Source: http://www.mef.gov.it/comunica-con-noi/linea-diretta-cittadini/urp.html
Timestamp: 2016-08-30 03:09:34+00:00
Document Index: 22700327

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 5', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 58', 'art. 3', 'art 49', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 2', 'art.1', 'art. 15', 'art. 10']

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Quale documentazione occorre produrre per ottenere il pagamento? Per procedere al pagamento è necessaria la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo che viene comunicata alle parti dalla Rappresentanza permanente d’Italia tramite posta elettronica certificata.
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via fax Al fine di una rapida identificazione della pratica dovranno essere indicati:
L'indennizzo si compone quindi di due parti: la prima rappresenta il vero e proprio indennizzo mentre la seconda, detta appunto indennità integrativa speciale (IIS), integra la prima. La Corte costituzionale con sentenza n. 293 del 7.11.2011 (che ha dichiarato illegittimo l'art. 11, commi 13 e 14, del D.L. 78/2010 convertito dalla L. 122/2010), ha stabilito che l’importo dell’indennizzo di cui alla Legge 210/1992, deve essere rivalutato nella sua interezza e, dunque, anche con riferimento all'indennità integrativa speciale.
comunicazione di variazione della residenza; modulo per la verifica di esistenza in vita (l'autocertificazione deve essere presentata ogni sei mesi dai beneficiari);
soggetto minore di età o incapace di intendere e di volere che beneficia di assistenza prevalente e continuativa - l'indennizzo viene corrisposto integralmente ai congiunti conviventi che prestano assistenza. Ai sensi dell'art. 5, comma 5, del D.M. 6 ottobre 2006, con il termine "conviventi" si intendono coloro che dall'anagrafe comunale risultano iscritti nello stesso stato di famiglia. I soggetti interessati al riconoscimento dell'indennizzo devono inoltrare domanda al Ministero della Salute.
Modulistica Per assicurare la regolarità e la correttezza dei pagamenti si rendono disponibili i seguenti moduli:
per il primo pagamento conto corrente bancario o postale / libretto postale nominativo; comunicazione di variazione della residenza;
comunicazione esistenza in vita. L' autocertificazione deve essere presentata ogni sei mesi dai beneficiari; comunicazione di decesso per provvedere alla chiusura delle partite di spesa al fine di consentire al Ministero della Salute anche l'eventuale liquidazione dei ratei ancora dovuti.
L'indennizzo consiste in un assegno mensile vitalizio a favore dei soggetti affetti da sindrome da talidomide nelle forme dell'amelia, dell'emimelia, della focomelia e micromelia, nati dal 1959 al 1965. I Soggetti interessati al riconoscimento dell’indennizzo dovranno inoltrare domanda al Ministero della Salute, che, con Decreto Ministeriale n.163 del 2 ottobre 2009, ha disciplinato le modalità di applicazione della legge.
Soggetti che possono richiedere l’indennizzo Possono richiedere l'indennizzo i seguenti soggetti:
Per assicurare la regolarità e la correttezza dei pagamenti si rendono disponibili i seguenti moduli: per il primo pagamento conto corrente bancario o postale / libretto postale nominativo;
comunicazione di variazione della residenza comunicazione variazione modalità di pagamento
comunicazione variazione dei soggetti che prestano assistenza: variazione dei soggetti che prestano assistenza in caso di soggetto capace;
comunicazione di decesso per provvedere alla chiusura delle partite di spesa al fine di consentire al Ministero della Salute anche l’eventuale liquidazione dei ratei ancora dovuti. Inoltro domanda
Ufficio V e-mail: uff5dst.dag@tesoro.it telefono: 0647615370
dal creditore: fotocopia di un documento d'identità del creditore, in corso di validità; fotocopia del codice fiscale; comunicazione delle modalità di pagamento prescelte utilizzando il seguente modello (PDF - 41 KB). Il termine massimo di definizione del procedimento di autorizzazione è fissato in 120 giorni dalla data di notifica dell'ordinanza, munita della formula esecutiva all'Ufficio erogatore.
Modalità di pagamento Per somme fino ad € 999,99 il pagamento può avvenire con le seguenti modalità:
Dirigente: dott. Guido SANTACROCE - tel. 06.4761.5210 PEC: dcst.dag@pec.mef.gov.it
Pagamento all'estero Se il creditore si trova all'estero può chiedere di riscuotere mediante pagamento su conto corrente bancario a lui intestato. In questo caso il creditore dovrà indicare l'esatto luogo di residenza/domicilio ed il pagamento avverrà per il tramite dell'istituto di credito più vicino al luogo di residenza/domicilio del creditore.
Pagamento presso l'istituto di reclusione Nel caso in cui il creditore si trovi in stato di detenzione per cause diverse da quelle che hanno originato la riparazione per ingiusta detenzione o per errore giudiziario potrà incassare la somma spettante con una delle seguenti modalità:
Pagamento in favore degli eredi del creditore In presenza di testamento l'erede deve presentare al Ministero dell’Economia e delle Finanze, la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, autenticata da un notaio o da un pubblico ufficiale, dalla quale risulti:
le generalità complete di ciascun erede; il luogo di residenza di ogni erede ovvero l'elezione di domicilio presso terzi;
Dirigente: dott. Guido SANTACROCE - tel. 06.4761.5210 PEC: dcst.dag@pec.mef.gov.it Responsabile del Settore: Grazia LOFARO - tel. 06.4761.5451
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Biblioteca Luca Pacioli del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato 06/47616358-4228
Biblioteca della Direzione dei servizi del tesoro 06/47613111 - 5140 - 5522 – 5550
Collezioni del Dipartimento delle Finanze 06/93836158
Per informazioni e contatti scrivere a: bibliotechedelmef@tesoro.it
In base al decreto ministeriale del 5 gennaio 2012, le richieste possono essere presentate all'Ufficio competente a formare il documento o a detenerlo stabilmente, ovvero all'Ufficio per le relazioni con il pubblico (URP - urp@tesoro.it).
L'ordine di pagamento è emesso, secondo le modalità prescelte dal creditore, entro 60 gg. dalla data di conclusione del procedimento di autorizzazione. Modalità di pagamento
Se il creditore si trova all'estero, in Paesi dell'area euro, può chiedere di riscuotere mediante pagamento su conto corrente bancario o postale intestato al creditore. I pagamenti al di fuori dell'area euro e quelli in valuta diversa dall'euro sono effettuati dalla Banca d' Italia. Contatti
i dati anagrafici e l'indirizzo di residenza della parte alla quale chiedere il recupero delle spese di giustizia. Il termine per la riscossione bonaria di quanto richiesto a titolo di spese di giustizia è di 60 giorni, che decorrono dal giorno in cui la raccomandata è stata ricevuta. Oltre il predetto termine viene attivata la procedura di recupero tramite Equitalia.
Funzionario responsabile: Sig. Maurizio Fusco - tel. 06.4761.5488 maurizio.fusco@tesoro.it
Informazioni sulla piattaforma “certificazione crediti” possono essere reperite:
a)	Sulla “Raccolta guide Collegamento a sito esterno”
b)	Nelle “FAQ creditori Collegamento a sito esterno”
c)	Nelle “FAQ pubblica amministrazione Collegamento a sito esterno”
Oppure compilando il form (modulo on line) della “Richiesta di assistenza Collegamento a sito esterno”
I decreti con i moduli per inoltrare la domanda di certificazione e le Guide si trovano su http://certificazionecrediti.mef.gov.it/ Collegamento a sito esterno.
Approfondimenti: http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Documentazione/Interpello/ Collegamento a sito esterno
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Quale è la ratio posta a base dell’art. 49 d.lgs. 231/2007 relativo alla limitazione all’uso del contante e dei titoli al portatore?
Il legislatore vieta i trasferimenti di denaro contante o di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore, per un importo superiore alla soglia di legge, effettuati a qualsiasi titolo tra soggetti diversi; qual è il significato dell’espressione “tra soggetti diversi”?
Quale è il significato dell’avverbio “complessivamente”, contenuto nel 1° comma dell’articolo 49 d.lgs. 231/2007?
L’avverbio “complessivamente”, contenuto nel 1° comma dell’articolo 49 del d.lgs. 231/07, va riferito al valore da trasferire. Pertanto, il divieto di cui al citato art. 49, comma 1, riguarda, in via generale, il trasferimento in unica soluzione di valori costituiti da denaro, libretti e titoli al portatore di importo pari o superiore a 1.000 euro a prescindere dal fatto che il trasferimento sia effettuato mediante il ricorso ad uno solo di tali mezzi di pagamento, ovvero quando il suddetto limite venga superato cumulando contestualmente le diverse specie di mezzi di pagamento. Non è ravvisabile la violazione nel caso, invece in cui il trasferimento considerato nel suo complesso consegua alla somma algebrica di una pluralità di imputazioni sostanzialmente autonome, tali da sostanziare operazioni distinte e differenziate (ad es. singoli pagamenti effettuati presso casse distinte di diversi settori merceologici nei magazzini “cash and carry”) ovvero nell’ipotesi in cui una pluralità di distinti pagamenti sia connaturata all’operazione stessa (ad es. contratto di somministrazione) ovvero sia la conseguenza di un preventivo accordo negoziale tra le parti (ad es. pagamento rateale). In tali ultime ipotesi rientra, comunque, nel potere dell’Amministrazione valutare, caso per caso, la sussistenza di elementi tali da configurare un frazionamento realizzato con lo specifico scopo di eludere il divieto legislativo.
Ai sensi dell’articolo 49 d.lgs. 231/2007, è possibile il pagamento di una fattura commerciale, d’importo complessivo pari o superiore a 1.000 euro, mediante l’emissione di più assegni bancari, ciascuno d’importo inferiore al limite di legge?
Si, è possibile in quanto non configura l’ipotesi del cumulo e, pertanto, non dà luogo a violazione. In altri termini il pagamento di una fattura d’importo complessivo pari o superiore a 1.000 euro, effettuato mediante l’emissione di più assegni bancari muniti dell’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario anche se privi della clausola di non trasferibilità, non determina quel cumulo possibile oggetto di sanzione. Nell’ipotesi suddetta, infatti, gli assegni non sono tra loro cumulabili in quanto si tratta di mezzi di pagamento che, a differenza del contante ovvero dei titoli al portatore, lasciano traccia dell’operazione sia presso la banca in cui sono tratti sia presso quella che procede alla negoziazione.
E' possibile per il notaio ricevere il pagamento di cambiali ed assegni, a lui consegnati per l’elevazione dell’eventuale protesto, in denaro contante qualora l’importo dei suddetti pagamenti sia pari o superiore al limite di legge?
E' possibile per il notaio regolare in denaro contante frazioni di pagamento, d’importo inferiore al limite di legge, anche quando l’importo complessivo del pagamento è pari o superiore al limite di legge?
Il divieto di cui all’art. 49 del d.lgs. 231/07, comma 1, riguarda, in via generale, il trasferimento in un’unica soluzione di valori costituititi da denaro, libretti e titoli al portatore di importo pari o superiore a 1.000 euro a prescindere dal fatto che il trasferimento sia effettuato mediante il ricorso ad uno solo di tali mezzi di pagamento ovvero quando il suddetto limite venga superato cumulando contestualmente le diverse specie di mezzi di pagamento. Non è ravvisabile la violazione nel caso in cui, invece, il trasferimento considerato nel suo complesso consegua alla somma algebrica di una pluralità di imputazioni sostanzialmente autonome, tali da sostanziare operazioni distinte e differenziate ovvero nell’ipotesi in cui una pluralità di distinti pagamenti sia connaturata all’operazione stessa (ad es. contratto di somministrazione) ovvero sia la conseguenza di un preventivo accordo negoziale tra le parti (ad es. pagamento rateale). In tali ultime ipotesi rientra, comunque, nel potere dell’Amministrazione valutare, caso per caso, la sussistenza di elementi tali da configurare un frazionamento realizzato con lo specifico scopo di eludere il divieto legislativo.
Al riguardo, è bene evidenziare come le disposizioni antiriciclaggio incidano sulla fase del trasferimento dei titoli e non sul regime di emissione per il quale rimangono ferme le disposizioni civilistiche e speciali. E’ necessario, dunque, che la società emittente, nella fase di trasferimento dei suddetti titoli a soggetti terzi, ai sensi dell’art. 49 del d.lgs. 231/07, chieda l’intervento di una banca o altro soggetto abilitato qualora l’importo fosse pari o superiore a 1.000 euro. Ogni eventuale ulteriore trasferimento dei suddetti titoli sarà sottoposto a quanto disposto dal menzionato articolo 49. La consegna diretta, quindi, senza avvalersi degli intermediari abilitati, dei titoli ai sottoscrittori rappresenterebbe una violazione del disposto di cui al comma 1 dell’articolo 49 qualora l’importo fosse pari o superiore ad 1.000 euro.
Art. 49 d.lgs. 231/2007 e i trasferimenti di titoli al portatore da parte di SIM.
Per quanto riguarda i trasferimenti aventi ad oggetto i titoli dematerializzati si osserva che possono essere eseguiti per il tramite di una SIM anche quando il valore dell’operazione (trasferimento) sia pari o superiore ai limiti di legge perché rientra nell’attività istituzionale tipica delle SIM e viene garantita la tracciabilità dei trasferimenti degli strumenti finanziari. Nei casi di trasferimento di titoli di credito al portatore non dematerializzati, in custodia presso una SIM, trova applicazione l’art. 49 per il quale il trasferimento quando è pari o superiore a 1.000 euro potrà avvenire esclusivamente per il tramite degli intermediari abilitati.
Come deve operare la SIM a fronte di una richiesta di un cliente titolare di un dossier titoli al portatore di trasferire i suddetti titoli in un altro dossier cointestato con altra persona sempre presso la stessa SIM?
Questa fattispecie realizza un trasferimento tra soggetti diversi di titoli al portatore e, pertanto, rientra nella previsione di cui al 1° comma dell’articolo 49 del d.lgs. 231/07. Qualora l’importo dei titoli sia pari o superiore a 1000 euro il trasferimento dovrà avvenire per il tramite dei soggetti indicati al comma 1 dell’art. 49 del d.lgs. 231/07.
L’ipotesi delineata non determina una violazione dell’articolo 50 del d.lgs. 231/07, comma 1, perché la disposizione normativa vieta l’apertura di libretti di risparmio nominativi con intestazione fittizia o anonimi ovvero l’utilizzo degli stessi qualora aperti presso Paesi estero, operatività quest’ultima che determina una responsabilità diretta della banca. Diversa è l’ipotesi in cui il cliente richieda l’accensione di un libretto di deposito al portatore e l’indicazione nel motto del medesimo di un nome non necessariamente completo ovvero riferito a minori. Infatti, in tali casi, la registrazione nell’AUI dell’apertura del rapporto continuativo a nome dell’effettivo titolare consente l’individuazione dello stesso e non dà origine ad un libretto fittizio o anonimo anche qualora il titolare dell’accensione del libretto richieda, al momento dell’apertura, l’indicazione nel motto di un nome simbolico. Conseguentemente tale fattispecie non è oggetto di comunicazione al MEF ai sensi dell’articolo 51, comma 1, del decreto 231/2007.
No, in quanto ciò comporterebbe l’inosservanza dell’art. 49 del d.lgs. 231/07 che sanziona il trasferimento di denaro contante effettuata nel territorio nazionale da qualsiasi persona fisica (e quindi, anche dal raccomandatario marittimo per conto dell’armatore) al comandante della nave battente bandiera nazionale o estera, per importi pari o eccedenti i 1.000 euro. Pertanto, sia il raccomandatario marittimo che il comandante della nave sono soggetti all’irrogazione della sanzione amministrativa ex art. 58 del d.lgs. n. 231/07. La movimentazione di denaro contante, infatti, deve avvenire tramite strumenti di pagamento che né assicurano la tracciabilità, quali ad esempio carte prepagate nominative, o per il tramite di Banche, Poste Italiane s.p.a., istituti di moneta elettronica e istituti di pagamento. Con riferimento, poi, ai profili valutari si rileva, inoltre, come ai sensi dell’art. 3 del decreto legislativo n.195/2008, in capo ad ogni persona fisica che entra o esce dal territorio nazionale e trasporta “denaro contante” d’importo pari o superiore a 10.000 euro, corre l’obbligo di dichiarare tale somma all’Agenzia delle Dogane.
Analisi di talune ipotesi applicative dell’attività dei compro oro con riferimento ai limiti alla circolazione del contante ex art 49 d.lgs. 231/2007.
Si, è consentito il pagamento dell’intero importo in denaro contante.
Nel caso di un soggetto che cede con un unico atto, ad un punto vendita, uno o più preziosi aventi un valore complessivo superiore a mille euro è possibile la dazione di denaro contante?
E’ consentito il pagamento dell’importo in denaro contante fino ad un importo inferiore ad euro 1000 e per la parte eccedente, mediante assegno non trasferibile intestato al cliente e regolarmente compilato.
Nel caso di un soggetto che cede presso uno dei punti vendita, anche due o più volte nell’arco della medesima settimana, preziosi aventi un valore complessivo superiore a mille euro è possibile la dazione di denaro contante?
Si, trattandosi di distinte e autonome operazioni commerciali realizzate nell’arco della settimana, non rileva il superamento complessivo dell’importo di 1000 euro, sempre che, per ogni cessione, l’importo dovuto sia inferiore a 1000 euro e sia effettuato, contestualmente, il rispettivo pagamento.
Trova applicazione l’art. 49 d.lgs. 231/2007 agli assegni tratti da non residenti su conto estero intrattenuto presso la banca italiana?
Si, trova applicazione in quanto l’art. 49 del d.lgs. 231/07 non opera alcun distinguo al riguardo sicché anche gli assegni tratti da non residenti su un conto estero intrattenuto presso la banca italiana devono sottostare alle disposizioni previste dal d.lgs. 231/07.
Trova applicazione l’art. 49 d.lgs. 231/2007 agli assegni tratti da residenti su conto intrattenuto presso una banca insediata nel territorio nazionale ma emesse all’estero?
Si, in quanto prevale il principio della territorialità in relazione al conto di traenza; l’assegno tratto su di un conto corrente incardinato in Italia è sottoposto alla normativa nazionale e, quindi, deve essere emesso in conformità all’art. 49 del d.lgs. 231/07.
Trova applicazione l’art. 49 d.lgs. 231/2007 con riferimento alla cambiale?
Al riguardo l’art. 49 del d.lgs. 231/07 prevede che gli assegni circolari, i vaglia postali e cambiari sono emessi con l’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità per importi pari o superiori 1.000 euro. Tale norma prende in considerazione esclusivamente i titoli che costituiscono mezzi di pagamento tra i quali si collocano i vaglia cambiari speciali, e cioè quelli emessi dalla Banca d’Italia, dal Banco di Napoli e dal Banco di Sicilia. Il vaglia ordinario, o più semplicemente la cambiale, non rientra propriamente tra i mezzi di pagamento, sostanziandosi in un titolo di credito che menziona un'obbligazione incondizionata di un soggetto di pagare, o di far pagare, ad un altro soggetto o all'ordine suo, una determinata somma di denaro ad una determinata scadenza. Il rilascio della cambiale non costituisce di per sé pagamento, essendo piuttosto un mezzo che offre maggiori garanzie di adempimento dell’obbligazione consentendo una circolazione semplificata del credito. La cambiale, quindi, assume una sua qualificazione autonoma rispetto al diritto di credito incorporato che consente di utilizzare qualunque mezzo di pagamento (anche il contante per importi inferiori ad euro mille) senza possibilità, inoltre di operare il cumulo ai fini dell’individuazione del valore complessivo dell’operazione che ha generato l’emissione del credito.
Nel caso di viaggi di gruppo pagati tramite un collect money costituisce violazione dell’art. 49 del d.lgs. 231/2007 l’acquisto di pacchetti e servizi effettuati da un unico soggetto (cd. collect money) in nome e per conto di una serie di partecipanti dai quali ha ricevuto denaro contante, o assegni privi della clausola di non trasferibilità, complessivamente oltre soglia, ma per singola quota di importo inferiore?
Non costituisce violazione della normativa in oggetto se il collect money versa il denaro su un proprio conto corrente e poi bonifica, tramite intermediario finanziario, gli importi richiesti per l’acquisto del pacchetto turistico, o se versa il denaro sul conto dell’agenzia di viaggio o del tour operator, che emetteranno un’unica fattura con l’elenco di tutti i partecipanti.
Se previsto contrattualmente, è possibile per ciascun componente l’equipaggio, dipendente di compagnia aerea, prelevare denaro contante inferiore ad € 1.000,00 dal fondo cassa della struttura alberghiera.
Con riferimento alle somme a disposizione del comandante dell’aereo costituisce comportamento sanzionabile l’impiego di denaro contante, in valuta straniera, il cui controvalore sia di importo pari o superiore ad euro 1.000, per pagare beni e/o servizi in strutture aeroportuali di paesi ove non è possibile utilizzare strumenti di pagamento tracciabili?
Al riguardo si fa presente che ciò che rileva ai fini dell’art. 49 del d.lgs. 231/2007 è la modalità di acquisizione del contante da parte del comandante e non anche la modalità con la quale quest’ultimo effettua i pagamenti all’estero e, pertanto, la descritta operatività viola le disposizioni di cui all’art. 49 del d.lgs. 231/2007. Ne consegue che l’acquisizione della somma da parte del comandante deve avvenire con strumenti tracciabili, ad esempio mediante bonifico/disposizione a favore del comandante da parte della società charter o mediante trasferimento di contanti con le modalità stabilite dall’art. 49, comma 1 e 2. Altra soluzione concretamente praticabile, ancorché non pienamente funzionale alle esigenze operative, potrebbe essere individuata nella contestuale presenza, al momento del prelevamento del contante presso la banca o Poste Italiane S.p.A., sia del personale amministrativo della società	charter che del comandante dell’aereo. L’intermediario effettuerà l’identificazione dei suddetti soggetti e provvederà alla registrazione dell’operazione in AUI.
Operazioni in denaro contante effettuate da SIM, SGR e società fiduciarie con la propria clientela per importi superiori alla soglia di cui all’articolo 49 del d.lgs. 231/2007. Il denaro contante prelevato da SIM, SGR e società fiduciarie per conto della propria clientela, a valere su conti correnti bancari alle stesse intestati può essere trasferito ai propri clienti, anche per importi superiori alla soglia di cui all’art. 49, comma 1, del d.lgs. n. 231 del 2007, senza incorrere in violazione?
L’articolo 49 vieta il trasferimento effettuato, a qualsiasi titolo, tra soggetti diversi per importi pari o superiori a 1.000 euro. Ciò posto e considerato che le SIM, le SGR e le società fiduciarie sono soggetti diversi dai rispettivi clienti, anche nelle ipotesi in cui operino per conto dei medesimi, ne consegue che violano la disposizione di cui all’articolo 49 del d.lgs. 231/2007, comma 1, le operazioni di trasferimento di contante tra SIM, SGR, fiduciarie e rispettivi clienti, qualora avvengano senza il tramite dei soggetti indicati al comma 1 del predetto art. 49 del d.lgs. 231/2007. Le disposizioni del d.lgs. 231/2007 sono, infatti, finalizzate a prevenire fenomeni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo. A tal fine, la tracciabilità delle movimentazioni finanziarie rappresenta uno degli strumenti principali individuati dal legislatore che ha chiaramente indicato, nel comma 1° dell’articolo 49 del d.lgs. 231/2007, i soggetti presso i quali può essere effettuato il trasferimento di somme contanti superiori alla soglia. Sempre al fine di assicurare il monitoraggio dei flussi finanziari, i trasferimenti di contante effettuati tra SIM, SGR e società fiduciarie e la propria clientela, saranno registrati in AUI dall’intermediario presso il quale il trasferimento è eseguito, laddove ne ricorrano i presupposti di legge.
I decreti relativi ai tassi antiusura applicati fino ad oggi ai sensi della legge 7 marzo 1996, n.108, si possono reperire sul sito internet del Dipartimento del Tesoro alla pagina Categorie operazioni creditizie e tassi ovvero contattando il Dipartimento del Tesoro, Direzione V, Uff. VII, Via XX settembre 97, 00187 Roma, Tel. 06 4761 4521.
I decreti con i quali è stata effettuata la classificazione delle operazioni creditizie per categorie omogenee ai fini della rilevazione dei tassi effettivi globali medi praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari, ai fini della legge 7 marzo 1996, n.108 (legge sull'usura), si possono reperire sul sito internet del Dipartimento del Tesoro all'indirizzo http://www.dt.tesoro.it/it/attivita_istituzionali/prevenzione_reati_finanziari/anti_usura/ ovvero contattando il Dipartimento del Tesoro, Direzione V, Uff. VII, Via XX settembre 97, 00187 Roma, Tel. 06 4761 4521.
Ho contratto in passato un mutuo il cui tasso è ora al di sopra del c.d. "tasso soglia"; cosa posso fare?
Si ricorda, in via preliminare, che ai fini della determinazione degli interessi usurari ai sensi dell'art. 2 della legge 7 marzo 1996, n.108 (legge sull'usura), i tassi effettivi globali medi rilevati per ciascuna categoria, in questo caso "Mutui", devono essere aumentati della metà. Qualora si verifichi questa circostanza, si può chiedere alla banca la rinegoziazione del mutuo medesimo.
L'elenco delle associazioni e fondazioni riconosciute dal Ministero dell'Economia e delle Finanze per la prevenzione del fenomeno dell'usura si può reperire sul sito internet del Dipartimento del Tesoro all'indirizzo
http://www.dt.tesoro.it/it/attivita_istituzionali/prevenzione_reati_finanziari/anti_usura/fondi_usura.html ovvero contattando il Dipartimento del Tesoro, Direzione V, Uff. V, Via XX settembre 97, 00187 Roma, Tel. 06 47614275.
Quali sono i requisiti per iscriversi all'albo dei mediatori creditizi?
La titolarità dell'albo è dell'Ufficio Italiano dei Cambi, Servizio Antiriciclaggio, Divisione Mediatori, Via Calandra 13, 00187 Roma, Tel. 06 46631.
Trattandosi di contratti di diritto privato, le condizioni vengono stabilite tra le parti, per cui, per avere informazioni, bisogna rivolgersi alle banche o consultare i relativi siti Internet. La rinegoziazione di condizioni contrattuali, sotto un profilo generale, è rimessa all'autonomia delle parti interessate. Per quanto riguarda la valutazione dei tassi applicati ai rapporti creditizi, ai fini dell'eventuale violazione della legge 108 del 7/3/1996 sull'usura, è in ogni caso rimessa alla competente Autorità giudiziaria. La legge 24 del 28/2/2001 ha preso in considerazione i mutui a tasso fisso non agevolato stipulati prima dell'entrata in vigore della legge 108/1996, prevedendo la sostituzione del tasso di interesse, salvo diverso accordo più favorevole al debitore, con un tasso determinato sulla base delle disposizioni della legge stessa (art.1, commi 2 e 3).
La circolare operativa ha disposto l’esclusione dall’ambito di operatività del fondo di prevenzione delle imprese in start up. Si deve intendere con tale locuzione le imprese in fase di costituzione. Qualora l’impresa sia stata avviata e si trovi ad operare nel mercato da breve tempo e, nonostante questo in situazione di difficoltà economiche, sarà il confidi a valutare l’opportunità di concedere un finanziamento garantito con il fondo antiusura, precisando nella motivazione della delibera, oltre gli elementi di valutazione che hanno costituito il presupposto per il rilascio della garanzia antiusura, anche gli elementi in base ai quali l’impresa non sia da considerare in fase di costituzione.
La circolare operativa ha riaffermato che il processo che regola l’erogazione dei fondi antiusura a favore dei soggetti beneficiari non ne determina il passaggio di proprietà, ma si configura invece un rapporto finalizzato alla gestione, come già chiarito dal parere n. 13127 del 5 febbraio 2000 dell’Avvocatura dello Stato e dalla circolare del 19/04/2007. Stante la persistente natura pubblica dei contributi erogati ai sensi dell’art. 15, comma 2, legge 108/1996, ed il correlato vincolo di restituzione normativamente previsto, i predetti contributi non possono farsi rientrare tra il patrimonio netto dell’ente. Per quanto riguarda lo stanziamento iniziale del confidi, si rimette all’autonomia contabile dello stesso la valutazione circa la più idonea allocazione in bilancio, significando, comunque, che già allo stato attuale i confidi che hanno allocato il Fondo antiusura alla voce “altri debiti” hanno scomputato lo stanziamento iniziale del confidi. Si precisa altresì che, comunque,il Fondo di prevenzione antiusura, ai fini della rendicontazione (art. 10, D.P.R. 315/1997), è da considerarsi unico, senza alcuna distinzioni delle diverse fonti che lo determinano (fondi MEF, stanziamento iniziale confidi, altri contributi pubblici, interessi, spese,escussioni).
Per mercato secondario s'intende il mercato nel quale si svolgono le negoziazioni dei titoli di Stato già in circolazione. L'esistenza di un mercato secondario risponde ad esigenze di liquidità, vale a dire la possibilità per un investimento di essere liquidato prima della scadenza. Il Mercato Secondario Telematico dei Titoli di Stato (M.T.S.), istituito con decreto ministeriale del 1988, è attualmente gestito dalla società M.T.S. SpA . Oltre ad M.T.S., che è un mercato cosiddetto all'ingrosso, esiste un altro mercato secondario dove è possibile negoziare titoli di Stato e obbligazioni al dettaglio (MOT), gestito dalla società Borsa Italiana SpA. Infine è possibile eseguire compravendite di titoli di Stato, tramite gli intermediari finanziari, anche sui mercati non regolamentati (cosiddetti mercati Over the Counter).
Quale uffico Mef si possono indirizzare gli atti giudiziari?
Informazioni e approfondimenti: http://www.consap.it/fondi-e-attivita/supporto/rapporti-dormienti
In caso di perdita o di mancato arrivo del codice PIN è possibile chiedere il duplicato, compilando il seguente modulo (PDF, 10.5 Kb) e consegnandolo presso gli Uffici postali.
La dichiarazione va presentata a un Caf o a un iscritto nell’albo dei consulenti del lavoro oppure in quello dei dottori commercialisti ed esperti contabili, abilitati allo svolgimento dell’attività di assistenza fiscale. Per somme a debito: chi presta l'assistenza fiscale trasmette telematicamente la delega di versamento, oppure consegna l’F24 compilato al contribuente entro il decimo giorno antecedente la scadenza del termine di pagamento.
Vorrei avere informazioni sulle nuove modalità di pagamento del Canone Rai.
Dal 2016 l'importo del Canone Rai si riduce da 113,50 euro a 100 euro e sarà versato a partire dal mese di luglio con la bolletta sull’energia elettrica, ai sensi della Legge di Stabilità 2016.
Il pagamento mediante addebito sulle fatture emesse dalle imprese elettriche avverrà in 10 rate mensili, da gennaio ad ottobre di ogni anno. Solo per il 2016 il primo addebito del canone sarà effettuato a partire dalla prima fattura successiva al 1° luglio 2016. Anche i residenti all’estero devono pagare il canone se detengono un’abitazione in Italia dove è presente un apparecchio televisivo.
Per tutte le informazioni sulle novità riguardanti il canone TV ad uso privato è disponibile il numero verde 800.93.83.62, il sito Canone.rai.it e Agenziaentrate.gov.it
Dal 18 luglio 2016 è possibile chiedere informazioni sul canone anche tramite la nuova pagina Facebook dell’Agenzia delle Entrate, raggiungibile al link www.facebook.com/agenziadelleentrate/ e attraverso l’applicazione Facebook Messenger.
È possibile, inoltre, prenotare on line un appuntamento telefonico per essere ricontattati e ricevere assistenza collegandosi al sito prontolarai.it.
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