Source: http://www.voipartners.it/it/blog/contratti-responsabilita-e-danni/cass.-civ.,-sez.-i,-15-11-2000,-n.-14799-
Timestamp: 2018-10-23 00:19:39+00:00
Document Index: 14543639

Matched Legal Cases: ['art. 2379', 'art.1418', 'art.1345', 'art.1346', 'sentenza ', 'art.1418', 'art.2379', 'art.1418', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1418', 'art. 1441', 'art. 2379']

Cass. civ., sez. I, 15-11-2000, n. 14799
Società per azioni - Organi sociali - Assemblea dei soci - Deliberazioni - Invalide - In genere - Nullità ed annullabilità - Delibera di azzeramento e ricostituzione del capitale sociale, adottata dall'assemblea in sede ordinaria, anziché straordinaria, in presenza del collegio sindacale in composizione non integrale e a seguito di parere espresso dallo stesso in modo irrituale - Annullabilità.
La nullità delle delibere dell'assemblea delle società per azioni, prevista dall'art. 2379 cod. civ. nelle ipotesi di impossibilità ed illiceità dell'oggetto, ricorre solo in caso di contrasto con norme dettate a tutela dell'interesse generale, trascendente quello del singolo socio, e dirette ad impedire una deviazione dallo scopo essenziale economico - pratico del rapporto societario, mentre la violazione di norme poste a tutela di soci o gruppi di soci è ridotta alla ipotesi di annullabilità. Pertanto, ove la delibera di azzeramento e ricostituzione del capitale sociale di una società per azioni sia adottata dall'assemblea in sede ordinaria anziché straordinaria, con la partecipazione in composizione non integrale del collegio sindacale, il quale abbia, inoltre, espresso il prescritto parere in modo irrituale, i riscontrati vizi del procedimento formativo della volontà assembleare non integrano una nullità della delibera, non essendo riconducibili ad illiceità dell'oggetto della stessa, e costituiscono, invece, una ipotesi di annullabilità.
Per i principi generali del diritto dei contratti, quando si parla di invalidità del contratto si ha riguardo alla irregolarità giuridica dello stesso che comporta la sanzione dell’inefficacia (BIANCA: Il contratto, Diritto civile, 3, Milano, 1998, p.473 e ss.), cioè l’atto od il contratto non hanno nessun effetto, non sono idonei di costituire, modificare o estinguere nessuna situazione giuridicamente rilevante. L’esame della validità viene quindi effettuato alla situazione di fatto ed in base alle norme vigenti al momento del suo perfezionamento.
L’invalidità si differenzia in nullità, annullabilità, inesistenza. Appuntando l’attenzione sulle prime due situazioni, si ha nullità del contratto o dell’atto quando esso è contrario a norme imperative di legge (art.1418 c.c.), cioè per “la mancanza o impossibilità originaria di un elemento costitutivo o requisito legale di efficacia, ovvero per la sua dannosità sociale, e quindi per la sua illiceità” (così, testualmente BIANCA, op. cit., p.576).
La nullità si produce nella mancanza della causa, dell’oggetto, della forma quando è richiesta espressamente dalla legge; nella illiceità della causa e dei motivi quando le parti si sono determinate a concludere il contratto esclusivamente per un motivo illecito comune (art.1345 c.c.), nonché per il fatto che il suo oggetto è impossibile, illecito, indeterminato o indeterminabile (art.1346 c.c.).
Quanto alla illiceità della causa o dei motivi, il contratto è illecito se essi sono contrari a norme imperative (cioè a norme poste dal legislatore ed espressamente dichiarate inderogabili dalla volontà delle parti).
Per ciò che riguarda l’ordine pubblico ed il buon costume, il primo indica i principi fondamentali del nostro ordinamento che principalmente sono espressi nella costituzione; il secondo si sostanzia nell’onestà pubblica e privata alla stregua della coscienza sociale (BIANCA, op. cit., p.584).
L’oggetto del contratto è poi illecito quando ciò che si vuole ottenere da entrambe le parti è vietato dalla legge (es. commerci di stupefacenti).L’azione di nullità viene definita generale poiché appunto si basa sulla valutazione di violazione di norme imperative che vanno ricercate nell’ordinamento.
L’annullabilità, al contrario, è un’azione speciale di annullamento poiché è esperibile solo nei casi espressamente stabiliti dalla legge nei casi di errore, violenza e dolo.
Come hanno evidenziato i giudici di legittimità con la sentenza n.6824 del 22 luglio 1994 (in Giust. Civ. 1995, I, 441 e ss.) nel diritto societario vige la regola generale dell’annullabilità in deroga alla norma di diritto sancita per i contratti dall’art.1418 c.c., mentre la previsione della nullità è consentita solo nei casi disciplinati dall’art.2379 c.c., cioè solo in presenza di un oggetto della delibera impossibile o illecito e con estensione giurisprudenziale anche di delibera inesistente.Testualmente la Corte ha poi affermato: “Accade, così, in diritto societario che, per principio generale, la violazione di ogni norma di legge, anche di norme imperative, comporta la semplice annullabilità delle deliberazione, in deroga al principio generale codificato dall’art.1418 c.c.”. La sentenza in esame si conforma al precedente orientamento ritenendo che:
-	In tema di invalidità delle delibere assembleari, si verifica, come ha puntualmente rilevato la sentenza impugnata, un'inversione dei criteri regolatori del diritto negoziale, secondo cui l'azione di nullità costituisce un'azione generale fondata sulla contrarietà dell'atto a norme imperative (art. 1418 c.c.), mentre è speciale l'azione di annullamento, esperibile nei soli casi previsti dalla legge (art. 1441 c.c.). Invero, nel diritto societario vige la regola dell'annullabilità come azione di carattere generale, e della nullità come azione esperibile nei soli casi disciplinati dall'art. 2379 c.c. Per principio generale, pertanto, la violazione della norma di legge, anche di carattere imperativo, comporta, nella disciplina societaria, la semplice annullabilità, in deroga al principio di diritto comune.
-	In questa linea anche la deliberazione assunta in seconda convocazione, non preceduta dalla verbalizzazione del mancato raggiungimento delle maggioranze richieste per la sua costituzione in prima convocazione, essendo imputabile alla società nel cui ambito essa è assunta, pone soltanto un problema di validità (annullabilità), legato all'accertamento della maggioranza necessaria per assumere la deliberazione.
RISARCIMENTO DANNI GRAVI DIFETTI CONTRATTI ATIPICI RESPONSABILITA' LEASING IMPUGNAZIONE DI DELIBERA CONDOMINIALE RAPPORTI FRA BENI IN PROPRIETA' ESCLUSIVA E BENI COMUNI Centro commerciale