Source: https://ilventunesimosecolo.blogspot.com/2016/09/referendum-costituzionaleecco-cosa.html
Timestamp: 2017-11-18 00:58:59+00:00
Document Index: 42394803

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 8', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 61', 'art. 77']

Il Ventunesimo Secolo - Blog d' Informazione di Lapenna Daniele: Referendum Costituzionale:ecco cosa votare.Risposte esatte a dieci domande sui temi più discussi per votare nel modo giusto
indagato per peculato nel 2012
L'immunità per i parlamentari è già presente nella Costituzione redatta nel 1947 con l'articolo 68 che recita così
La Riforma Costituzionale di Matteo Renzi non ha proprio toccato questo articolo che rimane così com'è.
È quindi consentito:
- sottoporre ad indagini i parlamentari senza richiedere l'autorizzazione della Camera di appartenenza
- arrestare il parlamentare in presenza di una sentenza irrevocabile di condanna
- mettere in arresto il parlamentare nel caso in cui sia colto nell'atto di commettere un reato per cui è previsto l'arresto obbligatorio in flagranza
Non è consentito (senza la preventiva autorizzazione della Camera)
- sottoporre a perquisizione personale o domiciliare il parlamentare
- arrestare o privare della libertà personale il membro del Parlamento ad eccezione di una sentenza irrevocabile o della flagranza
- procedere ad intercettazioni delle conversazioni o comunicazioni
- sequestro della corrispondenza
[ Piccola parentesi storica:
ai sensi dell'art. 8 del Trattato del Laterano (Patti Lateranensi,firmati l'11/02/1929 da Benito Mussolini e Papa Pio XI) fra l'Italia e la Santa Sede, la persona del Sommo Pontefice è considerata in Italia sacra ed inviolabile. Si tratta di un'immunità assoluta, riconosciuta al Papa in quanto Capo della Chiesa cattolica].
Le province italiane oggi.
La Riforma modifica l'Articolo 114 della Costituzione:
«La Repubblica è costituita dai Comuni,dalle Province, dalle Città metropolitane,dalle Regioni e dallo Stato» diverrà
«La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Città metropolitane,dalle Regioni e dallo Stato». Però questa modifica cancella solo la parola "province" e non l'istituto né le competenze dell'ente,visto che la Costituzione non può andare nel dettaglio dell'organizzazione territoriale, né abolire le leggi ordinarie. Soprattutto per la presenza della cosiddetta legge Delrio (legge n.56 del 7 aprile 2014), che regola ed ordina la disciplina delle province definite come enti di area vasta i quali conservano la competenza a gestire le «funzioni fondamentali».
Il DDL Boschi modifica l'articolo 119 della Costituzione (pagina 228 del testo della Riforma) che impone a Stato o Regioni di finanziare integralmente le funzioni loro conferite,ed è così modificato
«Le risorse derivanti dalle fonti di cui ai commi precedenti assicurano il finanziamento integrale delle funzioni pubbliche dei Comuni, delle Città metropolitane e delle Regioni»
Qualche articolo dal web sull'abolizione delle Province
La Riforma delrio sulle Province
http://www.neldiritto.it/appnormativa.asp?id=10406
"Sparisce la parola provincia" da Italiaoggi.it
http://www.italiaoggi.it/soloentilocali/soloentilocali_dett.asp?id=201604151136464902&titolo=Sparisce%20la%20parola%20provincia
Addio province: la provincia di Ravenna non avrà più costi
http://www.ravennaedintorni.it/ravenna-notizie/41553/ora-e-legge-dal-2016-anche-la-provinciadi-ravenna-non-avra-piu-costi-politici.html
Il nuovo senato sarà composto da sindaci (che sono votati dai cittadini) e da consiglieri regionali (che non erano e non saranno votati dal popolo come individui,ma come partito e come presidente della regione).
L'articolo 56 della Costituzione però sancisce il diritto di ogni cittadino a scegliere i suoi rappresentanti (cosa che non sta avvenendo in Italia), con queste parole
«La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto ».
ed accade con la modifica dell'articolo 117 della Costituzione “Riparto di competenza tra Stato e Regioni” a pagina 167 della Riforma Costituzionale.
Tra le materie di gestione esclusiva dello Stato sono state aggiunte tante altre.Andando a pagina 176 si trova l'elenco più chiaro mentre,scorrendo più avanti,a pagina 179,leggiamo
“La soppressione della competenza concorrente”.
«Nel nuovo articolo 117,» leggiamo nel testo della riforma «le materie attualmente di competenza delle Regioni sono in massima parte attribuite alla competenza esclusiva statale».
Tra le varie competenze esclusive degli enti locali che sono abrogate (cancellate) troviamo
«i rapporti internazionali e con l’Unione Europea delle Regioni» e
«casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale».
In base a questa modifica, la podestà legislativa sarà esclusiva dello Stato per
• coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario (salvo per gli specifici profili inerenti alla regolazione in ambito regionale delle relazioni finanziarie tra enti territoriali ai fini del rispetto degli obiettivi di finanza pubblica);
• tutela e sicurezza del lavoro;
• coordinamento sportivo;
• ordinamento delle professioni;
• produzione, trasporto e distribuzione nazionali dell’energia
• disposizioni generali e comuni per la tutela della salute
• disposizioni generali e comuni sulle attività culturali
• disposizioni generali e comuni sul governo del territorio; infrastrutture strategiche e grandi reti di trasporto e di navigazione di interesse nazionale e relative norme di sicurezza;porti e aeroporti civili, di interesse nazionale ed internazionale;
• sistema nazionale e coordinamento della protezione civile;
• programmazione strategica della ricerca scientifica e tecnologica
• disposizioni generali e comuni per la sicurezza alimentare
Mentre saranno di competenza regionale le rimanenti,che potete leggere a pagina 176 del testo.
Inoltre,a pagina 187 troviamo “la nuova clausola di supremazia”(dello Stato, n.d.b.).
Come spiegato in questa parte
«il nuovo quarto comma dell’articolo 117 della Costituzione introduce una clausola di supremazia, che consente alla legge statale, su proposta del Governo,di intervenire in materie non riservate alla legislazione esclusiva dello Stato,e quindi in ambiti di competenza regionale, quando lo richieda la “tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica”ovvero la “tutela dell’interesse nazionale”».
Infatti al quarto comma è aggiunto il testo (non presente nel testo originale della Costituzione):
«Su proposta del Governo, la legge dello Stato può intervenire in materie non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale».
In realtà il Governo può già sostituirsi alle Regioni,Città e Province nel testo originale della Costituzione,esattamente con l'articolo 120 che recita testualmente:
«Il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane,delle Province e dei Comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica....(prosegue)».
La suddetta Riforma modifica questo articolo aggiungendo che è necessario (ma non vincolante) il parere espresso dal Senato (che,ricordiamo,è composto dai rappresentanti delle Regioni,e quindi interessate direttamente alla questione) entro quindici giorni dalla richiesta.
Parere non vincolante significa che,anche se il Senato non si dovesse esprimere,il Governo potrebbe comunque procedere a sostituirsi alle Regioni,Città e Province (che comunque nel testo sono abolite).
In più c'è un'ultima aggiunta
«....e stabilisce i casi di esclusione dei titolari di organi di governo regionali e locali dall’esercizio delle rispettive funzioni quando è stato accertato lo stato di grave dissesto finanziario dell’ente».
almeno nel Senato.Con il mio ultimo articolo su questo argomento (“La modifica del senato porterà veramente a risparmi sulla politica?” ) ho spiegato in dettaglio che il risparmio c'è,soprattutto perché il numero dei senatori scenderebbe da 315 a 100 (non per lo stipendio dei consiglieri regionali che è sempre molto alto).
Questa abolizione (insieme ad altre proposte dal M5s) possiamo leggerla direttamente dal sito di Beppe Grillo dove si propone l'elenco dei tagli da effettuare per poter istituire il Reddito di Cittadinanza
(può interessarti "Pd contro M5s: le proposte del Reddito di Cittadinanza a confronto").
Sarà introdotto un quorum minore per i referendum abrogativi (come quello sulle “trivelle” del 17 aprile di quest'anno).
Lo leggiamo nella modifica dell'articolo 75 della Costituzione a pagina 111.
Se questa Riforma fosse stata già in vigore prima del referendum abrogativo sulle “trivelle” del 17 aprile scorso, non sarebbe stato necessario raggiungere il quorum di circa 23 milioni di elettori (la metà degli aventi diritto in tutta Italia), ma circa 15 milioni, ovvero la metà di coloro che andarono a votare alle elezioni del 2013.
Inoltre,nell'articolo 71 a pagina 80, è stato inserito un nuovo comma che dà la possibilità del Senato (composto,ricordiamolo di nuovo,da rappresentanti delle Regioni) di proporre un disegno di legge
«Il Senato della Repubblica può, con deliberazione adottata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, richiedere alla Camera dei deputati di procedere all’esame di un disegno di legge. In tal caso, la Camera dei deputati procede all’esame e si pronuncia entro il termine di sei mesi dalla data della deliberazione del Senato della Repubblica ».
Intanto a questo link dal sito Camera.it trovate il pdf sui procedimenti Bicamerale e Monocamerale che potrete scaricare e leggere voi stessi. È molto chiaro,e questo è importante perché vi permette di capire se per voi vada bene oppure meriti un secco “No”.
La promulgazione delle leggi,in effetti,è velocizzata. Il Bicameralismo dava poteri uguali ad entrambe le camere; il Monocameralismo supera questa parità e velocizza l'approvazione delle leggi.
Infatti, sono stati inseriti dei tempi ben precisi che dovrà rispettare il Senato (10 giorni o 30 giorni) per discutere della legge e modificarla,oppure accettarla così com'è.
A veder così,sembra proprio che il sistema funzioni:
la Camera propone la legge,la esamina e l'approva,passandola al Senato
il Senato,entro 10 giorni
• o non esamina la legge,che quindi viene approvata dal Presidente della Repubblica
• oppure,se è richiesto da almeno un terzo dei suoi componenti (33 senatori su 100),si può disporre dell'esame del decreto legislativo effettuando delle modifiche e ripassandola alla Camera entro 30 giorni dalla decisione di revisione del testo
la Camera esaminerà le modifiche e questa si pronuncerà in via definitiva,ovvero la legge non ritornerà più al Senato
Se si vuole per forza trovare del marcio,si può dire che
1- come mostrato alla fine di questo mio articolo, il Senato potrebbe esser formato per la maggior parte da senatori del Pd e quindi potrebbe,nel caso la maggioranza della Camera fosse del Pd e soprattutto fosse compatta,non proporre modifiche alle leggi approvate dalla Camera,scavalcando le richieste di modifica degli altri partiti in minoranza.
- se il partito di maggioranza (qualunque esso sia) è votato dal popolo,si dà voce alla volontà popolare,come la Costituzione impone
- si velocizzano i tempi di approvazione delle leggi
- ci si adegua ai Parlamenti delle altre nazioni europee,in vigore da anni
Il punto negativo è che
- la Camera potrebbe abusare di questo potere,divenendo l'unica a decidere quali leggi approvare
2- il tempo per il Senato di decidere se modificare o meno una legge è molto breve,si parla di 10 giorni,
mentre quello per modificarla e rimandarla alla Camera è di 30 giorni.
Questo velocizza il sistema,ma potrebbe esser un termine che,in vista di dissensi tra i senatori,potrebbe portare a non veder realizzate le modifiche del testo da parte del Senato nei tempi previsti e quindi permettere alla Camera di approvare il testo così come è stato “costruito”.
Sfatiamo questo mito una volta per tutte leggendo la sentenza al punto 3.1,sito proprio verso la fine del documento redatto,poco prima della scritta “Per questi motivi la Corte Costituzionale” (la sentenza al link http://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2014&numero=1 )
Tanto ciò è vero che, proprio al fine di assicurare la continuità dello Stato, è la stessa Costituzione a prevedere, ad esempio, a seguito delle elezioni, la prorogatio dei poteri delle Camere precedenti «finchè non siano riunite le nuove Camere» (art. 61 Cost.), come anche a prescrivere che le Camere, «anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni» per la conversione in legge di decreti-legge adottati dal Governo (art. 77, secondo comma della Costituzione)»
con l'Italicum,il MoVimento 5 Stelle sarebbe favorito rispetto al PD?
Come spiegato sopra,sino a che non rivoteremo di nuovo,il Parlamento sarà composto dai partiti che abbiamo oggi,nella proporzione stabilita dalle elezioni del 2012 dove il M5s vinse alla Camera,mentre al Senato vinse il Pd.
All'epoca c'era,come legge elettorale,il Porcellum: fu grazie a questo che il Pd che,grazie ai voti dei partiti di coalizione,salì al governo il partito di Bersani.
Con l'Italicum che ha creato Matteo Renzi,invece, il partito che otterrà più voti come singolo,salirà al governo.
Dunque se alle elezioni del 2012 ci fosse stata questa nuova legge elettorale,l'Italicum, il M5s sarebbe salito al governo ottenendo la maggioranza della Camera dei Deputati (come spiegato bene in questo mio articolo "Italicum:la legge elettorale del Pd che favorisce il MoVimento 5 Stelle").
VOTARE Sì, o VOTARE No?
Qui la scelta spetta a voi. Di certo se il quesito fosse unico,ovvero del tipo "Vuoi approvare il ddl Boschi" con le scelte "SI" o "NO",ovviamente se ci fosse almeno un punto della Riforma col quale non siete d'accordo,dovreste votare "No".
Chi vota "No" perché sa che Renzi scenderà dal governo lo fa soprattutto perché negli ultimi anni molti politici hanno lasciato il governo (Prodi,Berlusconi,Monti,Letta) e quindi spera accadrà di nuovo.
Ricordiamoci sempre sia che è il Presidente della Repubblica a reggere da dietro il governo,e quindi se vuole stabilità,sarà lui a rifiutare o accettare le dimissioni di un presidente del consiglio, e sia che quando un politico va via,la legge che ha fatto rimane.
Quando andiamo a votare,votiamo pensando alle leggi,e non ai politici che le hanno fatte.
Pubblicato da Daniele Lapenna il venerdì, settembre 09, 2016