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Timestamp: 2018-10-20 21:52:22+00:00
Document Index: 119946319

Matched Legal Cases: ['art. 164', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 71']

F24 saldo zero; Suv autocarro autotrasportatore; imposta di registro per contratto preliminare di compravendita; IVA per ampliamento casa; attività di bed & breakfast | Commercialista Telematico
F24 saldo zero; Suv autocarro autotrasportatore; imposta di registro per contratto preliminare di compravendita; IVA per ampliamento casa; attività di bed & breakfast
QUESITO N. 1: F24 Saldo zero
Qualora un contribuente dimentica di presentare un modello F24 con saldo zero, a quanto ammonta la sanzione?<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
L’Agenzia si è espressa più volte (da ultimo la circolare n. 54 del 19 giugno 2002) in merito alla mancata presentazione di una delega di versamento modello F24 a zero, nella quale, cioè, i debiti da pagare sono compensati totalmente dai crediti vantati, ribadendo che, in casi simili, si configura una violazione del comma 4, dell’articolo 19, del D.lgs n. 241/1997, punibile con una sanzione di:
ü euro 51,65, se sanata entro i cinque giorni successivi,
ü euro 154,93, se la delega viene presentata entro un anno dal termine previsto.
Per regolarizzare tale violazione, il ravvedimento operoso si perfeziona:
ð presentando il modello F24, entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione;
ð versando una sanzione ridotta, pari a:
ü 5 euro (1/10 di 51 euro), se il ritardo non è superiore a 5 giorni lavorativi;
ü 15 euro (1/10 di 154 euro), se il modello è presentato entro un anno.
QUESITO N. 2: Suv autocarro autotrasportatore
Un imprenditore svolge l’attività di autotrasportatore e nell’esercizio della propria attività utilizza anche un fuoristrada immatricolato come autocarro. Secondo il calcolo del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 6 dicembre 2006, tale mezzo è considerato autoveicolo. Vista la particolare attività svolta dall’imprenditore, il fuoristrada immatricolato come autocarro può essere integralmente deducibile dalla imposte dirette?
Il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 6 dicembre 2006 individua le caratteristiche dei veicoli che non devono essere considerati ai fini fiscali come autocarri, in quanto, a prescindere dalla categoria di omologazione, hanno subito modifiche che non ne impediscono comunque l’utilizzo per il trasporto privato di passeggeri.
Di conseguenza, i mezzi aventi le caratteristiche individuate dal citato Provvedimento direttoriale dell’Agenzia devono seguire la disciplina fiscale prevista dall’art. 164, comma 1, lett. b), del TUIR per quanto riguarda le imposte dirette.
Ai sensi dell’articolo 164, comma 1, lett. a), si ha la deducibilità al 100% delle spese relative all’acquisto di autovetture, autocaravan, motocicli, ciclomotori, aeromobili da turismo, navi ed imbarcazioni da diporto, qualora essi siano utilizzati, alternativamente:
ü come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa;
ü ad uso pubblico.
L’autovettura acquistata dall’imprenditore, anche se immatricolata come autocarro, non può essere considerata come bene strumentale nell’attività propria dell’impresa e neppure utilizzata ad uso pubblico, pertanto, il costo non è interamente deducibile, ma dovrà essere limitato al 40%.
QUESITO N. 3: Imposta di registro per il contratto preliminare di compravendita.
Nel mese di dicembre del 2008, un contribuente ha stipulato un contratto preliminare di compravendita d’immobile. Con la stipula di tale contratto ha versato una caparra confirmatoria sulla quale ha dovuto versare un’imposta di registro. Nel mese di settembre 2009 il preliminare è stato risolto. Si chiede se il contribuente abbia diritto alla restituzione dell’imposta di registro versata.
Secondo quanto previsto dall’art. 10 della Tariffa allegata al D.P.R. n. 131/86, il contratto preliminare deve essere registrato e sottoposto all’imposta fissa di 168 €.
Nella stipula di tali contratti, le parti spesso usano apporre talune clausole che tendono a rafforzare gli impegni assunti: si tratta di caparre confirmatorie, clausole penali e caparre penitenziali.
L’atto che contiene le relative clausole è soggetto all’imposta in base alla disposizione di cui all’art. 6 della Tariffa allegata al D.P.R. n. 131/86.
Il versamento dell’imposta è distintamente tassabile in base all’art. 21, 1° comma del D.P.R. n. 131/86, secondo il quale “se un atto contiene più disposizioni che non derivano necessariamente per la loro intrinseca natura, le une dalle altre, ciascuna di esse è soggetta ad imposta come se fosse un atto distinto”.
Considerato che, come previsto dall’art. 21, 1° comma, del D.P.R. n. 131/86, il contratto preliminare e l’atto definitivo sono soggetti ad imposta come se fossero degli atti distinti, la mancata stipula dell’atto finale non influisce sul pagamento dell’imposta di registro del contratto preliminare.
Si ritiene, quindi, che il contribuente non abbia alcun diritto al rimborso dell’imposta di registro versata.
QUESITO N. 4: L’Iva per l’ampliamento della casa
QUESITO N. 5: Attività di bed & breakfast
Un privato esercita saltuariamente l’attività di bed & breakfast. Nel <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />2009 ha sostenuto una notevole spesa per poter garantirsi la presenza in alcuni siti Internet. Tale spesa potrà essere portata in deduzione nel quadro RL del mod. UNICO 2010?
Come specificato nella RM 14.12.98, n. 180/E e 13.10.2000, n. 155/E, l’esercizio in forma occasionale dell’attività di fornitura di alloggio e prima colazione, c.d. “Bed & Breakfast”, esercitata in conformità della specifica normativa regionale in materia di turismo, è considerata esclusa dal campo di applicazione dell’IVA ed il relativo reddito rientra tra i redditi diversi di cui all’art. 67, comma 1, lett. i), TUIR.
Per converso, nell’eventualità in cui l’attività in oggetto venisse svolta in modo sistematico e con carattere di stabilità, evidenziando una certa organizzazione di mezzi, la medesima attività si qualificherebbe in termini abituali e, quindi, professionali. In tal caso, l’attività rientrerebbe nel campo di applicazione dell’IVA, ai sensi di quanto disposto dall’articolo 4, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, conformemente con quanto previsto dal dettato normativo comunitario.
Nel caso esposto nel quesito, l’attività viene svolta occasionalmente; pertanto, il relativo reddito rientra tra i redditi diversi di cui all’art. 67, comma 1, lett. i), TUIR.
In base all’art. 71, comma 2, il reddito in esame è costituito dalla differenza tra i proventi percepiti e le spese specificamente inerenti alla produzione degli stessi.
Si ritiene che la somma sostenuta per la presenza in siti Internet, opportunamente documentata, possa essere considerata “specificamente inerente” l’attività esercitata, e, pertanto, essere dedotta nel quadro RL del mod. UNICO 2010 dall’ammontare dei proventi incassati nel 2009.