Source: https://renatodisa.com/2014/04/03/corte-di-cassazione-sezione-i-sentenza-31-marzo-2014-n-7477-il-provvedimento-in-materia-di-affidamento-della-prole-deve-essere-adottato-con-riferimento-allinteresse-esclusivo-della-medes/
Timestamp: 2018-03-24 21:51:50+00:00
Document Index: 133876466

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 112', 'art. 360', 'art. 112']

Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 31 marzo 2014, n. 7477. Il provvedimento in materia di affidamento della prole deve essere adottato con riferimento all’interesse esclusivo della medesima, si richiede che siano desunti elementi di valutazione dal comportamento, anche processuale, di un genitore nei confronti dell'altro, di per se stesso privo di rilievo ai fini della relativa statuizione, ancorché sintomatico di aspra conflittualità, ove non risulti che la stessa ponga in serio pericolo (circostanza neppure indicata nel quesito) l'equilibrio e lo sviluppo psico-fisico dei figli, in maniera tale da pregiudicare il loro interesse - Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 31 marzo 2014, n. 7477. Il provvedimento in materia di affidamento della prole deve essere adottato con riferimento all’interesse esclusivo della medesima, si richiede che siano desunti elementi di valutazione dal comportamento, anche processuale, di un genitore nei confronti dell’altro, di per se stesso privo di rilievo ai fini della relativa statuizione, ancorché sintomatico di aspra conflittualità, ove non risulti che la stessa ponga in serio pericolo (circostanza neppure indicata nel quesito) l’equilibrio e lo sviluppo psico-fisico dei figli, in maniera tale da pregiudicare il loro interesse
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sentenza 31 marzo 2014, n. 7477
3. Con il secondo motivo, denunciando violazione e falsa applicazione dell’art. 112 c.p.c., nonché vizio di omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su un fatto controverso e decisivo per il giudizio ai sensi dell’art. 360, primo comma, n. 3 e n. 5, c.p.c, la ricorrente si duole dell’incongrua determinazione del contributo per il mantenimento della figlia minore, nonché della violazione del principio della corrispondenza fra il chiesto e il pronunciato.
3.2 – Il motivo è infondato sotto vari profili.
Premesso che non si comprende come l’accoglimento parziale di una domanda possa concretare violazione del principio di cui all’art. 112 c.p.c. (in termini, cfr. Cass., 17 maggio 1974, n. 1477), va rilevato che nel quesito sembra proporsi una sorta di operazione aritmetica fra le due contrapposte domande relative alla determinazione dell’assegno, priva di qualsiasi rilievo sul piano giuridico.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa| 2014-04-03T13:23:08+00:00	3 aprile 2014|Cassazione civile 2014, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
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