Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1108-codice-civile-innovazioni-e-altri-atti-eccedenti-lordinaria-amministrazione
Timestamp: 2019-06-19 09:52:33+00:00
Document Index: 116228670

Matched Legal Cases: ['art. 1108', 'art. 1139', 'art. 1135', 'art. 1108', 'art. 1105', 'art. 1108', 'art. 1139', 'art. 63']

Art. 1108 codice civile: Innovazioni e altri atti eccedenti l'ordinaria amministrazione | La Legge per tutti
Art. 1108 codice civile: Innovazioni e altri atti eccedenti l’ordinaria amministrazione
Con deliberazione della maggioranza dei partecipanti che rappresenti almeno due terzi del valore complessivo della cosa comune, si possono disporre tutte le innovazioni dirette al miglioramento della cosa (1) o a renderne più comodo o redditizio il godimento, purchè esse non pregiudichino il godimento di alcuno dei partecipanti e non importino una spesa eccessivamente gravosa.
E’ necessario il consenso di tutti i partecipanti per gli atti di alienazione o di costituzione di diritti reali (2) sul fondo comune e per le locazioni di durata superiore a nove anni.
Ipoteca: [v. 2808].
Innovazione: opera nuova diretta a modificare, in meglio o in peggio, una cosa, mutandone l’aspetto e il valore.
Atti eccedenti l’ordinaria amministrazione: atti che incidono sull’essenza economica o giuridica della cosa comune, mutandone, in tutto o in parte, la destinazione o il valore. Appartengono a tale categoria, ad esempio, gli atti di disposizione (costituzioni di garanzie reali, alienazioni, transazioni etc.).
Somma mutuata: somma di denaro dato a mutuo [v. 1813].
(1) Deve trattarsi di un obiettivo miglioramento della cosa comune.
(2) Si fa qui riferimento al trasferimento della proprietà o di altro diritto reale sulla cosa comune ed alla costituzione di diritti reali diversi dal diritto di proprietà.
La norma stabilisce, per gli atti aventi ad oggetto innovazioni ed altri atti eccedenti l’ordinaria amministrazione della cosa comune, una maggioranza particolarmente ampia (cd. maggioranza qualificata); tali deliberazioni non devono inoltre recare pregiudizio ad alcuno dei comunisti [v. 1102], e non devono importare una spesa eccessivamente gravosa per alcuno di essi.
Ai sensi dell'art. 1108, comma 3, c.c. (applicabile al condominio in virtù del rinvio operato dall'art. 1139 c.c.), è richiesto il consenso di tutti i comunisti - e, quindi, della totalità dei condomini - per gli atti di alienazione del fondo comune, o di costituzione su di esso di diritti reali, o per le locazioni ultranovennali, con la conseguenza che tale consenso è necessario anche per la transazione che abbia ad oggetto i beni comuni, potendo essa annoverarsi, in forza dei suoi elementi costitutivi (e, in particolare, delle reciproche concessioni), fra i negozi a carattere dispositivo. Pertanto, non rientra nei poteri dell'assemblea condominiale - che decide con il criterio delle maggioranze - autorizzare l'amministratore del condominio a concludere transazioni che abbiano ad oggetto diritti comuni. Conferma App. Napoli 20 giugno 2006, n. 2072
In tema di condominio negli edifici, ai sensi dell'art. 1135 c.c., l'assemblea può deliberare a maggioranza su tutto ciò che riguarda le spese d'interesse comune e, quindi, anche sulle transazioni che a tali spese afferiscano, essendo necessario il consenso unanime dei condomini, ai sensi dell'art. 1108, terzo comma, c.c., solo quando la transazione abbia ad oggetto i diritti reali comuni. Rigetta, App. Napoli, 20/06/2006
L’assemblea dei partecipanti alla comunione ordinaria, diversamente da quanto stabilito per il condominio degli edifici, è validamente costituita mediante qualsiasi forma di convocazione purché idonea allo scopo, in quanto gli art. 1105 e 1108 c.c. non prevedono l’assolvimento di particolari formalità, menzionando semplicemente la preventiva conoscenza dell’ordine del giorno e la decisione a maggioranza dei partecipanti.
Tribunale Milano sez. IV 10 ottobre 2013 n. 12627
In tema di condominio negli edifici, ai sensi dell'art. 1108, terzo comma, cod. civ., applicabile al condominio in virtù dell'art. 1139 cod. civ., per la costituzione di diritti reali sulle parti comuni è necessario il consenso di tutti i condòmini, che non può essere sostituito da una deliberazione assembleare a maggioranza e dal decorso del tempo necessario a consolidarla. Rigetta, App. Salerno, 11/07/2006
Cassazione civile sez. II 14 giugno 2013 n. 15024
In caso di vendita di un'unità immobiliare in condominio, l'obbligo di contribuire alla spesa per l'esecuzione di atti di gestione o di lavori, siano essi ordinari o straordinari, fa capo a colui che era proprietario dell'unità medesima al momento in cui è stata adottata la delibera dell'assemblea che approvava la spesa medesima; conseguentemente, ove la spesa sia stata deliberata antecedentemente alla stipulazione dell'atto di trasferimento, di essa, nei rapporti interni tra alienante e acquirente, risponde il primo, a nulla rilevando che gli atti o i lavori siano stati, in tutto o in parte, eseguiti successivamente, mentre il secondo ha diritto a rivalersi, nei confronti del proprio dante causa, per quanto pagato al condominio in forza del principio di solidarietà passiva di cui all'art. 63 disp. att. c.c.
Tribunale Patti 03 maggio 2011
In tema di comunione semplice, in materia di comunione di diritti reali, la convocazione dell'assemblea dei comunisti e la conoscenza dell'ordine del giorno da parte dei compartecipi costituiscono gli unici presupposti di validità della deliberazione della maggioranza. Per la convocazione non occorrono speciali modalità di forma, in quanto l'avviso di convocazione e la sua notifica non sono soggetti ad alcuna prescrizione formale. L'avviso di convocazione dell'assemblea può essere dato ai comunisti con qualsiasi forma idonea al raggiungimento dello scopo.
Tribunale Catanzaro sez. II 15 marzo 2011