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Timestamp: 2018-08-16 14:00:30+00:00
Document Index: 58268615

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 21', 'art. 4', 'art. 58', 'art. 58', 'art. 630', 'art. 27', 'art. 58', 'art. 289', 'art. 671', 'art. 656', 'art. 609', 'art. 609', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 609', 'art. 609', 'art. 81', 'art. 656', 'art. 3', 'art. 35', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 47', 'art. 624', 'art. 656', 'art. 2', 'art. 1']

Processo Penale e Giustizia - esecuzione e ordinamento penitenziario
Ordinamento penitenziario – assistenza all’esterno dei figli – condizioni – espiazione di una frazione di pena - illegittimità costituzionale
È costituzionalmente illegittimo l’art. 21-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), nella parte in cui, attraverso il rinvio al precedente art. 21, con riferimento alle detenute condannate alla pena della reclusione per uno dei delitti di cui all’art. 4-bis, commi 1, 1-ter e 1-quater, della legge n. 354 del 1975, non consente l’accesso all’assistenza all’esterno dei figli di età non superiore agli anni dieci oppure lo subordina alla previa espiazione di una frazione di pena, salvo che sia stata accertata la sussistenza delle condizioni previste dall’art. 58-ter della medesima legge.
Ordinamento penitenziario – benefici penitenziari – ergastolo – artt. 289 bis e 630 c.p. - illegittimità costituzionale
È costituzionalmente illegittimo l’art. 58-quater, comma 4, della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), nella parte in cui si applica ai condannati all’ergastolo per il delitto di cui all’art. 630 c.p. che abbiano cagionato la morte del sequestrato.
Ai sensi dell’art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, è costituzionalmente illegittimo l’art. 58-quater, comma 4, della legge 26 luglio 1975, n. 354, nella parte in cui si applica ai condannati all’ergastolo per il delitto di cui all’art. 289-bis c.p. che abbiano cagionato la morte del sequestrato
Esecuzione penale - Applicazione della disciplina del concorso formale e del reato continuato - Reato permante - Pluralità di condanne in relazione a distinte frazioni della condotta - Omessa previsione del potere del giudice dell'esecuzione di rideterminare una pena unica ex artt. 132 e 133 c.p. - Non fondatezza
Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 671 c.p.p., sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, nella parte in cui non prevede, in caso di pluralità di condanne intervenute per il medesimo reato permanente in relazione a distinte frazioni della condotta, il potere del giudice dell’esecuzione di rideterminare una pena unica, in applicazione degli artt. 132 e 133 c.p., che tenga conto dell’intero fatto storico accertato nelle plurime sentenze irrevocabili, e di assumere le determinazioni conseguenti in tema di concessione o revoca della sospensione condizionale, ai sensi degli artt. 163 e 164 c.p.
Esecuzione - Sospensione se la pena detentiva, anche se costituente residuo di maggiore pena, non è superiore a tre anni - Mancata previsione sospensione ove la pena sia non superiore a quattro anni - Illegittimità costituzionale parziale
E' costituzionalmente illegittimo l'art. 656, comma 5 c.p.p. nella parte in cui prevede che il pubblico ministero sospende l'esecuzione della pena detentiva, anche se costituente residuo di maggior pena, ove questa non sia superiore a tre anni, anziché a quattro anni.
Benefici penitenziari – Delitto ex art. 609 quinquies c.p. – Applicabilità solo sulla base dei risultati dell’osservazione scientifica della personalità condotta collegialmente per almeno un anno – Omessa equiparazione al delitto ex art. 609 bis, comma 3 c.p. - Infondatezza.
Ế infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 4-bis, comma 1-quater, secondo periodo, della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), sollevata, in riferimento all’art. 3 della Costituzione, nella parte in cui non equipara al delitto previsto dall’art. 609 bis del codice penale, attenuato ai sensi del terzo comma del medesimo articolo, quello di cui all’art. 609 quinquies cp., nell’ipotesi in cui, tenendo conto della pena inflitta dal giudice della cognizione, questo delitto possa essere ritenuto dal tribunale di sorveglianza di minore gravità.
Corte cost., ord. 19 maggio 2017, n. 117
Esecuzione – Continuazione tra reati per i quali la pena è espiata e reati per i quali è in corso di espiazione – Impossibilita’ di verificare la data di commissione del reato per cui è in corso l’esecuzione
Sono manifestamente infondate le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 657, comma 4, e 671 del codice di procedura penale e dell’art. 81, secondo comma, del codice penale, sollevate, in riferimento agli artt. 3, 13, primo comma, 24, quarto comma, e 27, terzo comma, della Costituzione, nella parte in cui non consentirebbero «al Giudice dell’Esecuzione, una volta ritenuta la continuazione tra reati per i quali la pena è espiata e reati per i quali è in corso di espiazione, di verificare la data di commissione del reato per cui è in corso l’esecuzione e, ove differente ed antecedente a quella di accertamento, nelle ipotesi di continuazione tra reato associativo e reati-fine, [di] tenere conto, ai fini della fungibilità della custodia espiata sine titulo, [di] quella di commissione».
Corte cost., sent. 28 aprile 2017, n. 90
Esecuzione penale - Sospensione dell'esecuzione delle pene detentive brevi - Esclusione per i condannati per determinati reati - Operatività del divieto anche per i reati commessi da minorenne - Illegittimità costituzionale parziale
È costituzionalmente illegittimo l’art. 656, comma 9, lettera a), del codice di procedura penale, nella parte in cui non consente la sospensione dell’esecuzione della pena detentiva nei confronti dei minorenni condannati per i delitti ivi elencati.
Corte cost., sent. 13 aprile 2017, n. 83
Ordinamento penitenziario - Rimedi risarcitori conseguenti alla violazione dell'art. 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali –Omessa previsione della legittimazione dell'internato a proporre la relativa istanza - Denunciata illegittimità costituzionale - Non fondatezza
Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 35-ter della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), come introdotto dall’art. 1, comma 1, del decreto-legge 26 giugno 2014, n. 92 (Disposizioni urgenti in materia di rimedi risarcitori in favore dei detenuti e degli internati che hanno subito un trattamento in violazione dell’articolo 3 della convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, nonché di modifiche al codice di procedura penale e alle disposizioni di attuazione, all’ordinamento del Corpo di polizia penitenziaria e all’ordinamento penitenziario, anche minorile), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 11 agosto 2014, n. 117, sollevate, in riferimento agli artt. 3, 24, 25, primo comma, e 117, primo comma, della Costituzione, quest’ultimo in relazione agli artt. 3, 6 e 13 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, ratificata e resa esecutiva con la legge 4 agosto 1955, n. 848, nella parte in cui non prevede gli internati tra i soggetti legittimati a proporre la relativa istanza».
Corte cost., sent. 12 aprile 2017, n. 76
Ordinamento penitenziario - Detenzione domiciliare speciale - Esclusione dal beneficio per le madri condannate per taluno dei delitti indicati nell'art. 4-bis della legge n. 354 del 1975 – Illegittimità costituzionale parziale
È costituzionalmente illegittimo l’art. 47-quinquies, comma 1-bis, della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), limitatamente alle parole «Salvo che nei confronti delle madri condannate per taluno dei delitti indicati nell’articolo 4-bis,».
Corte cost., sent. 1 giugno 2016, n. 125
Sospensione dell’esecuzione delle pene detentive brevi – Delitto ex art. 624 bis c.p. – Esclusione – Illegittimità costituzionale parziale
È costituzionalmente illegittimo l’art. 656, comma 9, lettera a), del codice di procedura penale, come modificato dall’art. 2, comma 1, lettera m), del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92 (Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 24 luglio 2008, n. 125, nella parte in cui stabilisce che non può essere disposta la sospensione dell’esecuzione nei confronti delle persone condannate per il delitto di furto con strappo.