Source: http://gurs.regione.sicilia.it/Pareri/P990021.HTM
Timestamp: 2018-01-19 22:48:55+00:00
Document Index: 10099496

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 50', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 69', 'art. 12', 'art. 14']

Ufficio legislativo e legale della Regione siciliana - Parere 21 del 1999
Gruppo II /21.99.11
OGGETTO: Esonero dal tirocinio.
1.- Con la suindicata nota codesto Assessorato regionale ha chiesto di conoscere se le disposizioni normative transitorie e particolari che prevedono ai fini dell'esonero dal periodo di tirocinio la valutazione e il riconoscimento dei servizi prestati presso l'Amministrazione regionale siano suscettibili di interpretazione analogica a favore dei dipendenti che, risultati vincitori in un concorso per soli titoli fruendo della riserva per il personale interno, non possiedono i requisiti di cui all'art. 24 della l.r. 29 ottobre 1985, n. 41.
2.- Come codesto Assessorato rileva, il personale con determinata qualifica consegue l'esercizio delle funzioni dopo un periodo di tirocinio che varia, quanto a durata, a seconda della qualifica. A tale regola applicabile a tutto il suddetto personale ai sensi dell'art. 50 della l.r. 23 marzo 1971 n. 7, l'art. 24 della legge 29 ottobre 1985, n. 41 ha successivamente introdotto una deroga a favore dei dipendenti che transitano alla qualifica superiore e possiedono titoli di studio e abilitazione professionale specificamente richiesti e almeno sette anni di effettiva anzianità di servizio nella qualifica di provenienza.
Mentre il citato art. 24 l.r. 41/1985 costituisce una norma a regime, lo stesso non può dirsi di altre norme succedutesi nel tempo per permettere la valutazione anche ai fini del tirocinio di periodi di servizio svolti in qualifica inferiore (cfr. art. 69 e 80 l. 241/85) e anche della c.d. anzianità fittizia nei confronti di quei dipendenti che hanno effettuato passaggi di qualifica o sono stati comunque reinquadrati in applicazione di normative che hanno comportato rilevanti modificazioni nell'assetto giuridico-economico del personale.
Tali disposizioni, solitamente collocate tra le disposizioni transitorie e finali delle leggi che le contengono, hanno efficacia limitata nel tempo, in considerazione della applicabilità ad un ambito di situazioni determinate, tanto è vero che ogniqualvolta è stata avvertita l'esigenza di regolare allo stesso modo situazioni venutesi a creare successivamente si è proceduto a riprodurre anche per relationem la statuizione contenuta nella norma cessata in una nuova disposizione, destinata anch'essa ad operare per un periodo determinato (cfr. ad es. art. 12 D.P.Reg. 11/95 come modificato dal D.P.Reg. 74/95).
Ora in mancanza di una norma siffatta non si ritiene che nella fattispecie in esame possa derogarsi alla regola generale del tirocinio.
Nè sembrano sussistere i presupposti per il ricorso all'analogia, attesa l'inapplicabilità di tale istituto alle leggi che fanno eccezione a regole generali o ad altre leggi (art. 14 Cod. civ.).
Una volta scaduto invero il termine assegnato alla norma temporanea l'istituto del tirocinio resta comunque interamente regolato dalle disposizioni tuttora vigenti e applicabili in via generale e quindi non è configurabile la situazione di assenza di disciplina che legittimerebbe il ricorso al procedimento analogico.
Lo scrivente è comunque disponibile a tornare sull'argomento ove la Direzione regionale alla quale il presente parere viene esteso, nel quadro della sua generale competenza nella materia del personale, fornisca ulteriori elementi di valutazione.