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Timestamp: 2018-08-21 21:18:05+00:00
Document Index: 71062430

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 70', 'art. 20', 'art. 1', 'art. 50', 'art. 11', 'art. 50', 'art. 11', 'art. 50', 'art. 42', 'art. 5', 'art. 50', 'art. 42']

rel. Salazar | Codice Deontologico Forense
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Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Salazar, rel. Salazar), sentenza del 21 giugno 2018, n. 75
Pubblicato in Giurisprudenza CNF	| Contrassegnato 2018/075, rel. Salazar
Procedimento disciplinare: irrilevante l’impedimento a comparire del precedente difensore
L’istanza di differimento dell’udienza disciplinare non può essere accolta ove non documenti un impedimento assoluto a comparire e, in ogni caso, ove riguardi un difensore privo di mandato a difendere il ricorrente (Nel caso di specie, l’istanza di rinvio proveniva dall’avvocato che aveva assistito l’incolpato avanti al Consiglio territoriale e privo di procura speciale per il giudizio dinanzi al CNF).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Picchioni, rel. Picchioni), sentenza del 21 giugno 2018, n. 74
Pubblicato in Giurisprudenza CNF	| Contrassegnato 2018/074, 2018/075, rel. Picchioni, rel. Salazar
Il comma 4 dell’art. 4 della legge 247/12, il quale prevedeva che “l’avvocato può essere associato ad una sola associazione” è stato espressamente soppresso dalla L. 4 agosto 2017, n. 124. Il comma 3 dell’art. 70 del CDF traeva origine da una disposizione primaria, oggi abrogata.
Consiglio nazionale forense (rel. Salazar), parere del 18 aprile 2018, n. 19
Pubblicato in Prassi: pareri CNF	| Contrassegnato 2018/019, rel. Salazar
L’art. 20, comma 1, della L. 247/2012 prevede la sospensione dall’esercizio professionale durante il periodo della carica dell’avvocato eletto o nominato a determinate funzioni pubbliche, ivi tassativamente indicate. L’incarico di Capo Segreteria del Sottosegretario di Stato di un Ministero non rientra in detto elenco ed è quindi escluso dalla suddetta previsione.
È comunque consentito all’avvocato iscritto all’albo di chiedere la sospensione dall’esercizio professionale ai sensi del secondo comma del citato articolo 20.
Consiglio nazionale forense (rel. Salazar), parere del 21 marzo 2018, n. 12
Pubblicato in Prassi: pareri CNF	| Contrassegnato 2018/012, rel. Salazar
Il CDD di Napoli formula il seguente quesito: “se agli avvocati stabiliti in Italia va applicata la disciplina di cui all’art. 1, commi 1 e 2 D. Lvo n. 96/2001 o deve ritenersi tale normativa implicitamente abrogata ai sensi dell’art. 50 n. 4 legge 247/2012”.
La risposta al quesito è nei seguenti termini:
Vanno richiamati preliminarmente i commi 1 e 2 dell’art. 11 del D. Lgs. 2.2.2001, n. 96, i quali così rispettivamente dispongono:
1. Nell’esercizio dell’attività professionale, l’avvocato stabilito è soggetto, per ogni violazione delle disposizioni contenute o richiamate nel presente titolo, al potere disciplinare del Consiglio dell’ordine competente. Sono ad esso applicabili, con le modalità e le procedure previste dall’ordinamento professionale, le sanzioni disciplinari contemplate dalle norme in materia vigenti.
2. Prima di avviare un procedimento disciplinare, il Consiglio dell’ordine ne dà immediata comunicazione alla competente organizzazione professionale dello Stato membro di origine, fornendo ogni informazione utile, con l’avvertenza che i dati non possono essere utilizzati al di fuori dei fini propri dell’organizzazione.
Le suddette disposizioni non possono ritenersi abrogate dall’art. 50 della L. n. 247/2012 avendo natura di norme speciali emanate in attuazione della direttiva 98/5/CE volta a facilitare l’esercizio permanente della professione di avvocato in uno Stato membro diverso da quello in cui è stata acquisita la qualifica professionale, fatta salva la spettanza del potere disciplinare ai neoistituiti Consigli distrettuali di disciplina.
Il comma 2 dell’art. 11, sopra riportato, non è infine incompatibile con l’art. 50, c. 4, della L. 247/2012, in quanto dispone soltanto a carico del COA un’attività procedimentale propedeutica all’avvio del procedimento disciplinare, limitata all’immediata comunicazione di detto avvio alla competente organizzazione professionale dello Stato membro d’origine ovvero all’autorità giurisdizionale davanti alla quale l’avvocato stabilito è ammesso ad esercitare la professione.
Consiglio nazionale forense (rel. Salazar), parere del 21 marzo 2018, n. 11
Pubblicato in Prassi: pareri CNF	| Contrassegnato 2018/011, rel. Salazar
Il COA di Milano chiede di sapere se in caso di esposto contro un praticante quest’ultimo è soggetto al potere disciplinare del COA ai sensi dell’art. 42 L. 247/2012 o a quello del Consiglio distrettuale di disciplina ai sensi dell’art. 5, c. 2 della medesima legge.
Ai sensi dell’art. 50 della L. P. il potere disciplinare appartiene ai Consigli distrettuali di disciplina forense, al quale sono assoggettati anche i praticanti, tenuti all’osservanza degli stessi doveri e norme deontologiche degli avvocati. Il richiamo nell’art. 42 della L. 247/2012 al Consiglio dell’Ordine deve essere inteso nel senso che ai praticanti sono estese, sotto il profilo disciplinare, le disposizioni che regolano il procedimento disciplinare nei confronti degli avvocati.
I poteri del COA sono precisati negli artt. 50 (c. 4) e 61, nonché nel regolamento sul procedimento disciplinare.
Consiglio nazionale forense (rel. Salazar), parere del 21 febbraio 2018, n. 4
Pubblicato in Prassi: pareri CNF	| Contrassegnato 2018/004, rel. Salazar
Pubblicato in Prassi: pareri CNF	| Contrassegnato 2018/001, rel. Salazar