Source: http://www.consiglio.regione.vda.it/app/leggieregolamenti/dettaglio?tipo=L&numero_legge=44%2F98&versione=V
Timestamp: 2020-08-09 20:52:36+00:00
Document Index: 144071974

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 11', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 14', 'art. 2', 'art. 14', 'art. 29', 'art. 15', 'art. 16']

Art. 13bis - Centri delle Famiglie (2a)
VERIFICA E PROMOZIONE DELLE POLITICHE FAMILIARI (5)
Art. 22bis - Promozione e sostegno di azioni volte al benessere della famiglia (6)
(Centri delle Famiglie) (2a)
1. La Regione, nell'ambito delle politiche di sostegno alla famiglia, riconosce e sostiene l'apertura, nel territorio regionale, di Centri delle Famiglie, quali luoghi di aggregazione aventi le seguenti finalità:
a) promozione del benessere della famiglia, anche attraverso la diffusione di informazioni inerenti ai compiti di cura quotidiani e delle opportunità offerte dal territorio;
b) sostegno delle competenze genitoriali, con particolare riferimento alla tutela dei bambini e dei ragazzi in occasione di eventi critici e di problematiche della vita familiare e al rinforzo degli strumenti educativi nel rapporto con i figli adolescenti;
c) sviluppo di risorse familiari e comunitarie, in particolar modo attraverso l'attivazione e la promozione di gruppi di "famiglie-risorsa", di gruppi di "auto-mutuo aiuto", di progetti di integrazione per le famiglie di nuova immigrazione e di banche del tempo, quali sistemi di scambio di attività e di conoscenze tra le persone;
d) promozione della cultura dell'accoglienza e della solidarietà tra famiglie;
e) sostegno alla maternità e all'infanzia, con particolare riferimento alle gestanti in difficoltà e alle madri sole;
f) sensibilizzazione del territorio per l'implementazione di partenariati con gli enti locali, pubblici e privati, che concorrano alla dissuasione da comportamenti scorretti e pericolosi per i giovani e alla promozione di spazi di aggregazione protetti;
g) promozione di attività e progetti di solidarietà tra le generazioni, al fine di migliorare la qualità della vita dell'anziano attivo;
h) collaborazione con gli enti pubblici nelle campagne di sensibilizzazione e di informazione sulle tematiche inerenti al disagio delle famiglie.
2. I Centri delle Famiglie pianificano la propria attività, coordinandosi con la struttura regionale competente in materia di politiche familiari, tenuto conto, ove possibile, delle attività degli enti locali, per rendere coerenti e integrabili le azioni promosse nel territorio regionale; a tal fine, i Centri delle Famiglie perseguono l'attivazione di collaborazioni con:
a) i Comuni e le Unités des Communes valdôtaines;
b) i servizi socio-sanitari territoriali;
c) le istituzioni scolastiche ed educative;
d) le associazioni, le forme organizzate dei cittadini e delle famiglie, nonché le organizzazioni del privato sociale.
3. La Giunta regionale, con propria deliberazione, stabilisce i requisiti gestionali, strutturali e organizzativi dei Centri delle Famiglie, nonché l'entità del relativo finanziamento.
(Promozione e sostegno di azioni volte al benessere della famiglia) (6)
1. La Regione promuove azioni volte al benessere della famiglia attraverso interventi di sostegno, anche economico, tra cui:
a) l'organizzazione e il sostegno di iniziative di formazione e informazione rivolte alle famiglie e agli amministratori locali per incentivare la partecipazione delle famiglie nei processi decisionali e di verifica delle politiche attivate;
b) il sostegno alle iniziative finalizzate alla creazione di reti di solidarietà tra famiglie, enti pubblici, terzo settore e altre organizzazioni;
c) l'individuazione di specifici indicatori volti a costruire un sistema di riconoscimento pubblico delle azioni di attenzione alla famiglia attuate da soggetti pubblici e privati del territorio e a sostenerne ulteriormente lo sviluppo, anche attraverso contributi economici, al fine di diffondere buone prassi e realizzare un territorio "amico della famiglia";
d) la realizzazione e il sostegno di iniziative a favore della conciliazione dei tempi della famiglia con i tempi di lavoro;
e) la valorizzazione e il sostegno dell'associazionismo familiare anche finalizzato, in un'ottica di sussidiarietà orizzontale, alla realizzazione di attività di supporto alle famiglie, complementari o integrative rispetto ai servizi offerti dagli enti pubblici;
f) la realizzazione e l'implementazione di sinergie tra le politiche abitative, dei trasporti, dell'educazione, dell'istruzione, della formazione professionale, del lavoro, della cultura, dell'ambiente, dell'urbanistica, dello sport e di tutte le politiche che concorrono al benessere familiare.
INTERVENTI A SOSTEGNO DEL LAVORO DOMESTICO
(Istituzione dell'albo regionale delle persone casalinghe)
1. Per lavoro domestico si intende il lavoro di cura non retribuito derivante da responsabilità familiare svolto all'interno del nucleo familiare e della rete familiare per l'organizzazione della vita familiare, per la cura e l'educazione dei figli e dei minori presenti nel nucleo o per la cura ed il sostegno dei membri della famiglia in situazione di non autosufficienza.
2. La Regione riconosce e tutela il lavoro familiare come attività costruttiva per il benessere delle famiglie e della società. Ai fini del presente articolo, la Regione, pur promuovendo la conciliazione tra responsabilità familiari e lavoro remunerato e la condivisione del lavoro familiare tra uomini e donne, riconosce e tutela chi svolge lavoro familiare in modo diretto, esclusivo ed incompatibile con il lavoro dipendente, autonomo o professionale, quando questo è svolto da un unico soggetto all'interno del nucleo familiare per l'organizzazione della vita familiare.
3. Allo scopo di cui al comma 2 la Regione istituisce l'albo regionale delle persone casalinghe.
4. L'iscrizione all'albo regionale è volontaria. Per l'iscrizione sono prescritti i seguenti requisiti:
a) essere residenti in uno dei Comuni della Valle d'Aosta da almeno tre anni ovvero essere coniugati o conviventi, da almeno un anno, con persona residente in Valle d'Aosta da almeno tre anni;
b) svolgere, da almeno un anno, all'interno della propria famiglia l'attività di cui al comma 2;
c) avere un'età non inferiore a 18 anni;
d) essere privi di copertura assicurativa per attività lavorativa in corso, ovvero di trattamento pensionistico diretto o indiretto.
(Tenuta dell'albo regionale)
1. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale provvede a disciplinare le modalità per l'iscrizione all'albo regionale di cui all'art. 8, delle quali è data ampia informazione alla popolazione.
2. Qualora la persona iscritta all'albo regionale cessi di svolgere il lavoro domestico di cui all'art. 8 ovvero inizi altra attività lavorativa con diritto a copertura assicurativa, la stessa deve darne immediata comunicazione all'assessorato regionale competente in materia di politiche sociali. In tale caso ed in tutti quelli in cui l'assessorato regionale competente in materia di politiche sociali, a seguito di opportune e specifiche verifiche, venga a conoscenza della perdita di uno dei requisiti di cui all'art. 8, si procede alla cancellazione dall'albo regionale con effetto dalla data dell'evento che ha determinato la perdita del requisito. È fatta salva, in ogni caso, la possibilità di una successiva reiscrizione a domanda della persona interessata.
(Indennizzo per infortuni domestici)
1. Al fine di garantire un indennizzo in caso di infortuni domestici, è istituita un'indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta derivante dagli infortuni domestici a favore delle persone iscritte all'albo regionale di cui all'art. 8.
2. L'indennità di cui al comma 1 non è cumulabile con altre prestazioni o trattamenti previdenziali casalinghi analoghi, fatta salva l'indennità di cui all'art. 11.
3. L'indennità giornaliera è stabilita in lire 35.000; essa viene rideterminata annualmente dalla Giunta regionale in base alla variazione del costo della vita rilevata dall'ISTAT in Valle d'Aosta.
4. L'indennità giornaliera viene erogata dal quinto giorno di inabilità e fino alla guarigione clinica accertata. In ogni caso, l'indennità non può essere erogata per più di sei mesi nell'anno solare.
5. L'erogazione avviene in base a domanda dell'interessato da presentarsi entro dieci giorni dalla data dell'infortunio. Entro i successivi trenta giorni dev'essere presentato idoneo certificato medico redatto da un medico di base.
6. La Regione può effettuare controlli sullo stato di effettiva inabilità delle persone cui viene corrisposta l'indennità, mediante i competenti servizi dell'USL.
(Indennità di degenza ospedaliera)
1. L'indennità giornaliera di ricovero ospedaliero, di cui alla legge regionale 21 aprile 1981, n. 20 (Nuove norme per la concessione dell'indennità giornaliera per ricovero ospedaliero a favore dei coltivatori diretti, degli artigiani e degli esercenti attività commerciali), è estesa alle persone casalinghe iscritte all'albo regionale di cui all'art. 8.
(Fondo pensione)
1. Gli interventi previsti dalla legge regionale 26 giugno 1997, n. 22 (Interventi per promuovere e sostenere i fondi pensione a base territoriale regionale), sono estesi alle persone casalinghe di cui all'art. 8 che ne facciano volontariamente richiesta."
Nella formulazione originaria, il testo degli articoli 13, 17, 19 e 19bis, come introdotto dall'articolo 24 della legge regionale 5 dicembre 2005, n. 31, recitava:
(Interventi a sostegno dell'educazione e della cura dei bambini)
1. La Regione, fatto salvo il potenziamento degli interventi settoriali per quanto concerne la fornitura di servizi, istituisce un assegno post-natale in favore di minori residenti, da erogare per i primi tre anni di vita, secondo parametri stabiliti dalla Giunta regionale rapportati al reddito ed al numero dei componenti il nucleo familiare, a sostegno delle maggiori spese determinate dalla nascita del figlio.
2. L'importo dell'assegno di cui al comma 1 è così determinato:
a) lire 1.500.000 per anno per il primo figlio;
b) ulteriori lire 2.000.000 per anno per il secondo figlio;
c) ulteriori lire 2.500.000 per anno per il terzo figlio;
d) per ogni figlio nato dopo il terzo, ulteriore aumento di lire 500.000 all'anno.
3. La Giunta regionale ridetermina altresì triennalmente l'importo dell'assegno tenuto conto delle disponibilità di bilancio e della variazione del costo della vita per le famiglie di operai ed impiegati rilevata dall'ISTAT in Valle d'Aosta.
4. L'assegno di cui al comma 1 è concesso, in favore di minori in età compresa tra 0 e 5 anni, anche in caso di affidamento preadottivo, di adozione e di affidamento familiare, a terzi e di durata almeno annuale, disposti dal Tribunale per i minorenni ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184 (Disciplina dell'adozione e dell'affidamento dei minori), come modificata dalla legge 5 febbraio 1992, n. 91.
5. La Regione, a sostegno delle nascite e su progetto personalizzato, elaborato dalle équipes multidisciplinari di zona, eroga a favore di gestanti sole, in situazioni di disagio, contributi una tantum o continuativi di importo massimo fino al cento per cento del reddito medio individuale mensile rilevato in Valle d'Aosta dall'ISTAT nell'anno precedente per il periodo della gravidanza ed i primi tre mesi di vita del bambino.
6. La Giunta regionale disciplina entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge le modalità di accesso ed i criteri per l'erogazione dei contributi.
(Interventi a sostegno della cura di soggetti in difficoltà)
1. La Regione, fatto salvo il potenziamento degli interventi settoriali per quanto concerne la fornitura di servizi, istituisce un assegno di cura mensile, di importo massimo fino al cento per cento della pensione sociale e per un periodo massimo di un anno, a favore delle famiglie che includano soggetti in difficoltà. Tale assegno è erogato in presenza delle seguenti condizioni:
a) che un familiare rinunci temporaneamente o in parte allo svolgimento della propria attività lavorativa;
b) che da tale rinuncia derivi una perdita di reddito che dev'essere opportunamente documentata in modo tale da far risultare il nesso di causalità tra la rinuncia al lavoro e la perdita economica;
c) che tale rinuncia sia motivata da ragioni di cura nei confronti di:
1) familiari non autosufficienti o con grave inabilità temporanea, anche non conviventi;
2) familiari con problemi gravi dell'età evolutiva certificati dal competente servizio pubblico;
3) familiari tossico e/o alcooldipendenti cronici certificati dal competente servizio pubblico.
2. La perdita di reddito dev'essere documentata:
a) per i lavoratori dipendenti, mediante dichiarazione del datore di lavoro;
b) per i lavoratori autonomi e libero-professionali mediante dichiarazione dell'interessato, fatta salva ogni successiva verifica circa i redditi dichiarati nell'anno.
3. Possono accedere ai contributi di cui al comma 1 i nuclei familiari che posseggano un reddito annuo lordo onnicomprensivo pari o inferiore al doppio del minimo vitale come annualmente determinato dalla Giunta regionale ai sensi dell'art. 3 della legge regionale 27 maggio 1994, n. 19 (Norme in materia di assistenza economica).
4. L'assegno di cui al comma 1 è cumulabile con interventi di tipo assistenziale spettanti al richiedente o al nucleo familiare ai sensi della legislazione vigente.
5. La Giunta regionale disciplina entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge le modalità di accesso ed i criteri per l'erogazione dei contributi di cui al comma 1.
(Voucher per servizi)
1. La Regione istituisce un voucher annuale del valore massimo di lire 1.000.000 in favore di soggetti portatori di grave handicap certificato ovvero di anziani ultrasessantacinquenni dichiarati non autosufficienti dall'Unità di valutazione geriatrica.
2. Il voucher di cui al comma 1 dev'essere speso in favore dei soggetti aventi diritto per servizi pubblici o privati a pagamento finalizzati a migliorare la qualità della vita ed è cumulabile con interventi economico-assistenziali già spettanti al richiedente ai sensi della legislazione vigente.
3. La Giunta regionale disciplina, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, le modalità di accesso ed i criteri per l'erogazione di cui al comma 1, secondo i parametri rapportati al reddito ed al numero dei componenti il nucleo familiare.
4. La Giunta regionale ridetermina annualmente l'ammontare massimo del voucher per i servizi compatibilmente con le disponibilità di bilancio.
(Contributi a favore di soggetti portatori di grave handicap sensoriale)
1. La Regione eroga contributi in favore di soggetti portatori di grave handicap sensoriale certificato che, per attendere al loro percorso scolastico e formativo, accedono a servizi scolastici, educativi e formativi, specifici per la tipologia di handicap posseduto, anche al di fuori del territorio regionale.
2. L'importo dei contributi è pari al 90 per cento delle spese sostenute per l'iscrizione e la frequenza delle attività di cui al comma 1, ivi comprese le spese di soggiorno in istituti dedicati, e non può comunque eccedere l'importo di 10.000 euro annui, oneri fiscali inclusi.
3. La Giunta regionale disciplina le modalità e i criteri per l'erogazione dei contributi e può rideterminarne l'ammontare massimo, compatibilmente con le disponibilità di bilancio.
4. I contributi di cui al presente articolo sono cumulabili con borse di studio e altri benefici economici di sostegno all'istruzione."
(2a) Articolo inserito dall'art. 14, comma 1, della L.R.22 dicembre 2017, n. 21.
Nella formulazione originaria, il testo degli articoli 14, 15 e 16 recitava:
1. Ai titolari dell'assegno per il nucleo familiare previsto dal decreto-legge 13 marzo 1988, n. 69 (Norme in materia previdenziale, per il miglioramento delle gestioni degli enti portuali ed altre disposizioni urgenti), convertito, con modificazioni, in legge 13 maggio 1988, n. 153, nonché ai richiedenti il cui nucleo familiare non superi i limiti di reddito previsti dall'art. 15, viene corrisposto un assegno integrativo di lire cinquantamila mensili per il terzo e per ogni ulteriore figlio minorenne, fino al compimento del diciottesimo anno di età purché convivente ed a carico del richiedente.
2. Ai nuclei familiari nei quali uno o entrambi i genitori non svolgono lavoro dipendente e non percepiscono l'assegno per il nucleo familiare, viene corrisposto un emolumento di lire settantamila mensili per il secondo e per ogni ulteriore figlio fino al compimento del diciottesimo anno di età purché convivente ed a carico del richiedente. La Giunta regionale definisce le condizioni, gli ambiti e le modalità per l'erogazione di tale emolumento tenuto conto delle disponibilità di bilancio e dei redditi complessivi dei nuclei familiari interessati.
3. Ai nuclei familiari di cui ai commi 1 e 2 aventi a carico figli disabili viene corrisposto l'assegno integrativo di cui al comma 1 indipendentemente dal limite di età e dal numero dei figli conviventi.
4. Può ottenere l'assegno di cui al presente articolo un solo richiedente per nucleo, che sia cittadino residente in un comune della Regione da almeno tre anni.
5. L'assegno di cui al comma 1 integra l'assegno per il nucleo familiare previsto dal d.l. 69/1988, convertito, con modificazioni, in l. 153/1988, ed è cumulabile con eventuali assegni familiari erogati da istituti previdenziali.
(Limiti di reddito)
1. L'assegno di cui all'art. 14, commi 1 e 2, è corrisposto a condizione che il reddito del nucleo familiare del richiedente, compreso quello dei figli maggiorenni studenti o disabili, rientri nelle fasce fissate annualmente dalla Giunta regionale in base al numero dei componenti il nucleo e comunque in misura non superiore ai limiti stabiliti da disposizioni statali maggiorati del cinquanta per cento.
2. Ai fini di cui al comma 1 viene preso in considerazione il reddito del nucleo familiare, conseguito nell'anno precedente la data della domanda, alla cui formazione concorrono tutti i redditi previsti dall'art. 2, comma 9, del d.l. 69/1988, convertito, con modificazioni, in l. 153/1988.
(Domanda e decorrenza dell'assegno)
1. L'assegno di cui all'art. 14, commi 1 e 2, viene erogato a domanda, con le modalità stabilite dalla Giunta regionale.
2. L'attribuzione dell'assegno decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda.
3. La misura dell'assegno può essere annualmente rideterminata dalla Giunta regionale."
(4) Articolo sostituito dall'art. 29 della L.R. 29 marzo 2007, n. 4.
1. Al fine di suscitare e valorizzare le risorse di solidarietà delle famiglie e delle reti parentali, la Regione contribuisce finanziariamente fino ad un massimo dell'ottanta per cento nelle spese per la realizzazione di progetti sperimentali, formulati e gestiti direttamente da parte di famiglie organizzate anche in forma cooperativistica ed associazionistica, in risposta ai bisogni emergenti.
2. Queste forme di imprenditorialità familiare possono essere relative a servizi di natura:
4) servizi a gestione solidaristica dell'assistenza a gestanti in situazione di disagio;
b) educativa:
1) servizi a gestione solidaristica per prestazioni di sostegno allo studio ad alunni della scuola dell'obbligo;
3. I contributi di cui al comma 1 non sono cumulabili con finanziamenti spettanti ad altro titolo in applicazione della normativa regionale vigente.
4. Con proprio provvedimento la Giunta regionale stabilisce annualmente:
a) l'entità della spesa da destinare ai finanziamenti;
b) le modalità di presentazione delle domande;
c) i criteri per l'erogazione dei contributi."
(5) Titolo così sostituito dall'art. 15, comma 1, della L.R.22 dicembre 2017, n. 21.
Nella formulazione originaria, il titolo del capo VII recitava: "Verifica delle politiche familiari".
(6) Articolo inserito dall'art. 16, comma 1, della L.R.22 dicembre 2017, n. 21.