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Timestamp: 2020-05-29 00:26:52+00:00
Document Index: 48715590

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 1676', 'art. 35', 'art. 2', 'art. 28', 'art. 26', 'art. 21', 'art. 29', 'art. 2', 'art. 50', 'art. 2', 'art. 28', 'art. 2']

Responsabilità solidale tra committente, appaltatore e subappaltatore circa gli oneri di carattere retributivo contributivo e fiscale a fronte del susseguirsi delle ultime modifiche legislative. - AppaltoPrivato
Responsabilità solidale tra committente, appaltatore e subappaltatore circa gli oneri di carattere retributivo contributivo e fiscale a fronte del susseguirsi delle ultime modifiche legislative.
In base a quanto disciplinato dall’art. 29, co. 2, D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276,: “In caso di appalto di opere o di servizi il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l’appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali ulteriori subappaltatori entro il limite di due anni dalla cessazione dell’appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, comprese le quote di trattamento di fine rapporto, nonché i contributi previdenziali dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto. […]”.
La responsabilità solidale, prevista dalla norma richiamata e dalle successive modiche, come infra precisato, in capo al committente ha, quindi, ad oggetto tutti i debiti contratti dall’appaltatore e/o dal subappaltatore per i lavoratori impiegati nell’esecuzione delle prestazioni di cui al contratto d’appalto e riguardanti:
– i trattamenti retributivi (comprese le quote di TFR, come aggiunto dall’art. 21 del Decreto semplificazioni- D.L. n. 5/2012);
– i contributi spettanti ad INPS, INAIL e Cassa Edile ( come aggiunto dall’art. 21 del Decreto
semplificazioni- D.L. n. 5/2012).
La norma in commento detta, inoltre, i limiti della propria applicazione temporale.
– i debiti contributivi e retributivi dell’appaltatore o del subappaltatore devono essere sorti nel corso
dell’esecuzione del contratto di appalto;
– la durata della responsabilità solidale è di due anni dalla cessazione dell’appalto ovvero, in presenza di
subappaltatori, dopo due anni dalla cessazione del contratto di subappalto.
A tale disciplina si somma quella prevista dall’art. 1676 c.c. che garantisce un’azione diretta del lavoratore conto il committente per conseguire quanto a lui dovuto fino alla concorrenza del debito che il committente ha verso l’appaltatore. Tale azione quindi consente, anche se trascorsi i due anni, di rivalersi anche nei confronti del committente per ottenere le retribuzioni non corrisposte dall’appaltatore, però entro il limite del debito che il committente ha verso l’appaltatore nel tempo in cui venne proposta la domanda giudiziale. Tale principio vale anche tra appaltatore e dipendenti del subappaltatore.
Sul punto la circolare n. 5/2011 del Ministro del Lavoro ha precisato che tale regime è applicabile a tutti i lavoratori impiegati in un determinato appalto e/o subappalto e pertanto anche quelli “assunti in nero”.
Successivamente all’anno 2003 la disciplina ha subito rilevanti modifiche che hanno aumentato l’ambito di applicazione della solidarietà.
Nell’anno 2006 alla responsabilità contributiva e retributiva, il comma 28 art. 35 del Decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, ha aggiunto anche la solidarietà tra appaltatori e subappaltatori per le ritenute fiscali operanti nei confronti dei dipendenti di quest’ultimo per il periodo di cinque anni dalla cessazione del rapporto.
Il comma 28 statuisce infatti testualmente che: “ L’appaltatore risponde in solido con il subappaltatore della effettuazione e del versamento delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e del versamento dei contributi previdenziali e dei contributi assicurativi obbligatori per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dei dipendenti a cui è tenuto il subappaltatore”. Tale norma è stata inizialmente parzialmente modificata dall’art. 2, comma 5 bis del D.L. n. 16/2012 e successivamente definitivamente abrogata con l’art. 28 decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 17, tutto come infa precisato.
Nel anno 2008, in merito alla responsabilità solidale si è aggiunta la disciplina prevista dell’art. 26, comma 4 del D. Lgs. n. 81/2008. In base a tale articolo “l’imprenditore committente risponde in solido con l’appaltatore, nonché’ con ciascuno degli eventuali subappaltatori, per tutti i danni per i quali il lavoratore, dipendente dall’appaltatore o dal subappaltatore, non risulti indennizzato ad opera dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) o dell’Istituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA)”…. Con tale normativa il Legislatore ha voluto rafforzare ulteriormente la tutela economica dei lavoratori coinvolti nel contratto d’appalto.
L’art. 21 del Decreto semplificazioni (D.L. n. 5/2012) ha confermato tale volontà del legislatore, modificando il testo originario dell’art. 29. Comma 2 del D.Lgs n. 276/2003: “ In caso di appalto di opere o di servizi, il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l’appaltatore, nonché’ con ciascuno degli eventuali subappaltatori entro il limite di due anni dalla cessazione dell’appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, comprese le quote di trattamento di fine rapporto, nonché’ i contributi previdenziali e i premi assicurativi dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto, restando escluso qualsiasi obbligo per le sanzioni civili di cui risponde solo il responsabile dell’inadempimento.”
Il Decreto Legge ha quindi esteso la solidarietà tra committente appaltatore e subappaltatore per le quote di TFR, i premi assicurativi obbligatori per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, dalla responsabilità sono escluse le sanzioni civili.
Ulteriori novità in materia sono state introdotte dall’art. 2, comma 5 bis D.L. 16/2012 (convertito con legge n. 44 del 26.04.2012) che ha esteso la responsabilità dell’appaltatore oltre che al mancato pagamento dei versamenti all’erario delle ritenute Irpef sul lavoro dipendete, anche dell’IVA dovuta sulle prestazioni effettuate nell’ambito del contratto d’appalto.
Per la precisione il comma 5 bis del predetto articolo ha sostituito il comma 28 dell’articolo 35 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223 statuendo che: “ In caso di appalto di opere o di servizi, il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l’appaltatore, nonché’ con ciascuno degli eventuali subappaltatori entro il limite di due anni dalla cessazione dell’appalto, al versamento all’erario delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e dell’imposta sul valore aggiunto scaturente dalle fatture inerenti alle prestazioni effettuate nell’ambito dell’appalto, ove non dimostri di avere messo in atto tutte le cautele possibili per evitare l’inadempimento”.
Tale normativa, se da un lato ha esteso, come vedremo in seguito solo momentaneamente, la solidarietà anche all’IVA per le fatture emesse nell’ambito dell’appalto (abrogata dall’art. 50 del Decreto del fare del 2013), dall’altro ha ridotto il periodo di solidarietà per le ritenute da lavoro dipendete a due anni uniformandola alla responsabilità contributiva e retributiva.
Riepilogando sino a questo punto la disciplina prevedeva:
1. la responsabilità solidale tra committente e appaltatore in caso di subappalto e in caso di contratti d’appalto di opere o servizi;
2. la solidarietà per i trattamenti retributivi, contributivi ed assicurativi nei confronti dei lavoratori impiegati nell’appalto oltre ai versamenti delle ritenute sui redditi da lavoro dipendente ed IVA (solo appaltatore) dovuta sulle prestazioni effettuate nell’ambito dell’appalto;
3. la solidarietà sino a due anni dalla cessazione del contratto d’appalto;
4. la solidarietà Irpef per i contratti antecedenti all’entrata in vigore del D.L. n. 16/2012 per 5 anni, in applicazione del testo unico del contribuente;
5. la liberazione dalla responsabilità del committente / appaltatore a seguito della prova di avere messo in atto tutte le cautele necessarie.
In merito a tale ultimo punto la Legge n. 134/2012, di conversione del D.L: n. 83/2012 ha statuito che la
responsabilità, per IVA e Irpef, non scatta se l’appaltatore ha verificato, prima di pagare, se il subappaltatore ha eseguito i pagamenti acquisendo la documentazione necessaria. Il limite della responsabilità è nel prezzo del subappalto.
La verifica dell’appaltatore che lo esonera dalla responsabilità consiste nell’acquisizione della dichiarazione rilasciata dal legale rappresentante della subappaltatrice alla quale dovrà essere allegata una copia conforme all’originale della documentazione contabile e fiscale relativa agli adempimenti eseguiti. In assenza di tale documentazione l’appaltatore è autorizzato dalla legge a sospendere i pagamenti.
Sul punto l’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 40/2012, ha chiarito che i nuovi obblighi si applicano ai contratti stipulati a partire dal 12 agosto 2012 ed in relazione ai pagamenti dei corrispettivi effettuati dall’11 ottobre 2012.
Come preannunciato però con:
– il “decreto del fare”, art. 2, comma 5 bis (convertito con legge n. Legge 9 agosto 2013, n. 98) è stata abrogata la responsabilità fiscale in relazione ai versamenti IVA;
– con “il decreto semplificazioni“, art. 28 decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175” è stata abrogata la responsabilità inerente alle ritenute fiscali dei lavoratori dipendenti.
Infine per quanto attiene alla retroattività o meno di tale susseguirsi di norme si precisa che non hanno alcun effetto retroattivo, così come previsto dall’Art.3 L 212/2000 (statuto dei contribuenti).
Riassumendo ad oggi:
L’appaltatore risponderà in solido con il subappaltatore per:
– trattamenti retributivi, comprese le quote di trattamento di fine rapporto, nonché per i contributi previdenziali dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto oltre ai contributi spettanti ad INPS, INAIL e Cassa Edile. La solidarietà termina dopo due anni dalla cessazione del contratto di subappalto;
– l’IVA inerete ai contratti sottoscritti dal 12/08/2012 al 21/08/2013, vigenza dell’obbligo come previsto
dall’art. 2, comma 5 bis (convertito con legge n. 44 del 26.04.2012) abrogato con legge 9 agosto 2013, n. 98). La solidarietà termina dopo due anni dalla cessazione del contratto di subappalto;
– le ritenute Irpef da lavoro dipendente per prestazioni effettuate nell’ambito dell’appalto. Per i contratti antecedenti all’entrata in vigore del D.L. n. 16/2012 la solidarietà permane per 5 anni (contratti antecedenti al (12/08/2012). Per i contratti successivi la solidarietà sarà di due anni sino al 12.12.2014. La solidarietà cesserà per rapporti contrattuali successivi all’entra in vigore del decreto semplificazioni (13.12.2014).
– l’appaltatore, per il periodo ad oggi di valenza della solidarietà Irpef e IVA, è liberato se prova di aver acquisito, prima di pagare, tutta la documentazione comprovante i versamenti a favore dell’erario (copia F24, autocertificazione del subappaltatore).
← Cassazione Civile, 13.04.2015 n. 7370. Potere del Direttore Lavori di bloccare le opere e dovere di informare il committente.
Cassazione civile, sez. II, 27/03/2015, 6284 – Prescrizione decennale del diritto al risarcimento se l’opera non è terminata. →