Source: http://demetra.regione.emilia-romagna.it/al/articolo?urn=er:assemblealegislativa:resoconto:20130723;A
Timestamp: 2020-04-07 04:47:05+00:00
Document Index: 158153354

Matched Legal Cases: ['art. 40', 'art. 30', 'art. 68', 'art. 68', 'art. 39', 'art. 26', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 78', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 40', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 43', 'art. 18', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 121', 'sentenza ', 'art. 68', 'art. 68', 'art. 68']

SEDUTA DI MARTEDÌ 23 LUGLIO 2013
PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE COSTI
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OGGETTO 4091
Progetto di legge d'iniziativa della Giunta: «Legge finanziaria regionale adottata a norma dell'art. 40 della L.R. 15 novembre 2001, n. 40 in coincidenza con l’approvazione della legge di assestamento del bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2013 e del bilancio pluriennale 2013-2015. Primo provvedimento generale di variazione» (65)
(Relazione della Commissione, relazione di minoranza, discussione ed esame articolato)
OGGETTO 4092
Progetto di legge d'iniziativa della Giunta: «Assestamento del bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna per l’esercizio finanziario 2013 e del bilancio pluriennale 2013-2015 a norma dell’art. 30 della L.R. 15 novembre 2001, n. 40. Primo provvedimento generale di variazione» (66)
(Relazione della Commissione, relazione di minoranza e discussione)
PRESIDENTE (Costi)
VECCHI Luciano, relatore della Commissione
LOMBARDI, relatore di minoranza
ALESSANDRINI (PD)
SCONCIAFORNI (Fed. della Sinistra)
NOÈ (UDC)
BARBATI (Italia dei Valori)
FAVIA (Misto)
MANDINI (Italia dei Valori)
GRILLINI (Gruppo Misto)
Votazioni elettroniche oggetto 4091
Emendamenti all'oggetto 4091
Comunicazioni prescritte dall'art. 68 del Regolamento interno
La seduta ha inizio alle ore 9,46
PRESIDENTE (Costi): Dichiaro aperta la centoquarantesima seduta della IX legislatura dell'Assemblea legislativa.
Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta l’assessore Paola Gazzolo, a causa della partecipazione al convegno nazionale di protezione civile e al consiglio nazionale sulla green economy, ed il consigliere Riva.
Le comunicazioni prescritte dall’art. 68 del Regolamento interno le do per lette in quanto sono state consegnate ai Consiglieri insieme all’ordine del giorno.
(Le comunicazioni prescritte dall'articolo 68 del Regolamento interno sono riportate in allegato)
PRESIDENTE (Costi): Il primo progetto di legge è composto da 33 articoli mentre il secondo da 7.
I testi sono stati licenziati dalla Commissione "Bilancio Affari Generali e Istituzionali" nella seduta del 15 luglio 2013;
l’estratto del verbale della seduta n. 27 del 2013 per la parte di illustrazione, ai sensi dell’art. 39, comma 13, del Regolamento interno dell’Assemblea legislativa, sull’art. 26 (Partecipazione della Regione Emilia-Romagna alla Fondazione Collegio europeo di Parma in qualità di socio sostenitore. Modifiche la legge regionale n. 27/04), del progetto di legge finanziaria regionale oggetto 4091.
Il relatore della Commissione, consigliere Luciano Vecchi, ha presentato relazione scritta, così come il relatore di minoranza, il consigliere Marco Lombardi.
Voi sapete che la sessione di bilancio ha un procedimento previsto dal Regolamento interno per cui ascolteremo la relazione di maggioranza, quella di minoranza, un’eventuale relazione della Giunta, ci sarà un unico dibattito generale, l’eventuale replica del relatore, la conclusione da parte della Giunta e poi procederemo all’esame dell’articolato della legge finanziaria, all’esame dell’articolato della legge di assestamento, ci sarà una dichiarazione di voto finale congiunta sulle due leggi e alla fine voteremo in modo separato le leggi nel loro complesso.
Voi sapete anche che ci sono i tempi contingentati, quindi ormai è una prassi che conoscete benissimo, pertanto procediamo col dare la parola al relatore della Commissione, consigliere Luciano Vecchi, che, come vi dicevo, ha presentato relazione scritta. Ha trenta minuti per la relazione.
VECCHI Luciano, relatore della Commissione: Grazie, presidente. Proprio perché ho presentato relazione scritta rimando alla lettura di essa per il dettaglio tecnico relativo agli aspetti contabili dell’assestamento di bilancio.
Anche quest’anno, per il terzo esercizio, l’entità della manovra di assestamento è assai più limitata di quanto non fosse in passato, come d’altronde si è progressivamente ridotta la consistenza del bilancio stesso. Da alcuni anni le risorse a disposizione del sistema regionale e le normative nazionali da applicare nella predisposizione del bilancio devono fare i conti con un accentuato centralismo statale, con un’impostazione nazionale ed europea che agisce oggettivamente contro equità e sviluppo, con una limitazione drastica e deleteria delle risorse da destinare a cittadini, imprese e collettività territoriali. In un rigoroso rispetto della normativa vigente, che ha contraddistinto e che continuerà a caratterizzare l’approccio della Regione Emilia-Romagna, è per noi motivo di orgoglio che non può sottacere all’impellente necessità di un forte mutamento di segno delle politiche verso il sistema delle regioni e degli enti locali.
La discussione per la manovra di assestamento al bilancio previsionale del 2013 è un’occasione per fare il punto della situazione economica regionale e soprattutto per fare qualche riflessione sulle coerenze fra essa, i bisogni del territorio e i contenuti delle scelte economico-finanziarie della Regione. In tale contesto l’assestamento è una componente della manovra di bilancio essendo chiamato a svolgere una funzione ricognitiva delle tendenze in atto.
La manovra in esame si sviluppa nell’ambito di un rallentamento complessivo della crescita economica mondiale. Esso avviene in un quadro in cui continua la fase di recessione economica con conseguenze importanti anche dal punto di vista occupazionale. Infatti si stima che nel 2012 vi sia stata una diminuzione del tasso di sviluppo sia delle economie avanzate sia di quelle emergenti. In particolare, nell’Unione europea nel 2012 il prodotto interno lordo si è ridotto dello 0,3 per cento e tale contrazione è stata più accentuata nell’area Euro dove si è registrato addirittura un meno 0,6 per cento. Il calo per l’Italia è del 2,4 per cento anche se a fronte di una sostanziale continuità con gli anni scorsi, nei primi mesi del 2013 la tendenza, pur confermata, si sta lievemente attenuando.
La forte crisi dell’economia italiana ha coinvolto sia l’industria sia i servizi ed è imputabile in larga misura alle turbolenze che hanno colpito il debito sovrano ma anche gli squilibri strutturali dell’economia della società italiana. Gli investimenti delle imprese nel solo 2012 sono diminuite di un 8 per cento, complessivamente rispetto al 2008 la flessione è stata del 20 per cento e la propensione a investire è stata stimata in un meno 18,3 per cento al di sotto del minimo toccato nel 1994.
I consumi delle famiglie si sono contratti (meno 4,3 per cento) per il calo del reddito disponibile dovuto alle misure di correzione dei conti pubblici e alle gravi condizioni del mercato del lavoro. In termini pro capite la spesa è tornata ai livelli del 1998. La perdita di fiducia delle imprese e delle famiglie ha influenzato i comportamenti di spesa andando a incrementare ulteriormente la spirale negativa che ha determinato la flessione dell’economia. La domanda in generale è stata sostenuta dalle esportazioni che però hanno rallentato soprattutto verso i paesi dell’area Euro. Il 2012 è stato caratterizzato da una flessione dell’occupazione già iniziata nella seconda metà del 2011 da un ricorso più intenso alla cassa integrazione guadagni.
Per quanto concerne più specificamente lo scenario economico della nostra Regione, Unioncamere Emilia-Romagna stima che l’andamento regionale previsto per l’anno in corso sia in linea con quello prospettato a livello nazionale e che la ripresa si registrerà solo a partire dal 2014 quando vi dovrebbe essere un incremento del PIL regionale dell’1,6 per cento. Quest’anno il PIL regionale ritornerà quasi ai livelli minimi toccati al culmine della crisi del 2009. Si stima che anche per la domanda interna vi sarà un rilancio solo a partire dall’anno prossimo con un più 1,1 per cento, quando dovrebbero riprendere a crescere i consumi delle famiglie. Secondo le ipotesi elaborate da Unioncamere si assiste a una riduzione dell’intensità della crisi ma si prevede che i suoi effetti siano duraturi e profondi. Si stima che una parte consistente di riduzione della quota del valore aggiunto industriale generatasi tra il 2008 e il 2009 sia ormai da considerare permanente. L’ulteriore nuova diminuzione lo diventerà se la ripresa ipotizzata per il 2014 non si verificasse. Si ritiene che a causa della nuova recessione e della restrizione del credito bancario il sistema regionale perderà altre quote della sua base industriale.
Le previsioni di crescita del sistema nazionale e regionale a partire dal 2014 si fondono soprattutto sull’attesa di una ripresa a livello mondiale e della fine della recessione nell’area Euro. Tutto questo dipende in larga misura dalle decisioni politiche e dall’evoluzione della crisi legata al sistema bancario e al debito sovrano dei paesi periferici dell’area Euro. Si tratta quindi di previsioni che sono fortemente suscettibili di revisione anche a seconda dell’impatto delle decisioni assunte a livello nazionale ed europeo. Il bilancio di previsione dell’esercizio 2013 che abbiamo approvato nel dicembre scorso era stato predisposto ovviamente sulla base della situazione della legislazione vigente. Ciò rende necessaria la manovra di assestamento, una ricognizione degli accadimenti legislativi e finanziari intervenuti in questo arco temporale.
Nel corso dell’ultimo anno, le politiche di finanza pubblica hanno inciso ancora sui margini di autonomia del sistema degli enti locali, ivi compreso anche il sistema regionale. Se alcuni anni fa esisteva una differenza decisiva tra l’autonomia finanziaria delle regioni e quella del sistema degli enti locali, oggi questa è sempre meno apprezzabile, poiché al netto delle tasse automobilistiche e di una parte delle entrate fiscali legate alle addizionali regionali tutta l’imposizione fiscale alimenta lo stato centrale. Alla luce di ciò, rispetto al 2010, le regioni hanno a disposizione al netto delle risorse destinate alla sanità, complessivamente 8 miliardi in meno, il che incide sul solo bilancio regionale con un taglio di oltre 600 milioni di euro disponibili a cui va aggiunta l’introduzione progressiva di ulteriori tetti di spesa. Persino quella parte di accise sui carburanti che serviva a finanziare gli oneri del trasporto pubblico locale è tornata ad alimentare un fondo nazionale per il trasporto pubblico locale però con entità inferiore rispetto al passato. La norma di fatto ha costituito un fondo nazionale sul TPL sul modello del vecchio fondo trasporti, ex legge n. 151/81, stravolgendo completamente lo spirito dell’accordo Governo-Regioni del 21 dicembre 2011 in cui si concordava di sottoscrivere un patto sul trasporto pubblico locale dove fossero definite le modalità di fiscalizzazione delle risorse per il TPL in attuazione del decreto legislativo sul federalismo fiscale attraverso l’addizionale regionale all’IRPEF senza aumento della pressione fiscale e quindi a scomputo del gettito nazionale in sostituzione di tutti i trasferimenti soppressi. Al contrario, il nuovo fondo alimentato sottrae la compartecipazione all’accisa gasolio e benzina per autotrazione con la conseguente abrogazione delle norme relative alle compartecipazioni regionali e alle accise medesime.
Aspetto ancora più critico se si considera che le risorse in precedenza fiscalizzate attraverso le compartecipazioni che prima ho richiamato e ora confluite nel fondo, sono state finora utilizzate a copertura di tutti i trasferimenti soppressi rischiando così di creare ulteriori gravi problemi per i bilanci regionali. Inoltre il cambiamento del meccanismo di finanziamento del sistema del trasporto pubblico locale, quindi riducendo l’ammontare delle cosiddette entrate fiscali proprie della Regione, genera automaticamente un abbassamento da 2 miliardi a circa 1 miliardo 500 milioni di euro il limite teorico di indebitamento della nostra Regione anche se a oggi - lo ricordo a me stesso e ai colleghi - la Regione Emilia-Romagna non ha debiti né mutui accesi sulla parte corrente.
Per quanto riguarda il patto di stabilità regionale, la legge n. 228/12 ha riscritto le regole al fine di inserire in questa disciplina la nuova modalità di calcolo delle spese finali sottoposte al vincolo del patto di stabilità definita competenza euro-compatibile nonché di adeguare la normativa all’incremento di risparmio richiesto alle regioni e alle province autonome.
Per le regioni a statuto ordinario si definisce il tetto massimo di spese finali complessivo per tutte e quindici le regioni che non può essere superato dal comparto nel suo complesso, ovviamente a esclusione della spesa sanitaria. Questo è pari a 20 miliardi 090 milioni per gli anni 2013 - 2014 e 20 miliardi 040 milioni di euro per ciascuno degli anni 2015 e 2016. In relazione a ciascun esercizio in sede di conferenza Stato-Regioni si deve quindi provvedere alla ripartizione della cifra comprensiva tra le Regioni al fine di individuare qual è per ciascuna regione il tetto massimo di spesa. La norma fissa il termine per l’accordo al 31 gennaio di ciascun anno e l’accordo dovrà essere recepito con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
La Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 24 gennaio di quest’anno ha deliberato la ripartizione tra le regioni a statuto ordinario dell’obiettivo per il 2013 che per quanto riguarda la Regione Emilia-Romagna è pari a 1 miliardo 584 milioni di euro, accordo recepito con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze il 20 febbraio 2013. Il comma 122 della citata legge 228/12 ha previsto inoltre l’attribuzione alle regioni a statuto ordinario, alla Sicilia e alla Sardegna un contributo nei limiti di un importo complessivo di 800 milioni di euro, poi elevato a oltre 1 miliardo 200 milioni nell’aprile di quest’anno, in misura pari ai cinque sesti, cioè all’83,3 per cento, degli spazi finanziari validi ai fini del patto di stabilità interno ceduti da ciascuna di essa e attribuite ai comuni e alle province ricadenti nel proprio territorio, misura questa peraltro coerente con l’impostazione del nostro patto di stabilità territoriale, come da legge regionale da noi adottata nel corso di questa legislatura.
In questo quadro abbiamo tenuto come tutti gli anni in occasione dell’assestamento di bilancio, un’udienza conoscitiva dove abbiamo coinvolto tutti gli stakeholders sociali ed economici e delle autonomie locali della nostra regione. Nell’udienza conoscitiva è emersa con grande forza la preoccupazione di tutte le forze sociali per la situazione economica ancora grave dove a causa della crisi il sistema economico produttivo, il sistema industriale, pilastri portanti dell’economia, sono sottoposti a pressioni molto forti. È emersa la necessità di invertire quel vortice negativo generato dalla discesa del PIL e conseguente dall’aumento del rapporto deficit - PIL oltre la soglia del 3 per cento che impedisce ormai di generare avanzo primario. C’è il rischio concreto che questo meccanismo alimenti il gorgo recessivo dal quale è sempre più difficile uscire. Nel complesso il giudizio sull’assestamento di bilancio risente di queste preoccupazioni certamente legate a una dinamica nazionale ma che invece ha responsabilità anche il Governo regionale.
Nel giudizio complessivo sulla manovra si formula l’auspicio che le risorse contenute in essa possano avere una ricaduta positiva e immediata sul sistema delle imprese nel nostro territorio.
Dal tavolo regionale dell’imprenditoria si era avanzata la proposta che una percentuale di eventuali risparmi della spesa pubblica a livello regionale potesse essere destinata a sostenere lo sviluppo imprenditoriale e la crescita del sistema economico. Anche a tale sollecitazioni, peraltro, si intende dare risposta, ancorché parziale, con alcuni degli emendamenti che abbiamo adottato in sede di Prima Commissione assembleare che saranno sottoposti al voto nel corso di questa giornata. È stato tra l’altro anche sollecitato un ulteriore intervento a sostegno delle zone colpite dalle nevicate del 2011 e 2012 a sostegno del nuovo distretto turistico della Romagna.
La legge di assestamento del bilancio per l'esercizio pluriennale 2013 - 2015 è stata quindi elaborata nel rispetto del contesto sopra enunciato e pertanto non può che confermare la rigorosa impostazione tenuta nella predisposizione del bilancio di previsione. Inoltre, essendo strumento della programmazione finanziaria, è chiamata a svolgere anche una funzione propositiva attenta e allineata con tutte le disposizioni in materia finanziaria stessa. Le risorse effettivamente disponibili per questo assestamento di bilancio sono all’incirca di un centinaio di milioni di euro come peraltro già previsto in sede di adozione del bilancio previsionale. Ovviamente gli scostamenti delle singole voci che sono in gran parte partite di giro o riscritture in modo diverso delle singole poste di bilancio riguardano una cifra superiore ma se parliamo evidentemente di risorse fresche e aggiuntive al bilancio a disposizione siamo appunto nell’ordine di un centinaio di milioni di euro.
Dal lato delle entrate si vede registrare una riduzione di oltre 254 milioni per la soppressione delle compartecipazioni regionali, come ricordavo prima, al gettito dell’accise sulla benzina e dell’accise sul gasolio, compensate dall’istituzione del fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del TPL, anche ferroviario, già in parte iscritta con deliberazione di Giunta regionale nel marzo di quest’anno a seguito dell’emanazione del decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 25 febbraio 2015 di concessione dell’anticipazione del 60 per cento. Restano comunque inalterate le risorse destinate con il bilancio di previsione al finanziamento complessivo del trasporto pubblico locale, anche ferroviario. Per quanto riguarda le previsioni di spesa, a seguito dell’impegno assicurato dalla Regione di cessione di spazi finanziari - la norma che ricordavo prima - sul proprio patto di stabilità agli enti locali, si registra la riduzione contabile di 82,5 milioni di euro prevista con il bilancio di previsione per la restituzione allo Stato derivanti dall’applicazione dell’art. 16 del decreto-legge n. 95.
Con l’assestamento al bilancio 2013 si è provveduto ad assicurare finanziamenti volti a rispettare gli impegni politici assunti nei documenti e nelle occasioni precedenti e le politiche di spesa delineate nel bilancio di previsione. Esse sono state integrate al fine di meglio corrispondere alle necessità di finanziamento delle decisioni programmatiche di legislatura. Le variazioni proposte che andranno a incrementare la disponibilità di spesa sia corrente sia di investimento evidenziano che le scelte di qualità effettuate si prefiggono di onorare gli impegni politici assunti, riconfermano e rafforzano gli indirizzi fondamentali del bilancio di previsione.
Sostenere la sanità pubblica non si sostanzia solo nella tutela della salute dei rapporti nel sistema italiano ed europeo. Alla luce di ciò, la manovra, come già precedentemente previsto, reca un impegno di circa 60 milioni di euro per garantire l’equilibrio del funzionamento del sistema socio-sanitario per integrare in continuità con gli esercizi precedenti le disponibilità finanziarie derivanti dall’erogazione di prestazioni aggiuntive rispetto ai livelli essenziali di assistenza per mantenere un servizio sanitario regionale di qualità a livello nazionale ed europeo. Dopo i tagli lineari prodotti dalla spending review anche nella nostra Regione il bilancio sanitario deve trovare e sta trovando nel corso del 2013 minori spese per oltre 250 milioni di euro. Pertanto gli stanziamenti - questo stanziamento di 60 milioni è in linea con il passato - sono volti a tenere il sistema in equilibrio seppure a un livello finanziario inferiore a quello precedente. Ricordo che il bilancio della sanità emiliano-romagnola nel 2012 si è chiuso a pareggio, caso, credo, sostanzialmente unico a livello nazionale. In secondo luogo la manovra sostiene la scelta di destinare una parte rilevante delle altre risorse a disposizione al sostegno dell’economia regionale.
Le spese di investimento tese a incrementare le attività economiche del territorio incideranno per oltre 23 milioni di euro per il cofinanziamento del documento unico di programmazione. Esso è teso ad attuare una strategia incentrata sui temi cardine dello sviluppo regionale attraverso la realizzazione di interventi che hanno carattere territoriale integrato e trasversale alle politiche di settore. Pertanto le opere pubbliche previste possono spaziare nei campi del turismo, cultura e potenziali locali, qualità urbana, mobilità sostenibile e ambiente. Il DUP prevede delle opere che muovono più risorse di quelle stanziate poiché in forza del cofinanziamento si prevede che i 23 milioni stanziati nel bilancio regionale siano appena un terzo delle opere che presumibilmente verranno con esse realizzate da Piacenza a Rimini in tutte le province. Nel corso del 2013 è stato compiuto un aggiornamento del DUP, sono state coinvolte tutte le realtà locali cui è stato chiesto di indicare per l’aggiornamento del documento solo le opere appaltabili e cantierabili che abbiano già conseguito tutta la fase progettuale autorizzativa.
Sul tema occupazionale e ammortizzatori in deroga ormai da diverso tempo l’attività della Regione Emilia-Romagna mira all’integrazione delle rispettive politiche in una continua sinergia con il Governo per assicurare la copertura della cassa integrazione. Oltre 13 milioni di euro sono le risorse destinate alla realizzazione di un primo stralcio del polo tecnologico. Si tratta del primo stralcio dell’insieme delle risorse pari a circa 58 milioni. Effettivamente su questa prima parte si potrà vedere il coinvolgimento di varie istituzioni ed enti dall’ENEA allo IOR, nel senso dell’Istituto Rizzoli, dell’Università, di uno spazio per start-up e la nuova sede della nostra agenzia di protezione civile regionale. Prevalentemente destinati agli interventi per il dissesto idrogeologico, per le conseguenze delle nevicate e le calamità naturali sono stati stanziati 6 milioni di euro per interventi straordinari di messa in sicurezza del territorio fortemente danneggiato in particolare dalle forti piogge dei mesi scorsi. Queste risorse si agganciano agli interventi e alle risorse programmate dallo Stato per cui complessivamente gli interventi di questo genere potranno contare su circa 24 milioni di euro e sull’erogazione eventuale di ulteriori risorse richieste dalla nostra Regione allo Stato medesimo.
In aderenza alle proposte raccolte in sede di udienza conoscitiva, cioè di impiegare eventuali risparmi della spesa pubblica per lo sviluppo imprenditoriale e la crescita del sistema economico, con la presente manovra le risorse che Medio Credito Centrale si è impegnato a restituire per economie registrate sulle gestioni passate, saranno utilizzate per 5 milioni di euro finalizzati al fondo di concessione di garanzie e cogaranzie affidate in gestione di consorzi fidi regionali per gli interventi a favore delle imprese, per 10,7 milioni finalizzati alla concessione di contributi a piccole, medie e grandi imprese di cui al bando ricerca, innovazione e crescita al fine di finanziare l’intera graduatoria, 2,2 milioni finalizzati alla costituzione di un fondo rotativo di finanza agevolata per lo sviluppo della crescita delle imprese che si somma ad altre risorse già stanziate nel bilancio di previsione a tal fine. Nel marzo di quest’anno la Regione ha incassato il saldo della programmazione comunitaria 9499 sullo sviluppo rurale cofinanziato dall’Unione europea attraverso il FEOGA (Sezione Orientamento) somma che costituisce per il bilancio regionale una maggiore entrata in relazione anche alle iniziative di overbooking a suo tempo attuate con risorse proprie.
Si è quindi presentata un’ulteriore possibilità per affrontare i problemi connessi alla siccità che ha fortemente colpito la nostra regione nel 2012 causando gravi difficoltà agli agricoltori tramite la destinazione di 6 milioni di euro a interventi contributi volti al miglioramento delle dotazioni di distribuzione dell’acqua delle imprese agricole e da attuare nell’ambito degli aiuti di Stato aggiuntivi sul programma di sviluppo rurale 2007-2013 in coerenza quindi con la destinazione originaria delle risorse provenienti dall’Unione europea. Grazie anche al minore trasferimento all’Assemblea legislativa per cento mila euro, reso possibile dagli ulteriori risparmi nella gestione del nostro ente, si è integrato il finanziamento regionale previsto nel bilancio di previsione per gli interventi di promozione e sviluppo dei processi partecipativi, in attuazione della legge regionale n. 3/2010.
Infine con lo strumento della legge finanziaria si interviene inoltre su alcune modifiche alla legislazione esistente, in particolare per quanto riguarda la legge 21/2012. Si tratta della concretizzazione di un preciso impegno politico assunto da Giunta e Assemblea legislativa in occasione dell’adozione di tale legge nello scorso dicembre. Grazie infatti a un lavoro certosino di cui vanno ringraziati in particolare il sistema degli enti locali e la Vicepresidente Saliera, si sono valutate alcune modifiche al testo del provvedimento che senza mettere minimamente in discussione l’impianto della legge n. 21, ne permettono una migliore aderenza alla complessa e variegata realtà regionale e alle esigenze del sistema delle autonomie locali.
Per le ragioni sopra elencate, il relatore propone all’Assemblea legislativa l’adozione degli oggetti 4091 e 4092 così come emendati in sede di Prima Commissione assembleare.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Luciano Vecchi.
Ora la parola al relatore di minoranza, il consigliere Marco Lombardi. Anche lei ha trenta minuti per il suo intervento.
LOMBARDI, relatore di minoranza: Grazie, presidente. Egregi colleghi, ora che lo scenario globale pare più chiaro e definito, le strategie da portare avanti in tema di finanza pubblica regionale, nazionale e internazionale sono evidenti. Salda collocazione nell’Unione europea ma meno sudditanza nei confronti della Germania, apertura di investimenti infrastrutturali anche in deroga al rapporto deficit - PIL per sostenere l’economia reale e meno tasse per rilanciare i consumi interni. Per altro verso, la storia dello spread e del suo rapporto con la speculazione internazionale e l’atteggiamento della BCE è ormai patrimonio di tutti e quindi possiamo prendere questa occasione per archiviare sterili polemiche dettate da gossip tutti italiani e provare ad occuparci dei problemi reali delle persone che veramente oggi si trovano in condizioni di grande disagio. Quindi, almeno per quest’anno, molti di noi potranno esimersi in premessa dal rimpallo di critiche o sostegni a provvedimenti del Governo in carica in quanto sarebbe veramente inopportuno non tener conto che vari e importanti partiti ampiamente rappresentati anche in quest’Aula stanno governando insieme il Paese.
Detto questo, com’è buona prassi per chi intenda affrontare con serietà un documento di bilancio, anche per l’esame dell’assestamento sono partito dal raffronto con i medesimi provvedimenti degli anni precedenti. E pure in questo caso la sensazione che ne ho ricavato è stata che in questa regione, ricca di ottimi ragionieri e contabili è via via nel tempo venuto a mancare quell’indirizzo politico che segnali con decisione le priorità e le scelte.
La contiguità ormai quarantennale tra le forze politiche che ininterrottamente hanno governato questa regione e l’apparato tecnico se nei momenti normali ha garantito un procedere ordinato dell’amministrazione, oggi, nel mezzo della più feroce crisi economica dl dopoguerra, finisce per ingessare un bilancio che invece avrebbe bisogno, come da più parti invocato, di uno shock. Il fatto poi che anche il Governo nazionale pare proseguire sulla linea di provvedimenti magari utili ma assolutamente ordinari di fronte a una situazione straordinaria, non può esimere questa Regione dalle sue responsabilità e allo stesso modo, il fatto che stiamo trattando di un assestamento di bilancio tutto sommato assai limitato e non del bilancio preventivo, non può far venire meno lo scetticismo su una manovra assolutamente inadeguata rispetto alla gravità del momento.
In primo luogo va immediatamente osservato come la relazione dell’assestamento indichi, forse con troppo ottimismo, un miglioramento della situazione complessiva della nostra regione rispetto al 2012 mentre purtroppo gli indicatori economici che provengono da vari istituti di ricerca non dicono la stessa cosa e quindi partendo da un presupposto non corretto i provvedimenti conseguenti rischiano di non risultare perfettamente centrati. Del resto, forse per la prima volta, anche il tavolo regionale dell’imprenditoria esprime disagio nei confronti dell’assestamento.
Entrando nel merito tecnico del provvedimento alla luce delle chiusure contabili, dobbiamo prendere atto che rispetto alle previsioni in sede di bilancio preventivo si riducono i residui attivi, quindi significa che si è incassato meglio del previsto, si riducono i residui passivi e quindi significa che si è pagato più celermente, e si registra un avanzo di amministrazione che seppure diminuito di oltre 142 milioni di euro si attesta pur sempre oltre i 2,4 miliardi di euro e a tal proposito è bene ricordare che in altre regioni l’opposizione di sinistra alle amministrazioni di centrodestra è tutta imperniata proprio sull’entità dell’avanzo di amministrazione che denota, a dire della sinistra di quelle regioni, incapacità di gestire le risorse disponibili. Al di là di ogni sterile polemica va però rammentato che se guardiamo agli avanzi di amministrazione di qualche anno fa e li paragoniamo con quelli attuali, di entità notevolmente ridotta, va riconosciuta che questa Regione aveva un’ampia possibilità di miglioramento e che anche con l’opera incalzante dell’opposizione tale possibilità è stata percorsa limitando così i disagi dei tagli dei vari governi che si sono succeduti. Detto di alcune criticità, va però riconosciuto che la saggezza con cui sono stati tenuti i conti, saggezza che però non deve mai trasformarsi nella "prudenza più stagnante", come dicevano Mogol e Battisti, ci consente oggi di superare tranquillamente l’handicap della riduzione delle entrate derivanti dalla soppressione delle compartecipazioni regionali alle accise su benzina e gasolio nel rapporto con l’indebitamento che non deve essere superiore al venti per cento delle entrate tributarie non vincolate.
Venendo ai numeri dell’assestamento, che complessivamente si attesta circa sui 120 milioni di euro, dobbiamo registrare per l’ennesima volta la previsione di 60 milioni di euro, quindi il 50 per cento dell’intera manovra destinati alla sanità. Per meglio qualificare la destinazione di tali importanti risorse autonome della Regione prendo a prestito le parole di Confindustria in udienza conoscitiva: "60 milioni per la sanità che sia pur apparentemente destinati al mantenimento della qualità dei servizi sanitari sono esplicitamente destinati a coprire parti del previsto squilibrio del sistema sanitario regionale stimato per quest’anno in 260 milioni". Su questo argomento si è espresso, seppure in modo più edulcorato, anche il tavolo regionale dell’imprenditoria ponendo dei dubbi sul fatto che tali risorse siano utilizzate per ovviare a carenze gestionali oppure a miglioramenti della sanità regionale per prestazioni extra-LEA che però è bene ricordare si riferiscono oltre che ad iniziative encomiabili anche ad altre sulla cui opportunità è legittimo esprimere molti dubbi.
Ho citato queste due posizioni non certo per sudditanza nei confronti dei titolari delle posizioni medesime, ma proprio perché da anni nelle mie relazioni al rendiconto di bilancio ho denunciato l’eccessiva disinvoltura con cui questa Regione ha destinato alla sanità, sottraendole ad altri settori, ingenti risorse proprie qualificandole come interventi extra-LEA. Pur nella difficoltà di individuare e di qualificare questi interventi, ho potuto dimostrare che certamente una parte di tali risorse a volte non risultano essere così indispensabili per i cittadini e a volte sconfinano nel puro ripianamento di un deficit della sanità e quindi pongono il problema della razionalizzazione della gestione dei costi della sanità regionale senza ovviamente diminuire la qualità dei servizi offerti.
Tale annosa questione non è secondaria in quanto, com’è facilmente comprensibile, riuscire a destinare in altro modo i 60 milioni oggi previsti in assestamento, che si aggiungono ai 60 previsti nel bilanci preventivo, senza per questo diminuire la qualità della nostra sanità regionale, ci permetterebbe di dare risposte concrete alle famiglie e alle imprese di questa regione. Del resto, che anche il comparto complessivo della sanità regionale debba necessariamente trovare una sua migliore razionalizzazione si evince anche dal fatto che ciò che nell’assestamento viene indicato come spesa di investimento tesa a incrementare attività economiche del territorio per ben 17 milioni di euro oltre i 60 che abbiamo già visto, riguardano ristrutturazioni, acquisto, completamento di strutture e tecnologie a destinazione sanitaria. Altri 23,5 milioni di euro annunciati come sostegno alle attività economiche sono in realtà opere pubbliche che la relazione di accompagnamento si affanna a collegare, senza dare alcuna spiegazione e alcun riscontro, anche a interventi in campo turistico e ambientale ma che in realtà non garantiscono in alcun modo di essere trasferiti sull’economia reale di questa regione.
Questa mia considerazione trova pieno conforto nelle critiche espresse dal tavolo regionale dell’imprenditoria in occasione dell’udienza conoscitiva che affermava: "Nella manovra di assestamento non troviamo nemmeno un euro destinato a finanziare misure volte a sostenere lo sviluppo economico e a favorire la crescita delle imprese". In un primo tempo infatti nulla era stato previsto per i consorzi fidi e per i bandi rivolti alle imprese e solo un provvidenziale quanto inaspettato regalo proveniente da vecchi residui giacenti presso il medio credito regionale ha consentito in extremis alla Giunta di destinare 18 milioni di euro in vario modo alle imprese.
Tale positiva circostanza impone però due riflessioni: la prima si riferisce al fatto che una somma importante come 18 milioni di euro non può apparire improvvisamente e inaspettatamente ma dovrebbe essere il frutto di una programmazione più accurata perché altrimenti anche noi Consiglieri facciamo veramente fatica a frustrare richieste anche minime provenienti dai più disparati settori di questa regione in ragione di un bilancio asfittico per i tagli del Governo e poi scoprire di avere 18 milioni di euro disponibili. La seconda mira a sensibilizzare la Giunta sul fatto che avendo con questo assestamento la possibilità di far fronte ad alcune richieste delle imprese oltre le possibilità inizialmente previste, può legittimamente tenersi fin da ora un bonus da giocare nel prossimo bilancio preventivo sempre nel settore delle imprese per i danni da queste subite per l’eccezionale nevicata in Valmarecchia e per le imprese turistiche che accederanno ai contratti di rete previsti nel distretto turistico della riviera dell’Emilia-Romagna di recente istituzione.
Anche in questa occasione, una valutazione a parte merita la politica regionale in tema di piano telematico, di adeguamento del sistema normativo, di accesso veloce a internet, per cui anche in questo assestamento vengono stanziati 2,7 milioni di euro. Come pare essere avvenuto per i finanziamenti extra-LEA alla sanità, vorrei suggerire alle forze sociali e alle associazioni di categoria di sostenerci in un’opera di analisi e valutazione dei risultati delle politiche regionali in questi settori, anche alla luce delle ingentissime risorse investite negli ultimi sette - otto anni. In un recente convegno, la stessa Giunta ha parlato di 128 milioni di euro investiti in questi ultimi anni per garantire il diritto di accesso alla rete a banda larga senza peraltro essere arrivati a una copertura totale del territorio regionale, ma a tali somme vanno aggiunte altre centinaia di milioni di euro spesi negli anni per implementazione del sistema informativo per poi scoprire che la piattaforma per la centrale di acquisto è ancora arretrata e che i sistemi informativi delle ASL non comunicano con la Regione. Oggi parliamo solo di 2,7 milioni di euro ma potremmo partire da qui per una radicale opera di revisione dei costi e dei benefici di queste costosissime politiche.
Credo infine vada enfatizzato che anche in questo assestamento riusciamo a risparmiare qualcosa come Assemblea destinando tali risparmi (circa 100 mila euro) all’integrazione dei capitoli di bilancio per gli interventi di promozione e sviluppo dei processi partecipativi dei cittadini, associazioni o comitati. Per ciò che attiene alla legge finanziaria abbinata all’assestamento, a parte i piccoli aggiustamenti e le riallocazioni interne ai singoli capitoli, vale la pena evidenziare alcune cose che ci sono e altre che non ci sono.
Tra le cose positive va annoverata sicuramente una modifica della legge regionale n. 21/12 in tema di riordino territoriale in quanto vengono introdotte novità sollecitate dal dibattito in corso e dai confronti emersi nei vari territori mentre tra le cose che mancano in questo provvedimento vi è certamente la mancanza assoluta di considerazione per il distretto turistico dell’Emilia-Romagna che pare nascere senza alcuna dotazione economica da parte del bilancio regionale. Siccome io penso il distretto turistico potrà essere un importante volano per il rilancio del nostro turismo e quindi della nostra economia regionale, anche l’assestamento di cui stiamo discutendo poteva tener in maggior conto questa realtà e spero che il Presidente Errani accolga questa mie sollecitazioni almeno nel prossimo bilancio preventivo. Forse l’assestamento di bilancio non è l’occasione giusta per ripensare all’intera azione finanziaria della Regione ma siccome il mondo oggi ci ha abituato a ragionare in base a repentini cambiamenti che spesso la realtà ci pone, una riflessione più complessiva va fatta.
È evidente che in un certo momento, anche alla luce di eventi assolutamente censurabili, il Governo Monti un po’ per convinzione e un po’ per pressione mediatica ha portato avanti operazioni istituzionali e di finanza pubblica al limite e a volte oltre il dettato costituzionale. Tali operazioni avevano rimesso in discussione dieci anni di politiche regionali successive alla riforma del Titolo Quinto e oggi in un clima leggermente più sereno siamo di fronte a un bivio: accettare il ridimensionamento dell’istituzione Regione fino a un anno fa posta dalla Costituzione sullo stesso piano del Parlamento, oppure riaffermare la sua centralità nella costruzione della Repubblica. Questo percorso - mi rivolgo al Presidente Errani - non passa solo per i tavoli istituzionali ma anche per la nostra autonoma possibilità di spesa e sulla qualità della stessa dimostrando così nei fatti la capacità della Regione di incidere sulla vita dei cittadini, delle famiglie e delle imprese. Non vogliamo si parli di noi solo per finanziamenti alle sagre di paese o ai corsi di formazione astrusi e improbabili, né per i fondi destinati a velleitarie missioni all’estero o ad aiuti umanitari discutibili e orientati politicamente, ma vogliamo essere ricordati per gli ingenti fondi con cui contribuiamo agli ammortizzatori sociali per il sostegno che assicuriamo alle imprese e per l’aiuto che attraverso una sanità efficiente e di un welfare efficace e moderno diamo alle famiglie.
Ecco perché già con l’assestamento andavano dati dei segnali di novità e di fantasia che viceversa vediamo del tutto assenti in questo provvedimento che per la prima volta registra anche le critiche pesanti di parti importanti della società civile emiliano-romagnola. Potremo fare meglio, Presidente Errani, Vicepresidente Saliera, con il bilancio di previsione a patto che rispetto a tali incombenze si accetti anche di confrontarsi con le nostre sollecitazioni che possono dare una visione diversa e più originale del bilancio senza snaturare l’impostazione di chi legittimamente rappresenta la maggioranza che ha vinto le scorse elezioni regionali ma sottraendolo semplicemente a quella pericolosa routine che non permette di sfruttare al meglio le ridotte, ma pur sempre importanti, risorse finanziarie di cui ancora oggi disponiamo.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Lombardi.
Ringrazio i due relatori perché oltretutto hanno mantenuto anche i loro interventi in un tempo inferiore.
Passiamo a questo punto al dibattito generale. Voi sapete che il dibattito generale è unico sui due testi.
Ha chiesto di parlare il consigliere Manfredini. Ne ha facoltà.
Ricordo che la Lega Nord complessivamente ha per tutti gli interventi 28 minuti.
MANFREDINI: Grazie, presidente. Signor Presidente, signori Assessori e signori colleghi, di proposte di assestamento di bilancio ormai ne ho viste varie e ritengo che questa oggi in discussione sia in ordine di tempo l’ennesima che elargisce finanziamenti in corso d’anno ai soliti noti, aggiustamenti di leggi regionali che con la finanziaria c’entrano come i cavoli a merenda, più alcuni tentativi di far passare, nella distrazione del clima estivo, norme che altrimenti richiamerebbero considerazioni negative dell’opinione pubblica. Di bilancio in bilancio, di assestamento in assestamento, riscontro che il passare di questi giorni molti nodi strutturali vengono al pettine e non trovano adeguate soluzioni né da parte dello Stato né da parte di chi governa questa Regione.
Si lamenta il centralismo statale, tant’è che il relatore di maggioranza lo cita tra i punti più negativi della propria relazione. Ebbene, la Lega Nord si è sempre battuta per poter realizzare il federalismo trovando ostacoli da tutte le forze politiche anche quando si è trattato di adottare provvedimenti che andassero in quella direzione, di concedere cioè maggiore autonomia ai territori. Se tanti, soprattutto nel centrosinistra, hanno boicottato questa direzione, non si venga a piangere per uno Stato centralista che da Roma pretende di centellinare al nord risorse finanziarie che lo stesso nord produce.
Ritengo ben poco oggettivo che si riportino i dati negativi nazionali (PIL meno 2,4 per cento, calo di investimenti meno 8 per cento, cali dei consumi meno 5 per cento) senza tener conto di quello che accade specificamente in questa regione e in quelle del nord, affannate oltre misura poiché sono chiamate a farsi carico anche di una parte di Italia che in gran parte vive di rendita e non solo. Ritengo anche una beffa leggere che il servizio sanitario regionale abbia chiuso il bilancio precedente in pareggio dato che tale bilancio è sistematicamente stato ripianato con fondi regionali che avrebbero potuto avere un’altra destinazione, anche più produttiva e destinata ad altri settori.
Prendiamo atto oggi che al sistema sanitario andranno altri 60 milioni di euro in corso d’anno. Va bene tutelare la salute dei cittadini, va bene mantenere i livelli essenziali dei servizi, tuttavia dobbiamo cominciare a renderci conto che il servizio sanitario, così come lo impostiamo oggi, indiscriminatamente aperto a tutti coloro che sono di passaggio in questa regione, non può reggere. È questo un altro nodo cruciale che sta venendo al pettine, di cui non vedo alcuna traccia per risolverlo.
La Lega Nord lo denuncia da tempo, la Regione Emilia-Romagna è specchietto di allodole per attirare in gran parte coloro che vogliono usufruire di una sanità che non pagano e che non contribuiscono a pagare, andando contro qualsiasi principio di equità e di giustizia. Se i conti non tornano è ormai consolidato che ci pensi il bilancio regionale. Oltretutto è capitato recentemente che una cittadina italiana, nata negli Stati Uniti da genitori italiani, venga a Modena a trovare i nonni e, dovendo ricorrere al servizio sanitario presso l’ospedale, le viene negata la prestazione nonostante avesse l’assicurazione fatta dai genitori in America. Ma scherziamo?
Altri nodi al pettine sono le società partecipate, Lepida, innanzitutto, il mostro regionale - così lo chiamo io - che ha già divorato 130 milioni di euro investiti senza che sia stato ancora garantito il diritto di accesso alla rete a banda larga su tutto il territorio regionale né tantomeno la banda extralarga, che sarebbe fondamentale per poter garantire nei poli produttivi ed alle imprese, al fine di renderle adeguate per le esigenze dei traffici commerciali, per gli scambi informativi aziendali nazionali e internazionali. Montagne di soldi spesi, cinquanta persone assunte sulla fiducia, un consiglio di amministrazione che definire intimo è un eufemismo, in quanto composto da un membro che era anche direttore generale, gli altri componenti, guarda caso, provenienti tutti dallo stesso bacino universitario con cariche sovrapposte anche alla Fondazione Guglielmo Marconi, consueta beneficiaria di Lepida.
Su questi intrecci avevamo, come gruppo Lega Nord, presentato un’interrogazione alla Giunta per cercare di capire meglio il mostro Lepida, compresi gli incarichi di consulenza alla moglie del direttore generale della società che, come ho detto, era anche componente del Cda e direttore delle reti, ex assistente universitario dell’ex presidente. La gestione intima ci viene oggi confermata con la nomina a Presidente della società della moglie del direttore del Comune di Bologna, nonché braccio destro di Merola. Quel mostro di Lepida continua a bruciare oltre 3 milioni di euro all’anno per costo del personale, oltre a incarichi e consulenze gestiti interamente fuori dai riflettori dell’Assemblea legislativa. Dulcis in fundo due stuzzicanti novità che la riguardano. La prima è che stato recentemente modificato lo statuto di Lepida. Con tale modifica, si attribuisce agli amministratori la facoltà di decidere fusioni di società possedute, cioè senza che nessuno sappia quali siano le reali intenzioni della Giunta regionale su questa partecipata. La seconda è un subdolo articolo 18 inserito di straforo nell’assestamento della legge finanziaria. La Giunta si arroga di poter decidere autonomamente su tutte le società partecipate senza alcun coinvolgimento delle minoranze e stanzia contestualmente 400 mila euro per manovre di cui non si conosce nessun criterio e indirizzo. Un vero blitz per tenersi le mani libere e continuare a gestire in modo casalingo le società figlie, pur sempre mantenute a spese dei soldi dei cittadini.
Su questo punto presentiamo emendamenti, l’1 e il 2, perché riteniamo che le operazioni sulle società partecipate debbano necessariamente coinvolgere la minoranza, per una battaglia di trasparenza legittima e dovuta.
Ci aspettiamo di più per le imprese, oberate da burocrazia, private di finanziamenti e garanzie necessarie per poter intraprendere le attività. Leggiamo l’ennesimo assegno staccato, di ben 380 mila euro, per la cartografia regionale, 1 milione di euro per finanziare le attività di miglioramento genetico, 1 milione 660 mila euro per il passaggio del cinema al digitale.
Questo assestamento poteva essere occasione,visto che nella legge ci avete infilato norme che con il bilancio non hanno molto a che fare, per introdurre semplificazioni della legislazione regionale su ricostruzione delle zone terremotate. Denuncio continuamente i ritardi, gli intoppi, i dinieghi che devono subire i cittadini del modenese e del ferrarese. Ho sentito in quest’Aula il mea culpa del Presidente Errani, che ha riconosciuto effettivamente che la burocrazia schiaccia e intoppa. Allora perché - chiedo io - alle parole non sono seguiti i fatti e non sono state sbloccate procedure inaffrontabili per poter chiedere e ottenere aiuti che altrove, in Italia, sono stati concessi?
Ho letto attentamente la relazione del Presidente, dei colleghi relatori, ringrazio il collega relatore di minoranza di quest’Aula, e mi riferisco alla sua segnalazione sulla diminuzione dei residui attivi e passivi, dati che oggettivamente denotano una migliore capacità di riscossione e pagamento della macchina burocratica regionale. Ma tanto resta ancora da fare e da migliorare, occorre soprattutto un’impostazione diversa, più moderna e semplificata, che ancora, dopo tanti anni di promesse, continuo a non vedere. Grazie.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Manfredini.
Ha chiesto di parlare il consigliere Alessandrini. Ne ha facoltà.
Ricordo che il Partito Democratico ha 85 minuti per tutti gli interventi.
ALESSANDRINI: Grazie, presidente. È il secondo anno che in occasione del bilancio di assestamento noi possiamo riallocare un monte risorse obiettivamente limitato. Lo sapevamo anche a dicembre 2012, quando abbiamo approvato il previsionale 2013, che si sarebbe verificata una situazione di questo genere. Le gravi difficoltà per l’economia, le imprese, le famiglie, le autonomie locali stesse, Regioni comprese, anche per la diminuzione delle risorse finanziarie disponibili palesate a fine del 2012, oggi risultano purtroppo anche più gravi.
Allora si prevedeva un PIL con proiezione alla fine dell’anno del meno 1,1 per cento e adesso stiamo parlando del meno 1,9 - 2 per cento, la disoccupazione viaggia verso il 13 per cento, con il dramma di quella giovanile e negli ultimi cinque anni abbiamo perso il 20 per cento degli investimenti delle imprese e siamo sotto al minimo che abbiamo toccato nel 1994.
Quando abbiamo approvato il bilancio di previsione 2013, se ricordate, era appena uscito il rapporto del Censis. Quel rapporto metteva in risalto la rabbia come il sentimento più diffuso da parte dei cittadini italiani e diceva che era molto difficile capire come avrebbe potuto evolvere quel sentimento aggiungendo però che avrebbe potuto creare anche derive populistiche regressive di ogni genere e in realtà, se analizziamo le cose come sono andate, a partire ad esempio dalle elezioni politiche del febbraio scorso, credo che questa sia una conferma molto evidente.
Oggi è ancor più chiaro che a quel sentimento noi non riusciremo a dare delle risposte solo attraverso i vincoli dettati dall’austerità e dal rigore dei conti, e a questo riguardo credo che faccia bene il Governo Letta ad andare in Europa con la schiena dritta per provare a portare a casa maggiori risorse, soprattutto per i giovani, e anche risultati dalla fuoriuscita dalla procedura di infrazione per eccesso di debito e poterli quindi reinvestire nella crescita e nello sviluppo. Ma questo adesso non basta perché la partita più importante per accelerare la ripresa è indubbiamente legata agli investimenti, e anche qui purtroppo c’è una prima contraddizione perché se guardiamo al bilancio che l’Unione europea ha approvato, è un bilancio che conta su un monte risorse che è inferiore rispetto a quello dell’anno precedente, ma ancora più importante credo sia l’estrazione dai vincoli di bilancio, per i paesi virtuosi, di determinati investimenti e questa forse è la partita vera che dobbiamo provare a giocare e vincere con decisione nei prossimi mesi.
Il collega Luciano Vecchi, parlando di economia regionale, ha assegnato al credito e all’evoluzione della crisi del sistema bancario un ruolo importante per la ripresa nel 2014. Io ovviamente sono pienamente d’accordo con questa affermazione fatta da Luciano Vecchi e non possiamo più assolutamente perdere nemmeno un’impresa che abbia un portafoglio ordini a posto e prodotti di qualità, solo perché le viene a mancare la liquidità. Non possiamo permettercelo questo e spesso peraltro questo accade perché non si riesce a riscuotere in tempi ragionevoli i crediti o perché si incappa negli insoluti.
Da questo punto di vista credo che oltre al mantenimento dell’impegno diretto, come Regione Emilia-Romagna, per sostenere i confidi, dobbiamo diventare un punto di riferimento per un’azione nazionale forte che coinvolga prima di tutto lo Stato, quindi il Governo, il fondo centrale di garanzia, che coinvolga Unioncamere nazionale e attraverso il Governo che si coinvolgano le principali istituzioni finanziare europee, a partire dalla BEI (Banca degli investimenti) ma in particolare la Banca Centrale Europea affinché una parte di risorse che vengono messe a disposizione delle banche italiane sia vincolata al credito alle micro, piccole e medie imprese perché è lì che sta il problema più grosso. Io dopodomani o comunque nei prossimi giorni, tutt’al più alla ripresa dei lavori dopo la pausa, auspico che l’Assemblea approvi unanimemente una risoluzione su questi temi che è già stata presentata e che è all’ordine del giorno.
Al collega Lombardi, quando dice che in questa Regione è venuto a mancare l’indirizzo politico che indichi con precisione le priorità e le scelte, vorrei dire, sempre con molto rispetto, che sbaglia. Io so che le sue affermazioni sono sempre precedute da approfondimenti e che sono sicuramente affermazioni che scrive sempre in buonafede, però in questo caso credo obiettivamente che sia in errore.
Il bilancio, sia quello di previsione sia quello di assestamento, è evidentemente un momento fondamentale perché fa il punto sull’attuazione del programma di mandato declinandolo per anno. Le politiche della Giunta, ma anche quelle dell’Assemblea, almeno nell’accezione della sua maggioranza, sono guidate da precisi punti di riferimento e credo che le due cose fondamentali possano essere individuate chiaramente nel piano territoriale regionale e nel patto per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva come volutamente l’abbiamo chiamato perché questo richiama ad altri strumenti ugualmente importanti a partire dal piano energetico, dal programma regionale per le attività produttive, la ricerca industriale e il trasferimento tecnologico, il piano straordinario per i giovani, il piano telematico, le leggi più importanti sulla semplificazione, sulla legalità, sul riordino istituzionale ma solo per citarne alcune perché l’elenco sarebbe molto lungo.
Va da sé che il terremoto, che ha sconvolto una parte molto importante della nostra regione, ha assunto la priorità assoluta del nostro agire e non poteva che essere così. Non mi pare però che manchi l’indirizzo politico.
Io sui numeri dell’assestamento faccio pochissime considerazioni veloci. Entrambi i relatori, che ho ascoltato con attenzione, hanno fatto conoscere all’Assemblea un sintetico resoconto dell’udienza conoscitiva. La relazione di minoranza del consigliere Lombardi ha calcato un po’ la mano su questo problema dei 60 milioni destinati alla sanità e, prendendo a riferimento la posizione di Confindustria e del tavolo regionale per l’imprenditoria, ribadisce l’eccessiva disinvoltura con cui la Regione sottrae risorse ad altri settori per destinarli alla sanità. Io credo che in questo caso prima di tutto sarebbe stato giusto credo stigmatizzare i tagli nazionali del passato in questo settore visto che per quanto riguarda la sanità l’Italia impegna il 7,36 per cento del suo PIL spendendo meno risorse pubbliche dei paesi come la Francia e la Germania che hanno un sistema sanitario simile al nostro. Fortunatamente dal 2014 non scatteranno più i nuovi ticket. Penso che sia confermato perché l’abbiamo visto dalle dichiarazioni che ha fatto il Presidente della Conferenza delle Regioni, il nostro Presidente Vasco Errani.
È certamente giusto, come dice il consigliere Lombardi, parlare anche di razionalizzazione, però anche su questo non stiamo con le mani in mano. Lombardi sa ad esempio cosa stiamo facendo in Romagna, un’unica grande ASL romagnola per difendere i livelli di eccellenza e di qualità della nostra sanità e anche per risparmiare dei costi, soprattutto quelli amministrativi e di supporto ai servizi sanitari per non incidere sui servizi che vanno ai cittadini ma per incidere su tutto il resto. Su questo siccome i temi sono difficili da affrontare e molto delicati perché suscitano i sentimenti più profondi delle persone, credo che ci voglia molta serietà e coerenza. Io vedo quello che accade in Emilia ad esempio, quando si tratta di dare corso alla centrale operativa unica tra Piacenza, Parma e Reggio, troviamo che i contrari sono le forze che oggi rappresentano la minoranza in questa Assemblea ma anche quando discutiamo dell’ASL unica in Romagna sono i partiti di minoranza che si esprimono contro, quindi non è che possiamo predicare bene e non razzolare coerentemente perché, ripeto, gli sforzi bisogna farli ma bisogna anche cercare di sostenerli.
Concludo facendo solo un cenno alle risorse per il sostegno alle attività economiche e per lo sviluppo. Intanto io non liquiderei con una battuta la storia dei 23 milioni 500 mila euro del documento unico di programmazione che sarebbero di fatto solo opere pubbliche. Certo, però i 23 milioni 500 mila euro sono il cofinanziamento del DUP e, come richiamava giustamente Luciano Vecchi, sono appena probabilmente un terzo delle opere che presumibilmente verranno realizzate per cui mi vien da dire che ce ne fossero perché queste opere rappresentano vere boccate di ossigeno per l’economia e lo sviluppo, senza dire che sono opere che vanno ad affrontare cose ben più importanti come il tema dei tecnopoli. È vero, sugli interventi più diretti per sostenere lo sviluppo e per favorire la crescita delle imprese ci siamo salvati un po’ in calcio d’angolo perché il medio credito centrale ci restituirà risorse pari a 18 milioni di euro per economie registrate sulle gestioni precedenti che però noi, quando abbiamo avuto questa certezza, abbiamo immediatamente deciso di direzionarle in toto verso i temi dello sviluppo. In questo modo coerentemente dando seguito pienamente alle giuste richieste delle rappresentanze del mondo produttivo nell’ambito dell’udienza, e non solo, mettendo a disposizione delle risorse per i confidi, per le garanzie e le cogaranzie, per la ricerca, l’innovazione e la crescita, utilizzando i bandi in essere che abbiamo in corso per spendere più velocemente possibile queste risorse ed il fondo rotativo, senza peraltro dimenticare un ulteriore intervento sull’agricoltura attraverso il programma di sviluppo rurale. Io credo che per tutte queste ragioni si possa guardare questo assestamento, anche se abbiamo detto all’inizio che il monte delle risorse da riallocare è tutto sommato abbastanza modesto, in modo positivo e che si sia lavorato bene come Giunta e come Commissione, per cui sono nelle condizioni di approvare questo assestamento di bilancio 2013 in modo più che convinto. Grazie.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Alessandrini.
Ha chiesto di parlare il consigliere Sconciaforni. Ne ha facoltà.
Ricordo che ha 22 minuti complessivi a sua disposizione.
SCONCIAFORNI: Grazie, presidente. Io approfitto di questa discussione per introdurre alcuni elementi di valutazione politica che a me paiono assolutamente essenziali per inquadrare anche i nostri ragionamenti e credo e ringrazio il relatore Vecchi Luciano perché nella sua relazione molto onestamente ha spiegato bene che quando parliamo del bilancio della Regione Emilia-Romagna anche nei termini di una variazione, come stiamo facendo in questa sede, questa discussione non può essere una discussione di tipo tecnicista e aritmetica, cioè dove si tolgono un po’ di soldi per metterli in qualche altra voce, né una discussione localista, cioè che attiene alle risorse della nostra Regione come se fosse avulsa da un contesto nazionale e internazionale.
Io credo che molto onestamente il consigliere Vecchi abbia spiegato che anche questa nostra discussione deve essere inserita nel quadro economico ed evidentemente politico nel quale versa il nostro Paese. Basta un dato, cioè che la stragrande maggioranza delle risorse che noi spendiamo come Regione ci arriva da trasferimenti dal Governo centrale. Solo questa considerazione dimostra che quando ragioniamo anche di dove mettere i 20 - 30 milioni che ci avanzano rispetto al preventivo che avevamo fatto agli inizi di quest’anno dobbiamo tenere conto che stiamo ragionando di un quadro di continue riduzioni dei trasferimenti alle Regioni e agli enti locali. Nel momento in cui dobbiamo inquadrare la discussione che stiamo qui facendo sul nostro bilancio rispetto al quadro economico e politico nazionale, alcune considerazioni le voglio con grande chiarezza perché è evidente che parliamo anche del Governo centrale che abbiamo e delle politiche che sta facendo.
Devo essere sincero che quando sento ancora da questi banchi dire che il Governo con la schiena dritta va in Europa, detta la linea e pretende condizioni, francamente mi viene da sorridere perché come dimostra l’affare della moglie del dissidente kazako, questo Paese di schiene dritte e di rispetto del diritto internazionale non sa neanche ormai più che cosa vuol dire perché siamo sbeffeggiati e trattati come se fossimo una "Repubblica delle banane". Ma non è questo l’oggetto dell’intervento e della discussione che voglio fare.
Tutti gli interventi che mi hanno preceduto giustamente hanno sottolineato come noi stiamo ancora all’interno di un profondo quadro di crisi economica. È vero che - l’ho sentito citare anche qua - c’è chi dice che si intravede la luce, l’uscita, il prossimo anno pare che si riprenderà la crescita delle attività, i valori subiranno una controtendenza, ma negli ultimi due - tre anni credo sia la quarta - quinta volta che sento fare, non solo in questa sede ma in ben più importanti e responsabili sedi, questo tipo di ragionamenti, del tipo che tra sei mesi si vede l’uscita, che tra otto mesi ci sarà una piccola ripresa, tra un anno le cose cominceranno a cambiare. In realtà nessuno ha la più pallida idea di quando questa crisi finirà. Non c’è alcuna analisi seria e scientifica che possa attestare quando si uscirà da questa crisi.
Quello che si può fare sono considerazioni politiche perché noi non siamo all’interno di una catastrofe naturale, come è ovvio, non siamo all’interno di una maledizione divina, ma ci troviamo all’interno di questa crisi perché questa crisi è la conseguenza di determinate scelte che sono state fatte e che continuano a essere fatte e che sono evidentemente fortemente intrecciate alla crisi che continuiamo a vivere.
Quando si parla di questa crisi sovviene sempre l’associazione col termine di austerity, come a dire che noi ci troviamo in questa crisi perché non ancora ci stiamo approcciando con la serietà o l’impegno sufficiente rispetto alle politiche di austerity, che tradotto significa politiche di tagli, cioè bisogna tagliare il debito pubblico e per tagliare il debito pubblico allora si taglia la spesa sociale e quindi nell’ambito della spesa sociale si tagliano con la mannaia ad esempio i trasferimenti agli enti locali, comprese le Regioni, e da qui i dati che sottolineava il relatore che esclusa la spesa sanitaria, negli ultimi anni questa Regione ha ricevuto 8 miliardi in meno rispetto ai fondi che riceveva originariamente.
Questo è il quadro all’interno del quale stiamo operando, quindi continuano queste politiche di austerity, cioè di tagli, cioè che il problema è un debito pubblico troppo alto per affrontare il quale bisogna tagliare. Questa era la religione del Governo Monti e questa è la religione del Governo Letta, ed è questo il primo punto politico che bisogna ammettere con chiarezza e franchezza, ossia che questo Governo rispetto al problema centrale di come provare a uscire dalla crisi non sta introducendo alcuna significativa seria e incisiva modifica delle politiche portate avanti in quest’anni a partire dai precedenti Governi Berlusconi fino al Governo Monti e fino ad ora al Governo Letta.
C’è una sostanziale continuità tra questi Governi nel portare avanti politiche che in nome della lotta al debito pubblico stanno smantellando lo stato sociale, stanno impoverendo la gente e stanno diminuendo fortemente la domanda perché la causa principale di questa crisi è il fatto che la domanda sta precipitando, la gente non spende non perché avara ma perché non ci sono più risorse, non ci sono soldi, la disoccupazione, la cassa integrazione, la mobilità, i tagli allo stato sociale, le privatizzazioni, l’aumento delle tariffe, l’aumento della tasse stanno portando letteralmente a un impoverimento di massa come non si vedeva dagli anni Settanta nel nostro Paese e, quindi, non spendendo le famiglie, i cittadini e i lavoratori ovviamente le imprese calano brutalmente i loro investimenti, le banche preoccupate di non vedersi rientrare i propri fondi tagliano brutalmente ogni forma di investimento, non ci sono soldi che circolano, quindi precipita la produzione, espulsione di nuova forza lavoro dai cicli produttivi, aumento della disoccupazione e ripresa quindi del ciclo della diminuzione della domanda con tutto quello che consegue.
Una spirale mortale che è la stessa che stiamo affrontando tutte le volte che parliamo di bilanci perché è la stessa all’interno della quale ci muoviamo ormai da anni. Sono le stesse politiche economiche, cosiddette rigoriste, di austerity che stanno caratterizzando il nostro sistema ed è all’interno di queste politiche che anche noi ci stiamo dibattendo sempre peggio perché pur riconoscendo la buona volontà, anche politica, della Giunta regionale nel cercare di destinare le poche risorse che ci sono rispetto al mantenimento di servizi fondamentali come quello della sanità, rispetto al quale destiniamo la maggioranza dell’avanzo di cui stiamo parlando e poco altro, ad esempio nel cercare di combattere il dissesto idrogeologico nel nostro territorio, anche questo riconoscimento positivo va inquadrato nel fatto che anche nella nostra regione, essendoci sempre meno fondi dai trasferimenti dal Governo centrale, stiamo gestendo in realtà tagli che stanno già colpendo pesantemente il nostro sistema sanitario e che nei prossimi anni lo colpiranno sempre di più. Questa è la logica all’interno della quale ci stiamo dibattendo e non ce la facciamo a uscirne ovviamente. Si tratta solo di gestire il meno peggio, meglio possibile i continui tagli e le continue poche risorse che riceviamo.
Ma in questa logica noi non usciremo mai dalla crisi né tantomeno con le grandi idee che ci propone il PDL, PD e PDL accumunati peraltro dal sostegno allo stesso Governo nazionale e alle stesse politiche nazionali che questo Governo sta portando avanti, perché non mi si dica che c’è poco per tutti e che tutti dobbiamo stringere la cinghia. Questa è un’emerita sciocchezza perché soldi ce ne sono in giro, ci sono grandi ricchezze accumulate in giro nel nostro Paese. Un giorno sì e un giorno no - ce lo ricordano la Guardia di Finanza, il Ministero del Tesoro e l’ISTAT - basta andare a fare qualche controllo e appaiono patrimoni giganteschi. Centinaia di miliardi sono l’ammontare dell’evasione fiscale che viene accertata e quella che poi viene recuperata è assolutamente ridicola rispetto al complesso.
Senza fare parlare di evasione, basta pensare a una spesa che c’è e che viene fatta, cioè quella degli F35 per i quali sono stati stanziati 14 miliardi di euro, e sono solo le spese relative agli acquisti e poi ci sono tutte le altre spese relative alla manutenzione e tutte le spese complessive dell’apparato militare. Siamo il quarto Paese al mondo come spesa militare, quindi una quantità enorme di fondi destinate a queste spese che tuttavia si sottraggono bellamente alla logica dell’austerity, alla logica dei tagli. I tagli devono colpire lo stato sociale, i salari e le pensioni dei cittadini ma non devono colpire ad esempio le spese militari e questi patrimoni enormi destinati alle spese militari non vengono sostanzialmente intaccate come a dire quindi che anche nella crisi non è vero che siamo tutti sulla stessa barca, perché è una sciocchezza clamorosa. C’è chi si arricchisce in continuazione - Marchionne docet e tutta la classe a cui lui appartiene - e ci sono voci di spesa che non vengono sostanzialmente intaccate come quelle militari in ossequio a trattati militari fatti con gli Stati Uniti, a proposito di Paese con la schiena dritta, che infatti si vede come si fa rispettare anche da questo punto di vista.
A me pare chiaro ed è evidente il quadro economico e politico all’interno del quale ci stiamo dibattendo. È sbagliata la ricetta per provare a uscire da questa crisi. Non si esce da questa crisi con i tagli, non si esce da questa crisi con l’austerity, non si esce da questa crisi attraverso questo forsennato attacco al debito pubblico che tradotto significa forsennato attacco allo stato sociale, non si esce dalla crisi in questo modo. Come hanno avuto modo di dire anche premi Nobel dell’economia, con questo tipo di politiche cosiddette del rigore e dell’austerity non si cura il malato ma lo si uccide definitivamente. Questa è la logica nella quale ci dibattiamo e ben altra logica ci vorrebbe, una logica fatta di ripresa degli investimenti pubblici, di ripresa della spesa pubblica, di rilancio dello stato sociale, certo, intelligente che non avvalli sprechi, sperperi o ruberie - è ovvio - ma una ripresa di una politica che faccia degli investimenti pubblici il suo perno.
Questa è una strategia utile per provare a uscire dalla crisi e un'altra è quella di mettere sotto un maggiore controllo il sistema bancario. Non è possibile avere un sistema bancario totalmente autonomo da quelle che sono le scelte di politica economica che dovrebbe portare avanti un Governo. Non è possibile assistere alle banche che hanno beneficiato di stanziamenti europei e anche dei vari Governi quali appartengono - non ultimo l’Italia con il caso del Monte dei Paschi - e non è possibile assistere a un sistema bancario che a livello europeo ha beneficiato di centinaia di miliardi e centinaia di milioni di euro a livello italiano e che questi soldi non li stanzia assolutamente verso gli investimenti e verso i prestiti alle attività produttive, soprattutto delle piccole e medie aziende. Se li tengono in cassa o ancora meglio li vanno a investire in speculazione mobiliare per avere comunque i loro rendimenti certi. Così il sistema bancario e finanziario italiano ed europeo gestisce l’enorme patrimonio che ha nelle proprie casseforti.
Anche questa è una situazione assurda, peraltro unica. Altri Paesi come gli Stati Uniti, cioè l’esempio del liberismo mondiale, hanno una legislazione sulle banche molto più attenta e a volte anche limitante di quelle che dovrebbero essere le competenze di un sistema bancario con norme di tutela e di controllo maggiore di quelle che sono presenti in Europa e in Italia, tutte ben schiacciate dalla cappa del cosiddetto rigore e delle cosiddette politiche dell’austerity. Se non si inverte questa tendenza a livello nazionale, se non si dà una nuova linea guida alle politiche economiche del nostro Paese mettendo al centro gli investimenti pubblici, il rilancio degli investimenti pubblici e il rilancio della spesa sociale, noi da questa crisi non ne usciremo mai.
Per contro, la nostra Regione dovrebbe muoversi in questa direzione. Anche per quanto limitati e tagliati, anche quei pochi soldi dobbiamo cominciare a spenderli secondo una logica di indirizzo diversa o, meglio, più attenta di quanto non abbiamo fatto in passato rispetto a certi valori. Si parla giustamente di finanziamento e di sostegno alle imprese, però tra i valori che noi dobbiamo cominciare a guardare, e in questo senso parlo anche all’Assessore alle Attività Produttive che ha in corso di gestazione una legge specifica sull’attrattività e sugli investimenti nella nostra regione, quando parliamo di sostegno alle imprese c’è anche quello dell’occupazione, cioè fissare dei parametri certi sul ritorno occupazionale degli investimenti che vengono fatti nella nostra regione. Certo, guardare alla qualità del lavoro, guardare che siano investimenti verso nuove fasce e settori con innovazione tecnologica ma guardare anche a parametri occupazionali, quale ritorno occupazionale hanno i prestiti e gli investimenti e gli incentivi che la nostra Regione fa al sistema delle imprese perché quello che noi dobbiamo contrastare con forza, se vogliamo provare a uscire dalla crisi, è proprio l’aumento della disoccupazione, l’aumento della cassa integrazione, l’aumento di persone che smettono di cercare lavoro perché hanno perso anche la speranza di trovarlo, perché è lì che è il nodo della crisi, dell’aumento della povertà e del fatto che la gente non ha più soldi da spendere e non spendendo l’economia non si rilancia e anzi si blocca sempre di più e si ferma. Quindi il contrasto della disoccupazione nella nostra regione deve diventare una priorità.
Quindi va bene spendere soldi per mantenere alta la qualità del nostro sistema sociale, a partire dalla sanità, ma rispetto agli investimenti fatti alle imprese ci vuole una cura e l’assunzione di un parametro nuovo occupazionale: bisogna creare posti di lavoro e mantenere quelli che si hanno. Questa Regione deve farsi protagonista del rilancio di una forma di contratto che alcune organizzazioni sindacali stanno cercando di introdurre nell’ambito delle crisi aziendali, che molto spesso le aziende non vogliono invece assumere, cioè i cosiddetti contratti di solidarietà che prevedono che se un’azienda si trova in difficoltà la risposta immediata non può essere l’espulsione di lavoratori sperando che ci sia qualche ammortizzatore sociale che gli dia un po’ di soldi per qualche mese. Questa dinamica deve finire, perché anche questo causa disoccupazione e quindi causa crisi e quindi aumento della povertà.
Bisogna introdurre modalità diverse anche nella gestione della crisi a livello occupazionale che consentono di bloccare l’espulsione di lavoratori dai processi produttivi. I contratti di solidarietà sono un modo per farlo. Non è che a un lavoratore non costa farlo proprio perché persone responsabili si rendono conto della crisi e si assumono le loro responsabilità nell’affrontarla, tant’è che in molte aziende questi contratti si stanno stringendo e quindi queste aziende non rispondono alla crisi attraverso i licenziamenti. Troppo spesso però questi tipi di accordi vengono lasciati alle sole parti sociali, alla bontà della parti sociali, in particolare della parte imprenditoriale che se a buon cuore fa questo contratto di solidarietà e non espelle forza lavoro. Le istituzioni e la Regione Emilia-Romagna in prima persona devono diventare protagoniste di uno stimolo affinché i contratti di solidarietà siano lo strumento base attraverso il quale si approccia e si affronta una crisi. Quindi anche gli incentivi che vengono dati al sistema delle imprese devono avere come parametro anche questo, cioè il fatto che non si licenzia nessuno, che si trovano strumenti, come il contratto di solidarietà, che consentono di affrontare una crisi senza espellere forza lavoro. Ognuno si assuma le sue responsabilità. Non possono pagare sempre i soliti, cioè i lavoratori.
Anche questo secondo me a livello regionale deve essere un terreno nuovo da affrontare e quando affronteremo quella discussione sulla legge sull’attrattività state sicuri che da parte nostra questo elemento verrà apposto con grande forza e con grande nettezza. Mi avvio alla conclusione ribadendo che pur riconoscendo gli sforzi che la Regione fa per cercare di arginare la regressione del sistema sociale e di protezione sociale che c’è qui in Emilia-Romagna, ad esempio destinando gran parte di questo avanzo al mantenimento del sistema sanitario - è sicuramente un concetto importante che va sottolineato - tuttavia quello che voglio sottolineare con altrettanta forza è che ci deve essere l’assoluta consapevolezza che questa cosa non è assolutamente sufficiente, che a stento argina una marea che ci sta ancora investendo e che ci investirà per i prossimi anni perché la crisi non è affatto in via di soluzione.
Quindi servono politiche diverse, serve un’impostazione economica e politica diversa per affrontare la crisi che butti a mare queste cosiddette politiche di austerity e di tagli, serve quindi che questo Governo nazionale, il Governo Letta, cambi completamente registro e le forze politiche che ne fanno parte si assumano la responsabilità di far cambiare rotta perché se non si cambia rotta a livello nazionale continueremo a barcamenarci in una situazione di tagli e di crisi che dovrà sempre più affrontare lo smantellamento anche del nostro sistema sociale.
Serve innovazione e serve nella gestione concreta della nostra situazione regionale dare priorità al mantenimento massimo dello stato sociale esistente ma anche a destinare i finanziamenti, gli incentivi e gli investimenti al mondo produttivo anche a un parametro nuovo, importante, ossia il mantenimento del livello occupazionale. Non si possono più perdere posti di lavoro nella nostra regione e la Regione Emilia-Romagna deve essere impegnata in prima persona a far sì che non ci siano espulsioni dai processi produttivi che stanno ormai dissanguando anche il lavoro nella nostra regione. Grazie.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Sconciaforni.
Lei ha esaurito il tempo che aveva il suo gruppo.
Ha chiesto di parlare il consigliere Naldi. Ne ha facoltà.
Ricordo che ha complessivamente 22 minuti.
NALDI: Grazie, presidente. Avverto il rischio di una certa ripetitività. Purtroppo la crisi ci ripropone gli stessi problemi e anche le politiche dei Governi che si succedono in Italia ci ripropongono le stesse misure. Io volevo dire che ho apprezzato la relazione del relatore Vecchi Luciano e anche molte parti di quella di minoranza del relatore Lombardi anche se devo dire che le ho trovate un po’ orfane dell’analisi delle responsabilità politiche. Come veniva detto da chi mi ha preceduto, nonché dai relatori, siamo totalmente immersi in una situazione di crisi nella quale non si vedono reali segni di fuoriuscita. Si parla di una piccola ripresa forse tra un anno ma già si dice che non sarà in grado di invertire i tassi di disoccupazione crescente, in particolar modo tra i giovani. In realtà le politiche di austerity e di rigore in Europa e in Italia hanno prodotto un aumento della miseria e delle disuguaglianze e quindi hanno alimentato un circolo vizioso che è quello dell’aumento delle disuguaglianze e della mancata capacità di potere scommettere sul proprio futuro, spendere quel po’ di soldi che si dovrebbe avere che è la prima causa della crisi.
In Italia le misure di rigore prima di Berlusconi e poi di Monti hanno assunto molto spesso perfino un carattere classista. Fino alle ultime battute della campagna elettorale, che continua ancora oggi: c’è il 38 per cento di disoccupazione giovanile e sono sei mesi che discutiamo se togliere l’IMU alle ville. Ci sono 450 miliardi di imposte accertate non riscosse, 150 miliardi annui di evasione ed è stata fatta una guerra giorno per giorno ad Equitalia fino a produrne praticamente la sostanziale paralisi in modo tale quindi che le tasse le continueranno a pagare i lavoratori dipendenti e i pensionati come le hanno sempre pagate continuando a peggiorare però i costi delle imprese, la competitività di esse e il potere di acquisto dei lavoratori. Ormai siamo tutti d’accordo nel dire - l’ha detto anche Lombardi - che non è col rigore che si esce dalla crisi ma io credo che ci sia un punto di più da acquisire nella discussione politica, cioè che con l’emarginazione economica e sociale di una parte crescente di popolazione si precipita sempre di più nella voragine della crisi sociale ed economica.
Ci sono responsabilità politiche in Europa per queste scelte? Sicuramente i Paesi del nord, che in dieci anni di Euro hanno avuto la capacità di utilizzare l’Euro per aumentare la competitività del loro sistema produttivo, non hanno alcun interesse ad aiutarci e a farci uscire dalla crisi, oppure non hanno alcun interesse immediato a fare questo, non hanno sufficiente visione per aiutarci a fare uscire da questa situazione ma ci sono responsabilità politiche italiane perché mentre quei Paesi aumentavano la competitività del loro sistema produttivo noi continuavano ad aumentare la rendita di posizione dei grandi patrimoni immobiliari, finanziari e tutte le rendite di questo Paese.
Quindi ci sono responsabilità politiche italiane e siamo al punto che anche in questa regione, come abbiamo visto, la crisi morde molto da vicino come nelle altre regioni del nostro Paese. Noi abbiamo ormai un dato che a mio parere stiamo sottovalutando: c’è un 7 - 8 per cento di popolazione di questa regione che non ha reddito o ha un reddito del tutto saltuario marginale che non gli consente di vivere. Vi sono nuovi dati che dicono di questo dato drammatico: stanno diminuendo le risorse per la spesa sociale, abbiamo famiglie che perdono la casa per incapacità di pagare l’affitto o il mutuo, la situazione della sanità vogliamo continuare a difenderla naturalmente perché siamo convinti che sia un’esperienza assolutamente positiva però è sempre più critica. Ieri ce lo hanno ricordato i lavoratori della sanità in sciopero che hanno detto che se non si inverte la tendenza non riescono più ad assicurare servizi decenti perché c’è una continua riduzione delle risorse per il sistema sanitario.
Tutte queste misure di tagli pesanti della spesa sociale in un Paese devastato dalla crisi provocano sempre di più sofferenza, incattivimento di una parte della popolazione, ma soprattutto disperazione, e un’insicurezza che alimenta la recessione, perché anche chi non è direttamente colpito in maniera drammatica dalla crisi ha sempre in famiglia qualcuno che sta veramente male e non riesce a vedere il futuro. C’è una responsabilità politica che non si può nascondere.
Qui dobbiamo parlarci chiaro, consigliere Vecchi Luciano, perché il PD insieme al PDL ha sostenuto Monti, ha sostenuto quelle politiche, sta sostenendo Letta insieme al PDL e le politiche a disposizione di un Governo PD - PDL difficilmente possono avere un segno di discontinuità con quelle degli ultimi dieci anni. Infatti non si può parlare di F35, di reddito di cittadinanza, di lotta all’evasione, perché le misure che sta prendendo Letta sono un ostacolo alla lotta all’evasione. Tutta la questione sul fatto che non è più pignorabile la prima casa fino ai castelli ci dice che diventa praticamente impossibile per l’Agenzia delle Entrate andare a riscuotere i soldi che deve avere. Questa è la vera sostanza.
Quindi questo Governo sta parlando solo di aggiustamenti dell’1 per cento da una parte e dell’1 per cento da un’altra, piccoli segnali politici da una parte e dell’altra che devono essere evidenziati nella comunicazione politica per cercare di tenere insieme il proprio stanco elettorato, ma non c’è nient’altro in questo Governo di compromesso che non riuscirà a risolvere credo nessun problema.
Noi siamo in questo contesto, lo sappiamo, questa Regione deve fare i conti con questo contesto, però, cari colleghi della maggioranza, cari colleghi del PD, veniamo ormai da due anni di governi contrassegnati dalla vostra presenza, quindi non possiamo far finta di niente, così come non possono far finta i colleghi del PDL che non possono improvvisamente scoprire che il liberismo è stata una trappola mortale per i popoli dell’Europa, perché era da tempo che questa cosa si poteva e si doveva vedere.
Il bilancio di questa Regione deve fare i conti con questa realtà e con questo contesto, dentro il quale le possibilità di manovra sono limitate - è stato ricordato con molta efficacia dal consigliere Lombardi, anche per le caratteristiche centralistiche del Governo Monti nonché per le ultime misure del Governo Berlusconi, e queste sono cose vere - per cui dobbiamo fare i conti con questa realtà.
Io in questa realtà trovo che vengono fatte delle scelte positive. Comincio con l’evidenziare quelle forse anche minori, alle quali forse non presterà attenzione quasi nessuno. Considero positivo dare un incentivo per la digitalizzazione delle sale cinematografiche, considero molto positivo aumentare il finanziamento a disposizione della legge sulla partecipazione che, come si vede, i Comuni e le comunità locali stanno utilizzando e vorrebbero utilizzare anche di più, considero molto positivo aumentare la disponibilità per contrastare l’emergenza abitativa.
Sono sicuramente cose positive e se parliamo invece di cose molto più consistenti dal punto di vista economico-finanziario, è sicuramente condivisibile il tentativo di difendere, per quanto possibile, il sistema sanitario, mettendoci non poche risorse perché si potrebbe anche giocare in maniera spudorata, evidenziare fino in fondo le responsabilità di chi ha prodotto i tagli sulla sanità, però questo vuol dire andare a incidere nel sangue vivo delle persone, quindi credo che non sarebbe un atteggiamento responsabile. Sono sicuramente condivisibili le scelte di investimento per sostenere il sistema produttivo e gli ammortizzatori in deroga, però il fatto che io ancora una volta mi accalori e metta in evidenza queste contraddizioni è dovuto al fatto che penso che stiamo mettendo delle pezze e non so fino a quando potremo continuare a metterle e con quale efficacia. Le tensioni sono evidenti, le sofferenze di una parte della popolazione sono evidenti, le sofferenze del sistema produttivo le abbiamo tutti i giorni sotto gli occhi, le contraddizioni sono reali: per questo credo che dobbiamo trovare anche la possibilità di ripensare a delle scelte di fondo ma anche delle piccole scelte.
Adesso arrivo anche a una parte necessariamente polemica: io non capisco perché non dobbiamo portare avanti una legge come quella sull’estrazione di materiali delle cave, perché questa legge giace da sei mesi in Commissione. È un progetto di legge della Giunta, sono qui da non molto tempo (tre anni), però non mi era mai capitato di vedere un progetto di legge della Giunta che sta fermo sei mesi in Commissione. Che interessi dobbiamo proteggere? Io credo che noi dobbiamo fare una legge, chiedo di aggiornare le tariffe, perché non possiamo continuare a regalare territorio e soldi ai cavatori. Allo stesso modo dobbiamo ragionare per quanto riguarda le acque minerali.
Poi penso che dobbiamo rivedere delle scelte. Non si può continuare a parlare di nuova economia, di nuovi paradigmi economici e poi nelle occasioni solenni le uniche cose vere che vengono messe in campo sono di nuovo investimenti per il sistema autostradale - credo che questa sia una cosa di cui bisogna finalmente liberarsi - e infine credo, anche se questa è una cosa che qui posso solo annunciare perché mi riservo poi di discuterne con il tempo necessario in occasione della legge del bilancio del prossimo anno, che dobbiamo dare una risposta a quei 280 mila cittadini dell’Emilia-Romagna che sono senza reddito. Io credo che questo stia diventando un problema fondamentale per la ripresa economica e per la tenuta sociale della nostra regione. Grazie.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Naldi.
Ha chiesto di parlare il consigliere Pollastri. Ne ha facoltà.
Le ricordo che complessivamente il suo gruppo ha 46 minuti.
POLLASTRI: Grazie, presidente. Ho letto attentamente le relazioni sia di maggioranza sia di minoranza dei colleghi relatori che hanno fotografato, pur da autorevoli osservatori diversi, il documento che oggi approda in Aula per la votazione. Documento peraltro sul quale vi era già stata una discussione serena e pacata nella competente Commissione referente e nella quale anche io avevo fatto alcune domande e richieste all’Assessore competente, alla Vicepresidente, su taluni aspetti che ritenevo meritevoli di approfondimento e di chiarimento. Questo bilancio prende - lo dico in premessa - le mosse da una situazione estremamente difficile in cui aumentano le richieste di spesa e diminuiscono i trasferimenti e, se non erro, anche il gettito delle imposte di cui la Regione beneficia nella parte entrante. Certamente quindi, colleghi Consiglieri e Assessore, in questo clima di ristrettezza non è facile far quadrare i conti ed è sotto un profilo oggettivo vero che diminuiscono le risorse dei privati per gli investimenti e aumenta il bisogno del sociale. Le imprese necessitano di incentivi per rimettersi in moto e per continuare nella produzione e i servizi pubblici abbisognano di ingenti somme per adeguare gli standard qualitativi che a oggi, peraltro in alcuni settori, ma bisognerebbe fare un’analisi dettagliata e puntuale, non sempre risultano adeguati.
Il problema, Assessore, allora non è solo quello inerente le risorse, e vi è anche una presenza, se non colgo male, di avanzo, ma sotto il profilo politico, non tanto economico - c’era una dottrina economica sulla redistribuzione delle risorse - di dove allochiamo le risorse, cioè dove, quelle che riusciamo a liberare, vengono destinate. Quindi qui inserisco il tema della riflessione della redistribuzione e quindi della scelta di dove inserire e allocare le risorse stesse. Ho ascoltato attentamente anche gli interventi del collega Sconciaforni e del collega Naldi che hanno posto dei temi importanti che ribaltano però molto il discorso su scelte non solo nazionali dei Governi nazionali, Governi un po’ anomali nella loro composizione per un sistema politico, signor Sottosegretario, che si doveva configurare nella Terza Repubblica non tanto come bipartitico ma come bipolare, cioè di due coalizioni che si fronteggiano e si dividono come in tutte le grandi democrazie, come in Inghilterra i laburisti e i conservatori, negli Stati Uniti i democratici e i repubblicani, questo in Italia non è avvenuto anche se gli elettori avrebbero voluto una chiarezza e quindi assunzione di responsabilità da parte dei due schieramenti. Questo è dovuto anche a una legge elettorale perché non esiste una legge elettorale perfetta ma ci sono leggi elettorali che devono, in rapporto con gli organi di Governo e le istituzioni, cercare di far funzionare le istituzioni stabilmente, a prescindere dalle coalizioni dei partiti che alla competizione elettorale si presentano.
Fatta questa digressione, Assessore, ritorno nel recinto e nel seminato del provvedimento che lei porta all’approvazione dell’Aula oggi. Il primo aspetto che ho evidenziato sui due aspetti fondamentali è quindi la struttura del bilancio e le scelte che legittimamente una Giunta che governa la Regione, legittimamente insediatasi dopo le elezioni, che fa. È su questo punto che l’opposizione può avere delle visioni diverse, pur riconoscendo, come ho detto in premessa del mio contributo, che non è facile districarsi in questi documenti contabili e in queste scelte. È vero, e questa è una cosa fondamentale, che la prima competenza copre la sanità, il socio-sanitario - se non ho letto male nella documentazione un 50 per cento riguarda la sanità - questa è una fondamentale competenza delle Regioni che però dovrebbe portare - lo abbiamo fatto in Commissione Sanità tante volte - a cercare un maggior coraggio e sforzo per ridurne i costi. Certamente questo non lo si può fare a discapito della qualità del servizio al cittadino ma vi sono dei risparmi che voi sottolineate anche in questo settore legati alla piattaforma degli acquisti - abbiamo avuto modo di confrontarci - e questo è un tema su cui dovete andare avanti un po’ più con decisione. Si parla di risparmi credo anche tramite Intercenter e credo che anche gli altri colleghi su questo punto possano essere d’accordo.
Se vi è un risparmio nel settore sanitario, soprattutto nelle forniture, negli appalti di servizio e quant’altro questo sarebbe importante, quindi su quella via vi invito a proseguire con decisione e anche a controllare - l’ha già fatto qualche altro collega - l’attività e le spese delle società partecipate. Avevamo iniziato questa legislatura con questo forte tema che l’Assessore ha sempre ben presente e invito ancora l’Assessore ad andare avanti su questo punto. Ho letto - non è oggetto oggi - che anche sul tema delle consulenze abbiamo visto il monitoraggio che la Giunta ex lege deve fornire per informativa ai consiglieri regionali componenti della Commissione Affari Bilancio e anche lì proseguite e andate avanti cercando in questo coacervo di incarichi e consulenze di cercare di ridurre. Ma torno alla riflessione iniziale, ossia puntare di più sul privato convenzionato. Questa è una nostra filosofia, una nostra idea, anche come partito ma anche come Governo che c’è stato in tanti anni in Lombardia. La Lombardia dimostra che vi sono centri di eccellenza che attraggono pazienti da tutta Italia, anche dei nostri concittadini emiliano-romagnoli, e vi sono costi effettivamente un po’ più bassi e tempi di attesa un po’ più ridotti. Quindi questo è un punto di vista per la visione per il futuro.
Altro problema, ma su questo ci siamo già confrontati più volte, sono i costi in generale della macchina burocratica, anche in senso alto, Assessore. Dovremmo puntare sempre su una burocrazia di tipo francese, togliendo da questa macchina burocratica i costi che sono in certi settori troppo elevati. Questo è uno sforzo su cui non nego che lei si è impegnata personalmente, ma dovrebbe forse in certi settori usare maggiormente l’accetta del taglio. So che è difficile, però in certi settori bisognerebbe avere il coraggio di usare l'accetta del taglio laddove resistono certe vischiosità del sistema che mi rendo conto essere dure a morire. Spesso quindi la minoranza - non voglio assumere dei meriti alla componente del nostro gruppo e degli altri gruppi della minoranza - ha credo, anche a oggi, dato il suo responsabile contributo costruttivo per segnalare problematiche e priorità che noi riteniamo, dal nostro punto di vista, stiano maggiormente a cuore ai nostri cittadini. Parlate degli investimenti per pagare la cassa integrazione in deroga. Certo, questo è un fatto positivo e direi assolutamente un dovere della Giunta regionale agire su questo tema, nel senso che era una delle vostre priorità negli indirizzi approvati dalla maggioranza. In quest’Aula all’inizio del mandato c’era naturalmente il tema del lavoro, quindi un occhio vigile e attento laddove si possano adottare misure e investire risorse per creare lavoro. Abbiamo recentemente discusso della normativa sui tirocini, sulla formazione e quant’altro, dove anche noi, come gruppo del Popolo della Libertà, abbiamo segnalato, fatto delle osservazioni e riflessioni all’assessore Bianchi perché l’opposizione deve non solo essere fatta di proteste ma soprattutto di proposte, e noi non ci sottraiamo mai al dibattito e all’indicazione di cose che riteniamo utili a prescindere dal colore politico per cui siamo stati in questo consesso regionale eletti.
Un tema, Assessore, su cui non so se si potrà convenire, ma credo sia stato ben meglio illustrato dal collega Lombardi, che mi ha preceduto, ma che credo abbia toccato anche il collega Manfredini, è il tema delle risorse investite sul piano telematico. Dopo tanti anni, una decina, vi sono ancora tante zone del nostro territorio non cablate, Assessore, quindi il timore è che lì siano stati investiti forse troppi soldi rispetto al ritorno effettivo che abbiamo avuto in termini di servizio ai territori, agli enti locali e ai comuni.
Vi sono poi ancora 6 milioni inseriti per il dissesto idrologico, 5 per finanziare i fidi alle imprese, 6 per il piano antisiccità. Certamente è un investimento ma probabilmente - mi riferisco al territorio montuoso piacentino per le frane e quant’altro, al di là degli eventi catastrofici straordinari - per i territori montuosi ci vorrebbero più risorse, perché come lei ben sa, dato che è stato recentemente a Bobbio, e le avranno gli amministratori locali rappresentato questo tipo di problematica, se potete insistere e investire di più sarebbe importante per la vita delle nostre comunità montane. Quindi il suggerimento è cercare di non disperdere risorse in più ma convogliarle in grandi interventi.
Ad esempio siamo in attesa di vedere, e con l’assessore Peri ho già fatto tre interrogazioni sul tema del trasporto pubblico, cosa accadrà quando, se non sbaglio dopo l’estate, ci sarà tramite FER il tema dell’appalto di servizio sul trasporto pubblico. È un tema importante nel quale noi, come PDL, chiederemo per la qualità dei servizi ferroviari che l’Assessore si impegni anche con il gestore a inserire delle sanzioni se vi sono delle problematiche e dei disagi come accaduto in passato nel trasporto pubblico.
Manutenzione delle strade: anche questo punto, sottosegretario, è importantissimo. Anche su questo tema ho presentato un'interpellanza. Mi è stato detto che al momento attuale vi è una scarsità di fondi, ma è la prima cosa di cui i cittadini si accorgono. Quando sono stato eletto vent'anni fa consigliere comunale della mia città, la prima cosa che la gente mi chiedeva è che non ci fossero buche nelle strade.
E mi avvio alla conclusione. Un passaggio sui 100.000 euro risparmiati: sarebbero serviti oltre che per i percorsi partecipativi, anche - e l’ho detto recentemente - per i patrocini diretti alle associazioni che fanno promozione sul territorio. Ultima annotazione e veramente chiudo: ho ascoltato la contro-risposta dell'amico Alessandrini rispetto alla relazione del collega Lombardi. È vero che alle imprese sono stati dati 18 milioni di euro che giacevano presso Mediocredito, fondi non utilizzati. Ma su questo, non penso ve ne sarete accorti all'ultimo momento! Ci voleva semmai da prima una certa programmazione. Glielo dico, Assessore, non come critica ma come "sasso nello stagno" per una riflessione che in quest'Aula deve essere assolutamente fatta.
Assessore, io ho concluso. Avrei molte altre riflessioni da porre, ma naturalmente il tempo è contingentato, questa decisione della sovrana conferenza dei capigruppo non mi vede del tutto d'accordo perché credo che un consigliere regionale, soprattutto sui documenti di bilancio, debba avere maggior tempo a disposizione.
Mi avvio alla conclusione e mi riservo, su altri temi, di proporre atti ispettivi di controllo.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Pollastri.
Ha chiesto di parlare la consigliera Noè. Ne ha facoltà.
NOÈ: Grazie, presidente. Vorrei iniziare il mio intervento partendo da una frase che, ancora ricordo, pronunciò la vicepresidente Saliera in occasione dell'udienza conoscitiva quando in sede di intervento conclusivo lei disse "che effettivamente questa Regione non ha più gli strumenti per poter agire a campo largo". Il bilancio della Regione, dopo il decreto n. 78, si è ridotto a sanità, trasporti e poco altro.
Io capisco che i nostri 13 miliardi di euro, a seguito di tutta una serie di tagli, a seguito di una serie di politiche legate alla spending review, non ci consenta più di poter avere quella sensibilità e quell'attenzione che caratterizza la nostra politica. Però forse questa può anche essere l'occasione, il momento, per rivedere - al di là della sanità, del trasporto, della struttura, dei dipendenti, dell'emergenza - e capire meglio quali sono le priorità. Se io oggi guardo come si è comportata la Regione rispetto a quei 115 milioni di euro che aveva a disposizione per disporre del proprio assestamento, comunque sia prendo atto che circa 80 milioni di euro - penso anche ai milioni che sono stati destinati per interventi strutturali - o buona parte di essi sono andati a sostegno della sanità.
Quello che io oggi vorrei dirle, e mi ricollego all'intervento del collega Naldi, è che la salute di questa Regione non deve essere prioritaria solo dal punto di vista della salute dei nostri cittadini. Oggi la salute dei nostri cittadini è forse anche precaria perché non c'è salute in quel mondo economico che genera quel reddito che a sua volta garantisce sostenibilità economica alle persone e alle famiglie. Io oggi mi permetto di sottolinearle che è necessario avere altrettanta attenzione per la salute dell'economia. Il collega Naldi ha dichiarato che ci sono - facendo un conteggio che prendo per buono - 280 mila cittadini che in Emilia-Romagna sono senza reddito e che quindi ci mettono in condizioni prioritarie la necessità di occuparsi della situazione economica e della tenuta sociale. Purtroppo noi abbiamo un difetto, secondo me, in questa Regione, che è tendenzialmente uno stile che peraltro non è quello che c'è nelle aziende quando ci sono situazioni di questo genere: gli assestamenti vengono fatti sulla base di quelle che sono sempre le impostazioni precedenti. In questa particolare congiuntura, in questo particolare momento dove, non mi stancherò mai di dire, "non "è crisi" - noi qui continuiamo a dire che si prevede una ripresa nel 2013, nel 2014, l'anno prossimo diremo nel 2015 - ma dobbiamo imparare a vivere con queste condizioni di mercato, e questo cambiamento che è diventato strutturale deve essere recepito. Bisogna avere, dunque, la capacità di redigere un bilancio che nelle sue fasi preventive e di assestamento, sia redatto in modo completamente nuovo, forse avendo anche il coraggio di capire se alcuni assessorati sono ancora necessari. Perché se mi venite a dire che Sanità, trasporto e dipendenti, rappresentano oggi quelle voci per le quali gran parte del bilancio viene impegnato, forse è bene che qui si faccia una analisi per capire quali voci è il caso di tagliare!
Ecco perché faccio fatica, anche a fronte di queste dichiarazioni, a prendere atto di come ci sia del grasso che cola per altre cose. E lei sa a cosa mi riferisco. Non voglio nemmeno più citarle perché lei lo disse con molta franchezza che c’erano dei lussi che noi ci potevamo più permettere. Ma forse oggi bisogna anche capire se alcune spese - penso anche alla stessa cooperazione internazionale - non siano spese alle quali poter rinunciare per un anno o due. Nel momento in cui il collega Naldi mi dice che ci sono delle persone che non hanno più reddito in questa regione - e ci credo! - che sono a rischio "tenuta sociale", ci sono dei capitoli di spesa che per un anno o due forse vanno chiusi, rinviati, posposti. Oggi ci sono delle emergenze per le quali non possiamo rimanere indifferenti. Purtroppo, assessore, quando abbiamo fatto quell'udienza conoscitiva in cui abbiamo ascoltato tutte le parti sociali che hanno voluto dare un contributo per una migliore redazione di questo assestamento, quel giorno, in quell'epoca, nulla di quei 115 milioni di euro era stato stanziato ad hoc per la salute dell'economia regionale, se non qualche cosa che all'interno del DUP avrebbe avuto una ricaduta sulle imprese che avrebbero fatto le rotonde, alcuni lavori di ristrutturazione dell'arredo urbano ed altro. Questo non è un bel segnale! Per fortuna che 18 milioni di euro sono emersi da residui del Mediocredito regionale, però non è giusto che ci sia stato, in sede di assestamento e in questo particolare momento, un approccio, su quello che è il rilancio dello sviluppo economico, con una indifferenza di questo tipo. Non è accettabile! Non è accettabile! Ripeto: tutto nasce, tutto riparte, se effettivamente ci impegniamo per creare le condizioni per le imprese che dimostrano attitudine alle politiche di rilancio e di investimento; ma dobbiamo favorire questo tipo di percorso. Io mi aspettavo delle risorse anche a sostegno dell'internazionalizzazione, ma non ho visto neanche un euro.
Per fortuna che c'è stato un intervento, sempre nell'ambito di quei 18 milioni di euro, per sostenere la garanzia dei Consorzi Fidi; (csd: Fondo di Garanzia) ma non dimentichiamoci che oggi, in questa Regione, per aiutare e sostenere quel credito a cui difficilmente riescono ad accedere le nostre aziende, abbiamo i Consorzi Fidi che sono bloccati. I Consorzi Fidi 107 oggi sono vigilati dalla Banca d'Italia e, quindi, sono bloccati perché purtroppo sono sottopatrimonializzati. So che da parte nostra, in questa sede, non c'era la possibilità di finanziare la parte patrimoniale, ma dobbiamo veramente inventarci qualcosa perché sennò non riusciamo a sbloccare il credito.
Io non voglio entrare nel dettaglio di alcuni passaggi di questo assestamento di bilancio, però ripeto, la salute non è solo dei cittadini ma oggi è anche una salute economica che avrebbe imposto, non su sollecitazione ma spontaneamente, un'attenzione diversa, la stessa attenzione che voi destinate per tutelare tutta una serie di capitoli di spesa. E ripeto: siccome siamo a tenuta sociale di un 7/8 per cento della popolazione, cerchiamo di capire se non sia arrivata, una volta per tutte, la forza, il coraggio di dire "certe spese non si possono più fare per un anno, due anni, tre anni, è che oggi ci sono altre priorità indiscusse, riconosciute ed ammesse da tutti"! Però questa indifferenza che si è avuta, è una indifferenza che io non giustifico e che non ammetto. Grazie.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliera Noè.
Ha chiesto di parlare la consigliera Barbati. Ne ha facoltà.
Ricordo che ha complessivamente 22 minuti a disposizione.
BARBATI: Grazie, presidente. Preannuncio il voto favorevole de l’Italia dei valori all'assestamento di bilancio e per non ripetermi con chi mi ha preceduto - mi riferisco agli interventi che ho sentito in quest'Aula anche da parte di forze politiche che sostengono la maggioranza - mi soffermerò su alcuni particolari. Approfitto della presenza in Aula dell'assessore Patrizio Bianchi perché due giorni fa egli interveniva sul tema della crisi che c'è in Italia e spiegava che non si non si può parlare di ripresa, ma di "ripresina" dal momento che questa è valida solo per coloro che hanno rapporti frequenti con l’estero. Si muove poco a livello nazionale e la ripresa è molto lontana.
Le previsioni di crescita del sistema nazionale e regionale, a partire dal 2014, sono quindi basate su una ipotetica ripresa mondiale della quale, ad onor del vero, ancora non si vede traccia. Devo dire che è importante il fatto che questa Regione si occupi con forza dei temi della sanità, perché in questa regione la sanità è sempre stata un fiore all'occhiello; anche se in difficoltà, anche se con meno stanziamenti a livello nazionale, questa Regione investe, anche in un momento così difficile, una grossa parte del bilancio proprio sul diritto alla salute.
L'altro diritto che appartiene a quella categoria di diritti che non possono "costare" - il diritto al lavoro - è in estrema sofferenza. Non certo per colpa della Regione, ma ci rendiamo conto che il lavoro deve tornare ad essere un tema centrale; senza quello vediamo che le famiglie sono in una situazione estremamente difficile e non potendo spendere, è ovvio che non si consuma. Qualcuno diceva: "siamo come la Repubblica delle banane". Secondo me siamo peggio! Credo che molte famiglie stiano cambiando anche il tipo di scelta di alimentazione che è diventata molto parca rispetto a determinati alimenti e si basa, quasi esclusivamente, su pane, pasta e poco altro. È molto visibile il cambio di cultura nelle forme di alimentazione e questo lo vediamo attraverso i bambini quando vengono a scuola. Prima venivano a scuola con una certa abbondanza di generi alimentari, adesso è difficile che a casa possano mangiare verdura e frutta. Siamo in questa situazione estremamente difficile, la salute è un tema che questa Regione non si deve mai dimenticare, il lavoro è importante perché se non si dà dignità alle persone - questo è il malessere che porta alcune forze politiche a dire "che se non si fa qualcosa ci sarà la rivoluzione" - emerge il malessere profondo della persona. Quando viene a mancare il lavoro, viene a mancare la dignità dell'uomo e della famiglia. Rispetto a queste cose vedo che c'è una grande attenzione nonostante le esigue risorse a disposizione, ma si spera che sia possibile fare qualcosa di più. Devo dire che su alcune cose avrei preferito un atteggiamento diverso, nel senso che come gruppo del l'Italia dei Valori ci teniamo sempre a ribadire che qualche risparmio in più su determinate situazioni ci vorrebbe, ma in questo momento non voglio ripetermi visto che ci saranno momenti in cui affronteremo i singoli argomenti anche in maniera più precisa.
Io chiudo qui il mio intervento raccomandandomi a che ci sia sempre, da parte di questa Regione, una certa attenzione alle persone e alle famiglie. La ringrazio, presidente.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliera Barbati.
Ha a disposizione, come gruppo Misto, 28 minuti complessivi.
Rammento ai consiglieri di prenotarsi per tempo, in caso di intervento.
FAVIA: Grazie, presidente. Nel raccogliere il richiamo ad una maggiore tempestività nella prenotazione dell’intervento - anche se spesso si chiede all’ultimo momento di intervenire in quanto si ha necessità di ascoltare per intero l’intervento di chi precede - io in questo caso non avevo intenzione di intervenire perché quanto viene detto sembrano parole vuote. Preferisco concentrarmi sulla contingenza amministrativa. Tuttavia, intervengo per fare un brevissimo intervento, in quanto stimolato da altri che mi hanno preceduto, non tanto sul livello micro-economico regionale - che avrò modo di approfondire con gli emendamenti che ho presentato - ma sul livello generale. Dovremmo raccontare ai cittadini di questa truffa del debito sovrano. Noi siamo qui come enti locali, come Assemblea legislativa, a giustificare tagli, a giustificare misure di "austerità", che altro non sono che il pagamento di un prezzo alla finanza internazionale che non produce lavoro ma solo speculazione, per un sistema che non ha alcun senso e che non si riuscirebbe neanche a spiegare in una scuola elementare o media o perfino a qualsiasi persona dotata di un minimo di buonsenso o sano di mente. La nostra sovranità che dovrebbe, attraverso le politiche monetarie, generare ricchezza e stimolare l'attività economica dei cittadini, produce invece recessione, disillusione e fuga da questo paese, Questo perché? In quanto ci sono strutture burocratiche, degli schemi, delle convenzioni, pensate da grandiosi monetaristi che in realtà hanno delle funzioni specifiche per avvantaggiare alcuni soggetti su scala internazionale ed europea.
Questo mio discorso sulla bolla del debito, su questi interessi da usura che noi paghiamo senza capire bene a chi e con quali criteri, non fa parte di una posizione anti euro o anti tedesco per definizione. Mi tiro fuori da questa schiera e mi tiro fuori dalla schiera degli slogan. L'Europa è uno strumento per fare efficienza, per dare più felicità ai popoli di questo continente e per migliorare la qualità della nostra vita; non per peggiorarla. Ma purtroppo oggi è diventata uno schema burocratico che, in qualche modo, ci ingabbia. Io vado ancora oltre l'Europa, ma credo veramente in una sinergia di regole condivise tra tutte le persone che condividono questo pianeta. Vado oltre e quindi lungi da me derive isolazioniste o ghettizzanti. Però dobbiamo capire "il perché" e il "come".
Io voglio una Europa ancora più unità, voglio aggiungere temi, condivisioni e confronto - non egemonie bilaterali - e voglio capire che cosa è questa Europa. Oggi questa Europa ci sta lentamente strangolando. Le regole di questa Europa, non l’Europa! Le regole che qualche burocrate, in solitudine, ha deciso! Ci stanno strangolando e noi dobbiamo dire la verità ai cittadini. E penso di poter parlare a quasi tutte le forze politiche: non se ne esce da questa situazione difficile, critica, di sfiducia, di svilimento e di indifferenza in cui il nostro paese è sprofondato, con misure di micro-economia, che ci vogliono per migliorare il livello economico di base, la nostra vita e le nostre relazioni, ma che non sono sufficienti. Non si viene fuori con misure micro-economiche. Non è questione di finanziamento pubblico ai partiti o la leva fiscale modulata in un modo piuttosto che in un altro. No! C'è un problema macro-economico e la coperta sarà comunque sempre troppo corta. O noi assumiamo la consapevolezza politica, a trecentosessanta gradi, una cultura politica, e riusciamo a trasmetterla ai cittadini capendo quale sia oggi il problema, l'ostacolo, quello che ci sta tarpando leali, o non ne usciamo. Non possiamo competere con paesi più forti di noi che, pur avendo economie più forti, finanziano la loro ricchezza, la loro sovranità e il loro debito, "gratis". Anzi, "in guadagno", sotto il tasso di inflazione; come per la Germania. E noi che invece abbiamo problemi economici e che dobbiamo fare investimenti per rialzarci, ci finanziamo al 4, 5, 6 o 7 per cento. Sono numeri "macro", sono miliardi di euro che ci obbligano a privatizzare, a dover vendere, perché la politica perde il potere. Perdendo la risorsa finanziaria, la politica perde il potere! Quello buono, quello di fare dei piani, quello di investire in nome della collettività, quello di avere il controllo in modo tale che la società si sviluppi in modo corretto. E noi dobbiamo agire lì.
Tutti gli altri discorsi, su questo assestamento, noi possiamo anche farli, ma il problema è a monte. Viviamo purtroppo di slogan, la parola "euro", la parola "Europa" sono diventati degli slogan che ci allontanano dall'analizzare con lucidità i nostri problemi. Non dobbiamo stimolare avversità, antipatie e odi contro l'idea di un'Europa comune, ma dobbiamo riacquistare lucidità. Questo è il punto centrale su cui, presidente, volevo soffermarmi. Purtroppo, se noi facessimo qui l'errore che fanno anche nei Consigli comunali verso la Regione, ovvero quello di chiuderci nel nostro emiciclo e nella nostra microsfera quando tutto è concatenato - specialmente a livello di finanza pubblica - sbagliamo. E spero che questa maturità di capire che in realtà sono le regole del gioco ad essere sbagliate, quelle a monte, quelle che si decidono in Europa, emerga rapidamente perché sennò noi non potremmo uscirne.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Favia.
Io non ho più nessun prenotato per cui chiedo ai due relatori, di maggioranza o di minoranza, se intendono intervenire rispetto al dibattito. Rilevo come i due relatori non si sono prenotati per cui chiedo alla vicepresidente Saliera se intende intervenire a conclusione del dibattito generale.
Prego, vicepresidente.
SALIERA, vicepresidente della Giunta: Grazie, Presidente.
Solo alcune questioni rispetto agli interventi di questa mattina. In più momenti alcuni consiglieri hanno chiesto di meglio individuare le scelte politiche. A me, già nelle discussioni in commissione ed anche nell'udienza conoscitiva, mi pareva di avere chiarito che l'assestamento verte su tre indirizzi chiari. Il primo, che accompagna in modo trasversale, è il lavoro e comunque il creare occasioni di lavoro. Lo ritroviamo nell'intervento della sanità perché ci sono i 60 milioni di euro sulla parte di gestione e i quasi 18 milioni di euro sulla parte di investimenti, ma in tutti e due i casi vuol dire "qualità", assicurare che i servizi (a fronte dei tagli) siano mantenuti, operare sulla riorganizzazione complessiva - con le difficoltà che anche voi avete fatto emergere - e che non ha una ricaduta immediata nelle economicità e nelle minori spese in quanto la riorganizzazione ha i suoi tempi, ma anche per la sanità e per il tipo di sanità che noi abbiamo sul nostro territorio - punto di forza nazionale e internazionale - investire vuol dire lavoro, occupazione, innovazione. Vuol dire prospettare verso l'Europa una particolare qualità sanitaria, anche avanzata. E quindi è futuro.
Gli altri aspetti sono le opere pubbliche sul territorio: dal finanziamento dei DUP su tutti i territori provinciali, da Piacenza a Rimini, per aumentare un'economia possibile di lavoro per opere pubbliche.
La tutela del territorio attraverso gli interventi di difesa idrologica, in particolare le frane, che vede appostati 6 milioni di euro da parte della Regione e quasi altrettanti da parte dello Stato, sono lavori sul territorio. Quindi, non solo tutela e intervento anche con riferimento al tema delle strade, ma molti interventi legati al territorio intervengono proprio per difendere un versante dove c'è viabilità. Gli altri interventi vedono appostati oltre 6 milioni di euro per il sistema dell'agricoltura, e complessivamente i 18 milioni a cui avete fatto riferimento che riguardano gli interventi diretti sul credito: 7 milioni fra i Confidi e il Fondo di Rotazione, 11 milioni di euro fra ricerca ed innovazione. Aggiungerei che comunque ci sono altri 5 milioni di euro di fondi per la formazione che sonno stati rimessi in discussione per favorire la nuova occupazione. Sostanzialmente, dunque, noi abbiamo circa 130 milioni che si rivolgono a spese immediate - come i DUP - già progettate è disponibili fin da subito per avviare i cantieri, che muovono, in termini di volano, un terzo di ciò che muovono sul territorio, e complessivamente tutti gli interventi comunque muovono "lavoro" e "occupazione".
Rispetto all'udienza conoscitiva che abbiamo tenuto nelle settimane scorse, e che più volte è stata richiamata, rilevo come voi abbiate richiamato un intervento specifico. Non avete però richiamato altri interventi dalla mattina. Capisco il perché di un richiamo rispetto ad un intervento specifico, ma le voci sono state diverse nell'apprezzare il fatto di creare lavoro. E i DUP non sono singole ed inutili rotonde! Bisogna andare a vedere la progettazione che si prevede su quei territori, una progettazione che è nata dalla condivisione di interi territori in termini di priorità, e che può avere una ricaduta immediata. È lavoro questo, o no? Oppure è lavoro solo la grande cantieristica o il finanziamento diretto al credito? Credo che il tener conto della problematicità seria, in termini di liquidità, che hanno le aziende, lo si veda, in questa Amministrazione, anche da altri atti e non solo dall'assestamento di bilancio che si aggiunge naturalmente a ciò che si era previsto; perché non bisogna dimenticare anche le risorse che si sono messe a disposizione nella previsione di bilancio! Voglio ricordare che il tema del Patto di stabilità - quello regionale - ha immesso la possibilità di pagamenti, in questi due anni e mezzo (perché il terzo non è ancora completato e sarà completeremo ad ottobre) per 400 milioni di euro, che altrimenti sarebbero stati fermi nelle pance degli Enti locali. Questo che cosa è? Sono i cinque milioni o i tre milioni di euro di accesso al credito che vengono chiesti? O 400 milioni di euro hanno un peso di un certo tipo, frutto dalla politica e dell'avere ben chiaro che la scelta lavoro, imprese, territorio e servizi, ma nel creare innovazione e soprattutto occupazione, è l'argomento che attraversa questa Giunta da diverso tempo, ancor prima che tutti quanti gridassero al disastro dalla crisi.
L’altro aspetto è quello dei termini di liquidità, dei pagamenti che il decreto legislativo n. 35 dello Stato permette agli Enti locali di recuperare sui tempi di liquidità: noi sappiamo che sulla sanità abbiamo dei tempi troppo lunghi, ma non abbiamo fatto perdere neanche un giorno in più, perché appena il decreto del governo è stato attuato nella sua conversione, noi siamo stati puntuali ad operare di conseguenza. Il venerdì l'hanno convertito e noi il lunedì siamo andati in Giunta, voi come Assemblea legislativa nel giro neanche di quindici giorni avete approvato la legge, nell'approvazione della legge subito si è - nel giro di tre giorni - fatto il contratto con il Ministero per avere le risorse ed adesso si sta liquidando. Sono oltre 460 milioni di euro! Questa è politica o non è politica, in termini di sensibilità, nel comprendere che c'è un tema di liquidità? E quindi, cosa fare?
Gli altri aspetti: certo, avremo occasione di parlarne nel bilancio di previsione 2014 - perché poi a settembre cominceremo la discussione - per cui non sto ora a tediarvi sulle minori entrate, ma sul tema della riduzione delle spese di funzionamento io dico "c'è un limite a tutto"! Ogni anno si fa una parte, ma ad un certo punto si arriva a mettere in discussione l'attività di questo ente, perché si ha bisogno di certe competenze e di approfondire ed analizzare le problematiche.
Abbiamo diminuito su tutto, in modo drastico, i dati in prima Commissione vengono normalmente consegnati - vedi la discussione sulle consulenze, sugli acquisti e così via - stiamo investendo su INTERCENTER con una nuova piattaforma che sia attrezzata a far sì che si possa procedere ancora di più con gli acquisti telematici soprattutto nel settore sanitario, sulla telematica siamo ad una copertura del territorio che supera il 90 per cento e stiamo operando con estrema difficoltà nel coprire l'alto Appennino - da Piacenza a Rimini, anche se abbiamo le risorse - perché il rapporto con i territori ed il sistema autorizzativo è complicato. Non solo, dunque, ci preoccupiamo della parte abitata o produttiva, ma ci stiamo occupando anche della copertura dell'alto Appennino mediante una infrastruttura di crinale. Alcune zone sono già state coperte, altre sono in attesa delle autorizzazioni o dell'individuazione, con gli Enti locali, del sito migliore.
Naturalmente avremo occasione di tornare sui diversi argomenti, anche in sede di bilancio di previsione, ma il tema occupazionale e il tema del lavoro è quello che più ci preoccupa, da un lato, e più ci impegna, dall’altro.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, vicepresidente Saliera.
A questo punto passiamo all'esame dell'articolato dell'oggetto 4091.
Nomino scrutatori i consiglieri Mumolo, Mori e Cavalli.
Passiamo all'art. 1 ed apro il dibattito generale.
Chiedo se vi sono interventi a riguardo. Non essendoci richieste di parola chiudo il dibattito generale e apro la fase delle dichiarazioni di voto.
Non essendoci richieste di parola chiudo la fase delle dichiarazioni di voto e metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 1.
PRESIDENTE (Costi): L’art. 1 è approvato.
Passiamo all’esame degli emendamenti. Ne abbiamo sette e sono tutti riferiti all'istituzione di sette articoli nuovi.
Emendamento 1, a firma dei consiglieri Giovanni Favia ed Andrea Defranceschi.
Apro la fase del dibattito generale.
Ha chiesto di parlare il consigliere Defranceschi. Ne ha facoltà.
Ricordo che il dibattito sugli emendamenti rimane all'interno del minutaggio che avete avuto assegnato per ogni gruppo.
Consigliere Defranceschi, lei ha venti minuti a disposizione. Prego.
DEFRANCESCHI: Grazie, presidente.
L’emendamento porta a prorogare le graduatorie dei concorsi attualmente in scadenza, analogamente a quanto già fatto - ma con l’esclusione dei concorsi interni - con la Legge regionale n. 16 del 2011, in quanto a causa dei blocchi delle assunzioni oggi non è stato fatto alcuno scorrimento di queste graduatorie.
Nello specifico, con questa proroga, sono rimaste escluse le graduatorie dei concorsi interni per l'assunzione del personale dirigenziale - conclusisi nel 2010 - e che avevano rappresentato per la prima volta un'occasione di crescita e di valorizzazione professionale per i funzionari della Regione dopo 14 anni dall'ultimo concorso.
Oggi, come noto, discutiamo da tempo e continuano le acquisizioni di personale dall'esterno attraverso dei comandi che vengono trasformati in veri e propri trasferimenti, sforando quindi le percentuali che sono previste dalla legge. In questo caso, con la riforma della legge regionale sul personale, si doveva intervenire anche su questa proroga, però ovviamente l'iter di questa legge è bloccato da tempo, evidentemente anche per interessi di natura sindacale e corporativistica.
Oggi le graduatorie scadono a novembre, ragione per cui è probabilmente opportuno, visto che siamo a fine luglio, inserire l’adempimento all'interno della legge di bilancio dato che credo sia abbastanza difficile che si possa, con un progetto di legge, arrivare in Aula in tempo e prima della scadenza di queste norme.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Defranceschi.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Noè. Ne ha facoltà.
Ricordo che l'Unione di Centro ha ancora a disposizione undici minuti complessivi.
NOÈ: Grazie, presidente. Ringrazio il collega Defranceschi e il collega Favia per aver sottoscritto questo emendamento, perché lo trovo assolutamente pertinente e giusto, anche nei confronti di tutti coloro che hanno sostenuto determinati esami. Ritengo anche che ricorrere attraverso l'emendamento possa rappresentare l'unica procedura utile per far sì che una disposizione subentri prima ancora della scadenza del termine di novembre. Grazie.
Io non ho più alcun iscritto per cui possiamo passare alla fase delle dichiarazioni di voto sull'emendamento 1.
Ricordo che il Popolo della Libertà ha complessivamente 28 minuti a disposizione.
POLLASTRI: Grazie, presidente. Per dichiarare il voto favorevole.
Ha chiesto di parlare il consigliere Favia. Ne ha facoltà.
Ricordo che il Gruppo Misto ha 21 minuti a disposizione.
FAVIA: Grazie, presidente. Dichiaro di essere favorevole e volevo capire quale fosse il parere delle altre forze politiche o almeno della maggioranza. Come mai non c'è questa volontà di prorogare, anche per motivi economici, i concorsi in essere? Lo chiedo per capire se si vota contro a priori oppure se ci sono delle motivazioni.
Ricordo che Lega Nord ha complessivamente a disposizione 18 minuti.
MANFREDINI: Grazie, presidente. Dichiaro di essere favorevole anche perché abbiamo ricevuto il sindacato di questi impiegati che hanno mostrato grande preoccupazione perché ormai la scadenza è vicina e non si assumono provvedimenti. Grazie.
FAVIA: Grazie, presidente. Chiedo che sia eseguita la votazione mediante dispositivo elettronico.
Si proceda alla votazione dell’emendamento 1, a firma dei consiglieri Favia e Defranceschi, con l’uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei nomi.
PRESIDENTE (Costi): Comunico l’esito della votazione:
PRESIDENTE (Costi): L’emendamento 1 è respinto.
PIVA: Grazie, presidente. A volte il dito scivola sul numero sbagliato per cui l’espressione era favorevole invece che contraria. Spero che sia rettificata la mia espressione di voto. Grazie.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Piva.
Comunico la rettifica di voto del consigliere Piva che non è favorevole, bensì contrario. Comunque prima avevamo 21 voti contrari, per cui adesso, a maggior ragione, l’emendamento è respinto. Ad ogni buon conto leggo l’art. 78 intitolato "Maggioranza per la approvazione delle deliberazioni e degli atti". Recita: "in caso di parità di voti la proposta di intende non approvata".
(la consigliera Meo dichiara voto favorevole)
FAVIA: Grazie, presidente.
Per informarla che lei a verbale, nella sua dichiarazione, ha dichiarato "20 contrari, 21 favorevoli ed 1 astenuto", per cui vorrei capire se lei considerava non approvato l’emendamento in quanto considerava tra i contrari il voto di astensione. Anche se adesso mi pare di capire che con il voto del consigliere Piva si va a 22 voti. È corretto?
PRESIDENTE (Costi): È correttissimo quello che lei ha detto. Con la rettifica è ulteriormente certificato. Grazie, consigliere Favia.
Passiamo all'emendamento 2 che è istitutivo di un ulteriore articolo, a firma dei consiglieri Favia e Defranceschi.
Apro il dibattito generale.
FAVIA: Grazie, presidente. Sempre molto velocemente per dire che quest'emendamento è già stato proposto più volte e bocciato, nello spirito con il quale insieme al consigliere Pollastri presentammo il famoso emendamento di riduzione del numero degli assessori che ci fu bocciato e che poi questa Regione ha avallato. Dopo un po' di tempo vedo che siamo arrivati ad ottenere quello che proponevamo, anche grazie a quello che poi è successo a livello governativo con la imposizione della spending review e conseguente riduzione del numero degli Assessori con i conseguenti risparmi.
In questo senso, propongo questo emendamento che vuole allineare la nostra Regione a Regioni virtuose. Prima la vicepresidente Saliera diceva che "c'è un limite ai tagli al funzionamento". Lo condivido.
Ma stabiliamo quale è il limite! Che cosa è un Direttore generale? Dobbiamo capirlo! Anche perché un Direttore generale non è un dirigente normale, ma è un dirigente d'area. In Toscana ne sono previsti quattro, nelle Marche uno. Noi ne abbiamo una decina! Chiediamo di allinearci alla Toscana - che è una Regione abbastanza simile, come numeri di abitanti, all'Emilia-Romagna - e di portare il numero a quattro. I risparmi sarebbero altissimi, pari a milioni di euro.
Chiediamo anche che la pianta organica dei dirigenti regionali passi da 200 a 150; anche questo fattibilissimo. Aggiungo che molti di questi cinquanta posti in pianta stabile, sono già vacanti e non vengono coperti. Ma perché si tengono? Perché su questo numero viene fissata la percentuale di dirigenti "a chiamata diretta" della Giunta; ovvero del presidente Errani che ha una certa voce in capitolo visto che la Giunta è un organo piramidale nominato dal Presidente. Oggi sono il 15 per cento. Quindi, abbiamo il 15 per cento di dirigenti che possono arrivare senza alcuna selezione trasparente e meritoria, bensì a chiamata diretta. Ragion per cui se noi teniamo alto il numero del "monte dirigenti" - anche se poi non ci sono effettivamente - noi aumentiamo il numero dei dirigenti che possono essere chiamati direttamente.
Noi, quindi, chiediamo di abbassare il numero a 150 e di ridurre il numero dei dirigenti a chiamata - senza trasparenza e controllo pubblico - dal 15 al 5 per cento.
Concludo presidente: tagliamo il funzionamento quando è possibile tagliarlo. In questo caso è possibile tagliarlo e rendiamo la Regione una macchina più snella, più efficiente, ma soprattutto dove i dirigenti arrivano a seguito di selezione pubblica e non per chiamata diretta.
Ha chiesto di parlare il consigliere Mandini. Ne ha facoltà.
Ricordo che l'Italia dei Valori ha a disposizione 18 minuti complessivi.
MANDINI: Grazie, presidente.
La mia è una dichiarazione che va oltre l'emendamento 2 e che faccio a titolo personale con riguardo ad un certo metodo che ho già avuto modo di sottolineare in questa Aula quando parliamo di bilancio, sul quale non mi trovo assolutamente d'accordo perché si coglie l'occasione della discussione del bilancio per infilare dentro questo provvedimento di tutto e di più! È un metodo ampiamente praticato a livello parlamentare e di governo dove vengono fuori i cosiddetti omnibus che contengono di tutto e di più, ma in un momento in cui parliamo di semplificare e rendere trasparente i provvedimenti legislativi io ritengo che questo sia un metodo sbagliato. Il che non vuol dire che io faccia una valutazione di merito su ogni singolo emendamento. Ho visto altri gruppi che hanno presentato emendamenti e siamo sempre alle solite! Voglio dire: nel merito ci sono oggettive situazioni a cui dobbiamo mettere mano - ricordo il tema delle cave, della ghiaia, dell'acqua minerale, delle assunzioni - affrontiamo questi argomenti, ma affrontiamoli in un contesto organico, settore per settore, voce per voce. Non cogliamo l'occasione della discussione del bilancio di questa Regione per infilarci dentro di tutto e di più. Lo "spirito" è magari positivo, ma così facendo non rendiamo un buon servizio all'equilibrio complessivo della gestione di questa regione.
Sforziamoci tutti - è un appello che faccio - di proporre progetti di legge specifici per regolamentare le specifiche cose. Sennò facciamo solo confusione. E questo mio ragionamento vale per tutti, anche per la Giunta.
Per queste ragioni non entrerò nel merito - anche se trovo condivisibili alcuni emendamenti - delle proposte emendative, e lo faccio proprio per una questione di principio. Grazie, presidente.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Mandini.
Non ho più iscritti a parlare in sede di dibattito generale per cui dichiaro aperta la fase delle dichiarazioni di voto.
Non essendoci richieste di intervento metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 2 a firma dei consiglieri Favia e Defranceschi.
PRESIDENTE (Costi): L’emendamento 2 è respinto.
Passiamo all'emendamento 3, sempre a firma dei consiglieri Favia e Defranceschi.
Dichiaro aperto il dibattito generale.
DEFRANCESCHI: Grazie, presidente. Anche in questo caso si tratta di una norma contenuta all'interno della Finanziaria e riproposta da anni - dal 2010 precisamente - che vuole introdurre un concetto meritocratico per quanto riguarda le nomine della Regione Emilia-Romagna all'interno degli enti e delle società che sono di nostra competenza, evitando che, come al solito, queste diventino il consueto parcheggio per politici trombati, a fine carriera o per amici da sistemare. Si tratta di un emendamento non particolarmente difficile da leggere - credo che anche il consigliere Mandini ce la possa fare in tempi rapidi - ed essendo lo stesso negli ultimi tre anni, credo che potrebbe ricordarselo. Se non è così, lo invito a conservarseli in una cartellina perché tra sei mesi dovrà rileggerseli; se vorrà fare il suo lavoro.
Vorrei anche far notare un’altra cosa. A me comincia a dare sempre più fastidio questa discesa "dei Marziani da Marte" per cui improvvisamente il consigliere Mandini si accorge che c'è un assestamento di bilancio all’interno del quale vengono infilate "delle cosucce", come se fossero buttate lì a casaccio da qualcuno. No! Non è solamente una prassi ma è un’ottica di concetto. Non so dove dovrei infilare le tariffe di cava se non all'interno di un bilancio di una Regione, visti anche gli importi che vengono rappresentati. Se fosse attento ai lavori delle commissioni si accorgerebbe che c'è un progetto di legge che giace lì da anni a riguardo delle tariffe di cava, se fosse attento si accorgerebbe (leggendo qualche verbale) che sono tre anni che questa Giunta promette di rivedere le tariffe di cava, che ci sono altri colleghi della sua maggioranza che si sono varie volte strappati i capelli perché questo non era ancora stato fatto. Infilare argomenti diversi - se vogliamo usare questo termine - all'interno della Finanziaria non è semplicemente una prassi, ma la norma per quanto riguarda questa Giunta. Ricordo che l’altra volta è stata inserita all’interno del bilancio una variazione delle leggi sulla referendum consultivo per le fusioni dei Comuni; non accetto, dunque, queste lezioni dalla maggioranza.
Non ho altri iscritti in sede di dibattito generale. Apro la fase delle dichiarazioni di voto.
Ha chiesto di parlare il consigliere Grillini. Ne ha facoltà.
GRILLINI: Grazie, presidente.
Abbiamo già avuto una gentile e rispettosa polemica, su questa materia, con il consigliere Defranceschi, e francamente quando vedo tutti questi divieti mi viene da pensare che uno che fa politica sia associato ad un criminale. Perché se non si può fare nulla dopo che uno ha cessato il mandato, cosa dovrebbe fare? Andare a nascondersi?
Rispetto alle cose che afferma il consigliere Defranceschi direi che se il criterio è meritocratico, cioè la competenza, la capacità della persona di fare una cosa, la sua bravura, il fatto che magari in quella materia è una risorsa essenziale, perché la collettività se ne deve privare? È ovvio che anche io sono d’accordo sul fatto che non bisogna "riciclare" persone che magari hanno anche il reddito per andare in pensione, però non è neanche giusto introdurre divieti che impediscano di utilizzare persone realmente competenti. Si pensi, per esempio, al divieto contenuto nell’art. 7 della legge Anticorruzione: se uno ha fatto il consigliere comunale o il Sindaco di un Comune sotto i 5.000 abitanti, come quella poveretta che è deceduta perché aveva adottato un provvedimento sacrosanto verso un dipendente che non svolgeva correttamente ed onestamente il proprio lavoro - ed approfitto a ricordarla per esprimere tutta la mia solidarietà umana. Anzi, io penso che tutta l’Aula debba esprimere a questo Sindaco e alla sua famiglia, che peraltro ha deciso di donare gli organi, un sentimento di cordoglio - se una persona ha lavorato per la collettività, se ci sono Sindaci onesti, questi consiglieri che magari prendono due lire, perché deve essere loro preclusa qualsiasi cosa? Certo, ci sono anche i disonesti, ma questi dobbiamo combatterli con altre modalità.
Io, quindi, non voterò questo emendamento. Sia per le cose che diceva prima il collega Mandini e che condivido fino in fondo - non si può utilizzare la Finanziaria per fare una specie di omnibus dove infilarci dentro qualunque cosa - sia perché la discussione sulle nomine e su come devono essere fatte deve essere oggetto di un provvedimento organico che deve essere posto alla discussione dell’Aula; peraltro so che la collega ci sta lavorando. Però "non facciamo di tutta un’erba un fascio". Ad esempio: le parentele fino al terzo grado. Ma uno che colpa ne ha se si trovasse in questa fattispecie? Capisco il marito e la moglie, ma le parentale fino al terzo grado mi pare un pò troppo.
Non lo so, credo ci siano tutta una serie di cose che mi lasciano veramente perplesso.
Io credo che ci sia un unico criterio per le nomine, rilevante ed importante e fatte salve le norme di legge - a mio parere, l’art. 7 della legge Anticorruzione è incostituzionale. Qualcuno farà ricorso, ci sono addirittura dei Sindaci di piccoli Comuni che si devono dimettere perché hanno un lavoro in una pubblica amministrazione e non essendo sufficiente il reddito da Sindaco preferiscono continuare a lavorare nella pubblica amministrazione - evitare le storture legate ad un dibattito, che è stato anche giusto, ma che non deve farci cadere dalla padella alla brace.
Per queste ragioni io non voterò questa proposta di emendamento.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Grillini.
FAVIA: Grazie, presidente. Intervengo per chiedere l’utilizzo del voto elettronico per questo emendamento. In linea teorica il consigliere Grillini ha ragione, ma purtroppo pagano gli onesti le colpe dei disonesti. Qui siamo in un paese dove una mano lava l'altra e dove la politica, che è responsabile di questa meritocrazia, ha applicato i sui discrezionali criteri meritocratici assumendo parenti, amici e colleghi politici, evidentemente nell’ottica di "oggi aiuto te, domani mi aiuterà qualcun altro".
Condivido il ragionamento del consigliere Grillini, ma ahimè dobbiamo fare i conti con una realtà dove c'è un meccanismo di politica autoreferenziale che si autoricicla, che va spezzato con delle norme che purtroppo fanno pagare questa disonestà intellettuale anche a chi è onesto e meriterebbe di continuare a fare la propria attività.
BARBATI: Grazie, presidente. Intervengo per precisare che noi voteremo contro questo emendamento, per un motivo molto semplice: come gruppo Italia dei Valori noi stiamo lavorando su un progetto di legge che è più completo e che non ha i difetti illustrati dal consigliere Grillini.
Io mio voto è "no", ma perché voglio fare - lo ripeto - sulle partecipate un discorso politico più corretto.
Ribadisco che voteremo contro.
Non ho altri iscritti a parlare in sede di dichiarazione di voto per cui si proceda alla votazione dell’emendamento 3, a firma dei consiglieri Defranceschi e Favia, con l’uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei nomi.
PRESIDENTE (Costi): L’emendamento 3 è respinto.
Aggiorno i lavori alle ore 15,00 di oggi pomeriggio.
La seduta ha termine alle ore 12,58
Enrico AIMI, Tiziano ALESSANDRINI, Liana BARBATI, Marco BARBIERI, Luca BARTOLINI, Gianguido BAZZONI, Manes BERNARDINI, Galeazzo BIGNAMI, Stefano BONACCINI, Marco CARINI, Thomas CASADEI, Stefano CAVALLI, Roberto CORRADI, Palma COSTI, Andrea DEFRANCESCHI, Monica DONINI, Giovanni FAVIA, Gabriele FERRARI, Valdimiro FIAMMENGHI, Fabio FILIPPI, Roberto GARBI, Franco GRILLINI, Giampaolo LAVAGETTO, Andrea LEONI, Marco LOMBARDI, Mauro MALAGUTI, Sandro MANDINI, Mauro MANFREDINI, Paola MARANI, Mario MAZZOTTI, Gabriella MEO, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Gian Guido NALDI, Silvia NOÈ, Giuseppe Eugenio PAGANI, Anna PARIANI, Giuseppe PARUOLO, Roberto PIVA, Andrea POLLASTRI, Roberto SCONCIAFORNI, Luciana SERRI, Alberto VECCHI, Luciano VECCHI, Damiano ZOFFOLI.
Hanno partecipato alla seduta il presidente della Giunta Vasco ERRANI;
il sottosegretario alla Presidenza Alfredo BERTELLI;
gli assessori: Patrizio BIANCHI, Donatella BORTOLAZZI, Sabrina FREDA, Carlo LUSENTI, Teresa MARZOCCHI, Maurizio MELUCCI, Massimo MEZZETTI, Gian Carlo MUZZARELLI, Tiberio RABBONI, Simonetta SALIERA.
Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta l'assessore Paola GAZZOLO e il consigliere Matteo RIVA.
OGGETTO 4091 "Progetto di legge d'iniziativa della Giunta: «Legge finanziaria regionale adottata a norma dell'art. 40 della L.R. 15 novembre 2001, n. 40 in coincidenza con l'approvazione della legge di assestamento del bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2013 e del bilancio pluriennale 2013-2015. Primo provvedimento generale di variazione»."
Votazione emendamento 1, a firma dei consiglieri Favia e Defranceschi
Presenti: 43
Favorevoli: 21
Enrico AIMI, Liana BARBATI, Luca BARTOLINI, Gianguido BAZZONI, Galeazzo BIGNAMI, Stefano CAVALLI, Andrea DEFRANCESCHI, Monica DONINI, Giovanni FAVIA, Fabio FILIPPI, Franco GRILLINI, Giampaolo LAVAGETTO, Andrea LEONI, Marco LOMBARDI, Mauro MALAGUTI, Mauro MANFREDINI, Gabriella MEO, Gian Guido NALDI, Silvia NOÈ, Andrea POLLASTRI, Roberto SCONCIAFORNI.
Contrari: 21
Tiziano ALESSANDRINI, Marco BARBIERI, Marco CARINI, Thomas CASADEI, Palma COSTI, Gabriele FERRARI, Valdimiro FIAMMENGHI, Roberto GARBI, Paola MARANI, Mario MAZZOTTI, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Giuseppe Eugenio PAGANI, Anna PARIANI, Giuseppe PARUOLO, Roberto PIVA, Luciano VECCHI, Damiano ZOFFOLI.
Sandro MANDINI.
Manes BERNARDINI, Stefano BONACCINI, Roberto CORRADI, Vasco ERRANI, Matteo RIVA, Luciana SERRI, Alberto VECCHI.
Votazione emendamento 3, a firma dei consiglieri Favia e Defranceschi
Favorevoli: 2
Andrea DEFRANCESCHI, Giovanni FAVIA.
Contrari: 37
Enrico AIMI, Tiziano ALESSANDRINI, Liana BARBATI, Marco BARBIERI, Luca BARTOLINI, Gianguido BAZZONI, Marco CARINI, Thomas CASADEI, Palma COSTI, Monica DONINI, Gabriele FERRARI, Valdimiro FIAMMENGHI, Roberto GARBI, Franco GRILLINI, Giampaolo LAVAGETTO, Andrea LEONI, Marco LOMBARDI, Sandro MANDINI, Paola MARANI, Mario MAZZOTTI, Gabriella MEO, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Gian Guido NALDI, Silvia NOÈ, Giuseppe Eugenio PAGANI, Anna PARIANI, Giuseppe PARUOLO, Roberto PIVA, Andrea POLLASTRI, Roberto SCONCIAFORNI, Luciana SERRI, Luciano VECCHI, Damiano ZOFFOLI.
Manes BERNARDINI, Galeazzo BIGNAMI, Stefano BONACCINI, Stefano CAVALLI, Roberto CORRADI, Vasco ERRANI, Fabio FILIPPI, Mauro MALAGUTI, Mauro MANFREDINI, Matteo RIVA, Alberto VECCHI.
Emendamento 1, a firma dei consiglieri Favia e Defranceschi:
«Dopo l’art. 1 si introduce l’art. 1 bis:
Proroga delle graduatorie vigenti
1. Ai fini del contenimento dei costi delle Amministrazioni pubbliche connessi alle selezioni del personale, la validità delle graduatorie delle procedure concorsuali per assunzioni a tempo indeterminato, relative alla Regione Emilia-Romagna e agli Enti dipendenti soggetti a limitazioni delle assunzioni, non ancora scadute alla data di entrata in vigore della presente legge, è prorogata fino al 31 luglio 2017.»
Emendamento 2, a firma dei consiglieri Favia e Defranceschi:
«Dopo l’art. 1 bis si introduce l’art. 1 ter:
"Art. 1 ter
Riduzione della pianta organica dirigenziale della Regione Emilia-Romagna
1. La Giunta regionale, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge e con proprio atto, adegua la dotazione organica dirigenziale regionale nella misura massima di 150 unità.
2. Il comma 3 bis, dell’art. 43, della Legge regionale 26 novembre 2001, n. 43 "Testo Unico in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nella Regione Emilia-Romagna", è abrogato, i posti di Direttore generale sono ricompresi nella dotazione organica dirigenziale regionale e nel numero massimo di 4 unità.
3. La riduzione, dall’attuale consistenza alle unità previste dai commi 3 e 4, opera automaticamente, fino alla concorrenza del numero previsto, con la scadenza naturale dei contratti in essere alla data di entrata in vigore della presente legge.
4. Il limite del quindici per cento, di cui al comma 1 dell’art. 18 della Legge regionale 26 novembre 2001, n. 43, è sostituito con il limite del cinque per cento.
5. Le economie realizzate dall’attuazione del presente articolo, per l’anno 2013, andranno a confluire, con destinazione esclusiva, sui capitoli di spesa, da istituire appositamente, di cui al comma 5 dell’art. 1 "Interventi conseguenti agli eventi sismici che hanno colpito il territorio della Regione Emilia-Romagna."»
Emendamento 3, a firma dei consiglieri Favia e Defranceschi:
«Dopo l’art. 1 ter si introduce l’art. 1 quater:
Procedura selettiva pubblica per le nomine di competenza regionale
degli amministratori di società ed enti
1. La Regione procede alla individuazione dei nominativi da indicare, per le nomine di sua competenza, all’interno dei consigli di Amministrazione di società ed enti mediante procedura selettiva pubblica.
2. Per le nomine, di cui al comma 1, sono incompatibili i consiglieri e gli assessori regionali ed inoltre i consiglieri e gli assessori provinciali, i consiglieri e gli assessori comunali ove questi enti locali compartecipino nella società o ente, nonché, chi abbia ricoperto le medesime cariche, per un periodo di qualsiasi durata, nei sei anni precedenti.
3. Con apposito regolamento, da emanarsi entro 180 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale precisa i criteri di selezione, prevedendo commissioni esaminatrici esterne a cui non potranno partecipare commissari esperti che abbiano rapporti di parentela fino al terzo grado, con i candidati, i presidenti, gli amministratori delegati, i componenti dei consigli di amministrazione delle società o enti partecipati dalla Regione, assessori o consiglieri della stessa Regione."»
Comunicazioni prescritte dall'articolo 68 del Regolamento interno
«È stato presentato il seguente progetto di proposta di legge alle Camere:
4292 - Progetto di proposta di legge alle Camere, ai sensi dell'art. 121, comma 2, della Costituzione, d'iniziativa del consigliere Favia: "Interventi di tutela da fenomeni sismici e di subsidenza dei territori della Regione Emilia-Romagna. Modifica dell'articolo 6 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 "Norme in materia ambientale e successive modificazioni"" (18 07 13).
4297 - Risoluzione proposta dal consigliere Cavalli per impegnare la Giunta a porre in essere azioni volte ad informare l'utenza ed il personale dell'Ospedale di Fiorenzuola (PC) circa la chiusura o il trasferimento, e la successiva riattivazione, di reparti a seguito della ristrutturazione antisismica dell'edificio che ospita il nosocomio (documento in data 19 07 13).
4296 - Interpellanza del consigliere Malaguti circa l'abbattimento delle volpi, con particolare riferimento alle modalità di svolgimento di tale attività attraverso l'utilizzazione di cani.
4300 - Interpellanza del consigliere Pollastri circa i lavori di ristrutturazione dell'Ospedale di Fiorenzuola (PC), la relativa tempistica e l'informazione riguardante tali interventi.
4304 - Interpellanza del consigliere Pollastri circa la deroga, ai fini dell'irrigazione di terreni agricoli, dei parametri relativi al deflusso minimo vitale del torrente Nure (PC).
4291 - Interrogazione della consigliera Donini, a risposta scritta, circa la riduzione dei posti letto presso l'Ospedale di Fiorenzuola d'Arda.
4293 - Interrogazione del consigliere Manfredini, a risposta scritta, circa i tempi ed i procedimenti riguardanti l'approvazione delle pratiche inerenti la ricostruzione delle abitazioni civili colpite dal sisma.
4294 - Interrogazione della consigliera Meo, a risposta scritta, circa la tutela dell'ambiente e della morfologia del torrente Tiepido (MO) e del relativo Percorso Natura.
4295 - Interrogazione del consigliere Bazzoni, di attualità a risposta immediata in Aula, circa procedure e finanziamenti riguardanti il Consorzio "Centro Termale Il Baistrocchi".
4298 - Interrogazione della consigliera Noè, a risposta scritta, circa incentivi e finanziamenti riguardanti il riordino territoriale, con particolare riferimento all'Alta Valle del Reno.
4299 - Interrogazione del consigliere Pollastri, a risposta scritta, circa la diffusione, a favore dei pazienti affetti da SLA, di supporti tecnologici denominati "ComuniCare" e "Brindisys".
4301 - Interrogazione del consigliere Leoni, a risposta scritta, circa il ripristino della funzionalità degli ascensori adibiti al trasporto dei disabili nella stazione ferroviaria di Modena.
4302 - Interrogazione del consigliere Cavalli, a risposta scritta, circa gli aumenti dei contributi richiesti ai proprietari di immobili dal Consorzio di Bonifica di Piacenza.
4303 - Interrogazione della consigliera Noè, a risposta scritta, circa la revisione della normativa riguardante la Tares.
4305 - Interrogazione del consigliere Pollastri, di attualità a risposta immediata in Aula, circa i lavori di ristrutturazione antisismica dell'Ospedale vecchio di Fiorenzuola (PC).
3953 - Interrogazione del consigliere Leoni, a risposta scritta, circa il Servizio di assistenza infermieristica domiciliare relativo alle zone del territorio modenese colpito dal sisma.
3954 - Interrogazione del consigliere Leoni, a risposta scritta, circa i ricorrenti allagamenti dell'Ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola (MO).
3957 - Interrogazione del consigliere Bernardini, a risposta scritta, circa la chiusura del reparto pediatrico e del relativo Pronto soccorso presso l'Ospedale di Bentivoglio.
3958 - Interrogazione del consigliere Malaguti, a risposta scritta, circa la situazione della sanità regionale, con particolare riferimento alla Provincia di Ferrara.
3959 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa il controllo della qualità dell'aria e delle varie forme di inquinamento a Bologna.
3960 - Interrogazione del consigliere Malaguti, a risposta scritta, circa i servizi sanitari erogati ai cittadini di Bondeno (FE), con particolare riferimento al Pronto Soccorso.
3962 - Interrogazione del consigliere Corradi, a risposta scritta, circa le azioni da porre in essere a favore ed a tutela dei territori in cui si siano verificate gravi situazioni di dissesto idrogeologico.
3968 - Interrogazione del consigliere Defranceschi, a risposta scritta, circa le procedure relative allo smaltimento dell'amianto nella Provincia di Bologna.
3975 - Interrogazione del consigliere Paruolo, a risposta scritta, circa il gettito dei ticket sanitari nell'anno 2012, con particolare riferimento alla numerosità del nucleo familiare.
3976 - Interrogazione del consigliere Leoni, a risposta scritta, circa i disagi per i pendolari nella tratta ferroviaria Vignola-Bologna.
3978 - Interrogazione del consigliere Leoni, a risposta scritta, circa il servizio di assitenza per persone disabili presso la Stazione ferroviaria di Castelfranco Emilia.
4000 - Interrogazione del consigliere Lombardi, a risposta scritta, circa le analisi urgenti non programmate effettuate con strumentazione POCT presso l'ospedale di Novafeltria.
4002 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa le procedure ed i contributi regionali relativi al progetto "Alt-Stazione: arte e bici alla fermata del treno" riguardante il Comune di San Giovanni in Persiceto (BO).
4005 - Interrogazione del consigliere Leoni, a risposta scritta, in merito alla situazione di disagio che vive la frazione di San Pellegrino in Alpe del Comune di Frassinoro a causa della frana che ha interrotto una strada.
4012 - Interrogazione del consigliere Cavalli, a risposta scritta, circa le azioni da attuare per prevenire e risarcire i danni causati dalla fauna predatrice nei confronti degli allevatori, con particolare riferimento alla diffusione dei lupi.
4015 - Interrogazione del consigliere Lavagetto, a risposta scritta, circa la situazione relativa al Centro Termale "Il Baistrocchi" di Salsomaggiore Terme.
4043 - Interrogazione del consigliere Lavagetto, a risposta scritta, in merito al Centro Termale "Il Baistrocchi" di Salsomaggiore Terme.
4044 - Interrogazione del consigliere Filippi, a risposta scritta, circa la revisione dei parametri riguardanti i vincoli sulle dimensioni strutturali e le caratteristiche tecniche dei ricoveri per i cani.
4062 - Interrogazione del consigliere Leoni, a risposta scritta, in merito alla decisione dell'Azienda USL di Modena di chiudere il Punto di Primo Intervento di Fanano e di eliminare il medico dall'equipaggio delle ambulanze del 118.
4074 - Interrogazione del consigliere Leoni, a risposta scritta, circa la soppressione di corse, nel periodo estivo, nella linea ferroviaria Modena-Sassuolo.
4075 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa nomine riguardanti TPER e Unipol.
4079 - Interrogazione del consigliere Defranceschi, a risposta scritta, circa problematiche connesse ad interventi, riguardanti il Comune di Ravenna, di integrazione sociale in campo abitativo tramite la metodologia dell'autocostruzione, con particolare riferimento alla tutela dei soggetti autocostruttori.
4080 - Interrogazione del consigliere Luciano Vecchi, a risposta scritta, circa le azioni da porre in essere in merito alla riduzione estiva dei servizi ferroviari, con particolare riferimento alla linea Modena-Sassuolo.
4082 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa l'incremento delle tariffe dei biglietti orari degli autobus, con particolare riferimento a TPER.
4085 - Interrogazione del consigliere Leoni, a risposta scritta, circa le azioni da porre in essere per migliorare la situazione delle famiglie che ancora risiedono, a seguito del sisma, nei moduli abitativi provvisori siti a Mirandola (MO), in via Mazzone.
4086 - Interrogazione della consigliera Noè, a risposta scritta, circa gli interventi e le risorse riguardanti la superstrada E45.
4088 - Interrogazione del consigliere Filippi, a risposta scritta, circa le procedure riguardanti le quote-latte.
4095 - Interrogazione del consigliere Manfredini, a risposta scritta, circa le condizioni igienico-sanitarie, ed i relativi controlli, riguardanti le strutture destinate ad alloggiare le persone sfollate a causa del sisma, con particolare riferimento alla situazione esistente a Mirandola (MO).
4100 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa interventi ed opere pubbliche riguardanti la depurazione delle acque, con particolare riferimento all'area della Val di Setta ed al territorio del Comune di Grizzana Morandi.
4108 - Interrogazione del consigliere Pollastri, a risposta scritta, circa le azioni da porre in essere per attuare il coinvolgimento attivo di tutte le associazioni di Pendolari che utilizzano il servizio ferroviario.
4116 - Interrogazione del consigliere Leoni, a risposta scritta, circa questioni riguardanti la gestione della sanità pubblica regionale.
4125 - Interrogazione del consigliere Pollastri, a risposta scritta, circa le strutture dedicate alla igiene degli alimenti e della nutrizione (SIAN).
4126 - Interrogazione del consigliere Pollastri, a risposta scritta, circa l'analisi ed il monitoraggio sulla situazione del commercio in Emilia-Romagna.
4127 - Interrogazione del consigliere Pollastri, a risposta scritta, circa la manutenzione e la pulizia, da parte di FER-TPER, dei vagoni destinati al trasporto dei passeggeri.
4128 - Interrogazione del consigliere Pollastri, a risposta scritta, circa l'esportazione di vini dall'Emilia-Romagna verso la Cina.
4129 - Interrogazione del consigliere Pollastri, a risposta scritta, circa la riduzione estiva dei servizi ferroviari in Emilia-Romagna.
4130 - Interrogazione del consigliere Pollastri, a risposta scritta, circa la disciplina dell'apprendistato in Emilia-Romagna, con particolare riferimento al "sistema duale".
4131 - Interrogazione del consigliere Pollastri, a risposta scritta, circa la valorizzazione e la salvaguardia del patrimonio tecnologico e stilistico costituito dai veicoli "Euro 0".
4132 - Interrogazione del consigliere Pollastri, a risposta scritta, circa la situazione riguardante le stazioni ferroviarie, con particolare riferimento alla Provincia di Piacenza.
4133 - Interrogazione del consigliere Pollastri, a risposta scritta, circa la valorizzazione e la tutela, anche dal punto di vista legislativo, del valore della famiglia.
4135 - Interrogazione del consigliere Pollastri, a risposta scritta, circa il ripristino del collegamento ferroviario diretto tra Piacenza, Parma, Bologna e Parigi.
4142 - Interrogazione del consigliere Cavalli, a risposta scritta, circa la salvaguardia delle eccellenze del polo tecnologico aeronautico di Forlì e la fruizione del relativo aeroporto.
4154 - Interrogazione della consigliera Noè, a risposta scritta, circa la soppressione di fermate nelle stazioni ferroviarie di località turistiche della costa romagnola.
4155 - Interrogazione della consigliera Noè, a risposta scritta, circa il contenimento dei costi dei biglietti di accesso alle sale cinematografiche.
4159 - Interrogazione del consigliere Leoni, a risposta scritta, circa il campo nomadi sito in via Nuova Ponente a Carpi.
4161 - Interrogazione del consigliere Manfredini, a risposta scritta, circa il trasferimento della sede del SERT di Sassuolo (MO).
4162 - Interrogazione del consigliere Malaguti, a risposta scritta, in merito alle agevolazioni tariffarie e alla rateizzazione dei pagamenti per le popolazioni colpite dagli eventi sismici.
4171 - Interrogazione della consigliera Noè, a risposta scritta, circa i vincoli e le procedure relative ai contributi concessi per la ricostruzione di immobili danneggiati dal sisma.
4191 - Interrogazione del consigliere Manfredini, a risposta scritta, circa la realizzazione dello Scalo merci di Marzaglia (MO).
4198 - Interrogazione del consigliere Malaguti, a risposta scritta, circa l'applicazione di tassi di interesse, da parte di istituti bancari, riguardanti il periodo di sospensione obbligatoria dei mutui per la prima casa nelle aree colpite dal sisma.
4216 - Interrogazione del consigliere Malaguti, a risposta scritta, in merito all’applicabilità della Legge Regionale n. 8/94 «Disposizioni per la protezione della fauna selvatica e per l'esercizio dell'attività venatoria», in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato, sez. VI, 13 maggio 2005 n. 2399.
4225 - Interrogazione del consigliere Filippi, a risposta scritta, circa il Polo culturale "Cattedrale" inaugurato nel Comune di Boretto (RE).
4229 - Interrogazione della consigliera Noè, a risposta scritta, circa la promozione dello sviluppo idroviario, con particolare riferimento al trasporto fluviale relativo al fiume Po.
Comunicazione ai sensi dell’art. 68, comma 1, lett. n)
Si informa, ai sensi dell’art. 68, comma 1, lett. n), che l’ordine del giorno relativo alla convocazione della tornata di lavori assembleari fissati per il giorno 23, 24 e 25 luglio è stato integrato con il seguente oggetto:
3351 - Progetto di legge d'iniziativa dei consiglieri Costi, Ferrari, Monari, Donini, Meo, Grillini, Paruolo, Barbieri e Montanari: "Rete escursionistica dell'Emilia-Romagna e valorizzazione delle attività escursionistiche" (09 11 12).»
(Comunicazione n. 61 prescritta dall'art. 68 del Regolamento interno - prot. 30947/2013)
Corradi - Meo