Source: https://www.dirittoprivatoinrete.it/la_risoluzione_per_inadempimento.htm
Timestamp: 2020-02-19 16:54:33+00:00
Document Index: 61490067

Matched Legal Cases: ['art. 1453', 'art. 1453', 'art. 1453', 'art. 1453', 'art. 1463', 'art. 1455', 'sentenza ', 'art. 1458', 'art. 1454', 'art. 1456', 'art. 1457', 'art. 1460']

(art. 1453 c.c.)
è l'ipotesi in cui il contratto su richiesta o iniziativa della parte adempiente si risolve per inadempimento dell'atra parte
L'ipotesi riportata dall'art. 1453 c.c. risponde a ragioni di logica giuridica e di buon senso.
È infatti evidente che se un parte ha eseguito le sue obbligazioni, si aspetta che l'altra faccia altrettanto; di fronte al perdurare dell'inadempimento di un parte, l'altra "in bonis" ha due strade davanti a sé:
chiedere l'adempimento del contratto;
Questo potere di scelta, però, non è senza limiti. L'art. 1453 stabilisce un principio secondo cui.
se è chiesto l'adempimento si può sempre chiedere poi la risoluzione, ma se è stata chiesta prima la risoluzione non è poi più possibile chiedere l'adempimento
Bisogna considerare, però, anche un altro importante aspetto relativo alla risoluzione del contratto;
il codice all'art. 1453 parla, appunto, di inadempimento, per aversi risoluzione, facendo intendere che questo inadempimento deve derivare da colpa del debitore; di conseguenza in mancanza di colpa del debitore, non sarà possibile chiedere la risoluzione, e, ovviamente, ottenere il risarcimento del danno, che ha come presupposto proprio la colpa del debitore, che, però, è presunta (v. Cass. civ. n.2853/2005);
a questo punto, però, si possono avere due situazioni, nella prima la prestazione è ancora possibile, ed allora si tratta solo di un ritardo nell'adempimento per causa non imputabile al debitore, che dovrà comunque eseguire la sua prestazione, seppure in ritardo; nel secondo caso l'inadempimento può essere definitivo, ed allora l'altra parte, escluso che debba comunque eseguire la sua prestazione, potrà chiedere la risoluzione del contratto ai sensi dell'art. 1463 c.c. cioè per impossibilità sopravvenuta.
Riepiloghiamo, quindi, le caratteristiche dell'inadempimento che porta alla risoluzione.
deve essere imputabile;
deve essere rilevante.
In merito al secondo punto, infatti, l'art. 1455 c.c. dispone che:
il contratto non si può risolvere se l'inadempimento di una delle parti ha scarsa importanza avuto riguardo all'interesse dell'altra
La sentenza che risolve il contratto ha efficacia costitutiva in quanto crea una nuova situazione giuridica eliminando il vincolo contrattuale;
Secondo l'art. 1458 c.c. inoltre, la risoluzione ha efficacia retroattiva tra le parti, nel senso che le parti devono restituire quanto hanno ricevuto; tale soluzione, però, sarebbe iniqua o di difficile realizzazione in determinate situazioni, tanto che non si applica ai contratti ad esecuzione continuata o periodica.
In ogni caso la risoluzione non pregiudica i diritti acquistati dai terzi anche se, per i beni mobili, questi non erano in buona fede al momento dell'acquisto, mentre per i beni immobili si guarda alla priorità della trascrizione.
Sino ad ora abbiamo parlato di risoluzione giudiziale, ma il contratto si può risolvere di diritto senza intervento del giudice. Abbiamo, in proposito tre ipotesi:
(art. 1454 c.c.) la parte non inadempiente può intimare all'atra l'adempimento in un congruo termine non inferiore a 15 giorni. Scaduto il termine il contratto sarà risolto di diritto senza, quindi, ulteriori interventi o decisioni giudiziarie
(art. 1456 c.c.) le parti possono pattuire che l'inadempimento di una o più obbligazioni determinate porti alla risoluzione del contratto. La risoluzione si verifica quando il creditore dichiara all'altra di volersi avvalere della clausola
(art. 1457 c.c.) se l'obbligazione non è adempiuta nel termine ritenuto essenziale per il creditore, il contratto è risolto di diritto alla scadenza del termine, a meno che il creditore voglia esigere la prestazione nonostante la scadenza del termine dandone notizia al debitore con comunicazione da inviare entro tre giorni
Di fronte all'inadempimento, ci si può tutelare chiedendo la risoluzione o l'adempimento coattivo, ma tale soluzione è obbligata solo nel caso in cui si sia eseguita la propria prestazione; se, invece, non si è ancora eseguita la propria prestazione, la parte "non inadempiente" può tutelarsi con l'eccezione di inadempimento.
(art. 1460 c.c.) è una forma di autodifesa privata. Un parte si può rifiutare di adempiere la propria obbligazione se l'altra non adempie o non offre di adempiere contemporaneamente la propria obbligazione