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Timestamp: 2018-06-20 13:18:07+00:00
Document Index: 12208198

Matched Legal Cases: ['art. 78', 'art. 78', 'art. 78', 'art. 78', 'art. 79', 'art. 11']

Tavolo per la pace della Val di Cecina: Comunicato stampa
Richiamiamo l’attenzione sulla modifica costituzionale dell’art. 78 sullo ”stato di guerra”
Si è tenuto alcuni giorni fa nei locali del Comune di Cecina, il coordinamento del Tavolo per la pace. All’ordine del giorno, 1) una iniziativa del Gas di Casale, 2) il resoconto della partecipazione di un nostro delegato al recente coordinamento nazionale dell’ Associazione Casa Memoria di Cinisi, 3) l’art. 78 sulla dichiarazione dello stato di guerra prima e dopo la riforma costituzionale.
La discussione sull’ultimo punto è stata lunga, animata e costruttiva perché ci ha permesso di sviscerare ed esaminare i diversi punti di vista. Sono emerse due posizioni, del tutto diverse, rappresentate dalle associazioni e dai singoli cittadini presenti da una parte e gli Enti locali dall’altra. La società civile che esprime un dubbio sulla modifica dell’art. 78 e gli Enti locali che rifiutano tale lettura.
I delegati non istituzionali e le associazioni presenti al coordinamento hanno espresso preoccupazione sulla proposta di modifica costituzionale dell’art. 78. Il testo attuale così recita: “Le Camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al Governo i poteri necessari”. Il testo della riforma modifica questo quadro recitando: “ La Camera dei deputati delibera a maggioranza assoluta lo stato di guerra e conferisce al Governo i poteri necessari”.
E’ preoccupante, dicono le associazioni, che la prevista maggioranza assoluta sia di fatto già assicurata dalla legge elettorale approvata per l’elezione della Camera dei Deputati, grazie al premio di maggioranza dato ad un solo partito che può essere una ridotta minoranza del Paese. In questo modo la dichiarazione di guerra diviene affare esclusivo del partito di maggioranza relativa che nel futuro non possiamo certo sapere quale sarà. Manca quindi un contrappeso a tale potere che avrebbe potuto essere introdotto, ad esempio con l’ottenimento di una maggioranza qualificata (ad esempio 2/3 dei componenti di Camera e Senato) come nel successivo art. 79 sull’amnistia che è rimasto invariato. La formulazione originale dei costituenti era stata pensata come una deroga temporanea ed eccezionale e come strumento ultimo di difesa e non di offesa al principio di ripudio della guerra sancito dall’art. 11 della carta costituzionale, più volte disatteso.
Ci domandiamo, sottolinea Jeff Hoffman, coordinatore della bassa val di Cecina, come sia sfuggito, specie nell’attuale drammatico contesto internazionale, che si renda più facile dichiarare guerra e auspichiamo che venga posto rimedio nelle sedi parlamentari competenti.
Il coordinatore della Bassa val di Cecina: Jeff Hoffman 3288077994
I delegati NON istituzionali del Tavolo e le associazioni presenti
Cecina, li 17 novembre 2016
Pubblicato da Tavolo per la Pace