Source: http://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-2525-codice-civile-quote-e-azioni
Timestamp: 2016-10-23 17:57:49+00:00
Document Index: 129320254

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 2525', 'art. 2523', 'art. 2525', 'art. 2384', 'art. 2516', 'art. 2523', 'art. 2525', 'art. 2525', 'art. 2421', 'art. 2525', 'art. 2421']

RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	Il valore nominale di ciascuna azione o quota non può essere inferiore a venticinque euro né per le azioni superiore a cinquecento euro (1).
Ove la legge non preveda diversamente, nelle società cooperative nessun socio può avere una quota superiore a centomila euro (2), né tante azioni il cui valore nominale superi tale somma.
CommentoValore nominale: [v. 2506]; Azione: [v. 2325]; Quota: [v. 2521]; Atto costitutivo: [v. 2295]; Capitale sociale: [v. 2250]; Conferimenti di beni in natura: [v. 2328]; Conferimenti di crediti: [v. 2342]; Strumenti finanziari: [v. 2506ter]; Azioni liberate: [v. 2438].
Riserve indivisibili: riserve [v. 2430] che per disposizione di legge o dello statuto non possono essere ripartite tra i soci, neppure in caso di scioglimento della società [v. 2545ter].
(1) Il legislatore della riforma ha provveduto ad indicare in euro, con gli opportuni arrotondamenti, il valore nominale minimo e quello massimo di ciascuna azione o quota, disponendo, altresì, l’aumento del 2% di tale ultimo limite per le cooperative con più di cinquecento soci.
(2) Il limite massimo della partecipazione, progressivamente elevato dalle leggi speciali (cfr. art. 3, l. 31-1-1992, n. 59) è stato così determinato dal legislatore della riforma.
La norma pone delle limitazioni al valore delle quote e delle azioni ed al numero delle azioni che possono essere possedute: tali limitazioni sono peculiari delle società cooperative e sono espressione del carattere personale che si è voluto riconoscere alla partecipazione sociale.
Giurisprudenza annotataAzioni, quote
Cassazione civile sez. I 20 gennaio 2011 n. 1361 In tema di società cooperative, la rivendicazione della qualità di socio non richiede altro che la allegazione della delibera di ammissione adottata, all'uopo, dagli amministratori della società, atto necessario e sufficiente a determinare, in via di accettazione della proposta dell'aspirante, la nascita del rapporto sociale, senza che l'insorgenza della qualità di socio possa, altresì, ritenersi condizionata all'annotazione della delibera "de qua" nel libro soci (art. 2525, comma 2, c.c.) da parte degli stessi amministratori.
Cassazione civile sez. I 28 gennaio 1999 n. 742 La validità del diniego degli amministratori di autorizzare, ai sensi dell'art. 2523 c.c., la cessione a terzi di azioni o quote di una banca popolare costituita in forma di società cooperativa non richiede - nel regime anteriore all'entrata in vigore della l. 17 febbraio 1992 n. 207 e del t.u. delle leggi in materia bancaria approvato con d.lg. 1 settembre 1993 n. 385 - alcun obbligo di motivazione.
Cassazione civile sez. I 29 ottobre 1996 n. 9445 Il presidente di una società cooperativa ha la capacità di compiere attività negoziale per conto della società stessa (nella specie, trattavasi dell'accettazione della domanda di entrare a far parte della cooperativa), salvo che diversamente non risulti dallo statuto o dall'atto costitutivo, atteso che, sebbene l'art. 2525 c.c., in materia di cooperative a r.l., disponga che l'ammissione di un nuovo socio è fatta con delibera degli amministratori su domanda dell'interessato, tuttavia in forza del precedente art. 2384 (in materia di società per azioni), al quale l'art. 2516 (sulle cooperative) rinvia, gli amministratori che hanno la rappresentanza della società - tra i quali, in mancanza di diversa statuizione dell'atto costitutivo o dello statuto, deve ricomprendersi principalmente il presidente della cooperativa - possono compiere tutti gli atti che rientrano nell'oggetto sociale.
Cassazione civile sez. I 18 maggio 1996 n. 4600 Nelle società cooperative, fra le quali per espressa qualificazione legislativa rientrano le banche popolari, vige il principio della variabilità del capitale sociale e pertanto l'emissione di nuove azioni è decisa dagli amministratori, senza bisogno di una previa modificazione dell'atto costitutivo deliberata dall'assemblea straordinaria, come è invece richiesto nelle società per azioni governate dall'opposto principio della fissità del capitale sociale.
Tribunale Bologna 24 gennaio 1996
In caso di illegittimo diniego di ammissione da parte del consiglio di amministrazione, l'acquirente di azioni di banca popolare ha diritto di ottenere l'ammissione a socio, ad ogni effetto sia patrimoniale che amministrativo, nonché la corrispondente iscrizione a libro soci.
Tribunale Crema 17 novembre 1994
La disciplina degli art. 2523 e 2525 c.c. non è incompatibile con la disciplina settoriale in tema di banche popolari. Tale incompatibilità non sussiste neppure in relazione alla circostanza che le azioni della banca popolare siano quotate al mercato ristretto; infatti, pur rappresentando l'attribuzione di un diritto di gradimento all'istituto emittente una disarmonia nel sistema borsistico, il silenzio del legislatore e la riconducibilità delle banche popolari allo schema delle cooperative impedisce di negare legittimità al potere di una banca popolare di vagliare le qualità dell'aspirante socio.
Prima dell'entrata in vigore della l. 17 febbraio 1992 n. 207, l'art. 2525 c.c. era applicabile alle banche popolari e rimetteva la concessione e il diniego del gradimento ai nuovi soci alla discrezione assoluta del consiglio di amministrazione.
Corte appello Milano 26 novembre 1993
La delibera di ammissione di socio di cooperativa ai sensi dell'art. 2525 c.c. ha valore costitutivo per cui - anche in difetto della correlativa trascrizione nel libro delle deliberazioni e in quello dei soci (di cui agli art. 2421, 2516 c.c.), che ha funzione meramente documentale - la prova della qualità di socio può essere fornita dimostrando altrimenti l'esistenza della suddetta delibera.
Cassazione civile sez. I 02 aprile 1992 n. 4023
La qualità di socio di una cooperativa si acquista con la delibera di ammissione da parte degli amministratori (art. 2525 c.c.), che ha natura di fatto costitutivo, mentre la trascrizione della delibera nel libro delle deliberazioni del consiglio di amministrazione e nel libro soci (art. 2421, 2516 c.c.) ha valore documentale. Pertanto, in mancanza di tale trascrizione nel libro soci, la prova della qualità di socio può essere fornita dimostrando altrimenti l'esistenza della suddetta delibera (nella specie, attraverso una delibera di esclusione del socio, la quale necessariamente presupponeva la precedente ammissione e la cui operatività era stata sospesa nel corso di un altro giudizio).
Cassazione civile sez. I 02 aprile 1992 n. 4023 Art. precedente
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