Source: http://www.artasicilia.eu/old_site/web/circdru/circolari/circ_66_00/circ85.htm
Timestamp: 2016-12-11 04:03:02+00:00
Document Index: 102372800

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 154', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 1']

Circolare 2 novembre 1995 - n. 2/95, prot. n. 12033 (G.U.R.S. 16 dicembre 1995, n. 64)
Conformità agli strumenti urbanistici. Modifica della circolare n. 1/93 D.R.U. - Legge regionale 31 marzo 1972, n. 19, art. 9. Opere pubbliche.
Ai sindaci dei comuni della Regione
Ai capi degli uffici tecnici dei com. della Regione
e, p.c.	Alla Presidenza della Regione
Al Tribunale amministrativo regionale - sezione di Palermo
Al Tribunale amministrativo regionale - sezione di Catania
Alle Preture
Al Provveditorato opere pubbliche
All’Azienda autonoma delle strade statali
Alle Amministrazioni provinciali
Alle Soprintendenze ai beni culturali ed amb.tali
Al CO.RE.CO. regionale
Agli Enti parco regionali
All’Ispettorato regionale tecnico
c/o Assessorato regionale dei lavori pubblici
Gli uffici deputati all’approvazione in linea tecnica dei progetti ai sensi dell’art. 6 della legge regionale 10 agosto 1978, n. 35 e successive modifiche ed integrazioni, richiedono alle amministrazioni proponenti il preliminare accertamento di conformità del progetto agli strumenti urbanistici ed ai regolamenti edilizi e di igiene vigenti, ai sensi dell’art. 9, comma 1°, della legge regionale 31 marzo 1972, n. 19, come modificato dall’art. 154 della legge regionale 1 settembre 1993, n. 25.
Peraltro, ai fini dell’approvazione in via amministrativa di detti progetti da parte degli enti competenti, deve accertarsi, preliminarmente, la loro conformità alle previsioni degli strumenti urbanistici comunali vigenti. A ciò fa eccezione l’ipotesi di cui all’art. 1, comma 5°, della legge 3 gennaio 1978, n. 1.
Con quest’ultima procedura infatti, per consentire di accelerare le procedure per l’esecuzione di opere pubbliche, è ammesso che i comuni possano provvedere, contestualmente, sia all’approvazione amministrativa del relativo progetto, sia all’adozione della conseguente variante urbanistica nel caso in cui dette opere non siano previste dagli strumenti urbanistici approvati vigenti.
In tal caso, però, il sindaco non può apporre su progetto il visto di conformità agli strumenti urbanistici, in quanto lo stesso progetto risulta ancora difforme alla strumentazione urbanistica comunale. E peraltro, l’approvazione in linea tecnica è condizione essenziale perché il consiglio comunale possa approvare il progetto in variante al proprio strumento urbanistico ai sensi della legge n. 1/78; ma solo con quest’ultima approvazione - e dopo l’approvazione regionale - lo stesso progetto potrà rendersi conforme alla pianificazione comunale.
Al fine di superare la situazione di stallo che si era venuta a creare in ordine all’utilizzazione della procedura di approvazione di progetti di opere pubbliche, ai sensi dell’art. 1 della citata legge n. 1/78, con circolare n. 1/93 di prot. n. 3905 del 20 gennaio 1993 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n. 18 del 3 aprile 1993), era stato ritenuto ammissibile che il sindaco potesse richiedere l’approvazione dei progetti ai sensi dell’art. 6 della menzionata legge n. 35/78, seppur in mancanza del visto di conformità, con l’onere di comunicare che i relativi progetti di cui veniva chiesta l’approvazione erano stati redatti appositamente in variante agli strumenti urbanistici, ed erano destinati ad essere sottoposti all’esame del consiglio comunale ai sensi dell’art. 1 della stessa legge n. 1/78.
Ciò nella considerazione che la procedura speciale ex art. 1 della citata legge n. 1/78, in quanto finalizzata all’accelerazione delle procedure per l’esecuzione di opere pubbliche, potesse costituire "deroga" alla procedura ordinaria di approvazione in linea tecnica dei progetti di opere pubbliche. In caso contrario, infatti, sarebbe stato invece necessario adottare da parte del comune ed approvare da parte di questo Assessorato la variante urbanistica – nelle forme ordinarie di legge - preliminarmente all’approvazione in linea tecnica del relativo progetto di opera pubblica; con la conseguenza che sarebbe venuta meno la necessità e la possibilità (in quanto l’opera sarebbe stata oramai conforme allo strumento urbanistico) di utilizzare la procedura accelerata di variante di cui alla legge n. 1/78.
L’Ispettorato regionale tecnico presso l’Assessorato regionale dei lavori pubblici ha ritenuto invece di non poter prendere in esame i progetti privi dell’attestazione di conformità ex art. 9 della citata legge regionale n. 19/72, ravvisando la necessità, nell’ipotesi di che trattasi, che il consiglio comunale dovesse approvare preliminarmente la localizzazione dell’opera pubblica oggetto del proprio esame.
Al fine di trovare soluzione alla problematica in argomento, si è sottoposta la stessa all’esame della Sezione consultiva del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana, che a tal riguardo, con parere n. 637/93 nell’adunanza del 13 dicembre 1993, si è così espresso:
"...Omissis...
L’art. 9 della legge regionale 31 marzo 1972, n. 19 prescrive che per tutte le opere pubbliche finanziate dall’Amministrazione regionale, e di competenza sia della Regione che degli enti locali e istituzionali, il sindaco debba compiere l’accertamento della conformità del progetto agli strumenti urbanistici e ai regolamenti edilizi e di igiene... mediante attestazione apposta sul progetto medesimo".
Tale accertamento, come esattamente rilevato dall’Ufficio legislativo e legale della Presidenza della Regione, deve essere stato già compiuto quando il progetto viene sottoposto al parere degli organi tecnici, di cui alla legge regionale 10 agosto 1978, n. 35 e successive modifiche ed integrazioni; ciò in quanto l’approvazione in linea tecnica di un progetto non può prescindere da una specifica analisi delle caratteristiche topografiche, geologiche e urbanistico - edilizie dell’area interessata e dalle quali deriva la concreta utilità e fattibilità del progetto stesso (cfr. in proposito gli artt. 18, comma sesto, 19, commi quinto e decimo, 27 e 30 della legge regionale n. 10/1993).
La suddetta normativa presenta effettivamente difficoltà di applicazione nel caso previsto dall’art. 1, quinto comma, della legge 3 gennaio 1978, n. 1; e cioè nel caso in cui, ricadendo le opere su aree che negli strumenti urbanistici approvati non sono destinate a servizi pubblici, la deliberazione del consiglio comunale di approvazione del progetto costituisca anche adozione di variante degli strumenti stessi. In questi casi, infatti, il progetto, risultando ancora difforme dalla disciplina urbanistica comunale, non potrebbe essere munito della preventiva attestazione di conformità.
Nella suddetta situazione ritiene il collegio che l’unica via utilmente percorribile sia quella indicata dall’Ispettorato regionale tecnico; e cioè che il progetto debba essere sottoposto: ad un preventivo esame del consiglio comunale, in ordine all’effettiva localizzazione dell’intervento ed ai connessi aspetti urbanistici; al successivo esame dell’organo tecnico; ed infine alla formale approvazione - con valore di variante - del consiglio comunale".
Ritenuto di potere condividere la suddetta procedura quale unica via utilmente percorribile per portare a soluzione la problematica trattata, a modifica delle direttive impartite con la menzionata circolare n. 1/93, si invitano sia i comuni che gli uffici cui compete l’approvazione in linea tecnica dei progetti di opere pubbliche, a procedere all’esame degli stessi tenendo conto delle indicazioni sopra rappresentate.
Per l’adozione dei provvedimenti di competenza di questo Assessorato, i comuni sono tenuti a trasmettere oltre agli atti ed elaborati relativi all’approvazione dei progetti, ai sensi dell’art. 1, comma 5°, della legge n. 1/78, anche quelli riguardanti la preliminare delibera di localizzazione dell’opera pubblica e la successiva approvazione in linea tecnica.
L’Assessore: PELLEGRINO