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Timestamp: 2018-11-16 22:02:52+00:00
Document Index: 171809665

Matched Legal Cases: ['art.6', 'art. 28', 'art. 27', 'art. 37', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art.6', 'art. 6', 'art. 27', 'art. 27', 'art.6', 'art. 6']

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Da leggere con attenzione….
16 febbraio 2016 Renato Narciso 0 Commenti
BRUGNEROTTO, BERNINI, L’ABBATE – al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali – per sapere, premesso che
si rileva come alcuni Uffici Territoriali del Governo – Prefetture seguono, nella procedura di nomina a guardia giurata per i volontari delle varie associazioni operanti nel settore zoofilo, un percorso normativo ritenuto non corretto, ovvero conferiscono la nomina basandosi o sul D.P.R. del 1979 istitutivo esclusivamente della Onlus E.N.P.A., o sulla base dell’art.6 della Legge n. 189 del 2004, senza verosimilmente effettuare alcuna preliminare verifica né della sussistenza o meno del preventivo e necessario riconoscimento dell’associazione richiedente da parte del Ministero dell’Ambiente o del Ministero dell’Agricoltura, né sulle effettive capacità del soggetto richiedente;
è indubbia la scelta legislativa di non riservare esclusivamente ad ENPA l’attività di vigilanza e protezione del patrimonio zoofilo, bensì di ampliare l’area di operatività anche ad altre associazioni riconosciute, aventi le medesime finalità;
la fonte giuridica legittimante la nomina dei volontari E.N.P.A. è costituita dal D.P.R. del 31 marzo 1979, rimasto valido ed efficace anche in seguito all’intervento di provvedimenti legislativi successivi e che dota E.N.P.A. di una propria specifica normativa;
tale decreto è una prerogativa esclusiva dell’E.N.P.A. ed è istitutivo dell’attuale personalità giuridica dell’ente – “Perdita della personalità giuridica di diritto pubblico dell’Ente nazionale protezione animali, che continua a sussistere come persona giuridica di diritto privato” – che, ridisegnandone il ruolo (trasformandolo cioè da ente di diritto pubblico in ente di diritto privato), ne ha garantito una continuità operativa ed uno status chiaro delle guardie zoofile;
infatti, il D.P.R. ha mantenuto intatta la qualifica delle guardie particolari giurate alle Guardie Zoofile ENPA, testualmente affermando all’articolo 5 che “Fermi rimanendo la qualifica di guardie giurate, le guardie zoofile aventi la qualifica di agenti di pubblica sicurezza perdono tale ultima qualifica e potranno essere utilizzate a titolo volontario … …”;
conforme a tale orientamento anche la giurisprudenza dei TAR, ad esempio TAR Roma sez. I – 11/07/2001, n. 6368, ha affermato che “a seguito del D.P.R. 31 marzo 1979, con cui l’ENPA ha perso la personalità giuridica di diritto pubblico, continuando ad esistere come persona giuridica di diritto privato, i suoi agenti sono guardie giurate volontarie di un’associazione protezionistica nazionale riconosciuta, ai quali la l. 11 febbraio 1992 n. 157 conferisce espressamente i poteri di vigilanza e di accertamento indicati nell’art. 28 commi 1 e 5…”;
questo comporta che i volontari appartenenti alla ENPA possono essere nominati guardie zoofile frequentando obbligatoriamente ed unicamente un corso interno alla Onlus;
Per tale motivi, vanno ritenuti limitativi e non conformi al dettato normativo vigente quei decreti rilasciati dagli Uffici Territoriali del Governo – Prefetture a favore di volontari E.n.p.a., non basati sul D.P.R del 1979, ma unicamente sulla legge n. 189 del 2004 ovvero emessi con limitazioni operative non previste;
 la Legge 189 non è un fondamento giuridico istituente una nuova figura di guardia zoofila, ma amplia unicamente, conferendo poteri di polizia giudiziaria nelle ipotesi di maltrattamento contro gli animali, i poteri già attribuiti dalla normativa attualmente vigente alle guardie zoofile;
 così facendo, non solo la nomina è conferita in maniera impropria e illegittimamente, ma limita in toto la vera operatività della guardia zoofila, che in Italia non è assolutamente limitata unicamente ed esclusivamente alla tutela degli animali dalle ipotesi di maltrattamento; di converso, appare evidente ritenere illegittimi anche quei decreti di nomina conferiti da alcuni Uffici Territoriali del Governo – Prefetture, in favore di volontari appartenenti ad altre associazioni operanti nel settore, sulla base normativa del suddetto D.P.R. del 1979, che si ripete è esclusivo della Onlus E.N.P.A.;
vero è che nel 1992 il legislatore con la legge n. 157 è intervenuto in materia di tutela della fauna selvatica delineando un quadro sanzionatorio specifico ed estendendo i compiti di vigilanza;
infatti con l’art. 27 comma 1 lettera b) ha esteso anche alle “guardie volontarie delle associazioni venatorie, agricole e di protezione ambientale nazionali presenti nel Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale e a quelle delle associazioni di protezione ambientale riconosciute dal Ministero dell’Ambiente, alle quali sia riconosciuta la qualifica di guardia giurata ai sensi del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza …” affidando anche alle guardie volontarie la vigilanza sull’attività venatoria – ma “fermo restando le disposizioni che disciplinano l’attività dell’Ente nazionale protezione animali” (art. 37 comma 3) ;
in tal modo, ha previsto un procedimento amministrativo di nomina delle suddette guardie, ma lo ha fatto individuando requisiti soggettivi e di idoneità professionale specifici, necessari per ottenere la nomina prefettizia;
nel 2004, poi, il legislatore è intervenuto nuovamente, con la legge n. 189, in materia di protezione animali, ridisegnando il quadro sanzionatorio previsto dal vigente codice penale ed estendendo, con l’art. 6 comma 2, i compiti di vigilanza, con funzioni anche di polizia giudiziaria,“… alle guardie particolari giurate delle associazioni protezionistiche e zoofile riconosciute”;
a parere degli interroganti, con l’introduzione di questa nuova norma, le Prefetture hanno ritenuto, erroneamente, di poter nominare guardie particolari giurate anche quei volontari, appartenenti ad associazioni riconosciute e non, che si trovino al di fuori del contesto normativo tracciato dalla legge n. 157/92;
appare agli interroganti che sulla base dell’attuale normativa, la richiesta di nomina al Prefetto non può essere avanzata da chiunque e da qualunque associazione che operi nel campo della tutela ambientale e non di certo ex art. 6 Legge 189/04;
per quanto concerne l’art. 6 della Legge 189/2004, altro non è che una norma estensiva dei compiti già attribuiti alle guardie zoofile già nominate secondo la legislazione vigente, che ne regolamenta l’attività di vigilanza e per la quale le guardie giurate zoofile quali incaricati di pubblico servizio possono essere impiegate, e che per comodità espositiva si richiama:
 la legge 303 del 19/05/1954, che individua con precisione le funzioni di vigilanza “sull’osservanza delle leggi e dei regolamenti generali e locali relativi alla protezione degli animali, ivi compresi l’esercizio della caccia e della pesca”;
 l’articolo 37 della legge 157 del 1992, relativa alla vigilanza in materia di caccia;
 la legge 189 del 2004, in materia di maltrattamenti degli animali;
 la legge n°281/1991, contenente disposizioni “in materia di affezione e prevenzione del randagismo”;
 il Testo unico sulle leggi della pesca R.D.n° 1604/1931;
 la legge n° 150/1992, relativa alla “disciplina del commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione” ed alle “norme per la commercializzazione e la detenzione di esemplari vivi di mammiferi e rettili che possono costituire pericolo per la salute e l’incolumità pubblica”;
 il decreto del Ministero dell’Ambiente del 19 aprile 1996, relativo alle “specie animali che possono costituire pericolo per la salute e l’incolumità pubblica di cui è proibita la detenzione”;
 il Regolamento (CE) n° 1/2005, relativo alla “protezione animali durante il trasporto”;
 il decreto legislativo n°151/2007, contenente le “disposizioni sanzionatorie per la violazione del regolamento (CE) n°1/2005;
 il decreto legislativo n°126/2011, di “attuazione della direttiva 2008/119/CE che stabilisce le norme minime per la protezione dei vitelli”;
 il decreto legislativo n°146/2001, di “attuazione della direttiva 98/58/CE relativa alla protezione degli animali negli allevamenti”;
 il decreto legislativo n°333/1998, di “attuazione della direttiva 93/119/CE relativa alla protezione animali durante la macellazione o l’abbattimento”;
 il D.P.R. n°320/1954, “Regolamento di polizia veterinaria”; come, infatti, può rilevarsi dalla lettura del testo di cui all’art.6: “La vigilanza sul rispetto della presente legge e delle altre norme relative alla protezione degli animali è affidata anche, con riguardo agli animali di affezione, nei limiti dei compiti attribuiti dai rispettivi decreti prefettizi di nomina, ai sensi degli articoli 55 e 57 del codice di procedura penale, alle guardie particolari giurate delle associazioni protezionistiche e zoofile riconosciute”;
appare evidente che il legislatore, con la norma in esame, non ha fatto altro che attribuire funzioni di polizia giudiziaria – limitandole solo per quella determinata tipologia di animali (animali di affezione) garantendo in questo modo una tutela penale dalle azioni di maltrattamento – alle guardie particolari giurate delle associazioni protezionistiche e zoofile riconosciute;
ciò vuol dire che per vedersi riconosciuto tale potere, il soggetto richiedente deve essere già stato nominato, con decreto prefettizio e nelle modalità stabilita per legge, guardia particolare giurata;
non può di certo ritenersi la norma in esame, una norma istitutiva di una nuova figura di guardia zoofila, e se quand’anche fosse ritenuta genitrice di tale nuova figura, ne limiterebbe l’operatività al solo intervento nella protezione degli animali dai reati di maltrattamento, eliminando tutti gli altri poteri, conferiti dalla normativa vigente;
inoltre, altro aspetto di fondamentale importanza, e di grande allarme sociale è che, conferendo le nomine a guardie zoofile in base all’art. 6 della Legge 189/2004, si evita ai soggetti interessati tutte l’iter amministrativo stabilito dall’art. 27 comma 2 Legge 157/92;
tale norma infatti prevede che la persona interessata ad ottenere il decreto di nomina a guardia giurata zoofila deve:
 appartenere ad una associazione riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio;
 deve essere iscritta dalla propria associazione e frequentare obbligatoriamente i corsi di formazione e di aggiornamento (previsti per guardie zoofile volontarie) presso le Regioni di competenza;
 solo se viene superato l’esame previsto a fine corso ed ottenuto il rilascio del conseguenziale attestato, a cui fa riferimento la norma di cui all’art. 27 comma 2 Legge 157/92, e se in possesso di tutti gli ulteriori requisiti previsti dal T.U.L.P.S., può richiedere al Prefetto il rilascio dei decreti di nomina a guardia particolare giurata;
tutto ciò, ovviamente, conferendo le nomine ex art.6 legge 189/04, viene bypassato, rilasciando in tal modo nomine a soggetti impreparati e non idonei a ricoprire tale qualifica; non a caso, il Ministero dell’Ambiente, in un parere del 22 Luglio 2005, espresso in seguito a specifica richiesta di ENPA, è intervenuto sul punto, precisando che, le associazioni operanti nel campo della protezione animali, per poter chiedere la nomina prefettizia delle loro guardie, devono essere dotati di alcuni requisiti essenziali, tra cui:
 il carattere nazionale o almeno la presenza in cinque Regioni, presenza accertata e documentata;
 le finalità programmatiche e dell’ordinamento interno previsti dallo Statuto, nel quale ovviamente devono essere presenti scopi protezionistici ambientali;
 la continuità dell’azione esterna, attraverso la quale una associazione può dimostrare il proprio apporto a tutela dell’ambiente, nei confronti della società;
solo se tali requisiti essenziali sono presenti, l’associazione interessata, dopo aver ottenuto il riconoscimento rilasciato con decreto dal Ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio o dal Ministero dell’Agricoltura, può richiedere la nomina prefettizia per i propri soci che intendono esercitare l’attività di vigilanza di protezione animali;
pertanto, come ha affermato il Ministero dell’Ambiente “nessun altro riconoscimento, di alcun tipo, può essere preso in considerazione ai fini della nomina prefettizia”;
tale precisazione fu fatta a monte, in quanto si volle chiarire come, per poter procedere alla richiesta di
nomina e quindi alla iscrizione dei proprio volontari ai corsi di formazione regionali, non bastava essere una
semplice associazione di volontariato, ma occorreva avere le caratteristiche sopra descritte, e questo al solo
fine di porre un valido e approfondito controllo sulle associazioni effettivamente operanti sul territorio
a tal proposito, va evidenziata anche la nota emessa dalla Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Roma, in data 5.5.2008 n. 004059 – Fasc.12 Ass. Vol., ed inoltrata a tutti i responsabili delle Associazioni di Volontariato, nella quale vengono indicate chiaramente quali sono le diverse associazioni deputate a richiedere la nomina prefettizia a guardie giurate in favore dei propri volontari, ossia:
 le guardie zoofile nominate con decreto prefettizio ai sensi dell’articolo 5 D.P.R.’79 e articolo e art. 6 comma 2 Legge 189/04 che nei limiti dei compiti ad esse attribuiti svolgono le proprie funzioni in base agli articoli 55 e 57 c.p.p.;
 le guardie zoofile nominate ai sensi di leggi regionali, che sono invece abilitate ai compiti di vigilanza di volta in volta previsti dalle leggi regionali stesse, le quali durante il servizio non rivestono qualità di polizia giudiziaria;
quest’ultima è la seconda tipologia di nomina ed è quella rilasciata dal Presidente della Giunta Regionale competente territorialmente; ma, in questo caso, i soggetti nominati svolgono una mera attività di vigilanza sull’applicazione della normativa regionale e non rivestono, nell’ambito di tale servizio, le funzioni di polizia giudiziaria;
per questa tipologia poi l’iter di rilascio è ben differente rispetto a quello adottato per ENPA; Infatti tutte quelle associazioni che si occupano della protezione degli animali ed alla difesa del patrimonio zootecnico, che non sono dotate di un proprio decreto istitutivo per cui, come specificato, rientrano nella prima categoria, per ottenere il rilascio di decreti di nomina a guardia giurata zoofila volontaria da parte delle Prefetture, devono sottostare alla regolamentazione dettata dalle leggi regionali;
ne consegue che, non potendo fondare le proprie richieste di nomina delle guardie zoofile su altra normativa vigente, devono obbligatoriamente procedere alla iscrizione di propri volontari ai corsi di formazione e di aggiornamento (previsti per guardie zoofile volontarie) presso le Regioni di competenza e sottostare a tutti gli obblighi sopra specificati;
tanto premesso, al fine di porre chiarezza sull’argomento ed evitare diversificate interpretazioni e, di conseguenza, diffusi ricorsi sul territorio nazionale alla giustizia amministrativa – che potrebbe essere adita dalle varie associazioni aventi legittimo interesse – con l’ulteriore rischio di generare una giurisprudenza non uniforme, rilevata la complessità della materia e mettere in circolazione soggetti non idonei a ricoprire la qualifica che gli viene attribuita, non essendo stati sottoposti ad alcuna valutazione ne formazione;
 se non ritengano necessario intervenire, sul conferimento delle nomine a guardia volontaria zoofila, facendo chiarezza sulle questioni interpretative attinenti il D.P.R. 31 marzo 1979 e l’articolo 6 della legge n. 189 del 2004.
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