Source: https://www.inps.it/Circolari/Circolare%20numero%2083%20del%2020-05-2016.htm
Timestamp: 2019-06-18 23:02:47+00:00
Document Index: 31306723

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 43', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 8', 'sentenza ', 'art.7']

Un secondo gruppo dove vengono inseriti coloro che prestano, a tempo determinato, attività al di fuori delle ipotesi di cui al punto a).
Con il citato decreto di armonizzazione n. 182/1997 e con i successivi decreti ministeriali del 10 novembre 1997 e del 15 marzo 2005, per i lavoratori assicurati alla gestione ex ENPALS, inquadrati nei tre gruppi come sopra individuati, ai fini della valutazione dell’anzianità contributiva necessaria per il perfezionamento del diritto alle relative prestazioni pensionistiche, il requisito dell'annualità di contribuzione viene così distinto:
- 120 gg. per i lavoratori appartenenti al Gruppo A;
per le anzianità contributive maturate sino al 31.12.1992, il requisito dell’annualità di contribuzione deve intendersi perfezionato al raggiungimento di 60 contributi giornalieri, per le categorie di lavoratori artistiche e tecniche appartenenti al previgente gruppo 1, ed al raggiungimento di 180 contributi giornalieri per le altre categorie appartenenti al gruppo 2;
per le anzianità contributive maturate successivamente al 31.12.1992, invece il requisito dell’annualità di contribuzione, ai sensi dell’articolo 6, comma 2, del decreto legislativo n. 503/1992 che ne ha disposto l’elevazione, va commisurato, rispettivamente a 120 e 260 contributi giornalieri;
l’elevazione a 312 contributi giornalieri prevista per i lavoratori inquadrati nel gruppo C di cui all’art. 2, comma 2, del d.lgs. n. 182/1997, dispiega i suoi effetti per le anzianità contributive maturate dal 1° agosto 1997.
Per quanto esplicitato, quindi, i requisiti contributivi, ai fini del conseguimento del diritto alle prestazioni, sono individuabili in relazione ai vari periodi di assicurazione fatti valere sino al 31.12.1992, dal 1.01.1993 sino al 31.07.1997 e successivamente a tale data (V. circolare ex-Enpals n. 10 del 1997, p.to 1.1).
I contributi giornalieri che dovessero risultare eccedenti le annualità richieste nei vari periodi, sono valutati, a copertura del requisito contributivo, dividendoli per l’annualità relativa al gruppo prevalente (A, B o C).
1.1.4 Diritto a pensione.
l’anzianità assicurativa, ovvero l’arco temporale che deve trascorrere dal primo contributo versato o accreditato fino alla decorrenza della pensione (es. Pensione di vecchiaia: 20 anni dal primo contributo);
il numero delle giornate che si richiedono per la copertura del periodo assicurativo richiesto.
Il D.M. 10 novembre 1997, tenuto conto dei criteri enunciati nell’articolo 2 del d.lgs. n. 182/1997, ha distinto le categorie dei lavoratori dello spettacolo in tre gruppi: A, B e C.
Successivamente il D.M. 15 marzo 2005, ai sensi dell’articolo 3, comma 2, secondo periodo, del D.L.C.P.S. n. 708/1947, come sostituito dall'art. 43, comma 2, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, ha rimodulato la composizione dei tre raggruppamenti ed ha inserito nuove figure professionali.
Si specifica, infine, che la disciplina dettata dal DM del 2005 non può applicarsi retroattivamente posto che, i diversi Decreti, si applicano “ratione temporis” (schema esemplificativo allegato 2).
L’art. 1, comma 10, del decreto legislativo n. 182/1997 che ha modificato l’articolo 12 della sopra citata legge, ha mantenenuto il concetto di massimale di retribuzione giornaliera, precisando che “A decorrere dal 1 gennaio 1998 il limite delle 315.000 lire giornaliere è rivalutato annualmente sulla base dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, così come calcolato dall’ISTAT”.
I contributi d’ufficio accreditabili a partire dal 01/01/1993 in favore dei lavoratori del FPLS, ai sensi dell’art. 1, comma 15, del decreto legislativo n. 182/1997, spettano ai lavoratori del gruppo A come individuati dal D.M. 10 novembre 1997.
Successivamente, l’articolo 4, comma 8, del d.lgs. 182 del 1997, ha stabilito che “ai fini del calcolo dei trattamenti pensionistici aventi decorrenza successiva alla data di entrata in vigore del presente decreto, per la quota di pensione relativa alle anzianità maturate successivamente al 31 dicembre 1992, l'aliquota di rendimento annuo del 2 per cento è applicata sino alla quota di retribuzione giornaliera pensionabile corrispondente al limite massimo della retribuzione annua pensionabile in vigore tempo per tempo nell'assicurazione generale obbligatoria diviso per 312. Le quote di retribuzione giornaliera pensionabile eccedenti il suddetto limite sono computate secondo le aliquote di rendimento previste dall'articolo 12 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503.”
L’articolo 12, comma 2, del d.lgs. n 503/1992, peraltro, dispone che “le percentuali di riduzione derivanti dal raffronto tra le aliquote di rendimento operanti al di sotto del limite massimo della retribuzione annua pensionabile per l'assicurazione generale obbligatoria e quelle di cui alla tabella determinata al comma 1 sono estese alle forme di previdenza sostitutive ed esclusive, ai fini della determinazione della misura delle relative pensioni, fermi restando i limiti massimi di retribuzione pensionabile previsti dai singoli ordinamenti, ivi compresi quelli di cui all'art. 8 della legge 31 ottobre 1988, n. 480 e le percentuali di abbattimento operanti oltre i detti limiti se più elevate, fatta esclusione per i casi disciplinati ai sensi dell'articolo 3 del decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160”
La differenza della disciplina sul massimale di retribuzione pensionabile tra lavoratori iscritti alla ex gestione ENPALS e la generalità dei lavoratori non costituisce una disparità di trattamento, secondo la Corte, anche sul presupposto che “non può essere trascurato, ai fini di una valutazione complessiva della prospettata questione, che il sistema previdenziale dei lavoratori dello spettacolo – anche in considerazione della particolarità di talune professioni e delle modalità di svolgimento delle medesime – è, per certi versi, un sistema ampiamente favorevole per gli iscritti, quanto all'entità delle prestazioni ed alle condizioni di accesso, rispetto a quello della generalità dei lavoratori assicurati presso l'INPS; di talché non è possibile lamentare il semplice dato della diversità esistente tra retribuzione soggetta a prelievo contributivo e retribuzione pensionabile senza tenere presente l'intero sistema previdenziale in cui detta previsione si inserisce”.
La Corte ha inoltre evidenziato che “la razionalizzazione dei sistemi previdenziali esige, come la Corte ha più volte ribadito, valutazioni e bilanciamenti di interessi comportanti scelte politiche che, nei limiti del rispetto dei diritti fondamentali, competono al legislatore”.
Fasce quota “A” (Corrispondente alle anzianità maturate fino al 31/12/1992)
La somma dei singoli prodotti moltiplicata per il numero dei contributi maturati al 31/12/1992 determina l’importo annuo di pensione relativo alla quota “A”.
Fasce quota “B” (Corrispondente alle anzianità maturate dal 01/01/1993)
La somma dei singoli prodotti moltiplicata per il numero dei contributi maturati successivamente al 31/12/1992, determina l’importo annuo relativo alla Quota “B”.
per gli appartenenti al Gruppo A la media viene calcolata su una quantità di retribuzioni giornaliere, 1900 (a regime dal 1° gennaio 1998), tra le migliori fra quelle accreditate. La rivalutazione opera su tutte le retribuzioni del periodo di riferimento ad eccezione dell'anno di decorrenza della pensione e di quello immediatamente precedente. I coefficienti di rivalutazione sono determinati dagli indici di variazione ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di impiegati ed operai, aumentati di un punto percentuale per ogni anno solare compreso nel periodo di riferimento. La retribuzione rivalutata non può essere utilizzata al di sopra del massimale giornaliero previsto che, per il 2016, è di 230,40 euro.
per gli appartenenti ai Gruppi B e C la media è calcolata sulle ultime retribuzioni giornaliere, 2600 (a regime dal 1° gennaio 2000) per il gruppo B, 3120 (a regime dal 1° gennaio 2002) per il gruppo C rivalutate come esposto per il gruppo A e con lo stesso criterio relativamente al massimale di retribuzione giornaliero.
per la quota relativa alle anzianità contributive maturate fino al 2011, secondo il metodo di calcolo retributivo (Quota A + Quota B) ovvero sulla media delle retribuzioni percepite negli ultimi o migliori anni di vita lavorativa (migliori 540 retribuzioni giornaliere per la Quota A + migliori 1900 retribuzioni giornaliere in caso di gruppo A – ultime 2600 o 3120 retribuzioni giornaliere se gruppo B o C per quanto riguarda la Quota B);
per la quota relativa alle anzianità contributive maturate a partire dal 2012, con il metodo contributivo (Quota C) ovvero in base ai contributi versati/accreditati dal 1° gennaio 2012 fino alla decorrenza della pensione;
per la quota relativa alle anzianità contributive maturate fino al 1995, secondo il metodo di calcolo retributivo (Quota A + Quota B) ovvero sulla media delle retribuzioni percepite negli ultimi o migliori anni di vita lavorativa (vedi sopra punto a);
per la quota relativa alle anzianità contributive accreditate a partire dal 1996, con il metodo contributivo (Quota C) ovvero in base ai contributi versati/accreditati dal 1° gennaio 1996 fino alla decorrenza della pensione.
4.2 Soggetti in possesso di anzianità contributiva successiva al 31 dicembre 1995.
b) 5 anni di contribuzione “effettiva” (obbligatoria, volontaria e da riscatto), con esclusione di quella accreditata figurativamente a qualsiasi titolo, a prescindere dall’importo della pensione, all’età di 70 anni sia per gli uomini sia per le donne; dal 1° gennaio 2013 l’età anagrafica deve essere incrementata, tempo per tempo, dei previsti adeguamenti alla speranza di vita.
Ai fini del computo dei 20 anni di contribuzione “effettiva” è utile solo la contribuzione effettivamente versata (obbligatoria, volontaria, da riscatto).
600 o 1300 o 1560 contributi giornalieri (cinque anni di anzianità contributiva ed assicurativa secondo il gruppo di appartenenza del lavoratore) di cui almeno 360 o 780 o 936 contributi giornalieri (tre anni di anzianità contributiva ed assicurativa) nel quinquennio precedente la data di presentazione della domanda.
600 o 1300 o 1560 contributi giornalieri (cinque anni di anzianità assicurativa e contributiva secondo il raggruppamento di appartenenza del lavoratore) di cui almeno 360 o 780 o 936 contributi giornalieri (tre anni di anzianità assicurativa e contributiva) nel quinquennio precedente la data di presentazione della domanda.
a cessazione di qualsiasi attività lavorativa;
la rinuncia ai trattamenti a carico dell'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione ed a ogni altro trattamento sostitutivo o integrativo della retribuzione;
Il trattamento spetta anche ai titolari di pensione a carico delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (sentenza Corte Costituzionale 9 maggio 2002 , n. 198).
non possedere i requisiti di assicurazione e di contribuzione previsti per ottenere la pensione autonoma presso il FPLS;
aver compiuto l'età anagrafica prevista per la pensione di vecchiaia nell'Assicurazione Generale Obbligatoria.
Si rammenta altresì che, come chiarito dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, anche secondo il parere fornito del Ministero dell’Economia e delle Finanze, le disposizioni sulla salvaguardia del diritto a pensione non si applicano alle pensioni supplementari.
il richiedente deve aver, inoltre, cessato l'attività lavorativa dipendente.
titolari di pensione a carico del FPLD/INPS, poiché le norme che regolano i rapporti tra l’INPS e la gestione ex ENPALS prevedono l’erogazione di un solo trattamento pensionistico per tutta la contribuzione versata presso i due Fondi (Convenzione del 3 dicembre 1973);
titolari di pensione esteradi un Paese non convenzionato con l’Italia;
la pensione, in presenza di tutti i requisiti di legge, decorre dal 1° giorno del mese successivo alla data di presentazione della domanda;
l'importo che scaturisce dal computo della contribuzione presso il Fondo cui si è fatta richiesta non è integrabile al trattamento minimo;
il versamento di ulteriore contribuzione in data successiva alla decorrenza della pensione liquidata dà diritto previa richiesta alla liquidazione di un supplemento di pensione.
Il supplemento di pensione a carico del FPLS è un incremento del trattamento liquidato, a domanda, sulla base di contribuzione relativa a periodi successivi alla data di decorrenza della pensione medesima. La contribuzione utilizzabile ai fini della liquidazione del supplemento può essere versata sia al FPLS sia al FPLD dell’Istituto (Convenzione del 3 dicembre 1973).
per una sola volta, dopo due anni, se si è compiuta l’età pensionabile prevista per le categorie dei lavoratori iscritti al FPLS, dalla decorrenza della pensione o del precedente supplemento (art.7, commi 4-5-6, delle legge n.155/1981).
un lavoratore dello spettacolo titolare di pensione a carico del FPLS calcolata sulla base della sola contribuzione ex ENPALS che, in data successiva al pensionamento, riprenda l’attività lavorativa con versamenti contributivi presso il FPLD dell’Istituto, ha facoltà di richiedere, nei termini previsti per legge, la liquidazione del relativo supplemento a carico del FPLS che ha liquidato il trattamento previdenziale.
Ai sensi dell’articolo 14 della Convenzione, i contributi versati ed accreditati nell’assicurazione generale obbligatoria per la vecchiaia, l’invalidità ed i superstiti dei lavoratori dipendenti, qualora siano stati cumulati, in applicazione dell’articolo 20 della legge n. 613/1966, con quelli di una delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi ai fini del diritto alla pensione a carico della gestione medesima, non possono più essere utilizzati per la determinazione delle prestazioni a carico del FPLS.