Source: http://odontolex.it/traumatologia/responsabilita-giuridica/206-la-responsabilita-penale.html
Timestamp: 2018-01-19 23:21:27+00:00
Document Index: 79406611

Matched Legal Cases: ['art. 2236', 'art. 75', 'sentenza ', 'art. 654', 'art. 27', 'art. 50', 'art. 43']

La responsabilità penale - Odontolex! Odontoiatria Legale e Forense
Uno degli aspetti che maggiormente preoccupa il medico dentista è quello che le eventuali conseguenze di danno al paziente possano dare luogo, preliminarmente o parallelamente alla richiesta di risarcimenti danni in sede civile, ad un processo penale.
A tale riguardo ricordiamo che il nostro ordinamento giuridico ha carattere unitario: una disposizione dettata dal codice penale è operante anche nei rapporti civilistici e viceversa una norma del codice civile può trovare applicazione per interpretare la legge penale (l’art. 2236 c.c); è possibile il trasferimento di un procedimento civile in sede penale nel caso l’azione rientri nelle fattispecie penalmente previste (art. 75 c.p.p. Rapporti tra azione civile e azione penale); la sentenza penale definitiva ha efficacia anche nel giudizio civile e amministrativo per il risarcimento del danno (art. 654 c.p.p. Efficacia della sentenze penale di condanna o di assoluzione in altri giudizi civili o amministrativi).
L’incriminazione di dentisti per fatti e/o reati costituisce eventualità possibile ma infrequente nella casistica giudiziaria; tale situazione può configurarsi principalmente per l’ipotesi di lesioni personali (eccezionalmente morte) che sono previste negli articoli del Capo Primo, Titolo Dodicesimo del Secondo libro “Delitti contro la persona” del Codice Penale.
In ambito penale ricordiamo che la regola generale è la seguente:
- Il reato è punito indipendentemente dagli effetti in quanto lesivo dell’interesse pubblico - Ciascuno risponde personalmente del proprio comportamento doloso o colposo con assunzione di responsabilità diretta (art. 27 Cost.)
- Il risarcimento dei danni civili non interrompe il procedimento penale (art. 50 c.p.p. Azione penale).
La configurazione di un azione illecita come reato presuppone la sussistenza, accanto a elementi materiali (condotta, evento lesivo, nesso di causalità), degli elementi psicologici (art. 43 c.p. Elemento psicologico del reato) che sono:
- Il dolo o intenzionalità in cui il risultato dell’azione è voluto e previsto;
- La preterintenzionalità (oltre l’intenzione) in cui il risultato è più grave di quello voluto dall’agente;
- La colpa (contro l’intenzione), non voluta, e si realizza per negligenza, imprudenza,imperizia, inosservanza di leggi, regolamenti, ordini e discipline.
Ricordiamo, inoltre, che nell’esercizio professionale è ordinariamente ravvisabile l’elemento colposo: e per tale motivo oggi l’unico reato relativo a comportamenti personali lesivi dell’integrità psico-fisica del paziente perseguibile d’ufficio è il delitto di omicidio, dal momento che il delitto per lesioni personali colpose è procedibile a querela della persona offesa indipendentemente dalle circostanze aggravanti in esso riconoscibili a far data dalla riforma dell’articolo 590 c.p. con la Legge 689/81.
Fonte: F. Montagna, D. De Leo, P.O. Carli: “La responsabilità nella professione odontoiatrica” Promoass ed. – 1998, 99.