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Timestamp: 2020-08-13 00:51:19+00:00
Document Index: 147233828

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2697', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 384', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 2450 del 31/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2450 del 31/01/2017
Cassazione civile, sez. trib., 31/01/2017, (ud. 30/11/2016, dep.31/01/2017), n. 2450
sul ricorso 20102-2011 proposto da:
STUDIO LEGALE ASSOCIATO N., AVVOCATO N.G.
R.R. & N.C., N.G., R.R.,
avverso la sentenza n. 95/2010 della COMM.TRIB.REG.LEZ.DIST. di
BRESCIA depositata il 03/06/2010;
L’Agenzia delle entrate ricorre per la cassazione della sentenza della Commissione Tributaria regionale della Lombardia, n. 95/65/10 dep. 3.6.2010, che su ricorso avverso il silenzio rifiuto dell’istanza di rimborso del’Irap versata per gli anni 2002, 2003 e 2004 dallo Studio associato G.N., C.N. e R.R., in riforma della sentenza di primo grado, ha dichiarato dovuto il rimborso.
Lo Studio associato non si è costituito.
Il Collegio ha autorizzato il relatore alla redazione in forma semplificata della motivazione della sentenza.
Col primo motivo del ricorso l’Agenzia delle entrate deduce violazione di legge (art. 2697 c.c., comma 1), essendo a carico del contribuente che richiede il rimborso dell’imposta l’onere della prova della mancanza dei presupposti impositivi (nella specie dell’autonoma organizzazione).
2. Col secondo motivo si deduce insufficiente motivazione sul fatto decisivo rappresentato dal mancato esame dei dati delle dichiarazioni del contribuente (quadri RE) da cui emergono costi e spese per lavoro dipendente e compensi a terzi.
4. Le S.U. di questa Corte (n. 7371 del 14/04/2016), hanno affermato che “presupposto dell’imposta regionale sulle attività produttive è l’esercizio abituale di un’attività autonomamente organizzata diretta alla produzione e allo scambio ovvero alla prestazione di servizi; ma quando l’attività è esercitata dalle società e dagli enti, che siano soggetti passivi dell’imposta a norma del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 3, comprese quindi le società semplici e le associazioni senza personalità giuridica costituite fra persone fisiche per l’esercizio in forma associata di arti e professioni – essa, in quanto esercitata da tali soggetti, strutturalmente organizzati per la forma nella quale l’attività è svolta, costituisce ex lege, in ogni caso, presupposto d’imposta, dovendosi perciò escludere la necessità di ogni accertamento in ordine alla sussistenza dell’autonoma organizzazione”.
Nella esposta prospettiva l’unica prova contraria rilevante rimane non già l’assenza di un apparato organizzativo (in realtà sempre implicito nella struttura associativa dello studio) ma proprio l’assenza di una associazione. Prova che nella specie non risulta nemmeno ipotizzata, essendo anzi in radice contraddetta dalla stessa imputazione del ricorso e del debito d’imposta all’ente collettivo in cui si identifica per l’appunto lo studio associato (v. Cass. n. 27300 del 2016).
4. Il ricorso va pertanto accolto e la sentenza cassata. Non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto, ex art. 384 c.p.c., comma 2, la causa va decisa nel merito, con il rigetto del ricorso introduttivo proposto dalla associazione contribuente.
Trattandosi di soluzione interpretativa consolidatasi successivamente alla proposizione del ricorso introduttivo, sussistono i presupposti per l’integrale compensazione tra le parti delle spese dell’intero giudizio.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e decidendo nel merito rigetta il ricorso introduttivo del contribuente. Compensa le spese dell’intero giudizio.