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Timestamp: 2018-07-19 11:12:45+00:00
Document Index: 77750496

Matched Legal Cases: ['art.33', 'art.30', 'art.73', 'art.23', 'art.35', 'art.1', 'art.3', 'art.1', 'art.3', 'art.17', 'art.33', 'art.33', 'art.42', 'art.20', 'art.71', 'art.71', 'art.71', 'art.80', 'art.409', 'art.63', 'art.413', 'art 410', 'art. 412', 'art 412', 'art.4', 'art.18', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.8', 'art.18']

novembre | 2008 | Francesco Colaci's BLOG
ESAME DISEGNO LEGGE COLLEGATO FINANZIARIA 2009-PARTE QUINTA :MODIFICHE RELATIVE ALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Con la presente trattazione , concernente gli aspetti sotto specificati sulla Pubblica Amministarazione ,si conclude l’esame del disegno di legge n.1167 in corso di approvaszione da parte del Parlamento .
1. DELEGHE AL GOVERNO PER LAVORI USURANTI E RIORGANIZZAZIONE ENTI VIGILATI DA MINISTERO LAVORO
E’ prevista l’attribuzione al Governo di due deleghe.
Con la prima ,da esercitare entro tre mesi,si dovrebbe disciplinare attraverso uno o più decreti legislativi la possibilità, per i dipendenti impegnati in particolari lavori o attività e che maturano i requisiti per l’accesso al pensionamento a far data dal 1° gennaio 2008,di conseguire ,a domanda,il diritto al pensionamento con requisiti inferiori rispetto a quelli stabiliti per la generalità dei lavoratori subordinati.
Con la seconda,da realizzare entro dodici mesi mesi, si dovrebbe procedere alla riorganizzazione di alcuni enti pubblici ( Ist.Superiore Sanità,Agenzia nazionale servizi sanitari ,Istituti zooprofilattici,Croce Rossa Italiana,Lega Italiana lotta contro tumori,Agenzia italiana farmaco,ISFOL ,Italia Lavoro s p a,nonche’ alla ridefinizione del rapporto di vigilanza del Ministero del Lavoro con i predetti istituti ed enti, realizzando altresì il riordino delle competenze degli stessi .
2. MOBILITA’ PUBBLICI DIPENDENTI
Nell’ipotesi di trasferimento di funzioni e compiti dello Stato a regioni ed enti locali,si applicano al personale adibito agli stessi , le disposizioni dell’articolo 33 del dec. leg.vo n.165/01,con possibiltà che il personale, che oppone rifiuto per due volte in cinque anni al trasferimento per giustificate ed obiettive esigenze di organizzazione dell’amministrtazione sia considerato in posizione di esubero con l’applicazione del predetto art.33.
Inoltre,con l’aggiunta di un nuovo comma all’art.30 del dec.leg.vo n.165/01,si prevede la possibilità di assegnazione temporanea per motivate esigenze organizzative risultanti dalla programmazione di personale di altre amministrazioni per un periodo non superiore a tre anni.
3. RAPPORTO A PART TIME DIPENDENTI PUBBLICI
In sede di prima applicazione delle disposizioni introdotte dall’art.73 del decreto legge n.112/08 in materia di rapporti a tempo parziale,per cui non risulta obbligatorio l’accoglimento della domanda di trasformazione del contratto da tempo pieno a parte time dei dipendenti delle pp.aa.,si riconosce alle stesse la possibilità di sottoporre entro 180 giorni a nuova valutazione i provvedimenti già adottati in materia prima del 25.6.08 ,data d’entrata in vigore del sopra citato decreto legge.
4. ASPETTATIVA PER ATTIVITà PROFESSIONALE ED IMPRENDITORIALE
In relazione a corrispondenti esigenze organizzative dell’Amministrazione di appartenenza,ai pubblici dipendenti potrebbe essere accordato,a domanda e relativa documentazione probante ,un periodo non superiore a 12 mesi di aspettativa per dedicarsi ad attività professionali ed imprenditoriali , restando applicabile quanto previsto dall’art.23 bis del dec.leg.vo n.165/01 .
5. SPECIFICITA’ FORZE ARMATE , POLIZIA E VIGILI DEL FUOCO
Ai fini della definizione degli ordinamenti,delle carriere e dei contenuti del rapporto d’impiego e della tutela economica,si prevede di riconoscere la specificità del ruolo delle Forze armate e di polizia, nonchè del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, con riferimento altresì allo stato giuridico del rispettivo personale.
Sono diverse le modifiche previste per i concorsi di assunzione nelle pubbliche amministtrazioni,di cui al dec.leg.vo n.165/01 ed in particolare si evidenziano le seguenti:
-a) sostituzione del testo del comma 1 dell’art.35 del citato decreto legislativo ,relativo alle modalità di accesso nelle pp.aa.;
b) l’aggiunta di una nuova disposizione nel comma 4 del sopra menzionato art .35 , riguardante l’articolazione delle dotazioni organiche per area o categoria,profilo professionale e posizione economica;
c) l’individuazione da parte delle pp.aa. ed enti pubblici non economici dei posti da mettere a concorso con riferimento alle sedi di servizio ovvero ad ambiti regionali;
d) il riconoscimento di titolo di preferenza nelle procedure di progressione verticale della permanenza del personale nelle sedi carenti di organico,da individuare e rendere note;
e) la validita’ per quattro anni dalla data di pubblicazione delle graduatorie dei concorsi delle pp.aa.per il reclutamento del personale e la previsione di apposita valutazione stabilita nel bando dei concorsi del requisito della residenza dei partecipanti , quando lo stesso sia strumentale all’assolvimento dei servizi.
7. DISPOSIZIONI IN MATERIA DI STABILIZZAZIONE
Anzitutto si sottolinea l’abrogazione ,a decorrere dal 1° luglio 2009,di alcune disposizioni contenute nell’art.1 della legge n.296/06 e dell’art.3 della legge n.244/07,rela tive al personale precario delle pp.aa.,ad eccezione delle norme speciali riferite al personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco ,mentre si fanno salve le procedure di stabilizzazione in corso ,per cui risulta attivate le relative prove selettive alla data d’entrata in vigore del collegato alla finanziaria 2009,che in ogni caso si devono concludere entro il 30.6.09.
Inoltre: – 1) a decorrere dal 1° luglio 2009,le pp.aa. non possono proseguire in alcun caso ,alla scadenza dei relativi contratti ,i rapporti co.co.co.e quelli subordinati a termine in contrasto con la previsione degli articoli 7,comma 6 e 36 del dec.leg,vo n.165/01 e ciò vale anche per i contratti prorogati a norma dell’art.1 comma 519 della legge n.296/06 e dell’art.3 commi 92 e 95 della legge n.244/07,che ,ove negli stessi manchi un termine di scadenza, si risolvono il 30 giugno 2009 ; -2) nel triennio 2009-2011 ,le pp.aa. possono bandire concorsi per assunzioni a tempo indeterminato,riservando sino al 40 % dei posti a concorso per il personale non dirigenziale in servizio alla data del 1°gennaio 2007 con rapporto a tempo determinato da almeno tre anni,anche non continuativi,ovvero che consegue tale requisito in virtù di contratti stipulati anteriormente al 29 .9.2006 ovvero che sia stato in servizio per almeno tre anni ,anche non continuativi ,nel quinquennio 2002/06,e per il personale non dirigenziale in servizio alla data del 1° gennaio 2008 con contratto a tempo determinato che raggiunge i tre anni di anzianità in virtù di contratti stipulati anteriormente al 28.9.2007; -3) nel predetto triennio 2009/2011,le pp.aa.di cui al precedente n.2) ,previo espletamento delle procedure di mobilità ,possono altresì bandire concorsi pubblici per titoli ed esami,valorizzando con apposito punteggio l’esperienza professionale maturata dal personale previsto al numero precedente e dal personale con anzianità lavorativa di almeno tre anni,anche non continuativi, nel quinquennio antecedente al 28.9.2007 con contratti di co.co.co stipulati prima di tale data;- 3) nello stesso triennio di cui sopra,le pp.aa.,limitatamente alle qualifiche dell’art .16 legge n.56 /87 ,posono assumere il personale in possesso dei requisiti di anzianita’ previsti nel precedente n.1) maturati nelle medesime qualifiche e presso la stessa amministrtazione.A tal fine ciascuna amministrazione predispone apposite graduatorie,previa prova d’idoneità ove non già svolta all’atto dell’assunzione,che hanno efficacia sino al 31.12.2011 .
8. MODIFICHE IN MATERIA DI CERTIFICAZIONE RAPPORTI LAVORO
Si prevedono norme di variazione ed integrazione alla disciplina delle cerificazioni dei rapporti di lavoro di cui al titolo VIII del dec.legislativo n.276/00,che sostanzialmente tendono a ridurre il contenzioso in materia di lavoro, stabilendosi tra l’altro che il giudice : a)nella qualificazione del contratto di lavoro e nell’ interpretazione delle relative clausole non può discostarsi dalle valutazioni delle parti ,espresse in sede di certificazione dei predetti contratti,salvo il caso di erronea qualificazione del contratto ,di vizi del consenso o di difformità tra programma negoziale certificato e la sua valutazione successiva ; b ) nel valutare le motivazioni del licenziamento tiene conto ,oltre che delle fondamentali regole del vivere civile ,delle tipizzazioni di giusta causa e giustificato motivo presenti nei contratti collettivi;-nel definire le conseguenze da riconnettere al licenziamento tiene conto di elementi e parametri fissati dai predetti contratti collettivi,considerando comunque le dimensioni e le condizioni dell’attività esercitata dal datore di lavoro,la situazione del mercato di lavoro locale,l’anzianità e le condizioni del lavoratore,nonchè i comportamenti delle parti anche prima del licenziamemto.
I criteri e le modalita’ in base a cui le pp.aa. ,che abbiano manifestato l’esigenza di proseguire non oltre l’espletamento delle prove concorsuali di cui ai suddetti numeri 1) e 2) alcuni dei rapporti a tempo determinato, saranno disciplinati da apposito dpcm da emanare entro 120 giorni dall’entrata in vigore del collegato alla finanziaria 2009.
ESAME DISEGNO LEGGE COLLEGATO FINANZIARIA 2009-PARTE QUARTA:MODIFICHE DISCIPLINA PERMESSI PER ASSISTENZA PORTATORI HANDICAP,CERTIFICATI MALATTIA ED ASSENZE PER MALATTIA PERSONALE COMPARTO SICUREZZA E DIFESA
Preliminarmente è da menzionare la delega che s’intende attribuire al Governo, affinche’ entro sei mesi emani uno o più decreti legislativi finalizzati al riordino della normativa vigente in materia di congedi ,aspettative e permessi, comunque denominati ,fruibili dai lavoratori dipendenti di datori di lavoro pubblici o privati in base ai principi e criteri direttivi specificati nell’art.17 del ddl n.1167 in esame.
Per quanto riguarda gli argomenti specificati nel titolo ,di seguito si evidenziano per ciascuno degli stessi gli aspetti significativi e rilevanti.
1.MODIFICHE DISCIPLINA PERMESSI ASSISTENZA PORTATORI HANDICAP IN CONDIZIONI DI GRAVITA’
Anzitutto si sottolinea che si prevede la sostituzione del testo precedente del comma 3 dell’art.33 della legge n.104/92 , disponendo che per fornire assistenza a persona portatrice di handicap in condizione di gravita’e non ricoverata a tempo pieno,il lavoratore dipendente pubblico o privato ha diritto a fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa, da utilizzare anche in maniera continuativa.
Le persone da assistere risultano così individuate : coniuge ,parente o affine entro il secondo grado ovvero entro il terzo grado, qualora i genitori o il coniuge della persona in condizione di gravita’ da assistere abbiano compiuto i 65 anni d’età oppure siano anch ‘ essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.
Viene chiarito peraltro che Il diritto al permesso non può venire riconosciuto a più di un lavoratore dipendente per assistere la medesima persona in condizione di gravità,mentre nel caso di assistenza allo stesso figlio in condizione di gravità il diritto ai permessi è ricosciuto ad entrambi i genitori,anche adottivi,che possono fruirne alternativamente.
Inoltre viene modificata una parte del testo del comma 5 del citato art.33,in quanto si riconosce al lavoratore dipendente che assiste una persona in condizione di gravità il diritto di scegliere la sede di lavoro più vicina,non già al domicilio proprio,bensì’ a quello della persona da assistere.
Infine, nel comma 7 bis aggiunto allo stesso art .33 si prevede,accanto alla verifica della responsabilità disciplinare,la decadenza dal diritto ai permessi in questione a carico del lavoratore dipendente nell’ipotesi che il datore di lavoro accerti ,avvalendosi dei competenti organi della pubblica amministrazione ,l’insussistenza o il venir meno delle condizioni richieste per la legittima fruizione dei predetti .
Altre norme in cui s’intende apportare variazioni sono : 1)l’art.42 del dec.leg.vo n.151/01,per il quale ,oltre alla soppressione del comma 3,risulta programmata la sostituzione del comma 2 , venendo stabilito il riconoscimento ad entranbi i genitori ,anche adottivi,di bambino in situazione di gravità il diritto di fruire alternativamente dopo il compimento del terzo anno d’età dei permessi di cui all’art .33 comma 3 legge n.104/92,con la precisazione che si consente il godimento degli stessi anche in maniera continuativa nell’ambito del mese ; 2) l’art.20 comma 1 della legge n.53/2000, per cui dovrebbe registrarsi la soppressione delle parole da “nonchè” a ” non convivente “,risultanti ormai superate a seguito delle nuove disposizioni in materia di permessi sopra riportate ; 3) il comma 5 dell’art.71 del dec.legge n.112/08 riguardante la non equiparazione alla presenza in servizio delle assenze per malattia dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni ai fini della distribuzione delle somme dei fondi per la contrattazione integrativa ,fatte salve quelle derivanti da specifiche situazioni e condizioni personali,il cui testo e’ in odore di abrogazione.
Si conclude sull’argomento evidenziando la previsione dell’obbligo a carico delle pubbliche amministrtazioni di comunicare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento Funzione Pubblica- una serie di dati ed informazioni sui permessi usufruiti per la legge n.104/92 ,al fine di costituire una banca dati informatica per procedere ad opportuni monitoraggi del fenomeno ed intervenire anche con modifiche normative funzionali a combattere e prevenire irregolarità ed abusi in materia.
2. CERTIFICATI DI MALATTIA ED ASSENZE PER MALATTIA PERSONALE COMPARTO DIFESA E SICUREZZA
In primo luogo si prevede che, per realizzare un quadro informativo delle assenze per malattie del personale dipendente pubblico e privato, dal 1° gennaio 2009 la certificazione sanitaria relativa ad assenza per malattia deve essere rimessa direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria che la rilascia all’INPS,conformandosi alle modalità stabilite per la trasmissione telematica dei certificati medici nel settore privato dalla normativa vigente.Sarà cura dell’Istituto inoltrare detta certificazione immediatamente all’amministrazione o datore di lavoro privato interessati.
Inoltre si precisa ,a modifica di quanto riportato al comma 2 dell’art.71 dec.legge n.112/08 convertito in legge n.!33/08,il cui testo precedente è sostituito ,che la certificazione medica da produrre per la malattia dei pubblici dipendenti va rilasciata da una struttura sanitaria pubblica ovvero da un medico convenzionato con il servizio sanitario nazionale.
Infine è da notare la previsione che a decorrere dall’anno 2009 per le assenze per malattia di cui all’art.71 comma 1 del dec.legge n.112/08 del personale del comparto sicurezza e difesa ,nonchè del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco gli emolumenti di carattere continuativo correlati allo specifico status ed alle peculiari condizioni d’impiego di tale pertsonale sono equipartati al trattamento economico fondamentale
Resta inteso che le disposizioni sopra riportate saranno efficaci ed applicabili soltanto a seguito della loro approvazione definitiva da parte del Parlamento e della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
ESAME DISEGNO LEGGE COLLEGATO FINANZIARIA 2009-PARTE TERZA:NUOVA DISCIPLINA PER CONCILIAZIONE ED ARBITRATO
Le novità da esaminare in questa terza parte del collegato alla legge finanziaria 2009 discendono dal nuovo testo degli articoli 410,410 bis- secondo comma – ,411,412,412 ter e 412 quater del codice di procedura civile.
La prima rilevante innovazione riguarda il carattere non più obbligatorio del tentativo di concilizione ,poichè lo stesso,fatta eccezione per quello davanti alla Commissione di certificazione previsto dall’art.80 del dec.leg.vo n.276/03, che appunto conserva il carattere dell’ obbligatorietà , diviene facoltativo , nel senso che può essere attivato preventivamente da chi ( lavoratore ,anche tramite l’associazione sindacale , ovvero datore di lavoro e pubblica amministrtazione ) indende proporre in giudizio una domanda relativa ai rapporti previsti dall’art.409 c.p.c. e dall’art.63 comma 1 del dec.leg,vo n.165/01.
La seconda grande novità è che il tentativo di conciliazione può essere promosso presso la Commissione di concilizione, individuata secondo i criteri contenuti nell’art.413 del c.p.c. ,anche per tutte le controversie per i rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni devolute al giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro , che le norme precedenti stabiliscono doversi esperire avanti al collegio di conciliazione ,a norma degli art .65 e 66 del citato dec.legvo n.165/01,che quindi vengono meno operativamente e non devono più essere costituiti ,evidenziando in proposito i seguenti aspetti :
– la richiesta del tentativo di conciliazione alla commissione determina l’interruzione della prescrizione e la sospensione, per la durata dello stesso ,nonchè per i 20 giorni successivi alla sua conclusione ,del decorso di ogni termine di decadenza ;
-la Commissione di conciliazione,da istituire presso le direzioni provinciali del lavoro (con provvedimento del direttore della stessa) ,è presieduta dal medesimo direttore o delegato o da un magistrato collocato a riposo e mantiene l’attuale composizione qualitativa e quantitativa dei membri,restando altresì confermate le previgenti regole circa l’eventuale istituzione di sottocommissioni e loro funzionamento;
– la richiesta del tentativo di cociliazione ,debitamente sottoscritta dall’istante ,va consegnata ovvero spedita mediante raccomandata A R alla dpl e per conoscenza alla controparte e deve contenere gli elementi analitamente prescritti dalle disposizioni in commento ,a cui sinvia per utile consultazione;
-la controparte entro 20 giorni dal ricevimento della copia della richiesta deposita presso la commissione di conciliazione una memoria difensiva con le eccezioni e le domande in via riconvenzionale,
– entro i 10 giorni successivi all’avvenuto deposito della memoria di controparte,che quindi attesta l’in tenzione di partecipare al tentativo di conciliazione (non obbligatorio) ,la commissione fissa la comparizione delle parti per il tentativo di conciliazione ,da effettuare entro i successivi 30 giorni ;
-il lavoratore può farsi rappresentare ovvero assistere da un’organizzazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato;
– al rappresentante delle pp aa che concilia la lite,anche in sede giudiziale,non può venire contestata alcuna responsabilità,salvo i casi di dolo e colpa grave ;
– il tentativo di conciliazione s’intende espletato decorsi inutilmente 60 giorni dalla presentazione della richiesta.
Del processo verbale di concilizione s’interessa il nuovo testo dell’art .411 c.p.c.,che in buona misura conferma la disciplina previgente in materia in ordine a:
– il provvedimento del giudice che dichiara esecutivo il verbale di intervenuta conciliazione,anche parziale,sottoscritto dalla commissione e dalle parti ;
-la predisposizione del verbali di mancata conciliazione contenente la proposta della commissione di bonaria composizione della lite non accettata dai controvertenti e le valutazioni degli stessi ;
– l’inosservanza delle disposizioni dell’art 410 cpc per il tentativo di conciliazione svolto in sede sindacale , che continua ad essere praticabile secondo le regole e le prassi previgenti,comprese quelle del deposito e della dichiarazione per rendere esecutivo il relativo verbale a cura della dpl e del giudice del tribunale nella cui circoscrizione risulta redatto .
Il nuovo testo dell’art. 412 cpc contiene la disciplina sulla risoluzione arbitrale della lite,che ,su indicazione delle parti,può intervenire in qualunque fase del tentativo di conciliazione ovvero alla conclusione negativa dello stesso , affidando l’arbitrato alla stessa commissione precisando il termine di emanazione del lodo entro 60 giorni e le norme applicabili ,compresa l’equità, e restando stabilito peraltro che il lodo produce effetti tra le parti con efficaia di titolo esecutivo,a seguito del provvedimento del giudice su istanza della parte interessata.
Si richiama altresì l’attenzione su quanto stabiliscono gli articoli 412 ter e 412 quater rispettivamente sulla possibilità che la conciliazione e l’arbitrato di competenza della commissione provinciale riguardo alle medesime materie siano svolti anche presso le sedi indiucate e con le modalità previste dai contratti collettivi sottoscritti dalle associazioni sindacali maggiormente rappresentative ovvero innanzi al collegio di conciliazione ed arbitrato irrituale composto da un rappresentante di ciascuna delle parti e da un terzo membro ,in funzione di presidente,scelto di comune accordo dagli arbitri di parte tra i professori universitari di materie giuridiche e gli avvocati ammessi al patrocinio davanti alla Corte di Cassazione,secondo le modalità e le procedure contenute nel nuovo testo dell’art 412 quater al cui esame analitico si rinvia .
PRECISAZIONI MINISTERO LAVORO SU NOZIONE GRAVE INFERMITA’ PREVISTA DA LEGGE N.53/2000
-l’art.4 comma 1 della legge n.53/2000 consente ai lavoratori di utilizzare tre giorni di permesso retribuito all’anno in caso di documentata ” grave infermità “del coniuge o di un parente entro il secondo grado o del convivente;
-a seguito d’interpello ,la Dgai del Ministero del Lavoro con nota n. 25/I/0007476 ebbe a precisare di ritenere che,in assenza di riferimenti legislativi che forniscono un elenco esaustivo delle patologie riconducibili al concetto di “grave infermità “,il richiedente i tre giorni di permesso retribuito deve presentare all’Ufficio di appartenenza una certificazione di accertamento clinico diagnostico rilasciata dalla competente struttura medico legale ,che potrà esprimere il proprio giudizio circa la natura dell’infermità ,facendo riferimento alla documentazione medica proveniente da strutture sanitarie pubbliche,in analogia alle disposizioni normative previste per altre ipotesi in cui sia necessaria un’attestazione ufficiale di “grave infermità ” (es. DM 26.3 .1999 Ministero Difesa ) ;
-sono state sollevate osservazioni circa la soluzione prospettata nella risposta all’interpello fornita con la nota sopra citata ,stante tra l’altro l’indisponibilità delle strutture medico legali delle AA .SS. LL. ad esprimere una valutazione sul merito delle certificazioni clinico-diagnostiche rilasciate dagli specialisti;
la stessa Dgai ha riesaminato la questione sulla base di una nuova valutazione e puntualizzazione in ordine ai riferimenti normativi relativi al concetto di “grave infermità” ,nonchè alle modalità di fruizione dei permessi , ed ha precisato con la nota n.25/I/0016754 del 25 scorso di considerare idoneo allo scopo in questione il certificato redatto dallo specialista dal quale sia possibile riscontrare sia la descrizione degli elementi costituenti la diagnosi clinica, che la qualificazione medico legale in termini di grave infermità,sottolineando altresì che tale soluzione trova riscontro nella circolare Inps n.32 del 3/ 3 /2006 relativa alle cerificazioni per usufruire dei permessi della legge n.104/92.
Peraltro, ha osservato ulteriormente il Ministero del Lavoro che,dovendosi ritenere salvi i trattamenti di miglior favore stabiliti dalla contrattazione collettiva , nel pubblico impiego il ccni comparto ministeri all’art.18 comma 2 prevede la fruibilità di permessi di tre giorni o in alternativa di 18 ore utilizzabili in modo frazionato per qualsiasi motivo di carattere familiare o personale,debitamente documentati.
Si segnalano le seguenti decisioni della Corte di Cassazione del 17 scorso relative a questioni di lavoro e legislazione sociale :
1 ) n.27135: è pari a 120 giorni dalla notifica il termine ,avente carattere sostanziale e senza che sia consentita sanatoria,per proporre ricorso giudiziale contro un provvedimento definitivo di mancata iscrizione negli elenchi dei lavoratori agricoli o di cancellazione dagli stessi ;
2 ) n.27307 :compete alla giurisdizione del giudice ordinario il ricorso del docente in materia di accertamento del diritto all’inserimento nelle graduatorie ed alla precedenza rispetto ad altri soggetti ;
3) n. 27310 :le autorità italiane non possono negare l’asilo all’appartenente ad un credo religioso di etnia perseguitata nel paese di origine ,motivando semplicemente trattarsi di repressione generalizzata nei riguardi di migliaia di cittadini ;
4) n.27330 :è illegittimo il licenziamento in periodo di prova intervenuto per un rapporto subordinato instaurato subito dopo un contrato d’inserimento professionale svolto presso la medesima azienda e con le stesse mansioni.
INDICAZIONI MINISTERO LAVORO ALLE STRUTTURE TERRITORIALI PER INOTTEMPERANZA TRASMISSIONE CONTRATTI A TEMPO PARZIALE
E’ noto che il decreto legislativo n.276/03 tra l’altro ha stabilito l’abrogazione della disposizione contenuta nel decreto legislativo n.61/2000 circa l’obbligo di deposito presso le Direzioni Proviciali del Lavoro territorialmente competenti dei contratti part time.
Peraltro ,a seguito della sentenza della Corte di Giustizia Europea n.C/ 55/07 del 24,4,2008,avente ad oggetto il rinvio pregiudiziale di interpretazione sulla direttiva del Consiglio 97/ 81/CE relativa all’accordo quadro sul lavoro a tempo parziale concluso il 6.6.1997,che sostanzialmente ha riconosciuto l’illegitimita’ della predetta disposizione inserita nel dec.leg.vo n.61/00 riguardante l’obbligo di deposito dei contratti part time, la DGAI del Ministero del Lavoro con nota n.16497 del 20 scorso ha diramato istruzioni alle proprie strutture periferiche al fine di rivedere ,alla luce dell’interpretazione fornita sulla direttiva comunitaria,anche i rapporti sorti in epoca antecedente alla sentenza sopra richiamata.
Infatti ,la precitata nota ministeriale esprime l’opportunità che le strutture territoriali ,esercitando il potere di autotutela per i procedimenti sanzionatori ancora in corso e relativi alle violazioni irrogate a norma dell’art.8 del dec.leg.vo n.61/00, diano corso all’annullamento ex tunc delle ordinanze ingiunzioni in attesa di venir emesse,di quelle gia emesse e non ancora esecutive ed infine di quelle emesse e per cui risulta in corso il giudizio di opposizione, tutte censurabili per violazione di legge.
ISTRUZIONI MINISTERO LAVORO PER ASSENZE PERSONALE DIPENDENTE INTERESSATO DA PROCEDIMENTI DISCIPLINARI
Con circolare n.28 dell’11 scorso la Direzione Generale Risorse Umane del Ministero del Lavoro fornisce istruzioni alle strutture centrali e territoriali in merito alle assenze che il personale dipendente registra per l’audizione in procededimenti disciplinari a carico.
La direttiva ministeriale esclude in questi casi che ,in carenza di specifica normativa contrattuale, quelle in questione possano farsi rientrare nelle ipotesi di assenze per motivi di servizio,affermando ,in linea con la posizione espressa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento Funzione Pubblica, che trattasi di assenze riguardanti la tutela di un proprio interesse personale ,benchè connesso all’attività lavorativa ,e non dell’Amministrazione.
Pertanto ,il dipendente interessato ad assentarsi dal servizio in quanto controparte di procedimento disciplinare, davanti sia all’Ufficio Procedimenti Disciplinari che agli Organi deputati all’esame di eventuali ricorsi contro provvedimenti sanzionatori dell’Amministrazione di appartenenza, a giusticazione della mancata prestazione lavorativa potrebbe far ricorso all’art.18 comma 2 del ccnl comparto ministeri del 16.5.1995 sui permessi retribuiti per particolari motivi familiari e personali debitamente documentati,ovvero, in caso d’indisponibilità degli stessi perchè interamente usufruiti , imputare l’assenza alle ferie oppure a permesso orario con obbligo di recupero,secondo la libera ed autonoma determinazione personale.
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