Source: https://www.self-entilocali.it/2019/04/30/progressioni-verticali-il-concorso-con-posti-riservati-e-aperto-a-tutti-i-dipendenti/
Timestamp: 2020-06-03 19:54:13+00:00
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Progressioni verticali: il concorso con posti riservati è aperto a tutti i dipendenti
E’ legittima la procedura selettiva che preveda la riserva di posti per i dipendenti dell’amministrazione, quale progressione verticale, indipendentemente dall’inquadramento che ricoprono.
L’avanzamento verticale può essere riconosciuto a favore di tutti i dipendenti che abbiano i titoli per l’accesso dall’esterno, non solo per coloro che siano inquadrati nella posizione giuridica ed economica immediatamente inferiore a quella messa a concorso, come ribadito anche dalla Corte di Cassazione, SS.UU. Civili, nella sentenza 14503/2003 e dal Tar Lazio, sent. 36/2014.
Questo il principio espresso dal Tar Lazio con la sentenza n. 4638 depositata il 9 aprile 2019, rigettando il ricorso presentato da alcuni dipendenti di un Ministero che avevano impugnato la graduatoria approvata dall’amministrazione relativa a una procedura selettiva con riserva di posti a favore del personale dipendente.
Nel caso di specie, infatti, un ente aveva indetto una procedura selettiva con riserva di posti al personale interno dell’area C, posizione economica C1.
A tale procedura avevano partecipato diversi dipendenti inquadrati nella categoria immediatamente inferiore, nella massima posizione economica, quella immediatamente inferiore a quella messa a concorso e altri dipendenti, inquadrati nella categoria giuridica inferiore e nella posizione economica d’accesso.
Al termine della procedura, all’esito delle operazioni di formazione della graduatoria, erano risultati vincitori dipendenti inquadrati nella categoria B, posizione economica B1 e B2, mentre i concorrenti inquadrati nella categoria B, posizione economica B3, si erano collocati in posizione inferiore.
Quest’ultimi hanno quindi impugnato la graduatoria e gli atti della selezione, contestando la legittimità del bando e quindi della graduatoria, ritenendo illegittima la partecipazione di coloro che non erano inquadrati nella posizione economica immediatamente inferiore al posto messo a concorso (nel caso di specie, dipendenti con inquadramento diversi dal B3).
Il Tar Lazio, nella sentenza in commento, ha chiarito che nelle procedure concorsuali con riserva di posti per i dipendenti interni non rileva la posizione economica di partenza dei dipendenti che partecipano alla selezione, rileva esclusivamente il titolo di studio posseduto e il rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
Le posizioni economiche all’interno della stessa hanno giustificazione esclusivamente economica e descrivono livelli sostanzialmente omogenei di competenze, capacità, responsabilità e professionalità. Con il passaggio di categoria (o di area in base ai Ccnl. applicati) si realizza una vera progressione, di tipo verticale, con acquisizione del livello e status giuridico lavorativo superiore.
I giudici amministrativi hanno ricordato che in tal senso si è espressa anche la Corte Costituzionale, con sentenza 1/1999 e 194/2002, i cui principi vanno letti alla luce dei nuovi ordinamenti professionali, come chiarito sempre dalla Corte Costituzionale nella sentenza 159/2005, che ha sancito la legittimità delle selezioni con riserva dei posti al personale dipendente, salvaguardando comunque il principio dell’accesso dall’esterno, ritenendo non ragionevoli le disposizioni che prevedono progressioni automatiche verso posizioni superiori (senza concorso o senza adeguate selezione e verifiche attitudinali) o concorsi interni per la copertura della totalità dei posti vacanti.
Pertanto, la sentenza in commento ha ribadito la correttezza delle procedure selettive che riconoscono ai dipendenti dell’ente la riserva per alcuni posti messi a concorso e che siano in possesso dei titoli di studio necessari per l’accesso dall’esterno e che abbiano con l’ente procedente un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, inquadrati in una posizione giuridica inferiore a quella messa a bando, senza alcun rilievo alla posizione economica posseduta.
Tar Lazio sent. n. 4638_2019