Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-10551-del-28-04-2017
Timestamp: 2020-08-12 19:19:30+00:00
Document Index: 18952082

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 112', 'art. 100', 'art. 143', 'art. 100', 'art. 143', 'art. 7', 'art. 366', 'art. 12', 'art. 37', 'art. 19', 'sentenza ', 'art. 19', 'art. 37', 'art. 12', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 37', 'art. 12', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 19', 'art. 38', 'art. 12', 'art. 37', 'art. 12', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 10551 del 28/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10551 del 28/04/2017
Cassazione civile, sez. un., 28/04/2017, (ud. 07/02/2017, dep.28/04/2017), n. 10551
sul ricorso 8422/2015 proposto da:
unitamente agli avvocati STEPHAN BEIKIRCHER, CRISTINA BERNARDI,
RENATE VON GUGGENBERG e LAURA FADANELLI;
unitamente agli avvocati ANTON VON WALTHER e FRANCO MELLAIA;
depositata il 29/01/2015.
1. La società Eisackwerk s.r.l., con domanda del 27 settembre 2011, chiedeva alla Provincia Autonoma di Bolzano di ottenere due diverse concessioni di grande derivazione di acqua pubblica, a scopo idroelettrico.
Il TSAP, con la sentenza qui impugnata avente il n. 18/2015, pubblicata il 29 gennaio 2015, ha accolto il ricorso e, per l’effetto, ha annullato la Delib. Giunta Provinciale n. 1220 del 2012, compensando le spese di lite.
3. Per la cassazione di tale sentenza la Provincia Autonoma di Bolzano ha proposto un ricorso sulla base di sei motivi.
1. Col primo motivo di ricorso la Provincia ripropone l’eccezione di inammissibilità già rigettata dal giudice a quo, denunciando violazione e falsa applicazione dell’art. 112 c.p.c. (principio della corrispondenza fra chiesto e pronunciato), violazione dell’art. 100 c.p.c. e violazione del R.D. n. 1775 del 1933, art. 143, sotto altro profilo. In particolare, torna a sostenere che la Delib. dd. 8 febbraio 2012, n. 13 dell’Avcp sarebbe atto endoprocedimentale che incide immediatamente sulla posizione giuridica dell’interessato alla concessione idroelettrica e che perciò la società istante avrebbe dovuto impugnarlo, pena l’inammissibilità del ricorso proposto contro l’atto successivo adottato dalla Giunta.
E’ corretta la decisione del TSAP secondo cui la Delib. dell’Autorità, in quanto indirizzata alla Provincia, non è direttamente lesiva della posizione della società. Va inoltre escluso che si tratti di atto endoprocedimentale sia per la già evidenziata direzione soggettiva che per il contenuto non vincolante per la Provincia quanto alle attività da porre in essere ed agli atti da adottare per realizzare l’obiettivo di “rivisitare il sistema concessorio in atto concernente le grandi derivazioni ad uso idroelettrico” posto dall’Autorità (per come è fatto palese dalle alternative prospettate nello stesso provvedimento, riprodotto alle pagine 4-5 del ricorso). Non è perciò fondato l’assunto della ricorrente secondo cui la Delib. impugnata fosse atto esecutivo della deliberazione dell’Avcp.
2. Col secondo motivo la Provincia denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. 100 c.p.c., carenza assoluta di interesse, violazione del R.D. n. 1775 del 1933, art. 143, sotto ulteriore profilo. La ricorrente premette che la domanda della società sarebbe stata incompatibile con altre specificate in ricorso e sostiene perciò che la domanda stessa sarebbe stata inattuabile ai sensi del T.U. 11 dicembre 1933, n. 1775, art. 7, comma 7. Quindi, a detta della ricorrente, la società sarebbe carente di interesse ad impugnare il provvedimento di archiviazione di una domanda, che non avrebbe potuto comunque essere accolta.
L’incompatibilità su cui è fondato è soltanto affermata, senza che il ricorso fornisca alcun dato utile al riscontro di siffatta affermazione.
Pertanto, anche prescindendo dal fatto che l’incompatibilità tecnica avrebbe dovuto essere valutata esaminando la domanda (ciò, che manterrebbe fermo l’interesse dell’istante all’annullamento del provvedimento di archiviazione), il motivo va reputato inammissibile per violazione del disposto dell’art. 366 c.p.c.. n. 6.
3. Col terzo motivo la Provincia deduce l’errata ricognizione da parte del TSAP del quadro normativo di riferimento, con violazione del D.Lgs. n. 79 del 1999, art. 12, comma 1, come modificato dalla L. 23 dicembre 2005, n. 266, e come da ultimo sostituito dalla lettera a) del comma 4 del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 37, come sostituito dalla Legge di Conversione 7 agosto 2012, n. 134, nonchè violazione della L.P. Bolzano 20 luglio 2006, n. 7, art. 19, oltre che di diverse direttive del Parlamento europeo e del Consiglio, ivi specificamente indicate. La ricorrente sostiene che, fin dall’emanazione del D.Lgs. n. 79 del 1999, vige il principio dell’evidenza pubblica, volto a garantire l’obiettività, la trasparenza e la non discriminazione in materia di grandi derivazioni di acque pubbliche a scopo idroelettrico. Il TSAP non avrebbe considerato che tutte le norme europee, nazionali e provinciali citate nella stessa sentenza impugnata si riferiscono anche alle concessioni per i nuovi impianti, e non solo, come ritenuto dal giudice a quo, al diritto di insistenza ed alle proroghe delle concessioni in scadenza. In particolare, la ricorrente evidenzia che l’obbligo della gara ad evidenza pubblica per il rilascio di nuove concessioni è stato previsto, per quanto qui rileva, già con l’art. 19 (disposizioni transitorie in materia di concessioni di grandi derivazioni a scopo idroelettrico) della L.P. 20 luglio 2006, n. 7 (vigente alla data di presentazione della domanda da parte della società qui resistente). Aggiunge che con la lett. a) del comma 4 del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 37, come sostituito dalla Legge di Conversione 7 agosto 2012, n. 134, è stato nuovamente modificato il D.Lgs. n. 79 del 1999, art. 12 (così vigente perciò alla data di adozione della Delib. impugnata), prevedendosi espressamente che la gara è indetta anche per l’attribuzione di una nuova concessione di grande derivazione d’acqua per uso idroelettrico. La ricorrente conclude osservando che sia al momento della domanda, che al momento dell’adozione della deliberazione impugnata, che, infine, al momento della decisione del TSAP sussisteva l’obbligo della gara per il rilascio di nuove concessioni. Richiama a sostegno di questa conclusione il precedente dello stesso Tribunale Superiore n. 131/2013, del 3 luglio 2013, che ha trovato conferma nella decisione presa da queste Sezioni Unite con la sentenza del 15 gennaio 2015 n. 607.
Come esposto dalla ricorrente, queste Sezioni Unite, con la sentenza n. 607/15, rigettando il ricorso proposto dalla società ivi istante (destinataria dello stesso provvedimento di archiviazione n. 1220 del 2012, qui impugnato) hanno confermato l’interpretazione per la quale il TSAP, con la sentenza n. 131/13, aveva ritenuto che il D.Lgs. 16 marzo 1999, n. 79, art. 12, già prima del suo rafforzamento tramite la novella di cui al D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 37, convertito con modificazioni nella L. 7 agosto 2012, n. 134, ha introdotto il principio dell’evidenza pubblica; comunque, hanno dato atto che l’art. 12 nella nuova formulazione, per le concessioni di grande derivazione d’acqua per uso idroelettrico, prevede “una gara ad evidenza pubblica, nel rispetto della normativa vigente e dei principi fondamentali di tutela della concorrenza, libertà di stabilimento, trasparenza, non discriminazione e assenza di conflitto di interessi…”, in conformità ai principi di tutela della concorrenza e di apertura del mercato, come rilevato dalla Corte Costituzionale con la sentenza del 10-5-2012 n. 114. Con la stessa sentenza queste Sezioni Unite hanno altresì affermato che il D.Lgs. 29 dicembre 2003, n. 387, art. 12, che prevede procedure accelerate per l’energia prodotta da fonti rinnovabili, “(…) deve pur sempre essere coordinato con il testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e sugli impianti elettrici, ed in particolare delle norme sulle derivazioni e sulle utilizzazioni delle acque pubbliche; in altri termini il meccanismo semplificatorio introdotto dal menzionato art. 12 in materia di autorizzazione delle opere per la realizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili non comporta certamente l’elisione delle norme previste in materia di domande di concessione della derivazione di acque pubbliche, e quindi anche del D.Lgs. 16 marzo 1999, n. 79, art. 12”, precisando che tali conclusioni non “(…) possono essere infirmate dagli artt. 7 ed 8 della Direttiva 2009/72/CE del 13-7-2009 (relativa a norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica e che abroga la Direttiva 2003/54/CE) richiamati dalla ricorrente, considerato che l’esigenza di procedure trasparenti non fa venir meno l’osservanza dei principi di non discriminazione e di tutela della concorrenza perseguiti dal D.Lgs. 16 marzo 1999, n. 79, art. 12, che tra l’altro intende realizzare, come si è visto, anche la tutela del principio della trasparenza; che poi secondo il suddetto art. 8 “gli Stati membri assicurano la possibilità, ai fini della sicurezza dell’approvvigionamento, di prevedere nuove capacità o misure di efficienza energetica/gestione della domanda, mediante una procedura di gara o qualsiasi altra procedura equivalente in termini di trasparenza e non discriminazione, sulla base di criteri pubblicati”, non induce certamente a ritenere che possa ritenersi illegittima l’adozione della gara, che comunque assicura una maggiore garanzia di realizzazione dei suddetti principi di ispirazione comunitaria; in tal senso deve essere intesa l’affermazione della sentenza impugnata secondo la quale l’equivalenza tra gara e procedura che assicuri trasparenza e non discriminazione non è posta dall’art. 8 citato come valore determinante; di qui anche la pertinenza dell’ulteriore rilievo del TSAP secondo cui la mera presentazione di una istanza di grande derivazione di per sè sola non è idonea ad assicurare la suddetta equivalenza in termini di effettività della trasparenza e della non discriminazione”.
Pertanto, si deve anche qui concludere che la Delib. impugnata, datata 27 agosto 2012 (che ha ritenuto di dover disporre una gara pubblica relativamente a tutte le concessioni di derivazione d’acqua per impianti idroelettrici con potenza nominale annua di kw 3.000, e per tale ragione ha disposto l’archiviazione delle pregresse istanze), è legittima perchè ha previsto un procedimento conforme alle leggi vigenti, in attuazione – oltre che della L.P. Bolzano 20 luglio 2006, n. 7, art. 19 (successivamente abrogato con della L.P. Bolzano 20 dicembre 2012, n. 22, art. 38, comma 1, lett. b)) – anche del D.Lgs. n. 79 del 1999, art. 12, modificato dalla lett. a) del comma 4 del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 37, come sostituito dalla Legge di Conversione 7 agosto 2012, n. 134.
Quest’ultima è la disciplina nazionale tuttora vigente (applicabile su tutto il territorio nazionale, compreso quello della Provincia Autonoma di Bolzano), che impone di indire la gara ad evidenza pubblica “anche per l’attribuzione di una nuova concessione di grande derivazione d’acqua per uso idroelettrico, con le medesime modalità e durata” (art. 12 cit., comma 1), senza che vi sia contrasto alcuno nè con i principi costituzionali di iniziativa economica nè con i principi comunitari.
Il terzo motivo di ricorso va perciò accolto.
Restano assorbiti i motivi quarto (col quale si contesta che la previgente normativa fosse idonea ad assicurare i principi di concorrenza), quinto (col quale si contesta che l’archiviazione, disposta con atto sottordinato alla legge, sarebbe con questa contrastante) e sesto (col quale si sostiene la mancanza assoluta di motivazione).
Il carattere dirimente delle ragioni di accoglimento del terzo motivo consente, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, di decidere nel merito, rigettando il ricorso proposto dalla società Eisackwerck s.r.l. contro la Delib. Giunta Provinciale Bolzano 27 agosto 2012, n. 1220.
La Corte rigetta i primi due motivi di ricorso; accoglie il terzo; dichiara assorbiti i restanti; cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso proposto dalla società Eisackwerck s.r.l. contro la Delib. Giunta Provinciale Bolzano 27 agosto 2012, n. 1220. Compensa le spese dell’intero giudizio.