l’interpretazione datane dalla consolidata giurisprudenza di questa Corte, alla luce della quale il lavoratore autonomo non può affatto considerarsi a priori escluso dall’imposta ma ne è soggetto ove ricorra il presupposto dell’autonoma organizzazione;
che invero il D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 2 prevede quale presupposto per l’applicazione dell’IRAP “l’esercizio abituale di una attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi”, mentre la Corte costituzionale, con sentenza n. 156 del 21 maggio 2001, ha ritenuto legittima l’imposta in quanto non colpisce il lavoro autonomo in sè, ma la capacità produttiva che deriva dalla “autonoma organizzazione”, non coincidente con l’autorganizzazione ma intesa come elemento impersonale ed aggiuntivo rispetto all’apporto del professionista;
che la sentenza impugnata, non essendosi evidentemente attenuta a tali principi, deve essere pertanto cassata, restando assorbito l’esame del primo motivo, e la causa rinviata al giudice a quo, al quale va anche demandato il regolamento delle spese del presente giudizio di legittimità.
accoglie il secondo motivo di ricorso; dichiara assorbito l’esame del primo; cassa la sentenza; rinvia alla Commissione tributaria regionale della Toscana in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.