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Timestamp: 2017-01-23 02:36:30+00:00
Document Index: 118186991

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 1159', 'art. 8']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 244 del 16.06.2008
11 della legge n. 212 del 2000 - imposta di registro ipotecaria e catastale -
art. 9, secondo comma del DPR n. 601 del 1973. Applicabilità agevolazioni alle
sentenze dichiarative dell'usucapione di fondi rustici (legge 10 maggio 1976, n.
La Sig.ra ALFA ha
chiesto il riesame dell'interpello, concernente il trattamento ai fini
dell'imposta di registro, ipotecaria e catastale, delle sentenze dichiarative
dell'usucapione dei fondi rustici, situati in zona montana, esponendo il
L'interpellante con due autonome istanze,
rispettivamente del .... e del ...., ha fatto presente che possiede, da oltre
venti anni, dei terreni siti in un comune montano di proprietà di un'altra
persona. In ragione di ciò intende rivolgersi all'Autorità Giudiziaria per
ottenere la sentenza dichiarativa di usucapione dei suddetti terreni. A tal
proposito, l'istante chiede di rivedere l'interpretazione fornita dalla
scrivente con la risoluzione del 2 agosto 2007, n. 201, nel senso di ritenere applicabili
le agevolazioni di cui all'art. 9, secondo comma, DPR n. 601 del 1973 (in materia di imposta di
registro, ipotecaria e catastale) anche ai trasferimenti individuati dal primo
comma dell'articolo 1159-bis del codice civile che disciplina "l'acquisto
dei fondi rustici in virtù del possesso continuato per quindici anni".
L'istante, sostiene che la normativa agevolativa in
materia di trasferimenti di fondi rustici siti nei territori montani, non lascia
alcun dubbio sul fatto che la tassazione "in misura fissa" è prevista
per ogni ipotesi di acquisto sia a titolo originario sia derivativo.
Nell'ambito delle agevolazioni in agricoltura, il
secondo comma dell'articolo 9 del DPR 29 settembre 1973, n. 601 riporta una disciplina organica delle
agevolazioni fiscali riservate ai territori montani, laddove stabilisce che gli
atti di trasferimento a qualsiasi titolo (originario, oneroso) di fondi rustici
siti nei territori montani godono delle agevolazioni ed esenzioni in materia di
registro ipotecaria e catastale.
Inoltre, con la nota II bis dell'art. 8 della tariffa, parte prima, del DPR 26
aprile 1986, n. 131 è stato stabilito che le sentenze dichiarative di
usucapione sono assoggettate allo stesso trattamento tributario, ai fini
dell'imposta di registro, degli atti di trasferimento a titolo oneroso di
proprietà. Ne consegue, che "chiarito che l'imposta dovuta per la
registrazione della sentenza dell'usucapione è uguale a quella fissata per il
trasferimento normale non ha alcun rilievo se l'acquisto è a titolo originario
o a titolo derivativo in entrambi i casi a qualsiasi titolo è dovuta l'imposta
in misura fissa e non quella proporzionale".
Infine, viene rilevato che la legge 10 maggio 1976, n.
346, disciplina entrambe le fattispecie di acquisto per usucapione, e che non vi
è motivo di distinguere le ipotesi regolamentate dai commi primo e secondo
dell'art. 1159-bis del codice civile.
In via preliminare si osserva che l'istanza di
interpello in esame è inammissibile e non può essere trattata alla stregua di
un interpello di cui all'articolo 11 della legge 27 luglio 2000, n. 212, poiché ai sensi dell'articolo 3,
comma 5, del DM 26 aprile 2001, n. 209,
non ricorrono le obiettive condizioni di incertezza in quanto, rispetto al caso
rappresentato, l'amministrazione finanziaria allo stesso istante ha fornito la
soluzione interpretativa con la risoluzione del 2 agosto 2007, n. 201, consultabile sul sito internet
dell'Agenzia delle Entrate, nonché presso gli uffici locali.
Tuttavia, tenuto conto che, in materia di godimento
delle agevolazioni tributarie in presenza di sentenze dichiarative di
usucapione, successivamente all'interpretazione fornita dalla scrivente, si è
pronunciata con due sentenze la Corte di Cassazione, si ritiene opportuno
fornire ulteriori chiarimenti che rientrano nell'attività di consulenza
giuridica, secondo le modalità illustrate con la circolare 18 maggio 2000, n. 99/E.
In particolare, la Suprema Corte ha precisato che la
nota II bis dell'art. 8 della tariffa,
parte prima, allegata al DPR 26 aprile 1986, n. 131 - che ha parificato la
tassazione delle sentenze dichiarative di usucapione a quella degli atti di
trasferimento - "non consente affatto un'automatica ed indiscriminata
estensione agli atti giudiziari accertativi dell'usucapione di qualunque norma,
anche a carattere generale, agevolatrice degli atti di trasferimento a titolo
oneroso... Né può essere invocata l'applicazione analogica a fattispecie di
acquisizione della proprietà a titolo originario, sia per l'insuscettibilità
di applicazione analogica delle leggi eccezionali sia per la insussistenza della
identità della ratio" (cfr. Cassazione Civile del 19 novembre 2007, n.
23900 e del 29 febbraio 2008, n. 5447).
In sostanza, per la Suprema Corte l'equiparazione
disposta ai fini della registrazione delle sentenze dalla nota II bis posta in
calce all'articolo 8 della tariffa del DPR 131 del 1986, "deve distinguersi dalla disciplina delle
agevolazioni per l'arrotondamento della piccola proprietà contadina prevista
dalla legge n. 604 del 1954, in quanto, trattandosi di legge speciale rispetto
alla legge di registro non era estensibile ai casi non previsti. Per le stesse
ragioni non potevano applicarsi le agevolazioni previste dalla L. n. 346 del
In conclusione, va confermata l'interpretazione resa
con la risoluzione n. 201
del 2007, in base alla quale la disposizione recata dall'articolo 4 della legge
n. 346 del 1976, che rinvia alle agevolazioni di cui all'articolo 9, secondo
comma del DPR n. 601 del
1973, si applica esclusivamente ai trasferimenti individuati dal secondo comma
dell'articolo 1159-bis del codice civile (acquisto in buona fede da chi non è
proprietario), e non anche agli acquisti in virtù del possesso continuato per
quindici anni, di cui al primo comma del predetto articolo del codice civile.