Source: http://www.synetich.com/consulenti/Federica-Dascoli/Accesso-agli-atti-difensivo:-da-negarsi-nel-caso-in-cui-non-si-superi-la-prova-di-resistenza%E2%80%A6/ca_1474.html
Timestamp: 2018-11-17 02:19:46+00:00
Document Index: 64758373

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art.53', 'sentenza ', 'art.53', 'art.35', 'art.100']

Accesso agli atti difensivo: da negarsi nel caso in cui non si superi la prova di resistenza… - SYNETICH S.r.L.
Secondo il Consiglio di Stato, sez. III, 26 ottobre 2018, n. 6083 .Il ragionamento fatto dal giudice di primo grado non appare condivisibile.
"Quanto alla portata della nuova disciplina ex D.LGS.n.50/2016 in tema di diritto all'accesso alle offerte nell'ambito delle procedure ad evidenza pubblica, la recente giurisprudenza ha avuto modo di osservare (vedi CdS, sez.III, n.1213/2017, citata dalla stessa appellata) che, in via di principio, "Un punto di equilibrio tra esigenze di riservatezza e trasparenza nell'ambito delle procedure di evidenza pubblica finalizzata alla stipula di contratti di appalto si rinviene nella disciplina di settore dettata dal dlgs 50/2016, la quale fa prevalere le ovvie esigenze di riservatezza degli offerenti durante la competizione, prevedendo un vero e proprio divieto di divulgazione, salvo ripristinare la fisiologica dinamica dell'accesso a procedura conclusa, con espressa eccezione per "le informazioni fornite nell'ambito dell'offerta o a giustificazione della medesima che costituiscano, secondo motivata e comprovata dichiarazione dell'offerente, segreti tecnici o commerciali".
Inoltre questo giudice di appello ha precisato che (vedi CdS. Sez.V.1692/2017) "Lo strumento attraverso il quale contemperare in concreto la contrapposizione di interessi innanzi detta è costituito – ad avviso del Collegio – dal parametro della "stretta indispensabilità" di cui all'art. 24, co. 7, secondo periodo, della l.n. 241/1990 giacché esso è quello che, proprio a livello legislativo, viene contemplato come idoneo a giustificare la prevalenza dell'interesse di una parte – mossa dall'esigenza di "curare o difendere propri interessi giuridici" – rispetto all'interesse di un'altra parte, altrettanto mossa dall'esigenza di "curare o difendere propri interessi giuridici" legati ai dati sensibili che la riguardano e che possono essere contenuti nella documentazione chiesta in sede di accesso".
In particolare il Collegio, pur volendo tener conto del fatto che l'art.53 del D.LGS. n.50/2016 (nelle procedure ad evidenza pubblica) consente l'accesso al concorrente che lo chieda per la difesa in giudizio dei propri interessi, tuttavia non ritiene condivisibile l'iter argomentativo del giudice di primo grado con specifico riferimento sia alla mancata verifica della sussistenza in capo alla istante ricorrente dell'interesse a ricorrere (almeno mediante l'esito positivo della cd "prova di resistenza") sia alla circostanza che, di fatto, l'onere della prova risulta posto a carico dell'aggiudicataria, avendo la sentenza impugnata evidenziato come "l'invocato segreto commerciale non risulti provato".
Infatti (ad avviso del Collegio) il rispetto della disciplina di cui al citato art.53 del D.LGS. n.50/2016 in relazione all'interesse a ricorrere (di cui all'art.35 cpa ed all'art.100 cpc) avrebbe comportato un accurato controllo in ordine alla effettiva utilità della documentazione richiesta ed, in conseguenza, il necessario preliminare espletamento della cd prova di resistenza nei confronti dell'offerta della ricorrente, allo specifico fine di verificare la sussistenza del concreto nesso di strumentalità tra la documentazione oggetto dell'istanza di accesso e la tutela difesa in giudizio degli interessi della stessa impresa ricorrente, quale partecipante alla procedura di gara pubblica il cui esito è controverso.