Source: http://concordati.ilcaso.it/sezioni/concordati/ultime_pubblicate/4
Timestamp: 2020-05-31 03:55:20+00:00
Document Index: 10737435

Matched Legal Cases: ['art. 160', 'art. 173', 'art. 111', 'art. 161', 'art. 111', 'art. 187', 'art. 125', 'art. 185', 'art. 163', 'art. 163', 'art.163', 'art. 182', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 153']

Destinazione in favore di taluni creditori sociali dei beni personali dei soci illimitatamente responsabili.
Società - Attivo concordatario - Apporto di beni personali dei soci illimitatamente responsabili - Neutralità rispetto all'attivo - Esclusione - Conseguenze.
In tema di concordato preventivo, i beni personali dei soci illimitatamente responsabili (nella specie, di una s.a.s.) non entrano automaticamente nell'attivo concordatario; tuttavia, qualora i detti soci apportino i loro beni personali, questi non possono più essere considerati in modo neutrale rispetto all'attivo patrimoniale, specie ove provengano dalla liquidazione di beni sui quali grava un vincolo in favore di taluni creditori sociali, sicché il ricavato della loro liquidazione deve essere destinato al soddisfacimento dei creditori prelatizi, secondo il giudizio comparativo richiesto dall'art. 160, comma 2, l. fall. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17 May 2019, n. 13391.
Locazione infranovennale in difetto di autorizzazione del tribunale e revoca dell'ammissione al concordato preventivo.
Concordato preventivo - Ammissione - Locazione infranovennale - Difetto di autorizzazione del tribunale - Revoca dell'ammissione al concordato preventivo - Atto di straordinaria amministrazione - Accertamento - Criteri.
La locazione infranovennale di un immobile senza l'autorizzazione del tribunale, nel corso della procedura di concordato preventivo, non costituisce di per sé atto di straordinaria amministrazione, tale da giustificare senz'altro la revoca dell'ammissione alla procedura ai sensi dell'art. 173 l.fall., in quanto nell'attività di impresa, che presuppone necessariamente il compimento di atti dispositivi e non meramente conservativi, la distinzione tra ordinaria e straordinaria amministrazione non si fonda sulla natura conservativa o meno dell'atto, ma sulla sua relazione con la gestione normale del tipo di impresa e con le relative dimensioni. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 May 2019, n. 13261.
Prededuzione del compenso dell’attestatore nel precedente concordato preventivo.
Fallimento – Stato Passivo – Riconoscimento della prededuzione all’attestatore della precedente procedura di concordato preventivo di società in nome collettivo – Ammissibilità.
La valutazione di (non) convenienza della proposta concordataria espressa dai creditori mediante il voto negativo su quest’ultima, in mancanza di acclarate condotte frodatorie nei loro confronti, non può elidere la funzionalità della prestazione resa dall’attestatore ai sensi dell’art. 111 l.fall., con la conseguenza che (considerata anche la mancanza di contestazioni sul corretto adempimento della prestazione resa dall’attestatore) deve essere riconosciuta la prededuzione richiesta per il credito derivante dalla prestazione professionale resa con l’attestazione del piano ex art. 161 l.fall., dovendosi ritenere integrati i requisiti previsti nell’art. 111 l.fall.
E’ da respingersi pertanto il mancato riconoscimento della prededuzione all’attestatore di concordato preventivo ammesso alle votazioni il cui esito è stato negativo secondo una valutazione ex post in fase di verifica dello stato passivo del successivo fallimento, sulla scorta che “il ricorso alla procedura di concordato preventivo con l'esclusione di parte del patrimonio personale dei soci non si può configurare come un'attività svolta nell'interesse dei creditori in quanto l'ipotesi fallimentare era evidentemente da preferire. (Giovanni Pieri) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 09 May 2019.
Effetti del deposito della domanda di concordato sull’aggiudicazione del bene in sede esecutiva.
Concordato preventivo – Procedura esecutiva pendente – Aggiudicazione del bene pignorato anteriore alla domanda di concordato – Diritto dell’aggiudicatario al trasferimento del bene – Pronuncia del decreto di trasferimento da parte del Giudice dell’esecuzione.
L’aggiudicazione del bene pignorato non è superata dal successivo deposito della domanda di concordato preventivo e, pertanto, ai sensi dell’art. 187 bis disp. att. c.p.c. l’aggiudicatario ha diritto alla pronuncia del decreto di trasferimento in suo favore, una volta versato il saldo prezzo. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 08 May 2019.
La domanda di concordato non fa sorgere automaticamente il diritto al DURC regolare.
Procedure concorsuali – Concordato preventivo – Presenza di contributi INPS e Inail non pagati – Diritto al DURC regolare – Esclusione.
[Il Tribunale ha rigettato la domanda della società diretta ad ottenere dagli enti previdenziali il rilascio di Durc regolare, nonostante il mancato pagamento di obbligazioni contributive antecedenti al deposito del ricorso per l'ammissione al concordato preventivo.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 03 May 2019.
Sul rispetto del criterio di formazione delle classi nel concordato fallimentare.
Concordato Fallimentare – Formazione delle classi – Degradazione dei crediti privilegiati incapienti – Giudizio del tribunale ex art. 125 l. fall. – Corretto utilizzo dei criteri di legge – Condizioni.
Qualora la proposta di concordato fallimentare contenga condizioni differenziate per singole classi di creditori, in ipotesi di incapienza dei crediti privilegiati la relativa quota degradata in chirografo deve essere classata a parte rispetto ai crediti chirografari ab origine: oltre alla diversa natura giuridica del credito, è infatti evidente l’interesse economico del creditore che ha già avuto soddisfatta una rilevante quota della pretesa a causa del suo privilegio; detto interesse è certamente diverso (attesa anche la maggiore disponibilità ad approvare il concordato) rispetto al creditore chirografario che si vede proporre un trattamento residuale; la sua posizione economica richiede quindi la formazione di una classe apposita, diversa da quella dei chirografari ab origine. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 02 May 2019.
Debitore concordatario che voglia impedire la presentazione di una proposta concorrente.
Fallimento – Concordato preventivo – Aumento di capitale – Proposta concorrente – Ammissibilità .
E’ ammissibile la proposta concorrente anche nel caso in cui sia previsto nel concordato un aumento di capitale, con il quale si realizzi in ultima analisi il trasferimento dell’azienda, potendosi comunque fare ricorso (in caso di mancata collaborazione dei soci, ove prevalga la proposta concorrente) all’ipotesi prevista dall’art. 185, co. 6, l.f., in combinato disposto con l’art. 163, co. 5, l.f., che consente la nomina di un amministratore giudiziario “ad acta”, per il compimento di tutto quanto occorra per la piena attuazione della proposta medesima. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 30 April 2019.
Procedura competitiva ex art. 163-bis l.fall. per ramo d’azienda comprende rapporti contrattuali con ente pubblico e clausola di gradimento.
Concordato preventivo – Procedura competitiva – Rapporti contrattuali compresi nell’azienda gestiti in associazione temporanea di impresa in presenza di clausola di gradimento – Ammissibilità della procedura.
E’ possibile disporre procedura competitiva ex art.163 bis l.fall. anche quando nel ramo d’azienda posto in vendita sono compresi rapporti contrattuali gestiti in ATI con altra impresa, nonostante la presenza di una clausola di gradimento inserita nel contratto di Associazione Temporanea, operando anche per questi contratti il subentro del cessionario del ramo d’azienda, posto che il contratto associativo è connotato dalla temporaneità dell'impegno e da vincolo soltanto interno, per cui la clausola di gradimento ha natura obbligatoria tra le parti ma non è opponibile al terzo acquirente del ramo d’azienda. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 24 April 2019.
Effetti della presentazione della domanda di concordato preventivo sulle esecuzioni mobiliari.
Concordato preventivo – Esecuzioni pendenti al momento della presentazione della domanda – Sospensione – Estinzione – improcedibilità – Omologa – Effetti.
Giusto il disposto degli art. 182, comma 5, e 168 legge fall., le cancellazioni dei pignoramenti e degli altri gravami esistenti sul bene dovranno essere ordinati dal giudice delegato della procedura di concordato a seguito della vendita del bene e dell’incasso del relativo prezzo da destinare alla soddisfazione dei creditori secondo le previsioni della proposta concordataria. (Piergiorgio Bonini) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 15 April 2019.
Concordato preventivo e criteri per la liquidazione del compenso ai c.d. pre-commissari di nomina facoltativa.
Concordato preventivo con riserva – Liquidazione del compenso ai c.d. pre-commissari – Ipotesi in cui non sia stata mai aperta la procedura per sopravvenuta dichiarazione di inammissibilità.
Per la liquidazione del compenso ai c.d. pre-commissari è applicabile il criterio residuale delle vacazioni ex artt. 4 L. 319/1980 e 1 D.M. 30/5/2002, che consente di commisurare il compenso alla quantità, qualità, complessità e durata delle attività effettivamente svolte e documentate. (Alfredo Montefusco) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 12 April 2019.
Concordato con riserva: per la liquidazione del compenso i pre-commissari sono equiparati agli ausiliari del giudice.
Procedure concorsuali – Concordato con riserva – Liquidazione del compenso ai cd. pre-commissari giudiziali – Applicazione analogica delle norme relative ai commissari giudiziali – Esclusione – Applicazione delle norme relative agli ausiliari del giudice – Affermazione.
In assenza di specifica previsione normativa, la liquidazione del compenso va effettuata in applicazione delle previsioni di cui alla disciplina generale in materia di liquidazione del compenso agli ausiliari del giudice. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 12 April 2019.
Domanda di concordato preventivo presentata dopo che sia stato omologato l'accordo di ristrutturazione dei debiti.
Accordo di ristrutturazione dei debiti - Omologa - Successiva domanda di ammissione al concordato preventivo - Ammissibilità - Fondamento.
La domanda di concordato preventivo ai sensi dell'art. 161, comma 1, l.fall. è ammissibile anche dopo che sia stato omologato l'accordo di ristrutturazione dei debiti sottoscritto dal medesimo imprenditore, in quanto il principio di alternatività delle procedure concorsuali, di cui all'art. 161, comma 6, l.fall., non trova applicazione nel caso di consecuzione delle stesse, restando preclusa al debitore – quando non abbia ottenuto l'ammissione al concordato ovvero l'omologa di un accordo – soltanto la possibilità di ripresentare nel biennio successivo una nuova domanda di concordato cd. con riserva. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 April 2019, n. 10106.
Concordato preventivo: opponibilità del patto di compensazione contestuale al deposito dei titoli a garanzia di finanziamento.
In tema di concordato preventivo, è opponibile il patto di compensazione stipulato contestualmente al deposito dei titoli acquistati presso la banca ed a garanzia del credito derivante dal finanziamento da questa concesso al debitore ammesso alla procedura se l'accordo stipulato contestualmente al finanziamento attribuiva alla banca il diritto di incamerare le somme riscosse, indipendentemente dal fatto che il debito dell'istituto di credito sia divenuto liquido ed esigibile dopo la domanda di concordato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 April 2019, n. 10091.
Concordato preventivo: nessun limite all'accertamento di crediti tributari pregressi e alla partecipazione della Amm. Finanziaria alla procedura concorsuale.
Concordato preventivo - Accertamento da parte dell'Amministrazione di crediti tributari pregressi all'apertura ed irrogazione di sanzioni - Ammissibilità - Fondamento.
L'apertura di una procedura di concordato preventivo non è ostativa né all'accertamento di crediti tributari pregressi mediante iscrizione a ruolo ed emissione della cartella, né all'irrogazione di sanzioni pecuniarie ed accessori, maturati fino a tale momento, poiché, per un verso, l'accertamento del credito da parte dell'Amministrazione finanziaria è condizione per la partecipazione della stessa alla procedura concorsuale e, per un altro, le sanzioni pecuniarie danno luogo ad un credito del Fisco per il fatto stesso che si sia verificata la violazione della legge tributaria, senza che assuma rilevanza l'assoggettamento dell'impresa ad una procedura concorsuale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 04 April 2019, n. 9440.
Concordato preventivo e proroga del termine per il deposito del piano e della documentazione in pendenza di istanze di fallimento.
Il termine di proroga previsto dall’art. 161 u.c. L.F. per una durata massima di 60 giorni, può essere concesso in misura inferiore alla stregua della valutazione discrezionale operata dall’Ufficio ed è espressamente qualificato dalla legge come perentorio e non ordinatorio. Pertanto, ove la proroga venga concessa per un termine inferiore a quello massimo di 60 giorni, lo stesso termine non può essere prorogato con un secondo provvedimento che allunghi tale termine fino al massimo consentito, in virtù del principio generale di improrogabilità dei termini perentori sancito dall’art. 153 c.p.c. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 04 April 2019.
Prestazioni del professionista attestatore nel concordato preventivo e valutazioni ai fini collocazione in prededuzione nel fallimento successivo.
Procedure concorsuali – Prestazioni effettuate dal professionista incaricato dal debitore nella fase di preparazione – Relazione di attestazione nel concordato preventivo – Prededuzione – Giudizio di rinvio.
L'utilità concreta per la massa dei creditori - a prescindere dal fatto che l'accesso alla procedura di concordato preventivo costituisce di per sè un vantaggio per i creditori ove si tenga conto degli effetti della consecuzione delle procedure, tra cui la cristallizzazione della massa e la retrodatazione del periodo sospetto ai fini dell'esperimento della revocatoria fallimentare, come ha ricordato Cass. n. 6031/2014 - non rientra invece nei requisiti richiesti e nelle finalità perseguite dalla norma in questione e non deve perciò essere in alcun modo indagata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 04 April 2019.
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