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Timestamp: 2019-02-21 10:50:42+00:00
Document Index: 184794786

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 15', 'art. 9', 'art. 9', 'sentenza ', 'art. 14', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1']

Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 21083 - pubb. 17/01/2019
Delega orale al sostituto dell’Avvocato: consentita
Cassazione penale, 20 Dicembre 2018, n. 57832. Est. Sgadari.
Avvocato – Sostituto d’udienza – Delega – In forma orale – Sussiste
L’art. 14, comma 2, della legge del 31 dicembre del 2012 n. 247 prevede che "gli avvocati possono farsi sostituire da altro avvocato, con incarico verbale o da un praticante abilitato, con delega scritta". Questa norma - che risponde ad esigenze di semplificazione insite nella riforma dell’ordinamento forense e di "armonizzazione in ambito europeo" (si fa riferimento all’ordinamento francese ed a quello inglese, che ammettono che la sostituzione in udienza da parte del difensore di fiducia non debba avere forma scritta) - nasce dall’esigenza "di sopperire all’impossibilità di presenziare all’udienza (o all’atto da compiere) da parte del difensore titolare". Si deve dunque ritenere tacitamente abrogato, ex art. 15 disp. prel. cod. civ., l’art. 9 r.d.l. n. 1578 del 1933, che prevedeva la necessità che la delega avesse forma scritta. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Delega orale non consentita: Cass. Pen., sez. V, 11 giugno 2018 n. 26606
Non è stato abrogato l’art. 9 r.d.l. n. 1578 del 1933, che prevede la necessità che la delega abbia forma scritta. Pertanto, in mancanza di una abrogazione espressa, la norma introdotta con la legge del 2012 ha effetto solo in ambito stragiudiziale.
Delega orale consentita: Cass. Pen., sez. I, 2 ottobre 2018 n. 48862
Conforme: Consiglio Nazionale Forense, parere reso dalla Commissione Consultiva il 23 ottobre del 2013 (Quesito del COA di Ferrara).
Dopo l’opposizione dell’odierna ricorrente, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma aveva fissato l’udienza camerale del 26 aprile 2017, nella quale, come si legge nell’ordinanza impugnata, l’avvocato …, sostituto del difensore di fiducia della persona offesa, non era stato ammesso alla discussione in quanto delegato dal patrono della difesa solo in forma orale.
2. Ricorre per cassazione la … Assicurazioni S.P.A., deducendo:
1.Sulla questione sollevata dal ricorso - che inerisce alla possibilità, da parte del difensore di fiducia, di delegare oralmente un proprio sostituto a svolgere una attività difensiva davanti ad un giudice - è insorto, di recente, un contrasto giurisprudenziale, tra quanto sostenuto da Sez.5, n. 26606 dell’11/06/2018, Vitanza, Rv. 273304, secondo cui la delega orale non sarebbe consentita, e quanto ha ritenuto la Sezione Prima di questa Corte, con la sentenza n. 48862 del 2/10/2018, non ancora massimata.
3. L’art. 14, comma 2, della legge del 31 dicembre del 2012 n. 247 - che è intitolata "Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense" - prevede che "gli avvocati possono farsi sostituire da altro avvocato, con incarico verbale o da un praticante abilitato, con delega scritta".
È corretto quanto sostenuto dalla Sezione Prima, con l’ultima sentenza citata, secondo cui questa norma - che risponde ad esigenze di semplificazione insite nella riforma dell’ordinamento forense e di "armonizzazione in ambito europeo" (si fa riferimento all’ordinamento francese ed a quello inglese, che ammettono che la sostituzione in udienza da parte del difensore di fiducia non debba avere forma scritta) - nasce dall’esigenza "di sopperire all’impossibilità di presenziare all’udienza (o all’atto da compiere) da parte del difensore titolare".
4. Si può qui aggiungere, ulteriormente rispetto alle già esaustive argomentazioni della sentenza n. 48862 del 2018, che l’intenzione del legislatore di innovare la disciplina dell’ordinamento forense si ricava, del resto, dallo stesso titolo della legge, che ne mette in risalto il carattere "nuovo".
Deve ricordarsi, sotto altro profilo e come già è stato avvertito dalla precedente decisione della Prima Sezione, che restano fermi, a carico dell’avvocato, le responsabilità deontologiche, penali e civili nel caso di dichiarazioni mendaci, responsabilità ampiamente idonee a scongiurare i casi in cui ciò possa avvenire. Più in generale, la soluzione qui sostenuta appare in linea con gli scopi della riforma, tra i quali si annovera, all’art. 1, comma 2, lett. c) della legge 2012 n. 247, quello di tutelare, in ragione della "specificità della funzione difensiva e in considerazione della primaria rilevanza giuridica e sociale dei diritti alla cui tutela essa è preposta", "l’affidamento della collettività e della clientela, prescrivendo l’obbligo della correttezza dei comportamenti e la cura della qualità e efficacia della prestazione professionale".