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Timestamp: 2018-03-22 10:22:09+00:00
Document Index: 8500639

Matched Legal Cases: ['art.32', 'art. 19', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 33', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 19', 'art. 1', 'art. 107', 'art. 19', 'art. 4', 'art 32', 'art 32', 'art 32', 'art 27', 'art. 32']

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1 Percorsi associativi intercomunali ANCONA -Venerdì 8 maggio 2015
2 L intervento della Regione Marche in materia di gestione associata Dalla volontarietà all obbligo della gestione associata delle funzioni fondamentali per i comuni di minori dimensioni
3 Le Marche e i piccoli Comuni Nelle Marche 170 su 236 (pari al 72,03%) sono i comuni sotto i abitanti, di cui 159 sono obbligati all esercizio in forma associata delle funzioni fondamentali. L incidenza della superficie territoriale (kmq) nei piccoli Comuni rispetto al totale regionale è pari a 53,6% (5042 kmq su 9401 kmq). Dopo l Abruzzo la Regione Marche può vantare nell Italia centrale, la percentuale più alta di comuni sotto i abitanti. Inoltre le Marche sono una delle regioni più collinari d Italia: le colline comprendono indicativamente il 69% del territorio; il 31% e invece montuoso. Le pianure, non rilevabili percentualmente, sono limitate ad una stretta fascia costiera e alla parte delle valli più vicine alla foce dei fiumi. La composizione orografia dei territori e le caratteristiche dei relativi insediamenti condizionano inevitabilmente le politiche pubbliche del sistema locale.
4 Sulla base di questi dati statistici sarebbe opportuno evitare confronti con le realtà regionali come la Toscana e l Emilia Romagna (errore in cui cade spesso il legislatore regionale) che dispongono di altre e marcate differenze. Per intenderci: la Toscana ha il 45,36% di incidenza di piccoli Comuni sul totale dei comuni regionali mentre l Emilia Romagna il 43,53%. Si registrano importanti differenze rispetto alla numerosità della popolazione: - la Toscana con le sue 280 comunità (127 i piccoli comuni) mostra una media di abitanti per comune pari a abitanti; - l Emilia Romagna con i suoi 340 comuni (148 i piccoli comuni) una media per comune di abitanti; - le Marche con i suoi 236 comuni (170 i piccoli comuni) una media per comune pari a abitanti.
5 I Comuni nelle Marche Al 01/01/2014 (Istat) PU AN MC FM AP Comuni fino a 1000 abitanti Comuni da 1001 a 3000 abitanti Comuni da 3001 a 5000 abitanti Comuni da 5001 a abitanti Comuni oltre i abitanti TOT Comuni
6 1 - Unione dei Comuni di Agugliano, Camerata Picena e Polverigi Comuni n. 3: Agugliano - Camerata Picena - Polverigi Sede: Via Giacomo Leopardi, Agugliano (AN) - tel fax Web: Unione dei comuni di Agugliano, Camerata Picena e Polverigi PEC: (al 1 gennaio 2015) 14 sono le Unioni di comuni costituitesi nelle Marche: 2 - Unione dei Comuni di San Marcello, Belvedere Ostrense e Morro d'alba Comuni n. 3 : Belvedere Ostrense - San Marcello - Morro D'Alba Sede: Via Matteotti San Marcello (AN) - tel fax Web: PEC: 3 - Unione dei Comuni della Media Vallesina Comuni n. 7 : Maiolati Spontini - Montecarotto - Castelbellino - Castelplanio - Monte Roberto - Poggio San Marcello - San Paolo di Jesi Sede: Via Fornace, Moie di Maiolati Spontini (AN) - tel fax Web: PEC: 4 - Unione dei Comuni Misa Nevola Comuni n. 2 : Corinaldo - Castelleone di Suasa Sede: Via del Corso, Corinaldo (AN) - tel fax Web: Unione dei comuni Misa Nevola PEC:
7 5 - Unione Colline della Marca Comuni n. 2: Barbara e Serra de'conti (AN) Istituita con atto C.C. 68 del 22/12/2014 del Comune di Serra de' Conti e con atto C.C. 67 del 20/12/2014 del Comune di Barbara Unione istituita in fase di attivazione Sito internet turistico - siti internet dei Comuni di Barbara e di Serra de' Conti. 6 - Unione dei Comuni di Montemarciano e Monte San Vito Comuni n. 2 : Montemarciano - Monte San Vito Sede: Via Umberto I, Montemarciano (AN) - tel fax Web: Unione dei comuni di Montemarciano e Monte S. Vito PEC 7 - Unione dei Comuni del San Bartolo e del Foglia Comuni n. 4: Gabicce Mare - Gradara - Mombaroccio - Pesaro Istituita con atto C.C. n. 4 del 2/2/2015 del Comune di Gradara, con atto C.C. n. 7 del 2/2/2015 del Comune di Gabicce Mare, con atto C.C. n. 3 del 2/2/2015 del Comune di Mombaroccio, e con atto C.C. n. 10 approvato il 2/2/2015 dal Comune di Pesaro. Sede: Piazza del Popolo, Pesaro (presso il Comune)
8 8 - Unione dei Comuni del Pian del Bruscolo Comuni n.4: Monteciccardo - Montelabbate - Tavullia - Vallefoglia Sede legale: Via Roma, Tavullia (PU) Sede operativa:strada Pian Mauro, Tavullia (PU) - tel fax Web: Unione dei comuni Pian del Bruscolo PEC: 9 - Unione dei Comuni Roveresca Comuni n.4 : Barchi - Orciano di Pesaro - Piagge - San Giorgio di Pesaro Sede: Via Piazzale Della Ripa, Orciano di Pesaro (PU) - tel fax Web: Unione dei Comuni Roveresca PEC: 10 - Unione dei Comuni Valle del Metauro Comuni n. 4 : Cartoceto - Montemaggiore al Metauro - Saltara - Serrungarina Sede: Piazza B. Buozzi, Saltara (PU) - tel Fax Sede operativa: Piazza Italia, Montemaggiore al Metauro (PU) - tel fax Web: PEC: 11 - Unione dei Comuni di Auditore, Montecalvo in Foglia, Petriano, Tavoleto Comuni n. 3: Montecalvo in Foglia, Petriano e Tavoleto Sede Via del Popolo, Montecalvo in Foglia (PU) - tel: fax Web: Unione dei Comuni di Auditore, Montecalvo in Foglia, Petriano, Tavoleto Pec:
9 12 - Unione dei Comuni Valdaso Comuni n. 7 : Altidona - Campofilone - Lapedona - Montefiore dell Aso - Monterubbiano - Moresco - Pedaso Sede: Località Piane, Moresco (FM) - tel fax Web: Unione dei comuni della Valdaso PEC: 13 - Unione dei Comuni Piceni Comuni n. 3: Acquaviva Picena, Monteprandone, Monsampolo del Tronto (AP) Unione istituita in fase di attivazione web: Unione dei Comuni Piceni 14 - Unione dei Comuni della Vallata del Tronto Comuni n. 6 : Appignano del Tronto - Castel di Lama - Castorano - Colli del Tronto - Offida - Spinetoli Sede: Via Carrafo, Castel di Lama (AP) - tel fax Web: Unione dei comuni Vallata del Tronto PEC
10 (al 1 gennaio 2015) 9 sono le unioni montane formatesi nelle Marche: Ambito n. 1 - Unione montana del Montefeltro. Comuni appartenenti all Ambito 1, Allegato A, L.R. 18/2008, n. 15: Auditore - Belforte all Isauro - Carpegna - Frontino - Lunano - Macerata Feltria - Mercatino Conca - Monte Cerignone - Montecopiolo - Monte Grimano Terme - Piandimeleto - Pietrarubbia - Sassocorvaro - Sassofeltrio -Tavoleto Comuni aderenti all Unione n. 8: Belforte all Isauro, Carpegna, Frontino, Lunano, Mercatino Conca, Monte Cerignone, Monte Grimano Terme, Sassocorvaro; Ambito n. 2 A - Unione montana Alta valle del Metauro. Comuni appartenenti all Ambito 2 A, Allegato A, L.R. 18/2008, n. 7: Borgo Pace - Fermignano - Mercatello sul Metauro - Peglio - Sant Angelo in Vado - Urbania - Urbino. Comuni aderenti all Unione n. 7: Borgo Pace - Fermignano - Mercatello sul Metauro - Peglio - Sant Angelo invado - Urbania - Urbino; Ambito n. 2 B - Unione montana del Catria e Nerone. Comuni appartenenti all Ambito 2 B, Allegato A, L.R. 18/2008, n. 7: Acqualagna - Apecchio - Cantiano - Cagli - Frontone - Piobbico - Serra Sant Abbondio. Comuni aderenti all Unione n. 6: Acqualagna - Apecchio - Cantiano - Cagli - Frontone - Serra Sant Abbondio;
11 Ambito n. 3 - Unione montana dell Esino - Frasassi. Comuni appartenenti all Ambito 3, Allegato A, L.R. 18/2008, n. 10: Arcevia - Cerreto d Esi - Cupramontana - Fabriano - Genga - Mergo - Rosora - Sassoferrato - Serra S. Quirico - Staffolo. Comuni aderenti all Unione n. 4: Cerreto d Esi, Fabriano, Sassoferrato, Serra San Quirico; Ambito n. 4 - Unione montana Alte valli del Potenza e dell Esino. Comuni appartenenti all Ambito n. 4, Allegato A, L.R. 18/2008, n. 12: Apiro - Castelraimondo - Cingoli - Esanatoglia - Fiuminata - Gagliole - Matelica - Pioraco - Poggio San Vicino - San Severino Marche - Sefro - Treia. Comuni aderenti all Unione n. 12: Apiro - Castelraimondo - Cingoli - Esanatoglia - Fiuminata - Gagliole - Matelica - Pioraco - Poggio San Vicino - San Severino Marche - Sefro -Treia; Ambito n. 5 - Unione montana Marca di Camerino. Comuni appartenenti all Ambito n. 5, Allegato A, L.R. 18/2008, n. 13: Acquacanina - Bolognola - Camerino - Castel Sant Angelo sul Nera - Fiastra - Fiordimonte - Monte Cavallo - Muccia - Pievebovigliana - Pieve Torina - Serravalle di Chienti - Ussita - Visso. Comuni aderenti all Unione n. 6: Acquacanina, Camerino, Fiastra, Muccia, Pieve Torina, Serravalle di Chienti;
12 Ambito n. 6 - Unione montana dei Monti Azzurri. Comuni appartenenti all Ambito n. 6, Allegato A, L.R. 18/2008, n. 15: Belforte del Chienti - Caldarola - Camporotondo di Fiastrone - Cessapalombo - Colmurano - Gualdo - Loro Piceno - Monte San Martino - Penna San Giovanni - Ripe San Ginesio - San Ginesio - Sant Angelo in Pontano - Sarnano - Serrapetrona - Tolentino. Comuni aderenti all Unione n. 15: Belforte del Chienti - Caldarola - Camporotondo di Fiastrone - Cessapalombo - Colmurano - Gualdo - Loro Piceno - Monte San Martino - Penna San Giovanni - Ripe San Ginesio - San Ginesio - Sant Angelo in Pontano - Sarnano - Serrapetrona - Tolentino; Ambito n. 7 - Unione montana dei Sibillini. Comuni appartenenti all Ambito n. 7, Allegato A, L.R. 18/2008, n. 11: Amandola - Comunanza - Force - Montedinove - Montefalcone Appennino - Montefortino - Montelparo - Montemonaco - Rotella - Santa Vittoria in Matenano - Smerillo. Comuni aderenti all Unione n. 11: Amandola - Comunanza - Force - Montedinove - Montefalcone Appennino - Montefortino - Montelparo - Montemonaco - Rotella - Santa Vittoria in Matenano - Smerillo; Ambito n. 8 - Unione montana del Tronto e Valfluvione. Comuni appartenenti all Ambito n. 8, L.R. 18/2008, n. 8: Arquata del Tronto - Acquasanta Terme - Appignano del Tronto - Castignano - Montegallo - Palmiano - Roccafluvione - Venarotta. Comuni aderenti all Unione n. 8: Arquata del Tronto - Acquasanta Terme - Appignano del Tronto - Castignano - Montegallo - Palmiano - Roccafluvione - Venarotta.
13 Dei 236 Comuni delle Marche, 54 sono associati in Unioni di Comuni ai sensi dell art.32 del d.lgs 267/2000 e 77 Comuni sono associati in Unioni montane ai sensi della l.r. 35/2013.
14 Raffronto comuni Ambiti L.R. 18/2018 e Unioni montane
15 Le fusioni nelle Marche A decorrere dal 1 gennaio 2014 è istituito nella provincia di Ancona, mediante fusione dei Comuni contermini di Castel Colonna, Monterado e Ripe, un unico Comune denominato Trecastelli. A decorrere dal 1 gennaio 2014 è istituito nella Provincia di Pesaro-Urbino, mediante fusione dei Comuni contermini di Colbordolo e Sant Angelo in Lizzola, un unico Comune denominato Vallefoglia. In relazione all esito negativo del referendum consultivo sulla proposta di legge regionale 357/13 per l istituzione di un nuovo Comune ( Montefeltro sul Foglia ), mediante fusione dei Comuni di Belforte all Isauro, Lunano e Piandimeleto, tale proposta di legge non ha avuto corso.
16 Ruolo e compiti della Regione: Individua la dimensione territoriale ottimale e omogenea per area geografica per lo svolgimento, in forma obbligatoriamente associata da parte dei comuni delle funzioni fondamentali, secondo i princìpi di efficacia, economicità, di efficienza e di riduzione delle spese (prima art. 19, comma 1, legge n. 135 del 2012, poi art. 1, comma 107, lettera b), legge n. 56 del 2014); Individua i livelli ottimali di esercizio delle funzioni comunali quale ambito per le gestioni associate (art. 3, comma 2 D.lgs. 112/98 e art. 33 TUEL D.lgs. 267/2000); Individua, facoltativamente, un diverso limite demografico minimo delle unioni e delle convenzioni ed eventuali deroghe in ragione di particolari condizioni territoriali (art. 19, comma 1, lettera e), legge n. 135 del 2012); Legifera nella materia delle Comunità montane qualificate dal legislatore nazionale come Unioni di Comuni montani o parzialmente montani / enti locali.
17 Fonte normativa nazionale Legge 30 luglio 2010, n. 122 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica 30. La regione, nelle materie di cui all articolo 117, commi terzo e quarto, della Costituzione, individua, previa concertazione con i comuni interessati nell ambito del Consiglio delle autonomie locali, la dimensione territoriale ottimale e omogenea per area geografica per lo svolgimento, in forma obbligatoriamente associata da parte dei comuni delle funzioni fondamentali di cui al comma 28, secondo i princìpi di efficacia, economicità, di efficienza e di riduzione delle spese, secondo le forme associative previste dal comma 28. Nell ambito della normativa regionale, i comuni avviano l esercizio delle funzioni fondamentali in forma associata entro il termine indicato dalla stessa normativa. (comma sostituito prima dall'art. 19, comma 1, legge n. 135 del 2012, poi dall'art. 1, comma 107, lettera b), legge n. 56 del 2014)
18 Assemblea Legislativa Deliberazione n. 124/2015 del 17 marzo 2015 PROGRAMMA DI RIORDINO TERRITORIALE. LEGGE REGIONALE 1 LUGLIO 2008, N. 18, ARTICOLO 22* Fonte normativa regionale *Art. 22 (Programma di riordino territoriale) 1. La Giunta regionale, su proposta delle Conferenze provinciali delle autonomie, presenta all Assemblea legislativa regionale il programma di riordino territoriale. Il programma è approvato dall Assemblea legislativa regionale previo parere del Consiglio delle autonomie locali. 2. Il programma di riordino territoriale è aggiornato con le modalità di cui al comma 1, sulla base delle proposte formulate dai Comuni interessati. 3. Il programma di riordino territoriale, in particolare, contiene: a) l individuazione della dimensione territoriale ottimale ed omogenea per area geografica per lo svolgimento, in forma obbligatoriamente associata da parte dei Comuni, delle funzioni fondamentali di cui all articolo 14, comma 28, del d.l. 78/2010, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122; b) la determinazione delle priorità di finanziamento. Nota relativa all'articolo 22: Sostituito dall'art. 2, l.r. 21 dicembre 2012, n. 44. Ai sensi dell'art. 3, l.r. 21 dicembre 2012, n. 44, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della predetta legge, le Conferenze provinciali delle autonomie presentano il programma di riordino territoriale di cui al presente articolo, così come modificato dall art. 2 della medesima legge n. 44.
19 Art. 1 (Dimensioni territoriali ottimali ed omogenee) 1. Le dimensioni territoriali ottimali ed omogenee (DTO) sono determinate al fine di consentire l esercizio associato delle funzioni fondamentali dei Comuni mediante Unioni di Comuni, Unioni montane e convenzioni. 2. Sono individuate le seguenti dimensioni territoriali ottimali ed omogenee:
20 23 dimensione territoriale ottimale e omogenea per area geografica La piantina andrebbe aggiornata agli attuali 23 ambiti sociali
21 Alcuni aspetti numerici
22 Art. 2 (Disposizioni particolari) 1. Sono fatti salvi: a) gli ambiti territoriali per la gestione in forma associata delle funzioni comunali in materia di ciclo dei rifiuti, di cui all articolo 6 della l.r. 24/2009 e all articolo 14, comma 27, lettera f), del decreto legge 78/2010, convertito in legge 122/2010; b) gli ambiti territoriali per la gestione in forma associata delle funzioni comunali in materia di ciclo idrico integrato di cui all articolo 6 della l.r. 30/2011; c) il bacino regionale di programmazione dei servizi di trasporto pubblico regionale e locale, articolato in ambiti territoriali di gestione di cui all articolo 2 della l.r. 6/ Gli ambiti territoriali sociali di cui all articolo 8 della legge 328/2000, sono determinati ai sensi dell articolo 9, commi 6 e 7, della l.r. 13/2003 e dell articolo 2 della l.r. 19/2012.
23 Art. 3 (Priorità di finanziamento) 1. Ai sensi dell articolo 2 della l.r. 46/2013, nel caso di contributi a favore dei Comuni, previsti dalla normativa regionale, l ordine di priorità è il seguente: a) Comuni risultanti da fusione; b) forme associative fra Comuni, costituite mediante Unione di Comuni, Unione montana o convenzione, per l esercizio delle funzioni, delle attività o dei servizi oggetto dell ausilio finanziario, del contributo o del vantaggio economico, comunque denominato, in conformità al presente programma di riordino territoriale e alla programmazione regionale di settore. 2. I contributi di cui al presente articolo sono erogati ai Comuni istituiti a seguito di fusione, alle Unioni di Comuni, alle Unioni montane e, nel caso di convenzione, al Comune capofila. 3. I criteri e le modalità per la concessione dei contributi ai Comuni sono stabiliti dai provvedimenti attuativi della l.r. 46/2013.
24 Art. 4 (Monitoraggio) 1. Entro il 31 gennaio di ogni anno i segretari delle Unioni di Comuni e delle Unioni montane forniscono dati ed informazioni, relativi all anno precedente, circa le funzioni associate e i Comuni aderenti, mediante invio dei dati alla struttura organizzativa regionale competente in materia di relazioni con gli enti locali, alla casella di posta elettronica:
25 Aspetti critici rappresentati dal Coordinamento dei piccoli Comuni: La dimensione territoriale ottimale e omogenea per area geografica dovrebbe essere individuata al fine di individuare una estensione geografica adeguata in un ottica di ottimizzazione allocativa delle risorse (umane e finanziarie) per consentire l esercizio associato delle funzioni fondamentali in convenzione o unione di comuni, secondo i princìpi di efficacia, economicità, di efficienza e di riduzione delle spese. Pertanto l indagine rivolta all individuazione della dimensione ottimale andrebbe condotta sulle caratteristiche demografiche e socio-economiche dei comuni coinvolti, sulle strutture dei relativi territori, sulle realtà organizzative ed economico contabili delle singole Amministrazioni comunali interessate. La determinazione della dimensione dovrebbe quindi ricadere sulla misurazione di criteri tecnici. Si dovrebbe ad esempio tener conto delle caratteristiche geomorfologiche del territorio, della dimensione demografica dei Comuni coinvolti e della loro distanza fisica, dell omogeneità nelle problematiche e nei settori di sviluppo, dell integrazione culturale delle popolazioni, della natura dei servizi che si intendono associare, con particolare attenzione ai servizi che si caratterizzano per un rapporto diretto con l utenza.
26 L assenza di una relazione di causalità tra la scelta di avviare un esperienza di gestione associata di funzioni e servizi comunali ed effetti positivi in termini di efficienza, efficacia ed economicità rischia di compromettere lo scopo dei nuovi processi associativi vanificando lo spirito riformatore del legislatore. Non solo, si accrescerebbe ulteriormente le responsabilità degli amministratori locali impegnandoli a perseguire obiettivi che a priori risulterebbero non perseguibili. Un percorso di evoluzione verso forme di associazionismo strutturate ed efficienti presuppone, infatti, una pianificazione di interventi che siano sostenuti da studi tecnici di fattibilità. Ciò significa verificare la sostenibilità finanziaria, strutturale e funzionale dei servizi da parte di Comuni e associazioni di Comuni, prevedendo i costi dell associazionismo e rapportando questi ai benefici che ne possano conseguire. Risulta, infatti, impossibile, rivedere la spesa senza fare un ragionamento sui livelli essenziali delle prestazioni da garantire a tutti i cittadini, senza fare una analisi per verificare quale spese risultano assolutamente necessarie, in relazione alle prestazioni e alla qualità dei servizi da rendere. Se non si stabiliscono quali sono le spese obbligatorie fondate sul livello minimo da assicurare si continua a perseverare negli effetti distorsivi dell allocazione delle risorse pubbliche.
27 Come è stato fatto notare i 23 DTO sono stati identificati solo per comuni, superficie (kmq) e popolazione censuaria. La dimensione di ciascun DTO corrisponde, attualmente, a quella definita dalla Regione Marche attraverso gli ambiti territoriali sociali previsti dalla legge 328/2000. Nella consapevolezza che non esiste una dimensione territoriale ottimale né un ambito demografico adeguato per tutte le funzioni fondamentali (alcune funzionano meglio se forniti su vasta scala, grazie alle economie che ne conseguono; altre non possono essere gestite su ambiti troppo estesi pena la drastica perdita della qualità dei servizi), rispetto alla proposta si possono rilevare almeno tre obiezioni:
28 Ci sono dimensioni territoriali comprendenti un minimo di 1 comune e un massimo di 31 comuni (passando per una media di circa 10 comuni serviti per ambito), dimensioni territoriali che comprendono un minimo di 85,37 kmq di superficie e un massimo di 750, 43 kmq di superficie (passando per una media di superficie pari a 408 kmq di ampiezza) ed, infine, dimensioni territoriali che ricomprendono un minimo di abitanti e un massimo di abitanti di abitanti (mentre in media si registrano circa abitanti per bacino d utenza). Su che base possono essere definiti congrui o appropriati tali dimensioni territoriali rispetto all ottimizzazione allocativa delle risorse (finanziarie e umane) per l esercizio associato delle funzioni fondamentali? I comuni con popolazione superiore a abitanti, ovvero superiore a abitanti se appartengono o sono appartenuti a comunità montane, non sono obbligati all esercizio delle funzioni fondamentali in forma associata ma sono comunque mescolati nella distribuzione spaziale, creando quindi un potenziale ostacolo alla razionalizzazione del sistema. Pertanto andava chiarito il ruolo che potevano o dovevano svolgere i comuni non obbligati rispetto alla dimensione territoriale ottimale ed omogenea così configurata. La proposta così come configurata rende possibile da parte dei Comuni obbligati, di costituire forme associative ricadenti su due dimensioni territoriali diverse ma poi non saranno finanziate con legge regionale. Eppure il programma di riordino territoriale doveva tener conto (come scritto nella relazione di accompagnamento della proposta) delle realtà associative intercomunali esistenti. Andava opportunamente disciplinato le eventuali deroghe di quei comuni che esercitano funzioni e servizi in convenzione o unione di comuni ma non all interno delle dimensioni territoriali proposte.
29 Altri rilievi non tenuti in considerazione dal legislatore regionale Riguardo alle determinazioni delle priorità di finanziamento, oltre a ripetere quanto disposto dalla legge regionale 46/2013, non si specificano né gli scopi prioritari dei finanziamenti (da tempo, ad esempio, si insiste sull importanza di finanziare la fase delle start up dell esercizio associato delle funzioni fondamentali) né l ammontare del fondo per i comuni risultanti da fusione distinto dal fondo per le forme associative (parte corrente e parte investimenti). In ogni modo il fondo dovrebbe essere indirizzato alla razionale distribuzione delle risorse a disposizione verso le realtà territoriali più svantaggiate altrimenti si continuerà ad accentuare ulteriormente il gap socio-economico nelle diverse aree territoriali della Regione. La Regione Marche dovrebbe, infatti, definire ed implementare una politica regionale volta ad arginare la condizione di emergenza dei piccoli comuni, che necessita di soluzioni complesse e diversificate a fronte delle diverse condizioni di svantaggio, di marginalità e di disagio dei piccoli comuni. Risulta indispensabile, tra l altro, prevedere un meccanismo di incentivazione fondato su un oculato sistema di priorità e di controllo sull effettiva realizzazione degli obiettivi di gestione associata che a tutt oggi non esiste.
30 Il monitoraggio andava svolto su tutte le forme associative sulla base di una griglia di dati e informazioni che la Regione avrebbe dovuto predisporre e comunque mediante invio dei dati da parte dei comuni non entro il 31 gennaio di ogni anno (come previsto nella proposta) ma bensì entro 30 giorni dall approvazione del rendiconto dell ente locale (che ha beneficiato dei finanziamenti da parte della Regione) anche al fine di razionalizzare il carico degli adempimenti burocratici che gravano sugli uffici comunali. Dalla proposta del programma di riordino territoriale ci si attendeva, nel complesso, una serie di interventi di razionalizzazione volti all efficientamento del sistema amministrativo, a partire dalla riorganizzazione del sistema degli enti, agenzie, società partecipate regionali o sub regionali, ai quali sono state affidate rilevanti funzioni amministrative.
31 LEGGE REGIONALE 09 dicembre 2013, n. 46 Disposizioni finalizzate ad incentivare l integrazione istituzionale e territoriale
32 (Finalità) 1. Al fine di incentivare l integrazione istituzionale e territoriale, la Regione concede gli ausili finanziari, i contributi o i vantaggi economici o patrimonialmente valutabili, di qualunque genere, previsti dalla normativa regionale, nel rispetto dell ordine di priorità indicato negli articoli 2 e 3. Articoli 1 e 2 (Priorità relative ai Comuni) 1. Nel caso di contributi a favore dei Comuni, l ordine di priorità è il seguente: a) Comuni risultanti da fusione; b) forme associative fra Comuni, costituite mediante Unione di comuni o convenzione, per l esercizio delle funzioni o dei servizi oggetto dell ausilio finanziario, del contributo o del vantaggio economico, comunque denominato, in conformità alla normativa regionale concernente le dimensioni territoriali ottimali ed omogenee per lo svolgimento, da parte dei Comuni medesimi, delle funzioni fondamentali.
33 Articoli 3, 4, 5 (Priorità relative agli altri enti pubblici) 1. Nel caso di contributi a favore degli enti pubblici operanti nelle materie di competenza regionale, diversi da Comuni, hanno priorità quelli che si associano per le finalità oggetto dell ausilio finanziario, del contributo o del vantaggio economico, comunque denominato. (Modalità di applicazione) 1. La Giunta regionale determina i criteri e le modalità di applicazione degli articoli 2 e 3. (Disposizione transitoria) 1. La deliberazione di cui all articolo 4 è adottata entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
34 DGR del 07/07/14, n. 809 Criteri e modalità di applicazione degli articoli 2 e 3 della legge regionale 9 dicembre 2013, n. 46 (Disposizioni finalizzate ad incentivare l'integrazione istituzionale e territoriale)
35 Ai sensi della L.R. 46/2013 e della DGR 809/2014, la Regione Marche, pertanto, incentiva fusioni, unioni e convenzioni fra Comuni, con benefici in proporzione diretta alla copertura territoriale della DTO da parte della forma associativa, fermo restando che ai Comuni istituiti a seguito di fusione è riconosciuta una priorità assoluta ai fini dell accesso alle provvidenze previste nei programmi per gli enti locali.
36 Molta attenzione viene riposta dal legislatore regionale agli incentivi La domanda sorge spontanea: a quanto ammontano gli incentivi regionali per l esercizio associato delle funzioni e per la fusione dei Comuni?
37 Incentivazioni economiche regionali all'esercizio associato di funzioni (in ) Convenzioni per esercizio associato di funzioni comunali (fondi regionali) Unioni di comuni (fondi regionali) Fusioni di comuni (fondi regionali) Comunità / Unioni montane (fondi regionali per esercizio associato) Comunità / Unioni montane (fondi regionali per esercizio funzioni reg.li conferite) ,86 (per esercizio funzioni di supporto al Giudice di Pace) (Trecastelli) (Trecastelli e Vallefoglia) , , , , , , , ,96
38 Fonte normativa nazionale Legge 30 luglio 2010, n. 122 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica 31. Il limite demografico minimo delle unioni e delle convenzioni di cui al presente articolo è fissato in abitanti, ovvero in abitanti se i comuni appartengono o sono appartenuti a comunità montane, fermo restando che, in tal caso, le unioni devono essere formate da almeno tre comuni, e salvi il diverso limite demografico ed eventuali deroghe in ragione di particolari condizioni territoriali, individuati dalla regione. Il limite non si applica alle unioni di comuni già costituite. (comma così sostituito dall'art. 19, comma 1, lettera e), legge n. 135 del 2012)
39 Fonte normativa regionale LEGGE REGIONALE 26 settembre 2014, n. 23 Modifiche alla legge regionale 21 dicembre 2012, n. 44 Individuazione del limite demografico minimo delle Unioni dei Comuni e modifica alla Legge regionale 1 luglio 2008, n. 18 Norme in materia di Comunità Montane e di esercizio associato di funzioni e servizi comunali
40 Art. 1 (Limite demografico minimo ai sensi dell articolo 14 del d.l. 78/2010) 1. Il limite demografico minimo delle unioni dei comuni e delle convenzioni di cui all articolo 14, comma 31, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, è fissato in abitanti. 1 bis. Resta fermo il limite dei abitanti, stabilito dall articolo 14, comma 31, del d.l. 78/2010 per i comuni che appartengono o sono appartenuti a comunità montane. Note relative all'articolo: Così modificato dall'art. 1, l.r. 26 settembre 2014, n. 23.
41 Aspetti critici rilevati dal Coordinamento: Fermo restando l attenzione per i comuni montani e parzialmente montani già riservata anche dal legislatore nazionale (nuovo limite demografico minimo delle Unioni e delle Convenzioni in abitanti se i comuni appartengono o sono appartenuti a comunità montane), è stato rappresentato alla Regione Marche (a tutti i livelli di rappresentanza) l opportunità di tenere in debita considerazione anche le difficoltà dei comuni inseriti nel gruppo altimetrico delle colline alte e basse, soprattutto di quei comuni dell area pedemontana distanti ad esempio dai poli urbani (e che vivono quindi lo stesso disagio dei comuni montani) oppure di quei comuni a ridosso (di norma) della fascia costiera e che trovano difficolta ad individuare partner amministrativi misurandosi con comuni non soggetti alla gestione associata obbligatoria. L ANCI Marche, anche sulla base delle segnalazioni avanzate da diversi sindaci e verificando i percorsi associativi avviati, aveva proposto alla Regione Marche il limite demografico minimo di abitanti per le unioni di comuni (già adottato dalla medesima regione con la legge regionale 22 dicembre 2012, n. 44) ed il limite demografico minimo di abitanti per le convenzioni.
42 In subordine alla proposta del limite demografico minimo di abitanti per le convenzioni, l ANCI Marche ha manifestato l assoluta necessità di prevedere nella legge regionale delle eventuali deroghe, cosi come previsto nell art. 107 della legge Delrio. Per fugare ogni ragionevole dubbio è stato consigliato di specificare come deroga che i nuovi limiti non si applicano alle convenzioni di comuni già costituite. Purtroppo le osservazioni proposte non sono state prese in considerazione e specifici comuni sono costretti a dover ripiegare a scelte di partner amministrativi non in funzione di una ottimale riorganizzazione delle risorse umane o finanziarie ma solo per evitare il potere sostitutivo.
43 Fonte normativa nazionale Legge 30 luglio 2010, n. 122 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica 31-bis. Le convenzioni di cui al comma 28 hanno durata almeno triennale e alle medesime si applica, in quanto compatibile, l articolo 30 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n Ove alla scadenza del predetto periodo, non sia comprovato, da parte dei comuni aderenti, il conseguimento di significativi livelli di efficacia ed efficienza nella gestione, secondo modalità stabilite con decreto del Ministro dell interno, da adottare entro sei mesi, sentita la Conferenza Stato-Città e autonomie locali, i comuni interessati sono obbligati ad esercitare le funzioni fondamentali esclusivamente mediante unione di comuni. (comma introdotto dall'art. 19, comma 1, lettera e), legge n. 135 del 2012)
44 MINISTERO DELL INTERNO - Decreto 11 settembre 2013 Determinazione dei contenuti e delle modalità delle attestazioni dei Comuni comprovanti il conseguimento di significativi livelli di efficacia ed efficienza nella gestione associata delle funzioni.
45 Alcuni interrogativi di dipanare in fretta: L'art. 4, comma 6-bis, legge n. 11 del 2015 ha differito al 31 dicembre 2015 tutti i termini. Si dovrà procedere comunque alla rendicontazione delle prime funzioni fondamentali avviate nel 2012? Come si fa ad attestare il livello di efficacia di diverse convenzioni su relative funzioni fondamentali dimostrando di aver raggiunto un migliore livello di servizi nella gestione in convenzione, rispetto all esercizio finanziario precedente alla gestione associata mediante convenzione, quando si chiede di certificare per almeno 3 delle 6 attività individuate dall articolo di riferimento, salvo le 2 restanti opzioni per chi già esercitava determinati servizi a domanda individuale, considerato che si rendicontano le funzioni fondamentali convenzionate secondo step cronologici diversi? In caso di convenzione fra i comuni dell ATS individuati dalla Regione Marche, tutti i comuni appartenenti all Ambito Sociale (anche quelli non soggetti all esercizio associato obbligatorio) saranno obbligati a rendicontare secondo il DM 11 settembre 2013? Ove alla scadenza del predetto periodo, non sia comprovato, da parte dei comuni aderenti, il conseguimento di significativi livelli di efficacia ed efficienza nella gestione, i comuni interessati (quindi tutti i comuni, anche quelli non obbligati all esercizio associato) saranno obbligati ad esercitare le funzioni fondamentali mediante unione di comuni? Se a seguito della convenzione «obbligatoria» predisposta dalla Regione Marche tra i comuni appartenenti alla medesima Provincia (quindi anche a quelli non soggetti all esercizio associato D.L. 78/2010), le modalità organizzative adottate dall ATA dei rifiuti non certificheranno gli obiettivi di maggior efficienza ed efficacia, razionalizzazione e risparmio scatta per tutti la sanzione dell unione di comuni obbligatoria?
46 Unioni montane LEGGE REGIONALE 11 novembre 2013, n. 35 Norme in materia di Unioni montane e di esercizio associato delle funzioni dei Comuni montani
47 Aspetti critici rilevati dal Coordinamento: Le Unioni montane esercitano le funzioni a esse conferite dai Comuni in conformità alle disposizioni statali vigenti. Esercitano inoltre le funzioni già conferite dalla Regione alle corrispondenti Comunità montane. Possono, mediante convenzione, esercitare le proprie funzioni in forma associata assieme ad altre Unioni montane. Possono altresì stipulare convenzioni con i Comuni per l esercizio associato di funzioni e di servizi. Ciascuna Unione montana ha autonomia statutaria e potestà regolamentare. Lo statuto dell Unione montana disciplina in particolare: a) le modalità di elezione del presidente e della giunta; b) le competenze, le modalità di funzionamento degli organi dell Unione montana; c) la denominazione, la sede e l organizzazione degli uffici dell Unione montana; d) le forme di collaborazione con gli altri enti locali. Sono organi dell Unione montana il consiglio, il presidente e la giunta, nonché l organo di revisione economico-finanziaria.
48 Il consiglio e composto dai Sindaci dei Comuni membri ed esercita funzioni di indirizzo, programmazione e controllo. Il presidente presiede e convoca il consiglio e la giunta e ha la rappresentanza legale dell Unione montana. La giunta e composta dal presidente e da un numero di assessori, non superiore a quattro per le Unioni con più di nove consiglieri e non superiore a due negli altri casi. Il presidente e gli assessori sono nominati dal consiglio dell Unione montana tra i propri componenti o tra i consiglieri dei comuni appartenenti all Unione montana. L organo di revisione economico-finanziaria e costituito ai sensi dell articolo 234, commi 3 e 3 bis, del d.lgs. 267/2000. Le Unioni montane sono disciplinate, per quanto non previsto dalla presente legge regionale, dall articolo 32 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull ordinamento degli enti locali).
49 Dal confronto delle disposizioni contenute nella legge regionale e nell art 32 del TUEL vigente, emerge chiaramente che le modalità di elezione delle unioni montane (legge regionale 11 novembre 2013, n. 35) rispetto alle unioni di comuni montane (ex art 32 TUEL) sono diverse e tali da far pensare che la Regione abbia voluto creare un tertium genus. A causa di ciò sorge il ragionevole dubbio che le unioni montane non possano esercitare, oltre alle funzioni attribuite dalla Regione, anche le funzioni fondamentali dei comuni, salvo una (auspicabile) modifica delle legge regionale volta a recepire quanto contenuto dall art 32 del TUEL (a seguito delle ultime modifiche sugli organi di governo), in conformità alle disposizioni statali vigenti. Disposizioni che dovrebbero garantire anche la rappresentanza delle minoranze e assicurare la rappresentanza di ogni comune.
50 Rispetto il sistema di tutela delle minoranze si rammenta che le Comunità Montane (cfr. art 27 del Tuel) hanno natura giuridica di unioni montane, enti locali costituiti fra comuni montani e parzialmente montani..., vale a dire di unioni di comuni. Ebbene il Tuel prevede che all interno degli organi dell unione sia garantita la rappresentanza delle minoranze, per cui anche le comunità montane in quanto unioni di comuni devono accogliere questo principio. Parrebbe quindi difficilmente spiegabile sotto il profilo logico - giuridico una esclusione di questo principio di struttura del nostro ordinamento proprio per le unioni di comuni montani comunque richiamate dall art. 32 del Tuel. Sulla base di quanto premesso, pertanto, non convince il parere favorevole della Regione Marche sulla possibilità di far eserciate alle unioni montane anche le funzioni fondamentali, di cui la legge regionale non fa neppure cenno.
51 Comitato d Intesa «Documento ANCI MARCHE - Elezioni Regionali 2015» rafforzare lo spirito di leale collaborazione tra i diversi livelli di governo Per ANCI Marche appare indifferibile ed inderogabile la riattivazione del Comitato d intesa previsto dalla LR 20 febbraio 1995, n. 20, da intendersi come vera e propria forma di raccordo e di confronto per favorire il concorso degli enti locali alla determinazione della politica regionale e al fine di rendere stabili i rapporti con le associazioni regionali rappresentative degli enti locali (o loro articolazioni), a partire con l ANCI Marche. Consiglio delle Autonomie Locali Per razionalizzare e rendere più forte ed efficace la rappresentanza delle autonomie locali andrebbe rafforzato il ruolo del Consiglio delle Autonomie Locali e delle Conferenze delle Autonomie Locali. Per il CAL occorrerebbe rivedere la LR 10 aprile 2007, n. 4 Disciplina del Consiglio delle autonomie locali, ri-orientando la scelta nella ricerca della più ampia rappresentatività delle diverse realtà locali e relative forme associative, ivi comprendendo l apporto dell ANCI Marche il cui presidente o suo delegato, dovrebbe affiancare, quale membro di diritto, quelli già determinati come tali direttamente dalla legge richiamata.
52 Il Riordino territoriale piccoli Comuni, associazionismo L Anci Marche chiede di valutare le difficoltà applicative dell esercizio associato delle funzioni fondamentali dei Comuni e rivedere i relativi ambiti di gestione in ragione di particolari condizioni territoriali, così come prescritto dalla normativa vigente, operando una mappatura delle funzioni sinora svolte in forma associata con particolare attenzione ai servizi che si caratterizzano per un rapporto diretto con l utenza. Chiede anche di aprire una attenta riflessione sulla sopravvivenza di un prezioso patrimonio culturale, sociale ed economico rappresentato dai piccoli Comuni, fondamentali presidi del territorio, luoghi naturali dell aggregazione civile, dove si formano e si sviluppano il sentimento di identità e la coscienza democratica dei diritti e dei doveri dei cittadini. Invita inoltre a riconsiderare la normativa (nazionale e regionale) che interessa i Comuni, non sottovalutando l importanza dell esercizio associato delle funzioni fondamentali e introducendo meccanismi di perequazione e di incentivazione sulla base delle proprie capacità strutturali di ciascun Comune e di disagio accertati secondo una griglia di parametri oggettivi. L ANCI Marche si attende, infine, un condiviso e vero programma di riordino territoriale capace di contenere una serie di interventi di razionalizzazione volti all efficientamento del sistema amministrativo, a partire dalla riorganizzazione del sistema degli enti, agenzie, società partecipate regionali o sub regionali, ai quali sono state affidate rilevanti funzioni amministrative.
53 Coordinamento dei piccoli Comuni ANCI MARCHE Corso Garibaldi 78, Ancona Telefono Roberto De Angelis Sindaco di Cossignano (AP) Personale