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Timestamp: 2016-12-05 20:46:56+00:00
Document Index: 76874682

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art 10', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 143', 'art. 108', 'art. 26', 'art. 10', 'art.\n10']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 70 del 20.03.2009
Consulenza giuridica. ONLUS. Consultori familiari. Assistenza sociale e
socio-sanitaria. Tutela e valorizzazione della natura e dell'ambiente
Con la nota in riferimento, concernente l'interpretazione dell'art. 10,
comma 1, lettera a), del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, è stato esposto il seguente
1) Consultori familiari
La Direzione Regionale chiede di sapere se un'associazione che "promuove
un consultorio familiare prematrimoniale-matrimoniale ... per offrire un servizio di prevenzione e di assistenza alla famiglia, alla coppia e, in
genere, alla persona, con la prestazione di consulenza, assistenza e di
educazione in accordo con la normativa nazionale e regionale in materia di
consultori familiari e il magistero della Chiesa Cattolica", possa essere iscritto nell'anagrafe delle ONLUS nel settore dell'assistenza sociale e
socio-sanitaria, espressamente previsto dall'art. 10, comma 1, lettera a)
del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n.460, tra i settori di attività in cui le ONLUS sono tenute ad operare.
2) Tutela e valorizzazione della natura e dell'ambiente
La stessa Direzione Regionale chiede, altresì, chiarimenti in merito
all'iscrivibilità nell'anagrafe delle ONLUS di una associazione, il cui statuto prevede molteplici
attività, nel settore della tutela e
valorizzazione della natura e dell'ambiente espressamente previsto
dall'art. 10, comma 1, lettera a) n. 8) del decreto legislativo n. 460 del
In particolare vengono sottoposti all'esame della scrivente brani dello
statuto dell'associazione ove si legge che l'associazione di cui trattasi
"b) promuove la partecipazione dei cittadini alla difesa dell'ambiente e alla definizione della propria
qualità, favorendo una migliore organizzazione sociale ed una modifica dei comportamenti individuali e
collettivi;...e)interviene nel campo dell'educazione e della didattica per
favorire nei giovani una coscienza sensibile ai problemi dell'ambiente,
f)... si batte per la pace e la cooperazione fra tutti i popoli... per il
disarmo nucleare e convenzionale, g) si batte per un nuovo ordine
economico internazionale,...; h) lotta contro ogni forma di sfruttamento,
di ignoranza, di ingiustizia,...;i) opera sui temi della conoscenza, della ricerca, del rapporto tra scienza, cultura e lavoro, per ... promuovere la
diffusione della cultura e formare una coscienza scientifica diffusa;..k)
promuove lo sport come strumento di conoscenza e valorizzazione del
corpo... Si propone di: b) svolgere corsi di specializzazione, di
qualificazione e formazione, borse di studio, dibattiti conferenze, convegni, ... attinenti lo scopo sociale; d) promuovere e svolgere
attività di ricerca e di analisi inerenti problemi specifici di carattere
ecologico, ambientale, territoriale e socio-economico; e) organizzare
campi di lavoro per il recupero ambientale,...k) promuovere e diffondere
la vendita di prodotti agricoli di qualità, biologici e promozionali con
punti vendita...;l) gestire aree naturali protette, oasi
naturalistiche,...".
La Direzione Regionale, in ordine al primo quesito, ritiene che
l'attività svolta dai consultori familiari, pur configurandosi come attività socialmente rilevante, non possa ricondursi nell'ambito
dell'attività sociale e socio-sanitaria di cui all'art. 10, comma 1, lettera a), n. 1, del decreto legislativo n. 460 del 1997, in quanto lo
status di "famiglia", "coppia", "persona" non appare sufficiente a
ricondurre dette categorie di soggetti tra quelle in condizioni di bisogno
destinatarie di assistenza sociale e, per estensione, di assistenza
Riguardo al secondo quesito la Direzione Regionale, dopo aver ricordato
che per il settore di attività di tutela e valorizzazione della natura e dell'ambiente, riconducibile anch'esso tra i settori a
immanente, il fine solidaristico si intende perseguito indirettamente a beneficio non di singole persone ma della
collettività diffusa, ha espresso
l'avviso che solo le attività indicate alle lettere e) (organizzazione di
campi di lavoro per il recupero ambientale) ed l) (gestione di aree naturali
protette) siano riconducibili nel settore della tutela e valorizzazione
della natura e dell'ambiente, mentre ha espresso dubbi sulle altre attività
indicate nello statuto.
In ordine al primo quesito, concernente la
riconducibilità dell'attività svolta dai consultori familiari nell'ambito dell'assistenza
sociale e socio-sanitaria di cui all'art. 10, comma 1, lettera a), n. 1, del
decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, si fa presente quanto segue.
L'attività di assistenza sociale e socio-sanitaria, ai sensi del comma
4 dell'art 10 del decreto legislativo n. 460 del 1997, fa parte di quei
settori per i quali le finalità di solidarietà sociale si considerano
immanenti.
Con circolari n. 168/E del 26 giugno 1998 e n. 48 del 18 novembre 2004 è stato chiarito che il principio di immanenza del fine solidaristico nelle
attività di assistenza sociale e socio-sanitaria (che si estrinseca in
prestazioni anche sanitarie di completamento assistenziale) va inteso nel senso che dette
attività devono essere necessariamente rivolte nei
confronti di categorie particolarmente meritevoli di protezione sociale, in quanto la condizione di svantaggio dei destinatari
è presupposto essenziale
delle attività medesime. Tale caratterizzazione dell'attività in esame si rende necessaria per concretizzare il perseguimento delle
solidaristiche da parte della ONLUS.
Quanto sopra rappresentato si osserva, con riferimento all'oggetto del
quesito, che i consultori privati, che svolgono assistenza alla famiglia e alla
maternità in conformità ai principi recati dalla legge 29 luglio
1975, n. 405, perseguono finalità solidaristiche assicurando protezione
sociale a particolari soggetti meritevoli di sostegno sociale senza oneri
economici a carico degli assistiti.
In sostanza la solidarietà sociale è assicurata dal rispetto dei
principi recati dalla legge n. 405 del 1975 e dalle leggi regionali di settore, che prevedono il servizio di assistenza alla famiglia e alla
maternità, e dall'assenza di oneri economici a carico dei destinatari del servizio.
Dalle osservazioni sopra formulate discende che una associazione che
gestisce un consultorio può essere iscritta nell'anagrafe delle ONLUS, nel
settore dell'assistenza sociale e socio-sanitaria di cui all'art. 10, comma
1, lettera a), n. 1, del decreto legislativo n. 460 del 1997, qualora il consultorio realizzi gli scopi previsti dall'art. 1 della legge 29 luglio
1975, n. 405 senza oneri economici a carico dell'utente.
Si evidenzia, peraltro, che le ONLUS possono svolgere la loro
attività anche in regime di convenzione con le amministrazioni pubbliche in base al
disposto dell'art. 143, comma 3, lettera b) del TUIR
(già art. 108, comma
2-bis, lettera b)) al quale fa esplicito riferimento l'art. 26 del decreto
Detta disposizione stabilisce che i contributi corrisposti dalle
amministrazioni pubbliche per lo svolgimento convenzionato o in regime di accreditamento di
attività aventi finalità sociali, "non concorrono in
ogni caso alla formazione del reddito".
Alla luce della sopra richiamata disposizione si evidenzia che
l'associazione che gestisce il consultorio può agire anche in regime di
convenzione con le amministrazioni pubbliche e ricevere pertanto contributi
In ordine al secondo quesito, concernente la
riconducibilità di una
serie di attività nell'ambito della tutela e valorizzazione della natura e
dell'ambiente, di cui all'art. 10, comma 1, lettera a), n. 8) del decreto
legislativo n. 460 del 1997 concernente l'attività di tutela della natura e dell'ambiente, si osserva quanto segue.
Come precisato dalla circolare n. 168/E del 1998, per il settore della
tutela e della valorizzazione della natura e dell'ambiente, definito
anch'esso a solidarietà immanente, il fine solidaristico si intende
perseguito indirettamente a beneficio non di singole persone ma della
collettività diffusa.
Ciò posto, si osserva che dalla lettura dello statuto emergono
attività che non sono riconducibili nel settore della tutela e
valorizzazione della natura e dell'ambiente né in altri settori
normativamente previsti per le ONLUS, quali quelle indicate alle lettere f),
g), h) che contemplano rispettivamente l'impegno dell'associazione "per la pace e la cooperazione fra tutti i popoli... per il disarmo nucleare e
convenzionale"; "per un nuovo ordine economico internazionale", per "la
lotta contro ogni forma di sfruttamento, di ignoranza, di ingiustizia" nonché quella indicata alla lettera k) consistente nel "promuovere e
diffondere la vendita di prodotti agricoli di qualità, biologici e
promozionali con punti vendita".
Nella fattispecie in esame si ritiene, pertanto, considerato che l'art.
10, comma 1, lettera c) del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460
prevede espressamente per le ONLUS il divieto di svolgere attività diverse
da quelle menzionate alla lettera a) del medesimo articolo, che
l'associazione di cui trattasi non possa assumere la qualifica di ONLUS.