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Timestamp: 2019-04-25 16:35:05+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 15', 'art. 9', 'art. 20', 'art. 23', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 196', 'art. 11', 'art. 11']

CARTA COSTITUZIONALE - PDF
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1 CARTA COSTITUZIONALE DEL SOVRANO MILITARE ORDINE OSPEDALIERO DI SAN GIOVANNI DI GERUSALEMME DI RODI E DI MALTA PROMULGATA IL 27 GIUGNO 1961 RIFORMATA DAL CAPITOLO GENERALE STRAORDINARIO DEL APRILE 1997 ROMA 1998
2 INDICE Titolo 1 - L ORDINE E SUA NATURA Articolo 1 Articolo 2 Articolo 3 Articolo 4 Articolo 5 Articolo 6 Articolo 7 Origine e natura dell Ordine....5 Finalità....5 Sovranità Rapporti con la Sede Apostolica Fonti del Diritto Melitense..6 Bandiere, insegne e stemma dell Ordine....7 Lingua Titolo II - I MEMBRI DELL ORDINE Articolo 8 Articolo 9 Articolo 10 Articolo 11 I ceti Doveri dei membri L appartenenza dei membri Cariche e offici Titolo III - GOVERNO DELL ORDINE Articolo 12 Articolo 13 Articolo 14 Articolo 15 Articolo 16 Articolo 17 Articolo 18 Articolo 19 Articolo 20 Articolo 21 Articolo 22 Il Gran Maestro Requisiti per l elezione a Gran Maestro Giuramento del Gran Maestro Poteri del Gran Maestro Rinuncia all officio di Gran Maestro Governo straordinario Le Alte Cariche Il Prelato Il Sovrano Consiglio Il Consiglio del Governo Il Capitolo Generale
3 Articolo 23 Articolo 24 Articolo 25 Articolo 26 Articolo 27 Il Consiglio Compìto di Stato Norme comuni per le elezioni La Consulta Giuridica L Ordinamento giudiziario La Camera dei Conti Titolo IV - ORGANIZZAZIONE DELL ORDINE Articolo 28 Articolo 29 Articolo 30 Articolo 31 Articolo 32 Articolo 33 Articolo 34 Articolo 35 Articolo 36 Articolo 37 Erezione degli enti Governo dei Priorati Durata in carica dei Priori Il Luogotenente del Priore Il Vicario e il Procuratore del Priorato I Sottopriorati e la nomina dei Reggenti Le Associazioni Le Delegazioni Testo e traduzioni ufficiali della Carta Costituzionale Disposizioni transitorie
4 CARTA COSTITUZIONALE DEL SOVRANO MILITARE ORDINE OSPEDALIERO DI SAN GIOVANNI, DI GERUSALEMME, DI RODI E DI MALTA
5 TITOLO 1 L ORDINE E SUA NATURA ARTICOLO 1 ORIGINE E NATURA DELL ORDINE Il Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, detto di Rodi, detto di Malta, sorto dal gruppo degli Ospitalari dell Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme, chiamato dalle circostanze ad aggiungere ai primitivi compiti assistenziali un attività militare per la difesa dei pellegrini della Terra Santa e della civiltà cristiana in Oriente, sovrano, successivamente, nelle isole di Rodi e poi di Malta, è un Ordine religioso laicale, tradizionalmente militare, cavalleresco e nobiliare. L organizzazione nel territorio delle Nazioni in cui, in virtù di diritti o di convenzioni internazionali, l Ordine esercita la sua attività, comprende Gran Priorati, Priorati, Sottopriorati e Associazioni nazionali. Nella presente Carta e nel Codice il Sovrano Militare Ordine di Malta è detto Ordine di Malta ovvero Ordine. -Nelle norme che seguono, i Gran Priorati e le Associazioni nazionali sono detti Priorati e Associazioni. Il Codice Melitense è detto Codice. ARTICOLO 2 FINALITÀ In ossequio alle secolari tradizioni, l Ordine ha il fine di promuovere la gloria di Dio mediante la santificazione dei membri, il servizio alla Fede e al Santo Padre e l aiuto al prossimo. Fedele ai precetti divini ed ai consigli di Nostro Signore Gesù Cristo, guidato dagli insegnamenti della Chiesa, l Ordine afferma e diffonde le virtù cristiane di carità e di fratellanza, esercitando, senza distinzione di religione, di razza, di provenienza e di età, le opere di misericordia verso gli ammalati, i bisognosi e le persone prive di patria. In modo particolare esercita l attività istituzionale nel campo ospedaliero, inclusa l assistenza sociale e sanitaria, anche in favore delle vittime delle calamità eccezionali e delle guerre, curandone l elevazione spirituale e rafforzandone la fede in Dio. I Priorati e le Associazioni possono erigere, in base alle norme del Codice, un ente dipendente, conforme alle leggi nazionali e alle convenzioni internazionali e agli accordi presi con le Nazioni, per poter esercitare la propria attività istituzionale.
6 A RTICOLO 3 SOVRANITÀ L Ordine è soggetto di diritto internazionale ed esercita le funzioni sovrane. Le funzioni legislativa, esecutiva e giudiziaria sono riservate ai competenti organi melitensi, secondo le disposizioni della Carta Costituzionale e del Codice. ARTICOLO 4 RAPPORTI CON LA SEDE APOSTOLICA Parag. 5 - Parag. 6 - L Ordine è persona giuridica riconosciuta dalla Santa Sede. Le persone religiose, in seguito ai propri Voti, così come i membri del secondo ceto con la Promessa di Obbedienza, sono subordinate soltanto ai propri Superiori nell Ordine. Nel rispetto del Codice di Diritto Canonico, le Chiese e gli istituti conventuali dell Ordine sono esenti dalla giurisdizione delle diocesi, dipendendo direttamente dalla Santa Sede. Nella disciplina dei rapporti valgono i diritti acquisiti, le consuetudini e i privilegi concessi all Ordine dai Sommi Pontefici e non espressamente aboliti. Il Sommo Pontefice nomina Suo rappresentante presso l Ordine un Cardinale di Santa Romana Chiesa, al quale vengono conferiti il titolo di Cardinalis Patronus e speciali facoltà. Il Cardinale Patrono ha il compito di promuovere gli interessi spirituali dell Ordine e dei suoi membri ed i rapporti fra la Santa Sede e l Ordine. L Ordine ha una rappresentanza diplomatica presso la Santa Sede, secondo le norme del diritto internazionale. La natura religiosa non esclude l esercizio delle prerogative sovrane spettanti all Ordine in quanto soggetto di diritto internazionale riconosciuto dagli Stati. ARTICOLO 5 FONTI DEL DIRITTO MELITENSE Sono fonti del Diritto Melitense: 1 - la Carta Costituzionale, il Codice Melitense e, sussidiariamente, le leggi canoniche; 2 - i provvedimenti legislativi a norma dell art. 15, parag. 2, lettera a) della Carta Costituzionale; 3 - gli accordi internazionali ratificati a norma dell art. 15, parag. 2, lettera h) della Carta Costituzionale; 4 - le consuetudini e i privilegi; 5 - il Codice di Rohan, quando non in contrasto con le attuali disposizioni.
7 A RTICOLO 6 BANDIERE, INSEGNE E STEMMA DELL ORDINE La bandiera dell Ordine reca o la croce bianca latina in campo rosso o la croce bianca ottagona in campo rosso (croce di Malta). Lo stemma dell Ordine reca, sulla croce ottagona, la croce latina in campo ovale rosso contornata da un rosario ed è sovrastato dal manto principesco sostenuto da una corona. Apposito regolamento, approvato dal Gran Maestro previo voto deliberativo del Sovrano Consiglio, fissa le caratteristiche e le modalità dell uso delle bandiere, delle insegne e dello stemma dell Ordine. ARTICOLO 7 LINGUA Lingua ufficiale dell Ordine è l italiano.
8 TITOLO II I MEMBRI DELL ORDINE ARTICOLO 8 I CETI I membri dell Ordine si dividono in tre ceti: A) il primo ceto è costituito dai Cavalieri di Giustizia, ovvero Professi, e dai Cappellani Conventuali Professi che hanno emesso i Voti religiosi; B) il secondo ceto è costituito dai membri in Obbedienza che pronunziano la promessa di cui all art. 9, parag. 2, e sono suddivisi in tre categorie: a) Cavalieri e Dame di Onore e Devozione in Obbedienza b) Cavalieri e Dame di Grazia e Devozione in Obbedienza c) Cavalieri e Dame di Grazia Magistrale in Obbedienza; C) il terzo ceto è costituito da quei membri che non emettono Voti religiosi né Promessa, ma vivono secondo le norme della Chiesa, pronti ad impegnarsi per l Ordine e per la Chiesa, e sono suddivisi in sei categorie: a) Cavalieri e Dame di Onore e Devozione b) Cappellani Conventuali ad honorem c) Cavalieri e Dame di Grazia e Devozione d) Cappellani Magistrali e) Cavalieri e Dame di Grazia Magistrale f) Donati e Donate di Devozione. I requisiti di idoneità per i singoli ceti e categorie sono accertati a norma del Codice. ARTICOLO 9 DOVERI DEI MEMBRI I Cavalieri e i Cappellani appartenenti al primo ceto emettono la Professione dei Voti di povertà, di castità e di obbedienza a norma del Codice, tendendo così alla perfezione evangelica. Sono religiosi a tutti gli effetti del Diritto Canonico e si attengono alle norme particolari che li riguardano. Non sono obbligati alla vita in comune. I membri del secondo ceto, in virtù della Promessa, si obbligano a tendere alla perfezione della vita cristiana, conformemente ai doveri del loro stato, nello spirito dell Ordine.
9 I membri dell Ordine devono conformare esemplarmente la vita agli insegnamenti e ai precetti della Chiesa e dedicarsi alle attività assistenziali dell Ordine, secondo quanto previsto dal Codice. I membri del secondo e del terzo ceto versano un contributo finanziario al Gran Magistero, per il tramite delle organizzazioni nazionali, la cui misura è stabilita in sede di Capitolo Generale. Ne sono esentati i Sacerdoti. ARTICOLO 10 L APPARTENENZA DEI MEMBRI Parag. 5 - Parag. 6 - Parag. 7 - Ove già esiste soltanto un Priorato, sono accolti nello stesso automaticamente tutti i membri appartenenti ai tre ceti. Ove è eretto un Sottopriorato, vi sono accolti soltanto i membri del primo e del secondo ceto. Ove è eretta una Associazione, vi sono accolti i membri dei tre ceti. Ove nello stesso territorio esiste una Associazione e subentra un Priorato o un Sottopriorato, tutti i membri del primo e del secondo ceto sono anche membri del Priorato o del Sottopriorato. Ove nel territorio non esiste né un Priorato, né un Sottopriorato, i membri del primo e del secondo ceto sono aggregati in soprannumero in Gremio Religionis. Ove nel territorio non esiste né un Priorato, né una Associazione, i membri del terzo ceto sono aggregati ad una istituzione melitense, secondo le disposizioni del Gran Maestro. Il Gran Maestro con voto deliberativo del Sovrano Consiglio, sentiti i competenti Priori, i Reggenti o i Presidenti, può trasferire un membro dell Ordine, con il consenso dell interessato, ad un Priorato, un Sottopriorato o una Associazione, con osservanza delle suddette regole. ARTICOLO 11 CARICHE E OFFICI Le cariche e gli offici di Gran Maestro e di Gran Commendatore sono conferiti a Cavalieri Professi di Voti Perpetui. L officio di Priore è affidato a Cavalieri Professi di Voti Perpetui o di Voti Temporanei. Le Alte Cariche ed offici del Sovrano Consiglio, salvo il disposto dell art. 20, parag. 4, gli offici di Cancelliere, Ricevitore ed Ospedaliere dei Priorati e dei Sottopriorati e quelli di Reggente, Luogotenente, Vicario e Procuratore, sono ricoperti preferibilmente da Cavalieri Professi. Se vengono eletti Cavalieri in Obbedienza per loro specifiche qualità, l elezione deve essere confermata dal Gran Maestro. Gli offici delle Alte Cariche, dei Priori, dei Vicari, dei Luogotenenti, dei Procuratori, dei Reggenti, dei Cancellieri di Priorati e quelli di almeno quattro dei sei Consiglieri del Sovrano Consiglio restano riservati ai Cavalieri aventi i requisiti di Onore e Devozione o di Grazia e Devozione.
10 TITOLO III GOVERNO DELL ORDINE ARTICOLO 12 IL GRAN MAESTRO AL GRAN MAESTRO, CAPO DELL ORDINE, SPETTANO PREROGATIVE ED ONORI SOVRANI E TITOLO DI ALTEZZA EMINENTISSIMA. ARTICOLO 13 REQUISITI PER L ELEZIONE A GRAN MAESTRO Il Gran Maestro è eletto a vita dal Consiglio Compìto di Stato tra i Cavalieri Professi, con almeno dieci anni di Voti Perpetui, se di età inferiore ai cinquanta anni; per i Cavalieri Professi di età superiore, membri dell Ordine da almeno dieci anni, sono sufficienti tre anni di Voti Perpetui. Il Gran Maestro e il Luogotenente di Gran Maestro devono avere i requisiti nobiliari prescritti per categoria dei Cavalieri di Onore e Devozione. L elezione del Gran Maestro va comunicata al Santo Padre, prima dell assunzione della carica, con lettera dell eletto. ARTICOLO 14 GIURAMENTO DEL GRAN MAESTRO L eletto alla dignità di Gran Maestro, dopo aver comunicato al Santo Padre l avvenuta elezione, presta davanti al Cardinale Patrono, in solenne seduta del Consiglio Compìto di Stato, il seguente giuramento: IO... SOLENNEMENTE PROMETTO E GIURO PER QUESTO SACRATISSIMO LEGNO DELLA CROCE E PER I SANTI EVANGELI DI DIO, DI OSSERVARE LA CARTA COSTITUZIONALE, IL CODICE, LE REGOLE E LE LODEVOLI CONSUETUDINI DELL ORDINE NOSTRO, E DI REGGERE COSCIENZIOSAMENTE L ATTIVITÀ DELL ORDINE. COSÌ MI AIUTI IDDIO E SE INADEMPIENTE SARÀ IN PERICOLO L ANIMA MIA. A RTICOLO 15 POTERI DEL GRAN MAESTRO Il Gran Maestro, assistito dal Sovrano Consiglio, provvede all esercizio della suprema autorità, al conferimento delle cariche e degli offici e al governo generale dell Ordine. Spetta in particolare al Gran Maestro: a) emanare, previo voto deliberativo del Sovrano Consiglio, i provvedimenti legislativi nelle materie non disciplinate dalla Carta Costituzionale e dal Codice; b) promulgare mediante decreto gli atti di governo;
11 c) ammettere, previo voto deliberatorio segreto dal Sovrano Consiglio, i membri dell Ordine al primo ceto - Noviziato, Voti Temporanei e Voti Perpetui - e al secondo ceto - anno di prova e Promessa -; d) ammettere, previo voto deliberativo del Sovrano Consiglio, i membri dell Ordine all Aspirantato del primo ceto; e) ricevere nell Ordine i membri nel terzo ceto, previo voto deliberativo del Sovrano Consiglio o con provvedimento di Motu Proprio ; f) amministrare, con l assistenza del Sovrano Consiglio, i beni del Comun Tesoro e vigilare sulle proprietà; g) dare esecuzione agli atti della Santa Sede che riguardano l Ordine e informare la Santa Sede sullo stato e le necessità dell Ordine; h) ratificare, previo voto deliberativo del Sovrano Consiglio, gli accordi internazionali; i) convocare il Capitolo Generale Straordinario, che avrà facoltà di sciogliere il Sovrano Consiglio e di eleggerne uno nuovo, secondo le norme della Carta Costituzionale e del Codice. I decreti di cui al parag. 2b) sono detti magistrali o consiliari, a seconda che l atto di governo promani direttamente dal Gran Maestro o vi sia stata la previa assistenza o la previa delibera del Sovrano Consiglio. Nel caso di voto deliberativo, il Gran Maestro non può emanare un decreto difforme dalla delibera, ma non è tenuto ad emanarne uno conforme. A RTICOLO 16 RINUNCIA ALL OFFICIO DI GRAN MAESTRO LA RINUNCIA ALL OFFICIO DI GRAN MAESTRO DEVE ESSERE ACCETTATA DAL SOVRANO CONSIGLIO E COMUNICATA, A PENA DI INEFFICACIA, AL SANTO PADRE. A RTICOLO 17 GOVERNO STRAORDINARIO In caso di impedimento permanente, di rinuncia o di morte del Gran Maestro, l Ordine è retto da un Luogotenente Interinale nella persona del Gran Commendatore, il quale può compiere atti di ordinaria amministrazione, fino alla cessazione della vacanza dell officio. L impedimento permanente del Gran Maestro è dichiarato dal Tribunale Magistrale di prima istanza, con procedura in camera di consiglio, su ricorso deliberato dalla maggioranza dei due terzi dei membri del Sovrano Consiglio, convocato e presieduto dal Gran Commendatore o dal Gran Cancelliere, o autoconvocato a maggioranza assoluta. Il ricorso è presentato dal Gran Cancelliere, o da altro membro del Sovrano Consiglio a ciò delegato. Se il ricorso ha esito positivo il Gran Commendatore assume la Luogotenenza Interinale. In caso di impedimento del Gran Maestro per un periodo di oltre un mese, il Gran Commendatore assume l amministrazione ordinaria dell Ordine e convoca immediatamente il Sovrano Consiglio per la conferma.
12 Parag. 5 - In caso di impedimento del Gran Commendatore, il Sovrano Consiglio elegge un Luogotenente Interinale nella persona di un proprio membro, Cavaliere Professo di Voti Perpetui. Il Luogotenente di Gran Maestro è eletto ai sensi dell art. 23, parag. 5, fra i Cavalieri aventi i requisiti richiesti per l elezione a Gran Maestro. Prima di assumere il suo officio, il Luogotenente di Gran Maestro presta il giuramento di cui all art. 14. La rinuncia del Luogotenente di Gran Maestro deve essere accettata dal Sovrano Consiglio con delibera comunicata, a pena di inefficacia, al Santo Padre. A RTICOLO 18 LE ALTE CARICHE Sono Alte Cariche: il Gran Commendatore il Gran Cancelliere il Grand Ospedaliere il Ricevitore del Comun Tesoro La sostituzione delle Alte Cariche è regolata dal Codice. ARTICOLO 19 IL PRELATO Il Prelato è nominato dal Sommo Pontefice, che lo sceglie in una terna di nomi proposti dal Gran Maestro previo voto deliberativo del Sovrano Consiglio. Nel caso in cui nessuno dei candidati presentati incontri l approvazione del Santo Padre, saranno proposti altri nominativi. Il Prelato coadiuva il Cardinale Patrono nell esercizio del suo officio presso l Ordine. Il Prelato è il superiore religioso del clero dell Ordine nella funzione sacerdotale e vigila affinché la vita religiosa e sacerdotale dei Cappellani e il loro apostolato si svolgano secondo la disciplina e lo spirito melitensi. Il Prelato assiste il Gran Maestro e il Gran Commendatore nella cura della vita spirituale e dell osservanza religiosa dei membri dell Ordine e in tutto ciò che concerne il carattere spirituale delle opere dell Ordine. Ad ogni sessione del Capitolo Generale Ordinario il Prelato presenta una relazione sullo stato spirituale dell Ordine.
13 A RTICOLO 20 IL SOVRANO CONSIGLIO Il Sovrano Consiglio assiste il Gran Maestro nel governo dell Ordine. Fanno parte del Sovrano Consiglio: a) il Gran Maestro o il Luogotenente, che lo presiede; b) i titolari delle quattro Alte Cariche e sei Consiglieri. I membri del Sovrano Consiglio, eccetto il Gran Maestro e il Luogotenente, sono eletti dal Capitolo Generale a maggioranza dei presenti. Il Gran Commendatore ed almeno altri quattro membri del Sovrano Consiglio devono essere Cavalieri Professi di Voti Perpetui o Temporanei. Parag. 5 - Parag. 6 - Parag. 7 - Per le ammissioni dei membri dell Ordine al primo ceto hanno diritto di voto i soli membri del Sovrano Consiglio che siano Cavalieri Professi di Voti Perpetui o Temporanei. I membri del Sovrano Consiglio rimangono in carica fino al successivo Capitolo Generale e possono essere rieletti. Per una terza o una ulteriore consecutiva rielezione per la stessa carica, è richiesta la maggioranza dei due terzi dei voti dei presenti. Il Gran Maestro non partecipa alla votazione nelle materie in cui il Sovrano Consiglio ha voto deliberativo o deve esprimere un parere, fermo quanto disposto dall art. 15, parag. 3. In caso di parità di voto tra i Consiglieri, incluse le Alte Cariche, la decisione del Gran Maestro ha valore dirimente. Se il Gran Maestro non esprime opinione, l argomento viene sospeso. ARTICOLO 21 IL CONSIGLIO DEL GOVERNO Il Consiglio del Governo è un organo consultivo di trattazione della linea politica, religiosa, ospedaliera, internazionale, o di altri aspetti generali della vita dell Ordine e può dare suggerimenti ai titolari delle quattro Alte Cariche e alla Camera dei Conti. Si riunisce almeno due volte l anno. Fanno parte del Consiglio del Governo sei Consiglieri di differenti aree geografiche eletti dal Capitolo Generale tra i membri appartenenti ai tre ceti dell Ordine. Alle riunioni del Consiglio del Governo sono presenti: a) -il Gran Maestro o il Luogotenente, che lo convoca e presiede; b) -i membri del Sovrano Consiglio; c) -il Prelato dell Ordine, allorquando siano trattate questioni di sua competenza. I sei Consiglieri rimangono in carica fino al successivo Capitolo Generale e possono essere rieletti per una sola volta.
14 A RTICOLO 22 IL CAPITOLO GENERALE Il Capitolo Generale è il supremo consesso dell Ordine ed è costituito dai rappresentanti dei diversi ceti. E convocato ogni cinque anni e ogni volta che il Gran Maestro, sentito il Sovrano Consiglio, lo ritenga opportuno, ovvero su richiesta rivolta al Gran Maestro dalla maggioranza dei Priorati, Sottopriorati e Associazioni. Fanno parte del Capitolo Generale: a) il Gran Maestro o il Luogotenente, che lo presiede; b) i membri del Sovrano Consiglio; c) il Prelato; d) i Priori o, in caso di vacanza, i loro sostituti permanenti (Procuratori, Vicari, Luogotenenti); e) i Balì Professi; f) due Cavalieri Professi, e in mancanza di uno di questi un Cavaliere in Obbedienza, delegati da ciascun Priorato; g) un Cavaliere Professo e un Cavaliere in Obbedienza delegati dai Cavalieri del Gremio Religionis ; h) cinque Reggenti dei Sottopriorati, a norma del Codice; i) quindici rappresentanti delle diverse Associa-zioni, a norma del Codice; l) i sei Consiglieri del Governo dell Ordine. Il Capitolo Generale si riunisce per eleggere i membri del Sovrano Consiglio, i Consiglieri del Governo, i membri della Camera dei Conti; per trattare le eventuali modifiche alla Carta Costituzionale e al Codice; per conoscere e trattare i più importanti problemi, quali lo stato spirituale e temporale, il programma delle attività, i rapporti internazionali dell Ordine. Per l approvazione di modifiche alla Carta Costituzionale è richiesta la maggioranza dei due terzi. Per l approvazione di modifiche al Codice è richiesta la maggioranza assoluta ad eccezione degli articoli dal sei al novantatre, i quali si riferiscono esclusivamente al primo ceto e per i quali è richiesta, nella maggioranza di voto assoluta, anche la maggioranza dei Cavalieri Professi aventi diritto di voto. ARTICOLO 23 IL CONSIGLIO COMPÌTO DI STATO Il Consiglio Compìto di Stato elegge il Gran Maestro o il Luogotenente di Gran Maestro. Hanno diritto di voto:- a) il Luogotenente di Gran Maestro o il Luogotenente Interinale; b) i membri del Sovrano Consiglio;
15 c) il Prelato; d) i Priori o, in caso di vacanza, i loro sostituti permanenti (Procuratori, Vicari, Luogotenenti); e) i Balì Professi; f) due Cavalieri Professi delegati da ciascun Priorato; g) un Cavaliere Professo e un Cavaliere in Obbedienza delegati dai Cavalieri del Gremio Religionis ; h) cinque Reggenti dei Sottopriorati; i) quindici rappresentanti delle Associazioni, a norma del Codice. Parag. 5 - Parag. 6 - Per l elezione del Gran Maestro è richiesto il voto della maggioranza più uno dei presenti aventi diritto. I membri del primo ceto facenti parte del Consiglio Compìto di Stato hanno facoltà di proporre tre candidati. Se entro la prima giornata di riunioni del Consiglio Compìto di Stato non viene presentata la terna dei candidati o se non si riesce entro le prime tre votazioni ad eleggere un candidato da questa proposta elettorale, i membri del Consiglio Compìto di Stato hanno facoltà di scelta per le successive votazioni. Dopo la quinta infruttuosa votazione, il Consiglio Compìto di Stato delibera, con la stessa maggioranza, se procedere alla elezione di un Luogotenente di Gran Maestro per un periodo di un anno al massimo. In caso negativo riprendono le votazioni per l elezione del Gran Maestro. In caso positivo il Luogotenente di Gran Maestro è eletto con ballottaggio tra i due candidati che hanno riportato il maggior numero dei voti nella quinta votazione. Nel ballottaggio prevale quello tra i due candidati che ottiene il maggior numero dei voti. Se il candidato è unico, è necessario il voto della maggioranza dei presenti. Se eletto, il Luogotenente di Gran Maestro deve riconvocare il Consiglio Compìto di Stato prima della scadenza del suo mandato. A RTICOLO 24 NORME COMUNI PER LE ELEZIONI I membri del Capitolo Generale, del Consiglio Compìto di Stato, e gli aventi diritto al voto per l elezione di un Priore, di un Reggente e di un Presidente di Associazione, devono intervenirvi personalmente e non possono nominare rappresentanti, delegati o procuratori né esprimere il voto per lettera, fatte salve le disposizioni dell art. 196 del Codice. Fatta salva ogni diversa disposizione, i quorum vanno calcolati considerando gli aventi diritto al voto presenti e votanti. La maggioranza dei due terzi, ove prevista, è richiesta solo per le prime tre votazioni. Per quelle successive è sufficiente la maggioranza dei presenti aventi diritto al voto, fatta salva ogni diversa disposizione.
16 A RTICOLO 25 LA CONSULTA GIURIDICA La Consulta Giuridica è un organo tecnico consultivo collegiale, che può essere interpellato su questioni e problemi giuridici di particolare rilevanza. Ne fanno parte il Presidente, il Vicepresidente, il Segretario Generale e quattro membri. I membri sono nominati dal Gran Maestro previo parere del Sovrano Consiglio. Sono scelti tra i cultori delle scienze giuridiche, preferibilmente già membri dell Ordine, particolarmente versati nel Diritto Melitense, nel diritto pubblico e internazionale e nel Diritto Canonico. Durano in carica tre anni e possono essere riconfermati. ARTICOLO 26 L ORDINAMENTO GIUDIZIARIO Parag. 5 - Le cause di competenza del foro ecclesiastico sono sottoposte ai Tribunali ecclesiastici ordinari, a norma del Codice di Diritto Canonico. Per le cause di competenza del foro laicale tra persone fisiche e giuridiche dell Ordine e nei confronti di terzi, la funzione giurisdizionale è esercitata dai Tribunali Magistrali, a norma del Codice. Il Gran Maestro, previo voto deliberativo del Sovrano Consiglio, nomina i presidenti, i giudici e il cancelliere dei Tribunali Magistrali. I giudici dei Tribunali Magistrali sono scelti fra membri dell Ordine particolarmente esperti in diritto. Durano in carica tre anni e possono essere riconfermati. L ordinamento giudiziario e la procedura innanzi i Tribunali Magistrali sono regolati dal Codice. ARTICOLO 27 LA CAMERA DEI CONTI La Camera dei Conti vigila e controlla le entrate, le spese e l intero patrimonio dell Ordine. Essa è anche organo di consulenza del Ricevitore del Comun Tesoro. E composta da un Presidente, da quattro Consiglieri titolari e da due supplenti. I membri della Camera dei Conti sono eletti dal Capitolo Generale in prima votazione, con la maggioranza degli aventi diritto al voto e con quella dei presenti nelle successive. Sono scelti fra i Cavalieri versati nelle discipline giuridiche, in quelle economiche e finanziarie. Durano in carica fino al successivo Capitolo Generale, possono essere rieletti per un mandato consecutivo e con i due terzi dei voti per un terzo mandato.
17 TITOLO IV ORGANIZZAZIONE DELL ORDINE ARTICOLO 28 EREZIONE DEGLI ENTI Parag. 5 - L erezione di un Gran Priorato, Priorato, Sottopriorato o di una Associazione e l approvazione del relativo statuto competono al Gran Maestro, previo voto deliberativo del Sovrano Consiglio. La denominazione di Gran Priorato spetta ad alcuni Priorati, in virtù della consuetudine o di una delibera del Capitolo Generale. Il Gran Maestro, previo parere dei competenti Priorati, Sottopriorati o Associazioni e il voto deliberativo del Sovrano Consiglio, procede all erezione di nuovi enti e all approvazione dei relativi statuti. L erezione dei Priorati o Sottopriorati va comunicata dal Gran Maestro al Santo Padre. Eguale procedura deve essere seguita per unire, dividere o sopprimere Priorati, Sottopriorati o Associazioni. Nell ambito di ciascun territorio non può essere eretto che un Priorato o un Sottopriorato. I rapporti tra un Priorato e una Associazione nello stesso territorio sono regolati dal Codice. ARTICOLO 29 GOVERNO DEI PRIORATI Per l erezione di un Priorato sono necessari almeno cinque Cavalieri Professi. I membri dei tre ceti fanno parte dell Assemblea. Il Priore è assistito da un Consiglio ristretto, che viene eletto in base allo statuto del Priorato, e dal Capitolo. Fanno parte del Capitolo: a) il Priore; b) i Cavalieri e Cappellani Professi appartenenti al Priorato; c) il Cancelliere, il Ricevitore, nonché, ove nello stesso territorio non esiste una Associazione, l Ospedaliere; d) due rappresentanti del secondo ceto; e) due rappresentanti del terzo ceto, ove non esiste una Associazione.
18 Parag. 5 - Parag. 6 - Parag. 7 - Parag. 8 - Il Cancelliere e il Ricevitore sono nominati dal Priore, sentiti i membri del primo ceto, tra i Cavalieri del primo o del secondo ceto. L Ospedaliere ed i rappresentanti del secondo e del terzo ceto sono eletti dall Assemblea. I membri Professi propongono a maggioranza tre candidati, tra i quali i membri del Capitolo priorale eleggono il Priore. Il Priore eletto non può assumere la carica finché non abbia ricevuto l assenso del Gran Maestro, previo voto deliberativo del Sovrano Consiglio, e non abbia prestato giuramento. Lo statuto priorale fissa le altre competenze del Capitolo priorale e dell Assemblea. ARTICOLO 30 DURATA DELLE CARICHE DEI PRIORI Il Priore e i membri del Consiglio ristretto rimangono in carica sei anni e sono rieleggibili. Per la rielezione al terzo sessennio e a quelli successivi, è richiesta la maggioranza dei due terzi. ARTICOLO 31 IL LUOGOTENENTE DEL PRIORE Ogni qualvolta ricorrano motivi di opportunità o di necessità, il Priore, sentito il Capitolo, può nominare un Luogotenente che lo sostituisca per un anno, in tutto o in parte, nell esercizio delle funzioni. La nomina va approvata dal Gran Maestro, previo parere del Sovrano Consiglio. In caso di necessità, ove il Priore non provveda ai sensi del parag. 1, la nomina del Luogotenente è devoluta al Gran Maestro, previo parere del Sovrano Consiglio. Il Priore, sentito il Consiglio ristretto, può nominare, per un periodo massimo di tre mesi, un Luogotenente che lo sostituisca. Il Luogotenente deve essere Cavaliere Professo o in Obbedienza, a norma dell art. 11, parag. 3. A RTICOLO 32 IL VICARIO E IL PROCURATORE DEL PRIORATO Il Gran Maestro, previo voto deliberativo del Sovrano Consiglio, per giuste e gravi cause può revocare un Priore e nominare un Vicario. Qualora, a norma del Diritto Canonico, non si possa procedere all elezione del Priore, il Vicario rimane in carica fino al termine del successivo Capitolo Generale. In caso di impossibilità di funzionamento del Priorato, o per altre giuste e gravi cause, il Gran Maestro, previo voto deliberativo del Sovrano Consiglio, nomina un Procuratore che rimane in carica fino al termine del successivo Capitolo Generale. Il Vicario ed il Procuratore devono essere Cavalieri Professi o in Obbedienza, a norma dell art. 11, parag. 3.
19 A RTICOLO 33 I SOTTOPRIORATI E LA NOMINA DEI REGGENTI Per l erezione di un Sottopriorato sono necessari almeno nove Cavalieri in Obbedienza. Il Sottopriorato è retto da un Cavaliere Professo o in Obbedienza, con titolo di Reggente, assistito da un Consiglio e dal Capitolo, in conformità al proprio statuto e al Codice. Il Reggente e i Consiglieri sono eletti dal Capitolo. Il Reggente entra in carica dopo aver ricevuto l assenso del Gran Maestro, previo voto deliberativo del Sovrano Consiglio, e prestato il giuramento. Il Reggente e i Consiglieri durano in carica sei anni e possono essere rieletti. Per la terza rielezione e per quelle successive è richiesta la maggioranza dei due terzi. ARTICOLO 34 LE ASSOCIAZIONI Le Associazioni sono erette con decreto del Gran Maestro, previo voto deliberativo del Sovrano Consiglio. I loro statuti sono redatti tenendo conto della legislazione interna degli Stati in cui hanno sede e sono approvati dal Gran Maestro, previo voto deliberativo del Sovrano Consiglio. Il Gran Maestro, previo parere del Sovrano Consiglio, conferma la nomina del Presidente e dei membri del Consiglio direttivo. La durata delle loro funzioni è determinata dallo statuto e va da un minimo di tre anni a un massimo di sei. Se prevista dallo statuto, è possibile la rielezione. ARTICOLO 35 LE DELEGAZIONI I Priorati, i Sottopriorati e le Associazioni possono istituire Delegazioni regionali ai sensi del Codice. Le Delegazioni sono composte da tutti i membri dei Priorati, Sottopriorati e Associazioni, che hanno residenza nel territorio. I loro ordinamenti sono stabiliti in conformità degli statuti dei rispettivi Priorati, Sottopriorati e Associazioni e di un regolamento approvato dal Gran Maestro, previo voto deliberativo del Sovrano Consiglio. Dirige la Delegazione un membro dell Ordine, con titolo di Delegato, nominato per la prima volta dal proprio Superiore, previo parere del rispettivo Consiglio, e successivamente eletto dai membri della Delegazione e confermato dal Superiore. La Delegazione di un Priorato o Sottopriorato, ove possibile, deve essere affidata a un Cavaliere Professo o in Obbedienza. Il Delegato è assistito da un Consiglio composto da non più di cinque membri e da un Cappellano che cura la vita spirituale dei membri della Delegazione.
20 A RTICOLO 36 TESTO E TRADUZIONI UFFICIALI DELLA CARTA COSTITUZIONALE Il testo della Carta Costituzionale è redatto in lingua italiana. Il Gran Maestro, previo parere del Sovrano Consiglio, disporrà per la traduzione ufficiale in inglese, in francese, in tedesco e in spagnolo. Il testo in lingua italiana, munito della firma del Capo dell Ordine e del Sigillo di Stato, è conservato nell archivio magistrale. In caso di contrasto di interpretazione prevale il testo ufficiale in lingua italiana. ARTICOLO 37 DISPOSIZIONI TRANSITORIE Il Gran Maestro, previo voto deliberativo del Sovrano Consiglio, emana disposizioni transitorie per disciplinare i rapporti pendenti al momento dell entrata in vigore della Carta Costituzionale e del Codice. Carlo Marullo di Condojanni Gran Cancelliere Fra Andrew Bertie