Source: https://francescocolaci.wordpress.com/2016/08/22/pillole-giurisprudenza-cassazione/
Timestamp: 2017-03-27 14:27:54+00:00
Document Index: 16409809

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 18', 'sentenza ', 'art. 97', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2105']

PILLOLE GIURISPRUDENZA CASSAZIONE | Francesco Colaci's BLOG
« MLPS :RISPOSTE DUE NUOVI INTERPELLI RIGUARDANTI APPRENDISTATO
L.LODI:IL TELESELLING, QUESTO SCONOSCIUTO »
PILLOLE GIURISPRUDENZA CASSAZIONE
1) Non previsto repechage per dirigente
Con sentenza n. 14193/2016 la Cassazione ha affermato che l’obbligo del repechage pur in presenza di un memorandum con l’azienda controllante rispetto a quella con la quale si è svolto il rapporto “va escluso nei confronti del dirigente in quanto incompatibile con tale posizione assistita da un regime di libera recedibilità senza che possano essere richiamati i principi elaborati dalla giurisprudenza per la diversa ipotesi del licenziamento per giustificato motivo del non dirigente“.
2)Licenziamento e discriminazione
Con sentenza n. 15435 del 26 luglio 2016, la Corte di Cassazione ha ritenuto nullo il licenziamento adottato da un datore di lavoro a seguito del rifiuto del trasferimento per esigenze tecnico, produttive di una lavoratrice a 150 chilometri dalla precedente sede.
Il trasferimento era stato disposto tre giorni dopo la scadenza del periodo di tutela di un anno dalla nascita del bambino previsto dal decreto legislativo n. 151/2001. La Suprema Corte ha ritenuto, sulla falsa riga della decisione adottata dalla Corte d’Appello, che gli elementi fattuali emersi nel giudizio fossero idonei a fondare, in termini precisi e concordanti, parti o comportamenti discriminatori.
3) Unita’ produttiva e luogo di abitazione
Con sentenza n. 15211 del 22 luglio 2016, la Corte di Cassazione ha affermato che il luogo dell’abitazione utilizzato come sede di lavoro non può essere riconosciuto come autonoma unità produttiva per escludere l’applicabilità dell’art. 18 della legge n. 300/1970, relativamente alla mancanza dei requisiti dimensionali.
4) Esclusa trasformazione t.i. per superamento 36 mesi rapporto lavoro a termine Con sentenza n. 16226 del 3 agosto 2016, la Cassazione ha affermato che il superamento del limite massimo di 36 mesi raggiunto anche con più contratti a tempo determinato con la Pubblica Amministrazione, non può portare alla trasformazione del rapporto ma soltanto al riconoscimento di una indennità risarcitoria compresa tra 2,5 e 12 mensilità calcolate sull’ultima retribuzione globale di fatto, stante la previsione dell’art. 97 della Costituzione
5) Prova,proroga e licenziamento nel lavoro a termine
Con sentenza n. 16214/2016 la Corte di Cassazione ha affermato che il patto di prova deve risultare da atto scritto, con la conseguenza della invalidità del licenziamento intimato alla scadenza e non può essere prorogato in costanza di rapporto in quanto la durata deve essere definita nella lettera di assunzione, pur se la proroga fosse stata sottoscritta dal dipendente.
Il patto di prova è un elemento accidentale del contratto e non può produrre effetto se non è chiaramente espresso dalle parti nel contratto. Un accordo di proroga firmato in un momento successivo è, quindi, fuori dal contratto iniziale.
Inoltre, il licenziamento per mancato superamento del periodo di prova è valido soltanto se nella lettera di assunzione sono specificate le mansioni che debbono essere svolte
6)Licenziamento per utilizzazione documenti aziendali per difesa Con sentenza n. 14305/2016 la Corte di Cassazione, valutando la legittimità di un licenziamento disciplinare, ha ritenuto che il diritto alla difesa prevale sulle esigenze legate alla segretezza di documenti aziendali.
Secondo la Suprema Corte il lavoratore che produca in una controversia intentata nei confronti del datore, documenti aziendali riferibili alla propria attività, non viene meno ai doveri di fedeltà ex art. 2105 c.c., tenuto conto che l’applicazione corretta della normativa processuale in materia e idonea ad impedire una vera e propria divulgazione della documentazione aziendale e che, in ogni caso, al diritto di difesa in giudizio deve riconoscersi prevalenza rispetto alle eventuali esigenze di segretezza aziendale.
This entry was posted on 22/08/2016 at 18:30 and is filed under Uncategorized.	You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed.