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Timestamp: 2018-05-21 18:44:43+00:00
Document Index: 123783670

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 97', 'art. 12', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 2', 'e contrario', 'sentenza ', 'art. 17', 'art. 3']

Home Urbanistica e ambiente Normativa Fonti rinnovabili: il "favor" del legislatore
Giovedì 08 Marzo 2012 09:37
Fonti rinnovabili: il "favor" del legislatore
Sentenza T.A.R. Puglia - Lecce n. 332 del 23/02/2012
Sulla necessità o meno di una motivazione puntuale del parere non favorevole della Regione al rilascio di un'autorizzazione unica per la costruzione e l'esercizio di un impianto di produzione di energia elettrica da fonte eolica.
1.- Energia - Eolica - Parere non favorevole della Regione - Motivazione - Necessità - Ragioni
1.- Il parere non favorevole della Regione al rilascio di un'autorizzazione unica per la costruzione e l'esercizio di un impianto di produzione di energia elettrica da fonte eolica, per gli aspetti paesaggistici di compatibilità con il PUTT, deve essere puntualmente motivato. Infatti, nell'ottica di una progressiva liberalizzazione del mercato dell'energia, la normativa comunitaria di riferimento (2001/77/CE), esprime un netto "favor" per la produzione di energia derivante da fonti rinnovabili e per la realizzazione dei relativi impianti, disponendo per tale via agli stati membri di rimuovere ogni ostacolo all'aumento della produzione di elettricità di questo tipo (1). Sicché, pur non trascurandosi la rilevanza che, in relazione agli impianti che utilizzano fonti rinnovabili, riveste la tutela dell'ambiente e del paesaggio, occorre riconoscere prevalente risalto al profilo afferente alla gestione delle fonti energetiche in vista di un efficiente approvvigionamento presso i diversi ambiti territoriali (2).
(1) T.A.R. Puglia Lecce, sez. I, 30-4-2010 n. 1064.
(2) Corte Costituzionale 3-3-2011 n. 67; Corte Costituzionale n. 119/2010; Corte Costituzionale n. 166/2009.
N. 332/2012 Reg. Prov. Coll.
N. 818 Reg. Ric.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Lecce - Sezione Prima ha pronunciato la presente
sul ricorso numero di registro generale 818 del 2011, integrato da motivi aggiunti, proposto da:
A. Srl, rappresentato e difeso dagli avv.ti Saverio Sticchi Damiani, Antonella Capria, Teodora Marocco, Francesca Carlesi, con domicilio eletto presso Saverio Sticchi Damiani in Lecce, via 95 Rgt Fanteria, 9;
Agenzia Regionale Protezione Ambiente (Arpa) - Puglia, rappresentata e difesa dall'avv. Laura Marasco, con domicilio eletto presso Laura Marasco in Lecce, c/o Arpa Dipartimento Provinciale via Miglietta, 2;
Regione Puglia, rappresentata e difesa dall'avv. Anna Bucci, con domicilio eletto presso Anna Bucci in Lecce, viale Aldo Moro 1;
della nota prot. n. 8989 adottata in data 22 febbraio 2011 dalla Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione dell'Ambiente A.R.P.A. della Puglia, Dipartimento Provinciale di Brindisi e recante come oggetto "Autorizzazione unica ai sensi del D.Lgs. 387/2003 relativa alla costruzione ed all'esercizio dell'impianto di produzione di energia elettrica da fonte eolica nel Comune di Brindisi denominato ...omissis... della potenza di 24 MW ditta A. s.r.l. - Parere in seguito ad integrazione documentale riferita a parere ARPA DAP BR prot. 44124 del 20/09/2010 (ns. rif. 015/11/FER)", con la quale si esprime parere sfavorevole alla realizzazione del citato impianto eolico; ed ove occorra della nota prot. n. 44124 adottata in data 20/09/2010 dall'A.R.P.A. della Puglia, Dipartimento Provinciale di Brindisi con la quale si esprime parere sfavorevole alla realizzazione del citato impianto eolico; di ogni altro atto preordinato, conseguente o comunque connesso;
nonché, per l'annullamento,
della nota prot. n. 1974 del 25/02/2011, comunicata in data 26/04/2011, con la quale il Servizio assetto del territorio della Regione Puglia, in riscontro alla richiesta del parere di competenza avanzata dal Servizio energia, reti e infrastrutture della Regione Puglia nell'ambito del procedimento di autorizzazione unica ai sensi del D.Lgs. 387/2003 per la costruzione e l'esercizio di un impianto di produzione di energia elettrica da fonte eolica e relative opere connesse, ha espresso parere non favorevole per gli aspetti paesaggistici di compatibilità con il PUTT/P per gli aerogeneratori identificati con il n. 1, 3, 6, 11, 12, 13, 16 e 21; della nota prot. 5469 del 27/04/2011 a firma del Dirigente dell'Ufficio energia e reti energetiche della Regione Puglia con la quale, richiamato il parere espresso con nota prot. 1974 del 25/2/2011 dal Servizio assetto del territorio, si formulava invito alla società ricorrente di adeguare il progetto definitivo oggetto di autorizzazione unica in conformità ai limiti e per il solo numero di aerogeneratori risultati ambientalmente compatibili all'esito del prefato parere; di ogni altro atto preordinato, conseguente o comunque connesso.
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Agenzia Regionale Protezione Ambiente (Arpa) - Puglia e di Regione Puglia;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 25 gennaio 2012 il dott. Claudia Lattanzi e uditi l'avv. prof. Sticchi Damiani Saverio, per la ricorrente, l'avv. Marasco Laura, per l'Arpa, e l'avv. Liberti Maria, in sostituzione dell'avv. Bucci Anna, per la Regione.;
La ricorrente ha impugnato, con il presente ricorso, la nota dell'Arpa, 22 febbraio 2011, con la quale è stato reso parere negativo al rilascio dell'autorizzazione unica per la costruzione e l'esercizio dell'impianto di produzione di energia elettrica da fonte eolica nel comune di Brindisi.
La società G., il 9 settembre 2006, ha presentato un'istanza di avvio del procedimento di valutazione e di impatto ambientale (VIA) e, il 1^ dicembre 2006, ha depositato anche la richiesta per il rilascio dell'autorizzazione unica.
Nelle more della definizione della predetta procedura, la ricorrente, il 5 luglio 2007, è subentrata, in qualità di cessionaria di un ramo di azienda della G., nella titolarità del progetto, dandone comunicazione a tutte le amministrazioni interessate.
La ricorrente, con note del 1^ ottobre 2007 e 10 febbraio 2008, ha chiesto all'autorità competente in materia di VIA di procedere a una valutazione del progetto in lotti separati, iniziando dal lotto costituito dalle turbine e dalle opere ad esse accessorie ricadenti nel solo comune di Brindisi (...omissis...).
Con determinazione n. 458 del 2 settembre 2009, l'Amministrazione ha concluso il procedimento di VIA, esprimendo parere di compatibilità ambientale limitato a sole 12 delle 25 turbine componenti originariamente il lotto in questione e subordinandolo al rispetto di alcune prescrizioni.
La ricorrente, ha poi depositato presso la Regione, l'11 febbraio 2010, il progetto definitivo relativo al lotto di Brindisi.
L'Amministrazione, quindi, ha avviato, il 27 aprile 2010, il procedimento per il rilascio dell'autorizzazione unica, convocando la conferenza di servizi per il 23 settembre 2010.
L'Arpa, con nota del 20 settembre 2010, ha dato parere negativo alla realizzazione del lotto di Brindisi per i profili acustici.
Conseguentemente, il responsabile del procedimento ha invitato la ricorrente a prendere contatti con l'Arpa "con particolare riferimento alla zonizzazione acustica comunale", riservandosi l'adozione delle proprie determinazioni conclusive in esito all'avvenuto espletamento dell'ulteriore attività istruttoria necessaria.
A seguito di ciò, l'Arpa ha adottato un nuovo parere negativo con nota del 22 febbraio 2011.
Avverso questo provvedimento è stato proposto il presente ricorso per i seguenti motivi: 1. Violazione e falsa applicazione dell'art. 10 bis l. 241/1990. 2. Violazione dell'art. 97 Cost., in relazione ai principi di imparzialità e buon andamento; eccesso di potere per violazione dei generali principi di leale collaborazione e giusto procedimento. 3. Incompetenza e carenza di potere; violazione e falsa applicazione dell'art. 12 d.lgs. 387/2003; violazione e falsa applicazione dell'art. 14 quater l. 241/1990. 4 Violazione e falsa applicazione dell'art. 14 quater l. 241/1990 sotto diverso profilo; eccesso di potere; violazione dei generali principi di leale collaborazione, ragionevolezza e proporzionalità; violazione e falsa applicazione dell'art. 1 l. 241/1990 in relazione ai principi di economicità ed efficacia. 5. Violazione e falsa applicazione dell'art. 8 l. 447/1995; violazione e falsa applicazione degli artt. 22, 25 e dell'allegato VII alla parte seconda d.lgs. 152/2006; violazione e falsa applicazione degli artt. 8 e 11 l.r. 11/2001; violazione e falsa applicazione dell'art. 1 l. 241/1990 in relazione al principio di non aggravamento; eccesso di potere per contraddittorietà tra atti procedimentali e per lesione del principio del legittimo affidamento. 6. Eccesso di potere per travisamento dei fatti e per difetto di motivazione; violazione e falsa applicazione dell'art. 3 l. 241/1990; violazione e falsa applicazione dell'art. 12 d.lgs. 387/2003 sotto diverso profilo; violazione e falsa applicazione del d.m. 10 settembre 2010. 7. Incompetenza e carenza di potere; eccesso di potere per sviamento; violazione e falsa applicazione del d.m. 10 settembre 2010 sotto diverso profilo. 8. Violazione e falsa applicazione dell'art. 2 l. 447/1995; eccesso di potere per travisamento della normativa applicabile. 9. Eccesso di potere per travisamento dei fatti, della normativa applicabile e per violazione dei principi di ragionevolezza e proporzionalità.
Deduce la ricorrente: che non è stato comunicato il preavviso di rigetto, che l'Arpa non ha manifestato la propria determinazione all'interno della conferenza di servizi, che non è stata presa in considerazione la possibilità di approvare parzialmente il progetto, che non sono state indicate le modifiche progettuali idonee ai fini dell'ottenimento dell'assenso, che l'Arpa avrebbe dovuto esprimere il proprio parere contrario all'interno del subprocedimento di VIA, che il progetto rispetta tutti i limiti di rumorosità, che l'Arpa non ha adeguatamente motivato perché non ha estrinsecato le ragioni del parere negativo, che in relazione al piano acustico del comune di Brindisi è in corso un procedimento di variante, che, in caso di non compatibilità con la zonizzazione acustica, il d.m. richiede che vengano adottate specifiche misure di mitigazione, che le misure di mitigazione dovrebbero essere definite in sede di conferenza di servizi, che la misurazione dei valori limite di immissione deve avvenire in prossimità dei ricettori, che lo studio integrativo di impatto acustico è stato condotto ponendosi nelle condizioni più gravose in termini di emissioni acustiche.
La ricorrente, con motivi aggiunti del 7 luglio 2011, ha impugnato la nota del 25 febbraio 2011, con la quale la Regione ha espresso parere non favorevole per gli aspetti paesaggistici di compatibilità con il PUTT per gli aerogeneratori con il n. 1, 3, 6, 11, 12, 13, 16 e 21, e ha dedotto i seguenti motivi: Eccesso di potere; erronea presupposizione in fatto e in diritto; contraddittorietà manifesta; vizio di motivazione; irragionevolezza. 2. Eccesso di potere; violazione del giusto procedimento; erronea presupposizione in fatto e in diritto sotto altro profilo, contraddittorietà manifesta; vizio di motivazione; irragionevolezza. 3. Eccesso di potere; violazione e falsa interpretazione e applicazione del PUTT della regione Puglia; erronea presupposizione in fatto e in diritto; difetto di
istruttoria; carenza motivazionale; contraddittorietà e irragionevolezza manifesta. 4. Illegittimità derivata; eccesso di potere per violazione del giusto procedimento.
Deduce la ricorrente: che non è possibile tener conto della variante adottata e non definitivamente approvata al PRG di Brindisi; che comunque la variante fa salvi i progetti già convenzionati ovvero i procedimenti autorizzativi già conclusi: che una preconcetta incompatibilità sconterebbe i vizi di incostituzionalità già affermati dalla sentenza della Corte costituzionale n. 119/2010; che non si rilevano caratteristiche paesaggistiche di pregio o meritevoli di salvaguardia; che il provvedimento non è adeguatamente motivato; che non risulta la presenza del corso d'acqua.
L'Arpa si è costituita con atto del 2 agosto 2011 e, il 7 ottobre 2011, è stato depositato il parere del 6 ottobre 2011, con il quale è stato dichiarato che la valutazione tecnico ambientale "è positiva fatto salvo il rispetto delle seguenti prescrizioni".
La Regione, con atto di costituzione e memoria difensiva del 10 dicembre 2011, ha controdedotto rilevando la legittimità, anche sotto il profilo della motivazione, del provvedimento impugnato, e, con successiva memoria del 24 dicembre 2011, ha dedotto che con deliberazione consiliare 37/2010 era stato deliberato di dare immediata applicazione alle norme più restrittive e questa deliberazione non è stata impugnata.
Nella pubblica udienza del 25 gennaio 2012 il ricorso è stato trattenuto in decisione.
1. Il ricorso avverso il parere negativo dell'Arpa deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, in quanto, con nota del 6 ottobre 2011, è stato rilasciato il parere positivo.
2. E' da evidenziare, anzitutto, che, anche se la classificazione dell'area quale Ambito Territoriale Esteso di tipo D è oggetto di una variante al PRG non ancora approvata,quanto all'interesse relativo al motivo formulato in ordine al contrasto col P.R.G. in itinere deve farsi riferimento alla disciplina dell'art. 17, comma 2, l.r. 56/1980, che, in caso di contrasto dell'intervento con le previsioni di strumenti urbanistici adottati, prevede la sospensione di ogni determinazione in ordine alla domanda; l'applicazione della cd. misura di salvaguardia in termini di sospensione della determinazione si giustifica in considerazione, da un lato, della circostanza che, pur non essendovi contrasto con una disposizione vigente ed efficace, un eventuale accoglimento potrebbe pregiudicare la concreta operatività del piano in itinere e, dall'altro, con il rilievo che un diniego non troverebbe giustificazione per la mera non conformità con una disposizione che potrebbe anche, nel corso ulteriore del procedimento, non essere approvata dall'autorità regionale e, dunque, non entrate mai in vigore.
Pertanto, l'Amministrazione avrebbe comunque dovuto sospendere il procedimento in esame, non potendo emanare un provvedimento negativo.
2.1 Per quanto riguarda il ricorso avverso il parere della Regione non favorevole per gli aspetti paesaggistici di compatibilità con il PUTT, deve farsi una distinzione tra quanto prescritto per l'aerogeneratore 13 e quanto per gli altri.
In particolare, per gli aerogeneratori 1, 3, 6, 11, 12, 16 e 21, la Regione ha ritenuto la loro non compatibilità perché "in contrasto con i relativi indirizzi di tutela (2.02) del PUTT".
Il provvedimento impugnato risulta illegittimo sotto il profilo della carenza di motivazione.
Nell'ambito della procedura di Via sono stati acquisiti i pareri del Comune di Brindisi e dell'Ufficio Programmazione VIA Politiche energetiche della Regione.
I pareri, entrambi positivi, hanno rilevato "la coerenza con tipizzazione degli abiti di tutela previsti dal P.R.G., così come adeguato al P.U.T.T./P in quanto gli aerogeneratori non coincidono con alcun Ambito di Tutela " (così il Comune), "Dal punto di vista paesaggistico la zona non presenta caratteristiche di pregio, la vastità della piana, la lontananza delle colline visibilmente appena percettibili, non offrono elementi naturalistici di spicco ...".
Il provvedimento impugnato, al contrario, ha ritenuto che "il progetto non appare compatibile con la salvaguardia delle visuali panoramiche in un paesaggio caratterizzato da ampie visuali e da un alternarsi di aree ad elevato valore naturalistico con il paesaggio agrario la cui variabilità paesaggistica deriva dall'accostamento delle varie colture...".
Pur ritenendosi legittima la possibilità di discostarsi dai precedenti pareri di altre amministrazioni, il provvedimento impugnato avrebbe dovuto esplicitare in modo più puntuale le motivazioni di questa incompatibilità.
In particolare, come rilevato dalla difesa della ricorrente, nel parere paesaggistico non vengono evidenziati i parametri che determinano le interferenze visive, quali la morfologia dei luoghi o altro,né viene evidenziato perché l'accostamento delle culture ( normale in un paesaggio agrario) determini l'incompatibilità di un insediamento che,in linea di massima, è incompatibile solo con le aree agricole interessate da produzioni agricolo-alimentari di qualità (produzioni biologiche, produzioni D.O.P., I.G.P., S.T.G., D.O.C., D.O.C.G., produzioni tradizionali) e/o di particolare pregio rispetto al contesto paesaggistico-culturale ( ai sensi delle linee guida nazionali di cui al D.M. 10 settembre 2010, All. 3).
Una motivazione puntuale è poi necessaria anche in virtù del fatto che la realizzazione di impianti di energia alternativa viene considerata favorevolmente dal legislatore proprio per la loro funzione di procurare benefici ambientali.
Anche la Corte costituzionale ha più volta rilevato che "pur non trascurandosi la rilevanza che, in relazione agli impianti che utilizzano fonti rinnovabili, riveste la tutela dell'ambiente e del paesaggio, occorre riconoscere prevalente risalto al profilo afferente alla gestione delle fonti energetiche in vista di un efficiente approvvigionamento presso i diversi ambiti territoriali" (Corte cost., 3 marzo 2011, n. 67; nello stesso senso sent. 119/2010 e 166/2009).
Principio ripreso anche dalla giurisprudenza di questa Sezione che ha più volte ritenuto come "che la normativa comunitaria di riferimento (2001/77/CE), nell'ottica di una progressiva liberalizzazione del mercato dell'energia, esprime un netto "favor" per la produzione di energia derivante da fonti rinnovabili e per la realizzazione dei relativi impianti: in tale prospettiva, il legislatore comunitario impone così agli stati membri di rimuovere ogni ostacolo normativo o di altro tipo (es. amministrativo, come nella specie) all'aumento della produzione di elettricità di questo tipo" (Tar Lecce, sez. I, 30 aprile 2010, n. 1064).
2.2. Un discorso diverso deve essere fatto per quanto riguarda l'aerogeneratore 13, per il quale è stato dato parere negativo in quanto "risulta interessato dall'area annessa di un corso d'acqua, in particolare Fiume Grande, pertanto in base all'art. 3.08, comma 3.08.4, punto 4.2. delle NTA del PUTT/P oltre alle prescrizioni di base relative agli indirizzi di tutela si applica la prescrizione "che non sono autorizzabili piani e/o progetti comportanti trasformazioni che compromettano la morfologia ed i caratteri colturali e d'uso con riferimento al rapporto paesistico-ambientale esistente tra il corso d'acqua ed il suo intorno diretto".
La difesa della ricorrente contesta l'esistenza di questo corso d'acqua;lo stesso tuttavia è cartografato dal PUTT come ATD 927 e rientra nell'elenco dell'Idrologia superficiale.
2.3.. Il ricorso avverso la nota del 25 febbraio 2011 della Regione deve essere conseguentemente accolto per quanto riguarda gli aerogeneratori, 3, 6, 11, 12, 16 e 21, mentre deve essere respinto per l'aerogeneratore n. 13.
3. In conclusione, il ricorso avverso la nota Arpa del 22 febbraio 2011 deve essere dichiarato improcedibile, mentre quello proposto con motivi aggiunti, avverso la nota della Regione del 25 febbraio 2011, deve essere accolto in parte.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Lecce - Sezione Prima definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto:
- dichiara improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse il ricorso avverso la nota Arpa del 22 febbraio 2011;
- accoglie in parte, nei sensi di cui in motivazione, il ricorso avverso la nota della Regione del 25 febbraio 2011.
Così deciso in Lecce nella camera di consiglio del giorno 25 gennaio 2012 con l'intervento dei magistrati:
Depositata in Segreteria il 23 febbraio 2012