Source: http://newmicro.altervista.org/?p=7536
Timestamp: 2020-08-11 11:21:13+00:00
Document Index: 118161872

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 9', 'art. 14', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 9']

Etica e (ri)organizzazione del territorio | NEWMICRO
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Lasorveglianza è un elemento fondamentale della sanità pubblica, specialmente nell’ambito delle attività di prevenzione e controllo delle malattie infettive. Consente alle autorità sanitarie di fare stime epidemiologiche e fornisce la conoscenza necessaria per pianificare interventi sulla popolazione. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la definisce come la raccolta, analisi e interpretazione sistematiche e continue di quei dati, relativi alla salute, necessari per la pianificazione, implementazione e valutazione delle pratiche assistenziali.
In situazioni emergenziali, le misure di controllo poste in essere per la tutela della salute pubblica, possono imporre restrizioni al singolo individuo, tracciando nuovi e temporanei confini alla sua libertà. Semplificando la complessità della situazione e volendo far riferimento ai cosiddetti “principi” classici della bioetica, l’emergenza ha costretto ad attenuare l’enfasi sul principio di autonomia al fine di salvaguardare il rispetto dei principi di giustizia e di “beneficialità”.
Nell’implementazione dei singoli interventi è necessario sia sempre garantito un adeguato bilanciamento, tra l’efficacia epidemiologica ed il rispetto dei diritti fondamentali delle persone. Delineando alcune misure di contenimento attuate per contrastare la pandemia, questi documenti rilevano l’importanza di promuovere la riflessione etico-giuridica, nel contesto degli interventi di tutela della salute pubblica e facendo costante riferimento a valori condivisi.
La “International Health Regulations” (IHR) spiega la sorveglianza, durante le epidemie infettive, come la raccolta e l’analisi, continue e sistematiche, di dati, con conseguente pronta divulgazione delle informazioni utili alla valutazione della risposta di sanità pubblica. Le attività di sorveglianza fungono da sistema di allarme rapido, consentono di documentare l’impatto di un intervento e di monitorare lo stato epidemiologico delle patologie, supportando politiche e strategie sanitarie adeguate.
È possibile individuare tre fasi principali:
progettazione e pianificazione del sistema;
raccolta, analisi e interpretazione delle informazioni;
utilizzo dei dati, mediante diffusione e applicazione di programmi specifici.
La sorveglianza territoriale e l’ingente intromissione nella sfera personale degli individui che, nel caso di alcune proposte tecnologiche, può tradursi anche nel tracciamento degli spostamenti fisici quotidiani, investono di ampia responsabilità le istituzioni chiamate a rappresentare in sé un riferimento di affidabilità e competenza.
In uno Stato democratico, la fiducia nelle istituzioni da parte dei membri della comunità, costituisce la premessa fondamentale per raggiungere un livello adeguato di aderenza alle disposizioni emanate dai decisori politici, nonché per sviluppare una responsabilizzazione ed un atteggiamento di mutua reciprocità e solidarietà, con particolare attenzione alle categorie più fragili.
L’instabilità strutturale che caratterizza le situazioni di emergenza sanitaria, governate dal fattore urgenza, non deve far perdere di vista l’inderogabile necessità di coinvolgere i cittadini: essi devono essere adeguatamente informati, attraverso una comunicazione puntuale, affidabile e che risulti comprensibile ad ognuno.
È di cruciale rilevanza etica che il rispetto verso i diritti delle singole persone, in quanto tali e della collettività in quanto insieme di individui, sia garantito soprattutto nel contesto emergenziale, quando le criticità non rimangono mai limitate agli aspetti sanitari. Il Comitato Nazionale di Bioetica ha definito la cornice di riferimento entro cui muoversi, con un proprio documento. La pandemia ha inciso sull’assetto organizzativo e assistenziale del SSN attraverso complessi interventi in ambito ospedaliero.
Non di meno può dirsi per la medicina territoriale: il Medico di Medicina Generale è stato “segnato” pesantemente dalla diffusione di COVID-19. Alcuni dilemmi etico-clinici, presenti nella nuova quotidianità della pratica del MMG, sono il tema del Rapporto ISS n.35 che affronta sia la situazione esistente, sia le valutazioni prospettiche di un cambiamento che rispetti i valori portanti della relazione con il paziente, i famigliari e la società, nonché la sicurezza individuale e collettiva.
In ogni ipotesi di gestione del rischio epidemico, oltre a identificare rapidamente i casi sospetti, testarli, isolarli e trattare i casi confermati, è cruciale l’individuazione dei soggetti che abbiano avuto contatti stretti, con i casi confermati, affinché si possa provvedere alle misure preventive, di quarantena e di interruzione della catena di trasmissione. Nella situazione epidemica da COVID-19, in assenza di un vaccino preventivo, l’unica strategia attualmente disponibile per il controllo dell’infezione, è la pronta identificazione dei soggetti infetti con stretto isolamento per almeno due settimane dall’inizio dei sintomi (o dalla raccolta del campione positivo), accompagnato dalla ricerca attiva dei contatti durante il periodo di contagiosità (tracciatura “by app-Immuni”).
In condizioni di emergenza, il ruolo di tutti gli operatori di sanità pubblica presenti a livello territoriale, diventa essenziale affinché siano rilevati e resi disponibili tempestivamente i dati utili. Il personale deve essere appositamente formato e messo in condizione di agire coerentemente, all’interno di un sistema complesso, che risponde a regole chiare e condivise.
I soggetti operanti nell’ambito del Servizio nazionale di Protezione Civile e delle strutture operative connesse, possono realizzare, nel rispetto dei principi stabiliti dall’art. 5 (finalità, proporzionalità, minimizzazione, ecc.) del Regolamento UE 679/2016 – GDPR, trattamenti di dati personali anche appartenenti alle categorie particolari di cui all’art. 9 del GDPR (ex dati sensibili), necessari per l’espletamento della funzione di protezione civile nel contesto dell’emergenza. Tali dati possono essere comunicati a soggetti pubblici e privati, nel caso in cui ciò risulti indispensabile, ai fini del contenimento dell’epidemia.
L’art. 14 decreto legge 9 marzo 2020, n. 149, ha riformulato tale disposizione, rimarcandone il carattere temporaneo e ribadendo che:
i dati personali, comuni e ‘sensibili’, possono essere trattati e avere una circolazione interna agli organi deputati al contrasto dell’emergenza;
i medesimi dati possono essere comunicati ad altri soggetti pubblici;
al trattamento si applicano i principi di cui all’art. 5 GDPR;
il conferimento di incarichi di trattamento, ai sensi dell’art. 2-quaterdecies del Codice in materia di protezione, potrà avvenire con modalità semplificate (anche oralmente);
nel quadro di tali attività, le autorità sanitarie e gli altri soggetti autorizzati, qualora trattino dati raccolti presso l’interessato medesimo, possono omettere o rendere in forma semplificata l’informativa prescritta dall’art. 13 GDPR.
Per ricostruire il sistema della sorveglianza, è opportuno fare cenno ad almeno altre due ordinanze. La prima, del Ministero della Salute, del 21 febbraio 2020, riguarda la sorveglianza attiva dei soggetti a rischio contagio. L’art. 3, nel ribadire che i dati personali raccolti nell’ambito delle attività di sorveglianza, vengono trattati dall’Autorità sanitaria competente per motivi di interesse pubblico (lett. i dell’art. 9, par. 2, GDPR), stabilisce che il termine di conservazione è di 60 giorni dalla raccolta. La seconda, del Dipartimento della Protezione Civile del 27 febbraio 2020, estende ampiamente la platea dei titolari del trattamento, la tipologia dei dati raccolti, nonché la direzione (in entrata e in uscita) del flusso comunicativo.
Sito WHO – Etica : Pubblicazioni https://www.who.int/ethics/publications/en/
WHO – Global Health Ethics – Key Issues – 2015 ISBN: 978 92 4 154911 0 https://apps.who.int/iris/bitstream/handle/10665/164576/9789240694033_eng.pdf?sequence=1
WHO – Guidelines on Ethical Issues in Public Health Surveillance 2017 https://apps.who.int/iris/bitstream/handle/10665/255721/9789241512657-eng.pdf?sequence=1
Rapporto n.34/2020 ISS – Gruppo di Lavoro Bioetica. Sorveglianza territoriale e tutela della salute pubblica: alcuni aspetti etico-giuridici – Istituto Superiore di Sanità, maggio 2020 (in PDF allegato)
Rapporto n.35/2020 – ISS – Gruppo di Lavoro Bioetica. Il Medico di Medicina Generale e la pandemia di COVID-19: alcuni aspetti di etica e di organizzazione – Istituto Superiore di Sanità, maggio 2020. (in PDF allegato)
Comitato Nazionale di Bioetica – COVID-19: Salute Pubblica, libertà individuale, solidarietà sociale – Consiglio dei Ministri, maggio 2020 (in PDF allegato)
Sanitario, cura te stesso http://newmicro.altervista.org/?p=7450
Rapporto n.34/2020 ISS – Gruppo di Lavoro Bioetica. Sorveglianza territoriale e tutela della salute pubblica: alcuni aspetti etico-giuridici – Istituto Superiore di Sanità, maggio 2020 (Pdf)
Rapporto n.35/2020 – ISS – Gruppo di Lavoro Bioetica. Il Medico di Medicina Generale e la pandemia di COVID-19: alcuni aspetti di etica e di organizzazione – Istituto Superiore di Sanità, maggio 2020 (Pdf)
Comitato Nazionale di Bioetica – COVID-19: Salute Pubblica, libertà individuale, solidarietà sociale – Consiglio dei Ministri, maggio 2020 (Pdf)