Source: http://gazzette.comune.jesi.an.it/2005/257/1.htm
Timestamp: 2019-03-23 12:49:13+00:00
Document Index: 173111317

Matched Legal Cases: ['art. 87', 'art. 117', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 17', 'art. 399', 'art. 401', 'art. 17', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 456', 'art. 20', 'art. 35', 'art. 39', 'art. 3', 'arto\n2', 'art. 5', 'art. 16', 'art. 11', 'art. 448', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 117', 'art. 7']

DECRETO LEGISLATIVO 17 ottobre 2005, n.227 - Definizione delle norme generali in materia di formazione degli insegnanti ai fini dell'accesso all'insegnamento, a norma dell'articolo 5 della legge 28 marzo 2003, n. 53.
DECRETO LEGISLATIVO 17 ottobre 2005, n.227
Vista la legge 28 marzo 2003, n. 53 recante delega al Governo per
professionale, ed in particolare gli articoli 1 e 5;
dell'omonimo Istituto, a norma degli articoli 1 e 3 della legge
Vista la legge 15 maggio 1997, n. 127, e successive modificazioni,
ed in particolare l'articolo 17, comma 95;
adottata nella riunione del 25 febbraio 2005;
Considerato che nella seduta del 28 luglio 2005 della Conferenza
unificata, di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e'
stata registrata la mancata intesa sull'articolo 2, comma 5, relativo
alla possibilita' per le Regioni di utilizzare, per l'accesso
all'insegnamento dei percorsi di istruzione e formazione
professionale, il canale formativo previsto dallo schema stesso;
riunione del 3 agosto 2005, con la quale si e' provveduto a
stralciare dal testo dello schema la norma sulla quale non si e'
realizzata l'intesa, rinviando ad un successivo decreto legislativo
correttivo le modalita' della predetta utilizzazione;
Acquisiti i pareri delle Commissioni 7ª e 5ª del Senato della
Repubblica, resi, rispettivamente, in data 5 ottobre 2005 e
12 ottobre 2005, e delle Commissioni VII e V della Camera dei
deputati, resi in data 11 ottobre 2005;
finanze, con il Ministro per la funzione pubblica e con il Ministro
Finalita' della formazione iniziale dei docenti
1. I docenti delle varie comunita' di apprendimento sono i
protagonisti, insieme agli alunni, del processo educativo e svolgono
un ruolo attivo nel cambiamento del sistema di istruzione e
2. La formazione iniziale e permanente dei docenti della scuola
dell'infanzia, del primo e del secondo ciclo del sistema educativo di
istruzione e formazione e' finalizzata a valorizzare l'attitudine
all'insegnamento e la professionalita' docente, che si esplica nella
competenza disciplinare e didattica, nella capacita' di relazionarsi
con tutte le componenti dell'istituzione scolastica e nel rispetto
dei principi deontologici.
3. La formazione sostiene e qualifica la funzione docente nei suoi
essenziali aspetti cognitivi e pedagogici, di autonomia professionale
e di liberta' di insegnamento, indirizzandola verso il conseguimento
di obiettivi formativi da sottoporre a verifiche e valutazioni
oggettive con riguardo sia alla progressione del rendimento che agli
4. Il percorso di formazione iniziale dei docenti e' affidato alle
universita' ed alle istituzioni di alta formazione artistica,
musicale e coreutica, che a tal fine si raccordano con le istituzioni
di istruzione e formazione, ed e' preordinato al conseguimento
dell'abilitazione all'insegnamento.
5. Ai fini dell'accesso ai ruoli organici del personale docente
delle istituzioni scolastiche statali, ferme restando le disposizioni
previste dall'articolo 399, comma 1, del testo unico delle
alle scuole di ogni ordine e grado di cui al decreto legislativo
16 aprile 1994, n. 297, che riservano il 50 per cento dei posti
disponibili e vacanti ai docenti iscritti alle graduatorie
permanenti, con decreto del Ministro dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca sono banditi, per il restante 50 per
cento dei posti, i concorsi per titoli ed esami.
6. A partire dall'anno scolastico successivo a quello di
conclusione dei primi corsi istituiti come previsto dall'articolo 2,
il possesso dell'abilitazione di cui al comma 4, attestato
dall'iscrizione negli albi regionali di cui all'articolo 5,
costituisce, unitamente alla valutazione positiva dell'anno di
applicazione svolto ai sensi dell'articolo 6, requisito esclusivo per
l'ammissione ai concorsi a posti di insegnamento nelle scuole
statali, di cui al comma 5, da bandire a cadenza almeno triennale
secondo le esigenze della programmazione, nel rispetto dell'autonomia
dell'articolo 10, comma 3, del testo unico delle
stabilisce che essa non puo' avvenire, se non con
L'art. 87, comma quinto, della Costituzione conferisce
- Si riporta il testo dell'art. 117 Costituzione:
disciplinari da leggi dello Stato».
- Si riporta il testo degli articoli 1 e 5 della legge
28 marzo 2003, n. 53 (Delega al Governo per la definizione
delle norme generali sull'istruzione e dei livelli
essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e
formazione professionale):
province, in relazione alle competenze, conferite ai
diversi soggetti istituzionali, e dell'autonomia delle
istituzioni scolastiche, uno o piu' decreti legislativi per
la definizione delle norme generali sull'istruzione e dei
del diritto - dovere di istruzione e formazione;
vigore.»
«Art. 5 (Formazione degli insegnanti). - 1. Con i
decreti di cui all'art. 1 sono dettate norme sulla
formazione iniziale dei docenti della scuola dell'infanzia,
del primo ciclo e del secondo ciclo, nel rispetto dei
a) la formazione iniziale e' di pari dignita' per
tutti i docenti e si svolge nelle universita' presso i
corsi di laurea specialistica, il cui accesso e'
programmato ai sensi dell'art. 1, comma 1, della legge
2 agosto 1999, n. 264, e successive modificazioni. La
programmazione degli accessi ai corsi stessi e' determinata
ai sensi dell'art. 3 della medesima legge, sulla base della
previsione dei posti effettivamente disponibili, per ogni
ambito regionale, nelle istituzioni scolastiche;
b) con uno o piu' decreti, adottati ai sensi
anche in deroga alle disposizioni di cui all'art. 10, comma
2, e all'art. 6, comma 4, del regolamento di cui al decreto
sono individuate le classi dei corsi di laurea
specialistica, anche interfacolta' o interuniversitari,
finalizzati anche alla formazione degli insegnanti di cui
alla lettera a) del presente comma. Per la formazione degli
insegnanti della scuola secondaria di primo grado e del
secondo ciclo le classi predette sono individuate con
riferimento all'insegnamento delle discipline impartite in
tali gradi di istruzione e con preminenti finalita' di
approfondimento disciplinare. I decreti stessi disciplinano
le attivita' didattiche attinenti l'integrazione scolastica
degli alunni in condizione di handicap; la formazione
iniziale dei docenti puo' prevedere stage all'estero;
c) l'accesso ai corsi di laurea specialistica per la
formazione degli insegnanti e' subordinato al possesso dei
requisiti minimi curricolari, individuati per ciascuna
classe di abilitazione nel decreto di cui alla lettera b) e
all'adeguatezza della personale preparazione dei candidati,
verificata dagli atenei;
d) l'esame finale per il conseguimento della laurea
specialistica di cui alla lettera a) ha valore abilitante
per uno o piu' insegnamenti individuati con decreto deI
e) coloro che hanno conseguito la laurea
specialistica di cui alla lettera a), ai fini dell'accesso
nei ruoli organici del personale docente delle istituzioni
scolastiche, svolgono, previa stipula di appositi contratti
di formazione lavoro, specifiche attivita' di' tirocinio. A
tale fine e per la gestione dei corsi di cui alla lettera
a), le universita', sentita la direzione scolastica
regionale, definiscono nei regolamenti didattici di ateneo
l'istituzione e l'organizzazione di apposite strutture di
ateneo o d'interateneo per la formazione degli insegnanti,
cui sono affidati, sulla base di convenzioni, anche i
f) le strutture didattiche di ateneo o d'interateneo
di cui alla lettera e) promuovono e governano i centri di
eccellenza per la formazione permanente degli insegnanti,
definiti con apposito decreto del Ministro dell'istruzione
g) le strutture di cui alla lettera e) curano anche
la formazione in servizio degli insegnanti interessati ad
assumere funzioni di supporto, di tutorato e di
coordinamento dell'attivita' educativa, didattica e
gestionale delle istituzioni scolastiche e formative.
2. Con i decreti di cui all'art. 1 sono dettate norme
anche sulla formazione iniziale svolta negli istituti di
alta formazione e specializzazione artistica, musicale e
coreutica di cui alla legge 21 dicembre 1999, n. 508,
relativamente agli insegnamenti cui danno accesso i
relativi diplomi accademici. Ai predetti fini si applicano,
con i necessari adattamenti, i principi e criteri direttivi
3. Per coloro che, sprovvisti dell'abilitazione
all'insegnamento secondario, sono in possesso del diploma
biennale di specializzazione per le attivita' di sostegno
di cui al decreto ministeriale 24 novembre 1998 del
Ministro della pubblica istruzione, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 131 del 7 giugno 1999, e al decreto
del Presidente della Repubblica 31 ottobre 1975, n. 970,
nonche' del diploma di laurea o del diploma di istituto
superiore di educazione fisica (ISEF) o di Accademia di
belle arti o di Istituto superiore per le industrie
artistiche o di Conservatorio di musica o Istituto musicale
pareggiato, e che abbiano superato le prove di accesso alle
scuole di specializzazione all'insegnamento secondario, le
scuole medesime valutano il percorso didattico
teorico-pratico e gli esami sostenuti per il conseguimento
del predetto diploma di specializzazione ai fini' del
riconoscimento dei relativi crediti didattici, anche per
consentire loro un'abbreviazione del percorso degli studi
della scuola di specializzazione previa iscrizione in
sovrannumero al secondo anno di corso della scuola. I corsi
di laurea in scienze della formazione primaria di cui
all'art. 3, comma 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341,
valutano il percorso didattico teorico-pratico e gli esami
sostenuti per il conseguimento del diploma biennale di
specializzazione per le attivita' di sostegno ai fini del
riconoscimento dei relativi crediti didattici e
dell'iscrizione in soprannumero al relativo anno di corso
stabilito dalle autorita' accademiche, per coloro che, in
possesso di tale titolo di specializzazione e del diploma
di scuola secondaria superiore, abbiano superato le
relative prove di accesso. L'esame di laurea sostenuto a
conclusione dei corsi in scienze della formazione primaria
istituiti a norma dell'art. 3, comma 2, della legge
19 novembre 1990, n. 341, comprensivo della valutazione
delle attivita' di tirocinio previste dal relativo percorso
formativo, ha valore di esame di Stato e abilita
all'insegnamento, rispettivamente, nella scuola materna o
dell'infanzia e nella scuola elementare o primaria. Esso
consente altresi' l'inserimento nelle graduatorie
permanenti previste dall'articolo 401 del testo unico di
cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e
successive modificazioni. Al fine di tale inserimento, la
tabella di valutazione dei titoli e' integrata con la
previsione di un apposito punteggio da attribuire al voto
di laurea conseguito. All'art. 3, comma 2, della legge
19 novembre 1990, n. 341, le parole: «I concorsi hanno
funzione abilitante» sono soppresse.».
- La legge 28 marzo 2003, n. 53 reca: «Delega al
- Si riporta il testo dell'art. 17, comma 95 della
«95. L'ordinamento degli studi dei corsi universitari,
comma 1 e 4, comma 1, e 4, comma 1, della legge 19 novembre
1990, n. 341, anche modificando gli ordinamenti e la durata
di quelli di cui al decreto legislativo 8 maggio 1998, n.
178, in corrispondenza di attivita' didattiche di base,
e' stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana - serie generale - n. 266 del
- Si riporta il testo dell'art. 399, comma 1, del testo
unico approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994, n.
«Art. 399 (Accesso ai ruoli). - 1. L'accesso ai ruoli
del personale docente della scuola materna, elementare e
secondaria, ivi compresi i licei artistici e gli istituti
d'arte, ha luogo, per il 50 per cento dei posti a tal fine
annualmente assegnabili, mediante concorsi per titoli ed
esami e, per il restante 50 per cento, attingendo alle
graduatorie permanenti di cui all'art. 401.».
1. I percorsi di formazione iniziale dei docenti della scuola
dell'infanzia, del primo ciclo e del secondo ciclo del sistema
educativo di istruzione e formazione sono di pari dignita' e si
svolgono nei corsi di laurea magistrale e nei corsi accademici di
secondo livello, finalizzati all'acquisizione delle competenze
disciplinari, pedagogiche, didattiche, organizzative, relazionali e
comunicative, riflessive sulle pratiche didattiche, che
caratterizzano il profilo formativo e professionale del docente.
2. Con uno o piu' decreti adottati ai sensi dell'articolo 17, comma
95, della legge 15 maggio 1997, n. 127, e successive modificazioni,
sono individuati, anche in deroga alle disposizioni di cui
all'articolo 10, comma 2, e all'articolo 6, comma 2, del decreto del
2004, n. 270:
a) le classi dei corsi di laurea magistrale, istituiti e attivati
anche interfacolta', interclasse o interuniversita', finalizzati
anche alla formazione di cui al comma 1;
c) le correlate attivita' didattiche, comprensive di laboratori e
attivita' di tirocinio, del corso di laurea o di diploma, anche con
funzione di verifica delle attitudini relazionali, comunicative e
organizzative proprie della funzione docente. Il tirocinio si
conclude con una valutazione che tiene conto del giudizio formulato
dal docente dell'istituzione scolastica presso cui si e' svolto il
tirocinio stesso;
e) i relativi crediti distinti per i settori
scientifico-disciplinari in misura pari all'80 per cento dei
complessivi 120 crediti formativi universitari, di cui non piu' del
25 per cento dell'area pedagogico-professionale per i corsi
finalizzati all'insegnamento nelle scuole dell'istruzione secondaria
di primo grado e del secondo ciclo, in modo da garantire, al termine
del percorso formativo, l'acquisizione del profilo formativo e
professionale del docente, con attenzione alle specifiche conoscenze,
abilita' e competenze coerenti con il servizio di insegnamento
previsto per le singole classi di abilitazione.
3. Per la formazione degli insegnanti della scuola secondaria di
primo grado e del secondo ciclo le classi dei corsi di cui al comma
2, lettera a), sono individuate con riferimento all'insegnamento
delle discipline impartite in tali gradi di istruzione e con
preminenti finalita' di approfondimento disciplinare. I decreti
stessi disciplinano le attivita' didattiche attinenti l'integrazione
scolastica degli alunni in condizione di handicap; la formazione
iniziale dei docenti puo' prevedere stage all'estero.
4. I corsi di laurea magistrale e i corsi accademici di secondo
livello di cui al comma 1, sono istituiti dalle universita' e dalle
istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica, sulla
base dei criteri, delle procedure e nell'osservanza dei requisiti
minimi strutturali stabiliti con decreti del Ministro
5. I corsi di laurea magistrale possono essere istituiti con il
concorso di una o piu' facolta' dello stesso ateneo o di piu' atenei,
a seguito di specifiche convenzioni stipulate dai rettori
interessati, su proposta delle rispettive facolta' competenti. Le
convenzioni definiscono l'apporto delle rispettive universita', in
termini di docenza, di strutture didattiche e scientifiche, di
laboratori, di risorse finanziarie per il funzionamento dei corsi,
anche prevedendo appositi organi consiliari composti da
rappresentanti delle competenti strutture accademiche degli atenei.
6. Con specifici decreti del Ministro dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca si provvede a determinare il
percorso formativo di secondo livello da svolgere nelle istituzioni
di alta formazione artistica, musicale e coreutica, in analogia ai
principi e criteri determinati ai commi 2, 3 e 5 per le universita',
con i necessari adattamenti correlati agli specifici ordinamenti
delle predette istituzioni. Gli stessi decreti assicurano, altresi',
il raccordo tra le istituzioni di alta formazione artistica, musicale
e coreutica e le universita', per quanto riguarda gli ambiti
disciplinari comuni.
7. Le classi di abilitazione per l'insegnamento delle discipline
impartite nella scuola secondaria di primo grado e nel secondo ciclo
sono individuate con uno o piu' decreti del Ministro dell'istruzione,
8. I corsi di laurea magistrale e di diploma accademico di secondo
livello di cui al presente articolo e gli esami di Stato di cui
all'articolo 4, sono finanziati con le entrate realizzate dalle
musicale e coreutica, con i proventi derivanti dal pagamento delle
tasse e dei contributi a carico dei corsisti. Dai corsi medesimi non
Stato e del bilancio delle singole universita' e delle singole
istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica. Con
ricerca e' stabilita, anche ai fini della copertura degli oneri
derivanti dal funzionamento delle commissioni per gli esami di Stato
di cui all'articolo 4, la misura delle tasse e dei contributi a
carico dei corsisti.
9. Per lo svolgimento dei compiti di supervisione del tirocinio e
di coordinamento del medesimo con altre attivita' didattiche, svolti
esclusivamente nell'ambito dei corsi di laurea magistrale di cui al
presente articolo, resta fermo quanto previsto dall'articolo 1, commi
4 e 5, della legge 3 agosto 1998, n. 315.
10. Per le esigenze finanziarie connesse con il processo di
adeguamento delle attuali strutture, anche ai fini dell'articolo 7,
si provvede entro il limite delle risorse fissate, per ciascuno degli
anni 2005 e 2006, nell'importo di 10.500.000 euro, dall'articolo 13
ricerca in data 5 agosto 2004, e successive modificazioni, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 277 del 25 novembre 2004, adottato ai
sensi del decreto del Presidente della Repubblica 27 gennaio 1998, n.
25. A tal fine il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della
ricerca adotta gli atti programmatori funzionali al rispetto del
suddetto limite di spesa.
- Per il testo dell'art. 17, comma 95 della legge
15 maggio 1997, n. 127 si vedano le note alle premesse.
- Si riporta il testo dell'art. 10, comma 2 e 6, comma
2 del decreto del Ministro dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270:
«Art. 10 (Obiettivi e attivita' formative qualificanti
delle classi). - 1. (Omissis ...).
2. I decreti ministeriali determinano altresi', per
ciascuna classe di corsi di laurea, il numero minimo di
crediti che gli ordinamenti didattici riservano ad ogni
attivita' formativa e ad ogni ambito disciplinare di cui al
comma 1, rispettando il vincolo percentuale, sul totale dei
crediti necessari per conseguire il titolo di studio, non
superiore al 50 per cento dei crediti stessi, fatti salvi i
corsi preordinati all'accesso alle attivita' professionali,
tenuto conto degli obiettivi formativi generali delle
2. Per essere ammessi ad un corso di laurea magistrale
occorre essere in possesso della laurea o del diploma
universitario di durata triennale, ovvero di altro titolo
di studio conseguito all'estero, riconosciuto idoneo. Nel
caso di corsi di laurea magistrale per i quali non sia
previsto il numero programmato dalla normativa vigente in
materia di accessi ai corsi universitari, l'universita'
stabilisce per ogni corso di laurea magistrale, specifici
criteri di accesso che prevedono, comunque, il possesso di
requisiti curriculari e l'adeguatezza della personale
preparazione verificata dagli atenei, con modalita'
definite nei regolamenti didattici. L'iscrizione ai corsi
di laurea magistrale puo' essere consentita
dall'universita' anche ad anno accademico iniziato, purche'
in tempo utile per la partecipazione ai corsi nel rispetto
delle norme stabilite nei regolamenti stessi.».
- Si riporta il testo dell'art. 1, commi 4 e 5 della
legge 3 agosto 1998, n. 315:
«Art. 1. - 1.- 3. (Omissis ...).
4. Le universita' possono utilizzare personale docente
in servizio presso istituzioni scolastiche, al fine di
svolgere compiti di supervisione del tirocinio e di
coordinamento del medesimo con altre attivita' didattiche
nell'ambito di corsi di laurea in scienze della formazione
primaria e di scuole di specializzazione per l'insegnamento
nelle scuole secondarie. Le modalita' di utilizzazione di
detto personale sono determinate con decreti del Ministero
della pubblica istruzione, nel limite di un onere per il
bilancio dello Stato, relativo alla spesa per la
sostituzione dei docenti esonerati, di lire 8 miliardi per
il 1998, di lire 28,5 miliardi per il 1999 e di lire 50
miliardi a decorrere dal 2000. In sede di prima
applicazione delle disposizioni del presente comma, tali
modalita' sono individuate nella concessione di esoneri
parziali dal servizio. Gli atenei, con proprie
disposizioni, adottano apposite procedure di valutazione
comparativa per l'individuazione dei docenti da utilizzare,
sulla base di criteri generali determinati dalla
commissione di cui all'art. 4, comma 5, della legge
9 maggio 1989, n. 168, nonche' disciplinano le modalita' di
partecipazione dei predetti docenti agli organi accademici.
Delle commissioni incaricate dagli atenei di provvedere
alle valutazioni comparative fanno comunque parte
componenti designati dall'amministrazione scolastica.
5. Per le finalita' di cui al comma 4 possono essere
altresi' utilizzati per periodi non superiori a un
quinquennio, docenti e dirigenti scolastici della scuola
elementare, su richiesta delle strutture didattiche dei
corsi di laurea di cui al medesimo comma 4 nel limite del
contingente previsto dall'art. 456, comma 13, del testo
297. Le utilizzazioni sono disposte con le procedure di cui
al comma 4 sui posti gia' disponibili e che si renderanno
tali per effetto dell'applicazione del comma 6.».
- Il decreto del Presidente della Repubblica 27 gennaio
1998, n. 25 reca: «Regolamento recante disciplina dei
coordinamento, a norma dell'art. 20, comma 8, lettere a) e
b), della legge 15 marzo 1997, n. 59».
1. I corsi di cui all'articolo 2 sono a numero programmato, ai
sensi della legge 2 agosto 1999, n. 264 e successive modificazioni.
2. Ai fini dell'avvio e dello svolgimento della procedura
concorsuale di cui all'articolo 1, comma 5, e dell'attribuzione alle
universita' dei posti per l'accesso ai corsi di cui al comma 1, con
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da adottare con le
modalita' di cui all'articolo 35, comma 4, secondo periodo, del
modificazioni, e' determinato il numero dei posti che si prevede di
coprire per concorso nelle scuole statali, come previsto all'articolo
1, comma 5, sulla base della programmazione triennale del fabbisogno
di personale docente nelle scuole statali deliberata ai sensi
dell'articolo 39 della legge del 27 dicembre 1997, n. 449, e
successive modificazioni. La predetta programmazione tiene conto di
stime previsionali del numero degli alunni, anche disabili, del
turn-over del personale docente e dei posti di insegnamento nelle
scuole statali complessivamente disponibili e vacanti a livello
nazionale, rilevati su base regionale. Il predetto decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri costituisce formale
autorizzazione a bandire il concorso di cui all'articolo 1, comma 5,
per la copertura dei posti dallo stesso definiti, una volta
completate le procedure di abilitazione. Per le conseguenti
assunzioni, resta ferma l'applicazione della disciplina
n. 449, e successive modificazioni.
3. Il Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca,
con proprio decreto, ripartisce tra le universita' funzionanti in
ciascuna Regione un numero di posti per l'accesso ai corsi di laurea
magistrale pari a quello dei posti che si prevede di coprire nelle
scuole statali della stessa Regione, definito come previsto al
comma 2, e maggiorato del 30 per cento in relazione al fabbisogno
dell'intero sistema nazionale di istruzione, tenuto conto
dell'offerta potenziale delle universita' comunicata da ciascun
ateneo ai sensi dell'articolo 3, comma 2 della legge 2 agosto 1999,
n. 264, e dell'esigenza di assicurare una equilibrata offerta
formativa sul territorio. Il Ministro provvede, con gli stessi
criteri e modalita', alla determinazione del numero dei posti per
l'accesso ai corsi di diploma accademico di secondo livello presso le
istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica ed
alla loro ripartizione presso le medesime istituzioni.
4. L'ammissione ai corsi e' disposta dagli atenei e dalle
istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica, nei
limiti numerici dei posti assegnati ai sensi del comma 3, previo
superamento di apposite prove selettive indette, per ciascuna
Regione, per i posti che si prevede di ricoprire nella Regione
stessa, dal Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della
5. Le prove selettive di ammissione sono volte ad accertare il
possesso dei requisiti minimi curriculari e l'adeguatezza della
preparazione dei candidati, secondo modalita' e contenuti stabiliti a
livello nazionale con decreto del Ministro dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca. Il decreto stesso determina
altresi' le modalita' ed i criteri per l'accesso ai corsi da parte di
coloro che risultino in possesso di titoli di studio universitario
acquisiti in base al previgente ordinamento.
6. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e
della ricerca sono determinati i criteri e le modalita' per
l'acquisizione, da parte dei soggetti in possesso dei titoli di cui
al comma 5, ultimo periodo, di ulteriori titoli abilitanti attraverso
corsi organizzati dalle competenti strutture didattiche degli atenei
e delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e
- La legge 2 agosto 1999, n. 264 reca: «Norme in
materia di accessi ai corsi universitari».
- Si riporta il testo dell'art. 35, comma 4, secondo
periodo del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165:
«4. (Omissis ...) Per le amministrazioni dello Stato,
anche ad ordinamento autonomo, le agenzie, ivi compresa
l'Agenzia autonoma per la gestione dell'albo dei segretari
comunali e provinciali, gli enti pubblici non economici e
gli enti di ricerca, con organico superiore alle 200
unita', l'avvio delle procedure concorsuali e' subordinato
all'emanazione di apposito decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri, da adottare su proposta del
Ministro per la funzione pubblica di concerto con il
- L'art. 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449
(Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica),
302, Supplemento ordinario), reca:
«Art. 39. - Disposizioni in materia di assunzioni di
personale delle amministrazioni pubbliche e misure di
potenziamento e di incentivazione del part-time.».
- Si riporta il testo dell'art. 3, comma 2 della legge
2 agosto 1999, n. 264:
«2. La valutazione dell'offerta potenziale, al fine di
determinare i posti disponibili di cui alle lettere a), b)
e c) del comma 1, e' effettuata sulla base:
2) attrezzature e laboratori scientifici per la
b) del numero dei tirocini attivabili e dei posti
disponibili nei laboratori e nelle aule attrezzate per le
attivita' pratiche, nel caso di corsi di studio per i quali
gli ordinamenti didattici prevedono l'obbligo di tirocinio
come parte integrante del percorso formativo, di attivita'
tecnico-pratiche e di laboratorio;
c) delle modalita' di partecipazione degli studenti
alle attivita' formative obbligatorie, delle possibilita'
di organizzare, in piu' turni, le attivita' didattiche nei
laboratori e nelle aule attrezzate, nonche' dell'utilizzo
di tecnologie e metodologie per la formazione a distanza.».
1. La laurea magistrale e il diploma accademico di secondo livello
si conseguono, unitamente all'abilitazione all'insegnamento, nelle
istituzioni del sistema di istruzione e di formazione, previa
valutazione positiva del tirocinio di cui all'articolo 2, comma 2,
lettera c), con la discussione della tesi e il superamento di un
esame di Stato, costituito da apposite prove, secondo modalita'
della ricerca. La commissione d'esame, nominata dalla competente
autorita' accademica, e' composta, sulla base dei criteri definiti
ricerca, da docenti universitari, o da docenti delle istituzioni di
alta formazione artistica, musicale e coreutica, e da docenti
titolari nelle istituzioni scolastiche e formative, designati dal
dirigente preposto all'ufficio scolastico regionale. La laurea e il
diploma abilitano all'insegnamento nella scuola dell'infanzia, nella
scuola primaria o, nella scuola secondaria di primo grado e nel
secondo ciclo, all'insegnamento delle discipline comprese nelle
classi di abilitazione determinate ai sensi dell'articolo 2, comma 7.
1. Coloro che hanno conseguito la laurea magistrale o il diploma
accademico di secondo livello e l'abilitazione all'insegnamento
secondo quanto previsto dal presente decreto sono iscritti, sulla
base del voto conseguito nell'esame di Stato abilitante, in un
apposito Albo regionale, tenuto presso gli uffici scolastici
regionali e distinto per la scuola dell'infanzia, la scuola primaria
e, per la scuola secondaria di primo e di secondo grado, per ciascuna
classe di abilitazione.
1. Coloro che hanno conseguito l'abilitazione come previsto
all'articolo 4, svolgono un anno di applicazione, attraverso
l'apposito contratto di inserimento formativo al lavoro di cui
all'articolo 5, comma 1, lettera e), della legge 28 marzo 2003, n.
53. L'ufficio scolastico regionale, tenendo conto delle esigenze
espresse dalle scuole, assegna tali docenti alle scuole stesse. Il
dirigente scolastico della scuola cui il docente e' assegnato stipula
con il docente medesimo il contratto di inserimento formativo al
lavoro. All'anno di applicazione si applicano le norme vigenti in
materia di rapporto di lavoro a tempo determinato nel comparto
2. I docenti svolgono l'anno di applicazione, con assunzione di
responsabilita' di insegnamento, sotto la supervisione di un tutor
designato dal collegio dei docenti. In sede contrattuale si provvede
alla determinazione di uno specifico compenso per lo svolgimento
della predetta funzione di tutor. Ai relativi oneri si provvede a
valere sulle risorse di cui all'articolo 16, comma 3, della legge
3. Nell'anno di applicazione, il docente e' tenuto, oltre al
normale orario di servizio, ad attivita' formative connesse
all'esperienza didattica in corso di svolgimento, coordinate dal
Centro di ateneo o di interateneo di cui all'articolo 7, sulla base
delle indicazioni del tutor.
4. Compiuto l'anno di applicazione, il docente abilitato discute
con il comitato per la valutazione del servizio di cui all'articolo
11 del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia
di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado di cui al
decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, una relazione sulle
esperienze e attivita' svolte e adeguatamente documentate. La
discussione si conclude con la formulazione di un giudizio e
l'attribuzione di un punteggio. A tal fine si tiene conto anche degli
elementi di valutazione forniti dal tutor.
5. Per quanto non previsto dal presente articolo, ai docenti
impegnati nell'anno di applicazione nelle scuole statali si applica
la disciplina in vigore definita in sede di contrattazione collettiva
di comparto del personale della scuola.
- Si riporta il testo dell'art. 5, comma 1, lettera e)
a) - c) (omissis ...);
di formazione lavoro, specifiche attivita' di tirocinio. A
rapporti con le istituzioni scolastiche;».
- Si riporta il testo dell'art. 16, comma 3, della
legge 28 dicembre 2001, n. 448:
«Art. 16 (Rinnovi contrattuali). - 1. 2. (Omissis ...).
personale dirigente delle istituzioni scolastiche.».
- Si riporta il testo dell'art. 11 del testo unico
approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297:
«Art. 11 (Comitato per la valutazione del servizio dei
docenti). - 1. Presso ogni circolo didattico o istituto
scolastico e' istituito il comitato per la valutazione del
2. Il comitato e' formato, oltre che dal direttore
didattico o dal preside, che ne e' il presidente, da 2 o 4
docenti quali membri effettivi e da 1 o 2 docenti quali
membri supplenti, a seconda che la scuola o istituto abbia
sino a 50 oppure piu' di 50 docenti.
3. I membri del comitato sono eletti dal collegio dei
docenti nel suo seno.
4. La valutazione del servizio di cui all'art. 448 ha
luogo su richiesta dell'interessato previa relazione del
5. Alla eventuale valutazione del servizio di un membro
del comitato provvede il comitato stesso, ai cui lavori, in
tal caso, non partecipa l'interessato.
7. Le funzioni di segretario del comitato sono
attribuite dal presidente ad uno dei docenti membro del
8. Il comitato di valutazione del servizio esercita
altresi' le competenze previste dagli articoli 440 e 501 in
materia di anno di formazione del personale docente del
circolo o istituto e di riabilitazione del personale
docente.».
1. Per i fini di cui all'articolo 5, comma 1, lettera e), della
legge 28 marzo 2003, n. 53, i regolamenti didattici di ateneo
disciplinano la istituzione e l'organizzazione di apposita struttura
di ateneo o d'interateneo denominata «Centro di Ateneo o di
interateneo per la formazione degli insegnanti», al quale vengono
attribuiti i seguenti compiti:
a) organizzare e monitorare le attivita' di tutorato in modo tale
che la formazione in campo professionale sia integrata e coerente con
il profilo formativo e professionale richiesto;
b) provvedere allo svolgimento, in coordinamento in sede
territoriale con tutti gli enti e i soggetti interessati, delle prove
d'accesso nazionali stabilite con decreto del Ministro
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, ai corsi di laurea
specialistica abilitante per l'insegnamento;
c) organizzare in maniera unitaria e integrata alle lezioni
teoriche i laboratori professionali, i tirocini e le esercitazioni ad
essi connesse;
d) raccordarsi con le istituzioni di istruzione e di formazione,
con gli uffici scolastici regionali, con gli enti pubblici e privati,
ivi compresi quelli del terzo settore, con le imprese o con le
rispettive associazioni di rappresentanza, con le camere di
commercio, industria, artigianato e agricoltura, da coinvolgere negli
stage e nei tirocini;
e) collaborare con le istituzioni di istruzione e formazione per
la formazione degli insegnanti interessati ad assumere funzioni di
supporto, di tutorato e di coordinamento dell'attivita' educativa,
didattica e gestionale delle istituzioni di istruzione e formazione,
anche sulla base di apposite convenzioni stipulate con gli uffici
scolastici regionali, con l'Istituto nazionale di documentazione per
l'innovazione e la ricerca educativa (INDIRE), l'Istituto nazionale
per la valutazione del sistema dell'istruzione (INVALSI) e con gli
Istituti regionali di ricerca educativa (IRRE), ovvero, su proposta
delle istituzioni di istruzione e di formazione, di associazioni
professionali e imprenditoriali, di enti locali e territoriali e di
altri organismi pubblici e privati; le predette convenzioni non
devono comunque comportare maggiori oneri a carico della finanza
2. Allo scopo di assicurare standard qualitativamente omogenei di
prestazione a livello nazionale, con decreto ministeriale, sentito il
comitato nazionale di valutazione del sistema universitario, sono
definiti i criteri e le modalita' per il monitoraggio e la
valutazione dei risultati didattici dei corsi di cui all'articolo 3,
in relazione agli obiettivi formativi individuati dai decreti
ministeriali di cui allo stesso articolo.
3. Per gli stessi fini di cui al comma 1, le accademie di belle
arti e i conservatori di musica disciplinano con delibera del
consiglio di amministrazione, adottata su proposta del consiglio
accademico, l'istituzione e l'organizzazione di apposita struttura di
coordinamento e di gestione delle attivita'.
4. Dall'applicazione dei precedenti commi non devono derivare nuovi
5. Nel quadro delle funzioni di cui all'articolo 2, commi 4 e 5,
del decreto legislativo 20 luglio 1999, n. 258, l'INDIRE, in
collaborazione con le istituzioni scolastiche, le Universita' e gli
a) assicura lo sviluppo del sistema nazionale di apprendimento
informatico a supporto della formazione in servizio degli insegnanti,
curando la progettazione e la realizzazione di servizi di
apprendimento informatico e di contenuti multimediali a cio'
finalizzati;
b) progetta e realizza iniziative, a livello nazionale, di
formazione degli insegnanti in servizio finalizzate alla
generalizzazione e diffusione delle innovazioni didattiche introdotte
dalla legge 28 marzo 2003, n. 53 e dai relativi decreti attuativi,
anche mediante i servizi di apprendimento informatico di cui alla
- Per il testo dell'art. 5, comma 1, lettera e) della
legge 28 marzo 2003, n. 53 si vedano le note all'art. 6.
- Si riporta il testo dell'art. 2, commi 4 e 5, del
decreto legislativo 20 luglio 1999, n. 258:
«Art. 2 (Trasformazione della biblioteca di
documentazione pedagogica in Istituto nazionale di
documentazione per l'innovazione e la ricerca educativa). -
4. L'Istituto, in collegamento con gli istituti
regionali di ricerca, sperimentazione e aggiornamento
educativi (I.R.R.S.A.E.), cura lo sviluppo di un sistema di
documentazione finalizzato alle esperienze di ricerca e
innovazione didattica e pedagogica in ambito nazionale e
internazionale oltre che alla creazione di servizi e
materiali a sostegno dell'attivita' didattica e del
processo di autonomia; rileva i bisogni formativi con
riferimento ai risultati della ricerca; sostiene le
strategie di ricerca e formazione riferite allo sviluppo
dei sistemi tecnologici e documentari ed elabora e realizza
coerenti progetti nazionali di ricerca coordinandosi con le
universita' e con gli organismi formativi nazionali e
internazionali, curando la diffusione dei relativi
risultati; collabora con il Ministero della pubblica
istruzione per la gestione dei programmi e dei progetti
5. L'Istituto cura lo sviluppo delle attivita' di
raccolta, elaborazione, valorizzazione e diffusione
dell'informazione e di produzione della documentazione a
sostegno dell'innovazione didattica e dell'autonomia;
sostiene lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie
dell'informazione, della documentazione e della
comunicazione nelle scuole; cura la valorizzazione del
patrimonio bibliografico e documentario gia' appartenente
alla biblioteca pedagogica nazionale e lo sviluppo di un
settore bibliotecario interno funzionale alla creazione di
banche dati.».
1. Per i fini di cui all'articolo 5, comma 1, lettera f), della
legge n. 53 del 2003, e ferme restando le competenze delle
istituzioni formative previste dall'ordinamento, i centri di ateneo o
d'interateneo di cui all'articolo 7 e le accademie di belle arti e i
conservatori di musica, sulla base dei criteri definiti con decreto
del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca,
promuovono iniziative di eccellenza nel limite massimo di spesa
annuale di 1.000.000 di euro, a decorrere dall'anno 2006, utilizzando
allo scopo l'autorizzazione di spesa della legge 18 dicembre 1997, n.
440, come determinata dalla Tabella C, allegata alla legge
2. Sulla base di specifiche convenzioni stipulate con le Direzioni
regionali del Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della
ricerca, con l'INDIRE, con l'INVALSI e con gli IRRE, anche su
proposta delle singole istituzioni di istruzione e di formazione,
compatibilmente con le risorse disponibili, le universita', su
proposta dei centri di ateneo o di interateneo di cui all'articolo 7,
le accademie di belle arti e i conservatori di musica organizzano
apposite attivita' di formazione dei formatori e di ricerca
scientifica sull'apprendimento-insegnamento scolastico e sulla
formazione permanente e ricorrente degli insegnanti. Le predette
convenzioni non devono comportare comunque maggiori oneri a carico
- Si riporta il testo dell'art. 5, comma 1, lettera f)
a)-e) (omissis ...);
definiti con apposito decreto del Ministro dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca;».
- La legge 18 dicembre 1997, n. 440, recante:
«Istituzione del Fondo per l'arricchimento e l'ampliamento
dell'offerta formativa e per gli interventi perquativi» e'
stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 23 dicembre 1997,
- La legge 30 dicembre 2004, n. 311 recante:
pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2005)» e' stata
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 31 dicembre 2004, n.
306, supplemento ordinario.
1. I percorsi di formazione di cui all'articolo 4, hanno inizio con
l'anno accademico 2006-2007, in modo da consentire, nei confronti di
coloro che conseguono la laurea magistrale o il diploma accademico di
secondo livello nell'anno accademico 2007-2008, l'assegnazione alle
2. Restano salve le eventuali procedure dei concorsi per titoli ed
esami ancora in corso alla data di entrata in vigore del presente
decreto, indette sulla base delle disposizioni previgenti, e gli
effetti derivanti da eventuali pronunce emesse dal giudice
amministrativo relativamente alle stesse procedure concorsuali, o
alle altre procedure concorsuali gia' espletate, indette sulla base
delle medesime disposizioni.
3. I requisiti e le modalita' essenziali della formazione iniziale
ed il profilo formativo e professionale dei docenti dei percorsi del
sistema dell'istruzione e formazione professionale, nei quali si
realizza il diritto dovere di cui al decreto legislativo emanato in
attuazione dell'articolo 2, comma 1, lettera c), della legge 28 marzo
2003, n. 53, concorrono alla determinazione dei livelli essenziali di
prestazione di cui all'articolo 117, comma 2, lettera m) della
Costituzione, anche ai fini del conseguimento di titoli e qualifiche
professionali spendibili a livello nazionale ed europeo. A tal fine
il Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, con
proprio decreto, determina le aree disciplinari ed i settori
professionali per i quali sono definiti gli standard formativi minimi
di cui all'articolo 7, comma 1, lettera c) della legge n. 53 del
2003, in coerenza con il profilo educativo culturale e professionale
degli studenti previsto al termine del secondo ciclo.
Moratti, Ministro del-l'istruzione,
- Si riporta il testo dell'art. 2, comma 1, lettera c)
dell'art. 7, comma 6, della presente legge.».
- Per il testo dell'art. 117, comma 2, lettera m) della
Costituzione si vedano le note alle premesse.
- Si riporta il testo dell'art. 7, comma 1, lettera c)
(omissis ...);