Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-19046-del-31-07-2017
Timestamp: 2020-08-12 13:25:42+00:00
Document Index: 136076406

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 292', 'sentenza ', 'art. 269', 'art. 360', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 19046 del 31/07/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19046 del 31/07/2017
Cassazione civile, sez. VI, 31/07/2017, (ud. 19/05/2017, dep.31/07/2017), n. 19046
sul ricorso 15750-2016 proposto da:
difeso dall’avvocato PAOLA MONALDI;
M.F., in proprio ed in qualità di erede di
C.I., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA ETTORE ROMAGNOLI, 23,
presso lo studio dell’avvocato MARCELLO DE VITO, rappresentato e
difeso dall’avvocato ESTER VOCE;
M.R., + ALTRI OMESSI
avverso la sentenza n. 1994/2015 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,
– M.G. ha proposto due motivi di ricorso per la cassazione della sentenza di cui in epigrafe, con la quale la Corte territoriale confermò la pronuncia di primo grado, che, in accoglimento della domanda proposta da C.I., ebbe a dichiarare che costei era divenuta proprietaria, in virtù di usucapione, di un immobile ad uso abitativo sito in (OMISSIS);
– M.F., in proprio e quale erede di C.I. (nel frattempo deceduta), ha resistito con controricorso;
– gli altri intimati non hanno svolto attività difensiva.
– il primo motivo (proposto ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 4, con riferimento agli artt. 112 e 292 c.p.c., per avere i giudici di merito pronunciato ultra petita e per avere altresì dichiarato inammissibile la domanda di usucapione proposta dall’odierno ricorrente ex art. 292 c.p.c.) non può trovare accoglimento, risultando, con riferimento al primo profilo, manifestamente infondato, non sussistendo la dedotta ultrapetizione, in quanto i giudici di merito si sono limitati ad interpretare la domanda della C. pervenendo logicamente a ritenere che essa avesse ad oggetto l’immobile posto al civico n. (OMISSIS) ove l’attrice aveva risieduto col marito (a prescindere dalla esattezza dei dati catastali indicati) e, con riferimento al secondo profilo (domanda riconvenzionale proposta dal M.G.), inammissibile, in quanto la censura non coglie la ratio decidendi della sentenza impugnata laddove questa ha fatto riferimento alla necessità di applicare l’art. 269 c.p.c. (profilo questo – costituente ratio decidendi autonoma – non censurato nè considerato dal ricorrente);
– il secondo motivo (proposto ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, con riferimento alla disponibilità e alla valutazione delle prove vertenti sul vantato possesso ultraventennale della C.) è inammissibile, in quanto si risolve in una censura di merito relativa all’accertamento in fatto relativo alla sussistenza del possesso uti dominus esercitato dalla C. e alla valutazione delle prove acquisite, accertamento e valutazione delle prove che sono insindacabili in sede di legittimità, non risultando peraltro la motivazione della sentenza impugnata (con la quale i giudici di merito hanno richiamato le deposizioni testimoniali assunte e le ammissioni delle parti) nè apparente nè manifestamente illogica (cfr. Cass., Sez. U, n. 8053 del 07/04/2014) e dovendosi considerare che spetta soltanto al giudice del merito individuare le fonti del proprio convincimento e scegliere, tra le risultanze probatorie, quelle ritenute idonee a dimostrare i fatti in discussione (Cass., Sez. U, n. 5802 del 1998);
rigetta il ricorso e condanna la parte ricorrente al pagamento, in favore della parte controricorrente, delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 4.500,00 (quattromilacinquecento) per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15%, agli esborsi liquidati in Euro 200,00 ed agli accessori di legge.