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Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 24', 'art. 33', 'art. 24', 'art. 33', 'art. 24', 'art. 1', 'art. 33', 'art. 24']

Circolare: Modifiche alla disciplina sui permessi per l’assistenza ai portatori di handicap
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Giovedì 31 Marzo 2011 13:32	redazione
Direzione Generale del personale degli affari generali
Divisione 2 Reclutamento - Trattamento giuridico del personale
Prot. 13956 del 25/03/2011
Oggetto: art. 24 legge 4 novembre 2010 n. 183 - Modifiche alla disciplina sui permessi per l’assistenza ai portatori di handicap
Il legislatore con l’art. 24 della legge 4 novembre 2010 n. 183 è intervenuto sull’art. 33 della legge n. 104/1992, apportando una serie di modifiche per l’assistenza ai portatori di handicap in situazione di gravità.
In via preliminare, è necessario illustrare le novità più importanti della legge in questione.
Essa prevede, infatti:
la restrizione dei soggetti legittimati a fruire dei permessi per assistere persone in situazione di disabilità grave;
la non ammissibilità dell’alternatività tra più beneficiari, in quanto i permessi possono essere accordati soltanto ad un unico lavoratore. La sola eccezione è prevista per i genitori di figli con disabilità grave ai quali è riconosciuta la possibilità di fruire dei permessi alternativamente;
l’eliminazione dei requisiti della convivenza, della continuità ed esclusività dell’assistenza;
il diritto del lavoratore di scegliere, ove possibile e compatibilmente con il fabbisogno e le esigenze di servizio, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere;
la decadenza dal diritto alle agevolazioni in caso di accertamento di insussistenza dei requisiti richiesti dalla normativa in materia;
l’istituzione di una banca dati presso il Dipartimento della Funzione Pubblica.
2. SOGGETTI LEGITTIMATI
Alla luce della suddetta normativa, i permessi in argomento; spettano:
al dipendente in situazione di disabilità grave;
ad entrambi i genitori lavoratori dipendenti, alternativamente, per assistere il figlio, anche adottivo, portatore di handicap grave.
al dipendente per assistere uno dei seguenti familiari con disabilità grave:
parenti ed affini entro il 2° grado;
parenti ed affini di 3° grado solo qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap grave abbiano compiuto i 65 anni o siano affetti da patologie invalidanti1 o siano deceduti o mancanti2.
Presupposto necessario per la concessione dei permessi retribuiti a favore del dipendente avente titolo è l’assenza di ricovero a tempo pieno della persona affetta da grave disabilità. Il ricovero a tempo pieno si perfeziona quando la persona gravemente disabile è ricoverata per le intere 24 ore.
Qualora eccezionalmente si realizzino, in caso di ricovero a tempo pieno, le situazioni sotto elencate, i permessi in argomento saranno concessi e potranno essere utilizzati esclusivamente per assistere il disabile in tali fattispecie.
Pertanto la richiesta di fruizione dei permessi retribuiti di che trattasi dovrà essere accompagnata dalla specifica documentazione medica relativa al verificarsi del caso eccezionale.
Si considerano eccezioni le seguenti situazioni:
ricovero a tempo pieno del disabile in stato vegetativo persistente e/o in situazione terminale;
ricovero a tempo pieno di un minore con disabilità grave nei confronti del quale i sanitari della struttura che lo ospitano certificano la necessità di assistenza da parte di un genitore o di un familiare.
Si decade dal diritto nel caso in cui venga accertato dall’Amministrazione o dall’INPS il venir meno delle condizioni richieste o la loro insussistenza.
È di tutta evidenza che gli Uffici in indirizzo, in merito alla limitazione prevista dalla norma per i familiari di 3° grado, dovranno; verificare la sussistenza dei nuovi requisiti indicati nell’art. 24 della Legge n. 183/2010 chiedendo nuova documentazione agli interessati, ed in caso di insussistenza delle condizioni richieste, revocare la concessione dei permessi.
3. MODALITÀ DI FRUIZIONE
I suddetti permessi possono essere fruiti secondo le seguenti modalità:
18 ore mensili frazionabili da ripartire nelle giornate lavorative secondo le esigenze personali;
Il dipendente per l’assistenza a ciascun familiare (compreso il figlio di età superiore a tre anni) in situazione di disabilità grave ha la possibilità di fruire alternativamente di:
18 ore mensili da ripartire nelle giornate lavorative secondo le esigenze personali, frazionabili;
Trattandosi di istituti finalizzati all’assistenza del minore, inferiore a tre anni, in situazione di disabilità grave, la fruizione degli stessi deve intendersi alternativa e non cumulativa nell’arco del mese. Pertanto, nel mese in cui uno o entrambi i genitori, anche alternativamente, abbiano fruito di uno o più giorni di permesso ai sensi dell’art. 33 comma 3 della legge 104/1992, gli stessi non potranno beneficiare per il medesimo figlio delle ore di permesso giornaliero o del prolungamento del congedo parentale (eventualmente fruibile al termine dei 6 mesi di congedo parentale).
Nell’ipotesi di assistenza di un minore di età inferiore ai tre anni, il nuovo dettato normativo prevede, altresì, la possibilità di fruire dei permessi lavorativi in argomento, in alternativa ai genitori , anche per i parenti e gli affini aventi diritto, sempre nel limite previsto di tre giorni o 18 ore mensili frazionabili.
Al fine di omogeneizzare le modalità di richiesta dei benefici di cui trattasi, si allegano alla presente gli schemi di domanda predisposti dalla scrivente Direzione Generale per la fruizione dei permessi L.104 per dipendente disabile (All.1) ovvero per familiare disabile (All.2).
Pertanto i dipendenti interessati dovranno obbligatoriamente utilizzare i predetti modelli di domanda.
4. COSTITUZIONE BANCA DATI E COMUNICAZIONE TELEMATICA
Istruzioni per gli Uffici competenti
Come già precisato in precedenza, ai sensi dell’art. 24, comma 4, le amministrazioni, individuate dall’art. 1, comma 2, del d.l.vo n. 165/2001 dovranno comunicare al Dipartimento della Funzione Pubblica i seguenti dati, per via telematica entro il 31 marzo di ciascun anno:
nominativi dei dipendenti cui sono stati accordati i permessi ex art. 33 della legge n. 104/1992, compresi quelli dei lavoratori padri e delle lavoratrici madri, specificando se i permessi sono fruiti:
dal lavoratore con handicap in situazione di gravità;
dal lavoratore o della lavoratrice per l’assistenza al proprio figlio;
per l’assistenza al coniuge;
per l’assistenza a parenti od affini;
il nominativo della persona assistita, l’eventuale rapporto di lavoro con la Pubblica Amministrazione ed in caso positivo la sua denominazione, nonchè il comune di residenza dell’assistito;
il rapporto di coniugio, di maternità o paternità, parentela od affinità intercorrente tra chi ha usufruito dei permessi e la persona assistita;
l’età maggiore o minore dei tre anni del figlio per i permessi usufruiti dai genitori;
il numero dei giorni e delle ore di permesso fruiti da ogni lavoratore nel corso dell’anno precedente, distinto per ciascun mese.
Per l’avvio della procedura è necessario indicare al Dipartimento della Funzione Pubblica le strutture territoriali e periferiche autorizzate alla comunicazione telematica dei suddetti dati.
Si ritiene, quindi, che le strutture all’uopo deputate debbano essere:
Provveditorati Interregionali Sedi Principali (competenti anche per le rispettive sedi coordinate)
Direzioni Generali Territoriali (competenti per tutti gli Uffici periferici presenti sul territorio)
Direzioni Marittime (competenti per le rispettive Capitanerie di Porto e Uffici minori)
Pertanto sarà cura degli Uffici sopra elencati provvedere all’inserimento dei dati, compilando per via telematica la scheda di rilevazione per ciascun dipendente in servizio che fruisce dei benefici in questione. La predetta scheda e le modalità di inserimento dati sono illustrate nel sito web https://www.magellanopa.it/permessi104/default.aspx [ndr: link non più attivo].
Resta a carico della Scrivente l’avvio della procedura per l’accreditamento delle unità territoriali e periferiche dedicate all’inserimento e, pertanto, è necessario acquisire da ognuno degli Uffici in indirizzo, entro e non oltre il 31 marzo p.v., i seguenti dati, da comunicare a mezzo fax ai nn. 0641582567 o 0644123332:
codice fiscale della struttura;
nominativo del referente incaricato all’inserimento, unitamente all’indirizzo di posta elettronica, al codice fiscale e ai dati anagrafici.
A seguito dell’accreditamento, che verrà comunicato all’indirizzo di posta elettronica del referente individuato, ogni Ufficio provvederà ad avviare la procedura di inserimento, utilizzando il sito web sopra indicato.
Preso atto che, per quanto concerne la comunicazione dei dati per l’anno 2010, non potrà essere rispettata la tempistica che prevede l’inserimento degli stessi entro il 31 marzo di ogni anno, anche in relazione ai continui interventi nell’applicazione della normativa da parte dei competenti organi istituzionali, si rappresenta comunque che i dati in questione dovranno essere inseriti entro il 30 aprile c.a., compatibilmente con la comunicazione dell’avvenuto accreditamento.
In attesa di ricevere comunicazione dell’accreditamento, gli Uffici interessati vorranno iniziare a raccogliere i dati necessari per la compilazione della scheda di rilevazione.
Si invitano gli Uffici in indirizzo a notificare a tutto il personale, dietro ritiro della firma per presa visione il contenuto della presente circolare che verrà pubblicata nella sezione "Per i nostri dipendenti" sul sito di questo Ministero.
La presente circolare viene anticipata via fax.
Dott. Alberto MIGLIORINI
1Il Dipartimento della funzione pubblica, di concerto con il Ministero della salute, ha individuato le patologie invalidanti previste dall'art. 24 della legge n. 183/2010 in quelle, a carattere permanente, indicate dall'articolo 2, comma 1, let. d), numeri 1, 2 e 3 del decreto interministeriale del 21 luglio 2000, n. 278.
Pertanto, nell'ipotesi in cui il coniuge o i genitori del soggetto affetto da disabilità grave siano affetti dalle patologie sopra indicate, la legittimazione alla titolarità dei permessi è estesa ai parenti o affini entro il terzo grado.
La sussistenza delle patologie invalidanti dovrà risultare da idonea certificazione sanitaria, rilasciata dal medico specialista del servizio sanitario nazionale o dal medico di medicina generale o dalla struttura sanitaria in caso di ricovero o intervento chirurgico, con specifica altresì che la patologia lamentata rientra tra quelle indicate nel decreto interministeriale del 21 luglio 2000 n. 278. La predetta documentazione, da allegare alla domanda in busta chiusa , sarà trattata ai sensi del D.lgs. n. 196/2003 (trattamento dati sensibili) e dovrà essere attentamente valutata ed acquisita agli atti dell'Ufficio legittimato al rilascio della concessione dei permessi retribuiti di che trattasi.
2È importante, al riguardo, segnalare come il Dipartimento della funzione pubblica abbia evidenziato che "si ritiene corretto ricondurre al concetto di assenza, oltre alle situazioni di assenza naturale e giuridica in senso stretto (celibato o stato di figlio naturale non riconosciuto), le situazioni giuridiche ad esse assimilabili che abbiano carattere stabile e certo, quali il divorzio, la separazione legale e l'abbandono, risultanti da documentazione dell'autorità giudiziaria o di altra pubblica autorità". Si evidenzia inoltre che la possibilità di estendere dal secondo al terzo grado di parentela/affinità la concessione dei permessi retribuiti si concretizza anche nell'ipotesi in cui anche uno solo dei soggetti previsti dalla norma (coniuge, genitore) si trovi nelle situazioni di assenza, decesso, patologie invalidanti; tale interpretazione è motivata con l'analisi letterale della norma laddove viene utilizzata la congiunzione disgiuntiva ("qualora i genitori o il coniuge").
Ultimo aggiornamento Lunedì 26 Giugno 2017 15:37