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Timestamp: 2019-11-17 02:57:35+00:00
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Danno tanatologico o da morte immediata: Cassazione lavoro 13672 del 7.6.2010
Danno 2010-06-18 - Pdf - Stampa
Cassazione civile sez. lavoro, 07 giugno 2010, n. 13672 - Photo courtesy by Spataro Fonte: Cassazione
La sentenza impugnata ha respinto la domanda di risar
Pertanto, come è stato ribadito, "il danno cos
Non esclude viceversa che la vittima abbia potuto per
Come si legge nell'impugnata sentenza, con ricorso in data 19-9-2003, la B. di B. ... ... e B.F.F. proponevano appello avverso la sentenza del Giudice del lavoro de Tribunale di Vibo Valentia in data 10-6-2003, con la quale erano stati condannati, in solido con il Comune di (Omissis), a pagare a T.L., T.D., T.M.G. e D.R., quali eredi di T.P., la somma di Euro 1,767,02, oltre interessi e rivalutazione, a titolo di retribuzione per l'attività lavorativa prestata da quest'ultimo, nonchè i soli B. di B. ... ... e B.F.F. al risarcimento del danno biologico iure hereditatis nella misura di Euro 40.000,00, con obbligo della (Omissis) Assicurazioni s.p.a. di manlevare la B. da quest'ultimo danno.
Con l'atto di gravame gli appellanti deducevano la insussistenza del danno biologico iure hereditatis riconosciuto dal primo giudice, poichè il decesso di T.P., avvenuto in data (OMISSIS) mentre svolgeva la sua attività lavorativa alle dipendenze della ditta B., appaltatrice dei lavori di costruzione della rete fognante del Comune di (OMISSIS), era stato quasi istantaneo, per come poteva desumersi dalle dichiarazioni dei testi assunti. Contestavano altresì la eccessiva quantificazione dei danni nonchè la spettanza di emolumenti retributivi, mancando la prova dell'inizio della attività lavorativa del T.P., delle mansioni espletate e dell'orario di lavoro osservato, e concludevano per il rigetto della domanda di primo grado e, in subordino, per la riduzione della somma riconosciuta dal primo giudice.
Gli eredi di T.P. si costituivano chiedendo il rigetto dell'appello.
Si costituiva altresì il Comune di (Omissis) chiedendo la conferma della sentenza di primo grado in ordine alla dichiarata carenza di legittimazione passiva riguardo al danno biologico e la riforma della stessa relativamente alla condanna al pagamento di emolumenti per le prestazioni lavorative.
La (Omissis) Assicurazioni s.p.a. restava contumace.
La Corte d'Appello di Catanzaro, con sentenza depositata il 21-7-2005, in riforma della pronuncia appellata, rigettava la domanda di risarcimento del danno avanzata dagli eredi di T.L. nella qualità e rideterminava le spese del giudizio di primo grado.
Per la cassazione di tale sentenza gli eredi di T.P. hanno proposto ricorso con un unico motivo, illustrato con memoria.
Il Comune di (Omissis) si e costituito con controricorso.
La B. di B. ... ... e B.F.F. nonchè la (Omissis) Assicurazioni s.p.a. non hanno svolto attività difensiva.
Preliminarmente osserva il Collegio che, nonostante l'errore materiale contenuto nel ricorso (con riguardo alla indicazione della ditta "(Omissis)" anzichè "B.") dal contesto del ricorso e dalla lettura della sentenza impugnata (oltre che dell'appello e della memoria di costituzione degli appellati) non sorge alcuna incertezza circa la identificazione del soggetto intimato (cfr. fra le altre Cass. 11-11-202 n. 15793, Cass. 3-1-2005 n. 57). Peraltro la notifica a mezzo posta (seppure alla "(Omissis) di B. ... ...") è stata regolarmente effettuata presso lo studio degli avv.ti A. e A. C. in Catanzaro alla via (Omissis).
In particolare i ricorrenti deducono che dalle risultanze di causa era emerso che il T.P., rimasto sotto il muro crollato aveva chiesto aiuto (v. testimonianza del G.) ed aggiungono che, comunque, tra l'infortunio e il decesso non potevano essere trascorsi soltanto alcuni minuti, in considerazione della dinamica dei soccorsi e delle testimonianze dei soccorritori.
Alla luce di tali principi, che il Collegio condivide, deve, quindi, ritenersi che erroneamente (in diritto) la Corte di merito ha affermato che "il descritto ambito temporale, estremamente circoscritto", "rende privo di rilievo pervenire ad un eventuale accertamento sulla esistenza in vita di T.P. al momento della estrazione dalle macerie nonchè sulla esclamazione di richiesta di aiuto (cui riferisce il solo teste G.) del T.".
Il ricorso va in tal senso accolto, restando assorbita la censura rivolta contro l'apprezzamento concreto della durata dei soccorsi e del tempo effettivamente trascorso tra la caduta del muro e il decesso.
2010-06-18 Chi: Spataro Fonte: Cassazione
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