Source: http://www.tutelandoti.it/azioni-collettive/tfr-illegittima-trattenuta-25/
Timestamp: 2019-09-19 10:57:23+00:00
Document Index: 107056844

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 2120', 'art. 1', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 26', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ']

TFR: ILLEGITTIMA TRATTENUTA 2,5% - Tutelandoti
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By admin on	 5 Marzo 2018 Azioni, Azioni Collettive, In Evidenza, MEDICINA, News
Ci si chiede se è possibile che un dipendente pubblico assunto dopo l’anno 2000, a fine carriera, si possa ritrovare con una liquidazione inferiore rispetto a chi opera nel settore privato. La risposta è negativa.
Ai dipendenti pubblici in busta paga viene operata una trattenuta ai fini TFR del 2,5% dell’80% della retribuzione. La trattenuta è illegittima e va restituita. La pubblica amministrazione non può prelevare il 2,5% ai dipendenti che si trovino in regime di TFR.
Se la trattenuta del 2,5% è operabile nei confronti dei dipendenti, assunti prima del 31.12.2000, che si trovino in regime di TFS (trattamento di fine servizio). Diversamente non è giustificata la trattenuta del 2,5% sul TFR, nei confronti dei dipendenti assunti dopo il 31.12.2000, in quanto deve essere posto a carico del datore di lavoro statale e non dei dipendenti.
Si ricostruisce sinteticamente la questione come segue:
1) L’art. 26 co. 19 legge 448/98 demanda ad un successivo Accordo collettivo nazionale quadro (AQN), sottoscritto dalle sigle sindacali in data 29/07/1999, al fine di armonizzare il sistema delle liquidazioni del settore pubblico/privato,
2) Il DPCM del 20/12/1999 ha recepito l’AQN, prevedendo che soltanto i lavoratori pubblici assunti dopo il maggio 2000 (pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DPCM) passino dal regime più favorevole di TFS, con aliquota 9,60 e trattenuta a titolo di rivalsa del 2,5%, al regime privatistico di TFR, con aliquota 6.91 regolato dall’art. 2120 c.c., interamente a carico del datore di lavoro; l’art. 1 co. 1 ha previsto la cessazione apparente della trattenuta, salvo all’art. 1 co. 3 il ripristino della stessa trattenuta del 2,5% assente nel settore privato.
3) Gli Istituti previdenziali hanno compreso nei cedolini dei pubblici dipendenti assunti dopo il 2000 la trattenuta del 2,5% relativa al TFR.
4) Con la legge 122/2010, anche tutti i lavoratori pubblici assunti in regime di TFS passano dal 1 gennaio 2011 in regime di TFR con la stessa trattenuta del 2,5%; il TAR Calabria con la sentenza n. 53/12 (passata in giudicato) ha dichiarato illegittima tale trattenuta; poi anche la Consulta con la sentenza n. 227/12 l’ha dichiarata illegittima, tanto da indurre il legislatore all’annullamento con la legge 228/12.
5) La Corte Costituzionale, nel 2012, ha infatti ritenuto irragionevole il prelievo del 2,5% operato sullo stipendio del dipendente pubblico, costituendo tale trattenuta una riduzione della retribuzione del lavoratore, in palese discriminazione fra dipendente pubblico in regime di TFR e dipendente privato.
6) La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 244/14, ha poi precisato, ma comunque confermato, la precedente statuizione. E’ stato precisato dalla Consulta che non può operarsi la trattenuta del 2,5% per la differenza sostanziale (tra la trattenuta a titolo di rivalsa sul TFS) dal regime di TFR regolato dal Codice Civile.
7) Nel frattempo, anche i Tribunali si sono conformati e così riconosciuto a carico dello Stato il diritto al rimborso dei lavoratori.
8) su Ordinanza n. 125 del 21/04/2017 del Tribunale di Perugia, la Consulta è chiamata di nuovo a pronunciarsi proprio sulla legittimità della trattenuta del 2,5% a titolo di rivalsa o comunque per garantire la parità retributiva in regime di TFR, per violazione dell’art. 26 co. 19 legge 448/98, ovvero dell’art. 1 co. 3 DPCM 1999.
Pertanto, per tutti i dipendenti pubblici assunti dopo il 2000 è consigliabile presentare la propria azione, e comunque inviare una diffida per interrompere il termine di prescrizione entro novembre 2018.
PERCHE’ DEVE ESSERE RIMBORSATA LA TRATTENUTA 2,5% AI FINI TFR ?
La Pubblica Amministrazione trattiene sullo stipendio dei propri dipendenti una somma pari al 2,5% calcolata sull’80% della retribuzione. La Corte Costituzionale, con sentenza n. 223 dell’11.10.2012, e con sentenza n. 244 del 28.10.2014, ha stabilito che tale trattenuta sulla retribuzione del dipendente pubblico è illegittima e deve essere restituita. Il prelievo del 2,5% sullo stipendio del dipendente pubblico è da ritenersi irragionevole, perché non collegato alla quantità ed alla qualità del lavoro prestato, costituendo un’ingiustificata riduzione della retribuzione per il lavoratore ed è causa di una evidente disparità di trattamento tra dipendenti pubblici in regime di TFR e lavoratori privati (atteso che solo i primi e non anche i secondi subiscono tale ritenuta).
COME SI COMPORTANO I TRIBUNALI ?
A tutt’oggi, già molti Tribunali (tra cui, il Tribunale di Roma, Treviso, Termini Imerese, Salerno, Enna, Milano, etc), si conformano alle pronunce della Corte Costituzionale, riconoscendo il diritto al rimborso e condannando lo Stato alla restituzione di considerevoli somme.
L’azione è proposta in favore dei dipendenti assunti dopo il 31.12.2000 e che si trovano in regime di TFR
Si deve controllare se nella propria busta paga è presente la trattenuta 2,5%. Se non si riesce a trovare la voce, si può comunque seguire la procedura di adesione e caricare la busta paga. Effettueremo il controllo e se non dovesse essere presente non sarà accettata la pratica di rimborso. A titolo esemplificativo potrete controllare immagine sotto riportata.
La diffida e messa in mora serve per l’interruzione dei termini prescrizionali. L’invio della diffida è gratuito. Unitamente alla diffida viene inoltrata anche accesso agli atti con specifica richiesta di acquisizione delle buste paga degli ultimi 10 anni di servizio lavorativo.
Al fine di attivare la procedura, la quota convenzionata è pari ad euro 300.
Alla fine della causa e solo in caso di esito positivo è prevista quota fissa e palmario nella percentuale del 9%.
Si deve completare la procedura di adesione ON LINE oppure scaricare la documentazione che deve essere trasmessa prima telematicamente e poi in originale a mezzo raccomandata ar e contestualmente pagare la quota di adesione:
2.5 % TFR