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Timestamp: 2020-04-05 04:28:39+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 360', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 1']

Sentenza Cassazione Civile n. 3932 del 14/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3932 del 14/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 14/02/2017, (ud. 11/01/2017, dep.14/02/2017), n. 3932
sul ricorso 20472/2015 proposto da:
Z.T., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CARLO
rappresentato e difeso dall’avvocato GIAMPIERO RICCI, giusta procura
avverso la sentenza n. 141/2015 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,
emessa il 29/01/2015 e depositata il 18/02/2015;
Con l’impugnata sentenza la Corte di Appello di Bologna confermava la decisione del Tribunale di Ravenna che aveva accolto la domanda proposta da Z.T. nei confronti dell’INPS ed intesa all’accertamento della non debenza alla Gestione Commercianti dell’istituto dei contributi asseritamente dovuti in qualità di socio della società ” Z.T. &amp; C. s.n.c.”.
La Corte di merito osservava che la predetta società non esercitava un’attività commerciale essendosi limitata a gestire un immobile limitandosi a riscuotere il canone di locazione e, quindi, che l’attività svolta dallo Z. quale socio necessariamente non poteva avere un minimo di consistenza e di abitualità come attività commerciale.
Resiste con controricorso lo Z..
Con l’unico motivo del ricorso principale viene dedotta violazione e/o falsa applicazione della L. 27 dicembre 1996, n. 662, art. 1, commi 202, 203 e 208 (art. 360 c.pc., n. 3) assumendosi che, contrariamente a quanto sostenuto nella impugnata sentenza, il socio di una società in nome collettivo era per ciò stesso, in quanto soggetto abilitato a compiere atti in nome della società, tenuto alla iscrizione nella Gestione Commercianti perchè l’esercizio dell’attività commerciale in modo abituale e prevalente era “in re ipsa”, ossia immediatamente e direttamente correlato all’essere socio con poteri di gestione della società; che l’attività di riscossione di canoni di locazione di immobile, rientrando in quella più ampia di gestione del patrimonio immobiliare, aveva natura commerciale.
La Corte ha, infatti, rilevato che la ” Z.T. &amp; C. s.n.c.” di cui lo Z. era socio non svolgeva alcuna attività diretta all’acquisto ed alla gestione di beni immobili limitandosi alla riscossione del canone di locazione dell’unico immobile di cui era proprietaria.
Tale decisione è il linea con il principio già espresso da questa Corte secondo cui la società di persone che svolga una attività destinata alla locazione di immobili di sua proprietà ed a percepire i relativi canoni di locazione non svolge un’attività commerciale ai fini previdenziali a meno che detta attività non si inserisca in una più ampia di prestazione di servizi quale l’attività di intermediazione immobiliare (Cass. 11. 3145 dell’11 febbraio 2013 e ribadito di recente in Cass. n. 17643 del 6 settembre 2016).
Sussistono i presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, previsto dal D.P.R. 30 maggio, art. 13, comma 1 quater, introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228 , art. 1, comma 17 (legge di stabilità 2013). Tale disposizione trova applicazione ai procedimenti iniziati in data successiva al 30 gennaio 2013, quale quello in esame, avuto riguardo al momento in cui la notifica del ricorso si è perfezionata, con la ricezione dell’atto da parte del destinatario (Sezioni Unite, sent. n. 3774 del 18 febbraio 2014). Inoltre, il presupposto di insorgenza dell’obbligo del versamento, per il ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, non è collegato alla condanna alle spese, ma al fatto oggettivo del rigetto integrale o della definizione in rito, negativa per l’impugnante, del gravame (Cass. n. 10306 del 13 maggio 2014).
La Corte, rigetta il ricorso e condanna l’INPS al pagamento delle spese del presente giudizio liquidate in Euro 100,00 per esborsi, Euro 1.500,00 per compensi professionali, oltre rimborso spese forfetario nella misura del 15%.