Source: http://www.cortedicassazione.it/corte-di-cassazione/it/novita_in_evidenza.page?frame4_item=4
Timestamp: 2020-05-27 10:02:59+00:00
Document Index: 135645140

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'sentenza ', 'art. 309', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10']

Sentenza n. 12640 del 22 aprile 2020
In tema di lottizzazione abusiva, la Terza sezione ha affermato che la effettiva ed integrale eliminazione di tutte le opere eseguite, nonché d...
Inserito il: 23/04/2020 Maggiori dettagli
Descrizione: In tema di lottizzazione abusiva, la Terza sezione ha affermato che la effettiva ed integrale eliminazione di tutte le opere eseguite, nonché dei pregressi frazionamenti, cui sia conseguita, in assenza di definitive trasformazioni, la ricomposizione fondiaria e catastale dei luoghi nello stato preesistente, se dimostrata in giudizio ed accertata in fatto dal giudice del merito, rende superflua la confisca perché misura sproporzionata alla luce dei parametri di valutazione del principio di protezione della proprietà di cui all'art. 1 del Prot. n. 1, come interpretato dalla sentenza della Corte EDU del 28 giugno 2018, G.I.E.M. S.r.l. contro Italia.
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Sentenza n. 11959 del 10 aprile 2020
Integra il delitto di appropriazione indebita la sottrazione definitiva di “file” o “dati informatici” attuata mediante duplic...
Inserito il: 15/04/2020 Maggiori dettagli
Descrizione: Integra il delitto di appropriazione indebita la sottrazione definitiva di “file” o “dati informatici” attuata mediante duplicazione e successiva cancellazione da un personal computer aziendale, affidato all’agente per motivi di lavoro e restituito “formattato”, in quanto tali "dati informatici" – per struttura fisica, misurabilità delle dimensioni e trasferibilità - sono qualificabili come cose mobili ai sensi della legge penale.
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Sentenza n. 11803 del 9 aprile 2020
In tema di procedimento di riesame avverso provvedimenti impositivi di misure cautelari coercitive le Sezioni Unite hanno affermato che la persona det...
Inserito il: 10/04/2020 Maggiori dettagli
Descrizione: In tema di procedimento di riesame avverso provvedimenti impositivi di misure cautelari coercitive le Sezioni Unite hanno affermato che la persona detenuta o internata ovvero sottoposta a misura in concreto limitativa della possibilità di partecipare all’udienza camerale può esercitare il diritto di comparire personalmente all’udienza stessa solo se ne ha fatto richiesta, anche per il tramite del difensore, con l’istanza di riesame, ferma restando la facoltà di chiedere di essere sentita su specifici temi con l’istanza di differimento dell’udienza ai sensi dell’art. 309, comma 9-bis, cod. proc. pen.
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Sentenza n. 7760 del 8 aprile 2020
In tema di responsabilità civile del magistrato, la terza sezione civile della Corte ha cassato la sentenza d'appello di rigetto della doma...
Inserito il: 09/04/2020 Maggiori dettagli
Descrizione: In tema di responsabilità civile del magistrato, la terza sezione civile della Corte ha cassato la sentenza d'appello di rigetto della domanda di risarcimento dei danni proposta, nei confronti dell’autorità giudiziaria requirente, dai figli minori per l'uccisione della propria madre da parte del padre, avvenuta dopo la presentazione di reiterate denunce di minacce rivolte verso la vittima. La Corte ha stabilito che il giudice di merito essendo tenuto, nell’accertare il nesso causale fra la lamentata condotta omissiva (ravvisata nell'omessa perquisizione domiciliare e sequestro dell’arma da taglio con la quale l’omicida aveva già reiteratamente minacciato la moglie) ed il fatto lesivo, a compiere il cd. giudizio controfattuale in base al criterio del “più probabile che non”, non può escluderne l’incidenza sulla verificazione dell’evento solo perché questo si sarebbe comunque realizzato in altro modo, omettendo così di determinare, alla luce degli elementi di conferma disponibili nel caso concreto, la probabilità, positiva o negativa, che da detta condotta, ove posta in essere, potesse derivare un risultato idoneo ad evitare il rischio specifico di danno.
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Sentenza n. 11622 del 7 aprile 2020
La Seconda sezione ha affermato che la mancanza del nulla osta del pubblico ministero all’accertamento tecnico per il prelievo di reperti biolog...
Descrizione: La Seconda sezione ha affermato che la mancanza del nulla osta del pubblico ministero all’accertamento tecnico per il prelievo di reperti biologici e all’inserimento nella Banca dati nazionale del DNA del profilo da esso tipizzato non dà luogo ad inutilizzabilità, per violazione del disposto dell’art. 10 della legge 30 giugno 2009, n. 85, atteso che la norma non istituisce divieti probatori, ma attiene alle sole modalità formali di trasmissione del risultato dell’accertamento eseguito, la cui inosservanza non inficia la raccolta dei dati e le comparazioni da operare; né la mancanza del provvedimento del pubblico ministero, in mancanza di previsioni di legge in tal senso, si risolve in altra patologia invalidante l’accertamento eseguito.
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