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Timestamp: 2017-02-20 01:46:06+00:00
Document Index: 98738425

Matched Legal Cases: ['art. 2077', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 2077', 'art. 7']

Art. 2068 codice civile: Rapporti di lavoro sottratti a contratto collettivo
HOME Codice civile Articoli Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015 Codice civile Art. 2068 codice civile: Rapporti di lavoro sottratti a contratto collettivo L’AUTORE: Redazione
Sono altresì sottratti alla disciplina del contratto collettivo i rapporti di lavoro concernenti prestazioni di carattere personale o domestico (1).
(1) Tale norma, in quanto diretta a limitare l’ambito di applicabilità della contrattazione collettiva, è da ritenersi tacitamente abrogata a seguito della soppressione dell’ordinamento corporativo. Tuttavia, essa resta in vigore nella parte in cui disciplina gli effetti dei contratti collettivi di diritto corporativo.
In virtù del disposto di cui all’art. 2077, comma 2, c.c., secondo il quale le clausole difformi dei contratti individuali, preesistenti o successivi al contratto collettivo, sono sostituite di diritto dal contratto collettivo, salvo che contengano speciali condizioni più favorevoli ai prestatori di lavoro, deve affermarsi che la garanzia del preventivo controllo sindacale previsto dalla contrattazione collettiva in ordine all’espletamento del potere organizzativo del datore di lavoro non è disponibile ad opera del singolo lavoratore allorquando, se allo stesso fosse consentito di concedere in forza del contratto individuale il potere negato da quello collettivo, ne conseguirebbe una modificazione "in peius" del suo trattamento, senza che, a tal fine, la rinuncia al diritto a rendere la prestazione secondo modalità diverse da quelle previste dal contratto collettivo possa implicare una valida modifica del contratto individuale. (Nella specie, la Sc, sulla scorta dell’enunciato principio, ha confermato, correggendone la motivazione, la sentenza impugnata con la quale era stato accolto il ricorso proposto da un dipendente diretto all’accertamento dell’illegittimità della sanzione disciplinare irrogata nei suoi confronti per essersi rifiutato di presentarsi al lavoro nelle giornate di sabato previste dal turno mensile, sul presupposto che l’organizzazione aziendale con la previsione del lavoro supplementare nella giornata del sabato avrebbe richiesto il previo accordo con le organizzazioni sindacali, che invece non vi era stato, senza che, peraltro, il comportamento tenuto in precedenza dal lavoratore, consistito nella prestazione di lavoro in tali giornate senza proteste, potesse implicare rinuncia al diritto, poiché il rifiuto sopravvenuto della prestazione stessa nei giorni di sabato si sarebbe dovuto ritenere giustificato dalla mancata osservanza delle limitazioni contrattuali poste ai poteri organizzativi datoriali).
Cassazione civile sez. lav. 21 febbraio 2007 n. 4011 Il contratto collettivo nazionale ben può modificare, in peius per i lavoratori, le disposizioni di un precedente contratto collettivo aziendale. (Nella specie, la Suprema Corte, alla stregua del principio suesposto, ha confermato l'impugnata decisione, la quale aveva ritenuto che l'indennità maneggio di denaro non fosse ricomputabile ai fini della determinazione della quattordicesima mensilità, spettante ai piazzisti, ostandovi la formulazione dell'art. 5 del protocollo aggiuntivo del CCNL 31 maggio 1980 per i dipendenti di aziende alimentari).
Cassazione civile sez. lav. 11 giugno 1990 n. 5651 Il silenzio del datore di lavoro convenuto, che, costituendosi in giudizio, non abbia contestato l'applicabilità del contratto collettivo di diritto comune invocato dall'attore, non può, in mancanza di ogni altro elemento, essere inteso come inequivoca accettazione di tale contratto da parte del convenuto medesimo che non appartenga ad una delle associazioni sindacali stipulanti.
Cassazione civile sez. lav. 28 maggio 1982 n. 3306 I contratti di lavoro aziendali - alla cui stipulazione è legittimata ogni organizzazione sindacale operante nell'azienda, purché non simulata (art. 17 della legge n. 300 del 1970), e quindi anche le commissioni interne - hanno la natura e l'efficacia di contratti collettivi; pertanto, le loro clausole ben possono essere derogate o sostituite da clausole meno favorevoli per i lavoratori, contenute in contratti collettivi successivi, sia aziendali che di categoria, essendo inapplicabile la disposizione dell'art. 2077, comma 2. c.c. che concerne esclusivamente la relazione tra contratto collettivo e contratto individuale di lavoro subordinato, ed essendo una norma speciale, collegata alla disciplina transitoria all'uopo introdotta, la disposizione dell'art. 7, comma 1, l. 14 luglio 1959 n. 741 che prevede il mantenimento delle condizioni più favorevoli ai lavoratori anche se di carattere aziendale.
Cassazione civile sez. lav. 18 gennaio 1978 n. 233 Art. precedente
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