Source: http://pensionatidiritti.blogspot.com/2012/08/
Timestamp: 2018-05-23 17:05:54+00:00
Document Index: 7737110

Matched Legal Cases: ['art. 47', 'art. 21', 'art.24', 'art.12', 'art.2', 'art.42', 'art.7', 'art.42', 'art. 24']

PENSIONATI DIRITTI: agosto 2012
Di concerto con il Ministero dell’Economia, è infatti approvata la tabella dei coefficienti per la rivalutazione dei redditi da assumere per il calcolo delle medie di riferimento delle pensioni Enpav, per l'anno 2013. L'adeguamento, previsto dal Regolamento di attuazione (art. 47 -Rivalutazione dei redditi) dello Statuto dell'Ente è stato deliberato dal Consiglio di Amministrazione dell’ENPAV lo scorso giugno.
Il comunicato del MinLavoro è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 27 agosto, insieme all’approvazione di un’altra deliberazione consiliare, adottata in aprile ai sensi del Regolamento di attuazione (art. 21- Pensione di vecchiaia) e riguardante una rettifica formale dell’allegato tecnico per la definizione dei criteri e del metodo di valutazione per il computo del rendimento.
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Etichette: ENPAV
Ragionieri, per chi ha compiuto 70 anni di età pensione di vecchiaia agevolata
da http://suite.edotto.com/EDL/f0b3da2501a04e7c802490081d956db2/PublicDettaglioArticolo
La “Gazzetta Ufficiale” n. 199 del 27 agosto 2012, ospita il comunicato del Ministero del Lavoro che annuncia che con nota ministeriale n. 36/0011545/RAG-L-66, del 27 luglio 2012, è stata approvata, di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, la delibera adottata dal Comitato dei delegati della cassa nazionale di previdenza ed assistenza dei ragionieri e dei periti commerciali in data 8 giugno 2012, concernente modifiche agli articoli 48, 49 e 51 del regolamento di esecuzione.
In attesa, dunque, che parta la riforma complessiva del sistema previdenziale prevista dal Decreto Salva Italia, la Cassa Ragionieri procede, in via d’urgenza, con il varo di una misura straordinaria, che vede la nascita di una nuova tipologia di pensione definita “pensione di vecchiaia agevolata in favore degli iscritti cessati”.
Con la modifica degli articoli 48, 49 e 51 del regolamento di esecuzione, infatti, vengono modificati i requisiti di accesso alla pensione.
Pertanto, gli iscritti all’Associazione, con 70 anni di età compiuti e almeno 25 anni di effettiva iscrizione e contribuzione e che cessino o siano cessati dall’iscrizione, maturano il diritto alla pensione dal 1° luglio 2012. Per gli iscritti al 31 dicembre 1991, l’anzianità venticinquennale resta confermata a venti anni e la prestazione decorrerà, previa domanda, dal 1° giorno del mese successivo a quello di prestazione dell’istanza.
Dunque, per gli iscritti cessati nasce una forma di pensione di vecchiaia agevolata: per chi ha compiuto 70 anni di età, infatti, la pensione di vecchiaia può essere conseguita solo a seguito della cessazione dell’attività professionale.
Di conseguenza, la liquidazione della pensione di vecchiaia a favore degli iscritti alla data del 31 dicembre 2003 rimane possibile solo al compimento dei 65 anni di età, con almeno 30 anni complessivi di effettiva iscrizione e contribuzione. I requisiti per l’accesso sono gli stessi: si dovrà presentare apposita istanza e la pensione decorrerà dal primo giorno del mese successivo a quello di prestazione della domanda.
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Etichette: Ragionieri
da http://www.cislpiacenza.it/index/archivio-eventi/show/scadenze-in-vista-per-gli-esodati_29-08-2012/365.html
Rivolgiti al Patronato Inas Cisl entro il 21 settembre per verificare chi si salva dalle nuove norme sugli esodati.
Esodati. Una parola che in realtà raggruppa diverse categorie di lavoratori. Alcune di esse oggi possono essere definite salvaguardate dalle decisioni che il governo Monti, incalzato dai sindacati confederali, ha adottato e sono attualmente vigenti. Purtroppo la vicenda che ha evidenti costi umani ha ancora dei connotati in via di definizione. A partire dai numeri, cioè delle persone, in gioco. E’ l’inps con le sue agenzie territoriali cui spetta mettere in atto le procedure preliminari di verifica della potenziale inclusione del lavoratore tra i soggetti salvaguardati. Si stima che questa fase, a livello nazionale, dovrebbe concludersi entro fine settembre. A quel punto sarà stilata un elenco definitivo, il cui criterio ordinatorio della sarà quello della data di cessazione del rapporto di lavoro. I numeri effettivi dei lavoratori potenzialmente in possesso dei requisiti per accedere al beneficio della salvaguardia stanno quindi per essere determinati ufficialmente.Lavoratori in mobilità ordinaria e lunga, titolari di assegno straordinario erogato dai Fondi di solidarietà e autorizzati al versamento della contribuzione volontaria: sono questialcuni dei potenziali beneficiari della “salvaguardia pensionistica”. Questi soggetti, in sostanza, potrebbero accedere alla pensione secondo le vecchie regole, in vigore prima della riforma previdenziale.A queste persone l’Inps sta inviando una lettera, contenente l’invito a recarsi presso lo “Sportello Amico” dell’Inps o presso i patronati, entro il 21 settembre.Lo scopo è quello di verificare le singole situazioni contributive e assicurative del lavoratore incluso nella lista dei potenziali “salvaguardati”.Gli utenti, dunque, potranno rivolgersi a tutti gli uffici dell’Inas sia per un controllo dei dati in possesso dell’Inps, sia per la successiva presentazione – in via telematica – della domanda di pensione.Per richiedere questo tipo di assistenza non è necessario aver ricevuto la lettera dall’ente previdenziale, che potrebbe non essere a conoscenza della specifica situazione di alcune persone: chiedere al patronato di effettuare lo screening potrebbe rivelare che si hanno comunque i requisiti per rientrare nell’elenco di coloro che potranno andare in pensione in deroga alle nuove norme.Dovranno invece fare domanda di accesso alla lista i lavoratori che hanno risolto il rapporto di lavoro sulla base di accordi individuali o collettivi, gli esonerati del pubblico impiego o chi è in congedo straordinario per l’assistenza ad un figlio disabile. Per loro sarà necessario presentare una richiesta apposita, entro il 21 novembre, alla Direzione Territoriale del Lavoro, che comunicherà all’Inps l’effettiva esistenza dei requisiti necessari per rientrare nella platea dei derogati. Anche questi lavoratori potranno far ricorso all’assistenza del patronato, per essere seguiti nell’intera procedura.Tutti i cittadini, sia del settore privato che di quello pubblico,che hanno una prospettiva di accesso al pensionamento nel periodo 2012 – 2013, sono quindi invitati a rivolgersi all’Inas che garantirà gratuitamente una accurata verifica del proprio profilo previdenziale.
Ecco le prime indicazioni fornite dall'INPS circa le diverse tipologie di lavoratori salvaguardati ai sensi dell’art.24 della L.214/2011.
Come è noto, i suddetti lavoratori continueranno ad accedere al pensionamento di anzianità e di vecchiaia secondo le disposizioni vigenti fino al 31.12.2011 e con le decorrenze pensionistiche in vigore a tale data (c.d. “decorrenze mobili”). La salvaguardia, per espressa previsione di legge, riguarda un determinato numero di soggetti: il primo contingente è risultato pari a 65000 unità, come indicato nel DM dell’1.6.12, sopra citato, entro il limite delle risorse finanziarie stabilite. Si ricorda che nel plafond dei 65000 sono ricompresi anche i 10000 soggetti, già derogati dall’applicazione delle finestre mobili ex art.12, c.5, della L.122/10: si tratta dei lavoratori in mobilità ordinaria, in mobilità lunga e titolari di prestazione straordinaria a carico dei Fondi di solidarietà. Ne deriva che gli stessi usufruiranno sia della deroga all’applicazione della finestra mobile, che della deroga relativa ai nuovi requisiti di accesso alla pensione, introdotti dalla riforma Monti.
La graduatoria dei potenziali beneficiari sarà effettuata sulla base della data di cessazione del rapporto di lavoro, ovvero della data di inizio di esonero dal servizio per i lavoratori del pubblico impiego. Per i soli genitori di disabili in congedo straordinario, l’Inps precisa che sarà utilizzato invece il criterio della prossimità al perfezionamento del diritto a pensione.
Come è noto, anche nei confronti dei soggetti salvaguardati trovano comunque applicazione le disposizioni in materia di adeguamento alla speranza di vita: pertanto, a decorrere dal 2013, i requisiti anagrafici o contributivi per il perfezionamento del diritto a pensione sono incrementati di tre mesi e i valori somma di età anagrafica e di anzianità contributiva (c.d. “quota”) per il diritto alla pensione di anzianità sono incrementati di 0,3 unità (DM 6.12.2011).
La DG Inps, in proposito, fornisce delle disposizioni particolari rispetto ai soggetti in mobilità ordinaria ed ai soggetti titolari di assegno straordinario, come meglio specificato nei paragrafi successivi.
Al messaggio Inps in commento sono uniti quattro allegati, contenenti i relativi riferimenti legislativi. Segnaliamo, in particolare, l’allegato n.4, che riepiloga tutte le disposizioni vigenti in materia pensionistica prima dell’entrata in vigore della L.214/11.
Di seguito, riportiamo una tabella riepilogativa delle tipologie dei lavoratori interessati, dei criteri di ammissione al beneficio e del numero dei potenziali beneficiari, suddivisi per ciascuna categoria.
Soggetti in mobilità ordinaria
(artt. 4 e 24 della L.223/91)
-accordi sindacali stipulati ante 4.12.11
-cessazione attività entro il 4.12.11
-perfezionamento requisiti entro il periodo fruizione indennità mobilità
Soggetti in mobilità lunga
(L.176/98; L.81/03; L.296/06)
Soggetti interessati a Fondi di solidarietà di settore
(art.2 c.28 L.662/96)
-titolarità di assegno straordinario al 4.12.11
-titolarità di assegno straordinario da data successiva al 4.12.11 per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 4.12.11, se accesso alla prestazione è stato autorizzato dall’Inps (gli interessati rimangono a carico del Fondo fino ai 62 anni di età)
-autorizzazione ante 4.12.11
-non rioccupazione dopo autorizzazione
-almeno 1 ctb volontario accreditato o accreditabile al 6.12.11
-decorrenza massima della pensione entro il 6.12.13
Soggetti interessati all’esonero (P.I.)
-esonero in corso al 4.12.11
-provvedimento di concessione emesso ante 4.12.11
Devono presentare domanda di accesso al beneficio alla DTL entro il 21.11.2012,
Genitori di disabili in congedo ex art.42, c.5,
-in congedo straordinario al 31.10.11
-beneficio solo per pensione di anzianità con i 40 anni
-perfezionamento del requisito contributivo entro 24 mesi dalla data di inizio del congedo
-data cessazione rapporto di lavoro entro 31.12.11
-non rioccupazione in qualsiasi altra attività lavorativa dopo la cessazione del rapporto di lavoro
Totale salvaguardati
Particolarità relative a ciascuna categoria di salvaguardati
Si tratta di lavoratori che perfezionano i requisiti pensionistici – sia quelli previsti nel Fpld, sia quelli previsti nelle GG.SS. dei lavoratori autonomi, per i soggetti con contribuzione mista – entro il periodo di fruizione della mobilità.
Si precisa che non rientrano tra i destinatari del beneficio i soggetti che hanno usufruito dell’indennità di mobilità in deroga.
Il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità - entro cui devono essere maturati i requisiti pensionistici - va verificato al 24.7.12, data di pubblicazione del DM 1.6.12. Gli eventuali periodi di sospensione della mobilità, successivi al 24 luglio, non saranno considerati utili ai fini del prolungamento del periodo entro il quale devono essere maturati i requisiti.
Si ricorda che, secondo quanto previsto dalla legge, anche a tali lavoratori si applica, dal 2013, l’adeguamento alla speranza di vita. In proposito l’Istituto precisa che, relativamente ai soli soggetti che hanno cessato l’attività lavorativa entro il 31.12.11, qualora per effetto dell’incremento della speranza di vita perfezionino i requisiti pensionistici oltre il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità, gli stessi rientreranno comunque tra i destinatari della salvaguardia, per effetto di appositi interventi (l’Istituto per ora non chiarisce di quali interventi si tratti).
Diversamente, i suddetti interventi non saranno applicati nei confronti dei lavoratori in mobilità ordinaria e cessati a partire dall’1.1.2012.
L’Inps segnala che nel suddetto contingente sono ricompresi anche i lavoratori ai quali è stata estesa l’applicazione della L.223/91, vale a dire:
i lavoratori licenziati da aziende del commercio con più di 50 dipendenti e fino a 200; da aziende costituite per l’espletamento di attività di logistica (non meno di 50 dipendenti e oltre 200); da agenzie di viaggio e turismo con più di 50 dipendenti e da imprese di vigilanza (art.7 c.7 L.236/93);
i lavoratori licenziati da aziende del trasporto aereo e da società derivate (L.291/04 e L.166/08);
i lavoratori licenziati da società di gestione aeroportuale e da società derivate (L.203/08).
L’Inps precisa che nel suddetto contingente sono ricompresi:
i lavoratori in mobilità lunga ex L.176/98, L.81/03 e L.296/06. Costoro devono maturare i requisiti per la pensione di anzianità di cui alla tab.C della L.449/97 (vale dire 35 ctb e 57 età, o 40 ctb). Per i soli destinatari della L.176/98, i requisiti di età per la pensione di vecchiaia sono 55 anni (donne) e 60 anni (uomini);
i lavoratori ultracinquantenni inseriti nel programma di reimpiego (L.127/06). Questi potranno accedere alla pensione di vecchiaia o di anzianità con i requisiti vigenti al 31.12.11.
Lavoratori interessati a Fondi di solidarietà di settore
L’Inps chiarisce poi che i soggetti titolari di assegno da data successiva al 4.12.11 potrebbero non risultare nella lista SICO: per costoro, vi invitiamo a seguire le indicazione fornite con il nostro messaggio n.246/2012.
La DG precisa:
in relazione al Fondo settore tributi erariali, che le sedi Inps possono accreditare manualmente la contribuzione relativa all’assegno straordinario fino a marzo 2008;
in relazione ai titolari dell’assegno del Fondo settore credito iscritti all’ex Inpdap, che il relativo periodo contributivo è stato validato sulla base delle istruzioni Inpdap (circ.12/2004).
Si ricorda che, secondo quanto previsto dalla legge, anche a tali lavoratori si applica, dal 2013, l’adeguamento alla speranza di vita.
In proposito l’Istituto precisa che, relativamente ai soli soggetti titolari di assegno alla data del 4.12.2011, qualora per effetto dell’incremento della speranza di vita perfezionino i requisiti pensionistici oltre il limite massimo di permanenza nel Fondo previsto dai singoli Regolamenti di settore, verrà assicurata, a carico dei Fondi di solidarietà medesimi, la prosecuzione dell’erogazione dell’assegno fino al conseguimento della pensione.
Diversamente, riguardo a coloro che sono titolari di assegno da data successiva al 4.12.11 per effetto di accordi stipulati entro la stessa data, qualora gli stessi compiano i 62 anni di età oltre il periodo massimo di permanenza nel Fondo, l’Istituto si riserva di fornire successive indicazioni.
Le sedi Inps dovranno verificare l’esistenza dei requisiti richiesti dalla legge: per quanto riguarda la condizione della non rioccupazione, dovranno acquisire apposita autocertificazione rilasciata dall’interessato. La condizione di non rioccupazione si considera sussistente anche in caso di svolgimento di lavoro socialmente utile, in quanto tale attività non comporta l’instaurazione di un rapporto di lavoro.
In caso di autorizzazione ai VV in altra gestione pensionistica e successiva ricongiunzione presso l’Inps, i contributi ricongiunti vengono equiparati a quelli obbligatori versati nella gestione accentrante, perdendo la loro originaria natura e quindi anche l’autorizzazione ai VV perde efficacia ai fini delle deroghe in materia pensionistica (messaggio Inas n.196/12).
Inoltre, si ricorda che ai fini della deroga non può essere considerata l’autorizzazione ai VV ad integrazione dei periodi a part time e per i periodi da lavoro non coperta da contribuzione (ad esempio, aspettative non retribuite).
Qualora un lavoratore appartenente a questa categoria si rivolga direttamente ad una sede Inps, la DG invita le strutture periferiche dell’Istituto a raccordarsi con la gestione ex Inpdap per la verifica della posizione assicurativa del lavoratore e dell’esistenza del perfezionamento dei requisiti richiesti per l’accesso alla salvaguardia, in attesa della comunicazione di accoglimento dell’istanza da parte della DTL.
Lavoratori cessati a seguito di accordi individuali o collettivi (c.d. “Esodati")
Si tratta di soggetti cessati dal rapporto di lavoro entro il 31.12.11 per effetto di accordi individuali o collettivi, purché la data di cessazione risulti da elementi certi ed oggettivi (comunicazioni obbligatorie agli ispettorati del lavoro od altri soggetti equipollenti, indicati dal decreto interministeriale).
G) Genitori di disabili in congedo ex art.42, c.5, Dlgs 151/01
Come già precisato, poiché la norma non stabilisce per tale categorie di lavoratori un criterio ordinatorio ai fini del monitoraggio, la DG Inps ha individuato tale criterio sulla base della prossimità al perfezionamento del diritto a pensione di anzianità con i 40 anni di ctb (entro 24 mesi dalla data di inizio del congedo).
Presentazione dell’istanza di accesso al beneficio
Come è noto (vedi messaggi Inas n.246/12 e n.254/12) alcune categorie di potenziali derogati deve obbligatoriamente presentare entro il 21.11.2012 – a pena di decadenza – istanza di accesso alla deroga alla competente Direzione Territoriale del Lavoro.
Pertanto, qualora un lavoratore si rivolga ad una sede Inps per sapere se rientri tra i potenziali beneficiari prima di aver ricevuto la comunicazione di accoglimento della domanda presentata alla DTL, la sede periferica verificherà l’esistenza dei requisiti a favore dell’interessato, tenendo in evidenza il nominativo dello stesso in attesa che pervenga la comunicazione da parte della DTL.
La DG Inps invita le proprie sedi periferiche, per i soggetti che devono ottenere il riconoscimento dell’accesso alla salvaguardia, a lavorare in sinergia sia con le gestioni ex Inpdap ed ex Enpals - soprattutto in situazione di riscatti, ricongiunzioni o sistemazione della posizione assicurativa del lavoratore – nonché con le competenti Direzioni Territoriali del Lavoro.
Estensione platea salvaguardati
Inoltre, l’Istituto ricorda che la platea dei salvaguardati è stata estesa, per effetto del DL 95/12, recentemente convertito in legge (alla data di pubblicazione del presente messaggio non risulta ancora in GU), ad ulteriori 55.000 soggetti. Tale disposizione di legge diverrà attuativa soltanto dopo l’adozione di apposito decreto interministeriale (vedi anche messaggio Inas 219/12).
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Etichette: ESODATI
da:http://www.aslacobas.it/esodati-un-sacrificio-inutile/
Posted on 20 agosto 2012 by PENSIONATI A.S.La COBAS
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La riforma delle pensioni Monti/Fornero deve buona parte della sua notorietà alla vicenda degli esodati.
L’allungamento dell’età pensionabile per oltre 400mila Lavoratori e Lavoratrici è stato e sarà un sacrificio inutile.
Infatti ora i nodi sono venuti al pettine!
Fino alla riforma l’accesso anticipato alla pensione avveniva con la mobilità lunga, con prepensionamenti agevolati fiscalmente e contributivamente e con incentivi all’esodo, privilegiando il criterio di scelta della prossimità alla pensione nelle riduzioni di personale.
Il personale “anziano” (gli ultracinquantenni),oggi con la nuova norma, in genere più costoso, e talora nel “mirino” delle aziende, è stato così accompagnato anticipatamente e forzatamente alla pensione (di anzianità o di vecchiaia), o licenziato, e condannato, presumibilmente, al lavoro nero.
Sul versante del sistema previdenziale, all’opposto, il legislatore ha progressivamente ritardato il tempo del pensionamento, sia incoraggiando i lavoratori a proseguire nel rapporto di lavoro oltre l’età pensionabile, con correlativa estensione delle tutele contro il licenziamento; sia modificando in senso restrittivo i requisiti per l’accesso alla pensione di anzianità e di vecchiaia.
Ci troviamo davanti a un legislatore schizofrenico, con una doppia personalità, che sfoga sempre i propri disturbi sul lavoratore anziano (cui deve far pagare l’asserito “egoismo generazionale” degli anni passati), sia che lo condanni a una prematura espulsione dal mercato del lavoro, al pensionamento forzato, al lavoro nero, sia che lo costringa a lavorare quando già pregustava l’agognata pensione. Un legislatore che, oltretutto, non si rende conto e non calcola gli effetti delle proprie scelte: la mano destra non sa ciò che fa la sinistra.
Il governo tecnico, dovendo esibire ai mercati “sacrifici” immediati e “salvare l’Italia”, con l’omonima manovra approvata con il decreto legge che incorpora la riforma delle pensioni (art. 24, d.l. n. 201/2011), ha caricato a testa bassa e con il paraocchi, senza rendersi conto della dimensione biblica del fenomeno degli esodati.
Con la riforma della pensioni è stata soppressa la pensione di anzianità consentendosi in via transitoria il pensionamento sulla base delle vecchie regole soltanto a chi avesse già maturato determinati requisiti entro una certa data, senza più finestre scalini, scaloni. È stata poi introdotta la “pensione anticipata” legata, però, a requisiti ben più restrittivi, ed è stata anche elevata l’età pensionabile (l’età di accesso alla pensione di vecchiaia) al 66° anno di età, con ulteriori aumenti legati alla “speranza di vita” (ciò anche per le donne, ma dal gennaio del 2018).
Gli esodati sono perlopiù coloro che, proprio perché prossimi a maturare i requisiti per la pensione di anzianità, dopo un periodo coperto da ammortizzatori sociali (di fonte legale o convenzionale), hanno accettato (o dovuto accettare) la cessazione prematura del rapporto di lavoro, o sono stati addirittura licenziati, generalmente nell’ambito di procedure di riduzione del personale di aziende in crisi (ma non sempre), e che, per effetto della brutale e improvvisa soppressione della pensione di anzianità, cessato il periodo coperto da ammortizzatori sociali rimarranno senza lavoro e senza pensione.
Gli esodati sono i naufraghi “anziani” del sistema produttivo che sono stati buttati giù da barconi affollati perché più o meno prossimi a raggiungere la zattera previdenziale. Dopo il tuffo in ordine sparso il legislatore, imbarcato qualcuno, ha fatto sparire la zattera, e i naufraghi annaspano in mare aperto esausti e senza salvagente. I tecnici al governo, richiamati dalle urla, devono ora soccorrerli (“salvaguardarli”), ma non sanno nemmeno bene quanti sono, non hanno abbastanza scialuppe per andarli a recuperare tutti e vorrebbero rispedirli sui barconi.
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da:http://www.inps.it/bussola/visualizzadoc.aspx?svirtualurl=%2Fmessaggi%2Fmessaggio%20numero%2013343%20del%2009-08-2012.htm
DECRETO INTERMINISTERIALE ATTUATIVO ARTICOLO 24 COMMA 15 LEGGE 214/2011
2.6.3) Lavoratori, di cui alla lettera h), il cui rapporto di lavoro si sia risolto entro il 31 dicembre 2011 in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale.
L’articolo 2 del decreto interministeriale stabilisce altresì che tali lavoratori devono aver risolto il rapporto di lavoro entro il 31 dicembre 2011 in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale senza successiva rioccupazione in qualsiasi altra attività lavorativa.
2.6.6) Termine di presentazione dell’istanze di cui all’articolo 4 ed istituzione delle commissioni per l’esame dell’istanze.
I commi 5 e 6 dell’articolo 4 del decreto interministeriale del 1° giugno 2012 stabiliscono quanto segue.
6. Estensione della platea dei lavoratori potenzialmente salvaguardati (D.L. 6 luglio 2012, n. 95)
Si porta a conoscenza che in data 6 luglio 2012 un ulteriore provvedimento legislativo, il D. L. n. 95/2012 ha esteso la platea dei salvaguardati.
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Etichette: ex ENPALS, ex INPDAP, Mobilità ordinaria.Mobilità lunga, prosecutori volontari, SICO Salvaguardati