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Timestamp: 2017-05-22 19:06:00+00:00
Document Index: 64806126

Matched Legal Cases: ['art 3', 'art. 156', 'art. 156', 'art. 1', 'art. 1', 'art 4', 'sentenza ', 'art. 33', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 24', 'art. 460', 'sentenza ', 'art. 460', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 120', 'sentenza ', 'art. 83', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1130', 'art. 13', 'art 13', 'art 13', 'art. 1', 'art. 1284', 'art. 3', 'art 6', 'art. 23']

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NOVITA': IN "NOVITA' NORMATIVE DI INTERESSE QUOTIDIANO" PUBBLICHIAMO NOTIZIA DEL NUOVO FONDO DI SOLIDARIETA' AL CONIUGE IN STATO DI BISOGNO. ***
COSTITUENDO NOVITA' DI INTERESSE, ALLEGHIAMO SOTTO IL TESTO DEI DUE DECRETI RIGUARDANTI LA C.D. DEPENALIZZAZIONE DEI REATI. NELLA PAGINA "CHI SIAMO" GLI APPROFONDIMENTI DECRETO LEGISLATIVO 15 GENNAIO 2016, N° 7 DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ABROGAZIONE DI REATI E INTRODIZIONE DI ILLECITI CON SANZIONI PECUNIARIE CIVILI, A NORMA DELL'ART. 2 COMMA 3 DELLA LEGGE 28 APRILE 2014, N° 67
DECRETO LEGISLATIVO 15 GENNAIO 2016, N° 8 DIPOSIZIONI IN MATERIA DI DEPENALIZZAZIONE A NORMA DELL'ART. 2, COMMA 2, DELLA LEGGE 28 APRILE 2014, N° 67
"Decreti depenalizzazione G.U. s.gen. 22-01-2016" [315 Kb]
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- CONTRATTI DI CONVIVENZA -
- IN MATERIA DI DIRITTI REALI E CAUSE LAVORO - AREA PENALE - GRAZIE ALLA COLLABORAZIONE CON UN NOTO STUDIO PENALE LIVORNESE COPRIAMO L'INTERA CASISTICA DEI REATI PENALI - - SIAMO IMPEGNATI NEI COSI' DETTI "CYBER CRIMES", I REATI COMMESSI ATTRAVERSO L'UTILIZZO DELLA RETE INTERNET, ABBIAMO AFFRONTATO PROCEDIMENTI IN MATERIA DI FURTI DI IDENTITA' E ALTRE VIOLAZIONI PENALI ATTINENTI ALL'USO DELLA RETE. CI INTERESSIAMO INOLTRE DELLA GESTIONE DI RAPPORTI TRA EREDI E TERZI RELATIVAMENTE AI PATROMONI IMMOBILIARI. ___________________________________________________________
FLASH SULLE NOVITA' NORMATIVE LE CONVIVENZE DI FATTO ED I CONTRATTI DI CONVIVENZA: LEGGE N° 76/2016 c.d. " CIRINNA' " E' in vigore la legge 76 del 2016. La nuova disciplina offre una seria garanzia anche alle coppie di fatto che non vogliono legarsi in modo formale. Infatti, due persone potranno dichiarare presso gli uffici anagrafe del comune di residenza la loro convivenza e dichiarare di essere legate da vincolo affettivo di reciproca assistenza morale e materiale. L’ufficio procederà alla registrazione entro 2 giorni lavorativi, dando corso, come per ogni altra istanza anagrafica, alla fase di accertamento dei requisiti di legge con particolare riguardo alla coabitazione. Con una limitazione collegata alla registrazione come conviventi presso l’anagrafe comunale, anche le coppie c.d. “di fatto” vengono munite di una tutela. Prima di allora l’ufficiale anagrafico aveva l’obbligo di tenere aggiornata la scheda residenti nel comune sia rispetto ai singoli che, dopo l’inizio della convivenza, per la coppia che si fosse registrata come co-residente. Ai commi da 50 a 52 della legge si introducono ora i CONTRATTI DI CONVIVENZA, riservati alle coppie di fatto. Da redigere in forma scritta a pena di nullità, da lunedì 06 giugno, per l’immediata operatività della legge, questi atti possono divenire efficaci attraverso la loro trasmissione al Comune da parte del professionista che li redige e ne cura l’autenticità di sottoscrizione da parte delle parti. In una prima circolare del 1 giugno che il Ministero ha diramato ai comuni indicazioni sugli obblighi di iscrivere le convivenze di fatto, di operare la registrazione dell’eventuale contratto di convivenza, di rilasciare le relative certificazioni. La figura dei contratti di convivenza, da formalizzare come detto, per scritto e con atto pubblico o scrittura privata autenticata da un notaio o avvocato, sono stati introdotti per permettere alla coppia di disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune. I conviventi registrati possono affidare ad un contratto la regolamentazione dei loro aspetti economici. Si tratta di una grande opportunità per l’ampio contenuto cui si prestano, con l’unico limite di trattarvi questioni attinenti l’ambito patrimoniale dei conviventi: luogo nel quale i conviventi convengono di risiedere, aspetti relativi alla reciproca contribuzione e necessità della vita comune cui far fronte, adozione del regime della comunione dei beni. ***
Disposizioni in materia di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio nonche' di comunione tra i coniugi. (15G00073) (GU n.107 del 11-5-2015 ):Entrata in vigore del provvedimento: 26/05/2015
Per il crescente interessamento della clientela, confermiamo essere in vigore dal 26 maggio scorso le nuove regole contenute nel testo di legge in oggetto che hanno ridotto il tempo necessario per presentare la domanda di divorzio nel caso di separazione giudiziale (1 anno di tempo), periodo che scende a 6 mesi se la separazione è stata consensuale. Tempistica a cui si unisce la previsione dell'anticipo dello scioglimento della comunione dei beni che decorre dal momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separatamente o, nel caso la divisione sia stata consensuale, dalla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione. Le novità introdotte valgono per i procedimenti di separazione in corso che attendevano di maturare i tre anni per accedere alla domanda di divorzio. A tali modalità operative si unisce: sia la nuova negoziazione assistita (vedasi spiegazioni sotto), istituto introdotto a partire da settembre e che consente di raggiungere un accordo extragiudiziale per tramite dell'operato dei soli rispettivi legali, sia l'intesa avanti al Sindaco con la partecipazione non obbligatoria di uno o più legali (alcuni impedimenti all'utilizzo di questa procedura sono dati dall'eventuale presenza di figli e dalla necessità dei coniugi di disciplinare accordi sul mantenimento degli stessi, salve alcune recentissime eccezioni, oltre che dividere il patrimonio). COSA SONO LA MEDIAZIONE E LA NEGOZIAZIONE ASSISTITA NELLA MATERIA CIVILE.
Questi due recenti istituti, rispettivamente disciplinati dal d.l. 4 marzo 2010, n° 28 per la mediazione e dalla L. 132/2014 per la negoziazione assistita, costituiscono, in alcune materie, un preventivo ed obbligatorio tentativo di soluzione della controversia senza ricorso all'Autorità giudiziaria. La mediazione è definita come l'attività comunque denominata, svolta da un terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o piu soggetti nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, anche con la formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa. Quindi, in alcune materie, ad esempio se la controversia ha ad oggetto diritti reali, divisione, successione, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende ed altre come la reponsabilità sanitaria, occorerà rivolgersi preliminarmente ad un ente privato, terzo, che è l'organismo di mediazione. Tale ultimo è un soggetto giuridico titolato in forza di una iscrizione in apposito registro ministeriale ad hoc. Tale organismo curerà la procedura per tramite di una persona fisica, il mediatore, avanti cui le parti potranno comparire nella sede dell'organismo di mediazione decidendo se tentare la via conciliativa. Qui, obbligatoriamente, si dovrà essere assistiti dai propri avvocati. La negoziazione assistita, di recentissima introduzione, è divenuta anch'essa obbligatoria in alcune materie (dal prossimo 09 febbraio per esempio è condizione di procedibilità per i casi di richieste economiche non superiori a 50.000 Euro e per richieste di risarcimento danno derivante da circolazione di veicoli e natanti). Qui, se si controverte su diritti disponibili, le parti, possono stipulare una convenzione di negoziazione assistita (una sorta di patto previo) con cui le parti si obbligano a "cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole la controversia" tramite l'assistenza dei propri avvocati. Ovviamente, allo scopo deflattivo delle cause davanti il Tribunale, in entrambi i due istituti, il Giudice che fosse successivamente adito può valutare la mancata adesione o partecipazione al procedimento ai fini delle successive spese processuali e della responsabilità della parte per aver agito o resistito con mala fede o colpa grave. In ambedue i casi le due procedure appaiono indirizzate a prevenire la volontà litigiosa delle parti in contrasto le quali potranno, quindi, tentare di dare soluzione alle proprie pretese traspondendo l'eventuale accordo raggiunto in un atto che sarà un valido titolo esecutivo a tutti gli effetti. Le spese: in entrambe le procedure pare corretto rifarsi alle indicazioni di cui ai "parametri" professionali per le attività stragiudiziali o giudiziali, coniugando la scelta con la ricorrenza o meno della prosecuzione della lite avanti l'autorità giudiziaria. Con una precisa scelta il legislatore ha lasciato irrisolta la questione di porre a carico dello Stato le spese per la mediazione nel caso di ricorrenza dei requisiti per l'accesso al Gratuito Patrocinio. Per la negoziazione, quando il procedimento di negoziazione assistita è condizione di procedibilità della domanda, all’avvocato non è dovuto compenso dalla parte che si trova nelle condizioni per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, ai sensi dell’articolo 76 (L) del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115 e successive modificazioni. Circa la mediazione, sul solco della pronuncia della Cassazione n° 9529/2013 (che apre al riconoscimento del patrocinio gratuito per quelle attività svolte "in vista di una successiva azione giudiziaria"), una recente ordinanza del Tribunale di Firenze del 13 gennaio 2015, II Sez. Civile Dott.sa Breggia, conclude per la possibilità di ammettere al patrocinio a spese dello Stato la parte che all'esito della mediazione obbligatoria risolva la lite mediante l'accordo (rimandiamo alle motivazioni per le sua interessanti implicazioni evolutive). Circa la negoziazione l'art 3 della Legge di conversione precisa che "quando il procedimento di negoziazione assistita è condizione di procedibilità della domanda, all’avvocato non è dovuto compenso dalla parte che si trova nelle condizioni per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, ai sensi dell’articolo 76 (L) del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115 e successive modificazioni. A tale fine la parte è tenuta a depositare all’avvocato apposita dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, la cui sottoscrizione può essere autenticata dal medesimo avvocato, nonché a produrre, se l’avvocato lo richiede, la documentazione necessaria a comprovare la veridicità di quanto dichiarato." In tale ultimo caso riscontriamo anche per la negoziazione assistita sia la forte connessione e funzionalità al processo anche se non dovesse aver luogo, ed inoltre la capacità di strumento volto ad assicurare il raggiungimento di un interesse generale per aver prevenuto ed evitato il processo stesso. depenalizzazione reati [267 Kb]
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Devolución del Impuesto de Sucesiones - RESTITUZIONE DELL'IMPOSTA DI SUCCESSIONE
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"..que el Reino de España ha incumplido las obligaciones que le incumben en virtud de los artículos 63 TFUE y 40 del Acuerdo sobre el Espacio Económico Europeo de 2 de mayo de 1992, al permitir que se establezcan diferencias en el trato fiscal de las donaciones y las sucesiones entre los causahabientes y los donatarios residentes y no residentes en España, entre los causantes residentes y no residentes en España y entre las donaciones y las disposiciones similares de bienes inmuebles situados en territorio español y fuera de éste. Condenar en costas al Reino de España."
aggiornamenti sulle novità internet: cyberbullismo, il testo in parlamento
"LA RETE" A CURA DI MANFREDI POTENTIUN PERIODICO AGGIORNAMENTO SULLE NOVITA' GIURISPRUDENZIALI E NORMATIVE DELLA RETE, REDATTO IN BASE ALLE ESPERIENZE SINO AD OGGI MATURATE DALLO STUDIO LEGALE O CON LA SEMPLICE CITAZIONE DELLE MASSIME NAZIONALI ED INTERNAZIONALI IN MATERIA CIVILE E PENALE CHE PRESENTINO CONSEGUENZE NEL QUOTIDIANO. Questa settimana in file allegato: Phishing e furto delle credenziali home banking con conseguente sottrazione illecita di denaro, onere della prova I reati commessi attraverso l’utilizzo del mezzo internet sono spesso di difficile perseguibilità per le caratteristiche della transnazionalità e della immaterialità della rete web. A contrario, la spesso diffusa sensazione di potersi celare dietro un apparente anonimato, spinge i frequentatori del cyberspazio ad esternare condotte disinvolte infrangendo più agevolmente la frontiera dell’inibizione che non troverebbero uguale realizzazione con simili condizioni psico-ambientali nella realtà materiale che li circonda. Il sito web è solo un indirizzo digitale dal quale non è agevole risalire al titolare della connessione da cui è partita l’azione ed il terminale utilizzato per la commissione dell’azione criminosa. Solo dopo la positiva conclusione di questa preliminare attività investigativa sarà possibile concentrare le indagini sull‘identificazione dell‘effettivo responsabile. La crescente dinamica delle relazioni internazionali è stata certamente implementata dall’introduzione dell’uso di internet. Tuttavia, la localizzazione di siti web in paesi detti “tax heaven“, come l’ormai famoso "you-porn", rendono difficoltoso alle forze di polizia accedere a forme di collaborazione e di acquisizione delle informazioni necessarie all’identificazione degli autori..........(SEGUITECI SETTIMANALMENTE SUL NOSTRO SITO)
phishing furto credenziali e denaro [291 Kb]
TUTTE LE NOVITA' NORMATIVE, REGOLAMENTARI, ECC., DI INTERESSE QUOTIDIANO
CONTINUANO ANCHE PER IL 2016 LE PUBBLICAZIONI DELLE NOVITA' DI INTERESSE QUOTIDIANO. LE "PILLOLE" PRECEDENTEMENTE PUBBLICATE SONO SCARICABILI NEL DOCUMENTO PDF POSTATO AL TERMINE DI QUESTA RUBRICA. ANCHE PER I CONTRATTI DI LOCAZIONE DI TIPO TRANSITORIO E' APPLICABILE LA CEDOLARE SECCA AL 10% L'Agenzia delle Entrate scioglie un dubbio interpretativo riguardo l'applicabilità della cedolare secca agevolata al 10% ai contratti di locazione da 1 a 18 mesi (L. 431/1998 e DM 30 dicembre 2002) che siano stipulati in uno dei capoluoghi di provincia e nelle aree metropolitane. Questi tipi di contratto prevedono un obbligo del proprietario di adeguamento del canone secondo le cifre di cui agli accordi territoriali, validi appunto in determinate aree urbane. Il chiarimento delle Entrate ha natura interpretativa e si applica anche al passato. Chi infatti avesse corrisposto il 21% dell'importo cedolare potrà presentare una dichiarazione integrativa a favore per recuperare la differenza. I Comuni nei quali di applicherà questo regime agevolato sono tutte le aree definite Metropolitane come Firenze, Milano, Roma, Venezia, Genova, Bologna, Napoli, Torino, Bari, Palermo e Catania ed i comuni con essi confinanti. ARRIVA IL FONDO A TUTELA DEL CONIUGE IN STATO DI BOSOGNO
con la L. 208/2015 si è previsto un fondo di solidarietà per il coniuge che versa in stato di bisogno che diviene oggi operativo. Si tratta di un contributo previsto nel caso di mancato pagamento dell'assegno di mantenimento deciso dall'autorità giudiziaria in sede di seprazione. Sulla G.U. del 17 gennaio 2017 è stato pubblicato il decreto del ministero della Giustizia del 15 dicembre. Il Decreto individua nei Tribunali dei capoluoghi dei distretti di corte d'appello le sedi giudiziarie alle quali indirizzare la richiesta di accesso al fondo. Potrà accedervi il coniuge in stato di bisogno che non è in grado di provvedere al mantenimento proprio e dei figli minori o maggiorenni portatori di handicap grave, conviventi, qualora non abbia ricevuto l'assegno determinato ai sensi dell'art. 156 Cc. La domanda deve essere presentata nella cancelleria del Tribunale nel cui circondario è sito il Comune di residenza del richiedente. Dovrà essere indicato il proprio conto corrente l'indicazione della misura di inadempimento e che la maturazione è successiva all'entrata in vigore della legge. Occorre comunicare i dati reddituali del coniuge inadempiente e, se dipendente anche la circostanza che pure il datore si sia negato dal corrispondere direttamente il mantenimento come previsto dall'art. 156 Cc VI comma. Importante per il richiedente è che il proprio isee sia inferiore od uguale a 3.000 Euro e che vi sia uno stato di disoccupazione per cui non si sia rifiutato di offerte di lavoro. Valutata l'ammissibilità della domnanda il presidente del Tribunale la trasmette al ministero della Giustizia per il pagamento. MESSA ALLA PROVA: LA NOTA DELL'INAIL SULLA QUESTIONE DELLA COPERTURA ASSICURATIVA DEI RICHIEDENTI PROCEDIMENTO DI "MESSA ALLA PROVA" Con una nota pubblicata il 12 gennaio 2017 Inail informa che come previsto dalla Legge di Bilancio 2017, spetterà anche alle persone ammesse all’istituto della messa alla prova la copertura assicurativa. L’estensione assicurativa sarà coperta da un fondo sperimentale (LEGGE 114 DEL 2014) di 5 milioni di euro istituito presso il Ministero del Lavoro che integrerà i costi Inail.
La messa alla prova è stata introdotta dalla L. n° 67 del 2014 ed è una pena alternativa che riguarda reati minori con pena inferiore ai quattro anni che consiste in lavori di pubblica utilità non retribuiti da svolgere in luoghi statali (Stato, Regioni, Province, Comuni, Asl) oppure organizzazioni di volontariato.
La LEGGE 28 dicembre 2015, n. 208 recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilita' 2016). (15G00222) (GU Serie Generale n.302 del 30-12-2015 - Suppl. Ordinario n. 70)" entrata in vigore del provvedimento: 1/1/2016 prevede all'art. 1 comma 312: "In via sperimentale, per gli anni 2016 e 2017, e' istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali un Fondo finalizzato a reintegrare l'INAIL dell'onere conseguente alla copertura degli obblighi assicurativi contro le malattie e gli infortuni, tenuto conto di quanto disposto dall'articolo 4 della legge 11 agosto 1991, n. 266, in favore dei soggetti beneficiari di ammortizzatori e di altre forme di integrazione e sostegno del reddito previste dalla normativa vigente, coinvolti in attivita' di volontariato a fini di utilita' sociale in favore di comuni o enti locali, nonche' in favore dei detenuti e degli internati impegnati in attivita' volontarie e gratuite ai sensi dell'articolo 21, comma 4-ter, della legge 26 luglio 1975, n. 354, e degli stranieri richiedenti asilo in possesso del relativo permesso di soggiorno, trascorso il termine di cui all'articolo 22, comma 1, del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142. la LEGGE 11 dicembre 2016, n. 232 "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019". (16G00242)in vigore dal 01/01/2017 all'art. 1 comma 86 prevede "All'articolo 1, comma 312, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, dopo le parole: «legge 26 luglio 1975, n. 354,» sono inserite le seguenti: «dei soggetti impegnati in lavori di pubblica utilita' ai sensi dell'articolo 186, comma 9-bis, e dell'articolo 187, comma 8-bis, del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, dell'articolo 73, comma 5-bis, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e dell'articolo 168-bis del codice penale» Il comma 87 prevede invece che: "Per le finalita' di cui al comma 86 del presente articolo, il Fondo di cui all'articolo 1, comma 312, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e' integrato di euro 3 milioni per l'anno 2017". L’estensione assicurativa riguarderà inoltre condannati per guida in stato d’ebrezza o sotto effetto di stupefacenti, tossicodipendenti condannati per reati lievi legati alle sostanze e sanzionanti con lavori di pubblica utilità
Utilizzo obbligatorio da parte del fisco delle notifiche via PEC per professionisti ed imprese
Dal primo luglio 2017 gli atti impositivi saranno notificati all'indirizzo PEC alle imprese individuali o costituite in forma societaria ed ai professionisti iscritti in albi od elenchi istituiti con legge dello stato. Il decreto fiscale prevede nella parte relativa alle semplificazioni che anche avvisi ed altri atti dovranno essere notificati con questo mezzo. Particolare attenzione andrà posta al mancato recapito, ove il testo di legge prevede la possibilità di ulteriore tentativo dopo almeno 7 giorni ed anche al successivo deposito nell'area riservata del sito di Infocamere. Assicurazione obbligatoria avvocati. (vedi FILE ALLEGATO IN RUBRICA A FONDO DI QUESTA PAGINA)
approda in Gazzetta Ufficiale n° 238 del 11-10-2016 il DECRETO 22 settembre 2016, recante "condizioni essenziali e massimali minimi delle polizze assicurative a copertura della responsabilita' civile e degli infortuni derivanti dall'esercizio della professione di avvocato. Tra le novità i maggior rilievo l'obbligo di copertura assicurativa contro gli infortuni che possono verificasi nella sede di lavoro ed all'esterno e per cui il comme I del art 4 del decreto reca: "l'assicurazione deve essere prevista a favore degli avvocati e dei loro collaboratori, praticanti e dipendenti per i quali non sia operante la copertura assicurativa obbligatoria I.N.A.I.L."
Altra importante novità della Corte Costituzionale. Incostituzionale la norma della "Legge 104" che consente di assentarsi da lavoro solo a coniuge e parenti.
il convivente more uxorio ha diritto di fruire dei tre giorni di permesso al mese che consentono di assentarsi dal lavoro per assistere familiari con gravi handicap. La dichiarazione di incostituzionalità avvenuta con la sentenza n° 213/2016 depositata il 23 settembre colpisce l0art. 33 comma 3 della L. 104/1992 che non comprende i conviventi trai familiari più stretti. Il caso, proveniente dal Tribunale di Livorno riguarda una lavoratrice che si era vista negare i permessi per assistere il compagno affetto da morbo di Parkinson. La finalità della legge è per la Corte quello di assicurare in via prioritaria la continuità delle cure e dell'assistenza del disabile che si realizzi in ambito familiare. Ed il diritto alla salute rientra certamente in quelli inviolabili e garantiti dall'art. 2 della Carta costituzionale, sia in quanto soggetto come singolo sia nelle formazioni sociali in cui si svolge la sua personalità. E' quindi irragionevole, dice la Corte, che nell'elencazione dei soggetti legittimati a fruire del permesso mensile retribuito non sia incluso il convivente della persona con handicap in situazione di gravità. Incostituzionalità non tanto quindi perchè non si equipara coniuge a convivente quanto per la contraddizione logica dato che la norma vuole tutelare il diritto alla salute psico-fisica del disabile, circostanza che nel caso unifica la situazione di assistenza da parte del coniuge o familiare di secondo grado e quella fornita dal convivente, che viene inserito ad ogni effetto tra quelli della prima cerchia di beneficiari dei permesso assieme a coniuge, parente o affine entro il secondo grado. La sentenza n° 201/2016 della Corte Costituzionale rende obbligo di avviso di opzione della messa alla prova nel decreto penale.
La Corte Costituzionale ha ritenuto fondata l'istanza di incostituzionalità sollevata dal Tribunale di Savona il quale, a margine di un decreto penale, in udienza di opposizione, vedeva l'imputato richiedere l'estinzione del reato mediante un programma di messa alla prova già concordato con l'UEPE. Il giudice rilevava l'impossibilità di rimettere nei termini l'imputato dato che la richiesta doveva essere presentata contestualmente all'atto di opposizione. Il mancato avviso nel decreto penale comporterebbe una violazione del diritto di difesa ex art. 24 Cost. ed una discriminazione rispetto ad altri imputati con riti ordinari. Questi ultimi all'atto di chiusura della fase procedimentale vengono avvisati della possibilità di richiedere riti alternativi. La messa alla prova ha effetti sostanziali poichè estingue il reato attraverso un rito speciale alternativo al giudizio. Pertanto, ed a fronte della circostanza che la richiesta di riti alternativi costituisce anch'essa una modalità tra le più qualificanti di esercizio del diritto di difesa, la Corte ritiene l'avviso all'imputato una garanzia essenziale e per cui l'irragionevolezza dell'art. 460 C.p.p. nella parte in cui non prevede che il decreto penale di condanna contenga l'avviso della facoltà dell'imputato di chiedere mediante l'opposizione la sospensione del procedimento con messa alla prova. La legge di conversione del Decreto enti locali - riammissione rateizzi Equitalia
Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione (attualmente appena licenziato con primo via libera dalla Camera dei Deputati) saranno oggetto della possibile riammissione alla dilazione non solo le rateazioni ordinarie ma anche quelle in proroga e le maxidilazioni di 120 rate con unica condizione: la decadenza deve essere intervenuta al 1° luglio 2016. La nuova rateazione decade con il mancato pagamento di sole 2 rate. Non è indispensabile il pagamento delle rate già scadute e gli effetti saranno quelli previsti nella riforma della riscossione e di cui al d.lgs 159/2015. Si segnala l'elevazione da 50 a 60.000 Euro del limite per chiedere nuova dilazione senza allegare alcuna documentazione.
Incostituzionale il mancato avviso sulla facoltà di richiedere messa alla prova
Con la sentenza n. 201 del 2016 la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 460, comma 1, lettera e), del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede che il decreto penale di condanna contenga l’avviso della facoltà dell’imputato di chiedere mediante l’opposizione la sospensione del procedimento con messa alla prova.
Risoluzione Agenzia delle Entrate 24/E Interpello - Art. 11 legge 27/luglio/2000, n° 2012 su "Trattamento fiscle ai fini dell'imposta di bollo dei certificati anagrafici richiesti dagli studi legali per la notifica di atti giudiziari
il parere dell'Agenzia delle Entrate sul quesito di cui in oggetto è di sicuto interesse per tutti i colleghi Avvocati. Infatti, sulla base ad un concetto di "antecedenza" che può essere legittimamente assegnato al certificato anagrafico allorchè il detto sia funzionalmente collegato ad una notifica di atto giudiziario o provvedimento processuale, anche ad esso si estendono i benefici di cui all'art. 18 DPR 115/2000. La Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate precisa per l'effetto che "anche i certificati anagrafici possono beneficiare del regime di esenzione dell'imposta di bollo, ai sensi dell'art. 18, comma 1, del DPR, n° 115, qualora "antecedenti" "necessari" e "funzionali" ai procedimenti giurisdizionali". Così, "anche i certificati anagrafici richiesti dagli studi legali ad uso notifica atti giudiziari devono ritenenrsi esenti dall'imposta di bollo, ai sensi dell'art. 18 del DPR 115 del 2002 in quanto trattasi di atti funzionali al procedimento giurisdizionale. In tale evenienza, sul certificato rilasciato senza il pagamento dell'imposta di bollo andrà indicata la norma di esenzione, ovvero l'uso cui tale atto è destinato." Conversione in legge del Dl 18/2016: regolamentazione interessi da scoperti di conto e c.d revolving
il nuovo testo di legge introduce un principio per il quale gli interessi debitori non possono produrre altri interessi, art. 120 testo Unico Bancario ("gli interessi debitori maturati, ivi comrpesi quelli relativi a finanziamenti a valere su carte di credito, non possono produrre interessi ulteriori..e sono calcolati esclusivamente per sorte capitale". Ci sono delle eccezioni alla regola quali, l'anatocismo per gli interessi moratori, per loro natura sottratti al divieto e destinati a capitalizzarsi annualmente, e quelli da apertura di credito in conto corrente e da sconfinamento, che sono conteggiati ogni 31 dicembre e divengono esigibili il 1° di marzo dell'anno successivo (con possibile autorizzazione dell'addebito da parte del cliente nel momento in cui questi divengono esigibili). Circa il conteggio degli interessi creditori (e degli interessi debitori) la periodicità deve essere non meno che annuale e gli interessi si conteggiano al 31 dicembre di ogni anno, e, in ogni caso, al termine del rapporto in base al quale essi sono dovuti. Datori di lavoro risarciti dalle compagnie aeree per ritardo sui voli dei dipendenti
La Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha depositato la sentenza del 17 febbraio nel procedimento C-429/14 nella quale interpreta la Convenzione di Montreal del 28 maggio 1999 nei suoi articoli 19,22,29 ne senso di ritenere il vettore aereo che ha concluso un contratto di trasporto internazionale con un datore di lavoro, di persone trasportate quale passeggeri, responsabile nei confronti di tale datore di lavoro per i danni derivanti dal ritardo dei voli effettuati. Infatti, dice la Corte, i danni derivanti da spese supplementari sostenute dal datore di lavoro nel limite "per passeggero" fissato da detta disposizione. Il risarcimento accordato a tali persone non può in nessun caso superare il cumulo di tutti i irisarcimento che potrebbero essere concessi a tutti i passeggeri interessati, qualora questi ultimi agissero individualmente. Dal 12 marzo 2016 obbligatoria la regola del D.lgs 151/2015 per le dimissioni rassegnate con la procedura telematica
dal prossimo 12 marzo 2016 diventa operativa la norma inserita nel D.lgs 151/2015 che obbliga il lavoratore dimissionario a dare comunicazione delle proprie dimissioni con un nuovo procedimento complesso informatico. La legge considererà nulla qualsiasi comunicazione diversa da quella telematica. Qualora il lavoratore si dimettesse alla "vecchia maniera" e non si presentasse più a lavoro il rapporto rimarrebbe in essere, con onere del datore di attivare un ordinario procedimento di licenziamento. Dal 12 marzo, una volta comunicate al lavoratore le dimissioni, questi dovrà ottenere dall'Inps un codice identificativo personale, che verrà spedito solo per posta ordinaria (salvo ci si serva di un intermediario abilitato con sue credenziali). Tempi certi per l'emissione del decreto di pagamento dell'onorario del Consulente del giudice, del Consulente tecnico di parte ed all'avvocato per difesa con patrocinio a spese dello Stato. la legge di Stabilità per il 2016 n° 208/2015, prevede al comma 783 una modifica all'art. 83 del DPR 115/2002. Un comma 3 bis aggiunto al predetto testo normativo, il "T.U. delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia", prevede che il decreto di liquidazione del giudice debba essere emesso contestualmente alla pronuncia del provvedimento che chiude la fase cui si riferisce la relativa richiesta. Viene eliminata la cesura tra il provvedimento che chiude la causa e quello di liquidazione dei compensi. Di conseguenza non sarà più consentito vanzare la richiesta quando il procedimento è già stato definito. Sarà dichiarata tardiva l'istanza prodotta dopo la pronuncia del provvedimento di cui alla fase della procedura cui si riferisce la richiesta di liquidazione. Il comma 3-bis dispone che il decreto sia emesso dopo "relativa richiesta". Senza espressa richiesta del difensore non sarà quindi possibile per il magistrato procedere ad una liquidazione d'ufficio dei compensi che gli spettano. La richiesta, ad esempio nel caso del processo penale (ma anche nel giudizio civile quando ad esempio vi è rinuncia alla concessione dei termini per comprse conclusionali e repliche ed il Giudice pone subito in decisione), dovrà quindi essere formulata prima della pronuncia finale, anche oralmente e rimettendosi magari all'applicazione dei parametri o delle tabelle dell'ufficio, pur senza aver depositato una nota spese. Nulla cambia per il caso degli ausiliari del giudice e per cui la Cassazione aveva già stabilito doversi procedere alla liquidazione compensi non oltre il deposito della sentenza che definisce il giudizio e regola gli oneri processuali. Il Decreto di pagamento, che ricordiamo va pronunciato (come ha osservato la sentenza della Cassazione n° 7504 del 2011) con atto separato e distinto dalla sentenza, deve intervenire quindi contemporaneamente alla pronuncia del provvedimento definitivo del giudizio, a seguito di rituale istanza. Locazioni: obbligo di comunicazione dell'avvenuta registrazione al conduttore ed all'amministratore di condominio
l'art. 1 comma 59 della legge 208/15 è intervenuto sull'articolo 13 della L. 431/98 che disciplina i "patti contrari alla legge" nell'ambito delle locazioni abitative. La nuova norma dispone testualmente che: "è fatto carico al locatore di provvedere alla registrazione nel termine perentorio di trenta giorni, dandone documentata comunicazione, nei succesivi sessanta giorni, al conduttore ed all'amministratore del condominio, anche ai fini dell'ottemperanza agli obblighi di tenuta dell'anagrafe condominiale di cui all'art. 1130 numero 6) del codice civile".
approfondimento nella pagina "novità in materia immobiliare"
Negoziazione: disponibile il modello per la richiesta delle agevolazioni fiscali
Approda nella GazzettaUfficiale del 08/01/2016 il decreto con le istuzioni per ottenere l'agevolazione fiscale per le procedure di negoziazione ed arbitrati positivamente conclusi nel corso del 2015 e nel limite di Euro 250. Il decreto detta le regole per ottenere il credito di imposta. A partire dal 10 gennaio sarà disponibile sul sito www.giutizia.it il modulo che dovrà essere compilato dalla persona che ha corrisposto il il compenso all'avvocato che lo ha assistito in uno o più dei procedimenti di negoziazione assistita conclusisi positivamente con un accordo o negli arbitrati arrivati al traguardo con redazione del lodo. ALLA RICHIESTA VA ALLEGATA UNA COPIA DELL'ACCORDO DI NEGOZIAZIONE O COPIA DEL LODO ARBITRALE ed una prova della trasmissione dello stesso al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati (compito questo ultimo rimesso dl testo di legge istitutivo della negoziazione, direttamente ai legali). Il riconoscimento del credito questo avverrà in maniera proporzionale, tenuto conto del numero delle richieste e del budget di 5 milioni disponibile quest'anno. Il Ministero della Giustizia comunicherà al richiedente il credito ammesso, che sarà poi scaricabile dalla dichiarazione 2016 per i redditi 2015. Finanziaria per il 2016 - reintrodotta una mini-sanatoria per gli "affitti in nero" già oggetto di pronuncia di incostituzionalità.
La c.d. "legge di stabilità" per il 2016, approvata in sede parlamentare ha modificato l'art. 13 della L. 431/98, introducendo una specie di "condono" per i già noti contratti di locazione "sanzionatori" che nascevano dall'autodenuncia dell'inquilino circa la situazione di fatto esistente e non registrata entro i termini di legge. Si prevede ora al comme 5 dell'art 13: "Per i conduttori che, per gli effetti della disciplina di cui all’articolo 3, commi 8 e 9, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, prorogati dall’articolo 5, comma 1-ter, del decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 2014, n. 80, hanno versato, nel periodo intercorso dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 23 del 2011 al giorno 16 luglio 2015, il canone annuo di locazione nella misura stabilita dalla disposizione di cui al citato articolo 3, comma 8, del decreto legislativo n. 23 del 2011, l’importo del canone di locazione dovuto ovvero dell’indennità di occupazione maturata, su base annua, è pari al triplo della rendita catastale dell’immobile, nel periodo considerato". Quei rapporti, con un canone pari al triplo della rendita catastale, vengono così imposti al proprietario.
La normativa riguardante tali contratti era stata dichiarata incostituzionale per ben due volte (sentenze nn. 50/2014 e 169/2015). Nonostante ciò, la norma appena approvata fa salvi nuovamente gli effetti prodotti, e stabilisce nel triplo della rendita catastale il canone dovuto per tali contratti fino al 16 luglio 2015, così retroagendo ai fini degli effetti di cui al nuovo art 13 della L. 431/98 come modificato dalla L. fininziaria ed a cui si rimanda nella rubrica "immobili" di questo sito. Misura interessi legali: dono di fine anno ai cittadini da parte del Governo Dal 1° Gennaio 2016 gli interessi legali saranno ridotti dallo 0,5% al 0,2% così comportanto vistose convenienze in materia di ravvedimento per pagamento somme all'erario. La riduzione è disposta dall'art. 1 del decreto del Ministro dell'Economia dell' 11 dicembre 2015 pubblicato sulla G.U. n° 291 di ieri. Si stabilisce che la misura del saggio degli interessi legali, art. 1284 Cc, è fissato al 0,2% con decorrenza, appunto, dal 1° gennaio 2016.
Recentissima Cassazione Sez. Tributaria - n° 21621/2015. In caso di morosità del conduttore il locatore non è tenuto ad emettere fattura ne ad effettuare versamento Iva. E' tuttavia sottoposto alla imposizione diretta sui canoni anche se non percepiti, per i quali continua a valere la necessità di intervento di una causa di risoluzione del contratto.
La recente pronuncia riguarda un caso di locazione commericale per cui la società locatrice non aveva emesso fattura ne versato l'iva. I giudici di legittimità hanno infatti posto riferimento all'art. 3 comma 3 e art 6 del DPR 633/72 e per cui le prestazioni sono soggette ad Iva solo se rese verso un corrispettivo e si cosiderano effettuate al momento del pagamento. In tale momento sorge l'obbligo di versamento Iva. Nell'imposizione indiretta, infatti, il momento impositivo coincide con l'incasso del corrispettivo. Quanto all'imposizione diretta, i giudici precisano che per le locazioni non abitative si prevede la regola generale dell'art. 23 (ora 26) del Tuir secondo cui i redditi fondiari sono imputati al possessore indipendentemente dalla loro percezione. Sarà possibile dedurre come perdita la mancata riscossione con una prova di insolvenza (pignoramento, fallimento) del conduttore. In questo esiste perciò una profonda differenza rispetto alle locazioni di immobili adibiti ad uso abitativo. Infatti per il riconoscimento del credito di imposta di importo pari alle imposte versate sui canoni non percepiti è sufficiente l'accertamento nell'ambito del procedimento di convalida di sfratto per morosità. assicurazione obbligatoria avvocati [54 Kb]
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