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Timestamp: 2018-02-24 19:55:43+00:00
Document Index: 100335972

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 9', 'art. 13', 'art. 9', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 17', 'art. 4', 'art. 13', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 13', 'art. 23', 'art. 13', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 13', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 59', 'art. 13', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 13', 'art. 20', 'art. 17', 'art. 4', 'art. 4', 'art.1', 'art. 14', 'art. 5', 'art. 14', 'art. 1']

Convegno ASSURB sulle competenze in materia ambientale nella VAS: Marostica 20 settembre 2012
L'associazione nazionale degli urbanisti e dei pianificatori territoriali e ambientali ha organizzato un convegno, che si terrà a Marostica (VI) il 20 settembre 2012, dal titolo "Le competenze in materia ambientale nella VAS: Controllo o collaborazione istituzionale? Amministrazioni a Confronto".
La partecipazione è gratuita, ma è richiesto di comunicare l'adesione.
Il convegno mira a condividere tra tecnici un confronto sull’applicazione della VAS nella pianificazione in diverse realtà territoriali, specificatamente in Emilia Romagna, in Lombardia, in Trentino Alto Adige ed in Veneto, ambiti scelti sia per la tradizione nella gestione del territorio che per le significative differenze nell’applicazione della VAS.
convegno Marostica
Modifiche al Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia – DPR 6 giugno 2001, n. 380.‏
Si informa che il DECRETO-LEGGE 22 giugno 2012, n. 83 (in SO n.129, relativo alla G.U. 26/06/2012, n.147) , convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 134 (in SO n. 171, relativo alla G.U. 11/08/2012, n. 187), ha disposto le seguenti modifiche al DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 giugno 2001, n. 380 - Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizi
con l'art. 13, comma 2, lettera b)) l'introduzione dell'art. 9-bis;(con l'art. 13, comma 2-bis) la modifica dell'art. 9-bis
con l'art. 13, comma 2, lettera c)) la modifica dell'art. 13, comma 1;(con l'art. 13, comma 2-bis) la modifica dell'art. 13, comma 1.
con l'art. 17-quinquies, comma 1) l'introduzione dei commi 1-ter, 1-quater e 1-quinquies all'art. 4.
con l'art. 13, comma 2, lettera e)) l'introduzione dei commi 1-bis e 1-ter all'art. 23 e la modifica dell'art. 23, commi 3 e 4;(con l'art. 13, comma 2-bis) la modifica dell'art. 23, commi 1-bis, 1-ter, 3 e 4.
con l'art. 13, comma 2, lettera a)) l'introduzione dei commi 1-bis e 1-ter all'art. 5,la modifica dell'art. 5, comma 3 e l'abrogazione del comma 4 all'art. 5; (con l'art. 13, comma 2-bis) la modifica dell'art. 5, commi 1-bis, 1-ter, 3 e 4. con l'art. 7, comma 3) la modifica dell'art. 59, comma 2.
con l'art. 13-bis, comma 1, lettera a)) l'introduzione della lettera e-bis) all'art. 6, comma 2;(con l'art. 13-bis, comma 1, lettera b)) l'abrogazione del comma 3 dell'art. 6;(con l'art. 13-bis, comma 1, lettera c)) la modifica dell'art. 6, comma 4.
con l'art. 13, comma 2, lettera d)) la modifica dell'art. 20, commi 1, 3,6,10 e l'introduzione del comma 5-bis all'art. 20; (con l'art. 13, comma 2-bis) la modifica dell'art. 20, commi 1,3,5-bis,6 e 10.
Il testo aggiornato del DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 giugno 2001, n. 380 - Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia – con evidenziate le modifiche sopra elencate è liberamente scaricabile al link:
http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:2001-06-06;380!vig=
Per comodità si allega in formato PDF il testo vigente al 31/08/2012.
DPR 380_2001 aggiornato al 31-08-2012
Installazione di infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli idonee a permettere la connessione di una vettura da ciascuno spazio a parcheggio coperto o scoperto e da ciascun box per auto.‏
Il DECRETO-LEGGE 22 giugno 2012, n. 83 (in SO n.129, relativo alla G.U. 26/06/2012, n.147) , convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 134 (in SO n. 171, relativo alla G.U. 11/08/2012, n. 187), ha disposto (con l'art. 17-quinquies, comma 1) l'introduzione dei commi 1-ter, 1-quater e 1-quinquies all'art. 4 del DPR 380/2001 - Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia.
Per effetto di tale modifica il testo vigente dell'art. 4 è il seguente:
1. Il regolamento che i comuni adottano ai sensi dell'articolo 2, comma 4, deve contenere la disciplina delle modalita' costruttive,
con particolare riguardo al rispetto delle normative tecnico-estetiche, igienico-sanitarie, di sicurezza e vivibilita'
degli immobili e delle pertinenze degli stessi.
((1-ter. Entro il 1º giugno 2014, i comuni adeguano il regolamento di cui al comma 1 prevedendo, con decorrenza dalla medesima data, che ai fini del conseguimento del titolo abilitativo edilizio sia obbligatoriamente prevista, per gli edifici di nuova costruzione ad uso diverso da quello residenziale con superficie utile superiore a 500 metri quadrati e per i relativi interventi di ristrutturazione edilizia, l'installazione di infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli idonee a permettere la connessione di una vettura da ciascuno spazio a parcheggio coperto o scoperto e da ciascun box per auto, siano essi pertinenziali o no, in conformita' alle disposizioni edilizie di dettaglio fissate nel regolamento stesso.
1-quater. Decorso inutilmente il termine di cui al comma 1-ter del presente articolo, le regioni applicano, in relazione ai titoli abilitativi edilizi difformi da quanto ivi previsto, i poteri inibitori e di annullamento stabiliti nelle rispettive leggi
regionali o, in difetto di queste ultime, provvedono ai sensi dell'articolo 39.
1-quinquies. Le disposizioni di cui ai commi 1-ter e 1-quater non si applicano agli immobili di proprieta' delle amministrazioni pubbliche)).
Indirizzi della Regione Veneto sulla VAS nel PAT
Sul BUR n. 73 del 4 settembre 2012 è stata pubblicata la Deliberazione della Giunta Regionale N. 1646 del 07 agosto 2012, recante: "Presa d'atto del parere n. 84 del 3 agosto 2012 della Commissione regionale VAS 'Linee di indirizzo applicative a seguito del c.d. Decreto Sviluppo, con particolare riferimento alle ipotesi di esclusione già previste dalla Deliberazione n. 791/2009 e individuazione di nuove ipotesi di esclusione e all'efficacia della valutazione dei Rapporti Ambientali dei PAT/PATI'.
Nelle premesse della deliberazione si spiega che: "Come noto, tutti i processi pianificatori devono, sulla base della Direttiva 2004/42/CE e del D,Lgs. 152/2006 c.d. Codice Ambiente, essere accompagnati dalla procedura di VAS intesa sia quale verifica di assoggettabilità che di vera e propria valutazione.
L'impianto normativo disciplinante la VAS è stato implementato dal D.L. 13 maggio 2011, n. 70 convertito in legge con modificazioni, dall'art.1 comma 1 L. 12 luglio 2011, n. 106.
La Commissione regionale VAS, istituita con la Legge Regionale n. 4/2008 art. 14, nella seduta del 3 agosto 2012 ', ha espresso il Parere n. 84 avente ad oggetto 'Linee di indirizzo applicative a seguito del c.d. Decreto Sviluppo, con particolare riferimento alle ipotesi di esclusione già previste dalla Deliberazione n. 791/2009 e individuazione di nuove ipotesi di esclusione e all'efficacia della valutazione dei Rapporti Ambientali dei PAT/PATI'.
Con questo parere la Commissione VAS ha inteso che :
1) posto che la disposizione dell'art. 5 del c.d. Decreto Sviluppo citato, non va ad incidere sulla previsione e sulle procedure di VAS di cui al D.Lgs. 152/2006 e, quindi, sui contenuti di cui alla delibera della Giunta Regionale n. 791/2009 di esplicitazione della procedura VAS nella Regione Veneto, rimangono confermati i principi fondamentali di individuazione dei piani e/o programmi da sottoporre a VAS, le relative procedure di partecipazione, consultazione, valutazione e le esclusioni.
2) sulla scorta, poi, dell'esperienza fin qui maturata dalla Commissione VAS stessa nell'esaminare e valutare i Rapporti Preliminari e i Rapporti Ambientali di PAT/PATI (Commissione che opera dal 2006 e ha valutato n. 386 Rapporti Ambientali preliminari e n. 207 Rapporti Ambientali di PAT/PATI), ha ritenuto ragionevole proporre ulteriori ipotesi di esclusione dalla verifica di assoggettabilità, in quanto trattasi di ipotesi che non determinano effetti significativi sull'ambiente in fase di loro attuazione.
3) poiché il Decreto Sviluppo incide sul rapporto tra la valutazione ambientale strategica dei PAT/PATI e quella dei suoi strumenti attuativi, in attesa di una disciplina organica anche legislativa, e al fine di evitare duplicazioni di valutazioni, con gliinevitabili maggior tempi e costi, ha individuato due indirizzi operativi.
Pertanto, si propone di prendere atto del Parere della Commissione Regionale VAS − Autorità Ambientale individuata dall'art. 14 della LR 4/2008, per la valutazione ambientale strategica di Piani e/o Programmi, n. 84 del 3 agosto 2012, Allegato A alla presente deliberazione e parte integrante della stessa, al fine di fornire agli operatori del settore siano essi soggetti proponenti che professionisti, alcune linee di indirizzo volte sia alle ipotesi di esclusione dalla procedura VAS sia alla coordinamento delle valutazioni tra diversi strumenti pianificatori/urbanistici, alla luce del c.d. Decreto Sviluppo".
DGRV 1646 del 7 agosto 2012
1646_AllegatoA_242162[1]
Il comma 5-bis, dell’articolo 20 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, introdotto dalla 134/2012 (conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 22 giugno 2012, n. 83, recante Misure urgenti per la crescita del Paese, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 187 dell’11 agosto 2012) rende ancora più complesso per i comuni gestire il procedimento di rilascio del permesso di costruire.
Il primo periodo del citato comma 5-bis, dispone: “Se entro il termine di cui al comma 3 (sessanta giorni) non sono intervenute le intese, i concerti, i nulla osta o gli assensi, comunque denominati, delle altre amministrazioni pubbliche, o è intervenuto il dissenso di una o più amministrazioni interpellate, nel caso in cui tale dissenso non risulti fondato sull’assoluta incompatibilità dell’intervento, il responsabile dello sportello unico per l’edilizia indice la conferenza di servizi”.
Sembrerebbe che la novella legislativa preveda che solo il contrasto palese con norme imperative legittimi il diniego del permesso di costruire.
In tutti gli altri casi, quando cioè le ragioni che potrebbero sostenere un diniego siano di carattere tecnico/valutativo diventa obbligatorio, a pena di illegittimità del diniego, indire una conferenza di servizi.
Appare quindi essenziale che, quando il responsabile del SUE richieda intese, concerti, nulla osta o gli assensi, comunque denominati, di altre amministrazioni pubbliche, pretendere un giudizio preciso e motivato qualora l'opera oggetto dell'istanza risulti “assolutamente incompatibile” esigendo la precisazione delle ragioni del contrasto non sanabile e l'indicazione delle norme violate; in tutti gli altri casi, quando cioè i pareri non hanno i predetti requisiti che dimostrino la "assoluta incompatibilità" dell'opera, diventa sempre obbligatoria la convocazione di una conferenza di servizi.
Ci chiediamo a questo punto perchè obbligare il responsabile del SUE a convocare una conferenza di servizi?
A questo punto subentra il secondo comma che dispone: “Le amministrazioni che esprimono parere positivo possono non intervenire alla conferenza di servizi e trasmettere i relativi atti di assenso, dei quali si tiene conto ai fini dell’individuazione delle posizioni prevalenti per l’adozione della determinazione motivata di conclusione del procedimento, di cui all’articolo 14-ter, comma 6-bis, della citata legge n. 241 del 1990, e successive modificazioni.”.
Ci si chiede a questo punto: se un'opera dovesse ritenersi non "assolutamente incompatibile", la determinazione finale può superare il parere negativo di un'amministrazione o di un ufficio tenendo conto "delle posizioni prevalenti per l’adozione della determinazione motivata di conclusione del procedimento" risultanti dalla conferenza di servizi?
Ai giudici amministrativi l'ardua sentenza.
Ha ancora senso la distinzione tra punti vendita esclusivi e non esclusivi per i giornali?
La possibilità di aprire punti vendita esclusivi e non esclusivi per la distribuzione-vendita di periodici e/o quotidiani risulta essere oggetto di continue riforme e mutamenti legislativi (comunitari, statali e regionali), in un ottica di progressiva liberalizzazione delle attività commerciale iniziata con la direttiva 2006/123/CE (c.d. direttiva Bolkestein) e da ultimo attuati con gli artt. 34-35 del decreto Salva-Italia nonché con l'art. 1 del Decreto Liberalizzazioni.
Da una ricerca effettuata sul web sembrerebbe emergere, anche allo stato attuale della normativa, il venir meno della rilevanza della distinzione tra punti vendita esclusivi e non esclusivi.
Allego copia del materiale più interessante reperito:
- delibera della Giunta della Regione Veneto n. 1409 del 16 maggio 2003 la quale dà attuazione al d.lgs. 24 aprile 2001 n. 170 che prevede delle limitazioni per l'apertura di punti vendita non esclusivi;
- delibera della Giunta della Regione Veneto n. 1010 del 05 giugno 2012 la quale dà attuazione al d.l. 6 dicembre 2011 n. 201 (c.d. decreto Salva-Italia) e al d.l. 24 gennaio 2012 n. 1 (c.d. Decreto Liberalizzazioni) che, al contrario, liberalizzano il settore commerciale;
- articoli che ritengono venuta meno la distinzione tra punti vendita esclusivi e non esclusivi, stante la possibilità per gli edicolanti di vendere qualsiasi prodotto;
- attività di segnalazione e consultiva dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato - bollettino n. 42 del 7 novembre 2011 - in tema liberalizzazione dell'attività di distribuzione e vendita di quotidiani e periodici;
- TAR Veneto, 07 febbraio 2012, n. 184.
materiale punti vendita esclusivi e non
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