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Timestamp: 2018-05-27 15:41:21+00:00
Document Index: 163660315

Matched Legal Cases: ['art. 374', 'art. 374', 'art. 311', 'art. 374', 'art. 374', 'art. 374']

Codice proc. penale Art. 374 cod. proc. penale: Presentazione spontanea
Come l'interrogatorio reso davanti al pubblico ministero o al giudice rientra nell'elenco tassativo degli atti aventi efficacia interruttiva del corso della prescrizione (articolo 160 del Cp), anche le dichiarazioni spontanee rese dall'indagato possono avere efficacia interruttiva, al pari dell'ordinario interrogatorio, purché in costanza di una duplice condizione: che siano rese all'autorità giudiziaria (e non già, dunque, alla polizia giudiziaria) e in esito a una contestazione chiara e precisa del fatto addebitato. Né, in senso contrario, potrebbe sostenersi che, in mancanza di una previsione espressa delle dichiarazioni spontanee nel novero degli atti interruttivi della prescrizione, avente carattere tassativo, l'attribuzione a esse di valenza interruttiva finirebbe con il risolversi in un'interpretazione estensiva in malam partem, giacché l'equiparazione delle dichiarazioni spontanee all'interrogatorio - che è atto, normativamente, dotato di capacità interruttiva - non è frutto di attività ermeneutica, essendo espressamente prevista ex lege dall'articolo 374, comma 2, del Cpp.
Non si produce alcuna nullità processuale nel caso in cui il p.m. rifiuti di prendere contatto con la persona sottoposta alle indagini che intenda presentarsi per rilasciare dichiarazioni ai sensi dell'art. 374 c.p.p. Rigetta, Gip Trib. Napoli, 07 novembre 2009
Cassazione penale sez. I 28 gennaio 2010 n. 8158
L'art. 374 c.p.p. non prevede alcuna sanzione processuale per l'ipotesi in cui il p.m. rifiuti ogni presa di contatto con l'indagato anche solo per consentirgli di rilasciare dichiarazioni spontanee; pertanto, nella specie, non è riscontrabile l'esistenza di un "error in procedendo" classificabile come violazione di legge sindacabile dalla Corte di cassazione adita a norma dell'art. 311, comma 2, c.p.p. La richiesta dell'indagato di essere sentito ai sensi dell'art. 374 c.p.p. costituisce, infatti, una facoltà non solo per il richiedente, ma anche per l'organo inquirente. L'art. 374 c.p.p. persegue anche il fine di non pregiudicare le strategie investigative del p.m. e non può trarsi alcuno spunto ermeneutico per sostenere che è operativo un obbligo dell'organo della pubblica accusa.
Cassazione penale sez. VI 22 febbraio 2007 n. 35836
Le dichiarazioni spontanee rese all'autorità giudiziaria equivalgono "ad ogni effetto" all'interrogatorio - dunque anche ai fini dell'interruzione della prescrizione - ex art. 374 comma 2 c.p.p. solo quando vi sia stata una contestazione chiara e precisa del fatto addebitato. (In applicazione di tale principio, la Corte ha ritenuto che legittimamente non fossero state equiparate all'interrogatorio, ai fini dell'interruzione della prescrizione, le dichiarazioni confessorie ed etero-accusatorie rese dall'imputato divenuto collaboratore di giustizia in assenza di qualsiasi contestazione in forma chiara di un fatto specifico da parte dell'a.g., non potendosi ritenere valida una "contestazione di massima" comprensiva di ogni possibile reato riconducibile a legami con la criminalità organizzata di Napoli).
Cassazione penale sez. I 31 ottobre 2002 n. 39352