Source: http://www.lexform.it/giurisprudenza/diritto-processuale-civile/ricorso-per-cassazione/segue-il-ricorso-straordinario-per-cassazione-ex-art-111-cost/
Timestamp: 2020-05-24 21:37:29+00:00
Document Index: 56422326

Matched Legal Cases: ['art. 111', 'art. 111', 'art. 111', 'art. 111', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 108', 'art. 445', 'art. 113', 'sentenza ', 'art. 591', 'art. 669', 'art. 111', 'art. 360', 'art. 325', 'art. 327', 'art. 325', 'art. 133', 'art. 45']

Segue: il ricorso straordinario per cassazione ex art. 111 Cost. • Lex & Formazione
di Mirco Minardi - 19 Maggio 2020
Estratto dal nuovissimo e-book “Come affrontare il ricorso per cassazione civile“. Clicca qui
Il ricorso straordinario ex art. 111, 7° co., Cost. può essere proposto a condizione che il provvedimento sia decisorio e definitivo, a prescindere dalla veste formale che, pertanto, può consistere in una sentenza, in una ordinanza o in un decreto.
«Decisorio» significa che il provvedimento incide su diritti soggettivi con effetti di giudicato, mentre «definitivo» significa che non sono previsti altri rimedi di controllo e/o revisione e quindi non solo l’impugnazione, ma anche la possibilità di modifica o di revoca.
Il ricorso straordinario per cassazione previsto dall’art. 111, settimo co., Cost., è proponibile avverso ogni provvedimento giurisdizionale, anche se emesso in forma di decreto o di ordinanza, che abbia, però, i caratteri della decisorietà e della definitività, e cioè che pronunci – o venga comunque ad incidere – irrevocabilmente e senza possibilità di impugnazioni su diritti soggettivi.
Cassazione civile, sez. I, 12/11/2014, n. 24155
Avverso le sentenze in senso sostanziale impugnabili ex art. 111 Cost. sono proponibili, in virtù dell’ultimo comma dell’art. 360 c.p.c., come modificato dal d.lgs. 40/2006, tutti i motivi di impugnazione e non solo quello di violazione di legge. Si è pertanto realizzata la parificazione tra ricorso ordinario e ricorso straordinario[1].
Si tenga presente che a volte, però, il provvedimento emesso dal giudice nella forma di ordinanza ha la sostanza di sentenza e pertanto contro di esso va proposto appello. In particolare, si segnalano i seguenti casi:
il provvedimento con cui il giudice dichiara l’estinzione del procedimento di convalida di sfratto e condanni il locatore non comparso al pagamento delle spese di lite[2];
l’ordinanza di convalida di sfratto emessa in assenza dei presupposti di legge[3];
in materia di scioglimento delle comunioni, il provvedimento che dichiara esecutivo il progetto di divisione pur in presenza di contestazioni[4].
Sono invece certamente impugnabili con ricorso straordinario:
l’ordinanza ex 170 d. lgs 250/2011 (compenso dei consulenti tecnici)[5];
il decreto di liquidazione del compenso del curatore fallimentare[6];
il provvedimento con il quale il Tribunale rigetta il reclamo avverso il decreto del giudice delegato che, a seguito di trasferimento immobiliare, dispone la cancellazione delle ipoteche, ai sensi dell’art. 108, co. 2, l. fall.[7];
in tema di accertamento tecnico preventivo di cui all’art. 445-bis c.p.c., il decreto di omologa che, in assenza di contestazione delle parti, si discosti dalle conclusioni del consulente tecnico di ufficio, a condizione, però, che la predetta difformità non sia frutto di consapevole attività valutativa del giudice[8];
il decreto del Tribunale che dichiara esecutivo il piano di riparto parziale, pronunciato sul reclamo avente a oggetto il provvedimento del giudice delegato, nella parte in cui decide la controversia concernente, da un lato, il diritto del creditore concorrente a partecipare al riparto dell’attivo fino a quel momento disponibile e, dall’altro, il diritto degli ulteriori interessati a ottenere gli accantonamenti delle somme necessarie al soddisfacimento dei propri crediti, nei casi previsti dall’art. 113 l. fall .[9];
l’ordinanza con la quale la corte di merito rigetti l’istanza di correzione di un errore materiale che sia stato precedentemente riscontrato dalla corte di legittimità, in quanto il vizio di mancata conformazione è estraneo alla correzione della sentenza da errori od omissioni[10].
Non sono invece impugnabili con ricorso straordinario:
tutti i provvedimenti modificabili o revocabili[11];
il provvedimento di esonero dell’esecutore testamentario per gravi irregolarità pronunciato in sede di reclamo[12];
il decreto del tribunale che rigetta l’istanza di proroga per il completamento della procedura di liquidazione in caso di accettazione con beneficio di inventario[13];
il decreto ex 1105 c.c. in tema di amministrazione della cosa comune[14];
il decreto pronunciato in sede di reclamo per la nomina dell’esperto per la valutazione delle azioni del socio receduto[15];
il decreto della corte d’appello che decide sul reclamo in materia di revoca dell’amministratore di condominio[16];
il decreto della corte d’appello sul rifiuto di cancellazione della iscrizione ipotecaria da parte del conservatore[17];
l’ordinanza collegiale pronunciata all’esito del reclamo ai sensi dell’ art. 591-ter c.p.c. avverso gli atti pronunciati dal giudice dell’esecuzione nel corso delle operazioni di vendita per espropriazione di immobili delegate al professionista ex 591-bis c.p.c.[18];
l’ordinanza pronunciata in sede di reclamo ai sensi dell’ art. 669-terdecies c.p.c. avverso il provvedimento che decide sulla istanza di sospensione dell’esecuzione ex 624 c.p.c.[19];
il provvedimento reso in via d’urgenza ex articolo 700 c.p.c., in quanto destinato a essere sostituito dalla decisione di merito, ovvero a decadere per effetto di essa o della mancata instaurazione del relativo giudizio[20].
Per quanto concerne il termine di impugnazione, di recente la S.C.[21] ha ribadito che:
il ricorso straordinario va proposto secondo la disciplina generale di cui al penultimo co. dell’art. 111 Cost. (v. oggi art. 360, ultimo co., c.p.c.), con applicazione del termine di sessanta giorni di cui all’art. 325, co. 2, c.p.c. decorrente dalla data della notificazione del provvedimento all’interessato o, in mancanza, entro il termine di decadenza dell’art. 327 c.p.c.;
la comunicazione da parte della cancelleria del testo integrale del provvedimento depositato non è idonea a far decorrere i termini per le impugnazioni di cui all’art. 325 c.p.c., così come chiarito dalla novellazione del secondo comma dell’art. 133 c.p.c.[22].
[1] Amoroso, op. cit., pag. 136.
[2] Cass. 15933/2012.
[3] Cass. 1222/2006.
[4] Cass. S.U. 16727/2012.
[5] Cass. 4735/2020.
[6] Cass. 4346/2020.
[7] Cass. 30454/2019.
[8] Cass. 29096/2019; in caso di difformità materiale la procedura è quella della correzione.
[9] Cass. 24068/2019.
[10] Cass. 3986/2019.
[11] Cass. 2099/2001.
[12] Cass. 18468/2014.
[13] Cass. 20132/2014.
[14] Cass. 4616/2012.
[15] Cass. 3883/2014.
[16] Cass. 2986/2012.
[17] Cass. 3279/2015.
[18] Cass. 12238/2019.
[19] Cass. 25411/2019.
[20] Cass. 6360/2019.
[21] Cass. 16938/2019.
[22] Operata con l’art. 45, comma 1, lett. b), d.l. n. 90 del 2014 , convertito con la l. n. 114 del 2014.