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Timestamp: 2020-06-01 22:42:10+00:00
Document Index: 182010316

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Sentenza Cassazione Civile n. 8930 del 06/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8930 del 06/04/2017
Cassazione civile, sez. lav., 06/04/2017, (ud. 15/02/2017, dep.06/04/2017), n. 8930
sul ricorso 1679-2012 proposto da:
N.C. C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in ROMA, VIA
avverso la sentenza n. 207/2011 della CORTE D’APPELLO di PERUGIA,
depositata il 20/08/2011 R.G.N. 393/2010.
1. che con sentenza in data 20.8.2011 la Corte di Appello di Perugia, adita dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in riforma della sentenza del Tribunale di Terni, che aveva parzialmente accolto il ricorso, ha ritenuto la legittimità dei termini apposti ai contratti di lavoro intercorsi fra l’appellante e N.C., docente, e ha respinto le domande di conversione del rapporto e di risarcimento del danno;
2. che avverso tale sentenza Carolina Nardi ha proposto ricorso affidato a quattro motivi, articolati in più punti, al quale ha opposto difese il MIUR con controricorso.
4. che il secondo motivo si deduce, lamentando violazione del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 36 e il D.Lgs. n. 368 del 2001, artt. 1 e 5 (lett. c) e d) del motivo), che il legislatore, nel modificare il D.Lgs n. 165 del 2001, art. 36, ha consentito alle pubbliche amministrazione di fare ricorso al lavoro flessibile solo in presenza di esigenze temporanee ed eccezionali, in difetto delle quali la clausola appositiva del termine deve ritenersi illegittima, con obbligo per la P.A. di convertire il rapporto ovvero di risarcire il danno, senza che la conversione potrebbe ritenersi impedita dalla regola imposta dall’art. 97 Cost., in quanto anche l’assunzione a termine presuppone una previa procedura selettiva;
7. che questa Corte, con le sentenze pronunciate all’udienza del 18.10.2016 (dal n. 22552 al n. 225557 e numerose altre conformi), ha affrontato tutte le questioni che qui vengono in rilievo e, dopo avere ricostruito il quadro normativo e dato atto del contenuto delle pronunce rese dalla Corte di Giustizia (sentenza 26 novembre 2014, Mascolo e altri, relativa alle cause riunite C-22/13; C-61/13; C-62/13; C-63/13; C-418/13), dalla Corte Costituzionale (sentenza n. 187 del 20.7.2016) e dalle Sezioni Unite di questa Corte (sentenza n. 5072 del 15.3.2016) ha affermato i seguenti principi di diritto:
11. che la combinata lettura della parte motiva e di quella narrativa sentenza, nella quale si fa generico riferimento a “supplenze su organico di diritto” (pg. 11) affidate per l’anno scolastico 2007/2008 e negli anni scolastici compresi tra il 2005 ed il 2007 (pg. 4), senza precisazione quanto a questi ultimi della natura della supplenza, non consente di ritenere che i contratti a termine stipulati in relazione a posti su “organico di diritto” abbiano avuto durata superiore a trentasei il ricorso, d’altra parte difettando, quanto alla tipologia delle supplenze, dei requisiti imposti dall’art. 366 c.p.c., nn. 3 e 6, non consente di ricostruire la vicenda al fine della individuazione delle norme di diritto applicabili;
12. che la ricorrente, infatti, muovendo dal presupposto erroneo della assoluta equiparabilità delle due tipologie di supplenza, a pag. 2 del ricorso ha asserito di essere stata assunta “con una serie di contratti a tempo determinato, e non ha indicato la durata dei singoli rapporti nè ha precisato se i contratti siano stati stipulati ai sensi della L. n. 124 del 1999, art. 4, commi 1 e 2;