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Timestamp: 2019-06-20 08:54:58+00:00
Document Index: 180004290

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 4', 'art. 4', '§ 3', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 33']

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GRANDE SODDISFAZIONE! IL CONSIGLIO DI STATO AMMETTE IL DOTTORE DI RICERCA AL RUOLO
Uncategorized avv. maria saia, DOTTORE DI RICERCA, CONCORSO SCUOLA 2016
Il Consiglio di Stato, con una storica pronuncia, in data 08/05/2019 ha accolto definitivamente il nostro ricorso, promosso da un Dottore di Ricerca Siciliano, al quale era stato negato dal bando del concorsone scuola 2016 il diritto di partecipare alle prove perché non abilitato.
Dopo tantissimi anni di battaglie legali si conclude l’iter giudiziale con l’affermazione della sussistenza dei requisiti del nostro ricorrente per la sua immissione in ruolo.
Si legge, infatti, nella sentenza n. 2981/2019 che “l’equiparazione tra dottorato di ricerca e abilitazione ai fini per cui è infatti questione oggettivamente controvertibile, non suscettibile – almeno al momento della notifica del ricorso – d’univoca soluzione in un senso (positivo) o nell’altro (negativo) (cfr., Cons.Stato, sez. VI, 3 novembre 2016 n. 4904). Nella specie, per affermare la salvezza dell’atto di ammissione e di superamento degli esami (conseguenti all’esito del giudizio di primo grado), rileva il testo dell’art. 4, comma 2 bis, del d.l. 30 giugno 2005, n. 115 (come convertito nella legge 17 agosto 2005, n. 168), poiché il dettato normativo – mirando alla stabilità degli effetti degli atti emanati in conseguenza di pronunce del giudice amministrativo – è testualmente riferito ai casi in cui, per il conseguimento di una abilitazione professionale o di un titolo, occorra il superamento di “prove d’esame scritte ed orali”, che siano state superate a seguito di una ammissione conseguente alle statuizioni del giudice amministrativo, come per l’appunto verificatosi nel caso in esame 6.5 In aggiunta è maturata di fatto una situazione di affidamento, con avvio in buona fede di un articolato percorso concorsuale che merita un trattamento non dissimile a quello previsto dal sopra richiamato art. 4-bis quando vi sia stato il conseguimento di una abilitazione professionale o di un titolo nei casi ivi previsti (cfr., da ultimo, Cons. Stato, sez. VI, n. 2268/2018). Come ha osservato la Corte Costituzionale, al § 3 della motivazione della sentenza n. 108 del 2009, per il legislatore “vi sono l’interesse a evitare che gli esami si svolgano inutilmente, quello a evitare che la lentezza dei processi ne renda incerto l’esito e, soprattutto, l’affidamento del privato, il quale abbia superato le prove di esame e – in ipotesi – avviato in buona fede la relativa attività professionale. Dal punto di vista dell’interesse generale, vi è anche un’esigenza di certezza, sia in ordine ai tempi di conclusione dell’accertamento dell’idoneità dei candidati, sia in ordine ai rapporti instaurati dal candidato nello svolgimento dell’attività professionale”. 6.7 Ad avviso del Collegio, il decorso del tempo e il superamento di tutte prove concorsuali, giustificano l’applicazione del principio sancito dal sopra richiamato art. 4-bis con conseguente consolidamento della posizione acquisita in via cautelare dal ricorrente (cfr., Cons. Stato, sez. VI, 6 maggio 2014 n. 2298). 7. Conclusivamente l’appello deve essere accolto ai sensi della motivazione con conseguente affermazione della sussistenza dei requisiti del ricorrente-appellante per la sua immissione in ruolo”.
L’ILLEGITTIMITA’ DEL SILENZIO PER IL RICONOSCIMENTO DEL TITOLO ESTERO
Uncategorized Scuola, avv. maria saia, abilitazione estero
Il docente che ha conseguito all’estero il titolo di abilitazione all’insegnamento, per poter insegnare in Italia, dovrà avviare una procedura di riconoscimento di tale titolo (c.d. omologazione), tramite la presentazione di un’apposita istanza da inoltrare al MIUR.
Il procedimento di omologazione del titolo abilitante all’insegnamento è disciplinato nel nostro Ordinamento dal D.Lgs. n. 206/2007, e prevede l’esame della domanda e della relativa documentazione entro un mese dalla presentazione della stessa da parte del MIUR, il quale potrebbe richiedere, qualora necessario, l’integrazione documentale.
Dal momento in cui la domanda presentata è considerata completa, decorre l’ulteriore termine di 120 giorni a disposizione del Ministero per concludere il procedimento.
Il procedimento si conclude con l’emanazione di un Decreto motivato, pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Tuttavia, potrebbe accadere che il MIUR non rispetti i termini procedurali summenzionati, così arrecando un grave nocumento all’aspirante docente, che si vedrebbe costretto a subire, ingiustamente, uno slittamento della propria realizzazione professionale, personale oltre che economica.
A tal proposito, si ricorda che è giurisprudenza costante del TAR Roma di accogliere i ricorsi, per l’illegittimità del silenzio serbato dall’amministrazione, posto che il D.Lgs. 206/2007 stabilisce che il procedimento in questione deve concludersi nel termine di 4 mesi; e, conseguentemente, di ordinare all’Amministrazione di provvedere con un provvedimento espresso nel termine trenta giorni dalla sentenza.
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LA DOMANDA DI MOBILITA’ SCUOLA 2019/2020: COSA ALLEGARE PER TUTELARSI?
Uncategorized Scuola, paritaria, avv. maria saia, mobilità, mobilità interprovinciale, L. 104, diiritto scolastico
Nei scorsi giorni il MIUR ha pubblicato l’Ordinanza Ministeriale n. 203 dell’08/03/2019, con la quale ha disciplinato la mobilità la mobilità del personale docente, educativo ed A.T.A. per gli anni scolastici relativi al triennio 2019/20, 2020/21 e 2021/22 (per approfondimento clicca qui)
Al fine di partecipare alla procedura di mobilità per l’anno scolastico 2019/20 il docente dovrà inoltrare la relativa domanda, corredata di documenti/dichiarazioni, attraverso il portale ISTANZE-ONLINE del sito del MIUR, dall’11 marzo 2019 e fino al 5 aprile 2019.
Come già denunciato dal nostro Studio Legale, l’O.M. 203/2019 tuttavia presenta delle illegittimità:
– sia con riguardo al riconoscimento della precedenza ex art. 33, commi 5 e 7 della L. 104/92, per l’assistenza del genitore gravemente disabile, in ambito di mobilità interprovinciale (per approfondimento clicca qui);
– sia con riguardo al riconoscimento del punteggio per il servizio pre-ruolo prestato nella scuola paritaria (per approfondimento clicca qui).
Pertanto, al fine dell’eventuale proposizione di un ricorso avverso le suddette illegittimità, sarebbe opportuno allegare alla domanda di mobilità a.s. 2019/20 delle specifiche istanze, che consentano ai docenti di manifestare, sin da subito, l’interesse a tutelare i propri diritti.
Pertanto, al fine di ricevere la documentazione necessaria da allegare alla domanda di mobilità a.s. 2019/20, per contestare le illegittimità riscontrate (gratuitamente e senza impegno al conferimento dell’incarico) potete contattarci al seguente indirizzo email info@avvocatosaia.com o al numero telefonico 091/7462637
Per aderire o richiedere informazioni sul ricorso scrivi al seguente indirizzo email info@avvocatosaia.com, al fine di offrirti l’assistenza necessaria per la compilazione corretta della domanda di mobilità 2019/2020 e ricevere la documentazione necessaria per contestare le illegittimità riscontrate.