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Timestamp: 2020-01-18 01:01:39+00:00
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Ctp Sondrio sentenza nr. 70/2015: nuovo redditometro troppo rigorso | GAMACONSULTING
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Ctp Sondrio sentenza nr. 70/2015: nuovo redditometro troppo rigorso
La Commissione tributaria provinciale di Sondrio con la sentenza n.70 del 12 giugno 2015, nel accogliere il ricorso di un contribuente e nell'annullare l'accertamento basato sul nuovo redditometro eseguito dall'ufficio sull'annualità 2009, ha stabilito che sulla prova dei prelievi dai conti correnti il fisco non può pretendere lo stesso rigore applicabile negli accertamenti bancari dei titolari di redditi d'impresa o di lavoro autonomo. Allo stesso modo l'ufficio non può negare, a priori, che al sostenimento delle spese del contribuente concorrano, anche in quota parte, gli altri membri del suo nucleo familiare.
Da sottolineare che questa è una delle prime sentenze che affrontano le nuove modalità di accertamento dopo la revisione dell'articolo 38 del dpr 600/73 a opera del dl 78 del 2010. Si tratta di una sentenza importante sia sotto il profilo della novità della materia trattata sia sotto il profilo delle argomentazioni in essa contenute. Per quanto riguarda la prova delle spese sostenute da parte del contribuente, una delle principali obiezioni che venivano mosse contro il nuovo accertamento sintetico era costituita proprio dalla difficoltà per il contribuente di dare una dimostrazione puntuale e rigorosa di ogni spesa sostenuta, paragonabile a quello richiesta in tema di accertamenti bancari ai soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili.
La sentenza in questione puntualizza come l'amministrazione finanziaria che ridetermina il reddito applicando il nuovo redditometro, non può pretendere di impiegare le metodologie di indagine e controllo rivolte ai soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili con la conseguenza che la documentazione esibita dal contribuente, a prova delle spese sostenute, va valutata nella sua sostanza e non nella sua forma. In altre parole iI contribuente persona fisica non essendo obbligato alla tenuta di scritture contabili né alla conservazione della documentazione relativa alle spese sostenute, può limitarsi a produrre la documentazione bancaria dalla quale si evincono i movimenti effettuati nel periodo, anche se la stessa non è perfettamente rispondente alle richieste formulate dall'ufficio. Tale documentazione, si legge in sentenza per il caso specifico, “... è sostanzialmente valida a dimostrare i prelievi dal conto bancario a fronte dei pagamenti delle rate dei mutui”.
Altro punto considerato dalla sentenza riguarda l'apporto dei familiari nel sostenimento delle spese. Per i giudici è lecito ritenere che, come usualmente avviene, al sostenimento delle spese abbiano concorso anche gli altri componenti della famiglia considerato, per di più, che gli stessi erano titolari di un cospicuo reddito nell'anno oggetto di accertamento. Non è dunque necessario che il contribuente fornisca una prova precisa che le risorse utilizzate siano matematicamente e specificatamente usate ognuna e distintamente per i singoli capi di spesa sostenuta essendo sufficiente al contrario che il soggetto passivo dell'accertamento sintetico, grazie anche all'apporto dei familiari conviventi, sia risultato in possesso di una ragionevole capacità di poter sostenere le spese effettuate anche senza la necessità di far ricorso a risorse o redditi occulti o non dichiarati. Su queste argomentazioni di principio la Commissione tributaria di Sondrio richiama e fa affidamento anche alla giurisprudenza di legittimità (Cassazione nn. 17663/2014 e 7339/2015).
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