Source: http://www.periti.info/normativa/decreto-del-presidente-della-repubblica-9-luglio-2010-n-139-regolamento-recante-procedimento-semplificato-di-autorizzazione-paesaggistica-per-gli-interventi-di-lieve-entita-a-norma-dellartico/
Timestamp: 2018-12-09 19:18:06+00:00
Document Index: 162995494

Matched Legal Cases: ['art.  146', 'art. 142', 'art.  167', 'art. 143', 'art. 149', 'art. 140', 'art. 10', 'art. 3', 'art.  134', 'art. 2', 'art. 146', 'art.  23', 'art.  37', 'art. 146', 'art.  45', 'art. 117', 'art. 117', 'art. 9', 'art.   9', 'art.  149', 'art.  143', 'art. 146', 'art. 147', 'art. 159', 'art.  142', 'art. 146', 'art.  131', 'art. 153', 'art. 136']

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 luglio 2010, n. 139 - Regolamento recante procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entita', a norma dell'articolo 146, comma 9, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni. (10G0157) - (GU n. 199 del 26-8-2010 | Periti.info
<MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI – AVVISO 30 luglio 2010
DECRETO LEGISLATIVO 13 agosto 2010, n. 141 – Attuazione della direttiva 2008/48/CE relativa ai contratti di credito ai consumatori, nonche’ modifiche del titolo VI del testo unico bancario (decreto legislativo n. 385 del 1993) in merito alla disciplina dei soggetti operanti nel settore finanaziario, degli agenti in attivita’ finanziaria e dei mediatori creditizi. (10G0170) -GU n. 207 del 4-9-2010>
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 luglio 2010, n. 139 – Regolamento recante procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entita’, a norma dell’articolo 146, comma 9, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni. (10G0157) – (GU n. 199 del 26-8-2010
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 luglio 2010, n. 139 - Regolamento recante procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entita', a norma dell'articolo 146, comma 9, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni. (10G0157) - (GU n. 199 del 26-8-2010 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 10/09/2010
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 luglio 2010 , n. 139
Regolamento  recante  procedimento  semplificato  di   autorizzazione
paesaggistica  per  gli  interventi  di  lieve   entita’,   a   norma
dell’articolo 146, comma 9, del decreto legislativo 22 gennaio  2004,
n. 42, e successive modificazioni. (10G0157)
modificazioni, recante Codice dei beni culturali e del paesaggio,  ed
in  particolare  l’articolo  146,  comma  9,  che  prevede  che   con
regolamento sono stabilite procedure  semplificate  per  il  rilascio
dell’autorizzazione in relazione ad interventi di  lieve  entita’  in
base a criteri di snellimento e concentrazione dei procedimenti;
adottata nella riunione del 9 ottobre 2009;
Acquisita l’intesa della Conferenza unificata  di  cui  al  decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, nella
seduta del 26 novembre 2009;
Visto il parere del Consiglio  di  Stato,  espresso  dalla  sezione
Vista la  deliberazione  definitiva  del  Consiglio  dei  Ministri,
adottata nella riunione del 10 giugno 2010;
Sulla proposta del Ministro per i beni e le attivita’ culturali, di
concerto con il Ministro per i rapporti con le regioni;
Interventi di lieve entita’ soggetti
ad autorizzazione semplificata
1. Sono assoggettati a procedimento semplificato di  autorizzazione
paesaggistica, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 146, comma 9,
del  decreto  legislativo  22  gennaio  2004,  n.  42,  e  successive
modificazioni, recante il Codice dei beni culturali e del  paesaggio,
di seguito denominato «Codice», gli interventi di lieve  entita’,  da
realizzarsi su aree o immobili sottoposti alle norme di tutela  della
parte III del Codice, sempre che comportino un’alterazione dei luoghi
o dell’aspetto esteriore degli edifici, indicati nell’elenco  di  cui
all’allegato I che forma parte integrante del presente regolamento.
2. Con decreto del Ministro per i beni e le attivita’ culturali, di
concerto con i Ministri dello  sviluppo  economico,  dell’ambiente  e
della tutela del territorio e del mare e delle infrastrutture  e  dei
trasporti, previa intesa con la Conferenza unificata, potranno essere
apportate specificazioni e rettificazioni all’elenco di cui al  comma
1, fondate su conoscenze, esigenze e motivazioni di natura tecnica.
dall’amministrazione  competente  in  materia,   ai   sensi
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di  legge,
Ministri»,  pubblicata  nel  supplemento   ordinario   alla
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  146  del  decreto
legislativo 22 gennaio 2004, n.  42,  recante  «Codice  dei
legge 6 luglio 2002, n. 137»,  pubblicato  nel  supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale 24 febbraio 2004, n. 45:
«Art.  146  (Autorizzazione).  –  1.   I   proprietari,
possessori o detentori a qualsiasi titolo  di  immobili  ed
aree di interesse paesaggistico, tutelati  dalla  legge,  a
termini dell’art. 142, o in  base  alla  legge,  a  termini
degli articoli 136, 143, comma 1, lettera d),  e  157,  non
possono  distruggerli,  ne’  introdurvi  modificazioni  che
rechino pregiudizio  ai  valori  paesaggistici  oggetto  di
2. I soggetti di cui al  comma  1  hanno  l’obbligo  di
presentare  alle  amministrazioni  competenti  il  progetto
degli interventi  che  intendano  intraprendere,  corredato
della prescritta documentazione, ed astenersi  dall’avviare
i  lavori  fino  a   quando   non   ne   abbiano   ottenuta
3.  La  documentazione  a  corredo  del   progetto   e’
preordinata  alla   verifica   della   compatibilita’   fra
interesse paesaggistico tutelato ed intervento  progettato.
Essa e’ individuata, su proposta del Ministro, con  decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri, d’intesa con  la
Conferenza  Stato-regioni,  e  puo’  essere  aggiornata   o
integrata con il medesimo procedimento.
4.  L’autorizzazione  paesaggistica  costituisce   atto
autonomo e presupposto rispetto al permesso di costruire  o
agli     altri     titoli     legittimanti     l’intervento
urbanistico-edilizio. Fuori dai casi di cui  all’art.  167,
commi 4 e 5, l’autorizzazione non puo’ essere rilasciata in
sanatoria   successivamente   alla   realizzazione,   anche
parziale, degli interventi. L’autorizzazione e’ valida  per
un periodo di cinque anni, scaduto  il  quale  l’esecuzione
dei  progettati  lavori  deve  essere  sottoposta  a  nuova
5.  Sull’istanza  di  autorizzazione  paesaggistica  si
pronuncia  la  regione,  dopo  avere  acquisito  il  parere
vincolante del soprintendente in relazione agli  interventi
da eseguirsi su immobili ed aree sottoposti a tutela  dalla
legge o in base alla legge, ai sensi  del  comma  1,  salvo
quanto disposto all’art. 143, commi 4 e 5.  Il  parere  del
soprintendente,    all’esito    dell’approvazione     delle
prescrizioni  d’uso  dei   beni   paesaggistici   tutelati,
predisposte ai sensi degli  articoli  140,  comma  2,  141,
comma 1, 141-bis e 143, comma  3,  lettere  b),  c)  e  d),
nonche’ della positiva verifica da parte del  Ministero  su
richiesta   della   regione    interessata    dell’avvenuto
adeguamento  degli  strumenti  urbanistici,  assume  natura
obbligatoria non vincolante.
6. La regione esercita la  funzione  autorizzatoria  in
materia di paesaggio avvalendosi di propri uffici dotati di
adeguate competenze tecnico-scientifiche e  idonee  risorse
strumentali. Puo’ tuttavia  delegarne  l’esercizio,  per  i
rispettivi territori, a province, a forme associative e  di
cooperazione fra enti locali come  definite  dalle  vigenti
disposizioni sull’ordinamento degli enti locali,  ovvero  a
comuni,  purche’  gli   enti   destinatari   della   delega
dispongano di strutture in grado di assicurare un  adeguato
livello  di  competenze  tecnico-scientifiche  nonche’   di
garantire  la  differenziazione  tra  attivita’  di  tutela
paesaggistica ed esercizio di  funzioni  amministrative  in
materia urbanistico-edilizia.
7.    L’amministrazione    competente    al    rilascio
dell’autorizzazione   paesaggistica,   ricevuta   l’istanza
dell’interessato, verifica se ricorrono i  presupposti  per
l’applicazione dell’art. 149, comma  1,  alla  stregua  dei
criteri fissati ai sensi degli articoli 140, comma 2,  141,
comma 1, 141-bis e 143, comma  3,  lettere  b),  c)  e  d).
Qualora detti presupposti non ricorrano,  l’amministrazione
verifica  se   l’istanza   stessa   sia   corredata   della
documentazione  di  cui  al  comma  3,   provvedendo,   ove
necessario, a richiedere  le  opportune  integrazioni  e  a
svolgere gli accertamenti del caso. Entro  quaranta  giorni
dalla ricezione  dell’istanza,  l’amministrazione  effettua
gli  accertamenti  circa  la  conformita’   dell’intervento
proposto con le prescrizioni contenute nei provvedimenti di
dichiarazione   di   interesse   pubblico   e   nei   piani
paesaggistici   e   trasmette    al    soprintendente    la
documentazione presentata dall’interessato, accompagnandola
con  una  relazione  tecnica  illustrativa  nonche’   dando
comunicazione all’interessato dell’inizio, del procedimento
ai sensi delle vigenti disposizioni di legge in materia  di
8. Il soprintendente rende il parere di cui al comma 5,
limitatamente   alla   compatibilita’   paesaggistica   del
progettato intervento nel suo complesso ed alla conformita’
dello  stesso  alle  disposizioni   contenute   nel   piano
paesaggistico  ovvero  alla  specifica  disciplina  di  cui
all’art. 140, comma 2, entro il termine  di  quarantacinque
giorni dalla ricezione degli atti. Entro venti giorni dalla
ricezione   del    parere,    l’amministrazione    rilascia
l’autorizzazione ad  esso  conforme  oppure  comunica  agli
interessati il preavviso di provvedimento negativo ai sensi
dell’art. 10-bis della legge  7  agosto  1990,  n.  241,  e
9. Decorso inutilmente  il  termine  di  cui  al  primo
periodo del comma 8 senza che il soprintendente abbia  reso
il prescritto  parere,  l’amministrazione  competente  puo’
indire  una  Conferenza   di   servizi,   alla   quale   il
soprintendente partecipa o fa pervenire il parere  scritto.
La Conferenza si pronuncia entro il termine  perentorio  di
quindici giorni. In  ogni  caso,  decorsi  sessanta  giorni
dalla ricezione degli atti  da  parte  del  soprintendente,
l’amministrazione  competente  provvede  sulla  domanda  di
autorizzazione.  Con  regolamento  da  emanarsi  ai   sensi
entro  il  31  dicembre  2008,  su  proposta  del  Ministro
d’intesa con la Conferenza unificata, salvo quanto previsto
dall’art. 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,
sono  stabilite  procedure  semplificate  per  il  rilascio
dell’autorizzazione in relazione  ad  interventi  di  lieve
entita’ in base a criteri di snellimento  e  concentrazione
dei procedimenti, ferme, comunque,  le  esclusioni  di  cui
agli articoli 19, comma 1 e  20,  comma  4  della  legge  7
agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni.
10. Decorso inutilmente il termine indicato  all’ultimo
periodo del comma 8  senza  che  l’amministrazione  si  sia
pronunciata, l’interessato puo’ richiedere l’autorizzazione
in via sostitutiva alla regione,  che  vi  provvede,  anche
mediante un commissario ad acta, entro sessanta giorni  dal
ricevimento della richiesta. Qualora la regione  non  abbia
delegato  gli  enti  indicati  al  comma  6   al   rilascio
dell’autorizzazione  paesaggistica,  e  sia   essa   stessa
inadempiente, la richiesta del rilascio in via  sostitutiva
e’ presentata al soprintendente.
11.  L’autorizzazione  paesaggistica  diventa  efficace
decorsi trenta giorni dal suo  rilascio  ed  e’  trasmessa,
senza indugio, alla soprintendenza che ha  reso  il  parere
nel corso del procedimento, nonche’, unitamente allo stesso
parere,  alla  regione  ovvero  agli  altri  enti  pubblici
territoriali interessati e, ove esistente,  all’ente  parco
nel cui territorio si trova l’immobile o l’area  sottoposti
al vincolo.
12. L’autorizzazione paesaggistica e’ impugnabile,  con
ricorso al tribunale amministrativo regionale o con ricorso
straordinario  al  Presidente   della   Repubblica,   dalle
associazioni portatrici di interessi diffusi individuate ai
sensi delle vigenti disposizioni di  legge  in  materia  di
ambiente e danno ambientale, e da qualsiasi altro  soggetto
pubblico o privato che ne abbia interesse. Le sentenze e le
ordinanze del tribunale  amministrativo  regionale  possono
essere  appellate  dai  medesimi  soggetti,  anche  se  non
abbiano proposto ricorso di primo grado.
13. Presso ogni amministrazione competente al  rilascio
dell’autorizzazione paesaggistica e’  istituito  un  elenco
delle autorizzazioni  rilasciate,  aggiornato  almeno  ogni
trenta giorni e liberamente  consultabile,  anche  per  via
telematica, in cui e’  indicata  la  data  di  rilascio  di
ciascuna autorizzazione, con la annotazione  sintetica  del
relativo   oggetto.   Copia   dell’elenco   e’    trasmessa
trimestralmente alla regione e alla soprintendenza, ai fini
dell’esercizio delle funzioni di vigilanza.
14. Le disposizioni dei commi da 1 a  13  si  applicano
anche alle istanze concernenti le attivita’ di coltivazione
di cave e torbiere incidenti sui beni di cui all’art.  134,
ferme  restando   anche   le   competenze   del   Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del  mare  di
cui all’art. 2, comma 1, lettera d), della legge  8  luglio
1986, n. 349.
15. Le disposizioni dei commi 6, 7, 8, 9, 10, 11  e  13
non si  applicano  alle  autorizzazioni  per  le  attivita’
minerarie di ricerca  ed  estrazione.  Per  tali  attivita’
restano ferme le potesta’  del  Ministero  dell’ambiente  e
della tutela del territorio e  del  mare,  ai  sensi  della
normativa in materia, che  sono  esercitate  tenendo  conto
delle valutazioni espresse, per quanto attiene  ai  profili
paesaggistici,   dal    soprintendente    competente.    Il
soprintendente  si  pronuncia  entro  trenta  giorni  dalla
ricezione  della  richiesta,  corredata  della   necessaria
documentazione   tecnica,   da    parte    del    Ministero
16. Dall’attuazione del presente  articolo  non  devono
– Il  decreto  legislativo  28  agosto  1997,  n.  281,
recante  «Definizione  ed  ampliamento  delle  attribuzioni
della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
nella Gazzetta Ufficiale 30 agosto 1997, n. 202.
– Per l’art. 146 del  decreto  legislativo  22  gennaio
2004, n. 42, si veda nelle note alle premesse.
1. L’istanza presentata ai fini  del  rilascio  dell’autorizzazione
semplificata   e’   corredata   da   una   relazione    paesaggistica
semplificata, redatta secondo il modello di scheda di cui al comma  2
da un tecnico abilitato, nella quale sono indicate le fonti normative
o provvedimentali della disciplina  paesaggistica,  e’  descritto  lo
stato attuale dell’area interessata dall’intervento, e’ attestata  la
conformita’ del progetto alle specifiche prescrizioni d’uso dei  beni
paesaggistici, se esistenti, ovvero documentata la compatibilita’ con
i valori  paesaggistici  e  sono  indicate  le  eventuali  misure  di
inserimento  paesaggistico  previste.  Nella  relazione  il   tecnico
abilitato  attesta  altresi’  la  conformita’   del   progetto   alla
disciplina urbanistica ed edilizia. Laddove l’autorita’  preposta  al
rilascio dell’autorizzazione paesaggistica non  coincida  con  quella
competente in materia urbanistica ed edilizia, l’istanza e’ corredata
dall’attestazione   del   comune   territorialmente   competente   di
conformita’  dell’intervento  alle   prescrizioni   urbanistiche   ed
edilizie o, in caso di intervento soggetto a dichiarazione di  inizio
attivita’, dalle asseverazioni di cui all’articolo 23 del testo unico
delle disposizioni legislative e regolamentari in  materia  edilizia,
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno  2001,  n.
2.  Alle  autorizzazioni   semplificate   non   si   applicano   le
disposizioni del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in
data 12 dicembre 2005, recante  individuazione  della  documentazione
necessaria alla verifica  della  compatibilita’  paesaggistica  degli
interventi proposti, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  31  gennaio
2006, n. 25, ad eccezione della «Scheda per  la  presentazione  della
richiesta di autorizzazione paesaggistica per le opere il cui impatto
paesaggistico e’ valutato mediante una documentazione  semplificata»,
allegata al decreto stesso. Mediante  convenzioni  stipulate  tra  il
Ministero per i beni e le attivita’ culturali e le  regioni,  possono
essere concordate ulteriori semplificazioni della  documentazione  da
presentarsi ai fini del presente comma.
3.  La  presentazione  della  domanda  di   autorizzazione   e   la
trasmissione dei documenti a corredo e’ effettuata, ove possibile, in
via telematica, agli effetti dell’articolo 45 del decreto legislativo
7 marzo 2005, n.  82,  e  successive  modificazioni,  recante  Codice
dell’amministrazione  digitale.  Ove  l’istanza   paesaggistica   sia
riferita ad interventi per i quali si applicano i procedimenti di cui
all’articolo 38, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008,  n.  112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,  la
presentazione della domanda e della relativa  documentazione  avviene
per il tramite dello sportello unico per le attivita’ produttive,  se
istituito.
– Si riporta il testo  dell’art.  23  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380,  recante
«Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari
in materia edilizia», pubblicato nel supplemento  ordinario
alla Gazzetta Ufficiale 20 ottobre 2001, n. 245:
«Art.  23  (Disciplina   della   denuncia   di   inizio
attivita’). – 1. Il proprietario dell’immobile o chi  abbia
titolo per presentare  la  denuncia  di  inizio  attivita’,
almeno  trenta  giorni  prima  dell’effettivo  inizio   dei
lavori,  presenta  allo  sportello   unico   la   denuncia,
accompagnata da una dettagliata relazione  a  firma  di  un
progettista   abilitato   e   dagli   opportuni   elaborati
progettuali, che asseveri la  conformita’  delle  opere  da
realizzare agli strumenti urbanistici approvati  e  non  in
contrasto con quelli adottati  ed  ai  regolamenti  edilizi
vigenti, nonche’ il rispetto delle norme di sicurezza e  di
quelle igienico-sanitarie.
2.  La  denuncia  di  inizio  attivita’  e’   corredata
dall’indicazione dell’impresa cui  si  intende  affidare  i
lavori ed e’ sottoposta al  termine  massimo  di  efficacia
pari a tre anni. La realizzazione della parte non  ultimata
dell’intervento   e’   subordinata   a   nuova    denuncia.
L’interessato  e’  comunque  tenuto   a   comunicare   allo
sportello unico la data di ultimazione dei lavori.
3.  Qualora  l’immobile  oggetto  dell’intervento   sia
sottoposto ad un vincolo la cui tutela  compete,  anche  in
via di delega, alla  stessa  amministrazione  comunale,  il
termine di trenta giorni di cui  al  comma  1  decorre  dal
rilascio del relativo atto di assenso. Ove  tale  atto  non
sia favorevole, la denuncia e’ priva di effetti.
4.  Qualora  l’immobile  oggetto  dell’intervento   sia
sottoposto  ad  un  vincolo  la  cui  tutela  non   compete
all’amministrazione comunale, ove il parere favorevole  del
soggetto  preposto  alla  tutela  non  sia  allegato   alla
denuncia,  il  competente  ufficio  comunale  convoca   una
Conferenza di servizi ai sensi degli articoli  14,  14-bis,
14-ter,14-quater, della legge 7 agosto  1990,  n.  241.  Il
termine  di  trenta  giorni  di  cui  al  comma  1  decorre
dall’esito  della  Conferenza.  In  caso   di   esito   non
5. La sussistenza del titolo e’ provata  con  la  copia
della denuncia di inizio attivita’ da cui risulti  la  data
di  ricevimento  della   denuncia,   l’elenco   di   quanto
presentato  a  corredo  del  progetto,  l’attestazione  del
professionista  abilitato,  nonche’  gli  atti  di  assenso
eventualmente necessari.
6.  Il  dirigente  o  il  responsabile  del  competente
ufficio comunale, ove entro il termine indicato al comma  1
sia riscontrata l’assenza di una o  piu’  delle  condizioni
stabilite, notifica all’interessato  l’ordine  motivato  di
non effettuare il previsto intervento e, in caso  di  falsa
attestazione   del   professionista   abilitato,    informa
l’autorita’  giudiziaria  e  il  consiglio  dell’ordine  di
appartenenza. E’ comunque salva la facolta’ di ripresentare
la denuncia di inizio attivita’,  con  le  modifiche  o  le
integrazioni  necessarie   per   renderla   conforme   alla
normativa urbanistica ed edilizia.
7. Ultimato l’intervento, il progettista o  un  tecnico
abilitato rilascia un certificato di collaudo  finale,  che
va presentato allo sportello unico, con il quale si attesta
la conformita’ dell’opera al  progetto  presentato  con  la
denuncia  di  inizio  attivita’.  Contestualmente  presenta
ricevuta  dell’avvenuta  presentazione   della   variazione
catastale  conseguente   alle   opere   realizzate   ovvero
dichiarazione  che   le   stesse   non   hanno   comportato
modificazioni  del  classamento.   In   assenza   di   tale
documentazione si applica la sanzione di cui  all’art.  37,
12   dicembre   2005,   recante    «Individuazione    della
documentazione    necessaria    alla     verifica     della
compatibilita’ paesaggistica degli interventi proposti,  ai
sensi dell’art. 146, comma 3, del Codice dei beni culturali
del paesaggio di cui  al  decreto  legislativo  22  gennaio
2004, n. 42», e’ pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  31
gennaio 2006, n. 25.
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  45  del   decreto
legislativo  7  marzo  2005,   n.   82,   recante   «Codice
dell’amministrazione digitale», pubblicato nel  supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale 16 maggio 2005, n. 112:
«Art. 45 (Valore giuridico della trasmissione). – 1.  I
documenti   trasmessi   da   chiunque   ad   una   pubblica
amministrazione   con   qualsiasi   mezzo   telematico    o
informatico, ivi compreso il fax, idoneo ad  accertarne  la
fonte di provenienza, soddisfano il requisito  della  forma
scritta e la loro trasmissione non deve essere  seguita  da
quella del documento originale.
2.  Il  documento   informatico   trasmesso   per   via
telematica si intende spedito dal mittente  se  inviato  al
proprio gestore, e si intende consegnato al destinatario se
reso  disponibile  all’indirizzo  elettronico   da   questi
dichiarato,  nella  casella  di   posta   elettronica   del
destinatario messa a disposizione dal gestore.».
giugno 2008, n. 112, recante «Disposizioni urgenti  per  lo
sviluppo economico, la semplificazione, la  competitivita’,
tributaria»,  pubblicato  nel  supplemento  ordinario  alla
Gazzetta Ufficiale 25 giugno 2008, n.  147,  e  convertito,
pubblicata  nel   supplemento   ordinario   alla   Gazzetta
Ufficiale 21 agosto 2008, n. 195:
2. Ai sensi dell’art. 117, secondo comma,  lettere  e),
ai sensi dell’art. 117, primo comma, della Costituzione.
a) attuazione del principio secondo cui,  salvo  quanto
dall’art. 9  del  decreto-legge  31  gennaio  2007,  n.  7,
a-bis)  viene  assicurato,  anche  attraverso  apposite
comunicazione   unica   disciplinata   dall’art.   9    del
c)  l’attestazione  della  sussistenza  dei   requisiti
d) i comuni che non hanno istituito lo sportello unico,
ovvero il cui sportello unico non risponde ai requisiti  di
cui alla lettera a), esercitano le funzioni  relative  allo
sportello unico,  delegandole  alle  camere  di  commercio,
industria, artigianato e agricoltura  le  quali  mettono  a
disposizione  il  portale  “impresa.gov”  che   assume   la
denominazione di “impresainungiorno”, prevedendo  forme  di
gestione congiunta con l’ANCI;
e)  l’attivita’  di   impresa   puo’   essere   avviata
f) lo sportello unico, al momento  della  presentazione
g) per i progetti di impianto produttivo  eventualmente
contrastanti con le previsioni degli strumenti urbanistici,
e’ previsto un termine di trenta giorni per il rigetto o la
formulazione   di   osservazioni   ostative,   ovvero   per
l’attivazione  della   Conferenza   di   servizi   per   la
conclusione certa del procedimento;
h) in  caso  di  mancato  ricorso  alla  Conferenza  di
1. Il procedimento autorizzatorio semplificato si conclude  con  un
provvedimento espresso  entro  il  termine  di  sessanta  giorni  dal
2. L’amministrazione competente  al  rilascio  dell’autorizzazione,
entro trenta giorni dal ricevimento della  domanda,  corredata  della
documentazione prescritta, effettua gli accertamenti e le valutazioni
istruttorie  e  adotta,  quando  ne  ricorrano  i   presupposti,   il
provvedimento negativo di conclusione anticipata del procedimento  di
cui all’articolo 4, comma 2.
1. L’amministrazione competente  al  rilascio  dell’autorizzazione,
ricevuta  la  domanda,  verifica  preliminarmente   se   l’intervento
progettato non sia esonerato  dall’autorizzazione  paesaggistica,  ai
sensi dell’articolo 149 del Codice, oppure  se  sia  assoggettato  al
regime ordinario, di cui all’articolo 146 del Codice. In  tali  casi,
rispettivamente, comunica al  richiedente  che  l’intervento  non  e’
soggetto ad autorizzazione o richiede le necessarie  integrazioni  ai
fini del rilascio  dell’autorizzazione  ordinaria.  Ove  l’intervento
richiesto sia assoggettato ad  autorizzazione  semplificata  comunica
all’interessato   l’avvio   del   procedimento.   Con   la   medesima
comunicazione  richiede  all’interessato,  ove  occorrano,   un’unica
volta,  i  documenti  e  i  chiarimenti  indispensabili,   che   sono
presentati o inviati in via telematica entro il termine  di  quindici
giorni dal ricevimento della richiesta. Il procedimento resta sospeso
fino  alla  ricezione  della  documentazione  integrativa  richiesta.
Decorso inutilmente il suddetto termine,  l’amministrazione  conclude
comunque il procedimento.
entro il  termine  di  cui  al  comma  2  dell’articolo  3,  verifica
preliminarmente,  ove  ne  abbia  la   competenza,   la   conformita’
dell’intervento progettato alla disciplina urbanistica  ed  edilizia.
Nel caso in  cui  non  sia  competente,  verifica  l’attestazione  di
conformita’ urbanistica rilasciata dal Comune nel cui  territorio  e’
localizzato l’intervento o  l’asseverazione  prescritta  in  caso  di
intervento  sottoposto  a  denuncia  di  inizio  di  attivita’,  gia’
presentate  all’atto  della  domanda.  In  caso  di  non  conformita’
dell’intervento progettato alla disciplina urbanistica  ed  edilizia,
l’amministrazione competente al rilascio dell’autorizzazione dichiara
l’improcedibilita’ della  domanda  di  autorizzazione  paesaggistica,
dandone immediata comunicazione al richiedente.
3.  In  caso  di  esito  positivo  della  verifica  di  conformita’
urbanistica  ed  edilizia  di  cui  al  comma  2,   l’amministrazione
competente al  rilascio  dell’autorizzazione  valuta  la  conformita’
dell’intervento alle  specifiche  prescrizioni  d’uso  contenute  nel
piano paesaggistico o nella dichiarazione di pubblico interesse o nel
provvedimento  di   integrazione   del   vincolo,   ovvero   la   sua
compatibilita’ con i valori paesaggistici presenti  nel  contesto  di
4. Nel caso in cui la valutazione di cui al comma 3  sia  negativa,
l’amministrazione competente al  rilascio  dell’autorizzazione  invia
comunicazione all’interessato ai  sensi  dell’articolo  10-bis  della
legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive  modificazioni,  assegnando
un termine di dieci giorni, dal  ricevimento  della  stessa,  per  la
presentazione di eventuali osservazioni. La comunicazione sospende il
termine per  la  conclusione  del  procedimento.  Ove,  esaminate  le
osservazioni,  persistano   i   motivi   ostativi   all’accoglimento,
l’amministrazione competente al rilascio dell’autorizzazione  rigetta
motivatamente la domanda entro i successivi 10 giorni.
5. In caso di rigetto  della  domanda  l’interessato,  entro  venti
giorni dalla ricezione del provvedimento di rigetto, puo’ chiedere al
soprintendente,   con   istanza   motivata    e    corredata    della
documentazione,  di  pronunciarsi  sulla  domanda  di  autorizzazione
paesaggistica semplificata.  Copia  dell’istanza  e’  contestualmente
inviata  all’amministrazione  che  ha   adottato   il   provvedimento
negativo, la quale, entro dieci giorni dal ricevimento, puo’  inviare
le  proprie  deduzioni  al  soprintendente.  Ricevuta  l’istanza,  il
soprintendente,  entro  i  successivi  trenta  giorni,  verifica   la
conformita’ dell’intervento progettato alle  prescrizioni  d’uso  del
bene paesaggistico  ovvero  la  sua  compatibilita’  paesaggistica  e
decide in via definitiva,  rilasciando  o  negando  l’autorizzazione.
Copia del provvedimento e’  inviata  all’amministrazione  che  si  e’
pronunciata in senso negativo.
6. In caso di valutazione positiva della conformita’  ovvero  della
compatibilita’   paesaggistica   dell’intervento,   l’amministrazione
competente al rilascio dell’autorizzazione provvede immediatamente e,
comunque, entro il termine di trenta  giorni  dal  ricevimento  della
domanda a trasmettere alla soprintendenza, unitamente alla domanda ed
alla  documentazione  in  suo  possesso,  una  motivata  proposta  di
accoglimento della  domanda  stessa.  Se  anche  la  valutazione  del
soprintendente e’ positiva, questi esprime il suo  parere  vincolante
favorevole entro il termine di  venticinque  giorni  dalla  ricezione
della  domanda,  della  documentazione  e  della  proposta,   dandone
immediata  comunicazione,   ove   possibile   per   via   telematica,
all’amministrazione competente al  rilascio  dell’autorizzazione.  In
caso di mancata espressione del parere vincolante  entro  il  termine
sopra indicato l’amministrazione competente ne prescinde  e  rilascia
l’autorizzazione, senza  indire  la  conferenza  di  servizi  di  cui
all’articolo 146, comma 9, del Codice.
7. L’amministrazione  competente  al  rilascio  dell’autorizzazione
adotta il provvedimento conforme al parere vincolante favorevole  nei
cinque giorni successivi alla ricezione del parere stesso  e  ne  da’
immediata comunicazione al richiedente ed alla soprintendenza. Ove ne
abbia la competenza l’amministrazione  rilascia  contestualmente,  se
prescritto  e  ove  possibile,  anche  il  titolo   legittimante   le
trasformazioni  urbanistiche  ed  edilizie  previste  nel   progetto.
L’obbligo  di  motivazione  e’  assolto  anche  mediante  rinvio   ed
allegazione del parere della soprintendenza.
8.  In  caso  di  valutazione  negativa  della  proposta   ricevuta
dall’amministrazione competente al rilascio  dell’autorizzazione,  il
soprintendente adotta, entro venticinque giorni dal ricevimento della
proposta stessa, il provvedimento  di  rigetto  dell’istanza,  previa
comunicazione all’interessato dei motivi che ostano all’accoglimento.
Nel provvedimento il soprintendente espone puntualmente i  motivi  di
rigetto dell’istanza  e  di  non  accoglibilita’  delle  osservazioni
eventualmente  presentate  dall’interessato.  Il   provvedimento   di
rigetto e’ immediatamente comunicato  all’amministrazione  competente
ed all’interessato. In caso di parere obbligatorio e  non  vincolante
del soprintendente, ai  sensi  del  comma  10,  il  provvedimento  di
rigetto  e’  adottato  dall’amministrazione  competente  al  rilascio
9. Decorsi inutilmente i termini di cui all’articolo  3  senza  che
l’amministrazione competente al  rilascio  dell’autorizzazione  o  la
soprintendenza abbia comunicato la propria determinazione  conclusiva
sull’istanza presentata, si applicano gli  articoli  2,  comma  8,  e
2-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive  modificazioni,
in materia di conclusione del procedimento.
10. Il parere del soprintendente e’ obbligatorio e  non  vincolante
quando  l’area  interessata  dall’intervento  di  lieve  entita’  sia
assoggettata a specifiche prescrizioni d’uso del paesaggio, contenute
nella  dichiarazione  di  notevole  interesse  pubblico,  nel   piano
paesaggistico o negli atti di integrazione del  vincolo  adottati  ai
sensi dell’articolo 141-bis del Codice.
11. L’autorizzazione paesaggistica semplificata  e’  immediatamente
efficace ed e’ valida cinque anni.
12. Nel procedimento di cui al presente decreto non e’ obbligatorio
il parere delle Commissioni locali per il paesaggio, salvo quanto sia
diversamente previsto dalla legislazione regionale, fermo restando il
rispetto del termine per  la  conclusione  del  procedimento  di  cui
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  149  del  decreto
«Art. 149 (Interventi non soggetti ad  autorizzazione).
– 1. Fatta salva l’applicazione  dell’art.  143,  comma  4,
lettera a),  non  e’  comunque  richiesta  l’autorizzazione
prescritta dall’art. 146, dall’art. 147 e dall’art. 159:
a) per  gli  interventi  di  manutenzione  ordinaria,
straordinaria, di  consolidamento  statico  e  di  restauro
conservativo  che  non  alterino  lo  stato  dei  luoghi  e
l’aspetto esteriore degli edifici;
b)   per   gli   interventi   inerenti    l’esercizio
dell’attivita’  agro-silvo-pastorale  che  non   comportino
alterazione  permanente  dello   stato   dei   luoghi   con
costruzioni edilizie ed altre opere civili, e sempre che si
tratti di attivita’ ed opere  che  non  alterino  l’assetto
idrogeologico del territorio;
c) per  il  taglio  colturale,  la  forestazione,  la
riforestazione, le opere  di  bonifica,  antincendio  e  di
conservazione da  eseguirsi  nei  boschi  e  nelle  foreste
indicati  dall’art.  142,  comma  1,  lettera  g),  purche’
previsti  ed  autorizzati  in  base   alla   normativa   in
materia.».
– Per il testo dell’art. 146 del  decreto  del  decreto
legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, si veda nella nota alle
– Si riporta il testo degli articoli 2, 2-bis e  10-bis
della legge 7 agosto 1990, n. 241, recante «Nuove norme  in
accesso  ai  documenti  amministrativi,  pubblicata   nella
Gazzetta Ufficiale 18 agosto 1990, n. 192:
«Art.    2-bis    (Conseguenze    per    il     ritardo
risarcimento del danno si prescrive in cinque anni.».
«Art.  10-bis  (Comunicazione   dei   motivi   ostativi
all’accoglimento dell’istanza). – 1.  Nei  procedimenti  ad
istanza  di  parte  il  responsabile  del  procedimento   o
l’autorita’ competente, prima della formale adozione di  un
provvedimento  negativo,  comunica   tempestivamente   agli
istanti i motivi che ostano all’accoglimento della domanda.
Entro il termine di  dieci  giorni  dal  ricevimento  della
comunicazione, gli istanti hanno il diritto  di  presentare
per iscritto le loro osservazioni, eventualmente  corredate
da documenti. La comunicazione  di  cui  al  primo  periodo
interrompe i termini per  concludere  il  procedimento  che
delle osservazioni  o,  in  mancanza,  dalla  scadenza  del
termine di cui al secondo periodo.  Dell’eventuale  mancato
accoglimento di tali osservazioni  e’  data  ragione  nella
motivazione del provvedimento finale.  Le  disposizioni  di
cui al presente articolo non si  applicano  alle  procedure
concorsuali e ai procedimenti in  materia  previdenziale  e
assistenziale sorti a seguito di istanza di parte e gestiti
dagli enti previdenziali.».
1. Al fine di  assicurare  il  sollecito  esame  delle  istanze  di
autorizzazione  semplificata,  presso  ciascuna  soprintendenza  sono
individuati uno o piu’ funzionari responsabili  dei  procedimenti  in
materia, ai sensi della legge 7 agosto 1990,  n.  241,  e  successive
2. Le regioni, con autonomi atti normativi o di indirizzo,  possono
promuovere le opportune iniziative organizzative da  adottarsi  dalle
amministrazioni   competenti   al   rilascio   delle   autorizzazioni
– Per la legge 7 agosto 1990, n.  241,  si  veda  nelle
Efficacia immediata delle disposizioni
in tema di autorizzazioni semplificate
1. Ai sensi dell’articolo 131, comma 3, del Codice, le disposizioni
del presente decreto trovano immediata applicazione nelle  regioni  a
2.  In  ragione  dell’attinenza  delle  disposizioni  del  presente
decreto ai livelli essenziali delle  prestazioni  amministrative,  di
cui all’articolo 117, secondo comma, lettera m), della  Costituzione,
e della natura di grande riforma economico sociale del Codice e delle
norme di semplificazione procedimentale in esso previste, le  regioni
a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano,  in
conformita’ agli  statuti  ed  alle  relative  norme  di  attuazione,
adottano,  entro  centottanta   giorni,   le   norme   necessarie   a
disciplinare  il   procedimento   di   autorizzazione   paesaggistica
semplificata in conformita’ ai criteri del presente decreto.
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  131  del  decreto
«Art. 131 (Paesaggio). – 1. Per paesaggio si intende il
territorio espressivo di identita’, il cui carattere deriva
dall’azione  di  fattori  naturali,  umani  e  dalle   loro
interrelazioni.
2. Il presente Codice tutela il paesaggio relativamente
a   quegli   aspetti   e   caratteri   che    costituiscono
rappresentazione  materiale   e   visibile   dell’identita’
nazionale, in quanto espressione di valori culturali.
3. Salva la potesta’ esclusiva dello  Stato  di  tutela
del paesaggio quale limite all’esercizio delle attribuzioni
delle regioni e delle province  autonome  di  Trento  e  di
Bolzano  sul  territorio,  le  norme  del  presente  Codice
definiscono i principi e la disciplina di tutela  dei  beni
4. La  tutela  del  paesaggio,  ai  fini  del  presente
Codice,  e’  volta  a  riconoscere,  salvaguardare  e,  ove
necessario, recuperare i valori culturali che esso esprime.
I soggetti indicati al comma 6,  qualora  intervengano  sul
paesaggio, assicurano la conservazione dei suoi  aspetti  e
caratteri peculiari.
5.  La  valorizzazione   del   paesaggio   concorre   a
promuovere lo  sviluppo  della  cultura.  A  tale  fine  le
amministrazioni  pubbliche  promuovono  e  sostengono,  per
quanto di  rispettiva  competenza,  apposite  attivita’  di
conoscenza, informazione e formazione,  riqualificazione  e
fruizione  del  paesaggio  nonche’,   ove   possibile,   la
realizzazione di nuovi  valori  paesaggistici  coerenti  ed
integrati. La valorizzazione e’ attuata nel rispetto  delle
esigenze della tutela.
6. Lo  Stato,  le  regioni,  gli  altri  enti  pubblici
territoriali nonche’ tutti i soggetti  che,  nell’esercizio
di  pubbliche   funzioni,   intervengono   sul   territorio
nazionale, informano la loro attivita’ ai principi  di  uso
consapevole  del  territorio  e   di   salvaguardia   delle
caratteristiche paesaggistiche e di realizzazione di  nuovi
valori paesaggistici integrati e  coerenti,  rispondenti  a
criteri di qualita’ e sostenibilita’.».
Bondi, Ministro per i beni e le attivita’
(previsto dall’articolo 1, comma 1)
1.  Incremento  di  volume  non  superiore  al  10  per  cento  della
volumetria della costruzione originaria e comunque  non  superiore  a
100 mc. (la presente voce non  si  applica  nelle  zone  territoriali
omogenee “A” di cui all’articolo 2 del decreto ministeriale 2  aprile
1968, n. 1444, e ad esse assimilabili  e  agli  immobili  soggetti  a
tutela ai sensi dell’articolo 136, comma 1, lettere a), b) e c),  del
Codice).  Ogni  successivo  incremento  sullo  stesso   immobile   e’
sottoposto a procedura autorizzatoria ordinaria;
2. interventi di demolizione  e  ricostruzione  con  il  rispetto  di
volumetria e sagoma preesistenti. La presente  voce  non  si  applica
agli immobili soggetti a tutela ai sensi dell’articolo 136, comma  1,
lettere a), b) e c), del Codice);
3. interventi di demolizione senza  ricostruzione  o  demolizione  di
superfetazioni  (la  presente  voce  non  si  applica  agli  immobili
soggetti a tutela ai sensi dell’articolo 136, comma 1, lettere a), b)
e c), del Codice);
4. interventi sui prospetti degli edifici esistenti, quali:  aperture
di  porte  e  finestre  o  modifica  delle  aperture  esistenti   per
dimensione  e  posizione;  interventi  sulle  finiture  esterne,  con
rifacimento  di  intonaci,  tinteggiature  o  rivestimenti   esterni,
modificativi di quelli  preesistenti;  realizzazione  o  modifica  di
balconi o terrazze; inserimento o modifica di cornicioni,  ringhiere,
parapetti; chiusura di terrazze o di balconi gia’ chiusi su tre  lati
mediante  installazione  di  infissi;   realizzazione,   modifica   o
sostituzione di scale esterne (la presente voce non si  applica  agli
immobili soggetti a tutela  ai  sensi  dell’articolo  136,  comma  1,
5.  interventi  sulle  coperture  degli  edifici  esistenti,   quali:
rifacimento del manto del tetto  e  delle  lattonerie  con  materiale
diverso; modifiche indispensabili  per  l’installazione  di  impianti
tecnologici; modifiche alla inclinazione o alla configurazione  delle
falde; realizzazione di lastrici solari o terrazze a tasca di piccole
dimensioni; inserimento di canne fumarie o comignoli; realizzazione o
modifica di finestre a tetto e lucernari; realizzazione di abbaini  o
elementi consimili (la presente voce non  si  applica  agli  immobili
6.  modifiche  che  si  rendono  necessarie  per  l’adeguamento  alla
normativa  antisismica  ovvero  per  il  contenimento   dei   consumi
energetici degli edifici;
7. realizzazione o modifica di autorimesse  pertinenziali,  collocate
fuori terra ovvero parzialmente o totalmente  interrate,  con  volume
non superiore a 50 mc, compresi  percorsi  di  accesso  ed  eventuali
rampe. Ogni successivo intervento  di  realizzazione  o  modifica  di
autorimesse  pertinenziale  allo  stesso  immobile  e’  sottoposto  a
procedura autorizzatoria ordinaria;
8. realizzazione  di  tettoie,  porticati,  chioschi  da  giardino  e
manufatti consimili aperti su piu’ lati, aventi  una  superficie  non
superiore a 30 mq;
9. realizzazione di manufatti accessori o volumi tecnici  di  piccole
dimensioni (volume non superiore a 10 mc);
10.   interventi   necessari   al    superamento    delle    barriere
architettoniche, anche comportanti modifica  dei  prospetti  o  delle
pertinenze esterne degli edifici, ovvero realizzazione o modifica  di
volumi tecnici. Sono fatte salve le procedure semplificate  ai  sensi
delle leggi speciali di settore (la presente voce non si applica agli
11. realizzazione o modifica  di  cancelli,  recinzioni,  o  muri  di
contenimento del terreno  (la  presente  voce  non  si  applica  agli
12.  interventi  di  modifica  di  muri  di  cinta  esistenti   senza
incrementi di altezza;
13. interventi  sistematici  nelle  aree  di  pertinenza  di  edifici
esistenti, quali: pavimentazioni, accessi  pedonali  e  carrabili  di
larghezza non superiore a 4 m, modellazioni del suolo, rampe o arredi
fissi (la presente voce non  si  applica  agli  immobili  soggetti  a
14. realizzazione di monumenti ed edicole funerarie all’interno delle
zone cimiteriali;
15. posa  in  opera  di  cartelli  e  altri  mezzi  pubblicitari  non
temporanei di cui all’art. 153, comma 1  del  Codice,  di  dimensioni
inferiori  a  18  mq,  ivi  comprese  le  insegne  per  le  attivita’
commerciali o pubblici esercizi (la presente voce non si applica agli
immobili soggetti a tutela ai sensi dell’art. 136, comma  1,  lettere
a), b) e c) del Codice);
16. collocazione di tende da sole sulle facciate  degli  edifici  per
locali destinati ad attivita’ commerciali e pubblici esercizi;
17. interventi puntuali di adeguamento  della  viabilita’  esistente,
quali:  adeguamento  di  rotatorie,   riconfigurazione   di   incroci
stradali,  realizzazione  di  banchine   e   marciapiedi,   manufatti
necessari  per  la  sicurezza  della  circolazione,  nonche’   quelli
relativi alla realizzazione di parcheggi  a  raso  a  condizione  che
assicurino la permeabilita’ del suolo, sistemazione e arredo di  aree
18.  interventi  di  allaccio  alle  infrastrutture   a   rete,   ove
comportanti la realizzazione di opere in soprasuolo;
19. linee elettriche e telefoniche su  palo  a  servizio  di  singole
utenze di altezza non superiore, rispettivamente,  a  metri  10  e  a
metri 6,30;
20. adeguamento di cabine elettriche o del gas,  ovvero  sostituzione
delle medesime con altre di tipologia e dimensioni analoghe;
21.   interventi   sistematici   di   arredo    urbano    comportanti
l’installazione di manufatti e componenti, compresi gli  impianti  di
22. installazione di impianti tecnologici esterni per  uso  domestico
autonomo, quali condizionatori e impianti di  climatizzazione  dotati
di unita’ esterna, caldaie, parabole, antenne (la presente  voce  non
si applica agli immobili soggetti a  tutela  ai  sensi  dell’articolo
136, comma 1, lettere a), b) e c), del Codice);
23. parabole satellitari condominiali e impianti  di  condizionamento
esterni centralizzati, nonche’ impianti per l’accesso  alle  reti  di
comunicazione elettronica di piccole dimensioni  con  superficie  non
superiore ad 1 mq o volume non superiore ad 1 mc  (la  presente  voce
non si applica agli immobili soggetti a tutela ai sensi dell’articolo
24. Installazione  di  impianti  di  radiocomunicazioni  elettroniche
mobili, di cui all’articolo 87  del  decreto  legislativo  1°  agosto
2003, n. 259, che comportino la realizzazione di supporti di  antenne
non superiori a 6 metri se collocati su  edifici  esistenti,  e/o  la
realizzazione di sopralzi di infrastrutture  esistenti  come  pali  o
tralicci, non superiori a 6 metri, e/o la realizzazione  di  apparati
di telecomunicazioni a servizio  delle  antenne,  costituenti  volumi
tecnici, tali comunque da  non  superare  l’altezza  di  metri  3  se
collocati su edifici esistenti e di metri 4 se posati direttamente  a
25. installazione in soprasuolo di serbatoi di GPL di dimensione  non
superiore a 13 mc, e opere di recinzione e sistemazione correlate;
26. impianti tecnici esterni  al  servizio  di  edifici  esistenti  a
destinazione produttiva, quali  sistemi  per  la  canalizzazione  dei
fluidi mediante tubazioni esterne, lo stoccaggio dei prodotti e canne
fumarie;
27. posa in opera di  manufatti  completamente  interrati  (serbatoi,
cisterne etc.), che  comportino  la  modifica  della  morfologia  del
terreno, comprese opere di recinzione o sistemazione correlate;
28. pannelli solari, termici e fotovoltaici fino ad una superficie di
25 mq (la presente  voce  non  si  applica  nelle  zone  territoriali
omogenee “A” di cui all’articolo 2 del decreto ministeriale  n.  1444
del 1968, e ad esse assimilabili, e nelle  aree  vincolate  ai  sensi
dell’articolo 136, comma 1, lettere  b)  e  c),  del  Codice),  ferme
restando  le  diverse  e  piu’  favorevoli  previsioni  del   decreto
legislativo  30  maggio  2008,  n.  115,  recante  “Attuazione  della
direttiva  2006/32/CE  relativa  all’efficienza  degli   usi   finali
dell’energia e i servizi energetici  e  abrogazione  della  direttiva
93/76/CEE”, e dell’articolo 1, comma 289,  della  legge  24  dicembre
2007, n. 244, recante “Disposizioni per la  formazione  del  bilancio
annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008)”;
29. nuovi  pozzi,  opere  di  presa  e  prelievo  da  falda  per  uso
domestico,   preventivamente    assentiti    dalle    Amministrazioni
competenti, comportanti la realizzazione di manufatti in soprasuolo;
30. tombinamento parziale di corsi d’acqua per tratti fino a 4  m  ed
esclusivamente per dare accesso ad abitazioni esistenti e/o  a  fondi
agricoli interclusi, nonche’ la riapertura  di  tratti  tombinati  di
31. interventi di ripascimento localizzato di tratti  di  arenile  in
erosione, manutenzione di dune artificiali in  funzione  antierosiva,
ripristino di opere di difesa esistenti sulla costa;
32. ripristino e adeguamento funzionale di manufatti di difesa  dalle
acque delle sponde dei corsi d’acqua e dei laghi;
33. taglio selettivo di vegetazione ripariale presente sulle sponde o
sulle isole fluviali;
34. riduzione di superfici boscate in aree di pertinenza di  immobili
esistenti, per superfici non  superiori  a  100  mq,  preventivamente
assentita dalle amministrazioni competenti;
35. ripristino di prati stabili, prati pascolo, coltivazioni  agrarie
tipiche, mediante riduzione di aree boscate di recente formazione per
superfici non superiori a 5000 mq,  preventivamente  assentiti  dalle
amministrazioni competenti;
36. taglio di alberi isolati o in gruppi, ove ricompresi  nelle  aree
di cui all’articolo 136, comma  1,  lettere  c)  e  d),  del  Codice,
preventivamente assentito dalle amministrazioni competenti;
37. manufatti realizzati in legno per ricovero attrezzi agricoli, con
superficie non superiore a 10 mq;
38. occupazione temporanea di  suolo  privato,  pubblico,  o  di  uso
pubblico, con strutture mobili, chioschi e  simili,  per  un  periodo
superiore a 120 giorni;
39.  strutture  stagionali  non  permanenti  collegate  ad  attivita’
turistiche,  sportive  o  del  tempo  libero,  da  considerare   come
attrezzature amovibili.
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 luglio 2010, n. 139 – Regolamento recante procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entita’, a norma dell’articolo 146, comma 9, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni. (10G0157) – (GU n. 199 del 26-8-2010 redazione redazione 2015-05-05T19:53:10+00:00