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Timestamp: 2019-05-22 18:35:44+00:00
Document Index: 42369987

Matched Legal Cases: ['art. 138', 'art.138', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 11', 'art. 138', 'art. 10', 'art. 138', 'art. 138', 'art. 138', 'art. 138']

Il procedimento referendario sul testo di legge costituzionale recante Modifiche alla Parte II della Costituzione
Pubblicazione notiziale nella Gazzetta ufficiale del testo di legge costituzionale approvata in seconda deliberazione con maggioranza inferiore a due terzi dei componenti di Camera o Senato
Il testo di legge costituzionale recante Modifiche alla Parte II della Costituzione è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 269 del 18 novembre 2005.
Richiesta di referendum costituzionale
Entro tre mesi dalla pubblicazione del testo della legge nella Gazzetta ufficiale
(entro il 18 febbraio 2006)
Il 23 novembre 2005, presso la Corte di cassazione, è stata raccolta la dichiarazione, resa da 36 cittadini che hanno eletto il domicilio in Roma presso l’Associazione Astrid, di voler promuovere una richiesta di referendum popolare ai sensi dell’art. 138 Cost. sul testo di legge costituzionale (annuncio nella Gazzetta ufficiale n. 274 del 24 novembre 2005).
Il 30 novembre 2005 il Presidente del Senato ha comunicato in Assemblea che il sen. Maconi ha avviato la procedura – ex art.138, secondo comma, Cost., disciplinata dagli artt. 4 e 6 della L. 352/1970 – per la richiesta di referendum da parte di un quinto dei componenti del Senato. La richiesta – prosegue la comunicazione – sarà depositata, dai senatori Angius, Boco e Bordon a ciò delegati, alla cancelleria della Corte di cassazione entro il 18 febbraio 2006, una volta raggiunto il quorum di 65 firme, per le quali saranno messi a disposizione dei senatori i relativi fogli per la sottoscrizione (Senato, Assemblea, seduta pomeridiana del 30 novembre 2005).
Il 1° dicembre 2005 il Presidente della Camera ha comunicato in Assemblea che l’on. Innocenti, in data odierna, ha presentato una richiesta al fine di dare corso alla procedura per la richiesta di referendum da parte di un quinto dei componenti della Camera dei deputati – disciplinata dagli artt. 4 e 6 della L. 352/1970 – sul testo di legge costituzionale. Nella richiesta sono indicati, ai sensi dell’art. 6, secondo comma, della L. 352/1970, come delegati a cura dei quali la richiesta di referendum sarà depositata presso la cancelleria della Corte di cassazione gli onorevoli Violante, Castagnetti e Giordano[1] (Camera, Assemblea, seduta del 1° dicembre 2005).
Il 13 dicembre 2005 il Presidente del Senato ha comunicato in Assemblea che in data 7 dicembre 2005 i fogli recanti le firme per la richiesta di referendum popolare sono stati consegnati, su richiesta degli stessi, ai senatori Gavino Angius, Stefano Boco e Willer Bordon, delegati a depositare la richiesta presso la cancelleria della Corte di cassazione, ai sensi dell’art. 6, secondo comma, della L. 352/1970. La Segreteria generale ha provveduto all’autenticazione delle firme degli onorevoli senatori, ai sensi dell’art. 6, primo comma, della citata L. 352/1970 (Senato, Assemblea, seduta pomeridiana del 13 dicembre 2005).
Il 1° febbraio 2006 l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha deliberato l’adozione di un atto di indirizzo sull’informazione in materia di raccolta delle firme per la promozione del referendum popolare, con cui si invitano le emittenti radiotelevisive pubbliche e private operanti in ambito nazionale a riservare nei programmi di informazione uno spazio adeguato allo svolgimento della raccolta delle firme per la promozione del referendum, osservando i princìpi di pluralismo, obiettività, completezza ed imparzialità dell’informazione (Gazzetta ufficiale n. 32 dell’8 febbraio 2006).
Il 10 febbraio 2006 i delegati di quindici consigli regionali (Sardegna, Campania, Lazio, Lombardia, Valle d’Aosta, Calabria, Toscana, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Liguria, Abruzzo) hanno depositato presso la Corte di cassazione, ai sensi dell’art. 11 della L. 352/1970, la richiesta di referendum ex art. 138 Cost. sul testo di legge costituzionale. Il Consiglio regionale della Sardegna ha assunto l’iniziativa ai sensi e per gli effetti dell’art. 10 della L. 352/1970 adottando la delibera n. 144 del 24 novembre 2005.
Il 15 febbraio 2006 sono state depositate presso la Corte di Cassazione due richieste di referendum ai sensi dell’art. 138 Cost. sul testo di legge costituzionale, la prima da parte dei senatori Angius, Boco e Bordon, la seconda da parte dei deputati Violante, Castagnetti e Giordano, sottoscritte rispettivamente da 112 senatori e da 248 deputati.
Il 16 febbraio 2006 è stata depositata presso la Corte di cassazione, da parte del consiglio regionale del Piemonte, una richiesta di referendum ex art. 138 Cost. sul testo di legge costituzionale.
Il 17 febbraio 2006 è stata depositata presso la Corte di cassazione, da parte del comitato promotore, una richiesta di referendum ex art. 138 Cost. sul testo di legge costituzionale.
Decisione dell’Ufficio centrale per il referendum che dichiara legittima la richiesta referendaria o contesta le irregolarità
Entro 30 giorni dalla presentazione della richiesta referendaria
(rispettivamente entro il 12, il 17, il 18 e il 19 marzo 2006)
L’Ufficio centrale per il referendum, con ordinanza del 21 febbraio 2006, ha dichiarato conformi alle norme dell’art. 138 Cost e della L. 352/1970 le due richieste di referendum presentate il 15 febbraio 2006 presso la cancelleria della Corte di cassazione dai senatori Angius ed altri e dai deputati Violante ed altri e ha disposto l’immediata comunicazione, in copia autentica, dell’ordinanza al Presidente della Repubblica, ai Presidenti delle Camere, al Presidente del Consiglio e al Presidente della Corte costituzionale e la notifica dell’ordinanza stessa ai presentatori (Camera, annuncio in Assemblea, 22 febbraio 2006).
L’Ufficio centrale per il referendum, con altra ordinanza del 21 febbraio 2006, ha dichiarato la legittimità della richiesta di referendum presentata dai consigli regionali il 10 e il 16 febbraio 2006 e ha ammesso il referendum, disponendo l’immediata comunicazione dell’ordinanza, in copia autentica, al Presidente della Repubblica, ai Presidenti delle Camere, al Presidente del Consiglio e al Presidente della Corte costituzionale e la notifica dell’ordinanza stessa ai delegati effettivi dei Consigli regionali (compreso il delegato della Regione Piemonte) (Camera, annuncio in Assemblea, 22 febbraio 2006).
L’Ufficio centrale per il referendum, con ordinanza del 16 marzo 2006, ha dichiarato la legittimità della richiesta di referendum presentata nella cancelleria della Corte di cassazione in data 17 febbraio 2006, e ha ammesso il referendum, disponendo l’immediata comunicazione dell’ordinanza, in copia autentica, al Presidente della Repubblica, ai Presidenti delle Camere, al Presidente del Consiglio e al Presidente della Corte costituzionale e la notifica dell’ordinanza stessa ai presentatori della richiesta di referendum (Camera, annuncio in Assemblea, 5 aprile 2006).
Nelle tre ordinanze citate l’Ufficio centrale per il referendum ha ammesso il referendum sul seguente quesito: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente Modifiche alla Parte II della Costituzione approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 269 del 18 novembre 2005?”
Conclusione dell’eventuale procedimento di contestazione, incluso il tempo per le deduzioni dei presentatori
Entro 22 giorni dalla decisione definitiva dell’Ufficio centrale per il referendum sulla legittimità della richiesta
Non si sono instaurati procedimenti di contestazione.
Decreto del Presidente della Repubblica di indizione del referendum
Entro 60 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza dell’Ufficio centrale per il referendum
(rispettivamente entro il 22 aprile e il 15 maggio 2006)
A seguito della deliberazione del Consiglio dei ministri adottata il 27 aprile 2006, il referendum è stato indetto con decreto del Presidente della Repubblica 28 aprile 2006 (pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 100 del 2 maggio 2006).
Il 24 maggio 2006 l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha deliberato, in base a quanto previsto dalla legge 28/2000 - le disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione, relative alla campagna per il referendum (Deliberazione 24 maggio 2006, n. 91/06/CSP, Gazzetta ufficiale n. 123 del 29 maggio 2006).
La Commissione parlamentare di vigilanza sui servizi radiotelevisivi non è giunta ad approvare l’analoga delibera recante disposizioni in materia di comunicazione politica, messaggi autogestiti e informazione della concessionaria pubblica, relative alla campagna per il referendum, in quanto la Commissione si è costituita nel settembre 2006.
Domenica compresa tra il 50° e il 70° giorno successivo al decreto di indizione
(da domenica 18 giugno a domenica 2 luglio 2006)
La data di svolgimento del referendum popolare è stata fissata per i giorni di domenica 25 e lunedì 26 giugno 2006.
Di seguito è riprodotta la scheda per il referendum costituzionale.
[1] Benché sia stato raggiunto il quorum costituzionale di un quinto dei componenti della Camera, l’on. Innocenti ha manifestato l’intenzione di far decorrere per intero il termine di tre mesi per la raccolta delle firme previsto dalla L. 352/1970.