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Timestamp: 2020-03-31 14:05:42+00:00
Document Index: 83597738

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 13', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 15', 'sentenza ', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 25', 'art. 12', 'art. 25', 'art. 30', 'art. 27', 'art. 34', 'art. 25', 'art. 2', 'art. 26', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 23', 'sentenza ', 'art. 46', 'art. 11', 'art. 22', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 18', 'sentenza ']

Norme sui contratti agrari (Contratti) - 101Professionisti.it
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Legge n°203 del 3 maggio 1982
L. 3 maggio 1982, n. 203 (1).
Norme sui contratti agrari (2) (3).
(1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 5 maggio 1982, n. 121.
(2) Vedi, anche, l'art. 6, D.Lgs. 18 maggio 2001, n. 228.
(3) Con riferimento al presente provvedimento sono state emanate le seguenti circolari:
Al fine di soddisfare le particolari esigenze delle imprese agricole dei territori dichiarati montani ai sensi della legge 3 dicembre 1971, n. 1102 , le regioni sono delegate a determinare, sentito il parere delle comunità montane, in base alla natura del terreno, alla sua estensione, al livello altimetrico ed alle destinazioni o vocazioni colturali, le zone ricomprese in tali territori, quali delimitati ai sensi della predetta legge 3 dicembre 1971, n. 1102 , nelle quali la durata minima dei nuovi contratti di affitto, stipulati dopo l'entrata in vigore della presente legge, è ridotta a sei anni, quando oggetto del contratto siano uno o più appezzamenti di terreno non costituenti, neppure unitamente ad altri fondi condotti dall'affittuario, una unità produttiva idonea ai sensi dell'articolo 31 della presente legge.
4. Nel caso in cui il locatore entro i sei mesi successivi alla scadenza del contratto abbia concesso il fondo in affitto a terzi senza preventivamente comunicare le offerte ricevute secondo le modalità e i termini di cui al comma 1 ovvero a condizioni più favorevoli di quelle comunicate al conduttore, quest'ultimo conserva il diritto di prelazione da esercitare nelle forme di cui al comma 3 entro il termine di un anno dalla scadenza del contratto non rinnovato. Per effetto dell'esercizio del diritto di prelazione si instaura un nuovo rapporto di affitto alle medesime condizioni del contratto concluso dal locatore con il terzo (4).
(4) Articolo aggiunto dall'art. 5, D.Lgs. 18 maggio 2001, n. 228.
La morosità del conduttore costituisce grave inadempimento ai fini della pronunzia di risoluzione del contratto ai sensi del secondo comma del presente articolo quando si concreti nel mancato pagamento del canone per almeno una annualità. È in ogni caso applicabile il terzo comma dell'articolo 2 della legge 9 agosto 1973, n. 508 .
Sono soppressi il quarto, ottavo, nono, undicesimo, dodicesimo e tredicesimo capoverso del citato articolo 3 della legge 10 dicembre 1973, n. 814 (6) (7).
(5) Il comma che si omette sostituisce, il primo capoverso dell'art. 3, L. 10 dicembre 1973, n. 814, che ha sostituito l'art. 3, L. 12 giugno 1962, n. 567.
(6) La Corte costituzionale, con sentenza 1°-5 luglio 2002, n. 318 (Gazz. Uff. 10 luglio 2002, n. 27 - Prima serie speciale), ha dichiarato l'illegittimità degli articoli 9 e 62 della presente legge.
(7) La Corte costituzionale, con ordinanza 23-27 ottobre 2000, n. 449 (Gazz. Uff. 2 novembre 2000, n. 45, serie speciale), ha dichiarato la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 9 e 62, sollevata in riferimento agli artt. 3, 42 e 44 della Cost.
f) da due esperti in materia agraria iscritti negli albi degli agronomi, degli agrotecnici e dei periti agrari, designati uno dalle organizzazioni dei proprietari dei fondi rustici ed uno dalle organizzazioni degli affittuari (8).
(8) Lettera cosí sostituita dall'art. 13, L. 5 marzo 1991, n. 91.
La commissione tecnica provinciale è altresì competente a stabilire particolari criteri per la determinazione del canone per i contratti di affitto aventi per oggetto colture effettuate in serra fissa, tenuto conto della diversità delle colture praticate e degli apporti del locatore e dell'affittuario anche per i terrazzamenti predisposti per le colture floricole. Nei territori del catasto derivante dall'ex catasto austro-ungarico, fino alla revisione e all'aggiornamento delle tariffe catastali, si applicano le tabelle determinate in base alle disposizioni di cui alla legge 12 giugno 1962, n. 567 , vigenti nell'annata agraria anteriore all'entrata in vigore della legge 11 febbraio 1971, n. 11, rivalutate in base al tasso di svalutazione della lira nel frattempo intervenuta. Sui valori così ottenuti si opera una riduzione pari al venti per cento (9).
(9) La Corte costituzionale, con sentenza 25-28 ottobre 2004, n. 315 (Gazz. Uff. 3 novembre 2004, n. 43 - Prima serie speciale) ha dichiarato, tra l'altro, l'illegittimità del secondo e terzo periodo del presente comma.
Per le annate agrarie da quella 1977-1978 sino a quella in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, si applicano i coefficienti stabiliti dagli articoli 9, 10, 13 e 14, diminuiti del trenta per cento (10).
(10) La Corte costituzionale con sentenza 3-7 maggio 1984, n. 139, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 15, secondo comma, limitatamente alle parole «diminuiti del trenta per cento».
Il locatore che ha eseguito le opere di cui al primo comma dell'articolo 16 può chiedere all'affittuario l'aumento del canone corrispondente alla nuova classificazione del fondo ai sensi dell'articolo 4 della legge 11 febbraio 1971, n. 11 , come modificato dall'articolo 18 della presente legge.
Le disposizioni del presente articolo si applicano anche per le opere di cui al primo comma dell'articolo 16 previste nel contratto e concordate dalle parti, o comunque eseguite in data anteriore all'entrata in vigore della presente legge (11).
(11) La Corte costituzionale, con sentenza 9-23 giugno 1988, n. 692 (Gazz. Uff. 29 giugno 1988, n. 26 - Serie speciale), ha dichiarato l'illegittimità dell'art. 17, settimo comma, nella parte in cui estende il regime dei miglioramenti, delle addizioni e trasformazioni, statuito nel medesimo art. 17, agli affittuari che, in data anteriore all'entrata in vigore della legge, abbiano eseguito, senza l'osservanza delle procedure prescritte dalla legislazione precedente, opere migliorative, incrementative o trasformative non previste nel contratto o consentite dal concedente.
... (12).
(12) L'articolo che si omette sostituisce con due commi il terzo comma dell'art. 4, L. 11 febbraio 1971, n. 11.
Qualora l'affittuario non coltivatore diretto sia imprenditore agricolo a titolo principale ai sensi dell'articolo 12 della legge 9 maggio 1975, n. 153 , non è operante il disposto di cui al quarto comma dell'articolo 1 della legge 22 luglio 1966, n. 606 . In tale ipotesi, per i contratti in corso la durata non può comunque essere inferiore a quella minima stabilita per i contratti d'affitto in corso a coltivatore diretto.
Il terzo comma dell'articolo 1 della legge 22 luglio 1966, n. 606 , è abrogato.
La parte che intende ottenere la conversione comunica la propria decisione all'altra mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, almeno sei mesi prima della fine dell'annata agraria (13).
(13) Con sentenza 3-7 maggio 1984, n. 138 (Gazz. Uff. 16 maggio 1984, n. 134), la Corte costituzionale ha dichiarato:
a) l'illegittimità dell'art. 25, L. 3 maggio 1982, n. 203, nella parte in cui prevede che, nel caso di concedente il quale sia imprenditore a titolo principale ai sensi dell'art. 12, L. 9 maggio 1975, n. 153, o comunque abbia dato un adeguato apporto alla condirezione dell'impresa di cui ai contratti associativi previsti nel primo comma dello stesso art. 25, la conversione richiesta dal mezzadro o dal colono abbia luogo senza il consenso del concedente stesso;
b) l'illegittimità dell'art. 30 della stessa legge;
c) in applicazione dell'art. 27 della legge n. 87/1953, l'illegittimità dell'art. 34, primo comma, lett. b), della legge n. 203/1982 nella parte in cui non comprende anche il caso di non avvenuta conversione, per mancata adesione del concedente che sia imprenditore a titolo principale o che comunque abbia dato un adeguato apporto alla condirezione dell'impresa di cui ai contratti associativi previsti nell'art. 25, primo comma, della medesima legge. Vedi, anche, l'art. 2, L. 14 febbraio 1990, n. 29.
La conversione del contratto associativo in contratto di affitto a coltivatore diretto produce effetto dall'inizio dell'annata agraria successiva alla comunicazione del richiedente (14).
(14) Per l'interpretazione autentica dell'art. 26, vedi, l'art. 1, L. 14 febbraio 1990, n. 29.
Nei casi contemplati dal presente articolo al mezzadro, colono, compartecipante che non chiede la conversione, è riconosciuto un aumento della quota dei prodotti e degli utili a lui spettanti per legge, contratto collettivo, consuetudine, pari al dieci per cento della produzione lorda vendibile (15).
(15) Con sentenza 3-7 maggio 1984, n. 138 (Gazz. Uff. 16 maggio 1984, n. 134), la Corte costituzionale ha dichiarato:
2. La decadenza opera anche nel caso in cui non venga proposta domanda giudiziale nei centoventi giorni successivi al termine indicato nel quinto comma dell'articolo 46 (16).
(16) Articolo aggiunto dall'art. 5, L. 14 febbraio 1990, n. 29.
b) dieci anni nel caso in cui la conversione, ancorché richiesta dal concessionario, non possa aver luogo in presenza della causa impeditiva prevista dall'articolo 31 ovvero in presenza della causa di esclusione prevista dalla lettera b) dell'articolo 29 (17).
Restano tuttavia valide le clausole contrattuali verbali o scritte che prevedano una più lunga durata del rapporto associativo. Sono altresì valide le clausole perfezionate con gli accordi di cui all'articolo 45 (18).
(17) Vedi la nota 15.
(18) Periodo aggiunto dall'art. 6, L. 14 febbraio 1990, n. 29.
2. In mancanza di accordo delle parti e su richiesta di almeno una di esse, tale maggiorazione è determinata alla data di conversione, ed in seguito ogni tre anni dall'ispettorato provinciale dell'agricoltura o dall'organo regionale corrispondente (19).
(19) Articolo aggiunto dall'art. 7, L. 14 febbraio 1990, n. 29.
Nei casi previsti dal comma precedente, il colono, compartecipante o soccidario ha diritto ad una quota non inferiore al sessanta per cento della produzione lorda vendibile, sempreché partecipi o intenda partecipare a non meno del cinquanta per cento delle spese di conduzione, escluse quelle per la mano d'opera estrane
Il secondo ed il terzo comma dell'articolo 8 del decreto legislativo 24 febbraio 1948, n. 114 , ratificato, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 1950, n. 144, e modificato dall'articolo 3 della legge 28 marzo 1957, n. 244 , sono abrogati.
Sono considerati piccoli concedenti i proprietari di terreni che abbiano un reddito catastale non superiore a lire tremila ed un reddito complessivo netto, ai fini dell'imposta sulle persone fisiche, di entità non superiore a lire cinque milioni (20).
(20) Vedi, anche, l'art. 5, D.L. 5 marzo 1986, n. 57.
... (21).
(21) Sostituisce l'ultimo comma dell'art. 23, L. 11 febbraio 1971, n. 11.
Quando l'affittuario viene convenuto in giudizio per morosità, il giudice, alla prima udienza, prima di ogni altro provvedimento, concede al convenuto stesso un termine, non inferiore a trenta e non superiore a novanta giorni, per il pagamento dei canoni scaduti, i quali, con l'instaurazione del giudizio, vengono rivalutati, fin dall'origine, in base alle variazioni della lira secondo gli indici ISTAT e maggiorati degli interessi di legge. Il pagamento entro il termine fissato dal giudice sana a tutti gli effetti la morosità (22).
(22) La Corte costituzionale, con sentenza 24 marzo-3 aprile 1997, n. 79 (Gazz. Uff. 9 aprile 1997, n. 15, Serie speciale), ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 46, sesto comma, sollevata in riferimento agli artt. 3, primo comma, 24, primo e secondo comma, e 42, secondo comma, della Costituzione.
Ferme restando le disposizioni dell'articolo 26 della legge 11 febbraio 1971, n. 11 , in tutte le controversie agrarie si osservano le disposizioni dettate dal capo I del titolo IV del libro II del codice di procedura civile.
Nel caso di morte del proprietario di fondi rustici condotti o coltivati direttamente da lui o dai suoi familiari, quelli tra gli eredi che, al momento dell'apertura della successione, risultino avere esercitato e continuino ad esercitare su tali fondi attività agricola, in qualità di imprenditori a titolo principale ai sensi dell'articolo 12 della legge 9 maggio 1975, n. 153 , o di coltivatori diretti, hanno diritto a continuare nella conduzione o coltivazione dei fondi stessi anche per le porzioni ricomprese nelle quote degli altri coeredi e sono considerati affittuari di esse. Il rapporto di affitto che così si instaura tra i coeredi è disciplinato dalle norme della presente legge, con inizio dalla data di apertura della successione.
Per i terreni che, in conformità a strumenti urbanistici vigenti, siano soggetti ad utilizzazione diversa da quella agricola, il proprietario o l'avente titolo che abbia ottenuto la concessione ai sensi della legge 28 gennaio 1977, n. 10 , può ottenere il rilascio dell'area necessaria alla realizzazione dell'opera concessa, dei relativi servizi e delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria.
È in facoltà dell'affittuario coltivatore diretto, mezzadro, colono o compartecipante o del rappresentante delle relative imprese familiari coltivatrici, se presenti, di chiedere, in alternativa alle somme di cui al comma precedente, le indennità previste dal secondo comma dell'articolo 17 della legge 22 ottobre 1971, n. 865 , e successive modificazioni, ivi compresa la maggiorazione del cinquanta per cento di cui all'articolo 12 della legge medesima.
Restano ferme, anche per quanto attiene agli indennizzi, le norme sulla espropriazione per pubblica utilità (23).
(23) Vedi anche l'art. 11, L. 23 maggio 1950, n. 253.
... (24).
(24) Sostituisce l'ultimo comma dell'art. 22, L. 11 febbraio 1971, n. 11.
La presente legge si applica a tutti i rapporti, comunque in corso, anche se oggetto di controversie che non siano state definite con sentenza passata in giudicato, salvo che la sentenza sia già esecutiva, oppure con transazione stipulata in conformità al disposto dell'articolo 23 della legge 11 febbraio 1971, n. 11 , ad eccezione di quanto previsto nel primo comma dell'articolo 42 della presente legge.
L'articolo 14 della legge 15 settembre 1964, n. 756 , e il primo comma dell'articolo 2 della legge 9 agosto 1973, n. 508 , devono interpretarsi nel senso che la proroga legale si estende a tutte le concessioni ed a tutti i contratti agrari ivi considerati, verbali o scritti, stipulati in date anteriori o successive all'entrata in vigore delle leggi medesime.
Debbono considerarsi soggetti alla proroga legale anche i contratti di cui all'articolo 5-ter del decreto-legge 5 luglio 1971, n. 432 , convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1971, n. 592, posti in essere in data anteriore o successiva all'entrata in vigore della stessa legge.
Ai rapporti di miglioria di cui all'articolo 1 della legge 25 febbraio 1963, n. 327 , e ai rapporti analoghi esistenti nell'intero territorio nazionale, sino a quando non abbiano raggiunto la durata indicata in tale articolo, si applicano le norme della presente legge sempreché più favorevoli alle condizioni pattizie e consuetudinarie esistenti.
Il Governo della Repubblica è autorizzato ad emanare, entro due anni dall'entrata in vigore della presente legge, sentito il parere delle Commissioni permanenti delle due Camere, competenti per materia, un testo unico di tutte le disposizioni legislative in vigore in materia di contratti agrari. Nella formazione del testo unico il Governo provvede al coordinamento delle norme suddette, apportandovi, ove necessario ai fini del coordinamento stesso, le occorrenti modificazioni (25).
(25) Termine prorogato al 31 dicembre 1984, dall'art. 18, L. 4 giugno 1984, n. 194.
Le imposte sui terreni, il cui canone viene concretamente determinato e corrisposto sulla base del reddito dominicale indicato nel primo comma e dei coefficienti previsti dagli articoli 9 e 13, sono dovute secondo le tariffe catastali precedenti la revisione (26) (27).
(26) La Corte costituzionale, con sentenza 1°-5 luglio 2002, n. 318 (Gazz. Uff. 10 luglio 2002, n. 27 - Prima serie speciale), ha dichiarato l'illegittimità degli articoli 9 e 62 della presente legge.
(27) La Corte costituzionale, con ordinanza 23-27 ottobre 2000, n. 449 (Gazz. Uff. 2 novembre 2000, n. 45, serie speciale), ha dichiarato la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 9 e 62, sollevata in riferimento agli artt. 3, 42 e 44 della Cost.