Source: https://www.diritto.it/si-configura-il-reato-di-commercio-e-somministrazione-di-farmaci-guasti-anche-in-relazione-a-prodotti-omeopatici/
Timestamp: 2020-02-25 00:36:18+00:00
Document Index: 27619607

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 443', 'sentenza ', 'art.552', 'art 192', 'art. 433', 'art. 443', 'art. 443', 'art. 578', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 443']

Qui la sentenza: Corte di Cassazione - I sez. pen. - sentenza n. 35627 del 05-08-2019
La Corte di appello di Ancona confermava la decisione del Tribunale locale, con cui D.M.A, titolare della farmacia omonima, era stato giudicato colpevole del delitto di cui all’art. 443 c. p. per avere venduto, alla cliente Caia, due confezioni scadute di un medicinale antitumorale, oltre a un farmaco omeopatico, anch’esso scaduto, e per avere detenuto ai fini del commercio altri 194 farmaci scaduti metà dei quali omeopatici.
Per il giudice di merito la commercializzazione non conforme del medicinale omeopatico scaduto era avvenuta in due giorni distinti, successivi e prossimi alle due date delle prescrizioni mediche, periodo in cui era stato acquistato anche l’antitumorale. La compratrice si era accorta che si trattava di prodotti scaduti in occasione dell’ultimo acquisto, per poi tornare in farmacia al fine di contestare l’accaduto e in seguito aveva sporto denuncia.
Una lettera prodotta dalla difesa rivelava che erano state dettate ai farmacisti dipendenti disposizioni per lo smaltimento dei farmaci scaduti, documento che anziché scagionare l’imputato, rafforzava, per la Corte, la sussistenza del dolo, ovvero l’inidoneità del precedente assetto organizzativo, la consapevolezza che ne aveva il titolare della farmacia e la volontà di mera facciata di porvi rimedio, posto che la missiva non era stata diffusa secondo modalità idonee ad assicurarne la conoscenza, né in alcun modo era stato preteso e verificato il rispetto degli adempimenti in essa stabiliti.
Contro la sentenza di appello presentava ricorso per cassazione l’imputato, articolato in cinque motivi e due aggiunti ove contestava nello specifico: la nullità dell’imputazione per genericità del contenuto e violazione dell’art.552 c.p.p.; la violazione dei criteri di apprezzamento della prova indiziaria, ex art 192 c.p.p. e vizio di motivazione; la violazione dei criteri di imputazione soggettiva della condotta, ex artt. 42 e 43 c.p., e vizio di motivazione; la violazione dell’art. 433 c.p. in relazione alle disposizioni di cui al titolo II, capo II, d.lgs. 219/2006, come modificato dal d.lgs. 274/2007; l’incostituzionalità dell’art. 443 c.p.; l’intervenuta entrata in vigore della l. 3/2018 con introduzione della fattispecie di illecito amministrativo di detenzione di medicinali scaduti, guasti o imperfetti, qualora – per la modesta quantità, le modalità di conservazione o l’ammontare delle riserve – se ne possa escludere la destinazione al commercio; la violazione dell’art. 443 c.p., in quanto la detenzione per la somministrazione di farmaco scaduto non integrerebbe reato, prevedendo la legge solo la detenzione ai fini di commercio, non ipotizzabile neppure a livello di tentativo.
Tuttavia, ai sensi dell’art. 578 c.p.p., il ricorso è stato comunque esaminato in relazione alle disposizioni della sentenza impugnata che concernono gli interessi civili e tutti i motivi di ricorso sono stati ritenuti infondati.
Per quanto di interesse la Corte ha ritenuto infondati il secondo e terzo motivo inerenti rispettivamente ai profili oggettivo e soggettivo della condotta.
La sentenza impugnata, infatti, secondo la Corte di Cassazione, motiva ineccepibilmente in ordine alla materialità del reato integrata dall’avvenuta cessione o dalla detenzione prodromica, dei medicinali non conformi ad opera della farmacia.
Per i medicinali scaduti che furono acquistati costituisce adeguata prova a carico già la deposizione della medesima persona offesa, opportunamente verificata nella sua credibilità e attendibilità (Cass. SS.UU n. 41461 del 19/07/2012) e, comunque, rafforzata dalle prescrizioni mediche di riscontro.
Per i medicinali scaduti rinvenuti sugli scaffali, invece, la constatazione proviene direttamente dal personale di polizia giudiziaria operante.
Rispetto alla condotta dell’imputato sussiste una causalità almeno di tipo omissivo stante la posizione di garanzia da lui rivestita come titolare dell’esercizio commerciale.
Sulla base delle predette considerazioni, quindi, la prima sezione ha stabilito che anche il farmaco omeopatico scaduto costituisce un medicinale “imperfetto” nel senso richiesto dall’art. 443 c.p.
di Di Tullio D'Elisiis Antonio 7 gennaio 2019