Source: https://www.olir.it/documenti/sentenza-28-dicembre-2013-n-1176/
Timestamp: 2019-12-12 22:28:54+00:00
Document Index: 133287006

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 9', '§ 4', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 60', 'art. 155']

Sentenza 28 dicembre 2013, n.1176 - Olir
Sentenza 28 dicembre 2013, n.1176
Islam: servizi religiosi e piano per il governo del territorio
Servizi religiosi, Edilizia di culto, Libertà religiosa, Islam, Moschea, Urbanistica, Piano per il governo del territorio, Piano dei servizi
Il Piano dei servizi, che ai sensi dell’art. 7 della l.r. Lombardia 12/2005 è una delle articolazioni del PGT, ai sensi del successivo art. 9 comma 4 “valuta prioritariamente l'insieme delle attrezzature al servizio delle funzioni insediate nel territorio comunale […] e, in caso di accertata insufficienza o inadeguatezza delle attrezzature stesse, quantifica i costi per il loro adeguamento e individua le modalità di intervento. Analogamente il piano indica […] le necessità di sviluppo e integrazione dei servizi esistenti, ne quantifica i costi e ne prefigura le modalità di attuazione”. Ai sensi degli artt. 71 e 72 della stessa l.r. 12/2005, fanno poi parte dei “servizi” che il relativo Piano deve considerare anche le “attrezzature di interesse comune destinate a servizi religiosi”, da pianificare “valutate le istanze avanzate dagli enti delle confessioni religiose di cui all’articolo 70”, ovvero di tutte le confessioni religiose “come tali qualificate in base a criteri desumibili dall’ordinamento ed aventi una presenza diffusa, organizzata e stabile nell’ambito del comune ove siano effettuati gli interventi disciplinati dal presente capo, ed i cui statuti esprimano il carattere religioso delle loro finalità istituzionali”. La medesima norma prevede anche una “previa convenzione” fra le associazioni ed il Comune interessato. Un richiamo che va però interpretato in senso conforme alle norme che nel nostro ordinamento garantiscono la libertà di culto, nel senso che - secondo la Corte adita - la stipula di tale convenzione deve ritenersi richiesta per realizzare opere con contributi e provvidenze pubblici, non per la qualificazione degli istanti come realtà sociali ai fini della programmazione dei servizi religiosi. Tanto rilevato, la delibera di approvazione del PGT viene dunque annullata nella parte in cui omette di apprezzare, attraverso una corretta e completa istruttoria, quali e quante realtà sociali islamiche, esistano nel Comune, di valutare le loro istanze in termini di servizi religiosi e di decidere motivatamente se e in che misura esse possano essere soddisfatte nel Piano dei servizi.
TAR Lombardia, Sez. Brescia, I, Sentenza 28 dicembre 2013, n. 1176: "Islam: servizi religiosi e piano per il governo del territorio".
delle norme tecniche di attuazione – NTA disciplinanti l’area di proprietà della ricorrente e in generale le attrezzature di interesse comune per servizi religiosi;
L’Associazione Muhammadiah è un’associazione religiosa islamica attiva in Brescia (doc. 1 ricorrente, copia statuto), ove ha sede in un immobile di proprietà sito al n°155 della via della Volta (ricorso, p. 3 § 4; il fatto è incontestato), la quale insorge contro la delibera di approvazione del PGT comunale meglio indicata in epigrafe (doc. 10 ricorrente, copia di essa), ritenendola in sintesi illegittima sia per ragioni procedurali, sia per l’omessa considerazione delle esigenze della comunità di fede islamica in termini di servizi religiosi, sia per il regime urbanistico impresso all’immobile adibito a propria sede di cui si è detto; in dettaglio, essa affida il proprio ricorso a cinque censure, corrispondenti secondo logica ai seguenti quattro motivi:
– con il primo di essi, corrispondente alla prima censura alle pp. 10-13 dell’atto, deduce violazione degli artt. 20 e 27 del d. lgs. 12 aprile 2006 n°163 e 46 del d.l. 25 giugno 2008 n°122 convertito nella l. 6 agosto 2008 n°133, per esser stato asseritamente attribuito senza gara l’incarico di consulenza e assistenza alla redazione del PGT a certo prof. Karrer;
– con il secondo motivo, corrispondente alla seconda censura alle pp. 13-14 dell’atto, deduce violazione dell’art. 13 comma 7 della l.r. Lombardia 11 marzo 2005 n°12, per esser stato a suo dire superato il termine di 90 giorni accordato, sempre a suo dire a pena di decadenza di tutti gli atti, dalla norma suddetta per controdedurre alle osservazioni e approvare il PGT adottato;
– con il terzo motivo, corrispondente alle censure terza e quarta alle pp. 14-24 dell’atto, deduce violazione degli artt. 9 comma 2, 71 e 72 della l.r. 12/2005, i quali in sintesi impongono che il PGT, nell’ambito del Piano dei servizi, apprezzi le esigenze delle confessioni religiose diverse dalla cattolica e individui le relative attrezzature, programmando se necessario il loro adeguamento; nella specie, il PGT di Brescia avrebbe tenuto conto esclusivamente della confessione cattolica e delle strutture ad essa riconducibili;
– con il quarto motivo, corrispondente alla quinta censura alle pp. 24-32 dell’atto, deduce infine violazione dell’art. 10 della l.r. 12/2005, per avere il Comune incluso l’edificio della propria sede – di recente costruzione e ristrutturazione e privo di pregio architettonico, ambientale, storico e artistico, all’interno dei nuclei di antica formazione, in contrasto con le riferite sue caratteristiche, con l’effetto di assoggettarlo alla disciplina dell’art. 60 delle NTA, limitativa degli interventi ai soli restauro, manutenzione e risanamento conservativo, esclusi diversi interventi (doc. 12 ricorrente, estratto NTA);
– in ordine al primo motivo, eccepisce la carenza di interesse a dedurlo, e sottolinea che l’associazione è all’evidenza estranea all’attività del prof. Karrer e quindi non sarebbe stata potenziale aggiudicataria di un’ipotetica gara per attribuire il relativo incarico;
– in ordine al secondo motivo, deduce in fatto che il termine, tenendo conto delle proroghe di cui all’art. 155 c.p.c., reputato norma generale, sarebbe stato rispettato, e che comunque, come stabilito da TAR Lombardia Milano sez. II 10 dicembre 2010 n°7508, si tratterebbe di termine che, se non rispettato, non comporterebbe la sanzione di inefficacia pretesa dalla ricorrente;
– in ordine al terzo motivo, eccepisce in via preliminare il difetto in capo all’associazione ricorrente della legittimazione a proporlo, in quanto non rappresentativa di tutti i fedeli islamici e dotata di una propria idonea sede; nel merito, lo ritiene infondato perché a suo dire il PGT consente di realizzare in generale in qualsiasi luogo i servizi religiosi per le varie confessioni, dato che anche le varie associazioni islamiche non avrebbero fatto concrete proposte;
– in ordine al quarto motivo, deduce che si tratterebbe di esercizio non sindacabile nella presente sede della potestà discrezionale di pianificazione;
2. Quanto al primo motivo di ricorso, imperniato sul presunto vizio derivante dal mancato affidamento tramite gara dell’incarico al consulente – il citato prof. Karrer – che ha collaborato a redigere il PGT, ne va dichiarata la inammissibilità per difetto di legittimazione, accogliendo la relativa eccezione dedotta dal Comune.
« Comunicato 07 luglio 2013 » Circolare 29 gennaio 2014, n.14