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Timestamp: 2020-07-05 19:25:28+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 235', 'art. 235', 'art. 235', 'art. 235', 'art. 235', 'art. 235']

La tassa sulle transazioni finanziarie in Francia
La Francia è il primo Paese europeo ad aver istituito, all’inizio del 2012, una tassa sulle transazioni finanziarie. Fortemente voluta dall’allora presidente Sarkozy, la nuova tassa è stata approvata dal parlamento francese nell’ambito della I legge correttiva della Loi de finances 2012 (Loi n° 2012-354 du 14 mars 2012 de finances rectificative pour 2012, art. 5). Tra i primi commenti si segnala: Taxe sur les transactions financières, “La Semaine juridique”, édition générale, n. 18, 30 Avril 2012.
La nuova tassa, entrata in vigore a partire dal 1° agosto 2012, si traduce nell’applicazione di tre nuove imposte, ma soltanto su alcuni tipi di transazioni finanziarie:
- sugli acquisti di azioni (taxe sur les acquisitions d'actions –TAAF);
- sul trading ad alta frequenza(taxe sur le trading à haute fréquence - TTHF);
- sugli acquisti “a nudo”di Credit Default Swaps (taxe sur achat de credit default swaps -TCDS) sul debito di Stati membri dell’UE.
L’imposta sulle transazioni finanziarie (TTF) è attualmente regolata dal Code général des Impôts (articoli da 235 ter ZD a 235 ter ZD ter).
Destinato all’origine a ridurre il deficit francese, il ricavato della nuova imposizione fiscale dovrebbe essere destinato all’aiuto allo sviluppo, ma non è stata data ancora alcuna chiara indicazione sulla relativa ripartizione.
Nell’ambito della riforma fiscale del 16 agosto 2012, l’imposta sugli acquisti di azioni (TAAF) è stata perfezionata con un aumento del relativo tasso allo 0,2% dell’ammontare di ciascuna transazione interessata. Il governo francese ipotizza di ricavare dal gettito della nuova tassa a pieno regime un’entrata di circa 1,5 miliardi di euro all’anno.
La TAAF riguarda gli acquisti di azioni (o altri titoli di capitale o assimilati) di imprese con sede legale in Francia e quotate a Parigi con una capitalizzazione di borsa superiore al miliardo di euro al 1° dicembre precedente all’anno d’imposizione (Code général des Impôts, art. 235 ter ZD, I).
Secondo l’Arrêté del Ministero dell’Economia e finanze del 12 luglio 2012 che ne ha fissato la lista, 109 impresefrancesi rispondono attualmente alla definizione prevista dal Codice (da AIR LIQUIDE a AIR FRANCE-KLM, a LVMH, a VIVENDI).
Ogni acquisto di titolo francese quotato sulla Borsa di Parigi, qualunque sia il luogo nel quale sia stato effettuato, sarà assoggettato a questa tassa. Ad esempio, un investitore con base a New York che decida di acquistare un’azione LVMH quotata 120,5 euro a Parigi, pagherà lo 0,2% di imposta supplementare all’acquisto, ovvero 24,1 centesimi di euro.
Il legislatore ha previsto peraltro l’esonero dall’imposta per diverse operazioni (Code général des Impôts, art. 235 ter ZD, II), tra le quali in particolare:
- gli acquisti realizzati nell’ambito di emissione di titoli sul mercato primario;
- le operazioni realizzate dalle camere di compensazione e dai depositari centrali nell’ambito dell’esercizio delle loro normali attività;
- le operazioni effettuate con l’obiettivo di assicurare la liquidità del mercato, nell’ambito di attività per la tenuta del mercato;
- le operazioni realizzate per conto delle società emettitrici in vista di favorire la liquidità delle loro azioni nel quadro di pratiche di mercato ammesse e accettate dall’ Autorité des marchés financiers (AMF);
- le acquisizioni di titoli realizzati nel quadro di talune operazioni tra società membri dello stesso gruppo o operazioni di ristrutturazione, a condizione, per queste ultime, che esse beneficino del regime fiscale di favore;
- le operazioni di cessione temporanea di titoli (prestiti - prestiti di titoli, transazioni di acquisto-rivendita o di vendita - riscatto);
- gli acquisti e riscatti effettuati in vista della loro destinazione a meccanismi di risparmio salariale;
- acquisizioni di obbligazioni scambiabili o convertibili in azioni.
L’imposta sarà applicata, al tasso dello 0,2%, sul valore d’acquisto del titolo ed è dovuta sulla posizione netta consegnata alla data del regolamento; pertanto acquisti e vendite eseguiti nella stessa giornata verranno compensati ai fini dell'imposta, che dovrà essere dichiarata e liquidata entro il 25 del mese seguente a quello dell’acquisto.
E’ tenuto al pagamento dell’imposta il broker finanziario che ha eseguito l’ordine d’acquisto o, in mancanza, l’istituto bancario responsabile della custodia del conto strumenti finanziari per l’acquirente. Sarà la camera di compensazione francese, Euroclear France, intermediario tra l’acquirente e il venditore del titolo, a raccogliere il ricavato della tassa e a versarlo al Tesoro francese.
La riforma fiscale dell’estate 2012 ha esteso inoltre il campo di applicazione della TAAF ai “titoli (rappresentanti le azioni delle 109 imprese interessate dalle tassa) emessi da una società, qualunque sia il luogo di stabilimento della sua sede sociale”, relativi in particolare alle imprese francesi quotate a New York attraverso certificati negoziabili (gli American Depositary Receipts - ADR); la legge, tuttavia, ha previsto l’attuazione della tassazione su questi tipi di titolo solo a partire dal 1° dicembre 2012.
Per quanto riguarda le operazioni di trading ad alta frequenza, soggiacciono alla nuova imposta, la TTHF, tutte le imprese che operano in Francia, pertanto non solo le imprese francesi, ma anche le succursali di società straniere, con un campo di applicazione più ampio di quello della TAAF (Code général des Impôts, art. 235 ter ZD bis, I).
Il legislatore ha stabilito che “costituisce un’operazione ad alta frequenza su titoli di capitale il fatto di indirizzare a titolo abituale ordini, facendo ricorso a meccanismi di trattamento automatizzato di tali ordini caratterizzato dall’invio, la modifica o l’annullamento di ordini successivi su un determinato titolo separati da uno scarto di tempo inferiore ad una soglia fissata per decreto. Tale soglia non può essere superiore ad un secondo» (Code général des Impôts, art. 235 ter ZD bis, II).
Il Décret di attuazione del 7 agosto 2012 ha fissato lo scarto temporale in mezzo secondo ed ha stabilito anche una soglia di “proporzione”, al di sopra della quale le operazioni di annullamento e di modifica degli ordini sono comunque soggette alla tassa: l’operatore dovrà pagare l’imposta, pari allo 0,01% dell’ammontare degli ordini annullati o modificati che superino l’80% del totale degli ordini trasmessi in una giornata di borsa (Code général des Impôts, art. 235 ter ZD bis, IV). La TTHF dovrebbe rendere meno valide economicamente le operazioni di trading ad alta frequenza realizzate sul territorio francese e non si prevedono da questa tassa entrate significative per il bilancio nazionale.
La terza imposta sulle transazioni finanziarie riguarda, infine, l’acquisto di Credit Default Swaps - CDS (contratti di scambio sui rischi di insolvenza/ contrats d'échange sur défaut) di uno Stato dell’UE, che avvengano da parte di acquirenti di CDS che non dispongono di titoli rappresentanti il debito di tale Stato – o non siano in posizione per acquistarne al momento dell’acquisto di CDS. La TCDSsi applica per conseguenza alla conclusione dell’acquisto del CDS “a nudo” (senza possesso di titolo), al tasso dello 0,01% del valore nozionale del contratto di scambio (Code général des Impôts, art. 235 ter ZD ter).
Per i prodotti finanziari più complessi, il governo francese ha invece preferito attendere l’evoluzione delle posizioni degli altri Paesi dell’Unione europea sull’introduzione di un’imposta sulle transazioni finanziarie a livello europeo.
Forti dubbi vengono avanzati sull’effetto dissuasivo di questa nuova tassa sulla speculazione, sia da parte degli investitori che dai sostenitori dell’opportunità di tassare le transazioni finanziarie. Secondo le previsioni di una parte degli operatori del settore finanziario l’applicazione della tassa non dovrebbe provocare grosse fughe di capitali, data l’esiguità della tassa rispetto ai guadagni percentuali per i quali si attivano determinate operazioni finanziarie. Gli stessi operatori finanziari evidenziano inoltre diverse possibilità di sfuggire alla tassa. Per i sostenitori di una finanza più responsabile, d’altro canto, la nuova tassazione delle transazioni finanziarie approvata in Francia, è ancora lontana da una vera e propria “Tobin tax”.
La TAAF adottata in Francia presenta significative differenze rispetto alla proposta di direttiva UE su un sistema comune di imposta sulle transazioni finanziarie, presentata nel 2011 dalla Commissione europea. In particolare, il campo di applicazione della TAAF, che colpisce i titoli di capitale, è molto più stretto di quello della tassa proposta dalla Commissione europea, che dovrebbe essere applicata a tutti i tipi di prodotto finanziario, compresi i c.d. derivati, e anche il campo territoriale di applicazione delle due tassazioni è differente: la TAAF si applica quando il titolo acquistato sia stato emesso da un’impresa emettitrice francese, indipendentemente dal luogo di realizzazione della transazione o dal luogo di stabilimento del venditore, dell’acquirente o dell’intermediario finanziario; la tassa europea, invece, si basa - nella proposta - sul criterio di residenza o di stabilimento all’interno dell’UE di almeno una delle parti della transazione. Infine, per quanto riguarda la TAAF, i casi di esonero sono molto più numerosi di quelli previsti dalla proposta di direttiva UE.
La tassazione dei redditi di capitale e dei redditi diversi di natura finanziaria