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Timestamp: 2020-08-05 02:58:47+00:00
Document Index: 169390257

Matched Legal Cases: ['art. 182', 'art. 160', 'art. 32', 'art. 51', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 11']

Numero 43 15 novembre 2017
MONITORAGGIO FISCALE VADEMECUM
Locazione, Imu, Iva e regime forfetario
Il 4.5.2016 nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea (G.U.U.E.) è stato pubblicato il testo del Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali . Da tale data decorrono i termini per la sua entrata in vigore (20 giorni dopo la pubblicazione nella G.U.U.E.) ma la piena applicabilità, in via diretta in tutti i Paesi Ue, è fissata a partire dal 25.5.2018 , data entro la quale dovrà essere garantito il perfetto allineamento fra la normativa nazionale e le disposizioni del Regolamento . Il Regolamento introduce un insieme unico di regole, valido in tutta l’Unione europea ed anche oltre questi confini, per tutte le imprese europee ed extra europee che offrono servizi nell’Ue e rafforza il sistema delle sanzioni , che ammontano, per le ipotesi più gravi, sino al 4% o al 2% del fatturato dell’impresa. Viene stimolato un approccio basato sul rischio : le misure da attuare vanno proporzionate al rischio insito nei trattamenti effettuati rispetto ai dati personali . La nuova disciplina affida un ruolo centrale alla nuova figura del Responsabile della protezione dei dati che, di fatto, rappresenta il soggetto incaricato di aiutare le Autorità competenti a garantire la conformità alle norme in materia di protezione dei dati.
Banche dati di prodotti editoriali on line
L’Agenzia delle Entrate, con la R.M. 120/E/2017 , affronta il tema del regime Iva applicabile alla consultazione delle opere editoriali in banche dati on line dopo la modifica normativa ad opera della Legge di Stabilità 2015 e le successive integrazioni della Legge di Stabilità 2016. L’iniziativa di modifica della Direttiva Ce da parte del Consiglio e l’ultimo orientamento paiono definitivamente aprire all’applicazione dell’ Iva 4% con sostanziale equiparazione delle opere editoriali tradizionali cartacee a quelle on line purché sulla base di condizioni di fruibilità similari e limiti specifici.
Il bonus pubblicità 2018 è la nuova agevolazione fiscale introdotta dal D.L. 24.4.2017, n. 50, conv. con modif. dalla L. 21.6.2017, n. 96 (cd. Manovra Correttiva 2017), che prevede la possibilità per lavoratori autonomi , professionisti ed imprese di poter fruire, a partire dal prossimo anno, di un nuovo credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari . Con il bonus pubblicità sarà possibile beneficiare del credito d’imposta , da utilizzare anche in compensazione con la dichiarazione dei redditi, sulle campagne pubblicitarie su televisioni , giornali e radio . Si tratta di una vera novità per i professionisti e le imprese ai quali, per la prima volta, viene riconosciuta la possibilità di beneficiare di agevolazioni per investimenti promozionali, ma anche per il settore editoriale. Il bonus pubblicità è stato introdotto anche per cercare una soluzione alternativa agli incentivi statali per la ripresa del comparto. Per beneficiare del bonus pubblicità bisognerà tuttavia effettuare investimenti in campagne pubblicitarie in misura maggiore almeno dell’ 1% rispetto all’ anno precedente ; l’ importo del credito d’imposta verrà aumentato al 90% se gli investimenti in pubblicità saranno effettuati da micro imprese , Pmi e start up innovative .
Transazione fiscale nel concordato preventivo
L’ art. 182-ter, R.D. 16.3.1942, n. 267 (Legge fallimentare), così come riformulato dalla L. 11.12.2016, n. 232 (Legge di Bilancio 2017), stabilisce che, con il piano di concordato preventivo (o durante le trattative che precedono la definizione dell’ accordo di ristrutturazione dei debiti ), l’imprenditore in stato di crisi – esclusivamente mediante la proposta di transazione fiscale – può offrire il pagamento parziale delle passività tributarie e previdenziali, comprese quelle per Iva e ritenute effettuate e non versate. È, tuttavia, necessario che – analogamente a quanto previsto per la falcidia dei creditori privilegiati (art. 160, co. 2, R.D. 267/1942) – un professionista indipendente attesti che tale misura di soddisfazione non è inferiore a quella ritraibile nell’ipotesi di liquidazione dei beni sui quali insiste il corrispondente diritto di prelazione del creditore fiscale e contributivo. La quota degradata al chirografo deve, tuttavia, essere inserita in un’ apposita classe .
Il dettato normativo di riferimento dei controlli bancari/finanziari si rinviene, per le imposte dirette , nell’ art. 32, co. 1, n. 2, 5 e 7, D.P.R. 29.9.1973, n. 600 [CFF6332] , e per l’Iva, nell’ art. 51, co. 2, D.P.R. 26.10.1972, n. 633 [CFF251] , oggi modificati dal D.L. 22.10.2016, n. 193, conv. con modif. dalla L. 1.12.2016, n. 225. Detto ultimo intervento normativo, da una parte ha messo nero su bianco la posizione assunta dalla Corte Costituzionale nella sentenza 228/2014, cassando la rilevanza dei prelievi dei professionisti ai fini della valorizzazione in compensi, e dall’altra parte ha fissato dei limiti quantitativi alla trasformazione dei prelievi in ricavi per le imprese (importi superiori a € 1.000 giornalieri, e comunque superiori a € 5.000 mensili). Le diverse regole di applicazione sono state, in quest’ultimo mese di settembre 2017, oggetto di esame da parte della Corte di Cassazione, a seguito di una serie di controversie che hanno investito complessivamente quasi tutte le questioni relative alle indagini finanziarie.
Contributi Inail nella P.A.
Secondo l’art. 10-bis, D.Lgs. 446/1997 [CFF3987] , la base imponibile ai fini Irap delle Amministrazioni pubbliche è determinata in un importo pari all'ammontare delle retribuzioni erogate al personale dipendente , dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e dei compensi erogati per collaborazione coordinata e continuativa nonché per attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente . Inoltre, nell’ipotesi che gli stessi soggetti esercitino anche attività commerciale , è possibile optare per la determinazione della base imponibile relativa a tali attività commerciali secondo il « metodo commerciale » e non secondo il metodo retributivo. L’art. 11, D.Lgs. 446/1997 [CFF3988] , poi, esplicitamente stabilisce (nell’ambito di disposizioni comuni) la deducibilità dei contributi per le assicurazioni obbligatorie contro gli infortuni sul lavoro, con una previsione che l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto sempre inapplicabile in relazione alla base imponibile determinata con metodo retributivo da parte delle Amministrazioni pubbliche. Con due Sentenze gemelle del giugno 2017 la Suprema Corte di Cassazione si pronuncia in senso opposto alle indicazioni dell’Amministrazione finanziaria, sancendo la possibilità – per le Amministrazioni pubbliche – di dedurre i contributi obbligatori Inail comunque dalla base imponibile Irap indipendente dal metodo utilizzato (commerciale o retributivo) per la sua determinazione.