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Timestamp: 2020-08-10 18:24:09+00:00
Document Index: 11927584

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 306', 'art. 390', 'art. 391', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 24510 del 17/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24510 del 17/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 17/10/2017, (ud. 20/09/2017, dep.17/10/2017), n. 24510
sul ricorso 17565-2015 proposto da:
C.C., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA TACITO n.
23, presso lo studio dell’avvocato CINZIA DE MICHELI, che la
rappresenta e difende unitamente all’avvocato ROBERTO CARAPELLE;
avverso la sentenza n. 19/2015 della CORTE D’APPELLO di TORINO,
con la sentenza impugnata la Corte di appello di Torino ha rigettato l’appello proposto dal Ministero della Istruzione, Università e Ricerca contro la sentenza del Tribunale che, in accoglimento della domanda proposta dall’odierna parte intimata, aveva condannato il Ministero a pagare a quest’ultima le differenze retributive conseguenti all’accertamento del suo diritto alla progressione stipendiale attribuita ai docenti di ruolo, sulla base del principio di non discriminazione tra lavoratori a tempo determinato e lavoratori a tempo indeterminato, come sancito dall’art. 4 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato;
per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca;
il MIUR ha depositato rinuncia al ricorso notificata alla controparte; il Collegio ha deliberato di adottare una motivazione semplificata.
la rinuncia al ricorso è stata notificata alla controparte costituita, ma non risulta accettata: tale circostanza, non applicandosi l’art. 306 c.p.c. al giudizio di cassazione, non rileva ai fini dell’estinzione del processo;
la rinunzia al ricorso per cassazione, invero, non ha carattere cosiddetto accettizio, nel senso che non richiede l’accettazione della controparte per essere produttiva di effetti processuali (Cass. 23 dicembre 2005, n. 28675; Cass. 15 ottobre 2009, n. 21894; Cass. 5 maggio 2011, n. 9857; Cass. 26 febbraio 2015, n. 3971), ma carattere recettizio, esigendo l’art. 390 c.p.c. che essa sia notificata alle parti costituite o comunicata ai loro avvocati che vi appongono il visto (cfr. Cass., Sez. Un., 18 febbraio 2010, n. 3876; Cass. 31 gennaio 2013, n. 2259);
l’accettazione della controparte rileva unicamente quanto alla regolamentazione delle spese, stabilendo l’art. 391 c.p.c., comma 2 che, in assenza di accettazione, la sentenza che dichiara l’estinzione può condannare la parte che vi ha dato causa alle spese;
nella specie, ritiene la Corte che alla declaratoria di estinzione del processo non debba seguire la condanna alle spese, le quali devono invece essere compensate in considerazione della novità e della complessità delle questioni non ancora risolte, al momento dell’introduzione del giudizio di cassazione, da questa Corte con le sentenze nn. 22558 e 23868 del 2016;