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Timestamp: 2018-02-21 07:04:34+00:00
Document Index: 78974909

Matched Legal Cases: ['art. 235', 'art. 233', 'sentenza ', 'art. 233', 'art. 233', 'art. 234', 'art. 233']

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Chavismo senza Chavez – Background
Hugo Chavez lo scorso 7 ottobre 2012 è stato rieletto per la quarta volta Presidente della Repubblica del Venezuela. Salito al potere nel 1999, il leader bolivariano ha sconfitto nell’ultima tornata elettorale il candidato di opposizione Henrique Capriles Radonski, garantendosi così la permanenza al governo fino al 2019. Tuttavia, dal giugno 2011 il Presidente venezuelano soffre di un cancro che lo ha costretto a farsi ricoverare per la quarta volta in due anni nuovamente a Cuba. Ricoverato dall’11 dicembre a La Avana e con un permesso di 90 giorni concesso dall’Assemblea Nazionale (previsto dall’art. 235 della Costituzione), Chavez si troverebbe in condizioni di salute gravi, ma stabili. Secondo quanto riportato dal Ministro delle Comunicazioni e dell’Informazione, Ernesto Villegas, il Presidente soffrirebbe ancora di gravi problemi respiratori dovuti ad una forte infezione polmonare. Prima di partire per l’isola caraibica Chavez aveva designato Nicolas Maduro, Vice Presidente e Ministro degli Esteri, come suo naturale successore nell’eventualità in cui la sua salute fosse peggiorata non permettendogli più una ripresa dell’attività politica. Infatti, il Presidente venezuelano ottenuta la dispensa dal giuramento attraverso una proroga a tempo indeterminato del “permesso medico” sia dall’Assemblea Nazionale, sia dal Tribunale Supremo di Giustizia, non è tornato il 10 gennaio per dare ufficialmente inizio al nuovo mandato e aprendo così un vuoto istituzionale che la stessa Costituzione non chiarisce a fondo. In attesa che il governo chiarisca le reali condizioni di salute del Presidente – coperte sin dal giugno 2011 dal segreto di stato –, proviamo a capire cosa prevede la Carta costituzionale.
La Costituzione venezuelana: articoli 231, 233 e 234
La Costituzione venezuelana presenta alcune norme poco chiare e a volte contrastanti l’una contro l’altra. Il punto centrale della questione riguarda i meccanismi della gestione del potere presidenziale nel momento in cui il Capo di Stato non può esercitare le proprie funzioni per un’assenza temporanea e/o. La questione si snoda intorno a tre articoli: il 231, il 233 e il 234.
L’articolo 231 della Costituzione recita così:
«Il candidato eletto prende possesso dell’incarico di Presidente della Repubblica il 10 di gennaio del primo anno del suo mandato costituzionale, prestando giuramento dinanzi all’Assemblea nazionale. Se per qualsiasi motivo sopravvenuto il Presidente della Repubblica non può prendere possesso dinanzi all’Assemblea nazionale, lo fa dinanzi al Tribunale Supremo di Giustizia».
Secondo tale articolo, Chavez si sarebbe dovuto presentare formalmente alla cerimonia di giuramento per celebrare l’inizio del suo nuovo mandato presidenziale. Le interpretazioni però della norma sono state molteplici e se il Vice Presidente Maduro sostiene che tale articolo rappresenta un “formalismo”, le opposizioni attaccano ritenendo tale rilettura come un tentativo di non rispettare la Costituzione. Maduro e il governo sostengono che il Presidente Chavez non era tenuto a presenziare al giuramento ma potrà farlo in un secondo momento dinanzi al Tribunale Supremo di Giustizia (Tsg) perché l’articolo citato, sempre secondo Maduro, si riferisce all’”elezione del Presidente ad un primo mandato e non alla condizione di un rieletto” e, quindi, il “caso Chavez” non rientrerebbe in nessuno di queste opzioni. Infatti, secondo l’art. 233 i casi di impedimento permanente dell’attività di un Presidente previsti riguardano:
«la morte, la rinuncia, o la destituzione decretata con sentenza dal Tribunale Supremo di Giustizia; l’incapacità fisica o mentale permanente accertata da una commissione medica designata dal Tribunale Supremo di Giustizia e con l’approvazione dell’Assemblea Nazionale; l’abbandono dell’incarico, dichiarato come tale dall’Assemblea Nazionale, e la revoca popolare del suo mandato».
Le opposizioni, riunite sotto il cartello della Mesa de la Unidad Democràtica (Mud), sostengono la tesi secondo la quale l’incerta condizione di salute del Presidente deve essere chiarita alla nazione per meglio definire il quadro istituzionale entro il quale muoversi, senza escludere l’eventualità di nuove elezioni così come è previsto sempre nell’art. 233:
«Quando si realizza una causa di impedimento permanente del Presidente eletto prima che questi abbia preso possesso dell’incarico, si procede ad una nuova elezione a suffragio universale, diretto e segreto entro i trenta giorni consecutivi seguenti. Mentre si procede all’elezione ed in attesa della presa di possesso dell’incarico del nuovo Presidente, il Presidente dell’Assemblea Nazionale svolge funzioni di Presidente della Repubblica».
Sempre l’art. 233 prevede che qualora l’impedimento permanente dovesse prodursi dopo il giuramento ed entro i primi quattro anni di mandato, la presidenza temporanea deve essere assunta dal Vice Presidente:
«Se si realizza una causa di impedimento permanente del Presidente della Repubblica durante i primi quattro anni del periodo costituzionale, si procede ad una nuova elezione a suffragio universale e diretto entro i trenta giorni consecutivi seguenti. Mentre si procede all’elezione ed in attesa della presa di possesso dell’incarico del nuovo Presidente, il Vicepresidente svolge funzioni di Presidente della Repubblica».
In questi casi, per evitare il ricorso ad elezioni anticipate, il governo, con l’appoggio del voto favorevole dei deputati di opposizione in Parlamento, è riuscito ad ottenere una ulteriore proroga al “permesso medico” di cui già dispone il Presidente Chavez. L’Assemblea Nazionale ha, infatti, autorizzato il Presidente a prendersi “tutto il tempo di cui ha bisogno” per recuperare dalla malattia rinviando il giuramento per il nuovo mandato presidenziale a data da destinarsi.
Pur non schierandosi contro un ulteriore prolungamento dei termini per un permesso all’estero, le opposizioni ritengono che al momento il problema principale non riguarda tanto la data del giuramento, bensì la natura dell’assenza del Presidente, se essa è da considerarsi “temporanea” o “permanente”. La Mud, per voce del suo Segretario esecutivo Ramon Guillermo Aveledo, ha affermato che il governo ha tra i suoi poteri quello di presentare un’informativa medica nella quale precisare se l’assenza del Capo di Stato è permanente o meno. Infatti, se l’impedimento è di natura “temporanea” il Presidente così come previsto dall’art. 234, cede i suoi poteri al:
«(…) Vicepresidente Esecutivo (che) svolge funzioni di supplenza dello stesso fino a novanta giorni, prorogabili con decisione dell’Assemblea Nazionale per ulteriori novanta giorni.
Se l’impedimento temporaneo si prolunga per più di novanta giorni consecutivi, l’Assemblea Nazionale decide a maggioranza dei suoi componenti se esso debba considerarsi quale impedimento permanente».
Qualora, appunto, l’impedimento temporale superasse i 90 giorni previsti e i successivi 90 di proroga, l’Assemblea Nazionale voterà sulla natura dell’assenza che passerà ad essere verosimilmente “permanente” e implicando la necessità di indire nuove elezioni e lasciando al Presidente del Parlamento (in questo caso Diosdado Cabello) la facoltà di assumere i poteri presidenziali fino alla prossima consultazione che dovrà avvenire entro 30 giorni dal voto, così come previsto dall’art. 233:
«Se si realizza una causa di impedimento permanente del Presidente della Repubblica durante i primi quattro anni del periodo costituzionale, si procede ad una nuova elezione a suffragio universale e diretto entro i trenta giorni consecutivi seguenti. Mentre si procede all’elezione ed in attesa della presa di possesso dell’incarico del nuovo Presidente, il Vicepresidente dell’Assemblea Nazionale svolge funzioni di Presidente della Repubblica».
Al di là di qualsiasi opzione o chiave interpretativa delle norme costituzionali, gli unici dati evidenti sono che le condizioni di salute del Presidente Chavez paiono essere davvero molto gravi e che il Paese presto dovrà ricorrere a nuove elezioni aprendo dunque nuovi scenari nel breve e medio periodo.