Source: http://www.diritto-civile.it/I-Contratti/l-azione-d-annullamento.html
Timestamp: 2020-07-03 09:26:07+00:00
Document Index: 149595002

Matched Legal Cases: ['art. 1442', 'sentenza ', 'art. 1443', 'art. 1445', 'art. 1444', 'art. 1419']

l'azione d'annullamento
Dal 12/06/09 13554151
L'azione di annullamento è disciplinata dagli artt. 1441 e ss. del c.c.
In via generale, l'azione d'annullamento ha natura costitutiva ed effetti retroattivi.
La natura costitutiva dell'azione di annullamento la distingue dall'azione di nullità che ha natura dichiarativa.
La legittimazione ad esperire l'azione d'annullamento è, di norma, relativa; spetta, cioè, alla parte la cui volontà sia risultata viziata. Vi sono ipotesi in cui, come nel caso del contratto concluso con l'interdetto, la legittimazione ad esperire l'azione d'annullamento del contratto spetta a chiunque vi abbia interesse; in tal caso si parla di annullabilità assoluta.
Ai sensi dell'art. 1442 c.c. il termine di prescrizione dell'azione d'annullamento è di cinque anni e decorre dal momento in cui cessa il motivo d'invalidità e, dunque, dal momento in cui cessa la violenza o sia scoperto il dolo o l'errore e, negli altri casi, dal momento della conclusione del contratto. Anche se è decorso il termine di prescrizione per domandare l'annullamento del contratto, il contraente, a tutela del quale sia prevista la causa d'annullamento, può sollevare la relativa eccezione in ogni tempo ove sia convenuto per l'esecuzione del contratto annullabile. L'eccezione non può naturalmente essere fatta valere ove sia stata data spontanea esecuzione al contratto annullabile (in tal senso Cass. Civ. sentenza del 19 febbraio 1996, n. 1279).
In caso di annullamento del contratto, occorre procedere alla restituzione delle prestazioni che siano state eseguite ma quelle in favore dell'incapace legale non sono oggetto di restituzione se non nei limiti in cui esse siano state rivolte a suo vantaggio (cfr. l'art. 1443 c.c.). Non vengono, in ogni caso, pregiudicati i diritti acquistati a titolo oneroso dai terzi in buona fede, salvo che l'annullamento dipenda da incapacità legale (cfr. l'art. 1445 c.c.)
Il contratto annullabile può essere convalidato mediante dichiarazione con la quale si faccia espressa menzione del contratto annullabile, del motivo d'annullabilità e della volontà di convalidarlo. La convalida può essere tacita e consistere nella volontaria esecuzione del contratto annullabile con la consapevolezza del motivo d'invalidità del contratto. Si discute, in dottrina, se la convalida di cui all'art. 1444 c.c. 1° comma richieda necessariamente la forma scritta. La tesi contraria argomenta dalla possibilità di convalidare il contratto mediante la sua esecuzione spontanea, la tesi favorevole argomenta dal tenore letterale della norma che prevede sia fatta espressa menzione del contratto e del motivo d'annullabilità.
La dottrina ammette la convalida parziale soggettiva in caso di contratto plurilaterale ove sia risultata viziata la volontà di più contraenti e la convalida parziale oggettiva allorchè riguardi solo alcune clausole del contratto e non altre. In tale ultima, ipotesi, l'ammissibilità della convalida parziale va, tuttavia, raccordata con il principio di cui all'art. 1419 c.c. secondo cui la nullità di singole clausole non determina la nullità dell'intero contratto solo laddove risulti che le parti lo avrebbero concluso ugualmente anche senza le clausole nulle.