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Timestamp: 2017-07-27 20:41:50+00:00
Document Index: 38006704

Matched Legal Cases: ['§ 8', '§ 1', '§ 2', '§ 8', '§ 1', '§ 1', 'art. 782', '§ 1', '§ 1', '§ 1']

3.4. Il Nullo e il Nulla: alle radici dell’ontologia sociale
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According to the Austrian philosopher Hans Kelsen (1881-1973), social and institutional entities are the only entities that can be null, void. The starting point of the article, The “Invalid” and the “Nothing”: At the Origins of Social Ontology, is the analysis of Hans Kelsen’s thesis. But: Why are social entities the only entities that can be null, void? In order to answer this question, in the first part of the article, the author uses two new concepts: validity-imperfection and validity-falsification. The second part of the paper deals with a new ontological question: Are null (void) social entities something?
0. Il Nullo (das Nichtige) e il Nulla (das Nichts)
0.1. Radici dell’ontologia sociale
0.2. La tesi di Kelsen: «Nell’ambito del sociale vi è un fenomeno che è del tutto assente nell’ambito della natura: la nullità (Nichtigkeit)»
1. Prima domanda: Perché, e in quale senso, le entità sociali sono le uniche entità che possano essere nulle (nichtig)?
1.0. Perché la nullità (Nichtigkeit)?
1.1. Il caso del falso capitano di Köpenick: imperfezione-di-validità vs. contraffazione-di-validità
1.2. Due nuove domande: (i) Perché imperfezione-di-validità? (ii) Perché contraffazione-di-validità?
1.2.1. Perché, e in quale senso, soltanto per le entità sociali è possibile imperfezione-di-validità?
1.2.1.1. La domanda: Perché, e in quale senso, soltanto per le entità sociali è possibile imperfezione-di-validità? ha una risposta immediata.
1.2.1.2. Nel diritto italiano, una donazione che non sia redatta in forma scritta è nulla. Nel diritto italiano la donazione priva di forma scritta è nulla poiché è difforme dalle regole che nel diritto italiano determinano le condizioni di validità dell’atto della donazione.
1.2.2. Perché, e in quale senso, soltanto per le entità sociali è possibile contraffazione-di-validità?
1.2.2.1. La domanda: Perché, e in quale senso, soltanto per le entità sociali è possibile contraffazione-di-validità? ha anch’essa una risposta immediata.
1.2.2.2. La tesi (di ontologia sociale) secondo la quale una caratteristica specifica della realtà sociale è il fenomeno dell’autoqualificazione, autointerpretazione, autoetichettamento (Selbstdeutung) è stata formulata per la prima volta proprio da Hans Kelsen, Methode und Grundbegriff der reinen Rechtslehre, 1933.
1.3. Contraffazione idiologica vs. contraffazione eidologica
1.3.1. Contraffazione idiologica (o contraffazione di identità)
1.3.2. Contraffazione eidologica (o contraffazione di validità)
2. Seconda domanda: le entità nulle (nichtig) sono forse Nulla (Nichts)?
2.0. Tre argomenti a sostegno di una risposta negativa
2.1. Primo argomento: l’argomento della reductio ad absurdum
2.2. Secondo argomento: l’argomento della conversione (Umdeutung) di una entità nulla
2.3. Terzo argomento: l’argomento della valenza di una entità nullaTorna su
La réalité sociale est-elle un être ou même l’être véritable?
[La realtà sociale è un vero essere? Anzi: il vero essere?]
1 Cfr. Di Lucia 2003.
1Quantunque la prima ricorrenza dell’espressione “ontologia sociale” (nella forma tedesca: “soziale Ontologie”) risalga esattamente al 1910 e si trovi nel filosofo Edmund Husserl (1859-1938)1, la fortuna di questo concetto si deve indubbiamente all’opera The Construction of Social Reality del filosofo americano John R. Searle (*1932), pubblicata nel 1995.
2Per Searle, l’ontologia sociale (social ontology) è quella impresa filosofica che si domanda come eterogenee «costruzioni sociali» quali «il denaro, le banconote, la proprietà, il matrimonio, i governi, le elezioni, il football (americano), i ricevimenti, i tribunali» siano possibili in un mondo che la fisica ci descrive come un insieme di «particelle atomiche che si muovono in campi di forze».
3Nella prefazione a The Construction of Social Reality (1995), Searle confessa di avere un «grande debito» nei confronti dei massimi filosofi-sociologi del XX secolo (Max Weber, Georg Simmel, Émile Durkheim), ma aggiunge:
From such acquaintance with their works as I have, it seems to me that they were not in a position to answer the questions that puzzle me, because they did not have the necessary tools. That is, through no fault of their own, they lacked an adequate theory of speech acts, of performatives, of intentionality, of collective intentionality, of rule-governed behavior ecc.
2 Searle, 1995: XII; tr. it.: 1996, 2006: 4.
Dalla frequentazione che ho della loro opera mi sembra che essi non fossero nella posizione di rispondere alle domande che per me sono problematiche, dal momento che essi non avevano gli strumenti necessari. Ciò significa che, senza addebitare loro nessuna colpa, essi erano privi di una teoria adeguata degli atti linguistici, dei performativi, dell’intenzionalità collettiva, del comportamento governato da regole2.
4Il presente saggio non è dedicato alle radici sociologiche dell’ontologia sociale, alle quali allude Searle.
3 Sul concetto di nullità come categoria generale nel diritto cfr. Sacco 1965.
5Indagherò, invece, le radici filosofiche dell’ontologia sociale muovendo dall’analisi del fenomeno della nullità (Nichtigkeit, nullité, nullity, nulidad), indagato per la prima volta dal filosofo del diritto Hans Kelsen nel 19263.
4 Sulle origini della antitesi “società vs. natura” cfr. Heinemann 1945. All’antitesi “society vs. n (...)
6Nell’opera Grundriß einer allgemeinen Theorie des Staates (Lineamenti di teoria generale dello stato) 1926 (§ 8), il filosofo e giurista praghese Hans Kelsen (1881-1973) afferma che nell’ambito del sociale, nell’ambito delle cosiddette entità sociali, v’è un fenomeno differenziale e specifico, del tutto assente nell’ambito delle entità naturali: il fenomeno della nullità (Nichtigkeit)4.
7Scrive Kelsen:
Es gibt (im Bereich des Sozialen) ein Phänomen, das im Bereiche der Natur gänzlich ausgeschlossen ist: die Nichtigkeit.
5 Kelsen 1926: 12; tr. it. 1933: 13.
Nell’ambito del sociale, v’è un fenomeno che è del tutto assente nell’ambito della natura: la nullità (die Nichtigkeit)5.
8La tesi di Hans Kelsen (una tesi di ontologia sociale ante litteram) solleva due domande che Kelsen stesso non formula esplicitamente.
9(i) Perché, e in quale senso, le entità sociali sono le uniche entità che possano essere nulle (nichtig)?
10(ii) Le entità che sono nulle (nichtig) sono forse Nulla (Nichts)?
11Alla prima delle due domande è dedicato il § 1 del presente saggio (Perché, e in quale senso, le entità sociali sono le uniche entità che possano essere nulle [nichtig]?). Alla seconda delle due domande è dedicato il § 2 del presente saggio (Le entità che sono nulle [nichtig] sono forse Nulla [Nichts]?).
12Noi parliamo quotidianamente di entità sociali nulle (oggetti, atti, eventi, processi, stati di cose): un voto nullo, un contratto nullo, una legge nulla, un matrimonio nullo, un goal nullo, un licenziamento nullo, un testamento nullo, un referendum nullo, un regolamento nullo, un provvedimento nullo. Ma non parliamo di temporali nulli, di schiarite nulle, di fotosintesi nulla. Non parliamo di una nascita nulla o di una morte nulla.
13Perché, e in quale senso, sono proprio le entità sociali, ed esse soltanto, le uniche entità che possano essere nulle (nichtig)?
14Nell’opera Grundriß einer allgemeinen Theorie des Staates (Lineamenti di teoria generale dello stato), 1926 (§ 8), Kelsen afferma, come si è visto, che «nell’ambito del sociale, v’è un fenomeno che è del tutto assente nell’ambito della natura: la nullità (Nichtigkeit)».
15L’esempio che Kelsen formula è l’esempio dell’atto statale (Staatsakt) nullo («un’azione umana che si presenta con la soggettiva pretesa di validità di atto statale, senza essere tale oggettivamente»).
16Scrive Kelsen:
Eine menschliche Handlung kann Mit dem subjektiven Anspruch auftreten, als Staatsakt zu gelten, ohne es objektiv zu sein: ein nichtiger Staatsakt; nichtig, weil nicht den Anforderungen enstprechend, die die staatliche Ordnung an derartige Akte stellt (Hauptmann von Köpenick). Im Bereiche der Natur gibt es keine nichtigen Natur- oder Organsakte.
6 Ivi: 12; tr. it. 1933: 13.
Un’azione umana può presentarsi con la soggettiva pretesa di validità quale atto statale, senza essere tale oggettivamente. Esso è un atto statale nullo: nullo perché non rispondente ai requisiti stabiliti dall’ordinamento statale per tali atti (è il caso del capitano di Köpenick). Nell’ambito della natura non vi sono atti nulli: non atti naturali nulli, non atti di un organo che siano nulli6.
17Nel passo citato Kelsen evoca un episodio della cronaca tedesca avvenuto all’inizio del XX secolo: il celebre caso del falso capitano di Köpenick.
18Nella Germania di Guglielmo II, il 16 ottobre 1906, un calzolaio di nome Wilhelm Voigt aveva indossato l’uniforme di capitano dell’esercito prussiano, si era messo a capo di un gruppo di granatieri e dopo aver occupato il municipio di Köpenick (un quartiere a sud-est di Berlino), presentandosi come capitano dell’esercito, aveva arrestato il borgomastro e si era fatto consegnare il denaro della tesoreria.
19La citazione dell’episodio del falso capitano di Köpenick era senza dubbio significativa per i contemporanei di Kelsen (l’episodio divenne una commedia per opera di Carl Zuckmayer, intitolata appunto Il capitano di Köpenick [Der Hauptmann von Köpenick, 1931]).
20Ma l’episodio citato da Kelsen è anche filosoficamente provocante poiché nel comportamento del falso capitano di Köpenick si realizzano simultaneamente due fenomeni patologici della realtà sociale, che Kelsen tuttavia non distingue con chiarezza e unifica sotto il concetto di nullità (Nichtigkeit):
(i) il fenomeno della imperfezione-di-validità (la “non rispondenza dell’atto ai requisiti stabiliti da un ordinamento”);
7 Contraffazione-di-validità è nella mia teoria una delle due specie di contraffazione (contraffazio (...)
8 Nel caso del falso capitano di Köpenick la manifestazione verbale della pretesa si accompagna al c (...)
(ii) il fenomeno della contraffazione-di-validità7 (la “soggettiva pretesa dell’atto di avere una validità che l’atto, invece, non ha”8).
9 Imperfezione-di-validità e contraffazione-di-validità sono fenomeni patologici della realtà social (...)
21Ecco allora sdoppiarsi la domanda iniziale: Perché la nullità (Nichtigkeit)? in due nuove domande, rispettivamente, sull’imperfezione-di-validità e sulla contraffazione-di-validità9
(i) Perché, e in quale senso, soltanto per le entità sociali è possibile imperfezione-di-validità? (§ 1.2.1.)
(ii) Perché, e in quale senso, soltanto per le entità sociali è possibile contraffazione-di-validità? (§ 1.2.2.)
22Soltanto per le entità sociali è possibile imperfezione-di-validità poiché, a differenza delle entità non-sociali, le entità sociali sono entità rette da regole: sono entità relative a sistemi di regole.
10 Mi riferisco qui al lessico della teoria delle regole costitutive elaborata da Amedeo Giovanni Con (...)
23In particolare, la nullità della donazione deriva nel diritto italiano dal mancato soddisfacimento di quella regola anankastico-costitutiva (art. 782 cod. civ.) che pone la forma scritta come condizione di validità dell’atto della donazione nel diritto italiano10.
24Le entità sociali sono le uniche entità per le quali è possibile contraffazione-di-validità poiché, a differenza delle entità del mondo della natura, le entità sociali sono suscettibili di autoqualificazione, autointerpretazione, autoetichettamento (Selbstdeutung), come mostra l’esempio del falso capitano di Köpenick. Le entità sociali possono dichiarare quale sia il loro proprio senso.
25Scrive Kelsen:
Zwar kann der Akt – sofern er sich in gesprochenen oder geschriebenen Worten ausdrückt – selbst etwas über seine Bedeutung aussagen, seinen eigenen Sinn angeben. Darin liegt sogar eine besondere Eigentümlichkeit des der sozialen und insbesondere der juristischen Erkenntnis gegebenen Materials.
11 Kelsen 1933: 72; tr. it. 1933: 5.
Certamente l’atto, in quanto si esprime a voce o per iscritto, di per sé può dire qualcosa attorno al suo senso, può dichiarare il proprio senso. In ciò consiste una speciale caratteristica del materiale oggetto della conoscenza sociale e in particolare del materiale oggetto della conoscenza giuridica11.
26In che cosa consiste esattamente la contraffazione di una entità sociale?
27Confrontiamo la contraffazione di una entità sociale con la contraffazione di un’opera d’arte (work of art) come viene descritta dal filosofo americano Nelson Goodman (1906-1998).
12 «A forgery of a work of art is an object falsely purporting to have the history of production requ (...)
28Secondo Nelson Goodman, si ha contraffazione di un’opera d’arte quando «un oggetto pretende falsamente di avere la storia di produzione richiesta per l’originale»12.
29Nel caso della contraffazione di un’entità sociale, come la contraffazione operata dal capitano di Köpenick, il fenomeno della contraffazione rivela una peculiarità.
30Nella contraffazione di una entità sociale l’entità contraffatta viene presentata come avente una validità che essa non ha. In altri termini la contraffazione di una entità sociale non è contraffazione-di-identità, ma piuttosto contraffazione-di-validità.
31Per chiarire questa differenza introduco una distinzione terminologica e concettuale tra due specie di contraffazione.
32Distinguo pertanto due specie di contraffazione: contraffazione idiologica (o contraffazione-di-identità) (§ 1.3.1.) vs. una contraffazione eidologica (o contraffazione-di-validità) (§ 1.3.2.).
33Una prima specie di contraffazione, che chiamo contraffazione idiologica, si ha quando viene contraffatta una entità particolare, un îdion, appunto. Una contraffazione idiologica si ha quando una entità X è presentata falsamente come avente l’identità di un’entità particolare Y (l’originale). Si ha contraffazione idiologica ogni volta che si dichiara falsamente che un certo oggetto X sia l’oggetto Y.
34Una seconda specie di contraffazione, che chiamo contraffazione eidologica, si ha quando viene contraffatta una entità eidetica, un eîdos, appunto. Una contraffazione eidologica si ha quando quando una entità è presentata falsamente come realizzazione (“instanziazione”) di un eîdos. Per esempio: una promessa fatta ioci causa, un contratto simulato, lo spacciarsi per profeta.
35Nel lessico del filosofo americano Charles Sanders Peirce (1839-1914), contraffazione eidologica si ha quando una entità X è presentata falsamente come token del type Y.
36Quale rapporto v’è tra entità nulle e Nulla (Nichts)? Che ne è delle entità imperfette (invalide) e delle entità contraffatte?
37Sono forse le entità che sono nulle (imperfette e contraffatte) un Nulla (Nichts)?
38Formulo tre argomenti a sostegno della tesi secondo la quale le entità nulle non sono un Nulla (Nichts)?
39Il primo dei tre argomenti a sostegno della tesi secondo la quale le entità nulle (nichtig) non sono un Nulla (Nichts) è il seguente.
40Se un contratto nullo (nichtig) fosse Nulla (Nichts), come sarebbe possibile accertarne e dichiararne la nullità?
41Il mio argomento ha la forma di una reductio ad absurdum analoga a quella reductio ad absurdum presentata dal filosofo tedesco Adolf Reinach (1883-1917) nell’opera: Die apriorischen Grundlagen des bürgerlichen Rechtes (I fondamenti a priori del diritto civile), 1913.
42Ecco la reductio ad absurdum di Reinach.
43Secondo Reinach, le entità sociali (come pretesa e obbligo) sono qualcosa (Etwas) e non nulla (Nichts).
44Se fossero nulla (Nichts) come sarebbe possibile annullare un nulla mediante atti come la revoca o la rinuncia?
45Riproduco per intero il passo di Reinach:
Wird ein Versprechen vollzogen, so tritt Mit ihm etwas neues ein in die Welt. Es erwächst ein Anspruch auf der einen, eine Verbindlichkeit auf der anderen Seite. Was sind das für merkwürdige Gebilde? Sie sind Gewiss nicht Nichts.
13 Reinach 1913; tr. it.: 148.
Se viene fatta una promessa, con la promessa fa ingresso nel mondo qualcosa di nuovo: sorgono una pretesa (Anspruch) da un lato e un obbligo (Verbindlichkeit) dall’altro. Che sorta di entità (Gebilde) strane sono queste? Certamente, non è che esse siano nulla (nichts)13.
46Infatti, argomenta Reinach con una brillante interrogazione retorica:
Wie könnte man ein Nichts aufheben durch Verzicht oder durch Widerruf oder durch Erfüllung?
Come sarebbe possibile annullare un nulla (Nichts) mediante una rinuncia (Verzicht)? Come sarebbe possibile annientare un nulla mediante una revoca (Widerruf)? Come sarebbe possibile annullare un nulla mediante un adempimento (Erfüllung)14?
47Analogamente: se un contratto nullo (nichtig) fosse Nulla (Nichts) come sarebbe possibile accertare e dichiarare la nullità (Nichtigkeit) di quel contratto?
15 Cfr. Voltolini, Il nulla nulleggia ancora, in questo numero della “Rivista di estetica”: 99-113.
48Riprendendo una nota tesi di Martin Heidegger (Was ist Metaphysik? Che cos’è metafisica?) secondo il quale “il nulla nullifica”, si potrebbe dire: il nulla non può venire nullificato poiché è già nulla15.
49Ma vi è un secondo argomento a sostegno della tesi secondo la quale le entità nulle (nichtig) non sono un Nulla (Nichts).
50L’argomento fa leva sulla possibilità che, per esempio, un contratto nullo venga convertito (il verbo tedesco è umdeuten) in un contratto valido.
16 La figura giuridica della conversione dell’atto invalido è presente nel diritto civile di molti pa (...)
51Come sarebbe infatti possibile la conversione (Umdeutung) di un nulla (Nichts) in un qualcosa (Etwas)16?
2.3. Terzo argomento: l’argomento della valenza di una entità nulla
52Il terzo dei tre argomenti a sostegno della tesi secondo al quale le entità nulle (nichtig) non sono un nulla (Nichts) è il seguente.
53Quantunque giuridicamente invalide, le entità nulle possono avere una valenza giuridica.
54Primo esempio: la possibilità che un passaporto scaduto, quantunque non più valido, venga presentato tra i documenti validi nel momento in cui si chiede un nuovo passaporto.
55Secondo esempio: la valenza probatoria di un biglietto ferroviario invalido come alibi.
56Terzo esempio: il riconoscimento del figlio naturale in un testamento invalido.
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4 Sulle origini della antitesi “società vs. natura” cfr. Heinemann 1945. All’antitesi “society vs. nature” Kelsen aveva dedicato una monografia in lingua inglese nel 1943.
7 Contraffazione-di-validità è nella mia teoria una delle due specie di contraffazione (contraffazione-di-identità vs. contraffazione-di-validità), cfr. § 1.3.
8 Nel caso del falso capitano di Köpenick la manifestazione verbale della pretesa si accompagna al camuffamento, ossia alla esibizione di ciò che Searle chiamerebbe un indicatore di status (status indicator]: la divisa di capitano dell’esercito prussiano.
9 Imperfezione-di-validità e contraffazione-di-validità sono fenomeni patologici della realtà sociale che devono essere indagati separatamente. Qual è il rapporto tra questi due fenomeni? Non risponderò in questa sede a tale domanda. È possibile che la mancata distinzione tra questi due fenomeni derivi, in Kelsen, dal fatto che, negli atti giuridici, tutti i casi di contraffazione-di-validità sono casi di imperfezione-di-validità (mentre ovviamente non è vero l’inverso: non tutti i casi di imperfezione-di-validità sono casi di contraffazione-di-validità).
10 Mi riferisco qui al lessico della teoria delle regole costitutive elaborata da Amedeo Giovanni Conte, cfr. Conte et al. 2007.
12 «A forgery of a work of art is an object falsely purporting to have the history of production requisite for the (or an) original of the work» (Goodman 1976: 122). Cfr. Carrara e Soavi 2005.
16 La figura giuridica della conversione dell’atto invalido è presente nel diritto civile di molti paesi europei. Sul tema cfr. Gandolfi 1988.Torna su
Paolo Di Lucia, « 3.4. Il Nullo e il Nulla: alle radici dell’ontologia sociale », Rivista di estetica, 49 | 2012, 217-225.
Paolo Di Lucia, « 3.4. Il Nullo e il Nulla: alle radici dell’ontologia sociale », Rivista di estetica [Online], 49 | 2012, online dal 30 novembre 2015, consultato il 27 luglio 2017. URL : http://estetica.revues.org/1709 ; DOI : 10.4000/estetica.1709Torna su
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