Source: https://francescocolaci.wordpress.com/2012/12/
Timestamp: 2020-02-23 02:09:16+00:00
Document Index: 126716355

Matched Legal Cases: ['art.2', 'art.2', 'art.2', 'art.2', 'art.2', 'art.10', 'art.11', 'art.3', 'art.19', 'art.3', 'art.1', 'art.1', 'art.5', 'art.1', 'art.3', 'art.3', 'art.3', 'art.1', 'art.8', 'art.16', 'art.5', 'art.2', 'art.1', 'art.17', 'art.3', 'art.3', 'art. 21', 'art.3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 11', 'art.34', 'art.2', 'art.4', 'art. 2', 'art. 2']

dicembre | 2012 | Francesco Colaci's BLOG
In relazione alle novita’ normative introdotte dalla legge n.92/112 di riforma del lavoro , dalla legge sviluppo n.221/12 e dalla legge stabilita’ n.228/12 ,si ritiene confacente precisare di seguito gli istituti che costituiscono il sistema degli ammortizzatori sociali a disposizione delle imprese e dei lavoratori dall’1.1.2013, ricordando che i suddetti si distinguono tra ordinari ed in deroga, intervengono sia in caso di perdita che di mantenimento del rapporto di lavoro da parte dei beneficiari , ed infine che vengono utilizzati in funzione delle difficolta’ aziendali esistenti ,che possono essere tanto temporanee e transitorie quanto prolungate e persino irreversibili.
1) ASSICURAZIONE SOCIALE PER L’IMPIEGO-ASPI
L’Aspi ,destinata a sostituire l’indennita’ ordinaria non agricola con i requisiti normali, che peraltro continua ad applicarsi ai casi di cessazione dalla precedente occupazione intervenuti fino al 31 dicembre 2012, per i nuovi eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2013 ,risulta istituita presso la Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti con la funzione di fornire ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione un’indennità mensile di disoccupazione,secondom la regolamentazione corrispondente contenuta nell’art.2 ,commi da 1 a 30,,da 36 a 38e da 40 a 45 della legge n. 92/2012 e s.m.i.
Sostituisce l’indennita’ ordinaria con i requisiti ridotti e cponsente ai lsavoratori rimasti involontariamente disoccupati a decorrere dall’1.1.2013 ,se in possesso dei requisiti previsti di percerpire un trattamento economico diverso rispetto a quello dell’Aspi ,secondo la disciplina contenuta nei commi da 20 a 25 dell’art.2 della legge n.92/2012 e s.m.i.
-Post pubblicato sul blog DISCIPLINA ASPI E MINI ASPI CON MODIFICHE LEGGE STABILITA’ 2013 cliccando sul seguente linkhttps://francescocolaci.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=22970&action=edit&message=10
– Circolare Inps n.142/2012 cliccando suLinkhttp://www.inps.it/bussola/VisualizzaDoc.aspx?sVirtualURL=%2fCircolari%2fCircolare%20numero%20142%20del%2018-12-2012.htm
3) INDENNITA’ LAVORATORI CO CO CO ART . 61 DEC.LEGVO 276/03
L’indennita’ in questione dall’1.1.2013 è regolamentata dai commi da 51 a 56 dell’art.2 della legge n.92/12 il cui contenuto si espone di seguito,premettendo che con le dette disposizioni va a regime l’indennita’ una tantum in favore dei co co pro ,iscritti in via esclusica alla gestione separata dell’Inps .
Infatti si stabilisce che, a decorrere dall’anno 2013, nei limiti delle risorse di cui al comma 1 dell’articolo 19 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e successive modificazioni, è riconosciuta un’indennità ai collaboratori coordinati e continuativi di cui all’articolo 61, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata presso l’INPS di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, con esclusione dei soggetti individuati dall’articolo 1, comma 212, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, i quali soddisfino in via congiunta le seguenti condizioni:
. L’indennità è pari a un importo del 5 per cento del minimale annuo di reddito di cui all’articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233,,che nel 2012 risulta di euro 14.930 , moltiplicato per il minor numero tra le mensilità accreditate l’anno precedente(almeno quattro) e quelle non coperte da contribuzione.
L’indennita’ di cui sopra è liquidata in un’unica soluzione se pari o inferiore a 1.000 euro, ovvero in importi mensili fino a 1.000 euro se superiore.
Restano fermi i requisiti di accesso e la misura del trattamento vigenti alla data del 31 dicembre 2012 per coloro che hanno maturato il diritto entro tale data ,ai sensi dell’articolo 19, comma 2, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e successive modificazioni,così che l’indennita’ è liquidata in unica soluzione ,pari al 30 per cento del reddito percepito l’anno precedente e comunque nonn superiore a 4 mila euro
b) l’importo dell’indennità è elevato dal 5 per cento al 7 per cento del minimale annuo;
Si conclude sull’argomento sottolineando che il comma 69 dell’art.2 prevede che :”. A decorrere dal 1° gennaio 2013, sono abrogate le seguenti disposizioni: a) articolo 19, comma 2 , del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2-,secondo cui :
2. Invia sperimentale per il biennio 2010-2011, a valere sulle risorse di cui al comma 1 e comunque nei limiti di 200 milioni di euro per ciascuno degli anni 2010 e 2011, e nei soli casi di fine lavoro, fermo restando quanto previsto dai commi 8, secondo periodo, e 10, e’ riconosciuta una somma liquidata in un’unica soluzione, pari al 30 per cento del reddito percepito l’anno precedente e comunque non superiore a 4.000 euro, ai collaboratori coordinati e continuativi di cui all’articolo 61, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata presso l’INPS di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, con esclusione dei soggetti individuati dall’articolo 1, comma 212, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, i quali soddisfino in via congiunta le seguenti condizioni:
c) con riguardo all’anno di riferimento sia accreditato, pressola predetta Gestioneseparata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge n. 335 del 1995, un numero di mensilita’ non inferiore a uno;
e) risultino accreditate nell’anno precedente almeno tre mensilita’ pressola predetta Gestioneseparata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge n. 335 del 1995. Restano fermi i requisiti di accesso e la misura del trattamento vigenti alla data del 31 dicembre 2009 per coloro che hanno maturato il diritto entro tale data.”
Il trattamento speciale di disoccupazione per l’edilizia è una prestazione riservata ai lavoratori con la qualifica di operai ,impiegati e quadri licenziati da imprese edili ed affini,anche artigiane e cooperative per una delle seguenti cause : a)cessazione dell’attività aziendale ,ultimazione del cantiere o delle singole fasi lavorative,riduzione di personale( legge 6 agosto 1975, n. 427;
b)stato di grave crisi occupazionale conseguente al previsto completamento d’impianti industriali o di opere pubbliche di grandi dimensioni (Art.11 legge n.223/91);
Per ogni ulteriore informazione in materia si rinvia al posto di cui al seguente linkhttps://francescocolaci.wordpress.com/2009/03/29/trattamento-speciale-disoccupazione-edilizia/
Si segnala peraltro che ,correggendo un errata dicitura contenuta nella lettera c) del comma 71 dell’art.2 legge 92/12 ,la legge di stabilita’ n.228/12 ha precisato che dall’1.1.2017 è abrogato non gia’ l’art.10 comma 2 ,bensì l’art.11 comma 2 della legge n.223/91,vale a dire la disposizione che disciplina il trattamento speciale di disoccupazione dell’edilizianelle aree nelle quali il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, accerta la sussistenza di uno stato di grave crisi dell’occupazione conseguente al previsto completamento di impianti industriali o di opere pubbliche di grandi dimensioni, così che ai lavoratori edili che siano stati impegnati, in tali aree e nelle predette attività, per un periodo di lavoro effettivo non inferiore a diciotto mesi e siano stati licenziati dopo che l’avanzamento dei lavori edili abbia superato il settanta per cento, il trattamento speciale di disoccupazione è corrisposto nella misura prevista dall’articolo 7 e per un periodo non superiore a diciotto mesi, elevabile a ventisette nelle aree di cui al testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218.
5)INDENNITA’ DISOCCUPAZIONE OPERAI AGRICOLI
Due sono le tipologie di trattamento di disoccupazione per gli operai agricoli ,ossia l’indennità ordinaria di disoccupazione ed il trattamento speciale. ed in proposito si rinvia alla consultazione del posto di cui al seguente linkhttps://francescocolaci.wordpress.com/2009/03/29/indennita-disoccupazione-operai-agricoli/
6) INDENNITA’ DI MOBILITA’
L’indennità di mobilità ,che trova la sua fonte normativa principale nella legge n.223/91 e s.m.i.,è una prestazione di disoccupazione che viene riconosciuta ai lavoratori che , perduto il posto di lavoro per licenziamento collettivo, risultano iscritti nelle liste di mobilità.
Sull’indennità di mobilità sono stabilite disposizioni particolari per ciò che concerne i requisiti soggettivi ed oggettivi che i lavoratori debbono far valere per accedere a tale prestazione e una procedura particolare che l’azienda deve eseguire prima di procedere ai licenziamenti dei dipendenti ed in merito si rinvia alla consultazione del post pubbliucato sul blog cliccando sul linkhttps://francescocolaci.wordpress.com/2009/03/31/disciplina-indennita-di-mobilita/
Inoltre si richiama l’attenzione sulle modifiche che sia la legge n.92/12 ,che la legge n.134/12 hanno apportato alla disciplina della dursata dell’indennita’ di mobilita’ che ad alcuni apdetti della regolamentazione della legge n.223/91 riguardantio la procvedura di mobilita’ ,in merito a cui si rinvia all’apposito post pubblicato sul blo ,cliccando il seguente link:https://francescocolaci.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=20692&action=edit&message=1
La Cassa integrazione guadagni appare lo strumento con cui è possibile intervenire per sostenere le imprese che ,per eventi conseguenti a situazioni di crisi o difficoltà indicate dalla legge, sono indotte a sospendere o contrarre transitoriamente l’attività , essendo responsabili per i danni patiti dai dipendenti .
L’ Inps interviene erogando , in sostituzione della retribuzione , un’indennità in favore dei lavoratori delle predette aziende che nel periodo considerato risultano sospesi dal lavoro, ovvero utilizzati al lavoro ad orario ridotto per i detti eventi.
Tale intervento è diversamente articolato a seconda delle circostanze che originano la situazione di difficoltà del settore economico di appartenenza dell’azienda interessata,si riospetto a cui si rinvia a quanto esposto nel post del blog consultabile cliccanddo sul seguente linkhttps://francescocolaci.wordpress.com/2009/03/05/scheda-conoscitiva-sulla-cassa-integrazione-guadagni-ordinaria-industria/
Una normativa specifica in materia di cig ordinaria , discendente soprattutto dalle leggi n.77/1963 , n.14/1970,n. 1058/1971 e n.427/1975 , concerne il settore edile e dei materiali lapidei e per ogni informazione in merito si puo’ consultare lo specifico post cliccasndo sul seguente link
:https://francescocolaci.wordpress.com/2009/03/18/disciplina-cassa-integrazione-guadagni-edilizia/
Considerato che difficoltà e problematiche transitorie e durevoli,contingenti e strutturali possono intervenire anche nel settore produttivo dell’agricoltura a causa di eventi non determinati dagli imprenditori e dai lavoratori,il legislatore ha apprestato specifiche norme in materia di integrazione salariale (CISOA),contenute nella legge n.457 dell’8.8.1972 e nella legge n.223 del 23 .7.1991 (.artt.14 e 21), la cui previsioni sono esposte nell’apposioto post del blog consultabile cliccando sul seguente link: https://francescocolaci.wordpress.com/2009/03/06/disciplina-cassa-integrazione-guadagni-in-agricoltura/
Gli aspetti che caratterizzano la cassa integrazione guadagni straordinaria,distinguendola da quella ordinaria, s’individuano soprattutto nel le cause integrabili e nella durata dell’intervento .
Infatti questo ammortizzatore sociale è collegato a condizioni di difficolta’ e problemi aziendali dalle prospettive incerte ed ha bisogno di essere gestito con iniziative specifiche ed interventi dalle caratteristiche diverse ed avente una durata superiore rispetto a quelli dell’integrazione ordinaria.
Per informazioni sui varii aspetti dellas cigs ,si rinvia alla consultazione dello spdecifico post del blog cliccando sul seguente link:https://francescocolaci.wordpress.com/2009/03/23/disciplina-cassa-integrazione-guadagni-straordinaria/
Inoltre ,tenuto conto che le leggi n. 92/12 e n.134/12 hanno apportato modifiche alla previsione dell’art.3 della legge n.223/91 ,riguardante l’intervento della cigs per le imprese coinvolte in procedure concorsual,si ritiene confacente suggerire la consultazione in proposito dello specifico post pubblicato sul blog cliccando il seguente link:https://francescocolaci.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=20606&action=edit
Infine , si sottolinea che la legge di stabilita’ n.228/2912.ha finanziato sino al 31.12.2013 la proroga della cigs a 24 mesi di cui al comma 15 dell’art.19 del dec.legge n.185/08 ,convertito in legge n.2/09, riguarda per le sitiuazioni di crisi aziendale con cessazione dell’attivita’.
Su tale argomento,il comma 1 dell’art.3 della legge n.92-2012ha previsto l’aggiunta all’articolo 12 della legge 23 luglio 1991, n. 223, dopo il comma 3 ,del comma 3 bis ,il cui testo comèplressivo pertanto sara’ così formato,sottolineando che la parter‘aggiunta risulta evidenziata in grassetto :
1. A decorrere dal 1° aprile 1991, le disposizioni in materia di integrazione salariale straordinaria si applicano anche ai dipendenti delle imprese artigiane aventi i requisiti occupazionali di cui all’articolo 1, comma 1, e che procedono alla sospensione dei lavoratori in conseguenza di sospensioni o contrazioni dell’attività dell’impresa che esercita l’influsso gestionale prevalente come definito dal comma 2 e che sia stata ammessa al trattamento straordinario in ragione di tali sospensioni o contrazioni.
In virtù della citata integrazione della disciplina legislativa , le imprese di cui alle lettere da a) ad e) ,a far data dall’1.1.2013 , saranno destinatarie, non piu ‘in maniera sperimentale e transitoria ,ma definita e stabile dell’intervento della cigs e dei relativi obblighi contributivi ,superando quanto la normativa vigente prevede sino al 31.12.2012, in base a cui gli interventi della cigs nelle predette imprese ridsultano venir autorizzati annualmente.
Si sottolinea peraltro che ,dall’anno 2013 ,diventa definitiva anche la relativa contribuzione obbligatoria dello 0,90 % ,tenendo conto inoltre che le aziende appartenenti alle tipologie elencate , quando ricorreranno alla cigs ,avranno l’obbligo di versare il contributo addizionale del 4,5% (se occupano piu’ di 50 dipendenti) ovvero del 3% (se occupoano sino a 50 dipendenti),da determonasre sull’importo dell’integrazione salariale utilizzsata,che va versato all’atto delle operazioni di conmguaglio concernenti la cigs.
6) CONTRATTI DI SOLIDARIETA’ CON CIGS
In riferimento al Decreto del Ministro del Lavoro n.46448 del 10.7.09 ,che , nella prospettiva di semplificazione delle modalità attuative ,ha introdotto rilevanti novità alla disciplina dei contratti di solidarietà previsti dall’art.1 della legge n.863/84, preliminarmente si ricorda che si distinguono contratti di solidarietà “difensivi” ed “espansivi “.
I primi sono così definiti perche’ comportano una riduzione dell’orario di lavoro finalizzata ad evitare il licenziamento del personale in azienda.
I secondi ,che non hanno registrato un seguito pari a quello dei primi, assumono tale denominazione in quanto sono caratterizzati dall’aumento dei lavoratori neo assunti a tempo indeterminato per compensare la riduzione dell’orario di lavoro al personale già in forza dell’azienda interessata.
In questa sede vengono trattati i contratti di solidarietà così detti difensivi , il cui scopo precipuo, nell’ambito di una situazione di crisi aziendale temporanea ,appare quello di concorrere alla difesa dei livelli di occupazione ,evitando dei licenziamenti , precisando che gli stessi sono di due tipi, a seconda che le imprese interessate sono ovvero non sono destinatarie della disciplina della cassa integrazione guadagni straordinaria.
Rispetto ai contratti di solidarieta’ difenzivi con l’intervento della CIGS si ritiene consono rinviare alla consultazionev dello specifico post pubblicato sul blog cliccando il seguente link:https://francescocolaci.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=3688&action=edit
Inoltre si evidenzia che tra le disposizioni approvate con la legge di stabilita’ n.228/12 risulta quella che consente anche nel 2013 Llintervento di cui al comma 6, dell’articolo 1, del decreto legge 1ºluglio 2009, n. 102, è nel limite di 60milioni di euro ,ricordado a che il citato comma 6 dell’art.1 legge n.102/09 dispone:” In via sperimentale ….l’ammontare del trattamento di integrazione salariale per i contratti di solidarieta’ di
cui all’articolo 1 del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito con modificazioni dalla legge 19 dicembre 1984, n. 863, e’aumentato nella misura del venti per cento del trattamento perso a seguito della riduzione di orario ..”
7) CONTRATTI SOLIDARIETA’ SENZA CIGS
La seconda tipologia di contratti di solidarietà “difensivi”,che si applica alle imprese non destinatarie della disciplina della cigs,è quella prevista dall’art.5,comma 5, del decreto legge n.148/93,convertito in legge n.236/93, e dall’art.1 comma 5 legge n.102/09 i cui aspetti sono stati illustrati con la circolare del Ministero del Lavoro n.20/ 2004 ,la cui appplicazione risulta prorogata al 31.12.2013 dalla legge di stabilita’ n.228/2012
Anche tali contratti, caratterizzati dalla riduzione dell’orario di lavoro in azienda,perseguono lo scopo di evitare o ridurre le eccedenze di personale, non già con l’intervento della cigs,ma attraverso la corresponsione per un periodo massimo di 24 mesi di un contributo , non avente natura di retribuzione ai fini contrattuali e di legge,compresi gli obblighi contributivi previdenziali ed assistenziali,di ammontare pari alla metà del monte retributivo non dovuto dalle imprese a seguito della riduzione di orario,e che va ripartito in parti uguali tra le stesse imprese ed i lavoratori interessati
Per tutte le iformazioni inn mderito a tali contratti di solidarieta’ si trinvia allo specifico post pubblicato dal blog ,consultabile cliccando su link seguente:https://francescocolaci.wordpress.com/2009/01/21/la-disciplina-dei-contratti-di-solidarieta-parte-seconda/
8) COSTITUZIONE FONDI SOLIDARIETA’ BILATERALI
L’argomento trova regolamentazione nei commi da 4 a 16 dell’art.3 della legge di riforma n.92/12 ,che stabiliscono quanto segue
Al fine di assicurare la definizione, entro l’anno 2013, di un sistema inteso ad assicurare adeguate forme di sostegno per i lavoratori dei diversi comparti, le organizzazioni sindacali e imprenditoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale stipulano, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, accordi collettivi e contratti collettivi, anche intersettoriali, aventi ad oggetto la costituzione di fondi di solidarietà bilaterali per i settori non coperti dalla normativa in materia di integrazione salariale, con la finalità di assicurare ai lavoratori una tutela in costanza di rapporto di lavoro nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa per cause previste dalla normativa in materia di integrazione salariale ordinaria o straordinaria.
Entro i successivi tre mesi, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, si provvede all’istituzione presso l’INPS dei fondi citati
Con le medesime modalità di cui sopra possono essere apportate modifiche agli atti istitutivi di ciascun fondo. Le modifiche aventi ad oggetto la disciplina delle prestazioni o la misura delle aliquote sono adottate con decreto direttoriale dei Ministeri del lavoro e delle politiche sociali e dell’economia e delle finanze, sulla base di una proposta del comitato amministratore
I decreti del ministro del lavoro determinano, sulla base degli accordi, l’ambito di applicazione dei fondi ion questione, con riferimento al settore di attività, alla natura giuridica dei datori di lavoro ed alla classe di ampiezza dei datori di lavoro. Il superamento dell’eventuale soglia dimensionale fissata per la partecipazione al fondo si verifica mensilmente con riferimento alla media del semestre precedente.
I fondi di cui si parla non hanno personalità giuridica e costituiscono gestioni dell’INPS,mentre gli oneri di amministrazione di ciascun fondo sono determinati secondo i criteri definiti dal regolamento di contabilità dell Istituto
L’istituzione dei fondi in parola è obbligatoria per tutti i settori non coperti dalla normativa in materia di integrazione salariale in relazione alle imprese che occupano mediamente più di quindici dipendenti. Le prestazioni e i relativi obblighi contributivi non si applicano al personale dirigente se non espressamente previsto.
Detti fondi , oltre alla finalità di assicurare ai lavoratori una tutela in costanza di rapporto di lavoro nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa per cause previste dalla normativa in materia di integrazione salariale ordinaria o straordinaria possono avere le seguenti finalità:
b) prevedere assegni straordinari per il sostegno al reddito, riconosciuti nel quadro dei processi di agevolazione all’esodo, a lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato nei successivi cinque anni; c) contribuire al finanziamento di programmi formativi di riconversione o riqualificazione professionale, anche in concorso con gli appositi fondi nazionali o dell’Unione europea.
Per le imprese nei confronti delle quali trovano applicazione gli articoli 4 e seguenti della legge 23 luglio 1991, n. 223,contenenti norme in materia di mobilita’, gli accordi e contratti collettivi possono prevedere che il fondo di solidarietà sia finanziato, a decorrere dal 1º gennaio 2017, con un’aliquota contributiva nella misura dello 0,30 per cento delle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali.
Gli accordi ed i contratti relativi alla costituzione dei Fondi nbilaterali possono prevedere che nel fondo stesso confluisca anche l’eventuale fondo interprofessionale istituito dalle medesime parti firmatarie ai sensi dell’articolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni. In tal caso, al fondo affluisce anche il gettito del contributo integrativo stabilito dall’articolo 25, quarto comma, della legge 21 dicembre 1978, n. 845, e successive modificazioni, con riferimento ai datori di lavoro cui si applica il fondo e le prestazioni derivanti dall’attuazione del primo periodo del presente comma sono riconosciute nel limite di tale gettito.
Si segnala rispetto a quanto sopra che la òlegge dio stabilita’ n.228/2012 ha prorogato al 17 luglio 2013 il termine entro cui le associazioni imprenditorioali e le organizzazioni sindacali devono sottoscrive gli accordi per i Fondi bilateriali in parola
9)ADEGUAMENTO FONTI ISTITUTIVE FONDI BILATERALI GIA’ ESISTENTI
L’adeguamento delle fonti dei fondi gia esistenti e collaudati in determinati settori (es.artigianato) è previsto dai commi da 14 a 16 dell’art.3 della legge n.92/12.
Infatti si dispone che in alternativa al modello previsto dai commi da 4 a 13 dell’art.3 e dalle relative disposizioni attuative di cui ai commi 22 e seguenti, in riferimento ai settori nei quali siano operanti, alla data di entrata in vigore della presente legge, consolidati sistemi di bilateralità e in considerazione delle peculiari esigenze dei predetti settori, quale quello dell’artigianato, le organizzazioni sindacali e imprenditoriali cpompasrastivamente maggiormente rappresentastive possono, nel termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, quindi entro il 18 gernnaio 2013,adeguare le fonti istitutive dei rispettivi fondi bilaterali alle finalità perseguite dai commi da 4 a 13, prevedendo misure intese ad assicurare ai lavoratori una tutela reddituale in costanza di rapporto di lavoro, in caso di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, correlate alle caratteristiche delle attività produttive interessate.
Infine nel comma 16 si legge che: in considerazione delle finalità perseguite dai fondi di cui ai periodi precedenti, volti a realizzare ovvero integrare il sistema, in chiave universalistica, di tutela del reddito in costanza di rapporto di lavoro e in caso di sua cessazione, con decreto, di natura non regolamentare, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentite le parti sociali istitutive dei rispettivi fondi bilaterali, sono dettate disposizioni per determinare: requisiti di professionalità e onorabilità dei soggetti preposti alla gestione dei fondi medesimi; criteri e requisiti per la contabilità dei fondi; modalità volte a rafforzare la funzione di controllo sulla loro corretta gestione e di monitoraggio sull’andamento delle prestazioni, anche attraverso la determinazione di standard e parametri omogenei.
Anche per detto adeguamento vale la proroga al 17 luglio2013 prevista dalla legge di stabilita’n.228/12
La disciplina degli ammortizzatori sociali in deroga ,comprendente l’intervento dell’integrazione salariale ,dell’indennità di mobilità e di disoccupazione ,fa riferimento all’art.1 comma 1190 della legge 296/06 ,prevedendo che il Ministero delLavoro può disporre la concessione o la proroga di detti trattamenti per periodi non superiori a 12 mesi ,che possono essere concessi in unica soluzione ovvero in periodi frazionati.
Le relative risorse ,predisposte di anno in anno in occasione dell’approvazione della legge finanziaria,vengono utilizzate dal Ministero del Lavoro ,predisponendo direttamente i provvedimenti di concessione degli ammortizzatori sociali in deroga , nonche’ assegnandole annualmente alle singole Regioni che le utilizzano in modo autonomo in relazione alle esigenze ed alle problematiche produttive ed occupazionali registrate nei rispettivi territori.
In Abruzzo la Regione ha istituito il CICAS ,ossia il Comitato d’intervento per le situazioni di crisi aziendali e territoriali , composto da rappresentanti istituzionali ,delle associazioni datoriali e sindacali ed altresì di Italia Lavoro,che si riuniscisce periodicamente per le determinazioni in materia di ammortizzatori sociali,sulla base delle risorse finanziarie annualmente assegnate.
a) prescritta riduzione percentuale dell’indennita’ da corrispondere;
Per quanto concerne la questione relativa alla lettera a) ,la nota ministeriale citata , dopo aver ricordato che è la stessa normativa a stabilire che in caso di prima proroga l’abbattimento dell’indennità è del 10″,in ncaso di seconda proroga l’abbattimento è del 30% e del 40% in caso di terza o ulteriore proroga ,aggiunge che. 1) gli abbattimenti previsti si applicano calcolando ogni volta la relativa riduzione sull’indennità originariamente percepita con la prima concessione in deroga.Pertanto ,sia la riduzione percentuale della prima proroga ,che quelle delle proroghe successive ,dovranno essere calcolate solo ed unicamente sull’indennità goduta come prima concessione e non su quelle riultanti dai successivi abbattimenti; 2) l’abbattimento inoltre va applicato,in ossequio ad un principio generale di maggior favore per il lavoratore ,solo dopo 12 mesi ,anche non continuativi ,di erogazione dell’ammortizzatore in deroga previsto nell’accordo di prima concessione e/o di proroga in atto e di cui si dispone la continuazione.
Per la questione di cui alla lettera b) ,la stessa nota prima richiamata affferma che in ordine ai contributi dovuti dalle imprese ,è evidente che il problema si pone unicamente per i datori di lavoro che non rientrano nella normativa a regime degli ammortizzatori sociali.Questi ultimi sono tenuti ,nel caso di cigs in deroga ,al solo pagamento del contributo addizionaledi cui all’art.8 comma 1 del dec.legge n.86/88 convertito in legge n.160/88.Nel caso di erogazione dell’ndennità di mobilità in deroga ,le imprese che non rientrano nelle previsioni dell’art.16 della legge n.223/91,no sono tenute al pagamento della “tassa d’ingresso” di cui all’art.5 ,comma 4 della medesima legge n.223/91.
Si aggiunge che per uniformita’ per gli ammortizzatori in deroga si applicano gli stessi requisiti previsti per quelli generale ed in particolare 90 giorni di anzianita’ aziendfale per la ciogs e 12 mesi di cui sei di effettivio lavorio per l’indennita0′ in mobilita.
Inoltre si richiama l’art.2commi da 64 a 67 della legge n.92/12 ,secondo cui :
Infine si ritiene di ricvhiamsatre l’sattenzione sui commi 254 e 255 dell’art.1 della legge di stabilita’ 228/12 secondo cui:
254. In considerazione del perdurare della crisi occupazionale e della prioritaria esigenza di assicurare adeguate risorse per gli interventi di ammortizzatori sociali in deroga a tutela del reddito dei lavoratori in una logica di condivisione solidale fra istituzioni centrali, territoriali e parti sociali, in aggiunta a quanto previsto dall’articolo 2, comma 65, della legge 28 giugno 2012, n. 92, l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, confluita nel Fondo sociale per l’occupazione e la formazione, di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, è incrementata di euro 200 milioni per l’anno 2013. Conseguentemente, si provvede nei seguenti termini: il Fondo di cui all’ultimo periodo dell’articolo 1, comma 68, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, è ridotto di 118 milioni di euro per l’anno 2013; è disposto il versamento in entrata al bilancio dello Stato da parte dell’INPS, per essere riassegnato al Fondo sociale per l’occupazione e la formazione, di una quota pari a 82 milioni di euro per l’anno 2013 delle entrate derivanti dall’aumento contributivo di cui all’articolo 25 della legge 21 dicembre 1978, n. 845, con esclusione delle somme destinate al finanziamento dei fondi paritetici interprofessionali per la formazione di cui all’articolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.
255. Entro il 30 aprile 2013, qualora dal monitoraggio dell’andamento degli ammortizzatori sociali in deroga e delle relative esigenze di intervento rappresentate dalle regioni e dalle province autonome emerga non sufficiente la provvista finanziaria a tal fine disposta, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali convoca le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale per individuare ulteriori interventi. Sentite le predette organizzazioni sindacali, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con decreto di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, può disporre, in via eccezionale, che le risorse derivanti dal 50 per cento dell’aumento contributivo di cui all’articolo 25 della legge 21 dicembre 1978, n. 845, per il periodo dal 1º giugno 2013 al 31 dicembre 2013, siano versate dall’INPS al bilancio dello Stato per la successiva riassegnazione al Fondo sociale per l’occupazione e la formazione di cui all’articolo 18, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, ai fini del finanziamento degli ammortizzatori. sociali in deroga di cui all’articolo 2, commi 64, 65 e 66 della legge 28 giugno 2012, n. 92. Con il medesimo decreto sono stabilite le necessarie modalità di attuazione delle disposizioni di cui al presente comma anche al fine di garantire la neutralità finanziaria sui saldi di finanza pubblica.
2) INDENNITA’ A FAVORE LAVORATORI IMPRESE ED AGENZIE PORTUALI
a) l’art.17 della legge n.84/94, relativo alla Disciplina della fornitura del lavoro portuale temporaneo,nel testo sostituito dall’art.3 della Legge 30 giugno 2000, n. 186 , prevede quanto segue:
– 1. Il presente articolo disciplina la fornitura di lavoro temporaneo, anche in deroga all’articolo 1 della legge 23 ottobre 1960, n. 1369, alle imprese di cui agli articoli 16 e 18 per l’esecuzione delle operazioni portuali e dei servizi portuali autorizzati ai sensi dell’articolo 16, comma 3.
2. Le autorità portuali o, laddove non istituite, le autorità marittime, autorizzano l’erogazione delle prestazioni di cui al comma 1 da parte di una impresa, la cui attività deve essere esclusivamente rivolta alla fornitura di lavoro temporaneo per l’esecuzione delle operazioni e dei servizi portuali, da individuare secondo una procedura accessibile ad imprese italiane e comunitarie. Detta impresa, che deve essere dotata di adeguato personale e risorse proprie con specifica caratterizzazione di professionalità nell’esecuzione delle operazioni portuali, non deve esercitare direttamente o indirettamente le attività di cui agli articoli 16 e 18 e le attività svolte dalle società di cui all’articolo 21, comma 1, lettera a), né deve essere detenuta direttamente o indirettamente da una o piùimprese di cui agli articoli 16, 18 e 21, comma 1, lettera a), e neppure deve detenere partecipazioni anche di minoranza in una o più imprese di cui agli articoli 16, 18 e 21, comma 1, lettera a), impegnandosi, in caso contrario, a dismettere dette attività e partecipazioni prima del rilascio dell’autorizzazione.
3. L’autorizzazione di cui al comma 2 viene rilasciata dall’autorità portuale o, laddove non istituita, dall’autorità marittima entro centoventi giorni dall’individuazione dell’impresa stessa e, comunque, subordinatamente all’avvenuta dismissione di ogni eventuale attività e partecipazione di cui al medesimo comma. L’impresa subentrante è tenuta a corrispondere il valore di mercato di dette attività e partecipazioni all’impresa che le dismette.
4. L’autorità portuale o, laddove non istituita, l’autorità marittima individua le procedure per garantire la continuità del rapporto di lavoro a favore dei soci e dei dipendenti dell’impresa di cui all’articolo 21, comma 1, lettera b), nei confronti dell’impresa autorizzata.
5. Qualora non si realizzi quanto previsto dai commi 2 e 3, le prestazioni di cui al comma 1 vengono erogate da agenzie promosse dalle autorità portuali o, laddove non istituite, dalle autorità marittime e soggette al controllo delle stesse e la cui gestione è affidata ad un organo direttivo composto da rappresentanti delle imprese di cui agli articoli 16, 18 e 21, comma 1, lettera a). Ai fini delle prestazioni di cui al comma 1, l’agenzia assume i lavoratori impiegati presso le imprese di cui all’articolo 21, comma 1, lettera b), che cessano la propria attività. Con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione, di concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sono adottate le norme per l’istituzione ed il funzionamento dell’agenzia.
6. L’impresa di cui al comma 2 e l’agenzia di cui al comma 5, qualora non abbiano personale sufficiente per far fronte alla fornitura di lavoro temporaneo prevista al comma 1, possono rivolgersi, quali imprese utilizzatrici, ai soggetti abilitati alla fornitura di prestazioni di lavoro temporaneo previsti all’articolo 2 della legge 24 giugno 1997, n. 196.
7. Nell’ambito delle trattative per la stipula del contratto collettivo nazionale dei lavoratori portuali previste al comma 13 le parti sociali individuano: a) i casi in cui il contratto di fornitura di lavoro temporaneo può essere concluso ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera a), della legge n. 196 del 1997; b) le qualifiche professionali alle quali si applica il divieto previsto dall’articolo 1, comma 4, lettera a), della legge n. 196 del 1997; c) la percentuale massima dei prestatori di lavoro temporaneo in rapporto ai lavoratori occupati nell’impresa utilizzatrice, secondo quanto previsto dall’articolo 1, comma 8, della legge n. 196 del 1997; d) i casi per i quali può essere prevista una proroga dei contratti di lavoro a tempo determinato ai sensi dell’articolo 3, comma 4, della legge n. 196 del 1997; e) le modalità di retribuzione dei trattamenti aziendali previsti all’articolo 4, comma 2, della legge n. 196 del 1997.
8. Al fine di favorire la formazione professionale, l’impresa di cui al comma 2 e l’agenzia di cui al comma 5 realizzano iniziative rivolte al soddisfacimento delle esigenze di formazione dei prestatori di lavoro temporaneo. Dette iniziative possono essere finanziate anche con i contributi previsti dall’articolo 5 della legge n. 196 del 1997. 9. L’impresa di cui al comma 2 e l’agenzia di cui al comma 5 non costituiscono imprese incaricate della gestione di servizi di interesse economico generale o aventi carattere di monopolio fiscale ai sensi dell’articolo 86, paragrafo 2, del Trattato che istituisce la Comunità europea. 10. Le autorità portuali o, laddove non istituite, le autorità marittime adottano specifici regolamenti volti a controllare le attività effettuate dai soggetti di cui ai commi 2 e 5 anche al fine di verificare l’osservanza dell’obbligo di parità di trattamento nei confronti delle imprese di cui agli articoli 16, 18 e 21, comma 1, lettera a), e della capacità di prestare le attività secondo livelli quantitativi e qualitativi adeguati. Detti regolamenti dovranno prevedere tra l’altro: a) criteri per la determinazione e applicazione delle tariffe da approvare dall’autorità portuale o, laddove non istituita, dall’autorità marittima; b) disposizioni per la determinazione qualitativa e quantitativa degli organici dell’impresa di cui al comma 2 e dell’agenzia di cui al comma 5 in rapporto alle effettive esigenze delle attività svolte; c) predisposizione di piani e programmi di formazione professionale sia ai fini dell’accesso alle attività portuali, sia ai fini dell’aggiornamento e della riqualificazione dei lavoratori; d) procedure di verifica e di controllo da parte delle autorità portuali o, laddove non istituite, delle autorità marittime circa l’osservanza delle regolamentazioni adottate; e) criteri per la salvaguardia della sicurezza sul lavoro. 11. Ferme restando le competenze dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, le autorità portuali o, laddove non istituite, le autorità marittime, che hanno rilasciato le autorizzazioni di cui al comma 2, possono sospenderne l’efficacia o, nei casi più gravi, revocarle allorquando accertino la violazione degli obblighi nascenti dall’esercizio dell’attività autorizzata. Nel caso in cui la violazione sia commessa da agenzie di cui al comma 5, le autorità portuali o, laddove non istituite, le autorità marittime possono disporre la sostituzione dell’organo di gestione dell’agenzia stessa. 12. La violazione delle disposizioni tariffarie, previste dai regolamenti di cui al comma 10, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire 10 milioni a lire 60 milioni. 13. Le autorità portuali o, laddove non istituite, le autorità marittime inseriscono negli atti di autorizzazione di cui al presente articolo, nonché in quelli previsti dall’articolo 16 e negli atti di concessione di cui all’articolo 18, disposizioni volte a garantire ai lavoratori e ai soci lavoratori di cooperative un trattamento normativo e retributivo minimo inderogabile. Per i predetti fini il Ministero dei trasporti e della navigazione, di concerto con il Ministero del lavoro e della previdenza sociale, promuove specifici incontri fra le organizzazioni sindacali dei lavoratori maggiormente rappresentative a livello nazionale, le rappresentanze delle imprese, dell’utenza portuale e delle imprese di cui all’articolo 21, comma 1, e l’associazione fra le autorità portuali, volti a determinare la stipula di un contratto collettivo di lavoro unico nazionale di riferimento. Fino alla stipula di tale contratto le predette parti determinano a livello locale i trattamenti normativi e retributivi di riferimento per l’individuazione del minimo inderogabile.
15. Le parti sociali indicate al comma 13 regolano le modalità di retribuzione delle giornate di mancato avviamento al lavoro dei lavoratori impiegati presso i soggetti di cui ai commi 2 e 5, sulla base delle disposizioni dell’articolo 2, comma 28, della legge 23 dicembre 1996, n. 662. Ove ricorrano le condizioni dettate dall’articolo 1 del decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 27 novembre 1997, n. 477, il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, emana i regolamenti previsti dall’articolo 2, comma 28, della citata legge n. 662 del 1996″;
2. I lavoratori che alla data di entrata in vigore della presente legge siano eventualmente in esubero strutturale dalle autorità portuali di cui all’articolo 6 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, e dalle imprese di cui agli articoli 16 e 18 della legge n. 84 del 1994, sono assunti dall’agenzia di cui all’articolo 17 della medesima legge n. 84 del 1994, come sostituito dal comma 1 del presente articolo. Detti lavoratori sono individuati secondo apposite procedure di consultazione tra le organizzazioni sindacali dei lavoratori maggiormente rappresentative, le rappresentanze delle imprese e l’autorità portuale o, laddove non istituita, l’autorità marittima.
3. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge le eventuali situazioni di crisi o ristrutturazione aziendale delle imprese di cui agli articoli 16 e 18 della legge n. 84 del 1994, sono disciplinate secondo le norme e le procedure di cui alla legge 23 luglio 1991, n. 223.”
4. Il decreto previsto dal comma 5 dell’articolo 17 della legge n. 84 del 1994, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, è emanato entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. I regolamenti di cui al comma 10 del medesimo articolo 17 sono adottati entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Il contratto collettivo di lavoro di cui al comma 13 del medesimo articolo 17 è stipulato entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge,siu segnala che il comma 2 dell’art.3 della legge di riforma in esame dispone che a decorrere dal 1º gennaio 2013 ai lavoratori addetti alle prestazioni di lavoro temporaneo occupati con contratto di lavoro a tempo indeterminato nelle imprese e agenzie di cui all’articolo 17, commi 2 e 5, della legge 28 gennaio 1994, n. 84, e successive modificazioni, e ai lavoratori dipendenti dalle società derivate dalla trasformazione delle compagnie portuali ai sensi dell’articolo 21, comma 1, lettera b), della medesima legge n. 84 del 1994, è riconosciuta un’indennità di importo pari a un ventiseiesimo del trattamento massimo mensile di integrazione salariale straordinaria, comprensiva della relativa contribuzione figurativa e degli assegni per il nucleo familiare, per ogni giornata di mancato avviamento al lavoro, nonché per le giornate di mancato avviamento al lavoro che coincidano, in base al programma, con le giornate definite festive, durante le quali il lavoratore sia risultato disponibile. L’indennità è riconosciuta per un numero di giornate di mancato avviamento al lavoro pari alla differenza tra il numero massimo di ventisei giornate mensili erogabili e il numero delle giornate effettivamente lavorate in ciascun mese, incrementato del numero delle giornate di ferie, malattia, infortunio, permesso e indisponibilità. L’erogazione dei trattamenti di cui al presente comma da parte dell’INPS è subordinata all’acquisizione degli elenchi recanti il numero, distinto per ciascuna impresa o agenzia, delle giornate di mancato avviamento al lavoro, predisposti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti in base agli accertamenti effettuati in sede locale dalle competenti autorità portuali o, laddove non istituite, dalle autorità marittime;
b) l’art. 21, comma 1, lettera b),della medesima legge n. 84 del 1994 recita : “1. Le compagnie ed i gruppi portuali entro il 18 marzo 1995 debbono trasformarsi in una società o una cooperativa secondo i tipi previsti nel libro quinto, titoli V e VI, del codice civile, per la fornitura di servizi, nonché, fino al 31 dicembre 1996, mere prestazioni di lavoro in deroga all’articolo 1 della legge 23 ottobre 1960, n. 1369
Premessa la sopra esposta normati,va segnalato che i commi 2 e 3 dell’art.3 in esame prevedono quanto segue in favore dei lavoratori impegnati nelle attibvita’ svolte dalle imprese ed agenzie portuali:
comma 2: A decorrere dal 1º gennaio 2013 ai lavoratori addetti alle prestazioni di lavoro temporaneo occupati con contratto di lavoro a tempo indeterminato nelle imprese e agenzie di cui all’articolo 17, commi 2 e 5, della legge 28 gennaio 1994, n. 84, e successive modificazioni, e ai lavoratori dipendenti dalle società derivate dalla trasformazione delle compagnie portuali ai sensi dell’articolo 21, comma 1, lettera b), della medesima legge n. 84 del 1994, è riconosciuta un’indennità di importo pari a un ventiseiesimo del trattamento massimo mensile di integrazione salariale straordinaria, comprensiva della relativa contribuzione figurativa e degli assegni per il nucleo familiare, per ogni giornata di mancato avviamento al lavoro, nonché per le giornate di mancato avviamento al lavoro che coincidano, in base al programma, con le giornate definite festive, durante le quali il lavoratore sia risultato disponibile. L’indennità è riconosciuta per un numero di giornate di mancato avviamento al lavoro pari alla differenza tra il numero massimo di ventisei giornate mensili erogabili e il numero delle giornate effettivamente lavorate in ciascun mese, incrementato del numero delle giornate di ferie, malattia, infortunio, permesso e indisponibilità. L’erogazione dei trattamenti di cui al presente comma da parte dell’INPS è subordinata all’acquisizione degli elenchi recanti il numero, distinto per ciascuna impresa o agenzia, delle giornate di mancato avviamento al lavoro, predisposti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti in base agli accertamenti effettuati in sede locale dalle competenti autorità portuali o, laddove non istituite, dalle autorità marittime
Comma 3:. Alle imprese e agenzie di cui all’articolo 17, commi 2 e 5, della legge 28 gennaio 1994, n. 84, e successive modificazioni, e alle società derivate dalla trasformazione delle compagnie portuali ai sensi dell’articolo 21, comma 1, lettera b),della medesima legge n. 84 del 1994, nonché ai relativi lavoratori, è esteso l’obbligo contributivo di cui all’articolo 9 della legge 29 dicembre 1990, n. 407,secondo cui:” A decorrere dal periodo di paga in corso al 1° gennaio 1991, per le finalità di cui all’art. 2 della legge 5 novembre 1968, n. 1115, è stabilito per le imprese appartenenti ai settori indicati al predetto art. 2, ivi incluse quelle alle quali l’intervento è stato esteso, in via permanente, con successivo provvedimento legislativo, con esclusione di quelle indicate all’art. 2 della legge 27 luglio 1979, n. 301, un contributo pari a 0,6 punti percentuali e a 0,3 punti percentuali della retribuzione determinata a norma dell’art. 12 della legge 30 aprile 1969, n. 153, rispettivamente a carico dei datori di lavoro e dei lavoratori interessati.”
Quanto esposto significa che dall’1.1.2013 si prevede un ammortizzatore sociale in favore di alcuni lavoratori del settore portuale e viene esteso l’obbligo a carico dei datori di lavoro il contributo dello 0,90 %
La legge di stabilita’ n.228/12 ha disposto per l’anno 2013 nell’ambito delle risorse del Fondo sociale per l’occupazione e formazione di cui all’articolo 18, comma 1, del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, destinate al finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga di cui all’articolo 2, commi 64, 65 e 66, della legge 28 giugno 2012, n. 92, di destinare la somma di 30 milioni di euro finalizzata al riconoscimento della cassa integrazione guadagni in deroga per il settore della pesca.
ISTRUZIONI INPS PER ASSUNZIONI NON STAGIONALI EXTRACOMUNITARI
L’Inps con Messaggio 19 dicembre 2012, n. 20896 fornisce indicazioni alle strutture ed all’utenza circa il DPCM del 18 ottobre scorso per gli adempimenti relativi all’assunzione di n.13.538 unita’ extracomunitarie in attivita’ non stagionali.
Sul sito della DTL di Modena risultano disponibili i testi degli accordi sottoscritti per la regolamentazione dell’apprendistato professionalizzante (previsto dal D.L.vo n. 167/2011) delle seguenti aree dell’artigianato:
– Area Meccanica (Metalmeccanica, Installazione di Impianti, Orafi, Argentieri ed Affini, Odontotecnici);
– Area Tessile – Moda (Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero, Occhialerie, Pulitintolavanderie);
– Area Legno-Lapidei;
– Area Comunicazione;
– Acconciatura, Estetica, Centri Benessere, Tricologia non curativa, Tatuaggio, Piercing;
– Area Chimica-Ceramica;
– Area Alimentazione-Panificazione.
Si riporta il testo del Comunicato INAIL relativo all’argomento in oggetto
di salute e sicurezza sul lavoro (12A13262)
Con decreto legislativo n. 81/2008, art. 11, comma 5 e successive
modificazioni ed integrazioni, sono stati introdotti  incentivi  alle
imprese per la realizzazione di interventi in  materia  di  salute  e
sicurezza sul lavoro, per l'anno 2012.
2) progetti di responsabilita'  sociale  e  per  l'adozione  di
unita' produttiva, su tutto il territorio nazionale, riguardante  una
L'entita' delle risorse destinate dall'INAIL per l'anno  2012  e'
di complessivi 155.352.000,00 euro,  ripartiti  nei  seguenti  budget
gravita' degli infortuni:
Abruzzo          |          3.044.000,00
Basilicata       |          1.746.000,00
Bolzano          |          1.393.000,00
Calabria         |          4.314.000,00
Campania         |         14.039.000,00
Emilia Romagna   |         11.500.000,00
Friuli V.G.      |          2.437.000,00
Lazio            |         19.816.000,00
Liguria          |          3.875.000,00
Lombardia        |         27.160.000,00
Marche           |          4.130.000,00
Molise           |            821.000,00
Piemonte         |         10.145.000,00
Puglia           |          5.500.000,00
Sardegna         |          4.574.000,00
Sicilia          |         12.149.000,00
Toscana          |         12.733.000,00
Trento           |          1.605.000,00
Umbria           |          2.741.000,00
Valle d'Aosta    |            571.000,00
Veneto           |         11.059.000,00
L'entita' delle risorse destinate dall'INAIL al finanziamento per
l'anno 2012 e'  di  complessivi  155.352.000,00  euro.  L'importo  e'
ripartito  in  budget  regionali.  La   ripartizione   regionale   e'
effettuata in funzione del  numero  di  addetti  e  del  rapporto  di
gravita' degli infortuni.
www.inail.it/Sicurezza sul lavoro/Finanziamenti alle imprese. A  tale
indirizzo si puo' accedere anche dall'apposito banner presente  nella
Il  finanziamento  e'  costituito  da  un  contributo,  in  conto
capitale, pari ad una percentuale del 50% al netto dell'IVA.
l'inammissibilita'  della  stessa,  come  specificato  negli   avvisi
A partire dal 15 gennaio 2013,  sul  sito  www.inail.it  -  PUNTO
CLIENTE, le imprese avranno a disposizione una procedura  informatica
che consentira' loro, attraverso la semplice  compilazione  di  campi
obbligati, di verificare la possibilita' di presentare la domanda  di
contributo nelle date indicate negli avvisi regionali suddetti.
diffusione  delle  opportunita'  offerte  per   l'ottenimento   degli
data odierna sul sito I.N.A.I.L. www.inail.it
fonte: Inail – Gazzetta Ufficiale
Di seguito si riporta l’elenco delle Aziende operanti in Abruzzo per cui,nel periodo dal 16 al 23 dicembre 2012 ,risultata emesso dal Ministero del Lavoro il provvedimento di cigs.
Denominazione Azienda : BILLA AG
con sede in : ROZZANO Prov : MI
Decreto del 18/12/2012 n. 70138
Approvazione del programma di C.I.G.S. dal 03/09/2012 al 28/08/2013
Denominazione Azienda : CITIGAS
con sede in : GIULIANOVA Prov : TE
Settore: Installazione e riparazione di impianti termici, idraulico-sanitari e per il trasporto del gas
Unità di : MAGLIANO DE’ MARSI Prov : AQ
Decreto del 20/12/2012 n. 70287
Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal 01/07/2012 al 30/06/2013
Denominazione Azienda : OTEFAL in concordato preventivo
Decreto del 18/12/2012 n. 70132
Approvazione del programma di C.I.G.S. dal 13/05/2012 al 12/11/2012
Denominazione Azienda : PHARD SPA
con sede in : NAPOLI Prov : NA
Unità di : MOSCIANO SANT’ANGELO Prov : TE
Settore: Commercio al dettaglio di confezioni per adulti, escluso l’abbigliamento in pelle
Decreto del 20/12/2012 n. 70277
Annullamento del trattamento di C.I.G.S. dal 27/11/2012 al 11/12/2012
Decreto del 19/12/2012 n. 70204
Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal 03/09/2012 al 31/08/2013
Denominazione Azienda : ROMANA MACINAZIONE
Unità di : ROMA Prov : RM
Settore: Molitura del frumento
Decreto del 18/12/2012 n. 70131
Approvazione del programma di C.I.G.S. dal 21/05/2012 al 20/05/2013
Denominazione Azienda : SIXTY LOG
Settore: INDUSTRIE TESSILI E DELL’ABBIGLIAMENTO
Disposizione del 18/12/2012 n. 70093
Autorizzazione al pagamento diretto C.I.G.S. dal 01/12/2012 al 22/04/2013
MODIFICHE ALLA RIFORMA FORNERO DISPOSTE DA LEGGE STABILITA’ 2013
Dopo quelle apportate dall’art.34 ,comma 54,della legge n.221/12 ,di conversione del decreto legge n.179/12 , (ved.post linkhttps://francescocolaci.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=22703&action=edit ),anche la legge di stabilita’ 2013,in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ,ha disposto nuove modifiche alla legge n.92/12 ,che , contenute nei commi 141 quaterdecies,141 quinquiesdecies e 141 sexiesdecies .
Una prima variazione fa riferimento al contributo per la cessazione del rapporto di lavoro ,nel senso che il predetto viene espressamente escluso quando il rapporto lavorativo s’interrompe per decesso del lavoratore
Inoltre viene risolto anche il problema legato alla quantificazione del contributo attraverso la riformulazione del comma31 dell’art.2 della riforma formero ,poiche si stabilisce che il contributo si versa soltanto nei casi d’interruzionre ,che intervenmga dall’1.1.2013 di un rapporto di lavporo a tempo indeterminato per le causali che ,indipendentemente dal requisito contributivo,darebbero diritto all’Aspi.
Da notare altresì la correzione relativa alla modalita’ di calcolo del contributo in parola,che secondo il nuovo testo normativo si deve versare in misura pari al 41% del ,massimale mensile dell’Aspi per ogni 12 mesi di anzianita’ aziendale negli ultimi tre anni,così che il contributo nel 2013 sara’ pari a 438,8 euro ,ossia 41 per cento di 1.180 euro.
Un’ulteriore importante variazione è data dall’immissione nel circuito della disoccupazione delle imprese agricole ,che risultavano penalizzate dalla riforma del lavoro.
Rilevante pure è lo slittamento dall’1.1.2013 all’1.1.2014 della riduzione dal 4% al 2,6 % del contributo per la formazione dovuto dalle agenzie di somministrazione .
Peraltro ,risultano concessi altri sei mesi alle oo.ss ed alle associazioni imprenditoriali comparativamente piu’ rappresentative a livello nazionale per la sottoscrizione di accordi ,pure intersettoriali,al fine di costituire fondi di solidarieta’ non coperti dalla normativa in materia d’integrazione salariale ,prevedendo che l’intervenmto dei fondi non potra’ superare comunque la durata prevista dalla legge per la cig.
Infine, s’interviene sulla disciplina dell’art.4 della legge n.92/12 riguardante i criteri per l’applicazione degli incentivi legati alle nuove assunzioni ,attraverso l’inseriumento del nuovo comma 12 bis , con cui si dispone che tali criteri non si applicano con riferimento al decreto per l’occupazione-stabilizzazione di giovani e donne del Ministro del Lavoro,di concerto con il Ministro Economia e Finanze ,del 5.10.2012 ,pubblicato suòlla G.U.n.243/12 ,che resta interamente confermato.
SINCERI E CORDIALI AUGURI A TUTTI I FREQUENTAORI DEL BLOG, AI QUALI CON COMPIACIMENTO ED APPREZZAMENTO COMUNICO CHE IL CONTATORE DELLO STESSO E’ ORMAI PROSSIMO A TRAGUARDARE DUE MILIONI DI VISTE.
INDICAZIONI INPS INDENNITA’ UNA TANTUM 2013 COCOCO DISOCCUPATI
Il messaggio n. 20803/2012 dell’Inps contiene istruzioni operative per i collaboratori coordinati e continuativi, al fine di richiedere l’indennità una tantum,essendo rimasti disoccupati,che di seguito si riasssumono
La riforma del lavoro (art. 2, commi da 51 a 56, Legge n. 92/2012) riconosce, a decorrere dal 1° gennaio 2013, un’indennità una tantum, ai collaboratori coordinati e continuativi, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata presso l’Inps, che soddisfino in via congiunta una serie di requisiti.
Per espressa previsione normativa, restano fermi i requisiti di accesso e la misura del trattamento vigenti alla data del 31 dicembre 2012, per coloro che hanno maturato il diritto entro tale data.
La disposizione deve intendersi riferita agli eventi “fine lavoro”, verificatisi entro e non oltre il 31 dicembre 2012, in tale ipotesi, decorsi due mesi dalla cessazione dell’ultimo contratto, il collaboratore potrà presentare la domanda, tramite l’apposito modulo, pubblicato sul sito http://www.inps.it.
Per avere diritto all’indennità, il collaboratore
a) deve aver svolto l’attività per un unico committente, con riferimento all’ultimo rapporto di lavoro, per il quale si è verificato l’evento “fine lavoro”, rilevabile dalle denunce Uniemens (la c.d. monocommittenza);
b)essere iscritto in via esclusiva alla Gestione separata dell’Inps, di cui all’art. 2, comma 26, Legge n. 335/1995;
c)aver percepito nell’anno 2011 un reddito lordo compreso tra 5.000 e 20.000 euro;
d)avere almeno una mensilità di accredito contributivo nell’anno di riferimento;
e) tre mensilità di accredito contributivo nell’anno precedente ed essere senza contratto di lavoro da almeno due mesi, condizione che deve, comunque persistere al momento della presentazione della domanda.
Naturalmente, l’indennità viene erogata solo nel caso in cui si verifichi l’evento “fine lavoro”, come rilevabile dalle comunicazioni obbligatorie, che il datore di lavoro ha l’obbligo di inviare, per via telematica al Centro per l’impiego, entro cinque giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.
Infine si ricorda che per il triennio 2013-2015, la legge di Riforma del mercato del lavoro ha disposto, oltre alla riduzione a tre mesi del requisito minimo di contribuzione, un aumento dal 5% al 7% del minimale annuo di reddito e a copertura della concessione della indennità, ogni anno, saranno stanziati 60 milioni di euro.