Source: https://www.filodiritto.com/articoli/2013/03/limbarazzante-riforma-delle-province-in-sicilia
Timestamp: 2019-10-15 04:33:41+00:00
Document Index: 181335899

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 114', 'art. 18', 'sentenza ', 'art. 21', 'art. 18']

L'imbarazzante riforma delle Province in Sicilia | Filodiritto
L'imbarazzante riforma delle Province in Sicilia
articoli professionisti, amministrativo, costituzionale, diritto regionale e degli enti locali
“Meno le persone sanno di come vengono fatte le salsicce e le leggi e meglio dormono la notte”
Il 2° comma infatti prevede che con la legge da approvare entro il 31 dicembre 2013, la Regione provveda alla istituzione nel territorio della medesima delle Città metropolitane. Tale disposizione, ancorchè di carattere programmatico, presenta profili di incostituzionalità, atteso l’immediato ed elevato grado di vulnerabilità della stessa, in grado di ledere il sistema ordinamentale siciliano derivante dalla lettura dell’art. 15 dello Statuto siciliano. L’ordinamento degli enti locali, delineato dallo Statuto, a differenza dell’art. 114 della Costituzione non prevede infatti l’ente locale Città metropolitana. La previsione di siffatta istituzione, in assenza di una specifica copertura statutaria, ponendosi praeter legem, viola lo Statuto che, com’è noto, gode di rango costituzionale. A nulla rileva l’invito del legislatore statale operato attraverso l’art. 18 del d.l. n. 95 del 2012 secondo cui, “Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, nel rispetto degli statuti speciali, le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e di Bolzano adeguano i propri ordinamenti alle disposizioni di cui al presente articolo, che costituiscono principi dell’ordinamento giuridico della Repubblica”, atteso che la richiesta compatibilità della disposizione allo Statuto siciliano si pone quale limite insormontabile per una legge ordinaria, ancorchè a rilevanza finanziaria, qual è quella statale.
In tale contesto, il legislatore siciliano sembra non avere fatto tesoro della sentenza della Corte Costituzionale n. 286/97 che nell’escludere l’ipotesi della costituzione di Città metropolitane in Sicilia quali enti territoriali di governo sub provinciali, ha ammesso la sola costituzione delle Aree metropolitane previste dall’art. 21 della l.r. n. 9/86. Nel modello siciliano, a Statuto invariato, il governo dell’Area metropolitana assume fisionomia prevalentemente funzionale, comportando un mero trasferimento di funzioni c.d. di area vasta dai Comuni alla Provincia Regionale, senza che ad esso si ricolleghi, così come invece accadeva ieri per la legge n. 142/90 e accade oggi per l’art. 18 del d.l. n. 95 del 2012, un riassetto istituzionale interno all’era medesima. Plausibilmente la differenza nominalistica tra “Area” e “Città” metropolitana discrimina anche la consistenza dell’istituzione, funzionale e di coordinamento la prima, territoriale e di governo la seconda.
Ci auguriamo che il tempo di riflessione richiesto dall’ARS per approvare la riforma dell’ente intermedio venga utilizzato per intavolare un ragionamento franco da pregiudizi emotivi (rectius grillini) e da imbarazzanti scelte di ingegneria costituzionale. “Meno le persone sanno di come vengono fatte le salsicce e le leggi e meglio dormono la notte”
eno le persone sanno di come vengono fatte le salsicce e le leggi e meglio dormono la notte”