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Timestamp: 2018-12-14 13:46:45+00:00
Document Index: 159962673

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 38', 'art. 70', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.24', 'art. 24', 'sentenza ', 'art. 32', 'art. 10', 'art. 32', 'art. 10', 'art. 35', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 32', 'art. 35', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 117', 'art. 117', 'art. 2', 'art. 71', 'sentenza ', 'sentenza ']

giovedì 20 dicembre 2012 15:08
Le dimissioni dei consiglieri comunali dopo la proclamazione degli eletti e prima della prima seduta del Consiglio causa lo scioglimento del Consiglio Comunale: il caso del Comune di Isernia
Il presente contenzioso riguarda la vicenda del c.d. “autoscioglimento” del Consiglio comunale di Isernia, provocato dalle dimissioni presentate da 17 consiglieri su 32, poco dopo la proclamazione degli eletti e prima della prima seduta del Consiglio comunale. Il Giudice di prime cure sentenza di primo grado che aveva ritenuto che in questo caso non si erano compiutamente determinati i presupposti per lo scioglimento in quanto le dimissioni dei 17 consiglieri erano state presentate nell’intervallo di tempo fra la proclamazione degli eletti e la prima seduta del Consiglio comunale e sino a che non sia stato accertato che un determinato consigliere è esente da cause di ineleggibilità, egli non può contribuire a determinare la vita dell’ente locale con il voto o con altre manifestazioni di volontà (quali, appunto, le dimissioni finalizzate allo scioglimento) che presuppongono la pienezza dei poteri. Il Consiglio di Stato, per contro ha ritenuto di far propria l’obiezione avanzata dall’appellante Ministero dell’Interno, che è la seguente: dato e non concesso che il consigliere eletto, in attesa della “verifica”, si trovi sub condicione, trattasi di condizione risolutiva e non sospensiva. Non si deve dire cioè che il consigliere non possa esprimere un valido voto, o dare le dimissioni finalizzate allo scioglimento, sino a che non sia stata dichiarata la inesistenza di cause di ineleggibilità; si deve dire, invece, che il consigliere è nella pienezza dei suoi poteri (incluso quello di concorrere a determinare lo scioglimento del consiglio con lo strumento delle dimissioni) sino a che non venga dichiarata la esistenza di una causa di ineleggibilità. E’ vero che la dichiarazione di ineleggibilità può avere effetto retroattivo, ma ciò non rende ipso facto invalidi gli atti compiuti nel frattempo; si deve infatti applicare il principio del “funzionario di fatto” grazie al quale, in linea di massima, gli atti compiuti restano validi, a meno che non siano stati impugnati nelle forme e nei termini dovuti facendo valere proprio il vizio del difetto di titolo di chi ha agito come funzionario. Che nelle more della verifica di cui all’art. 41 t.u. ogni singolo consigliere sia nella pienezza dei suoi poteri, e che la “verifica” di cui all’art. 41 (a differenza della vecchia “convalida”) non abbia effetti costitutivi (ma semmai demolitori nel caso si concluda con la dichiarazione di ineleggibilità) è comprovato non solo dalla chiara formulazione dell’art. 38, comma 4 («I consiglieri entrano in carica all'atto della proclamazione...») ma anche dalla considerazione che quell’atto potrebbe anche mancare. Ed invero, il consiglio neoeletto è tenuto dalla legge a procedere, come primo atto, alla verifica delle ineleggibilità, ma non è detto che se tale adempimento viene omesso le eventuali deliberazioni siano, per ciò solo, inefficaci. Peraltro il Consiglio potrebbe anche procedere formalmente alla verifica, ma non avvedersi della eventuale causa di ineleggibilità di un consigliere; oppure potrebbe avvedersene ma, dopo discussione, deliberare che la supposta causa di ineleggibilità non è tale. Nondimeno, in ciascuna di dette eventualità resta esperibile l’azione popolare di ineleggibilità, davanti al giudice ordinario (art. 70, t.u. n. 267/2000). Pertanto, se fosse vero che la possibilità (pur dedotta come mera ipotesi, come in questa vicenda di fatto) che un consigliere venga dichiarato ineleggibile, sia sufficiente a limitarlo nell’esercizio dei suoi poteri (tanto da rendere inefficaci le sue eventuali dimissioni finalizzate allo scioglimento), tale condizione di incertezza (e di limitazione) si prolungherebbe anche oltre la prima seduta del consiglio comunale, non potendosi escludere che la causa di ineleggibilità erroneamente trascurata o disattesa dal consiglio venga fatta valere in altra sede, sempre con effetto retroattivo.
Il presente contenzioso riguarda la vicenda del c.d. “autoscioglimento” del Consiglio comunale di Isernia, provocato dalle dimissioni presentate da 17 consiglieri su 32, poco dopo la proclamazione degli eletti e prima della prima seduta del Consiglio comunale. Il Giudice di prime cure sentenza di p ... Continua a leggere
lunedì 17 dicembre 2012 09:30
Convertito in Legge il decreto sviluppo: le novità
La Camera ha approvato in via definitiva nella seduta del 13 dicembre il disegno di legge C. 5626 di conversione del decreto-legge n. 179 del 2012, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese. Il provvedimento contiene numerose disposizioni riguardanti, prevalentemente, l'attuazione dell'Agenda digitale italiana e la promozione della competitività del Paese. In particolare per quanto concerne l’attuazione dell’Agenda digitale italiana viene introdotto l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di rendere disponibili i dati pubblici in formato aperto. Inoltre viene autorizzata la spesa di 150 milioni di euro per il 2013, per il completamento del Piano nazionale banda larga nell’intero territorio nazionale nonché la semplificazione delle procedure e delle autorizzazioni delle operazioni di scavo per le infrastrutture a banda larga e ultralarga. Viene poi esteso l’obbligo di consentire pagamenti elettronici alle imprese pubbliche, in particolare agli operatori che erogano o gestiscono servizi pubblici, con esclusione, però, delle Agenzie fiscali. Nel settore giustizia vengono incentivate le comunicazioni e le notificazioni per via telematica. Importanti novità attengono poi al particolare regime giuridico di vantaggio per le imprese start-up innovativa, che si caratterizzano per una prevalenza di spesa destinata alla ricerca e allo sviluppo al fine di sviluppare servizi innovativi ad alto valore tecnologico, e per l' incubatore di start-up innovativa, inteso come società che offre servizi per la nascita delle stesse start up. In particolare sono previste deroghe al diritto societario (stabilendo, ad esempio, l'estensione di dodici mesi del periodo di c.d. "rinvio a nuovo" delle perdite, la disapplicazione della disciplina in materia di società di comodo e in perdita sistemica), l'esenzione da imposizione fiscale e da oneri contributivi di parte del reddito di lavoro derivante agli amministratori e dipendenti, l'applicazione del credito di imposta per le nuove assunzioni di profili altamente qualificati, nonché incentivi fiscali a favore di coloro che investono nel capitale sociale di imprese "stat up innovative". Nuove disposizioni intervengono anche in materia di servizi pubblici locali, prevedendo specifici termini entro i quale gli affidamenti in essere devono adeguarsi alla normativa comunitaria noché la cessazione al 31 dicembre 2020 degli affidamenti diretti assentiti alla data del 1 ottobre 2003, se privi di scadenza. Viene confermata l'esclusione dall'applicazione di tali disposizioni dei settori del gas, dell'energia elettrica e delle farmacie comunali.
La Camera ha approvato in via definitiva nella seduta del 13 dicembre il disegno di legge C. 5626 di conversione del decreto-legge n. 179 del 2012, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese. Il provvedimento contiene numerose disposizioni riguardanti, prevalentemente, l'attuazione ... Continua a leggere
domenica 16 dicembre 2012 18:41
Il Consiglio di Stato non consente a Codacons l'accesso ai documenti riguardanti i palinsesti televisivi di Rainews e del Tg1
Nel giudizio in esame il Codacons e l’Associazione degli utenti dei servizi radiotelevisivi impugnano la sentenza del TAR che ha dichiarato in parte inammissibile ed in parte infondato il ricorso proposto dalle odierni appellanti avverso il diniego di accesso opposto dalla RAI finalizzata ad ottenere l’ostensione di una serie di atti e documenti relativi alle testate Rainews24 e Tg1 (in particolare, l’istanza riguardava la documentazione inerente: a) i palinsesti televisivi programmati e realizzati nei mesi di luglio-agosto-settembre 2011; b) gli ordini di servizio interni; c) gli ordini di servizio che hanno condotto ad affidamenti a troupe esterne per la realizzazione di servizi nel predetto periodo; d) i dati inerenti ai costi di rete; e) i compensi del personale a servizio; f) i compensi dei redattori e degli altri giornalisti in servizio nel periodo luglio-agosto-settembre 2011; g) i turni di servizio del predetto periodo, compresi quelli delle giornate di sabato e domenica). Il Consiglio di Stato ha, tra l'altro, affermato che l'istanza ostensiva non poteva nella specie trovare accoglimento, facendovi ostacolo il divieto previsto dall’art.24, comma terzo, della legge 7 agosto 1990, n. 241. Come correttamente rilevato dal giudice di primo grado, l’istanza ostensiva denota la sussistenza di un interesse meramente esplorativo in capo alle odierne appellanti, inammissibilmente rivolto ad esercitare un controllo generalizzato su una parte (sia pur delimitata sul piano temporale ai mesi di luglio, agosto e settembre 2011) della attività gestionale e organizzativa dei palinsesti televisivi di Rainews e del Tg1. L’intento perseguito dai proponenti l’istanza è di verificare la corretta gestione del pubblico denaro che affluisce all’ente radiotelevisivo per il tramite del pagamento del canone, la ottimale organizzazione dei programmi, il loro livello qualitativo in rapporto alle dotazioni di uomini e mezzi a disposizione della RAI. In sostanza, l’obiettivo dei proponenti l’azione ostensiva era di raccogliere materiale documentale non precisamente individuato (né individuabile) ex ante, quantomeno sul piano quantitativo, in vista di una verifica in concreto della efficienza dei servizi televisivi offerti dalle due precitate testate giornalistiche. Ritiene il Collegio che correttamente tale istanza sia stata denegata sul rilievo del suo carattere strumentale rispetto ad una forma di sindacato diffuso non consentita dall’ordinamento per il tramite dello strumento giuridico dell’accesso agli atti. In contrario non rileva quanto osservato, anche in sede di discussione orale, dalla difesa delle appellanti secondo cui l’accesso avrebbe avuto ad oggetto soltanto due programmi dell’ente televisivo atteso che, al contrario, la pretesa ostensiva mirava alla acquisizione di una serie di atti relativi alle due predette testate, apparentemente non correlati se non sotto il profilo dalla loro valenza rivelatrice di possibili ipotesi di mala gestio. Ma è proprio questo il contenuto ed il senso del divieto posto dalla indicata disposizione (art. 24, comma 3, cit.) in vista di un uso coerente e non distorto dell’istituto dell’accesso, preordinato a consentire l’acquisizione di documentazione amministrativa correlata ad una posizione meritevole di tutela dell’istante e funzionale alla sua più proficua tutela giuridica, ma non al compimento di indagini ispettive ad ampio raggio sulla efficienza dell’azione dei pubblici poteri ( nella lata accezione che intorno a tale espressione si è venuta a delineare nella elaborazione giurisprudenziale).
Nel giudizio in esame il Codacons e l’Associazione degli utenti dei servizi radiotelevisivi impugnano la sentenza del TAR che ha dichiarato in parte inammissibile ed in parte infondato il ricorso proposto dalle odierni appellanti avverso il diniego di accesso opposto dalla RAI finalizzata ad ottene ... Continua a leggere
sabato 15 dicembre 2012 08:19
E' legittimo il diniego di condono edilizio non preceduto dalla comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza
È legittimo il diniego di condono edilizio straordinario, ex art. 32 d.l. n. 269 del 2003 non preceduto dalla comunicazione all'interessato dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza, sia in quanto la violazione dell'art. 10 bis, l. n. 241 del 1990 non è invocabile in relazione a provvedimenti di carattere vincolato, sia in quanto tale ultima norma non è applicabile a procedimenti connotati, "ex lege", da tratti di assoluta specialità (Consiglio Stato sez. IV, 10 ottobre 2007, n. 5314), al di là della mancanza di ogni asserzione circa l’apporto che avrebbe fornito una effettiva ulteriore partecipazione.
È legittimo il diniego di condono edilizio straordinario, ex art. 32 d.l. n. 269 del 2003 non preceduto dalla comunicazione all'interessato dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza, sia in quanto la violazione dell'art. 10 bis, l. n. 241 del 1990 non è invocabile in relazione a provvedimen ... Continua a leggere
giovedì 13 dicembre 2012 08:27
Convertito in legge il decreto-legge sugli Enti territoriali
Il 7 dicembre 2012 è stato approvato definitivamente dal Parlamento il ddl di conversione del decreto-legge sugli Enti territoriali (AC 5520-B) "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174, recante disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012. Proroga di termine per l'esercizio della delega legislativa".
Il 7 dicembre 2012 è stato approvato definitivamente dal Parlamento il ddl di conversione del decreto-legge sugli Enti territoriali (AC 5520-B) "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174, recante disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento deg ... Continua a leggere
sabato 1 dicembre 2012 09:12
Andrea, nome maschile o femminile? La Cassazione risponde all'interrogativo consentendo l'uso anche alle donne
Corte di Cass.
Andrea per la sua peculiarità lessicale non può definirsi ne' ridicolo ne' vergognoso se attribuito ad una persona di sesso femminile, ne' produttivo di una ambiguità nel riconoscimento del genere della persona cui è stato imposto non essendo più riconducibile in un contesto culturale ormai non più rigidamente nazionalistico,esclusivamente al genere maschile. Questo il principio sancito dalla Suprema Corte di Cassazione visualizzabile cliccando sul titolo sopra linkato.
Andrea per la sua peculiarità lessicale non può definirsi ne' ridicolo ne' vergognoso se attribuito ad una persona di sesso femminile, ne' produttivo di una ambiguità nel riconoscimento del genere della persona cui è stato imposto non essendo più riconducibile in un contesto culturale ormai non più ... Continua a leggere
lunedì 26 novembre 2012 17:56
Revisione della pianta organica delle sedi farmaceutiche: la competenza a rendere il parere e' della giunta comunale
Come rilevato da ormai risalente giurisprudenza, per effetto dell’art. 35 co. 2 l.142/1990 la competenza a rendere il parere di cui all’art. 2 co. 2 della L.475/1968 sulla revisione della pianta organica delle sedi farmaceutiche è passata dal consiglio alla giunta comunale (Cons. Stato, IV, 20.12.2000, n.6850; cfr. anche V, 7.9.2007 n.4706). Infatti la giunta ha competenza residuale per gli atti di amministrazione non riservati al consiglio e che non rientrino nelle competenze, previste dalle leggi o dallo statuto, del sindaco, del Presidente della Provincia, degli organi di decentramento, del segretario o dei funzionari dirigenti. Tale competenza della giunta ha carattere generale e si estende anche alle ipotesi in cui norme anteriori prevedevano, in modo espresso, la competenza consiliare (come appunto il citato art. 2 co. 2 L.475/1968), essendo esse mera espressione dell’opposto principio, allora vigente, della generalità e residualità della competenza consiliare e della specialità e tipicità di quella giuntale. Né la competenza del consiglio potrebbe trovare fondamento nell’art. 32 co. 2 lett. b) L.142/1990 (programmi e piani in generale) o nel principio che il consiglio è l’organo di indirizzo e di controllo politico-amministativo, in quanto tra i programmi sono da ricomprendere solo gli atti fondamentali relativi alla programmazione della vita politico-amministrativa dell’ente locale, e non anche ogni altra attività programmatoria, di competenza di amministrazioni diverse, sulla quale il comune sia chiamato ad una funzione consultiva ausiliaria (Cons. Stato, IV, 20.12.2000 n.6850, cit.).
Come rilevato da ormai risalente giurisprudenza, per effetto dell’art. 35 co. 2 l.142/1990 la competenza a rendere il parere di cui all’art. 2 co. 2 della L.475/1968 sulla revisione della pianta organica delle sedi farmaceutiche è passata dal consiglio alla giunta comunale (Cons. Stato, IV, 20.12.2 ... Continua a leggere
mercoledì 21 novembre 2012 22:00
Il provvedimento e' sufficientemente motivato anche se rinvia ad elementi contenuti in altro atto accessibile o allegato
La motivazione di un provvedimento è da ritenere sufficiente quando essa sia completa e logica in virtù degli elementi contenuti in altro atto che, in ragione del rinvio, diviene parte integrante del primo a termini dell’art. 3 della legge n. 241/1990, norma di principio generale al riguardo.Resta fermo che il rinvio deve essere tale da rendere possibile ed agevole il controllo della motivazione attraverso l’atto richiamato per relationem che, pertanto, deve essere accessibile o, meglio, allegato (Cd.S.: Sez. IV, 17.12.2008, n. 6274; Sez. V, 11.1.2011, n. 68).
La motivazione di un provvedimento è da ritenere sufficiente quando essa sia completa e logica in virtù degli elementi contenuti in altro atto che, in ragione del rinvio, diviene parte integrante del primo a termini dell’art. 3 della legge n. 241/1990, norma di principio generale al riguardo.Resta ... Continua a leggere
sabato 17 novembre 2012 21:00
Il silenzio della pubblica amministrazione sull'istanza del privato diretta a richiedere la realizzazione di opere di urbanizzazione non può essere impugnato con il rito speciale del silenzio previsto dall’art. 117 d.lgs. n. 104/2010
Nella controversia in esame il ricorrente con il ricorso ha chiesto che fosse dichiarata la illegittimità del silenzio-inadempimento del Comune in ordine alle istanze avanzate per la realizzazione delle opere di urbanizzazione nella zona in cui erano stati dalla stessa edificati uffici e capannoni commerciali in virtù di concessione edilizia rilasciata dallo stesso Comune. Il TAR ha dichiarato inammissibile il ricorso. Il silenzio della pubblica amministrazione oggetto dello speciale rito previsto dall’art. 117 d.lgs. 104/2010, costituisce la violazione dell’obbligo di concludere il procedimento con un provvedimento espresso, contenuto nell’art. 2 dalla legge n. 241/90, come modificato dalle leggi nn. 15/2005 e 69/2009; a tale disciplina fa riferimento la stessa ricorrente nella parte in “diritto” del ricorso (pag. 3). Oggetto del giudizio risulta quindi un’attività provvedimentale dell’amministrazione, che non ha emesso l’atto conclusivo del procedimento iniziato su istanza della parte o d’ufficio. Viceversa non rientra in tale ipotesi la lamentata omissione di un’attività materiale, come nel caso di specie: la ricorrente ha infatti contestato la mancata materiale esecuzione delle opere di urbanizzazione, evidenziando le precarie condizioni igieniche della zona, a nulla rilevando, a fronte di tale situazione, l’eventuale emissione o meno da parte del Comune dei necessari provvedimenti formali, rispetto all’inattività mantenuta con riferimento alla concreta realizzazione delle opere in questione. Per completezza deve anche evidenziarsi che le opere di urbanizzazione non costituiscono corrispettivo rispetto al pagamento dei relativi oneri con il rilascio della concessione edilizia, non sussistendo alcun sinallagma tra le somme versate dal privato e la condotta che l’amministrazione deve tenere nell’interesse della salute pubblica e dell’ordinato ed igienico sviluppo del territorio.
Nella controversia in esame il ricorrente con il ricorso ha chiesto che fosse dichiarata la illegittimità del silenzio-inadempimento del Comune in ordine alle istanze avanzate per la realizzazione delle opere di urbanizzazione nella zona in cui erano stati dalla stessa edificati uffici e capannoni ... Continua a leggere
sabato 17 novembre 2012 20:41
Il rapporto di parentela degli scrutatori con i candidati alle elezioni non e' causa di nullità delle operazioni elettorali
Un’irregolarità nella nomina degli scrutatori di per sé non determina alcun vizio delle operazioni elettorali (cfr. Cons. St., V, 21 settembre 1996, n. 1149; Tar Reggio Calabria, 20 aprile 2007, n. 304). D’altronde, neppure la circostanza che uno degli scrutatori abbia un rapporto di parentela o comunque di vicinanza con i candidati alle elezioni è stata ritenuta causa di nullità delle operazioni di voto, “sia perché nulla la legge dispone al riguardo sia perché i componenti del seggio elettorale non hanno comunque alcuna discrezionalità in ordine agli adempimenti cui sono tenuti per legge ma devono attenersi a criteri oggettivi minuziosamente e rigidamente predeterminati” (C.G.A., 19 gennaio 1996 n. 1).
Un’irregolarità nella nomina degli scrutatori di per sé non determina alcun vizio delle operazioni elettorali (cfr. Cons. St., V, 21 settembre 1996, n. 1149; Tar Reggio Calabria, 20 aprile 2007, n. 304). D’altronde, neppure la circostanza che uno degli scrutatori abbia un rapporto di parentela o co ... Continua a leggere
sabato 17 novembre 2012 20:35
Per la rappresentanza in giudizio dell'Ente non serve più l'autorizzazione della Giunta Comunale
Ai fini della rappresentanza in giudizio dell'Ente, l’autorizzazione alla lite da parte della Giunta Comunale non costituisce più, in linea generale, un atto necessario ai fini dell’agire o del resistere in giudizio. Infatti nel nuovo ordinamento delle autonomie locali, in un sistema in cui il Sindaco trae direttamente la propria investitura dal corpo elettorale e costituisce egli stesso la fonte di legittimazione degli Assessori che compongono la Giunta (più diffusamente sul punto Tar Salerno, I, 24 settembre 2012 n. 1674), l’autorizzazione da parte di quest’ultima non ha più ragion d’essere.
Ai fini della rappresentanza in giudizio dell'Ente, l’autorizzazione alla lite da parte della Giunta Comunale non costituisce più, in linea generale, un atto necessario ai fini dell’agire o del resistere in giudizio. Infatti nel nuovo ordinamento delle autonomie locali, in un sistema in cui il Sind ... Continua a leggere
sabato 17 novembre 2012 12:34
Monti: resoconto dell'anno di governo
Riconquista della credibilità in Europa, patto per la crescita attraverso il risanamento della finanza pubblica, integrazione finanziaria e democratica, missioni all'estero, misure differenziali per rilanciare il Mezzogiorno, contrasto alla povertà, semplificazioni e meno vincoli a favore delle imprese, liberalizzazione delle tariffe professionali, riforma della sanità, maggiore trasparenza nelle Amministrazioni, pagamenti senza ritardo, riduzione province, lotta all'evasione, anticorruzzione. Sono questi i punti chiave che hanno informato l'azione del governo Monti in un anno di lavoro individuati negli "Appunti di Viaggio" visionabili cliccando il titolo sopra linkato.
Riconquista della credibilità in Europa, patto per la crescita attraverso il risanamento della finanza pubblica, integrazione finanziaria e democratica, missioni all'estero, misure differenziali per rilanciare il Mezzogiorno, contrasto alla povertà, semplificazioni e meno vincoli a favore delle im ... Continua a leggere
giovedì 15 novembre 2012 15:42
Approvate dalla Camera le norme su finanza e funzionamento degli enti territoriali
La Camera, dopo aver proseguito l'esame degli ordini del giorno, ha approvato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174, recante disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone ... Continua a leggere
giovedì 15 novembre 2012 15:32
Obbligo di "Quote rosa" nei Consigli Comunali
La Camera dei deputati ha approvato definitivamente una proposta di legge che favorisce la parità di genere nei consigli comunali. Queste in sintesi le novità: introduzione nella legislazione elettorale dei consigli comunali con popolazione superiore ai 5.000 abitanti e dei consigli circoscrizionali, due misure rilevanti:una quota di lista, in virtù della quale nessuno dei due sessi può essere rappresentato nelle liste in misura superiore ai due terzi dei candidati; la c.d. doppia preferenza di genere, ossia la possibilità di esprimere due preferenze per i candidati a consigliere comunale: una per un candidato di sesso maschile e l’altra per un candidato di sesso femminile della stessa lista. In caso di mancato rispetto della disposizione, si prevede l’annullamento della seconda preferenza. Per quanto riguarda le giunte degli enti locali ed i consigli regionali, non sono previste singole misure, ma è fissato il principio per cui l’atto di nomina o la legge elettorale regionale devono garantire la presenza di entrambi i sessi; disposizioni in materia di comunicazione politica e di parità nelle commissioni di concorso per l’accesso al lavoro nelle pubbliche amministrazioni. La proposta ha origine da alcuni progetti di legge, di cui uno di iniziativa governativa, approvati dalla Camera in prima lettura l'8 maggio 2012. Il 10 ottobre 2012 il Senato ha approvato la proposta di legge (A.S. 3290) con alcune modifiche e pertanto il testo ritornato all'esame della Camera in seconda lettura. Una prima modifica apportata dal Senato consiste nella estensione dell'obbligo della presenza di entrambi i sessi, oltre che nelle giunte, anche negli organi collegiali non elettivi del comune della provincia nonché degli enti, aziende ed istituzioni da essi dipendenti. La seconda modifica riguarda le conseguenze, nei comuni con popolazione compresa fra 5.000 e 15.000 abitanti, della presentazione di una lista elettorale in cui un genere è rappresentato in misura superiore a due terzi in contrasto con le disposizioni del nuovo comma 3-bis dell’art. 71 TUEL. Il testo approvato dalla Camera prevedeva che, in tal caso, la Commissione elettorale provvedesse a cancellare i nomi dei candidati del genere sovrarappresentato, iniziando dall’ultimo della lista; qualora, dopo tale operazione, il numero dei candidati rimasti in lista fosse risultato inferiore a quello minimo prescritto, la lista sarebbe stata ricusata. Nel testo del Senato viene meno la sanzione della ricusazione della lista, prevedendosi invece che la riduzione della lista non può, in ogni caso determinare un numero di candidati inferiore al minimo prescritto per l’ammissione della lista. Per quanto riguarda la disciplina dei partiti, l’Assemblea della Camera, nell’ambito della proposta di legge approvata definitivamente il 5 luglio 2012 (legge n. 96 del 2012), in materia di finanziamento dei partiti e movimenti politici ha introdotto un emendamento (em. 1.212, Amici ed altri), in base al quale i contributi pubblici spettanti a ciascun partito o movimento politico sono diminuiti del 5 per cento qualora il partito o il movimento politico abbia presentato nel complesso dei candidati ad esso riconducibili per l'elezione dell'assemblea di riferimento un numero di candidati del medesimo genere superiore ai due terzi del totale, con arrotondamento all'unità superiore.
La Camera dei deputati ha approvato definitivamente una proposta di legge che favorisce la parità di genere nei consigli comunali. Queste in sintesi le novità: introduzione nella legislazione elettorale dei consigli comunali con popolazione superiore ai 5.000 abitanti e dei consigli circoscrizio ... Continua a leggere
mercoledì 7 novembre 2012 22:17
Diritto di accesso ai documenti esercitato nei confronti di soggetti privati esercenti pubblici servizi o pubbliche funzioni
Il Consiglio di Stato nella sentenza in esame ha richiamato il consolidato orientamento giurisprudenziale (cfr. per tutte, Cons. Stato, sez. IV, 25 gennaio 2011, n. 719), a tenore del quale nel caso di esercizio del diritto di accesso nei confronti di soggetti privati esercenti pubblici servizi o pubbliche funzioni, oggetto dell’accesso non sono tutti gli atti da questi soggetti formati o detenuti, ma solo quelli che pur non costituendo diretta esplicazione della funzione o del servizio pubblico svolti, siano agli stessi legati da un nesso di diretta strumentalità.
Il Consiglio di Stato nella sentenza in esame ha richiamato il consolidato orientamento giurisprudenziale (cfr. per tutte, Cons. Stato, sez. IV, 25 gennaio 2011, n. 719), a tenore del quale nel caso di esercizio del diritto di accesso nei confronti di soggetti privati esercenti pubblici servizi o p ... Continua a leggere
mercoledì 7 novembre 2012 11:30
Province: ecco la nuova cartina geografica italiana
Le Carte Geografiche nelle scuole italiane vanno in soffitta! E' stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 259 del 6.11.2012, il decreto-legge 5 novembre 2012, n. 188 recante "Disposizioni urgenti in materia di Province e Città metropolitane", approvato dal Consiglio dei Ministri nella riunione del 31 ottobre 2012. Per visualizzare la nuova cartina geografica clicca sul titolo linkato.
Le Carte Geografiche nelle scuole italiane vanno in soffitta! E' stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 259 del 6.11.2012, il decreto-legge 5 novembre 2012, n. 188 recante "Disposizioni urgenti in materia di Province e Città metropolitane", approvato dal Consiglio dei Ministri nella riunione del ... Continua a leggere