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Timestamp: 2019-11-17 10:47:14+00:00
Document Index: 15523282

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art 22', 'art. 29', 'sentenza ', 'art. 22', 'art. 29']

| Quali requisiti urbanistici deve avere un locale per richiedere la licenza di somministrazione?
Quali requisiti urbanistici deve avere un locale per richiedere la licenza di somministrazione?
Date 16 luglio 2011
autorizzazioni sanitarie per aprire un bar
salve Vicepresidente,
ti contatto perché ho un dubbio in merito alle autorizzazioni che vengono rilasciate secondo l’art. 5 della legge N° 287 del 25 agosto 1991. In particolare volevo sapere se queste autorizzazioni vengono rilasciate per abilitare l’attività ad effettuare la somministrazione assistita, oppure servono ad abilitare l’attività a produrre determinati alimenti, oppure servono per entrambi i casi?
Inoltre ti chiedo se vengono rilasciate, oltre ai requisiti urbanistici, ecc., in funzione delle caratteristiche dei locali, anche se non ci sono ancora le attrezzature i macchinari.
Ti chiedo questo perché, alcune attività hanno le autorizzazioni (licenze), di tipo A e B, ma hanno gli strumenti e le attrezzature solo per attività da bar-pasticceria, però hanno altri locali vuoti e abbastanza grandi.
Un altro caso che ho riscontrato è che, un bar con un laboratorio di gelateria e friggitoria (unico laboratorio molto piccolo), con un bagno con relativo antibagno ad uso del personale, ma accessibile anche dal locale di somministrazione, ha ottenuto la licenza di tipo B, in questo caso la richiesta della licenza scatta perché ha il laboratorio o perché vuole effettuare la somministrazione assistita? Premetto che il locale di somministrazione gli permette di mettere solo due tavolini di 1 m per 1 m, perché lo spazio è molto ristretto.
Spero in un tuo chiarimento.
Per la prima domanda, ti rispondo che la licenze per bar viene rilasciata per effettuare la sola somministrazione. La presenza di un laboratotio di pasticceria o gelateria o altro non è assolutamente vincolante per il rilascio della stessa licenza; ma prevede, semmai, altri vincoli strutturali per l’attività, come la presenza di almeno un’altro bagno ad uso esclusivo del personale ed un per gli avventori.
il fatto che l’attività non sfrutti la licenza di cui dispone non è rilevante.
Nel caso del laboratorio di gelateria con friggitoria, con bagno accessibile dalla zona vendita, mi pare strano che il bagno non comunichi direttamente col laboratorio. Il fatto che abbia ottenuto su richiesta al Comune la licenza di tipo B per bar, non gli consente di poterla sfruttare in quanto ha carenze strutturali gravi come la mancanza del secondo bagno per gli avventori. Per rispondere alla tua domanda, la licenza viene rilasciata solo perchè richiesta; anche se mancano i requisiti strutturali.
Mi auguro di essere stato chiaro.
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20 febbraio 2012 at 23:54
vorrei aprire un pub-paninoteca è un locale sottostante ad un palazzo in città dove i condomini non vogliono ci siano locali pubblici possono impedirmelo? quali sono i regolamenti in questo caso? Grazie per la risposta.
23 febbraio 2012 at 19:14
Gentile Sig.ra Carmen,
Credo che sia competenza di un avvocato
25 agosto 2011 at 11:54
gentile Dottor Martino,
sono il proprietario di una tabaccheria ricevitoria in firenze (no centro storico) volevo inserirci una caffetteria ma contattando il suap di Firenze mi hanno detto che servono obbligatoriamente dei bagni per il pubblico. Ho letto sul sito aprireunbar.com (e da quel sito ho preso il suo nominativo) che se il bar è da ASPORTO ovvero non consente la sosta non necessita di bagni per il pubblico. Nel regolamento comunale di Firenze (art 22 del Piano della funzione di somministrazione ed art. 29 del Regolamento di Polizia Municipale) è indicato espressamente l’obbligatorietà del bagno pubblico a prescindere dalla tipologia del locale (con o senza sosta) però una sentenza del TAR Toscana n. 691/2010 conclude un contenzioso abrogando proprio quei commi, di seguito uno stralcio:
…In definitiva, il ricorso è fondato e deve essere accolto, attesa la fondatezza del secondo, del terzo e del quarto motivo e con assorbimento del primo. Per conseguenza, va pronunciato l’annullamento delle previsioni gravate, e cioè dell’art. 22, comma 1, del Piano della distribuzione e localizzazione della funzione di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande (approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 2008/C/00071 datata 24 luglio 2008), nonché dell’art. 29, comma 3, del Regolamento di Polizia Municipale, approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 69, di pari data….
In comune pero’ continuano a dire che senza bagno pubblico non avro’ il permesso per la caffetteria neppure se senza sosta.
Vista la sua esperienza le chiedo, dovrei effettuare la DIA e poi al rifiuto di autorizzazione per questi motivi adire le vie legali? Entro quanto tempo l’iter medio per questo genere di contenzioso?
27 agosto 2011 at 14:54
Gentile Sig. Andrea, Premetto che la materia di avvocatura non rientra tra le mie competenze. Credo che la procedura da Lei indicata possa essere plausibile; ma affronti la questione già con un legale, visto che normative e sentenze sono dalla Sua parte.
24 agosto 2011 at 20:41
salve sono uno chef di salerno
la mia domanda e’ questa
ho un locale commerciale tutto in pietra anni 30 di 25mq di mia proprieta’
la mia idea e quella di realizzare un mini ristorante con un solo tavolo per 2 persone allora devo rispettare i requisiti minimi oppure lei crede che si potrebbe fare diversamente.
24 agosto 2011 at 20:42
Gentile SIg. Domenico, per una domanda così particolare, le consiglio di chiedere all’ASL di Zona reparto SIAN.
20 agosto 2011 at 18:44
Egr. Dott. Martino,
innanzitutto la ringrazio per condividere online queste informazioni molto utili.
Possiedo una licenza di somministrazione alimenti e bevande, con conseguente autorizzazione sanitaria.
Avendo necessità di aprire un secondo punto di somministrazione sempre all’interno dello stesso locale, mi chiedevo se necessitava di un’ulteriore licenza o fosse sufficiente chiedere autorizzazione sanitaria per il nuovo punto, o se serve solo comunicazione apposita.
Il nuovo punto non avrebbe locale di preparazione perchè già sufficiente quello pre esistente.
In parole povere è solo un bancone in più posizionato a distanza di 10 metri nello stesso locale dal bancone precedente e dove l’attività svolta è identica (nella somministrazione) a quella già attualmente svolta.
20 agosto 2011 at 18:51
Gentile Sig. Manuel,
Per aggiungere un nuovo bancone di somministrazione, occorre solo fare una integrazione all’attuale aurtorizzazione con una DIA sanitaria presso ASL. Le consiglio di recarsi presso gli uffici asl reparto SIAN per ricevere i moduli DIA e le informazioni sulla documentazione da presentare