Source: http://firenze.sentenze.ilcaso.it/riviste/IT/legittimita
Timestamp: 2020-03-31 10:07:31+00:00
Document Index: 13355823

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 595', 'art. 4', 'art. 132', 'art. 407']

Internet & Technology Law Review - Legittimità
Efficacia di cosa giudicata del provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali.
Personalità (diritti della) – Riservatezza – Provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali – Mancata opposizione ex artt. 151 e 152 del d.lgs. n. 196/2003 – Successivo giudizio risarcitorio per lesione del diritto alla riservatezza ed alla protezione dei dati personali – Efficacia di giudicato del detto provvedimento – Esclusione – Fondamento.
Il provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali, che abbia accertato l’illegittimità della raccolta e della diffusione di determinati dati personali e che non sia stato opposto ai sensi degli artt. 151 e 152 del d.lgs. n. 196 del 2003 (cd. “codice della privacy”), mai può acquistare un'efficacia (equiparabile a quella) di cosa giudicata nel separato giudizio che l’interessato abbia successivamente instaurato, dinanzi all’autorità giudiziaria ordinaria, per ottenere il risarcimento dei danni asseritamente provocatigli dalla lesione del diritto alla riservatezza ed alla protezione di quei dati, atteso che la natura amministrativa dell’organo e del relativo procedimento non pone il Garante in una posizione di terzietà assimilabile a quella assicurata dal giudice nel processo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 25 May 2017, n. 13151.
Responsabilità disciplinare del magistrato ed espressioni sconvenienti su blog internet.
Ordinamento giudiziario – Disciplina della magistratura – Procedimento disciplinare – In genere – Espressioni sconvenienti, “in incertam personam”, rese in un forum di discussione su blog internet – Illecito ex art. 2, comma 1, lett. d), del d.lgs. n. 109 del 2006 – Inconfigurabilità – Ragioni.
In tema di responsabilità disciplinare del magistrato, le espressioni sconvenienti rivolte “in incertam pesonam”, in occasione di un intervento ad un forum di discussione su un blog internet attinente ai temi della giustizia, non integrano l’illecito di cui all’art. 2, comma 1, lett. d), del d.lgs. n. 109 del 2006, il quale postula che la condotta disciplinarmente rilevante sia posta in essere nell’esercizio delle funzioni, atteso che la manifestazione del pensiero di un magistrato costituisce espressione di una libertà costituzionale che rimane tale, e non diventa esercizio di funzione giurisdizionale, anche allorquando abbia ad oggetto opinioni relative a temi inerenti l’organizzazione di un ufficio giudiziario ed il suo funzionamento, e sempre che non si espliciti attraverso riferimenti individualizzati (nel qual caso, ricorrendo la natura ingiuriosa delle espressioni utilizzate, potrebbe configurarsi il delitto di cui all’art. 595 c.p.c. e l’illecito di cui all’art. 4, lettera d), del d.lgs. n. 109 del 2006). (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 17 March 2017, n. 6965.
Competenza in materia di tutela dei diritti di privativa.
Azioni per la tutela dei diritti di privativa – Competenza .
In materia di azioni per la tutela dei diritti di privativa, nel caso in cui la condotta lesiva consista nella pubblicizzazione di un prodotto su un sito web, il luogo ove “i fatti sono stati commessi” va individuato in quello di stabilimento dell’inserzionista, trattandosi del luogo in cui è stato deciso ed avviato il processo tecnico finalizzato alla visualizzazione dell’annuncio commerciale; in alternativa, è competente il Tribunale del luogo in cui ha sede la società che gestisce il sito web. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 01 March 2017, n. 5254.
Utilizzo dei dati del traffico telefonico.
Ai sensi dell’art. 132, commi 2 e 3, del d.lgs. n. 196 del 2003 - nel testo, utilizzabile “ratione temporis”, risultante dalle modifiche apportategli dal d.l. n. 144 del 2005, conv., con modif. dalla l. n. 155 del 2005 - trascorso il primo termine di ventiquattro mesi, è precluso l’utilizzo dei dati del traffico telefonico, nonché l’accesso agli stessi, da parte dei privati, per finalità di repressione dei reati diversi da quelli di cui all’art. 407, comma 2, lett. a), c.p.p.. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 28 January 2016, n. 1625.
Il giornale on line è soggetto alla stessa disciplina di quello cartaceo.
Stampa - Giornale on line - Sequestro preventivo - Esclusione.
Il giornale on line, al pari di quello cartaceo, non può essere oggetto di sequestro preventivo, eccettuati i casi tassativamente previsti dalla legge, tra i quali non è compreso il reato di diffamazione a mezzo stampa. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 17 July 2015, n. 31022.
Diffamazione posta in essere attraverso l'utilizzo della posta elettronica o di Facebook.
Diffamazione a mezzo stampa - Potenzialità del mezzo utilizzato a raggiungere una pluralità di persone - Utilizzo della funzione "forward" della posta elettronica - Utilizzo di Facebook.
La diffusione di un messaggio con le modalità consentite dall'utilizzo di una bacheca Facebook è potenzialmente idoneo a raggiungere un numero indeterminato di persone, per cui, nel caso il messaggio abbia un contenuto offensivo, la condotta integra i requisiti del reato di diffamazione a mezzo stampa di quell'articolo 595, comma 3, c.p.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 08 June 2015, n. 24431.
Accesso abusivo ad un sistema informatico e rilevanza delle disposizioni impartite dal titolare del sistema.
Accesso abusivo ad un sistema informatico - Pubblico ufficiale - Rilevanza delle disposizioni impartite dal titolare del sistema - Direzione finalistica della condotta soggettivamente intesa - Irrilevanza - Violazione della regola di imparzialità e trasparenza amministrative - Irrilevanza.
Il parametro di riferimento per la valutazione dell’accesso abusivo ad un sistema informatico rilevante ai sensi dell’articolo 645 ter c.p. non è costituito dall’attività amministrativa, la quale persegue fini determinati dalla legge ed è retta da criteri di economicità, efficacia, imparzialità, pubblicità, e trasparenza, bensì dalle disposizioni impartite dal dominus loci, non essendo identificabile l’abusività dell’accesso al sistema informatico nella violazione della regola di imparzialità e trasparenza che regge l’azione amministrativa. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 24 October 2014, n. 44390.
Collegamento negoziale? Vendita di PC e licenza d’uso di sistema operativo.
Non sussiste un’ipotesi di collegamento negoziale tra i contratti di compravendita di un “notebook” e di una licenza d’uso di sistema operativo, non essendo gli stessi diretti a realizzare uno scopo pratico unitario, sicché, ove l’acquirente esprima – all’avvio del computer – una manifestazione negativa di volontà all’uso di detto sistema, essa è destinata a ripercuotersi esclusivamente nel contratto in cui è stata manifestata, non comportando lo scioglimento dell’intera operazione. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 11 September 2014, n. 19161.