Source: https://www.tuconfin.it/anteprima-abf-decisione-n-790618-del-10-04-2018-collegio-di-bologna/
Timestamp: 2018-12-11 15:21:05+00:00
Document Index: 129264057

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 34']

Anteprima ABF: Decisione n. 7906/18 del 10.04.2018 - Collegio di Bologna - TuConFin
Accolte, Arbitrato Bancario aprile 20, 2018aprile 27, 2018 Redazione TuConFin
Anteprima ABF: Decisione n. 7906:18 del 10.04.2018 - Collegio di Bologna
(BO) MARINARI ...................... Presidente
(BO) BERTI ARNOALDI VELI …….. Membro designato dalla Banca d'Italia
(BO) MARTINO ………………….Membro designato dalla Banca d'Italia
(BO) SOLDATI ………………..Membro di designazione rappresentativa degli intermediari
(BO) PETRAZZINI ……………. Membro di designazione rappresentativa dei clienti
Del pari, il ricorrente sostiene che: a) la clausola citata, “oltre a rendere eccessivamente oneroso il contratto di mutuo”, viola gli artt. 116 e 117 TUB in materia di pubblicità e trasparenza delle condizioni contrattuali e dei rapporti con il cliente, “atteso che, in sede di stipula del contratto, tale possibile aggravamento delle condizioni non veniva prospettata allo scrivente o quantomeno compresa, atteso che, l’elevato tecnicismo del meccanismo di indicizzazione adottato e l’assenza, nel contesto contrattuale, di una chiara illustrazione delle sue modalità operative rendevano non agevole, per una persona non particolarmente esperta della materia, come il ricorrente, la percezione dell’erroneità e/o del significato di tale indicazione”: essa può dunque ritenersi nulla ai sensi dell’art. 36 del Codice del Consumo (Collegio di Roma, decisione n. 6558/17); b) la predetta clausola, inoltre, non espone le operazioni aritmetiche da eseguire per realizzare la duplice conversione di valuta, risultando così nulla ai sensi del combinato disposto degli artt. 33, comma 1, 34, comma 2, e 36 del Codice del Consumo (ovvero degli artt. 3, par. 1, 4, par. 2, e 6, par. 1, dir. 99/137CEE): di conseguenza, in caso di richiesta di estinzione anticipata, “il ricorrente dovrà restituire la differenza tra la somma mutuata e l’ammontare complessivo delle quote capitale già restituite (queste ultime calcolate secondo l’indicizzazione contrattuale al franco svizzero), senza praticare la duplice conversione indicata dall’art. 7”.
Costituitosi ritualmente l’intermediario eccepiva che: 1) in via pregiudiziale, l’incompetenza ratione temporis del Collegio ABF, atteso che: a) il contratto è stato stipulato nel 2007 ed i ricorrenti non hanno mai dato luogo all’estinzione del prestito (cfr. all. 2 alle controdeduzioni); b) invero, non essendosi perfezionata l’estinzione, non è neppure stata concretamente applicata la clausola controversa, non configurandosi o concretandosi quelle operazioni o comportamenti successivi al gennaio 2009 che la controparte vorrebbe addurre a dimostrazione della competenza temporale del Collegio adito ed afferendo la domanda dei ricorrente esclusivamente al momento genetico del contratto, stipulato nel 2007; 2) nel merito, la legittimità dei contratti in valuta. Infatti: a) il mutuo di cui si controverte è indicizzato al franco svizzero (cfr. art. 4 del contratto, “le parti convengono che il presente mutuo è in euro indicizzato al franco svizzero, secondo le modalità di seguito indicate ...”); b) il “mutuo fondiario in valuta estera”, caratterizzato dall’inserimento del rischio della indicizzazione nel rapporto giuridico, è legittimo dalla consolidata giurisprudenza (cfr. Cass., 29.5.2012, n. 8548; Cass. 17.7.2003, n. 11200; decisione ABF n. 2374 del 3.11.2011, resa nei confronti dello stesso intermediario e con riferimento ad un mutuo identico a quello di cui si controverte, ha ritenuto che “il previsto meccanismo di indicizzazione valutaria, come qualsiasi meccanismo del genere, viene a innestare nel contratto un elemento di aleatorietà ... per ambedue i contraenti, la stipulazione di contratti del tipo di quello qui in esame essendo reputata o meno più conveniente dai mutuatari sulla base della fiducia nell’andamento della propria valuta”); 3) la legittimità dei meccanismi di indicizzazione per il calcolo delle rate (conguagli semestrali): a) il meccanismo di indicizzazione del mutuo risulta dagli artt. 3 e 4, illustrativi del piano di ammortamento, comprensivo di quote capitale e quote interessi, da versare alla banca in rate mensili per la durata stabilita e fatti salvi i “conguagli semestrali”; b) il meccanismo dei conguagli semestrali è esplicitato nell’art. 3 cit., mentre, una volta fissati i tassi convenzionali, l’art. 4 prevede che per tutta la durata del mutuo, al termine di ogni semestre, “la banca determinerà” la differenza tra detti tassi convenzionali ed i tassi reali rilevati sul mercato l’ultimo giorno di ogni semestre. Le eventuali differenze così calcolate danno luogo ad un “conguaglio positivo o negativo” da accreditare o addebitare sullo “speciale rapporto di deposito fruttifero appositamente acceso presso la Banca a nome della stessa parte mutuataria” (cfr. art. 4); 4) la legittimità dei meccanismi di indicizzazione per l’ipotesi di estinzione anticipata (rivalutazione): a) in tutti in casi che interessano il valore del capitale da restituire (i.e. conversione ed estinzione anticipata), per il fatto stesso che quest’ultimo, sebbene indicizzato al franco svizzero, resta denominato in euro, “non può non realizzarsi quella attualizzazione che, in costanza di rapporto, è praticata attraverso l’indicizzazione valutaria e, all’atto della conversione o della estinzione anticipata, deve necessariamente concretarsi nella contestata rivalutazione al tasso di cambio corrente di tutto il debito ancora non restituito”. Questa operazione, “non può che effettuarsi riportando il capitale residuo al valore in Franchi Svizzeri espresso dal tasso di cambio convenzionale e, successivamente, convertendo in euro tale importo al tasso di cambio corrente al momento dell’estinzione”; b) l’ipotesi di estinzione anticipata viene, per questa ragione, esplicitamente contemplata dall’art. 7 del contratto, dal quale si evince che il procedimento previsto per il calcolo del capitale da rimborsare nel caso di estinzione del mutuo si articola in due fasi: 1) conversione in franchi svizzeri del capitale residuo in euro, con applicazione del tasso di cambio convenzionale adottato al momento della stipula; 2) riconversione in euro il capitale residuo, come sopra calcolato, adottando il tasso di cambio esistente al momento della conversione (c.d. “tasso di periodo”), a tale fine dividendo l’importo del capitale residuo in franchi svizzeri per tale tasso di periodo; c) “nell’operazione di estinzione la sola variabile che viene presa in considerazione è il tasso di cambio franco svizzero/euro (non rilevando invece il tasso di interesse), giacché si tratta di un’operazione relativa al solo capitale trattandosi, appunto, di un conteggio di mero rimborso del capitale residuo mutuato, che non considera gli interessi”; d) qualora il mutuatario intendesse poi estinguere il mutuo, l’importo da corrispondere alla banca dovrebbe essere calcolato “seguendo due semplici passaggi logici: - in un primo momento, il capitale residuo espresso in euro nel piano di ammortamento allegato al mutuo viene convertito in franchi svizzeri, applicando il tasso di cambio convenzionale adottato al momento della stipula; - in un secondo momento, per calcolare la somma che il mutuatario deve in concreto corrispondere alla banca – somma che evidentemente dovrà essere restituita in euro – si deve riconvertire in euro il capitale residuo, come sopra calcolato in franchi svizzeri, adottando il tasso di cambio attuale esistente al momento dell’estinzione”; e) “non si comprende pertanto come si potrebbe sostenere che la clausola in parola non sia interpretabile, posto che, come già detto, non vi è (né vi potrebbe essere) alcun margine di incertezza circa i due unici passaggi logici da seguire per calcolare l’importo da corrispondere alla banca, essendo il dato testuale alquanto chiaro ed esaustivo al riguardo”; 5) la non “opacità” della clausola determinativa delle modalità di estinzione anticipata: a) la clausola in questione “è assolutamente chiara nell’esplicitare i due semplici passaggi logici, che corrispondono a loro volta a due semplici operazioni matematiche, seguendo i quali è possibile in ogni momento calcolare il capitale residuo dovuto dal mutuatario in caso di estinzione anticipata del prestito”. Tali passaggi logici sono chiari “non solo perché estremamente semplici, ma anche perché sono gli unici possibili giacchè non vi sono ipotesi o interpretazioni alternative, che possano in qualche modo generare dubbi sulle operazioni corrette da seguire”; b) nel caso di specie, il concetto essenziale che deve essere esplicitato nel contratto è la natura indicizzata del prestito, circostanza ribadita in più punti sia nel testo contrattuale sia nel documento di sintesi allegato al contratto; 6) la trasparenza precontrattuale e la buona fede nella esecuzione del contratto: a) l’intermediario, oltre alla consueta informativa precontrattuale e nel rispetto del principio di buona fede nell’esecuzione del contratto, ha riepilogato le principali caratteristiche del mutuo, con particolare riferimento ai meccanismi di indicizzazione e di rivalutazione in caso di estinzione anticipata con la nota datata 1.3.2013 e, più in là, con la nota del 26.3.2015 (cfr. all. 4 alle controdeduzioni) le quali hanno peraltro, recepito con largo anticipo quelli che sarebbero stati i contenuti della giurisprudenza del Collegio di Coordinamento (i.e. decisione n. 7727 del 20.11.2014, decisione n. 4135 del 20.5.2015), ulteriormente chiarendo le concrete applicazioni del meccanismo di rivalutazione; b) tali note di chiarimenti, infatti, contengono: i) le operazioni aritmetiche da eseguirsi al fine di realizzare la duplice conversione da una valuta all’altra (e viceversa) (cfr. Collegio di Coordinamento n. 4135 del 20.5.2015); ii) l’esatto significato della clausola determinativa della rivalutazione “evitando così che la parte mutuataria, “non avendo consapevolezza del costo reale dell’operazione, potesse indursi a chiedere l’estinzione anticipata del mutuo in un momento in cui tale operazione sarebbe risultata particolarmente onerosa”” (cfr. Collegio di Coordinamento n. 7727 del 20.11.2014); c) ben prima che la parte ricorrente chiedesse il conteggio informativo per l’estinzione, quindi, la banca aveva già inviato la nota di trasparenza datata 1.3.2013 con la quale ha nuovamente riepilogato e illustrato la formula da utilizzare per effettuare una “stima dell’effetto della rivalutazione del capitale residuo in caso di estinzione o conversione del mutuo in euro”; d) nella fase precontrattuale, i ricorrenti hanno inoltre ricevuto adeguata e sufficiente informativa circa il contratto di mutuo e la sua tipologia. Prima della stipulazione del contratto di mutuo la banca ha inoltre consegnato il “foglio informativo”; e) anche la normativa contrattuale risulta essere chiara e comprensibile, indicando all’art. 4 l’indicizzazione del mutuo con il Franco Svizzero (cfr. Collegio di Milano decisione n. 2975/2012); 7) la non vessatorietà della clausola determinativa delle modalità di estinzione anticipata: a) la clausola in contestazione non determina alcun significativo squilibrio “normativo” tra le parti in quanto l’andamento del franco svizzero può concretizzarsi anche in un vantaggio per il cliente; b) la vessatorietà di una clausola dovrebbe inoltre essere valutata con riferimento alle circostanze esistenti al momento della conclusione del contratto (art. 34, comma 1, cod. cons.), fatto che rafforza l’eccezione d’incompetenza temporale del Collegio ABF; c) con riguardo alla giurisprudenza del Collegio di Coordinamento (decisione n. 4135 del 20.5.2015), l’intermediario contesta i contenuti di tale pronuncia, non ritenendo pertinente neppure il richiamo alla decisione della Corte di Giustizia (cfr. all. 6 alle controdeduzioni), resa con riferimento ad un caso diverso.
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