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Timestamp: 2018-03-24 21:41:01+00:00
Document Index: 78441583

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 17', 'art. 267', 'art. 269', 'art. 278', 'art. 10']

Inquinamento atmosferico - Emissioni: Combustibile utilizzato nel processo produttivo Nel caso di modalità non autorizzata (nella specie, uso del pet-coke) di esercizio dell’attività autorizzata (produzione di cemento), legittimamente l’amministrazi | Geometra.info
Inquinamento atmosferico – Emissioni: Combustibile utilizzato nel processo produttivo Nel caso di modalità non autorizzata (nella specie, uso del pet-coke) di esercizio dell’attività autorizzata (produzione di cemento), legittimamente l’amministrazi
Inquinamento atmosferico – Emissioni – Combustibile utilizzato nel processo produttivo Nel caso di modalità non autorizzata (nella specie, uso del pet-coke) di esercizio dell’attività autorizzata (produzione di cemento), legittimamente l’amministrazione adotta la diffida alla sospensione, che appare essere la soluzione più utile e proporzionata al conseguimento del risultato di ricondurre nel più breve tempo possibile l’attività produttiva nell’ambito di quanto autorizzato. Non è peraltro richiesta la fissazione di un termine entro cui eliminare l’irregolarità rilevata, non trattandosi di dover apportare una qualche modifica o innovazione allo stabilimento o al ciclo produttivo, ma semplicemente di cessare dall’uso di un combustibile non autorizzato.TAR SICILIA, Palermo, Sez. I, 19 aprile 2007, sentenza n. 1156
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– la Presidenza della Regione Siciliana, in persona del Presidente pro-tempore e l’Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana, in persona dell’Assessore pro-tempore, rapp.ti e difesi per legge dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo, domiciliataria;
– la Provincia regionale di Palermo, in persona del Presidente pro-tempore, non costituito in giudizio;
– il Dipartimento ARPA Provinciale di Palermo, in persona del legale rappresentante pro-tempore, non costituito in giudizio;
– della determinazione n. 482383 del 25 luglio 2006, con la quale l’Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana ha diffidato la ricorrente dal: a) continuare ad apportare modifiche all’impianto ed al ciclo produttivo in assenza della preventiva comunicazione alle Autorità competenti, b) continuare ad utilizzare il pet-coke come combustibile, così come svolgere attività che diano luogo alla produzione di emissioni diffuse di tale composto;
– di ogni altro atto conseguenziale, presupposto e/o comunque connesso, e segnatamente, ove possa occorrere, dei seguenti verbali/relazioni redatti dal Dipartimento ARPA Provinciale di Palermo: a) verbale prot. 9942393 del 14 ottobre 2005; b) verbale prot. n.9944173 del 12 dicembre 2005; c) verbale prot. 9945311 del 25 gennaio 2006; d) relazione tecnica del 23 maggio 2006;
– della determinazione assessoriale n. 60837 del 18.09.2006.
Visto l’atto di costituzione in giudizio dell’Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo per l’amm.ne intimata;
Uditi l’avv.to prof. R. Villata per la soc. ricorrente e l’avv.to dello Stato F. Bucalo per l’Amm.ne intimata;
Con ricorso notificato i dì 4./7.08.2006, e depositato il successivo 9.08., la società ricorrente espone di gestire da lungo tempo uno stabilimento industriale adibito alla produzione di cemento in Comune di Isola delle Femmine – per il quale è in possesso sin dal 1994 di autorizzazione alle immissioni in atmosfera ex d.p.r.203/1988 ed ha già richiesto il rilascio della Autorizzazione Integrata Ambientale ex DD.Lg.s nn. 372/1999 e 59/2005 – ed impugna gli atti in epigrafe indicati adottati all’esito di alcuni controlli effettuati nello stabilimento, a seguito della segnalazione di presunti episodi di inquinamento atmosferico, e della successiva attività di istruttoria e di verifica dalla quale è comunque emerso il sostanziale rispetto dei limiti di emissioni prescritti ed autorizzati. Deduce le seguenti censure:
Essa è infondata non potendosi di certo desumere dalla presenza del direttore dello stabilimento al compimento di attività istruttoria – ove pure nel corso della stessa siano effettivamente emerse situazioni di irregolarità – alcuna conoscenza dei provvedimenti amministrativi successivamente adottati all’esito della detta attività tale da farne scaturire un onere di immediata impugnazione ed una preclusione alla successiva impugnativa degli unici due atti a contenuto provvedimentale posti in essere dall’Amm.ne.
B. Sia il ricorso principale – per le censure per le quali residua l’interesse alla decisione dopo la determinazione assessoriale n. 60837 del 18.09.2006 con la quale vengono preannunziati l’adeguamento e la regolarizzazione della autorizzazione per quanto attiene alle difformità rilevate, ad eccezione del rilievo relativo all’uso del pet-coke – che quello per motivi aggiunti sono, però, infondati ed immeritevoli di accoglimento.
– l’autorizzazione ex d.p.r. n. 203/1988 rilasciata nel 1994 non prevedeva espressamente l’uso del pet-coke, limitandosi (anche per l’assenza a quella data di una specifica tipizzazione ai fini che qui interesano) alla generica indicazione dell’uso di olio combustibile o combustibile solido o una miscela di combustibili solidi;
– successivamente, con D.P.C.M. del 2.10.1995 è stata operata una tipizzazione normativa dei combustibili ai fini di cui allo stesso d.p.r. n. 203/1988 e ne è stato prescritto uno specifico regime d’utilizzazione in funzione della tipologia e della dimensione degli impianti nei quali devono essere utilizzati, delle caratteristiche di composizione degli stessi combustibili (percentuale degli inquinanti presenti) e delle lavorazioni nelle quali erano destinati ad essere utilizzati;
– in particolare, per quanto riguarda il pet-coke, ne è stato consentito l’uso negli impianti di combustione con potenza termica uguale o superiore a 50 MW, se avente un contenuto di zolfo non superiore al 3% in peso e di materie volatili non superiore al 12% in peso (art. 3, co. 2), nonché negli impianti nei quali durante il processo produttivo o di combustione i composti dello zolfo vengono fissati e/o combinati in percentuale non inferiore al 60% con il prodotto che si ottiene, se contenuto di zolfo non superiore al 6% in peso;
– la società ricorrente, successivamente all’adozione di detto D.P.C.M. non ha ritenuto, però, di operare alcuna comunicazione all’amm.ne in ordine all’uso del pet-coke, uso che è stato formalmente dichiarato per la prima volta solo nel 2004, in occasione della richiesta di rilascio della A.I.A. ex DD.Lgs. nn. 372/1999 e 59/2005.
Ritiene il Collegio che non vi sia dubbio che la esatta individuazione del combustibile utilizzato nel ciclo produttivo avrebbe già dovuto costituire oggetto di specifica indicazione in sede di presentazione dell’istanza ex art. 12 d.p.r. n. 203/1988 (“Per gli impianti esistenti deve essere presentata domanda di autorizzazione alla regione o alla provincia autonoma competente entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, corredata da una relazione tecnica contenente la descrizione del ciclo produttivo …”), ai fini dell’adozione da parte dell’amm.ne regionale delle autorizzazioni provvisoria (“La regione, tenuto conto, oltre che dello stato dell’ambiente atmosferico e dei piani di risanamento, anche delle caratteristiche tecniche degli impianti, del tasso di utilizzazione e della durata della vita residua degli impianti, della qualità e quantità delle sostanze inquinanti contenute nelle emissioni, degli oneri economici derivanti dall’applicazione della migliore tecnologia disponibile, autorizza in via provvisoria la continuazione delle emissioni stabilendo le prescrizioni sui tempi e modi di adeguamento”) e definitiva (“L’autorizzazione definitiva è concessa previo accertamento dell’osservanza delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione provvisoria, ovvero nell’ipotesi di cui al comma 3, salve le prescrizioni integrative, previo accertamento della realizzazione del progetto di adeguamento delle emissioni presentato dall’impresa a corredo della domanda di autorizzazione”), di cui al successivo art. 13.
Ed invero, l’art. 17 del D.Lgs. n. 59/2005 prevede che “le disposizioni relative alle autorizzazioni previste dalla vigente normativa in materia di inquinamento atmosferico, idrico e del suolo, si applicano fino a quando il gestore si sia adeguato alle condizioni fissate nell’autorizzazione integrata ambientale …”.
Ed invero, la prescrizione del co. 3 dell’art. 267 D.Lgs. n. 156/2006 (“Resta fermo, per gli impianti sottoposti ad autorizzazione integrata ambientale, quanto previsto dal decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59; per tali impianti l’autorizzazione integrata ambientale sostituisce l’autorizzazione alle emissioni prevista dal presente titolo”) avrebbe potuto escludere la necessità di richiedere l’autorizzazione in via generale prescritta dal successivo art. 269 solo ove l’utilizzazione del pet-coke fosse stata effettivamente contemplata e compresa nella autorizzazione n. 292/17 del 1994 ex d.p.r. n. 203/1988, i cui effetti sono stati “prorogati” dalla disciplina transitoria applicabile nelle more del rilascio dell’A.I.A..
Osserva, infatti, il Collegio che sia l’art. 278, lett a), D.Lgs. n. 156/2006, che l’art. 10, lett. a), d.p.r. n. 203/1988 prevedono la diffida a regolarizzare, con assegnazione di un termine, per le ipotesi di mere irregolarità rispetto all’attività autorizzata, mentre le successive lettere b) prevedono la contestuale sospensione della attività autorizzata per un tempo determinato, ove si manifestino situazioni di pericolo per la salute e/o per l’ambiente.
il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Sezione prima, dichiara in parte improcedibile, per come precisato in motivazione, ed in parte respinge il ricorso principale; respinge il ricorso per motivi aggiunti.
Così deciso in Palermo, nella Camera di Consiglio del 20 marzo 2007, con l’intervento dei Sigg.ri Magistrati:
Salvatore Veneziano – Consigliere Estensore
Roberto Valenti – Referendario
Tag: cementocokeemissioneprocessoproduzione
Inquinamento atmosferico – Emissioni: Combustibile utilizzato nel processo produttivo Nel caso di modalità non autorizzata (nella specie, uso del pet-coke) di esercizio dell’attività autorizzata (produzione di cemento), legittimamente l’amministrazi redazione redazione 2015-06-17T05:31:19+00:00 Geometra.info