Source: http://www.ilcaso.it/finanziario/mdf-2-4-6.php
Timestamp: 2013-05-21 03:05:13+00:00
Document Index: 48938174

Matched Legal Cases: ['art. 2697', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 1227', 'art. 1222', 'art. 2033', 'art. 2033', 'art. 1227', 'art. 2967', 'art. 23', 'art. 1218', 'art. 19', 'art. 21', 'art. 19', 'art. 21', 'art 23', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 21', 'art. 23', 'art. 1218', 'art. 1176', 'art. 23', 'art. 1218', 'art. 1176', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 1227', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 23']

- onere della prova e nesso di caualit� -
Appello Milano 09 gennaio 2013	Dichiarazione di competenza - Contestazione della veridicità della stessa - Inversione dell’onere della prova.
Tribunale Milano 14 aprile 2012	Dichiarazione di competenza - Titolo di studio - Irrilevanza.
Tribunale Milano 14 aprile 2012	Diritto bancario – Servizi di investimento – Risarcimento del danno – Diligenza della banca – Fonte normativa – Fonte contrattuale.
Appello Torino 10 aprile 2012	Diritto bancario – Risarcimento del danno – Onere della prova – Ripartizione.
A differenza della prova di avere agito con la diligenza contrattuale richiesta, posta dalla legge a carico della banca, in applicazione della regola generale prevista nell’art. 2697 c.c., quella del danno e della relazione causale tra quest’ultimo e l’inadempimento è posta a carico della parte che agisce per il risarcimento. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Torino 10 aprile 2012	Diritto bancario – Servizi di investimento – Risarcimento del danno – Prova del danno e del nesso causale – Regime.
Appello Torino 10 aprile 2012	Adeguatezza dell'operazione - Violazione da parte dell'intermediario di dare corso all'operazione - Nesso di causalità - Indagine sulla volontà ipotetica dell'investitore - Irrilevanza.
Appello Milano 28 marzo 2012	Intermediazione finanziaria – Bond argentini – Situazione di rischio default sin dagli anni 1999-2000 – Notorietà – Sussistenza.
Tribunale Vicenza 20 marzo 2012	Intermediazione finanziaria - Prestazione del servizio di negoziazione titoli - Obblighi di informazione - Ordine del cliente di compiere acquisti ad alto rischio - Investitore non professionale - Notizie di stampa circa la rischiosità dei titoli - Concorso di colpa del cliente - Esclusione - Fondamento.
Cassazione civile, sez. I 29 dicembre 2011	Intermediazione finanziaria - Prestazione del servizio di negoziazione titoli - Obblighi di informazione - Inadempimento - Acquisto di titoli ad alto rischio - Risarcimento del danno - Individuazione - Assunzione incolpevole di un rischio - Sussistenza - Quantificazione del danno - Criteri.
Cassazione civile, sez. I 29 dicembre 2011	Intermediazione finanziaria - Onere della prova - Nesso di causalità tra carenza di informazione e danno - Dovere dell'investitore di dimostrare che non avrebbe effettuato l'operazione contestata - Sussistenza.
Grava sull'investitore l'onere di allegare e provare il nesso di causalità tra l'asserita carenza di informazione e il danno. L'investitore dovrà pertanto asserire e dimostrare che se fosse stato correttamente informato dall'intermediario non avrebbe dato luogo all'operazione contestata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Ravenna 12 settembre 2011	Intermediazione finanziaria - Previsione contrattuale di commissioni implicite - Applicazione al cliente di condizioni meno favorevoli di quelle ottenute dall'intermediario sul mercato - Legittimità - Obbligo di informazione del cliente - Dovere di trasparenza dell'intermediario - Rilevanza sotto il profilo dell'adeguatezza dell'operazione.Intermediazione finanziaria - Adeguatezza dell'operazione - Valutazione sulla base delle informazioni assunte ai sensi dell'articolo 28 del regolamento Consob 11 522 del 1998 e di ogni altra informazione disponibile.Intermediazione finanziaria - Conflitto di interessi - Operazioni inadeguate - Violazione dell'obbligo di astensione - Nesso di causalità in re ipsa - Onere della prova - Inversione.
Tribunale Udine 01 luglio 2011	Intermediazione finanziaria - Conflitto di interessi - Operazioni inadeguate - Violazione dell'obbligo di astensione - Nesso di causalità in re ipsa - Onere della prova - Inversione.
Allorché l'intermediario abbia violato l'obbligo di astensione, come nel caso di conflitto di interessi o di operazioni inadeguate, il nesso di causalità deve ritenersi in re ipsa; si deve infatti presumere che, se adeguatamente informato nel rispetto della normativa di "protezione" dettata a sua tutela, l'investitore avrebbe desistito dall'investimento e la violazione dei doveri di diligenza richiesti dalla legge all'intermediario abilitato sposta l'onere di provare il contrario sull'istituto di credito convenuto, che ha colposamente omesso di raccogliere le informazioni necessarie e di considerare la rischiosità dell'operazione, segnalandola alla cliente. (Giulia Gabassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Udine 01 luglio 2011	Intermediazione finanziaria - Violazione degli obblighi informativi dell'intermediario - Nesso di causalità tra condotta e danno - Onere della prova - Necessità.
Tribunale Verona 01 luglio 2011	Intermediazione finanziaria - Informazione relativa al rating - Omissione informativa - Implicita accettazione del rischio - Nesso di causalità - Esclusione.
Tribunale Verona 01 luglio 2011	Intermediazione finanziaria – Controversia relativa al contratto di investimento – Onere delle parti in giudizio.
Fermo restando l’onere probatorio dell’attore in ordine al nesso di causalità che tesse condotta negligente e danno subito, in virtù dell’art. 23, sesto comma, TUF, è onere dell’intermendiario quello di fornire la prova di aver agito con la specifica diligenza richiesta.(Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata)
Tribunale Novara 23 giugno 2011	Obbligazioni argentine - Doveri di vigilanza e di ispezione della Consob - Omissione - Responsabilità - Risarcimento del danno - Prescrizione - Decorrenza del termine quinquennale.Consob - Omesso uso dei poteri di vigilanza informativa ed ispettiva - Presupposti - Onere della prova - Anomalia del volume di contrattazione - Dimostrazione del presupposto per l'intervento della Consob - Necessità dimostrazione del nesso di causalità con riferimento alla specifica operazione.
Tribunale Novara 03 giugno 2011	Intermediazione finanziaria – Violazione di obblighi di comportamento per singole operazioni – Risarcibilità dei danni - Oneri probatori.
La violazione degli obblighi di comportamento dell’intermediario, in occasione di singole operazioni, genera una responsabilità risarcitoria; gli elementi costitutivi del risarcimento devono essere provati da chi agisce, fatta eccezione per quello relativo all’inosservanza delle prescrizioni informative (per le quali l’onere probatorio è posto a carico dell’intermediario dall’art. 23, comma 6, del T.U.F. n. 58/1998). (Francesco Brugnatelli) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino 07 marzo 2011	Obbligo di astensione dell'intermediario - Danno patito dal cliente - Nesso di causalità - Prova - Esclusione - Indagine in ordine al comportamento dei cliente in caso di adempimento - Irrilevanza.
In presenza di un obbligo di astensione gravante sull’intermediario non è necessaria la prova del nesso di causalità tra la violazione di tale obbligo ed il danno patito ed è, quindi, irrilevante l'indagine in ordine al comportamento che il cliente avrebbe tenuto qualora l'intermediario avesse adempiuto all'obbligo in questione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Appello Torino 02 febbraio 2011	Intermediazione finanziaria – Obbligazioni Lehman Bros. – Violazione obbligo di informazione c.d. continuativa – Risarcimento del danno – Sussistenza.
Il mancato adempimento da parte della Banca all'obbligo di informare “tempestivamente” l'investitore di eventuali “variazioni significative del livello di rischio” degli strumenti finanziari dal medesimo acquistati (nella fattispecie, obbligazioni Lehmann Bros.) fonda la responsabilità risarcitoria dell'Intermediario per il danno conseguentemente patito dal cliente, purchè si possa ritenere, anche in via presuntiva, che quest'ultimo, ove puntualmente reso edotto dell'incremento del livello di rischio dei titoli, avrebbe optato per l'immediata vendita degli stessi. (Cecilia Ruggeri) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino 22 dicembre 2010	Intermediazione finanziaria - Doveri informativi dell'intermediario - Violazione - Onere della prova - Nesso di causalità fra violazione delle regole di condotta il danno - Onere della prova del danno come conseguenza immediata e diretta della condotta omissiva.
Grava sull’investitore la prova della sussistenza del nesso causale fra violazione della regola di condotta e danno. L’investitore deve, invero, fornire la prova che il danno patito è conseguenza immediata e diretta della condotta omissiva (nella specie, dell’obbligo informativo) dell’intermediario e non, puramente e semplicemente, dell’andamento sfavorevole del mercato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano 01 dicembre 2010	Intermediazione finanziaria – Obbligazione destinate ad investitori istituzionali – Cessione a normali investitori – Obbligo di prospetto – Insussistenza.Doveri di diligenza dell’intermediario – Sollecitazione all’acquisto di obbligazioni Parmalat – Insussistenza.Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi dell’intermediario – Onere della prova – Nesso di causalità – Prova delle conseguenze con riferimento ad altri impieghi – Necessità.
Appello Napoli 04 novembre 2010	Intermediazione finanziaria – Mancata adesione OPSE Argentina – concorso di colpa dell’investitore.
La mancata adesione all’offerta pubblica di scambio promossa dalla Repubblica Argentina non costituisce ragione per ridurre l’ammontare del risarcimento ai sensi dell’art. 1227 c.c.. (pf) (riproduzione riservata)
Appello Torino 13 ottobre 2010	Diritto Bancario – Intermediazione mobiliare – Obblighi di informazione attiva – Vizio del consenso – Relatività.
Tribunale Benevento 29 giugno 2010	Diritto Bancario – Intermediazione mobiliare – Obblighi informativi attivi – Onere probatorio dell’intermediario.
Tribunale Benevento 29 giugno 2010	Intermediazione finanziaria – Operazione inadeguata – Violazione di uno specifico obbligo di astensione – Nesso di causalità in re ipsa.
In tema di intermediazione finanziaria, qualora venga violato un obbligo specifico di astensione finalizzato a prevenire il pericolo del compimento di operazioni in situazioni di pericolo (quale il conflitto di interessi o l'inadeguatezza), il nesso di causalità tra la violazione dell'obbligo di astensione e le conseguenze dannose che ne conseguono è in re ipsa, posto che soltanto il risarcimento integrale rende effettivo il precetto specifico di astensione che, diversamente, sarebbe svuotato e rifluirebbe nel generico dovere di diligenza professionale. (fb) (riproduzione riservata)
Tribunale Venezia 24 giugno 2010	Intermediazione finanziaria – Offerta pubblica di acquisto – Informazioni contenute nel prospetto informativo – Risarcimento del danno – Violazione del dovere del neminem laedere – Responsabilità aquiliana – Responsabilità per colpa – Sussistenza – Onere della prova – Presunzione di rilevanza della errata informazione – Sussistenza – Onere della prova negativa di diversi fattori rilevanti nella causa azione del danno – Esclusione. (13/07/2010)
Cassazione civile 11 giugno 2010	Intermediazione finanziaria – Operazioni inadeguate – Violazione dell’obbligo di astensione – Nesso di causalità – Prova – Irrilevanza – Inammissibilità.
In ipotesi di violazione dell’obbligo di astensione da operazioni inadeguate, la responsabilità dell’intermediario sussiste per il fatto stesso della violazione di tale obbligo, con la conseguente impossibilità di provare la mancanza del nesso di causalità, posto che, ai sensi dell’art. 1222 codice civile, la violazione delle obbligazioni di non fare costituisce di per sé inadempimento. (fb) (riproduzione riservata)
Appello Reggio Calabria 14 dicembre 2009	Negoziazione di strumenti finanziari – Utilizzo del servizio cd. phone banking – Obbligo di informazione dell’intermediario – Onere della prova – Sussistenza. (04/06/2010)
Il fatto che l’investimento sia avvenuto tramite il servizio di phone banking non esonera l’intermediario dall’onere di dare la prova di aver assolto agli obblighi informativi di portata generale ed inderogabile previsti dagli artt. 28 e 29 del reg. Consob n. 58/1998 che impongono di fornire all’investitore tutte le notizie relative a natura, rischi ed implicazioni della singola operazione di investimento. (fb) (riproduzione riservata)
Tribunale Cremona 03 dicembre 2009	Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi – Nesso di causalità tra violazione e danno – Onere della prova a carico dell’investitore – Danno come conseguenza diretta ed immediata della violazione.
Se è vero che applicando alla materia della prestazione dei servizi di investimento il principio per cui spetta all’investitore di provare il nesso di causalità tra violazione dei doveri informativi e danno, è tuttavia evidente che il danno discende in via diretta ed immediata dall’omessa informazione che ha impedito all’investitore di porre in essere una scelta consapevole. (fb) (riproduzione riservata)
Appello Torino 27 novembre 2009	Intermediazione finanziaria – Dovere dell’investitore di monitorare l’andamento del titolo – Concorso di colpa – Esclusione.
Se non è possibile sostenere che l’intermediario abbia l’obbligo di informare il cliente dell’andamento del titolo successivamente all’acquisto, riesce difficile sostenere il concorso di colpa del cliente per non essersi costantemente informato della quotazione del titolo stesso per poter assumere iniziative idonee a limitare il danno. (fb) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli 09 novembre 2009	Intermediazione finanziaria – Negoziazione fuori dai mercati regolamentati – Disciplina Consob ante delibera 13085/2001 – Autorizzazione del cliente – Necessità.
Tribunale Torino 27 ottobre 2009	Intermediazione finanziaria – Conflitto di interessi – Mancanza di informazione – Violazione dell’obbligo di astensione – Responsabilità dell’intermediario – Perdita dell’investitore – Danno in re ipsa – Esclusione – Onere della prova a carico dell’investitore – Sussistenza. In difetto di informazione e di successiva autorizzazione del cliente, il divieto legale a carico dell’intermediario di compiere l’operazione in presenza di un interesse in conflitto richiede, ai fini risarcitori, l’accertamento del nesso causale tra siffatto inadempimento dell’intermediario ed il danno lamentato dall’investitore incombendo a quest’ultimo dimostrare che se avesse saputo di quell’interesse dell’intermediario non avrebbe dato il proprio consenso all’operazione. (ns) (riproduzione riservata)
Appello Firenze 20 ottobre 2009	Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario – Violazione – Risarcimento del danno – Disinvestimento – Onere della prova del diverso andamento del nuovo investimento – Necessità.
Per la prova del danno riportato in acquisto di quote di fondi azionari operato con disinvestimento da altri fondi deve comunque darsi la dimostrazione del diverso andamento di questi ultimi. (fds)
Appello Salerno 29 settembre 2009	Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario – Grado di rischio dell’operazione – Necessità.
La violazione dell'obbligo di informazione sul grado di rischio dell'operazione costituisce fonte di responsabilità risarcitoria a carico dell'intermediario. (dm)
Tribunale Milano 28 settembre 2009	Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi dell’intermediario – Nesso di causalità – Prova per presunzioni – Ammissibilità.
Il nesso di causalità tra inadempimento dell’intermediario ai propri doveri informativi ed il danno patito dal cliente può essere ritenuto sussistente anche sulla base di presunzioni, potendosi affermare che un investitore di normale prudenza non avrebbe dato corso ad un investimento particolarmente rischioso se fosse stato debitamente informato delle caratteristiche del medesimo. (fb) (riproduzione riservata)
Appello Torino 28 luglio 2009	Cowered warrant – Informazioni sulla natura e sui rischi della singola operazione – Necessità – Utilizzo di strumenti particolarmente sofisticati – Indice di avventatezza – Sussistenza – Concorso di colpa. (06/07/2010)
Anche con riferimento ad operazioni in cowered warrant l’intermediario ha l'obbligo di non effettuare o consiliare operazioni o di prestare il servizio di gestione se non dopo aver fornito all'investitore informazioni adeguate sulla natura, sui rischi e sulle implicazioni della specifica operazione o del servizio; tuttavia la circostanza che il cliente abbia per iscritto esposto le proprie lamentele in ordine alla difficoltà di operare in cowered warrant e quindi in strumenti particolarmente sofisticati, induce a ritenere che il cliente abbia tenuto un atteggiamento spregiudicato ed avventato verso il mercato finanziario tale da giustificare un suo concorso di colpa nella causazione del danno patito pari al 50%. (fb) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli 28 luglio 2009	Intermediazione finanziaria – Violazione del dovere di astensione – Prova del nesso di causalità – Irrilevanza – Danno in re ipsa – Sussistenza.
Non è necessario procedere alla verifica del nesso causale tra violazione e danno quando si è in presenza di un’operazione non adeguata di cui non sia stata fornita specifica segnalazione per iscritto all'investitore, poiché non sono le concrete e specifiche modalità esecutive dell'ordine di borsa a venire in questione, ma il compimento stesso dell'operazione, che non avrebbe dovuto affatto avere luogo. In questo caso il compimento dell'operazione, atteso il dovere dell'intermediario di astenersi, configura un danno in re ipsa. (cr) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino 17 luglio 2009	Contratto di intermediazione finanziaria – Nullità – Ripetizione delle cedole percepite dall’investitore – Mala fede dell’accipiens – Prova – Necessità.
Conformemente ai principi che regolano l'azione di ripetizione dell'indebito, a fronte della dichiarazione di nullità del contratto quadro di negoziazione, la domanda con cui l'intermediario finanziario chiede, ex art. 2033 c.c., la restituzione delle cedole obbligazionarie percepite dall'investitore prima del default, può essere accolta solo nel caso in cui riesca a fornire la prova della mala fede dell'accipiens nella percezione di tali somme, costituendo le stesse frutti civili dell'investimento. (cr) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino 04 giugno 2009	Intermediazione finanziaria – Doveri informativi – Compatibilità con il profilo di rischio del cliente – Nesso di causalità – Presunzione.
L’acquisto di un prodotto finanziario le cui caratteristiche di rischio si discostano notevolmente dal profilo dell’investitore, consente di presumere che, se lo stesso fosse stato correttamente informato, non avrebbe effettuato l’operazione ed avrebbe optato per titoli più consoni al proprio profilo di rischio. (Nella specie, il CTU ha ritenuto che le obbligazioni Parmalat 98/05 FR EU non fossero adatte al profilo, definibile come quello di un risparmiatore oculato, non incline al rischio ma con finalità speculative sempre garantite da una diversificazione di portafoglio in grado di bilanciare i rischi di mercato). (fb)
Tribunale Ferrara 26 maggio 2009	Intermediazione finanziaria – Dovere informativo relativo alla specifica operazione – Sussistenza – Violazione – Conseguenze – Adeguatezza dell’operazione – Onere della prova dell’investitore – Sussistenza.
Qualora l’intermediario non adempia al dovere rendere all’investitore specifiche informazioni in ordine alle caratteristiche del titolo oggetto di negoziazione e l’operazione sia comunque adeguata al profilo di rischio dell’investitore, quest’ultimo, per far valere l’inadempimento dell’intermediario, dovrà dimostrare che se fosse stato correttamente informato non avrebbe dato corso all’operazione. (fb)
Tribunale Bergamo 27 aprile 2009	Intermediazione finanziaria - Acquisto di obbligazioni in contropartita diretta - Risoluzione per inadempimento - Restituzione delle cedole - Mala fede dell’investitore - Prova - Necessità.
In ipotesi di accoglimento della domanda dell’investitore di risoluzione per inadempimento del contratto di acquisto di obbligazioni argentine, non potrà essere accolta la domanda riconvenzionale della banca di restituzione delle cedole nel frattempo incassate ove non venga dimostrata la mala fede dell’investitore secondo quanto disposto dall’art. 2033 codice civile. (fb)
Tribunale Milano 09 aprile 2009	Intermediazione finanziaria – Informazione specifica relativa al titolo negoziato – Inadeguatezza dell’operazione – Responsabilità dell’intermediario – Sussistenza. Intermediazione finanziaria – Informazione relativa alla specifica operazione – Inadeguatezza per dimensione – Concorso di colpa dell’investitore – Sussistenza.
La carenza di informazioni rilevanti in ordine alle caratteristiche del prodotto finanziario oggetto di negoziazione è fonte di responsabilità dell’intermediario per i danni subiti dall’investitore in conseguenza delle perdite legate all’andamento del titolo (nella specie obbligazioni Cirio). (fb) Sussiste il concorso di colpa dell’investitore che, debitamente avvertito dell’inadeguatezza per dimensione dell’operazione e dell’opportunità di diversificare gli investimenti, impegni l’intera sua liquidità in un unico prodotto finanziario. (fb)
Tribunale Monza 04 marzo 2009	Intermediazione finanziaria – Operazione inadeguata – Divieto legale di agire – Situazione di pericolo – Indagine sul nesso di causalità – Irrilevanza.
Tribunale Milano 18 febbraio 2009	Banche – Intermediazione finanziaria – Servizi di investimento – Negoziazione – Onere della prova.
Cassazione civile 17 febbraio 2009	Intermediazione finanziaria – Conflitto di interessi nel contratto – Fattispecie di conflitto inteso come situazione, non come azione o risultato dell'azione – Divieto di agire - Sussistenza – Mancanza di informazione - Violazione dell'obbligo di astensione - Responsabilità dell'intermediario - Danno in re ipsa - Risarcimento integrale della perdita. In difetto di informazione e di successiva autorizzazione del cliente, il divieto legale a carico dell’intermediario di compiere l’operazione in presenza di un interesse in conflitto opera sul semplice presupposto della presenza dell'interesse in conflitto (situazione) ed indipendentemente dall’incidenza dell’interesse sulla condotta dell’intermediario (azione) o sui termini dell’operazione (risultato dell’azione).Quando è violato un obbligo specifico di astensione finalizzato a prevenire il pericolo del compimento di operazioni in situazioni di pericolo (qual è il conflitto di interessi o l’inadeguatezza), il nesso di causalità tra la violazione dell’obbligo di astensione e le conseguenze dannose seguite è in re ipsa, perché soltanto il risarcimento integrale rende effettivo il precetto specifico di astensione, che diversamente sarebbe svuotato e rifluirebbe nel generico dovere di diligenza professionale. Ne discende che l’intermediario deve essere condannato al risarcimento del danno corrispondente alla intiera perdita dell'investimento.
Tribunale Milano 14 febbraio 2009	Intermediazione finanziaria – Informazione relativa alla singola operazione – Necessità – Omissione – Nesso di causalità – Presunzione.
Il fatto che l’intermediario abbia omesso di fornire qualsiasi informazione sui rischi connessi alla specifica operazione consente di presumere che l’investitore, se fosse stato correttamente informato, non avrebbe effettuato l’operazione medesima. (av)
Tribunale Mantova 05 febbraio 2009	Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi –Nesso di causalità tra condotta e danno – Raffronto tra il profilo di rischio dell’investitore l’investimento effettuato – Rilevanza - Prova – Sussistenza.
Può ritenersi provato il nesso di causalità tra difetto di informazione da parte dell’intermediario e danno patito dall’investitore in dipendenza del mancato rimborso del capitale investito in obbligazioni Cirio qualora, in ragione del profilo di rischio emergente dalla precedenti operazioni, si possa ragionevolmente escludere che l’investitore, se fosse stato adeguatamente informato, avrebbe effettuato un investimento inadeguato. (fb)
Tribunale Verona 23 dicembre 2008	Intermediazione finanziaria – Disinvestimento anticipato – Dovere informativo dell’intermediario – Sussistenza – Concorso di colpa del danneggiato – Esclusione.
Deve essere escluso il concorso di colpa dell’investitore nella causazione del danno conseguente al disinvestimento anticipato qualora l’intermediario non abbia avvertito il cliente di tale conseguenza. (fb)
Tribunale Lecce - Sez. Dist. Campi Salentina 04 dicembre 2008	Intermediazione finanziaria – Inadempimento - Risarcimento del danno – Prova – Necessità.
Il danno patito dall’investitore per effetto dell’inadempimento dell’intermediario non può essere semplicemente indicato nel controvalore dei titoli, ma deve essere provato all’esito di una allegazione compiuta. (fb)
Tribunale Lucca 23 settembre 2008	Doveri informativi dell’intermediario – Caratteristiche dello specifico strumento finanziario – Profilo di rischio dell’investitore – Nesso di causalità.
In caso di omessa informazione in ordine alla rischiosità dei titoli oggetto di negoziazione, non è necessaria la prova del nesso di causalità tra inadempimento e danno qualora il profilo di rischio dell’investitore renda verosimile che ove debitamente informato egli non avrebbe dato corso all’acquisto. (fb) (riproduzione riservata)
Tribunale Voghera 23 settembre 2008	Intermediazione finanziaria – Doveri dell’intermediario – Dovere di astensione – Nesso di casualità in re ipsa – Sussistenza.
L’intermediario che non si astiene dal compiere un’operazione dalla quale avrebbe dovuto necessariamente astenersi - quale, ad esempio, un’operazione in conflitto di interessi senza comunicazione scritta dell’esistenza del conflitto -, ha sicuramente concorso alla causazione del danno costituito dalla perdita conseguente all’investimento. (fb)
Tribunale Biella 17 luglio 2008	Intermediazione finanziaria – Violazione dell’obbligo di astensione dell’intermediario – Risarcimento del danno – Concorso di colpa dell’investitore – Condizioni – Sussistenza.
Può costituire una concausa dell’evento dannoso il comportamento dell’investitore che, nonostante una discreta e documentata esperienza in investimenti a medio ed alto rischio, compia l’acquisto di strumenti finanziari in precedenza mai acquistati senza assumere sufficienti informazioni presso l’intermediario. (Nella specie, in ragione del ritenuto concorso di colpa, il risarcimento del danno è stato ridotto di un terzo). (fb) Tribunale Biella 17 luglio 2008	Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi dell’intermediario – Risarcimento del danno – Nesso di causalità – Criteri di individuazione – Differenze tra il prodotto acquistato e quello adeguato.
Perché si possa avere un nocumento risarcibile quale conseguenza eziologia della violazione dell’obbligo di informazione, occorre accertare se, una volta fornita la necessaria informazione al cliente, il prodotto oggetto dell’investimento sia o meno adeguato al suo profilo di rischio e, in caso negativo, se questi avrebbe acquistato un prodotto maggiormente adeguato alle proprie caratteristiche. Occorrerà, quindi, individuare le differenze di valore e di rendimento tra il prodotto acquistato e quello adeguato; con la conseguenza che, ove il prodotto acquistato risulti, malgrado la carenza di informazioni, comunque adeguato all’investitore, dovrà concludersi per la insussistenza di un danno risarcibile. (fb)
Tribunale Catania 19 giugno 2008	Contratti in genere – Intermediazione finanziaria – Bond argentini – Inosservanza degli obblighi informativi – Risarcimento dei danni – Mancata adesione del cliente all’offerta pubblica dell’Argentina – Concorso del fatto colposo del creditore – Non configurabilità (artt. 21, lett. a) e b), d.lgs. n. 58/1998; 28 Reg. CONSOB n. 11522/1998; 1227 c.c.).
Non è configurabile il concorso di colpa del danneggiato, ai sensi dell’art. 1227 codice civile, per non aver aderito all’offerta pubblica dell’Argentina di nuova collocazione di proprie obbligazioni, posto che la colpa di non aver informato il cliente esaurisce l’intera fattispecie di responsabilità dell’intermediario, e non potendosi fare carico al medesimo di non essersi, prudentemente, nuovamente fidato di un titolo avente la medesima provenienza. (gl) (riproduzione riservata)
Tribunale Vicenza 18 aprile 2008	Intermediazione finanziaria - Risarcimento del danno conseguente a nullità del contratto quadro – Maggior rendimento di investimenti alternativi – Prova rigorosa di an e quantum – Necessità.
Deve essere respinta la domanda con la quale l’investitore chiede il rimborso (conseguente alla nullità del contratto quadro per mancanza di forma) di una somma notevolmente maggiore di quella investita, affermando il maggior rendimento di investimenti alternativi che per i quali avrebbe potuto optare. Tale pretesa, infatti, esulando dalle pretese restitutorie immediatamente conseguenti alla nullità, avrebbe dovuto essere rigorosamente provata sia nell’an sia nel quantum.
Tribunale Rovigo 31 marzo 2008	Intermediazione finanziaria – Nesso di causalità tra inadempimento e danno – Precedente operatività dell’investitore – Rilevanza.
Il nesso di causalità tra inadempimento e danno può ritenersi provato in via presuntiva sulla base del profilo dell’investitore desumibile dalla sua precedente operatività qualora si possa ragionevolmente affermare che se lo stesso fosse stato a conoscenza della rischiosità dell’investimento non avrebbe dato corso alle relative operazioni.
Tribunale Parma 18 marzo 2008	Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi – Prova del danno – Nesso di causalità – Dimostrazione del minor vantaggio o maggior aggravio – Necessità.
Ove, in tema di violazione dei doveri informativi dell’intermediario, l’investitore non deduca e provi elementi tali da far ritenere che, se esaurientemente informato, egli avrebbe indirizzato in altra direzione le scelte di investimento, né dimostri quale minor vantaggio o maggior aggravio sia conseguito alla mancata informazione, si deve ritenere non assolto l’onere probatorio di cui all’art. 2967 cod. civ. in ordine alla sussistenza del danno, al suo concreto manifestarsi e soprattutto in relazione al nesso di causalità tra inadempimento e danno medesimo. (fb)
Tribunale Pisa 09 marzo 2008	Intermediazione finanziaria – Operazioni inadeguate – Conflitto di interessi - Violazione da parte dell’intermediario dell’obbligo di astensione – Sussistenza in re ipsa del nesso di causalità – Violazione di altri obblighi comportamentali –Nesso di causalità – Onere della prova sussistenza.
Tribunale Venezia 28 febbraio 2008	Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi dell’intermediario – Nesso di causalità – Prova – Necessità.
L’investitore che deduce la violazione dell’intermediario degli obblighi informativi deve provare il nesso di causalità tra detta violazione ed il danno patito. In presenza di un portafoglio composto anche da titoli di natura speculativa, improntato ad un rischio crescente e nell’ambito del quale i titoli per i quali si chiede il risarcimento costituiscono una percentuale ridotta, non è possibile dedurre che l’investitore medesimo pur debitamente informato non avrebbe comunque dato corso all’operazione.
Tribunale Milano 07 febbraio 2008	Gestione patrimoniale – Omesso avvertimento della variazione del patrimonio affidato – Onere di allegazione e della prova relativo a soluzioni alternative – Sussistenza.
Per l’accoglimento della domanda di risarcimento del danno causato dal mancato avvertimento della riduzione pari o superiore al 30% del patrimonio affidato in gestione, l’investitore deve allegare e provare che se fosse stato tempestivamente informato avrebbe disinvestito la somma residua e posto in essere investimenti a carattere conservativo. (fb)
Tribunale Pescara 22 novembre 2007	Doveri di informazione degli intermediari – Onere della prova.
Sulla banca intermediaria, in considerazione dell’inversione dell’onere probatorio di cui all’art. 23 t.u.f. e comunque in ragione del fatto che gli artt. 26 e ss. del Regolamento Consob impongono ai soggetti abilitati precisi obblighi positivi della cui violazione non può essere addossata la prova ai singoli risparmiatori in ossequio alla regola generale secondo cui sull’attore non può incombere la prova di circostanze negative, incombe l’onere di provare a) di aver assunto adeguate informazioni sul rischio dei titoli negoziati; b) di aver adottato idonee procedure interne di controllo per trasmettere tali informazioni alla propria rete di vendita; c) informato gli investitori dei rischi connessi con le specifiche operazioni di investimento: d) di aver segnalato per iscritto la non adeguatezza delle singole operazioni, e l’esistenza di un interesse in conflitto, indicandone in entrambi i casi le ragioni.
Appello Torino 19 ottobre 2007	Intermediazione finanziaria – Danno causato all’investitore dalla violazione dei doveri informativi – Nesso di causalità – Pregressa operatività – Rilevanza.
Il nesso di causalità tra inadempimento e danno può ritenersi provato in via presuntiva sulla base del profilo dell’investire desumibile dalla sua precedente operatività qualora si possa ragionevolmente affermare che se lo stesso fosse stato a conoscenza della rischiosità dell’investimento non avrebbe dato corso alle relative operazioni.
Tribunale Torino 18 settembre 2007	Contratti in genere – Intermediazione finanziaria – Bond argentini – Alto rischio - Notiziario CONSOB – Fatto notorio – Sussistenza
Il notiziario CONSOB del 3.7.2000, da cui si evince l’alto rischio caratterizzante i titoli argentini, può reputarsi fatto notorio, atteso che si tratta di documentazione che è nella necessaria disponibilità delle Banche e di tutti gli operatori finanziari. Tribunale Vicenza 13 luglio 2007	Contratti in genere – Intermediazione finanziaria – Osservanza degli obblighi informativi – Prova scritta – Necessità – Prova orale del funzionario stipulante - -Inammissibilità.
La prova di avere fornito le indispensabili informazioni circa la natura ed il rischio di un investimento non può essere data oralmente dallo stesso funzionario di banca che ha posto in essere l’operazione con le modalità non corrette, per l’intrinseca inattendibilità della testimonianza.
Tribunale Vicenza 15 giugno 2007	Invito dell’intermediario alla vendita dei titoli – Nesso di causalità tra condotta e danno – Incidenza sul quantum del danno risarcibile.
Il fatto che l’intermediario abbia invitato l’investitore a vendere i titoli non esclude il nesso di causalità tra la condotta dell’intermediario ed il danno lamentato dal cliente incidendo se mai tale circostanza sull’eventuale misura del danno risarcibile.
Tribunale Rimini 06 giugno 2007	Intermediazione finanziaria – Operazione inadeguata – Soggetto con profilo di rischio conservativo - Prova del danno e del nesso di causalità – Sussistenza. E’ verosimile che un investitore con profilo di rischio orientato ad investimenti conservativi avrebbe posto in essere operazioni adeguate alle proprie esigenze se l’intermediario, in presenza di operazione inadeguata, avesse correttamente e diligentemente adempiuto ai propri obblighi informativi, con la conseguenza che deve in tale ipotesi ritenersi raggiunta la prova del nesso di causalità tra condotta e danno.
Tribunale Milano 18 aprile 2007	Inadempimento dell’intermediario – Nesso di causalità con l’evento dannoso – Presunzione di colpa – Onere della prova a carico dell’intermediario – Sussistenza.
L’inadempimento dell’intermediario agi doveri informativi è da porsi in relazione all’evento dannoso e ricade sull’intermediario l’onere di provare che tra la violazione e il danno non vi è alcun nesso di causalità, dimostrando che il danno è derivato da eventi estranei alla sua sfera d’azione. Ciò peraltro si desume dal tenore letterale dell’art. 1218 c.c. che è strutturato in modo da porre a carico del debitore, per il solo fatto dell’inadempimento, una presunzione di colpa che è superabile solo mediante la prova dello specifico impedimento che ha reso possibile la prestazione o almeno mediante la dimostrazione che, qualunque sia stata la causa dell’impossibilità, la medesima non possa essere imputabile al debitore.
Tribunale Arezzo 17 aprile 2007	Intermediazione finanziaria – Negoziazione di Bon Cerruti – Procedimento di cui all’art. 19 d. lgs. n. 5/2003 – Ammissibilità – Violazione dei doveri informativi di cui all’art. 21 – Nullità.
E’ ammissibile il ricorso allo strumento di cui all’art. 19 del d. lgs. n. 5/2003 al fine di richiedere il pagamento di una somma di denaro a titolo di restituzione del prezzo di acquisto di un prodotto finanziario (nella specie obbligazioni Cerruti) negoziato in violazione dei doveri di informazione imposti all’intermediario finanziario previsti dall’art. 21 del T.U.F., normativa questa che deve essere considerata di ordine pubblico e la cui violazione comporta la nullità dei contratti di negoziazione.
Tribunale Brindisi 29 marzo 2007	Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri di comportamento dell’intermediario – Operazione inadeguata – Nullità – Esclusione – Responsabilità contrattuale – Sussistenza.
Non può essere accolta la domanda di risarcimento danni qualora manchi il necessario nesso di causalità tra le dedotte violazioni ed il verificarsi del pregiudizio lamentato in seguito all’acquisto di un determinato prodotto finanziario. Parte attrice avrebbe infatti dovuto dimostrare che se previamente ed esaustivamente informata avrebbe “desistito” dall’impartire l’ordine di acquisto dei titoli in oggetto. A tale conclusione è possibile poi pervenire qualora il portafoglio del cliente evidenzi in modo palese ed inequivoco una notevole propensione al rischio.
Tribunale Milano 27 marzo 2007	Intermediazione finanziaria – Domanda di annullamento per errore essenziale – Onere della prova.
L’investitore che chieda l’annullamento del contratto per errore essenziale e riconoscibile dall’intermediario sull’oggetto, ovvero su una qualità essenziale del titolo oggetto di negoziazione, ha l’onere di dimostrare che qualora avesse ricevuto le informazioni dovute al momento della contrattazione del titolo, non lo avrebbe certamente acquistato, essendo irrilevante il successivo andamento del titolo stesso.
Tribunale Parma 21 marzo 2007	Intermediazione finanziaria – Sollecitazione all’investimento e negoziazione – Onere della prova.
Qualora il risparmiatore, nel giudizio promosso nei confronti dell’intermediario per la violazione dei doveri allo stesso imposti dal contratto e dalle norme di legge venga dedotta la circostanza della sollecitazione all’investimento, grava sull’intermediario l’onere di provare che la fattispecie dedotta non integra la sollecitazione all’investimento ma la negoziazione.
Tribunale Catania 23 gennaio 2007	Prodotto denominato “4 you” – Oneri probatori a carico dell’intermediario – Raccolta di informazioni sul profilo di rischio – Operazione in conflitto di interessi.
In ipotesi di contratto “4 you”, deve ritenersi sufficiente a soddisfare l’onere probatorio posto a carico degli intermediari finanziari dall’art 23, 6° comma del T.U.F. la dimostrazione dell’avvenuta raccolta delle informazioni sulla propensione al rischio ed alla consapevolezza finanziaria del cliente e dell’avvertenza che l’operazione era “in conflitto di interessi”.
Tribunale Modena 22 gennaio 2007	Intermediazione finanziaria – Giudizio risarcitorio – Inversione dell’onere della prova – Onere probatorio del cliente – Nesso di causalità.
Tribunale Milano 10 gennaio 2007	Intermediazione finanziaria – Conflitto di interessi – Onere della prova – Contenuto.
Tribunale Milano 10 gennaio 2007	Intermediazione finanziaria – Domanda di annullamento del contratto – Onere della prova – Inversione – Esclusione.
Non si applica al giudizio di annullamento l’art. 23 d. lgl. 58/98 previsto per i soli giudizi di natura risarcitoria, non è quindi possibile invertire, in favore dell’attrice, l’onere probatorio sulla sussistenza dei comportamenti illeciti del funzionario, sulla essenzialità e rilevanza dell’errore. Tribunale Vicenza 16 novembre 2006	Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri comportamentali dell’intermediario – Onere di allegazione e prova – Sussistenza.
L’investitore che deduca la violazione da parte dell’intermediario dei doveri di informazione, diligenza e trasparenza in ordine alla natura speculativa ed all’alto rischio dei titoli negoziati, deve fornire adeguati riscontri in ordine alla contrarietà della condotta della banca a tali standard comportamentali.
Tribunale Trani 20 luglio 2006	Intermediazione finanziaria – Specifica diligenza dell’intermediario – Domanda di nullità del contratto - Onere della prova – Distribuzione tra creditore e debitore – Dimostrazione di circostanze negative.
La regola contenuta nell’art. 23, VI° comma del TUF, secondo la quale grava sull’intermediario l’onere di provare di aver prestato la specifica diligenza richiesta nella prestazione dei servizi di investimento non opera esclusivamente nei giudizi di risarcimento del danno, ma anche in quelli diretti a far dichiarare la nullità del contratto e ciò in virtù del principio per il quale il creditore che agisca in giudizio per far valere l’inesatto adempimento del debitore deve limitarsi a fornire la prova della fonte negoziale del suo diritto e rappresentare la violazione dell’obbligo di diligenza, incombendo sul debitore l’onere di provare l’avvenuto esatto adempimento dell’obbligazione. Tale principio non soffre limitazioni applicative in dipendenza della natura “di mezzo” dell’obbligazione dell’intermediario, vuoi perché attiene ad obblighi informativi prodromici alla nascita dell’obbligazione ed al conferimento dello specifico incarico, vuoi e vieppiù perché l’onere della prova della “mancanza di specifiche informazioni” richiederebbe l’impossibile dimostrazione di condizioni negative.
Tribunale Trani 30 maggio 2006	Intermediazione finanziaria – Danno all’investitore – Quantificazione – Onere della prova. In mancanza di una specifica prova relativa al rendimento medio del portafoglio dell’investitore (indice che potrebbe costituire un utile riferimento per la individuazione del pregiudizio sofferto a causa del mancato impiego alternativo del danaro) sulle somme oggetto di restituzione all’investitore danneggiato appare congruo liquidare gli interessi legali dalla data degli esborsi al saldo. Tribunale Milano 20 marzo 2006	Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi – Onere della prova del danno subito – Contenuto e ripartizione.
In tema di responsabilità risarcitoria dell’intermediario per la violazione degli obblighi stabiliti dall'art. 21 D.L.vo 58/98, va premesso che l'onere di provare di aver agito con la dovuta diligenza richiesta dall'operazione conclusa grava sul soggetto convenuto in giudizio dal cliente per i danni cagionati (art. 23 comma 4° T.U.F. che può ritenersi specificazione, in questo particolare settore, di quella desumibile dall'art. 1218 c.c.). In questo caso, l'intermediario non deve dimostrare di aver fatto tutto il possibile per adempiere l'obbligazione ma deve dar prova di aver agito con la specifica diligenza, da valutarsi con riguardo all'attività professionale esercitata (art. 1176 II comma c.c.). In caso di pretesa ulteriore di risarcimento del danno (come nel caso di specie), sull'investitore permane l'onere probatorio in punto di danno di nesso di causalità con la allegata violazione.
Tribunale Palermo 17 febbraio 2006	Inter-mediazione finanziaria - Violazione degli obblighi informativi - Nesso di causalità tra condotta e danno - Prova - Necessità.
Il danno conseguente al default di un titolo può considerarsi eziologicamente connesso alla omissione di un obbligo informativo solo se può dirsi accertato che la diversa informazione non resa dall'intermediario era in concreto nella disponibilità di quest'ultimo e che tale informazione, ove resa, avrebbe dissuaso l'investitore dal compiere l'operazione, ovvero lo avrebbe condotto ad una scelta di investimento diversa.
Tribunale Milano 05 gennaio 2006	Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi dell’intermediario – Prova del nesso di causalità tra la violazione e il danno – Necessità.
Qualora dovesse risultare provata la violazione dei doveri informativi dell’intermediario, il cliente che agisce per il risarcimento del danno deve comunque fornire la prova del nesso causale esistente tra la violazione lamentata ed il danno, tanto più nel caso in cui il cliente medesimo abbia una certa esperienza in materia di investimenti.
Tribunale Reggio Emilia 22 dicembre 2005	Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi – Risarcimento del danno – Onere della prova – Nesso di causalità – Danno ulteriore.
L'onere di provare di aver agito con la dovuta diligenza richiesta dall'operazione conclusa grava sul soggetto abilitato, a norma dell'art. 23 comma VI TUF. (norma che può ritenersi specificazione, in questo particolare settore, di quella desumibile dall'art. 1218 c.c.), convenuto in giudizio dal cliente per i danni a questi cagionati. In questo caso, l'intermediario non deve dimostrare di aver fatto tutto il possibile per adempiere l'obbligazione ma deve dar prova di aver agito con la specifica diligenza, da valutarsi con riguardo all'attività professionale esercitata (art. 1176 II comma c.c.). In caso di pretesa ulteriore di risarcimento del danno, sull'investitore permane l'onere di provare che il danno è la conseguenza della allegata violazione dei doveri. Tribunale Palermo 24 novembre 2005	Intermediazione finanziaria – Annullamento di ordini per vizio del consenso – Presupposti – Onere della prova – Contenuti.
L’annullamento di ordini di negoziazione per vizio del consenso e, in particolare, per errore essenziale e riconoscibile dalla banca (che avrebbe dovuto informare l’investitore dei rischi dell’investimento) sull’oggetto ovvero sulla qualità essenziale dei titoli, presuppone la dimostrazione che, qualora avesse ricevuto adeguate informazioni al momento della contrattazione l’investitore non avrebbe certamente compiuto l’operazione. Ai fini dell’errore richiesto per l’annullamento del contratto è irrilevante il successivo andamento e peggioramento dei titoli. (Nel caso di specie, la domanda dell’investitore è stata respinta perchè i prodotti negoziati, al momento dell’acquisto, non potevano considerarsi totalmente inaffidabili e perché l’investitore era soggetto esperto con considerevole propensione al rischio).
Tribunale Parma 17 novembre 2005	Intermediazione finanziaria – Onere della prova a carico dell’intermediario – Onere di allegazione carico dell’investitore – Sussistenza.
La regola contenuta nell’art. 23, co. 6, del t.u.i.f, secondo al quale «Nei giudizi di risarcimento dei danni cagionati al cliente nello svolgimento dei servizi di investimento e di quelli accessori, spetta ai soggetti abilitati l'onere della prova di aver agito con la specifica diligenza richiesta» opera esclusivamente sul piano probatorio, nel senso che introduce (o, ad avviso di una dottrina, rafforza) la regola (già presente in ambito contrattuale, ai sensi degli artt. 1218 e 1176 c.c.) secondo cui l'onere della prova dell'esatto e corretto adempimento (ovvero della causa non imputabile dell'inadempimento) è a carico del debitore (l’intermediario) a vantaggio del creditore (cliente). La norma in esame, tuttavia, non introduce alcuna inversione o facilitazione dell'onere - che, secondo i principi generali, è a carico di chi agisce in giudizio - di precisa allegazione dei fatti costitutivi della domanda, soltanto all'esito della quale può scattare l'onere probatorio (contrario) posto a carico del debitore o, in alternativa, operare il meccanismo della non contestazione.
Tribunale Roma 17 novembre 2005	Omessa informazione sul prodotto oggetto di negoziazione finanziaria – Nesso causale tra la condotta dell’intermediario e ed il danno – Prova – Necessità.
Qualora in relazione ad un rapporto di negoziazione di prodotti finanziari si verifichi un deficit informativo del quale sia responsabile l’intermediario, si dovrà indagare sull’incidenza che tale deficit ha avuto sulla scelta dell’investitore. Questi dovrà quindi provare che il danno patito è conseguenza immediata e diretta della condotta colposa dell’intermediario e non dell’andamento sfavorevole del mercato; in proposito non può infatti invocarsi l’inversione dell’onere della prova di cui all’art. 23 T.U.F. ed il Giudice dovrà rigorosamente valutare la concreta sussistenza di un nesso eziologico fra inadempimento dedotto e danno asseritamente patito.
Tribunale Milano 09 novembre 2005	Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi – Annullamento del contratto – Restituzione dei titoli – Prova del maggior danno subito – Criteri sostitutivi.
L’annullamento del contratto di acquisto dei titoli negoziati da luogo alla restituzione dei titoli stessi ed al risarcimento dell’ulteriore danno che, in mancanza di prove specifiche, può essere calcolato sulla base del rendimento annuo dei prodotti offerti dalla banca a investitori con propensione ad investimenti sicuri.
Tribunale Pinerolo 14 ottobre 2005	Intermediazione finanziaria – Imprudenza dell’investitore – Concorso nella determinazione del danno – Rilievo d’ufficio – Ammissibilità – Sussistenza.
Se è pur vero che in materia di intermediazione finanziaria vige il principio di protezione dell’investitore, che determina una riduzione della rilevanza del suo comportamento, tuttavia deve ritenersi che ai sensi dell’art. 1227 comma 1 c.c. occorre rilevare (anche d’ufficio) tutte le volte in cui il comportamento colposo dell’investitore costituisca una concausa dell’evento dannoso, con la conseguenza che una colpevole disinformazione del cliente può determinare una ragionevole riduzione del danno. (Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto che l’imprudenza dell’investitore nell’acquisto di titoli dei quali ignorava le caratteristiche abbia contribuito a determinare il danno nella misura di un terzo)
Tribunale Biella 12 luglio 2005	Intermediazione finanziaria – Violazione delle norme di comportamento - Onere della prova.
Ove il cliente abbia allegato in fatto ed in diritto gli elementi da cui desumere la violazione della regola comportamentale asseritamente commessa deve ritenersi che egli abbia assolto al proprio onere probatorio ricadendo sull’intermediario, ex art. art. 23 u.c. del d. lgs. 58/98, quello di avere agito con la specifica diligenza richiesta (nel caso di specie di avere adeguatamente informato il cliente della natura speculativa delle obbligazioni).
Tribunale Mantova 05 aprile 2005	Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri di informazione – Danno – Onere della prova – Nesso di causalità.
In base all’art. 23 del d. lgs. n. 58/1998, l’investitore ha l’onere di provare la condotta tenuta dall’intermediario ed il danno patito, restando a carico del secondo la prova di fatti che elidano il nesso di causalità tra illecito e conseguenze dannose, nesso che si deve pertanto presumere esistente fino a prova contraria.
Tribunale Mantova 15 marzo 2005	Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri di informazione– Nesso di causalità tra evento e danno – Onere della prova.
La violazione delle regole di informazione e di valutazione dell'adeguatezza dell'operazione proposta ai clienti risparmiatori costituisce inadempimento imputabile all'intermediario e trattandosi di regole di comportamento esplicitamente codificate nell'interesse del cliente l'inadempimento è da porsi in relazione causale con l'evento dannoso. Ricade quindi sull'intermediario l'onere di provare che tra la violazione ed il danno non vi è alcun nesso di causalità, dimostrando che il danno è derivato da eventi estranei alla sua sfera di azione.
Tribunale Genova 15 marzo 2005	Intermediazione finanziaria – Conflitto di interesse – Nullità – Insussistenza – Risarcimento del danno onere della prova.
Tribunale Milano 09 marzo 2005	Intermediazione finanziaria – Danno subito dall’investitore – Diligenza dell’intermediario – Onere dalla prova.
L’onere della dimostrazione dell’aver agito con la specifica diligenza richiesta è addossato dall’art. 23, 4° comma T.U.F. al soggetto abilitato all’esercizio dell'attività che sia stato convenuto in giudizio dal cliente per il risarcimento dei danni risentiti nello svolgimento dei servizi di investimento ed accessori.
Tribunale Palermo 17 gennaio 2005	Intermediazione finanziaria – Obblighi informativi – Violazione – Inadempimento – Nesso di causalità – Sussistenza.
Tribunale Roma 08 ottobre 2004	indice