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Timestamp: 2020-08-06 01:13:55+00:00
Document Index: 2775531

Matched Legal Cases: ['art.74', 'art.74', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art.7', 'art. 7', 'art. 69', 'art. 74', 'art. 70', 'art. 70', 'sentenza ', 'art. 74', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 29']

Piano AIB 2019-2021 - Regione Toscana
Pagina creata da Francesco Stefani
Per assolvere alla competenza esclusiva in materia AIB attribuita dalla legge quadro nazionale
(353/2000), la Regione Toscana ha approntato da tempo un’Organizzazione in grado di svolgere le
attività di previsione, prevenzione e lotta attiva necessarie a contrastare il fenomeno degli incendi
In particolare per la lotta attiva è previsto un coordinamento delle operazioni da parte delle sale
operative (regionale e provinciali) e dei direttori delle operazioni di spegnimento e la conduzione
delle operazioni di spegnimento da parte delle squadre AIB e degli elicotteri della flotta regionale.
Questa struttura ha consentito negli anni, la tempestività di intervento e la concentrazione delle
forze che hanno permesso di affrontare in modo efficace la gran parte degli eventi.
Le performance ottenute pongono la Regione Toscana all’avanguardia tra le regioni italiane.
Infatti, nonostante la Toscana rappresenti la regione italiana con la più ampia superficie boscata, a
fronte di un numero medio di eventi annui pari a 427, la superficie media boscata percorsa dal fuoco
è stata di soli 1,59 ha ad evento.
La gran parte degli incendi viene contenuta in superfici estremamente ridotte, addirittura l’83% degli
eventi viene chiuso prima di interessare un ettaro di bosco e solo nel 5 per cento dei casi gli incendi
superano i 5 ettari di estensione.
Questi risultati sono resi possibili grazie anche al principio dell’integrazione delle forze che
(art.74 L.R. 39/00)                                                                          vede lavorare in sinergia la Regione Toscana, gli Enti competenti, il volontariato AIB, all’interno
dell’Organizzazione regionale AIB, in collaborazione con il sistema di Protezione civile, i Vigili del
Fuoco, i Carabinieri Forestali, le Prefetture e il Dipartimento di Protezione civile nazionale.
Per consentire uno svolgimento in sicurezza delle operazioni AIB e per mantenere e migliorare il
Regione Toscana                                                                              livello professionale degli operatori, la Regione Toscana ha attivato dal 2007 il Centro Regionale
Settore Forestazione. Usi civici. Agroambiente                                               di Addestramento AIB la Pineta, nel Comune di Monticiano (SI), dove annualmente sono addestrati
circa 1.100 operatori. Attraverso il Centro e anche tramite la collaborazione con analoghi centri
Catalogazione nella pubblicazione (CIP)                                                      di addestramento europei e internazionali, sono state introdotte sul territorio regionale tecniche
a cura della Biblioteca della Toscana Pietro Leopoldo                                        innovative di prevenzione e nuove figure operative, quali i direttori del fuoco prescritto, gli addetti
del Consiglio Regionale della Toscana                                                        all’uso del fuoco, gli analisti AIB.
Ma tutto questo non basta, in quanto ci troviamo di fronte ad una serie di mutamenti dovuti al
Piano AIB 2019-2021 : (art.74 L.R. 39/00) / Regione Toscana ; [proponente Marco Remaschi ;   cambiamento climatico in atto, alla crescente urbanizzazione nelle zone di interfaccia urbano-foresta,
Direzione Agricoltura e sviluppo rurale, Settore Forestazione, usi civici, agroambiente ;    all’aumento della copertura forestale che in Toscana viaggia al ritmo di circa 15 ettari al giorno e vede
presentazione di Marco Remaschi]. – [Firenze] : Regione Toscana, 2019
1. Toscana       2. Remaschi, Marco      3. Toscana .
una progressiva riconquista di aree marginali da parte del bosco.
Direzione Agricoltura e sviluppo rurale. Settore Forestazione, usi civici, agroambiente      Per questo motivo osserviamo sempre più spesso eventi estremi per i quali l’approccio emergenziale
363.37909455                                                                                 non è più sufficiente a garantire la tutela della pubblica incolumità e il contenimento delle superfici
Foreste – Incendi – Prevenzione – Programmi della Regione Toscana – 2019-2021                boscate percorse.
Ecco, quindi, che la Regione Toscana, dal 2017 ha introdotto due importanti modifiche della propria
Riferimenti normativi e programmatici:                                                       normativa forestale per attivare interventi preventivi quali i piani specifici di prevenzione AIB e la
L.R. 21 marzo 2000 n. 39 Legge forestale della Toscana                                       costituzione delle Comunità del bosco.
D.P.G.R. 8 Agosto 2003 n. 48/R Regolamento Forestale                                         Sono in fase di realizzazione venti Piani di prevenzione ed analisi dei punti strategici, che
rappresenteranno lo strumento con il quale attuare interventi di gestione attiva forestale e di
© Giunta Regione Toscana                                                                     riduzione del rischio di sviluppo e propagazione degli incendi.
Inoltre, abbiamo già avviato la sottoscrizione di protocolli d’intesa per la costituzione di Comunità del
bosco che vedono la partecipazione attiva di cittadini, enti, associazioni e imprese per una gestione
Tiratura copie 1.000                                                                         condivisa del patrimonio forestale.
Distribuzione gratuita                                                                       Per il complesso delle attività AIB destiniamo un investimento pari a 11 milioni di euro l’anno: una
somma importante per un settore prioritario nel quale nessun soggetto può trarre profitto dall’attività
Immagini fotografiche:                                                                       di prevenzione e repressione.
Organizzazione regionale AIB e Centro di addestramento AIB La Pineta                         Il servizio aereo regionale di supporto all’attività AIB prevede un corrispettivo indipendente dal numero
e dall’entità degli eventi, non vengono effettuati appalti o affidamenti a strutture esterne per i servizi
Progetto grafico e impaginazione:                                                            di lotta attiva che sono attuati con maestranze forestali assunte con contratti a tempo indeterminato.
Frankenstein S.r.l.                                                                          I volontari convenzionati non ricevono rimborsi personali, ma unicamente un riconoscimento delle
spese che va alle associazioni di appartenenza per il miglioramento e l’ottimizzazione dei servizi
www.frankenstein.sm
Tutti gli interventi di salvaguardia e ripristino vengono progettati dagli Enti competenti e realizzati
Stampa:                                                                                      con maestranze forestali assunte, anche in questo caso, con contratti a tempo indeterminato.
www.tipografialazecca.it                                                                     Marco Remaschi, Assessore all’Agricoltura e Foreste della Regione Toscana
PIANO AIB 2019-2021 | 1
Zone di interfaccia urbano-foresta 							66
Opere AIB e interventi coadiuvanti l’attività AIB 					                             70
Infrastrutture per la lotta attiva							78
GENERALE                                                                       Piani specifici di prevenzione AIB 							80
Piani di protezione civile								81
Pianificazione forestale								82
Pianificazione territoriale								82
9. PREVISIONE									84
INTRODUZIONE			                         						4                                Cambiamento climatico e rischio incendi boschivi					                               85
1. IL REGIME DEGLI INCENDI BOSCHIVI IN TOSCANA 					                      6    Indice di pericolosità per lo sviluppo di incendi boschivi					                     87
Statistica										8                                                          Indirizzi operativi per la struttura AIB							90
Classificazione incendi boschivi							8                                       Analisi meteo AIB 									91
Cause di incendio boschivo 								11                                          Periodi a rischio									93
2. INQUADRAMENTO NORMATIVO E PROGRAMMATICO                           			14     Cartografia del rischio e classificazione per comune					                           93
Riferimenti normativi								15                                                10. LOTTA ATTIVA									94
Pianificazione antincendi boschivi							16                                    Modalità di svolgimento 								96
3. SOGGETTI E COMPETENZE DELL’ORGANIZZAZIONE REGIONALE AIB			             20   Coordinamento 									98
Regione Toscana 								                                                  22   Sala Operativa Unificata Permanente (SOUP) 						                                   99
Enti competenti									24                                                     Centri Operativi Provinciali Antincendi Boschivi (COP AIB) 				                     99
Comuni										28                                                             Direttore delle Operazioni Antincendi Boschivi (DO AIB) 					                       101
Enti Parco regionali								29                                                 Componente aerea 								102
Volontariato antincendi boschivi							30                                      Componente terrestre 								103
Organismi statali									31                                                   Assistenza Logistica AIB 								105
Sistema regionale delle aree naturali protette						                      34   Procedure operative AIB e principi della lotta attiva 					                         106
Collaborazioni con soggetti istituzionali nazionali ed internazionali				 35   Allertamento del sistema regionale di Protezione Civile 					                       107
Confronti tecnici AIB								37                                                Dotazioni AIB									108
4. SISTEMI INFORMATICI PER LA GESTIONE AIB 					                          38   Automezzi e allestimenti AIB 							108
Sistema integrato Zeroaibtoscana web						39                                   Apparati e sigle radio 								112
Area riservata AIB									39                                                  Carta operativa AIB 								115
Programma SOUPWebRT								39                                                  Interventi AIB fuori regione 								115
Banca dati incendi e perimetrazioni aree percorse dal fuoco 				          40   11. POST INCENDIO 								116
S.I.G.A.F										41                                                          Perimetrazione aree percorse dal fuoco 						                                       117
5. PIANO DI ADDESTRAMENTO							42                                             Catasto incendi boschivi 								117
Percorsi formativi per il riconoscimento della mansione					              44   Interventi di salvaguardia e ripristino 							118
Corsi addestrativi di specializzazione / approfondimento					             45   Valutazione costi incendio 								118
Esercitazioni AIB									45                                                   12. PREVISIONE ECONOMICO FINANZIARIA DELLE ATTIVITÀ 				                            120
Debriefing									47                                                          13. SEZIONE ALLEGATI 								122
Responsabilità antinfortunistiche durante le attività addestrative				    47   Allegato A - Elenco basi operative dei mezzi aerei 					                            123
6. TUTELA DELLA SICUREZZA E DELLA SALUTE DEL PERSONALE AIB			             48   Allegato B - Elenco impianti ripetitori della rete radio AIB 				                   124
Indicazioni generali								49                                                 Allegato C – Piano di addestramento AIB 						                                      127
Accertamenti sanitari e rilascio giudizio di idoneità					                50   Allegato D - Sistema regionale di addestramento e qualificazione 				               135
Dispositivi di protezione individuale (DPI) per l’AIB					                51   Allegato E - Sistemi identificativi sui Dispositivi di protezione individuale 			   142
Protocollo LACES									52                                                    Allegato F - Logo AIB 								145
Descrizione dei rischi durante la lotta attiva						                      53   Allegato G - Classe di rischio per comune 						                                    146
Operatore squadra AIB								54                                                Allegato H - Mappa zone DO Competente 						                                        153
Responsabile di Gruppo AIB e Caposquadra						                            55   Allegato I - Procedure operative AIB 							                                        154
Direttore delle operazioni AIB							55                                                   Supporto operativo tra Organizzazione regionale AIB e Vigili del Fuoco		 164
7. ATTIVITÀ DI COMUNICAZIONE							56                                                     Incendi di confine. Procedura operativa tra Regione Liguria e Toscana 		 166
Sensibilizzazione al tema rischio incendi						57                                         Incendi di confine. Procedura operativa tra Regione Umbria e Toscana 		  169
Norme di abbruciamento residui vegetali						59                                Allegato L - Protocollo d’intesa tra Regione Toscana e Fondazione Pau Costa		       174
Utilizzo logo e rapporti con organi di informazione					                  59
8. PREVENZIONE									60
Interventi selvicolturali preventivi							61
Fuoco prescritto									63
Bioeconomia 									65
2 | PIANO AIB 2019-2021                                                                                                                              PIANO AIB 2019-2021 | 3
Negli ultimi anni abbiamo assistito alla comparsa, con sempre maggiore frequenza, di incendi
boschivi che in molte parti del mondo hanno percorso elevate superfici, causando ingenti danni
economici e la perdita di numerose vite umane.
L’accumulo di combustibile vegetale, la continuità delle formazioni forestali, l’aumento delle zone
di interfaccia urbano-foresta ed il cambiamento climatico in atto accrescono il rischio potenziale
PIANO AIB 2019-2021   per lo sviluppo e la propagazione dei grandi incendi forestali e favoriscono la contemporaneità
di eventi critici.
INTRODUZIONE          Anche le più evolute organizzazioni antincendi boschivi si sono trovate inermi di fronte a
questo tipo di eventi; fenomeni estremi che non si possono più contrastare con un approccio
esclusivamente emergenziale hanno dimostrato che la lotta attiva è una risposta, ma non la
Anche in Toscana, in particolare negli anni 2012, 2017 e 2018, l’andamento degli incendi boschivi
ha portato l’Organizzazione regionale AIB al limite della propria capacità di estinzione. Sempre
più spesso si è operato in condizioni di simultaneità di eventi oppure su incendi caratterizzati da
alte velocità ed elevate intensità, frequentemente in aree di interfaccia urbano-foresta.
È quindi necessario ampliare il raggio di azione degli interventi attuati finora, cercando di migliorare
sempre più l’organizzazione della lotta attiva ed al tempo stesso elaborando strategie che mirino
a prevenire gli incendi attraverso il governo del territorio e una maggiore responsabilizzazione
In particolare occorre pertanto:
●● promuovere un uso sostenibile del suolo, attraverso l’agricoltura, l’allevamento e gli interventi
forestali, il recupero delle aree marginali, lo sviluppo di economie circolari;
●● ridurre la vulnerabilità degli ecosistemi forestali e delle zone di interfaccia urbano-foresta
individuando nel territorio punti strategici di gestione dove realizzare adeguati interventi di
●● sviluppare una strategia di comunicazione per una responsabilità condivisa a livello
istituzionale, sociale, personale del fenomeno incendi boschivi, indagando approfonditamente
le cause di innesco e le motivazioni che ne stanno alla base e promuovendo la costituzione
di comunità locali capaci di gestire propri spazi difensivi;
●● migliorare la valutazione del rischio incendi boschivi al fine di integrarlo nella pianificazione
territoriale, per ottimizzare gli interventi di prevenzione e per supportare al meglio
l’organizzazione della lotta attiva e la capacità di estinzione della stessa;
●● costruire organizzazioni antincendi boschivi costantemente addestrate, specializzate e
capaci di interpretare tecnicamente il comportamento degli incendi boschivi e di operare in
sinergia con le altre realtà, sia a livello nazionale che europeo.
Il presente Piano Regionale Antincendi Boschivi intende sviluppare queste linee di indirizzo,
attraverso l’individuazione dei percorsi e delle azioni necessarie per il raggiungimento degli
obiettivi ed una più puntuale definizione delle competenze, dei ruoli e dei compiti a carico di
ciascun soggetto preposto.
PIANO AIB 2019-2021 | 5
La Toscana, con una superficie di 22.992 kmq, è la quinta regione italiana per estensione.
Il 66,5% della superficie si sviluppa su un territorio prevalentemente collinare, il 25% circa è
occupato da massicci montuosi, mentre l’8,5% da pianure, estese principalmente lungo la
fascia costiera. Le vette montuose si elevano lungo le Alpi Apuane e la dorsale appenninica e
risultano più isolate nella parte centro-meridionale della regione.
PIANO AIB 2019-2021   Nel 2013 il MUST (Monitoraggio dell’Uso e Copertura del Suolo toscano), realizzato dal
Consorzio LaMMA per Regione Toscana, ha evidenziato che circa la metà dell’intero territorio
IL REGIME             regionale (per l’esattezza il 49,3%) è coperto da 1.115.370 ettari di boschi. Sommando a questo
dato i 14.096 ha di impianti di arboricoltura da legno e i 79.383 ha di arbusteti si raggiungono
1.208.849 ha, pari al 53,4% del territorio toscano. Rispetto ai dati dell’Inventario Nazionale delle
Foreste del 2005 questa rilevazione segna 57.310 ha in più di superficie forestale regionale;
questo dato è dovuto in parte all’utilizzo di un differente modello di rilevazione, ma anche al
costante trend di aumento della superficie boschiva, causato dall’abbandono di aree agricole
di collina e montagna.
IN TOSCANA            Con 180.419 ha Firenze è la provincia con più superficie boscata, seguita da Arezzo (179.747
ha) e Grosseto (178.266 ha). Per quanto riguarda invece l’indice di boscosità (superficie del
territorio / superficie forestale) la provincia di Massa Carrara è davanti a tutte, con il 77,7% del
territorio coperto da aree forestali, seguita da Lucca (68,1%) e Pistoia (61,1%).
I boschi toscani sono formati prevalentemente da latifoglie decidue (73,4%), seguite da
latifoglie sempreverdi (10,7%), conifere (8,1%) e arbusti (6,6%).
La Toscana è collocata in un’area climatica omogenea definita ‘temperata calda con estate
secca’, caratterizzata, però, da una marcata variabilità dovuta proprio alla sua posizione
geografica e conformazione orografica; queste caratteristiche influenzano fortemente, non
solo in estate, il regime degli incendi boschivi.
Nella zona nord di costa l’incendio è mediamente di tipo topografico, con sviluppo e
comportamento dipendente dai regimi di brezza locale, mentre la restante parte della costa
è caratterizzata per lo più da incendi con fattore predominante vento, di provenienza N/W
(maestrale).
Nelle zone interne della regione gli incendi più pericolosi sono quelli a fattore predominante
vento (ovviamente influenzati anche dalla topografia) proveniente da N/E (grecale),
caratterizzati anche da comportamento di tipo convettivo, dovuto a grande disponibilità di
combustibile e condizioni meteo predisponenti.
Più in generale gli incendi di maggior rilievo degli ultimi anni sono stati caratterizzati da un
regime dei venti provenienti dai quadranti settentrionali, con particolare riferimento al grecale
e maestrale.
Le generazioni di incendi forestali
Gli spagnoli del GRAF (Grup de Rencolzament d’Actuacions Forestals) - un’unità speciale
per l’analisi e la lotta attiva AIB nata agli inizi del Duemila in Catalogna - hanno introdotto
una classificazione degli incendi boschivi che fa capire l’evoluzione nel tempo del loro
comportamento e i danni prodotti in relazione alle mutate condizioni climatiche, alla discontinuità
e quantità del combustibile vegetale, alla presenza dell’urbanizzazione, alla risposta operativa
delle organizzazioni AIB.
1.    La prima generazione comprende incendi caratteristici degli anni Sessanta, contraddistinti
da grande estensione e continuità del combustibile vegetale, per i quali la risposta
operativa era affidata alle difese passive (cesse) e alle forze AIB locali.
2. La seconda generazione, che ha interessato gli anni Settanta, ha avuto grandi incendi
PIANO AIB 2019-2021 | 7
caratterizzati da alta intensità di fiamma, dovuta all’accumulo di combustibile, con risposta    Un’altra soglia critica è fissata a 100 ettari e comprende una percentuale molto limitata di
operativa affidata a un primo attacco veloce e ai mezzi aerei.                                   eventi, stimata in un 0,23%, che a livello di superficie boscata pesa però per oltre un quarto del
3. Negli anni Ottanta si parla invece di terza generazione di incendi che percorrono ampie             totale (26%). Per rendere conto del dato numerico basta considerare che nel decennio 2008-
distanze e presentano importanti fenomeni di spotting. In questi eventi la velocità di           2017 gli incendi di questo tipo sono stati appena 10 in tutto.
diffusione del fuoco è più alta rispetto ai tempi della soppressione, l’intensità della          Alle due soglie critiche di 20 e 100 ettari se ne aggiunge una terza rappresentata dai grandi
combustione origina fiamme che possono superare 3-6 metri e la diffusione delle fiamme           incendi forestali (GIF) con superficie maggiore di 500 ettari.
non è più continua, ma alimentata da fuochi secondari massivi e in successione.                  Nel periodo analizzato non ci sono stati eventi di questo tipo in Toscana, mentre nel 2018 si è
4. Dal Novanta in poi si comincia a parlare di eventi di quarta generazione: grandi e intensi          verificato il già citato evento nel comune pisano di Calci che da solo ha percorso una superficie
incendi di chioma che interessano le aree urbanizzate. Gli incendi diventano un’emergenza        al momento stimata in 1000 ettari di bosco e 150 ettari di vegetazione.
di protezione civile e richiedono un coordinamento tra la parte AIB e quella preposta alla
difesa di infrastrutture e abitazioni.
5. Negli anni Duemila, con la quinta generazione, si introduce il concetto di ‘mega fire’ e                               CLASSIFICAZIONE INCENDI BOSCHIVI 2008 - 2017
contemporaneità di eventi, con interessamento di grandi urbanizzazioni.                                                                                            Totale       Totale
Totale      Totale
6. Nella sesta generazione, dal 2010 in poi, il cambiamento climatico determina condizioni                             Parametro
incendi     incendi
superficie   superficie
superficie                                        boschiva     boschiva
tali per cui gli incendi boschivi possono interessare alti livelli di atmosfera, arrivando a     CLASSE          boschiva
boschivi    boschivi
%     percorsa     percorsa         %
decennio    decennio
modificare il clima a larga scala.                                                                               percorsa
2008-2017   2008-2017
decennio     decennio
2008-2017    2008-2017
Già dalla terza generazione in poi si raggiunge il limite della capacità di estinzione di                                               (n.)        (%)
(Ha)         (%)
un’organizzazione regionale AIB e le uniche strategie possibili sono quelle da attivare non
più solo in fase di lotta attiva, ma in fase di prevenzione, principalmente con i Piani per            PICCOLI         ≤ 1 ettaro          3.651        82,6                647           8,88
l’individuazione dei punti strategici di gestione e con le politiche di autoprotezione.
Rispetto alla realtà toscana si può dire che gli eventi del 2017 a Montale (PT) e Piancastagnaio
> 1 ettaro e
(SI) e del 2018 sul Monte Serra (PI), spesso accompagnati da bassi valori dell’umidità relativa        CONTENUTI
≤ 5 ettari
559        12,65                1.167         16,01
98,75                               45,28
dell’aria, sono riconducibili alla quarta generazione. L’incendio boschivo del Monte Serra
risponde anche alle caratteristiche dei Grandes Incendios Forestales (GIF) spagnoli, per i quali                       > 5 ettari e
MEDI                                 155         3,5                 1.487         20,4
viene così definito un evento con superficie maggiore di 500 ettari, altezza di fiamma superiore                       ≤ 20 ettari
ai 3 metri, fuoco in chioma, velocità di propagazione maggiore di 33 metri/minuto (2 Km/h).
Questo incendio, che ha percorso una superficie complessiva di 1.150 ettari, spinto da forti                           > 20 ettari e
CRITICI                              27          0,61                858           11,77
venti di grecale, è avanzato in una prima fase al ritmo di 100-150 ettari l’ora per poi trovare una                    ≤ 50 ettari
massima accelerazione che gli ha permesso in un’ora di percorrere circa 450 ettari.
1,02                               28,24
> 50 ettari e
STATISTICA                                                                                             RILEVANTI                            18          0,41                1.201        16,47
≤ 100 ettari
La ripartizione in classi di superficie degli incendi boschivi avvenuti in Toscana nel decennio
2008-2017 mette in risalto un fenomeno comune a gran parte dei Paesi mediterranei: gli eventi
di contenute dimensioni rappresentano la grande maggioranza, ma determinano nel loro                                   > 100 ettari e
COMPLESSI                            10          0,23               1.930         26,47
≤ 500 ettari
complesso superfici percorse estremamente contenute rispetto a quelle interessate dai grandi
0,23                               26,47
eventi. Circa il 99% degli incendi del periodo considerato rientra nella classe sotto i 20 ettari di
superficie e causa poco meno della metà della superficie totale percorsa. Il dato significativo ai     GRANDI          > 500 ettari          0           0                   0             0
fini operativi oltre che statistici, è quindi quello del rimanente segmento: gli eventi estesi oltre
i 20 ettari di superficie rappresentano appena l’1,5 per cento del totale, ma causano più della                        totale              4.420                           7.290
metà della superficie danneggiata.
CLASSIFICAZIONE INCENDI BOSCHIVI
Possiamo, pertanto, prendere a riferimento una soglia critica di superficie, pari a 20 ettari, che
separa gli eventi di ridotte dimensioni, nei quali l’intervento di spegnimento risulta tempestivo
ed efficace, da quelli nei quali il contenimento delle fiamme richiede un consistente impegno
dell’Organizzazione regionale AIB.
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Numero incendi boschivi, superfici percorse e medie a evento nel periodo 2000-2009 e 2010-2017
Se estendiamo l’analisi dei dati al confronto tra gli ultimi due decenni (2000-2009 e 2010-                                                    REGIONE TOSCANA
2017) possiamo osservare un andamento altalenante, rappresentato nel grafico seguente, con              ANNO           NUMERI       SUPERFICIE     SUPERFICIE      SUPERFICIE        MEDIA          MEDIA
classi di superficie boscata annuale equamente distribuite: si contano 4 anni sopra i 600 ettari                      INCENDI        BOSCATA         NON            TOTALE         BOSCATA AD     TOTALE AD
BOSCHIVI         (Ha)       BOSCATA (Ha)        (Ha)         EVENTO (Ha)    EVENTO (Ha)
(2003-2011-2012 e 2017) e altri 2 anni nei quali la superficie è compresa tra 500 e 600 ettari
(2007 e 2009); nei restanti 12 anni non si è più toccata quota 500 ettari, con punte minime nel         2000             365           1.092           208             1.300           2,99           3,56
2010, 2013 e 2014: anni accomunati da un numero di precipitazioni piovose molto superiore alla           2001            399           1.051           888             1.938           2,63           4,86
media che hanno inciso in modo determinante sulle condizioni predisponenti l’innesco.                   2002             308            852            425             1.277           2,77           4,15
2003           1.036          4.130          2.642           6.772            3,99           6,54
Numero incendi boschivi - Periodo 2000-2017
2004             327            815            415             1.229           2,49           3,76
2005             401            502            394             896             1,25           2,23
2006             491            390            218             607             0,79           1,24
2007            580            807            523             1.330           1,39           2,29
2008             456            457            527             984             1,00           2,16
2009             549           1.407           431             1.838           2,56           3,35
2010            137            82              37              119            0,60           0,87
2011            641            681            347             1.029           1,06           1,60
2012            760           1.731          1.099           2.830            2,28           3,72
2013            210            90             55               145            0,43           0,69
2014            120            39             56               95             0,33           0,79
2015            328            207            230             437             0,63           1,33
2016            446            523            511             1.034            1,17          2,32
Per quanto riguarda la superficie boscata media percorsa dal fuoco in ciascun evento, il dato
2017            770           2.079          1.348           3.427            2,70           4,45
del decennio 2000-2009 risulta pari a 2,34 ettari (come indicato in tabella). Nel periodo
successivo (2010-2017) continua a migliorare l’indicatore del livello di efficienza del sistema        TOTALE           8.324         16.936          10.353          27.289           2,03           3,28
che appare ulteriormente ridimensionato (-32%) e si attesta a 1,59 ettari, mentre il numero di      medie per anno
491           1.150           667             1.817           2,34           3,70
incendi boschivi annuali risulta in media 427 per una superficie boscata percorsa pari a circa
680 ha/anno.                                                                                        medie per anno
427            679            460             1.140           1,59           2,67
Per consultare la statistica AIB aggiornata mensilmente e il relativo approfondimento, si
rimanda al sito regionale (http://www.regione.toscana.it/speciali/aib-antincendi-boschivi).
CAUSE DI INCENDIO BOSCHIVO
Per analizzare le cause di incendio boschivo si fa riferimento al complesso dei dati gestiti, nell’ambito
della propria attività di indagine, dalle unità Carabinieri Forestale che, a partire dagli eventi relativi al
2011, hanno modificato la tipologia di classificazione come di seguito indicato:
●● incendi da cause naturali, legati a diversi fattori naturali ed equivalenti agli incendi naturali della
pregressa classificazione;
●● incendi da cause involontarie, determinati da azioni e comportamenti dell’uomo per i quali non
si ravvisa un’esplicita volontà di provocare un incendio; ricomprendono gli incendi accidentali
e colposi della precedente classificazione;
●● incendi da cause volontarie, riconducibili a una volontà deliberata di appiccare il fuoco per
recare danno ad ambiente, cose e persone; risultano equivalenti agli incendi un tempo
classificati come dolosi;
●● incendi da cause dubbie, per i quali gli accertamenti svolti non hanno portato alla raccolta di
sufficienti riscontri oggettivi per individuare con certezza la causa di incendio; costituiscono
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una parte degli incendi un tempo ritenuti non definibili;                                                                                    Cause naturali
●●   incendi da cause non classificabili, corrispondono agli eventi per i quali l’area di inizio incendio                                            2,20%
non è stata individuata e pertanto l’incendio non è classificabile, né può essere ipotizzata una
motivazione valida e oggettiva. Anche questa categoria fa parte degli incendi ritenuti non                                     Cause non classificabili                                              Cause involontarie
definibili secondo la precedente classificazione.                                                                                     15,18%                                                              27,24%
L’analisi dei dati che seguono è stata effettuata dal Comando Regione Carabinieri Forestale
Toscana in base alle suddette 5 classi, aggregando tutti i dati delle province toscane per il periodo
2011-2017; mentre i dati del periodo 2000-2010 sono analizzati secondo il pregresso metodo di                                             Cause dubbie
classificazione.                                                                                                                             7,85%
Il numero totale di 3.275 eventi analizzati nel periodo 2011-2017 può essere suddiviso in tre
Cause volontarie
categorie principali:                                                                                                                                                                                          47,54%
●● gli incendi direttamente connessi alle attività antropiche, sia di natura volontaria sia involontaria,
che giustificano circa il 75% del totale degli incendi boschivi;
●● gli eventi che non hanno attribuzione certa (causa dubbia e non classificabile) e costituiscono
circa il 23% del totale;
Per quanto riguarda gli eventi attribuibili a cause di tipo volontario, negli ultimi 7 anni è riscontrabile
●● gli incendi di tipo naturale, principalmente legati alla caduta di fulmini, che si attestano
una tendenza alla diminuzione della loro incidenza che è scesa da valori superiori al 50% a medie
mediamente sul 2,2% del totale.
del 40% nel biennio 2016-2017.
Tabella 1 – Media periodo 2000-2010.                                                           Rispetto al periodo 2000-2010, invece, la riduzione media di circa 13 punti percentuali degli
Dati percentuali degli eventi suddivisi per causa                                                   eventi dolosi è spiegata con l’introduzione della categoria delle cause dubbie (per gli incendi
Media Periodo          Incendi            Incendi           Incendi           Incendi       Incendi non         Eventi      che non hanno una matrice chiara) e con l’incremento di circa il 4% delle cause involontarie, che
naturali         accidentali         colposi            dolosi         definibili       esaminati
ricomprendono gli incendi accidentali e quelli colposi.
2000-2010           1,77%             1,25 %            21,93 %           60,85 %          14,21 %           4.615
Relativamente a questo ultimo segmento di eventi, l’incidenza negli ultimi 7 anni varia fra il 22 ed
il 30% e non è presente un chiaro trend evolutivo, ma piuttosto una maggiore o minor incidenza,
Tabella 2 – Periodo 2011-2017.                                                             a seconda delle annate più o meno favorevoli alla propagazione del fuoco dal punto di vista
Dati percentuali degli eventi suddivisi per causa                                                   meteorologico. Ad esempio, in anni molto favorevoli all’innesco e alla propagazione degli incendi,
Anno          Cause naturali             Cause                Cause             Cause dubbie         Cause non       quali sono stati il 2012 ed il 2017, l’incidenza degli eventi colposi è mediamente maggiore e si aggira
involontarie          volontarie                              classificabili
attorno alla punta massima del 30%.
2011                 1,08                  29,26               54,18               13,47                 2,01
Nel periodo preso in analisi, i dati forniti dal Comando Regione Carabinieri Forestale Toscana
2012                 1,46                  28,44               55,42                12,17                2,51
evidenziano che gli incendi boschivi di origine naturale derivano per circa il 45% dalla caduta di
2013                2,87                   22,97               37,32                2,87                33,97
fulmini e che la maggior esperienza di analisi operativa ha permesso di inserire nella categoria delle
2014                3,33                   22,50               50,00                1,67                22,50
2015                2,13                   22,87               47,87                3,05                24,09
cause naturali eventi che fino a qualche anno fa erano attribuiti ad ipotesi non definite.
2016                4,04                   24,44               41,93                3,81                25,78        Relativamente al 23% circa di eventi tuttora non definibili in sede di verifica (15% di non classificabili
2017                2,47                   29,74               39,74                5,58                22,47        e 7,85% di cause dubbie) il Comando Regione Carabinieri Forestale Toscana ritiene che un ulteriore
Media                2,2%                   27,24%            47,54%                7,85%                15,18%       affinamento delle modalità di individuazione dell’area di inizio incendio possa determinare, a breve,
un ridimensionamento del dato.
Tabella 3 – Periodo 2011-2017.                                                              Al momento, il segmento sul quale risulta prioritario intervenire con ulteriori azioni di sensibilizzazione
Numero di eventi complessivi suddivisi per causa                                                    è il 27% di incendi riconducibili a causa colposa. Tra gli eventi causati dall’uomo per comportamento
Anno         Cause                Cause             Cause                 Cause            Cause non          Eventi    imprudente o mancata osservanza delle norme, una parte considerevole è legata agli incendi
naturali           involontarie       volontarie              dubbie          classificabili      totali    causati da abbruciamento di residui agricoli.
2011           7                   189                  350                 87                  13             646      A quest’ultima attività viene attribuito un terzo esatto degli incendi prodotti da causa involontaria,
2012          11                   215                  419                 92                  19             756      mentre un altro 15% è legato all’abbruciamento di residui forestali. Un ulteriore 7% delle cause
2013           6                    48                   78                  6                  71             209
involontarie pesa sia sull’uso di strumenti lavorativi sia sulle attività ricreative e di campeggio. La
2014           4                    27                   60                  2                  27             120
2015           7                    75                  157                 10                  79             328
restante percentuale è suddivisa in cause di varia attribuzione.
2016          18                   109                  187                 17                 115             446      Un’ultima considerazione riguarda gli incendi provocati dai mozziconi di sigaretta che, dopo essere
2017          19                   229                  306                 43                 173             770      stati inquadrati per molti anni fra le cause di bassissima probabilità statistica, nel 2016 e 2017 fanno
Anno          72                   892                 1.557               257                 497            3.275     registrare, a livello regionale, ben 50 casi legati per lo più a incendi partiti da scarpate stradali.
(Fonte dati: Carabinieri Forestale Toscana. Fascicoli Eventi Incendio).
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Gli strumenti regionali normativi, regolamentari e programmatici che disciplinano l’attività
di previsione, prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi sono stati redatti in attuazione
delle disposizioni di principio della Legge quadro in materia di incendi boschivi, n. 353 del
21 novembre 2000, nonché degli indirizzi approvati il 20 dicembre 2001 con DPCM Linee
guida, ai sensi dell’articolo 3, Legge 21 novembre 2000 n. 353, relative ai piani regionali per
PIANO AIB 2019-2021
la programmazione delle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi
boschivi. Costituiscono ulteriori elementi di indirizzo per l’azione regionale, le annuali
INQUADRAMENTO         disposizioni, emanate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, sia per contrastare il rischio di
incendi, sia per l’impiego della flotta aerea nazionale.
NORMATIVO E           RIFERIMENTI NORMATIVI
La Legge n. 353/00 affida alle Regioni la competenza in materia di previsione, prevenzione e
lotta attiva agli incendi boschivi. Pertanto le Regioni:
●● approvano il Piano regionale per la programmazione delle attività di previsione, prevenzione
e lotta attiva contro gli incendi boschivi (art. 3)
●● programmano le attività di previsione e prevenzione (art. 4 comma 3)
●● curano, anche in forma associata, l’organizzazione di corsi di carattere tecnico-pratico
rivolti alla preparazione di soggetti per le attività di previsione, prevenzione degli incendi
boschivi e lotta attiva ai medesimi (art. 5 comma 2)
●● programmano la lotta attiva e assicurano il coordinamento delle proprie strutture
antincendi con quelle statali, istituendo e gestendo con una operatività di tipo continuativo
nei periodi a rischio di incendio boschivo le sale operative unificate permanenti (SOUP),
avvalendosi, oltre che delle proprie strutture e mezzi aerei di supporto all’attività delle
squadre a terra, di risorse, mezzi e personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e del
Corpo forestale dello Stato in base ad accordi di programma (art.7 comma 3)
●● assicurano il coordinamento delle operazioni a terra anche ai fini dell’efficacia
dell’intervento dei mezzi aerei per lo spegnimento degli incendi boschivi (art. 7 comma
5), avvalendosi di squadre formate da personale regionale, degli Enti competenti, dei
Comuni, del Volontariato AIB ed, eventualmente, dei Vigili del fuoco.
Vigili del Fuoco e Carabinieri Forestali sono stati recentemente interessati dal disposto del
D.Lgs. 177/2016, che ha previsto dal primo gennaio 2017 l’assorbimento del Corpo Forestale
dello Stato nell’Arma dei Carabinieri, attribuendo al Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco le
competenze che erano del Corpo forestale dello Stato in materia di lotta attiva contro gli
incendi boschivi e spegnimento con mezzi aerei. Pertanto, per quanto riguarda la lotta attiva,
le Regioni possono avvalersi unicamente di risorse, mezzi e personale del Corpo nazionale dei
Vigili del fuoco. Il D.Lgs non ha comunque modificato l’assetto normativo fissato dalla Legge
353/00, che attribuisce alle Regioni la competenza esclusiva in materia AIB.
La Legge forestale della Toscana n. 39 del 21 marzo 2000 e successive modifiche e
integrazioni, all’art. 69, comma 1 definisce cosa è incendio boschivo. “Per incendio boschivo
si intende un fuoco, con suscettività a espandersi, che interessa il bosco, le aree assimilate
e gli impianti di arboricoltura da legno di cui all’articolo 66, oppure i terreni incolti, i coltivi e
i pascoli situati entro 50 metri da tali aree”. Lo stesso articolo, al comma 2, stabilisce inoltre
le competenze, in particolare che “La previsione, la prevenzione e la lotta attiva degli incendi
boschivi costituiscono l’attività antincendi boschivi regionale (AIB)”.
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La legge individua le seguenti attività generali in ambito AIB:                                           successivo. Dopo l’approvazione il POTA viene inviato agli Enti locali, al Gruppo Carabinieri
a. pianificazione, realizzazione e gestione di strutture e infrastrutture per l’AIB, compresi gli         Forestale della provincia di riferimento, al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, alle
interventi colturali per migliorare gli assetti vegetazionali degli ambienti naturali e forestali;   Associazioni di volontariato AIB inserite nel Piano stesso, all’Ufficio Territoriale del Governo.
b. pianificazione, realizzazione e manutenzione degli interventi per la salvaguardia, il ripristino       Il POTA si compone delle seguenti parti:
e la ricostituzione delle aree percorse dal fuoco;                                                   ●● Breve descrizione del territorio, caratteristiche morfologiche e vegetazionali;
c. gestione e impiego dei mezzi, delle attrezzature e del personale utilizzati nell’AIB;                  ●● Analisi statistica del fenomeno incendi boschivi nella provincia (riferita al decennio
d. pianificazione ed effettuazione dei servizi per il controllo del territorio e la lotta attiva agli           precedente con focus sull’evoluzione della superficie media ad evento);
incendi boschivi.                                                                                    ●● Descrizione Organizzazione AIB “locale”: COP AIB (sede, riferimenti telefonici e di posta
L’attività AIB è svolta da Regione Toscana, Unioni di Comuni, Comuni ed Enti gestori dei Parchi                 elettronica, localizzazione, nominativo Responsabile, etc.), DO AIB (descrizione servizio,
regionali.                                                                                                      indicazione zone, nominativi per zona, telefono e sigla radio, eventuali DO locali), Squadre
Nel corso del 2018 la legge forestale della Toscana è stata modificata rafforzando il concetto                  AIB (descrizione strutture e tipo di servizi, eventuale servizio di reperibilità aggiuntiva),
di gestione attiva e introducendo la ‘comunità del bosco’. L’intento del legislatore è stato                    Comuni (riferimenti tecnico logista e servizi);
quello di adeguare la normativa forestale alle nuove emergenze che il bosco è chiamato ad                 ●● Descrizione apporto da parte di altre strutture (descrizione competenze e riferimenti:
affrontare soprattutto nei confronti del cambiamento climatico. Per quanto attiene l’attività                   Province Ce.si – VVF – Unità Carabinieri Forestale);
AIB la gestione attiva assume concretezza tramite i Piani specifici di prevenzione AIB, quali             ●● Aree protette (indicazioni delle aree protette parchi e riserve statali e regionali presenti sul
strumento innovativo di pianificazione per le aree a maggior rischio di incendi. La Comunità del                territorio e descrizione del sistema di difesa);
bosco può, invece, diventare lo strumento attraverso il quale si realizza il coinvolgimento dei           ●● Procedure operative (a livello regionale e specificità del territorio);
cittadini in progetti di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio boschivo, anche al fine di          ●● Piani AIB Locali (predisposti da ogni Unione di Comuni, Comuni PAFR, Comuni ed Enti
costituire sul territorio comunità responsabili nei confronti del rischio incendi.                              parco presenti nel territorio provinciale, con evidenza degli Enti che non hanno presentato
il Piano. Gli Enti che non hanno redatto il Piano AIB locale devono ricevere comunicazione
Il Regolamento forestale della Toscana n.48/R, approvato con Decreto del Presidente                             formale del mancato adempimento con contestuale nota all’Ufficio Territoriale del
della Giunta Regionale l’8 agosto 2003, al Capo IV stabilisce le norme per la “Prevenzione,                     Governo, nella quale sono indicati gli atti e le procedure adottate nei confronti degli Enti ai
salvaguardia e tutela del territorio dagli incendi boschivi”. In particolare definisce le azioni                fini dell’opportuno coinvolgimento nell’attività AIB);
e le aree a rischio di incendio boschivo, stabilendo i divieti e le norme di prevenzione per              ●● Inventario delle aree percorse dal fuoco nell’anno precedente e cartografia: comprende
l’accensione dei fuochi e l’abbruciamento di residui vegetali. A seguito della revisione della                  l’elenco delle aree percorse dal fuoco, identificabili con la superficie totale boscata e
L.R. 39/00 anche il Regolamento forestale delle Toscana è stato modificato per adeguarlo di                     non boscata che è stata interessata da ciascun incendio boschivo, così come risultanti
conseguenza.                                                                                                    dalla Banca dati incendi, reperibile sul SIGAF di ARTEA (http://sigaf.artea.toscana.it).
A integrazione dell’inventario deve essere fornito anche l’elenco dei boschi percorsi da
PIANIFICAZIONE ANTINCENDI BOSCHIVI                                                                              fuoco;
La pianificazione dell’attività AIB regionale si realizza attraverso le disposizioni del presente         ●● Archivio delle opere AIB: contiene l’elenco delle opere AIB (viali parafuoco, torrette, etc.)
Piano AIB e dei POTA (Programmi Operativi Territoriali Annuali) che recepiscono e armonizzano                   del territorio provinciale e il riferimento dell’Ente gestore.
i Piani AIB locali, elaborati ogni anno dai singoli Enti (Unioni Comuni, Comuni e Parchi Regionali).      Il Piano per i Parchi e le riserve naturali statali, una volta superato l’iter di approvazione da
La Regione Toscana dispone di una procedura informatizzata on line, con accessi specifici                 parte del Ministero dell’Ambiente d’intesa con la Regione Toscana, entra, in attuazione di
per i singoli Enti e archiviazione dei dati su server protetto di sua proprietà, che consente di          quanto previsto all’art. 74, comma 5, della L.R. 39/00, a far parte integrante del Piano AIB
raccogliere i dati dei Piani AIB locali e consultarli in tempo reale.                                     attraverso l’inserimento nei POTA.
Per programmare l’attività AIB, la Regione Toscana approva, ai sensi dell’art. 70 comma 1
della L.R. 39/00, il Piano pluriennale regionale AIB (di seguito denominato Piano AIB) che è              I Piani AIB Locali sono i Piani predisposti da ogni Unione di Comuni, Comuni PAFR, Comuni ed
pertanto l’elemento di riferimento vincolante per la predisposizione dei Programmi Operativi              Enti Parco regionali. Ogni Piano AIB Locale deve essere redatto entro il 31 marzo di ogni anno
Territoriali Annuali (di seguito denominati POTA), redatti tenendo conto delle disposizioni,              attraverso la procedura informatizzata on line, è parte integrante del POTA e deve evidenziare
procedure e indicazioni organizzative, tecniche e operative da questo fornite.                            l’organizzazione e le modalità di svolgimento dell’attività AIB da parte dell’Ente dal 1 giugno al
Il Piano AIB tiene conto anche degli impegni assunti a livello nazionale e internazionale per             31 maggio dell’anno successivo. Il Piano AIB Locale deve contenere le seguenti informazioni:
la protezione delle foreste ed è elemento conoscitivo per predisporre e attuare le misure                 Sezione anagrafica: recapiti, numeri di reperibilità, disponibilità di personale e mezzi, territori
di sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale               comunali di competenza
(FEASR), inserite a favore della prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi.                        Sezione operativa: descrizione dei servizi previsti (tipologia di servizio, orari di svolgimento,
Il POTA viene predisposto e coordinato dal Referente AIB territoriale e viene approvato entro             modalità di contatto con le squadre), ovvero:
il 31 maggio dal Settore Forestazione e ha validità annuale, dal 1 giugno al 31 maggio dell’anno          ●● Avvistamento
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●● Prontezza operativa
●● Pattugliamento
●● Impiegabilità squadre operai
●● Reperibilità squadre operai
●● Reperibilità DO AIB
●● Reperibilità tecnici comunali addetti alla logistica
●● Partecipazione alla Sala operativa COP AIB
●● Note generali, con eventuali precisazioni o specifiche.
Nel corso di validità del Piano AIB Locale, qualsiasi variazione dei dati contenuti nelle sezioni
anagrafica ed operativa degli Enti, deve essere tempestivamente inserita dall’Ente stesso
attraverso la procedura informatica, ad eccezione di variazioni dei servizi relativi al DO
competente che devono essere comunicate al Referente AIB territoriale che provvederà al
relativo aggiornamento nel programma informatico. I Piani AIB Locali devono contenere, inoltre,
i dati anagrafici e i servizi svolti da sezioni di volontariato nell’ambito di convenzioni locali, nei
territori di competenza dell’Ente. Nel caso sia necessario aggiornare i dati il volontariato ne
dovrà dare pronta comunicazione all’Ente interessato per il relativo inserimento.
BOSCHIVI REGIONALE
VALIDITÀ PLURIENNALE
Sono documenti complementari al Piano AIB Regionale
Adottati da Regione Toscana contengono:
POTA                       - Sezione anagrafica
- Parte operativa
- Inventario aree percorse dal
fuoco nell’anno precedente
- Archivio opere AIB
PIANI AIB LOCALI
viene gestita con specifico
sistema informatizzato on line,
realizzato da Regione Toscana
Realizzati da: Comuni PAFR,
al quale i soggetti autorizzati
Enti competenti, Comuni,
accedono con
Enti Parco Regionali.
1) Sezione anagrafica
2) Sezione operativa
3) Note generali
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L’Organizzazione Antincendi Boschivi della Regione Toscana (da ora in poi Organizzazione AIB) è
costituita da un insieme di soggetti che concorrono a realizzare le articolate attività in materia di
previsione, prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi. Questi soggetti sono:
1.   Regione Toscana
2. Enti competenti (Città metropolitana di Firenze, Unioni di Comuni e Comuni gestori del Patrimonio
PIANO AIB 2019-2021        Agricolo Forestale Regionale)
SOGGETTI              4. Enti Parco regionali
A questi si aggiungono gli organismi statali che collaborano in attuazione di competenze proprie
(Dipartimento di Protezione civile) o di specifiche convenzioni (Carabinieri Forestale e Corpo Nazionale
dei Vigili del Fuoco).
REGIONALE AIB
ASSOCIAZIONI                          REGIONALE                           CITTÀ
VOLONTARIATO                            ANTINCENDI                         METROPOLITANA FI
COMUNI PAFR
CARABINIERI            CORPO NAZIONALE                 DIPARTIMENTO
FORESTALE             VIGILI DEL FUOCO               PROTEZIONE CIVILE
APPORTO ORGANISMI STATALI
PIANO AIB 2019-2021 | 21
REGIONE TOSCANA                                                                                                     di prevenzione;
L’art. 70 della L.R. 39/00 assegna alla Regione Toscana le seguenti competenze:                               ●●    offre supporto tecnico-amministrativo alle strutture AIB e tecnico-operativo durante incendi
a. la pianificazione e realizzazione delle opere, degli interventi e dei servizi di interesse regionale;            boschivi che presentano caratteristiche di rilevanza per l’Organizzazione AIB, predisponendo
b. il coordinamento della lotta attiva agli incendi boschivi;                                                       analisi operativa degli stessi con eventuale partecipazione ad appositi incontri di debriefing;
c. le telecomunicazioni;                                                                                      ●● cura l’affidamento di incarichi o consulenze scientifiche per attività di ricerca, sperimentazione o
d. i servizi aerei di supporto alle attività di prevenzione e lotta attiva;                                         di supporto specialistico.
e. il rilevamento dati e statistica;                                                                          Inoltre il Settore Forestazione, una volta accertate situazioni di pericolo di dissesto idrogeologico o in
f.    la divulgazione di notizie e dati;                                                                      situazioni in cui sia urgente un intervento per la tutela di particolari valori ambientali e paesaggistici a
g. l’addestramento e l’aggiornamento del personale che opera nell’AIB;                                        seguito di incendio boschivo, può intervenire urgentemente, ad esclusione delle aree protette statali,
h. la predisposizione dell’inventario e della cartografia delle aree percorse dal fuoco, ai fini della        autorizzando l’utilizzo di risorse finanziarie pubbliche per gli interventi di ripristino, rimboschimento e
pianificazione dell’attività di previsione, prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi sul        ingegneria naturalistica, sia nelle aree boscate percorse dal fuoco, sia nei pascoli percorsi dal fuoco
territorio regionale.                                                                                   situati entro 50 metri dai boschi.
Regione Toscana può affidare lo svolgimento delle suddette azioni alle Unioni di Comuni, ai                   Il Settore, infine, può promuovere azioni di rivalsa nei confronti dei responsabili di incendi boschivi di
Comuni e agli Enti gestori dei Parchi regionali. Inoltre, sempre al fine di migliorare o implementare         origine dolosa con sentenza passata in giudicato, al fine di recuperare i costi relativi alle operazioni
l’Organizzazione AIB, può attivare specifiche convenzioni di collaborazione con soggetti esterni,             di spegnimento degli incendi boschivi resesi necessarie, nonché ai relativi interventi di salvaguardia
pubblici, singoli, associati o consorziati con specifiche conoscenze, professionalità e/o tecniche e          e ripristino.
tecnologie, riferite sia a singole attività sia a forme di partenariato, nell’ambito di progetti regionali,   I Referenti AIB territoriali
nazionali e comunitari.                                                                                       La Regione Toscana individua tra proprio personale la figura del Referente AIB territoriale (da ora
Di seguito si precisano le competenze che afferiscono al ‘Settore Forestazione. Usi civici. Agroambiente’,    in poi definita Referente AIB), espressamente prevista dalla L.R. 39/00, che provvede a garantire
da ora in poi denominato Settore Forestazione e al ‘Settore Protezione Civile Regionale’, da ora in poi       il coordinamento dell’Organizzazione AIB regionale in uno specifico territorio di competenza a lui
denominato Settore Protezione civile, a seguito del Decreto n. 2510 del 27.06.2013 della Direzione            assegnato. Nello specifico il Referente AIB:
Generale Presidenza della Regione Toscana.                                                                    ●● riceve entro il 31 marzo di ciascun anno:
Settore Forestazione                                                                                                 1. i Piani AIB Locali elaborati da Comuni, Unioni, Enti Parco regionali;
Al Settore Forestazione compete la gestione dell’Organizzazione AIB, vale a dire il complesso di                     2. le comunicazioni dai Comandi provinciali VVF riguardanti l’aggiornamento delle proprie
attività di previsione e prevenzione incendi boschivi, di pianificazione e di programmazione della lotta             strutture che svolgono attività antincendi boschivi, con l’indicazione dei relativi servizi AIB;
attiva, nello specifico:                                                                                             3. le comunicazioni dai Reparti Carabinieri Forestali riguardanti l’aggiornamento delle proprie
●● eroga i finanziamenti agli Enti competenti, ai Comuni, agli Enti Parco regionali per le opere                     strutture che svolgono attività di sorveglianza e controllo per la prevenzione degli incendi
antincendi boschivi e l’attivazione dei servizi operativi AIB;                                                 boschivi;
●● predispone e gestisce il Piano AIB regionale ed esprime parere sui POTA AIB;                               ●● sulla base di quanto raccolto predispone, entro il 31 maggio di ciascun anno, il POTA,
●● predispone le procedure operative riguardanti lo svolgimento della lotta attiva;                                 provvedendo alla sua successiva diffusione, verificandone l’attuazione, controllando che le
●● predispone le convenzioni con Volontariato AIB, Vigili del Fuoco e Carabinieri Forestale;                        strutture AIB aggiornino i servizi in base alle date di inizio e fine dei periodi ad alta, media ed
●● gestisce e revisiona la normativa in ambito AIB;                                                                 ordinaria operatività, stabiliti e comunicati dalla Regione Toscana e che, in accordo con i Comandi
●● d’intesa con il Settore Protezione Civile tiene i rapporti con il Dipartimento Protezione Civile, le             provinciali dei VVF, siano inseriti i servizi previsti dagli accordi regionali;
Regioni, Università e Istituzioni internazionali;                                                       ●● elabora, entro il 31 dicembre di ciascun anno, la relazione AIB riguardante l’andamento degli
●● organizza e gestisce le attività di addestramento e aggiornamento del personale coinvolto                        eventi e l’operatività del servizio assicurata nel corso dell’anno e contenente in particolare:
nell’attività AIB;                                                                                            l’analisi statistica provinciale con approfondimenti riguardanti l’andamento della superficie
●● valuta le condizioni di rischio AIB e il conseguente allertamento delle strutture per i relativi servizi         media percorsa ad evento e la cause di incendio, l’analisi delle attività AIB nei periodi ad alta
operativi sul territorio (indice di rischio);                                                                 e ordinaria operatività, il riepilogo degli incontri tenuti con le strutture AIB con evidenziazione
●● determina i periodi a rischio per lo sviluppo degli incendi boschivi;                                            delle eventuali problematiche emerse, l’attuazione degli accordi sottoscritti con CCFor e VVF, il
●● gestisce i sistemi informatici AIB, i dati statistici e la perimetrazione delle aree percorse dal fuoco,         riepilogo e l’analisi dell’attività del COP AIB, le eventuali proposte di miglioramento della struttura
in collaborazione con Carabinieri Forestale;                                                                  AIB nel proprio territorio di competenza e il riepilogo delle esercitazioni AIB che si sono svolte
●● assegna alle strutture dell’Organizzazione AIB mezzi, attrezzature, impianti, dispositivi di                     sul territorio.
protezione individuale AIB e sistemi identificativi, anche attraverso la gestione di specifici          Inoltre provvede a:
finanziamenti o contributi, effettuando successiva verifica e controllo;                                ●● organizzare i servizi di DO competente e reperibilità aggiuntiva, inserendo e aggiornando le
●● gestisce progetti europei in materia AIB: finanziamenti, organizzazione manifestazioni e seminari;               relative turnazioni nel POTA;
●● predispone attività di comunicazione e sensibilizzazione sul rischio incendi boschivi e sulle misure       ●● organizzare il COP AIB, determinandone e comunicando le modalità di funzionamento a tutte
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le strutture AIB operanti sul proprio territorio di competenza, curando i rapporti con il suo                  boschivi;
Responsabile e garantendo il necessario supporto logistico;                                             d.     pianificazione ed effettuazione dei servizi per il controllo del territorio e la lotta attiva agli incendi
●● organizzare incontri con le associazioni di categoria, le scuole, le associazioni di volontariato, gli            boschivi;
organi di stampa;                                                                                       e. effettuazione degli interventi previsti dai Piani specifici di prevenzione AIB (art. 74 bis L.R. 39/00)
●● organizzare sul territorio gli incontri tecnici con le strutture AIB al fine di garantirne il necessario   Gli interventi di cui ai precedenti punti a., b. ed e. vengono attuati da:
raccordo all’interno dell’organizzazione regionale AIB; in particolare curando i rapporti con i         ●● Comuni PAFR nel territorio in cui ricadono i complessi del Patrimonio Agricolo Forestale
rappresentanti provinciali del volontariato AIB e con le sezioni presenti sul territorio, anche con            Regionale;
incontri e iniziative volte ad approfondire gli aspetti operativi connessi al loro impiego;             ●● Unioni di Comuni e Città metropolitana di Firenze, nell’intero territorio di competenza, eccetto
●● curare i rapporti con Uffici Territoriali del Governo, Comandi provinciali VVF e Gruppi e Reparti                 che nei territori in cui ricadono i complessi del PAFR dei Comuni PAFR
dei Carabinieri Forestale;                                                                              Gli interventi di cui ai precedenti punti c. e d. vengono attuati da:
●● verificare presso le strutture AIB del territorio di propria competenza la rispondenza agli standard       ●● Comuni PAFR, nell’intero territorio comunale;
regionali di mezzi, attrezzature e servizi AIB;                                                         ●● Unioni di Comuni e Città metropolitana di Firenze, nell’intero territorio di competenza eccetto
●● organizzare specifiche esercitazioni AIB volte a migliorare il coordinamento e l’efficacia operativa              nell’intero territorio comunale dei Comuni PAFR.
delle strutture AIB;                                                                                    Modalità e criteri di ripartizione dei finanziamenti agli Enti competenti
●● verificare il corretto uso della rete radio regionale da parte di tutti gli utenti;                        Il programma tecnico-finanziario degli interventi che gli Enti competenti intendono realizzare nell’arco
●● segnalare eventuali carenze o necessità riguardanti le opere AIB;                                          dell’anno deve essere predisposto e presentato, tramite la procedura informatizzata regionale (vedi
●● verificare costantemente la validità degli indirizzi di posta elettronica utilizzati per la gestione       Cap.4), entro il 30 novembre di ogni anno, al Settore Forestazione che verifica la rispondenza agli
degli Stati di Allerta AIB e Livelli di Attenzione AIB;                                                 obiettivi della programmazione regionale.
●● organizzare debriefing sugli incendi per analizzare gli esiti della lotta attiva condotta;                 La Giunta regionale approva il Programma (“Piani annuali degli interventi” di cui all’art. 10 comma 2
●● raccogliere adeguata documentazione (fotografica e di rilievo cartografico) relativamente agli             lett. i della L.R.39/00) entro il 31 gennaio, determinando le relative risorse finanziarie.
incendi boschivi avvenuti nel proprio territorio di competenza;                                         Gli Enti competenti possono richiedere al Settore Forestazione variazioni e integrazioni dei programmi
●● promuovere e realizzare, sul proprio territorio di competenza, qualunque altra azione volta alla           tecnico-finanziari approvati, che verranno valutate ed eventualmente autorizzate con Decreto
prevenzione degli incendi boschivi e al miglioramento dell’Organizzazione AIB.                          dirigenziale.
Protezione civile regionale                                                                                   Entro il 30 giugno gli Enti competenti devono inviare tramite la procedura informatizzata regionale
Regione Toscana garantisce, tramite il proprio Settore competente in materia di protezione civile, la         lo stato di avanzamento del “Piano annuale degli interventi” ed entro il 31 gennaio il consuntivo
gestione della Sala Operativa Unificata Permanente (da ora in avanti SOUP) e delle seguenti attività:         definitivo degli interventi realizzati durante l’anno precedente.
●●     gestione della flotta elicotteri;                                                                      Come previsto dall’art. 10 ter della L.R. 39/00 il Settore Forestazione verificherà, anche tramite
●●     gestione delle basi elicotteri;                                                                        sopralluoghi, lo stato di attuazione del Piano rispetto al cronoprogramma dei lavori.
●●     gestione e sviluppo delle reti regionali per le radio-comunicazioni per attività AIB;                  Gli Enti competenti devono, inoltre, redigere e aggiornare il loro Piano AIB locale entro il 31 marzo
L’attività di coordinamento effettuata da SOUP in materia AIB viene svolta sulla base di quanto               di ogni anno; i Comuni PAFR che hanno specifici accordi sovracomunali, predispongono e tengono
stabilito nel presente Piano AIB e con specifiche procedure operative approvate da Regione Toscana.           costantemente aggiornato il Piano AIB locale anche per i territori dei Comuni associati (Scarlino PAFR/
Bandite di Scarlino – Calci PAFR/Monti pisani).
ENTI COMPETENTI                                                                                               Gli Enti competenti possono stipulare convenzioni direttamente con le Associazioni di volontariato
In relazione al presente Piano sono Enti competenti per l’AIB:                                                AIB per il Servizio di avvistamento incendi boschivi, in considerazione del fatto che gli altri servizi
●● le Unioni di Comuni istituite ai sensi della L.R. 27.12.2011 n. 68 “Norme sul sistema delle autonomie      rientrano nella convenzione Regione Toscana / CVT /CRI.
locali” e successive modifiche e integrazioni;                                                          In accordo col Settore Forestazione, anche tramite la stipula di apposite convenzioni, gli Enti
●● la Città metropolitana di Firenze;                                                                         competenti possono collaborare per lo svolgimento di servizi operativi e per la realizzazione di opere
●● i Comuni titolari della gestione del Patrimonio Agricolo Forestale Regionale (da ora in avanti             ed interventi AIB su territori diversi da quelli di propria competenza, che devono comunque essere
Comuni PAFR), di cui all’art. 29 della L.R. 39/00: Arezzo PAFR – Bibbona PAFR – Calci PAFR              inseriti nel “Piano annuale degli interventi”.
Monti pisani – Riparbella PAFR - Scarlino PAFR Bandite di Scarlino.                                     Gli interventi finanziati si suddividono in:
Gli Enti competenti svolgono le seguenti attività:                                                            - Categoria A interventi di prevenzione;
a. pianificazione, realizzazione e gestione di strutture ed infrastrutture AIB, compresi gli interventi       - Categoria B interventi di spegnimento: interventi per la prevenzione e la lotta agli incendi boschivi,
colturali per migliorare gli assetti vegetazionali degli ambienti naturali e forestali;                 compresi gli oneri per la sicurezza del personale;
b. pianificazione, realizzazione e manutenzione degli interventi per la salvaguardia, il ripristino e la      - Categoria C opere: opere per la prevenzione e lotta agli incendi boschivi, con precedenza alla
ricostituzione delle aree percorse dal fuoco;                                                           manutenzione di quelle esistenti;
c. gestione e impiego dei mezzi, delle attrezzature e del personale AIB per la lotta attiva agli incendi      - Categoria D interventi di ripristino: ripristini delle aree percorse dal fuoco.
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