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Timestamp: 2020-01-18 22:58:28+00:00
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marchi e brevetti | 26 Febbraio 2015
Illecito l’altrui uso non descrittivo del marchio patronimico della società di capitali
In tema di marchio patronimico di società di capitali e quindi di proprietà industriale, un segno distintivo costituito da nome anagrafico e validamente registrato come marchio non può essere adottato, in settori merceologici identici o affini, come marchio e/o come denominazione sociale di altra impresa: così, si configura scorrettezza professionale in caso di inserimento, nella denominazione sociale, del cognome di uno dei soci coincidente col nome precedentemente incluso in un marchio già registrato da terzi, salvo vi sia una reale esigenza descrittiva inerente l’attività, i prodotti o i servizi offerti.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 3806/15; depositata il 25 febbraio)
La tutela del marchio debole non è rafforzata dall’uso trentennale
Un marchio debole non cessa di essere tale solo perché utilizzato per un lungo lasso di tempo.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 3803/15; depositata il 25 febbraio)
marchi e brevetti | 10 Febbraio 2015
La parola “slimmer” richiama la funzione dimagrante del prodotto: escluso il diritto di esclusiva
Nel caso di parole straniere utilizzate come marchio denominativo, al fine di valutare la validità del marchio sotto il profilo della capacità distintiva, si deve accertare il grado di diffusione e comprensione del significato della parola nel territorio nel quale è chiesta la registrazione del marchio, anche con riferimento alla destinazione e ad ogni altra caratteristica del prodotto; deve valutarsi come descrittivo il segno che presenti con il prodotto un nesso sufficientemente concreto e diretto, in quanto divenuto parte del patrimonio linguistico comune in quel territorio e quindi capace di richiamarlo in maniera diretta e immediata nella percezione di un consumatore medio normalmente avveduto ed informato.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 2405/15; depositata il 9 febbraio)
marchi e brevetti | 13 Marzo 2014
La prova della buona fede non rileva ai fini dell'azione di usurpazione o contraffazione del marchio
In tema di marchi, il titolare di un diritto di marchio può opporsi all'importazione dei prodotti provenienti da un paese extracomunitario, e contrassegnati (anche legittimamente) con il suo marchio, sempre che egli (ovvero altro soggetto da lui legittimato) non abbia consentito all'introduzione ulteriore di quei beni nel mercato europeo, e senza che assuma ulteriore rilievo la circostanza di un eventuale regolare sdoganamento dei prodotti in un paese dell'Unione Europea, risultando ciò del tutto irrilevante sul piano giuridico.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 5722/14; depositata il 12 marzo)
marchi e brevetti | 16 Settembre 2013
Una denominazione geografica non più ufficialmente usata rimane pienamente valida ed efficace, se la sua notorietà perdura
La denominazione geografica continua a rivestire piena validità ed efficacia quando la sua notorietà perdura, ancorché essa non sia più ufficialmente usata, se rimasta nell’uso comune del linguaggio e se, comunque, continua a rimanere nota alle popolazioni.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 21023/13; depositata il 13 settembre)
marchi e brevetti | 04 Luglio 2013
Gucci vs Guess: la lettera G è un segno distintivo?
Una brutta sorpresa quella che il Tribunale di Milano – Sezione Imprese (Proprietà industriale e intellettuale) ha riservato per Guccio Gucci Spa in materia di marchi e segni distintivi. La prestigiosa casa di moda fiorentina aveva infatti convenuto in giudizio nel maggio 2009 la concorrente statunitense Guess? Inc. per contraffazione di marchi e per connessa concorrenza sleale.
marchi e brevetti | 24 Settembre 2012
I marchi degli uomini e delle donne sono uguali … ma uno è contraffatto
Una società produce abbigliamento da uomo e l’altra da donna, tuttavia i marchi sono troppo simili e confondibili tra loro. La contraffazione c’è eccome.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 15957/12; depositata il 20 settembre)
(Corte di Giustizia UE, Grande Sezione, sentenza 19 giugno 2012, causa C-307/10)
marchi e brevetti | 13 Giugno 2012
Contraffazione per equivalenza: quando può essere esclusa?
In tema di contraffazione di brevetto per equivalenza, al fine di valutare se la realizzazione contestata possa considerarsi equivalente a quella brevettata, costituendone contraffazione, occorre accertare se, nel permettere di raggiungere il medesimo risultato finale, essa presenti carattere di originalità, offrendo una risposta non banale, né ripetitiva della precedente. La valutazione deve farsi tenendo conto delle conoscenze del tecnico medio che si trovi ad affrontare il medesimo problema.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 9548/12; depositata il 12 giugno)
marchi e brevetti | 14 Luglio 2011
Anche eBay è responsabile se gli utenti vendono merce contraffatta
La Corte Ue dà ragione a L'Oreal in materia di violazione del diritto dei marchi: niente esonero di responsabilità per il gestore di un mercato online, se svolge un ruolo attivo che gli consente un controllo sui dati relativi alle offerte.
(Corte di Giustizia UE, Grande Sezione, sentenza 12 luglio 2011, causa C-324/09)