Source: http://www.nursindsiena.it/contratto-a-tempo-determinato-come-cambiano-i-giorni-di-permesso-alla-luce-del-nuovo-ccnl/
Timestamp: 2019-07-18 05:43:00+00:00
Document Index: 113019734

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'art. 33', 'art. 42', 'art. 36', 'art. 37', 'art 36', 'art. 40', 'art. 36', 'art 48']

Contratto a tempo determinato. Come cambiano i giorni di permesso alla luce del nuovo CCNL – Nursind Siena
Contratto a tempo determinato. Come cambiano i giorni di permesso alla luce del nuovo CCNL
Tra le tante storture di questo contratto, qualcosa da salvare c’è, ovvero il riconoscimento dei permessi retribuiti e non, esclusivi dei contratti a tempo indeterminato, estesi ai contratti a tempo determinato.
L’articolo 57 del CCNL 2016-2018, regola il contratto a tempo determinato.
Aziende ed Enti possono stipulare contratti individuali per l’assunzione di personale a tempo determinato.
I contratti a tempo determinato hanno una durata massima di 36 mesi; tra un contratto e la stipula di quello successivo, devono intercorrere 10 giorni se il contratto ha una durata pari o inferiore a 6 mesi, 20 giorni se la durata del contratto è maggiore di 6 mesi.
Ai contratti regolati dal Contratto così come ai contratti stipulati nella Pubblica amministrazione, non si applica il Decreto Dignità.
ll Dl 87/2018, ha ritoccato il codice dei contratti contenuto nel Jobs Act, D. Lgs 81/2015, intervenendo sulla durata massima, sulle proroghe, sulla causale, sui termini di impugnazione e sulla contribuzione, ed ha previsto 24 mesi come durata massima dei contratti a tempo determinato.
Questo vuol dire che i contratti a tempo determinato stipulati dalle Aziende sanitarie e dagli Enti, continueranno ad avere una durata massima di 36 mesi.
Le norme relative ai permessi si trovano all’articolo 58 del CCNL.
1. Al personale assunto a tempo determinato si applica il trattamento economico e normativo previsto dalla contrattazione collettiva vigente per il personale assunto a tempo indeterminato, compatibilmente con la natura del contratto a termine, con le precisazioni seguenti e dei successivi commi:
a)le ferie maturano in proporzione alla durata del servizio prestato, entro il limite annuale stabilito per i lavoratori assunti per la prima volta nella pubblica amministrazione, ai sensi dell’art. 33, comma 4 (Ferie e recupero festività soppresse) del presente CCNL; nel caso in cui, tenendo conto della durata di precedenti contratti a tempo indeterminato o determinato comunque già intervenuti, anche con altre amministrazioni, pure di diverso comparto, il lavoratore abbia comunque prestato servizio per più di tre anni, le ferie maturano, in proporzione al servizio prestato, entro il limite annuale di 28 o 32 giorni, stabilito dall’art. 33 commi 2 e 3 (Ferie e recupero festività soppresse) del presente CCNL, a seconda della articolazione dell’orario di lavoro rispettivamente su cinque o sei giorni.
c) il periodo di conservazione del posto è pari alla durata del contratto e non può in ogni caso superare il termine massimo fissato dall’art. 42(Assenze per malattia);
d) possono essere concessi permessi non retribuiti per motivate esigenze fino a un massimo di 15 giorni complessivi e permessi retribuiti solo in caso di matrimonio ai sensi dell’art. 36, comma 2 (Permessi giornalieri retribuiti);
e) nel caso di rapporto di lavoro a tempo determinato di durata non inferiore a sei mesi continuativi, comprensivi anche di eventuali proroghe, oltre ai permessi di cui alla lett.d), possono essere concessi i seguenti permessi:
– permessi retribuiti per motivi personali o familiari, di cui all’art. 37 (Permessi orari retribuiti per motivi personali o familiari);
– permessi per esami o concorsi di cui all’art 36, comma 1, lettera a) (Permessi giornalieri retribuiti);
– permessi per visite specialistiche, esami e prestazioni diagnostiche di cui all’art. 40 (Assenze per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici);
– permessi per lutto di cui, all’art. 36 comma 1 lettera b) (Permessi giornalieri retribuiti).
f) il numero massimo annuale dei permessi di cui alla lettera e) deve essere riproporzionato in relazione alla durata temporale nell’anno del contratto a termine stipulato, salvo il caso dei permessi per lutto; l’eventuale frazione di unità derivante dal riproporzionamento è arrotondata all’unità superiore, qualora la stessa sia uguale o superiore a 0,5;
g) sono comunque fatte salve tutte le altre ipotesi di assenza dal lavoro stabilite da specifiche disposizioni di legge per i lavoratori dipendenti, compresa la legge 104/1992 s.m.i. e la legge n.53/2000 ivi compresi i permessi per lutto ai quali si applica la disciplina legale nei casi di rapporto di durata inferiore a sei mesi.
Diritto allo studio (art 48)
Ai dipendenti sono concessi – anche in aggiunta alle attività formative programmate dall’Azienda o Ente – permessi retribuiti, nella misura massima individuale di 150 ore per ciascun anno solare e nel limite massimo, arrotondato all’unità superiore, del 3% del personale in servizio a tempo indeterminato presso ciascuna Azienda o Ente all’inizio di ogni anno.
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