Source: http://www.associazioneares.it/site/tag/art-18/
Timestamp: 2017-05-27 21:20:20+00:00
Document Index: 61913082

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art.18 | AReS
La politica e il lessico dell’ accordo
di redazione Il 21 marzo 2012 È un luogo comune che gli italiani siano esperti di retorica, un bene e un cruccio a seconda di come si voglia vedere la politica, se una questione di vittoria o anche una questione di vittoria giusta. Vincere persuadendo è certamente meglio che vincere eliminando l’ avversario; ciò non toglie che si debba essere critici […] Leggi tutto
L’ illusione della flessibilità
di redazione Il 20 marzo 2012 Sembra superata la brutta scivolata di ieri della ministra Fornero con l’ infelice frase sulla “paccata di miliardi”. . . . Ma i modelli danesi e tedesco, spesso citati anche dalla Fornero, sono dinamici innanzitutto perché sono dinamiche le aziende, che creano posti di lavoro; per cui perdere l’ occupazione non è un salto nel […] Leggi tutto
di redazione Il 14 febbraio 2012 La combinazione di capitalismo e democrazia costituisce un compromesso tra proprietà dei mezzi privati di produzione e suffragio universale, per cui chi possiede i primi accetta istituzioni politiche nelle quali le decisioni sono l’ aggregato di voti che hanno uguale peso. Il keynesianesimo ha dato i fondamenti ideologici e politici di questo compromesso, e lo […] Leggi tutto
Ristabiliamo la verità sull’art.18
di redazione Il 8 febbraio 2012 In questi giorni sono in tanti che sentono l’irrefrenabile ed incontenibile necessità di sproloquiare (spesso a sproposito) sull’art.18 dello Statuto dei lavoratori (che è del maggio 1970, quindi IN VIGORE DA 42 ANNI!). Ristabiliamo innanzitutto chiarezza e verità: . . . . Quindi, NON È VERO che l’art. 18 impedisce i licenziamenti, anche per motivi […] Leggi tutto
Mercato del lavoro ed art.18
di admin Il 5 gennaio 2012 Pubblichiamo due interviste a Pier Paolo Baretta (che secondo la ricerca Openpolis è il 2° deputato più presente e produttivo del Parlamento), pubblicate rispettivamente il 2 gennaio su "Il Giorno" ed il 4 gennaio su "Avvenire" sul tema delicatissimo della riforma del mercato del lavoro e dell'art.18.
Per chiarezza e verità, è opportuno rammentare che l’art.18 riguarda i licenziamenti INDIVIDUALI solo per “giusta causa” o “giustificato motivo”, mentre i licenziamenti COLLETTIVI sono disciplinati dalla legge 223 del 1991, e si possono effettuare in caso di “crisi aziendale o per ristrutturazione, riorganizzazione, riconversione aziendale”. Quindi, chi continua a sostenere che l’art.18 sia un freno alla crescita, o non è informato, oppure nasconde l’idea di cogliere l’occasione per regolare definitivamente i conti con ciò che rimane delle conquiste sindacali e di civiltà degli anni ‘70. Senza andare tanto indietro nel tempo, basterebbe ricordarsi dell’accordo del luglio 2002 tra il governo dell’epoca e Cisl –Uil denominato “Patto per l’Italia” (che iniziò la stagione degli accordi confederali separati, fino alla ricomposizione del 28 giugno scorso), il quale già conteneva alcune modifiche sull’art.18, che nei 4 anni successivi di legislatura non furono mai trasformate in norme di legge; a dimostrazione che quell’iniziativa di manomissione dell’art.18 era strumentale ed unicamente finalizzata ad ottenere la frantumazione sindacale quale presupposto per l’indebolimento del mondo del lavoro (come di fatto è accaduto).
Le interviste che riportiamo di Pier Paolo Baretta hanno il grande pregio di essere fatte con cognizione di causa e di rappresentare proposte di buon senso, con l’occhio rivolto da un lato all’equità e dall’altro alla semplificazione, con norme che (con condivisioni ed apprezzamenti – da Franco Marini a Pier Luigi Bersani che le ritengono conseguenti e compatibili con la proposta Boeri e quella del PD), eliminando il vantaggio contributivo del lavoro precario (motivo principale della sua enorme diffusione) risultano non aggirabili per convenienza, ma che possono favorire la stabilità occupazionale e la crescita, senza mortificare i diritti individuali della persona umana (prima ancora che del lavoratore).