Source: https://www.fitadvisor.it/blog/speciale-coronavirus-disposizioni-fiscali
Timestamp: 2020-06-06 19:40:05+00:00
Document Index: 125722650

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 67', 'art. 7', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 96', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 28', 'art. 47', 'art. 54', 'art. 4']

Speciale Coronavirus: sintesi disposizioni fiscali - Fiscalità - FitAdvisor
La presente trattazione ha l’obiettivo di approfondire e commentare alcune specifiche disposizioni normative, emanate a seguito dell’emergenza epidemiologica COVID-19, con particolare attenzione ai riflessi operativi per associazioni, società sportive dilettantistiche e collaboratori sportivi.
E’ doverosono precisare che le disposizioni normative e regolamentari si susseguono continuamente, quasi senza soluzione di continuità; di seguito vengono analizzate le misure introdotte dal D.L. 17/3/2020 n. 18, è possibile che, in sede di conversione in legge, vengano apportate delle modifiche alle norme in questione, o che ne vengano emanate altre, che saranno eventualmente oggetto di un successivo approfondimento
CREDITO DI IMPOSTA PER CANONI DI LOCAZIONE DI NEGOZI E BOTTEGHE
INDENNITA’ PER COLLABORATORI SPORTIVI
DOMANDE FREQUENTI CIRCA L’INDENNITA’ A COLLABORATORI SPORTIVI E FAC SIMILE DI ACCORDI INTEGRATIVI AI CONTRATTI DI COLLABORAZIONE PER SOSPENSIONE ATTIVITA’ E ANTICIPAZIONE COMPENSI
L’INDENNITA’ PER PROFESSIONISTI CON PARTITA IVA
AMMORTIZZATORI SOCIALI – LA CIG
FINANZIAMENTI A PMI – SOSPENSIONE PAGAMENTO RATE MUTUI, LEASING – MORATORIA ABI
- ADEMPIMENTI PRATICI PER LA RICHIESTA DI SOSPENSIONE DI FINANZIAMENTI O MORATORIE
DISPOSIZIONI PER COLORO CHE HANNO IN ESSERE UN MUTUO PRIMA CASA
PAGAMENTO UTENZE E DEBITI VERSO FORNITORI
Sospensione dei versamenti di canoni di locazioni e concessori per il settore sportivo
L’articolo 95 del D.L. 17/3/2020 n. 18 stabilisce che
Per le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva, le società e associazioni sportive, professionistiche e dilettantistiche, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato, sono sospesi, dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 maggio 2020, i termini per il pagamento dei canoni di locazione e concessori relativi all’affidamento di impianti sportivi pubblici dello Stato e degli enti
I versamenti dei predetti canoni sono effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di giugno
La predetta sospensione e rateazione dei pagamenti è prevista solo per gli enti e società che gestiscono impianti in strutture ed immobili di proprietà pubblica, mentre nessuna sospensione è disposta dalla legge per coloro che svolgono attività sportiva all'interno di immobili di proprietà privata.
Ne consegue che chi gestisce strutture che operano in locali di proprietà di privati, e voglia ottenere una sospensione o riduzione del canone di locazione, deve interpellare il proprietario e concordare un differimento nel pagamento o una riduzione del canone di locazione; precisiamo che, per i contratti di locazione registrati all'Agenzia delle Entrate, eventuali riduzioni devono essere pattuite mediante accordo scritto integrativo e rettificativo del contratto originario, ed è opportuno attribuire data certa a tali pattuizioni.
Circa la registrazione all'Agenzia delle Entrate si precisa che non sussiste l'obbligo di procedere alla registrazione, fatta salva l’ipotesi in cui il predetto accordo di riduzione del canone venga formalizzato nella forma dell'atto pubblico o della scrittura privata autenticata; tuttavia è consigliabile procedere volontariamente alla registrazione dell'accordo di riduzione per tali motivazioni:
ottenere una riduzione dell’imposta di registro annualmente dovuta;
ottenere una riduzione della base imponibile Iva, se il contratto è soggetto all'Iva;
per il locatore avere una data certa da cui ridurre il reddito fondiario dichiarato e contrastare così il discutibile orientamento dell’Amministrazione finanziaria volto a contestare riduzioni del reddito dichiarate in assenza di atto
Per completezza si evidenzia che, ai sensi dell’art. 19 del D.L. 12.09.2014, n. 133 per la registrazione dell’accordo di riduzione del canone di un contratto di locazione in essere non è dovuta l’imposta di registro e l’imposta di bollo (Circ. Ag.Entrate 8.04.2016, n. 12/E).
L’articolo 65 del D.L. 17/3/2020 n. 18 stabilisce quanto segue.
Al fine di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19, ai soggetti esercenti attività d’impresa è riconosciuto, per l’anno 2020, un credito d’imposta nella misura del 60 per cento dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, di immobili rientranti nella categoria catastale C/1.
Si tratta di un credito di imposta, pari al 60% del canone di locazione del mese di marzo 2020, che compete esclusivamente:
ai soggetti che svolgono attività di impresa; sono quindi escluse asd e enti associativi, si ritiene (salvo diversa precisazione miniteriale) che possano rientrarvi le società sportive dilettantistiche senza fini di lucro, se in possesso dei restanti
agli immobili classificati catastalmente nella categoria C/1 (generalmente gli impianti sportivi sono nella categoria D).
Il predetto credito non spetta ai soggetti esercenti le attività c.d. “essenziali” di cui agli Allegati 1 e 2, DPCM 11.3.2020 (ad esempio, negozi di alimentari, farmacie, ecc.);
L’impatto pratico di tale norma per gli enti non commerciali ammessi è ridotto, in quanto l’agevolazione in questione consiste in un credito di imposta che potrà essere utilizzato solamente a scomputo di eventuali imposte; ne consegue che le società che svolgono solo attività istituzionali o non commerciali non avranno imposte da compensare e quindi, di fatto, non potranno usufruire dell’agevolazione.
L’articolo 96 del D.L. 17/3/2020 n. 18 stabilisce quanto segue.
L’indennità di cui all'articolo 27 è riconosciuta da Sport e Salute S.p.A., nel limite massimo di 50 milioni di euro per l’anno 2020, anche in relazione ai rapporti di collaborazione presso federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, società e associazioni sportive dilettantistiche, di cui all’art. 67, comma 1, lettera m), del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, già in essere alla data del 23 febbraio 2020. Il predetto emolumento non concorre alla formazione del reddito ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
Le domande degli interessati, unitamente all'autocertificazione della preesistenza del rapporto di collaborazione e della mancata percezione di altro reddito da lavoro, sono presentate alla società Sport e Salute s.p.a. che, sulla base del registro di cui all’art. 7, comma 2, del decreto legge 28 maggio 2004, n. 136, convertito in legge 27 luglio 2004, n. 186, acquisito dal Comitato Olimpico Nazionale (CONI) sulla base di apposite intese, le istruisce secondo l’ordine cronologico di presentazione.
La norma prevede il riconoscimento di un’indennità di € 600 per il 2020 anche a favore dei soggetti con rapporti di collaborazione ex art. 67, comma 1, lett. m), TUIR, già in essere il 23.2.2020, presso federazioni sportive nazionali / enti di promozione sportiva / società /associazioni sportive dilettantistiche; si tratta di compensi sportivi e amministrativi gestionali erogati in base all'articolo 67 del Tuir.
Da non confondere quindi con i compensi di collaborazione coordinata e continuativa corrisposti a coloro che sono iscritti alla gestione separata Inps.
L’indennità è erogata da Sport e Salute Spa previa
autocertificazione attestante la preesistenza del rapporto di collaborazione (anteriore al 23/2/2020) e la mancata percezione di altro reddito da lavoro
Per il percipiente l’indennità non concorre alla formazione del reddito.
In attesa dell’emanazione delle disposizioni attuative, suggeriamo di preparare la seguente documentazione (salvo successiva integrazione o aggiornamento quando sarà emanato il decreto):
a) contratto firmato tra la asd/ssd e il collaboratore (lo Studio da tempo ha suggerito di attribuire data certa ai predetti contratti, mediante invio del contratto tramite Pec: chi lo avesse fatto ora si troverà avvantaggiato, in quanto potrà dimostrare in modo certo il requisito richiesto dalla legge, cioè la data di stipula del contratto anteriore al 23/2/2020);
b) certificato di iscrizione al Coni della asd / ssd con cui il collaboratore ha stipulato il contratto;
c) tesseramento in corso di validità, anche se ad oggi non è dato sapere se verrà richiesto il requisito del tesseramento per il collaboratore
d) copia delle ricevute di pagamento dei compensi antecedenti al 23/2/2020.
Domande frequenti circa l'indennità a collaboratoti sportivi e Fac Simile di accordi
INTEGRATIVI AI CONTRATTI DI COLLABORAZIONE PER SOSPENSIONE ATTIVITA’ E ANTICIPAZIONE COMPENSI
Sono pervenute in Studio richieste di chiarimento circa la predetta indennità, riportiamo le domande più ricorrenti, precisando che ad alcune delle quali non possiamo dare risposte certe fintanto che verranno emanate istruzioni precise.
• dal momento che la asd o ssd di cui sono legale rappresentante è chiusa dal 23/2/2020, come devo comportarmi con il contratto in essere con il collaboratore? E’ opportuno pattuire una sospensione?
E’ opportuno pattuire per iscritto la sospensione del contratto e attribuire data certa a tale pattuizione (tramite Pec o raccomandata).
Se il contratto prevede delle clausole di sospensione della prestazione in presenza di cause di forza maggiore è opportuno invocare tali clausole, diversamente è consigliabile da parte della asd o ssd redigere una comunicazione da inviare al collaboratore via Pec o raccomandata su carta intestata dell’asd o ssd, firmata dal legale rappresentante e riportante il seguente contenuto:
COMUNICAZIONE DA INVIARE AI COLLABORATORI PER SOSPENSIONE ATTIVITA’ E VENIR MENO DEL DIRITTO AL COMPENSO
Come noto, a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, sono stati emanati decreti da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri che hanno disposto la chiusura forzata della nostra attività.
Ne consegue l’impossibilità di eseguire la prestazione lavorativa oggetto del contratto di collaborazione stipulato in data (riportare la data di stipula del contratto con l’istruttore o il collaboratore amministrativo ex art. 67 comma 1 lett. m) del D.P.R. 917/1986).
Trattandosi di una sospensione forzata e indotta da causa di forza maggiore, all'impossibilità di eseguire la prestazione lavorativa consegue la mancata maturazione del compenso contrattualmente pattuito.
La predetta sospensione lavorativa e diritto alla maturazione del relativo compenso opererà, nostro malgrado, fino alla data di riapertura delle strutture sportive stabilita con provvedimenti legislativi.
La asd o ssd che volesse corrispondere il compenso al collaboratore, nonostante la mancata prestazione lavorativa a causa della forzata chiusura dell’attività, può anticipare il corrispettivo considerandolo come acconto sui futuri compensi che matureranno dal momento dell’apertura e conseguente riattivazione dei corsi sportivi?
Come nel caso precedente, è consigliabile redigere un accordo scritto tra asd / ssd e collaboratore nel quale si esplicita che:
il corrispettivo viene erogato dalla asd / ssd al collaboratore quale anticipo dei compensi che matureranno a favore del collaboratore stesso dopo la cessazione dell’obbligo di chiusura forzata;
il contratto si intende sospeso solo limitatamente al periodo di forzata chiusura dell’attività;
il collaboratore assume l’impegno di svolgere le prestazioni oggetto del contratto stipulato in data………al termine del periodo di sospensione forzata dell’attività e quindi, con la sottoscrizione del presente accordo integrativo, assume formalmente l’onere di recuperare le ore di attività corrispondenti ai compensi anticipati dal committente;
qualora al momento della riapertura dell’attività il contratto fosse scaduto o il corso sportivo cessato o sospeso, il collaboratore si assume l’impegno di eseguire la prestazione lavorativa corrispondente al compenso anticipato, concordandone modalità e tempistiche con il committente.
Se la asd o ssd paga il collaboratore per il mese di marzo (a prescindere dal fatto che lo stesso abbia espletato la sua attività, essendo stata chiusa la struttura sportiva) il collaboratore può ugualmente presentare la richiesta di indennità?
Pur non potendo fornire una risposta in assenza di esplicite indicazioni, precisiamo che se l’intento della legge era fornire un indennizzo una tantum ai collaboratori, è ininfluente il fatto che lo stesso abbia lavorato o meno.
Se il collaboratore percepisce mensilmente meno di 600 euro gli compete l’indennità piena o meno?
Come sopra precisato la risposta potrebbe essere positiva solo se l’intenzione è quella di risarcire forfettariamente questi lavoratori a prescindere dall’entità del compenso contrattualmente pattuito.
L’amministratore di Srl può percepire l’indennità?
Se l’amministratore non ha stipulato un contratto sportivo e non percepisce compensi ex art. 67 comma 1 lett. m) Tuir non ha diritto all’indennità prevista dall’articolo 96 del Dl 18/2020.
Chi presenta la domanda per percepire l’indennità?
Sarà il collaboratore a dover presentare la domanda a Sport & Salute Spa autocertificando di non percepire altri redditi.
L'istruttore libero professionista con partita Iva ha diritto all'indennità?
I professionisti con partita Iva iscritti alla gestione separata Inps non possono percepire l’indennità prevista dall’art. 96 del DL 18/2020 ma un’altra indennità (vedi successivo punto 5).
L'indennità per professionisti con partita Iva
Opportuno precisare che l’indennità prevista dall’articolo 96 del DL 18/2020 (per collaboratori sportivi) non è da confondere con le indennità ex art. 27 e 28 dello stesso D.L.
Nello specifico l’indennità ex art. 27 è quella disposta per il mese di marzo a favore dei seguenti soggetti:
lavoratori autonomi titolari di partita Iva attiva al 23.2.2020 iscritti alla Gestione separata INPS, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie;
soggetti titolari di rapporti di co.co.co. attivi alla medesima data iscritti alla Gestione separata INPS, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali
L’ art. 28 del D.L. 18/2020 prevede il riconoscimento di un’indennità per il mese di marzo di € 600 a favore dei lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’Ago (Assicurazione generale obbligatoria) – artigiani e commercianti - non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, ad esclusione della Gestione separata INPS.
Le indennità previste dai predetti articoli 27 e 28 potranno essere richieste dall’1/4/2020, saranno erogate dall’Inps e non concorreranno a formare il reddito del percipiente.
L’istruttore con partita Iva iscritto alla Gestione Separata dovrà quindi presentare domanda all’Inps, utilizzando Pin, Spid o Carta Nazionale dei Servizi.
Infine l’articolo 38 del D.L. 18/2020 disciplina l’indennizzo a favore dei lavoratori iscritti al Fondo Pensioni dello Spettacolo (FPLS), stabilendo quanto segue:
Tale disposizione è da applicare da parte delle asd e ssd che abbiano iscritto i propri collaboratori alla gestione Inps ex Enpals.
In materia di misure a sostegno del lavoro, l’articolo 19 del D.L. 18/2020 introduce disposizioni per agevolare i datori di lavoro con dipendenti, disponendo quanto segue:
In sostanza le asd e ssd con dipendenti in forza possono presentare domanda di CIG usufruendo di disposizioni semplificate: non vi è necessità di accordo sindacale, ma è necessaria l’informazione, la consultazione e l’esame congiunto che devono essere svolti anche in via telematica entro i tre giorni successivi a quello della comunicazione preventiva.
I lavoratori destinatari dell’intervento devono risultare alle dipendenze dei datori di lavoro richiedenti la prestazione alla data del 23 febbraio 2020.
Finanziamenti a PMI, sospensione pagamento mutui, leasing, moratoria ABI
L’articolo 56 del D.L. 18/2020 introduce misure di sostegno finanziario alle micro, piccole e medie imprese colpite dall’epidemia di COVID-19, prevendendo quanto segue.
Al fine di sostenere le attività imprenditoriali danneggiate dall’epidemia di COVID-19 le Imprese, come definite al comma 5, possono avvalersi dietro comunicazione delle seguenti misure di sostegno finanziario:
per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 è sospeso sino al 30 settembre 2020 e il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti; è facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto
Possono beneficiare delle misure di cui al comma 2 le Imprese le cui esposizioni debitorie non siano, alla data di pubblicazione del presente decreto, classificate come esposizioni creditizie deteriorate ai sensi della disciplina applicabile agli intermediari
Innanzitutto è opportuno precisare che le predette misure finanziarie:
sono usufruibili dalle Piccole e Media Imprese (PMI) come definite dalla Raccomandazione della Commissione UE n. 2003/361/CE (dovrebbero essere incluse, ma è doveroso un chiarimento ministeriale, le società sportive dilettantistiche in quanto la norma non esclude dal beneficio soggetti non aventi finalità di lucro. Sono invece escluse le asd in quanto enti associativi e non imprese);
possono beneficiare delle suddette misure i soggetti le cui esposizioni debitorie non siano al 17.3.2020 classificate come esposizioni creditizie deteriorate ai sensi della disciplina applicabile agli intermediari creditizi; in sostanza l’impresa, al momento della pubblicazione del Decreto (17.3.2020), deve essere in bonis, vale a dire che non ha posizioni debitorie classificate come esposizioni deteriorate, ripartite nelle categorie sofferenze, inadempienze probabili, esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate. In particolare, non deve avere rate scadute (ossia non pagate o pagate solo parzialmente) da più di 90 giorni.
Il periodo di sospensione comprende la rata in scadenza il 30.9.2020, vale a dire che la rata in scadenza il 30.9 non deve essere
Al fine di avvalersi delle agevolazioni in esame è necessario autocertificare la temporanea carenza di liquidità quale conseguenza diretta dell’epidemia da COVID-19.
E’ importante sapere che, in relazione a tali proroghe e sospensioni, le banche NON hanno la possibilità di valutare autonomamente se accettare le richieste o modificarne le condizioni contrattuali in funzione della situazione economico-finanziaria dei debitori, in quanto si tratta di disposizioni di legge che non prevedono un intervento valutativo discrezionale dal parte delle banche.
Particolarmente interessanti sono quindi le disposizioni introdotte dall’articolo 56 del D.L. 18/2020 in quanto le piccole e medie imprese in difficoltà a causa dell’emergenza Coronavirus hanno la possibilità, con una comunicazione non soggetta ad alcun tipo di istruttoria o valutazione da parte della banca, di garantire il mantenimento delle linee di credito in essere e ottenere una dilazione sulle rate di mutui, finanziamenti e canoni di leasing.
L’utilizzo delle predette misure finanziarie deve essere valutato con attenzione da parte delle ssd che hanno
stipulato mutui, finanziamenti o leasing per la costruzione o ristrutturazione dell’immobile, per l’acquisto di attrezzature ecc.
È facoltà dell’impresa chiedere la sospensione dell’intera rata o dell’intero canone o solo della quota capitale. Ricordiamo infine che non rientrano nell’ambito di applicazione della norma i finanziamenti concessi successivamente al 17 marzo 2020.
Adempimenti pratici per la richiesta di sospensione di finanziamenti e moratorie
Sul sito internet del Mef sono state pubblicate le istruzioni operative per la richiesta di sospensione delle rate dei finanziamenti in corso o per ottenere forme di moratoria.
Il Ministero precisa che la comunicazione può essere inviata da parte dell’impresa anche via PEC, ovvero attraverso altri meccanismi che consentano di tenere traccia della comunicazione con data certa.
È utile che l’impresa comunque contatti la banca o l’intermediario finanziario per valutare le opzioni migliori, tenuto conto che nel “Decreto Cura Italia” sono previste anche altre importanti misure a favore delle imprese, ad esempio quelle che prevedono l’intervento del Fondo di garanzia PMI.
Le banche possono inoltre offrire ulteriori forme di moratoria, ad esempio quelle previste dall’apposito accordo tra l’Abi e le rappresentanze di impresa, ampliato e rafforzato il 6.3 scorso.
di essere consapevole delle conseguenze civili e penali in caso di dichiarazioni mendaci ai sensi dell’art. 47, DPR 445/2000.
Al momento non è ancora stata predisposta una modulistica uniforme tra gli istituti di credito; spesso sono richiesti allegati da inoltrare via Pec e la successiva sottoscrizione della pratica.
Come già precedentemente precisato, è stato potenziato e ampliato il Fondo Centrale di Garanzia per le PMI, anche per la rinegoziazione dei prestiti esistenti, attraverso un aumento delle risorse disponibili e la semplificazione delle procedure per l’ottenimento della garanzia in relazione a nuovi prestiti.
In alternativa ricordiamo la possibilità di chiedere alle banche la MORATORIA; ossia il rinvio di un anno del pagamento o la rimodulazione del piano di finanziamento prevista dall'Accordo per il Credito 2019 dell'Abi, che ha esteso la sua applicabilità anche al 2020.
Circa le condizioni economiche che si applicano alla moratoria, la legge prevede espressamente l’assenza di nuovi e maggiori oneri per entrambe le parti, le imprese e le banche.
La banca non potrà quindi applicare commissioni in relazione all'operazione di sospensione.
Circa il rimborso delle rate sospese per effetto della moratoria, il Ministero ha precisato quanto segue.
Per completezza riportiamo anche la disposizione volta ad agevolare i privati cittadini che, a causa della riduzione della propria attività lavorativa, si trovano in difficoltà a garantire il regolare pagamento delle rate del mutuo prima casa.
A tal fine il Ministero ha precisato che, ai sensi dell’art. 54, i benefici del fondo Gasparrini, che consente ai titolari di un mutuo contratto per l’acquisto della prima casa di beneficiare della sospensione del pagamento delle rate fino a 18 mesi al verificarsi di specifiche situazioni di temporanea difficoltà (quali tra l’altro la perdita del lavoro ovvero la cassa integrazione), vengono estesi anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che autocertifichino un calo apprezzabile (superiore al 33%) del fatturato. Il Decreto ministeriale di attuazione è in corso di emanazione.
Il Ministero ha esplicitamente chiarito che la sospensione di rate e finanziamenti non si applica al credito al consumo.
La presente disposizione interessa quindi gli utenti o tesserati di associazioni o società sportive dilettantistiche che hanno stipulato contratti con società specializzate per i finanziamenti nella tipologia del credito al consumo.
Per quanto riguarda i consumi elettrici, di gas, acqua e telefonici il D.L. 18/2020 non prevede alcune agevolazione, quindi né riduzioni né sospensioni.
Precisiamo però che normalmente i gestori erogatori dei predetti servizi prevedono la possibilità di dilazionare i pagamenti con addebito di interessi contenuti; consigliamo quindi di prendere contatti con i singoli operatori e chiedere modalità e condizioni per ottenere una rateizzazione dei pagamenti.
Come unica deroga a quanto sopra detto, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) ha sospeso tutti i distacchi per morosità fino al 3.04.2020 e concesso una dilazione di 60 giorni ai beneficiari dei bonus sociali di luce, gas e acqua, per il rinnovo. La sospensione del pagamento delle bollette è prevista dall’art. 4, D.L. 2.03.2020, n. 9, solo per i cittadini degli 11 Comuni della zona rossa e Vo’ Euganeo.
Allo stesso modo la legge non prevede alcuna disposizione circa i pagamenti degli altri fornitori.
Qualora la asd / ssd ritenga di non essere in grado di effettuare il regolare pagamento della fattura del fornitore alla scadenza pattuita, è consigliabile contattare per tempo il fornitore e fare presente la momentanea carenza di liquidità; è opportuno poi addivenire ad un accordo scritto nel quale si pattuisce il differimento dell’originaria scadenza di pagamento.
Nel caso in cui il pagamento venga effettuato mediante ricevuta bancaria, è fortemente sconsigliabile lasciare impagata la ricevuta bancaria senza preventiva segnalazione al creditore, in quanto in tal caso la banca vi considererebbe “cattivi pagatori” con conseguente peggioramento del vostro livello di affidabilità agli occhi del sistema bancario, e il fornitore si troverebbe, senza preavviso, sprovvisto della liquidità corrispondente al credito che vanta nei vostri confronti, valutandovi di conseguenza come operatore economico di dubbia solidità.
In sintesi quindi: una temporanea carenza di liquidità può essere opportunamente gestita e risulterà superabile, diversamente non pagare in assenza di dialogo e specifiche pattuizioni con i creditori genera un danno di immagine assolutamente da evitare, soprattutto in questo periodo, al fine di non aggiungere alle inevitabili perdite economiche causate dalla chiusura forzata, ulteriori mancati guadagni eventualmente
indotti da una svalutazione della credibilità dell’azienda.
Molte asd e ssd ci hanno chiesto la fattibilità di iniziative quali lezioni o corsi sportivi svolti on line e divulgati attraverso i social.
In relazione a tale aspetto precisiamo quanto segue:
se i corsi e lezioni sportive sono rivolti a associati e tesserati, possono essere qualificate come attività istituzionali o non commerciali rese in conformità ed in attuazione dell’oggetto sociale: in sostanza, essendo chiuse le strutture sportive, le asd e ssd consentono ai propri associati e tesserati di usufruire del servizio, praticando attività sportiva dalla propria abitazione.e asd e ssd non incassano corrispettivi dai potenziali fruitori dei corsi virtuali, in quanto gli stessi hanno un tesseramento in corso di validità e, in ogni caso, si tratta di dimostrazioni rientranti nella normale attività didattica svolta, essendo solo modificato il luogo fisico di pratica sportiva;
se le asd e ssd intendono mettere on-line corsi e lezioni nell’ambito di un’iniziativa commerciale, rivolta a soggetti esterni diversi da associati o tesserati e richiedendo un corrispettivo a fronte dei
Servizi resi, si configura un’attività di commercio elettronico, sottoposta a precisi obblighi fiscali ed amministrativi, che devono essere approfonditi specificatamente.
REGISTRO CONI 2.0: GLI ADEMPIMENTI OBBLIGATORI PER ASD E SSD
Convegno Studio Bruni Zani: adempimenti obbligatori per evitare il disconoscimento delle agevolazioni fiscali e contributive
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