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Timestamp: 2017-06-22 20:23:26+00:00
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apr 2012 Porto, litorale • Urbanistica
Fossa Maestra, la variante beffa: sparisce la zona umida e compare il parcheggio privato
1) La variante fa sparire la zona umida
Tutela della zona umida: l’osservazione di Legambiente è stata davvero accolta?
In merito alla vicenda della Fossa Maestra (venuta in questi giorni alla ribalta delle cronache giudiziarie) intendiamo fare chiarezza su alcuni punti.
L’accoglimento dell’osservazione di Legambiente all’art. 13 della variante 2009 al Piano Strutturale, volta a ripristinare la tutela della Fossa Maestra come “area umida invariante strutturale”, è in realtà una colossale bufala.
La Commissione urbanistica, infatti, dice di accogliere (8/3/2010) la nostra osservazione, ma di fatto introduce una lieve modifica all’art. 18, da noi non rilevato, e non già al fondamentale art. 13, da noi segnalato in quanto determinante per la reale tutela dell’area della Fossa Maestra e per evitare qualsiasi speculazione edificatoria.
Andiamo dunque a confrontare la variante adottata nel 2009 e quella approvata nel 2012. All’art. 18 (Titolo II, Capo III), riguardante gli immobili di interesse architettonico … e le aree di valore paesaggistico, naturalistico e ambientale, è individuata una serie di beni. Al punto 1.4 c’è “L’arenile che caratterizza il paesaggio costiero e che comprende anche la foce della fossa Maestra”. La differenza tra la variante 2009 e quella 2012 è che nell’ultima versione viene aggiunta una parte che riguarda la tutela della foce del torrente Parmignola (e non anche della Foce della Fossa Maestra) con il mantenimento dell’attuale campeggio; in tale parte, la parola Fossa Maestra non compare assolutamente.
Quanto all’art. 13, esso è stato modificato (in peggio) in modo da citare la parola Fossa Maestra ma senza inserirla tra gli ambienti umidi, anzi ribadendo che l’area è compresa all’interno dell’UTOE Arenile (ovvero una unità territoriale in cui il Piano prevede attrezzature e dunque la possibilità di edificazione o più in generale di trasformazione del territorio naturale).
La cartografia parla chiaro: la Fossa Maestra non è più “Zona umida”
Del resto la cartografia, allegata alla Variante, è esplicita: la tav. Q.P. 03 “Invarianti strutturali” inserisce la Fossa Maestra nell’Arenile e non tra gli Ambienti umidi; lo stesso fanno la tav. Q.C. 06 “Interesse architettonico-valore paesaggistico” e la tav. Q.P. 04 “UTOE e ambienti di trasformazione”. Dunque, di fatto, la variante ha completamente sovvertito le previsioni del precedente piano regolatore, eliminando pressoché completamente le forme di tutela e recupero naturalistico dell’area (tutele che imponevano un vincolo di inedificabilità dell’area) ed inserendo possibilità di trasformazione e di attrezzatura.
In definitiva, dunque, l’accoglimento della nostra osservazione si configura come una farsa (ma potrebbe configurare, ancor peggio, responsabilità in termini di falso ideologico).
L’intera vicenda, dunque, palesa in tutta la sua gravità, una azione mirata tramite la quale un terreno che il piano strutturale previgente definiva “Zona umida”, pertanto di fatto gravata da un vincolo di inedificabilità assoluta, e, ciononostante, acquistato con preveggenza da un privato, è stato trasformato, col voto favorevole di un consigliere direttamente interessato (Giorgieri), in una zona (Unità territoriale Omogenea “Arenile”) dove sono invece permesse trasformazioni ed attrezzature turistiche, dunque forme di edificazione, ancorché definite di “basso impatto ambientale”.
2) Legittimato il parcheggio illegittimo?
Piano Arenile 2001
Veniamo poi alla questione del parcheggio. Nel Piano dell’arenile, adottato nel marzo 2001 e approvato solo nel novembre dello stesso anno, era recepito, in toto, il progetto, promosso da Legambiente e successivamente fatto proprio ed ampliato da Amia, Arpat e Comune di Carrara, che prevedeva la realizzazione di un ecofiltro del tipo a fitodepurazione per migliorare la qualità delle acque della Fossa Maestra, la ricostituzione di dune litoranee e un’area verde pubblica fruibile dotata di sentieri naturalistici didattici. In tale contesto era inserito anche un piccolo spazio sosta per autoveicoli a servizio della fruibilità dell’area.
Nella sentenza (penale!) di assoluzione dall’accusa al proprietario dell’area di aver realizzato un parcheggio abusivo, sbandierata dal Giorgieri, il giudice Ferri, sulla cui assoluta buonafede non avanziamo alcun dubbio, si basa per la sua valutazione su un Piano dell’arenile ancora in fase di studio e che non ha ancora efficacia, in quanto approvato nel successivo novembre 2001, quindi dopo la sentenza emessa, invece, il 5 luglio dello stesso anno. In quel momento, dunque, erano vigenti il Piano strutturale Pontuale ed il relativo Regolamento urbanistico del ’97, i quali non prevedevano in quell’area alcun parcheggio ed anzi vincolavano l’area inserendola tra le “zona di tutela ambientale e sistema dei vincoli” e non consentivano “alcuna forma di edificazione”.
Ci domandiamo pertanto come mai l’Amministrazione comunale, che aveva presentato denuncia contro il Giorgieri per il parcheggio abusivo, non abbia interposto appello contro la sentenza, basata su un presupposto che ci risulta infondato sotto l’aspetto urbanistico.
2007. La Commissione urbanistica dice: niente parcheggi alla Fossa Maestra
Che nell’area della Fossa Maestra non fosse possibile realizzare parcheggi, infatti, lo dice testualmente anche la Commissione urbanistica del Comune quando nel gennaio del 2007 accoglie un’osservazione di Legambiente alla Variante al Piano dell’arenile 2001 contro l’intento di inserire alla Fossa Maestra un gran numero di parcheggi, altre attività di ristoro, ecc. La Commissione esprime parere favorevole all’accoglimento della nostra osservazione poiché il vigente P.S. (Pontuale) prevede che la Zona umida fronte mare … dovrà diventare “un’oasi biotopicamente ed ecologicamente significativa. Tale requisito esclude quindi la realizzazione di attività quali i parcheggi e i punti di ristoro”.
Un Piano strutturale vige finché non viene approvata con tutti i crismi una Variante
In sostanza: il vecchio Piano strutturale vige finché non viene approvata con tutti i crismi delle procedure di legge una Variante, il che è avvenuto solo nel 2012 (mancante ancora della pubblicazione sul BURT).
Dunque anche la sentenza assolutoria per la signora Giorgieri vale solo in quanto la assolve in quello specifico processo e per gli aspetti penali di responsabilità personale. Certo non è una sentenza di carattere amministrativo e dunque non ha il potere di modificare il Piano regolatore vigente.
Perché la Fossa Maestra sia salva la cartografia deve essere corretta
Se l’assessore Vannucci insiste nel dire che noi non capiamo bene le cose, poiché di fatto l’area della Fossa è ancora tutelata dai nuovi strumenti di governo del territorio comunale e dunque non ci si potrà fare alcunché, ha un modo molto semplice per diventare credibile: corregga la cartografia (tavole Q.P.03, Q.C.06 e Q.P.04), estendendo l’area umida (che il nuovo piano ha ridotto alla zona del solo Battilanino) fino a ricomprendere tutta l’area della Fossa Maestra (com’era nel piano Pontuale del ’97). Solo vedendo una tale correzione, nero su bianco, crederemo che l’Amministrazione intende rispettare la parola data quando ha “apparentemente accolto” la nostra osservazione.
Carrara, 25 aprile 2012
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