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Timestamp: 2020-01-28 09:58:30+00:00
Document Index: 141737871

Matched Legal Cases: ['art. 640', 'art. 640', 'art. 640', 'art. 12', 'art. 640', 'art. 640', 'art. 55', 'art. 640', 'art. 55']

L’art. 640-ter c.p. sanziona al comma 1 la condotta di colui il quale, 'alterando in qualsiasi modo il funzionamento di un sistema informatico o telematico o intervenendo senza diritto con qualsiasi modalità su dati, informazioni o programmi contenuti in un sistema informatico o telematico o ad esso pertinenti, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno'
L’art. 640-ter c.p. sanziona al comma 1 la condotta di colui il quale, ‘alterando in qualsiasi modo il funzionamento di un sistema informatico o telematico o intervenendo senza diritto con qualsiasi modalità su dati, informazioni o programmi contenuti in un sistema informatico o telematico o ad esso pertinenti, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno’
da Sergio Armaroli | Dic 14, 2019
L’art. 640-ter c.p. sanziona al comma 1 la condotta di colui il quale, ‘alterando in qualsiasi modo il funzionamento di un sistema informatico o telematico o intervenendo senza diritto con qualsiasi modalità su dati, informazioni o programmi contenuti in un sistema informatico o telematico o ad esso pertinenti, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno’. In questa ipotesi dunque, attraverso una condotta a forma libera, si ‘penetra’ abusivamente all’interno del sistema, e si opera su dati, informazioni o programmi, senza che il sistema stesso, od una sua parte, risulti in sé alterato. Questa Corte ha, invece, precisato che l’indebita utilizzazione, a fine di profitto proprio o altrui, da parte di chi non ne sia titolare, di carte di credito o analoghi strumenti di prelievo o pagamento, integra il reato previsto dal D.L. 3 maggio 1991, n. 143, art. 12, convertito con L. 5 luglio 1991, n. 197, e non quello di truffa, che resta assorbito.). (Sez. U, n. 22902 del 28/03/2001 – dep. 07/06/2001, Tiezzi, Rv. 21887301).
Deve quindi ritenersi che è configurabile il reato di cui all’art. 640 ter c.p., se la condotta contestata è sussumibile nell’ipotesi ‘dell’intervento senza diritto su informazioni contenute in un sistema informatico’. Integra il delitto di frode informatica, e non quello di indebita utilizzazione di carte di credito, la condotta di colui che, servendosi di una carta di credito falsificata e di un codice di accesso fraudolentemente captato in precedenza, penetri abusivamente nel sistema informatico bancario ed effettui illecite operazioni di trasferimento fondi. (Sez. 2, n. 26229 del 09/05/2017 – dep. 25/05/2017, Levi, Rv. 27018201).
Infatti, anche l’abusivo utilizzo di codici informatici di terzi (‘intervento senza diritto’) – comunque ottenuti e dei quali si è entrati in possesso all’insaputa o contro la volontà del legittimo possessore (‘con qualsiasi modalità’) – è idoneo ad integrare la fattispecie di cui all’art. 640 ter c.p., ove quei codici siano utilizzati per intervenire senza diritto su dati, informazioni o programmi contenuti in un sistema informatico o telematico, al fine di procurare a sé od altri un ingiusto profitto.
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. II PENALE – SENTENZA 11 luglio 2019, n.30480 – Pres. Diotallevi – est. Verga
Questa Corte anche recentemente ha ribadito che integra il reato di indebita utilizzazione di carte di credito di cui al D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231, art. 55, comma 9, e non quello di frode informatica di cui all’art. 640 – ter c.p., il reiterato prelievo di denaro contante presso lo sportello bancomat di un istituto bancario mediante utilizzazione di un supporto magnetico clonato, in quanto il ripetuto ritiro di somme per mezzo di una carta bancomat illecitamente duplicata configura l’utilizzo indebito di uno strumento di prelievo sanzionato dal predetto art. 55. (Sez. 6, n. 1333 del 04/11/2015 – dep. 14/01/2016, Bortos e altro, Rv. 26623301).
Giova rilevare che nel giudizio di legittimità, l’esercizio del potere della Corte di cassazione di attribuire al fatto una qualificazione giuridica diversa da quella contenuta nel capo di imputazione è condizionato alla preventiva instaurazione del contraddittorio tra le parti sulla relativa questione di diritto. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto rispettato il principio sopra enunciato in quanto la diversa qualificazione giuridica dei fatti, operata dalla Corte medesima, era stata rappresentata, nel giudizio di cassazione, dal procuratore generale nel corso della sua requisitoria ed era stata oggetto di discussione, all’esito della quale le parti avevano rassegnato le loro rispettive conclusioni). (Sez. 4, n. 9133 del 12/12/2017 – dep. 28/02/2018, Giacomelli, Rv. 27226301).
‘alterando in qualsiasi modo il funzionamento di un sistema informatico o telematico o intervenendo senza diritto con qualsiasi modalità su dati, informazioni o programmi contenuti in un sistema informatico